Archivio Giugno 2016

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Venerdì 1 Luglio

Latina
Hotel Miramare
Capoportiere
Latina Lido
ore 18.30
Presentazione del libro
L’Altra Metà della Notte
di F. Mundadori
presenta G. Campagna
partecipazione libera
I Gufi
C.c. l’Ororologio
via Isonzo
ore 19.30
Presentazione del libro
La Parola ad Ezra Pound e altre maschere d’autore
di Miro Renzaglia
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Consorzio di Bonifica
C.so Matteotti
ore 21.00
I Salotti Musicali
Sheer Piano Attack
omaggio ai Queen
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Formia
Teatro
“R. Paone”
ore 21.00
Prima nazionale dello spettacolo
Il Gioco Delle Rose
liberamente ispirato a “Romeo  & Giulietta” di W. Shakespeare
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Sabato 2 Luglio

Latina
P.zza Celli
ore 6.45
Il C.A.I. di Latona organizza l’escursione a
Monte Aquila
(gruppo del Gran Sasso)
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Spazio COMEL
via Neghelli 68
ore 18.30
Inaugurazione della mostra fotografica dal titolo
Figura e Spazio
Fotografi professionisti, artisti-fotografi e fotografi dilettanti,
dal dagherrotipo al digitale (1845-1965)
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FINO AL 17 LUGLIO
B.go Faiti
dalle ore 19.30
3^ Rievocazione Storico Religiosa del passaggio di San Paolo Apostolo a Forum Appii vai al dettaglio
Minturno
Comprensorio Archeologico Minturnae
via Appia km. 156
dalle ore 17.00
Musei e Paesaggi Culturali vai al dettaglio
Formia
Teatro
“R. Paone”
ore 21.00
Prima nazionale dello spettacolo
Il Gioco Delle Rose
liberamente ispirato a “Romeo  & Giulietta” di W. Shakespeare
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Sezze
Vello d’Oro Bar
P.zza dei Leoni
ore 22.00
Concerto della reggae band
Verrospia
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Domenica 3 Luglio

Formia
Teatro
“R. Paone”
ore 21.00
Prima nazionale dello spettacolo
Il Gioco Delle Rose
liberamente ispirato a “Romeo  & Giulietta” di W. Shakespeare
vai al dettaglio
Minturno
Comprensorio Archeologico Minturnae
via Appia km. 156
dalle ore 9.00
Musei e Paesaggi Culturali vai al dettaglio
Sermoneta
P.zza Belevedere
ore 21.00
Spettacolo dal titolo
L’Abito non Fa Il Monaco
commedia in due atti di Eleonora Mugnai
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Venerdì 8 Luglio

Latina
Auditorium
MAXDI
via Carrara 12/A
Latina Scalo
ore 21.00
OMAGGIO A MAURIZIO TARTAGLIONE
“Ognuno finisce come può”

Raccolta di racconti sotto forma di romanzo in cui si rappresentano gli ultimi momenti di vita (da me romanzati appunto) di alcuni grandi scrittori.
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Aprilia
Via Cattaneo 2
ore 21.30
Aprilia Original Music 2016
serata finale contest band emergenti
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Cori
Az. vinicola
Cincinnato
str. Cori – cisterna km. 2,00
ore 21.00
Marte, il pianeta rosso
degustazioni ed osservazioni astronomiche
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Scauri
Lido Mary Rock
spiaggia dei Sassolini
ore 22.00
JazzFlirt 2016
Il Jazz incontra “Jimi Hendrix Experience”
Aurelio Gargiulo – chitarra
Luigi Tasca – basso elettrico
Alex Baggi – batteria
Franco Pisani – narratore
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Sabaudia
La Spiaggia,
ore 19.00
Sunset Jazz Festival
Maria Pia De Vito Trio.
info:
vai al sito

Sabato 9 Luglio

Latina
Az. Vitivinicola
I Pàmpini
Str. Foglino 1156
loc. Acciarella
ore 19.00
Non solo Mina
Protagonista della serata la cantante Alessia Campoli con la sua band che, interpretando i più grandi successi dell’eterna Mina, farà da cornice ad una cena-degustazione accompagnata dai nostri vini di produzione.
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Aprilia
Ex Mattatoio
via Cattaneo 2
ore 19.00
Concerto della band
Otto Ohm
opening
Domino Crew
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Formia
Teatro
“R. Paone”
ore 21.00
Spettacolo dal titolo
CAFE’ SOGNO
Liberamente tratto da Sogno di una Notte di Mezza Estate
di William ShakespeareIl nuovo attesissimo spettacolo del Laboratorio Teatrale Il Respiro dei Sogni organizzato dalla Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità, diretto da Raffaele Furno, Soledad Agresti, Isabella Sandrini.
vai al dettaglio
Sabaudia
Lilandà,
ore 19.00
Sunset Jazz Festival
Ettore Fioravanti Quartet
info:
vai al sito
Centro Eventi
via Lungo Sisto
B.go Vodice
ore 19.30
13^ Sagra della Bufala con Polenta info:
3287464673
3396936340

Domenica 10 Luglio

Formia
Teatro
“R. Paone”
ore 21.00
Spettacolo dal titolo
CAFE’ SOGNO
Liberamente tratto da Sogno di una Notte di Mezza Estate
di William ShakespeareIl nuovo attesissimo spettacolo del Laboratorio Teatrale Il Respiro dei Sogni organizzato dalla Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità, diretto da Raffaele Furno, Soledad Agresti, Isabella Sandrini.
vai al dettaglio
Sabaudia
Centro Eventi
via Lungo Sisto
B.go Vodice
ore 19.30
13^ Sagra della Bufala con Polenta info:
3287464673
3396936340

 

 

 

 

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Proiezione Venerdì 1° Luglio alle ore 21,oo presso il Parco della Rimembranza a Terracina.

Nel giugno dell’anno scorso, alla bella età di 90 anni, ci lasciava Remo Remotti, uno degli artisti più completi e liberi che il nostro paese abbia conosciuto. Anche chi non lo ha mai visto dal vivo, non conosce le sue sculture e i suoi quadri, non ha letto i suoi libri e non ne sa l’avventurosa storia, sicuramente lo ricorda negli oltre 100 film che ha interpretato al cinema, che lo hanno visto diretto da registi come Francis Ford Coppola, Woody Allen, Miklos Jancsò, Nanni Moretti (che l’ha voluto in tre film), Marco Bellocchio, i Taviani, Ettore Scola, Francesco Nuti, Silvio Soldini, Carlo Verdone, Rob Marshall, Nanny Loy e tantissimi altri, con ruoli memorabili come il Freud bambinone e mammone di Sogni d’oro. Per non parlare delle molte fiction tv italiane e tedesche (dove non era doppiato, visto che conosceva benissimo la lingua), tra cui anche un episodio dell’Ispettore Derrick.
Su di lui è stato realizzato un bellissimo documentario, Professione Remotti, diretto da Silvio Montanaro e realizzato prima della sua scomparsa, quando l’artista romano aveva 88 anni.
“L’idea di realizzare un documentario su Remo Remotti nasce dal fascino esercitato dalla personalità dell’artista: poliedrico, dissacrante, provocatorio, Remo Remotti rappresenta una sfida ai luoghi comuni che stravolge l’idea dell’artista, i pregiudizi sulla vecchiaia e lo stesso rapporto tra le comuni categorie di “colto” e “popolare”. Per molti mesi una troupe ha seguito Remotti – sullo stage come nella vita privata – raccogliendo le immagini dei luoghi e le parole delle persone che gli sono state vicine, per restituire – sotto forma di documentario – il ritratto di una grande maschera dei nostri tempi. Il documentario si propone innanzitutto di tracciare un ritratto del performer, offrendo una panoramica in grado di restituire le attività di poeta, attore, scrittore, musicista e artista tout court di Remotti, lasciando al contempo emergere la sensibilità, la ricchezza e la complessità della sua personalità, non sempre pienamente visibili dietro l’esplicitezza delle tematiche sessuali, l’esuberanza verbale e l’energia istrionica.
Il film, diviso in nove capitoli introdotti da brevi animazioni, tocca i passaggi salienti dell’opera di Remotti – l’infanzia, il sesso femminile, la fuga in Perù, le arti visive, il 68 berlinese, la vita comunitaria ad Anguillara, gli interessi spirituali, le attività nel cinema, nella letteratura, nel teatro, la vecchiaia – tappe di un racconto che si snoda attraverso la viva voce del protagonista; un faccia a faccia senza filtri con lo spettatore improntato alla sua proverbiale sincerità. La trama narrativa autobiografica si intreccia con le testimonianze di amici e congiunti e con le immagini delle sue performance, registrate dal vivo per il documentario e tratte dal repertorio dei film e degli spettacoli interpretati da Remo, spezzoni che si inseriscono attivamente nella costruzione del racconto.
Particolare importanza ha la musica tra cui spicca quella musica di Antonello Salis, composta dal musicista in occasione della registrazione del cd “Remotti Salis” e in gran parte inedita. Il documentario si avvale anche del contributo di animazioni a commento di estratti dall’opera dell’artista/scrittore. ”

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Proposte dell’Associazione culturale e promozione turistica “Le terre di Ulisse”.

