Autore dell'archivio

 

 

Prot. num. 2560 Latina, mercoledì 6 dicembre 2017 

Oggetto:  Interruzione Idrica nel Comune di Terracina per riparazione guasto provocato da terzi

Si informa l’utenza che, a causa di un guasto provocato sulla condotta distributrice in Via Borromini da un’impresa terza, nel corso di lavori per la posa in opera di cavi in fibra ottica, nel Comune di Terracina è in corso un’interruzione idrica che si protrarrà fino alle ore 20:00 di oggi 06/12/2017
Le zone interessate sono: Terracina Bassa e zona mare

Saranno disponibili, a breve, le seguenti autobotti:

- Piazza Mazzini;

- Viale Europa c/o supermercato LIDL;

- Via Badino c/o supermercato Orizzonte.
I tecnici Acqualatina sono già al lavoro per risolvere il problema.
Sarà cura di Acqualatina fornire tempestive informazioni in caso di imprevisti. 

Unità Pronto Intervento Acqualatina S.p.A.

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Prot. num. 2561 Latina, mercoledì 6 dicembre 2017 Comune di Terracina – autobotti aggiuntive in arrivo per le seguenti scuole: Giovanni Paolo II, Manzi, Don Milani e F. Lama.

 In riferimento alla nota inviata poco fa, con Num. Prot. 2560, inerente un’interruzione idrica in corso nel Comune di Terracina per riparare un guasto provocato da terzi, si informa che, per un approvvigionamento sostitutivo a servizio degli Istituti Scolastici, sono in arrivo delle autobotti fisse aggiuntive.

Le autobotti stazioneranno di fronte ai seguenti Istituti Scolastici:

- Scuola Giovanni Paolo II (via badino)

- Scuola Manzi (via Zicchieri)

- Scuola Don Milani (via Olivetti)

- Scuola F. Lama (via G. Leopardi)

Unità Pronto Intervento Acqualatina S.p.A. 

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COMUNICATO STAMPA
AIRSHOW TERRACINA: PROSEGUONO OPERAZIONI DI RECUPERO DEI ROTTAMI DELL’EUROFIGHTER. PIENA COLLABORAZIONE TRA AERONAUTICA, GUARDIA COSTIERA E COMUNE DI TERRACINA.

Venerdì 1 dicembre, il team dell’Aeronautica Militare incaricato di gestire le attività di recupero dei rottami del velivolo Eurofighter 2000, inabissatosi nelle acque di Terracina durante l’airshow del 24 settembre, ha incontrato gli assessori Emanuela Zappone e Gianni Percoco dell’amministrazione comunale di Terracina ed il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, T.V. (C.P.) Alessandro Poerio.
L’incontro, concertato tra gli attori istituzionali coinvolti e svoltosi nel pomeriggio presso la sede comunale, è stato utile per illustrare – nel dettaglio – le attività sin qui svolte e quelle che verranno poste in essere.
I prossimi impegni verranno assunti ed eseguiti interamente con uomini e mezzi dell’Aeronautica Militare. Le analisi disposte dalla Regione ed effettuate dall’ARPA Lazio hanno certificato l’assenza di agenti contaminanti nelle acque del litorale ma, considerata la peculiarità dell’area (Sito di Interesse Comunitario), si è deciso di procedere con la raccolta manuale dei rottami attraverso l’impiego di operatori subacquei che lavoreranno assistiti da imbarcazioni di appoggio e supporto logistico a terra.
Le squadre di recupero utilizzeranno anche una piccola infrastruttura temporanea da posizionare in un’area allestita presso il molo, come concordato con autorità comunali e Capitaneria. I lavori, condizioni meteo permettendo, dovrebbero richiedere un tempo stimato di 60 giorni.
Tutto il materiale verrà trasferito presso il luogo designato alla custodia per essere riconosciuto, catalogato e reso disponibile per le eventuali esigenze dell’Autorità Giudiziaria. A tal proposito, come espressamente rappresentato dall’Ufficio Circondariale Marittimo sin dalle prime ore successive all’incidente di volo, si raccomanda a tutti i cittadini, compresi gli operatori della pesca, di consegnare immediatamente agli uffici della Guardia Costiera di Terracina eventuali rottami o frammenti del velivolo che dovessero essere recuperati sull’arenile o durante le attività di pesca, poichè essi rappresentano materiale oggetto di indagine.
Il sindaco Procaccini, insieme gli assessori Zappone e Percoco che hanno preso parte all’incontro, colgono l’occasione per rinnovare la gratitudine della Città di Terracina all’Aeronautica Militare e alla Guardia Costiera per l’estrema professionalità, discrezione e sensibilità con cui hanno svolto e stanno svolgendo tutte le operazioni necessarie affinchè siano ridotti al minimo i disagi conseguenza di un evento che ha fortemente colpito la comunità cittadina e che, nella sua tragicità, ha comunque rafforzato i sentimenti di solidarietà e ammirazione per le Forze Armate.
L’incontro si è concluso con la soddisfazione di tutti gli intervenuti, che si sono salutati in un clima di cordialità e collaborazione reciproca.

Terracina, 5 dicembre 2017

Relazioni Esterne
Staff del sindaco della Città di Terracina

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L’Associazione Culturale “Amici dell’Arte” Onlus presenta la

5^ MOSTRA CONCORSO DEL PRESEPE E ARTE

PRESEPIALE “CITTÀ’ DI TERRACINA”

L’esposizione si terrà presso la chiesa del SS. Salvatore

dal 8-12-2017 al 7-1-2018.

La premiazione avverrà il 7-1-2018.

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COMUNICATO STAMPA
SITO ARCHEOLOGICO DEL TEATRO ROMANO, IL COMUNE ACQUISTA L’IMMOBILE SOPRASTANTE

Un altro passo avanti sulla strada del recupero del teatro romano è stato compiuto oggi presso la stanza del sindaco di Terracina, Nicola Procaccini, in Piazza Municipio.

Il Comune di Terracina ha, infatti, definitivamente acquistato la storica palazzina, una delle poche sopravvissute al bombardamento militare del 1943, che insiste sull’area archeologica del teatro romano.

Mai come adesso la demolizione della stessa, insieme al completamento degli scavi archeologici e alla rifunzionalizzazione del teatro, sembrano essere a portata di mano. Questo anche grazie al recente finanziamento di due milioni di euro concesso dal Ministero dei Beni Culturali.

Non è stata un’operazione semplice, né economicamente indolore per il Comune terracinese, che ha concluso l’accordo di acquisto davanti al notaio Nastri versando alla proprietaria circa 150mila euro.

Ma, al di là dei soldi, certamente ben più dolorosa è stata la disponibilità dell’anziana proprietaria a cedere al Comune la casa in cui ha trascorso tutta la sua vita.

“Desidero ringraziare la signora Fontana per averci consentito di chiudere questa transazione – le parole del primo cittadino Procaccini – Questa mattina ho potuto percepire tutto intero il suo profondo dolore, lasciando il luogo in cui sono custodi i ricordi di una intera esistenza”.

D’altra parte, prosegue il sindaco, “si è trattato di un passaggio necessario per poter continuare a perseguire il più grande dei nostri sogni: un teatro antico di oltre duemila anni in cui poter svolgere di nuovo le rappresentazioni teatrali come accadeva allora. Ciò significa riposizionare la città di Terracina agli occhi del mondo. Un traguardo da raggiungere ad ogni costo”.

Sulla stessa linea l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo, Barbara Cerilli: “Desidero ringraziare anche io la signora Fontana e i suoi familiari, insieme al dott. De Simone e a tutti i funzionari comunali che si sono adoperati per questo obiettivo. Oggi abbiamo percorso un’altra piccolo passo sul sentiero della grande storia di Terracina”.

Con l’inizio dell’anno nuovo, d’intesa con la sovrintendenza, si svolgeranno le gare per l’assegnazione dei lavori e già per la prossima estate si cominceranno a vedere i primi frutti di questo clamoroso lavoro destinato a segnare gli anni che verranno.

 

Terracina 30.11.2017

 

 

                                                                                                                      Città di Terracina

                                                                                                               Ufficio Relazioni Esterne

                                                                                                                      Staff del Sindaco

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Ho realizzato un modello in 3D del presbiterio della settecentesca chiesa terracinese di Santa Maria della Stella.

Ecco il link:

https://skfb.ly/6uKZW

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MONTE CUCCA. Approvato progetto del Comune di Terracina da 4 milioni per la messa in sicurezza. Procaccini: vittoria della città. Ora subito iter procedurale per avvio lavori.

 

Una notizia splendida per la Città di Terracina. Con la determina n. G15915 del 21 novembre scorso, la Regione Lazio ha approvato il progetto del Comune di Terracina già presente nella piattaforma RENDIS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), riguardante la messa in sicurezza del Monte Cucca.

 

La collina sita in zona La Fiora fu teatro, poco più di cinque anni orsono, di una frana che aveva messo in serio pericolo le abitazioni, i campi e l’adiacente tratto di superstrada Terracina-Prossedi, causando la chiusura del servizio ferroviario con la Capitale.

 

L’approvazione del progetto da parte di via della Pisana è il frutto di un lavoro di squadra messo in campo dall’intera Amministrazione Comunale, in particolar modo dal sindaco Nicola Procaccini, l’assessore al Trasporto Pubblico Emanuela Zappone e quello ai Lavori Pubblici Luca Caringi i cui afferenti uffici tecnici hanno elaborato materialmente il progetto. All’indomani delle difficoltà riscontrate nell’approvazione del progetto, il sindaco e gli assessori si sono mobilitati per fornire tutti i chiarimenti necessari affinchè il progetto venisse rivalutato. Grazie alla disponibilità degli Uffici Regionali e alle delucidazioni fornite dai Lavori Pubblici terracinesi, è stato ottenuto il finanziamento 4 milioni di euro tratto dai finanziamenti europei per il contrasto al dissesto idrogeologico. “Si tratta di una vittoria della volontà di un’intera città – afferma il sindaco Procaccini – perché, oltre alle istituzioni, si sono mobilitate anche le associazioni, a cominciare da A.L.A. Sociale e dal suo presidente Marco Senesi. Ma voglio ricordare anche il WWF, il comitato dei pendolari, l’assessore Emilio Perroni ed il compianto assessore Emilio Selvaggi che insieme con me dal settembre 2012 in poi hanno percorso infinite volte la strada che ci divide dalla Regione Lazio. Possiamo dire con orgoglio che non abbiamo mollato di fronte alle difficoltà, anzi, abbiamo raddoppiato gli sforzi perché la messa in sicurezza del Monte Cucca è innanzitutto un dovere verso i cittadini residenti nella zona, verso i tantissimi fruitori della Terracina-Frosinone e verso tutti i cittadini. Dopo gli incendi dello scorso agosto – prosegue il sindaco -  la situazione è divenuta ancora più allarmante e quindi è fondamentale fare presto con l’espletamento di tutte le procedure per l’avvio dei lavori. Non nascondo che questo risultato assume un significato ancora più importante – conclude Procaccini – perché apre nuove prospettive per il ripristino della linea ferroviaria. La notizia di oggi rappresenta quella luce in fondo al tunnel che tutti aspettavamo. Ora il nostro obiettivo è quello di proseguire con un impegno serio e costante la nostra azione”.

 

Il Comune di Terracina è stazione appaltante, pertanto l’approvazione di tale progetto sancisce la possibilità per l’Amministrazione Comunale di indire l’avviso pubblico e il bando per l’assegnazione dei lavori che metteranno finalmente in sicurezza la zona del Monte Cucca.

 

L’assessore Caringi sottolinea che “l’Amministrazione Comunale  ha raggiunto un altro grande risultato per il territorio. Finalmente il problema della sicurezza del Monte Cucca potrà essere affrontato e risolto e si potranno restituire una serie di servizi e infrastrutture importantissimi. Questo risultato – conclude l’assessore ai Lavori Pubblici – è frutto di volontà politica, serietà, costanza e professionalità, in particolar modo degli Uffici Comunali che hanno supportato anche questa iniziativa. Personalmente ho sempre grande ottimismo: oggi ne ho ancora di più per il futuro di Terracina perché questo passaggio è fondamentale per la nostra città”.

 

“Anche in questa occasione abbiamo dimostrato tenacia, perseveranza e credibilità”. Queste le parole dell’assessore alla Mobilità e ai Trasporti, Emanuela Zappone che prosegue affermando che “ciò che caratterizza l’efficacia dell’azione amministrativa della giunta Procaccini è il gioco di squadra, unito alla caparbietà, alla grande capacità di mediazione politica e alla ferma e tenace volontà di far sì che la zona del Monte Cucca non sia più fonte di preoccupazioni per coloro che vi risiedono e per i numerosi automobilisti che vi transitano. Viene molto sottovalutata l’importanza strategica della Terracina-Prossedi, un’arteria che garantisce grandi benefici dal punto di vista commerciale e turistico dalla zona della Ciociaria e il collegamento autostradale. Ancora una volta, la nostra azione e quella del sindaco hanno fatto in modo che la bontà, la qualità e la validità del nostro progetto venissero evidenziate. Questa approvazione da parte della Regione, tra l’altro, ci restituisce la speranza di ripensare i collegamenti di Terracina con il resto d’Italia e del mondo, a beneficio dei pendolari, del turismo e del trasporto sostenibile. Come avevamo promesso, noi non molliamo mai”.

 

 

Terracina, 28 novembre 2017-11-28

Relazioni Esterne

Staff del sindaco della Città di Terracina

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Dettagli

Il nostro territorio racconta una storia millenaria, testimoniata da un tessuto di insediamenti dall’altissima valenza storica, artistica e archeologica, che continuano ad essere indagati e valorizzati. Vi proponiamo questo itinerario proprio per conoscere meglio luoghi sicuramente familiari, ma che hanno ancora molto da narrare.
Terracina rappresenta, sicuramente, uno dei luoghi più interessanti del nostro territorio, con la sua complessa stratificazione storico-archeologica-architettonica.
Il nostro itinerario comincerà dalla cima di Monte Sant’Angelo, dominato dal santuario erroneamente denominato di Giove Anxur. In realtà il complesso culturale venne dedicato a due divinità femminili legate alla fertilità: Feronia e Venere. Il complesso dei templi, connesso anche ad un campo militare a controllo della via Appia, venne in parte trasformato, nell’alto Medioevo, in un monastero benedettino dedicato all’arcangelo Michele.
Scenderemo, dunque, alle pendici del monte, per ammirare il taglio del Pisco Montano, effettuato in età imperiale per permettere di creare una viabilità litoranea, la via Flacca, che permettesse di raggiungere più agevolmente le ville costiere.
Ci sposteremo in seguito nel centro storico di Terracina, dove ancora sussistono porzioni del basolato della via Appia, decumano massimo della città antica, e la pavimentazione del Foro di Terracina, che con un’incredibile continuità d’uso, ancora oggi costituisce il piano di calpestio della piazza del Duomo, su cui insiste anche il teatro antico e la medievale rocca dei Frangipane.
Visiteremo la cattedrale di San Cesareo e passeggeremo sulle mura bizantine della città, adesso diventate parte di una suggestiva viabilità urbana.
Organizzato da Club Archeologico Latina appuntamento per il 10 Dicembre ore 08.00

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Convocazione Conferenza Stampa

Vademecum contro la violenza sulle donne

“Giovedì 23 novembre alle ore 12:00, si terrà la Conferenza Stampa nella Sala Giunta del Comune di Terracina, alla presenza del Sindaco, dell’Assessore alle Politiche Sociali, della Presidente della Sezione Terracina Fidapa Bpw Italy, per la presentazione di “Insieme contro la violenza, United against violence and abuse“ vademecum contro la violenza sulle donne.

Il vademecum patrocinato dal Comune di Terracina, Assessorato alle Politiche Sociali, fornisce una serie di indicazioni necessarie per riconoscere, nelle loro varie forme, situazioni di abuso e violenza e dà indicazioni e indirizzi utili cui rivolgersi in caso di necessità. Un regalo per tutte le donne per il 25 novembre Giornata Mondiale contro la violenza sulle le donne, pensato, realizzato e stampato dalla FIDAPA, Federazione Italiana Arti Professioni Affari, attiva a Terracina da 15 anni e da sempre in prima linea per la difesa dei diritti delle donne e del loro ruolo sociale.”?

 

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“Capitano, mio Capitano”, Laboratorio creativo di Poesia condotto da Armando Cittarelli presso la Biblioteca Olivetti a partire da mercoledì 29 Novembre

 

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L’Istituto Pangea ONLUS organizza:

1) Corso “Natura, storia e cultura del Parco Nazionale del Circeo” (I modulo del XII Corso per “Interpreti Ambientali del Parco Nazionale del Circeo”) durata del corso 100 ore articolate in 13 incontri dall’ 11 dicembre al 24 gennaio costo € 520,00;

2) Modulo base di interpretazione ambientale (II modulo del XII Corso per “Interpreti Ambientali del Parco Nazionale del Circeo”) durata del corso 72 ore articolate in 10 incontri (28 ore di project work con obbligo di frequenza) dal 5 febbraio al 22 febbraio costo € 400,00.

Per entrambi i corsi è previsto un numero minimo di 10 partecipanti ed un massimo di 25. Coloro i quali si candideranno a partecipare ad entrambi i moduli potranno, a seguito di apposita selezione effettuata su curriculum vitae, beneficiare di una borsa di studio che copre l’intero importo del I modulo.

I partecipanti che al termine dell’intero percorso formativo (I e II modulo) avranno raggiunto un livello adeguato di preparazione potranno, a insindacabile giudizio dell’Istituto Pangea, essere coinvolti in qualità di operatori nelle attività di visite guidate ed interpretazione ambientale organizzate dall’Istituto Pangea nel territorio del Parco Nazionale del Circeo.

Le persone interessate devono far pervenire una richiesta di partecipazione e il proprio curriculum vitae a: Istituto Pangea – ONLUS (c/o Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo), Via C. Alberto, 04016 Sabaudia – LT; e-mail: campus@istpangea.it) entro il 30 novembre 2017.

L’Interprete Ambientale è un operatore turistico in grado di “interpretare” i valori di un parco poiché possiede una particolare conoscenza delle caratteristiche ambientali del territorio, conosce e condivide i motivi e le strategie che sono alla base della creazione delle aree naturali protette, utilizza metodologie specifiche adatte a coinvolgere il suo pubblico.

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  Ancora un giorno, Signore !………

  (Quando stavo per raggiungere lo scopo,sono morto)

  Tre atti drammatici   di   Cesàreo  Legge

 

  Posizione      S.I.A.E.

  Sezione D.O.R.

  Rep. AADD 114162

  Cod.    826685A

 

                                          Personaggi:

 

 

 

                                             Assunta   

 

                                               Lucia       

 

                                               Maria

 

                                               Silvana

 

                                               Antonio

 

                                               Peppe

 

                                               Saverio

 

                                               Vincenzo

 

 

 

 

 

 

                                               In breve

 

Antonio diviso dalla moglie a causa della situazione economica precaria che sua moglie

non ha saputo accettare,vive con sua madre e con due figli. Anche se ormai son passati

degli anni Antonio non si rassegna a tale situazione e cerca ogni possibilità per cercare di

riallacciare i rapporti con la moglie,sfidando lo scherno di amici e conoscenti. Sta per

raggiungere lo scopo,quando colpito da infarto muore tra le braccia della madre e non ha

la soddisfazione di vedere la famiglia riunita.

P.S. Nel dialogo potreste trovare scritto il nome della città di Terracina. A discrezione di chi dirigerà il lavoro,lo si potrà cambiare con il nome di altra località a piacere.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            PRIMO

                                                           SCENA I                                              

(E sera e la scena è al buio. Si sente un canto accompagnato da chitarra. In scena

Antonio si aggira furtivo presso una finestra illuminata. Ode dei passi e si nasconde.

Da des. entra Peppe 

                                       SCENA II

Peppe           Ci risiamo !…. Ho l’impressione che abbiamo finito di cucinare….. Una volta,

                        quando comandavano quelli, andavamo a candele o a torce a vento. Chi è

                        venuto dopo ci ha fatto proseguire a petrolio. Ora che c’è l’elettricità, ho

                        l’impressione che dovremo tutti munirci di un bastone per tastare gli ostacoli

                        come fanno i non vedenti. Questi si saranno già venduto tutte le lampadine ?…

                        Ma !… Io,intanto, come un frescone non ho portato neanche un moccolo…

                        E questi vicoli al buio non sono consigliabili a nessuno. (Antonio si muove)

                        Chi c’è ?… Se sei un uomo fatti avanti.

 

Antonio         Quanto sei frescone !… Se sei un uomo fatti avanti… Se mi fosse scappata una

                        pernacchia saresti saltato fuori dalle scarpe.

 

Peppe           Oh sei tu ?… E neanche a farlo apposta,vicino a quella porta. Antonio, sei

                        tornato a spiare la tua ex moglie ?

Antonio         E se anche fosse,non né avrei il diritto ?

 

Peppe           Ora ?… No Antonio,no. Una volta,quando eravate insieme,quando formavate

                        ancora una famiglia,forse,avresti potuto farlo,ma ti assicuro che neanche allora

                        ne avresti avuto il diritto. Ora,che non si può sapere dove e verso chi sono rivolti i

                        suoi pensieri, no Antonio,non hai più nessun diritto. La tua ex devi lasciarla in

                        pace…….. Che intenzioni avevi ?

 

Antonio         Non lo so… Sono venuto tanto baldanzoso. Volevo saltare dentro casa sua con

                        la pistola in mano… (Dalla tasca cava una pistola)

 

Peppe           Con quella ?….. (Scuote la testa)

 

Antonio         Si…

 

Peppe           E’ un giocattolo ?…

 

Antonio         Quanto sei frescone !… Non voglio finire in galera.

 

Peppe           Oh Padre Eterno !… Che intenzioni avevi ?

 

Antonio         Farle paura.

 

Peppe           E a che sarebbe servito ?

 

Antonio         Non lo so… Peppe,non lo so….

 

Peppe           Antonio, tu mi preoccupi. Ho l’impressione che tu stia perdendo la ragione…

 

Antonio         Perché l’effetto non sarebbe stato buono ?…

 

Peppe           Altro che !…  Sarebbe anche potuta morire di paura. Però, mi domando.

                        Non avevi nulla da fare questa sera ?

 

Antonio         Ve ne siete andati e mi avete lasciato solo. Quando sto da solo,non mi riconosco

                        più. Mi vengono strani pensieri e non  riesco a controllarmi.

 

Peppe           Non pretenderai che ti si faccia compagnia a tutte le ore del giorno ?

 

Antonio         No,no. Lo capisco. Ma che devo fare ? Non reggo a stare in casa neanche un

                        attimo. Mia madre stessa,povera donna, mi spinge ad uscire perché mi comporto

                        come un lupo in gabbia.

 

Peppe           Così non puoi continuare… Se ancora non te ne fai una ragione rischi di

                        commettere qualche sciocchezza. Come vuoi finire ? E ai tuoi figli non pensi ?

 

Antonio         Proprio per loro riesco ancora a controllarmi. La loro presenza nei miei pensieri

                        mi ha impedito fin’ora di commettere qualche sciocchezza.

 

Peppe           Quanto puoi durare ancora ?… Gli amici ti potranno aiutare durante il giorno,ma

                        la notte….. Tu lo capisci che anche noi abbiamo i nostri problemi ?

 

Antonio         Ed è questo che mi fa più rabbia… I vostri problemi sono problemi sani,giusti.

                        Problemi che esistono nelle famiglie vere. Quei problemi che a casa mia

                        mancano ormai da anni e che desidererei avere tutti i giorni. Perché il Padre

                        Eterno me li ha tolti ?

 

Peppe           Sei ingiusto. Non è stato Nostro Signore. Tu sei stato la causa del fallimento

                        del tuo matrimonio. Quante volte ti abbiamo riaccompagnato a casa ubriaco da

                        fare schifo anche ai porci ? Quante volte tua moglie ti ha pregato di smettere di

                        bere ?

 

Antonio         Si,si è tutto vero ciò che stai dicendo ed io ho provato….. E l’ ho anche pregato

                        tanto che mi desse la forza di smettere….. E se tutt’ora non ci riesco non posso

                        pensare che mi sia mancato il suo aiuto ?…. E non mi rassegno…

 

Peppe           E con una entrata spaccona con pistola in mano in casa della tua ex moglie credi

                        di poter cambiare le cose ? Ciò che è successo del tuo matrimonio non è stato

                        mica come uno strappo al fondo dei pantaloni che si potrebbe rimediare con una

                        toppa ?

 

Antonio         Cosa mi consigli di fare ?… Non vorrei causare altri dispiaceri a mia madre,ai figli,

                        ma soprattutto a Maria che è già una signorinetta e sente tanto la mancanza della

                        madre.

 

Peppe           Quale consiglio ti si può più dare ?… Tu ragioni solo quando non tocchi il vino.

 

Antonio         Secondo te, non ho più speranza ?

 

Peppe           No Antonio. E’ tutto tempo perduto… Io ,Saverio e Vincenzo non sappiamo più

                        cosa escogitare per aiutarti… E’ difficile… Tu fai sempre come ti pare…

 

Antonio         Dove sono ?

 

Peppe           Chi ?

 

Antonio         Saverio e Vincenzo ?

 

Peppe           Li ho lasciati che stavano facendo una partita a boccette al bar. Ora verranno.

                        (Si ode cantare,poi da sin. entrano Vincenzo e Saverio.  Sorpresi per il buio

                        smettono di cantare. Restano indecisi).

                                                           SCENA III

Saverio         Vincenzo,va tu avanti. Io non ci vedo.

 

Vincenzo      Perché io sono un gatto ?

 

Saverio         No… Ti ho  detto di andare avanti perché se inciampi io ti reggo…

 

Peppe           Siete una barzelletta.

 

Vincenzo      Oh !… Peppe,sei tu ?

 

Peppe           Si. C’è anche Antonio.

 

Saverio         Antonio ?… E cosa fa qui a quest’ora ?

 

Peppe           La solita storia !…

 

Vincenzo      Non la vuoi finire ?

 

Antonio         Non ce la faccio…Non ce la faccio…

 

Peppe           Senti Antonio. Ne parlavo con Saverio. Affinché questa storia finisca perché non

                        ce ne andiamo tutti e tre ?

 

Saverio         Noi due saremmo disposti,se tu lo volessi,ad emigrare in America. Dopo qualche

                        tempo, sono sicuro,non penseresti più a tua moglie e potresti rifarti una vita……

                        potrebbe tornare la pace nella tua casa….. Cosa ne pensi ?…

 

Antonio         Anche tu verresti ?

 

Peppe           Si… Tutti e tre… Tu che ne dici Vincenzo ?…

 

Vincenzo      Quasi quasi !…

 

Antonio         E dovrei lasciare le cose più care della vita mia per quella femmina ?

 

Vincenzo      Sarebbe meglio… Altrimenti quelle che tu chiami le cose più care,le distruggi…..

 

Peppe           Ora andiamo via,non facciamoci vedere dalla gente…

 

Antonio         Incamminatevi. Lasciatemi qui ancora un poco.

 

Vincenzo      Vuoi fare ancora qualche gesto da matto ?

 

Antonio         No state tranquilli…. Andate. Io vi raggiungo…

 

Saverio         Mi raccomando Antonio ?…

 

Antonio         Va bene Saverio… Andate,e state tranquilli. (I tre escono a des.)

                                                           SCENA IV

                        (Antonio ora è solo si appoggia ad un muro. Risuona un motivo. Si accende una

                        sigaretta. D’un tratto si ode una risata di donna. Da des. rientra Vincenzo)

                                                           SCENA V

Vincenzo      Antonio ?… ( Antonio sussulta) …  Calmati sono io….. Tua madre è in ansia ti sta

                        aspettando. E’ fuori di casa. Se non ti vede arrivare non rientra. Io vado un attimo

                        a casa mia e poi torno… (Torna la luce)... Oh !… Adesso che ci eravamo abituati

                        al buio. Ciao Antonio… (Antonio fa un gesto di saluto e Vincenzo esce dal centro.

                        Antonio dà ancora uno sguardo intorno,poi esce a sin.)

                                                           SCENA VI

Silvana (f.s.) A quest’ora dove vai ?

 

Lucia             Dalla sarta… Mi sta facendo un vestito per la festa della signora Eleonora…

                        (Uscendo dalla porta di centro entrano Silvana e Lucia)

                                                           SCENA VII

Silvana          E dalla sarta ci vai a quest’ora ?

 

Lucia             Perché,quando dovrei andarci ?

 

Silvana          Io ci vado di mattina o al massimo dopo colazione…

 

Lucia             Queste sono le usanze della povera gente. Noi che possiamo spendere la

                        passata dalla sarta è il principio di una nottata di baldoria.

 

Silvana          Come sarebbe ?

 

Lucia             Tutte le sere,le signore da bène,si ritrovano dalla sarta.

 

Silvana          Alla faccia della bibita carbonata !… Ecco perché la mattina ti alzi sempre dopo

                        mezzogiorno e hai gli occhi gonfi come pomodori ?

 

Lucia             Silvana,quando dovrebbe alzarsi una che si corica alle cinque del mattino ?

 

Silvana          Tutte le mattine ?

 

Lucia             Quasi tutte le mattine.

 

Silvana          Certo deve essere un sacrificio !….. E cosa fate,come passate le notti ?

 

Lucia             A stringere a stringere non facciamo proprio nulla… Spendiamo un sacco di

                        quattrini per cercare di organizzare sempre qualcosa di nuovo e poi, quando è

                        passata la nottata,ci accorgiamo di aver perduto sonno e quattrini… Ci

                        divertivamo di più con le cose semplici… Quattro salti tra di noi,e qualche

                        serenata……..

 

Silvana          Non sei soddisfatta ?…

 

Lucia             Ma !… Non lo so….. Fammi andare altrimenti faccio tardi…

 

Silvana          Dimmi Lucia… Hai proprio bisogno di un altro vestito ?… Ne hai così tanti che non

                        sai quale mettere ?…

 

Lucia             E’ vero,ma non posso fare come dici tu… Sarebbe un guaio se mi facessi vedere

                        con un vestito messo già una volta.  Incomincerebbero a pensare che me la

                        passo male e mi allontanerebbero dalla cerchia… Non sarebbe la fine del mondo,

                        ma è l’unica soddisfazione che resta.

 

Silvana          Come ?…

 

Lucia             Si. Più vestiti nuovi posso sfoggiare e più faccio crepare dall’invidia le altre.

 

Silvana          E con i vestiti che hai indossato una volta che ne fai ?

 

Lucia             li uso in casa o li regalo.

 

Silvana          Alla faccia della carestìa !…

 

Lucia             Silvana,siamo costrette a fare così… Mi fa tanta rabbia perché nuovi come sono

                        non li posso dare a chi vorrei…

 

Silvana          A me non me ne puoi dare qualcuno ?

 

Lucia             Per davvero li vuoi ?

 

Silvana          Magari !… Io non me ne posso fare neanche uno l’anno.

 

Lucia             Povera Silvana !…. Domani,torna,e ti scegli quale ti piace.

 

Silvana          Tu sei nata per essere signora. Non potevi continuare a soffrire la fame……

                        Un vestito ogni tre,o quattro anni. Un paio di scarpe ogni morte di papa e le

                        calze solo per partecipare a qualche sposalizio…… E a pranzo ?… Sempre e solo

                        fagiuoli…

 

Lucia             Non ricordo più il sapore che hanno !…

 

Silvana          Lucia,tu rimpiangi quei tempi ?

 

Lucia             I figli Silvana,i figli……… Loro mi mancano più d’ogni altra cosa……… Se sapessi

 

                        quante volte mi volto a guardare ogni volta che sento chiamare mamma ? Spero

                        sempre che possa essere Carletto o Maria…

 

Silvana          Perché li hai lasciati ?…..

 

Lucia             Non lo so…… Devo essere impazzita…

 

Silvana          Lo hai capito da te… Io non avrei mai avuto il coraggio di dirtelo…

 

Lucia             Tu ti saresti piegata alle umiliazioni che dopo neanche un anno di matrimonio ho

                        incominciato a subire ? Quando mi sono sposata ero ancora una ragazza viziata,

                        e sognavo il matrimonio come fosse un paradiso e quando mi sono trovata come

                        una donna di servizio,scalza e spogliata,a lavare e a rattoppare gli stessi

                        indumenti mattina e sera,mi sono avvilita. Non ce l’ho fatta più e sono scappata.

 

Silvana          E hai trovato il paradiso che sognavi ?…..

 

Lucia             No… Non ho trovato il paradiso,ma almeno non mi manca nulla.

 

Silvana          Di che ti lamenti,allora ?

 

Lucia             I figli Silvana,i figli…..

 

Silvana          Qualche cosa allora ti manca ?… Hai lasciato l’inferno per trovarne uno peggiore.

 

Lucia             Non rimproverarmi…. Non ce la faccio più.

 

Silvana          Rimproverarti ?….. Io vorrei !….. Ma come,dico io. Avevi una famiglia come ce ne

                        sono poche. Due figli che sono l’invidia di tante mamme ?…. Neanche una gatta

                        avrebbe fatto ciò che hai fatto tu… Una gatta si fa uccidere per i figli. Tu invece li

                        hai abbandonati.

 

Lucia             Tu come ti saresti comportata,con un marito che non lavorava mai ?

 

Silvana          Sarei andata io a lavorare Lucia,sarei andata io….. Dopo tutto non èra colpa sua

                        se il lavoro non si trovava.

 

Lucia             Non era neppure logico che passasse le giornate da una cantina ad un’altra ?

 

Silvana          E cosa avrebbe dovuto fare ?… Se non sbaglio,quando era in casa tu eri un

                        continuo borbottio. Rimproveri a volte con espressioni pesanti… Non negare

                        perché lo so……… Volevi portarlo alla disperazione ?

 

Lucia             No Silvana,ti giuro…

 

Silvana          Non giurare perché sarebbe una bugia. Stai parlando ad una donna come te,e

                        ciò che hai fatto tu,sapessi quante volte è passato per il capo anche a me…

 

Lucia             Allora capisci perché l’ho fatto ?

 

Silvana          No !… Non lo capisco e non voglio capire… Di che pasta sei fatta ?… Sei tanto

                        moscia che al primo vento freddo sei andata a cercare un caminetto dove

                        scaldarti ?

 

Lucia             Non finire di avvilirmi,ti prego. Non ce la faccio più…

 

Silvana          Ti è piaciuto di leccare il miele ?… Ora arrangiati !….

 

Lucia             Anche tu,come loro,credi che io sia una di quelle ?

 

Silvana          Perché,se lo avessi fatto io,tu cosa penseresti ?…..

 

Lucia             Va bene,va bene ho sbagliato… Ora cosa devo fare,uccidermi ?

 

Silvana          Non faresti un soldo di danno !……………………………..

 

Lucia             I ragazzi come stanno ?…

 

Silvana          A quest’ora staranno dormendo…

 

Lucia             No,Silvana. Di salute come stanno ?

 

Silvana          Lucia,io non sono un medico ?… Se non stanno male,stanno bene… Perché tu

                        hai sentito qualcosa di diverso ?

 

Lucia             Silvana, l’ho sto chiedendo a te. Io da tempo non ho più loro notizie…….

 

Silvana          Veramente neppure io ho notizie recenti… Però se stessero male,l’avrei saputo…

 

Lucia             E Antonio ?… Da quando non lo vedi ?

 

Silvana          Da ieri l’altro….. Sono andata dal parrucchiere a farmi dare una ritoccata ai capelli

                        ed ho visto un puveretto appoggiato ad un angolo… Mi sono accostata per fargli

                        l’elemosina……….

 

Lucia             E allora ?…..

 

Silvana          Era lui….. Mi ha fatto tanta di quella pena che non ti dico… Mi ha guardata fissa

                        negli occhi.  Gli ho fatto un sorriso di saluto,ma mi sono accorta che non mi

                        vedeva. Sembrava che guardasse me,ma il suo pensiero era volto altrove………

 

Lucia             L’aspetto com’era ?…

 

Silvana          Brutto Lucia…..  La barba lunga,i panni scomposti,le scarpe…..

 

Lucia             Le scarpe ? (Da sin. entra Antonio che non visto si ferma ad ascoltare)

                                                           SCENA IX

Silvana          Non erano più scarpe……… Si vedevano le punte dei calzini,pure bucati….

                        E’ mancato poco che mi mettessi a piangere per la pena……..

 

Lucia             Tu non te lo puoi scordare vero ?…..

 

Silvana          No… Lo sai che avrei dovuto sposarlo io ?

 

Lucia             Perché non lo hai fatto ?

 

Silvana          Per mio padre….. Antonio non possedeva nulla e…….. (Vede Antonio. Dà uno

                        sguardo a Lucia che non si è accorta di lui. E senza che Lucia se ne avvede,

                        a testa bassa esce. Lucia credendo di parlare ancora a Silvana)

                                                           SCENA  X

Lucia             Povero Antonio !… Mi piacerebbe tanto incontrarlo,ma ho paura di guardarlo negli

                        occhi… Non avrei il coraggio di chiedergli cosa pensa di me,se mi ha perdonata…

                        Ho troppo paura di ciò che potrebbe dirmi…………… (Si volta e se lo trova davanti.

                        Un attimo di sorpresa,si fissano,poi anche lei abbassando la testa fugge a sin.

                        seguita dallo sguardo di Antonio il quale rimasto solo va a sedersi sullo scalino

                        d’ingresso dell’abitazione di Lucia. Da des. entra Assunta)

                                                           SCENA XI

Antonio         Cosa sei venuta a fare ?….. Non dovevi venire mamma,tu non mi devi vedere

                        ridotto così….. Vattene….. Va via mamma…

 

Assunta        Si figlio mio,me ne vado……… Io sospettavo,temevo,ma che ti comportassi come

                        un accattone non me l’aspettavo……………. Quando ti ho battezzato me lo hanno

                        predetto….. Antonio lo fai chiamare ?… Allora povero lui !…..

 

Antonio         Cosa ho fatto ora ?

 

Assunta        E lo domandi ?…. Andiamo via,togliti di qui. Andiamo a casa…… Credevo di aver

                        finito di soffrire quando è morto tuo padre,ma credo che le mie pene non finiranno

                        neppure nella fossa…

 

Antonio         Perché ti sto facendo penare ?

 

Assunta        Per carità ! Io sto vivendo da signora. Chi sta meglio di me ? Il giorno non so

                        quale vestito indossare e la sera devo solo scegliere il locale dove fare baldoria…

 

Antonio         Sempre e solo rimproveri… Non merito altro ?….

 

Assunta        Schioppettate… Meriti solo schioppettate….. Non capisci che stai facendo la

                        figura dell’imbecille ?….

 

Antonio         Perché cosa sto facendo ?…

 

Assunta        Il beccamorto dietro quella,ecco ciò stai facendo… E tutti ti ridono dietro e tu non

                        ti accorgi.

 

Antonio         Di ciò che pensa la gente non mi frega nulla !… Io le voglio bene,non la posso

                        dimenticare.

 

Assunta        Venisse un colpo a te e lei !….. Mi avete tolto vent’anni di vita… Tu morirai

 

                        crepato e a me scoppierà il cuore assieme a te… Che tu possa impazzire !…….

 

Antonio         Cosa devo fare mamma ? Dimmelo,dimmelo…..

 

Assunta        Quante volte dovrò ripetertelo ?… Devi pensare a quelle due creature che tradite

                        dalla madre non vogliono perdere anche te e che nel vederti in questo stato si

                        struggono come due candele…..

 

Antonio         Poveri figli miei !… Hai ragione. Tu hai sempre ragione.

 

Assunta        Come tutti i fessi….

 

Antonio         Non dire così. Io dovrei baciare la terra che tu calpesti.  (Da sin. entrano Peppe e

                        Saverio. I due restano ad ascoltare)

                                                           SCENA  XII

Assunta        Lo dico anche io !… Specialmente se fosse una giornata di pioggia così ti copri

                         il muso di fango… Cammina… Andiamo a casa…..

 

Antonio         Che dici mamma,sarebbe meglio se me ne andassi in America ?

 

Assunta        Ecco !  Così potremmo mettere la parola fine al romanzo tra te e Lucia.

 

Antonio         Cosa ti ho fatto,mamma ?… Sono stato veramente una disperazione per te ?

 

Assunta        Antonio mio !… Se avessi saputo che avresti fatto questa fine,ti avrei annegato in

                        mare come un gattino… Perdonami Madonna mia !… Ma non ce la faccio più……..

                        Invece di dedicare ogni tuo respiro a quei due figli, stargli il più vicino possibile e

                        farti perdonare tutte le lacrime che stanno versando per essere stati abbandonati

                        da quella scellerata, vuoi privarli anche della tua presenza e del tuo affetto che

                        desiderano più del pane ?… Vuoi andare in America ?…. A far cosa,poi ?…

                        Possibile che non ti passi per il cervello che ora devi vivere solo per loro ?…

                        Delle sciocchezze combinate tra te e quella… Perdonami Signore per come la

                        stavo chiamando. Loro sono innocenti,non hanno nessuna colpa…… Ti sei fatto

                        vecchio Antonio mio,ma ancora non hai imparato nulla. (Si avvia verso des:)

 

Antonio         Perdonami mamma… Hai ragione… Se ti avessi dato una moneta ogni volta che

                        ti ho chiesto perdono,ora saresti una signora… Credimi, però, questa è l’ultima

                        volta. Da questo momento non dovrai più lamentarti di Antonio tuo. Cosa importa

                        se non abbiamo i quattrini. Ci vogliamo bene ed il bene è una grande ricchezza.

                        (Assunta assentendo si volge per avviarsi,Antonio le cinge le spalle e tutti e due

                        escono a des.)

                                                           SCENA  XIII

Saverio         Hai visto,é come ti decevo ?….. Non può essere. Antonio non lascia i figli,la

                        mamma, l’Italia…..

 

Peppe           Allora non glielo diciamo ?

 

Saverio         Bisognerà dirglielo. Altrimenti sarebbe come tradirlo. Stiamo tutti i giorni

                        insieme….. E poi,quando dobbiamo partire,non lo dobbiamo salutare ?

 

Peppe           E vero. Non possiamo andarcene come due ladri….. E dimmi Saverio,se lui non

                        viene, noi partiamo lo stesso ?…..

 

Saverio         No….. Io non ho nessuna intenzione di partire. L’avrei fatto solo per lui, per

                        allontanarlo e impedirgli di continuare a fare il deficiente. E, se non partiamo

                        più,dobbiamo convincerlo che la storia con sua moglie è ormai finita.

 

Peppe           Non sarà una cosa semplice. Per lui è come avere un male inguaribile.

 

Saverio         Noi dovremo diventare il medicinale adatto alla sua guarigione. Altrimenti anche

                        per noi sarà un inferno stargli vicino.

 

Peppe           Però,detto tra noi,se io stessi nei suoi panni, già mi sarei imbarcato.

 

Saverio         E bello parlare quando i rospi non sei tu a doverli ingoiare. Caro Peppe vorrei

                        vederti per davvero nei suoi panni.

 

Peppe           Io ?… A quest’ora l’avrei già uccisa.

 

Saverio         E saresti stato un gran fesso !… Gli ultimi tuoi giorni li avresti passati nel

                        grand’hotel di Regina Coeli ?

 

Peppe           Avrei salvato l’onore ?…

 

Saverio         Incosciente !… Te lo freghi l’onore quando chiuso in gattabuia saresti dimenticato

                        da Dio e dagli uomini…… E i figli ?…… Che fine avrebbero fatto i figli ?……

 

Peppe           Dimmi Saverio. Ciò che è successo ad Antonio potrebbe succedere pure a noi ?

