terracina-processione-5-1937_bis

I servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti che facevano capo alla Terracina
Ambiente andranno avanti così come erano stati stabiliti».
Lo ha dichiarato
l’amministratore giudiziario della Terracina Ambiente, il professor Teodoro
Contardi, nel corso di un vertice tenutosi ieri nel Palazzo comunale. Tutto
rimarrà così com’è, ma con una gestione dei servizi maggiormente oculata. è in
sostanza questa la sintesi della riunione che ieri ha visto presenti l’assessore
all’ambiente Loreto Maragoni, i dirigenti Ada Nasti e Vincenzo Fusco, il legale
del Comune Martina Iannitti. Diversi gli argomenti che sono stati messi sul
tavolo di discussione. Si è partiti esaminando la questione della Tia 2, la
tariffa integrata ambientale che il Comune nel dicembre scorso ha deciso di
introdurre a partire dal nuovo anno. L’amministratore giudiziario ha manifestato
l’intenzione di proseguire sulla strada intrapresa, ritenendo che la Terracina
Ambiente, contrariamente a quanto sostenuto dall’Ascom locale nel suo ricorso al
Tar, si trovi nella piena condizione normativa per gestire gli accertamenti e la
riscossione. Oggi si passerà a definire meglio tutta la questione. Quindi la Tia
andrà avanti così come era stata prevista in precedenza. «Grazie alle somme che
il Comune riuscirà a incassare con il pagamento della Tia – dichiara Contardi -
si potrà essere economicamente in grado di assicurare una gestione ottimale dei
servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’interesse di tutta la
popolazione». Altro tema trattato è stato quello relativo alla convenzione
stipulata tra il Comune e la Terracina Ambiente. Anche a tal proposito il
commissario si è dichiarato favorevole a continuare quanto stabilito
dall’accordo in merito alla gestione complessiva dei servizi. Per quanto
concerne poi l’Indeco, si è provveduto a versare 100mila euro alla società che
gestisce la discarica di Borgo Montello. In questo modo resta assicurato il
trasferimento dei rifiuti in discarica, dopo che qualche giorno fa erano stati
chiusi i cancelli ai camion carichi di immondizia. Ancora indeterminato rimane
il discorso sui due decreti ingiuntivi (6 milioni di euro) promossi dalla
società mista contro il Comune inadempiente in fatto di pagamenti.
di Rossella Bersani (Corriere Pontino)

terracina-processione-1-1937_bis

Ha lavorato per mesi senza ricevere un euro dal Comune, ha acquistato i
materiali utilizzati a proprie spese, ha pagato gli operai e terminato parte
delle opere: ma a tutto c’è un limite, che non vuole più oltrepassare.
Ed è per
questo che la ditta che si occupa dei lavori della banchina in via Lungolinea
Pio VI ha deciso di bloccare il cantiere. Esasperati i commercianti, per questa
nuova e deleteria situazione, costretti da oltre due anni a dover vedere le
proprie entrate economiche diminuire drasticamente a causa di una strada
bloccata, un passaggio pedonale praticamente inesistente e un Comune sempre
assente. «Siamo veramente stanchi, esasperati dalle promesse
dell’amministrazione comunale – spiegano gli esercenti che nel tratto interdetto
hanno le attività commerciali – i lavori sono nuovamente bloccati, e non
sappiamo ancora per quanto tempo, perché il Comune non ha ancora pagato alla
ditta neanche un euro dei 400 mila, il costo dei lavori, come è presente anche
sulla cartellonistica esposta sulle transenne del cantiere. Abbiamo più volte
chiamato l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari per avere qualche
delucidazione sulla situazione, ma non ci ha mai risposto. Dove sono finiti i
soldi che la Regione Lazio ha finanziato per la manutenzione della banchina?».
Lavori che sarebbero già dovuti terminare il mese scorso. Ma i commercianti
hanno deciso di non aspettare e di andare avanti, intraprendendo le vie legali
contro il Comune per essere risarciti delle perdite economiche subite nel corso
di questi due anni di chiusura del tratto. «Inoltre facciamo un invito ufficiale
all’assessore Franco Ferrari, quello di festeggiare con noi, con una grande
torta a marzo, i due anni di chiusa della strada».
(da Corriere Pontino)

terracina-processione-8-1937_bis

E’ entrata nel vivo la fase dibattimentale del processo per la cosiddetta «frode
carosello», la nota vicenda di riciclaggio ed evasione fiscale a livello
nazionale che aveva portato dietro le sbarre parecchi ormai ex dirigenti di
Fastweb e Telecom Sparkle.
Un’eco di quello scandalo era arrivata fino a
terracina perchè tra le persone arrestate dai carabinieri del Ros di Roma c’era
stato anche Luca Berriola, il maggiore delle fiamme gialle in passato comandante
dell’ex compagnia di terracina. Nei giorni scorsi il pm Giovanni Bombardieri ha
interrogato per circa sei ore Fabio Arigoni, amministratore di Telefax, in
qualità di testimone in procedimento connesso. Arigoni, latitante per qualche
tempo a Panama, ha ricostruito le varie tappe della presunta attività di
riciclaggio che, come lui stesso avrebbe ammesso in aula, lo ha portato a
guadagnare qualcosa come 5 milioni di euro. Al pubblico ministero Bombardieri,
Arigoni avrebbe confermato che l’associazione a delinquere riconducibile a
Mokbel si sarebbe avvalsa proprio della «consulenza» del finanziere Luca
Berriola che avrebbe dato dei consigli, ben sapendo, sempre secondo la
testimonianza di Fabio Arigoni, che loro stavano evadendo l’Iva. L’ex ufficiale
avrebbe dispensato «dritte» consentendo che continuassero il loro lavoro senza
problemi. Fabio Arigoni in aula avrebbe riferito che Berriola gli aveva
garantito che per circa un anno non avrebbero avuto problemi con i «grigi»,
ovvero con la guardia di finanza. Tali «consigli» avrebbero fruttato a Luca
Berriola oltre un milione di euro, depositato su un conto aperto presso un
istituto di credito di terracina del quale il finanziere avrebbe conosciuto il direttore.
Ri.Re.

terracina-processione-7-1937_bis

E’ caccia all’auto pirata. I carabinieri e la polizia municipale sono sulle
tracce della Fiat Punto grigia che mercoledì mattina, poco prima delle 10,
avrebbe speronato l’Opel Corsa, condotta dalla 34enne E.P., sul lungomare Circe,
finita poi fuori strada, prima sul marciapiede e poi contro un albero.
La
persona a bordo della Punto non si sarebbe fermata per soccorrere la donna che è
stata trasportata, a causa delle ferite riportate, al “Fiorini”, insieme al
carabiniere travolto da un ramo. Entrambi sono stati dimessi. I rilievi sono
stati effettuati dai carabinieri che stanno esaminando l’esatta dinamica dell’incidente.
ma. bo. (da Corriere Pontino)


Segni di frattura anche tra il gruppo del Pdl comunale e quello del direttivo
guidato da Gianluca Corradini.
In una nota congiunta a firma dell’assessore
Gianni D’Amico, i pidiellini di maggioranza respingono le critiche mosse
all’ammini – strazione comunale da coloro che «se non fossero stati allontanati
sarebbero ancora comodamente seduti in giunta». La frecciata è diretta agli ex
assessori ora interni al coordinamento, ma forse anche agli sciscioniani.
«Questi personaggi non sono stati dimessi per le nobili motivazioni che ci
propinano circa i contrasti sulle decisioni politiche riguardanti la raccolta
differenziata dei rifiuti, la gestione delle spiagge, l’Istituzione dei servizi
sociali. Sono molti più terrene, anche perché ognuno di loro ha condiviso almeno
otto anni di amministrazione, prima in Consiglio comunale e poi in giunta». Il
gruppo comunale critica le velleità dei «resuscitati » e precisa: «Se ne
possiamo fare a meno saremo molto contenti di non mischiarci. Noi siamo uomini
di partito e come tali aspettiamo le valutazioni dei vertici, se poi il nostro
segretario provinciale deciderà diversamente, non mancano valide
alternative di collocazione ed alleanze».
D. R.

terracina-processione-6-1937_bis

«Condannato a sei anni di reclusione e al pagamento di 600 euro di ammenda oltre
al risarcimento danni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici».
Queste
le parole pronunciate, ieri mattina, dal giudice viterbese Eugenio Turco
nell’emettere la sua sentenza di condanna a carico di Maurizio Longarini il
58enne di Terracina, che lo scorso 8 settembre si presentò sotto casa della
cognata, in via Alcide De Gasperi, a Viterbo, armato di pistola. «L’uomo
processato con rito abbreviato, è stato chiamato a rispondere di porto abusivo
d’arma da fuoco per aver portato la pistola in un luogo pubblico con condotta
finalizzata ai reati di minaccia aggravata, violenza privata, violazione di
domicilio ai danni della cognata, del cognato e della nipote» afferma uno dei
legali delle parti civili, l’avvocato Fausto Rugini. A difendere Maurizio
Longarini, in aula, l’avvocato Francesco Pietricola del foro di Latina. Il
giudice Turco nel corso della precedente udienza rigettò la richiesta di
patteggiamento a due anni di reclusione avanzata dall’avvocato della difesa
Pietricola che vedendosi negare la richiesta di patteggiamento chiese al giudice
di proseguire con rito alternativo. Lo stesso giudice Turco, ieri mattina,
subito dopo aver emesso la sentenza ha rinviato gli atti alla Procura della
Repubblica per l’accusa di tentato omicidio impossibile (il reato impossibile,
termine tecnico, è giuridicamente molto simile al tentato omicidio) accogliendo
la richiesta sollevata dai legali delle parti civili, gli avvocati Tito Borrello
e Fausto Rugini del foro di Siena, rigettando la riochiesta di scarcerazione
della difesa. Il Pm, ieri mattina, aveva chiesto una pena a 3 anni e 2 mesi.
Longarini, 58enne, ex imprenditore di Terracina (aveva un’agenzia immobiliare,
«Il quartiere») fu arrestato il giorno 8 settembre 2010, a Viterbo, perché
minacciò la famiglia della cognata impugnando una pistola, il tutto a causa
dell’ennesimo dissidio con la moglie. L’uomo sarebbe giunto a Viterbo intorno
all’ora di pranzo per cercare la moglie che supponeva stare dalla sorella in via
Alcide De Gasperi. Si presentò nell’abitazione della cognata che minacciò
impugnando la pistola che fortunatamente non esplose perché non era «carica». Fu
bloccato mentre si nascondeva sotto una macchina parcheggiata nei pressi
dell’abitazione della cognata. Portato in caserma fu ascoltato dai carabinieri.
Paola Pucciatti

terracina-processione-4-1937_bis

Fermati i lavori all’interno del Montuno, a terracina. Ma soltanto in attesa di
mercoledì prossimo quando da Roma dovrebbe arrivare qualche responsabile della
Soprintendenza che cerchi di fare chiarezza una volta per tutte sulla faccenda.
Intanto le ruspe della ditta che di recente ha riaperto il cantiere sono andate
via, anche perchè sembrerebbe che i lavori dovranno continuare usando un altro
tipo di macchinario. A ogni modo il cantiere è fermamente intenzionato a portare
a termine questa parte d’intervento fino a far riemergere totalmente il reperto
di muro romano rinvenuto diversi mesi fa. E dopo? Si azzardano ipotesi e
previsioni per il prossimo futuro del parco di via Dante Alighieri. Di certo, al
momento, c’è soltanto com’è oggi il Montuno e com’era fino a prima che
iniziassero i lavori per la realizzazione del famigerato parcheggio
seminterrato. Basterebbe guardare le foto scattate dai tanti cittadini, per
esempio da Paolo Giannetti di terracinaBlog.com, a dir poco indignati per lo
spettacolo che si va trascinando ormai da parecchio tempo. Perchè poi, alla fin
fine, è anche questo a infastidire, soltanto per usare un eufemismo: un cantiere
fermato già altre volte; già incappato in documenti parziali o del tutto
assenti; in vincoli che, chissà come, non erano stati calcolati; in
responsabilità superate a piè pari.
Ri.Re.

terracina-processione-3-1937_bis

È ancora polemica sui contributi per il Carnevale. Dopo lo scontro nel
centrodestra tra chi vorrebbe concedere 21 mila euro per l’organizzazione della
manifestazione e chi invece invita all’austerità economica, entra nel dibattito
l’esponente del Partito democratico Patrizia Renzelli, per ribadire l’impor -
tanza culturale del Carnevale.
All’assessore Giovanni Masci e al consigliere
comunale del Pri Paolo Cerilli, Renzelli, sostenitori della politica del
risparmio, Renzelli fa sapere che «i carri di carnevale sono il frutto di mesi
di progettazione e lavoro di cittadini eterogenei per provenienza e
composizione», ed è «occasione di socializzazione ed integrazione difficilmente
riscontrabile in altre realtà organizzative di tipo ludico ». Una festività da
difendere, insomma. «Proprio da questi 21 mila euro dovrebbero essere stornati i
fondi per il rifacimento del manto stradale? – chiede Renzelli -. Perchè le
molteplici possibilità di finanziamento nei 10 anni di amministrazione Nardi non
sono state utilizzate per l’ordinaria manutenzione e per migliorare l’aspetto
della nostra bella città?». In conclusione l’esponen – te del Pd accusa
«amministratori miopi che non tengono in giusta considerazione l’istanza
dell’integrazione delle periferie, il bisogno di socialità dei propri cittadini
e il rispetto delle esigenze culturali
di una società moderna».
D. R.


Un altro pusher arrestato dalla guardia di finanza di terracina. Questa volta a
finire in manette è stato un giovane incensurato del posto, figlio di un ex
dipendente comunale. I militari del comandante Dario Bordi hanno trovato il
ragazzo in possesso di circa 50 grammi di cocaina probabilmente destinata al
mercato locale del consumo di sostanze stupefacenti. L’operazione delle fiamme
gialle è scattata nella giornata di ieri, epilogo di un’attività info-
investigativa durata qualche giorno. Il tempo necessario ai finanzieri per avere
in mano le prove dell’illecita attività di spaccio condotta dal giovane. La
droga è stata rinvenuta in casa di D.P., in una zona centrale della città, nei
pressi di viale Circe. La perquisizione domiciliare ha permesso ai militari di
trovare ben occultato il circa mezz’etto di polvere bianca che avrebbe fruttato
svariati soldi al pusher. Non abbassa a diminuire la domanda di droga, infatti,
così come l’offerta. Un circolo vizioso che le forze dell’ordine cercano di
spezzare, anche se la «concorrenza» resta troppo alta. Mentre è inversamente
proporzionale l’età media degli spacciatori e dei consumatori. D.P. ora è a
disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ri.Re.

terracina-processione-2-1937_bis

Per il secondo anno consecutivo si diventa pizzaioli con il corso organizzato
dal professionale «Filosi» di terracina.
Per dare una nuova chance concreta, e
gustosa, di lavoro da spendere anche sul territorio pontino, l’istituto diretto
dalla professoressa Anna Maria Masci ha organizzato il secondo corso di
pizzaiolo, con tanto di attestato finale. Quaranta ore, tra pratica e teoria,
per un totale di 450 euro che, oltre al corso, comprendono tutto il materiale
didattico necessario. Per chi ne avesse bisogno per esigenze di lavoro, può
richiedere anche il corso serale dalle 19 alle 22. L’ultima data utile per
iscriversi è il prossimo 11 marzo e basta rivolgersi alla segreteria
dell’istituto di via Roma.
Ri.Re.

terracina-processione-12-1937_bis

Nella tarda mattinata di ieri i Vigili del Fuoco del comando di terracina sono
intervenuti a Roccasecca dei Volsci per la messa in sicurezza dell’ex Casa
comunale.
L’operazione è arrivata in seguito alla segnalazione di alcuni
cittadini ai rappresentanti della Lista civica “Liberi e forti”. Già in
precedenza Giuseppe Anitori, presidente dell’associazione, aveva denunciato, in
alcune lettere, lo stato precario in cui versava l’edificio. I Vigili del Fuoco
hanno proceduto a sistemare il cornicione e alcune tegole cadute a terra, nonché
a transennare l’area sottostante, di solito adibita a parcheggio. L’edificio,
definito un obbrobrio da Anitori, risale agli anni Settanta. Resta ora da
verificare la tenuta antisismica dei pilastri in cemento armato che sostengono
la struttura.

terracina-processione-11-1937_bis

Ieri mattina é arrivata la condanna per Maurizio Longarini, il 59enne agente
immobiliare di terracina che lo scorso settembre era piombato a Viterbo a casa
dei cognati alla ricerca della moglie, tenendo i parenti sotto la minaccia di
una pistola. Fortunatamente scarica.
Il giudice Eugenio Turco del tribunale di
Viterbo ha condannato l’uomo a 6 anni di reclusione, scontando di 3 anni la pena
richiesta dal pubblico ministero Franco Pacifici. L’accusa aveva, infatti,
chiesto una condanna più dura per Maurizio Longarini, descrivendolo come un
soggetto fortemente pericoloso e, dunque, da tenere dietro le sbarre per
parecchio tempo. «Si è trattato soltanto di una caso isolato». Su questo ha,
invece, puntato l’avvocato difensore Francesco Pietricola che al giudice
Pacifici ha spiegato come il proprio cliente non avesse davvero l’intenzione di
uccidere ma soltanto quella di incutere timore. Prova ne sarebbe stato il fatto
che l’uomo si era presentato a Viterbo con la pistola scarica. Il suo unico
scopo sarebbe stato quello di ottenere informazioni sulla moglie, andata via di
casa da giorni dopo il logoramento del loro rapporto coniugale. Su tutti è
arrivata la sentenza del giudice Turco che ha deciso che Maurizio Longarini
dovrà restare per i prossimi 6 anni dietro le sbarre del carcere di Viterbo,
riconoscendolo colpevole di violazione di domicilio, stalking, violenza privata,
porto abusivo d’arma e minacce aggravate. L’uomo è stato processato con il rito
abbreviato. Moderatamente soddisfatta la difesa che preannuncia ricorso in
Appello. All’inizio dello scorso settembre il 59enne di terracina si era reso
protagonista di un vero e proprio raid punitivo causato dai forti contrasti che
da qualche tempo avrebbero caratterizzato il rapporto con la consorte. Stanca di
una situazione tanto pesante, la donna aveva deciso di allontanarsi da terracina
portando con sé il figlio. Una scelta che evidentemente non era andata giù
all’uomo che li aveva raggiunti a Viterbo, a casa del fratello di lei. Non
trovando la moglie, l’uomo aveva minacciato la cognata e altri famigliari nei
quali si era imbattuto con la pistola, rivelatasi poi fortunatamente scarica.
Dopo un movimentato inseguimento per le strade di Viterbo, sotto gli occhi
attoniti della gente, Maurizio Longarini era stato bloccato dalle forze
dell’ordine ed era finito in manette.
Rita Recchia

terracina-processione-10-1937_bis

Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
(www.innovazionepa.gov.it) è disponibile il Rapporto analitico sulla sesta
settimana di attività del 2011 (dal 5 all’11 febbraio) di “Linea Amica”, il più
grande network europeo di relazioni con il pubblico presentato il 29 gennaio
2009 dal Ministro Renato Brunetta. “Linea Amica” – che si pone l’obiettivo di
una Pubblica Amministrazione gentile, trasparente e valutabile – raccoglie
finora 1.068 URP o centri di risposta al cliente.
Realizzato con la
collaborazione di Formez PA, questo servizio si avvale in particolare della
partecipazione di INPS, INAIL, INPDAP, Agenzia delle Entrate, Comune di Roma,
Comune di Milano, Centri di Prenotazione Sanitaria del Lazio e dell’Emilia
Romagna nonché della piena cooperazione di vari Ministeri, Regioni ed Enti
locali. Nelle settimane trascorse è stata attivata la collaborazione, fra gli
altri, con il Comune di Terracina e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
di Torino. Nella sezione “Network” del portale è consultabile una mappa
dell’Italia con i recapiti delle amministrazioni che collaborano con il network.
Nella settimana dal 5 all’11 febbraio, il network ha raggiunto 1.021.700
contatti, inclusi risponditori automatici. I contatti assistiti da operatori
sono stati 1.101.000, così distribuiti: 109.800 presso Ministeri (10%), 293.000
presso Enti previdenziali (26,6%), 49.000 presso Agenzia delle Entrate ed enti
fiscali (4,5%), 70.500 presso altri enti pubblici, tra cui il centro di contatto
sul Bonus Elettrico e il contact center di Linea Amica (6,4%), 10.200 presso
Scuola e Università (0,9%), 317.500 presso Regioni e strutture sanitarie
(28,8%), 251.000 presso Comuni, Province e strutture locali (22,8%).

terracina-processione-9-1937_bis

«SERENO Variabile», condotta da Osvaldo Bevilacqua su Rai Due fa tappa al
ristorante «Centosedici» di Gino Verardi.
La troupe ha visitato il porto,
osservato da vicino l’asta del pesce e cucinato presso il noto ristorante del
Lungomare Circe le prelibatezze del mare di Terracina. Lo chef del
«Centosedici», Simone Nardoni, ha cucinato per la trasmissione di Rai Due alcuni
piatti tipici in cui spiccano pesce locale e fragola favetta. Il servizio verrà
montato nei prossimi giorni e la messa in onda è prevista per sabato 5 marzo
ovviamente su Rai Due.
F. A.

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terracina-pz-republica-con-palma-anni-60_bis

Falchi” contro “colombe”. Questa sera il direttivo del Pdl dovrà approvare un
documento presentato da una parte del gruppo berlusconiano (i cosiddetti
“falchi”). Le “colombe” che fanno capo a Gianluca Corradini cosa faranno?
Voteranno a favore o contro? Serata decisiva. Il Pdl potrebbe rischiare di
spaccarsi completamente. è guerra tra i “falchi” e le “colombe”. I primi
rappresentano gran parte del coordinamento, che è composto da 20 membri. Essi si
dichiarano contrari ad accogliere in lista i consiglieri che oggi rappresentano
la maggioranza al governo della città. Le “colombe”, il cui portabandiera è
l’attuale coordinatore Gianluca Corradini, sarebbero invece disposti ad
accoglierli, ritenendo che solo in questa maniera si potrebbe coltivare qualche
possibilità di successo alle prossime amministrative di primavera. La lotta è
aperta. Infatti il gruppo del “no” questa sera presenterà un documento, la cui
votazione stabilirà le regole del gioco. In esso viene espressamente ribadito
che il Pdl ufficiale vuole creare una discontinuità con l’attuale
amministrazione Nardi, rinnegandone del tutto l’operato. In secondo luogo si
manifesta l’indisponibilità a mantenere in vita qualsiasi società partecipata
già esistente. La Terracina Ambiente, tanto per fare un esempio, dovrebbe essere
cancellata. La loro idea è che le società miste siano solo dei carrozzoni
clientelari. Rispetto a questo documento come si schiereranno le colombe di
Corradini? Se voteranno a favore, sicuramente ci sarà una ricomposizione
all’interno del partito. Se invece il loro voto sarà contrario, lo scenario
politico del Pdl rischierà una profonda spaccatura e la linea del coordinatore
potrebbe avere la “sfiducia” da parte del partito. L’attenzione degli
osservatori politici è tutta rivolta a quanto succederà questa sera nello
schieramento più importante della città.
(Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [11]
Un altro fronte si è aperto nella guerra sui rifiuti avviata dai commercianti
contro il Comune.
L’Ascom Confcommercio di Terracina ha fatto ricorso al Tar
avverso la delibera con cui il Comune nel dicembre scorso ha deciso il passaggio
alla TIA. Diverse le violazioni di legge, individuate dagli avvocati Raffaele
Scirè e Luigi Cerchione. Innanzi tutto viene contestata la volontà
dell’amministrazione comunale di affidare al soggetto che gestisce i servizi di
igiene urbana anche l’accertamento e la riscossione della tariffa. Mancherebbe,
a questo proposito, l’iscrizione ad un apposito albo istituito presso il
Ministero delle Finanze, una condizione che costituirebbe «una garanzia di
affidabilità e di capacità organizzativa», in quanto «alla società mista possono
esserle riconosciute delle competenze in materia di raccolta dei rifiuti non
certo in materia fiscale o parafiscale. Anche in fatto di rispetto delle norme
per la tutela dei trattamenti personali si sarebbero verificate delle
irregolarità. «In un territorio attenzionato – scrivono i legali – è inopportuno
se non addirittura pericoloso affidare i dati ad una società priva dei requisiti
legali e senza alcuna esperienza”. Non sarebbe esente da critiche il regolamento
per la disciplina della Tia specialmente là dove prevede l’obbligo solidale di
pagamento della tariffa in capo a tutti i componenti del nucleo familiare.
L’ultimo rilievo fa riferimento alla legge 122/2010, che obbligherebbe l’ente
locale a mettere in liquidazione la Terracina Ambiente, dal momento che il
Comune di Terracina può detenere la partecipazione solo ad una società e non può
mantenere più una società in perdita, neanche ricorrendo ad operazioni di
ricapitalizzazione. In forza di tutti questi elementi si chiede ai giudici
amministrativi di annullare la delibera in questione, procedendo in prima
istanza alla sua sospensione, in considerazione del “pericolo di un danno
erariale con ripercussioni sulla collettività”. Un gran brutto momento per la
società mista terracinese, finita una settimana fa al centro della cronaca per
l’indagine della Procura.
Ercole Bersani
53000 [2]
Ferito da un ramo di un albero che si è spezzato cadendogli sulla testa mentre
rilevava un incidente stradale.
Protagonista dell’episodio un carabiniere in
servizio presso il comando compagnia di terracina che ha riportato un trauma
cranico. E’ accaduto ieri mattina poco prima delle 10. E.P., una donna di 34
anni al volante di un’Opel Corsa, stava percorrendo viale Circe quando
all’improvviso avrebbe perso il controllo del mezzo finendo addirittura sul
marciapiede lato mare. Sembrerebbe che a causare il tutto sia stata un’altra
macchina, precisamente una Fiat Punto grigia, che con una manovra azzardata
avrebbe costretto la conducente della Opel a evitare lo scontro, finendo, poi,
contro un albero sul marciapiede. Nella tarda mattinata di ieri i vigili urbani
erano alla ricerca dell’auto pirata, passibile di omissione di soccorso.
Addirittura è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili
del fuoco di terracina per estrarre E.P. dalle lamiere contorte della sua
utilitaria. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri. Proprio mentre uno
dei due militari era impegnato a rilevare il sinistro, un ramo dell’albero
«incidentato» si è spezzato, cadendo giù e colpendo in testa il carabiniere.
Subito soccorso anche lui dai sanitari del 118, entrambi i feriti sono stati
portati al «Fiorini» e sottoposti agli accertamenti del caso. Un trauma
cervicale per la donna e un trauma cranico per il carabiniere. Sempre ieri
mattina un altro incidente è avvenuto in località Capocroce dove un camion che
trasportava alberi di ulivo ha sfondato un muretto di guardia e la sbarra del
passaggio a livello della linea ferroviaria terracina-Roma. Nessun ferito. Sul
posto vigili del fuoco e operai delle Ferrovie per sistemare i danni.
Rita Recchia
53000 [3]

«Il nostro impegno politico deve avere una connotazione precisa, la gente deve
recepire che optare per “Città Nuove – Con Te” significa operare una scelta di
campo netta, al di fuori dei parametri finora conosciuti, un modo completamente
diverso di programmare la città, all’insegna dell’efficientismo e
dell’eliminazione dei tempi morti».
Sono queste le parole di Gianfranco
Sciscione, candidato a sindaco alla sua squadra. «La prima cosa da fare quindi,
è puntare alla formazione di uno staff ben determinato, che consapevole del
compito che lo attende, sia tale da essere una struttura che funga da lume e
guida per gli iscritti. È necessario intervenire presto e bene sul territorio -
prosegue-, offrendo a tutti la possibilità di collaborare per crescere e
realizzare il comune progetto politico. Non poniamoci inutili impedimenti
mentali, perché la città aspettava una nuova proposta, stanca delle ripetute
delusioni, di gestioni che si sono rivelate carenti non nella enunciazione dei
programmi, ma nella loro attuazione. Di proposte e di promesse ne sono state
fatte tante, di lavoro per tradurre le proposte in fatti concreti, nulla, anzi è
seguito il vuoto totale: ed è proprio questa inerzia che perdura da vent’anni a
favorirci, e saranno in molti ad accogliere la nostra offerta. Il tema di fondo
che la gente avverte, non è più quello di eleggere una sinistra o una destra, ma
una compagine che sia in grado di gestire Terracina in modo funzionale -continua
l’imprenditore-, una compagine che dialoghi con la città e che concerti insieme
alla società civile la soluzione dei problemi. Staremo attenti quindi, a che le
idee e le iniziative non si rivelino presbiti, non nella visione, ma nella loro
possibilità di attuazione. Staremo anche attenti -continua- a non sembrare dei
bancarellari della politica dei “vu cumprà” come ce ne sono tanti in giro,
perché se dovessimo dare questa impressione, non verrebbero recepite le cose
positive che proponiamo, e non servirà il fatto di aver azzeccato il trend
politico. Cerco di dire che la ricerca del voto da parte dei candidati
consiglieri deve basarsi su motivazioni razionali, che esulano dalle parentele e
dalle amicizie, o peggio dalle promesse di favori. La gente dovrà darci il
consenso perché siamo prima di tutto onesti e puliti, e poi perché vede in noi
la possibilità di uscire da un’epoca buia. Niente accordi strani, chi la pensa
così che vada pure altrove. La nostra entrata in scena è già risaputa e ha
procurato sconcerto e mal di pancia ai veri bancarellari della politica -
sottolinea-, che hanno dominato la scena finora con i risultati che abbiamo
sotto gli occhi, e vi assicuro che non dormono sonni tranquilli, perfettamente
consapevoli di non meritare nemmeno la buonuscita, e che la loro immagine
politica è del tutto svaporata. Sanno benissimo che la merce che vendono è di
bassa qualità, ma avrà valore fin quando la progettualità in giro rimarrà bassa,
e il loro spauracchio è proprio l’apparire di una lista come la nostra, in grado
di dimostrare come la loro utilità non sia nemmeno marginale. Noi ci proponiamo
di dare una sterzata, e siamo disposti a grossi sforzi, legati come siamo a
Terracina, e sarà proprio il nostro impegno a garantirci il consenso della
gente. E quando dico “consenso” non penso solamente alle prossime elezioni, ma
al consenso politico che ci darà la forza per sostenere le nostre idee -
conclude-, nelle quali abbiamo creduto da sempre e in tempi non sospetti. Il
massimo sforzo quindi, va compiuto per dare contenuti alla nostra proposta e
credibilità alla nostra azione, perché più che noi stessi, dobbiamo far vedere
il contenuto e la qualità della nostra proposta».
(Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [4]
Tutto da rifare nel processo sul caso Ciolac, il rumeno aggredito il 24 luglio
2005 a terracina.
Per quel brutto episodio erano stati rinviati a giudizio per
concorso in tentato omicidio Andrea Belviso (avvocati Pompei e Bianchi),
Riccardo Di Meo (avvocato Cellini) e Matteo Lombardi (avvocato Basile), i tre
terracinesi tratti in arresto dalla polizia perché ritenuti i responsabili della
violenta aggressione. Di recente, però, la vicenda giudiziaria è ricominciata da
capo per il cambio del collegio giudicante. Il processo riprenderà il 15 giugno.
Intanto ieri il medico legale Cristina Setacci ha ricevuto l’incarico di
eseguire una nuova perizia sullo straniero, sulla sola base di documenti, per
indicare come capo d’imputazione il tentato omicidio o lesioni gravi.
Ri.Re.
53000 [5]
Qualcuno li ha ribattezzati «Angeli dell’ospedale». Sono i volontari ospedalieri
che ogni giorno prestano il proprio servizio al «Fiorini». I volontari in questi
giorni hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nelle chiese di
Terracina, illustrando gli obiettivi e le modalità dell’associazione Avo. Nel
2010 i volontari hanno effettuato circa 2.200 ore di assistenza ai pazienti, in
particolare quelli senza famiglia e che hanno necessità di cure particolari.
«Attualmente – spiega il responsabile Avo Vincenzo Avena – siamo presenti nei
reparti di ortopedia, medicina e chirurgia ma il nostro desiderio è di poter
essere accanto anche ai malati in dialisi, a quelli oncologici e perché no, fare
accoglienza al pronto soccorso. È solo con le nostre forze, qualche volta con
offerte libere, che soddisfiamo i piccoli bisogni dei malati. Mi riferisco a
beni materiali quali tovaglioli di carta, bicchieri, vasetti di omogeneizzati, a
volte un pigiama o delle pantofole. Spesso ci capita di entrare in una stanza di
reparto e trovare sul tavolo il vassoio con la cena pronta, ormai fredda, e la
persona ferma nel letto in attesa di qualcuno». Da un anno a questa parte, per
fortuna, ci sono i volontari ospedalieri che garantiscono almeno
un’assistenza minima ai pazienti soli.
F. A.
53000 [6]
Lavorare senza venir pagati. Una condizione non troppo rara per quanti si sono
ritrovati e si ritrovano ancora a collaborare con il Comune di terracina. Ma nel
caso dei lavori appaltati e partiti per ripristinare via Lungolinea Pio VI
saremmo davvero di fronte a un caso limite, dal momento che da quelle parti
ditte e operai vari fino a oggi non avrebbero visto ancora nemmeno l’ombra di un
centesimo. Comprensibile la loro indignazione, facilmente immaginabile, e anche
il voler trovare un sistema «forte» quasi per mettere l’ente di piazza Municipio
all’angolo e spingerlo a tirare fuori il dovuto. Quello stesso dovuto che si
pensava già al sicuro e a disposizione per pagare i lavori. E invece no, stando
al malumore che aleggia nel cantiere del tratto di via Lungolinea Pio VI oramai
chiuso da mesi e mesi. Da giorni l’intervento (in questo caso di una ditta
subappaltatrice) è fermo, nonostante siano trascorsi gli ormai quasi famigerati
28 giorni perchè una trave di cemento sistemata dagli operai si attaccasse al
meglio alla strada. Pare che a quei commercianti della zona che sono riusciti ad
avere udienza in Comune per chiedere spiegazioni, sia stato risposto che il
cantiere sarebbe in stand by proprio per quella trave che ha bisogno di tempo.
Nessuno che osi dire che, forse forse, ditta e lavoratori si sono stancati di
non vedere nemmeno un euro e di conseguenza hanno perso, diciamo così, lo
stimolo giusto. Intanto i lavori sono stati prorogati fino al prossimo 15 marzo,
e dopo? Non si esclude che la strada, anche se terminata, possa restare così
com’è oggi, ingabbiata da un cantiere senza alcuna intenzione di togliere le
tende se prima non viene completamente saldato. Una sorta di «ostaggio». Davvero
una situazione che ha dell’incredibile. Come è altrettanto incredibile la
condizione dei commercianti, alcuni dei quali materialmente limitati dalla
presenza del cantiere, che hanno dovuto abituarsi a fare a meno della
«passeggiata» da parte di potenziali clienti che si limitano a passare
frettolosamente tra la rete di metallo e il muro, e a guardare le vetrine nemmeno ci pensano.
Rita Recchia
53000 [7]
Dramma sfiorato sul lungomare
Si cerca un’auto pirata, coinvolta una donna e un militare
Auto pirata provoca un incidente e fugge: ferita una donna e il carabiniere che
le ha prestato soccorso. Incidente stradale ieri intorno alle 10 sul lungomare
Circe all’altezza della 17esima traversa. L’Opel Corsa condotta dalla 34enne
E.P. è finita prima sopra il marciapiede poi contro un albero. È stato
necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberarla dalle lamiere e
permettere agli operatori del 118 di prestarle i necessari soccorsi. Sul posto
anche una pattuglia dei carabinieri ma, nel momento in cui uno dei due militari
si apprestava ad uscire dal mezzo, è stato travolto da un grosso ramo che si è
spezzato dall’albero. Sia la donna che il militare sono stati trasportati al
pronto soccorso del “Fiorini”. I medici hanno sottoposto la donna ad una tac,
avendo riportato un trauma rachide cervicale. Trauma cranico invece per il
carabiniere di circa 50 anni. Sul posto anche la polizia municipale che ha
effettuato i rilievi, a quanto pare l’incidente sarebbe stato causato
dall’ennesimo pirata della strada a bordo di una Fiat Punto grigia poi fuggita
senza prestare soccorso.
ma. bo. (Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [8]
«Dovranno prima mostrare il certificato penale per vedere se è pulito e se non
hanno pendenze con la giustizia e poi ne parleremo».
È il primo criterio,
insieme alla discontinuità politica con l’attuale amministrazione, che
Gianfranco Sciscione chiederà a tutti coloro che vogliono supportare la sua
campagna elettorale. Ieri l’ex consigliere regionale e proprietario
dell’emittente Lazio Tv, ha sciolto ogni riserva ed è sceso in campo con la sua
candidatura che verrà sostenuta dalla lista Con Te e da Città Nuove, il
movimento regionale che fa capo alla governatrice del Lazio Renata Polverini. Ed
è stato proprio dopo un colloquio con la presidente che Sciscione ha rotto gli
indugi. La Polverini gli ha espressamente chiesto l’impegno su Terracina mentre
lei verificava nel Pdl eventuali convergenze. Su questo punto Sciscione è stato
chiaro: non vuole avere a che fare con coloro che direttamente e indirettamente
hanno sostenuto e appoggiato a vari livelli gli ultimi anni dell’attuale
amministrazione. Un taglio secco con il passato. Lui vuole essere una candidato
trasversale, senza appartenenze. «Il tema di fondo che la gente avverte, non è
più quello di eleggere una sinistra o una destra, ma una compagine che sia in
grado di gestire Terracina in modo funzionale, che dialoghi con la città e che
concerti insieme alla società civile la soluzione dei problemi – spiega
Sciscione – Staremo attenti a non sembrare dei bancarellari della politica.
Niente accordi strani, chi la pensa così che vada pure altrove». E in casa Pdl
animi ancora più tesi dopo la nota del gruppo dei consiglieri comunali e
amministratori che denota ancora di più la spaccatura con l’attuale
coordinamento voluto dal senatore Claudio Fazzone. Ce l’hanno con chi prima era
con loro in amministrazione e in maggioranza e poi, quando ne è uscito, ha
iniziato a criticarne aspramente l’operato e avvertono che possono trovare anche
un’altra soluzione politica al Pdl. “Ora sono diventati il Pdl “buono” per
distinguersi dal Pdl “cattivo”, ma stiano tranquilli perché se ne possiamo fare
a meno saremo molto contenti di non mischiarci – si legge nella nota firmata
dall’assessore ai Parchi, Gianni D’Amico – per adesso ci fermiamo qui per non
scendere al loro livello. Noi siamo uomini di partito e come tali aspettiamo le
valutazioni dei vertici, se poi il nostro segretario provinciale deciderà
diversamente, chi di noi vorrà continuare a fare politica si organizzerà,
chiaramente nel campo del centrodestra, poiché non mancano valide alternative di
collocazione ed alleanze”.
di FABIO COCCIA
53000 [9]
Nel centrosinistra, si lavora per riaprire il tavolo della candidatura a
sindaco. Né Mimmo Zappone, né Candida Grenga, ma una terza proposta.
Questa è
l’ipotesi che esponenti del Pd, di SeL, Prc e Idv stanno cercando di verificare
in una serie di incontri che dovrebbero coinvolgere anche i livelli superiori
dei partiti coinvolti nel tentativo. Ieri sera, per esempio, su questo argomento
era prevista una riunione a Latina fra i dirigenti provinciali del
centrosinistra. La svolta è giunta improvvisa. Solo lunedì scorso, il direttivo
del Pd aveva liquidato senza esitazione la proposta di SeL di creare una
coalizione attorno al nome di Candida Grenga. Sembrava l’atto finale di un
complicatissimo confronto interno al centrosinistra, il quale appariva avviato
verso l’impegno elettorale di maggio tra irrimediabili divisioni. Invece, al di
là dell’ufficialità, sono ripresi i contatti informali, non si sa fino a che
punto autorizzati dai responsabili dei partiti interessati. Torna così in
discussione, nel Pd, la candidatura di Mimmo Zappone, proprio quando la sua
posizione, dopo mesi di incertezza, sembrava in qualche modo consolidarsi. Il
consigliere comunale e la Grenga, nel progetto che si sta cercando di
realizzare, dovrebbero essere sacrificati in nome dell’unità del centrosinistra.
Al loro posto, chi? E’ probabile che si stia pensando ad un uomo del Pd, nel
tentativo di convincere a non puntare i piedi anche i democratici più restii al
cambiamento. Qualcosa sembra muoversi pure nell’Udc, dove sarebbe imminente
l’ufficializzazione della candidatura di Sandro Marigliani. Nel coordinamento
comunale del Pdl, infine, acque agitate. Stando ad alcune voci, il coordinatore
Gianluca Corradini sarebbe in procinto di essere sostituito con Mariano De
Gregorio, con l’indispensabile ‘placet’ di Claudio Fazzone. A Corradini viene
rimproverata una eccessiva apertura al Pdl costituito dai consiglieri comunali,
con il rischio di compromettere il promesso rinnovamento del partito. Per quanto
riguarda la candidatura a sindaco dei pidiellini, continua ad esserci solo il
nome di Nicola Procaccini, il quale, si sostiene, avrebbe da tempo sciolto la
riserva, anche se ancora non lo dice.
Andrea Di Lello
53000 [10]
Le nuove frontiere del turismo passano per la Russia, e Terracina non vuole
farsi trovare impreparata. Proprio per attirare il nuovo flusso di turisti sono
iniziate le «trattative» tra il Comune di Terracina e quello di Serghey Posad,
una delle città più antiche della Russia e residenza del patriarcato della
chiesa ortodossa.
La cittadina, a soli 70 km di distanza da Mosca, con tutti i
suoi distretti periferici arriva a sfiorare una popolazione di 300 mila
abitanti. Una delegazione del Comune di Terracina si è recata in visita a
Serghey Posad dal 5 al 9 febbraio, gettando le basi per un imminente gemellaggio
con inevitabili risvolti per l’economia turistica della città del Tempio di
Giove. La delegazione terracinese era composta dal sindaco Stefano Nardi, dal
consigliere comunale Valentino Giuliani, dal dirigente Giancarlo De Simome, dal
presidente d el l’associazione di amicizia Italia-Russia Antonio D’Ettorre e dal
vicepresidente Antonio Simeoni. «La nostra associazione – si legge in una nota
del gruppo di lavoro Italia-Russia – sarà il garante dello spirito di questo
gemellaggio, ovvero, che oltre i momenti istituzionali, si creino le condizioni
per coinvolgere la società civile di queste due comunità, nei campi della
cultura, dell’arte e dell’economia. Il primo incontro fra le due comunità è
stato già programmato per aprile 2011: circa 20 agenzie di viaggio della regione
di Serghey Posad saranno ospitate per un educational tour, con la finalità di
far conoscere Terracina e le sue strutture alberghiere».
F. A.
53000 [1]

Sospeso dal servizio per 3 anni e 11 mesi, senza stipendio. Parliamo di Franco
Carnevale, agente della polizia municipale locale, a cui l’altro pomeriggio è
stata notificata la misura accessoria; l’uomo è stato interdetto dal pubblico
ufficio. Il provvedimento è stato adottato, in seguito alla sentenza della Corte
d’Appello di Roma, dal dirigente del personale del Comune Ulderico Rossi. Balza
di nuovo alla cronaca lo scandalo Vigilopoli a Terracina, uno scandalo che
nell’agosto del 2000, dopo una lunga serie di indagini dei carabinieri, si
concluse con l’arrestato di 4 persone: il dirigente comunale Armando Percoco, il
titolare di un’agenzia immobiliare Luigi Mele e due vigili urbani Marcello Masci
e Franco Carnavale, tutti accusati di concussione. A quanto pare si cercava di
evitare controlli edilizi oppure si chiudeva un occhio in cambio di denaro
oppure oggetti di valore. Ma sembra che la vicenda non si fosse ancora conclusa
completamente, in quanto dopo le condanne dai 3 ai 4 anni, avvenute nel 2005
fecero ricorso in appello. La sentenza della Corte d’Appello di Roma, emessa nel
novembre scorso, fu di tre assoluzioni e di una riduzione di pena da 3 anni e 6
mesi a 2 anni e un mese per il vigile urbano Franco Carnevale. Ma per lui la
vicenda si era tutt’altro che conclusa. Il provvedimento in vigore da subito,
vedrà l’agente sospeso dal servizio per i prossimi 3 anni e 11 mesi, non solo,
ad aggravare la situazione sarà anche la mancanza dello stipendio.
ma. bo. (Articolo tratto dal Corriere Pontino)

terracina-citta-pulita-nardi_bis

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Nel post di oggi riportiamo in PDF l’esposto che la nostra Associazione ha spedito agli organi competenti per denunciare quanto sta accadendo in questi giorni nel Parco pubblico del Montuno. Di seguito presentiamo anche un video, girato durante le concitate fasi della denuncia sul posto. Inoltre, abbiamo inserito una nota di commento all’incredibile comunicato che il Comune ha rilasciato il giorno dopo che la notizia della devastazione è apparsa su tutti i principali quotidiani locali.

Apprendiamo con ilarità il modo in cui il Comune di Terracina ha tentato, con un comunicato strampalato e anonimo, di mettere una pezza a colori, come è stata brillantemente definita da qualcuno, all’increscioso incidente di questi giorni al Parco pubblico del Montuno.

Video importato

vimeo Video

La nota, apparsa sul sito del Comune, sorprende per l’uso strumentale di alcune dichiarazioni ufficiali rilasciate dalla Soprintentenza Archeologica del Lazio (di cui non viene dato nessun riferimento documentale) che si dice non a priori contraria a individuare una soluzione che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor capienza di posti auto e che dall’altra assicuri la piena tutela della testimonianza antica.

In ossequio ad una pratica del malcostume diffusa e costante nella storia della nostra pubblica amministrazione, i responsabili del patrimonio e della cultura locale sono in malafede per tutta una serie di motivi:

1) Il parere della Soprintendenza Archeologica del Lazio ha valore solo in funzione del bene che si vuole custodire, ovvero gli importanti resti di epoca romana rinvenuti nell’area: per esprimere un parere nel merito, non è tenuta a conoscere le altre criticità che ricoprono l’area interessata dai lavori;

2) se anche fosse vera questa comunella tra i due protagonisti dello scavo, come mai il Comune ha iniziato i lavori di saggio archeologico senza avvertire la Soprintendenza e senza che un funzionario responsabile fosse presente ai lavori (responsabile che successivamente si è fatto vivo dopo il clamore per l’intervento abusivo)? Perché una ditta non specializzata ad eseguire lavori di quel tipo era presente sul sito con solamente due operai e senza capocantiere (anche questa figura si è presentata sul posto solo dopo le prime proteste)? Se veramente si tratta di un saggio archeologico perché è stato distrutto il muro perimetrale del parco ed è stato sbancato l’intero versante occidentale della collina, guarda caso, proprio la porzione di terreno corrispondente alla struttura del primitivo disegno del parcheggio del Montuno?

3) Chi ha veramente peso in questa faccenda è la Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio Vincolo Paesaggistico e che con la Regione Lazio deve valutare, per la costruzione di un qualsiasi parcheggio, il cambio di destinazione urbanistica rispetto al P.P.E. del Centro Storico in declivio e pianura – Area archeologica portuale; (ben altra cosa rispetto a quella citata dal Comune) che deve esprimere un parere sul

4) L’assessore Ferrari, in barba alla delibera comunale n. 26/IV del 24 maggio 2010, ha dichiarato ad un cronista che cercava di capirci qualcosa, che quelli erano lavori per costruire un parcheggio! Noi ricordiamo all’Assessore Ferrari che i lavori, di qualunque natura essi siano, sono del tutto abusivi!

Infine ci duole constatare la cosa più grave di tutte: gli importanti resti venuti alla luce all’interno del Montuno (che magari ne nasconde altri ancora più importanti) sono visti dall’amministrazione comunale più come un ostacolo ad uno strampalato parcheggio che come un bene da custodire.

L’incompetente assessore ai beni culturali del nostro Comune non si è degnato si supervisionare il progetto (qualora ne fosse stato mai capace); inoltre, l’estensore di quella specie di “difesa d’ufficio”, apparsa anche sui quotidiani (si sono anche vergognati di firmarla per quanto è ridicola), che porta a sostegno della legittimità dei lavori, il parere della sig. Cassieri, come a dire che “se non frega nulla a loro, facciamo come ci pare”, ignora completamente che quanto affiorato dalla sabbia della collina è un patrimonio pubblico della città di Terracina e andrebbe difeso e valorizzato, in primis, dagli stessi amministratori.

A Ferrari “preme” fare il micro-parcheggio dai costi macro: questa amministrazione ci dimostra, ancora una volta, il suo più grande limite: non avere una visione moderna di città!

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/esposto_montuno_terracina_rialzati?mode=embed&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml&backgroundColor=a4112b&showFlipBtn=true


Terracina Rialzati

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terracina-saluti-da-7-foto-anni-50_bis

Non si arresta, al contrario va avanti spedita l’indagine dei carabinieri di
terracina su quello che è stato ribattezzato come lo scandalo dei rifiuti,
riconducibile alla gestione del servizio di raccolta da parte della terracina
Ambiente, definita dal pm Tiziana Coccoluto come «improbabile, inefficiente e
poco rispondente ai dati iniziali previsti dalla gara aggiudicatrice e dalla
convenzione firmata, a scapito degli interessi della collettività».
I militari
del Norm hanno ascoltato Alfonso Cangiano, presidente della società mista a
maggioranza pubblica che aveva rassegnato le dimissioni nel dicembre del 2008,
con i consiglieri di parte pubblica Orlando Bagnariol e Gianni Aiello. Una
presidenza non sempre facile per Cangiano, che nel settembre del 2008, quindi
appena qualche mese prima delle dimissioni, al termine di un consiglio
d’amministrazione della società aveva lanciato una sorta di ultimatum: o lo
sviluppo o la chiusura della terracina Ambiente. In quell’occasione l’ex
presidente aveva messo alcuni paletti, ovvero stipendio costante per i
lavoratori, controlli periodici ai mezzi e ricorso al lavoro stagionale in tutte
le occasioni straordinarie. Soprattutto Cangiano chiedeva a gran voce la
collaborazione di Comune, società, maestranze e cittadini. Il resto della storia
è noto a tutti: le dimissioni di Cangiano, Bagnariol e Aiello e adesso il
sequestro in blocco della terracina Ambiente. Del resto Alfonso Cangiano non
aveva mai nascosto «certi» dubbi. Per esempio come era stato possibile
aggiudicare il capitolato d’appalto per 2 milioni e 900 mila euro e se quella
cifra fosse scaturita da un’analisi puntuale e veritiera. O ancora come fosse
possibile che dopo appena 7 mesi di vita la società mista aveva registrato una
perdita di 750 mila euro: una gestione troppo allegra delle spese o un appalto
un «tantino» sottostimato?Domande che Cangiano si faceva nel 2008 e che forse
solo adesso hanno trovato una risposta. Quelle risposte che avrà fornito alle
domande degli inquirenti che continueranno ad ascoltare pezzi vecchi e attuali
della mista.
Rita Recchia

51000 [11]

La Terracina Ambiente non può gestire il sistema della tariffa integrata
ambientale (Tia2), dal momento che non ha i requisiti di legge per sostenere un
tale ruolo. è questa la sintesi del ricorso al Tar, presentato dalla
Confcommercio-Ascom di Terracina, per far annullare la delibera di consiglio
comunale del 21 dicembre scorso, con cui si è decisa l’eliminazione della tassa
a partire dal 1° gennaio 2011. L’iniziativa legale è stata promossa da Franco
Marzullo, vicepresidente dell’associazione di categoria, Carlo Alla, Ghahnavieh
Jahangir Karimpour, Leone D’Auria e Roberto Delle Fontane. L’affidamento alla
Terracina Ambiente viene contestato in quanto «la società mista Aspica/Comune di
Terracina non solo non risulta iscritta all’albo, ma neanche rientra tra quelle
contemplate dalla legge, non avendo un capitale interamente pubblico. Inoltre lo
stesso socio privato Aspica non risulta iscritto in alcun albo tenuto presso il
Ministero delle Finanze». A titolo esplicativo: «La previsione normativa del
requisito dell’iscrizione all’Albo Speciale integra un vero e proprio obbligo
per le stazioni appaltanti di limitare la partecipazione a gare d’appalto per
l’affidamento del servizio di riscossione solo a quelle imprese in possesso di
tale requisito, il quale costituisce garanzia di affidabilità e capacità
operativa assicurata attraverso la preselezione operata a monte mediante
l’iscrizione». Viene giudicato pericoloso in un contesto ambientale
“attenzionato” riguardo a certe presenze malavitose affidare la gestione di dati
sensibili ad una società senza i requisiti legali e senza alcuna esperienza.
Contestate anche alcune norme inserite nel regolamento per la disciplina della
Tia, in special modo quella che contempla l’obbligo solidale di pagamento a
carico di tutti i componenti della famiglia. La legge risulterebbe violata anche
per quanto riguarda l’obbligo della messa in liquidazione della società.
Gestione della Tia2, ricorso al Tar di Confcommercio-Ascom Dopo il sequestro
continuano le tensioni intorno all’azienda a partecipazione mista rossella
bersani La società non può gestire il sistema perchè non possiede i requisiti di
legge necessari l’avvocato cerchione e il presidente dell’ascom pezzano Le
indagini sulla Terracina Ambiente vanno avanti, dopo il sequestro preventivo
della società e i due indagati, l’amministratore delegato Valerio Bertuccelli e
il dirigente del dipartimento Ambiente del Comune Luigi Di Mauro, lunedì scorso
i carabinieri hanno ascoltato l’ex presidente della Terracina Ambiente Alfonso
Cangiano, dimesso nel gennaio del 2008. Quello che Cangiano aveva denunciato
riguardo ad alcune irregolarità sull’appalto dei rifiuti, in questi giorni è
stato riscontrato dall’amministrazione giudiziario Teodoro Contardi a cui la
Procura ha affidato l’incarico di amministrare la società
e con essa il servizio.
ma. bo. (da corriere pontino)
51000 [1]

Restano divise le strade del Pd e di Sinistra Ecologia e Libertà. Come era
prevedibile, la candidata a sindaco di SeL, Candida Grenga, è stata rifiutata
dal direttivo dei democratici, che così hanno confermato il loro candidato Mimmo
Zappone.
A
parlare con la maggiore delle forze di opposizione, era andata,
domenica scorsa, una delegazione formata anche da esponenti dell’associazione
‘terracina oggi per domani’, dalle cui file proviene la Grenga, e da cittadini
che appoggiano la proposta di SeL. Proprio una di loro, Franca Maragoni, ha
spiegato ai democratici che quella della Grenga era una candidatura senza
alternative: prendere o lasciare. Il giorno successivo, il direttivo del Pd ha
lasciato e si è tenuto Mimmo Zappone. Il quale, ora, vede la possibilità di
formare attorno al suo nome una coalizione. Pare, infatti, che Rifondazione
Comunista e Italia dei Valori siano disponibili, dopo essere rimaste orfane di
Eugenio Fedele, a sostenere il consigliere comunale democratico. Intanto, SeL,
precisando le modalità con cui è avvenuta la scelta della sua candidata, scrive
in una nota che «in data 11 febbraio si è tenuta non una riunione di segreteria,
ma dell’assemblea degli iscritti di SeL che, a stragrande maggioranza, con solo
due voti contrari, ha approvato di proporre come candidata a sindaco, alle forze
che sostanzialmente si richiamano al Forum Civico di terracina, Candida Grenga.
Così come risulta essere falsa la millantata disponibilità di Sandro Salvadori,
iscritto al circolo SeL di terracina e membro del comitato scientifico nazionale
di SeL, che ci ha autorizzato a parlare anche per suo conto, ad essere inserito
nella discussione aperta con altri partiti quale candidato a sindaco di
terracina». Per concludere, una nota del Pri. I repubblicani affermano che
valuteranno «le aggregazioni per le prossime elezioni amministrative in base a
tre parametri che riteniamo fondamentali: il nome del candidato a sindaco; la
coalizione; il programma di governo da sottoporre ai cittadini».
Andrea Di Lello
filmatiluce [10]


Gianfranco Sciscione è il candidato sindaco della città di Terracina per il
movimento civico “Città Nuove – Con Te”
che fa riferimento alla presidente della
Regione, Renata Polverini. è stato lo stesso imprenditore terracinese a
ufficializzarlo, ieri pomeriggio, al termine del nuovo incontro con la Polverini
che ha fatto seguito al vertice di lunedì sera a Roma in cui si erano gettate le
basi per un nuovo progetto politico locale. Nella mattinata di ieri la stessa
governatrice ha incontrato gli esponenti nazionali e regionali del PdL e quindi
ha varato definitivamente il laboratorio politico Terracina. La candidatura di
Sciscione prevede che la sua lista sia sostenuta anche da altre liste e partiti:
al momento, oltre a “Città Nuove – Con Te”, a sostenere l’imprenditore ci sarà
la lista “Sciscione Sindaco”, mentre nessun accordo è stato raggiunto con il
PdL, come afferma lo stesso candidato sindaco: «Portiamo avanti un progetto
politico e di rinnovamento della città che è nettamente diverso da quello del
PdL che oggi governa Terracina – afferma Gianfranco Sciscione -. Sia chiaro,
quindi, che noi non vogliamo accordi con il PdL che governa oggi la città, se
poi questo partito vuole condividere il nostro progetto politico ci deve prima
dire con quali persone intende farlo. Posso invece già affermare che ci sono
accordi in corso con altre liste e con altri partiti consolidati a livello
nazionale». Un laboratorio politico, quello che fa capo al noto imprenditore di
Terracina, che parte da lontano, ereditando tutta la positiva esperienza delle
passate elezioni regionali quando la Lista Polverini riuscì ad ottenere a
Terracina un lusinghiero risultato grazie al decisivo apporto di Gianfranco
Sciscione. «In questo nostro percorso – continua l’imprenditore – debbo
sottolineare il sostegno e l’apprezzamento, frutto di reciproca stima, dei
consiglieri regionali della Lista Polverini, e l’impegno diretto di Renata
Polverini che sarà a Terracina, tra l’altro, in occasione dell’apertura e della
chiusura della campagna elettorale». Sul fronte del programma la macchina
organizzativa è già al lavoro attraverso una dettagliata ricognizione sul
territorio: «Stiamo valutando lo stato della situazione in città – afferma
l’imprenditore di Terracina – ma i punti fondamentali sono essenzialmente
quattro: sistema sanitario, lavoro e sviluppo economico, servizi sociali,
sicurezza e legalità. La cosa importante, però, è che ora la città ha
l’occasione di cambiare realmente, di scegliere direttamente un sindaco della
città, non scelto dai partiti fuori da Terracina ma dalla gente. Inizia un
processo nuovo per la città, già iniziato con la mia breve esperienza al
Consiglio regionale. In quei mesi ho ricevuto centinaia di persone, cercando di
risolvere i problemi o, comunque, avere una parola di conforto. Il mio impegno e
il mio orgoglio sono di essere vicini alla gente e fare cose per questa città».
(da corriere pontino)
filmatiluce [2]

Alla fine, la tanto attesa fumata bianca è arrivata. Gianni Riccardi e Biagio
Michella sono i nuovi proprietari del terracina Calcio. Una svolta attesa, e per
certi versi insperata, visto quanto successo negli ultimi giorni. La vicenda è
nota. Circa tre settimane fa, i giocatori del terracina, stanchi delle promesse,
non mantenute, dall’ormai ex presidente Fabio De Filippis, rimasero un paio di
giorni senza allenarsi per protesta. La domenica, in casa del Monte San Giovanni
Campano, arrivò un ko clamoroso, 4 a 0, che contribuì a dare la scossa alla
vecchia compagine societaria. Subito, infatti, i nuovi proprietari del club
tirrenico si misero all’opera per la transizione. Un’opera importante, che ha
costretto i nostri anche ad un esborso economico non indifferente. Proprio il
fattore economico, però, ha rallentato l’iter a tal punto che, la scorsa
settimana, il direttore generale Antonio Fragasso, incaricato dalla proprietà di
trovare un acquirente, alla richiesta di un nuovo rinvio di Michella e Riccardi
aveva quasi deciso di interrompere la trattativa e far entrare in scena una
cordata di imprenditori di Roma. Il lieto fine, con la firma sulle carte che
trasferiscono il pacchetto di maggioranza nelle mani dei nuovi proprietari,
però, era solo rimandata di qualche giorno. Ieri l’atteso annuncio che ha messo
fine alla ridda di voci e che dovrebbe consentire alla squadra di vivere un
finale di stagione tranquillo, magari continuando ad inanellare risultati
positivi, come accaduto nelle ultime 4 gare dove sono arrivate 3 vittorie ed un pari.
L. O.
filmatiluce [3]


Incartati sul trasferimento del mercato settimanale, bloccati sul parcheggio
interrato alla Rampa Braschi, fermi sulla destinazione a privati di un piano del
Palazzo della Bonificazione, gli amministratori comunali si consegnano
prigionieri ad un’ennesima vicenda da offesa ad un sito vincolatissimo: il Parco
Pubblico del Montuno.
E, catalizzatori da sempre di malcontenti, Nardi e
compagni si attirano una buona razione di proteste condite anche con qualche
esposto. Nel lato occidentale del Montuno sono in atto delle opere di
sbancamento senza autorizzazione. Grida allo scandalo l’Archeoclub d’Italia, che
scopre un Comune con il vizietto dell’abuso. Una montagna di terra rivoltata, un
muro demolito, alberature abbattute. Ce n’era abbastanza per indurre
l’associazione ambientalista a rivolgersi con un esposto alle varie autorità, la
Procura per prima, denunciando che dei lavori stavano avvenendo «in forma del
tutto abusiva ed irregolare ed in maniera scriteriata e devastante». Un vero e
proprio scempio, consumato all’insegna dell’irregolarità: non esistono le
autorizzazioni della Regione e della Sovrintendenza archeologica, non viene
rispettato il PPE del centro storico in declivio. C’è di più in una frenesia da
sbancamento, finalizzata a realizzare un parcheggio interrato nella zona.
L’amministrazione comunale finisce per disattendere le determinazioni del
consiglio comunale, dal momento che la massima assise pubblica nel maggio
scorso, prendendo atto che un ritrovamento archeologico appena avvenuto impediva
l’edificazione del parcheggio interrato, aveva impegnato Nardi e compagni ad
individuare un sito alternativo e a fare del Montuno un parco archeologico. Ed è
a questo preciso obbligo che si richiama anche Agenda 21, per bocca del suo
presidente prof. Emilio Selvaggi, allarmato per i progetti di parcheggi in aree
verdi, concepiti in barba a tutti i vincoli di legge. Caustico: «Anche nel caso
del Montuno, dice, il sogno/incubo del parcheggio risolutore del traffico
terracinese continua ad aleggiare nelle menti dei troppi competenti
amministratori, non sappiamo quanto coscienti di agire abusivamente».
Ercole Bersani
filmatiluce [4]

La salsiccia chiama, gli intenditori rispondono. Monte San Biagio, comune
collinare della provincia di Latina, sarà imbandito a festa per dare lustro alla
sagra dell’insaccato per eccellenza, quest’anno alla sua settima edizione. Da
venerdì 18 a domenica 20 febbraio, la regina indiscussa del tripudio sarà la
salsiccia pontina al sapore di coriandolo (per l’occasione i semi di questa
spezia verranno ripassati al forno, presentandosi così più croccanti e
compatti).
Pochi ingredienti, ma genuini esaltano il gusto deciso della pietanza: sale,
peperoncino piccante, pepe rosso dolce e vino moscato di Terracina, mescolati in
un impasto tutto da mordere. La minuziosa preparazione del piatto protagonista
fa da padrone: la salsiccia è cotta rigorosamente con il fumo di legna di
lentisco senza l’aggiunta di addensati artificiali. Se non dovesse bastare,
ancora ce n’è. La portata forte non viaggia mai sola: fanno da cornice di sicura
presa, i piatti tipici locali che vanno dalle olive di Gaeta alle alici
sottosale di Sperlonga, passando per la calamita del lago di Fondi ed il
formaggio Marzolina (prodotto con il latte delle capre bianche del comune
rurale).
L’evento sarà impreziosito da tutta una serie di esibizioni particolari: dagli
artisti di strada alla banda locale della ‘fanfara’. Incluso nel pacchetto, una
piccola mostra di auto e moto d’epoca.

filmatiluce [5]

La mafia raccontata agli studenti: va avanti il prezioso progetto che, oltre al
«Filosi», adesso vede anche la collaborazione del «Bianchini» di terracina.

Sabato 19 febbraio alle ore 10e30 nell’aula magna, l’Itc Ugo Di Girolamo
presenterà il suo libro «Mafie, politica, pubblica amministrazione. È possibile
sradicare il fenomeno mafioso dall’Italia?» (Editore Guida, 2009). Laureato in
Scienze Politiche alla Federico II di Napoli, per molti anni Di Girolamo ha
svolto attività politica a Caserta ed è stato consigliere comunale a Mondragone,
osservando «dal vivo» il fenomeno mafioso. Ha pubblicato lavori di analisi
territoriali e collabora con la rivista trimestrale, interprovinciale, «Civiltà
Aurunca».
Ri.Re.
filmatiluce [6]

Giuseppe Mosa è oggi un giovane avvocato di terracina. Quando suo padre Vincenzo
fu ucciso, quella maledetta sera del 2 febbraio 1998 a Sabaudia, era poco più di
un adolescente ma i ricordi, a distanza di tredici anni, sono come
cristallizzati. «Negli ultimi tempi – racconta -, quando andavo a stare con lui
nella villetta di Colle Piuccio mi riferiva dei processi in Calabria e del suo
impegno per lo Snarp. Una volta gli chiesi: ‘Papà, ma tu non hai paura?’. E lui
mi rispose con queste parole: ‘Papà non ha paura di nulla, per fermarmi mi
devono solo sparare’». Forse una frase detta così, come tante volte si usano
espressioni esasperate che certo non corrispondono a qualcosa di concreto. Come
quando si dice «io a quello lo ammazzo» o cose del genere. Ma quel pallettone
conficcato nel petto di Vincenzo fecero assumere a quella frase detta ad un
figlio preoccupato un significato preventivamente sinistro. Giuseppe Mosa è un
giovane professionista, che crede nella giustizia come cittadino e come
avvocato. Anche suo padre era un avvocato: lo hanno ucciso nel buio di via dello
Scopione, nell’elegante residence di Colle Piuccio alle porte di Sabaudia, dove
Enzo, così lo chiamavano tutti, aveva una villetta al mare e quella sera, prima
di rientrare a Roma – dove viveva con la sua seconda moglie Eleonora Giorda e le
loro figliolette -, era passato lì a riprendere i cani. Qualcuno si era
appostato e, appena entrato nel giardino, lo aveva colpito alle spalle con un
colpo esploso da un fucile a pallettoni. Le indagini si indirizzarono subito
verso una pista passionale: per questo omicidio fu processato e assolto fino
all’ultimo grado Mauro Chiostri, ex campione olimpico di canoa, amante all’epoca
dei fatti della giovane moglie dell’avvocato ammazzato. Un buco nell’acqua nella
breve inchiesta dell’allora sostituto procuratore Francesco Lazzaro. «A distanza
di tredici anni – afferma il figlio – non sono emersi nuovi elementi sulla morte
di mio padre, ma sono tanti quelli trascurati dalle indagini svolte allora». La
famiglia Mosa non ha formalmente chiesto alla Procura di valutare se sussistano
o meno i presupposti per una riapertura delle indagini. Non lo ha ritenuto
necessario dal momento che dei dubbi sulla vecchia inchiesta se ne è parlato
abbastanza. La riapertura del caso costituirebbe un atto dovuto, anche di fronte
agli appelli, lanciati da queste stesse pagine nei primi mesi del 2009 dagli
esponenti setini del Movimento libero di Iniziativa sociale, dallo Snarp
(Sindacato nazionale antiusura e riabilitazione dei protestati) e
dall’associazione antimafia Caponnetto. Enzo Mosa era un uomo politicamente
impegnato, un avvocato di terracina che a Roma aveva trovato spazio per le sue
ambizioni professionali votate alla causa sociale. Non a caso approda nel
Sindacato antiusura e nell’Anvu (Associazione nazionale vittime dell’usura). Per
lo Snarp seguì processi importanti nella Locride e nell’Anconetano e a Roma
contro la banda della Magliana. Mosa si costituì parte civile per lo Snarp anche
in un processo nei confronti di Enrico Nicoletti, il «cassiere» della banda
della Magliana. Francesco Petrino, presidente dello Snarp ha ricordato più
volte, a proposito di Mosa, come la «cupola» usuraia scoperta dal lavoro del
penalista fosse stata segnalata al pool dell’antiusura istituito presso la
Procura della Capitale. «Peccato però che a fine anni Novanta – ha commentato -,
proprio quando il pool stava dando risultati molto interessanti fu smantellato».
La ragione va ricercata nella cosiddetta Riforma Amato: un dietrofront rispetto
alla precedente legge antiusura che fissava la misura dei tassi usurai, oltre i
quali i creditori potevano avere diritto solo sul capitale e non più sugli
interessi. Mosa non era uno qualunque, era pieno di risorse anche controverse:
un uomo di destra, della destra sociale che se da un lato combatteva la banda
della Magliana dall’altro stringeva rapporti con chi proveniva dagli ambienti
eversivi. Ma l’inchiesta sul suo omicidio non guardò mai dentro queste pieghe.
La lotta all’usura fu ritenuta insufficiente a motivare l’uccisione di un
avvocato. Nell’informativa di reato a carico di Chiostri si scrisse che
l’eventuale vendetta di un uomo accusato di strozzinaggio sarebbe dovuta
piombare sulla sua presunta vittima e non sull’avvocato di quest’ultima. «Ma è
proprio sull’attività professionale di mio padre – afferma oggi il figlio
Giuseppe – che si sarebbe dovuto indagare. L’attività di mio padre non
riguardava solo lo Snarp. Mio padre era, ad esempio, anche il legale dell’Ifir,
e per questo aveva avuto diversi problemi. Diverse le minacce ricevute anche in
altri ambiti. Forse sarebbe stato utile seguire la pista dei soldi, degli scambi
di denaro». Giuseppe ricorda inoltre gli affari legati nel settore immobiliare.
Un ambito nel quale all’epoca del delitto indagò la Guardia di Finanza senza
però trovare un appiglio per giustificare un pallettone nel petto.
Un’esecuzione, si disse dopo il processo insufficiente a condannare l’ex amante
della vedova di Mosa. Un’esecuzione tipica di un omicidio di mafia. Per il
figlio Giuseppe sono troppi i tasselli che mancano per ricostruire la vicenda.
Il giovane avvocato ricorda quando, a processo in corso, sua nonna ricevette una
telefonata anonima in cui qualcuno le diceva, con la voce di una persona
anziana, di non accanirsi contro Chiostri: «Signora – disse la voce al telefono
- sono stato io ad uccidere suo figlio». Di quella telefonata è possibile ancora
oggi conoscere la provenienza? All’epoca gli avvocati di parte civile ritennero
che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto oppure di un grossolano
tentativo di sviare i sospetti. Oggi Giuseppe Mosa afferma che la cosa più
sensata da fare allora sarebbe stata quella di chiedere i tabulati telefonici.
«Qualche anno fa – ha riferito ancora – in un casolare nella zona di Colle
Piuccio fu ritrovato un fucile compatibile con quello che uccise mio padre.
Sappiamo che è stata fatta una perizia e che la stessa non ha portato a nulla.
Speriamo – ha concluso – che essendo passati ormai 13 anni qualcuno possa
riferire qualche dettaglio che all’epoca per diverse ragioni non tirò fuori». E’
con questo obiettivo che nei prossimi giorni il delitto Mosa sarà oggetto di un
approfondimento giornalistico di Egidio Fia che andrà in onda su Lazio Tv.
Durante la trasmissione saranno presenti il predidente Snarp Francesco Petrino e
l’onorevole Domenico Scilipoti. Petrino, dal canto suo, ha ancora in mente
l’ultima telefonata con Enzo qualche ora prima che fosse ucciso: «Era al suo
studio di terracina – ha ricordato Petrino – e mi disse. Se dovesse succedermi
qualcosa pensa tu a Donatella…». Donatella era una giovane avvocatessa che
lavorava da poco allo Snarp. Perché tanta preoccupazione per lei poco prima di
morire? Un mistero nel mistero che Giuseppe Mosa vuole aggiungere ai tasselli
mancanti.
Rita Cammarone

filmatiluce [7]

«Il Pri valuterà le aggregazioni per le prossime elezioni amministrative in base
a tre parametri che riteniamo fondamentali, il nome del candidato a sindaco, la
coalizione, il programma di governo da sottoporre ai cittadini».
Staranno per
ora alla finestra i quattro consiglieri comunali del Pri, in attesa di
rimpinguare il gruppo con altri due nuovi acquisti. Se dovessero arrivare a sei
sarebbe la compagine più cospicua del partito di La Malfa. In realtà da mesi i
repubblicani stanno raccogliendo adesioni per presentarsi quanto più forti ai
tavoli preelettorali e magari per uscire con una loro candidatura a sindaco. Il
nome che sta circolando in questi giorni è quello dell’ex sindaco Paolo Cerilli.
La vera novità della settimana potrebbe essere quella dell’ex assessore Sandro
Marigliani quale candidato sindaco dell’Udc. Ieri erano insistenti le voci della
formalizzazione a giorni della sua candidatura. Poche settimane fa aveva
pubblicamente detto che avrebbe dato la sua disponibilità solo davanti a un
accordo preventivo con tutti i partiti per costruire insieme una sorta di
comitato di salute, l’unico in grado di far uscire la città dalla crisi in cui
versa. Le condizioni non sarebbero mutate mentre la sua candidatura invece è ora
sul tavolo. Non sembra muoversi di un millimetro la situazione nel Pdl. Sempre
ieri le voci più maliziose indicavano un cambio di poltrona imminente per il
coordinamento cittadino, Mariano De Gregorio al posto di Gianluca Corradini.
Voci tutte da confermare. Non si trova la quadra sul nome del candidato sindaco
vista la situazione ancora di spaccatura tra le diverse anime che compongono il
Pdl. Dopo il ritiro di Eugenio Fedele che ha spiazzato non poco il cartello
trasversale che lo aveva appoggiato, rimangono ufficiali le candidature del Pd
con Domenico Zappone e quella de La Destra con Emilio Perroni.
filmatiluce [8]

Resta molto serio il quadro clinico dell’80enne di terracina urtato lunedì
pomeriggio da un ciclomotore in via Badino, mentre attraversava la strada a due
passi da casa.
Immediatamente soccorso sul posto dai sanitari del 118, A.C. era
stato portato prima al «Fiorini» e poi da lì trasferito nel reparto di
Neurochirurgia del «Goretti» di Latina dove resta ricoverato in prognosi
riservata. Nel punto di via Badino, una delle strade di terracina più
trafficate, dove è accaduto il grave episodio non ci sono le strisce pedonali.
Idem per un buon tratto della strada e in altri punti. O non ci sono del tutto
o, comunque, sono pericolosamente sbiadite. Certamente strade comunali molto
poco attente a quello che il recente Codice della Strada ha definito l’«utente
debole» per eccellenza, per l’appunto il pedone. E’ la giurisprendenza vigente
che invoca tutta una serie di accortezze per evitare situazioni estremamente
spiacevoli. Per esempio il comma 2 dell’art. 190 del Codice della Strada, che
stabilisce che quei pedoni che intendono attraversare la strada possono farlo
solo servendosi di strice pedonali, sottopassaggi e sovrapassaggi. Lasciando
stare le strutture più complesse e ragionando soltanto sulla più semplice
segnaletica orizzontale, le strisce bianche devono stare a non più di 100 metri
dal punto in cui il pedone decide di attarversare. Viceversa, l’utente a piedi è
obbligato a usare le strisce pedonali quando queste si trovino a una distanza
massima di 100 metri. In caso di assenza, devono attraversare solo in senso
perpendicolare e facendo estrema attenzione. Altrimenti in caso di investimento
avranno il concorso di causa in un eventuale processo. Il che vuol dire che il
pedone che non passa sulle strisce, non soltanto rischia la salute, ma anche il
portafoglio. Ma laddove l’attraversamento pedonale manca del tutto o, comunque,
non si ripete per buoni tratti di strade importanti, come nel caso specifico di
via Badino, come si fa? Ci si arma di una buonissima dose di fortuna.
Rita Recchia

filmatiluce [9]


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montuno-distrutto_bis

Per vostra informazione vi allego in questo post la copia dell’esposto che la mia associazione ha presentato in merito alla devastazione in corso d’opera presso il Montuno.

(Paolo, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com)


- Alla Soprintendenza Archeologica per il Lazio
- Alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio
- Alla Regione Lazio – Direzione Regionale Territorio e Urbanistica
- Area Urbanistica e Beni Paesaggistici (Provv. Roma – FR – LT)
- Alla Prefettura di Latina – Area II
- Alla Procura della Repubblica di Latina
- Al Comando della Polizia Municipale di Terracina
- Al Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato

OGGETTO: Terracina: Parco Pubblico del Montuno. Versante di Via Dante Alighieri. Opere abusive di sbancamento del lato collinare occidentale e devastazione area verde protetta. Esposto.

Abbiamo con rammarico appreso in data 7 febbraio 2011 che l’Amministrazione Comunale di Terracina ha avviato nuovamente opere abusive di sbancamento e devastazione naturale nel Parco Pubblico del Montuno, operando anche una demolizione improvvida del muro perimetrale che separa l’area verde dalla strada pubblica, Via Dante Alighieri.

L’intervento, di sproporzionata gravità, ha allarmato la cittadinanza, portando in strada liberi cittadini e associazioni ambientaliste, preoccupati per la costruzione di un parcheggio privo delle legali autorizzazioni in un sito naturale protetto da ben due vincoli:

- Vincolo paesaggistico (D.M. del 17/05/1956), per il quale c’è bisogno del parere e dell’autorizzazione da parte della Regione Lazio;
- Vincolo archeologico (D.M. del 23/11/1965), per il quel occorre il consenso da parte della Soprintendenza Archeologica per il Lazio.

La sconsiderata pervicacia con cui l’Amministrazione Comunale e i dirigenti preposti portano avanti questo delirante progetto, in contrasto con la normativa urbanistica vigente (P.P.E. del Centro Storico in declivio e pianura – Area archeologica portuale, art. 9, tav. 9), poiché approvato in deroga al P.P.E. con la delibera consiliare n. 135/2009, che impropriamente si richiama alla L.R. n. 36/1987, è illegittima perché tale progetto doveva passare attraverso la Regione Lazio per i vincoli su menzionati; è inoltre in contrasto con le stesse disposizioni pattuite con la Soprintendenza Archeologica per il Lazio, in seguito al ritrovamento di importanti strutture antiche dopo i lavori del maggio 2010; la scoperta avrebbe dovuto portare allo studio di un nuovo progetto per la costituzione di un “Parco Archeologico”.

La delibera del Consiglio Comunale di Terracina n. 26/IV del 24 maggio 2010, aveva dato indicazioni piuttosto precise su come procedere, con l’impegno dell’Amministrazione Comunale ad individuare un sito nell’area contermine per la realizzazione del parcheggio nel rispetto del ‘Programma Integrato, Asse Il, Misura 11.1′ ed a predisporre apposito progetto di valorizzazione di un parco archeologico ubicato nell’area verde del Montuno, nonché a reperire i necessari fondi per la sistemazione di un parco archeologico da collegare, come percorso museale all’aperto, con le rovine dell’antico porto traianeo”.

I lavori abusivi di sbancamento inoltre stanno causando gravi problemi di sicurezza all’area interessata dall’abbattimento del muro di cinta del Parco che, sorgendo sostanzialmente su una duna sabbiosa sedimentaria, in caso di condizioni meteorologiche avverse, riverserebbe le sue sabbie di scolo direttamente sulla strada in leggero declivio e lungo il Canale Lungo Linea Pio VI, causando gravi danni all’ambiente e alla viabilità.

Per le gravi inadempienze dell’Amministrazione Comunale di Terracina, chiediamo agli organi in indirizzo di intervenire con urgenza per fermare la devastazione che si sta realizzando ai danni del patrimonio pubblico della collettività, accertando le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, e di provvedere ad una reale messa in sicurezza dell’area , sia dal punto di vista naturale-paesaggistico, sia sul piano culturale-archeologico.

Distinti saluti.

Il Presidente
dell’Associazione culturale
Terracina Rialzati
(Fulvio Carocci)

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filmatiluce [1]

MOSTRA: I PAESI DELLA PEDEMONTANA LUNGO L’ ANTICA LINEA FERROVIARIA VELLETRI-TERRACINA

GRANDE CHIUSURA DELLE 14 MOSTRE (AD OGGI PIU’ DI 3000 PERSONE LA HANNO VISITATA) VELLETRI – ROCCA MASSIMA – CORI – NORMA – BASSIANO – SERMONETA – SEZZE – ROCCAGORGA – MAENZA – PROSSEDI – ROCCASECCA – PRIVERNO – SONNINO – TERRACINA 14° FERMATA DELLA MOSTRA: TERRACINA SABATO 19 FEBBRAIO ORE 17.30 Sala Valadier - l’Istituto Professionale “A. Filosi” – Via Roma, 125

Ai partecipanti, verranno regalate le stampe storiche relative al comune

Il treno e la mostra, si fermano a TERRACINA, esponendo le bellezze del Comune e dell’intero percorso. Continua, così, il percorso del treno “tuppitto”, che ancor oggi, unisce idealmente i comuni della pedemontana, lungo l’antica linea ferroviaria Velletri-Terracina.

DATI SINTETICI DEL PRESENTE PROGETTO :
- GIORNATA DI PRESENTAZIONE PRESSO LA PROVINCIA DI LATINA (MUSEO CAMBELLOTTI)
- 14 MOSTRE PERMANENTI CON 30 STMPE – PIU’ 3 COPIE DI 30 STAMPE PER OGNI COMUNE
- 14 SEMINARI ( UNO IN OGNI COMUNE )
14 GIORNATE DI PRESENTAZIONE ( UNO IN OGNI COMUNE )
VALORI RAPPRESENTATI :
- VALORE ARCHITETTONICO
- VALORE ARTISTICO
VALORE STORICO
- VALORE URBANISTICO
- VALORE CULTURALE
- VALORE PAESISTICO
- VALORE PAESAGGISTICO

IL TUTTO SI PONE IN MODALITA’ DA SOLLECITARE FORTEMENTE L’ATTRATTORE TURISTICO, IN SINERGIA TRA 14 COMUNI E INDICANDO VIE DI SCOPERTA.

