In questi giorni, dopo la presentazione del progetto di modifica dello statuto comunale da parte del consigliere Paolo Cerilli, abbiamo notato che dalla maggioranza non è arrivato ancora un segnale di risposta. Voglia di glissare? Speriamo di no!

Terracina Rialzati appoggia la proposta di non dare assessorati agli eletti e ai candidati al consiglio comunale.

Questo pensiero denota la volontà di rendere immune il consiglio da “snaturazioni” di sorta. Noi sentiamo la necessità di rilanciare la proposta del consigliere e ci permettiamo di aggiungere alcuni punti imprescindibili:

Oltre a non potere ricoprire alcun posto da assessore, gli eletti e i candidati

  1. non dovranno ricoprire cariche di presidente in società miste o enti vari e strumentali;
  2. non potranno entrare nei cda di società miste o enti vari e strumentali;
  3. non potranno far parte del nucleo di valutazione, o fare i revisori dei conti.

Il rilancio della proposta con nuovi vincoli nasce dal presupposto che gli incarichi sopra elencati si dovrebbero assegnare per MERITOCOMPETENZE e non per “contentino o convenienza politica“.

Inoltre aiuterebbe il tema, a noi caro, di separazione della politica dagli interessi economici privati.

Tornando al consiglio comunale: chi si candida e poi viene eletto ha il diritto-dovere di svolgere il mandato di rappresentanza che il popolo democraticamente gli ha assegnato. Un consiglio comunale fatto di persone autorevoli, poiché votate, è garanzia di controllo sull’operato della giunta e di tutti gli enti collegati.

Poi la qualità del voto non è questione opinabile. La città ha i governanti che vota. Se vota male o secondo logiche di “non meritocrazia“, è giusto che sia male rappresentata in consiglio comunale.

Inoltre se pensiamo alla composizione del consiglio comunale oggi, prendiamo atto di quanto non rappresenti più la maggioranza della città.

Decine di surroghe hanno annullato di fatto la qualità della nostra massima assise: i consiglieri per caso che abbiamo visto (ascoltato impossibile) in consiglio, una volta agguantata la sedia, sembra possano votare di tutto pur di non perderla.

Se la proposta che vi proponiamo fosse già in vigore ci saremmo risparmiati improbabili assessori, consiglieri rappresentativi del proprio condominio, cda poco competenti, nuclei di valutazione “influenzati” ecc.

Per concludere sarebbe molto bello un annuncio pre-elettorale della squadra di giunta che una coalizione si propone di nominare in caso di vittoria elettorale. Ma non sarà così semplice da preparare.

Chi viene chiamato a governare dovrebbe avere il buon senso di dotarsi sempre di figure di rilievo per i ruoli amministrativi.

Qui di seguito rilasciamo il testo integrale della proposta del consigliere Cerilli.

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/carica_assessorile_-_proposta_di_modifica

Terracina Rialzati


Nota del TerracinaBlog.com: il post di cui sopra è stato tratto dal sito internet di Terracinarialzati

Comments Nessun commento »

statua-romana-rubata-a-terracina_bis

Dal museo civico «Pio Capponi» di terracina a un’importante galleria antiquaria
sulla Madison Avenue di Manhattan, New York, in attesa di finire in qualche
blasonata collezione privata.
Certamente una vetrina molto «in», ma finalmente
la statua di marmo trafugata una notte di tanti anni fa potrà ritornare a casa.
Grazie all’occhio superclinico del maresciallo capo dei carabinieri, Michele
Speranza, in servizio a Roma presso il comando per la Tutela Patrimonio
Culturale. Il militare era in vacanza nella grande mela, e passando davanti la
galleria d’arte è rimasto insospettito da quella statua che gli sembrava
familiare. Quel torso femminile panneggiato, tipo flora, un’eccellente scultura
acefala di donna con una cornucopia al braccio sinistro, non gli era affatto
nuova. Il carabiniere ha deciso di vederci chiaro. Prima ha fatto qualche scatto
discreto con il suo cellulare, poi ha chiesto informazioni sulla scultura. I
suoi sospetti sono stati confermati dall’atteggiamento del gallerista,
immediatamente circospetto e molto poco disponibile a parlare e far fotografare
le opere esposte. Rientrato in Italia il maresciallo ha avviato i controlli del
caso, trovando conferme al suo intuito. La statua era inserita nella Banca Dati
dei beni culturali rubati. Il furto risaliva alla notte tra il 15 e 16 giugno
1988 dal museo di terracina, quando il torso scomparve con altre sei opere
marmoree. Il personale del reparto operativo, comandato dal tenente colonnello
Raffaele Mancino, ha ricostruito la vicenda fornendo le prove del furto alla
Immigration and Customs Enforcement di New York-JFK, tramite il corrispondente
ufficio presso l’ambasciata USA a Roma, con la richiesta di bloccare la vendita
del torso marmoreo, risalente al I-II secolo d.C. L’organismo americano ha
sequestrato la scultura e fatto scattare le indagini sulla sua provenienza I
particolari della vicenda sono stati illustrati ieri mattina presso la sede del
reparto operativo con il generale Pasquale Muggeo, comandante dei carabinieri
dei beni culturali, il tenente colonnello Raffaele Mancino, il direttore
generale per le antichità del Ministero dei Beni Culturali Stefano De Caro, e il
vice direttore dell’ufficio Ice di New York Mona Forman. Il reperto di marmo ha
un eccezionale valore storico-artistico ed è stimato sui 500 mila euro. E’ stato
definitivamente restituito al patrimonio culturale italiano. Ora si trova  nel
caveau del comando, in attesa del nulla osta dell’autorità giudiziaria di Latina
per poter tornare finalmente a terracina.  Dove ci auguriamo sia accolto
degnamente.
Rita Recchia

37000 [11]

Villa Lauretti, terza puntata. Ormai sta assumendo i tratti di una fiction
tragicomica la vicenda dei lavori a San Silviano, Terracina, che vedono
coinvolto in prima persona il consigliere comunale Alfredo Lauretti. Nei giorni
scorsi è arrivata per lui la seconda denuncia per violazione di sigilli, dopo
quella dello scorso ottobre. Ancora una volta c’hanno pensato i vigili urbani
del comandante Pecchia dopo aver accertato la continuazione di quei lavori ai
quali era stato intimato lo stop. Il secondo, per essere precisi. Esattamente
come la volta scorsa, insieme al consigliere Lauretti sono state denunciate per
lo stesso reato la moglie, che ha con lui la comunione dei beni, e l’anziana
madre. Anzi, tutto era cominciato proprio da quest’ultima visto che a lei era
toccata la prima denuncia per violazione di sigilli lo scorso agosto. In quel
caso la donna si era assunta l’intera responsabilità dell’abuso, ovvero una
villa a più piani di circa 1500 metri quadrati, con garage e altri annessi e
connessi. Ma la municipale aveva fatto ulteriori accertamenti, scoprendo come
non tutto fosse della mamma 70enne di Lauretti. Qualcosina, infatti, figurerebbe
sulla particella catastale a nome dello stesso consigliere, tra l’altro ex
presidente della commissione urbanistica del Comune. Per questo motivo a ottobre
era partita un’integrazione all’informativa di reato che la municipale aveva
spedito ad agosto in Procura a carico della sola mamma di Lauretti, inserendo
anche i nomi del figlio e della nuora.  Ma, a quanto pare, qualcuno considera i
sigilli una specie di optional del quale si può fare a meno. Tanto che i lavori
in via di Pietra Stretta, a San Silviano, sarebbero continuati. La mega villa
sarebbe stata munita di finestre e porte-finestre con vetrate sulla veranda,
oltre a rifiniture interne. Inoltre sarebbe stato aggiunto anche il rivestimento
di una sorta di tunnel di oltre 140 metri quadrati, forse destinato a diventare
un secondo immobile. Tutte cose che per legge non andavano fatte. Di qui una
nuova informativa di reato per violazione di sigilli a carico di Alfredo
Lauretti, moglie e mamma.
Rita Recchia

37000 [2]

Pusher, ladro e col vizietto delle armi.
I carabinieri hanno arrestato A.F., 36enne
di Terracina, sorpreso con le mani nel
sacco. La brillante operazione degli uomini
del Nucleo operativo radio mobile, agli
ordini del tenente Mario Giacona, è scattata
ieri all’alba. Mancavano pochi minuti
alle 6 quando i militari hanno fermato
l’uomo. Addosso i carabinieri gli hanno
trovato modiche quantità di sostanze stupefacenti.
È dalle successive perquisizioni
in casa che sono saltate fuori armi e refurtiva.
Nell’abitazione del 36enne, infatti, i
carabinieri hanno trovato circa 13 grammi
di eroina e materiale vario per il confezionamento
delle dosi. Nascosti c’erano pure
tre coltelli di genere proibito e infine la
refurtiva di un «colpo» appena messo a
segno. Si tratta di una mini-moto e alcuni
capi d’abbigliamento trafugati poche ore
prima da un appartamento. I tre coltelli e
la droga sono stati posti sotto sequestro. La
refurtiva è stata restituita al proprietario.
F. A.

37000 [3]


La bomba alla succursale dell’Itc ‘Bianchini’ e la questione dell’Alberghiero
nel Professionale ‘Filosi’.
Si è parlato soprattutto di scuole nel consiglio
comunale dell’altra sera. All’unanimità contro l’attentato subito dal Tecnico-
Commerciale (vedi altro articolo in questa pagina), ha fatto da contrappunto
l’approvazione di un ordine del giorno per la salvaguardia dell’indirizzo
enograstronomico che è riuscito a passare soltanto a maggioranza. Tutti
d’accordo che l’indirizzo di studi resti a Terracina, consenso generale anche
sulla necessità che al ‘Filosi’ vengano dati gli spazi necessari, ma Paolo
Cerilli, investito dal sindaco del compito di occuparsi del problema, proponeva
di aprire un tavolo di concertazione con la Provincia, mentre il Pd ha
presentato un ordine del giorno in cui chiedeva di trovare nell’immediato quegli
spazi nella elementare ‘Elisabetta Fiorini’. Lunga mediazione, condotta dal
democratico Domenico Zappone, e poi nell’ordine del giorno viene inserito il
tavolo di concertazione e sparisce l’ipotesi della verticalizzazione
(accorpamento sotto un’unica dirigenza del ‘Filosi’ e della ‘Fiorini’), fermo
restando l’impegno del primo cittadino a reperire locali per aule e laboratori
all’interno della scuola elementare, da tempo in calo di iscritti. Cerilli,
però, resta sulle sue posizioni e si astiene, ritenendo inattuabile la proposta.
Con lui altri sei della maggioranza, ma il sindaco Stefano Nardi ed un altro
paio di pidiellini, bocciando di fatto l’operato di Cerilli, votano con la
minoranza. Risultato: 14 voti a favore e sette astenuti. Il documento impegna il
primo cittadino «a reperire preferibilmente nell’edificio che ospita l’E.
Fiorini, i locali da assegnare all’Istituto Filosi per le sue necessità
didattiche e ad invitare la Provincia e gli Enti di competenza, nel più breve
tempo possibile, ad un tavolo di concertazione, in una pro- L spettiva di
valenza comprensoriale, per pianificare le successive azioni miranti alla
valorizzazione del Filosi con l’allestimento dei laboratori per il settore
enogastronomico e la realizzazione di un edificio esclusivamente dedicato
all’Istituto Filosi nel territorio di Terracina». «Il Consiglio ritiene infatti
-termina l’ordine del giorno-, che tale istituzione scolastica, che ha già dato
molteplici prove a livello locale, regionale e nazionale, di professionalità e
qualità, non possa essere collocata che nel Comune di Terracina, per la sua
vocazione turistica, per le numerosissime strutture alberghiere e della
ristorazione presenti nel territorio comunale e limitrofo, e anche per via della
sua ubicazione e delle vie di collegamento, essendo Terracina posta al centro
della provincia».
Andrea Di Lello

37000 [4]

La scorsa estate aveva cercato di rubare 300 euro dalla cassa del cinema Traiano
di terracina.
Messo in fuga dal titolare, che in tanto aveva allertato il 113,
il ladro aveva lasciato a terra la refurtiva perdendo il cellulare. La polizia
ha effettuato i dovuti accertamenti arrivando a un rumeno 22enne residente a
Livorno del quale la polizia scientifica di via Petrarca ha reperito le foto. Il
titolare del cinema ha riconosciuto sulle foto-segnaletiche il furfante,
immortalato dalle telecamere all’interno del cinema. Adesso la polizia di
Livorno procederà all’elezione di domicilio del ragazzo che non potrà tornare in
terracina per i prossimi tre anni per la misura del foglio di via obbligatorio.
Giovedì pomeriggio personale della squadra volante ha controllato una vettura
con a bordo 5 cittadini extracomunitari, di cui due tunisini regolari e tre
indiani clandestini. I clandestini sono stati arrestati, ma uno di loro è stato
ricoverato in quanto affetto da epilessia. In realtà la vettura controllata era
l’abitazione degli stranieri che, non avendo altro ricovero, erano stati
costretti ad usare il veicolo anche per dormire in condizioni igienico-sanitarie
veramente preoccupanti. Si è così provveduto anche alla rimozione del veicolo e
alla disinfestazione dei luoghi interessati.
Ri.Re.

37000 [5]

Una baby gang «specializzata» nel fabbricare ordigni esplosivi fatti in casa.
Questa la pista investigativa su cui indaga la polizia di Terracina dopo il raid
vandalico che la notte tra martedì e mercoledì ha causato non pochi danni
all’istituto tecnico commerciale «Bianchini». L’ordigno fatto esplodere davanti
il portone d’in – gresso della succursale in viale Circe, infatti, potrebbe
essere stato confezionato «in casa» da giovani abili quanto spregiudicati,
disposti a tutto pur di mettersi in mostra. Gli agenti del Commissariato di
Terracina, agli ordini del vice questore aggiunto Rita Cascella, starebbero
seguendo proprio la pista dell’atto vandalico. Secondo quanto ricostruito dagli
inquirenti, qualcuno ha scavalcato la recinzione dell’istituto scolastico, ha
posizionato la bomba carta davanti il portone e poi ha innescato l’ordigno.
Dotato ovviamente di una miccia lunga qualche metro. Necessaria, una volta
accesa, a consentire ai malviventi di fuggire via prima della d e fl a g ra z i
on e . Le ricerche si c o n c e n t r a n o sull’ordigno. Si tenderebbe ad
escludere che i vandali possano aver acquistato la bomba, la cui potenza è
simile a quella dei botti più pericolosi e rumorosi che animano le festività
natalizie, in particolare il Capodanno. Il traffico illecito di prodotti di
questo genere di solito inizia ai primi di dicembre, quando le «bombe» e i
petardi rudimentali vengono comprate a suon di decine di euro. Ma può anche
darsi che i responsabili dell’esplosione dell’altra notte al «Bianchini» – e
questo potrebbe essere l’aspetto più inquietante dell’intera vicenda – abbiano
confezionato la bomba in casa. Del resto basta sfogliare alcune pagine del Web
per trovare numerosi portali con tutte le informazioni su come si realizzano
ordigni altamente pericolosi. I petardi esplosi un paio di settimane fa, sempre
nel piazzale della scuola diretta dal preside Vincenzo Lattao, potrebbero essere
stati una «prova generale» prima dello «spettacolo» di mercoledì notte. Le
indagini restano difficili: nessuno ha visto nulla e l’edificio non è dotato di
un sistema di video sorveglianza. Intanto oggi i tecnici della Provincia hanno
lavorato all’interno della scuola per mettere in sicurezza lo stabile,
danneggiato pesantemente dal raid vandalico all’ingresso dell’edificio e
nell’aula computer. Ma già oggi le lezioni
torneranno a svolgersi regolarmente.
Francesco Avena

37000 [6]

Giovane extracomunitario di origine indiana, malato di scabbia, è stato soccorso
ieri pomeriggio dagli uomini della Croce Rossa di stanza all’ospedale «Fiorini».
Lo straniero ieri cercava di rifugiarsi presso la cooperativa «Ali della Fenice
» in via Traiano ma, viste le sue condizioni, gli operatori sociali hanno
richiesto l’intervento dei vigili urbani e del personale medico del pronto
soccorso. Il giovane extracomunitario, a quanto pare affetto dalla scabbia, è
stato dunque

ricoverato.
F. A.

37000 [7]

Tutto, o quasi, da rifare nella questione della camera ardente allestita dalla
proprietà dell’hospice nel condominio «Concordia», a terracina.
Si era pensato
che tra la Segesta e gli inquilini si fosse giunti a un’intesa, ma ci si
sbagliava. Nessun accordo è stato raggiunto, né per quanto riguarda la nuova
collocazione della camera ardente (che per i condomini è una camera mortuaria a
tutti gli effetti) né sul loro risarcimento economico. La direzione
dell’hospice, rappresentata dall’avvocato Corrado De Angelis, si sarebbe
rifiutata di versare un rimborso forfettario di 30 mila euro che i condomini
volevano devolvere in beneficenza alla onlus «AnnaLaura», attiva all’interno
della stessa struttura sanitaria. «Hanno rifiutato un gesto tanto bello» il
commento degli inquilini. Avevano anche chiesto che la camera venisse trasferita
nell’attuale ambulatorio di Dermatologia dell’edificio principale della «Villa
Azzurra». Nell’incontro precedente questa sembrava la proposta avanzata
dall’hospice: traslocare la camera ardente o in direzione della cappella o
nell’ambulatorio. L’avvocato del condominio, Adelindo Maragoni, aveva fatto
subito notare come la soluzione migliore sarebbe stata la seconda. Inoltre era
parso che la Segesta volesse chiudere anche la questione dei soldi. Dopo
un’assemblea condominiale, i residenti avevano optato per i 30 mila euro da
donare ad «AnnaLaura» e la camera trasferita nell’ambulatorio di Dermatologia.
Proposta rifiutata dai vertici della struttura sanitaria. Tutto rinviato al
prossimo 17 dicembre quando il Ctu nominato dal giudice illustrerà il proprio
progetto. Non manca chi continua a chiedersi come sia stato possibile
autorizzare una collocazione del genere per una stanza tanto particolare, anche
da un punto di vista igienico-sanitario. Chi è stato lì, assicura che proprio
dalla camera ardente ci sarebbe la possibilità di accedere al laboratorio
analisi. Accesso, sembra, utilizzato spesso, anche quando c’è gente che veglia
sul proprio defunto.
Rita Recchia

37000 [8]

In pochi minuti di una Lancia Y di proprietà di una 40enne rumena, commessa in
un supermercato di Terracina, è stata devastata dalle fiamme.
L’auto era
parcheggiata in piazza Assorati nel centro storico, ora è ridotta a un cumulo di
lamiere e poco altro. A lanciare l’allarme, intorno alle 3 di mercoledì notte, i
residenti allarmati dal fumo e dal pericolo che le fiamme potessero colpire
anche altri mezzi posteggiati nelle vicinanze. I vigili del fuoco, dopo aver
domato l’incendio, hanno effettuato un accurato sopralluogo. Ma non hanno
rinvenuto tracce che riconducano le fiamme alla matrice dolosa. I carabinieri,
però, al momento non escludono la pista
dell’attentato doloso.
F. A.

37000 [9]

Meglio tardi che mai. Presto anche a Terracina aprirà uno sportello anti usura.
Che la piaga dei prestiti a strozzo abbia messo le radici nell’economia locale
lo dimostrano i recenti fatti di cronaca, con due operazioni di carabinieri e
polizia, nove persone finite nel mirino degli inquirenti tra arresti e denunce
che hanno portato a galla giri di strozzinaggio ampiamente diffusi tra
imprenditori e nomi eccellenti della società terracinese. E a dimostrare come il
fenomeno abbia fatto tante, troppe vittime, ci sono i dati dello sportello
inaugurato solo cinque mesi fa a Monte San Biagio. Su 46 denunce raccolte d a l
l a Fondazione «Wanda Vecchi», che gestisce il servizio per contrastare il
dilagare del fenomeno, l’80% arriva proprio da Terracina. Quasi tutti i casi
denunciati allo sportello anti-usura provengono dritti dalla città del Tempio di
Giove in cui, evidentemente, l’usura ha fatto più vittime che altrove. E dove la
disperazione è arrivata a un punto tale da spingere decine di «strozzati» a
trovare il coraggio di denunciare tutto. Anche alla luce di questi dati
allarmanti, la necessità di aprire uno sportello anti-usura a Terracina è
diventata impellente. Ecco perché la giunta provinciale si è impegnata ieri ad
approvare una delibera in cui si chiede la partecipazione a un bando regionale.
Al progetto aderirà la Fondazione «Wanda Vecchi», mettendo a disposizione la sua
équipe di professionisti e quindi la possibilità di aiutare le persone grazie al
fondo regionale e nazionale anti usura. Resta l’amarezza per non averci pensato
prima. Già a giugno, infatti, il Comune di Terracina avrebbe potuto aprire lo
sportello. Ma l’ammini – strazione locale, dopo essere stata informata del
progetto dagli assessori provinciali Marco Tomeo e Silvio D’Arco, rispose
picche. Oggi, dunque, anche su sollecitazione di politici locali come
l’esponente dell’Udc Pierpaolo Marcuzzi, la possibilità di aprire uno sportello
anti-usura è diventato realtà. Ma per fare questo l’amministrazione comunale è
stata «scavalcata» dal progetto realizzato dalla Provincia. Il fatto che decine
di vittime dell’usura negli ultimi cinque mesi abbiano denunciato la propria
situazione allo sportello di Monte San Biagio è senz’altro un segnale positivo.
Chi finisce nella rete dei prestiti a strozzo ha iniziato ad alzare la testa.
Chiede solo di poter lanciare il proprio grido d’allarme a una struttura
adeguata, ma questo l’amministrazione comunale non l’aveva capito.
Francesco Avena

37000 [10]

Continua la trasmigrazione di consiglieri comunali dal Pdl ad altre forze
politiche.
Dopo l’uscita di Francesco Zicchieri, Fabio Caiazzo, Domenico
Pietricola anche Roberto Bellezza esce e sceglie di approdare in un partito che
a Terracina sta all’opposizione: l’Udc. Bellezza ha comunicato il suo passaggio
nella giornata di ieri nel costituendo Partito della nazione guidato dal
coordinatore Gianfranco Azzola. Quest’ultimo si è già detto soddisfatto della
new entry, convinto che l’adesione di Bellezza «sia un segnale di come il
partito stia crescendo di giorno in giorno». Più difficile è interpretare le
posizioni critiche espresse da Bellezza solo qualche giorno fa in merito alla
perimetrazione del Parco degli Ausoni, argomento su cui l’Udc, a partire dal
senatore Michele Forte passando per i locali Pierpaolo Marcuzzi, Gianni Percoco
e Davide Minchella, è stato più che chiaro. Ma questi, a ben vedere, appaiono
solo dettagli di fronte alla più incombente riorganizzazione in chiave
elettorale di partiti e consiglieri. Bellezza nell’Udc incontrerà peraltro un
suo vecchio collega di partito. Quel Giuliano Masci che sta creando una certa
«maretta» tra i centristi.
D.R.

37000 [1]

Comments 1 Commento »

terracina-torre-gregoriana-di-inizio-secolo-anni-20_bis

Diecimila euro per togliere una «fattura » e liberare dal male una donna con
pratiche sessuali.
E’ questa la storia ricostruita attorno al mago Hermes, al
secolo Vincenzo Di Monda, classe 1954, ieri rinviato a giudizio per truffa e
violenza sessuale. I fatti contestati risalgono al 2004, quando l’uomo, di
origini campane, «operava» a Terracina. A rivolgersi presso il suo «studio» una
giovane donna che sperava di risolvere i suoi problemi coniugali. Una donna
fragile e depressa. Una facile preda per il mago Hermes, che nel giro di poco
avrebbe ottenuto la sua totale fiducia tanto da indurla a pagare diecimila euro,
senza battere ciglio, per uscire dal tunnel. Sarebbe stato solo l’inizio di un
incubo. Lui le avrebbe fatto credere di essere in pericolo di vita e che per D
sciogliere definitivamente la fattura e superare la conseguente crisi coniugale
sarebbero stati necessari più incontri. Durante i successivi appuntamenti,
infatti, il mago si sarebbe approfittato della condizione di soggezione
psicologica a cui lui stesso aveva sottoposto la donna, 38enne all’epoca dei
fatti e residente a Roma. La vittima dell’inganno, come risulta dagli
accertamenti svolti dagli inquirenti, avrebbe così subito diversi rapporti
sessuali in uno stato di totale inconsapevolezza. Quanto basta per accusare il
mago, oltre che di truffa, anche di violenza sessuale. Una storia fatta di
strani rituali e presunti poteri magici. L’intera vicenda è stata ricostruita
ieri in udienza preliminare davanti al giudice Guido Marcelli, del Tribunale di
Latina. Nel corso della stessa la posizione del mago è stata difesa
dall’avvocato Carlo Perrotta, del foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). A
rappresentare la parte offesa l’avvocato Rosaria Grasso Peroni di Roma. Una
vicenda assurda quella che la pubblica accusa – in aula il pubblico ministero
Pigozzo – ha fatto emergere davanti al Gup. Al giudice non è rimasto altro che
rinviare a giudizio il mago per entrambi i capi di imputazione. Il processo
avrà inizio il prossimo 26 gennaio, presso il Tribunale di Latina.
R.C.

 

Netturbini di nuovo sul piede di guerra alla Terracina Ambiente. Si fermano per
due ore d’assemblea questa mattina gli opeatori ecologici per discutere degli
ormai cronici problemi relativi alla mancanza di mezzi e della precarietà delle
assunzioni dei 13 stagionali. Ieri ancora non erano arrivati gli stipendi del
mese di ottobre, segnali che preoccupano la categoria che già ieri si era
fermata per un’ora e domani si fermerà addirittura per tre ore. A ll ’origine,
i difficili rapporti tra dipendenti e società e l’assenza di chiarezza
sull’applicazione del piano transitorio, che prevedeva nuovi camion,
vestiario, e l’assunzione dei netturbini precari.
D.R.

Sono all’incirca le 3, quando il silenzio della notte viene violentato da uno
scoppio forte.
Si saprà poi che viene dal lungomare e, precisamente, dalla sede
staccata dell’ITC Bianchini. All’origine una bomba-carta, scoppiata vicino ad
una porta della sede scolastica, situata nel complesso della Pro Infantia.
Indaga la Polizia su un misterioso attentato avvenuto l’altra notte. Sul posto
gli agenti hanno trovano uno sconquasso quasi da tromba d’aria. La
controsoffittatura in toghe di metallo del portico d’ingresso era venuta tutta
giù, collassata dalla compressione forte dell’esplosione. Vicino ad un portone
trovano i resti di un ordigno, che era esploso, procurando danni anche
laboratorio informatico adiacente. Si trattava di un frammento di carta di
colore giallo della lunghezza di un dito, che la Scientifica provvederà ad
esaminare insieme ad altri frammenti. ìNon riusciamo a spiegarci l’accaduto”
commenta il preside dell’Istituto Prof. Vincenzo Lattao. La sede staccata
dell’ITC accoglie 350 alunni, che, in attesa della messa in sicurezza
dell’androne, ieri ed oggi non sono stati lasciati entrare. Già una quarantina
di giorni fa era scoppiata un’altra bomba–carta, che non aveva prodotto
conseguenze di sorta. Un’escalation, figlia di un malumore per la condizione di
precarietà e di insufficienza del febbraio è stato assolto.
Ercole Bersani

Definirla provocatoria appare addirittura riduttivo, perché il suo vero effetto
potrebbe stravolgere le dinamiche elettorali a cui sono abituati i politici a
Terracina.
Il consigliere comunale di maggioranza Paolo Cerilli lancia una
stoccata ai colleghi consiglieri e chiede di modificare lo statuto comunale
(articolo 22) nella parte in cui definisce le regole per la nomina degli
assessori. Secondo l’ex sindaco dovrà essere vietato ai cosiddetti «primi
eletti» in Consiglio comunale di ricoprire, solo in virtù dei consensi
ricevuti, l’incarico di assessore. Un’idea che può sembrare rivoluzionaria
ma che al contrario è ispirata al più rigido rispetto della
legge. Dimostrazione ne sia il fatto che la proposta non arriva da un
«picconatore» dell’anti-politica ma da una figura navigata. Che pone un
problema politico. Secondo il consigliere si tratta solo di stabilire un
principio democratico. «La vigente normativa nazionale in tema di conferimento
di incarico assessorile prevede in capo al Sindaco il potere di nomina di
soggetti esterni», spiega Cerilli, e solo in via eccezionale «fra i consiglieri
comunali ». È la scoperta dell’u ovo di colombo, ma farà saltare dalla sedia
più di qualcuno. La «ratio» della norma si intravede, continua l’ex sindaco,
sia «nell’esigenza di riservare la carica assessorile a soggetti dotati di
particolare competenza» che nel «salvaguardare l’esercizio pieno ed imparziale
delle funzioni di controllo e vigilanza ». Chi vuole fare il consigliere,
insomma, deve ambire a controllare e non ad amministrare. Un deterrente,
insomma, non solo contro il carrierismo sfrenato di chi, fatto il pieno di voti,
non vede l’ora di salire in giunta anche a costo di compromettere gli
equilibri di maggioranza, ma anche contro «l’assunzione di comportamenti
“elettorali – stici” che tendono oggettivamente ad assecondare logiche di
natura puramente clientelare». Una bella mazzata a quella prassi ormai assodata
che secondo Cerilli rischia di determinare uno «svuotamento dell’effettiva
rappresentatività del Consiglio Comunale» e lo «snaturamento delle ordinarie
funzioni di vigilanza e controllo sulla Giunta Comunale da parte del
Consiglio». Sarà da vedere se la politica intenda realmente cambiare passo. E
capire che essere eletto non vuol dire essere promosso in giunta.
Diego Roma

Dieci ore di consiglio comunale. L’assise, l’altra notte a Terracina, si è
protratta fino alle 6: che l’Azienda speciale fosse un argomento scottante era
cosa nota, ma che impegnasse i consiglieri in un tour de force nessuno poteva
prevederlo. Come è finita? La maggioranza è rimasta compatta e ha respinto la
mozione presentata da Gino Di Mauro, il consigliere di minoranza aveva chiesto
un dibattito per chiarire se l’ente che avrebbe dovuto rivoluzionare i servizi
sociali della città potesse essere sciolto. Il rappresentante dei Verdi aveva
anche delle remore sull’assunzione diretta del direttore d’azienda. «Il
procedimento che ha portato alla nomina temporanea di direttore nella persona
di Carla Amici non è corretto sotto il profilo costituzionale», ha tuonato Di
Mauro. La minoranza ha criticato l’abbandono del sistema cooperativistico. La
maggioranza però è rimasta compatta per cui l’Azienda speciale non è stata
sciolta e continuerà il suo operato. «Sono già state fatti passi importanti:
abbiamo aperto lo sportello immigrazione, il trasporto gratuito per malati
oncologici e riaperto il centro diurno per disabili», ha spiegato il presidente
dell’Azienda Valerio Golfieri.
D.Sper.

 

Azienda Speciale, tutto in regola. La lunga offensiva del verde Gino Di Mauro
contro la multiservizi si infrange in consiglio comunale contro una maggioranza
a ranghi incompleti e in agitazione, ma pur sempre maggioranza. Domenico
Pietricola, per esempio, nella seduta dell’altro ieri si affaccia giusto il
tempo per annunciare che lui e l’assente Roberto Bellezza, due dei «diciotto»
pidiellini ribelli, si sono dimessi dal gruppo berlusconiano per entrare nel
gruppo misto. Segno che la mediazione in corso tra i «diciotto» e il
coordinatore comunale del partito non convince tutti gli interessati. Dopo la
risposta ad una decina di interrogazioni, il consiglio entra nel vivo. Di Mauro
ha chiesto l’annullamento per autotutela dell’articolo 23 dell’Azienda Speciale
e della delibera che istituiva l’organismo. Note le contestazioni che il verde,
ma anche i democratici, rivolgono a questi atti: si va dalla nomina del
direttore (Carla Amici) per chiamata diretta invece che per pubblico concorso,
alla nomina dello stesso direttore e del consiglio di amministrazione prima
ancora della istituzione della Azienda; irregolare, inoltre, viene considerata
la istituzione della multiservizi senza che nel contempo fosse sciolta
l’Istituzione per i Servizi Sociali; irrispettosa delle procedure, infine,
sarebbe la destituzione di Roberto Marzullo dalla presidenza dell’Azienda. Il
nuovo presidente, Valerio Golfieri, ottiene di essere audito dai consiglieri
durante la seduta e fa mettere agli atti una sua relazione con la quale
ribadisce la legittimità della multiservizi e dei suoi provvedimenti, anche per
quanto riguarda le assunzioni. Questione delicata, questa, di cui Di Mauro si è
spesso occupato, denunciando quelle che considera forzature della normativa. Il
verde è tornato di nuovo sull’argomento e ha polemizzato con Golfieri: secondo
il presidente, il fatto che l’Ispettorato del Lavoro non ha sanzionato la
multiservizi è la prova della correttezza dell’operato di quest’ultima; Di
Mauro, invece, ha spiegato che l’Inps ha segnalato all’Ispettorato l’anomalia
per la quale contratti occasionali, valevoli trenta giorni, sono stati
prorogati per diversi mesi. Il voto, come detto, dà torto al verde. Unanimità,
al contrario, sull’ordine del giorno a favore dello sviluppo della sede locale
della Università di Cassino. Ma intanto si è fatto tardi, anche se il consiglio
va avanti, fino a quando qualcuno cede e fa mancare il numero legale. Sono le
cinque e ci sono da discutere diversi progetti Suap. Sarà per la prossima
volta. Oggi, nuova seduta consiliare. Si parlerà anche del «Filosi » e della
carenza di strutture dell’indirizzo Alberghiero. La dirigente dell’Istituto,
Anna Maria Masci, ha scritto una lettera al sindaco con cui chiede spazi nella
elementare «Fiorini » per aule e laboratori.
Andrea Di Lello

 

Perdere a Zagarolo ci poteva stare. Forse però le futurine avevano la
possibilità di fare qualcosina di più. Il 3 a 1 finale rispecchia comunque la
partita che ha visto le terracinesi in grande spolvero soprattutto nel finale
di primo set quando sono riuscite a recuperare dal 19 a 24. Grazie al turno in
battuta di Federica Paccassoni, le ospiti chiudevano alla grande la prima
frazione. Poi però lo Zagarolo rimetteva le cose a posto e confermava di essere
la grande pretendente alla vittoria del Campionato. «Dovevano essere perfette
contro una squadra del genere – ha ammesso l’allenatore Tonino Federici – ; ma
da questa sconfitta dobbiamo cogliere il lato positivo e lavorare in palestra
sempre meglio». Sabato alle 17.30 arriverà la I.C.S. Roma, un’altra formazione
da prendere con le molle che non fa mistero di puntare in alto e comunque di
entrare di nuovo nei play off. Una gara a questo punto importante per le
ambizioni delle terracinesi che, è bene ricordarlo, erano reduci da quattro
vittoria consecutive prima della battuta d’arresto di Zagarolo. Nel settore
giovanile inizio confortante per l’Under 14 targata Caffè Centrale. Le atlete
di Arcangelo Vaccarella hanno battuto 3 a 0 i Vigili del Fuoco prendendo subito
dimestichezza con questo torneo. Il gruppo è lo stesso che vinse l’Under 12 due
anni fa e ha conquistato le semifinali Under 13 nella passata stagione.
«Possiamo far bene – ha detto Vaccarella -, anche se a noi preme soprattutto la
crescita singola dell’atleta e non a caso abbiamo studiato una formula che
prevede l’integrazione graduale di alcune ragazze del settore giovanile negli
allenamenti della prima squadra». A tal propositivo va intesa con grande
soddisfazione la convocazione di Ilaria Paccassoni al primo raduno del CQR. La
lunga e positiva tradizione della Pallavolo Futura terracina ’92 prosegue.

Avvio di stagione piuttosto soddisfacente per la Polisportiva Pallavolo
terracina.
La compagine allenata da Delfo Barboni si sta rendendo protagonista
di un avvincente inizio di campionato, che le consente attualmente di godere di
un’ottima posizione di classifica. Un terzo posto maturato in seguito a quattro
vittorie e una sconfitta, in cinque gare che fino a questo momento hanno
evidenziato l’ottimo lavoro svolto in estate dal presidente Luca Di Girolamo. I
tredici punti conquistati finora parlano chiaro: i «delfini» hanno qualità,
carattere e una chiara intenzione, quella di giocarsela contro chiunque, di
partita in partita, e restare saldamente nelle zone alte. Sabato scorso,
l’ultima bella soddisfazione: al «PalaCarucci» i pontini hanno battuto la SS
Lazio Pallavolo Roma con il risultato netto di tre a zero, gettandosi alle
spalle la sconfitta di misura rimediata in quel di Cicciano due settimane fa,
quando nonostante una prestazione tutta cuore e grinta i delfini hanno dovuto
cedere il passo al quinto set, probabilmente anche a causa di un arbitraggio
sfavorevole, perdendo la vetta di una classifica che comunque continua a
sorridere ai terracinesi. Perché la vetta è distante soltanto due lunghezze,
occupata attualmente da uno Zammarano lanciato, forte di una compagine di
livello, bravo a prevalere nella scorsa giornata sul campo del Veroli con il
risultato netto di tre a zero, e intenzionato, ovviamente, a scrollarsi il
fiato sul collo delle sue dirette inseguitrici. Che sono il Trivianum Triggiano,
stazionante un punto sotto, reduce dalla bella vittoria esterna sul Lucera
(1-3), e, appunto, il terracina. Che è lì, e non vuole perdere punti preziosi.
Sia per restare agganciato alle zone alte della classifica, sia per evitare che
proprio quell’Alfieri Cicciano che lo ha sconfitto due settimane fa possa
fargli un altra sorta di sgambetto, sopravanzandolo in classifica. Per tal
motivo, bisognerà fare attenzione nelle prossime gare, che vedranno i ragazzi
di Delfo Barboni affrontare prima la Ars Et Labor in quel di Avellino, sabato
20, poi il Lucera, al «PalaCarucci». Con il presidente Di Girolamo che ha
chiesto al popolo terracinese di unirsi ancora di più attorno alla squadra, e
di far sentire il proprio calore sulla pelle di questi ragazzi che stanno
donando allo sport terracinese tante belle soddisfazioni.

 

Trasloco mercato, scatta l’esposto. Stretto tra i vincoli archeologici e una
previsione urbanistica complessa e a tratti contraddittoria. L’Archeoclub ha
inviato un esposto a Regione, Sovrintendenza e Corte dei Conti perché
verifichino la legittimità dell’ultima delibera consiliare con cui è stata
approvata la variante urbanistica per lo spostamento del mercato settimanale in
va Prebende. Secondo l’associazione il documento «contrasta sia con le norme di
tutela in vigore, relative al vincolo archeologico dell’area, sia con le norme
urbanistiche del Piano del “S etto re Nord- Ovest”, sia con le previsioni del
Piano Generale del Traffico Urbano» oltre ad essere «viziata» dal punto di
vista procedurale. L’Archeoclub invita la Sovrintendenza ad intervenire per
ripristinare il «valore archeologico dell’area» e alla Regione di vigilare «sia
in relazione alla necessità di tutela delle preesistenze archeologiche del sito
e del suo contesto monumentale, ambientale e paesaggistico, sia in relazione
all’irrego – larità ed illegittimità della deliberazione consiliare».
L’associazione infine interpella la Corte dei Conti per verificare se ci sia
«sperpero di denaro pubblico » nei ripetuti tentativi, tutti andati a vuoto, di
trasferire il mercato. Tentativi che sono costati circa 500 mila euro e che
potrebbero costare ancor di più.
D. R.

Comments Nessun commento »

terracina-vista-dal-ponte-e-animata-1919_bis

Sarebbero oltre trenta le vittime del giro di usura su cui indaga la polizia:
decine di imprenditori attivi nel settore ittico e in quello della ristorazione
a Terracina e dintorni. Trenta
commercianti caduti nella morsa dei prestiti a
strozzo, una «rete» talmente fitta che gli agenti dei Commissariati di
Fondi e Terracina tentano di ricostruire non senza difficoltà. Le ricerche,
infatti, non sono per nulla semplici: gli inquirenti hanno acquisito, nel corso
delle perquisizioni domiciliari, nelle abitazioni e presso gli istituti di
credito passati al setaccio, materiale sufficiente per ricondurre nel vortice
del giro d’usura interno al mercato del pesce almeno una trentina di
imprenditori. Ma a fronte di queste decine di commercianti «strozzati» tra
Terracina, Fondi, M.S. Biagio, Sabaudia e il Circeo, chi più chi meno con
picchi addirittura di centinaia e centinaia di migliaia di euro, solo un paio
di vittime hanno denunciato il fenomeno alle forze dell’ordine. La polizia di
Terracina e Fondi, agli ordini dei vice questori Rita Cascella e Massimo Mazio,
devono dunque fronteggiare lo scoglio dell’omertà, dal silenzio delle numerose
vittime che, pur trovandosi imbavagliate nel «sistema», hanno fino a oggi
preferito restare ai margini. Ma grazie agli accertamenti degli inquirenti, su
disposizione del sostituto procuratore titolare dell’indagine, il
pm Raffaella Falcione, si è potuto constatare come i prestiti a strozzo fossero
una pratica piuttosto abituale non solo per i due o tre che hanno sporto
denuncia, ma per un numero dieci volte superiore di imprenditori e
commercianti. Il cerchio sul giro dei prestiti a tassi usurai portato a galla
dalle indagini della polizia, quindi, appare ancora lontano dall’essere chiuso.
Anche perché, a quanto sembra, più si scava e più si trova materiale utile
all’inchiesta. Rapporti tra commercianti, assegni che corrono veloci da una
mano all’altra, titoli emessi e finanziamenti «sospetti» in cui è tutta da
verificare la responsabilità delle banche. Gli inquirenti sono fiduciosi
sull’esito dell’inchiesta che nei prossimi giorni potrebbe portare a ulteriori
sviluppi. Anche clamorosi per la realtà economica e imprenditoriale di
Terracina e dei Comuni limitrofi.
Francesco Avena

Per Nicola Procaccini si schiude la porta per entrare in Parlamento.
Le ultimissime sul portavoce del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, lo
vogliono piazzatissimo per una candidatura alla Camera dei Deputati,
nell’eventualità ormai sempre più reale che si ricorra ad elezioni anticipate.
Il salto di qualità del figlio dell’ex deputata azzurra Maria Burani era atteso
ed è nell’ordine delle cose, visto che da tempo Nicola pratica gli ambienti
politici romani ai livelli più alti, grazie al suo legame (una volta anche
sentimentale) con la Meloni. A Terracina, già da un po’ si diceva che a
Procaccini junior era stato offerto qualcosa di più della candidatura a sindaco
nelle amministrative del 2011. Ora questo qualcosa in più si precisa nel
promesso inserimento del «nostro» in una lista del Pdl in un collegio sicuro
con la sponsorizzazione del ministro. Tra l’altro, la sua età si armonizza con
un processo di svecchiamento del personale politico pidiellino che Berlusconi
si accingerebbe ad attuare soprattutto nella Camera. Si tratta adesso di
aspettare gli eventi politici nazionali per capire se e quando si voterà, ma
Nicola, come tutti gli altri interessati, sta preparando il terreno per
diventare il secondo dei Burani-Procaccini a sedere in Parlamento. E la
candidatura a sindaco di Terracina? Intanto, si osservi che le cariche di
deputato e primo cittadino non sono incompatibili e, comunque, la prassi degli
ultimi anni consente di superare tutti gli ostacoli che ne impediscono il
cumulo. Dunque, in linea di principio Nicola può stare a Montecitorio e nello
stesso tempo guidare il Municipio. Resta che il portavoce della Meloni va
ripetendo ormai da tempo che non è disposto a candidarsi alla massima carica
cittadina se il Pdl non si presenterà unito. Cosa che al momento sembra molto
problematica, sebbene negli ultimi giorni ci siano stati dei contatti tra il
Pdl ufficiale, rappresentato dal coordinatore Gianluca Corradini, e i
«diciotto» consiglieri comunali ed assessori «ribelli», nelle persone del
capogruppo consiliare Sandro Monti e dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni
Masci. Non è ancora chiaro quale potrà essere l’esito di P questi abboccamenti
e c’è anche chi sospetta che Corradini intenda semplicemente spaccare il fronte
dei ribelli, offrendo una manciata di posti nella lista delle amministrative
del prossimo anno. Ma anche se i pidiellini non riuscissero a ricomporre le
loro fratture, non è detto che a Procaccini sarebbe concesso di dedicarsi
interamente alla campagna elettorale delle elezioni politiche. A Nicola,
insomma, potrebbe essere richiesto un duplice sforzo, al quale il portavoce
difficilmente potrebbe sottrarsi senza compromettere in qualche modo le sue
aspirazioni di salire alla ribalta della politica nazionale. Ma si tratta di
scenari, al momento, troppo futuribili. Nel frattempo, va preso atto che la
Meloni continua ad avere a cuore la carriera del suo portavoce, tanto da
trasformare la vicina disfatta del governo Berlusconi nell’occasione della vita
per Nicola.
Andrea Di Lello

 

Il suo nome circola sempre più insistentemente nell’arena politica. Non c’è
occasione, ai convegni come sul Web, in cui non venga menzionato, non di rado
con commenti lusinghieri, come il personaggio che potrebbe avviare un nuovo
corso per la città. Il giudice di Pace Eugenio Fedele potrebbe presto uscire
allo scoperto. Indiscrezioni sempre più frequenti lo danno come uno dei
possibili candidati a sindaco. Solo voci di corridoio per il momento, ma è
chiaro l’appr ezzamento bipartisan che il magistrato riscuote tra la gente.
Volto noto soprattutto per il suo lavoro al Tribunale di Terracina, da dove
sono uscite sentenze che poi hanno dato spunto a diverse inchieste che hanno
chiamato in causa il Comune di Terracina, Fedele potrebbe decidere di smettere
i vestiti del magistrato e indossare quelli della politica. Il magistrato
attualmente non ha ancora sciolto la riserva, ma in molti lo stanno tallonando.
Gli uomini a lui più vicini assicurano che il giudice Fedele potrebbe prendere
in considerazione l’ipotesi di candidarsi a sindaco soltanto se si aprisse una
larga intesa tra le forze politiche. Una sorta di terzo polo in cui mettere da
parte le lotte politiche per dare precedenza ai contenuti. Per il momento le
bocche restano cucite, ma parlano i fatti. L’intervento del giudice Fedele
all’incontro sulla legalità che si è tenuto la scorsa settimana dice bene
come il magistrato abbia, in un modo o nell’altro, l’intenzione di affrontare
tematiche cruciali in mezzo alla gente. Un segnale che ha lanciato anche sul
Web, con il suo profilo di Facebook dal quale apre discussioni e lancia le sue
idee. Insomma, il magistrato che ha scosso più di una volta la politica locale
da un’aula di tribunale, potrebbe mettersi a capo di una lista civica o di una
coalizione, in tempi in cui i partiti di entrambi gli schieramenti sono in
profonda crisi, alle prese con spaccature interne e defezioni. Non si esclude
anzi la possibilità che una sponda arrivi proprio dai partiti. La presenza del
consigliere comunale Vincenzo Coccia al convegno di sabato scorso, benché in
veste di avvocato e privato cittadino, non può passare inosservata. Coccia ha
ribadito in più occasioni, anche in veste di consigliere, qual è suo cavallo di
battaglia. E quelle di sabato scorso potrebbero essere state soltanto le prime
prove di dialogo.
Diego Roma

Bravo Loreto Maragoni, ma contro l’inquinamento del mare non basta organizzare
una conferenza dei sindaci.
Vittorio Marzullo, segretario di Sinistra, Ecologia
e Libertà, in una lettera aperta agli operatori economici della città, loda lo
sforzo dell’assessore all’Ambiente, che ha convocato i primi cittadini dei
comuni del comprensorio per il prossimo 30 novembre. Ma è una iniziativa che
«ha dei grossi limiti -puntualizza il segretarioche rischiano di pregiudicare
realmente il buon esito della conferenza, e quindi avere un impatto zero nella
realtà». Infatti, si legge nella lettera, «il B nostro mare è fortemente
inquinato dai nostri liquami, tanto è che la parte di litorale vietato alla
balneazione, più rilevante, è quello che va dalla sinistra del nostro porto,
alla foce di canneto, lì dove nel bel mezzo è situato il depuratore di Via
Delle Cave. Nel 2008 la Giunta Marrazzo ha stanziato per il Comune di Terracina
due milioni di euro per allacciare al depuratore di Borgo Hermada, attualmente
sotto utilizzato, una parte delle fogne che ancora oggi scaricano in Via Delle
Cave. Questo finanziamento è stato perso perché da parte del comune di
Terracina questi soldi non sono mai stati utilizzati». Secondo Marzullo, dunque,
«non abbiamo le carte in regola per pretendere nulla dai Comuni limitrofi se
prima non ci mettiamo a posto noi; paradossalmente noi non solo pretendiamo che
altri facciano quello che noi, diretti interessati, non facciamo, ma perdiamo
in modo sacrilego anche i finanziamenti ». Inoltre, «l’assenza della Regione
dalla conferenza, in presenza di piccoli comuni senza un centesimo in tasca,
rischia di far sì che la conferenza sia solo un qualificato scambio di vedute,
perché senza soldi non si fanno cantieri e quindi i depuratori ». La lettera
tocca anche il problema del servizio di igiene urbana e quello della tutela e
del recupero dei beni culturali, rispetto ai quali vengono denunciate quelle
che sono considerate le responsabilità dell’attuale amministrazione comunale.
«Quindi -termina Marzullo-: città sporca e puzzolente, mare ancora più sporco,
più beni culturali in abbandono, uguale meno turismo, meno turismo qualificato
e, di conseguenza, meno lavoro e quindi reddito per chi a Terracina fonda le
proprie entrate, ed è la stragrande maggioranza delle famiglie, sul turismo».
A.D.L.

 

Dapprima fornitori amici, poi amici benefattori, alla fine usurai. Potrebbe
essere stato questo il tipo di rapporto intercorso tra i due imprenditori
ittici di Terracina, denunciati dalla polizia per un presunto giro di
strozzinaggio, e alcune delle loro vittime. Tra loro, infatti, figurano anche
ristoratori della zona, che forse si rifornivano di pesce da quelle stesse
persone che, a un certo punto, hanno finto di volerle aiutare in un momento di
sofferenza economica e poi, invece, hanno pensato a metterci il proverbiale
carico da novanta. Un giro di favori tra amici e colleghi dove, però, a
gonfiarsi le tasche erano sempre e soltanto gli stessi. Le indagini della
polizia di Terracina e Fondi, coordinate dai vice questore Rita Cascella e
Massimo Mazio, continuano a concentrarsi sugli aspetti più tecnici della
complicata vicenda. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti tutti quei
numeri, quelle cifre riportate sui documenti sequestrati, sia nelle abitazioni
degli indagati che nelle agenzie di quattro banche di Terracina. Tutto ruota
attorno al tasso d’interesse praticato dai denunciati, per verificare se sia
stata superata o meno quella famigerata soglia oltre la quale scatta la bieca
pratica dell’usura. A ogni modo si allungano ombre sempre più lunghe sulla
realtà socio- economica di una città dove, se da una D parte i casi di presunto
strozzinaggio stanno aumentando, dall’altra non si parla nemmeno più di
attivare uno sportello anti- usura, come ne sono nati di recente nelle vicine
San Felice Circeo e Monte San Biagio. Nei mesi scorsi qualcuno si era battuto
in questa direzione trovando anche un immobile adatto allo scopo, non ottenendo,
però, segnali dall’amministrazione. Forse in Palazzo sono convinti che a
Terracina uno sportello del genere non serva. Salvo, poi, nuove operazioni
delle forze dell’ordine che dicono esattamente l’opposto.
Rita Recchia

 

Una cosa così, a Terracina, non si era mai vista. Ben 23 ristoratori tutti
insieme a cucinare e servire a tavola pietanze prelibate. L’associazione
«AnnaLaura » per la cura e la tutela dei degenti oncologici, in collaborazione
con «Terracina a Tavola» ha fatto davvero bingo. La cena di solidarietà,
avvenuta nei giorni scorsi presso l’hotel «Torre del Sole» per r ac co g li er
e fondi è stata un successo senza precedenti. E non solo perché sono stati
donati da oltre 300 convitati circa 10 mila euro, ma anche per l’entusiasmo con
cui l’iniziativa è stata organizzata. Tanti imprenditori locali tutti uniti per
una staffetta di solidarietà che ha consentito al l’associazione
«AnnaLaura» di acquistare un videolaringoscopio per interventi
chirurgici su pazienti affetti da patologie devianti della laringe o della
trachea. Il macchinario è stato donato al polo pontino dell’Università La
Sapienza di Roma, di stanza all’ospedale «Fiorini» di Terracina. È stata anche
l’occasione per premiare gli studenti più meritevoli del Corso di Laurea in
scienze infermieristiche, che con le loro tesi si sono particolarmente
contraddistinti. A riceve il premio i neolaureati Erika Vitti, Onorato Di Manno,
Martina Pannozzo, Emanuela Zicchieri. Proprio quest’ultima ha realizzato una
tesi di laurea dal titolo: «Hospice, la dignità oltre la cura». Un elaborato
basato sull’attività che l’Hospice oncologico presso la clinica Villa Azzurra
svolge grazie ai contributi raccolti dall’associazione «AnnaLaura». Il testo,
ritenuto estremamente meritevole dai docenti del polo pontino della Sapienza,
sarà anche stampato e pubblicato sulla rivista «Archivio medico pontino ».
Quanto al videolaringoscopio entrerà presto in funzione grazie alla generosità
davvero infinita dei cittadini che hanno preso parte alla cena di
beneficenza organizzata dalle associazioni «Terracina a tavola» e «AnnaLaura».
F. A.

Ieri anche i musulmani di Terracina hanno festeggiato l’Eid ul-Adha, la festa
del Sacrificio (o del «legamento» di Ismaele).
In questo periodo si fa il
pellegrinaggio alla Mecca. Chi non partecipa al pellegrinaggio, si unisce ai
riti della Mecca celebrando a casa la festa di Eid ul-Adha. I musulmani che
vivono in città hanno indossato i loro abiti di festa partecipando a una
riunione speciale di preghiera al mattino. Poi c’è stato un breve discorso con
un abbraccio finale per farsi gli auguri reciprocamente con il saluto
tradizionale «Eid Mubarak », che significa «Festa benedetta». Poi i musulmani
hanno fatto visita alle case degli amici condividendo i pasti, con doni di
regali e dolci ai bambini.
Ri.Re.

E’ bastato un nuovo temporale per scatenare un secondo black out elettrico che ha messo fuori uso decine di elettrodomestici. Il condominio è sempre lo stesso, quello di via Dante Alighieri, a terracina, dove già all’inizio del mese si era verificato un episodio simile. A chi era andato in tilt il frigorifero, a chi la lavastoviglie e la televisione, a chi si erano bruciate le prese della corrente. E tutti a chiedersi chi dovesse risarcirli dei danni. Se lo chiedono ancora di più adesso, dopo che lunedì scorso un altro black out elettrico ha provocato un nuovo tilt negli stessi appartamenti. Gli inquilini sono ancora più arrabbiati perché stanno assistendo al solito scaricabarile di responsabilità. Dopo il primo episodio gli operai che si occupano del verde pubblico avevano tagliato i rami che fuoriuscivano dal confinante parco del Montuno. Abbattendosi sul palo della corrente che fornisce energia elettrica all’intero palazzo, avevano aumentato la tensione elettrica da 220 a 430 volts. Di chi era la responsabilità? Dell’Enel o del Comune a cui spetta la manutenzione delle piante dei parchi pubblici? L’ente pubblico è intervenuto, ma lunedì è successo di nuovo. I tecnici dell’Enel sono tornati sul posto ventilando la necessità di dover tagliare la pianta «incriminata», e per questo servirebbero svariate autorizzazioni. C’è però anche da dire che da tempo i condomini avevano avvisato la stessa Enel di alcune lesioni nel palo e di fili elettrici a penzoloni, alla mercé delle intemperie. Morale della storia: altri danni per gli utenti che stanno pensando di presentare un esposto per tutelarsi.
Ri.Re.

Il Terracina prosegue a piccoli passi. Dopo due sconfitte consecutive, i biancazzurri domenica hanno pareggiato (1-1) sul campo del Lariano. «Un risultato giusto – chiarisce mister Mauro Pernarella – non abbiamo giocato un calcio fluido e creato molto, com’era capitato in altre circostanza, ma sono soddisfatto dell’atteggiamento dei ragazzi». Il Lariano è una squadra in salute, prima di affrontare i tigrotti aveva realizzato 11 gol in tre partite: «Il reparto avanzato è sicuramente il punto di forza della compagine allenata da Ferretti: noi siamo stati bravi a controllarli; peccato per l’indecisione sulla rete di La Rosa – continua Pernarella – Eravamo un po’ nervosi, atteggiamento comprensibile quando si è reduci da due sconfitte». Il tecnico ha dato una chance importante al giovane terracinese Vincenzo Macchiusi: «Ha giocato la sua prima partita da titolare e ha risposto benissimo. Sono contento quando ragazzi del vivaio si mettono in evidenza», conclude Pernarella. Domenica rientreranno anche Grandullo (affaticamento al flessore della coscia destra) e lo squalificato Balestrieri, che ha scontato il turno di stop. Domenica i tigrotti saranno impegnati con l’Artena in casa: i castellani di Paolo D’Este sono reduci dal successo sulla capolista Frascati.
D. Sperl.

Hanno fatto furore tra gli altri donatori con i loro mitici bolidi. Ma
soprattutto hanno compiuto un bellissimo gesto di altruismo donando il loro
sangue che sarà usato per aiutare dei perfetti sconosciuti. Sono i «Vespisti
Terracinesi» che lo scorso 14 novembre sono stati presso la sezione locale
dell’Avis. «Abbiamo pensato a questa iniziativa per poter dare un esempio a
molti che credono sia una questione superflua – aveva spiegato Guido,
presidente dell’associazione, annunciando l’iniziativa – ma il problema della
carenza di sangue è da prendere con serietà e noi nel nostro piccolo cercheremo
di fare del nostro meglio». I vespisti si sono incontrati nel parcheggio del
supermercato Coop, per poi raggiungere la sede dell’Avis al «Fiorini» in sella
ai loro bolidi. Davvero una bella iniziativa, molto ben accolta dallo staff
dell’Avis che spera nell’adesione di tanti altri giovani.
Ri.Re.

Il presidente del Consiglio Patrizio Avelli si scopre… futurista. L’esponente
della maggioranza Nardi, secondo voci di corridoio, sembrerebbe vicino al nuovo
movimento di Futuro e Libertà, nato su iniziativa del Presidente della Camera
Gianfranco Fini. Avelli sarebbe intenzionato a ricoprire un ruolo di primo
piano all’interno del nuovo schieramento, che a Terracina sta nascendo
sotto banco intorno alle figure, tra gli altri, dell’assessore ai servizi
sociali Francesco Zicchieri e al consigliere Fabio Caiazzo. Secondo qualche
voce bene informata a Palazzo, Avelli si giocherebbe addirittura la possibilità
di mettersi alla guida di una lista alle prossime elezioni amministrative
proprio sotto l’egida di Futuro e Libertà. Secondo qualcuno Avelli sarebbe
tentato niente poco di meno che dall’idea di proporsi come papabile primo
cittadino.
F. A.

Comments Nessun commento »

terracina-vista-via-appia-da-hotel-1962_bis

Alla fine non si farà nulla, se non cacciare i soldi «a buffo». È andato in fumo
anche il progetto di mobilità sostenibile approvato nel 2006
dall’amministrazione comunale e finanziato dalla Regione per un milione 350 mila
euro. Il parcheggio seminterrato previsto sulla rampa Braschi con tanto di
ascensori per accedere alla città antica è saltato. Il Comune e la ditta Micos,
aggiudicataria dell’appalto, hanno consensualmente
rescisso il contratto. La società, che non fu mai messa in
condizione di operare, ha però chiesto il pagamento degli eleborati esecutivi e
della riprogettazione indicata dalla Sovrintendenza. Sono 30 mila euro, sborsati
praticamente senza aver ottenuto nulla. Prosegue così, sull’onda dello spreco di
soldi pubblici, la politica dei lavori pubblici a Terracina. Evidentemente
quell’opera tanto contestata da residenti e associazioni, così come l’aveva
prevista il Comune non si poteva fare. Carta straccia, che però costa cara.
Segno che nel settore dei lavori pubblici esiste un problema. Non è il primo
caso di soldi buttati per progetti mai realizzati. Si ricorda il caso di via
Stella Polare, sede inizialmente deputata al mercato settimanale, che dopo il
ripensamento è costata di lavori circa 250 mila euro. E che dire dei 150 mila
euro pagati alla ditta che doveva eseguire l’escavo del canale dei pescatori?
Altro progetto rimasto nel cassetto ma i cui errori progettuali sono costati
cari. Resta da capire poi cosa si intende fare del parcheggio al Montuno.
Appalto già affidato, una parte dei lavori iniziati, ma se dovesse saltare sono
altri soldi dei cittadini che vanno a farsi friggere. Si va avanti così, a
pagare ditte senza ottenere servizi e opere. A questo rischio sono esposti tutti
gli altri progetti in cantiere. Non ultimo il nuovo trasferimento del mercato in
via Prebende. Anche lì, tra i tira e molla sono stati spesi diverse migliaia di
euro per attrezzare l’area. E dello spostamento ancora nulla. Non c’è alcun
dubbio. Ai lavori pubblici un problema esiste. Eccome.
Diego Roma



Le banche avevano un ruolo rilevante nel giro d’usura a Terracina. Il sistema
messo in atto da due commercianti di 40 anni e 68 anni, che hanno le loro
attività di prodotti ittici nella zona del porto di Terracina, si forniva delle
“dritte” dei bancari. I due usurai sono stati denunciati venerdì scorso, ma il
mosaico è molto più complesso e articolato di quanto non si pensasse:
all’attività illecita partecipavano personaggi insospettabili. Nelle indagini
portate avanti dagli agenti del commissariato di Fondi e Terracina sono finiti
tre istituti di credito. Ieri sono state effettuate una serie di acquisizioni,
verifiche e sequestri di materiale cartaceo presso tutte le agenzie delle tre
banche situate all’ombra del Tempio di Giove. In particolare sono stati
sequestrati titoli ed assegni comprovanti verosimilmente il giro d’affari,
interessi e vantaggi usurari che intercorrevano tra gli indagati e i diversi
commercianti che si sono trovati in condizione di debolezza economica. Le
pressioni inducevano le vittime, ridotte sul lastrico, a vendere addirittura i
loro beni per placare le esose richieste degli indagati. Gli inquirenti stanno
verificando la regolarità della movimentazione dei castelletti (finanziamento
bancario a breve termine) e degli effetti giacenti (cambiali da pagare), dei
quali va però verificata la riscontrabilità tra l’emissione degli effetti e la
reale motivazione commerciale. Nel corso delle perquisizioni, effettuate dagli
uomini dei vice-questori Rita Cascella e Massimo Mazio, sono stati rinvenuti
altri titoli aventi come debitori noti operatori commerciali della ristorazione
(tre si trovano a Terracina) e dei prodotti ittici (tre pescherie di Terracina e
una di Sabaudia), che hanno le loro attività anche a Fondi e Monte San Biagio;
le somme che venivano mosse erano elevate. Sono in corso ulteriori indagini per
la valutazione delle singole posizioni di coloro che favorivano l’illecita
intermediazione finanziaria, anche attraverso le operazioni bancarie volte ad
eludere le norme antiriciclaggio. Gli usurai si sarebbero serviti di alcuni
dipendenti degli istituti di credito che fornivano la situazione economica delle
vittime. Un sistema ben collaudato che portava gli strozzini ad agire a colpo
sicuro. Negli ultimi giorni le denunce degli usurati sono aumentate: i tassi
d’interesse applicati sarebbero da vero strozzinaggio. Un bollettino inquietante
quello in cui versa Terracina colpita negli ultimi tempi da operazioni antiusura
che testimoniano le difficoltà socio-economiche della città. Non sono esclusi
altri colpi di scena dopo le perquisizioni effettuate dagli agenti all’interno
dei locali degli indagati.
di DANIELE SPERLONGA


È stato un errore commesso dal Comune nel 2001 a determinare la riduzione dei
collegi provinciali per Terracina.
La questione è stata discussa lo scorso
giovedì nell’aula consiliare di via Costa, sede della Provincia, dove si stanno
ricomponendo i nuovi collegi in base alle indicazioni sui tagli alle spese della
macchina burocratica. Per Terracina sono previsti due collegi, uno dei quali
però a metà con Monte San Biagio. La scelta è la conseguenza di un errore del
Comune, che nella trasmissione dei dati del censimento del 2001 ha previsto 36
mila abitanti. Per cercare di risolvere l’inghip – po in provincia il
consigliere Rossano Alla ha intenzione di incontrare il Prefetto. «Nel 2001
eravamo 41 mila abitanti – spiega -. In collabo razione con l’uffi – cio
demografico del Comune ho ottenuto i dati reali, che giustificherebbero per
Terracina 2 collegi autonomi. Ho verificato che nel 2004 a Terracina sono stati
riconosciuti 42 mila abitanti. Ora sto preparando una relazione e chiederò un
incontro al Prefetto con il censimento corretto dal Comune». Alla si riserva
anche di chiedere «indipendentemente da come andrà a finire» di riaffrontare il
ridisegno dei collegi per le elezioni del 2013, perché sarà a quel punto pronto
il censimento generale 2011. «In questi anni si sono verificate nuove dinamiche
demografiche – conclude Alla -. Dal 2001 siamo cresciuti di almeno 2000 abitanti».
D. R.


Petardi talmente forti da sembrare una bomba, esplosi davanti la vetrina di un
negozio di ottica del centro cittadino.
I fatti sono accaduti domenica poco dopo
la mezzanotte, quando qualcuno si è divertito a esplodere degli ordigni talmente
forti da mandare in allarme un intero quartiere. Il primo ad accorrere alla
finestra, però, è stato proprio il titolare dell’ottica che abita a poca
distanza dal suo esercizio commerciale. L’imprenditore ha immediatamente
composto sulla tastiera del telefono il 113. Una squadra volante del
Commissariato di polizia, dunque, si è recata sul posto e ha avviato tutti gli
accertamenti del caso. Sono stati effettuati i rilievi perché, pur propendendo
gli inquirenti per l’azione vandalica, al momento non si può escludere che quei
petardi fossero indirizzati proprio contro la vetrina del negozio di ottica.
Lievi i danni riportati all’esterno dell’attività commerciale, che quindi ieri
ha potuto tranquillamente aprire i battenti e lavorare. Stando alle
testimonianze raccolte dagli agenti, coordinati dal vice questore Rita Cascella,
ad esplodere i violenti petardi sarebbero stati due giovani che, dopo aver
innescato i «botti», si sono dati alla fuga in sella a uno scooter.
Francesco Avena


La polizia passa le banche al setaccio. In una dopo l’altra, ieri mattina, gli
agenti dei Commissariati di Terracina e Fondi hanno eseguito blitz e sequestri
in tutte le filiali di tre istituti di credito. All’interno delle agenzie
«visitate » dalla polizia, tutte a Terracina e tra le più gettonate dai clienti,
sono stati acquisiti documenti, effettuati sequestri di «carte», assegni, titoli
emessi ai clienti indagati e ai probabili usurati. Tutto utile alle indagini
condotte dalla polizia di Fondi e Terracina su disposizione della Procura della
Repubblica di Latina e che ha portato finora alla denuncia per il reato di usura
di due noti imprenditori ittici, di 40 e 68 anni, accusati di stritolare nella
morsa dei prestiti a strozzo numerosi concorrenti nel settore del mercato del
pesce nonché noti ristoratori tra Terracina, Sabaudia, Fondi, il Circeo, Monte
San Biagio. In banca gli agenti coordinati dai vice questori Rita Cascella e
Massimo Mazio, sono entrati ben sicuri di uscirne carichi di documenti tra le
mani. E così è stato: sono stati prelevati tutti i documenti cartacei
comprovanti i rapporti finanziari tra i presunti usurai e le vittime. Sotto
sequestro titoli ed assegni che senza lasciare troppi margini di dubbio
dimostrano il «giro d’affari», interessi e «vantaggi usurari» che negli ultimi
mesi hanno spinto gli imprenditori economicam ente in difficoltà
a rivolgersi agli strozzini, loro colleghi o fornitori. In particolare
l’indagine dei poliziotti adesso si concentra in questo momento sulla regolarità
dei cosiddetti «castelletti », operazioni bancarie molto diffuse tra
imprenditori e commercianti e che, secondo gli accertamenti ancora in corso da
parte degli inquirenti, potrebbero aver costituito uno strumento fondamentale
nell’alimentare il giro di prestiti a strozzo. Infatti la movimentazione dei
«castelletti» consente alla banca di concedere al proprio cliente, in questo
caso le vittime dell’usura, finanziamenti a breve termine. Una pratica diffusa
soprattutto tra gli imprenditori che ottengono il credito in base a fatture
emesse ma non ancora incassate, che consentono di ottenere in tempi stretti la
liquidità di cui hanno bisogno. E proprio sulla movimentazione di questi
finanziamenti così agili e veloci adesso la polizia sta accendendo i propri
riflettori. Non si esclude, infatti, che vista la frequenza con cui questo tipo
di finanziamento veniva concesso ai protagonisti di questo losco giro d’affari,
i prestiti a breve termine servissero soltanto a mettere «una pezza» ai propri
debiti, senza riuscire tuttavia a colmare le richieste sempre più soffocanti da
parte degli usurai. I «castelletti» sarebbero regolari ma gli scopi per cui
venivano richiesti sono comunque oggetto di una delicata e complessa indagine.
Deve essere infatti verificata appieno la riscontrabilità tra l’emissione degli
effetti e la reale motivazione commerciale.
Francesco Avena

Comments Nessun commento »

terracina-tramondo-e-lungomare-anni-50_bis

Potrebbero profilarsi risvolti decisivi anche su presunti appoggi in banca
nell’operazio ne anti-usura condotta dagli agenti dei Commissariati di polizia
di Terracina e Fondi.
P
er ridurre sul lastrico numerosi, forse decine di
imprenditori attivi nel settore ittico e della ristorazione nel territorio tra
Terracina, Sabaudia, Fondi e altri Comuni limitrofi, potrebbe essere stata
rilevante la complicità di figure «esterne». In altre parole qualcuno che, in
collaborazione ai due commercianti ittici terracinesi di 40 e 68 anni indagati
per usura, avrebbe favorito l’al – largarsi del fenomeno dei prestiti a strozzo.
«Sono in corso ulteriori indagini per la valutazione delle posizioni di coloro
che favorivano l’illecita intermediazione finanziaria – si legge nel dispaccio
della Questura di Latina in seguito all’operazione di sabato – anche attraverso
operazioni bancarie elusive delle norme anti-riciclaggio». Nel corso dei blitz
presso le abitazioni e gli esercizi commerciali finiti nel mirino degli
inquirenti, infatti, sono stati rinvenuti e sequestrati titoli per diversi
milioni di euro. Da dove arrivano? Può esserci la possibilità che i presunti
usurai abbiano goduto del favore di personale attivo nell’a m bi t o della
finanza locale? E ancora: i due noti commercianti di pesce che «stritolavano»
nella morsa dell’usura numerosi imprenditori della zona, avrebbero ottenuto
secondo le indagini della polizia la cessione da parte delle vittime oltre che
di consistenti quantità di denaro, anche di proprietà immobiliari di famiglia,
«sotto la minaccia del protesto bancario che veniva palesato grazie a complicità
esterne». Ed è proprio su queste complicità che gli agenti di Terracina e Fondi,
diretti rispettivamente dai vice questori Rita Cascella e Massimo Mazio, adesso
puntano l’attenzione. Probabile che, nel continuo e «pesante» spostamento di
denaro da un conto all’altro, o semplicemente durante operazioni bancarie
sospette, qualcuno possa aver chiuso un occhio favorendo, anche indirettamente,
il dilagare dello strozzinaggio. Ma chiudere un occhio su trasferimenti di
denaro ritenuti «sospetti» costituisce una grave violazione alle norme anti-
riciclaggio. E la polizia, che in questi giorni promette di giungere a nuovi e
clamorosi sviluppi sul radicamento dell’usura a Terracina e dintorni, anche su
questo aspetto sinistro della vicenda vuole andare fino
in fondo e vederci chiaro.
Francesco Avena


Tutti cercano il candidato a sindaco, il Pd cerca anche il segretario. E la
ricerca di quest’ultimo non è meno travagliata di quella degli aspiranti primi
cittadini. I democratici, infatti, si stanno avvicinando al congresso di
sezione, previsto per dicembre, con tre candidature in campo: da una parte c’è
il segretario uscente, Alessandro Di Tommaso, soste- T nuto dalla componente
Moscardelli-Franceschini; ad insidiargli il posto, l’esponente della componente
Marino Rocco Zannella, già segretario dei Ds, e Francesco Cofano, primo
segretario del Pd. C’è anche chi, come il consigliere Vincenzo Coccia, lavora
per una candidatura unitaria, quella di Di Tommaso, e per una distribuzione dei
posti in direttivo soddisfacente per tutti. Ma al momento i democratici si
preparano allo scontro. La componente Franceschini, per esempio, ha convenuto
sul nome dell’attuale segretario, ma in cambio Di Tommaso ha rinunciato a
proporsi a candidato sindaco per non entrare in rotta di collisione con uno dei
suoi grandi elettori, vale a dire il consigliere Domenico Zappone, che aspira a
sua volta alla massima carica cittadina. Non risulta, comunque, che la
componente Moscardelli- Franceschini abbia già dato a Zappone l’investitura
desiderata. Anzi, allargando il discorso all’intero partito, indiscrezioni
dicono che singoli democratici stiano sondando la possibilità di candidare il
centrista Sandro Marigliani a leader di uno schieramento costituito dall’asse
Udc- Pd. Impresa complicata, perché Marigliani non pare gradito al senatore
Michele Forte, segretario provinciale dei centristi. Ma le situazioni sono tutte
in movimento, come testimonia la presa di posizione del Pri, che rivendica mani
libere nelle amministrative. Si legge, infatti, in una nota dei repubblicani che
il partito, «pur non escludendo a priori la possibilità di verificare intese
politiche con i vari partiti del centrodestra, pone grande attenzione ai nuovi
movimenti che stanno suscitando grande interesse ed attenzione nel dibattito
politico nella consapevolezza di poter trovare sostanziali punti di incontro per
definire un programma politico ed amministrativo rilevante per la città». «Siamo
consapevoli – termina la nota, gettando un ponte verso i dissidenti del Pdl- di
trovare pronti a valutare con grande attenzione queste nostre considerazioni un
nutrito gruppo di consiglieri comunali ed amministratori della nostra città che
hanno difficoltà a riconoscersi in scelte provenienti da ambienti estranei alla
vita politica cittadina».
Andrea Di Lello


La comunità islamica di Terracina festeggia il suo Giorno del Ringraziamento.
Domani mattina alle 9, presso il centro culturale islamico di
via delle Industrie, si celebrerà il rito del «Eid Al Adha», detto anche
«Eid El Kabir». I musulmani indossano per l’occasione i loro abiti di
festa e partecipano ad una riunione speciale di preghiera. Fa seguito un
breve discorso, dopo il quale tutti si alzano per abbracciarsi e farsi gli
auguri. Poi si svolgono le visite alle case degli amici e i pasti comuni,
con doni di regali e dolci ai bambini. Domani anche la comunità
islamica terracinese festeggerà secondo le proprie usanze.
F. A.


Soltanto fino a qualche giorno fa stava venendo giù il mondo. Acqua, freddo,
vento e c’è stato pure il tempo per un po’ di grandine. L’inverno sembrava già
bello che iniziato, tanto è vero che da oggi nelle città del centro Italia
cominciano ad accendere pure i riscaldamenti. Ma mai dire mai, perché il mare
non sta di mezzo soltanto tra il dire e il fare, ma anche tra l’au – tunno e l’i
nve r n o . Ammesso che per qualcuno i nomi delle stagioni abbiano ancora un
senso. Perché può capitare infatti che al 14 novembre, mentre in lungo e in
largo in Italia si fanno i conti con i disastri prodotti dall’ondata di maltempo
dell’ultima settimana, a certe latitudini la colonnina di mercurio ti regala 20
e più gradi. Un cielo e un’aria più puliti del bucato appena lavato. Un’acqua
così cristallina che la bandiera blu dovrebbe essere consegnata all’istante, e
sarebbe pure poco. Il più esperto dei meteorologi si perderebbe con condizioni
climatiche tanto ballerine quanto inaspettate. Arriva insomma la giornata che
non ti aspetti. Sembra giugno. Anzi no: settembre. Vacci a capire. Ma poi in
fondo chissenefrega cosa sembra. Tanto più che è domenica. Meglio prendere atto
di cosa è: la giornata ideale per ripescare dagli armadi, magari nascosti nel
cassetto delle sciarpe e dei cappelli, costumi e asciugamani al grido di «tutti
al mare». Sì, tutti al mare. Anzi i più indomiti ieri, sulla spiaggia di viale
Circe, in acqua tra le onde ci si sono anche buttati. Altri hanno preferito
costruire castelli di sabbia o improvvisare una partita a calcio, rigorosamente
con costumino e a torso nudo. Tuttavia la stragrande maggioranza delle persone
ha preferito restare vestita ma non ha comunque saputo resistere al richiamo
della spiaggia, del mare, di assaporare, a una manciata di giorni dall’arrivo
dell’i nve r n o , il profumo dell’estate. Che è ancora più forte e
irresistibile dopo i nubifragi di questi giorni che hanno messo in ginocchio
l’Italia. Dopo una settimana trascorsa, per molti, a fare i conti con garage e
scantinati allagati, la domenica ha riservato un dolce flash-back all’estate.
Pierfederico Pernarella


A cosa serve acquistare giostrine nuove per i parchi comunali di Terracina se poi
continua a mancare la sorveglianza e i vandali continuano a farla da padrone?
La
domanda sorge spontanea dopo aver fatto un giro ieri mattina proprio all’interno
dell’Area Chezzi, il parco pubblico di via Giacomo Leopardi, dove da alcuni
giorni spiccano scivoli e altalene nuovi di zecca. Ma basta allontanarsi
dall’area giochi per ritrovarsi nel degrado più totale. Che è poi il degrado di
sempre. La casetta di legno che ospita un piccolo bagno è stata divelta. I
soliti ignoti (e sinceramente ci si sta stancando di indicarli sempre e soltanto
come ignoti) se la sono presa con le due piccole finestre, staccando alcune
doghe. E’ probabile che i responsabili volessero intrufolarsi all’interno della
piccola struttura pensando di potervi trovare qualcosa da sgraffignare. Ma
dentro, A a parte water, scope e qualche secchio, non c’era un granché. Un
vandalismo assolutamente inutile, come tutti gli altri episodi simili, che ha
lasciato segni destinati a restare lì sotto gli occhi di tutti chissà per quanto
tempo ancora. A ogni modo il simbolo dell’incuria e del degrado che regnano
sovrani nell’Area Chezzi resta il laghetto. Anzi, l’ex laghetto. Al posto
dell’acqua adesso c’è un prato. Ci si chiede che fine abbiano fatto le piccole
tartarughe del passato. Si spera che siano state portate in salvo, e non
lasciate in balia di questi ignoti che hanno davvero superato ogni limite. La
mancanza della custodia può creare anche altri tipi di disagi. Come è accaduto
ieri mattina, quando qualcuno, probabilmente senza pensarci, uscendo dal parco
si è chiuso alle spalle il cancello che si affaccia su via Leopardi. Anche
quello su piazza Mazzini era chiuso con la catena, quindi, se non fosse stato
aperto il piccolo ingresso che si affaccia su via Due Pini, le persone
all’interno sarebbero rimaste chiuse dentro.
Rita Recchia



Il loro obiettivo è quello di lavorare in squadra, tutelarsi l’uno con l’altro e
mettersi a disposizione della comunità grazie alla loro esperienza e
professionalità.
Con questo spirito è nata l’associazione Arcipelago,
presieduta dall’ingegnere Giampiero Falcone e composta di liberi professionisti
di Terracina, San Felice, Sonnino, Frosinone e Ferentino. Ingegneri, architetti,
geometri, avvocati, commercialisti, geologi e altre figure professionali insieme
per interfacciarsi con le pubbliche amministrazioni. Si parte dal Comune con cui
ci si appresta a siglare un protocollo d’intesa, ma la sfida è appena all’inizio
- promettono i primi 10 associati che già nei prossimi giorni avranno incontri
con l’amministrazio – ne di Terracina per mettere in cantiere progetti e passare
dalle parole ai fatti. «Siamo aperti a ogni forma di collaborazione – spiega il
presidente Falcone – con qualsiasi tipo di pubblica amministrazione. Che sia un
Comune, la Provincia, Consorzi, ci riteniamo un gruppo di figure professionali
assai valido e in grado di fare del bene per la comunità». L’as – sociazione,
aperta a chiunque altro libero professionista voglia partecipare a questa
esperienza davvero unica e originale per il territorio pontino, nei prossimi
giorni si doterà anche di un portale Web in cui sarà possibile scoprire gli
obiettivi e le caratteristiche del team. Il consiglio direttivo al momento è
composto da Giampiero Falcone, presidente; Massimiliano Murgia, vice presidente;
Giuseppe Paravani, Carmine Caiazzo, Donato Forlenza, Massimiliano Di Girolamo,
Luca Brusca consiglieri.
F. A.


L’equipe di Oculistica universitaria dell’«Alfredo Fiorini» di terracina batte
sé stessa.
Con la seduta chirurgica di sabato scorso il professor Enzo Maria
Vingolo e i suoi collaboratori sono arrivati a quota 617 interventi, rispetto ai
603 fatti l’anno scorso in questo stesso periodo. E alla fine del 2010 mancano
ancora 5 sedute, il che significa che l’obiettivo delle 700 operazioni
chirurgiche è a portata di mano. Dei 617 interventi eseguiti fino a oggi, in ben
578 casi si è trattato di cataratte, esattamente il numero raggiunto a Latina
nel 2007. Una bella sforbiciata alle liste d’attesa della sanità pubblica. Il
Fiorini dunque, si conferma sempre più polo d’eccellenza per quanto riguarda
l’oculistica universitaria. Da non dimenticare che dopo l’attivazione un paio
d’anni fa di una sofisticata attrezzatura l’ospedale è più attrezzato del
Policlinico di Roma in campo oculistico. Grazie a fondi regionali erano arrivati
due laser, un campo visivo, un OCT indispensabile in caso di malattie della
retina e tumori, un HRT necessario nella prevenzione del glaucoma attraverso una
sorta di risonanza magnetica, un microscopio operatorio e di altra
strumentazione estremamente utile alla diagnostica. Per quanto riguarda gli
interventi di cataratta, l’equipe del professor Vingolo ha messo record fin
dall’inizio, arrivando ad eseguire 14 interventi in una sola seduta di cui 13
cataratte. I primi interventi del genere al «Fiorini» risalgono al settembre 2007.
Rita Recchia


Acqualatina non rispetta gli accordi presi con l’amministrazione comunale di
Terracina.
L’asse ssore all’ambiente Loreto Maragoni fa la voce grossa: «ogni
volta la stessa storia, ripassi o le faremo sapere. Terracina merita la giusta
attenzione». Maragoni punta il dito contro il gestore del servizio idrico,
chiedendo da Acqualatina più rispetto e un impegno maggiore a portare a termine
gli impegni assunti con l’amministrazione comunale. «E questo – si sfoga l’asses
- sore all’ambiente – per un’ammini – strazione che ha inserito tra le opere
prioritarie la realizzazione della rete idrica da Colle Francescano a Campo
Soriano e il completamento del collettore fognario al depuratore di Borgo
Hermada dall’impianto di sollevamento finale di via Le Cave, non è ammissibile.
L’ultima risposta evasiva l’ho ricevuta durante l’incontro del 3 novembre. In
cui ancora una volta gli impegni sottoscritti nell’accordo di programma sono
stati rinviati a data da destinarsi. Acqualatina, infatti, non ha presentato il
progetto poiché le verifiche sarebbero ancora in corso. Così facendo i
finanziamenti che la Regione Lazio ha stanziato nel 2008 e che erogherà solo
‘carte alla mano’ si allontanano sempre di più. Non per colpa
dell’amministrazione che più e più volte ha sollecitato e chiesto notizie in
merito allo stato di attuazione del programma. Uno stato di cose, questo, che
denota il disinteresse più totale verso il territorio di Terracina,
completamente abbandonato a se stesso. Situazione di una gravità estrema, per
gli effetti che produce sul mare e sull’ambiente. Come se la salvaguardia e la
tutela del mare fosse cosa di poco conto, come se i cittadini di Terracina non
avessero gli stessi diritti degli altri ad avere un mare pulito». Due anni di
attese secondo Maragoni sono davvero troppi. Ogni limite è stato oltrepassato ed
è il momento di puntare i piedi a terra. Per questo l’assessore all’ambiente
pretende un incontro immediato con Acqualatina.
E che sia risolutivo questa volta.
F. A.

Comments Nessun commento »

terracina-vista-spiaggetta-1796_bis

Non occorre che siano sul punto di crollare per paragonarli ad uno dei patrimoni
archeologici più importanti del mondo. D’altronde il destino toccato alla
Casa dei Gladiatori di Pompei non è stato dettato dal fato.
Solo incuria,
miopia, assenza di manutenzione. Fenomeni a cui siamo abituati da queste parti
in termini di tutela dei beni archeologici. E se è potuto toccare a Pompei, sito
ancora oggi esaminato da sovrintendenti, storici dell’arte e archeologi di
tutto il mondo e visitato ogni giorno da migliaia di turisti, figurarsi nella
povera Terracina, dove, nelle mani di amministratori spesso distratti da altro, tra fondi che
vengono spesi male e la più assoluta refrattarietà ad ogni tipo manutenzione.
Per non parlare del digiuno che si riserva alla promozione. Se non è pensabile
paragonare Pompei a Terracina, una cosa in comune la si può constatare: la via
del disinteresse, dell’indifferenza, dell’incuria che segna il destino
di ogni bene da conservare. E allora, in che condizioni versano le nostre mura
antiche, che spesso profumano di «romano»? Il porto, il teatro, il Capitolium,
il Tempio, il Foro Emiliano, la via Appia, l’ex acquedotto, le tante ville. E
ancora gli edifici medievali, quelli risalenti alla bonifica. Impossibile
comprenderli tutti, ma quel po’ che si osserva non fa ben sperare. Cominciamo
dal centro storico «classico». I lavori per portare alla luce il teatro romano
vanno avanti spediti, i resti cominciano a prendere forma. Sono sei anni che si
scava. Intanto però il Capitolium è invaso dalle erbacce, il mosaico in via
Greggi è incustodito e pieno di immondizia. E se ci si infila nei vicoli meno
frequentati, ci si imbatte in edifici che se non sono a rischio crollo, ne hanno
tutta l’aria. Una parte del centro medievale sembra appena uscito da un
bombardamento. Specie quello più interno, che confina con via Anxur. Pareti
bucherellate, nicchie pericolanti, affreschi ormai scomparsi, finestre vuote
senza vetri e senza vita, e la vegetazione che regna sovrana. Sempre su via
Anxur incontriamo quella che si potrebbe definire la «Pompei» più moderna. Dove
sorge l’ex ospedale civile ormai abbandonato, il vecchio serbatoio risalente al
ventennio, incrostato di muffa, la struttura sanitaria dell’ex Cim chiusa e
grigia di degrado. Tutto sa di vecchio e inutile. La sensazione è che se un
giorno questi edifici dovessero d’improvviso scomparire, non se ne
accorgerebbe nessuno. Chi ci vive, però, nel centro storico, qualche domanda se
la pone. Le mura ciclopiche sono ormai diventate un corridoio di case private.
Valorizzate per nulla. E se ci si sposta in via Appia Antica, dove sorge l’ex
acquedotto, si perde ogni speranza. Ridotto a pezzi. La parte bassa della città
non se la passa meglio. Impossibile scorgere, ad esempio, il vecchio porto di
Traiano sotto la coltre d’erba che lo seppellisce. Reperti romani che sembrano
un campetto da calcio. Nei pressi degli uffici delle Poste, poi, ci sono alcuni
resti romani ammucchiati nell’erba. Sono lì da anni e nessuno sa trovarvi un
posto più adeguato. Basta questo per rispondere alla semplice domanda. La via
per portare i beni culturali di Terracina nella zona rossa di Pompei, è
tracciata? Pur riservando i migliori auspici, pare proprio di sì.
Diego Roma

Video importato

vimeo Video

A dimostrazione di come l’indifferenza e l’assenza di manutenzione portino
obbligatoriamente all’emergenza, si può guardare ai fatti, oppure ai numeri.
I
primi non mancano. A settembre dello scorso anno è crollato un muro di epoca
romana sito in via Anxur. Il reticolato si è frantumato su se stesso e
probabilmente così è rimasto. Più recente è la crepa che si è formata su una
parte della Casa del Fascio, edificio che affianca il convento di San Domenico.
L’area è tuttora transennata e niente più. Quanto ai numeri. In dieci anni, dei
31 interventi programmati solo 4 sono stati completati, 4 lo sono stati solo
parzialmente mentre 15 sono fermi e 12 mai avviati. «Una improduttività – aveva
denunciato Agenda 21 – che supera il 90%», per «un mancato investimento pari al
76%». Su 31 milioni di euro ne sono stati spesi 7 milioni ma solo un milione e
300 mila per opere poi concluse. Sta tutta qui la faccenda. Su cui dovrebbero
interrogarsi gli amministratori comunali, il sindaco Stefano Nardi e l’assessore
al ramo Luciano Pecchia. Ma non si sbaglia se si chiama in causa anche quello al
Turismo Giuseppe Amuro, all’Ambiente Loreto Maragoni, ai parchi Gianni D’Amico.
Tutti sono da considerarsi responsabili. Nessuno escluso.
D. R .

Video importato

vimeo Video

Cappelle gentilizie e lavori infiniti. Il gruppo consiliare del Partito
democratico solleva la questione della realizzazione delle 32 cappelle
gentilizie al cimitero di Borgo Hermada. Nell’interrogazione si ricorda come il
progetto esecutivo sia stato approvato nel 2008 per 480 mila euro e i lavori
siano stati affidati alla ditta «Cope Srl» per 300 mila euro. «I lavori sono
finanziati con i fondi di privati cittadini», prosegue la minoranza, «che
avrebbero già erogato un acconto al comune». Un contratto che «che
all’appaltatore si provvederà ai pagamenti in acconto in corso d’opera ogni
qualvolta che il suo credito al netto del ribasso d’asta raggiunge l’importo di
75.000». Un appalto che doveva durare 270 giorni e «iniziati nei primo mesi del
2009» ma che «dopo breve tempo si sono interrotti». Il Pd ipotizza che alla base
dello stop ci siano i ritardi dei pagamenti da parte del Comune tanto che la
realizzazione delle cappelle ancora non viene ultimata. Ecco allora che i
democratici chiedono chiarimenti in Consiglio comunale: «Per quale motivo – si
legge nella nota – i lavori per la realizzazione di 32 cappelle gentilizie nel
cimitero di Borgo Hermada, dopo essere iniziati sono stati interrotti senza
rispettare i 270 giorni a decorrere dal verbale di consegna previsto dal
contratto e sono ancora in corso» interroga il Pd. E ancora, «se l’interruzione
dei lavori è dovuto al non pagamento dello stato di avanzamento degli stessi e
se tale ritardo comporta un danno economico per gli assegnatario ». Infine
«quali iniziative intende prendere l’ammini – strazione comunale per far
realizzare e completare in tempi brevi i lavori di completamento per la
realizzazione di 32 cappelle gentilizie a Bogo Hermada».
D. R .

Video importato

vimeo Video

La sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Roma nei confronti di Rocchino
Alonzi Abusi sessuali, pena ridotta Da sette a tre anni e sei mesi, concesse le
attenuanti generiche in primo grado era stato condannato a sette anni di
reclusione.
I giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Roma hanno
ridotto la pena: tre anni e sei mesi di reclusione. E’ la sentenza emessa nei
confronti di Rocchino Alonzi, 46 anni di Terracina, gestore del noto ristorante
«La Tana degli artisti». Era accusato di violenza sessuale, la presunta vittima
è una minore. I fatti contestati erano avvenuti nell’estate del 2008 a
Terracina. Nel corso dell’udienza che si è svolta a Roma, i difensori
dell’imputato, gli avvocati Angelo Palmieri e Leonardo Palombi, hanno cercato di
smontare l’impianto accusatorio, puntando su una arringa che ha portato poi
ad una sensibile riduzione della pena. Il procuratore generale invece aveva
chiesto la conferma della condanna di primo grado e durante la requisitoria
aveva sottolineato che si trattava di un episodio gravissimo, la ragazza si era
costituita parte civile ed era rappresentata dall’avvocato Agostina Alla. La
vittima della violenza sessuale lavorava nel ristorante gestito da Alonzi, in
pieno centro, in via Gramsci, secondo quanto accertato la giovane aveva subìto
degli abusi sessuali in bagno, Violenza che, come sostenuto dall’imputa – to
nelle precedenti occasioni in cui è stato ascoltato, non si sarebbe consumata in
quanto la giovane sarebbe stata consenziente al rapporto con l’uomo. Inoltre
sempre Alonzi aveva affermato di sapere che la giovane non fosse minorenne,
bensì avesse già compiuto il diciottesimo anno di età. Quando i familiari della
ragazza hanno saputo dell’episodio presentarono una denuncia ai carabinieri di
Terracina, era il dicembre del 2008, poi le indagini e l’ordi – nanza di
custodia cautelare che ha portato in carcere. Una volta letto il dispositivo con
le motivazioni i difensori di Alonzi presenteranno ricorso in Cassazione. La
Corte d’Appello ha concesso all’uomo le attenuanti generiche.