 

Saverio         A tutti può succedere. Triste a chi capita… Dobbiamo sperare che non accada…..

 

Peppe           Se è così, allora io non mi sposo.

 

Saverio         Se non incontri chi potrebbe farti perdere la tramontana non ti sposi. E mi dici poi

                        quanto potresti durare a vivere da solo ? Tua madre e tua sorella non vivranno in

                        eterno ?

 

Peppe           Fino a che ce la farò.

 

Saverio         Si,fino a che sarai giovane,tutte ti cercheranno e tutte ti vorranno,ma appena farà

                        capolino la vecchiaia,se non avrai moglie,una figlia,chi ti aiuterà ?

 

Peppe           Qualcuno ci penserà…

 

Saverio         Ci penseranno tanto che alla fine troveranno la soluzione… Lo spizio…………

                        Io, invece, ti consiglio di non aspettare tanto. La famiglia è una delle cose più

                        belle che Iddio ha inventato.

 

Peppe           Si,però,tu non scaldarti tanto… Ancora non ho bisogno di stampelle… O forse non

 

                        vedi l’ora di farmi fare la fine che ha fatto Antonio ?

 

Saverio         Stai diventando pesante !….Che gira gira,non finiamo per litigare ?

 

Peppe           Guarda Saverio,che non sto dicendo nulla di offensivo ?

 

Saverio         E come se lo stessi facendo… Non capisci ca stai qualificando le donne,tutte

                        alla stessa stregua,pronte a darsi alla pazza gioia e che a loro comprendi le

                        nonne,le mamme e le sorelle nostre ?

 

Peppe           Come ?… Lo hai detto tu che tutti stiamo in pericolo come Antonio,ed ora ?

 

Saverio         Ho detto che stiamo in pericolo e non che ci succederà… Almeno lo spero !…

                        Se lui è stato sfortunato,non è detto che lo saremo come lui ?……….

 

Peppe           Se vi sarà un altro sfortunato,spero che quello sia tu e che io mi salvi.

 

Saverio         Un accidente che ti spacchi !….

 

Peppe           A te e lui !….. Io poi me la sto prendendo tanto. Che ci frega !………………

                        Saverio……. Che decidiamo ?

 

Saverio         Peppe….. L’anima nostra è Terracina. Dove andiamo a mettere a rischio la nostra

                        esistenza ? Qui conosciamo tutti. Il sole è il sole nostro…….. Caro Peppe,anche

                        dovessimo fare la fine di Antonio,sarà cosa che conosciamo,è di qui,sarà sempre

                        roba nostra.

 

Peppe           Hai ragione Saverio. Mi hai convinto… Allora faccio tutto un coraggio. Vado a

                        casa di Vincenzo e gli chiedo se mi concede la mano di sua sorella.

 

Saverio         Che hai detto ?… Sacrilego bestemmiatore,uomo quèquero e traditore ! Cosa hai

                        detto ?…..

 

Peppe           Oh !… Ma che ?…. (Fa ventaglio con la mano sulla fronte)

 

Saverio         L’ànima tua in carriola !….. Sicché,sotto sotto,mi stavi per fregare Silvana ?

 

Peppe           Perché,è fidanzata con te ?

 

Saverio         Fidanzata proprio no,ma sappiamo di avere una simpatìa reciproca.

 

Peppe           Ah si ?!…..  E come lo sai,te lo ha detto lei ?…

 

Saverio         No… Non abbiamo mai parlato da soli. Però tutte le volte che la guardo mi

                        sorride.

 

Peppe           Solo per questo ?… Allora di me deve essere pazzamente innamorata ?…

 

Saverio         Perché ?…

 

Peppe           Tutte le volte che la guardo,si fa certe risate che passano alla storia….

 

Saverio         Per forza ! Sei così brutto che la fai addirittura ridere.

 

Peppe           Ha parlato Rodolfo Valentino ! Comunque,so, che ciò che conta è la simpatìa.

 

Saverio         Allora dobbiamo far decidere a lei.

 

Peppe           Questo è parlare da amico….. Ora,come ho detto vado a parlare con Vincenzo…

                        Tu, intanto…..

 

Saverio         Vado a parlare con sua madre.

 

Peppe           Ed io ti rompo le corna prima ancora che te le mettano.

 

Saverio         Allora come dobbiamo fare ?. ….

 

Peppe           Ci andremo insieme.

 

Saverio         Da Vincenzo ?

 

Peppe           No… Da Silvana… Così vedremo chi dei due sceglierà….

 

Saverio         Mi sta bene….. Vogliamo andare ?

 

Peppe           Adesso ?

 

Saverio         E quando se no,quando saremo vecchi ?

 

Peppe           Andiamo almeno a cambiarci…

 

Saverio         Non ce n’è bisogno….. Siamo noi che dobbiamo conquistarla e non i vestiti.

 

Peppe           Hai paura di fare la figura del pezzente vicino a me ?………….

 

Saverio         Adesso hai sbagliato….. Questo non dovevi dirlo….. Tu sai di non essere più ricco

                        di me e che il giorno guadagni gli stessi soldi che guadagno io….. La differenza è

                        che tu puoi spendere per i vestiti ed io non posso farlo,perché devo provvedere ai

                        miei fratelli minori… Se ancora vuoi essere mio amico,non dire mai più certe cose.

 

Peppe           No Saverio,scusami. Non volevo. Mi riferivo ad altro……

 

Saverio         Lascia perdere….. Facciamo finta che non hai detto nulla….. Andiamo…..

 

Peppe           A casa di Vincenzo ?

 

Saverio         No,vacci tu…… Io ci ho ripensato…

 

Peppe           Ma come ?…. Fin’ora hai detto….

 

Saverio         Ci ho ripensato….. Va tu…. Io vado a casa di Antonio.

 

Peppe           E cosa gli dico a Vincenzo ?

 

Saverio         Quello che gli devi dire. Che ti piace sua sorella.

 

Peppe           E tu ?………

 

Saverio         Io sono contento così….. (Dopo un attimo di incertezza, Saverio fa un cenno di

                        saluto ed esce a des.)

                                                           SCENA XIV

Peppe           Saverio aspetta…… Saverio ?….. Porco Giuda !….. Ho la lingua troppo lunga…..

                        Quello del  vestito non dovevo dirlo….. Porca miseria !….. Ogni tanto faccio una

                        fesseria delle mie….. Però lui poteva farmi spiegare. Invece niente. Si è offeso…..

                        Mannaggia quel lazzarone di Giuda ! Io non volevo offenderlo….. Ed ora guarda

                        come siamo rimasti ?  Antonio pare un pazzo,quest’altro si offende ed io,come un

                        broccolo vado a casa di….. Oh ! Scemo… Quello che sta succedendo è per colpa

                        loro,tutta colpa delle femmine… Ed mi voglio sposare ? Ohé ! Scemo. Così faccio

                        la fine di Antonio,perdo il cervello e poi mi chiamano Pèppe il pazzo….. Saverio

                        non ci è voluto venire ?….. Allora non ci vado neanche io… Sssh !… Mica sono

                        più fesso di lui ?…. Sai che nuova c’è ?… vado anch’io a casa di Antonio…..

                        (Si avvia verso des. quando ode delle voci e si ferma)

 

Silvana  (fs)  Ora devo crederci per forza. (Da sin. entrano Lucia e Silvana)

                                                           SCENA XV

Peppe           Buona sera signora Lucia…

 

Lucia             Oh che paura !… Chi è ?

 

Silvana          E’ Peppe Carestìa…..

 

Peppe           Buona sera Silvana…..

 

Lucia             Si mi ricordo….. Anche se oramai non ci si tratta più… Che stai facendo ?…..

                        C’è anche Antonio ?

 

Peppe           No,sto solo… Sto di passaggio. Sto andando da Antonio….. Vorresti vederlo ?…

 

Lucia             No…. No a che servirebbe ?… Oramai l’ho perduto…. No. L’ho chiesto così,non lo

                        so neppure io perché…. No per carità !… Anzi,se lo vedi,per piacere non dirgli

                        che mi hai incontrata…… (Le donne si avviano)

 

Peppe           Signora Lucia,aspettate…..

 

Lucia             Anche tu hai scordato ?…

 

Peppe           Che cosa signora Lucia ?… Non capisco.

 

Lucia             Non sono più degna vero Peppe ?….. Mi dai addirittura del voi ?…

 

Peppe           Il fatto è che sono passati gli anni. Non ci siamo più praticati. A me farebbe

                        piacere tornare come prima.

 

Lucia             Come può essere possibile ?…..

 

Silvana          Perché non ci provi ?….. Cosa ti costerebbe ?…..

 

Lucia             Non tanto per me,quanto per i figli…..

 

Silvana          Allora perché non ti muovi ?….. Cosa aspetti ?…..

 

Peppe           Io non so come sono andate le cose,ma sono sicuro che basterebbe un poco di

                        volontà.

 

Lucia             Da parte di chi Peppe ?… Chi dovrebbe incominciare ?….. Non è la volontà che

                        mi manca,è la paura che mi frena….

 

Silvana          Paura di che Lucia ?

 

Lucia             Tu lo sai Silvana,te l’ho detto. Ho paura che mi rida in faccia….. Voi dite che la

                        cosa sia possibile ?…..

 

Silvana          Io dico di si…

 

Peppe           Ma come no,Lucia ?…..

 

Lucia             Perché non mi date una mano,perché non mi aiutate ?………. Fatelo per quelle

                        creature……………

 

Silvana          Cosa dovremmo fare Lucia ?…..

 

Lucia             Non lo sapete ?.. Forse non volete impicciarvi ?……. Capisco. Avete ragione…….

                        E’ un problema mio. Devo risolverlo da sola… Lasciatemi sola per piacere…

                        Lasciatemi, vi prego……. (Silvana esce sul fondo)

                                                           SCENA XVI

Peppe           Lucia… Davvero volete che io faccia qualche cosa… Potrei parlare con Antonio…

                        Potrei………….. (Siccome Lucia non gli dà retta,Peppe lentamente esce a des. e

                        Lucia rimasta sola)

                                                           SCENA XVII

Lucia             Devo decidere da sola,nessuno può aiutarmi… Solo…….. (Si volge ad una

                        statuina in una nicchia nel muro. Si levano le note dell’Ave Maria. Lucia si

                        inginocchia)

 

                                               FINE DEL PRIMO ATTO

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            SECONDO

                                                           SCENA I

                   (Si ode il suono di una campana se disponibili,donne con in mano libro da messa

                        passano alla spicciolata)

                                                           SCENA II

                        (Da sin. entrano Peppe e Saverio,poi Antonio,il quale è ubriaco e canta)

 

Antonio         Scetateve guagliune e malavita,ca ‘ntussecosa è assaie ‘sta serenata, j’ songhe

                        o’ ‘nnammurate e Margarita,’a femmena cchiù bella d’a ‘nfrascata……

 

Peppe           Muoviti Antonio. Tra poco esce il sole….

 

Antonio         O sole mio,sta ‘n fronte a te………

 

Saverio         Sai che bella figura facciamo con la gente che ci vede ?…

 

Antonio         La gente ?… Che mi frega dlla gente ? Che mi paga il vino la gente ?….. Chi mi

                        vuole vedere mi guardi altrimenti si tappi gli occhi.

 

Peppe           Non è mica giusto ciò che stai dicendo ….. Ai figli tuoi non pensi ?…….

 

Antonio         Perché ?….. Vorresti pensarci tu ?….. Fino a prova contraria a casa mia ancora

                        non manca nulla e quando ho procurato il mangiare per loro e per mia madre, io

                        sono un signore.

 

Saverio         E’ vero. La croce la tieni….. Ti mancano solo i chiodi e la corona di spine.

 

Antonio         E se radunassimo un poco di gente potremmo fare anche la processione….

 

Peppe           Non dire fesserìe ! Cammina a casa,piuttosto. Forza !…

 

Antonio         Lasciami stare !….. Non toccarmi. Tu non mi sei amico,sei falso. Io sto bene e

                        non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di nessuno…..

 

Saverio         Si,si ! Lo abbiamo capito…… Ora,però, andiamo a casa…

 

Antonio         Tu sei peggiore di lui. Allontanati. Vattene….. Credi che io stia scherzando ?…..

                        Volete capire che non ho bisogno di niente e che posso vivere anche senza

                        un’amicizia,falsa, come la vostra ?…..

 

Peppe           Abbiamo capito,Antonio…… Ora,però, finiscila e calmi calmi, ce ne andiamo a

                        casa.

 

Antonio         Neanche per sogno !….. Non lo capite che siete voi che dovete andarvene ?…..

                        Un signore come me,non può mischiarsi con due soldi falsi come voi due.

 

Saverio         Oh Antonio !… Ora stai esagerando ?….

 

Antonio        Perché non è vero che voi siete gente terra terra,ed io,a confronto con voi, risulto

 

                        una bestia rara ?

 

Saverio         Si….. Si un àsino a due zampe che si comporta come un porco.

 

Antonio         Alla faccia tua !

 

Saverio         A quella di tua sorella !….. Ora mi hai scocciato…. Oh la finisci o ti dò qualche

                        scapaccione.

 

Peppe           Saverio,sei pazzo ?

 

Saverio         Sta rompendo le scatole !?!?….

 

Peppe           E’ ubriaco ?!?!….

 

Saverio         E’ sempre ubriaco. E tutte le volte ci tocca sopportarlo….. Se non ce la fa più a

                        stare solo si decidesse a fare qualche cosa.

 

Peppe           E che dovrebbe fare secondo te ?

 

Saverio         O andarsene o rifare pace con la moglie… Corna per corna,non è né il primo né

                        l’ultimo. (Antonio gli si scaglia contro)

 

Antonio         Sei una carogna !……. (Peppe lo blocca mentre da des. entra Assunta)

                                                           SCENA III

Peppe           Oh !….. Ora la devi finire,o come è vero Iddio,ti lascio e me ne vado….

 

Antonio         E vattene,andatevene. Di amici come voi ne faccio a meno…..

 

Assunta        Perché stai dicendo queste cose ?….. Antonio,questi sono gli unice amici che ti

                        sono rimasti e noi abbiamo tanto bisogno della simpatìa della gente. Non gli date

                        rètta… Non è lui che parla è il vino,è il dolore….. Per piacere Pèppe,Saverio non

                        lo lasciate solo. Ha tanto bisogno di voi….. Accompagnatelo a casa…………

 

Saverio         E chi lo lascia signora Assunta ?….. Noi gli vogliamo bene come ad un fratello e

                        se anche,molte volte dobbiamo ingoiare questi rospi,sappiamo il motivo……….

 

Peppe           Andiamo Antonio, andiamo a casa…..

 

Assunta        Va Antonio. Fallo per l’amore di quei due figli…..

 

Antonio         E tu dove vai ?…..

 

Assunta        In chiesa. Vado a pregare Sant’Antonio…….

 

Antonio         Mamma. Questa è stata l’ultima volta. Ti giuro,non berrò più neanche una goccia.

 

Assunta        No,una goccia no… Un bigoncio magari. Quello si….. Quando la finirai ?…

                        Antonio,mi stai facendo perdere quel poco di dignità che mi è rimasta…..

 

Peppe           Signora Assunta non lo avvilire.. Più distrutto di così vuoi vederlo ?

 

Assunta        Distrutto lui ?… Io lo vorrei ….. Signore, fammi tacere prima che non succeda

                        l’irreparabile…..

 

Antonio         Mamma,se mi permetti,ti vorrei dire…..

 

Assunta        Sta zitto…. Zitto !… Ancora non basta ?

 

Antonio         Mamma guarda che non è colpa mia…

 

Assunta        E di chi è,della buon’anima di tuo padre ? Va a casa cammina. Stai in grazia di

                        Dio con i tuoi figli……….. Ma a queste condizioni,sarebbe mèglio se te ne stessi

                        qui nella via…… (Da des. entra Lucia)

                                                           SCENA IV

Antonio         La cena è servita !… Ora posso andare anche a coricarmi. (Gli amici escono a

                        des. Antonio si avvia per seguirli,ma si arresta un attimo davanti a Lucia. Lucia

                        sostiene un attimo il suo sguardo,poi abbassa la testa. Antonio esce a des.

                        mentre Assunta si avvia verso sin.)

                                                           SCENA V

Lucia             Mamma Assunta ?….. (Assunta si arresta,ma non si volta)

 

Assunta        Ecco anche il bicchierino con le paste !…….. Il rinfresco è completo….. (Si volta)

                        Tu non mi puoi parlare più perché sei morta. Vedi,porto il lutto….. Dal giorno che

                        sei morta non l’ho tolto più.

 

Lucia             Come sono morta ?!?!….. Sto qui,mamma Assunta ?!?!…

 

Assunta        Per me puoi stare dove vuoi,sei sèmpre morta. (Si avvia)

 

Lucia             Mamma Assunta,non ce la faccio più… Desidero un poco di affetto come

                        un affamato desidera un pezzetto di pane…..

 

Assunta        Sciagurata !… Prima non lo sapevi ?… Non sapevi che un giorno sarebbe

                        arrivato il castigo ? Come hai potuto abbandonare quelle due creature ?…

                        Ora dici di aver bisogno di affetto ? E l’affetto che hai tolto a loro,non conta

                        nulla ?…

 

Lucia             Mamma Assunta,sono stata una pazza….. Non so neppure io come abbia potuto

                        perdere il cervello,la vergogna………….. Dimmi se ho la possibilità di riconquistare

                        l’affetto dei figli miei,di Antonio,il tuo affetto ?……………… (Assunta si incammina)

                        La carità,mamma Assunta fammi la carità. Sono ridotta alla disperazione…………

                        (Assunta non risponde e senza voltarsi torna ad incamminarsi verso sin.)………..

                        Non sono degna vero mamma Assunta,per me non esiste perdono ?… (Lucia si

                        volge e questa volta è lei che si incammina verso l’ingresso di casa)

 

Assunta        Non devi chiederlo a me,ma a Sant’Antonio… JIo lo faccio tutti i giorni.

 

Lucia             Non ne ho il coraggio… Mi vergogno ad entrare in chiesa…..

 

Assunta        Questo succede a chi fa tanti peccati……

 

Lucia             Mamma Assunta,posso sperare di tornare a casa ?…

 

Assunta        Con che faccia….. Cosa verresti a raccontare ai tuoi figli,che sei stata in

                        villeggiatura ?

 

Lucia             Per carità !….. Non rigirare il coltello nella ferita…

 

Assunta        Io ti leverei la pelle !… Perdonami Sant’Antonio mio !… Però, guarda, che è quello

                        che meriteresti ?…..

 

Lucia             Lo so,lo so mamma Assunta. Vorrei riparare.

 

Assunta        Eh si ! E’ scoppiata la gomma ed ora ci mettiamo la camera d’aria nuova………..

 

Lucia             A te, mamma Assunta,non è mai capitato ?

 

Assunta        Mio marito mi avrebbe fatto barba e capelli…

 

Lucia             Allora cosa devo fare ?…..

 

Assunta        Qui ti voglio !….. Potremmo provare a parlare con Antonio….. Andiamo a casa e

                        speriamo che non ci getti dalla finestra.

 

Lucia             Che Iddio ti facesse campare cent’anni !

 

Assunta        Non basta ciò che ho passato fin’ora ? (Da des. entra Peppe)

                                                           SCENA VI

Peppe           Signora Assunta,signora Lucia………. Non vi spaventate……..

 

Assunta        Perché ?… Cosa è successo ?

 

Lucia             Che c’è Pèppe ?

 

Peppe           Andate a chiamare il medico….. Antonio sta male.

 

Assunta        Cosa hai detto ?…..

 

Peppe           Antonio,dopo che è uscito Saverio,è salito per lo scalone borbottando. Poi si è

                        messo le mani sulla gola ed è caduto giù per lo scalone…

 

Lucia             A casa chi c’è ?

 

Peppe           Maria… (Da des. entrano Silvana e Vincenzo)

                                                           SCENA VII

Lucia             Maria ?….. Maria sta a casa ?….. Quando è tornata ?

 

Assunta        E’ una settimana. Però sarebbe stato mèglio se non lo avesse fatto.

 

Lucia             Perché ?….. Perché mamma Assunta ?……. (Assunta la guarda sensa rispondere)

 

Assunta        Io vado in farmacia a mettere la chiamata per il medico…. Tu cosa fai ?

 

Lucia             Vengo anch’io….. Se me lo permetti…..

 

Assunta        Andiamo cammina…… (Si avviano verso sin.)

 

Peppe           Io vado a vedere se trovo Saverio,poi veniamo pure noi (Le donne escono a sin)

                                                           SCENA VIII

Silvana          Peppino,che è successo ?…..

 

Peppe           Sta male Antonio. Assunta e Lucia sono andate in farmacia.

 

Silvana          Assunta e Lucia ?…. Vincenzo…. Allora hanno fatto pace ?

 

Vincenzo      Come può essere ?….. Ho lasciato Antonio questa mattina che aveva una sbornia

                        tale che non si sarebbe retto neanche dentro un girello ?…

 

Silvana          Vincenzo,ciò che ha detto Peppe lo hai sentito pure tu ?…

 

Vincenzo      Bèh ! Sordo non lo sono…. Non riesco a capire come abbiano potuto fare ?

 

Silvana          E se si sono parlati dopo che li hai lasciati tu ?

 

Vincenzo      Alle condizioni in cui stava Antonio avrebbero potuto parlare solo di passatelle.

 

Silvana          Vincenzo,per piacere,quando parli con me fatti capire. Cosa vuoi dire ?

 

Vincenzo      Silvana,ascolta ciò che ti dice tuo fratello Vincenzo. Siccome verrà giorno che

                        ti sposerai,per non avere guai sarebbe meglio che tu ti facessi una cultura dei

                        giuochi di cantina. Altrimenti,tuo marito,qualche volta che torna a casa olmo dalla

                        passatella,per la rabbia, ti liscia il groppone a colpi di bastone.

 

Silvana          Vincenzo,allora qualcuno ti ha parlato di me ?….. Dimmi,chi è stato ?……. (Gli dà

                        una strapazzata)

 

Vincenzo      Ohe !…. Cos’è questa eccitazione ? Calmati. Fatti un poco di bagnoli con pèzze

                        fredde sulla fronte…..

 

Silvana          Ecco… Prima mi porti sulle stelle e poi ogni volta mi fai ringoiare la gioia.

 

Vincenzo      Alla faccia della gioia !….. Tu cacci fiamme da per tutto…..

 

Silvana          Andiamo Vincenzo….. Chi ti ha chiesto di me ?….. Non sarà mica uno di quelli

                        che frequenta la cantina ?

 

Vincenzo      Per dirti la verità,ancora nessuno mi ha parlato di te. Però sai bene che quelli che

                        conosciamo stanno tutte le sere nella cantina con me. (Dal cent.entra Saverio)

                                                           SCENA IX

Saverio         Non gli dare retta Silvana,quello che ti chiederà in moglie,il vino non lo sentirà

                        neppure con le orecchie.

 

Vincenzo      Ha parlato il fiasco impagliato…..

 

Silvana          Ti sei messo ad ascoltare i nostri discorsi ?

 

Saverio         Parlavate tanto forte che non vi era bisogno di stare ad asdcoltare. E siccome il

                        discorso mi interessava….. Si,mi sono messo ad ascotare.

 

Silvana          Bravo !….. Ma a lavorare non sei andato ?

 

Saverio         Chi se la sentiva ?….. Per stare dietro ad Antonio ancora devo coricarmi.

 

Vincenzo      Silvana,questi è uno di quelli !….. Basta. Vado a casa di Antonio perché questo

                        movimento non mi dice niente di buono. Tu Saverio cosa fai ?

 

Saverio         Perché Vincenzo,cosa sta succedendo ?

 

Silvana          Antonio sta male e Lucia è endata in farmacia.

 

Saverio         Lucia ?!?!…. Allora la cosa è grave ?

 

Vincenzo      Così pare….. Mah !…. Staremo a vedere….. Allora ?

 

Saverio         No Vincenzo….. Antonio l’ho lasciato poco fa. Ronfava così forte che faceva

                        tremare i vetri delle finestre.

 

Vincenzo      Tu Silvana dove vai ?

 

Silvana          A messa…. Poi torno a casa….. Tu fa presto e fammi sapere.

 

Saverio         Va Vincenzo va !… Fa presto…

 

Vincenzo      Oh !…. Va,fa presto….. Vorresti farti una ripassatina con mia sorella ?

 

Saverio         Non dire fesserie ! Per carità !… Chi lo ha mai pensato ?…

 

Silvana          Perché ti farebbe schifo ?

 

Vincenzo      Silvana !?… Va bene. Facciamo finta di essere ciechi e sordi… Vi saluto. (Esce a

                        des.,mentre Silvana tra sé)

                                                           SCENA X

Silvana          Eppure qualche cosa sarà successo….. Non penso che per far pace occorra la

                        scusa della farmacia ?….

 

Saverio         Parli da sola Silvana,non ti tornano i conti ?

 

Silvana          Come Saverio ?

 

Saverio         Ti fai domande e risposte ?…….

 

Silvana          Stavo pensando a voce alta… Non credo che per far pace con sua moglie……

                        Io credo che Antonio stia male per davvero….

 

Saverio         Sta male ?…. Silvana,quello è pieno come un otre per forza sta male……….

                        Con il vino che ha bevuto io sarei morto annegato.

 

Silvana          Intanto Lucia è andata in farmacia con Assunta.

 

Saverio         La mamma di Antonio ?

 

Silvana          Si.

 

Saverio         Allora c’è la speranza che possano fare pace per davvero ?

 

Silvana          A te farebbe piacere ?

 

Saverio         Si. Non è bello vedere una famiglia ridotta così. E poi,io sono del parere

                        che,quando due persone si sposano,devono ridere e piangere insieme…

 

Silvana          Tu quando ti sposi Saverio ?

 

Saverio         Io mi sposerei pure subito,ma posso farlo da solo ?

 

Silvana          Non hai nessuna ragazza sotto mano,non ti piace nessuna ?

 

Saverio         Qualcuna mi piacerebbe…..

 

Silvana          Allora cosa aspetti ?….. Chi è ?….. Io la conosco ?

 

Saverio         Se non la conosci tu,non la conosce nessuno.

 

Silvana          Perché chi è ?…. (Silvana ha capito e fa la smorfiosa)

 

Saverio         E’ una scimmia dispettosa che quando mi sta lontano le vorrei dire tutta la

                        passione che mi brucia dentro. E,quando mi sta vicino, mi fa venire la tremarella

                        e non sono capace neanche a stare zitto.

 

Silvana          Stai parlando di me ?

 

Saverio         No !… Sto parlando di tua sorella.

 

Silvana         Io non ho sore….. Brutto ignorantone !

 

Saverio         Sono cresciuto con te,conosco solo te,di chi potrei parlare ?

 

Silvana          Mi stai facendo sentire le formiche nella pancia….. Non avevi niente da fare

                        questa sera se,non venirmi ad insultare ?….

 

Saverio         Perché Silvana ?….. Non ti fa piacere, forse tu non mi vuoi bene ?

 

Silvana          Si che te ne voglio. Un bene dell’anima…. Ma….

 

Saverio         Qual’è,allora,il motivo che ti fa tentennare ? (Dal cent. entra Peppe che accortosi

                        dei due,cerca di eclissarsi. Silvana lo vede)

                                                           SCENA XI

Silvana          Eccolo il motivo ed è tanto semplice….. Peppino… Peppino non te ne andare.

                        Fermati con noi…… Hai sentito ciò che stavamo dicendo ?

 

Peppe           Si….. Non ne avevo l’intenzione,ma ho sentito. Per questo me ne stavo andando.

 

Silvana          Perché ?….. Non vogliamo fare niente di male,non vogliamo far del male a

                        nessuno.

 

Peppe           Lo so… Me ne andavo proprio per questo… Non volevo che mi facesse male…….

                        E poi,per fare all’amore,bastano due persone….. (Frettolosamente esce a des.)

                                                           SCENA XII

Silvana          No Peppino aspetta,stai sbagliando… Peppino,Peppino ?….

 

Saverio         Silvano lascialo perdere…. Dobbiamo parlare noi. Lui non c’entra.

 

Silvana          Perché non c’entra ?….. Siamo stati sempre insieme noi tre e secondo me è

                        giusto che sappia con onestà chi di voi due io abbia scelto…..

 

Saverio         Silvana,Io mi vorrei sposare in due,mica in tre ?

 

Silvana          Quanto sei scemo !….. Comunque a me pare giusto che la cosa la si discuta alla

                        presenza di Peppe perché,sono sicura che anche lui,in cuore,sperava…….

 

Saverio         Oh !… orresti un letto a tre piazze ?… (Silvana gli dà uno schiaffo)

 

Silvana         Scusami !… Tu,però,stavi facendo il cretino… Ti prego di non affendermi… Io dico

                        che della cosa si faccia partecipe anche Pèppe,altrimenti avrei l’impressione di

                        fargli un tradimento.

 

Saverio         Allora credi che anche lui….. ?…..

 

Silvana          Si.

 

Saverio         E me lo dici in faccia ?

 

Silvana          Vorresti che te lo facessi sapere da altri ?…..

 

Saverio         Come fai a saperlo,te lo ha detto ?

 

Silvana          No… Non me ne a mai parlato.

 

Saverio         E allora ?…

 

Silvana          Saverio,povero te !….. Quando un uomo guarda una donna con gli occhi a

                        palloncino ammosciato…..

 

Saverio         Perché lui ?….

 

Silvana          Lui,perché tu !?!?….. Da qualche tempo vi siete messi a fare la ruota come i

                        gallinacci….. Devo riflettere, devo pensarci bene….. Siete due amici e voglio bene

                        a tutti e due. Non voglio far succedere una tragedia… Se decido di prendere uno

                        di voi, l’altro deve accettare la decisione. Deve essere convinto che sarò io che

                        avrò scelto e deve rimanere amico come siamo sempre stati……

 

Saverio         Sih !… Qui finisce che ci giocheremo la moglie a scassaquindice…… Silvana,non

                        sarebbe meglio parlare con il comitato dei festeggiamenti per organizzare una

                        tombola di piazza ?

 

Silvana          A quale scopo ?…

 

Saverio         Ecche. Io e Peppe giuochiamo due cartelle e per premio metteremo te. Chi farà

                        tombola ti sposerà.

 

Silvana          Saverio,tu sei pazzo !

 

Saverio         E’ la cosa più seria e onesta…… Ogni volta che esce un numero,noi con lo zeppo

                        facciamo il buco. In fine,fra terno,quaterna cinquina e tombola,faremo un pezzetto

                        per uno. (Silvana gli dà un altro schiaffo)………..

 

Silvana          Non ho l’abitudine di comportarmi così. Tu,però,hai fatto di tutto affinché

                        accadesse.

 

Saverio         Hai fatto bene Silvana….. Li ho meritati…. Cerca di capirmi,però. Anche se sono

                        tanto amico di Peppe,a sentirti parlare cusì,sono diventato geloso………. Io non

                        capisco il fatto che per decedere se vuoi fidanzarti con me debba essere

                        presente anche lui.

 

Silvana          No Saverio,non hai capito….. Che ti voglio bene lo sai. che voglio sposarmi con

                        te,te l’ho detto. Però,però non hai capito che voglio pure,che io,tu e lui, si rimanga

                        buoni amici. Non voglio che nasca dell’odio tra di voi a causa mia. Gli vorrei far

                        capire,che se pure voglio bene a tutti e due,non posso sposare entrambi e quindi

                        uno deve rimanere come un fratello……………

 

Saverio         Ho capito. Hai ragione….. Allora faremo come vuoi tu….. Ciao,a più tardi.

 

Silvana          Mi raccomando non fate questioni…..

 

Saverio         Stai tranquilla… (Esce a des.)

                                                           SCENA XIII

Silvana          Stai tranquilla… E’ una parola !…. (Da sin. entrano Assunta e Lucia)

                                                           SCENA XIV

Lucia             Silvana,ancora stai qui ? Stai aspettando per il vestito ?

 

Silvana          No… Sono rimasta qui per un’altra ragione…

 

Lucia             Torno subito. Faccio una corsa a casa di Antonio….

 

Silvana          C’è la possibilità che tu possa far pace ?…..

 

Lucia             Mamma Assunta dice di si….. E’ vero mamma ?

 

Assunta        Si Lucia… Almeno con Antonio sarà possibile. Chi mi fa dubitare è Maria.

 

Silvana          Perché ?… Maria cosa pensa di te ?

 

Lucia             Maria !….. Non so neppure come è diventata…

 

Silvana          Lucia, io ti faccio gli auguri più sinceri. Spero che ti vada tutto bene. Va,fa presto

                        poi mi farai sapere…. (Mentre Silvana esce al centro,Maria entra da des.. Lucia

                        volgendosi se la trova davanti)

                                                           SCENA XV

Lucia             Maria !?…….  (Maria le volge le spalle)

 

Maria             Andiamo via nonna,papà ci aspetta…..

 

Lucia             Non mi degni neppure di uno sguardo ?….. Maria sono mamma………

 

Maria             Sai finalmente di essere una madre ? Ne hai impiegato di tempo  per capirlo !…

                        Quando te ne sei andata non lo sapevi ancora,non eri madre quando hai

                        abbandonato i tuoi figli ?……….

 

Lucia             Maria per pietà !… Non capivo ciò che stavo facendo…. Ero tanto giovane e

                        credevo che tutto mi spettasse di diritto, perché ho creduto che il matrimonio con

                        tuo padre fosse stato uno sbaglio,mi sono sentita infelice e…..

 

Maria             E noi ?… Anche noi siamo stati uno sbaglio ? Non abbiamo nessun valore ?

                        Siamo solo ed esclusivamente il frutto del piacere ?… Se è così,perché ci sforzate

                        a farci balbettare la prima parola della vita, quella più cara e che rimane impressa

                        fino alla morte ?………….. Mamma !… Mamma !…

 

Assunta        Non così,non così…… Non ti avvilire con una sentenza che puoi rimpiangere…..

                        Vedi Maria,il mondo è stato creato per noi,con tante cose belle: il ciélo,il mare,

                        le piante,il sole,ma anche con tante cose brutte: il vento,il freddo,la fame…..

                        Le cose brutte Maria,sono state create proprio per farci apprezzare le cose belle.

                        E se noi non provassimo della sofferenza,non potremmo apprezzare la gioia,la

                        felicità e non sapremmo dare il giusto valore alle cose…………….

 

Maria             Si nonna Assunta,si….. La tua saggezza è proverbiale… Hai detto bene. Il giusto

                        valore delle cose…….. Allora fammi capire….. L’amore fra due esseri che porta al

                        matrimonio,che valore ha,e noi,frutto concepito dall’amore,sangue del sangue di

                        quella unione,che valore abbiamo se possiamo essere abbandonati con tanta

                        facilità e leggerezza ? E se tutto questo non ha valore,cosa ha valore nella vita ?

 

Assunta        Maria….. Solo Dio può giudicare…..

 

Maria             E’ vero… Non devo condannarla,non posso,non né ho il diritto. Anzi devo

                        soccorrerla,aiutarla… Ha sofferto molto certo. Tanto ha sofferto che ha soffocato

                        nel lusso e nei divertimenti la sua sofferenza. Infatti si nota la differenza che c’è

                        tra lei e mio padre. Chi dei due ha pianto di più per la propria sorte. lei forse ?…

                        No.non devo giudicarti,ma tu,tu avrai il coraggio di guardare negli occhi quel

                        povero uomo ?…………..

 

Assunta        Maria,Maria è mamma !…

 

Maria             Mamma ?………. Mamma mia è morta quando stavo in collegio.

 

Lucia             No !… Figlia,figlia mia !… Hai ragione non sono degna… Ma non così… Non così.

                        Maria,cuore mio !….. Ciò che ho fatto è stata una pazzìa,ma non volevo far del

                        male,non volevo far del male,e quando mi sono accorta che ve ne stavo facendo

                        tanto,volevo sparire…… Ora stavo aspettando un segno, l’occasione per chiedervi

                        perdono…..

 

Maria             Certo perché, no ?…. Dopo tutto è stato un errore… E chi non lo commette nella

                        vita ? Tutti prima o poi…….  Ed anche se si giuoca con i sentimenti del prossimo e

                        si rinnega i figli per vivere nel proprio egoismo,basta dire che è stato un errore

                        per tornare lietamente al primo affetto…………… E no,troppo comodo !…

 

Lucia             Maria ho sofferto tanto…

 

Maria             Ed io….. io non ho sofferto ?…. Sono rimasta per dieci anni chiusa in collegio,

                        come in un carcere e non volevo più tornare a casa,dove tu non c’eri più,perché

                        papà mi disse che eri morta……… E mio fratello ?… Lo hai abbandonato quando

                        ancora aveva bisogno del tuo seno…. Sicuro,non potevi sciupare la tua bellezza

                        per degli esseri senza importanza… E mio padre ? Lo hai considerato un oggetto

                        senza vita per scartarlo come si fa con un giocattolo venuto a noia……… (Piange)

                        Ora basta dire che è stato un errore per cancellare in un attimo il tormento di

                        dieci anni ?.. No. Tutto considerato preferivo la tua morte.

 

Assunta        Maria !…… Maria !……

 

Maria             Andiamo via nonna….. Papà ci aspetta… (Esce a des.)

                                                           SCENA XVI

Lucia             Maria,Maria aspetta… Aspetta per carità,per carità !… (Piange disperatamente)

                        Se n’è andata…….. Mamma Assunta se n’è andata…………

 

Assunta        Devi avere pazienza Lucia….. Non si possono cancellare dieci anni di sofferenza

                        in un momento….. Se non la vuoi perdere per sempre,devi avere pazienza.

 

Lucia             Si povera figlia mia,si….. Mamma Assunta….. Fammi tornare a casa……..

                        (Si guardano. Poi Lucia si avvia ed entra in casa mentre Assunta si volge

                        all’immagine nella nicchia)

                                                           SCENA XVII

 

Assunta        Sta in pace Lucia. Farò tutto ciò che è possibile fare. Sant’Antonio mie !….. Io non

                        ho nulla,nessuna cosa di valore… Parla con Dio,facciamo uno scambio: la vita

                        mia per un poco di pace………..  Lo so che ciò che offro è troppo poco,ma è tutto

                        quello che ho….. Fa tornare Lucia a casa e prendi a me……………………

 

                                               FINE DEL SECONDO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            TERZO

                                                           SCENA I

            (E’ l’alba. La scena è vuota. Si ode una campana)

 

Donna  (fs)   Domitilla ?….. Domitilla ?…

 

Donna  (fs)   Eccomi pronta !…..

 

Donna  (fs)   Intavola….. (Da des. entrano Saverio e Pèppe)

                                                           SCENA II

Saverio         E tu insisti !….. Silvana mi ha detto che ti vuole parlare lei…

 

Pèppe           Tu,però,come amico potresti anticiparmi qualche cosa,o no ?…..

 

Saverio         Peppe,io le ho fatto una promessa…

 

Pèppe           Ah ! Va bene. Se le hai fatto una promessa è giusto che tu la mantenga…

                        Ma da quando in quà si mantengono i segreti con gli amici ?

 

Saverio         Pèppe…. Non è per te…. Cerca di capire,è…………. (Dal centro entra Vincenzo)

                        Ecco Vincenzo. Ora è questione di pochi momenti e parlerai con Silvana…..

                        Vincenzo,devi venire assieme a noi a casa tua.

                                                           SCENA III

Vincenzo      A casa mia ?….. A far che ?….. Ehi !… Guardate che il vino non ce l’ho…

 

Pèppe           Lascia perdere Vincenzo. Sono cose serie. Dobbiamo decidere chi di noi due

                        deve sposare tua sorella.

 

Vincenzo      L’avete scambiata per una mozzarella ?…. Si mi piace,pesala, incartala e dimmi

                        quant’è ?…..

 

Saverio         Vai a morire ammazzato ! Stai diventando difficile lo sai ?

 

Vincenzo      State parlando di mia sorella,e non della gatta di Ennio Palmacci ! E poi ci partite

                        a buon’ora….. Non ci avete dormito su questa notte ?….. Io vengo ora da casa

                        mia e mia sorella ancora dorme ed io non posso perdere tempo perché devo

                        andare a lavorare……. A proposito. Voi non andate al lavoro ?

 

Saverio         Dopo Vincenzo….. Ora dobbiamo definire questa faccenda,altrimenti staremo

                        male tutta la giornata.

 

Vincenzo      Porca miseria !….. Non ho visto mai due rimbecilliti come voi….. Le femmine

                        quest’effetto vi fanno ?

 

Saverio         A noi ?… Perché a te ?…..

 

Pèppe           Vincenzo non dargli retta. La cosa è definita. Devono decidere lui e tua sorella.

 

Saverio         No !….. Silvana ha detto che dobbiamo essere tutti presenti.

 

Vincenzo      Ah !  Si ?… Ed io che c’entro ?

 

Saverio         Tu sei il fratello,amico nostro, devi sapere tutto ed essere testimone.

 

Vincenzo      E dopo me lo raccontate…. Ora vado a lavorare.

 

Pèppe           Io vengo con te.

 

Saverio         Ed io rimango a fare il frescone ?….. Dovete venire con me. Dobbiamo essere

                        tutti presenti…..

 

Vincenzo      Saverio,fammi capire….. Chi di voi deve fidnzarsi con mia sorella ?

 

Pèppe           Lui….. Lui è stato il prescelto dalla sorte.

 

Vincenzo      Avete estratto il numeretto ?

 

Saverio         Non fare il deficiente !

 

Pèppe           In tutti i casi tu sei stato scelto da Silvana.

 

Vincenzo      Allora a cosa serve il consiglio ?

 

Saverio         Silvana ha detto che vuole accontentare me e Peppe,e che lo vuole fare  in

                        presenza tua…

 

Vincenzo      Cosa vuole fare mia sorella ?

 

Saverio         Vuole accontentare me e Peppe,ma lo vuole fare in presenza tua.

 

Vincenzo      Siete diventati matti ?!?! Mia sorella vi vuole provare tutti e due in presenza mia

                        affinché io possa stilare una classifica ?

 

Pèppe           Per piacere Vincenzo,non ti ci mettere anche tu. Questi è stupido e quando parla

                        è più stupido ancora….

 

Saverio         Come ti permetti ? !…. Insomma,Silvana ha detto che dobbiamo essere tutti

                        presenti. Quindi muoviamoci che si sta facendo tardi.

 

Vincenzo      Certo ! Potreste perdere la colazione….. Ho capito. Passiamo alla cantina a

                        prendere un orcio di cesanese…

 

Pèppe           Qualche pomodòro lo hai ?

 

Vincenzo      Si.. Ed anche le cipolline fresche e qualche alice sott’olio.

 

Saverio         Però ricordatevi. A mangiare,chi mangia mangia,ma le bevute si contano ?

 

Pèppe           Come si riconosce la spugna a secco !…

 

Saverio         Ha parlato il succhia latte !…

 

Vincenzo      Se fate la conta rimane per aria.

 

Pèppe           Perché tu,invece, bevi per devozione ?…

 

Vincenzo      Oh ! Sapete che vi dico ?… Possa crepare colui al quale non piace !

 

Saverio         Passasse l’angelo e dicesse amen !……..

 

Vincenzo      Allora,vogliamo andare ?

 

Pèppe           Andiamo,ma se Silvana si impenna io non né voglio sapere nulla…

 

Vincenzo      Vi preoccupate di come può reagire mia sorella,ma a mia madre non ci pensate ?

 

Pèppe           Credo che sarà contenta se Silvana si sistema o no ?

 

Vincenzo      Contenta si….. Ma un accidente che vi spacchi ! Potrebbero pure dormire in

                        pace,o no ?… Questa sera non facevate in tempo ?