- 30 STAMPE PER “MOSTRA COMUNE” STAMPATE IN 33.000 PEZZI COMPRENDENTI:
- 15.400 STAMPE storiche 70 X 100 CM (1000 per 14 tipologie)
- 15.400 STAMPE artistiche 35 X 100 CM (1000 per 14 tipologie)
- 1.100 STAMPE ABACO 1 70 X 100 CM (STAMPE storiche)
- 1.100 STAMPE ABACO 2 70 X 100 CM (STAMPE artistiche)
ELEMENTI RAPPRESENTATI NELLE STAMPE:
- 170 FOTO STORICHE AD ALTISSIMA RISOLUZIONE
- CIRCA 70 PROSPETTI DI EDIFICI STORICI RILEVATI E RIDISEGNATI
- 14 AGGLOMERATI URBANI CON PROFILO MONTI LEPINI ED AUSONI RIDISEGNATI
- NOME DI PRINCIPALI CHIESE E PALAZZI PER OGNI COMUNE
- DATI STORICI – ALTIMETRICI – ED ALTRO DI OGNI SINGOLO COMUNE

Una mostra – comune L’enorme lavoro prodotto (circa 3 anni e mezzo), prende spunto dall’antica linea ferroviaria Roma-Velletri-Terracina, che collegava Roma con Terracina, lungo i piedi dei monti Lepini ed Ausoni. Correndo lungo questo percorso, si analizzano i comuni che venivano serviti e quelli limitrofi: 14 in tutto. L’analisi è di tipo storico, architettonico, urbanistico, culturale, paesistico, paesaggistico, e mira a creare un sistema di comuni per un miglior “attrattore turistico”. L’idea semplice, ma geniale, propone la condivisione di 14 mostre permanenti, legando tra loro i comuni oltre che questi con i territori limitrofi, intesi come: bar, ristoranti, studi professionali, pro-loco, case private e qualsiasi posto presso cui veicolare le 33.000 stampe prodotte, per le 30 diverse tipologie. L’intento è quello di rendere i cittadini, tutti, partecipi della propria storia ed anche dei propri destini futuri. Le stampe, 30 in tutto, si dividono in due grandi gruppi: 15 stampe storiche e 15 stampe sky-line. Stampe storiche: 14 più abaco = 15 stampe storiche La serie delle stampe storiche (14 STAMPE) , più un abaco riassuntivo, visualizzano per ogni comune i principali edifici, rimandando ad una mappa centrale, che li individua sul tessuto urbano. Sulle stesse, sono riportati: dati storici del comune; i nomi delle principali Chiese; i nomi dei principali Palazzi; ed altri dati, utili ad avere una visione sinottica e d’insieme del comune rappresentato. Le foto storiche, circa centosettanta in tutto, sono in gran parte dell’ archivio dell’ amico e collezionista, Luigi Sarallo. Stampe sky-line: 14 più abaco = 15 stampe sky-line Anche le quattordici stampe tipologico-artistiche, sono precedute da una quindicesima di unione: quest’ultima riproduce, al centro, la locomotiva del gruppo 625, gergalmente chiamata “tuppitto”, locomotiva che sbuffava, lungo il tragitto Velletri-Terracina, con le sue linee aggraziate e sinuose, da cui l’altro soprannome di “Signorina”. Questa seconda modalità rappresentativa, ridisegna i principali caratteri tipologici, per ogni singolo comune nella sua specifica stampa. Si individuano, dunque: la linea dei monti a ridosso del paese; l’aggregato urbano; ed una serie di edifici, portali, fontane ed altro, con l’intenzione di tratteggiare il carattere del singolo comune. Gli edifici, circa settanta per le quattordici stampe, sono stati riprodotti con un livello di attenzione fino al singolo capitello: questo per dare possibilità a sviluppi futuri, che possano prevedere la raffigurazione delle stesse trenta stampe, anche in formati di gran lunga superiori, a livello urbano. A monte del lavoro prodotto, delle 33.000 stampe totali, del diverso modo di divulgazione, ci sono motivazioni di tipo sociologico e strategie di più lunga visione. L’idea di promuovere la cultura, mezzo stampe, infatti, ha permesso di rendere possibile il concetto di “museo all’aperto”, ovvero non solo nei luoghi preposti. Sebbene le collezioni, nel loro intero, siano esponibili quasi prevalentemente nei musei, questo non esclude che porzioni di esse, liberamente possano “circolare” per il territorio. Ciò, ha al fine di permettere un reale avvicinamento delle genti alla propria storia ed ha realizzando un continuum fisico-spirituale, ed addolcendo le distanze di qualsivoglia genere. Oltre alla fase di ricerca ed analisi dei dati recepiti, di particolare importanza è , per di più, la modalità di presentazione della documentazione prodotta: in tal senso, le mostre, i cataloghi, le pubblicazioni, hanno sempre inteso tenere conto, da un lato dell’alto valore degli elementi esaminati, e dall’altro della volontà di rendere gli stessi non esclusivi di un pubblico dotto ed accademico, così intendendo divulgare la Cultura quale bene Comune. Il treno “tuppitto” del gruppo 625 Le locomotive a vapore del gruppo 625 FS sono macchine a vapore destinate ad impiego misto merci/viaggiatori su linee acclivi, prodotte per conto delle Ferrovie dello Stato all’inizio del XX secolo . Venivano soprannominate Signorine, per la linea aggraziata e le dimensioni compatte, oltre che per il fatto che all’inserimento in curva “sculettassero”. Hanno avuto grande diffusione sulle linee secondarie, specie per i servizi passeggeri locali. Si tratta di una evoluzione del gruppo 600 , un veicolo molto apprezzato per il passo rigido molto corto e per la flessibilità data dall’innovazione del carrello italiano , che permetteva di ridurre i danni all’armatura della linea in curva grazie alla possibilità di ruotare e traslare lateralmente di 40 mm. Le 625 nacquero dal bisogno delle neonate Ferrovie dello Stato di ottenere in tempi brevi delle macchine multiruolo e il più possibile standardizzate, per cui la soluzione ovvia fu quella di creare un progetto basandosi su veicoli preesistenti: il lavoro venne commissionato all’Ufficio Studi della Rete, che decise di adottare una soluzione a vapore surriscaldato in loco della soluzione a vapore saturo tradizionale, portando ad un incremento netto della potenza del 15%. Aristotele, nella sua opera La Politica, scrive un vero e proprio elogio della polis, che, in quanto comunità di uomini, è superiore al singolo. Qui gli individualismi si armonizzano in un “Comune Sentire”, con l’intento di perseguire mète non raggiungibili da soli.

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terracina-animata-sul-lungomare-anni-50_bis

«Incompetente e pericoloso per i beni che dovrebbe tutelare». Attacco diretto di
Sinistra, Ecologia e Libertà a Luciano Pecchia, assessore alla Tutela e Sviluppo
delle Aree di Interesse Storico, ai Rapporti con gli Enti Sovracomunali, Beni
Culturali e Attuazione del Programma. Pecchia, a parere del segretario di SeL,
Vittorio Marzullo, «oltre che oggettivamente incompetente ed incapace di avere
rapporti proficui con gli enti sovracomunali, è diventato, per conseguenza,
pericoloso per i beni che dovrebbe invece tutelare, valorizzare e gestire
nell’interesse generale della città e dello sviluppo della sua economia
turistica». Per provare la sua tesi, Marzullo, «con il solo imbarazzo della
scelta», afferma di potere attingere ad un’ampia documentazione: «si può partire
dalla regalia a privati del secondo piano del vincolatissimo Palazzo della
Bonificazione Pontina (già bocciato dalla Regione Lazio), allo spostamento del
mercato settimanale nell’area delle “Prebende”( di fronte alla stazione
ferroviaria) con pesante vincolo archeologico; dal parcheggio interrato al di
sotto del Parco Pubblico del Montuno, al parcheggio interrato che si voleva
realizzare al di sotto della ” Rampa Braschi” (bocciato dalle due soprintendenze
competenti); dall’alienazione del terreno comunale in località La Fiora (l’area
è vincolata per la presenza delle strutture del settecentesco Acquedotto del
Fico ed è quindi inalienabile) all’alienazione dell’area e dei resti della
settecentesca ex chiesa di Sant’Andrea (l’area e le strutture sono vincolate e
sono dunque inalienabili)». Secondo Marzullo, dunque, «questo assessore, più che
essere un amministratore del nostro pubblico patrimonio culturale, appare sempre
più come una reale minaccia nei confronti di una delle nostre principali
risorse, come quelle costituite dai beni archeologici, storici, artistici e
monumentali». «Assessore -termina il segretario rivolgendosi direttamente a
Pecchia-, anche se siamo a tre mesi dalle elezioni, non è mai troppo tardi per
dimettersi».
Andrea Di Lello

51000 [12]

Travolto mentre attraversa la strada, 81enne in coma. Era appena uscito di casa,
la moglie al balcone della loro abitazione che lo seguiva con lo sguardo, quando
A.C. 81 anni, è stato investito da uno scooter.
Tutto è avvenuto in pochi
secondi. Erano circa le 17, quando in via Badino il ciclomotore, una Vespa 125
Piaggio condotta dal 25enne G.I. del luogo mentre procedeva in direzione nord ha
investito l’anziano che, cadendo rovinosamente sull’asfalto, ha battuto la testa
contro il gradino del marciapiede in marmo. L’uomo piegato su se stesso, ha
iniziato a perdere molto sangue, rimanendo immobile. Immediato l’intervento dei
commercianti e dei parenti che si trovavano nella zona che gli hanno adagiato la
testa su un cuscino. Per i rilievi è intervenuta la polizia municipale
coordinata direttamente sul posto dal comandante Vincenzo Pecchia, che ha
allertato il 118. All’arrivo degli operatori sanitari, l’uomo era in uno stato
di semi coscienza, dopo le prime cure, è stato trasportato al pronto soccorso
dell’ospedale “Fiorini”. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. Dopo
i dovuti esami è stato accertato lo stato di coma. I medici di turno, dopo avere
accertato un’emorragia cerebrale e la calotta cranica posteriore rotta, hanno
deciso di trasferirlo al “Goretti” di Latina, dove è stato ricoverato nel
reparto di neurochirurgia. Intanto la Vespa è stata posta sotto sequestro, al
vaglio degli agenti della polizia municipale la dinamica dell’incidente, inoltre
il processo d’ufficio nei confronti del giovane, che dovrà rispondere di lesioni
gravissime e che avrebbe dichiarato di non averlo visto. A terra nel punto in
cui stava attraversando l’anziano, non erano presenti le strisce pedonali. Il
tratto di via Badino interessato dall’incidente è rimasto chiuso al traffico per
circa un’ora per permettere agli agenti di poter effettuare i rilievi del caso.
(dal Corriere Pontino)
51000 [2]

Accusata di abusivismo e devastazione del parco del Montuno, l’amministrazione
Nardi prova a difendersi.
L’Ufficio stampa del Comune, infatti, rende nota una
lettera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza per i
Beni Archeologici del Lazio), arrivata lo scorso novembre in Municipio dopo il
ritrovamento sulla ‘Collinetta’ di un muro di età romana nel corso dei lavori
per la realizzazione di un parcheggio interrato. Nella missiva, a firma della
Soprintendente Marina Sapeli Ragni e del funzionario responsabile Nicoletta
Cassieri, la Soprintendenza si dice «non a priori contraria a individuare una
soluzione che, da una parte, consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor
capienza di posti auto e che, dall’altra, assicuri la piena tutela della
testimonianza antica». Nella lettera, si aggiungeva, che, «al fine di
scongiurare l’eventualità di obliterare ulteriori resti presenti nell’interro,
si ritiene di dover effettuare specifiche verifiche al di sotto della quota
raggiunta dalla precedenti trincee attestatesi alla profondità di tre metri». La
Soprintendenza, dunque, imponeva come condizione per la continuazione dei lavori
l’esecuzione nell’area di accertamenti mirati a individuare l’esistenza di
eventuali altre strutture antiche. «Si precisa inoltre fin da ora – termina la
lettera – che il progetto di variante dovrà tener in considerazione anche un
intervento conservativo sul muro in questione e la mitigazione dell’impatto
visivo mediante il ripristino del profilo d’altura». A questo proposito,
l’Ufficio Stampa spiega che «l’Amministrazione, rispetto anche a quanto
affermato in Consiglio comunale, ritiene in questa fase di dover portare alla
luce tutti gli eventuali reperti storici esistenti, salvo elaborare
successivamente un progetto definitivo dell’area in questione». Il riferimento
al consiglio comunale riguarda il deliberato del maggio 2010, con cui
l’assemblea, quasi all’unanimità, impegnava il sindaco a fare del Montuno un
parco archeologico, costruendo il parcheggio in una zona contigua. La nota
dell’Ufficio Stampa, se chiarisce come intende muoversi l’amministrazione Nardi
da ora in poi, non fuga i dubbi circa le ragioni che hanno portato, la scorsa
settimana, all’improvvisa riapertura del cantiere. C’è da dire che Franco
Ferrari, assessore ai Lavori Pubblici, interpellato, dichiarava che si stava
procedendo alla realizzazione del parcheggio. Le opere di sbancamento, inoltre,
risultano esorbitanti rispetto alle verifiche richieste dalla Soprintendenza, la
quale, come sostiene l’Archeoclub nel suo esposto alla Procura della Repubblica,
non era neanche stata informata.
Andrea Di Lello
51000 [3]

Il parco pubblico del “Montuno” immerso nella storia. «Come risulta dalla
relazione a firma del dott. P.C. Innico che ha seguito i lavori di scavo -
spiegano la dottoressa Maria Sapeli Ragni della Soprintendenza per i beni
archeologici del Lazio e il funzionario responsabile Nicoletta Cassieri- e come
direttamente riscontrato sul versante nordovest della collina, è stata accertata
la presenza di un poderoso muro in opera mista che è stato parzialmente
riportato in luce per un’altezza di 3,50 metri dal piano di spiccato e per la
lunghezza di 15 metri. Un saggio condotto a est della struttura ha permesso il
raggiungimento del livello antico, situato a oltre 5 metri di profondità
rispetto alla parte mediana del declivio del colle. Se al momento ogni
interpretazione funzionale del manufatto, databile al I-II secolo d.C. risulta
del tutto prematura, la sua presenza sembra confermare l’ipotesi avanzata a
seguito di recenti prospezioni geologiche dell’esistenza di strutture sepolte al
di sotto del “Montuno”, formazione da attribuire a depositi sabbiosi di spiaggia
e a sedimenti eolici analogamente alle altre dune costiere». Sottolineano
inoltre nel documento, che tale Soprintendenza non è contraria a individuare una
soluzione, che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e che dall’altra assicuri
la piena tutela della testimonianza antica, come per il muro che dovrà essere ben
conservato e visibile.
(dal Corriere Pontino)
51000 [4]

Di nuovo ladri a scuola. Dopo il colpo messo a segno ai danni dell’asilo «Mille
colori» di Borgo Hermada, i soliti ignoti sono ritornati…dietro i banchi. Ieri
mattina il personale di un asilo privato di via Bottasso ha scoperto la
sgradevole incursione notturna. I furfanti avrebbero forzato una finestra della
scuola, tra l’altro raggiungibile attraverso una stradina interna alla più
grande via Bottasso, e una volta dentro si sono dati da fare. Ladri fortunati
quelli della scorsa notte, visto che hanno trovato un bottino di circa un
migliaio di euro sistemato nell’armadietto all’in- D terno di una stanza a uso
ufficio dell’asilo. Probabilmente una specie di fondo cassa. Soldi a parte,
nient’altro sarebbe stato portato via dalla scuola. Subito dopo aver scoperto il
furto oramai avvenuto, sono state allertate le forze dell’ordine che hanno
eseguito i rilievi di rito utili ad avviare le indagini. Nemmeno due settimane
fa era accaduto un episodio simile ai danni dell’asilo nido comunale di Borgo
Hermada dove i ladri avevano forzato, anche in quel caso, una finestra e si
erano intrufolati, rubando attrezzature e coperte.
Ri.Re.
51000 [5]

La Laziomar tenga conto anche di Terracina
Nel progetto della < Laziomar>, la nuova società di navigazione laziale che
dovrà assicurare il collegamento con le isole dell’arcipelago pontino, si tenga
conto anche di Terracina. Ora che è stato sottoscritto con la Regione Lazio il
contratto con cui la Caremar trasferisce alla Laziomar il ramo d’azienda che si
occupava dei collegamenti marittimi con le isole ponziane, mi sembra logico
chiedere che il porto di Terracina venga preso in maggiore considerazione dalla
Laziomar, visto che dopo San Felice Circeo è il porto più vicino alle isole.
Spero che i dirigenti della Laziomar e il futuro socio privato seguano questo
consiglio sia per dare un servizio veloce ed efficiente sia per una riduzione
dei costi. La nuova amministrazione di Terracina dovrà invece impegnarsi nel
migliorare tutti i servizi a terra necessari per chi si deve imbarcare per le
isole, dai bagni ai parcheggi a lungo termine ai collegamenti con la stazione
ferroviaria e della stazione degli autobus.
Emilio Perroni

51000 [6]

Terracina come importante laboratorio politico a livello regionale nelle
prossime elezioni amministrative.
Si inquadra in tale contesto l’incontro di
ieri pomeriggio a Roma tra la governatrice del Lazio, Renata Polverini, e
l’imprenditore di Terracina Gianfranco Sciscione, che alle scorse elezioni
regionali è stato candidato ed eletto con la Lista Polverini ed in seguito
uscito dal Consiglio regionale per questioni burocratiche. Più di un’ora di
cordiale colloquio in cui sono stati approfonditi i temi politici legati
all’imminente appuntamento elettorale. Renata Polverini ha ribadito di tenere
molto a Terracina, città che alle regionali ha regalato molti voti alla sua
lista, un lusinghiero 16% che rappresenta la percentuale più alta nei centri
dove, insieme alla Lista Polverini, era presente anche il PdL. Insomma,
Terracina come laboratorio politico per partire dal territorio e allargare anche
agli altri centri i progetti e programmi di “Con te”, la formazione politica
della governatrice. La Polverini procederà nei prossimi giorni ad un ampio giro
di consultazioni politiche, incontrando soprattutto i rappresentanti regionali e
nazionali del PdL, con l’obiettivo di designare una figura di grande
autorevolezza come candidato sindaco per Terracina. Gianfranco Sciscione si è
detto disponibile a proseguire nella comune strada politica con la Polverini per
portare avanti, a vari livelli, un progetto importante per la città di Terracina.
(dal Corriere Pontino)

51000 [10]

Paura ieri mattina intorno alle 11 in via Ponte Colonna nella zona di
Camposoriano, dove una caldaia esterna ad un’abitazione improvvisamente è andata
a fuoco.
L’allarme è stato lanciato da un passante quando ha visto una notevole
presenza di fumo avvolgere l’intera area. Sul posto vigili del fuoco che hanno
provveduto a spegnere le fiamme ed i carabinieri della locale compagnia che
hanno cercato di rintracciare la proprietaria che in quel momento non era
presente in casa. Per fortuna grazie all’intervento tempestivo della squadra dei
vigili del fuoco i danni sono stati limitati.
(dal Corriere Pontino) ma. bo.
51000 [7]

La troupe del programma televisivo “Sereno Variabile”, in onda su Rai 2 il
sabato alle 17, arriverà in città per realizzare una puntata che avrà come tema
la pesca e tutto ciò che riguarda il comparto della marineria a Terracina.

L’arrivo, forse anche del giornalista Osvaldo Bevilacqua, è previsto per
mercoledì, con il comandante della capitaneria di porto Floriana Segreto. La
troupe salirà sulla motovedetta per realizzare interviste e relative immagini
necessarie per la puntata. Poi gli operatori si sposteranno a bordo del
peschereccio del presidente della cooperativa “La Sirena” Domenico Monti per
filmare tutte le fasi che riguardano l’attività della pesca, non mancherà di
certo una breve visita all’asta del pesce.
(dal Corriere Pontino)
51000 [8]

Pattugliamenti e posti di blocco su strada nella notte a cavallo tra sabato e
domenica dei carabinieri del Nor, della locale compagnia diretta dal comandante
Alessandro Giordano Atti, su tutto il territorio di Terracina, finalizzati in
particolar modo ad accertare le violazioni in materia di guida in stato di
ebbrezza. Sono state controllate 15 persone, perquisiti 2 veicoli, elevate 3
contravvenzioni e decurtati 40 punti sulle patenti di guida. Sono state
denunciate anche due persone: una per guida sotto l’effetto di sostanze
stupefacenti, l’altra in stato di ebbrezza. Ad entrambe è stata anche ritira la
patente. Inoltre un 32enne di Terracina è stato fermato nel comune di Formia e
denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dagli
accertamenti eseguiti presso l’ospedale di Formia, l’uomo è risultato positivo
ai cannabinoidi. Oltre alla patente, è stata sequestrata anche la vettura.
Controlli a tappeto dei carabinieri: due denunciati
(dal Corriere Pontino)  ma. bo.

51000 [9]

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terracina-cartolina-multipla-5-viste-anni-60_bis

«Senza alcuna autorizzazione, in contrasto con le norme urbanistiche, senza
informare la Soprintendenza, senza rispettare il deliberato del Consiglio
comunale».
L’amministrazione comunale, insomma, «ha avviato le opere di
devastazione del parco pubblico del Montuno calpestando ogni norma». Non per
niente l’Archeoclub si è rivolta alla Procura della Repubblica (ma anche alle
Soprintendenze, alla Regione, al Prefetto e al Corpo Forestale) con il suo
esposto in cui denuncia le «opere abusive di sbancamento» cominciate
all’improvviso la scorsa settimana nell’area che l’assemblea consiliare ha
destinato a parco archeologico con la deliberazione del 24 maggio 2010. Partito
con finalità a dir poco ambigue (si intendeva realizzare, a dispetto di tutti e
tutto, il parcheggio interrato del progetto originario?), l’intervento è stato
poi ricondotto sotto il controllo della Soprintendenza, che dovrebbe
trasformarlo nel previsto saggio mirato a verificare l’esistenza di altri resti
romani, oltre il muro trovato nel maggio del 2010. Ciò che per l’Archeoclub è
certo è che i lavori «non potevano essere avviati in coincidenza (o con il
pretesto) dei nuovi saggi richiesti dalla Soprintendenza Archeologica per il
Lazio, poiché tali saggi, per norma, sono in genere specifici, realizzati su
superfici limitate, precedono sempre le opere e, molto spesso, ne determinano la
modificazione del progetto o il suo annullamento». Ad ogni modo, si legge
nell’esposto, l’intervento in questione «è privo di autorizzazione da parte
della Regione Lazio, essendo l’area tutelata da un apposito vincolo
paesaggistico; è privo di autorizzazione da parte della Soprintendenza, essendo
l’area tutelata da un apposito vincolo arecheologico». E non è finita.
L’intervento, infatti, «non è consentito, poiché contrasta con la normativa
urbanistica vigente (Ppe del centro storico in declivio e pianura), mentre la
variante comunale allo stesso Ppe non poteva essere adottata con procedura
semplificata, ma con quella ordinaria attraverso la Regione Lazio, essendo
l’area gravata da un doppio vincolo di tutela ministeriale». L’Archeoclub
termina chiedendo di «fermare lo scempio» (vale a dire di sequestrare il
cantiere) e di accertare le responsabilità. Sul caso si registra anche una presa
di posizione di Agenda 21, che, con il presidente Emilio Selvaggi e il
segretario Sergio Giaforchetti, in una lettera agli amministratori, ai vigili
urbani e alla Forestale, esprime il sospetto che «in qualche Assessorato si
annidi ancora un retropensiero del genere: “Sbanchiamo tutto e, quando si vedrà
che sotto ci sono soltanto quattro sassi, ci troveremo lo scavo del parcheggio
già bello e fatto”». «Queste preoccupazioni – continua Agenda 21 – sono
difficili da eliminare visto lo stato di abbandono in cui versano quasi tutti i
parchi di terracina, preda di vandalismi, di mancanza di interventi straordinari
e di custodia». «Qui non si tratta -termina la lettera- della “normale
manutenzione, del verde”, che pure potrebbe essere migliorata, ma dell’assoluta
mancanza di una politica del verde pubblico (e privato) che rispetti un Piano
Generale del Verde Pubblico».
Andrea Di Lello

50000 [4]

Gli scavi al “montuno”, gli atti ufficiali
In merito al programma integrato d’intervento per lo sviluppo del litorale del
Lazio, che prevede per Terracina (loc. Montuno) la realizzazione di un
parcheggio in zona a “verde pubblico”, si porta a conoscenza degli organi di
stampa la missiva ricevuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali
(Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio) a firma dalla Soprintendente
Dott.ssa Marina Sapeli Ragni e del funzionario responsabile dott.ssa Nicoletta
Cassieri. “… Come risulta dalla relazione a firma del dott. P.C. Innico che ha
seguito i lavori di scavo trasmessa da codesto Comune e come direttamente
riscontrato da questa Soprintendenza, sul versante nord-ovest della collina, nel
punto di minor pendenza, è stata accertata la presenza di un poderoso muro in
opera mista che è stato parzialmente riportato in luce per un’altezza di m. 3.50
dal piano di spiccato e per la lunghezza di m. 15, oltre la quale mostra di
continuare nel fianco est dell’altura … Un saggio condotto a est della
struttura ha permesso il raggiungimento del livello antico, situato a oltre 5
metri di profondità rispetto alla parte mediana del declivio del colle. Se al
momento ogni interpretazione funzionale del manufatto, databile al I-II secolo
d.C. risulta del tutto prematura, la sua presenza sembra confermare l’ipotesi
avanzata a seguito di recenti prospezioni geologiche sell’esistenza di strutture
sepolte al di sotto del “montuno”, formazione da attribuire a depositi sabbiosi
di spiaggia e a sedimenti eolici analogamente alle altre dune costiere. Ciò
premesso, questa Soprintendenza non è a priori contraria a individuare una
soluzione che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor
capienza di posti auto e che dall’altra assicuri la piena tutela della
testimonianza antica. Al fine però di scongiurare l’eventualità di obliterare
ulteriori resti presenti nell’interro, si ritiene di dover effettuare specifiche
verifiche al di sotto della quota raggiunta dalla precedenti trincee attestatesi
alla profondità di m.3. Si precisa inoltre fin da ora che il progetto di
variante dovrà tener in considerazione anche un intervento conservativo sul muro
in questione e la mitigazione del’impatto visivo mediante il ripristino del
profilo d’altura …”. Questo quanto scrive (in stralcio) ufficialmente la
Soprintendenza il 2 novembre 2010. L’Amministrazione, rispetto anche a quanto
affermato in Consiglio comunale, ritiene in questa fase di dover portare alla
luce tutti gli eventuali reperti storici esistenti, salvo elaborare
successivamente un progetto definitivo dell’area in questione.

50000 [5]

Queste elezioni sono vitali per Terracina, che compromessa da una situazione che
tutti sappiamo, ha la necessità di scegliere la persona giusta.
Se sbagliamo
ancora, il prezzo da pagare sarà veramente troppo alto. Siamo nuovamente di
fronte ad una scelta, una scelta che questa volta ci offre due opportunità:
quella di poter avere un sindaco che sia tale e, quella non secondaria, di poter
estirpare un apparato politico burocratico che ha letteralmente smantellato una
città. Ma dobbiamo scegliere in piena autonomia, senza imposizioni dall’alto,
per farci rappresentare da chi abbia le doti giuste per risollevare il
carrozzone Terracina. Fermiamoci un attimo a considerare l’incredibile arrogante
sfrontatezza di questi politici a sistema blindato che ci hanno sempre
raccontato come la politica sia servizio. Ed infatti il servizio ce lo hanno
fatto, e che servizio! Si sono aumentati stipendi e dati ogni genere di benefit,
hanno viaggiato, telefonato e banchettato a spese dei contribuenti, mentre a noi
chiedevano di tirare la cinghia riempiendoci di burocrazia, mondezza e tasse.
Vivono nel lusso ed in giro raccontano dispiaciuti di come il cittadino non
arrivi alla terza settimana del mese. A loro va tutto bene ed a noi va tutto
storto. Fino a quando vogliamo farci prendere in giro? Non siamo ancora stanchi
di essere presi per i fondelli, di essere manovrati da persone che non hanno
prodotto mai nulla se non danni? Da cialtroni tutto simbolo di partito e
chiacchiere? È vergognoso ciò a cui stiamo assistendo in questo scorcio di fine
consigliatura: sindaco, assessori e funzionari, che oltre ad essere da noi
strapagati al di la di ogni loro merito e qualità, sono animati da sacro furore
nel contrastare chiunque osi proporsi come alternativa, nel terrore che arrivi
qualcuno capace di dimostrare l’inutilità delle loro sterili teste. Ad ogni
elezione indossano la maschera dei moralizzatori della politica, ma ormai sono
nudi come il re della favola, perché oggi sappiamo che la loro vera maschera è
quella di Brighella e Pulcinella, che non avendo morale la fanno agli altri. Il
cambiamento che tutti auspichiamo sarà solo utopia se non ci liberiamo di questi
personaggi. I tempi che viviamo richiedono alla guida della città una persona
che abbia la consapevolezza come d’ora in poi, ogni attimo di tempo perso è un
tempio che nemmeno il Padre Eterno può più ricostruire, una persona dotata di
esperienza, tenacia, volontà e capacità concretizzatici, e che ci liberi da
tutti questi maneggioni che attraverso meccanismi e marchingegni architettati
all’ombra di simboli ed etichette, hanno fino ad oggi solo sfruttato la nostra
buona fede.
(dal corriere pontino)

50000 [6]

«Ho lavorato per oltre due anni presso una azienda agricola di terracina -
racconta Jasbir, poco più che 25enne, parlando a stento l’italiano – Dovevano
darmi 2.500 euro ma, dopo aver ricevuto la metà del compenso, sono stato
cacciato via».
«Il padrone – ha proseguito il giovane con lo sguardo nel vuoto -
mi ha minacciato e detto di avermi dato anche troppo». Una storia triste quella
di Jasbir, molto simile ai racconti di tanti altri punjabi arrivati in Italia
con chissà quali prospettive, compiaciuti di prendere 3 euro l’ora considerata
una somma davvero alta (in India uno stipendio medio-basso si aggira attorno ai
500 euro al mese) per ritrovarsi sfruttati e senza soldi. Le cose sono invece
diverse per coloro che sono arrivati prima della legge Bossi-Fini. E’ il caso di
Sing, indiano presente a borgo Hermada da oltre 20 anni. Questo uomo ha iniziato
a lavorare come bracciante, poi ha ottenuto il permesso di soggiorno e, infine,
ha deciso di aprire un supermercato indiano assieme alla sua famiglia. Adesso è
diventato un punto riferimento per i tantissimi connazionali che continuano ad
arrivare al borgo. Ad occuparsi di queste e molte altre situazioni simili è lo
sportello Flai-Cgil che si trova a borgo Hermada, nel comune di terracina. Qui è
preziosa la collaborazione di Nanda (indiano presente in Italia da moltissimi
anni) che fa da intermediario tra il sindacato e gli indiani. «Arrivano persone
di tutte le età – ha spiegato Nanda – dai 20 anni in su. Una volta è venuto a
chiederci aiuto un uomo di 69 anni. Qui a borgo Hermada ci sono tantissimi
punjabi. Parliamo di circa 3.000 persone che ogni domenica si riuniscono nei 4
templi distribuiti su tutta la provincia di Latina». Il colloquio con Nanda è
continuamente interrotto da un via vai di stranieri che arrivano allo sportello
per chiedere consulenza. «Queste due persone che sono appena andate via – spiega
Nanda appena libero – hanno lavorato sei anni da un datore che non li ha mai
pagati. Hanno provato a chiedere soldi ma sono stati minacciati ed esortati a
non farsi più rivedere da quelle parti». A peggiorare la situazione è anche la
posizione di questi extracomunitari costretti spesso a vivere nella
clandestinità. Lo sportello Flai-Cgil è aperto martedì, giovedì e sabato dalle
16 alle 20.
M.P.

50000 [7]

Un tempo per parte e pareggio sostanzialmente giusto tra Diana Nemi e terracina
nel match di ieri matitna al Le Colombe di Nemi.
Gli ospiti hanno menato le
danze soprattutto nel primo tempo creando diverse palle gol, ma nella ripresa
hanno subito le folate di un Diana Nemi molto più voglioso di vincere. E alla
fine sono proprio i padroni di casa a dover recriminare di più, con Marconi che
ad inizio ripresa sciupa banalmente un calcio di rigore che poteva cambiare le
sorti dell’incontro. Come già accennato, nel primo tempo il terracina fa la
partita e al 6′ Marzano riesce a battere Segna, ma su segnalazione
dell’assistente l’arbitro annulla per fuorigioco. La risposta del Diana è tutta
in una pregevole azione di Marconi all’11′ conclusa con un destro a rientrare
che sfiora l’incrocio di poco. C’è comunque molto agonismo in campo, gli ospiti
hanno un’altra occasione nitida al 24′ con Marzano che serve Reppucci, esterno
destro della punta e palla che centra il palo. La gara col passare dei minuti
cala d’intensità, e nella ripresa al 3′ sono ancora gli ospiti a sfiorare il
vantaggio con un colpo di testa in avvitamento di Marzano che termina fuori dal
bersaglio. Ma all’8′ Trillò respinge con una mano un cross basso di Gatta,
episodio da moviola con l’arbitro che concede il rigore. Dal dischetto si
presenta Marconi che osa troppo tentando il cucchiaio, palla che centra la
traversa e torna tra le braccia di Cuomo. Scampato il pericolo gli ospiti si
fanno vedere di nuovo al 15′ con un pallonetto dal limite di Marzano che
lambisce il palo. L’errore di Marconi sembra però svegliare il Diana che si
getta in avanti, spinto dalla necessità vitale di una vittoria scaccia crisi, ma
il risultato non cambia.

50000 [8]

Il “Fisco mette le ruote” è una delle iniziative realizzate dalla direzione
regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate per avvicinare il Fisco alla
collettività, mettendo a disposizione dei contribuenti un camper adibito ad
ufficio “mobile”, per servire chi risiede in località ove non sono operative
strutture stabili dell’Agenzia.
Un progetto importante subito accolto dal
sindaco Stefano Nardi, che ha delegato l’assessore Franco Ferrari a seguire e
organizzare congiuntamente con l’Agenzia delle Entrate, la presenza dell’ufficio
mobile prevista dal 1 al 4 marzo prossimo. Una prima riunione operativa si è
svolta in Comune nei giorni scorsi tra i dirigenti della direzione provinciale
dell’ufficio di Latina Maurizio Campagnone, Francesca Nicosia e lo stesso
assessore Ferrari. “Il tour 2011 che ha in scaletta un miriade di tappe in giro
per l’Italia – afferma l’assessore Franco Ferrari – inizia dalla nostra città
perché è stata ritenuta dalla direzione regionale luogo ideale per numero di
abitanti, bacino di utenza e posizione geografica: ubicata a metà strada tra
Latina e Formia, sedi istituzionali operative dell’Agenzia delle Entrate.
Durante la permanenza dell’ufficio mobile a Terracina e grazie al collegamento
telematico con l’anagrafe tributaria, i cittadini avranno la possibilità di
ricevere i servizi quotidianamente offerti, quali l’assistenza alla compilazione
e trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, il rilascio dei codici fiscali,
partite Iva e tessere sanitarie, informazioni sulla posizione fiscale”. Insomma,
come affermano i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, con l’iniziativa “Il
Fisco mette le ruote” si parte per un itinerante viaggio sempre più al servizio
del cittadino.

50000 [9]

Trasferire gli uffici ospedalieri all’esterno della struttura sanitaria.
Potrebbe essere questa una soluzione all’ormai annoso problema del
sovraffollamento del nosocomio locale, che comporta la difficoltà di trovare
spazi per l’assistenza vera e propria. A pensarla così è l’ex assessore comunale
dottor Pietro Serra, esponente della lista Con Te. «Purtroppo -spiega Serra- la
AUSL effettua solo una gestione sanitaria ordinaria, senza arrivare a fare delle
scelte. Quello che è emerso anche a seguito della visita con la Mandarelli è che
molti spazi interni all’ospedale sono utilizzati come uffici amministrativi.
Prima servivano per il day hospital. La soluzione potrebbe essere quella di
creare uno spazio da adibire ad uffici all’esterno della struttura, nell’area
parcheggio. Così facendo si verrebbe a liberare un’ala da adibire ai servizi per
il territorio. Si tratterebbe di un’attività di supporto al pronto soccorso,
affidata ai medici di base con il compito di gestire tutti i codici bianchi e gialli».
(dal corriere pontino)

50000 [10]

Genitori che si improvvisano imbianchini nella scuola frequentata dai loro
figli.
E’ quanto sta succedendo nella scuola elementare di via delle Arene (ex
IV circolo) su iniziativa del professore di musica Giuseppe De Santis. «L’aula
dove avrei dovuto tenere le lezioni -spiega il docente- non mi è piaciuta fin da
quando l’ho vista per la prima volta. Era buia, scura. Una scuola di bambini
deve essere dei colori dell’arcobaleno. Così ci siamo rimboccati le maniche ed è
venuto fuori un laboratorio di musica di un bellissimo azzurro rilassante».
L’iniziativa però non si è fermata qui. Molti genitori, pur di offrire ai propri
figli un ambiente piacevole, si sono impegnati in prima persona e hanno già
sistemato tre aule (compreso il laboratorio). E l’iniziativa di volontariato continua.
(dal corriere pontino)

50000 [1]

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terracina-giornale-del-1943_bis

Visto come vanno le cose, Terracina non è un paese normale». Sono le parole del
presidente di Agenda 21, il professor Emilio Selvaggi, dopo la ripresa dei
lavori nel parco del Muntuno, interrotti mesi fa, quando fu rinvenuto un muro
romano, dove dovrebbe nascere un parcheggio. «In un paese normale – spiega
Selvaggi -, che per di più ha la fortuna di avere un patrimonio storico di
almeno 25 secoli, ci si aspetterebbe che gli amministratori, avessero quel
minimo di conoscenze del territorio e, laddove così non fosse, avessero,
quantomeno, l’umiltà di ascoltare i consigli di chi da anni si dedica solo a
questo. Qui, anche a voler escludere la malafede di certi amministratori, si
finisce per scambiare la legittimazione politica ed amministrativa con
l’onniscienza tecnica e si cade nella violazione di tutti i vincoli di legge.
Come spiegare altrimenti certi progetti di parcheggi in storiche aree verdi come
il Montuno, la Rampa Braschi o, nell’area compresa tra l’Appia e Via dei Volsci?
La frammentazione delle competenze e la girandola degli incarichi tra
assessorati e funzionari crea le premesse per il solito “scaricabarile” delle
responsabilità. Il caso della ripresa dei lavori sul parco del “Montuno” in
questi giorni ne è forse il caso più eclatante». Selvaggi evidenzia come sarebbe
bastata una trasparente conferenza stampa in cui un unico competente
amministratore avesse spiegato le tappe successive dei lavori. «Diventa
difficile eliminare il sospetto che in qualche assessorato si annidi ancora un
retropensiero del genere: “Sbanchiamo tutto e, quando si vedrà che sotto ci sono
soltanto quattro sassi, ci troveremo lo scavo del parcheggio già bello e fatto”
» ha aggiunto. Sul degrado che regna nei parchi e l’assoluta mancanza di una
politica del verde pubblico (e privato), il Forum di Agenda 21 Locale ha
elaborato un progetto, da tempo inviato al Comune. Le aree verdi rivestono
grande valore per la qualità di vita dei cittadini e turisti e meritano un’attenzione
più adeguata.
(da corriere pontino)

49000 [38]

Ritorna ad incantare gli sguardi l’affresco di un angelo orante trovato
all’interno della Cattedrale di San Cesareo, sull’arco in corrispondenza della
cappella dell’Annunziata.
è databile al 1500 circa e i suoi colori sono di una
vivacità impressionante. Si presuppone che, dalla parte opposta, in simmetria,
ci sia un altro angelo. Si tratta dell’ultima scoperta effettuata durante i
lavori di restauro (sono curati dalla ditta Di Leta), che stanno proponendo la
cattedrale come una vera miniera di antichità. Non è di poco tempo fa la
scoperta, nel piccolo abside alle spalle dell’altare, di un affresco trecentesco
dal rosa intenso, raffigurante la Beata Brigida regina di Svezia. Inoltre le
maestranze hanno rinvenuto anche un passaggio tra la chiesa e l’episcopio. Non
parliamo, poi, della sensazionale scoperta del Capitolium romano. «Ora siamo in
attesa che la Regione Lazio prenda una decisione in merito alla nostra richiesta
di un finanziamento di 700mila euro per l’ultimazione dei lavori -spiega
l’ingegner Falcone-. Rimangono da restaurare le parti in marmo, sostituire la
pavimentazione degli inizi del ’900 in marmittoni e restaurare gli elementi
lignei che si trovano in due cori (quello della cappella di San Giuseppe e
quello dell’abside), corrosi dalle tarme». Se arrivasse quest’ultima trance di
finanziamenti (finora sono stati spesi 1,5 milioni di euro con fondi regionali,
della Cei e parrocchiali), i lavori potrebbero essere finalmente ultimati. La
cattedrale aveva proprio bisogno di un restyling, dal momento che l’ultimo
risale al 1729.

49000 [39]

Appartengono alla categoria delle obbligazioni, titoli emessi per ottenere
finanziamenti.
E il Comune di Terracina, che da 20 anni cerca iniezioni di
denaro per finanziare il debito pubblico, ne ha fatto il suo buon uso. Ammontano
a quasi 30 milioni di euro i Boc, Buoni obbligazionari comunali emessi dall’ente
municipale per finanziare un investimento. La banca li ha acquistati ormai circa
dieci anni or sono, proponendoli ai suoi clienti, e il Comune ha ottenuto i
soldi. Un mucchio di soldi, che sono serviti a fare investimenti su
opere pubbliche. Oggi, quali siano le opere finanziate con quei soldi, non è
dato sapere. Più certo è che quei Boc siedono tra i debiti del Comune, insieme
agli Swap e all’altra finanza creativa. Tra un’avvice ndamento e l’altro di
assessori e dirigenti, ci si era quasi dimenticati di questi Boc. A ricordarli è
stata la banca stessa, quando di recente il Comune, ancora una volta a caccia
mutui, ha inoltrato la richiesta. E invece, disco rosso: l’ente già esposto con
i Boc (da restituire con gli interessi) è nella lista nera dei pagatori. Niente
mutuo. Ad onor del vero qualcosa di questi debiti è già stata restituita. Si
calcola che dei 55 milioni di debito compresi tra mutui con la Cassa depositi e
prestiti, Boc e Swap, nel corso del 2010 il Comune è riuscito a pagare 3 milioni
e mezzo di euro, più 1,5 milioni di euro di interessi. Ma il passivo del Comune
purtroppo non si riduce a questo. Ai 55 milioni di debito per mutui devono
aggiungersi altri 20 milioni di euro contratti con il ricorso alle famigerate
«factoring», sparse un po’ ovunque. Questi strumenti finanziari, a differenza
dei mutui, non hanno una scadenza fissa ma in compenso si gonfiano di interessi
man mano che passa il tempo e per questo motivo rappresentano una delle insidie
peggiori per le finanze dell’amministrazione comunale. Si aggiungano poi i
debiti che il Comune ha con i creditori, i cosiddetti residui passivi, che di
solito si pagano con le disponibilità liquide derivanti dagli introiti.
L’esempio principe è quello della Tarsu, che fino a quando esisteva consentiva
di ottenere anticipazioni di cassa e che ora, con il passaggio a Tia, è
destinata al servizio di nettezza urbana. Questo della liquidità è un altro dei
nodi nevralgici del bilancio comunale. Si calcolano tra i 25 e i 30 milioni di
residui passivi, da coprire con altrettanti residui attivi, cioè i crediti
esigibili dai debitori del Comune. Nel giro di 3 anni il debito è sceso dal 204%
al 195%. Segno che qualcuno a Palazzo è rinsavito. Ma a metterli tutti nel
calderone, questi debiti, fanno paura. Toccano i 90 milioni di euro. Dire che ci
vuole austerity è ancora un eufemismo.
Diego Roma

49000 [40]

Il movimento politico che fa capo alla Presidente della Regione Lazio Renata
Polverini guarda al futuro.
Da circa un anno il gruppo elettorale che fa capo a
Gianfranco Scisicone si sta impegnando per una politica trasparente e rinnovata,
un movimento politico culturale collocato nell’area di centrodestra, con una
visione ampia e trasversale in grado di garantire un intervento politico sul
territorio equilibrato, costruttivo e rinnovatore. «Abbiamo avuto modo -spiega
il portavoce l’avvocato Fabio De Felice-, in più occasioni, di avanzare fondate
e documentate critiche in merito a paradossi di questa amministrazione comunale,
denunciando la carenza di una seria progettualità e la totale mancanza di
correttezza e responsabilità politica. In tale quadro critico si è anche
sollecitata l’amministrazione in carica a pronunciare le incondizionate
dimissioni, come estremo, ancorché tardivo, atto di rispetto verso gli elettori
e i cittadini delusi. Purtroppo ciò non è avvenuto e oggi siamo costretti a
ribadire la nostra delusione verso la politica vuota, ma prepotente e
clientelare adottata da questa civica amministrazione che, continuando a
perseverare con il metodo della forza e dello strapotere politico, è riuscita a
creare soltanto un forte degrado morale e sostanziale della città, rinunciando a
una programmazione seria, condivisa e dignitosa per abbandonare la comunità nel
disordine e nella prepotenza». L’impegno assunto dal movimento che si sta
formando sempre più numeroso intorno all’imprenditore Gianfranco Sciscione è
determinato e qualificato, con l’obbiettivo unico di evitare la definitiva
disfatta sociale, commerciale, turistica, culturale e istituzionale di
Terracina, per non disattendere le aspettative dei tanti cittadini che hanno
espresso e continuano ad esprimente fiducia al nuovo modo di fare politica del
movimento “Con te”. «Non possiamo e non vogliamo -prosegue De Felice-, quindi,
nasconderci dietro un concetto di appartenenza che possa paralizzare la nostra
convinta azione rinnovatrice. Non possiamo e non vogliamo omettere critiche dure
nel constatare il fallimento politico di questa amministrazione e desideriamo
imporre un freno al citato malcostume politico ed istituzione. In tale ottica,
parteciperemo attivamente al dibattito politico preeletorale e presenteremo alla
città la candidatura delle nostre liste, composte da persone di ogni estrazione
sociale, accumunate dal desiderio di rinnovamento e disposte ad operare con
laboriosità per il solo interesse civico, nella trasparenza, efficienza e
rispetto delle regole, dei deboli e delle minoranza. Per raggiungere tale
finalità dobbiamo avere la capacità di aggregare tutte le forze positive del
centrodestra escludendo, a priori, quelle legate agli attuali esponenti di
maggioranza amministrativa e consiliare che ha prodotto i nefasti
risultati attuali».

49000 [55]

Non si arresta la polemica scatenata in giunta sui contributi di Carnevale. Dopo
la contestata proposta d e ll ’assessore Giuseppe Amuro di concedere circa 21
mila euro ad un privato per l’organizzazione del Carnevale, arrivano le prime
reazioni dalla giunta. A parlare è Giovanni Masci. L’assessore all’Urbanistica
esclude, da parte sua, «che sia la presenza di persone sgradite a compromettere
il contributo. Semmai – continua – è l’opportunità di stanziare una cifra così
alta in un momento in cui il Comune si trova ad affrontare diversi impegni di
spesa altrettanto urgenti». Secondo Masci sarebbe più opportuno «dedicare la
metà dei soldi al Carnevale, risparmiando il resto». Ma il confronto
in giunta sulla concessione del contributo si annuncia ben
più serrato. In campagna elettorale appare complicato anche mettersi d’accordo
per un contributo. Intanto una lettura più distaccata la fornisce il consigliere
comunale Paolo Cerilli, che ritiene anche lui spropositato l’importo da
destinare al Carnevale. «Nella condizione in cui versano le casse comunali
ritengo sia indispensabile esercitare il rigore finanziario, viste anche le
polemiche scatenate dopo il Capodanno. Se ci sono 20 mila euro, sarebbe più
opportuno utilizzarli per asfaltare le strade o che so, restaurare il rosone
della chiesa del Purgatorio o fare manutenzione alle scuole».
D. R.

fioraio [2]

Candida Grenga. Il dopo-Fedele per Sinistra, Ecologia e Libertà comincia
all’insegna di un nome dell’associazionismo. L’altro ieri, infatti, la
segreteria del partito ha scelto l’esponente di «terracina oggi per domani»
quale proprio candidato a sindaco. Ma la decisione non è stata facile: il nome
della Grenga è stato votato soltanto a maggioranza, perché due dei sette membri
della segreteria, Maurizio Recchia e Ilde Ascani, hanno presentato un’opzione
alternativa. All’esponente dell’associazione, i due hanno opposto la figura di
Alessandro Salvadori, presidente regionale della Confederazione Italiana
Agricoltori, che aveva dato la sua disponibilità a mettersi a capo di una
coalizione. In effetti, il nodo che Sel doveva sciogliere, dopo la rottura con
Eugenio Fedele e il suo improvviso ritiro dalla scena politica, consisteva nella
posizione in cui collocarsi nelle amministrative di maggio. Andare da soli?
Riprovare con il Partito Democratico, dopo i contatti fallimentari dei mesi
scorsi? La minoranza della segreteria è favorevole a riprendere le trattative
con i democratici, ma dotandosi di una candidatura di peso, quale è da loro
ritenuta quella di Salvadori, per contrastare Mimmo Zappone, candidato ufficiale
del partito di Bersani. In realtà, anche la maggioranza di SeL intende andare al
confronto con il Pd, ma, stando alle obiezioni dei loro avversari, la
semisconosciuta (politicamente parlando) Grenga difficilmente sarà in grado di
scalzare Zappone. A giudizio dell’opposizione interna, dunque, SeL, con la
decisione assunta nella segreteria dell’altro giorno, si starebbe preparando a
correre da sola, o al massimo con qualche associazione, nelle prossime
amministrative. E la formazione di Vendola, ora, rischia davvero una spaccatura,
con qualcuno dei delusi che parla addirittura di abbandonare il partito,
rifiutando di impegnarsi nella campagna elettorale senza realistiche possibilità
di riscuotere consensi consistenti. Si attende ora di capire se Candida Grenga
accetterà di guidare SeL, nella situazione di lacerazione causata dalla sua
candidatura. Al momento, nessuna nota del partito ha ufficializzato
l’investitura decisa dalla segreteria.
Andrea Di Lello

fioraio [1]

Appalto truccato o un semplice errore di valutazione? Non è un interrogativo
semplice quello a cui stanno cercando rispondere gli investigatori alle prese
con la fase due dell’inchiesta sulla Terracina Ambiente. Perché il sospetto,
forte e fondato, è che lo scandalo rifiuti sia partito proprio da lì, da una
sorta di «peccato originale» che corrisponde a quei 2 milioni e 895 mila euro
con cui l’Aspica nel febbraio del 2006 vinse la gara d’appalto. Il dettaglio non
è trascurabile e dice di più di quanto si possa pensare, nonostante il tempo
trascorso. Dice ad esempio che anche nel caso il Comune di Terracina fosse stato
per assurdo regolare nel paga mento dei canoni, il servizio promesso in sede di
gara era inattuabile. I s o s p e t t i sull’appalto s o t t o st i m a t o n o
n s o n o nuovi. Lo stesso Alfonso Cangiano, prima di dimettersi dalla carica di
presidente insieme agli altri componenti del cda, lo denunciò pubblicamente.
Accusa che cadde nel vuoto ma ora però torna di preoccupante attualità. È la
stessa conclusione a cui giunge il consulente tecnico nominato dal sostituto
procuratore Giuseppe Miliano, l’ingegnere Luigi Boeri. «Gli esiti della
consulenza tecnica del Prm – si legge nell’ordinanza con il gip ha disposto il
sequestro della Terracina Ambiente – hanno evidenziato una discrasia
individuabile ab origine, tra quanto promesso nell’offerta di gara e l’ef -
fettiva capacità, e/o volontà del socio privato di rendere attuali gli impegni
con un progetto tecnico esecutivo che nell’immediatezza si rivelò ineseguibile
rispetto alle tariffe e i corrispettivi concordati sulla base dell’offerta posta
in gara ». Le conclusioni a cui arriva il consulente della procura sono
comprovate da una circostanza oggettiva: a poco meno di un anno dall’avvio del
nuovo servizio si registra uno squilibrio nei costi di 700 mila euro. Una
voragine che qualcuno furbescamente volle giustificare con l’aumento dei costi
del carburante e del personale. Tutte fandonie per coprire una verità che,
allora come oggi, appare imbarazzante: l’appalto era stato aggiudicato ad un
prezzo stracciato in base al quale nulla di quello promesso in sede di gara,
soprattutto la raccolta differenziata, poteva essere applicato. E questa non è
una circostanza marginale. Perché è stato proprio a partire da questa
«inadeguatezza» che è stato necessario ricorrere di continuo a imprese esterne,
ad adottare il Piano Santoro, ai continui inadempimenti, ad affidare il
controllo della Terracina Ambiente alla Latina Ambiente. Era stato tutto
calcolato? Domanda a cui si potrebbe rispondere con un altro interrogativo:
l’offerta ridicola è stata presentata perché il socio privato di Latina Ambiente
non poteva e voleva rischiare di perdere l’appalto di Terracina in
vista dell’allora imminenti elezioni?
Pierfederico Pernarella

cartelloneperic [4]

Lutto nel Basket terracina: ieri in città si è diffusa la triste notizia del
decesso di Piergiorgio Marigliani, 35 anni, stroncato da un aneurisma cerebrale.

Con un lungo trascorso nel settore giovanile, Piergiorgio aveva poi avuto la
possibilità di giocare anche in serie C e D ma – ricorda il suo allenatore
Saverio Di Mario – «gli impegni di studio lo hanno portato lontano da terracina
oltre dieci anni fa». Piergiorgio si era sposato e viveva a Cassino, dove
venerdì pomeriggio è deceduto, a bordo di un’ambulanza, nella disperata corsa
verso l’ospedale. Si era sentito male mentre giocava sul letto con la sua
figlioletta di due anni. Una tragedia imprevedibile, che non gli ha lasciato
scampo: l”uomo è diventato subito cianotico ed è spirato mentre il personale
del 118 tentava l’impossibile. Per lui è stata disposta l’autopsia. Dopo questo
accertamento il feretro tornerà a terracina per la tumulazione. Il funerale sarà
curato dalla ditta Polidori. In città in tanti ieri si sono stretti attorno al
dolore del padre Gianfranco e della sorella. Il Basket terracina, attraverso Di
Mario, ha espresso solidarietà alla giovane famiglia del povero Piergiorgio e a
quella di origine. «Sono incredulo a questa bruttissima notizia – ha commentato
l’allenatore – . Quando lo incontravo a terracina ricordavamo insieme i momenti
trascorsi insieme e soprattutto parlavamo di sport e dei problemi dello sport.
Ci stringiamo con affetto ai familiari che hanno perso prematuramente questo
straordinario ragazzo».

50000 [11]

Un vicenda di ordinario raggiro quella denunciata alla Polizia da una 42enne
d’origine polacca, che abita a Terracina.
Il racconto della protagonista A.M.C.:
«Ero in casa, quando si sono presentati due giovani sui 20-25 anni. Uno era alto
e molto magro, l’altro era più basso. Si sono presentati come dipendenti
Telecom, ma non avevano con sé alcun documento di riconoscimento. Mi hanno detto
che dovevano verificare la regolarità della bolletta. Una volta che l’hanno
vista, mi hanno fatto notare un illegittimo addebito di 30 euro, una somma che
potevo evitare di pagare. Così, uno dei due, mi ha chiesto di usare il telefono
di casa, per fare delle verifiche. L’uomo, al telefono, ha comunicato tutti i
dati personali del mio compagno. Dopo qualche minuto il mio telefono di casa ha
squillato. L’uomo che aveva usato il telefono ha risposto e poi mi ha comunicato
che il problema era stato risolto. Ma l’altro ieri ho ricevuto due chiamate per
conto di un altro gestore telefonico, che mi chiedeva ulteriori informazioni. Ho
sentito che qualcosa non andava e ho potuto accertarmi che, a mia insaputa, anzi
usando un raggiro, era stato attivato un contratto con un gestore diverso da
quello che avevo». La denuncia dovrà essere ora vagliata dagli inquirenti.

50000 [2]

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terracina-monumento-ai-caduti_bis
A terracina sarà una presenza «fisica» e non soltanto «morale» il dottor Teodoro
Contardi, il commercialista nominato dalla Procura di Latina in qualità di
amministratore giudiziario della terracina Ambiente, travolta dallo scandalo e
dal sequestro di carabinieri e nipaf.
Una presenza, dicevamo, tangibile visto
che l’esperto in materia di gestione del servizio di nettezza urbana s’insedierà
nell’imminenza direttamente in Municipio, probabilmente nelle stanze
dell’Ufficio tributi. Un’ulteriore conferma di come l’amministratore giudiziario
non abbia la minima intenzione di perdere tempo e voglia immediatamente mettere
mano alla complicata faccenda, per garantire in primis il servizio e poi, altro
aspetto affatto trascurabile, la stabilità del personale che si occupa del
servizio di raccolta dei rifiuti urbani a terracina. Sul fronte delle indagini
sono tutt’altro che completate, come d’altronde è evidenziato nella parte finale
dell’ordinanza a firma del gip Tiziana Coccoluto. Laddove si fa riferimento al
pericolo di reiterazione del reato e d’inquinamento probatorio da parte dei due
indagati «rispetto ad indagini che devono essere ancora completate». E’ proprio
dalle pagine del provvedimento che emerge senza veli la gestione a dir poco
sconsiderata della terracina Ambiente. Una gestione correlata da un gran numero
di irregolarità, come il mancato taglio dell’erba lungo le strade; la mancata
disinfezione e lavaggio dei cassonetti; la presenza di resti dei rifiuti nei
pressi dei cassonetti; la mancata raccolta porta a porta nel centro storico e la
differenziata nel centro urbano; il mancato svuotamento di alcuni cassonetti
specifici; il mancato spazzamento di strade e lo svuotamento dei cassonetti
adibiti alla differenziata. Una lunga serie di disservizi, certosinamente
annotati nelle relazioni del tenente Mario Giacona, che in un Comune normale
avrebbero dovuto far saltare sulla sedia sindaco e giunta al gran completo.
Addirittura in una delle tante informative dei carabinieri del norm si
evidenziano i periodi in cui la mista sarebbe stata del tutto o parzialmente
inadempiente rispetto ai servizi previsti nella convenzione originaria: da
ottobre a dicembre 2007, da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre 2008, per
tutto il 2009 e all’inizio del 2010 «con conseguenti sanzioni penali applicate,
ma non effettivamente decurtate».
Rita Recchia

49000 [41]

Commercianti ancora una volta contro il Comune di Terracina per l’applicazione
della cosiddetta Tia2, cioè la tariffa sui rifiuti deliberata dal Consiglio
comunale di Terracina.
Un gruppo di operatori ha presentato ricorso al Tar
contro l’applicazione della tariffa, fondando l’azione su diversi elementi.
Intanto, la riscossione delle bollette, secondo i ricorrenti, non può essere
affidata ad un soggetto gestore esterno al Comune, come invece è avvenuto nella
città tirrenica con l’affidamento alla Terracina Ambiente. Secondo elemento: la
stessa riscossione può essere affidata soltanto a società che risultano iscritte
in un apposito albo tenuto dal Ministero delle Finanze, albo a cui non risultano
iscritte né la Terracina Ambiente né il socio privato (di minoranza) della
società stessa. è soprattutto su questi due punti che gli avvocati dei
commercianti fondano l’istanza presentata al Tar. In particolare, riguardo
l’affidamento della riscossione, il ricorso riporta il recente
Parere/Deliberazione della Corte dei Conti, Sezione Lombardia, che lo scorso 28
gennaio, smentendo anche la circolare ministeriale 3/2010 e conformemente a
quanto stabilito dalla Corte dei Conti sezione Piemonte nonché, unanimemente, da
tutta la dottrina in materia, ha stabilito che l’attività di riscossione della
Tia2 non può essere affidata a soggetti gestori esterni al Comune, con l’unica
eccezione dell’Agenzia delle Entrate, previa convenzione. Dunque risulterebbe
illegittimo l’affidamento diretto della riscossione affidato dal Comune alla
Terracina Ambiente e proprio su questo sarà chiamato a pronunciarsi il Tar. Nel
caso il Tribunale amministrativo desse ragione ai commercianti potrebbe esserci
il rischio di vedere invalidate migliaia di bollette.
(da corriere pontino)

49000 [30]

Non si fanno attendere le reazioni politiche dopo il sequestro disposto dal
Tribunale di Latina delle quote societarie della Terracina Ambiente.
Durissime
le posizioni degli esponenti di minoranza, altrettanto quelle della società
civile, tutte accomunate da un unico elemento: la chiara sensazione che i primi
esiti dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano fosse
una cronaca annunciata. Il gruppo consiliare del Partito democratico ci va giù
duro e si dice pronto a votare immediatamente una mozione di sfiuducia al
sindaco Stefano Nardi e alla sua giunta. Il Pd parla della «più colossale truffa
ordita ai danni dei cittadini terracinesi dal dopoguerra ad oggi» e ricorda «le
numerose interrogazioni » e «l’esposto del gruppo consiliare del Pd alla Procura
della Repubblica e alla Corte dei Conti». Non passa indenne la maggioranza, che
«ha ottusamente impedito che questa società venisse sciolta» con la complicità
di un sindaco che «ha speso parole vuote ed inutili per difendere l’operato di
una società che invece di effettuare il servizio nell’interesse della
collettività ha usato la collettività per interessi propri». I democratici hanno
presentato un’interrogazione urgente da discutere in Consiglio comunale.
Chiedono al sindaco di chiarire se sia vero che «la Terracina Ambiente avrebbe
preso a noleggio o acquistati mezzi presi dalla Latina Ambiente e dalla
“Ecocampania srl”», la loro quantità e i costi. Richieste di dimissioni arrivano
anche dalle associazioni Terracina Rialzati e Circolo Eleuterìa. I due gruppi
annunciano da subito la loro costituzione di parte civile in un eventuale
processo e invitano tutti i cittadini a seguirli. Duro l’at – tacco nei
confronti della politica che «ha sempre strenuamente difeso questo sistema
inefficiente ». «Alla Magistratura chiediamo di andare a fondo nella questione,
individuando le responsabilità penali -scrivono – ma nessuno può pensare che la
politica sia esente da responsabilità gravissime». Anche il capogruppo dei Verdi
Gino Di Mauro non lesina critiche alla maggioranza di governo: «Le
responsabilità eventuali di tecnici non devono far da velo per coloro che hanno
avuto responsabilità amministrative e, quindi, politiche »,
attacca, e ci tiene a fare una distinzione tra buona e cattiva politica a partire
dalla «meravigliosa manifestazione del maggio 2008» fino
agli esposti, le interrogazioni e la dura opposizione fatta in aula consiliare.
«Non si è arretrato di un centimetro – conclude Di Mauro – fino ad arrivare a
una ulteriore denuncia fatta nel 2010 alla Corte dei Conti e alla Procura di
Latina su proposta del presidente dall’associazione Città Partecipata.
Ora, finalmente, l’azione della Magistratura dà fiducia a chi ha voluto credere
e crede nella giustizia».
D. R.

49000 [31]

La A&Tech s.r.l., sta valutando la possibilità di avviare un’azione legale nei
confronti del Comune per inadempienza grave con richiesta di risarcimento del
danno e recupero coattivo delle somme ad oggi non pagate.
«Il Comune -dichiara
l’avvocato rappresentante della ditta la dott.ssa Claudia Melillo- ha un debito
alla data del 31 gennaio 2011 pari a € 99.374,61. A fronte di tale importo
debitorio, il Comune non sta provvedendo a corrispondere alcunché, nonostante le
diverse diffide di adempimento inviate dalla società. La ditta ha provveduto a
proporre al Comune un’ipotesi transattiva che consta nel versamento entro il
termine essenziale del l’11 febbraio 2011 dell’importo di € 50mila, e il residuo
importo di €49.374,61 ripartito in misura uguale sulle mensilità mancanti alla
conclusione del contratto. In data 9 febbraio l’Ente non solo non ha pagato
nulla alla società, ma ha rifiutato la proposta sopra indicata. A questo punto,
un’azione legale diventa indispensabile».
(da corriere pontino)

49000 [32]

Indagini giudiziarie a parte, il servizio di igiene urbana deve continuare a
funzionare.
E’ piena la disponibilità dell’amministratore giudiziario della
terracina Ambiente, Teodoro Contardi, ad intraprendere tutte le iniziative
necessarie per garantire lo svolgimento della raccolta dei rifiuti. Ad
affermarlo, è l’assessore competente, Loreto Maragoni, dopo l’incontro avuto,
l’altro ieri con Contardi. «Dal confronto avuto -scrive Maragoni in una nota- è
emersa la piena disponibilità a ricercare, in una clima di massima
collaborazione tra l’Ente e l’Amministratore Giudiziario, ogni possibile
soluzione idonea a garantire il regolare prosieguo dei servizi di igiene urbana
in corso, non mancando, tuttavia, il reciproco impegno di assicurare la completa
attuazione degli interventi programmati e confluiti nel Piano Economico
Finanziario adottato dall’Amministrazione Comunale nella consapevolezza della
bontà delle scelte operate». «Nell’incontro -continua la nota- si è avuto modo
di confermare come l’obiettivo primario dell’Ente rimanga quello di fornire alla
città di terracina servizi di igiene urbana qualitativamente e quantitativamente
idonei a giustificare i costi sostenuti dai cittadini, con la Tarsu prima ed ora
con la Tia, i cui introiti, si è ribadito, non possono che essere reinvestiti
solo ed esclusivamente a favore del servizio di igiene urbana destinato alla
città». «L’Amministrazione Comunale -termina la nota- mantiene comunque alta la
soglia di attenzione sugli sviluppi che la vicenda giudiziaria potrà avere sulla
terracina Ambiente, non mancando tuttavia, in questa nuova fase di
amministrazione giudiziaria, l’impegno congiunto di una ponderata verifica delle
possibilità di ulteriore razionalizzazione e miglioramento dei servizi di igiene
urbana». Razionalizzazione e miglioramento che per Gino Di Mauro, invece, non ci
sono mai stati. «Le responsabilità eventuali di tecnici -afferma il consigliere
comunale- non devono far da velo per coloro che hanno avuto responsabilità
amministrative e, quindi, politiche». Di Mauro ricorda «le azioni condotte dai
consiglieri comunali dell’apposizione, attraverso mozioni, denunce al Tar,
esposti alla corte dei Conti del Lazio e alla procura, dal maggio 2007».
«Nonostante che l’azione delle forze politiche di opposizioni e della società
civile, pur circostanziata, sembrasse destinata a non aver esito, anche perché
notizie di stampa, del giugno 2008, riportavano che le indagini, conseguenti un
esposto del gennaio 2009 dei consiglieri comunali di opposizione alla procura,
non avevano rilevato alcuna anomalia nella gestione, non si è arretrato di un
centimetro fino ad arrivare a una ulteriore denuncia fatta nel 2010 alla corte
dei conti e alla Procura di Latina su proposta del presidente dall’Associazione
Città Partecipata. E ora, finalmente, l’azione della Magistratura dà fiducia a
chi ha voluto credere e crede nella giustizia».
Andrea Di Lello

49000 [33]

Anche terracina partecipa alla mobilitazione trasversale organizzata da tante
donne in Italia all’insegna dello slogan «Se non ora quando?»,
per protestare
contro il trattamento riservato dal premier al genere femminile. Il Comitato
organizzatore invita tutte alle 16 di domani in piazza Garibaldi. «Sull’onda
delle vicende che continuano a ridicolizzare il nostro paese e tutti noi che ci
viviamo – si legge in una nota stampa – ha preso corpo l’idea di manifestare
pubblicamente la nostra indignazione e il nostro sdegno, rivendicando con forza
la nostra esistenza. L’esistenza di persone che credono possibile, necessaria e
urgente la (ri)costruzione di un paese diverso, in cui le donne non siano
ridotte a merce e in cui possano compiere scelte professionali e personali in
autonomia, attraverso il riconoscimento del loro valore e del loro ruolo,
indipendentemente dall’aspetto e dall’età». «Al di là delle distinzioni, delle
sfumature e delle divergenze possibili tra le tante realtà chiamate in causa, ci
sembra importante esserci ed esserci con convinzione, unendoci alle migliaia di
donne che nella stessa giornata manifesteranno pacificamente in tutte le piazze
d’Italia e agli uomini che vorranno partecipare al nostro fianco».
Ri.Re.

49000 [34]

Con il ricorso in Appello del suo avvocato si è visto ridurre al minimo della
legge la pena a cui era stato condannato dai giudici di Latina.
Si tratta di
Massimiliano G., l’operaio 42enne di terracina arrestato nel marzo dello scorso
anno dai carabinieri di Latina che lo avevano trovato con circa un chilogrammo
di cocaina nascosto sotto il sedile della sua macchina. In primo grado l’uomo
era stato condannato a una pena di 3 anni e 4 mesi da scontare dietro le sbarre.
Il suo legale, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, ha fatto ricorso in Appello
cercando di dimostrare come il proprio assistito sia stato quasi «incastrato»
(fin dall’inizio i militari del Nucleo Investigativo di Latina avevano supposto
che l’operaio fosse semplicemente un corriere del carico di droga) e come avesse
deciso di fare quella trasferta soltanto per difficoltà economiche. I giudici
hanno deciso di ridurre la pena a 3 anni, riservandosi sulla richiesta di
Cardillo Cupo di concedere all’operaio il beneficio dei domiciliari.
Ri.Re.

49000 [35]


Quasi una sollevazione popolare contro le ruspe che sono ritornate a scavare
all’interno della «Collinetta», il (fu) parco del Montuno di via Dante
Alighieri, a terracina.
Dopo lo stop al cantiere per il ritrovamento di un
reperto romano, stop che si pensava definitivo dopo una delibera in tal senso
del consiglio comunale, da alcuni giorni operai e mezzi sono nuovamente entrati
nell’area. Senza nemmeno usare il cancello, ma abbattendo direttamente una parte
della recinzione, esattamente in direzione del muro di epoca romana rinvenuto
tempo fa. Aspetta oggi, aspetta domani, ieri mattina un gruppo di cittadini ha
allertato la polizia municipale invitandola a verificare la natura di questo
nuovo intervento, e soprattutto la correttezza delle carte. Sul posto anche il
professor Emilio Selvaggi del Wwf e Salvatore Carnevale dell’associazione
«terracina Rialzati». I vigili del comandante Vincenzo Pecchia hanno fatto la
spola tra il Montuno e l’ufficio tecnico del Comune, per sincerarsi di cosa
stesse accadendo. Stavolta le proteste dei cittadini non hanno sortito l’effetto
di bloccare nuovamente il cantiere. Come, infatti, hanno potuto accertare gli
agenti del comando di via Sarti, al momento le ruspe non starebbero «sbancando»
ma «spostando» la sabbia alla ricerca di nuovi reperti. Il tutto sarebbe stato
autorizzato dalla dottoressa Nicoletta Cassieri. Ma la domanda sorge spontanea:
questa caccia al reperto serve soltanto per rinvenire altri gioiellini nascosti
e valorizzarli (finalmente) come meritano, oppure, una volta escluse altre
presenze sotterranee, diventerà un pretesto per poter riaprendere in mano il
discorso parcheggio nel Montuno? E’ quello che si chiedono in tanti. In ogni
caso restano ancora molti altri dubbi sulle modalità dei lavori in corso. Per
esempio, dopo la rottura di una buona porzione del muro di cinta, nel caso di
una pioggia abbondante, non c’è il rischio concreto di un riversamento di acqua
mista a sabbia su via Dante Alighieri, considerando che il Montuno è
praticamente una grossa duna? Resta poi il problema della conservazione del muro
romano, visto che i residenti della zona fanno rilevare come il quartiere
sarebbe privo di controllo notturno. Qualcuno sarebbe stato visto scendere da
una macchina e staccare porzioni di muro romano con tanto di scalpello. Gruppi
di giovinastri si divertirebbero a piazzare un filo di ferro ad altezza uomo da
una parte all’altra del marcipiede del parco divertendosi a vedere le macchine
che passando impattano contro il filo e riportano danni. Immaginiamo il pericolo
per scooteristi e ciclisti. Da non dimenticare la chicca storica del prof.
Selvaggi relativa a una specie di bunker sotto il Montuno usato come deposito di
armi dai nazisti durante l’ultimo conflitto. L’area è stata bonificata alla fine
della guerra, ma non si sa mai.
Rita Recchia

49000 [36]

Un pontile che fino all’altro giorno sarebbe stato fatiscente, di legno vecchio,
diventato improvvisamente come nuovo e ricoperto con materiale cementizio.
Un
«restauro» in violazione delle norme edilizie e senza rispettare i vincoli
paesaggistici che insistono sull’area del fiume Badino, alle porte di terracina.
Queste le motivazioni che hanno spinto i carabinieri della motovedetta Cc 255,
di stanza al comando stazione di San Felice Circeo, a sequestrare il pontile di
circa 30 metri quadrati e tre scale, sempre in cemento, realizzate per
facilitare il raggiungimento delle barche ormeggiate lungo gli attracchi. Il
tutto per un valore quantificato in circa 50 mila euro. I militari agli ordini
del brigadiere Filippo Grillo hanno realizzato il sequestro ieri mattina,
nell’ambito di un servizio di vigilanza costiera. L’amministratrice unica della
società proprietaria del pontile, M.G., è stata denunciata a piede libero per
violazione delle normative edilizie e dispregio dei vincoli paesaggistici.
Ri.Re.

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sam_0110_bis Questa mattina un nostro concittadino passando per via Dante Alighieri ha notato un  anomalo abbattimento di alberi nel parco e lavori ritenuti non in regola. Ha quindi ritenuto opportuno lanciare un allarme su quanto accadeva e far presente a chi di competenza quanto notato. Sono intervenuti sul luogo anche alcuni rappresentanti della Associazione Culturale “Terracina Rialzati”,  il professor Emilio Selvaggi e altri cittadini. Sono stati altresi chiamati i Vigili Urbani per far verificare la regolarità dei lavori in corso d’opera. Non conosciamo il risultato della verifica ma quello che è certo è  il fatto che i lavori vengono eseguiti in maniera molto discutibile. Una porzione del muro di contenimento del Montuno è stata divelta per permettere il passaggio di grossi mezzi da scavo, per cui, nella malaugurata ipotesi di piogge più abbondanti del solito ci potrebbe essere il rischio di un riversamento di grosse quantità di acqua mista a sabbia su via Dante Alighieri (ricordiamo che il Montuno è praticamente una grossa duna di sabbia). Resta poi il problema della conservazione del muro Romano emerso durante i lavori. Alcuni abitanti della zona mi hanno fatto rilevare il fatto che il quartiere è privo di qualsiasi controllo. Oltre a personaggi che si introducono continuamente nel parco per fare i propri comodi sembra che qualcuno sia stato visto scendere da una macchina ed andare a staccare porzioni di muro Romano con tanto di scalpello. Sembrerebbe inoltre che alcuni gruppi di giovinastri che bazzicano la zona hanno comportamenti alquanto criminali. Ci è stato riferito che questi si divertono, di tanto in tanto, a piazzare un filo di ferro ad altezza uomo tra  le due recinzioni che fiancheggiano l’imbocco di via Diaz lato Montuno. Lo scopo di ciò sarebbe il divertimento procurato dal vedere le macchine danneggiate al passaggio quanto impattano tale fil di ferro. Ci è stata data notizia che anche uno Scooterista che passava di li ha avuto grande prontezza di riflessi per schivare in tempo il pericolo. Quindi se passate di li in motorino in orari notturni fate attenzione se non volete ritrovarvi con la vostra testa che rotola sull’asfalto… Una Curiosità: il professor Emilio Selvaggi mi ha fatto notare che alla fine della guerra sono stati ritrovati dei binari…si binari…all’incirca all’altezza sempre di via Diaz che si addentravano in una specie di bunker sotto il montuno adibito a deposito di armi dai Nazisti durante l’ultimo conflitto. Terracina verso la fine della guerra mondiale è stata soggetta a notevoli bombardamenti alleati via Terra, cielo e mare e quale miglior luogo  era disponibile per mettere a riparo delle munizioni? Sembra che l’area sia stata bonificata al termine della guerra ma non si sa mai… In conclusione.  La più bella area verde della città (dopo il parco della Rimembranza, si intende) si trova adesso in queste condizioni. La grande area al porto adibita ogni estate per le giostrine non sarebbe stata la sede più idonea per un parcheggio? Perchè devastare le cose belle che abbiamo in modi cosi superficiali? Paolo, iL WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com sam_0119_bis sam_0120_bis sam_0108_bis montuno_bis

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E’ arrivata la Magistratura a mettere miseramente fine ad uno dei capitoli più tristi dell’Amministrazione Nardi, ossia la questione Terracina Ambiente.

Un servizio di nettezza urbana di fatto affidato senza gara, con una società notevolmente inadempiente e dai costi elevatissimi, mentre in città ci siamo pian piano abituati a girare nelle strade sporche, tra cumuli di immondizia accatastata per giorni, senza che la raccolta differenziata sia mai seriamente partita.

La situazione è ancora più drammatica se si considera che la politica ha sempre strenuamente difeso questo sistema inefficiente, più attenta alle dinamiche dei vari consigli di amministrazione che ad assicurare un servizio di igiene pubblica degno di questo nome. Le nostre associazioni hanno denunciato per anni questa situazione, proponendo alla cittadinanza anche la sottoscrizione di un esposto poi inoltrato alla Procura della Repubblica di Latina e alla Corte dei Conti. Ora si possono raccogliere i frutti di quell’iniziativa.

Alla Magistratura chiediamo di andare a fondo nella questione, individuando le responsabilità penali, ma nessuno può pensare che la politica sia esente da responsabilità gravissime. Il socio pubblico non ha mai controllato il privato, non c’è mai stato interesse a far rispettare il capitolato, favorendo di fatto i giochetti di arricchimento sulla pelle della gente, costretta a vivere in un ambiente insalubre.

Mentre i consiglieri di Terracina Ambiente sembravano più interessati a ricevere in regalia qualche immobile comunale che a far funzionare il servizio. L’Amministrazione dovrebbe trarre le conseguenze di quest’ennesimo fallimento e dimettersi in blocco.

Le nostre associazioni dichiarano sin da ora che si costituiranno parte civile nei procedimenti penali che scaturiranno da questa assurda vicenda, cosa che si auspica facciano tutti i cittadini raggirati e feriti dall’arroganza del potere.

Fulvio Carocci per Terracina Rialzati

Emilio Marigliani per Circolo Terracina Eleuterìa

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Commercianti in Comune per discutere il problema delle insegne delle attività

commerciali e dell’occupazione di suolo pubblico. I commercianti chiederanno lo
slittamento dell’introduzione delle nuove tariffe. Un’applicazione del
regolamento sì, ma a partire dal 2011. Sarà questa la richiesta che i
commercianti hanno intenzione di fare all’assessore alle Attività Produttive
Giuseppe Amuro per quanto riguarda l’occupazione permanente o temporanea di
strade, corsi, piazze e di aree destinate al demanioo al patrimonio del comune.
Esiste una delibera comunale datata aprile 2010 dove vengono stabilite le nuove
tariffe Cosap per le tende frangisole, le insegne, i fari, le lanterne, i
condizionatori, le telecamere, le fioriere, i tavoli, le sedie, gli ombrelloni e
i frigoriferi posti all’esterno delle attività. I commercianti, in base a tale
provvedimento, sono obbligati a pagare alla concessionaria Ica srl un canone. La
sua diversa entità dipende dalla zona in cui si trova l’attività. Pagheranno un
po’ di più tutte quelle che si trovano nella categoria 1 (viale della Vittoria,
piazza Mazzini, piazzale Lido, via Roma, piazza della Repubblica, via Cavour,
tempio di Giove e viale Circe), mentre saranno leggermente più avvantaggiate
quelle della categoria 2 (Centro storico, Ppe zona B, Ppe Appia – stazione -
Delibera – San Domenico, Ppe Borgo Hermada, Ppe La Fiora, piazza Palatina, zona
artigianale e agricola e parco del Montuno). Il regolamento però non ha mai
trovato piena attuazione. Ora il Comune ha deciso di andare a regime con le
disposizioni prese, ma i commercianti si lamentano. Vogliamo pagare ma non da
quest’anno. La richiesta che formuleranno oggi sarà questa: «Siamo per il
rispetto delle regole, ma chiediamo un segno di disponibilità a rinviare la
scadenza di un anno, visto che molti non sono in grado di pagare».
(da corriere pontino)



Gli studenti dell’«Alessandro Filosi» che da grandi vogliono fare gli chef
potranno carpire i segreti dei ristoratori di terracina facendo lezione
direttamente nei loro ristoranti.
E’ il bel progetto di alternanza scuola-lavoro
avviato in collaborazione tra l’istituto professionale e l’associazone
«terracina a tavola». Tutti i 23 ristoranti si sono messi a disposizione,
intuendo che si tratta di una grande opportunità sia per i ragazzi che per gli
stessi «cuochi» che hanno modo di formare direttamente nelle loro cucine gli
chef di domani. Le lezioni di pratica, attualmente svolte presso l’albergo
«Mediterraneo», si sposteranno all’interno dei ristoranti durante il normale
orario di lavoro, dalle 10 am alle 15. In questo modo i ragazzi saranno
direttamente coinvolti nel lavoro esecutivo e materiale.
Ri.Re.

 

Nuovo rinvio a giudizio per Johnny Micalusi accusato di bancarotta, nell’ambito

dell’operazione “Mare Nostro” del 2007. Ieri mattina si è svolta l’udienza
preliminare davanti al gup Tiziana Coccoluto che lo ha rinviato a giudizio
fissando il dibattimento al 21 ottobre. Il legale di Micalusi, l’avvocato Maria
Antonietta Cestra, fin dall’inizio della vicenda aveva chiesto di sostituire il
curatore fallimentare nominato amministratore giudiziario dei beni sequestrati,
in quanto secondo la Cestra quest’ultimo ha portato tale patrimonio, dopo sei
mesi, al fallimento. Per l’avvocato Cestra il fallimento non andava imputato al
suo cliente ma all’amministratore giudiziario, di conseguenza ha chiesto una
nuova perizia, istanza respinta dal gup.