Video importato

vimeo Video

Due passi indietro e uno avanti per il Piano Urbano del traffico. Dopo il
dietrofront in commissione dovuto ad una errata interpretazione della procedura
da parte di alcuni consiglieri, il piano Urbano è stato approvato dalla giunta e
ora dovrà passare in Consiglio comunale. Il piano, redatto in prima versione nel
2005, non è mai stato adottato. Ora, dopo un necessario aggiornamento, potrebbe
vedere il via libera in Consiglio a breve. L’inghippo era sorto perché si
credeva che il piano urbano fosse già operativo. Erano stati il consigliere
Gianni Percoco e il Pd ad informare i membri della commissione.
D. R.

Video importato

vimeo Video

Comments Nessun commento »

terracina-tentativo-nemico-contro-terracina-1944_bis

Orate, vongole e soldi a strozzo. Un presunto giro d’usura a Terracina. Un altro.
Due noti commercianti ittici della città sono stati denunciati a piede libero.
Avrebbero tenuto sotto strozzo numerosi commercianti, non soltanto locali.
Avrebbero prestato somme di denaro chiedendo in cambio una restituzione
parecchio maggiorata. Secondo gli inquirenti i tassi d’interesse praticati
sarebbero stati tali da non far parlare più di prestito, ma di strozzinaggio
vero e proprio. Quello bieco, che riflette una situazione socio-economica del
territorio che mette i brividi. Addirittura le presunte vittime dei due
cravattari avrebbero ceduto case e terreni nel tentativo di far fronte alle
pressanti richieste economiche da parte dei commercianti di pesce. Alle denunce
si è arrivati ieri mattina, nell’ambito di un più vasto servizio di polizia
giudiziaria contro il fenomeno dell’usura e i reati connessi, disposto dalla
Questura di Latina e coordinato dalla Procura della Repubblica di Latina.
L’indagine è partita dal commissariato di polizia di Fondi, probabilmente dopo
la denuncia di uno dei presunti usurati, arrivando fino a Terracina. Ieri gli
agenti dei vice-questori Rita Cascella e Massimo Mazio hanno eseguito una serie
di perquisizioni domiciliari e presso attività commerciali in città e a
Sabaudia. Da alcune indiscrezioni sembrerebbe che la maggior parte dei
commercianti sotto usura siano di Terracina. Tanto è vero che i presunti
strozzini sono un 68enne e un 40enne di qui, commercianti ittici del posto, con
attività avviate da anni. Parallelamente, forse, con l’altra attività, quella
illecita, quella che puzza. E non di sardine. Secondo gli inquirenti avrebbero
stritolato nella morsa dell’usura numerosi proprietari e gestori di attività
economiche. Persone disperate che, sotto la minaccia del protesto bancario
prospettato grazie a complicità esterne, e ormai ridotti sul lastrico, si sono
visti costretti a cedere le proprietà di famiglia, non riuscendo comunque a
soddisfare le richieste sempre più alte dei due indagati. Titoli per svariati
milioni di euro sono stati trovati durante le perquisizioni. Sono in corso
ulteriori indagini per valutare le posizioni di coloro che avrebbero favorito
l’illecita intermediazione finanziaria, anche attraverso operazioni bancarie
elusive delle norme antiriciclaggio. Gli inquirenti non escludono che ulteriori
e positivi riscontri potranno arrivare già nei prossimi giorni da parte delle
altre vittime ancora in fase di identificazione. All’operazione sta partecipando
anche personale della capitaneria di porto, agli ordini del comandante Floriana
Segreto. Al momento sono stati accertati illeciti amministrativi per un valore
di circa 20 mila euro per frode in commercio e mancata tracciabilità del
prodotto. Sono stati sequestrati circa 100 chilogrammi di merce che, dopo le
opportune verifiche sanitarie, sarà devoluto in beneficenza. Non soltanto
strozzini, dunque, ma anche commercianti in odore di imbroglio.
Rita Recchia

Sette persone arrestate, quattro denunciate, decine indagate. E ogni volta sempre
gente nota. Sono i numeri (perlomeno quelli conosciuti) scaturiti dalle attività
giudiziarie che la polizia e i carabinieri hanno svolto nell’ultimo anno e mezzo
circa su presunti giri di usura a Terracina. Un bollettino fosco che ci parla di
una situazione socioeconomica dove la soglia dell’emergenza è stata lasciata
alle spalle già da parecchio tempo. E davanti c’è un baratro. Nel maggio 2009 i
carabinieri di Terracina avevano denunciato S due campani, residenti da tempo in
città, un agente immobiliare e un nullafacente, probabili «benefattori » con
tassi d’interesse elevati. Lo scorso giugno è arrivata la vasta operazione
partita dall’Arma di Roma che ha portato dietro le sbarre 7 persone. Una bella
«botta», come si dice, che servì a far cadere dalle nuvole più di qualcuno, che
pensava che gli strozzini a Terracina fossero soltanto una leggenda
metropolitana o la solita bufala dei giornalisti. Nella stessa operazione erano
state indagate decine di persone, altri imprenditori e commercianti noti di
Terracina. Ora i due imprenditori ittici denunciati ieri dalla polizia. Sotto di
loro altre vittime, altri commercianti caduti nella trappola dell’usura. Una
cosa che sta diventando troppo facile a Terracina, dove l’economia è al collasso
e sono sempre di meno quelli che riescono a farcela «legalmente». «Abbiamo
l’impressione che qui l’usura si faccia porta a porta- aveva commentato così gli
arresti di giugno Francesco Pezzano, presidente dell’Ascom- Tra i nostri soci
riceviamo ogni giorno segnalazioni di imprenditori in seria difficoltà. Eppure
pochi denunciano». Non è più rinviabile un aiuto concreto delle istituzioni e
delle banche. «C’è chi resta indietro con le rate di un mutuo. Chi per
rinegoziare un prestito deve aspettare tempi lunghissimi della banca. Chi, in
difficoltà, chiede un prestito e non riesce a ottenerlo» aveva aggiunto Pezzano.
Da qui a finire nelle mani di un cravattaro il passo è fin troppo breve.
Ri.Re.

Per come si sono messe le cose, il tribunale di Terracina è destinato a
chiudere.
Anche domani». Si scusa per la frase che definisce «brutale» e
avverte: «o restiamo uniti oppure un domani rischiamo davvero
». Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Latina, Giovanni
Malinconico, non usa mezzi termini e riferisce che in ambienti bene
informati di Latina la voce circola già da qualche tempo. «Il pericolo aleggia -
afferma Malinconico – e a dire queste parole sull’ipotetica chiusura del
tribunale di Terracina sono persone ben informate sui fatti. Quando è scoppiato
il caso giustizia a Latina, abbiamo da subito avuto il timore che le
ripercussioni più negative e immediate potessero ricadere sulla sede distaccata
terracinese. Ho avuto rassicurazioni che, almeno per il momento, il tribunale
non si tocca. Ma queste rassicurazioni non mi sembrano adeguate». Tirava aria
davvero pesante ieri mattina nell’aula civile al primo piano dell’ex pretura in
via dei Volsci. Intorno al presidente degli avvocati di Latina, un centinaio di
legali del foro pontino riuniti in assemblea per discutere sulla sorte. Da
giorni sono in astensione, gli avvocati puntano il dito ancora una volta sulle
gravi carenze di organico in cui è sprofondato il palazzo di giustizia di
Terracina. Giudici insufficienti, personale al lumicino, e quello spettro sulla
chiusura che non è mai sparito. Gli indirizzi dettati dalla politica
ministeriale, del resto, sono fin troppo chiari. Si preferisce accentrare i
servizi a danno dei distaccamenti. Terracina pagherebbe subito dazio, Latina si
sobbarcherebbe il peso notevole della sede di via dei Volsci. E questo, una
giustizia con la «G» maiuscola – sostengono gli avvocati – non può proprio
permetterselo. Ma c’è anche chi, molto più praticamente, dice che ormai la
giustizia ha preso una deriva e risalire la china sarà sempre più difficile.
Intanto gli avvocati, ancora una volta, sono tornati con energia a difendere il
«loro» tribunale. A tutela sia del proprio lavoro ma anche di quelle centinaia
di clienti che, come gli avvocati, subiscono giorno dopo giorno i disagi di un
tribunale paralizzato come quello di Terracina. L’agonia, insomma, non è finita.
Francesco Avena

Fra quattro giorni, l’amministrazione Nardi dovrà presentare una proposta per
tenere a Terracina il corso Alberghiero, ma nel centrodestra per ora c’è solo
confusione.
A dispetto del punto all’ordine del giorno del consiglio comunale
del prossimo 18 novembre (piano di riordino delle scuole cittadine), a dispetto
anche dell’impegno preso dal sindaco Stefano Nardi di farsi carico della
questione, la maggioranza ancora non sa quale soluzione proporrà per trovare
quegli spazi necessari al Professionale ‘Alessandro Filosi’ per il mantenimento
del suo quarto indirizzo di studi. L’imbarazzo dell’amministrazione, il cui
plenipotenziario in questa vicenda è il consigliere comunale Paolo Cerilli,
nasce dalla resistenza che oppongono le insegnanti della elementare ‘Elisabetta
Fiorini’ alla ipotesi di essere accorpate al ‘Filosi’ o di essere trasferite in
un’altra sede (per esempio la elementare ‘Francesco Lama’) lasciando la loro
attuale sede in tutto o in parte a disposizione dell’Alberghiero. Il fatto è
che, se si boccia questa ipotesi, proprio non si riesce a vederne altre
realizzabili già a partire dal prossimo anno scolastico. Infatti, la nuova
scuola del ‘Filosi’, prevista a Borgo Hermada, arriverà, se arriverà, in tempi
di certo misurabili in anni, mentre la Provincia, competente per gli istituti
scolastici superiori, è sempre più tentata di alleggerire il peso finanziario
del Professionale, trasferendo l’Alberghiero a Sabaudia, in un hotel di sua
proprietà. E allora l’amministrazione Nardi, a quattro giorni dalla seduta
consiliare, si trova nell’antipatica situazione di chi sa che, comunque,
qualcuno dovrà scontentare: o le maestre della ‘Fiorini’, o docenti e studenti
del ‘Filosi’. Indizio di queste difficoltà è stata anche la mancata
presentazione della proposta di riordino alla conferenza dei capigruppo dello
scorso martedì, nonostante l’impegno preso in questo senso dal primo cittadino:
Paolo Cerilli non si è neanche presentato all’incontro. Eppure, il tempo a
disposizione è davvero esiguo. Se, infatti, il Professionale può tirare avanti
nelle condizioni in cui si trova sino alla fine di questo anno scolastico, il
Comune deve trovare una soluzione subito, perché entro il 15 dicembre
l’Osservatorio per i Dimensionamenti della Regione dovrà pronunciarsi sulle
proposte di riordino scolastico che gli arriveranno dalle province. Insomma, nel
caso in cui nel consiglio comunale del 18 non venisse fuori nessuna soluzione
per l’Alberghiero, diventerebbe poi molto problematico recuperare. E
l’Alberghiero si avvicinerebbe
un po’ di più a Sabaudia.
Andrea Di Lello



Giostrine nuove nei parchi
comunali di Terracina. Da alcuni giorni entrando nell’Area Chezzi, su via
Leopardi, l’impatto è diverso rispetto al recente passato: uno scivolo nuovo di
zecca, altalene a misura di bambino, la girandola ancora incartata e altri
giochini che invitano a usarli quanto prima. Finalmente per divertirsi in
sicurezza, senza il pericolo di cadere perché si sgancia la catenella
dell’altalena, perché manca un piolo dalla scaletta dello scivolo, G perché esce
un chiodo arrugginito da un’altra giostra. Episodi purtroppo capitati. Dopo
l’Area Chezzi i nuovi arredi arriveranno presso gli altri giardini pubblici di
Terracina. Finalmente un belvedere, dopo che nel recente passato i parchi
cittadini se la sono vista parecchio brutta. Certo l’arrivo di giochi e giostre
nuove non significa che tutti gli altri problemi spariranno di colpo. La
sicurezza, per esempio, la presenza di vandali, l’utilizzo non spesso ottimale
di quegli spazi pubblici. Però l’importante è cominciare. Certamente una bella
notizia per quanti si sono battuti per salvare i parchi di Terracina. Tra le
richieste più volte avanzate all’amministratore dal «Comitato Parchi Terracina »
c’è sempre stata quella di sostituire le giostrine ormai vecchie e pericolose
con giochi nuovi e, soprattutto, più sicuri per i piccoli visitatori. L’attesa è
stata lunga, ma ora i giardini pubblici saranno
più belli e meno rischiosi.
Ri.Re.



Ristrutturare e sviluppare ulteriormente la piena funzionalità di uno degli
edifici «storici» più importanti di Terracina.
È l’obiettivo del Rotary Club del
distretto Terracina-Fondi, presieduto da Luca Meineri, in foto con Suor Rossella
dell’istituto Antonelli: il club ha organizzato a partire da ieri e per due mesi
una raccolta fondi finalizzata appunto alla ristrutturazione dello storico
orfanotrofio e casa-famiglia terracinese «Gregorio Antonelli». A questa nobile e
importante iniziativa hanno aderito quaranta esercizi commerciali i quali,
grazie appunto a tale convenzione, hanno consentito agli esponenti del Rotary di
posizionare all’interno dei locali dei salvadanai in cui saranno raccolti i
contributi in danaro versati dai clienti che aderiscono. I salvadanai sono
facilmente riconoscibili perché realizzati in plexiglass, con la parte
posteriore rialzata a forma di tetto e recheranno la scritta «Aiutaci anche tu a
ridare un tetto ai ragazzi della casa-famiglia Gregorio Antonelli ». Inoltre, su
ogni raccoglitore, sarà visibile il logo del Rotary Club. Un’inizia – tiva
quanto mai lodevole che, si spera, possa fruttare con la collaborazione dei
cittadini il risultato sperato.

Traghetti fermi, pescatori senza «apripista»
Pescatori di Terracina e traghetti, uniti da un insolito destino. Anche ingrato,
verrebbe da aggiungere. Il limbo nel quale continuano a trovarsi, loro malgrado,
gli scali commerciali con base nel porto cittadino, potrebbe avere conseguenze
serie anche sugli altri settori della marineria locale. Anzi, senza usare il
condizionale. Le conseguenze ci sono state già. Senza i traghetti che ogni
giorno, uscendo e rientrando nel porto di Terracina, fanno da «apripista» per le
altre imbarcazioni, la solita, terribile P barra sabbiosa resta sempre ferma là,
non si smuove nemmeno di un millimetro. Tanto è vero che le prime mareggiate
autunnali hanno già fatto disordini, costringendo nei giorni scorsi paranze e
rezzetelle a restare con l’ancora ben sotto la sabbia. Fortunatamente lo stop
forzato è durato soltanto un giorno, ma è stata pur sempre una giornata di
lavoro andata perduta. Sono gli stessi pescatori a dire che senza l’apripista
del «Carloforte », del «Maria Maddalena » e del «Rio Marina» la situazione è
ulteriormente peggiorata. Prima, infatti, i «cugini» più grandi, soprattutto in
termini di stazza, facevano un lavoro che per i pescatori voleva dire un regalo
non da poco. Ormai i comandanti dei traghetti conoscevano a menadito il percorso
per evitare di restare anche loro incagliati nella troppa sabbia alla foce. Il
problema, infatti, non riguarda soltanto i natanti più piccoli, ma anche i mezzi
della Snip e della Snap sempre alle prese con un pescaggio che non va d’accordo
con il fondale troppo basso. Per questo motivo era stata individuata la giusta
rotta per non avere spiacevoli conseguenze. E su quella stessa rotta si
incanalavano paranze e rezzetelle. Oramai dalla metà di luglio scorso i tre
traghetti Snip e Snap si sono trasferiti a Formia, e dall’inizio di ottobre
hanno fatto le valige anche gli aliscafi. Nessuno più che solchi per bene il
percorso giusto da seguire. Tutti in attesa dei famigerati, forse romanzeschi,
lavori per sistemare la banchina e fare manutenzione costante alla foce.
Rita Recchia


Concessioni edilizie e Piani di utilizzazione aziendale: caos in commissione
urbanistica.
Giovedì sera, nel corso della riunione tra i componenti della
commissione riunitasi in previsione del Consiglio comunale di martedì prossimo,
alcune autorizzazioni a costruire sono saltate. Delle otto richieste di Pua, due
sono state «cestinate». La prima perché, nonostante queste autorizzazioni
possano essere concesse esclusivamente a imprenditori agricoli, la richiesta era
giunta da un cittadino che ancora non era in possesso di questo requisito. In
altre parole, a quanto pare, un futuro imprenditore ma che al momento non ha
ancora avviato la sua azienda. Nel secondo caso in cui i consiglieri della
commissione, presieduta da Biagio Frattarelli, ha bocciato la concessione, si è
trattato di un vizio che non poteva proprio passare inosservato. Infatti la
costruzione per cui chiedeva l’autorizzazio – ne, sarebbe sorta su un fondo
della superficie inferiore a un ettaro. Anche in questo caso, dopo la bagarre
tra i vari componenti della commissione, si è deciso per il ritiro del punto che
non verrà dunque discusso nel prossimo Consiglio comunale. Storie di
autorizzazioni a costruire, cubature e sviste.
F. A.


Passata  la festa, gabbato il santo. Sembra essersi dissolta nel nulla la ressa
di politici e amministratori che l’estate scorsa si accalcava intorno alla
statua della Madonna del Carmelo durante la processione, spalla a
spalla per non perdere la prima fila. Almeno a giudicare dalla situazione
economica del comitato organizzatore, che delle tante promesse ricevute nei
giorni della ricorrenza, può fare carta straccia. Proprio così, carta straccia.
Perché con le belle parole pronunciate da questo o quel consigliere, i pescatori
non riusciranno certo a pagare le luminarie, il catering, i fuochi d’artificio,
le serate danzanti, e tutto quello che ruota intorno alla festa più importante e
sentita della città. Il Comune di Terracina, che a luglio scorso ha fatto fuoco
e fiamme per la festa alimentando polemiche anche su questioni risibili, fino ad
ora sembra aver ignorato la cosa più semplice. Che per garantire la festa deve
liquidare al comitato il contributo pubblico che, al pari di privati cittadini e
dei pescatori, aveva impegnato pubblicmente. Si tratta di 30 mila euro, di cui
al momento non c’è traccia. I ritardi ormai cronici non fanno presagire nulla di
buono ai pescatori. Perché tra qualche mese (a gennaio, di solito) il comitato
dovrebbe mettersi di nuovo al lavoro per preparare la prossima «Madonna del
Carmelo». Ma non sa con che faccia presentarsi ai numerosi creditori, che
attendono ancora di ricevere il corrispettivo dello scorso anno. C’è chi
sussurra che di questo passo la festa del Carmelo il prossimo anno non si farà.
E non è soltanto una questione economica. I pescatori si sentono presi in giro.
Loro la festa la garantiscono sempre, mentre il Comune si nasconde dietro un
dito quando è ora di fare la sua parte. Un episodio è emblematico. L’automobile
messa in palio nella lotteria della festa è stata ritirata soltanto qualche
giorno fa. I pescatori non hanno potuto pagarla, la concessionaria l’ha
trattenuta e il vincitore è rimasto con un pugno di mosche. Ora, dopo quattro
mesi, sembra che la situazione si sia sbloccata. Il sindaco Stefano Nardi
avrebbe anticipato 5 mila euro al comitato. Ma non bastano. I debiti incombono,
si parla di 60 mila euro. Gli aiuti di Provincia e Comune sarebbero – è il caso
di dirlo – una manna. Ma niente. E la festa del Carmelo, per la prossima estate
potrebbe non ripetere il suo «miracolo». Quello di celebrarsi, senza un soldo,
anche per fare da vetrina alla politica locale.
Diego Roma


Nonostante la pioggia, la marcia analcolica passata per Terracina ha riscosso
successo anche quest’anno.
Gli «atleti» erano partiti da Prato diretti a Paestum
dov’era previsto il convegno dei Cat (club alcolisti in trattamenti). Il
gruppetto, una decina di persone tra soggetti in trattamento e operatori
volontari dei club, è arrivato in piazza Garibaldi nei giorni scorsi, portando
il prezioso messaggio di porre un freno all’abuso di sostanze alcoliche per far
correre a più non posso la vita, quella sana, dove non ci siano dipendenze. A
promuovere l’iniziativa di sensibi- N lizzazione collettiva è stato il Club
Alcolisti in Trattamento che, per la zona specificatamente pontina, ha come
referente il dottore Peppino Nicolucci. I marciatori hanno trovato ad attenderli
i membri dei Cat di Terracina, tra cui il neonato «Cambiare insieme si può» con
la servitrice insegnante Fiorella Bergamini (0773725678; 3311065164; 3343248207)
che ha accolto tutti nella sede di piazza della Repubblica. A rappresentare
l’amministrazione c’era l’assessore alle Politiche
Sociali Francesco Zicchieri.
Ri.Re.


Il Lariano sulla strada del Terracina
Rialzare la testa, e subito. Quasi un obbligo, per il Terracina che, questa
mattina è impegnata sul campo del Lariano. Dopo la sconfitta dignitosissima
contro la capolista Lupa Frascati di sette giorni R fa, i tigrotti proveranno a
rilanciarsi in classifica. Il tecnico Pernarella non potrà fare affidamento su
Balestrieri, squalificato, e sarà dunque costretto a modificare qualcosa. Anche
se il Lariano è formazione di valore (ha un punto in più del Terracina, 15 a
14), l’occasione è propizia per i sudpontini. Che, però, inseguono ancora il
primo acuto esterno di questo campionato: finora in cinque uscite lontano dal
«Colavolpe» sono arrivati solo due pareggi e tre sconfitte. Di contro, in casa,
il Lariano ha totalizzato 8 punti (due successi, altrettanti pareggi ed un solo ko).
G.O.


E’ in programma per oggi la terza edizione di “San Martino in Cantina”.
L’iniziativa si deve al “Movimento Turismo del Vino”. Gli «enoturisti» che si
recheranno nelle cantine aderenti al «Movimento» avranno la possibilità di
assaggiare il Novello e non solo, direttamente in loco. Cancelli spalancati
anche alla «Cantina Sant’Andrea» di Borgo Vodice (terracina). La famiglia
Pandolfo al completo è pronta per accompagnare i visitatori in un tour
enogastronomico dove il pezzo forte sarà, ovviamente, il Novello. Ma non un
Novello qualsiasi. Quello dei Pandolfo, che nel Dna ha le uve Zibibbo di
Pantelleria, è un vino prodotto con una macerazione carbonica del 100%, quando
la legge ne prevede una almeno al 30%. Significa che il fruttato di questo
Novello è da considerare davvero «super». Tanto da aver meritato la medaglia
d’oro, unica azienda del Lazio, al Banco d’Assaggio dei Vini d’Italia di
Torgiano. Non resta che seguire le botti ed arrivare in via del Renibbio, al
Podere 1720. Qui, dunque, si potrà gustare il sapore inconfondibile
dell’autunno che soltanto il Novello è capace di offrire, anticipando con
discreta sapienza le sensazioni, gli odori e i colori della nuova vendemmia. Un
vino morbido e fruttato, giusta provocazione per il palato e per i sensi.
Nell’antica Roma si chiamava «doliore», e andava consumato di fretta, al
contrario dell’«horum», il vino d’annata. Ma ancora non esisteva un mercato
vero e proprio di questo ottimo prodotto, così che dalle nostre parti il
Novello si è squisitamente radicato solo negli ultimi dieci anni. Ricordiamo
che la Cantina Sant’Andrea si trova sulla strada del Renibbio 1720 a Borgo
Vodice.



«Ci rammarichiamo che in questo momento ragioni contingenti e non
giustificabili inducano al protagonismo e alle promesse facili rinnegando
quanto, nel rispetto della legge, è stato fatto in tutti questi anni a favore
della difesa della biodiversità e di quella parte di territorio che ancora
rappresenta un patrimonio naturalistico di inestimabile valore e per certi
versi unico».
Vanessa Ranieri, presidente del Wwf Lazio, ce l’ha soprattutto
con gli amministratori dei comuni di terracina e Sonnino per come affrontano la
questione del Parco degli Ausoni, «a secondo del momento politico e
dell’esigenza di accontentare il proprio elettorato». «I rappresentanti dei
comuni di Sonnino e di terracina -scrive l’ambientalista in una nota-, pur
dichiarandosi contrari durante gli incontri con le minoranze della popolazione,
contrarie al parco, si dichiaravano poi …” senza posizione di pregiudiziale
contrasto”… (18 ottobre 2006) quando veniva loro chiesto il parere in via
istituzionale; e ancora, gli stessi amministratori hanno addirittura presentato
delle modifiche sui confini e che, come nel caso di terracina, erano state
concordate, nel corso di lunghe riunioni, tra l’Assessore ai parchi D’Amico e
le associazioni ambientaliste tra cui il Wwf». La Ranieri afferma che tutte le
osservazioni contrarie all’istituzione del parco hanno avuto la giusta
risposta, ma «a nulla sembra aver giovato precisare che esistono già, su quelle
aree, dei vincoli (idrogeologico, paesaggistico – ambientale, SIC, ZPS) che
vanno rispettati al di là del singolo bacino elettorale; che esempi virtuosi,
anche molto vicini come il Parco degli Aurunci, hanno dimostrato che l’uso
sostenibile del territorio produce ricchezza per la collettività proprio alla
luce dell’unicità naturalistica delle aree». «Un Parco Naturale è una scelta di
civiltà -termina la nota- e non può essere rifiutato o accettato a seconda del
momento politico; in particolare la battaglia contro un parco non deve essere
una strategia come un’altra usata come supporto alla campagna elettorale».
Andrea Di Lello

Comments Nessun commento »

terracina-tris-cartoline-fine-anni-40_bis

Con tutta probabilità sarà un’eredità di cui formalmente si occuperà ormai la
prossima giunta comunale.
Ma lo scotto, quello vero, dei tempi allegri della
finanza creativa rischiano di pagarlo le future generazioni. È tornata alla
carica per chiedere i propri soldi la banca «Ifis», con cui il Comune di
Terracina nel 2007 stipulò una factoring da 12 milioni di euro. Il credito
vantato dalla banca è di 9 milioni e mezzo di euro, buona parte di quelli
richiesti all’epoca dall’Ente per soddisfare i propri creditori. Lo scorso 7
ottobre l’istituto di credito ha ottenuto dal Tribunale un decreto ingiuntivo
che intima all’amministrazione comunale di pagare quasi 10 milioni di euro per
l’inadempienza nel pagamento delle rate. Il Comune ha ritenuto di costituirsi in
giudizio e impugnare il decreto, anche se non è chiaro – tranne che per prendere
ancora tempo – quale sia la strategia difensiva dei legali dell’ente. Il tutto
risale al 2007, anno in cui è stata stipulata la factoring. Il Comune, con un
accordo, ha ottenuto dalla banca «Ifis» l’anticipa – zione di tutti i pagamenti
verso i suoi creditori. Sarebbe stato poi l’ente a restituire, a rate e con
interessi variabili (in base alle oscillazioni dell’Euribor) i soldi. Erano 12
milioni di euro. Ma è qui che l’ingranaggio si inghippa. Dopo un primo
versamento, il Comune ha smesso di pagare le rate. E la banca «Ifis» è tornata
alla carica. Lo scorso anno aveva già comunicato la rescissione del contratto,
riservandosi di pretendere «in qualsiasi momento il rimborso delle somme» che lo
stesso istituto di credito aveva anticipato ai creditori del Comune. La
questione fece saltare sulla sedia i le tante imprese che avevano prestato
servizi per il Comune. Il timore era di dover loro stessi restituire le somme
alla banca «Ifis». Ma il decreto ingiuntivo dello scorso ottobre inviato al
Comune dovrebbe fugare questi i timori, dal momento che la banca pretende il
rimborso delle somme dall’ente. D’altronde i creditori del Comune hanno già dato
il loro. Non solo infatti il contratto di factoring prevedeva per loro
l’apertura di nuovi conti correnti presso la banca, ma gli stessi hanno dovuto
cedere all’«Ifis» ben il 4% della somma vantata dal Comune. La palla insomma
passa al Comune. La sua costituzione in giudizio indica che i legali non si
danno per vinta. A loro, a questo punto, va l’amaro e preoccupato
in bocca al lupo di tutta la città.
Diego Roma

36000 [2]

Va deserta la riunione della società mista che gestisce lo smaltimento rifiuti convocata per l’approvazione del bilancio
Latina Ambiente nella bufera
Intanto i dipendenti entrano in agitazione per la carenza di mezzi e personale
E’ andata deserta l’assemblea dei soci della Terracina Ambiente, convocata per
approvare il bilancio consuntivo 2009. Intanto i dipendenti sono entrati in
agitazione per l’annosa carenza di uomini e mezzi. L’assemblea dei soci della
società mista che gestisce la raccolta dei rifiuti era stata convocata per il
pomeriggio di ieri, ma né la parte pubblica (il sindaco Stefano Nardi) né la
parte privata (l’amministratore della società Unendo) erano presenti, poiché in
attesa di definire alcuni rapporti oggetto di una transazione tra le parti. Ora
si dovrà attendere la prossima riunione, che potrebbe essere convocata per la
metà della prossima settimana. All’ordine del giorno figureranno gli stessi
punti all’ordine del giorno: il rinnovo delle cariche sociali scadute dopo il
triennio previsto (la parte privata riproporrà l’ad Valerio Bertuccelli ed il
consigliere Luigi De Stefano) e l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno
scorso. In una tale situazione di stallo si inserisce, come elemento nuovo, lo
stato di agitazione proclamato da FP-CGIL (nella persona di Giulio Morgia), FIT-
CISL (Massimo Feudi) e UIl Trasporti (Antonella Cannatà). I sindacati
denunciano:”Permangono le problematiche e le incertezze aziendali, che da anni
caratterizzano la società Terracina Ambiente. Sono: i cronici ritardi nel
pagamento degli stipendi, le carenze ormai insopportabili nell’organico e nei
mezzi, i ritardi nella fornitura del vestiario, i ritardi nella somministrazione
dei buoni-pasto, l’utilizzazione di mezzi obsoleti e frequentemente soggetti a
guasti con il necessario ricorso ai noleggi esterni e con l’effetto di una
instabilità organizzativa sulla quale pesano le cronache incertezze sull’entità
numerica del personale, la carente applicazione della legge sulla sicurezza”. I
sindacati chiedono che, in vista dell’introduzione della TIA al posto della
TARSU (è prevista per gennaio prossimo), «venga chiusa la stagione delle
marinaresche promesse» e si provveda ad aprire il nuovo corso del «fare».
Ercole Bersani

36000 [3]

Potrebbe presto non essere più così «avvinghiata» al Pdl l’edera del partito
repubblicano.
Il gruppo, da sempre al fianco della maggioranza del sindaco
Stefano Nardi, dopo le prime ipotesi di confluire nel Pdl sembra stia ormai
prendendo un’altra strada. Non è in discussione l’appoggio all’attuale
maggioranza, ma le indiscrezioni raccontano di un’aria nuova all’interno del
gruppo consiliare e non solo, tutta rivolta ad avere mano libera in vista delle
prossime elezioni. Il Pri, insomma, non si sente vincolato a chicchessia,
potrebbe decidere di correre da solo ma anche aprire a forze politiche e
movimenti nuovi. Tirato per la giacchetta dal Pdl, che lo vorrebbe alleato ma
allo stesso tempo isolato dal resto dei partiti, il Pri preferisce restare a
casa propria. Due uomini in giunta (Francesca Lauretti e Loreto Maragoni), tre
consiglieri in maggioranza, e l’intenzione di evitare accuratamente ogni
possibile strada in salita. Anzi, se proprio si deve dar retta ai bene
informati, il Pri si starebbe mostrando un possibile interlocutore del neonato
Futuro e Libertà. Per il momento è solo un guardarsi intorno, ma il dopo Nardi,
che si preannuncia vera e propria guerra, obbliga a non escludere nulla.
Maragoni e colleghi hanno sempre dimostrato di essere attenti alle dinamiche di
potere. Sanno ad esempio che, anche se il movimento di Fli attualmente non
riesce nemmeno a formare il gruppo consiliare (manca il terzo consigliere
accanto a Fabio Caiazzo e un sempre più probabile Antonio Acanfora), presto o
tardi molti della maggioranza potrebbero fare il salto della quaglia. Per ora,
tutti guardano tutti. E con più attenzione e meno scetticismo rispetto al
passato. Il fermento pre elettorale non sarà sfuggito certo al coordinatore
comunale del Pdl Gianluca Corradini, che in questi giorni si dice stia
prendendo contatti con diversi consiglieri comunali tentando la carta del
dialogo. Obiettivo, probabilmente, frenare la formazione di un nuovo
contenitore politico come Fli e ancor di più quella di un gruppo consiliare. Ma
c’è chi sostiene che molti in maggioranza stiano ormai nel Pdl solo
formalmente. Pronti magari a «picconare» dall’interno.
Un’eventualità che il direttivo comunale voluto da Fazzone deve scongiurare.
L’unica arma, contrattare con i consiglieri un posto nella lista ufficiale. Ma
qualcuno dovrà pur essere sacrificato. In maggioranza ci si osserva
attentamente. Al primo sentore la valigia è pronta.
Diego Roma

36000 [4]
Candele a ruba.
Della serie non c’è proprio più religione: dalla chiesa del
Purgatorio, sul centro storico alto di Terracina, ignoti continuano a rubare i
ceri votivi dal candeliere. Non furtarelli sporadici, ma episodi talmente
continui che i sagrestani della chiesa si sono visti costretti a seguire il
detto popolare che vuole a mali estremi, estremi rimedi. Ormai, infatti, non
riforniscono più i portacandele ogni giorno, considerando la fine che poi fanno
i ceri. Ogni mattina mettono soltanto un numero di candele a sufficienza per non
lasciare completamente sforniti i fedeli e visitatori del Purgatorio, ma non più
di quelle. Sarebbe interessante capire che cosa ci facciano mai con tutte queste
candele che rubano. Vogliono premunirsi in caso di un black out elettrico di
lunga durata? Collezionisti sui generis? Maaa…..Fatto sta che anche ieri mattina
sui candelabri del Purgatorio i ceri disponibili si contavano sulla punta delle
dita. Il che sicuramente contribuisce all’atmosfera suggestiva di questa chiesa
del 1700, dove se non ci fossero i sagrestani non si pagherebbero nemmeno le
bollette dell’acqua e dell’energia elettrica.
Ri.Re.

36000 [5]

Licciardi, processo a rilento PASSA alla quarta sezione del collegio penale di
Napoli il procedimento a carico del clan Licciardi in cui sono imputati Patrizia
Licciardi e Eduardo Marano, arrestati nel 2008 a Terracina. Il presidente del
Tribunale ha accolto le eccezioni presentate dal collegio difensivo (Valentino,
Cupo, Quaranta e Cardillo) che avevano chiesto l’astensione di un giudice a
latere perché già gip in un provvedimento relativo ad intercettazioni
telefoniche. L’udienza riprenderà dunque il prossimo primo dicembre, quando si
riprenderà l’i te r istruttorio e la discussione delle prove necessari al
dibattimento. Il maxi processo al clan Licciardi conta oltre 60 imputati, alcuni
dei quali in regime di 41bis.
D. R.

36000 [6]

Il Comune di Terracina in prima linea per potenziare l’offerta formativa del
polo didattico dell’Università di Cassino.
È il tema del punto all’ordine del
giorno che sarà discusso in Consiglio comunale martedì prossimo, scaturito da
un’iniziativa bipartisan che vede tra i promotori anche il sindaco Stefano Nardi
e l’assessore Francesco Zicchieri. L’ordine del giorno chiede al primo
cittadino di intercedere con l’Ateneo di Cassino affinché venga
mantenuta la facoltà di Economia, attiva in città ormai dal 1999 e punto di
riferimento di tanti giovani studenti che vivono in un territorio a forte
vocazione agricola e turistica. L’imp egno chiesto al sindaco è quello attivarsi
perché venga istituto un corso di Laurea specialistica sulle materie
agroalimentari e turistiche, vista la crescita «di insediamento di
imprese giovanili e femminili». «I dati di occupazione post-laurea degli
studenti laureatisi negli ultimi anni sono superiori alla media» si legge nella
proposta, tanto che «nel polo di Terracina sono state attivate forme di
collaborazione didattica e scientifica con istituzioni regionali e nazionali»,
come il Mipaf, che ha finanziato un progetto di ricerca per 170 mila euro.
L’idea è anche quella di persuadere il Comune a contribuire economicamente «con
una somma di 30 mila euro per un periodo di quattro anni». Tra i più convinti
sostenitori dell’iniziativa il consigliere comunale del Partito democratico Pino
La Rocca, che sottolinea la natura «bipartisan» dell’inizia – tiva e smentisce
ogni «ipotesi chiusura» della facoltà. «I dati occupazionali sono estremamente
positivi e comunque ben al di sopra della media – spiega. E non posso non
sottolineare le iniziative didattiche e di ricerca sviluppate dai docenti dei
dipartimenti che afferiscono alla facoltà di Terracina». «Il Comune – conclude
La Rocca – è compatto nel sostenere la sede della facoltà di Economia e, a
conferma di ciò, intende rilanciarla promuovendo l’at tivazione di un percorso
di laurea magistrale che permetta agli studenti con il titolo triennale, di
completare l’intero ciclo formativo universitario a Terracina».
D. R.

36000 [7]

Un guasto improvviso alla rete idrica ha lasciato a secco gran parte del
territorio di Terracina.
I disagi si sono verificati fin da ieri mattina a causa
di una rottura all’altezza di via Borromini. Ciò ha significato rubinetti
asciutti praticamente in tutta la parte bassa della città. Ov- U viamente nessun
preavviso, visto che si è trattato di un guasto straordinario, il che ha reso
inevitabili i disagi. Per esempio i dirigenti scolastici a un certo punto si
sono visti costretti a sospendere prima del tempo le lezioni autorizzando
l’uscita anticipata degli studenti. Gli operai di Acqualatina si sono messi al
lavoro, ma anche il maltempo non ha aiutato. Il ripristino del normale flusso
idrico era previsto soltanto per il pomeriggio. Naturalmente in casi del genere
i disagi sono notevoli, e non soltanto per le scuole. Basti pensare alle
attività commerciali, alle strutture sanitarie, a chiunque non abbia altri
sistemi per avere l’acqua sempre a disposizione. Bisognerebbe capire il perché
di queste rotture improvvise, considerando che non sono proprio sporadiche.
Forse ci vorrebbe soltanto più manutenzione ordinaria.
Ri.Re.

36000 [8]

Ricorso al Tar degli operatori del mercato settimanale contro la delibera
consiliare che cambia destinazione urbanistica a via Prebende.
A deciderlo, è
stata l’assemblea dei venditori ambulanti del ‘Giovedì’, riunitasi ieri,
all”addiaccio’, su una delle rotonde del Lungomare Circe. L’assemblea ha dato
mandato a Roberto delle Fontane, presidente provinciale della Fiva (Federazione
Italiana Venditori Ambulanti), di contattare il legale al quale affidare la
preparazione del ricorso e il suo invio al tribunale. Nuova azione di contrasto
degli operatori, dunque, al progetto dell’amministrazione Nardi di spostare il
mercato dall’attuale sede in viale Europa a quella di via Prebende. Finora, gli
interessati si erano rivolti alla Regione per denunciare la mancata
realizzazione dei lavori, individuati dall’apposita conferenza dei servizi, per
adeguare l’area alle esigenze del ‘Giovedì’. Proprio la Regione si era accorta
che il sito era in realtà destinato dal Prg a parco archeologico attrezzato,
nonostante che da anni fosse stato individuato come sede del mercato. Di
recente, perciò, la giunta comunale prima e l’assemblea consiliare dopo ne hanno
cambiato la destinazione in servizi, eliminando nell’atto qualsiasi riferimento
al valore archeologico dell’area. La circostanza non è sfuggita alla locale
sezione dell’Archeoclub, che sta preparando severe osservazioni contro la
delibera, alle quali l’amministrazione comunale, come previsto dalla procedura
in casi come in questi, dovrà poi controdedurre. Sull’importanza archeologica
della zona di via Prebende, stando a quanto riferisce il presidente Delle
Fontane, insisterà anche il ricorso degli ambulanti, verosimilmente con
motivazioni analoghe a quelle dell’Archeoclub. Quest’ultima contesta, per
esempio, l’approvazione della delibera in questione ai sensi dell’art. 1/bis
comma 1 della Legge Regionale 02 luglio 1987, n. 36, che consente di applicare
procedure semplificate ad una situazione che, al contrario, è considerato
complessa. La prevista ubicazione del mercato settimanale, infatti, ha la
necessità di essere armonizzata con le previsioni di altri strumenti
urbanistici, come il Piano del Quadrante Nord Ovest. «Ma soprattutto -spiega
Delle Fontane- il cambiamento della destinazione urbanistica non rimuove le
condizioni che la Soprintendenza Archeologica ha stabilito per eseguire i lavori
nel sito, tra le quali quella di non effettuare movimenti di terra». Al
presidente della Fiva sembra anche strano che la medesima Soprintendenza possa
avere espresso un parere senza che il Comune, come afferma lo stesso Delle
Fontane, abbia presentato un progetto di sistemazione dell’area. In questa
confusione, l’assessore al Commercio, Giuseppe Amuro, non molti giorni fa, se ne
stava tranquillo perché, a suo dire, gli uffici del Municipio gli avevano
garantito che in via Prebende erano in corso i lavori, fermi, invece, dall’inizio dell’estate.
Andrea Di Lello

36000 [9]

Il successo è servito. Com’era prevedibile, la onlus «AnnaLaura» e
l’associazione dei ristoratori «terracina a tavola» hanno vinto anche con la
serata di lunedì scorso. E grazie al loro impegno ancora una volta ha vinto la
solidarietà, quella con la S maiuscola. La cena alla «Torre del Sole» preparata
e servita dai 23 chef dell’associazione ha riscosso un successo straordinario.
Tante le persone che hanno voluto partecipare, così che il videolaringoscopio è
stato già acquistato e donato all’ospedale «Alfredo Fiorini»: in pratica è già
in funzione in sala operatoria! Ma c’è di più: è stata donata anche una maschera
salvavita acquistata presso la stessa azienda di Verona che ha deciso di
fornirla alla onlus con la possibilità di saldarla in seguito. Cose che accadono
soltanto quando un nome vuol dire garanzia di serietà e professionalità. Un bel
momento anche la premiazione delle quattro tesi di laurea di Emanuela Zicchieri,
Erika Vitti, Martina Pannozzo e Onorato Di Manno. Ettorina Michelazzo,
presidente di «AnnaLaura», ha ringraziato commossa tutti coloro che hanno reso
possibile questo nuovo successo, che senza dubbio sarà seguito da molti altri
ancora.
Ri.Re.

36000 [10]

Sta lì da almeno prima dell’estate. Commercianti e residenti hanno protestato
con chi di dovere, ma lei resta ancora lì e aumenta giorno dopo giorno. E’ una
buca, piccoletta ma insidiosa, che si è aperta sul marciapiedi di via Derna, in
pieno centro urbano a terracina. «Ormai ci siamo stancati di contare le persone,
anche bambini, che inciampano nelle mattonelle mancanti e cadono a terra,
facendosi anche parecchio male» si lamenta un commerciante. Si sono spaccate le
pietre e da allora nessuno ha provveduto a sistemarle. Intanto la buca si
allarga e, con le prime piogge autunnali, si sta facendo anche più profonda. E,
dunque, più pericolosa. Se è vero che una buona macchina amministrativa si
riconosce anche da questi dettagli, quella buca sul marciapiedi la dice lunga.
Così come tutte le altre sparse per la città. «Aspettiamo che qualcuno ricordi
quale sia il suo dovere e provveda a sistemare il marciapiedi».
Ri.Re.

36000 [12]

Convocazione riunione congiunta Commissioni:
“Economia e formazione professionale ed Assetto ed interventi sul territorio.
Ambiente”.
Giovedì 11 novembre 2010, ore 18,30 I^ convocazione; ore 19,00 II^ convocazione.
Convocazione riunione Commissione: “Bilancio. Programmazione” per Venerdì 12
Novembre 2010, alle ore 18.00 in I^ convocazione ed alle ore 18.30 in II^
convocazione.
Convocazione Commissione “Assetto e interventi sul territorio. Ambiente”
Lunedì 15 Novembre, ore 18,00 I^ convocazione, 18,30 II^convocazione

36000 [13]

Comments Nessun commento »

terracina-torretta-crollata-nel-dopoguerra-anni-40_bis

È andata deserta l’assemblea dei soci della Terracina Ambiente, convocata per
approvare il bilancio consuntivo 2009.
Intanto i dipendenti sono entrati in
agitazione per l’annosa carenza di uomini e mezzi. L’assemblea dei soci della
società mista che gestisce la raccolta dei rifiuti era stata convocata per il
pomeriggio di ieri, ma né la parte pubblica (il sindaco Stefano Nardi) né la
parte privata (l’amministratore della società Unendo) erano presenti, poiché in
attesa di definire alcuni rapporti oggetto di una transazione tra le parti. Ora
si dovrà attendere la prossima riunione, che potrebbe essere convocata per la
metà della prossima settimana. All’ordine del giorno figureranno gli stessi
punti all’ordine del giorno: il rinnovo delle cariche sociali scadute dopo il
triennio previsto (la parte privata riproporrà l’ad Valerio Bertuccelli ed il
consigliere Luigi De Stefano) e l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno
scorso. In una tale situazione di stallo si inserisce, come elemento nuovo, lo
stato di agitazione proclamato da FP-CGIL (nella persona di Giulio Morgia), FIT-
CISL (Massimo Feudi) e UIl Trasporti (Antonella Cannatà). I sindacati
denunciano: «Permangono le problematiche e le incertezze aziendali, che da anni
caratterizzano la società Terracina Ambiente. Sono: i cronici ritardi nel
pagamento degli stipendi, le carenze ormai insopportabili nell’organico e nei
mezzi, i ritardi nella fornitura del vestiario, i ritardi nella somministrazione
dei buoni-pasto, l’utilizzazione di mezzi obsoleti e frequentemente soggetti a
guasti con il necessario ricorso ai noleggi esterni e con l’effetto di una
instabilità organizzativa sulla quale pesano le cronache incertezze sull’entità
numerica del personale, la carente applicazione della legge sulla sicurezza». I
sindacati chiedono che, in vista dell’introduzione della TIA al posto della
TARSU (è prevista per gennaio prossimo), «venga chiusa la stagione delle
marinaresche promesse» e si provveda ad aprire il nuovo corso del «fare».


Non vogliono creare allarmismi, ma lanciare un appello che sia soprattutto di
prevenzione: loro non hanno la minima intenzione di trascorrere un’altra
invernata prigionieri della barra sabbiosa all’ingresso del porto.
E’ il nuovo,
ennesimo, s.o.s. che parte dai pescatori di Terracina, ancora alle prese con il
problema della sabbia in eccesso che rende difficili, quando non impossibili, i
movimenti per entrare e uscire dal porto. La rabbia è nuovamente venuta a galla
dopo che ieri molte paranze, tra grandi e più piccoline, non hanno potuto
prendere il largo. In altre parole non sono potuti andare a lavorare. Il
problema è quello di sempre: le mareggiate di questi ultimi giorni hanno
trasportato molta sabbia troppo vicina alla foce così che è stato praticamente
impossibile prendere il largo. A evidenziare l’enorme problema, che mette in
pericolo la categoria che per decenni ha trainato l’economia locale, sono tutti
i pescatori che fanno fronte comune contro un incubo che riguarda tutti loro,
nessuno escluso. «Non vogliamo alzare un polverone- hanno detto ieri mattina. ma
semplicemente fare un appello affinché chi può e deve s’impegni davvero e
una volta per tutte a risolvere il problema della barra sabbiosa ». Praticamente
è bastata la prima mareggiate autunnale per quasi vanificare l’ultimo intervento
di dragaggio dei mesi scorsi. Si era detto che sarebbe stato un intervento
«tampone», ma quando arriva quello ordinario, costante, insomma definitivamente
risolutivo? Se lo chiedono i pescatori, soprattutto, ancora in attesa di quella
draga fissa annunciata per lo scorso settembre e mai vista. L’inverno di due
anni fa paranze e rezzetelle furono costrette a restare in porto molte volte,
con un danno economico incalcolabile. E sempre per lo stesso problema. Se anche
i pescatori dovessero cominciare a diminuire le uscite sarebbe davvero una
debacle totale per tutti i settori della marineria di Terracina, pensando anche
alla situazione in standby dei traghetti. Alla fine chi avrà la meglio? I
lavoratori del settore marinaresco o l’indifferenza di chi viene pagato
per risolvere certe questioni?
Rita Recchia


Il Consiglio di Stato ha rinviato al prossimo 3 dicembre la sentenza sul ricorso
presentato dall’ex consigliere regionale Gianfranco Sciscione contro la sentenza
del Tar che lo ha escluso dal consiglio regionale insieme ad altri due
consiglieri del Pdl.
Secondo il tribunale amministrativo, espressosi lo scorso
16 settembre, infatti, l’aumento dei seggi come premio di maggioranza nel
Consiglio Regionale del Lazio era da ritenersi incompatibile con la legge
elettorale e lo statuto regionale. Motivazioni che hanno quindi visto Sciscione
uscire dall’assise regionale e che sono state immediatamente contestate dal
politico in sede legale. Secondo i giudici amministrativi la Legge elettorale e
lo Statuto regionale, in conformità con quanto stabilito dalla Costituzione,
indicano in 70 consiglieri più il presidente la
composizione del Consiglio. Sciscione però ritiene che secondo la legge
elettorale regionale, in caso di vittoria con oltre il 40% delle preferenze la
maggioranza deve avere il 60% dei seggi. L’esponente di centrodestra si dice
comunque fiducioso dell’esito dell’iter processuale e considera
il rinvio un buon segnale. Numerosi gli attestati di stima che gli sono giunti
in questi giorni. I sostenitori dell’ex consigliere nutrono ottimismo e sono
convinti che la verità sarà quella espressa dagli elettori: nei loro commenti si
percepisce il desiderio di non far mancare in Regione la «voce di Terracina » .



Adesso prevale la linea del dialogo con il coordinamento del PdL. Quando
sembravano ormai in procinto di traslocare, i diciotto assessori e consiglieri
pidiellini ribelli a Claudio Fazzone hanno deciso che valeva la pena verificare
la possibilità di confrontarsi con Gianluca Corradini, coordinatore locale del
partito, di nomina fazzoniana, come tutti i componenti dell’organismo da lui
presieduto. Il più convinto nel sostenere questa linea, nell’incontro dei
diciotto dell’altra sera, è stato Sandro Monti, capogruppo consiliare del Pdl,
che ha anche rivelato di essersi già incontrato con Corradini nella veste di
rappresentante del gruppo. Più di E qualcuno si è stupito dell’iniziativa del
capogruppo, non solo perché non risultava un mandato in questo senso, ma
soprattutto per il fatto che i diciotto si erano rivolti a Vincenzo Piso,
coordinatore regionale del Pdl, per chiedergli di non ratificare la nomina del
coordinamento per scarsa rappresentatività. Ma le cose cambiano in fretta e,
nonostante queste perplessità, Monti è stato comunque delegato a risentire
Corradini e misurare gli spazi a disposizione dei diciotto all’interno del
partito. E’ probabile che la svolta conciliante sia maturata negli incontri
ristretti che hanno preceduto quello dell’altra sera. Sta di fatto che anche
Valerio Golfieri, sicuro partecipante delle riunioni per pochi e promotore
dell’ultima, ha dato il suo assenso al tentativo di Monti. Il mandato al
capogruppo, tuttavia, non nasconde l’incrinarsi della compattezza di cui il
gruppo aveva fatto mostra nella lettera a Piso. Infatti, se c’è chi vuole
provarle tutte prima di dare l’addio al Pdl, c’è anche chi afferma di avere già
deciso di andarsene, vada come vada, avendo come approdo Futuro e Libertà. Senza
contare che l’assessore ai Servizi Sociali, Francesco Zicchieri, firmatario
dell’appello al coordinatore regionale, ha già rassegnato le dimissioni dal
partito e punta verso il Fli. Il dilemma per i diciotto, dunque, è adesso
questo: meglio restare uniti o meglio trovare la soluzione individuale?
Andrea Di Lello



Il tema è caldo, su Facebook la discussione ha registrato quasi 100 commenti e
continua a crescere ora dopo ora.
La legalità sarà uno degli argomenti chiave
per le prossime elezioni comunali. Un primo confronto in tal senso ci sarà il
prossimo 13 novembre a villa Tomassini, in un convegno organizzato da Terracina
Rialzati, Circolo Eleuterìa e il Comitato Spqt. A dare un’anticipazione della
portata degli interventi, i relatori, il consigliere comunale Vincenzo Coccia,
l’imprenditore Enzo Bizzarri e l’architetto Pier Francesco De Angelis. Tre
figure impiegate in tre settori nevralgici, che non a caso i cittadini hanno
scelto come referenti e che accolgono di buon grado l’iniziativa. «Va nella
giusta direzione – spiegano Coccia e colleghi – e dimostra come sul tema della
legalità possano incontrarsi sensibilità ed esperienze politiche tra loro
diverse ma tutte convinte che vi sia la necessità di rimettere al centro
dell’azione amministrativa e della vita istituzionale la riaffermazione di un
principio cardine la cui violazione impedisce che si sviluppi una corretta
dialettica democratica». Rispetto delle regole prima di tutto, insomma. «Un
compito a cui ciascun soggetto chiamato a svolgere un ruolo istituzionale nella
prossima amministrazione non può sottrarsi ». È su questo aspetto – ne sono
convinti Bizzarri, De Angelis e Coccia – che si giocheranno le prossime elezioni
comunali, in una città che vive il problema sotto diversi aspetti e chiede di
essere risolto dalla politica: «Definirà – proseguono i relatori – più di ogni
altra affinità sugli aspetti programmatici il profilo di uno schieramento
alternativo tra gli schieramenti che a vario titolo si affacceranno alla
competizione elettorale». L’obiettivo è quello di affermare il primato della
legalitù su quello della politica, «il cui primato è tale solo se le scelte che
si compiono ed i comportamenti che si adottano siano rispettosi del complesso
sistema normativo che disciplina l’azione ammi nis trat iva ». Coccia, Bizzarri
e De Angelis si augurano che quello di sabato prossimo sia solo un punto di
partenza «di un percorso nel quale possano riconoscersi coloro che intendano
scrivere una pagina nuova della città».
D. R.



Udienza rinviata.
Il cinquantottenne di Terracina è accusato di minaccia aggravata, violenza
privata e violazione di domicilio Paola Pucciatti Si è aperto ieri mattina, nel
Palazzo di Giustizia di Viterbo, nell’aula del giudice Eugenio Turco, il
processo a carico di Maurizio Longarini il cinquantottenne di Terracina, che lo
scorso 8 settembre si presentò sotto casa della moglie, in via Alcide De
Gasperi, a Viterbo, armato di pistola. A difenderlo, in aula, l’avvocato
Francesco Pietricola del foro di Latina. L’uomo, deve rispondere, davanti al
pubblico ministero Franco Pacifici, dei seguenti reati: minaccia aggravata,
violenza privata, violazione di domicilio e delle disposizioni previste dalla
legge n° 895 del 1967 sul controllo delle armi. Maurizio Longarini quella
mattina non trovando la moglie a casa si presentò nell’abitazione della cognata
che minacciò successivamente impugnando una pistola che in quel momento però non
era carica e non esplose quindi il colpo. Solo l’intervento congiunto degli
uomini della volante, guidati da Alba Milioni, della mobile, agli ordini di
Fabio Zampaglione, e dei carabinieri di Viterbo, al comando del capitano Marco
Ciervo, evitò una vera e propria strage perché in quel momento il
cinquantottenne si trovava in uno stato di completa disperazione. Bloccato
mentre si nascondeva sotto una macchina parcheggiata nei pressi dell’abitazione
della cognata fu trovato in possesso anche di un pugnale. Portato in caserma fu
ascoltato successivamente dai carabinieri. Il giudice Turco, ieri mattina, dopo
aver dato il tempo agli avvocati delle parti offese, Tito Borrello e Fausto
Lucini entrambi del foro di Siena, di costituirsi parte civile nel procedimento
a nome della cognata, del cognato e della nipote, sospendendo i termini di
custodia cautelare, ha rinviato l’udienza a venerdì prossimo al fine di poter
dare modo alla difesa di poter concordare la scelta del rito alternativo «perché
siamo decisi a chiedere comunque una pena – afferma l’avvocato Pietricola – e
qualora non ci fosse alcun tipo di accordo sul patteggiamento faremo ricorso al
rito abbreviato».


Carenza di organico e di mezzi, ritardo nei pagamenti degli stipendi, nella
fornitura del vestiario oltre a una serie di altre carenze.
E’ la lunga lista
messa nero su bianco da Cgil, Cisl e Uil, inviata ieri alla direzione della
Terracina Ambiente, al sindaco Stefano Nardi e al Prefetto, dove anticipano lo
stato di agitazione. Una decisione che si somma alle mille criticità sorte dal
giorno in cui formalmente è nata la società mista per la gestione dei rifiuti e
per la quale la maggioranza si ostina a tenere i tubi dell’ossigeno ancora
attaccati. Nell’ultimo consiglio comunale l’opposizione ne aveva chiesto lo
scioglimento per inadeguatezza. Richiesta ovviamente bocciata ma non da tutta la
maggioranza, che quel giorno dovette contare alcune defezioni. Un voto che non
ha spostato di una virgola lo stato di crisi in cui versa la società. Ieri i
sindacati lo hanno ricordato per l’ennesima volta. Parlano di stato di
incertezza dovuto a una serie di indicatori che non fanno sperare al meglio. Dai
mezzi obsoleti, per i quali si ricorre sistematicamente al nolo esterno,
pescando alcune volte da Latina ma anche da altre società più lontane, alla
tutela e sicurezza sul luogo di lavoro, agli stipendi che non arrivano mai
puntuali. «A fronte di tale stato da parte della Terracina Ambiente si
continuano a prospettare soluzioni di rilancio complessive, attualmente
collegate all’istituzione della Tia in luogo della Tarsu, ma delle quali le
organizzazioni sindacali sono state portate a conoscenza in maniera quasi
vergognosa – scrivono le tre sigle – Si continua ancora con le promesse del
‘faremo’ a fronte delle quali chiudiamo la stagione delle marinaresche promesse
e chiediamo fermamente che si apra la stagione del ‘fare’». I lavoratori, e non
solo, non vogliono più sentire annunci ma fatti che dovrebbero arrivare dalla
società che nel frattempo si trova a gestire una situazione sempre sul filo del
rasoio. Del resto gli ultimi bilanci allegati a quello comunale parlano da soli.
E poi c’è la parte del servizio che doveva all’origine essere integrato con la
differenziata effettuata “porta a porta” – inizialmente su alcune zone della
città – e mai partito. Fu anche redatto un piano ad hoc e chiesti altri soldi ai
cittadini con l’aumento della Tarsu che fu, tra l’altro, bocciato per ben due
volte dal Tar. In mezzo l’indagine della procura di Latina che ad oggi rimane
ancora aperta ma sui cui sviluppi nulla è dato sapere. Insomma, una situazione
che fa acqua da tutte le parti e che l’amministrazione si ostina ancora a tenere in piedi.
di FABIO COCCIA



Debiti fuori bilancio per 41mila euro Il «caso» sbarca in Comune
Si tratta in gran parte di multe «sbagliate». Se ne parlerà in uno dei due
consigli comunali, convocati per la prossima settimana. Martedì 16 il dibattito
sarà imperniato in gran parte sull’Azienda speciale Terracina e sulla politica
sociale dell’amministrazione Nardi. Quindi verranno esaminati 8 progetti Suap
(interventi edilizi in zone agricole). Il giovedì successivo altra convocazione.
All’ordine del giorno sono 12 delibere relative a debiti fuori bilancio. Otto
riguardano multe elevate dai vigili urbani, ma annullate dal giudice di pace,
perché contenenti imperfezioni. Parcelle professionali e risarcimento danni per
incidenti su strada sono le altre voci. Nel complesso la somma è di 41.500 euro
circa. Sull’argomento critica la posizione del Pd, i cui consiglieri comunali
chiedono al sindaco, attraverso un’interrogazione, «quali e quanti sono i debiti
in questione ancora da riconoscere e quali siano quelli già risconosciuti ma
ancora non pagati».
Erc.Ber.



Loro ce l’hanno messa tutta anche quest’anno per restituire dignità alla festa
patronale in onore di San Cesareo, a Terracina.
Ma ancora una volta la maggior
parte della gente non ha recepito il messaggio, soprattutto culturale, e ha
preferito snobbare le celebrazioni in piazza Municipio e affollarsi tra le
bancarelle di viale Europa. Esprimono la loro delusione gli organizzatori che
hanno cercato di riprendere quel binomio festa patronale-fiera scomparso da
quando l’amministrazione comunale deliberò la nuova location provocando un
autentico strappo con la Cattedrale, cuore della festa di San Cesareo. Da una
fiera settoriale, soprattutto agricola, si passò a un normale mercato
settimanale. In tutti questi anni nessuno è stato capace di elaborare un
progetto per salvaguardare le tradizioni in un contesto di attualità da vivere
nel centro storico alto. Poi un paio d’anni fa un gruppo di persone decise che
era giunto il momento di tornare alla festa di una volta, riportando la
vivibilità in un sonnacchioso centro storico. Artisti di strada, concerti e
balletti, visite gratuite, dibattiti con personaggi di spessore. Sembrava si
fosse imboccati la strada giusta, e invece quest’anno piazza Municipio,
nonostante castagne e vino novello, è rimasta desolatamente vuota. Un paio
d’anni fa gli organizzatori avevano invitato l’amministrazione a manifestare la
passione per la propria città con una delibera ad hoc. «Noi siamo
disponibilissimi alla collaborazione-avevano detto- Abbiamo preparato i
presupposti per continuare positivamente questo trend che dovrà vederci
protagonisti anche in altri periodi dell’anno. Altrimenti a che titolo il Comune
continua a gestire una fiera, che nulla ha a che fare con la festa patronale?».
Ri.Re.



Le ali l’istituto professionale e alberghiero «Filosi» le ha, ma per spiccare il
volo ha bisogno di un aiuto.
Con più di 300 alunni, 8 sezioni che l’anno
prossimo diventeranno 10, il ramo alberghiero dell’istituto diretto dalla
preside Anna Maria Masci non può continuare a vivere disagi al momento
insormontabili. Senza cucine, con pochi spazi e una costante voglia di crescere,
la scuola con sede in via Roma ha bisogno di un intervento immediato da parte
del Comune di Terracina. Gli studenti svolgono le lezioni più giorni a settimana
presso un albergo lontano chilometri dall’istituto. Si spendono soldi per
l’utilizzo dell’albergo: si parla di circa 30 mila euro per far esercitare i
futuri chef di fronte ai fornelli. Ma non si tratta solo dell’affitto dei
locali. Un capitolo di spesa particolarmente oneroso deriva anche dal trasporto
degli allievi dalla sede centrale di via Roma all’alber – go in cui si svolgono
le lezioni. Si arrivano a spendere anche 2 mila euro al mese, che moltiplicato
per tutto l’anno fanno davvero tanti soldi. E di questi tempi di vacche magre e
tagli alla scuola, sono davvero un costo insostenibile per chiunque. In tutto
questo l’istituto non fa che crescere. Partecipa a convegni, manifestazioni ed
eventi anche di risonanza nazionale. E il paradosso è proprio questo: che
l’istituto più cresce e più ha le ali tarpate. Il Comune non ha ancora trovato
una soluzione alla carenza di spazi. Si potrebbero sfruttare locali della scuola
«Elisabetta Fiorini» e di Don Orione. Ma l’ente non si decide. E intanto si
continua a spendere una barca di soldi con cui, in questi anni, si sarebbero
potute comprare cucine e ristrutturare locali.
F. A.


Domani (12.11.2010, ore 11) conferenza stampa assessore D’Amico
Per offrire il massimo della chiarezza sui percorsi politici e amministrativi
intrapresi dall’Amministrazione comunale riguardo alle problematiche del Parco
dei Monti Ausoni, venerdì 12 novembre 2010, alle ore 11, presso il Palazzo
Comunale, l’assessore Gianni D’Amico, i consiglieri comunali Roberto Bellezza,
Domenico Pietricola e i rappresentanti istituzionali del Comune di Sonnino,
incontreranno i rappresentanti della stampa locale.
Con invito ad intervenire.


Il Tennis della provincia di Latina verso un futuro di collaborazione fra
tecnici e circoli nel settore giovanile.
Mercoledi 10 novembre sotto la
coordinazione del nuovo tecnico provinciale Maestro Marco Conciatori dello
Junior Tennis Tecariba di Latina, si è tenuta a Terracina presso il Tennis Club
Quadrifoglio una riunione aperta a tutti i tecnici della provincia, riunione
alla quale hanno aderito: Emily Stellato e Daniele Silvestre ( Tennis Club
Nascosa Latina), Enrica L’Aurora (Circolo 3 L Terracina), Franco Di Micco (T.C.
Sardegna Terracina), Alessandro Marigliani (T.C. Quadrifoglio Terracina), Luigi
Maggiacomo (T.C. Fondi), Attilio Rubino (C.T. Gaeta), Mario Bove (T.C. Gianola
Formia), Massimo Lorenzo Maci (Accademia il Passante Priverno), Francesco
Leggeri e Alessandro Di Lenola (T.C. Roccacorga), Corrado Favale (Country Club
Cisterna), Alessandro D’ONOFRIO (T.C. Smile Cisterna). I Tecnici hanno elencato
in ogni categoria i propri ragazzi secondo criteri precedentemente concordati ed
hanno formulato la valutazione dei punteggi nelle gare programmate per il mini-
tennis. Nell’intento di favore una migliore conoscenza ed integrazione tra i
ragazzi della Provincia di Latina che parteciperanno alla Coppa delle Provincie
Edizione 2011 sono stati programmati dei raduni Tecnici presso il T.C. Tecariba
di Latina : Martedì 23 Novembre per i nati nell’anno 2000, giovedì 25 e Martedì
30 Novembre per i nati nel 2001, 2002, 2003, Domenica 12 Dicembre per i nati
nell’anno 1999.



La Polisportiva Pallavolo terracina ha sfiorato il colpaccio a Napoli contro il
Cicciano:
loscontro diretto per la terza piazza se lo sono aggiudicati i
campani. «Abbiamo lottato contro gli avversari e contro gli arbitri», chiarisce
subito il presidente terracinese Luca Di Girolamo. La Polisporiva ha ceduto al
tie break ma si è confermata tra le migliori squadre del girone G della Serie
B2. Il big match doveva sancire una volta per tutte le reali potenzialità di
Milazzo e compagni e risposte positive sono arrivate. Perso il primo set solo ai
vantaggi: in un palazzetto a dir poco surriscaldato, i delfini si trovavano sul
24-23 quando «ci ha chiamato un attacco fuori che era nettamente in campo»,
spiega Di Girolamo. I pontini reagivano pareggiando nel secondo parziale:
superlativi Emanuele Rico a muro e Mario Milazzo in regia (13-25). Nel terzo
parziale i campani chiudevano sul 25-17. Nel quarto set la partenza a razzo dei
padroni di casa (13-6) faceva presagire un cammino difficil per i delfini, che
però reagivano con un terrificante break di 10-0, che li portava in vantaggio
16-10. Rimonta resa possibile dalle battute ficcanti di Rico e dagli attacchi di
D’Auria, Riccardi e Casalese. «Sul 22-20 è intervenuto di nuovo l’arbitro che ha
assegnato un punto al Cicciano Napoli quando c’era un oggetto in campo», spiega
Di Girolamo. Chiuso il quarto parziale sul 23-25. Il tie break era senza storia
(terracina non è riuscita invertire l’avvio disastroso) ma il punto portato a
casa è preziosissimo. Ora in classifica la squadra di Delfo Barboni è al quarto
posto dietro Lucera Foggia capolista, Cicciano Napoli e Triggiano che sono
avanti di un solo punto rispetto ai terracinesi. A questo punto per i play off
ci sono anche i pontini che hanno giocato alla pari contro una delle compagini
più attrezzate per il salto di categoria. «E’ stata gara molto combattuta che è
durata oltre due ore – ha concluso il massimo dirigente pontino – in cui abbiamo
dimostrato il nostro grande carattere anche nelle difficoltà e di fronte a un
pubblico presente e influente».

Comments 1 Commento »

terracina-taglio-di-pisco-montano_bis

Calo di iscritti: si fa incerto il futuro della sede universitaria a terracina.
In pochi anni, gli studenti che frequentano le lezioni presso il polo didattico
di viale Circe sono calati da circa 140 ad una sessantina ed i corsi di laurea
sono passati da due ad uno. Una perdita secca dell’oltre il cinquanta per cento,
che se non rappresenta un pericolo immediato (il numero minimo di iscritti
previsto dalla legge è 36), in prospettiva lascia temere il peggio. L’Università
è presente in città dall’anno accademico 1998/99, quando l’Ateneo di Cassino
attiva un Diploma universitario, poi convertito in corso di laurea triennale in
‘Economia del sistema agroalimentare e dell’ambiente’, nell’ambito della Facoltà
di Economia e Commercio. La sede era ed è di proprietà al 50% del Comune e al
50% dell’Università ed i finanziamenti per l’acquisizione dell’immobile furono
ottenuti dall’ateneo proprio per l’attivazione di un corso di laurea coerente
con la vocazione territoriale e le esigenze che erano emerse anche dalle
rappresentanze sindacali e produttive agricole provinciali. Ad ogni modo, due
anni dopo, il polo didattico raddoppia arricchendo l’offerta formativa della
facoltà con l’attivazione di un corso di laurea in ‘Economia e gestione delle
imprese turistiche’. E’ il momento di massima espansione dell’università locale,
ma nell’anno accademico 2008/09, i cambiamenti voluti dall’attuale governo
Berlusconi costringono ad invertire la rotta e a puntare verso il
ridimensionamento. Infatti, i due corsi di laurea, non senza prima avere
consultato le istituzioni e le forze imprenditoriali, vengono riuniti in un
unico corso di laurea triennale in ‘Economia e gestione delle piccole e medie
imprese’. Anche questa è una scelta strettamente collegata al sistema economico
del territorio comunale e comprensoriale caratterizzato da una forte prevalenza
di piccole e medie imprese di vari settori economici, con forte prevalenza dei
settori agroalimentare e turistico. I dati di occupazione degli studenti
laureatisi a terracina sembrano confermare la validità di queste scelte, perché
essi si rivelano superiori alla media di quelli relativi a laureati in altre
facoltà di economia della regione. Nel comprensorio, inoltre, continua esserci
una forte domanda di queste figure professionali da parte di strutture di
produzione e commercializzazione agro-alimentari. Ma allora perché il costante
calo degli iscritti? All’Università ne attribuiscono la causa «prevalentemente
alla mancanza della prospettiva per gli studenti laureatisi nel corso di questo
decennio di poter completare il proprio curriculum formativo con una laurea di
tipo specialistico». Sarebbe l’assenza del biennio di specializzazione, dunque,
a disincentivare le iscrizioni e a indurre la stragrande maggioranza degli
studenti a fermarsi al terzo anno. C’è da considerare, infatti, che il grosso
degli iscritti è costituito da lavoratori, impossibilitati, proprio per questa
loro condizione, a proseguire gli studi in sedi distanti. In una recente visita
a terracina, il rettore di Cassino ha manifestato l’intenzione si potenziare il
polo locale, ma il Pd ha presentato una mozione, all’ordine del giorno nel
prossimo consiglio comunale, per impegnare in questo senso anche il Comune.
Andrea Di Lello


Chiedono alla Regione di commissariare il Comune per avere i loro soldi. Come
promesso, gli aventi diritto al contributo regionale per il pagamento degli
affitti abitativi si sono rivolti direttamente alla Pisana, contestando i lunghi
ritardi dell’amministrazione Nardi nell’erogazione dei fondi. Ad essere precisi,
a scrivere è stato Adriano Di Stazio, che si è fatto esplicitamente portavoce
dei settanta destinatari della sovvenzione. La lettera, oltre all’assessorato
regionale per la Casa, è indirizzato al prefetto Antonio D’Acunto e al sindaco
Stefano Nardi. Eccone il testo: «Un gruppo di famiglie segnalate dalla
Assistenza Sociale di terracina quale aventi diritto ad usufruire del contributo
regionale in oggetto, lamentano il mancato pagamento del contributo per l’anno
2006 del quale è stato pagato soltanto il 50% mentre il Comune di terracina ha
trattenuto l’altro 50% che a tutt’oggi non ha pagato. Mentre per l’anno 2007, il
Comune di terracina non ha consegnato agli aventi diritto alcunchè. I cittadini
in stato di necessità lamentano il grave ritardo nel pagamento dei contributi
regionali da parte del Comune di terracina, che trattiene abusivamente tale
somme senza minimamente tener conto che l’agevolazione regionali previste per
legge agli inquilini con reddito basso e alte pigioni serve ad alleviare il
gravame degli onorosi affitti di civile abitazioni. Vogliamo sperare che codesto
sollecito serva a velocizzare i tramiti e indurre il Comune di terracina che
trattiene tale somme a metterle a disposizione delle personne a cui sono state
destinate e non farne usi impropri. Altresì si fa appello alla Regione Lazio,
che perdurando il comportamento illecito del Comune di terracina di inviare un
Commisario ad Acta per la verifica della anomalia segnalata con la presente».
Nulla hanno potuto finora altre iniziative, come quella del gruppo consiliare
del Pd, autore di interrogazioni al sindaco e di esposti, non solo alla
Polverini, ma anche, in seguito, al prefetto. In quest’ultima occasione, i
democratici sono tornati a denunciare l’atteggiamento dell’amministrazione
comunale che «invece di erogare alle famiglie il contributo per i canoni
d’affitto, ha trattenuto i fondi concessi dalla Regione Lazio, per far fronte,
con ogni probabilità, alle spese correnti del Comune».
Andrea Di Lello



Controlli a tutto campo nella filiera del pescato.
Ad operarli è stato il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di
Terracina nelle località di Fondi, Terracina, Lenola e Formia. A Lenola due
verbali amministrativi hanno sanzionato il propritario di una pescheria, che ha
anche un bancone al mercato rionale. Il prodotto ittico messo in vendita non
aveva alcuna attestazione sulla provenienza. Altri controlli sono stati
effettuati anche a 2 pescherie di Fondi. Un proprietario è stato multato sempre
per il mancato rispetto delle leggi in fatto di tracciabilità. In un altro
negozio è stato trovato del «tonno rosso», una specie protetta nel Mediterraneo.
Gli esemplari esposti, tra l’altro, erano sotto misura (sono stati sottoposti
all’esame dell’Icram). Le indagini sono ancora in corso, per risalire alla zona
dove è stato pescato. Il prodotto in questione era stato comprato all’ingrosso
ad una rivendita di Terracina, che a sua volta l’aveva acquistato, sempre
all’ingrosso, a Formia.
Ercole Bersani.



“Immigrati al buio per paura dei blitz”
Le dure condizioni di vita accomunano i tanti extracomunitari che vivono in
Italia, da nord a sud dello stivale. «A Terracina da due settimane i ragazzi
vivono in mezzo ai campi agricoli come i topi senza acqua né luce per la paura
dei blitz delle forze dell’ordine – spiega Shadadi Alì, presidente
dell’associazione interculturale ‘Maison Babel’ – La maggiore parte di loro
hanno partecipato alla sanatoria, hanno pagato i contributi allo stato italiano
e adesso sono considerati come se non avessero alcun documento». Secondo Shadadi
Alì «gli immigrati sono stufi di essere trattati come bestie, sfruttati nei
campi agricoli e costretti a fare i lavori più duri anche se abbiamo lauree e
professionalità». Uno scenario veramente desolante. «Siamo spremuti quando serve
per fare cassa da un Stato che in cambio non ci dà nulla, nemmeno la dignità di
essere riconosciuti come persone e non come stranieri. Per questo ora diciamo
basta, chiediamo solo il rispetto e che venga concesso il permesso di soggior- L
no a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria pagando contributi e che
lavorano ». A tal proposito l’associazione «Maison Babel» e tutti gli immigrati
di Terracina hanno espresso la loro solidarietà «ai nostri compagni di Brescia e
Milano, che da sabato scorso sfidano il freddo e le intemperie in un gesto
estremo di protesta contro la condizione cui siamo
costretti a vivere».
Ri.Re.


E’ stato condannato a tre anni e otto mesi di carcere Pietro Pupella, 37enne di
Terracina, arrestato il 30 marzo scorso dai carabinieri per droga.
L’uomo,
assistito dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, è stato processato ieri mattina
con rito abbreviato davanti al giudice Tiziana Coccoluto. Il pubblico ministero,
Gregorio Capasso, aveva chiesto la condanna a quattro anni. Pupella si è difeso
sostenendo di aver commercializzato la droga perché aveva bisogno di soldi, dopo
la perdita del lavoro per problemi fisici. I carabinieri lo fermarono, sulla
Flacca, a bordo di una Fiat Punto preceduta da un’auto “staffetta”. Sotto al
sedile dell’auto nascondeva un involucro di cocaina pura del peso di circa 500
grammi e dal valore commerciale di circa 100 milioni di euro. In seguito a una
seconda perquisizione, effettuata nell’abitazione di Pupella, i militari
trovarono anche alcune dosi già confezionate di cocaina, un bilancino di
precisione, e 75 grammi di mannite, sostanza che solitamente viene utilizzata
per tagliare la droga. Pupella è considerato dai carabinieri un corriere della
droga, con contatti che vanno oltre il territorio pontino e sui quali sarebbero
in corso accertamenti. Ieri intanto si è arrivati alla prima condanna, dopo il
processo con rito abbreviato che garantisce lo sconto di un terzo della pena
prevista. La pena sarà tuttavia scontata agli arresti domiciliari come stabilito
dal giudice Coccoluto.
M.Cusu.



Cinque feriti (di cui tre gravi) giungono tutti insieme al Pronto soccorso
dell’ospedale Fiorini e la struttura votata all’emergenza deve sopportare un
impatto forte, insostenibile con il personale e le attrezzature a disposizione.
Scene di straordinaria difficoltà, l’altro ieri sera, al nosocomio locale.

Problemi che ciclicamente si ripetono. Sempre uguali. Parliamo dell’incidente
stradale sulla migliara 55, ai confini tra Terracina e Pontinia. I 5 giovani
occupanti della Lancia Y finita frontalmente contro un’autocisterna del latte,
soccorsi da tre ambulanze, vengono portati uno alla volta al nosocomio
terracinese per le necessarie cure. Vi arrivano come tre codici rossi e 2
gialli. Le sale sono tre (di cui una «rossa»). I medici sono due: devono far
fronte a diversi malati, che già sono presenti in sala d’attesa. Altre persone
continuano ad affluire. Il personale è sottoposto ad un impegno sovrumano. I
medici devono osservare, disporre le indagini diagnostiche, valutare l’entità
dei traumi, stabilizzare la situazione clinica, stabilire ricoveri e
trasferimenti. Un superlavoro affrontato in condizioni impossibili. Ancora una
volta, a seguito di un sinistro stradale, tutti i feriti indistintamente vengono
dirottati sul Fiorini. Ancora una volta si crea un «imbuto» nelle prestazioni
legate all’emergenza. La situazione, già di per sé grave e seria, si arricchisce
di un altro particolare, che la dice lunga sulle problematiche legate
all’offerta di assistenza ospedaliera a Terracina: ad un tratto ci si accorge
che non c’è alcun posto-letto a disposizione nei reparti. Una serataccia. Poi,
con la buona volontà degli operatori e la pazienza della gente, l’emergenza
nell’emergenza è rientrata. Rimane in piedi il discorso della «falla» aperta nel
sistema, come ha modo di rilevare Roberto Migliori, delegato del presidente
della provincia Cusani per le riforme istituzionali e presente al Fiorini per
assistere alcuni familiari dei feriti:«Non si possono creare queste situazioni
di intasamento, che vanno a pregiudicare la qualità dell’assistenza prestata».
Le condizioni dei 5 feriti dell’incidente ieri non si sono aggravate.
Ercole Bersani


Assistenza domiciliare ai bambini disabili. A terracina manca. Per ora, e forse
anche nel prossimo futuro. Almeno stando alla testimonianza di una mamma che,
pur avendo tutti quei requisiti, quei tristi requisiti, necessari per usufruire
del servizio, nei giorni scorsi si è vista respingere la propria richiesta di
assistenza. Né gli uffici competenti le avrebbero dato rassicurazioni sul
prossimo avvio di questo servizio. Il comprensibile disagio espresso dalla mamma
è stato immediatamente raccolto dal Comitato Progetto Genitori Uniti che
considera l’assistenza domiciliare ai piccoli disabili un servizio che «il
nostro Comune ha l’obbligo morale di dare e per il quale riceve fondi regionali
stanziati appositamente per aiutare le famiglie che vivono condizioni di
disagio». E’ probabile che presto arriveranno ai Servizi Sociali e all’assessore
Francesco Zicchieri altre richieste dello stesso tipo per spingere
l’amministrazione a rispondere alle esigenze dei cittadini più deboli. Almeno
otto sarebbero i bambini che, una volta usciti di scuola, avrebbero bisogno di
un’assistenza ad hoc anche a casa. «Questo servizio diventa importantissimo
all’interno di una famiglia dove vive una persona non autosufficiente perché va
oltre il normale accudimento e può essere considerato un ulteriore interscambio
di stimoli con una persona diversa dal nucleo familiare» dice il Comitato. Il
ruolo dell’assistente domiciliare è fondamentale per mantenere un delicatissimo
equilibrio all’interno di una famiglia con problematiche legate all’handicap,
soprattutto se ci sono altri figli non affetti da disabilità. «Anche loro hanno
necessità di essere seguiti e di coltivare uno spazio esclusivo con il genitore
che per forza di cose è spesso preso dall’accudimento del fratello più bisognoso
di cure». Senza dimenticare le sacrosante esigenze di mamma e papà. Anche i
bimbi disabili che hanno una vita scolastica serena avrebbero bisogno
dell’assistenza a casa, per esempio quando la scuola chiude per le vacanze
estive, natalizie e pasquali, giorni in cui il bambino non usufruisce
dell’integrazione e della socialità che può dare la scuola. «A terracina ci sono
casi di ragazzi ormai grandicelli che vivono in casa accuditi solo dai genitori,
altri che per gravi motivi di salute non possono andare a scuola». A queste
situazioni drammatiche va ad aggiungersi una grave carenza di servizi:
«Attualmente è stato riaperto il Centro Diurno frequentato solo da disabili
adulti con esigenze incompatibili con quelle dei bambini ed è stato attivato il
trasporto scolastico per i bambini disabili, ma nient’altro che possa favorire
l’integrazione dei ragazzi disabili e non, in attività ludico ricreative svolte
al di fuori del contesto scolastico».
Rita Recchia

Comments Nessun commento »

terracina-stampa-antica-con-barca-inizi-900_bis

La grande fuga è pronta. A Terracina la possibilità che la formazione di un
nuovo gruppo di Fli possa creare un vero e proprio esodo è alta. L’ingratitudine
mostrata dal senatore Claudio Fazzone nei confronti di quei consiglieri che
hanno difeso a spada tratta l’azione di governo portata avanti dal sindaco
Stefano Nardi potrebbe aver innestato il seme del risentimento. Potenzialmente
tutti i firmatari del documento inviato il mese scorso al coordinatore regionale
Vincenzo Piso per contestare le scelte di Fazzone sul direttivo comunale hanno
carta bianca per uscire dal Pdl. Non solo quelli di provenienza An come Gianni
D’Amico, Giovanni Masci, Antonio Acanfora, Pierino Longo, Romano Fantasia, ma
anche e soprattutto quegli ex forzisti quasi ignorati dal coordinatore
provinciale, come Giuseppe Amuro, Franco Ferrari, Luciano Pecchia. Poi c’è quel
«limbo» costituito dal gruppo misto, da cui provengono Patrizio Avelli, Roberto
Bellezza, Pietro Palmacci, e Valerio Golfieri. Non negheranno l’appoggio a Nardi
fino a fine legislatura. Ma per le elezioni sono pronti a cambiare prospettiva.
D. R.

Non poteva scegliere un modo migliore per chiamarsi fuori dal Pdl. Si attende
ancora una posizione ufficiale ma è ormai un fatto che l’assessore Francesco
Zicchieri e un gruppo di esponenti di centrodestra si senta già interno a Futuro
e Libertà. La fonte che lo conferma non è di seconda mano e arriva da una serie
di fotografie comparse su Internet che documentano la presenza di Zicchieri alla
convention di Perugia di Fli, insieme a Giuseppe Mochi, Luca Brusca, Gabriele
Quinti, mentre in altri angoli del salone compare anche l’ex assessore Angela
Zegarelli. Mescolati tra gli ottomila partecipanti, esponenti vecchi
e nuovi del centrodestra locale si sono ritrovati nel pieno di una
manifestazione che è destinata ad essere ricordata negli annali della politica.
Le fotografie pubblicate su Facebook raccontano più di ogni parola di una
sentita partecipazione dei nostri al movimento del presidente della Camera.
Un’occasione unica per dare la spallata ad un Pdl in via di sgretolamento.
Zicchieri sembra proprio non volerlo nascondere. Che lui (e non solo lui) è
pronto a fare la guerra alle gerarchie del Pdl. Lo ha fatto tenendo in mano la
Tshirt più venduta tra i finiani, quella che ritrae il leader nazionale col dito
puntato contro Berlusconi per dire: «Che fai mi cacci? ». La stessa frase che
l’asses – sore ex aennino vorrebbe dire al coordinatore provinciale Claudio
Fazzone e a tutto il direttivo comunale guidato da Gianluca Corradini. Cacciato,
Zicchieri, non può esserlo più. È uscito da solo e ha già trovato dove
ristorarsi. A Perugia è andato ad ascoltare parole come «dimissioni» e ottenere
prospettive che ipotizzano addirittura una terza Repubblica. Un addio in piena
regola al partito che a Terracina vede primeggiare la firma di Fazzone. Meno
chiaro è invece cosa ci sia andato a fare Gabriele Quinti, a Perugia, al seguito
di Zicchieri. Uomo nominato da Nardi nel direttivo del Pdl ma legatissimo alla
cultura di An, Quinti si è fatto immortalare in quella che di questi tempi nel
Pdl dovrebbe essere considerata la «casa del nemico». Forse solo un viaggio
«esplorativo », ma certo se il suo incontro a Perugia con Zicchieri, Zegarelli,
Brusca potrebbe essere solo una coincidenza, forse un po’ meno lo è stata la sua
vociferata presenza ad una riunione che si è tenuta la settimana scorsa tra
Zicchieri e un folto gruppo di consiglieri e assessori della maggioranza sul
progetto Fli a Terracina. L’ipotesi che Quinti, nei piani di Nardi o Fazzone,
debba fare da «trait d’union» tra Fli e il Pdl in un momento in cui a livello
nazionale la spaccatura appare insanabile, non regge. I futuristi di Perugia -
per loro stessa dichiarazione – sono «andati oltre». E i politici esperti del
Pdl sanno bene che, con questo clima, anche sul locale sarà difficile incastrare
due tessere che non hanno più nulla in comune. Forse a Terracina non è ancora
chiara la portata della convention di Perugia. La si vede come l’ennesima lite
di condominio. E allora sarà opportuno per tutti seguire con attenzione cosa
accadrà a livello nazionale prima di prendere decisioni. Il treno potrebbe
essere quello buono, ma a prenderlo in anticipo o in ritardo,
si rischia di restare a piedi.
Diego Roma



Tragedia sfiorata ieri sera intorno alle 18 lungo la Migliara 55, nella zona del
Frasso.
Un’auto con a bordo cinque giovani – quattro ragazze e un ragazzo – si è
scontrata frontalmente con un camion per la raccolta del latte. Un impatto
tremendo, con la Lancia Y di colore rosso incastrata sotto il mezzo pesante,
tanto che all’inizio si temeva il peggio. Il bilancio è comunque gravissimo:
cinque i feriti, di cui due arrivati in ospedale con un codice rosso, la
priorità più importante. A destare maggiore preoccupazione, almeno inizialmente,
sono le condizioni del 18enne alla guida dell’auto, L.D.F. le sue iniziali,
tenuto sotto osservazione all’ospedale Alfredo Fiorini di terracina dove era
stata inizialmente ricoverata anche la sorella 16enne A.F. poi trasferita in
serata al Goretti. Il giovane alla guida dell’auto si è salvato grazie
all’utilizzo delle cinture di sicurezza che hanno evitato un impatto con il
parabrezza che probabilmente sarebbe stato fatale. Liberato dopo trenta lunghi
minuti dai Vigili del fuoco, il 18enne, figlio di un pizzaiolo del luogo, è
stato trasportato in ospedale dove la Tac non avrebbe evidenziato ferite gravi.
Sul sedile posteriore si trovavano tre ragazze di terracina, tutte di 16 anni,
trasportate in via precauzionale al Fiorini: si tratta delle sorelle A.A. e F.A.
e di C.P. La comitiva era diretta in un locale di Pontinia per partecipare ad
una festa di compleanno. A pochi metri dalla Strada Statale Appia è avvenuto
l’impatto con il camioncino, sbucato pochi istanti prima da una stradina
laterale. L’impatto è stato molto violento: la Lancia si è infilata sotto il
camion ed il 18enne è rimasto incastrato tra le lamiere. Sul posto sono
intervenuti i carabinieri delle stazioni di Sonnino e Pontinia, oltre ai Vigili
del fuoco di terracina e Fondi che hanno lottato contro il tempo per liberare al
più presto il giovane. Secondo i primi accertamenti una delle cause
dell’incidente sarebbe da attribuire al mando stradale particolarmente bagnato,
dopo ore di incessante pioggia. Cinque le ambulanze del 118 arrivate sul posto,
dato che l’autista del camion non ha riportato alcuna ferita. I due fratelli che
hanno riportato le conseguenze più gravi sono molto conosciuti nella piccola
frazione del comune di Sonnino, dato che il padre lavora in una pizzeria del
luogo. Fortunatamente l’incidente non ha avuto conseguenze gravi. Da
sottolineare ancora una volta l’importanza delle cinture di sicurezza, che sia
il guidatore che la passeggera indossavano al momento dell’impatto.



E’ l’amministrazione Nardi decise che via Prebende non era più area
archeologica.
E’ l’effetto prodotto dalla delibera con cui il consiglio
comunale, il 25 ottobre scorso, ha cambiato destinazione alla zona designata
come nuova sede del mercato settimanale. Una zona ricca di resti di antiche
strutture, gravata, perciò, gravata da vincoli e non per nulla destinata, fino
alla seduta consiliare in questione, a verde pubblico archeologico attrezzato.
Scomparso, invece, ogni riferimento al suo valore storico e culturale nella
delibera approvata a maggioranza due settimane fa, con la finalità di spianare
la strada al trasloco del ‘Giovedì’. Ce n’è abbastanza per mettere in allarme la
locale sezione dell’Archeoclub, che sta preparando proprie osservazioni per
contestare la variante urbanistica. Varie le obiezioni che l’associazione
muoverà per iscritto al Co- E mune: si contesta, per esempio, l’approvazione ai
sensi dell’art. 1/bis comma 1 della Legge Regionale 02 luglio 1987, n. 36, che
consente di applicare procedure semplificate ad un caso che, al contrario, è
considerato complesso. La prevista ubicazione del mercato settimanale, infatti,
ha la necessità di essere armonizzata con le previsioni di altri strumenti
urbanistici, come il Piano del Quadrante Nord Ovest. Ma soprattutto ci si chiede
come l’amministrazione Nardi si regolerà con le rigide condizioni imposte dalla
Soprintendenza Archeologica per adeguare via Prebende alla sua nuova funzione.
Per dirne una, ogni scavo nell’area deve essere autorizzato dalla stessa
Soprintendenza. Ma la nuova destinazione non rischia di creare ambiguità e
confusione con conseguenti interventi sul terreno a dir poco arbitrari?
L’Archeoclub non si fida e si prepara a dare battaglia. Nel frattempo, non resta
che prendere atto che l’annosa questione del trasferimento del ‘Giovedì’ si
complica ad ogni passo. Di recente, la Regione ha sollecitato per la seconda
volta per iscritto il Comune a dimostrare, carte alla mano, l’esecuzione dei
lavori necessari per fare di via Prebende la nuova sede del mercato Come si
ricorderà, gli interventi nell’area erano stati decisi dalla conferenza dei
servizi convocata per valutare se il sito scelto avesse i requisiti per ospitare
il servizio. In effetti, sebbene dallo scorso giugno i lavori siano dati per
imminenti, via Prebende è rimasta fin qui quasi nelle condizioni in cui era. Si
capisce perciò perché l’amministrazione Nardi aveva preferito ignorare la prima
richiesta della Regione, arrivata alla fine dello scorso luglio, e perché è
stata in imbarazzo di fronte all’ultima. Lo stesso imbarazzo dell’assessore al
Commercio, Giuseppe Amuro, il quale, a chi gli fa notare la stasi dei lavori, si
meraviglia dicendosi convinto che stiano procedendo, perché «me lo hanno detto
gli uffici». Tutto questo dà ragione agli ambulanti che operano nel ‘Giovedì, il
cui sindacato, lo scorso luglio, ha presentato un esposto per denunciare le
inadempienze del Municipio rispetto alle prescrizioni scaturite
dalla conferenza dei servizi.
Andrea Di Lello

Snip e Snap ancora al palo.