 

Saverio         Dio quanto sei pesante Vincenzo !… Quasi quasi ci ripenso…

 

Vincenzo      Ed  ti sfascio il muso…. Andiamo pure…. (Escono al centro mentre da sin. entra

                        Antonio barcollante)

                                                           SCENA IV

Antonio         Finalmente se ne sono andati… Se fossero restati ancora un poco sarei caduto…

                        Mamma mi dice che dovrei andare dal mèdico. A far cosa non lo so……. (Ride)

                        Che fregatura !….. La vita… L’essènza più bella che Dio ha creato e noi ce ne

                        accorgiamo solamente quando stiamo morendo…. Che fregatura !… Quanto

                        sarebbe stato meglio viverla goccia a goccia,assaporandola come quando si

                        beve il rosolio. Ubriacarsi del profumo della terra….. Farsi accarezzare minuto per

                        minuto dal fresco venticello di ponente. Sentire il sapore del sale quando

                        passeggi piano, lungo la riva del mare. Sentire le braccia vellutate della sposa

                        appiccicate pelle a pelle, quando la luna si accende tra le stelle e invita,dolce,a

                        fare una serenata… I ricordi più belli,quelli che muoiono con me,sono quelli di

                        quando si stava in armonìa. Io e mamma,insieme a te… Che hai fatto Lucia. Dove

                        ti sei perduta ?… Mi hai lasciato vivo e……. Poveri figli miei abbandonati….. Non

                        sono stato capace a darvi un attimo di gioia…. Ora fallisco anche il tentativo di

                        riportare a casa vostra madre….. Signore,ancora un giorno. Ti prego ! Ti prego !

                        Non ce la faccio più… Che stanchezza !… Antonio,caro mio,ho l’impressione che

                        siamo arrivati al capolinea….. Se ne ho il tempo vorrei fare un altro giro…… Lucìa

                        mia vorrei guardare per l’ultima volta il paese mio, il paese più bello del mondo…

                        Mi voglio ubriacare per l’ultima volta,ma di questo ciélo che mi porta a Dio e di

                        questo mare che mi porta a te….. (Barcollando esce a sin. Dal centro entrano

                        Silvana,Vincenzo, Saverio e Pèppe)

                                                           SCENA V

Silvana          Siete impazziti ?… Vi pare questa l’ora di andare in casa d’altri a svegliare la

                        gente che dorme ? Per fare cosa,poi,per scegliere quale di voi dovrei sposare ?

 

Saverio         Lo hai detto tu ? Trova Peppe,poi venite a casa mia perché voglio parlare con

                        tutti e due,ed ora ?…

 

Silvana          Saverio,il vino ti ha rimbambito ?….. Mica ti ho detto di venire appena canta il

                        gallo per la prima volta ?

 

Pèppe           Ha fatto il quarantotto ! Non ha mandato al lavoro neanche tuo fratello ?

 

Silvana          Avevi paura che me ne sarei scappata ?….. Saverio mio ! Calmati. Tu mi pari un

                        poco troppo furioso.

 

Saverio         E’ che non vedo l’ora di stringere questa bella ciccia fra le mani.

 

Silvana          E va bene ! Hai aspettato tanto,porta un altro poco di pazienza….. Dopo…..

 

Saverio         Va bene,ma dopo ?….. (Si prendono per le mani)

 

Vincenzo      Oh !… Se volete vi accompagno dietro Porta Nuova ?

 

Silvana          A fare che cosa Vincenzo ?

 

Vincenzo      Un accidente che vi pigli a tutti e due !…

 

Pèppe           Se non vi dispiace, io me ne vado.

 

Silvana          Ora ti ci metti pure tu,non basta mio fratello ?

 

Vincenzo      Perché non ha ragione ?….. Deve restare a reggervi il moccolo ?

 

Saverio         Porca miseria ! Come la state facendo grossa. E che abbiamo fatto  ? Ci siamo

                        presi per mano e ci siamo guardati negli occhi.

 

Pèppe           E che cosa avresti voluto acchiappare ?

 

Silvana          Il batacchio del portone di casa sua !….. Ora finiamola di giocare e parliamo di

                        cose serie….. Peppino… Mi rivolgo principalmente a te….. Siamo cresciuti

                        insieme. Ci siamo voluti bene e ce ne vogliamo ancora. Siamo stati sempre

                        onesti tra di noi e ci siamo sempre rispettati… Ora,però,ciò che era bene è

                        diventato un’altra cosa e prima che non succeda qualche guaio…… Peppino,se

                        non ci fosse stato lui mi sarebbe piaciuto anche sposarmi con te,perché la

                        ragazza che ti sposerà sarà una ragazza fortunata….. Sei un bel giovanotto,

                        buono,onesto e lavoratore…. Però,anche se ti voglio bene… Peppino,mi sono

                        innamorata di quella faccia brutta e contro certi sentimenti credo che non ci

                        siano ragioni… Perciò Peppino,non fartene una malattìa se scelgo Saverio……

                        Restiamo buoni amici……

 

Pèppe           Ciò che mi hai detto mi ha strappato l’anima dal petto….. Che ti voglia bene non è

                        un segreto… E puoi stare tranquilla che non avrò rancore….. Mi sacrifico per il

                        bene tuo e ti prometto che rimarremo buoni amici… Però tu stai attento !… Se

 

                        verrò a sapere che l’avrai fatta soffrire,anche per un solo momento,sarà meglio

                        per te sparire perché ti verrei a cercare anche nel cimitero dopo morto.

 

Vincenzo      Dopo che avrà scavato la fossa con le sue mani.

 

Saverio         E così sia !….. Avete sparato la sentenza ? Ora,vogliamo o no andare a fare

                        qualche cosa ?

 

Pèppe           Si,andiamo a lavorare e sbrighiamoci che si è fatto tardi.

 

Silvana          Ah no !… Oggi si fa festa….. Forza. Tutti a casa mia… (Da des. entra Maria)

                                                           SCENA VI

Maria             Vincenzo,Silvana… Avete visto papà ?

 

Vincenzo      No !… E’ successo qualche cosa ?

 

Maria             Ieri sera abbiamo litigato e questa notte non è rientrato…….

 

Silvana          Dove può essere andato ?……

 

Pèppe           Andiamo a cercarlo…

 

Saverio         Io vado lungo mare…

 

Vincenzo      Io su per Castello….

 

Pèppe           Io giù alla Porta…… Sbrighiamoci…

 

Silvana          Io vi aspetto a casa……. (I tre escono per direzioni diverse)

                                                           SCENA VII

Maria             Abbiamo discusso duramente….

 

Silvana          Di che avete parlato ?

 

Maria             Papà vorrebbe far tornare mamma a casa,e io mi sono opposta…. Gli ho detto

                        che se tornerà lei andrò via io …………………

 

Silvana          Che guaio !…. Povera Lucia !…. Cos’hai al posto del cuore e che soddisfazione

                        provi a vedere suffrire la gente ? Saresti ripagata delle tue sofferenze ?……

 

Maria             Non lo so,non lo so…. E’ stato più forte di me…………………

 

Silvana          Come avete incominciato ?……

 

Maria             E’ stato papà….. Aveva bevuto più del solito,non si sentiva bene ed ha chiamato

                        me e nonna a consiglio… Ha detto… Da un momento all’altro me ne andrò… Voi

                        da soli come farete ? Non sarebbe meglio far tornare Lucia a casa ?… Per questo

                        abbiamo litigato… Dopo di che è uscito sbattendo la porta di casa………………

 

Silvana          Siamo abili a complicare le cose. Quest’altro ora vuol partire… E dove vorrebbe

                        andare Marì ?……

 

Maria             Se ho ben capito,la partenza che annuncia lui è……………..

 

Silvana          Per l’amore di Dio !….. Non dirlo neppure per scherzo…………. Ma no……

                        Vedrai che tuo padre,a causa della sbornia,non sapeva ciò che dicesse.

 

Maria             Speriamo………. Ora vado a comprare il sale. Tra poco ripasso.

 

Silvana          Va bene Maria…. Va. Stai tranquilla. Ritornerà……… (Maria esce a sin. e dal

                        cent.entra Lucia)

                                                           SCENA VIII

Lucia             Silvana cos’è successo ?… Ho visto Vincenzo che correva come un disperato…..

 

Silvana          E’ per Antonio….. Tu non lo hai visto ?

 

Lucia             No Silvana. Perché ?

 

Silvana          Ieri ha litigato con Maria e d’allora ancora non rientra in casa.

 

Lucia             Ha litigato con Maria ?….. Il litigio è stato per me ?

 

Silvana          Si….. Antonio vorrebbe che tu tornassi a casa,ma Maria…………………………….

                        Non le devi fare una colpa. Povera figlia ! Ha sofferto tanto.

 

Lucia             Si Silvana,ha sofferto tanto e per colpa mia……….. Quando me ne sono andata

                        non pensavo che avrei fatto tanto male……………… E’ proprio vero. Un attimo di

                        gioia si ripaga con una vita di dolore…… Perché per causa nostra e senza che lo

                        vorremmo,debba soffrire chi non ha colpe ?…

 

Silvana          E’ la bilancia della vita per farci conoscere gli errori. Non è giusto costruire la

                        propria felicità sull’infelicità di chi gli sta intorno…

 

Lucia             Mi pareva di essere una carcerata e avevo l’impressione che la vita per me fosse

                        finita…………….. Sempre a fare le stesse cose.Tutti i giorni.   (Da sin. entra Maria)

                        Casa,spesa,cucina e lavare panni e quando me ne sono andata,mi è sembrato di

                        rinascere… Ma è stata tutta un’illusione…………. Ora vorrei riparare,ma Maria che

                        essendo già quasi donna dovrebbe essere la prima a capire che è stato un

                        temporale nell’anima che mi ha trascinata,non mi dà la possibilità di

                        inginocchiarmi ai suoi piedi per chiederle perdono………

 

Maria             No mamma !…. Ho capito… (Lucia che era di spalle si volta)

 

Lucia             Maria !……………. (Si abbracciano)

 

Maria             Sono stata una sciocca,ho capito. Siamo esseri fatti di carne soggetti ad

                        emozioni. Io poi non ho il diritto di giudicarti. Sei la mia mamma e questo è ciò

                        che conta… Troviamo papà,troviamolo. Voglio chiedergli scusa per quello che gli

                        ho detto. Dobbiamo tornare a casa. Insieme siamo una famiglia,la nostra famiglia.

 

Lucia             Si,presto,facciamo presto….. Andiamo Silvana ?…..

 

Silvana          Si. Andiamo…. (Da sin entra Pèppe)

                                                           SCENA IX

Pèppe           Sono arrivato al Lampione,ma non l’ho veduto.

 

Lucia             Peppino,hai chiesto alla gente ?

 

Pèppe           Come no ?… A tutti coloro che ho incontrato.

 

Maria             Dove sarà andato. Se gli succede qualcosa non me lo perdonerò mai

 

Silvana          Cosa vuoi che succeda Maria ?….. Non è mica la prima volta che si allontana da

                        casa……… (Da des.entra Saverio)

                                                           SCENA X

Lucia             Ecco Saverio,forse lui lo ha incontrato.

 

Pèppe           Allora Saverio ?…

 

Saverio         Niente !….. Sono arrivato fino al porto. Nessuno lo ha visto.

 

Silvana          Speriamo che l’abbia incontrato Vincenzo.

 

Lucia             Dove è andato a cercarlo Vincenzo ?

 

Pèppe           Su per Castello.

 

Lucia             Gli vado incontro.

 

Maria             Andiamo mamma…….

 

Lucia             Si andiamo……….

 

Saverio         Noi andiamo a vedere se è tornato a casa….

 

Pèppe           Caso mai,vi aspettiamo qui… (Le donne escono al cent.,gli uomini a des. mentre

                        da sin.entra Vincenzo)

                                                           SCENA XI

Vincenzo      Corri Vincenzo è passato proprio ora. Oh,Michele hai visto Antonio ?… Si,ti

                        precede di poco,se allunghi il passo lo raggiungi….. E corri Vincenzo,scappa

                        Vincenzo,mi è uscita la lingua fuori come una ciabatta…. Cos’è un fulmine ?…

                        Peggio di un gatto inseguito da un branco di cani !…… Eppure mi piacerebbe

                        sapere dove è andato, e a far che ?….. Quando ritorna,però,gliene dirò tante

                        e poi tante,che dovrà farsi imprestare bisacce per mettercele dentro…. Che modi

                        sono questi ?…. Uno potrebbe stare tranquillo in casa ? No….. Deve per forza

                        creare problemi alla gente…… (Da des. entra Antonio)

                                                           SCENA XII

Antonio         Che stai facendo Vincenzo e per chi stai borbottando ?

 

Vincenzo      Per quel pazzo di Antonio che quando gli prendono i cinque minuti,non fa star

                        bene neanche Domine Iddio. (Si avvede di lui. Gli punta il dito e poi correndo)

                        Lucia,Maria è qui,è qui è tornato… (Esce a des.)

                                                           SCENA XIII

Antonio         Si dice che chi si chiama Antonio sia pazzo. Allora i Vincenzo cosa sono ? (Ride)

                        Sono arrivato. Mi sto spegnendo come un lamino che ha terminato l’òlio….

                        Quanto mi rode !……. Devo andarmene zitto zitto senza poter far niente…..

                        Il mèdico me lo ha detto. Antonio,rassegnati…. Lascia il fumo,smetti di bere

                        altrimenti da un momento all’altro… Avrei voluto almeno far tornare Lucia a casa…

                        Ancora un giorno Signore, non me lo permetti ?… Sia fatta la tua volontà…………

                        Potessi almeno portare con me uno spicchio di questo ciélo delicato,quest’arietta

                        fresca,questo sole……… (Annaspa e cadendo) Mamma ! (da des. entra Assunta

                        Le si inginocchia vicino,gli solleva la testa e se la pone sul grembo)

                                                           SCENA XIV

Assunta        Antonio,figlio mio !….. Correte,correte !… Antonio mio sta male…

 

Antonio         No mamma,per piacere non fare così… Non sprechiamo neanche un minuto…..

                        Ho poco tempo oramai.

 

Assunta        Che stai dicendo figlio bello di mamma ?… Tu non devi lasciarmi. A trovare tuo

                        padre ei fratelli tuoi,ho diritto di andare prima io di te. Tu non mi devi fare questa

                        brutta azione………….

 

Antonio         Perdonami,non è colpa mia. Sono vissuto tanto poco,però è stato bello.

 

Assunta        Antonio,chiamo qualcuno e ti faccio portare a casa,poi il mèdico…..

 

Antonio         No mamma Assunta…. E’ inutile… Oramai mi è rimasto poco.

 

Assunta        E devo vederti morire così,senza far nulla ?

 

Antonio         Quando mi hai visto nascere,che hai potuto fare ?…….

 

Assunta        Con tanto dolore ti ho aiutato a venire al mondo…..

 

Antonio         Ora,con lo stesso dolore,aiutami a lasciarlo…….

 

Assunta        Cos’è Antonio…. Vuoi pregare ?

 

Antonio         Si mamma. Per un momento solo,si,lo voglio fare….(Assunta si segna)

 

Assunta        In nomine Patri et fili……

 

Antonio         Quanto mi dispiace mamma,di non essere stato capace a mantenere unita la

                        famiglia,come dice la legge di Dio………

 

Assunta        Non è stata colpa tua,figlio mio !…

 

Antonio         Si mamma si. E’ stata colpa mia… Quando mi sono sposato ero come una lucerna

                        per una farfalla. Dopo mi sono spento ed ho perduto la luce….. Mamma Assunta è

 

                        colpa mia… Non so di quale colpa si tratti…. ma è colpa mia……..

 

Assunta        Non pensare così Antonio. Mettiti l’anima in pace. Non parlare di colpa…..

                        Ognuno di noi ha un destino fatto di sorrisi e di dolori,divisi fra il sole e la notte….

                        Sta a noi sapere scegliere e cercare la luce,sta a noi rifiutare la notte………

 

Antonio         Grazie mamma….. Appena vado di là ringrazio Dio perché mi ha dato la gioia

                         di conoscere te……………………………………… (Tossisce… Si solleva a mezzo)

                        Quante angustie….. Quanti affanni….. Chi sa se sarà tutto una fregatura ? (Ride)

                        Ciò che mi consola è che tutto si conclude con la morte…….. (Ha un sussulto)

                        Mamma ?………. Ma’ ?……………………………….. (Si abbatte e intorno è silenzio)

 

Assunta        Nessun rumore………. Anche il vento che c’è stato fin’ora,si è fermato qui vicino a

                        te….. Terracina piange……… La senti Antonio ?…. Ti manda l’ultimo saluto……….

                        (Dall’interno un vocìo si avvicina…….. Dal centro entrano Maria,Lucia e Silvana.

                        Da des. entrano Pèppe, Saverio e Vincenzo. Tacciono di colpo)

                                                           SCENA XV

Maria              Papà !… Nonna ?…..

 

Lucia             Mamma Assunta,non abbiamo fatto in tempo ?

 

Maria             Papà…. Papà !?……….  (Lucia e Maria piangono)

 

Assunta        Per piacere….. Parlate sottovoce….. Antonio mio sta dormendo…………………..

 

 

                                                           CALA LA TELA

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in this link: https://skfb.ly/6uBLM

 …there is a 3D model of a simple Little well for waters inspection of The imperial aqueduct of S. Lorenzo that was a marvellous work done by engineers and architects of the Roman empire. San Lorenzo was the name of the country that, since May 1872, is called Amaseno. Amaseno, just like the noble river of virgilian memory, at whose source is the small urban center. The river collects the waters of a dozen springs and some of them attracted the attention of the Roman hydraulics to supply water to Terracina (Italy) in the second century. d. C.

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Terracina, 14 novembre 2017                                                                        Comunicato Stampa n. 65

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA E LA SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE DI TERRACINA IC DON MILANI ADERISCONO ALLA CAMPAGNA NAZIONALE “FESTA DELL’ALBERO 2017” CON UNA SERIE DI EVENTI EDUCATIVI CHE SI SVOLGERANNO AL PARCO DEL MONTUNO E PRESSO I PLESSI DELLA SCUOLA DON MILANI. L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “CENTRO UPM DI ROMA” PORTA PER LA PRIMA VOLTA ANCHE A TERRACINA L’IMPORTANTE PROGETTO NAZIONALE RICONOSCIUTO DALL’ONU “UN BOSCO PER LA CITTA’”. QUEST’ANNO LA FESTA E’ DEDICATA ALLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI CON LO SLOGAN “IL FUTURO NON SI BRUCIA”!

 

Nel corso dell’estate 2017 sono andati letteralmente in fumo migliaia e migliaia di ettari di superfici boschive da nord a sud della penisola. Le temperature torride, la scarsa manutenzione dei territori e la mano criminale dell’uomo hanno innescato un mix esplosivo. Ed è proprio alla piaga degli incendi boschivi che quest’anno Legambiente dedica la Festa dell’Albero, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di FLA- FederlegnoArredo, CONLEGNO – Consorzio Servizi Legno sughero, ASSOCARTA e AFI-Associazione forestale italiana, che promuoveranno alcune piantumazioni simboliche in aree protette e territori colpiti dagli incendi.

La Festa dell’Albero è la storica campagna di Legambiente per la tutela del verde e del territorio nell’ambito della Giornata Nazionale degli Alberi che si realizza fin dal 1898, richiamando l’attenzione di tutti sull’importanza dei boschi e delle foreste, sul loro fondamentale ruolo di polmone verde per la Terra. La campagna nazionale vuole mettere l’accento sulla tutela del patrimonio arboreo, la riqualificazione del verde urbano, la valorizzazione degli spazi pubblici, la messa a dimora di nuovi alberi, la biodiversità contro i mutamenti climatici e il dissesto idrogeologico. Il nostro Circolo, autore con Legambiente Lazio di un importante e articolato esposto alla Procura di Latina per l’ipotesi di disastro ambientale e la distruzione di habitat protetto a danno di rilevanti aree protette boschive, vuole insieme alla Scuola Sostenibile Legambiente IC Don Milani e all’Associazione Culturale Centro UPM di Roma, che promuove il progetto Un Bosco per la Città (da una idea di Mario Pianesi), mettere a dimora giovani alberi per educare i cittadini a riflettere sulla prevenzione degli incendi boschivi che hanno deturpato la città nei mesi scorsi, mandando in fumo centinaia di ettari di preziosa foresta e macchia mediterranea e sulla non casualità del fenomeno degli incendi, oggi frutto dell’azione di piromani ed ecomafie e sulle sue conseguenze a livello ecologico e sociale. L’iniziativa e il concorso fotografico “il futuro non si brucia” sarà un’occasione per ricordare che senza i nostri polmoni verdi non c’è futuro e, anche se in piccola parte, per compensare tristemente la perdita di tanti alberi divorati dagli incendi. Nel pieno spirito della Legge n. 10 del 14 Gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, la Scuola Sostenibile IC Don Milani utilizza il suolo pubblico del Parco (purtroppo ancora chiuso ma aperto per l’occasione) per coinvolgere gli studenti nella messa a dimora delle piante e si impegna ad interessarsi nel tempo alla crescita e alla difesa del Parco, aderendo al progetto Legambiente “Gli Angeli del Parco”.

La festa dell’Albero di Legambiente a Terracina, aperta a tutta la cittadinanza, prevede il seguente calendario di iniziative:

  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 17 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, censimento delle specie arboree, animazioni didattiche sui rischi degli incendi e la corretta prevenzione e della corretta classificazione dei rifiuti, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM “Un Bosco per la Città”, seminario su Consumo di Suolo e Forestazione Urbana e presentazione del Concorso Fotografico: “Il futuro non si brucia”)
  • Scuola IC Don Milani – Martedì 21 Novembre dalle 9 alle 13 presso ogni Plesso della Don Milani – Festa dell’Albero a Scuola con piantumazioni e scambio di riflessioni sugli incendi estivi, riportando tutta l’esperienza fatta “outdoor” presso il Parco
  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 24 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM-Un Bosco per la Città,  e presentazione del progetto “Gli Angeli del Parco” per avviare gli alunni ad una consapevolezza civica dell’importanza dei parchi come polmoni verdi e contrastare il vandalismo). A conclusione della mattinata si terrà anche la cerimonia di consegna degli Attestati di Guardia Ambientale Zoofila Volontaria Legambiente ai Soci Volontari del Circolo che hanno superato l’esame del Corso e che costituiranno il primo Raggruppamento di Guardie Volontarie Legambiente nella Provincia di Latina.

Il Circolo Legambiente porta quindi a Terracina per l’occasione l’importante progetto nazionale “Un Bosco per la Città” – da una idea di Mario Pianesi, grazie all’Associazione Culturale “Centro UPM” di Roma e all’Albergo Ristorante “Neapolis” di Terracina, affiliato all’Associazione Nazionale e Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, progetto già avviato nella Regione Marche nel 2002 e che ha visto il successivo coinvolgimento di altre Regioni e di numerosi Comuni, trovando pieno riconoscimento in occasione della proclamazione dell’ONU nel 2011 dell’Anno Internazionale delle Foreste, con il Patrocinio di ONU, UNESCO, UNCCD, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari e Forestali, Corpo Forestale dello Stato e con il grande apprezzamento del Ministero della Pubblica Istruzione che lo ha individuato come progetto di eccellenza per le Scuole. Il Progetto “Un Bosco per la Città” offre un’opportunità per rispondere ai molteplici problemi ambientali presenti nelle diverse Regioni d’Italia. Gli alberi, ed in particolare le formazioni boschive, agiscono infatti come elementi riequilibratici dell’aria, dell’acqua e della terra, garantendo, tra le altre cose, l’abbattimento dei livelli di CO2 in atmosfera, il miglioramento del clima nelle zone urbanizzate e naturali e la formazione di una preziosa riserva di ossigeno.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

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Comunicato Stampa SERR2017

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2017 (18-26 novembre), che quest’anno ha per Tema ”Diamo una seconda vita  agli oggetti”,  il Comitato Rifiuti Zero Terracina, iscritto alla SERR2017,  con il Patrocinio del Comune organizza una serie di Azioni con Artisti,  Scuole, Associazione Demetra,  VISIT Terracina, Pagine Viaggianti, Fare Verde, la Ditta dei Rifiuti De Vizia: Riciclo Creativo (Creazione di Abiti e di Oggetti con Materiale di Riciclo), Riciclattolando (scambio di giocattoli usati), Borracciamola (Campagna di promozione della Borraccia al posto delle bottigliette in plastica usa e getta), Rilibriamoci (Mercatino di Libri Usati).

Programma della Settimana a Terracina

Lunedì 20 novembre  Istituto Comprensivo Lorenzo Milani  con allievi delle Media dalle ore 10.15 alle  ore 11.30 : Riciclo Creativo ( Lavori degli studenti con  artisti del Riciclo a cura di Comitato Rifiuti Zero: Ricicla) – Borracciando (esperienze di uso di borracce  al posto delle usa e getta in plastica) a cura di  Comitato Rifiuti Zero-Rilibriamoci (Mercatino dei libri usati con baratto) a cura di  Comitato Rifiuti Zero, Demetra e  Pagine viaggianti) – Animazione a cura della De Vizia

Mercoledì 22 novembre  Proiezione di filmati sui Mercati del  Riuso in Europa presso la sede dell’Associazione Demetra ore 20.30

Giovedì 23 novembre Istituto Comprensivo Alfredo Fiorini Borgo Hermada con allievi delle ultime classi delle Elementari e delle prime Medie dalle ore 9.30 alle ore 11.30: Riciclattolando (Scambio di giocattoli usati a cura di Comitato Rifiuti Zero: il Riuso) – Borracciando (esperienze di uso di borracce  al posto delle usa e getta in plastica  a cura di Comitato Rifiuti Zero: il Riuso) – Riciclo Creativo ( Lavori degli studenti con  artisti del Riciclo a cura di Comitato Rifiuti Zero: Ricicla)

Venerdì 24 novembre Istituto Tecnico Arturo Bianchini  dalle 11.15  alle 13.15 Incontro Pubblico con la presenza del Sindaco di Terracina, Comune Rifiuti Zero, dell’Assessore all’Ambiente e di  Esperti del Riuso,  con una rappresentanza  di  classi degli Istituti impegnati prima e durante la Settimana nelle Azioni proposte.  Proiezione di un video sull’Orchestra IC Montessori con strumenti in materiali riciclati. Allestimento di una Mostra di Oggetti di Riciclo Creativo. Sfilata di Moda con abiti in materiale riciclato.  Prodotti a Km Zero.

Notizie su SERR in Italia e in Europa

Il Comitato Promotore Nazionale della SERR2017, composto da CNI Unesco (invitato permanente), Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Utilitalia, Anci, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma Capitale, Legambiente e AICA, con E.R.I.C.A. Soc. Coop. ed Eco dalle Città in qualità di partner tecnici.

Il tema prescelto per quest’anno è “Diamo una seconda vita agli oggetti”.

L’accento è quindi posto su buone pratiche di riutilizzo: a partire dalla riparazione e al riuso degli oggetti, passando dal riciclo creativo.

La “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, quest’anno alla sua nona edizione,  è nata all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholder e i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti delineate dall’Unione Europea e che gli Stati membri sono chiamati ad attuare.

Il crescente successo dell’iniziativa ha portato nel 2016 i Paesi partecipanti a mettere in campo a livello europeo circa 12.255 Azioni, di cui 4.419 Azioni in Italia, riconfermandosi tra le nazioni top in Europa.

Anche per il 2017 l’obiettivo è quello di coinvolgere il più possibile Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e Organizzazioni no profit, Scuole, Università, Imprese, Associazioni di categoria e singoli cittadini a proporre azioni volte a prevenire, ridurre o riciclare correttamente i rifiuti a livello nazionale e locale.

Terracina, 10-11-2017                                                           Marina Mobilio

                                                                                   Comitato Rifiuti Zero Terracina

                                                                       Responsabile Famiglie verso Rifiuti Zero Terracina

                                                                                               Cell. 3335261881

 

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COMUNICATO STAMPA

 Procaccini: “Dato 2015 su assenze dal lavoro provoca amarezza. Ci sono parziali giustificazioni, ma occorre rimuovere le cattive abitudini e introdurre premi per i dipendenti virtuosi”

“La classifica relativa alle assenze dal posto di lavoro dei dipendenti comunali italiani è motivo di grande amarezza per il dato che riguarda Terracina”. Il sindaco Nicola Procaccini commenta così la graduatoria scaturita dall’analisi ministeriale che pone il Comune di Terracina al quinto posto nazionale per numero di assenze pro-capite dei dipendenti dal posto di lavoro. “Ci sono diverse considerazioni da fare sui fattori che hanno determinato questo risultato. Innanzitutto la rilevazione si riferisce all’anno 2015, quello cioè caratterizzato per gran parte dal commissariamento del Comune. Si tratta di un elemento importante perchè l’ordinaria attività conseguenza del regime commissariale ha indotto i dipendenti, ad esempio, a sfruttare tutti i giorni di ferie non godute in precedenza. Un altro aspetto importante è quello della qualità delle rilevazioni: l’ufficio comunale che trasmette i dati al Ministero erroneamente conteggia come giornate di assenza anche quelle che si riferiscono al recupero di ore di straordinario o il servizio esterno, vale a dire il lavoro espletato al di fuori della sede comunale. Questo aspetto è stato verificato sia per quanto riguarda il 2015 che il 2016, “alzando” i numeri delle assenze terracinesi rispetto agli altri comuni. Inoltre, va anche detto che per il 2016 i dati indicano una sensibile inversione di tendenza, e quindi un recupero delle presenze, che stiamo quantificando con esattezza. Un terzo tema – prosegue il sindaco – è quello relativo all’elevata anzianità di servizio di molti dipendenti con gli inevitabili riflessi sulle proprie condizioni di salute e su quelle dei congiunti che consentono l’accesso ai benefici della Legge104”. Ciononostante, il dato comunque altissimo delle assenze presso il comune di Terracina, resta inaccettabile per il sindaco Procaccini, il quale stamattina ha fatto recapitare una lettera a tutti i dipendenti in servizio: “La media comunicata di 81 giorni di assenza, anche se ridotto in base a quanto evidenziato poc’anzi, su 254 lavorativi, praticamente un giorno ogni tre, è deprecabile. Al netto delle considerazioni precedentemente fatte, c’è un serio problema di responsabilità e coscienza personale di ognuno che va sviscerato. Il Comune è l’interlocutore dei cittadini che hanno bisogno dell’erogazione di servizi. La responsabilità e l’amor proprio ci impongono di essere al servizio della comunità in maniera efficiente. Chi non ha contezza di quanto sia importante il proprio ruolo e si lascia andare a “pigrizie” dolose deve considerare che il suo mancato impegno ricade sui colleghi volenterosi che si sovraccaricano di compiti, producendo inevitabilmente ritardi e inefficienze”. Il sindaco pone quindi l’accento sui giovani: “Tutti dobbiamo tenere bene a mente che un giovane di oggi il posto fisso se lo sogna. C’è una generazione, forse già due, che non può permettersi di chiedere un mutuo, di accedere al credito per realizzare i propri progetti di vita, che è costretta ad accontentarsi di lavori di ripiego, precari, saltuari e largamente dequalificati rispetto ai titoli acquisiti. È la prima generazione che sta peggio della precedente, senza diritti, anche perchè abusati da chi li ha preceduti. Godere di 14 mensilità, della malattia, di permessi personali e per i congiunti, è oggi una condizione per la quale bisogna avere rispetto. Nella nota ho voluto sottolineare i concetti sinora espressi, evidenziando come quelli ad essere maggiormente danneggiati sono i cittadini, i colleghi più responsabili e, soprattutto, i loro figli e nipoti che stanno ereditando una condizione di profondo disagio creato da mentalità e culture opportunistiche che fanno pensare al piccolo tornaconto personale senza avere cura di un futuro difficilissimo, divenuto già presente senza che ce ne accorgessimo. Personalmente ho il dovere, ma soprattutto il desiderio, di pensare a chi ci sarà dopo di noi.” Il sindaco conclude dichiarando che “verranno adottate misure più rigide nel controllo, un confronto con i medici di base sulle valutazioni dell’esenzione per malattia e verranno inseriti meccanismi premiali che riconoscano la qualità del lavoro svolto dai più meritevoli.”

Terracina, 16 novembre 2017

Relazioni Esterne

Staff del sindaco della Città di Terracina

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Dettagli
Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Come ogni anno, con Memorie Urbane, ospiteremo anche a Terracina un artista che realizzerà un murales sul tema. Quest’anno abbiamo deciso di fare anche altro. Le donne, da quando esiste l’associazione Nadyr a Terracina, sono un po’ più “protette”: è garantito uno sportello Anti-violenza, gestito da un gruppo di donne, impegnate in un lavoro delicatissimo, che richiede competenze trasversali, interdisciplinarità, presenza e tempo. 

Dopo aver parlato con loro, abbiamo deciso di avviare una “raccolta silenziosa” nei giorni e nel luogo in cui sarà realizzato il murales. La cittadinanza potrà portare il proprio contributo, di qualsiasi entità, per aiutare, senza clamori, Nadyr a sostenere alcune spese. 

Se le utenze vengono pagate dall’Azienda speciale del Comune, vi sono altri aspetti, significativi per un centro Antivolenza, che vanno colmati. Ve li elenchiamo: 

1) la segreteria telefonica per raccogliere le richieste di ascolto quando le volontarie non sono in ufficio;
2) L’illuminazione esterna della sede per consentire un fruibilità più sicura nelle ore serali
3) Un citofono.
4) La possibilità di fare una campagna di comunicazione per informare il più possibile la cittadinanza, parlare con le scuole, essere in mezzo alla società.La raccolta silenziosa avverrà con estrema discrezione. Tra il 25 e il 26 novembre, durante l’esecuzione dell’opera, i cittadini potranno recarsi in via del Piegarello, lungo il muro dell’ex Università, e fornire un contributo. 
Tutte le spese saranno rendicontate e pubblicate.
Grazie

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COMUNICATO STAMPA

Ospedale di Terracina: incontro tra il sindaco Procaccini e la dirigenza ASL di Latina.

Presso la sede della ASL di Latina si è svolto questa mattina un incontro richiesto con urgenza dal sindaco di Terracina Nicola Procaccini inerente le criticità che patisce l’ospedale cittadino. Presenti il commissario straordinario della ASL dottor Giorgio Casati, il Direttore Amministrativo dottor Luciano Cifaldi, lo stesso sindaco Procaccini, il consigliere delegato alla Sanità dottoressa Maurizia Barboni e il consigliere comunale Domenico Villani. La riunione, protrattasi per oltre un’ora, ha consentito di affrontare i due temi attualmente più scottanti relativi all’”Alfredo Fiorini”. Il primo punto ha riguardato la carenza di medici ortopedici che sta determinando una preoccupante riduzione di servizi all’utenza e un’inevitabile sotto utilizzazione del relativo reparto. A tal proposito si è discusso sulle posizioni di diversi medici che possono supportare l’unità ospedaliera. La dirigenza ASL ha offerto garanzie sulla situazione contrattuale di questi medici e la speranza è che l’attesa sia breve e ben riposta. Nei prossimi giorni, inoltre, dovrebbe essere pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio la modifica dell’atto aziendale concordato alcuni mesi fa, cosa che dovrebbe finalmente consentire il ripristino della UOSD di ortopedia. Il secondo punto affrontato nell’incontro è quello relativo alla realizzazione della Osservazione Breve Intensiva (OBI): i tempi di avvio e realizzazione dei lavori rimangono quelli previsti, vale a dire con l’inizio del nuovo anno. “Ringrazio il dottor Casati e il dottor Cifaldi – dichiara il sindaco Procaccini – della disponibilità e solita cortesia avuta nei nostri riguardi, ma, per quanto mi riguarda, credo solamente ai fatti e non più alle parole. Pertanto continueremo nella nostra attività costante di vigilanza e di pungolo nei confronti di chi deve garantire un’offerta sanitaria di qualità e adeguata alle esigenze di una popolazione di decine e decine di migliaia di persone che afferiscono al nosocomio terracinese”. 

          Relazioni Esterne

Staff del sindaco di Terracina

 

 

Terracina, 7 novembre 2017 

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I fenomeni atmosferici che lo scorso 5 novembre hanno colpito con particolare violenza una vasta porzione del territorio del Comune di Terracina afferenti i territori di Borgo Hermada, San Vito e zone limitrofe, hanno causato ingenti danni a numerose aziende agricole e abitazioni private. L’Amministrazione Comunale, al fine di richiedere lo stato di calamità naturale, ha predisposto una semplice modulistica (diversificata tra azienda e abitazione) da compilare a cura dei titolari delle aziende e dei proprietari delle abitazioni per segnalare i danni subiti.

Il modulo va protocollato entro e non oltre le ore 18 di giovedì 9 novembre 2017 presso l’Ufficio Protocollo del Comune o inviato tramite posta elettronica certificata (PEC) al seguente indirizzo: posta@pec.comune.terracina.lt.it .

La raccolta di questa documentazione consentirà al Comune di Terracina di avanzare istanza per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e, quindi, l’accesso ai risarcimenti previsti. È indispensabile rispettare la scadenza indicata altrimenti dovrà essere obbligatoriamente invalidata la procedura. Di seguito i moduli scaricabili in formato pdf.?

 

Modulo per segnalazione abitazioni:

http://www.comune.terracina.lt.it/news/news_action.php?ACTION=download&cod_allegato=131098

Modulo per segnalazione aziende:

http://www.comune.terracina.lt.it/news/news_action.php?ACTION=download&cod_allegato=131099

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Per ulteriori informazioni visitate la pagina

dell’ Associazione Culturale “Anxur-Tarracina”

al seguente link:

https://www.facebook.com/pg/Anxur.Tarracina/photos/?tab=album&album_id=740019336194050

 

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Video importato

vimeo Video

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Giovedì 2 novembre

Commemorazione di tutti i fedeli  DEFUNTI

Dopo la S. Messa delle ore 6.00 celebrata nella chiesa del Purgatorio, seguirà la processione per il cimitero; al termine Celebrazione Eucaristica.

Al cimitero le S. Messe sono le seguenti:

10.00 e 15.30 (alle 10.00 presso la cappella della Confraternita)

  

Venerdì 3 novembre   

Primo venerdì del mese

Ore 20.30 presso la parrocchia san Cesareo:Veglia di preghiera cittadina

in occasione della festa di San Cesareo animata dai giovani con la Testimonianza di Padre Antonio Tofanelli, Ministro Provinciale dei Cappuccini Umbri

 

Sabato 4 novembre   

Festa in onore di San Cesareo

Ore 17.30 Benedizione della nuova Cappella dei Vescovi

Ore 18.00 Concelebrazione in Duomo San Cesareo a seguire Processione

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Dettagli:

 

Per Sabato 4 novembre…
Sei di Terracina se questa volta vi presenta un’altra eccellenza del nostro territorio, lo zafferano di Campo Soriano.
Visiteremo l’azienda “Arte dello Zafferano”, (ARTE Zafferano – Lo zafferano di Campo Soriano – Terracina) Micaela ci spiegherà le fasi produttive di questo prezioso alimento ed al termine ci offrirà una degustazione di piatti.
Per saperne di più sull’azienda che visiteremo: 
IMPORTANTE: per evitare che qualcuno possa perdersi nel cercare l’azienda, ci troviamo tutti alle 10:45 presso la Rava di San Domenico (meglio conosciuta come “La Cattedrale di Campo Soriano”), nel parcheggio antistante. Da lì partiremo alle 10:50 in punto per l’azienda che si trova in località Francolane.

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Presentazione del volume di poesie TUTTO E OGNI SINGOLA COSA di Cristina Polli.

Il 4 novembre alle ore 16:30 presso la Sala Abbate, Palazzo della Bonifica, si terrà la presentazione della raccolta poetica di Cristina Polli Tutto e ogni singola cosa, EdiLet-Edilazio Letteraria. Interverranno Sabino Caronia e Marco Onofrio, l’incontro sarà moderato da Mariarita Pocino. Sarà presente l’Autrice.

 

«La consapevolezza di essere alternativa tanto alla cronaca celebrata quanto all’epica eroica pervade tutta la poesia di Cristina Polli e raggiunge la maturità di un vero e proprio manifesto poetico in questi versi: «Accosta la sedia al muro/ sarà l’impianto del pensiero/ a sorreggere il dolore./ Siedi senza interrogare/ aruspici di linee, / resta nell’inessenziale, /nell’essenza del dono.» (Inessenziale). Ecco qui, rivelata nell’apparente ossimoro, la gratuità del gesto, la gratuità della vocazione, la gratuità dell’accoglienza, la gratuità della rinuncia a qualsiasi forma di violenza e di prevaricazione, la gratuità elevata a principio». (dalla prefazione di Anna Maria Curci)

 

«È questo rovescio in negativo dell’esistente, esistitile o esistito, che Cristina Polli draga «nel buio tra gli archetipi» portandone alla luce le rivelazioni, più o meno “semplici”, con la stessa fatica inane e la stessa preziosa simbologia del Sisifo che è ognuno di noi, tra stanchezza, pensiero, dolore, macerie da spostare continuamente, nell’ora che il tempo rovina e il senso inesorabile consuma. Dalla lacerazione delle maschere procede la ricomposizione dei frammenti: la poesia allora è uno specchio dove mettere a fuoco il volto autentico della vita, è «barricata all’incontro» e ultimo baluardo di resistenza».  (dalla postfazione di Marco Onofrio)

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Si è tenuto domenica 29 ottobre alle ore 21 presso il Ribbon Club Culture di Via Posterula a Terracina: Jupiter – Premio Città di Terracina. Musica, intrattenimento e sociale, questa la ricetta della kermesse che, tornata dopo qualche anno di stop e alla undicesima edizione, ha premiato le eccellenze del territorio. Infatti il premio, è stato conferito ai cittadini della Provincia di Latina e della Regione Lazio che hanno saputo, attraverso le proprie attività, regalare lustro alla nostra terra. 

Per quanto riguarda i premiati, per l’imprenditoria Nelson Mazzer, per lo sport la Lady Terracina e Matteo Lodo, per la musica Flavio Serafini e la Chicken Production; per la comunicazione Nicola Saccoccia, per l’editoria e tv Marco Zarotti, per la medicina e la ricerca la Dott.ssa Miriam Lichtner. Premiato poi, alla memoria, Emilio Selvaggi. 

Uno spazio di assoluto rilievo è stato dedicato alla solidarietà. Gli ambiti scelti quest’anno sono quelli delle malattie neurodegenerative come SMA e SLA. Sono stati premiati Andrea Zicchieri, Presidente di “ConSlancio” – Associazione che si batte per una cura per la Sla, Sclerosi Laterale Amiotrofica e Elisa Tari, madre di un bimbo affetto da Sma – Atrofia Muscolare Spinale. 

Al timone della serata Franco Iannizzi, storico ideatore del Premio, e Massimo Lerose, ideatore del Terracina Book Festival, grazie al quale Terracina è stata nominata “Città del libro”. Premiato come co-ideatore del Terracina Book Festival, Andrea Giannasi. 

Alla kermesse hanno partecipato numerosi ospiti come la Jupiter Big Band, che ha accompagnato tutte le esibizioni della serata – capitanata da Settimio Savioli,  Marco Passiglia per il cabaret, Enrica Tara, Matteo Mastracco, Ludovica Sidoti, Meriam Jane, Pierluca Salvatore, Sonia Addario e Paolo DI Girolamo per la musica.

È stato un evento vissuto nel segno dell’appartenenza a un territorio ricco di grandi talenti.