Pronti a ricorrere al Tar per difendere l’autonomia della loro scuola, la
«Giovanni Paolo II» di terracina.
Ieri pomeriggio insegnanti, personale non
docente e mamme degli alunni delle elementari e dell’asilo del II Circolo si
sono incontrati per approntare un piano di battaglia. E’ proprio quella che sono
pronti a fare per impedire che un provvedimento regionale secondo loro
illegittimo perchè privo di motivazioni cancelli di punto in bianco il II
Circolo, lasciandolo senza presidenza dal prossimo 1° settembre. Si tratta della
decisione presa lo scorso 11 gennaio dalla competente commissione consigliare
della Pisana che ha quasi stravolto il piano di dimensionamento della rete
scolastica locale concertato dalle scuole dell’obbligo di terracina e promosso
dall’amministrazione comunale e provinciale. Era previsto di accorpare
l’elementare «Elisabetta Fiorini» (I Circolo) alla media «Don Lorenzo Milani»
che, con «Francesco Lama» e «Aldo Moro», avrebbero formato l’Istituto
Comprensivo «Don Lorenzo Milani». Scelta dettata da questioni molto pratiche,
come il numero di utenti di ogni scuola (non molti quelli della «Fiorini»), la
vicinanza dei plessi, comodità di parcheggio. Poi, però, il piano è arrivato in
Regione dove è accaduto qualcosa. «Un consigliere regionale pontino eletto nel
Listino all’ultimo minuto ha proposto alla commissione regionale una modifica su
quanto deliberato dalla Provincia, solo per fare un favore a qualche amico e non
per rispettare le esigenze delle parti interessate» commenta il centrista
Pierpaolo Marcuzzi. Difatti il successivo 14 gennaio la giunta regionale ha
approvato il nuovo piano regionale di dimensionamento scolastico «cancellando»
di fatto la «Giovanni Paolo II» accorpata alla «Don Lorenzo Milani» al posto
della «Elisabetta Fiorini». Questo vorrebbe dire scompensi logistici e pratici
non indifferenti, che si risentirebbero in primis sui giovani alunni. Per
genitori e maestre si tratta di un atto illegittimo e intendono chiederne la
sospensione al Tar. Ma il Comune non può e non deve lasciarli soli in questa
battaglia
Rita Recchia



Dopo il grande successo della Tournèe Dimostrativa-Estate 2010 della Scuola
Taekwondo terracina 1984 del Maestro Andrea Di Girolamo, cintura nera V° Dan,
Tecnico Federale FITA (Federazione Italiana Taekwondo, unica Federazione
Nazionale riconosciuta ed autorizzata dal CONI a disciplinare e propagandare il
Taekwondo in Italia ed a rappresentarlo alle Olimpiadi), è iniziata la Tournèe
Invernale nelle Scuole Terracinesi.
Venerdì scorso i campioncini del Tkd
terracina 1984 (dai 4 anni in su) hanno debuttato presso l’Istituto della Scuola
Superiore “L. Da Vinci” con la presentazione di forme, rotture di tavolette,
colpitori, combattimenti, sia degli Allievi più grandi, ma soprattutto di quelli
più piccoli. Entusiasti gli alunni del Liceo, il Preside, Dr. Carmelo Palella e
la Prof.ssa Mariagrazia Coccoluto che, con la sua disponibilità e gentilezza, ha
coadiuvato lo stesso Preside per la splendida riuscita della prima tappa di
questo nuovo progetto che ha come obbiettivo quello di far conoscere ai giovani
studenti uno Sport Olimpico in continua crescita, soprattutto dopo la prima
medaglia Olimpica Italiana conquistata da Mauro Sarmiento agli ultimi Giochi di
Pechino 2008. «Il progetto di portare il Taekwondo stile Olimpico nelle Scuole -
commenta il Maestro Andrea Di Girolamo, Atleta P.O. alle Olimpiadi Sydney 2000 -
è una iniziativa della nostra Federazione e del CONI, che ha l’intento di
avvicinare a questa disciplina quanti più giovani possibili soprattutto dopo la
prima edizione dei Giochi Olimpici Giovanili svoltasi a Singapore la scorsa
Estate. Questa manifestazione a cadenza quadriennale fortemente, dal presidente
del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, è riservata ai giovani tra
i quattordici e i diciotto anni ed ha portato in oriente circa
tremilacinquecento piccoli atleti impegnati in 26 discipline, quelle dei Giochi
Olimpici «dei grandi». Il nostro intento di educatori sportivi in questi
incontri con gli studenti e con i loro genitori – aggiunge il Maestro Di
Girolamo – consiste nel far conoscere l’ambiente in cui crescono i nostri
Allievi, i quali, attraverso esempi concreti ed il rispetto delle regole sin
dalla pubertà (gli allievi più piccoli hanno quattro anni) riescono a
raggiungere l’autostima, l’equilibrio psico-fisico ed il miglioramento della
personalità, con l’obbiettivo di prevenire i cosiddetti “comportamenti a
rischio” (emulazione dei cattivi maestri). Alla fine dell’esibizione il Maestro
ha comunicato a tutti i ragazzi interessati che, presso la Palestra Kronos sita
in via Appia antica (primo passaggio a livello), sede del Tkd terracina 1984, è
possibile provare gratuitamente questo sport per un mese e decidere solo dopo se
continuare. Le prossime tappe della tournèe si svolgeranno nella Scuola materna
ed elementare «Don Adriano Bragazzi» e alla Scuola media «Monti Mameli».



Continua a regalare emozioni la Polisportiva terracina, nel difficile campionato
di B2. I 28 punti conquistati dai pontini, aiutano ad accrescere la voglia di
far bene.
Perché il terzo posto, quello che consente di accedere ai playoff, è
distante soltanto 2 lunghezze, divario assolutamente colmabile se perseguito con
il giusto carattere e la dovuta carica agonistica. Da tenere in considerazione
anche il fatto che la Gaia Energy Casandrino, l’attuale terza della classe, vive
un momento di forma a dir poco straordinario condito da 8 vittorie consecutive.
La Polisportiva terracina dovrà riuscire a tenere abilmente botta nel corso
della restante stagione, se non esserne addirittura superiore. Ci è riuscita
nell’ultimo turno, in casa della Volley Ball Stabia, imponendosi 3-1 contro una
compagine assolutamente ostica, in piena bagarre per la salvezza; non ci è
riuscita, invece, due settimane fa, quando si è dovuta arrendere al cospetto
della capolista Zammarano. Partita, quella, che solo al ricordo fa mangiare le
mani ai «delfini» per la ghiotta occasione sprecata. In vantaggio per due set a
zero, infatti, i terracinesi hanno subìto la rimonta dei padroni di casa, che
alla fine sono riusciti a imporsi (3-2) relegando i ragazzi di Delfo Barboni a
una sconfitta che, nonostante un’ottima prestazione e il blasone
dell’avversario, non ha fruttato quanto aveva fatto illudere che potesse
fruttare. Adesso, occhio al Veroli. Squadra che sabato verrà al PalaCarucci per
fare risultato, onde evitare di essere risucchiata nell’angusta lotta per non
retrocedere. Sarà un match delicato, con il terracina che dovrà gettare sul
parquet di gioco tutte le forze, e guadagnare punti utili in chiave playoff. Il
rischio è quello di pensare alla sfida immediatamente successiva, di tutt’altro
peso psicologico: il derby con la Serapo Volley Gaeta. Che, attualmente, è
quarta in classifica, a solo un punto dai «delfini».


Dopo il consigliere comunale Paolo Cerilli anche l’ex coordinatore di An Pietro
Longo entra nel Pri locale.
Il partito dell’Edera, lanciatissimo verso una
campagna acquisti invernale, rimpolpa le sue fila con due figure politiche
provenienti dal Pdl e dagli indipendenti. Le ragioni di Longo: «Vedo,
all’interno del Pdl, una frantumazione in tante città-stato, satelliti di una
città vicina (il riferimento è a Fondi e a Fazzone, n.d.r.). è come se ci fosse
una festa, alla quale non ti invitano. Quanto meno un confronto, anche se
serrato e forte, era giusto aspettarselo. Invece niente. Il coordinamento
cittadino del Pdl finora ha solo prodotto sparate a zero. Io non mi sento di
aver fatto nulla che possa essere giudicato riprovevole. Sono stato coordinatore
per 10 anni di un partito, An, che è diventato il primo in città. Non ho perso
nemmeno un’elezione. Ora mi sento improvvisamente giudicato. Mi chiedo: da chi?
A che titolo? Non mi posso identificare in queste persone. Non sono disposto a
farmi impallinare da loro. Lascio il Pdl, ma rimango comunque all’interno del
centrodestra». Non solo Cerilli e Longo: la porta del Pri è aperta anche a nuovi
altri ingressi, provenienti dal Pdl. Si fa il nome di Valerio Golfieri. Sono
impegnati a decidere dove andarsi a collocare anche il consigliere comunale
Pietro Palmacci e il presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli. Il
centrodestra, in definitiva, ha diverse anime: quella rappresentata dagli
sciscioniani di “Con te”, quella identificabile con il comitato cittadino di
emanazione fazzoniana, i repubblicani e l’Udc. è con loro e tra di loro che si
gioca la partita del prossimo governo della città.


Aderendo all’invito rivolto dal Presidente dell’APT  di Latina ad avviare una
fase di accertamento e verifica dei danni subiti dalle strutture balneari e
dall’erosione della spiaggia a seguito delle recenti mareggiate che investito il
litorale della Provincia di Latina, Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia
di Latina ha riunito oggi gli operatori per affrontare la problematica.
Erano
presenti numerosi titolari di strutture balneari provenienti da Latina Lido,
S.Felice Circeo Sabaudia ,Terracina, Formia , Gaeta,Nettuno e Ponza. Il Vice
Presidente, Italo Di Cocco, ha informato i presenti della iniziativa dell’APT ed
ha sollecitato tutti i presenti ad attivarsi affinché nel piu breve tempo siano
prodotte documentazioni che attestino i fenomeni di erosione e i danni subiti.
Dopo un’ampia discussione sulle eventuali tipologie di intervento, e sulla
necessità che la Regione Lazio avvii al piu presto gli interventi di
ripascimento necessari, è stato deciso di formare un Comitato di Esperti presso
la Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia di Latina che raccoglierà tutta
la documentazione prodotta nell’intera Provincia di Latina e – in accordo con
l’APT di Latina – chiederà incontri con gli Assessori al Turismo e all’Ambiente
della Regione Lazio, e con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di
Latina, per illustrare dettagliatamente la gravità della situazione che riguarda
particolari tratti di costa della Provincia di Latina dove la spiaggia è quasi
del tutto scomparsa ed il mare ha non solo divelto le strutture balneari ma si è
persino penetrato all’interno erodendo strade,muri di recinzione ed abitazioni.
Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia di Latina – ha rassicurato il Vice
Presidente Italo Di Cocco – sarà al fianco degli operatori per sollecitare gli
adeguati interventi strutturali e le soluzioni per garantire almeno l’avvio in
tranquillità della prossima stagione balneare. Confcommercio Imprese per
l’Italia Provincia di Latina in accordo con l’ASCOM  di Sperlonga ha convocato
una nuova riunione sull’argomento con  tutti gli operatori il giorno Mercoledì
16 Febbraio alle ore 10,30 presso la Ex Chiesa “Santa Maria Assunta in Cielo”,
in via Fulco Tosti a Sperlonga.

Caro insegne commercianti in difficoltà
Mettono in ginocchio una categoria, quella dei commercianti, già vessata da una
crisi fuori dell’ordinario. Da qui l’iniziativa di aprire un confronto con il
Comune, all cui chiedere di sospendere l’applicazione, rinviandola al 2012.
Decisivo sarà l’incontro in programma per oggi con l’assessore alle Attività
Produttive Giuseppe Amuro. «Quello che ieri era 100 – dichiara il presidente
dell’Ascom Francesco Pezzano – oggi è diventato 1.000. Molti, impossibilitati a
pagare, stanno preferendo smontare le insegne, cosicché le aziende, prive di
indicazioni esterne, stanno diventano anonime. Vogliamo che il Comune apra un
confronto con le categorie per pianificare la materia».
Erc.Ber.

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Cade dalla motoslitta in Russia Infortunato il sindaco Nardi
Mentre la Terracina Ambiente inciampa nell’intervento della Procura, il sindaco
Nardi fa un capitombolo sulle nevi russe. Il primo cittadino con una delegazione
del Comune di Terracina era in visita alla città di Sergiev Posad (regione di
Mosca), per stabilire dei rapporti di amicizia con la collaborazione
dell’Associazione Italia-Russia. Ne ha approfittato per andare a sciare, ma gli
è capitato un incidente. Mentre era in sella ad una moto da sci è caduto in malo
modo, procurandosi una microfrattura all’anca. È stato ricoverato in un ospedale
di Mosca. Tornerà a Terracina questa sera. È la seconda disavventura capitata ad
un membro della giunta. Qualche giorno fa in un incidente stradale era rimasto
ferito l’assessore Maragoni.
Erc.Ber.

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Per un nuovo affresco da festeggiare riaffiorato nella Cattedrale di San Cesareo
di terracina, dall’altra parte c’è la preoccupazione incombente che i lavori di
restauro possano doversi interrempere da un momento all’altro.
Tutta colpa delle
nubi che ancora si addensano sul nuovo finanziamento regionale che dovrebbe
giungere dalla Pisana per portare a termine l’intervento che fino a oggi ha
restituito a fedeli e semplici cittadini una chiesa a dir poco meravigliosa.
Come è meraviglioso l’angelo prostrato in preghiera e con le mani giunte
riaffiorato nel margine più alto della cappella della Madonna Addolorata, la
prima che appare sulla destra della navata centrale una volta entrati dalla
porta principale del Duomo. Un angelo dai colori già vivi che i giovani e
talentuosi restauratori stanno rendendo ancora più belli. Un angelo che molto
probabilmente ha al suo fianco, dall’altra parte, la sua immagine speculare che
non aspetta altro che venire fuori, da secoli e secoli di polvere e incuria.
Dopodiché saranno necessari altri soldi per passare alle cappelle dalla parte
opposta della navata, ai marmi e al pavimento. All’incirca 700 mila euro è la
somma richiesta alla Regione Lazio, ma al momento non si hanno notizie nemmeno
su un signolo euro. Pare che il problema riguardi la competente Commissione che
ancora non si decide a riunirsi. Il motivo? Non è dato di saperlo, ma non si
esclude che il problema possa essere di natura squisitamente monetaria. Fatto
sta che già lo scorso ottobre i soldi arrivati con il secondo finanziamento
regionale stavano terminando. Figuriamoci ora che sono trascorsi altri mesi.
Soldi sudati, prima che giungessero finalmente a destinazione. Soldi investiti
nel migliore dei modi. Soldi che hanno bisogno dei loro gemelli perchè si possa
completare l’opera. Strano che in piena campagna elettorale nessuno si sia
ancora autocandidato paladino della causa della Cattedrale. Ma non dimentichiamo
che tutto questo è potuto cominciare grazie a un moto di sensibilizzazione
popolare.
Rita Recchia

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Lo scandalo era nell’aria da tempo e ora la partita arriva a dama. Un nuovo
terremoto nel settore rifiuti ha travolto questa volta la Terracina Ambiente
spa, società a capitale misto pubblico- privato, che gestisce nel comune di
Terracina il servizio di igiene urbana, di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Dopo una lunga inchiesta aperta dalla procura di Latina e dopo i sequestri di
atti e documenti che nei giorni scorsi si sono susseguiti negli uffici
dell’amministrazione comunale, arriva il provvedimento di sequestro preventivo
che investe l’intera società. La misura, richiesta dal sostituto procuratore
Giuseppe Miliano e disposta dal giudice per le indagini preliminari del
tribunale di Latina Tiziana Coccoluto, viene notificata in mattinata dai
carabinieri della compagnia di Terracina, coordinati dal capitano Alessandro
Giordano Atti, in collaborazione con il personale del Nipaf del Corpo forestale
dello Stato. Contestualmente scatta la denuncia a carico dell’amministratore
delegato Valerio Bertuccelli e dell’ex responsabile di parte pubblica della
società, Luigi Di Mauro, accusati di truffa e inadempimento di pubbliche
forniture. L’inchiesta riguarda servizi concessi in sub appalto in via diretta e
senza una gara ad evidenza pubblica a società riconducibili al socio privato, il
gruppo Unendo, lo stesso della Latina Ambiente. I due dirigenti finiti nel
mirino della Procura, nell’esercizio delle proprie funzioni nel periodo compreso
tra il 2007 e il 2010, avrebbero inoltre messo in atto una truffa ai danni dello
Stato non ottemperando ai termini del contratto di appalto e trendo un ingiusto
profitto per la società per una lunga serie di servizi previsti dal contratto di
appalto e mai effettivamente realizzati nel territorio di Terracina. Tra questi,
anche il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Al momento la Procura
ha provveduto a commissariare l’intero consiglio d’amministrazione della società
e a nominare un amministratore giudiziario, Teodoro Codardo, al quale sarà
affidata la gestione dei servizi e delle attività della Terracina Ambiente. Ma
questo è solo un primo passo. Al vaglio degli inquirenti resta una mole di
documenti e atti sequestrati negli uffici dell’amministrazione e nella sede
della società, a Latina, che potrebbero portare ad ulteriori sviluppi eclatanti
dell’indagine che rischiano di travolgere anche il mondo politico. Nell’affare
dei rifiuti entra infatti in gioco una fitta rete di intrecci societari, che
conduce direttamente alla Latina Ambiente e da lì al socio privato Unendo. Le
due società, di Terracina e Latina, restano infatti due facce di una stessa
medaglia. Stessa parte privata, stesso amministratore delegato, Valerio
Bertuccelli, ora a tutti gli effetti indagato. Gli inquirenti faranno luce
proprio sugli intrecci societari, su appalti e sub appalti e sul meccanismo di
truffa che avrebbe consentito alla società di ricevere, nell’arco dei tre anni
d’indagine, un indebito profitto per servizi mai effettuati sul territorio di
Terracina ma previsti, nero su bianco, dal contratto d’appalto. E se non è
ancora possibile quantificare con precisione l’entità della truffa, come
precisano i carabinieri del capitano Atti, non si esclude che, carte alla mano,
sarà possibile chiudere il cerchio entro tempi brevissimi.
(da corriere pontino)

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«terracina Ambiente» sequestrata: avvisi di garanzia per l’amministratore
delegato Valerio Bertuccelli e per l’ex funzionario del Comune di terracina
Luigi Di Mauro.
Il blitz di ieri mattina, presso la sede della società di via
Monti Lepini a Latina, segna una svolta nell’inchiesta del sostituto procuratore
Giuseppe Miliano avviata lo scorso anno sulla gestione del servizio di igiene
urbana della cittadina rivierasca. Il provvedimento di sequestro preventivo,
emesso dal Gip Tiziana Coccoluto, delle quote societarie e di tutti i beni
dell’azienda, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di terracina,
diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti, e dagli agenti del Nipaf (Nucleo
investigativi provinciale di polizia ambientale e forestale) di Latina,
coordinati dal vice questore aggiunto Luciano Perotto. Con la stessa ordinanza
il Gip ha nominato Teodoro Contardi, professionista di Roma, quale
amministratore giudiziario della società a capitale pubblico-privato. Dunque, da
questa mattina l’azienda potrà continuare ad operare ma con un nuovo capo:
l’amministratore giudiziario. Un commissariamento vero e proprio di fronte alle
ipotesi di reato formulate dal Pm Miliano alla base di specifiche richieste di
misure cautelari, già presentate da alcuni mesi al giudice per le indagini
preliminari. Ravvisate la frode nelle pubbliche forniture e la truffa nella
condotta degli indagati. Comportamenti fraudolenti che avrebbero avuto come
conseguenza ingiusti profitti per la terracina Ambiente e compromissione dei
pubblici interessi. L’inchiesta di Miliano, le cui indagini sin dall’inizio sono
state delegate ai carabinieri del Norm di terracina, diretti dal tenente Mario
Giacona, ha passato al setaccio la gestione del servizio dal 2007 al 2010.
Contestate numerose inadempienze, come ad esempio il mancato decollo della
raccolta differenziata, ma anche l’acquisto dei mezzi. Il capitolato d’appalto
stabiliva che la fornitura dei mezzi di lavoro doveva essere garantito dal socio
privato. Ma così non sarebbe stato nella realtà dei fatti, almeno a giudicare
dai periodi di emergenza rifiuti in cui la «terracina Ambiente» per far fronte
alle carenze del partner privato, prima l’Aspica e poi l’Unendo, si sarebbe
vista «costretta» a ricorre ad altre ditte, sia in termini di mezzi che di
personale, omettendo le procedure di gara per la pubblica fornitura. Notorio il
caso dei mezzi presi in prestito dalla Latina Ambiente (di cui la terracina
Ambiente è società partecipata) e da altre due società campane. I legami tra
queste ultime e la mista di terracina appaiono monitorati dagli inquirenti: ad
aprile dello scorso anno il Pm Miliano e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia
in audizione presso la commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie
accennaro al caso di terracina. Più sottile la motivazione che avrebbe spinto il
magistrato a formulare l’ipotesi della truffa. In base alla indagini
investigative svolte l’azienda sarebbe apparsa come una sorta di carrozzone non
in grado di svolgere il servizio assegnato. Contestata al Comune di terracina
anche la mancata applicazione dell sanzioni previste in caso delle inadempienze
dell’Unendo. L’inchiesta di Miliano è tutt’altro che conclusa. Attività
investigative sarebbero ancora in atto, nonostante il sequestro preventivo che
va a sigillare qualsiasi tentativo di reiterazione di reato. Nel registro degli
indagati sarebbero per essere iscritte anche altre persone, tra cui almeno un
altro funzionario del Comune.
Rita Cammarone

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E’ successo quello che da tempo si vociferava in città: la “Terracina Ambiente” è
stata sottoposta a sequestro.
Due gli indagati, tra cui il responsabile pubblico
della gestione della società, l’ingegnere Luigi Di Mauro, accusato di truffa ed
inadempimento delle pubbliche forniture. Era infatti l’ingegnere Di Mauro a
firmare le determinazioni delle fatture ed era proprio lui a tenere i rapporti
con la società mista oltre che ad avere il ruolo di controllore del rispetto
della gara d’appalto. Nonostante esistesse un apposito ufficio di controllo, che
aveva più volte evidenziato gli inadempimenti contrattuali della società,
nessuno dei dirigenti comunali è mai intervenuto. Non è mai scattata nessuna
penale nei confronti della Terracina Ambiente. E i servizi che la società
avrebbe dovuto erogare alla città, dalla differenziata alla pulizia dei
cassonetti, puntualmente non venivano eseguiti nonostante i pagamenti da parte
del Comune. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati negli uffici del
dipartimento finanziario e dei lavori pubblici atti e documenti. Intanto Luigi
Di Mauro ha nominato come suo legale l’avvocato Adelindo Maragoni. Le indagini
sono al momento ancora in corso, non si escludono altri imminenti ed eclatanti
risvolti: Nel registro degli indagati potrebbero comparire altri nomi tra cui
quello dell’ingegnere Vincenzo Fusco o quelli dei responsabili di altre società
occulte che però esercitano un controllo sulla Terracina Ambiente, tutte ipotesi
che gli inquirenti stanno approfondendo.
(da corriere pontino)

49000 [50]

Da carta vincente a caso giudiziario. La parabola della società mista terracina
Ambiente si consuma in poco più di tre anni, durante i quali mai una volta è
riuscita a non chiudere in perdita i suoi esercizi finanziari, mentre le crisi
del servizio di igiene urbana diventavano periodiche. Eppure, ben altre erano le
aspettative il 1° dicembre 2007, quando la mista venne costituita per uscire
dalle macerie della gestione Slia. Al prezzo di 2.900.000 euro, l’Aspica si
aggiudicò l’appalto divenendo socio del Comune e impegnandosi, fra le altre
cose, ad effettuare il porta a porta nel centro storico e la raccolta
differenziata con contenitori in strada nel restante centro urbano. Fu il Pd a
rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare che il servizio era
stato gestito in difformità rispetto all’offerta di Aspica. In effetti, il
partner privato quasi da subito lamentò l’impossibilità di non finire in rosso
svolgendo il servizio al prezzo con la quale aveva vinto l’appalto. Di qui, vari
tentativi per uscire da quella che appariva una situazione di deficit
strutturale. Si passò così al ‘Piano Santoro’, anche questo oggetto di
contestazioni di legittimità, ma che fu la stessa terracina Ambiente a bocciare
perché molto più costoso rispetto alla spesa prevista di 3.700.000 euro. Veniva
anche aumentata la Tarsu del 45 per cento (con procedure per due volte ritenute
non valide dal Tar), ma restavano i problemi finanziari della mista ed i
problemi igienici per la città. E mentre il gestore continuava ad accumulare
perdite su perdite e i rappresentanti del Comune nel cda si dimettevano per
mancanza di risorse finanziarie, ecco l’idea della Tia. Obiettivo della
terracina Ambiente era quello di incassare direttamente dai cittadini il dovuto,
che invece con la Tarsu viene introitato dal Comune e spesso era speso per
altro. C’è voluto circa un anno, costellato di ricorsi, ma poi, all’inizio del
2011, la Tia diventa realtà e le vicissitudini della terracina Ambiente sembrano
destinate a finire. Sogni infranti, ieri mattina, dalla Procura della Repubblica.
Andrea Di Lello

49000 [51]

Non ha mai navigato in acque tranquille Terracina Ambiente, la società gemella
di Latina Ambiente con la quale condivide appieno il partner privato.
La spa a
prevalente capitale pubblico (quello del Comune) già da qualche anno, a causa di
una gestione le cui modalità sono molto più che discutibili, accumula debiti
stratosferici. Tanto che esattamente due anni fa, proprio per tentare di
salvarla dal fallimento, Latina Ambiente aveva lanciato l’ipotesi di acquistarla
nell’ambito di un presunto e ambizioso progetto per dare vita ad un cosiddetto
consorzio di imprese ed ampliare le attività sul territorio provinciale. In
realtà si sarebbe trattato di farsi carico di tutti i passivi della Terracina
Ambiente (che qualcuno all’epoca aveva definito “il carrozzone più sgangherato
del territorio pontino”) con inevitabili e drammatiche ricadute sui bilanci
della spa del capoluogo e di conseguenza sulle bollette dei rifiuti, oggetto
anche allora di pesanti contestazioni e denunce. L’operazione, insomma, era
apparsa fin da subito sospetta ed economicamente suicida, un mero tentativo di
salvataggio politico per l’amministrazione guidata da Stefano Nardi. Il tutto in
una fase, la primavera 2009, nella quale quel Comune era stato travolto da una
serie di inchieste giudiziarie che rischiavano anche di far cadere la Giunta
mentre i magistrati stavano andando anche a studiare anche le carte e la
documentazione della società per azioni terracinese. A bloccare l’operazione di
acquisizione già annunciata dai vertici di Latina Ambiente erano stati alcuni
consiglieri comunali del PD che avevano paventato gli enormi rischi finanziari
che avrebbero comportato le velleità espansionistiche indirizzate verso
un’impresa evidentemente fallimentare. Il legame a doppio filo tra le due spa,
però, non si è mai allentato come del resto è logico che sia: quel partner
privato in comune, Unendo, rende di fatto Terracina Ambiente e Latina Ambiente
società gemelle a tutti gli effetti, in pratica le due facce di una stessa
medaglia. Come dimostra del resto il sopralluogo di ieri nella sede di via Monti
Lepini per notificare a Valerio Bertuccelli, amministratore delegato di
entrambe, l’iscrizione nel registro degli indagati.
(da corriere pontino)

49000 [52]

«Non conosco gli atti, ma mi preoccupa soprattutto la funzionalità del
servizio». I
n assenza del sindaco (all’estero) e dell’assessore competente
Loreto Maragoni (alle pree con le conseguenze di un incidente stradale), è il
consigliere comunale Paolo Cerilli a prendere posizione rispetto al ciclone
giudiziario che ha investito la terracina Ambiente. Nessuna valutazione
sull’inchiesta: ciò che preoccupa Cerilli è il pericolo di un disservizio della
raccolta dei rifiuti. «Abbiamo lavorato per garantire efficienza al servizio
d’igiene urbana ed ora mi chiedo se, con l’amministratore giudiziario, non si
corra il pericolo di fare un passo indietro». Il consigliere comunale sottolinea
«che il prossimo 15 febbraio dovranno essere pagati gli stipendi ai dipendenti
della terracina Ambiente e che bisogna rispettare gli accordi finanziari presi
con la Indeco per conferire i rifiuti in discarica». «In questa situazione – si
chiede Cerilli – potranno essere rispettati tutti gli impegni?».
A.D.L.

49000 [53]

Non trova pace il terracina calcio. Quando sembrava che il passaggio di consegne
dalla famiglia De Filippis (Fabio e l’attuale presidente, la sorella Maria) ai
nuovi proprietari, Biagio Minchella e Giovanni Riccardi, fosse ormai una
questione di dettagli, ecco che arriva la doccia gelata. Più che gelata, diciamo
fredda, anzi, freddina, e spieghiamo subito perché. In effetti Minchella e
Riccardi si sono già impegnati, economicamente, tanto con la squadra, quanto coi
vecchi dirigenti. Il problema è che, per la chiusura definitiva della
trattativa, ovvero la classica firma sui contratti, i due continuano a prendere
tempo. C’è da tirare fuori un bel po’ di soldini, tutti insieme, e l’ostacolo
sarebbe proprio questo. Antonio Fragasso, direttore generale della società e
uomo incaricato da De Filippis di fare da tramite coi prossimi proprietari, sta
perdendo la pazienza. L’ultimi rinvio è quello di lunedì sera: ‘Mancanza di
soldi liquidi’, avrebbero detto Minchella e Riccardi. Solo che i due non sono
gli unici interessati a rilevare la società. Pronti a subentrare sarebbero anche
alcuni imprenditori romani, già impegnati nel mondo del calcio nelle stagioni
passate, e che arriverebbero a terracina per portare avanti il progetto. Niente
nomi, ma gli indizi portano agli ex proprietari della Cavese, i fratelli
Maroncini. In effetti, dopo l’acquisto, nella scorsa estate, del titolo del
Formia 1905, la matricola del terracina non può essere spostata per almeno tre
stagioni. Quindi, niente pericolo. Proprio per non rimetterci capra e cavoli,
Fracasso avrebbe lanciato, verso Minchella e Riccardi, un vero e proprio
ultimatum, ovvero: o si chiude entro venerdì prossimo (dopo domani), oppure si
cambia e parte la trattativa coi romani che, sempre secondo Fracasso, avrebbero
già i soldi pronti per chiudere l’operazione. In questo clima di incertezza,
però, la squadra continua ad inanellare risultati positivi. Contro la Vigor,
domenica scorsa, è arrivata la terza vittoria di fila che ha permesso ai
tigrotti di superare i cisternesi in classifica e diventare la migliore delle
pontine in graduatoria. Non solo. La presenza di pubblico sugli spalti del
Colavolpe ha dimostrato, a coloro che non ci credevano, che la fame di calcio
dei terracinesi non si è sopita e che la passione verso i propri colori regge a
ogni avversità. Il problema è che con la sola passione non si vincono i
campionati. Ci vogliono i soldi, e quelli qualcuno deve tirarli fuori.
Lidano Orlandi


Servizio speciale dei vigili urbani di terracina contro quegli utenti incivili
che con le proprie vetture occupano le discese che dovrebbero servire
esclusivamente ad agevolare il passaggio di disabili e carrozzine in genere.

Negli ultimi due giorni gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia sono stati
impegnati in un servizio ad hoc che ha «fruttato» ben 12 multe ognuna pari a 78
euro.

49000 [54]
Prova a rubare materiale edile all’interno di un deposito, ma viene individuata
e fermata.
La protagonista è una cittadina russa denunciata dai carabinieri di
Sabaudia per tentato furto. I fatti risalgono all’altro ieri. I militari erano
intenti in un normale servizio di controllo del territorio quando si sono
trovati ad affrontare il caso di questa donna che si era introdotta in un
deposito di materiale edile con l’intento di portare via qualcosa. Gli uomini
dell’Arma l’hanno individuata e fermata, quindi è scattata la denuncia per
tentato furto. La refurtiva è stata restituita all´avente diritto, cioè al
legittimo proprietario del deposito.
E.M.

49000 [43]

Battuta anche la Vigor Cisterna, e terzo risultato utile consecutivo portato a
casa da un Terracina che sembra essersi completamente rivitalizzato
in questo
girone di ritorno che sta portando in casa biancazzurra numerose soddisfazioni.
Tigrotti che salgono a quota trentadue punti, e che godono sempre più di una
classifica soddisfacente che li proietta, nel caso dovessero mantenere un
andamento costante, tra le grandi del campionato. Di tutt’altro tipo e sapore,
invece, la vittoria del Formia 1905. La compagine di mister Tersigni si rende
capace di espugnare, in trasferta, il campo della capolista, in una partita che
ha visto il Formia lottare su ogni pallone, combattere con la grinta di una
squadra matura, e vincere con carattere e determinazione. Lupa Frascati che, a
causa dello sgambetto dei formiani, perde la vetta, con i ragazzi di Tersigni
che si allontanano dalle zone basse.

49000 [42]

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Lo scorso maggio, il consiglio comunale decise quasi all’unanimità di farne un
parco archeologico; ma ora nell’area del Montuno sono ripresi i lavori per la
realizzazione di un parcheggio interrato.
«Sì, ma più piccolo rispetto al
progetto originario», spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Franco Ferrari. Il
fatto è che, nove mesi fa, sul versante occidentale di quella che è conosciuta
anche con il nome di Collinetta, le ruspe della ditta incaricata di realizzare i
posti auto portarono alla luce un muro romano di epoca imperiale. I lavori
vennero sospesi e l’assemblea consiliare, su proposta del consigliere comunale
di maggioranza, Paolo Cerilli, approvò con un consenso larghissimo il documento
che impegnava l’amministrazione Nardi a rinunciare al progetto del parcheggio
sotto il Montuno per valorizzare le antichità che stavano venendo alla luce.
«Quale ordine del giorno? – chiede Ferrari- Sa, a maggio io non ero assessore».
In realtà, Ferrari sostiene anche di non sapere che il cantiere del Montuno è
di nuovo attivo («Sono i tecnici ad occuparsi della gestione dei lavori»), ma
afferma che il nuovo progetto sarà attuato nel rispetto delle prescrizioni della
competente Soprintendenza. Perciò, l’assessore nega che si procederà alla
distruzione del muro antico, come suggeriscono le voci circolanti in città. Ma
l’Archeoclub non si fida: per ora in modo informale, l’associazione fa notare
che sull’area in questione gravano due vincoli, quello paesaggistico e quello
archeologico, quest’ultimo rafforzato dal relativo Piano particolareggiato
esecutivo. In questa situazione, la realizzazione del parcheggio deve essere
preceduta dall’approvazione di una variante urbanistica, che non può seguire la
procedura semplificata, come invece «illegittimamente»avvenne (secondo
l’Archeoclub) con il primo progetto, ma deve attenersi alla procedura ordinaria.
Il nuovo progetto, quindi, sottolinea l’associazione, dovrebbe essere approvato
in Consiglio e spedito in Regione, senza trascurare la Soprintendenza, il cui
parere è vincolante.
Andrea Di Lello


Comunicazione di servizio: contrariamente alle notizie diffuse dai giornali, al Parco del Montuno sono in corso, UNICAMENTE, lavori di “saggio archeologico” per verificare la portata della scoperta, sotto il controllo della Soprintendenza. Operai maldestri, non avvisando nessuno, hanno distrutto il muro di cinta per far passare un mezzo non idoneo. Il dott. Innico, responsabile della Cassieri, dopo una durissima reprimenda nei confronti dei tecnici, ha preso il controllo della situazione e sta procedendo secondo protocollo.

(iL WeBMaSTeR)

49000 [45]

Il giudice Fedele abbandona la competizione elettorale
Letto il comunicato stampa 7 febbraio 2011 del partito Sel, riconosco, alla luce dei fatti successivamente accertati, la correttezza della decisione assunta da quel partito quale risposta al mio comunicato del 4 febbraio 2011, assunto questo sulla base di una prospettazione errata dell’effettivo svolgimento dei fatti che lo hanno determinato. Per questo porgo le mie scuse al partito e alla Segreteria Sel e, quindi, alle persone del Segretario Politico Vittorio Marzullo e dei componenti Ilde Ascani, Elvira Bianchi, Lino Bucci, Alessandro L’Aurora, Stefano Pariselli e Maurizio Recchia, nonché all’Associazione Oggi per Domani che molto si è spesa nella vicenda, e quindi mi scuso anche con i componenti e gli esponenti della stessa, in modo particolare con le persone di Livio Della Nova, Antonella Ciocia, Candida Grenga, Maurizio Carocci.

Auspico che Sel nell’espletamento del suo insostituibile ruolo di partito, come tale costituzionalmente riconosciuto, e quindi di stabile e permanente presidio e strumento di crescita della democrazia per la tutela degli interessi dei propri rappresentati e più in generale delle istanze democratiche della società, riesca a portare a felice attuazione nella nostra città, con il metodo della democrazia partecipativa e nella ristabilita pratica della legalità e trasparenza, i principi ed i valori programmatici esaustivamente condivisi nel breve periodo di collaborazione e, più specificamente, quelli della sostenibilità ambientale, di una effettiva socialità solidale e di un sano sviluppo fondato sulla valorizzazione delle ricchezze storiche, culturali e ambientali, che costituiscono la ricchezza autentica della nostra comunità.

Consequenziale il ritiro del mio nome dallo scenario elettorale. Poiché anche quest’ultima decisione è stata e non poteva che essere assunta per autonoma determinazione della mia coscienza, mi scuso con le persone, partiti (RC – IDV) e associazioni (Circolo Eleuterìa e Terracina Rialzati), che hanno continuato a sostenermi.

Terracina, 8 febbraio 2011.

Eugenio Fedele


49000 [13]

«E’ un regalo ai privati e un danno alle casse comunali» il progetto di
privatizzazione della pubblica illuminazione, faticosamente approvato
nell’ultima seduta consiliare.
A sostenerlo, è il gruppo consiliare del Pd, che
contesta punto per punto tutte le ragioni con cui l’amministrazione Nardi ha
giustificato il provvedimento. Per il Pd, infatti, «non corrisponde a verità che
il 50% dei pali dell’illuminazione pubblica risulti vetusto perché la maggior
parte è stata realizzata da circa 15 anni. Inoltre, il comune di terracina in 5
anni ha speso per sostituire i pali della luce e le plafoniere ben un milione di
euro». Non è vero neanche che «la illuminazione pubblica attuale comporti
continui e frequenti interventi per numerosi guasti e malfunzionamenti, perché
in gran parte è nuova, e che le esigue risorse finanziarie dell’Ente non
permettano l’investimento necessario per realizzare un’efficiente gestione e
manutenzione degli impianti». Il Pd, poi, rifacendosi a quanto sostenuto anche
dall’amministrazione Nardi, sottolinea che, «per quanto attiene i consumi
energetici e l’inquinamento luminoso, nonché il miglioramento dell’efficienza
luminosa e la sicurezza dei medesimi impianti, con i nuovi sistemi si andrebbe
ad una riduzione del 40% dei costi». Per i democratici, «questa riduzione del
40% comporterebbe un risparmio annuo di circa 250 milioni di euro. Una volta
fatto l’investimento, il risparmio complessivo di tre milioni di euro potrebbe
essere incamerato dall’amministrazione comunale per i 12 anni previsti per
l’affidamento dell’appalto, mentre l’investimento sarebbe ammortizzato in soli
due anni». «L’amministrazione comunale invece -accusa il Pd -, con
l’approvazione della delibera, ha deciso di regalare i fondi del risparmio
energetico al privato, considerando che, con il nuovo sistema Led, la
manutenzione sarebbe ridotta se non quasi eliminata, perché le lampade
durerebbero fino ad esaurimento per 12 anni». «Guarda caso – osservano i
democratici – fino alla fine del contratto, quando gli impianti saranno
riconsegnati al Comune con tutte le lampade da ricostituire e l’investimento da
rifare». «In conclusione – termina il Pd -, l’amministrazione comunale, con
l’approvazione della delibera, scrive cose non vere, fa un regalo ai privati e
un danno alle nostre casse comunali e alla nostra comunità in un momento in cui
il Comune si trova in una situazione di dissesto».
Andrea Di Lello

49000 [2]

Cercare di trovare una soluzione immediata e definitiva ad uno dei problemi che
negli ultimi tempi sta letteralmente mettendo in ginocchio il litorale, che si
estende da porto Badino a Foce Sisto e con esso i suoi operatori.
è stato questo
il tema dell’incontro tra il consigliere regionale Nicola Illuzzi, della lista
Polverini, e l’imprenditore Gianfranco Sciscione, da sempre impegnato a cercare
di risolvere il problema dell’erosione. «La situazione è molto grave, siamo
anche in ritardo perchè la stagione è alle porte -spiega Illuzzi-. L’anno scorso
è stato effettuato un intervento tampone, però abbiamo visto che è bastata una
mareggiata per vanificare gran parte del lavoro fatto. Quest’anno dobbiamo
attivare un intervento strutturale duraturo nel tempo, che miri alla creazione
di pennelli che automaticamente riportino nuova sabbia per oltre un chilometro
di litorale. Con l’amico Gianfranco Sciscione ci siamo confrontati e ci stiamo
confrontando su questo importante tema. Il mio impegno sarà quello di potare
avanti in tempi brevi ed utili il progetto in modo tale che la prossima stagione
possa partire con il vento in poppa». Un problema quello dell’erosione del
litorale già affrontato da Gianfranco Sciscione lo scorso anno con un intervento
diretto di ripascimento, evitando così che la stagione estiva fosse compromessa.
«Ho degli amici come Nicola Illuzzi, Alessandra Mandarelli -sottolinea
Sciscione- che daranno una mano alla nostra città, che ne ha tanto bisogno.
Saranno come i nostri nuovi angeli che verranno messi a conoscenza dei nostri
problemi e si attiveranno affinché la Regione li risolva. Il tavolo giusto per
la nostra città è la Regione. Mi auguro con tutto il cuore che riusciremo a
chiudere questo annoso problema, perché la spiaggia è il volano naturale della
nostra città. Cerchiamo di trovare qualche soluzione tampone alle aziende per
l’imminente stagione balneare, per poi risolverlo in modo definitivo con questo
progetto che abbiamo in mente, sono sicuro che la nostra Presidente
ci sarà vicino».
(di Maya Bottiglia, da corriere pontino)

49000 [3]

Festa a rischio. E non una festa qualsiasi, ma quella in onore della Madonna del
Carmine, la celebrazione religiosa più sentita a terracina. La pazienza del
Comitato organizzatore dei festeggiamenti, pazienza di cui più di qualcuno ha
già ampiamente abusato, sta per vacillare del tutto. Dopodiché non ci sarà più
modo di tornare indietro, e la città dovrà fare a meno dell’importante festa di
metà luglio. L’aut aut arriva direttamente da Domenico Monti, presidente del
Comitato che cura i festeggiamenti oltre che della cooperativa pescatori «La
Sirena» di terracina. «L’amministrazione comunale deve ancora saldare con noi i
contributi per le edizioni 2009 e 2010 della festa (abbiamo chiesto un decreto
ingiuntivo), il che ci ha costretti ad accumulare debiti con i fornitori di luci
e fuochi pirotecnici che naturalmente bussano alla nostra porta». In tutto si
parla di circa 65 mila euro, ai quali vanno aggiunti anche i 20 mila attesi
dall’amministrazione provinciale. «Senza soldi la città sarà costretta a fare a
meno delle celebrazioni già a partire da quest’anno» dichiara con toni amari ma
più che decisi Domenico Monti, che sconsiglia chiunque di sperare di «pescare»
voti dalle loro parti, con finti quanto sgradevoli e fuori luogo tentativi di
arruffianamento pro elezioni. Senza soldi non si canta messa. Nemmeno quella per
la Madonna del Carmine. E considerando la tanto decantata affezione degli
amministratori locali alla festa in onore della protettrice del mare e dei
pescatori, non possono davvero correre un rischio del genere.
Ri.Re.

49000 [4]

Telefonate ad intermittenza presso il comando della polizia municipale. Ieri
mattina al centralino di via Sarti, probabilmente a causa di un problema di
linea oppure di un’interferenza con quello del Comune, non giungevano tutte le
telefonate. Molti i cittadini che provavano a chiamare, ma dopo aver composto i
primi numeri la linea continuava a cadere e per loro è stato impossibile
segnalare i loro problemi. Situazione di disagio che si è prolungata per tutta
la mattina tornando poi alla normalità nel primo pomeriggio. Un problema non
nuovo in quanto, in più di qualche occasione, il
centralino è risultato fuori uso.
(da corriere pontino)

49000 [5]

Nei loro programmi elettorali i candidati sindaci dovranno tener conto anche di
una realtà dimenticata: l’università.
Esistono in città due poli, che fanno
riferimento uno all’Università di Cassino e un altro a «La Sapienza» di Roma.
Quest’ultimo, attivo all’ospedale «Fiorini», ha diversi corsi: infermieristica,
igiene mentale (circa 400 allievi), master dell’area critica (circa 10 allievi),
specializzazioni nell’area chirurgica e medica (circa 30 allievi). Nell’insieme
un esercito di quasi 500 studenti. Da loro ci giunge un cahier de doleances che
prospettiamo a quanti (autorità scolastiche, sanitarie, politiche ed
amministrative) hanno a cuore le gemmazioni universitarie, intendendole come
sviluppo e ricchezza per la città. Manuela De Rinaldis di Brindisi mette
l’accento sul problema degli alloggi, che accomuna i tanti studenti fuori sede:
«Per me e per gli altri che provengono da una diversa regione la questione grave
è quella dell’affitto delle case. I proprietari chiedono canoni alti e
permettono l’alloggio solo fino a maggio, in modo da affittare l’estate ai
villeggianti. In questo modo, a giugno e a luglio (i mesi più pieni di esami e
di lezioni), veniamo lasciati senza casa e siamo costretti ad arrangiarci, come
se non fosse già difficile così». Giuseppe Mosca viene dalla provincia di Ragusa
e affronta un altro discorso che sta molto a cuore agli studenti: la mensa
scolastica. «Manca un servizio di questo genere – dice Giuseppe – Si potrebbe
pensare ad una convenzione e a buoni pasto Adisu a prezzo agevolato». Non
mancano le carenze connesse con la struttura universitaria. Se ne fa portavoce
Alessandra Granato di Nocera Inferiore: «Per quanto mi permette di dire la mia
esperienza, ritengo che sia assente un’organizzazione amministrativa consona ad
un ambito universitario». Ma è la penuria di aule la difficoltà più rimarcata da
tutti. Per Massimiliano, studente di Latina, «gli ambienti sono stretti e
incapaci a contenere tutti. In più, mancano le aule dedicate a materie
specifiche, oltre ad aule di studio e a una biblioteca». Rimanendo all’interno
della struttura, non si salvano nemmeno le suppellettili scolastiche. «Le sedie
non hanno l’appoggio per scrivere e questo ci rende difficile prendere gli
appunti nel mentre seguiamo le lezioni», segnala Francesca Paini di Battipaglia.
Nell’era della tecnologia, poi, si fa lezione con mezzi antiquati o inadeguati,
come fa notare Ivano De Prisco che viene dalla provincia di Salerno. «Spesso
abbiamo problemi con le apparecchiature elettroniche non perfettamente
funzionanti – sostiene Ivano – Avremmo bisogno almeno di un pc collegato in
rete, di un servizio fotocopie e stampa e di una linea wi-fi». Chiudono l’elenco
delle richieste la mancanza di servizi sportivi e di un condizonamento dell’aria
per i mesi estivi. Tutti gli studenti interpellati, inoltre, mettono in risalto
negativamente la mancanza di trasporti pubblici per i collegamenti da e per
l’ospedale. Ombre ma anche luci. Le positività sono racchiuse nel giudizio di De
Prisco: «Di buono c’è che viviamo in un bel paese con un welfare migliore di
quello campano e a misura d’uomo».
Ercole Bersani

49000 [7]

Open day per l’istituto comprensivo di Borgo Hermada. Dopo la giornata di ieri
anche oggi la scuola sarà impegnata nel progetto di continuità didattica,
portato avanti dai docenti Spinosa e Narezzi. Esso prevede una particolare
attività di tutoraggio per tutti i bambini che si apprestano a vivere un
passaggio didattico importante. I piccoli di 5 anni e i di 10 l’anno prossimo
affronteranno rispettivamente la prima elementare e la prima media. Chi meglio
può far conoscere la scuola se non i bambini stessi? Sono infatti loro ad
“iniziarli” all’interno dell’istituto. Quelli di 5 anni verranno tutorati dai
10enni che, a loro volta, verranno seguiti dai ragazzi di terza media.
Nell’ambito dell’attività di mentoring i ragazzi verranno impegnati in quattro
laboratori pratici: musica (costruzione di alcuni strumenti come le maracas),
arte (produzione di marionette), informatica (utilizzo di alcuni giochi) e
motorio (esercizi per lo sviluppo oculo-spaziale). Il programma proseguirà fino
a fine anno. A giugno tutti i ragazzi dell’istituto comprensivo si cimenteranno
nella rappresentazione del “Brutto Anatroccolo”. Ognuno parteciperà a suo modo.
I piccoli di 5 anni coloreranno delle immagini della storia che successivamente
verranno raccolte in un libro, i 10enni si dedicheranno allo spettacolo mentre
ai 13enni spetta il compito di mettere a
punto la scenografia.

49000 [8]

Alle 5 del mattino i Carabinieri del locale Norm – Aliquota Radiomobile, hanno
tratto in arresto L.E. 39enne Romeno, in Italia senza fissa dimora,
pregiudicato, nullafacente, che a seguito di diverbio, sorto per futili motivi,
colpiva ripetutamente al capo, con un bastone, un connazionale D.I.P. 24enne,
anche lui in Italia senza fissa dimora, nullafacente.
Il malcapitato
tempestivamente soccorso e trasportato presso l’ospedale civile di Terracina,
veniva riscontrato affetto da “emorragia Celebrale” e giudicato in prognosi
riservata. Il responsabile del delitto è associato presso questa Casa
Circondariale, a disposizione dell’A.G..

49000 [9]

Ambiguità» e «doppiezza». Il divorzio tra Sinistra, Ecologia e Libertà e Eugenio
Fedele si consuma tra accuse reciproche. A pochi giorni dalla scelta del
candidato a sindaco di scaricare dalla suo schieramento tutti i partiti della
Sinistra, la segreteria di SeL in una nota evidenzia «l’ambiguità totale, per
non dire doppiezza, nel comportamento politico del dottor Fedele, anche alla
luce delle recentissime illazioni apparse sui giornali, relative ad accordi con
esponenti della destra della presidente Polverini». «Infatti – continua la nota-
mentre il nostro partito discuteva intorno a questioni politiche afferenti alle
implicazioni programmatiche e valoriali che emergevano drammaticamente, giorno
dopo giorno, dal sostegno alla candidatura Fedele, quest’ultimo già organizzava
surrettiziamente la nostra “espulsione” e conduceva trattative con altri
soggetti politici. Tutto ciò in barba a quei principi di trasparenza e
correttezza nel comportamento politico che il dottor Fedele ha dichiarato a più
riprese di porre come valori cardini della sua candidatura!». Per quanto
riguarda ipotesi di alleanze con il Pd, SeL puntualizza di avere provato «per
mesi, inutilmente, la possibilità di pervenire ad un accordo programmatico serio
con la dirigenza democratica, come anche ha tentato di verificare la
praticabilità di realizzare un ampio schieramento politico di centro-sinistra,
da concretizzare attraverso una adeguata candidatura a sindaco, che si sarebbe
dovuta concordare con una intesa con tutte le forze partitiche e associative a
sinistra del Pd. Questi tentativi, tuttavia, sono stati frustrati dalle scelte
divergenti compiute dalla dirigenza del Pd». SeL, a questo punto, si dice
disponibile a procedere alla definizione di un programma e all’individuazione di
un candidato a sindaco «con i partiti, le associazioni, i comitati e i singoli
cittadini con cui abbiamo sin qui proficuamente collaborato».
A.D.L.

49000 [10]

La Terracina Ambiente ci riprova. Oggi i membri del consiglio di amministrazione
della società mista che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti torneranno a riunirsi per stabilire una nuova data di convocazione
dell’assemblea straordinaria, che dovrà esaminare l’importante argomento della
perdita d’esercizio per il bilancio 2009 e la conseguente ricapitalizzazione. E
tre. Sono già due volte che la riunione viene rinviata. Ma il problema va
affrontato. «Noi -spiega Giuseppe Mosa, membro di parte pubblica del Cda-
abbiamo proposto al Comune di metterci a disposizione un immobile (del valore di
600.000 euro) a fronte del debito nei nostri confronti. Con l’avvio della Tia
abbiamo bisogno di locali per la riscossione dei tributi, di una sede operativa
e di riunione. Abbiamo pensato ad un immobile di Borgo Hermada, ma, in fin dei
conti, qualsiasi struttura andrebbe bene».
ro. be.

49000 [11]

Il Rotary Club terracina-Fondi ha vinto la sua scommessa chiudendo a quota 42
mila euro circa la raccolta dei fondi per sostenere il restauro dell’edificio
che ospita la casa-famiglia «Gregorio Antonelli» di terracina.
«Sia io che tutti
i soci del Club siamo orgogliosi per aver raggiunto un traguardo importante e
ambizioso nel quale abbiamo sempre creduto- commenta il presidente Luca Meineri-
Ma è a terracina e ai terracinesi che va il plauso maggiore, alla loro
generosità e sensibilità». Meineri ringrazia i docenti e i ragazzi della «Monti-
Mameli» che hanno raccolto fondi vendendo lavoretti artigianali, i commercianti
che hanno esposto il salvadanaio e tutti gli sponsor. «E’ la testimonianza che
quando c’è passione e organizzazione anche a terracina si possono realizzare
progetti importanti» conclude Luca Meineri. I lavori sono iniziati da qualche
giorno e finriranno entro il prossimo aprile.
Ri.Re.

49000 [12]

Peccato per la sconfitta subita dal Volley terracina lo scorso sabato. Lo
scontro si prospettava impegnativo già in partenza, la consapevolezza di avere
davanti una squadra molto forte e il desiderio di vendicare la sconfitta subita
all’esordio in serie C hanno motivato la compagine terracinese che ha invano
provato ad inaugurare positivamente la prima partita del girone di ritorno. Tre
set portati a casa dall’ A.D.P. Fonte Roma Eur con i seguenti parziali: (13-25,
20-25, 16-25), un distacco evidente,la prima volta che in questo campionato il
Volley terracina subisce una battuta d’arresto netta. Dall’ analisi
dell’incontro le ragazze di Carmine Pesce hanno mostrato la loro buona
preparazione soprattutto nei fondamentali, in particolar modo nella fase di
ricezione, è infatti in attacco che apparivano più deboli. Le reali motivazioni
che non hanno permesso alle terracinesi di chiudere gran parte delle azioni
vanno principalmente ricercate in un organico non in perfetta forma fisica.
L’infiammazione alla spalla della Marchesini, la contrattura lombare della
Bertiè , il dolore ad un braccio della Luciani hanno rallentato il ritmo di
gioco della squadra che non è stata in grado di sopperire. Il desiderio di
rivalsa da una parte e l’impossibilità di concretizzarlo per reali difficoltà
fisiche dall’altra hanno dato sin dai primi minuti di gioco la sensazione di un
incontro molto nervoso e gli infortuni non hanno permesso alle atlete di
attaccare con la giusta forza e determinazione. Quella del Volley terracina è
una squadra ancora immatura nel suo insieme e sa che in un nuovo campionato di
livello come quello che sta affrontando non può contare sulle giovani atlete,
ancora non pronte ad offrire il proprio contributo. La formazione ha bisogno
quindi delle sue punte di diamante e confida nel rivederle giocare al massimo
delle proprie capacità e soprattutto della propria forma fisica.«Contiamo di
recuperare per affrontare le nuove sfide». Queste le parole dell’allenatore
Carmine Pesce al termine dell’incontro. L’allenamento duro e costante, la
determinazione, la passione, continuano ad essere i comuni denominatori di
questa squadra che non intende perdersi d’animo e che impara a crescere
soprattutto dalle sconfitte.

49000 [27]

Boom di accessi al Pronto Soccorso. Ospedale in crisi
FEBBRE alta, dolori addominali, tosse e difficoltà respiratorie. Con questi
sintomi decine e decine di pazienti si sono presentati negli ultimi giorni al
pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini» di Terracina. Accessi record che in
qualche caso hanno davvero intasato i locali del pronto soccorso e delle sale
d’attesa. Medici e infermieri hanno dovuto fare gli straordinari per tenere
sotto controllo la situazione, soprattutto quando contemporaneamente
si sono presentati più soggetti con febbre alta e vertigini, sintomi
tali da richiedere un immediato intervento da parte del personale sanitario. Il
picco di accessi al «Fiorini» si è registrato nel fine settimana e, più nello
specifico, nelle notti di venerdì e sabato quando i pazienti si sono riversati
in massa all’ospe – dale. A causare questa «ondata » più fattori. In primo luogo
il fatto che, a quanto sembra, il virus influenzale farà registrare un vero e
proprio boom a cavallo tra la settimana appena trascorsa e quella che inizia. Ma
c’è dell’altro. Con i medici di famiglia che sabato e domenica lavorano a ranghi
ridotti e un servizio di guardia medica che, vista la popolazione terracinese e
le continue richieste di intervento, andrebbe senz’al – tro potenziato, per il
popolo degli influenzati non c’è stata altra soluzione che prendere la strada di
via Firenze e recarsi in ospedale. Qui, però, il personale medico ha dovuto
sobbarcarsi di u n l a v o r o straordinario dovuto alla crescita esponenziale
degli accessi. A richiedere il maggior numero di interventi sono stati anziani e
bambini. Per alcuni di loro, vista la febbre alta, si è dovuto disporre anche il
ricovero. Ma per la maggior parte dei pazienti, dopo la visita di controllo, si
è trattato di rientrare a casa e infilarsi sotto le coperte, imbottendosi di
antibiotici e sciroppi. A quanto sembra era da molto tempo che non si verificava
un’ondata di accessi di questo genere all’ospedale «Fiorini» per sintomi
influenzali. Certo è che l’influenza negli ultimi giorni ha letteralmente messo
a letto centinaia di persone, caratterizzata da un virus che si trasmette
velocemente e che lascia poche possibilità alle difese immunitarie.
Fortunatamente nessuno dei casi che si è presentato all’ospedale «Fiorini»
risulta essere grave. Non è da trascurare neppure il fatto che il bacino
d’utenza dell’ospedale di Terracina negli ultimi tempi, dopo il piano di
riordino sanitario varato dalla giunta regionale del Lazio, si è esteso
arrivando a coprire anche zone quali i Lepini, Sezze e Priverno. Con gli ultimi
ricoveri dovuti al dilagare dell’influenza si è anche riaffacciato il problema
dei posti letto in ospedale. Infatti numerosi reparti hanno fatto registrare in
questi giorni il tutto esaurito, e proprio per questo si rischia che i pazienti
di Terracina e dintorni, qualora si presentasse per loro la necessità di essere
ricoverati, potrebbero essere trasferiti presso altre strutture sanitarie della
provincia: Formia e Latina le mete più probabili.
Francesco Avena

49000 [28]

Sta diventando una questione incredibilmente seria quella delle fave «illegali»
in zona Ceccaccio, a terracina.
Soprattutto per l’s.o.s lanciato al Comune dalla
polizia municipale e dal papà di un neonato affetto da favismo residente nella
zona e fin’ora caduto nel vuoto. Dopo che nelle ultime settimane i vigili urbani
hanno fatto togliere intere piantagioni di fave, in virtù del divieto imposto
dallo stesso ente nel lontano 1997, pare che sia rimasto qualcuno che le coltiva
nel proprio orto. A breve ci sarà l’infiorescenza delle fave, e i genitori dei
neonato l’attendono come un vero incubo. Per questo motivo almeno una decina di
giorni fa gli agenti del comandante Pecchia avevano chiesto all’ufficio comunale
competente di stampare degli avviso sulla situazione di pericolo da affiggere in
via Ceccaccio. Ma non è apparso nulla del genere, tanto che domenica mattina il
genitore ha presentato un esposto in comando.
Ri.Re.

49000 [29]

Sono stati programmati tardi. Sono cominciati in ritardo. E adesso finiranno con
un’ulteriore slittamento di tempo rispetto alla tabella «ufficiale» dei lavori.
E’ l’ormai famigerato cantiere sistemato da quasi due anni lungo un tratto di 45
metri di via Lungolinea Pio VI, a terracina. Un cantiere che doveva essere
consegnato lo scorso 26 gennaio e che, invece, è stato prorogato fino al
prossimo 15 marzo. «Per quanto ne sappiamo noi, resta da montare un palo della
luce e asfaltare il tratto di strada. E per fare queste cose sono necessari
altri 45 giorni di tempo?» si chiedono sbalorditi i commercianti di quella zona
alle prese con perdite economiche notevoli. «Ci è stato detto che era necessario
altro tempo prima che la trave sistemata dagli operai si attaccasse bene, ma il
termine dei giorni necessari sta scadendo, quindi resta l’incognita di una
proroga così lunga». Incognita che potrebbe avere una spiegazione fin troppo
semplice, specie da queste parti: perdura, infatti, la «chiacchiera» secondo la
quale le ditte che si occupano del rifacimento della strada non avrebbero
ricevuto nemmeno un euro fino a oggi, anticipando di tasca propria le spese per
i materiali. Di fronte a una situazione del genere, sarebbe comprensibile il
malumore degli operai e, quindi, lo scarso stimolo a terminare i lavori nella
data stabilita. Anche se, ad onor del vero, c’è da dire che gli operai hanno
sempre lavorato, anche con la pioggia e la neve, ma a tutto c’è un limite.
«Giorni fa sono venuti tecnici dell’Enel che hanno sotterrato un tubo senza
finire il lavoro e dicendo che termineranno dopo: questo vuol dire che di nuovo
scaveranno fuori il mio negozio anche quando il canriere saà andato via?» si
chiede preoccupato uno dei negozianti, stanco di una situazione ai limiti del
paradosso.
Ri.Re.

49000 [44]

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terracina-porta-napoledana-di-lato-anni-50_bis

Comune moroso: sfratto per l’Ufficio Collocamento. E’ stata fissata al prossimo 4
marzo l’esecuzione del provvedimento scaturito dai reiterati mancati pagamenti
del canone di affitto da parte dell’amministrazione Nardi. Per rendere l’idea,
la nuova proprietà dei locali, subentrata alla precedente nel maggio 2010, non
ha mai incassato neanche un centesimo dei 2500 euro mensili della locazione.
Vani sono anche risultati i suoi tentativi, per il tramite dell’avvocato
Sebastiano Leonardi, di trovare una soluzione con la Ragioneria del Municipio.
In assenza di prospettive, fra meno di un mese l’ufficiale giudiziario andrà
all’Ufficio Collocamento per sgombrare i locali. E non è la prima volta che una
simile minaccia incombe sulla sede di quello che con più precisione si chiama
Centro per l’Impiego. Già nel 2009, infatti, con la vecchia proprietà si arrivò
ad un provvedimento di sfratto, che non trovò esecuzione probabilmente per un
accordo tra le parti che rateizzava il pagamento del debito da parte dell’Ente.
A questo proposito, va detto che, in passato, il Comune non è riuscito sostenere
le spese dell’affitto anche per circa tre anni consecutivi, arrivando ad
accumulare persi- C no 70mila euro di arretrati. Pure in quell’occasione, entrò
in scena l’ufficiale giudiziario, che si presentò nell’ufficio alla ricerca di
beni del Comune da pignorare, ma senza esito. Storia vecchia, insomma, quella
del Comune che non ha i soldi per garantire una sede all’Ufficio Collocamento,
ma questa volta non si parla soltanto di pignoramenti, bensì di mettere
letteralmente sulla strada il personale, gli arredi e i computer del centro.
Paradossale situazione di un servizio concepito per trovare lavoro alla sua
utenza, ma che finisce alle prese con il tribunale per debiti, come un qualsiasi
povero disoccupato di lunga data. Il Comune, del resto, si è già trovato in
molte altre occasioni in situazioni quantomeno anomale, come quando, per la
solita morosità, a subire lo sfratto fu proprio il suo Ufficio Casa. Ma la lista
di servizi pubblici sospesi e interrotti per assoluta penuria di risorse è
lunghissima e continua a crescere, come dimostrano una volta di più le
recentissime vicissitudini dello smaltimento dei rifiuti. Se negli altri casi
talvolta qualche accordo si trovava anche solo per limitare le conseguenze più
pesanti, in questo del Centro per l’Impiego, secondo quanto riferisce Leonardi,
il legale della proprietà, da parte dei funzionari degli uffici comunali
competenti non è stata avanzata alcuna proposta per scongiurare la soluzione
estrema, vale a dire lo sfratto del Collocamento. Sono circa 20mila gli euro
vantati nei confronti dell’Ente: una cifra modesta per un Comune, ma non quando
l’esiguità delle risorse costringe a scegliere tra i debiti quelli da saldare
anche solo parzialmente e quelli da trascurare. Ad ogni modo, il 4 marzo è
vicinissimo e la proprietà dell’immobile intende far fruttare il suo
investimento. Senza novità, all’ufficiale giudiziario verrà data via libera.
Andrea Di Lello



Quella camera mortuaria non può continuare ad operare all’interno del
condominio «Concordia ».
Lo ha deciso il giudice Franco Catracchia, che nei
giorni scorsi ha respinto il ricorso presentato dai titolari della clinica Villa
Azzurra sulla disposizione già emessa lo scorso luglio che ordinava il
trasferimento della camera mortuaria presente nella palazzina di via Tripoli. Il
caso era scoppiato ad aprile dell’anno scorso, quando le 19 famiglie che
risiedono nel palazzo espressero il loro dissenso sulla presenza dell’obitorio
nello stesso palazzo in cui giocavano i loro bambini. Ne è conseguita una vera e
propria battaglia legale. I condomini hanno messo tutto in mano agli avvocati,
seguiti dalla direzione sanitaria di Villa Azzurra, anch’essa intenzionata a
dimostrare, autorizzazioni alla mano, di avere tutte le carte in regola per
allestire la camera mortuaria. Ma niente da fare. Il giudice Catracchia, pur
prendendo tutto il tempo necessario per valutare la situazione, nel luglio
scorso aveva stabilito che con la presenza dell’obitorio veniva «turbata la
serenità dei condomini». Tutto sistemato? Macché. La «concordia » – è proprio il
caso di dirlo – nella palazzina di via Tripoli non è mai arrivata. La struttura
sanitaria ha impugnato la sentenza, facendo valere i pareri ottenuti anche dalla
Asl, mentre i condomini hanno dato mandato al loro legale di chiedere il
trasferimento coatto dell’obitorio. Tanto che a settembre dell’anno scorso,
chiamato di nuovo a decidere, il giudice Catracchia ha disposto lo sgombero
forzato della camera ardente per mezzo di un ufficiale giudiziario. Uno sfratto
in piena regola, insomma, per i feretri di volta in volta depositati
nell’appartamen – to del condominio. A novembre dello stesso anno, poi, uno
spiraglio era sembrato aprirsi. Condomini e direzione sanitaria, con toni più
concilianti, erano a un passo dalla soluzione: trasferire l’obitorio
nell’ambulatorio dermatologico interno alla clinica, ipotesi che avrebbe anche
evitato il dilungarsi del contenzioso giudiziario. Ma niente. La concordia è di
nuovo saltata per un contrasto sul risarcimento chiesto dai condomini alla
società che gestisce la clinica. Ultimo capitolo, nel dicembre scorso, la
decisione presa da alcuni proprietari di quegli appartamenti di mettere in
vendita la casa. Un gesto che sa tanto di esasperazione. Forse però il giudice
Catracchia, con la decisione dei giorni scorsi, ha fatto in tempo a fermare
l’esodo. Sempre che la contesa non riservi ulteriori sorprese.
Diego Roma



Il “Fiorini” congestionato? C’è una soluzione al problema della mancanza dei
posti letto nell’ospedale del presidio centro.
Basta far entrare a regime il
protocollo d’intesa firmato lo scorso 28 dicembre dalla Regione Lazio e dalle
organizzazioni sindacali dei medici. A pensarla così è il dottor Pietro Serra,
che alle prossime elezioni si presenterà al fianco dell’imprenditore terracinese
Gianfranco Sciscione. Medicina e territorio: sono il giusto connubio per
affrontare la situazione di collasso del nosocomio locale. Se in questi ultimi
tempi l’ospedale Alfredo Fiorini ha sofferto la mancanza di personale medico e
di posti letto, un rimedio non sarebbe difficile da trovare. «Io penso che
bisogna solo cercare di mettere in pratica quanto è già passato in Regione.
Infatti -spiega Serra- secondo il piano Polverini, i medici generici dovrebbero
venire associati agli Ucp, studi medici che lavorano in rete tra di loro. Questo
permetterebbe ai pazienti di avere un’assistenza sanitaria ininterrotta dalle 8
alle 20. Inoltre, se Terracina iniziasse a cavalcare l’idea che la sanità non è
costituita solo ed unicamente dalla struttura ospedaliera, ma da tutta una serie
di servizi che il territorio mette a disposizione (il nuovo ruolo che verrebbero
ad assumere i medici generici, l’assistenza domiciliare e l’integrazione socio-
sanitaria), si potrebbe arrivare a ridurre di molto gli accessi ospedalieri,
spesso e volentieri giudicati impropri: i malati sarebbero indotti a richiedere
le cure ospedaliere solo nella fase acuta della malattia. Proprio in ragione di
questa linea regionale, il direttivo sindacale della Fimmg (sindacato dei
medici) di cui io faccio parte chiede di dare la possibilità ai medici di
affiancare il servizio di pronto soccorso per tutti i codici bianchi, così come
è stato già sperimentato a Roma».
(da il corriere pontino)



Erano andati per giocare una partita di pallone, si sono ritrovati derubati di
ogni cosa.
È accaduto ieri pomeriggio alla squadra di calcio a 5 del Terracina,
che ieri hanno sfidato fuori casa, la squadra «Città di Cisterna ». Vinta la
partita sul campo (6 a 5 il risultato che ha visto prevalere i terracinesi),
l’entusiasmo si è spento in un baleno quando, tornati negli spogliatoi, i
giocatori si sono accorti del furto. Portafogli, cellulari, chiavi delle
automobili e tutto ciò che di prezioso poteva essere nelle tasche dei
«tigrotti». I ladri non hanno lasciato nulla. Una razzia in piena regola,
avvenuta mentre si disputava la partita, a luci accese e con non pochi
spettatori presenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Cisterna, che
ora dovranno occuparsi di risalire ai responsabili. Dai primi accertamenti
sembra che i ladri siano entrati da una porta secondaria per non dare
nell’occhio, approfittando che gli occhi dei presenti fossero tutti puntati alla
partita. Una volta dentro, i malviventi hanno messo le mani nei giubotti, nelle
tasche dei pantaloni, hanno «visitato » le borse, portando via ogni cosa.
Risparmiati solo i vestiti. Rientro amaro, insomma, quello dei giocatori del
Terracina, che alla loro partenza avevano messo in conto tutto: anche la
possibilità di perdere la partita, ma non di subire un simile colpo basso fuori
casa. In compenso, hanno portato a casa una meritata vittoria. Nei faccia a
faccia i «tigrotti» non sono secondi a nessuno.
D. R.



Controlli antidroga nelle scuole ieri mattina a Terracina, sequestrati 50 grammi
di hashish.
È questo l’esito dell’operazione attuata dal Reparto prevenzione
crimine della Polizia di Stato in collaborazione col Commissariato locale. Nella
mattinata di ieri infatti gli agenti di Latina e Terracina, con il supporto
di un’unità cinofila, hanno passato al setaccio due istituti superiori
professionali della città. Obiettivo, contrastare il fenomeno d el l ’uso e
dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi anche negli ambienti
scolastici. Droga tra i banchi non ne è stata trovata, ma in una delle strutture
lo stupefacente è stato rinvenuto all’esterno. Si tratta di 50 grammi di hashish
fiutati dai cani antidroga dell’unità cinofila e che era ben occultato tra le
fessure di un muretto di cinta della scuola. Il «fumo » – i poliziotti non hanno
dubbi – era pronto per essere smerciato proprio tra gli studenti. Negativo
invece l’esito del monitoraggio nel resto dell’isti – tuto e nell’altro.
Tuttavia quel mezz’etto di «fumo» ha dato il la alle forze dell’ordine su una
certa presenza di droghe leggere anche tra gli ambienti scolastici. Proprio per
questo motivo, in sinergia con docenti e dirigenti scolastici, i controlli
antidroga, anticipati già prima delle vacanze natalizie, proseguiranno per il
resto dell’anno accademico. Nel corso del weekend il Commissariato diretto dal
dirigente Rita Cascella e gli uomini del reparto anti crimine hanno svolto anche
una serie di controlli su strada di contrasto allo spaccio. Oltre 100 le persone
controllate e perquisite, altrettante le auto vetture. Comminate diverse
sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Diego Roma



Un esemplare di tonno rosso di circa 70 kg, pescato illegalmente, è stato
sequestrato dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo in una pescheria
del luogo.
Dai primi accertamenti il tonno risulta proveniente dalla cosiddetta
«pesca sportiva», per la quale la legge vieta la vendita del pescato. Il Tonno
Rosso è una specie sottoposta a piani di ricostruzione per evitarne
l’estinzione. Il rivenditore in questione è stato multato di 4 mila euro. Il
pesce è stato dato in beneficenza. L’operazione in questione rientra in una
costante attività di contrasto alla pesca illegale operata dalla Capitaneria di
porto. Erc. Ber.

Tra i banchi dei più piccoli hanno razziato tutto quello che si sono trovati
davanti. È andato così il furto perpetrato l’altra notte all’asilo «Mille
colori » di Borgo Hermada.
Ignoti sono entrati rompendo una finestra e hanno
trafugato computer, cibo, coperte, lettori Dvd con relativi televisori. Di
tutto. Poi si sono dileguati uscendo da dove erano entrati. Ad accorgersi del
furto il personale scolastico l’indomani mattina, che ha immediatamente
allertato gli agenti del Commissariato di polizia, arrivati sul posto per fare
gli accertamenti. Al vaglio delle forze dell’ordine, alcuni mozziconi di
sigaretta rinvenuti immediatamente all’e st er no della scuola, davanti alla
finestra scassinata per introdursi nell’asilo. La natura del furto fa propendere
per una banda di ladri in cerca di materiale da rivendere ma fa pensare anche a
malviventi senza fissa dimora in cerca di coperte e cibo. Per introdursi nella
scuola i ladri hanno utilizzato una finestra che affaccia su una strada quasi
invisibile, da dove la banda ha potuto agire indisturbata.
D. R.

La vecchia sala dei professori è defunta.
A seppellirne la memoria è, nel Liceo Classico, Scientifico e delle Scienze
Umane, Leonardo Da Vinci, la sala 3R, ribattezzata più semplicemente «stanza
anti-stress». Luci soffuse, divani, musica new age: per i prof dell’istituto è
una vera e propria manna. Libera dal tran tran quotidiano e rilassa tra un
impegno e l’altro. Un dato è certo: la sala 3R è unica nel suo genere. Il
massimo dell’avanguardia in un istituto che è tutto hi-tech. Si scrive 3R. Si
legge Rainbow Reason Room. La stanza dell’Arcobaleno e della Ragione è l’Eden
dei docenti, logorati da una professione sempre più difficile. Un salottino
attrezzato a dovere. Colori vivaci e quadri alle pareti, fiori, una postazione
informatica e, persino, un angolo-trucco per le docenti. «Niente che abbia a che
fare con la vecchia sala dei professori. Niente che possa ricordare la scuola»
spiega il dirigente dell’istituto scolastico Carmelo Palella. I prof vi possono
stare nelle ore di buco o della pausa pranzo in coincidenza con i rientri
pomeridiani. Niente registri, niente compiti in classe da correggere, niente
libri. Questo spazio riservato funziona da stanza di «decompressione» tra una
lezione e l’altra, tra un impegno e l’altro. Un altro mondo. Separati. Volendo,
ci si può anche preparare un thè da una macchinetta apposita. Fortunati i
docenti, ma anche strafortunati gli studenti. Pensate un po’: alla stanza delle
3R dei prof corrisponde il Punto Giovani, un angolo dove poter studiare,
fermarsi, leggere i quotidiani. Gli stessi alunni possono godere dei vantaggi
del sistema wi-fi. Alunni e professori si ritrovano accontentati insieme nella
Body Room. È attrezzata come una comune palestra con i vari macchinari per i
pesi, gli allungamenti, ecc. Richiestissima, vuole rappresentare l’alternativa
alla vecchia ora di educazione fisica per i discenti, ma serve anche ai docenti
per mantenere la linea. Un liceo che viaggia già nel futuro. Gli studenti vi
entrano timbrando un cartellino magnetico. I permessi di entrata-uscita sono
distribuiti informaticamente. Registri elettronici, laboratori interattivi, un
sistema di videoconferenza, aule cablate, una’aula magna-teatro con tanto di
sala di regia. E, prossimamente, un planetario e un auditorium.
Ercole Bersani



Si presenta bene la nuova compagine societaria del terracina. Oltre ad aver
provveduto al saldo, o comunque aver iniziato a farlo, delle pendenze che la
precedente compagine societaria aveva con i calciatori e lo staff tecnico, è
anche intervenuta pesantemente sul mercato tesserando un giocatore che non ha
bisogno di presentazioni. Luca Pannozzo, infatti, ha un curriculum che parla per
lui. Stando solo alle ultime stagioni, infatti, lo ricordiamo con le maglie di
Fondi, Aprilia e Latina, sempre giocando per la vittoria. Il suo arrivo a
terracina, in un momento della stagione nel quale forse non se ne sentiva la
necessità, va comunque a rinforzare una squadra che, con la giusta tranquillità
d’animo, ha dimostrato di potersela giocare con tutti. E le due vittorie
consecutive ottenute negli scontri diretti contro Anitrella e Roccasecca ne sono
la conferma. Pannozzo, però, si è allenato con la squadra solamente ieri
mattina, per cui è facile che Pernarella continui a dare fiducia a Balestrieri
al fianco di Grillo. Contro una Vigor che lamenta molte assenze ma che comunque
è squadra da tenere sempre in costante considerazione, il tecnico dei
terracinesi avrà tutti i giocatori a disposizione, per cui è facile pensare che
in campo scenderà la formazione che ha vinto le ultime due gare giocate. Fusco
sarà quindi il portiere con, come detto, Balestrieri e Grillo difensori
centrali, Serapiglia e La Cava esterni. A centrocampo Grandullo a completare il
terzetto con Marzano e D’Amico, mentre Sansò agirà alle spalle degli attaccanti
che saranno Rosi ed il rientrante Reppucci.

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terracina-palma-centenaria-in-piazza-vittorio-emanuele-anni-30_bis

Si è sbloccato nel primo pomeriggio di ieri il divieto imposto dalla Indeco ai
camion della Terracina Ambiente di conferire i rifiuti nella discarica di Borgo
Montello.
Grazie alla mediazione del viceprefetto Caterina Amato, che ieri ha
incontrato le parti, la società che gestisce la discarica e la Terracina
Ambiente hanno trovato un accordo provvisorio, che consentirà alla
municipalizzata di svolgere il normale conferimento dell’immondizia in discarica
per tutto il mese di febbraio. Dopo quattro giorni di blocco, ieri pomeriggio
gli automezzi hanno ripreso il servizio. Alcuni si sono diretti a Borgo Montello
per scaricare le tonnellate di immondizia rimaste sui camion per giorni. Altri
hanno da subito iniziato raccogliere per liberare strade e marciapiedi della
città, ormai invasi da cumuli di spazzatura. Quello tra Indeco e Terracina
Ambiente tuttavia viene definita solo una tregua. Meno di un mese, il tempo
necessario alle due aziende per approfondire i termini contrattuali, sulla cui
mancata intesa è scoppiata l’emergenza di questi giorni. Ieri davanti al
vice prefetto Amato, cerano l’amministratore delegato della Indeco
Ernesto D’Aprano, il cda della Terracina Ambiente (il presidente Umberto
D’Alessio e il consigliere Giuseppe Mosa), e infine su delega del
sindaco i consiglieri comunali Paolo Cerilli e Domenico Pietricola. Ottenuto il
dietrofront, ora le due società miste dovranno approfondire i termini
contrattuali, per un accordo che, se tutto va bene, slitterà al mese di marzo.
Il dietrofront della Indeco non può però cancellare i disagi che la città ancora
una volta è costretta a subire sul servizio rifiuti. Ieri la spazzatura
campeggiava all’esterno dei cassonetti per le strade del centro, nelle
periferie, sopra i marciapiedi e davanti alle scuole. Nonostante l’impegno,
Terracina passerà quello che si prevede un’assolato weekend con i rifiuti in
bella mostra. Non è la prima volta e forse non sarà l’ultima. Ma se nemmeno
adesso, con una società che introita milioni di euro dall’in – casso della Tia,
il servizio di nettezza urbana riuscirà a decollare, allora il problema è da
cercare altrove. La politica dovrà risponderne. E tirare le somme.
Diego Roma


Terracina Ambiente, continua l’indagine dei carabinieri.
Ieri mattina i militari
del Norm del tenente Mario Giacona sono tornati negli uffici comunali per
acquisire altra documentazione. I carabinieri sarebbero stati nei dipartimenti
delle Finanze e dei Lavori Pubblici per acquisire nuove carte richieste dal
sostituto procuratore titolare dell’inchiesta. Come se alla corposa mole di
documenti già in possesso degli investigatori e della magistratura mancasse
ancora qualche altro tassello. O magari anche solo un semplice aggiornamento su
quello che sembrerebbe l’«affaire rifiuti» di terracina. L’indagine dell’arma
risale all’inizio del 2010 e l’estate successiva una dettagliata informativa era
stata inviata alla Procura. Dalla sicurezza sul lavoro alla regolarità contabile
delle operazioni passando per la gara d’appalto per la scelta del socio di
minoranza della terracina Ambiente. Tante le questioni sotto la lente
d’ingrandimento. E tante le «visite» fatte. Prima gli uffici comunali di
terracina, dove girano carte contabili e delibere. Poi l’impianto di via
Morelle. Infine gli uffici della Latina Ambiente, in virtù di un rapporto
cosiddetto di «consultino» tra le due società, dove i militari avevano visionato
documentazione sull’organico in servizio presso la terracina Ambiente e mezzi in
dotazione. Perfettamente in linea con il blitz precedente nel deposito della
terracina Ambiente di via Morelle dove cassonetti, automezzi e pc erano stati
passati al setaccio, con un’attenzione particolare per i mezzi acquistati nel
2007 in previsione della differenziata.
Rita Recchia

Spacciava da tempo, anche a giovanissimi della Terracina bene. Di quelli che,
per pochi spiccioli, approntano hashish e cartine e si fumano lo «spinello »: da
soli o in compagnia. In manette C.P., 40enne già noto alle forze dell’or – dine,
pedinato da settimane e sotto il continuo controllo della Guardia di Finanza,
sorpreso con 150 grammi di hashish già suddiviso in dosi e con un bilancino di
precisione. Secondo le indagini degli inquirenti, quella droga sarebbe stata
venduta nel weekend tra Terracina e i Comuni limitrofi. Giovedì pomeriggio le
Fiamme Gialle sono entrate in azione, sorprendendo l’uomo in casa. Gli uomini
coordinati dal comandante Dario Bordi hanno perquisito ogni angolo
dell’abitazione. Ma sapevano già che lo stupefacente lo avrebbero trovato in un
nascondiglio. Forse perché temeva perquisizioni nella propria abitazione,
infatti, il 40enne aveva escogitato uno stratagemma originale, ma che alla fine
lo ha tradito. Il pusher aveva creato un nascondiglio fuori il davanzale della
finestra. Per prendere la droga, quindi, era obbligato ad affacciarsi, afferrare
l’hashish da un foro, tappare il buco e ritornare in casa. Un’operazione che il
40enne svolgeva con una certa tranquillità, fino a quando i finanzieri non hanno
notato i movimenti sospetti. A quel punto sono andati fino in fondo, pedinando
l’uomo, controllando il suo «giro » di spaccio, infine eseguendo l’ordine di
arresto giovedì pomeriggio su disposizione del pm di turno, Giuseppe Miliano. Il
nullafacente è stato accompagnato presso il carcere di Latina in attesa di
essere giudicato. L’ingente quantitativo di hashish in possesso dell’uomo,
invece, è stato posto sotto sequestro e verrà analizzato per comprendere la
quantità di principi attivi stupefacenti contenuti dalla droga.
Francesco Avena


A questo punto mancherebbe solo il parere della Asl di Latina.
Un parere che è
atteso ormai da molto tempo. La vicenda è quella dell’appartamento del condomino
Concordia, a terracina, dove oramai da parecchi mesi vengono sistemati i defunti
dell’hospice di fronte. Ieri il tribunale di Latina ha definitivamente respinto
il ricorso promosso dalla struttura sanitaria che, con l’avvocato Corrado De
Angelis, si era opposta al provvedimento emesso lo scorso luglio dal giudice
Franco Catracchia, che disponeva il trasferimento immediato della camera
mortuaria dal palazzo di via Tripoli. A questo punto non ci sarebbero altri
ostacoli allo spostamento. Se non fosse per quel parere della Asl che tarda ad
arrivare. La prossima mossa dei condomini, rappresentati da Adelindo Maragoni,
sarà rivolgersi di nuovo al giudice Catracchia chiedendo che intanto venga
chiuso l’appartamento al primo piano del palazzo.
Ri.Re.