E con il personale di bordo e quello a terra che
inizia ad agitarsi. La scorsa settimana dalla Pisana, contattata dall’armatore
Guido De Martino, hanno assicurato di aver emesso il mandato per saldare il
bimestre luglio/agosto 2010. Ma almeno fino a ieri i soldi in carne e ossa non
erano ancora arrivati. Il problema è che la Regione Lazio ha anche ammesso di
essere in difficoltà con il pagamento non avendo liquidità di cassa, e questo
vuol dire ancora nessuno stipendio per il personale delle due società di
navigazione ponziane. Ecco perché ieri sono giunte le prime voci di protesta da

parte dei marinai impiegati sul «Carloforte», «Rio Marina» e «Maria Maddalena».
A ciò si aggiunge anche la totale indifferenze degli enti interpellati da Guido
De Martino per la questione del porto di terracina. Dallo scorso ottobre dal
molo gregoriano non partono più navi commerciali e turistiche. Alla richiesta di
portare in città la «Benedetta II» nessuno ha risposto. Tra Provincia e Comune
sembra proprio che non ci sia nessuno interessato a impedire che il porto di
terracina viva esclusivamente nei mesi estivi, andando in pericoloso letargo per
il resto dell’anno. Ma al momento nessuno si è fatto sentire. Gli armatori hanno
chiesto un sostegno economico di circa 150 mila euro per portare la motonave
capace di mantenere i contatti giornalieri con Ponza. Ma da quest’orecchio pare
che siano tutti sordi. Intanto a languire non è soltanto il porto, ma le stesse
società di navigazione, ancora «confinate» a Formia dallo scorso luglio. Il
«Carloforte» ha quasi del tutto perso la sua vocazione naturale di traghetto per
il trasporto dei passeggeri: ormai, come il «Rio Marina» e il «Maria Maddalena»,
si è spostato sul settore merci speciali. L’alternativa sarebbe non salpare
proprio. Continua la conta delle perdite, di cui hanno già inviato in Regione
una relazione fino alla fine dell’anno. E anche su quest’altro aspetto della
vicenda la Regione Lazio si è detta disponibile ad andare incontro alle esigenze
delle società. Ma com’è possibile se non c’è liquidità di cassa già adesso?
Rita Recchia


Hanno un bel dire in maggioranza «no al Parco Ausoni».
L’assessore Gianni
D’Amico nel 2006 scriveva alla Regione una relazione tecnica con la proposta di
una nuova delimitazione del Parco. Quella che ora vorrebbe «rivedere». Il
partito dell’Udc smentisce l’assessore ai Parchi del Comune di Terracina e
aggiunge che «i politici che oggi strumentalizzano in veste elettorale la
querelle su Parco stanno dicendo falsità e farebbero bene a ricordare le loro
posizioni di qualche anno fa». Una conferenza stampa fiume quella che Pierpaolo
Marcuzzi e il consigliere comunale Gianni Percoco hanno tenuto sabato scorso
nella nuova sede del partito. «Ora tentano la sterzata, ma fu proprio D’Amico
nel 2006 a dire alla Regione che il Parco era cosa buona e ad inviare le
osservazioni dopo le concertazioni con i cittadini – ha spiegato Marcuzzi -.
Osservazioni che la Regione accolse». Come dire, i confini del Parco li hanno
fatti loro, e adesso? Marcuzzi precisa: «Le aree protette fanno parte del
programma elettorale del governatore Polverini, che a Terracina è stata
appoggiata da tutto il centrodestra consiliare, dunque ora è solo pretestuoso
mettersi di traverso». Anche perché «i confini attuali del Parco sono provvisori
e si possono modificare fino all’approva – zione del piano. Soluzioni che
possono andare bene anche per le associazioni venatorie». Solo Terracina e
Sonnino infatti sono contro il Parco: «Monte San Biagio vuole introdurre la
sughereta, Pastena, Vallecorsa, Amaseno e Castro dei Volsci vogliono entrarci.
L’opportunità di sviluppo è evidente e lo “spettro” dei vincoli è solo fumo
negli occhi». Il Parco, conclude l’Udc, è una risorsa: «Può farci ottenere fondi
regionali e europei ed è aperto alle proposte dei cittadini. Inutile
distruggere, meglio costruire, tutti
insieme».
D. R.

Via appia antica allagata… di melma.Le intense piogge degli ultimi giorni

hanno mandato in tilt il sistema fognante nel giro di poche ore. Melma e liquami
sono esondati allagando la strada, proprio nei pressi del campetto di calcio
della Stazione. Le decine di famiglie che abitano lungo l’Appia Antica non sono
riusciti neppure a uscire da casa, sempre a patto di non mettere i piedi nella m
e l m a . L a pioggia e gli avvallamenti nella sede stradale hanno fatto il
resto, creando profonde pozze d’acqua torbida e liquami con odori nauseabondi.
«Bastano due ore di pioggia – denunciano i residenti – che la conduttura
fognaria esonda riversando liquami in strada. Non possiamo neppure mettere i
piedi fuori casa. Servirebbero gli stivali che utilizzano gli agricoltori ». Da

tempo, forse a causa di una manutenzione non proprio ottimale, ogni pioggia è un
disastro ecologico. «Abbiamo più volte segnalato il problema al Comune e agli
organi competenti – continuano i residenti – ma da queste parti non si fa vedere
nessuno». I cittadini, ormai esasperati da una condizione che si ripete inverno
dopo inverno, chiedono che qualcuno intervenga subito. Intanto il vento e la
pioggia ieri hanno creato problemi anche in altre zone di Terracina. In viale
Europa, dove si svolgeva la fiera in onore di San Cesareo, si sono verificati
numerosi problemi con allagamenti e disagi per i commercianti con bancarelle al
seguito. Allerta anche per il livello dei canali, tenuti sotto controllo
dalle forze dell’ordine.
Francesco Avena

Comments Nessun commento »

terracina-raduno-internaz-ferrari-porsche-1966_bis

Guasto al quadro elettrico: calano le tenebre profonde sulla darsena al porto di
Terracina.
I ladri forzano le imbarcazioni e rubano canne da pesca e altra
attrezzatura; i pescatori non vedono a un palmo dal naso quando, in piena notte,
si aggirano sulla banchina per lavorare. E poi le immancabili losche figure che,
aiutate dal buio, si «nascondono » nei pressi della spiaggetta di Levante per
consumare alcol e droga a volontà. Lontani da occhi indiscreti e
circondati dalla notte fonda. Tutto questo basterebbe per sollecitare
il Comune, cui spetta la manutenzione della pubblica illuminazione della
«darsenetta», a prendere immediati provvedimenti. E invece nulla: l’ente non
risponde. Ha inviato i suoi tecnici, qualche giorno dopo la segnalazione dei
disagi più di un mese fa. Gli operai hanno controllato ma, constatato un guasto
al quadro elettrico generale, se ne sono andati con la speranza di tornare.
Quando il Comune avrà i soldi per aggiustare il danno. Sono passate settimane e
i soldi non sono stati trovati. E così, giorno dopo giorno, anzi notte dopo
notte, i disagi sono aumentati. I pescatori raccontano che quando arrivano alla
darsenetta alle 3 di notte per salire o scendere dalle barche non vedono a un
metro dal proprio naso. Per scendere e salire dalle barche devono fare molta
attenzione, così come per caricare o scaricare le reti e il pescato. Sono
iniziati anche i furti, con una barca presa di mira da qualche malvivente che
alcune notti fa ha trafugato materiale per la pesca sportiva. Tutto questo per
un pugno di lampioni fuori uso. Ma c’è d el l’altro. Un mese fa, giorno più
giorno meno, lungo la darsenetta si sono svolti dei lavori per la sistemazione
del servizio antincendio. Realizzata la condotta, i calcinacci sono rimasti
ammucchiati sulla banchina. Una montagna di rifiuti che nessuno in queste
settimane ha avuto il tempo di passare a ritirare. Anche in questo, la
competenza sarebbe del Comune di Terracina. Insomma, mentre uno degli angoli più
belli della città, tra il fruscio del mare che si infrange contro gli scogli e
l’ombra del Tempio di Giove che sembra proteggere lo scorcio popolato da barche,
canne da pesca e gabbiani, resta al buio dalle cinque del pomeriggio fino
all’alba del giorno successivo, il Comune resta a guardare. E non sarebbe la
prima volta. Senonché, anche in seguito a furti, frequentazioni pericolose e
disagi enormi per pescatori, ormeggiatori e proprietari delle barche, pare
esserci tutta l’intenzione a preparare un esposto-denuncia da far recapitare già
in questi giorni alle forze dell’ordine. Sempre che, da qualche ufficio
comunale, la situazione non venga presa in seria considerazione
e risolta al più presto.
Francesco Avena

Raffica di multe alla fiera di San Cesareo: dodici commercianti ambulanti
stranieri multati dagli agenti della polizia locale.
Per gli spuntisti abusivi,
privi della regolare licenza per vendere la propria merce, è scattata una multa
di 5.164 euro ciascuno. Conti alla mano, nella sola giornata di ieri, gli agenti
della polizia Municipale hanno staccato verbali per oltre 60 mila euro. In tutti
e docici i casi, i commercianti ambulanti abusivi erano extracomunitari sorpresi
a vendere merce di vario genere: ombrelli, monili, gadget tecnologici, capi
d’abbi – gliamento di pelletteria e accessori vari. I controlli dei vigili
urbani, agli ordini del comandante Vincenzo Pecchia, sono stati predisposti
appositamente per regolare lo svolgimento della fiera patronale in occasione dei
festeggiamenti per San Cesareo. E così ieri mattina gli agenti hanno percorso in
lungo e in largo i banchi del mercato in viale Europa e via Bachelet. I
controlli sono proseguiti anche nella serata di ieri e andranno avanti anche
oggi. Fine settimana di controlli anche per gli agenti del Commissariato di
polizia di Terracina, costretti a intervenire in più casi sabato sera presso
alcuni esercizi commerciali tra bar, pub e altri locali con musica alta.
Numerose infatti le segnalazioni pervenute al centralino della polizia tra
l’una e le due del mattino a causa dei decibel troppo alti e della movida molesta.
F. A.

Pensavano di farla franca, ma qualcosa è andato storto. Mentre si davano alla
fuga con due mezzi agricoli e una cassaforte trafugata qualche minuto prima da
una cooperativa di Borgo Hermada. I carabinieri della Compagnia di Terracina,
agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti, hanno trovato i mezzi e la
cassaforte poco lontano dalla sede della coop agricola svaligiata poco prima. I
fatti si sono verificati la notte tra sabato e domenica. Ignoti, con ogni
probabilità una vera e propria banda specializzata in «colpi» ad effetto, dopo
aver forzato una finestra della cooperativa agricola di Borgo Hermada, si sono
introdotti nei locali dell’azienda e hanno prelevato la cassaforte. Non paghi,
hanno anche si davano alla fuga con due mezzi della coop agricola. Ma poi deve
essere successo qualcosa che ha fatto desistere i banditi dall’azione criminale.
Forse per la presenza di una pattuglia delle forze dell’ordine, hanno
desistito lasciando il bottino in strada e allontanandosi senza dare
nell’occhio. Nel frattempo, però, i carabinieri avevano ricevuto la segnalazione
del furto. Iniziate le ricerche, si sono concluse in breve con il rinvenimento
della refurtiva. Il capitano Alessandro Giordano Atti
F. A .

Il Terracina perde l’imbattibilità casalinga: la capolista Frascati
si impone per 2-1. I padroni di casa capitolano sugli sviluppi di un corner.
Guardabascio al 6’ approfitta della marcatura troppo “larga” di Di Franco e con
un colpo di testa ravvicinato supera Fusco. Il raddoppio della capolista arriva
al 34’: colpo di testa sbilenco di Di Franco che scavalca Fusco, consentendo ad
Ambrosi di depositare nella porta sguarnita. Nel finale di tempo viene espulso
il difensore del Terracina Balestrieri per doppio giallo. A riaprire il match ci
pensa Medoro al 32’ su calcio piazzato: sinistro potente e preciso che non
lascia scampo a Pagano. TERRACINA: Fusco 5,5, Tricinelli 6, Angona 5,5 (41’ st
Ballerino sv), Ballestrieri 5, Di Franco 5, D’Amico 6, Grandullo 6 (1’ st
Macchiusi 6), Sansò 6, Cioffi 5, Rosi 6 (41’ st Serapiglia sv), Medoro 6,5. All.
Pernarella. LUPA FRASCATI: Pagano 6, Marcelli 7, Marziale 6, Festa 6,5,
Gagliarducci 6 (24’ Casciotti 6), Santoni 6,5, Ognibene 7 (30’ st Martellacci
6), Masini 6,5, Guardabascio 6,5, Ambrosi 6,5, Ferri 6 (1’ st Ranieri 6,5). All.
Pocheschi
Arbitro: Certa di Marsala Reti: 6’ Guardabascio, 34’ Ambrosi, 32’ st Medoro
Note: espulso Balestrieri al 47’ pt; allontanato Pochesci dalla panchina al 45’;
ammoniti Macchiusi e Ambrosi; spettatori 300 circa.

di DANIELE SPERLONGA

Comments Nessun commento »

san-cesareo-protegge-terracina_bis

Rischia una condanna penale il coniuge che impedisce al partner la diffusione
delle prove del suo tradimento.
E’ successo a una moglie gelosa di Terracina,
che si era messa ad investigare personalmente inseguendo il marito Antonio con
la macchina fotografica per «documentare la relazione con un’altra donna». Lui
cercò in ogni modo di impedirle l’operazione, strattonandola. E’ stato multato
con 1140 euro per «eccesso colposo in legittima difesa». Così la sentenza della
Cassazione riferita a quel caso fa “scuola” insieme a tante altre raccolte
dall’Adnkronos. In pratica chi di “corna” ferisce, di “corna” perisce. La
Cassazione dà modo ai mariti e alle mogli che hanno subito un tradimento,
infatti, di rifarsi del torto patito. Sentenza dopo sentenza, ci sono diverse
formule possibili di riscatto dettate da piazza Cavour a quanti non riescono a
mettersi l’animo in pace per il torto subito. Così la donna che inseguiva il
marito a Terracina ed è stata presa a spinte ha visto, se non altro, condannare
l’uomo per una difesa troppo “aggressiva”. Ma ci sono anche la donna di Roma
risarcita dalla Suprema Corte per essere stata tradita dal marito al quale è
stata anche addebitata la colpa del fallimento nuziale. L’uomo sbandierava il
tradimento ai quattro venti «diffondendo la notizia dell’adulterio con annessi
particolari nell’ambiente degli amici comuni». Il che, dice oggi la Cassazione,
concedendo un doppio riscatto (risarcimento e addebito del matrimonio finito a
lui) alla moglie “cornificata”, ha determinato «definitivamente
l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza», causando la «lesione
della dignità della moglie». La Suprema Corte ammette anche la forma del
riscatto verbale. Se si è traditi si può svergognare e offendere pubblicamente
il fedifrago.

«Su una cosa desideriamo essere ben chiari, il Pdl, piaccia o non piaccia, a
Terracina è rappresentato da noi.
E questo è un dato di fatto
incontrovertibile», parola del nuovo coordinatore Gianluca Corradini. Altro che
coordinamento illegittimo e richieste di disconoscimento partite all’indirizzo
del coordinatore regionale Piso e rimaste tali. Il segno di discontinuità voluto
a Terracina dal senatore Claudio Fazzone sta tutto in questo inciso che è parte
di una nota diramata ieri sui primi passi del nuovo coordinamento cittadino.
Loro sono il Pdl e non l’attuale amministrazione guidata da Stefano Nardi che, a
questo punto, non si sa sotto quale egida stia politicamente amministrando. Un
segnale forte, di rottura, che la dice lunga sull’attuale stato del centrodestra
in città. Frammentato in tutte le sue parti con la speranza che solo una
candidatura riesca a riportare tutti sotto lo stesso tetto. Per ora il nome che
rimane sulla bocca di tutti ma non ancora agli atti è quello di Nicola
Procaccini, che a sua volta ha sempre negato di volersi presentare. E il
coordinamento ha già costituito una sorta di squadra di governo ombra: alle
Finanze, con Vittorio Marigliani, Gabriele Quinti, Alessandro Cerilli e Danila
Vitti. Ai Lavori Pubblici, con Luigino Sacchetti e Danilo Zomparelli, Servizi
Sociali, con Luca Caringi, Roberto Marzullo, Giancarlo Rossi e Gabriella
Iannelli, Turismo e Sport, con Marcello Masci, Stefano e Massimo Marigliani,
Attività Produttive, con Angelo De Angelis e Anna Maria Garzaro, Pianta
Organica, con Marco Romano e Massimo Caringi, Centro Storico, con Sabrina
D’Ammizio, Giovanni Marangoni e Marcello Marigliani, Urbanistica, con Gianluca
Coppola e Pino Marocco e per finire Ambiente, sotto la guida di Mariano De
Gregorio.
F.Coc.



Quando il gioco si fa duro i duri smettono di giocare? Viene da chiederselo
guardando a come, nel ribollente e magmatico panorama del centrodestra
cittadino, si muove il sindaco Stefano Nardi. Cosa fa il primo cittadino mentre
il suo «pupillo», Francesco Zicchieri, e i referenti di Latina, Stefano Galetto
ad esempio, fanno la fronda a Fazzone? Proprio lui, antifazzoniano della prima
ora, che pur di mettersi di traverso al senatore di Fondi aveva annunciato
addirittura una memorabile crociata contro i «coloni zzatori» francesi che
comandano Acqualatina, minacciando persino di uscire d al l ’Ato. Tutto
succedeva soltanto qualche mese fa ma di acqua sotto i ponti, tanto per restare
in tema, ne è passata parecchia. Stefano il furioso pare sia rientrato a più
miti e pacifiche posizioni. Un angioletto. E il buongiorno si era visto dal
mattino. Quando ad esempio, a chi gli chiedeva cosa ne pensasse del
coordinamento locale del Pdl, il sindaco, che solitamente non le manda a dire,
si è limitato ad osservare che c’era una quota di ex Alleanza nazionale troppo
sbilanciata verso Procaccini. Quisquilie, insomma. Non un rimbrotto sul fatto
più sostanziale che nel direttivo ci siano diversi «epurati» e contestatori
extraconsiliari delle sue giunte. Non una parola, e Nardi spesso se ne lascia
scappare di irripetibili, sulle modalità adottate da Fazzone per la nomina del
direttivo. Il sindaco se n’è stato «tomo, tomo, quatto, quatto» a fare la parte
del pdllino fedele. Non dice A, nemmeno B, e aspetta sornione mentre una parte
consistente della sua maggioranza si sta organizzando per formare una lista
alternativa al Pdl in vista delle elezioni comunali. Ma il primo cittadino a
quanto pare non intende partire per questa guerra. Da buon amante del poker e
delle scommesse pericolose qual è, il sindaco capisce perfettamente anche quando
è il caso di fare «cip» per vedere cosa fanno gli altri giocatori. Anche perché,
diciamocela tutta, di carte in mano, Nardi non ne ha molte: se si eccettua
quest’ultimo scorcio di legislatura in cui si registra una parvenza di ordine,
il suo secondo mandato è stato catastrofico. Inutile dunque barare. Non ci
crederebbe nemmeno il più fesso. Meglio tenersi a galla, meglio mantenere buoni
rapporti con chi sulla carta, il Pdl, ha più chance di portarsi a casa la
vittoria alle prossime elezioni. Appuntamento al quale, da quel che si dice, il
primo cittadino non vuole mancare. Anzi sembra che il sindaco, in cambio della
barca di voti che è sicuro di ottenere, abbia richiesto un posto nella ipotetica
giunta. Richieste precise, stando a quello che si vocifera, per le quali Nardi
avrebbe tirato fuori i suoi pallini di sempre: urbanistica e portualità. Le
guerre, quelle vere, si combattono a tavolino.
Pierfederico Pernarella


Buon Diwali agli induisti che vivono a terracina. E’ l’augurio che
l’associazione interculturale «Maison Babel» rivolge a tutti gli indiani
induisti della città. Oggi si conclude il Festival indiano delle luci, simbolo
della pace e dell’ armonia tra le persone e del superamento delle barriere tra
caste, classi, religioni e paesi. «Con candele, lampade a olio e fuochi
d’artificio è partita la tre giorni di festeggiamenti per il Diwali, celebrato
da tutti gli induisti del mondo fino a oggi» spiega Shadadi Alì. Quest’anno il
Diwali è iniziato il 5 novembre con la fase crescente della luna. «In questo
giornata è di buon auspicio comprare utensili nuovi per la propria casa e
pulirla accuratamente. Le case degli induisti sono adornate con statuine del dio
Ganesha e della dea Lakshimi, simbolo della ricchezza e dell’abbondanza».
Certamente anche quelli che vivono a terracina hanno rispettato questa
tradizione. «La celebrazione del Diwali offre uno spettacolo unico di colori,
attraverso mosaici colorati, candele, spettacoli pirotecnici e istallazioni
luminose che creano un’atmosfera davvero suggestiva». Importantissima anche la
vigila del Diwali, detta Choti Diwali.


La legalità come baluardo su cui costruire la nuova classe dirigente. È questo
il motto con cui il Circolo Eleuterìa, l’associazione Terracina Rialzati e il
Comitato «S.P.Q.T» ha organizzato per sabato prossimo un incontro pubblico dal
titolo significativo: «Il Patto». Diversi i motivi che hanno spinto le
associazioni a focalizzare l’attenzione sulla legalità: «Gli ultimi dieci anni
di amministrazione comunale hanno sradicato la certezza del diritto e la
supremazia della legge» si legge nella nota – va ricostruita la cornice entro la
quale la politica possa tornare ad essere protagonista, affinché nessuno, in
nessun momento, possa pensare che le leggi, i regolamenti ed il complesso
sistema di norme che regola la vita ed il funzionamento delle istituzioni
democratiche, possano essere violate». Secondo gli organizzatori infatti «Nel
prossimo futuro, la sfida non sarà tra la destra e la sinistra ma tra chi vuole
che la politica sia asservita al rispetto della legge e chi continua ad
ostentarla per superare allegramente vincoli e precetti». All’incontro
parteciperanno Enzo Bizzarri, l’avvocato Vincenzo Coccia, consigliere comunale
del Pd e l’architetto Pierfrancesco De Angelis. L’obiettivo, «costituire la
dorsale su cui fondare le classi dirigenti del futuro».
D. R.


Per difendere l’Alberghiero, il Comune si mobilita. Forse. Nella conferenza dei
capigruppo di martedì prossimo, maggioranza e minoranza dovrebbero concordare
una iniziativa comune per impedire che l’indirizzo di punta del Professionale
«Alessandro Filosi » finisca a Sabaudia. La promessa di una mobilitazione
istituzionale è venuta dal sindaco Stefano Nardi in persona, che ha accettato di
incontrare nei giorni scorsi la dirigente del «Filosi», Anna Maria Masci. Il
primo cittadino ha delegato al consigliere comunale Paolo Cerilli l’incarico di
concordare il da farsi con le forze politiche di opposizione per martedì 9
novembre, giorno in cui è stata convocata la conferenza dei capigruppo. Forse
verrà fuori un ordine del giorno da approvare in consiglio comunale, ma in
realtà il Professionale al Comune chiede qualcosa di più. Infatti, all’istituto
servono spazi per non rischiare che la Provincia si decida a spostare
l’Alberghiero a Sabaudia, dove sarà disponibile un albergo di proprietà
dell’Ente che ben si presta a diventare sede del corso di studi. Per questo, al
Filosi non fanno mistero di puntare a mettere piede nella scuola elementare
‘Elisabetta Fiori- P ni’, diventata ormai troppo grande per l’attuale numero di
iscritti. Da questo punto di vista, però, non si hanno ancora certezze. E anche
ciò che pareva finora sicuro, comincia a vacillare. E’ il caso dei 312mila euro
che la Provincia aveva stanziato per realizzare le cucine (laboratorio e sala)
del Filosi. E’ probabile che non ci siano più e che via Costa, se vorrà
rispettare il suo impegno nei confronti del Professionale, dovrà trovare altre
risorse. Sicché si rischia adesso il verificarsi di una situazione nella quale
l’Alberghiero, grazie alla disponibilità dell’immobile in cui è ubicata
l’’Elisabetta Fiorini’, avrebbe finalmente i locali necessari per aule e
laboratori, ma senza avere i laboratori. Comunque, nella ‘Fiorini’ il
Professionale deve ancora entrarci, mentre non è lontana la data del 15
dicembre, termine entro il quale il competente Osservatorio regionale dovrà
pronunciarsi sui piani di dimensionamento scolastico proposti dalle province.
Dunque, se veramente l’amministrazione Nardi vuole venire incontro alle
richieste del Filosi, ci sono soltanto poche settimane per decidere di
realizzare un comprensivo che metta sotto un’unica dirigenza lo stesso Filosi e
l’elementare. Si vedrà se la promessa iniziativa delegata dal sindaco a Cerilli
terrà conto della soluzione auspicata dalla preside della scuola superiore, o se
invece ci si limiterà ad un generico appello alla Provincia a lasciare
l’Alberghiero a Terracina. In tutto questo, resta per il Professionale
l’obiettivo di avere finalmente una sede di nuova costruzione, grazie al
‘project financing’ approvato da via Costa. Ma il Comune non ha nessuna fretta
di espropriare i terreni, individuati a Borgo Hermada, necessari alla
costruzione. Insomma, anche qui un sacco di complicazioni. Andrea Di Lello


Termina oggi il ricco programma di appuntamenti religiosi e laici in onore del
patrono di terracina San Cesareo.
Gli orari delle messe in programma sono le
9e30, le 12 e le 17. Poi tutti in piazza Municipio per la parte più
«mangereccia» della festa con musica, castagne e vino novello a partire dalle
ore 19. Il vino è gentilmente offerto, come ormai accade da anni, dalla cantina
Villa Gianna. Molto seguito l’incontro con padre Alex Zanotelli, che si è svolto
nel primo giorno delle celebrazioni. Anche quest’anno in tanti hanno seguito gli
appuntamenti della settimana, con viva soddisfazione di don Peppino. Altra data
da non dimenticare è quella del prossimo 24 novembre quando saranno celebrati i
936 anni della dedicazione del Duomo.
Ri.Re.


Non solo danni a cose e all’economia ha prodotto il maltempo dei giorni scorsi,
ma anche l’interruzione del segnale televisivo digitale terrestre che, nella
provincia di Latina, è divenuto una realtà dallo scorso anno, quando lo «switch-
off» ha segnato l’addio alla tv analogica.
Anche a Terracina, come in tanti
altri Comuni, si sono registrati numerosi casi di black-out del segnale. I
sintomi sono ormai quelli noti: le immagini, solitamente nitide e brillanti, che
sfarfallano improvvisamente e lo schermo diventa completamente nero, con l’audio
che si sente a scatti per poi azzerarsi del tutto. Tali problemi si risolvono
con la sintonizzazione automatica ma, in caso di maltempo, a volte questo
rimedio non basta ed inizia la corsa agli antennisti, gli unici in grado di
rimettere le cose a posto. Le zone più colpite sono state quelle periferiche, da
Calcatore a San Silviano, dove i residenti si sono lamentati più volte,
soprattutto a causa della scarsa risultanza del segnale, nonostante il
ripetitore installato nei pressi di Monte Leano garantisca a tutti gli effetti
la copertura del 90% circa del territorio comunale. «Oggi ho provato a sistemare
la mia antenna – si lamenta un residente – L’ho orientata verso Velletri, ma il
segnale non è dei migliori. Vedo i canali Mediaset molto male. Puntando verso
Monte Leano, invece, prendo bene alcuni privati che però non mi interessano. E
in più c’è il fatto che forse dovrò comprare un’altra antenna per potenziare la
visione dei canali Rai. Quanto tempo ci vorrà ancora prima che il digitale si
mantenga stabile anche dopo un temporale? ». E un’altra “vittima”: «Ieri sera,
durante il temporale, mi salta l’immagine del televisore. Risintonizzo secondo
le istruzioni, ma ora ricevo a malapena i canali Rai 1, 2 e 3, e molto scadenti.
Mia madre ha 87 anni e sta in casa tutto il giorno, la tv è il suo unico svago:
deve rinunciare anche a questo?». Per ora l’unica soluzione è orientare la
propria antenna verso una sorgente più “affidabile”, in alternativa
ricorrere a un antennista. Con la speranza che si arrivi a una decisa e
definitiva stabilizzazione del segnale da parte degli enti preposti, per far sì
che il digitale terrestre non rimanga, per molti
utenti, un digitale «extra» terrestre.


E pensare che solo qualche anno fa al liceo si facevano addirittura le crociere.
Bei tempi, oggi pare proprio che quell’opportunità da sogno per gli studenti
debba rimanere solo un vago ricordo. Sì, perché nell’anno in cui il Ministro
Maria Stella Gelmini ha tagliato le ore, il personale e i fondi destinati alle
scuole, molti docenti degli istituti superiori di Terracina hanno deciso di
rispondere per le rime, bloccando tutte le gite scolastiche. Stop ai viaggi
d’istruzione, dunque, quell’oasi di riposo e conoscenza che da che mondo è mondo
ha fatto parte per decenni del percorso didattico degli studenti di ogni ordine
e grado. A deciderlo, i docenti di tutta Italia, cui ora si affiancano anche
quelli di Terracina, per dire chiaramente alla Gelmini che la scuola, così
com’è, non può andare avanti. Aule sovraffollate, riduzione delle materie, tagli
al personale. Una situazione al collasso, che le organizzazioni sindacali hanno
deciso di palesare con un vero e proprio «boicottaggio » delle attività
didattiche. La circolare gira già da settembre in tutte le scuole d’Italia. Ora
è approdata anche negli istituti terracinesi ed è stata ben accolta da buona
parte del corpo docente. Non tutti in verità sono d’accordo con la forma di
protesta, ma il fronte degli insegnanti è compatto e attraversa tutti gli
istituti, dal liceo «Da Vinci» all’Itc «Bianchini » fino al professionale
«Filosi ». Il messaggio, provocatorio, appare chiaro: se si deve tagliare, si
tagli anche sui viaggi d’istru – zione. E non solo. Boicottate dai docenti anche
le adozioni di nuovi libri di testo. Molti insegnanti hanno deciso di fare
lezione con i testi dello scorso anno. E c’è anche chi ha deciso di metterci il
carico da novanta rifiutando di coprire le ore scoperte di altre classi quando
si assenta un docente, con conseguente aumento delle ore di «buco». Un bel caos,
che la dice lunga sull’esasperazione degli insegnanti. In attesa che prenda
corso la manifestazione nazionale prevista per il 15 dicembre prossimo, non
resta che guardare cosa accadrà. I primi a farsi sentire potrebbero essere
proprio gli studenti, che vedono sfilarsi di mano uno dei momenti più eccitanti
dell’anno. Ma non solo. Anche le agenzie turistiche, in tempi di crisi, tremano
all’idea che la prossima primavera possa presentarsi assai magra per la vendita
di pacchetti. Qualcuno sta già proponendo prezzi stracciati alle scuole. In
altre parti d’Italia gli incentivi alle gite starebbero cominciando ad arrivare
proprio dai titolari di agenzie di viaggi. Un paradosso. Ora si dovrà capire a
cosa porterà il blocco delle gite in termini di risultati. Alcuni docenti
restano scettici e bollano come «inutile» la protesta. Perché in fondo, per
accompagnare i ragazzi in gita si trova sempre qualcuno. Magari un dipendente
Ata. Ma la vera ultima parola spetta ai diretti interessati, gli studenti. Che
rischiano per quest’anno di dover tenere gli zaini chiusi nell’armadio.
Diego Roma


E’ tornato in libertà l’idraulico 40enne di terracina che era stato arrestato le
scorse settimane dalla guardia di finanza di terracina con l’accusa di spaccio
di sostanze stupefacenti.
Lo ha deciso il Tribunale di Roma, sezione per il
riesame delle misure cautelari restrittive della libertà personale, che ha
annullato l’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Latina Matilde Campoli (nella
foto). L’uomo era stato arrestato la serata dello scorso 15 ottobre dai militari
del nucleo mobile della tenenza di terracina dopo segnalazioni sul presunto
coinvolgimento dell’imprenditore nell’attività di pusher. Nel corso della
perquisizione domiciliare le fiamme gialle avevano trovato quantità di cocaina.
Dopo l’arresto convalidato dal gip, l’avvocato Fabio De Felice, difensore del
termoidraulico, ha impugnato gli atti al Tribunale della Libertà di Roma
ottenendo il totale annullamento del provvedimento restrittivo. Ciò significa
che sul 40enne non grava più nessuna misura cautelare. «Il Collegio giudicante
di Roma ha pienamente accolto le motivazioni addotte a supporto
dell’impugnazione» è il commento soddisfatto dell’avvocato Fabio De Felice.
Ri.Re.


Il mare inquinato? L’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni parte lancia in
resta, per andare a segno con quello che lui stesso definisce il problema dei
problemi. Comuni dell’entroterra ed enti sono chiamati a raccolta. Una maxi
conferenza dei servizi è stata indetta per il 30 novembre prossimo. Una
contaminazione che viene da lontano. Ne sono corresponsabili i Comuni di
Sonnino, Priverno, Sezze, Roccasecca dei Volsci, Prossedi, Sabaudia, San Felice
Circeo, Pontinia, Amareno e Maenza. Bisogna guarire la piaga ambientale e
l’assessore ha pensato bene di riunire tutti i sindaci attorno al mare malato. È
andato oltre, convocando le amministrazioni provinciali di Latina e di
Frosinone, l’Arpa Lazio, l’Ato 4 e 5, Acqualatina s.p.a., l’Ardis, il Consorzio
di bonifica dell’Agro Pontino, il Consorzio industriale e la Capitaneria di
Porto. «Un tavolo di confronto, subito» dice «perché il mare per Terracina è una
risorsa. Che città sarebbe senza mare? Un po’ come Cortina senza neve». Maragoni
ha già le sue brave proposte anti-crisi: monitoraggio del territorio con
censimento degli scarichi, verifica del funzionamento dei depuratori, censimento
delle Aziende. Dice: «Sarà il momento per acquisire intese ed assensi. Risposte
certe, a domande precise. Sulla risorsa mare, non si gioca. E va affrontata di
petto. Con un tavolo di concertazione». Necessarie le sinergie, visto come gli
enti già oggi procedono ognuno per suo conto. Determinato: «Un tavolo da cui non
mi alzerò senza avere delle certezze. E qualora le risposte non arrivassero,
sono pronto ad interessare gli organi competenti».
Erc.Ber.

Comments Nessun commento »

SanCesario [6]

Si dice che sia l’uomo buono per spostare il Partito democratico di Terracina
nell’area moderata e magari di traghettarlo verso la vittoria elettorale.
Si
dice anche che la sua candidatura sarebbe ben vista dai vertici regionali del
Pd, Claudio Moscardelli in testa, il consigliere regionale incline anche nel
capoluogo – dove sfiderà alle primarie Giorgio De Marchis per la poltrona di
sindaco – a stringere alleanze con le forze di centro. Così si fa strada
l’ipotesi della candidatura di Domenico Zappone a sindaco di Terracina. Il
professore in pensione con il pallino della politica secondo alcune
indiscrezioni si sarebbe già calato nella parte, il che non basterebbe, se non
fosse che a garantire per lui ci sarebbe proprio il consigliere regionale
Claudio Moscardelli. Il filo rosso con Latina – città che insieme a Terracina
deciderà le sorti dell’egemonia politica nella provincia – insomma, si allunga.
E se la traccia da seguire per il circolo terracinese dovrà essere quella
moscardelliana, allora Zappone potrebbe veramente essere l’uomo giusto: apertura
ad alleanze con le forze moderate, garanzia della tenuta del controllo del
partito senza eccessivi colpi di coda, dialogo. Le questioni da chiarire sul
tavolo del Pd sono comunque ancora tante e scottanti. In primis proprio come
attuare quella rete di alleanze indispensabili per concorrere alla partita
elettorale con un centrodestra che si affaccia a grandi cambiamenti. Se infatti
una eventuale candidatura di Zappone prospetterebbe una coalizione più spostata
verso il centro (Moscardelli a Latina non disdegna alleanze trasversali pur di
vincere sul centrodestra), non è detto che nel circolo locale gli altri siano
altrettanto disposti. L’asse Zappone-Moscardelli dovrà fare i conti con i
sostenitori del segretario Alessandro di Tommaso, che propendono più per la
nascita di un’area «ulivista » che accorpi le forze di centrosinistra. Percorso
preferito anche dal consigliere Vincenzo Coccia, che per altro sulle candidature
a sindaco avrebbe espresso una sua tesi ben precisa, quella del candidato
esterno. E che dire del consigliere provinciale Rossano Alla, altro maestro di
dialogo e grande raccoglitore di voti, che non sarà certamente disposto a farsi
da parte in un territorio che un recente sondaggio dava come vincente a
sinistra. Insomma, il nome di Zappone nel centrosinistra potrebbe non convincere
tutti. E se così fosse scatterebbe l’ipotesi primarie, che rischia di creare
ulteriori ostacoli alle alleanze. Non solo infatti il gruppo Idv, Federazione di
Sinistra e Sel rifuterebbero lo strumento delle primare per ovvi motivi di
svantaggio sui colleghi del Pd, ma più difficili sarebbero anche le alleanze con
altre liste o partiti, difficilmente inclini ad accettare un candidato uscito
esclusivamente dalla pancia dei democratici. Serve dunque un solo nome. Basterà
a tutti quello di Mimmo Zappone?
Diego Roma


Vigilopoli a Terracina. Cinque anni fa un dirigente comunale, due agenti della
polizia municipale e il titolare di un’agenzia immobiliare erano stati
condannati per una brutta storia di concussione. Un caso di mazzette sonanti in
cambio di controlli edilizi chissà come evitati o, comunque, passati senza colpo
ferire. Ieri, invece, è arrivato un colpo di spugna quasi totale dai giudici
della Corte d’Appello di Roma che hanno assolto perché il fatto non sussiste il
funzionario comunale Armando Percoco (difeso dall’avvocato Antonio Pierro),
l’immobiliarista Luigi Mele ( difeso dall’avvocato Mario Pellegrino), il vigile
urbano Marcello Masci (difeso dagli avvocati Luca Melegari e Gaetano Marino) e
l’altro vigile urbano Franco Carnevale (difeso dall’avvocato Alessandro
Ambrifi). Quest’ultimo, però, è stato condannato per altri due episodi
(concussione e falso) con una pena ridotta da 3 anni e 6 mesi a 2 anni e un
mese. Sono state necessarie ben otto udienze, più quella di ieri, e la
testimonianza di persone già ascoltate ai tempi della prima sentenza, dopo la
quale erano scattati i ricorsi. Lo scandalo era scoppiato esattamente dieci anni
fa, e aveva riguardato fatti andati avanti, secondo l’accusa, dal 1995 al ziati
gli arresti, dopo che gli inquirenti avevano ricostruito un presunto giro di
mazzette e regali dati ai soggetti giusti per evitare il blocco di alcuni lavori
edilizi verosimilmente abusivi. Carte sequestrate in Comune, accertamenti
bancari e intercettazioni telefoniche avevano portato fino ai presunti
colpevoli. Secondo l’accusa, c’era stato un giro di soldi, oggetti d’oro e altri
piccoli beni per non far vedere a chi avrebbe dovuto farlo costruzioni in odore
di irregolarità edilizia. Poi, il blitz dei carabinieri e i personaggi
coinvolti, soprattutto dipendenti comunali, sbattuti sulle cronache locali per
giorni e giorni. Due i filoni della vicenda. Franco Carnevale, Armando Percoco e
Luigi Mele erano stati riconosciuti colpevoli del reato di concussione per aver
fatto pressioni a scopo di denaro sull’imprenditore romano Silvestro Castorina,
testimone-chiave, che stava realizzando lavori in piazza Palatina. Condannati
nel 2005 (il funzionario era stato sospeso per nove mesi), ieri sono stati
assolti perché il fatto non sussiste. Stesso identico epilogo per Marcello
Masci, condannato in primo grado per concussione per aver pressato, insieme a
Carnevale, su un altro tizio ottenendo in cambio oggetti d’oro. Quanto al vigile
Franco Carnevale, ieri è stato assolto anche per un altro episodio per
intervenuta prescrizione ma condannato per concussione (in questo caso le
pressioni gli avrebbero fruttato un pc) e falso. Chissà se adesso calerà davvero
il sipario sulla Vigilopoli tutta terracinese.
Rita Recchia

Il  finanziamento era stato ottenuto addirittura nel 2002 dalla Regione. Quasi 2
milioni di euro per allestire un museo archeologico della bonificazione pontina
all’interno del palazzo della Bonificazione, ristrutturato di tutto punto ma
ancora chiuso col chiavistello. Ora il progetto, finalmente esecutivo, rispunta
su una determinazione dirigenziale. Siamo alle battute finali: il piano prevede
spese per un milione di euro per restauri, impianti, allestimenti museologici e
opere edili. Trentuno mila euro se ne sono andati per consulenze, pubblicità e
commissioni giudicatrici, 100 mila per le acquisizioni e il resto per le spese
di procedura. Con il progetto esecutivo approvato non resta che attendere i
risultati della riqualificazione del palazzo della Bonificazione. Impianti
elettrici, climatizzatori, arredi, restauri architettonici, tutto per ridare
luce ad uno degli edifici più importanti della città, salvato per un pelo dalla
vendita all’asta. In tempi elettorali tutto appare facile, ma le esperienze
passate non lasciano nulla di scontato. Basti guardare al castello Frangipane, 4
milioni di euro stanziati per il restauro, arredi e strutture di prima scelta
all’inter – no di un pregiatissimo edificio che ancora resta chiuso e anzi è
l’emblema dello spreco di risorse pubbliche. Il lungo iter che ha portato
all’approvazione del progetto esecutivo per il museo della bonificazione (quasi
10 anni) dovrà trovare conforto in fatti concreti. Chi visita Terracina aspetta
che il palazzo della Bonifica possa raccontare e testimoniare la storia di questo
territorio.
D. R.

Servizi allo sbando, Iacovacci attacca il Pdl. Legalità’, strutture sanitarie,
viabilità e trasporti. È ingombrante l’eredità lasciata alla città
dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi. A sostenerlo,
l’esponente di Rifondazione comunista Roberto Iacovacci, che torna ad attaccare
il sindaco Stefano Nardi e la compagine di maggioranza: il comunista denuncia
«le malefatte dell’amministrazione PdL che ci governa da quasi dieci anni» e «le
illegalità diffuse, dall’abusivismo edilizio ai comportamenti non
corretti di chi dovrebbe essere lo specchio della legalità ». L acrime
di coccodrillo, secondo Iacovacci, quelle della maggioranza sul piano
sanitario regionale: «Serio sarebbe il confronto sulla sanità se le proposte e
le soluzioni fossero condivise, se ci fosse stato un passo indietro da parte di
chi pochi mesi fa ha combattuto per l’a ffermazione dell’attuale maggioranza ed
oggi si trova a difendere un presidio ospedaliero privo delle risorse necessarie
ad assolvere la propria funzione». Ma l’esponente di Rifondazione non si ferma
alla sanità. Attacca la giunta Nardi in materia di opere pubbliche («di chi
propone di fare un parcheggio in un’area di interesse storico »), di servizi
sociali («la gestione attuale è figlia delle privatizzazioni e della volontà di
smantellare lo stato sociale») per concludere: «Basta a questi personaggi e
diamo credito a chi da sempre si è battuto in difesa delle istituzioni e dei
diritti dei cittadini senza rinnegare nulla né del proprio presente
né del proprio passato».
D. R.



Cinquanta paia di scarpe sportive tutte taroccate.
A scoprire il trucco sono stati gli agenti del locale Commissariato, in servizio
in abiti civili in funzione antiscippo al mercato settimanale. A destare qualche
sospetto è stato il basso prezzo di vendita proposto a fronte di una merce con
un marchio molto noto. Il venditore, un tunisino di 25 anni, non solo non
riusciva a dimostrare la regalare fabbricazione della merce e la sua
provenienza, ma si dimostrava insofferente al controllo. Una giornata nera per
lui, perché, oltre al sequestro di tutte le scarpe che saranno periziate per
stabilire con certezza la contraffazione del marchio, ha dovuto subire
l’arresto, in quanto trovato clandestino in Italia (non aveva ottemperato al
decreto di espulsione emesso nei suoi confronti). Anche al fine di meglio
individuare le diverse ipotesi di reato, sono stati concessi all’uomo i termini
a difesa.
Erc.Ber.


In questo caso i «vecchi» di terracina alta direbbero che San Cesareo aiuta i
forestieri.
Sembra, infatti, che a vincere quei 3 milioni di euro, che i comuni
mortali faticano anche solo a immaginare, sia stato un campano. Un commerciante
di prodotti ittici che bazzica spesso per terracina e che, soprattutto,
frequenta il bar «La Sirena». Il bar che gli ha cambiato la vita. E’ vero che,
dopo Sperlonga, la Dea Bendata ha fatto un salto anche sotto il tempio di Giove.
Ma da queste parti ha deciso di far felice soltanto uno che, almeno per quanto
riguarda i soldi, non avrà mai più problemi. Né lui, né le sue generazioni più
prossime. Certo, la Fortuna si è fatta pregare, visto che il nuovo milionario ha
azzeccato il Gratta&vinci giusto solo al quarto tentativo. Ma siamo certi che ne
avrebbe fatto anche qualcun altro in più se avesse saputo cosa lo aspettava. La
notizia ha fatto il giro della città in un batter d’occhio. Ieri mattina il bar
di Pasqualino Gionta era un via vai di curiosi, clienti affezionati venuti a
congratularsi e anche qualche volto nuovo. Visto mai che la Dea Bendata abbia
deciso di prolungare la sosta…Tutti a sperare che il vincitore sia uno
bisognoso. O meglio. Tutti a consolarsi con l’idea che quella pioggia di soldi
sia andata dove davvero ce n’era bisogno, perché quando a vincere è uno già
ricco l’invidia si legge ancora meglio sulla faccia della gente.
Ri.Re.


Colpo di scena alla vendita all’asta della Torre del Pesce, la storica
costruzione pontificia affacciata sul lago di Fondi, che appartiene ad un
sistema difensivo creato contro i pirati.
Nella procedura avviata da alcuni
debitori nei confronti del proprietario Mario Di Stefano si è inserita ieri una
terza persona, che ritiene di essere proprietario della parte bassa del
manufatto militare risalente alla fine del 1500. Ieri il giudice immobiliare
Menichetti del Tribunale di Latina (sezione staccata di Terracina) era chiamato
ad autorizzare la vendita, ma ha dovuto prendere atto di un fatto nuovo. G.P.,
di Terracina, intervenuto con l’assistenza di un legale, si è opposto alla
procedura di esecuzione immobiliare, sostenendo di avere titolo a rivendicare il
possesso per usucapione del livello terra della torre, adibito già dai suoi
antenati ad uso cantina. La questione è pendente presso la Corte d’Appello di
Roma, dopo che in primo grado G.P. s’è visto dar torto. Il giudice si è
riservato ogni decisione. Quanto al pignoramento, Mario Di Stefano, discendente
di una nobile famiglia con credenziali di tutto rispetto, ci tiene a precisare
che quasi tutto il debito in questione è riferibile alla madre, di cui non è il
diretto erede. S’ingarbuglia, quindi, la vicenda della Torre del Pesce.
Erc.Ber.



Una raccolta dei rifiuti volutamemte fallimentare per spianare il terreno alla
costruzione di inceneritori.
Secondo Vittorio Marzullo (nella foto), segretario
di Sinistra, Ecologia e Libertà, l’amministrazione Nardi ha un disegno che
spiega la sua ostinazione a «difendere l’indifendibile », cioè la Terracina
Ambiente. Come è successo, per esempio, nell’ultimo consiglio comunale, quando
la maggioranza ha respinto la mozione del Pd per lo scioglimento della società
mista. Per Marzullo, in quell’occasione, «tanto poco chiaro è stato il
comportamento della maggioranza, tanto chiaro invece ci sembra il disegno che vi
si nasconde dietro: la maggioranza vuole mantenere lo stato attuale sulla
questione dei rifiuti con la percentuale del U differenziato a livelli
bassissimi appunto da sanzione. Questo ha come conseguenza immediata il
malessere dei cittadini e degli operatori turistici più in generale,
l’insofferenza per una situazione che in alcuni periodi dell’anno sfiora quella
napoletana (e non è citata a caso), l’insofferenza di una tassa iniqua perché
esosa e non corrispondente ad un servizio adeguato. Quando poi questo
stillicidio avrà raggiunto le punte più alte la classe politica dirigente ci
proporrà l’uso degli inceneritori o termovalorizzatori, voluti fortemente dai
vertici della Provincia anche a dispetto del piano regionale sui rifiuti,
spacciandoli per la soluzione di tutti i problemi quando invece i problemi ce li
creeranno, con gli alti costi di costruzione e di gestione, con le emissioni
nocive e cancerogene e soprattutto, con il grosso rischio che potrebbero essere
un’altra porta di ingresso nel tessuto economico della provincia e del nostro
territorio della malavita organizzata». Marzullo ricorda anche che, «a chiudere
il cerchio», c’è il sospetto «che alcuni mezzi usati dalla Terracina ambiente
appartengano a società in odore di camorra». «A questo punto -continua il
segretario di SeL- i cittadini devono sapere che saremo noi tutti a farne le
spese: tutti nell’essere costretti a vivere in un ambiente degradato e malsano,
dove ai problemi dei rifiuti si aggiungono quelli del mare, e alcune categoria
saranno particolarmente penalizzate, come ad esempio i commercianti e tutti
quelli che vivono di turismo, poiché a causa delle scelte scellerate di questa
amministrazione vedranno il volume dei loro affari ridursi al lumicino».
Marzullo non perde l’occasione per deplorare il sindaco Stefano Nardi per il
«suo immancabile show» nella seduta consiliare scorsa, mirato ad «oscurare
l’inconsistenza degli interventi della maggioranza, l’infondatezza delle
motivazioni e soprattutto l’ignoranza in materia (si parlava di differenziata e
porta a porta usando i termini a casaccio)». «Abbiamo sentito di tutto e di più
-termina il segretario-, ma soprattutto abbiamo assistito alla difesa
dell’indifendibile, tanto che il nostro beneamato sindaco ha sostenuto che
Terracina è una città pulita».
Andrea Di Lello


Hanno lavorato a lungo fianco a fianco per l’amministrazione
comunale di Terracina.
Ma ora la dottoressa Ada Nasti, già
assunta con contratto a termine come dirigente del dipartimento
finanziario, e Giampiero Negossi, revisore dei conti per il Comune
di Terracina, dovranno contendersela davanti una prova orale. La
posizione ambita, proprio quella di dirigente del dipartimento
finanziario. Sia Ada Nasti che Negossi sono infatti stati ammessi
alla prova orale, ultimo passo verso l’assunzione a tempo pieno
e indeterminato. L’esito è stato reso noto sul sito Internet del
Comune dal presidente della commissione Giancarlo De Simone.
Dalla prova orale, solo uno dei due uscirà vincitore. Un duello a
colpi di cifre e numeri, per assumere la grande responsabilità di
tenere in ordine le finanze del Comune di Terracina.
D. R.


Nulla di fatto nell’udienza davanti al Tar del Lazio, chiamato a decidere su un
ricorso presentato dai commercianti dell’Ascom di Terracina avverso la delibera
di introduzione della Tia adottata dall’amministrazione comunale.
I giudici
amministrativi hanno dovuto prendere atto che la tariffa di igiene ambientale
non è stata ancora resa operativa (lo sarà a partire da gennaio prossimo). È
proprio riguardo le modalità di applicazione (mancano un regolamento ed una
convenzione) che si è innestata l’opposizione della categoria mercantile. Il
profilo maggiormente contestato è quello che riguarda l’affidamento del
servizio, riscossione compresa, alla Terracina Ambiente. A detta dei
commercianti la società mista non è abilitata. Bisognerà aspettare l’anno
prossimo, per poter venire a conoscienza dell’esito del ricorso. È destinata a
protrarsi, quindi, la contrapposizione tra la categoria dei commercianti locali
e l’attuale amministrazione. Rimangono ancora però da definire nella loro
procedura completa due ricorsi relativi agli aumenti della Tarsu relativa agli
anni 2008 e 2009, che sarebbero stati decisi dalla giunta di centrodestra senza
avere nessun supporto da parte di un’adeguata motivazione.
Erc.Ber.



Battute finali per la particolarissima vicenda che da circa quattro mesi sta
vedendo il braccio di ferro tra l’hospice «Villa Azzurra» e i vicini di casa del
condominio «Concordia» di via Tripoli, a terracina.
Ieri mattina c’è stato un
nuovo incontro sul posto durante il quale la Segesta, proprietaria della
struttura sanitaria, ha fatto una proposta transattiva. L’obiettivo è di mettere
una volta per tutte la parola fine a tutta questa vicenda giudiziaria. Per
quanto riguarda la camera ardente, casus belli dell’intera storia, la Segesta ha
proposto due soluzioni interne all’edificio principale della «Villa Azzurra»: in
direzione della cappella oppure nei locali che attualmente ospitano un
ambulatorio di Dermatologia. Ieri mattina l’avvocato Adelindo Maragoni, che
rappresenta i condomini, ha fatto subito notare come la prima soluzione
creerebbe altre proteste, visto che quel locale confina con il giardino del
«Concordia». Nulla da ridire, invece, sulla seconda ipotesi, dove l’unico
cambiamento da fare sarebbe trasformare una finestra che c’è già in una porta-
finestra. Ma c’è di più: la Segesta vorrebbe chiudere anche la questione
relativa al risarcimento danni chiesto dagli inquilini del palazzo. Nei prossimi
15 giorni i condomini si riuniranno in assemblea per accordarsi sulla proposta fatta.
Ri.Re.


Rimessaggio sequestrato,
lo sfogo dei titolari «Abbiamo tentato in tutti i modi di metterci in regola» a
tempo starebbero cercando di mettersi in regola con l’attività, se non fosse che
ogni volta salta fuori qualche impedimento giuridico. Però hanno sempre pagato
le tasse. Ha voluto precisare queste cose Antonio Lombardi, 37enne figlio del
campano al centro di un recente sequestro penale realizzato da polizia e corpo
forestale dello stato. Un’area di 12 mila metri quadrati a Borgo Hermada dove il
65enne gestiva un rimessaggio di camper e roulotte. «Fin dal primo sequestro
abbiamo cercato di metterci in regola- spiega – ma non ci siamo riusciti. Siamo
abusivi, ma abbiamo sempre pagato le tasse». Ci tiene anche a precisare come le
roulotte siano 291 e i frigoriferi 70 «tutti imballati perché i clienti ci
chiedono di tenerli in custodia». Lancia un appello alle forze dell’ordine
affinchè li aiutino a mettersi a posto.


Dopo la segnalazione del Comitato di frazione, arriva anche l’allarme dei
consiglieri sanfeliciani Vittorio Lucci e Pietro Bianchi, rispettivamente
delegati comunali alla protezione civile e alla viabilità.
I due amministratori
si sono fatti ieri portavoce di numerose lamentele provenienti dalla
cittadinanza e hanno scritto agli enti preposti per chiedere un intervento in
merito alla situazione di pericolosità che si è venuta a creare con i lavori in
corso relativi alla realizzazione della rotatoria tra via Migliara 58 e la
strada provinciale Litoranea, in zona Molella. «I cittadini – si legge nella
lettera indirizzata al presidente della Provincia e, tra gli altri, ai sindaci
di San Felice, Sabaudia e terracina – segnalano il fatto che le canalizzazioni
aderenti la rotatoria in costruzione sono di larghezza notevolmente ridotta,
tali da rendere difficoltoso il transito a pullman medio- grandi e veicoli
dotati di rimorchio, costringendoli di conseguenza ad invadere totalmente la
corsia di direzione opposta originando così grave pericolo di scontro frontale».
«Allo stesso modo, complicano la viabilità – si lgge nella nota – le dimensioni
sproporzionate (troppo ampie rispetto alla dimensione delle corsie) della coppa
rotatoria centrale che costringe a manovre sacrificate con transito di veicoli
sul bordo delimitatorio della medesima e ulteriori rischi di sbandamento dei
veicoli oltre che danni agli pneumatici stessi». La nuova rotatoria, insomma,
non avrebbe migliorato la circolazione ma l’avrebbe addirittura peggiorata.
E.M.


Allarme furti nella campagna di Terracina, nelle zone di San Silviano e La
Valle.
Ma stavolta nessun ladro è entrato in casa e fatto razzia di soldi e
gioielli. La polizia l’altra notte in due casi ha notato qualcosa di strano. Due
villette, in piena notte, avevano i cancelli spalancati. Ovviamente gli agenti,
impegnati in un pattugliamento notturno, intorno alle 3 si sono avvicinati e
hanno cercato di saperne di più. In entrambe le situazioni i poliziotti sono
entrati nelle proprietà private per controllare che tutto fosse nella norma e,
una volta svegliati i proprietari di casa che dormivano sonni tranquilli, hanno
constatato che non c’era nessun pericolo di furto. Semplicemente i proprietari
delle villette avevano dimenticato i cancelli aperti: una preda facile a quel
punto per i ladri che da tempo prendono di mira la zona. Per questo gli agenti
diretti dal vice questore Rita Cascella invitano i cittadini a fare più
attenzione per prevenire azioni delittuose da
parte di ladri e topi d’appartamento.
F. A.

La polizia di terracina ha arrestato un tunisino irregolare sorpreso a vendere
merce contraffatta tra le bancarelle del mercato settimanale del giovedì, su
viale Europa. Lo straniero è stato individuato durante appositi servizi
antiscippo effettuati in borghese dagli agenti del commissariato di via
Petrarca, diretto dal vice questore Rita Cascella. L’uomo, un ragazzo di 25
anni, è stato controllato dai poliziotti insospettiti dal prezzo troppo basso al
quale lo straniero stava vendendo scarpe ginniche di una nota marchia. Quando
gli agenti gli hanno chiesto di mostrare i documenti personali, il tunisino non
è stato in grado di farlo, e quindi è stato condotto in commissariato dove è
stata accertata la sua irregolarità. Tra l’altro era stato già raggiunto in
precedenza da ordini di lasciare il territorio nazionale. Ieri mattina è stato
sottoposto al rito direttissimo. Gli agenti hanno sequestrato circa 50 paia di
scarpe che saranno periziate.
Ri.Re.

Comments Nessun commento »

reliquia-di-san-cesario-2_bis

E adesso «Vivere alla grande ». Tre milioni di euro: 500 mila subito, 10 mila al
mese per 20 anni, 100 mila di bonus finale. Tra questi numeri ci si perde, i
conti al bar «La Sirena» se li sono fatti tante volte con la calcolatrice, ma la
somma è sempre la stessa: 3 milioni tondi tondi nelle tasche di un fortunato
scommettitore. Un commerciante di 40 anni, attivo nel settore ittico, di un
Comune vicino Terracina. Ieri pomeriggio, come tante altre volte, è entrato nel
bar-tabacchi «La Sirena » di via Cristoforo Colombo al porto. «Simone, dammi un
gratta e vinci», ha detto al cassiere che ormai conosce da tempo. Da quando
gioca nel bar del porto. Simone sfila un biglietto della lotteria «Vivere alla
grande». Costa 10 euro, il giocatore ne vince subito 10. «Dammi un altro
biglietto, casomai vinco». Simone sfila un altro ticket, stavolta il fortunato
vince 20 euro. Tanto vale ritentare. Alla terza scommessa «pizzica» il biglietto
da 50 euro. «Questa è l’ultima – dice il commerciante al cassiere – ma stavolta
scegli il biglietto giusto ». È un momento magico: Simone prende tra le mani il
Gratta e Vinci, lo consegna al giocatore. Si appoggia sul bancone, gratta e
rimane incredulo. Gli tremano le mani: nella quarta riga della schedina appare
come un miracolo la combinazione giusta. Tre milioni di euro da riscuotere in 20
anni. Il commerciante ittico ringrazia tutti, giusto il tempo di fotocopiare il
Gratta e Vinci fortunato e correre via con il ticket in mano. Poi scatta la
festa, in pochi minuti si brinda, gli habitué del bar si radunano e gioiscono
tutti insieme. Simone Polito, il cassiere, e Pasqualino Gionta, il titolare
dell’attività commerciale, diventano gli eroi della serata. «Non posso dire chi
è il vincitore – dice il titolare – so solo che è una bravissima persona, un
lavoratore. Gioca spesso qui, ma non è del posto. Siamo davvero tutti felici che
dopo Sperlonga, anche Terracina venga baciata dalla dea bendata. Da quattro anni
vendo 700 mila euro di Gratta e Vinci l’anno, e finalmente è arrivato un gran
bel colpo di fortuna».
Francesco Avena

35000 [9]

Gli ultimi dieci anni di amministrazione comunale hanno sradicato la certezza del
diritto e la supremazia della legge, favorendo l’affermazione di un sistema
fondato sullo scambio tra affari e consenso».
Vanno giù duri con governo
cittadino l’associazione Terracina Rialzati, il Comitato S.P.Q.T e il Circolo
Eleuteria. In una nota congiunta, le tre organizzazioni sottolineano la
necessità che coloro che pensano di candidarsi nelle elezioni amministrative del
prossimo anno si impegnino, «G «una volta eletti, a compiere quelle operazioni
di verifica su tutta una serie di atti compiuti dall’amministrazione uscente
provvedendo, nel caso si riscontrassero delle illegittimità, ad assumere le
relative determinazioni; e questo, anche quando le stesse dovessero risultare le
più amare e le più impopolari dal punto di vista politico». Per le associazioni,
infatti, «quello a cui abbiamo assistito durante il secondo mandato Nardi lascia
sgomenti ». Per di più, «nonostante che da più parti e da più voci si siano
sollevate proteste, esposti e denunce alle competenti autorità giudiziarie ed
amministrative, nulla sembra scalfire la determinazione degli attuali governanti
ormai pervasi da un vero e proprio delirio di onnipotenza». Nel prossimo futuro,
dunque, «la sfida non sarà tra la destra e la sinistra (formule abusate e sulle
quali ci sarebbe molto da discutere) ma tra chi vuole che la politica sia
asservita al rispetto della legge e chi continua ad ostentarla per superare
allegramente vincoli e precetti imposti dalle leggi vigenti». Da parte loro, le
associazioni si dicono convinte «che la scrupolosa osservanza delle norme
nell’azione amministrativa, rappresenti il baluardo utile ed indispensabile a
preservare le istituzioni democratiche da tutti quei tentativi di inquinamento e
di penetrazione da parte di soggetti organizzati che hanno da tempo individuato
nella provincia di Latina un territorio da conquistare».
Andrea Di Lello

35000 [10]

Un contenitore politico in chiave anti-fazzoniana. Sarebbe in moto una vera e
propria rivoluzione all’interno della maggioranza del Pdl. Fermento e
malcontento si trasformano in una miscela esplosiva in vista delle prossime
elezioni comunali, buona soprattutto per trovare la formula giusta per liberarsi
dallo strapotere del coordinatore provinciale di partito Claudio Fazzone. Dopo
l’uscita dal Pdl di Francesco Zicchieri, resa nota nei giorni scorsi, una vera e
propria folla di consiglieri di centrodestra sarebbe pronta a seguire l’esempio
dell’assessore. La scelta potrebbe riguardare, oltre agli ex An Antonio
Acanfora, Romano Fantasia (che però ha dichiarato di voler prendere tempo) e la
rediviva Angela Zegarelli, anche componenti dell’ala ex forzista delusi
dalle (non) scelte del senatore di Fondi. Invece di uno spezzatino di liste
civiche, sembrerebbe più probabile che consiglieri e assessori dell’a ttuale
compagine guidata dal sindaco Stefano Nardi siano pronti a «sfruttare» la carta
di Futuro e Libertà per creare una maggioranza alternativa al Pdl fazzoniano,
dove non sia indispensabile mostrare una appartenenza ideologica al movimento di
Fini (come per gli ex An), piuttosto il livore nei confronti del decisionismo
autoritario dei vertici del Pdl. Molti dei firmatari del documento inviato una
decina di giorni fa al coordinatore regionale Vincenzo Piso per lamentare
l’esclusione dal direttivo comunale dell’intera maggioranza, sarebbero più che
interessati a formare un’area di centrodestra targata Fli, compresi ex forzisti
come Angelo Cicerano e l’assessore Luciano Pecchia. Non solo. Tra gli
interessati alla proposta si vocifera ci siano anche il capogruppo del Pdl
Sandro Monti, il presidente del Consiglio comunale Patrizio Avelli, l’assessore
Giovanni Masci e il consigliere Pietro Palmacci. Nei prossimi giorni una vasta
area di «scontenti » dovrebbe incontrarsi per un primo confronto sul da farsi, e
già la prossima settimana alcuni di loro potrebbero essere pronti ad annunciare
l’entrata in Fli. Intanto l’assessore Francesco Zicchieri ribadisce le
motivazioni che lo hanno spinto a dimettersi dal Popolo delle Libertà. Una
decisione da leggersi tutta in chiave anti fazzoniana, dopo che il coordinatore
provinciale ha dimostrato ancora una volta di tenere in scarsa considerazione il
confronto con i vertici locali. «È stata una decisione inevitabile, dovuta
all’assenza di democrazia interna nel Pdl» spiega Zicchieri. «I vertici non si
mostrano pronti ad accogliere le istanze di chi nel centrodestra guida la città
da 10 anni senza una crisi». Una presa di distanza, quella di Zicchieri, che
sembra non avere nulla a che fare con il sindaco Nardi: «Sosterrò l’a m mi ni s
tr azione comunale – dice Ziccheri – nella quale ho sempre creduto. Ma per
coerenza e senso di appartenenza politica ritengo doveroso prendere le distanze
da un partito assai deficitario in termini di democrazia e distante dalla base».
Diego Roma

35000 [11]

Alla fine, hanno deciso di rivolgersi direttamente alla Regione. Sono in
partenza lettere indirizzate ai competenti uffici della Pisana da parte degli
aventi diritto ai contributi regionali per il pagamento degli affitti abitativi.
Finora, gli interessati avevano aspettato che il Comune si decidesse ad erogare
quanto gli era arrivato da Roma per garantire un alloggio alle famiglie meno
abbienti. Ma del fondo di 95mila euro soltanto la metà è arrivata nelle mani dei
legittimi titolari del beneficio. Poi basta. E non c’è stato verso di indurre
l’amministrazione Nardi a cambiare atteggiamento, nonostante l’importanza di
quel contributo per far fronte ad un bisogno essenziale. Per questo, qualcuno
tra i destinatari dell’aiuto si è attivato personalmente ed è in procinto di
mandare una lettera alla Pisana per chiedere di intervenire sul Comune e
costringerlo ad adempiere il suo ufficio. In effetti, la Regione potrebbe
nominare un commissario ad acta per liquidare gli aventi diritto, ma finora,
nonostante un esposto presentato nei mesi scorsi dal Partito Democratico
alla governatrice Renata Polverini, nessuna iniziativa è stata intrapresa
dall’Ente. Sono una settantina le persone che godono del contributo regionale
per il pagamento dell’affitto, il cui ammontare si aggira per ciascuno attorno
ai duemila euro all’anno. Una piccola somma, che però corrisponde a diversi mesi
di pigione e che, proprio per questo, è in grado di alleviare situazioni
economiche difficili. Si capisce, dunque, come ogni ritardo nell’arrivo di
questi fondi determini situazioni di disagio anche gravi. E tuttavia il Comune,
per ragioni mai dichiarate, trattiene a lungo questi soldi, usando il contagocce
al momento di distribuirli. E non è soltanto il Municipio a prorogare i suoi
adempimenti, ma la stessa Regione è in ritardo di quattro anni, risalendo al
2006 i contributi ora reclamati dagli interessati. Ma la strozzatura più grossa
nel percorso di questo denaro è rappresentata comunque dall’amministrazione
Nardi. Nulla hanno potuto finora le iniziative del gruppo consiliare
democratico, autore di interrogazioni al sindaco e di esposti, non solo alla
Polverini, ma anche, in seguito, al prefetto. In quest’ultima occasione, i
democratici sono tornati a denunciare l’atteggiamento dell’amministrazione
comunale che «invece di erogare alle famiglie il contributo per i canoni
d’affitto, ha trattenuto i fondi concessi dalla regione Lazio, per far fronte,
con ogni probabilità, alle spese correnti del comune». L’esposto è stato
presentato nel luglio scorso, ma non si hanno notizie di conseguenti azioni da
parte del rappresentante del governo. A questo punto, gli interessati hanno
deciso che è meglio fare da soli.
Andrea Di Lello

35000 [12]

È tornata la palude nella zona di Borgo Hermada. I canali di scolo, ostruiti,
non drenano l’acqua piovana, per cui un centinaio di ettari di terreno si
trovano allagati. Sotto accusa il Consorzio di Bonifica per la carente
manutenzione. Pesanti le conseguenze sull’economia agricola. Dura da tempo la
situazione nella campagna tra la migliara 57 e via Capo dei Bufali. E’ uno stato
di totale abbandono quello in cui versano da anni i canali e gli impianti
gestiti dal Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino. Ecco come ci viene
rappresentato il problema da A.V., un agricoltore del posto: «I Canali Gioietta,
Collettore Caronte ecc. si stanno richiudendo per il terreno degli argini che
scende di quota e per la fitta vegetazione che aumenta di anno in anno perchè
non rimossa. Fango e canne fanno da tappo. L’impianto di Calambra per la mancata
manutenzione è parzialmente funzionante. Così in quella che è una zona
particolarmente bassa si verifica un ristagno d’acqua notevole, tale da coprire
tutti i terreni circostanti. L’area è paludosa e malsana. Vi si annidano le
larve di zanzare, che si riproducono vertiginosamente». Il risultato è quello
che è documentato bene dalle foto. I contadini sono inferociti per quella che
considerano come una colpevole inerzia, che coinvolge il Consorzio e, in parte,
anche il Comune di Terracina. Ne rappresenta gli umori A.V.: «Occorre
intervenire prima della stagione invernale, quando le piogge si fanno frequenti
ed abbondanti. Vanno eseguiti i lavori di ripulitura del canale Caronte e di
ricarico dell’argine, le cui quote sono notevolmente scese in alcuni tratti». Le
conseguenze di un mancato intervento sono già gravissime oggi, potrebbero essere
pesanti domani. L’agricoltura è in ginocchio. I terreni stanno tornano
improduttivi come quando c’era la palude. La regolare lavorazione del terreno è
impedita. Colture e raccolti sono in forse. Spesso gli allagamenti arrivano ad
interessare anche le strade, che diventano anche teatro di incidenti stradali
seri. Amaro il commento di A.V. «La manutenzione è attività prioritaria dei
Consorzi di Bonifica, che devono rendere fruibile il territorio da parte dei
settori produttivi. Essi hanno lo scopo di salvaguardare e tutelare il
territorio e le risorse idriche, progettare, eseguire e mantenere opere
pubbliche inerenti la difesa del suolo, la bonifica idraulica e la distribuzione
irrigua. Ma le parole hanno un significato che la realtà contraddice. Solo il
bollettino di pagamento della tassa di Bonifica arriva: quello sì, salato».
Ercole Bersani

35000 [13]

Spuntava per la prima volta dal 2005 dai cassetti impolverati degli uffici
comunali, per vedere forse la luce.
Ma i membri di maggioranza della Commissione
urbanistica devono aver preso un abbaglio: pensavano che il Piano Urbano del
Traffico fosse stato già adottato dal Comune, e che quello che si stava
discutendo in Commissione fosse solo un « aggiornamento ». Per questo,
per un errore di procedura accompagnato da una «distrazione », i consiglieri di
maggioranza se ne sono dovuti tornare a casa, su impulso de ll ’opposizione, e
sciogliere la seduta. La «gaffe» risale a giovedì scorso, una settimana
giusta giusta. La Commissione urbanistica doveva discutere del Piano Urbano del
traffico da portare in Consiglio comunale per l’approvazione. Lo avevano
definito un «aggiornamento », e invece era il suo battesimo. Perché il Piano
Urbano del Traffico, a Terracina, non è mai entrato in vigore. Per questo
motivo, come hanno fatto notare alcuni esponenti di opposizione tra cui il Pd,
l’iter da seguire era del tutto diverso. Non l’approvazione in Consiglio
comunale, bensì la ratifica in giunta e poi la pubblicazione per 30 giorni a
disposizione dei cittadini, che per norma potranno apportare eventuali
osservazioni. Ma niente, le nebbie che si sono accumulate sul piano di
viabilità, complice il lungo tempo trascorso da quando è stato redatto e poi
lasciato nel cassetto, devono aver contagiato anche i consiglieri della
Commissione. Che di fronte alla notizia di dover desistere dal portarlo in
Consiglio perché, appunto, troppo presto, hanno dichiarato tolta la seduta. Ora
la questione dovrà riprendere da dove era partita. Il Piano del Traffico,
redatto nel 2005, infatti, non è mai stato adottato. Prova ne sia lo stato
attuale della viabilità cittadina. Tutti rimandati, insomma, per la sufficienza
a quanto pare occorre studiare di più.
D. R.

35000 [14]

Era stato arrestato dalla polizia in agosto con l’accusa di
aver rapinato con un coltello la presidente di un’associazione
culturale.
Il giudice Nicola Iansiti ha disposto la scarcerazione
di L.M., 37enne di Terracina, disponendo per lui
l’obbligo di firma.
L’uomo, con un passato difficile alle spalle, ha raggiunto
come disposto dal Tribunale una riabilitazione da un punto
di vista sia sociale che lavorativo. Non persistendo i presupposti
per la detenzione in carcere, l’imputato – assistito
dall’avvocato Lorella Gasbarrone – è stato rimesso in libertà
con l’obbligo di presentarsi in Commissariato più volte a
settimana. Il processo a carico del 37enne di Terracina avrà
inizio il 21 dicembre.
F. A.

35000 [15]

Qualche minuto di paura ieri mattina all’istituto Professionale
«Alessandro Filosi» di Terracina.
Una busta con dei soldi, provento
di un servizio svolto dall’istituto alberghiero di via Roma, era
«scomparsa» gettando nel panico il personale scolastico. La preside,
Anna Maria Masci, allarmata per l’accaduto, ha subito lanciato
l’allarme ai carabinieri per sporgere denuncia. Ma proprio nel mentre
i militari della Compagnia di Terracina, agli ordini del capitano
Alessandro Giordano Atti, si recavano sul posto per constatare la
situazione e per risolvere il giallo, la busta con i soldi è saltata fuori.
Per fortuna, verrebbe da dire, prima che l’equivoco potesse sfociare
in un vero e proprio caso. Si era da subito pensato a un furto, si sarebbe
aperta un’indagine delicata anche perché nei locali della presidenza
in cui era riposta la busta con i soldi hanno accesso poche persone,
tutte interne al personale scolastico del «Filosi». E invece per fortuna
il caso si è risolto molto prima. «Non è successo niente – ha detto il
preside Anna Maria Masci – quando l’abbiamo contattata telefonicamente
per saperne di più sulla vicenda. Solo una busta con dei soldi
che non trovavo più e mi sono allarmata. Ma non è successo
niente».
F. A.

35000 [16]

Furto in appartamento ieri mattina in via Giorgione. I ladri si sono introdotti
all’interno di un condominio e hanno svaligiato un alloggio abitato da un
anziano. Ancora non quantificabile il bottino, fatto soprattutto di oggettistica
di valore. Di certo i ladri, forse stranieri, conoscevano le abitudini dell’anzi
ano proprietario di casa. E così appena è uscito di casa, sono entrati
nell’apparta – mento per ripulirlo. Un’azione rischiosa, se si pensa che di
mattina la zona è trafficata per la presenza dell’asilo nido, in fondo alla
strada che interseca viale Leonardo Da Vinci. A quanto pare, nessuno ha visto
nulla. Indagini difficili dunque per i carabinieri di Terracina che ieri mattina
hanno effettuato un sopralluogo in via Giorgione e avviato le
indagini del caso.
F. A.

35000 [18]

Momento positivo per l’Hermada. Il club del presidente Giovanni Ciampa, si sta
decisamente facendo notare, affermandosi attualmente come una delle principali
protagoniste del girone G di prima categoria. Ottime fin qui, le prestazioni dei
talenti arrivati in rossoblu nei mesi estivi con una mirata campagna acquisti
programmata dalla società. Tra tutti spicca il nome di Gianluca Beltramini
esterno classe 88′ fortemente voluto dal patron Ciampa per le sue indiscusse
potenzialità che lo hanno portato nelle ultime stagioni ad indossare la maglia
del Latina fino all’approdo dei nerazzurri in serie D. Altra scommessa è quella
del difensore centrale Salvatore Braga, che in queste prime gare non ha trovato
molto spazio. Il giocatore cresciuto nel settore giovanile del Modena e poi
passato in Eccellenza con il terracina, intende riproporsi e far bene con i
borghigiani. Il Borgo Hermada dispone di un gruppo di livello ma come affermato
anche dal tecnico Lauretti prima dell’inizio dei giochi, i rossoblu hanno ancora
molto da lavorare per poter arrivare a fine torneo tra le prime squadre
classificate. Buono fin qui il cammino fatto dai borghigiani partiti subito
forte all’esordio con la vittoria sul Sonnino. Nella seconda giornata, invece, i
ragazzi di Lauretti hanno incontrato maggiori difficoltà pareggiando in casa con
la Virtus Lenola. L’Hermada poi si è imposta per ben due volte di seguito contro
Monte San Biagio e Atletico Bainsizza. L’undici di Lauretti non ha deluso
neanche nel big match di domenica scorsa contro la capolista Sa.Ma.Gor., i
rossoblu tra le mura amiche hanno costretto i primi della classe a lasciare due
punti per strada. Nel prossimo fine settimana i pontini saranno chiamati ad
affrontare l’ennesimo match d’alta quoota, questa volta contro l’altra capolista
del raggruppamento, il Sermoneta. Il fischio d’inizio è previsto per le 14.30
presso l’impianto ‘Camillo Caetani’ di Sermoneta.
Giulia Onorati

35000 [1]

Nei giorni del 19, 20 e 21 novembre si terrà a Terracina (LT), presso l’Istituto
Professionale per i Servizi “A. Filosi” Aula Magna Valadier, Via Roma 125, il
12° Convegno Nazionale dell’ADT, dal titolo Il Problem Solving in Matematica e
Fisica con le nuove tecnologie.

Al termine dei lavori ADT rilascerà un attestato di aggiornamento in base alla
CM 376, prot. 15218, del 23-12-1995 e successive modifiche. Al fine di
partecipare al convegno il MIUR concede l’esonero dal servizio per insegnanti di
ogni ordine e grado, per il personale direttivo e ispettivo.
Il programma definitivo del convegno e le modalità di partecipazione sono
visibili a in questo indirizzo.

36000 [18]

Comments Nessun commento »

s-cesareo-affida-terracina-alla-vergine-questo-affresco-sono-presenti-anche-s-domitilla-ss-nereo-e-achilleo-ss-eufrosina-e-teodora-di-niccolo-circignani-detto-il-pomarancio-2_bis

I carabinieri convocheranno a breve la persona che ha accusato l’Azienda Speciale
di avere assunto raccomandati.
E’ l’effetto della iniziativa che ha visto
Gianfranco Sciscione assumersi la responsabilità di portare alla conoscenza del
locale comando dell’Arma la mail con la quale si gettavano ombre sull’operato
della commissione che ha selezionato il personale della multiservizi. Nella
mail, arrivata nella redazione di Lazio TV, una donna parla esplicitamente di
casi di favoritismi che le avrebbero impedito di accedere ai posti di lavoro
disponibili. L’ex consigliere regionale non ha esitato a prendere lo scritto e a
portarlo personalmente ai carabinieri, i quali nei prossimi giorni, forse la
prossima settimana, chiameranno l’interessata per verificare la fondatezza dei
fatti denunciati. Non si esclude che, in seguito, possa essere sentito anche il
presidente dell’Azienda Speciale, Valerio Golfieri, che ha già minacciato
querele nei confronti di Sciscione, rivendicando la trasparenza e la correttezza
di tutti gli atti prodotti sotto la sua presidenza. In realtà, nelle settimane
scorse c’era già stato un esposto denuncia di un cittadino, che aveva puntato il
dito contro i requisti richiesti dall’Azienda per assumere, ritenendoli
‘ritagliati’ su candidati precisi. In quell’occasione, comunque, non si ebbe
notizia che le accuse avessero sortito alcun seguito. Impossibile dire ora, in
relazione all’azione intrapresa da Sciscione, se gli accertamenti disposti dai
carabinieri consentiranno di acquisire elementi a conforto della tesi sostenuta
nella mail. Certo, ci si interroga su che cosa, in quello scritto, sia stato
ritenuto tanto meritevole di considerazione da indurre l’ex consigliere
regionale, nonché noto imprenditore, ad esporsi personalmente nel consegnare il
documento ai carabinieri. Fatto sta che Golfieri, non appena appresa la
circostanza, ha ironicamente ringraziato «l’ex consigliere regionale per la sua
brillante iniziativa, perché ci dà modo di dimostrare una volta per tutte la
correttezza e la trasparenza di tutti gli atti finora messi in essere
dall’Azienda Speciale». Il presidente ha poi aggiunto che, «ovviamente, quando
ogni aspetto sarà chiarito, chiameremo Sciscione a rispondere in sede
giudiziaria di quanto affermato nella sua denuncia». Il giorno successivo a
questa dichiarazione, l’imprenditore si è affrettato a smentire ogni suo
coinvolgimento, facendo pubblicare una nota al riguardo esclusivamente dal
quotidiano di sua proprietà. Tuttavia, le imminenti verifiche disposte dai
carabinieri confermano, se mai ce ne fosse bisogno, il ruolo che l’ex
consigliere regionale ha scelto per sé in questa vicenda. Le prossime settimane
diranno se Sciscione si è comportato da sprovveduto, oppure se ha saputo
inquadrare in modo esatto quella mail inviata alla redazione della sua emittente.
Andrea Di Lello



Mezzi obsoleti e di dubbia provenienza. Interrogazione urgente del gruppo
consiliare del Partito Democratico sul parco macchine della terracina Ambiente.
«In base alla convenzione e al successivo contratto firmato con la società
Aspica, tra il mese di novembre e dicembre del 2007 -scrivono i consiglieri
comunali democratici al sindaco ed al presidente del consiglio-, la terracina
Ambiente doveva, tra l’altro, provvedere all’acquisto di mezzi per la raccolta,
trasporto, lavaggio e disinfezione dei cassonetti, la spazzatura meccanica delle
strade e altro». «Al contrario -continua l’interrogazione- i mezzi utilizzati
dalla terracina Ambiente risultano insufficienti e obsoleti. Inoltre, da molto
tempo, notizie di stampa riportano che la terracina-Ambiente avrebbe preso a
noleggio o acquistato mezzi presi dalla Latina Ambiente e dalla ‘Ecocampania
srl’». Il Pd, allora, interroga per sapere se «corrispondono a verità le notizie
di stampa secondo cui la terracina-Ambiente avrebbe preso a noleggio o
acquistato mezzi dalla Latina Ambiente e/o dalla ‘Ecocampania srl’». I
democratici, inoltre, «nel caso in cui tali notizie corrispondano a verità»
chiedono, «in base alle norme previste dall’appalto firmato per la costituenda
terracina-Ambiente, quanti e quali mezzi sarebbero stati presi a noleggio o
acquistati, qual è lo stato degli stessi e quanto sono stati pagati». Infine,
dopo avere ricordato che nella terracina Ambiente il comune di terracina è socio
di maggioranza, il Pd domanda se si è provveduto «ad acquistare tutti i mezzi
previsti dall’appalto aggiudicato alla società che gestisce la raccolta e
trasporto dei rifiuti; e con quante e quali risorse economiche si è provveduto e
si provvede al relativo pagamento». Già nei giorni scorsi, i democratici erano
intervenuti con una nota sulla questione del servizio di raccolta dei rifiuti
parlando di «forti inadempienze contrattuali» del gestore e di « gravi
responsabilità dell’amministrazione Nardi». Dopo avere ricostruito la storia
dell’appalto vinto dall’Aspica, degli aumenti del canone e della Tarsu, nella
nota si osservava che, «viste le inadempienze contrattuali, l’amministrazione
comunale era tenuta a sanzionare la società e, ai sensi della convenzione
firmata con la terracina Ambiente, bisognava addivenire alla rescissione del
contratto». «Cosa non fatta», continuavano i democratici, che chiedevano anche
ragione dell’affidamento dell’appalto ad un prezzo sottostimato e della perdita
continua dell’esercizio in tutti gli anni di attività della terracina Ambiente.
Secondo i democratici, insomma, «anche considerando che il comune di terracina è
socio di maggioranza, ci sono e c’erano tutti i presupposti per la risoluzione
del contratto». Di recente, il consiglio comunale ha bocciato una mozione del Pd
per lo scioglimento della mista, ma nella maggioranza ci sono stati alcuni
distinguo, come l’astensione del capogruppo PdL, Sandro Monti.
A.D.L.



A terracina sta emergendo una situazione ai limiti del paradossale: da una parte
continua fiorente il mercato degli affitti in nero agli extracomunitari, spesso
anche da parte di italiani compiacenti che non hanno problemi a chiudere un
occhio pensando ai soldi in più alla fine del mese.
Dall’altra parte, famiglie
di stranieri regolari, con tanto di lavoro, magari a posto da anni con i
documenti, rischiano di non vedersi rinnovato il permesso di soggiorno perché
non hanno un domicilio visto che i proprietari di immobili si dimostrano restii
ad affittare agli immigrati. E’ la fotografia scattata in queste prime settimane
di attività da parte dello Sportello Immigrati inaugurato di recente presso la
sede dei Servizi Sociali di terracina. «Oggi più che mai sono convinto che sia
stata un’iniziativa ottima quella di avviare lo Sportello- dice Shadadi Alì,
presidente di «Maison Babel»-Stanno venendo fuori tanti problemi nei quali si
dibattono gli stranieri che vivono in città, molto spesso bloccati dalla paura».
Uno dei disagi più urgenti è certamente la questione di un domicilio fisso,
senza il quale non è possibile vedersi rinnovato il proprio permesso di
soggiorno. «Noi ci siamo appoggiati a cinque agenzie immobiliari di terracina
che ci stanno dando una mano, ma restano tanti quegli stranieri regolari che
rischiano grosso perché non trovano qualcuno disposto ad affittare regolarmente
un appartamento». Davvero grottesco. «Questa mattina (ieri, dnr) sono venute tre
famiglie, tutte con questo stesso problema- continua Shadadi Alì- e ce n’è una
che entro il 15 novembre dovrà lasciare casa e non sa dove andare». Dopo aver
vissuto per anni da clandestini, aver trovato un impiego tutto sommato stabile
che ha consentito di ottenere l’agognato permesso di soggiorno, ci sono
stranieri che rischiano di tornare irregolari perché incontrano la diffidenza
dei padroni di casa. Però, parallelamente, ci sono quegli compiacenti che
affittano in nero a decine di stranieri, anche clandestini, per guadagnare fior
di soldi. Oppure c’è chi sui documenti indica un domicilio, magari come favore
da un amico, ma in realtà dorme altrove. «Lanciamo un appello a tutti gli
italiani di affittare le case con contratti regolari agli stranieri residenti,
perché altrimenti il circolo vizioso della clandestinità e di chi ci lucra non
si spezzerà mai» aggiunge il presidente di «Maison Babel».
Rita Recchia



Già nell’estate del 2009 era stato scoperto a gestire un’attività di rimessaggio
di roulotte, camper e piccole imbarcazioni pur avendo in tasca soltanto una
licenza per la vendita ambulante di casalinghi.
Quattroruote al posto di piatti
e bicchieri. L’attività era stata chiusa, ma lui, evidentemente, non si è
regolato di conseguenza. Tanto che è stata necessaria un’altra attività di
polizia, svolta sempre in sinergia dagli agenti del vice- questore Rita Cascella
e dal personale del comandante Giuseppe Pannone. Ieri mattina polizia e corpo
forestale dello stato hanno messo i sigilli penali a un’area di 12 mila metri
quadrati che sorge in zona Macchiarella, a Borgo Hermada, nei pressi della
Migliara 57. L.C., pregiudicato campano 65enne da tempo residente a Terracina,
ha continuato ad affittare camper, roulotte e quant’altro servisse per
guadagnare bei soldi, quasi come se il primo sequestro non ci fosse mai stato.
D’altronde si guadagna più così che non vedendo stoviglie. Anche in quella prima
occasione commissariato e forestale avevano agito congiuntamente, effettuando un
sopralluogo nell’area in questione dove avevano scoperto un rimessaggio abusivo
di roulotte e altri mezzi simili. Come se non bastasse, gli agenti si erano
imbattuti anche in una discarica abusiva e ad alto rischio inquinamento,
considerando che era stata montata una sorta di barriera in lamiera ed eternit
estesa per circa 500 metri quadrati. Per tutta queste serie di ragioni,
aggiungendo anche la storia delle licenza non certo adatta a quel tipo di
attività, L.C. era stato denunciato e diffidato, con un’apposita ordinanza
comunale, a ripristinare lo stato dei luoghi con la rimozione di quella
discarica a cielo aperto abbandonata alle intemperie, e con l’obbligo di
sgombrare l’area dai circa 500 camper e roulette che erano stati parcheggiati.
Ma nono- G stante le denunce e le diffide. Nonostante il Tar da più di un anno
avesse respinto il ricorso presentato dal campano nella speranza di vedersi
riconosciuta la possibilità di tenere in piedi il rimessaggio, l’attività è
proseguita senza colpo ferire. Anzi: il giro d’affari è addirittura cresciuto,
considerando che il numero di camper e roulotte è considerevolmente aumentato.
Dopo l’operazione di ieri mattina, però, tutto è stato messo sotto sequestro con
l’apposizione dei sigilli. Nel caso in cui venissero violati, scatterebbe
l’immediato arresto dell’uomo. Data la vastità dell’area e la consistenza dei
mezzi, l’ operazione è durata per gran parte della mattinata e ha visto
impiegati numerosi agenti del corpo forestale dello stato e del commissariato di
via Petrarca. L.C. è stato nuovamente denunciato.
Rita Recchia



Dovrà scontare 2 anni e 8 mesi Paolo M., il benzinaio-pusher di Terracina
arrestato la scorsa estate dalla Guardia di Finanza che lo ha sorpreso in
possesso di 650 grammi di hashish e di un bilancino elettronico di precisione.

Ieri mattina il giovane 24enne è comparso davanti il giudice Costantino De
Robbio del tribunale di Terracina che lo ha giudicato con rito abbreviato. Ha,
invece, patteggiato A.P. ad un anno (pena sospesa), il giovane sempre di
Terracina arrestato poco tempo fa dai carabinieri con l’accusa di
favoreggiamento della prostituzione. I militari avevano scoperto un giro di
«piacere» messo su all’interno di un suo appartamento sulla Provinciale per San
Felice Circeo.
Ri.Re.



Facendo retromarcia non si è accorto del burrone sotto la piazzola ed è
precipitato giù, facendo un volo di poco meno di dieci metri.
Eppure non si
sarebbe procurato nessuna ferita e lesione grave. Davvero miracolato l’uomo di
circa 60 anni protagonista di questa disavventura accaduta in località Santo
Stefano, a Terracina. Sono in corso accertamenti per verificare se in quel
momento l’uomo si trovasse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La
segnalazione ai vigili urbani è arrivata intorno alle 14e30 di ieri, lanciata
dai vigili del fuoco. Un passante che stava transitando sulla strada che porta
alla fonte di Santo Stefano ha visto la Y10 cadere nel dirupo. Subito ha
allertato i pompieri e la macchina dei F soccorsi si è messa in moto. Sul posto
si sono portati anche i sanitari del 118. I pompieri si sono calati nel burrone
con una barella sulla quale hanno messo in sicurezza il ferito e poi, con
altrettanta cautela, lo hanno riportato sopra. I sanitari hanno prestato le
prime cure e subito dopo hanno trasportato l’uomo al pronto soccorso
dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di Terracina. I medici hanno riscontrato qualche
escoriazione, conseguenza inevitabile della caduta, ma non ci sarebbero state
ferite preoccupanti. La Y10, invece, ha riportato danneggiamenti. Inizialmente
si era temuto davvero il peggio per l’uomo, considerando l’altezza
da cui è precipitato.
Ri.Re.



A donare il sangue direttamente in sella…alla mitica vespa. Il prossimo 14
novembre i membri del gruppo dei «Vespisti terracina» andranno a donare il
sangue. «Abbiamo pensato a questa iniziativa per poter dare un esempio a molti
che credono sia una questione superflua- spiega Guido, presidente
dell’associazione- ma il problema della carenza di sangue è da prendere con
serietà e noi nel nostro piccolo cercheremo di fare del nostro meglio».
L’appuntamento, quindi, è per il 14 novembre alle ore 8 presso il parcheggio del
supermercato Coop, per poi raggiungere tutti insieme la sede dell’Avis al
«Fiorini». Un’iniziativa certamente lodevole, soprattutto perché parte
direttamente dai giovani. I vespisti sperano che il loro esempio venga seguito
quanto prima dagli altri ragazzi di terracina. C’è da dire che ultimamente sta
crescendo l’interesse delle frange più giovani della città verso il problema
della carenza di sangue. Diverse, infatti, le associazioni sportive che di
recente sono andate a donare.
Ri.Re.



Lui ha 87 anni e il medico gli ha prescritto una visita urgente per sottoporsi a un ecocolordoppler. Peccato che il carattere urgente dell’esame non sia stato
troppo recepito, visto che l’appuntamento è fissato per il settembre del 2012.
Per questo motivo il cavaliere Andrea Chiumera, di Borgo Hermada, alle porte di
terracina, nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha deciso di rivolgersi ai
piani alti. Ma proprio alti alti. L’anziano, infatti, ha inviato una lettera al
ministro della Salute Ferruccio Fazio per informarlo della faccenda e
comunicargli tutto il suo disappunto. «Cari ministro, la politica sanitaria
italiana è un disastro, e quella della Regione Lazio non fa certamente
eccezioni», e altre frasi del genere, tutte con lo stesso tono di rammarico e
scontentezza per questa situazione. Il cavalier Chiumera ha urgenza di
sottoporsi all’ecocolordoppler. Si tratta di un particolare esame diagnostico
non invasivo che permette di visualizzare i principali vasi sanguigni e studiare
il flusso del sangue al loro interno. Un esame a cui si sottopongono quei
pazienti affetti da malattie vascolari e cardiache come, appunto, l’87enne
cavaliere di Borgo Hermada, residente sulla Migliara 58. La visita è fissata
presso il «Santa Maria Goretti» di Latina il 10 settembre 2010 alle ore 15e30.
«E’ una cosa inconcepibile» ha scritto al ministro Fazio, sperando in uno
intervento che possa risolvere lo spauracchio delle lunghissime liste d’attesa
della sanità. Sul foglio della prenotazione, ci si raccomanda di portare soldi
spicci per pagare il ticket e di disdire almeno con un giorno di anticipo
qualora ci fossero imprevisti dell’ultima ora: dopo due anni?
Ri.Re.