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COMUNICATO STAMPA

 

Educational Day

Presentazione attività didattiche CoopCulture per le scuole

Santuario di Giove Anxur e Museo della Città – Terracina

Venerdì 3 novembre 2017

 

L’architettura, la decorazione, la religione, la politica e la società nel mondo romano. L’elezione di papa Urbano II. L’incidenza della malaria sul territorio. Un viaggio nel tempo dai Volsci ai Romani, dal Medioevo al Settecento fino alla bonifica pontina. La rivisitazione dell’arte antica in chiave Pop e, più in generale, attraverso le pratiche espressive della contemporaneità.

Sono soltanto alcuni dei temi del ricco programma di laboratori, visite gioco e itinerari tematici proposto da CoopCulture, società concessionaria delle attività didattiche per il Comune di Terracina, per gli studenti delle scuole, italiane e straniere, di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2017-2018 nei principali siti culturali cittadini: Borgo Pio, Museo della Città, Piazza Municipio e Santuario di Giove Anxur.

Sarà presentato venerdì 3 novembre 2017 agli insegnanti e ai dirigenti scolastici del Lazio secondo il seguente programma:

Ore 15.00: appuntamento area di sosta dinanzi al Santuario di Giove Anxur.

Ore 15.30: visita didattica al Santuario.

Ore 16.30: trasferimento con autobus dedicato a Piazza Municipio.

Ore 17.00: visita didattica al Museo della Città.

Ore 18.00: saluti istituzionali del Sindaco Nicola Procaccini, dell’assessore alla Cultura Barbara Cerilli, dell’assessore all’Istruzione Roberta Tintari e di Piero Longo, direttore del Museo della Città, e presentazione delle attività didattiche CoopCulture.

Ore 19.00: aperitivo.

Ore 20.00: rientro all’area di sosta dinanzi al Santuario di Giove Anxur.

Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria al numero 848 082 408.

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Il REQUIEM di MOZART a Terracina
DOMENICA 5 NOVEMBRE ore 19.45 presso la Chiesa SS. Salvatore.
Una serata voluta dall’Associazione Mozart Italia di Terracina in memoria del magg. GABRIELE ORLANDI, che ha perso la vita nelle acque del nostro mare. Un omaggio, un pensiero, per non dimenticare…
Coro polifonico “Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres”, Orchestra Sinfonica “Francesco Alviti”, Direttore Concertante MAURO GIZZI.
Il capolavoro del Genio di Salisburgo sarà preceduto dal brano “L’Dor Vador” con il clarinetto di Bruno Di Girolamo, presidente AMI Terracina.

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Lassù sugli Altopiani: TRIS di presentazioni

 

La Feltrinelli di Latina, il Book Festival di Velletri e la Sede del CONI a Formia

 

 

Tre incontri da non perdere per la presentazione del Romanzo di Giuseppe Scarpino e Fabio Arduini, edito dalla 26 Lettere Edizioni di Fondi.

 

Dopo il successo al Salone Internazionale del Libro di Torino, le presentazioni a Terracina, Sperlonga e Fondi, la partecipazione al Mitreo Film Festival di Santa Maria Capua Vetere e il conferimento a Lecce del Premio Internazionale “Diego Velázquez” 2017, Alto Riconoscimento “Il Barocco Leccese”, nel più ampio Barocco Europeo, La 26 lettere Edizioni di Fondi organizza tre nuove presentazioni del libro di Giuseppe Scarpino e Fabio Arduini, nelle province di Latina e di Roma.

 

Si inizia Venerdì 03 Novembre 2017 a LATINA. Alle ore 18:30, presso la Libreria FELTRINELLI, avrà luogo la prima presentazione durante la quale gli autori presenteranno la loro “fatica” letteraria.

 

Si prosegue Domenica 05 novembre 2017 a VELLETRI. Alle ore 16:00, in occasione del Velletri Book Festival, presso la Casa delle Culture e della Musica, gli autori e la Casa Editrice vi aspettano numerosi per la seconda presentazione del romanzo.

 

Si chiude, in grande stile, Martedì 07 Novembre 2017 a FORMIA. Alle 17:30, presso la SEDE STORICA DEL CONI DI FORMIA, alla presenza degli atleti e degli sportivi e con la partecipazione delle delegazioni del CONI, presenti in sede, verrà presentato il romanzo, la cui storia è incentrata sui valori sani dello sport.

 

Modera gli incontri Antonio di Trento, Responsabile dell’Ufficio Stampa della 26 Lettere Edizioni dell’Editore Riccardo Antonilli.

 

Durante le presentazioni sarà l’attore professionista Tiberio Ettore Muccitelli, che leggerà alcuni estratti del libro e darà voce ai protagonisti del romanzo e interverrà Franco Fava, giornalista del Corriere dello Sport ed ex maratoneta che per l’occasione ha scritto la prefazione al libro.

 

Il romanzo racconta la storia di due maratoneti, Gianni, romano di Roma vero e verace, tutto donne visibilità e bella vita, e Janai, keniota di sani principi che vuole vincere le Olimpiadi per salvare il suo villaggio in Kenya dalla fame e dalla povertà.

Hanno in comune l’allenatore, Aldo, un vero allenatore di altri tempi che cercherà di convincere Gianni ad andare in Kenya per vedere con i suoi occhi la realtà in cui il popolo di Janai vive e sopravvive alla povertà.

Dopo mille peripezie rocambolesche tra donne, bella vita e quant’altro, Gianni deciderà di andare, andrà e tornerà dall’Africa cambiato.

Ma una vecchia fiamma di Gianni comprometterà tutto facendolo litigare con Janai definitivamente. Ma alla fine si incontreranno di nuovo alle Olimpiadi di Londra…

 

«La storia dei maratoneti Gianni e Janai – scrive nella sua prefazione l’ex atleta e giornalista Franco Fava -, in cui svolge un ruolo solo apparentemente marginale Aldo, un allenatore d’altri tempi, riesce ad andare oltre i concetti puramente agonistici. Ma che anzi, proprio partendo dall’abusato concetto di amicizia e rivalità da sempre presente nello sport, va a scavare con sensibilità nel profondo di due personalità ben distinte per darci alla fine, se non proprio una risposta, almeno una buona dose di speranza verso una convivenza più partecipata».

 

Tre occasioni culturali davvero da non perdere.

 

La 26 Lettere Edizioni e gli autori Giuseppe Scarpino e Fabio Arduini vi aspetto numerosi per raccontarvi il loro romanzo, salutare i presenti e per la firma copie del loro libro.

 

Info:

 

Pagina Ufficiali Facebook “Lassù sugli Altopiani – Romanzo” e “26 Lettere Edizioni”

 

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DOMENICA 29 OTTOBRE

RIBBON CLUB CULTURE, VIA POSTERULA TERRACINA

JUPITER – PREMIO CITTA’ DI TERRACINA

 

Si terrà domenica 29 ottobre alle ore 21 presso il Ribbon Club Culture di Via Posterula a Terracina: Jupiter – Premio città di Terracina. Dopo dieci anni, torna in grande stile il Premio Jupiter in una veste completamente rinnovata, ma la sostanza resta la stessa: premiare le eccellenze del nostro territorio. Il premio, infatti, verrà conferito ai cittadini della Provincia di Latina e della Regione Lazio che hanno saputo, attraverso le proprie attività, regalare lustro alla nostra terra. Le categorie premiate saranno quelle della scienza, della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell’imprenditoria. Uno spazio di assoluto rilievo è dedicato alla promozione della solidarietà come strumento di crescita sociale. Gli ambiti scelti quest’anno sono quelli delle malattie neurodegenerative come SMA e SLA.

Al timone della serata Franco Iannizzi, storico ideatore del Premio, e Massimo Lerose, ideatore del Terracina Book Festival, grazie al quale Terracina è stata nominata “Città del libro”. La kermesse, che prevede la partecipazione di numerosi ospiti come la Jupiter Big Band e Marco Passiglia – solo per citarne due- si svolgerà secondo lo schema collaudato delle premiazioni intervallate da momenti di spettacolo i cui protagonisti sono giovani artisti nati nella nostra Provincia. Non mancheranno tante sorprese. Un evento tutto da vivere nel segno dell’appartenenza a questo territorio cosi ricco di grandi talenti.

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COMUNICATO STAMPA

EUROPEAN MOBILITY WEEK 2017 AWARD: IN CORSA ANCHE TERRACINA. ASSESSORE ZAPPONE: “GRAZIE ALLE ASSOCIAZIONI, SCUOLE, ATTIVITÀ PRODUTTIVE E A TUTTE LE FORZE SOCIALI DELLA CITTÀ”. 

Anche Terracina concorrerà all’assegnazione dell’European Mobility Week 2017 Award, il Premio che viene assegnato ogni anno in occasione degli eventi e delle misure intraprese per la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, svoltasi dal 16 al 22 settembre scorsi.

La nostra città, infatti, è una delle 38 località italiane (su 129 partecipanti per la nostra nazione) ad aver soddisfatto tutti e tre i criteri indicati dalla Carta istitutiva della campagna dell’Unione Europea: organizzare una intera settimana di eventi e attività; istituire almeno una misura permanente in favore di metodi di trasporto alternativi all’auto privata; organizzare una “Giornata Senza Auto”, a chiusura della rassegna.

In virtù di questi obiettivi, pienamente raggiunti, nei giorni scorsi il Comune ha inoltrato la propria candidatura al Premio che verrà conferito nel corso di una cerimonia ufficiale in programma a Bruxelles nella primavera 2018, alla presenza della Commissione Europea ai Trasporti.
I Comuni vincitori saranno premiati con un video promozionale della durata di 3 minuti , che sintetizza il loro riconoscimento di “Campione della promozione della Mobilità Urbana Sostenibile in Europa”. Il video verrà pubblicato sul sito http://www.mobilityweek.eu/emw-award e il Comune vincitore verrà citato nelle pubblicazioni relative a tale tematica.

Nel corso della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, il Comune di Terracina ha intrapreso tutta una serie di iniziative volte a coinvolgere il maggior numero di persone possibili, con particolare attenzione alla sensibilizzazione dei bambini e alla creazione di una cultura della consapevolezza dell’importanza che l’adozione di forme alternative di mobilità urbana rivestono per combattere l’inquinamento ambientale e la congestione stradale dovuta al traffico veicolare, nonché per preservare lo stato di salute dei nostri monumenti storici e artistici, che rischiano danni irreparabili a causa delle polveri sottili emanate attraverso i gas di scarico delle vetture.
Passeggiate notturne nei vicoli del Centro Storico, tour guidati nelle nostre aree verdi e nei parchi dei Monti Ausoni e del Circeo – sia a piedi sia attraverso l’ausilio di biciclette a pedalata assistita, nonché di “jolette” (una speciale sedia a rotelle per escursionisti con disabilità) – coinvolgimento dei bambini delle scuole elementari e medie del nostro territorio, attraverso il recarsi a scuola in bicicletta, utilizzando la pista ciclabile realizzata due anni fa: questo e molto altro ha consentito alla nostra città di poter concorrere all’assegnazione dell’EMW 2017 Award.

Rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, in particolar modo il sindaco Procaccini e l’assessore all’Ambiente e Trasporti Pubblici Emanuela Zappone, hanno partecipato a quasi tutti gli eventi organizzati in collaborazione con le numerose associazioni operanti nel nostro territorio e con le attività commerciali e produttive, che hanno avuto modo di promuovere le eccellenze locali. Proprio sull’aspetto della sinergia fra istituzioni, associazioni, attività produttive e comunità cittadina l’assessore Zappone ha voluto porre l’accento: “La Città di Terracina ha potuto prendere parte con credibilità alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile grazie al prezioso contributo di tutti coloro che si sono messi a disposizione per organizzare gli eventi inseriti nel programma. In virtù di questa sinergia oggi abbiamo potuto avanzare la nostra candidatura all’European Mobility Week 2017 Award. Il mio sentito e doveroso ringraziamento va quindi a tutti i nostri partner il cui impegno in questa iniziativa è stato determinante”. Le organizzazioni coinvolte sono: WWF Litorale Laziale, Archeoclub Italia sezione di Terracina, Agenda 21, Zero Waste Italy, Ente Parco Regionale Monte Ausoni, Parco Nazionale del Circeo, De Vizia Transfer spa – Urbaser, Cotri, Città Sostenibili, Rete d’imprese Terracina Alta, associazione Ciclisti Urbani, gli Istituti San Giuseppe, Don Milani, Montessori e A. Fiorini, ALA Sociale, Enel, Orizzonte, Enoteca Oleoteca Piergiorgio Pariselli. 

 

Terracina, 25 ottobre 2017

 

                                                                                                          Relazioni Esterne

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Il Consiglio comunale è stato convocato per lunedì 30 ottobre 2017, alle ore 8.30, con il riportato ordine dei lavori.

Seduta ordinaria

  1. Bilancio consolidato del Comune di Terracina. Presa d’atto circa la non sussistenza dell’obbligo di redazione e approvazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2016.

Seduta strordinaria

  1. Mozione consiliare ex art. 18 del Regolamento del Consiglio Comunale di Terracina, sottoscritta dai consiglieri comunali Di Tommaso Alessandro, D’Andrea Giuseppe, Berti Valentina.

  2. Mozione relativa alla situazione del ponte sul fiume Sisto, sottoscritta dai consiglieri comunali Avelli Patrizio, Casabona Maurizio, Villani Domenico, Lauretti Andrea.

  3. Interrogazioni.

  4. Legge Regionale 26.06.1997, n. 22 – Proposta di Riqualificazione Urbanistica in località – Via Badino – Via Brunelleschi – Soc. Agricola Le Querce S.r.l. + 13. Accoglimento ai sensi dell’art. 5 comma 1 del Regolamento approvato con atto delibera Commissariale assunta con i poteri del Consiglio n. 19 del 04.02.2016 per il prosieguo dell’iter.

  5. SNAM Rete Gas S.p.A – Progetto di variante denominato – Metanodotto Benevento – Cisterna DN 500 (20) DP 64 bar – Rifacimento dell’attraversamento della linea FS Priverno – Terracina Km 116+115 in Comune di Terracina, località La Fiora – Conferenza di Servizi conclusiva in data 5 luglio 2017 – Presa d’atto verbale ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. 327/01 e ss.mm.ii.

  6. Decreto del Presidente della Regione Lazio 31 luglio 2017, n. T00135. Accordo di programma ai sensi dell’art. 34 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 concernente l’approvazione e la realizzazione dell’intervento denominato: “Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 2, commi 203 e 204 – Patti Territoriali Area Sud Pontina – Comune di Terracina – Ditta De Gasperis Gino – Realizzazione di un fabbricato artigianale, in località La Fiora, in variante al P.R.G.” – Revoca Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T0397 del 05 ottobre 2004. Presa d’atto.

  7. Alienazione immobile sito in Terracina, Via del Rio n. 15-17. Sig.ra Pagiaro Giacinta Ilda.

  8. Riconoscimento debito fuori bilancio spese di giudizio di n. 3 sentenze ottemperanza TAR e n. 5 D.I. Avv. Vincenzo Colacino.

  9. Riconoscimento debito fuori bilancio per spese CTU alla sig.ra Rapone Flora.

  10. Riconoscimento debito fuori bilancio spese di lite sentenza n. 78/2013 e tassa registrazione Banca IFIS SpA.

  11. Riconoscimento debito fuori bilancio Causa NGR 232 2009 Tribunale Civile di Terracina Comune di Terracina c SLIA Spa liquidazione tecnico di parte Dr Paolo Pandozzi.

  12. Riconoscimento debito fuori bilancio Avv. Maria Gabriella Scorpio per adempimenti giudiziari.

  13. Riconoscimento debito fuori bilancio spese di lite D.I. n. 1117/2015 Sig. Scarsella Alessandro.

  14. Riconoscimento debito fuori bilancio spese di lite sentenza n. 536/2016 ed ordinanze n. 174 e 231 del 2015 sig.ra Saputo Giorgia.

  15. Riconoscimento debito fuori bilancio per risarcimento danni e spese di lite sentenza n. 259/2013 sig. Carlini Riccardo.

Terracina, 24 ottobre 2017

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COMUNICATO STAMPA

Mobilità Sostenibile: il progetto di Terracina e dei comuni associati ammesso al cofinanziamento dal ministero dell’Ambiente.

Il progetto “Share Fresh Air Project” presentato al ministero dell’Ambiente dal Comune di Terracina, in qualità di ente capofila insieme ai Comuni di Sabaudia, Pontinia, Priverno, San Felice Circeo e Sonnino, è stato riconosciuto ammissibile al cofinanziamento per oltre 450 mola euro nella graduatoria del bando “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”. Circa 800 sono stati i progetti da cui è partita la selezione del Ministero e la cordata di cui Terracina è capolista risulta nell’elenco di quello ammissibili al finanziamento, anche se nella cosiddetta “fase programmatica”, e non “attuativa”. Resta quindi da sperare che le risorse ministeriali siano sufficienti a finanziare il progetto terracinese, ma si saprà solo tra alcune settimane. “Il nostro programma – spiega il sindaco Procaccini – rientra nell’ambito delle iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale volte a migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’inquinamento e il traffico ed incrementare la sicurezza stradale. All’interno del Programma sperimentale nazionale la nostra proposta progettuale prevede la realizzazione di servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e condivisa a basse emissioni, programmi di educazione alla sicurezza stradale, guida ecologica, riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici, dell’università e delle sedi di lavoro. Gli interventi sono chiaramente finalizzati alla promozione di uno stile di vita ecosostenibile, in particolare per i più giovani”.  L’assessore all’ambiente e al Trasporto Pubblico, Emanuela Zappone descrive alcuni dettagli: “Per collegare i luoghi di maggiore interesse sul territorio urbano di Terracina sarà istituito un servizio di navetta con minibus elettrici, adatti per raggiungere in maniera diffusa e con tempistiche idonee i luoghi attrattori che riuniscono il maggior numero di lavoratori in ambito urbano come ospedale, ex Tribunale, Area portuale, Mercato coperto, Centro servizi e commerciale e Polo Trasporti. Inoltre – prosegue Zappone – la rete minibus elettrico prevista collegherà tutti gli edifici scolastici. Le aree di sosta principali ospiteranno anche stazioni per il bike?sharing e stazioni di ricarica elettrica utilizzabili sia dai minibus sia dai mezzi privati. La rete è completata dalla costituzione di ulteriori stazioni bike?sharing da installare nei principali luoghi turistici della città, ampliabile, dopo aver verificato l’effettivo utilizzo del servizio, anche nelle zone urbane di altri comuni che sono collegati con la città di Terracina attraverso la rete ciclabile e/o attraverso la rete ferroviaria. Desidero sottolineare – prosegue Zappone – il servizio Piedibus previsto in corrispondenza degli edifici scolastici per l’infanzia: si tratta di una modalità di accompagnamento per gruppi di bambini che abitano nelle vicinanze della scuola che si configura come una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila, tutti dotati di gilet rifrangenti. Il Piedibus parte da un capolinea e segue un percorso stabilito con tanto di “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato. Se organizzato in collaborazione con gli istituti scolastici, l’amministrazione comunale ed i gestori del trasporto pubblico, il Piedibus è la migliore soluzione per decongestionare il traffico urbano negli orari di entrata e uscita degli istituti scolastici. Altro intervento qualificante è quello che riguarda tutti i Comuni partecipanti e si riferisce all’educazione dei minori nelle scuole attraverso corsi di educazione stradale e di pratiche ecologiche. L’utilizzo dei veicoli elettrici e delle nuove tecnologie informatiche sarà possibile istituire un servizio telematico di controllo e di gestione della mobilità conoscendo orari e disponibilità dei servizi di trasporto. L’obiettivo è quello di migliorare l’offerta scoraggiando lo sviluppo di mezzi trasporto di grandi dimensioni ed eccessivamente inquinanti come avveniva in passato, utilizzando mezzi di piccole dimensioni o addirittura a scala personale come il bike?sharing”. “Terracina – conclude il sindaco Procaccini – ha intrapreso la strada della mobilità sostenibile e intendiamo proseguire per migliorare sempre di più la qualità della vita e dell’ambiente nel nostro territorio”.

 

                  Relazioni Esterne

Staff del sindaco della Città di Terracina

 

 

Terracina, 24 ottobre 2017

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COMUNICATO STAMPA

Messa in suffragio del Maggiore Gabriele Orlandi. Procaccini: “Legame indissolubile con Gabriele”.

Martedì’ 24 ottobre alle ore 18 presso la Chiesa di San Domenico Savio verrà celebrata una messa in suffragio del Maggiore Gabriele Orlandi ad un mese di distanza dal tragico incidente di volo. Il sindaco Procaccini sottolinea come  “l’Amministrazione Comunale e la Città di Terracina si stringono ancora una volta intorno alla famiglia del pilota in un abbraccio affettuoso per ribadire il sentimento di vicinanza e condivisione che ha legato in maniera indissolubile Gabriele alla nostra comunità”.  

                                                                                               Relazioni Esterne

                                                                         Staff del sindaco della Città di Terracina

Terracina, 23 ottobre 2017

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COMUNICATO STAMPA

Riunione Circolo delle Città Gemellate. Procaccini: “Terracina città d’Europa: tradizione, ospitalità e amicizia tra i popoli”

Le delegazioni delle città gemellate Chur Coira, Bad Homburg, Bad Mondorf e Cabourg sono state ospiti di Terracina dal 19 al 22 ottobre per una quattro giorni molto intensa di lavori, visite culturali e intrattenimento. “Terracina – esordisce il sindaco Procaccini – ha dimostrato di essere una città completamente calata nella realtà europea, dando il meglio di sé sotto ogni punto di vista. Tra i risultati più significativi raggiunti durante i panel dei lavori tenutisi in questi giorni voglio sottolineare il consolidamento dei rapporti tra scuole e associazioni sportive delle rispettive città, la presentazione (per il momento ufficiosa) del sito www.jumealge.net all’interno del quale sarà possibile reperire tutte le informazioni relative alla promozione turistica, agli eventi, ai prodotti tipici e, soprattutto, le opportunità di lavoro e di studio dedicate ai giovani per imparare le lingue. Altro punto qualificante è quello che riguarda l’avvio di un ufficio trans-nazionale per la partecipazione ai bandi europei, in particolare per l’intercettamento dei cosiddetti contributi diretti. In chiusura ci siamo dati appuntamento al prossimo anno a Mayrhofen per il meeting annuale”. Anche i consiglieri Andrea Bennato e Sara Norcia e il rappresentante del Comitato per i Gemellaggi Gianluca Zomparelli esprimono grande soddisfazione per come si è sviluppata la visita e tengono “a ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per la perfetta riuscita di queste giornate”. Il sindaco Procaccini e l’Amministrazione Comunale desiderano ringraziare, nello specifico, “l’associazione “SìAmo La Vita”, presieduta con grande passione da Romano Fantasia il qual ha allestito per i nostri ospiti e i terracinesi una serie di bellissime iniziative presso il Parco delle Città Gemellate in collaborazione con Mimmo De Rosa e gli straordinari Vigili del Fuoco di Terracina. Grazie alla Preside Masci e ai professori Aprea, Bonaiuto e Pisterzi dell’IPS “Filosi”, punto di riferimento cittadino per la formazione alberghiera per professionalità e capacità; grazie poi alle scuole Don Milani e San Giuseppe delle suore Orsoline, capaci di coinvolgere i loro ragazzi in momenti artistici e di socialità meravigliosi. Grazie alla Coop Culture che ha allestito una visita guidata al tramonto nel sito archeologico del Tempio di Giove che ha lasciato senza fiato gli ospiti; grazie ai ristoratori del Ponte Umberto, Cantina Campo de’ Fiori e La Vita è Bella per aver offerto sapori ed emozioni indimenticabili; grazie alla Cantina Sant’Andrea, all’Oleificio Orsini, alla Norcineria San Ciriaco e al pastificio Ilvana, vere eccellenze del nostro territorio in fatto di gusto e qualità; grazie al ceramista Alessandro Alla che ha dato un saggio di arte terracinese di grande livello. Ci scusiamo se dimentichiamo qualcuno, ma tutta la città ha saputo trasmettere alle delegazioni grande cordialità, simpatia straordinaria ospitalità”. Il sindaco di Chur Coira, Urs Marti, è stato confermato residente del circolo delle Città Gemellate.

       Relazioni Esterne

Staff del sindaco di Terracina

?

Terracina, 23 ottobre 2017

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Biblioteca Comunale A. Olivetti

Continua l’iniziativa

LEGGERE FACILE, LEGGERE TUTTI”

Progetto socio-culturale finanziato dallo Stato

In collaborazione con

la Biblioteca Italiana per Ipovedenti

        Sono disponibili presso la Biblioteca Comunale di Terracina

libri a grandi caratteri”

Grazie al loro formato tipografico e alla particolare impaginazione, consentono una lettura più agevole alle persone con difficoltà visive, agli anziani e ai dislessici.

Queste caratteristiche grafiche «mirano» a soddisfare

IL PIACERE DI LEGGERE SENZA FATICA.

Per “LEGGERE”

in tanti modi diversi…

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  Posizione     S.I.A.E.

    Sezione D.O.R.

 Cod. AADD  114162

 

 

                        Riassunto del primo episodio: 47 di piéde

 

Allettati dalla promessa di una favolosa donazione da parte di un ricchissimo parente “americano” a patto che procreino un figlio maschio al fine di tramandare il nome,Angelantonio e Filomena, modesti popolani,si danno un gran daffare per conseguire lo scopo riuscendo però a procreare solo femmine. Temendo che il fatto dipenda da qualche malformazione,consultano uno specialista e,per vincere la mala sorte,anche una cartomante. Il medico non trova però difetti nei due malcapitati,e non sa suggerire la terapia adatta. La cartomante,invece,dice che per generare maschi,l’uomo deve possedere i piedi grandi,almeno per una scarpa numero 47. Angelantonio che i piedi li ha piccoli dovrebbe recarsi in Cina per essere sottoposto ad un intervento chirurgico doloroso,difficoltoso e costo­sissimo. Osservando il piede del compare Crispino il quale intanto diventa padre di un quarto maschio,Angelantonio si convince della fondatezza del giudizio della cartomante,in quanto il compare Crispino calza scarpe, sicuramente,della misura 47. Convince allora la moglie ed il compare ad unirsi carnalmente affinché con la sicura nascita del maschio possa finalmente entrare in possesso del denaro del fratello d’Ame­rica.                                              

 

 

 

 

 

 

                                                           In breve

 

Dall’amplesso di Filomena col compare Crispino,in casa di Angelantonio è finalmente nato il figlio maschio al quale Angelantonio fa dare il nome di suo fratello che è in America. Il fratello, come da promessa,dona il suo denaro ad Angelantonio. Il compare Crispino,spinto da necessità,a mezzo lettera,chiede ad Angelantonio parte del denaro con la minaccia,in caso di rifiuto,di rivelare il segreto. Angelantonio vuole accontentarlo,ma temendo che in seguito il compare possa continuare a ricattarlo,gli fa sapere che il denaro,depositato presso un notaio,gli verrà consegnato se convince sua moglie Olga,desiderosa di avere una figlia femmina,ad accoppiarsi con lui che ha grande esperienza e capacità in fatto di figlie femmine.

P.S.

 

                                             PERSONAGGI

 

 

                                               FILOMENA               30- 50 anni

 

                                               ANGELANTONIO   (Marito) 40- 60 anni          

 

                                               MARIA                       (Figlia – tredicènne)

 

                                               NINA                          20-25 anni

 

                                               CLORINDA              20-25 anni

 

                                               OLGA                        30- 50 anni

 

                                               CRISPINO                (Marito di Olga e fratello di Nina) 30- 50 anni                                  

                                               LEONARDO            (Fratello di Clorinda)        20-25 anni

 

                                               TOMMASO               (Fratello di Filomena)       20- 25 anni

 

                                               PEPPINO                 (Cantiniere)  60- 80 anni

 

                                               FILIBERTO              (Messaggero – Postino)   40- 50 anni

 

                                               SEI BAMBINE DAI SEI AI DODICI ANNI

 

                                               UN LATTANTE O UN BAMBOLOTTO.

 

 

 

 

            Nel primo atto la scena si svolge in una piazza ove si affacciano tre vicoli. Uno a sin. al fianco del quale vi è una cantina praticabile. Uno centrale al fianco del quale vi è una finestra praticabile, abitazione di Angelo nella quale si accede appunto, per il vicolo centrale ed uno a des. al fianco del quale vi è una finestra praticabile, abitazione di Clorinda nella quale si accede per il vicolo di des.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            PRIMO

                                                           SCENA I

Mattina di primavera. Dal vicolo di des. entra Filiberto,postino,il soprannome del quale è Messaggero,con un fischietto fischia. Dal vicolo di sin. entra Nina,dal vicolo di centro entra Filomena e dal vicolo di des, entra Clorinda.

                                                           SCENA II

Filomena                  Messaggero c’è qualche cosa per me ? (Messaggero è soprannome)

 

Filiberto                    Una lettera per tuo marito……. Strano ! Viene da qui.

 

Filomena                  Uh !… Viene da qui ?… E chi può essere ?……

 

Clorinda                   Chi gli scriverà Nina? (Filomena osserva la lettera)

 

Nina                           Boho !…… Non ho idea.

 

Filiberto                    Sono buone novità Filomena ?…

 

Filomena                  Quando la leggerò,ve lo saprò dire.

 

Clorinda                   Perché non l’apri subito Filomena ?

 

Filomena                  E’ indirizzata ad Angelantonio.

 

Filiberto                    E bèh che fa ?…

 

Nina                           Tuo marito ha segreti con te ?

 

Clorinda                   Non la puoi aprire,tanto sono notizie di famiglia o no ?

 

Filomena                  Che possiate morire ammazzati !… Pare che interessano più a voi che a me ?

                                    Non la posso aprire perché la lettera è indirizzata ad Angelantonio e deve

                                    essere lui ad aprirla… Dopo se me la vorrà far leggere,la leggerò…

 

Filiberto                    Quanto siete sofistici !…..

 

Filomena                  Siamo sicuramente diversi da te. Non siamo ficcanasi. E tu ti fai i càvoli tuoi.

                                    Siamo,forse,obbligati,a rendere conto a voi ?….. Ma guardate un po’ questi !?

 

Filiberto                    Non c’è bisogno che ti impenni tanto e alzi tanta polvere,lo sai signora

                                    Filomena ?…… Che perché,finalmente,hai fatto un figlio maschio,credi

                                    di essere diventata l’ape regina ?……… Tu neanche ti sogni quante

                                    femmine,per il paese,hanno figli maschi…..

 

Filomena                  Levati di torno. Mi hai scocciata !…..

 

Nina                           Oh !… Da quando hai fatto i quattrini con te non si ragiona più……

 

Clorinda                   Era meglio quando avevi solo sette figlie femmine.

 

Filomena                  Ti si seccasse la lingua!……. E tu,nulla facente,te ne vuoi andare o no ?

 

Filiberto                    Me ne vado,me ne vado… La prossima volta,la lettera te la vieni a prendere

                                    da te all’ufficio postale perché io non te la porto.

 

Filomena                  Tu devi solo fare la prova. Dopo,scrivo due righe al direttore dell’ufficio

                                    postale e ti faccio fare un liscio e busso numero uno….

 

Filiberto                    Perché tu sai anche scrivere ?………… (Uscendo dalla cantina entra Peppino)

                                                           SCENA III

Filomena                  Si,si ! Fa lo spiritoso tu… Stai attento perché io so scrivere quanto basta per

                                    farti fare una lavata di capo come tu non hai mai sognato……….

 

Peppino                    Buon giorno….. Buon giorno a tutti…

 

Filomena                  Buon giorno Peppino

 

Nina                           Buon giorno.

 

Clorinda                   Buon giorno.

 

Filiberto                    Buon giorno.

 

Peppino                    Messaggero,tu lo sai o no che questa ora,ha i quattrini ?

 

Filiberto                    Con questo che vuoi dire?

 

Peppino                    Ho sentito quello che ha detto a proposito del direttore dell’ufficio postale.

 

Filiberto                    E béh ?…..

 

Peppino                    E bèh?… Se questa dice una parola al direttore,altro che lavata di capo !

                                    Quello ti rovescia addosso il diluvio universale e ti manda elemosinando…….

 

Nina                           Eh ! Mica avrà il coraggio di farlo ? Tu che dici Clorinda ?

 

Clorinda                   Che vuoi che ti dica ? Quando aveva solo le sette figlie femmine ed era una                               poveraccia,forse no,ma ora che ha fatto il maschio e ha i quattrini,chi lo sa ?

 

Peppino                    Avresti per davvero il coraggio di farlo Filomena ?

 

Filomena                  Se non fa il dovere suo e non mi porta rispetto,si.
Peppino                    Che ti ho detto Messaggero ?…

 

Filiberto                    Non ci si crede !.. I quattrini ti hanno fatto l’effetto di un morso di una

                                    tarantola…

 

Filomena                  Le distanze Messaggero. Stai al posto tuo.

 

Filiberto                    Allora incomincia tu… Io mi chiamo Filiberto e non Messaggero…..

 

Peppino                    Messaggero stai parlando con una femmina signora. Se non vuoi passare

                                    qualche guaio,rispetto,poca confidenza e le distanze…….

Filiberto                    Non si finisce mai d’imparare … Le distanze è vero ? Uno ora,deve andare

                                    sempre in giro con il metro in saccoccia… Statevi bene  (Esce a sin. mentre

                                    Peppino entra in cantina)

                                                           SCENA IV

Nina                           Filomena per davvero metteresti in atto le minacce contro Messaggero ?

 

Clorinda                   Avresti il coraggio di fargli perdere il posto ?…

 

Filomena                  Ma voi la volete finire di fare le pettegole ?… Che cos’ è questa confidenza ?…

                                    Smettetela una buona volta di impicciarvi dei fatti degli altri e andate a

                                    togliere le pulci alle mamme vostre…….

 

Nina                           Ma guarda che modi !?…..

 

Clorinda                   Te li potessi mangiare tutti di veleno i quattrini che hai. (Filomena rincorre

                                    Clorinda intorno ai tavoli)

 

Filomena                  Ti venisse la rogna con la grattata a sangue!…..

 

Clorinda                   Oh ! Ma che ?  (Gesto con la mano a chiedere se è impazzita. Filomena si

                                    ferma)

 

Nina                           Che brutto effètto ti hanno fatto i quattrini !…..

 

Filomena                  Vi colpisca un tuono !… Ancora vi puzza la bocca di latte e già andate

                                    a mettere becco su i fatti degli altri ? Se non te ne vai ti gonfio la pancia

                                    di calci…. (Nina esce per il vicolo di sin.)

                                                           SCENA V

Clorinda                   Vatti a fidare ! Tu credi che una vicina di casa è come una sorella,

                                    fosse pure più grande di età,e quella ti tratta come se avessi la rogna.

                                    Che tu stia bene Filomena e i quattrini che hai,diventassero tutti vipere

                                    e saettoni. (Clorinda,inseguita da Filomena,esce per il vicolo di des..

                                    Dalla cantina esce Peppino)

                                                           SCENA VI

Filomena                  Te venisse il fuoco di Sant’Antonio nel di dietro ed in mezzo alle coscie,

                                    così non puoi né camminare né stare seduta !

 

Peppino                    Non te la prendere Filomena perché non né vale la pena. Quelle sono

                                    mocciose e…

 

Filomena                  Vai a morire ammazzato pure tu ! (Mentre Filomena esce per il vicolo di

                                    centro e dal vicolo di sin. entra Crispino)

                                                           SCENA VII

Crispino                   Buon giorno Peppino. Che stai borbottando ? E’ successo qualche cosa ?…

 

Peppino                    No. niènte di particolare. Stavo facendo due chiacchiere con Filomena, con

                                    Clorinda e Nina …..

 

Crispino                   Ah !…. Sai se è venuto Messaggero ?

 

Peppino                    Si,è venuto proprio ora. Stai aspettando qualche notizia ?

 

Crispino                   No, io no. Però mi interessa lostesso…. Non ha portato niènte ?

 

Peppino                    Ha dato una lettera a Filomena.

 

Crispino                   L’ha letta ?

 

Peppino                    E a te che te ne frega ?

 

Crispino                   Non fare il deficiente !… L’ha letta o no ?

 

Peppino                    No. Ha detto che siccome era indirizzata ad Angelantonio,deve essere lui ad

                                    aprirla…Io,però,sono sempre curioso di sapere, a te che te ne frega ?

 

Crispino                   E a te,invece,che te ne frega ?…

 

Peppino                    Così,giusto per sapere.

 

Crispino                   Ah !… E di che cosa stavate parlando ?

 

Peppino                    Della lettera. E poi le avrei voluto chiedere notizie del bambino…..

                                    A proposito. Al quarto maschio tuo che nome gli avete messo ?

 

Crispino                   Non te lo ha detto… e pure lo hanno battezzato lei ed il marito ?

 

Peppino                    Veramente non vi è stata l’occasione e poi,anche perché pare che

                                    l’abbia morsicata la tarantola. (Crispino quasi tra sé)

 

Crispino                   Già da adesso ? E quando leggerà la lettera che farà ?

 

Peppino                    Perché… tu sai qualche cosa della lettera Crispino ?

 

Crispino                   Eh ?… No niènte… Come posso sapere della lettera ?…

 

Peppino                    Mi è parso di capire che tu ?…..

 

Crispino                   No Peppino ti sbagli….. A mio figlio gli ho fatto mettere il nome del nonno

                                    Eleutèrio…..

 

Peppino                    E al figlio di Filomena ed Angelantonio… lo avete battezzato tu e tua moglie o

                                    no ?

 

Crispino                   Si……. Il figlio di Filomena lo abbiamo battezzato noi. Lo hanno voluto far

                                    chiamare come il fratello di Angelantonio che è in America… Umberto…..

 

Peppino                    Mi piace,mi piace. E bravi i compari ! Due bei nomi davvero. Eleutèrio e

                                    Umberto. Questi nomi,secondo me,porteranno fortuna a tutti e due.Questi

                                    due bambini hanno l’avvenire spianato. (Crispino ancora tra sé)

 

Crispino                   Se non lo hanno glielo spiano  io….. Quando avranno letto la lettera

                                    vedremo…..

 

Peppino                    Che stai dicendo Crispino,la lettera ? Allora tu sapevi che avrebbero dovuto

                                    ricevere una lettera e quello che c’è scritto ?

 

Crispino                   Eh ?!….. No,come potevo sapere ? Magari potessi indovinare il futuro !

                                    No,per carità !… Come ti è venuto in mente ?… No Peppino,riflettevo……

                                    Mi sta passando per il capo un fatto che se esce come vorrei, ne parlerà

                                    tutto il paese almeno per un paio di secoli.

 

Peppino                    Perché Crispino,per caso hai anche tu,come Angelantonio,un fratello in

                                    America ?…..

 

Crispino                   Hai quasi colpito nel centro Peppino…. Se non ce l’ho è come se lo avessi.

 

Peppino                    Che Dio te la mandi buona !…

 

Crispino                   No Peppino… Per quello che ho in mente di fare,non mi può aiutare Dio,ma il

                                    diavolo….. Un diavolone con le corna lunghe.

 

Peppino                    Chi ti capisce è bravo !… Bevi qualche cosa Crispino ?

 

Crispino                   No grazie… Devo fare una cosa troppo delicata e devo essere sobrio.

                                    Vado dall’avvocato Spogliacristi per un consiglio e non voglio fare una

                                    figuraccia. (Crispino va verso des. mentra da sin. entra Angelantonio)

                                                           SCENA VIII

Angelan                    Compare Crispino… Crispino ?…. (Benché abbia sentito,Crispino esce a des.)

 

Peppino                    Non ti ha sentito Angelantonio.

 

Angelan                    Tu dici Peppino ?… Chissà?… Da qualche tempo a questa parte non mi

                                    sente, o non mi vuol sentire…. Qualche cosa non funziona…….

 

Peppino                    Perché dici così Angelantonio ?

 

Angelan                    Da quando sono nati gli ultimi due figli mi sembra un’anguilla. Forse gli vanno

                                    strette le scarpe che gli ho regalato…….

 

Peppino                    Si vede che non gli son piaciute !… Perché non lo vai a trovare ?

 

Angelan                    Lo volevo fare,ma mia moglie dice che deve essere lui a fare il primo passo,

                                    perché noi non gli abbiamo fatto niènte di male…..

 

Peppino                    Mah ! Forse ha ragione tua moglie. Però,ho l’impressione che stìa cucumando

                                    qualche cosa ed io faccio bene a non impicciarmi poiché sono fatti vostri…

 

Angelan                    No Peppino,per ora sono fatti suoi… La damigiana di vino che mi hai

                                    promesso è pronta ?

 

Peppino                    Aspetta ancora qualche giorno Angelantonio. Non ho ancora messo mani alla

                                    botte.

 

Angelan                    Allora fammi sapere. Tu sai dove puoi trovarmi. (Sta per andare verso destra)

 

Peppino                    Angelantonio. Ti posso fare una domanda delicata,senza che tu ti offenda ?

Angelan                    La domanda la puoi anche fare Peppino. Quello che non è sicuro è se ti

                                    possa dare la risposta. Cosa mi vuoi chiedere ?

 

Peppino                    Quanti quattrini ti ha mandato tuo fratello per il figlio maschio che ti è nato ?

 

Angelan                    Ti potrei rispondere che sono fatti miéi e che ti dovresti impicciare dei

                                    cavoli tuoi… Ma ti voglio togliere la curiosità. Non ti dico quanti sono.

                                    Però,ti posso dire che sono così tanti,che potrei comprare tutto il paese.

 

Peppino                    Per la trippa di Giacinto Cacone !… Lo stai dicendo per davvero ?…

 

Angelan                    Caro Peppino ho finito di tribolare. Ora sono un signore,un signore con

                                    i fiocchi. Ed in futuro,chi vorrà trattare con me,dovrà chiamarmi: Signor

                                    Angelantonio. Signor Angelantonio Alicante del casato degli Alicante del

                                    vicolo Caùto…..

 

Peppino                    Mi dici un fiammifero !….. Ma come,prima ?….

 

Angelan                    Peppino,prima era prima e adesso è adesso… Si è capovolto il cetriolo….

 

Peppino                    Allora anche io dovrò chiamarti Signor Angelantonio Alicante del casato

                                    degli Alicante del vicolo Caùto ?

 

Angelan                    Bèh !… Per te posso fare una eccezione… Basta,però,che tu mi dia

                                    sempre una damigiana del vino che metti da parte per te…

 

Peppino                    Questo neanche a dirlo !….

 

Angelan                    Ti saluto Peppino….

 

Peppino                    Poco fa è venuto il postino.

 

Angelan                    Messaggero ?

 

Peppino                    Si !… Ha portato una lettera per te. Una lettera da città per città…

 

Angelan                    E chi può essere ?… Ora vado a vedere. (Angel.esce per il vicolo a cent.)

                                                           SCENA IX

Peppino                    Chissà che sarà successo tra lui ed il compare Crispino ? Andavano tanto

                                    d’amore e d’accordo ed ora ?… (Peppino entra in cantina mentre da sin.entra                             Leonardo. Chiama)

 

Leonardo                 Clorinda ?… Clorinda ?… (Clorinda mentre si affaccia dalla finestra di des.)

 

Clorinda                   Chi è ?… Oh sei tu… Cosa vuoi ?

 

Leonardo                  Scendi un attimo…  (Clorinda entra dal vicolo di des.)

                                                           SCENA X

Clorinda                   Che ti scappa ?…

 

Leonardo                 E’ venuta Nina ?