Auto rubata a Terracina per una rapina armata a un bar tabacchi di Grosseto.
I
carabinieri hanno arrestato sei cittadini rumeni, almeno due dei quali
evidentemente nei giorni scorsi a Terracina per rubare una macchina con cui
fuggire dopo il raid. E così è stato. Lo scorso 28 gennaio ignoti hanno rubato
una Peugeot 106 bianca, fino all’altro ieri introvabile. I rumeni l’hanno usata
per arrivare a un tabacchi di Grosseto, irrompere nel locale con le spranghe e
rapinare il titolare di circa 3.500 euro. Poi in tre sono fuggiti con la
macchina rubata a Terracina, abbandonandola presso una stazione di servizio
sulla Statale Aurelia, nei dintorni di Capalbio.
F. A.


La maggioranza è sfilacciata, ma anche l’opposizione non scherza.
In questa
situazione, il centrodestra, nel consiglio comunale dell’altro ieri, ha potuto
comunque portare a casa i provvedimenti che gli stavano a cuore e che le
diserzioni della seduta precedente avevano costretto a rinviare. Il più
controverso, il progetto di gestione e manutenzione private degli impianti della
pubblica illuminazione, ha visto un balletto di assenze, uscite dall’aula e di
volubili prese di posizione, che ha coinvolto tutti gli schieramenti. Diversi
banchi vuoti nella maggioranza, non sempre con chiara giustificazione, ma tra i
presenti Luciano Masella prima vota l’ordine del giorno proposto dal Pd per
indire un concorso di idee preliminare all’approvazione del progetto, poi,
bocciato l’ordine del giorno, si astiene nel voto per la delibera. La sua
astensione blocca il pallottoliere sull’11 a 10 per la maggioranza, che aveva
dovuto fare a meno anche di Biagio Frattarelli a passeggio per i corridoi. In
realtà, la minoranza avrebbe potuto fermare l’appalto della pubblica
illuminazione già con l’ordine del giorno, ma lo sciscioniano Domenico Villani,
nonostante avesse firmato il documento, se ne è andato senza aspettare il voto.
E’ finita così 11 a 11, che significa bocciatura, perché così stabilisce il
regolamento del consiglio comunale in caso di parità. Il centrodestra deve
ringraziare anche Valentino Giuliani, formalmente all’opposizione ma aderente al
Pdl di Fazzone (contro quello di Nardi), che preferiva restare fuori dell’aula.
Sì unanime, invece, per il Piano di Zona di Borgo Hermada.
Andrea Di Lello


Furto all’interno dell’asilo nido comunale “Millecolori” a Borgo Hermada.
I
piccoli ospiti sono stati privati del televisore, delle coperte e anche dei
prodotti alimentari. Ignoti l’altra notte si sono introdotti nella struttura
manomettendo la serratura della finestra che dà sul retro, dove è presente il
vecchio ospedale della bonifica in parte abbandonato, poco transitata in
particolare nelle ore notturne. Dall’interno hanno portato via 15 coperte, un
televisore, un lettore dvd, un computer, materiale elettrico, utensili per la
cucina e diversi prodotti alimentari. A fare la triste scoperta ieri mattina le
educatrici e le ausiliarie quando alle 7 circa hanno aperto l’asilo e hanno
notato che molte cose non erano al loro posto e poi una delle finestre era
rotta. Sul posto è intervenuta la polizia e gli operatori della scientifica che
hanno effettuato i rilievi. Non sarà facile risalire agli autori in quanto non
vi sono telecamere nello stabile. Il furto ammonterebbe a oltre due mila euro.
Borgo Hermada, furto all’asilo “Millecolori”
ma. bo.

Si consuma sul Web e non con un comunicato stampa la spaccatura tra il movimento
del candidato sindaco Eugenio Fedele e il partito di Sinistra e Libertà guidato
da Vittorio Marzullo.
Ad affermarlo, in una discussione su Facebook, lo stesso
giudice, che ha messo alla porta Sel e «chi è andato all’incontro indetto
da Città Partecipata». Fedele rifugge da quello che
definisce il «fronte delle sinistre bocciato dalla storia e dai terracinesi ».
Se non bastasse, Fedele liquida il concetto di primarie come uno dei «riti» che
nulla danno alla città. Ribadita la matrice «civica» della candidatura, che
completa a questo punto il rifiuto dei partiti e resta in piedi con
l’associazione Terracina Rialzati, il consigliere Vincenzo Coccia e altri
comitati della società civile. Sull’altro versante prende forma il progetto di
coalizione delle forze di centrosinistra. Almeno così pare.
D. R.

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terracina-il-porto-e-barche-a-vela-colorizzata-anni-50_bis

Barboni litigano per una donna in ospedale
Nell’ospedale «Fiorini», diventata terra di bivacchi notturni,
in 3 litigano per una donna.

Si crea una gazzarra indescrivibile. Compare anche una pistola-giocattolo.
Intorno alle 2,00 dell’altra notte il nosocomio locale è stato teatro di un
subbuglio, che ha messo a repentaglio tranquillità e sicurezza. La zona degli
ambulatori viene occupata ogni notte da almeno una decina di senzatetto. Ad un
certo punto è sorta una violenta discussione tra 3 di loro. Pare che al centro
della lite ci fosse una donna, pure presente all’interno del nosocomio in quanto
sfrattata. Qualcuno presente a quell’ora al Fiorini avrebbe visto estrarre anche
una pistola-giocattolo da parte di uno dei contendenti. Si è generato molto
trambusto. La donna si è rivolta al medico di turno al pronto soccorso, dicendo
di essere stata minacciata. Il sanitario ha chiamato subito la Polizia, che,
intervenuta sul posto, non ha trovato alcun’arma. Rimane il problema di una
struttura lasciata a se stessa durante la notte.
Ercole Bersani

49000 [17]

I carabinieri di Terracina hanno arrestato questa mattina a San Felice Circeo
Settimo Pizzimenti, il compagno 31enne della madre di Viola, la bimba di 10 mesi
ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma lo scorso 22 gennaio con un trauma
cranico e lesioni gravi su diverse parti del corpo.
L’uomo, che era l’unico
indagato per le presunte violenze, è accusato di tentato omicidio.
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip
della Procura di Latina su proposta dei pm Falcione e D’Elia per gravi indizi di
colpevolezza. Pizzimenti è ora in caserma per gli interrogatori di rito e sarà
trasferito nel carcere di Latina. Nei prossimi giorni è atteso l’interrogatorio
di garanzia.
La bimba era stata ricoverata al Gemelli in coma. Da subito i segni e le ferite
sul corpo non avevano convinto i carabinieri, avvisati a loro volta dagli
operatori del 118 che la madre della piccola aveva chiamato per un malore della
figlia. I medici del Policlinico avevano sciolto la prognosi il 24 gennaio e
deciso il trasferimento della bimba in un reparto pediatrico specialistico della
struttura, dove proseguirà per due mesi terapie e controlli ad opera di diversi
specialisti.

49000 [18]

Anche oggi i camion di Terracina carichi di rifiuti sono dovuti ritornare
indietro da Borgo Montello.
La Indeco ha deciso di non far scaricare le
immondizie fino a quando non ci sarà un contratto che disciplina il servizio tra
quest’ultima e la Terracina Ambiente. Ieri i cassonetti della città erano al
limite ma la cosa che preoccupa ancora di più è che nel breve periodo non si
intravedono soluzioni. Gli auto compattatori sono stracolmi e fermi al deposito
con i rifiuti che giacciono ormai da quattro giorni. Oggi stesso in alcune zone
anche centrali potrebbe manifestarsi il problema dei rifiuti in strada, come via
Roma e viale della Vittoria. Una situazione insostenibile. La questione risiede
tutta nella richiesta di fideiussione, due mesi di canone mensile, che la Indeco
ha chiesto alla società mista che gestisce il servizio di raccolta e che è stata
rimandata al mittente a tempo scaduto perché troppo onerosa. Tradotto, non ci
sono i soldi a conferma delle difficoltà economiche e finanziarie in cui si
trova la Terracina Ambiente. Inoltre la Indeco deve ancora avere dal Comune di
Terracina oltre 2 milioni di euro per canoni mai pagati dall’ente fino al 31
gennaio di quest’anno, termine ultimo della proroga. Per questi la società di
Borgo Montello ha ipotizzato una proposta transattiva per venire incontro al
Comune sulla quale non ci sono novità. Dal primo febbraio sarebbe dovuto
ripartire il servizio del conferimento in discarica con un contratto con la
mista con relativa fideiussione che alla fine non è arrivata. Insomma, una
situazione che fa acqua da tutte le parti. «Mi dispiace per i cittadini di
Terracina – ha detto ieri l’amministratore unico della Indeco Ernesto D’Aprano –
Noi siamo un’azienda e chiediamo garanzie a tutti i nostri clienti, nessuno
escluso. Per ora la situazione è questa e per fare un contratto tutte le cose
devono andare a loro posto». Ieri l’amministratore si è visto notificare la
denuncia presentata formalmente dall’amministratore delegato della Terracina
Ambiente Valerio Bertuccelli per interruzione di pubblico servizio insieme a una
nota della società mista dove si chiede di formalizzare al più presto entro l’8
di febbraio il contratto che consenta la riapertura immediata dei cancelli della
discarica ai mezzi di Terracina. In mezzo l’azione diplomatica per trovare una
soluzione posta sul tavolo del Prefetto che sembrerebbe ancora in vita. Ma se
non arriva la fideiussione o altre garanzie di contratto non se ne parla.
«Adesso, il sindaco è la Terracina Ambiente, disperati cercano di scaricare
tutte le responsabilità al gestore della discarica con un esposto per
interruzione di pubblico servizio – ha denunciato ieri il capogruppo del Pd
Antonio Bernardi – La verità è che il motivo per cui la Indeco non consente al
comune di Terracina, da sottolineare solo al comune di Terracina e non agli
altri, è dovuto a precise responsabilità dell’amministrazione comunale ad
adempiere al pagamento al gestore di Borgo Montello a quanto di dovere». di
FABIO COCCIA

49000 [19]

Il conto è presto fatto. Gli episodi criminali sono stati almeno 27 (il numero
va considerato per difetto), con una media di uno ogni 3 giorni. Un bel trend,
non c’è che dire. E’ davvero inquietante il quadro della sicurezza in città.
Bombe, incendi d’auto, blitz ladroneschi hanno cadenzato la vita dei terracinesi
in quest’ultimo trimestre. Notti criminali in serie fino allo scatenamento
dell’ultima settimana di gennaio, quando ad essere presi di mira sono stati i
bar. C’era una volta una Terracina tranquilla. Ora all’ombra di Monte Giove la
pace non è più di casa. Non era mai successo nel passato che la città dovesse
fare i conti con una situazione da pericolo pubblico così persistente e grave. I
numeri stanno a dimostrarlo. La black list comincia con novembre. La Veneta
combustibili deve registrare un altro tentativo di furto, dopo che il mese prima
ignoti avevano succhiato 54 mila litri (l’equivalente di 60 mila euro) dai
serbatoi del deposito. Sempre sulla Pontina viene «visitata» la sede della
cooperativa agricola Eurocirce, ma anche in questo caso i furfanti non sono
fortunati, dato che vengono presi ad Aprilia, mentre ne se stanno scappando con
la cassaforte della ditta. E comincia, poi, la stagione degli attentati,
dinamitardi (il negozio di un ottico, la succursale dell’ITC Bianchini già
oggetto di un tentativo nel mese precedente) e incendiari (due auto bruciate nel
centro storico). A dicembre il livello di pericolosità sale. Obiettivi da alzo
zero. Il boato che proviene dal negozio di una parrucchiera scuote la parte alta
della città. Gli risponde una bombetta-carta nell’Indian Alimentari di via
Gramsci. A metà mese rapina da 120 mila euro alla cassaforte del noto
supermercato Orizzonte (anche qui un replay). Poi, a ridosso del Natale, 2 roghi
d’auto con due macchine ed un furgone coinvolti. Delle sassate contro le pompe
funebri Arof chiudono il 2010. L’anno nuovo prende un testimone scomodo. I
delinquenti arrivano a squadroneggiare. Una sequela interminabile con almeno 15
episodi delittuosi (e la media scende ad un caso ogni 2 giorni). Si comincia con
le bombe carta al bar Rox e all’agenzia immobiliare Savo. Quindi una molotov
alla Fiat 500 di un pensionato, un petardo ad una scuola di coiffeur. C’è tutta
la gamma della delinquenza allo stato puro, che, a partire dal 19 gennaio, si
arricchisce di un altro filone criminale: le rapine (tentate o meno). Rapine a
go-go. Di mira vengono presi gli esercizi commerciali soprattutto bar (Gran
Service, Punto Dolce, Winner, Bar dello Sport a Borgo Hermada) e banche (BpL e
Unicredit). In tutto questo lungo elenco, per carità di patria, tralasciamo i
furti nelle abitazioni sulla Provinciale per S. Felice Circeo e all’interno
dell’ospedale. Il contrappunto negativo è che il volto dei malviventi è ancora
sconosciuto. In questo modo la città appare, per l’immediato futuro, ancora più
vulnerabile.
Ercole Bersani

49000 [20]

Legalità non è solo garantire il servizio, ma essere pagati per svolgerlo.
L’Indeco tiene il punto e tiene anche chiusa Borgo Montello ai camion della
terracina Ambiente, nonostante la denuncia a suo carico per interruzione di
pubblico servizio presentata l’altro ieri ai carabinieri dal sindaco e
dall’amministratore delegato della mista. A questa iniziativa, infatti, il
gestore della discarica, stando ad alcune indiscrezioni, ha reagito ribadendo le
sue ragioni in una comunicazione trasmessa ieri alla terracina Ambiente. Il
principio che l’Indeco si dice intenzionata a non contrattare è quello della
certezza dei pagamenti per il servizio reso. A questo proposito, va ricordato
che la Indeco calcola in oltre due milioni di euro il credito che vanta nei
confronti del Comune di terracina. Ma se l’ammontare del debito è già
considerevole, chi ha letto la lettera riferisce che le preoccupazioni del
gestore sono aumentate dalle precarie condizioni economiche sia del Comune, sia
della stessa terracina Ambiente (che ha sempre chiuso in perdita i suoi esercizi
finanziari). Per questo, l’Indeco aveva proposto alla mista due possibilità per
autorizzare il conferimento dei rifiuti. Una consiste nella presentazione di una
fideiussione bancaria priva, a quanto pare, del beneficio della preventiva
escussione, vale a dire di quel diritto del socio di non pagare i debiti sociali
con mezzi propri se prima il creditore non ha tentato di ottenere la
soddisfazione del debito coi beni sociali. L’altra possibilità prevede il
pagamento allo scarico da parte della terracina Ambiente, che è subentrata al
Comune nell’assolvimento di questo onere da quando il servizio di igiene urbana
è passato dal regime Tarsu a quello Tia. Proprio la nuova situazione rende
ancora più diffidente l’Indeco, dal momento che non risulta firmato alcun
contratto che regoli il conferimento dell’immondizia e che quindi consenta al
gestore del sito, in caso di controversia, di fare valere le sue ragioni nei
confronti della mista. Altro che interruzione di pubblico servizio, dunque.
L’Indeco, invece, riproponendo l’argomento di sempre, afferma che non può
addossarsi il peso della incapacità dei comuni di programmare le loro risorse
finanziarie, essendo suo compito quello di realizzare e gestire invasi secondo
la normativa vigente, senza trascurare la riscossione della tariffa, necessaria
a erogare stipendi ai propri dipendenti e liquidare i fornitori. Restano perciò
siderali le distanze tra le posizioni dei due gestori, mentre sul territorio i
rifiuti continuano ad ammucchiarsi attorno ai cassonetti colmi ormai da due
giorni, come in un film visto e rivisto.
Andrea Di Lello

49000 [21]

Notte movimentata all’ospedale “Fiorini”: 4 senzatetto avrebbero importunato una
donna che dormiva nel piano terra.
Un episodio drammatico ha visto coinvolta una
40enne del luogo l’altra notte, costretta a dormire lungo i corridoi del piano
terra dell’ospedale perchè sfrattata dall’appartamento. Mentre dormiva sarebbe
stata importunata da alcuni stranieri, anche loro senza una posto dove poter
passare le nottate. Le urla della donna sono state udite da un medico che è
corso in suo aiuto. Sul posto è intervenuta anche la polizia allertata dai
medici di turno, in quanto vi era il rischio che la situazione potesse
degenerare. Gli agenti hanno così controllato i 4 uomini che, a quanto pare, non
avevano nessun tipo di arma, anche se all’inizio si ipotizzava la presenza di
una pistola giocattolo. Sono diverse le persone che trovano ricovero all’interno
del nosocomio, un luogo caldo e per alcuni versi tranquillo, ma che purtroppo
vede anche l’assenza di controlli e videosorveglianza.
( da Corriere pontino)

49000 [22]

Un’oasi verde a terracina. Strano, ma vero. E’ la fattoria didattica inaugurata
qualche tempo fa su un terreno di proprietà comunale in via Appia. Di fronte il
canale lercio e melmoso, dall’altra parte della strada quello che proprio non ti
aspetti: un enorme spazio verde dove tutto sa di ordine e pulizia, con giostrine
finalmente a misura di bambino, un orto sociale per tenere impegnati i nonni,
stalle con simpatici animali da fattoria che non aspettano altro che far
divertire i bambini. Lo spazio è curato dall’associazione di volontariato «Oasi
terracina onlus», un’associazione no profit nata nel febbraio del 2004 con fini
di solidarietà sociale verso gli emarginati. A tale scopo la onlus ha attivato
una serie di sportelli, tra cui il banco alimentare e il progetto salvamamma-
salvabebè. E da poco tempo l’area dove sorge la sede dell’Oasi è stata
riorganizzata in fattoria didattica, al momento custodita soltanto il
pomeriggio. Per questo si accettano volontari che volessero occuparsene nelle
ore mattutine così da garantire sempre la massima sicurezza per i visitatori.
Visitatori in gran parte giovanissimi, considerando che l’area è un vero spasso
per i bambini, soprattutto quando si avvicinano a Natalina, la mucca nata lo
scorso 25 dicembre, a Rachele, l’asinello, a Pippo il maialino, ai cigni, alle
papere, ai ciuchini. C’è anche un orto sociale dove gli anziani possono piantare
broccoletti e insalata e poi portarseli a casa. Nel verde che predomina non
manca l’arancione dei mandarini e degli aranci sugli alberi verdi. E non manca
la cassa dove si chiede ai visitatori un piccolo contributo per acquistare il
mangime migliore per Natalina&Co. Perchè, come sempre, il volontariato da solo
non basta mai.
Ri.Re.

49000 [23]

La guardia di finanza di Terracina ha portato a termine una operazione antidroga
con l’arresto di un responsabile e con il sequestro di 150 grammi di
stupefacente, suddiviso in oltre cento dosi pronte per essere vendute.

L’attività investigativa svolta nei giorni precedenti aveva consentito di
acquisire informazioni sul conto del soggetto terracinese dedito allo spaccio di
sostanze stupefacenti, nonchè di comprendere il modus operandi adottato per
porre in essere l’illecita attività.
I militari, che da giorni tenevano sotto osservazione l’abitazione
dell’arrestato, avevano notato, infatti, che lo stesso, in più occasioni, si
affacciava dalla finestra della propria camera da letto e, con fare sospetto,
estraeva da un foro ricavato sotto il davanzale un contenitore.
La successiva perquisizione della sua abitazione ha permesso di rinvenire,
occultato nel citato vano, un etto e mezzo di hashish. Inoltre, è stato
rinvenuto e sottoposto a sequestro il materiale occorrente al confezionamento
della droga, nonché un bilancino elettronico di precisione utilizzato per pesare
lo stupefacente da immettere sul mercato locale.
L’attività operativa si è conclusa con l’arresto del quarantenne
pluripregiudicato (già noto alle forze dell’ordine locali) che  è stato
associato presso la casa circondariale di latina a diposizione del sostituto
procuratore della procura della repubblica di latina, dottor Giuseppe Miliano.

49000 [24]

Potrebbe essere revocato oggi lo sciopero dei dipendenti della
A&Tech, indetto per lunedì e martedì prossimi.
La ditta che
gestisce le pulizie nei locali comunali ha emesso mercoledì i
relativi mandati di pagamento per le spettanze di dicembre
(mensilità e tredicesima). Oggi stesso i lavoratori si riuniranno
in assemblea, per decidere se mantenere o meno lo sciopero.
Rimane in piedi la controversia tra la ditta e il Comune.
Da quando (era il 31 marzo 2010) la A&Tech ha stipulato la
convenzione per il servizio, la ditta non ha mai visto un soldo.
Vanta un credito di circa 100mila euro. La proposta di accordo
del Comune non soddisfa le richieste della A&Tech, che
chiede il pagamento immediato del 50% del debito.

49000 [25]

L’associazione interculturale «Maison Babel» augura un buon anno a tutti i
cinesi che risiedono a terracina.
É, infatti, terminato il 2010, anno della
tigre, ed è appena iniziato quello del coniglio, accolto con con due settimane
di feste, canti e celebrazioni. «Dall’estremo oriente all’occidente saranno
milioni di cinesi che festeggeranno l’arrivo del nuovo anno con balli, canti e
lanterne rosse- dice Shadadi Ali di «Maison Babel»-. Come da tradizione, dopo
l’accurata pulizia delle case per cacciare la sfortuna, ci sarà lo scambio di
piccoli doni e pasti inaugurali da consumare nei locali orientali della capitale
insieme ai tipici dolcetti TangYuan. I festeggiamenti si concluderanno il 15
febbraio, giorno della Festa delle Lanterne».
Ri.Re.

49000 [26]

In merito alle perquisizioni effettuate dai carabinieri di terracina lo scorso
mese di gennaio, ieri mattina l’avvocato Massimiliano Fornari si è rivolto al
Tribunale del Riesame a difesa di Erasmo Alfredo Percoco e Giuseppe Votta,
entrambi indagati per l’usura a danno di un albergatore del posto.
L’avvocato
Fornari si è appellato al Riesame per chiedere ai giudici il dissequestro di
quanto acquisito dai militari in quella occasione, documenti e supporti
informatici, e per capire se quelle perquisizioni siano da ritenersi legittime o
meno in quanto scaturite da un procedimento contro ignoti per ingiurie e
minacce. Il Tribunale del Riesame si è riservato e per la decisione bisognerà
aspettare almeno la prossima settimana.
Ri.Re.

49000 [15]

AVVISO PUBBLICO DI COSTITUZIONE DI UNA SHORT LIST DI OPERAI PER ACQUISIZIONE DI
DISPONIBILITÀ A SVOLGERE LAVORO DI NATURA OCCASIONALE PRESSO L’AZIENDA SPECIALE
TERRACINA  CON PAGAMENTO MEDIANTE BUONI LAVORO VOUCHER.

IL DIRETTORE GENERALE In esecuzione della deliberazione del Consiglio di
Amministrazione del 26.01.2011 avente ad oggetto “Linee di indirizzo del lavoro
occasionale (voucher), stage e borse lavoro”, ed in ottemperanza del contratto
di servizio con il Comune di Terracina

RENDE NOTO Che è indetto un  bando di costituzione di una short list  di operai
da adibire a prestatori di lavoro occasionale disponibili da impiegare nelle
attività previste dalla Legge 191/2009 art. 2 comma 148 e dalla Circolare INPS
n. 17 del 3 febbraio 2010, e comunque per le seguenti attività:

-    Lavori di manutenzione ordinaria della segnaletica stradale;

-    Lavori di piccola falegnameria

-    Lavori di murature per piccola  manutenzione  di edifici, strade, parchi e
monumenti comunali;

-    Lavori di emergenza ;

-    Lavori di manutenzione elettrica in edifici e immobili comunali .

SISTEMA DI PAGAMENTO II sistema di pagamento avviene attraverso buoni lavoro
(voucher) di valore unitario di Euro 10,00 comprendente la retribuzione per il
prestatore (Euro 7,50 nonché la contribuzione alla gestione separata dell’INPS e
l’assicurazione INAIL). Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e
non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro
accessorio. CATEGORIE DI PRESTATORI DI LAVORO OCCASIONALE Possono accedere al
lavoro occasionale accessorio di questo bando , tra le categorie indicate nella
Legge 191/2009 e nella Circolare INPS n. 17/2010,  i lavoratori disoccupati
iscritti negli elenchi presso il centro dell’impiego di Terracina con qualifiche
lavorative corrispondenti a:

-    Falegname -    Fabbro -    Pittore Edile -    Muratore -    Manovale edile -
Elettricista -    Operaio generico

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Le domande redatte in carta semplice,
su apposito modello devono pervenire negli Uffici dell’Azienda Speciale siti in
Terracina (LT) via G. Leopardi n. 73  entro e non oltre le ore 12,30 del
18.02.2011.

Nella domanda gli aspiranti dovranno dichiarare, sotto la loro personale
responsabilità,consapevoli della responsabilità penale in caso di false
dichiarazioni: -    cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nonché
la residenza e recapito a cui ricevere eventuali comunicazioni;

- di non aver subito condanne penali e di non avere procedimenti penali in
corso;

- il titolo di studio posseduto;

-    lo stato di disoccupazione

- l’esperienza professionale posseduta;

- l’eventuale possesso di patente di guida e di quale tipologia.

- Per quale qualifica lavorativa ,tra  quelle sopra indicate , intende
partecipare alla short list.

I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data della domanda.

Le domande possono essere presentate:

- a mano all’Ufficio Protocollo dell’Azienda in  – 04019 Terracina (LT) via G.
Leopardi n. 73;

- tramite raccomandata presso il medesimo indirizzo , in tal caso non farà fede
il timbro postale ma la data di ricevimento al protocollo dell’Azienda nel
rispetto dei termini di scadenza.

Non sarà predisposta nessuna graduatoria di merito e/o preferenza, il personale
verrà chiamato in base alle esigenze dell’Ente in relazione alle attività da
svolgere, tenendo anche conto dell’esperienza personale posseduta, dello stato
di disoccupazione , dei eventuali lavori svolti nello stesso settore presso
pubbliche amministrazioni e/o aziende private ; L’offerta di disponibilità non
vincola in alcun modo l’Azienda Speciale  nella scelta del prestatore
occasionale e l’avvio delle chiamate sarà subordinato alla normativa di
riferimento e alle necessità organizzative che di volta in volta verranno
manifestate dai Settori di cui si compone la macrostruttura comunale nel
rispetto dei servizi affidati all’Azienda con il contratto di servizio. Per
chiarimenti ed informazioni gli interessati potranno rivolgersi presso gli
Uffici dell’Azienda Speciale – Settore Personale Sig. ra Angela Conte
((telefono 073/707406- fax 0773/707408- e-mail
servizi.sociali.@comune.terracina.lt.it)

Terracina, 3 febbraio 2011
Il Direttore Generale
D.ssa Carla Amici

49000 [14]

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Siamo venuti a sapere da facebook che Domenica 6 Febbraio 2011 alle ore 11,30 da Piazzale Lido partirà la 3° Critical Mass dei cittadini che, spontaneamente, muniti di bici per sfidare il traffico cittadino e al grido di “Non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico!” metteranno in atto una civile protesta per chiedere “corsie” ciclabili (non piste), e per considerare la bicicletta un mezzo di locomozione per migliorare la mobilità cittadina, non solo un mezzo a scopo ricreativo

In effetti per i nostri amministratori si tratterebbe di sforzarsi di pensare all’adozione di un piano della mobilità, che pensi a come migliorare la qualità di vita dei cittadini, e non a redigere uno strampalato piano del traffico che pensi a come far girare le automobili in città

Come non essere d’accordo

La conformazione del territorio della città di Terracina permetterebbe varie soluzioni alternative di mobilità ad un’amministrazione capace (non questa), come quella di cercare di evitare al massimo il traffico nelle vie del centro storico alto e basso istituendo delle isole pedonali e incentivando i turisti provenienti dall’esterno a lasciare l’autovettura presso appositi “parcheggi scambiatori” (da realizzare alle porte della città) dai quali potrebbe raggiungere i tanto agognati Viale della Vittoria e Via Roma avvalendosi dell’utilizzo di navette o attraverso piattaforme di bike-sharing evitando traffico e confusione.

Vi lasciamo con il nostro invito a partecipare, buona Critical Mass!!

Video importato

YouTube Video


Terracina Rialzati

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terracina-stampa-antica-con-fiume-bis

Ancora non si è sbloccata la situazione dei rapporti tra l’Indeco e la Terracina
Ambiente, che non riescono a trovare un accordo sulla nuova convenzione.
La
società che gestisce la discarica di borgo Montello anche ieri ha impedito
l’accesso ai camion carichi di rifiuti, provenienti da Terracina. Da segnalare
che i soci della società mista terracinese hanno anche presentato un esposto ai
carabinieri. Per sottoscrivere la nuova convenzione con la Terracina Ambiente in
sostituzione del vecchio rapporto con il Comune di Terracina, l’Indeco, a
garanzia, pretende la sottoscrizione di una polizza bancaria dell’importo di
600mila euro. La Terracina Ambiente ritiene la cosa improponibile e si dichiara
disponibile ad accettare solo una polizza assicurativa. I contatti avuti tra le
due parti non sono serviti a eliminare tale ostacolo. L’altro ieri il sindaco
Nardi e l’amministratore delegato Bertuccelli si erano recati dal Prefetto, per
esporre dettagliatamente il problema e sollecitare la sua iniziativa.
Irremovibili quelli dell’Indeco. Anche ieri mattina i camion hanno dovuto fare
marcia indietro, tornando con il loro carico intatto al deposito di via Morelle.
Mezzi pieni, nessuna possibilità di effettuare la raccolta giornaliera, per cui
i cassonetti cominciano a tracimare. Davanti ad un’emergenza che si profila in
tutta la sua gravità, il primo cittadino e l’amministratore delegato della
Terracina Ambiente hanno preso l’iniziativa di recarsi nella caserma dei
carabinieri, per denunciare l’ostruzionismo della Indeco, ventilando l’ipotesi
dell’interruzione di pubblico servizio. Intanto, per l’assenza del sindaco, non
ha avuto luogo l’assemblea dei soci, che doveva decidere sul ripianamento dei
debiti per l’esercizio 2009.
(da corriere pontino)

48000 [16]

Il sindaco e l’amministratore delegato di terracina Ambiente denunciano il
gestore della discarica di Borgo Montello per interruzione di pubblico servizio.

Ieri mattina, Stefano Nardi e Valerio Bertuccelli si sono recati presso il
locale comando dei carabinieri per presentare un esposto contro la Indeco, che,
dall’altro ieri, impedisce il conferimento nel sito dell’immondizia di
terracina. Il gestore della discarica, infatti, vuole per sé che terracina
Ambiente, la società mista che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani,
attivi una fideiussione del valore di 600mila euro. La richiesta, con ogni
probabilità, nasce dal fatto che il Comune, quando ancora si era in regime di
Tarsu, si è rivelato per la Indeco un cattivo pagatore. E sebbene dall’inizio
dell’anno in corso si sia passati alla Tia, nulla fa credere che la terracina
Ambiente si comporterà diversamente dall’Ente. Di qui, la volontà del gestore di
Borgo Montello di garantirsi dal punto di vista economico con la copertura di
una fideiussione, mentre la società mista sembra intenzionata ad offrire al
massimo una polizza assicurativa. Distanti, dunque, le posizioni delle parti,
tanto che la Indeco non ha esitato a intraprendere la iniziativa più radicale e
cioè quella di chiudere i cancelli della discarica ai camion della terracina
Ambiente. Altrettanto estrema la reazione di sindaco ed amministratore delegato
della mista, che hanno investito del caso la magistratura. Ma intanto
l’immondizia rischia di restare per strada. Anche oggi, infatti, a meno di
novità dell’ultima ora, Borgo Montello dovrebbe restare inaccessibile per i
locali operatori del servizio di igiene urbana. E già ieri, nella cinta urbana,
diversi cassonetti apparivano colmi, con sacchi di rifiuti appoggiati a terra.
Andrea Di Lello

48000 [15]

Gli studenti dell’alberghiero sono in balia delle decisioni del Sindaco per avere
a disposizione qualche aula, nel frattempo ad aprire loro le cucine sono i
ristoratori locali.
I ragazzi del “Filosi” si preparano a una nuova e importante
esperienza, quella di poter fare lezione, due volte a settimana, con alcuni
degli chef dell’associazione “Terracina ristoratori a tavola”. Un progetto
presentato ieri mattina dalla dirigente scolastica Anna Maria Masci, che ha
sottolineato le difficoltà che stanno subendo a causa dell’assenza di locali.
«Sono convinta che il territorio debba più attenzione al nostro istituto -
spiega-, avere i locali della scuola è un’esigenza. è necessario che la città
capisca e creda nelle potenzialità che possiamo offrire. Vorrei che il Comune ci
dia una risposta veloce, anche se si tratta di 3 o 4 aule, e non dell’intero
piano, accetto. La Provincia ha stanziato 312mila euro per allestire le cucine,
ma se il Sindaco non ci darà i locali andranno persi». Un’esigenza quella del
“Filosi” che si è trasformata in una necessità fondamentale e che non può di
certo attendere oltre. La presenza sul territorio dell’indirizzo alberghiero
rappresenta una grande opportunità per gli studenti ma, soprattutto, per un
comune a vocazione turistica. «Siamo in contatto con una catena di oltre
duecento strutture alberghiere -prosegue la Masci-, e questa è un’opportunità
per tutti i ragazzi, nei quali potranno svolgere stage, ma è fondamentale avere
la materia ». Il Comune aveva detto di un imminente sopralluogo tecnico al
Fiorini, ma tutto è rimasto invariato. «Abbiamo tante spese che non riusciamo a
sostenere con la sola tassa d’iscrizione -prosegue-. Un istituto che vanta tra i
docenti figure note come Aniello Mareschi campione europeo in carica di piazza».
Dal prossimo giovedì prenderà comunque il via il progetto di aiuto e
collaborazione tra ristoratori e allievi della scuola.
(da corriere pontino)

48000 [14]

Termina con una vittoria schiacciante il girone d’andata per il Volley terracina
che batte le capitoline del Ladispoli 3 a 0.
Traguardo importante per la squadra
che le consente di consolidare il secondo posto in classifica con 30 punti, in
coabitazione con le compagini del G.V. Palocco Verne e del Tecnosignal kk Eur
Volley. Poche le difficoltà incontrate nello scontro diretto, due le settimane
di preparazione e di potenziamento alle spalle e soprattutto organico al
completo. Questi i fattori determinanti che hanno permesso alla formazione di
Carmine Pesce di portare a casa la quinta vittoria consecutiva. Tre set
disputati, solo il primo realmente combattuto fino alla fine, terminato con un
parziale di 25- 20. Bene anche il secondo, conquistato dal Volley terracina con
facilità mantenendo un vantaggio costante per tutta la sua durata e chiuso con
un parziale di 25- 12. Non c’è sforzo che tenga per le avversarie, decise a
rimontare nella terza frazione di gioco opponendo una debole resistenza che si
rivela inconsistente e irrilevante. Fallito quindi il tentativo di cambiare le
sorti dell’incontro, la squadra terracinese le batte definitivamente e il
parziale di 25 -16 lo dimostra. Il segreto di questa vittoria? Il buon sistema
di ricezione e di attacco della squadra, che ha saputo nel contempo difendere il
proprio campo e conquistare quello avversario. Un gruppo che sembra aver trovato
il giusto ritmo di gioco e che collabora in modo equo alla buona riuscita del
suo progetto: continuare a distinguersi in questo campionato di serie C. La
passione da una parte e il duro e costante allenamento dall’altra, due facce di
una stessa medaglia. Ed è proprio con la passione nel cuore e il pallone tra le
mani che il Volley terracina continua a farsi strada e si prepara ad affrontare
la prima giornata di ritorno il prossimo 5 febbraio contro ADP Fonte Roma Eur,
determinato a vendicare la sconfitta subita in casa all’esordio in serie C.

48000 [13]
Il nostro gruppo porta avanti da tempo una politica basata sull’onestà, dignità,

trasparenza ed esclusivo interesse per la città».
Ci tiene a precisare
Gianfranco Sciscione. «Abbiamo espresso in più di un’occasione l’invito al
Sindaco e agli attuali assessori e consiglieri comunali, di dimettersi per
avviare, con un commissario, un vero processo di risanamento e sviluppo. Tale
invito purtroppo è caduto nel vuoto. Non si possono, però, confondere le acque
e, furbescamente, distorcere quanto da noi affermato e riportato in modo chiaro
e preciso in un comunicato, che evidentemente, è sfuggito a qualche consigliere
comunale». Sciscione evidenzia la loro disponibilità ad alleanze e confronti.
«Abbiamo chiaramente espresso la disponibilità ad alleanze per le prossime
elezioni comunali -continua-, di avere confronti con altre forze politiche, ad
iniziare dal PdL, ma abbiamo, altresì, sottolineato che, per la necessaria
discontinuità, non possiamo fare alleanze con forze che abbiano al loro interno
personaggi che attualmente continuano a sostenere un’amministrazione del tutto
inadeguata a governare la città e che ha determinato un arretramento complessivo
del nostro Comune. Va dato merito a quanti, anche volontariamente, hanno, in
tempi non sospetti, lasciato l’amministrazione, rispettando, con umiltà, il
patto con gli elettori e dimostrando dignità e di non essere attaccati alla
poltrona. Cosa che non hanno fatto coloro che, pur continuando a criticare
sindaco e amministrazione, continuano ad alzare la mano in consiglio comunale e
occupare poltrone – termina Sciscione -. Il nostro modo di fare e intendere la
politica è chiaro e lo dimostriamo in ogni momento. Non siamo disposti a fare
ammucchiate pur di avere uno strapuntino di potere. Vogliamo servire la città e
per questo ci presenteremo con chi condivide questi semplici ma efficaci
concetti. Saranno gli Elettori a decidere da da chi e come farsi governare».
(da corriere pontino)

48000 [12]
La telenovela è finita. Dopo giorni, settimane, mesi di voci, contatti,

indiscrezioni, è arrivata la tanto attesa svolta.
Da martedì sera, infatti, il
terracina ha un nuovo proprietario. Anzi due, visto che il tandem composto da
Biagio Minchella e Gianni Riccardi ha ratificato l’accordo raggiunto da giorni
con l’ormai ex proprietario dei tigrotti, Fabio De FiIippis. Questo nuovo
duopolio si è presentato come la migliore delle soluzioni possibili per salvare
il terracina Calcio. Con la fine della vecchia gestione e l’avvento dei due
imprenditori terracinesi, dunque, si apre dunque una nuova pagina della gloriosa
storia del club sudpontino. Rinnovamento peraltro necessario dato che De
Filippis aveva chiaramente manifestato l’intenzione di mollare. Dopo la crisi
scoppiata due settimane fa e proseguita per tutta la scorsa settimana, si
attendeva solamente la ‘sterzata’ dalle parti del «Colavolpe». L’allenatore e la
squadra non potevano più accettare di lavorare in una situazione di continua
precarietà, senza sapere quando e se avrebbero percepito i loro rimborsi e quali
fossero i reali obiettivi della società biancoazzurra. Per questo si è optato
per una soluzione drastica. Ormai da troppo tempo, infatti, la società viveva
una fase di incertezza. Tutto, infatti, sembrava fatto una decina di giorni fa.
Invece è passato altro tempo ed i giocatori, che si sono sempre allenati
nonostante l’assoluta mancanza di certezze, hanno iniziato a manifestare un
certo malcontento che poteva anche sfociare in un clamoroso sciopero. Il rischio
è stato corso prima del match disputato domenica a Roccasecca, ma alla fine il
mister Mauro Pernarella, con la collaborazione del segretario Angelo Scirocchi,
ha tenuto il gruppo unito evitando che la situazione potesse precipitare.

48000 [1]

Come annunciato nei giorni scorsi dal consigliere Galetto, la Regione Lazio ha
pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale il bando che permette la partecipazione
alla gara d’appalto per i lavori di ripristino delle condizioni di sicurezza
della navigazione del porto di terracina.
L’importo a base dell’appalto è di
1.960.887,50 euro. Il bando e il disciplinare di gara sono disponibili anche sul
sito della Regione Lazio alla voce bandi di gara. Il termine di ricezione delle
offerte è fissato al 2 marzo 2011. «Non posso che dirmi soddisfatto della
celerità con cui gli uffici competenti hanno svolto l’iter necessario alla
pubblicazione degli atti. Un nuovo esempio di buona amministrazione da parte di
questa Giunta, che conferma così il suo impegno sul campo» commenta Stefano
Galetto. L’intervento concernente il ripristino del porto di terracina prevede
il dragaggio ingresso ed avamporto, ripascimento, con le sabbie provenienti dal
dragaggio, del Lungomare Circe e spianamento e livellamento dei cumuli sabbiosi
depositati sull’arenile. Tutto ciò consentirà il mantenimento delle attività
nautiche, delle attività produttive e della navigazione, oltre a mantenere in
efficienza i collegamenti con l’isola di Ponza

gazebo3 [10]

Era il 2001 quando il Consorzio Marina di Terracina ricorse contro una lunga
lista di enti, tra cui anche il Comune, nei confronti dei Cantieri Rizzardi.

L’obiettivo era l’annullamento del verbale della conferenza di servizi tenutasi
il 9 ottobre 2001 su iniziativa della capitaneria di porto di Gaeta secondo cui
«le Amministrazioni intervenute risultano a maggioranza favorevoli al rilascio
di un provvedimento temporaneo (fino al 31.12.2002) che consenta alla soc.
Cantieri Navali Rizzardi (che aveva a sua volta presentato domanda di
concessione in data 14.11.2000 n.d.e.) di utilizzare lo scalo lo scalo d’alaggio
e l’area pertinente» sulla sponda destra del Canale Portatore. Ieri la sezione
del Tar di Latina ha definito quel ricorso inammissibile. Secondo il Consorzio
Marina di Terracina il verbale impugnato sarebbe stato «viziato sotto molteplici
aspetti». I Cantieri Rizzardi e anche l’amministrazione comunale di Terracina si
costituirono in giudizio. Secondo il Tar «il verbale impugnato non contiene
alcuna statuizione di tipo provvedimentale ma si limita a registrare i pareri
favorevoli delle amministrazioni intervenute» tanto che «nessuna concessione
provvisoria è stata rilasciata a favore della società cantieri Rizzardi».
Ricorso inammissibile, dunque.
Ri.Re.

gazebo3 [5]

Ieri nel Tribunale di Latina, davanti al 1° collegio penale, è partito un nuovo
processo a carico di tre terracinesi
,
Matteo Lombardi, Andrea Belviso e Riccardo
Andrea Di Meo, accusati di tentato omicidio per una vicenda risalente a 5 anni e
mezzo fa. Si tratta di una nuova fase istruttoria, che è stata resa necessaria
dalla mutata composizione del collegio giudicante. Era il luglio 2005 quando
quelli che vengono indicati come imputati avrebbero effettuato una spedizione
punitiva nei confronti del rumeno Lionel Ciolak. Il precedente si era verificato
nel pomeriggio a Camposoriano, dove Ciolak viveva con la moglie. Quest’ultima
aveva deciso di lasciare il marito, dato che aveva intessuto una relazione con
il Belviso. I due amanti si erano recati nella località montana, perché la donna
voleva riprendersi le sue cose. Ciolak si era opposto e avrebbe malmenato il
Belviso. Da qui la vendetta. Il rumeno era stato accoltellato, salvandosi per
miracolo dalla morte. Ieri è iniziato di nuovo il dibattimento. Il 16 febbraio
prossimo, invece, verrà nominato un medico legale. Di Meo è difeso dall’avv.
Enrico Cellini, Belviso dall’avv. Maurizio Bianchi, Lombardi dall’avv. Massimo
Basile.
Ercole Bersani

gazebo3 [6]

E’ finito sotto la lente d’ingrandimento dell’amministrazione comunale il
disagio abitativo degli immigrati che risiedono a terracina.
Proprio per
analizzare il fenomeno nei giorni scorsi si è svolto il preannunciato incontro
tra l’assessore ai Servizi Sociali Francesco Zicchieri, il presidente
dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri e il responsabile dell’associazione
«Maison Babel» Shadadi Ali. Quest’ultimo ha illustrato i risultati delle
interviste realizzate presso lo sportello per l’immigrazione, attivato nei mesi
scorsi in via Giacomo Leopardi, mettendo in evidenza come molto spesso i
cittadini immigrati non riescano a trovare un’abitazione in affitto pur avendo
il regolare permesso di soggiorno e un lavoro stabile. «Una situazione del
genere- ha dichiarato Shadadi Ali- oltre che frutto del pregiudizio, dipende
anche dalla mancanza di informazioni da parte dei cittadini immigrati».
Francesco Zicchieri e Valerio Golfieri hanno preso atto del quadro dettagliato
fornito dal responsabile di «Maison Babel», sottolineando il lavoro importante
che sta svolgendo lo sportello immigrazione. Quanto al problema abitativo, sono
state individuate alcune possibili iniziative, come la costituzione di
un’agenzia per la casa che, utilizzando fondi regionali disponibili, potrebbe
svolgere la funzione di informazione e facilitazione dei rapporti tra potenziali
inquilini e affittuari. Un’altra ipotesi ventilata sarebbe l’assegnazione di
contributi di 250 euro al mese per pagare l’affitto delle famiglie immigrate con
redditi bassi e almeno 5 anni di residenza a terracina. Le varie proposte
finiranno in un delibera quadro che sarà sottoposta all’approvazione della
giunta comunale. Ri.Re.

gazebo3 [9]

Il Pd vorrebbe “cacciare” dal gruppo il consigliere comunale Vincenzo Coccia.

Una tale volontà è stata espressa dal segretario Alessandro Di Tommaso nel corso
di un colloquio con il capogruppo Antonio Bernardi, al quale ha chiesto
espressamente di convocare tutto il gruppo. A quanto è dato sapere, Bernardi
avrebbe frapposto il suo parere negativo. La richiesta viene formulata in quanto
Coccia, in occasione del congresso cittadino, ha preferito tenersi dietro le
quinte, non rinnovando la sua tessera. Il motivo vero è che Coccia,
rappresentante di una visione strategica diversa rispetto all’appuntamento
elettorale, si starebbe preparando a sostenere la candidatura a sindaco di
Eugenio Fedele.

gazebo3 [8]
Convocato per oggi 3 febbraio il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato, in seduta straordinaria di seconda
convocazione [Art.24 -comma 4- Regolamento C.C.] nell’aula consiliare della Sede
comunale, giovedì 3 febbraio 2011 con inizio alle ore 19,00 per trattare gli
argomenti segnati nell’allegato ordine dei lavori.
1. Progetto e realizzazione di interventi di riqualificazione finalizzati a
generare risparmio energetico e una migliore efficienza luminosa degli impianti
comunali di pubblica illuminazione e semaforici con gestione e manutenzione
ordinaria degli stessi impianti, mediante il sistema di finanziamento tramite
terzi.
2. P.E.E.P. 2002-2011 – Variante al P.R.G. in località Borgo Hermada.
Approvazione Piano di Zona ai sensi degli articoli 1 e 3 della Legge 18.04.1962,
n.167.
3. Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, ai sensi
dell’art.14 del D.P.R. 380/01 per opere di demolizione/ricostruzione con diversa
sagoma e consistenza edilizia di fabbricati di proprietà della Società Eurospin
Lazio S.r.l. – Approvazione.
Terracina, 02 febbraio 2011
C/08/L

49000 [1]

«La provincia di Latina sta attraversando un momento difficile: l’assenza di una
politica credibile ha contribuito a fenomeni di illegalità. E’ il momento
giusto: gli elettori vogliono sentire il nostro sostegno».
Con queste parole il
segretario provinciale del Pd Enrico Forte ha aperto l’assemblea provinciale del
Partito Democratico di Latina, che si è svolta all’Hotel Palace di Terracina.
Presente il coordinatore regionale, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti.
«Una scelta non casuale quella di Terracina considerando che per numero di
votanti è il secondo Comune che andrà al voto nelle prossime amministrative – ha
aggiunto il segretario Forte – e proprio a Terracina, gli esponenti del Pd
devono riuscire a creare una coalizione forte intorno alla candidatura a sindaco
di Domenico Zappone, tale da sradicare una destra che ha goduto di filiere di
potere assolutamente indisturbate. E’ finita sotto gli occhi di tutti
l’incredibile vicenda del Comune di Fondi, dove i poteri e i doveri dello Stato
sono stasi resi ostaggio di chiari disegni egemonici tutti interni a forze
politiche governative del centrodestra». Duro l’intervento di Francesco Carta:
«Nonostante il centrodestra abbia in mano la maggior parte dei Comuni della
provincia non dobbiamo abbassarci alla politica attuata dai nostri antagonisti:
a Formia c’è un sindaco che fa della politica clientelare la sua forza. Ecco
questo non è un modo per strappare consensi. Noi facciamo della gestione
trasparente del bene pubblico il nostro motto». Giorgio De Marchis e Claudio
Moscardelli invece hanno sottolineato l’importanza e il valore politico delle
primarie: «Simbolo di democrazia». La chiusura dei lavori è stata affidata a
Chiti: «I problemi del partito sono tanti, ma noi dobbiamo cogliere gli aspetti
che funzionano. Siamo già in campagna elettorale per le amministrative: dobbiamo
radicare il Pd tra la gente, cercare il contatto con le persone e convincere i
tantissimi tentati dall’astensionismo ad andare a votare ed a scegliere il
nostro progetto». Applausi dei presenti per «l’istituzione della Conferenza
provinciale permanente delle donne di Latina».
di DANIELE SPERLONGA

49000 [16]

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mondezza1_bis

Governare è far credere.

Niccolò Machiavelli


mondezza2_bis

Ciò che è detto se ne vola via, ciò che è scritto rimane.

Terenzio


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terracina-la-riviera-lungo-via-appia-anni-30_bis

Paletti, condizioni, aperture e cuciture a lunga distanza. È un percorso
tortuoso ma non impossibile quello intrapreso dal coordinatore cittadino del Pdl
Gianluca Corradini per costruire una squadra unita da presentare alle prossime
elezioni amministrative. Con risultati alterni, la strategia del «tête-à-tête»
che il rappresentante del Pdl sta attuando con le diverse forze politiche
locali, prosegue senza sosta. Negli ultimi giorni, stando alle voci che
circolano nei corridoi della politica, i faccia a faccia si sarebbero
addirittura intensificati. Oltre ai referenti della maggioranza Corradini
starebbe tastando il terreno anche altrove. Del partito dell’Udc, ad esempio,
Corradini ha incontrato già il segretario Gianfranco Azzola e da
quello che trapela pare che quest’ultimo abbia garantito la ricomposizione
delle spaccature interne, non escludendo l’appoggio al Pdl.
Meno proficuo, sempre stando ai «rumors», il confronto con il
gruppo riconducibile a Gianfranco Sciscione. L’imprenditore avrebbe posto
paletti più stringenti per aprire ad un accordo: due fra tutti, l’esclusione
dalla lista del Pdl di chi, solo negli ultimi due anni, ha lavorato con
l’amministrazione comunale, e la rinuncia alla candidatura a sindaco di Nicola
Procaccini. Richieste che, se fossero confermate, porrebbero più di qualche
ostacolo davanti alla strada unitaria intrapresa da Corradini. Infine pare che il
coordinatore del Pdl una capatina l’abbia fatta a casa dei repubblicani.
Il partito dell’Edera sarebbe stato contattato con lo stesso intento: creare un
grande fronte di centrodestra sotto il simbolo del Pdl. Un’eventualità che
peraltro il Pri non ha mai escluso, ma che sarebbe condizionata ad una maggiore
chiarezza del Pdl su programma e candidato. La voglia di unità, insomma, in casa
Pdl non manca. Anzi, è più di quanta se ne potesse immaginare solo qualche mese
fa. Nella lista dei possibili candidati ci sarebbero anzi molti degli attuali
consiglieri e assessori. Condizione indispensabile, è la tesi dei più, per
prendere voti e stravincere alle elezioni. Che a ben vedere, è l’unica cosa
che conta.
Diego Roma

proiettili tedeschi [17]


I cancelli della discarica di Borgo Montello chiusi per la Terracina Ambiente. I
camion della società sono stati costretti a fare marcia indietro, senza poter
scaricare i rifiuti urbani. Il problema è sorto per le condizioni imposte dalla
proprietà del sito alla stipula del nuovo contratto con la società. Ieri
mattina, a sorpresa, l’Indeco ha negato l’accesso ai camion della nettezza
urbana della Terracina Ambiente. Gli operatori della società d’igiene pubblica
hanno trovato sbarrato l’accesso alla discarica. La situazione si era verificata
altre volte, ma era rimasta sempre legata alla mancata corresponsione dei canoni
da parte del Comune. Adesso si è creata una situazione diversa. Infatti, dal 1
gennaio, con il passaggio dalla TIA alla TARSU, la Terracina Ambiente avrebbe
dovuto provvedere a stipulare una propria convenzione con la proprietà della
discarica. E qui sono emersi i problemi, poiché l’Indeco pretende una polizza
bancaria dell’ammontare di 600.000 euro. La Terracina Ambiente, da parte sua, è
disposta solo a firmare una polizza assicurativa. Per risolvere la situazione,
ieri mattina il Sindaco Nardi, insieme all’amministratore delegato della
Terracina Ambiente Bertuccelli, si è recato dal Prefetto di Latina per chiarire
la posizione aziendale e sollecitare un intervento dell’autorità di governo. Per
il pomeriggio di ieri era stata convocata l’assemblea dei soci per il
ripianamento dei debiti dell’anno di esercizio del 2009 (circa 1,6 milioni di
euro) e per la ricapitalizzazione.
(da corriere pontino)

48000 [20]
Un furgone carico di braccianti agricoli d’origine bengalese esce fuori strada
sulla migliara 56.
Sette di loro finiscono in ospedale. Uno è molto grave.
Andavano a lavorare in un’azienda agricola della zona. Erano all’incirca le
7,00, quando un pulmino Ford con 12 bengalesi partiti da Terracina ha prima
tamponato una Citroen Saxo e poi è uscito fuori della carreggiata. Nella folle
corsa è andato ad urtare un muretto. I soccorritori si sono trovati davanti uno
scena di sangue e di lamenti. Al Fiorini di Terracina sono stati trasportati 5
feriti, tra i 30 ed i 50 anni. Particolarmente serie erano le condizioni di
salute del 37enne M.M., che aveva riportato un trauma facciale. Per lui prognosi
riservata e ricovero in rianimazione al «Dono Svizzero» di Formia. Meno grave le
condizioni degli altri 4 suoi connazionali ricoverati al Fiorini e dei 2
trasportati al Goretti di Latina. Illese le due 2 donne, che occupavano la
macchina.
Ercole Bersani

48000 [9]

Economia locale in piena sofferenza. È il grido di allarme lanciato
dall’associazione «Pasquino», a seguito dei risultati di uno studio
del Centro di ricerca della Camera di Commercio. «Tutti i settori
registrano un trend negativo, a cominciare dal turismo», dichiara il
presidente Marco Senesi. «Lo studio della Camera di Commercio
è impietoso. C’è una sostanziale incertezza sulla continuità della
ripresa: non si possono definire nuove strategie da parte delle
aziende, poiché esse vivono in uno stato di perenne insicurezza che
non consente loro neanche di garantire la sicurezza occupazionale».
E le opinioni delle imprese, riferite particolarmente al periodo
estivo, confermano valori ai minimi, così come i dati sulla liquidità
aziendale, la quale si mantiene su livelli critici, con circa la metà del
campione che la dichiara in diminuzione: ciò avviene dall’estate
2008. Effetto depressivo che incide sulla capacità di investimento
da parte delle imprese, perché l’incertezza avviene anche in ragione
del minor credito degli ultimi mesi e al quale ricorrono oggi per
sopperire prevalentemente ai fabbisogni di liquidità. «In una situazione
così precaria giocano un ruolo fondamentale anche le istituzioni
e la politica, che possono e devono far sentire la loro presenza
e vicinanza verso tutte quelle realtà locali fatte di piccole e medie
imprese che continuano a resistere, mostrando coraggio e grande
senso di responsabilità», prosegue Senesi, «queste rappresentano
un patrimonio per l’intera comunità. Perché dietro ogni azienda ci
sono persone, famiglie e lavoratori che vanno ascoltati e aiutati».

48000 [8]
C’è voluto un sprint finale degno di un velocita alla formazione del terracina
per riuscire a sconfigge la Virtus Velletri dopo 30 minuti di gioco equilibrato.

I biancoblù partono bene, controllano i due lati del campo e cercano di
imprimere un buon ritmo al match, le troppe disattenzione però li portano in
vantaggio di un solo punto all´intervallo 32-31. Nella ripresa la partita
cambia, gli uomini di Olleia non concedono più nulla agli avversari e scavano il
break decisivo. Tra le fila dei terracinesi sicuramente i migliori sono stati i
fratelli Bondatti che, soprattutto in attacco, hanno permesso al terracina di
costruire il vantaggio decisivo nell´ultimo quarto ma bisogna anche sottolineare
l´ottima prova difensiva del resto della squadra che tra le palle recuperate e
il dominio a rimbalzo è riuscita a contrastare giocatori di tutto rispetto come
Ferraro, Peruzzi e Stramaccioni. «Molto bene – dichiara coach Olleia – sono
soddisfatto perchè abbiamo vinto questa partita soprattutto con la difesa, cosa
che molte volte ci è mancata fuori casa; oggi abbiamo giocato praticamente senza
Spada che aveva la febbre e Chirico ieri stava male, quindi questa vittoria vale
ancora di più. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per aumentare la condizione
fisica e cercare di scalare qualche posizione in classifica».

48000 [7]

Il Partito Democratico interprete di una nuova coscienza civile e politica.
Questo il proposito che il partito di Bersani, nell’assemblea provinciale
svoltasi ieri presso l’Hotel Palace, si pone in vista delle amministrative che
si terranno sul territorio provinciale nei Comuni di Latina, Terracina,
Pontinia, Itri, Norma, Sperlonga, Roccasecca dei Volsci. «Vogliamo costruire una
provincia che recuperi e valorizzi i diritti civili e sociali». Ha esordito così
il segretario provinciale del Partito Democratico Enrico Forte chiamato a
relazionare alla presenza del parlamentare nonché coordinatore regionale del
partito Vannino Chiti. «il nostro partito è sinonimo di democrazia. L’ esempio
palese – ha dichiarato Forte – deriva dalle possibilità di usufruire del sistema
delle primarie che hanno permesso che Latina scegliesse il proprio candidato a
Sindaco. In provincia siamo riusciti a trovare un’unità forte e alleanze
altrettanto forti. Ora facciamo appello agli esponenti del Pd di Terracina,
affinché riescano, grazie alla caratura democratica del candidato a sindaco
Domenico Zappone, a costruire una coalizione tale da scalzare una destra che per
lunghi periodi ha goduto e gode di filiere di potere assolutamente
indisturbate». E’ stato il senatore Chiti poi a concludere i lavori, dopo un
dibattito che si è rivelato intenso.

48000 [6]

C’è voluto un sprint finale degno di un velocita alla formazione del terracina
per riuscire a sconfigge la Virtus Velletri dopo 30 minuti di gioco equilibrato.

I biancoblù partono bene, controllano i due lati del campo e cercano di
imprimere un buon ritmo al match, le troppe disattenzione però li portano in
vantaggio di un solo punto all´intervallo 32-31. Nella ripresa la partita
cambia, gli uomini di Olleia non concedono più nulla agli avversari e scavano il
break decisivo. Tra le fila dei terracinesi sicuramente i migliori sono stati i
fratelli Bondatti che, soprattutto in attacco, hanno permesso al terracina di
costruire il vantaggio decisivo nell´ultimo quarto ma bisogna anche sottolineare
l´ottima prova difensiva del resto della squadra che tra le palle recuperate e
il dominio a rimbalzo è riuscita a contrastare giocatori di tutto rispetto come
Ferraro, Peruzzi e Stramaccioni. «Molto bene – dichiara coach Olleia – sono
soddisfatto perchè abbiamo vinto questa partita soprattutto con la difesa, cosa
che molte volte ci è mancata fuori casa; oggi abbiamo giocato praticamente senza
Spada che aveva la febbre e Chirico ieri stava male, quindi questa vittoria vale
ancora di più. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per aumentare la condizione
fisica e cercare di scalare qualche posizione in classifica».

48000 [5]
La telenovela relativa al passaggio di consegne al vertice del terracina calcio
dovrebbe finalmente chiudersi.
Ormai da troppo tempo, infatti, la società vive
una fase di incertezza legata al se ed al come il vecchio presidente, Fabio De
Filippis, dia il via al passaggio della proprietà alla coppia Michella-Riccardi.
Tutto, infatti, sembrava fatto una decina di giorni orsono. Invece è passato
altro tempo ed i giocatori, che si sono sempre allenati nonostante l’assoluta
mancanza di certezze circa il reale impegno della società nei loro confronti,
hanno iniziato a manifestare un certo malcontento che poteva anche sfociare in
un clamoroso sciopero. Il rischio è stato corso prima del match disputato
domenica a Roccasecca, ma alla fine il mister, con la collaborazione del
segretario Angelo Scirocchi, ha tenuto il gruppo unito evitando che la
situazione potesse precipitare. Della gara di domenica parleremo tra un po’, ora
preme precisare che la serata di ieri dovrebbe essere stata quella buona per il
passaggio di consegne tra il vecchio ed il nuovo proprietario. L’appuntamento
era a Frosinone, negli uffici del commercialista di Fabio De Filippis presso i
quali si sarebbero finalmente messe le famose firme sui documenti. Visto che
l’incontro era previsto in tarda serata, però, non possiamo sapere se e come la
cosa sia andata in porto. Quello che è certo è che, in un modo o nell’altro, la
situazione si dovrà risolvere, per la tranquillità della tifoseria e della
squadra. Un gruppo che domenica scorsa, vincendo a Roccasecca, ha messo le mani
sulla salvezza diretta al termine di un match difficile. Un match nel quale i
ciociari, squadra costruita per ben altri obiettivi, hanno rischiato di andare
in vantaggio nella prima frazione. La forza d’animo di D’Amico e compagni,
invece, faceva la differenza permettendo di mettere le mani su tre punti davvero
fondamentali.
Lidano Orlandi

48000 [4]

Non sono in condizioni di incompatibilità con il ruolo di consigliere comunale
».
Alfredo Lauretti reagisce deciso all’iniziativa del gruppo consiliare del Pd,
che ha inviato un esposto al prefetto per chiedergli di attivare a danno
dell’imprenditore le procedure di decadenza dalla carica. Secondo i democratici,
i vigili urbani hanno trasmesso alla Procura della Repubblica atti che «N
attribuivano anche al consigliere comunale repubblicano la responsabilità dei
lavori abusivi realizzati in via Pietra Stretta. In ragione di questa
responsabilità, Il Pd afferma che Lauretti non ha più titolo per far parte
dell’assemblea consiliare sulla base dell’articolo 63, quarto comma, del testo
unico degli enti locali, che prevede l’incompatibilità del consigliere comunale
per «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od
amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia». Tuttavia,
Lauretti nega di essere nella situazione denunciata dai democratici. «Io non ho
alcuna lite pendente con il Comune. Per trovarmi in quella condizione, avrei
dovuto essere il destinatario del provvedimento che ingiunge la demolizione
delle opere abusive. L’ordinanza, in effetti, è stata firmata, ma non riguarda
me, bensì soltanto mia madre». Dunque, nessuna lite tra l’imprenditore ed il
Comune e, di conseguenza, nessuna incompatibilità, anche se il repubblicano non
smentisce che il suo nome figuri negli atti inviati dai vigili urbani alla
Procura. Ma dal punto di vista della normativa, insiste l’imprenditore, non
esistono al momento contenziosi tra lui ed il Municipio. In democratici si sono
rivolti al prefetto dopo avere presentato un ordine del giorno per la
convocazione di una seduta consiliare, ai sensi dell’art. 7 comma 7, e dell’art.
23 comma 2, del vigente regolamento del Consiglio comunale, finalizzata a
«verificare le condizioni di incompatibilità del consigliere comunale Lauretti
Alfredo, sopravvenute dopo le elezioni». Il presidente del consiglio comunale
Patrizio Avelli, però, non ha ritenuto di dare corso alla richiesta.
Andrea Di Lello

48000 [3]

Sciopero il 7 e l’8 febbraio dei quattordici dipendenti dell’«A&Tec», la ditta
che ha in appalto la pulizia degli uffici comunali.
I lavoratori continuano ad
essere pagati cronicamente in ritardo e sono ancora in attesa della mensilità di
dicembre e della tredicesima. Una loro delegazione, l’altro ieri, si è recata in
Municipio, dove è stata ricevuta dal consigliere comunale Paolo Cerilli, che si
è impegnato a sollecitare la Ragioneria del Comune perché emetta il prima
possibile i mandati di pagamento alla ditta. Tuttavia, il sindacato, con Giorgio
Porcu, chiarisce che lo sciopero non è contro il Comune, ma contro il loro
datore di lavoro che non rispetta l’impegno di erogare le retribuzioni il 20 di
ogni mese. Ma la ditta vanta nei confronti del Comune un credito di 90mila euro.

48000 [2]

Non piace all’Ascom Confcommercio la proposta dell’amministrazione comunale di
alleggerire la Cosap non prima del 2012.
Il nuovo regime, introdotto dal 2009, è
considerato dall’associazione di categoria particolarmente oneroso per i
commercianti, alcuni dei quali hanno visto crescere il canone per l’occupazione
permanente di spazi ed aree pubbliche anche del quattrocento per cento,
passando, per esempio, da cento a quattrocento euro. Nei giorni scorsi, il
presidente dell’Ascom, Francesco Pezzano (nella foto), si è incontrato con i
consiglieri comunali Paolo Cerilli e Pietro Palmacci (sostituti dell’assessore
al Commercio Giuseppe Amuro) per concordare una via di uscita da una situazione
che anche l’amministrazione comunale ricono- N sce troppo gravosa. Ma la
proposta dei due di rimandare l’intervento atteso all’anno prossimo ha provocato
la netta contrarietà del sindacato, che ha invece chiesto un provvedimento già
per il 2011. La riunione si è sciolta, da una parte, con Cerilli e Palmacci ad
insistere sull’impossibilità tecnica di procedere nell’immediato e, dall’altra,
con Pezzano fermo nella sua posizione. Per domani, infatti, sull’argomento è
stata convocata un’assemblea generale del sindacato, presso la sede Ascom in via
Salita Annunziata e alla presenza del legale dell’associazione, per informare le
imprese e concordare le eventuali iniziative da intraprendere. La questione
della Cosap ha cominciato a complicarsi per gli operatori commerciali dal 2009,
quando il gestore privato, in ottemperanza ad una legge del 1993, prese come
riferimento per il calcolo del canone non solo l’insegna pubblicitaria, ma anche
tutti i prodotti che, sebbene esposti in vetrina, fossero rivolti verso
l’esterno. Gli importi dovuti, pertanto, schizzarono in alto in modo
significativo, creando malumore e difficoltà tra gli interessati. Al contrario,
in precedenza, cioè a partire dal 2004, l’amministrazione comunale aveva
esonerato bar e ristoranti dal pagamento del Cosap, a titolo di incentivo
dell’economia locale. L’Ascom Confcommercio criticò anche quel provvedimento,
lamentando soprattutto il fatto che, con una evasione Tarsu molto consistente,
le attività esercitate su strade e marciapiedi producevano rifiuti, senza che
gli esercenti fossero chiamati a pagare.
Andrea Di Lello

48000 [10]

La normativa vigente lo prevede, ma per l’ospedale «Alfredo Fiorini» di
terracina non esiste nemmeno sulla carta.
E’ lo spazio dedicato all’osservazione
breve intensiva per quei pazienti che arrivano in pronto soccorso e che devono
attendere prima di conoscere la propria diagnosi definitiva. Nell’ospedale di
terracina questo spazio manca, e così gli utenti che dovrebbero usufruirne fanno
«anticamera» direttamente nei locali del pronto soccorso. Prima venivano
«appoggiati» nei corridoi dei reparti, adesso restano al piano di sotto,
sistemati su una barella o una carrozzina in attesa. Un’attesa che può anche
durare ore. Il che vuol dire affollare ulteriormente il pronto soccorso. Vuol
dire occupare fisicamente degli spazi destinati agli altri utenti che non
necessitano dello stesso tipo di trattamento. Vuol dire sostare in una
condizione di promiscuità, né salutare né decorosa. Eppure l’osservazione breve
intensiva di pronto soccorso produrrebbe risultati apprezzabili non soltanto per
il paziente, ma anche per lo stesso sistema sanitario comportando un risparmio
economico rispetto a un identico risultato raggiunto con il ricovero. In quello
spazio, infatti, il medico seguirebbe l’evoluzione del quadro clinico del
paziente prima di decidere se c’è davvero bisogno di un ricovero.
Ri.Re.

48000 [11]

Metti un insegnante di musica con il pallino per i colori, un gruppo di genitori
pronti a improvvisarsi imbianchini per il benessere dei propri bambini e un
preside intelligentemente collaborativo, ed ecco che viene fuori il «cantiere»

in corso nelle aule della scuola elementare di via delle Arene, a terracina, ex
IV Circolo, diretta dal professor Maurizio Trani. «Gli alunni devono fare
lezione in un ambiente che sia decoroso dal punto di vista etico ed estetico» ci
ha detto domenica mattina Giuseppe De Santis, il maestro-pianista di Priverno
che insegna laboratorio musicale nella scuola. «La prima volta che ho visto
l’aula in cui avrei fatto lezione non mi è piaciuta per niente. Muri sporchi,
tende sbiadite, nemmeno un colore nella stanza, per non parlare della fatiscenza
e degli intonaci staccati». Insomma, il luogo non lo ispirava troppo e così gli
è venuta l’idea di fare un proposta al dirigente scolastico: rimboccarsi le
maniche e restituire a quell’aula il decoro che probabilmente aveva avuto, ma
tanto tempo fa. Et voilà la stanza si è trasformata: una bella parete azzurro
rilassante, come dice il maestro Giuseppe, tendine stile provenzale alle
finestre, lavagnette simpatiche sulla porta per trascrivere l’orario delle
lezioni, al posto dei soliti cartelloni. «I bambini sono rimasti enormemente
sorpresi del loro nuovo laboratorio musicale». E allora perchè non continuare
sulla stessa rotta? «Ne ho parlato con il preside che mi ha dato l’ok e durante
lo spettacolo di Natale ho proposto ai genitori degli studenti di rimettere a
posto le aule dei loro figli». In tanti hanno aderito, chi tirando fuori i soldi
necessari e chi mettendoci anche il loro tempo. Al momento le aule rimesse a
posto sono tre, laboratorio compreso, ma il progetto prevede di sistemare tutte
le classi della scuola. «In ogni classe abbiamo messo anche una piccola bandiera
italiana perchè gli studenti devono essere consapevoli della loro identità
nazionale». Anche domenica mattina il «cantiere» era in fermento, con mamme e
papà in tuta, chi con il pennello e chi con il rullo in mano. «I nostri figli
hanno la possibilità di vivere la scuola in maniera conviviale e di collaborare
per avere aule più belle». Oltre che di divertirsi con il maestro Giuseppe in
versione imbianchino.
Rita Recchia

48000 [19]

Ha trascorso l’intera notte seduto su una sedia all’ingresso delll’ospedale
«Alfredo Fiorini» il disabile di terracina che lunedì pomeriggio è stato
sfrattato di casa insieme a sua sorella. Per lei sarebbe stato più facile
trovare una sistemazione temporanea presso un’amicizia, ma per lui, disabile al
75%, è più complicato. Da qualche tempo l’uomo trascorrere la giornata presso il
Centro Diurno dell’Azienda Speciale, ma dopo le 16, quando la strututra chiude,
esce per raggiungere sua sorella Katia. Ora che i due sono stati messi alla
porta il problema della sistemazione notturna si presenterà fino a quando non si
riuscirà a torvare una soluzione adeguata. Adeguata soprattutto per lui che ha
assolutamente bisogno di un’assistenza specialistica. I Servizi Sociali si
sarebbero già attivati in questo senso. Quanto alla ragazza, ieri mattina aveva
intenzione di recarsi in Comune per protestare e chiedere una mano. Davvero una
situazione socialmente pesante, soprattutto per quanto riguarda la persona
disabile che dovrebbe poter vivere in condizioni di serenità.
Ri.Re.

48000 [18]
Anche quest’anno l’associazione di volontariato di terracina «Rete Solidale»
organizzerà la festa del tesseramento presso i locali messi a disposizione dalla
parrocchia di San Domenico Savio (nella foto).
Sarà l’occasione, oltre che per
fare il punto sulle attività effettuate e su quelle che si accinge a realizzare,
anche per incontrare tutti coloro che continuano a sostenerla con disponibilità
e simpatia. L’appuntamento è per il prossimo 19 febbraio alle ore 16. Intanto
continua il sostegno totale di «Rete Solidale» alle famiglie di quegli alunni
disabili le cui ore di sostegno a scuola sono passate sotto la scure dei tagli
ministeriali. In tanti hanno già fatto ricorso al Tar, trovando accoglimento
alle proprie domande, e altri ancora si sono accodati nei giorni scorsi trovando
nel Tribunale Amministrativo Regionale la stessa disponibilità. Alle 25 famiglie
a cui il Tar ha risposto il 13 gennaio scorso, se ne sono aggiunte delle altre.
«Quest’anno, come l’anno passato, l’associazione «Rete Solidale» ha contribuito,
con il sostegno di alcuni amici legali, a raggiungere questo importante
risultato offrendo assistenza tecnica e sostegno alle famiglie che hanno
intrapreso tale percorso» ha dichiarato il presidente Stefano Soscia.
Ri.Re.

48000 [17]

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terracina-spiaggetta-foto-deformata-anni-50_bis

Sovraffollamento nell’ospedale Alfredo Fiorini. Per la mancanza di posti letto
si è tornati ad utilizzare i corridoi dei reparti e a trasferire i malati presso
altri nosocomi del comprensorio. Dal pomeriggio di domenica fino a ieri mattina
c’è stata un’emergenza continua. Si sono presentati tutta una serie di casi,
alcuni anche gravi. I sanitari hanno cercato, nel migliore dei modi, di arginare
la situazione, dato che, in coincidenza con le malattie di stagione, i 90 posti
letto nelle sale di degenza dei tre reparti erano tutti occupati. Non si è
trovato altro rimedio che quello di sistemare i malati nei corridoi di medicina
e chirurgia. Come se non bastasse, due malati con fratture al femore sono stati
trasferiti all’Icot di Latina. Quest’ultimo caso è veramente paradossale, se si
pensi che l’ospedale Fiorini vanta ottime referenze per il settore ortopedia. Si
sono poi aggiunti alla lista anche due casi gravi che, giunti presso il
nosocomio locale, sono stati subito portati a Fondi e appoggiati nel reparto di
chirurgia del San Giovanni di Dio. Tre sono andati al Dea dell’ospedale Dono
Svizzero di Formia e un altro a Latina. Un miglioramento della situazione di
collasso c’è stato nella mattinata di ieri, quando si è liberato un posto per
ciascuno dei tre reparti dell’ospedale. Il problema dell’assenza di posti letto
va avanti ormai da almeno un mese. Ora i medici, oltre a svolgere i loro compiti
di assistenza, sono costretti anche a reperire posti letto per coloro che,
bisognosi di cure, giungono presso il pronto soccorso locale. L’inadeguatezza
dell’ospedale locale è la logica conseguenza della chiusura dell’ospedale di
Priverno e della conversione della Clinica Villa Azzurra da clinica privata a
Rsa (residenza socio assistenziale) per le lunghe degenze. I posti letto
soppressi non sono stati rimpiazzati da maggiori disponibilità all’interno del
Fiorini. Se non si verificherà l’aumento degli spazi a disposizione e, di
conseguenza, l’implementazione dei posti letto, l’ospedale Alfredo Fiorini
potrebbe conoscere spesso e volentieri condizioni di collasso a scapito
dell’offerta di assistenza.
(da corriere pontino)


Cono d’ombra sulla maggioranza dopo la sospensione del Consiglio comunale di
venerdì scorso.
Ai più è sembrato lo scontato epilogo di un’assise stanca e
distratta, ma c’è chi non si toglie dalla testa che la mancanza del numero
legale in aula consiliare sia stato l’obiettivo preciso del fuoco amico
proveniente dalla maggioranza. Non regge, insomma, la versione che attribuisce
lo stop dei lavori all’ostruzionismo dell’opposizione o alle negligenze di
qualcuno in maggioranza. Chi ha letto con attenzione i punti all’ordine
del giorno « boicottati » non crede che nel mirino ci fosse la
variante al Prg per l’edilizia convenzionata che ha tanto fatto arrabbiare
l’assessore Giovanni Masci, già concordata in commissione. Piuttosto guarda a
quell’affidamento ai privati della gestione dell’illuminazione pubblica,
progetto voluto dall’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni. Un appalto da
900 mila euro, della durata di 12 anni, volto a riqualificare l’intero parco
luci della città all’insegna del risparmio energetico. L’Appalto, si dice, è
particolarmente caro ad alcuni pezzi della maggioranza, meno ad altri. Tanto che
tra i maligni c’è la convinzione che i consiglieri assenti al momento del voto
non si sarebbero allontanati per caso. Il progetto di risparmio energetico,
dunque, potrebbe spaccare ulteriormente il centrodestra. I dubbi non mancano. Ad
esempio su quei 100 mila euro riservati alla manutenzione dei semafori, in una
città che con l’attuazione del Piano del Traffico di semafori ne avrà ben pochi.
Non persuade, inoltre, quel risparmio del 40% sul consumo. Su 600 mila euro sono
240 mila euro, che saranno ripartiti tra Comune (15%) e privato (25%). Ma,
tecnicismi a parte, la questione è squisitamente politica. Per chi ha la
campagna elettorale alle porte tutto fa brodo nel fare pressing sui colleghi di
maggioranza. Se ne saprà di più giovedì, quando il Consiglio si riunirà in
seconda convocazione. Qualcuno potrebbe cogliere l’occasione per tirare un altro
brutto tranello alla giunta. Segno che si è cominciato
a giocare… al buio.
Diego Roma


Un regolamento che c’è sempre stato ma che solo ora viene applicato alla
lettera.
E così i commercianti questa volta non posso avvalersi neanche delle
vie legali. Dal 2010, oltre che per l’insegna, gli esercenti dovranno pagare
l’imposta anche sulle semplici pubblicità adesive e non, oppure se ad occupare
il suolo pubblico davanti al locale è una vaso di fiori oppure un faretto: com’è
accaduto per la proprietaria di un’agenzia che dovrà pagare l’imposta anche
sulla luce che punta sul marciapiede davanti al suo locale. Purtroppo quando
pensavano che la situazione potesse risolversi in qualche modo, si sono accorti
invece che non era così, in quanto tale regolamento comunale è presente dal ’93,
le varie amministrazioni che si sono succedute avevano fatto pagare ai
commercianti solamente l’imposta sull’insegna al di sopra dei 5 metri quadrati
di ampiezza del locale. Situazione invece ribaltata negli ultimi tempi
dall’agenzia Ica, nata proprio per gestire le concessioni pubblicitarie e di
suolo pubblico sul territorio comunale. Società che sta seguendo alla lettera il
regolamento, come avrebbero dovuto fare fin dall’inizio le altre
amministrazioni. I commercianti disorientati dalla novità (che novità non è) si
erano subito rivolti all’Ascom per fare ricorso, in quanto si sono visti
costretti a dover pagare un’imposta che va da 100 a 400 euro l’anno. Confusi e
arrabbiati hanno chiesto spiegazioni anche al comando della polizia municipale
se erano al corrente di tale imposta. Purtroppo a quanto pare l’unica cosa da
fare è pagare. A breve ci sarà una riunione tra tutti i commercianti e l’Ascom
di Terracina per fare il punto della situazione. L’unica cosa che al momento
hanno ottenuto è stata una proroga per il pagamento dell’imposta in scadenza
ieri, al 31 marzo. Ieri hanno avuto la possibilità di disdire oppure confermare
le varie pubblicità presenti sul proprio locale oppure riguardo l’occupazione
di suolo pubblico.
(da corriere pontino)


Un messaggio chiaro, che più chiaro non si può quello che il giudice Eugenio
Fedele ieri ha inviato al Pd e alle associazioni che lavorano per cercare un
accordo unitario alle elezioni di primavera.
«Non posso aderire alla proposta di
“primarie”» scrive Fedele, «a motivo della natura del movimento che esprime la
mia candidatura, formato da cittadini e dal libero associazionismo che vuole
agire, per la risoluzione dei gravi problemi della città e dei cittadini, al di
fuori delle logiche, delle ideologie e del vecchio modo di fare politica».
Fedele non si accontenta di ribadire i motivi già resi noti in precedenza e
definisce la coalizione auspicata dal Pd come quel «fronte unito di sinistra»
che «non è stato in grado di fronteggiare le forze legate al malcostume e
incapaci di amministrare». Una questione di «sfiducia», insomma, quella che
muove il rifiuto di Fedele. «Per non intralciare i lavori indirizzati verso
soluzioni da me non condivise – chiude il giudice – non parteciperò
all’incontro di questa sera».
D. R.