Ogni Mercoledì, a decorrere dal prossimo 29 giugno: passeggiata sugli antichi basolati dell’Appia, lungo il cammino della Via Francigena

Appuntamento a Piazza della Repubblica ore 18.00 (edicola).

Ogni Giovedì, a decorrere dal prossimo 30 giugno, uno spettacolo itinerante nel centro storico alto: “La Terracina Romana” e la “Terracina dei misteri” si alterneranno settimanalmente.

Appuntamento ore 21.00 in Piazza Municipio (bar Duomo).

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“O’ Principe”  è un libro che tratta l’ignoto e il paranormale come se fossero parte della vita umana reale, che intreccia il passato con il presente e “svela“ i misteri dell’aldilà, illustrando i segreti, la “magia” e la misteriosa e affascinante vita del Principe Raimondo di Sangro, prima e dopo la sua morte. Questo è il libro del XXI secolo.>

 

Ma chi era  il Principe Raimondo di Sangro?

Nonostante abbia tolto il disturbo da oltre due secoli, ancora oggi a Napoli quando lo sentono nominare c’è chi si fa furtivamente il segno della croce. Del resto non si può dire che Raimondo de Sangro, Principe di San Severo, abbia lasciato un bel ricordo di sé.

Di lui la gente racconta che fosse una specie di stregone, un alchimista diabolico che faceva rapire poveri disperati i cui corpi dovevano servire per i suoi turpi esperimenti, un castrafanciulli senza Dio che nessun potere, neanche quello del re, riusciva a controllare. Qualcuno arrivò a dire che aveva ucciso sette cardinali con le cui ossa e pelle avrebbe fatto altrettante orribili seggiole. Ma se il popolino lo temeva e lo diffamava, non è che le classi socialmente più elevate lo stimassero più di tanto. Il principe, infatti, fu anche il primo Gran Maestro della massoneria napoletana e accadde che un giorno, per salvare la sua testa e le sue proprietà , non esitò a tradire tutti i «fratelli» (tra i quali c’era il fior fiore della nobiltà napoletana) denunciandoli al re. E finì che il nome di Raimondo de Sangro venne maledetto in tutte le logge europee e in alcuni casi la sua effigie venne anche pubblicamente bruciata. Insomma, quale primo massone «pentito» della storia italiana, non si fece una bella fama. Prova ne sia che la stessa Treccani, pur riconoscendogli « una vastissima notorietà nel regno e all’ estero» mette in dubbio persino le sue innegabili capacità scientifiche (era anche Accademico della Crusca) sostenendo che «inventò , o credette di inventare, nuovi tipi di armi da fuoco, e innumerevoli ritrovati nel campo della pirotecnica, delle industrie tessili, della colorazione dei marmi e dei vetri, della meccanica applicata, eccetera» .
La cappella di San Severo a NapoliEppure, se soltanto si scava un po’ sotto la superficie del pregiudizio che si è creato intorno all’immagine del Principe, emerge una ben diversa realtà. E cioè che il Principe di San Severo non fu soltanto uno dei personaggi più misteriosi e discutibili del Settecento europeo, ma anche una delle menti più brillanti della sua epoca. Per molti versi, un uomo troppo moderno per il suo tempo. E per questo suo modo di essere pagò il prezzo che il destino gli aveva assegnato.
Ma vediamo un po’ più da vicino chi è questo nobile napoletano e che cosa ha lasciato per non farsi dimenticare dai posteri. Tanto per cominciare la famiglia del Principe non era di origine napoletana. Discendente direttamente da Carlo Magno attraverso il ramo di Oderisio, conte de Sangro (1093), la famiglia contava una sfilza lunghissima di titoli, oltre al Principato di San Severo: principe di Castelfranco, principe di Fondi, duca di Torremaggiore, duca di Martina, e così via. Tra le altre cose, i de Sangro erano anche Grandi di Spagna. Ed è appunto in uno di questi feudi, a Torremaggiore, in provincia di Foggia, che Raimondo nacque il 30 gennaio del 1710, terzo di tre fratelli, da don Antonio de Sangro e Cecilia Caietani d’Aragona. La madre morì quando il bambino aveva soltanto un anno. E anche i primi due fratelli, Paolo e Francesco, morirono in tenera età . Per cui a soli 16 anni Raimondo ereditò il titolo di Principe di San Severo.
Il padre, sconvolto dalla morte della moglie, non si volle occupare del piccolo e, prima di rinchiudersi in un convento per il resto dei suoi giorni, lo affidò al nonno. Di intelligenza molto vivace, all’età di dieci anni Raimondo venne inviato al Seminario di Roma dove venne affidato ai padri Gesuiti. Solo a vent’anni, con un bagaglio culturale notevolmente superiore a quello solitamente posseduto dai nobili dell’epoca, il giovane riuscì finalmente a tornare nel palazzo dei suoi avi, a Napoli, fregiandosi del titolo di Principe di San Severo. Così ce lo descrive Antonio Genovesi nella sua «Autobiografia» :
«è di corta statura, di gran capo, di bello e giovanile aspetto; filosofo di spirito, molto dedito alle meccaniche; di amabilissimo e dolcissimo costume: studioso e ritirato; amante le conversazioni d’uomini di lettere. Se egli non avesse il difetto di avere troppa fantasia, per cui è portato a vedere cose poco verosimili, potrebbe passare per uno dè perfetti filosofi» .
Il Cristo velato del SammartinoLa fantasia, appunto. Il Principe ne aveva da vendere ma non si limitava a mantenerla allo stato teorico, la metteva in pratica concretizzandola in tutte quelle invezioni che poi lo resero famoso. Una per tutte, il controverso «lume eterno» che don Raimondo realizzò triturando le ossa di un teschio: ottenne una mistura, probabilmente a base di fosfato di calcio e di fosforo ad alta concentrazione, che aveva la capacità di bruciare per ore consumando una quantità trascurabile di materia.
Il più illustre dei suoi estimatori fu proprio il re Carlo III di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna, che a soli 17 anni il 10 maggio 1734 entrò trionfante a Napoli per prendere possesso del Regno delle due Sicilie dopo avere sconfitto gli austriaci. Seppur ancora un ragazzo, il sovrano comprese che doveva circondarsi di persone fidate per familiarizzare con il regno che si era appena conquistato. Così , subito dopo le sue nozze con Amalia Walburga di Polonia, istituì l’Ordine cavalleresco di San Gennaro del quale egli si proclamò Gran Maestro. A questo ordine avrebbero appartenuto solo sessanta blasonati della più antica nobiltà , scelti uno per uno dal re in persona. Il Principe di San Severo fu uno dei primi a essere chiamato.
Don Raimondo sapeva che il re amava la caccia. Allora, per ringraziarlo dell’onore che gli aveva concesso, gli fece fabbricare dei mantelli di un tessuto impermeabile di sua invenzione, una novità assoluta per l’epoca. E il sovrano, ovviamente, ne restò entusiasta.
La stima verso di lui crebbe anche col tempo. Nel 1744, per esempio, il Principe, colonnello del reggimento di Capitanata, liberò alla testa delle sue truppe la città di Velletri occupata dall’esercito del generale Lobkowitz. E anche in quell’occasione si conquistò un ulteriore plauso del sovrano. Sempre per restare nel campo militare, a lui si devono le invezioni di uno speciale cannone in lega di ferro (allora erano di bronzo) e di un fucile a retrocarica che di fatto anticipò l’invenzione del Lefaucheux, l’ideatore della nuova arma.
La statua del disinganno del QueiroloMa ben altri erano gli interessi che il Principe covava nella sua mente. Nonostante l’insegnamento religioso che aveva ricevuto dei gesuiti, ben presto il giovane nobile napoletano entrò a far parte della Confraternita segreta dei Rosa-Croce dove venne iniziato agli antichi riti alchemici, la cosiddetta «arte sacra» o «arte regia» , che fin dai tempi più remoti i sacerdoti egiziani tramandavano ai propri discepoli. Don Raimondo aveva trovato la sua strada. Pur mantenendo il più assoluto silenzio sui «fratelli» e sull’insegnamento che stava ricevendo (non ha lasciato documenti di alcun genere sull’attività della misteriosa setta) il Principe cambiò radicalmente la propria vita dedicando tutto il suo tempo all’alchimia. Alambicchi, forni e provette riempirono così lo scantinato del suo palazzo e di notte non era raro vedere strani fumi colorati e sentire odori pestilenziali che fuoriuscivano dalle finestre sbarrate che davano sulla strada. Fu in quel periodo che i napoletani gli appiopparono la nomea di stregone.
Ma Raimondo de Sangro aveva anche un altro hobby: il bel canto. Nonostante conoscesse i piaceri della famiglia e della paternità (aveva sposato Carlotta Caietani d’Aragona, parente di sua madre, e aveva cinque figli: Vincenzo, Paolo, Gianfrancesco, Carlotta e Rosalia), il Principe si dilettava a girare per i suoi vasti possedimenti in cerca di fanciulli dalla bella voce. Di solito li trovava nei cori parrocchiali. Allora li «comprava» dai genitori (quasi sempre contadini analfabeti senza un soldo ma con tanta prole), li faceva castrare dal suo medico di fiducia, il palermitano don Giuseppe Salerno, e poi li rinchiudeva nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, a Napoli, dove i castrati venivano avviati alla carriera di «sopranisti» .
Nonostante la maggior parte di questi sfortunati cantanti venisse proprio dal Regno delle due Sicilie, la moda dei castrati era originaria del Regno Pontificio dove il Papa aveva vietato alle donne di calcare le tavole del palcoscenico. Nelle terre dei Borboni, invece, questo divieto non esisteva. Tanto è vero che si conoscono i nomi di molte cantanti del tempo. Ma i napoletani, e non solo loro, andavano pazzi per la voce dei castrati. E tra questi c’era anche il Principe che, però , nei castrati vedeva anche un’altra cosa: quella ricerca della perfezione che i Rosa-Croce identificavano nell’«annullamento del dualismo della separazione, nel ritorno all’androgino primordiale» . Insomma, i ragazzi scelti dal Principe facevano le spese di un’astratta quanto assai poco commendevole speculazione filosofica. E il fatto che alcuni di essi diventassero ricchi e famosi non li ripagava davvero di quanto avevano perso.