 

Clorinda                   L’ho vista passare….. Sarà andata dal fratello…

 

Leonardo                 Quella ha le gambe troppo lunghe…

 

Clorinda                   Già da adesso ?… Dopo che sarete sposati le metterai i carabinieri dietro ?

                                    Leonardo,fratello caro, cambia cervello altrimenti quella ti impenna…. (Riesce

                                    per il vicolo di des.)

                                                            SCENA XI

Leonardo                 Poi si critica colui che fa un liscio e busso ad una sorella !… Clorinda dove

                                    vai ? Io non ho ancora finito… Clorinda ?… (Clorinda torna in scena)

                                                           SCENA XII

Clorinda                   Oh ! Che stai scocciando la cuccia questa mattina ?

 

Leonardo                 Allora vuoi buscare ?

 

Clorinda                   Non ci puoi provare ?… Che vuoi ?

 

Leonardo                 Fammi un piacere,arriva tu a casa di Olga e di a Nina se viene un

                                    momento….

 

Clorinda                   E tu non ci puoi andare ?…

 

Leonardo                 Se lo stò chiedendo a te ?…

 

Clorinda                   Avete litigato un’altra volta è vero ?…

 

Leonardo                 Quella ha la capoccia di un pàssero… Io già non la sopporto più…

 

Clorinda                   Allora rompi che stai a perdere tempo ?…

 

Leonardo                 Dici bene tu ! Se io lo facessi,tu al posto suo che proveresti ?

 

Clorinda                   Potrei penare per un po’. Ma se non andate d’accordo ?  Volete piangere

                                    tutta una vita,o finire facendo le maschere,come tanti,che prima ciù,ciù,

                                    ciù,ciù, e poi fanno la separazione legale per non dire addirittura il

                                    divorzio ?….. E non sarebbe neanche la fine del mondo !……. Ma se nel

                                    frattempo nasce qualche innocente creatura,poi,come la mettiamo ?..……

                                    Che bella figura !………

 

Leonardo                 Allora tu dici che è meglio se rompo ?…

 

Clorinda                   Si Leonardo, è meglio se rompi…..

 

Leonardo                 Me lo consigli con tutto che le sei amica ?…

 

Clorinda                   Leonardo tu sei mio fratello… Si può sacrificare un fratello per un’amica ?…

                                    Tu lo faresti ?…..

 

Leonardo                 No,assolutamente no !…. Un fratello e una sorella sono qualche cosa più di

                                    un’amica.……. Che devo fare Clorinda ?…..

 

Clorinda                   Perché non mi dici che è successo ?… Sembravate tanto tazza e

                                    cucchiaio ed ora ?…

 

Leonardo                 Non lo so neanche io. Forse non sarà neppure colpa sua. Chissà ?

                                    Non possiamo stare lontani,l’uno dall’altra neanche un momento e poi,appena

                                    ci incontriamo……….

 

Clorinda                   E lei… lei ti vuole bene ?

 

Leonardo                 A sentirla pare di si.

 

Clorinda                   Allora cos’è che non funziona ?

 

Leonardo                 Non lo so… Forse sono io… chi lo sa ?…. Mi ci vai a casa del fratello ?

 

Clorinda                   Io ci vado,ma poi che farete ?….. Vedi,io con le cose vostre non voglio

                                    essere immischiata… Hai capito ?…..

 

Leonardo                 Ho capito,ho capito….. (Peppino si affaccia sulla porta della cantina)

                                                           SCENA XIII

Peppino                    Leonardo,non per impicciarmi,ma mi è parso di capire che stai rompendo con

                                    Nina,o mi sbaglio ?…. (Clorinda riesce per il vicolo di des.)

                                                           SCENA XIV

Leonardo                 Vedi Peppino… Io lontano da Nina non ci so stare. Però, appena stiamo

                                    insieme non ci possiamo sopportare……..

 

Peppino                    Allora qualche cosa non funziona… Ha ragione tua sorella… E’ mèglio che

                                    rompéte prima di fare qualche frescaccia….. (Da des. entra Tommaso)

                                                           SCENA XV

Tommaso                Che dovete rompere Leonardo ?

 

Leonardo                 Il fesso che sei !…..

 

Tommaso                Con te,da qualche tempo,non si ragiona più. Sei stato morso da una serpe ?

 

Peppino                    Tommaso,se non è stato morso poco c’è mancato.(Da des.entra Clorinda)

                                                           SCENA XVI

Tommaso                Clorinda dove vai ?

 

Clorinda                   Vado a casa di Crispino a chiamare Nina…

 

Leonardo                 Sbrigati Clorinda che ho da fare…..

 

Clorinda                   Per caso,devo mettermi addirittura a correre ?

 

Tommaso                Ci devi andare per conto tuo,o per conto suo ?…

 

Leonardo                 Per conto mio,per conto mio… Forse ti dispiace ?

 

Tommaso                Oh Dio !.. Tanto piacere non mi fa… Tu non ci puoi andare ?…

 

Leonardo                 Quando ti ci metti diventi antipatico lo sai ? Ora mi stai sullo

                                    stomaco… Vuoi litigare ?

Tommaso                E se litighiamo che ci guadagni ? Tu puoi anche darmele,ma credi che

                                    non ti darei anch’io qualche leccamuso ?…..

 

Clorinda                   Vi siete impazziti o che ?…..

 

Tommaso                Allora che decidi ?…

 

Peppino                    Che deve decidere si può sapere ?… Quando la finite de fare i bambini ?

                                    Vi pare che sono discorsi da farsi questi ?

 

Leonardo                 No Peppino,lui la deve finire… Da quando si è fidanzato con mia sorella,ogni

                                    volta che le chiedo un piacere dobbiamo sempre discutere… Deve rendersi

                                    conto che finché non se la sposa si deve impicciare dei càvoli suoi.……..

                                    Tu ancora, tra me e mia sorella non hai nessuna voce in capitolo. Lo vuoi

                                    capire ?

 

Tommaso                E invece,siccome tra qualche tempo io e tua sorella dovremo sposarci,

                                    i càvoli di tua sorella, sono pure càvoli miei.

 

Peppino                    Ha ragione….. Se fra poco si dovranno sposare ?…

 

Leonardo                 Fino a che il prete non vi dichiarerà moglie e marito,caro Tommaso,tu non sei

                                    proprio nessuno. E i càvoli miei e di mia sorella, sono solo càvoli nostri……..

 

Peppino                    Hai ragione pure tu. Non fa una piega !…..

 

Leonardo                 Perciò se io chiedo a mia sorella di farmi un servizio, lei lo deve fare altrimenti

                                    le riempio la faccia di sganassoni. E se tu metti il tuo becco,faccio un

                                    paliatone pure a te.

 

Peppino                    Caro Tommaso,come la metti metti, è mèglio che te ne stai zitto,altrimenti

                                    buschi bòtte pure tu…..

 

Clorinda                   Per piacere Tommaso,fallo per me…..

 

Tommaso                Hai ragione tu….. Ma quando saremo sposati…

 

Leonardo                 Quando sarete sposati può darsi pure che farò finta di non conoscervi…

                                    Ora,però,va a casa di Crispino a chiamare Nina…..

 

Clorinda                   Ci vado, ci vado… Tommaso vieni con me. (Clorinda e Tommaso escono a

                                    sin.)

                                                           SCENA XVII

Peppino                    Che sta succedendo in questo quartiere ?… Eravamo tutti fratelli e sorelle ed

                                    ora ci sbraniamo gli uni con le altre. (Dal cent. escono Angelantonio,sette

                                    bambine e Filomena con un bimbo in braccio oppure un bambolotto)

                                                           SCENA XVIII

Angelan                    Mettetevi bene tutte quante in fila. La più grande davanti….

 

Leonardo                 Adesso si imposta la processione…..

 

Peppino                    Leonardo, zitto con la lingua…. (Filomena lo ha sentito)

Filomena                  Leonardo,mica ci vuole tanto per trovare un cane, una pagnottella e una

                                    zucca.

 

Leonardo                 Per fare che cosa sora Filomena ?

 

Filomena                  Per portarti in  processione al posto della statua di San Rocco.

 

Peppino                    Si !… E le piaghe con i bitorzoli sora Filomena ?

 

Filomena                  Quelli glieli faccio io a colpi di ciabattate sul muso.

 

Peppino                    Questo lo hai voluto tu Leonardo.

 

Angelan                    Andiamo a fare una passeggiata per il paese…

 

Peppino                    Andate a far conoscere il figlio maschio ?…..

 

Filomena                  Tutti quanti lo devono vedere…..

 

Leonardo                 E’ giusto….. Dopo tutto è stato lui che vi ha fatto diventare signori…..

                                    Buon passeggio…..

 

Angelan                    Grazie… Grazie tante…

 

Filomena                  Andiamo a prendere due gelati…

 

Peppino                    Due ?… Non ve ne basterà un bigoncio….

 

Angelan                    Tutti quelli che farà il gelataio noi li mangeremo…

 

Filomena                  Volete venire anche voi ?…

 

Leonardo                 No grazie… Io stò aspettando Nina

 

Filomena                  Dove è andata ?

 

Leonardo                 In nessuna parte. Stà dal fratello. Ho mandato mia sorella a chiamarla.

 

Filomena                  Ah !  Quando viene,se volete venire anche voi,senza complimenti….

 

Leonardo                 Quando viene Nina glielo dico e se non abbiamo nulla da fare,veniamo grazie.

 

Filomena                  Ci farete un immenso piacere !…. Ignorante !… Andiamo Angelantonio.

 

Angelan                    Voi siete tutti ?… Gridate i vostri nomi,forza………

 

Maria                         Maria !…

 

Anna                          Anna !…

 

Serena                      Serena !…

 

Rosa                          Rosa !…

 

Viola                          Viola !…

 

Margherita               Margherita !…

 

Gigliola                     Gigliola !…

 

Filomena                  Umbèrto !… Siamo tutti…

 

Angelan                    Allora possiamo andare.

 

Peppino                    Manca soltanto Babbalone il capo fila delle processioni con la mazza……

 

Filomena                  Anche tu provi invidia ?… Vedi,se vuoi,c’è posto anche per te. Prendi un

                                    matterèllo e vieni…..

 

Peppino                    Per carità ! Sora Filomena,io stò scherzando. Magari potessi farlo anch’io !

                                    Mi farei precedere dalla banda musicale del paese….

 

Filomena                  Forza ragazzine !…….. (Si odono le note della marcia della P.S.:Giocondità)

 

Angelan                    Avanti march !… (Si muovono ridendo. Fanno un giro intorno ai tavoli ed

                                    escono a des.)

 

                                               FINE DEL PRIMO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            SECONDO

                                                           SCENA I

La scena è vuota. Si ode musica. Da des. entra Clorinda ha la borsa della spesa.

Attraversa la scena ed esce a sin.

                                                           SCENA II

Dal cent. entra Filomena,ha la borsa della spesa. Si avvia verso des. poi si volta e chiama.

 

Filomena                  Maria ?.. Maria ?…..  (Dalla finestra di centro si affaccia Angelantonio.)

                                                           SCENA III

Angelan                    Che vuoi Filomena ?

 

Filomena                  E Maria ?

 

Angelan                    Stà….. Insomma non può venire… Che ti serve ?

 

Filomena                  Ricordale di passare dalla nonna quando esce.

 

Angelan                    A far che ?

 

Filomena                  A vedere se le serve qualche cosa.

 

Angelan                    Perché tu dove vai,non puoi passare tu da tua madre ?

 

Filomena                  No Angelantonio. Io non voglio perdere tempo. Oggi vorrei fare un po’ di

                                    brodo e appena ho comprato la carne,la voglio mettere subito a bollire.

 

Angelan                    Proprio il brodo devi fare oggi ?…

 

Filomena                  Angelantonio e sempre fagiuoli,sempre fagiuoli,va a finire che ci scoppia la

                                    trippa.

 

Angelan                    Filomena,cerca di fare presto… Tu sai dove devo andare ?…..

 

Filomena                  Dove devi andare Angelantonio ?    (Cenno di intesa. Dopo aver chiuso la

                                    finestra,dal cent. entra Angelantonio)

                                                           SCENA IV

Angelan                    Filomena la lettera del compare Crispino che è arrivata ieri…

 

Filomena                  Ah bèh ! Brutto delinquènte,non ci posso pensare. Se non gli diamo una

                                    parte dei quattrini che ci ha mandati tuo fratello,fa sapere a tutti,che nostro

                                    figlio Umberto non è figlio a te,ma è figlio a lui…

 

Angelan                    Pe’ questo voglio andare subito dal notaio. Lui crede di farci paura con il suo

                                    vile ricatto,io invece,gli voglio mettere il morso……

 

Filomena                  Angelantonio,non si può truvare un’altra soluzione ?

 

Angelan                    Filomena se il compare Crispino ha scritto quella lettera,deve essere proprio

                                    disperato. E’ vero,a noi ci ha salvati quando ha accettato di fare con te,al

                                    posto mio,il figlio maschio. Tu sai no che la cartomante ha detto che io faccio

                                    solo figlie femmine. Ma ora non può permettersi di ricattarci ?…

 

Filomena                  Ricordati che tuo fratello,per il figlio maschio che ho fatto con il compare ci ha

                                    mandato un sacco di quattrine.

 

Angelan                    Ed ora li dobbiamo dare a lui ?

 

Filomena                  Ne abbiamo tanti Angelantonio ?…

 

Angelan                    E’ vero ne abbiamo tanti. Se però cedessimo al ricatto e lui ci prendesse

                                    gusto e continuasse a chiedere quattrini,anche se sono tanti,finiscono.

 

Filomena                  E allora Angelantonio ?

 

Angelan                    Io glieli voglio dare,ma non perché ho paura per quello che potrebbe dire,ma

                                    a condizione che sua moglie,visto che lui fa solo i figli maschi,faccia una figlia

                                    femmina con me…

 

Filomena                  Oh Dio ! Angelantonio,non ci posso pensare…

 

Angelan                    Ma come. Ierissera hai capito che la cosa è necessaria ed ora ?…

 

Filomena                  Angelantonio l’ho capito pure quando mi hai convinta a fare il figlio maschio

                                    con il compare. Ma ora Angelantonio non vorrei che la cosa diventasse una

                                    scusa per un passatempo vizioso…. Pensa un po’ se lo venisse a sapere

                                    qualcuno ?

 

Angelan                    Proprio per questo lo voglio fare Filomena. Il compare e la comare stanno

                                    sicuramente scannati e prima che non mettano in giro qualche voce che ci

                                    potrebbe rovinare,li voglio prendere di contropiede. Voglio far capire loro che

                                    siccome non possono dimostrare quello che è successo tra te e lui,se gli dò

                                    i quattrini è solamente per l’amicizia che c’è tra noi, e che comunque, loro

                                    potranno avere i quattrini da noi,solo a una condizione. Adesso vado dal

                                    notaio Manetta e dopo che ho fatto scrivere la clausola,deposito i soldi.

                                    Insomma quello che sei stata costretta a fare tu per avere i quattrini da

                                    mio fratello,ora lo deve fare sua moglie con me per avere i quattrini da

                                    noi….. Tu,per piacere,non mostrare atteggiamenti di gelosia…..

 

Filomena                  E se loro accettano,tu devi andare a letto con la comare Olga ?

 

Angelan                    Filomena,come sei stata costretta a fare tu con il compare,lo deve fare la

                                    moglie con me. Così stiamo pari,patta e pace. Si aggiustano i fatti loro e non

                                    potranno farci più ricatti.

 

Filomena                  Ed è necessario fare tutto a mezzo notaio ?

 

Angelan                    Si Filomena…  Quando si vedranno recapitare la lettera del notaio,si

                                    convinceranno che non abbiamo nessuna paura…

 

Filomena                  Non è vero Angelantonio. Io ho tanta di quella paura che se ci penso me

                                    la faccio sotto…

 

Angelan                    Adesso non incominciare a fare la bambina !…. E poi, loro non lo sanno.

 

Filomena                  E pensare che li abbiamo trattati come un fratello e una sorella… Se ci

                                    avessero fatto capire di avere bisogno di denaro,non li avremmo aiutati ?

 

Angelan                    Avrei dato loro tutto quello che volevano. Bastava farmelo sapere.

 

Filomena                  E invece,si sono allontanati come due sconosciuti…

 

Angelan                    Dovevo sognare che a lui servivano i quattrini ? Ha fatto tante storie quando

                                    gli ho comprato le scarpe,ed ora, tutto in una volta !… Ci voleva tanto a dirmi:

                                    Vedi Angelantonio,stò scannato e c’è il pericolo che ci buttino fuori di casa ?

 

Filomena                  Dimmi Angelantonio. Dove si dovrebbe fare il fatto ?

 

Angelan                    Come l’altra volta Filomena. Qui a casa nostra……….

 

Filomena                  Allora voglio passare un attimo anche in chiesa,voglio accendere una

                                    candela alla Madonna. Spero tanto che ci perdonerà…… Io, però, ho tanto                                 il presentimento che alla fine ci danneremo l’ànima…

 

Angelan                    La madonna è una mamma pure lei e certe cose le capisce più di noi.

 

Filomena                  Sarà ! Io vado… Non dimenticarti di mandare Maria da  mamma… (Guarda un

                                    attimo il marito,poi sospira e scuotendo la testa esce a des. mentre

                                    Angelantonio da sotto la finestra chiama)

                                                           SCENA V

Angelan                    Maria, ha detto mamma che vai da nonna a vedere se le serve qualche

                                    cosa… (Senza attendere risposta esce al cent. Da des. entra Peppino il quale

                                    apre la cantina e incomincia a spazzare intorno. Da sin. entra Olga)

                                                           SCENA VI

Olga                           Peppino dammi un litro di cesanese…

 

Peppino                    Buon giorno sora Olga… Fammi finire di dare una scopata qui fuori…..                                          Come sta Eleutèrio. Cresce cresce ?…

 

Olga                           E’ cicciottello cicciottello… Non mi posso lamentare. Voglio fare gli scongiuri

                                    per il malòcchio,ma i bambini non mi hanno mai dato fastidi… Posso quasi

                                    dire che se non ci fossero stati i dolori,quando li ho partoriti,dai bambini

                                    non ho patito nessun patèma… Eleutèrio,poi,è come un uccellino. Mangia e

                                    dorme………..             Però,Peppino,è un altro maschio !

 

Peppino                    Come sòra Olga,ti dispiace di aver fatto un altro maschio ?…

 

Olga                           Peppino,i figli sono doni di Dio e quando vengono,come sono sono, te li devi

                                    stringere a te con tutta l’amore che hai. Ma ne avevo già tre e ti confesso che

                                    mi sarebbe piaciuto che fosse venuta una femmina… Lo sai o no Peppino che

                                    le femmine sono il bastone per la vecchiaia.  I maschi sono buoni e cari,ma

                                    quando si fanno abbagliare,ti lasciano e se ne vanno.

 

Peppino                    Hai ragione sora Olga,io e mia moglie ne sappiamo qualcosa…

 

Olga                           Perché, tuo figlio non stà con voi ?…..

 

Peppino                    Come sora Olga,tu non sai ?…

 

Olga                           Che cosa Peppino ?…

 

Peppino                    E’ successo come hai detto tu. Si è fatto abbacinare da una modenese e se

                                    ne è andato a vivere in Emilia,al paese di lei…

 

Olga                           E tu e tua moglie siete rimasti soli ?…

 

Peppino                    E’ così… Dopo tanti sacrifici,questo è il risultato !…

 

Olga                           Allora capisci Peppino, perché volevo tanto una femmina ?

 

Peppino                    Ti capisco si. Eccome se ti capisco !… Ma non ti preoccupare,avete tanto

                                    tempo,tu e tuo marito. Verrà,verrà pure la femmina.

 

Olga                           Tu dici Peppino ?… Basta che non dovrò fare come la comare Filomena ed

                                    il compare Angelantonio ?

 

Peppino                    Come sora Olga,perché,che hanno fatto il compare e la comare ?

 

Olga                           Come che hanno fatto ? Prima di cambiare qualità,ne hanno fatte sette.

                                    (Ridono)

 

Peppino                    E Crispino come stà ?…

 

Olga                           Sta bene perché ?…

 

Peppino                    Mah!… Da qualche tempo a questa parte si comporta in modo strano. Quando

                                    passa qui davanti,corre come una lepre….. Pensa un po’, ha rifiutato anche                               un bicchiere di vino ?

 

Olga                           Anche io mi sono accorta che qualche cosa non quadra,ma quando gliel’ho

                                    chiesto,mi ha risposto che sono càvoli suoi…
Peppino                    Non è che vi è successo qualche guaio ?…..

 

Olga                           Di guai ce ne sono tanti,ma quelli che lo fanno stare così,non ti so dire

                                    quali siano.…. Tu sai qualche cosa ?……

 

Peppino                    Oh Dio!…. Per sapere,è vero,non so nulla. Ma ieri,quando gli ho chiesto se

                                    voleva bere qualche cosa,mi ha risposto che voleva stare con la mente

                                    chiara perché doveva andare dall’ avvocato Spogliacristi.

 

Olga                           Oh Dio mamma ! Dall’avvocato Spogliacristi ? E che è impazzito mio marito ?

                                    Chi gli dà i soldi per pagare quello ? Quello,prima vuol vedere di che colore

                                    hai la pelle,e poi,ti leva le mutande e i pedalini ? (da des. Entra Crispino)

                                                           SCENA VII

Peppino                    Sora Olga,eccolo,sta venendo….. (Olga aggredisce Crispino)

 

Olga                           Ué !… E’ vero che sei andato dall’avvocato Spogliacristi ?

 

Crispino                   Ti venisse una colica Peppino !… Neanche finisci di sapere una cosa che

                                    immediatamente ti metti la tromba in bocca e annunci il bando ?………

 

Peppino                    Io pensavo che tua moglie già sapesse. Non volevo fare niènte di male….

 

Crispino                   No… Non le ho detto niènte. Ancora non volevo farglielo sapere. Ancora

                                    no…….. Prima voglio essere sicuro di un fatto.

 

Olga                           Di che… Di che devi essere sicuro ? Che stai combinando ? Crispino,per

                                    l’amore di Dio !… Noi già siamo rovinati. Lo sai che se non troviamo i soldi

                                    per la cambiale,sor Tullio ci mette in mezzo ad una strada ? (Sor Tullio:un

                                    famoso banchiere,in Terracina,di epoca andata.)

 

 Crispino                  Lo vedi Peppino,lo vedi come fa ?…… Ecco perché ancora non volevo farle

                                    sapere…

 

Olga                           Come ?  Con tutti i guai che abbiamo tu ti vai ad infilare tra le grinfie

                                    di Spogliacristi,ed io non lo devo sapere ?…Che hai da spartire tu con quello ?

 

 Crispino                  Niènte Olga,non ho niènte da spartire con quello. E poi ti ho detto che sono

                                    càvoli miei…

 

Olga                           E no caro Crispino… Non sono solo càvoli tuoi. Fino a che sarò tua moglie,la

                                    madre dei tuoi figli,sono anche càvoli miei…… E stai attento a quello che fai

                                    perché se per caso fai qualche frescaccia che coinvolgerà i nostr figli. Ti

                                    lascio e me ne vado.

 

Crispino                   Che stai dicendo ? La vuoi finire o no ? Quello che voglio fare, lo faccio

                                    principalmente per loro. E stai tranquilla che i quattrini per la cambiale li

                                    troviamo. E come se li troviamo !… Lui deve fare solo la prova a negarceli,

                                    che poi !……

 

Olga                           Poi che Crispino ?.……. E chi deve darci i quattrini ?

 

Crispino                   Dopo Olga…… Dopo……….. Adesso andiamo via……

 

Peppino                    Ed ora Crispino,non mi puoi accennare niènte del fatto ?……..

 

Crispino                   Ti serve la notizia per battere il bando?…

 

Peppino                    Crispino ho sbagliato e ti ho chiesto scusa… Non mèrito quello che mi

                                    stai dicendo……

 

Olga                           Te lo ha spiegato perché mi ha detto dell’avvocato ?…..

 

Crispino                   Susami Peppino,ma la cosa è seria e sono preoccupato…. Dopo sentirai

                                    anche tu di che si tratta. (Peppino,offeso,va sulla porta della cantina)

 

Olga                           Ma come Crispino ?…

 

Crispino                   Dopo Olga. Ti ho detto dopo….. Ora andiamo via. (Dal centro entra Leonardo

 

                                    seguito da Nina. Da sin. Tommaso e Clorinda che ha la borsa della spesa)

                                                           SCENA VIII

Leonardo                 No, no !… Tu la devi finire. Non è possibile continuare così… Non posso

                                    passare il resto della vita mia a cercarti.

 

Nina                           Ma quale cercare Leonardo ? Sembra che tu mi abbia trovato in mezzo alle

                                    fratte… Io stavo a casa di mio fratello… Neppure a casa di mio fratelo posso

                                    andare ?… E quando saremo sposati mi metterai il contachilometri ? Caro

                                    Leonardo,se hai questo in testa è mèglio se ci lasciamo subito e non dopo

                                    che ci saremo inguaiàti… (Crispino ed Olga commentano muti)

 

Leonardo                 E questo è tutto il bene che mi vuoi ?…

 

Nina                           Che bene e bene !… Leonardo,una povera crista,per essere d’accordo con

                                    te,si deve avvelenare dalla mattina alla sera ?  Guarda un po’ Tommaso,per

                                    caso lo vedi qualche volta fare con tua sorella quello che fai tu con me ?……..

 

Leonardo                 Se lui è fesso devo fare il fesso anch’io ?…

 

Tommaso                No Leonardo… Qui, se c’è un fesso sei tu. Io mi fido di tua sorella e lei si

                                    fida di me… Il bene si basa sulla fiducia reciproca… Se tu non ti fidi di Nina,

                                    che tipo di bene le vuoi ?…

 

Clorinda                   Il bene del padrone del pollaio… Vuole tanto bene alle galline,che ogni

                                    tanto ne spenna una e se la mangia……

 

Nina                           Ma caro Leonardo hai sbagliato. Io non sono una gallina… (Da destra entra

                                    Angelantonio)

                                                           SCENA IX

Angelan                    Chi è quel fesso che dice che tu sei una gallina ? Leonardo, ti stai perdendo la

                                    passata… Se io avessi vent’anni di meno,a questa ragazza le farei vedere i

                                    sorci verdi !….. Tu che ne pensi compare Crispino ?…

 

Crispino                   A te, caro compare Angelantonio,ciò che ne penso io non deve fregartene

                                    più di tanto… Andiamo via Olga… Nina anche tu,forza a casa… (Da des. entra

                                    Filomena. Ha la borsa della spesa)

                                                           SCENA X

Angelan                    E no !… Un momento….. Crispino…Comare,ora che ci siamo incontrati mi

                                    dovete dire, io e mia moglie che cosa vi abbiamo fatto ?…

 

Leonardo                 Nina,i fatti loro a noi non interessano… Andiamo qui dietro a parlare

                                    dei nostri… (I ragazzi escono a destra,Peppino entra nella cantina)

                                                           SCENA XI

Olga                           Vedi compare,per dirti la verità,io lo volevo chiedere alla comare… Non riesco

                                    a capire perché improvvisamente vi siete allontanati da noi.

 

Filomena                  No,bella mia no. Da quando mi è nato il figlio maschio,siete stati voi che vi

                                    siete allontanati da noi. Vi è dispiaciuto di averlo battezzato ?

 

Olga                           Dopo sette volte doveva dispiacerci ora ? Io ho avuta l’impressione che

                                    la cosa fosse dispiaciuta a voi.

 

Angelan                    Perché quando siamo andati in chiesa vi abbiamo data l’impressione che

                                    fossimo dispiaciuti ?

 

Olga                           Ma allora compare,comare ,io non capisco.

 

Filomena                  Questa è una cosa che dobbiamo chiedere a tuo marito………………

 

Angelan                    Allora compare Crispino ?… (Crispino parlando si sposta a destra)

 

Crispino                   Voi siete proprio sicuri di non sapere ?… Non vi passa affatto per il

                                    capo ?…

 

Filomena                  Qualche cosa l’abbiamo letta compare Crispino…

 

Angelan                    Ed io non sono un fesso compare… Da quando ti ho comprato le scarpe,ho

                                    incominciato a sospettare qualche cosa… Mi sono detto,èccolo lì ! Al compare

                                    Crispino,le scarpe che gli ho regalato gli vanno strette.………………………..

                                    Se stavi scannato,perché non me lo hai detto ?

 

Crispino                   Bèh !… Te lo dico adesso…

 

Angelan                    Adesso non vale più compare Crispino… Già ho preso le misure… Ora posso

                                    comprarti le scarpe giuste… Però se tu vuoi che io ti dia una cosa,devi dare

                                    una cosa a me…..

 

Crispino                   Che ?… Io non ho niènte che possa darti ?…………

 

Filomena                  No qui compare… Lo sai anche tu che pure i muri hanno le orecchie.……..

                                    Certe cose non si possono discutere per la via…….

 

Olga                           Io non vi capisco… Tutto quello che state dicendo per me è peggio che

                                    leggere un libro strappato. E mi state facendo paura…

 

Angelan                    E hai ragione ad averne, perché tuo marito,per fare di testa sua,si è

                                    ficcato in una via pericolosa…

 

Filomena                  Si comare… Angelantonio ha ragione. La cosa è grave. A tuo marito gli è

                                    rimasto in gola il minuetto che abbiamo ballato insieme l’anno scorso ….

                                    E’ vero compare Crispino ? Ora,per riparare alle fesserìe che stavi per fare,

                                    se vuoi raggiungere lo scopo,dobbiamo incontrarci un’altra volta,e dobbiamo

                                    fare un altro ballo… Questa volta,però,il minuetto lo balleranno Angelantonio

                                    e la comare Olga…..

 

Olga                           Io ?….. Io devo ballare il minuetto ?…. E io quel ballo non lo conosco,non

                                    lo so ballare ? ( Da des. entra Filiberto. Fischia.Esce Peppino a curiosare)

                                                           SCENA XII

Filomena                  Questo lo dici tu. Anche io dissi di non saperlo ballare. Poi,però,quando

                                    è incominciata la musica,devi vedere come l’ho ballato con tuo marito……

                                    L’ho ballato così bene che ne ho ricevuto come premio,un figlio maschio…

 

Olga                           Perché quello è un ballo che fa nascere i figli maschi ?….

 

Angelan                    Anche le figlie femmine comare Olga, anche le figlie femmine.

 

Olga                           Compare Angelantonio, comare Filomena per me quello che state dicendo è

                                    troppo difficile da capire.

 

Filiberto                    Posta !… Ah stai qui Crispino… C’è qualcosa per te. Una lettera.

 

Crispino                   Per me ? E chi mi scrive ?… (Filiberto gli dà la lettera. Olga si accosta a

                                    Crispino che rivolta la lettera,mentre Filomena in disparte ad Angelantonio)

 

Filomena                  E’ il notaio?…

 

Angelan                    Si… Credo proprio di si…

 

Filomena                  Allora è arrivata a ciccio di sedano. Ora ridiamo.

 

Filiberto                    Vuoi che te la legga io ?…..

 

Olga                           Oh !… Tu sei un ficcanaso per davvero ?…

 

Filiberto                    Ma quale ficcanaso ? Io vi volevo fare un piacere. So che non sapete

                                    né leggere né scrivere…

 

Crispino                   Hai voglia di farti spaccare la faccia Messaggero !… (In disparte Filomena ed

                                    Angelantonio ridono. Peppino rientra in cantina)

                                                           SCENA XIII

Filiberto                    Per l’amore di Dio !… Io ti volevo aiutare,ma se sai leggere e scrivere allora

                                    firma qui… O se no fai una croce…..

 

Crispino                   Messaggero,stai attento perché la croce te la faccio sulla trippa con una

                                    coltellata lo hai capito ?…

 

Filiberto                    No lascia perdere… La croce me la faccio da solo in chiesa. Si sa che al

                                    mondo non esiste riconoscènza… Metti la croce…. No,volevo dire la firma…..

 

Olga                           Ti venisse una perniciosa secca ! (Crispino firma e si appresta a leggere,

                                    Filiberto esce a des.)

                                                           SCENA XIV

Filomena                  Ma tu,al notaio,gli hai raccontato tutto ?

 

Angelan                    Non sono mica scemo Filomena ?… Blocco il ricatto del compare e concedo

                                    la possibilità di farmi ricattare da lui ? (Crispino,letta la lettera,fissa Angelanto-

                                    nio,poi Filomena e quindi scuote la testa in segno di assenso)

 

Crispino                   Hai ragione tu comare Filomena,si dovrà ballare un’altra volta il minuetto…

 

Olga                           Chi è che scrive Crispino ?

 

Crispino                   Il notaio Manetta.

 

Olga                           E che vuole il notaio ora ?

 

Crispino                   Pare che sia scoppiata una epidemìa di parenti ricchi… Il notaio mi comunica

                                    che un mio fratello è morto e mi ha lasciato un sacco di quattrini…

 

Olga                           Come morto Crispino ? Tuo fratello lo abbiamo lasciato poco fa in buona

                                    salute ed i quattrini non li ha mai avuti. Anzi stà  morendo di fame peggio di

                                    noi ?…

 

Crispino                   Olga,non questo fratello. Quello che è morto è un fratello che non conosceva

                                    neppure mia madre…

 

Olga                           Che dici Crispino ?  Io non capisco…

 

Crispino                   Olga lo capisco io… Lo capisco io,la comare Filomena ed il compare

                                    Angelantonio.…………….  E’ vero compare ?…..

 

Olga                           E quanti soldi ti ha lasciato Crispino,e te li danno subito ?…

 

Crispino                   No Olga,no… Prima tu devi fare un ballo con il compare Angelantonio.

 

Angelan                    Allora hai capito Crispino ?.………….. (Crispino fissa il compare)

 

Crispino                   Si compare,ho capito… Dobbiamo rivederci a casa tua ancora una volta come

                                    l’ànno scorso…

 

Angelan                    Domani verso le undici vi sta bene ?….

 

Olga                           Per me va bene….  Comare Filomena,per fare il ballo,devo indossare un

                                    vestito nuovo ?………. (Così dicendo Olga si accosta a Filomena)

 

Filomena                  No comare Olga,no. Quando si balla quel ballo fa troppo caldo e si suda.

                                    Mèglio se indossi la vestaglia sulla camicia da notte,cusì sei già pronta.

 

Olga                           Comare Filomena,devo venire spogliata ?

 

Filomena                  Si comare Olga. Il ballo che devi fare si balla spogliati.

 

Olga                           E che tipo di ballo è Crispino ?  (Crispino la guarda con tristezza)

 

Angelan                    Dopo te ne accorgerai comare,dopo te ne accorgerai…….

 

Olga                           Allora facciamo una festicciola per i quattrini che ci ha lasciati il fratello di

                                    Crispino ?… Che dite non è il caso di farci dare qualche fiasco di vino di

                                    quello buono da Peppino ?… Per una festicciola ci vorrebbe o no ?………. 

 

Filomena                  Si comare,ci vorrebbe… Però vedi,a questa festa,non ride nessuno…

 

Olga                           Neanche chi balla comare ? Neanche tu ti sei fatta qualche risata quando

                                    hai ballato con Crispino ?

 

Filomena                  No comare. Quando stai facendo quel ballo non ti viene da ridere,ti viene

                                    piuttosto di piangere…… Compare volete salire un po’ su da noi ?

 

Olga                           Verrei volentieri a vedere quel bambino…

 

Crispino                   No !… Noi andiamo a casa…. Saliremo domani…. Domani si dovrà fare il

                                    ballo e non ora.

 

Olga                           L’ ignoranza non ti è mai mancata,ma ora travasa da per tutto…

 

Crispino                   Olga !?…..

 

Filomena                  Va comare,togli l’occasione…..

 

Olga                           Si comare è mèglio… Da qualche giorno gli girano un po’… Arrevederci

                                    (Crispino si avvia a sin.)

 

Filomena                  Ehi !… Non si saluta ?… (Crispino fa spallucce)

 

Olga                           Non fateci caso… (Angelantonio e Filomena escono al cent. mentre

                                    da des. rientrano i ragazzi)

                                                           SCENA XVII

Crispino                   Ti vuoi muovere o no ?… Nina cammina pure tu con noi. (Olga esce

                                    a sin.)

                                                           SCENA XVIII

Leonardo                 No… Nina rimane qui perché dobbiamo parlare…

 

Crispino                   Nina fa quello che dici tu dopo che sarete sposati. Ora,caro Leonardo,fa

                                    quello che dico io…Forza a casa ! (Peppino sulla porta)

                                                           SCENA XIX

Tommaso                Va Nina va,che oggi tuo fratello non è socievole.

 

Peppino                    Caro Leonardo, quello che è giusto è giusto !…

 

Clorinda                   Lui non vuole credere che ancora non ha nessuna autorità su Nina.

 

Tommaso                Allora si frega !…

 

Leonardo                 Secondo voi,allora io che cosa dovrei fare ?

 

Tommaso                Ti devi solo impicciare dei càvoli tuoi…

 

Leonardo                 Perché ciò che fa Nina non sono anche càvoli miei ?

 

Clorinda                   No caro Leonardo… Come per Tommaso nei miei riguardi,per ora sono solo

                                    càvoli suoi.…. O per caso,i càvoli te li aggiusti come fanno comodo a te ?

                                   

Tommaso                Vàttene a casa Nina. (Peppino ripone tutto e chiude cantina)

 

Clorinda                   Andiamocene… Tommaso,vieni anche tu.(Clorinda e Peppino escono a des.)

                                                           SCENA XX

Tommaso                Arrivederci… Mi raccomando Nina. (Mentre Tommaso esce a des.)

                                                           SCENA XXI

Nina                           Di cosa ti vuoi raccomandare Tommaso ? Non dipende da me….

 

Leonardo                 Allora sono io che sbaglio ?

 

Crispino                   Mi pare che ti hanno dato tutti torto…

 

Leonardo                 Non possono sbagliare loro ?…

 

Nina                           Tutti quanti ?… Non ti pare di essere anche presuntuoso ?

 

Leonardo                 Forse hai ragione tu.……… Allora che facciamo ?

 

Nina                           Cosa dobbiamo fare ?… Per adesso va a mangiare… Ci vediamo dopo…

 

Leonardo                 Buon appetito… Buon appetito Crispino. (Esce a des.)

                                                           SCENA XXII

Nina                           Crispino,che sta succedendo ?…………….

 

Crispino                   Nina non abbiamo neanche un soldo… (Si muovono verso sin.)

 

Nina                           Il compare Angelantonio non ti può aiutare ?….

 

Crispino                   Si.…….. Però mi aiuta solo se mia moglie fa un ballo con lui.

 

Nina                           E bèh ! Olga che sta aspettando la carrozza ? Io al posto suo ballerei tutta

                                    la nottata..

 

 

                                               FINE DEL SECONDO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO             TERZO

                                                           SCENA I

 

(Interno d’appartamento. Cucina – salotto – sala da pranzo. Mobili del caso, tavolo in centro, sedie. A des. La comune, al centro in fondo porta per l’interno, sul lato sin. Finestra o balcone. Angelantonio e Filomena si affannano intorno alle bambine. Le stanno preparando per mandarle dalla nonna. (Sarebbe bello se le bambine fossero in numero di sette).

Chi dirigerà il lavoro,si accontenterà di quante ne avrà a disposizione.

 

Filomena                  Maria,ora mi raccomando. Se nonna ti domanda qualche cosa,tu le dici

                                    che non sai nulla e che più tardi le dirò tutto io… Hai capito?

 

Maria                          Si mamma…..

 

Angelan                    E non vi azzardate ad uscire per la via… Ci siamo capiti ?….

 

Maria                          Si… Stà tranquillo si…..

 

Filomena                  Non fate storie su quello che vi cucina nonna e mangiate tutto

                                    quello che vi mette nei piatti…  Mi raccomando a te Maria. Tu sei

                                    la più grande….

 

Maria                          Si mamma,non ti preoccupare. Mamma… Io ho capito che sta succedendo

                                    qualche cosa……… Ciò che non capisco è, che sta succedendo ?… Ma non

                                    ti preoccupare che faremo tutto come ci hai detto tu………..

 

Angelan                    Bella di papà !….. Piccola piccola e già devi avere il cervello di una

                                    donna matura………..

 

Maria                          Non importa papà ?… Siamo in tanti e ci dobbiamo aiutare tra di noi………

 

Angelan                    Come sei dolce figlia bella….. Papà ti promette che appena è passato questo

                                    momento schifoso,ti farà stancare di giocare con le altre bambine della tua

                                    età……… (La bacia sulla fronte,poi Filomena la stringe a sé)

 

Filomena                  Va bella di mamma… Fa tutto con giudizio,fàmmi stare tranquilla…

 

Maria                          Si mamma. Voi,prendetevi per mano due a due. Venitemi dietro….

                                    Avanti march !… (In fila per due le bambine escono per la porta a des.)

                                                           SCENA II

Filomena                  Ora siamo soli Angelantonio e prima che si presentino i compari,mi vuoi

                                    dire,finalmente,quello che ti passa per la testa?…

 

Angelan                    Si… Ecco… Stiamo tranquilli,si dico,siamo veramente soli ?

                                    (Si guarda intorno)

 

Filomena                  Angelantonio lo hai visto anche tu che le bambine sono andate dalla nonna ?

 

Angelan                    Tutte ?… Non è che ne è rimasta qualcuna di là ?…

 

Filomena                  Non dire sciocchezze !… Vuoi che per sicurezza vada a vedere ?…

 

Angelan                    E’ mèglio,non si può mai sapere,ne fosse rimasta qualcuna… Quello

                                    che devo dirti,lo capisci anche tu è cosa troppo delicata. Che effetto

                                    potrebbe fare a una povera bambina ? (Filomena andando all’interno)

 

Filomen                    Va bene. Vado a vedere…… (Va all’interno)

                                                            SCENA III

Angelan                    A una bambina può fare un brutto effètto… Mi piacerebbe tanto sapere ciò

                                    che sente mia moglie. L’altra volta mi sono salvato. Questa volta,però,ho

                                    l’impressione che non mi salva neppure il Padre Eterno. Filomena,questa

                                    volta, mi spacca la testa. (Filomena rientra)

                                                           SCENA IV

Filomena                  Non c’è rimasta nessuna bambina…..

 

Angelan                    E Umberto… neanche lui ci sta ?……

 

Filomena                  No. E’ andato a fare una passeggiata in bicicletta…. Oh zuccone ! Dove può

                                    andare un bambino di quattro mesi ?…….

 

Angelan                    E cosa ne so io ?… E poi con la scienza moderna,non si può mai sapere.

 

Filomena                  Ma che ?… ( Con la mano fa ventaglio davanti davanti alla fronte)

 

Angelan                    Oh Filomena !?!?…..

 

Filomena                  Non fare il deficiente e dimmi quello che devo fare…..

 

Angelan                    Ecco. Quando vengono i compari, io,con una scusa mi trascino il

                                    compare Crispino di là. Tu,rimasta sola con la comare Olga,con

                                    delicatezza,te la lavori piano,piano….

 

Filomena                  Io ?….. Io mi lavoro piano piano la comare ?

 

Angelan                    E’ quello che ti stò dicendo…

 

Filomena                  Come ?…

 

Angelan                    Come che ?…

 

Filomena                  Come me la lavoro ?… Devo prenderle le misure,le devo fare dei

                                    massaggi ?……… Che le devo fare ?…..

 

Angelan                    Le misure,i massaggi,ma che stai dicendo ?…

 

Filomena                  No,lo stai dicendo tu… Me la devo lavorare… Ma come ? La devo

                                    palpeggiare,devo metterle le mani da per tutto,pure di sotto ?

 

Angelan                    Filomena ! ?…..