Dalla Russia con amore, direttamente a terracina. L’associazione Italia-Russia
ha, infatti, scelto proprio la città pontina come sede di una sua sezione
provinciale. C’era d’aspettarselo dopo la nascita di un vero circuito grazie ai
circoli culturali Italia-Russia di Priverno, Sabaudia e Campodimele. E
ovviamente terracina. L’idea di base è trasformare la provincia pontina in terra
di incontro fra queste due grandi culture. La scelta di scegliere proprio
terracina come sede è stata una naturale conseguenza dell’amicizia ultra
decennale che la lega con la Federazione Russa. Il direttivo ha eletto come
presidente provinciale Antonio D’Ettorre e vice presidente provinciale Antonio
Simeoni. L’organismo coordinerà le varie iniziative che si svolgeranno nella
provincia garantendo il corretto svolgimento delle manifestazioni in
collaborazione con l’Associazione Regionale Italia-Russia «Istituto di Cultura e
Lingua Russa» e con il nuovo Centro Russo per la scienza e la cultura
dell’associazione governativa russa «Rossotrudnichstvo».
Ri.Re.


Altra istanza di incompatibilità del consigliere Alfredo Lauretti. L’ha
presentata il gruppo consiliare del Partito democratico, che ha inviato un
esposto al Prefetto Antonio D’Acunto appellandosi al Tuel per chiedere la
decadenza dalla carica del repubb l i c a n o p e r l’abuso edilizio della mega
villa denunciato dalla Municipale. Il Pd menziona il Tuel che prevede, in caso
di lite pendenti tra un eletto a carica pubblica e il Comune, «la decadenza
dalle predette cariche», affinché si possa «assicurare il corretto adempimento
del mandato elettivo». I democratici quindi chiamano in causa il Prefetto perché
verifichi «le sopravvenute condizioni di incompatibilità del consigliere
comunale Lauretti Alfredo » e si rendono disponibili all’autorità di governo.
D. R.



A.A.A. revisori dei conti cercasi. Il Comune deve procedere
alla nomina dei componenti del nuovo organo di
Revisione Economico-Finanziaria per il triennio 2011-
2014. I candidati dovranno presentare la domanda entro le 12 del
23 febbraio 2011. L’amministrazione comunale richiede la presentazione
di candidature degli interessati alla nomina di componenti
del collegio dei revisori dei conti per il triennio 2011-2014,
dato che il mandato è scaduto il 22 gennaio 2011. Non essendovi
il rispetto della tempistica per una procedura pubblica, la scadenza
è stata prorogata per altri 45 giorni in attesa che s’insedi
il nuovo collegio. Potranno accedere alla procedura tutti coloro
che sono iscritti all’albo dei dottori commercialisti, all’albo dei
revisori dei conti e a quello dei ragionieri (oggi albo unico dei
dottori commercialisti e dei ragionieri). I componenti dell’organo
di revisione sono persone elette dal Consiglio Comunale a
maggioranza assoluta dei membri con voto limitato a due.
(da corriere pontino)


Segnali positivi dal porto di terracina, sia per quanto riguarda il dragaggio
dell’imboccatura che per ciò che concerne il ripristino della banchina
commerciale.
Per quanto riguarda il dragaggio di 250 mila metri cubi di sabbia a
metà febbraio ci sarà una Conferenza dei Servizi presso la sede di via del Molo
della capitaneria di porto. «Faremo da raccordo tra Regione Lazio e Comune per
sbrigare le fasi burocratiche antecedenti l’avvio dei lavori» ha detto il
comandante del porto Floriana Segreto. Lavori «imponenti» se si pensa che
l’ultimo dragaggio aveva aspirato poche decine di migliaia di metri cubi di
sabbia in eccesso. La sabbia dragata dai due quadranti esterni sarà poi
riutilizzata per allungare di almeno un paio di chilometri il lungomare di via
Circe. «Così potremo stare tranquilli per almeno due, tre anni». Dovrebbero
poter stare tranquille anche le società di navigazione che già dal prossimo
aprile si apprestano a riattivare i collegamenti con le isole ponziane, anche
quelli veloci. Per esempio le linee Buono cominceranno il collegamento marittimo
veloce dal prossimo 15 aprile. A giorni, infatti, partiranno i lavori per
ripristinare il passaggio sul molo gregoriano, interdetto ormai dallo scorso
luglio a causa del cedimento della pavimentazione. D’allora è cominciata la via
crucis per i traghetti Snip e Snap dirottati per forza di cose a Formia.
L’intervento di ripristino dovrebber durare un paio di mesi, quindi, se le
scadenze saranno rispettate, agli inizi d’aprile il porto potrà riavere
finalmente i contatti commerciali e turistici con le isole. «Un porto in
espansione ma sprovvisto delle infrastrutture basilari» aveva commentato il
comandante Segreto qualche tempo fa annunciando il loro impegno per il 2011:
«Ordinare il porto, sollecitando in tutti i modi chi è di competenza a farlo».
Il 2010 non è stata affatto una buona annata per il porto di terracina, tra
marinai spesso insabbiati e traghetti…traghettati altrove. In questo lungo
periodo dalla giunta comunale non si è alzata una voce di protesta e
indignazione.
Ri.Re.



«Del mio lavoro e di quello del Nucleo rispondo alla Corte dei conti». Così il
presidente del Nucleo di Valutazione Piero Longo risponde agli attacchi arrivati
dal segretario di Sel Vittorio Marzullo in materia di sprechi e inefficienze
dell’organismo. Longo definisce «sommari» i giudizi di Marzullo e rileva nelle
accuse dell’esponente di sinistra «l’assoluta mancanza di conoscenza anche
delle più elementari nozioni normative in questo campo del diritto». L’ex
consigliere comunale poi entra nel merito del funzionamento del
Nucleo, rimarcando come «la valutazione del personale costituisce un processo
centrale nell’ambito del managemet pubblico». Un’attenzione niente affatto
aleatoria bensì finalizzata «al miglioramento delle condizioni di efficacia e di
efficienza di della gestione», frutto del «superamento di una cultura di lavoro
prevalentemente esecutiva con una cultura di tipo manageriale ». Non è finita.
Longo ribadisce l’obbligatorietà per il Comune di avere un organo di
valutazione, che «trova la sua collocazione nel decreto legislativo 165/2001», e
ancora «è prevista dal Contratto collettivo nazionale » e rafforzata «con il
Ccnl per i dipendenti degli enti locali 2002/2005». Non senza un pizzico di
polemica Longo si rivolge indirettamente a Marzullo: «Dal momento – scrive – che
mi giunge voce che Marzullo sia un sindacalista, mi viene spontaneo chiedermi
come abbia fatto a svolgere tale ruolo se è digiuno di tali semplici nozioni».
Sterili dunque le polemiche sulla «non necessità, se non proprio inutilità del
Nucleo di valutazione come strumento di supporto amministrativo » dal momento
che esso è previsto «dall’articolo 1 del decreto legislativo 286/1999». Longo
risponde al segretario di Sel anche in merito all’assenza di relazioni sui
funzionari e i dirigenti: «Si precisa – continua – come gli stessi risultino
secretati in osservanza di quanto disposto dall’articolo 6, comma 2 del decreto
legislativo 286/1999». Il rendiconto, insomma, viene fatto sia al sindaco che
«soprattutto, alla Corte dei conti, organo al quale il Nucleo verrà chiamato a
rispondere in caso di errori di qualsivoglia genere, e non solo per i poco più
dei 60 mila euro che è tenuto ad assegnare. Il giudizio, sempre per sottolineare
l’assoluta carenza in materia di Marzullo, risponde ad una relazione completa
s ull’attività svolta da ogni dirigente». Per la contestata assenza di
documenti, Longo invita Marzullo a consultare il sito del Comune. «Per quanto
concerne la mia personale competenza – conclude – il mio curriculum vitae parla
da solo ».
Diego Roma

Sfrattata senza appello con un disabile in casa. È questa la drammatica storia
di Katia una 40enne di Terracina che fino a ieri viveva in un appartamento di
via delle Arene con un fratello disabile, e che nella giornata di ieri si è
vista arrivare l’ufficia – le giudiziario in casa per ottemperare all’in -
giunzione di sfratto. «Nemmeno il tempo di prendere le mie cose – ha raccontato
Katia – mi hanno ordinato di uscire così, in ciabatte, lasciando le mie cose
nell’appartamento» . Katia da un po’ di tempo non riusciva più a pagare
l’affitto. La sua preoccupazione è per il fratello Sergio: «La psicologa
arrivata ieri ha detto che lui può lasciare la casa perché incapace solo al 75%.
Ma Sergio non è autosufficiente, ha bisogno di tutto e ora siamo entrambi in
mezzo a una strada. Ho cercato aiuto dal Comune, dai servizi sociali per cercare
una struttura idonea. Ho trovato solo porte chiuse». Katia è alla ricerca di un
tetto, «soprattutto per mio fratello» ribadisce. «Io posso arrangiarmi ma lui ha
bisogno di un ambiente tranquillo. Ha le sue abitudini. Ma sembra che in questa
città nessuno sappia o possa fare nulla per le persone come lui».
D. R.


Sindacati e Rsu divisi sulle posizioni organizzative. Il segretario provinciale
del Sulpm Domenico Paravani esprime perplessità su come il Comune ha gestito il
conferimento delle posizioni organizzative al di fuori della concertazioni del
contratto decentrato. «Quanto sta accadendo nel Comune per il riconoscimento
delle posizioni organizzative – si legge in una nota – sembra rispecchiare
quanto sta avvenendo nel mondo dei metalmeccanici ». Come dire: l’azienda Comune
divide le categorie sindacali. «La grande spaccatura sindacale tra i sindacati e
i rappresentanti della Rsu aziendale – prosegue Paravani – sembra avere origine
dalle scelte errate fatte nel corso degli anni, che hanno perso di vista una
cosa fondamentale: il rispetto del lavoratore-dipendente nelle sue funzioni di
leva portante». Ciò causato da «difficoltà avuta a non applicare quanto
richiesto e sottoscritto in contrattazione decentrata». I sindacati di categoria
e le Rsu si sono trovati spaccati sulle posizioni organizzative. La tematica, «è
stata quella principale di alcune sigle sindacati e dalla maggioranza delle Rsu,
con richieste reiterate e talvolta forzate per farle attuare in tempi brevi»,
mentre il Sulpm «unitamente ad alcuni componenti della Rsu chiedeva il
riconoscimento per tutti i lavoratori di una fascia economica orizzontale, per
premiare il lavoro di tutti i dipendenti del Comune, svolto tra tante difficoltà
ed in carenza di organico, anche per far fronte al sistema caro-vita attuale».
Nulla in contrario, dunque, sul riconoscimento delle posizioni organizzative. Ma
«si è sempre in guardia per riaffermare e far attuare quanto si è sempre
richiesto: regolamenti attuativi, organizzazione
del lavoro, facia economica. E poi, tutto il resto».
D. R.

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Video della festa della Madonna del Carmine nel 1951, per visualizzarlo al meglio

consiglio di andare su Vimeo (il server su cui è ospitato il video)


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Il Parco della Rimembranza rischia l’abbandono. E’ amara la lettera aperta di
Emilio Selvaggi, che da anni si occupa del più bello dei parchi pubblici della
città. «Forse è arrivato il momento di gettare la spugna e dedicare il tempo che
mi è rimasto da vivere soltanto a scrivere libri perché qualche brandello di
vita e di memoria di questa città sopravviva ». «Sono passati i bei tempi -
continua la lettera- in cui l’amministrazione mi forniva due operai che mi
aiutavano nei lavori più pesanti e, sebbene con il contagocce, forniva il
materiale indispensabile: pali per le staccionate, pietre per i muri a secco,
qualche fiore per le aiuole più in vista. Eravamo arrivati al punto di
presentare durante l’estate perfino un programmi di musica da camera ed altri
eventi culturali apprezzati soprattutto da turisti italiani e stranieri. Poi
sono arrivati i tempi delle vacche magre. I fornitori hanno chiuso il credito e
gli operai mi hanno lasciato sicché, da solo ed a 74 anni, non riesco più a
tener dietro alla normale manutenzione, anche con il saltuario aiuto volontario
di due signore». «Quest’anno, poi -spiega ancora Selvaggi-, tutto sembra
congiurare per avviare il parco verso un degrado irre- I versibile. Alla fine
dell’estate avevo chiesto all’Amministrazione di mettermi in sicurezza due
tratti delle recinzione: uno in alto per impedire ai cinghiali di entrare quando
si sarebbe aperta la caccia. L’altro in basso, di fronte all’Istituto Don
Orione, per dissuadere vandali e senza fissa dimora da pericolose intrusioni.
Malgrado le assicurazioni ed i sopralluoghi, i lavori sono stati rinviati ed i
danni puntualmente verificatisi». Infatti, «i cinghiali hanno scorrazzato a
piacimento rendendo impraticabili i sentieri e quel che è peggio abbiamo avute
visite indesiderate di “ospiti” che, per ben due volte hanno cercato di
istallare il loro domicilio nel parco. Tutte e due le volte durante periodi di
pioggia quando il parco è rimasto chiuso». Selvaggi si riferisce a due episodi,
di cui uno lo scorso giovedì, quando tre, forse quattro, giovani sono stati
sorpresi dai volontari, che hanno anche constatato tracce di bivacchi e la
sostituzione dei lucchetti dei magazzini. Alla fine, c’è stato bisogno di operai
ed un camioncino del Comune per portar via tutto il ‘materiale’ introdotto
(anche vettovaglie e liquori, frutto di probabili furti). Ora Selvaggi avverte:«
Mi dispiace, ma senza l’aiuto concreto delle Istituzioni e senza la concreta
solidarietà di cittadini disposti a dare una mano, sarò anche io costretto a
dichiarare di aver fallito e a mandare in malora, insieme al mio lavoro di tanti
anni, la memoria di questa città che il parco con il suo nome richiama: in
fondo, non sarà mica solo mia».
Andrea Di Lello



Offresi ex chiesa del Seicento, con annesso terreno, vista lago, sita nel Parco
del Circeo, prezzo modico: 38mila euro.
La giunta Nardi ci prova in tutte le
maniere a vendere i suoi beni culturali, pur di fare cassa e fronteggiare i
creditori. Questa volta è toccata alla Chiesa di Sant’Andrea subire le
interessate attenzioni degli amministratori locali, i quali hanno pensato bene
di disfarsi, per di più per pochi spiccioli, di un edificio con 400 anni di
storia, costruito per volontà della comunità di pescatori terracinesi che viveva
delle risorse ricavate dal lago ora detto di Sabaudia. Non per niente il tempio
fu intitolato a Sant’Andrea apostolo, fratello di Pietro e soprattutto
pescatore. La chiesa, ora sconsacrata, è rimasta proprietà del comune di
Terracina, anche dopo gli espropri a vantaggio delle città di fondazione operati
nel 1930, in epoca fascista. Quattro anni fa, l’inizio della vicenda che ha
portato il monumento alle soglie dell’alienazione. Nel 2007, infatti, con una
delibera consiliare si decise di concedere in comodato d’uso trentennale la
costruzione ed il terreno di pertinenza ad un privato, il quale, in cambio, si
impegnava a provvedere alla ristrutturazione. Poi, nel settembre 2010, un
provvedimento della Giunta ha disposto l’alienazione al comodatario del bene, il
cui valore, in base ad una perizia tecnica, è stato stimato in 38mila euro. Il
passaggio più recente è quello di tre giorni fa, nell’ultima seduta consiliare,
che solo in extremis, su proposta del Pd, ha cancellato Sant’Andrea dalla lista
degli immobili suscettibili di alienazione e/o valorizzazione. Chi si oppone
alla sua vendita, afferma con sicurezza che l’immobile appartiene al demanio dei
beni culturali e che, perciò, resta inalienabile, qualunque atto produca la
Giunta Nardi. L’iter della vendita della chiesa in riva al lago, insomma, pare
destinato ad interrompersi. Come probabilmente si è interrotto quello per
l’alienazione di un terreno, a La Fiora, sul quale insistono strutture del
settecentesco Acquedotto del Fico: secondo le indiscrezioni, è probabile che si
arrivi alla revoca dell’atto.
Andrea Di Lello



Una maggioranza sfilacciata. Il dato è balzato evidente nella seduta di consiglio
comunale dell’altra sera, quando i larghi vuoti tra gli scanni hanno costretto a
rinviare i lavori. E’ la seconda volta consecutiva che si ricorre a questa
decisione, con la differenza che, in questo caso, è saltata la discussione su
importanti argomenti. Una maggioranza ormai non tenuta più insieme da alcun
collante, costretta a fare marcia indietro su una delibera che avrebbe dovuto
portare alcuni immobili alla Terracina Ambiente, permettendo alla società mista
di coprire i debiti. Un provvedimento palesemente illegale. Per non perdere la
faccia, si va avanti con la discussione sulla delibera di ricognizione degli
immobili suscettibili di alienazione. La maggioranza fa fatica a reggere le
bordate dell’opposizione a cui segue la dissociazione di Cerilli e Mazzucco. Il
primo punta a valorizzare la redditività, il secondo invita alla ponderatezza.
E’ spaccatura. La proposta viene comunque approvata. La maggioranza subisce un
ulteriore scacco poco dopo, quando c’è da discutere su un progetto del piano
energetico. Fondamentale risulta l’assenza dei consiglieri Masullo e Cicerano,
tutti appartenenti al gruppo Pionati assieme all’assessore Ferrari. Alla base ci
sarebbe un contrasto tra gli assessori Ferrari e Maragoni. Si è arrivati così
alla fine ingloriosa di una serata contrassegnata dal solito show del sindaco e
dagli ormai abituali litigi si è avuta con il “tutti a casa” annunciato
dal presidente Avelli.
(Tratto dal corriere pontino)



Maggioranza ormai solo di nome. Per la seconda volta consecutiva, il
centrodestra non è stato in grado di garantire il numero legale nel consiglio
comunale. Diversamente da quella precedente, la seduta dell’altra sera ha avuto
inizio ed è proseguita con l’approvazione di alcune delibere. Ma, ad un certo
punto, diversi consiglieri della maggioranza se ne sono andati, inducendo
l’opposizione ad uscire dall’aula, dopo avere chiesto la verifica del numero
legale. Seduta sciolta, tra le accuse reciproche di Pd e centrodestra. Non che
prima i lavori si fossero svolti senza problemi, ma le intemperanze iniziali del
sindaco Stefano Nardi non avevano impedito di licenziare i primi sette punti
all’ordine del giorno relativi a debiti fuori bilancio e all’alienazione di
terreni di uso civico. Ritirato l’ottavo punto (‘Individuazione dei beni
immobili di proprietà comunale al fine del loro conferimento alla terracina
Ambiente per la copertura della perdita di spettanza dell’Ente mediante
azzeramento del capitale e sua ricostituzione’), è stata approvata, nonostante
l’intensificarsi delle intemperanze del primo cittadino, anche la delibera
riguardante la ricognizione degli immobili suscettibili di alienazione. Poi sono
in diversi della maggioranza ad andarsene (Sandro Cicerano, Giovanni Masullo,
Luciano Masella, Domenico Pietricola). Si sapeva già prima della seduta che
qualcosa nel centrodestra sarebbe successo al momento di parlare del progetto di
gestione e manutenzione private degli impianti della pubblica illuminazione e
del piano di zona di Borgo Hermada. Il primo, in particolare, consiste in un
appalto della durata di dodici anni, a base d’asta 900mila euro, per la
realizzazione di interventi di riqualificazione finalizzati a generare risparmio
energetico e una migliore efficienza luminosa degli impianti comunali di
pubblica illuminazione e semaforici. Ad ogni modo, l’opposizione non ci sta a
farsi carico del numero legale ed esce dall’aula, sollecitando la verifica dei
presenti. Antonio Bernardi, capogruppo consiliare del Pd, è chiaro:« Se i
consiglieri della maggioranza sono in condizioni di governare lo facciano; in
caso contrario, rassegnino le dimissioni in massa e facciano sciogliere il
consiglio comunale». Intanto, viene sciolta la seduta, ma prima l’assessore
all’Urbanistica, Giovanni Masci, si scaglia proprio contro Bernardi,
responsabile, ai suoi occhi, di avere determinato la fine precoce dei lavori.
Accuse che il capogruppo democratico rimandava al mittente.
Andrea Di Lello


Traffico interrottodai rifiuti sulla carreggiata. Hanno dovuto pensarci
vigili urbani e vigili del fuoco di terracina per restituire agli utenti di via
Canale I, zona Mortacino, il giusto spazio per transitare con le proprie vetture
e poter tornare a casa. Calcinacci e altri rifiuti di ogni tipo avevano «rotto
gli argini» invadendo direttamente lo spazio solitamente riservato agli
automobilisti. Una orribile discarica a cielo aperto lunga diverse decine di
metri. Sul tardo pomeriggio di sabato scorso qualche utente, stanco di dover
fare la gincana, ha allertato le forze dell’ordine subito intervenute per
sgombrare la strada e consentire che la circolazione si normalizzasse. L’allarme
è partito da via Canale I, una viuzza nei pressi dell’idrovora di Cannete dove
l’immancabile discarica abusiva aveva letteralemente imprigionato i residenti
della zona che non riuscivano a raggiungere le proprie case con la macchina per
colpa di quella bruttissima scia di calcinacci e altri scarti di risulta.
Discarica indecente e anche pericolosa visto che si era formata in
corrispondenza di una curva. La pattuglia della polizia municipale di via Sarti
ha raggiunto il punto della segnalazione contando almeno 20 metri di sporcizia.
Hanno avuto bisogno addirittura della collaborazione dei vigili del fuoco. La
discarica «offriva» qualsiasi tipo di rifiuto: scarti di cantieri edili,
materiale in eternit, guaine di catrame, tettoie in plastica, polistirolo e
altro ancora. Un problema che a quanto pare si trascinerebbe da tempo anche per
una questione di competenze: spetta al Consorzio di Bonifica o al Comune
recintare e bonificare il sito?
Ri.Re.


Un’oasi di verde utilizzata dai ladri come rifugio e deposito per la refurtiva.
Un avvilente e per alcuni versi preoccupante episodio ha visto protagonista uno
dei più bei parchi presenti in città, quello della Rimembranza, curato da anni
dal professore Emilio Selvaggi. A dargli una mano negli ultimi periodi due
volontarie. E proprio loro tre hanno, purtroppo, fatto la triste scoperta
quando, due giorni fa, dopo una settimana di chiusura dell’area a causa delle
piogge, sono andati a vedere la situazione, visto l’imminente inizio delle
visite guidate, ma qualcosa ha subito destato dei sospetti. I magazzini, dove
sono custoditi gli attrezzi erano chiusi, ma con altri lucchetti, uno in
particolare bloccato dall’interno, e la maniglia rotta, dietro la quale si
udivano voci con accento straniero. Intimoriti si sono allontanati per chiamare
aiuto e trovare degli arnesi per aprire la porta; proprio in quel momento sono
uscite 3 o 4 persone fuggendo. All’interno rinvenuti scatoloni contenenti
confezioni di tonno, pelati, bottiglie di liquore e in un borsone diversi gratta
e vinci, alcuni dei quali già utilizzati con vincite non ancora riscosse.
Immediatamente il professor Selvaggi ha chiamato la polizia municipale, il
comune e denunciato l’accaduto. «Sono due giorni che non dormo -spiega
amareggiato Selvaggi-, le volontarie sono spaventate e intimorite a tornare nel
parco, purtroppo c’è tanto da fare, visto che tempo fa c’è stata anche
l’incursione dei cinghiali che hanno distrutto le staccionate e rovinato il
verde, da solo non riesco a fare tutto, e di questo ho informato anche il
sindaco. Prima avevo due operai che il Comune mi ha tolto, se non mi darà un
aiuto sarò costretto ad abbandonare tutto». Non si esclude che le persone
fuggite possano avere qualche attinenza con i furti e le rapine messe a segno in
questi giorni. Tempo fa, sempre all’interno del parco erano state trovare tracce
di persone che usavano i magazzini
come dormitorio notturno.
(Tratto dal corriere pontino)



L’istituto professionale di Stato «Alessandro Filosi» di terracina, sede
distaccata, è al freddo e al gelo.
Ci risiamo, visto che quello dei
riscaldamenti nel plesso di via Roma è una questione annosa che si trascina
ormai da tempo immemorabile. Non passa inverno che gli alunni della succursale
non debbano battere i denti perchè i termosifoni non funzionano. La situazione
di disagio va avanti almeno da giovedì e ancora fino a ieri non c’era stato
alcun intervento riparatore. Gli alunni ovviamente hanno protestato subito e
alla fine sono stati spostati nella sede centrale, con inevitabili conseguenze
sul normale svolgimento delle lezioni. Nonostante la Provincia di Latina abbia
realizzato un impianto nuovo manca la caldaia, dunque c’è poco di che stare
allegri. Dopo essere rimasti con tanto di giubbotto, guanti e cappello addosso,
gli alunni hanno fatto sentire la propria voce e hanno ottenuto il «trasloco»
dall’altra parte del marciapiede.
Ri.Re.


Stanno esaminando i filmanti della videosorveglianza a circuito chiuso presenti
nel bar tabacchi “Gran Service” in via Badino dove venerdì pomeriggio tre
giovani hanno rapinato la titolare puntandole un taglierino alla gola.
Immagini
che il vicequestore Rita Cascella del commissariato locale sta facendo esaminare
da un tecnico esperto. Un lavoro accurato dal quale potrebbero emergere
importanti rivolti per le indagini. L’altro pomeriggio la donna di 49 anni
originaria di Roma, è stata ascoltata dagli inquirenti e durante la sua
testimonianza avrebbe detto di aver riconosciuto in uno dei rapinatori. Si
tratterebbe di un personaggio del luogo, noto alle forze dell’ordine. Ma messa
davanti al confronto tale ipotesi è caduta in quanto non si trattava della
persona indicata. Dalle impronte analizzate dagli operatori della scientifica,
prelevate dal locale, non è emerso nessun indizio utile in quanto i tre
rapinatori risulterebbero incensurati e non presenti all’interno degli archivi
dei soggetti già schedati dalle forze dell’ordine. A quanto pare vi è anche la
presenza di un quarto complice che li attendeva a bordo di un’auto a qualche
metro di distanza del punto dove è avvenuta la rapina. Questo infatti
spiegherebbe il perché si sono allontanati a piedi, volatilizzandosi poi in
pochi minuti. Inoltre si fa sempre più chiara la possibilità che si tratti delle
stesse persone che la scorsa settimana hanno rapinato la tabaccheria situata in
via Anxur utilizzando uno
spray urticante.
(Tratto dal corriere pontino)



Una lista per le amministrative composta composta esclusivamente di terracinesi
sotto i 30 anni.
terracina Condivisa si presenta come «un gruppo di giovani che
ha deciso di dare vita ad una lista civica per cambiare il futuro della città».
I punti cardine della lista sono la riqualificazione urbana, territoriale ed
ambientale; la differenziata; la pulizia dei corsi d’acqua; la riqualificazione
del lungomare e del porto; la valorizzazione del patrimonio culturale;
l’organizzazione di eventi; l’istituzione di un’agenzia di servizi comunali;
l’attivazione delle risorse Ue con la creazione di uno staff specializzato;
l’informatizzazione e trasparenza nei conti amministrativi; il sostegno
all’imprenditoria e all’occupazione giovanile; lo sviluppo turistico.
A.D.L.


Nella banca dati on line del Ministero della Difesa nell’elenco dei caduti in
guerra accanto al luogo di sepoltura di Giuseppe Mancini compare un laconico
«sconosciuto».
E infatti i famigliari del soldato terracinese che ha combattuto
nella storica Divisione Acqui sono ancora in attesa di sapere cosa sia successo
al loro congiunto e soprattutto dove si trovi il suo corpo. E’ una storia che
porta con sé gli echi terribili della seconda guerra mondiale e dei campi di
prigionia organizzati dalla scelleratezza nazista. Giuseppe Mancini, classe
1912, figlio di Palma e Valentino Mancini, sarebbe deceduto il 1° maggio del
1944 nel campo di Hildesheim, dove era stato trasferito dopo l’internamento
nello Stammlager VI D, presso Dortmund. Era nato a terracina un bel giorno di
fine agosto e, come molti altri suoi coetanei dell’epoca, si era arruolato per
servire la Patria in guerra. Giuseppe Mancini era nel 18° Reggimento di
Fanteria, nella famigerata Divisione Acqui di stanza a Corfù e Cefalonia. Era
tra quei valorosi che dopo l’armistizio di Cassibile del settembre ‘43 decisero
di resistere ai tedeschi rifiutando il loro ultimatum e andando incontro a un
vero massacro. Tra i pochi superstiti c’era anche Giuseppe Mancini, catturato e
internato subito dopo l’eccidio. Di lui i famigliari conservano soltanto una
cartolina sintetica spedita il 1°maggio del 1944 in cui parlava del suo stato di
salute e di dove si trovasse. «Era sopravvissuto alla battaglia di Corfù, ma non
era riuscito a sfuggire ai nazisti- racconta oggi il nipote Angelo Lauretti- Fu
catturato nel settembre del ’43 e internato nel lager Hildheseim di Hannover in
Germania». Nelle liste del campo di concentramento c’è, infatti, indicato il suo
ingresso ma purtroppo non la sua uscita. Ma non c’è nemmeno alcun documento che
attesti effettivamente la morte, così che come data presunta del decesso è stato
dichiarato proprio quel primo giorno di maggio del ‘44, a quando risale il suo
ultimo contatto con i parenti. Ma Angelo ancora non si rassegna e vorrebbe tanto
poter dare al nonno una degna sepoltura e una tomba sulla quale portare dei
fiori. Intanto ha ottenuto per lui la medaglia d’onore conferitagli dal prefetto
Antonio D’Acunto e consegnata ad Angelo Lauretti nella Giornata della Memoria.
Memoria per quanti, come Giuseppe Mancini, sono partiti per onorare l’Italia
rischiando, poi, di finire nell’oblio nazionale.
Rita Recchia


Occhi lucidi e voce rotta dall’emozione. Si è presentato così alla stampa il
candidato a sindaco del Partito Democratico Domenico Zappone. Tra i motivi della
scelta del partito di puntare sul suo nome c’è il suo essere cattolico. Il
partito democratico non può non scegliere un classico modello di democraticità.
«La candidatura di Zappone – ha dichiarato il segretario provinciale Enrico
Forte, anche lui presente alla conferenza stampa – ha il pieno appoggio del
partito provinciale. E’ stata un’oculata scelta quella di selezionare una
persona che ha, tra i suoi punti di forza, quello di riunire le diverse anime
del partito: un vero democratico cattolico». «Ho piena consapevolezza delle
difficoltà che dovrò sostenere – ha spiegato il candidato – ma voglio affrontare
questa sfida con tutta la passione che ho per questa città». Zappone punterà sui
giovani e sul benessere dei cittadini. I suoi slogan si richiameranno alla
partecipazione, alla trasparenza e la legalità.
(Tratto dal corriere pontino)


«Mio figlio nemmeno conosceva Emiliana, quella sera doveva andare a ballare con
gli amici ma lei lo ha chiamato e gli ha chiesto di accompagnarla a terracina da
Luigi. Io prego solo che non c’entri, ma se è colpevole è giusto che paghi».
A
parlare alle telecamere di tutta Italia è stata la signora Clementina, mamma di
Giuseppe Prisco, uno dei due cugini di Luigi Faccetti agli arresti domiciliari
perchè accusato di aver favorito l’evasione dell’assassino reo confesso di
Emiliana Femiano. Nei giorni scorsi è stata ospite di «Pomeriggio sul 2», il
programma Rai condotto da Caterina Balivo dove aveva già parlato Luisa Falanga,
la mamma della ragazza napoletana uccisa a terracina lo scorso novembre dal suo
ex fidanzato con 66 coltellate. Clementina ha contattato la stessa redazione
proprio per rivolgersi a Luisa e comunicarle l’immenso dolore che anche lei e la
sua famiglia stanno provando per questa tragedia. «Lei può dire qualsiasi cosa
perchè il dolore di una mamma è insuperabile- ha detto la madre di Giuseppe- Ma
voglio che sappia che anche la nostra casa si è spenta da quel giorno e che se
mio figlio ha davvero fatto quello per cui è accusato è giusto che paghi».
Secondo quanto raccontato da Clementina, sarebbe stata Emiliana a cercare
Giuseppe che da piccolo giocava con il cugino Luigi dal quale, poi, si sarebbe
allontanato crescendo. «Mio figlio non aveva il numero di Emiliana, è stata lei
a chiamarlo quella domenica sera». «Circa un mese e mezzo fa la ragazza aveva
contattato su facebook mia figlia di 17 anni chiedendole di accompagnarla a
terracina in treno ma io non le avevo dato il permesso». Il desiderio della
donna è di condividere il dolore con Luisa che, però, intervenuta
telefonicamente nel corso della puntata, ha rifiutato quell’appello. «Hanno
lasciato mia figlia morta sul pavimento». Una frase inequivocabile.
Ri.Re.



Una discarica lunga 20 metri abbondanti nella zona di Mortacino. Una lunghissima
fila di calcinacci e altri rifiuti di ogni genere, cresciuti a tal punto da
invadere la sede stradale. Sono dovuti intervenire vigili urbani e vigili del
fuoco in via Canale I, per togliere gli ingombri e permettere il normale flusso
viario. Erano da poco passate le 1e 19 di sabato, quando al centralino della
polizia locale è arrivata una richiesta di intervento. In una stradina vicino
all’idrovora di Cannete i rifiuti di una discarica abusiva avevano tracimato dal
bordo della sede viaria fino ad invadere tutta la carreggiata. Ai residenti
della zona non era permesso di raggiungere le proprie abitazioni. Per gli
automobilisti si sono creati una serie di pericoli, dato che la discarica è in
corrispondenza di un curvone. La pattuglia dei vigili ha potuto riscontrare che
la discarica a cielo aperto occupava un fronte di più di 20 metri e si estendeva
per un’altrettanta profondità. Si è reso necessario chiedere l’ausilio dei
vigili del fuoco. Sul terreno è stato trovato di tutto. Soprattutto scarti di
lavorazioni edili ma anche materiale in eternit, rotoli di guaine di catrame,
tettoie in plastica, polistirolo e altro. L’isolamento della zona ha consentito
a lungo gli scarichi clandestini e il mucchio di rifiuti è crescito nel tempo.
Un problema di competenze ha impedito finora la soluzione del problema. C’entra
il Consorzio di bonifica o spetta al Comune la recinzione e la bonifica del
sito? La questione rimane tuttora in piedi. Con il rischio che, incidenti a
parte, qualche scriteriato possa pensare di appiccare il
fuoco per bruciare i rifiuti.
(Tratto dal corriere pontino)



Terracina condivisa”. è questo il nome della lista civica costituita da un
gruppo di giovani di Terracina.
«Attualmente – spiegano – troppi disagi hanno
generato incertezza sul futuro della nostra città. I punti cardine della nostra
lista sono la riqualificazione urbana, territoriale ed ambientale; l’istituzione
della raccolta differenziata; la pulizia dei corsi d’acqua; la promozione e la
valorizzazione del patrimonio culturale; l’organizzazione di eventi;
l’istituzione di un’agenzia di servizi comunali; l’attivazione delle risorse
comunitarie disponibili; l’informatizzazione e la trasparenza nei conti
amministrativi». L’obiettivo ribadito dalla lista è anche quello di dare
sostegno all’imprenditoria e all’occupazione giovanile e promuovere lo sviluppo
turistico di Terracina anche attraverso la riqualificazione del porto.
(Tratto dal corriere pontino)


Da martedì parte la raccolta dei cartoni. Soddisfazione e perplessità insieme
esprime l’Ascom. Commenta Francesco Pezzano, presidente del sindacato dei
commercianti: «Dunque ci risiamo, si riparte. L’amministrazione ci riprova: dal
1° febbraio ricomincia la raccolta differenziata. La storia infinita della
raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Terracina si arricchisce di un nuovo
capitolo. Dopo dieci anni di pessima gestione, alla fine del duplice mandato,
nell’imminenza della tornata elettorale, l’amministrazione Nardi ha un
sussulto… Si riapre uno spiraglio ». Ed ecco i dubbi e il relativo seguito di
polemiche per un servizio che non è mai decollato: «Perché mai questa volta
dovrebbe funzionare? – dice lò’Ascom – Che cosa è realmente cambiato rispetto
alle precedenti esperienze negative? Si ridurrà la bolletta? Vedremo sparire i
cassonetti in favore della raccolta porta a porta così come previsto?».
(Tratto dal corriere pontino)


Chi ricorda la polemica tra SEL e l’assessore Amuro di quest’ultimo autunno
sull’inquinamento del nostro mare?

L’assessore sostenne in una conferenza dei sindaci, convocata dall’assessore
regionale al turismo, presso la sede della Provincia, che la colpa
dell’inquinamento del nostro mare era dovuto agli scarichi fognari dei paesi
dell’entroterra sino ad arrivare alla provincia di Frosinone.
Noi sostenemmo invece che le responsabilità erano in capo ad una inadeguatezza
del centro destra e della sua  amministrazione a governare i problemi della
città e citammo l’incapacità della stessa, pur in presenza di milioni di Euro a
suo tempo stanziati dalla Giunta Marrazzo, per la costruzione del collettore che
avrebbe dovuto spostare al depuratore di Borgo Hermada gli scarichi fognari
della zona sud della città , di spendere tali soldi e completare l’opera.
A questa polemica è seguita poi la conferenza dei servizi sull’inquinamento del
nostro mare, promossa dall’assessore all’ambiente del  Comune.
Come è noto, da tale conferenza si constatò che i problemi d’inquinamento del
nostro mare non erano imputabili ai comuni dell’entroterra ma a gravi
insufficienze del nostro Comune e soprattutto della nostra incapacità di
depurare le acque nere.
In conseguenza di questo vennero fuori dati allarmanti sulla salmonellosi
presente sia nella sabbia adiacente il depuratore di Via delle cave e sia
nell’arenile della spiaggia di levante.
Venne allo scoperto il fatto che non tutti i condomini del nostro Comune
risultano allacciati alla rete fognaria, che non possono esistere due gestori
delle acque reflue e che andava consegnato al legittimo gestore (acqualatina) il
tratto di rete fognaria tra Badino e Foce Sisto, che in conseguenza di questo i
residenti di quella zona avrebbero pagato il giusto prezzo per l’allaccio alla
rete fognaria comunale, ma di fronte al fatto che chi ci amministra è anche
pretenzioso, privatamente, di somme indebite nei confronti di quegli stessi
residenti tutto è bloccato e quindi si continuano a scaricare le acque nere nei
pozzetti a dispersione con conseguente inquinamento delle falde, del mare, e
dell’arenile.
Venne fuori con impellenza la necessità di utilizzare i fondi disponibili per la
realizzazione del collettore che consentisse la fine del funzionamento del
depuratore di Via delle Cave e la conseguente dismissione dello stesso.
Nei giorni scorsi invece abbiamo appreso dalla stampa che la Regione Lazio  ha
sospeso tali finanziamenti, riprendendosi i soldi in precedenza stanziati dalla
Giunta Marrazzo per ripianare il debito sanitario, fottendosene che tale atto,
pur in presenza di gravi responsabilità della Giunta Nardi, rischia di mettere
definitivamente ed irrimediabilmente in ginocchio l’economia di una intera
città, che già da anni sta soffrendo di una crisi di presenze turistiche gravi,
la cui contrazione è lenta e continua. Basta in proposito ricordarsi delle grida
di allarme dell’associazione commercianti subito dopo la stagione estiva.
E per giunta come se non bastasse ha ulteriormente frustrato le aspettative
degli abitanti di Camposoriano che da decine di anni aspettano che la loro
frazione sia servita da un servizio vitale e di civiltà come l’acqua, infatti
sono stati sospesi anche i finanziamenti per portare l’acqua in tale zona del
territorio comunale.
Da rilevare inoltre che tale atto va a penalizzare se non addirittura a
soffocare le opportunità di sviluppo turistico, culturale, agrituristico e
naturalistico di cui la zona ha ampie potenzialità, soprattutto ora che è stata
inserita nell’ambito del parco  e quindi in zona sottoposta a vincoli naturali.
È quasi un anno che stiamo denunciando questi rischi, che solo il menefreghismo,
l’insensibilità, e l’incapacità dei nostri amministratori e dei partiti che li
sostengono non hanno colto, ed anzi, hanno  sottovalutato con pesanti
ripercussioni sul tessuto economico e sociale della città.
Per questo siamo, alla vigilia della campagna elettorale, a rivolgere un appello
affinché si mandi al governo una nuova classe politica, più capace e sensibile
rispetto ai problemi della città, che si batta da subito per far tornare a
Terracina non solo i finanziamenti sospesi ma ulteriori finanziamenti inerenti
gli indirizzi di risanamento ambientale, per dare impulso ad un più veloce e
duraturo sviluppo turistico ricettivo alla nostra comunità.
Il segretario del circolo SEL Terracina
Vittorio Marzullo


I terracinesi sono esasperati, incattiviti ed ormai al punto massimo di
sopportazione.
La città è una pentola in ebollizione e nessuno può dire cosa
accadrà domani. I cittadini hanno ben chiaro come questo agglomerato di resti
che il sindaco si ostina a definire maggioranza, sia impossibilitato a fare
alcunché, per cui niente più giustifica la loro permanenza. I cittadini inoltre,
riconoscono di aver sbagliato a rieleggere una classe dirigente che non ha mai
funzionato, ed ormai intristita nel disservizio e nel livore, incapace di un
libero e rispettoso dialogo con le parti in campo. Da destra e da sinistra
riconoscono tutto ciò, e recitano il “mea culpa” per aver dato il consenso a
persone non scelte sulla base del merito, della qualità e nemmeno del consenso,
ma solo del grado di collusione e di asservimento. Nardi è stato un disastro, un
incapace che si è circondato di incapaci, di capetti mediocri che hanno scelto
dirigenti più mediocri di loro, perché le intelligenze e le qualità dei
sottoposti non possono superare la modesta statura dei loro principali: ne va
del loro potere. Il popolo terracinese è stanco e disgustato, e chiede a gran
voce una classe dirigente migliore che consenta alla società civile possibilità
di espressione, cosa fondamentale per una democrazia fondata sui diritti e sui
doveri. Il popolo terracinese vuole un sindaco ed una Giunta che si oppongano
alle oligarchie, alle caste per privilegio e derivazione ereditaria, alle sette
e alle lobbies economiche, burocratiche, a poteri autoreferenziali che giocano
sulla pelle della gente nel nome e negli interessi di pochi individui. Cosa
rappresentano questi così detti amministratori se non un comitato d’affari? Chi
vogliono più illudere dopo averci sprofondato nel baratro? Dopo aver distrutto
quel mondo di valori, di sensibilità, di mentalità che un tempo caratterizzava
Terracina? Ciò che serve a questa città ora è una leadership pienamente
condivisa, una leadership nei fatti, non ideologica, che ponga l’accentuazione
di temi, ragioni e passioni che ci attengono, quali l’identità territoriale, le
tradizioni, il senso campanilistico e la memoria storica. Una leadership in
grado di rivoluzionare tutto l’apparato comunale in chiave meritocratica,
ridando all’Ente le sue funzioni, e che ne smantelli le derivazioni che non sono
altro che costosi carrozzoni. Una leadership portatrice di un progetto culturale
e civile, di un’idea di Terracina che tutti abbiamo, ma che costoro non vogliono
per motivi che fanno leggermente schifo.
grillo sparlante (Tratto dal corriere pontino)


Nuovo furto ai danni di un bar. Stavolta a rimetterci è stata un’attività
commerciale di via Cesare Battisti, «cuore» di Borgo Hermada, la popolosa
frazione alle porte di terracina. L’episodio è accaduto la notte scorsa e ad
accorgersi del maltolto è stato il proprietario del bar ieri mattina al momento
dell’apertura. Ha trovato i segni inequivocabili dell’effrazione e, una volta
dentro, ha accertato quanto accaduto. I malviventi avrebbero portato via soldi e
merce. Non si esclude che abbiano puntato anche ai videopoker installate
all’interno del locale. Sul posto si sono portati gli agenti del commissariato
di polizia di via Petrarca. Continua, dunque, l’escalation di questi «fattacci»
ai danni di bar di terracina e dintorni. Due notte fa era toccato al «Winner
Bar» di fronte il Palacarucci di viale Europa. Qualche notte prima alla
pasticceria «Punto Dolce». In entrambi i casi i ladri avevano puntato
direttamente al contenuto delle slot machine. E adesso all’attività di Borgo
Hermada. Senza dimenticare le rapine alle tabaccherie in pieno giorno. Ne sono
accadute due nell’ultimo mese, più il tentativo fallito di realizzare il
colpaccio contro la filiale di via Badino dell’Unicredit di Roma. Fervono le
indagini di polizia e carabinieri.
Ri.Re.


Mentre il centrodestra litiga sul fronte opposto il Partito Democratico continua
ad organizzarsi.
Il prossimo primo febbraio, a partire dalle 17, si terrà
infatti a terracina l’assemblea provinciale a cui parteciperà il senatore
Vannino Chiti, attuale vice presidente del Senato e commissario del partito nel
Lazio. L’incontro rientra, secondo quanto conferma una nota del partito, nella
tabella di marcia che lo stesso Chiti ha stilato riguardo le province del Lazio,
per discutere e riflettere sia su temi di interesse generale, sia su questioni
legate ai singoli territori. Ad attendere Chiti a terracina ci saranno il
presidente del partito, Sandro Bartolomeo e il segretario Enrico Forte: «La
presenza si Chiti – spiega lo stesso Forte – è l’occasione per illustrare
un’attenta analisi delle vicende che riguardano il nostro territorio, dalla
crisi industriale alle emergenze sociali, fino alle questioni che riguardano la
mancanza di politiche di sviluppo».



Le voragini sulle strade terracinesi procurano danni alle casse comunali. Più di
150 le domande di risarcimento negli ultimi due anni. Un problema
particolarmente insidioso soprattutto durante la stagione invernale. Nel 2010
sono state registrate 68 richieste di pagamento per danni a persone o cose. Di
queste, 24 sono state respinte e due, relative a danni alle auto, sono state
liquidate per un indennizzo del valore di 430 euro. Per altri due casi la causa
è ancora pendente e, per la restante parte, rimane ancora aperta la fase
istruttoria. Nel 2009 le domande erano state 90 (al momento, 20 respinte e 9
liquidate con un esborso di circa 11 mila euro per danni fisici e materiali).
Siamo di certodavanti a un aumento esponenziale, al punto che l’Assitalia, già
nel maggio 2003, aveva deciso di non assicurare più il Comune, perché non
conveniente. Erano 25 le richieste di risarcimento nel 2004. Nella prima metà
del 2005 erano già lievitate a 32. Le cause dei sinistri sono da addebitare non
solo alle buche ma anchealla caduta di pigne e rami. I marciapiedi dissestati
fanno il resto, come nelcaso di un anziano che per una caduta in via Sicilia si
è procurato la rottura di un femore in via Sicilia. Un incubo quotidiano per
automobilisti, pedoni e ciclisti. Ma anche grane per il Comune, costretto a
difendersi da certe responsabilità anche sotto il profilo penale, come nel caso
di una donna, che, nell’estate 2006, percorrendo in bici via delle Arene, è
caduta rovinosamente a terra a causa del manto stradale dissestato. è pur vero
che spesso i sinistri sono legati alle opere di ditte o enti, ma è altrettanto
certo che il Comune non fa sempre i controlli dovuti. Tra parcelle per i periti
(50 euro a pratica) e spese legali, l’amministrazione è costantemente alle prese
con un esborso di denaro. Non sarebbe più semplice cercare di sistemare buche e
marciapiedi, evitando tra l’altro danni fisici e materiali ai cittadini?
(Tratto dal corriere pontino)


Il miglioramento del terracina è lampante e sotto gli occhi di tutti.
Il rotondo
5-0 inflitto all’Anitrella ha restituito serenità e fiducia all’ambiente.
Pernarella, del resto, lo aveva dichiarato la settimana scorsa: «Se torno ad
allenare tutti i big della squadra posso continuare il discorso intrapreso ad
inizio stagione e far togliere delle belle soddisfazioni a questa società e a
questa squadra». Perdere diverse partite per inesperienza e per alcune mancanze
societarie non erano certamente gli ingredienti ideali per andare avanti. Alla
fine, con i due nuovi presidenti, il tecnico del terracina ha deciso di andare
avanti e chiesto a tutti i suoi di rientrare ad allenarsi con la squadra.
Adesso, ad attendere gli uomini di Pernarella ci sarà uno scontro importante
contro il Roccasecca. Importante perché quella ciociara è la terzultima forza
del campionato ma se dovesse vincere si ritroverebbe a soli sei punti dai
tigrotti risucchiando tutti (anche il Formia) nella parte calda della
classifica. Insomma, Il terracina deve vincere per confermarsi, per dare un
segnale forte e fare un favore a se stessi e ai cugini del Formia. Sul versante
del Roccasecca mister Riccio dovrà fare i conti con le condizioni fisiche
precarie di giocatori importanti: Ambrosi è ancora in forte dubbio dopo il guaio
muscolare che lo ha tenuto a riposo forzato a Monte San Giovanni Campano, così
come Grassi, febbricitante fino a ieri. Qualche speranza in più per l’acciaccato
Gatti, mentre è certo il rientro di Buonora che ha scontato il suo turno di
squalifica.
G.T.


La tranquillità. Una situazione dell’anima che ti permette di fare cose che, in
condizioni «normali», non faresti mai.
Ma, al contempo, è una condizione che ti
blocca non permettendoti di fare quello che in genere ti viene naturale. Questo
è successo al terracina che, da quando ha risolto la propria situazione a
livello societario, ha «rotto gli argini», mettendo in carniere due vittorie in
altrettante scontri diretti ai margini della zona retrocessione. Quella di ieri
sul campo del Roccasecca Terra di San Tommaso vale una buona fetta di salvezza,
visto che la squadra sale a quota 29 mettendo ben 7 lunghezze tra se e la
posizione che porta ai play-out. Manca poco, quindi, alla quota che vale la
salvezza definitiva. Mister Pernarella, senza il centravanti Reppucci, schiera
una squadra solida in mezzo al campo, co Rosi, Grandullo e Borrelli a comporre
un tridente atipico, veloce e rapido ma con scrso peso. A centrocampo, poi,
Sansò, Marzano e D’Amico bloccano sul nascere tutte le iniziative dei ciociari,
tanto che la partita che ne viene fuori è decisamente poco spettacolare, con
poche occasioni da rete. Brillante in un paio di circostanze il portiere di casa
Conte, bravo a respingere altrettante conclusioni avversarie, ma al 20′
l’estremo ospite si supera su Ambrosi, con Serapiglia che allontana la sfera. La
rete che decide la partita arriva alla mezz’ora, con Rosi che trova spazio e dal
limite dell’area centra l’angolino regalando ai suoi una preziosa vittoria. E
domenica il derby da giocarsi, al Colavolpe, con la Vigor Cisterna.
L. O.


L’appuntamento è per giovedì 3 febbraio alle 17.30 presso i Portici Comunali.
Occasione l’inaugurazione della mostra “I Paesi della Pedemontana lungo la linea
ferroviaria Velletri – terracina” curata dall’architetto Luca Falzarano. La
mostra, che interessa tutti i paesi dislocati lungo l’antica linea, farà a
Priverno la sua dodicesima tappa, poiché è già stata ospitata negli altri
comuni.


E’ stato aperto nel centro di Formia, in via Mamurra al civico 4, uno sportello
antiusura gestito dalla neonata associazione «Insieme per la Legalità», già
parte della Rete per la Legalità, recentemente istituita a Palazzo Madama su
base assolutamente bipartisan.
L’iniziativa mira ad assistere le vittime,
principalmente imprenditori e commercianti, finite nel vortice del triste
fenomeno dello strozzinaggio, ancor più dilagante in questi anni di crisi
economica. Come evidenziato nel recente rapporto di Sos Impresa, infatti, nella
sola regione Lazio sarebbero 23mila le attività afflitte dal flagello del
racket, circa un terzo del totale. Numeri impressionanti per un fenomeno che nel
comprensorio del sud pontino conta un voluminoso giro d’affari (e di vite) e
prolifera in città a vocazione fortemente commerciale come Formia, mentre
presenta solide basi nei comuni di Minturno, Castelforte e Santi Cosma e
Damiano, adiacenti al territorio campano dove è consolidata la regia di molte
operazioni di riciclaggio e investimento destinate al basso Lazio. Disponibile
un numero verde nazionale (800.900.767) che provvederà a smistare le richieste
di assistenza ai vari presidi territoriali tra cui, appunto, quello nato a
Formia che coprirà il territorio del basso Lazio da terracina a Minturno.

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Si avvicina la fine della consiliatura Nardi e il nostro pseudo-sindaco si impegna sempre di più a regalarci delle performance da conservare negli annali della storia “politica” Terracinese.

Il Teatro del nuovo sketch del primo cittadino è come al solito l’assise consiliare, che doveva ospitare un corposo dibattimento visto lo scioglimento del consiglio tenutosi in data 24/01/2011 per assenza di numero legale dovuto alle defezioni di una maggioranza scassata come non mai, lacerata al suo interno dalla composizione della lista PDL per le prossime elezioni amministrative.

Si comincia con i primi 7 punti all’ o.d.g., tre debiti fuori bilancio e quattro alienazioni di terreni di uso civico edificati, con qualche piccola scintilla i primi 7 punti filano lisci.

Il punto 8 “Individuazione dei beni immobili di proprietà comunale al fine del loro conferimento alla Terracina Ambiente S.p.A. per la copertura della perdita di spettanza dell’Ente mediante azzeramento del capitale e sua ricostituzione” viene ritirato dalla maggioranza dopo le polemiche dei giorni scorsi in conferenza dei capigruppo, in quanto il provvedimento è palesemente illegale

La maggioranza però procede con il punto 9 “Ricognizione degli immobili di proprietà suscettibili di alienazione e/o valorizzazione” che era stato inserito perchè propedeutico al precedente.

In pratica con questo punto si dava mandato agli uffici di procedere con una ricognizione delle proprietà immobiliari del comune senza indicare quali non erano disponibili per l’alienazione; l’assessore competente (ovvero il sindaco per mancanza di un’assessore al bilancio) esce dall’aula al momento di illustrare il punto lasciandone l’incombenza ad un’imbarazzato Domenico Pietricola non essendoci volontari in giunta.

L’opposizione fiuta puzza di bruciato e propone di emendare il testo in accordo con il consigliere Paolo Cerilli e Edis Mazzucco, Nardi và su tutte le furie e comincia ad inveire contro Bernardi preparandosi allo show sbirciando il televisore sintonizzato su Terracina Tv nella stanza a fianco.

Senza aver assistito all’illustrazione e al dibattito in aula sul punto Nardi rientra e prepara la replica, apre così:

“Mentve aspettavo di potev veplicare ho visto su Tele Lazio o come si chiama, un dibattito politico di spessove tva Gevmano Bevsani e un cevto la gazzosa, ditemi voi se si può andave avanti così..”

Salta completamente l’argomento in questione e attacca Bernardi di essere una persona di bassissimo spessore perchè all’epoca in cui era assessore faceva clientele con le case del comune raccattando qualche voto in cambio della locazione; annunciava poi , nel mese di Febbraio, che avrebbe tenuto un congresso a livello nazionale sulla “Folgorazione Celebrale”, quel disturbo cioè che impedisce alla bocca di collegarsi al cervello per una disfunzione del collegamento interno di cui, a suo dire, è esempio lampante l’opposizione.

Vista la proposta del PD di utilizzare il mercato Arene a scopo sociale, li accusa altresì gli oppositori di voler andare in campagna elettorale a promettere locali all’ associazione della briscola o aglisfigati della domenica, ma li avverte che si salvano perchè lui non si può ricandidare, altrimenti avrebbe rivinto a mani basse e la differenza l’avrebbero fatta i camion di ghiaccio ( per alleviare agli sconfitti il dolore).

I conglieri Pd si ribellano all’ennesima dimostrazione di inciviltà del sindaco davanti ad un Presidente inerme e ai consiglieri di maggioranza senza un briciolo di coraggio per riconoscere che il sindaco stava, ancora una volta, tenendo un comportamento a dir poco irrispettoso dell’istituzione che dovrebbe rappresentare.

Si vota il punto che viene approvato bocciando l’emendamento proposto dall’opposizione.

La maggioranza subisce un ulteriore scacco poco dopo, quando c’è da discutere su un progetto del piano energetico. I consiglieri Masullo e Cicerano, fedeli dell’assessore Ferrari, lasciano l’aula e la maggioranza in mutande, si vocifera per un contrasto tra Franco Ferrari e Loreto Maragoni.

A quel punto Bernardi chiede la verifica del numero legale, mentre l’opposizione,tutta, abbandona l’aula.
E la maggioranza si ferma a quota 13: la seduta è tolta.

E’ allora che l’Assessore all’Urbanistica, Nino Masci, non a caso a tiro di telecamera, diventa una furia. Se la prende con Bernardi, quando è la maggioranza a dover garantire il numero legale. Tra gli insulti e le accuse reciproche, i due arrivano quasi alle mani e calano il sipario sull’ennesima serata buia delle istituzioni Terracinesi…

Terracina Rialzati

Questo post è stato tratto dal sito Web di TerracinaRialzati (il Webmaster del TerracinaBlog)


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Tomba aperta e feretro in bilico a causa di un’esplosione. Lo strano, e per
alcuni versi insolito, episodio ha visto come protagonista il cimitero di borgo
Hermada. Ieri mattina i familiari di una defunta, deceduta da 9 anni, durante la
consueta visita alla tomba sono rimasti increduli quando hanno visto che il
loculo era aperto, la lapide esplosa e la bara in legno che rischiava di cadere
da un momento all’altro. In un primo momento, non sapendo spiegare quanto
accaduto, hanno ipotizzato che ignoti avessero tentato di trafugarla, hanno
chiamato il custode che a sua volta ha allertato i carabinieri. Dagli
accertamenti effettuati, a quanto pare, non si sarebbe trattato né di tentato
furto né di profanazione, ma di una esplosione causata dal gas sprigionato
dall’interno del feretro che avrebbe provocato la pressione elettrostatica della
lapide. Fortunatamente l’esplosione è avvenuta durante la notte altrimenti
avrebbe potuto rappresentare un pericolo per i parenti.
(da il corriere pontino)


La politica del… risparmio. Il Comune cerca di risanare i debiti con i suoi
numerosi creditori, adottando la tecnica del pagamento immediato, ma a prezzo
“stracciato”. Anche con la ditta incaricata della costruzione delle cappelle
gentilizie, l’amministrazione Nardi ha utilizzato la stessa tattica. Le aziende,
pur di avere le proprie spettanze, accettano accordi sottocosto. Sono circa 50
le sottoscrizioni. Se si chiude il capitolo della Solidarietà e Lavoro (ditta
che si occupa della gestione delle mense scolastiche e che ha stretto un accordo
con il Comune per risanare il debito di 490.000 euro), se ne apre un altro.
Questa volta a battere cassa è la ditta Copa di Casal del Principe, che si
occupa della edificazione delle cappelle gentilizie del cimitero di borgo
Hermada. I lavori verranno ultimati nel settembre prossimo, ma allo stato
attuale, l’azienda vanta un credito di 60.000 euro, relativamente al 4° saldo
che risale ai primi di ottobre 2010. Un’altra grana per gli uffici finanziari
costretti a fronteggiare l’assedio dei debitori. Il Comune, per uscire fuori da
un tale tunnel, cerca degli stratagemmi. La ricetta della dirigente del
dipartimento finanziario, la dott.ssa Nasti, per risanare le finanze senza il
rischio di un affondamento è molto semplice: si cerca l’accordo transattivo. In
soldoni, le ditte rinunciano a proseguire o ad avviare un’iniziativa giudiziaria
in cambio dei soldi che gli spettano. Dove sono i vantaggi? La ditta non deve
aspettare i tempi burocratici di un decreto ingiuntivo e il Comune risparmia
sulle spese legali. L’amministrazione cerca di ottenere anche un dilazionamento
nei pagamenti e una decurtazione della sorte. I risultati della campagna del
risparmio sul debito hanno già prodotto i loro frutti. Gli accordi finora
sottoscritti hanno permesso di realizzare un risparmio di un milione di euro.
(da il corriere pontino)


Anche a Terracina dilaga la triste mania dei video-poker e macchinette simili,
non solo tra chi vuole tentare la fortuna ma anche tra gli stessi ladri.
Ne è
prova il furto messo a segno alcune notti fa ai danni del bar-pasticceria «Punto
Dolce» di via Mortacino. I soliti ignoti hanno portato via un bottino parecchio
succulento che si aggirerebbe intorno agli 8 mila euro circa. Del caso se ne
stanno occupando i carabinieri della locale compagnia. Ad accorgersi del
maltolto sono stati l’indomani mattina i proprietari dell’attività commerciale.
I ladri avrebbero forzato saracinesca e porta d’ingresso riuscendo a
intrufolarsi nel locale e a scassinare le macchinette. Ovviamente i malviventi
devono aver agito notettempo senza insospettire nessun residente con qualche
rumore maldestro. Una volta dentro, avrebbero quindi provveduto a svuotare
almeno quattro macchinette più il macchinario che A serve per cambiare le monete
destinate subito dopo alle slot machine. In questo modo i soliti ignoti
sarebbero riusciti ad arraffare il ricco bottino, dileguandosi immediatamente
senza colpo ferire. Poi la mattina successiva la brutta sorpresa. Subito è
partito l’allarme al 112 e i carabinieri hanno eseguito i rilievi del caso per
far scattare le indagini.
Ri.Re.



Potrebbero arrivare presto i lavori di adeguamento del mercato «Marina». Lo
scorso 28 dicembre la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per
gli interventi di adeguamento igienico sanitario e alle norme di sicurezza dello
storico mercato. Lavori che prevedono l’impegno di quasi 240 mila euro, che
l’amministrazione comunale utilizzerà dai residui dei mutui ottenuti dalla Cassa
depositi e prestiti. Nei giorni scorsi con una determina gli uffici comunali
hanno nominato l’ingegner Armando Percoco responsabile unico del procedimento.
Un passaggio fondamentale per l’espletamento delle attività tecnico-
amministrative necessarie ad eseguire l’opera pubblica.
D. R.


Principio d’incendio la scorsa notte all’esterno del «Bar Quadrifoglio», in
viale della Vittoria a terracina.
L’allarme ai vigili del fuoco è arrivato
intorno alle 2, ma una volta sul posto non hanno trovato fiamme ma soltanto
molto fumo. Il tutto è partito dall’impianto anti-furto che tiene lontani gli
aspiranti maleintenzionati proprio con questo sistema, ovvero «affumicandoli»
per disorientarli e magari farli desistere dai loro intenti criminosi. Ma
l’altra notte l’impianto non deve aver funzionato al meglio visto che, secondo i
primi accertamenti degli inquirenti (sul posto polizia e carabinieri), a far
scattare l’allarme incendio sarebbe stato un guasto proprio al sistema anti-
furto. Tuttavia non si esclude che possa essersi anche trattato di un tentativo
da parte di qualcuno di manomettere l’antifurto per poi penetrare nel locale e
fare man bassa di qualcosa d’interessante, tipo le macchinette e video-poker
che, a quanto pare, vanno tanto di moda tra giocatori incalliti e ladri.
Ri.Re.


Minacciata con un taglierino puntato alla gola la titolare del bar “Gran
Service” in via Badino: bottino da diverse migliaia di euro.
A distanza di poco
meno di una settimana un dal colpo a “Punto Dolce”, un altro esercizio
commerciale è stato rapinato. Da una prima ricostruzione dell’accaduto tre
giovani, a volto scoperto, intorno alle 14 di ieri sono entrati nel bar
tabacchi, dove in quel momento vi era solo la proprietaria, una donna di 49 anni
originaria di Roma. I tre hanno iniziato a guardarsi intorno, facendo finta di
essere interessati alla merce esposta nel locale, attendendo invece il momento
giusto per agire. Momento arrivato quando la proprietaria gli ha chiesto:
«Desiderate?», uno dei giovani, con accento straniero, probabilmente rumeno, le
ha puntato un taglierino alla gola minacciandola di aprire la cassa e di
consegnargli tutti i soldi contenuti. Non contenti, i tre si sono impossessati
anche delle diverse carte telefoniche esposte nel negozio. Dopo di che sono
fuggiti, probabilmente a bordo di un’auto che però la donna non è riuscita a
vedere in tempo perchè in preda allo spavento; appena è riuscita a riprendersi
ha chiamato la polizia, giunta sul posto in pochi minuti. Sul luogo anche gli
operatori della scientifica che hanno effettuato i rilievi per accertare
eventuali impronte lasciate dai tre malviventi. Ancora molto scossa la donna,
che insieme alla sua famiglia gestisce il locale, quando ieri nel tardo
pomeriggio si è recata in commissariato per sporgere denuncia e per fornire
l’identikit dei tre banditi. Le Immagini delle telecamere al vaglio dei
militari. Ancora da quantificare il bottino prelevato che ammonterebbe a diverse migliaia di euro.
( da il corriere pontino)


Il Tar dà ragione all’Azienda Speciale. L’altro ieri, la sezione staccata di
Latina ha respinto il ricorso di una donna per «l’annullamento, previa
sospensione dell’efficacia, del provvedimento di esclusione dalla “Selezione
Pubblica per la Ricerca di Personale Qualificato per Assunzione del Direttore
dell’Azienda” del 29 ottobre 2010 e della delibera n.115 del 2 settembre 2009».
In sostanza, la donna chiedeva che la multiservizi procedesse alle assunzioni
tramite concorso e che, nel frattempo, fosse sospesa la sua esclusione dalla
selezione. Ma, secondo i giudici, «il ricorso non risulta assistito dal
prescritto ‘fumus boni juris’, in quanto anche nella procedura contestata deve
riconoscersi esistente il connotato tipico di ogni procedura concorsuale, vale a
dire il carattere della selezione e la possibile fissazione del requisito di
partecipazione a sostegno dell’impugnata esclusione». Il Tar ha così respinto la
domanda cautelare, confermando l’esclusione della donna dalla selezione. Si
attende ora il giudizio di merito.
Andrea Di Lello


Rischiava due anni di carcere per una vicenda di grattini per il parcheggio e di
un’appropriazione di qualcosa come 12 euro.
Ma i giudici del tribunale di Latina
l’hanno assolta perchè i fatti non sussistono. Lei è R.R., una donna di
Terracina che nell’estate del 2004 lavorò come ausiliaria del traffico.
Controllava eventuali parcheggiatori «portoghesi » nel piazzale Lido e nella
zona cosiddetta del «deserto », in via Lungolinea Pio VI. In qualità di
ausiliare del traffico poteva vendere i ticket a quegli utenti che ne fossero
stati sprovvisti. Ma forse nell’intera gestione del servizio qualcosa non andò
ottimamente visto che svariate persone si presentarono furibonde al comando
della polizia R municipale dichiarando di essere state multate per parcheggio
abusivo nonostante avessero acquistato regolarmente il grattino. Seguì
un’indagine interna e R.R. fu denunciata in Procura per peculato e falso
materiale, oltre che per falsità ideologica. Secondo l’accusa si sarebbe
appropriata dell’incasso dei grattini, una somma di 12 euro. Ieri il II Collegio
penale del tribunale di Latina, presieduto dal giudice Aielli, l’ha assolta
perchè i fatti non sussistono accogliendo in pieno la tesi difensiva
dell’avvocato Massimiliano Fornari (con lui anche Tiziano Ottavi). Il pm
Raffaella Falcione aveva chiesto la condanna a due anni con le attenuanti generiche.
Ri.Re.



SU una ci sta crescendo l’erba e di questo passo metterà anche le radici;
l’altra invece è tornata alla base e lì forse ci resterà per sempre.
È
miseramente naufragato il progetto delle imbarcazioni « Mariangela
» e «Agatino I». I due pescherecci, provenienti dalla Sicilia, approdarono nei
primi mesi del 2007 per essere utilizzati nell’ambito di un progetto di turismo
solidale finalizzato alla conoscenza e alla scoperta dell’ecosistema marino
attraverso il reinserimento lavorativo di persone disagiate. Tutto
bello, anzi bellissimo. Peccato che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Le imbarcazioni vennero affidate a due cooperative sociali, la «Mariangela» alla
coop «Arco Verde» e la «Agatino I» alla coop «Ali della Fenice». Iniziò
timidamente una raccolta fondi, ma il progetto non è andato in porto. Anzi, a
dirla tutta, pare sia proprio affondato. Per mettere a norma e adattare le
imbarcazioni servono tanti, troppi soldi. Altri ancora ne servirebbero per
avviare e sorreggere l’iniziativa, almeno nei primi tempi. In poche parole, non
se ne è fatto nulla. E si vede. La «Mariangela» da quel dì è attraccata al
porto, di fronte l’edificio dell’ex Sep, e con tutta probabilità ci resterà
ancora per molto. Almeno fino a quando non si deciderà di demolirla. L’altra
imbarcazione, la «Agatino I», è invece tornata alla base. In Sicilia. Ha
lasciato il porto di Terracina nel novembre del 2009 alla volta di quello di
Licata. Ufficialmente per essere sottoposta ad alcuni lavori, ma stando a quello
che riferiscono dalla cooperativa «Ali della Fenice» nessuno ancora ci ha messo
mano perché non ci sono soldi. Al porto di Terracina qualcuno maligna sostenendo
che la barca, dopo aver usufruito dei fondi della Comunità europea per il
disarmo dei pescherecci, sia tornata in mare con una licenza di pesca. Sarebbe
uscita dalla porta per rientrare dalla finestra. Circostanza che non può essere
verificata e che non risulta agli atti. Tale eventualità, come ci spiegano alla
Capitaneria di Porto di Terracina, pur non essendo impossibile, è molto, ma
molto difficile. Perché ogni singolo pezzo, dal motore allo scafo, di
un’imbarcazione avviata al disarmo viene certificato. C’è dunque una
tracciabilità difficilmente taroccabile. Certo, il fatto che l’imbarcazione
abbia affrontato il viaggio di ritorno in Sicilia dimostra che stava in buone
condizioni. Ed è un peccato che se ne sia andato così,
per sparire nel nulla.
Pierfederico Pernarella


Finiti a fucilate dentro il recinto: morti nel silenzio venatorio e dentro il
Parco Nazionale  29 gennaio 2011

GEAPRESS – Almeno in  questo caso chi in genere si fa subito  portavoce dei
diritti degli sparacchiatori contro la fauna che arrecherebbe danni
all’agricoltura e pericolo alla circolazione stradale, può starsi zitto. Ed
infatti, fino ad ora, nessun commento si registra dal mondo venatorio contro il
grave atto di bracconaggio avvenuto all’interno del Parco Nazionale del Circeo,
nel Lazio.
I due Daini, ritrovati uccisi da colpi di fucile a circa 500 metri l’uno
dall’altro, sono stati sparati da un veicolo, di notte e pure dentro un’area
recintata del Parco Nazionale. Impossibile, pertanto, ogni danno a coltivi ed
incidenti stradali. Anzi, a proposito di automobili e di notte, il Corpo
Forestale ricorda come poche settimane addietro, si sia verificato analogo
episodio. Una automobile, infatti, era stata già segnalata da un mesetto  per la
caccia di notte ai cinghiali, proprio nel Parco Nazionale.
La sorpresa stava proprio dentro un’automobile fermata poi dalla Forestale di
notte e nel parco. Con il fucile illegalmente modificato, i fari ed il telone
nel bagagliaio che sembrava fatto apposta per le carcasse del cinghiale, veniva
fermato il Sig. D’Amico, noto critico della costituzione del Parco dei Monti
Ausoni nonché Assessore ai Parchi, agricoltura, caccia e pesca del Comune di
Terracina (LT) (vedi articolo GeaPress). Volete sapere cosa fa ora il Sig.
D’Amico a distanza di due mesi dal fattaccio? L’Assessore Parchi Caccia e
Ambiente al Comune di Terracina. Anche in questo caso, nessuna dichiarazione dal
mondo venatorio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

2 Commenti a “Finiti a fucilate dentro il recinto: morti nel silenzio venatorio
e dentro il Parco Nazionale”

1. rossella di napoli scrive:
29 gennaio 2011 alle 12:12
Questo è un altro fatto intollerabile…

2. rossella di napoli scrive:
29 gennaio 2011 alle 12:28
Scriviamo al comune di terracina,è vergognoso… Qui si sono proprio ‘’sputtanati”,
scusate il termine..

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terracina-tre-vedute-1962_bis

Un tavolo tecnico per il trasferimento del mercato settimanale in via Prebende.
Se «la superficialità, gli sprechi, l’inadeguatezza e gli errori procedurali»
dell’Amministrazione comunale hanno allontanato l’obiettivo, Gianfranco
Sciscione ricorda che il trasloco del ‘Giovedì’ non è questione commerciale, ma
anche turistica. «Infatti -scrive in una nota l’ex consigliere regionale- il
trasferimento è propedeutico alla realizzazione del senso unico sul Lungomare
Circe e la realizzazione di una pista ciclabile lato mare. Già questo piccolo ma
importante cambiamento darebbe una veste nuova e più adeguata a quello che è un
vero e proprio biglietto da visita di una città turistica». In questa vicenda,
per Sciscione, è fondamentale il coinvolgimento «di tutti i soggetti
interessati, ad iniziare dai commercianti». Di qui, la proposta di «un tavolo
tecnico per affrontare e risolvere le complesse procedure », tanto più che «la
particolarità e specificità dell’area richiede il completo assolvimento di tutti
i pareri, dando rigorosa attuazione alle prescrizioni atte a salvaguardare il
patrimonio archeologico esistente». L’ex consigliere regionale si riferisce alla
lettera con cui la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio si è detta
contraria ad ogni mutamento di destinazione d’uso delle Prebende che riduca le
garanzie di tutela della zona. Intanto, La Fiva Confcommercio ha reso noto
di avere inviato un nuovo esposto al Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e alla Regione per chiedere l’accertamento dell’avvenuta esecuzione
degli interventi ai quali la Soprintendenza ha vincolato l’autorizzazione ad
insediare il ‘Giovedì’ nel sito individuato. La Fiva, tuttavia, considera
insufficienti i lavori prescritti, ritenendo necessari opere per assicurare
servizi igienico- sanitari e consolidare il terreno, destinato a sopportare uno
straordinario flusso di veicoli e merci.
Andrea Di Lello

47000 [21]
Si riaccende la speranza per il Tribunale di Latina, sezione distaccata di
Terracina.
Ieri la conferenza dei sindaci del comprensorio giudiziario ha avuto
un esito positivo. Tra 15 giorni i primi cittadini sottoscriveranno un
protocollo d’intesa. Nel frattempo effettueranno una ricognizione del personale
che ciascun Comune può mettere a disposizione per sopperire alle carenze
organiche del Tribunale locale. Un’unanimità di intenti ha contraddistinto la
riunione dei sindaci svoltasi ieri presso il palazzo comunale di Terracina per
trovare una soluzione per il Tribunale locale ed evitarne la chiusura.
All’incontro erano presenti i sindaci dei Comuni di Terracina, Fondi, Lenola,
Campodimele, Sperlonga e Monte San Biagio (mancava all’appello solo il primo
cittadino di San Felice) e Sergio Rossi, presidente dell’Associazione Forense di
Terracina. è stata stilata una prima bozza di protocollo d’intesa in cui vengono
definite le modalità di reclutamento del personale di cancelleria (servono dalle
4 alle 6 persone). Tra 15 giorni il protocollo avrà una sua versione ufficiale e
verrà sottoscritto da tutti i sindaci. Nel frattempo ogni primo cittadino si è
preso l’impegno di verificare le risorse umane di cui dispone e adottare delle
delibere per prevedere un potenziale distaccamento di alcune unità presso la
sede terracinese. Nel giro di pochi giorni quindi si potrebbero avere delle
importanti novità per un tribunale ormai in fase di collasso. La sensibilità
dimostrata nei confronti dei problemi della giustizia comprensoriale del
palazzo, ha portato anche all’istituzione di un tavolo di lavoro permanente in
modo tale da ricercare periodicamente ed
unitariamente altre soluzioni.
(tratto da corrierepontino)

47000 [20]

Il Comune e la ditta “Solidarietà e Lavoro” trovano un accordo in merito al
risanamento del debito dell’amministrazione nei confronti dell’azienda
incaricata del servizio mensa nelle scuole della città.
Intanto i dipendenti
hanno sospeso lo sciopero fino a lunedì. Affare fatto. Un accordo transattivo ha
stabilito la tregua tra la ditta Solidarietà e Lavoro e il Comune. Ieri mattina
si sono incontrati la dottoressa Nasti, dirigente del dipartimento finanziario,
l’assessore Zicchieri, i titolari della cooperativa di servizi e il sindacalista
della Cisl Fisascat Davide Favero, per ascoltare quanto il Comune aveva da
proporre. In sostanza l’amministrazione si è verbalmente impegnata al pagamento,
a marzo, di un acconto di 50.000 euro, a fronte dei 490.000 euro di debito. La
restante parte verrà versata alla ditta in 18 rate ognuna da 40.000 euro. Solo a
settembre, oltre al pagamento della rata, il Comune inizierà anche a versare
alla ditta il mese corrente così da mettersi in pari. La proposta è stata
comunque accolta dalla ditta che potrà così tirare un piccolo sospiro di
sollievo. Oggi stesso è prevista la formalizzazione. Ma fino a febbraio i
problemi rimangono. Intanto l’azienda procederà lunedì con il pagamento dello
stipendio di dicembre e della restante parte (circa il 10%) della tredicesima.
Per il futuro ha pensato di richiedere la collaborazione di un partner bancario
in modo tale da avere la liquidità necessaria per il saldo delle spettanze
mensili. «In questo contesto -dichiara il sindacalista della Cisl Fisascat
Favero- abbiamo ritenuto opportuna una sospensione dello sciopero fino a lunedì,
giorno in cui la ditta dovrebbe effettuare il mandato. Nel frattempo abbiamo
anche maturato la mensilità di gennaio. Se la ditta pagherà, aspetteremo fino al
15 di febbraio per dare tempo alla Solidarietà e Lavoro di trovare una banca che
finanzi l’investimento. Nel caso ciò non debba malauguratamente avvenire, ci
ritroveremo a vivere nuovamente la situazione attuale».
(tratto da Corrierepontino)

47000 [19]

Per la cultura teatrale a terracina non c’è spazio, nel senso più letterale e
fisico del termine.
E così anche quest’anno la città è rimasta eslcusa dal
circuito teatrale del Lazio firmato Atcl, l’Associazione Teatrale tra i Comuni
del Lazio che fa capo all’assessorato regionale alla Cultura, Spettacoli e
Sport. E’ stato presentato il cartellone che vede protagonisti ben 20 Comuni del
Lazio, tra i quali 4 sono della provincia pontina. Aprilia, Latina, Priverno e
Sezze ci sono, esattamente come gli anni passati. Ed esattamente come gli anni
passati terracina è tagliata fuori perchè, da un certo momento in poi, è come se
qualcuno, o più di qualcuno, avesse deciso che la città e i cittadini potessero
fare benissimo a meno di un appuntamento fisso con il teatro. Nel circuito
terracina c’è stata dal 2000 al 2002 grazie a una convenzione stipulata con il
cinema teatro «Traiano» che si prestava benissimo per quel tipo di eventi.
Difatti in quella sala con più di mille posti sono andati in scena diversi
circuiti teatrali, anche con la collaborazione dell’amministrazione cittadina e
dell’assessorato alla Cultura. Una delega che, oggi come oggi, il primo
cittadino tiene ben stretta a sé dopo le dimissioni di Sandro Marigliani. E’
stata comunque precedente la fine della convenzione con il «Traiano» che non è
stata più rinnovata per questioni finanziarie, circa 60 mila euro annui
destinati alla cultura. Ma evidentemente c’è qualcuno che pensa che da queste
parti la cultura interessi a troppa poca gente per occuparsene in modo serio.
Tanto chi ne avesse voglia può sempre andare a Latina, Aprilia, a Sezze o a
Priverno per vedere artisti come Sergio Rubini, Ennio Fantastichini e Isabella
Ferrari, il trio Laganà-Pannofino-Reggiani, Luca De Filippo e altri ancora.
Perchè a terracina le cose veramente importanti per la crescita sociale sono
altre. Perlomeno è quello che vogliono far credere, e forse sono gli stessi che
per il Giorno della Memoria, celebrato ieri in tutta Italia, non hanno
organizzato alcun evento commemorativo ufficiale.
Rita Recchia

47000 [18]
La sede distaccata dell’iPs Filosi ancora senza riscaldamento.
È protesta da
parte degli alunni dell’indirizzo dei servizi sociali, costretti a convivere con
i disagi di un freddo pungente. si battono i denti nel plesso di via roma 116,
per un problema mai risolto: i riscaldamenti. la Provincia di latina ha
provveduto da poco a far realizzare l’impianto, ma manca ancora la caldaia per
la sua attivazione. gli studenti non se la sono sentita di rimanere nelle classi
con i giubbotti addosso. Hanno manifestato, quindi, tutta la loro contrarietà ad
un tale stato di cose. Alla fine hanno ottenuto di essere ospitati nel plesso
centrale, dove sono stati sistemati alla meglio. ne ha risentito, però, il
normale andamento delle lezioni.
(tratto da Corrierepontino)

47000 [17]

Potrebbe essere stato immortalato dalle telecamere del sistema di video-
sorveglianza l’autore dell’incendio che martedì sera ha distrutto la Fiat Punto
di un tecnico che lavora negli studi televisivi di LazioTv di via delle
Industrie, a Terracina.
I carabinieri stanno esaminando attentamente le immagini
registrate nei minuti in cui è divampato il rogo per trovare elementi utili a
portare a termine le indagini sul nuovo episodio incendiario accaduto in città.
E’ molto P probabile che la video-sorveglianza abbia «pizzicato» qualcosa o
qualcuno così da mettere subito gli inquirenti sulla pista di un fuoco doloso e
non divampato per cause accidentali. Quanto alle ragioni che si celerebbero
dietro l’episodio, non si esclude che si volesse colpire proprio il programma
che stava andando in onda in quel momento, l’approfondimento politico del
martedì sera. Magari la ritorsione di qualcuno particolarmente infastidito. Se
così fosse, la situazione generale esistente in città apparirebbe ancora più
inquietante. Proprio su questa evenienza è intervenuto il comitato antimafia
«Antonino Caponnetto» con il segretario Elvio Di Cesare secondo il quale il rogo
va letto come «un atto intimidatorio nei confronti del mondo dell’informazione
». «La criminalità organizzata in provincia di Latina colpisce tutti coloro che
operano a tutela della democrazia, della legalità e della
libertà d’informazione».
Rita Recchia

47000 [16]


Resta ancora ricoverato presso l’ospedale “Goretti” di Latina l’assessore
all’ambiente Loreto Maragoni, coinvolto mercoledì mattina in un terribile
incidente stradale sull’Appia.
L’assessore ha riportato, oltre ad un forte
trauma cranico, anche la frattura di alcune vertebre, inoltre dopo l’impatto
aveva anche delle piccole perdite di memoria. Ieri mattina accusava ancora
dolori in diverse parti del corpo oltre ad essere sotto choc e provato per
quanto avvenuto. I medici, che gli hanno applicato un collare, hanno deciso di
tenerlo sotto osservazione per qualche altro giorno. Al vaglio della polizia
stradale di Latina, intervenuta sul posto per i rilievi, l’esatta dinamica
dell’incidente. Da una prima ricostruzione del sinistro l’assessore Loreto
Maragoni, a bordo della sua Ford Fiesta, stava procedendo verso nord quando, nei
pressi dello svicolo per la Frosinone Mare, è stato violentemente tamponato da
un camion Iveco. L’auto è stata scaraventata dall’altra parte della carreggiata
contro il guard rail. Per liberare l’assessore dall’auto, ridotta a un ammasso
di lamiere, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Terracina.
Maragoni è stato trasportato prima all’ospedale “Fiorini”, dopo i dovuti esami,
i medici hanno deciso di trasferirlo per ulteriori accertamenti all’ospedale
“Goretti”. Molte le telefonate e i messaggi che nelle ultime ore il consigliere
ha ricevuto dai colleghi e dal mondo politico in generale, preoccupato per le
sue condizioni di salute che, ha rassicurato, stanno migliorando.
( tratto da corriere pontino)

47000 [15]

Un poliziotto diventato «Turista per sempre». È giallo in città sulla vincita da
parte di un agente di polizia in servizio a Terracina del famoso gratta e vinci.
È mistero sulla tabaccheria fortunata, ma è certo che il poliziotto non sta
facendo mistero della sua vincita. Con il «Turista per sempre» l’uomo ha vinto
200 mila euro subito, sei mila euro al mese per 20 anni e una «liquidazione »
finale di 100 mila euro. Forse l’acquisto del biglietto vincente non è
stato fatto in città.
D. R

47000 [1]
Chiudono la barista nel ripostiglio e tentano di rubare l’incasso, ma spaventati
dall’arrivo di qualcuno si danno alla fuga. è accaduto all’interno del bar
“Regina Caffè” in via delle Arene, mercoledì sera
, pochi secondi prima della
chiusura, quando un giovane, sembrerebbe straniero, è entrato chiedendo da bere.
Dopo alcuni minuti lo hanno raggiunto altri due amici che hanno ordinato una
birra. La donna, intimorita dall’atteggiamento sospetto dei tre, ha iniziato le
pulizie per la chiusura. Andata a prendere gli utensili per rassettare il
locale, i tre l’avrebbero chiusa all’interno del ripostiglio con l’intenzione,
probabilmente, di rubare. Spaventata la barista ha iniziato ad urlare mettendo
in fuga i tre. La donna è stata poi soccorsa da alcuni vicini. Sul posto per
le indagini i carabinieri.
ma. bo. (tratto da corriere pontino)

carletta [7]

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terracina-barche-al-porto-1966_bis

Quasi un anticipo del carnevale la trovata che due intraprendenti giovani hanno
messo in atto ieri, all’ora di pranzo, per fare un colpo all’agenzia Unicredit
di via Badino.
T
entativo fallito. Erano all’incirca le 13,00. In quel momento,
all’interno dell’istituto di credito c’erano 4 impiegati e 3 clienti. Sono
entrati in due, tra i 20 ed i 30 anni. Occhiali, parrucche e trucco:
perfettamente travisati. Uno dei due malviventi ha mostrato una pistola. Poi
l’ha riposta in tasca e ha mantenuto sotto tiro i presenti, minacciandoli con un
taglierino. La solita intimazione («Questa è una rapina»), pare detta con un
accento campano. Tutti sono stati costretti ad entrare nel bagno. A quanto è
dato sapere, un impiegato avrebbe fatto in tempo a azionare l’allarme. Quando i
malviventi se ne sono accorti, sono scappati di fretta e furia, lasciando la
loro impresa a metà. Sul posto è accorsa la Polizia. Per le indagini saranno
utili anche le immagini delle telecamere. Siamo al secondo tentativo in pochi
giorni. Lunedì mattina i dipendenti della Banca Popolare del Lazio di viale
della Vittoria avevano riscontrato un’effrazione sulla porta d’ingresso.
Qualcuno, nottetempo, aveva cercato di sfondare la porta.
Er.Ber.