Lapide con iscrizione di Raimondo di SangroLa vera ossessione del Principe erano comunque i posteri, e cioè noi. Per anni ha pensato a come poteva stupirci, a come poteva entrare nella storia con un ruolo da protagonista. Ed è nato così quel capolavoro di arte ermetica che è la Cappella di San Severo. Per trovarla dobbiamo addentrarci nel cuore della vecchia Napoli. Girando tra vicoli e straduzze, alla fine arriviamo in piazza San Domenico Maggiore. Lì , di fronte all’obelisco che ricorda le migliaia di bambini napoletani morti durante le ricorrenti pestilenze, c’è il palazzo del Principe di San Severo. Guardando in basso, ai lati dell’antico portone al civico 9, si vedono ancora le feritoie sbarrate di quello che una volta era il laboratorio di don Raimondo. Pochi passi avanti, giriamo l’angolo dell’edificio, e ci troviamo in via Francesco De Sanctis, dove al 17 c’è l’ingresso della Cappella detta «della Pietatella» . Le cose che stiamo per vedere sono assolutamente straordinarie, comunque le si voglia considerare. Entrando la prima impressione è quella di trovarsi in una chiesetta rettangolare di stile barocco, fin troppo ricca di fregi e dipinti. Intorno a noi ci sono diciotto statue rappresentanti per la maggior parte parenti diretti del Principe: diciassette ai lati e alle spalle, una al centro del locale. In fondo, davanti a noi, l’imponente altare maggiore.
Tutte le statue sono di ottima fattura e portano il nome di famosi scultori dell’epoca. Tre di queste, però, sono davvero particolari. La prima, quella che si trova al centro della Cappella, è il cosiddetto Cristo velato, opera di Giuseppe Sammartino (1720-1793). Si tratta di un Cristo morente interamente ricoperto di un velo di marmo che fa corpo unico con la statua stessa e con il giaciglio sulla quale è stata scolpita. Lo straordinario è che le fattezze del Cristo (gli occhi, il naso, la bocca, i muscoli delle braccia) si intravedono da «sotto» il velo, e cioè l’impressione è che la statua sia stata «successivamente» ricoperta con un velo di marmo che poi si è «amalgamato» con il resto della statua.
La statua della pudiciziaSe credete di aver preso un abbaglio, spostatevi leggermente a destra, quasi in fondo alla Cappella. Sopra di voi si erge la statua del Disinganno, capolavoro del genovese Francesco Queirolo (1704-1766). L’opera, che rappresenta Antonio de Sangro, duca di Torremaggiore e padre del Principe, mostra un uomo che si divincola in una rete cercando di liberarsene con l’aiuto di un giovinetto alato. Il significato allegorico è quello di un uomo alle prese con le false verità della vita (la rete) dalle quali vuole liberarsi tramite l’intelletto (il giovinetto). Ciò che stupisce il visitatore è che la rete circonda interamente una statua già scolpita, pur essendo parte integrante di essa. Come è possibile?
Di fronte, sulla sinistra, troviamo la statua della Pudicizia, opera di Antonio Corradini (1668-1752). Rappresenta la madre del Principe, Cecilia Caietani d’Aragona, e mostra una donna nuda, piuttosto giunonica, ricoperta da capo a piedi di un finissimo velo di marmo che ne fa intravedere in ogni dettaglio le sembianze. Secondo alcuni, l’allegoria sarebbe quella della sapienza il cui velo deve essere sollevato da chi vuole impadronirsene.
Il problema è : come hanno fatto questi scultori a ricoprire con veli e reti di marmo i loro lavori? Allo stato attuale delle cose, la risposta non esiste. Volendo, si può fare un’ipotesi. Alcuni sostenitori del Principe (don Raimondo ha i suoi ammiratori anche nella Napoli di oggi) sostengono che i veli sono stati ottenuti «cristallizzando una soluzione basica di idrato di calcio o calce spenta» . Il processo sarebbe stato il seguente: la statua veniva posta in una vasca e ricoperta da un velo, o da una rete, bagnati; su questi veniva versato latte di calce diluito e sul liquido veniva spruzzato ossido di carbonio proveniente da un forno a carbone. In questo modo si otterrebbe una precipitazione di carbonato di calcio, e cioè marmo, che si unirebbe al resto della statua. Finora, però , nessuno ha dimostrato con i fatti che questa teoria sia quella giusta.
Altrettanto stupefacente è poi la lapide tombale dello stesso Principe (vi si accede dalla destra, attraversando una volta ad arco). Si tratta di una grande lastra di marmo interamente ricoperta di una scritta in latino (anche questa opera di don Raimondo) i cui caratteri sono tutti in rilievo. Tra le altre cose vi si legge:
«UOMO MIRABILE, NATO A TUTTO OSARE, Raimondo de Sangro, Capo di tutta la sua famiglia, Principe di San Severo, Duca di Torremaggiore… illustre nelle scienze matematiche e filosofiche, insuperabile nell’indagare i reconditi misteri della natura, esimio e dotto nei trattati e nel comando della tattica militare terrestre e, per questo, molto apprezzato dal suo Re e da Federico di Prussia…imitando l’innata pietà a lui pervenuta per l’ascendenza di Carlo Magno imperatore, restaurò a sue spese e con la sua saggezza questo tempio… AFFINCHÈ NESSUNA ETÀ LO DIMENTICHI» .
Nel sarcofago, comunque, il corpo del Principe non c’è : qualcuno, chissà quando e perché, lo ha trafugato.
La macchina anatomica della donnaMa il pezzo forte della cappella non sono le statue. Se non si è troppo impressionabili, vale la pena di scendere una scaletta a chiocciola che porta a quello che una volta era il vano d’ingresso al laboratorio segreto. Qui, in due teche di vetro alte circa due metri, sono conservate le cosiddette «macchine anatomiche» .
Lo scheletro della donna ha il braccio destro alzato e i globuli oculari interi, quasi ancora lucenti, in un’espressione di vero terrore. Sembra quasi che invochi aiuto. Le ossa sono interamente rivestite dal fittissimo sistema arterioso e venoso che, metallizzandosi, ha preservato anche gli organi più importanti. Il cuore è intero e nella bocca si possono riconoscere persino i vasi sanguigni della lingua. Era incinta. Nel ventre si può notare la placenta aperta dalla quale fuoriesce l’intestino ombelicale che va a congiungersi con il feto. Così come quello della madre, anche il cranio di questo bambino mai nato si può aprire per vederne all’interno la complessa rete dei vasi sanguigni.
Il corpo dell’uomo ha più o meno le stesse caratteristiche, solo che le braccia scendono lungo il tronco. Lavorando di fantasia, si potrebbe pensare che entrambi siano stati legati mani e piedi ad una specie di tavolo operatorio e che solo la donna, prima di morire, sia riuscita a liberare il braccio destro che ha agitato, cercando scampo, fino a quando la sua circolazione sanguigna non si è bloccata.
Ma come ha fatto realmente il Principe a realizzare le sue «macchine anatomiche» ? Non lo sappiamo. Leggendo la «Breve nota di quel che si vede in casa del Principe di San Severo» edita per la prima volta nel 1766, e quindi quasi certamente scritta dallo stesso Principe, si legge che nella Cappella «si veggono due Macchine Anatomiche, o, per meglio dire, due scheletri d’un Maschio, e d’una femmina, nè quali si osservano tutte le vene, e tutte le arterie dè Corpi umani, fatte per injezione, che, per essere tutt’intieri, e, per la diligenza, con cui sono stati lavorati, si possono dire singolari in Europa» .
Alla luce delle attuali conoscenze mediche, si potrebbe pensare che il diabolico don Raimondo, sempre con l’assistenza del medico Giuseppe Salerno, abbia iniettato nelle vene delle due malcapitate cavie una sostanza che, entrando in circolo, abbia progressivamente bloccato la rete sanguigna fino alla morte dei soggetti. A questo punto la misteriosa sostanza avrebbe «metallizzato» vene e arterie preservandole dalla successiva decomposizione. Il Principe, infatti, deve aver aspettato che pelle e carne si decomponessero completamente prima di ottenere quelle che lui, con tanta pomposità, chiamava le « macchine anatomiche» .
Antichi simboli massoniciI dubbi, comunque, restano. Infatti nel 1700 la siringa ipodermica necessaria per fare appunto quell’« injezione» , non c’era ancora in quanto fu inventata quasi un secolo dopo dal chirurgo Carlo Gabriele Pravaz (1791-1853) di Lione. Ed è proprio questo l’argomento usato dai sostenitori del Principe che, rifiutando il fatto che l’uomo e la donna possano essere stati sottoposti da vivi a quell’orribile esperimento, sostengono invece che quegli scheletri sono soltanto povere ossa ricoperte da una rete artificiale di vasi sanguigni. Anche se un esame compiuto negli anni Cinquanta aveva rivelato «che l’intero sistema di vasi sanguigni, all’analisi, si è rivelato metallizzato, cioè , impregnato e tenuto in sesto da metalli in esso depositati» .
Comunque le statue e le «macchine anatomiche» non sono gli unici misteri della cappella. è sicuro che tramite la disposizione dei monumenti e il contenuto dei dipinti, il Principe abbia voluto lasciare un messaggio di tipo massonico o, meglio, ermetico. Tanto più che egli stesso ha manifestato su una piccola lapide contenuta nella Cappella «la volontà di stupire, di scoprire e di ammaestrare del committente» . Anche in questo caso fino ad oggi nessuno ha saputo spiegare esaurientemente il contenuto di quel messaggio, anche se molti hanno azzardato ipotesi più o meno verosimili.
A questo proposito la stessa esperienza massonica del Principe non fu delle più felici. Intriso com’era di esoterismo, non stupisce che quando nel 1750 la massoneria fece capolino a Napoli don Raimondo decidesse di farne parte. E non stupisce nemmeno che, visto il prestigio di cui godeva, i «fratelli» lo avessero nominato Gran Maestro di tutto il Regno. La suggestione occultistica e alchimistica introdotta dal filone scozzese nella struttura razionalistica della massoneria di tipo inglese, faceva molta presa sulla nobiltà e sulla borghesia. E il Principe seppe sfruttarla tanto bene che ben presto nella sola Napoli si contarono un migliaio di «fratelli» suddivisi in diverse logge.
C’è da dire, però , che i massoni di una volta erano un po’ diversi da quelli odierni. Nel Settecento spesso le logge prendevano il nome delle taverne dove i «liberi muratori» si incontravano per discutere di filosofia, di esoterismo e di politica. Alla fine della seduta, si sedevano tutti intorno ad un tavolo e cominciavano a mangiare e bere a sazietà . Tanto poi che concludevano la serata cantando a squarciagola. Alcune di quelle canzoni sono arrivate sino a noi. Sentite questa sul divieto delle donne a far parte della massoneria:

«Se tra noi luogo non hanno
Le tue ninfe, Amor, perdona;
Che ove il nome tuo risuona,
Tutto è colpa e tutto è inganno
Né tener san donne imbelli
Il segreto dei fratelli» .

Tuttavia il fatto che nelle logge si parlasse di eguaglianza e di libero pensiero non poteva non impensierire il Santo Uffizio, e cioè il tribunale dell’Inquisizione, che da tempo cercava senza successo di aprire Cagliostrouna sede nel Regno delle due Sicilie. L’iniziativa la prese il pontefice Benedetto XIV, papa Lambertini, che il 15 gennaio 1751 fece sapere all’ambasciatore di Carlo III di essere gravemente preoccupato per il diffondersi della massoneria nel Regno e negli stessi ambienti di corte. La missiva del Papa trovò terreno fertile perché anche il re borbone si era dato da fare per saperne di più su «un’unione senza l’intelligenza ed approvazione del Sovrano» . Inoltre proprio in quell’anno il miracolo di San Gennaro non si era compiuto e il popolino, aizzato da un certo padre Pepe, aveva dato vita ad un vero e proprio movimento popolare contro i massoni, considerati i responsabili del mancato prodigio.
Per farla breve, il 28 maggio 1751 Benedetto XIV emano la bolla «Providas Romanorum Pontificum» con la quale rinnovò la scomunica della Chiesa verso la massoneria, già espressa tredici anni prima dal suo predecessore Clemente XII.
Ovviamente il più preso di mira da tutta questa agitazione anti-massonica fu proprio il Principe di San Severo, il quale, però , avendo fiutato il vento, e comprendendo che si stava giocando vita e onori, si era mosso prima che il bubbone scoppiasse. Infatti il Papa non sapeva che fin dal 26 dicembre 1750 don Raimondo si era presentato al re e gli aveva consegnato la lista dei nomi degli affiliati e tutti i documenti relativi alle logge presenti nel regno. Carlo III pubblicò l’editto contro i «liberi muratori» il 2 luglio 1751. Il primo agosto il Principe scriveva al Papa ritrattando la sua fede massonica e mettendosi sotto la sua protezione.
Così facendo don Raimondo tradì il segreto massonico e salvò la sua testa, ma non solo quella. Infatti il re, che non aveva nessuna voglia di mettere in carcere metà della sua corte, si limitò a impartire una «solenne ammonizione» a tutti i massoni napoletani.
Messo all’indice dalla «fratellanza» internazionale e dagli stessi amici di un tempo, il Principe tornò a occuparsi per altri vent’anni della sua alchimia fino a quando la sera del 22 marzo 1771 la morte lo colse «per malore cagionatogli dai suoi meccanici esperimenti» . Probabilmente aveva inalato o ingerito qualche sostanza tossica durante le sue lunghe notti nel laboratorio.
Ma c’è un ultimo mistero che Raimondo de Sangro si è portato nella tomba. Nel 1790 di fronte al tribunale romano dell’Inquisizione il conte di Cagliostro affermò che tutte le sue conoscenze alchemiche gli furono insegnate anni addietro a Napoli da «un principe molto amante della chimica» . I giudici non gli vollero credere e non diedero peso alle sue parole. Forse il nome di quel principe venne anche pronunciato, ma non lo possiamo sapere visto che tutti gli atti di quel processo furono dichiarati segreti e si trovano ancora oggi sotto chiave da parte della Reverenda Camera Apostolica.
Del processo di Cagliostro, che si concluse con la condanna e l’internamento dell’imputato nella rocca di San Leo, ci è rimasto solo un compendio fatto ad uso e consumo dell’Inquisizione. Chissà, se solo il Vaticano volesse, forse si potrebbe scoprire che quel geniaccio di Raimondo de Sangro fu anche il maestro del ben più noto Cagliostro. Ma questa pagina di storia è ancora tutta da scrivere.