Futura Terracina corsara a Roma
Terza successo per le futurine che espugnano 3 a 1 il campo del Scuola Sport.
Ancora una convincente prova per le ragazze di Tonino Federici, ora al comando
solitario nel girone A. Sabato prossimo al PalaCarucci alle 17.30 arriva il
Marino

Il filotto continua così come l’imbattibilità stagionale tra amichevoli e
Campionato. La Pallavolo Futura Terracina ’92 vince 3 a 1 anche in casa
della Scuola Sport e resta al comando del girone A della Serie C
scrollandosi di dosso anche la compagnia del Casal de Pazzi. Un risultato
messo in discussione solo nel terzo set quando le romane hanno approfittato
di un passaggio a vuoto delle futurine che probabilmente pensavano già di
aver messo la gara in cassaforte. Invece c’è voluto un sontuoso quarto
parziale per avere la meglio di una squadra che non merita certo l’ultimo
posto in classifica.

Moderatamente soddisfatto l’allenatore Tonino Federici.

“Siamo stati meno brillanti di sette giorni prima quando abbiamo superato
Castelnuovo – ha detto il tecnico privernate -, e abbiamo rischiato di
riaprire una gara che poteva essere messa in archivio già dopo i primi due
set. Comunque prendiamo questi tre punti e ci prepariamo a questo doppio
confronto con formazioni castellane, prima il Marino e poi la trasferta di
Zagarolo”.

Da segnalare nella buona prestazione di squadra, l’ottimo rendimento del libero
Maria Grazia Del Bono e del centrale Federica Paccassoni. Il primato è
ampiamente meritato ma in casa Futura non ci si lascia andare a trionfalismi e
voli pindarici. Restare con i piedi ben saldi a terra è il motto del patron
Edoardo Bondatti soddisfatto insieme al suo enturage della prestazione delle sue
ragazze grazie all’ottimo lavoro di Federici il quale però ci tiene a
condividere questo bel momento con i suoi colleghi.

“Lavoriamo bene in palestra – dice – ma quando c’è il supporto di Arcangelo
Vaccarella e Massimiliano Leonardi tutto diventa più semplice. Lavorare al
loro fianco è motivo di orgoglio e credo che anche le ragazze possono
ritenersi soddisfatte di lavorare contemporaneamente con tre allenatori.

Per difendere il comando, le futurine dovranno superare anche Marino.
Appuntamento sabato prossimo al PalaCarucci alle 17.30.

Comments Nessun commento »

reliquia-di-san-cesario-1_bis

Cominciano oggi le celebrazioni religiose e laiche in onore di San Cesareo,
patrono di terracina.
Una festa particolarmente sentita, soprattutto dal punto
di vista religioso. E soprattutto negli ultimi anni, da quando è «ritornata»
materialmente in strada e tra la gente. Il culto del santo si diffuse in città
fin dal V secolo d.c. e nella Cattedrale a lui dedicata sono conservate alcune
sue reliquie. Oggi comincia il Triduo in tutte la parrocchie della città. In
cattedrale don Giovanni Gallinari officerà la messa, seguita alle 19
dall’incontro-testimonianza con padre Alex Zanotelli. L’anno scorso era
intervenuto don Luigi Ciotti, mentre quest’anno sarà il turno dell’ex direttore
della rivista «Negrizia», paladino di tante battaglie a sfondo sociale. Venerdì
alle 20e30 ci sarà la veglia cittadina di preghiera dei giovani, mentre sabato
il vescovo Giuseppe Petrocchi officerà la messa in Cattedrale concelebrata da
tutti i sacerdoti di terracina.. A seguire la solenne processione con l’immagine
e la reliquia di San Cesareo. Domenica gran finale con festa in piazza con
musica, castagne e vino novello per tutti, offerto gentilmente dalla Cantina
Villa Gianna. Tra l’altro quest’anno il Duomo di San Cesareo è ancora più bello
dell’anno scorso, ora che il restauro è arrivato a buon punto e nella chiesa c’è
una luce meravigliosa.
Ri.Re.



Una storia infinita che non trova spiegazioni e anzi, se possibile, suscita
ulteriori interrogativi.
Sul fronte dei rifiuti continua il caos nella raccolta.
Da qualche tempo sembra che a ritirare i rifiuti a Terracina stiano arrivando, a
supporto dei mezzi in dotazione alla società mista, alcuni camion di Latina
Ambiente. Una procedura non nuova, anzi sperimentata a dovere nelle scorse
emergenze, ma che oggi sta suscitando parecchi malumori perché a quanto pare
insieme ai mezzi dal capoluogo stanno arrivando anche gli autisti. È il
cosiddetto sistema dei noli a caldo, che prevede appunto, oltre all’affitto del
camion, anche quello del conducente. Tutto a spese della Terracina Ambiente, che
- se così fosse – dovrebbe pagare l’uno e l’altro alla Latina Ambiente. Eppure
sembra che l’autista in trasferta a Terracina non sia affatto necessario. Si
vocifera anzi che spesso alcuni netturbini addetti alla guida e regolarmente
assunti dalla Terracina Ambiente passino la giornata lavorativa al deposito di
Morelle, a disposizione dell’azienda. Dipendenti pagati dalla società – e dunque
anche dal Comune – che restano con le braccia incrociate dal momento che a
guidare i camion ci sarebbero dipendenti della “sorella” di Latina. Le
indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi parlano di almeno 3 autisti che
avrebbero timbrato il cartellino senza lavorare. In particolare un camion a
raccolta laterale da circa un mese starebbe facendo servizio in città
proveniendo da Latina con tanto di conducente. Nei giorni scorsi si sarebbe
fermato anche un altro automezzo per essere riconsegnato alla ditta che lo ha
dato in noleggio. E ancora un altro dipendente della Terracina Ambiente da più
di un mese si recherebbe al lavoro ma senza guidare il suo autoarticolato, ora
fermo. Possibile che la Terracina Ambiente – che è a maggioranza pubblica -
paghi due autisti lasciandone uno «a riposo»? Ferme intanto le 13 assunzioni
annunciate nel marzo scorso dalla società in sede di approvazione del piano
transitorio che conducerà alla Tia. L’incontro tra con le parti sociali nei
giorni scorsi ha registrato un nuovo rinvio. Evidentemente le difficoltà
economiche della società mista non consentono di fare il passo. Ma allora
perché, oltre al noleggio dei mezzi, la società opta per il nolo a caldo per il
servizio di raccolta, quando a Terracina ci sono dipendenti pronti a prestare
servizio?
Diego Roma


E’ una corsa contro il tempo per tenere a Terracina il corso Alberghiero.
Nonostante le rassicurazioni degli amministratori provinciali, infatti, si
susseguono dichiarazioni sui giornali che indicano come nuova sede
dell’indirizzo di studi l’Hotel del Lago a Sabaudia, in procinto di essere
ceduto dall’Apt all’Ente di via Costa. Certo è che l’Istituto Professionale
‘Alessandro Filosi’, attuale titolare dell’Alberghiero, soffre di carenza di
spazi e vede avvicinarsi il 15 dicembre, termine entro il quale l’Osservatorio
per i Dimensionamenti dovrà pronunciarsi sulle ipotesi di riorganizzazione
scolastica che gli arriveranno dalla Provincia. A quell’appuntamento, il
Professionale vuole arrivare con una proposta che gli consenta di avere a
disposizione i locali della vicina scuola elementare ‘Elisabetta Fiorini’, che
non servano a bambini e maestre. E in questo è determinante l’atteggiamento del
Comune. Si ha notizia di contatti sull’argomento tra l’amministrazione Nardi e
l’amministrazione Cusani; ci sono anche state telefonate tra amministratori
locali e il ‘Filosi’. Che cosa produrrà tutto questo, non è ancora chiaro. Il
Comune mira a riprendersi nel più breve tempo possibile gli edifici storici nel
quale è ospitato il Professionale, ma adesso deve fare i conti con la richiesta
della scuola di occupare un altro immobile di pregio, in cambio della
restituzione di poche aule della succursale di via Roma. All’assessore ai Lavori
Pubblici, Franco Ferrari, è stato anche chiesto di rinunciare alla sala Appio
Monti, che aveva intenzione di affittare a privati, ma che si presta ad essere
adibita a palestra della scuola. Ora, il Comune è chiamato a scegliere tra la
prospettiva di un lucro che la piena disponibilità degli immobili in
questione gli garantirebbe e la difesa del livello dell’offerta formativa
cittadina, che ha nell’Alberghiero uno degli indirizzi a maggiore espansione. E
deve deciderlo in poche settimane per l’incombere dell’obbligo della
formulazione del Piano di Dimensionamento Scolastico. Se l’amministrazione
sceglierà di non perdere l’Alberghiero, toccherà poi alla Provincia rispettare i
suoi impegni. L’Ente, infatti, ha stanziato 312mila euro per la realizzazione
dei laboratori di cucina e della sala del ‘Filosi’, previsti al primo piano
dell’edificio dell’’Elisabetta Fiorini’, ingresso via Don Orione. Sullo sfondo,
resta il progetto della nuova scuola a Borgo Hermada, ma senza iniziative
nell’immediato il ‘Filosi’, proprio per il successo riscosso dall’indirizzo
Alberghiero, rischia per il prossimo anno una ennesima emergenza aule. Al
Professionale, in effetti, l’emergenza è cronica: da sempre senza palestra, la
scuola riuscì a guadagnare spazi alcuni anni fa in occasione di un altro Piano
di Dimensionamento, che accorpò le due scuole medie Appio Monti e Goffredo
Mameli, con trasferimento di quest’ultima da via Roma nella sede dell’altra in
via dei Volsci. L’edificio rimasto libero fu destinato al ‘Filosi’, ma qualche
anno più tardi l’aumento delle iscrizioni costrinse ad aprire nuovamente le succursali.
Andrea Di Lello


Abbandonate, deturpate, snaturate Si presentano così le torri costiere dal
Circeo a Terracina, che per 8 secoli servirono come avamposto difensivo contro
pirati ed affini.
Furono i papa-re a costruirle, per difendere le popolazioni
rivierasche dai pericoli che venivano dai ìbriganti del mare» («mamma, li
turchi» è un’espressione rimasta ancora nel parlato comune). Poi, nel 1860,
passarono in blocco al nuovo Stato italiano e da lì, spesso non si sa per quali
vie, ai privati, che ancora le detengono. Nel 150° anniversario dell’Unità
d’Italia la dozzina di torri che costituiscono il sistema militare d’un tempo
potrebbero essere qualcosa di diverso rispetto al ruolo di muti testimoni di
secoli di storia, a cui oggi l’incuria degli uomini le ha relegate. Affrontiamo
un viaggio virtuale con il prof. Emilio Selvaggi, vero genius loci. Torre Paola,
proprietà del Marchese Del Pennino, è discretamente conservata, anche se ne è
stato modificato l’accesso. La Moresca è un rudere. Sempre seguendo la linea di
costa del Circeo, c’è Torre Cervia, appartenuta al medico di Pio XII. Anni fa
una leggenda metropolitana la indicava come un luogo da cui stare lontano, dato
che vi erano dei macchinari tipo James Bond, disposti ad allontanare gli
indesiderati. Una veranda sporgente ne ha alterato il profilo architettonico
originario. Un pò maldestro anche il restauro esterno di Torre Vittoria, che si
trova immediatamente dopo Torre Fico. Torre Olevola (abbiamo ormai aggirato il
promontorio) è appartenuta alla fondazione genovese Ghisleri. Un anno fa, al suo
interno, vi ho trovato dei marocchini, ammassati su dei materassi. Una vera
nemesi storica». Il territorio di Terracina comincia da Torre Badino, l’unica
costruzione fortilizia rimasta in mano allo Stato. «Un tempo ha ospitato la
Guardia di Finanza, poi è passata in concessione ad un cantiere navale e ad un
club velico. Torre Gregoriana, ridotta dai bombardamenti bellici ad una specie
di rudere, è abitata. Fatiscente anche Torre Canneto (siamo ormai nel regno di
Napoli), deturpata da una veranda con tanto di ombrelloni. Poi c’è la Torre del
Pesce dell’antica famiglia Di Stefano e l’Epitaffio, ancora oggi abitata, della
famiglia Cardinali». La chiosa di Umberto Broccoli, nota figura di archeologo,
illumina alla perfezione una certa situazione di degrado: «Chi si è preoccupato
di salvare le torri? Nessuno. Anche oggi i nuovi torrieri a presidio del
territorio dormono sonni profondi… Le torri guardano stupefatte verso quel
territorio affidato ai nuovi torrieri. Sono passati i nuovi saraceni. Ma questa
volta hanno voluto conquistare anche le torri».
Ercole Bersani


A chi è andato in tilt il frigorifero, a chi la lavastoviglie e la televisione,
a chi sono scoppiate le lampadine, a chi si sono bruciate le prese della
corrente.
E adesso si chiedono chi debba risarcirli dei danni subiti. Sono gli
inquilini di un condominio di via Dante Alighieri, a terracina, che confina con
il parco comunale del Montuno. Domenica scorsa, quando il maltempo infuriava
anche in città, i grossi rami di alcuni alberi all’interno del giardino pubblico
si sono abbattuti sul palo della corrente che fornisce energia elettrica
all’intero palazzo. In un attimo è stato il panico. «Ho avvertito degli
scoppiettii che arrivavano dalle prese elettriche e subito dopo puzza di
bruciato- ci racconta un’inquilina- All’inizio pensavo che il problema
riguardasse soltanto il mio appartamento, e invece la stessa cosa è successa
anche ad altri vicini». «Io mi sono giocato lavatrice, televisione e antenna in
un colpo solo…» racconta un’altra persona. Subito dopo la corrente è andata via,
e gli inquilini si sono affrettati a chiamare i tecnici dell’Enel. Gli operai,
facendo i dovuti controlli, hanno scoperto che la tensione elettrica era passata
da 220 volts a 430. Un aumento davvero considerevole in pochissimi istanti che
avrebbe potuto provocare danni ancora più gravi. Danni per i quali, adesso, gli
inquilini del palazzo chiedono lumi. Di chi è la responsabilità di quanto
accaduto? Dell’Enel o del Comune a cui spetta la manutenzione delle piante
all’interno dei parchi pubblici? Nella vicenda, infatti, i residenti se la
prendono sia con l’uno che con l’altro. Per quanto riguarda l’Enel, era da tempo
che avevano avvisato di alcune lesioni nel palo e di fili elettrici a penzoloni,
usciti fuori e rimasti alla mercé di vento, pioggia e di qualsiasi altra
intemperie. Stessa cosa, però, con l’ente pubblico. «L’ultima volta che sono
stati potati le piante e gli alberi all’interno del Montuno risale a quando era
ancora attivo il cantiere per il famigerato parcheggio- raccontano- Poi i lavori
si sono fermati e la vegetazione è cresciuta a dismisura, senza che nessuno
venisse più a tagliarla». Domenica gli operai dell’Enel hanno dato una leggera
sforbiciata, anche perché altrimenti non avrebbero potuto lavorare e far tornare
la corrente nelle abitazioni. Tra l’altro nel palazzo ci sono anche diversi
appartamenti chiusi usati soltanto d’estate, e c’era la preoccupazione che
all’interno di qualcuno di questi potesse scoppiare un incendio senza che
nessuno se ne accorgesse in tempo. Adesso l’amministratore farà i passi
necessari per chiarire la vicenda e far in modo che gli inquilini del condominio
non debbano andare incontro a nuovi disagi. La corrente poi è ritornata e le
persone si sono potute tranquillizzare. Ma adesso restano gli elettrodomestici
fuori uso. Ripararli? Comprarli direttamente nuovi? Spendere, insomma, soldi,
sia nell’uno che nell’altro caso. Soldi che poi verrebbero risarciti?
Maaaa…Davvero una bella domanda. Di certo resta il fatto che la vera
responsabile in tutta questa storia si chiama incuria. Da parte di chi, è da
vedere, ma la sostanza non cambia.
Rita Recchia



Continua a suscitare un vespaio di polemiche l’istituzione del Parco Ausoni.
Gli esponenti del Pdl di Terracina Domenico Pietricola, Roberto Bellezza e
Gianni D’Amico hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc per
chiedere alla massima assise cittadina di porre in essere, con forza, una serie
di azioni – anche sit-in di protesta – per ottenere una più ottimale
perimetrazione del Parco e l’adozione di misure a tutela dei
cittadini e dei loro interessi legittimi. Troppi sono i dubbi sulla
perimetrazione del Parco e i danni ai cittadini che abitano nell’area protetta
che ricade al suo interno. «La Regione nell’istituire l’ente ambientale -
affermano con disappunto Bellezza, Pietricola e D’Amico – ha agito d’imperio
senza la dovuta concertazione con Province, Comuni e Comunità montane. Proprio a
questo modo di agire, oggi la perimetrazione appare quanto mai imperfetta, in
alcuni casi di totale assurdità». I politici di centrodestra portano come
esempio l’indecifrabilità dei limiti del Parco Ausoni nell’area di Porta
Napoletana, all’ingresso sud di Terracina. «Chi ha redatto la perimetrazione -
attaccano – non conosce il territorio interessato e questo genera una totale
confusione ». Infatti la Regione, nell’istituire il Parco, pone il limite
sull’Appia Traianea. Ma andando a esaminare il cartaceo planimetrico il limite
viene spostato in un’altro punto dell’Appia, quella «pre Traianea». Non solo
perimetri sballati: il Parco secondo il trio terracinese graverà pesantemente su
chi abita nelle zone che ricadono nell’area a tutela ambientale. «Che ne sarà
delle aziende site nel territorio interessato? Vogliamo che si faccia la fine
del Lago di Fondi dove, da quando mancano i cacciatori, i siti sono abbandonati
e con rifiuti ovunque? Cosa dovrà fare un cittadino che, per fare dei lavori in
casa, sarà costretto con tutti i nuovi vincoli a rincorrere questo o quel
parere, innescando una lungaggine burocratica di anni?» Il pericolo è che anche
solo per realizzare un servizio igienico, ci si debba perdere nel dedalo di
uffici in Regione. «Non è una barzelletta o un’ipotesi assurda – incalzano
Bellezza, Pietricola e D’Amico – purtroppo è vero. Contemporaneamente ci sono
svariati vincoli: Piano paesaggistico territoriale, Sito di interesse
comunitario e altri ancora. La difficoltà che si incontra molto spesso recandosi
negli uffici regionali dove, a seguito delle nuove amministrazioni si procede
sistematicamente a un cambio di dirigenze e personale». Da mesi va avanti la
querelle sul Parco sì, Parco no: il trio del Pdl chiede che il Consiglio
comunale si riunisca in fretta.
Francesco Avena


Una banda di professionisti altamente specializzati nel furto di carburanti.
Altrimenti non si spiegherebbero i quattro colpacci messi a segno negli ultimi
mesi ai danni di distributori di benzina e ditte che commerciano combustibili,
comprese tra terracina e il territorio di Latina. Così come non si spiegherebbe
il sistema davvero ingegnoso con il quale la banda ha agito fino a questo
momento, riuscendo a derubare alcune notti fa anche la «Veneta Combustibili»,
sulla Pontina, a terracina. Cinquantaquattromila litri di carburante spillati da
una cisterna per un valore commerciale di circa 60 mila euro. Due camion-
cisterna riempiti srotolando 150 metri di tubi nuovi di zecca, ritrovati sul
posto dai carabinieri, con tanto di gruppi elettrogeni costati parecchi soldi.
Certamente non pivellini alle prime armi, tutt’altro. Basti pensare alla mossa
di avvelenare il cane che faceva la guardia alla «Veneta Combustibili»,
ritrovato morto qualche giorno prima del furto. A ogni modo i carabinieri della
compagnia di terracina confidano di essere sulla pista giusta per arrivare a
identificare la banda del carburante. In queste ore si stanno visionando le
immagini immortalate dal sistema di video-sorveglianza che potrebbero fornire
elementi preziosi sui quali indagare. Intanto si sa che i ladri hanno agito con
due camion-cisterna, nascosti dal buio nel piazzale della vicino «Esso», e da lì
hanno fatto passare i metri di tubo attraverso la campagna, fino a giungere a
destinazione. Dalle motrici si potrebbe risalire a qualcosa di utile, così come
anche dai tubi che i furfanti hanno lasciato sul posto.
Ri.Re.

Nella mattinata di ieri si è svolta l’autopsia sulla salma di Maurizio Pompeo,
il giovane sub di terracina tragicamente scomparso durante un’immersione nelle
acque di Castellabate, nel salernitano.
Non si conoscono i risultati dell’esame,
ma fin da subito era stato ipotizzato il malore fatale, probabilmente
un’embolia. Subito dopo l’autopsia, il corpo di Maurizio è stato restituito ai
famigliari. Per questo pomeriggio alle 15 è previsto il suo arrivo presso il
cimitero di Fondi. Su espressa richiesta della famiglia, è stato chiesto di
devolvere i soldi eventualmente spesi per i soldi a favore dell’associazione
«Simone Cesaretti» di terracina.
Ri.Re.



Prosegue il confronto sulla politica ambientale nel forum civico di Federazione
di Sinistra, Sel, Idv e l’associazionismo.
Lo rende noto Maurizio Recchia, che
in una nota fa sapere come nell’ultimo incontro la coalizione ha ribadito una
virata «assolutamente necessaria» puntando il dito contro un Comune in cui
sull’ambiente «manca addirittura di un apposito dipartimento». La sinistra punta
il dito contro «assessori che si sono occupati di tutto tranne che dell’am -
biente» e rilancia la necessità di «sostenere il sistema economico con
particolare riferimento a quello turistico-ricettivo e di servizio » attraverso
un dipartimento «dotato di proprie risorse finanziarie e di personale
opportunamente formato che riesca ad attrarre e gestire i finanziamenti derivati
dall’Unione Europea, dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia». Raccolta dei
rifiuti da attuare con il «porta a porta», «depurazione delle acque» fino al
sistema degli «allacci fognari», passando le coste che abbisognano di
«ripascimenti morbidi», il forum stende il suo programma ambientale. «Siamo
convinti che tutto ciò sarà possibile soltanto se riusciremo tutti insieme, dal
basso, a promuovere e realizzare una diffusa partecipazione dei cittadini -
conclude Recchia -. Dobbiamo essere in grado di gettare le basi per una grande
stagione democratica ampliando enormemente gli strumenti di partecipazione
diretta, sia in sede decisionale che di controllo politico, di cui l’adozione
del bilancio partecipativo è uno degli strumenti indispensabili. Solo se la
politica saprà scendere dal Palazzo per incontrare le persone in carne e ossa
riusciremo a salvaguardare il destino delle generazioni future».
D. R.


La quiete dopo la tempesta, ma non proprio. La pioggia ha concesso una tregua, è
vero, ma per automobilisti e pedoni ieri c’è stata la conta dei danni. Buche e
voragini in strada si sono aperte in diverse zone di Terracina, dal centro alla
periferia. L’asfalto si è sbriciolato sotto i colpi battenti della pioggia, in
via La Neve, via Stradone la Valle, via Olmata. Buche anche in viale Circe, in
numerose traverse del Lungomare di Terracina e a Borgo Hermada. Il centralino
degli agenti della polizia locale è stato preso d’assalto da numerosi cittadini,
che hanno alzato la cornetta del proprio telefono per segnalare la presenza di
pericoli alla circolazione. Nella maggior parte dei casi i vigili urbani del
comandante Vincenzo Pecchia, in collaborazione con gli operai del Comune, ha
effettuato un sopralluogo. Dove possibile si è subito intervenuti per ricoprire
gli avvallamenti. Altrimenti ci si è limitati a transennare le aree pericolose
rinviando l’opera di messa in sicurezza in un secondo momento. Ma il maltempo di
lunedì non ha provocato solo disagi al traffico. Sul lungomare Circe, in via
Badino e lungo le Migliare sono caduti rami dagli alberi su strade e marciapiedi.
F. A.


Una macroarea tra Latina, Roma e Frosinone sarebbe la soluzione per la sanità
pontina.
Ne è convinto il Consiglio comunale di Terracina, che nell’ultima
seduta consiliare ha firmato un documento unitario su impulso del Partito
democratico per chiedere al governatore del Lazio Renata Polverini «a rivedere
la filosofia che ispira il suo Piano previa consultazione con i comuni e le
province del Lazio». Il testo, proposto dai democratici e integrato anche dalla
maggioranza, parla di un decreto Polverini che con le 4 macroaree previste
«determinerà per la Provincia di Latina non solo una riduzione di posti letto ma
anche minori prestazioni rese ai cittadini», con la conseguenza dell’«aumento
del debito sanitario della Provincia pontina che renderà la nostra sanità sempre
più dipendente da Roma». L’assise cittadina critica l’«errore di impostazione»
commesso dalla Polverini, colpevole di non aver «avuto neanche la pazienza di
controllare i dati per un realistico confronto tra l’Asl Latina, Roma D e
Frosinone». «Numeri dai quali il commissario avrebbe compreso che l’alternativa
di una macroarea Latina Frosinone, piuttosto che quella prevista per Latina e
inserita nella Macroarea 3 (insieme al San Camillo Roma, Spallanzani, San
Raffaele), non vedrebbe penalizzato il territorio pontino» spiega il documento
consiliare. Ma la critica non è finita: «Ciò che più indispettisce della scelta
regionale di realizzare le nuove macroaree – prosegue ancora il documento
consiliare -è che questa poggia sui bassi indici della Provincia di Latina per
compensare gli esuberi riscontrati dalla Capitale, il che renderà la sanità
provinciale sempre più legata a logiche confacenti alla città di Roma,
allontanando ogni possibilità di far confluire flussi finanziari sulle nostre
strutture. Decapitando e mortificando, così, il sistema sanitario pontino». Un
approccio inaccettabile rincara il documento «tanto approssimativo e
penalizzante delle realtà regionali minori rispetto alla Capitale, verso i quali
mostrano aperture e sensibilità maggiori. Per questi motivi il Consiglio
comunale di Terracina invita il Commissario Polverini a rivedere la filosofia
che ispira il suo Piano previa consultazione con i comuni e le province del
Lazio». Un paragrafo a parte l’assise cittadina lo riserva alla tutela della
qualità del servizio sanitario del «Fiorini». Il Consiglio ha impegnato il
sindaco ha chiedere alla Regione il rispetto degli impegni presi negli scorsi
anni per il nosocomio locale. Si chiede «l’apertu – ra della Medicina D’urgenza
» , che «non vengano ridotti i posti letto sia ordinari che Day-Hospital,
previsto nel piano di rientro di oncologia, otorino, oculista, pneumologia,
dermatologia, pediatria, medicina e cardiologia», l’attivazione della terza sala
operatoria, l’osservazione breve al Pronto soccorso, la guardia h24, la nuova
tac, un ambulatorio di ginecologia. Tutti servizi in programma da tempo. Cui la
Regione non può sottrarsi.
D. R.


Da non perdere l’appuntamento del prossimo 11 novembre con Francesco Barbagallo
e la sua «Storia della camorra».
Il libro sarà presentato presso l’Istituto
professionale «Alessandro Filosi» di terracina a partire dalle 10e30. Di
Barbagallo lo scrittore Roberto Saviano ha detto: «…Francesco Barbagallo è stato
il primo a raccontare il potere della camorra come potere imprenditoriale quando
nessuno osava farlo, ancorandolo a un passato indispensabile per interpretare il
presente. «Storia della camorra» è un libro fondamentale perché frutto degli
studi di uno dei più grandi storici italiani, di un intellettuale che declina le
dimensioni economica, criminale e imprenditoriale della camorra, attraverso il
tratto umano che le è proprio e che la condannerà all’estinzione». Saranno
presenti anche il generale di divisione dei carabinieri Umberto Rocca e il
colonnello Roberto Boccaccio, comandante provinciale dell’Arma.
Ri.Re.

Comments Nessun commento »

terracina-porta-ingresso-a-piazza-municipio-anni-60_bis

Non si fanno mai, ma quando si decide di iniziarle, le pulizie d’autunno in
Comune fanno uscire polvere a non finire.
In tempi in cui ogni centesimo di euro
è buono per mettere in ordine i conti di bilancio l’amministrazione comunale
non ci ha pensato due volte rassettare i conti pubblici.  Soldi spesi quasi a
gratis, per utenze di telefoni, corrente elettrica e acqua attivate chissà da
quanto tempo e per conto di chi, e che negli anni si sono trasformate in piccole
grandi emorragie di denaro pubblico. Nei giorni di crisi in cui torna di moda
l’avvedutezza in termini di risparmio, se ne scoprono delle belle. Da
qualche tempo gli uffici comunali sono alle prese con le verifiche delle utenze.
Nelle ultime settimane il lavoro certosino degli impiegati comunali, nello
specifico la dipendente Fabiana Marangoni, ha permesso di attuare risparmi non
indifferenti su telefono, energia elettrica e acqua. Un’analisi che ha
riguardato ben 600 utenze, l’equivalente di 7200 bollette, un quinto del totale
della popolazione terracinese. Ebbene, ne è risultato un risparmio non
indifferente sia in termini di riduzione della spesa corrente, che in quella
futura, nonché maggiori entrate per importi che venivano pagati per conto terzi.
Ma vediamo nel dettaglio. A fare la parte del leone in questa «operazione
risparmio» del Comune sono state le utenze dell’energia elettrica. Sono state
distaccate 15 utenze, da cui si risparmieranno 18 mila 400 euro. E questo è il
meno. Sono state 25 le utenze volturate, che hanno consentito una riduzione
della spesa annua di 188 mila euro e ha portato ad accertare crediti per 310
mila euro. Operazione ancora in corso, visto che ci sono ancora 30 utenze da
volturare che si calcola porteranno ad un accertamento di credito di altri 375
mila euro. Siamo nell’ordine del milione di euro risparmiato. Meno incisive ma
tutt’altro che trascurabili le verifiche sulle utenze di telefono e acqua. Per
il primo servizio sono state distaccate 4 utenze ma ce ne sono 15 in
volturazione: totale, quasi 21 mila euro dirisparmio. Altri 13 mila 400 euro si
otterranno dal riordino delle utenze sull’acqua. Volturate 5 ma 25 in
volturazione che porteranno 12 mila euro di risparmio. A tirare le somme , si
sfiora il milione di euro. L’equivalente di una grande opera pubblica. La spesa
annua registra un risparmio di 304 mila 500 euro, il Comune incamera crediti per
310 mila euro e ipotizza di accertare a breve altri 375 mila euro di entrate.
Non male. Certo, a farle prima certe pulizie, un risparmio di questo tipo poteva
trasformarsi già da tempo in servizi, opere, sostegno ai cittadini. Ma non è
ancora tardi. D’altronde i conti in ordine non servono solo per apparire
virtuosi in periodo elettorale. Anzi, questo delle pulizie tardive potrebbe
apparire come un’ar ma a doppio taglio. La delega al bilancio è nelle mani del
sindaco Stefano Nardi. Di questi risparmi, sappia farne buon uso.
Diego Roma

35000 [19]

Ci è finita anche una scuola tra le utenze Enel che il Comune ha pagato pur non
essendo tenuto a farlo.
Nella baraonda di bollette, documenti, contratti di
servizio che gli uffici comunali hanno scartabellato per rimettere ordine, sul
tavolo dei dipendenti è spuntata una tale scuola «Pisacane», a cui il Comune di
Terracina ha pagato la corrente elettrica. L’istituto non è presente nel
territorio comunale, e in provincia una scuola «Pisacane» è presente solo a
Ponza, dove c’è un istituto comprensivo. Non è chiaro nemmeno agli impiegati se
realmente si tratti di quella scuola, né come sia stato possibile volturare a
Terracina l’utenza di un altro Comune. Fatto sta che per diversi anni i
cittadini di Terracina hanno sborsato soldi anche per un altro istituto.
Sembrerebbe che l’utenza sia stata finalmente distaccata. E che dunque da oggi
in poi quella scuola pagherà per conto proprio le bollette dell’energia
elettrica. Ma quello della «Pisacane» dice bene il caos che regnava in Comune in
termini di bollette. Chissà che in quelle 600 utenze non ci sia dell’altro,
utenti sparsi in tutta la provincia che per «distrazione» abbiano consumato
a più non posso a spese della città.
D. R.

35000 [2]

Una notte di Halloween di fuoco a terracina. I pompieri sono dovuti uscire più
volte dal distaccamento sulla via Appia per cinque cassonetti dati alle fiamme
da qualche vandalo che aveva deciso di trascorrere in questo modo la notte delle
streghe. Non ci sono, infatti, situazioni «limite» per quanto riguarda la
raccolta dell’immondizia. Di conseguenza i cinque roghi notturni con estrema
probabilità sono riconducibili a qualche atto di vandalismo scellerato.
Scellerato e mirato, considerando che tutti i bidoni dati alle fiamme si
trovavano in via della Stazione. A dare l’allarme ai vigili del fuoco sono stati
i residenti della popolosa zona periferica di terracina, risvegliati dal rumore
delle fiamme e dall’odore acre che in un attimo ha riempito l’aria circostante.
Un’aria diventata sempre più irrespirabile, considerando che in pochi minuti i
roghi sono diventati uno, due, tre, quattro e addirittura cinque. Ora come ora
sembrano lontani i tempi in cui erano gli stessi cittadini ad agire in questo
modo così perché comprensibilmente stufi di vedersi circondarti dalle montagne
di rifiuti che invadevano le strade. Ma ora no. Dunque, esclusi i piromani per
questioni di dna, probabilmente a dare fuoco ai cassonetti sarà stato qualche
vandalo di Halloween. La scorsa notte a dare l’allarme ai pompieri sono stati i
residenti della zona presa di mira, o dei semplici passanti allarmati dalle
fiamme e timorosi che il fuoco potesse anche non spegnersi da solo, ma
addirittura estendersi. Gli immancabili teppistelli della notte, insomma, quelli
che distruggono le fioriere, che se la prendono con le panchine di pietra nei
giardini pubblici, che mandano in frantumi i vetri delle cabine telefoniche, che
rovinano a destra e a manca per il puro gusto di farlo.
Rita Recchia

35000 [3]

Terracina Ambiente sempre e comunque. Non si scioglie la società mista per la
gestione dei servizi di nettezza urbana voluta dal centrodestra. Lo ha
formalmente decretato l’ultimo consiglio comunale bocciando la mozione di
scioglimento presentata dal Partito democratico. Sedici voti che hanno sostenuto
la bontà della società e del suo progetto nonostante la lunga lista delle
inadempienze, una città che a pulizia certo non brilla, e alcune denunce finite
nei fascicoli della Procura della Repubblica di Latina. Una su tutte, la
questione della raccolta differenziata. Quando fu costituita nel 2007, il
servizio prevedeva, tra l’altro, a carico del soggetto gestore, l’acquisto di
cassonetti differenziati per la raccolta, il porta a porta nel centro storico,
la raccolta differenziata nella restante parte del centro urbano tramite
appositi contenitori corredati di buste per le utenze domestiche e contenitori
più grandi per le utenze non domestiche, isole ecologiche. Chiaramente poco fu
fatto. Ma talmente poco che l’anno successivo fu approvato il progetto tecnico
di rivisitazione dei servizi di igiene urbana e adeguamento alla normativa
inerente le raccolte differenziate con cui si intendeva raggiungere l’obiettivo
della raccolta differenziata al 50% per il 2010. Un progetto ambizioso e altri
soldi finiti nel calderone della società. «Con due distinte delibere l’una del
27 marzo del 2007, l’altra del 14 febbraio dell’anno successivo,
l’amministrazione comunale stabilì l’aumento della Tarsu del 45% e l’istituzione
della Tia, ponendo a carico delle famiglie e delle attività produttive ben
cinque milioni di euro in più – come si legge nella nota del capogruppo del Pd
Antonio Bernardi – Viste le inadempienze contrattuali, l’amministrazione
comunale era tenuta a sanzionare la società, ai sensi della convenzione firmata
con la Terracina Ambiente, e quindi alla rescissione del contratto».
di FABIO COCCIA

35000 [4]

Con i suoi 400 iscritti il corso di laurea in Scienze infermieristiche, polo
pontino dell’Università «La Sapienza» di stanza all’ospedale
«Fiorini», cui si aggiungono quelli della Facoltà di Economia di Cassino sul
Lungomare Circe, comincia a diventare un motore per l’economia locale.
Se ne
sono accorti i proprietari di appartamenti che affittano gli alloggi agli
studenti «fuori sede». Per comprendere la portata del fenomeno, certamente nuovo
per il mercato degli affitti di Terracina, basta sfogliare alcune pagine nel web
su portali dedicati agli studenti, blog e siti internet di agenzie immobiliari.
Gli annunci sono tanti, segno che la richiesta sul mercato è alta. Per singole
stanze si arriva a chiedere fino a 250-300 euro a studente. E di solito, in
questi appartamenti da affittare agli aspiranti operatori sanitari vanno ad
abitarci tre o quattro allievi. Conti alla mano il gruzzolo racimolato dai
proprietari di casa sfiora i mille euro, gli stessi prezzi dei quartieri romani
più gettonati dagli studenti universitari. Per altre abitazioni, che stando agli
annunci presenti online sono situati soprattutto nella parte alta di Terracina,
anche se non mancano appartamenti nel quartiere di Calcatore più vicino
all’ospedale «Fiorini» dove si svolgono le lezioni, il prezzo si aggira sui 700-
800 euro per una superficie che varia dai 50 ai 100 metri quadri. Una bella
risorsa se si calcola il picco del mercato degli affitti, messo in crisi
soprattutto dal turismo «mordi e fuggi». Del resto sono in aumento gli studenti
fuori sede, provenienti dal basso Lazio e dalla Campania e per loro l’unico modo
di seguire le lezioni è quello di trasferirsi in affitto a Terracina. Il preside
del corso di laurea della Sapienza, Franco Stagnitti, rimarca l’importanza
dell’università come volano dell’economia locale e afferma di aver da tempo
messo in piedi con l’amministrazione comunale un progetto per istituire un
osservatorio con l’obiettivo di monitorare e, se necessario, calmierare i prezzi.
Francesco Avena

35000 [5]

Maxi furto di carburante alla «Veneta combustibili », colpo da 60 mila euro.
Nelle notti scorse, alcuni ladri si sono introdotti nell’area in cui si trova
l’azienda di carburante, al km 106 della Pontina, e hanno prelevato migliaia di
litri di benzina da un deposito di carburante di proprietà della «Veneta
Combustibili». Sul caso indagano i carabinieri di Terracina, agli ordini del
capitano Alessandro Giordano Atti, che hanno ricevuto la denuncia da parte dei
titolari dell’azienda a ll ’indomani del colpo grosso. Nello specifico è stato
calcolato che i banditi, evidentemente esperti in questo tipo di furti, hanno
aspirato dal deposito, forse utilizzando un’apposita pompa, circa 54 mila
litri di carburante. Per un bottino complessivo che sfiora dunque i 60 mila
euro. Un colpo grosso che ha lasciato a secco le riserve della ditta e su cui
ora sono al lavoro i militari della Caserma di Terracina . Sono infatti in
corso le ricerche. I militari hanno anche effettuato un sopralluogo
presso la «Veneta Combustibili » per controllare che sul posto i ladri di
carburante non avessero lasciato tracce durante la complessa attività di
estrazione del carburante. Al vaglio dei carabinieri anche l’even – tuale
segnalazione di casi analoghi nei giorni scorsi nel territorio. Le modalità del
furto fanno pensare a ladri esperti, in possesso di tutto l’armamentario
necessario per aspirare la benzina e custodirla in appositi contenitori.
F. A.

35000 [6]

«Il Paese dell’illegalità». E’ la definizione che di terracina dà Rifondazione
Comunista per bocca di Roberto Iacovacci. «Intere pagine di quotidiani -afferma
Iacovacci in una nota- parlano della nostra città per elencare le malefatte
dell’amministrazione PdL che ci governa da quasi dieci anni, delle illegalità
diffuse, dall’abusivismo edilizio ai comportamenti non corretti di chi dovrebbe
essere lo specchio della legalità, allo scontro di tutti contro tutti su
banalità, interpretazioni regolamentari, su temi seri e scottanti che mettono a
nudo una città allo sbando». Secondo il comunista, «serio sarebbe il confronto
sulla sanità se le proposte e le soluzioni fossero condivise, se ci fosse stato
un passo indietro da parte di chi pochi mesi fa ha combattuto per l’affermazione
dell’attuale maggioranza ed oggi si trova a difendere un presidio ospedaliero
privo delle risorse necessarie ad assolvere la propria funzione; di chi propone
di fare un parcheggio in un’area di interesse storico, mentre basterebbe
spostare la fermata delle autolinee alla stazione ferroviaria ed accorpare i
servizi dei trasporti senza sacrificare il verde del Montuno che potrebbe essere
un parco archeologico se fossero disposte le necessarie ricerche». « Al di là
delle polemiche pre-elettorali -si legge ancora nella nota- non c’è una
soluzione che venga data che non parta dall’errato antefatto “quelle persone
sono sbagliate”, senza che ci si assuma la responsabilità politica di dire
“sbagliato è il metodo ed il sistema”, perché i servizi pubblici funzionano se
ci sono risorse, se si crede che un paese civile debba avere servizi pubblici
efficienti». Per Iacovacci, infatti, «la gestione attuale è figlia delle
privatizzazioni e della volontà di smantellare lo stato sociale e su questo la
tragica filiera è completa, Comune, Provincia, Regione, governo centrale, che
hanno le stesse finalità politiche, superare il ‘900 e le sue conquiste
sociali». «Non si può guardare al futuro -termina la nota di Roberto Iacovacci
di Rifondazione Comunista – con una amministrazione comunale che ha depauperato
le sue risorse, offeso i suoi cittadini con promesse mai mantenute, con
comportamenti che offendono la loro dignità: basta a questi personaggi e diamo
credito a chi da sempre si è battuto in difesa delle istituzioni, dei patti
sottoscritti e dei diritti dei cittadini senza rinnegare nulla né del proprio
presente né del proprio passato».
A.D.L.

35000 [7]

Comments Nessun commento »

terracina-pisco-montano-dopoguerra-anni-40_bis

L’anno scorso don Luigi Ciotti, quest’anno padre Alex Zanotelli. Un’altra
personalità socialmente di spessore lascerà l’impronta ai festeggiamenti per il patrono di Terracina San Cesareo, dal 3 al 7 novembre prossimi. Mercoledì alle 18e30 interverrà padre Zanotelli con la sua forte testimonianza «Voce dei senza voce» con l’obiettivo di «aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia».
Sarà certamente una relazione intensa, visto che padre Zanotelli è l’ispiratore
e il fondatore di diversi movimenti italiani che mirano a creare condizioni di
pace e di giustizia solidale. E’un religioso, presbitero e missionario italiano,
membro dei Comboniani. Come il compianto Alfredo Fiorini. Quanto basta per
rendere Alex Zanotelli un pochino più vicino a Terracina. Negli anni che ha
diretto la rivista «Nigrizia» ha lanciato critiche forti e documentate al
commercio delle armi, denunciando gli interessi anche dell’Italia e dei paesi
occidentali nelle guerre africane; ai modelli di collaborazione allo sviluppo,
spesso gestite in modo affaristico e lottizzato; all’apartheid in sud Africa.
Dal 1989 al 2001 è rimasto in Kenia, tra aids, fame, prostituzione, droga,
alcolismo, violenza. Lì ha creato piccole comunità cristiane e una cooperativa
che si occupava del recupero di rifiuti e dava lavoro a numerosi abitanti. La
sofferenza della popolazione locale lo ha portato a formulare la frase «Forse
Dio è malato ». Oggi vive e lotta nel rione Sanità, a Napoli. L’appuntamento di
mercoledì in Cattedrale è di quelli da non perdere.
Rita Recchia

E adesso il presidente dell’Azienda Speciale minaccia di denunciare a sua volta Gianfranco Sciscione. Valerio Golfieri assicura che porterà a giudizio
l’imprenditore, autore nei giorni scorsi di una denuncia, presentata presso il
locale comando dei carabinieri, su presunte illegalità compiute dalla
multiservizi. «Ringrazio l’ex consigliere regionale per la sua brillante
iniziativa – ironizza il presidente -, perché ci dà modo di dimostrare una volta
per tutte la correttezza e la trasparenza di tutti gli atti finora messi in
essere dall’Azienda Speciale. Ovviamente, quando ogni aspetto sarà chiarito,
chiameremo Sciscione a rispondere in sede giudiziaria di quanto affermato nella
sua denuncia». Già, che cosa ha scritto, l’imprenditore, su quei fogli
consegnati ai carabinieri? Nuove indiscrezioni rivelano che all’attenzione del
magistrato è stata posta la questione delle assunzioni operate dall’Azienda. Uno
scritto (una mail o una lettera) inviato all’ex consigliere regionale si
soffermerebbe su uno o più casi di raccomandazioni andate a buon fine a danno di
candidati più titolati. Sembra anche che, in conseguenza della denuncia, ci sia
stata l’apertura di un nuovo filone di inchiesta sul comune di terracina. Vale
la pena ricordare che soltanto alcuni giorni fa è venuta fuori la notizia di
un’altra indagine, forse su consulenze ed incarichi deliberati dall’Ente,
avviata dalla Guardia di Finanza. Non è dato sapere quali elementi abbiano
convinto Sciscione che lo scritto in questione non era da cestinare, ma che
esistevano invece le condizioni necessarie per consentirgli di esporsi di
persona, fino al punto di recarsi lui stesso dai militari dell’Arma. Del resto,
l’imprenditore, quando ancora faceva parte del consiglio regionale, dovette
subire un’iniziativa analoga da parte del sindaco Stefano Nardi, che, nel corso
di una seduta consiliare e alla presenza di alcuni carabinieri in borghese tra
il pubblico, lesse una mail da lui attribuita a Sciscione allo scopo di
dimostrare interferenze di quest’ultimo nello svolgimento di un appalto. Tra
amministrazione Nardi e l’ex consigliere regionale, insomma, l’unica via aperta
resta quella giudiziaria.
Andrea Di Lello


Si risparmia e si reinveste. Di tanto in tanto cose del genere capitano anche a
terracina. Dal progetto per l’isola pedonale istituita la scorsa estate nel
centro storico alto sono avanzate diverse migliaia di euro. Il progetto
deliberato prevedeva un impegno di spesa di poco più di quindicimila euro, tra
cartellonistica, rimborso per i volontari e altre cose simili. Ne sono avanzati
quasi settemila che ora verranno investiti nuovamente per quella stessa parte
della città. L’amministrazione comunale ha dunque deliberato di usare i soldi
avanzati per lo sviluppo e la valorizzazione del centro storico alto, per
migliorare l’arredo urbano e attuare i parcheggi sempre al servizio di terracina
alta. Tutto questo con i soli settemila euro scarsi? Più che un’ottimizzazione
delle spese, di cui se ne avrebbe così tanto bisogno, questo sembra più che
altro una sorta di miracolo.
Ri.Re.


Oggi e domani il personale della ditta «I Cipressi», la ditta che si occupa
della manutenzione e del decoro del cimitero, in sinergia con l’amministra -
zione comunale distribuirà 3 mila piantine gratuitamente, che ognuno potrà poi
dedicare ai propri cari estinti.
Insieme alle piantine sarà distribuito anche un
dépliant informativo in cui sono contenute tutte le informazioni utili per gli
utenti del camposanto di via Anxur e della struttura di Borgo Hermada.
L’iniziativa, come ha spiegato l’assessore ai servizi cimiteriali Gianni
D’Amico, ha l’obiettivo proprio in occasione della festività di Ognissanti e dei
defunti, di informare i cittadini sui servizi offerti dalla struttura di via
Anxur. Intanto sono in via di ultimazione i lavori per la realizzazione delle
cappelle gentilizie nel cimitero di Borgo Hermada. La ditta incaricata di
eseguire l’opera, la Co.Pa. di Casal di Principe, nei prossimi giorni consegnerà
ai legittimi proprietari le cappelle gentilizie. L’assessore D’Amico inoltre
tiene a sottolineare come, dopo un lungo periodo di disagi, finalmente i servizi
cimiteriali non stanno procurando grane. «Il pagamento degli stipendi ai
dipendenti della ditta che opera all’interno del cimitero – riferisce D’Amico -
è in ritardo di quattro mesi ma i lavoratori vengono regolarmente retribuiti
dalla ditta. Il Comune deve corrispondere quattro mesi, ma non ci sono problemi
perché con l’azienda l’ente ha accordato un pagamento ogni quattro mesi, come
previsto dal capitolato d’appalto».
F. A.


Al pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini» di Terracina, in fila non restano
solo i pazienti.
Da qualche giorno anche gli equipaggi delle autoambulanze sono
obbligati ad attendere il proprio turno prima di mettersi in moto per le
emergenze. Un caso singolare e inquietante al tempo stesso, dovuto alla mancanza
di barelle nei locali di uno dei più affollati ospedali della provincia.
Immaginare il centralino che squilla: bisogna correre per un’emer – genza. Ma
medici, infermieri e autisti sono «parcheggiati» al pronto soccorso. Da un paio
di settimane ci sono due barelle, soltanto due barelle, su cui stendere i
pazienti quando arrivano con l’ambu – lanza. E se le emergenze diventano tre, il
sistema va in tilt con tutti i rischi che si possono correre. Infatti quando le
due barelle sono già occupate da un paziente in attesa di essere sottoposto alle
cure del personale sanitario, il ferito che arriva a bordo di una terza
ambulanza deve attendere che si liberi una lettiga prima che si possa farlo
scendere dal mezzo del 118. Nei lunghi, interminabili minuti di attesa,
l’ambulanza e il suo equipaggio rimangono fermi nel parcheggio del pronto
soccorso con il paziente all’interno del mezzo. Capita molto spesso che mentre i
medici lavorano nel pronto soccorso e gli equipaggi sono in stand-by con un
ferito a bordo, arrivi una telefonata dalla centrale operativa per segnalare una
nuova emergenza. E, nonostante leggi e codici deontologici impongano di
intervenire subito, la penuria di barelle mette in crisi il sistema dei
soccorsi. Negli ultimi giorni è capitato addirittura che questa attesa sia
durata diversi minuti, in un caso perfino mezzora. Il personale ha dunque
inviato una lettera alla Asl chiedendo di dotare quanto prima il pronto soccorso
di nuove barelle. Del resto, dinanzi a disagi così gravi la soluzione sarebbe
piccola piccola: comprarne qualcuna. Ma in tempi di tagli e vacche magre nel
pianeta sanità, anche questo può sembrare un’utopia. Tanto a rimetterci sono
sempre gli utenti e i lavoratori.
Francesco Avena

Il concetto di decoro urbano e di rispetto per l’ambiente sembra essere semprepiù  un optional. La zona di viale delle Industrie (dove sorgono
molte sedi di importanti attività commerciali) nel suo aspetto esteriore appare
del tutto abbandonata al proprio destino: non avendo un fondo duro e stabile,
durante le piogge si trasforma in una vera e propria «palude». La trascuratezza
porta con sé gli immancabili atti vandalici: ignoti hanno infatti appiccato il
fuoco a due cassonetti posti nei pressi di un capannone industriale. L’ammasso
di plastica e rottami bruciati è uno spettacolo davvero deprimente, tanto più che,
al momento, nessuno ancora ha provveduto alla sua rimozione. Con grande
disgusto, ma anche con triste rassegnazione da parte dei vicini residenti.

È cordoglio in città per la morte di Maurizio Pompeo. Il giovane sub si era
immerso come tante altre volte. Ma sabato pomeriggio, a 60 metri di profondità
nelle acque di Punta Licosa a Salerno, l’immersione è stata fatale. Maurizio
Pompeo, 33enne di Terracina, esperto sub da qualche tempo si era trasferito a
Roma. Sabato pomeriggio, insieme a un gruppo di cinque amici si era tuffato in
mare per esplorare i fondali. Secondo la ricostruzione dei fatti, il giovane sub
di Terracina sarebbe stato stroncato da un malore, forse un’embolia che non gli
ha lasciato scampo. Tanto più che Maurizio Pompeo non è riuscito a lanciare
l’allarme. Solo qualche minuto dopo, ci si è accorti della tragedia. Inutili
purtroppo i soccorsi al porto di Agropoli, giunti nella località marittima
insieme al personale della capitaneria di porto. Sul caso la Procura ha aperto
un’inchiesta per accertare cosa sia accaduto sabato pomeriggio. Con ogni
probabilità sarà disposta l’autopsia sul corpo del giovane prima che la salma
venga riconsegnata ai familiari per la celebrazione dei funerali. Intanto
Terracina piange un giovane scomparso tragicamente troppo presto.
F. A.

Non ci siamo proprio. Quella di Torbellamonaca, per il terracina, era la prova
di maturità. La partita, insomma, che doveva dirci se la truppa di Pernarella
era abbastanza matura per ambire ad una posizione di classifica degna del
blasone e delle ambizioni di una città intera. La risposta, inutile
sottolinearlo, non è stata positiva, anzi… Contro una squadra sconfitta 7
volte su otto in campionato, e priva di qualche titolare squalificato, i
tigrotti si sono incartati su loro stessi. Invece di stravincere, hanno
addirittura finito per perdere. Incredibile. Anche, e soprattutto, perchè, come
prevedibile, l’assalto alla porta avversaria è stato costante per tutti i
novanta minuti. La gara è stata decisa da un unico episodio, nel quale i padroni
di casa si sono affacciati nell’area di rigore avversaria. Al 46′ punizione a
due in area di rigore, tira Spurio che non spreca. Sprecano, e tanto, i
tigrotti. A cominciare da un calcio di rigore, dopo otto minuti, che Rosi prima
si procura e poi manda contro il palo. Al 20′, invece, Medoro, da ottima
posizione, colpisce male di sinistro e manda la sfera fuori. Un po’ del suo,
però, ce l’ha messo anche il portiere avversario Vagni. Al 40′ viene salvato da
un compagno che respinge sulla linea di porta un colpo di testa ben indirizzato
da Serapiglia. Al decimo del secondo tempo, invece, il merito è tutto suo,
quando arriva con la punta delle dita su un pallonetto di ù da 40 metri. La
fortuna, invece, torna protagonista al 75′, quando Di Franco coglie il secondo
palo di giornata dall’interno dell’area di rigore. Il resto è un’assalto,
rabbioso, alla porta torrese che, però, non capitola.

VIS terracina 2 AMATORI CIRCEO 2
VIS terracina: Di Manno, Marigliani P., Mantovani, Marzullo, Vestoso,
Potolicchio, Ambrifi, Rizzi, Marigliani F., D’Onofrio, Mancini. A disp. Brivi,
Violo, Grenga, Mandatori, Martinelli, Ascenzi, Di Mauro. All. Gallo
AMATORI CIRCEO: Altobelli, Palmerio, Di Prospero, Marzella (25′st Cristini),
Cerasoli, Carocci, D’Alessandro, Zito, Cormonz (30′st Moro), Smith (46′ Bove),
Bellato (10′st Colambrosi). A disp. Petrucci, Maragoni. All. Capponi
Marcatori: 20′rig. D’Onofrio, 25′ Marigliani F., 46′ Palmerio, 15′st Bellato.
Note: 38′st Espulso D’Onofrio per fallo di reazione.
Al 41′st Marigliani F. Fallisce un calcio di rigore.

SPORTING TERRRACINA:Palamacci, Caringi E. (27′st Parisella), Fucci, Leo,
Frattarelli (34′st Carocci), Caringi M., Lauretti (7′st Bressan), Minutilli,
Percoco, Severini, Cappelli. A disp. Lauretti D., Campoli, Parisella, Di Ponzio,
D’Andrea. All. Riccardi
ATLETICO LITTORIA: Ferrari, Bortolin (36′pt Lucconi), Fratocchi, Loverso,
Macciacchera, Troiano, Noviello, De Rosa (1′st Hirb), Martini, Bracagnolo,
Bongiorno(38′pt Baldin). A disp. Ricci, Leopardi, Cristofori, Gatto. All.
Ciavardini
Arbitro: Tartaglia di Latina
Marcatori: 26′pt rig. Severini, 40′pt Percoco, 20′st Bressan, 35′st Bracagnolo

Comments Nessun commento »

apoteosi-s-cesario-in-terracina-con-la-raffigurazione-del-suo-martiriochiesa-s-cesario-di-lecce_bis

FESTA DI SAN CESAREO COMPATRONO DELLA DIOCESI

Titolare e Patrono della Basilica Concattedrale e della Città di Terracina

3 – 7  Novembre 2010

***********************

“San Cesareo testimone ed educatore della fede in Gesù Cristo Cesareo, diacono, fugge dal compromesso, non scende a patti. Illuminato dal Vangelo di Gesù Cristo, vive la propria fede fino a darne testimonianza con l’offerta della vita, educando noi, oggi, spesso tiepidi discepoli di Gesù, a seguire la via evangelica che il Signore ha tracciato per la salvezza di tutti gli uomini.

MERCOLEDI’ 3 Novembre

Inizio del TRIDUO in tutte la Parrocchie della Città.

In Cattedrale ore 17,00 S. Rosario – ore 17,30 S. Messa e Vespri presieduti da Don Giovanni Gallinari. Ore 19,00 Incontro – testimonianza con DON ALEX ZANOTELLI “voce dei senza voce” il cui obiettivo è: “Aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia”. Tema: “San Cesareo testimone ed educatore della fede in Gesù Cristo

GIOVEDI’ 4 Novembre

In Cattedrale ore 17,00 S. Rosarioore 17,30 S. Messa e Vespri presieduti da Don Enrico Scaccia VENERDI’ 5 Novembre

In Cattedrale ore 17,00 S. Rosarioore 17,30 S. Messa e Vespri presieduti da Don Enrico Scaccia

- Ore 20,30 VEGLIA CITTADINA DI PREGHIERA DEI GIOVANI

SABATO 6 Novembre

Ore 17,30: Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo S.E. Mons. Giuseppe Petrocchi e concelebrata da tutti i Sacerdoti di Terracina. (La Messa Vespertina sarà celebrata solamente nella Chiesa del Patrono). A seguire

SOLENNE PROCESSIONE CON L’IMMAGINE E LA RELIQUIA  DI SAN CESAREO

Percorso: Piazza Municipio, via Annunziata, via Foro Severiano, via Derna, viale della Vittoria, piazza Mazzini, via Leopardi, Via San Rocco, via Gramsci,  piazza G. Antonelli, via Appia, via dei Volsci, piazza Quattro Lampioni, corso A.Garibaldi, Piazza Municipio:   PROFESSIONE DI FEDE COMUNITARIA.

DOMENICA 7 Novembre

SOLENNITA’ DI SAN CESAREO

SS. Messe: ore  9,30; 12,00; 17,30. Ore 19.00: P.zza Municipio “ FESTA IN PIAZZA”

Musica, Castagne e Vino Novello per tutti. (offerto gentilmente dalla Cantina Villa Gianna)

Per informazioni rivolgersi in Parrocchia, tel. 0773 701100

24 NOVEMBRE 1074   -   24 NOVEMBRE 2010

936° ANNO DELLA DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE SAN CESAREO

ORE 17,30 SOLENNE  CELEBRAZIONE  EUCARISTICA

A cura della  Parrocchia  della Basilica Concattedrale di San Cesareo

Comments Nessun commento »

terracina-pescatori-anni-70_bis

Che il cielo benedica la Confraternita di Maria Santissima del Carmelo di
Terracina: se qualche anno fa non avesse prestato un centinaio di lapidi
all’amministrazione comunale, avrebbero rischiato grosso altrettante tumulazioni
nel cimitero di via Anxur.
E già, perché il Comune di Terracina di quelle lapidi
in peperino di Viterbo non ne aveva più nemmeno in magazzino, finite da un pezzo
e non ancora rimpiazzate. Cosa fare? Rischiare l’ennesimo «caso cimitero»? Mai e
poi mai. Era, quindi, scattata l’operazione «lapidi in prestito», gentilmente
concesse dalla Confraternita di Maria Santissima del Carmelo che, gioco forza,
per non rimare senza ne ha dovute acquistare delle altre per sé. I fatti in
questione accadevano nel 2008, ma il conto arriva soltanto oggi. O meglio, solo
adesso ci sono i circa 3 mila euro necessari a rimborsare la Confraternita di
Maria Santissima del Carmelo. Il che, facendo due conti senza nemmeno dover
usare un calcolatore, vuol dire che ciascuna di quelle lapidi non costava
nemmeno chissà quanto. Nonostante ciò però la Confraternita ha dovuto aspettare
parecchio tempo per vedere rimborsata la somma, dopo la solita trafila
burocratica. E per giunta quei soldi non verranno restituiti nemmeno tutti
insieme. Una prima tranche, 2 mila 432 euro, sono stati inseriti nel capitolo di
bilancio del 2010, mentre i restanti 819 euro e 71 centesimi slittano al
capitolo di bilancio del 2011. Ma guardiamo il lato positivo della vicenda: un
centinaio di cari estinti non sono rimasti «parcheggiati» e la loro non è stata
una sepoltura arrangiata. Almeno questo.
Ri.Re.


«In questo momento non esistono candidature e nomi riconducibili al nostro
partito e qualsiasi voce di corridoio che riguardi figure e persone non
corrisponde alla linea politica»
,
firmato Gianfranco Azzola, neosegretario
dell’Udc di Terracina. Tanto per sedare le voci di questi giorni che parlavano
di un ritorno sulla sena politica dell’ex city manager e poi vice sindaco e
assessore al Bilancio Giuliano Masci proprio nelle fila dei centristi di Casini.
Ieri l’Udc ha frenato su Masci e oggi affila le armi in vista del voto previsto
per la primavera prossima. Lo fa inaugurando, giovedì, la sede cittadina di via
Fosse Ardeatine con il placet del senatore Michele Forte presente anch’egli
all’appuntamento. Non nomi, né voci di corridoio quindi, ma solo fatti, spiega
Azzola, che d’ora in poi sarà l’unica voce ufficiale dei centristi
delegittimando di fatto ogni paternità politica a esternazioni fatte da altri
soggetti. Per il resto ritornano i temi della legalità, solidarietà, giustizia
sociale «che da sempre hanno ispirato le proposte e le decisioni dei nostri
rappresentanti – continua il responsabile – Questo passaggio si presenta come
una nuova speranza politica per tutti coloro che attualmente si sentono delusi e
disgustati da questa attuale politica che di tutto si occupa meno che del bene
comune». Gli fa eco il nuovo cartello della sinistra formato da Idv, Sinistra
Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra, che sotto il cappello del Forum
Civico, ieri si sono riuniti per parlare di ambiente e tracciare le linee guida
politiche che entreranno a pieno titolo nel programma di governo. Loro il
candidato lo hanno già indicato da un pezzo e si tratta del giudice di pace
Eugenio Fedele che per ora sta alla finestra. Chi ancora discute internamente è
il Pd, dove in molti ambiscono alla candidatura.
di FABIO COCCIA


Gianfranco Sciscione dai carabinieri per presentare una denuncia riguardante
l’Azienda Speciale.
L’indiscrezione arriva dagli ambienti dell’ex consigliere
regionale, anche se non si conoscono ancora le ragioni esatte che hanno spinto
l’imprenditore ad una iniziativa così clamorosa. Pare che all’origine ci sia una
lettera, non si sa firmata da chi, forse anonima, ma evidentemente considerata
meritevole di considerazione da parte di Sciscione e del suo gruppo. Di certo
c’è che l’altro ieri, su ‘Terracina tivù’, emittente del leader della Lista
Polverini, è stato dato l’annuncio che il giorno successivo sarebbe stata data
una notizia destinata a far «tremare» il mondo della politica locale. Nessun
riferimento all’Azienda Speciale o a qualunque altro argomento specifico, ma lo
‘scoop’, a dire del conduttore della trasmissione, sarebbe stato così importante
e delicato da richiedere la presenza in studio di un avvocato per garantire la
televisione da eventuali azione giudiziarie. E dell’avvocato scelto è stato dato
persino dato nome e cognome. Poi non se ne è fatto più nulla e Sciscione avrebbe
preferito la via giudiziaria a quella giornalistica. In queste condizioni,
difficile indovinare che cosa l’imprenditore ha scritto nella sua denuncia. Ci
si può limitare a ricordare che le assunzioni che l’Azienda Speciale, deputata a
gestire i servizi sociali ed altri servizi, ha effettuato in questi mesi sono
state accompagnate da esposti di cittadini che contestavano i requisiti
richiesti per le figure professionali da inserire in organico. L’accusa
esplicita, tutta da verificare, era che si intendesse favorire qualcuno a danno
di altri. Ma fin dalla sua costituzione l’Azienda ha dovuto vedersela con
polemiche circa la legittimità dei provvedimenti adottati. In particolare, le
forze politiche di opposizione, a parte l’Udc, rilevavano «profili di
illegittimità tra norme dello statuto dell’azienda speciale e quelle dello
statuto comunale» ed «elementi di contraddizione e di indeterminatezza su
aspetti rilevantissimi soggetti alla disciplina statutaria che impongono una
sostanziale modifica degli stessi».
Andrea Di Lello


Più si scava più si scopre nell’allegra politica immobiliare del Comune di
Terracina.
Che, con le dovute differenze ed eccezioni, ha radici antiche,
arrivando fin dove non ti aspetti. Rimettendo le mani tra le carte dell’ufficio
ragioneria ne stanno spuntando di storie interessanti, alcune delle quali
risalgono addirittura alla giunta dell’ex sindaco Vincenzo Recchia. Proprio a
quegli anni bisogna tornare per capire una vicenda emersa solo ora e per cui
l’ufficio ragioneria, diretto dalla dottoressa Ada Nasti, sta cercando e
trovando accordi bonari con tutti quei soggetti con cui il Comune ha maturato
debiti nel corso di questi ultimi anni. Tra questi ad esempio l’Unicoop Tirreno
a cui l’ente doveva ancora una bella sommetta: circa 370 mila euro. Fortuna ha
voluto che la Unicoop Tirreno si sia accontentata di riceverne soltanto 74 mila.
Più di un quinto della somma dovuta. Un affarone per il Comune che non
risolleverà i propri guai finanziari grazie al buon cuore della coop rossa, ma
vuoi mettere. Risparmiare così, d’emblée, 300 mila euro, non capita tutti i
giorni. Ma volendo sorvolare sul colpo di fortuna, ci si chiede pure quale fosse
la ragione di questo debito. Da quello che si è potuto capire sembrerebbe che la
giunta Recchia, a due mesi dalla scadenza del mandato nel 2001, abbia stipulato
un contratto con gli «amici» della Unicoop Tirreno per l’affitto di un locale al
piano superiore dello stabile che ospita il supermercato «Coop» di via Appia. Un
locale molto spazioso per la verità da adibire forse ad uffici. Il risvolto
curioso della storia è che il Comune di Terracina quel locale non lo ha mai
utilizzato. Insomma una sorta di contratto di affitto fantasma che, con la
sconfitta del centrosinistra e l’arrivo del sindaco Stefano Nardi, ha preso le
polveri nei cassetti dell’ente senza che nessuno per tutto questo tempo si sia
preoccupato. Nessuna a quanto pare, sebbene il costo aveva ormai raggiunto una
bella cifretta – con 370 mila euro in fondo ci si può fare una piccolamedia-
opera pubblica – che per fortuna si è fortemente ridimensionata. Restano i
dubbi: cosa ci doveva fare il Comune con il locale della Unicoop? E perché il
contratto d’affitto è stato stipulato soltanto due mesi prima della scadenza del
mandato? E infine, se proprio c’era questa urgenza, perché nessuno ha mai
utilizzato quegli uffici?
Pierfederico Pernarella


Vuole vederci chiaro sul container artistico allestito ormai da settimane in
piazza Mazzini, a Terracina.
Per questo motivo lo scorso 12 ottobre ha inviato
un formale esposto alla guardia di finanza di Latina affinché la tenenza di
Terracina avvii un’indagine sulla questione. «In merito al container presente in
piazza Mazzini a Terracina, di cui sicuramente avete preso visione, visto che è
stato posizionato proprio di fronte la vostra sede, denominato «il gabbiotto di
Cristina Masero»-si legge nell’esposto del cittadino- faccio presente che lo
stesso ha qualcosa che non mi convince ». Dritto al sodo, dunque, senza troppi e
inutili giri di parole. «Escludendo il fatto che, come ritenuto da tutti e anche
da me, è un obbrobrio che deturpa la bellissima piazza Mazzini offendendo tra
l’altro la sensibilità artistica (nonostante sia una mostra/vetrina di
bellissimi quadri) della maggior parte dei cittadini di Terracina, vorrei capire
se c’è qualcosa di losco». La persona che ha deciso di rivolgersi alla guardia
di finanza ritiene strano soprattutto l’aspetto della faccenda che riguarda la
concessione, chiedendo trasparenza su quello che è stato pagato. «Il mio dubbio
sorge da una semplice considerazione: 54 giorni di permanenza in quella
posizione con l’uso di luce e occupazione di suolo pubblico (addirittura su
strisce di parcheggio a pagamento) dovrebbero costare almeno 300 Euro al giorno
(minimo) per un totale complessivo (minimo) di 16.200 euro». «Spendere quella
somma per una mostra/vetrina di quadri, seppure belli, con il rischio di non
venderne neanche uno mi sembra un po’ tantino esagerato come investimento».
Secondo il cittadino «ognuno, chiaramente, è libero di spendere i propri soldi
come vuole e il Comune di Terracina dall’altra parte di incassare somme di
denaro per risanare il disastroso bilancio con permessi a mio avviso inopportuni
e che potrebbero ripetersi (già immagino piazza Mazzini o altre piazze invase da
container con mostra di tutto e di più, in quanto se è stato concesso a una
persona non vedo perché poi non si possano autorizzare altri, sarebbe
antidemocratico) ma per essere certi che non ci siano ombre chiedo, anche a nome
di molti cittadini Terracinesi, di fare una scrupolosa verifica ». Il cittadino,
a questo punto, attende fiducioso.
Rita Recchia


Comincia a prendere forma la «slavina» politica che potrebbe far perdere pezzi
importanti alla compagine del Pdl che siede in Consiglio comunale.
Secondo
insistenti indiscrezioni che circolano tra i corridoi del Palazzo a fare il
salto della quaglia verso Fli sarebbero alcuni esponenti dell’area ex An
tra cui l’assessore Francesco Zicchieri. Al momento bocche cucite
in maggioranza, ma sarebbe proprio l’assessore alle Politiche sociali ad
aprire la breccia per staccarsi dal Pdl. Sfumata l’ipotesi della candidatura a
sindaco con la lista del Pdl dopo la doccia fredda del direttivo comunale
imposto dal leader Claudio Fazzone, il giovane cresciuto a pane e An al fianco
del sindaco Nardi potrebbe non essere più disposto a fare da «secondo ». Meglio
giocarsela per proprio conto la partita delle elezioni. Al suo seguito secondo i
bene informati ci sarebbero altri “duri e puri”dell’area ex An stufi di
aspettare disposizioni dall’alto. Al momento si fanno i nomi dei consiglieri
Romano Fantasia e Antonio Acanfora, ma altri elementi potrebbero rientrare in
gioco anche dall’area extra consiliare. Qualcuno parla addirittura dell’ex
assessore Angela Zegarelli, componente fondamentale per le vittorie elettorali
di Nardi. La corsa al potere è cominciata. Troppi i terremoti che stanno minando
le fondamenta del Pdl. Troppi gli interrogativi a cui il sindaco non riesce a
dare una risposta. Tanto che presto intorno a lui potrebbe crearsi il vuoto. È
tutt’altro che esclusa l’ipotesi che anche altri consiglieri decidano di seguire
l’esempio dei fedelissimi di Nardi. Gli scontenti in maggioranza non mancano,
soprattutto dopo il profilo basso tenuto dal primo cittadino con il leader
provinciale Claudio Fazzone all’in – domani della nomina del direttivo comunale.
Significativo che i malumori abbiano preso piede proprio tra gli ex An, che
Nardi si era affrettato a difendere chiedendo a Fazzone maggior equilibrio. Ma
quel riequilibrio non c’è stato, né ha avuto effetto la lettera firmata dalla
maggioranza e inviata al coordinatore regionale Piso. Di qui allora la decisione
di Zicchieri e colleghi di affrettarsi a prendere contatti con il coordinatore
regionale di Fli Antonio Buonfiglio per valutare l’ipotesi di far nascere al più
presto un gruppo comunale del movimento di Fini che faccia da antagonista a
quello del Pdl. Ora nemmeno il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il suo «Campo
Plus Ultra» riusciranno a tenere fermo il giovane assessore e i suoi. Nella
Capitale il capi corrente ex An sono pressoché rimasti tutti fedeli al Pdl. E
nel Pdl provinciale, inutile negarlo, ancora comanda Claudio Fazzone. L’unica
alternativa per non sottostare alle decisioni del leader provinciale è costruire
un soggetto politico in aperto contrasto con il suo mai dissumulato verticismo.
Ragionamento che starebbero facendo anche altri esponenti della maggioranza.
Liste civiche sarebbero in via di definizione tra gruppi di consiglieri e
assessori. Si dice in giro che il capogruppo del Pdl Sandro Monti sarebbe pronto
a formarne una insieme all’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci (altro
uomo forte di Nardi) e a quello ai Beni culturali Luciano Pecchia. E anche
l’assessore Gianni D’Amico avrebbe i suoi due o tre consiglieri con cui
organizzare le proprie elezioni. In tutto questo il sindaco Nardi resta a
guardare. Strategia o indifferenza? Le sue ultime uscite hanno chiarito bene che
lui, fuori dal Pdl, non vuole stare. E sono in tanti a pensare che con il
direttivo guidato da Gianluca Corradini i rapporti sarebbero più che buoni.
Resta da capire se in questo terremoto politico è Nardi che sta lasciando la sua
maggioranza o è quest’ultima che ha deciso di poter fare a meno di lui.
Diego Roma


È stata inaugurata, ieri pomeriggio, la nuova sede del centro diurno per disabili.
Il servizio riaprirà dopo 15 mesi.
Erano presenti l’assessore ai Servizi sociali
Francesco Zicchieri ed il Presidente dell’Azienda speciale «Terracina».
L’iniziativa del centro diurno intercomunale di Monte San Biagio, bella sulla
carta, era naufragata in conseguenza delle insostenibili spese di trasporto,
passate dalla fase sperimentale di 8 mila euro a 74 mila euro. A luglio dello
scorso anno era intervenuta, poi, anche la sospensione del servizio da parte del
Consorzio Parsifal, che lamentava di non ricevere dal Comune quanto pattuito.
L’amministrazione comunale ha deciso allora di gestire in forma diretta anche
quest’altro servizio, come ha recentemente fatto con gli asili nido,
l’assistenza domiciliare e l’accoglienza ai cittadini immigrati. Il tempo di
riorganizzarsi e, adesso, è venuto il momento della riapertura. Saranno
all’incirca 15 gli utenti adulti, che usufruiranno del servizio. Per tutti loro
il centro sarà un’ottima occasione di incontro e di socializzazione. Percorsi
singoli permetteranno ad ognuno di acquisire un certo grado di autonomia.
Ercole Bersani


Di esempi sulla «elasticità» con la quale gli uffici comunali rilasciano
autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico ce ne sono a go go.
Il
gabbiotto artistico di piazza Mazzini, per esempio. I mercatini mascherati da
esposizione, un altro esempio. Un gazebo spuntato ieri mattina in piazza
Garibaldi per pubblicizzare una profumeria, un altro ancora. Soltanto che
stavolta una commerciante non c’è stata a subire quella che per lei sarebbe
stata concorrenza sleale e ha chiamato i vigili urbani. Si tratta della
proprietaria della profumeria di piazza Garibaldi che ieri mattina si è
ritrovata di fronte il negozio un gazebo che pubblicizzava un’attività
commerciale identica alla sua. Le è sembrato davvero una cosa esagerata e ha
chiamato la polizia municipale che hanno avviato gli accertamenti sulle
autorizzazioni rilasciate al gazebo. E sembra che ci fossero tutte. «Perlomeno i
vigili hanno fatto spostare il gazebo che così si è allontanato dal mio
negozio», dice Patrizia della profumeria,
Ri.Re.


Resta chiusa nel monta lettighe del pronto soccorso del «Fiorini» e a liberarla
devono pensarci giardinieri, impiegati e addetti alle pulizie.
Ancora una volta
nell’ospedale di terracina gli ascensori ed elevatori in genere hanno avuto
qualche problemino. L’episodio è accaduto nella tarda mattinata di giovedì.
«Prigioniera» suo malgrado è stata una signora addetta alle pulizie
dell’ospedale. E’ dovuto scattare l’ennesimo salvataggio «fatto in casa», anzi,
intra moenia, rimanendo in tema di strutture sanitarie. Non senza difficoltà i
«salvatori» sono riusciti a sbloccare il monta lettighe dotato di un diverso
sistema di sblocco della corsa manuale d’emergenza. Non si tratta di episodi
troppo rari nell’ospedale di terracina. Tempo fa la stessa cosa era capitata a
due infermieri che stavano trasportando un defunto nella camera mortuaria al
piano terra dell’edificio. Spesso gli ascensori si fermano durante il percorso,
lasciando bloccate dentro le persone. Il problema è che non si capisce bene
quale delle ditte appaltatrici debba intervenire sulle urgenze. A una delle
tante note inviate dagli uffici addetti, una delle ditte subappaltatrici del
servizio avrebbe risposto di non essere disponibile per intervenire d’urgenza
quando si verificano simili intoppi. Spesso è stato anche impossibile contattare
lo stesso call center della ditta per richieste anche «solo» urgenti, come,
lupus in fabula, la riattivazione del monta lettighe che collega il pronto
soccorso ai vari reparti dell’ospedale, e viceversa. Pare che l’intervento in
questi casi possa avvenire addirittura ore dopo dalla richiesta da parte del
personale del «Fiorini». In alcune situazioni a intervenire sono state le stesse
persone che lavorano nell’ospedale, proprio come è accaduto giovedì scorso.
Rita Recchia



Calcio: Terracina, ci vuole il primo squillo esterno
Dare un segnale importante al campionato. Questo l’obiettivo principale che il
Terracina deve perseguire nel match odierno che giocherà, in totale assenza di
pubblico per l’inadeguatezza della struttura, sul campo del Real Torbellamonaca.
I romani, infatti, occupano il penultimo posto della classifica con soli 3 punti
(ottenuti alla seconda giornata contro la Vis Artena), il che vuol dire che
hanno perso sette volte in otto gare giocate (senza considerare che domenica
scorsa è costato caro il turbolento dopo gara del match contro il Marino in tema
di squalifiche a giocatori e dirigenti). Diciamo che uno dei due posti che
porteranno in promozione dovrebbe essere assegnato. In- D somma, dopo la
vittoria tutto sommato comoda contro la Roma VIII, il Terracina ha l’ottima
possibilità di fare bis, ottenere la prima vittoria esterna della stagione e,
soprattutto, far capire alle avversarie che in ottica promozione bisogna tenere
presenti anche loro. Soprattutto perchè domenica prossima, al Mario Colavolpe,
arriverà la capolista (che rimarrà tale al di là del risultato del match odierno
contro la Roma VIII ultima della classe) Lupa Frascati. Facile, quindi,
aspettarsi un atteggiamento spregiudicato da parte del tecnico tirrenico
Pernarella che, avendo tutti i propri giocatori a disposizione, potrebbe optare
per il 4-2-3-1, mo gli permette di schierare contemporaneamente tutti i suoi
assi. Facile prevedere, quindi, che Fusco verrà schierato a difesa dei pali.
Linea difensiva solita, con i quattro, schierati da destra: Angona, Balestrieri,
Di Franco e uno tra La Cava e Tricinelli a sinistra. I due mediani davanti alla
difesa saranno Romero e D’Amico col trio Rosi-Sansò-Medoro alle spalle
dell’unico attaccante, il giovane Reppucci.
L. O.



L’Udc verso il partito della nazione, una nuova sfida in vista delle prossime
amministrative ».
Per Gianfranco Azzola, neo coordinatore cittadino del partito
di Casini, «la prossima tornata elettorale rappresenta un’occasione
irrinunciabile per voltare pagina e per ridare slancio all’azione amministrativa
». «Il partito dell’Udc -si legge in una nota a sua firma- considerando
fondamentale il riaffermarsi dei valori di matrice cristiana, quali la
solidarietà, la giustizia sociale e la legalità che da sempre hanno ispirato le
proposte e le decisioni dei nostri rappresentanti, si appresta a farsi trovare
preparato per questo nuovo importante impegno e si incammina verso un processo
che vedrà il realizzarsi un nuovo percorso, una nuova iniziativa politica
denominata Partito della Nazione». «Questo passaggio -continua la nota- si
presenta come una nuova speranza politica per tutti coloro che attualmente si
sentono delusi e disgustati da questa attuale politica che di tutto si occupa
meno che del bene comune. Crediamo che l’UDC abbia una grande opportunità per
svolgere un ruolo determinante nel processo di rinnovamento dello scenario
politico, avviando un cambiamento che parta dal basso». Azzola, infatti,
garantisce che «l’Udc in questi mesi si è riorganizzato ed ha iniziato una
campagna di rinnovamento e di apertura». Giovedì 4 novembre alle ore 19,30 si
inaugurerà la nuova sezione del partito di Terracina in via fosse ardeatine al
civico 33, alla presenza di Michele Forte, Aldo Forte , di Gerardo Stefanelli e
dello stesso Azzola.
Andrea Di Lello


Maurizio Pompeo, 33 anni di Terracina, sub esperto, stava facendo immersioni in
una località di mare vicino Salerno quando ha accusato un malore.
Gli amici che
erano con lui, accortisi dell’emergenza hanno subito lanciato l’allarme e i
soccorsi, da parte del 118 locale, sono stati immediati. I medici hanno cercato
di rianimare il giovane ma purtroppo non c’è stato
nulla da fare.



Una conferenza dei servizi sull’inquinamento del mare di Terracina. Loreto
Maragoni, assessore all’Ambiente, annuncia di avere convocato per il prossimo 30
novembre i soggetti coinvolti a vario titolo nel fenomeno che da sempre affligge
la costa locale. Si tratta di una iniziativa in qualche modo storica, perché non
è mai accaduto che attorno allo stesso tavolo fossero chiamati tutti gli
interessati, per affrontare quello che lo stesso assessore chiama «il problema
dei problemi», Sono stati infatti convocati i sindaci di Sonnino, Priverno,
Sezze, Roccasecca dei Volsci, Prossedi, Sabaudia, San Felice Circeo, Pontinia,
Amaseno e Maenza; gli uffici competenti della Provincia di Frosinone e Latina;
l’Arpa Lazio, Ato 4 e 5, Latina e Frosinone, Acqualatina s.p.a., l’Ardis,
Agenzia per la difesa del suolo, il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, il
consorzio industriale e la Capitaneria di Porto. «Quel che arriva nel mare di
Terracina parte da lontano -spiega Maragoni-. Dagli studi, il maggiore carico
inquinante è costituito da agenti patogeni e si riscontra alla foce; di qui
l’esigenza di eliminare o almeno ridurre il carico inquinante che poi si riversa
a mare. E visto che le misure da adottare, cioè monitoraggio del territorio con
censimento degli scarichi, verifica del funzionamento dei depuratori, censimento
delle aziende che in maniera continuativa e stagionale riversano i liquami,
riguardano tutti gli Enti è imprescindibile la collaborazione e l’impegno di
tutti. A tutela dell’ambiente, e del Mare». La conferenza potrebbe rivelarsi
soltanto una passerella? L’assessore avverte:« Non mi alzerò da quel tavolo
senza avere delle certezze. E qualora le risposte non arrivassero, sono pronto
ad interessare gli organi competenti ». «Certo -riconosce l’assessore- il tempo
a disposizione è poco, rispetto a quanto poco e male è stato fatto in passato.
Ma è bene che da qualche parte s’inizi». E per dimostrare la sua operatività,
Maragoni elenca i provvedimenti adottati da quando è in carica:« Il bike-
sharing, un progetto per una mobilità sostenibile, la cui adesione al Bando di
gara del Ministero dell’Ambiente è stato deliberato dalla giunta il 7 ottobre:
cinquanta possibilità, quante le bici elettricamente assistite, per vivere e
muoversi diversamente la città. Il passaggio al Fotovoltaico per la fornitura di
energia a costo zero per gli edifici di proprietà del Comune, le scuole o ad
esempio il palazzetto dello Sport».
Andrea Di Lello

Comments Nessun commento »

terracina-cosi-il-nemico-e-stato-ricaccianto-1944_bis

Un articolo di giornale del 1944.

Si parla di incursori  Americani asserragliati nel museo di

Terracina (attuale Filosi) e di cruente battaglie nella zona di Fondi.

Si narra della ovvensiva tedesca con decine di panzer sbucati dal nulla nella piana di Fondi

e anche della triste descrizione del Lago di Fondi pieno di decine di cadaveri.

Buona Domenica,

Il WeBMaSTer DeL TerraCinaBloG.com

Comments Nessun commento »

terracina-francobolli-stato-pontificio-800_bis

La lunga vita delle vedove di Terracina
Gli ultimi dati dell’anagrafe parlano di un numero di vedove che è il quintuplo
dei vedovi. Dei 3.345 coniugi ai quali è venuto a mancare il partner 542 sono
maschi e 2.803 femmine. Numeri da primato. Da una quarantina d’anni a questa
parte le donne sono state sempre più longeve. Il fumo ed il lavoro le ha
emancipate fino a uniformarsi al modello di comportamento dell’uomo. Anche in
questo modo, le donne vivono ordinariamente 7-8 anni in più degli uomini.
Localmente, però, sono ancora più inossidabili, se è vero come è vero che ad
ogni vedovo corrispondono quasi 6 vedove. Tempi brutti per i maschi di casa
nostra.

blogger [20]

Forti inadempienze contrattuali» della Terracina Ambiente, « gravi
responsabilità dell’amministrazione Nardi».
Per il gruppo consiliare del Partito
Democratico, non possono che essere queste le ragioni dello «sbando» in cui si
trova la raccolta dei rifiuti. Se la maggioranza, nell’ultimo consiglio
comunale, ha respinto l’ordine del giorno dei democratici per lo scioglimento
della società mista, il partito di Bersani in una nota insiste sulla questione e
rivendica di avere fatto tutto il possibile per fare chiarezza nella gestione
del servizio di igiene urbana. Dopo avere ricostruito la storia dell’appalto
vinto dall’Aspica, degli aumenti del canone e della Tarsu, nella nota si osserva
che, «viste le inadempienze contrattuali, l’amministrazione comunale era tenuta
a sanzionare la società e ai sensi della convenzione firmata con la Terracina
Ambiente spa, bisognava addivenire alla rescissione del contratto». «Cosa non
fatta -continuano i democratici-, anche in considerazione del chiarimento che
l’Amministrazione comunale non è mai stata in condizioni di fare circa
l’affidamento dell’appalto sottostimato e della perdita continua dell’esercizio
in tutti gli anni della Terracina ambiente. Considerando che il comune di
Terracina, tra l’altro, è anche socio di maggioranza, ci sono e c’erano tutti i
presupposti per la risoluzione del contratto». Riferendosi alla discussione
della sua mozione nella seduta consiliare dello scorso lunedì, il Pd accusa il
sindaco di «avere inveito, come suo costume, contro i consiglieri democratici,
non dando comunque alcuna risposta ai problemi posti a proposito della
rescissione del contratto con la Terracina Ambiente». «L’ordine del giorno messo
a votazione- -si legge ancora nella nota – è stato respinto con 16 voti a favore
incluso quello del sindaco, rispetto ai 19 di cui dispone la maggioranza, con
tre astensioni di cui quella del capogruppo del PdL». Secondo i democratici, si
tratta di «un atto di estrema gravità, di cui l’Amministrazione comunale e i
consiglieri della maggioranza potranno essere chiamati a rispondere». «In ogni
caso – termina la nota- il gruppo consiliare del Pd ha svolto il proprio dovere
con la presentazione di mozioni, interrogazioni, ordini del giorno e un esposto
alla Procura della Repubblica con cui si chiede, tra l’altro, di accertare se
fin dall’avvio della procedura di aggiudicazione, siano rilevabili profili di
responsabilità penale a carico dei soggetti a vario titolo coinvolti».
Andrea Di Lello

blogger [18]

«Schiavi del mercatino da 27 anni»
Agli ambulanti che continuano a contrastare il trasferimento del mercato
settimanale deciso dal Comune rispondono decisi i residenti di viale Europa, i
quali, da ventisette anni prigionieri delle bancarelle, chiedono formalmente al
sindaco Nardi di emanare un’ordinanza apposita. «Trattandosi di un trasferimento
per motivi di ordine pubblico e sicurezza – hanno spiegato i residenti -, il
primo cittadino dovrebbe ordinare lo svolgimento in altro sito che risulti
quanto meno più sicuro ed idoneo, come nel caso di via Prebende, perché non
impedisce l’accesso ai mezzi di soccorso, perché presenta parcheggi dedicati
agli ambulanti di dimensioni ben più superiori, perché la sosta dei mezzi
ambulanti non danneggia i marciapiedi, perché la delimitazione perimetrale evita
che fuoriesca quanto lasciato a terra dopo le ore di mercato, perché è
rispettato il codice della strada non occupando strade pubbliche, perché gli
esercenti alimentari possono usufruire di scarichi fognari messi a norma ed
approvvigionamenti idrici, ecc. È doveroso che il primo cittadino emetta con
urgenza l’ordinanza di spostamento sempre nell’ambito della provvisorietà, per
maggiori condizioni di sicurezza dell’area individuata».
E. B.

blogger [16]


E’ stata prorogata fino al 31 dicembre dell’anno prossimo la cassa integrazione
per gli ormai ex operatori della cooperativa sociale «Insieme» di terracina.
Per
un altro anno potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali. Si conferma,
quindi, l’importante risultato che era stato raggiunto già l’anno scorso per
quei dipendenti della cooperativa rimasti senza stipendio dopo l’interruzione
del servizio di assistenza domiciliare. A loro si erano aggiunti anche il
personale degli uffici, per un totale di poco meno cinquanta persone. Ancora una
volta è stata preziosa la collaborazione con la Lega delle Cooperative Sociali
presieduta da Stefano Venditti. L’anno scorso la cassa integrazione era potuta
partire sulla base della legge del maggio precedente che dava la possibilità di
elargire un contributo economico ai dipendenti delle cooperative sociali in
crisi. Per la vittoria era stata determinante la regolarità contrattuale del
personale. «Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti- aveva dichiarato l’anno
scorso Stefano Venditti- Di 60 nominativi, 47 sono andati a buon fine, Ma non
possiamo dire che questo non sia un importante risultato su scala regionale».
Rita Recchia

34000 [7]

Raccolta rifiuti «targata» Campania. Alcuni mezzi in uso alla Terracina Ambiente
per il servizio di nettezza urbana sono appartenuti fino a qualche anno ad una
società del casertano, ma non una qualunque. Si tratta infatti della
«Ecocampania srl» di proprietà dell’ex consigliere regionale dell’Udeur,
Nicola Ferraro, arrestato l’estate scorsa per collusioni con la camorra.
Ferrari, infatti, nella doppia veste di imprenditore e politico avrebbe
favorito gli interessi nel campo dei rifiuti degli clan egemoni nel territorio.
Ma i guai con la legge per Ferraro erano arrivati anche prima per fatti, diciamo
così, più ameni: l’ex consigliere regionale infatti è rimasto invischiato anche
nella vicenda che portò all’arresto della Sandra Leonardi, moglie di Clemente
Mastella e all’epoca dei fatti presidente del Consiglio regionale della
Campania. Un curriculum, insomma, ben nutrito quello di Ferraro che le sue
fortune e sfortune le deve soprattutto ai rifiuti. La «Ecocampania srl», dopo
aver macinato appalti per anni pur in assenza di un certificato antimafia, è
fallita nel 2008. E con tutta probabilità dopo queste ultimi vicissitudini che i
mezzi della «Ecocampania» sono finiti in uso alla Terracina Ambiente. La
provenienza dei camion della spazzatura si può ancora intravedere, quando non
coperta dagli adesivi con il logo della mista locale, sugli stessi mezzi. Un
dettaglio che non deve essere sfuggito al sostituto procuratore Giuseppe
Miliano, titolare dell’inchiesta sulla gestione della raccolta rifiuti a
Terracin . Proprio il magistrato infatti, nel corso di un’audizione
della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti,
ha riferito, in relazione alle indagini sulla Terracina Ambiente, che da
«utilissimi accertamenti sembra che ancora una volta si faccia ricorso
allo strumento del nolo a freddo, a favore di società della Campania». Toccherà
fare chiarezza sulla natura di questi rapporti commerciali.
Pierfederico Pernarella

34000 [6]

Continua l’interessante progetto «La stagione della legalità » presso la
biblioteca comunale di Terracina, in collaborazione con il Terracina Social
Forum.
Per oggi alle 18e30 è in programma la presentazione del libro di Adriano
Di Stazio «Il treno della fortuna» (Book Sprint editore). Il libro narra le
ingarbugliate vicende sentimentali di un marinaio, con una trama molto
avvincente. Adriano Di Stazio, residente a Terracina, dopo aver lavorato 20 anni
nella centrale nucleare di Latina, ha lavorato come agente di commercio per
aziende spagnole con lunghi soggiorni in Venezuela, Stati Uniti ed altri Paesi,
assimilando esperienze che gli hanno consentito di scrivere diversi romanzi. Il
prossimo 6 novembre alle ore 18 sarà il turno del libro di Andrea Palladino
«Bandiera nera. Le navi dei veleni».

34000 [5]

Per tutta la giornata di ieri un black-out alla centrale operativa del 118 ha
creato non pochi disagi al pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini » di
Terracina.
Il centralino che raccoglie le telefonate d’e me rg enza, infatti, è
stato fuori uso da ieri mattina fino alla prima serata per problemi ancora da
chiarire. Di conseguenza gli utenti che avevano bisogno di un’ambu – lanza hanno
tentato invano di contattare il 118 e, dopo vari tentativi caduti nel vuoto,
hanno dovuto dirottare le proprie chiamate ai carabinieri. I militari dell’Ar -
ma poi, attraverso i numeri interni degli ospedali, sono riusciti a far scattare
la macchina dei soccorsi ma i ritardi sono stati inevitabili. Per fortuna nella
giornata di ieri non si sono registrate emergenze gravi, ma i disagi sono stati
comunque notevoli. Da quando gli utenti tentavano di mettersi in contatto con il
118 a quando la segnalazione giungeva effettivamente al pronto soccorso del
«Fiorini», infatti, passavano diversi minuti che, in caso di emergenze più
gravi, avrebbero potuto rappresentare un serio danno per l’utenza. Ma
fortunatamente i disagi dovuti al guasto improvviso alla centrale operativa non
hanno compromesso i soccorsi.
F. A.