47000 [3]

Via libera della giunta regionale al piano di intervento straordinario per il
ripristino delle condizioni di sicurezza del porto di terracina.
Il
provvedimento, che segue la conferenza dei servizi dello scorso giugno, stanzia
due milioni di euro per lavori che si articoleranno in tre fasi: dragaggio
ingresso ed avamporto per un quantitativo di circa 250.000 metri cubi;
ripascimento, con le sabbie provenienti dal dragaggio della spiaggia di ponente
(Lungomare Circe) per circa 2.000 metri; spianamento e livellamento dei cumuli
sabbiosi depositati sull’arenile in questione. Tempo previsto, sei mesi; ma già
nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando di gara per la realizzazione delle
opere. Da quasi tre anni, da quando cioè venne sospeso l’ultimo intervento, si
atttendeva un’iniziativa che sottraesse il molo cittadino allo stato di degrado
in cui si trova. Il rilevante insabbiamento dell’imboccatura del porto, infatti,
ha reso la navigazione, sia in entrata che in uscita, pericolosa al punto che è
stato necessario limitare il traffico marittimo. Evidenti sono state le
ripercussioni negative sulle attività di pesca, sul servizio di collegamento tra
il porto e le isole ponziane. A farne le spese sono stati i turisti e
soprattutto i pescatori, i commercianti e i piccoli imprenditori che sulla
litoranea hanno piccole e medie attività: stabilimenti balneari, hotel e
residence. «Il piano è un’ottima notizia – commenta il consigliere regionale
Galetto -; l’impossibilità per i pescatori terracinesi di operare in sicurezza
era diventato un vero e proprio problema sociale ed economico per la città di
terracina. Attraverso un’azione sinergica con il Presidente, l’Assessore Mattei
e l’Ardis (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo ) siamo arrivati ad un
punto di svolta per lo svolgimento dei lavori». «Questo progetto -termina
Galetto- si inserisce in un quadro più ampio volto alla realizzazione e
ottimizzazione dell’utilizzo della fascia costiera del territorio: favorire lo
sviluppo delle attività economiche locali, connesse direttamente al turismo come
quelle non prettamente stagionali che per vie indirette ne troveranno
giovamento, significa sostenere una risorsa di primaria importanza per la
popolazione del comune interessato».
Andrea Di Lello

47000 [2]

Un altro attentato incendiario scuote Terracina. Ad andare a fuoco questa volta
è stata la Fiat Uno di un tecnico di Lazio Tv, l’emittente che fa capo all’ex
consigliere regionale Gianfranco Sciscione. È successo poco dopo le 22,30 in via
delle Industrie, nel cortile interno, vicino alla porta d’ingresso della
televisione. Ad accorgersi delle fiamme è stato un vigilantes del deposito
Cotral situato accanto agli studi televisivi. In quel momento stavano
trasmettendo in diretta un talk show condotto da Germano Bersani con una ventina
di ospiti e dedicato ai problemi della città. «Sono basito – ha commentato
Sciscione – Non ho mai ricevuto minacce di nessun tipo. L’auto si trovava
parcheggiata tra due mezzi della televisione, se avessero voluto colpire
l’emittente e quindi la mia persona, li avrebbero incendiati. Quello che posso
pensare, e sottolineo è solo il mio pensiero, è che lo stesso tipo di auto
l’aveva fino a due mesi fa anche Bersani che con le sue trasmissioni
evidentemente dà fastidio a qualcuno. Hanno sbagliato auto. Altro davvero non
saprei ipotizzare. Il proprietario della Uno è un bravissimo ragazzo che lavora
con me da tanti anni, al di sopra di ogni sospetto». Che fosse diretto alla sua
sfera politica? «Lo escludo, se così fosse allora dovremmo preoccuparci tutti».
Sono intervenuti i vigili del fuoco insieme ai carabinieri del Norm diretti dal
tenente Mario Giacona che hanno raccolto tutte le informazioni utili comprese le
registrazioni delle telecamere del circuito esterno dell’emittente. Un attentato
davvero inusuale considerata l’ora, normalmente avvengono in piena notte, e
soprattutto il luogo: l’auto si trovava a pochi metri dall’ingresso e dentro
c’erano una trentina di persone tra ospiti e personale. Chiunque sarebbe potuto
uscire o entrare in ogni momento. «Dieci minuti prima dell’incendio un nostro
operatore era uscito per fumare – dice l’imprenditore – Davvero un rischio per
l’attentatore». Ieri è arrivato anche l’attestato di solidarietà del segretario
di Sinistra Ecologia e Libertà Vittorio Marzullo: «L’attentato è avvenuto in
concomitanza con uno dei momenti più alti di partecipazione dei cittadini alla
discussione sulla gestione dell’attività amministrativa. Va inquadrato nel
tentativo di intimidire un’emittente che, anche se non ne condividiamo la linea
politica, è comunque una voce libera e tale deve rimanere». Di nuovo un’auto
incendiata anche a Sabaudia. Completamente distrutta dalle fiamme la Mini One di
proprietà di S.M., 24 anni del posto. L’incendio è avvenuto ieri notte attorno
alle 3 in corso Emanuele Filiberto, in centro. Sono accorsi i carabinieri di
Sabaudia e i vigili del fuoco di Terracina che hanno spento il rogo alimentato
da alcuni cartoni che si trovavano su un carrello nei pressi di un cassonetto.
L’auto che è stata completamente distrutta.
di FABIO COCCIA

47000 [13]

Incidente stradale per Loreto Maragoni, assessore all’Ambiente del Comune di
terracina.
L’amministratore locale è rimasto coinvolto in un pauroso
tamponamento sull’Appia tanto che si è reso necessario l’intervento dei vigili
del fuoco per estrarlo dalle lamiere contorte della sua Ford Fiesta. L’incidente
è avvenuto ieri mattina prima delle 10 sull’Appia, all’altezza dell’ingresso per
via Morelle. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli agenti della polstrada
di terracina del comandante Giuliano Trillò, intervenuti per tutti i rilievi
necessari, la Ford Fiesta con a bordo Loreto Maragoni stava percorrendo la
strada in direzione Roma. Alle sue spalle sopraggiungeva un Autacargo Iveco che,
per motivi tuttora al vaglio delle forze dell’ordine, all’improvviso ha urtato
violentemente contro l’utilitaria. La spinta è stata davvero forte tanto che la
Ford Fiesta dell’assessore comunale è finita dall’altra parte della strada,
schiantandosi contro il guard rail. E’ diventata letteralmente un rottame. E’
stato necessario l’immediato intervento dei pompieri che armati di fiamma
ossidrica hanno divelto le lamiere ed estratto Maragoni. Sul posto è stato
soccorso dai sanitari del 118 che hanno assicurato le prime cure e poi lo hanno
trasportato al «Fiorini». Ferito anche il conducente dell’Iveco, un giovane di
19 anni. L’assessore non ha mai perso conoscenza, ma l’urto gli avrebbe causato
momenti di amnesia. Nella tarda mattinata è stato portato al «Goretti» di Latina
per una consulenza e poi ricoverato. Tra i primi a fargli visita il sindaco
Stefano Nardi.
Ri.Re.

47000 [14]

Uno sbancamento assolutamente necessario per lasciare il mare fuori la porta di
casa.
Così la coppia di professionisti romani «pizzicati» dal personale della
capitaneria di porto e della polizia municipale di terracina avrebbero cercato
di allontanare l’ipotesi di una denuncia per lavori abusivi realizzati senza
alcuna autorizzazione. Ma il tentativo non ha sortito alcun effetto, in una zona
del territorio comunale ampiamente sventrato dal mattone irregolare. La location
è una traversa della Pontina, sul lungomare extraurbano di terracina, oramai
tristemente alle prese con un’erosione a più non posso che mangiucchia metri di
spiaggia facendo addirittura crollare i muretti di contenimento delle ville
realizzate, ahimè, proprio a due passi dal mare. Come la bella villa dove ieri
mattina si sono presentati i vigili urbani che, in un’operazione congiunta con
la guardia costiera, hanno bloccato i lavori di sbancamento di circa 150 metri
quadrati di sabbia facendo scattare contemporanemente i sigilli. I proprietari
dell’immobile, una coppia di Roma, avrebbero spiegato quell’intervento con la
necessità di bloccare l’erosione e creare un nuovo muro di contenimento
all’acqua. Ma secondo le verifiche delle forze dell’ordine quei lavori sarebbero
stati in difetto quanto ad autorizzazioni e altri documenti altrettano
necessari. Al sequestro si è accompagnata anche un’informativa di reato a carico
del proprietari dell’immobile per abusivismo.
Ri.Re.

47000 [25]
L’obiettivo è rialzarsi immediatamente.
«La sconfitta di sabato scorso non
intacca l’ottimo cammino fatto finora». Con queste parole il presidente Luca Di
Girolamo ha voluto dare fiducia al gruppo dopo lo stop contro l’M. Roma Volley.
La Polisportiva terracina ha iniziato in maniera altalenante il nuovo anno, dopo
una prima parte di stagione che ha permesso ai delfini di togliersi parecchie
soddisfazioni. La compagine di Delfo Barboni deve stare attenta a non perdere
quella grinta e quella determinazione che l’hanno contraddistinta per gran parte
del girone d’andata, e che le ha permesso, fino alla sosta, di competere per le
prime posizioni della classifica. A dire il vero, già prima di Natale si erano
fatti vedere alcuni segnali di cedimento, soprattutto psicologico. Le sconfitte
contro Triggiano e Casandrino, che hanno chiuso il 2010, avevano già allora
fatto capire che un calo di concentrazione avrebbe avuto effetti negativi.
terracina che nel 2011 ha esordito in casa, contro l’Italgrafica Marcianise;
match che ha regalato una bella vittoria ai ragazzi di Delfo Barboni (3-0). La
Polisportiva ha saputo approfittare della propria superiorità tecnica, e
centrare una vittoria che comunque poteva rischiare di essere, paradossalmente,
addirittura difficile da conquistare. L’eccessiva sicurezza di vincere: il
terracina ha saputo starne bene alla larga, grazie anche al carisma di un
tecnico che ha saputo tenere alta la concentrazione, e conquistare tre utili
punti in chiave classifica. Concentrazione che però non è bastata a conquistare
un altro successo, nel match successivo, contro la M. Roma Volley. Gara che ha
visto i delfini soccombere, in una trasferta rivelatasi ben più difficile del
previsto. terracina che aveva iniziato anche piuttosto bene, bravo a portarsi a
casa il primo match seppur con un distacco non così ingente (22-25). Nei
susseguenti set, però, la compagine pontina non è riuscita a confermarsi, con la
M. Roma che ha saputo riprendersi tra le mani il pallino del gioco e fare suo il
match. Con questa sconfitta, i delfini restano fermi a quota 21, in sesta
posizione, a pari punteggio con la Gaia Energy Casandrino. Quest’ultima, però,
nei confronti dei pontini, possono vantare un miglior quoziente punti, che gli
consente di guadagnare una posizione e stazionare al quinto posto. Classifica
guidata sempre dallo Zammarano, che continua a non perdere un colpo: ultimo
successo, quello in casa del Lucera, che consente alla compagine foggiana di
raggiungere quota 30, a +3 dal Triggiano, secondo. Zammarano che, nella prossima
giornata, sarà proprio l’avversaria della Polisportiva terracina. Che sarà
chiamata a fare bene, in questa delicata trasferta che sembra una vera prova del
nove per i ragazzi di Delfo Barboni. Un crocevia: vincere vuol dire essere
all’altezza delle prime della classe; perdere, invece, equivale a restare nel
limbo della zona tranquillità. Il match ancora successivo, infine, sarà ancora
una trasferta, in casa della Volley Ball Stabia. Tutt’altra gara, tutt’altro
blasone. Ma stesso obiettivo per il terracina: la vittoria.

47000 [24]

Il Pd si candida a diventare la forza politica «cardine attorno alla quale far
ruotare l’iniziativa politica».
Il documento politico scritto dai democratici,
infatti, afferma con decisione che «terracina ha bisogno di un’autentica
rivisitazione della cultura politica, nonché di un profondo ricambio della
classe dirigente». Ma in che cosa i democratici si sentono alternativi? «Prima
di tutto -si legge nel documento- nell’operare un’attenta ed oculata gestione
della spesa pubblica e del governo delle entrate, poi nella riproposizione del
principio di ‘Democrazia Comunale’, vero e proprio baluardo di trasparenza
amministrativa, quindi nel ripristino del principio di legalità, da intendersi
come lotta al mal costume ed alle infiltrazioni camorristiche, come volontà di
ristabilire le condizioni necessarie di sicurezza e di contrasto alla micro
criminalità ed al disagio sociale». I democratici fanno appello al
centrosinistra per un «modello di coalizione nuovo fondato sulla condivisione di
un progetto di città». «Ci rivolgiamo -precisa il Pd- in particolar modo a
quelle forze che hanno scelto di stare all’opposizione negli ultimi dieci anni e
che oggi si candidano ad essere protagoniste nel presente con l’ambizione di
determinare un futuro migliore per la nostra città. Rifiutiamo fin da ora la
collaborazione con chi si è macchiato di quelli che potremmo definire ‘crimini’
contro la collettività, con chi ha reso la nostra città il terreno di battaglia
ideale per la lotta tra bande nemiche, con chi, per arricchire se stesso, ha
reso tutti più poveri». «Dobbiamo inaugurare -termina il documento- una nuova
stagione di centro sinistra, che veda impegnarsi forze nuove e partiti politici
che, con le loro differenti bandiere, saranno in grado di ridare ‘nuovi colori’
alla nostra città».
A.D.L.

47000 [23]

Doposcuola e corso di lingua russa
L’Associazione di volontariato Maison Babel organizza le seguenti iniziative:
corso gratuito di lingua russa, rivolto agli italiani, a partire da Lunedì 7
febbraio 2011, dalle ore 17,30 alle 19,00, presso i locali di Villa Tomassini in
Viale Europa. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Alina, tel. 329-6146866;
Alì, tel.320/790172;
attività di sostegno scolastico, con doposcuola pomeridiano,agli alunni
stranieri delle scuole elementari e medie, ogni lunedì, a partire dal 7
febbraio, presso i locali di Villa Tomassini in Viale Europa.Per informazioni
rivolgersi a Bisma, Tel. 388-1930377; Roberto, tel.328-4329692

47000 [22]

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terracina-foto-di-via-cavour-con-bici-e-foto-anni-60_bis_a

“Seduta deserta per mancanza del numero legale”, c’era scritto così sull’ordine di convocazione del prossimo

consiglio comunale di Terracina previsto per il 28
gennaio. Un atto formale del presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli
che nasconde dissonanze e spaccature preelettorali nel centrodestra. Già, non si
sono presentati in molti lunedì sera per discutere sui punti all’ordine del
giorno, due dei quali importanti come l’individuazione dei beni immobili di
proprietà comunale da conferire alla Terracina Ambiente per la copertura della
perdita di spettanza dell’Ente mediante azzeramento del capitale e sua
ricostituzione. O come la ricognizione degli immobili di proprietà suscettibili
di alienazione e valorizzazione da allegare al bilancio di previsione per l’anno
2011 e pluriennale 2011-2013. La maggioranza era rappresentata da 14 consiglieri
su 20 compreso il sindaco Stefano Nardi. Gli undici dell’opposizione appena
hanno capito che senza di loro l’assise sarebbe andata deserta non sono proprio
entrati in aula facendo mancare il numero legale. Il resto è cronaca politica
fuori della sede municipale con mugugni e visi cupi tra la maggioranza e tanta
curiosità tra l’opposizione. Del resto sono settimane che si organizzano
riunioni più o meno segrete senza mai arrivare al dunque. Dopo Nicola Procaccini
candidato fantasma del Pdl ieri è toccato a Sandro Marigliani dell’Udc. Neanche
lui sapeva di essere il candidato ufficiale dei centristi di Casini visto che
nessuno del partito si è mai preoccupato di chiedergli se voleva esserlo. «Non
solo nessuno me lo ha mai chiesto ufficialmente – spiega l’ex assessore alla
Cultura della giunta Nardi uscito nel 2008 per divergenze col sindaco – ma non
ho alcuna intenzione di dare la mia disponibilità se non si verificano alcune
condizioni». Quali? «Che ci sia in primis una larga intesa dei partiti, da
destra a sinistra, per un governo futuro della città che veda coinvolti tutti,
perché solo con l’appoggio di tutti riusciamo a risollevare Terracina». Utopia
allo stato puro e lo sa anche Marigliani. «Sarà pure utopia, ma solo così si
parla di cose serie. Il resto non conta».
di FABIO COCCIA

47000 [12]

Un pagamento indirizzato all’oltretomba. Il Comune chiede ad un evasore il
pagamento dell’Ici: peccato che la persona interessata sia morta da sei anni!
Non è un film di Fantozzi, ma sul caso c’è tanto di surreale. Le chiamano
cartelle pazze e di pazzo hanno veramente tutto. L’amministrazione comunale non
ha badato al destinatario della tassa e ha sollecitato O.B., una signora
deceduta nel 2005, al pagamento dell’Ici sugli immobili. Doveva dare al comune
ben 300 euro. Il marito della defunta, rispettoso della legge, aveva a suo tempo
effettuato regolarmente il versamento. Nonostante ciò, adesso s’è visto
recapitare a casa degli avvisi di pagamento. Alla moglie venivano richiesti 300
euro, mentre a lui e al figlio veniva sollecitato il pagamento, per ognuno, di
un terzo della somma totale. In pratica erano costretti a pagare in tre. Non è
la prima cartella pazza che capita e il malcontento non manca. C’è chi lamenta
l’utilizzo di coefficienti errati, ma la questione più seria è ancora un’altra.
Il problema nasce da un piano regolatore che è datato 1972. In tutto questo
tempo il Comune non si è dotato di piani particolareggiati, per cui alcune
destinazioni urbanistiche sono rimaste sulla carta. L’anomalia sta nel fatto che
aree indicate anni fa come fabbricabili sono di fatto zone agricole. Non tenendo
conto di questo, il Comune pretende il pagamento come se fossero aree
fabbricabili. L’ultimo caso è capitato proprio qualche giorno fa. A due fratelli
N.M. e A.M. è stato chiesto il pagamento rispettivamente di euro 10mila e 15mila
per presunte aree fabbricabili, che di fatto sono degli uliveti. Un altro errore
marchiano quello che, circa un mese fa, invitava la famiglia Zaina al pagamento
di 500mila euro (per 7 ettari di terreno) dell’Ici sulle aree fabbricabili.
Stanno venendo alla luce casi simili anche a La Fiora, in località Quattro
Stagioni e e nella stessa Borgo Hermada.
(da corrierepontino)

47000 [11]

Un pensionato terracinese si è ritrovato con le rate di un finanziamento da
pagare e un’auto intestata, ma mai acquistata.
Gli agenti del commissariato di
Terracina, diretto da Rita Cascella, hanno scoperto la truffa ai danni
dell’ignaro pensionato che risultava avesse acquistato l’auto presso una
concessionaria di Frosinone. L’ideatore della truffa è un 33enne ciociaro, il
quale ha rubato le generalità dell’uomo e con la complicità di un falso
acquirente ha raggirato sia la finanziaria che l’autosalone dove era impiegato.
Le indagini degli agenti hanno dimostrato come la patente di guida col nome del
terracinese riportava una foto di uno sconosciuto e anche la firma sul documento
era diversa da quella del pensionato. Oltre alla denuncia il truffatore ha perso
il lavoro. Le indagini sono partite dopo la denuncia di una società di
finanziamenti di Milano, che ha contestato il mancato pagamento del
finanziamento acceso dal terracinese per acquistare una Lancia Y in un noto
autosalone di Frosinone. L’auto in seguito risultava venduta a un’ulteriore
concessionaria ciociara e infine alla donna attualmente in possesso della
vettura. L’ideatore della truffa ha utilizzato le generalità del sessantenne,
del quale aveva una conoscenza diretta: il 33enne infatti è sposato con una
ragazza di Terracina vicina di casa del pensionato truffato. Rubate le sue
generalità e con la complicità del falso acquirente, che ancora non è stato
identificato, ha ingannato sia la finanziaria che l’altro autosalone della
Ciociaria. Un raggiro che è costato all’uomo la denuncia e il licenziamento per
giusta causa da parte del titolare dell’autosalone.
D.Sperl.

47000 [10]
Anche d’inverno non si arrestano del tutto i furti nei residence sul lungomare
extraurbano di terracina, soprattutto nella zona di Foce Sisto.
In questo
periodo le lottizzazioni son in gran parte disabitate, quindi una situazione
certamente invitante per i furfanti di turno che addentano la preda. Una preda
non particolarmente ricca, visto che di questi tempi le abitazioni sono
sprovviste di contanti lasciati qua e là, di gioielli dimenticati in sala e di
elettrodomestici hi-tech all’ultimo grido. Ma trovano sempre qualcosa da
sgraffignare, ad esempio le riserve di cibo in scatola, vecchi indumenti e
attrezzi accatastati nei magazzini. Furti non proprio milionari, ma per i ladri
è pur sempre qualcosa. Ma, come affermano i residenti della zona tra terracina e
San Felice Circeo, questi topi d’appartamento versione invernale provocano
soprattutto danni alle villette prese di mira. Per intrufolarsi nelle abitazione
sfondano i vetri delle finestre, forzano le serrature delle porte, e anche una
volta dentro non usano i tradizionali guanti di velluto. Tanto sanno bene che in
quel momento in casa non c’è nessuno, idem nel raggio di centinaia di metri
nella zona, quindi non c’è bisogno di usare tanta accortezza. Arrivano, rompono,
sgraffignano e scappano. Come l’episodio di sabato notte quando è divampato un
incendio all’esterno di una porta-finestra di una villetta estiva. Gli
inquirenti pensano sia stata la vendetta di un aspirante ladro che, non essendo
riuscito nell’intento di entrare e rubare, ha comunque voluto lasciare questo
«ricordino» ai padroni di casa.
Ri.Re.

47000 [9]

Si va verso un accordo transattivo per quanto riguarda i crediti (circa 400mila
euro) che la ditta Solidarietà e Lavoro (svolge il servizio mensa nelle scuole)
vanta nei confronti del Comune.
I dipendenti, ormai sul piede di guerra da oltre
10 giorni per i mancati pagamenti del mese di dicembre, sospendono
momentaneamente la possibilità di uno sciopero dal lavoro. «Il Sindaco -spiega
il sindacalista Cisl Davide Favero- ha preso un impegno verbale. Giovedì mattina
in presenza della dott.ssa Nasti (dirigente del dipartimento finanziario) si
concluderà un accordo transativo per un piano di rientro che, se rientrasse
nelle richieste della ditta, quest’ultima provvederà immediatamente al pagamento
del salario».
(da corrierepontino)

47000 [8]

C’è tempo fino al 14 febbraio per presentare domanda di ammissione al corso di
formazione professionale «Restauratore di opere d’arte polimateriche» che
intende favorire l’occupazione e recuperare le professioni di una volta.
Il
corso è stata fortemente voluto dall’Itc «Arturo Bianchini» di terracina e dalla
Fidapa uniti contro la scomparsa dei mestieri antichi. Il corso si articolerà in
ore d’aula e di tirocinio presso una bottega artigiana con l’assistenza di un
tutor. Si rivolge ai cittadini italiani inoccupati da almeno 12 mesi, di età
compresa tra 20 e 29 anni, residenti o domiciliati nel Lazio e in possesso di un
titolo di scuola media superiore. La partecipazione è gratuita. La domanda di
ammissione è scaricabile dal sito itcbianchini.it.
Ri.Re.

47000 [7]

La Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti), in accordo con la Ascom di
Terracina, fa appello all’amministrazione Nardi per un tavolo di concertazione
che possa permettere di trovare una soluzione in merito al trasferimento del
mercato settimanale.
Dopo che la Sovrintendenza ai Beni Architettonici ha
espresso parere negativo sul sito di via Prebende (nell’area si trovano reperti
archeologici), bisogna riaffrontare il problema. «Le soluzioni -spiega Roberto
Delle Fontane, presidente provinciale Fiva- possono essere solo due. Si può
optare per via Mortacino, così come previsto dalla variante di Nord Ovest
approvata dal Comune, oppure rivalutare l’ipotesi di viale Europa ». «La
decisione -dichiara il funzionario della Confcommercio Marrigo Rosato- va
presa di concerto con noi».
ro. be.
(da corriere pontino)

47000 [6]

«Ruba» le generalità del vicino di casa di sua moglie e ottiene un finanziamento
per acquistare una macchina.
Tutto a nome dell’ignaro 60enne di terracina che un
bel giorno si sente chiamare dalla polizia perchè la società del finanziamento
non ha visto un euro, e li vuole dal pensionato. Scattano, così, le indagini
degli agenti del vice-questore Rita Cascella che di recente hanno svelato il
vero truffatore, un giovane ciociaro dipendente di una concessionaria che adesso
si ritrova denunciato per truffa e licenziato dal datore di lavoro per giusta
causa. Tutto per comprare una Lancia Y senza tirare fuori un centesimo e subito
dopo rivenderla per guadagnarci. Alcuni mesi fa il commissariato di via Petrarca
è stato delegato dalla Procura di Milano a indagare perchè una società di
finanziamenti aveva denunciato il mancato pagamento di un mutuo acceso da un
terracinese per comprare una Lancia Y in un noto autosalone di Frosinone. Subito
è stato ascoltato il 60enne di terracina che ha negato di aver mai accesso un
mutuo o acquistato una macchina nuova. E difatti dalla documentazione della
vendita della Lancia Y, acquisita presso la concessionaria ciociara, è stato
scoperto come l’auto risultasse venduta a una donna del posto, anche se il
finanziamento era sempre a nome del terracinese. I successivi accertamenti hanno
riscontrato che la patente di guida a nome del terracinese riportava la foto di
uno sconosciuto, così come la firma sul documento era chiaramente falsa. A
questo punto è stata ricostruita la storia della Lancia Y, della quale l’ignaro
pensionato risultava dapprima acquirente e subito dopo rivenditore a un secondo
autosalone di Frosinone prima di arrivare alla donna attualmente in possesso
della vettura. In tutti questi passaggi di proprietà il truffatore si è sempre
identificato con la patente fasulla. Gli investigatori avevano avuto da subito
il sospetto che c’entrasse qualcuno della concessionaria che per prima aveva
avuto la Lancia Y in vendita e dove era stato contratto il mutuo. La polizia ha,
così, individuato in P.M., 33 anni residente in provincia di Frosinone,
l’ideatore della truffa che, utilizzando le generalità del 60enne, vicino di
casa a terracina di sua moglie, ne avrebbe «rubato» le generalità e con la
complicità del falso acquirente, in fase di identificazione, avrebbe sia
truffato la finanziaria sia lucrato sulla vendita della vettura a un altro
autosalone. Morale della favola: la polizia lo ha denunciato per truffa e il
titolare della concessionaria lo ha licenziato per giusta causa.
Rita Recchia

47000 [5]

Incontro lunedì scorso con gli amici che si ritrovano intorno alla figura di
Gianfranco Sciscione, durante il quale è stato affrontato il tema del percorso
da intraprendere verso le elezioni comunali.
Si è discusso collegialmente del
programma elettorale e affrontato il tema delle alleanze. A tale proposito, è
stata ribadita la disponibilità alla massima apertura al confronto sui temi
riguardanti la città. In particolare, per quanto riguarda il Pdl, la maggioranza
e l’amministrazione comunale, tutti hanno convenuto sulla necessità di porre in
essere alleanze che non vedano la partecipazione di quanti oggi appoggiano, o
hanno ruoli, nell’amministrazione. «Ciò in quanto -scrive il comitato
elettorale- la discontinuità con gli attuali amministratori, costituisce
elemento qualificante e caratterizzante per un modo di governare teso ad una
programma di risanamento e di sviluppo. Sulla base dell’ampio confronto è stato
deciso di presentare, nei prossimi giorni, il programma elettorale e di indicare
il candidato alla carica di Sindaco. Questo per evitare i soliti ‘giochi
politici’ e, soprattutto, di permettere agli elettori di valutare con anticipo
le proposte al nuovo governo della città». Intanto il Comitato Elettorale è al
lavoro per la formulazione delle liste e per impostare la campagna elettorale.
Un impegno che si svolgerà nel territorio, nei quartieri, tra la gente per
affrontare concretamente i problemi di una città che necessita una vera politica
di svolta, di risanamento e di sviluppo. ma. bo.
(da corrierepontino)

47000 [4]

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Possibile disastro ambientale. Questa una delle principali notizie di reato
contenute nel corposo esposto inviato dalla sede locale dell’Archeoclub alla
Procura di Latina e al Prefetto, oltre che ai Ministeri competenti e agli
organismi della Regione sulla cava di Salissano. Secondo l’Archeoclub la ditta
ItalCalce, che di recente ha chiesto un ampliamento, ha operato per anni senza
autorizzazione. «Con l’attività estrattiva realizzata negli ultimi decenni
- si legge nell’esposto – ha sfigurato il paesaggio locale, devastato
l’ambiente naturale, distrutto il patrimonio archeologico, compromesso la qualità
della vita nella zona, pregiudicato l’economia agricola, agri-turistica e
culturale dell’area, danneggiato l’insediamento rurale, residenziale e di
servizio del territorio circostante e costituisce un vero e proprio “ecomostro”,
creando le condizioni del disastro ambientale ». Alla base delle affermazioni,
l’associazione elenca una sfilza di illegittimità nelle delibere consiliari,
autorizzazioni mai ottenute, vincoli ambientali violati. L’asso – ciazione cita
le leggi nazionali. In primis la natura di uso civico dell’area su cui la ditta
Ital Calce ha chiesto al Comune di ampliare la cava. «La legge 431/85 non
consente di ampliare l’ambito territoriale delle attività estrattive in terreni
gravati di uso civico» spiega, e «il mutamento di destinazione d’uso richiesto
non è mai stato approvato né dalla Regione né dal Ministero». Si passa poi al
vincolo paesistico, «che vieta l’apertura o l’ampliamento di di cave sulle aree
di demanio civico». Autorizzazione «mai rilasciata». Come mancano, prosegue
l’esposto, le autorizzazioni relative ai vincoli archeologici, idrogeologici, le
varianti necessarie «prima di procedere al mutamento di destinazione d’uso», e
le Valutazioni d’im – patto ambientale. Archeoclub informa la Procura che, senza
le autorizzazioni, sarebbero da considerarsi illegittime le deliberazioni
consiliari del 2009 e del 2010 sull’eliminazione della vegetazione nell’area
destinata all’ampliamento. Come le autorizzazioni rilasciate dallo sportello
Suap. «La ditta Ital Calce – denuncia l’Archeoclub – ha operato, nell’attuale
sito di cava, in condizioni di totale illegittimità essendo priva delle
fondamentali autorizzazioni necessarie ad esercitare, nella zona di Salissano,
l’attività estrattiva. Non è stata in grado di realizzare né il completo
recupero ambientale del sito di cava, né la dismissione dell’impianto
estrattivo nonostante una Convenzione durata sette anni e mezzo e due successive
proroghe. Sta continuando ad operare sulla base di provvedimenti illegittimi e
con interventi abusivi, mancando di ogni tipo di convenzione e concessione
comunale. Si chiede di intervenire con urgenza per la tutela del bene,
l’interesse pubblico e l’accertamento delle responsabilità».
Diego Roma

46000 [12]

Qualcuno deve aver confuso l’Area Chezzi, a Terracina, con una balera. Quel
«qualcuno» sono i soliti vandali che scavalcano i cancelli del parco comunale di
via Giacomo Leopardi e fanno i loro comodi. Come la scorsa notte che, a detta di
quanti vivono a ridosso del giardino, hanno fatto baldoria, tenendo tutti svegli
con urla, canti e altri rumoracci. Una situa- Q zione insostenibile che i
residenti della zona sono costretti, invece, a subire impotenti considerando che
non si riesce proprio a mettere un freno ai vandali dell’Area Chezzi. Qualche
giorno fa è stata divelta l’ennesima panchina e di nuovo sono andati semi-
distrutti i contenitori per la spazzatura. Una situazione allo sbando della
quale nn si scorge la fine. Addirittura la notte di Capodanno si erano divertiti
a lanciare qua e là i classici «botti» provocando danni consistenti. Un
mortaretto era stato sistemato all’interno di una delle giostrine montate di
recente. Stessa fine impietosa per una delle centraline dell’Enel fatta
esplodere con lo stesso sistema. Idem per i cestini dell’immondizia. Anno nuovo,
vita vecchia per il giardino di via Leopardi.
Ri.Re.

46000 [13]

Mense scolastiche: prosegue lo stato d’agitazione dei dipendenti della
cooperativa «Solidarietà e lavoro».
Il segretario generale della Cisl Davide
Favero annuncia l’agi – tazione dei 41 dipendenti della ditta che svolge per il
Comune di Terracina il servizio di preparazione e trasporto dei cibi per la
refezione delle scuole. I dipendenti, infatti, non hanno ricevuto lo stipendio
di dicembre e parte della tredicesima. Il C om u ne , infatti, ha accu
mulato con la cooperativa un debito di circa 400 mila euro. Non s i vedono
spiragli all’orizzonte, anzi. «Proclamiamo lo stato di agitazione anche perché -
scrive il sindacalista Cisl in una nota – nonostante i ripetuti solleciti a
tutt’og – gi non sono mutati i fatti. Al contempo si è provocata la maturazione
delle mensilità di gennaio». La Cisl auspica una soluzione della controversia
già a partire da oggi pomeriggio quando alle 17 è previsto un incontro in Comune
con la cooperativa, le parti sociali e l’amministrazione comunale.
F. A.

46000 [14]
Una polemica cercata ma che si fa fatica a trovare.
Un inutile polverone
sollevato per nascondere che l’assistenza specialistica nelle scuole di
terracina sta funzionando molto bene. Arriva secca e immediata la replica del
presidente dell’Azienda Speciale «terracina» Valerio Golfieri alle proteste
della mamma dell’alunna disabile della «Giovanni Paolo II» che il giorno
dell’incendio era stata portata in salvo dalla maestra, che aveva dovuto pensare
anche al resto della classe, visto che l’assistente specialistica aveva già
finito il suo turno. «E’ inaccettabile che ci si appigli a quell’episodio per
rivolgere un attacco del tutto immotivato all’assistenza specialistica fornita
agli studenti disabili» dichiara Golfieri secondo il quale il servizio funziona
a dovere come «si evince da quanto dicono i dirigenti scolastici e gli
insegnanti con i quali periodicamente ci confrontiamo per monitorare il
servizio. E se non bastasse ci si potrebbe rivolgere alla stragrande maggioranza
delle famiglie che quotidianamente fanno avere ai nostri assistenti attestati di
stima per la competenza e la professionalità con la quale svolgono il proprio
lavoro». Quanto al casus belli, ovvero le ore di assistenza fornite agli alunni
che ne hanno bisogno, il presidente dell’Azienda Speciale assicura che «sono
molte di più di quelle fornite nello scorso anno e i casi più gravi vengono
seguiti con moltissima attenzione e cura, tanto che, d’accordo con le scuole, si
è fatto in modo che le ore di assistenza unitamente a quelle di sostegno
andassero a coprire tutto l’arco della permanenza oraria a scuola del ragazzo».
Ma andando al caso specifico della ragazzina protagonista dell’episodio, secondo
sua madre quelle 18 ore di assistenza specialistica sono comunque insufficenti
considerando che la diagnosi funzionale ne aveva previste 30, alle quali si
arriva con le 12 di sostegno che, però, potrebbero anche non bastare. Tanto è
vero che quando c’è stata l’emergenza alla ragazzina ha dovuto pensare la
maestra e non l’assistente, già andata via.
Ri.Re.

46000 [15]

Nella sezione del Circolo pare entrino figure di giovani che i vecchi dirigenti
nemmeno conoscono.
Ed è questo il segnale che potrebbe annunciare una svolta
all’interno del Partito democratico. In vista delle prossime elezioni
amministrative i democratici terracinesi potrebbero mettere in atto quell’opera
di «rottamazione » richiamata dal sindaco di Firenze Matteo Renzi. Questa almeno
la sensazione di chi vive da vicino la metamorfosi in atto nel Pd. Il segretario
Alessandro Di Tommaso, giovane anche lui, sta lavorando per dare una bella mano
di fresco al partito e alla possibile lista del candidato sindaco Domenico
Zappone. A ben vedere l’ipotesi è stata sempre auspicata dai giovani democratici
e ora potrebbe prendere forma anche vista l’intenzione di molti degli attuali
consiglieri di non rinnovare la propria candidatura. La vecchia scuola formata
da Antonio Bernardi, Vincenzo Recchia, Giuseppe Pietricola, Benito Berti e
Giancarlo Carinci sarebbe in procinto di lasciare spazio alle nuove generazioni.
Mentre tra gli indecisi ci sarebbe il consigliere Pino La Rocca, che qualcuno dà
come poco convinto della linea adottata dal partito. Quasi certo invece il
passaggio di Vincenzo Coccia al movimento del giudice Eugenio Fedele. Come sia,
lo svuotamento della vecchia rappresentanza consiliare all’interno del partito
potrebbe prestare il fianco ad una vera e propria «rottamazione ». E dunque
l’occasione per Di Tommaso di inserire molti dei suoi fidati collaboratori in
appoggio al candidato di Area democratica. Se non dovessero definirsi alleanze
con altri partiti e movimenti, ci sarebbe molto spazio per volti nuovi e figure
di esperienza, quell’insieme già emerso nella formazione della nuova segreteria
nata all’indoma – ni del congresso cittadino. Tra i nomi che cominciano a
circolare, accanto al segretario, quello di Pino D’Andrea, eletto anche
nell’assemblea provinciale, l’attivista Patrizia Renzelli, l’ex segretario
Francesco Cofano. Mai abbandonata dal Pd l’idea di una coalizione da definirsi
con le primarie. In quel caso il quadro potrebbe essere più complesso.
Diego Roma

46000 [1]

“Dal primo febbraio 2011 – afferma l’assessore all’ambiente Loreto Maragoni -
inizia per il primo segmento dedicato alla raccolta differenziata una nuova
epoca.
Attraverso la S.p.a. Terracina Ambiente procederemo alla raccolta degli
imballaggi in carta e cartone alle utenze commerciali operative sul territorio
comunale. L’efficacia del servizio richiederà la massiccia partecipazione di
tutti i commercianti che dal primo febbraio dovranno cessare di immettere gli
imballaggi cellulosici nel normale circuito della raccolta dei rifiuti urbani e
di utilizzare soltanto le modalità dell’apposito servizio “porta a porta”
attuato dalla Terracina Ambiente. Siamo sicuri – termina Maragoni – di ottenere
la massima partecipazione di tutti i commercianti e proseguire così anche nella
raccolta differenziata del vetro, carta, plastica, legno, elettrodomestici,
metalli, rifiuti organici e quelli provenienti dai giardini”. Per tale servizio
la Città è stata suddivisa in tre zone operative, queste sono: TUTTI I GIORNI
ZONA (A) Corso A. Garibaldi, Via Rosselli, Via Alighieri, Via Salita Annunziata,
P.zza Antonelli, Via San Domenico, Via Antonelli, Via San Rocco, Via Anxur , Via
Sarti, Via Arene (Giansanti – Bachelet), Via Sicilia, Viale Bachelet, Via Stella
Polare, Via Badino (Antonelli Bachelet), P.zza Tasso, Via Basilicata , Via
Traiano, Via Bendasi, Via Tripoli, Via Bottasso, Via degli Uffici, P.zza Buozzi,
Viale della Vittoria, Via Cavour, Via Volta, Via Colombo, Via De Amicis , Via
Derna, Via Di Vittorio, P.le Donatori Sangue, Via F.lli Bandiera, Via del Fiume,
P.zza Fontana Vecchia, Via Foro Severiano, Via Fosse Ardeatine, P.zza Garibaldi,
Via Giansanti, Via Gobetti, Via Gramsci, Via Leopardi, P.zza della Libertà, P.le
Lido, Via Lungolinea Pio VI, Via Mameli, Via Lungomare Matteotti, Via Manzoni,
P.zza Municipio, Via Martucci, Via Roma, Via Palermo, Via del Porto, Via del
Rio, Via Piegarello, Via Posterla, P.zza della Repubblica, Via Olivetti, P.zza
Orfanotrofio. LUNEDI’ – MERCOLEDI’ – VENERDI’ – ZONA (B1). Via Badino Vecchia,
Loc. Borgo Hermada, Loc. La Fiora, Via Mediana Vecchia, Strade Migliara 55 – 56
- 57 – 58, Via Pontina, Via S.F. Circeo, Loc. San Vito. MARTEDI’ – GIOVEDI’ -
SABATO – ZONA (B2) Via Anxur, Viale Europa (V.le Vittoria-Bachelet), Via Appia,
Via Appia Antica, Via Badino (Bachelet – V. Pontina), Via Borromini, Viale Circe
(Basilicata – F.V. Giulia), Via De Angelis, Via dei Volsci, Via Delibera, Viale
Europa (Bachelet – F.V. Giulia), Via Firenze, Via Friuli Venezia Giulia, Via
Industrie, P.zza IV Lampioni, Via Madonna della Neve, Via Mortacino, Via Olmata,
Via Ponte Rosso, Via Porta Romana, Via Stazione, Via Tenuta del Buon Governo.
Ogni esercizio commerciale dovrà avere cura di provvedere, all’esterno dei
propri locali, all’accumulo ordinato degli imballaggi, espositori, ecc. affinché
siano opportunamente piegati in fogli e ripuliti da eventuali nastri di
plastica, cellophane, polistirolo espanso, uniti da un legaccio di spago, oppure
contenuti da involucri più grandi del medesimo materiale, oppure racchiusi nei
roller secondo i quantitativi giornalmente prodotti, con la finalità principale
di ridurre il più possibile l’ingombro sul suolo pubblico nel successivo
deposito. Gli stessi imballaggi dovranno essere depositati dalle ore 13 di ogni
giorno prestabilito nell’immediato esterno del proprio locale commerciale, per
essere ritirati dal personale addetto durante il primo pomeriggio. Tutti gli
imballaggi raccolti saranno conferiti presso la piattaforma convenzionata
Comieco/CONAI per essere avviati al recupero. Ulteriori informazioni si possono
richiedere agli operatori del numero Verde 800-501155.

47000 [26]

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Un Nucleo di valutazione che, al suo interno, guadagna più di quanto deve
distribuirne a dirigenti e funzionari sulla base del raggiungimento degli
obiettivi raggiunti.
È una questione di sprechi quella aperta dal partito di
Sinistra e Libertà, che torna sui costi che gravano sulle casse comunali per
mantenere il Nucleo di valutazione. A parlare è il segretario di Sel
Vittorio Marzullo, che dopo un’accurata indagine tra delibere e atti pone
una serie di interrogativi. Nel mirino di Marzullo finisce il presidente
del Nucleo Piero Longo. Che nell’anno tra il 2009 e il 2010
«2010 ha percepito una somma superiore ai 27 mila euro», su un totale «di 73
mila euro per l’intero nucleo di valutazione». Secondo Marzullo una tale somma
pone delle questioni politiche: «È congrua – chiede – la spesa di 73 mila euro
per un Nucleo di valutazione che doveva distribuirne complessivamente, tra
dirigenti e funzionari, solo 65.617? È congruo che la commissione di valutazione
costi più di tutti i soldi complessivamente erogati per obiettivi produttivi?».
Il partito di Vendola si sofferma anche sulle competenze di Longo, di cui spiega
di aver raccolto il curriculum. Laureato in giurisprudenza e archeologia, «è
stato – questo il dato focalizzato da Marzullo – segretario della locale sezione
di Alleanza nazionale ». E allora: «Quale attinenza ha, in termini di referenze,
il suo curriculum per potersi permettere di dare giudizi sull’attività di
dirigenti e funzionari comunali?» attacca la sinistra. Il dubbio che sorge al
segretario di Sel è che Longo sia stato inserito a capo del Nucleo solo per
meriti, per così dire, politici. «I dirigenti comunali non fanno relazioni sulla
loro attività, ne in corso d’anno ne a consuntivo d’anno. Allora con un
presidente di commissione che non ha esperienze per poter valutare l’operato dei
dirigenti e funzionari comunali, ed in assenza di uno straccio di relazioni di
rendiconto dell’attività dei dirigenti come si è provveduto a dare valutazioni
sull’operato di questi dipendenti? E’ forse per questo che chi ha preso più
soldi, si trova tra quei dirigenti che non hanno fatto funzionare i servizi nel
nostro comune? Oppure si trova il comune contro di lui come parte civile in
processi giudiziari?». Marzullo attende risposte dal sindaco Stefano Nardi, dopo
aver chiesto l’ac – cesso agli atti. Nell’attesa, non risparmia le domande.
«Quanto ha pesato su chi ha scelto il dottor Longo a presidente della
commissione di valutazione, il fatto che lo stesso è stato segretario di
Alleanza nazionale, partito fondatore della maggioranza? ». Insomma, sul Nucleo
si stende l’ombra di una spartizione di poltrone che ben poco avrebbe a che fare
con utilità e competenze. «La commissione di valutazione è servita per elargire
soldi a politici amici o a far funzionare la macchina amministrativa? -conclude
Marzullo -. Visti i risultati propendiamo, per la prima, almeno per il momento».
Diego Roma

sindacosatira [12]

Sono sul piede di guerra i 26 dipendenti della Snip e Snap che non ricevono lo
stipendio dallo scorso mese di settembre.
Una situazione sempre più pesante da
mandare giù, così che a giorni il personale potrebbe anche incrociare le
braccia. Preoccupanti le conseguenze per S quanto riguarda le traversate, vistro
che ormai la flotta parte soltanto per trasportare a Ponza e a Ventotene le
merci speciali. Intanto alcuni giorni fa l’armatore Guido De Martino ha inviato
un far in prefettura affinchè il dottor Antonio D’Acunto possa intervenire in
qualche modo, magari facendo la parte del mediatore con quegli enti dai quali
dovrebbero arrivare i contributi per le società di navigazione. Nel fax De
Martino ha illustrato dettagliatamente la situazione generale,
che ormai è di crisi profonda.
Ri.Re.

sindacosatira [2]

Passi per il vigile di quartiere diventato una sorta di araba fenice, ma almeno
la copertura del territorio avrebbe dovuto essere assicurata.
Invece la presenza
su strada e nei cantieri è stata carente. Due lustri da assessore al ramo e
l’organico si trova con soli 27 agenti, il minimo storico. Non è stato contenuto
l’esodo verso gli altri uffici comunali. Una dozzina di quanti sono in servizio
sono esonerati. Rimangono una quindicina a presidiare un territorio vasto quanto
quello di Napoli. La sezione motociclisti è inattiva. Le pattuglie di polizia
giudiziaria spesso e volentieri devono essere distolte dai loro compiti, per
coprire vuoti. Dall’amministrazione comunale non sono venute le risposte
richieste. Per l’estate scorsa, tanto per fare un esempio, Nardi aveva promesso
25 stagionali per 6 mesi, invece, alla fine, ha assegnato solo 15 unità per 3
mesi. «Troppo stress da lavoro. Il 2010 è stato l’anno più difficile» commenta
il comandante Vincenzo Pecchia.
Ercole Bersani

46000 [16]


Questa volta la chiamano «ricognizione » ma in realtà si tratta di un nuovo
tentativo di alienare gli immobili comunali, dopo quello fallito tra il 2005 e
il 2006, quando il Comune incappò in un pasticcio normativo che, sollevato
dall’opposizione, chiamò in causa anche la Regione.
È previsto per domani in
Consiglio comunale il punto all’ordine del giorno che per l’appunto dovrà dare
il via al monitoraggio di quei beni suscettibili di essere venduti a privati per
dare un po’ di ossigeno alle casse comunali. Si tratta di un primo passo, cui
dovrà seguire la creazione di una lista da sottoporre alle osservazioni dei
cittadini. Tra gli immobili, oltre a diversi locali sparsi su tutto il
territorio compresi immobili sulle vie centrali di via Roma, anche l’edificio
del mercato coperto delle Arene. Questa volta sembra che l’ammi – nistrazione
voglia fare le cose per bene. Per questo motivo pare si sia deciso di annullare
il punto all ’ordine del giorno relativo all’individuazio – ne di beni immobili
da cedere alla Terracina Ambiente per la copertura delle perdite di bilancio in
capo al Comune. Il rischio, ravvisato già prima della Commissione, sarebbe stato
quello violare la legge in termini di alienazione di beni pubblici, che prevede
il pubblico incanto e non la cessione diretta a un privato. Scongiurata dunque,
per il momento, l’avven – tatezza che già nel 2005, alle soglie delle elezioni,
aveva spinto il Comune a inserire tra i beni in vendita persino le case
popolari, oltre che a commettere errori sulla vendita di immobili che invece
erano stati pignorati dai creditori. Il patrimonio comunale potrebbe portare
alle casse comunali diversi milioni di euro. Solo l’edificio in via delle
Arene, da solo, farebbe la parte del leone. Su quell’immobile nel 2005 il
Comune previde un project financing da 7 milioni e mezzo di euro. L’edificio
sarebbe dovuto diventare un centro polifunzionale con appartamenti, uffici e
negozi, parcheggi e aree verdi. La ditta era stata anche individuata, e avrebbe
fornito in cambio la ristrutturazione del mercato «La Marina». Un segnale,
arrivato in tempi non sospetti, c h e quell’edificio fa gola a molti. Il
Comune, d’altronde, ha bisogno di liquidità. Dopo l’assise arriverà il
regolamento che, si auspica, eviterà di ripetere i pasticci del passato.
Diego Roma

46000 [2]

Soltanto tre o quattro aule. E’ stata una doccia fredda per il Professionale
«Alessandro Filosi» la visita del sindaco all’istituto, nel corso della
mattinata dell’altro ieri. Stefano Nardi, parlando agli studenti rappresentanti
di classe, ha affermato che saranno meno di quelli richiesti dalla loro preside
i locali dell’elementare «Elisabetta Fiorini » da destinare all’indirizzo
alberghiero. In realtà, come ha chiarito il primo cittadino, la commissione
tecnica da lui voluta per risolvere i problemi logistici del «Filosi» è ancora
al lavoro, ma è prevedibile che, alla fine, il Professionale dovrà accontentarsi
di circa la metà delle otto aule che aveva sollecitato. Il corso alberghiero,
insomma, non riesce ancora a trovare risposte soddisfacenti alle sue esigenze di
ulteriori spazi. Il disappunto è accresciuto negli interessati dal sospetto che
nella «Fiorini» gli ambienti liberi siano stati mimetizzati da laboratori
semplicemente ammucchiando materiale al loro interno. «Nardi si è fatto
fregare», è il commento nel «Filosi», ma nella elementare giurano che non c’è
nessun trucco. Ad ogni modo, il sindaco, l’altro ieri, ha portato agli studenti
anche la notizia dell’approvazione della delibera di giunta con la quale viene
assegnata al Professionale la sala comunale «Appio Monti», a pochi metri dalla
sede centrale della scuola, da adibire a palestra. Sarebbe in assoluto la prima
struttura sportiva coperta a disposizione dell’Istituto. Ma anche qui non è il
caso di lasciarsi andare all’entusiasmo. Nardi, infatti, ha chiarito che il
Comune assegna la sala, ma a condizione che la Provincia, competente per le
scuole superiori, la risani e la allestisca, senza mutarne l’aspetto. Armando
Cusani, presidente della Provincia, si farà avanti? Il «Filosi», intanto, si
consola con la riorganizzazione della rete scolastica deliberata dalla Regione,
che gli riconosce il Monoennio Alberghiero e della Ristorazione (3° anno), il
Monoennio Operatore Servizi (3° anno), Monoennio Operatore Servizi Sala Bar (3°
anno), Monoennio Operatore Servizi Ricevimento (3° anno), Tecnico dei Servizi
Alberghieri e della Ristorazione.
Andrea Di Lello

46000 [4]

Il provvedimento per l’individuazione dei beni immobili da conferire alla
Terracina Ambiente rimane per ora al palo.
Era stato inserito come punto
all’ordine del giorno del consiglio comunale di domani e sarebbe servito a dare
il via libera alla seconda ricapitalizzazione in due anni della società mista
che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti o per lo meno e ripianare i
debiti accumulati negli ultimi anni di gestione. Qualcuno dell’opposizione aveva
fatto osservare che la delibera non era stata portata neanche sul tavolo della
commissione competente per la discussione. E così ieri, tutti d’accordo, è stato
deciso di ritirare il punto. Per ora il socio di maggioranza della Terracina
Ambiente, ovvero il Comune, non conferirà nemmeno un centesimo del valore di
beni immobili disponibili nella società mista che rimane così ancora indebitata.
I consiglieri comunali del Pd vogliono vederci chiaro e per questo non escludono
la richiesta formale di fallimento e messa in liquidazione. Perché di questo si
tratta se si è di fronte all’ennesima ricapitalizzazione. Sono due anni che il
bilancio della Terracina Ambiente non viene portato in consiglio comunale per
una discussione. Nessuno conosce la situazione dei conti della società mista.
Quello che si conosce perfettamente sono gli stati di agitazione e gli scioperi
del personale per gli stipendi e le condizioni in cui operano. E’ stata invece
discussa è approvata dalla commissione Bilancio, con l’astensione
dell’opposizione, una lista lunga 56 immobili, quelli disponibili per le casse
del comune di Terracina. Il provvedimento che li conterrà dovrà prima passare
per il consiglio comunale per l’approvazione finale e verrà allegato al bilancio
di previsione 2011 e triennale 2011-2013. Potranno essere venduti dal Comune,
previa valorizzazione, qualora ce ne fosse bisogno per coprire la spesa corrente
e non solo. Nell’elenco spicca il mercato rionale della Marina, e poi alcuni
uffici pubblici e civili abitazioni, tutti di proprietà comunale.
di FABIO COCCIA

46000 [6]

Uno smottamento improvviso avrebbe potuto provocare un incidente stradale
dall’esito grave.
Fortunatamente, però, non si registrano feriti. Ieri mattina a
La Fiora un’auto ha rischiato di ribaltarsi a causa di uno smottamento della
sede stradale, in via La Fiora lato sinistro nei pressi della scuola della
frazione di Terracina. La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dagli
agenti della polizia locale, accorsi in seguito alla segnalazione di alcuni
passanti. I fatti si sono verificati intorno alle 11 di ieri mattina. La sede
stradale è stretta e due auto non riescono a transitare contemporaneamente in
entrambi i sensi di marcia. Per questo il conducente del veicolo, una Fiat Idea,
si è allargata sul ciglio della strada. Ma per le forti piogge degli ultimi due
giorni, il terreno è franato all’improvviso tanto da far scivolare verso il
basso anche la macchina. Illeso il conducente, subito soccorso dagli agenti e
dai volontari della protezione civile. Ma le operazioni si sono rese complicate
anche per il fatto che la squadra degli operai reperibili del Comune non è
giunta con tempestività. Motivo per cui, a quanto sembra, dal Comando potrebbero
partire anche degli accertamenti con un esposto in Procura per capire per quale
motivo si sia venuto a creare questo disservizio.
Francesco Avena

46000 [7]

Un giallo che fa tornare alla mente scenari inquietanti. Storie che hanno per
vittime bimbi piccoli e che troppo spesso sono rimaste senza una verità certa.
Come a Cogne, come a Imperia, come a Vercelli. E come l’anno scorso a Nervi.
Tante le similitudini: una donna di San Felice Circeo, in provincia di Latina,
l’altro ieri chiama disperata il 118 dicendo che la figlioletta di dieci mesi
sta male, che stava per darle da mangiare quando l’ha trovata priva di sensi. I
medici arrivano e trovano la bimba incosciente, con un trauma cranico e con il
corpo ricoperto di graffi ed ecchimosi, alcune delle quali sembrano risalire
addirittura ai giorni precedenti. È in condizioni gravissime. Un giallo i cui
contorni si stanno delineando in queste ore e che vede ristretta a tre persone,
i genitori della piccola più il convivente della madre, il cerchio dei
sospettati, anche se la procura di Latina ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Era il primo pomeriggio di sabato quando l’ambulanza è arrivata in casa della
donna, nel centro storico del Circeo. Immediatamente i sanitari si sono resi
conto della gravità, la piccola, nata lo scorso marzo, non rispondeva agli
stimoli. Portata immediatamente all’ospedale della vicina città di Terracina è
stata sottoposta a una Tac, quindi è stato disposto il trasferimento al Gemelli
di Roma, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica. La
sua prognosi è riservata. All’arrivo in ospedale, presentava un trauma cranico
oltre a varie contusioni sul corpo, alcune secondo i medici risalenti ai giorni
precedenti. Fortunatamente le sue condizioni starebbero migliorando, anche
ufficialmente non è stato emesso dalla direzione sanitaria alcun bollettino.
Intanto ieri pomeriggio sono stati interrogati dai carabinieri di Terracina, al
comando del capitano Alessandro Giordano Atti, la mamma della bimba, una
bracciante agricola di 40 anni, il marito, un manovale di 45 anni dal quale la
donna si era separata, e l’attuale convivente della mamma, un operaio. Tutti
finora sconosciuti alla giustizia e tuti e tre residenti a San Felice Circeo.
Ascoltati anche alcuni amici della coppia. la gestione della bimba era gestita
tra pil padre e la madre, che a turno se la «dividevano». Sui risultati
dell’interrogatorio c’è il riserbo più stretto, ma sembra che i protagonisti si
rimpallino ogni responsabilità. La donna ha raccontato che la piccola aveva
trascorso la giornata di venerdì con il padre. Qualcuno avrebbe riferito,
inoltre, che mentre la piccola giocava sarebbe caduta facendosi male. La procura
di Latina ha aperto un fascicolo e procede sull’ipotesi di maltrattamento
aggravato da lesioni. Attualmente non c’è alcun provvedimento nei confronti dei
genitori della bimba, né sul convivente della mamma, ma il pubblico ministero
Raffaella Falcioni, titolare dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto
Nunzia D’Elia, ha disposto una consulenza tecnica per accertare le cause delle
ferite riscontrate sulla piccina. Ha inoltre vietato ai genitori di avvicinare
la piccola mentre oggi chiederà al tribunale per i Minori di procedere con un
atto di tutela. E questo la dice lunga su chi sarà probabilmente indagato,
ovvero tutti e tre gli adulti. magari a titolo diverso. L’ipotesi di reato è
quella di maltrattamento aggravato da lesioni. Le indagini dovranno ora
accertare non solo le cause del trauma cranico, ma si dovrà fare luce anche sui
segni trovati sul corpo della piccola, in particolare le ecchimosi dei giorni
precedenti farebbero pensare che la bimba da tempo subisse maltrattamenti tra le
mura di casa. Sabato probabilmente è stata vittima di un vero e proprio
pestaggio.

46000 [8]

Buche larghe e profonde, persino il cedimento di una strada, ma la squadra di
operai nei giorni di chiusura degli uffici comunali non c’è ormai da un anno e
il responsabile della polizia municipale pensa al ricorso alla Procura.
Succede
a Terracina dove oltre ai soldi mancano anche gli operai per il pronto
intervento straordinario proprio a causa dei primi. Quelli che tecnicamente
vengono chiamati reperibili ma che da un anno hanno fatto perdere le tracce. Lo
sanno bene gli agenti di polizia municipale che non c’è giorno che passi che non
vengono allertati dai cittadini per il rischio buche. Ieri l’ennesimo episodio
in una strada extraurbana in località La Fiora. Via stretta dove tentavano di
passare due auto. Una ha fatto marcia indietro avvicinandosi sul ciglio della
strada che ha ceduto sotto il peso della vettura e soprattutto delle piogge
costanti di questi ultimi due giorni. Morale, sono dovuti intervenire gli agenti
che a loro volta hanno provato a trovare una soluzione tampone purché sicura per
la circolazione di quel tratto di via La Fiora. Ma di operai neanche l’ombra e
il cedimento è rimasto così come le altre centinaia di buche che con la pioggia
si sono ancora più allargate. E’ dall’inizio del 2010 che nei giorni di sabato e
domenica e nelle ore di chiusura degli uffici comunali il servizio non c’è per
mancanza di soldi. Per questo il comandante Vincenzo Pecchia sta raccogliendo
tutta la documentazione relativa ai mancati interventi per spedirla sul tavolo
della Procura di Latina.
F.Coc.

46000 [9]

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I beni culturali non se la passano bene. A Terracina come altrove. Ma la statua
della della dea Tyche, trafugata oltre 20 anni fa dal Museo civico Capponi e
ritrovata a Mahnattan quasi per destino da un carabiniere in vacanza che fa di
cognome Speranza, ha riportato ieri un’aria di festa in città. Sì, perché se
resta difficile recuperare le migliaia di reperti ancora sepolti nel sottosuolo
cittadino, la restituzione del busto risalente al I secolo d. C. alla città è
apparso comunque di buon auspicio. La dea Fortuna, per così dire, è tornata a
vegliare su Terracina. Studenti, professori, archeologi, politici di ieri e di
oggi, hanno affollato l’aula consiliare ieri per assistere alla presentazione
ufficiale del ritorno a casa della dea Tyche. E soprattutto per vederla dal
vivo. Tra gli ospiti d’onore, accolti dal sindaco Stefano Nardi, il presidente
del Consiglio comunale Patrizio Avelli e l’assessore al centro storico
Luciano Pecchia, a relazionare sulla statua c’era la responsabile provinciale
della Soprintendenza ai Beni archeologici Nicoletta Cassieri, il capitano del
Nucleo investigativo Tutela beni culturali Massimo Maresca e il
maresciallo Michele Speranza, accompagnati dal capitano della Compagnia di
Terracina Alessandro Giordano Atti. Romanzesco il racconto del caparbio
militare, che ha trasformato una sua tranquilla vacanza all’estero in una delle
operazioni più brillanti contro il mercato nero delle opere d’arte. Contro
quelli che nell’ambiente vengono definiti i «Predatori dell’arte perduta». Più
pratico e deciso l’invito rivolto dalla dottoressa Cassieri al Comune: «Rischio
di ripetermi – ha detto – ma vista l’incredibile rilevanza e copiosità di
reperti storici in questa città, Terracina ha bisogno di un museo più grande».
Un messaggio ben preciso accolto dall’assessore Pecchia che ha promesso di fare
il possibile. Tra gli aneddoti emersi durante la cerimonia, il ricordo di quel
1988 in cui, oltre la statua di Tyche furono rubati tanti altri reperti. Tanto
che l’allora assessore, l’architetto Mario Di Mario, presente in sala, decise di
murare le finestre del museo. Un gesto che oggi dovrebbe fare scuola. Ma il
momento più gustoso è arrivato alla fine, quando l’intero consesso si è
trasferito nelle stanze del museo per scoprire la statua. Un mezzo busto in
marmo, privo di testa e di un braccio, piccolo e prezioso. Una ricchezza in più
in un museo che nei suoi modesti spazi custodisce millenni di storia. E che
spera, come il resto della città, che la Fortuna, ora che è tornata,
cominci a dare i suoi frutti.
Diego Roma


La prossima settimana gli alunni che frequentano le scuole di Terracina
rischiano di restare a digiuno.
La ditta che svolge il servizio di preparazione
e trasporto del cibo, infatti, non prende soldi dal Comune e di conseguenza non
retribuisce i 41 dipendenti. L’azienda, la «Solidarietà e lavoro» da due anni in
servizio per il Comune di Terracina, fino a oggi ha tentato di fare fronte
all’emergenza anticipando il denaro. Ma adesso il debito dell’ente
comincia a diventare insanabile. In tutto il Comune deve alla ditta «Solidarietà
e Lavoro» 390 mila euro. I dipendenti – cuochi, aiuto cuochi, autisti e addetti
alla mensa – non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e il 10% della
tredicesima. La data prevista per incassare il salario è scaduta lo scorso 10
gennaio. E fino oggi nessuna rassicurazione concreta è giunta agli operatori.
Che quindi, se la situazione non dovesse sbloccarsi al più presto, minacciano di
incrociare le braccia. La conseguenza sarebbe davvero clamorosa. Tutte le scuole
materne, elementari e medie di Terracina resterebbero senza piatti caldi.
Infatti il centro cottura della «Solidarietà e Lavoro» in via Delibera, ogni
giorno sforna una quantità impressionante di piatti, tra i 1.500 e i 1.600 al
giorno per rifornire gli istituti fino a La Fiora e Borgo Hermada. «Non
riusciamo più a lavorare senza essere pagati – denuncia un’operatrice – e dal
Comune non riceviamo rassicurazioni. È la prima volta che la ditta è in ritardo
con i pagamenti, non ci sembra assolutamente un segnale positivo. Tanto più che
temiamo che i disagi possano continuare per tutto l’anno». Per la prossima
settimana, con ogni probabilità tra lunedì e martedì, è previsto un incontro tra
lavoratori, sindacati, ditta e amministrazione comunale. A meno che il Comune
non riesca a trovare in tempi rapidi una soluzione, i dipendenti sembrano
intenzionati a incrociare le braccia. A quel punto, oltre a 41 operai senza
lavoro, ci si troverebbe davanti a centinaia di bambini a digiuno.
Francesco Avena


Salvata dalla maestra che non c’ha pensato un attimo prima di prenderla in
braccio, scendere di corsa le due rampe di scale e portarla fuori dalla scuola
dove era scoppiato un principio d’incendio.
Lei è un’alunna disabile di una
quarta elementare della «Giovanni Paolo II», a terracina. E’ un’alunna che ha la
necessità, oltre che il diritto, di ricevere l’assistenza scolastica
specialistica che attualmente copre poco più della metà delle ore di cui avrebbe
bisogno per poter vivere serenamente una vita scolastica perlomeno adeguata.
Nella dignosi funzionale era stata chiesta la totalità delle ore (30), ma, visto
che ne ha anche 12 di sostegno «normale», i Servizi Sociali del Comune di
terracina le hanno concesso solo 18 ore di assistenza specialistica, nonostante
la ragazzina non sia assolutamente autonoma. E’ un’alunna di 15 anni che non
riesce nemmeno a uscire da sola dalla sua classe, collocata al secondo piano
dell’edificio perchè è più vicina alla stanza del sostegno. E’ un’alunna adorata
dalle insegnanti, tanto che nel momento dell’evacuazione generale dalla scuola
una mestra si è caricata tra le braccia quei 30 chili di tenerezza e l’ha
portata via, lontana dal pericolo. Ovviamente senza dimenticare di mettere al
sicuro anche tutto il resto della classe. Quella mattina l’assistente
specialistica era stata alla «Giovanni Paolo II», aveva fatto le ore stabilite
ed era andata via. «Ho furiosamente esposto il problema ai Servizi Sociali
perchè l’assistenza specialistica non copre la totalità delle ore scolastiche di
cui mia figlia ha assoluto bisogno- dice la mamma della ragazzina- Ma niente da
fare, non si rendono conto del pericolo, che poteva succedere una tragedia vera.
Dicono che con i tagli previsti dalla riforma Gelimini se assegnassero altre ore
di assistenza specialistica a mia figlia andrebbero contro la legge. Mi chiedo
ma è possibile tutto questo? Secondo la legge chi è responsabile di una ragazza
che non è in grado di camminare da sola per lunghi tratti e di capire il momento
di pericolo?».
Rita Recchia


I ‘diciotto’ provano a riorganizzarsi e a diventare un interlocutore unico per
il PdL ufficiale ed il resto del centrodestra.
Gli assessori e i consiglieri
comunali ribelli alla egemonia di Claudio Fazzone si sono riuniti l’altra sera
nella sala di Villa Tomassini. Tutti presenti, tranne Romano Fantasia (assente
giustificato) e gli altri che hanno aderito ad altre formazioni politiche. I
‘diciotto’ hanno deciso di nominare un coordinatore, Pierino Longo, e dare
incarico ad un gruppo (lo stesso Longo, Valerio Golfieri, Sandro Monti, Antonio
Acanfora, Giovanni Masullo) di preparare un programma in vista delle
amministrative del 2011. Con questo programma, i ‘dissidenti’ intendono
confrontarsi con il PdL ufficiale, rappresentato dal coordinamento di nomina
fazzoniana e dal suo leader, Gianluca Corradini. Previsti anche incontri con il
Pri, attuale alleato di governo. All’iniziativa dei ‘diciotto’ hanno aderito
anche consiglieri comunali, come per esempio Sandro Monti e Antonio Acanfora,
considerati ormai prossimi ad un ritorno nel PdL di Fazzone. «Anche noi siamo
pidiellini», hanno commentato i partecipanti alla riunione.
Andrea Di Lello



Da Borgo Hermada è partito l’ennesimo allarme buche sulle strade. La situazione è
diventata intollerabile soprattutto in via Tedorico, in via Sani e in via
Macchia di Piano I. Su quest’ultima arteria sembra che la circolazione degli
utenti sia diventata davvero impossibile, in una parola soltanto pericolosa. Ci
sono stati anche episodi molto recenti di pneumatici scoppiati e di cerchioni
storti dopo che l’ennesima auto è finita in uno di quei crateri. Sono ovviamente
partite le segnalazioni ai vigili urbani ma al momento la situazione non è
cambiata di una virgola. Anzi, di una buca.
Ri.Re.



CAVILLI, dubbi, procedure da accertare. Sta creando più di qualche frizione in
Comune l’applicazione dell’Ici sulle aree fabbricabili. Un onere prescritto per
legge, che però a Terracina si sarebbe arenato su cavilli burocratici, specie
sui terreni edificabili in località La Fiora, dove pare che i residenti non
abbiano gradito il balzello. C’è chi, in Comune, vorrebbe rivedere le carte e
rinviare tutto. Ma si rischia di non rispettare una legge su cui è competente la
Corte dei conti. Si tratta, in fondo, di milioni di euro. Una delle
questioniposte sembra essere il Pai, il piano di assetto idrogeologico, che
indica il livello di edificabilità dei terreni. Un cavillo tecnico. Ma i più
maligni già pensano ad obiettivi elettorali. Far «risparmiare» l’imposta ai
residenti de La Fiora a pochi mesi dalle elezioni, per più di qualcuno sarebbe
un vantaggio in termini di voti.
D. R.


Finestre bloccate usando i manici delle scope e vetri tenuti chiusi con il
nastro adesivo.
I ganci non funzionano come dovrebbero e nessuno interviene per
ripararli. E allora ci si arrangia come si può. E’ la tragicomica situazione che
esisterebbe tra i corridoi dell’Istituto Scolastico Comprensivo Borgo Hermada di
via dei Bonificatori, nella frazione alle porte di terracina. Sono gli stessi
genitori degli alunni che frequentano la scuola, che comprende medie ed
elementari, a evidenziare questo stato di cose che ha davvero dell’assurdo.
Soprattutto se si pensa ai recenti lavori di messa in sicurezza realizzati
appena qualche anno fa con un finanziamento in gran parte erogato dalla Regione
Lazio (320 mila euro, che il Comune ha anche rischiato di perdere come più volte
denunciato dal «Circolo delle Frazioni») e con un contributo minore messo a
disposizione dall’amministrazione comunale di terracina. Quel lavori sono
serviti a dotare l’istituto di un impianto antincendio interno a norma,
effettivamente realizzato, e a sostituire tutti gli infissi oramai datati con
delle nuove e più funzionali finestre scorrevoli. E fin qui, tutto bene. Ad
aggiudicarsi la gara d’appalto era stata una ditta non della zona con la quale
pare che l’ente pubblico abbia avuto a che dire, soprattutto per questioni di
collaudo finale prima della consegna dei lavori. Fatto sta che qualche tempo
dopo che il cantiere aveva tolto le tende gli infissi nuovi di zecca avrebbero
iniziato a dare qualche problemino. Ogni volta che bisognava chiudere le
finestre il personale non docente non avrebbe avuto affatto vita facile, alle
prese con i ganci che agganciavano poco e male e con i vetri che di chiudersi
per bene proprio non volevano saperne. E allora sarebbe stato necessario
aguzzare l’ingegno e la fantasia e armarsi di scopettoni, scope e rotoli di
nastro adesivo. Una situazione che, a quanto pare, esisterebbe ancora oggi visto
che continuano le lamentele di genitori e bidelli, ovviamente fatti recapitare
direttamente in piazza Municipio. Ma da lì nessuno interviene perchè, così pare,
ci sarebbe un procedimento giudiziario in corso tra l’ente e la ditta che ha
realizzato i lavori. Lavori che avrebbero visto anche l’impiego di tecnici
esterni. Nel frattempo che loro risolvano le questioni di tribunale, gli altri,
ovvero chi «vive» la scuola di via dei Bonificatori, resta alle prese con scope
e scotch.
Rita Recchia


LA voce circola insistentemente, e non solo nelle stanze della politica.
Potrebbe presto spuntare il nome di Paolo Cerilli a capo di una lista del
centrodestra per concorrere alla poltrona di sindaco alle prossime elezioni
amministrative. Il consigliere di maggioranza rientrato da pochi mesi in
Consiglio comunale ma con un trascorso da primo cittadino sia a Terracina che a
Sperlonga, secondo quanto trapelato da alcune indiscrezioni sarebbe oggetto di
pressanti proposte di candidatura da parte di un folto gruppo di consiglieri di
maggioranza. Non solo. A mostrare entusiasmo per un’eventuale candidatura di
Cerilli ci sarebbero anche alcuni dipendenti comunali, che negli ultimi tempi
hanno lavorato a braccetto con il consigliere, delegato dal sindaco Stefano
Nardi agli affari di bilancio. Raggiunto telefonicamente, Cerilli non si
sbottona: «Non nascondo che sarei onorato di candidarmi per la mia città alle
prossime elezioni, ma ritengo anche che attualmente non ci siano le condizioni
politiche per fare questa scelta. Non servirebbe a nulla, ora come ora, tirare
il mio nome in ballo. Sarebbe solo un nome in più da aggiungere agli altri».
Difficile capire, nell’arcipelago del centrodestra locale, chi abbia lanciato la
proposta a Cerilli. Mentre il Pdl si organizza per lanciare Nicola Procaccini, è
facile immaginare che a «corteggiare» il consigliere di maggioranza siano le
forze politiche che sono rimaste fuori dal progetto del partito di Berlusconi.
Il diretto interessato non fa nomi, ma è certo che in questi giorni stanno
lavorando a pieno ritmo il partito Repubblicano, Futuro e Libertà e altri
consiglieri intenzionati a costruire una grande coalizione di centrodestra.
Qualcuno di loro essere proprio in cerca del candidato giusto. E chissà, il nome
di Cerilli potrebbe mettere d’accordo tutti.
D. R.


Riflettori puntati sulla pesca della «calamita» del Lago di Fondi e sulla
filiera ittica corta di terracina.
Domenica 23 gennaio nella trasmissione
televisiva “Pianeta Mare” (in onda su Rete Quattro dalle ore 11 alle 13 ) i
pescatori della Federcoopesca-Confcooperative mostreranno alle telecamere di
Rete Quattro le due diverse “anime” della pesca: quella in mare e quella di
acqua dolce. «A terracina – evidenzia Claudio Brinati, presidente Federcoopesca-
Confcooperative Lazio- c’è una delle prime esperienze di filiera corta nel
settore ittico, che non offre però solo la possibilità di acquistare prodotto
appena pescato, ma, anche appena cucinato, da consumarsi sul posto o da portare
via».

La svolta tanto attesa in casa Terracina è finalmente arrivata. Dopo la crisi
scoppiata domenica scorsa e proseguita per tutta la settimana, si attendeva
solamente una scossa in grado sia di ristabilire l’ordine ma anche di segnare un
cambiamento rispetto agli ultimi mesi. L’allenatore e la squadra non potevano
più accettare di lavorare in una situazione di continua precarietà, senza sapere
quando e se avrebbero percepito i loro stipendi e quali fossero i reali
obiettivi della società biancoazzurra. Per questo si è optato per una soluzione
quanto mai drastica: il presidente nonché proprietario De Filippis ha deciso di
cedere la società. I nuovi proprietari rispondono al nome di Biagio Minchella e
Gianni Riccardi. Questo nuovo «duopolio » si è presentato come la migliore delle
soluzioni possibili per salvare il Terracina Calcio. Allenatore, giocatori e
staff tecnico si erano posti come limite ultimo per la risoluzione dei problemi
societari la giornata di giovedì, limite prolungato poi alla mattinata di
venerdì non appena hanno saputo che erano in corso alcune trattative molto
importanti. E la trattativa si è chiusa oggi con il rilevamento della società da
parte di Minchella e Riccardi. Nonostante i nuovi proprietari non abbiano ancora
parlato con tutte le parti in causa, già il fatto che ci sia stato un movimento
importante dal punto di vista societario rappresenta una garanzia importante per
tutti. Comunque a breve verranno organizzati dei colloqui con l’intera squadra e
con il tecnico, durante le quali verranno offerte loro tutte le rassicurazioni
del caso, soprattutto quelle economiche. Ciò che è importante è che gli
allenamenti non verranno in alcun modo interrotti. La squadra aveva minacciato
di non presentarsi alla seduta odierna e, di conseguenza, di non scendere in
campo nemmeno per la delicata partita di domani contro l’Anitrella. Invece oggi
l’allenamento si svolgerà regolarmente e non c’è quindi nessun pericolo che la
gara prevista per domani al «Colavolpe».
Alessandra Stefanelli


Il Consiglio comunale è stato convocato per lunedì 24 gennaio 2011, alle ore
18.30, per trattare il seguente ordine dei lavori.

1. Di Pinto c/ Comune di Terracina. Sentenza Tribunale di Terracina n.238/2008.
Riconoscimento debito fuori bilancio.
2. Di Pasquale Maria c/ Comune di Terracina. Sentenza Tribunale di Terracina
n.298/2010. Riconoscimento debito fuori bilancio.
3. Sentenza Tribunale di Terracina n.16/2007. Mattacchioni Mauro c/ Comune di
Terracina. Riconoscimento debito fuori bilancio.
4. Alienazione terreno di uso civico edificato. Ditta Gabellieri Patrizia.
5. Alienazione terreno di uso civico edificato. Ditta Meneghello Luca.
6. Alienazione terreno di uso civico edificato. Ditta Feudo Giuliano e Feudo
Roberto.
7. Alienazione terreno di uso civico edificato. Ditta Lauretti Tonino.
Integrazione ordine del lavori del Consiglio comunale del 24.1.2011.
8. Individuazione dei beni di proprietà comunale al fine del loro conferimento
alla Terracina Ambiente S.P.A. per la copertura delle perdite di spettanza
dell’Ente mediante azzeramento del capitale e sua ricostruzione.
9. Ricognizione degli immobili di proprietà suscettibili d alienazione e/o
valorizzazione da allegarsi al bilancio di previsione per l’anno 2011 e
pluriennale 2011/2013.



I calcinacci dell’urbanistica elettorale

Niente va più di moda dell’urbanistica in campagna elettorale. E’ un trend diffuso, ma a Terracina assume contorni assai originali. Da qualche giorno la città è attraversata da una nuova ondata di varianti, pareri, progetti, studi di fattibilità. Roba vecchia o nuova, non importa. E’ il sapore che lasciano. Quel sapore unico, che conferma come tutto, a Terracina, si può fare e si può disfare, promettere e smentire, dimenticare e ricicciare quando si vuole. Quando si tratta di mattone, l’elettorato si fa flessibile, ai limiti della smemoratezza. Specie se il mattone riguarda lui.