Presentazione Lunedì 4 Luglio alle ore 18:00 presso Biblioteca Comunale “A. Olivetti”
Sarà presente l’Autore.
Info: Biblioteca Comunale “A. Olivetti” tel. 0773727374 – Fax 0773722066
E-mail  biblioteca@comune.terracina.lt.it

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Una serata di Teatro e canti con i ragazzi del Centro Diurno ‘Il Melograno’ venerdì 1° luglio alle ore 21 in piazza Municipio.
Si tratta di uno spettacolo teatrale interamente realizzato dai ragazzi e dagli operatori del Centro Diurno “il Melograno” i
quali portano in scena un divertente spettacolo teatrale e anche canoro dal titolo “Nonna ‘Ntonietta nel Paese de J’mbianat”.

E’ un’opera realizzata nell’ambito del progetto didattico-artistico del Centro denominato “Terracina come Piace a Noi…” con la collaborazione
del Gruppo di Musica Popolare dell’Associazione Mantice.

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Da lunedì 27 a mercoledì 29 giugno, Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente che da ben trenta anni naviga a difesa delle coste e del mare italiano, farà tappa a Terracina, ribadendo quindi l’impegno di Legambiente Lazio e del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” a difesa delle spiagge, delle coste, delle acque fluviali e del mare di Terracina per una sempre maggiore valorizzazione turistica in una ottica di sostenibilità ambientale.Infatti, per volontà del neonato Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” (già da subito al fianco della Amministrazione Comunale con una azione legale“ad adiuvandum” per il ricorso presentato al TAR contro la Regione Lazio al fine di contrastare una autorizzazione ad un mega-impianto per la mitilicoltura proprio in una area a ridosso di una Area Marina Protetta (AMP) e a ridosso di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) tra i più estesi e preziosi del Lazio) e con i migliori auspici di Legambiente Lazio, Terracina è finalmente presente come tappa nell’itinerario (dopo una assenza di circa 20 anni) e potrà finalmente rendersi visibile a livello Nazionale, con le Due Vele recentemente assegnate da Legambiente Touring Club per la famosa e consultata Guida Blu, appena riconfermate per il 2016, e dopo una assenza di ben 10 anni, in cui Terracina non veniva neanche menzionata nella Guida come località turistica.

Goletta Verde arriverà a Terracina lunedì 27 giugno 2016 alle ore 17 e attraccherà al Molo Gregoriano e vi invitiamo ad essere presenti all’arrivo con accoglienza ufficiale da parte delle Autorità e di partecipare alla Conferenza Stampa che si terrà a Terracina Domenica 26 giugno 2016 alle ore 17:00 presso Hotel Neapolis, via Lombardia e martedì 28 giugno 2016 alle ore 11 presso la Sala Conferenze “F. Abbate” del Palazzo della Bonificazione Pontina – Museo della Città, Piazza Santa Domitilla, in cui verranno presentati ufficialmente alla stampa locale e nazionale i dati delle analisi effettuate e delle osservazioni relative alla costa e al mare di Terracina,.

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Domani 23 Giugno 2016 alle 22.30 presso Piazza S. Domitilla si esibiranno i “C+C=Maxigross”.

“Non parliamo di sud, mare, folk e tarantelle, ma di nord, montagna, folk e psichedelia”. Così Antonio Sansonetti nel settembre 2013 su XL di Repubblica. Aveva decisamente ragione.

Vera rivelazione tutta italiana, C+C=Maxigross è un gruppo musicale della Lissinia, Prealpi: bucolico all’ennesima potenza.
Arrivano freschi di Primavera Sound, uno dei più grandi e ricchi festival internazionali di musica, unica band italiana selezionata. La loro avventura parte nel 2009, quando scoprono di essere votati ad un folk psichedelico aperto a mille contaminazioni. Nel 2012 vincono l’Arezzo Wave, nel 2013, il MEI premia il loro come miglior album autoprodotto, entrano nel circuito italiano e cominciano le produzioni con artisti stranieri. Del loro secondo disco, Fluttarn, che viene portato in tour nell’estate del 2016 e che vede tappa anche Terracina, Repubblica dice: “Sorprende dall’inizio alla fine”. Ma tutta la critica di settore li lancia dal trampolino. 

Qualche informazione in più:
Facebook: http://bit.ly/1S6CRTZ
Video: http://bit.ly/1W0DDbO
Official: http://bit.ly/24SguIY

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Mercoledì 22 Giugno
Latina
Auditorium F. Celli,
Piazza Moro 1,
ore 17.30
Collegium Music presenta la
Festa della Musica 
Corsi di strumento ore 17.30 
Corso Avanzato ore 19.00.
info:
0773695827
Giovedì 23 Giugno
Latina
Libreria
La Feltrinelli
via A. Diaz 10
ore 18.30
Tra Cultura e Psicologia
incontro – dibattico con
Stela Taneva
psicologa psicoterapeuta
tema dell’incontro
Alla Scoperta di Se Stessi
partecipazione libera
info:
0773417020
3479570908
Terracina
P.zza S. Domitilla
Belvedere
ore 22.00
Concerto della band
C+C=Maxigross
partecipazione libera
Venerdì 24 Giugno
Latina
Foceverde
Latina Lido
dalle ore 10.00
Sport Estate
discipline sportive in riva al mare
info:
0773605658
Circolo H
P.zza A. Moro 36
ore 14.30
Fondamenti di Scrittura Creativa vai al dettaglio
Garden Hotel
via del Lido 129
ore 20.30
Masterclass Champagne
percorso degustativo prevede 6 diverse caratterizzazioni di Champagne, vere e proprie eccellenze enologiche, accuratamente selezionate considerando le diverse zone di produzione
info:
3495075415
vai al dettaglio
Andrew’s Pub
via Veio 16
ore 21.30
Concerto della
MdM Band
info:
3342317706
Circolo H
P.zza A. Moro 36
ore 22.00
Concerto delle band
The Trumpers
Kaufmen
The Hal Reason
vai al dettaglio
Bacco&Venere
via P.R. Giuliani 12
ore 22.00
Concerto di
Ilenia Volpe
vai al dettaglio
Sport Club Lido
via del lido km. 2,100
ore 22.00
Concerto de
The Kozmic Blues Band
vai al dettaglio
Sabato 25 Giugno
Latina
Foceverde
Latina Lido
dalle ore 10.00
Sport Estate
discipline sportive in riva al mare
info:
0773605658
Circolo H
P.zza A. Moro 36
ore 14.30
Fondamenti di Scrittura Creativa vai al dettaglio
Az. agr. Ganci
via Isonzo km. 5,300
ore 21.30
Occhi su Saturno
Una serie di telescopi sarà a disposizione del pubblico per ammirare la bellezza di un Saturno
vai al dettaglio
Circolo H
P.zza A. Moro 36
ore 22.00
Concerto della blues band
Roots Magic
vai al dettaglio
Cori
Centro Storico
ore 20.00
Carosello Storico dei Rioni di Cori
cena propiziatoria delle taverne
vai al dettaglio
Terracina
Sirenella Beach
V.le Circe 1
ore 22.00
Concerto della band
Mama Oxum
ingresso libero
info:
3291669235
Domenica 26 Giugno
Latina
Foceverde
Latina Lido
dalle ore 10.00
Sport Estate
discipline sportive in riva al mare
info:
0773605658
Cori
Centro Storico
dalle ore 16.30
Carosello Storico dei Rioni di Cori
Palio della Madonna del soccorso
vai al dettaglio
San Felice Circeo
Piazzale Kennedy Moto Club Le Ginestre presenta
IX° Motoraduno del Circeo.
Raduno di Moto, Vespe, Auto d’Epoca e tutti i tipi di moto.
info:
3687435058

 

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Calendario Isola Ecologica Itinerante luglio e agosto 2016

Elenco dei rifiuti che si possono consegnare.