 

Filomena                  Angelantonio lo hai detto tu…Come me la devo lavorare la comare ?…

 

Angelan                    Le devi dire il fatto del notaio Manetta. Le devi dire che se vuole i quattrini,

                                    se vuole far vivere bene i suoi figli,deve fare una figlia femmina,con me.

Filomena                  Così quella mi salta addosso e mi spénna bèn bène…..

 

Angelan                    Ma come ti viene in mente ?…

 

Filomena                  Altro che !… Quella è permalosa e più timorata di Dio di me. Sicuramente farà

                                    scoppiare la rivoluzione.

 

Angelan                    Tu devi essere convincente… Dopo le racconti quello che hai dovuto fare tu

                                    con il marito per avere il figlio maschio….

 

Filomena                  E quella mi schiaffa una coltellata alla trippa…

 

Angelan                    Ma quale coltellata ? Se tu ci sai fare e le dici che poi,non è stato neanche

                                    male,ma che anzi,alla fine ti ha fatto addirittura piacere. Se non le prende

                                    un colpo,quella corre di là,mi salta addosso….

 

Filomena                  E schiaffa una coltellata alla trippa a te ed al marito….

 

Angelan                    Filomena tu la devi finire con queste coltellate  ?!?! Anzi. Sai che nuova c’è ?

                                    Chiudi a chiave tutti i coltelli in un cassetto così non ci può mettere su le mani.

                                    Meglio se li faccio sparire subito io,così stiamo sicuri………

 

Filomena                  Intanto,mentre voi starete di là…  Io,qui,starò dentro una barca in mezzo

                                    ad una tempesta nell’oceano Pacifico… Come mi salverò ?………

 

Angelan                    Allora è meglio se preparo il fucile… Perché se deve scoppiare la guerra,la

                                    facciamo scoppiare come diciamo noi….

 

Filomena                  Angelantonio,che sei pazzo ?… Vedi bene cosa vuoi fare ?…..

 

Angelan                    Filomena… Se c’è il rischio che possiamo perdere tutto…

 

Filomena                  Oh mamma !… No è ?… E va bene…. Alla fine alla fine mica vorrà fare la

                                    schifiltosa ? Non è certo più preziosa di me ?… E tu,lascia che ti dica…

                                    Non sei certo inferiore al marito. Anzi !….. Ora preparo qualche cosa da bere,

                                    qualche ciambella,così,mangiando e bevendo, provo a lavorarmela come dici

                                    tu. Però,Angelantonio,ho una paura !……………………………… (Bussano)

                                    Santa Vergine Immacolata ! Eccoli……….

 

Angelan                    Chi è ?…

 

Crispino       (fs)       Sono Crispino.. E c’è pure mia moglie……….. (Angelantonio.apre)

 

Angelan                    Accomodatevi…….. (Entrano Crispino ed Olga)

                                                           SCENA V

Filomena                  Sedetevi…….(Filomena prende paste e liquori e li serve in tavola)

                                    Prendete un bicchierino con una ciambella…

 

Crispino                   No….. Noi non siamo venuti per mangiare e bere.

 

Olga                           Io sono tanto curiosa di sapere che sta succedendo. Crispino da ieri sera

                                    mi stà impapocchiando di chiacchiere. Vi assicuro,che fra quattrini,notaio,

                                    figli maschi e figlie femmine,non ho capito un’acca. Vi pregherei,caro

                                    compare Angelantonio,e cara comare Filomena,di essere tanto gentili da

                                    spiegarmi come sta la questione.

 

Angelan                    Ecco comare Olga….. Ora,mentre noi, io e il compare Crispino andiamo un

                                    po’ di là,Filomena ti dirà tutto e ti dirà anche quello che dovrai fare………

 

Crispino                   Veramente,se non vi dispiace,vorrei essere io a dirglielo……

 

Filomena                  Noi non abbiamo nulla in contrario compare. Sai bene,però, che non c’è

                                    tempo da perdere….

 

Olga                           Crispino… Quello che ho ottenuto da te,fino ad ora,è che ho la testa come

                                    un tamburo….. Mi vuoi ubriacare di chiacchiere per un altro paio di

                                    giorni ?

 

Crispino                   Da solo non sono stato capace a dirtelo,ma ora che ci sono loro,scommetto

                                    che.……

 

Filomena                  Compare Crispino non ti preoccupare… Vedrai che tra noi femmine ci

                                    capiremo meglio… Stai tranquillo…….

 

Crispino                   E quel fatto ? Anche quel fatto le dirai?

 

Angelan                    E si compare….. Arrivati a questo punto ?…..

 

Crispino                   E se quella….. (Gesti con le mani a colpire)

 

Angelan                    Compare Crispino,i coltèlli li ho già tutti nascosti.

 

Filomena                  Però voi,per non rischiare,è meglio se ve ne andate di là……..

 

Angelan                    Ancora non ti convinci Crispino ?……..

 

Crispino                   Olga….. Tu pure pensi che è meglio se noi ce ne andiamo di là ?…..

 

Olga                           Ma si si !… Così,se dobbiamo dirci qualche cosa che interessa noi

                                    femmine,almeno non ci vergognamo.

 

Filomena                  Va compare… Angelantonio andate… Lei ora me la lavoro io.

 

Crispino                   Chiudiamo la porta a chiave compare ?…

 

Angelan                    Di che hai paura compare ? (Crispino indica Olga)

 

Olga                           Di me ?….. Hai paura di me ?…

 

Crispino                   Eh !…

 

Olga                           Allora la cosa è grave ? Che hai combinato,che hai combinato si può sapere ?

 

Filomena                  No comare Olga… Così,come fai tu,non si raggiunge lo scopo… Stai buona.

                                    Con un po’ di paziénza e un po’ di calma faremo luce sulla questione…

 

Angelan                    Ora…. Come si presenta,la cosa ti farà una brutta impressione…

 

Crispino                   Poi,invece,quando saprai… Ti verrà un colpo…

 

Olga                           Mamma mia bella !…..

 

Filomena                  Ma no comare….. Tuo marito sta scherzando. Ve ne volete andare o no ?

 

Angelan                    Si ce ne andiamo….. Forza Crispino…..

 

Crispino                   Olga…… Qualunque cosa succeda,ricordati che ti voglio bene…..

 

Angelan                    E cammina !….. (Lo spinge all’interno e lo segue)

                                                           SCENA VI

Olga                           Che ha voluto dire comare Filomena ?

 

Filomena                  Chi comare Olga ?

 

Olga                           Mio marito…

 

Filomena                  Quando comare ?…

 

Olga                           Quando ha detto… Ricordati che ti voglio bene….

 

Filomena                  Ah!… Niènte… La stessa cosa che ha detto Angelantonio,quando

                                    quello che devi fare tu,ora,l’ho dovuto fare io…….

 

Olga                           E di che si tratta comare ?

 

Filomena                  Del fatto che riguarda la lettera del notaio Manetta… Dei quattrini…..

                                    Di come ho dovuto fare io per avere il figlio maschio… E come dovrai fare tu

                                    per avere una figlia femmina……..

 

Olga                           E che hai dovuto fare di particolare per avere il maschio comare ?… Non lo

                                    hai fatto come le figlie femmine ?……….

 

Filomena                  No comare Olga… Ho dovuto fare un innesto di semi di cetrioli…

 

Olga                           Un innesto di semi di cetrioli ?.. E lo devo fare anche io comare ?…

 

Filomena                  No comare,no… Tu dovrai fare un innesto di semi di carciofi… Io,li ho

                                    chiesti al compare Crispino……

 

Olga                           I semi di cetrioli ?…

 

Filomena                  Si.

 

Olga                           E a mio marito,i semi,chi glieli ha dati comare ?

 

Filomena                  Il Consorzio Agrario !… Comare,tu ci fai o lo sei ?

Olga                           Perché mi tratti così ?……. Io i figli li ho fatti sempre come li fanno le altre

                                    femmine…. Che ne so che ora occorrono gli innesti di semi di carciòfi e di

                                    cetrioli ?….

 

Filomena                  No comare, non hai capito. Gli innesti di semi di carciòfi e di semi di cetrioli è

                                    un modo di dire…. Vedi, io,dopo che ho fatto sette figlie femmine,per avere il

                                    maschio,ho dovuto fare un cambio…..

 

Olga                           Ah ! Ora ho capito !… E’ venuto lo straccivendolo e al posto degli stracci ti

                                    sei fatta dare una casseruola…

 

Filomena                  Si,la casseruola di tua sorella !…….

 

Olga                           Comare io non capisco… Allora che cosa hai cambiato ?

 

Filomena                  Ho cambiato il marito……

 

Olga                           Ah ! Ecco… Prima,però,gli hai fatto fare il bagno ? Dopo che panni

                                    gli hai fatto mettere comare ?….

 

Filomena                  La camicia di seta con le mutande di lana…

 

Olga                           E con quei panni addosso ti ha fatto fare il maschio ? Allora se tuo marito

                                    si infilava la cravatta con il cappotto, chissà che avresti fatto ?…

 

Filomena                  Avrei fatto un figlio vestito e calzato. Comare Olga,il figlio maschio che

                                    ho,non l’ho fatto con mio marito,l’ho fatto…. (Olga fa cadere dei cucchiaini e

                                    gli uomini accorrono allarmati)

                                                           SCENA VII

Crispino                   Comare Filomena ti ha  fatto qualche cosa ?

 

Angelan                    Ti ha dato qualche coltellata Filomena ? Che dici,prendo lo schioppo ?……

 

Filomena                  Si… così riapriamo la cacciarèlla…  Cosa siete venuti a fare ?

 

Crispino                   E quel rumore cos’è stato ?….

 

Filomena                  Le stavo accennando il fatto e le sono caduti i cucchiaini dalle mani…

 

Angelan                    Tutto qui ?…

 

Filomena                  Sarebbe stato meglio se mi aveste trovata con la trippa squarciata ?

 

Angelan                    Ma no,che stai dicendo ? Noi ci siamo spaventati. E’ vero Crispino ?

 

Crispino                   Mi tremano ancora le gambe…… Allora,ancora non sa niènte ?

 

Olga                           No,ancora non ho saputo niènte… Stiamo ancora parlando di carciòfi e di

                                    cetrioli…..

 

Crispino                   Comare Filomena,quando le dici il fatto ?

 

Filomena                  Quando vi sarete decisi ad andarvene di là……..

 

Angelan                    Ce ne andiamo subito…. Forza Crispino…

 

Crispino                   Si vengo…..

 

Olga                           Vorrei venire anch’io di là con voi…..

 

Filomena                  Dopo comare Olga,dopo ci vai. Prima dobbiamo parlare. (Gli uomini

                                    all’interno)

                                                           SCENA VIII

Olga                           Crispino non mi lasciare…. Io ho paura……

 

Filomena                  Comare Olga,la carne umana io non l’ho mai mangiata.

 

Olga                           Va bene comare Filomena,sono pronta…. Che mi devi dire ?…..

 

Filomena                  Ecco….. Però è mèglio se prima ti fai un paio di sorsi…… Per farmi curaggio,

                                    un paio di bicchierini me li faccio anche io. (Mentre bevono si guardano con

                                    disagio. Filomena muove qualche passo per la stanza)

 

Olga                           Fa proprio paura quello che mi devi dire comare ? (Filomena la guarda)

 

Filomena                  No comare,non fa paura…Anzi… Tu lo sai il fatto dei quattrini del fratello

                                    di Angelantonio e il figlio maschio ?…

 

Olga                           Bèh ! Si lo so….. Ma che c’entra ?….

 

Filomena                  Ora ci arrivo….. Quando siamo andati dalla maga,la sora Colomba,per

                                    farci dire ciò che dovevamo fare, perché io e mio marito non ci siamo

                                    fidati di quello che aveva detto il mèdico,ed abbiamo saputo che i figli maschi

                                    li potevano fare solo gli uomini con i piedi grandi,si insomma,che avevano

                                    almeno quarantasette di piede. Noi,visto che tuo marito aveva le scarpe

                                    grandi,abbiamo fatto la proposta a lui…….

 

Olga                           Ma Crispino,ai piedi aveva le scarpe del fratello.

 

Filomena                  Noi,però, non lo sapevamo… Pròprio per questo fatto abbiamo ripensato a

                                    quello che ci aveva detto il medico….

 

Olga                           E cioè ?…

 

Filomena                  Che se un uomo ha solo il seme di carciòfi,non può generare i cetrioli…..

 

Olga                           Adesso ricominciamo con i semi di carciòfi e di cetrioli comare ?

 

Filomena                  E questa è la cosa più importante… Insomma comare,se un uomo ha

                                    in corpo solo il seme per generare figlie femmine,non può avere figli

                                    maschi…..

 

Olga                           Tuo marito ha il seme per le femmine… mentre Crispino…. Fammi capire

                                    comare Filomena….. Crispino dove ha preso il seme di cetrioli ?….

                                    E tu che ne hai fatto del seme di cetrioli che ti ha dato Crispino ?

 

Filomena                  Li ho usati per farmi gli impiastri sulla trippa…..

 

Olga                           Ah !  Così hai fatto il figlio maschio ?…..

 

Filomena                  Comare Olga……. Io sono andata con Crispino…

 

Olga                           Dove sei andata comare ?…

 

Filomena                  Sono andata a letto con lui……

 

Olga                           E  che avete fatto ?

 

Filomena                  Ci siamo raccontate le favole….

 

Olga                           Per davvero ?… E qualcuna non la puoi raccontare pure a me ?…..

 

Filomena                  Mamma mia bella !… Oh sciocca,svegliati…Lo vuoi capire o no che il figlio

                                    maschio che ho io è figlio a me e a tuo marito ?…..

 

Olga                           Comare ti sei sbagliata… Invece di dire mio marito,hai detto tuo marito…

 

Filomena                  No comare,no. Non mi sono sbagliata… Ho detto tuo marito perché il figlio

                                    maschio che ho è figlio a me e a Crispino…

 

Olga                           Gesù,Giuseppe,Sant’Anna e Maria !…

 

Filomena                  Eh ! Tutta la processione e così sia !.. Però credimi,non è stato per vizio

                                    o per innamoramento. Il figlio maschio che ho voluto fare con Crispino,è

                                    servito per acchiappare i quattrini del fratello di Angelantonio… Perché

                                    senza di quelli ora,con sette figlie femmine,staremmo peggio di voi…….

 

Olga                           E hai il coraggio di guardarmi in faccia,hai addirittura la faccia tosta di

                                    invitarmi a casa tua ?… Ne ho conosciute di femmine con la faccia di

                                    mattone,ma come la tua… E quel delinquente libidinoso,disgraziato,sozzo

                                    e traditore,dove sta ?… Esci fuori perché ti voglio dare una coltellata alla

                                    parte bassa della trippa…. Crispino… Ti voglio fare il servizio a quel coso,

                                    così dopo,vai a cantare al coro delle voci bianche… (Escono Crispino ed

                                    Angelantonio. Olga insegue Crispino intorno al tavolo)

                                                           SCENA IX

Filomena                  Oh !… La vuoi finire o no,cosa vuoi far succedere ?….

 

Olga                           No… Io gli voglio cacciare fuori le budella così impara ad andare in cerca di

                                    altre acquasantiere…

 

Angelan                    Comare Olga… Ora basta ! Calmati e stammi ad ascoltare….

 

Olga                           E tu… Con che coraggio hai fatto fare a tua moglie una cosa del genere ?

 

Angelan                    La fame comare…… Quando i bambini hanno fame e chiedono di mangiare                                e tu non hai un’accidente che ti spacchi da dare loro… Che fai ?…..

Olga                           Vado a lavorare… Vado a rubare…..

 

Filomena                  Ah ! Si ?…….. Fammelo vedere…….

 

Olga                           Come ?……

 

Filomena                  Fammelo vedere. Anche io ho pensato di andare a lavorare o di andare a

                                    rubare. Però,per potere risolvere immediatamente i problemi e dare da

                                    mangiare alle mie bambine non ho trovato altre soluzioni. Quella più facile e

                                    più sicura mi è sembrata quella… Tu ora stai nelle mie stesse condizioni di

                                    allora…. A noi per salvarci serviva un figlio maschio…..

 

Olga                           E a noi ?……….

 

Crispino                   A noi,invece,come dice il notaio Manetta,serve una figlia femmina…

                                    insomma,ci vuole il seme di carciòfi…… Hai capito ?…

 

Olga                           Si…. Ho capito….. A me il seme di carciòfi chi me lo deve dare ?…..

 

Filomena                  Angelantonio. Mio marito Angelantonio. Pure perché,dopo che ti avrà dato il

                                    seme di carciòfi tapperete i debiti e la bocca e la partita finirà pari, patta e

                                    pace….. (Olga guarda i presenti, che scuotono la testa in segno di assenso)

 

Olga                           Crispino, tu non dici niènte,non la potremmo fare da noi una figlia femmina ?

 

Crispino                   Può darsi !… Ma se poi è vero quello che ha detto il mèdico al compare

                                    Angelantonio ?…

 

Filomena                  Vuoi fare un’insèrto di figli maschi, come ho fatto io con le figlie femmine, e

                                    intanto rischiare di morire di fame ?

 

Olga                           Invece con tuo marito ?…….

 

Filomena                  Ha il seme di carciòfi…… Credimi comare Olga,che alla fine ti sarà anche

                                    piacevole, perché mio marito,per quel fatto, non è l’ultimo arrivato…

 

Olga                           Lo dobbiamo fare ora ?……

 

Crispino                   E’ mèglio… Altrimenti finisce che ci ripenso….

 

Olga                           E secondo te io ti dò il tempo di ripensarci ? Hai intenzione di morire di fame ?

                                    E poi che sarà ?… Diglielo pure tu comare Filomena……………………..

 

Filomena                  Sbrigatevi,prima che non si presenti qualche scocciatore…

 

Angelan                    Andiamo ?…..

 

Filomena                  Andate…….

 

Olga                           Vado Crispino… E stai tranquillo che tanto  non stò lontana….(Crispino

                                    con lo sguardo nel vuoto. Angelantonio accarezza il viso di Filomena la

                                    quale stringe con la sua,la mano di Angelantonio sul suo viso)…..

Filomena                  Va cammina… prima che non mi afferri un colpo…. (Angelantonio ed Olga

                                    vanno all’interno. Crispino audacemente,prova ad abbracciare Filomena)

                                                           SCENA X

Crispino                   Comare siamo rimasti soli.

 

Filomena                  Compare Crispino ti si é sviluppato il prurito ?… (Si divincola)

 

Crispino                   Comare Filomena… loro di là si, e noi qui no ?…

 

Filomena                  Si capisce !… Facciamo diventare questa casa una casa d’appuntamenti….

                                    Che dici,non sarebbe il caso di mettere i prezzi fuori della porta ?……                                           Soldati e ragazzi,metà prezzo ?….

 

Crispino                   Ma come comare,già lo abbiamo fatto ?…

 

Filomena                  Per necessità Crispino,con la morte nel cuore e non per piacere. E come ho

                                    detto a tua moglie, io voglio bène a mio marito e ciò che abbiamo fatto noi due

                                    io non lo ricordo più….. Ora,per esempio,sapere che Angelantonio sta di là

                                    con tua moglie,mi fa rivoltare le budella… Tu non ti azzardare più a fare una

                                    mossa perché te spacco il capo… Mettiti ciònco su una sedia e non muovere

                                    neanche un sopracciglio… (Bussano,Filomena apre ed entrano Nina,Clorinda,

                                    Leonardo e Tommaso).

                                                                                   SCENA XI

Nina                           Oh !… Crispino,ci stai pure tu ?… Siamo venuti a truvare Filomena perché io

                                    con costui non ce la faccio più e le vogliamo chiedere un consiglio…

 

Filomena                  Perché da qualche tempo vi comportate come un cane e una gatta ?…

 

Nina                           Perché è un baccalà…

 

Leonardo                 Io sono un baccalà ?… E tu invece che sei ?…

 

Clorinda                   Ricominciate  ?

 

Tommaso                Nina,Leonardo lo avevate promesso e ora ? Siete venuti a chiedere consiglio

                                    a Filomena ? Allora lasciate decidere a lei….

 

Filomena                  Che vi serve ?…

 

Nina                           Ecco Filomena…

 

Leonardo                 Ci devi aiutare… Che dobbiamo fare ? Noi ci vogliamo bene,però come ci

                                    incontriamo,incominciamo a litigare…..  

 

Clorinda                   Perché lo fanno Filomena ?……

 

Filomena                  Tu e Tommaso non lo avete fatto mai ?…..

 

Tommaso                Noi ancora no… Però io so perché loro si appiccicano….

 

Filomena                  Nina… Leonardo ti chiede mai di andare con lui in qualche posto al buio ?

 

Nina                           Tutte le volte che ci incontriamo me lo chiede…..

 

Crispino                   Che ti possano ammazzare !…..

 

Filomena                  E tu ci vai ?….

 

Nina                           Si. Sta fresco lui !…..

 

Filomena                  Ecco perché litigate…..

 

Tommaso                Io lo sapevo…….

 

Clorinda                   Allora pure noi feniremo per litigare ?

 

Tommaso                Per carità !… E chi ti chiederà mai di andare al buio ?…..

 

Clorinda                   Perché a te non piace ?…..

 

Leonardo                 Clorinda ?!?!…

 

Tommaso                Oh !… Per te andrebbe bene e per noi no ?

 

Crispino                   Brutti sporcaccioni !…

 

Leonardo                 Tommaso,Clorinda è mia sorella….

 

Nina                           Come sarebbe a dire…….. Io sono forse la figlia di nessuno ?…..

 

Crispino                   Leonardo…  Stai cercando una battuta con i fiocchi ? Hai dimenticato che

                                    anche lei ha un fratello ?

 

Nina                           Che sei bello !… Hai capito Filomena perché siamo venuti da te?………

                                    Ma voi stavate parlando di cose importanti ? Forse vi abbiamo disturbati ?…..

 

Leonardo                 Sarebbe stato meglio se non fossimo venuti ?…

 

Tommaso                Meglio se torniamo un’altra volta Filomena ?…..

 

Clorinda                   Come mai siete voi soli. Olga con Angelantonio non ci sono ?

 

Crispino                   Come non ci sono ?… Ci sono ci sono…

 

Nina                           E dove sono ?…

 

Filomena                  Sono di là.

 

Leonardo                 Che stanno facendo Filomena ?

 

Tommaso                E sono soli ?…

 

Crispino                   Per fare quello che stanno facendo,devono stare da soli…..

 

Clorinda                   Uh !… E che stanno facendo Crispino ?…

 

Crispino                   E che stanno facendo ?… Comare Filomena ?…

 

Filomena                  Eh ?….Compare Crispino, tu non lo sai quello che stanno facendo ?…..

 

Crispino                   Lo possiamo dire anche a loro, comare Filomena ?…

 

Filomena                  Perché no, compare Crispino ? Che stanno facendo qualche cosa di male ?….

 

Crispino                   Ah ! No ?…..

 

Filomena                  Crispino,stanno facendo un innèsto. Un innèsto è qualche cosa di male ?

 

Crispino                   E no…. Un innèsto non è qualche cosa di male.……… Mah !…..

 

Nina                           Che innèsto stanno facendo Filomena ?……

 

Filomena                  Un esperimento che sta facendo Angelantonio… Sta innestando un carciòfo

                                    su una pianta di fico…

 

Clorinda                   E l’innèsto attecchisce Filomena ?…

 

Filomena                  Se non attecchisce al primo colpo ci riprova con altre quattro o cinque colpi di

                                    pompétta. Noi siamo diventati esperti. Già abbiamo fatto un’innèsto di cetriolo

                                    su una pianta di fico…..

 

Nina                           Andiamo Clorinda,andiamo a vedere come fanno…

 

Clorinda                   Possiamo andarci Filomena ?

 

Filomena                  Siete pazzi ?…..  Se per disgrazia fate fare qualche salto ad Angelantonio,e a

                                    quello va indietro la bòtta, poi chissà quante altre pompétte gli ci vorranno ?

 

Tommaso                Allora è mèglio che…..

 

Filomena                  No Tommaso…….. E’ mèglio di no………….

 

Clorinda                   E poi nascono Filomena ?….

 

Filomena                  E come non nascono ?… Nascono si… E’ vero Crispino ?……

 

Crispino                   E’ comare Filomena ?…….

 

Filomena                  Si !… Tu dormi sèmpre da piédi…..

 

Leonardo                 E quanto tempo ci vuole perché nascano Filomena ?…

 

Filomena                  Nove mesi Leonardo, nove mesi…

 

Nina                           Tiè ! Tal’e quale al tempo che occorre per gli uomini.

 

Filomena                  Si. Tal’e quale… E voi ragazzini, per quel fatto delle litigate……..

                                    Dopo che vi sarete sposati. Lo avete capito ?  (Leonardo annuisce)

 

Nina                           Finalmente !… …. (Parte musica di commento. Minuetto)

 

Clorinda                   Ora andiamo via.

 

I Ragazzi                  Arrivederci e grazie Filomena…..

                                                           SCENA XII

Crispino                   Già hanno il prurito.

 

Filomena                  Loro, perché tu ?!  (Dall’interno, ballando, rientrano Olga ed Angelantonio)

                                                           SCENA XIII

Crispino                   Alla signora faceva schifo !…

 

Filomena                  Ha detto che non aveva mai trovato una faccia di mattone come quella mia.

                                    Ti venisse un accidente ! Potresti aprire bottega sui marciapiedi ! (I due

                                    smettono di ballare)

 

Olga                           Non è quello che volevate ? E poi non lo sapete che se mettete la paglia

                                    vicino al fuoco quella si accende ?

 

Angelan.                   E che fuoco ! Se l’avessi vista Filomena. Ha sprigionato un incendio che

                                    quello di Roma, al confronto, si sarebbe vergognato… E alla fine mi sono

                                    incendiato pure io…

 

Filomena                  Ah si ? Vi siete incendiati tutti e due, avete fatto vergognare l’incendio di

                                    Roma ? Allora adesso, cara comare Olga e caro Angelantonio, vi faccio

                                    vedere io un incendio di tutto rispetto. Forza compare Crispino. Facciamo

                                    vedere a questi principianti come si fa un vero incendio. Se siete stati capaci

                                    di fare un incendio tale da fare vergognare quello di Roma, Con quello che

                                    provocheremo noi, faremo vergognare le fiamme dell’inferno. E se lo vorrete

                                    spegnere, che Giove mi fulmini ! Incominciate a telefonare ai pompieri……

                                    (Filomena afferra Crispino e lo trascina nella danza. Aumenta il volume della

                                    musica che si fonderà nel motivo di fine atto).

 

                                                           CALA   LA   TELA

 

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COMUNICATO STAMPA:

Venerdì 20 ottobre alle ore 16 presso la Sala Giunta del Comune di Terracina in Piazza Municipio si terrà la presentazione del libro “TERRACINA – CRONACHE DI VITA AMMINISTRATIVA VISSUTA. 1960-1990″ (Innuendo Editore) dell’Architetto Mario Di Mario.

Il libro doveva essere presentato durante la serata conclusiva dell’ottava edizione del Terracina Book Festival in settembre rimandata poi causa allerta meteo.

Il volume, ricco anche di fotografie d’epoca, ripercorre la storia recente della nostra città attraverso le opere realizzate dal dopoguerra alla fine dello scorso secolo con i protagonisti di allora e quelli di oggi.

L’Editore Massimo Lerose è fiero della strada intrapresa dalla casa editrice terracinese ovvero quella di far conoscere, oltre ai molti scrittori locali, anche varie fasi della storia della città attraverso i propri libri.

Dalla quarta di copertina “Alcuni degli importanti avvenimenti politico-amministrativi che hanno caratterizzato il Comune di Terracina nella seconda metà dello scorso secolo sono descritti, nelle pagine che seguono, da Mario Di Mario, nella maniera dirompente che è caratteristica dei suoi comportamenti di vita.

Ne “Le ragioni di questo scritto” egli espone con chiarezza l’obiettivo che si è proposto: concorrere, citando esempi di vita politico-amministrativa vissuta, a recuperare il significato profondo dell’impegno politico di quanti operano nella Pubblica Amministrazione per contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini (i terracinesi e gli altri che, numerosi, a Terracina soggiornano).”

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PROGRAMMA Terra Di China 2017


(Ingresso Gratuito)
13 OTTOBRE – Palazzo della Bonifica Pontina
(Via Salita Annunziata – Terracina)
dalle ore 22.00 – “NOTTE NERA” – Sessione disegni
La serata sarà arricchita dalla presenza della violinista Valentina Del Re

 
14 OTTOBRE – Hotel Torre del Sole
(via Pontina km 106,500, 04019 Terracina)
ore 10.30 – Conferenza “Dalla Sceneggiatura alla Tavola”
ore 11.30 – “Curiosità’ sul Mondo del Fumetto”
ore 17.00 – dalle Terre di China a Digiland “Storia di un breve viaggio” moderatore Terracina3.0 con la partecipazione di Daniele Bigliardo
dalle ore 16.00 – Disegni su Commissione

 

15 OTTOBRE – Hotel Torre del Sole
(via Pontina km 106,500, 04019 Terracina)
ore 11.00 – Aperitivo fine manifestazione

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Mostra: “Una bella STORIA di storie” Istituto S. Giuseppe 1933-2017…

La mostra “Una bella STORIA di storie”, sarà allestita nella sala Appio Monti, in via Roma a Terracina, dal 17 al 22 ottobre.
Essa proporrà immagini e foto relative alla presenza scolastica dell’Istituto S. Giuseppe, della sua storia educativa e delle tante STORIE da cui l’Istituto è stato abitato e che ha collaborato a tessere nel tempo… Tantissime!
La mostra sarà certamente e volutamente incompleta: chi ha vissuto anche solo qualche frammento di questa storia è chiamato a collaborare nel “tappare” i buchi ed è invitato a portare foto, testimonianze, memorie…

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Prefazione di Paolo Alberto Giannetti  (Webmaster del TerracinaBlog.com).

Inizia da oggi, in esclusiva per il TerracinaBlog.com, la pubblicazione dei copioni integrali

di tutte le opere teatrali di Cesàreo Legge.

Credo che sia un grande lascito culturale per questa città.

Chiunque vuole ha l’autorizzazione dell’autore per rappresentarle.

 

 

 

 

        47 di  piede

 

                               di

 

           Cesàreo Legge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Posizione S.I.A.E.

    Sezione D.O.R.

Cod. AADD 114162

 

                                                           Personaggi

 

 

                                                           Filomena                   30-50 anni

 

                                                           Angelo                       (Marito) 30-50 anni

 

                                                           Nina                           20-25 anni

 

                                                           Clorinda                    20-25 anni

 

                                                           Armida                       (Ostetrica) 40-60 anni

 

                                                           Crispino                    (Fratello di Nina) 30-50 anni

 

                                                           Leonardo                  (Fratello di Clorinda) 20-25 anni

 

                                                           Tommaso                  (fratello di Filomena) 20-25 anni

 

                                                           Don Fausto               50-60 anni

 

                                                           Peppino                    (Cantiniere) 50-60 anni

 

                                                           Zingarella                 12-16 anni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel primo atto la scena si svolge in una piazza ove si affacciano tre vicoli. Uno a sin. Al fianco del quale vi è una cantina praticabile. Uno centrale al fianco del quale vi è una finestra non praticabile, abitazione di Angelo nella quale si accede appunto, per il vicolo centrale ed uno a des. Al fianco del quale vi è una finestra praticabile, abitazione di Clorinda nella quale si accede per il vicolo di des.

 

                                                                       In breve

                                                                       ———–

            Allettati dalla promessa di una favolosa donazione da parte di un ricchissimo parente “americano” a patto che procreino un figlio maschio al fine di tramandare il nome, Angelo e Filomena, modesti popolani, si danno un gran daffare per conseguire lo scopo riuscendo però a procreare solo femmine. Temendo che il fatto dipenda da qualche malformazione, consultano uno specialista e, per vincere la mala sorte, anche una cartomante. Il medico non trova però difetti nei due malcapitati e non sa suggerire la terapia adatta. La cartomante, invece, dice che per generare maschi, l’uomo deve possedere i piedi grandi, almeno per una scarpa numero 47.

            Angelo che i piedi li ha piccoli dovrebbe recarsi in Cina per essere sottoposto ad un intervento chirurgico doloroso, difficoltoso, costosissimo e per di più neppure di effetto sicuro. Osservando il piede del compare Crispino il quale intanto diventa padre di un quarto maschietto, Angelo si convince della fondatezza del giudizio della cartomante, in quanto il compare Crispino calza scarpe, sicuramente della misura 47. Convince allora la moglie ed il compare ad unirsi carnalmente affinché con la sicura nascita del maschio possa finalmente entrare in possesso del denaro del fratello d’America.

 

N.B.    Questa commedia anche se può essere recitata come episodio unico, è da conside-rarsi come primo episodio di un secondo racconto che ha per titolo: “Carciòfi e cetrioli”.

Però,anche questo secondo racconto può essere rappresentato come commedia a sé stante,

a discrezione di chi organizza le rappresentazioni. Si consiglia,comunque,di leggerle entrambe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                           ATTO            PRIMO

                                                                       SCENA I

(Un mattino di aprile. Si ode il suono di un pianino. Da des. entra Peppino, il quale aperta la cantina si appresta a sistemare un tavolo e delle sedie fuori della porta)

                                                                       SCENA II

(Entra da des. una zingarella e con insistenza chiederà l’obolo a Peppino che le darà una monetina. La zingarella riuscirà per lo stesso vicolo mentre Peppino entrerà in cantina)

                                                                       SCENA III

(Da sin. Entra Tommaso il quale ad alta voce chiama)

 

Tommaso                Leonardo… Leonardo… (Si apre la finestra di des. e si affaccia Clorinda)

                                                                       SCENA IV

Clorinda                   Chi è ?… Sei tu Tommaso, cosa vuoi ?

 

Tommaso                C’è Leonardo ?

 

Clorinda                   Si sta vestendo

 

Tommaso                Digli di far presto

 

Clorinda                   E’ successo qualcosa ?

 

Tommaso                No niente. Devo parlargli di un fatto personale

 

Clorinda                   Un fatto personale ? Allora si salvi chi può !

 

Tommaso                Digli che si sbrighi (Uscendo dalla cantina entra Peppino)

                                                                       SCENA V

Clorinda                   Leonardo, quel perditempo di Tommaso ti sta aspettando

 

Leonardo     (fs)      Cosa gli scappa ?

 

Clorinda                   Lui lo sa (Rientra e chiude la finestra)

                                                                       SCENA VI

Peppino                    Dove andate a far guai ?

 

Tommaso                E a te che ti frega ?

 

Peppino                    Hai dormito con il sedere scoperto questa notte ?

 

Tommaso                Ah, ah ! Che vai cercando ?… Non ti senti bene se non ti impicci degli     

                                    affari degli altri ?

 

Peppino                    Quanto sei ignorante ! Ti sto forse dicendo che non sei figlio a tuo padre ?

 

Tommaso                Perché non provi a rompere i così detti a qualche altro ? (Da des. Entra

                                    Leonardo)

                                                                       SCENA VII

Leonardo                 Le hai parlato ?

 

Tommaso                Certo che le ho parlato

 

Leonardo                 Quando ?

 

Tommaso                Qualche minuto fa

 

Leonardo                 E che ha detto ?

 

Tommaso                Che vuole parlare con te… E poi un fatto strano

 

Leonardo                 Di che si tratta ?

 

Tommaso                Ha detto che vuole toccare con le sue mani

 

Leonardo                 Come ha detto ?

 

Tommaso                Che vuole toccare con le sue mani

 

Leonardo                 Così ha detto ?

 

Tommaso                E’ quello che ti sto dicendo

 

Leonardo                 Tommaso, sei sicuro ?

 

Tommaso                Sono sicuro si… (Leonardo tra sé)

 

Leonardo                 “Vuole toccare con le sue mani”….. E cosa vuole toccare ?

 

Tommaso                Ed io cosa ne so ?… Solo lei sa cosa vuole toccare

 

Leonardo                 Questo fatto mi lascia perplesso… Vuole toccare con le sue mani.

 

Tommaso                A me, così ha detto

 

Leonardo                 Ehi, guarda che io vado e poi sono affari suoi ?

 

Tommaso                Leonardo lo ha detto lei. Vuole toccare ? Tu falla toccare.

 

Leonardo                 Un accidenti ! E se hai capito male ?

 

Tommaso                Ti arrangi. Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Ora tocca a te

 

Leonardo                 E se hai capito fischi per fiaschi ?

 

Tommaso                Se ho capito fischi per fiaschi peggio per te perché questa è la volta 

                                    buona che il padre te le suona per le feste (Dalla cantina esce Peppino)

                                                                       SCENA VIII

Peppino                    Io l’ho detto che oggi voi andate trovando numeri. Attenti però perché,

                                    da quello che ho capito, i numeri che cercate sono troppo alti per voi

 

Leonardo                 Dimmi un po’ Peppino, ci stai forse spiando ?

 

Tommaso                Non sarebbe il caso che ti occupassi solo delle tue faccende ?

 

Peppino                    Per carità !… Che cosa ho detto ?

 

Leonardo                 Ora ha poca importanza. Portaci, piuttosto, una gassosa

 

Peppino                    Una gassosa ?

 

Tommaso                Che sei sordo ?… Una gassosa si.

 

Peppino                    Con voi metto i soldi in banca ! (Si avvia)

 

Tommaso                Peppino….. Due bicchieri… Infuriato, Peppino, entra in cantina mentre

                                    i due ridono e si siedono al tavolo)

                                                                       SCENA IX

Leonardo                 Dove dobbiamo vederci ?

 

Tommaso                Adesso esageri. Io non credo che avesse voglia di farmelo sapere.

                                    A me ha detto solo che vuole toccare.

 

Leonardo                 Io cado dalle nuvole. Come è possibile che possa accadermi un fatto

                                    simile ?… Tommaso, a te è mai successo ?

 

Tommaso                Che cosa ? (Peppino torna in scena con bottiglia e bicchieri che

                                    poggia sul tavolo e poi torna in cantina)

                                                                       SCENA X

Leonardo                 Che una ragazza ti faccia sapere tramite un altro un fatto del genere ?

 

Tommaso                No. A me non è mai accaduto.

 

Leonardo                 Un fulmine a ciel sereno ! Da Nina non mi sarei mai aspettato un fatto

                                    del genere. La facevo una ragazza seria.

 

Tommaso                Caro Leonardo, oggi le ragazze sono tutte uguali. Non hanno più

                                    vergogna di niente. (Leonardo si alza e con fare minaccioso)

 

Leonardo                 Brutto deficiente ! Vuoi che ti rompa il grugno ?

 

Tommaso                Lo stai dicendo tu, mica io. E poi io ti ho riferito quello che mi ha detto

                                    lei. Se è una di quelle peggio per lei, se poi non lo è meglio per lei e

                                    per te. A me che me ne frega ?!…..

 

Leonardo                 Zitto, sta venendo. Ora è meglio se te ne vai.

 

Tommaso                Va bene. Poi mi fai sapere ?

 

Leonardo                 D’accordo. Però ora sparisci. (Tommaso esce. Entra Nina)

                                                                       SCENA XI

Nina                           Proprio te cercavo.

 

Leonardo                 Ed io ti sto aspettando.

 

Nina                           Allora ?

 

Leonardo                 Qui, sotto gli occhi di tutti ?

 

Nina                           Ed allora dove andiamo ?

 

Leonardo                 Andiamo almeno dietro il vicolo.

 

Nina                           Per fare che cosa ?

 

Leonardo                 Per farti vedere, per farti toccare. (Nina gli dà un ceffone)

 

Nina                           Brutto sporcaccione maniaco sessuale ! Chi credi che io sia ?

 

Leonardo                 Ma come. Lo hai detto tu. Ti ho mandato Tommaso e non gli hai detto

                                    che volevi vedere e toccare con le tue mani ?

 

Nina                           Leonardo !… Quello è un modo di dire. Non mi fido di ciò che mi dice

                                    la gente di te e volevo rendermi conto di persona, volevo parlarti,

                                    sentire che intenzioni hai.

 

Leonardo                 Ah !… Così ?… Io credevo…

 

Nina                           Cosa credevi ?… Pappagallo !

 

Leonardo                 Meno male ! Ho pensato che tu fossi una di quelle.

 

Nina                           Quanto sei cretino !

 

Leonardo                 Mi piaci lo sai ?… Sei forte Nina e son contento se ci fidanziamo.

 

Nina                           Anche tu mi piaci ed anche io sono contenta di fidanzarmi con te.

                                    Però io non voglio fare due o tre anni di fidanzamento, mi voglio

                                    sposare subito. Voglio subito una casa mia.

 

Leonardo                 Si. Questa sera lo dico a mamma, lei poi lo dice a papà.

 

Nina                           Già ho tutto pronto. La camera da letto e la biancheria.

 

Leonardo                 Io ho trovato casa. Non è tanto grande, ma fino a quando saremo noi

                                    due soli ci staremo bene. Poi, quando la famiglia crescerà la prenderemo

                                    più grande.

 

Nina                           Brutto scemo !….. Dove sta ?

 

Leonardo                 Qui, dietro il vicolo. Sta vicino a quella dei tuoi genitori così, se vuoi,

                                    puoi andare ogni giorno a trovare tua madre e tuo padre.

 

Nina                           Anche i tuoi genitori. Per me non saranno suoceri, ma una seconda

                                    madre e un secondo padre.

 

Leonardo                 Nina, ti voglio un bene da morire. Sei dolce. Questa sera vengo a farti

                                    la serenata, fatti trovare sveglia…. Nina, ti posso dare un bacio ?

 

Nina                           Sei pazzo ? Ci possono vedere. Questa sera quando vieni per la

                                    serenata. Mi devi far cantare Nina se voi dormite hai capito ? Ora va

                                    via altrimenti le sarte del vicinato incominciano a tagliare e cucire.

 

Leonardo                 Hai ragione. Allora vado…. (da sin entra Tommaso)

 

Tommaso                Allora come è andata la prova, ha toccato con le sue mani ? (Nina gli

                                    dà un ceffone)

 

Nina                           Ho toccato quel cretino che sei. (Nina impettita, esce al centro mentre

                                    uscendo dalla cantina entra Peppino)

                                                                       SCENA XII

Peppino                    Complimenti ! Con i numeri avete già incamerato due cinquine.

 

Leonardo                 Ma va a rompere i giocattoli da un’altra parte ! (Da des. Entra Clorinda.

                                    Mentre ridendo Peppino ritirati bottiglia e bicchieri rientra in cantina)

 

Clorinda                   Leonardo, era tutta questa la fretta che avevi ?

 

Leonardo                 Di che ti impicci ?

 

Tommaso                Non dargli retta Clorìnda. Se ancora stiamo qui è per una questione di

                                    cuore. (Uscendo dalla cantina rientra Peppino)

                                                                       SCENA XIII

Leonardo                 Tu interessati dei fatti tuoi altrimenti ti gonfio di bòtte.

 

Peppino                    Se ancora non si sono mossi è perché sono stati troppo occupati a far

                                    raccolta di numeri. Pensa Clorinda, fino ad ora hanno rimediato una

                                    cinquina per uno.

 

Leonardo                 Hai voglia di dividere le vincite con noi ?

 

Peppino                    Assolutamente no. Io mi accontento di quello che ho.

 

Tommaso                Allora rintanati nella tua cantina e cerca di farti gli affaracci tuoi. 

                                    (Peppino rientra nella cantina)

                                                                       SCENA XIV

Leonardo                 E’ qualcosa di incredibile !

 

Tommaso                Come si permette tanta confidenza ?