Nei giorni scorsi, ad esempio, è spuntato uno studio di fattibilità su un progetto di nuovo porto. Risale nientemeno che al 2003 ed è poco più di un’ipotesi, che in 8 anni non ha trovato nessuno che se ne interessasse veramente. E’ lo stesso studio usato nella campagna elettorale del 2006 dalla coalizione guidata dal sindaco Nardi. Un progetto riciclato, dunque, destinato ad un ciclo ben preciso: promessa-oblio-promessa-oblio. Non è l’unico. Rispunta la piscina, sotto forma di “Cittadella dello sport”. Pensate che si sta ragionando su un planovolumetrico risalente al 1978! Lì, ora, ci gracchiano le rane, oggi come ieri, ma quel che conta è che se ne ritorni a parlare. Nardi ha detto che “Lauretti (il consigliere comunale Alfredo Lauretti, referente della ditta che dovrebbe ultimare i lavori ndr), che è un vallecorsano, una persona tosta, terminerà i lavori”. Avremo la cittadella dello sport, insomma. Un messaggio ben preciso a chi dovrà votare in primavera.

Il mattone, in definitiva, si conferma il tema con più appeal per orientare il voto. Perfino un ex sindaco quasi dimenticato come Giovanni Zappone, che oggi vorrebbe rientrare in carreggiata con il partito dell’Udc, se deve fare un discorso sullo sviluppo economico di Terracina non ha niente di meglio da tirar fuori che il Piano Casa. Edilizia, edilizia e ancora edilizia. E d’altronde i Suap, i Pua agricoli, le innumerevoli sanatorie concesse da qualche mese a questa parte, i rilasci dei permessi a costruire, di cosa parlano se non di un grande assalto cementizio e privo di regole al territorio comunale buono per tute le stagioni? L’esperienza non ha insegnato niente. Il sequestro del Green Village, il cantiere avviato grazie ad un Suap sulla provinciale per San Felice Circeo poi dichiarato abusivo dalla Procura dovrebbe consigliare una certa prudenza. E invece niente.

L’importante, a Terracina, è costruire sogni di cemento. Perché poi non importa se restano nel cassetto, si trasformano in cattedrali nel deserto, non vengono nemmeno avviati. Quando si offre una prospettiva di movimento della macchina edilizia, la cosa fa sfregare le mani a molti e stimola piccoli e grandi interessi. Tutti legittimi, per carità. Dalle ditte ai consulenti, progettisti, geometri, inegneri che fanno girare l’economia. Il problema però è un altro. Il progetto e la consulenza dovrebbero essere un mezzo, non un fine. A Terracina, da tempo immemore, sembra l’esatto contrario.

(Post tratto da cronachepontine.wordpress.com)

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Beni comunali da conferire alla terracina Ambiente per pagare i debiti
dell’amministrazione Nardi.
E’ l’ultima puntata della travagliata vicenda della
società mista nata, invece, per risolvere una volta per tutte le annose
questioni finanziarie della gestione del servizio di igiene urbana. Ieri,
durante una conferenza dei capigruppo, è stata proposta, per motivi di urgenza,
una possibile integrazione all’ordine del giorno del consiglio comunale del
prossimo 24 gennaio con il seguente punto: «Individuazione dei beni immobili di
proprietà comunale al fine del loro conferimento alla terracina Ambiente Spa per
la copertura della perdita di spettanza dell’Ente mediante azzeramento del
capitale e sua ricostituzione». A dare notizia del fatto, è Gino Di Mauro,
consigliere comunale di opposizione, che, in assenza di una delibera di giunta,
ha chiesto, come afferma in una nota, di spiegare i motivi per i quali al
provvedimento viene attribuita un’urgenza tale da non consentirne i necessari
approfondimenti. Significativa la risposta ricevuta:« L’urgenza è analoga a
quella che si presenta in un consulto medico che ravvisa la necessità di un
intervento urgente pena il decesso del paziente». terracina Ambiente, dunque,
quasi all’ultimo stadio di una malattia che l’affligge fin dalla sua nascita.
«Sono stato facile profeta -commenta Di Mauro- quando, durante il consiglio
comunale in cui si discuteva dell’istituzione della tariffa integrata, ho
asserito che la terracina Ambiente è un pozzo senza fondo e che le difficoltà
finanziare e le gravi inadempienze contrattuali derivavano oltre che da
insipienza, se non da altro, di coloro che hanno approvato la gara indetta nel
2005, anche dal fatto che, dato il disastro delle casse comunali, il comune,come
maggior azionista, non avrebbe potuto apportare i capitali necessari per la
sopravvivenza e ripresa della società». Alienare i beni comunali per pagare i
debiti: l’amministrazione Nardi ci pensava da tempo e ora passa all’azione.
Andrea Di Lello



RESTA il mistero fitto sul «blitz» fatto in Regione sulla proposta di
razionalizzazione scolastica presentata dal Comune di Terracina e dalla
Provincia per le scuole cittadine.
All’indomani della pubblicazione del
documento di dimensionamento scolastico approvato dalla giunta, non si scioglie
il punto interrogativo sui motivi che hanno spinto qualcuno, non si sa bene a
che titolo e con quali motivazioni, oltre che a poche ore dalla discussione in
giunta, a modificare il piano di riorganizzazione dei plessi scolastici del
Comune di Terracina. Un’ipotesi di accorpamento che era già stata decisa e
ragionata con i dirigenti, accolta dalla Provincia, e che, incomprensibilmente,
è andata di traverso a qualcuno in Regione. Da fonti affidabili si apprende
infatti che quel fax, dal Comune è partito nella sua forma originaria. E fino a
due ore prima della giunta, è rimasto tale. Solo dopo, in pochissimo tempo, una
«penna» fantasma ha cambiato le carte in tavola. Dall’ipotesi iniziale (centri
comprensivi di Borgo Hermada, Montessori, Don Milani e G. Paolo II) è stata
cassato l’istituto Giovanni Paolo II e inserito il «Fiorini». Perché? Mistero.
Fatto sta che il nuovo istituto comprensivo, «Fiorini», tanto comprensivo non è
dal momento che manca della scuola media ed è costituito da sole scuole primarie
e dell’in – fanzia. Intanto tra dirigenti e docenti si rincorrono gli
interrogativi. Con una lettera la comunità scolastica della scuola «Giovanni
Paolo II» accusa gli assessori regionali di aver «senza darcene una ragione
deciso per noi». Perché quella proposta era stata concertata con il Comune. «Con
quali criteri – si chiede – sono stati decisi gli accorpamenti? Perché si è
passati da una prima ipotesi ragionata ad una seconda che di fatto non tiene
conto delle indicazioni iniziali? Non ci risultano monitoraggi avviati nelle
scuole interessate. La Giunta Regionale, disattendendo le scelte e le
valutazioni precedenti ,che prevedevano l’istitu – zione dell’Istituto
Comprensivo Giovanni Paolo II, ha deciso – pare senza concrete motivazioni – per
un diverso accorpamento che, di fatto, comporta la negazione della nostra
identità culturale di Circolo». Non solo. Il corpo docente sente «l’urgenza mor
a l e » d i informare gli organi competenti «di questo paradossale atto di
sciatteria istituzionale, che in tempi in cui si dice di voler premiare il
merito delle singole scuole, è una palese ed illogica c on tr ad d iz io ne , in
cui non ravvisiamo motivazioni oggettive ma strani meccanismi che non possiamo
certamentecondividere».
Diego Roma



Dopo un anno nulla di nuovo all’ombra di San Sebastiano. Per il corpo della
polizia municipale di terracina non si parlerebbe di nuove assunzioni, semmai di
«mobilità» da parte di qualche agente sparso nei tanti comandi d’Italia e
destinato ad arrivare a terracina. Ma guai a parlare di un nuovo concorso per
rimpinguare una volta per tutte lo sparuto corpo dei vigili urbani, che al
momento si muove su un territorio di competenza di circa 117 chilometri quadrati
con a disposizione un’unica pattuglia di polizia stradale, una pattuglia e mezzo
(3 agenti) di polizia commerciale e 3 pattuglie per l’edilizia. Se l’obiettivo
dei 110 agenti (in virtù della legge regionale) appare come un’utopia, anche
quello di almeno una sessantina di vigili urbani non sembra facilmente
raggiungibile. L’ha fatto capire ieri, nemmeno troppo tra le righe, il sindaco
Stefano Nardi durante la tradizionale cerimonia in onore di San Sebastiano, che
dopo la messa in Cattedrale (nella foto un momento) ha visto riunirsi tutti
nell’aula consiliare per ascoltare il consuntivo 2010 dell’attività della
polizia locale. Nella stessa occasione l’anno scorso Nardi aveva detto che uno
dei suoi «ultimi colpi di coda» alla guida della città sarebbe stato l’autonomia
economica per i vigili urbani e un bando di concorso a tempo indeterminato per
avere sempre a disposizione una graduatoria di agenti da usare d’estate e in
altri momenti dell’anno in cui ce ne fosse bisogno (il precedente bando, scaduto
nel giugno 2010, aveva durata triennale). Al momento il colpo di coda non c’è
stato, e ridendo e scherzando non manca poi troppo all’arrivo della bella
stagione. Senza un nuovo concorso non si saprà proprio dove prenderli gli
stagionali. Sempre che sia ancora intenzione dell’amministrazione comunale
rafforzare il corpo almeno nei mesi estivi. Quanto ai numeri prodotti nel 2010,
restano alti quelli del nucleo di polizia stradale con 8.881 verbali per un
totale di 285 mila euro circa, già riscossi, e altri 290 mila euro circa, in via
di riscossione. E’continuata la lotta all’abusivismo edilizio (143 informative
di reato) e commerciale (309 infrazioni rilevate e 203 sequestri
amministrativi),soprattutto verso gli ambulanti extracomunitari. «L’anno scorso
è stato il più faticoso dei miei 34 anni di carriera- ha detto il comandante
Vincenzo Pecchia- E’ stato un anno connotato, diciamo così, da stress lavorativo
che ho superato grazie ai miei ragazzi che hanno capito che il nostro corpo non
è una sommatoria di agenti ma una sintesi, un’unicum». Chi ha voluto intendere
ha inteso bene che Pecchia deve aver fatto riferimento soprattutto alle
difficoltà incontrate nel periodo estivo quando non si è fatto altro che
«chiacchierare» di un suo imminente trasferimento alla Protezione Civile che
alla fine è rimasto solo una «chiacchiera». Non sono, invece, chiacchiere la
carenza cronica di agenti che lascia scoperta la cosiddetta fascia della
sicurezza che al cittadino interessa molto di più dei verbali agli automobilisti
o ai commercianti in anticipo sui saldi.
Rita Recchia



Un «errore tecnico». Così il Partito repubblicano definisce il voto contrario
dato mercoledì in commissione Statuto sulla proposta presentata dal
consigliere di maggioranza Paolo Cerilli di vietare la nomina assessorile ai
primi eletti al Consiglio comunale. Il Pri fa dietrofront e parla di «troppa
fretta» e «mancato confronto» con il relatore della proposta. «Riteniamo
di aver disatteso ad un nostro principio con il nostro
voto» spiega il Pri, che «non può che appoggiare e sostenere la proposta del
consigliere Cerilli». «I voti non sono sufficienti a fare diventare un “eletto”
un assessore» proseguono i repubblicani, che definiscono la prassi difesa
dall’intera commissione come una «perversione istituzionale» che «produce uno
snaturamento delle ordinarie funzioni di vigilanza e controllo sulla Giunta
Comunale da parte del Consiglio. E i risultati sono sotto gli occhi
di tutti».
D. R.



E’ atteso per questo pomeriggio alle 18 presso lo Stonehenge pub a terracina
(LT) in via Pontina km 150 + 500 la clinic di Reb Beach, il chitarrista dei
Whitesnake (ex Dokken e Winger).
Durante l’evento, presentato da Obiettivo
Musica e Circeo Music school, Reb spiegerà ai partecipanti i segreti della sua
tecnica. Reb passa la sua gioventù suonando sulle note dei dischi di Aerosmith,
Sammy Hagar e Ronnie Montrose. Dopo solo un paio di semestri alla Berkeley
School Of Music capisce che l’insegnamento tradizionale non fa per lui e, in
meno di un anno, si trasforma in uno dei session players più ricercati
dell’industria musicale. Lavora con importanti nomi quali Eric Clapton, Bob
Dylan, Roger Daltrey, Chaka Kahn, Howard Jones e i Twisted Sister. Il successo
lo ottiene suonando con Winger, Dokken e il suo attuale gruppo i Whitesnake. Per
prenotazioni e informazioni: www.obiettivomusicalatina.it oppure chiamare il
numero 3392310727. Il costo dell’ingresso è di 20 euro.



E’ una serata di vero rock and roll quella che si svolgerà questa sera al Gotham
Pub di via Roma 84 a terracina.
A guidare i “Bombelvis & The Hound Dogs” c’è
Massimiliano Sorrentino, interprete ed intrattenitore, pronto a prendere per
mano il pubblico in un appassionato viaggio fra il mito e la storia di uno dei
personaggi più rivoluzionari dei nostri tempi. Con lui un folto gruppo di
musicisti: Andrea De Cesaris alla batteria; Claudio Scandurra alla chitarra
solista; Marco Molinari alla chitarra acustica e Sergio Iossa al basso.



La «Fortuna» di terracina in vetrina alla XXX Edizione della Mostra europea del
Turismo e delle Tradizioni culturali organizzata a Roma nell’ambito delle
celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La mostra dal titolo «Arte
forza dell’unità-Unità forza dell’arte» si svolgerà dal 23 aprile all’11
settembre 2011 presso il miseo nazionale di Castel Sant’Angelo, organizzata dal
Centro Europeo per il Turismo Sport e Spettacolo. Il comitato scientifico del
Centro ha chiesto in prestito all’amministrazione comunale di terracina un busto
marmoreo risalente al I-II secolo d.C. che fa parte della collezione del museo
civico «Pio Capponi». Ovviamente l’ente ha ben accolto la proposta dando l’ok al
prestito. Non è la prima volta che reperti di terracina vengono esposti in
importanti consessi culturali.
Ri.Re.



ESCE di casa come tutte le mattine ma poi, quando rientra trova l’abitazione
messa a soqquadro.
L’ennesimo furto in appartamento si è verificato ieri mattina
nel villaggio «Mediterraneo» sulla Pontina. I ladri hanno agito in pochi minuti,
in pieno giorno, svaligiando l’allog – gio per poi fuggire prima senza lasciare
tracce. L’al – larme ai carabinieri di Terracina è giunto nella tarda mattinata
di ieri, quando il proprietario di casa è tornato nel l’abitazione. I militari
hanno effettuato un sopralluogo e avviato le indagini per risalire ai
responsabili del «colpo». Il bottino è ancora in via di quantificazione, ma
dovrebbe consistere in soldi, oro e preziosi per un valore complessivo di
qualche migliaio di euro. Non si esclude che i malviventi fossero organizzati in
una squadra, ciascuno con il suo ruolo. Uno dei ladri potrebbe aver seguito i
movimenti della vittima, fungendo da «palo». Mentre il proprietario di casa
veniva costantemente tenuto d’occhio per evitare contrattempi imprevisti durante
il «colpo», gli altri ladri entravano nell’appartamento svaligiandolo.
F. A.

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Rapina lampo in una tabaccheria armati di bomboletta spray urticante. E’
accaduto martedì sera a terracina, ai danni di un’attività commerciale di via
Anxur, zona non centralissima della città. Al momento della chiusura, tre tizi
con il volto travisato da una sciarpa sono entrati nella tabaccheria dove in
quel momento si trovavano le titolari. I tre, che all’apparenza dovevano essere
piuttosto giovani, non hanno brandito altra arma se non una bomboletta con la
quale hanno cercato di mettere fuori gioco i proprietari del negozio. I
furfanti, infatti, hanno spruzzato sui loro occhi del materiale urticante, così
da avere campo libero e fare man bassa dei soldi. O perlomeno questi dovevano
essere i piani originari dei malviventi. Visto che la tabaccheria stava quasi
per chiudere, l’incasso della giornata non c’era già più nel cassettino del
registratore di cassa. I rapinatori lo hanno trovato miseramente vuoto. A questo
punto, per evitare di fare totalmente flop, pare abbiano afferrato un mazzetto
di Gratta&Vinci, del valore di qualche migliaio di euro. Dopodichè si sono dati
alla fuga, sembrerebbe a piedi. Forse poco distante li stata aspettando il palo.
Intanto è scattato l’allarme al 113 e gli agenti del commissariato di via
Petrarca hanno fatto i primi sopralluoghi necessari, coadiuvati dal personale
della Scientifica. Vista la dinamica, non si può escludere che ad agire sia
stato qualcuno non proprio professionista del mestiere, magari qualche furfante
in erba. Il che, comunque, non rende meno grave l’accaduto. La polizia del vice-
questore Rita Cascella è sulle tracce della banda che ha deciso di agire in un
orario in cui via Anxur, già solitamente poco trafficata, doveva esserlo ancora
di più. Alla ricerca della banda dallo spray urticante.
Ri.Re

45000 [3]

Debiti su debiti, fino ad arrivare a qualcosa come 70 milioni di euro (somma
certificata dal bilancio comunale).
E l’anticamera dell’ufficio ragioneria, per
la presenza di tanti creditori, somiglia sempre più spesso al «salone dei passi
perduti» di savoiarda memoria. L’ultimo caso scoppiato è quello della ditta
Solidarietà e Lavoro, che gestisce il servizio di mensa scolastica. I 38
dipendenti minacciano lo sciopero, dal momento che non hanno ancora ricevuto la
paga di dicembre e temono per l’immediato futuro. «Da quando abbiamo avviato il
servizio, nel novembre 2009, il Comune non ci ha ancora versato un euro. In
tutto questo tempo abbiamo accumulato un credito di 490 mila euro. Non siamo
riusciti – dichiara Giampaolo Di Festa per conto della ditta romana – a
sopportare più oltre una tale situazione critica. Non abbiamo voluto creare
sofferenze economiche ai dipendenti, specie a ridosso delle feste di Natale. Si
tratta di persone, che lavorano con abnegazione ogni santo giorno, per
assicurare un servizio importante per la comunità. Abbiamo provato a proporre al
Comune un piano di rientro, ma non c’è stato alcun riscontro. Non vorremmo
arrivare a ricorrere al tribunale, come è successo per le aziende precedenti».
Operai in fermento anche quelli della A&Tech, la ditta torinese, che cura la
pulizia dei locali comunali. «Domani (oggi, per chi legge) dovremmo ricevere la
paga di dicembre e la 13^, ma ancora non ci è arrivata la busta paga, per cui
abbiamo paura che il tutto possa ancora una volta slittare». Anche in questo
caso il Comune è debitore (circa 50 mila euro). Vanta un credito pure
l’associazione «Amici dell’Arte» (26 mila euro originarie lievitate col tempo a
36 mila). Il Comune non dà esecuzione neanche alle delibere dei commissari ad
acta, che hanno disposto il pagamento di oltre 450 mila euro per le parcelle di
due professionisti. E c’è una famiglia, che reclama i 370 mila euro
riconosciutile per un esproprio di 20 anni fa. «Mi sono salvato» confessa un
ristoratore «solo perché, ad un certo punto, non ho accettato di organizzare
ulteriori banchetti per il Comune». Comune sotto assedio da parte dei creditori.
«Gennaio è un mese nero» spiega la dirigente del dipartimento finanziario Ada
Nasti – dal momento che a dicembre bisogna pagare tredicesime, contributi e
mutui». Il rischio per l’immediato futuro è che le cuoche e le addette alle
pulizie incrocino le braccia, con la conseguenza che gli alunni rimarranno senza
pranzo e i locali comunali verranno lasciati sporchi. Situazioni estreme verso
cui si va incontro. Spiragli in vista non ci sono. Gli operatori lamentano di
trovarsi di fronte come un muro di gomma. Intanto non sorride ai terracinesi
sapere che ognuno di essi ha sulle spalle un debito di circa 1.700 euro.
Ercole Bersani

45000 [4]

Dodici mesi per far partire i lavori della nuova Roma-Latina. Ad annunciarlo è
l’assessore ai lavori pubblici del Lazio, Luca Malcotti. ”Stiamo lavorando per
arrivare entro fine anno ad affidare il progetto esecutivo della Roma-Latina e
poi ad affidare i cantieri”, ha annunciato Malcotti durante un convegno con i
costruttori romani e del Lazio, presso l’Acer. L’assessore ha poi voluto
ricordare che il progetto della Roma-Latina è “per il 60% in finanza di
progetto” e ha aggiunto: “ci saranno anche 46 chilometri di viabilità
complementare (la tengenziale di Latina, più tutta una serie di vie accessorie
di innesto). Il tutto in un unico grande appalto e l’interesse della Regione è
che le imprese del territorio siano protagoniste di questa vicenda. Il progetto,
che sto tentando di portare avanti attraverso l’Astral è di prolungarla fino a
Terracina, per servire anche il sud pontino”.

45000 [5]

Oggi anche a terracina si festeggia San Sebastiano, il patrono della polizia
municipale di tutta Italia, un personaggio storico vissuto tra il III ed il IV
secolo d.C. e martirizzato perché aveva diffuso il credo cristiano nell’Impero
Romano.
Il 3 maggio del 1957 papa Pio XII lo ha proclamato «custode di tutti i
preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati Vigili Urbani». Alle 10
di questa mattina è prevista la santa messa presso la cattedrale di «San
Cesareo» celebrata da don Peppino, alla presenza delle massime autorità civili e
militari della città; alle 11 ci si sposterà nell’aula consiliare per il saluto
del sindaco Stefano Nardi, dopodiché Vincenzo Pecchia, comandante della polizia
municipale, illustrerà le attività del corpo stilando un consuntivo dello scorso
anno.
Ri.Re.

45000 [10]

Scende la sera a Borgo Hermada, popolosa frazione del comune di Terracina
(Latina).
Sono quasi le 8. Comincia il “tiro a segno”. Per gli indiani che qui
vivono numerosi, sono circa un migliaio, e’ meglio non farsi vedere in giro,
soprattutto lungo i marciapiedi. E’ meglio perche’ una delle “passioni” di
qualche gruppo di giovani italiani balordi e quella di girare in automobile
bevendo birra e di lanciando le lattine vuote contro gli indiani. Chi li
colpisce vince una bevuta gratis. Cosi’. Fino a quando la sbronza non li
annebbia e sono costretti a tornare a casa. “Succede spesso, soprattutto
d’inverno quando il Circeo si svuota di turisti e villeggianti – racconta Nanda,
un indiano che a Borgo Hermada cerca di aiutare i propri connazionali a
inserirsi, a trovare un lavoro -. E’ odioso”. Quando diventano alticci, i
balordi che in automobile “giocano al tiro a segno”, diventano piu’ pericolosi.
A volte lanciano anche le lattine piene. Fanno male se arrivano a bersaglio. Tra
i giovani di Borgo Hermada c’e’ poca voglia di raccontare tutto questo. Tutti
dicono di sapere ma non di aver mai visto di persona. Nessuno ammette di essere
stato bersagliato. Ma e’ sera ed e’ meglio non farsi vedere in giro. Meglio
tornare a casa.

45000 [11]


Dalla «sala-professori» al «salotto professori ». Al Liceo scientifico «Leonardo
da Vinci» non soltanto nuovi laboratori per la didattica e e il «Punto Giovani»
per gli studenti, ma anche strutture riservate ai docenti per prevenire il «burn
out», quella fase in cui lo stress si manifesta come malattia. Perché, se la
vulgata vuole gli insegnanti impegnati al minimo e, dunque, quasi invulnerabili
alle patologie lavorative, le ricerche in questo campo mostrano proprio il
contrario. Esistono perciò finanziamenti pubblici per realizzare all’interno
delle scuole ambienti nei quali i professori possano «staccare», magari nell’ora
di buco o quando necessitati a restare in istituto per collegi e consigli di
classe pomeridiani. Finanziamenti che il dirigente del Liceo ha chiesto,
ottenuto, utilizzato. Il risultato è la «Sala 3R», fruibile da parte degli
insegnanti dalla fine delle vacanze natalizie. Uno ci entra e gli sembra di non
essere più a scuola. Niente cassettiere color grigio che foderano le pareti
della «sala professori», o il lungo anonimo tavolo stile refettorio anni ‘60, o
le bacheche zeppe di avvisi. La stanza antistress ti accoglie con lampade che
irradiano luci soffuse, quadri alle pareti, poltroncine, divani, séparé,
paraventi decorati. E poi tende alle finestre e le suppellettili di diversi
colori. In un angolo un lettore Cd, con i relativi compact, e una grande
televisione a schermo ultrapiatto attaccata ad una parete. Il personale Ata
provvede diligentemente alle pulizie e la temperatura nella stanza è sempre
gradevole. E siccome gli insegnanti, come è ovvio, stanno soprattutto in classe,
la «Sala 3R» non è mai affollata (salvo il festeggiamento durante la ricreazione
di un compleanno o di un altro evento personale), garantendo in questo modo le
condizioni giuste per tirare il fiato. Poi suona la campanella e si torna in
aula: con più voglia.
Andrea Di Lello

45000 [12]


Chi è arrivato si è rivelato peggiore di chi se ne è andato. Questo è il motivo
per cui molti elettori non hanno più punti di riferimento, disillusi dal centro
destra e diffidenti verso il centro sinistra. La gente avverte una sensazione di
disagio e di malessere: lavoratori dipendenti, imprenditori, massaie e
pensionati e giovani non sono immuni da questo disagio. Tanto possono generare
un sindaco ed una maggioranza inadeguati, e Terracina appare oggi ripiegata su
se stessa, priva di reazioni ed incerta sul futuro. L’economia è in crisi, e
posti di lavoro non ce ne sono. Nei settori dove si dovrebbe fare formazione
siamo tragicamente assenti, e nella graduatoria del reddito pro capite siamo
scesi agli ultimi posti. Da un ventennio non viviamo un momento di slancio, un
episodio che ci abbia fatto ben sperare per il futuro, e i cittadini soffrono la
delusione per le occasioni perdute, per ciò che poteva essere e non è. Ma il
quadro istituzionale è stato creato con il voto, e se oggi c’è una politica che
non piace e non convince, è perché nessuno ha messo in atto il nesso
strettissimo che lega la riforma del “sistema Comune” alle riforme economiche e
grandi realizzazioni. Il problema della competitività terracinese passa per i
nodi della valorizzazione delle aree archeologiche, dell’innovazione
dell’offerta turistica e per la ristrutturazione dei servizi, ma la premessa di
fatto è proprio il cattivo funzionamento del Comune, frutto di vizi burocratici,
di criteri politici e sindacali obsoleti, di isolamento dal mondo della
tecnologia e dell’innovazione, nonché di arbitraria opacità nella distribuzione
delle risorse. La macchina comunale, i servizi, il sistema portuale turistico e
commerciale, ed il riassetto del territorio, si pongono alla base della cerniera
che collega il Comune alla società terracinese e all’economia: si tratta della
capacità di promuovere lo sviluppo nel medio e lungo periodo. Un nuovo modo
quindi, di far funzionare la macchina comunale attraverso l’attuazione di una
riforma che ne arresti la disarticolazione e la sottoponga a percorsi formativi
con un’efficace iniezione di cultura della valutazione, sia per l’impiego delle
risorse, che per la qualità dei servizi che ne derivano. Argomenti complessi,
che inquadrati in una visone globale, vanno affrontati servendosi di persone
qualificate, attraverso uno studio ed una pianificazione elaborata in assoluta
armonia con gli operatori interessati. In altre parole, si tratta di attuare una
politica per la società terracinese, per il mercato e la ricchezza.
Grillo Sparlante

45000 [13]

Si fa chiamare Vichi ma il suo vero nome e’ Sing Navpret. Ha 20 anni, e’ un
indiano di religione Singh ed e’ giunto in Italia quattro anni fa dal Panjab
insieme alla famiglia. Vichi, oggi, vive a Borgo Hermada, una frazione del
comune di Terracina (Latina). In India Vichi studiava. Frequentava un istituto
tecnico. Voleva diventare un meccanico. Giunto in Italia suo padre e’ riuscito a
inserirlo in una scuola e Vichi ha preso la qualifica di tornitore. Ma questo
mestiere non lo ha mai fatto. In provincia di Latina non c’e’ richiesta di
tornitori. Cosi’ Vichi, ogni mattina, aspetta, davanti al noleggio video e
minimarket di Borgo Hermada, che qualcuno gli offra qualche ora di lavoro in
agricoltura. Non sempre va bene. Vichi e’ giovane e ci sono tanti davanti a lui
che hanno figli. A loro spetta la precedenza. A Borgo Hermada non ci sono
cinema, sale da ballo, sale giochi o quant’altro. Per muoversi c’e’ una
bicicletta prestata a giro con i coetanei. La domenica, dopo la preghiera nel
tempio, i giovani indiani di Borgo Hermada giocano a cricket. “Ti piace vivere
qui?” gli chiediamo: “Si’ – risponde -. Non e’ cosi’ cattivo. Mi piacerebbe
pero’ farmi crescere la barba alla maniera Singh. Per noi e’ importante. Ma ho
dovuto lasciar stare perche’ con la barba gli italiani ci prendono in giro e ci
insultano”.

45000 [14]


C’è ancora tanto rammarico in casa della Futura per la recente sconfitta subita
contro l’Anguillara.
Peccato, davvero un peccato, ma la squadra c’è e si vede.
Cuore, grinta e carattere sono le caratteristiche di un gruppo che rischiava di
sciogliersi come neve al sole in condizioni difficili, invece la Futura
terracina, targata Toro Assicurazioni, ha avuto il merito di reagire e di
portare a casa un punto prezioso. Nel big match di Anguillara tutto è accaduto
nel primo set quando Francesca Verona è stata costretta ad uscire per un
infortunio alla caviglia. Nonostante il prevedibile disorientamento soprattutto
per la preoccupazione delle condizioni della compagna di squadra, le terracinesi
si sono perse un po’ nel secondo set, tirando fuori gli artigli nel terzo
parziale. Anguillara non è restata a guardare chiudendo al tie break. In
classifica cambia poco o nulla perche è vero che le futurine sono scese al
secondo posto, ma è altrettanto vero che sono arrivate conferme confortanti sul
prosieguo del torneo. La pausa di questo fine settimana è sicuramente d’aiuto
per accelerare i tempi di recupero della Verona che però difficilmente sarà del
match il 29 gennaio al PalaCarucci contro Mentana per l’ultima d’andata. Si farà
di tutto per recuperarla la settimana seguente sempre in casa contro il
Tiburtini Roma Centro. Intanto nel settore giovanile l’Under 18 A & C Semenzato
è sempre al comando del proprio girone e spera nella qualificazione alle
semifinali. Stesso discorso nell’Under 16 per Orizzonte che ha vinto il big
match di Sabaudia. La sconfitta seguente di Minturno non scalfisce la grande
stagione delle ragazze di Max Leonardi. Mercoledì prossimo alle 17.00 nell’Under
14 Caffè Centrale giocherà finalmente il big match contro Cisterna.
Qualificazione certa per entrambe anche se c’è da decidere la gerarchia del
raggruppamento. Infine, l’Under 13 Edilmediana sta accumulando esperienza buona
per l’immediato futuro. Domenica inizia il girone di ritorno contro Aprilia e le
ragazze pontine vorranno presentarsi all’impegno nel miglio modo possibile per
poter puntare alla vittoria finale.

45000 [1]

Prima udienza del processo a carico di Vincenzo Sparagna, fino a qualche anno fa
dirigente del commissariato di polizia di Terracina.
A mandarlo sul banco degli
imputati per rispondere di una serie di accuse, tra cui peculato per
distrazione, molestie e rivelazione di segreto d’ufficio, è stato un ex agente
in servizio nello stesso commissariato che lo aveva denunciato per una storia di
presunte vessazioni e persecuzioni. Il casus belli risale al novembre del 2007
quando tra il precedente dirigente di via Petrarca e il suo sottoposto scoppiò
un diverbio. Secondo l’accusa fu proprio in quel frangente che Vincenzo Sparagna
avrebbe commesso alcuni dei reati per cui oggi è imputato. L’accusa di peculato
per distrazione si sarebbe aggiunta in un secondo momento, quando, dietro
segnalazione dell’Ufficio di gabinetto della Questura di Latina, il dirigente
avrebbe utilizzato una pattuglia in servizio per controllare che l’agente, in
quel momento assente per malattia, in realtà non stesse svolgendo un’altra
occupazione. Fatto sta che alla denuncia dell’ex agente ha fatto seguito
un’indagine finita sulla scrivania del Gup del tribunale di Latina che tempo fa
ha deciso per il rinvio a giudizio nei confronti di Sparagna. Ieri mattina il
collegio presieduto da Pierfrancesco De Angelis (giudici a latere Antonella
Minunni e Valeria Chirico) ha ascoltato i testi della pubblica accusa,
rappresentata in aula da Marco Giancristofaro. In tutto sette agenti di polizia,
compreso la stessa parte civile, difeso dall’avvocato Massimo Basile. La
prossima udienza è fissata per il 2 novembre 2011 quando saranno ascoltati i
testi della difesa, rappresentata dagli avvocati Enrico Cellini e Vincenzo
Macari che ascolteranno diversi dirigenti della Questura ed ex poliziotti. Si
andarà, quindi, alla discussione.



Durante il primo controllo la barca sembrava apparentemente a posto ma, prima di
scendere a terra, gli uomini hanno notato, sul ponte del peschereccio, un telo
nero con uno strano rigonfiamento che li ha fatti subito insospettire.
Ed eccolo
lì, nascosto sotto il telo, il pesce lungo 180 cm, appena pescato e debitamente
nascosto perchè appartenente ad una specie ittica sottoposta a piani di
ricostruzione per evitarne l’estinzione a causa dell’eccessivo sfruttamento
dello stock ittico. La vigente legislazione Comunitaria (Regolamenti n° 302/2009
e 640/2010), emanata in ottemperanza alle più ampie raccomandazioni della
Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni dell’Atlantico –
I.C.C.A.T., stabilisce norme molto restrittive circa la cattura e
commercializzazione di tale specie ittica. Multa salatissima per il Capobarca:
4000 Euro, oltre al sequestro dell’attrezzatura da pesca ed all’esemplare di
tonno che, dopo gli accertamenti di rito da parte del locale servizio
veterinario dell’AUSL di Latina, è stato devoluto in beneficenza
all’orfanotrofio di Terracina.
Anna Carbone

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terracina-dal-libro-travels-in-italy-1814_bis

Ci sono voluti ventidue anni e la memoria fotografica di un carabiniere in
vacanza per consentire alla statua della dea Tyche di tornare ad occupare il suo
posto al Museo Civico di Terracina.
Tra pochi giorni infatti, il 21 gennaio, il
busto marmoreo sarà presentato ufficialmente nella struttura museale pontina. Il
ritrovamento è stato possibile grazie all’acume e alla memoria del maresciallo
del Reparto operativo di tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri Michele
Speranza. Il militare aveva infatti notato la statua nella vetrina di un
antiquario di New York, dove il carabiniere si trovava per una vacanza. La sua
segnalazione ha permesso di avviare le pratiche per il rimpatrio del busto, che
ora sarà nuovamente esposto al Museo “Pio Capponi”. Alla cerimonia, il 21
gennaio alle 10.30, saranno presenti tra gli altri il sindaco Stefano Nardi, il
capitano del Reparto operativo di tutela del patrimonio culturale Massimo
Maresca, il Soprintendente ai bei architettonici del Lazio Marina Sapelli Ragni
e “l’eroe” della giornata, il maresciallo Speranza.


Un Pdl frantumato in tre forse quattro tronconi, un PD spaccato in due, un UDC
diviso.
Questo centro destra e questo centrosinistra avrebbero bisogno di
entrare in clinica per un check-up radicale, se non fosse che l’opinione
pubblica auspica per i loro componenti un felice ritorno alle gioie familiari.
Amministrare una città non è cosa loro: per dieci anni sono stati autori ed
interpreti di un copione che ha delegittimato politica ed istituzioni. Terracina
ha urgente bisogno di riacquistare fiducia, di ritrovare una sua unità di
destino in un progetto civile e culturale per divenire e sentirsi “comunità”.
Guardiamo in faccia la realtà: la città è in decadenza, in un declino continuo
che dura da decenni, e gli elettori che sempre più numerosi snobbano il voto,
sono cittadini spompati e scorati, che vivono lo scoramento e rifuggono da
Terracina pur restando a casa: è una forma di emigrazione mentale che è perfino
peggio dell’emigrazione reale, lo scoramento è diffuso e si tocca con mano, e se
fingiamo che non esista non potremo capire il resto. Dobbiamo avere la cruda
franchezza di ammettere che centro urbano e territorio sono sulla china del
degrado, e che non è né onesto né veritiero pensare che questa città tornerà a
rifiorire solo perché fra poco Nardi non ci sarà più. Se gli succederà quel ceto
di tirapiedi che armeggia contro di lui ma anche nei suoi pressi, non cambierà
proprio nulla. Sarebbe troppo facile pensare che liberandoci del dottore ci si
liberi della decadenza, che è frutto di un processo lungo e corrosivo. Terracina
è il prodotto di gestioni approssimate che si avvicendano da un trentennio,
consigliature del nulla che hanno accumulato debiti su debiti. Ma le
responsabilità non vanno addebitate solo alla classe politica, ma anche ai
gruppi di clientele, alla scarsa coesione sociale, all’incapacità di selezionare
classi dirigenti adeguate per annullamento della meritocrazia. È mancato un
disegno generale della città, un progetto scevro da illusioni, e si è sempre
operato in una cultura dell’emergenza che ha partorito procedure sventate, prive
di controllo, pane e companatico dei comitati d’affari, dei corrotti e
corruttori. Da tutto ciò bisogna uscire e c’è una sola via: liberarsi da tutti
coloro, nessuno escluso, che oggi rappresentano maggiorana ed opposizione. Una
classe dirigente operativa quindi, in grado di ripensare Terracina in un
contesto nazionale ed internazionale, per ridare linfa a turismo e commercio,
capace di avere un buon rapporto con Provincia e Regione per adeguare viabilità
ed infrastrutture, tutto il resto è fuffa.
Grillo Sparlante



Potrebbero definirsi prima del previsto gli equilibri elettorali all’interno del
centrodestra.
Si intensificano in questi giorni le trattative tra la maggioranza
consiliare e il direttivo del Pdl nominato da Claudio Fazzone per definire chi
sarà incluso nella lista ufficiale del partito di Berlusconi. L’aria di bufera
che tira a Palazzo Chigi non sembra scalfire la laboriosità dei politici locali.
Dopo la scelta non ancora ufficializzata del candidato sindaco Nicola
Procaccini, si cominciano a fare le prime ipotesi sui promossi e sui bocciati da
Fazzone. Di più. Qualcuno parla addirittura di un primo documento, una sorta di
bozza di lista che starebbe girando di politico in politico per essere firmato.
Dentro, anche i nomi di quelli che in maggi oranza l’avrebbero
sfangata. L’infornata vedrebbe in prima linea gli ex An rimasti fedeli al Pdl:
da Gianni D’Amico a Giovanni Masci, passando per Antonio Acanfora e Romano
Fantasia. Ma tra quelli che dovrebbero rientrare nel documento, c’è anche
l’attuale capogruppo del Pdl Sandro Monti. Non lo stesso tra gli ex forzisti,
dove potrebbe esserci qualche defezione. Si parla dell’assessore Franco Ferrari,
già da tempo ai ferri corti con Fazzone. Se così fosse Nardi avrebbe ancora una
volta colto nel segno. Era stato lui all’indomani della nomina del coordinamento
locale a chiedere a Fazzone un occhio di riguardo per gli ex An. E così è stato.
Ma la strada non sarà tutta in discesa. Dalla parte degli «esclusi» non si perde
tempo. I vari Domenico Pietricola, Patrizio Avelli, Valerio Golfieri e Pietro
Palmacci, dati per esclusi dal progetto fazzoniano. sarebbero già al lavoro per
non restare col cerino in mano. Tra le ipotesi aperte, quella di rientrare tutti
nella lista del Pri, per creare il Grande partito repubblicano. Per dare l’idea
della tempistica, si pensi soltanto che a Palazzo c’è chi vocifera che quella
dei repubblicani è già una lista pronta. Manca solo il candidato sindaco. A
prestare il fianco agli «alternativi » anche Futuro e Libertà, altro fronte
anti-fazzoniano che potrebbe rappresentare un’insidia alle elezioni e far
tremare Procaccini e i suoi al momento del voto. Questo forse uno dei motivi per
cui il Pdl preferisce non forzare la mano. Le trattative, insomma,
sono ancora aperte.
Diego Roma


Dopo il rogo appiccato da un ragazzino di 7 anni, alunno della seconda
elementare, all’interno della scuola, ieri c’è stata una massiccia presenza di
genitori, ancora sconvolti e preoccupati, che si sono presentati al dirigente
della “Giovanni Paolo II” a Terracina, per chiedere chiarimenti.
Il direttore
didattico Pio Stamegna ha trascorso la mattinata a rasserenare le decine di
mamme che hanno chiesto spiegazioni. Lunedì mattina, le fiamme erano partite da
uno zainetto, posizionato lungo il corridoio: in breve il fuoco aveva avvolto
anche alcuni giubbini e una tenda. L’incendio era stato subito domato ed era
stato appiccato da un ragazzino non nuovo a simili imprese. E proprio questo
particolare ha fatto infuriare i genitori degli altri alunni. «Abbiamo paura –
hanno spiegato papà e mamme fuori dalla scuola – perché quel bambino sembra
davvero inarrestabile. Non teme le note, non ha alcun rispetto per gli
insegnanti. Noi, a casa, viviamo con l’ansia che possa accadere qualcosa di
veramente serio». I pareri sono contrastanti: «Se questo alunno si è reso
protagonista di gesti del genere ha sicuramente dei problemi e va seguito. Ci
vuole più attenzione». Il direttore Stamegna ha ribadito che «la scuola è
perfettamente a norma: ci sono tutte le misure di sicurezza. Presteremo maggiore
attenzione per quello che ci è possibile». Circa 500, gli alunni appartenenti
alla scuola elementare e alla materna, che erano presenti in quel momento nella
scuola. L’episodio ha messo a nudo alcune carenze di personale: il primo piano
della scuola è spesso privo di un operatore scolastico: «Con la legge Gelmini
sono diminuiti e se un bidello è intento a fare delle fotocopie il corridoio
rimane scoperto. Tra poco un altro operatore andrà in pensione e non verrà
sostituito». L’episodio dell’altro giorno conferma che i timori sono più che
fondati. «Un vero e proprio stillicidio di episodi – continuano i genitori – la
cui gravità è in costante crescita. Giorni addietro è stato bruciato anche un
cappellino». «Ieri (lunedì ndr), non mi sono fidata – aggiunge un’altra mamma -
e sono andata a prendere mio figlia. Il corpo docente è costituito da persone
fantastiche, molto preparate, servirebbero figure professionali in grado di
seguire costantemente i ragazzini “terribili”, insomma, ma così non è, mancano i
fondi e così gli unici a prendersi cura di loro sono gli insegnanti».
di DANIELE SPERLONGA


Una candidatura inesistente almeno per il momento. È quella di Nicola Procaccini
che in questi giorni ha visto associare al suo nome la candidatura alla prima
poltrona di Terracina per il Pdl. «Non c’è nessuna mia candidatura – ha detto
ieri Procaccini – Tantomeno fantomatiche riunioni tenute e Roma dai vertici del
partito su Terracina e sulla mia persona. Pura fantasia giornalistica».
Sottolinea che ad oggi non ci sono le condizioni e che tutte le caselle devono
andare al proprio posto affinché possa parlarsi di una sua candidatura. Accordo
unico senza se e senza ma su tutti i livelli del Pdl e in primis dal
coordinamento locale. «Solo in questo caso sarei disponibile». Gli fa eco il
coordinatore del Pdl di Terracina Gianluca Corradini. «Abbiamo tenuto proprio
ieri sera una riunione del coordinamento dove abbiamo discusso del programma –
ha spiegato Corradini – non abbiamo parlato di candidatura perché è prematuro».
I meccanismi degli accordi e delle convergenze in casa Pdl è ancora tutto da
decifrare. In alto mare anche l’Udc spaccato in due e in cerca di un nome. Ieri
girava quello di Sandro Marigliani, ex Dc e con un passato da assessore alla
Cultura nella giunta Nardi. Avevano anticipato che presto avrebbero
ufficializzato una candidatura. Questo un mese fa. E se nel centrodestra non si
fanno salti di gioia anche a sinistra la situazione rimane poco chiara. In
particolare nel Pd dove è ancora ufficiosa la candidatura del consigliere
comunale Mimmo Zappone. Il partito non la ratifica e nelle riunioni interne non
circolano alternative. Colpa dei molteplici veti incrociati che la fanno da
padrone. Ma per l’ufficializzazione è solo questione di tempo. Nella sezione del
Pd stanno buttando giù il programma e appena finito convocheranno una conferenza
stampa per presentare anche il candidato Mimmo Zappone.
di FABIO COCCIA


Meglio una candidatura a sindaco sicura che una candidatura a deputato con poche possibilità di essere eletto. Se Nicola Procaccini, come dice in coro tutto il
centrodestra locale, ha sciolto la riserva accettando la leadership del PdL
nelle prossime elezioni amministrative, la ragione starebbe nel fatto che si
sono improvvisamente ridimensionate le sue speranze di essere collocato in
posizione forte nella lista pidiellina nel caso di voto per il rinnovo del
Parlamento. Almeno questa è la spiegazione che circola nello schieramento
politico del portavoce del ministro Meloni. Negli ultimi tempi, non era un
mistero che Procaccini avesse per obiettivo prioritario quello di sedere a
Montecitorio, grazie ai buoni uffici della Meloni, per i quali dovevano essergli
riservati un posto ed un collegio sicuri. Non per questo era stata scartata
l’opzione della candidatura a sindaco, ma Nicola si diceva disponibile ad
assumere un impegno in questo senso soltanto se si fosse votato nello stesso
giorno per le politiche e le amministrative. Negli ultimi tempi, però, le cose
devono essersi complicate. Sempre stando alle indiscrezioni, infatti, per
Procaccini ci sarebbe ancora a disposizione un posto tra gli aspiranti deputati,
ma nella parte bassa della lista, vale a dire tra i candidati con poche o
nessuna possibilità di elezione. Meglio, a questo punto, puntare alla conquista
del Comune in quella che, comunque, è la terza città della provincia per numero
di abitanti. Ma qui per lui sarà dura: il centrodestra è frastagliatissimo e
internamente conflittuale. Per esempio, Giovanni Masullo, consigliere comunale
ed uno dei diciotto pidiellini ribelli alla segreteria Fazzone, annuncia il suo
progetto di dare vita ad una lista in occasione delle amministrative. Masullo,
però, non chiude definitivamente con il PdL, dichiarandosi disponibile a
verificare l’esistenza di punti di intesa con il partito ufficiale.
A.D.L.


Poker, che passione! La febbre del gioco d’azzardo con le carte ha avuto un
forte impulso in coincidenza con le ultime festività natalizie.
La notizia non
avrebbe alcun rilievo, se non fosse perché, sui tavoli da gioco, pare che in
diversi abbiano sperperato autentiche fortune, dell’ordine, in alcuni casi,
anche di 15 mila euro. Niente a che fare con le tombolate familiari, dove se
proponi la puntata di un solo euro già vieni visto con occhi storti un po’ da
tutti. Niente a che vedere con il pokerino tra amici, dove la posta in gioco è
aperta a tutte le borse. In alcuni ambienti ristretti, stando ad alcune voci che
circolano in città, si è giocato forte in questo periodo a cavallo tra il 2010
ed il 2011. Così, le feste, mentre ad alcuni hanno provocato forti mal di pancia
da super ingozzamento, ad altri hanno portato vuoti paurosi nelle tasche. E’
difficile individuare i contorni esatti della vicenda, per via di una certa
misteriosità carbonara, che avvolge luoghi e protagonisti. Non sembra, però, che
ci siano dubbi sul fatto che le vittime del gioco (tutte abbienti) siano state
quest’anno particolarmente abbandonate dalla dea bendata. Non è da oggi che il
gioco d’azzardo ha trovato asilo in città. Chi ha un po’ memoria del passato
recente ricorda di persone benestanti, che, trascinate dal «vizietto» delle
carte, hanno mandato in fumo le loro proprietà. Niente di cambiato sotto il sole
in una città che, con il lotto o con le carte, tende sempre a camminare sul filo
sospeso della fortuna. La fine del 2009, sotto questo aspetto, potrebbe aver
portato ad un rigurgito di passione, che non è passato indolore per alcuni
bilanci familiari o aziendali. A quanto si dice, sono state accusate perdite
anche al di sopra dei 10 mila euro. Miserie per i comuni mortali ma debiti
pesanti da sopportare anche per chi è un re Mida in sedicesimo. Il risvolto che
si può prefigurare è preoccupante: chi è rimasto col sedere a terra
inevitabilmente ricorrerà a prestiti usurai. E il cerchio della dissoluzione
sociale ed economica si chiude.
Ercole Bersani


I controlli capillari e potenziati a Terracina dopo le bombe carta e gli
attentati incendiari stanno producendo i primi effetti e anche una prima
indagine sugli alloggi comunali.
Quarantotto ore per controllare il centro della
città con l’impiego di pattuglie del reparto Prevenzione crimine del Lazio e di
quelle ordinarie della Volante. Sono state eseguite perquisizioni a carico di
persone già note alle forze dell’ordine e che gravitano nel mondo della droga e
delle estorsioni, insieme ai sorvegliati speciali. Uno di questi al quale era
stata ritirata la patente se ne stava tranquillamente in giro a bordo della sua
auto. Gli è stata confiscata la vettura ed è stato denunciato per violazione
degli obblighi di sorveglianza speciale. Altri due sono fuggiti a bordo di
un’auto di grossa cilindrata nonostante l’alt degli agenti. Inseguiti e fermati
sono stati sanzionati oltre al sequestro del mezzo. Nelle zone extraurbane hanno
ritrovato una vettura rubata alcuni giorni fa alla locale Asl e che è ritornata
nelle mani dell’ente. Ma la vicenda più singolare dalla quale è scaturita una
prima indagine riguarda un pregiudicato che occupava un’abitazione comunale
cedutagli senza alcun titolo dal vero assegnatario. Che cosa ci facesse lì e a
che titolo lo stanno verificando gli agenti. Il vicequestore vuole vederci
chiaro. O l’inquilino pagava un affitto oppure era lì a titolo gratuito? Nel
primo caso bisognerà fare chiarezza sulla possibilità di subaffittare un
appartamento dato dal Comune a persona bisognosa. E nel secondo capire se oltre
al beneficiario possono alloggiare nell’appartamento anche altre persone. Per
questo chiederanno al Comune la documentazione relativa questa specifica
assegnazione “sociale” e forse estenderanno i controlli anche ad altre
abitazioni comunali. Bisognerà anche capire se c’è un’attività periodica di
controllo dell’ente sui beneficiari degli alloggi comunali, che va detto sono
gratuiti, per sapere se esistono anomalie sul reale godimento.
F.Coc.

Scadenza imposta pubblicità
Il termine di scadenza per il versamento dell’imposta sulla pubblicità annuale e
del canone occupazione spazi ed aree pubbliche, è stato prorogato, per la sola
annualità 2011, al 31 marzo 2011. Per la presentazione delle disdette e/o
variazioni resta invariato il termine del 31 gennaio 2011. Per qualunque
informazione rivolgersi allo sportello I.C.A. Srl, situato in Piazza Garibaldi
14, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e il
giovedì dalle 16,00 alle 18,00.


Anche quest’anno il Liceo Scientifico, Classico e delle Scienze Umane “Leonardo
da Vinci” di Terracina Sabato 22.01.11 dalle ore 14.00 alle ore 19.00 e Domenica
23.01.11 dalle ore 09.00 alle ore 12.30 ospiterà tutti i Genitori e gli Studenti
delle Classi 3^ della Scuola Secondaria di 1° Grado per consentire di visitare
l’Istituto.
Si potrà così “toccare con mano”, attraverso una visita guidata con
l’assistenza dei Docenti del Liceo, una struttura all’avanguardia nel panorama
delle Scuole del territorio. Accanto alle informazioni sulle normali attività
legate ai vari indirizzi di studio si potranno ottenere preziose informazioni
sul Piano dell’Offerta Formativa e sulle attività che verranno offerte agli
Studenti quali le Attività di Accoglienza, le Attività di Integrazione degli
Studenti stranieri, le Attività di Orientamento verso l’Università con specifici
Progetti di collaborazione (Lauree Scientifiche, Orientamento in Rete) i Corsi e
le Certificazioni di “Mathematica”, ECDL (Test Center), CISCO Local Academy),
CAMBRIDGE (Centro Accreditato), di acquisizione della Certificazione per la
Guida dei Ciclomotori (Patentino) e su altre attività quali quelle sportive
(sci, pallavolo, pallacanestro, calcio,atletica, pallamano) teatrali, musicali,
visite guidate e viaggi di istruzione, pittura, Seminari, Convegni, Olimpiadi
della Matematica, della Fisica, del Patrimonio, sportelli e attività di
recupero. L’occasione consentirà la visita di tutte le strutture messe a
disposizione della didattica e degli Studenti per una azione di insegnamento-
apprendimento più innovativo ed efficace; si potranno vedere:

1. il Lab. di Informatica “LINUX”,
2. il Lab. di Informatica “ATLAS”,
3. il Lab. di Informatica “ISOLAB,
4. il Lab. di Informatica “MINISPER”,
5. il Lab. Tecnico-Informatico “CAT”,
6. Il Lab. di Informatica di Lingua Inglese “ONE”,
7. il Lab. di Informatica di Lingua Inglese “TWO”
8. l’Aula Magna-Teatro con attrezzature video-audio
9. la Sala Regia
10. il Sistema di Videoconferenza
11. il nuovo Sistema Wi-Fi
12. il sistema di cablaggio ed informatizzazione di tutte le aule,
13. il Sistema di Videosorveglianza,
14. la Palestra ed i campi esterni
15. la Body Room
16. la Biblioteca
17. la nuova Ala n. 4
18. lo spazio Punto Giovani,
19. la nuova struttura dell’Atrio con la statua di Atlante
20. l’Aula di Disegno
21. il Lab. di Fisica,
22. il Lab. di Chimica e Biologia,
23. la Sala dei Docenti
24. la Sala “3R” dedicata al benessere del Personale
25. la distribuzione di frutta biologica
26. la statua esterna Uomo Vitruviano
27. il sistema di invio sms e la rilevazione ottica attraverso tesserino per le
entrate in ritardo e le uscite in anticipo.

Imminente, inoltre, (entro Gennaio 2011) è l’avvio del lavori già appaltati per
la costruzione del Planetario cui seguirà l’avvio dei lavori per la costruzione
dell’Auditorium (Aprile 2011), mentre, per ultimo, si attende l’autorizzazione a
costruire da parte del Comune di Terracina (entro Aprile 2011) per l’avvio della
costruzione della Tensostruttura (Autunno 2011). Il tutto è frutto di un felice
connubio tra tradizione ed innovazione sia nell’ambito dell’insegnamento che
dell’apprendimento, sapientemente dosato e sostenuto dallo staff della
Dirigenza, dalla Figure Strumentali, dai Responsabili di Dipartimento, dai
Docenti, dal DSGA e dal Personale ATA (Ass.ti Amm.vi, Ass.ti Tecnici, Coll.
Scolastici) costantemente impegnati, con serietà e professionalità, per
migliorare, tutti insieme, l’aspetto didattico e formativo e le strutture di
supporto in modo sempre trasparente e propositivo anche attraverso il sistema di
Certificazione di Qualità – norma ISO 9001-2008 – per la progettazione e
l’erogazione dei servizi formativi. Una occasione di puntuale e completa
informazione per l’utenza circa le preziose opportunità che oggi il Liceo può
offrire agli Studenti del nostro territorio posto al centro della Provincia.

Il Dirigente scolastico

Prof. Carmelo Palella

Domande, domande e ancora domande. Il Partito democratico torna alla carica sui
lavori mai ultimati per la realizzazione della piscina comunale. Con un
’interrogazione urgente la minoranza chiede conto di quanto non fatto dal Comune
sul progetto dell’impianto natatorio dal 2005 ad oggi. Lavori iniziati e più
volte interrotti, volture di contratto da una ditta all’altra, per un opera
pubblica mai nata. «I consiglieri del Pd – si legge nel documento – chiedono di
sapere i motivi che hanno determinato il mancato rispetto del termine del 28
maggio del 2006 per la realizzazione dei lavori del 1° lotto» e «per quale
motivo non si sono eseguite le indagini e i sondaggi, come previsto dalla legge
11 febbraio 1994 n.109 e successive modificazioni e integrazioni, prima
dell’approva – zione dei progetti preliminare, definitivo ed esecutivo e perizia
di variante». Il Pd chiede anche conto delle verifiche previste dalla legge in
fase di aggiudicazione, consegna e inizio lavori e la «verifica del rispetto
degli strumenti urbanistici del Comune nella fase di redazione ed approvazione
del progetto, con particolare riferimento alla previsione del piano
planovolumetrico dell’area del centro sportivo S.Martino, approvato dal
consiglio comunale». Infine il Pd interroga per sapere se la Regione abbia dato
tutte le autorizzazioni e «quanti e come dei 990.415 euro dei fondi concessi
dalla regione sono a tutt’oggi stati utilizzati e per quali lavori », oltre che
«se si intende revocare gli appalti aggiudicati».
D. R.


Un tonno rosso più grosso di quello che consentono le norme comunitarie. L’ha
trovato il personale della capitaneria di porto di Terracina a bordo di un
peschereccio che stava praticando la pesca a strascico. I militari del coman- U
dante Floriana Segreto l’hanno trovato a bordo dell’imbarcazione e hanno
accertato come il suo peso, di oltre cento chilogrammi, superasse quello
consentito dalle norme vigenti in materia. Il tonno rosso è, infatti, una specie
ittica sottoposta a piani di ricostruzione per evitarne l’estinzione, e i
pescatori devono sottostare a una serie di restrizioni nella pesca di questa
specie. Il tonno e la rete con cui è stato pescato sono stati sequestrati,
mentre il pescatore è stato multato di 4 mila euro. Il pesce, sottoposto ai
necessari accertamenti veterinari, è stato dato in
nelli» di Terracina.
Ri.Re.

IL Comune gli aveva concesso un alloggio perché considerato un soggetto
bisognoso.
Ma lui, il vero assegnatario dell’abitazione, l’aveva ceduto senza
alcun titolo l’utilizzo dell’immobile a un noto pregiudicato. Quella che il
Commissariato di polizia di Terracina definisce in un comunicato stampa una
«singolare situazione » e che forse rappresenta solo uno dei tanti casi in cui
gli alloggi comunali si trovino al centro di una «girandola» di affitti e
subaffitti illeciti, è una pratica che potrebbe essere più consolidata di quanto
si pensi. Il raggiro è stato scoperto nei giorni scorsi dagli agenti coordinati
dal vice questore aggiunto Rita Cascella. Tutto parte da una delle tante
perquisizioni che in questi giorni il Commissariato, in collaborazione con gli
agenti del reparto Prevenzione Crimine del Lazio, sta effettuando presso i
domicili di noti pregiudicati residenti a Terracina. E proprio nel corso di
questa attività investigativa, gli agenti si sono imbattuti nell’inquilino
dell’alloggio comunale il quale, quando i poliziotti gli hanno chiesto
spiegazioni, non ha saputo fornire motivazioni sufficienti. Per questo la
polizia ha deciso di avviare ulteriori accertamenti per venire a capo della
faccenda. Gli investigatori effettueranno dunque le opportune verifiche per
capire se la cessione dell’alloggio sia avvenuta a titolo oneroso. Se così
fosse, l’assegnatario dell’alloggio si sarebbe comportato da vero «furbetto»
ai danni del Comune che paga l’alloggio per lui, mentre lo stesso avrebbe
incassato i soldi dall’inquilino. Di certo c’è che non è la prima volta che
le forze dell’ordine mettono gli occhi sulla gestione delle abitazioni
private pagate dal Comune per destinarle alle famiglie ritenute più bisognose.
Basti pensare che proprio sulla gestione «allegra» degli alloggi comunali è
tuttora in corso un’indagine condotta dai carabinieri il cui fascicolo è
fermo da tempo in Procura a Latina. Il nome dell’in – chiesta dice tutto:
«Alloggi facili ». Le indagini partite negli anni passati mirano a chiarire i
metodi con cui il Comune assegnava gli alloggi alle famiglie m e n o a bbienti e
se, dietro queste o p er a z i on i , ci siano passaggi poco chiari o comunque
al limite della legitt imità. La polizia adesso dovrà accertare se anche il caso
« s i n g ol a r e » scoperto nei giorni scorsi possa rientrare in questa
inchiesta più ampia oppure se l’a s seg n a t ar i o dell’alloggio abbia
provveduto «autonomamente» a subaffittare
l’abitazione assegnatagli dal Comune.
Francesco Avena


Fumata grigia, ma tendente al bianco, per il passaggio di proprietà del
terracina calcio.
La svolta ieri pomeriggio negli uffici ciociari di Fabio De
Filippis dove si è deciso che il vecchio presidente si fa da parte lasciando la
dirigenza ad un gruppo di imprenditori di terracina «capitanati», si fa per
dire, dal maresciallo della Finanza Biagio Minchella, già responsabile del
settore giovanile dei tigrotti, e da Giovanni Riccardi, che si sono fatti
promotori di questa iniziativa andata a buon fine. Dicevamo che la fumata non è
ancora bianca perché manca ancora qualche dettaglio a livello burocratico ma,
prima di domani, tutti i tasselli devono andare al loro posto. Compreso quello
riguardante le cariche sociali. Non si sa ancora chi sarà il nuovo presidente
(sembra escluso che gli stessi Minchella e Riccardi siano disponibili per tale
carica), ma la cosa verrà risolta a breve, come detto. Tutto rientrato, verrebbe
da pensare, visto che anche la squadra, nel pomeriggio di ieri, ha regolarmente
svolto il proprio allenamento in preparazione del delicato match interno di
domenica prossima contro l’Anitrella. La nuova dirigenza andrà a risolvere tutte
le pendenze economiche del vecchio gruppo risolvendo, di fatto, la crisi che
aveva investito la società nelle ultime settimane. Una crisi che era sfociata
nella presa di posizione di domenica scorsa quando, alla fine della gara persa
in casa del Monte San Giovanni Campano, tanto il tecnico Pernarella, quanto la
squadra, si erano auto sospesi in attesa di una schiarita sulla situazione
societaria. Una presa di posizione che, al tirare delle somme, è risultata
decisiva per la risoluzione di una situazione che rischiava di far sprofondare
la società calcistica terracinese nel baratro. Ultima notazione riguarda l’ex co
presidente Pasquale Iezzi, che nella scorsa estate aveva affiancato De Filippis
(che comunque non figurava in società, anche se l’altro co presidente era la
sorella…) alla guida della società. Al contrario di quanto paventato negli
ultimi giorni, l’imprenditore veliterno non avrà, allo stato attuale delle cose,
alcun peso e nessuna carica all’interno della nuova compagine societaria.
Lidano Orlandi



E’ tutto pronto a terracina per l’attesissima clinic di Reb Beach. Il
chitarrista dei Whitesnake (ex Dokken e Winger) si esibirà, infatti, il 21
gennaio prossimo, alle ore 18, presso lo Stonhenge pub al km 150 + 500 della
strada statale Pontina. Quella di venerdì sarà l’unica data nel Lazio di Reb
Beach. Reb spiegerà ai partecipanti i segreti della sua tecnica, della sua
strumentazione, oltre ad eseguire classici delle band nelle cui milita. Al
termine della clinic, foto ed autografi per i fan. Influenzato dai mostri sacri
degli anni ’70, Reb passa la sua gioventù suonando sulle note dei dischi di
Aerosmith, Sammy Hagar e Ronnie Montrose. Dopo solo un paio di semestri alla
Berkeley School Of Music, Reb capisce che l’ insegnamento tradizionale non fa
per lui. In meno di un anno Reb passa da talento sconosciuto ad essere uno dei
session players più ricercati dell’ industria musicale; lavora con importanti
nomi quali Eric Clapton, Bob Dylan, Roger Daltrey, Chaka Kahn, Howard Jones e i
Twisted Sister. Il successo lo ottiene suonando con Winger, Dokken e il suo
attuale gruppo i Whitesnake. Guitar For The Practicing Musician lo vota “Miglior
Chitarrista Emergente” e Guitar World Magazine lo elegge “Miglior Nuovo Talento”
richiedendogli di scrivere per una rubrica della rivista stessa. Per info e
prenotazioni: www.obiettivomusicalatina.it oppure 339 2310727.


La Asl di Latina ha assunto due nuovi medici che per i prossimi sei mesi
aiuteranno a coprire i «buchi» del personale in servizio nei pronto soccorso
degli ospedali di Terracina e Fondi.
Questa l’unica risposta che gli addetti ai
lavori hanno ricevuto dopo le vibranti polemiche esplose alla fine dell’anno
scorso. Due dottori in più che daranno una mano ai colleghi dell’«Alfredo
Fiorini» e L del «San Giovanni di Dio» sono pur sempre qualcosa, considerando i
tour de force che sono stati fatti in entrambi i pronto soccorso, con medici che
hanno potuto lasciare il posto di lavoro soltanto dopo… aver collassato sul
pavimento. Tuttavia restano inascoltate tutte le altre criticità che lo scorso
novembre erano state messe nero su bianco in un documento inviato dalla Uil Fpl
(Federazione poteri locali) ai vertici della sanità pontina. Il sindacato resta
ancora in attesa di una risposta oramai quasi fuori tempo massimo. Le emergenze
non riguardavano soltanto il personale che, ricordiamolo, al «Fiorini » è sotto
organico in termini di legge. Nel documento la Uil Fpl sollevava cinque
questioni urgenti, a partire dalla «mancanza di posti letto dedicati
all’osservazione breve intensiva », continuando con la «inadeguata dotazione di
personale medico, infermieristico, ausiliario e amministrativo ». Ancora la
«carenza di spazi adeguati e dignitosi per l’accoglienza e l’attesa », la
«inadeguata dotazione di attrezzature e strumenti» e infine la «necessità di
un’ulteriore unità informatizzata per la sala rossaemergenza ». Il sindacato
chiedeva anche di capire per quale motivo il «Fiorini» non sia stato
ristrutturato «in conformità con le leggi vigenti nonostante gli ampi spazi a
disposizione », ricordando come «fu progettato per una capienza di 250 posti
letto e attualmente ne utilizza solamente 90». La Uil Fpl chiedeva «un incontro
urgente finalizzato a un rapido intervento risolutore ». Era il 23 novembre
2010.
Rita Recchia

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Dieci argomenti buoni per risollevare le sorti della città. O almeno per dettare
delle linee di indirizzo utili a tracciare un percorso virtuoso verso il
raggiungimento di questo obiettivo. Ad indicare la strada il Forum Civico di
Terracina, che ha presentato il suo progetto per il risanamento della città al
sostegno del candidato a sindaco Eugenio Fedele. A comporre il Forum un insieme
di cittadini e di organismi sociali, culturali, economici e politici. «Il
manifesto programmatico – si legge in una nota – è fondato su quattro principali
riferimenti di valore: democrazia partecipativa, sostenibilità ambientale,
socialità solidale, legalità e diritti. Accanto a questi obiettivi sono stati
individuati altri punti programmatici, tra cui il risanamento e il rafforzamento
finanziario, la valorizzazione e la gestione dei beni e delle attività
culturali, il rilancio di un sistema di qualità per i servizi alla persona e
alla famiglia». Per ogni argomento il Forum ha presentato una media di 10
proposte. Il manifesto programmatico completo può essere richiesto ai
responsabili del Forum Civico via e-mail all’indirizzo:
forumcivicoterracina@gmail.com
F. A.


Non c’è due senza tre: un proverbio che calza in pieno a proposito di quello che
sta succedendo presso la scuola elementare Giovanni Paolo II, dove, ieri
mattina, i baby incendiari sono tornati all’opera, appiccando un incendio a
degli zainetti.
Le fiamme sono state spente subito, ma si è creata una
situazione di allarme, che ha portato all’evacuazione di tutto l’edificio.
Nessun ferito, ma molta paura tra i circa 600 bambini delle elementari e della
scuola dell’infanzia dell’istituto di via Badino. Erano le 11,20 e le classi
stavano facendo ricreazione all’interno delle aule. Nel corridoio dell’ala
sinistra del 1° piano, che ospita classi di 2^ e 5^ elementare, una bambina,
mentre andava al bagno, ha notato del fumo che usciva da uno zaino, appeso ad un
attaccapanni. Ha avvisato subito la maestra. Le fiamme si erano estese ad un
altro zaino, a dei giubbotti e ad una tenda. «Sono intervenuto subito con un
estintore. Le fiamme si sono spente subito, prima ancora che arrivassero i
pompieri. Non si è verificata alcuna situazione di pericolo» ha dichiarato il
direttore amministrativo Pietro Anastasio. Il corridoio è stato invaso dal fumo.
Gli alunni, piuttosto impauriti, sono state fatti uscire tutti nel cortile
interno. Molti genitori, allarmati dalla notizia che si è diffusa in città, sono
venuti a riprendersi i loro figli. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e la
Polizia. I Vigili del fuoco hanno riscontrato che non esistevano fonti di
innesco, per cui si è dovuto per forza pensare ad un incendio per nulla
accidentale. Qualcuno aveva messo fuoco allo zaino. «Una monellata» ha
commentato il dirigente scolastico Pio Stamigna. Già nella settimana scorsa si
erano registrati due distinti episodi (qualcuno aveva imbevuto d’alcol un
cappellino e dato fuoco ad uno zaino imbottito di carta igienica), che avrebbero
dovuto allarmare e destare la dovuta attenzione. Muri anneriti, una forte puzza
di bruciato. Le lezioni per il 1° piano giocoforza ieri sono state sospese
anticipatamente alle 14,00, mentre per il resto dell’edificio sono continuate
regolarmente, una volta finita l’emergenza. Si pensava che i piromani fossero
solo persone di una certa età. C’è da ricredersi.
Ercole Bersani


Nessuna battaglia persecutoria e personale, solo la convinzione che il
consigliere Alfredo Lauretti è un esponente della maggioranza comunale
totalmente incompatibile nella sua doppia veste di imprenditore e politico.
Dopo
la pronuncia del Tribunale sul caso Lauretti, definito comp a t i b i l e d al
l’orga no giudicante e dunque in regola con la sua posizione in Consiglio, il
capogruppo del Pd Antonio Bernardi esce allo scoperto per lanciare l’ennesimo
affondo nei confronti dell’esponente di punta del Partito Repubblicano: «Prima
di intervenire pubblicamente sulla decisione del Tribunale – afferma Bernardi -
aspettavamo le motivazioni della sentenza. In ogni caso Alfredo Lauretti, ha
voluto anticipare i tempi e con le sue dichiarazioni e ha volto passare per
vittima. Nel suo stesso interesse, avrebbe fatto bene a tacere». Il capogruppo
del Pd ribadisce che quella del suo partito non è stata una persecuzione, ma il
tentativo di chiedere al sindaco Stefano Nardi e al suo Consiglio di rispettare
la legge sugli enti locali. «Lauretti ci ha accusato di aver chiesto la sua
incompatibilità soltanto dopo il suo passaggio dall’opposizione alla
maggioranza. Ma non è vero. Quando è stato eletto nelle fila del Pd – attacca
Bernardi – Lauretti non aveva ancora stipulato per la realizzazione della
condotta fognaria tra Badino e Sisto la convenzione col Comune e la Terracina
Sviluppo (società di cui era amministratore delegato e che, dopo le denunce del
Pd, ha affidato al figlio); non aveva ancora chiesto e ottenuto proroghe su
proroghe per la gestione della cava di Campo Soriano; non era ancora
aggiudicatario del prject financing per la realizzazione del secondo lotto della
piscina comunale a San Martino (opera infinita)». Inoltre, conclude il Pd,
Lauretti a quei tempi non era ancora stato eletto presidente della Commissione
urbanistica, ora affidata al cugino Lino Lauretti, e neppure era sorta in modo
del tutto abusivo una maxi villa di 1.500 metri quadrati riconducibile alla sua
famiglia e per la quale, posta sotto sequestro, ha più volte violato i sigilli
subendo ripetute denunce.
Francesco Avena


Nicola Procaccini guiderà il Pdl, quello ufficiale, nella corsa alle elezioni
amministrative fra tre mesi.
La maggioranza del sindaco Stefano Nardi non l’ha
presa bene, e non poteva essere diversamente. Tra chi ancora non si è ripreso
dalla notizia e chi sarebbe pronto fin da subito a organizzare una lista civica
autonoma, più di qualcuno è indeciso sul da farsi. Ieri ad alcuni tra assessori
e consiglieri di maggioranza è anche squillato il telefono. Dall’altra parte
della cornetta, secondo voci di corridoio, proprio Nicola Procaccini che avrebbe
contattato i «pidiellini» locali per rassicurarli su una possibile
collaborazione in vista delle elezioni amministrative. Ma i rapporti tra il
centrodestra del coordinamento cittadino guidato da Gianluca Corradini e quello
della maggioranza in Consiglio comunale del sindaco Stefano Nardi, non solo
restano alquanto freddi, ma rischiano di rompersi una volta per tutte, forse in
maniera definitiva. Con la nomina di Procaccini come candidato sindaco gli
attuali amministratori dovranno decidere: organizzarsi in modo
autonomo oppure accodarsi col Pdl ufficiale ma consapevoli fin da ora di
svolgere un ruolo secondario all’interno del partito. La chiusura
dell’accordo per la candidatura di Procaccini non è andata giù
soprattutto per le modalità in cui è avvenuta. A siglare il patto per il
centrodestra locale è stato infatti il coordinatore provinciale Claudio Fazzone:
uno che – lo sanno tutti – con consiglieri, assessori e sindaco di Terracina non
ha un buon rapporto. Anzi. E allora il capogruppo del Pdl in Consiglio Sandro
Monti, tanto per fare un nome, cosa farà? E i tanti assessori e consiglieri
fedeli fino a oggi al governo Nardi, da che parte andranno? Si prevedono già nei
prossimi giorni alcuni incontri e riunioni più o meno «carbonare ». Non si
esclude che la maggioranza si compatti spostandosi su un nuovo fronte, una lista
appoggiata da Futuro e Libertà e Partito Repubblicano. Nel gruppo del Pri, in fa
tt i, prende corpo l’idea di candidare a sindaco l’attuale consigliere comunale
Alfredo Lauretti. Uno che, come ha dato prova in occasione delle ultime elezioni
provinciali, è in grado di muovere un gran numero di voti. Quanto al gruppo di
Fli, oltre a Fabio Caiazzo e Francesco Zicchieri, il nome dell’ex assessore
Angela Zegarelli continua a rappresentare un’alternativa sempre
praticabile per il governo Nardi. Insomma, a tre mesi dalle elezioni, il
centrodestra spezzatino si presenta diviso su tutto: il Pdl e il suo doppio non
sa che strada prendere. La prima mossa, a sorpresa ma neppure troppo, l’ha fatta
il senatore Claudio Fazzone concordando il nome di Procaccini con i vertici romani.
Il secondo round spetta all’amministrazione comunale, per dimostrare se il primo colpo
incassato è già da ko.
Francesco Avena



Una commissione tecnica per verificare se nella ‘Elisabetta Fiorini’ c’è davvero
eccedenza di aule.
E’ una specie di contenzioso, ormai, quello tra la scuola
elementare di via Roma e l’Istituto professionale ‘Alessandro Filosi’, che è
alla ricerca di spazi dove sistemare studenti e laboratori dell’indirizzo
alberghiero. L’idea della commissione tecnica è venuta al sindaco Stefano Nardi,
che, nei giorni U scorsi, ha ricevuto le dirigenti delle due scuole nel
tentativo di trovare un accordo tra tutte le parti. Fino a questo momento,
infatti, la situazione è, a dir poco, confusa. Al ‘Filosi’, sono convinti che
nella ‘Fiorini’ ci sia una decina di aule non necessarie alle attività
scolastiche, anche se utilizzate come deposito di materiali vari. Le maestre e
la loro dirigente, invece, sono categoriche nel rivendicare l’indispensabilità
di ogni locale per il buon funzionamento del loro istituto. Ecco perché il
sindaco ha promesso una commissione tecnica, sebbene non ne abbia precisato i
tempi di istituzione e di indagine. Un altro impegno, quello di recarsi a fare
visita al Professionale prima delle vacanze, era stato assunto da Nardi in
occasione della manifestazione organizzata lo scorso dicembre da docenti e
studenti del Filosi a sostegno delle loro rivendicazioni. In realtà, là il
sindaco non è mai andato, ma ora ha annunciato che la visita ci sarà venerdì
prossimo. La vicenda dell’Alberghiero era stata anche oggetto di un ordine del
giorno del consiglio comunale, che incaricava il primo cittadino, tra le altre
cose, proprio di reperire nella ‘Elisabetta Fiorini’ nuovi spazi per il corso.
Il documento fu approvato soltanto a maggioranza e in una situazione
paradossale: il sindaco votò a favore assieme all’opposizione, mentre Paolo
Cerilli, delegato dal primo cittadino a trovare una soluzione ai problemi
logistici del ‘Filosi’, si espresse per il ‘no’, assieme ad un pugno di
consiglieri comunali del centrodestra. Nardi e Cerilli quasi litigarono per lo
stesso motivo anche di fronte agli allibiti docenti e studenti del professionale
ricevuti al termine della manifestazione prenatalizia.
Andrea Di Lello



Grande spavento ieri mattina per un bimbo di Borgo Montenero rimasto chiuso in casa. I genitori hanno allertato immediatamente i vigili del fuoco di terracina
e la polizia municipale che stava svolgendo il consueto servizio di controllo al
mercato settimanale della piccola frazione. Tuttavia sono stati loro stessi ad
intervenire prima ancora che giungessero i soccorsi. Preoccupati per il bimbo,
hanno rotto la porta. Quando i pompieri sono arrivati al Borgo, l’emergenza era
per fortuna già passata. Tanta paura ma nessuna conseguenza dunque per il
bambino e la sua famiglia. Gli imprevisti di questi tipo sono sempre in agguato.
In casi del genere è bene mantenere la calma e non farsi prendere dal panico.
E.M.

Grande spavento ieri mattina per un bimbo di Borgo Montenero rimasto chiuso in casa. I genitori hanno allertato immediatamente i vigili del fuoco di terracina
e la polizia municipale che stava svolgendo il consueto servizio di controllo al
mercato settimanale della piccola frazione. Tuttavia sono stati loro stessi ad
intervenire prima ancora che giungessero i soccorsi. Preoccupati per il bimbo,
hanno rotto la porta. Quando i pompieri sono arrivati al Borgo, l’emergenza era
per fortuna già passata. Tanta paura ma nessuna conseguenza dunque per il
bambino e la sua famiglia. Gli imprevisti di questi tipo sono sempre in agguato.
In casi del genere è bene mantenere la calma e non farsi prendere dal panico.
E.M.


Conferma il suo impegno politico per Terracina Gianfranco Sciscione.

All’indomani dalla definitiva uscita dal Consiglio regionale, su decisione del
Consiglio di Stato, si è costituito il comitato elettorale del gruppo che ruota
intorno all’imprenditore. Il comitato viene definito «il primo passo » verso
la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Nel comitato compaiono
Giuseppe di Mauro in veste di coordinatore, Antonella Flumene, Fabio de Felice,
Sergio Meneghello, Armando di Mario e Pietro Serra. «Nonostante l’esclusione
dal Consiglio Regionale di Gianfranco Sciscione – si legge nella nota – per una
distorta interpretazione della Legge, resta valido ed acquista ancor più valore
e significato il progetto di risanamento, crescita e sviluppo della Città».
D. R


La presenza delle pianta erbacea nei pressi di casa potrebbe portargli scompensi
gravissimi.
Rischia addirittura la morte. Per fortuna, sono corsi in suo aiuto i
vigili urbani, che hanno avviato un’operazione, con cui tendono a fare terra
bruciata nelle coltivazioni dei campi vicini. E’ nato alla fine dell’anno da una
famiglia che abita nella zona periferica di Ceccaccio. Dagli accertamenti è
risultato che il piccolo è affetto, in una forma estremamente perniciosa, da una
sindrome provocata dall’aspirazione del polline delle fave. Tra i possibili
sintomi con cui si manifesta ci sono l’ittero, l’anemia, la febbre e
l’insufficienza renale. Il padre ha presentato un esposto alla Polizia Locale e
da quel momento sono scattate le indagini. Dall’abitazione del piccolo, per un
raggio di 2 chilometri, non possono essere messe a coltivazione fave. Una
ricerca laboriosa ha permesso di scoprire, a tutto ieri, ben 9 piantagioni
estese su 15 ettari di terreno. Vanno al più presto rimosse. Ed è iniziata una
corsa contro il tempo, dal momento che si deve evitare di arrivare al periodo
della fioritura. «Al momento stiamo individuando i proprietari dei fondi”
illustra il comandante della Polizia Locale Vincenzo Pecchia «quindi intimeremo
loro la rimozione, altrimenti provvederemo noi stessi». Quella di Cataletti,
assieme ad altre in città, costituisce una zona rossa per la coltivazione di
fave, in base ad un’ordinanza sindacale del 1997.

Er.Ber.

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Contro le fave e i piselli selvaggi scendono di nuovo in campo i vigili urbani
di terracina.
Gli uomini del comandante Vincenzo Pecchia hanno infatti
sequestrato, a Ceccaccio, in una zona dove vige l’ordinanza comunale contro la
coltivazione delle leguminose, nove piantagioni di fave e piselli per un totale
di venti ettari. A segnalare il mancato rispetto della disposizione
dell’amministrazione comunale una famiglia residente proprio nell’area
periferica di Ceccaccio. I genitori di un bambino affetto da favismo, resisi
conto della presenza di alcune piantagioni di fave e piselli, hanno subito
allertato la polizia municipale di terracina per lamentare la mancata osservanza
dell’ordinanza comunale che vieta la semina di piselli e fave in un ben preciso
raggio territoriale, laddove cioè è noto che ci siano residenti affetti da
favismo. I vigili urbani hanno quindi immediatamente iniziato gli accertamenti
nella zona scovando, appunto, nove piantagioni di fave e piselli per un totale
di venti ettari di coltivazione irregolare che verranno ora distrutti. La zona
di Ceccaccio, comunque, non è nuova a simili episodi perché anche nei mesi
scorsi sono arrivate altre segnalazioni al comando della polizia municipale di
terracina. Il divieto di coltivare fave e piselli risale al lontano 1997, poiché
la presenza di queste leguminose mette seriamente a rischio chi è affetto da
tale malattia genetica. Per questo motivo i vigili urbani del comandante
Vincenzo Pecchia stanno proseguendo i controlli per evitare che i comportamenti
errati di qualcuno possano provocare conseguenze.