Comunicato

Nelle more della realizzazione di un centro raccolta rifiuti, s’informa la cittadinanza che sono state istituite  le giornate ecologiche in diverse zone del territorio comunale, secondo lo schema dell’isola ecologica itinerante e solo per le utenze civili.
Presso le isole ecologiche è possibile conferire i richiamati rifiuti: imballaggi in carta e cartone, plastica, legno, metallo.
Materiali misti, imballaggi in vetro, contenitori rifiuti di carta e cartone e in vetro, frazione organica umida, abiti e prodotti tessili, solventi, acidi, sostanze alcaline, prodotti fotochimici, pesticidi, tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio.
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, oli e grassi commestibili, oli e grassi diversi come: oli minerali esausti,  vernici, inchiostri, adesivi e resine,  detergenti contenenti sostanze pericolose, farmaci, batterie e accumulatori al piombo derivanti dalla manutenzione dei veicoli ad uso privato effettuata in proprio dalle utenze domestiche.
Rifiuti legnosi, plastici, metallici, sfalci e potature, ingombranti, cartucce toner esaurite, rifiuti assimilati a quelli urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all’articolo 195, comma 2, lettera e  del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e  successive modifiche.
Il calendario per il conferimento di tali rifiuti, per i mesi di luglio e agosto 2016 è il seguente:
LUGLIO

02.07.2016 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.
09.07.2016 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.

16.07.2016 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.

23.07.2016 – Piazzale Villa Tomassini dalle ore 8.00 alle 10.45 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore11,00 alle ore 14,00.

30.07.2016 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.

AGOSTO

06.08.2016 – Piazza Donatori di Sangue dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Buonarroti dalle ore 11.00 alle 14.00.

13.08.2016 – Via Firenze dalle ore 8.00 alle 10.45. Via Marcia (zona Calcatore) dalle ore 11.00 alle 14.00.

20.08.2016 – Piazzale Villa Tomassini dalle ore 8.00 alle 10.45 – Via Stella Polare (ex villaggio Pescatori) dalle ore11,00 alle ore 14,00.

27.08.2016 – Via Bonificatori Palude Pontina dalle ore 8.00 alle 14.00. La Fiora ( Piazzale  Stazione) dalle ore 9.00 alle 13.00.

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Passeggiata con il WWF Litorale Laziale e l’Ass. Xémina su terracina alta tra i voli di rondoni e balestrucci e con merenda finale al Parco della Rimembranza.
L’appuntamento è in Via Gabriele D’ANNUNZIO alle ore 18.00 di Domenica 26 giugno 2016.

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Domenica 19 Giugno dalle ore 18:00 presso il Palazzo della Bonifica Pontina di Terracina, si esibiranno i Dela Dilei.

Duo musicale composto da Domenico Pernarella (voce) e Valerio Sepe (chitarra).

I Dela Dilei nascono nel febbraio 2011 da un’idea di Marco Nunziante (batteria) e Antonio Alessandro Di Cicco (basso). Una volta completata la line up con Domenico Pernarella (voce) e Valerio Sepe (chitarra) iniziano a lavorare alla stesura di brani inediti partendo da idee e spunti personali generati nel corso degli anni. Dopo circa un anno di prove e lavoro cominciano i primi confronti con il pubblico attraverso vari live e condivisioni di brani sui social network. Dopo un 2012 denso di scrittura ed esibizioni pubblicano su Youtube un singolo con video completamente autoprodotto dal titolo “Mi ispira la festa (MILF)”. Pochi mesi dopo entrano in studio per incidere il primo EP, sempre autoprodotto, dal titolo “dela dilei” (https://itunes.apple.com/album/id863252332) pubblicato nell’aprile 2014. Attualmente il progetto è attivo e viene portato avanti da Domenico e Valerio.

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La chiave di lettura della mostra “Passato e presente”, curata da Lorella sacco e che vede esposte le opere di
Mona Lalim, Marian Heyerdhl e Ole Leslerud, va, a mio giudizio, ricercata nell’idea di non volere “dimenticare”
come religione, guerra e morte, unite tra di loro da un perverso quanto oscuro sincretismo simbiotico, e che
appartengano, con una visione storicamente vissuta a nocumento del genere umano, ad una fase
degenerativa dello stesso, possano essere “combattute” attraverso “una vita di senso e di pienezza”.
Nessuno, se non vuole provare vergogna verso se stesso per la propria vigliaccheria o, peggio ancora, apatia,
può sottrarsi a questo senso “di vita” cui chiaramente rimandano le opere degli artisti.
I lavori esposti appartengono ad una facies storico-artistico-creativo dove tutto, sia nella simbologia
metaforica, sia nella policromia, quanto nella scelta dei materiali, rimanda ad un concetto di uomo libero di
ideare e creare “realmente” un futuro migliore, vissuto come il risultato della congiunzione tra passato e
presente.
La scelta di una location quale un Museo Archeologico non deve stupire, trattandosi di un topos, quindi da
intendersi uno schema narrativo indefinitamente riutilizzabile, che testimonia un continuum, un filo di Arranna
assolutamente non rescindibile … le Parche lasciamole alle nostre spalle e a quanti hanno un’idea
prevaricatrice del rapporto tra gli uomini, questo, se non erro, è il messaggio de, nostri Artisti, a loro vada il mio
GRAZIE.
Direttore del Museo
Pietro Longo

 

 

 

The key to understanding the exhibition “Past and Present”, curated by Lorella Sacco and which features the
works of Mona Lalim, Marian Heyerdhl e Ole Leslerud ìn my opinion is: not wanting to forget the notion that
religion, war and death are fused together by a symbiotic syncretism that is as perverse as it is obscure and
they belong–as hìstory has amply demonstrated, much to the detriment of mankind–to a degenerative phase
of the human specìes that can only be overcome by living a full and meaningful life.
No one, if they do not want to feel ashamed of themselves for their cowardice, or even worse, apathy, can
avoid this sense of I ife, which is clearly evoked by the artists’ work.
The works on exhibit belong to a historical, creative and artistic facies where everything, metaphorically and
chromatically, along w1th the choice of materials used, seems to suggest the concept of mankind free to
envision–and actually create–a better future, lived as the result of the juxtaposition of the past with the
present.
lt should not come as a big surprise that an archeologica! museum was chosen for this exhibition, as the
museum itself 1s a topos; it has 1ts own indefinitely reusable storyline, which testifies to a continuum, an
Ariadne’s thread, absolutely not subject to cancellat1on Let’s leave the Fates behind us, and those who avoid
the truth regarding human interaction. Th1s is, if l’m not mistaken, the message these artists wish to convey.
My heartfelt thanks to each and every one of them.
Museum Director
Pietro Longo

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Con musicisti provenienti da realtà più o meno note come Heliocentrics, Acoustic Ladyland, Zun Zun Egui o Transglobal Underground, i londinesi Melt Yourself Down stanno facendo parlare di sé grazie ad una potentissima formula sonora piantata nel bel mezzo di una scazzottata tra p-funk, world-music e afro-beat, con lisergiche staffilate di elettronica a completare un quadro fresco e convincente.

Il biglietto da visita, esagitato e marziale, sbilenco e lisergico come un trip di ritorno nella terra dei nostri antenati, è “Fix My Life!”, tra sax svirgolanti, poliritmi imbizzarriti e un’aria di festa senza fine che “Release”, di lì a poco, contribuisce a rinnovare con schizzi di Fela Kuti a go-go. Un disco che, tra le righe, sembra ripetere che, sì, in principio c’era il ritmo e Dio è stato di sicuro il primo ballerino. Sprazzi mediorientali tra epiche Contortions che spumeggiano echi dionisiaci (“Tuna”), ballabili solari & poppy (“We Are Enough”), danze del sole e bandismi sfrenati (“Kingdom Of Kush”), galoppi sincopati scuoticulo che s’incupiscono senza, comunque, dilapidare la ricchezza dell’abbandono fisico (“Mouth To Mouth”): ed è praticamente impossibile stare fermi un minuto, anche quando le cose si fanno più riflessive come in “Free Walk”.
E voi, cosa aspettate a lanciarvi nella mischia?

Oggi 12 Giugno 2016 alle ore 22:00
presso Piazza del Municipio Terracina

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Video importato

YouTube Video

Si è svolto ieri pomeriggio in Piazza Garibaldi il confronto tra i due candidati a sindaco di Terracina.
Nel video alcuni momenti di tensione tra bambini spaventati e forze dell’ordine che tentano di arginare la situazione.

I volti nel video sono stati oscurati a causa di “velate” minacce che mi sono state rivolte mentre lo giravo.