 

Leonardo                 Roba da pazzi ! (Si accorge di Clorinda che lo osserva)

                                    E tu cosa vuoi ?

 

Clorinda                   Brutto scemo ! Ti sei infatuato di quella mocciosa ? Quello che mi dà 

                                    fastidio e che sei mio fratello. Povero te ! Quella non ha né sale né pepe.

 

Tommaso                E’ quello che anch’io ho cercato di fargli capire, ma lui è cocciuto

                                    come un mulo.

 

Leonardo                 Cosa vi siete messi in testa, volete far agire il prossimo secondo i

                                    vostri intenti ? Volete capire che dovete impicciarvi esclusivamente

                                    degli affari vostri e smetterla di intrufolarvi nei miei.

 

Clorinda                   Io non posso assistere passivamente alla rovina di un fratello.

 

Tommaso                Clorinda ha ragione. Cerca almeno di valutare se le obiezioni che

                                    facciamo io e tua sorella abbiano, o meno, un minimo di fondamento.

 

Leonardo                 Ah ! E tu insisti ? Se mi salta la mosca al naso vi gonfio di bòtte.

                                    Specialmente tu Clorinda, sbriga le faccende che ti competono senza

                                    impicciarti dei fatti miei altrimenti ti prendo a calci.

 

Clorinda                   Tu provaci ed io lo dico a papà. E tu, come sei bello ! Questo ti sta

                                    trattando come una pèzza da piedi e tu accetti tutto passivamente ?

 

Tommaso                Non esagerare Clorinda ! Siamo amici.

 

Clorinda                   Siete amici ?….. E un amico può permettersi di far minacce, in tua

                                    presenza, alla ragazza che vuoi sposare senza che tu muova un

                                    muscolo ?

 

Tommaso                E cosa dovrei fare ?

 

Clorinda                   Devi dargli una lezione che gli faccia capire che la fidanzata tua,

                                    anche se è sua sorella, non può né toccarla, né maltrattarla.

 

Leonardo                 Vorrei proprio vedere. Dovrebbe solo fare un tentativo e lo rimando a

                                    casa con le ossa rotte.

 

Tommaso                Lo senti ?… Se lui si facesse picchiare io proverei anche a dargli una

                                    lezione, ma lui poi, me la fa scontare. (Le si avvicina e con dolcezza)

                                    Clorinda, lo sai cosa ti dico ?

 

Clorinda                   Che cosa Tommaso ?

 

Tommaso                E’ meglio che te ne vai altrimenti buschiamo tutti e due.

 

Clorinda                   Ti venisse la rogna ! Non guardarmi più in faccia…. Addio ! (Esce                                                  al centro impettita come aveva fatto prima Nina)

                                                                       SCENA XV

Tommaso                Aspetta Clorinda… Ascolta… Clorinda

 

Leonardo                 Smettila Tommaso. Lascia perdere mia sorella. Dobbiamo prepararci

                                    per la serenata sotto la finestra di Nina.

 

Tommaso                La serenata sotto la finestra ?!… Io vi piazzerei una mina.

 

Leonardo                 Oooh !

 

Tommaso                Oh ! che ? Adesso basta ! Sembra che solo tu puoi permetterti di

                                    spassartela con la ragazza ? Caro Leonardo, qui cacciamo tutti il fumo

                                    dalle orecchie, stiamo tutti sotto pressione e piacerebbe pure a me

                                    fare la serenata alla ragazza mia.

Leonardo                 Ehi ! Non ti scordare che parli di mia sorella.

 

Tommaso                E allora ?… Perché è tua sorella non può fidanzarsi ?

 

Leonardo                 Che ragionamento !… Ognuno di noi deve pensare all’avvenire. Mia

                                    sorella, però,  può ancora aspettare. Mica le manca la terra sotto i piedi ?

 

Tommaso                Ed io mica ho detto che ci sposiamo domani ? Aspettiamo, facciamo

                                    passare un paio d’anni…

 

Leonardo                 Cosa hai detto ?

 

Tommaso                Sono pochi ?

 

Leonardo                 Un accidenti ! Quando sono passati tre mesi tu fai le carte e te la sposi.

 

Tommaso                Ma io mi devo ancora sistemare…. E pensare che basterebbe una

                                    fesseria.

 

Leonardo                 Alla faccia della fesserìa !… Devi ancora trovare un lavoro sicuro e tu

                                    dici che è una fesserìa ?

 

Tommaso                Se mia sorella mettesse al mondo un figlio maschio, me ne fregherei

                                    del lavoro.

 

Leonardo                 Tommaso, curati perché stai diventando tutto scemo.

 

Tommaso                No, caro Leonardo, non sono scemo. Mio cognato Angelo ha un

                                    fratello in America, scapolo, che ha un sacco di milioni. Ha promesso

                                    ad Angelo che se mette al mondo un nipote maschio che continui la

                                    stirpe, li lascia tutti a lui.

 

Leonardo                 Ecco perché tutti gli anni ci prova ?!

 

Tommaso                Tutti gli anni ci prova e fino ad ora ha messo al mondo sette femmine.

                                    (Da des. Entra Crispino)

                                                                       SCENA XVI

Crispino                   Leonardo, Tommaso avete visto passare mia sorella ? (I due,

                                    toccandosi la guancia sinistra)

 

Leonardo                 Non solo l’abbiamo vista, ma l’abbiamo anche sentita.

 

Tommaso                Sarà andata a casa perché è andata per di là. (Dal cent. Entrano

                                    Angelo e Filomena)

                                                                       SCENA XVII

Crispino                   Buon giorno Comare… Buon giorno compare…

 

Filomena                  Buon giorno compare.

 

Angelo                      Buon giorno compare, buon giorno.

 

I due giovani           Buon giorno.

Filomena                  La comare come sta ?

 

Crispino                   Incominciano le voglie.

 

Filomena                  Uh !… E che desidera ?

 

Crispino                   Niente comare. Sopporta i dolori senza fare un lamento.

 

Angelo                      Allora che voglia le è venuta ?

 

Crispino                   La voglia di che compare ?

 

Leonardo                 Le è venuta la voglia di cocomero ?

 

Crispino                   Si, la voglia di zucca !… Sono incominciati i dolori.

 

Tommaso                E tu hai detto le voglie ?

 

Crispino                   Perché, come si chiamano ?

 

Filomena                  Le doglie compare e non le voglie. Le doglie da dolore.

 

Crispino                   Come dici tu comare. Sta per nascere. Io cerco mia sorella affinché vada

                                    a farle compagnia mentre vado a chiamare la comare Armida la levatrice.

 

Angelo                      Noi, invece, andiamo dal medico.

 

Crispino                   Perché vi sentite male ?

 

Filomena                  No, non stiamo male, ma…

 

Angelo                      No compare Crispino, non è niente. Forse è solo sfortuna, chi lo sa ?

                                    Andiamo a vedere… Beato te !…..

 

Filomena                  Se non dovessi andare dal medico verrei io dalla comare. Dille, però,

                                    che appena mi sono spicciata vengo.

 

Crispino                   Mi dispiace comare che non vi sentiate bene. Fatti coraggio compare.

                                    Vedrai, sarà di sicuro un falso allarme.

 

Filomena                  Lo spero proprio compare Crispino….. Andiamo Angelo, muoviamoci,

                                    perché se ci ripenso non vengo più dal medico.

 

Angelo                      Si Filomena, andiamo… (I due, molto avviliti, escono a des.. Dalla

                                    cantina esce Peppino)

                                                                       SCENA XVIII

Peppino                    Cosa è successo Tommaso ?

 

Tommaso                Io ne so quanto te Peppino. (Dal cent. Entra Nina)

                                                                       SCENA XIX

Leonardo                 Per andare dal medico qualcosa sotto ci deve essere.

 

Nina                           Chi è andato dal medico ?

 

Crispino                   Il compare Angelo e la comare Filomena.

 

Nina                           Perché che hanno ?….. Tommaso ?…

 

Tommaso                Non lo so Nina, non me lo hanno detto.

 

Crispino                   Per la barba di Noé ! Nina, corri a casa perché Olga sta per sgravare.

Nina                           Per davvero ?… E devo andarci io ?… Io che posso fare ?… Vai a

                                    chiamare la levatrice…

 

Crispino                   Adesso vado. Tu intanto prepara l’acqua calda e la biancheria.

 

Leonardo                 Nina, non vengo più a farti la serenata ?

 

Nina                           Perché non vieni ?

 

Leonardo                 Se tu stai a casa di tuo fratello ?

 

Crispino                   Vi siete fidanzati ?

 

Leonardo                 Ti dispiace ?… Domani mando i genitori a parlare con i tuoi.

 

Crispino                   No, non mi dispiace. Anzi sono contento. E per piacere la serenata

                                    vieni a farla sotto casa mia così l’ascolta anche mia moglie Olga.

 

Leonardo                 Come no ?…

 

Tommaso                Bisognerà solo vedere se Angelo se la sentirà di cantare.

 

Crispino                   Già… Le serenate le canta sempre lui.

 

Nina                           Speriamo bene. Più tardi passo io a ricordarglielo.

 

Peppino                    Crispino, tua moglie fa un altro figlio ?

 

Crispino                   Quella di sapere gli affari degli altri è la tua sola preoccupazione ?

 

Peppino                    Che c’entra Crispino ? Agli amici fa sempre piacere sapere.

 

Leonardo                 Anche perché tu hai un certo interesse.

 

Peppino                    Di cosa parli Leonardo ?

 

Nina                           Che sicuramente si festeggerà per la nascita del bambino e siccome

                                    tu vendi il vino….. (Tutti ridono e Peppino seccato rientra in cantina)

 

Crispino                   Tu ti vuoi sbrigare o no ? Olga può sgravare da un momento all’altro.

 

Nina                           Ti devi sbrigare tu ad andare a cercare la comare Armida. (Si avvia)

Leonardo                 Nina. Fa tanti auguri ad Olga.

 

Nina                           Si, Leonardo. Grazie. (Nina esce a des.. Leonardo si siede)

                                                                       SCENA XX

Tommaso                Cosa pensi Crispino, questa volta sarà femmina o no ?

 

Crispino                   Spero proprio di si. Olga muore dalla voglia di avere una femminuccia.

                                    (Da des. Entra Don Fausto)

                                                                       SCENA XXI

Don Fausto             Buon giorno… Buon giorno a tutti.

 

Crispino                   Buon giorno Don Fausto.

 

Tommaso                Buon giorno.

 

Leonardo                 Buon giorno.

 

Tommaso                E se è maschio anche questo ?

 

Crispino                   Se è maschio sono quattro, caro Tommaso. Quattro maschi.

 

Don Fausto             Vuol dire che riproverai la prossima volta. (Dalla cantina appare Peppino)

                                                                       SCENA XXII

Leonardo                 Come ha fatto Angelo. Prova e riprova ha fatto un convento di

                                    Monache e tu alla fine fai un convento di frati.

 

Tommaso                E pensare che Angelo e Filomena,un figlio maschio,lo pagherebbero oro.

 

Peppino                    Buon giorno Don Fausto. Vi porto qualcosa da bere ?

 

Don Fausto             Per me no… Ancora devo dire messa.

 

Crispino                   Neppure per me, grazie.

 

Leonardo                 Noi abbiamo già bevuto una gassosa.

 

Tommaso                E poi, digiuni, cosa dobbiamo bere ?

 

Peppino                    E ti pareva !… Io sto qui solo per passarvi le sedie ed i tavoli.

 

Don Fausto             Peppino ?!?!…

 

Leonardo                 E finiscila ! A sentirti sembra che tu stia morendo di fame.

                                    (Borbottando Peppino rientra nella cantina)

                                                                       SCENA XXIII

Tommaso                Crispino, se tua moglie mette al mondo un altro maschio, perché non

                                    le fai fare uno scambio con mia sorella Filomena ?

 

Crispino                   Come ?…

 

Tommaso                Olga le dà un maschio e Filomena le dà una femmina…..

 

Crispino                   Se si potesse fare !… Ma sono figli. Chi ha il coraggio di scambiare il

                                    proprio figlio con il figlio di un altro ?… No, mi dispiace, ma ogni

                                    mamma si tenga i figli suoi.

 

Leonardo                 Tommaso sta scherzando.

 

Don Fausto             Su certe cose non si scherza. Anche se per Angelo e Filomena sarebbe

                                    una sistemazione, i figli sono un dono di Dio e ciò che Lui ci manda,

                                    dobbiamo accettarlo con tutto il cuore altrimenti siamo maledetti.

 

Tommaso                Dobbiamo accettarlo noi Don Fausto, tu che c’entri ?

 

Crispino                   E’ un problema che non ti riguarda.

 

Don Fausto             Questo lo dici tu ?… Le vie del Signore sono infinite e i disegni suoi

                                    sono imperscrutabili.

 

Leonardo                 Come come ?… Adesso incominci pure a bestemmiare Don Fausto ?

 

Don Fausto             Tu sogni caro Leonardo. Come puoi pensare che io, prete, possa

                                    bestemmiare. Vuoi farmi morire dannato ?

 

Tommaso                Perché la parolaccia che hai detto prima, forse l’ho detta io ?

 

Don Fausto             Quale parolaccia, benedetto Iddio !…

 

Crispino                   Imper…. Imper…. Come ha detto Leonardo ?

 

Leonardo                 Impersfruttabile. Chi di noi si è permesso di farlo, non sei stato tu ?

 

Don Fausto             Benedetta ignoranza ! Ciò che ho detto io significa che quello che

                                    vuole Iddio non si può né prevedere né calcolare e soprattutto

                                    giudicare. Quello che Lui vuole succede.

 

Tommaso                Vale a dire che se Lui vuole anche tu puoi avere figli ?

 

Don Fausto             Si, caro Tommaso. Se Lui vuole, anch’io posso avere figli. (Dalla

                                    cantina riappare Peppino, da des. Filomena ed Angelo,)

                                                                       SCENA XXIV

Crispino                   Siete andati dal medico ?  (I due molto tristi scuotono la testa)

 

Angelo                      Siamo andati dal medico !

 

Don Fausto             Vi sentite male ? (Filomena ed Angelo fanno gesti per indicare

                                    che il fatto è grave)

 

Crispino                   Compare, comare che significa ?… Volete forse dire che la faccenda è

                                    grave ? (Angelo attraversa la scena e si siede alla sedia che lascia libera

                                    Leonardo il quale ne prende un’altra e la offre a Filomena che a sua volta

                                    si siede)

 

Don Fausto             E’ tanto grave che non avete neppure il coraggio di parlarne ?

Filomena                  E’ grave, anzi gravissimo.

 

Crispino                   Nessuna speranza ?

 

Angelo                      Le speranze ci starebbero, ma ci vogliono un sacco di quattrini.

 

Tommaso                E quelli non li abbiamo.

 

Leonardo                 Allora addio speranze !

 

Peppino                    Cosa avete, che vi sentite ?

 

Don Fausto             L’aspetto sembra ottimo.

 

Filomena                  E’ vero ?… Invece….

 

Don Fausto             Cosa avete di tanto grave ?

 

Tommaso                Volete farvi uscire il fiato. Si può sapere cosa avete ?

 

Angelo                      Abbiamo finito di cucinare.

 

Crispino                   Addirittura ?

 

Leonardo                 Veramente Angelo, hai detto che le speranze ci sarebbero ?

 

Filomena                  Ci sarebbero se ci fossero i quattrini.

 

Tommaso                E senza quattrini ?… Si può sapere che male avete ?

 

Angelo                      Tommaso non è facile. E’ una cosa che riguarda lei.

 

Filomena                  No… Veramente è una cosa che riguarda te.

 

Angelo                      Se tu non avessi fatto tutte figlie femmine…

 

Filomena                  Tu insisti ?… Il medico ha detto…

 

Angelo                      Il medico ha detto, il medico ha detto !… A me pare una cosa strana…

                                    Tu ti gonfi, le porti nel grembo per nove mesi e poi arriva un macellaio

                                    qualsiasi che per clienti ha una collezione di morti o moribondi e dice

                                    che i figli li fa l’uomo e non la femmina.

 

Leonardo                 Questa dichiarazione l’ha fatta veramente il medico ? Per caso quel

                                    signore vede le cose sottosopra ?

 

Don Fausto             Benedetta ignoranza ! Guardate che le coso sono proprio come dice il

                                    medico. I figli li fanno gli uomini e non le femmine.

 

Angelo                      Don Fausto, adesso ti ci metti anche tu ?

 

Peppino                    E’ forse cambiata la natura ? Da che è il mondo i figli li hanno fatti

                                    sempre le femmine invece ora li fanno gli uomini ?

 

Tommaso                Da quando è uscita questa moda ?

 

Don Fausto             Lo vedete cosa significa non andare a scuola ?

 

Leonardo                 Perché a scuola ti insegnano come si fanno i figli e chi li fa ?

 

Filomena                  Siete delle zucche vuote. Secondo voi il medico si fa medico da solo ?

                                    Una mattina si alza e dice: Da oggi faccio il medico

 

Don Fausto             A scuola il medico ha imparato che non è la femmina che fa i figli, ma

                                    l’uomo…….

 

Crispino                   Vi pigliasse un accidenti !… Mi state mettendo in crisi. Fateme capire.

                                    A casa mia, ora, nel letto, in attesa di partorire non c’è mia moglie, ma

                                    ci sono io senza che io lo sappia ?

 

Filomena                  Che cretineria stai dicendo compare Crispino ?

 

Leonardo                 Ha ragione…. Se il medico ha detto che i figli li fanno gli uomini, lui sta

                                    nel letto in casa sua in attesa del figlio e sua moglie invece è qui con

                                    noi. (Filomena passeggia pensierosa sul proscenio)

 

Tommaso                Oooh !… Possibile che non ci sia nessuno che sappia spiegare meglio

                                    questa faccenda ? Si può sapere chi fa i figli ?

 

Filomena                  Tu, caro Angelo non hai capito un tutolo. E questi altri ciucci che hanno il

                                    cervello di gallina non sanno una rapa. Il medico ha parlato chiaro, ma tu

                                    hai fatto finta di non capire….. La femmina, ha detto, è come la terra e

                                    l’uomo è il contadino… Ora, se il contadino pianta carciofi possono, mai,

                                    nascere cetrioli ? Questo ha detto il medico. Tu, fino ad ora hai piantato

                                    sempre carciofi e carciofi sono sempre nati… Diglielo tu Don Fausto.

 

Don Fausto             Caro Angelo è proprio così. Se nel terreno pianti zucche, sempre

                                    zucche escono.

 

Peppino                    Sarà ! Io, però, da questo medico non mi farò visitare né adesso né

                                    mai. Potete dire quello che vi pare, ma a me pare un fatto strano.

 

Angelo                      Anche a me Peppino, anche a me. Io, però, non mi sono fidato di

                                    quello che ha detto il medico.

 

Filomena                  Tanto è vero che mi ha trascinata da quella che fa le carte e predice il

                                    futuro.

 

Don Fausto             Da chi siete andati ?

 

Angelo                      Dalla maga, fattucchiera cartomante.

 

Filomena                  Che ci ha sistemati per le feste meglio che il medico. Diglielo,diglielo.

 

Angelo                      Quello che ha detto ci ha troncato le gambe.

 

Leonardo                 Vi ha detto, almeno, come si fa per piantare i cetrioli ?

 

Filomena                  Si. Occorre una operazione che costa un mucchio di quattrini.

 

Don Fausto             Come ha detto ?

 

Angelo                      Ci vuole un’operazione che costa un sacco di soldi.

 

Tommaso                E quanto ci vuole ?

 

Filomena                  Cinquecento mila lire…

 

Crispino                   Scusate, ma io devo andare a cercare la levatrice (Esce a des.)

 

Peppino                    Io vi lascio perché a quest’ora mia moglie mi aspetta. Il tavolo con le

                                    sedie le ripongo più tardi. (Esce correndo a sin.)

 

Leonardo                 Muoviamoci Tommaso. (Esce a des.)

 

Tommaso                Si vengo. (Esce a des.)

                                                                       SCENA XXV

Angelo                      Sono spariti. Appena hanno sentito nominare i quattrini sono scappati.

 

Filomena                  Tu, non avresti fatto come loro ?…

 

Don Fausto             Io non sono scappato.

 

Angelo                        Tu no, che scappi a fare ? I quattrini non li hai…

 

Filomena                  Non puoi biasimarli Angelo. Cinquecentomila lire non le abbiamo

                                    viste mai

 

Angelo                      Ecco perché la cosa è grave.

 

Don Fausto             Io dico che l’operazione non c’entra. Basta un po’ di fede, qualche

                                    preghiera, qualche offerta e Dio…

 

Angelo                      E Dio mette il seme per mezzo dello Spirito Santo !

 

Don Fausto             Non bestemmiare !… Vuoi finire dannato ?

 

Filomena                  Madonna mia no !… Non è lui che parla. E’ scoraggiato, ma non è

                                    cattivo. Angelo a Pasqua ti confessi e chiedi perdono per quest’atto di

                                    superbia e fai la comunione altrimenti resta l’ombra su casa nostra.

                                    Don Fausto non ci abbandonare. Fa’ qualcosa pure tu. Diglielo a Dio

                                    che Angelo non è cattivo…

 

Don Fausto             La fede non si abbandona mai. Fatevi coraggio, andate, pregate ed io

                                    domani passo a benedirvi.

 

Filomena                  Vieni presto Don Fausto. Io te lo faccio trovare scalzo, spogliato e con

                                    la cenere sul capo….

 

Angelo                      E con il cordone legato al collo !… Io mi faccio trovare scalzo, spogliato e

                                    con la cenere in testa ? (Don Fausto ridendo esce sul fondo)

                                                                       SCENA XXVI

Filomena                  Si Angelo. Devi chiedere perdono per il peccato che hai fatto

                                    altrimenti ti lascio e me ne vado.

 

Angelo                      No Filomena, questo no ! Io poi come faccio, solo e con sette figlie

                                    femmine ?…..

 

Filomena                  Angelo… quanti milioni sono i quattrini che ci lascia tuo fratello ?

 

Angelo                      Se facciamo un figlio maschio Filomena, non dimenticarlo…

 

Filomena                  Si lo so e non lo dimentico, ma quanti saranno ?

 

Angelo                      Tanti Filomena, tanti. Noi possiamo solo sognarli. Va a casa,va. Cambiati

                                    e poi vai dalla comare Olga… Che fortuna che ha il compare Crispino !

 

Filomena                  Compra una scatola di fiammiferi prima di salire in casa altrimenti mi

                                    tocca chiedere alle vicine una paletta di brace.

 

Angelo                      Si la compro. Che fortuna che ha il compare Crispino !

 

Filomena                  Già lo hai detto Angelo, già lo hai detto.

 

Angelo                      Si l’ho detto. Però io volevo dire che ha… (Fa la figura del cerchio con

                                    le dita)

 

Filomena                  Il Padre Eterno ha fatto crescere i piedi solo a lui. Se non hai 47 di

                                    piedi, caro Angelo, i figli maschi non puoi averli. Questo ha detto

                                    la cartomante fattucchiera. Devi farti allungare i piedi e l’operazione la

                                    fanno solo in Cina… Cinquecentomila lire hai capito Angelo ?

 

Angelo                      Crispino è figlio del Padre Eterno…(Indica con le braccia la lunghezza)

                                    Io, invece… Acchiappati questo ! (Afferra a metà l’altro braccio)

                                    Sette figlie femmine !… (Da des. Entrano Crispino ed Armida la quale

                                    è affaticata ed accaldata. Usa continuamente il ventaglio)

                                                                       SCENA XXVII

Crispino                   Sbrigati comare Armida perché può darsi che già sia nato.

 

Armida                      Allora che corro a fare se è nato ? Noi serviamo solo se deve nascere.

                                    (Armida invece di proseguire si mette a sedere ad una delle sedie

                                    della cantina)

 

Crispino                   Come sarebbe ?

 

Armida                      Che la levatrice deve aiutare a far nascere perché dopo ci pensa la

                                    natura.

 

Crispino                   Ma va !?… Allora può darsi che tu non serva ?

 

Armida                      Si. Può darsi che io non serva.

 

Crispino                   Allora se è nato non ti pago.

 

Armida                      Anima e coscienza tua compare Crispino. Se penso a tutte le volte

                                    che mi avete costretta ad alzarmi di notte tra te ed il compare

                                    Angelo, altro che pagare ! Dovrei essere di oro.

 

Crispino                   Il compare Angelo si, lui ne ha fatte sette.

 

Armida                      E tu stai per la via Crispino. Con questo che nasce sono quattro, se

                                    non saranno due o tre insieme.

 

Crispino                   Con questo che vuoi dire che non dobbiamo più fare figli ?

 

Armida                      No, questo no. Però un poco di moderazione non guasterebbe. Anche

                                    perché per la vostra soddisfazione debbo buttare il sangue io.

 

Filomena                  Accidenti !

 

Armida                      Un accidente che ti spacchi ! Sarebbe stato meglio se fossi venuta ad

                                    abitare nel portone di casa tua. Pare che sto di servizio solo per voi ?

 

Crispino                   Dimmi una cosa comare Armida. I figli, specialmente i figli maschi si

                                    somigliano alle madri è vero ? (Angelo osserva i piedi di Crispino e

                                    da dietro le sue spalle, misura il suo piede con i suoi)

 

Filomena                  Mica sempre compare Crispino. Quasi sempre alle madri e qualche

                                    volta anche al padre. (Angelo continua l’azione)

 

Crispino                   E i figli miei a chi somigliano comare ? Alla madre no e neppure a me.

                                    Hanno certi tratti somarici…

 

Armida                      Somatici compare. (Crispino la osserva un attimo)

 

Crispino                   No,no… Hanno certi tratti somarici…

 

Armida                      Somatici, somatici. Compare, si dice somatici hai capito ?

 

Crispino                   Ho capito comare. Sei tu che non vuoi capire. Comare Armida i figli

                                    miei hanno i tratti somarici, si somigliano al somaro poveracci loro.

                                    Speriamo che quello che viene o quella che viene non abbia il muso

                                    del maiale. Eppure io e la madre mica siamo brutti ?

 

Armida                      No compare per carità ! Certo, però, non è tanto bello incontrarvi al buio.

 

Crispino                   Perché comare ?

 

Armida                      A chi non vi conosce potreste creare i vermi.

 

Crispino                   Perché siamo brutti ?

 

Armida                      Compare Crispino, io vado su altrimenti trovo tuo figlio pronto per

                                    Andare a fare il militare. (Armida esce sul fondo)

                                                           SCENA XXVIII

Crispino                   Compare, comare anch’io salgo. Voglio essere presente, capite vero ?

 

Angelo                      Compare Crispino… Ti volevo chiedere un favore… (Crispino tra sé)

 

Crispino                   Ci siamo. Ora mi chiede i quattrini.

 

Filomena                  Io vi lascio. Arrivederci compare.

 

Crispino                   Arrivederci comare (Filomena esce sul fondo)

                                                           SCENA XXIX

Angelo                      Compare Crispino…

 

Crispino                   Se è per quattrini compare, hai sbagliato indirizzo.

 

Angelo                      Si, si tratterebbe di quattrini, ma non sono quelli che cerco Da te.

 

Crispino                   Meno male !

 

Angelo                      Tu sai compare di mio fratello che è in America e che ha detto che mi

                                    dà un sacco di quattrini se gli faccio un nipote maschio ?

 

Crispino                   Me lo hai già detto. Quello che non so è quale è il favore posso farti ?

 

Angelo                      Ora ci arrivo compare Crispino. Filomena ed io, prova e riprova,

                                    sempre con la speranza di avere un figlio maschio, è già la settima

                                    figlia femmina che mettiamo al mondo. Sospettando un difetto fisico,

                                    mio o di mia moglie, siamo andati dal medico. Non ha trovato difetti

                                    fisici, e che è solo questione di fortuna. lui personalmente non può far

                                    niente. Non soddisfatto, ho convinto Filomena a consultare La signora

                                    Colomba, fattucchiera cartomante.

 

Crispino                   E così ?…

 

Angelo                      Quella, al contrario del medico, appena mi ha visto ha detto :

                                    Mi dispiace, ma così, come sei, i figli maschi non potrai averli mai…

                                    A meno che… (Guarda i piedi di Crispino)

 

Crispino                   A meno che Angelo ?

 

Angelo                      A meno che non vai in Cina a farti un’operazione.

 

Crispino                   Un’operazione in Cina ?… Di che si tratta compare ?

 

Angelo                      Un’operazione tanto lunga, difficile, costosa, dolorosissima e che in

                                    fine non è neppure molto sicura.

 

Crispino                   Per la barba di Marco Aurelio ! Mi dici un fiammifero ? Compare Angelo,

                                    io che c’entro in tutto ciò, qual è il piacere che posso farti ? (Si ode il

                                    pianto di un neonato. Dal fondo entra Nina)

                                                           SCENA XXX

Nina                           E’ nato… E’ nato !…

 

Crispino                   Cos’è Nina ?

 

Nina                           Maschio, un bel maschio… (Nina riesce sul fondo)

                                                           SCENA XXXI

Angelo                      Lo sapevo. Ecco compare la risposta alla tua domanda. E sono quattro !

 

Crispino                   Si compare, sono quattro. E allora ? (Guardando i piedi di Crispino)

 

Angelo                      Sono quattro, ma sono quattro maschi. Che sedere che hai !…Io, invece,

                                    sette femmine… Per forza fa i maschi. Al posto dei piedi ha due barche !

 

Crispino                   Vieni a farti un bicchierino compare ?

 

Angelo                      Un altro maschio !…

 

Crispino                   Si compare, un altro maschio. A te pare che dispiaccia ?

 

Angelo                      Per carità ! compare. Magari li potessi avere io ! (Si guarda i piedi)

                                    Io non capisco perché non mi sono cresciuti i piedi come a lui…

 

Crispino                   Cosa hai detto compare ? (Angelo fa un giro intorno a Crispino)

 

Angelo                      Eh ?… Ah ! niente compare, niente. (Crispino si insospettisce)

 

Crispino                   Compare Angelo, ho qualcosa che non va ? (Angelo gli guarda i piedi)

 

Angelo                      Hai qualcosa che non va ?… No, no. La cosa che hai va e come.

                                    Magari potessi averla io !

 

Crispino                   Cosa ho che tu non hai ?

 

Angelo                      Il fatto che tu puoi avere i figli maschi ed io no.

 

Crispino                   Credevo chi sa che. E’ solo fortuna compare Angelo.

 

Angelo                      No compare, non è fortuna. Io lo so e lo sa anche mia moglie……

                                    Compare Crispino, mi devi fare un favore. Devi andare una volta con

                                    mia moglie Filomena.

 

Crispino                   Dove deve andare la comare ? E perché non l’accompagni tu ?

 

Angelo                      No compare. Non devi andare… (Con le mani indica per andare)

                                    Ma devi andare… (Cenni con le mani ad indicare unione)

 

Crispino                   Angelo ho capito bene ?… Tu mi stai chiedendo di andare con

                                    la comare ?… (Anche lui mima con le mani l’unione)

 

Angelo                      Si compare, hai capito bene. Devi unirti una volta con Filomena.

 

Crispino                   Compare mio, tu sei tutto scemo. Capisco la necessità, ma fratello caro

                                    io ho l’impressione che tu abbia perduto ogni misura. Hai forse

                                    l’intenzione di farmi ammazzare da tua moglie ? Appena provo a farle la

                                    proposta, quella mi fa fare la fine di Giulio Cesare.

 

Angelo                      No compare. Ascoltami.

 

Crispino                   Io non ti ascolto più. Tu sei pazzo.

 

Angelo                      Compare Crispino, no, non sono pazzo. Ti prego abbassa la voce

                                    altrimenti si affaccia tutto il vicinato e ciò che dobbiamo fare non

                                    possiamo farlo più.

 

Crispino                   Angelo, ma tu ci fai o ci sei ? Io non faccio proprio niente. E poi

                                    a mia moglie chi glielo dice ?

 

Angelo                      Ora sei tu che fai il deficiente. Tua moglie non dovrà saperlo mai.

                                    Sarà una cosa che rimarrà tra me, te e mia moglie Filomena……

 

Crispino                   Angelo, tu stai facendo sul serio ? Finiscila altrimenti perdiamo l’amicizia.

 

Angelo                      Fammi capire, compare Crispino. Per caso Filomena non ti piace ?…

 

Crispino                   No, no… La comare Filomena mi piace e come !

 

Angelo                      Ah !… E allora ?…

 

Crispino                   Compare Angelo, io non ti capisco. Che uomo sei ?

 

Angelo                      Lascia stare l’uomo compare Crispino. Qui si tratta di milioni e di fronte

                                    ai milioni non si bada al capello.

 

Crispino                   Alla faccia del capello !….. Milioni !… compare hai detto milioni ?

 

Angelo                      Si compare ho detto milioni. I soldi che mi ha promesso mio fratello

                                    sono milioni.

 

Crispino                   Beato te !… Io, però, cosa c’entro ?

 

Angelo                      Tu, compare, con il figlio che ti è nato ora sei padre del quarto maschio.

                                    Io per avere le tue stesse possibilità dovrei andare in Cina e sottopormi

                                    ad un’operazione. Operazione per la quale occorrono quattrini ed io non

                                    li ho, e che poi non sarebbe neppure sicura. Mentre tu…

 

Crispino                   Sto qui bello e pronto, non costo niente, ed è sicuro che faccio figli

                                    maschi ?

 

Angelo                      Così ha detto la signora Colomba la cartomante.

 

Crispino                   E alla comare Filomena chi glielo dice ?

Angelo                      Questo è compito mio. La preparo con calma e spero che non mi

                                    spacchi la testa.

 

Crispino                   Va bene. Domani vengo a casa tua e spero che la comare Filomena

                                    non mi mette le budella in mano.

 

                                               FINE DEL PRIMO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                               ATTO            SECONDO

                                                           SCENA I

(Interno d’appartamento. Cucina – salotto – sala da pranzo. Mobili del caso, tavolo in centro, sedie. A des. La comune, al centro in fondo porta per l’interno, sul lato sin. Finestra o balcone. E’ sera. Filomena stira o cuce. Angelo passeggia nervosamente)

 

Filomena                  Su Angelo. Qualcosa si farà non è mica la fine del mondo ?

                                    Intanto preparati che da un momento all’altro viene Don Fausto a

                                    benedire.

 

Angelo                      Mi preparo a far che ?

 

Filomena                  Devi farti trovare scalzo, spogliato e con la cenere in testa.

 

Angelo                      Stai dicendo sul serio ? (Dalla comune entra Tommaso il quale va alla

                                    credenza, si mesce da bere e va a sedersi al tavolo)

                                                           SCENA II

Filomena                  Certo che sto dicendo sul serio. Non vuoi capire che per far succedere

                                    il miracolo devi fare le cose come si deve ? Se Vuoi chiedere a Dio

                                    che mi dia un figlio maschio, lo devi fare con la umiltà del penitente,

                                    scalzo, spogliato e con la cenere in testa.

 

Angelo                      Ed un cordone legato al collo.

 

Filomena                  Quello non è necessario perché se non riusciamo a farci dare i

                                    quattrini da tuo fratello, alla fine, non solo il cordone ti leghi al collo,

                                    ma una fune di canapa con il sapone.

 

Tommaso                E quindi chiediamo un prestito per farti il funerale.

 

Angelo                      Ti venisse un colpo ! (E mentre senza bussare entra Don Fausto)

                                                           SCENA III

Tommaso                A te e a quel mangia pane a tradimento di Don Fausto. (Don Fausto

                                    che intanto stava richiudendo la porta, resta immobile nella posizione

                                    bloccato dalla frase di Tommaso)

 

Don Fausto             La grazia del Signore sia sempre in questa casa. ! (Attimo di disagio.

                                    Tommaso si alza e gli va incontro)

 

Tommaso                Don Fausto, io non volevo… (Don Fausto lo afferra per un orecchio e

                                    riaccompagnandolo alla sedia)

 

Don Fausto             No, no Tommaso. Tu lo hai detto con tutto il sangue agli occhi

 

Filomena                  No Don Fausto, non dargli retta. Quelle sono cose che si dicono, ma

                                    non si pensano.

 

Don Fausto             Filomena, quelle sono cose che si pensano anche quando non si

                                    dicono. Non importa. Io ci sono abituato.

 

Angelo                      Con quella faccia di mattone che ti ritrovi !

 

Don Fausto             Cosa hai detto ?

 

Filomena                  Che hai una faccia di Angelo e che ti stavamo aspettando per la

                                    benedizione.

 

Don Fausto             Veramente mi è sembrato di sentire tutt’altra cosa.

 

Tommaso                Hai equivocato Don Fausto. Noi ti vogliamo tutti bene.

 

Filomena                  E troppo ti vorremmo bene se tu con la benedizione favorissi la

                                    nascita di un figlio maschio.

 

Don Fausto             Quando ti preme di sistemare i tuoi interessi vuoi bene anche al

                                    diavolo. Però Dio è troppo grande per badare a queste fesserìe e ti

                                    perdona ugualmente….. Almeno inginocchiatevi.

 

Angelo                      E non mi metto scalzo, spogliato e con la cenere in testa ?

 

Don Fausto             Sai come saresti bello ! Dopo ti appiccichiamo le ali dietro la schiena e

                                    ti facciamo fare l’angioletto….. In nome del Padre, del Figlio e dello

                                    Spirito Santo. Padre Celeste, benedici questa casa, questa famiglia,

                                    concedi loro la tua grazia, esaudisci le loro preghiere, anche se non lo

                                    meriterebbero, e così sia ! (Si avvia per uscire)

 

Filomena                  Aspetta Don Fausto. Le uova non le vuoi ?

 

Don Fausto             Con quelle uova fai una frittata per quel cammellone di tuo fratello e

                                    quel tacchino di tuo marito.

 

Angelo                      Don Fausto, ti sei offeso ?

 

Don Fausto             Per quello che mi avete detto ?… Tutto ciò che si pensa e si dice ha lo

                                    stesso valore di chi lo pensa e di chi lo dice. Quello che avete detto voi

                                    non ha nessun valore.

 

Filomena                  Cioè, noi non abbiamo nessun valore ?

 

Don Fausto             Questo lo hai detto tu Filomena. La pace sia con voi. (Don Fausto esce)

                                                           SCENA IV

Tommaso                Quello mi sta proprio sullo stomaco.

 

Angelo                      Non farti sentire Tommaso, quello ha le mani lunghe.

 

Tommaso                Tu come lo sai ?

 

Angelo                      Un giorno si trovava a passare vicino ad un bar e ad uno che ha voluto

                                    fare lo spiritoso dicendo : “ecco il bacarozzo, acciaccalo, acciaccalo”.

                                    Don Fausto gli diede uno schiaffone che quello starà ancora sentendo

                                    le campane.

 

Filomena                  Ha fatto bene ! Così avrà imparato a non dare fastidio a chi se ne sta

                                    per i fatti suoi.

Tommaso                Un prete, però, non può fare certe cose ?…

 

Filomena                  Questo lo dici tu. Ricorda che nostro Signore ha frustato a sangue i falsi

                                    sacerdoti nel Sinedrio…

 

Angelo                      Tu come fai sapere certe cose ?

 

Filomena                  Se tu venissi a messa con me invece di fermarti fuori della chiesa lo

                                    sapresti anche tu.

 

Tommaso                Perché certe cose le raccontano loro ?

 

Filomena                  No, caro Tommaso. Ha ragione Don Fausto quando ti chiama

                                    cammellone. Certe cose sono scritte sulle sacre scritture.

 

Angelo                      Adesso hai capito Tommaso ?… Quando lo vedi stai attento a ciò che

                                    dici… Ora però lasciaci soli perché devo dire una cosa a tua sorella e

                                    tu non puoi ascoltare.

 

Tommaso                Me ne devo andare ?… (Cenni di assenso di Angelo mentre Filomena fa

                                    capire di non sapere nulla. Tommaso si riempie il bicchiere, beve ed

                                    esce. Angelo riprende a passeggiare)

                                                           SCENA V

Filomena                  Che mi devi dire Angelo ?

 

Angelo                      Non è semplice Filomena…

 

Filomena                  Per questo hai voluto mandare le bambine dalla nonna, oltre a Tommaso

                                    neppure loro potevano ascoltare ?… Cosa è successo adesso ? Angelo

                                    tu mi fai paura… Cosa è successo ?… Cosa è successo ?

 

Angelo                      Niente Filomena, non è successo niente…  E’ una cosa difficile da

                                    dirsi e non so da dove incominciare. Io ti voglio bene, ma quello che

                                    devo dirti ti può fare un brutto effetto… Vi è pericolo…

 

Filomena                  Quale pericolo Angelo ?

 

Angelo                      Puoi accusare un disturbo e cadere in terra, ma se questo non accade,

                                    può succedere che tu mi spacchi la testa.

 

Filomena                  A te ?… Perché ?… Che riguarda questo fatto ?

 

Angelo                      Quello che ci ha detto la maga. L’operazione per il figlio maschio.

 

Filomena                  Come puoi farti l’operazione Angelo, chi ti dà i soldi per andare in Cina ?

 

Angelo                      Per questo ho parlato al compare Crispino.

 

Filomena                  Cosa c’entra, perché hai parlato al compare, che ha i quattrini ?

 

Angelo                      Filomena, il compare non ha i quattrini, però ha fatto quattro figli maschi.

 

Filomena                  Ha fatto quattro figli maschi per la sua famiglia, li ha fatti con sua

                                    moglie, mica li ha fatti per noi, mica….. Angelo, Angelo cosa hai

                                    chiesto al compare ?….. Angelo ho indovinato ?…..

 

Angelo                      Hai colpito proprio la punta Filomena….. (Disperazione di Filomena)

 

Filomena                  Ah ! Il diavolo è entrato in casa mia ! Cosa ti ho fatto, cosa ti ho fatto di

                                    male Angelo, perché vuoi farmi perdere l’onore ?…Angelo tu non mi vuoi

                                    bene più. (Filomena cade ai piedi di Angelo e piange)

 

Angelo                      No Filomena, io ti voglio sempre bene, ed è proprio per il bene che ti

                                    voglio che ti prego di accettare.

 

Filomena                  Se non me ne volevi mi chiedevi di aprire una casa di appuntamenti ?

 

Angelo                      Si Filomena…

 

Filomena                  Come ?…

 

Angelo                      No, cosa mi fai dire ?… Vedi Filomena, non capisci che quando saranno

                                    cresciute queste figlie non avremo la possibilità di dar loro da mangiare ?

                                    E vestirle e calzarle ? E cosa più importante, il giorno che si sposeranno

                                    faremo i pranzi con le cicèrchie ?

 

Filomena                  E’ una vergogna !… Mia madre, di lassù cosa penserà ? E a don Fausto

                                    chi avrà il coraggio di confessarlo ?

 

Angelo                      Che confessare e confessare !… Non lo capisci che è la salvezza

                                    nostra ?… (Filomena scuote la testa con disperazione)

 

Filomena                  No Angelo tu vuoi farmi morire…

 

Angelo                      Lo sapremmo solo noi tre. Io il compare e tu ?

 

Filomena                  No, no… Angelo no. (Filomena continua a scuotere la testa)

 

Angelo                      Fammi capire. Per caso il compare non ti piace ? (Filomena blocca il

                                    movimento della testa)

 

Filomena                  No, no… Il compare mi piace e come !…

 

Angelo                      Ah !… Ti piace ?… Allora qual’ è il problema ?

 

Filomena                  Se lo viene a sapere la comare ?

 

Angelo                      No Filomena no. La comare non dovrà saperlo né ora né mai. Non

                                    solo lei, non dovrà mai saperlo nessuno.