34000 [4]

E’ stata «chiocciolata» anche quest’anno. L’enoteca «St. Patrick» a Terracina,
di Ivana e Massimo Masci, ha nuovamente ricevuto la prestigiosa chiocciolina
simbolo dello Slow Food. Per la quarta volta l’enoteca nel cuore del centro
storico alto della città ha guadagnato il massimo riconoscimento nell’edizione
2010 di «Osterie d’Italia- Sussidiario del mangiarbere all’italiana di Slow Food
Editore», una sorta di «bibbia» del mangiare e del bere bene a prezzi contenuti,
stilata ormai dal 1991. Il «St.Patrick», nel volume da sempre, con il passare
del tempo ha visto crescere il proprio apprezzamento per il corretto rapporto
qualità- prezzo senza rinunciare al gusto e all’ambiente piacevole e
confortante. Ormai il locale dei coniugi Masci ha raggiunto il top dei
riconoscimenti ottenendo la chiocciolina, la bottiglia e il formaggio,
praticamente la simbologia completa a cui aspira ogni osteria
compresa nella guida.
Ri.Re.

34000 [3]

I loro piani li tengono ben secretati e al riparo da indiscrezioni, ma dietro le
quinte la fuga in avanti è già una realtà.
Un folto gruppo di esponenti del
centrodestra starebbe per lasciarsi alle spalle il Pdl per cedere al richiamo di
Futuro e Libertà, il soggetto politico fondato su volontà del presidente
della Camera Gianfranco Fini. Dopo l’adesione a Fli di Fabio Caiazzo, annunciata
dai banchi della maggioranza in tempi non sospetti, ora
anche altri consiglieri avrebbero le valigie pronte per «traslocare » nella
nuova corrente. Nei giorni scorsi qualcosa si sarebbe mosso anche al di fuori
dei confini locali. Incontri ai piani alti e alla presenza dei vertici
nazionali, che avrebbero come obiettivo la preparazione al grande salto a
Terracina. Al momento non si fanno nomi, ma secondo indiscrezioni a passare a
Fli non sarebbero nomi del tutto trascurabili. Al suo interno, oltre a qualche
consigliere, ci sarebbero attuali ed ex assessori, una squadra trasversale
creata ad hoc per favorire la fuga da un Pdl che, complici le baraonde nazionali
che stanno investendo il Presidente Berlusconi, prospettano una parabola ormai
destinata al tramonto. Si aggiunga poi che nella realtà politica terracinese
sorgono impellenze ben più pratiche. L’incognita della maggioranza da queste
parti prende il nome di Claudio Fazzone. Il leader provinciale ha chiarito bene
quali sono le sue posizioni in merito alla compagine del sindaco Nardi.
Il messaggio è arrivato più diretto che mai con la nomina del direttivo comunale,
che ha lasciato fuori praticamente tutti i consiglieri di maggioranza. Di fronte
ad un futuro incerto che va dritto verso le elezioni amministrative, Fli appare
la carta giusta da giocare per dare battaglia allo strapotere fazzoniano. Una
strategia che Futuro e Libertà sta adottando anche in altri Comuni: scalzare i
«notabili» e ripristinare un movimento che parta dalla base. D’altronde il
gruppo di Fli non sarebbe l’unico a vagheggiare esperienze nuove in vista delle
elezioni amministrative. Si fa sempre più concreta l’ipotesi della nascita di
liste civiche capitanate da questo o quel consigliere o assessore, magari per
creare un’area di centrodestra in grado di competere con il Pdl. Si sta
guardando intorno il Partito repubblicano, che avrebbe ormai abbandonato l’idea
di entrare nel Pdl e che torna a fare l’ago della bilancia nei consensi. Le
rassicurazioni del sindaco Stefano Nardi forse non convincono più. Il timore è
che il primo cittadino, alla fine della sua avventura politica, possa tenere il
piede in due staffe: da un lato il Pdl di Gianluca Corradini, dall’altro la
strategia di contenimento all’interno della maggioranza. Intorno a lui il Pdl si
va sgretolando. E Fli sembra già pronto ad accogliere dubbiosi
e scontenti.
Diego Roma

34000 [2]

Calcio: [...] Il calendario, intanto, continua a sorridere al Terracina che dopo avere battuto
il fanalino di coda Roma VIII, domani mattina (ore 11) sarà ospite del Real
Torbellamonaca (a porte chiuse), penultimo in classifica. «Un squadra rognosa -
è il parere del tecnico Mauro Pernarella – possiede buone individualità ma
soprattutto fa della corsa e dell’entusiasmo le armi migliori. Se non avremo
l’atteggiamento giusto, ci metterà in difficoltà». Il tecnico recupera
Tricinelli, Balestrieri e Romero, al rientro da un turno di squalifica, insieme
a Medoro, ma deve rinunciare all’attaccante argentino Cioffi mentre dovrebbe
essere a disposizione Serapiglia nonostante abbia subito un colpo alla caviglia
sinistra. «E’ il momento di fare il salto di qualità – avverte il diesse Carlo
Magliozzi – la pressione che arriva dall’esterno deve essere un ulteriore
stimolo». (Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)

34000 [1]

Comments Nessun commento »

stampa-per-terracina_a

Una mostra itinerante. Con la nostra storia. Ecco come dare voce alla cultura
Progetto ambizioso quello presentato stamattina al Museo Cambellotti
dall’architetto Luca Falzarano, classe 1970. Dopo anni di lavoro certosino e una
pignola, accuratissima raccolta di stampe, realizzata anche grazie alla preziosa
collaborazione del collezionista di immagini storiche Luigi Sarallo, sta per
iniziare l’itinerante “14 mostre per 14 Comuni”. 14 sono infatti i Comuni
coinvolti sia territorialmente che istituzionalmente: da Velletri a Rocca
Massima, Cori, Norma, Bassiano, Sermoneta, Sezze Romano, Roccagorga, Maenza,
Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Priverno, Sonnino e Terracina sono infatti le
località di attraversamento dell’antica linea ferroviaria “Pedemontana”. Il
percorso storico è solo la giustificazione “ante litteram” per divulgare le
immagini antiche di un a società che oggi non c’è più ma che segna in modo
indelebile la nostra storia. Falzarano, nel filantropico intento di dare voce a
una cultura che mai prima di ora è stata descritta in modo così
particolareggiato, ha modo di illustrare come i mezzi tecnici e tecnologici di
oggi possano essere messi a frutto di una memoria storica che deve restare
vicina al territorio e ai suoi abitanti. Il patrimonio storico-culturale
raccolto intorno ai 14 comuni della Pedemontana non può e non deve restare
esclusivo appannaggio di pochi, sotto la polvere degli archivi , privati o
pubblici che siano, ma deve raggiungere e sensibilizzare le masse, deve
costruirsi intorno una rete turistica di cui possiamo ancora oggi solo
intravedere le potenzialità. La bellezza architettonica e paesaggistica dei
Comuni coinvolti può generare realmente una solida economia sotto l’egida del
turismo culturale, ed è per questo che oltre ai Comuni dell a Pedemontana, il
progetto integrato di Falzarano coinvolge anche: Le 5 città di fondazione
(Littoria, Pontinia, Sabaudia, Aprilia, Pomezia), i paesi montani, le terre del
Golfo e delle isole, i paesi dei Monti Aurunci e i borghi rurali di fondazione.
Il primo appuntamento, in attesa di queste prossime mostre, è dal 30 ottobre a
Velletri (unico comune fuori dalla provincia di Latina) per poi continuare
questa bellissima rassegna scendendo verso sud fino a Terracina, dove si
chiuderà il 26 febbraio.

dellaporta2 [36]

La sezione di Latina dell’Associazione Medici Cattolici Italiani sarà intitolata
al compianto Alfredo Fiorini, fratello comboniano rimasto ucciso in un agguato
in Mozambico, dove operava.
L’intitolazione avverrà domani nel corso di un
convegno organizzato dall’Amci sulla formazione del personale sanitario dal
titolo «Più cuore in quelle mani». A comunicare la notizia ad Assunta e Armando
Faiola, dell’associazione «Amici di Alfredo», è stato Alfredo Caradonna,
presidente Amci di Latina. A stilare un breve profilo dell’alta figura
missionaria di fratello Alfredo sarà il dottor Fernando Petrone, presidente
fondatore dell’Amci che a Latina esiste dal 1985. Ovviamente l’intera
cittadinanza di terracina parteciperà con il cuore all’intitolazione della sede
al caro Alfredo Fiorini.

dellaporta2 [6]


Dalla scorsa estate aveva messo su un servizio di voli turistici, portando a
spasso la gente nel cielo di Terracina con una virata immancabile e suggestiva
verso Ponza.
La pista da decollo per il suo elicottero era il terreno della
madre, nella zona di San Silviano. A una distanza troppo piccola dalle altre
abitazioni, e senza tener conto di qualsiasi disposizione in materia di
sicurezza e di edilizia. La sua attività non è certo passata inosservata ai
vicini di casa, che se avessero voluto abitare a due passi da un aeroporto non
avrebbero scelto la periferia collinare di Terracina. Si sono, quindi, rivolti
alla polizia che ha sequestrato l’hangar nel quale è ricoverato l’elicottero
dopo aver accertato che era stato realizzato senza alcuna autorizzazione
edilizia. La madre del 40enne, proprietaria del terreno, è stata denunciata per
abusivismo edilizio. Forse il tizio, che non svolgerebbe nessun’altra attività,
avrebbe dovuto pensarci meglio prima di allestire questa sorta di elisuperficie
a ridosso delle finestre e dei balconi dei vari confinanti. Ok, la zona di San
Silviano è discretamente occultata da una fitta vegetazione, ma un conto è
pensare di poter prendere la tintarella integrale tanto nessuno se ne accorge.
Un altro è decollare e atterrare tutti i giorni, o quasi, nella pilotina di un
elicottero, con passeggeri a seguito, e non immaginare che forse qualcuno dei
vicini di casa potrebbe infastidirsi. Infatti i confinanti hanno cominciato a
chiedersi se un’attività simile, certamente non comune, avesse tutte le
autorizzazioni a posto, considerando le condizioni alquanto «fai da te» in cui
veniva svolta. Dopo essersi rivolti agli agenti del vice-questore Rita Cascella,
sono stati effettuati rigorosi accertamenti con un accurato sopralluogo sulla
«pista». Risultato: per l’hangar sono immediatamente scattati i sigilli perché
sprovvisto delle autorizzazioni edilizie necessarie. Senza contare l’eccessiva
vicinanza con le altre abitazioni. L’indagine non si ferma qui. Gli inquirenti
del commissariato di via Petrarca stanno accertando se il 40enne «pilota» abbia
fatto un numero di voli oltre il quale c’era bisogno anche di apposite
autorizzazioni da parte dell’Enac e del nullaosta obbligatorio del questore
della Provincia, in base alle normative vigenti sulla sicurezza aerea dettate
dopo gli attentati alle Torri Gemelle di New York. Lui, infatti, ha potuto
mostrare soltanto il permesso dell’autorità provinciale di P.S., però concesso
per un altro sito. E non certo per il terreno a San Silviano. Intanto per la
mamma è scattata la denuncia a piede libero per abuso edilizio. Quanto
all’elicottero, è rimasto nel terreno sequestrato.
Rita Recchia

dellaporta2 [7]

E’ arrivata l’ennesima denuncia, nel comprensorio dei monti Lepini, per guida
sotto l’effetto di sostanze alcoliche. Un automobilista, infatti, è stato
denunciato a Sonnino per guida in stato di ebbrezza.
Il fatto è avvenuto il 27
ottobre scorso nel territorio della piccola cittadina lepina, intorno alle tre
del mattino. I carabinieri della locale Stazione, dunque, hanno identificato e
deferito in stato di libertà V. G. Si tratta di un trentasettenne di terracina
gravato peraltro da precedenti di polizia. Il reato contestato al 37enne, come
detto in apertura, è “guida in stato di ebbrezza”. L’uomo è stato sorpreso alla
guida della propria autovettura sotto l’effetto di sostanze alcoliche.

dellaporta2 [8]

Ovunque ci sia campagna e aziende agricole, lì ci sono anche stranieri. E
continuano a non mancare quegli irregolari. L’ultima operazione contro il
fenomeno dell’immigrazione clandestina, disposta dal comando provinciale dei
carabinieri di Latina, ha prodotto gli ennesimi numeri. Com’era inevitabile, se
si pensa che dall’inizio dell’anno ad oggi sul territorio di competenza della
Compagnia di Latina sono stati sottoposti a controllo 600 immigrati, effettuati
40 arresti di clandestini e 20 denunce. Trecento controlli, 26 arresti e 68
persone denunciate a piede libero è invece il bilancio del 2010 della Compagnia
di terracina, sul proprio territorio di competenza. Ma veniamo agli ultimi
numeri. A Sabaudia, in località Bella Farnia, i militari della locale stazione,
coordinati dal capitano Francesco Sessa comandante della Compagnia di Latina,
hanno identificato e arrestato cinque cittadini extracomunitari di nazionalità
indiana che si trovavano in Italia senza fissa dimora e, soprattutto, che vi
erano rimasti nonostante un decreto di espulsione già emesso contro di loro. Nel
corso della stessa operazione ad hoc, sono stati controllati altri cinque
cittadini indiani sorpresi senza permesso di soggiorno: per loro sono state
avviate le procedure di espulsione dal territorio nazionale. I dieci stranieri
complessivamente fermati sono stati anche denunciati in stato di libertà per
ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, nonché per la mancanza
di documenti di riconoscimento. Un servizio simile ha riguardato anche il
territorio comunale di terracina, dove con i carabinieri della locale compagnia,
diretta dal capitano Alessandro Atti Giordano, hanno operato anche quelli
dell’aliquota del 6° battaglione carabinieri «Toscana». Sono stati arrestati
otto stranieri tra indiani e bengalesi, anche loro non ottemperanti al decreto
di espulsione. Per altri sei di loro sono scattate le procedure per
l’allontanamento dal territorio dello Stato. Intimato lo sgombero di un
appartamento super affollato.
Ri.Re.

dellaporta2 [9]

Meglio affittare una sala comunale e farci dei soldi o darla in uso ad una
scuola per attività didattiche? Franco Ferrari, assessore ai Lavori Pubblici, ha
trovato la soluzione: la scuola si prende la sala e la Provincia paga l’affitto.

Peccato che di regola l’ente di via Costa non paghi nulla quando un Comune mette
a disposizione dei locali per un istituto superiore. La scuola in questione,
infatti, è il professionale «Alessandro Filosi», che non solo sta cercando aule
per i suoi studenti, ma cerca anche di rimediare ad una carenza storica, quella
della palestra. Così, nei giorni scorsi, Ferrari, e l’assessore provinciale alla
Pubblica Istruzione, Giuseppe Schiboni, hanno effettuato un sopralluogo nella
sala comunale Appio Monti, situata in via Roma, ad una ventina di metri dalla
sede centrale dell’istituto. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione Nardi
stava accingendosi ad affittare la sala a dei privati, prima che la dirigente
del «Filosi » arrivasse a scombinare il progetto con la richiesta del locale.
Vale la pena ricordare che alcuni anni fa l’amministrazione Nardi provocò una
forte polemica con la decisione di dimezzare lo spazio della sala di Villa
Tomassini per fare posto agli uffici comunali, quando già le altre sale
pubbliche, la Valadier e la Monti, erano adibite ad usi diversi da quelli
propri. Adesso, lo spazio di Villa Tomassini è stato restituito interamente alla
sua originaria funzione e questo ha forse convinto Ferrari che dalla Monti ci si
potesse ricavare qualche soldo. Ma che rispondere al «Filosi»? L’assessore,
stando a quel che si riesce a sapere, ha detto che, sì, la sala potrebbe essere
utilizzata come palestra della scuola, ma la Provincia dovrebbe risanarla e poi
pagare un canone, magari decurtato delle spese sostenute da via Costa per i
lavori. Insomma, se non si può affittare al privato, affittiamola alla
Provincia. Ma Schiboni pare che abbia obiettato che il suo ente di norma non
versa alcun canone per situazioni simili e che, se iniziasse a farlo ora,
creerebbe un precedente rischioso per le casse provinciali. Chiaro il messaggio
di Schiboni: caro Ferrari, se vi servono soldi, cercateli altrove. Ora, si
aspettano gli sviluppi. C’è da dire che quando si tratta del ‘Filosi’ gli
amministratori tirano sempre fuori il meglio di sé. La Provincia, per esempio,
proprio tramite Schiboni, ha proposto in passato al Comune di cedere al privato
che realizzerà la nuova sede del Professionale (si tratta di un progetto in
project financing) la proprietà dei tre palazzi storici nei quali è attualmente
dislocato l’istituto; a sua volta, il privato avrebbe ceduto al Comune
l’edificio scolastico. In questo modo, l’assessore alla Pubblica Istruzione
cercava di liberare la sua amministrazione dall’onere di pagare un affitto
trentennale per la sistemazione definitiva della scuola. Il Comune,
naturalmente, ha rifiutato. Non va però taciuto che l’anno scorso la Provincia
ha restaurato il campetto sul retro della Chiesa del Santissimo Salvatore per
consentire agli studenti del ‘Filosi’ di svolgere attività fisica.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [10]

Il prossimo 5 novembre, presso il Tribunale immobiliare di Terracina, verrà
messa in vendita la cinquecentesca Torre del Pesce, che faceva parte del sistema
difensivo creato dallo Stato Pontificio in funzione anti-pirateria.
Sono stati i
debiti dell’attuale proprietario, discendente da una storica famiglia di
possidenti, a spingere i creditori ad avviare una procedura di esecuzione
immobiliare, al termine della quale un bene di grande valore storico (peraltro
in un buon stato di conservazione) passerà in mano ad un altro privato.
Un’eventualità che potrebbe essere scongiurata, se lo Stato intervenisse a
riappropriarsi di un vero e proprio cimelio. Scrive l’archeologa Maria Rosaria
Coppola:”Le incursioni saracene che si susseguirono sulle coste laziali a
partire dal IX secolo imposero la necessità di difendere i territori che
costituivano il Patrimonio di S. Pietro. Si forma proprio in questo periodo un
sistema di difesa delle coste costituito da torri di avvistamento, poste a
controllo di un tratto di mare e di un territorio più o meno vastià Nel primo
quarto del 1600 le incursioni dei pirati turchi minacciavano la costa italiana e
quella dello Stato Pontificio. Già dal secolo scorso gli interessi dell’Islam si
erano concentrati sui nostri mari, costringendo la cristianità ad una strenua
politica difensiva”. Si inserisce in un tale contesto l’intervento dei
Pontefici, che furono costretti a creare una nuova e più efficiente rete di
fortificazioni con funzioni di avvistamento e di offesa (i territori del papa-re
erano resi pericolosi anche dai briganti). Se ne contano una decina nel tratto
costiero tra il Circeo e Terracina. Tra di esse, superba nel suo rigoroso
impianto militare affacciato sul lago di Fondi, la Torre del Pesce, edificata
nel 1589 e passata, nel 1860, allo Stato Italiano. Da questo momento cambia
totalmente destinazione d’uso e finisce nelle mani del commendator Carlo Di
Stefano, proprietario dei terreni circostanti, il quale con testamento olografo
lo passa ai nipoti Mario e Fabrizio. Nel 1980 quest’ultimo la cede al fratello.
Finisce che la proprietà, sulla quale andrebbe verificata la titolarità, è
assoggettata a pignoramento per debiti. L’autorizzazione alla vendita verrà
discussa nell’udienza del 5 novembre prossimo davanti al giudice Catracchia. C’è
la possibilità di ìsalvare” un pezzo di storia di queste contrade, prima che,
per pochi spiccioli, possa finire nelle mani di un privato? C’è da credere che
ci sarà chi si ribellerà ad un tale ìesproprio” della memoria collettiva.
Ercole Bersani

dellaporta2 [11]

Dopo la Corte di Appello di Roma, dalla Cassazione è arrivato verdetto
definitivamente positivo per Gianni Micalusi, ristoratore di terracina noto a
Roma.
La Corte di Cassazione ha definito inammissibile il ricorso del
procuratore generale Otello Lupacchini, che aveva impugnato la precedente
sentenza emessa in Appello. Già il giudizio in secondo grado aveva stravolto
quanto stabilito dal Tribunale di Latina sulla confisca del patrimonio
riconducibile a Micalusi e la sorveglianza speciale per 3 anni. Lupacchini si
era rivolto in Cassazione che non gli ha ammesso il ricorso. Ora i beni
sequestrati anni fa al ristoratore dovranno essergli restituiti. La decisione
chiude una complicata vicenda giudiziaria iniziata quando il Tribunale di Latina
aveva emesso il decreto di confisca dell’intero patrimonio di Micalusi per un
valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Assistito dall’avvocato Maria
Antonietta Cestra (con Giuseppe Lauretti e Cesare Placanica), Micalusi ha
affrontato altri match giudiziari per vedersi restituito quanto, secondo lui,
gli era stato ingiustamente sottratto. Ora la decisione della Cassazione gli ha
dato la vittoria schiacciante. E’ probabile che il prossimo passo sarà la
richiesta di risarcimento dei danni subiti, economici e d’immagine.
Ri.Re.

blogger [24]

SUAP: Conferenza dei Servizi
Il giorno 30 Novembre 2010, alle ore 9,30, è convocata presso il Comune di
Terracina, nei locali di Palazzo Braschi in Piazza Tasso, apposita Conferenza
dei Servizi per le Determinazioni conclusive, da parte degli Enti e degli
Uffici interessati,in merito alle iniziative di seguito indicate:
1. Realizzazione struttura produttiva da destinarsi a caseificio con cambio di
destinazione d’uso del capannone agricolo esistente- loc. Via Pontina Km.98+700-
Ditta: SOC. LATINA LAT S.A.S.;
2. Realizzazione complesso edilizio da adibire a residenze turistico-alberghiere
con attività complementari- Loc. Via San felice Circeo Km. 8+700- Ditta: Signor
D’AMMIZIO MARCO ORAZIO.

Alla Conferenza può intervenire qualunque soggetto, portatore di interessi
pubblici e privati, individuali e collettivi nonché portatori di interessi
diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio
dalla realizzazione del progetto. Vedere allegato

blogger [22]

Prenderà il via Domenica 31 Ottobre il Campionato Invernale d’Altura del Golfo
2010/2011 organizzato dal Circeo Yacht Vela Club e dal Terracina Vela Club.

Sodalizio d’eccezione per i due Circoli Laziali che ormai da un anno collaborano
nell’organizzazione di regate e nel diffondere la cultura del mare sul litorale
pontino. Numerosi gli appuntamenti in calendario aperti a tutti gli appassionati
di nautica, seminari di meteorologia e di regolamento di regata, corsi di
navigazione e sopravvivenza in mare senza contare la possibilità per i più
giovani di prender parte alle regate a bordo delle barche messe a disposizione
dalle Scuole di Vela. Circa venti le imbarcazioni che da domenica 31 ottobre si
affronteranno in regate sulle boe e costiere suddivise in due raggruppamenti
regata e crociera, non mancheranno i vincitori delle scorse edizioni come
Bonaventura il First 34.7 dell’armatore Gino Anastasia e Joshua il Grand Soleil
34 dell’armatore Giuseppe Gubbini, che ancora una volta si daranno battaglia a
suon di virate nel meraviglioso tratto di mare compreso tra il Promontorio del
Circeo ed il Porto di Terracina.

blogger [21]

Comments Nessun commento »

terracina-dipinto-wenner-fores-1823_bis

Noli a freddo o a caldo, anzi bollenti. L’onda lunga della «rifiuti connection»
di Minturno s’infrange dritta dritta su Terracina dove da tempo lo stesso
magistrato, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, sta rivoltando come un
calzino la gestione dei rifiuti targata Terracina Ambiente. Gli esiti delle
indagini, delegate ai carabinieri della Compagnia di Terracina, non sono ancora
note ma gli arresti dei giorni scorsi, tra cui spicca quello del consigliere
regionale Romolo Del Balzo, hanno riportato alla ribalta la vicenda: vedi
Minturno e pensi Terracina. Tanti i punti in comune tra le due situazioni come
ad esempio, soltanto per citare la somiglianza più eclatante, il mancato avvio
della raccolta differenziata. Che a Terracina, tanto per essere chiari, è
partita soltanto dopo l’apertura dell’inchiesta della procura, raggiungendo
percentuali ridicole. Non solo. Un altro punto di contatto tra Terracina e
Minturno sarebbe da individuarsi nel ricorso che in entrambi i casi è stato
fatto al noleggio di mezzi di società campane, il cosiddetto nolo a freddo. È
quanto emerge dall’audizione del 30 giugno scorso della commissione parlamentare
d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nel corso della quale sono stati sentiti il
procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il sostituto Miliano. Dalle risposte dei
magistrati alle domande del presidente e degli altri componenti della
commissione ne esce fuori anche una breve ma significativa analisi del caso
Terracina, citato come speculare a quello di Minturno o oggetto di un’inc
hiesta. A parlare è proprio Miliano il quale spiega che a gestire il servizio di
raccolta dei rifiuti è una società mista a mag giora nza pubblica, con un
partner privato che fa parte della galassia della «Waste Management», la
multinazionale della nettezza urbana dell’imprenditore Collucci. E fin qui,
niente di nuovo. Ma a un certo punto il magistrato dice di più. Si sofferma su
una delle zone d’om – bra su cui gli investigatori si sono soffermati e spiega:
«Il problema che stiamo cercando di accertare è se il contratto sia stato
effettivamente stipulato con un soggetto in grado di effettuare il servizio;
oppure se, anche in questo caso, non vi sia uno schermo per far lavorare altre
società». Quali altre società? «Da utilissimi accertamenti – prosegue Miliano -
sembra che ancora una volta si faccia ricorso allo strumento del nolo a freddo,
a favore di società della Campania ». Dettaglio quest’ultimo che evidentemente
non sfugge al presidente della commissione, che chiede senza troppi giri di
parole: «Si tratta di società lecite o di gruppi che possono avere a che fare
con la camorra?». A questo punto il magistrato ricorda si tratta di procedimenti
ancora e su proposta del presidente della commissione acconsente e a far
segretare l’audizione. Puntini sospensivi che la dicono lunga sulla piega che ha
preso l’inchiesta sulla Terracina Ambiente.
Pierfederico Pernarella


Di certo c’è che i cittadini continueranno a pagare il servizio di nettezza
urbana, ma non si sa ancora se con una tassa o con una tariffa.

L’amministrazione comunale del sindaco Stefano Nardi, infatti, ha rinviato
all’inizio del prossimo anno la decisione sul passaggio da Tarsu (tassa sui
rifiuti solidi urbani) a Tia (tariffa d’igiene ambientale). La differenza per le
utenze domestiche non dovrebbe esserci, mentre forti rincari sono previsti per
attività commerciali e altre tipologie di utenze non domestiche. Il passaggio da
Tarsu a Tia nei mesi scorsi ha creato violenti dibattiti tra favorevoli e
contrari. In ballo, infatti, c’è la possibilità per l’azienda che gestisce la
raccolta e il trasporto dei rifiuti, la Terracina Ambiente, di incamerare
direttamente gli incassi provenienti dalla Tia. Essendo questa per definizione
una tariffa e non una tassa. La Tarsu, invece, viene incassata dal Comune. In
ballo resta un piano economico e finanziario approvato dall’amministrazione
comunale che parla di 9 milioni di euro circa di servizio, mentre quello
iniziale con la Terracina Ambiente sfiorava appena i 3 milioni solo pochi anni
fa. Sul passaggio da Tarsu a Tia, infine, si attende ancora una regolamentazione
nazionale in materia di nettezza urbana per regolare gli
aspetti della tariffa.



Scontro tra Comune e ambulanti
La variante urbanistica appena approvata dal consiglio comunale permetterà
finalmente il trasferimento del mercato settimanale da viale Europa a via
Prebende? L’amministrazione comunale è convinta di sì, ma vanno messe in conto
le perplessità del sindacato degli ambulanti, secondo il quale non sono stati
ancora rimossi tutti gli ostacoli, che si frappongono allo spostamento. Tradotto
in poche parole, il Comune è incartato in una vicenda dalla quale è sempre più
difficile uscire fuori. A meno che il sindaco Nardi non disponga lo sgombero. Il
consiglio comunale ha espresso parere favorevole alla nuova destinazione
urbanistica (contrario il Pd per motivi legati, tra l’altro, al mancato rispetto
delle leggi). «I lavori di adattamento dell’area sono quasi terminati» informa
Pietro Palmacci, delegato dal sindaco. «Fisseremo presto una riunione con i
commercianti per assegnare i posteggi all’interno della nuova area. O
provvederemo d’ufficio o potranno pensarci loro» incalza l’assessore alle
Attività Produttive Giuseppe Amuro. Determinato il sindaco, Stefano Nardi:
«Adesso è automatica l’ordinanza di trasferimento. Tutti gli ostacoli sono stati
superati. Tutto è pronto. Siamo nella legittimità più completa. Procederemo
presto al trasferimento». Si obietta che l’amministrazione comunale, in vista
delle elezioni, possa non sentirsela di affrontare di petto una questione
spinosa come quella del trasloco, che, inevitabilmente, comporterebbe polemiche
e discussioni. Prima di Natale, è la data che indica il capo
dell’amministrazione comunale, il quale non si lascia sfuggire l’occasione per
entrare in polemica con gli ambulanti: «Non possono pensare di fare i padroni in
casa d’altri. Spostare il mercato significa riqualificare la zona di viale
Europa, oggi penalizzata dalla presenza delle bancarelle». Provocatorio: «E,
poi, il mercato settimanale potrebbe essere non proprio indispensabile».
L’amministrazione comunale stretta tra l’incudine dei residenti di viale Europa
(dove da 27 anni si svolge il mercato con gravi problemi di inadeguatezza
igienica e di mancata sicurezza) ed il martello degli ambulanti. Dicono i primi,
riuniti in comitato: «L’amministrazione comunale è ostaggio dei commercianti. È
finita dentro il tranello che le hanno teso come in un cul de sac.
Manifestamente risulta incapace di portare a termine un suo disegno. Eppure
basterebbe una semplice ordinanza». Un atto di forza alla quale si opporranno
con tutte le forze gli operatori del settore mercantile, che, adesso più che
mai, cavalcano la contestazione, dopo che si sono visti dare ragione dalla
Regione Lazio in fatto di variante. Arrigo Marrigo, funzionario della
Confcommercio provinciale: «Non credo che i motivi ostativi siano stati tutti
risolti dal Comune, il quale sembra dimenticare che, per volontà della Regione,
i nuovi mercati non possono mai essere ubicati in zone destinate a verde
pubblico. Un altro aspetto riguarda i vincoli archeologici. Su tutta la
procedura ha deciso di vigilare la Pisana, che effettuerà presto un’ispezione.
Noi ci apprestiamo a chiedere l’annullamento degli atti della conferenza di
servizi di un anno fa, ritenendoli non idonei ai fini del rilascio del parere».
E «la guerra delle bancarelle» continua.


A dieci giorni di distanza dall’ultimo blitz, i carabinieri di Terracina si sono
messi alla ricerca di altri stranieri irregolari.
E naturalmente li hanno
trovati. Nuovi numeri. La solita «contabilità » che parla di miseria e
compiacenze. Ormai i militari del capitano Alessandro Giordano Atti non agiscono
più soltanto a Borgo Hermada, location d’eccellenza degli extracomunitari,
soprattutto indiani e braccianti agricoli. Esattamente come dieci giorni fa,
anche ieri mattina all’alba si sono presentati nel quartiere delle Capanne, zona
centralissima di Terracina, sul centro storico alto e addirittura a due passi da
viale Circe. Quattro stranieri irregolari avevano trovato «ospitalità» a
pagamento presso un loro connazionale, a posto con permesso di soggiorno e
documenti vari. Abitavano in un immobile che si affaccia sul parco comunale di
Villa Tomassini, praticamente a due passi dal mare. Il 40enne regolare è stato
denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre i quattro
irregolari sono finiti in manette. Complessivamente nell’operazione di ieri i
carabinieri del capitano Atti hanno controllato all’incirca una sessantina di
stranieri arrestandone sette che non avevano ottemperato al decreto di
espulsione che già pendeva su di loro, ed avviando le A pratiche di espulsione
per altri sei. Ieri c’è stata anche la presenza di personale della Asl che ha
verificato l’estrema precarietà delle condizioni igienico- sanitarie in cui
vivevano gli extracomunitari. Nel caso dell’abitazione affittata nei pressi di
Villa Tomassini, verrà chiesto al primo cittadino di disporne la chiusura. La
volta scora erano stati controllati altri cinquanta stranieri tra indiani e
bengalesi una ventina di loro erano stati condotti in caserma perché irregolari.
Anche in quel caso c’erano stati arresti e affittuari compiacenti e muti.
Ri.Re.


Invece di far chiacchiere, Nardi faccia pulire Borgo Hermada
Ogni giorno ci guardiamo intorno è vediamo una la nostra frazione degradata,
senza vedere nel breve termine una possibilità di riqualificazione. Da tempo il
degrado urbano è certificato dalla situazione in cui versano gli immobili e i
marciapiedi di via Sani e via Astolfi, due strade che raccolgono il punto
massimo dello squallore che ci possa essere in un centro abitato, dove è sempre
attivo il pericolo igienico sanitario data la presenza massiccia di tanti
extracomunitari che vivono in condizioni inumane. Oltre a questo ci lamentiamo
della situazione delle strade periferiche e della raccolta dei rifiuti, infatti
in ogni strada extraurbana dove ci sono i cassonetti, possiamo verificare la
presenza di vere e proprie discariche, data la non consona raccolta dei rifiuti.
In questi giorni leggiamo della possibilità di perdere il nuovo Filosi al Borgo,
semplicemente per inadempienze amministrative del Comune. Più di quaranta
famiglie in alloggio provvisorio hanno o avranno lo sfratto perché il comune
dopo anni di leggerezza nel assegnare le case di punto in bianco fa di tutta
un’erba un fascio e lascia persone disagiate in mezzo alla strada. Si parlava e
ci si vantava di togliere il vecchio depuratore, ma dopo gli annunci e le
barzellette in consiglio Comunale è finito il 2010 e il mostro di ferro è ancora
ben saldo all’ingresso del Borgo. Sembra un bollettino di guerra nel guardarci
intorno al Borgo oggi, tutti parlano, ma di fatti non se ne vedono. L’unica
opera nuova è stata la Pantani da Basso, una strada principale con annessa
illuminazione e pista ciclabile, ma purtroppo dopo un paio di anni dato
l’inesistente servizio di pulizia e manutenzione sembra avere gia 20 anni. In
questi giorni la Pantani è chiusa per i lavori di realizzazione di una rotatoria
sulla pontina, questo crea un po’ di disagi, ma il tutto è inevitabile, dato che
i lavori commissionati dall’Astral servono alla sicurezza di tutti, quindi ben
vengano tre settimane di chiusura. In tutto questo però il disagio si può
trasformare in beneficio per tutti gli utenti, infatti la Pantani ha le
protezioni laterali completamente coperte dalle erbacce e tutte le griglie di
scolo delle acque otturate da melma e foglie, che creano un costante pericolo
per gli automobilisti e rendono la pista ciclabile impraticabile, quindi mai
come oggi che il traffico e limitato a pochi residenti si può organizzare una
pulizia totale della strada, lavorando nella massima sicurezza. Alcuni
amministratori invece di lamentarsi del disagio che subiscono inevitabilmente
alcune attività commerciali, si adoperino a far pulire la strada e le sue
pertinenze che sono tutte di competenza del Comune di Terracina e non del
consorzio di bonifica come alcuni dicono per scaricare le responsabilità della
mancata manutenzione. Se la Pantani viene pulita si aumenta la sua sicurezza e
la sua fruibilità, in questo modo le attività commerciali che oggi subiscono un
disagio, domani ne traggono un doppio beneficio. Purtroppo l’assenza di
programmazione crea sempre dei disagi e pericoli ai cittadini, infatti si sapeva
da diverso tempo che la Pantani veniva chiusa per i lavori, e si sapeva che il
traffico si sarebbe spostato sulla via circondariale e sulla traversa Pantani,
ma nessuno dell’Amministrazione ha verificato se in queste strade bisognava
intervenire per evitare rischi di incidenti dato l’aumento del traffico. Per
fortuna di tutti, i cittadini sopperiscono spesso alle inadempienze
amministrative, proprio in questi giorni due valorosi bersaglieri over 60 del
Borgo hanno provveduto a pulire l’incrocio della Pantani con la Circondariale,
per migliorarne la visibilità, un intervento di un’ora a costo zero che dà un
servizio importantissimo alla comunità. Tutto questo ci fa riflettere, tutti ci
dobbiamo rimboccare le maniche e smetterla con gli annunci di cose
irrealizzabili, la gente vuole sicurezza, pulizia e rispetto delle regole, spero
che i nostri amministratori si ravvedano in questi giorni, prendano esempio
dallo spirito dei bersaglieri e si adoperino a far pulire la Pantani da Basso,
biglietto da visita all’ingresso del borgo e luogo di aggregazione per le
numerose persone che utilizzano la pista ciclabile per mantenersi in forma.
Pierpaolo Marcuzzi Udc / Partito della Nazione


Gianfranco Azzola è il nuovo coordinatore cittadino dell’Udc. La nomina del
giovane imprenditore sarà ratificata oggi alla presenza del segretario nazionale
del partito, Cesa, ma la decisione è stata presa nei giorni scorsi in un
incontro del direttivo locale presieduto dal senatore Michele Forte. Nella
riunione, si legge in una nota del segretario uscente Giuseppe Zappone, è stato
anche concordato di lasciare la gestione dei tesseramenti allo stesso senatore,
in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. La scelta di Azzola, spiega
Zappone, «rappresenta il rinnovamento» e al tempo stesso la continuità. Il neo
coordinatore, infatti, ha collaborato con il segretario uscente come membro del
direttivo e responsabile del piano informatico sociale e programmatico. La sua
nomina, quindi, è mirata a garantire «un processo già avviato con la precedente
segreteria». Azzola, commentando la sua investitura, ha parlato di
«un’opportunità legata ad una grande responsabilità unite insieme per riuscire a
dare un nuovo assetto a questo territorio che oggi più che mai ha bisogno di
risposte concrete». «Il mio e nostro impegno -ha continuato il coordinatore- è
per costruire una struttura politica e territoriale fatta di serietà,
professionalità e dedizione, soprattutto per i nostri cittadini a cui è urgente
dare delle valide alternative in rapporto ai loro bisogni effettivi del
quotidiano». Azzola, inoltre, ha spronato tutti a farsi garanti «del prossimo
immediato futuro per i giovani e meno giovani di questa città». «Un lavoro arduo
-riconosce il coordinatore- che senza delle persone valide al mio fianco non
potrò permettermi di realizzare e coordinare, ma con la certezza che al mio e al
nostro fianco in questo impegno avremo la sapienza ed esperienza politica di un
uomo navigato e valido, come Michele Forte». In ultimo, i ringraziamenti al
segretario uscente «per il lavoro profuso in questi anni, e che consegna il
testimone del coordinamento del partito a me e a tutte quelle persone che hanno
creduto e che credono nella mia persona».
A.D.L.


Due auto tamponano, i conducenti discutono e all’improvviso quello che avrebbe
provocato lo scontro risale in macchina e va via.
Sono dovuti intervenire i
vigili urbani per rintracciare la Porsche che si era allontanata
inspiegabilmente. Il tamponamento è avvenuto ieri mattina in via Lungolinea Pio
VI, a Terracina. Oltre la macchina sportiva, nello scontro è rimasta coinvolta
anche una Polo. I due tizi alla guida hanno cominciato a discutere su chi avesse
la responsabilità, fino a quando quello della Porsche avrebbe preferito andare
via. All’arrivo dei vigili urbani, il proprietario della Polo ha riferito gli
estremi dell’altra macchina che in breve è stata rintracciata. Fortunatamente
nel tamponamento nessuno avrebbe riportato ferite gravi.


La Futura terracina è inarrestabile
La Futura terracina ’92 concede il bis. Il sestetto tirrenico superatra le mura
amiche del PalaCarucci il Castelnuovo per 3-0 al termine di una gara dominata
dall’inizio alla fine. Per le ragazze di Tonino Federici punteggio pieno nel
girone B e vetta in coabitazione del Casal de Pazzi. Inizio migliore non poteva
esserci per una squadra apparsa in crescita rispetto alla vittoria di sette
giorni prima in casa del Roma Centro. «E’ vero – ha detto l’allenatore delle
futurine – siamo migliorati soprattutto in intensità, lavorando bene in difesa e
a muro. La continuità è stata l’arma vincente, non a caso i parziali sono stati
inequivocabili. Brave comunque le nostre avversarie a non mollare soprattutto
nel terzo set quando la gara è diventata più equilibrata e il pubblico si è
divertito». Difficile in questa occasione fare una scala di merito in casa
terracinese, ma una citazione la merita Michela Chiapponi, assolutamente
irrefrenabile in attacco e a muro. Una condizione fisica invidiabile per
l’esperta giocatrice vera trascinatrice della squadra. Il numeroso pubblico si è
divertito ricevendo dalle proprie beniamine l’applauso finale. «Stiamo
applicando il lavoro quotidiano della palestra – ha proseguito Tonino Federici -
e questi sono i risultati. A chi dice che il Castelnuovo è stato un avversario
abbordabile, dico che questa è una squadra che all’esordio ha vinto 3.0 e ha
delle potenzialità: ne riparleremo più avanti». La Futura terracina si gode il
primato senza montarsi la testa e consapevole che il campionato nasconde molte
insidie, a cominciare dalla trasferta di sabato a Roma contro la Scuola Sport.


Come può un’azienda privata essere socia del Comune solo per rimetterci? Sandro
Monti, capogruppo consiliare del Pdl, astenendosi nell’ultimo consiglio comunale
sulla proposta del Pd di sciogliere la terracina Ambiente, non ha ritenuto di
dover prendere la parola per dare spiegazioni, nonostante il ruolo ricoperto e
la singolarità della sua posizione tra i pidiellini e nell’intera maggioranza
(se si eccettua Edis Mazzucco). Ma la domanda posta all’inizio è proprio quella
che ha spinto il capogruppo a distinguersi dalla sua coalizione, che ovviamente
ha votato contro la richiesta democratica, sulla cruciale questione del servizio
di igiene urbana. Monti, si racconta negli ambienti del Pdl, ha rivolto questo
interrogativo anche al sindaco Stefano Nardi, ma non sembra avere avuto risposta
o, perlomeno, non ha avuto quella che si aspettava per togliersi i dubbi. Per il
capogruppo, insomma, nelle cose della terracina Ambiente è in gioco la
trasparenza, perché un’azienda privata non è un ente di beneficenza e se accetta
situazioni economicamente svantaggiose, forse queste situazioni tanto
svantaggiose non sono. Perché, per esempio, l’Aspica, socio di minoranza del
Comune, decise di presentare un’offerta che le permise, sì, di vincere la gara
per partecipare alla mista, ma che la stessa azienda denunciò subito dopo come
inferiore ai costi effettivamente da sostenere per lo svolgimento del servizio?
Perché, insomma, una ditta con scopo di lucro acconsentirebbe a farsi incastrare
in una situazione di deficit strutturale? Nell’incertezza, Monti, in qualità di
consigliere comunale e a dispetto del suo primato tra i pidiellini, ha preferito
evitare il coinvolgimento in un voto che consente alla terracina Ambiente di
continuare ad esistere. Per capirci, è come se Cicchitto, capogruppo del Pdl
alla Camera, oppure Gasparri, suo omologo al Senato, si astenessero sul Lodo
Alfano. Stefano Nardi e la sua maggioranza, infatti, hanno investito molto della
loro credibilità nella istituzione della terracina Ambiente. Non per niente,
nella seduta consiliare di lunedì scorso, il sindaco ha difeso ancora una volta
la scelta della società mista contrapponendola alla gestione dei rifiuti della
Slia sotto le giunte di centrosinistra. Proprio il capogruppo del Pdl, ora,
mette oggettivamente in discussione questa credibilità prendendo le distanze -e
non per una ragione qualunque, ma per una questione di trasparenza- da quello
che probabilmente il primo cittadino considera il capolavoro del suo mandato. Un
giudizio, questo di Nardi, non del tutto condiviso dai revisori dei conti del
Comune che, oltre a segnalare la mancata approvazione del bilancio 2009 da parte
della terracina Ambiente, invitano l’amministrazione comunale «ad un maggior
controllo della convenzione/contratto di servizio stipulato con la società
partecipata, nonché ad un maggior controllo in termini di efficienza, efficacia
ed economicità sulla stessa società partecipata, tenendo conto che le risultanze
di gestione si ripercuotono sul bilancio dell’Ente».
Andrea Di Lello


Progetti da età della pietra. Si esprime in questi termini Maurizio Recchia di
Sinistra e Libertà sull’idea dell’amministrazione comunale di realizzare
parcheggi multipiano «nei posti più strampalati di Terracina». «A un uomo o a
una donna della nostra epoca – afferma l’esponente di SeL – non verrebbe di
certo in mente di costruire parcheggi in strade anguste come Via Dante Alighieri
(Il Montuno) oppure in piazze come quella alle spalle di Villa Tomassini. Un
aggeggio del genere in zona Montuno servirebbe soltanto a devastare il parco. Ma
come, abbiamo pochissime aree destinate a verde pubblico e andiamo a ridurle
ancora di più sbancando una parte della collina per realizzare il parcheggio?
Immaginatevi poi l’impatto visivo e ambientale di quello presso Villa Tomassini.
Ora da quella piazza si vede il parco della villa e il mare, ma una volta
costruito il multipiano ci sarebbe da soffocare soltanto a guardarlo. E siccome
entrambi questi parcheggi vengono previstiin pieno centro, sp eci al men te
d’estate in tutte e due queste zone si avrebbero gravi ripercussioni sulla
circolazione dei mezzi». Secondo Recchia la soluzione c’è e l’amministrazione
Nardi dovrebbe tenerne più alta la considerazione. «A Terracina – sostiene
l’esponente di sinistra – si dovrebbe adottare un ampio piano per la mobilità
sostenibile che decongestioni il traffico del centro attraverso parcheggi
intermodali, il rafforzamento del trasporto pubblico locale con navette
frequenti ed ecologicamente sostenibili, la realizzazione di piste ciclabili,
l’organizzazio – ne di bike-sharing e car-sharing, zone pedonali, studio di
appropriata logistica per le merci». Altrimenti si continueranno a costruire
cubature su cubature, a danno dell’ambiente e del traffico.
F. A.



Una strada nuova di qualche anno ma che a guardarla ne dimostra molti di più. Si
parla della Pantani da Basso, che collega la frazione di Borgo Hermada a
Terracina. Residenti e utenti in genere si lamentano della sua fatiscenza,
nonostante i tanti soldi investiti dal Comune per renderla più sicura e
fruibile. Portavoce delle lamentele è Pierpaolo Marcuzzi, esponente
dell’Udc/Partito della Nazione che parla della Pantani da U Basso come
dell’unica opera nuova realizzata dall’amministrazione «ma purtroppo dopo un
paio di anni, dato l’inesistente servizio di pulizia e manutenzione, sembra
avere già 20 anni». Ora la Pantani è chiusa per i lavori di realizzazione di una
rotatoria sulla Pontina, con qualche inevitabile disagio. «Però il disagio si
può trasformare in beneficio – dichiara Marcuzzi – visto che la Pantani da Basso
ha le protezioni laterali completamente coperte dalle erbacce e tutte le griglie
di scolo delle acque otturate da melma e foglie, che creano un costante pericolo
per gli automobilisti e rendono la pista ciclabile impraticabile. Mai come oggi
che il traffico è limitato a pochi residenti, si può organizzare una pulizia
totale della strada, lavorando nella massima sicurezza». Secondo l’esponente
centrista, tutte le varie strade che conducono al borgo hanno assoluto bisogno
di una pulizia approfondita che equivale a maggiore sicurezza per gli utenti.
«Purtroppo l’assenza di programmazione crea sempre dei disagi e pericoli ai
cittadini, infatti si sapeva da diverso tempo che la Pantani sarebbe stata
chiusa per i lavori, e si sapeva che il traffico si sarebbe spostato sulla via
Circondariale e sulla traversa Pantani, ma nessuno dell’amministrazione ha
verificato se in queste strade bisognasse intervenire per evitare rischi di
incidenti dato l’aumento del traffico». Ma, come spesso capita, laddove non
arriva la politica, ci pensano i cittadini. «Proprio in questi giorni due
valorosi bersaglieri over 60 del Borgo hanno provveduto a pulire l’incrocio
della Pantani con la Circondariale, per migliorarne la visibilità-continua
Marcuzzi- Un intervento di un’ora a costo zero che dà un servizio
importantissimo alla comunità. La gente vuole sicurezza, pulizia e rispetto
delle regole, spero che i nostri amministratori si ravvedano in questi giorni,
prendano esempio dallo spirito dei bersaglieri e si adoperino a far pulire la
Pantani da Basso».
Rita Recchia


Spunta il nome di Giuliano Masci tra le fila dell’Udc. L’ex assessore alle
finanze, city manager e vicesindaco del Comune di Terracina, si affaccia nel
ventaglio politico del partito di centro. Lo schieramento di Casini procede
verso lo scioglimento e la costituzione del Partito della Nazione, un terzo polo
che intende rappresentare l’alternativa ai due blocchi – destra e sinistra – sia
a livello nazionale che locale. Nel contesto di questo rinnovamento, si fa
sempre più strada l’ipotesi che Giuliano Masci possa scalare i vertici e
ricoprire a Terracina un ruolo di primo piano in vista delle prossime elezioni
amministrative in primavera. A quella data il Partito della Nazione sembra che
si presenterà alle urne come uno schieramento autonomo e fuori da alleanze sia a
destra che a sinistra. A oggi infatti è questa la linea del partito centrista,
che ha lanciato le sue direttive, alla presenza del gotha provinciale e
regionale, nei giorni scorsi a Latina. Ma se Giuliano Masci, che a quanto pare
negli ultimi mesi non si è perso un incontro dell’Udc a livello provinciale, si
presenta come un papabile leader, all’interno dello schieramento di Casini la
cosa non sembra proprio andare giù. I primi mugugni ci sono, soprattutto per il
fatto che l’ex assessore alle finanze è uscito dall’attuale giunta guidata dal
sindaco Stefano Nardi in modo burrascoso, con u n’inchiesta giudiziaria
susseguente il suicidio dell’ex segretario generale del Comune Marino Martino.
Visti i suoi trascorsi di primo piano negli ultimi anni nell’ammi – nistrazione
Nardi, da cui l’Udc e quindi il neonato Partito della Nazione ha preso
nettamente le distanze a livello locale, non è ben visto l’ingresso
«chiacchierato» di Giuliano Masci tra i vertici dello schieramento. Insomma, al
momento il PdN è una fucina di idee e di buoni propositi, anche se non mancano i
primi screzi. Quando si tratterà di creare le liste e scegliere il proprio
candidato, c’è da giurarci che tutti i nodi verranno al pettine.
Francesco Avena

Comments Nessun commento »

terracina-colorizzata-primi-del-900_bis

Il Pdl è contrario allo scioglimento della Terracina Ambiente, tranne il suo
capogruppo Sandro Monti.
Nel consiglio comunale dell’altro ieri, l’unica vera
sorpresa è stata proprio l’astensione del leader del gruppo consiliare di
maggioranza relativa al momento di votare la mozione del Pd, che chiedeva di
«porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento » della
società mista che gestisce il servizio di igiene urbana. Ad essere precisi,
Monti non è stato l’unico pidiellino a non rigettare la mozione: con lui, anche
Edis Mazzucco ha scelto di astenersi, ma l’ex sindaco da tempo si distingue
dagli altri pidiellini nelle votazioni consiliari. Monti, invece, è la prima
volta che prende le distanze dal gruppo che pure guida, per di più su un
argomento sensibilissimo come quello della raccolta rifiuti. La cosa appare
ancora più notevole, se si pensa che nel consiglio di amministrazione della
Terracina Ambiente siede Giuseppe Mosa, la madre del quale è ora moglie del
capogruppo. In effetti, qualche difficoltà la mista la sta attraversando, se i
revisori dei conti, nella relazione all’ultimo con- I suntivo del Comune,
scrivono che «alla data di stesura del presente parere, non risulta pervenuta
alcuna documentazione attestante il risultato economico conseguito per l’anno
2009». La relazione attesta, inoltre, che «il bilancio d’esercizio 2008 chiude
con una perdita d’esercizio pari ad euro 253.549». Ma in realtà la Terracina
Ambiente ha finora chiuso sempre in rosso i suoi bilanci. Il che non ha
impedito, l’altro ieri, ai consiglieri comunali del Pdl di rinnovare la propria
fiducia alla mista, nonostante la posizione prudente assunta sull’argomento dal
loro capogruppo. La seduta è stata anche l’occasione per Patrizio Avelli,
presidente dell’assemblea consiliare, di difendersi da chi, come i democratici e
i centristi, lo avevano accusato di violare il regolamento del consiglio, non
avendo convocato i lavori nei termini previsti. Il Pd aveva persino chiesto un
intervento del prefetto. E proprio al prefetto ha scritto Avelli per
giustificare il ritardo con gli impegni improrogabili del sindaco. Per quanto
riguarda i lavori, ritirate due mozioni per assenza del loro autore, il verde
Gino Di Mauro, l’assemblea ha votato all’unanimità un documento che, contestando
il Piano di riordino della Sanità regionale, impegna il sindaco ad attivarsi per
ottenere per l’’Alfredo Fiorini’ il potenziamento tecnologico della Radiologia,
il mantenimento dei posti letto, l’apertura della terza camera operatoria, la
realizzazione di locali presso il Pronto Soccorso per l’osservazione breve.
Chieste pure la istituzione della guardia H24 presso il Laboratorio Analisi,
l’apertura della Medicina d’Urgenza, e l’attivazione in tutti i reparti della
guardia H24 in funzione della Medicina d’Urgenza. Infine, a maggioranza, è stata
approvata la variante urbanistica della località Prebende per destinarla ad
ospitare il mercato settimanale. E’ stata la Regione a sollecitare il
provvedimento: l’amministrazione Nardi non si era accorta che mancava.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [43]

L’«affaire rifiuti» potrebbe esistere anche a Terracina, e non
soltanto a Minturno. Altrimenti perché la necessità di due indagini?
La prima,
della guardia di finanza, finita senza ravvisare pecche di natura penale. La
seconda, dei carabinieri, ancora in piedi e in attesa di risposte dalla
magistratura. Come escludere che il recentissimo terremoto di Minturno non possa
aver fatto traballare qualcuno anche nella zona di Terracina? Basterebbe
leggere le motivazioni delle sette ordinanze di custodia cautelare eseguite dai
baschi verdi di Formia per pensare inevitabilmente all’indagine che ha rivoltato
da cima a fondo il sistema dei rifiuti gestito dalla Terracina Ambiente.
Un’indagine cominciata all’inizio del 2010 e chiusa l’estate scorsa con una
dettagliatissima informativa inviata alla Procura. Il lavoro, svolto dai
carabinieri del capitano Alessandro Giordano Atti (in azione i militari del Norm
coordinati del tenente Mario Giacona), su delega del sostituto Giuseppe Miliano,
è partito nel gennaio scorso con l’acquisizione dei primi documenti, ai quali se
ne sono poi aggiunti molti altri. Dalla sicurezza sul lavoro alla regolarità
contabile delle operazioni passando per la gara d’appalto per la scelta del
socio di minoranza della Terracina Ambiente. Prima gli uffici comunali di
Terracina, quelli dove girano carte contabili e delibere. Poi l’impianto di via
Morelle. Infine gli uffici della sede della Latina Ambiente, nel capoluogo di
provincia, visto che tra le due società esiste un rapporto cosiddetto di
«consultino», e anche in quegli uffici è stato possibile trovare e acquisire
carte utili all’indagine sulla mista che espleta i medesimi servizi a Terracina.
A Latina i militari avevano visionato documentazione sull’organico in servizio e
sui mezzi in dotazione. Perfettamente in linea con il blitz precedente nel
deposito della Terracina Ambiente di via Morelle. Cassonetti, automezzi e pc
erano stati passati al setaccio dai carabinieri, con un’attenzione particolare
rivolta ai mezzi acquistati nel 2007 in previsione della differenziata e allora
ancora lì, tutti imballati. Nella vicenda di Minturno sono state accertate
prestazioni in difformità dal capitolato d’appalto, riscontrando la mancata o
difforme esecuzione del servizio, la mancata esecuzione della raccolta
differenziata, l’impiego di mezzi e attrezzature obsoleti e non funzionanti, il
trasferimento di mezzi e mano d’opera da un appalto all’altro, l’esercizio del
servizio con automezzi privi della prevista copertura assicurativa, il tutto pur
ricevendo, con la compiacenza di funzionari e pubblici amministratori, regolari
liquidazioni e spettanze. Praticamente le stesse domande che si sono posti anche
i carabinieri di Terracina.
Rita Recchia

dellaporta2 [44]

I vicoli del centro storico sono invasi dai topi. Da qualche giorno i roditori
spuntano come funghi tra le erbacce che infestano la parte alta della città. Li
vedi aggirarsi tra i sanpietrini, sbucare da sotto le auto, qualcuno se li è
trovati passare davanti l’uscio di casa. La reazione dei cittadini, e non poteva
essere diversamente, non si è fatta attendere. Numerose le segnalazioni ricevute
dal comando della polizia locale per denunciare la situazione di estremo
degrado. Ma c’è dell’altro: a quanto pare vere e proprie colonie di topi si sono
insediate tra le erbacce che abbondano tra i monumenti. Basti guardare la
situazione in cui negli ultimi giorni è sprofondato il Capitolium, un
ricettacolo di sporcizia e incuria. E proprio lì, segnalano alcuni residenti, si
è stabilito un «branco » di roditori. Che esce allo scoperto di tanto in tanto
gettando nel panico i passanti. Nonostante le continue lamentele, nessuno per il
momento si è mosso. Commercianti, residenti e turisti ormai da tempo sono alle
prese con questa singolare invasione. Non si esclude che nei prossimi giorni
venga presentato anche un esposto alla Asl per chiedere un monitoraggio della
zona e la bonifica del centro storico alto. Ma se l’andirivieni di topi tra un
vicolo e una piazzetta, sta creando non pochi disturbi alla quotidianità, altre
proteste si levano da un gruppo di residenti che, stufi dello stato in cui versa
piazza Assorati, ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco Stefano Nardi e
alla polizia locale per chiedere un intervento immediato. Scatta la petizione:
«Vogliamo segnalare – scrivono i cittadini nel documento – lo stato di grave
degrado di piazza Assorati. Sporcizia, rifiuti ed escrementi sparsi nell’area
del parcheggio per mancata pulizia; presenza di topi morti e scarafaggi per
mancati interventi igienico-sanitari (derattizzazione e disinfestazione) e
mancati rifacimenti degli impianti di rete (fogna e acqua). Il degrado non è
fatto solo di sporcizia, c’è anche il parcheggio selvaggio e l’abbandono «di
materiali edili abbandonati da anni. Il piazzale attrezzato alcuni anni fa dal
Comune per uso sociale, turistico e commerciale – nuova pavimentazione,
illuminazione, panchine, totem informativo – è divenuto un permanente campo di
calcio ad uso di gruppi di giovani sfaccendati e violenti, mentre durante la
notte diviene un luogo di raduno per il ‘branc o’ in continuo scontro tra
bande». Segnalando il loro disagio, lo stato di insicurezza in cui vivono, il
disturbo quotidiano della quiete pubblica, i danni recati all’arredo urbano e
alle abitazioni, i primi 25 cittadini firmatari della petizione sollecitano il
Comune e le forze dell’ordine a intervenire.
Francesco Avena

dellaporta2 [45]

Con i soldi della Regione Lazio il Comune di terracina si appresta a fare
acquisti dalle Ferrovie dello Stato.
Nei giorni scorsi la giunta comunale ha
approvato lo schema dell’ atto d’acquisto di una serie di terreni e di un
fabbricato per realizzare un nuovo parcheggio per gli utenti della stazione
ferroviaria cittadina. Poco meno di 166 mila euro da investire in circa 4500
metri quadrati di terreno limitrofi allo scalo sui quali sorge un fabbricato,
che sarebbe l’ex magazzino merci. C’era stato già un precedente scambio di email
con la società che opera per conto delle Ferrovie dello Stato. Come l’email
inviata lo scorso maggio dal geometra Carlo Maglioni, funzionario della
Ferservizi Spa, con la quale aveva trasmesso lo schema d’atto di cessione di
quelle aree sovrastate dal fabbricato. Aree, tra l’altro, dove sono stati
eseguiti già una serie di lavori per realizzare un parcheggio secondo il
progetto approvato in consiglio comunale nel dicembre 2003. Del resto dalla
Pisana i soldi sono già arrivati a destinazione, e anche da parecchio tempo. Il
Comune ha ricevuto il denaro in due distinti mandati: il grosso
dell’investimento, oltre 165 mila euro, nel 2006 e il resto l’anno scorso, nel
2009. Di acquisto, però, si parla ora. Lo scorso maggio proprio nella stazione
ferroviaria c’era stato un incontro importante per fare il punto della
situazione sul polo dei trasporti. Aniello Semplice, direttore di Trenitalia
Lazio, aveva garantito un’insegna che è effettivamente arrivata in breve tempo.
A medio e lungo termine sono state previste la sistemazione dell’area antistante
lo scalo e la ristrutturazione delle carrozze per i convogli che coprono tratte
di media distanza, quindi anche i treni che servono terracina. Del resto in
questi anni la ferrovia è cresciuta, sono aumentati gli utenti che la
frequentano giornalmente e dunque c’è necessità di spazi ampi e comodi. Un altro
parcheggio da affiancare a quello già in uso sarebbe una vera comodità.
Rita Recchia

dellaporta2 [46]

Il centro diurno riaprirà il prossimo 30 ottobre. Buone notizie per i 26
disabili adulti e le loro famiglie, abbandonati a se stessi da circa un anno,
dopo la chiusura della struttura intercomunale provocata dalla morosità del
Comune. Il servizio sarà ospitato nei locali dell’Istituto «Gregorio Antonelli»,
in cui si svolgevano le attività della Comunità 21Marzo, prima che anch’essa
fosse costretta a chiudere per i mancati pagamenti dell’amministrazione Nardi.
La trattativa con i responsabili dell’Istituto è andata avanti per mesi e alla
fine le parti si sono accordate per la stipula di un contratto di affitto. E’
stato così rimosso, a detta di Golfieri, il più grosso ostacolo alla riapertura
del centro, considerato che la sua fine era dipesa proprio dalle spese sostenute
dal Comune per il trasporto dei disabili nel territorio di Monte San Biagio,
dove aveva sede in precedenza.
A.D.L.

dellaporta2 [37]

I pesci del Mar Rosso sconfinano in quello pontino. Nei giorni scorsi a quattro
miglia dalla costa di Terracina verso Capo Circeo, ad un’altezza di circa 60
metri, è stato pescato una Fistularia commersonii, meglio noto com pesce
«imbuto», per la sua sua caratteristica bocca. «Si tratta del terzo esemplare
che viene ritrovato dalle nostre parti – spiega Francesco Leone, dirigente
veterinario dell’Ausl di Latina e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento
-. La presenza di questa particolare specie ittica, proveniente dal Mar Rosso -
è da attribuirsi a un tentativo di colonizzazioni. Tanto è vero che si tratta
sempre di esemplari maschi adulti». Non propriamente pesci tropicali, ma
comunque abituati alle temperature più calde del Mar Rosso. Il fatto dunque che
si spingano al largo delle coste laziali può essere legato al fatto che anche i
nostri mari stanno subendo un innalzamento delle temperature.
P. P.

dellaporta2 [4]

I pesci del Mar Rosso sconfinano in quello pontino. Nei giorni scorsi a quattro
miglia dalla costa di Terracina verso Capo Circeo, ad un’altezza di circa 60
metri, è stato pescato una Fistularia commersonii, meglio noto com pesce
«imbuto», per la sua sua caratteristica bocca. «Si tratta del terzo esemplare
che viene ritrovato dalle nostre parti – spiega Francesco Leone, dirigente
veterinario dell’Ausl di Latina e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento
-. La presenza di questa particolare specie ittica, proveniente dal Mar Rosso -
è da attribuirsi a un tentativo di colonizzazioni. Tanto è vero che si tratta
sempre di esemplari maschi adulti». Non propriamente pesci tropicali, ma
comunque abituati alle temperature più calde del Mar Rosso. Il fatto dunque che
si spingano al largo delle coste laziali può essere legato al fatto che anche i
nostri mari stanno subendo un
innalzamento delle temperature.
P. P.

dellaporta2 [5]


L’amministrazione comunale tiene particolarmente alla tutela del patrimonio
storico, artistico e ambientale del centro storico alto di Terracina.
Dunque,
farà richiesta agli organi preposti di inserirlo nel Patrimonio Mondiale
dell’Unesco. Iniziativa assolutamente lodevole, deliberata di recente dalla
giunta comunale. Quanto, poi, al modo spicciolo e concreto con cui assessori e
funzionari dimostrano di tenere davvero alla parte più antica di Terracina, la
recentissima petizione dei residenti e commercianti di piazza Assorati ne è
soltanto l’ultima dimostrazione in ordine di tempo. Comunque, carta canta, e
visto che è sempre meglio tardi che mai e che la speranza è l’ultima a morire,
la cosa importante è che l’iter appena partito non si perda per strada e giunga
a destinazione. Che dovrebbe essere il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali presso il quale esiste un gruppo di lavoro permanente per indirizzare
le richieste nazionali per le iscrizioni e fornire l’assistenza tecnica e
scientifica nell’attività di monitoraggio sullo stato e la conservazione dei
beni riconosciuti patrimonio dell’Unesco. Nella lista vengono inseriti quei beni
riconosciuti di «valore universale eccezionale » dal punto di vista storico,
artistico e scientifico. Adesso il dirigente del Settore Centro Storico dovrà
avviare tutte le prati- L’ che necessarie affinché al centro storico alto di
Terracina venga riconosciuto quel «valore universale eccezionale » che per gli
estimatori e semplici affezionati è già un dato di fatto. Certo è che prima che
l’Unesco inserisca quei vicoli e quegli edifici nella propria lista di «eletti»,
il giusto rispetto e tributo dovrebbe arrivare da molto più in basso, ovvero
dallo stesso ente che molto spesso dimentica di avere a portata di mano una
ricchezza senza fondo. Ma ora c’è queste delibera, firmata all’unanimità. Anzi
no: all’appello mancava l’assessore delegato proprio al centro storico alto.
Rita Recchia

dellaporta2 [14]

Le rivolge sguardi insistenti, poi le dedica apprezzamenti e attenzioni
«particolari».
Quando è diventato troppo invadente, però, si è reso necessario
l’intervento della polizia. Protagonista del corteggiamento ossessivo un
cittadino indiano di 25 anni che da qualche tempo aveva iniziato a infastidire
la commessa di un negozio di abbigliamento a Borgo Hermada. Vista la sua
presenza, che infastidiva il lavoro della donna, si è deciso di richiedere
l’intervento degli agenti agli ordini del vice questore Rita Cascella. Giunti
sul posto, i poliziotti lo hanno identificato e, in quanto
irregolare sul territorio, munito del decreto di espulsione.
Ma lo straniero non ha imparato la lezione, tanto da ripresentarsi solo qualche giorno
dopo davanti le vetrine del negozio. A quel punto gli agenti, chiamati di nuovo
a intervenire, non hanno potuto fare altro che arrestarlo. Sempre la polizia nei
giorni scorsi ha provveduto ad arrestare Z.C., 40enne, la quale dovendo scontare
8 mesi di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti inflittogli dalla Corte
d’Appello di Napoli per reati commessi a Castelvolturno circa cinque anni fa. La
donna terracinese, già nota alle forze dell’ordine, è stata dunque condotta al
carcere femminile di Roma.
F. A.


Sono ormai imminenti le votazioni per il rinnovo del comitato direttivo soci
della Coop di terracina.
L’appuntamento è per domani, venerdì e sabato dalle
8e30 alle 13e30 nel supermercato al km 100,700 della via Appia, a terracina.
Diversi i nomi tra i quali poter scegliere, tra cui quello di Celestino
Genosini, reduce da un’esperienza di 3 anni come presidente della Sezione Soci
Unicoop terracina. «Sono stati anni di intenso lavoro sul territorio con i vari
progetti-dice Genosini- Tra questi voglio citarne alcuni dei più grandi, come
l’educazione al consumo consapevole per la sana e corretta alimentazione insieme
alle scuole della città, la presentazione del libro di Dacia Maraini «Passi
affrettati»contro la violenza sulle donne, la raccolta e la donazione dei fondi
destinati al restauro della Cattedrale di San Cesareo, la ricorrenza del 20°
anniversario dell’apertura del supermercato». Possono votare tutti i possessori
della tessera Coop.
Ri.Re.


Per l’intero cda della «terracina Ambiente» il vero problema sono i soldi che
dal Comune di terracina, socio pubblico maggioritario, sono sempre arrivati in
minima parte rispetto a quanto pattuito.
«A fronte di un corrispettivo mensile
di 241 mila euro- dichiarò lo scorso febbraio Valerio Bertuccelli, presidente
del socio di minoranza- il Comune di terracina ha in realtà pagato, in media,
meno di 160 mila euro, quasi esclusivamente il costo diretto e indiretto del
personale dipendente». «Io non so cosa faccia il Comune di terracina con i soldi
della Tarsu- aveva aggiunto- di certo non li dà a noi». Insomma la «terracina
Ambiente» si era stancata di fare la parte di quella che intasca i soldi del
capitolato d’appalto senza garantirne il contenuto. Quanto all’indagine in corso
dei carabinieri, il cda si diceva tranquillo: «L’indagine riguarda il Comune, non certo noi».
Ri.Re.

Terracina in formato tascabile. E’ un’iniziativa deliberata di recente dalla
giunta comunale che intende realizzare una cartografia professionale della città
di dimensioni tascabili, ma anche in versione poster e on line. E’ stata la
filiale italiana di una multinazionale con sede a Stoccarda a chiedere
all’amministrazione il patrocinio per un progetto che riguarda, appunto, la
realizzazione di questa cartografia territoriale di Terracina in varie tipologie
e dimensioni. Il Comune c’ha riflettuto un po’, e poi ha deciso di accettare.
Anche perché la Geoplan Srl ha realizzato già altri lavori soddisfacenti nel
2005 e nel 2008. Inoltre ha proposto all’ente un’offerta vantaggiosa: in omaggio
l’amministrazione riceverà 2 mila copie della cartografia, 20 poster
plastificati, 20 Infogeoplan e il link gratuito dal sito comunale a quello della
multinazionale per vedere l’opera in rete. Quindi la giunta Nardi ha deciso di
patrocinare il progetto visto che, come si legge sulla delibera,
«l’amministrazione comunale intende sostenere iniziative che tendono a
promuovere la conoscenza del nostro territorio e della nostra Città». Tra
l’altro, come evidenziano sulla loro home pa- T ge, quelle della Geoplan Srl non
sarebbero delle cartine tradizionali, ma lavori puntuali e precisi. Ogni mappa
comprende le cartografie molto dettagliate e lo stradario. On line è possibile
consultare e scaricare le mappe di oltre 500 Comuni e della maggioranza delle
province italiane: un vero e proprio atlante on line che presto dovrebbe
comprendere anche Terracina. Uno strumento certamente utile, non soltanto per
turisti e visitatori, ma anche per gli stessi cittadini che a volte si trovano
alle prese con strade addirittura mai sentite nominare prima di quel momento.
Ri.Re.

Non sborsare nemmeno un euro per i servizi previsti nel capitolato d’appalto del
Piano Santoro e non garantiti, e non approvare il bilancio consuntivo della
terracina Ambiente 2008. Lo avevano chiesto l’anno scorso di questi tempi i
consiglieri comunali del Pd al sindaco Nardi. «La terracina Ambiente non solo
non ha garantito il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani
previsto dal cosiddetto Piano Santoro -scrivevano- ma non ha provveduto nemmeno
al rispetto della convenzione firmata il primo dicembre 2007 tra il Comune di
terracina e la terracina Ambiente». «Nell’approvare il bilancio consuntivo della
terracina Ambiente non bisogna conteggiare i maggiori costi derivanti da servizi
non garantiti, inclusi la non assunzione di tutto il personale previsto e i
mezzi per la raccolta e trasporto dei rifiuti». Sulla questione era anche
intervenuta «Città Partecipata»: «Come canone che il Comune paga alla terracina
Ambiente risultano 3 milioni e 700 mila euro, 800 mila euro in più rispetto a
quelli previsti dal capitolato d’appalto. Se in buona parte sono quelli del
Piano Santoro, approvato e mai applicato, sarebbe una sconfitta per noi tutti
che siamo stati sempre contrari al Piano Santoro. Per non aggiungere al danno
anche la beffa, consigliamo al sindaco di non firmare, anche per evitare una
eventuale accusa di falso in bilancio».
Ri.Re.



Una manifestazione per continuare a parlare di Aids. Si svolgerà venerdì 29
ottobre alle ore 16 presso l’aula magna del’Itc «Bianchini » di Terracina. E’
organizzata dall’associazione «Per te» presieduta da Adele Bottiglia. Una mostra
fotografica, una tavola rotonda sulla trasmissione dell’Hiv e un concerto di
pianoforte e armonica si tornerà a dibattere di una questione che, seppur sempre
attuale, spesso viene messa da parte. Nel corso della manifestazione Adele
Bottiglia comunicherà la decisione di creare il movimento politico Unione
Democratica Progressista Indipendente e una lista per concorrere alle prossime
elezioni amministrative. La cittadinanza è inviata a partecipare.
Ri.Re.

Cerca di rubare una macchina parcheggiata, ma viene fermato dai carabinieri di
Terracina diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti. Nel tentativo concitato
di fuggire, ne picchia uno ma finisce comunque in manette. Un giovane rumeno già
noto alle forze dell’ordine è stato arrestato per tentato furto, resistenza e
lesioni C a pubblico ufficiale. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di
lunedì scorso, in via Olmata, zona non centralissima di Terracina. Alcuni
passanti hanno notato lo straniero, T.D. le sue iniziali, che si muoveva con
fare sospetto troppo vicino a una Golf parcheggiata lungo la strada. Hanno
subito allertato il 112 e dalla vicina compagnia dell’Arma sole uno dei due
militari ha riportato ferite giudicate guaribili in 5 giorni dai sanitari
dell’ospedale «Fiorini ». Alla fine della colluttazione l’aspirante ladro è
stato tratto in arresto. Nella giornata di ieri era prevista la direttissima
presso il tribunale di Latina.
Ri.Re.


Decine di firme per salvare la bella piazza Assorati, nel centro storico alto di
terracina.
Le hanno raccolte i commercianti e i residenti della piazzetta
all’interno di Corso Anita Garibaldi, stanchi di vederla in balia dell’incuria,
del degrado e soprattutto dell’indifferenza da parte di chi dovrebbe curarla e
coccolarla. Ieri mattina la lettera completa di firme è stata protocollata in
Comune per richiamare (per l’ennesima volta) l’attenzione dei piani alti.
L’oggetto del documento è piuttosto esplicito: «Piazza Assorati. Degrado
dell’area, uso improprio degli spazi, disagi e insicurezza dei cittadini, dei
turisti e delle attività commerciali, danni alle strutture e alle cose». I
firmatari evidenziano soprattutto alcuni disagi non più tollerabili, per esempio
la «sporcizia, rifiuti ed escrementi sparsi nell’area del parcheggio per mancata
pulizia. Presenza di topi morti e scarafaggi per mancati interventi igienico-
sanitari (derattizzazione e disinfestazione) e mancati rifacimenti degli
impianti di rete (fogne,acqua,)». E ancora «materiali edili abbandonati da anni,
sul lato ovest del parcheggio, da parte del Comune (cumuli di sanpietrini) per
mancato rifacimento della pavimentazione dell’area di parcheggio, attualmente
dissestata e sconnessa». I cittadini vogliono richiamare l’attenzione anche su
un altro aspetto: «Il piazzale attrezzato alcuni anni fa dal Comune per uso
sociale, turistico e commerciale è divenuto un permanente campo di calcio a uso
di gruppi di giovani sfaccendati e violenti,mentre durante la notte diviene un
luogo di raduno per il branco». Tutto ciò sta creando disagio e insicurezza tra
i cittadini, i turisti e i commercianti della zona, oltre ai «danni provocati ai
muri delle abitazioni, alle panchine, al totem informativo, alle macchine in
sosta, ai lampioni, agli arredi delle strutture ricettive». Per mettere fine a
questa situazione i firmatari della lettera chiedono «l’urgente intervento degli
organi preposti al fine di ripristinare le normali condizioni di vivibilità
igienico-sanitaria,civile e sociale dell’area di piazza Assorati».
Rita Recchia



Professionale, scuola elementare «Elisabetta Fiorini » e materna «Aldo Moro»
assieme in un istituto comprensivo.
Se l’obiettivo del «Filosi» resta quello
della costruzione di una nuova sede, intanto c’è da pensare all’immediato.
All’attenzione dell’amministrazione comunale e di quella provinciale, c’è
infatti una proposta, avanzata dallo stesso Professionale, per porre sotto la
medesima dirigenza la scuola primaria e quella secondaria ubicate in via Roma.
L’obiettivo di questa ipotesi è l’acquisizione di nuovi spazi per ospitare le 43
classi del «Filosi» e quelle che prevedibilmente saranno attivate nell’istituto
già dal prossimo anno per il richiamo esercitato dall’indirizzo alberghiero. A
proposito di quest’ultimo, sembra rientrare il rischio di un suo trasferimento a
Sabaudia, dove la Provincia è proprietaria di un albergo dismesso nel quale il
corso di studi potrebbe trovare sistemazione. Questo almeno è quanto garantito
dall’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Schiboni, venuto
nei giorni scorsi a Terracina. Per il «Filosi», resta comunque il problema di
trovare una sede adeguata alle sue esigenze. Ecco, dunque, l’idea dell’istituto
comprensivo: il Professionale resterebbe nell’attuale sede P centrale, ma
avrebbe a disposizione l’edificio in cui si trovano le elementari e la materna
(rispettivamente ingressi da via Roma e da via Don Orione), salvo le aule e i
locali necessari a maestre e bambini. In questo rimescolamento di spazi, il
«Filosi» finirebbe con il perdere le aule nella succursale situata anch’essa in
via Roma, ma il saldo in termini di metri quadrati sarebbe nettamente
all’attivo. Questa soluzione, infatti, permetterebbe al Professionale di avere
anche le cucine, essenziali per l’indirizzo alberghiero. Il momento sembra
favorevole alla attuazione della proposta, perché la dirigente della elementare
e della materna è in procinto di andare in pensione. L’Istituto comprensivo,
inoltre, concilierebbe le esigenze del Professionale con quelle dei residenti
del centro cittadino, che non vogliono rinunciare ad una materna e ad una
elementare a breve distanza. Ora, si aspettano le risposte della Provincia,
competente per le scuole superiori, e del Comune, che ha la proprietà di tutti
gli immobili interessati. Si sa che l’amministrazione Nardi mira a liberare gli
edifici ora occupati dal «Filosi» allo scopo di ricavarne qualche utile, visto
che via Costa non paga affitto. D’altra parte, non pare netta la volontà della
stessa amministrazione di procedere, per quanto di sua competenza, nell’iter per
dare al Professionale una sede di nuova costruzione. La Provincia, come è noto,
ha approvato un progetto in project financing, vale a dire con capitale privato.
L’individuazione dell’area sulla quale costruire spetta, invece, al Comune, il
quale ha scelto 18mila metri quadrati a Borgo Hermada, anche se ne servirebbero
circa 40mila. Le cose, tuttavia, vanno molto a rilento e, nei giorni scorsi, tre
consiglieri comunali della maggioranza (Avelli, Acanfora e Masullo) hanno
sollecitato a fare presto.
Andrea Di Lello

Bis per la Futura Terracina
Vince ancora la Pallavolo Futura Terracina ’92 nella seconda giornata del Campionato di Serie C. Battuto il Castelnuovo per 3 a 0.
Grande festa sugli spalti. Sabato trasferta a Roma.
Chi attendeva la riprova è stato accontentato. La Pallavolo Futura Terracina
’92 ha concesso il bis superando tra le mura amiche del PalaCarucci il
Castelnuovo per 3 a 0 al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine.
Per le ragazze di Tonino Federici punteggio pieno nel girone B e vetta in
coabitazione del Casal de Pazzi.

Inizio migliore non poteva esserci per una squadra apparsa in crescita rispetto
alla vittoria di sette giorni prima in casa del Roma Centro.

“E’ vero – ha detto l’allenatore delle futurine – siamo migliorati
soprattutto in intensità, lavorando bene in difesa e a muro. La continuità è
stata l’arma vincente, non a caso i parziali sono stati inequivocabili.
Brave comunque le nostre avversarie a non mollare soprattutto nel terzo set
quando la gara è diventata più equilibrata e il pubblico si è divertito”.

Difficile in questa occasione fare una scala di merito in casa terracinese, ma
una citazione la merita Michela Chiapponi, assolutamente irrefrenabile in
attacco e a muro. Una condizione fisica invidiabile per l’esperta giocatrice
vera trascinatrice della squadra.

Il numeroso pubblico si è divertito ricevendo dalle proprie beniamine l’applauso
finale.

“Stiamo applicando il lavoro quotidiano della palestra – ha proseguito
Tonino Federici – e questi sono i risultati. A chi dice che il Castelnuovo è
stato un avversario abbordabile, dico che questa è una squadra che
all’esordio ha vinto 3 a 0 e ha delle potenzialità: Ne riparleremo più
avanti”.

La Futura Terracina si gode il primato senza montarsi la testa e consapevole che
il Campionato nasconde delle insidie con squadre che puntano dichiaratamente
alla Serie B2.
Sabato prossimo Bolognesi e compagne saranno di scena a Roma
contro la Scuola Sport. Intanto a metà novembre inizierà il Campionato Under 14
della squadra di Arcangelo Vaccarella, primo torneo provinciale a prendere il
via.

Progetto “La stagione della legalità”
In collaborazione con il Terracina Social Forum nell’ ambito del progetto “La
stagione della legalità”, continuano gli incontri presso la Biblioteca
A.Olivetti, con il seguente calendario: Mercoledì 27 Ottobre, alle 17,30 sarà
presentato il libro di Sabina Morandi “C’è un problema con l’ ENI”; Sabato 30
ottobre alle ore 18,30 sarà presentato il libro di Adriano Di Stazio “Il treno
della fortuna”; Sabato 6 novembre alle ore 18,00 sarà la volta del libro di
Andrea Palladino “Bandiera nera. Le navi dei veleni”; Sabato 13 novembre alle
ore 18,00 Ugo Di Girolamo presenterà “Mafie, politica, pubblica
amministrazione”.
Il progetto, cui hanno dato l’ adesione alcuni Istituti scolastici della Città,
è rivolto ai giovani (studenti in orario antimeridiano) e a quanti sono
interessati ai temi e problemi di attualità (pomeriggio in biblioteca).

Comments Nessun commento »

terracina-colorizzata-2-primi-del-900_bis

Sembra non conoscere pace la gestione degli arenili comunali di Terracina.
Con l’apertura di un’indagine che punta a fare chiarezza sulla gestione privata di
quattro tratti di spiaggia sul lungomare Circe, la Procura fa il bis. In
passato, infatti, la magistratura ha già messo nel mirino la gestione degli
arenili comunali, per una superficie di circa 10 mila metri quadrati di costa e
per oltre mille postazioni-ombrellone, a causa di presunte assunzioni «allegre»
effettuate dell’ente in tempi non sospetti. Più precisamente nel 2006, in tempi
di campagna elettorale ed elezioni amministrative. Allora a far scattare
l’indagine fu l’assunzione di oltre 60 unità tra bagnini, spiaggini e altri addetti
ai servizi sui lidi comunali. Salvo poi, negli anni successivi, vedere il numero
di dipendenti stagionali calare visibilmente. Segno che forse i numeri del 2006
potevano essere stati «gonfiati» dalla concomitanza con le elezioni comunali.
Comunque gli accertamenti in merito a questo filone d’inchiesta sono stati
svolti e tutto adesso giace in Procura, con le deposizioni degli interinali che
lavorarono su quelle spiagge e con tutti gli elementi utili a fare chiarezza sul
ruolo del Comune imprenditore in prima persona nella gestione degli arenili.
Che, vista la vocazione turistica di Terracina e la grande disponibilità di
spiaggia, era stata chiamata a ricoprire la parte della più importante azienda
turistica della città. Da fiore all’occhiello per il turismo terracinese, a
centro di una delicata indagine. Ma due anni fa il Comune ha lasciato la patata
bollente ai privati che, fiutando l’affare, hanno preso la gestione del
servizio partecipando a una gara pubblica. Il Consib, consorzio dei balneari di
Terracina, nel 2009 e nell’estate scorsa ha gestito il servizio. Non proprio un
affare quello dei lidi comunali, se si pensa che nel rinnovare la concessione la
passata stagione estiva, il consorzio ha titubato qualche tempo prima di
riprendere in mano il servizio. Comunque alla fine il dado è stato tratto. La
musica è cambiata? Evidentemente per la magistratura no. Dal momento che in
seguito all’esposto di un cittadino si è deciso di aprire un nuovo filone
d’inchiesta, delegandola alla polizia Municipale. Sotto i riflettori degli
inquirenti, a quanto pare, la concessione a privati di pubblico demanio e
mancato rispetto del capitolato d’appalto. Ma anche disservizi relativi alla
sicurezza in spiaggia degli utenti. Questi almeno i cardini attorno ai quali
ruota l’esposto presentato in Procura dal quale è scatta la nuova inchiesta.
L’immagine che ne esce, salvo poi la necessità di accertare la veridicità delle
accuse e la reale sostanza dei reati, che al momento rappresentano solo ipotesi,
è comunque quella di arenili per così dire maledetti, segnati da gestioni per
cui si è reso dovuto, sia nel suo aspetto pubblico che in quello privato,
l’intervento della magistratura.
Francesco Avena

dellaporta2 [19]

Sciscione: “Coerenza nell’applicazione del piano regionale della rete
ospedaliera” L’articolazione del Piano Regionale sul riordino della Rete
Ospedaliera, all’interno del territorio dell’Azienda Sanitaria di Latina,
costituisce un elemento essenziale per l’equilibrio e la reale efficacia delle
indicazioni in esso contenute.
Riteniamo che i primi elementi che scaturiscono
da quelle che dovrebbero essere le scelte dell’attuale Dirigenza Aziendale, per
quanto ci è dato sapere, appaiono non coerenti con l’impostazione del Piano e
rispondenti ad una mera visione bipolare del nostro territorio, del tutto
inaccettabile sia dal punto di vista dell’efficacia delle scelte, sia per la
necessaria sinergia da realizzare a livello locale. Sostanzialmente si
evidenzia, una parte nord della provincia molto rafforzata, con una parte sud
egualmente ben strutturata, con un presidio dentro che, sostanzialmente, viene
marginalizzato con il rischio dell’impoverimento, fino alla chiusura della parte
Universitaria ed una impostazione generalista del restante, con un forte
pericolo di dispersione ed inglobamento nell’area nord e sud della provincia.
Pertanto riteniamo dover formulare alcune considerazioni preliminari. La
proposta di riassetto dell’Ospedale di Terracina, non comprende l’attivazione
del previsto Servizio di Medicina d’Urgenza, su cui si doveva invece imperniare
la gestione dell’urgenza-emergenza. Si è sempre detto che il salto di qualità
nel trattamento del Paziente acuto si sarebbe realizzato solo con l’attivazione
della degenza breve, affiancata da una postazione di letti sub intensivi e
polispecialistici- La Medicina d’Urgenza era peraltro prevista nel protocollo
Università-Regione e quindi come sarebbe giustificabile la sua soppressione che
graverebbe peraltro negativamente anche sulla capacità di formazione? Si
specifica altresì che l’attività chirurgica specialistica di Otorino ed
Oculistica può svolgersi regolarmente con l’utilizzo dei letti chirurgici,
mentre per l’Urologia si continuerà l’attività endoscopica e specialistica
ambulatoriale. E’ inoltre sparita la prevista attivazione dell’Area Medica e
Chirurgica di elezione e postacuzie presso l’Ospedale di Fondi e si prevede,
invece, di lasciare l’attuale assetto di gestione ordinaria e di elezione,
trasferendo la postacuzie a Gaeta. Scegliere di non attivare l’area post acuzie
a Fondi, non solo impedisce uno sfruttamento razionale dell’esistente, rendendo
di fatto impossibile il trasferimento da Terracina a Gaeta che diventerebbe
oltremodo difficile trattandosi di un trasferimento tra presidi diversi, ma
significherà inevitabilmente, perpetuare la situazione di duplicazione dei
reparti e servizi a pochi chilometri di distanza. Ciò significherà, in pratica,
creare i presupposti per la chiusura a breve di uno dei due stabilimenti del
presidio centro e probabilmente di ambedue nel medio periodo. Riteniamo
pertanto, che vada rafforzato il contenuto sanitario riferito all’emergenza-
medico-chirurgica-traumatologica dell’Ospedale di Terracina, come previsto delle
indicazioni del Piano regionale, confermando la vocazione per la elezione,
postacuzie e non acuzie per l’Ospedale di Fondi, il che permetterebbe di
mantenere la diversificazione e l’integrazione tra i due Ospedali. Di
conseguenza, ogni interpretazione forzosa e legata a logiche estranee ai
principi che sono alla base del Piano di Riordino, costituisce elemento di
squilibrio e mina la sostenibilità di un sistema che deve soddisfare in modo
adeguato le esigenze di sanità del nostro territorio.
Gianfranco Sciscione – Lista Polverini

dellaporta2 [20]

Quarta vittoria consecutiva per il Terracina al Colavolpe. Più sofferto del
previsto il successo sulla Roma VIII: 2-1 il finale. Partenza convincente dei
padroni di casa: senza troppe pressioni i romani giocano in scioltezza, ma il
forcing dei tigrotti è veemente. Pericoloso Cicco all’11’ con un colpo di testa.
I romani si affidano ai calci piazzati dalla distanza, ma la mira è spesso
imprecisa. Cinici i tigrotti che passano con Medoro al 16’: tocco da biliardo
che non lascia scampo a Capostagno. Sbloccato il risultato, il Terracina
conquista campo e convinzione: i tre squalificati (Tricinelli, Balestrieri e
Romero) non sembrano un problema. Il raddoppio arriva col fantasista Rosi.
Seconda rete consecutiva per il numero 10 che sfrutta l’assist di Grandullo..
Nella ripresa il Terracina arretra e la Roma VIII inizia a crederci. I ragazzi
di Pernarella ci provano su calcio di punizione: Sansò non è preciso al 20’. Al
30’ la Roma VIII rientra in partita grazie ad un eurogol di Giuliani. Nel finale
il Terracina seppur con qualche affanno porta a casa tre punti che la tengono in
corsa per il secondo posto.
TERRACINA: Fusco 6, La Cava 6, Angona 6,5, Cicco 6, Di Franco 7, D’Amico 7,
Grandullo 6,5 Sansò 7, Cioffi 7, Rosi 7 (36’ Serapiglia 6), Medoro 7 (25’ st
Reppucci). All. Pernarella ROMA VIII: Capostagno 6, Buonocore 5,5 (35’ st
Moschetta 6), Marronaro 6, Giordano 5, Agresta, Blasi 6 (41’ st Sarnacchiaro),
Pirrami 5,5, Tortorella 6, Giuliani 6,5, Sgrulloni 5,5, Oussama 6. All.
Pagliarini Arbitro: Cocco di Frosinone Reti: 16’ Medoro, 36’ Rosi, 30’ st
Giuliani Note: ammonio Blasi; spettatori 300 circa.
di DANIELE SPERLONGA

dellaporta2 [21]
Scavi al via nella zona portuale di terracina per lavori di manutenzione
straordinaria dell’impianto fisso antincendio.
Affinché gli operai della ditta
di Afragola possano intervenire nella massima sicurezza, loro e degli utenti, il
comandante della locale capitaneria di porto Floriana Segreto ha emesso
un’ordinanza ad hoc che prevede che da oggi fino alla fine dei lavori «sul
tratto di via del Molo compreso tra lo scalo di alaggio – ex Sep – e l’incrocio
con via Cristoforo Colombo è vietata la  sosta di autoveicoli, cicli e motocicli
a eccezione dei mezzi di soccorso, di polizia, di quelli espressamente
autorizzati dal comando del porto e impiegati dalla ditta esecutrice dei
lavori». Per regolarizzare la viabilità portuale «è istituito sul tratto di via
del Molo, dall’incrocio di via della Batteria all’incrocio con via Colombo, il
senso unico in uscita dall’area  portuale, percorrendo la corsia opposta al
naturale senso di marcia Pertanto, per l’intera durata dei lavori, l’accesso
veicolare al porto è consentito  esclusivamente da via della Batteria ed è
inoltre istituito il divieto di sosta nel tratto di via del Molo  che va
dall’incrocio con via della Batteria e l’ingresso all’area verde cosiddetta
Centro Sportivo il  Molo». I lavori previsti da tempo, dunque, cominciano, anche
se resta ancora nel limbo il dragaggio all’ingresso del porto.
Ri.Re.

dellaporta2 [34]

I vigili urbani a lezione dal comandante Antonino Alongi, tenente colonnello
della polizia municipale di Roma e vice-comandante della zona di Centocelle.

corso di aggiornamento si è tenuto venerdì scorso a Villa Tomassini. Vi hanno
partecipato non soltanto gli agenti della polizia locale di terracina, ma anche
colleghi dei comandi di Gaeta, San Felice Circeo e Santi Cosma e Damiano. Un
aggiornamento di tipo tematico sulle novità introdotte di recente dal pacchetto
legislativo 120/2010, con un focus sull’infortunistica. «Una formula elastica da
affiancare ai corsi istituzionali organizzati dalla Regione Lazio- commenta il
maggiore Vincenzo Pecchia- Un completamente tematico molto prezioso».
Ri.Re.
Il

dellaporta2 [35]
Perroni: «Adesso chiedono alla Polverini quello che noi chiedevamo a Marrazzo»

«Prima non ci sentivate e non rispondevate, ora invece ponete alla Polverini le
stesse domande che La Destra poneva a Marrazzo e alla Coiro». Scrive Emilio
Perroni: «Caro PD di Terracina per tre lunghi anni La Destra ed io abbiamo posto
le seguenti domande a Marrazzo e alla Coiro: a quando l’apertura della terza
sala operatoria, quando avremo la guardia medica cardiologica h24, a quando la
sostituzione della TAC, a quando la sostituzione del gruppo elettrogeno quando
la struttura del Fiorini verrà dotata di una carta dei servizi quando sarà
possibile avere un laboratorio analisi h24. Ma dove eravate quando eravamo noi a
fare queste domande, mai vi siete disturbati a lavorare per la nostra città.
Spiegateci perché non avete fatto allora pressione per risolvere questi
problemi. Spiegateci perche avete attaccato il Presidente Storace perché apriva
gli ospedali e ora attaccate la Polverini perché vuole razionalizzare la spesa,
in politica la coerenza va rispettata e quindi delle due una , entrambe sono in
contraddittorio. Inoltre mentre la Coiro premiava i dirigenti ASL che tagliavano
i sevizi sanitari, voi del PD stavate in un assordante silenzio, non vi siete
preoccupati mica dell’Ospedale di Priverno, mentre ora siete a conoscenza
dell’intero piano Polverini. Se prima in Sanità meritavate una bella i (di
impreparato), ora che aspirate alla sufficienza dovrete studiare parecchio solo
per capire , che in pochi mesi, non può essere cambiato molto da quando eravate
voi alla guida della Regione Lazio».

dellaporta2 [38]

dellaporta2 [40]

Centro sinistra unita alle urne: questo il monito di Sinistra Ecologia e Libertà
i cui iscritti sono tornati a riunirsi.
All’ordine del giorno la programmazione
di una serie di incontri per dibattere su temi quali i servizi sociali,
l’immigrazione, l’ambiente. Il partito nel frattempo si dà una struttura sempre
più solida, sotto la guida del segretario Vittorio Marzullo (in foto) e
l’ingresso all’interno del direttivo di professionisti terracinesi e giovani
motivati da profondo spirito d’inizia – tiva. «Il comitato direttivo – si legge
in una nota di SeL – auspica una rapida ripresa del confronto con il Pd ed altre
forze sociali per arrivare insieme alla stipula di un programma condiviso e alla
individuazione comune di un candidato a sindaco. Il direttivo, inoltre, si
augura comportamenti improntati al rispetto reciproco ed alla pari dignità tra
tutte le forze politiche e sociali che intendono allearsi all’interno di un
unico schieramento di centro sinistra». Altrimenti, avverte il segretario
Marzullo, «qualora si dovesse indurre qualche forza politica a proporci un
piatto già pronto o una minestra riscaldata, tradendo quindi il rispetto della
dignità reciproca, deve sapere da subito che SeL è pronta anche a
non accettare tali soluzioni».
F. A.

dellaporta2 [39]
In tribunale per la truffa ai danni dell’assicurazione e di un anziano.