 

Buona Domenica,

 

Paolo Alberto Giannetti, WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com

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Tutte le preferenze dei consiglieri alle Elezioni Amministrative 2016

001 CITTADINI DELLA MIA TERRACINA Sindaco Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
018| GAVINO DE GREGORIO | 141
008| SAVINA FERRARI | 85
001| ERMANNO DE LUCA | 73
006| ROSARIO DAVID | 48
002| SERAFINA CIOFFI | 37
004| MASSIMILIANO DALIA | 32
009| GIOACCHINO GRIECO | 26
010| MANUELA AMADEI | 21
014| MARIALUANA ZOMPARELLI detta LUANA | 21
011| CLAUDIO MASALA | 18
003| MARCO CIRILLO | 17
005| CLAUDIA TURRI | 16
023| VITTORIO CIMMINO | 12
015| ANGELO MENNILLO | 9
007| FRANCO GREGGI | 5
016| LORENZO SEPE | 5
024| GIUSEPPINA IANNELLI | 5
012| PEPPINO STEFANELLI | 2
017| VINCENZO TANCREDI | 2
022| ASSUNTA PENNE | 2
013| MORENO SGARALLINO | 1
019| ANDREA TORNESI | 0
020| BRUNA TOCCI | 0
021| ELEONORA ESPOSITO | 0 |

Totale: 578

002 GIANLUCA CORRADINI SINDACO
——————————————–|———–|———–|
001| DAVIDE DI LEO | 458
018| GIOVANNI ANNARELLI | 194
002| VANESSA ANTONETTI | 183
010| GRETA AVELLI | 158
005| FRANCO FERRARI | 124
019| GIANFRANCO AZZOLA | 102
007| ANGELO BRUNO SCIROCCHI | 99
004| VALENTINA OLLEIA | 84
013| GIOVANNA TARI | 84
006| AMELIA ERSILIA TRAVERSA | 66
009| ANTONIO CICERANI | 50
015| GIAMPIERO TORRE | 47
008| ANTONIO ACANFORA | 46
014| DANIELE CARLOT | 44
023| ARMANDO ZOMPARELLI | 40
021| MARIA TERESA CAGLIOTTI in MAZZER | 38
020| NUNZIA GERMANO | 33
011| LUIGI SEBASTIANELLI | 23
003| ROBERTO ALONZI | 21
012| PAOLA GIULIANI | 21
017| LUANA CESTARI | 21
024| EMANUELA SILVESTRI | 17
022| GIAMPIERO RUEGA | 11
016| STEFANO PANDOLFI | 10

Totale: 1.974

003 SI CAMBIA – Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
001| GINA CETRONE | 165
002| MAURIZIO LONGARINI | 61
004| GUIDO SCARSELLA | 48
005| LUIGI RIGGIONE | 35
006| SERGIO GIULIANI | 22
008| GIANNI TRAMENTOZZI | 16
013| ALDO GASBARRONI | 15
014| ERICA CAPPADOCIO | 12
003| MAURO MARESTA | 11
009| ANNA MARIA MARROCU | 11
007| UGO D’ONOFRIO | 8
016| MARIANNA GASBARRONI | 8
010| ROBERTO TESTA | 5
012| CESARE CICCORELLI | 5
017| GIUSEPPE CIPOLLA | 5
020| MATTEO VENERELLI | 4
011| FRANCESCO CIBELLI | 3
015| MARTINA ZACCAI | 3
019| LINO CERRONE | 1
018| RITA MESSINI | 0
021| MARIA CRISTINA TEOLIS | 0

Totale: 438

004 TERRACINA NOSTRA – Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
014| GIULIANO MASCI | 289
009| ANTONELLA ISOLANI | 187
015| ROBERTO PALMACCI | 182
021| MELISSA VENERELLI | 152
018| PAOLO SCEVOLA | 141
016| AGOSTINO PANIZZOLI | 113
007| SILVIA GIULIANI | 104
002| CHIARA CAROCCI | 76
019| TERESA TUCCELLI | 39
003| VALENTINA DE FEDERICI | 33
006| PIETRO DI LELLO | 26
022| FABIO VISCIGLIA | 17
005| VALENTINA DE SANTIS | 10
012| MARIAROSARIA LETIZIA | 10
011| SIMONE LAVIOLA | 9
017| MONICA ROSSI | 9
023| CLAUDIO ZAINA | 7
008| ELVIRA ERICA GROSAN | 4
013| ANGELO MAGNANTE | 4
001| SIMONE CAPITANINI | 2
004| ERNESTO DEI GIUDICI | 1
010| MARINA TOGNI | 1
020| GIUSEPPE VELUCCI | 1
024| LEONARDO DE SIMONE | 0

Totale: 1.417

005 PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
002| EZIO LONGO | 122
003| LINO LAURETTI | 109
001| VALERIO GOLFIERI | 76
004| ALESSANDRO AMBRIFI | 62
013| ANTONELLA LUCARIO | 19
019| RITA SACCHETTI | 19
012| MARIA CONCETTA FUSCO | 18
017| SIMONETTA PICARAZZI | 17
020| TANIA VARRONI | 17
008| MICHELE CAMMAANO | 16
010| MARIA CHIARA DE ANGELIS | 16
018| CATIA ROSATI | 16
016| PIETRO PECCHIA | 11
006| ANTONIETTA BRIGHETTI | 9
011| WALTER DI LEGGE | 8
015| KALAM ABUL | 8
007| SILVIO CAIAZZO | 5
009| DANIELA CODASTEFANO | 4
005| NICOLETA CLAUDIA BORS | 1
014| PALMIRA MANCINI | 0
021| DAN NICOLAE ZVORISTEANU | 0

Totale: 553

006 MOVIMENTO IDEA TERRACINA – CUORITALIANI Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
002| MASSIMO D’AGOSTINI detto TROMBONE | 90
001| SIMONE ROTOLO | 67
010| LUIGI PANNOZZI | 27
014| FRANCESCA MANCINI | 22
003| GIANLUCA DELL’AQUILA | 13
006| TANIA ANTONIONI | 9
012| ANNARITA ROSSI | 8
007| ANNA IANNOTTA | 6
013| DANIELE FUSCO | 3
024| ROBERTA FEUDI | 3
017| GINA SCHIVO | 2
018| VALENTINA PASQUALI | 2
019| GIANNINO DI GIROLAMO | 2
011| ELIZAVETA KLIMOVA | 1
016| MIRKO LAURETTI | 1
022| MARIO BATTISTI | 1
004| EMANUELE ESPOSITO | 0
005| LUCIANO ABBATECOLA | 0
008| GIOVANNI ALLA | 0
009| STEFANO VARRONE | 0
015| ERIKA RECCHIA | 0
020| MAURO MARIGLIANI | 0
021| GILDA MASCI | 0
023| DOMENICO ANTONIO RUSSO | 0

Totale: 257

007 FORZA ITALIA | Gianluca Corradini
——————————————–|———–|———–|
001| MASSIMILIANO TOCCI | 686
008| ILARIA MARANGONI | 628
007| AUGUSTO ANDREA BASILE | 578
012| VALENTINO GIULIANI | 491
021| MARGOT TORRE | 448
010| MELANIA ABAGNALE | 300
013| MAURO ROMAGNA | 279
011| ANGELO GIANCARLO MARZULLO detto ROBERTO| 270
005| RAFFAELLA NERI | 219
006| PIETRO PALMACCI | 217
003| LUCIANO PECCHIA | 209
009| GIANNI D’AMICO | 199
002| GIULIA FANTASIA | 158
016| GRAZIELLA ANNA IANNELLI | 156
015| MARIA AUGUSTA NARDONI | 133
017| BARBARA DE SIMONE | 133
004| LUIGINO SACCHETTI | 101
020| GIACOMO ROMAGNA | 97
018| ROBERTO PIETRICOLA | 84
014| AMANDA FEUDA | 83
022| EMANUELA ROSSI | 69
019| ANGELO CICERANO | 62
023| VINCENZA RUSSO | 18
024| JACOPO SALVIONE | 1

Totale: 5.619

008 LISTA CIVICA CERBO
——————————————–|———–|———–|
001| ROSARIO BUTTAFOCO | 23
006| ANNA ROSA EVANGELISTA | 20
005| GIUSEPPE BIZZI | 19
004| STEFANIA CUOZZO | 15
007| LISA RECCHIA | 15
008| NATALE LUCARIO | 11
002| ANGELO CARTA | 10
012| BRUNO SENESI | 10
013| MARCO VETTRAINO | 10
010| SIMONE MORELLATO | 8
009| FABIO ZECCHINELLI | 7
014| ROSSANA MATTEI | 4
011| LINO DONA’ | 3
018| STEFANIA VESSELLA | 3
019| CINZIA BERNARDINI | 1
020| CARMELINA SAGGIOMO PICANO | 1
021| LAURA PIPPIA | 1
023| ERASMO GASBARRONI | 1
003| DANIELE GERMANI | 0
015| CLAUDIA GHERGOT | 0
016| MARCO ZEN | 0
017| EGIDIO PADULA | 0
022| MAURO CIAMPRICOTTI | 0
024| LUIGI PALUMBO | 0