 

Filomena                  A don Fausto, però, lo devo confessare ?

 

Angelo                      Non sarai mica matta ?… Se trapelasse qualcosa resteremmo con un

                                    altro figlio e senza il becco di una lira.

Filomena                  E non mi dovrò confessare ?

 

Angelo                      No Filomena, per carità !

 

Filomena                  Allora farò peccato mortale, e rimarrò dannata per tutta l’eternità.

 

Angelo                      Noi lo diremo a Cristo.

 

Filomena                  Come, quando ?… Se non mi confesso come lo diremo a Cristo ?

 

Angelo                      Questa sera, quando diciamo il Rosario, diciamo una preghiera

                                    particolare e vedrai che Lui capirà e ci perdonerà.

 

Filomena                  Se invece, ci condanna all’inferno ?

 

Angelo                      Perché ?… E’ male fare qualche sacrificio per aiutare i figli ?

 

Filomena                  Perché tu dici che così noi aiuteremmo i figli ?

 

Angelo                      Non solo i figli, ma pure tuo fratello che non ha né arte né parte…..

 

Filomena                  Allora se tu dici che è una cosa che si deve fare per aiutare i figli, sono

                                    pronta… Non mi potrei rifiutare. Sarei una madre snaturata. Per loro

                                    qualunque sacrificio… Dico bene ?… E quando dovrei farlo ?

 

Angelo                      Quando viene il compare.

 

Filomena                  E quando viene il compare ?

 

Angelo                      Appena ha sbrigato le sue faccende.

 

Filomena                  E dove lo dobbiamo fare ?

 

Angelo                      Qui Filomena, dove se no ?… Dobbiamo fare le cose in segreto senza

                                    far scoprire niente a nessuno….. Il compare già lo sa, gliel’ho già

                                    accennato…. Ha detto che oggi verrà a farci una visita, e se vuoi…

 

Filomena                  Si, si, lo faccio subito !…… Altrimenti ci ripenso e non lo faccio più….

                                    Quando viene il compare ?

 

Angelo                      Stai calma Filomena, verrà.

 

Filomena                  Prima non sapevo, ma ora che so, questo fatto mi mette in subbùglio

                                    il sangue nelle vene. Ti pare facile mantenere la calma in certe

                                    circostanze ?……. E’ come se avessi un nido di vespe sullo stomaco…..

                                    Tu sei sicuro che il compare verrà ?

 

Angelo                      Filomena !?!?

 

Filomena                  Tu devi capire che ora che ho deciso di sacrificarmi e lui non dovesse

                                    più venire il nervosismo mi farebbe sussultare ad ogni piccolo rumore.

                                    (Bussano)……..  Dio mio !… Chi è ?…

Nina               (fs)      E’ permesso ?…

 

Filomena                  Io sto male….. (Si accascia su di una sedia)

 

Angelo                      Calmati Filomena stanno solo bussando.

 

Nina               (fs)      Sono io Filomena… Posso entrare ?

 

Filomena                  Chi sei ?

 

Nina               (fs)      Sono Nina, Filomena…

 

Filomena                  Vieni, vieni. (Entra Nina)

                                                           SCENA VI

Nina                           E’ qui Clorinda ?

 

Angelo                      No. Qui non si è vista.

 

Filomena                  Avevi appuntamento qui ?

 

Nina                           Doveva parlare di una faccenda a Tommaso. Neppure lui c’è ?

 

Angelo                      Neppure lui.

 

Filomena                  E’ uscito poco fa.

 

Nina                           Allora vado.. Se torna Tommaso digli che sono venuta. (Si avvia)

 

Angelo                      A Tommaso, non a Clorinda ? (Nina torna sui suoi passi)

 

Nina                           Se viene, ditelo anche a lei. (Si riavvia per uscire)

 

Angelo                      Va bene…… Nina ? (Nina torna ancora sui suoi passi)

 

Nina                           Si ?!…

 

Angelo                      Tuo fratello sta a casa ?

 

Nina                           Si. Quando sono uscita ancora era lì.

 

Angelo                      Gli dici se può venire un momento ? (Nina si riavvia)

 

Filomena                  Presto, però !… (Nina si volta stupita e rimane un attimo a scrutarla)

 

Nina                           Va bene, va bene. Glielo dico si. (Pensierosa esce)

                                                           SCENA VII

Angelo                      Calmati Filomena altrimenti rischi di mandare tutto all’aria.

 

Filomena                  Angelo, io non ce la faccio più. Cosa mi accadrà ?

 

Angelo                      Su via ! Non sarà la fine del mondo ?

 

Filomena                  Dici bene tu. Vorrei vedere te al posto mio……….. (Bussano)

                                    Mamma mia bella !… Cosa è stato Angelo ?

 

Angelo                      Filomena, stanno bussando di nuovo….. Chi è ?

 

Crispino       (fs)      Sono io compare….. (Filomena afferra una sedia e tenendola

                                    sollevata davanti come uno schermo corre intorno al tavolo)

 

Filomena                  E’ lui….. Vergine Santa aiutami tu !….. (Continua a correre)

 

Crispino       (fs)      Allora, compare. Posso entrare ?.. (Filomena come sopra)

 

Angelo                      Filomena, lo faccio entrare ?… (Filomena si blocca. Poggia la sedia in

                                    terra e si siede)

 

Filomena                  E cosa aspetti ?…

 

Angelo                      Vieni compare Crispino. Entra. (Entra Crispino. Imbarazzato rimane

                                    sulla porta. Attimi di disagio. Incertezza)

                                                           SCENA VIII

Crispino                   Allora ?… (Angelo si siede)

 

Filomena                  Offrigli la sedia Angelo. (Angelo afferra una sedia e la sta poggiando

                                    vicino il tavolo, lato porta di ingresso. Poi, dopo aver guardato Filomena,

                                    misura due passi divaricati dal tavolo verso Crispino e poggia la sedia)

 

Angelo                      Siediti compare. (Meravigliato e indeciso, Crispino si siede)…..

 

Crispino                   Eccomi compare, io sono venuto.

 

Angelo                      Ti vedo Crispino… Tu lo vedi Filomena ?….

 

Filomena                  Si… Lo vedo anch’io….

 

Angelo                      Hai sentito compare ? Noi ti vediamo.

 

Crispino                   Vi vedo anch’io…… Cosa dobbiamo fare ?…. Comare Filomena ?

 

Filomena                  Non lo so. Tu cosa dici Angelo ?

 

Angelo                      Cosa vuoi che dica Filomena ?

 

Crispino                   Dobbiamo fare quel fatto ? (Angelo rivolto a Filomena)

 

Angelo                      Che ne pensi Filomena ?

 

Filomena                  Tu che ne dici compare Crispino ?

 

Crispino                   Dobbiamo farlo ?

 

Filomena                  Secondo te compare Crispino ?

 

Crispino                   Dico, stiamo facendo un giuoco di parole ? Posso accostarmi ?

 

Angelo                      Può accostarsi Filomena ?

 

Filomena                  Per me !… Vieni. (Crispino senza staccare il sedere dalla sedia si

                                    accosta al tavolo)

 

Crispino                   Posso provare ? (Angelo allarmato)

 

Angelo                      Che cosa compare Crispino ?

 

Crispino                   Se quando la tocco sento la scossa. Quel non so ché, che schiocca

                                    dentro. Insomma se il fatto può uscire bene….. Posso provare ?

 

Filomena                  Può provare ? (Angelo poco convinto)

 

Angelo                      Può provare… (Crispino e Filomena si alzano. Fanno incerti tentativi per

                                    toccarsi le mani. Angelo allarmato osserva. I due infine si afferrano per le

                                    mani. In quel momento e senza bussare entra Clorinda

                                                                       SCENA IX

Clorinda                   Filomena che c’è Nina ? (Attimo di panico. Angelo inizia a battere le

                                    mani. Crispino e Filomena muovono alcuni goffi passi di danza) Filomena

                                    e Crispino, traballando, si accasciano sulle proprie sedie. Crispino per

                                    giustificare la situazione)

 

Crispino                   Questo compare, è il famoso minuetto che i signori ballano nei saloni.

 

Clorinda                   Cosa stavate facendo ?

 

Angelo                      Crispino stava insegnando un ballo a Filomena.

 

Clorinda                   Ah !… Nina è venuta ?

 

Filomena                  Si. E’ venuta e ti ha cercata. Voleva parlare anche con Tommaso…..

                                    Ti aspetta a casa sua.

 

Clorinda                   Allora vado.

 

Filomena                  Si è meglio, perché anche noi dobbiamo parlare di una faccenda.

 

Clorinda                   Voi tre ?

 

Angelo                      Io e mia moglie.

 

Clorinda                   Ed anche lui ?

 

Filomena                  Angelo, io e lui.

 

Crispino                   E tu non puoi ascoltare. Quindi sbrigati ad uscire.

 

Clorinda                   Me ne vado, me ne vado. Avete paura che lo racconti in giro ?

 

Angelo                      Non è per questo. La ragione è che in presenza tua il fatto non si può

                                    fare.

 

Filomena                  E’ un fatto a tre.

 

Crispino                   Veramente, comare, è un fatto a due.

 

Clorinda                   In quattro non si può fare ?

 

Angelo                      Si potrebbe anche fare, ma due da una parte e due da un’altra.

 

Clorinda                   Cos’è, il giuoco dei quattro cantoni ?

 

Filomena                  Una specie. Noi però, dobbiamo fare quello di un cantone solo.

 

Clorinda                   Come si fa ?… Lo insegnate anche a me ?

 

Filomena                  Non è necessario. Questo è un giuoco che viene da solo. Appena

                                    inizierai, saprai immediatamente dove mettere le mani.

 

Clorinda                   Sarà !… Ora vado a chiederlo a Nina, forse lei lo conoscerà.

 

Angelo                      Lo conosce senz’altro.

 

Clorinda                   Allora vado….. (Clorinda esce)

                                                                       SCENA X

Crispino                   Finalmente !…Non ce la facevo più. (Filomena al marito)

 

Filomena                  Allora andiamo ?

 

Angelo                      Andate….. Io resto di guardia……………. (I due vanno all’interno)

                                    Speriamo che il sacrificio valga la pena…

                                                                       SCENA XI

Leonardo     (fs)      Angelo… Angelo noi siamo pronti. Non vieni a cantare la

                                    serenata ? (Angelo si affaccia)

 

Angelo                      Cosa c’è Leonardo ?

 

Tommaso    (fs)      La serenata, Angelo… Nina se voi dormite…

 

Angelo                      Oh Dio !… La serenata. Devo cantare la serenata, e di là il fatto…..

                                    Si, vengo… Come faccio però, bisogna sorvegliare. Chi rimarrà di

                                    guardia ?….. (Dalla comune entrano Nina e Clorinda)

                                                                       SCENA XII

Nina                           Angelo, ancora non scendi ?

 

Clorinda                   E Filomena dove sta ?… Filomena !…

 

Angelo                      St’a scopà… Sta scopando la camera… Sta spicciando, Ora verrà.

 

Nina                           Sta di là ?… Ora vado a chiamarla… Filomena… (Va verso l’interno,

                                    ma Angelo le si para davanti)

Angelo                      No !… Nina fermati. Non puoi andare, puoi trovarla spogliata.

 

Nina                           Che ci sarebbe di male ?… Sono donna come lei, non posso vederla ?

                                    Tanto sta sola no ?

 

Angelo                      Si capisce che è sola, con chi dovrebbe stare ?

 

Clorinda                   Perché, allora, non può andare di là a chiamarla ?

 

Angelo                      Come non può andare a chiamarla ? Va, va se vuoi… (Nina si muove)

                                    Però è meglio se rimani qui perché io adesso scendo a cantare e puoi

                                    perderti la prima parte della serenata.

 

Clorinda                   Allora vado io a chiamarla.

 

Angelo                      Ecco si, vai tu……. (Clorinda si avvia, ma Angelo la blocca)

                                    No ! Fermati… E’ meglio che anche tu non ti muova così potrai

                                    ascoltare l’inizio della serenata… Filomena è un poco gelosa delle sue

                                    cose e se vi faccio entrare poi mi rimprovera… Scusami Nina, perché

                                    state qui, la serenata non doveva essere fatta sotto le tue finestre ?

 

Nina                           Crispino ha pensato che fosse meglio farla qui, sotto casa tua così

                                    può ascoltarla anche sua moglie Olga. Non ti dispiace se noi

                                    l’ascoltiamo qui, dalla tua finestra ?

 

Angelo                      Per carità !… Perché dovrebbe dispiacermi ?…………… (Tra sé)

                                    Non mi dispiace un accidente !….. Come faccio ? Quei due di là ed io

                                    devo cantare….. Sentite. Voi dovete promettermi che ve ne starete

                                    tranquille, qui alla finestra, senza disturbare Filomena. D’accordo ?…

                                    Tanto tra poco verrà anche lei….

 

Leonardo     (fs)      Angelo ti ci vuole tanto ? (Nina alla finestra)

 

Nina                           Sta venendo. (Angelo ancora indeciso)

 

Angelo                      Promettete di non andare di là ?… Io vado. Mi raccomando.

 

Clorinda                   Va bene si. Stai tranquillo… Nina spegni la luce e vieni a sedere qui.

                                    (Angelo esce, Nina spegne la luce e va a sedersi alla finestra).

                                                                       SCENA XIII

                                    (Viene eseguita la serenata. Al ritornello finale appare al centro

                                    Filomena che si accorge della presenza delle due ragazze)

                                                                       SCENA XIV

Filomena                  Fermo compare, non uscire. Ci sono Nina e Clorinda.

 

Crispino       (fs)      Devo rimanere qui dentro ?

 

Filomena                  Per forza ! Non vorrai farti vedere mentre esci dalla mia camera ?

 

Crispino       (fs)      E cosa faccio se mi cercano ?

 

Filomena                  Aspetta. Prendo una coperta. (Va all’interno e poi riappare con una

                                    coperta tesa in mano a mo’ di paravento)

                                                                       SCENA XV

Crispino       (fs)      Posso venire ?

 

Filomena                  Fa piano senza farti sentire. (Dal centro entra Crispino che si accuccia

                                    dietro la coperta. Poi i due muovono lentamente dei passi verso la

                                    porta di ingresso. Clorinda si volta)

                                                                       SCENA XVI

Clorinda                   Chi c’è ?… (Filomena copre meglio Crispino)

 

Filomena                  Sono io e tu chi sei ? Perché la luce è spenta ?

 

Clorinda                   Sono Clorinda e c’è anche Nina. Abbiamo spento la luce perché al

                                    buio la serenata si gusta meglio.. Se ti dispiace la riaccendiamo.

 

Nina                           Vado io che so dov’è l’interruttore. (Nina si muove per andare)

 

Filomena                  No, fermati ! Non importa. E’ meglio se restiamo al buio perché la

                                    serenata è più bella e poi non si vede niente.

 

Clorinda                   Che cosa si dovrebbe vedere Filomena ?

 

Nina                           E cos’hai davanti ?

 

Filomena                  Ho una coperta. Vado sulla scala a sgrullarla. Voi rimanete pure alla

                                    finestra. Io faccio presto, non si accorge di niente nessuno così a

                                    Crispino non dispiace.

 

Nina                           Perché dovrebbe dispiacere a Crispino ?…

 

Filomena                  E ciò che dico anch’io… Perché dovrebbe dispiacere a Crispino ?

 

Clorinda                   Lo hai detto tu… Non si accorge di niente nessuno e così a Crispino

                                    non dispiace.

 

Filomena                  Così ho detto ?… Che strano ! Chissà perché ho detto Crispino ?…                                              Io volevo dire Angelo… Ora vado a scuotere la coperta. Voi gustatevi la

                                    serenata. (Nina e Clorinda tornano ad interessarsi della serenata mentre

                                    i due arrivano sulla porta d’ingresso)

 

Crispino                   Comare Filomena sei stata un fenomeno. Se non ti veniva in mente la                                          coperta ora sarebbe tutto rovinato. (Filomena lo afferra per il bavero)

 

Filomena                  Compare Crispino, dobbiamo incontrarci ancora…. Per essere sicuri.

 

Crispino                   Quando, comare Filomena ?

 

Filomena                  Anche domani. Così finiamo presto. (Crispino tenta di abbracciarla)                                              Fermati Crispino, ci sono quelle due…

 

Crispino                   Va bene, comare Filomena. A domani. (Crispino esce. Termina la                                                 serenata. Filomena riaccende la luce)                                      

                                                           SCENA XVII

Nina                           Mi piacerebbe tanto sapere dove è andato quel cretino di mio fratello.                                          Prima dice di venire a fare la serenata sotto la finestra di Angelo così                                           avrebbe potuto ascoltarla anche sua moglie, e poi lui non si fa trovare.

 

Filomena                  Sicuramente ha avuto da fare.

 

Clorinda                   Qualcosa più importante della serenata a sua moglie ?

 

Filomena                  Si. Quello che ha fatto è stato, sicuramente, più importante che la                                                 serenata a sua moglie.

 

Nina                           Che cosa ha fatto Filomena ?

 

Filomena                  E vuoi saperlo da me ?

 

Clorinda                   Come ?… Prima hai detto che quello che ha fatto Crispino è stato,                                                sicuramente più importante che la serenata a sua moglie, ed ora ?…

 

Filomena                  L’ho detto io ?… No, io mica so quello che ha fatto Crispino. L’ho detto                                        perché se non è venuto ad ascoltare la serenata avrà fatto certamente                                         qualcosa di più importante. Come posso sapere io dove è andato ?

 

Nina                           Io non ti ho chiesto mica dove è andato ?

 

Clorinda                   No. Le hai chiesto che cosa ha fatto, però.

 

Nina                           Lo ha detto lei !… E poi, siccome che lei è una moglie potrebbe sapere

                                    perché un marito può trascurare una moglie in certe circostanze.

 

Filomena                  Si, questo te lo posso dire…. Più importante potrebbe essere una

                                    ripassata fuori mano.

 

Nina                           Può essere ?

 

Filomena                  Può essere si…

 

Nina                           E con chi potrebbe essere andato ?

 

Clorinda                   Solo con una svergognata.

 

Filomena                  Come ti permetti ?… Sei tu una svergognata, non io.

 

Nina                           Filomena !… Non lo sta dicendo mica a te ?

 

Filomena                  E lei ingiuria con tanta facilità senza sapere. Potrebbe anche non

                                    essere vero.

 

Clorinda                   Io non ho detto che è vero. Sei stata tu a dire che qualcosa di più

                                    importante poteva essere una ripassata fuori mano ?

 

Filomena                  Ho scherzato. Non si può più scherzare ?

Nina                           Però ti sei risentita quando Clorinda ha detto che poteva trattarsi solo

                                    di una svergognata ?

 

Filomena                  Ed allora ?… Siamo donne. Tra noi certe cose non si pensano e non

                                    si dicono.

 

Clorinda                   Per quale ragione ?

 

Filomena                  Perché ad ognuna di noi potrebbe capitare una sbandata.

                                    Specialmente per bisogno.

 

Nina                           Come per bisogno ?

 

Filomena                  Se i figli stessero soffrendo la fame per esempio.

 

Clorinda                   Per l’amore di Dio !…. Magari andrei a rubare, ma io non lo farei mai.

 

Nina                           Dici bene tu !… E se poi ti arrestassero e finissi in galera ?… Saresti

                                    ladra ed i figli morirebbero di fame ugualmente… Ha ragione Filomena…

                                    Lo farei anch’io se i miei figli morissero di fame.

 

Clorinda                   Ed allora tuo fratello ?…

 

Nina                           Se ha fatto un’azione del genere per aiutare una povera disgraziata ha

                                    fatto bene… Con una fava due piccioni.

 

Clorinda                   Come dici ?…

 

Nina                           Ci ha preso gusto ed ha fatto un’opera di bene.

 

Filomena                  Grazie Nina…Ti ringrazio con tutta l’anima. Se tu sapessi quanto è

                                    vero ciò che hai detto ! Oh Dio ! Il gusto non è stato poi così forte, io

                                    mi aspettavo qualcosa di più. Per l’opera di bene si saprà in seguito.

 

Clorinda                   Filomena, ma sei tu quella ?…..

 

Filomena                  Per carità !…

 

Clorinda                   Allora come fai a sapere che il piacere non è stato poi così forte ?

 

Filomena                  Io non l’ho provato. Cioè, volevo dire, che per l’esperienza che ho,

                                    poiché ho messo al mondo sette figlie, per concepirle, permetti che

                                    almeno per le prime volte, si provi anche del piacere ? Poi, stavo

                                    ringraziando Nina al posto di quella poveretta, e per le belle parole che

                                    ha detto. Anche, perché, anch’io con sette figlie potrei trovarmi in quelle

                                    condizioni.

 

Nina                           Filomena, tu, però, non ti trovi in quelle necessità ?

 

Filomena                  No, oh !…. Però non si potrebbe mai sapere.

 

Clorinda                   Dio non voglia !… Non dirlo neppure per scherzo.

Nina                           Non è importante dirlo, importante e non farlo.

 

Filomena                  Ecco, si. Importante è non farlo. (Entrano Tommaso, Leonardo e

                                    Angelo. Nina va incontro a Leonardo)

                                                                       SCENA XVIII

Nina                           Grazie della serenata Leonardo. Voglio darti il bacio che ti ho

                                    promesso. (Esegue. Clorinda va verso Tommaso)

 

Clorinda                   Anche a te un bacio Tommaso, lo hai proprio meritato. (Esegue)

 

Angelo                      E a chi ha cantato la serenata non spetta niente ?

 

Clorinda                   Come no ? Un bacio anche a te…. (Si avvia per eseguire)

 

Nina                           Io, invece, te ne dò due. (Si avvia anche lei per eseguire)

 

Filomena                  Un accidente !… Certe cose in casa mia non si fanno. (Le due ragazze

                                    si bloccano)

 

Angelo                      Filomena, che cosa dici ?

 

Filomena                  Perché Angelo ?

 

Angelo                      Ma come… Fin’ ora tu….. E loro no ?…

 

Filomena                  Angelo. La necessità è una cosa ed il piacere è un’altra. Io, poi, sono la

                                    padrona di casa e ciò che mi piace si fa e ciò che non mi piace non si fa.

 

Angelo                      E’ giusto !….. Hai ragione tu. Ci possono vedere dalla finestra e

                                    possono malignare. La casa di Angelo e Filomena è diventata come

                                    Sodoma e Gomorra…… Andate ragazzi che è meglio.

 

Leonardo                 Esagerati !… Che stavamo facendo ?

 

Tommaso                Che male sarebbe stato se queste due avessero dato un bacio a tuo

                                    marito ?

 

Filomena                  Niente di male quando un bacio si dà come tra padre e figlia. Poi,

                                    però, queste due gli sarebbero saltate addosso e sarebbe scoppiata la

                                    guerra… E con la luce accesa la gente avrebbe visto e buona sera !…

 

Nina                           Allora spengo la luce ? (Urlo di Filomena)

 

Filomena                  No !….. Ve ne andate a casa vostra perché si è fatto tardi. Voi non mi

                                    siete parenti e la gente potrebbe pensare che io vi regga il giuoco.

 

Leonardo                 Non facciamo niente di male.

 

Tommaso                Filomena, noi non abbiamo nessuna intenzione… Angelo ?…

 

Angelo                      Lo so, ragazzi, lo so. Però Filomena ha ragione…. Andate…

                                    Tommaso accompagnali. (Malinconicamente i ragazzi escono.

                                    Angelo arriva fino alla porta di ingresso. La chiude. Poi si volge

                                    a guardare Filomena che è rimasta dall’altro lato del tavolo)

 

Filomena                  Che c’è ?… Mi guardi ?… Ti sei pentito ?….. Non ti azzardare a

                                    pronunciare sillaba perché ti rompo la testa…. Lo hai voluto tu ed ora

                                    tutto ciò che cresce è roba tua… Io sono innocente. (Impettita va

                                    all’interno mentre Angelo resta immobile con lo sguardo fisso nel vuoto)

 

                                                           FINE DEL SECONDO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                           TERZO          ATTO

                                                                       SCENA I

(La scena è la stessa del secondo atto. In scena Nina e Clorinda stanno apparecchiando per festeggiare la nascita dell’ottavo figlio, sicuramente maschio di Filomena ed Angelo)

 

Clorinda                   Pensassero, almeno,  ad avvertire Carlo, Umberto e Maurizio così

                                    possiamo fare qualche ballo…… Vorrei tanto imparare il minuetto.

 

Nina                           Che cos’è ?

 

 Clorinda                  E’ un ballo che ballano i signori.

 

Nina                           Tu che ne sai ?

 

Clorinda                   Personalmente niente…. Però tuo fratello lo stava insegnando a

                                    Filomena.

 

Nina                           Quando ?

 

Clorinda                   A Pasqua è giusto un anno…. Venni qui da Filomena a cercare te, però

                                    non ricordo per quale ragione, e trovai tuo fratello che ballava con

                                    Filomena ed Angelo che batteva le mani.

 

Nina                           Batteva le mani perché era contento ?

 

Clorinda                   No… Lui segnava il tempo. Poi, se fosse contento solo lui può saperlo.

 

Nina                           Mio fratello dove ha imparato a ballare il minuetto ?… E brutto fetentone !

                                    Perché a me non lo insegna ?…

 

Clorinda                   Filomena ha detto che verrà il giorno che lo balleremo anche noi.

 

Nina                           Senza sapere come si fa ?

 

Clorinda                   Filomena ha detto che non c’è bisogno che ce lo insegnino. Quello, ha

                                    detto, è un ballo che si sviluppa da solo. Appena ci capiterà l’occasione

                                    sapremo subito cosa fare e dove mettere le mani.

 

Nina                           E se una lo volesse ballare subito ? (Entra Tommaso)

                                                           SCENA II

Clorinda                   Non dovrebbero esserci problemi. Ciao Tommaso…  Appena viene tuo

                                    fratello gli chiediamo di farci ballare il minuetto.

 

Nina                           Tommaso, e Leonardo ?

 

Tommaso                E’ con tuo fratello. Tra poco verranno. Che dovrebbe farvi ballare

                                    Crispino ?

 

Nina                           Il minuetto.

 

Tommaso                Che cos’è ?

 

Clorinda                   E’ un ballo che ballano i signori.

 

Nina                           Come lo ballavano Clorinda ?

 

Clorinda                   Dunque. Da ciò che ho potuto vedere, Crispino e Filomena si tenevano

                                    per le mani e Angelo, battendole, regolava il tempo.

 

Nina                           Al tempo penso io. Voi ballate.

 

Clorinda                   Vieni Tommaso che le facciamo vedere.

 

Tommaso                Io non so ballare Clorinda.

 

Clorinda                   Ti insegno io. Dai ! (Clorinda e Tommaso muovono goffamente alcuni

                                    passi mentre Nina batte le mani. Entra Armida)

                                                           SCENA III

Armida                      E’ già nato ?

 

Nina                           No, ancora no. (Clorinda e Tommaso smettono di ballare)

 

Clorinda                   Ma tu che ostetrica sei, non tocca a te farlo venire al mondo ? O forse

                                    non ne sei capace ?

 

Armida                      Bada a quello che dici ! Secondo te io non sarei all’altezza della situazio-

                                    ne ? A questi signori ho già raccolto sette signorinelle che grazie a Dio e

                                    alla mia assistenza,non hanno avuto nessun problema per venire al

                                    mondo. E se  fossi stata pagata come avrei meritato potrei già essere in

                                    pensione…

 

Nina                           Non te la prendere Armida. Clorinda scherza.

 

Armida                      Non si può scherzare offendendo la dignità e la professionalità del

                                    prossimo

 

Clorinda                   Via Armida non avevo nessuna intenzione di offenderti.

 

Armida                      Allora attenta a quello che dici. Se non è nato, perché state ballando ?

 

Clorinda                   Stiamo imparando un ballo nuovo per ballarlo quando nasce.

 

Armida                      L’acqua e la biancheria è pronta ?

 

Nina                           Si, è tutto pronto. Portiamo tutto di là ?

 

Armida                      Prima fatemi mangiare qualche pasticcino. Ancora non ho fatto

                                    colazione. Poi vado di là a vedere come sta. Tommaso, versami da bere.

 

Tommaso                Cosa desideri ?

 

Armida                      Solo un goccio di rosolio. Devo essere lucida, altrimenti quando nasce

                                    potrei farlo venire fuori dalla parte dei piedi.

 

Clorinda                   Bella signora ! Cerca di darti una regolata altrimenti quando sarà la

                                    nostra volta, non ti chiederemo di assisterci. Vero Nina ?

 

Armida                      Quanto siete noiose !… Fatemi dare uno sguardo alla puerpera…..

                                    (Dall’interno appare Filomena. E’ incinta e fatica a camminare)

 

Nina                           Eccola !… Pare la morte in vacanza.

 

Filomena                  Vorrei vedere te nelle mie condizioni.

 

Armida                      Comare Filomena, come ti senti ?

 

Filomena                  Non lo so neanche io. Mi sento strana strana, ed ho prurito da per tutto.

 

Clorinda                   E tu grattati. Vuoi che lo faccia io per te ? (Inizia a grattarla)

 

Filomena                  Magari ! Ecco, qui dietro le spalle….. Oh ! che bello, che bello !….

                                    Un pochino più giù. E’ come se avessi la rogna..

 

Nina                           Non è che la tieni per davvero Filomena ? (Clorinda si scosta di scatto)

 

Filomena                  Ti venisse un accidente !… Da quando ho portato il tino dalla

                                    campagna mi faccio un bagno ogni quindici giorni.

 

Armida                      Allora sei pulita come una zampa di porco !

 

Filomena                  Come hai detto ?

 

Armida                      Ho detto che se tutte si lavassero come ti lavi tu, la nostra città

                                    profumerebbe come i gelsomini.

 

Filomena                  E’ vero. E’ proprio vero.

 

Nina                           Hai una faccia come un mattone.

 

Armida                      Ho detto qualcosa che non va ? (Filomena grida)

 

Filomena                  Mamma mia bella !… Aiutatemi….

 

Clorinda                   Ehi ! Non vorrai farlo nascere qui ?

 

Armida                      Fatti forza comare… Su, su… Andiamo di là nella camera.

 

Filomena                  Madonna mia santa !… E’ come se mi stessero squartando… (Le ragazze

                                    spaventate si stringono tra loro. Tommaso che intanto è tornato in scena

                                    con una bottiglia di liquore in mano resta allibito e per farsi coraggio

                                    ingoia un sorso di liquore della bottiglia)

 

Armida                      Via Filomena ! Stai esagerando. Peggio di una che non ha mai avuto

                                    figli… Da te che hai già messo al mondo sette figlie, non mi sarei mai

                                    aspettata una reazione simile. (Si avviano verso l’interno)

 

Filomena                  Dici bene tu ! A me pare sempre la prima volta per i dolori che sento.

                                    Mamma  mia bella !… Piano, piano comare Armida…. Se vengono le

                                    bambine non fatele entrare.

 

Armida                      Per l’amore di Dio !…

 

Nina                           No, no. State tranquille. (Filomena ed Armida vanno all’interno)

                                                           SCENA IV

Clorinda                   Quando nascono i figli si soffre a quella maniera ?

 

Nina                           E non lo hai visto Clorinda ? Io non credo che Filomena stesse

                                    scherzando.

 

Clorinda                   Se è così, allora io non mi sposo. Mi dispiace Tommaso, ma io non

                                    voglio soffrire così. (Dalla comune entra Angelo)

                                                           SCENA V

Angelo                      Ancora niente Tommaso ?

 

Tommaso                Pare di no.

 

Angelo                      La levatrice è venuta ?

 

Clorinda                   E’ andata di là con la puèrpera.

 

Angelo                      Non è andata da mia moglie ?

 

Nina                           Si che c’è andata.

 

Angelo                      C’è andata prima o dopo ?

 

Tommaso                Prima o dopo di quando ?

 

Angelo                      Di andare di là con la puèrpera ?

 

Nina                           E’ tua moglie.

 

Angelo                      Chi è mia moglie ?

 

Clorinda                   La puèrpera.

 

Angelo                      Come vi permettete ? Chi le ha affibbiato questo soprannome ?

 

Tommaso                Quale soprannome ?

 

Angelo                      Quello con il quale Clorinda ha chiamato mia moglie ?

 

Clorinda                   E come avrei chiamato tua moglie ?

 

Angelo                      Non sei stata tu a dire che la levatrice è andata di là con la puèrpera ?

 

Clorinda                   Si, sono stata io.

 

Angelo                      Allora ho ragione di lamentarmi del fatto che non voglio che a mia

                                    moglie le si appioppino soprannomi ?

 

Nina                           Guarda Angelo che stai sbagliando.

 

Angelo                      Un accidente ! Mia moglie ha un magnifico nome, Filomena. Un nome

                                    che a me piace moltissimo e puèrpera, se piace a voi, appiccicatelo

                                    pure a qualche vostra parente e non a mia moglie.

 

Clorinda                   Ascolta Angelo. Noi non avevamo alcuna intenzione di offendere

                                    nessuno.

 

Angelo                      Lo so, lo so. Io, però, così voglio e basta così.

 

Tommaso                Angelo, le donne che partoriscono si chiamano puèrpere e non è un

                                    soprannome.

 

Angelo                      Lo so, lo so. Non sono ignorante. Siccome, però, mia moglie si chiama

                                    Filomena, io sono più contento se la chiamate così.

 

Clorinda                   Noi non volevamo offendere nessuno.

 

Angelo                      Lo so, ma basta così. Io, così ho detto e così sia.

 

Nina                           Sia fatta la volontà di Dio !

 

Angelo                      La volontà di Dio ed anche la mia. (Rientra Armida)

                                                           SCENA VI

Tommaso                Quanto ci vuole ancora, Armida ?

 

Armida                      Ancora un poco. State tranquilli che va tutto bene. Volete farmi bere

                                    un goccio ?

 

Angelo                      Come no ?!… Riempite i bicchieri… (Entrano Crispino e Leonardo)

                                    Compare Crispino, Leonardo fatevi un bicchiere. (Sollevano i bicchieri)

                                                           SCENA VII

Crispino                   Alla salute del compare e della comare.

 

Leonardo                 Pure alla salute di quello o di quella che nasce.

 

Armida                      Speriamo che questa volta sia maschio. (Bevono)

 

Angelo                      Si, si. Questa volta è maschio. E’ vero Crispino ?

 

Crispino                   Speriamo di si, compare…. Io te lo auguro.

 

Armida                      Angelo, hai usato il seme buono ?

 

Angelo                      Si. Questa volta è sicuro, è un cetriolo. E’ vero compare Crispino ?

 

Crispino                   Se Dio lo vuole !

 

Angelo                      Non solo Dio, ma anche il seme che questa volta c’è…

 

Leonardo                 Sarebbe quasi ora dopo sette femmine, o no ?

 

Tommaso                Almeno incominciamo a fare un po’ di vita buona perché i sacrifici fatti,

                                    forse solo Crispino non li conosce.

 

Angelo                      No, no. Li conosce anche Crispino. Altro che se li conosce ! Qui l’unica

                                    a non saperne è la comare Armida.

 

Armida                      Non ne conosco l’entità, ma li immagino. Sette figlie non sono una

                                    bazzecola.

 

Angelo                      Non sono solo le sette figlie femmine, comare Armida, a pesare sulle

                                    nostre condizioni. Vi sono sacrifici che non si vedono, ma che lasciano

                                    il segno, qui, dentro di noi. Il compare Crispino ne sa qualcosa.

 

Crispino                   Ne sa qualcosa anche la comare Filomena. Ed io penso che questa

                                    giornata segnerà la storia della vostra famiglia.

 

Angelo                      Cosa vuoi dire con questo, compare Crispino ?

 

Crispino                   Volevo dire che se per caso nasce un figlio maschio…

 

Angelo                      Come per caso ?… Compare Crispino, deve essere maschio,

                                    altrimenti è meglio se ti cerchi un nascondiglio sicuro.

 

Armida                      Angelo, e lui cosa c’entra ?

 

Angelo                      E’ ?!?!… Niente,, niente. Sarà tutta colpa mia, ma c’entra anche lui.                                              Altroché se c’entra !…………… (Dall’interno, urlo di donna)

 

Armida                      Presto sta nascendo… Nina, Clorinda il catino con l’acqua…

 

Nina                           Presto Leonardo. Prendi il catino. (Nina segue Armida all’interno)

 

Clorinda                   Tommaso dai una mano a Leonardo. (Clorinda, Tommaso e Leonardo                                         vanno all’interno)                                                   

                                                           SCENA VIII

 

Angelo                      Compare Crispino, ora nasce nostro figlio.

 

Crispino                   Come nostro ? Il mio e di tua moglie.

 

Angelo                      Si compare, d’accordo. Siccome, però, nasce in casa mia, mio fratello                                          che non sa niente della faccenda, mi lascia un sacco di milioni.

 

Crispino                   Beato te !… Io, benché abbia quattro figli maschi, non ho nessuno che                                         mi dia una lira.

 

Angelo                      Però non hai sette figlie femmine.

 

Crispino                   No compare, non le ho. Ho quattro figli maschi e a mia moglie                                                        piacerebbe tanto avere una femminuccia. Però, come succede a te io                                          ho solo il seme per i cetrioli, allora…

 

Angelo                      Questo non sarebbe un problema. Crispino, basterebbe un poco di                                               buona volontà.

 

Crispino                   Caro compare Angelo. Volontà ?… Tutte le volte che sto con mia                                                   moglie metto volontà, passione tutti i sentimenti ed il massimo della                                              concentrazione, ma se è come succede a te, che io ho solo il seme                                              per i cetrioli, come posso far nascere un carciofo ?

 

Angelo                      Basterebbe cercare il seme.

 

Crispino                   E dove compare Angelo ?

 

Angelo                      Crispino, io ho tanto di quel seme da organizzare una sacra dei                                                     carciofi.

 

Crispino                   Lo so compare. Li hai tu….. (Crispino è preso da sospetto)

 

Angelo                      Come hai fatto tu con mia moglie, potrei fare io con la tua….                                                            Un piacere hai fatto tu a me, un piacere farei io a te.

 

Crispino                   A me starebbe anche bene. Non so, però, cosa ne pensa mia moglie.

 

Angelo                      Tu cerca di convincerla e poi mi fai sapere… Intanto… (Entra don Fausto)                                                SCENA IX

Don Fausto             E’ nato ?…

 

Angelo                      Sta nascendo. C’è la comare Armida di là. Siediti e serviti senza

                                    complimenti.

 

Don Fausto             Grazie, grazie. Solo un bicchierino ed un pasticcino…(Alza il bicchiere)                                         Alla salute e buona fortuna.

 

Angelo                      Grazie don Fausto. Alla salute.

 

Crispino                   Alla salute….. Che mi stavi dicendo compare ?

 

Angelo                      Quando compare Crispino ?

 

Crispino                   Quando è entrato don Fausto.

 

Angelo                      Ah !… Ti stavo dicendo di parlare alla comare Olga per la faccenda del                                        seme di carciofi al posto del seme di cetrioli. (Guarda don Fausto)

 

Don Fausto             Volete formare una cooperativa agricola ?

 

Crispino                   Non proprio una cooperativa…

 

Angelo                      Una specie… (Angelo spinge Crispino lontano dall’udito di don fausto)                                          Fammi sapere se tua moglie Olga accetta, così scambiato il piacere                                             stiamo pari, patta e pace….. Intanto……. (Osserva don Fausto)

 

Don Fausto             Non fare caso a me Angelo. Parlate pure più piano se volete. Io non                                            me la prendo. Dopo tutto sono cose vostre.

 

Angelo                      Stiamo prendendo accordi per un fatto che se va in porto porterà                                                   benefici anche a te.

 

Don Fausto             Davvero ?… Di che si tratta ?

 

Crispino                   No don Fausto, parlarne ora è prematuro. Deve prima nascere il                                                   bambino.

 

Don Fausto             Allora fate pure. Io mangio, bevo ed aspetto…..

 

Crispino                   Mi stavi dicendo compare ?

 

Angelo                      Stavo per dirti, che se non ti offendi, non per ripagarti il piacere che mi                                         hai fatto, mi devi permettere di farti un regalo. Almeno per riconoscenza.

 

Crispino                   E no, e no compare. Per carità !… Mi hai chiesto un piacere ed ora                                                vuoi rovinare il tutto ?

 

Angelo                      Non fare così Crispino. Te l’ho detto. Non è per ripagarti il piacere che mi                                    hai fatto. Siccome,però,cambierà la mia vita.(Don fausto tende l’orecchio)

 

Crispino                   No compare no. Alla fine, poi, cosa ho fatto ?

 

Angelo                      Cosa hai fatto ?… Hai messo il seme, il seme del piede buono. Io per                                           farlo sarei dovuto andare a fare l’operazione in Cina e con questi chiari                                        di luna, quando avrei potuto avere un figlio maschio ?

 

Don Fausto             Che cosa hai fatto con il seme che ti ha dato Crispino ?

 

Angelo                      Che ho fatto ? Che ho fatto ?… Eh !… Che ho fatto compare Crispino ?

 

Crispino                   Tu lo sai che cosa hai fatto. Che c’ero io con tua moglie ?

 

Angelo                      Ah ! No ?… E chi c’era allora ?…

 

Don Fausto             Lo vuoi sapere da Crispino ?

 

Angelo                      E meglio di lui chi lo sa ? (Facendo dei cenni ad Angelo)

 

Crispino                   Cosa stai dicendo compare Angelo ?…

 

Angelo                      Che meglio di te nessuno può sapere come è stato usato il seme di

                                    cetrioli.

 

Crispino                   Compare Angelo, quando hai fatto l’impiastro a tua moglie ero                                                        presente anch’io ? (Fa dei cenni di intesa ad Angelo che finalmente

                                    afferra)

 

Angelo                      Assolutamente no, compare Crispino, c’ero io solo con mia moglie.                                               Eravamo io e lei.

 

Don Fausto             Ed hai fatto l’impiastro a tua moglie di che cosa ?

 

Angelo                      Di semi di cetrioli.

 

Don Fausto             A quale scopo ?

 

Angelo                      Quello di farle procreare un figlio maschio.

 

Don Fausto             E dove le hai fatto l’impiastro ? (Angelo chiede lumi a Crispino)

 

Crispino                   Sulla pancia, dove se no ?

 

Angelo                      Ecco si… Sulla pancia.

 

Don Fausto             E con l’impiastro tua moglie procrea un figlio maschio ?

 

Crispino                   Per forza Don Fausto, c’era il seme di cetrioli.

 

Don Fausto             Voi siete proprio pazzi.

 

Angelo                      No don Fausto. Noi siamo sicuri di quello che abbiamo fatto. Perciò,                                             compare Crispino, io insisto. Non offenderti. Io voglio farti un regalo e                                           tu mi devi dire cosa ti piacerebbe avere.

 

Crispino                   E tu insisti compare !… Io ti ho fatto un piacere che poi, alla fin fine ha                                         fatto più piacere a me.

 

Angelo                      Si Crispino, io lo capisco, ma siccome il piacere me lo hai fatto, mi                                                devi dire cosa vorresti avere ?

 

Crispino                   No compare, non insistere…

 

Don Fausto             E su Crispino, fallo contento. Altrimenti Angelo finisce che ci rimane

                                    male.

 

Crispino                   E va bene. Compare Angelo, se proprio ci tieni. (Allunga una gamba e

                                    mostra un piede).

                                    Ecco….. Comprami un paio di scarpe del numero quaranta perché     queste che indosso sono di mio fratello e mi stanno rovinando i piedi…  (Un attimo di smarrimento, poi Angelo cade svenuto in terra, o su di    una poltrona)           

 

 

                                                           CALA LA TELA

 

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