Si apre oggi il processo a carico di dieci imputati, accusati a vario titolo di
truffa e tentata truffa per fatti risalenti al 2005 quando i protagonisti della
vicenda simularono quattro incidenti stradali, riuscendo a ottenere risarcimenti
per svariate migliaia di euro dall’assicurazione. Il tutto utilizzando l’auto di
un ultraottantenne, E. P.V. , all’oscuro di tutto che adesso,
difeso dagli avvocati Fabio De Felice e Lorella Gasbarrone, si è
costituito parte civile con una richiesta di risarcimento danni per 50 mila euro
per ogni imputato. Ad organizzare i raggiri la badante dell’anziano, il figlio,
e un gruppo di conoscenti per un totale di dieci persone chiamate oggi in
Tribunale a Terracina per l’apertura del procedimento penale. Venivano
falsificati gli incidenti e compilati Cid fasulli da cui sono stati ottenuti i
rimborsi dall’assicurazione dell’82enne. Fino a quando quest’ultimo
non si è accorto della truffa e ha denunciato tutto alla polizia.
F. A.

dellaporta2 [41]

Comments Nessun commento »

terracina-agostino-a-mare-notturna-dopoguerra_bis

Sospeso dalla Regione il progetto di ampliamento della cava di Camposoriano. La
Direzione Regionale Ambiente ha scritto al Comune per segnalare tutta una serie
di carenze relative alla tanto discussa istanza presentata dalla Edil Cave, di
proprietà della famiglia del consigliere comunale repubblicano Alfredo Lauretti.
La missiva della Pisana, che riguarda la valutazione di impatto ambientale,
rileva innanzi tutto «l’incompletezza e la non conformità normativa della
documentazione presentata». «Lo studio di impatto ambientale infatti -scrivono
il responsabile del procedimento, il direttore vicario della Direzione Regionale
e il direttore del Dipartimento- non è stato redatto secondo i criteri e e le
indicazioni stabilite dalla normativa attualmente vigente». Tale studio, inoltre
è relativo «solo al sito di cava e non esamina nel dettaglio gli impianti e le
misure di mitigazione e rinaturalizzazione di tutta l’area di intervento».
Ancora:« Dal punto di vista progettuale, le tavole esaminate rappresentano
l’assetto morfologico attuale e a fine coltivazione della cava, mentre non sono
stati rappresentati in dettaglio gli interventi di rinaturalizzazione delle
scarpate e del piazzale finali, comprensivi anche delle simulazioni fotografiche
necessarie a valutare l’inserimento paesaggistico ed ambientale di tali
interventi nel contesto circostante. In particolare, dovranno essere specificati
ed elaborati le modalità di intervento sulle scarpate finali, che nel tratto
centrale della cava presenta una inclinazione di 45 gradi ed un’altezza di venti
metri». Mancano anche le tavole del Piano Territoriale Regionale, a proposito
del quale la lettera osserva che «tutta l’area interessata S dalla proposta
attività estrattiva è caratterizzata, oltre che dall’uso civico indicato nel
progetto, anche dalla presenza di aree boscata vincolate ai sensi del D.Lgs.
42/04». Vista, allora, «la presenza di vincoli paesaggistici sull’area di
intervento -avverte la lettera- e non essendo a conoscenza se il proponente
abbia o meno acquisito l’autorizzazione paesaggistica, è necessario acquisire
anche l’autorizzazione in argomento». Gli estensori della missiva, infine,
chiedono all’Area della Direzione Regionale Attività Produttive se l’intervento
«può essere in quadrato come ampliamento di un’attività estrattiva oppure è da
classificare come nuova cava». il procedimento per ora è sospeso e la ditta ha
60 giorni di tempo per integrare la documentazione.
Andrea Di Lello


L’istituto tecnico «Arturo Bianchini» di terracina e la Fondazione Fidapa
scendono in campo contro la scomparsa dei mestieri antichi.
Sta per partire la
prima edizione del corso di formazione professionale «Restauratore di opere
d’arte polimateriche» per favorire l’occupazione, recuperare e diffondere le
professioni di una volta, fornire abilità pratiche per consentire l’avvio di
nuove botteghe artigiane da parte dei giovani allievi. Il corso si articolerà in
120 ore d’aula e in 960 ore di tirocinio presso una bottega artigiana con
l’assistenza di un tutor formativo. Il tutto sarà preceduto da un’attività di
orientamento che si terrà presso la sede dell’istituto a partire da martedì. Il
corso di formazione è rivolto a disoccupati o inoccupati di età compresa tra i
18 e i 30 anni, residenti o domiciliati nella Regione Lazio in possesso di un
diploma di scuola superiore. E’completamente gratuito e è finanziato dalla
Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo: Anzi: gli allievi frequentanti
avranno diritto a un’indennità di frequenza di 2 euro l’ora. Il corso è
articolato in Orientamento, Formazione, Tirocinio e Ri-orientamento svolti nelle
aule del «Bianchini» e presso le botteghe artigiane che hanno aderito al
progetto. In particolare il corso intende formare una figura professionale che
opera in ambito artigianale e che si occupa del restauro e della conservazione
di manufatti di pregio e alto valore artistico, storico, culturale realizzati in
materiali diversi, identificandone le caratteristiche strutturali,
diagnosticando gli interventi da effettuare e utilizzando le tecniche più
appropriate. Per maggiori informazioni e per prenotare il colloquio individuale
è possibile telefonare allo 0773/724011 oppure rivolgersi direttamente presso
l’istituto di via Marandola, a terracina.
Ri.Re.


Filiera del pescato sotto lo stretto controllo della capitaneria di porto di
terracina, agli ordini del comandante Floriana Segreto.
All’incirca 60
controlli, sei illeciti tra penali e amministrativi puniti con sanzioni per un
totale di circa 2 mila euro, 80 chilogrammi di prodotti ittici sequestrati:
questo il bilancio complessivo dell’operazione di controllo che si è svolta
negli ultimi giorni e che ha riguardato i rivenditori all’ingrosso e al
dettaglio, mercati rionali, ristoranti, pescherie, le barche in mare e nei punti
di sbarco dell’intero circondario marittimo di terracina (terracina, San Felice
Circeo, Sperlonga e Fondi) e alcuni Comuni ciociari (Frosinone, Alatri e
Veroli). I militari hanno confiscato 15 chili circa di frutti di mare in cattivo
stato di conservazione, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica e
nonostante questo pronti a essere immessi in commercio; altri 15 chilogrammi
circa di novellame di sgombri etichettati come pesce azzurro, accertando,
dunque, anche una frode in commercio; 5 chilogrammi circa di tranci di «squalo
volpe», una specie protetta e non commerciabile nell’area comunitaria; 45 chili
circa di seppie surgelate scadute di validità. Gli sgombri sono stati affidati
in custodia, ma il resto del pesce sequestrato è andato distrutto. Questa
operazione fa parte di un’attività di contrasto alle attività illecite nel campo
della produzione e commercializzazione dei prodotti ittici finalizzata alla
salvaguardia della salute dei consumatori.
Ri.Re.


Finisce in carcere Michele Minale, l’agente immobiliare di Terracina già colpito
nel gennaio scorso dal sequestro preventivo dei suoi beni e sottoposto a
sorveglianza speciale.
L’imprenditore, nato a Rotterdam ma di origini campane, è
stato arrestato nella giornata di ieri dai carabinieri del Norm diretti dal
capitano Alessandro Giordano Atti, in esecuzione di un provvedimento della Corte
d’Appello di Roma che lo ha condannato per i reati di ricettazione e
associazione a delinquere. Si tratta dello strascico di episodi delittuosi
risalenti al 1994 e per i quali ora Minale dovrà scontare 2 anni di carcere.
L’agente immobiliare, colpito solo 9 mesi fa da un’indagine
della divisione anticrimine della Questura di Latina per presunti legami
con ambienti della malavita campana, ha collezionato una serie di precedenti
penali. Tra questi quelli che ieri hanno portato all’arresto. Un «curriculum»
che ha contribuito a convincere a gennaio scorso il Tribunale di Latina a
firmare l’ordinanza di sequestro preventivo di tutti i suoi beni, calcolati
inizialmente in 10 milioni di euro. Il provvedimento era scaturito da
un’accurata informativa della divisione anticrimine della Questura, che aveva
messo gli occhi su un patrimonio considerato eccessivo rispetto all’attività
commerciale svolta dall’imprenditore. A Minale, che ha alle spalle diverse
vicende giudiziarie per reati che vanno dalla truffa a ll ’estorsione fino ai
reati contro il patrimonio, secondo la Questura erano riconducibili terreni,
immobili, quote societarie, auto e beni di lusso sospetti. Una parte di quei
beni (precisamente alcune attività e beni riconducibili a suoi famigliari), è
stata svincolata dal provvedimento di sequestro preventivo. Ma il Tribunale di
Latina ha confermato per l’agente immobiliare la sorveglianza speciale. Ieri
sono invece scattate le manette per reati commessi 16 anni fa.
Diego Roma


L’unione fa la forza. Anche a tavola. Lo sanno bene la onlus «AnnaLaura» e
l’associazione di ristoratori «Terracina a tavola» già ai fornelli per
l’importante evento in programma il prossimo 8 novembre. Quella sera i 23
ristoratori per la prima volta cucineranno insieme una cena completa per gli
ospiti della «Torre del Sole» di Terracina, messa gratuitamente a disposizione
dal titolare Giovanni Amuro. Un menù d’eccezione, con 23 chef che si metteranno
a disposizione della solidarietà. Il ricavato della serata verrà investito
nell’acquisto di un videolaringoscopio L’ del valore di circa 10 mila euro. Si
tratta di uno strumento essenziale negli interventi chirurgici eseguiti su
pazienti tiroidectomizzati o affetti da patologie devianti della laringe o della
trachea che non permettono la normale intubazione endotracheale con le
apparecchiature solitamente utilizzate in sala operatoria. La onlus «AnnaLaura»,
presieduta da Ettorina Michelazzo, lo metterà a disposizione del polo pontino
dell’università «La Sapienza» di Roma, attiva ormai da anni presso l’ospedale
«Alfredo Fiorini» e diretta dal professore Franco Stagnitti. «La sinergia già
consolidata da circa un anno con l’associazione dei ristoratori ci vede di nuovo
protagonisti come beneficiari di un progetto a sostegno dell’oncologia» dice
soddisfatta la Michelazzo. Nel corso della stessa serata saranno premiate le tre
migliori tesi di laurea in Scienze Infermieristiche dell’anno 2009/10, valutate
ed esaminate da un’apposita commissione. Si tratta del terzo anno consecutivo
che la onlus organizza l’evento, e quest’anno si aggiungerà anche la premiazione
per la migliore tesi di laurea che ha avuto come argomento l’area oncologica e
in particolare l’hospice «Villa Azzurra». Al fianco dei ristoratori ci saranno
gli studenti dell’Alberghiero del «Filosi».
Rita Recchia



Per consentire alcuni interventi di manutenzione straordinaria nell’area del
porto a partire da lunedì prossimo l’Ufficio circondariale marittimo ha emanato
un’ordinanza che vieta la sosta di qualsiasi veicolo ad eccezione dei mezzi di
soccorso, di polizia, di quelli autorizzati dalla Capitaneria di Porto e
impiegati dalla ditta esecutrice dei lavori.
Al fine di regolarizzare la
viabilità portuale, inoltre, è istituito sul tratto di via del Molo,
dall’incrocio di via della Batteria all’incrocio con via Colombo, il senso unico
in uscita dall’area portuale, percorrendo la corsia opposta al naturale senso di
marcia. Pertanto, per l’intera durata dei lavori, l’accesso dei veicoli al porto
è consentito esclusivamente da via della Batteria ed è inoltre istituito il
divieto di sosta nel tratto di via del Molo che va dall’incrocio con via della
Batteria e l’ingresso all’area verde del
«Centro Sportivo il Molo».


«Da terracina partirà un pullman di 54 persone mentre altre raggiungeranno
Latina in auto.
Saremo numerosi». A parlare è il presidente della sezione di
terracina Giuseppe Di Mauro. La sezione di terracina è nata nel 1990. «Siamo in
costante attività – spiega il presidente – partecipiamo continuamente a raduni
regionali e interregionali senza lasciarci sfuggire quello nazionale che si
svolge ogni anno. In tutte questi eventi portiamo i nostri valore di
attaccamento alla bandiera soprattutto ai giovani che dovrebbero accostarsi di
più alla nostra associazione». La sezione di terracina è nata dopo lo
scioglimento della sezione di borgo Montenero. Al suo interno si trova un
nutrito gruppo di bersaglieri di borgo Hermada.



Una coppia di giovani rumeni hanno messo a segno almeno due furti in due negozi
del centro di terracina.
Lei è stata bloccata dalla polizia, mentre lui è
riuscito a fuggire. I due sono stati scoperti mentre sgraffignavano merce
all’interno del negozio «Bum» di viale della Vittoria. Nel momento in cui è
scattato l’allarme, il personale del negozio ha bloccato i ladri ma l’uomo è
comunque riuscito a svignarsela, lasciano lei nei guai. Intanto è stato
allertato il 113 e nella borsa della straniera è stata trovata una tuta
sportiva, poco prima rubata all’interno di «Ramacci Sport», poco distante. Al
momento i proprietari di «Bum» hanno accertato la scomparsa di un profumo. La
ragazza è stata condotta in commissariato.
Ri.Re.



Era inserita in un vasto giro di spaccio di cocaina sul litorale casertano, con
un ruolo di primo piano, ma è stata arrestata ieri in una vasta operazione della
polizia di Castel Volturno.
Finisce di nuovo in manette con l’accusa di
detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti Pierina Clemente, la donna
originaria di Terracina già finita in manette nel maggio scorso, quando fu
sorpresa alla fermata degli autobus in via Roma in compagnia del figlio, in
possesso di 26 grammi di cocaina divisa in dosi e due grammi di crack. La donna
nei giorni scorsi è stata di nuovo tratta in arresto nella sua abitazione di
Mondragone, dove risiede da anni, nell’ambito di un’operazione ben più ampia,
che ha permesso di sgominare un vero e proprio centro di smistamento di droga
sul litorale casertano. Gli agenti del Commissariato campano da tempo erano sui
suoi passi. Appostamenti, pedinamenti, osservazioni e indagini hanno portato al
sequestro di 284 ovuli di cocaina, che la donna teneva in una busta e che, alla
vista della polizia, tentava di occultare. Con lei, fermato anche un napoletano
di 30 anni, Luigi Lucci, bloccato mentre usciva dall’abitazione mondragonese
della Clemente, suito dopo aver acquistato la polvere bianca. Pierina Clemente,
nativa di Terracina ma da anni residente a Mondragone, l’esta te scorsa era
stata arrestata a Terracina con il figlio sempre per detenzione ai fini di
spaccio di sostanze stupefacenti. I due erano appena scesi dall’autobus che
dalla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, dove erano scesi, conduce
all’autolinee. Ad attenderli i carabinieri, che le scoprirono poco meno di 30
grammi di cocaina, già divisi in dosi, e due grammi di crack già confezionato
per la vendita. La Clemente era stata condannata insieme al figlio a 9 mesi di
reclusione, pena sospesa. Una punizione che evidentemente non l’ha intimorita.
Anzi, a quanto pare il quartier generale della Clemente è proprio Mondragone.
Non a caso è dalle zone del casertano che proviene la maggior parte della
cocaina poi smerciata sul territorio locale. E non è escluso che la donna avesse
contatti con diversi pusher locali, che puntualmente riforniva con i suoi
«viaggi» della droga. D. R.ERA inserita in un vasto giro di spaccio di cocaina
sul litorale casertano, con un ruolo di primo piano, ma è stata arrestata ieri
in una vasta operazione della polizia di Castel Volturno. Finisce di nuovo in
manette con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti Pierina
Clemente, la donna originaria di Terracina già finita in manette nel maggio
scorso, quando fu sorpresa alla fermata degli autobus in via Roma in compagnia
del figlio, in possesso di 26 grammi di cocaina divisa in dosi e due grammi di
crack. La donna nei giorni scorsi è stata di nuovo tratta in arresto nella sua
abitazione di Mondragone, dove risiede da anni, nell’ambito di un’operazione ben
più ampia, che ha permesso di sgominare un vero e proprio centro di smistamento
di droga sul litorale casertano. Gli agenti del Commissariato campano da tempo
erano sui suoi passi. Appostamenti, pedinamenti, osservazioni e indagini hanno
portato al sequestro di 284 ovuli di cocaina, che la donna teneva in una busta e
che, alla vista della polizia, tentava di occultare. Con lei, fermato anche un
napoletano di 30 anni, Luigi Lucci, bloccato mentre usciva dall’abitazione
mondragonese della Clemente, suito dopo aver acquistato la polvere bianca.
Pierina Clemente, nativa di Terracina ma da anni residente a Mondragone, l’esta
te scorsa era stata arrestata a Terracina con il figlio sempre per detenzione ai
fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due erano appena scesi dall’autobus
che dalla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, dove erano scesi, conduce
all’autolinee. Ad attenderli i carabinieri, che le scoprirono poco meno di 30
grammi di cocaina, già divisi in dosi, e due grammi di crack già confezionato
per la vendita. La Clemente era stata condannata insieme al figlio a 9 mesi di
reclusione, pena sospesa. Una punizione che evidentemente non l’ha intimorita.
Anzi, a quanto pare il quartier generale della Clemente è proprio Mondragone.
Non a caso è dalle zone del casertano che proviene la maggior parte della
cocaina poi smerciata sul territorio locale. E non è escluso che la donna avesse
contatti con diversi pusher locali, che puntualmente riforniva con i suoi
«viaggi» della droga.
D. R.

Una cartografia professionale della città di Terracina richiesta da una
multinazionale di Stoccarda.
Il Comune ha dato il patrocinio alla società
«Geoplan», filiale italiana di una multinazionale tedesca per la realizzazione
di una cartografia professionale che diffonda l’imma – gine della città in
Italia e nel mondo. Nessun impegno di spesa, anzi la società si è impegnata in
cambio del patrocinio di regalare al Comune 2000 tascabili, 40 poster, di cui 20
incorniciati e un link gratuito sul sito del Comune per accedere gratuitamente
online sul portale Geoplan e visionare l’opera compiuta.
D. R.


Stipendi altalenanti per i dipendenti che operano le pulizie degli uffici
comunali di Terracina.
C’è malumore tra i 14 operatori che lavorano per la ditta
«A&Tech», aggiudicataria dell’appalto per il servizio di pulizia degli immobili
comunali. I lavoratori in questi giorni sono in fermento per i continui ritardi
nella corresponsione delle spettanze da parte della società. Ad oggi la ditta
non avrebbe ancora liquidato il mese di settembre. A quanto si apprende dai
malumori circolanti tra i dipendenti, la responsabilità questa volta non sarebbe
però del Comune, in passato protagonista di ritardi con le ditte appaltatrici
dei vari servizi. Il mandato di pagamento da parte degli uffici finanziari
sarebbe infatti partito lo scorso 18 ottobre e accreditato effettivamente ieri.
Ma degli stipendi ancora non c’è traccia. Un ritardo che sta mettendo in seria
difficoltà le economie dei dipendenti (14 in tutto tra cui 13 donne), che si
dicono con l’acqua alla gola. I timori dei lavoratori forse potrebbero rientrare
già nelle prossime ore, ma secondo alcune indiscrezioni raccolte nell’a mbiente,
non sarebbe la prima volta dall’aggiudicazione del nuovo appalto che le attese
degli stipendi diventino insostenibili. Già all’indomani dell’a ffi damento del
servizio alla «A&Tech », avvenuto nel febbraio scorso per un importo annuo
complessivo di quasi 400 mila euro, gli operatori sarebbero incappati in vistosi
ritardi nel pagamento delle spettanze. Dal marzo, mese in cui è partito il
servizio, infatti, i primi accrediti sarebbero arrivati solo a giugno, per poi
saltare – sempre secondo le versioni circolanti tra gli operatori – quelli di
luglio e agosto, pagati in un unica tranche il mese scorso. Proprio a settembre,
dopo una protesta dei dipendenti sotto il palazzo municipale, la ditta e il
Comune avrebbero tenuto un incontro da cui sarebbe scaturito un accordo. Il
Comune, alla presenza dei sindacati, per garantire il servizio e la continuità
dei flussi finanziari per pagare gli stipendi ha preso impegno a corrispondere
bonifici mensili alla società. Era il 23 settembre. Lo scorso 18 ottobre
l’amministrazione comunale ha infatti inviato un bonifico di 26 mila euro circa,
relativi ai mesi di maggio e giugno, alla società «A&Tech», a cui però non hanno
fatto seguito gli stipendi per gli operai. Ora i dipendenti sono allarmati per i
continui ritardi nell’ottenimento delle spettanze e non è escluso che, se
l’impasse dovesse prolungarsi, incrocino
le braccia in segno di protesta.
Diego Roma



Comune distratto.
Non s’era accorto che pagava a vuoto per utenze Enel dismesse
o volturate. Di tutto, di più: case non più esistenti, semafori mai entrati in
funzione, un depuratore gestito da altri. La somma al momento accertata si
aggira sui 330 mila euro, ma il lavoro di controllo (è partito dalla luce, ma si
estenderà ad altre utenze) è solo agli inizi, per cui il risparmio quantificato
è sicuramente parziale. La fetta più consistente riguarda il depuratore di via
Pantani da Basso. Con una voltura del 2008 l’impianto era passato in gestione
dal Comune ad Acqualatina. Nessuno aveva proceduto a cancellare l’utenza a
carico del Comune, per cui adesso la società che si occupa in provincia del
sistema idrico integrato dovrà rifondere all’ente locale circa 310 mila euro,
comprensivo di spese per pompe ed altro. Un altro rebus risolto riguarda gli
impianti semaforici di via Derna (2.023,30 euro), installati ma mai resi
funzionanti. Nel mare magnum delle dimenticanze galleggiavano anche le ex case
popolari di Via del Porto, abbattute alcune a metà degli anni ’80 ed altre
nell’ultimo decennio. Le casse comunali erano impegnate e pagare una media di
1.902,16 euro all’anno per un servizio fantasma. Via Matera, via Badino Vecchia,
Tempio di Giove, via Leonardo da Vinci, via Bolognini, via Ponte Maggiore, via
La Fiora Alta, via La Neve, via Fratelli Cervi, via Pontina: punti-luce che non
servono più, allacci inesistenti ma canoni ancora reali. Un dato è certo: le
trasformazioni che si sono succedute nel tempo non sono state seguite e
governate secondo la saggia politica del buon padre di famiglia. La verità che
sta venendo fuori parla di una mala-amministrazione. La macchina burocratica non
ha funzionato a dovere, se si è costretti a registrare che 17 distacchi Enel per
complessivi 331.900,81 euro erano passati del tutto inosservati. E si è solo
all’inizio dell’opera di revisione, che, dopo il gestore dell’energia elettrica,
verrà estesa ad acqua, gas e telefonia. Tante le “sviste” che al momento solo si
adombrano. Tra queste quelle relative ad edifici pubblici passati dal Comune ad
altri enti. Tutto scivolato nel dimenticatoio. A riportarlo alla luce, con
innegabili effetti per le finanze comunali sempre a debito d’ossigeno, è un
lavoro certosino, frutto di un’inversione di rotta che sta interessando in
questi ultimi tempi il dipartimento finanziario in coincidenza con la nomina a
dirigente di Ada Nasti e a ìconsiglieri” del sindaco di Paolo Cerilli.
Ercole Bersani

Non si è ancora spenta, in casa terracina, l’eco delle sconfitti di domenica
scorsa sul campo del Marino, che è già tempo di tornare in campo
.
Questo
pomeriggio, infatti, al Mario Colavolpe arriva la Roma VIII, ultima della classe
e quasi allo sbando dopo un inizio di campionato decisamente poco fortunato. Un
punto in totale. Tre ko in altrettante trasferte, con nessun gol all’attivo e
sette al passivo. Il cambio al vertice della società potrebbe portare serenità e
magari soldi freschi da investire sul mercato. Il problema, però, è che il
mercato è ancora chiuso, e la squadra è quella che è… Dall’altra parte,
invece, il terracina di Pernarella, che dovrà assistere alla gara dalla tribuna
a causa dell’incredibile espulsione subita domenica scorsa sempre a Marino, in
casa è ancora a punteggio pieno. Nelle tre uscite casalinghe, infatti, i
tigrotti hanno sempre vinto, segnando 4 reti senza subirne alcuna. Inutile,
quindi, sottolineare come la differenza di valori in campo faccia decisamente
pendere la bilancia dalla parte del terracina. Sarà solamente necessario entrare
in campo con il giusto atteggiamento mentale. Problemi, semmai, potrebbero
venire dalla scarsa abitudine alla partita di qualcuno di coloro che sinora
hanno giocato meno. Mancheranno, infatti, gli squalificati Tricinelli,
Balestrieri e Romero, con la difesa, quindi, che andrà ripensata. Al fianco di
Di Franco dovrebbe giocare l’ultimo arrivato Cicco, mentre Angona e, forse,
Grandullo, andranno a completare il reparto arretrato. A centrocampo il
rientrante Sansò affiancherà capitan D’Amico con l’ormai consueto terzetto alle
spalle dell’unica puntaReppucci, ovvero quello formato da Rosi, Medoro e
Serapiglia. Da ricordare, infine, come si ripeterà la consuetudine dell’ultimo
anno in tribuna, ovvero: gara interdetta al pubblico ospite.
L. O.

Si sono svolti nella giornata di giovedì 21 ottobre a terracina le esequie di
Santino Liquori
padre di Antonio l’attuale presidente del Cycling Team Latina e
nonno di Marco Sante atleta dilettante-elite della Petroli Firenze che nel
finale di stagione è stato stagista con la Ceramica Flaminia. Gravemente malato
dall’inizio di questo mese, Santino Liquori è deceduto all’età di 89 anni e il
Cycling Team Latina in segno di vicinanza e solidarietà al proprio presidente
Antonio aveva deciso di non prendere parte lo scorso 2 ottobre a Fighille
(Perugia) al Giro dei Paesi del Comune di Citerna, gara che chiudeva la stagione
nazionale degli juniores. Alle esequie erano presenti alcuni atleti del
sodalizio pontino come Marco Cardinali (prossimo al passaggio nella categoria
under 23) e Matteo Pascazi (nel 2011 sarà junior di secondo anno) e le
rispettive famiglie oltre al vice-presidente Leonardo Tiritera, il direttore
sportivo Ugo D’Onofrio e il team manager Nico Biondi All’indirizzo
antonio.liquori@alice.it
è possibile inviare messaggi di vicinanza e di
cordoglio alla famiglia Liquori.


L’esposto di un utente arrivato negli uffici della Procura di Latina ha messo in
moto un’indagine sugli arenili comunali di terracina
,
da due stagioni gestiti
dal Consib. Nei giorni scorsi gli uffici di via Ezio hanno delegato
personalmente il comandante Vincenzo Pecchia che ha già compiuto i primi passi.
Due suoi agenti sono stati in Comune e hanno acquisito le prime delibere che
riguardano l’argomento. Un argomento complesso che andrà trattato a fondo. Nel
suo esposto, infatti, che pare sia davvero molto corposo e dettagliato nei
particolari, l’utente ha evidenziato una serie di presunti abusi che sarebbero
stati commessi. Abusi sia di natura amministrativa, e dunque l’iter che ha
portato l’amministrazione comunale ad affidare i quattro lidi, fino a due anni
fa gestiti direttamente dall’ente pubblico, a terzi, nello specifico agli
imprenditori balneari riuniti nel Consib. Presunte illegittimità sulle
concessioni demaniali e sul rispetto di tutto quanto previsto dal capitolato
d’affidamento. E ancora irregolarità che sarebbero state riscontrate nella
gestione pratica del servizio, e dunque questioni inerenti la sicurezza degli
utenti in mare e sulla spiaggia, la presenza o meno di attrezzature essenziali
come i bagni chimici per i disabili, le rampe d’accesso ad hoc, gli giusti spazi
di utilità sociale, la pulizia e altre cose simili. Ormai gli arenili hanno
sbaraccato da tempo, e quindi gli agenti della municipale non potranno
effettuare sopralluoghi e prendere direttamente visione delle modalità di
gestione. Ipotizziamo che quanto prima potrebbero ascoltare dei testimoni,
persone coinvolte da vicino nella faccenda da cui avere risposte ai loro
quesiti. Di certo si tratterà di una matassa non facile da sbrogliare in tempi
brevi. Viene da chiedersi se il maggiore Pecchia potrà seguirla davvero fino
alla fine, visto che di tanto in tanto dai corridoi del Municipio tornano a
riecheggiare propositi di un suo trasferimento presso altri lidi. Intanto c’è
una constatazione da fare: a terracina, presto o tardi, i progetti di una certa
consistenza finiscono con il far parlare. All’epoca del Comune imprenditore di
sé stesso, con la gestione diretta degli oltre 9 mila metri quadrati di spiaggia
con sopra piantati qualcosa come mille ombrelloni, erano saltati fuori debiti e
assunzioni piuttosto a manica larga, oggetto di un’indagine conclusa, per quanto
riguarda il lavoro degli inquirenti, ma che di fatto non ha portato ancora a
nulla. Poi, due anni fa, l’ente ha deciso di allontanare da sé il fardello con
un bando per l’affidamento a terzi del servizio gestito nel 2009 e ancora nel
2010 dal Consib. E adesso è spuntata l’indagine.
Rita Recchia


È andato al Sandwich di pesce sciabola su crema di lenticchie di Ventotene,
dello chef Antonio Fasulo, e alle Costolette di agnello nostrano al vino rosso
su crema di castagne di Norma, del giovane Bernardo Teodonio, il trofeo della
XIII edizione del concorso “Piatto tipico pontino”, indetto dalla FIC di Latina
in occasione della Festa Nazionale del Cuoco.
Al secondo posto, per la categoria
professionisti, il Gelato alla Cicerchia di Germano Sepe e, per gli allievi, gli
Strozzapreti con broccoletti e spernocchie di Matteo Napoleoni. Occasione
dell’evento, presentato da Dino Pascali, le celebrazioni in onore di San
Francesco Caracciolo, protettore della categoria. Ricorrenza che gli chef della
provincia di Latina hanno deciso nei giorni scorsi di festeggiare all’Hotel Blue
River di terracina.

Comments Nessun commento »

terracina-agostino-a-mare-colorizzata-primi-anni-50_bis

Ancora una volta sono le entrate straordinarie a salvare il bilancio del Comune.
Il consiglio comunale dell’altro ieri ha dato via libera a maggioranza (PdL e
Pri) ad un consuntivo 2009 che nella gestione di competenza si è chiuso con un
disavanzo di 150mila euro. A pesare soprattutto la massa dei residui passivi: a
fronte di pagamenti da sostenere per quasi 24 milioni di euro, i residui attivi,
vale a dire i crediti dell’Ente, ammontano a poco più di 11milioni. Sia per gli
uni che per gli altri, però, i revisori dei conti, nella loro relazione,
invitano il Comune a procedere a nuove verifiche per accertare, da una parte,
«la concreta esigibilità delle singole partite», e, dall’altra, «l’effettiva
sussistenza delle ragioni debitorie». Non prevedibile, al momento, l’esito di
questo auspicato controllo. Ad ogni modo, i revisori, distinguendo la gestione
di competenza in competenza corrente e conto capitale, osservano come il
disavanzo della gestione corrente «è stato coperto mediante l’applicazione di
entrate di natura straordinaria, quali gli oneri di urbanizzazione», per un
valore di oltre 800mila euro. Pertanto, nella relazione, «si invita per
l’esercizio corrente e per quelli futuri a ridurre l’applicazione delle entrate
straordinarie alla copertura di ‘disavanzi’ di parte corrente mediante
l’allargamento della forbice tra entrate e uscite». Un altro segnale delle
difficoltà del Comune è dato dall’utilizzo costante dell’anticipazione di cassa
per far fronte alle spese correnti. L’Ente, insomma, si fa anticipare dal
tesoriere somme che deve ancora incassare e sulle quali dovrà pagare degli
interessi. Infatti, i revisori avvertono che «l’anticipazione deve essere
utilizzata esclusivamente per far fronte a delle esigenze di liquidità
temporanee e non strutturali». E poi commentano: « I dati concernenti la
gestione della liquidità evidenziano uno stato di endemico fabbisogno, anch’esso
segno della precarietà dell’Ente». Non è un buon segno pure il fatto che, come
si legge nella relazione, «le rate di mutuo relative all’esercizio 2009, per un
ammontare di euro 1.075.222,25, in scadenza al 31 dicembre 2009, sono state
pagate nel 2010». In generale, i revisori ritengono che l’amministrazione Nardi
finora abbia tenuto scollegata la programmazione finanziaria da quella della
liquidità. In poche parole, gli amministratori prevedono spese, senza badare
troppo che i soldi ci siano al momento giusto. Infine, ammonimenti a
riorganizzare il servizio tributario e a contrastare in modo più efficiente
l’evasione dell’elusione.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [3]

L’anno scorso avrebbe ospitato a terracina i nipoti del boss partenopeo Gennaro
Sacco, freddato insieme al figlio il 24 novembre.
Adesso ritorna sulle pagine
della cronaca locale per un altro episodio socialmente inquietante. Si tratta di
C.R., 43enne pregiudicato campano da circa tre anni residente in città. La
polizia del vice-questore Rita Cascella (nella foto) lo ha denunciato per
possesso illegale di arma da fuoco. Una pistola giocattolo che di solito
indossava infilata nella cintura dei pantaloni, risultata priva del tappino
rosso di sicurezza. Adesso gli investigatori della polizia giudiziaria di via
Petrarca stanno facendo ulteriori accertamenti per verificare se C.R. abbia mai
esibito la pistola durante i suoi fantomatici «incontri di lavoro» con l’unico
scopo di intimorire chi aveva di fronte. Il campano, tra l’altro, non avrebbe un
lavoro stabile ed effettuerebbe intermediazione nel mercato delle auto. Il
43enne era finito sotto la lente d’ingrandimento della polizia nel 2009,
sorpreso in compagnia dei nipoti di un camorrista del clan Sacco ucciso a Napoli
poco tempo prima. I due giovani si sarebbero trasferiti a terracina proprio dopo
quell’omicidio. Un giorno dello scorso dicembre i poliziotti li avevano bloccati
e identificati mentre salivano su un’auto di grossa cilindrata in viale della
Vittoria. Avevano scelto terracina per trascorrere le vacanze, avevano detto
agli agenti. O piuttosto per allontanarsi dall’aria pesante che si respirava
nell’hinterland napoletano dopo alcuni cambiamenti di posizione delle famiglie
camorriste. I due giovani erano nipoti di quel Gennaro Sacco, 57 anni, esponente
di spicco del clan Sacco-Bocchetti, freddato il 24 novembre 2009 insieme al
figlio Carmine di 29 anni. Il motivo sarebbe stata la loro parentela con
Costanzo Apice, arrestato per l’assassinio di Mariano Bacioterracino. Apice
avrebbe manifestato l’intenzione di pentirsi, quindi si era pensato che il
duplice omicidio dei Sacco fosse un avvertimento per il killer.
Rita Recchia

dellaporta2 [15]

Una giovane mamma è rimasta incastrata nelle lamiere contorte della sua Fiat Uno
dopo uno scontro con il bus del Cotral.
Nel frattempo suo figlio, un bimbo di 5
anni, era stato estratto dalla macchina attraverso i vetri infranti di un
finestrino. Lei si trova ricoverata al «Fiorini» con una prognosi di 30 giorni,
mentre il ragazzino non avrebbe riportato ferite preoccupanti. Illeso e
scioccato il conducente del mezzo pubblico. L’incidente è avvenuto ieri alle 14
in via Badino, a due passi dalla scuola «Giovanni Paolo II». Secondo i primi
rilievi eseguiti dai carabinieri (sul posto anche gli agenti della polstrada),
sembrerebbe che C.P., la 32enne al volante della Fiat Uno, mentre si dirigeva
verso il centro, abbia improvvisamente perso il controllo del mezzo mentre
faceva una leggera curva. Avrebbe invaso la corsia opposta nel momento in cui
arrivava il bus del Cotral, diretto a San Felice e con decine di persone a
bordo. Per evitare lo scontro frontale con l’automobile, il conducente avrebbe
fatto una brusca sterzata a destra finendo sul marciapiedi. Manovra forse
ostacolata dall’albero al centro del marciapiedi. L’urto c’è stato, ma
lateralmente. E’ stato rovinoso per la Uno che ha fatto una carambola. E’ stato
necessario l’immediato intervento dei vigili del fuoco di Terracina che hanno
dovuto segare le lamiere per estrarre la donna, mentre il bimbo era stato già
soccorso e trasportato al «Fiorini». Avrebbe riportato una leggera ferita sulla
fronte. Per la donna, invece, c’è voluto più tempo prima di tirarla fuori
dall’abitacolo. I sanitari del 118 le hanno assicurato le prime cure per poi
portarla al pronto soccorso. Anche qualche passeggero a bordo del bus ha
accusato malori e colpi di frusta. I vigili urbani hanno regolato la circolazione.
Ri.Re.

dellaporta2 [16]

Proseguono gli accertamenti dei carabinieri di Terracina dopo l’operazione
anti immigrazione scattata mercoledì all’alba.
I militari hanno inviato al
sindaco Stefano Nardi la richiesta di emanare un’ordinanza immediata di sgombero
delle case sottoposte ai controlli e che, come risultato dagli accertamenti dei
carabinieri in collaborazione con il personale Asl di Latina, versavano in
condizioni igienico-sanitarie disastrose. Il blitz era scattato l’altra mattina
nel quartiere «Capanne» e nel centro storico alto. Cinque gli appartamenti
«visitati» dai militari di Terracina, agli ordini del capitano Alessandro
Giordano Atti, in sinergia con l’aliquo – ta del sesto reggimento carabinieri
«Toscana ». Definito il bilancio dell’opera – zione: un arresto nella flagranza
di reato di permanenza illegale nel territorio dello Stato, S.J., 36enne
indiano. Denunciate in totale 19 extracomunitari: 16 indiani per immigrazione
clandestina; 3 bengalesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Questi ultimi, titolari di contratto d’affitto, davano ospitalità a connazionali
sprovvisti di permesso di soggiorno.
F. A.

dellaporta2 [17]

Una sede prestigiosa, restaurata da poco più di un anno e costata circa 150 mila
euro di interventi.
E che oggi per la maggior parte dell’anno rimane
inutilizzata. È questo il destino un po’ altalenan – te del monastero
Settecentesco che sorge all’interno del cimitero di via Anxur. Il luogo sacro
voluto da Papa Pio VI, denominato «dei Padri Zoccolanti», entra a far parte
della lunga lista degli edifici storici del Comune che, dopo i fasti di un
costoso restauro e qualche progetto di utilizzo, rimane inutilizzato. Di questi
tempi sembrerebbe che l’unico compito del monastero – a parte i riti religiosi -
sia quello di ospitare di tanto in tanto le riunioni dei volontari della
Protezione civile. Niente di più. Non è stato ripetuto invece l’esperimento
nato lo scorso anno, all’indomani del restauro, di destinare una sala
del monastero agli studenti per seguire il Master di Scienze infermieristiche
organizzato dal polo universitario dell’ospedale «Fiorini». Lo scorso anno
l’accordo tra Comune e università aveva fatto ben sperare. Un luogo di cultura
destinato alla cultura, nettamente in controtendenza con l’abitudine delle porte
sbarrate e i chiavistelli delle decine di palazzi storici di Terracina. Il
restauro dell’ex chiesa dei Passionisti era appena concluso, e all’inaugurazione
erano andati il sindaco Stefano Nardi, l’assesso – re Gianni D’Amico, il
direttore sanitario Sergio Parrocchia. Tutto si è svolto secondo le previsioni.
Il Master è durato un anno e si è regolarmente concluso. Poi più niente. Ora,
del prestigioso monastero, rimane solo l’odore di antico. La sala viene
utilizzata, di tanto in tanto dai volontari della protezione civile. Necessarie,
per carità, ma decisamente riduttive rispetto all’uso che si potrebbe fare di un
tale tesoro. Ma d’altronde l’an – dazzo è quello. Si guardi al castello
Frangipane, sotto il cui tetto sostano sprechi da milioni di euro. Ma
l’amministrazione comunale non sembra darsi per vinta. Anzi, con la legislatura
agli sgoccioli, ha deciso di fare le cose in grande. È dei giorni scorsi una
delibera di giunta in cui l’assesso – re ai Beni culturali ha deciso di chiedere
l’iscrizione del patrimonio storico e artistico di Terracina nientemeno che
nella lista mondiale all’Unesco. Motivando la scelta con «la tutela ambientale,
artistica e storica del nostro centro storico alto», considerato di «valore
universale eccezionale ». Va bene tutto, si potrebbe aggiungere, a patto che
quel patrimonio non resti un simulacro vuoto e disabitato. Perché in quegli
edifici, la storia, l’hanno fatta i cittadini. Solo loro hanno la possibilità di
tenerla viva, svolgendovi all’interno le attività sociali e civili che li hanno resi grandi.
Diego Roma

Istituto Filosi, il documento di Avelli, Acanfora, Masullo
Nel corso degli anni più volte l’Amministrazione Comunale ha affrontato il
problema riguardante la sistemazione dell’Istituto Professionale “A. FILOSI” a
Borgo Hermada. Infatti, sia la Giunta che il Consiglio Comunale hanno approvato
atti fondamentali ed indispensabili tanto al reperimento dell’area necessaria
alla costruzione del nuovo edificio scolastico,che atti propedeutici
all’inserimento nell’Istituto del corso di studio Alberghiero. Questi atti
prodotti, concordati con tutti i soggetti interessati, sono stati in molte
circostanze oggetto di interessamento e di incontri non solo con la Scuola, ma
anche con l’Amministrazione Provinciale che, per competenza, è l’Ente che dovrà
materialmente procedere alla realizzazione definitiva dell’opera, nel
comprensorio di Borgo Hermada, attraverso le modalità che riterrà più opportune.
Alla luce delle informazioni apparse sulla stampa in questi giorni, riteniamo
che sia indispensabile riprendere al più presto le fila del confronto anche per
spegnere sul nascere inutili polemiche e sterili campanilismi. Riteniamo che
dare all’Istituto “A. FILOSI” una sede definitiva ed adeguata ai più moderni
standard dell’edilizia scolastica sia una priorità assoluta rispetto alla quale
l’Amministrazione Provinciale, insieme a quella Comunale, debbano in tempi
rapidissimi trovare una sintesi che permetta di procedere celermente alla
costruzione della nuova struttura nella zona individuata dal Comune di
Terracina. Ricordiamo, infatti, che la titolarità della nostra Città ad ospitare
questo Istituto è prevista dalle disposizioni del Ministero dell’Istruzione.
Riteniamo, inoltre, che debba essere valutata in termini di effettiva
possibilità di realizzazione l’introduzione dell’indirizzo Alberghiero in una
struttura che, ad oggi, è completamente scollegata da ogni percorso scolastico
organico, come quella di Sabaudia. Chiediamo, perciò, che si apra subito un
tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati a questa fondamentale opera
(Scuola, Comune, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale) per esaminare
rapidamente tutti gli aspetti in discussione ed arrivare ad una rapida
conclusione dell’iter procedurale, al termine del quale potremo avere il nuovo
Istituto “A. FILOSI” costruito e funzionante.
Patrizio AVELLI – Presidente Consiglio comunale
Antonio ACANFORA – Consigliere comunale
Giovanni MASULLO – Consigliere comunale


Un centro di smistamento di cocaina è stato scoperto a Mondragone, sul litorale
casertano, da agenti del Commissariato di Castel Volturno, che hanno arrestato,
a conclusione di indagini ed appostamenti due persone, Pierina Clemente, 45
anni, nativa di Terracina
, e Luigi Lucci, napoletano di 30 anni. Entrambi sono
accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La donna, che fu già
arrestata nel maggio scorso a Terracina, perchè trovata in possesso di cocaina e
di crack, è stata bloccata nell’abitazione che occupava in via Ponticelli, a
Mondragone, mentre, accortasi della presenza della polizia, tentava di
nascondere una busta contenente 284 confezioni di cocaina.
Il giovane è stato, invece, bloccato mentre usciva dall’abitazione dopo essersi
rifornito della sostanza stupefacente, abitualmente spacciata nei pressi dei
giardinetti di Mondragone, abituale luogo di incontro tra venditori e
tossicodipendenti. (fonte Ansa)

L’Amministrazione comunale premia Manuel Milanese
Prima dell’inizio del Consiglio comunale del 25 ottobre prossimo, alle ore
18.00, l’Amministrazione comunale conferirà un sentito riconoscimento a Manuel
Milanese. Manuel lo scorso 11 ottobre alla stazione Anagnina della Metropolitana
romana immobilizzò, fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine, l’uomo che con un
pugno aveva colpito la trentaduenne Maricica Hahaianu, in seguito deceduta a
causa del trauma riportato. La Città di Terracina fermerà il civico gesto
compiuto dal concittadino Manuel Milanese su una pergamena con medaglia d’oro, e
un breve quanto significativo testo.

Una normale passeggiata in macchina tra padre e figlio. Peccato che si trattava
di due pregiudicati di Terracina, che abbiano cercato di sfuggire a un posto di
blocco della polizia e che nel cruscotto avessero due coltelli a serramanico di
grosse dimensioni. I due sono stati denunciati a piede libero per oltraggio e
minaccia a pubblico ufficiale e multati per aver percorso contromano la strada.
L’episodio è accaduto mercoledì scorso, mentre la squadra volante del
commissariato di via Petrarca era impegnata in un servizio di normale
prevenzione in via Stella Polare. All’improvviso gli agenti hanno visto
avvicinarsi una Mercedes di grossa cilindrata che, accorgendosi del posto di
controllo, ha effettuato una brusca inversione di marcia prendendo contro mano
la strada. Tutto pur di evitare la polizia. Naturalmente la squadra volante si è
subito lanciata all’inseguimento della vettura fuggitiva, riuscendo a bloccarla
dopo poche centinaia di metri. A bordo c’erano padre e figlio di Terracina,
entrambi già noti alle forze dell’ordine, che hanno fatto di tutto per evitare i
controlli di rito. Ma questo loro atteggiamento ha insospettito ancora di più
gli agenti che li hanno sottoposti a perquisizione personale e veicolare. In un
attimo hanno trovato nel cruscotto i due coltelli a serramanico di grosse
dimensioni sui quali i due non hanno fornito nessuna giustificazione. Per
cercare di impedire che i poliziotti perquisissero la Mercedes i due li
avrebbero anche minacciati e oltraggiati. Di qui le varie denunce.
Ri.Re.

Integrazione ODG Consiglio comunale del 25 ottobre 2010
Consiglio comunale, seduta straordinaria del 25.10.2010 – ore 18,30.
Ordine dei Lavori
1. Annullamento per autotutela ex art.21 octies e art.21 nonies Legge 241/90 e
ss.mm.ii.:a) dell’art.23 dello Statuto dell’Azienda Speciale “Terracina” di cui
alla delibera n.115/2009; b) della delibera consiliare n.146 del 2009. Richiesta
del consigliere Di Mauro Gino.
2. Esame della situazione inerente la politica sociale del Comune, valutazione
dell’operato dell’Azienda Speciale “Terracina” e scioglimento della stessa.
Richiesta presentata dal consigliere Di Mauro Gino.
3. Porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento della
società Terracina Ambiente Spa. Richiesta presentata dal gruppo consiliare P.D.
4. Problematiche relative al presidio ospedaliero A. Fiorini di Terracina.
L’ordine dei lavori è stato integrato con il punto 5. Mercato settimanale
cittadino in località “Prebende”. Approvazione variante urbanistica ai sensi
dell’art. 1/bis comma 1 della L.R. 02 luglio 1987, n. 36.

Comments Nessun commento »

terracina-torretta-crollata-nel-dopoguerra-anni-40_bis

Il Comune assume per fare un favore alle imprese degli amici. Secondo Vincenzo
Coccia, consigliere comunale del Pd, è questo il senso del provvedimento con il
quale la giunta Nardi ha chiesto al gestore del trasporto scolastico di fornire
tre autisti per il trasporto pubblico. Sull’argomento, Coccia aveva già
polemizzato con l’assessore competente, Loreto Maragoni, ritenendo contrario
alla legge che il Comune si rivolgesse ad una ditta privata «Formia Noleggi
srl», e non ad un’agenzia interinale. Ma adesso per il democratico la decisione
dell’amministrazione comunale «inizia ad avere un ‘senso’ e purtroppo il “senso”
è sempre lo stesso: beneficare gli amici, anzi, nel caso di specie, i familiari
di politici che siedono, in un caso, ovvero che hanno occupato, in un secondo
caso, posti all’interno dell’amministrazione comunale». «Formia Noleggi» srl,
spiega il consigliere comunale in una nota, per almeno due degli autisti
richiesti, «procede all’assunzione di due persone che lavorano in imprese, di
cui una di proprietà di un familiare prossimo di un attuale consigliere comunale
e l’altra di proprietà di un parente stretto di un ex assessore comunale». «Se
risultassero confermate tali indiscrezioni -continua la nota-, secondo le quali
le persone assunte, fino ad epoca recentissima, sono state alle dipendenze di
imprese, gestite da parenti prossimi, di personaggi politici locali di primo
piano, ci troveremmo di fronte al caso in cui vengono privilegiati gli interessi
di due imprese, entrambe di terracina, che dovendo procedere a licenziare
personale, hanno trovato, nel Comune di terracina un datore di lavoro pronto a
soccorrerle assorbendo mano d’opera in esubero. A fronte di ciò ‘Formia Noleggi’
srl, alla considerevole cifra di 4.500 euro più Iva al mese per ciascun autista,
procede all’assunzione in men che non si dica di due persone che vengono alla
stessa indicate dai politici locali». «Oltre all’ennesima dimostrazione della
capacità di violare impunemente norme di legge -accusa Coccia- questa
amministrazione torna a dare ampia riprova delle capacità di cui è dotata nel
perseguire politiche clientelari finanche spingendosi ad assumere funzioni di
ammortizzatore sociale a beneficio di imprese ‘vicine’». Premiati, a parere di
Coccia, anche coloro, tra i dipendenti comunali, che «hanno mostrato di essere
obbedienti ed ossequiosi alle richieste di una classe politica pronta a tutto».
Così, denuncia il democratico, «sono state accontentate anche le aspirazioni di
una madre che voleva a tutti i costi che il figlio lavorasse nello stesso
settore nel quale la stessa svolge funzioni apicali».
Andrea Di Lello

TERRACINA Un arresto e 3 denunce.
Questo il bilancio di un’operazione anticlandestini condotta dai Carabinieri nel
quartiere Capanne e nel centro storico alto. A finire in manette un
extracomunitario clandestino. I tre denunciati sono cittadini italiani. Avevano
affittato le loro proprietà (in qualche caso cantine e sottoscala) ad
extracomunitari, che vi avevano ospitato altri stranieri, pretendendo 100 euro
al mese. In tutti i casi le condizioni igieniche e di vivibilità erano
approssimative.

dellaporta2 [33]

La piscinetta gonfiabile di colore rosa e giallo è ancora lì, afflosciata e
piena d’acqua piovana.
Al suo interno non c’è nessun bimbo che ci sguazza
dentro. Le vacanze sono finite da un pezzo, tutti a casa. Ma la piscinetta no,
lei è rimasta infilata nella sabbia, e ci resterà per tutto l’inverno.
Adesso è un rifiuto, lasciato nel posto sbagliato. Non è un caso isolato. Sulla
spiaggia è pieno di resti dell’estate ormai trascorsa. C’è un gommone, lasciato
a ridosso del muretto, ci sono le formine a coniglietto, quelle a cagnolino, i
secchielli, c’è un anonimo pattino che nessuno rimuoverà più, e tanta, tanta
sporcizia. È il triste arredo lasciato in eredità dai vacanzieri, dai cittadini,
da qualche distratto operatore balneare. Una popolazione tanto pronta a
protestare per il mare sporco d’estate, quanto indifferente a ciò che accade nel
resto dell’anno. Sono rifiuti di nessuno, anonimi, che attendono la prima
mareggiata per finire trascinati in acqua e magari tornare il prossimo anno su
un altro tratto di costa. Magari per far gridare allo scandalo. Oppure verranno
sepolti dalla sabbia: si infileranno in profondità per non scomparire mai. A ben
vedere la cosa non interessa proprio a nessuno. Magari ci si concentra su quello
che accadrà in superficie, quando viale Circe diventerà uno scintillante
lungomare rimesso a nuovo, ma si ignora lo stato di salute della materia prima.
Oppure si preferisce accollare le colpe ai canali, ai Comuni dell’entroterra,
alle foci, alla pessima qualità della sabbia del post-ripascimento: lamentele da
far valere se almeno in casa propria le cose andassero diversamente. E invece,
basta fare una passeggiata con due amici per capire chi siamo. I cunicoli delle
scalinate vengono utilizzati come depositi di foratini e mattoni, quando non
sono delle vere e proprie pattumiere. Le pedane installate dal Comune per la
discesa dei disabili si piegano sotto la forza delle onde, e poi copertoni,
bottiglie di plastica, sedioline, gommapiuma, mobili. Di tutto. Roba che finirà
in acqua o sottoterra, per far sventolare il prossimo anno lo spauracchio delle
navi che scaricano a largo e lasciano i rifiuti in mare. Sì, come no. La pulizia
della spiaggia spetterebbe, d’appalto, alla Terracina Ambiente, che però a
malapena riesce a garantire la pulizia della città. Ma la questione sembra
interessare poco anche alle associazioni ambientaliste. Lo scorso anno il Wwf,
l’associa – zione «Fare Verde », e i Nos della protezione civile si diedero da
fare. A ben vedere l’asso – ciazionismo non manca in città. Ma magari a prendere
la situazione in mano deve essere l’as – sessore all’Ambiente Loreto Maragoni,
quello al Turismo Giuseppe Amuro, coloro deputati alla tutela della risorsa più
preziosa della città di Terracina, il mare. Che per essere pulito d’estate, deve
essere curato anche e soprattutto d’inverno .
Diego Roma

dellaporta2 [24]

Il prossimo 5 novembre è la nuova data utile da segnare sul calendario per
quanto riguarda la vicenda della camera ardente dell’hospice di terracina,
allestita oramai da parecchi mesi al primo piano del condominio «Concordia».

Salvo ulteriori novità e risvolti vari, quello dovrebbe essere il giorno
definitivo per il trasloco, ormai diventato uno sgombero dopo gli ultimi episodi
processuali. Ieri mattina l’ufficiale giudiziario del tribunale di terracina e
il consulente tecnico da lui nominato (si tratta di un ingegnere) hanno fatto
l’accesso ai luoghi e un’accurata ispezione all’interno dell’appartamento dove è
stata sistemata la camera ardente. Erano presenti anche i legali delle due
parti, Adelindo Maragoni per i condomini e Corrado De Angelis per la «Villa
Azzurra». Osservando la piantina della clinica, il tecnico avrebbe indicato
diverse soluzioni dove poter trasferire il locale oggetto della strana
discordia. Adesso la parola passa alla società a cui fa capo la struttura
sanitaria che avrà a disposizione circa un paio di settimane per decidere
l’opzione che ritiene più adeguata e organizzare il trasferimento entro il 5
novembre prossimo. Non un giorno di più. A meno che, nel frattempo, i giudici
del Collegio del tribunale di Latina sciolgano la riserva e accolgano il ricorso
promosso dall’avvocato De Angelis. L’hospice, infatti, si era opposto al
provvedimento emesso lo scorso luglio dal giudice Franco Catracchia che aveva
disposto il trasferimento immediato della camera ardente che avrebbe dovuto
lasciare il palazzo di via Tripoli. Nei giorni scorsi c’è stata l’udienza e il
Collegio si è riservato. Questa vicenda è piuttosto emblematica di quanto
possano essere lunghi i tempi della giustizia in Italia. I condomini «vicini di
casa» della camera ardente pensavano che sarebbe stato facile e soprattutto
veloce veder valere le proprie ragioni, basate soprattutto su questioni di buon
senso e decoro. E invece la vicenda, per certi aspetti, è ancora tutta aperta.
Ri.Re.

dellaporta2 [23]

E’ finita malissimo per ‘Sole nascente’, il peschereccio di terracina che si era
arenato tre giorni fa lungo la costa di Sabaudia.
Il mare in tempesta lo ha
ridotto in mille pezzi. Ieri il proprietario e alcuni familiari hanno raggiunto
la spiaggia della cittadina per recuperare le parti sparse un po’ ovunque. In
realtà nella mattinata sarebbe dovuto intervenire il rimorchiatore per cercare
di recuperare la paranza lunga circa 25 metri. Le condizioni proibitive del mare
hanno però reso le operazioni non tanto impossibili, quanto inutili visto che il
natante si è sfaldato di fronte alla forza delle onde. Per il proprietario il
danno è ingente. Ha perso in pratica il mezzo del suo lavoro. L’allarme, lo
ricordiamo, era scattato all’alba di lunedì. Il peschereccio aveva perso la
rotta ed era finito tra la sabbia del litorale sabaudiano, all’altezza dello
stabilimento Lilandà. In un primo momento si era pensato addirittura ad uno
sbarco di clandestini, poi la scoperta che su quel barcone c’erano un pescatore
di terracina e il suo equipaggio. Un colpo di sonno probabilmente all’origine
del fuori rotta. Sul posto sono subito giunti i carabinieri della Motovedetta
CC255 di stanza al Circeo e gli uomini della capitaneria. L’equipaggio è stato
messo in salvo, e si è provato a recuperare anche la barca ma senza risultati.
La permanenza per tre giorni tra le onde in tempesta ha fatto il resto. ‘Sole
nascente’ si è disintegrato, finendo in pezzi sull’arenile deserto di questo autunno inoltrato.
Ermelinda Migliore

dellaporta2 [22]

I LAVORI per la realizzazione delle rotatorie sulla Pontina sono più
vicini.
Nei giorni scorsi i tecnici dell’Astral hanno avuto in Comune
un incontro con l’assessorato ai lavori pubblici relativo ai cantieri
di prossima apertura sulla Pontina. In particolare si è concertato il
via per la rotatoria al bivio di Borgo Hermada e Porto Badino,
incrocio pericoloso attualmente regolato da impianto semaforico. Il
progetto c’è già e se non ci saranno problemi il cantiere potrà aprire
a breve. Discorso diverso per una seconda rotatoria, che secondo i
piani dell’Astral dovrà essere realizzata all’altezza dell’ex sito
industriale Desco. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di
regolare il traffico veicolare non con i semafori ma con una rotonda.
Il progetto per quest’ultimo intervento adesso sono al vaglio del
Comune. L’obiettivo ovviamente è quello di abbattere il numero di
incidenti elevato soprattutto all’incrocio dell’ex Desco.
F. A.

dellaporta2 [2]

Dopo la sconfitta casalinga di giovedì contro l´Eurobasket, la Toro
Assicurazioni terracina, trova il riscatto sul campo della Virtus Velletri
vincendo per 74-79 dopo un tempo supplementare.
Nell´overtime un super Olleia in
difesa e un glaciale Bondatti P. in attacco hanno permesso al terracina di
spuntarla e di portare a casa 2 punti che sicuramente alla fine peseranno come
oro visto che su un campo ostico come Velletri non sarà facile per nessuno
andare a vincere. «Sono soddisfatto – commenta coach Olleia- oltre alla vittoria
ho visto dei segnali di crescita mentale che mi fanno stare tranquillo. In
difesa non abbiamo ripetuto gli errori commessi con l´Eurobasket e questo è
molto positivo, adesso continuiamo a lavorare, siamo una squadra giovane che ha
bisogno di maturare».



Si avvicina un nuovo Linux Day a terracina. Sabato dalle 16 alle 19 presso la
sede Ascom di via Salita Annunziata si svolgerà anche in città la manifestazione
nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il
software libero. L’ingresso è libero e gratuito. Ci saranno install fest, tavoli
tematici e la distribuzione di cd linux. Il Linux Day è promosso da Italian
Linux Society e organizzato localmente dai Linux User Group italiani e dagli
altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione. A terracina ormai
da qualche anno è attivo il GioveLug che fino a oggi si è messo a disposizione
del territorio, per esempio donando pc dotati di Linux a strutture della città.
Ri.Re.


L’UDC riparte da un imprenditore. Nominato il nuovo coordinatore del partito di
centro: è il ristoratore Gianfranco Azzola. Da qualche tempo nelle retrovie
dell’Udc, l’imprenditore terracinese è stato scelto con il pieno favore dei
vertici locali e provinciali dello schieramento per traghettare i centristi
verso la nuova esperienza del più vasto Partito della Nazione. Parte con la
nomina di Gianfranco Azzola il rinnovamento annunciato dal partito di Casini, e
che oggi anche a Terracina inaugura un nuovo percorso in chiave imprenditoriale.
L’obiettivo è quello di essere protagonisti alle prossime elezioni, per cui
l’Udc si dice pronto fin da oggi a stilare un programma partecipato. Fin da ora,
spiega il partito di centro in una nota, l’Udc «si presenterà agli elettori e
alle altre forze politiche come soggetto pronto a governare la città, anche in
coalizione, laddove auspicabile ed opportuno per il raggiungimento di un
progetto politico per il territorio, si cercheranno e pianificheranno intese con
altre forze politiche». «Un’opportunità – sono le prime dichiarazioni di Azzola
- legata ad una grande responsabilità unita insieme per riuscire a dare un nuovo
assetto a Terracina che oggi più che mai ha bisogno di risposte concrete.
Bisogna costruire serietà, professionalità e dedizione per i cittadini a cui è
urgente dare delle valide alternative ai loro bisogni effettivi del quotidiano».
Il segretario uscente Giuseppe Zappone ricoprirà adesso il ruolo di responsabile
del piano programmatico del partito, al fine di garantire un processo già
avviato con la precedente segreteria.
F. A.



Sono totalmente false, per Vincenzo Lattao, preside dell’Itc ‘A. Bianchini’, le
carenze strutturali della succursale di Viale Circe denunciate con un esposto da
un gruppo di genitori.
Per quanto riguarda le scale traballanti, il dirigente
afferma che sono state sistemate già da tempo, mentre le S uscite di sicurezza
sarebbero sbarrate soltanto dopo che gli studenti hanno lasciato l’edificio. Il
Preside nega anche infiltrazioni di acqua e spiega che gli infissi delle
finestre sono in alluminio e che le passerelle per i disabili sono al loro
posto. La caldaia, inoltre, non è obsoleta, ma è stata installata appena l’anno
scorso. Se poi si La succursale del Bianchini parla di crolli, uno ce n’è stato,
ma a crollare, chiarisce il dirigente è stato un immobile, una volta sede della
Polizia Municipale, che è staccato rispetto alla succursale. «Dopo quei crolli -
afferma il dirigente-, su mia richiesta, due tecnici, uno del proprietario
dell’edificio, il secondo della Provincia, hanno garantito la staticità della
scuola». Il preside respinge, infine, l’accusa, rivoltagli nell’esposto, di
avere sempre sminuito le preoccupazioni dei genitori. «Nessuno -dice- è mai
venuto da me per parlarmi di questi rischi, nonostante che tra i genitori degli
studenti della succursale ci siano anche poliziotti e militari».
A.D.L.

Comments Nessun commento »

terracina-tris-cartoline-fine-anni-40_bis

Il professionale «Alessandro Filosi» potrebbe perdere l’indirizzo alberghiero.
Arrivano voci contrastanti dalla Provincia sulla sorte di uno degli istituti
scolastici di più lunga tradizione nel comprensorio. Negli ultimi giorni, con
sempre maggiore frequenza, da via Costa sono rimbalzate in città indiscrezioni
che hanno la caratteristica di smentirsi a vicenda. Per alcune, infatti, il
Filosi sarebbe in procinto di essere privato dell’alberghiero a vantaggio
dell’Istituto comprensivo di Sabaudia, mentre per altre l’indirizzo resterebbe
confermato. Grande confusione, dunque, ma anche grande agitazione nell’istituto
di via Roma, perché il corso di studi in questione è, sì, uno dei quattro del
professionale, ma è pure quello che gli garantisce circa la metà delle sue
trenta classi, senza contare che le previsioni danno per scontato un ulteriore
incremento delle iscrizioni. La soppressione dell’alberghiero, insomma, sarebbe
un colpo durissimo per il Filosi, nonostante l’istituto, proprio in relazione
all’erogazione di questo servizio, rivendichi a sé i migliori requisiti, quali
la posizione centrale di terracina rispetto al bacino di utenza e adeguati
collegamenti del trasporto pubblico. In questo senso, il trasferimento
dell’alberghiero a Sabaudia si configurerebbe oggettivamente come un innaturale
impoverimento dell’offerta formativa dell’intera città. E tuttavia, in questi
giorni in cui le voci si sono rincorse, l’amministrazione Nardi, pur in qualche
modo informata dei movimenti in Provincia, non risulta avere intrapreso alcuna
iniziativa per chiarire la consistenza del rischio e studiare eventuali
contromosse adeguate. Del resto, il Filosi rappresenta da decenni un problema
per le amministrazioni provinciali e cittadine, che non sono riuscite finora a
risolvere il problema principale della scuola, quello della nuova sede. C’è un
progetto della Provincia da realizzare in project financing, vale a dire con
capitale privato, con conseguente pagamento dell’affitto da parte dell’Ente per
trenta anni. L’individuazione dell’area sulla quale costruire spetta, invece, al
Comune, il quale, dopo avere insistito per anni su una superficie nella zona
denominata Tenuta del Buono Governo, ha scelto 18mila metri quadrati a Borgo
Hermada, situati di fronte all’asilo. In realtà, sarebbero necessari circa
40mila metri quadrati, misura a cui si potrebbe arrivare con l’acquisto di un
terreno contiguo. Insomma, servono soldi al Comune per espropriare e ne
serviranno in futuro alla Provincia per l’affitto. Si sa, infatti, che Via Costa
ha preso in considerazione il trasferimento dell’alberghiero a Sabaudia perché
sta per ricevere in proprietà dal disciolto Apt un albergo, che si presta ad
essere trasformato in sede del corso di studi. Per ragioni economiche, dunque,
agli enti competenti potrebbe piacere un professionale ridimensionato. Ma i
giochi non sono ancora chiusi, perché dalla stessa Provincia trapela anche un
diverso orientamento. Nei prossimi giorni, si chiarirà che cosa hanno in mente
in Via costa per il Filosi.
Andrea Di Lello

33000 [1]

Senza stipendio gli operatori del verde pubblico.
La denuncia arriva da Antonio
Bernardi, capogruppo consiliare del Pd, che in una nota spiega come la morosità
del Comune nei confronti della «Verde Idea», la ditta vincitrice dell’appalto,
finisca con il coinvolgere anche i lavoratori. «Dal mese di novembre scorso -
scrive Bernardi-, dopo espletamento di un bando pubblico e firma del contratto,
l’appalto viene affidato alla ‘Verde Idea’ di Taranto per la durata di 5 anni.
Si sperava che con il nuovo affidamento ogni problema del passato sarebbe stato
finalmente risolto. Invece, dopo pochi mesi, il problema di garantire il
servizio del verde pubblico nella nostra città si ripropone di nuovo e ancora
una volta in termini più preoccupanti ». «Infatti -continua il democratico-, la
nuova ditta, esclusi pochi mesi, non è stata pagata; gli operai vengono sempre
pagati in ritardo e tra mille difficoltà e adesso, ancora una volta, da mesi non
percepiscono lo stipendio, tra cui la tredicesima, con la conseguenza che il
servizio di manutenzione e gestione del verde pubblico fino adesso è stato e
viene garantito con difficoltà e con il pericolo che tra breve gli operai si
rifiuteranno di lavorare, con tutte le conseguenze che ne deriveranno per la
gestione del verde pubblico e l’immagine della nostra città». Secondo Bernardi,
tutto questo accade, «perché, come al solito, il Comune non provvede da molto
tempo a pagare la ditta nei termini contrattuali ». D’altra parte, il capogruppo
ritiene «che la ditta non può permanentemente non pagare gli operai per i
ritardi cronici del Comune». «A questo punto -si legge ancora nella nota-, la
ditta deve decidersi: o provvede a garantire il pagamento ai propri operai per
il lavoro svolto, oppure rescinde il contratto lasciando ad un’altra ditta con
maggiori risorse economiche». «Una situazione a dir poco drammatica e vergognosa
-termina la nota- che parla da sola per confermare la richiesta di dimissioni di
Nardi».
Andrea Di Lello

dellaporta2 [1]

Dal Consorzio di Bonifica assicurano che i residenti della località ex
Monticchio, zona San Silviano, a terracina, possono stare tranquilli: la
situazione del canale delle Acque Alte è sotto controllo.
Anche se l’ultima
manutenzione risale al 2006 e la prossima è prevista nel bilancio 2011. Non la
pensa allo stesso modo l’Ascom, sorpresa dalle dichiarazioni giunte di recente
dal Consorzio dopo la protesta dei cittadini di terracina per la situazione
indecente di alcuni canali di raccolta, ostruiti dalle erbacce e diventate
discariche a cielo aperto. «La gente non chiede altro che l’applicazione delle
specifiche competenze dell’ente- commenta l’Ascom- Indecente come la risposta:
‘Il lavoro è stato già programmato per il prossimo anno’». Secondo
l’associazione di categoria, si tratta di dichiarazione resa ancora più gravi
dal fatto che l’inverno, e dunque le piogge, sono alle porte. «Vorremmo ancora
una volta ricordare al presidente del Consorzio e all’autorità di Governo del
Territorio che la qualità e la sicurezza della vita della nostra città dipendono
dalla «rimozione della vegetazione, scavo e ripristino delle sezioni di
deflusso, realizzazione di opere e interventi di sistemazione idraulica». In
poche parole «sfalciare l’erba senza rimuoverla non solo tradisce la missione
del Consorzio ma, oltre che configurare una interruzione di pubblico servizio,
produce un’indecenza ambientale e inquinamento delle acque marine che a
tutt’oggi non coincide proprio con le leggi dello Stato».
Rita Recchia

dellaporta2 [25]

Slittano i processi. Gongolano ladri ed affini, ai quali la particolare
situazione di carenza può offrire, alla lunga, l’insolita prospettiva di una
prescrizione dei reati. Giustizia in ginocchio presso la sezione staccata del
tribunale di Latina. Va oltre ogni criticità conosciuta altrove la situazione
degli uffici giudiziari locali, privi del tutto di magistrati togati occupati
nel penale. Risalgono a marzo-aprile scorso i trasferimenti dei giudici Cialoni
e Perinelli. Per questo mese era atteso l’arrivo, in sostituzione, del giudice
Silvia Artuso, ma il posticipato possesso deciso dal Tribunale di Marsala ha di
conseguenza rinviato ad aprile prossimo il trasferimento. Da aprile ad aprile:
un anno con i processi bloccati. Nel frattempo tutta la materia penale rimane
affidata al solo giudice onorario, il Got Zampi,che può occuparsi solo de
minimis. Niente stupefacenti, niente abusi edilizi, niente omicidi colposi,
niente furti o ricettazioni. Per questi reati più gravi, da vero impatto
sociale, la via obbligata è quella del rinvio. È quello che sta succedendo
puntualmente in questi giorni. Man mano che i procedimenti passano al suo esame,
il GOT li rimanda a maggio-giugno prossimi. Al momento sono in tutto 1.500 le
cause pendenti. Diventeranno circa 2 mila nella primavera prossima. La
condizione attuale stride con quella di qualche tempo fa quando i giudici
Morgigni e Perinelli produssero in un anno 1.300 sentenze a fronte degli 800
nuovi procedimenti, facendo intravedere, in prospettiva, la possibilità di
azzerare l’arretrato esistente nel giro 3 anni. La Terracina giudiziaria poteva
diventare un’isola felice. Un virtuosismo potenziale che è stato azzoppato dalla
mancanza di personale in grado di mantenere certi ritmi lavorativi. I vuoti non
interessano solo i ruoli dei togati penali, ma anche le figure dei cancellieri.
In meno di un anno l’organico ne ha persi 4 in virtù di pensionamenti. Nemmeno
uno è stato rimpiazzato, cosicché sono rimasti solo in 2 a portare il fardello
delle pratiche da istruire ed il peso dell’assistenza ai giudici in aula.
Un’imprevista ciambella di salvataggio avrebbe potuto venire dai 40 impiegati
concessi «in prestito» dalla Provincia al Tribunale di Latina. Si sperava che, a
cascata, qualche unità potesse essere destinata a Terracina, ma, a quanto è dato
sapere, nessuna delle persone interessate ha manifestato l’intenzione di
lasciare il capoluogo provinciale. Insomma, una situazione bloccata rispetto ad
una domanda di giustizia, che viene da un comprensorio di ben 100mila anime.
Indifferenti un po’ tutti: amministratori pubblici, avvocati e cittadini. A
chiusura di un quadro davvero poco confortevole, va sottolineato anche il
rischio che processi già incardinati con i precedenti giudici debbano ripartire
da zero con una nuova istruttoria. Insomma una giustizia-lumaca.

dellaporta2 [26]

E’ tornato nella stessa giornata in cui era stato allontanato. Ieri mattina il
clochard, l’ennesimo, che ha scelto l’ospedale di terracina come ricovero, era
nuovamente lì, soltanto spostato in zona pronto soccorso. Ma è molto probabile
che in realtà abbia fatto solo finta di lasciare l’edificio, per ritornarvi
quando la «guardia» si era abbassata. Tra l’altro il giorno prima gli operatori
del 118 erano stati allertati per ben tre volte affinché mandassero via il
senzatetto, riuscendoci alla fine, ma non è servito a nulla. Del resto in una
città come terracina dove non esistono strutture, né fisse né mobili, per
ospitare temporaneamente i vagabondi è inevitabile che l’ospedale diventi per
loro un riparo caldo e sicuro. Aggiungiamo che il «Fiorini» resta praticamente
aperto anche di notte, ecco qua che il dado è tratto.
Ri.Re.

dellaporta2 [27]

Poteva sembrare un semplice raggiro ai danni di un anziano e dell’assicurazione
dell’auto, ma a indagini concluse i casi di incidenti col trucco hanno portato a
scoprire una truffa più grande del previsto.
Dieci gli imputati per i
reati di truffa e tentata truffa chiamati a risarcire la vittima dellaa truffa, tra cui l’allora bad a n t e de ll’an zia na vittima e dei
responsabili principali dei falsi incidenti. Lunedì presso il Tribunale
di Terracina avrà dunque inizio il processo che vedrà la vittima, E.P.V.
di 82 anni, costituirsi parte civile nei confronti dei dieci imputati.
L’anziano, difeso dagli avvocati Fabio De Felice e Lorella Gasbarrone, chiede un
risarcimento danni di 50 mila euro per ciascun imputato. I fatti risalgono al
2005, quando nel giro di poche settimane avvengono quattro incidenti stradali
che vedono coinvolte sempre le stesse persone e, un caso davvero strano, sempre
la macchina in uso all’ultraottantenne, ovviamente all’oscuro di tutto. Ma la
Fiat Panda in uso alla vittima non è mai uscita dal garage di casa. Vengono
redatti infatti Cid falsi, in cui si attestano i danni provocati dai vari
incidenti stradali «pilotati ». L’escamotage delittuoso viene però bloccato
dalla stessa vittima. Quando la compagnia assicurativa gli presenta un conto
salato, spostandolo in una classe di merito più onerosa di quella che
qualificava l’anziano, ritrovatosi da cliente semplice a soggetto a rischio, la
vittima denuncia tutto al Commissariato di polizia che in poco tempo scopre il
raggiro e denuncia alcuni dei responsabili. Tra questi la badante dell’anzia -
no e suo figlio, insieme ad altri conoscenti. Quattro gli incidenti
«pilotati», per tre dei quali il raggiro è andato a buon fine fruttando, ai
danni dell’as sicurazione e della vittima oltre 15 mila euro. Ma gli avvocati
che assistono l’anziano, contestano oltre il danno economico anche quello fisico
e morale, dal momento che la scoperta della truffa ha provocato forti stati
d’ansia e preoccupazione.
Francesco Avena

dellaporta2 [28]

È caduto dalle scale all’interno del suo locale, un noto ristorante nel centro
di Terracina.
A.S., 62enne, è stato protagonista ieri mattina di un incidente
domestico che per fortuna non si è rivelato grave. All’improv viso, forse per
aver perso l’equilibrio, è caduto rovinosamente a terra. Sul posto sono
intervenuti i sanitari della Croce Rossa del 118, che hanno prestato le prime
cure all’uomo e accompagnato l’i mprenditore all’ospedale. Per il ristoratore
ferite al torace e agli arti superiori.
F. A.

dellaporta2 [29]

Si arricchisce di un nuovo capitolo la lunga saga dello spostamento del mercato
settimanale da viale Europa in via Prebende.
Dopo la lunga trafila di pratiche e
incontri, non poteva mancare l’ennesimo caso di inefficienza. Spunta infatti
dalle ultime riunioni della giunta, il fattore «variante». Sì, perché a quanto
pare l’a mmi ni str az io ne comunale si è accorta solo ora, con un aiutino
della Regione, che per spostare i banchi del «giovedì » nella zona della
stazione deve approvare una variante al Piano regolatore. Proprio così. Come
dire. Dopo anni di lavoro, soldi spesi, interventi di adeguamento e ripristino,
proteste e polemiche, si è rischiato di farla grossa. A sfuggire ai tecnici
comunali, questa volta, non è stato proprio un dettaglio. Accade che per
localizzare un mercato in una determinata area, ci devono essere i presupposti
urbanistici. La zona, insomma, deve essere qualificata ad «Attrezzature
pubbliche e di uso pubblico all’aperto» e non – come è attualmente – zona a
verde pubblico e servizi. A farlo notare al Comune, che invece ignorava
platealmente la prescrizione pure contenuta nel Documento programmatico per il
Commercio sin dal 2003, è la Regione, con una nota del settembre scorso. Quella
di via Prebende è area a verde pubblico, dunque non destinata a mercati vari. Ma
per capire quanto sia esteso il «pastrocchio», e quanto poco l’ufficio Commercio
e l’assessore Giuseppe Amuro siano padroni della materia, si deve guardare alle
varie destinazioni d’uso assegnate nel tempo all’area di via Prebende. Dal Prg
originario fino alla variante approvata per la riqualificazione del Quadrante di
Nord Ovest, è sempre stata a verde pubblico. Impossibile sbagliarsi. Eppure,
nonostante le perpessità dei commercianti, mai un dubbio, mai un tentennamento.
E si è visto come è andata a finire. Sono trascorsi 4 anni, in cui si è parlato
praticamente del nulla. Il Comune è andato alla cieca, stava perfino assegnando
i posteggi. Ora, invece, è bastata una noterella della Regione per risvegliare
dirigenti e assessori. E non è finita, Ora si dovrà passare in Consiglio
comunale per approvare la variante. E con l’aria che tira, non sarà certo
una passeggiata.
Diego Roma

dellaporta2 [30]

E’ ancora bloccato a ridosso della spiaggia di Sabaudia il peschereccio di
terracina finito l’altro ieri fuori rotta dopo una battuta di pesca notturna.
Le
operazioni di rimorchio verranno con tutta probabilità effettuate oggi, non
prima però di aver liberato il natante di 25 metri dall’enorme quantità di acqua
imbarcata nelle ore di permanenza lungo la costa sabaudiana. Alleggerito del
peso il peschereccio, che porta il nome di «Sole nascente», potrà essere
sollevato con l’utilizzo di alcuni palloni e poi trascinato dal rimorchiatore.
Ieri pomeriggio i carabinieri della Motovedetta CC255 di stanza al Circeo sono
tornati nei pressi della grande barca per verificarne le condizioni. Quando
alcuni pescatori, l’altro ieri di buon mattino, hanno notato il profilo
dell’imbarcazione di fronte alle dune, hanno pensato ad uno sbarco di
clandestini. I soccorsi sono scattati con il timore di trovarsi davanti la
stessa situazione registrata al lido di Latina due settimane fa. Per fortuna le
preoccupazioni erano infondate. Si trattava di un peschereccio che si è arenato
mentre il capitano aveva preso sonno. I membri dell’equipaggio sono stati
prontamente messi in salvo dalla motovedetta, e sul posto è giunto il personale
della capitaneria.
E.M.

dellaporta2 [31]

Potrebbe smorzarsi con un parere della Corte dei Conti la querelle sulla
legittimità delle assunzioni dell’Azienda speciale.
Il dibattito tra maggioranza
e opposizione insiste sul «peso» che le nuove assunzioni avrebbero sulle spese
per il personale comunale. Ebbene su un caso analogo nel Comune di Vetralla, la
Corte dei Conti ha stabilito che le assunzioni fatte da un’ente autonomo
(partecipata, cooperativa, Azienda speciale) non sono da considerarsi come
pubblico impiego, se non per quei dipendenti che già lavoravano a tempo
indeterminato per il Comune. Nel caso di Terracina, dunque, i dipendenti assunti
dall’Azienda non andrebbero ad incidere sulla spesa per il personale pubblico,
né ora, ne in caso di liquidazione dell’Azienda. Quei contratti, insomma, sono
privati. E il Comune non rischia di sforare la spesa. Chissà che un parere non
si possa chiedere anche nel caso “Azienda”.
D. R.

dellaporta2 [32]

Comments Nessun commento »

terracina-veduta-da-curva-monte-giove-anni-50_bis

Essere consiglieri comunali è una bella grana. Discutere fino a notte inoltrata,
leggere delibere, bilanci, incartamenti vari, fare proposte, mozioni,
interpellanze, vigilare su corretto svolgimento amministrativo della
città. Tutto, con grosso sacrificio della vita privata. Viene da chiedersi: cosa
ci si guadagna? Soddisfazioni politiche, senz’altro. Chi ha questa
passione, lo sa bene. Ma non solo. Ci sono i gettoni di presenza. Trenta euro a
consigliere per ogni seduta, che per 30 consiglieri fanno 900 euro a seduta
(salvo assenti). Non una grande somma, ma solo grazie alla parsimonia con cui
viene convocato il Consiglio. Ma quanto producono i consiglieri, in termini di
proposte, idee, battaglie da portare avanti, istituzioni e diritti dei cittadini
da difendere, buon funzionamento dei servizi? Dando uno sguardo agli ordini del
giorno che si sono susseguiti nel corso dell’anno, sebbene gli argomenti ci
siano, i risultati restano modesti. A parte le cave, i Suap, qualche boutade (la
proposta, ad esempio di un test antidroga per i consiglieri comunali), restano i
passaggi dovuti come le approvazioni di bilancio e del piano triennale delle
opere pubbliche. Le interrogazioni e le interpellanze rischiano l’oblio. Vengono
rinviate a tal punto che buona parte delle sedute si spreca a recuperare sul
tempo perso. Problemi seri come la sanità, i rifiuti, i servizi sociali, le
concessioni demaniali restano al palo. Fanno scuola le ultime sedute, in cui tra
offese, battibecchi, ingiurie, si è finito per sospendere la seduta per assenza
del numero legale. Ma i consiglieri vengono pagati lo stesso. E pensare che per
preparare gli ordini del giorno, si riuniscono conferenze dei capigruppo,
riunioni di maggioranza, commissioni (da 30 euro a gettone anch’esse). Ma
niente. Non bastasse, la maggior parte delle sedute consiliari vengono convocate
nel tardo pomeriggio. E con un’agenda come quella, ad esempio, del 20 settembre
scorso, con 20 punti all’ordine del giorno, il rinvio ad altra seduta è quasi
scontato. Altro Consiglio, altro gettone, altre discussioni, altri soldi per il
personale, le segreterie, gli straordinari. Massì, che importa? Forse però il
presidente del Consiglio Patrizio Avelli dovrebbe dare una sterzata
all’efficienza dell’organo consiliare. Definire, ad esempio, le priorità, sedare i
«bollori» dei colleghi, imporre d’autorità la serietà. Ci sono questioni che
attendono un dibattito serio: le concessioni demaniali, il tribunale, la
questione sanità. Se necessario, il Presidente dell’assise potrebbe ricalcare un
decreto di natura ecclesiastica. Nel medioevo, per velocizzare l’elezione del
Papa, si costringevano i cardinali nel Conlcave. Più si prolungava l’elezione,
più diminuivano le scorte di cibo.
Diego Roma

33000 [32]

Sono praticamente agli sgoccioli i soldi arrivati con il secondo finanziamento
regionale concesso per il restauro della Cattedrale di San Cesareo, a Terracina.

Soldi sudati, prima che giungessero finalmente a destinazione. Soli investiti
nel migliore dei modi, tra l’altro visibile a tutti a occhio nudo giorno dopo
giorno. Soldi che, però, adesso stanno finendo senza che nulla, o comunque molto
poco, si sappia ancora sulla prossima somma che sarà messa a disposizione. Nuovi
soldi indispensabili affinché i lavori possano continuare con il ritmo spedito
con cui sono proceduti fino a oggi. Oramai gli effetti dell’impegno dei giovani
restauratori e degli operai della ditta Marino Di Leta si vedono ovunque, dentro
e fuori del Duomo di San Cesareo. Trascorrono le giornate intere stuccando,
spennellando, soffiando e pitturando. E ai non addetti ai lavori resta solo da
ammirare estasiati gli innumerevoli tesori che continuano a tornare alla luce,
strato dopo strato. Come, per esempio, la facciata del palazzo vescovile che di
recente è stata rimessa a nuovo e che sembra aver dato un volto più fresco
all’intera piazza Municipio, nonostante i secoli di storia che si porta
appresso. Ma per andare avanti c’è bisogno di soldi. C’è bisogno di sapere
quando e quanti ne arriveran- S no. Fino a oggi la buona volontà della ditta che
sta realizzando l’importante intervento e dei restauratori ha garantito che i
lavori non si fermassero se non nelle feste comandate. Dalla parrocchia hanno
inviato richiesta alla Pisana, ma al momento ancora non sarebbero giunte
risposte. Malizia a parte, non bisognerà mica attendere una nuova tornata
elettorale per ricevere la giusta considerazione? Di certo se davvero ce ne
fosse bisogno, il popolo sarebbe pronto ad un’altra colletta popolare per
sensibilizzare gli enti competenti. Del resto tutto era partito da lì.
Rita Recchia

33000 [31]


Momenti di panico, ieri mattina, sul motopeschereccio della marineria
terracinese «Sole nascente», che è andato ad incagliarsi a pochi metri dalla
spiaggia cittadina.
Pressoché inutili i tentativi di salvare l’imbarcazione,
che, anche a causa del mare agitato, ha preso ad imbarcare acqua. L’incidente è
avvenuto nella mattinata, mentre «Sole nascente» era impegnato nell’ultima
battuta di pesca prima del rientro nel porto di Terracina, affrettato anche dal
maltempo che si stava avvicinando. Ad un certo punto il motopeschereccio ha
toccato la secca. A complicare le cose è stato anche un cavo d’acciaio, che è
andato ad impigliarsi nell’elica. Praticamente bloccato. L’allarme è stato
diramato alla Capitaneria di porto di Anzio e, da qui, rimbalzato al Circomare
di Terracina. Il comandante TV (CP) Floriana Segreto ha avviato le operazioni di
soccorso e di recupero, disponendo l’invio sul posto di un gommone di stanza al
porto di San Felice Circeo, sotto le dirette dipendenze del capo di 1^ classe
Vito Izzinosa. L’equipaggio, costituito da tre persone, è stato trovato in
condizioni di difficoltà. Stavano vivendo convulsi momenti, presi dall’ansia di
non perdere l’imbarcazione, che rappresentava il proprio lavoro e la propria
vita. E’ stato difficile convincerli a lasciarla. Alla fine si è riusciti a
metterli in salvo. Le manovre di traino tentate con alcuni motopescherecci in
transito nella zona non sono state efficaci. Si poteva correre il pericolo che
finissero pure loro incagliati. Non ha aiutato per nulla la bufera, che ha
imperversato in quei momenti su tutta la zona, prospicente la spiaggia
cittadina. Il ìSole nascente” ha sempre più imbarcato acqua. Man mano che
passavano le ore si spegnevano le speranze di poter salvare l’imbarcazione. Per
disincagliarla nel pomeriggio è giunto un rimorchiatore da Fiumicino. Un’altra
necessità che si è posta all’attenzione dei soccorritori è stata quella di
provvedere allo svuotamento dei serbatoi. Si doveva evitare in ogni modo il
grosso pericolo che il carburante, finendo in mare, potesse produrre un esteso
inquinamento nella costa.

33000 [30]

L’erba del campo sportivo «San Martino», a terracina, può continuare
tranquillamente a crescere allo stato brado ancora per altro tempo, dopo un
piccolo autogol fatto dal Comune, giusto per restare in tema.
Di recente
l’amministrazione si è vista, infatti, costretta ad annullare la proceduta di
gara per l’affidamento della manutenzione del manto erboso, delle aree adiacenti
e della pulizia dei locali del campo sportivo, per un importo complessivo di
circa 230 mila euro. Il tutto con un procedimento di auto-tutela, dopo che negli
uffici competenti qualcuno si è accorto di non aver completato regolarmente
l’iter che solitamente precede lo svolgimento della gara d’appalto. Per farla
breve, il Capitolato Speciale d’Appalto per l’esecuzione dei lavori era già
pronto lo scorso luglio, in tempo, quindi, perché la nuova stagione sportiva si
aprisse e il campo, le aree vicine e i locali fossero adeguatamente pronti per
essere utilizzati. Poi, però, era stata necessaria una modifica per inserire il
nuovo quadro economico adeguato alle spettanze per gli oneri della sicurezza. Il
che vuol dire che nel precedente Capitolato qualcuno aveva già commesso una
prima svista o non indicando nero su bianco anche i soldi per la sicurezza del
cantiere per la realizzazione dei lavori, oppure commettendo un errore di
calcolo. Ma negli uffici hanno trovato modo e tempo di commettere anche una
seconda distrazione: la modifica, inserita nella lettera con cui venivano
invitate le ditte selezionate, non è stata regolarizzata con il dovuto atto
d’integrazione al documento che era stato precedentemente approvato. Quindi
tutto da rifare. La procedura di gara è stata annullata in via di auto-tutela.
Le varie ditte selezionate sono state formalmente avvisate della novità. Le
offerte che erano state già presentate sono state restituite. Quanto alla gara
per affidare finalmente il servizio, si seguirà la strada della procedura aperta
e non quella ristretta semplificata, come si era deciso inizialmente, che aveva
visto in lizza sedici ditte in tutto. Cose che succedono, per carità. Errori che
si commettono, ci mancherebbe. Tempo che si perde, naturalmente.
Rita Recchia

33000 [29]

C’È voluto più di un anno, ma alla fine i negozianti di via del Fiume avranno un
percorso pedonale.
A causa dell’ele – vatissimo numero di mezzi che ogni giorno
percorrono la strada, aggravato dal proliferare del triste fenomeno del
parcheggio selvaggio, il Comune con una delibera di giunta ha deciso
l’istituzione del percorso pedonale e una nuova regolamentazione della sosta dei
mezzi. La decisione degli assessori è giunta in seguito a una petizione
sottoscritta da tutti i titolari di attività commerciali della zona, ogni giorno
alle prese con il traffico impazzito e con una situazione di continuo pericolo
per i pedoni. La petizione dei negozianti era stata presentata nel luglio del
2009 all’ufficio viabilità del Comune di Terracina. Ma solo dopo un sopralluogo
del personale dell’ente e la constatazione dei disagi in via del Fiume, nei
giorni scorsi la giunta ha deliberato l’istituzione del percorso pedonale e una
nuova regolamentazione del flusso veicolare. Questo significherà che tra pochi
giorni compariranno cartelli stradali indicanti il divieto di transito di
macchine e motocicli, con la possibilità di ingresso solo per i residenti e per
i mezzi che devono raggiungere le attività commerciali della zona.
F. A.