Manifesto programmatico del Forum civico. L’organismo che raccoglie partiti e
associazioni schierati con il candidato a sindaco Eugenio Fedele, ha presentato
ieri, in una conferenza stampa, il suo contributo al programma definitivo. Sarà,
infatti, il coordinamento della coalizione ad elaborare il documento ufficiale,
ma intanto il Forum vuole spiegare quale città è nei suoi progetti. «Il
manifesto programmatico -afferma il forum in una nota- è fondato innanzitutto su
quattro principali riferimenti di valore, tra di loro strettamente connessi, i
quali dovrebbero costituire, ad un tempo, i principi guida e gli obiettivi
strategici del prossimo governo cittadino:1. La democrazia partecipativa; 2. La
sostenibilità ambientale; 3. La socialità solidale; 4. La legalità e i diritti».
Accanto a questi obiettivi strategici sono stati individuati otto obiettivi
programmatici: 1. La riforma della struttura amministrativa; 2. Il risanamento e
il rafforzamento finanziario; 3.La sostenibilità ambientale e la qualità della
vita; 4. La valorizzazione e la gestione dei beni e delle attività culturali; 5.
La pianificazione e la progettazione urbanistico-territoriale rinnovata e
sostenibile; 6. Il rilancio del sistema economico-produttivo, del lavoro e
dell’occupazione; 7.Una socialità solidale ed un sistema di qualità dei servizi
alla persona e alla famiglia; 8. Un sistema educativo e formativo integrato con
la formazione professionale ed il lavoro insieme ad una diversa funzionalità del
sistema sanitario locale, una nuova organizzazione del mondo dello sport ed una
rinnovata gestione dei rapporti internazionali di gemellaggio. Sono state poi
elaborate una novantina di proposte relative a svariate questioni. Ne viene
fuori un’immagine di città, afferma il Forum, «aperta al futuro e ai nuovi
valori di cittadinanza e di solidarietà, che educa alla democrazia e al rispetto
delle regole e dei diritti, che promuove conoscenza aggiornata, sviluppo
sostenibile e lavoro e che sostiene la salvaguardia delle identità e dei
rapporti culturali, il dialogo sociale e la pace come riflesso autentico di una
condizione civile, progredita e moderna, dovrebbe impegnare tutti a pensare e ad
agire in modo conseguente». «E’ questo l’obiettivo -termina la nota- verso cui
si è orientato il lavoro del “Forum Civico di terracina” e che impegnerà, nei
prossimi mesi e nei prossimi anni, gli organismi che lo hanno promosso, ma è
soprattutto l’obiettivo che dovrebbe coinvolgere la responsabilità etica di quei
cittadini a cui verrà affidato il governo pubblico di terracina, affinché ne
facciano una città diversa dall’attuale».
Andrea Di Lello


Il Popolo delle libertà ha il suo candidato sindaco a Terracina. È Nicola
Procaccini. La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri, al termine di una
riunione che si è tenuta a Roma tra il senatore Claudio Fazzone e i vertici
romani del Pdl tra cui il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Dopo una lunga
trattativa il partito avrebbe sciolto le sue riserve sul nome da presentare alle
prossime elezioni amministrative. Nicola Procaccini è considerato l’uomo giusto
dal centrodestra per salire al potere all’ombra del Tempio di Giove. Anche se
non ha i crismi dell’uffi – cialità, l’indiscrezione arriva da fonti più che
attendibili. Dopo il lungo tira e molla che nei mesi scorsi ha visto il nome di
Procaccini apparire e scomparire dalle ipotesi di candidatura, questa sembra la
volta buona. Il senatore Claudio Fazzone avrebbe chiuso l’accordo con i vertici
del Pdl per lanciare il giovane politico alla corsa elettorale. C’è da
immaginare che con Procaccini candidato la spaccatura con gli esponenti
dell’attuale maggioranza sia ormai obbligata.
D. R .


Ci sarà una lista di sciscioniani nelle prossime elezioni amministrative, ma non
è chiaro se ci sarà Sciscione.
Almeno questo dà ad intendere la nota diramata
dal neocostituito comitato elettorale del gruppo dell’ex consigliere regionale.
La formazione del comitato, si legge nel documento, «rappresenta il primo passo
nella direzione di un impegno diretto nella competizione per il rinnovo del
consiglio comunale e dell’amministrazione della città di terracina». Ma il
candidato a sindaco sarà indicato soltanto «nelle prossime settimane». Ad ogni
modo, il comitato è composto da Giuseppe di Mauro (Coordinatore), Antonella
Flumene, Fabio de Felice, Sergio Meneghello, Armando di Mario e Pietro Serra.
«Come già affermato in diverse occasioni e dimostrato con i fatti -continua la
nota-, il nostro obiettivo primario è quello di un impegno totale nell’interesse
della Città e del bene collettivo, soprattutto in relazione allo stato di
estremo degrado ed abbandono nel quale versa il nostro Comune. Tale situazione
trova schiaccianti responsabilità in questa Amministrazione e maggioranza». «La
consapevolezza della necessità di non restare indifferenti di fronte a questo
stato di cose -afferma il comitato- e di mobilitarsi per ridare a terracina
quella dignità e ruolo che le compete, ha portato il nostro gruppo ad un impegno
elettorale diretto per il governo della città. Ovviamente il rispetto della
legalità, l’onestà, la trasparenza, la dignità, l’umiltà, il rapporto diretto
con gli elettori, costituiscono premesse essenziali per un modo di amministrare
che deve manifestare una netta inversione di tendenza rispetto all’attuale
degenerata situazione». «Nelle prossime settimane -termina la nota- si renderà
pubblico il programma politico-amministrativo ed il candidato a sindaco che, con
una squadra adeguata e competente, con una coerente politica di alleanze,
s’impegnerà in un progetto di risanamento duro e complicato ma anche ambizioso
ed esaltante».
Andrea Di Lello


Alfredo lauretti è compatibile con la carica di consigliere comunale. Lo ha
stabilito il Tribunale di Latina, che con una sentenza emessa nei giorni scorsi
ha respinto il ricorso presentato dal gruppo consiliare del Partito democratico
e dichiarato Lauretti legittimato a sedere tra i banchi dell’assise cittadina.
La sentenza pone fine a una lunga battaglia portata avanti dal Pd, che
contestava al consigliere repubblicano di essere in conflitto di interessi
perché, oltre alla carica di consigliere, ha gestito tre società (Terracina
Sviluppo, Edil Cave e la «LG costruzioni per i lavori alla piscina) che hanno
avuto rapporti con il Comune. Soddisfatta ma anche stizzita la reazione di
Lauretti. «Il Tribunale ha rigettato tutte le falsità e le calunnie rivoltemi
dai Consiglieri del Pd» dichiara Lauretti, che esprime «gioia e fiducia nella
giustizia» ma non dimentica la «campagna politica e mediatica con cui mi hanno
perseguitato per mesi, dimostrando un accanimento scellerato alla mia persona ed
alla mia famiglia». Il consigliere di maggioranza ricorda come gli stessi
esponenti del centrosinistra con cui è stato eletto alle scorse elezioni. «al
momento della mia proclamazione, nell’esaminare le condizioni di eleggibilità e
compatibilità degli eletti, nulla hanno eccepito in riferimento alla mia
posizione, pur esistendo già le tre società cui fanno riferimento il ricorso».
Solo quando «confluivo nella lista del Partito repubblicano -osserva ancora – il
Pd ha iniziato una lunga e personale lotta nei miei confronti, sino a sfociare
nella richiesta al Consiglio comunale e poi al Tribunale di incompatibilità. E
ciò in palese contraddizione con il primo giudizio dato al momento dell’esame
della eleggibilità e compatibilità». Una contraddizione in termini, insomma,
accompagnata da un’azione legale sproporzionata: «Un ricorso ad un Tribunale
ordinario per una situazione di incompatibilità: negli ultimi cinquanta anni di
politica terracinese nessun gruppo politico è arrivato a questi estremi ». Tanto
che il repubblicano arriva a chiedersi se «i ricorsi, dall’esito negativo sia in
Consiglio comunale che al Tribunale siano più un atto persecutorio nei miei
confronti a causa del mio passaggio al centrodestra che u n’azione diretta alla
tutela dell ’imparzialità del consiglio Comunale». «Ora – conclude Lauretti -
cercherò di tutelare la mia immagine personale e politica e la posizione morale
e imprenditoriale della mia famiglia, che dà lavoro a circa cento cinquanta
persone senza che un centesimo di euro provenga dalle casse del Comune. Le
persone che a parole si sono sempre fatte paladine della legalità ora dovranno
rispondere delle calunnie prodotte. Sarò io a portali in Tribunale».
Diego Roma


Tanta liquidità e soldi blindati. La prima la chiede l’amministrazione guidata
da Stefano Nardi al suo tesorerie, l’Unicredit, per far fronte agli impegni del
primo semestre. Lo ha fatto con una delibera d’inizio anno con cui chiede alla
banca di mettere immediatamente a disposizione sul conto corrente la cifra di
8.046.000 euro, ovvero i tre dodicesimi della somma che viene fuori dai primi
tre titoli di bilancio calcolati sul consuntivo 2009. Soldi che serviranno a
«pagare tutti gli ordinativi di pagamento disposti dall’Ente con impegno, da
parte dello stesso tesoriere, di rimborsare quanto prelevato con le prime
disponibilità di cassa, non soggette a vincolo di destinazione, registrare sul
conto di tesoreria». Un’operazione consentita a tutti gli enti locali da una
legge del 2000. Non un atto formale quindi ma la possibilità per quei Comuni in
difficoltà economica di avvalersi di un ulteriore strumento che produce comunque
i suoi oneri. Non è un caso che nella stessa delibera si riconosce a tesoriere,
ovvero alla banca, un tasso di interesse sulle anticipazioni pari a quello
previsto dal contratto di servizio, «interessi che saranno liquidati con
successivo atto di gestione». La blindatura invece sta tutta in quei 13.560.000
euro, una somma da sottrarre all’esecuzione forzata dei creditori e calcolata
nei primi sei mesi. Soldi che servono a pagare gli stipendi dei dipendenti
comunali e i relativi oneri previdenziali, unitamente alle rate ammortamento e
ai servizi essenziali come l’amministrazione generale del Comune, i servizi di
pubblica sicurezza e quelli connessi alla gestione dell’ufficio tecnico
comunale, solo per citarne alcuni. Un atto formale che mette a riparo somme da
eventuali decreti ingiuntivi che negli ultimi anni sono arrivati a ritmi
incessanti.
F.Coc.


Ennesimo sequestro di merce contraffatta. E’ accaduto venerdì sera nella
centralissima via della Vittoria, a terracina, quando i vigili urbani del
comandante Vincenzo Pecchia hanno notato alcuni nordafricani intenti a vendere
falsi capi di abbigliamento griffati. Gli agenti della polizia municipale sono
quindi intervenuti riuscendo a sequestrare quattro capi di abbigliamento
contraffatti. I venditori nordafricani, invece, sono riusciti a scappare prima
che i vigili potessero identificarli. Il fenomeno della vendita abusiva di merce
contraffatta si sta sempre più diffondendo a terracina. Specialmente nelle ore
serale e nelle vie del centro.

Un puzzle difficile da ricomporre, talmente difficile che gli inquirenti,
verifica dopo verifica, sembrano essere sempre più convinti che non ci sia nulla
da rimettere insieme ma ogni singolo episodio, ogni pezzo, vada trattato a se
stante, slegato dagli altri che lo hanno preceduto o succeduto.
E un primo passo
avanti nelle indagini sugli attentanti a catena che in queste ultime
settimane ha fatti tremare la città . E potrebbe essere non il solo. Aver
concentrato l’attenzione sul particolare piuttosto che sul generale è
stato molto utile, dando modo agli investigatori di cominciare a delineare un
quadro. Messe da parte le bombe esplose all’istituto «Bianchini » e contro
il negozio di parrucchiere del centro storico, la lente degli inquirenti si è
soffermata sul doppio attentato di qualche giorno fa ai danni del bar di via Di
Vittorio e dell’agenzia immobiliare di via Bottasso. Le indagini su quest’ultimi
due episodi sono condotte dagli agenti del commissariato di polizia diretto dal
vicequestore aggiunto Rita Cascella. Indagini che non sono partite da un punto
morto. Su un fatto non c’è alcun dubbio: gli ordigni esplosi a distanza di una
ventina di minuti l’uno dall’altro sono della stessa fattura e sono stati
piazzati dalle stessa mano: taniche di plastica riempite di esplosivo e una
miccia abbastanza lunga per evitare il peggio. Roba seria insomma, maneggiata
con tutta probabilità da gente del mestiere. Bombaroli su commissione – è una
delle ipotesi – reclutati tra la manovalanza della malavita locale oppure, non è
escluso, di quella campana che da queste parti è di casa. Dettagli importanti
che avrebbero messo sul piatto degli investigatori degli indizi importanti. Uno
su tutti: c’è un filo che potrebbe unire l’agenzia al bar. Quale sia questo filo
non è ancora dato sapere. Una ipotesi era stata avanzata ma è stata subito
accantonata. Gli investigatori avevano infatti pensato che a curare la
compravendita del bar di via Di Vittorio avvenuta qualche mese fa era stata
l’agenzia immobiliare di via Bottasso. Era una dei pochi legami che potevano
esserci tra le due attività. Ma appunto le verifiche hanno dato esito negativo.
Gli attentati in (quasi) simultanea restano dunque ancora avvolti nel mistero.
Le piste aperte restano diverse per cui gli agenti da un lato continuano a
credere che le i nt im id azioni possano essere collegate; dall’altro non
escludono che ci possano essere moventi diversi oppure che uno dei due attentati
possa esser stato messo a segno per depistare l’altro. Non viene trascurato
nessuno dettaglio, anche quelli che apparente possono sembrare
più trascurabili. Tra le varie circostanze emerse ce ne sarebbe una che
potrebbe aver meritato una certa attenzione. L’attentato al bar «Roxy» di
via Di Vittorio è stato messo segno in concomitanza con l’inaugurazione
(avvenuta proprio il giorno dopo) di una sala di scommesse sportive. Che non è
la prima e non sarà l’ultima che viene aperta in città, ma la coincidenza sembra
che non sia stata per niente sottovalutata dagli investigatori.
Pierfederico Pernarella



Inesorabile la polizia locale di Terracina: ha multato l’auto del Comune, una
Panda bianca con tanto di stemma municipale, utilizzata dal personale degli
uffici ragioneria.
Continuano gli screzi tra una frangia dei vigili urbani e
l’amministrazione comunale. L’auto era parcheggiata sulle strisce gialle davanti
al Comando. Si è cercato di tenere l’episodio sotto traccia, tanto più
l’identità del protagonista. Che sarebbe, comunque, un impiegato che spesso
utilizza la Panda del Comune per trasferire i documenti da un ufficio all’altro.
Giovedì intorno alle 10, l’interessato, trovando l’area di parcheggio riservata
al Comune occupata, ha sostato sulle strisce gialle. Solo qualche minuto per
portare dei documenti all’ufficio economato. Tanto è bastato per incorrere nella
contravvenzione. I vigili urbani, transitati sul posto, senza batter ciglio
hanno staccato la multa. Le reazioni non si sono fatte attendere. Alcuni
dipendenti sono scesi in strada sbigottiti. Incredulo anche il presidente del
consiglio Avelli, che era nei paraggi e ha assistito alla scena. Secondo altri,
la polizia locale ha fatto bene ad essere intransigente. «L’auto non ha nessuna
colpa, evidentemente, ma chi l’ha parcheggiata in quel modo sicuramente sì.
Quindi va multato: non si deve guardare in faccia nessuno, anche se era in
servizio. Bisogna però rimarcare che ci sono auto private di alcuni appartenenti
alla polizia locale che sostano di continuano senza che succeda nulla»,
avrebbero asserito. Rimarrà da stabilire se quell’area è fruibile dalle auto del
Comune. Di certo è mancato un pizzico di buonsenso. Chi pagherà la multa?
Probabilmente chi era a bordo dell’auto. Con qualche malumore, facendosi carico
probabilmente più che dell’errore commesso di qualche screzio esistente tra il
Comando e il Palazzo comunale.
D.Sper.


E’ stato ripristinato soltanto nella serata di ieri il flusso idrico interrotto
da Acqualatina ieri mattina, 15 gennaio, e protrattosi, a seguito di problemi
tecnici riscontrati durante l’esecuzione dei lavori di riparazione della
condotta adduttrice nel Comune di terracina, per tutta la giornata.
Stando al
primo avviso inviato da Acqualatina, infatti, la normalizzazione del servizio
era prevista per il primo pomeriggio di ieri, le 14 nella fattispecie, ma
evidentemente la riparazione del guasto ha portato via più tempo del previsto e
così per gli abitanti di terracina ieri è stata una giornata senza acqua. Le
zone interessate dall’interruzione sono state La Fiora, San Benedetto, San
Silvano, Casaletti, Parte Alta di terracina.


È dopo le bombe c’è chi corre ai ripari. È il caso dell’istituto tecnico
commerciale «Bianchini» che dopo la bomba esplosa sotto il porticato della sede
distaccata della «Pro Infanzia» ha deciso di installare all’ingresso
dell’edificio di viale Circe un sistema di videosorveglianza. Un modo, forse
l’unico, per tener lontani malintenzionati dalle bombe facili. Come si ricorderà
proprio la «Pro Infanzia» è stato il primo bersaglio dell’escalation esplosiva.
L’ordigno, con tutta probabilità di quelli utilizzati per il Capodanno, venne
esploso la notte del 17 novembre devastando una parte del porticato d’ingresso
dell’edificio che da anni ospita alcune sezioni dell’itc «Bianchini». Tra i
possibili moventi erano stati ipotizzati i più disparati, compreso quello di
ipotetici interessi immobiliari sull’area e gli immobili che presto saranno
lasciati dalla scuola. Ma la pista più probabile è sembrata subito essere quella
di un raid vandalico.
P. P.


E, sullo sfondo inquietante delle bombe e dei roghi d’auto, compare un certo
Pasquino,
che, a nome di una sedicente associazione denominata «Vittime del
truffatore» (il riferimento è all’albergatore-costruttore edile, che, con la sua
denuncia, ha fatto scoprire un presunto giro di usura nella primavera scorsa),
sta diffondendo in forma anonima delle lettere in serie, indirizzandole da
novembre alle più svariate persone, società, enti, autorità (anche la nostra
redazione è stata compresa in questa mailing list). Lo scopo dichiarato è quello
di difendere i presunti usurai dalle accuse, che vengono loro mosse. Si finisce
per ribaltare posizioni e ruoli, per cui colui che le indagini dei carabinieri
mostrano come un povero usurato in realtà sarebbe lui stesso un truffatore. Le
missive seriali stanno acquistando adesso, alla luce di alcuni episodi criminosi
successi, un valore per le gravi minacce personali che vi sono contenute. Ed è
proprio da esse che, verosimilmente, è scaturita l’inchiesta promossa dal
sostituto procuratore Raffaella Falcione. L’iniziativa giudiziaria vuole tentare
un’apertura nel magma incandescente degli attentati, che, a cavallo tra il
vecchio ed il nuovo anno, stanno tormentando le notti dei cittadini terracinesi.
Niente a che vedere con le classiche pasquinate seicentesche, intinte di satira
politica o di costume. Il Pasquino terracinese ha in comune solo il carattere
dell’anonimato. Per il resto, si profonde in un discorso a senso unico contro
l’imprenditore in questione, raccontando a puntate la storia delle sue presunte
malefatte. Pagine e pagine di testo scritte al computer, quasi una telenovela
intinta al curaro. La corrispondenza comincia ad arrivare agli inizi di
novembre. E’ allora che fa la sua comparsa Pasquino. Da quel momento sono in
tutto 4 le puntate, che vengono fornite ai destinatari. Ed è nella 2^ che appare
un chiaro messaggio per nulla criptico. Rivolto all’imprenditore, gli viene
fatto presente che non sarà dimenticato e che si avrà «un occhio di riguardo
verso i suoi figli». Quindi si riporta un ritaglio di giornale, contenente la
notizia di un uomo, protagonista della lotta anti-usura nel Milanese, finito per
disperazione a tentare il suicidio. Nella 3^ parte si chiariscono gli obiettivi
della costituenda associazione: raccogliere testimonianze e prove, in funzione
chiaramente ritorsiva, per quanto successo con l’operazione del giugno scorso, a
seguito della quale finirono in galera 7 persone, tra cui alcuni nomi di
imprenditori molto noti in città. Di ingiurie e minacce (anche gravissime) è
condita la serie di lettere, che, tra l’altro, sono finite anche sul tavolo
della dottoressa Falcione, il sp che ha in carico l’inchiesta-madre sull’usura.
Da qui l’apertura di un fascicolo contro ignoti. L’atto immediatamente
successivo è stato quello di ordinare il sequestro di materiale cartaceo e
informatico presso una decina di persone coinvolte nell’operazione del giugno
scorso. Il provvedimento che presto seguirà sarà quello di nominare un perito
informatico, per individuare la filiera degli scritti anonimi di stampo
minatorio. Alla fine si tratterà di verificare se esiste un filo conduttore, che
porta ad almeno due episodi incendiari, di cui sono state vittime persone vicine
all’albergatore-imprenditore.
Ercole Bersani


Sulla scrivania del comandante del porto di terracina Floriana Segreto c’è la
delibera della Regione Lazio che preannuncia un prossimo ripascimento morbido
all’ingresso del molo.
Il documento è «fresco» visto che è arrivato soltanto
l’altro ieri negli uffici della guardia costiera di via del Molo. Saranno
dragati qualcosa come 250 mila metri cubi di sabbia, che sono davvero tanti se
si considerano le quantità più esigue dei precedenti dragaggi. L’ultimo,
avvenuto nel 2009, aveva risucchiato poco più di 20 mila metri cubi di rena in
eccesso all’imboccatura del porto, poi «risputati» a 700 metri circa di distanza
dal punto del prelievo. Un’operazione, quella, sempre deliberata dalla Pisana
che, però, ebbe un effetto temporaneo. Adesso, invece, portando via 250 mila
metri cubi di sabbia in eccesso il dragaggio dovrebbe avere certamente una
durata più lunga. Perlomeno se lo augura la marineria di terracina,
costantemente alle prese con le bizze del tempo, le correnti marine e un
pescaggio all’uscita del molo che spesso, troppo spesso, li intrappola. L’altra
bella notizia è che i risultati dell’Arpa relative alle analisi fatte lo scorso
ottobre sul fondale del porto di terracina hanno promosso la qualità della
sabbia. E così una parte di tutti quei metri cubi di rena potrà essere
«reinvestita» sul territorio e utilizzata per allungare di circa un paio di
chilometri il lungomare cittadino. Certo, ci sono i tempi tecnici e burocratici
da attendere. «Ovviamente prima bisognerà indire la gara d’appalto per
l’esecuzione dei lavori, ma siamo fiduciosi già per la prossima primavera» ha
detto il comandante Floriana Segreto. Intanto si continua sulla strada già
annunciata alla fine dell’anno scorso: la sistemazione del porto, anche per
quanto riguarda le infrastrutture. La capitaneria di porto si è già messa in
contatto con la terracina Ambiente per realizzare una bella operazione di
pulizia lungo la banchina, che spesso rasenta il paragone con una discarica a
cielo aperto. Colpa sia dell’assenza di un’isola ecologica ad hoc e sia di
un’altra grossa assenza, ovvero il senso civico e la cultura del rispetto
dell’ambiente che caratterizza molte persone. «A breve arriverà anche
un’ordinanza specifica per meglio organizzare la viabilità del porto, sia per
quanto riguarda i traghetti che gli altri tipi di accostamento». Un porto che
torna a muoversi, quindi, per aspirare a obiettivi che possono certamente essere
alla sua portata.
Rita Recchia

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Nuova domenica di cultura alla scoperta dei nostri tesori con un servizio sui “luoghi della memoria”. Ospite speciale, il nostro straordinario operatore Paolo, artefice anche dell’animazione 3D che ricostruisce con una sovrapposizione efficace, tra antico e moderno, l’ubicazione e la forma della chiesa scomparsa di S. Maria in Posterula. Il servizio dà conto anche di una serie di resti appartenuti alla chiesa e distribuiti sul centro storico; per alcuni di essi sarebbe auspicabile una migliore collocazione, e per la notevole qualità, e per l’alto rischio di vandalismo a cui sono esposti. All’interno del video, per spiegare alcune tradizioni locali legate all’edificio religioso, abbiamo inserito un simpatico e caratteristico filmato del professor Emilio Selvaggi, girato l’anno scorso in occasione di una visita sul centro storico alto durante la festa di S. Cesario. L’articolo, a firma di Venceslao Grossi, è apparso su “il Sestante” n.55 del 1995. Buona visione e buona lettura a tutti

Video importato

vimeo Video

Come ci riferisce Giuseppe Zander nel suo studio “Terracina medievale e moderna”“la basilichetta di Santa Maria in Posterulis”. (pubblicato nel 1961), con la costruzione della Rampa e del palazzo Braschi, vennero definitivamente distrutti, nell’ultimo decennio del ’700 circa, i resti di quella che, probabilmente, insieme alla stessa Cattedrale, visti i molti problemi di comune giurisdizione che intratteniamo, fu la prima chiesa di fondazione urbana della città alta, e cioè,

La lunga agonia di questo importante e ricco edificio sacro, costellato di spoliazioni, dispersioni e distruzioni, era iniziata circa due secoli prima, all’inizio del ’600, quando, dopo il colpo mortale infertole (come accadde per l’intera città) dalle terribili devastazioni della malaria e del “castrone”, che nel corso di quasi tutto il XVI secolo, si abbatterono sulla popolazione, rimase abbandonata a sé stessa in un comune destino di rovina con le altre sedi religiose. Del resto, l’unica parrocchia rimasta del periodo, delle sette che la città ebbe nel medioevo, era quella della Cattedrale, con la sede vescovile, peraltro, trasferita a Sezze, mentre soltanto nel 1787 verrà istituita la nuova parrocchia di San Giovanni. Sta di fatto che già nei primissimi anni del ’600 pensò bene di trasferire nella Cattedrale alcuni importanti reliquie possedute dalla nostra chiesa: vengono infatti trasportate nell’oratorio di San Giovanni le statue di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, nonché l’importante venerata tavola dell’Assunta e del Salvatore.1 Alcuni anni dopo si cominciarono a rimuovere i decori: il vescovo Pomponio de Magistris (1608-1614), avendo fatto erigere la cappella di Santa Domitilla2, vi adottò un “arco marmoreo” decorato a mosaico, fatto togliere da una delle porte della chiesa3 e costruito da due piedritti ed un’architrave su cui correva una fascia continua di mosaico, oggi conservato solo sull’architrave. Portale probabilmente appartenuto alla cappella di Santa Domitilla – e dunque alla chiesa di Santa Maria in Posterulis – e qui sistemato dopo la sua distruzione.

Scomparve, in seguito, nel corso di alcuni decenni, tutto l’apparato decorativo, ed in particolare, come ricorda il Contatore, il bellissimo pulpito e l’intero pavimento musivo, mentre gran parte dell’edificio era ormai ridotto nei primi anni del ’700 alla condizione di rudere, essendo completamente crollati i tetti ed invaso la navata di «cumuli di terra ammucchiata», sotto cui era finito, tra le altre cose, il “fonte battesimale”. Successivamente, e fu inevitabile, si rimossero le strutture superstiti: sempre da Santa Maria in Posterulis, infatti, sembrano provenire le bellissime 4 colonne marmoree scanalate e rudentate che attualmente sorreggono nella Cattedrale, il baldacchino dell’altare maggiore. Qui trasportate per l’arredo sacro dopo i grandi lavori di ristrutturazione, effettuati nel corso del ’700.

Ciò che era rimasto, dunque, poco prima di essere abbattuto, alla fine del secolo XVIII, era la facciata esterna della chiesa, costituita da un nartéce a tre arcate (atrio coperto) sormontato da una loggia a tre archi ed un campanile a vela. Tutto ciò è ancora visibile in una famosa stampa dell’epoca incisa da Carlo Antonini, dove si nota la splendida e singolare posizione dell’edificio sacro rivolto a sud4, collegato comodamente sia con la parte bassa della città, sia con quella alta ed addossati all’imponente corpo di fabbrica di Palazzo De Tassis, proprio il palazzo che il duca Luigi Onesti Braschi, nipote di papa Pio VI acquistò e fece ampliare, ristrutturare e restaurare come residenza della famiglia.5

Se, dunque, come abbiamo visto, la chiesa di Santa Maria in Posterulis, muore, sul piano religioso, nei primi anni del ’6006, e quindi scompare anche fisicamente, negli ultimi anni del secolo successivo, appare legittima la domanda sulla sua origine e sul suo sviluppo, protrattosi almeno fino alla fine del ’400.

Tenta di rispondere, in proposito, il Contatore, consegnandoci notizie, personaggi ed avvenimenti di non poco interesse e significato. La fondazione della nostra chiesa altro non sarebbe che il risultato di un’ordalia, un’usanza barbarica introdotta in Italia dai longobardi e costituita da un combattimento cruento a cui era sottoposto l’accusato, ed il cui esito veniva ritenuto un responso divino sulla sua innocenza o colpevolezza. Racconta infatti il Contatore che «La regina Gondiberta moglie di Rodoaldo, che è la figlia di Rotario, e figlia di Teodolinda, divenuta colpevole di adulterio, poiché si era unita a Carello familiare del re, fu destinata al carcere; sopportando difficilmente il quale, raccomandò supplice la sua innocenza a Giovanni Battista; Carello posto in catene implorò il re che fosse concesso anche a lui dalla clemenza regia ciò che per legge era permesso agli altri, cioè di difendere con un duello la sua salvezza e il suo onore e il decoro e la dignità della regina; il re acconsentì alla supplica di Carello, fu concesso un duello alla presenza del re del popolo, nel quale Carello uccise il suo accusatore riacquistando la libertà. La regina, conseguita la grazia e riconciliata con il re, edificò a Terracina una chiesa a ricordo della cosa, e l’arredò con opere d’arte e la chiamò San Giovanni delle donne in onore del suo sesso». Queste stesse notizie, afferma poi il Contatore, sarebbero riportate brevemente dal Platina (che sarebbe stata seguito dal Sabellico) nella “Vita del papa Giovanni IV” (640-642) nel quale, con riferimento all’anno 638, si riporterebbe: «In questo anno Gundiberta… imitando la pietà di sua madre, come Teodolinda a Magonza, così anche lei stessa costruì a Terracina una chiesa di San Giovanni Battista, e la ornò con molto oro e argento».

A sostegno da quanto raccolto da documenti e testi7, il Contatore porta una singolare tradizione terracinese, a suo giudizio, derivata da quei lontani avvenimenti. Egli afferma, infatti, sulla base della sua memoria d’infanzia su quanto era rimasto in uso ai suoi tempi e sulle testimonianze delle stesse donne terracinesi, che durante la festa di San Giovanni le donne «tripudiano e danno segno del tripudio mentre lo fanno (volgarmente la Corona) e passando per le strade salutano molto cordialmente dicendo alquanto spesso “bona alla Corona”; consta che la Corona sia per lo più di iperico a cui oppongono immagini in forma di uomo e di donna». Pertanto, conclude il Contatore: «Il significato che si cela in questi tripudi popolari consiste nella riconciliazione fatta tra la regina Gundiberta e il re Rodoaldo, che vista l’innocenza di sua moglie le restituì la corona regale, così per corona di iperico, poiché come si dice che quest’erba scacci il demonio, allo stesso modo scacciati i cattivi pensieri dalle menti dei mariti favorisce l’incremento della pace fra i coniugi».

Come si vede, dal racconto del Contatore la questione dell’origine della nostra chiesa viene rivolta in modo alquanto romanzato. Intanto perché risultano inattendibili le vicende familiari legate alla corte longobarda, tratte, probabilmente, in modo approssimativo, dalla Historia Longobardorum, scritta intorno al 780 da Paolo Diacono, longobardo di Cividale e monaco benedettino, che soggiornò a MontecassinoCarlo Magno dopo la sconfitta del 774: Rotario è infatti il re RotariGundeperga e non fu moglie di Rodoaldo8 ma del re Arioaldo (623-636), già duca di Torino; Rodoaldo, salì al trono soltanto nel 652, dopo la morte del padre Rotari e venne assassinato 5 mesi dopo. Inoltre perché manca qualsiasi riscontro oggettivo di relazione con la città di Terracina, sia sul piano dei rapporti con la corte longobarda, attraverso la necessaria mediazione della Chiesa di Roma, visto che si parla addirittura di una fondazione regia e dunque di un atto religioso e politico di notevole rilevanza, sia sul piano militare, non risultando i longobardi essere mai arrivati ai confini del nostro territorio. E’ noto infatti,come per il Ducato Romano, la morsa più pericolosa dell’espansione longobarda, avvenuta sotto Agilulfo (590-616), sia da nord con l’assedio di Roma, sia da sud avanzando nel territorio di Mola di Gaeta (attuale Formia), di fatto si arrestò per la pace stipulata da Gregorio Magno nel 598 e legata al pagamento di un tributo annuo. La citazione dal Platina, poi, tratta dalla vita di Giovanni IV è tutta da verificare. Debole, infine, rispetto al problema dell’origine della chiesa, anche se significativo, il riferimento alla tradizione religiosa popolare. e alla corte di (636-652), già duca di Brescia: Gondiberta o Gundiberta è invece

Senza ulteriori approfondimenti, quindi (inutili in questa sede), il dubbio che l’originaria chiesa di San Giovanni Battista possa appartenere ad una fondazione longobarda, per di più regia, della prima metà del VII secolo, è dunque più che forte. Probabilmente la nostra chiesa. considerando il più sicuro riferimento architettonico, con un impianto di base di chiara ispirazione basilicale.9 Appartiene al periodo carolingio (760-860), quando cioè si rideterminò storicamente una prevalenza dei moduli paleocristiani all’interno di quel più generale impegno di rinascita politica religiosa e culturale che la Chiesa di Roma stava attuando. Non c’è alcun dubbio tuttavia sull’importanza rivestita sin dalla sua origine dalla chiesa di San Giovanni Battista, provata, soprattutto in seguito, dal ruolo predominate che svolse nel periodo compreso tra l’XI e il XV secolo. Lo dimostrano, infatti, la forte organizzazione capitolare («dopo l’anno mille erano lì sette canonici con l’arcipresbitero»), i molti possedimenti amministrati, spesso in comune con il capitolo della Cattedrale: nel 1281 l’arcipresbitero don Angelo concesse il «possesso effettivo di una casa» fuori porta Maggio a don Riccardo Bruno; nel 1396 l’arcipresbitero don Benedetto, su preghiera del vescovo Stefano, promosse il possesso di un beneficio per don Tusio Girardi nel 1436 il presbiterio Blasius Mica concesse, insieme ai capitolari di San Cesareo, l’affitto di un orto a Nado Tabolasio di San Felice; nel 1444 «donna Rita Manochi di Terracina lasciò per testamento alla chiesa 5 soldi», il favore papale goduto,10 l’ampia giurisdizione parrocchiale,11 e la ricchezza dell’arredo e dei decori musivi.

Sulla questione del titolo della chiesa ed in particolare sul passaggio della dedica di San Giovanni Battista a Santa Maria in Posterulis non possediamo notizie certe. Esso fu indubbiamente legato allo sviluppo che la devozione mariana conobbe a Terracina sin dall’alto medioevo, come dimostra la chiesa di Santa Maria ad Martyres, conosciuta anche come Santa Maria in Varano e successivamente (XI sec.) con il titolo di San Cesareo alle Prebende; sviluppo che nel basso medioevo toccò il suo culmine con tre importanti chiese dedicate alla Madonna fra l’XI e il XIII secolo: Santa Maria in Posterulis, Santa Maria della Basilica Nuova (Madonna della Grazie) e la chiesa dell’Annunziata. L’attributo “in Posterulis” ha segnato alla nostra chiesa, infine, trasferito poi all’intera contrada, è da mettere in relazione al fatto di essersi trovato l’edificio sacro, in prossimità dell’importante “Posterla” (posterula: piccola porta), situata a sud dell’antica cinta muraria (probabilmente la porta murata che oggi si trova sul alto ovest del grande muraglione in poligonale della rampa Braschi), la quale costituiva evidentemente il diaframma essenziale nel rapporto con il borgo fuori le mura.

Guardando oggi la lastra marmorea iscritta posta accanto all’edicola monumentale dell’Immacolata, su corso A. Garibaldi ed incassata nel pilastro del grande arco di destra, la quale avverte che si sta per entrare in “Contrada Posterula”, nessuno immaginerebbe quanta storia è passata all’interno di quel grande corpo urbano che è il rione di Posterula, vissuto per quasi un millennio, sino a quando il suo cuore pulsante, la chiesa di S.Maria in Posterulis, non ha smesso di battere.

Venceslao Grossi

Note


[1]Il fatto è controverso in quanto si ritiene anche che le due tavole fossero in origine separate e provenissero, la prima dal San Cesareo alle Prebende, la seconda da San Silviano.?

[2]Piccolo edificio addossato all’estremità sinistra di quella parte di cinta muraria posta ad est dell’attuale piazza Domitilla.?

[3]Probabilmente l’“arco marmoreo” con fregio musivo di cui parla il Contatore, altro non è che il grande portale in marmo modanato addossato all’angolo sud-est del muraglione di piazza Domitilla.?

[4] Posizione giustificata soltanto dal condizionamento di una preesistente struttura, probabilmente come farebbe intendere il riuso delle colonne marmoree scanalate, un edificio templare romano.?

[5] Deriva dalla famiglia De Tassis e dal loro palazzo, peraltro, la denominazione corrotta dell’odierna piazza Tasso.?

[6] La sua eredità spirituale, tuttavia, verrà raccolta, sempre in quegli anni, dalla riconsacrata ed attuale chiesa di San Giovanni, già chiesa di San Lorenzo.?

[7] Questi ultimi contestati secondo il Contatore, «senza alcuna ragione» da Bernardino Sacco nel libro 9, cap. 9 del suo “De Monomachiae casibus”.?

[8] Lo stesso errore, peraltro, commesso da Paolo Diacono! che in verità dichiara, per questi anni. la grave incertezza di notizie.?

[9] Una costruzione a 3 navate con la centrale più ampia, divise da 12 colonne, probabilmente tutte di riuso antico, con un nartèce a 3 arcate e loggia superiore a 3 archi, tipico elemento quest’ultimo addossato solitamente alle facciate, oppure posto all’interno, delle antiche basiliche cristiane, riservato ai penitenti e catecumeni.?

[10] Sotto Benedetto XII, 1334-42, l’arcepresbitero della chiesa è il destinatario di una bolla papale.?

[11] Tutto il versante sud-ovest della città alta, compreso l’abitato di pianura incluso entro la cinta delle cosiddette mura baronali.?

Terracina Rialzati

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terracina-ruderi-del-porto-anni-30_bis

Le casse comunali non sono in buona salute, si sa. In questa direzione arriva un
segnale dalla giunta comunale, rivolto proprio ad evitare che lo spiffero possa
trasformarsi in bufera. Lo scorso 12 gennaio è stata approvata una delibera di
giunta in cui, in ottemperanza ad un decreto legislativo, il Comune «congela» la
bellezza di 13 milioni di euro dalle somme che potrebbero essere soggette, così
si legge, «ad esecuzione forzata». In buona sostanza l’amministrazione
comunale mette al riparo alcune somme da eventuali provvedimenti
(decreti ingiuntivi, pignoramenti) di prelievo coatto di denaro all’ente
pubblico. Un atto dovuto nei confronti del Tesoriere, che deve sapere in
anticipo, per ogni semestre, quali somme il Comune intende inserire tra quelle
da salvare. Un atto preventivo indispensabile per evitare, ad esempio, che un
commissario ad acta possa rifarsi su somme indispensabili al funzionamento
dell’E nt e. Il tutto è regolato dal Testo unico degli enti locali, che
all’articolo 159 vieta esplicitamente che le esecuzioni forzate siano operate
sulle retribuzioni al personale dipendente e sugli oneri previdenziali per i tre
mesi successivi, sul pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari
scadenti nel semestre in corso e sull’espletamento dei servizi locali
indispensabili. Un comportamento prudente, più di quello adottato negli anni
passati. Lo scorso anno infatti, per non aver presentato per tempo la lista
delle uscite nevralgiche della macchina amministrativa, il personale del Comune
è rimasto senza stipendio ed è scoppiato il putiferio. Questa volta si sono
fatte le cose per bene. Anche perché, tra cooperative sociali, factoring e
contratti derivati vari, il rischio di vedersi piombare una mazzata tra capo e
collo è sempre dietro l’angolo.
Diego Roma


Terracina: controlli a tappeto della polizia
Nella serata di ieri nel territorio di questa giurisdizione è stato effettuato
un servizio straordinario di controllo del territorio con l’impiego di pattuglie
del Reparto Prevenzione Crimine del Lazio, che in ausilio alle pattuglie
ordinarie della Squadra Volante hanno eseguito un’intensa attività di
prevenzione, con particolare riguardo al centro cittadino. Sono state infatti
eseguite numerose perquisizioni a personaggi pregiudicati di questa cittadina
che hanno portato ad un arresto e a una denuncia a piede libero, oltre che al
controllo di circa 70 veicoli e 100 persone. E’ stato infatti tratto in arresto
un uomo di nazionalità rumena che si trovava in compagnia di un pregiudicato del
posto, entrambi controllati in pieno centro cittadino. Al rumeno, risultato da
ricercare perché colpito da mandato di cattura europeo emesso dal Tribunale
Militare di quella capitale, sottoposto al fotosegnalamento che confermava
l’identità dello stesso, attraverso gli uffici dell’Interpol è stato
immediatamente notificato il mandato di cattura, eseguito in attesa
dell’espulsione verso la Romania mediante la restrizione al carcere di Latina.
Infine, il titolare di un noto bar del centro, V.E. di anni 40, è stato
denunciato perché, sottoposto a perquisizione domiciliare è stato trovato in
possesso di un proiettile  di munizionamento per armi comuni da sparo, per il
quale non ha dato alcuna plausibile giustificazione. Ulteriori servizi di
prevenzione e pattugliamento saranno effettuati anche nei prossimi giorni.


Amara sorpresa ieri mattina per i dipendenti della Terracina Ambiente, che hanno
trovato affisso in bacheca l’avviso che lo stipendio di dicembre non arriverà
prima del 31 gennaio.
I netturbini sono andati su tutte le furie. Impossibile,
dice qualcuno, ricevere i compensi di dicembre quasi il mese dopo. I sindacati
stanno decidendo il da farsi e nei prossimi giorni potrebbe iniziare lo stato di
agitazione. A buttare acqua sul fuoco ci hanno provato l’assessore
all’Ambiente Loreto Maragoni e il consigliere di minoranza del Cda Luigi De
Stefano, che si sono recati al deposito di Morelle per rassicurare: «Gli
stipendi arriveranno la settimana prossima, tra il 19 e il 20 gennaio. Le
difficoltà sono dovute al passaggio di competenze sulla riscossione. La
Terracina Ambiente sta ultimando le procedure di trasferimento. La banca ha già
accordato l’anticipazione e il 18 firmerà il contratto anche Equitalia.
Soffriranno qualche giorno, ma il nuovo servizio sarà efficientissimo. Ad inizio
febbraio inizierà la raccolta del cartone, a fine febbraio saranno all’opera le
spazzatrici, arriverà nuovo vestiario e è pronto
il bando per l’acquisto di macchine nuove».
D. R.


Gianfranco Sciscione non sarà consigliere regionale.
Eletto alla Regione nella primavera scorsa con la Lista Polverini (2.900 voti),
estromesso dal Tar nel settembre scorso, è stato definitivamente cancellato
dalla lista dei consiglieri della Pisana in virtù di una sentenza, appena resa
nota, del Consiglio di Stato. Sciscione, al momento, torna a fare l’imprenditore
a pieno tempo, ma c’è chi giura che scenderà in campo per le prossime
amministrative di primavera. Intanto, la provincia di Latina perde il suo 7°
consigliere. Dopo il TAR, anche il Consiglio di Stato ha posto il «disco rosso»
alla permanenza del noto tycoon televisivo tra gli scanni della Pisana. Niente
da fare. Il ricorso è stato respinto nella decisione di merito. E’ stata una
sentenza «sofferta» e laboriosa, che giunge dopo ben 40 giorni dall’udienza del
3 dicembre scorso, nella quale Sciscione era rappresentato, come legali, dai
proff. Fabrizio Proietti e Giovanni Pitruzzella. La lunga attesa poteva far
pensare ad una decisione comunque estremamente meditata e fors’anche positiva
nei confronti dell’ex parlamentare regionale. Invece, è arrivata la notizia da
doccia fredda, che il diretto interessato ha accolto con comprensibile
disappunto, malcelato dietro una generica dichiarazione di ossequioso rispetto
verso questa come altre sentenze della magistratura. Un’elezione a sorpresa, la
sua, ma comunque utile per la città, che dopo ben 15 anni tornava ad avere una
sua rappresentanza nel consiglio regionale del Lazio. Se mesi d’attività
amministrativa con tutta una serie d’iniziative messe in campo. Una presenza che
si preannunciava proficua per la città e per il comprensorio di riferimento
dell’allora on. Sciscione. Invece, ad interrompere un tale percorso, è stato il
ricorso presentato da alcuni consiglieri regionali del Pd e da alcune
associazioni di sinistra, che hanno contestato la proclamazione degli eletti,
basata sull’allargamento da 70 a 73 del numero dei consiglieri eletti. Uno
stridente contrasto tra lo statuto e la legge regionale, interpretato dai
giudici amministrativi nel senso sfavorevole a tre consiglieri (uno di
Frosinone, uno di Viterbo e l’altro, Sciscione, di Latina). Chiuse le porte
della Pisana, Sciscione rimarrà in politica, magari per presentarsi come
candidato a sindaco nelle prossime consultazioni comunali? Il diretto
interessato lascia aperto il discorso. «Vedremo» dice.


Scriverà al Presidente della Repubblica per spiegargli come viene amministrata
la giustizia in Italia.
È l’amaro sfogo che l’ex consigliere regionale
Gianfranco Sciscione ha lasciato ieri sulle pagine di facebook dopo la certezza
della sua estromissione dall’assise della Pisana a seguito della sentenza del
Consiglio di Stato che ha confermato la decisione del Tar. L’imprenditore non ci
sta e ha annunciato che nei prossimi giorni scriverà a Giorgio Napolitano. Nel
frattempo i suoi più stretti collaboratori attendono che sciolga la riserva
sulla candidatura a sindaco di Terracina. Ma ci sarebbe anche una seconda
riserva da sciogliere e riguarderebbe la richiesta della governatrice Renata
Polverini che vorrebbe Sciscione nel suo staff. A pochi mesi dalle elezioni
amministrative il proprietario di Lazio Tv ha deciso di tenersi al riparo,
almeno per ora, in attesa che nel centrodestra le cose inizino a essere più
chiare. Potrebbe essere lui stesso l’outsider da proporre all’ultimo momento per
ricucire una situazione che ad oggi è tutt’altro che chiara. Nel Pdl il neo-
coordinatore Gianluca Corradini sta costruendo giorno dopo giorno la strategia
politica insieme al senatore e responsabile del coordinamento provinciale
Claudio Fazzone per arrivare quanto più uniti all’appuntamento elettorale. Anche
l’Udc è spaccato in due e una parte aveva annunciato da tempo il nome del
proprio candidato. È rimasto l’annuncio.
F.Coc.


Hanno raccontato vizi e virtù di intere generazioni, ricostruito, in chiave
comica e vernacolare, storie e leggende della città.
Chi non ricorda «47 de
piède» e «Vizio e Tradizione», alcune delle più brillanti commedie di Cesareo
Legge, fondatore del gruppo filodrammatico «Amici dell’Arte»?. A loro, per
tutta risposta, il Comune non ha mai pagato gli spettacoli sin dal 2006. Un
debito di 27 mila euro, per ottenere i quali esistono ricorsi al Tar e al
Tribunale di Latina. Ma il Comune non ci sente. Il Partito democratico ha
presentato un’interroga – zione per sapere «quali siano i motivi del mancato
pagamento, perché il Comune non ha rispettato le sentenze, chi dovrà rispondere
delle spese causate dai ritardi e quali e quanti sono le sentenze passate in
giudicato e i decreti ingiuntivi a cui l’amministrazione non ha
ottemperato».
D. R.



Città blindata dopo l’escalation criminale: perquisizioni a catena e
centro setacciato palmo a palmo.
Maxi spiegamento di polizia l’altra notte a
Terracina, gli agenti del Commissariato affiancati dalle pattuglie del Reparto
prevenzione crimine del Lazio hanno disposto numerosi posti di blocco ed
effettuato perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di un gran numero di
soggetti già noti alle forze dell’ordine. Le ricerche si sono concentrate nel
centro urbano, dove la polizia ha lavorato tutta la notte. Servizio
specifico anche nel centro storico alto, dove gli agenti hanno
setacciato i vicoli sia in macchina che a piedi. Il bilancio dell’ampia
operazione si è conclusa con l’esecuzione di diverse perquisizioni,
l’identificazione di circa 100 persone e il controllo di 70 vetture. Un
cittadino rumeno è stato sorpreso in centro in compagnia con un residente di
Terracina già conosciuto alla polizia. Lo straniero è stato arrestato perché
colpito da un mandato di cattura internazionale emanato dal Tribunale militare
del suo paese. Denunciato invece il titolare di un noto bar del centro, V.E. di
40 anni, perché, sottoposto a perquisizione domiciliare è stato trovato in
possesso di un proiettile di munizionamento per armi comuni da sparo, per il
quale non ha dato alcuna plausibile giustificazione. I controlli straordinari si
inseriscono nei servizi potenziati del monitoraggio cittadino dopo l’escalation
criminale delle ultime settimane, in cui sono esplose cinque bombe carta contro
attività commerciali e una scuola, oltre all’incendio di diverse autovetture. Il
Commissariato di polizia di Terracina, agli ordini del vice questore aggiunto
Rita Cascella, continua ad indagare insieme ai carabinieri della locale stazione
per venire a capo dell’inquietante scia di fuoco e attentati intimidatori che ha
portato il prefetto di Latina Antonio D’Acunto a convocare nei giorni scorsi il
Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico della provincia. La task force
di polizia e carabinieri istituita in seguito all’incontro ha portato a un
sensibile potenziamento del controllo, con l’obiettivo di prevenire nuovi
episodi criminali in città.
Francesco Avena


Caso dormiente quello relativo al suicidio del segretario generale del Comune
Marino Martino, avvenuto quasi due anni fa, lasciandosi dietro un clamore mai
conosciuto nelle cronache cittadine.
E’ fermo ad una richiesta di proroga
d’indagine il procedimento giudiziario promosso dalla Procura all’indomani del
tragico fatto. Quella morte fu destinata ad avere un risvolto a sorpresa, quando
per reati contro la pubblica amministrazione vennero indagate 6 persone (poi se
ne aggiunse una settima): l’allora vicesindaco Giuliano Masci e dei dipendenti
comunali. Un vero ciclone : la città rimase sconvolta. Nei confronti di Masci si
adombrò anche l’accusa di induzione al suicidio. Fu il Tribunale del Riesame a
sgombrare il campo da un’ipotesi così grave. All’inchiesta-madre vennero
agganciate le indagini sulla vicenda degli alloggi facili e sulla questione
delle assunzioni. E’ dell’ottobre 2009 la richiesta avanzata al Gip dai sp Riva
e Spinelli per una proroga delle indagini. Poi non se ne è saputo più nulla.
Er.Ber.

Convocato per il 18.1.2011 il Consiglio comunale
Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria per martedì 18
gennaio 2011, con inizio alle ore 10, per trattare il seguente punto posto
all’ordine dei lavori
1. La Musica Popolare e Amatoriale dal 1861 ad oggi. Riconoscimento alla Banda
Musicale “Città di Terracina”, quale gruppo di musica popolare e amatoriale di
interesse Comunale, in occasione dei 150 anni del’Unità d’Italia.
Terracina, 14 gennaio 2011
C/02/L

Convocazione V Commissione
Lunedì 17.01.2011 alle ore 18.00 in prima convocazione e alle ore 18.30 in
seconda convocazione,presso Palazzo Tescola,è convocata la V Commissione
Comnsiliare,con il seguente odg.:
1) Proposta di deliberazione consiliare avente per oggetto: La Musica Popolare e
Amatoriale dal 1861 ad oggi. Riconoscimento alla Banda Musicale “Città di
Terracina”, quale Gruppo di Musica Popolare e Amatoriale di Interesse Comunale,
in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia – Discussione e parere -
2) Varie ed eventuali.-

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terracina-scorcio_bis
Decine di esplosioni. Ma non c’è una sola regìa.
E nella cittadina i clan fanno i loro affari in silenzio. Piccole faide
familari. Concorrenza slale. Ripicche tra gente del posto. Dispetti per motivi
diversi e non collegati l’uno con l’altro. Avvertimenti in stile mafioso dopo la
richiesta del «pizzo» e il rifiuto di pagarlo. Rumorosi, goliardici raid di
giovani teppisti annoiati o spinti dall’emulazione dopo il risalto dato dalla
stampa ai boati notturni. Le ipotesi sullo stillicidio di micro-attentati a base
di polvere pirica e benzina che negli ultimi mesi hanno avuto per teatro
Terracina, città di 44 mila abitanti distribuiti su centrotrenta chilometri
quadrati alle pendici del monte Sant’Angelo che vive di agricoltura e turismo,
sono molteplici e variopinte. Ed è proprio questa l’essenza del «giallo» che
tiene la cittadina pontina con il fiato sospeso in attesa della prossima
«bombetta», come chiamano qui le bombe-carta esplose nel cuore della notte da
novembre a oggi. Per non parlare delle fiamme dolose che hanno divorato auto e
furgoni. Nel mirino agenzie di pompe funebri e immobiliari, coiffeur, bar, una
scuola di parrucchieri. E poi, appunto, macchine private (e non) ridotte in
cenere. Una quindicina in tutto, comprese quella del vicesindaco nel 2009 e
quelle dell’ex moglie e dei figli dell’attuale primo cittadino nel luglio 2010.
La maggior parte degli episodi più recenti ha interessato la zona delle Arene, a
pochi metri dal mare.
Il pool di investigatori composto da carabinieri e agenti della Mobile e
coordinato dal sostituto procuratore di Latina Giuseppe Miliano, avrebbe
individuato due piste. E in uno dei due casi ci sarebbero già indizi definiti
«importanti». In realtà, i primi mini-attentati risalgono al 2002. Nel 2008 la
Mobile di Latina diretta da Cristiano Statarelli portò a termine l’operazione
battezzata «Anxur» (l’antico nome che i Volsci diedero nel VI secolo a.C. al
villaggio fondato, secondo la leggenda, da profughi spartani), che finì con 15
arresti. Il processo ha condotto ad alcune condanne per danneggiamento,
estorsione e minacce nell’ambito della competizione commerciale da un lato fra
agenzie di pompe funebri e, dall’altro, fra ditte di pulizie. Condanne miti,
perché non è stato riconosciuto il reato di associazione per delinquere. Ma i
fatti di queste settimane difficilmente sono inseribili nello stesso filone. La
loro frequenza sta mettendo a dura prova i nervi dei terracinesi, anche se
finora non sono stati registrati feriti ma solo danni alle cose: «La paura c’è -
spiega una barista di via Roma – Ogni giorno apri il giornale e c’è stato un
botto. Chi è stato? Per me sono soltanto dispetti e gli autori potrebbero essere
sempre gli stessi. L’obiettivo è intimorire, è chiaro. Ma chi? E perché?».
Neppure le vittime sanno darsi una spiegazione. «Non ho ricevuto minacce né mi
hanno mai chiesto di vendere il locale», giura allargando le braccia Ferdinando,
proprietario del Roxbar in via delle Arene, preso di mira sabato. La stessa
notte e più meno alla stessa ora in cui una «bomba» scoppiava davanti alla
vicina agenzia immobiliare di via Bottasso. «Qui abbiamo aperto solo da due
mesi, ma in via della Neve ho gestito un bar per ventotto anni e non ho mai
avuto problemi, a parte qualche furto», conclude sconsolato Ferdinando.
E però la «geografia» delle deflagrazioni farebbe pensare che a qualcuno
interessi la zona adiacente la spiaggia. A novembre toccò all’istituto di
ragioneria «Bianchini», proprio sul lungomare. E l’ultimo maxi-petardo è stato
infilato fra la saracinesca a maglie e la porta-finestra di alluminio della
scuola parrucchieri di via delle Arene, gestita dai fratelli Coppola. Questa
volta, tuttavia, c’è un’anomalia: l’orario. Erano, infatti, le sette del mattino
mentre negli altri casi le lancette dell’orologio segnavano sempre un’ora
compresa fra le due e le tre. «È una cosa preoccupante anche se non penso alla
malavita organizzata e non ho ricevuto alcuna minaccia o intimidazione – osserva
Gianluca Coppola – Io credo che ormai siamo arrivati all’emulazione. Quando era
di moda Bruce Lee andavamo tutti in palestra a fare arti marziali. Adesso c’è
Romanzo Criminale…Il timore – continua Coppola – è che ci sia un’escalation.
Lo scorso anno bruciavano le macchine, quest’anno mettono le bombe. Il prossimo
che faranno? Spareranno alla gente?». La verità, comunque, è che Terracina negli
ultimi anni è cambiata. Al di là delle faide familiari, del magma di possibili
dispetti e vigliacche ritorsioni notturne, sono evidenti gli interessi della
Camorra in tutta l’area costiera pontina. E questa non è un’ipotesi. Ad aprile
si è conclusa un’inchiesta della Dda di Napoli che ha messo in luce rapporti fra
imprenditori locali e il clan Mallardo di Giugliano. Alcuni terracinesi sono
accusati di aver fatto da prestanome per gli investimenti immobiliari del clan,
che aveva interessi nell’area dell’ex «Vesco», una fabbrica di pomodori fallita,
dove dovevano sorgere appartamenti e centri commerciali. Tutto bloccato dalla
magistratura, che ha posto sotto sequestro beni per un valore di 500 milioni di
euro.
Quella di Terracina è un’economia povera (da qui il fenomeno storicamente
diffuso dell’usura che, però, non sarebbe legato al crimine organizzato) e
sorprende il numero di negozi comprati a prezzi molto al di fuori di quelli di
mercato e spuntati come funghi a fronte dello scarso potere d’acquisto dei
cittadini che vivono all’ombra del tempio di Giove. Il sospetto è che siano
utilizzati per il riciclaggio di denaro sporco. Le nuove società iscritte alla
Camera di Commercio, poi, per il novanta per cento appartengono a persone del
luogo. Ciò non toglie che si tratti di «teste di legno» dietro i quali si
nascondono personaggi di Gomorra. Ma la Camorra per restare «invisibile» e
«lavorare» in pace ha bisogno di tranquillità. E i mini-attentati
contrasterebbero con questa esigenza, sebbene nessuno ammetterebbe apertamente
di aver avuto richieste di tangenti. I boati nella notte sono inquietanti, è
vero. Eppure non è certo questo il problema di Terracina e dintorni. La zona,
spiegano gli investigatori che continuano a tenere sotto osservazione una serie
di personaggi, è una autentica polveriera. Se ci fossero contrasti fra i clan
sugli investimenti immobiliari la polveriera potrebbe esplodere, facendo
scorrere il sangue. E, al posto dei petardi, a svegliare gli abitanti della
moderna Anxur sarebbero le raffiche di kalashnikov.

Lui nega, ma la voce gira da giorni proprio nel centrodestra, il suo schieramento
politico: ormai da due o tre settimane sarebbe arrivata in Municipio una lettera
del prefetto che solleva la questione dell’incompatibilità di Edis Mazzucco con
la carica di consigliere comunale.
L’interessato, raggiunto telefonicamente, ha
smentito decisamente l’esistenza della missiva, sottolineando di non trovarsi in
nessuna delle situazioni di incompatibilità previste dalla legge. «Per evitare
problemi – aggiunge – ho anche pagato quanto stabilito dalla Corte dei Conti a
conclusione di un contenzioso di cui hanno già parlato gli organi di
informazione». E tuttavia le voci insistono e parlano L di una controversia
legale ancora irrisolta tra Mazzucco e il Comune. Le voci aggiungono poi altri
particolari: la lettera del prefetto sarebbe arrivata al protocollo dell’Ente
già da due o tre settimane e sarebbe nelle mani di due sole persone: il sindaco
Stefano Nardi ed il presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli. Riguardo
al contenuto esatto della missiva, le indiscrezioni parlano di incompatibilità
senz’altro. Tuttavia, se l’esistenza del documento sarà confermata, è possibile
ipotizzare che il prefetto si sia limitato a segnalare la condizione di
Mazzucco, sollecitando il consiglio comunale a verificare se l’interessato
conservi ancora i requisiti per sedere nell’assemblea consiliare. E’, infatti,
la massima assise cittadina l’organo preposto a dichiarare eventualmente
incompatibili i suoi membri. Come è già accaduto nella vicenda del consigliere
comunale repubblicano Alfredo Lauretti, infatti, il presidente, una volta che la
contestazione è stata mossa, convoca l’assemblea una prima volta, dà tempo
all’interessato di presentare la sua difesa, poi convoca di nuovo l’assemblea,
che a quel punto deve pronunciarsi. Se l’esito è favorevole al consigliere
contestato, il soggetto che ha attivato il procedimento finalizzato alla
decadenza, può rivolgersi al Tribunale. Lauretti, per esempio, si trova in
questa fase ed ha la ragionevole speranza di arrivare alla scadenza naturale del
suo mandato, prima che arrivi la sentenza. Se davvero Mazzucco ha lo stesso
problema, è facile che anche lui giunga comunque alle prossime elezioni da
consigliere comunale.
Andrea Di Lello


E’ datata gennaio 2010 una richiesta di archiviazione per la vicenda giudiziaria
Easy Park, il sistema di sosta a pagamento tramite sms, adottato
dall’amministrazione Nardi nell’estate del 2005.
Un anno non è stato sufficiente
al gip competente, per decidere il da farsi. Attendono con ansia un risultato le
6 persone a suo tempo indagate, tutti personaggi eccellenti della vita politico-
amministrativa della città. La vicenda era esplosa l’8 agosto 2007. Ad
innescarla era stato il giudice di pace Eugenio Fedele, il quale, decidendo in
sede civile del ricorso di un cittadino contro una multa sulle strisce blu,
aveva riscontrati profili di sostanza penale, che aveva trasmesso alla Procura
di Latina. Le indagini portarono ad un blitz della Guardia di Finanza in Comune
con tanto di perquisizioni e sequestri. Fu il procuratore della Repubblica in
persona, Giuseppe Mancini, a promuovere gli atti. Cinque gli indagati, che a
vario titolo, si videro accusati di abuso d’ufficio, concussione, istigazione
alla corruzione, truffa aggravata: l’allora assessore Giuliano Masci, il
dirigente comunale Vincenzo Fusco, l’amministratore delegato della società Ital
Telecom Domenico Rossi, l’allora consigliere comunale Alessandro Cittarelli
(dipendente della società che ebbe l’appalto), l’allora segretario comunale
Marino Martino (nel frattempo defunto). Ad essi, nel maggio del 2008, il sp
Miliano (al quale successivamente erano state affidata l’inchiesta) aveva
aggiunto il nome del dirigente del dipartimento finanziario del Comune Piero
Maragoni. Tutti, in questi 3 anni e mezzo, hanno aspettato che la loro
situazione giudiziaria si chiarisse e che la verità venisse a galla, ritenendo
il proprio operato immune da colpe. Quel momento potrebbe essere vicino.
Esattamente un anno fa, a quanto è dato sapere, i sostituti procuratori Miliano
e Falcione hanno chiesto al Gip Coccoluto l’archiviazione del procedimento
giudiziario, che, a suo tempo, ha fatto tremare il Comune. Il nuovo anno
potrebbe portare ad una decisione. Sarà la chiusura del caso?
Ercole Bersani

Sostanziali modifiche al Piano Urbano del Traffico sono chieste dal gruppo
consiliare del Pd nelle osservazioni allo strumento tecnico-amministrativo
deliberato dalla giunta comunale lo scorso novembre.
No dei democratici,
innanzitutto, ai parcheggi multipiano: quello previsto nell’area denominata
«Il deserto» «creerebbe problemi di funzionalità ambientale, acustica di sicurezza
ai residenti e alla viabilità già caotica tra Viale del Vittoria e l’omonimo
ponte»; quello presso Villa Tomassini «è privo di uno studio di fattibilità » e
la zona non appare idonea; infine, anche quello di Piazzale Donatori di Sangue
manca di uno studio di fattibilità che chiarisca la sua effettiva utilità. Il Pd
lamenta, inoltre, che con «la realizzazione delle piste ciclabili in Viale
Circe, in Viale della Vittoria, in Via Cristoforo Colombo, in Viale della
Vittoria, avverrà una riduzione di circa 700 posti auto». Secondo il Pd, poi,
«l’area pedonale in Viale Circe, tratto tra Via del Piegarello e Via Dante
Alighieri, anche se determina un miglioramento per i pedoni, crea, tuttavia,
problemi di peggioramento della viabilità e la riduzione dell’area dei parcheggi
attualmente esistenti in quel tratto di strada». Per esempio, «in via
Petrarca, verrebbe convogliato anche il traffico proveniente dal canale Pio VI
attraverso Via Dante Alighieri con tutte le conseguente che ne deriveranno,
mentre la ristrettezza di quest’ultima strada e di Via Bottasso, con la quasi
mancanza di marciapiedi, determinerebbe pericolo per i pedoni, per i ciclisti e
allo stesso traffico veicolare ». I democratici esprimono parere negativo anche
«sulla rimozione del semaforo tra Via Derna e Via Roma, perché, anche se si
prevede l’istituzione di un nuovo impianto semaforico tra Viale della Vittoria e
via Lungolinea Pio VI, si verrebbero a creare delle lunghe file in tutto via
Derna con il ponte della Vittoria e i relativi incroci ». Per quanto riguarda il
trasferimento delle autolinee Cotral nell’area contigua all’ingresso
dell’ospedale, nelle osservazioni si sottolinea che «tale scelta determinerebbe
i seguenti problemi: pericolo al traffico veicolare in entrata e per l’uscita
dall’ospedale per la notevole quantità di autobus; problemi agli utenti degli
autobus per la partenza e l’arrivo; mancanza di parcheggi per le auto degli
utenti degli autobus ». Infine, il Pd boccia l’istituzione, nel periodo estivo,
della Zona a Traffico Limitato tra Viale della Vittoria e Via Lungolinea e di
quella tra via Roma e via Lungo Linea Pio VI, perché tutto il traffico veicolare
si riverserebbe, rispettivamente, in Viale della Vittoria e via Roma, con
conseguente congestione delle arterie.
Andrea Di Lello


Sul delitto della povera Emiliana Femiano il quadro è chiaro, ma evidentemente
non del tutto.
Ieri mattina nell’appartamento dell’orrore di via Capirchio, a
Terracina, sono arrivati i carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche
di Roma. Un sopralluogo discreto quello degli specialisti dell’Arma,
riconoscibile soltanto dal mezzo parcheggiato sotto il palazzo dove lo scorso
novembre Luigi Faccetti ha dilaniato con decine di coltellate il giovane corpo
della sua ex. Altri rilievi scientifici, dunque, che vanno ad aggiungersi a
quelli già eseguiti dai militari del Norm della compagnia di Terracina. Ma la
presenza del Ris sul luogo del delitto farebbe supporre che ci sia la necessità
di andare ol- S tre, di scandagliare quell’appartamento al primo piano con
strumentazione più all’avanguardia per individuare qualcosa, qualsiasi cosa, che
potrebbe essere sfuggita fino a questo momento. Gli inquirenti tengono le bocche
cucite sulla presenza del Ris a Terracina, come a far capire che le indagini sul
delitto sono tutt’altro che terminate. Del brutale assassinio si conosce
pressoché tutto, o quasi. I carabinieri del tenente Mario Giacona erano riusciti
a ricostruire in tempi brevi la scena del crimine, con Emiliana Femiano
accompagnata da Napoli a Terracina dai cugini Giuseppe e Marco Prisco la
domenica sera per rivedere il suo ex; la coppia che parla e che ha anche un
rapporto sessuale (confermato dall’autopsia sulla salma); poi un litigio
furibondo e Luigi Faccetti che afferra un coltellaccio e si avventa sulla
ragazza; la fuga a bordo dell’auto dei Prisco; la sosta in ospedale e le
indagini dei carabinieri che in poche ore conducono ai tre ragazzi. Un delitto
passionale sulla molla della gelosia. Un delitto che lascia tutti ancora più
basiti considerando che l’omicida stava scontando una pena ai domiciliari per
aver già tentato di uccidere Emiliana Femiano. Un quadro tuttosommato chiaro e
completo. E invece no, altrimenti non si spiegherebbe il sopralluogo di ieri dei
militari del Ris di Roma. Cosa stanno cercando ancora gli inquirenti? Forse di
capire se al delitto abbia assistito qualcuno, magari le stesse persone che
avevano accompagnato la giovane in via Capirchio. Oppure se c’era qualcun altro
oltre ai soggetti già noti. Intanto qualche settimana fa erano partiti gli esami
biologici da parte del Racis su quanto trovato dai carabinieri di Terracina
nell’appartamento. Al vaglio degli specialisti capi di vestiario, lenzuola, il
coltello e pochi altri reperti acquisiti nella casa. Il Racis si sta soffermando
sulle tracce lasciate dal sangue e dai vari liquidi umorali.
Rita Recchia

Un consulente tecnico esaminerà attentamente i documenti informatici sequestrati
mercoledì mattina dai carabinieri di terracina.
A breve il sostituto procuratore
di Latina Raffaella Falcione nominerà un perito che avrà il compito importante
di «interrogare» i supporti informatici finiti nelle mani dei militari che
all’alba dell’altro ieri hanno perquisito una decina tra abitazioni e attività
commerciali. Ispezioni che hanno riguardato le persone arrestate (tranne Sergio
Coccia) lo scorso giugno nell’ambito di una grossa indagine su un presunto giro
di usura a terracina, e coloro che risultavano soltanto indagati. Un altro passo
avanti per far luce sulla scia di attentati accaduti in città negli ultimi
tempi, in modo che quanto prima dalle indagini «sul campo» si possa passare
direttamente ai nomi precisi dei responsabili e alla richiesta delle necessarie
misure cautelari nei loro confronti. Intanto continua il lavoro serrato della
task force formata dagli agenti del commissariato di via Petrarca, diretto dal
vice-questore Rita Cascella, e dai carabinieri della compagnia di terracina, al
momento agli ordini del tenente Mario Giacona. Sono stati rafforzati i
pattugliamenti notturni così da scoraggiare eventuali altri episodi come quelli
recenti, o, magari, cogliere sul fatto i delinquenti in azione. Al momento c’è
che le perquisizioni di due giorni fa sembrerebbero avvalorare l’ipotesi che
dietro qualcuno dei recenti fatti di cronaca «notturna» possa esserci la pista
dell’usura. Con le ispezioni dell’altra mattina è probabile che gli
investigatori abbiano cercato di capire se possa entrarci «quella» usura, ovvero
quell’indagine specifica condotta dall’Arma di Roma che a giugno aveva portato a
ben sette arresti, anche eccellenti. Oppure se le bombe carta e auto a fuoco
possano ricondurre a qualche altra faccenda comunque simile, che sempre nel
recente passato aveva portato a svariate denunce, anche di persone non del
posto. L’accelerata delle ultime ore potrebbe avere quanto prima risvolti
importanti. Almeno è quello che si augurano i cittadini.
Ri.Re.


Ci risiamo: la sezione distaccata a Terracina del tribunale di Latina è
nuovamente al freddo.
E anche stavolta per lo stesso motivo che già il mese
scorso aveva fatto scattare la protesta dei dipendenti: nessuno pensa di fare il
«pieno» di carburante al serbatoio e l’impianto di riscaldamento funziona a
singhiozzo. «Ormai ci stiamo convincendo che il Comune riempie il serbatoio con
una bottiglia di plastica» era ieri mattina il commento degli impiegati tra
l’ironico e l’arrabbiato. Verrebbe proprio da pensarlo considerando quanto poco
tempo duri il rifornimento di gasolio che si esaurisce in men che non si dica
così che nell’edificio la colonnina del termometro cola a picco. «Da tre giorni
i termosifoni sono spenti. C Perchè c’è anche da dire che quando avvisiamo in
Comune del disagio, trascorrono altri giorni prima che l’impianto torni
regolarmente a funzionare». Più di qualche impiegato ha dovuto nuovamente
attrezzarsi con il vecchio e infallibile metodo dell’arrangiarsi da solo
portando da casa qualche stufetta con cui alzare le temperature all’interno del
proprio ufficio. Un sistema, in realtà, già seguito l’anno scorso visto che
l’incoveniente si trascina da parecchio tempo. A dicembre sono stati necessari
due rifornimenti di carburante, intervallati da giorni con i termosifoni
ghiacciati, i dipendenti del tribunale imbabuccati e le stufette
viaggianti.
Rita Recchia

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terracina-porto-con-barche-e-monte-giove_bis

«Quasi tutti i proprietari dei pescherecci hanno fatto domanda per la
demolizione dei pescherecci. Entro il 2013 la flotta della marineria di
terracina verrà dimezzata con la perdita di un centinaio di posti di lavoro».

Sono queste le prospettive disegnate dal presidente della ‘Nuova cooperativa’
dei pescatori di terracina Dario Venerelli. «I problemi del settore sono
molteplici: dai costi del carburante allo scarso ricambio generazionale. Oltre
alla crisi globale che influenza i consumi penalizzando i prodotti più costosi».
La pesca nella città tirrenica è destinata a scomparire? «Speriamo che non vada
così – dice Venerelli – da queste parti ci siamo organizzati attraverso una
riconversione alla ristorazione che sta dando successi…» E così tra i premi
per la demolizione (200mila euro per un peschereccio di medio tonnellaggio) e
la prospettiva di puntare su gastronomia e pescaturismo, il settore potrebbe
conoscere una seconda giovinezza. Occorre ricordare che la demolizione dei
pescherecci è una «opportunità» offerta dall’Unione europea che nelle sua acque
ha prescritto un minore sfruttamento delle risorse. «Forse per quelli che
rimaranno attivi in futuro», dice Venerelli «miglioreranno le condizioni di
lavoro, la qualità e la disponibilità dei prodotti… e questo ci fa ben
sperare». Ma una cosa affermano gli operatori: la quantità di pescato attuale
non è sufficiente al consumo interno: « Siamo letteralmente invasi da prodotti
che provengono da Vietnam, Cina, Indonesia e Oman – prosegue l’operatore – ed i
costi sono nettamente inferiori.» E nei ristoranti come si fa?«Il pesce pescato
nei nostri mari non basta, così ricorriamo ad altri mercati, ma sempre con
prodotti di prima scelta. Siamo pescatori d’altronde…» Se allarghiamo lo
sguardo all’intera regione, la flotta di circa 550 pescherecci entro il 2013
potrebbe subire un taglio di cento imbarcazioni, con la perdita, considerato
l’indotto, di almeno 300 posti di lavoro. Un bel danno, anche se il mare, molto
probabilmente, ringrazierà… Tornando a terracina, non si dimentichi il
problema del dragaggio del porto. Il 18 gennaio i pescatori incontreranno
l’assessore Lollobrigida, sperando offra soluzioni definitive.
M.M.

44000 [9]

«Presto ci saranno novità», ha dichiarato ieri mattina il questore di Latina
Nicolò D’Angelo nel corso della tradizionale conferenza stampa per fare il
bilancio dell’anno appena concluso. Inevitabile che qualcuno chiedesse al dottor
D’Angelo un commento sulla pesante situazione che si sta registrando a
terracina. E il questore ha risposto annunciando presto risvolti importanti,
dicendo che la vicenda gli ricorda molto i tempi dell’operazione «Anxur» e che
non tutti gli episodi sarebbero riconducibili alla stessa mano. Tuttavia il suo
tono è sembrato ottimista, il che farebbe ben sperare. Per gli inquirenti il
quadro sarebbe oramai piuttosto chiaro e la task force composta da agenti di
polizia e militari dell’arma starebbero battendo una pista ben chiara. Magari
affiancata da qualche binario minore parallelo, ma la strada maestra sarebbe
stata individuata. Adesso va percorsa per arrivare dritti dritti dai colpevoli.
E soprattutto per restituire ai cittadini quella sicurezza sociale che comincia
a traballare. Anche per fare il punto sulla situazione a terracina ieri mattina
è stato convocato un incontro del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine presso la
prefettura di Latina, voluto dallo stesso prefetto Antonio D’Acunto (nella
foto). Vi hanno preso parte i vertici provinciali dei carabinieri, della polizia
di stato e della guardia di finanza. Si è trattato essenzialmente di una
riunione tecnica anche per fare il punto della situazione all’indomani dei vari
episodi incendiari che si sono succeduti in città nelle ultime settimane. Una
riunione di coordinamento tra le forze di polizia per esaminare quella che
attualmente è la situazione in generale della sicurezza nella provincia di
Latina, con uno sguardo particolare al caso terracina. Il prefetto Antonio
D’Acunto ha chiesto un potenziamento dei servizi di controllo per fare
prevenzione e per tutelare la libertà d’iniziativa economica in città. Ovvero
per restituire sonni tranquilli alla parte sana di terracina, commercianti e
non. Intanto il gruppo consiliare del Pd di terracina ha presentato
un’interrogazione al sindaco per chiedere la convocazione di un consiglio
comunale per un dibattito su quanto sta accadendo e per individuare le
necessarie iniziative da prendere.
Ri.Re.

44000 [10]

Raffica di perquisizioni in abitazioni e attività commerciali di Terracina: ieri
all’alba è scattato il blitz dei carabinieri.
I militari hanno eseguito nel
complesso dieci perquisizioni domiciliari e di esercizi commerciali del posto.
Gli inquirenti hanno sequestrato «carte» e documenti di vario genere, anche di
natura informatica, presso le abitazioni e i negozi di dieci imprenditori,
alcuni dei quali arrestati lo scorso giugno con la pesante accusa di usura ed
estorsione e altri indagati sempre nella maxi inchiesta dei carabinieri di Roma.
Le perquisizioni giungono in seguito a un procedimento contro ignoti in cui, a
quanto sembra, vengono contestati i reati di minacce e ingiurie. Il fascicolo in
Procura, affidato al sostituto procuratore Raffaella Falcione, sarebbe
ricollegabile in parte agli ultimi episodi criminali che hanno «infiammato» le
notti di Terracina. Nello specifico, le perquisizioni sarebbero riferite agli
incendi delle auto della segretaria dell’albergatore vittima, secondo le
indagini dei carabinieri, di un maxi giro di usura superiore ai 10 milioni di
euro. La notte dello scorso 23 dicembre, le due auto in uso alla famiglia della
segretaria dell’albertatore, Rita P., furono incendiate nel cortile della sua
abitazione in via delle Arene. E alcune notti fa una molotov incendiaria era
stata lasciata proprio a due passi dalla stessa casa. La donna, inoltre, negli
ultimi mesi ha ricevuto diverse lettere minatorie indirizzate a lei e la sua
famiglia, contenenti minacce e ricollegabili sempre all’inchiesta antiusura.
Missive che la vittima ha consegnato ai carabinieri e su cui gli investigatori
indagano da tempo. Tutto il materiale posto sotto sequestro, tra cui
comparirebbero anche «carte» private dei soggetti perquisiti, è ora al vaglio
dei carabinieri. Al momento, dunque, gli investigatori hanno suddiviso
l’escalation criminale in diversi filoni di indagine. Di sicuro due, forse tre.
Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, ma un solo filone dovrebbe
essere quello relativo alle due bombe carta esplose la stessa notte nel giro di
mezzora contro le saracinesche del bar «Roxy» in via Di Vittorio e dell’agenzia
«Savo Immobiliare » in via Bottasso. Carabinieri e polizia hanno attivato una
vera e propria task force, per cui lavorano a stretto contatto per chiarire la
natura delle esplosioni degli ordigni e degli attentati incendiari che negli
ultimi mesi hanno colpito numerose attività commerciali. Il movente di questi
attentati non è ancora stato chiarito. La pista degli atti vandalici appare
sempre meno probabile. Anche se gli investi gatori sembrano essere
convinti che non tutti gli episodi sono collegati tra loro. L’i mpressione è che
possano esserci almeno due o tre filoni diversi da seguire. Per quanto riguarda
le pe rq uis iz ioni effettuate ieri mattina, l’attività inve s t i ga t iva dei
carabinieri è in pieno svolgimento. Non si escludono nuove perquisizioni nei
prossimi giorni con importanti sviluppi dell’indagine.
Francesco Avena

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I motivi sono noti ma il giudice Eugenio Fedele vuole ribadirli. «Il carattere
della mia candidatura, nata tra la gente e per la gente, nonché la mia
estraneità alla vita dei partiti, escludono in modo categorico che io partecipi
a consultazioni elettorali interne a qualsivoglia schieramento o ad
elezioni cosiddette primarie». Il magistrato tira dritto sulla sua
candidatura e si lascia alle spalle le critiche di chi lo avrebbe
voluto più conciliante verso una coalizione col centrosinistra.
Sul ruolo dei partiti, Fedele precisa che esso è «fondamentale nel momento in cui
condividono i principi programmatici su cui si fonda la mia candidatura».
Un messaggio che dovrebbe chiarire come, in fondo, se Fedele non avesse accettato
di candidarsi a sindaco probabilmente non sarebbe nemmeno qui a parlare di
politica. «Non mi sento e non intendo essere il candidato di una parte»,
ribadisce, e coglie l’occasione per smussare le polemiche che sembrano nascere
all’interno dei suoi. «L’esigenza primaria che mi ha mosso nel dare la
disponibilità è stata quella di costruire una coalizione che metta al centro i
cittadini e sia aperta a tutti gli orientamenti politici e culturali». «A chi
rimprovera alla colazione che mi sostiene l’assenza di iniziative programmatiche
- conclude Fedele, lanciando un messaggio anche a Città Partecipata – ribadisco
che le esistenti linee devono essere oggetto di confronto, condivisione e
ratifica tra tutte le anime della alleanza, confronto che è già avviato, che nel
prossimo periodo non può far altro che intensificarsi e al quale spero che
nessuno voglia sottrarsi. Tengo però a precisare che la grave situazione in cui
versa la nostra città impone a tutti di essere responsabili, valorizzando gli
elementi che ci accomunano piuttosto che dissipare energie in polemiche sterili».
Diego Roma

44000 [12]

Parte la campagna elettorale anche per il movimento di Futuro e Libertà a
Terracina.
Nei giorni scorsi il consigliere Fabio Caiazzo e l’assessore
Francesco Zicchieri hanno ricevuto la visita del coordinatore di Fli, l’onore -
vole Claudio Barbaro e di Antonio Bonfiglio, coordinatore Regionale di
Generazione Italia. La parola d’ordine per i futuristi è «rinnovamento».