33000 [28]

Approda domani in Commissione urbanistica il piano urbano del traffico, una
mappa di cui il Comune di Terracina si dota dopo un’attesa durata anni.
La
rivoluzione passa attraverso la realizzazione di ben quattro parcheggi
multipiano, tra cui quello del Montuno, tutti previsti nel centro urbano. I
lavori alla «collinetta» erano già iniziati, ma subito interrotti per
il ritrovamento di un muretto romano durante le operazioni di scavo.
Con un parere positivo della Sovrintendenza dei beni archeologici, che arriverà
a giorni, le ruspe torneranno presto in azione. L’importante è che – fa sapere
l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari – i resti romani rimangano a
vista. Ma non c’è solo il Montuno con i suoi 70 posti macchina. Il nuovo piano
urbano del traffico prevede la nascita anche di altri tre parcheggi multi
livello. Uno presso l’area di via Leopardi davanti l’area verde di Villa
Tomassini. Un parcheggio a un piano sotterraneo, uno a livello del mare e
l’altro sopraelevato. Una struttura analoga sorgerà presso il piazzale Donatori
di sangue in viale Europa. Un ultimo parcheggio multipiano troverà posto in un
terreno di via Manzoni. Per un totale di circa 400 nuovi posti macchina. I
progetti li eseguirà il Comune, ma i soldi ce li metterà il privato. Infatti per
tutte le opere in questione vale l’escamotage del project financing. Il Comune
redige il progetto e poi apre una gara d’appalto. Il privato che se l’aggiudica
con i propri soldi realizza l’opera e poi la gestisce, traendone dunque guadagno
con il sistema della sosta a pagamento. I tempi per vedere attuata la
rivoluzione del traffico multipiano non sono poi così biblici come ci si
potrebbe aspettare dal Comune di Terracina. Con il privato che scalda i motori,
i tempi si riducono al massimo. L’assessore Ferrari assicura che l’impatto delle
nuove opere sarà minimo sul territorio del centro urbano. Ma c’è da giurarci che
i nuovi parcheggi a più livelli, che spunteranno qua e là come funghi, non
mancheranno di suscitare polemiche.
Francesco Avena

33000 [27]

Si sperava potesse essere l’ultima «pasquinata» nella storia dei lavori di via
Lungolinea Pio VI, a terracina.
E invece ieri mattina ne è arrivata un’altra,
attaccata proprio accanto al cartellone dei lavori che, finalmente partiti per
sistemare la strada, all’improvviso si sono bloccati. Il messaggio dice
testualmente: «Chi l’ha visto? Non si hanno più notizie della ditta che doveva
eseguire i lavori alla banchina. Sparita dal 4 ottobre 2010. Chi ha notizie può
telefonare a Pasquino». Insomma, se nel cartello precedente si gridava al
miracolo riferendosi al cantiere finalmente avviato, adesso si lancia una sorta
di appello per chi ha visto aggirarsi nei pressi della strada qualcuno degli
operai della ditta. E’ il solito Pasquino dal tono ovviamente sarcastico, che
però, come faceva il suo più noto antenato romanaccio, va sempre dritto al sodo
della questione. «Ci sentiamo sentiti in giro per l’ennesima volta- è il
commento unanime di commercianti e residenti di via Lungo linea Pio VI- Ci hanno
letteralmente ingabbiato tanto che è difficile transitare anche per i pedoni».
Alcuni giorni fa un signore su una carrozzina elettrica ha avuto difficoltà ad
attraversare il tratto circoscritto dalla rete per la poca distanza rispetto
alla facciata del palazzo. Ma erano ben disposti a sopportare quest’ennesimo
disagio pur di riavere la strada finalmente sistemata, sicura e libera. «Ci
avevano garantito che i lavori sarebbero terminati a dicembre 2010, e invece sul
cartello la data è già stata spostata a gennaio 2011. Ma del resto se il
cantiere latita come fa a lavorare!». All’inizio della scorsa settimana avevano
portato materiali e macchinari. E nulla più. Ma se lo scorso agosto era stato
garantito che i lavori sarebbero iniziati all’inizio di settembre, com’è
possibile che a metà ottobre la situazione sia ancora tanto nebulosa?
Ri.Re.

33000 [26]

Rischia di tornare ai nastri di partenza e di vedere buona parte degli imputati
tornare in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare il maxi
processo al clan Licciardi.
Il processo che vede imputati, tra gli altri,
Patrizia Licciardi e Eduardo Marano, i coniugi arrestati nel luglio del 2008 a
Terracina perché accusati di aver partecipato alle attività estorsive del clan e
sospettati di reinvestire i proventi a Terracina, nei giorni scorsi ha
registrato uno stop. Nell’udienza che si è tenuta davanti al collegio “A” della
prima sezione penale del Tribunale di Napoli, la difesa, composta tra gli altri
dai legali Biondi, Valentino, Cupo, Cardillo e Quaranta, ha chiesto e ottenuto
l’astensione dal dibattimento di un giudice del collegio, perché lo stesso
avrebbe autorizzato precedentemente l’esecuzione di alcune intercettazioni poi
eseguite dalla Procura. Una posizione che contrasterebbe con la terzietà del
giudice del collegio. Le eccezioni della difesa sono state condivise anche dalla
Procura e lo stesso magistrato ha fatto dichiarazione di astensione. Ora gli
atti sono stati rimessi al presidente del Tribunale di Napoli, che il prossimo
21 ottobre dovrà decidere ed eventualmente nominare un nuovo collegio giudicante.
Un’eventualità, quest’ultima, che renderebbe di fatto necessario istruire
di nuovo la pratica allungando di molto i tempi dibattimentali.
Proprio quest’impasse rischia di far scadere i termini di custodia
cautelare per molti degli imputati, alcuni dei quali sono in carcere in regime
di 41 bis. Non è il caso di Patrizia Licciardi e di Eduardo Marano, difesi
dall’avvocato Cupo, i quali verrebbero però anche loro scarcerati. Ora si
attende la pronuncia del presidente del Tribunale. Il maxi processo al clan
Licciardi vede imputate a vario titolo oltre 60 persone tra esponenti e
affiliati al clan. Le accuse vanno dall’estorsione al racket, all’associazione
mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. Un’indagine, quella condotta dal pm
Cannavale della Dda di Napoli, che ha ricostruito il sistema delle alleanze, e
che ora rischia di veder vanificato il lavoro della Procura. Uno dei giudici a
latere del collegio penale, infatti, secondo la difesa, avrebbe autorizzato
alcune intercettazioni relative al processo, poi effettivamente eseguite dalla
Procura. Motivo per cui la posizione del magistrato non sarebbe «terza» nel giudizio.
D. R.

33000 [25]

Camera ardente dell’hospice, i giudici si riservano Ieri a Latina la discussione
del ricorso di Villa Azzurra uovo round nella querelle tra l’hospice «Villa
Azzurra» di Terracina e gli inquilini, vicini di casa, del condominio
«Concordia».
Ieri mattina le due parti sono ritornate in aula, nel tribunale di
Latina, dopo che i vertici della struttura sanitaria avevano impugnato il
provvedimento del giudice di Terracina Franco Catracchia emesso a luglio. La sua
sentenza aveva disposto il trasferimento immediato della camera ardente presso
un’altra sede. Tramite l’avvocato Corrado De Angelis l’hospice aveva impugnato
quel documento presso il tribunale di Latina presentando una serie di
motivazioni. Ieri i giudici del Collegio si sono riservati. Intanto domani è
previsto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario e di un consulente tecnico
all’interno della camera ardente per individuare un’altra sede,
come richiesto dai condomini.

33000 [24]

La Volley Terracina inizia il campionato di serie C con una sconfitta di misura
per 3-2 contro Fonte Roma Eur, squadra di tutto rispetto proveniente da un
esperienza in b2 nel campionato precedente.

L’incontro è stato preceduto dall’esibizione del corpo di ballo Accademia Event
Revolution dove si sono esibiti gruppi di ragazzi e ragazze proprio per l’
apertura del campionato di serie C. Le ragazze guidate dal mister Pesce ed il
suo secondo Rigoni sono scese in campo molto determinate davanti ad un folto
pubblico, sta di fatto che il Palacarucci di Terracina era gremito di tifosi e
non per vedere all’opera le ragazze del Volley Terracina che tanto ha dato nel
campionato precedente, una cosa mai vista fino ad ora veder un palazzetto pieno
di tifosi per seguire le loro beniamine, questo da molta soddisfazione a tutto
lo staff ciò significa che in tutti questi anni si è lavorato bene.
Tornando all’incontro le Terracinesi iniziano molto bene vincendo il primo set
agevolmente, il secondo set invece venivano fuori le avversarie facendo valere
la loro esperienze ma il Terracina non mollava riuscendo addirittura ad andare
in vantaggio con la possibilità di aggiudicarsi anche il secondo set ma per una
serie di errori da parte della compagine locale le avversarie ad avere la meglio
e tornare così in parità.
Il terzo set molto combattuto tra le due squadre ma alla fine era il Terracina
ad ad avere la meglio portandosi sul 2-1. Nel quarto e quinto set il Terracina
non era più lo stesso dei primi tre set evidenziando un leggero calo fisico dove
le avversarie ne approfittavano mettendo così fine all’incontro portando a casa
solo 2 punti mentre il Terracina se ne aggiudicava solo 1.
Per il momento possiamo essere più che soddisfatti tranne che per la sconfitta
considerando che si è giocato con una squadra che punta alla vittoria finale
dove le nostre ragazze si sono comportate abbastanza bene e uscendo dal campo a
testa alta visto che si affronta per la prima volta un campionato si serie C.
Ora si pensa già al prossimo incontro con il Ciampino cercando di fare ancora
meglio e perché no portare a casa i tre punti in palio. Al momento possiamo dire
solo brave alle ragazze per essersi comportate in campo dignitosamente davanti
ad un avversario ce ha più esperienza di noi ed un elogio va al nuovo mister che
tanto ha fatto fino ad oggi per preparare le ragazze e portarle ad un livello
superiore affinchè si possa affrontare questo campionato con serenità.
Appuntamento quindi per sabato prossimo contro il Ciampino invitando quanti
vogliono seguire le ragazze ed incitarle come sempre hanno fatto.

33000 [23]

Corsi di formazione gratuiti
Sono aperte le iscrizioni ai 2 Corsi gratuiti”Tecnico della logistica e della
mobilità sostenibile nel settore agroalimentare”,organizzati dall’ISAS in
collaborazione con la Provincia di Latina,riservati a candidati residenti nella
Regione Lazio, con priorità ai soggetti residenti in Provincia di Latina, che
abbiano compiuto 18 anni di età, in possesso di Diploma di Scuola Media
Superiore o Diploma di Qualifica Triennale rilasciato da un Istituto
Professionale di Stato e che siano inoccupati o disoccupati.I termini per la
presentazione delle domande scadono il 31 Ottobre. La partecipazione al corso è
gratuita. Si può consultare il bando su: www.progettoradici.net e
www.provincia.latina.it

33000 [22]

Un nuovo clochard all’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina. Questa volta sono
intervenuti gli Angeli Custodi della Protezione Civile. Ieri mattina qualcuno ha
allertato i carabinieri trovandosi di fronte a un senzatetto che si era
sistemato a dormire all’interno della cabina elettrica. Dopo un primo intervento
dei militari, che lo avevano allontanato, lo sconosciuto era ritornato dopo
appena qualche ora, evidentemente non trovando nessun altro posto. Nuova
segnalazione ai carabinieri, che però erano impegnati, e quindi sono intervenuti
gli Angeli Custodi che hanno portato il clochard con loro.
Ri.Re.

33000 [21]

Arresto convalidato e obbligo di firma due giorni a settimana per l’idraulico di
terracina arrestato la scorsa settimana dalla guardia di finanza per detenzione
ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ieri mattina M.C. è comparso
davanti il giudice Matilde Campoli, assistito dall’avvocato Fabio De Felice. La
Campoli ha ritenuto opportuno convalidare l’arresto, ma ha respinto la richiesta
del pm che chiedeva perlomeno la misura della custodia cautelare ai domiciliari.
L’idraulico 40enne è stato, infatti, rimesso in libertà e sottoposta alla firma
obbligatoria. Il legale, comunque, ha intenzione di fare ricorso perché le
fiamme gialle non hanno sorpreso il proprio assistito nella flagranza del reato,
trovando i circa 23 grammi di cocaina nell’abitazione dell’uomo e nulla addosso.
L’idraulico era stato fermato sabato scorso in piazza Garibaldi dai finanzieri
che avevano continuato la perquisizione a casa trovando la droga nascosta in un
armadio.
Ri.Re.

33000 [1]

Comments Nessun commento »

terracina-vista-da-ospedale-vecchio-primi-900_bis

Arriva la Guardia di Finanza nel Dipartimento Finanziario del Comune. Nella
mattinata di mercoledì scorso, quattro militari delle locali Fiamme Gialle si
sono presentati nella sede della Ragioneria in via Bengasi, presso Piazza
Garibaldi, e si sono portati via numerosi incartamenti. I finanzieri erano in
borghese e si sono recati sul posto con un auto senza insegne nell’evidente
volontà di non dare nell’occhio ai passanti, considerata la posizione
centralissima degli uffici.  Dopo che i documenti prelevati erano stati riposti
nel portabagaglio, l’auto è ripartita lasciandosi dietro diversi interrogativi.
Non si sa, infatti, che tipo di materiale sia passato dai tavoli del
Dipartimento a quelli della sede della Tenenza di via Leopardi. Va detto, a
questo proposito, che in via Bengasi si trovano tutti gli uffici del
Dipartimento: A Ragioneria, Tributi, Economato, Ufficio Casa e la dirigente del
Dipartimento, Ada Nasti. Difficile, dunque, indovinare verso quale settore è
orientata l’iniziativa dei militari. Tuttavia, nonostante la grande riservatezza
con la quale la Guardia di Finanza ha voluto svolgere questa operazione, c’è una
indiscrezione secondo la quale i fascicoli ora nelle mani dei militari non
riguardano le inchieste già in corso, ma una del tutto nuova. Un’ulteriore
indiscrezione, tutta da verificare, precisa che l’indagine in questione concerne
consulenze ed incarichi professionali. Ad ogni modo, l’arrivo dei finanzieri
mercoledì scorso nel Dipartimento di via Bengasi è il segno del livello di
attenzione che gli organi inquirenti continuano ad avere nei confronti del
Comune. A rinnovare la preoccupazione in Municipio, è intervenuto lo scorso
venerdì un altro episodio tutto ancora da decifrare. Testimoni raccontano che,
appena due giorni dopo i finanzieri, tre uomini in abiti civili sono andati di
nuovo nella sede di via Bengasi, dove hanno chiesto con molta insistenza di
poter parlare con la dirigente Ada Nasti. In molti hanno avuto l’impressione che
i tre personaggi fossero appartenenti alle forze dell’ordine.
Andrea Di Lello

33000 [35]

Assunzioni che alimentano le polemiche, concorsi che non convincono, accuse di
clientelismo, situazione finanziaria ancora tutta da chiarire.
L’Azienda
speciale è partita ma i dubbi sul suo funzionamento permangono. Per questo
motivo il presidente dell’ente strumentale Valerio Golfieri vuole fare
chiarezza. Spiegare, punto per punto, presente e futuro dei servizi sociali. Si
parte dalle assunzioni: «Mi indignano le voci che parlano di oltre 100
assunzioni – scandisce Golfieri – . Abbiamo assunto due tipologie di dipendenti,
quelle a tempo indeterminato, di cui fanno parte gli ex Lsu e una parte
delle operatrici degli asili nido provenienti dalle coop, e quelle a
tempo determinato, con regolare selezione, che svolgono altri servizi come
l’assi – stenza scolastica, i logopedisti, il trasporto per disabili».
Un’ottantina di persone «indispensabili – assicura Golfieri – allo svolgimento dei
servizi». Sull’ipotesi di illegittimità di alcuni contratti, il presidente
taglia: «Le assunzioni sono frutto di un percorso tra Regione, Prefettura e
Comune e il calendario delle assunzioni è stato stabilito dalla Pisana. Abbiamo
avuto ispezioni dell’Inps e dell’ispettorato del lavoro per 3 mesi, e non è
stato rilevato nulla di illegittimo». C’è poi la situazione finanziaria. Come si
regge l’Azienda speciale? «Il Comune ci ha dato immobili in comodato d’uso
gratuito. Inoltre ogni mese ci assicura 80 mila euro sui 180 che ci dovrebbe.
Infine abbiamo sottoscritto un accordo con il Monte dei Paschi di Siena, nostra
tesoreria. L’autonomia gestionale ci aiuterà, riceveremo fondi e rette in via
diretta, a differenza dell’Istituzione, e siamo in procinto di accreditarci con
il servizio civile». C’è però un problema con l’assistenza domiciliare. «Il
progetto è pronto. Avvieremo il modello del “voucher”. L’assistito
sceglierà il suo operatore e lo pagherà con un tagliando fornito dall’Azienda».
Tutto qui? «Abbiamo attivato uno sportello immigrazione, il trasporto dei malati
oncologici e stiamo programmando 3 nuovi progetti per anziani, giovani e minori.
Non mi sottraggo alle responsabilità sul passato, ma questi sono risultati».
Diego Roma

33000 [34]

Azienda Speciale è destinata al «tilt». Ne sono convinte le cooperative sociali
e ne è convinto Vittorio Marzullo, segretario di Sinistra, Ecologia e Libertà.
«Se negli anni passati -scrive quest’ultimo in una nota con riferimento ad
alcune dichiarazioni dell’assessore Francesco Zicchierisono stati tagliati
servizi come scuolabus, assistenza domiciliare, in particolar modo per gli
anziani non autosufficienti, colonie estive, centro diurno e residenziale, come
può oggi l’azienda speciale o il Comune parlare contemporaneamente di un aumento
dei servizi spendendo meno, in presenza del costo del lavoro per ora lavorata in
forte aumento? Poiché è impensabile ipotizzare che all’azienda speciale un
dipendente possa costare meno di quanto costi ad una cooperativa, visto gli
sgravi contributivi di cui le cooperative godono». Sulle spese dell’Azienda
insiste anche Anna Di Scala, presidente della Cooperativa Insieme, estromessa,
come le altre cooperative, dalla gestione dei servizi, perché considerata
dall’amministrazione Nardi troppo costosa:« Per quanto riguarda gli asili -
afferma la Di Scala-, è facile risparmiare quando il personale viene assunto con
contratti di L’ collaborazione (ed ancora ci chiediamo come sia possibile
prorogare per oltre un anno tali rapporti senza regolarizzarli, ma evidentemente
la legge non è uguale per tutti). Ne riparliamo tra un anno visto che ora hanno
assunto tutti a tempo indeterminato. I contributi, avendo assunto il nostro
personale in mobilità, per i prossimi tre anni non li pagheranno, (vantaggio che
le cooperative non avevano), ma quanto pagheranno per il coordinamento (la legge
prevede che ci sia uno psicologo a coordinare gli asili uno per ogni asilo),
quanto pagheranno per l’assolvimento degli obblighi della legge 81/08 sulla
sicurezza sul lavoro (visite mediche e altro.), quanto investiranno sulla
formazione permanente che garantisce la qualità dei servizi, quanto pagheranno
per le derrate alimentari, per la manutenzione ordinaria degli immobili, per i
giochi?». Inoltre, sempre secondo la Di Scala, «in relazione all’assistenza
scolastica ed al centro diurno, che per altro non è ancora aperto, al costo
calcolato dall’amministrazione vanno aggiunti i 21 ex Lsu che prima permettevano
a tanti bambini diversamente abili di frequentare regolarmente le lezioni, che
sono anch’essi stati appena assunti a tempo indeterminato per fare “altri
servizi”(e sarebbe interessante sapere quali, quanti utenti ne giovano e quale
sarà il loro costo). Per non parlare dell’assistenza domiciliare che ancora oggi
non è partita ». Intanto, però, il Comune continua a non pagare alle cooperative
il dovuto per i servizi erogati in passato. Roberta Tintari, presidente della
Cooperativa Mosaico, che gestiva il centro diurno intercomunale, parla di
112mila euro «che non abbiamo mai ricevuto, nonostante tali cifre siano
provenienti dal distretto Fondi – Terracina e anche dal Comune di Monte San Biagio».
Andrea Di Lello

33000 [33]

Vigneto Lazio è in prima fila nella nuova guida ai vini d’Italia, Slow Wine
2011, che Slow Food Editore presenterà il 20 ottobre al PalaIsozaki di Torino.
Tra i «vini particolari», quelli prodotti da piccoli contadini o provenienti da
piccole produzioni artigianali o ancora da vitigni autoctoni particolari, emerge
il Moscato di terracina Amabile Templum 2008 di Cantina Sant’Andrea, definito
un vino amabile «molto piacevole e ben fatto con un prezzo alla portata di tutte
le tasche». Questo emerge nel giudizio di Duccio Armenio. La vendemmia di questo
vino avviene durante la prima decade di ottobre, con selezione delle uve e
raccolta manuale. I grappoli subiscono una leggera sovrammaturazione in pianta
per arricchirsi di zuccheri ed aromi particolari. Nella raccolta l’uva viene
posta in piccoli cesti o cassette per mantenere i chicchi integri. Per quanto
riguarda vinificazione, maturazione ed affinamento, parliamo di una delicata
pigio-diraspatura con breve criomacerazione di alcune ore e lentissima
fermentazione a temperatura controllata. Al raggiungimento dell’adeguato residuo
zuccherino il vino viene refrigerato, filtrato e lasciato riposare in piccoli
serbatoi in acciaio termocontrollati. I successivi travasi e il costante
controllo della temperatura mantengono in questo vino amabile tutto il sapore e
i profumi dell’uva da cui proviene.


«Noi, siamo preoccupati dal fatto che dietro questo sbandierare positivo non vi
sia, senza dichiararlo, l’inizio della campagna elettorale».
Piovono accuse di
inefficienza sull’Azienda speciale. Le rifila in una nota il segr et ar io del
circolo di Sinistra e Libertà, che denuncia lo scadimento dei servizi e ipotizza
la gestione del Terzo settore da parte di Zicchieri e colleghi come
fumo negli occhi degli elettori. Marzullo ricorda il caso delle mancate
rendicontazioni «alla Regione sin dal lontano 2003, fino a costringere la stessa
a sospendere i finanziamenti e l’assessore regionale a prendere le distanze da
questa giunta con la minaccia di commissariamento ». In tutto questo,
incalza Sel, «l’assessore non trova di meglio che dare i numeri ». «Se negli
anni passati sono stati tagliati servizi come scuolabus, assistenza domiciliare,
colonie estive, centro diurno e residenziale, come può oggi l’azienda speciale o
il Comune parlare contemporaneamente di un aumento dei servizi spendendo meno,
in presenza del costo del lavoro per ora lavorata in forte aumento? Non è
chiamando risparmio, il taglio dei fondi destinati alle figure più deboli della
società, bambini, anziani e diversamente abili che si riesce a far
bella figura » . Duro attacco anche dal capogruppo dell’Udc Gianni Percoco, che
invece pone l’accento sul comportamento della maggioranza durante l’ultima
seduta di Consiglio comunale. «Non c’è più limite all’indecenza» scandisce
Percoco, rivolto ad una maggioranza che «è fuggita, evidenziando una grande
difficoltà nell’affrontare un confronto democratico in cui si devono dibattere i
temi di interesse collettivo. Vedasi il punto riguardante l’Azienda Speciale in
cui si potevano affrontare le problematiche delle famiglie». Percoco se la
prende anche con il presidente del Consiglio Patrizio Avelli che, dopo la
sospensione per mancanza del numero legale «non solo non ha rispettato la regola
dei 5 giorni, ma nel convocare il consiglio per il 25, quindi dopo due
settimane, lo ha fatto senza consultare la conferenza dei capigruppo». «Proporrò
- conclude Percoco – di non partecipare più alla conferenza dei capigruppo fino
a quando non si avrà un comportamento più rispettoso».
D. R.


Intervento dei vigili del fuoco di terracina e 118 per soccorrere un’anziana
caduta in casa, con la porta ben chiusa dall’interno.
L’episodio è successo ieri
mattina (Sabato, NdB) in un appartamento al terzo piano di un edificio in via
Napoli, vicino l’ospedale. Un’anziana inquilina all’improvviso si è ritrovata
sul pavimento di casa, forse dopo essere scivolata o perché colta da un
improvviso malore. Fatto sta che da sola non riusciva più a tornare in piedi. Le
sue urla hanno richiamato l’attenzione dei vicini che subito hanno allertato il
118. Purtroppo i sanitari non sono riusciti a entrare nell’appartamento chiuso a
chiave e hanno avvisato i pompieri. Questi si sono calati dal balcone di un
appartamento del quarto piano raggiungendo quello della signora, che è stata
soccorsa.



Artigiano di giorno, spacciatore di notte. Insospettabile imprenditore di
Terracina arrestato dalla Guardia di Finanza per detenzione ai fini di spaccio
di sostanza stupefacente. In casa nascondeva 23 grammi di cocaina e un bilancino
elettronico di precisione per dosare e confezionare la «neve». Nuova brillante
operazione delle fiamme gialle della tenenza di Terracina, agli ordini del
comandante Dario Bordi, che venerdì sera hanno fatto scattare il blitz. I
militari da fonti confidenziali erano venuti a conoscenza dell’attività illecita
dell’uomo, M.C. un 40enne del posto molto conosciuto in città, e hanno iniziato
a indagare sul suo conto. Dopo una serie di appostamenti i finanzieri venerdì
sera sono entrati in azione. Mentre si aggirava nella centralissima piazza
Garibaldi, forse per procacciarsi qualche cliente, l’uomo è stato fermato dalle
fiamme gialle. Condotto in caserma, è stato perquisito: con sé non aveva droga.
Ma i militari sono andati fino in fondo e hanno ottenuto i risultati previsti.
Dalla successiva perquisizione domiciliare, infatti, è risultato come
l’insospettabile 40enne avesse nascosto in casa 23 grammi di coca, ancora da
dividere in dosi. Su disposizione del sostituto procuratore di turno, Gregorio
Capasso, è stato dunque tratto in arresto e condotto presso il carcere di
Latina. Le indagini proseguono per appurare i canali di approvvigionamento e il
giro di clienti del pusher finito in manette.
Francesco Avena


C’è chi, le aree protette, se le immagina diversamente. Con sentieri, visite
guidate, strutture ricettive gestite da residenti che propongano prodotti
tipici, ospitino i turisti, diffondano la tradizione agro-pastorale del
territorio. Se non tutti i residenti contrari all’istituzione dell’ente hanno
mire speculative, è altresì vero che non tutti i «locali» vedono
nell’istituzione dell’area protetta il male assoluto. Il problema, semmai, sta
nel come farlo vivere e prosperare. Una soluzione possibile arriva dai comitati
“Cam – posoriano”, “Vivere Sonnino” e “Il Fontanile”, che da anni fanno proposte
ai Comuni di Terracina e Sonnino per il Monumento naturale di Camposoriano, e
che ora, a due anni dalla nascita dell’ente Parco, rivolgono le loro proposte
all’attuale commissario del Parco Federico Carnevale. Secondo i comitati è
inutile proporre «impossibili abrogazioni della legge istitutiva del Parco».
Servono piuttosto «proposte concrete che consentano alla Gestione straordinaria
del Parco di procedere alla formulazione di una piano di gestione articolato in
diversificati ambiti territoriali, comprensivo di alcune modifiche dei confini
del Parco». Più che un dietrofront, dunque, occorre dare «una visione
complessiva delle problematiche gestionali» che «consentano la individuazione
delle peculiarità proprie dei diversi ambiti». A partire dai Monumenti naturali.
«Non v’è dubbio – scrivono i comitati – che i circa 1000 ettari di quello che fu
il Monumento Naturale di Campo Soriano hanno caratteristiche ed esigenze di
valorizzazione e di disciplina diverse rispetto all’ambito territoriale di
quello che fu il Monumento Naturale Lago di Fondi». Dunque occorre
differenziare. Questo «il punto di partenza per la realizzazione di progetti
tesi allo sviluppo socio-economico del territorio, che tengano anche conto delle
esigenze relative all’attività venatoria, esercitata non in contraddizione con
altre attività tipiche delle aree protette». Si potrebbe partire, proseguono i
comitati, con una riperimetrazione che tuteli l’area dalla frammentazione, dal
«recupero e di miglioramento degli immobili residenziali esistenti », dalla
promozione. Proprio riguardo il Monumento Naturale, i comitati chiedono al
commissario Carnevale che l’area sia dotata «di cartellonistica informativa, di
sentieristica per i visitatori; di un’adeguata attività di controllo
all’apertura della caccia, ma anche una migliore utilizzazione del personale del
Parco». È un dato, infatti, che ciò che manca all’ente, è una pianta organica
che dai vertici arrivi fino alle fasi operative. E soprattutto l’id ea che,
perché un Parco naturale viva, serve il coinvolgimento delle popolazioni locali.
Diego Roma

Terracina Calcio.
Cade, dopo 5 risultati utili consecutivi, il Terracina di Mauro Pernarella che, a
Marino, deve chinare il capo davanti al Cittàdi Marino. I castellani, partiti in
questa stagione con il freno a mano tirato, stanno cominciando ad acquisire gli
schemi offensivi (vincenti enlle ultime due stagioni), di mister Carlo Lanza e
iniziano la propria risalita in classifica. Privo di Giuseppe Medoro, abbastanza
«scarico» sotto porta ma evidentemente importante per gli equilibri della
squadra, Pernarella si affida ad un 4-4-2 che, al tirare delle somme, non riesce
a contrastare ef- C ficacemente i veloci inserimenti degli esterni marinesi.
Nella prima frazione di gioco le due squadre sono molto corte e abbastanza
timide e le uniche occasioni sono il frutto di iniziative personali sempre,
però, stoppate sempre in maniera efficace dai rispettivi reparti arretrati.
Tanto equilibrio può essere spezzato solo da un episodio o da un accadimento che
spezzi il «tantra» della gara… E la cosa succede, puntualmente, al minuto 38’
quando Casale, toccato duro da un difensore, deve abbandonare il campo. Al suo
posto entra Arcobelli che, al primo pallone toccato, fa gol: cross di
Novembrino, al 41’, e preciso colpo sotto porta del nuovo entrato per l’uno a
zero. Nella ripresa le due squadre partono subito forte, già al primo minuto il
Terracina riesce a pareggiare con il rigore di Rosi abile a spiazzare Perrotta.
I marinesi non ci stanno e attaccano a testa bassa per riportarsi in vantaggio.
Gli sforzi vengono premiati dall’arbitro Cesarini che concede un rigore per il
fallo di mano di Balestrieri, Turchetta si prende la responsabilità del rigore e
dagli undici metri riporta avanti i suoi. Dopo le due fiammate iniziali la
partita rallenta con gli ospiti che attaccano e i padroni di casa che ripartono
in contropiede. Intorno alla mezz’ora il Terracina ha due enormi occasioni per
pareggiare su degli errori grossolani dei difensori del Marino, ma gli
attaccanti terracinesi non sanno approfittarne. Il Marino in contropiede sfrutta
il folletto Marvelli, che è imprendibile per la difesa avversaria e che riesce a
creare numerose palle goal per gli attaccanti di mister Lanza. Proprio da una
iniziativa dell’esterno marinese, in pieno recupero, nasce il goal di Arcobelli,
che riceve la palla al limite e piazza la sfera all’incrocio dei pali per il tre
a uno definitivo.

Comments Nessun commento »

terracina-viale-circe-dopoguerra_bis

Ricami artigianali e sanpietrini. Bambole di pezza ed edifici antichi. Un buon
bicchiere di vino o un cornetto caldo e la storia che ti aspetta appena fuori
dal negozio. Negli ultimi anni nel centro storico alto di Terracina si è
sviluppata un esempio di «imprenditoria sostenibile ». Tutto grazie alla
creatività e al coraggio di persone, soprattutto donne, che continuano a
crederci, nonostante tutto. Ne sa qualcosa Maria Celeste Del Monte. «Mi chiamano
l’irredentista del centro storico perché sto qui da 15 anni senza essermene mai
pentita», e accompagna le parole con la sua bella risata cristallina. Maria
Celeste crede in ciò che fa e nelle sue tele a olio mette tutta la sua passione.
«La mia attività non poteva avere una collocazione migliore. Nei miei quadri
rifletto tutto l’amore che ho per questi vicoli». E se ne sono accorti anche
norve- R gesi e russi, innamorati degli scorci della Terracina antica che
trovano sulle tele a olio di Maria Celeste. Un tripudio di abitini decorati a
mano è, invece, il negozio di Maria Antonietta Cittarelli, ritornata nel centro
storico alto nel 2007. Incanta i visitatori con le sue creazioni. «E’ la
creazione il momento che più mi appaga- spiega Maria Antonietta- Pentita di aver
avviato l’attività qui? Assolutamente no. Io devo stare qui». Lungo Corso Anita
Garibaldi hanno trovato uno spazio loro anche i mosaici di Maria Piera Di
Piazza, una bolognese trapiantata a Terracina con la passione per i mosaici
bizantini che riproduce fedelmente, senza tradire il suo estro personale.«Ho
puntato tutto sulla parte vecchia della città perché attività come queste non
possono che far bene- racconta Maria Piera che non nasconde le difficoltà- Ci
scontriamo con la scarsa apertura mentale della gente, ma io resisto perché ci
credo ancora». E ancora i pupi di pezza di Carla Vento, l’outlet che non ti
aspetti di Chetty Bovese, i cornetti dolci e le torte salate di Carla Morese, i
legni che riprendono vita sotto le mani esperta di Anna Catena, i piatti
sapienti di Ivana Codemo, il buon vino e la cucina esperta di Sara D’Ammizio e
tanto altro ancora da scoprire.
Rita Recchia

33000 [3]

Allarme inquinamento alla foce del fiume Sisto:  indagano i carabinieri. Una
grossa macchia oleosa di colore rossoarancio è comparsa giovedì pomeriggio
lungo le sponde del Sisto. All’altezza della foce la chiazza melmosa
ha attirato l’attenzione di passanti e operatori del posto che non hanno
esitato a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. La macchia che ha colorato
di rosso alcune centinaia di metri di specchio d’acqua prima di finire in mare è
stata monitorata dai carabinieri della Compagnia di Terracina, agli ordini del
capitano Alessandro Giordano Atti, che in collaborazione con i tecnici regionali
dell’Arpa Lazio hanno effettuato numerosi campionamenti. A partire dalla foce
del Sisto, militari e tecnici hanno prelevato campioni di acqua risalendo il
corso del fiume. Le ultime tracce della macchia rossastra, sono state rinvenute
e repertate nel territorio di Pontinia. La domanda su cui stanno ragionando gli
inquirenti è da dove sia saltata fuori la chiazza e quali componenti siano alla
base della patina oleosa galleggiante. L’allarme inquinamento c’è, anche se
al momento gli indizi per definire con maggiore precisione la natura della
macchia rossa sono insufficienti. Bisognerà attendere i primi giorni della
prossima settimana per conoscere i risultati delle analisi eseguite dall’Agenzia
regionale per la protezione ambientale. Il sospetto è che la chiazza rossa sia
stata provocata da uno scarico abusivo di materiale di scarto, forse proveniente
dall’area industriale di Mazzocchio a Pontinia o dalle numerose aziende
agricole e zootecniche dell’entroterra. Non a caso le ultime
tracce di acqua rossa sono state ritrovate lungo il corso del Sisto proprio nel
territorio di Pontinia. Come da prassi sono scattate le indagini, e della
questione è stata data comunicazione anche all’Ardis, l’agenzia regionale difesa
del suolo, che annovera tra le sue competenze anche la manutenzione dei fiumi.
Gli inquirenti tuttavia non escludono che a colorare di rosso il Sisto possa
essere stato un particolare fenomeno naturale dovuto a un’alga, che però di
solito provoca reazioni chimiche di questo genere nel periodo estivo quando la
temperatura dell’acqua si scalda notevolmente.
Francesco Avena

33000 [2]

Anche l’Udc contro Patrizio Avelli. Il consigliere comunale centrista Gianni
Percoco se la prende con il presidente del consiglio comunale per le stesse
ragioni per le quali il gruppo consiliare Pd si è rivolto al prefetto. Dopo che
nell’ultima seduta consiliare la maggioranza ha fatto venir meno all’improvviso
il numero legale, «il presidente del consiglio -scrive Percoco in una nota- ha
completato l’opera non convocando il consiglio comunale in spregio alle regole
che prevedono, in caso di mancanza del numero legale, la convocazione del
consiglio stesso dopo tre o al massimo cinque giorni». Inoltre, continua il
centrista, «Avelli non solo non ha rispettato la regola dei cinque giorni, ma ha
convocato il consiglio per il 25 ottobre, quindi dopo due settimane, senza
consultare la conferenza dei capi gruppo. E questa è la conferma di un
comportamento dittatoriale non rispettoso delle regole democratiche e non
rispettoso di tutta la città». Secondo Percoco, quindi, «il presidente non tiene
conto con i suoi atteggiamenti dei diritti delle minoranze, minoranze che
rappresentano parte importante di cittadini». «Purtroppo per tutti noi -si legge
ancora nella nota- questo è il livello politico con il quale siamo costretti a
confrontarci ad ogni consiglio comunale, con la costante negazione dei nostri
diritti di consiglieri da parte del presidente del consiglio che non garantisce
l’imparzialità e il corretto A svolgimento dei lavori». Infatti, «i lavori del
consiglio spesso sono interrotti per le intemperanze del sindaco e di alcuni
suoi consiglieri sempre pronti alle urla e alle offese contro le opposizioni,
agevolati dall’indifferenza sconcertante del presidente, il tutto a discapito
dell’immagine della città». In effetti, la polemica di Percoco è rivolta anche
alla maggioranza, anche perché «normalmente latitante nelle sedute consiliari «a
meno che non si debba discutere di bilancio, piani urbanistici e creazione di
nuovi enti». «La latitanza della maggioranza -racconta il centrista- è stata
confermata nell’ultimo consiglio comune quando essa, dopo il punto che prevedeva
lo scioglimento dell’Istituzione, si è puntualmente dileguata, in parole
semplici è fuggita, evidenziando una grande difficoltà nell’affrontare un
confronto democratico su temi di interesse collettivo, quale l’Azienda Speciale
con le problematiche delle famiglie, del centro diurno, dell’assistenza
domiciliare. Si poteva e si doveva discutere pure della Terracina Ambiente che,
nonostante gli esosi esborsi a cui sono costretti i cittadini, non riesce a dare
un servizio adeguato. Ultima cosa che si doveva discutere nella scorsa seduta
consiliare era un documento condiviso per evidenziare la difficoltà gestionale e
la penalizzazione dell’offerta sanitaria pontina a favore di quella romana in
virtù del Piano Sanitario approvato dalla presidente della regione Lazio Renata
Polverini». In questa situazione, Percoco annuncia che proporrà di non
partecipare più alla conferenza dei capigruppo, « fino a quando non si avrà un
comportamento più rispettoso».
Andrea Di Lello

33000 [19]


Protesi difettose da espiantare, un caso molto delicato. Ieri mattina a Latina
l’Asl, rappresentata dall’avvocato Massimo Valleroni, ha incontrato i
responsabili dell’azienda che ha distribuito in Italia le protesi cervicali
«Galileo» prodotte dall’azienda tedesca «Signus Medizintechnik » che ora ne ha
chiesto il ritiro. Un confronto necessario per ricostruire tutti i tasselli di
una vicenda che deve essere trattata con la massima cautela ai livelli più alti
della dirigenza amministrativa della Asl. I fornitori hanno prodotto
tutta la documentazione che attesta la comprovata idoneità del modello di
protesi, impiantate al «Santa Maria Goretti» di Latina, rivelatesi
successivamente difettose. In provincia sono al momento due i pazienti
interessati, tra i quali una donna di Terracina. «Per la Asl la situazione
primaria da affrontare è quella dei pazienti – spiega l’avvocato Valleroni,
autorizzato a parlare della vicenda dai vertici dell’azienda sanitaria -
. L’azienda sanitaria, ricevuta la notizia a fine settembre, si è subito
attivata per rintracciare le persone interessate e avviare il monitoraggio. I
pazienti a cui sono state impiantate le protesi sono stati ricevuti e visitati
due volte, ma il controllo resterà costante prima di decidere sul da farsi e
prospettare le soluzioni possibili». I pazienti dovranno sottoporsi ad una nuova
operazione chirurgica. Le protesi dovranno essere quindi espiantate per essere
sostituite. «Dopo il confronto con i fornitori, incontreremo i responsabili d el
l’azienda tedesca – spiega l’avvocato Valleroni – e cercheremo di raccogliere
più notizie possibili su casi simili che si sono registrati altrove per capire
qual è stata la procedura adottata ». Le protesi «Galileo» sono state infatti
vendute in tutta Europa. «Stando a quello che abbiamo potuto accertare finora -
prosegue l’avvocato della Asl – al momento della commercializzazione c’erano
tutte le certificazioni che comprovavano l’idone ità dei prodotti. Poi per
quello di competenza dell’azienda sanitaria, le operazioni chirurgiche sono
state eseguite perfettamente. Ma gli aspetti legali della vicenda verranno
affrontati in una seconda fase».
P. P.

33000 [20]

Oggi c’è una scuola, domani chi lo sa. Anzi a saperlo potrebbero esserlo in
tanti visto che un sito così non può essere assolutamente sfuggito ai cacciatori
immobiliari che certo non mancano da queste parti. È solo una questione di
tempo. Si tratta soltanto di aspettare e la pazienza ovviamente non manca a
quelli col pallino degli affari. Quello dell’area della «Pro Infanzia» di viale
Circe, che da 35 anni ospita anche la succursale dell’istituto tecnico
commerciale «Bianchini» di Terracina, potrebbe essere un grande affare. C’è già
chi si sfrega le mani pensando ad un albergo o una lottizzazione.
Fantaurbanistica? Chissà, forse, ma qualcuno dovrà pure cominciare a pensarci al
futuro di un sito baciato come pochi altri ormai in città dai metri quadrati, da
una location davvero invidiabile e da un valore catastale molto appetibile. Per
il trasloco degli studenti infatti pare non ci voglia ancora molto.
Mancherebbero soltanto gli ultimi pareri per dare il via all’allargamento del
plesso centrale di via Mirandola. Dopodichè il sito di viale Circe tornerà nella
piena disponibilità dei proprietari: la «Pro Infanzia », un’opera pia di Roma.
La struttura, che per lungo tempo ospitò una colonia marina gestita dalla suore,
venne fatta costruire dal professore Raffaele Bastianelli, che poi la donò
all’ente morale. Da 35 anni l’edificio principale ospita la succursale
dell’Itc «Bianchini». A pagare l’affitto è la Provincia che corrisponde
all’opera pia romana 127.222 euro all’anno. Pare superfluo chiedersi quante
scuole si sarebbero potute costruire con tutti i soldi pagati in questi anni.
Anche perché a sobbarcarsi i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria
è stata la Provincia. Laddove questi lavori non sono stati fatti, gli edifici
stanno cadendo letteralmente a pezzi. Come è successo nei giorni scorsi con la
struttura che negli anni passati ha ospitato i vigili del fuoco prima e la
polizia municipale poi. E anche la scuola, che comunque risponde a tutti i
crismi della sicurezza, traspare un più generale stato fatiscenza, almeno per
quanto riguarda quei lavori di una certa consistenza che ovviamente nessun ente
pubblico si azzarda fare, essendo proprietà di un privato. Ma il Comune, la
Provincia o anche la Regione sono interessati ad acquisire il sito? Al momento
pare che nessuna trattativa sia in corso. Il tempo passa e gioca a favore di
eventuali speculazioni a buon prezzo. Il sito è composto da tre edifici per un
totale di 10.909 metri cubi. Il valore catastale è stato calcolato in circa un
milione e 200 mila euro. In pratica dieci anni di affitto per il solo edificio
che ospita la succursale di ragioneria. Un affarone insomma, che potrebbe fare
gola a molti a giudicare da quello che è successo e succede dalle
parti di viale Circe e dintorni.
Pierfederico Pernarella

33000 [37]

Dopo un’approfondita analisi demografica e commerciale della zona, Poste
Italiane ha deciso il prolungamento dell’orario di apertura dell’ufficio postale
di terracina 1 che a partire da ieri resta aperto dalle 8 fino alla 19, dal
lunedì al venerdì, e fino alle 13e15, il sabato.
L’ufficio postale di terracina
1 dispone di 5 sportelli (4 per i servizi BancoPosta e 1 per quelli postali) e
di un’Area Prodotti Finanziari dove personale qualificato sarà a disposizione
per fornire chiarimenti e consigli sui prodotti di risparmio e investimento
offerti da Poste Italiane. L’accesso ai servizi è regolato dal gestore
automatico delle attese che garantisce ai clienti una maggiore riservatezza e
ottimizzerà i tempi delle operazioni allo sportello.
Ri.Re.

33000 [36]

Comments Nessun commento »

teracina-vista-da-albergo-anni-50_bis

«Un corto circuito alle macchine? È estremamente difficile. Uno su mille». Parla
un elettrauto, che sa di questioni tecniche. E allora? Anche l’ultima auto
andata in fiamme tre notti fa lascia dubbi cartesiani sull’accidentalità dei
casi. Siamo dall’inizio del 2010 ad 11 casi, che, se pur lontani come numero dal
triste record del 2005 (i roghi d’auto furono in media 3 al mese), sono
ugualmente un po’ troppi per dare tutta la colpa alla casualità. Non ci siamo
con le regole matematiche delle probabilità anche per quanto riguarda il
discorso degli orari. Se la mezzanotte è l’ora di Cenerentola, lo stesso momento
segna a Terracina l’inizio di 2-3 ore di fuoco. Il 25 gennaio scorso era da poco
passata l’1,00 quando è andata in fiamme la Fiat Punto nuova di un magazziniere.
Stessa cadenza temporale (prima dell’1,00) per l’auto di una giovane il 22
aprile. Il 2 maggio erano le 2,00 nel caso dell’auto di un barista. Si torna
indietro all’1,00 con l’auto di un avvocato, distrutta il 15 maggio. Ancora le
2,00 per le auto dei familiari del sindaco Nardi bruciate il 13 giugno. Quindi
l’1,30 per l’auto di un villeggiante il 10 settembre scorso, l’1,00 per due auto
in via Calcatore il 25 settembre scorso e, infine, le 3,00 per la nuova Fiat 500
di un pittore edile il 7 scorso. Dall’1,00 alle 3,00: singolare quanto
improbabile la coincidenza. E’come se tutti i corti circuiti si fossero messi
d’accordo per saltare in quell’ora topica, tralasciando tutto il resto della
giornata. Una bomba ad orologeria non saprebbe fare di meglio. Se poi si pensa
che quelle ore della notte, per via del sonno intenso che prende le persone,
sono privilegiate dai ladri, non si vede perché non possano essere le preferite
anche dai piromani. I motivi per spedire un «illuminato» messaggio
intimidatorio, ricattatorio, persecutorio o punitivo non mancavano nel passato
(dal 2002 a metà 2008 erano stati 122 i roghi d’auto) e non mancano ancor meno
oggi. «Abbiamo interrotto la catena del terrore» dissero trionfanti gli
inquirenti all’indomani dell’operazione Anxur. Non sarebbe male interrogarsi se
una nuova stagione di criminosi falò notturni è stata aperta. Prima che il
metodo seriale torni a prendere piede, rilanciando tutti i bagliori di un vero
allarme sociale.
Ercole Bersani


Percorrono le strade verso la Campania e nello specifico la provincia di Napoli
le indagini sulla maxi discarica abusiva scoperta in via Mediana Vecchia.
Le
circa 600 ecoballe di scarti tessili e altri rifiuti speciali rinvenute dalla
Guardia di Finanza di Terracina, agli ordini del comandante Dario
Bordi, e dal Corpo Forestale dell’ispettore Giuseppe Pannone,
forse provengono proprio dall’h in te rland napoletano. A indirizzare gli
inquirenti verso la rotta campana è il fatto che l’area su cu cui è sorta la
maxi discarica negli ultimi tempi è stata in uso di alcune società campane. Gli
accertamenti sono tuttora in corso, dal momento che il sequestro delle oltre 600
ecoballe hanno rappresentato solo il primo passo
verso la ricerca dei responsabili.
F. A.


Comincia raccolta fondi per il restyling della casa famiglia
«Gregorio Antonelli».
Questa sera presso il ristorante «Grappolo
d’Uva» il Rotary Club di Terracina, presieduto da Luca Meineri,
illustrerà i dettagli dell’ambizioso progetto cui si richiede la partecipazione
e lo sforzo di tutta la cittadinanza. Parte della spesa per la
ristrutturazione della casa famiglia «Antonelli» sarà sostenuta in pieno
dal Rotary. Il resto invece arriverà dalla raccolta fondi, al via in questi
giorni. Si sono resi disponibili per questa splendida iniziativa di
solidarietà una trentina di esercizi commerciali e studi professionali. Il
loro punto raccolta sarà identificato da una vetrofania riportante la ruota
del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary per la ristrutturazione della
Casa Famiglia Antonelli… aderisci anche te». All’interno il benefattore
troverà un salvadanio dove poter versare la propria offerta. All’incontro
di questa sera parteciperà anche Andrea Scala, primario ortopedico di
Roma. Da lui è partita l’iniziativa per la ristrutturazione della casa
famiglia dopo aver operato un bambino ospitato nella struttura.
F. A.


Comincia la raccolta fondi per il restyling della casa famiglia
«Gregorio Antonelli».
Questa sera presso il ristorante «Grappolo
d’Uva» il Rotary Club di Terracina, presieduto da Luca Meineri,
illustrerà i dettagli dell’ambizioso progetto cui si richiede la partecipazione
e lo sforzo di tutta la cittadinanza. Parte della spesa per la
ristrutturazione della casa famiglia «Antonelli» sarà sostenuta in pieno
dal Rotary. Il resto invece arriverà dalla raccolta fondi, al via in questi
giorni. Si sono resi disponibili per questa splendida iniziativa di
solidarietà una trentina di esercizi commerciali e studi professionali. Il
loro punto raccolta sarà identificato da una vetrofania riportante la ruota
del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary per la ristrutturazione della
Casa Famiglia Antonelli… aderisci anche te». All’interno il benefattore
troverà un salvadanio dove poter versare la propria offerta. All’incontro
di questa sera parteciperà anche Andrea Scala, primario ortopedico di
Roma. Da lui è partita l’iniziativa per la ristrutturazione della casa
famiglia dopo aver operato un bambino ospitato nella struttura.
F. A.

Preoccupante». Vincenzo Coccia usa questo aggettivo per commentare la mancata
risposta del prefetto Antonio D’Acunto alla lettera con la quale il Pd gli
chiedeva di intervenire sul presidente dell’Assemblea consiliare per il rispetto
del regolamento del consiglio comunale. Coccia ha espresso le sue riserve
sull’operato del rappresentante del governo in una conferenza stampa che il
gruppo consiliare democratico ha convocato nel pomeriggio di ieri per esporre le
proprie iniziative non solo nei confronti di Patrizio Avelli, ma anche del
consigliere comunale del Pri, Alfredo Lauretti, di recente coinvolto in un caso
di abusivismo edilizio. Per Coccia, «è preoccupante, in una città la cui
amministrazione trova escamotage per aggirare le leggi, che il prefetto non
abbia ritenuto di rispondere alla nostra lettera, né di chiamarci per telefono
». Era invece «doveroso», secondo il consigliere, che D’Acunto si occupasse di
una faccenda che vede il presidente Avelli non rispettare il termine di cinque
giorni fissato dal regolamento per riunire in seconda convocazione l’assemblea
(l’ultima seduta è stata sospesa per abbandono dei lavori da parte della
maggioranza). E siccome il prefetto non si faceva vivo, il capogruppo Antonio
Bernardi, come lui stesso ha raccontato nella conferenza stampa, si è recato
ieri mattina presso la prefettura, dove ha ottenuto udienza dalla segreteria di
D’Acunto, che gli ha garantito l’intervento richiesto. Ora il Pd aspetta la
diffida del rappresentante del governo ad Avelli. Ma, come si diceva, oltre al
presidente del consiglio, nel mirino dei democratici c’è anche Alfredo Lauretti,
già da loro denunciato al Tribunale di Latina come incompatibile quando era
presidente del consiglio di amministrazione della Terracina Sviluppo. Il
repubblicano adesso sarebbe citato negli atti di recente inviati dai vigili
urbani alla Procura della Repubblica quale coautore di un abuso relativo ad una
villa di circa 5000 metri cubi. I democratici, alla luce di questo nuovo fatto,
hanno protocollato una richiesta di convocazione del consiglio comunale per
«verificare le condizioni di incompatibilità » dell’esponente del Pri, sulla
base dell’articolo 63, quarto comma, del Testo Unico degli Enti Locali. Tale
articolo, infatti, prevede che non possa sedere nell’assemblea consiliare (o
provinciale) «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento
civile od amministrativo, rispettivamente con il Comune o la Provincia». Ma
l’incontro con gli organi di informazione per il Pd è stata anche l’occasione
per affrontare altri temi. Il segretario Alessandro Di Tommaso, ha insistito sul
«depotenziamento» dell’assistenza sanitaria provocato dal Piano della
governatrice regionale. Sullo stesso argomento, Vincenzo Recchia se l’è presa
con quella che considera l’inerzia dell’amministrazione Nardi. Infine, Mimmo
Zappone ha difeso le cooperative sociali contro l’assessore Zicchieri.
Andrea Di Lello


Un percorso pedonale sicuro e le aree parcheggio regolamentate come si deve:
questo chiedevano i negozianti di via del Fiume, a terracina, nella petizione
acquisita dall’Ufficio Viabilità e Traffico del Comune nel luglio del 2009.

Adesso sembra che qualcosa cominci a muoversi. L’assessore ai Lavori Pubblici
Franco Ferrari ha sottoposto alla giunta l’approvazione di una delibera che
istituisca un percorso pedonale ad hoc e la regolamentazione delle aree di
parcheggio proprio lungo quella strada a due passi dalla centralissima via Roma.
La proposta è stata accolta all’unanimità. Nella sua proposta, l’assessore
Ferrari ha evidenziato come via del Fiume sia una strada molto stretta dotata di
una carreggiata altrettanto ridotta e priva di marciapiede. Tutte cose, tra
l’altro, visibilissime. Da sempre il parcheggio avviene in maniera selvaggia su
entrambi i lati della strada proprio per la mancanza di stalli regolamentari.
Questa una delle ragioni principali che oltre un anno fa aveva spinto negozianti
e commercianti di via del Fiume a raccogliere le firme e a presentare una
petizione in Comune. «Praticamente quasi ogni giorno troviamo le auto
parcheggiate quasi attaccate alla porta delle nostre attività-si lamenta un
negoziante della zona densamente trafficata- E quando riusciamo a trovare il
parcheggiatore molesto, spesso ci tocca anche discutere». Nella speranza di
risolvere questa situazione così disagiata una volta per tutte, i commercianti
si erano affidati alla petizione giunta nell’ufficio comunale competente circa
un anno e tre mesi fa. Adesso il foglietto con le firme è finalmente ricomparso
e l’assessore ai Lavori Pubblici ne ha preso atto, proponendo il percorso
pedonale e la regolamentazione delle aree parcheggio di quella strada. C’è
stata, come ci si sarebbe aspettati, l’approvazione all’unanimità dei vari
assessori della giunta. E adesso inizia l’attesa. Un’altra.
Ri.Re.


Non c’è più limite all’indecenza, quello che è successo nell’ultimo consiglio
comunale ne è la riprova.
Si dia il caso che in ogni c.c. c’è sempre la
minoranza che permette di svolgere di svolgere l’assemblea garantendo il numero
legale, a meno che non si debba discutere di Bilancio, Piani Urbanistici e
creazione di nuovi Enti, per il resto la maggioranza è latitante. La latitanza
della maggioranza è stata confermata nell’ultimo c.c. che dopo il punto che
prevedeva lo scioglimento dell’Istituzione si è puntualmente dileguata, in
parole semplici è fuggita, evidenziando una grande difficoltà nell’affrontare un
confronto democratico, in cui si devono dibattere i temi di interesse
collettivo, vedasi il punto riguardante l’Azienda Speciale in cui si potevano
affrontare le problematiche delle famiglie delle persone felici, centro diurno,
assistenza domiciliare ecc.ecc. Si poteva e si doveva discutere della Terracina
Ambiente che nonostante gli esosi esborsi a cui sono costretti i cittadini non
riesce a dare un servizio adeguato, testimoniato dallo stato della città che
spesso rimane con cumoli e cumoli di immondizia nei punti di raccolta. Ultima
cosa che si doveva discutere nella scorsa seduta consigliare era un documento
condiviso per evidenziare la difficoltà gestionale e la penalizzazione
dell’offerta sanitaria pontina a favore di quella romana in virtù del Piano
Sanitario approvato dalla presidente della regione Lazio Renata Polverini. Dopo
che la maggioranza si è data coraggiosamente alla fuga, il Presidente del
consiglio ha completato l’opera non convocando il c.c. in sfregio alle regole
che prevedono in caso di mancanza del numero legale la convocazione del
consiglio stesso dopo 3 o al massimo 5 giorni, quindi non solo non ha rispettato
la regola dei 5 giorni, ma nel convocare il consiglio per il 25 quindi dopo due
settimane, lo ha fatto senza consultare la conferenza dei capi gruppo, e questa
è la conferma di un comportamento dittatoriale non rispettoso delle regole
democratiche e non rispettoso di tutta la città. Il Presidente non tiene conto
con i suoi atteggiamenti dei diritti delle minoranze, minoranze che
rappresentano parte importante di cittadini. Purtroppo per tutti noi questo è il
livello politico con il quale siamo costretti a confrontarci ad ogni Consiglio
Comunale con la costante negazione dei nostri diritti di consiglieri da parte
del Presidente del consiglio che non garantisce l’imparzialità e il corretto
svolgimento dei lavori. Gli stessi lavori del Consiglio spesso sono interrotti
per le intemperanze del Sindaco e di alcuni suoi consiglieri sempre pronti alle
urla e alle offese contro le opposizioni, agevolati dall’indifferenza
sconcertante del Presidente, il tutto a discapito dell’immagine della città.
Cittadini Capiteci!!! Non tutti i politici sono come i nostri amministratori di
maggioranza. Proporrò di non partecipare più alla conferenza dei capi gruppo
fino a quando non si avrà un comportamento più rispettoso.
Gianni Percoco Capogruppo UDC di Terracina


Spaccio di sigarette indiane al borgo. I carabinieri della stazione di Terracina
hanno denunciato a piede libero un cittadino indiano che aveva deciso di
utilizzare l’innocente copertura del suo minimarket di Borgo Hermada per vendere
«sotto banco» tabacchi e sigarette importate dal suo Paese d’origine in maniera
illegale. I militari, diretti dal S luogotenente Biagio Fellico, hanno
sequestrato circa 3 chilogrammi di «bionde» straniere denunciando
l’extracomunitario per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il
sequestro e la denuncia sono arrivati al termine di una specifica attività info-
investigativa. Nei giorni scorsi i carabinieri avevano eseguito dei controlli
presso diverse attività commerciali che sorgono a Borgo Hermada, soprattutto per
quanto riguarda quelle gestite dai residenti stranieri. Bazar e piccoli negozi
di generi alimentari. Nel caso del minimarket del 50enne deferito in stato di
libertà, ai militari non è sfuggita la sua reazione piuttosto allarmata quando
si sono presentati per eseguire i controlli. Questo atteggiamento alquanto
nervosetto ha ovviamente insospettito gli operanti che hanno ritenuto opportuno
perquisire il negozio, ipotizzando la presenza di qualche merce che poteva
scottare. Forse sostanze stupefacenti. No, sigarette. Alla fine sono saltati
fuori i circa tre chilogrammi di tabacchi indiani illegali, smerciati dal
gestore del negozio probabilmente soprattutto ai suoi connazionali. Tabacco di
casa, insomma. Oltre a un’altra fonte di guadagno. Ma tutto questo è illegale,
dunque la denuncia per l’uomo e il sequestro della merce sono stati inevitabili.
Al momento nessun provvedimento è stato preso nei confronti dell’esercizio
commerciale che, infatti, è rimasto regolarmente aperto.
Rita Recchia


La biblioteca comunale «Adriano Olivetti» di terracina in collaborazione con la
libreria «Bookcart» hanno accolto la proposta di Giunti Editore ed Editoriale
Scienza organizzando 4 laboratori di promozione della lettura e divulgazione
scientifica dedicati ai bambini tra i 5 e i 7 anni di età. Gli interventi sono
messi a punto da Editoriale Scienza con esperti del settore e si svolgeranno
presso la biblioteca il 22 ottobre (attività di avvicinamento alla lingua
inglese), il 29 (incontri strani, strampalati, sorprendenti), il novembre (un
laboratorio ludico didattico dedicato ai super animali) e il 19 novembre (un
viaggio scientifico emozionante). L’appuntamento è alle 16e30. Per informazioni
e iscrizioni contattare lo 0773727374.
Ri.Re.

comitati cittadini di terracina e Sonnino chiedono il Piano di Assetto del Parco
dei Monti Ausoni.
Non ci sono solo contrari alla riserva naturale tra i
residenti delle aree interessate. I Comitati «Camposoriano», «Vivere Sonnino» e
«Il Fontanile» scrivono una nota nella quale si dicono «convinti che la tutela
del territorio va perseguita anche attraverso la realizzazione di una serie di
iniziative strutturali e gestionali possibili grazie alla istituzione dell’area
protetta». Secondo i comitati, «l’esperienza della gestione dei Monumenti
Naturali compresi nell’ambito del Parco (tra i quali quelli di Campo Soriano e
Giove Anxur), da parte dei Comuni di Sonnino e di terracina, pur
insoddisfacente, ha evidenziato alcune potenzialità di valorizzazione delle aree
protette, attraverso l’acquisizione e il recupero di immobili, la gestione di
attività riferite alla tutela dell’ambiente e la manutenzione di percorsi capaci
di consentire l’accesso di gruppi di turisti in suddette aree». Per questo, i
tre comitati «sollecitano la Gestione straordinaria del Parco dei Monti Ausoni e
Lago di Fondi ad una visione complessiva delle problematiche gestionali del
territorio del Parco, attraverso adeguati strumenti di assetto di detto
territorio che consentano la individuazione delle peculiarità proprie dei
diversi ambiti che lo costituiscono». Nella nota, infatti, si osserva che «i
circa 1000 ettari di quello che fu il Monumento Naturale di Campo Soriano hanno
caratteristiche ed esigenze di valorizzazione e di disciplina diverse rispetto
all’ambito territoriale di quello che fu il Monumento Naturale Lago di Fondi». I
comitati, perciò, come già in passato, «propongono la elaborazione di un piano
per la gestione del territorio del Parco, articolato in diversi ambiti
territoriali che tengano conto delle diverse caratteristiche di ciascuno dei
territori costituenti il Parco: ciò potrà costituire il punto di partenza per la
realizzazione di progetti tesi allo sviluppo socio-economico del territorio, che
tengano anche conto delle esigenze relative all’attività venatoria che, se
opportunamente disciplinata nel tempo e sul territorio, può essere esercitata
non in contraddizione con altre attività tipiche delle aree protette». Sì ad una
caccia regolamentata, dunque, ma sì anche ad una riperimetrazione del parco per
«evitare frammentazioni territoriali che rendono difficile la individuazione dei
suoi confini, l’articolazione in ambiti territoriali diversificati la gestione
delle diverse auspicabili attività». Nell’immediato, i Comitati chiedono alla
Gestione straordinaria di dotare il parco della cartellonistica informativa,
della sentieristica per i visitatori e di un’adeguata attività di controllo,
«con particolare riferimento all’apertura della stagione venatoria».
A.D.L.

Comments Nessun commento »

terracina-vista-ponte-sul-pio-vi-primi-900_bis_b

La Guardia di Finanza e il corpo forestale dello stato di Terracina sequestrano
una discarica abusiva e oltre 600 ecoballe di rifiuti speciali.
I militari della
tenenza della guardia di finanza e gli agenti del corpo forestale di Terracina
hanno effettuato, nei giorni scorsi, un’operazione a tutela dell’ambiente che ha
permesso di sottoporre a sequestro una discarica abusiva, insistente su una
vasta area pertinenziale ad un capannone, sulla quale erano illecitamente
stoccate centinaia di eco-balle costituite da rifiuti speciali non pericolosi
abbandonati da lungo tempo alle intemperie.
Alcune aziende, presumibilmente della zona e in corso di identificazione, per
evitare di affrontare le rilevanti spese di smaltimento attraverso ditte
specializzate, hanno preferito abbandonare i rifiuti in aree prossime al luogo
di produzione, realizzando di fatto una discarica abusiva.
Gli agenti hanno contato almeno 630 eco-balle, costituite prevalentemente dagli
scarti della lavorazione di prodotti tessili. In molte di esse sono stati
rinvenuti anche rifiuti di diverso genere, per i quali sono state avviate le
procedure di caratterizzazione.
Nel corso dell’operazione è stata sequestrata anche documentazione ritenuta di
interesse per la verifica della provenienza delle eco-balle e l’individuazione
dei responsabili dell’abusivo smaltimento di rifiuti.
Dell’attività svolta, risultato di un’azione coordinata dai citati comandi, è
stata data comunicazione alla procura della repubblica di latina, che coordinerà
le successive attività d’indagine.

33000 [15]

Una villetta lontano dalla città affittata a una colombiana per far quadrare i
conti.
Lui è finito in manette per favoreggiamento alla prostituzione, lei
denunciata insieme a un cliente. È successo ieri a Terracina dove i carabinieri
diretti del nucleo operativo diretti dal tenente Mario Giacona, hanno scoperto
un giro di prostituzione. Avveniva tutto in una villetta sulla provinciale che
collega Terracina a San Felice Circeo. Quale miglior posto per A.P., 35 anni,
per ospitare una colombiana di 41 anni. Un andirivieni quotidiano che
inevitabilmente aveva destato i sospetti di alcuni residenti che non hanno perso
tempo ad avvertire i carabinieri. E così gli uomini dell’Arma hanno prima
controllato la situazione confermando che a quel civico erano troppi gli uomini
che bussavano alla porta. Fino a martedì sera quando a suonare il campanello non
è stato il cliente di turno ma gli uomini in divisa. Dentro oltre alla donna,
c’era il proprietario di casa e un cliente. Il trentacinquenne è finito in
manette e ieri è stato confermato l’arresto con detenzione ai domiciliari.

33000 [14]

Vince mille euro, entra nella ricevitoria per cambiare il biglietto fortunato
del «Gratta e Vinci» e decide: «compro un altro biglietto, non si sa mai».

Prende i mille euro, afferra tra le mani il nuovo gratta e vinci del concorso a
premi «Una barca di Soldi», e tra lo stupore generale vince altri 10 mila euro.
Che dire, davvero una grande fortuna per una signora, non di Terracina, che
martedì ha letteralmente sbancato al Tabacchi di Amerigo Rocci in via Badino, di
fronte al centro commerciale Orizzonte. Singolare davvero l’episodio che ha
visto protagonista la giocatrice baciata dalla dea bendata. Non si è
accontentata di vincere mille euro: ha voluto sfidare la sorte e le è andata
bene. Talmente bene che da mille euro che aveva vinto con il primo biglietto
fortunato, alla fine è uscita dal tabacchi con 11 mila euro di vincita
complessivi. La doppia vincita ha ovviamente riempito di gioia la ricevitoria,
in cui si è festeggiato per tutto il pomeriggio per una doppietta senz’altro
straordinaria e difficile da ripetersi.
F. A.

33000 [13]

L’istituto Bianchini di Terracina è fatiscente? Sì, secondo alcuni genitori di
alunni che frequentano la scuola. Ma per il preside la struttura è a norma.
Lunedì scorso, un gruppo di genitori, preoccupati per l’incolumità dei propri
figli, ha scritto una lettera-esposto sullo stato di degrado e abbandono della
succursale di viale Circe dell’istituto tecnico commerciale “Arturo Bianchini”
di Terracina. Immediata la risposta del preside Vincenzo Lattao, che da cinque
anni dirige l’istituto, il quale ha smentito il tutto, punto dopo punto. La
lettera aveva sottolineato il silenzio delle istituzioni, nonostante le ripetute
lamentele dei genitori. Oltre allo stato di degrado in cui verserebbe la
struttura, è stato denunciato il mancato rispetto delle più elementari norme di
sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare la lettera evidenzia le gravi
carenze strutturali della palazzina che metterebbe in pericolo l’incolumità dei
circa trecento alunni, dei docenti e del personale. I genitori denunciano
inoltre le uscite di sicurezza sbarrate dall’interno con spranghe di ferro,
intonaci staccati e fessure nelle pareti esterne e nelle aule; alcune travi in
ferro del solaio scoperte e le finestre e gli infissi sarebbero così vecchi da
lasciar passare infiltrazioni di acqua e spifferi di aria fredda. Addirittura
secondo i genitori sono stati avvistati ratti, scarafaggi e insetti nelle aule e
nei corridoi. «La scuola di Viale Circe è sicura – replica il preside – Un
crollo c’è stato, ma nell’ex comando dei vigili urbani (struttura adiacente a
quella della succursale del Bianchini ndr). Si è anche provveduto alla messa in
sicurezza della scala, con il corrimano e della caldaia a gas perfettamente
funzionante, mentre la scala di collegamento è stata da poco verificata.
Inoltre, l’edificio risulta ad oggi privo di umidità, grazie all’intervento
della Provincia, che è pronta ad ampliare la struttura della sede centrale. Il
progetto è già sul tavolo del presidente che mi ha assicurato che ci sono i
fondi, manca soltanto il parere dell’ufficio tecnico del comune di Terracina».
Genitori troppo allarmisti?
D.Sper.

33000 [12]

Laboratori di promozione della lettura
La Biblioteca Comunale “A. Olivetti” in collaborazione con la Libreria
“Bookcart”, organizza quattro laboratori di promozione della lettura e
divulgazione scientifica, dedicati ai bambini di età compresa tra i cinque e i
sette anni di età. Gli interventi di animazione e di promozione della lettura
sono messi a punto da Editoriale Scienza con esperti del settore e si
svolgeranno presso la biblioteca Comunale nei seguenti giorni alle ore 16,30:
venerdì 22 ottobre “Back to school” attività di avvicinamento alla lingua
inglese attraverso l’ uso dei libri dedicati ai bambini – Un giocoso laboratorio
di inglese;
venerdì 29 ottobre “Incontri” incontri strani, strampalati, sorprendenti – Un
gioco-laboratorio per fare amicizia;
venerdì 12 novembre “Superanimali” nell’ anno della biodiversità un laboratorio
ludico didattico dedicato ai super animali, gli animali più strani, tosti,
simpatici del pianeta;
venerdì 19 novembre “Scopriscienza” – un giocoso laboratorio di scienza, un
viaggio scientifico emozionante attraverso libri, giochi, quiz, manualità,
informazioni,curiosità, approfondimenti.
La partecipazione è gratuita. Per informazioni ed iscrizioni contattare il n.
0773 727374 (biblioteca Comunale “A. Olivetti”)

33000 [11]

Eroe per un giorno, il terracinese Manuel Milanese è tornato alla vita di
sempre. Il ventiseienne, sottufficiale della Capitaneria di porto, venerdì nella
stazione Anagnina del metrò di Roma è stato l’unico, tra la folla che passava
indifferente, a reagire. Non ci ha pensato due volte a raggiungere e fermare
quel giovane che aveva colpito con un pugno un’infermiera romena riducendola in
fin di vita. Un gesto che potrebbe “regalargli” una benemerenza al valore
civile. Ieri, come ogni giorno, Manuel, che vive con la famiglia a Borgo
Hermada, di buon mattino è partito per Roma, per raggiungere il Comando Generale
della Capitaneria di Porto all’Eur dove presta servizio. Con uno spirito
diverso? «Gli attestati di stima che ho ricevuto fanno enormemente piacere –
confessa il sottufficiale – ma ho vissuto questa storia con serenità». In
famiglia, i genitori, la sorella, come l’hanno accolto? «Mi hanno accolto come
fanno ogni sera – prosegue emozionato – A dire il vero sono stati tanti gli
amici che mi hanno telefonato e inviato messaggi per congratularsi per il gesto
che ho compiuto. Da un lato credo che sia un aspetto positivo, ma dall’altro non
ritengo il mio atteggiamento “particolare”, anzi pensare all’indifferenza delle
persone mi far star male. In sostanza non mi sento un eroe. Quella ragazza
poteva essere mia sorella». Venerdì scorso, Manuel Milanese aveva appena finito
di lavorare e stava andando a prendere la metro per tornare a Terracina: ha
visto due persone litigare come una coppia di amici o fidanzati. Poi ha sentito
un tonfo e si è girato notando la donna stesa a terra, immobile. Non ci ha
pensato due volte, ha seguito l’uomo e l’ha fermato chiedendogli i documenti.
«Ha provato a divincolarsi – racconta – Ma alla fine mi ha dato i documenti e
quando si è avvicinato un agente della polizia municipale ho lasciato che se ne
occupasse lui e sono andato a soccorrere la donna». La donna aggredita,
un’infermiera romena di 33 anni, è uscita dal coma farmacologico e respira
spontaneamente, ma è ancora incosciente: «Spero che possa migliorare presto e
tornare alla sua famiglia», aggiunge Manuel. E ora cosa farai? «Mi auguro di
tornare alla routine di sempre: al mio nipotino (figlio della sorella maggiore)
e a divertirmi con gli amici. Devo ammettere che sono stati giorni stancanti».
Il sindaco di Roma Alemanno ha proposto che le venga conferita una benemerenza
al valore civile: Manuel sorride, «Vedremo…».
di DANIELE SPERLONGA

33000 [10]

Ramo sulla pergotenda di un locale in viale della Vittoria, tragedia sfiorata a
terracina.
A staccarlo dall’albero sarà stato il forte vento dell’altra notte o
la scarsa manutenzione. La segnalazione al comando della polizia municipale è
arrivata ieri verso le 10e30. I vigili sono andati sul posto e hanno constatato
i danni all’insegna e alla struttura della pergotenda. Hanno chiesto
autorizzazione e permessi necessari per verificare che tutto fosse a norma.
Quanto al ramo spezzato e finito sul gazebo, o è tutta colpa del maltempo oppure
è una conseguenza dei lavori fatti dalla ditta di manutenzione. In ogni caso, un
elemento positivo c’è: prima, per i rami pericolanti, i vigili dovevano sempre
allertare i pompieri, mentre ora, almeno, c’è una qualche manutenzione.
Ri.Re.

33000 [9]

Posti a sedere completi e gente in piedi all’assemblea pubblica di Sinistra,
Ecologia e Libertà, tenutasi nei giorni scorsi presso Villa Tomassini.
«La sala
comunale –scrive in una nota il segretario del locale circolo Vittorio Marzullo
(nella foto) – non e’ riuscita a contenere gli oltre 120 partecipanti alla
discussione aperta dal nostro partito per discutere il manifesto politico alla
base del primo congresso nazionale che si terra’ a Firenze nei giorni 22, 23, e
24 ottobre 2010 e che vedrà formalmente la nascita di un nuovo partito in
Italia». I lavori sono stati aperti da una relazione del segretario e, dopo una
decina di interventi di cittadini ed iscritti, so- P no stati conclusi da Carlo
Leoni, attualmente responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia di Sel ma
in passato già membro della commissione bicamerale antimafia, nonché vice
presidente della Camera dei Deputati. Il partito di Vendola è presente a
Terracina da cinque mesi e vanta sessanta adesioni. La scorsa settimana, il
direttivo ha elaborato un programma di lavoro che vedrà SeL impegnata nella
raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge d’iniziativa
popolare denominata sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti
rinnovabili per la salvaguardia del clima. Raccolta che avverrà nelle seguenti
date: in piazza Garibaldi il 24 Ottobre, in piazza Municipio il 31 ottobre, nel
piazzale della Coop il 7 novembre ed in piazza Mazzini il 14 novembre. Rispetto
alle problematiche relative alle famiglie che hanno al loro interno persone con
disabilità, il direttivo ha deciso di convocare una riunione con le
organizzazioni sociali rappresentative di tali interessi e con le famiglie
stesse, con la partecipazione del gruppo consiliare regionale di Sinistra
Ecologia e Libertà, nelle persone degli onorevoli Zaratti e Nieri. Identica
iniziativa sarà intrapresa sulle questioni dell’immigrazione, a favore
dell’integrazione e di una politica amministrativa volta a facilitare
l’inserimento nella società terracinese di tali comunità. «Tali discussioni –
spiega Marzullosi sono rese necessarie di fronte alle gravi carenze dei servizi
sociali nell’assistenza alle fasce più vulnerabili della popolazione,
penalizzate sia dalle ripercussioni della crisi economica, sia dalla mancanza di
volontà e di capacità dell’attuale amministrazione comunale ». Continua,
intanto, il lavoro del tavolo programmatico formato dai partiti di sinistra
(senza il Pd) e le forze della societa’ civile, che si è riunito il 12 ottobre.
Andrea Di Lello

33000 [8]

C’è un movimento di popolo che non vuole il Parco Naturale dei Monti Ausoni e
Lago di Fondi.
Ne sono convinti Roberto Migliori, già sindaco e vicesindaco di
Sonnino, e Oreste Sanalitro di «Ambiente e/è Vita», entrambi del Comitato «Parco
dei Monti Ausoni?No grazie! ». Da loro arriva una lettera aperta ai consiglieri
regionali, ai sindaci e a tutti gli amministratori della provincia di Latina, a
tutti gli organi di stampa locale e associazioni varie di categoria con
specifico riferimento a quelle del mondo ambientalista. «C’è un movimento di
popolo, la mia non è una esagerazione, che protesta- scrive Roberto Migliori,
sostenuto da Oreste Sanalitro- Popolo che vuole essere ascoltato prima che la
politica prenda delle decisioni su cose che lo coinvolgono. Parlati, di
Legambiente, Marcuzzi, del consiglio di amministrazione del parco ed il
presidente del consiglio provinciale Michele Forte, per una volta farebbero
meglio ad alzare le loro nobili terga dalla poltrone che le accolgono per andare
tra la gente, magari alla prossima manifestazione come quella di Monte San
Biagio». Oppure sentire i problemi di chi il parco lo vive tutti i giorni. «A
quella giovane mamma che, preoccupata della sicurezza dei propri figli, stava
facendo fare una recinzione a un pozzo romano che si è trovata denunciata dai
tutori del Parco, cosa direbbero? Il Parco è ricchezza, il parco è bene, il
parco è vita? Tanti episodi, che non depongono per una tranquilla accettazione
di questo Parco».
Ri.Re.

33000 [7]

Comments Nessun commento »

terracina-piazza-vitt-emanu-1932_bis

È allarme in provincia per alcune protesi cervicali difettose impiantate negli
ospedali della provincia.
L’azienda produttrice, una ditta tedesca, ha ordinato
il ritiro del prodotto che potrebbe causare complicazioni anche gravi sui
pazienti. Che sono numerosi, tra cui anche alcune persone di Terracina a cui nei
giorni scorsi è arrivata la convocazione dell’Azienda sanitaria che
ora dovrà eseguire i dovuti accertamenti e nel caso espiantare la protesi.
Perchè i rischi ci sono e non sono nemmeno trascurabili stando a quanto scrive
l’azienda produttrice, la «Signus Medizintechnik», in una lettera urgente fatta
arrivare nelle settimane scorse alla direzione sanitaria: «La protesi ‘Galileo’
- scrivono dalla Germania – può causare lesioni considerevoli del tessuto
circostante, potendo arrivare addirittura ad un danno permanente dei dei nervi
e/o del midollo spinale dei pazienti interessati». Insomma, non c’è da
scherzarci, tanto più che si tratta di una parte del corpo estremamente delicata
come la spina dorsale. La società tedesca ha infatti invitato l’Asl a non
perdere altro tempo e a procedere senza indugio all’espianto immediato delle
protesi. La vicenda si trascina già da qualche tempo. La scoperta dei difetti
nel prodotto è avvenuta per caso in seguito a un distacco della protesi causato
da un montaggio difettoso. O almeno così si pensava. In realtà, eseguiti alcuni
test mirati, è stato accertato che la protesi era fallata per cui non è
possibile escludere danni, anche gravi, per i pazienti interessati. Quanti sono
in tutta la provincia? Il dato per il momento non è noto, ma i casi individuati,
tra i quali diversi anche a Terracina, sarebbero decine, abbastanza numerosi
comunque da indurre a trattare il caso con la dovuta cautela. Anche perché non è
proprio una passeggiata visto che i pazienti dovranno sottoporsi a nuove
operazioni chirurgiche, che tuttavia non sono molto invasive, in attesa che
arrivi la nuova protesi in sostituzione di quella difettosa. Per tutto questo ci
vorranno dai tre ai quattro mesi, con tutto ciò che ne consegue in termini di
disagi, per i pazienti, e di costi, per l’Asl. Al momento non si ha notizia di
eventuali azioni legali intentate. Certo però stupisce il fatto che, prima di
mettere in commercio e montare delle protesi di questo tipo, non siano stati
eseguiti tutti i controlli. Gli stessi adottati solo ora, a cose fatte, e per
giunta dopo una scoperta avvenuta fortuitamente.
Pierfederico Pernarella


Il parco comunale dell’Area Chezzi, a terracina, letteralmente abbandonato nelle
mani dei soliti vandali senza scrupoli che lo stanno devastando pezzo a pezzo.

Nemmeno un mese fa era toccato alla fontanella in travertino che si trova vicino
l’ingresso di via Due Pini. Ieri mattina i primi utenti del giardino si sono
trovati di fronte all’ennesimo scempio: durante la notte ignoti hanno sradicato
il grosso albero di ulivo presente da anni e anni all’interno dell’Area Chezzi.
Lo hanno completamente scalzato dal terreno e poi lo hanno trascinato fin vicino
il cancello che dà su via Giacomo Leopardi, ostruendo quasi del tutto il
passaggio. Qua e là era sparsi a terra alcuni bastoni probabilmente utilizzati
per fare il lavoraccio. Sdegno da parte delle prime persone che hanno scoperto
l’accaduto e che subito hanno avvisato la polizia municipale e l’ufficio
comunale competente. Non riesce a trovare pace l’Area Chezzi, costantemente alle
prese con gesti così bassi. Il massimo della vigliaccheria e della crudeltà era
stato raggiunto con l’uccisione di una delle paperelle rimaste nel laghetto e
con il ferimento dell’altra. Ma sembra che tanta cattiveria avrebbe colpito
anche qualche micetto. Incuria, abbandono, menefreghismo, mancanza di
sorveglianza stanno portando questo parco veramente al tracollo. E senza che
qualcuno si decida a prendere la situazione in mano una volta per tutte per
trovarvi un rimedio. Ri.Re.


Ieri non si parlava d’altro. Genitori allarmati, docenti in subbuglio,
responsabili della sicurezza che si sono precipitati a guardare. L’esposto
presentato nei giorni scorsi da alcuni genitori sullo stato di insicurezza in
cui verserebbe la succursale dell’Itc “Bianchini” ha smosso un gran caos. Al
punto che, per dare conto della verità, siamo andati a vedere come stanno
realmente le cose. A riceverci, il dirigente scolastico Vincenzo Lattao, che ci
ha condotto in ogni angolo della struttura. Per dimostrare che «l’edificio è
certo vecchio, ma la scuola è sicura». A ben vedere, poco di quanto paventato
nei timori dei genitori si è reso evidente ai fatti. Certo, lo stabile a ll
’esterno non si presenta nel migliore dei modi. «Ma non dipende da noi – spiega
Lattao -. Essendo di proprietà privata, la Provincia paga un affitto e non può
intervenire in tal senso». Di qui a gridare all’allarme sicurezza, ce ne passa.
Ma vediamo. C’erano quelle scale «traballanti » che conducono ai piani
superiori. «Le abbiamo fatte sistemare da un pezzo – dice il preside». E
infatti, salendo, non fanno una piega. Arriviamo al secondo piano, un tempo
destinato all’università. Corridoi puliti, porte riverniciate: «Lo abbiamo
recuperato – prosegue il dirigente -. Ora è tornato in uso ai nostri studenti ».
Tutto nuovo. E quelle uscite di sicurezza «sbarrate»? «Non è esatto. Le
chiudiamo soltanto durante l’uscita dei ragazzi, per evitare intrusione di
estranei». Per il resto, nessuna infiltrazione d’acqua, le finestre hanno
infissi in alluminio, le passerelle per i disabili ci sono. Quanto alla caldaia
obsoleta: «È nuova, l’abbia – mo installata lo scorso anno – racconta Lattao -
tramite la Provincia ». Il dirigente ammette che un crollo c’è stato. Ma non
nella scuola. A crollare è stato il fabbricato, dove alloggiava il Comdando
della Municipale. «Dopo quei crolli ho chiesto personalmente verifiche -
continua il professore. Sono venuti due tecnici, uno del proprietario dell’immo
- bile, l’altro della Provincia, e hanno garantito la staticità del nostro
edificio». «Posso assicurare che, qualora ci fossero problemi legati alla
sicurezza, sarei io il primo a preoccuparmi – dice deciso Lattao -. Come
responsabile della sicurezza, ho tutto l’interesse a controllare e garantire
che i miei studenti stiano al sicuro ». Il “Bianchini” attende solo che parta il
progetto di allargamento della sede centrale. Manca qualche dettaglio. Poi, il
problema non si porrà più.
Diego Roma


La ristrutturazione dell’edificio che ospita la casa-famiglia «Gregorio
Antonelli », a Terracina.
Un impegno importante con il territorio che Luca
Meineri, presidente del Rotary Club Terracina-Fondi, aveva annunciato alcuni
mesi fa, la sera stessa della sua «investitura», e che ora entra nel vivo.
Venerdì prossimo al «Grappolo d’Uva», sarà presentata l’ambiziosa iniziativa L
di raccogliere fondi per ristrutturare l’edificio di via Gregorio Antonelli che
da tempo ospita la casa- famiglia e che ha parecchi anni sopra le spalle.
Interverrà il professore Andrea Scala, primario ortopedico di Roma. «Da lui é
partita l’iniziativa per la ristrutturazionespiega Luca Meineri- dopo aver
operato un bambino della casa-famiglia». Ci sarà anche la madre superiora. Sono
necessari parecchi soldi, considerando lo stato precario in cui versa la
struttura. «Una parte del preventivo di spesa sarà coperto direttamente dalla
«Fondazione Rotary International »- dice il presidente del RC Terracina-Fondi La
restante parte sarà ricavata dalla raccolta fondi che abbiamo organizzato». Sono
stati individuati una trentina di esercizi commerciali e studi professionali che
aderiscono alla raccolta. Il loro punto raccolta verrà riconosciuto da una
vetrofania che riporta la Ruota del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary
per la ristrutturazione della Casa Famiglia Gregorio Antonelli… aderisci anche
te». All’interno ci sarà un salvadanaio dove poter versare la propria offerta.
Una scommessa ambiziosa ma che va vinta.
Rita Recchia


“L’assessore Maragoni o è in malafede o è incompetente”. Il consigliere comunale
del Pd Vincenzo Coccia insiste nel considerare illegittima la delibera di giunta
con cui l’amministrazione comunale ha ottenuto tre autisti per il trasporto
urbano dalla società che gestisce il trasporto scolastico. L’assessore ai
Trasporti lo ha giustificata come unica soluzione considerandola una
esternalizzazione del servizio. Ma Coccia contesta proprio che si tratti di
affidamento a terzi:« Il 20 settembre -afferma il democratico in una nota- il
responsabile del Settore Lavori Pubblici scrive una nota con la quale prospetta
la necessità di un “ potenziamento personale autisti T.P.L., ( almeno 4 ),
presso il Settore Trasporti”. Con lettera del 05.10.2010 la Formia Noleggi srl
(gestore del trasporto scolastico, ndr) comunica al Comune di Terracina che “… a
seguito di richiesta per le vie brevi si comunica la seguente offerta ai servizi
integrativi di trasporto urbano per la conduzione di n.3 automezzi comunali..”.
Tanto la nota del responsabile che l’offerta della Formia Noleggi si riferiscono
all’implementazione del personale atteso che in nessun passaggio si fa
riferimento alla esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale».
Infatti, prosegue Coccia, tale servizio «continua ad essere svolto con mezzi e
sotto le direttive del responsabile del competente Dipartimento comunale».
«’Stranamente’ – sono ancora parole di Coccia- nella delibera con la quale si
approva l’offerta della Formia Noleggi srl trova ingresso il concetto
“dell’affidamento del servizio a terzi con apporto di n. 3 autisti”. Escamotage
elegante utilizzato al solo fine di aggirare la norma che prevede l’obbligo per
gli Enti Locali di ricorrere alle agenzie autorizzate dal Ministero del Lavoro
nel caso di somministrazione di mano d’opera». Secondo il democratico, poi, «L
«la difesa d’ufficio dell’assessore Maragoni non tiene anche perché sorvola su
alcuni aspetti salienti della vicenda, quale, ad esempio, il prezzo praticato
dalla Formia Noleggi srl : . 4.533,50 al netto dell’IVA e degli accessori per
ciascun autista e per ciascun mese, circostanza che comprova ulteriormente che
si è in presenza di somministrazione di mano d’opera e non dell’affidamento di
un servizio ». Coccia ha da ridire anche sulla «richiesta avanzata alla “sola”
Formia Noleggi srl che è aggiudicataria dell’appalto del servizio di trasporto
scolastico e nulla a che vedere con il servizio di trasporto pubblico urbano e
la richiesta di 3 autisti piuttosto che 4 come invece sollecitato dal
responsabile del Settore Lavori Pubblici». «Purtroppo -termina la nota- questa
amministrazione è ormai avvezza a porre in essere qualsiasi tipo di atto
incurante del fatto che tale atto possa essere più o meno consentito».
Andrea Di Lello


Hanno cominciato a cacciare fumo, che a causa del forte vento si è presto
diffuso allertando i residenti.
Due imbarcazioni hanno preso fuoco nella notte
di lunedì scorso nella zona del Mortacino, proprio alle spalle della ex Desco.
Le due barche erano omerggiate lungo gli argini del canale, una poco distante
dall’altra, di dimensioni non superiori ai due metri e mezzo. Intorno alle 23,30
di lunedì, inspiegabilmente, sono finite in cenere, avvolte dalle fiamme e
pressoché distrutte. Gli abitanti della zona hanno immediatamente chiamato i
vigili del fuoco che in pochi minuti si sono recati sul posto e hanno proceduto
alle operazioni di spegnimento. Ancora da stabilire le cause del rogo. Nessun
innesco o materiale incendiario è stato trovato sul posto, ma al momento non si
esclude nessuna pista. Elementi certi per propendere per la pista dolosa non ci
sono. Ma certo appare alquanto strano che due imbarcazioni immerse nell’acqua si
incendino improvvisamente. Nella giornata di lunedì, poi, per una parte della
giornata è anche piovuto. Insomma, l’incendio accidentale non convince.
D. R.


Una mucca da mungere in tanti finché ce n’è. Poi, quando arrivano i tempi di
magra e di difficoltà, allora chi ha la pancia bella piena preferisce restarsene
con la braccia conserte, magari soltanto a guardare ciò che succede. Anzi, che
non succede. E’ questa la fastidiosissima sensazione che aleggia sul porto di
Terracina per quanto riguarda gli scali commerciali. Tutto è fermo ormai
dall’inizio di ottobre. Una città a vocazione turistica rimasta completamente
scollegata da Ponza e dalle altre isole dello stesso arcipelago. Una posizione
invidiabile per raggiungerle rispetto agli altri porti limitrofi, eppure
Terracina è rimasta… a piedi. Non si fa altro che parlare di infrastrutture, di
potenziare i servizi, di come girerebbero più soldi se gli utenti trovassero più
cose. Tutto questo, però, d’estate. Appena arriva l’autunno e il flusso di
turisti inevitabilmente diminuisce, ecco qua che il porto di Terracina finisce
in una specie di limbo da quale farlo uscire soltanto la prossima primavera.
Questo, sempre. Ma quest’anno le cose hanno veramente raggiunto l’assurdo con
l’isolamento totale dello scalo commerciale dalle isole. I lavori per sistemare
la pavimentazione della U banchina proseguono a rilento. La locale capitaneria
di porto, sia prima che adesso, sta seguendo tutte le fasi dell’intervento, con
tutte le sollecitudini del caso. Ma fino a lavoro terminato, resterà in vigore
la famosa ordinanza del precedente comandante del porto dopo la quale la flotta
Snip e Snap ha fatto le valige e si è trasferita a Formia. Quanto alle due
società di navigazione ponziane, sono ancora in attesa che qualcuno degli enti
interpellati risponda in merito alla proposta di portare a Terracina la
«Benedetta II» per il periodo invernale chiedendo un sostegno finanziario.
Regione, Provincia e Comuni di Ponza e Terracina: nessuno ha fatto un cenno. Del
resto è, come si dice, un porto di mare: c’è chi viene e se ne va soddisfatto
degli affari fatti, e c’è chi viene e resta nonostante tutto. A farne le spese è
il porto e buona parte dell’indotto. Quindi, Terracina stessa.
Ri.Re.



LA presidente dell’associazione culturale «Mythos», A.M., aggredita ieri
pomeriggio all’interno della sede di via Duillio Cambelotti.
Uno sconosciuto ha
scagliato contro la ragazza un sacchetto con all’interno alcune pietre e dei
pezzi di vetro, La donna è rimasta ferita, tant’è che sul posto è intervenuta
un’ambulanza. A.M. è stata trasportata al «Fiorini » per essere medicata.
Ne avrà per diversi. Ignoti i motivi a base dell’aggressione
su cui indagano gli agenti di polizia diretti dal vicequestore Rita Cascella.
Già in passato la presidente dell’associazione è stata vittima di
un’aggressione per la quale era stato tratto in arresto un giovane di Terracina.


Il primo passo importante per la costruzione di un’elisuperficie all’ospedale di
Terracina è stato fatto nei giorni scorsi quando al Fiorini sono arrivati i
responsabili della società Elitaria rappresentata da Alessandro Giulivi e
Giovanni Nito, accompagnati dagli assessori Franco Ferrari e Francesco
Zicchieri.
Erano tutti lì per il primo sopralluogo e per verificare
preventivamente i luoghi. Con loro anche i tecnici dell’Enac Luigi Simoncini e
Franco Orlan, per il parere di congruità tecnica. Un sopralluogo che, stando
alle prime informazioni rilasciate dall’assessore ai Lavori Pubblici, ha fornito
indicazoni positive. «Il sito sul quale è prevista la realizzazione
dell’elisuperficie si trova in una zona a verde adiacente il Fiorini, in area
non congestionata e ambientalmente ostile, libera da ostacoli nelle direzioni
preferenziali previste per l’avvicinamento e l’allontanamento degli elicotteri
che vi dovranno operare – ha spiegato Ferrari – i tecnici incaricati dall’Enac
hanno in ogni modo disposto alcuni lavori imprescindibili per l’attivazione
della piattaforma, tra i quali l’eliminazione di alcuni alberi, il
posizionamento delle luci ostacolo sulla sommità del fabbricato dell’ospedale,
l’abbassamento della recinzione, la chiusura dell’area adibita a discarica, la
costruzione di una recinzione intorno all’elisuperficie o idoneo accorgimento
per evitare durante le operazioni di volo che persone o animali possano entrare
nell’area». Lavori di piccola entità, come afferma l’assessore che dovrebbero
realizzarsi in poco tempo e «al termine dei quali la città e l’intero
comprensorio riceveranno un ulteriore e indispensabile servizio, anche di pronto
soccorso per traumatizzati, in un contesto viario tra i più pericolosi
d’Italia». Nessun termine preciso di inizio e fine lavori, almeno per ora.
di FABIO COCCIA


Si terrà il prossimo 25 ottobre alle 9,30 presso la sala conferenze Coop di
terracina un incontro-dibattito che vuole essere un’occasione di discussione e
di approfondimento in materia di piattaforma rivendicativa.
La piattaforma
rivendicativa comunale è stata presentata dalle organizzazioni sindacali dei
pensionati di terracina di Cgil, Cisl e Uil lo scorso 19 luglio. La proposta
sindacale prevede l’avvio di una collaborazione da sviluppare sui vari temi nei
confronti della popolazione anziana. L’incontro del prossimo 25 ottobre è
organizzato dalle segreterie comunali di Cgil, Cisl e Uil.

Comments Nessun commento »

terracina-pezzo-di-via-roma-primi-del-900_bis

Agenda 21 ricorda all’amministrazione Nardi di presentare le richieste di
finanziamenti entro i termini.
Continuano a non fidarsi del Comune, Emilio
Selvaggi e Sergio Gianforchetti, rispettivamente presidente e segretario del
Forum. Con una lettera a sindaco ed assessore competente, i due sollecitano un
incontro tecnico con i funzionari responsabili di redigere progetti funzionali
all’attuazione del Piano di Azione. E questo per quattro ragioni: «Il
coordinamento del Forum -si legge nella missivadeve rispondere, come da
regolamento, agli iscritti al Forum stesso, aggiornandoli sui progetti
ambientali e sulle deliberazioni poste in essere dagli organi del Consiglio
Comunale; inoltre, l’incontro concordato per il mese di settembre è ormai
disatteso, ma nel frattempo, si avvicinano nuove scadenze per la presentazione
di progetti ai cui finanziamenti (provinciali, regionali, ministeriali, europei)
il nostro Comune potrebbe attingere. Il timore che scadenze politiche ed
amministrative, ormai alle porte, possano far passare in secondo piano la
necessità di adire ad atti di governo che devono tradursi in progetti
finanziabili, ci appare sempre più realistico». La terza ragione è che «i
documenti elaborati dai tavoli di Agenda 21 Locale e presentati
all’Amministrazione Comunale costituiscono, a nostro parere, un ampio quadro di
riferimento nel quale inserire progetti esecutivi che soltanto gli uffici
tecnici comunali sono accreditati a presentare ». «Ci duole, infine, dover
costatare è scritto nella lettera che, mentre si ignorano o si rinviano
provvedimenti ed atti virtuosi, nel frattempo, il Consiglio Comunale prenda
alcune decisioni che interessano il futuro assetto del territorio spesso in
aperta contraddizione con le direttive generali approvate all’unanimità nel
Piano d’Azione». Il riferimento è alle scelte della giunta Nardi in materia di
cave». Per Selvaggi e Gianforchetti, «da quanto sopra esposto, si manifesta
l’urgente necessità dell’incontro tecnico richiesto anche per conoscere quali
sono al momento i tecnici responsabili con cui Agenda A 21 Locale dovrà, per
esplicito compito istituzionale, collaborare ». Presidente e segretario colgono
l’occasione anche per ricordare di essere ancora in attesa, «a seguito della
comunicazione del 4 ottobre 2010 inviata con E-mail all’Assessore all’Ambiente,
di vedere risolto il mancato funzionamento del sito internet di Agenda 21
Locale». Dal gennaio di quest’anno, Agenda 21 ha prodotto otto documenti, tra i
quali il parere sul nuovo Piano Rifiuti, il Piano Generale dei Beni Culturali,
le Linee guida per lo sviluppo della Mobilità Sostenibile e le Linee guida per
un Piano Generale del Verde Pubblico, Per un mare pulito, Le strade del Vino.
«Quasi tutti -commentano Selvaggi e Gianforchettientrano nel merito
dell’attuazione del Piano d’Azione ambientale, ma sono in attesa di atti ed
interventi amministrativi che favoriscano la sostenibilità del nostro territorio».
Andrea Di Lello



Il fuoco dei debiti cova ancora sotto le ceneri del sistema delle cooperative
sociali.
Una questione lungi dall’essere archiviata, almeno per chi l’ha
vissuta sulla propria pelle. Gli operatori innanzitutto che da quel dì ancora
attendono gli stipendi. E se l’amministrazione comunale guarda baldanzosa al
fulgido futuro targato Azienda speciale, i conti con il recente passato del
terzo settore devono ancora essere chiusi. La storia continua e se possibile
peggiora. Numerosi operatori dipendenti delle cooperative sociali che hanno
prestato servizi per il Comune di Terracina per avere il dovuto – circa un anno
di stipendi – si sono visti costretti a muovere azioni legali contro le stesse
coop, dalla «Mosaico» alla «Insieme» passando per la «21 Marzo», oltre che nei
confronti l’ente municipale. Insomma il cane che si morde la coda. E la
situazione dà il segno, drammatico, del collasso di un sistema – quello delle
cooperative sociali – che si è lasciato e si lascerà parecchi feriti dietro. Si
è infatti innescata una catena di Sant’Antonio all’insegna del tutti contro
tutti per cui se il consorzio Parsifal ha presentato un decreto ingiuntivo al
Comune di un milione e 300 mila euro, a ruota hanno fatto lo stesso, anche se
per cifre più modeste, gli operatori contro le cooperative da cui attendono
ormai invano gli stipendi. La situazione è precipitata definitivamente, dopo il
tira e molla, nell’esta – te del 2009. Una dietro l’altra, le cooperative
sociali hanno sbattuto la porta al Comune lasciando la gestione dei servizi:
assistenza domiciliare, assistenza scolastica, gli asili nido e tanti altri. Da
ultimo, il centro diurno intercomunale di Campomarinello gestito dalla
cooperativa «Mosaico», costretta a lasciare dopo le tante, troppe, promesse non
mantenute sui pagamenti arretrati e correnti. L’amministrazione comunale
aveva già in serbo l’Azienda speciale e le cooperative sociali
potevano aspettare. E chissà ancora per quanto dovranno farlo. Perché la
situazione paradossale che si è venuta a creare è proprio questa: se nel
contenzioso contro un ente pubblico (leggi Consorzio «Parsifal» contro il Comune
di Terracina) si sa quando s’inizia e non si si quando si finisce, più immediate
e concrete rischiano di essere le azioni legali intraprese dagli operatori
contro le cooperative stesse. Della serie, insomma, «ammazzatevi» tra di voi.
Pierfederico Pernarella



Un candidato straniero alle elezioni per il prossimo consiglio comunale di
terracina.
Soltanto una provocazione quella lanciata da Shadadi Alì, presidente
di «Maison Babel»? Non sembrerebbe. Almeno stando alle espressioni che si sono
dipinte sulle facce dei politici presenti domenica scorsa all’inaugurazione
dello «Sportello Immigrati». Soltanto una provocazione, si chiedeva. Qualcosa di
molto di più, soprattutto se l’amministrazione comunale continuerà a essere
latitante per quanto riguarda quel Consiglio delle Etnie previsto dallo statuto
comunale approvato dieci anni fa e mai realizzato. E allora la variegata
comunità straniera regolare e residente a terracina è pronta a fare quadrato
attorno a una propria candidatura. «Domenica ho spiegato all’assessore Francesco
Zicchieri e al presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri che è finito il
tempo di mendicare l’integrazione ed è arrivato quello di attivare il Consiglio
delle Etnie- dice Shadadi Alì- Ho anche annunciato che noi abbiamo le idee
chiare e che siamo pronti a valutare l’ipotesi di fare eleggere uno di noi
direttamente nel prossimo consiglio comunale visto che abbiamo numeri concreti».
Il presidente di «Maison Babel » parla di «900 neocomunitari che possono votare,
102 hanno la cittadinanza italiana e 40 sono in attesa di averla. Poi ci sono
parecchie coppie miste più simpatizzanti italiani: possiamo fare qualcosa». Ecco
il perché di certe facce. Francesco Zicchieri ha promesso che il Consiglio delle
Etnie sarà approvato il prossimo 25 ottobre. Intanto domenica è stato inaugurato
lo «Sportello Immigrati», uno dei punti cardine del neonato progetto
«Dall’Immigrazione all’Integrazione. Un Modello Possibile per terracina». Un
altro è il Protocollo di accoglienza e integrazione degli alunni stranieri, già
avviato dal dirigente scolastico Musilli che Shadadi Alì ringrazia fortemente.
Mancano il Comitato Pari Opportunità Donne Immigrate di terracina e il Consiglio
delle Etnie. Ma a quest’ultimo ci sta pensando l’assessore ai Servizi Sociali:
l’appuntamento è per la fine di questo mese.
Rita Recchia



Quanto è costato e quanto si è risparmiato scardinando il sistema delle
cooperative nel mondo del Terzo settore? Il bilancio, ad oltre un anno dalla
«rottura» del Comune con consorzi e cooperative, appare quantomeno
necessario, ora che sembra avviata l’attività dell’Azienda speciale.

A fatica. Perché tutta in negativo è stata l’avventura dell’Azienda speciale
fino a ieri. Ritardi nell’avvio dei servizi, assistenza domiciliare bloccata a
oltranza, gli Lsu rimasti da un giorno all’altro senza lavoro per mesi. Sono
solo alcuni dei disagi che hanno dovuto subire gli utenti. Ma ora sembra che il
vento stia cambiando. Finalmente, pur tra mille contraddizioni normative e
burocratiche, l’ente strumentale sta muovendo i primi passi. I dati in possesso
degli uffici di via Leopardi promettono bene, ma la prova del nove ci sarà
soltanto quando i servizi erogati saranno giudicati dagli utenti. Per il momento
l’Aziend a speciale può anticipare alcune cifre. Quelle spese, ad esempio, per
il personale, che raffrontate a quelle utilizzate dalle cooperative, annunciano
risparmi. Si parte dall’assistenza scolastica ai bimbi diversamente
abili. Con la gestione delle coop, a fronte di 31 utenti e 12 mila ore di
sostegno, si spesero, nell’anno scolastico 2009/2010, 290 mila euro.
L’Azienda speciale, invece, nell’anno in corso prevede di spendere 240 mila
euro, garantendo ben 18 mila ore di lezione a 37 utenti. Risparmio ancora più
sostanzioso per il centro diurno, che sarà allestito nei locali dell’ex Comunità
21 Marzo. Ebbene, se con le coop, nel 2009, erano stati spesi 300 mila euro, per
quel che resta del 2010 e tutto il 2011 si prevede una spesa dimezzata: 150 mila
euro. Ma la parte del leone la fanno gli asili nido, che al Comune nel 2009,
gestiti dalle coop sono costati ben 800 mila euro, mentre ora, con le assunzioni
dirette degli operatori da parte dell’Azienda è stata ridotta a 400 mila. Se le
previsioni dovessero essere rispettate, si conterà un risparmio di 600 mila euro
circa. Non poco. Anche se, prima di avviare la macchina, il Comune nel Terzo
settore ha sfiorato la débacle. E non è detto che gli obiettivi per l’anno in
corso siano rispettati. Nel Comune delle spese impreviste, non si sa mai.
Diego Roma



La scuola sta cadendo a pezzi sotto gli occhi inermi delle istituzioni. A
lanciare l’allarme è un nutrito gruppo di genitori i cui figli, circa 300, tutti
i giorni svolgono le lezioni in uno stabile «in stato di abbandono e degrado,
nella violazione delle norme sulla sicurezza degli edifici». La struttura in
questione è la succursale dell’istituto tecnico commerciale
«Bianchini», in viale Circe, diretta dal preside Vincenzo Lattao. I genitori,
dopo le promesse ricevute in passato, e disattese, sul restyling e la messa in
sicurezza dell’edificio nel corso degli anni, oggi hanno deciso di passare
all’azione. E dopo aver elencato una per una in un documento tutte le criticità
della struttura, i genitori hanno inviato un esposto-denuncia alla Procura, alla
Prefettura, al Ministero della pubblica istruzione oltre che a vigili del fuoco,
polizia, carabinieri e vigili urbani. «Le uscite di sicurezza – si legge nella
denuncia – sono sbarrate dall’interno con spranghe di ferro. Dalle pareti
esterne e dai soffitti delle aule si staccano pezzi di intonaco e sulle pareti
sia interne che esterne ci sono fessure». A preoccupare i genitori sono anche
«le infiltrazioni di acqua piovana dal terrazzo e dalle finestre, composte da
infissi vecchi che lasciano passare spifferi. La scala di collegamento tra i
vari piani è traballante; mancano gli scivoli di accesso alla struttura
destinati alla categoria delle persone con handicap ». L’avvicinarsi dell’inverno,
poi, accende di nuovo i riflettori – dopo i disagi registrati anche negli
anni passati – sul sistema di riscaldamento dell’edificio scolastico. «Il
riscaldamento dei locali viene effettuato a mezzo di una vecchia e fatiscente
caldaia malfunzionante che il più delle volte va in tilt e lascia gli alunni
esposti a temperature glaciali». I genitori si appellano alle autorità
competenti affinché eseguano un immediato sopralluogo dell’edificio scolastico.
Chiedono anche che vengano mostrate a loro e al personale docente e di
collaborazione scolastica le necessarie certificazioni. I genitori temono
crolli, anche in relazione al fatto che «in occasione delle ultime piogge sul
finire di settembre ha ceduto una parte retrostante del fabbricato. Dobbiamo
forse aspettare che cedano le parti portanti dell’intero stabile?» Infine i
firmatari della dura denuncia propongono, quale «soluzione più idonea», lo
sgombero immediato dell’edificio e l’immediato svolgimento dei necessari
lavori di manutenzione e restauro.
Francesco Avena



In coincidenza con la Giornata mondiale dell’alimentazione, il terracina Social
Forum, in collaborazione con l’istituto «Alessandro Filosi», ha organizzo un
incontro-dibattito sugli effetti sull’ambiente dell’alimentazione umana a base
di carne.
L’appuntamento è venerdì 15 ottobre alle 17e30 presso la Sala
Valadier. Il relatore sarà Filippo Schillaci, tecnico informatico part time
presso la Seconda Università di Roma, convinto sostenitore del «Movimento per la
Decrescita …Felice» e autore del libro «Vivere la decrescita», che sarà
presentato durante il dibattito. Nella primavera del 1996 Filippo Schillaci
lascia Roma e va a vivere in campagna per non basare più la propria vita
interamente sul denaro. Durante l’incontro illustrerà come l’alimentazione umana
a base di carne sia assolutamente insostenibile per l’ambiente.



Quando le lancette dell’orologio batteranno le 15, nelle cucine dell’hotel Blue
River di Terracina, lingue sottili di fiamme crepiteranno sotto la padella
accompagnate dai “suoni” dei mestoli e dei piatti scelti con cura e sistemati
con ordine nella speranza di tornare a casa vincitori.
Protagonisti della XIII
edizione del concorso “Piatto Tipico Pontino”, in programma lunedì 18 ottobre in
concomitanza con la Festa italiana dei cuochi, saranno 220 “giacche bianche”,
tra chef professionisti e allievi degli istituiti alberghieri, che si sfideranno
nella realizzazione di un piatto utilizzando prodotti tipici locali. I cuochi
potranno scegliere cosa preparare, la gara durerà due ore, per poi affidare alle
due giurie, una per gli allievi e l’altra per i professionisti, l’arduo compito
di decretare i vincitori. Al primo classificato fra la categoria professionisti
un premio in denaro di 400 euro, per gli allievi di 150. Entrambi i vincitori
parteciperanno come cuochi alla manifestazione “Vinicibando” in programma a fine
ottobre all’hotel Europa di Latina. Tutti i concorrenti riceveranno la medaglia
Apcl e l’attestato di partecipazione. Alla kermesse culinaria, organizzata da
Luigi Lombardi presidente della Federazione italiana cuochi, parteciperà come
ospite d’onore Alessandro Circiello, più noto al grande pubblico come lo chef
della trasmissione “Mezzogiorno in famiglia” in programma su Rai2. La Festa
nazionale del cuoco di Terracina si concluderà con un gran buffet dove gli
ospiti potranno assaggiare le prelibatezze realizzate dai maestri dei fornelli.
La XIII edizione del concorso “Piatto Tipico Pontino” ha ottenuto il patrocinio
della Provincia di Latina e del Comune di Terracina.
V.Don.



Cerilli: “Serra è di nuovo innamorato…della Polverini”
Generalmente non rispondo a chi commenta una cosa da me detta perché si rischio
di generare una noiosa polemica, che alla fine non interessa a nessuno. Per il
Dottor Serra faccio una eccezione perché lo credo seriamente impegnato in
politica ed uno così non può commettere errori madornali come lui ha fatto.
1) Serra si è offeso per la simbologia da me usata, l’ho paragonato ad uno fuori
dal modo. Questo perché tale mi sembra chi non si accorge che tutta la regione
sta esplodendo sul piano Polverini. Serra allora cosa fa tenta di offendermi con
frasi ad effetto senza senso: primo mi dice che sono un politico antidiluviano
perché sono molti anni che faccio politica. E’ una colpa? Sarebbe come accusare
il Presidente Napolitano che è incapace perché sta in parlamento dagli anni
quaranta; secondo dimentica che io e lui abbiamo iniziato a far politica, molto
giovani, ma più o meno nello stesso periodo. La mia colpa è che io ho avuto
fortuna molto presto (forse anche per un minimo di capacità) mentre Serra ha
dovuto attendere qualche anno!
2) l’errore più grave però è definirmi “tuttologo”. Questa è una visione
ottocentesca della politica perché significa che solo il medico può parlare di
sanità, solo un architetto può farlo di urbanistica e così via. Mi spieghi
allora, alla luce di questa visione elitaria della politica come ha fatto, lui
medico, ad interessarsi di turismo non essendo un tecnico? Con quale
professionalità interveniva sulle questioni di bilancio comunale, se non è
ragioniere?
3) Ma perché accusi me di essere il portatore di una mentalità che vuole
l’ospedale sotto casa? Ma tu non sei quello che QUALCHE MESE FA, insieme all’on.
Sciscione avete detto ai cittadini che avreste fatto la battaglia per riportare
il punto nascita a Terracina? Ma pensi davvero che tutti abbiamo la memoria
tanto corta? Mai nella mia vita ho fatto una battaglia campanilistica!
4) Bontà tua ora ammetti che qualche ritocco va fatto, ma ciò che è errato è la
filosofia del piano che non può essere aggiusta ma rovesciata. Infatti non si
può fare una sanità romanocentrica: questo è il grave vulnus. Neppure si può
affermare prima tagliamo e poi risparmiamo perché è vero il contrario. Solo dopo
essersi impegnati fortemente nei risparmi si può capire dove è necessario
tagliare.
5) La partecipazione democratica non può essere “ora sentiamo le
amministrazioni”. Questo andava fatto prima perché il piano è stato redatto non
dalla Polverini presidente (quindi condiviso almeno da assessori e partiti) ma
da Polverini commissario e quindi in perfetta solitudine.
Queste sono le motivazioni profonde che mi fanno contestare il piano e chi lo
difende. Ma Pietro che è un amico va comunque perdonato perché lui è ancora un
romantico che cede facilmente al cuore e la Polverini è l’ultimo innammoramento!
Paolo Cerilli
Consigliere comunale



I vandali tornano a scuola. L’altra notte qualcuno si è introdotto all’in -
terno del cortile della succursale dell’istituto tecnico commerciale
«Bianchini», sul lungomare Circe, e ha esploso alcuni petardi. Il rumore dei
botti ha allertato i vicini e ha svegliato il custode, che non ha esitato a
chiamare le forze dell’ordine. Qualcuno, forse per una goliardata giovanile
dovuta alla «noia» della domenica sera, è entrato nel cortile e ha esploso
alcuni petardi molto rumorosi. I carabinieri della locale stazione, giunti sul
posto per verificare quanto accaduto, non hanno trovato segni di effrazione sui
cancelli dell’edificio scolastico. Evidentemente i giovani furfanti hanno
scavalcato la recinzione. Ma per fortuna, aldilà di qualche petardo
esploso, non hanno fatto altri danni.
F. A.



Marcuzzi: l’assessore ai servizi sociali apre bocca ma non dice nulla
Non voglio utilizzare i problemi dei diversamente abili e delle cooperative sociali per trovare visibilità o altro, ne aprire dei botta e risposta con degli avversari politici, ma le dichiarazioni ancora una volta senza arte e ne parte dell’Assessore Zicchieri mi costringono ad una doverosa replica.
Io evidenzio nei miei articoli i disagi e i disservizi che hanno subito gli utenti del terzo settore di Terracina da quando lui è assessore, e puntualmente invece di darmi risposte sulle problematiche evidenziategli, la butta sui voti e consensi per cercare di zittire chi la bocca quando sente dire stupidaggini non la chiude.
Desidero evidenziare brevemente a Zicchieri che l’attuale maggioranza è composta da subentranti di 3° e 4° grado, quindi parlare di consensi popolari con il sottoscritto che ha preso alle scorse provinciali 1058 voti, di cui 980 a Borgo Hermada, in un partito dove si vota la persona e non come in altri dove si vota il simbolo, si può già capire chi attualmente ha il consenso e chi no, anche se i voti si contano alle elezioni e non sono nella cassaforte di nessuno, questo vale per me e per tutti. Ritornando alla vera e unica cosa importante, il problema del terzo settore, basta ascoltare le lamentele dei genitori dei bambini speciali per capire la pochezza e l’inconsistenza della risposta dell’assessore, che tanto parla e proclama ma di fatti se ne vedono pochi.
Poi tornando alla sua dichiarazione che lui è contro tutti i tipi di cooperative, e non risponde degli altri assessorati che le utilizzano, mi deve spiegare in che maggioranza si trova, perché se ogni assessore agisce a suo modo e piacimento senza seguire una linea di Giunta e del programma condiviso, dimostra come si lavora senza progettazione, programmazione e condivisione, ora capisco meglio perché la città di Terracina si trova in uno dei momenti più bui della sua storia. Parla di razionalizzazione delle le spese, ok va bene, ma quando si parla di razionalizzazione lo si deve fare garantendo i servizi, cosa che oggi dopo più di un anno non si è verificata.
Si annuncia sempre di essere in dirittura di arrivo con l’apertura del centro diurno e di altro, ma in concreto oggi le famiglie dei diversamente abili si devono arrangiare da soli, senza la minima collaborazione dell’Ente, Ente rappresentato da persone arroganti, permalose ma purtroppo per tutti noi inconcludenti. Il sociale è in ginocchio e l’assessore Zicchieri per l’ennesima volta si mette in mostra non per interventi costruttivi per il sociale, ma bensì ,per i viaggi all’estero, infatti oggi parte un altro viaggio, per caso nelle sue competenze ha anche la delega della rappresentanza all’estero?
L’assessore alla Cultura esiste?
Non basta il Sindaco con gli addetti ai gemellaggi a rappresentarci all’estero?
Alle famiglie delle persone speciali li accontentiamo con una cartolina di saluti da Pecs?
Pierpaolo Marcuzzi



«Non sono contrario solo alle cooperative che operano nel sociale, ma a tutte
quelle che lavorano per il Comune».
L’assessore ai servizi sociali Francesco
Zicchieri risponde a tono alle critiche mosse dall’esponente dell’Udc Pierpaolo
Marcuzzi sul tracollo dei servizi svolti fino a un anno fa dalle coop sociali.
«Dipendesse da me, le cooperative scomparirebbero dal Comune, ma non posso
mettere becco su altri assessorati. Nel mio, quello ai servizi sociali, non ci
sono più perché penso che sia troppo elevato il rischio che diventino aziende in
cui si favoriscono personalismi e clientele». Chiarita l’avversità di Zicchieri
per il sistema cooperativistico, l’assessore ribadisce che il suo servizio alla
guida del terzo settore «non nasconde secondi fini ma solo il concreto interesse
per il bene della città». Infine attacca Marcuzzi: «la sua condotta politica
negli ultimi anni ha dimostrato fino a oggi che non ha consensi nell’elet -
torato. Quindi prima di attaccare la gestione dell’amministrazione guidata da
Stefano Nardi, pensi prima ad ottenere un successo elettorale. Poi il dibattito
potrà avvenire forte di un consenso popolare che oggi non possiede».
F. A.



“La Destra”: noi il primo candidato a sindaco e la Tv locale ci snobba
Con la presente nota stampa vorremmo richiamare l’attenzione dell’ottimo e imparziale conduttore televisivo Germano Bersani, che in quest’ultimo periodo, durante una nota trasmissione televisiva, faceva riferimento alla nostra candidatura a Sindaco di Terracina del Dott.Emilio Perroni.
Vorremo ricordare al carissimo Bersani che noi de La Destra di Storace abbiamo da oltre 25 giorni proposto ” per primi” questa candidatura a Sindaco, senza essere mai stati invitati nelle sue quotidiane trasmissioni.
Abbiamo candidato il Dott Perroni, perché crediamo fortemente che ad oggi non ci risultano altre valide figure nel panorama politico del centrodestra.
Questo per smentire “in modo categorico” l’affermazione da lei fatta, durante la sua trasmissione televisiva, andata in onda Domenica 10 Ottobre 2010.
In quella sede lei caro Bersani affermava che la candidatura del Dott.Perroni era solo “una semplice provocazione”, con il solo scopo di far scoprire le carte alle altre forze politiche. Noi de La Destra di Storace vogliamo molto bene alla nostra “splendida Terracina”, sono anni che ci battiamo per cercare di sensibilizzare i cittadini sui temi del sociale,della legalità, della portualità, dei parchi, della sanità, del lavoro.
Inoltre in Regione il nostro gruppo consigliare è il più attivo, dove anche con la nostra collaborazione, Mercoledì 6 Ottobre ,sono state approvate due mozioni a sostegno dell’agricoltura, mozioni finalizzate ad agevolare l’accesso al micro credito e alla ristrutturazione dei debiti, degli agricoltori, verso enti e banche. Queste mozioni si aggiungono a quella sulla S.L.A. e alla proposta, in discussione in Giunta Regionale, dell’Ass. On Teodoro Buontempo del “Mutuo Sociale”, proposta che permettere a tutti di avere una casa.
La nostra è sempre stata una “coscienza critica” e proprio per questo le chiediamo di invitare e dare il giusto spazio televisivo al nostro candidato a Sindaco Dott. Emilio Perroni. Siamo certi che forte della sua imparzialità non esiterà nemmeno un attimo e lo inviterà in trasmissione.
GIANLUCA DI NATALE



Nella maxi villa da sogno sequestrata dalla polizia locale a Monticchio due mesi
fa in quanto totalmente abusiva, c’è anche la responsabilità del consigliere
comunale Alfredo Lauretti.
La struttura, una villa a più piani di circa 1500
metri quadrati, è infatti intestata alla madre del capogruppo del Partito
Repubblicano ma, in seguito ad ulteriori accertamenti svolti dagli agenti del
comandante Vincenzo Pecchia, è stato acclarato come alcune parti
della maxi villa fossero intestate anche al consigliere comunale e a sua moglie.
In particolare si tratta di alcuni muri e di un terreno di 450 metri quadrati,
che ricadono sulla particella catastale di Lauretti. Come da prassi, dunque, gli
agenti della Municipale hanno provveduto ad integrare la precedente informativa
di reato spedita in Procura sul conto della madre dell’esponente politico
repubblicano, aggiungendo anche le responsabilità del politico e della moglie.
F. A.



Alla Futura Terracina il 1° Trofeo Avis Terracina
La Pallavolo Futura Terracina ’92 si è aggiudicato il 1° Trofeo Avis Terracina.
Alla kermesse hanno presom parte anche Fondi, Pontinia e Cisterna.
L’antipasto è stato servito. Una bella due giorni di pallavolo ha regalato agli
appassionati l’ultimo week end prima dell’inizio dei Campionati regionali.
L’Avis di Terracina ha organizzato il 1° Trofeo di volley femminile con due
formazioni di Serie C e altrettante di Serie D. Vittoria alle padrone di casa
della Futura Terracina che in finale hanno superato 3 a 1 Fondi. Una bella
partita pur con assenze pesanti da una parte e dall’altra. In semifinale le
terracinesi avevano avuto la meglio sul Cisterna e il Fondi sul Pontinia. La
manifestazione ha riscosso un notevole riscontro di pubblico nonostante
un’organizzazione veloce ma molto capillare. Al termine c’è stata la cerimonia
di premiazione con le quattro squadre protagoniste. Miglior giocatrice del
Torneo è stata giudicata Francesca Verona della Pallavolo Futura Terracina ’92.
Miglior libero Maria Grazia Del Bono, sempre della Futura; e miglior alzatrice,
la Barbabietola del Fondi.
Le terracinesi inizieranno il loro campionato di Serie C sabato prossimo in casa
del Roma Centro. La squadra agli ordini di Tonino Federici ha svolto un lavoro
molto impegnativo ogni giorni dal 23 di agosto con sedute di palestra grazie
anche alla preziosa collaborazione di Massimiliano Leonardi, Arcangelo
Vaccarella e del preparatore atletico Antonio Vallone. Terminato il pre
Campionato via alla stagione ufficiale. Intanto questa sera presentazione della
squadra presso l’Hotel Riva Gaia a Terracina.



Si è tenuta a Latina la conferenza stampa di presentazione del documento ‘Le
mani della criminalità sul territorio di Latina’, un aggiornamento del
precedente lavoro firmato Codici ‘Le mani della criminalità sulla città di
Aprilia’.
Contestualmente è stata presentata la neo delegazione territoriale e
il segretario di delegazione Raffaele Gallo a cui i cittadini possono rivolgersi
per segnalare problemi inerenti il consumerismo, ma anche situazioni
problematiche conseguenti al sovra indebitamento e all’usura.
“Il primo elemento che dovrebbe destare l’attenzione delle Istituzioni – si
legge in una nota del Centro per i Diritti del Cittadino, Codici – è relativo
alla forte povertà in cui vivono i cittadini del Lazio ed in particolare di chi
risiede sul territorio di Latina. Incentrando la nostra attenzione proprio su
questa provincia, le famiglie pontine evidenziano un imponente debito pari a 243
milioni di euro. I picchi più gravi si registrano a Terracina con 890 euro pro
capite, Latina 617 euro, mentre Gaeta è la città meno indebitata, con 166 euro a
testa. Latina e provincia registrano, inoltre, un aumento dei mancati pagamenti
pari al 33,8 %”.
Dai dati Istat, risulta, inoltre che in provincia vi siano oltre 71.000 persone,
su una popolazione di 540 mila abitanti, che vivono in famiglie con un reddito
al di sotto della soglia di povertà. La Provincia di Latina ha, da parte sua,
fornito i seguenti dati: 1253 famiglie, con figli al di sotto dei tre anni e
reddito inferiore ai 6253 euro, 2565 persone con più di 65 anni e reddito
inferiore ai 6235 euro.
“Il comune maggiormente disagiato è Cori. In questa indigenza attecchisce e
prolifica la criminalità organizzata. Le principali città pontine in cui è stata
riscontrata la presenza della mafia sono i comuni di Minturno, Formia, Gaeta,
Cisterna di Latina, Terracina, Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Fondi e
Aprilia. Purtroppo la Legge non tutela a sufficienza le vittime d’usura. Secondo
la legge 108/96 al ‘Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura’ istituito
presso l’ufficio del Commissario straordinario del Governo, per il coordinamento
iniziative anti-racket possono accedervi solo soggetti economici. E’ evidente
che il cittadino comune, vittima dell’usuraio, sia discriminato dalla legge”.
“In questo contesto drammatico, in cui il sovra indebitamento delle famiglie si
intreccia in un vincolo quasi indissolubile con la criminalità territoriale, è
attivo lo Sportello contro l’usura gestito dal Comune di Priverno e da Codici.
Lo Sportello di Priverno – conclude la nota – è in San Nicola ed è aperto il
lunedì (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19), il mercoledì (dalle ore 9 alle 12)
e il giovedì (dalle ore 15 alle 18)”.



Vigneto Lazio in prima fila nella nuova guida ai vini d’Italia, Slow Wine 2011,
che Slow Food Editore presentera’ il 20 ottobre al PalaIsozaki di Torino con
schede ‘amiche’ dell’ambiente che presentano, cantina per cantina, anche le
tecniche di concimazione e diserbo, nonche’ l’utilizzo scelto per fitofarmaci e
lieviti. Dalla nuova pubblicazione segnalazioni arrivano per il Poggio della
Costa 2008 di Sergio Mottura nella sezione ‘Vino quotidiano’ che seleziona il
meglio delle bottiglie con eccellente rapporto tra la qualita’ e il prezzo e che
costano fino a dieci euro in enoteca. Dalla cantina di Civitella d’Agliano (Vt)
arriva, come si legge nella scheda di Fabio Giavedoni, un grechetto longevo
”estremamente raffinato e ampio all’olfatto che mostra in bocca una classe
superiore”. Tra i ‘vini particolari’, quelli cioe’ di piccoli contadini o di
piccole produzioni artigianali o da vitigni autoctoni particolari, emerge il
Moscato di Terracina Amabile Templum 2008 di Cantina Sant’Andrea, un vino
amabile ”molto piacevole e ben fatto con un prezzo alla portata di tutte le
tasche” nel giudizio di Duccio Armenio. Il 20 ottobre verranno annunciate le
160 aziende insignite della Chiocciola dalla guida che, abbandonato il metodo di
giudizio a punteggi, presenta la recensione dei migliori 8.400 vini dopo 2.100
cantine visitate e 1.850 raccontate, per 21.000 vini degustati da una squadra di
200 collaboratori.(ANSA).



Le due facce della stessa medaglia. La sesta giornata del girone B del
campionato di Eccellenza evidenzia i momenti e le situazioni, completamente
speculari, che stanno vivendo le formazioni della provincia di Latina. Il volto
bello e sorridente non può che essere quello del Terracina. La partenza L shock
dei tigrotti (ko in Coppa ed in campionato) sembra lontana anni luce e domenica,
in casa contro la Diana Nemi, è arrivato il quinto risultato utile consecutivo.
Un filotto che, complice anche il cammino balbettante di tante altre formazioni,
sta spingendo i tigrotti verso le posizioni di vertice della classifica. La
cura- Pernarella sta dando i suoi frutti: il gioco c’è, la difesa regge (in
termini di minor numero di gol subiti i tigrotti sono secondi solo al Tor
Sapienza) e la squadra ha ormai una sua fisionomia. Volto disteso e soddisfatto
anche quello della Vigor Cisterna. Il pareggio conquistato domenica sul campo
del Città di Marino non è certo il massimo della vita (soprattutto alla luce
delle numerose occasioni da gol create dalla truppa di mister Cencia) ma tornare
con un 2-2 da un campo comunque ostico non è un risultato da buttare. L’attacco
continua a segnare, dimostrandosi particolarmente prolifico con la rodata coppia
Garat- Venerelli. Il giovane talento di Terracina è andato ancora in gol,
dimostrando di saper ancora segnare così come aveva fatto due stagioni fa con la
maglia del Latina. Ha sofferto un pò troppo, forse, la difesa, che comunque era
priva di un uomo cardine come Borrino, che ha scontato la giornata di
squalifica. Per due facce che sorridono, però, ce n’è una che piange. E’ quella
del Formia, che incappa, davanti al pubblico amico del «Perrone», nella quarta
sconfitta stagionale. La truppa di Tersigni perde, anche se non lo merita, e a
mandarla all’inferno (metaforicamente parlando) è quel «marpione» di Paolo
D’Este, un’icona per la categoria. Un Formia battagliero e a tratti anche bello,
però, si dimostra ancora una volta maldestro e per nulla concreto sotto porta.
La terzultima posizione di classifica, comunque, non sembra intaccare la
panchina di Tersigni, che gode della massima fiducia della società. Il gioco,
d’altronde, si è visto. Per il risultato, invece, speranze rimandate a domenica
prossima, nella comunque ostica sfida di Ceccano.
Domenico Antonelli

Comments Nessun commento »

terracina-pescatori-primi-del-900_bis_a

Duecentocinquanta giacche bianche riunite e in gara tra loro per dar vanto alla
cucina pontina.
Seguendo la filosofia dell’esaltazione dell’enogastonomia locale
e della professionalità del settore sul territorio il 18 ottobre si celebra la
Festa Nazionale del Cuoco a Terracina. Una ricorrenza che gli chef aderenti alla
sezione territoriale della Federazione Italiana Cuochi presieduta da Luigi
Lombardi –al microfono di Sara Fedeli– hanno deciso di festeggiare promuovendo
per il tredicesimo anno consecutivo, “Piatto Tipico Pontino”. L’evento gode del
patrocinio della Provincia di Latina e del Comune di Terracina, si svolgerà
nella struttura dell’Hotel Blue River di Terracina e ospiterà il noto chef
protagonista della trasmissione in onda su Rai2 “I Fatti Vostri”, Alessandro
Circiello. I protagonisti saranno chef professionisti e allievi degli istituti
alberghieri, un mix di bontà e capacità culinarie impiegate per trasformare i
piatti della tradizione pontina e in autentiche delizie per il palato. Sapori
persi nella memoria che grazie a iniziative di questo tipo si ripropongono
prepotentemente nel gusto delle nostre tavole. Protagoniste della manifestazione
sono bontà quali il sedano bianco di Sperlonga, il carciofo di Sezze, le olive
di Gaeta, la salsiccia di Monte San Biagio, la marzolina e le mozzarelle di
bufala campana Doc, eccellenze che insieme alle specialità delle terre pontine
saranno impiegate nell’appassionante gara che vedrà premiati gli esecutori del
miglior piatto tipico locale. Gli chef possono iscriversi entro oggi, 11
ottobre, inviando una mail al segretario della Fic, Leo La Rocca, sulla casella
leolarocca@gmail.com
opportunamente corredata della descrizione dettagliata
della ricetta che andranno ad eseguire, senza variazioni. I partecipanti hanno
facoltà di proporre a scelta un antipasto, un primo piatto, un secondo o un
dessert. Per due ore saranno impegnati nella creazione del loro piatto, unica
regola sarà l’uso esclusivo dei prodotti della provincia di Latina. Un’apposita
giuria darà i premi, al primo classificato della categoria dei professionisti un
assegno di 400 euro mentre al primo tra gli allievi 150 euro e per tutti un
attestato di partecipazione. Un’occasione da non perdere.
(Parvapolis)

museifrancesi1 [15]

«L’Azienda speciale rischia di diventare un serbatoio di voti»
«Vogliamo che terracina torni al ruolo che le compete, ovvero quello di meta
ambita per il turismo d’eccellenza ma anche di città a misura di residente»
Gianluca Corradini, neo coordinatore comunale del Pdl, espone gli obiettivi
verso i quali vuole guidare il partito, mentre a Roma il coordinatore regionale
Vincenzo Piso ancora non ratifica la nuova dirigenza dei berlusconiani locali
scelta da Claudio Fazzone. In questa sorta di limbo, Corradini ha riunito il
coordinamento, dichiarandosi pronto «a dare inizio a un’avventura che porterà a
quei risultati che la città attende da anni». «Non a caso – aggiunge Corradini -
il nostro organismo di gestione del partito vede al suo interno numerosi giovani
che rappresentano in modo chiaro il mondo delle professioni, delle associazioni
di categoria e dunque il futuro del tessuto socio-economico. Non c’è tempo da
perdere e per questo possiamo già annunciare che a breve verrà inaugurata la
nostra sede che dovrà rappresentare un punto di riferimento e di incontro per
tutti. E sottolineo tutti, visto che noi siamo qui per costruire e dare vita a
un programma elettorale che rispecchi le reali necessità della città». La
sottolineatura finale è per i diciassette tra assessori e consiglieri comunali
del Pdl, che, non sentendosi rappresentanti nel coordinamento, hanno chiesto a
Piso di intervenire. «Impegnarsi in prima persona, con umiltà, per rappresentare
tutte le attività produttive della città con un’apertura al dialogo senza
preclusioni di sorta. Dare vita a un programma elettorale che rispecchi
realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio». Questi, per Corradini, i
punti programmatici principali dei pidiellini di terracina. Con il coordinatore
solidarizza Giovanni Di Giorgi, convinto che, con i nuovi dirigenti, «il PdL
riceverà un rafforzamento e un radicamento sul territorio, raggiungendo nuovi e
importanti traguardi dando vita così a nuovi stimoli, necessari per affrontare
nuove sfide, e creare un humus culturale che non si limiti al consenso, ma
sappia trasmettere il senso del nostro impegno, i nostri valori, il nostro
essere persone per bene e che lavorano per il futuro del nostro territorio».
Invece, Giovanni Masullo, uno dei firmatari dell’istanza a Piso, sposta il
discorso sulla scelta del candidato a sindaco, sposando la proposta
dell’assessore provinciale Enrico Tiero: «Quello delle primarie – afferma – è il
percorso più democratico: è necessario non accettare interferenze esterne alla
città, dando ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato».
Andrea Di Lello

museifrancesi1 [13]

Vogliamo che Terracina torni al ruolo che le compete, ovvero quello di meta
ambita per il turismo d’eccellenza ma anche di città a misura di residente »

Gianluca Corradini, neo coordinatore comunale del Pdl, espone gli obiettivi
verso i quali vuole guidare il partito, mentre a Roma il coordinatore regionale
Vincenzo Piso ancora non ratifica la nuova dirigenza dei berlusconiani locali
scelta da Claudio Fazzone. In questa sorta di limbo, Corradini ha riunito il
coordinamento, dichiarandosi pronto «a dare inizio a un’avventura che porterà a
quei risultati che la città attende da anni». «Non a caso – aggiunge Corradini –
il nostro organismo di gestione del partito vede al suo interno numerosi giovani
che rappresentano in modo chiaro il mondo delle professioni, delle associazioni
di categoria e dunque il futuro del tessuto socioeconomico. Non c’è tempo da
perdere e per questo possiamo già annunciare che a breve verrà inaugurata la
nostra sede che dovrà rappresentare un punto di riferimento e di incontro per
tutti. E sottolineo tutti, visto che noi siamo qui per co- «V struire e dare
vita a un programma elettorale che rispecchi le reali necessità della città». La
sottolineatura finale è per i diciassette tra assessori e consiglieri comunali
del Pdl, che, non sentendosi rappresentanti nel coordinamento, hanno chiesto a
Piso di intervenire. «Impegnarsi in prima persona, con umiltà, per rappresentare
tutte le attività produttive della città con un’apertura al dialogo senza
preclusioni di sorta. Dare vita a un programma elettorale che rispecchi
realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio ». Questi, per Corradini, i
punti programmatici principali dei pidiellini di Terracina. Con il coordinatore
solidarizza Giovanni Di Giorgi, convinto che, con i nuovi dirigenti, «il PdL
riceverà un rafforzamento e un radicamento sul territorio, raggiungendo nuovi e
importanti traguardi dando vita così a nuovi stimoli, necessari per affrontare
nuove sfide, e creare un humus culturale che non si limiti al consenso, ma
sappia trasmettere il senso del nostro impegno, i nostri valori, il nostro
essere persone per bene e che lavorano per il futuro del nostro territorio».
Invece, Giovanni Masullo, uno dei firmatari dell’istanza a Piso, sposta il
discorso sulla scelta del candidato a sindaco, sposando la proposta
dell’assessore provinciale Enrico Tiero: «Quello delle primarie – afferma – è il
percorso più democratico: è necessario non accettare interferenze esterne alla
città, dando ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato».
Andrea Di Lello

museifrancesi1 [14]

Terza vittoria consecutiva per il Terracina al Colavolpe. I tigrotti
hanno superato agevolmente anche la Diana Nemi per 2-0. Gli ospiti si rendono
pericolosi solo su calci piazzati. Ci prova Marconi al 7’; pronta la risposta di
Fusco in angolo. Col passare dei minuti il Terracina guadagna campo. Al 14’ ci
prova Serapiglia con un colpo di testa che finisce a lato. Fraseggi che portano
Reppucci davanti a Segna: il giovane attaccante spreca incredibilmente. Al 31’
traversa di Sansò sugli sviluppi di un corner. La gara si sblocca al 39’:
filtrante di Di Franco per Reppucci, che di fronte a Segna lo supera con un
tocco di punta. Nella ripresa cala il ritmo del gioco. Tigrotti vicini al 2-0
ancora con Reppucci, che non finalizza un bell’assist di Medoro. Al 42’ ci prova
Romero al termine di un’azione corale, ma il suo destro si abbatte sul portiere
ospite. Il 2-0 arriva nel recupero con il neoentrato Grandullo, grazie a un tiro
angolatissimo.
TERRACINA: Fusco 6, Tricinelli 6, Angona 6,5, Balestrieri 7, Di Franco 7,
D’Amico 7, Serapiglia 7 (48’ st Ballerino sv), Sansò 7, Reppucci 7 (42’ st
Grandullo 6,5), Rosi 6,5, Medoro 6 (26’ st Romero 6), Medoro 6. All. Pernarella
DIANA NEMI: Segna 6, Barbaliscia 6, De Rocco 5,5, Cipriani 5,5, Tocchi 6, Pace
5, Nuti 5 (34’ st Santiamantini sv), Volante 5,5 (21’ Colacicco 5,5), Gioacchini
6, Marconi 5,5, Gatta 5. All. Mosciatti
Arbitro: D’Ambrogio di Frosinone
Reti: 39’ Reppucci, 48’ st Grandullo
Note: ammoniti Tricinelli, Balestrieri, Sansò, Reppucci, Rosi, Tocchi;
spettatori 300 circa.
di DANIELE SPERLONGA

Guerra1944 [34]

Anche i turisti norvegesi amano la città. La storia di Bjorn Amundsen,
terracinese d’adozione può bastare davvero poco per innamorarsi di Terracina.
Metti un inizio d’ottobre che sa tanto d’estate. I vicoli del centro storico
alto che sono una favola. Il fascino suggestivo della storia dappertutto. Le
delizie di un ristorante ogni volta diverso. Concludi con una Fiat 500 del 1969,
e la magia è servita. Ne sa qualcosa Bjorn Amundsen, proprietario di un
appartamento su Terracina alta e ormai terracinese di adozione, che ha deciso
per una breve fuga dalla Norvegia per far conoscere la città a tre suoi amici.
Ad aspettarli gli amiconi Ivana e Massimo Masci, la cui enoteca «St.Patrick» è
ormai la seconda casa per Bjorn e per tutti i turisti stranieri che capitano a
Terracina. E che poi immancabilmente ritornano.
Ri.Re.

Guerra1944 [8]


All’ospedale «Alfredo Fiorini » di Terracina è andata in diretta la chirurgia.
Due giorni di corso teorico e pratico di Otorinolaringoiatria endoscopica in
diretta dalla sala operatoria con collegamento audio con la sala riunioni e
collegamento video ad alta definizione. Molto soddisfatto del bilancio
conclusivo il professore Andrea Gallo, primario del’unità di
Otorinolaringoiatria dell’ospedale cittadino. Il corso era limitato ai A primi
sedici iscritti specialisti per il conferimento dei crediti per la formazione
continua in medicina e a dieci specializzandi nella stessa disciplina. I
partecipanti venivano non soltanto dalla provincia pontina, ma anche da Roma,
Frosinone, Napoli, Ancona e Cosenza. I corsisti hanno assistito dalla sala
attigua alla camera operatoria alla trasmissione contemporanea da una telecamera
ambientale e una endoscopica di interventi chirurgici di varia complessità.
«Oltre alla chirurgia video assistita o totalmente endoscopica del naso, dei
seni paranasali e dell’orecchio, i corsisti hanno potuto assistere in diretta ad
un intervento di scialo endoscopia, esame endoscopico miniaturizzato dei dotti
delle ghiandole salivari» spiega il professor Gallo che con la sua equipe vanta
un’ampia esperienza. Tra le altre cose si tratta di un intervento eseguito in
pochissimi centri in tutta Italia. «E’una tecnica di recente introduzione con
cui è possibile rimuovere con endoscopi di circa un millimetro di diametro
calcoli di piccole dimensioni dalle ghiandole salivari senza ricorrere
all’asportazione chirurgica di tutta la ghiandola come accadeva in passato».
Della stessa tecnica chirurgica Andrea Gallo terrà un’altra dimostrazione in
diretta presso l’università di Roma «La Sapienza » il prossimo 25 novembre. La
Asl di Latina ha appena ordinato alla ditta fornitrice un nuovo set di questi
mini endoscopi per dare maggiore sviluppo a una tecnica mini invasiva realmente
innovativa di cui il polo pontino dell’Otorinolaringoiatria universitaria sta
sempre di più diventando un polo di riferimento regionale. Gli interventi in
diretta sono stati eseguiti dal prof. Gallo e dalla sua equipe composta dai
dottori Giulio Pagliuca, Ferdinando Nobili Benedetti, Salvatore Martellucci e
Alessandro Capasso. Moderatore del corso è stato il dott. Giovanni Spaziani,
primario ORL del «Goretti». Ha aperto il corso il direttore sanitario Sergio
Parrocchia che ha dato il benvenuto e il buon lavoro ai partecipanti, mentre
alla chiusura dei lavori ha portato il suo saluto il sindaco di Terracina
Stefano Nardi che ha sottolineato come iniziative di questo genere diano lustro
alla città ed alla sanità pontina..«L’aver saturato tutti i posti disponibili
per questo corso è la dimostrazione di come il polo universitario di Terracina
sia sempre di più integrato nella realtà sanitaria pontina» conclude soddisfatto
il primario.
Rita Recchia

33000 [38]

Una carcassa di un delfino è stata rinvenuta nella tarda serata di sabato sulla
spiaggia di Terracina.
I resti del mammifero, o meglio quello che ne era
rimasto, sono stati intravisti da alcuni passanti nei pressi dell’estremità nord
del lungomare Circe. Ma le operazioni di rimozione della carogna del delfino
sono scattate solo ieri mattina, quando della presenza del corpo senza vita del
mammifero sono stati avvisati gli agenti della polizia locale. I vigili urbani,
insieme al personale veterinario dell’Asl e a quello dell’Ilsap hanno provveduto
a rimuovere la carcassa come previsto dalle norme vigenti. Con ogni probabilità
il delfino si è perso e, per motivi da accertare, è morto e
il suo corpo senza vita è stato trasportato a riva dalle onde.
F. A.

33000 [18]

Assegni di studio
E’aperto il bando per la concessione di Assegni di Studio per l’ anno scolastico
2010-2011, di importo pari ad € 500,00 (cinquecento/00).Le domande dovranno
pervenire al Settore Diritto allo Studio del Comune entro le ore 12,00 del 5
Novembre 2010.

33000 [17]

Comments Nessun commento »

terracina-passeggio-per-via-umberto-1916_bis

Avanti sempre e comunque. Nonostante la mancata ratifica da parte del
coordinatore regionale Lazio del Pdl, il nuovo coordinamento di Terracina,
voluto con ostinazione dal senatore e coordinatore provinciale Claudio Fazzone,
si è ufficialmente riunito e ha tracciato le linee programmatiche in vista delle
prossime elezioni amministrative. Una decisione, quella di riunirsi, che ancora
una volta potrebbe essere letta come l’ennesimo braccio di ferro tra Fazzone e
Galetto e buona parte del centrodestra a Terracina. «Impegnarsi in prima
persona, con umiltà, per rappresentare tutte le attività produttive della città
con un’apertura al dialogo senza preclusioni di sorta – si legge nella nota del
coordinatore cittadino Gianluca Corradini – Dare vita a un programma elettorale
che rispecchi realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio». Questi i punti
programmatici principali del nuovo coordinamento comunale di Terracina targato
Popolo della Libertà che ieri ha alzato il sipario all’Hotel Fiordaliso con la
prima riunione dei ventuno membri del direttivo, varato ufficialmente il 28
settembre. Una tavola rotonda organizzata per mettere nero su bianco le linee
guida di quel percorso che, nelle intenzioni di tutti i protagonisti, dovrà
portare nel più breve tempo possibile al concreto sostegno delle diverse
categorie economiche della città. «Per quanto mi riguarda non posso che sentirmi
orgoglioso del compito affidatomi dal coordinamento provinciale del Pdl ben
sapendo che non mancheranno le difficoltà. Siamo pronti a dare inizio a
un’avventura che, ne siamo certi, porterà a quei risultati che la città attende da anni».
di FABIO COCCIA


La corsa alle elezioni amministrative della primavera 2011 è
iniziata anche nell’Udc.
Due sarebbero per il momento gli aspiranti candidati a
sindaco: l’ex assessore Sandro Marigliani e il consigliere comunale Gianni
Percoco. Due veterani del partito di Casini, mentre tutt’intorno lo schieramento
di centro è pronto a rifarsi il look facendo spazio a giovani e volti nuovi.
Come? Con un nuovo organigramma che verrà ratificato nei prossimi giorni in
stretta sinergia con i vertici provinciali e regionali dell’Udc, in primis l’as
- sessore alle politiche sociali del Lazio Aldo Forte. Come in altri centri
della provincia di Latina, anche a Terracina il gruppo della Vela subirà un
commissariamento in vista di un riassetto generale del partito. E proprio
all’interno di questi nuovi equilibri si sta delineando la corsa a due per la
scelta del candidato ideale a correre per la carica di primo cittadino. La
staffetta è tra Sandro Marigliani, da qualche anno finito nelle retrovie del
partito dopo la sua uscita di scena dall’amministrazione capitanata da Stefano
Nardi. Gianni Percoco, invece, spodestato dalla carica di presidente del
Consiglio nel 2008 e relegato a capogruppo dell’Ud c nell’assise comunale, è
rimasto più in vista. È su loro due che il partito di centro punta le sue carte.
Anche se la corsa a due dovrà presto dare un risultato: uno solo la spunterà e
sarà il candidato ufficiale dell’Udc. Rimanendo in tema, al momento emerge la
volontà di non presentarsi con una lista unica. Necessariamente il partito di
Casini cercherà appoggi, andandosi a sedere a tavolino con altri schieramenti
che potranno essere sia di centrodestra che di centrosinistra. Insomma, sembra
prevalere l’idea che correre da soli non possa dare i suoi frutti, che invece si
potrebbero raccogliere schierandosi al fianco di altre liste. A quel punto si
potrebbero anche rivedere gli equilibri dell’Udc nel contesto di una coalizione
più ampia. Il partito di centro è un fermento che già nei prossimi giorni
procederà a una riorganizzazione generale: dalla nomina di un commissario al
restyling dell’organigramma. E poi la scelta di presentare subito un candidato
per le future amministrative, forti di un bacino elettorale che nel corso degli
anni a Terracina ha offerto risultati in crescita per l’Udc.
Francesco Avena


Arriva il rischio delle prescrizioni per i processi penali che gravano sulla
sezione distaccata di Terracina del Tribunale di Latina.
Non ci voleva certo la
palla di vetro per prospettare una simile situazione per la sede di Terracina.
Non è mai stata una novità il mancato rimpiazzo di due giudici che sono stati
assegnati ad altri tribunali, così come alcuni pensionamenti del personale di
cancelleria. I processi erano iniziati con rinvii su rinvii con la speranza che
i sostituti arrivassero in tempo. Si parlava di ottobre. Ma ora i rinvii sono
divenuti la regola. Molti processi sono stati dirottati sulla sede centrale di
Latina ma ce ne sono ancora tanti che vengono seguiti a Terracina. Per non
parlare dei ricorsi in appello sulle sentenze di primo grado. Anche quelli
rinviati, tutti. E così passano settimane e anche mesi con i termini che
decorrono e con la prescrizione alle porte, soprattutto dei procedimenti penali.
Eppure l’Ordine degli avvocati aveva evidenziato tale situazione decidendo
giorni di astensione dalle cause. Una protesta che non sembra aver sortito alcun
effetto. Per Terracina occorrono giudici per la sezione penale e bisogna fare
anche presto. Occorre anche altro personale amministrativo, e bisogna far presto
anche per questo altrimenti le aule di Via dei Volsci continueranno a essere
piene di avvocati e testimoni in attesa dell’ennesimo rinvio. I motivi del
ritardo sull’arrivo di nuovi togati sono ancora ignoti. Quando in due lasciarono
la sede senza essere sostituiti ritornò forte il sospetto che la sede di
Terracina potesse essere oggetto di quel piano ministeriale di riorganizzazione
della macchina giudiziaria italiana. Accorpare le sedi, si diceva un anno fa,
per un nuovo tribunale del sud della provincia. Erano solo ipotesi mai
ufficializzate. Ma la situazione rispetto ad allora non si è spostata di un
millimetro, anzi è peggiorata.
di FABIO COCCIA


Forse è la formula ad essere sbagliata. Non un candidato sindaco deciso dai
piani alti, dai direttivi dei partiti o peggio dal coordinamento comunale scelto
dal senatore Claudio Fazzone. Bensì l’istituto delle primarie. È questa la
proposta lanciata dal consigliere comunale del Pdl Giovanni Masullo, legato alla
componente ex forzista del partito e uomo vicino all’assessore Franco
Ferrari. Masullo lancia l’idea in una nota stampa: «Apprezzo molto le
dichiarazioni dell’assessore provinciale Enrico Tiero quando dichiara di
voler intraprendere il percorso delle primarie per la scelta del candidato
sindaco. Sono altresì convinto a sostenere questa tesi – continua Masullo -
perché è sicuramente il momento più democratico per la scelta della persona che
dovrà, se eletta, guidare la città». L’ipotesi primarie era già stata lanciata a
suo tempo dal consigliere del Pdl Edis Mazzucco, che però nei giorni scorsi ha
mantenuto un profilo basso non firmando la «doglianza» inviata dalla maggioranza
al coordinatore regionale Vincenzo Piso. Ora anche Masullo punta a sventare
intrusioni esterne nelle vicende di Terracina. Più di un messaggio cifrato
diretto a Fazzone. Il consigliere si dice d’accordo con Tiero anche quando
«afferma di non accettare interferenze esterna alla propria città, dando la
possibilità ai cittadini di scegliere il candidato». Leggi le ingerenze del
senatore di Fondi. Nel cui coordinamento potrebbe nascondersi l’uomo che
scenderà in campo alle prossime amministrative.
D. R.


Nota di Bernardi al prefetto contro il presidente Avelli
«Riconvocare il consiglio nei termini di legge è un obbligo» Che la Costituzione
Italiana non valga in provincia di Latina? Se lo chiede il segretario del Pd di
terracina Alessandro Di Tommaso in merito agli interventi decisi dalla Pisana
in materia di salute. «La salute è un diritto non negoziabile, come sancisce l’
articolo 32 della Costituzione Italiana – dice Di Tommaso – Da quanto si legge
nel decreto regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera sembra che la
Polverini nella stesura del piano di riordino della rete ospedaliera regionale
di tutto questo non ne abbia tenuto conto, o almeno quanto sostenuto nella
Costituzione non debba valere per la provincia di Latina». Le due specialistiche
di Cardiochirurgia e Neurochirurgia, che avevano giustificato l’attivazione del
Dea di secondo livello al «Goretti», «vengono nel primo caso cancellata e nel
secondo fortemente ridimensionata. Tale declassamento del Dea e il conseguente
taglio di quattro posti letto di Cardiochirurgia presso l’ Icot e di altrettanti
quattro posti letto di Neurochirurgia al «Goretti», ridimensiona le ambizioni
dell’intera sanità pontina». Poi il segretario del Pd si concentra sull’area più
prettamente locale. «Nell’ambito della macroarea 3 il presidio terracina-Fondi
viene fortemente depotenziato nella sua capacità di erogare prestazioni a
servizio del cittadino. Nel solo presidio ospedaliero di terracina verranno a
mancare numerosi posti letto: Urologia meno 5, Otorinolaringoiatra meno 6 posti,
Oculistica meno 1 posto, area chirurgica meno 12 posti. Pneumologia meno 2,
Oncologia meno 4, Dermatologia meno 2, Pediatria meno 3, Cardiologia meno 1, ai
quali vanno aggiunti quattro posti di day hospital di Medicina generale».
Sforbiciate qua e là «senza parlare del convenzionato privato e del taglio di
ulteriori 70 posti letto di recupero e riabilitazione presso l’ Icot di Latina e
di 33 posti presso l’istituto Clara Franceschini di Sabaudia, meglio conosciuto
come Selvapiana» aggiunge Di Tommaso. Addirittura «sempre dallo stesso decreto
si legge che nel piano regionale riferito alla rete oncologica terracina non
viene nemmeno menzionata tra le reti di specialità». Una situazione grave e
degna di un severo giudizio negativo sull’operato della Polverini, secondo il
segretario del Partito Democratico. «I toni trionfalistici utilizzati per
avallare l’eliporto celano il ridimensionamento del polo dell’emergenza
dell’ospedale Fiorini, trasformandolo da presidio ospedaliero con una sua
dignità a mera base di decollo e smistamento dei casi più gravi. A dispetto di
quanto affermato dai sostenitori locali della governatrice e da chi in questi
anni ha governato la nostra città, senza peraltro avere la forza di preservarla
da simili attacchi, la sanità locale è soggetta ad un durissimo
ridimensionamento. Le conseguenze potrebbero essere gravissime sia dal punto di
vista della tutela della salute che dal punto di vista occupazionale». Quella
salute e quel lavoro che «unitamente all’assistenza alle fasce deboli, alle
famiglie bisognose, ai diversamente abili, ai tanti giovani precari e
disoccupati costituiranno alcuni dei punti fondamentali della nostra proposta
politica in occasione delle prossime elezioni amministrative. Su questi temi ed
altri ancora sono pronto ad un confronto diretto e pubblico con la Polverini».
L’invito è stato lanciato, vediamo se e come la governatrice risponderà.
Rita Recchia


C’È chi li chiama tagli, chi invece preferisce parlare di rimodulazioni. La
politica si divide sul decreto 80 che prevede la riorganizzazione della Rete
ospedaliera regionale. Se da un lato c’è chi lancia un vero e proprio allarme
per il depotenziamento che potrebbe subire il Presidio centro a causa dei
mutamenti previsti dal governatore Renata Polverini, dall’altra si corre a
buttare acqua sul fuoco, nella convinzione che il Piano sanitario abbia tutte le
carte in regola per garantire assistenza di qualità. Resta, tra la gente, il
timore – e il sospetto – che la riorganizzazione dell’offerta sanitaria
regionale sia pensata a tutto discapito delle province, e dunque anche dell’ospe
- dale di Terracina. I 20 posti letto in meno previsti nel Presidio centro
dall’allegato al decreto 80, fanno paura, soprattutto se – come si vocifera – il
«Fiorini» ne perderà ben 16. Secondo Pietro Serra, esponente del movimento «Con
Te» fondato da Gianfranco Sciscione, il decreto Polverini va nella direzione
giusta. Serra parla di «primi risultati incoraggianti » e considera il Piano
sanitario come un «importante strumento che sappia riportare la politica
sanitaria nell’alveo della tutela della salute dei cittadini». Serra ritiene
che le riconversioni dei posti letto a livello regionale «vanno nella
direzione delle risposte alle mutate esigenze sanitarie ». Una sorta di
«selezione operata dagli stessi utenti nel rivolgersi alle varie strutture per
il soddisfacimento delle proprie esigenze». L’ex assessore non nega che «qualche
scelta di razionalizzazione si è dovuta operare », ma preferisce evidenziare
«l’apertura, presso il presidio di Terracina, di due posti di terapia intensiva
e la costruzione dei un’elisuperficie, a sottolineare e consolidare la scelta
dell’indirizzo Chirurgico-Ortopedico e per l’Emergenza per l’Ospedale
Universitario “Alfredo Fiorini”». Di parere diverso il segretario del Partito
democratico Alessandro Di Tommaso, che esprime un «severo giudizio negativo» su
un Piano sanitario che declasserebbe di fatto il «Fiorini». «Nel piano regionale
riferito alla rete oncologica, Terracina non viene nemmeno menzionata tra le
reti di specialialità – attacca Di Tommaso -. Con Terracina e Gaeta declassati a
semplici ambulatori oncologici come conseguenza del taglio dei posti letto di
Day Hospital, i cittadini di Terracina sono ridotti a cittadini di serie B». Non
convincono il Pd i «toni trionfalistici sulla questione dell’eliporto», dietro i
quali, secondo Di Tommaso, si «celano il ridim ensionamento del polo dell’emergenza
dell’ospedale Fiorini, trasformandolo da presidio
ospedaliero con una sua dignità a mera base di decollo e smistamento dei casi
più gravi ». Il segretario dei democratici non si ferma qui. Annuncia
che la battaglia politica per le amministrative del Pd si giocherà anche sulla
difesa del «Fiorini» e lancia la sfida: «Sono pronto ad un confronto diretto e
pubblico con la Polverini».
Diego Roma


La regolarità tecnica c’è. E allora via. Dieci mila euro la somma impegnata in
una delibera di giunta dall’amministrazione comunale per ospitare una
delegazione proveniente dalla Georgia a Terracina. Il tutto, nell’ambito di quel
famoso progetto di gemellaggio tra Terracina e Kobuleti, la cittadina georgiana
visitata qualche mese fa dal sindaco Stefano Nardi, l’assessore Francesco
Zicchieri e il consigliere comunale Valentino Giuliani. Un ricambio di
ospitalità, quello del Comune, che prevede di far conoscere alla delegazione
comunale georgiana i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni e le
attività produttive di Terracina. Non è dato sapere quanti giorni si fermeranno.
È certo invece che dal capitolo di bilancio sui gemellaggi (630) potrebbero
uscire dieci mila euro. Nella delibera si parla infatti di «spesa massima», che sarà impiegata per «interpretariato, ospitalità e regali».

A questo punto si deve sperare soltanto che la visita dalla Georgia porti dei frutti, e che
soprattutto veda realmente il coinvolgimento di associazioni e attività
produttive. Oltre, naturalmente, alla rimpatriata tra Zicchieri,
Nardi e Giuliani.
D. R.


12 posti. Pneumologia meno 2, Oncologia meno 4, Dermatologia meno 2, Pediatria meno 3, Cardiologia meno 1, ai quali vanno aggiunti quattro posti di day hospital di Medicina generale». Sforbiciate qua e là «senza parlare del
convenzionato privato e del taglio di ulteriori 70 posti letto di recupero e
riabilitazione presso l’ Icot di Latina e di 33 posti presso l’istituto Clara
Franceschini di Sabaudia, meglio conosciuto come Selvapiana» aggiunge Di
Tommaso. Addirittura «sempre dallo stesso decreto si legge che nel piano
regionale riferito alla rete oncologica Terracina non viene nemmeno menzionata
tra le reti di specialità ». Una situazione grave e degna di un severo giudizio
negativo sull’operato della Polverini, secondo il segretario del Partito
Democratico. «I toni trionfalistici utilizzati per avallare l’eliporto celano il
ridimensionamento del polo dell’emergenza dell’ospedale Fiorini, trasformandolo
da presidio ospedaliero con una sua dignità a mera base di decollo e smistamento
dei casi più gravi. A dispetto di quanto affermato dai sostenitori locali della
governatrice e da chi in questi anni ha governato la nostra città, senza
peraltro avere la forza di preservarla da simili attacchi, la sanità locale è
soggetta ad un durissimo ridimensionamento. Le conseguenze potrebbero essere
gravissime sia dal punto di vista della tutela della salute che dal punto di
vista occupazionale». Quella salute e quel lavoro che «unitamente all’assistenza
alle fasce deboli, alle famiglie bisognose, ai diversamente abili, ai tanti
giovani precari e disoccupati costituiranno alcuni dei punti fondamentali della
nostra proposta politica in occasione delle prossime elezioni amministrative. Su
questi temi ed altri ancora sono pronto ad un confronto diretto e pubblico con
la Polverini». L’invito è stato lanciato, vediamo se e come la governatrice risponderà.
Rita Recchia


A scuola tra i fornelli: al via il progetto in stretta sinergia tra l’istituto
«Filosi» e l’associazione ristoratori di Terracina. Gli alunni dell’indirizzo
alberghiero presto imparereranno ad essere chef professionisti direttamente da
cuochi e ristoratori della città. Come annuncia il segretario dell’associazio -
ne «Terracina a Tavola» Gianfranco Azzola, saranno creati appositi piani di
studio da concordare con i docenti dell’alberghiero e che spazieranno dalla
preparazione degli antipasti, ai primi piatti, cucina povera, secondi,
contorni, dolci e pizza. «Un’op – portunità per tutti – commenta Azzola – sia
per noi addetti ai lavori, per i ragazzi che iniziano a vedersi aprire nuove
prospettive, per la scuola che arricchisce la gamma di offerta. Ma il nostro
pensiero si rivolge soprattutto ai ragazzi che si trovano ad iniziare un
percorso verso un mestiere difficile come quello del ristoratore». L’idea di
avere professionisti del settore ed affermati imprenditori come docenti, fa sì
che i corsi non si caratterizzino solo per la lavorazione dei prodotti ma che
si parli anche di gestione, organizzazione, food costs. Sarà anche avviato un
osservatorio permanente per la formazione nel settore gastronomico e
gestionale, al fine di creare delle figure professionali che poi abbiano ampi
margini di inserimento nel mondo del lavoro anche nel territorio di Terracina.
F. A.

Si era infilato in un negozio e aveva rubato uno zainetto al proprietario
dell’eserci zio commerciale.
All’interno della borsa c’erano oltre 100
euro. Dopo alcuni giorni di indagine, i carabinieri di Terracina hanno chiuso il
cerchio risalendo all’iden – tità del ladro, M.L. 53enne di Fondi, e l’hanno
denunciato per furto aggravato. Il primo ottobre il furfante era riuscito a
trafugare da un negozio in piazza Gregorio Antonelli la borsa del titolare
dell’esercizio commerciale e 110 euro. Poi si era dato alla fuga senza lasciare
tracce. Ma con le dichiarazioni della vittima e i sospetti dei militari, si è
riusciti a giungere nel giro di pochi giorni all’identità dell’uomo. Il 53enne,
denunciato, aveva ancora con sé la borsa rubata al commerciante che, insieme ai
soldi, sono stati restituiti alla vittima del furto. Sempre i carabinieri sono
dovuti intervenire venerdì pomeriggio intorno alle 19 in viale Europa, dove un
giovane originario del nord Italia veniva notato sdraiato per terra a margine
della strada. Il ragazzo era evidentemente ubriaco ed è stato ricoverato presso
l’ospeda – le «Fiorini». Sottoposto alle cure del personale medico, le sue
condizioni di salute inizialmente gravi sono andate via via migliorando già
nella giornata di ieri. Infine i carabinieri di Terracina, su ordine
dell’ufficio di sorveglianza del Tribunale di Firenze, hanno eseguito un arresto ai danni di F.G., 20enne romano, spacciatore violento trasferito l’ altra notte presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.
F. A.

Comments Nessun commento »

terracina-pagina-del-martirologio-di-s-cesario-1200_bis

Dare la colpa dei propri fallimenti ad altri è l’hobby preferito dei nostri amministratori
I servizi sociali, fiore all’occhiello di tante amministrazioni che si sono
succedute in circa venti anni, hanno subito nell’ ultimo anno un gravissimo ed
immotivato degrado, fino alla verosimile estinzione di alcuni servizi vitali per
le persone diversamente abili. Infatti, a fronte di una domanda crescente per
l’estensione progressiva delle fasce sociali bisognose, l’Ente locale ha deciso
di razionalizzare, per non dire ridurre, le spese per i servizi effettuati nel
terzo settore, scaricando per l’ennesima volta le proprie incompetenze
amministrative sugli operatori, in special modo sulle cooperative sociali.
Zicchieri dopo un anno ritorna in consiglio comunale a sparare gratuitamente a
zero sulle cooperative che hanno gestito i servizi sociali e sull’Udc, un’ Udc
che oggi è composta da molti volti nuovi e da persone che non si sono vendute
per una poltrona come alcuni suoi colleghi di maggioranza, quindi eviti
abbinamenti fuori luogo. Le cooperative hanno gestito i servizi partecipando a
delle gare, dove capitolato e prestazioni sono stati stabiliti
dall’amministrazione, quindi non sono le cooperative che hanno rubato, ma sono
gli amministratoti che hanno sperperato preparando capitolati sovrastimati. Mi
spieghi Zicchieri perché le cooperative per il sociale sono dei carrozzoni
succhia soldi, mentre per la pulizia del verde, delle spiagge e del porto sono
valide? Forse perché in quelle si riesce a dare qualche indicazione in più?
Perché Zicchieri non si è lamentato quando alle gare per la manutenzione del
verde si presentavano a rotazione una sola cooperativa per volta aggiudicandosi
l’appalto a prezzo pieno? Quattro gare nello stessi giorni e quattro cooperative
vincitrici partecipando da sole, che strane coincidenze, che ne pensa Zicchieri?
Perché l’amministrazione distrugge le cooperative sociali, non paga i servizi da
loro resi come capitolato per 13 mesi e dal giorno dopo che le ha escluse inizia
regolarmente a pagare gli stipendi ai lavoratori senza pagare le vecchie
prestazioni? Che vogliamo dire a tutte le persone che sono da più di un anno
senza assistenza domiciliare e a quelle famiglie che non hanno più l’appoggio
del centro diurno? Gli diciamo anche a loro che l’Azienda Speciale ha migliorato
i servizi e razionalizzato le spese? Siamo arrivati al patetico, chiamano le
famiglie dei disabili, garantiscono che il centro diurno riapre a settembre, non
lo aprono e non trovano di meglio che prendersela in consiglio con le
cooperative sociali o con i genitori dei diversamente abili che si sono
lamentati a mezzo stampa. I miei colleghi di partito sono stati sostenitori, del
varo dell’ISTITUZIONE dei servizi sociali, convinti che la separazione dei
flussi finanziari indirizzati al terzo settore, autonomi nella gestione,
rispetto al bilancio generale del comune, potesse accelerare le risposte ai
bisogni delle famiglie indigenti, ma l’incapacità del suo cda di difendere il
suo ruolo e pretendere piena autonomia nella gestione del Terzo Settore ha reso
la sua creazione inutile e dannosa sia ai Servizi e sia al bilancio comunale,
visto che il presidente e il cda hanno preso le loro spettanze producendo il
niente, poi l’assessore dà la colpa all’Udc, quando i rappresentanti di quel cda
sono tutti nel suo gruppo politico, siamo alle comiche. Bene ha fatto il nostro
capogruppo Gianni Percoco a difendere l’ operato delle cooperative di fronte ad
un attacco gratuito in una sede istituzionale dove i soggetti sbeffeggiati non
aveva diritto di replica. Oggi l’Azienda Speciale creata in fretta e furia e
senza programmazione e condivisione è solo un serbatoio di posti di lavoro da
assegnare mettendo a rischio il patrimonio immobiliare comunale che sarà messo a
garanzia ogni volta che il Comune non sarà in grado di soddisfare i propri
creditori nei tempi e nei modi dovuti. Sono stati e saranno facilmente
prevedibili tempi bui. I flussi finanziari per il terzo settore, di quelli a
domanda individuale per i servizi alla persona, debbono necessariamente ricadere
in quest’ambito e non utilizzati per altri scopi, questo modo di gestire le
risorse pubbliche crea disagio alle persone con delle necessità e compromettono
l’arrivo di nuove risorse da enti superiori. Noi dell’Udc abbiamo evidenziato
nell’incontro con l’Ass Reg. Aldo Forte, che il comune di Terracina non
rendiconta da anni i finanziamenti ricevuti, sia per quanto riguarda il sociale
con la regione e sia con l’ambiente con la provincia, perdendo la possibilità di
ottenere altri finanziamenti, questa è la verità, il resto è utopia.
Pierpaolo Marcuzzi, UDC di Terracina

museifrancesi1 [3]

Domenica 10 Ottobre, a partire dalle ore 16:00, presso la sede dei Servizi
Sociali si terrà l’inaugurazione dello “Sportello Immigrati”, uno dei punti
cardine che caratterizza il neonato progetto: “Dall’Immigrazione
all’Integrazione.
Un Modello Possibile per Terracina”.
Il progetto nasce dall’esigenza di affrontare un fenomeno ormai di vaste
proporzioni nella nostra città, quello appunto dell’immigrazione, non con la
logica dell’emergenza, ma con quella dell’accoglienza e dell’integrazione.
Il primo passo verso questo obiettivo e verso lo sviluppo del progetto è stato
l’avvio di un organico e stabile rapporto di collaborazione che ha dato vita ad
una “rete territoriale di intervento” tra i seguenti enti locali: l’Assessorato
alle Politiche Sociali del Comune di Terracina, l’Azienda Speciale Terracina,
l’Associazione Interculturale Maison Babel ed alcune istituzioni scolastiche
della città tra scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Da questa sinergia nasce e si sviluppa questo nuovo progetto di accoglienza e
integrazione che si propone di agire tangibilmente attraverso la realizzazione
di diversi obiettivi concreti. Tra questi vi è lo “Sportello Immigrati”, che
costituirà il primo punto di riferimento per ogni cittadino straniero a
Terracina offrendo servizi di informazione, orientamento, mediazione culturale,
formazione professionale, consulenza, anche legale ed accompagnamento sul
territorio.
Ma altri punti altrettanto importanti completano il progetto e i relativi
dettagli saranno presentati e descritti dai rappresentanti degli enti coinvolti
nella “rete territoriale di intervento” proprio durante l’evento in programma
per questa domenica.

museifrancesi1 [2]

Tempi duri per la sanità pontina, si trema per le sorti che toccheranno al
Presidio centro Terracina-Fondi.
Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni
sulla riorganizzazione dei posti letto negli ospedali «Fiorini» e «San Giovanni
Di Dio». Ad avere la peggio, sembrerebbe sarà proprio l’ospedale di Terracina.
Il piano sanitario, pubblicato in bozza nei giorni scorsi, prevede per il
Presidio centro una riduzione complessiva di 20 posti letto. Ancora nulla di
ufficiale su come saranno ripartiti tra i due nosocomi, ma le prime voci danno
per perdente proprio Terracina, che rischia ben 16 posti letto in meno, tra cui
(ri) compaiono anche i famosi 4 Day Hospital di Oncologia. Insomma, in un modo o
nell’altro, se la bozza dovesse passare così com’è, il nosocomio locale dovrà
pagare più di altri lo scotto della riorganizzazione regionale, nonostante abbia
dato prova di virtù in tutti i settori in cui opera. La bilancia, dunque,
potrebbe pendere in negativo per il «Fiorini». Dati non confermati, e che
dovranno essere discussi nelle sedi opportune. Ma che fanno fare un balzo sulla
sedia. Il piano sanitario proprio in questi giorni è in discussione. In un
contesto dove, p facile immaginare, oltre che il criterio del risparmio conta il
peso politico. Ricompare dunque lo spettro non solo della chiusura del Day
Hospital, attualmente gestito e finanziato dall’associazione di volontariato
«AnnaLaura », ma anche dell’ulteriore perdita di posti letto. Il che fa pensare
che lo scorso luglio, quando l’intera città si mobilitò a difesa dell’oncologia,
si è gridato «vittoria» troppo presto. E sebbene il caso oncologia fosse
tutt’altro che una «pagliuzza», oggi sembra proprio che la «trave» dovesse
ancora arrivare. Venti posti letto in meno, in un comprensorio in cui già oggi
si fa fatica a far fronte all’utenza, sarebbe un dato drammatico da incassare.
Soprattutto se è vero quel che si vocifera, ovvero che i 4 quinti dei tagli
riguardano il «Fiorini». Ma se un dato positivo, nel luglio scorso, si era
registrato, era stato proprio quello della mobilitazione politica a 360 gradi.
Indispensabile, a questo punto, una mobilitazione vera della politica locale e
sovracomunale, che metta nero su bianco tutti gli argomenti a difesa della
sanità pontina e, in questo caso, del «Fiorini». La stessa politica che nel
luglio scorso si era impegnata a difendere il Day Hospital, converrà che oggi
faccia sentire il suo peso in Regione, prima che sia troppo tardi. Perché oltre
che alla drammatica perdita del polo oncologico, la città rischia di perdere
altri posti letto. E di questo passo, anche molto di più.
Diego Roma

museifrancesi1 [4]

E’ stato un consiglio comunale meno movimentato del solito quello che si è
tenuto l’altra sera a Terracina, ma alla fine il colpo a sorpresa non è mancato
durante l’assise.
Dopo lo scioglimento dell’istituzione dei servizi sociali,
votata favorevole dalla maggioranza, i consiglieri di maggioranza non sono
rientrati in aula. Eppure i politici terracinesi erano chiamati a discutere su
argomenti importanti, quali lo scioglimento della Terracina ambiente e i tagli
decisi dalla Regione Lazio per l’ospedale di Terracina, punti avanzati dal
gruppo consiliare del PD. Il consigliere Di Mauro aveva presentato una mozione
sulla politica sociale e sullo scioglimento dell’Azienda Speciale. Il primo
colpo di scena c’è stato all’inizio dei lavori: il gruppo del PD (in
applicazione dell’art. 56 del regolamento del consiglio comunale) non ha
permesso l’ingresso in aula di Valerio Golfieri, presidente dell’Azienda
Speciale, che avrebbe dovuto argomentare sulla costituzione e le assunzioni
all’interno di questo ente. Dopo la contestazione del PD, in riferimento alla
politica sociale del comune, la maggioranza ha approvato la delibera per lo
scioglimento dell’istituzione dei servizi sociali. Alle 23.30 circa è iniziata
la pausa per consentire ai consiglieri di rinvigorirsi. «Purtroppo, con nostra
sorpresa, alla ripresa dei lavori, i consiglieri della maggioranza non si sono
presentati in aula, facendo mancare il numero legale. Si è posto fine ai lavori
del consiglio comunale, che per l’ennesima volta rimane senza poter affrontare i
numerosi e importanti problemi sollevati dall’opposizione», è stato il commento
laconico del Pd. Adesso, il consiglio comunale nei termini previsti dal
regolamento deve essere convocato entro i prossimi cinque giorni, ma il
presidente del Consiglio ha già preannunciato di non poterlo fare perché sarà
assente per un periodo di ferie.
di DANIELE SPERLONGA

museifrancesi1 [1]

Maggioranza in fuga dopo il «break» giovedì scorso in Consiglio comunale. La
seduta è saltata per mancanza del numero legale, al ritorno, da una riunione
intermedia tra i consiglieri di centrodestra. Nessun motivo ufficiale a
giustificare il «fuggi fuggi», ma alcune indiscrezioni parlano di un botta e
risposta tra maggioranza e opposizione tutto incentrato sulla questione Azienda
speciale. Brevissima la cronaca della seduta. Dopo un’eccezio – ne del Pd sulla
presenza del presidente dell’Azien – da speciale Valerio Golfieri in aula, una
prima interruzione. Se ne esce con l’inversione dei punti all’ordine del giorno.
Al primo posto è arrivata la delibera per la discussione dello scioglimento
dell’Azienda speciale, approvata. Poi, break di ristoro, e quando è arrivato il
momento di tornare in aula, la maggioranza è svanita nel nulla. A quanto pare, a
non andare giù ai consiglieri di centrodestra, la «scorrettezza» dei colleghi
d’op – posizione, che in conferenza dei capigruppo avevano garantito il
dibattito ma poi, una volta in aula, hanno contestato la presenza di Golfieri. A
partire dai consiglieri Villani e Percoco, cui si sono aggiunti gli esponenti
del Pd. La maggioranza ha deciso di far saltare il numero legale, impedendo così
di discutere gli altri punti all’ordine del giorno. Secondo la minoranza, invece
l’esodo è stato concordato a tavolino. Per il Verde Di Mauro «si fa di tutto per
non affrontare le tante anomalie che contraddistinguono la gestione dell’Azienda
speciale ». Il Pd parla invece di ormai acclarata «mancanza di senso delle
Istituzioni che contraddistingue l’operato delle massime cariche cittadine».
D. R.

museifrancesi1 [20]

Perde i sensi e resta intrappolato nel tombino. Tragedia sfiorata ieri mattina
intorno alle 11.30 in viale Circe, all’altezza di via del Piegarello, per un
operaio di 30 anni dipendente di una ditta incaricata da Acqualatina per la
mappatura della rete idrica. Il peggio si è evitato grazie all’interno
dell’ispet – tore della polizia stradale di Terracina, Giuliano Trillò e del
sovrintendente Michele Ferrario. Allertati da un pedone della presenza nel
tombino dell’operaio privo di sensi, gli agenti si sono immediatamente attivati
per portarlo in salvo. Un’operazione non facile perché l’operaio, di corporatura
robusta, si trovava ad un’altezza del sottosuolo di circa tre, quattro metri e
il passaggio era angusto. Gli agenti sono comunque riusciti a tirare fuori il
giovane e ad adagiarlo sul manto stradale in attesa dall’ambu – lanza del 118.
Praticati i primi soccorsi, l’operaio ha manifestato immediatamente segni di
ripresa. Nel frattempo sono intervenuti anche i vigili del fuoco per eseguire
gli accertamenti di loro competenza. Il giovane, V.M. di 30 anni, è stato
trasportato al pronto soccorso de «Fiorini» dove gli sono stati prescritti
diversi giorni di prognosi per sospetta asfissia.
D. R.

museifrancesi1 [19]

Arenili comunali, da fiore all’occhiello a pietra dello scandalo? Conclusa la
stagione balneare sono in tanti a chiederselo, soprattutto i tanti che
quest’estate hanno usufruito del servizio e si sono imbattuti in una serie di
palesi disservizi. Non proprio un dettaglio dal momento che i lidi comunali,
affidati per il secondo anno consecutivo alla «Consib», rappresentano la prima
impresa balneare della città, per numeri ed estensione: oltre 9 mila metri
quadrati di spiaggia per circa mille ombrelloni. Dunque un biglietto da visita
importante. Che appunto, con il passare degli anni, sfigura sempre di più. A
cominciare da una circostanza che nessuno si è preso la briga di osservare. Gli
arenili comunali infatti erano nati con uno scopo, diciamo così, di utilità
sociale. Tanto è vero che nel tratto della spiaggia del Lido e non solo, fu
un’idea del compianto assessore Gianni Isabella, erano state allestite aree ad
hoc per i disabili. Passerelle che conducevano fin sotto l’ombrellone e
attrezzature varie che consentivano una maggiore fruibilità dell’arenile da
parte dei portatori di handicap. Un progetto di vanto che ha, anzi aveva, pochi
eguali sul litorale pontino. E sì, perché da un paio di anni a questa parte pare
che il servizio per disabili sia andato in cavalleria. L’area «sociale» infatti
è stata sensibilmente ridotta per fare spazio alle pedane con tanto di copertura
di locale «Mama Quevo» che insiste nel tratto dato in concessione al «Consib».
Tutto legittimo? In attesa di scoprirlo, è invece certo e e documentato da foto
che su altri fronti la gestione ha fatto acqua. Sempre in riferimento al
problema dell’accessibilità dei disabili in molti non hanno capito per quale
motivo, mentre tutti gli altri stabilimenti si devono dotare di strutture per i
portatori di handicap (la Asl fa dei sopralluoghi mirati), nei lidi comunali è
stato consentito installare dei bagni in precario (uno solo per la verità per
l’intera spiaggia del Lido), poco agevoli o per niente per i portatori
d’handicap. Ma anche per gli altri utenti visto che si tratta di strutture che
possono essere utilizzare per un breve lasso di tempo e non certo per un’intera
estate. Così come non è chiaro perché, contrariamente a quanto imposto dal
capitolato d’appalto e da quanto si vede in tutti gli altri chioschi del
litorale, le docce sono state lasciate en plein air, senza un panello di
delimitazione. E che dire della rampa d’accesso confinante con lo stabilimento
«Sombrero », lasciata nel più assoluto degrado con tanto di spuntoni in ferro
sporgenti? Dettagli, si dirà. E allora sono pure dettagli l’as – senza del
limite di acque sicure, la ciambella di salvataggio posta al limite della
concessione solo dopo l’inter – vento della guardia costiera. Tutti obblighi
previsti, oltre che dall’ordinanza, anche dal capitolato per l’affidamento.
Come la pulizia dell’arenile che, secondo diversi utenti, avrebbe lasciato a
desiderare. Ma anche la gestione degli ombrelloni sarebbe stata molto allegra
visto che non di rado venivano occupati abusivamente da venditori ambulanti
o da non meglio precisati turisti stranieri e italiani, alcuni dei quali si
posizionavano anche nello spazio antistante la prima fila, per la quale il
«Consib» ha fatto pagare un surplus del 10%. Senza considerare infine gli
sconfinamenti dei lidi vicini nel tratto dato in concessione al «Consib». La
spiaggia di tutti e di nessuno, insomma.
Pierfederico Pernarella

museifrancesi1 [18]

Sui trasporti, tutto regolare. L’assessore loreto Maragoni respinge al mittente
le accuse mosse dal consigliere comunale Vincenzo Coccia sulle assunzioni dei 3
autisti presi a noleggio dalla Formia Noleggi e liquida come «propaganda
politica » quella del Pd. L’azione dell’amministrazione comunale, spiega
Maragoni, si è incentrata sulla soluzione ad una «situazione precaria per il
poco tempo a disposizione per l’asse – gnazione del servizio scuolabus e
precarietà del trasporto urbano ». Nessuna assunzione illegittima, o peggio
illegale, insomma. Si è considerata «la priorità del servizio scolastico, è
stata fatta una gara pubblica per la scelta del gestore, il servizio veniva
giudicato ad una ditta di Formia, che è iniziato puntualmente ». Poi si è
passati al trasporto urbano. «Ho ricevuto a firma del dirigente una nota che mi
faceva rilevare che, in attesa della gara del trasporto urbano, esisteva il
problema in quanto, non avendo autisti a sufficienza, stavamo effettuando un
servizio ridotto a discapito del cittadino e cosa ancora più grave, c’è il
rischio di perdere un contributo regionale sulla mobilità urbana di
settecentomila euro». Di qui, l’ini – ziativa di chiedere alla Formia Noleggi di
«verificare la disponibilità ad estendere il servizio con tre autisti per il
trasporto urbano». «La ditta – prosegue Maragoni – ci ha fatto un’offerta
dettagliata, applicando lo stesso ribasso a base d’asta, e gli è stato affidato
un servizio di due mesi e mezzo, sempre in attesa dell’espletamento della gara».
Quanto ai famosi 70 mila euro stornati solo 15 giorni fa, «i fondi della
delibera sono stati prelevati dal capitolo che ha ancora disponibilità. Quindi
le affermazioni del consigliere Coccia, che ipotizza illecite responsabilità
penali, hanno il solo il sapore propagandistico tendente a far passare il falso
messaggio che gli atti di giunta sono sempre adottati da persone che non sanno
quello che fanno. Ma le cose non stanno così».
D. R.

museifrancesi1 [17]

Tanto rumore per nulla. Nessuno spartitraffico, o new jersey che dir si voglia,
sarà realizzato sul tratto di Pontina che va dalla migliara 54 fino alla Pantani
Da Basso.
Lo ha chiarito l’Astral nella riunione che si è tenuta martedì
scorso all’Agrimpex, mettendo così fine all’in seguirsi di voci e timori
tra commercianti e residenti, preoccupati per le loro attività commerciali e non
solo. Insomma, L’Astral non ha mai previsto nel progetto l’installazione di
spartitraffico fissi tra le due carreggiate della via Pontina. I new jersey si
interromperanno infatti all’altezza della Migliara 49. Solo rotatorie, invece,
per le Migliare 54 e 56, sulla falsariga di quelle già realizzate o in via di
realizzazione su tutta l’arteria stradale. Su come siano potuti diffondersi così
tanti allarmismi nel giro di qualche giorno, non è dato sapere. C’è chi p e n s
a c h e qualcuno si sia divertito a mettere in giro la voce per questioni
politiche. Ma anche queste sono voci. Di certo c’è la parola dell’Astral, che ha
sgombrato il campo: nessun new jersey, solo rotatorie.
D. R.

museifrancesi1 [16]

Comments Nessun commento »