Totale: 162

009 MOVIMENTO CINQUE STELLE | Fabrizio Ferraiuolo
——————————————–|———–|———–|
001| CARLO PESCE | 259
004| BARBARA TADDEI | 135
007| CANDIDO LUZZI | 103
006| PIERO VANNI | 51
012| CESARE DE PROSPERIS | 41
015| ALESSANDRA FAIOLA | 41
003| CINZIA GIANGASPERO | 40
010| LUIGI GIANNETTI | 40
002| ROSSANO RAVASI | 27
019| MARIA GIANGASPERO | 26
008| GIANMARIA FRAMARIN | 22
013| SIMONA BORSOI | 21
020| MARIA RITA CICERANO | 20
017| GIUSEPPE PALMACCI | 19
005| LINO NARDONI | 16
018| PATRIZIA TRIGNANI | 15
011| ARTURO CAMILLACCI | 13
016| ALESSANDRO TARI | 9
009| VINCENZA LICCARDI | 5
014| STEFANO D’ONOFRIO | 2

Totale: 905

010 TERRACINA – LISTA SCISCIONE |Nicola Procaccini
——————————————–|———–|———–|
003| DOMENICO VILLANI | 344
007| BARBARA CERILLI | 249
001| GIANFRANCO SCISCIONE | 208
005| ANDREA BENNATO detto BENNY | 188
023| NICOLETTA ROSSI | 133
022| RENZO RENZELLI | 119
009| CINZIA DE CASTRIS | 111
010| DANIELA DEL BONO | 75
002| AGOSTINO APOLLONI detto MARTANO | 73
013| MARIA DI LETA detta MARIELLA | 71
024| LORENZO SACCHETTI | 70
008| ROMINA D’AURIA | 69
012| GIUSEPPE BIAGIO DI COLA | 62
011| FRANCO DELLA MAGNA detto CICCIO | 50
018| EMANUELE MATTIA | 46
014| GIUSEPPE DI VIZIO | 45
015| ENRICO GOLTARA | 44
019| CLAUDIO MICHELUSI detto MICALUSI | 38
016| VERA EMILIO | 25
006| LAURA CAMERANI | 22
017| ASSUNTA MANCUSO | 22
004| CORRADO ANTICOLI BORSA
020| MARA PEDRETTI | 8
021| GIULIA PINTO | 0

Totale: 2.093

011 NOI CON SALVINI | Nicola Procaccini
——————————————–|———–|———–|
001| FRANCESCO ZICCHIERI | 272
020| FULVIA PISA | 103
012| MARIA ESPOSITO | 76
011| GINO DI LELLO | 73
014| ANGELO IANNOZZI | 54
022| SABRINA VALENTI | 49
023| LOREDANA ZAPPONE | 48
007| CELESTINO D’AMICO | 40
010| MONICA DELL’AQUILA | 40
016| ANTONELLA MANCINI | 33
015| ELI LUTFI detto ELIA | 31
005| NICOLA CECCATO | 23
008| MONICA DANIELON | 13
004| DAVIDE CASALE | 11
009| RAFFAELE D’APUZZO | 11
019| ANDREA MOLTENI | 10
018| LOREDANA MIRABELLI | 8
002| ANDREA BARBARO | 6
006| EMMA CIAMPRICOTTI | 3
017| PAOLA MARSELLA | 3
003| MARTINA BUONAIUTO | 1
021| ATTILIO AUGUSTO TRANI | 1
024| GIANCARLO ZARATTI | 1
013| GIUSEPPE FATTORI | 0

Totale: 910

012 NICOLA PROCACCINI SINDACO
——————————————–|———–|———–|
002| EMANUELA ZAPPONE | 254
003| MAURIZIO CASABONA | 160
006| STEFANO ALLA | 157
016| SARA NORCIA | 116
014| MASSIMILIANO MAUTI | 104
022| PAOLA SAPUTO | 95
001| GIACOMO PERCOCO | 93
013| UGO MASCI | 91
020| MATTEO RICCIO | 88
019| CLAUDIO POLIDORI | 81
024| FRANCESCA ZANELLATO | 78
023| SILVIANO VALENTI detto GANCIARO | 68
017| TIZIANA PASQUARIELLO | 67
004| VLADIMIRO ALFANO | 51
008| SIMONA GROSSI | 43
021| SERGIO ROSSI | 36
011| STEFANO LEPRI | 34
015| NILDO MORETTI | 22
012| ROBERTO MAGHERINI | 17
005| LAMBERTO ALLA | 12
007| ENRICO CANNELLA | 5
009| TATIANA GUARINO | 3
010| GINA ANGELA GUERRA | 1
018| BRUNO PIOLI | 0

Totale: 1.676

013 SIAMO TERRACINA – PROCACCINI SINDACO
——————————————–|———–|———–|
001| ROBERTA LUDOVICA TINTARI | 549
015| GIANNI PERCOCO | 323
011| ANDREA LAURETTI | 228
021| ANNA MARIA SPERANZA | 226
002| VINCENZO AVENA | 172
005| GIANPAOLO D’AMICO detto PAOLO LA FIORA | 145
012| FRANCESCO LULY detto LULI | 129
023| GIACOMO TRULLI | 102
020| LOREDANA SERAFINI | 101
013| LUCA MARAGONI | 69
024| GIOVANNI VOGRIG | 63
014| VIRGILIO PALMACCI | 62
019| ANGELA SCIPPA | 49
004| MAURIZIO VINCENZO CIMA | 43
018| FRANCESCA RUSSO | 42
017| MARIA TERESA ROMANO | 39
009| SONIA FALOVO | 35
007| MARIA TERESA DE SIMONE | 32
003| ANTONIO CAPPONI detto ANTONIUCCIO | 27
006| STEFANIA D’AURIA | 20
022| GIOVANNI TIBERI | 13
008| MARIA CRISTINA DI FONZO | 12
010| MARIA CONCETTA GARULLI detta TINA | 9
016| PASQUALE PURIFICATO | 0

Totale: 2.490

014 FRATELLI D’ITALIA Nicola Procaccini
——————————————–|———–|———–|
005| LUCA CARINGI | 523
008| PIERPAOLO MARCUZZI | 387
024| DANILO ZOMPARELLI | 290
001| PATRIZIO AVELLI | 244
002| MAURIZIA BARBONI | 240
007| MARIKA FRANCESCHINI | 237
009| SERGIO MENEGHELLO | 229
004| BARBARA CARINCI | 215
012| GIUSEPPE TALONE detto PINO | 204
011| STEFANIA PIETROPAOLO MELCHIONDA | 128
015| CHIARA DE RITA | 123
010| FABIO MINUTILLO detto MINUTILLI | 117
003| DOMENICO BRUSCA | 73
006| MICHELANGELO DI MANNO detto ANGELO | 54
022| FRANCESCA VICARO | 29
019| SILVIA PALAZZI | 21
016| LISA GRENGA | 7
021| AUGUSTO ROSSI | 5
013| BRUNO VENTURIN | 3
018| VINCENTE MOIO | 3
020| LUIGI PISANO | 3
014| ELVIRA ALLA | 2
017| SABRINA ABDALLAOUI detta BIAGIOTTI | 0
023| SALUTINA DE FRANCESCO | 0

Totale: 3.137

015 PARTITO DEMOCRATICO |Alessandro Di Tommaso
——————————————–|———–|———–|
010| GIUSEPPE D’ANDREA detto PINO | 405
003| VALENTINA BERTI | 347
024| ELIO ZAPPONE | 302
018| PATRIZIA RENZELLI | 247
014| GIANCARLO GOLFIERI | 236
009| FLORIANO CORNI | 229
013| PIERO FARAGNOLI | 211
001| IVANO GIULIANI | 185
017| ANNA ROSARIA RITA PERCOCO detta ANNARIT| 179
015| VERONICA GROSSI | 170
008| SERGIO CORELLI | 168
023| MARIA CRISTINA TEDESCO | 163
021| EMANUELA SAVELLI | 154
005| DANIELE CERVELLONI | 139
020| MONICA SACCOCCIA | 133
006| CECILIA CICCI | 120
002| LORELLA ATTANASIO | 119
012| ALESSANDRA DI PAOLA | 98
004| DANIELA CELANI | 92
019| EZIO SACCHETTI | 91
007| VALENTINA CICERANI | 73
016| ROBERTO MELIS | 61
022| CARLO SPAZIANI | 61
011| ROCCO DI MICCO | 17

Totale: 4.000

016 TERRACINA 2026 – DI TOMMASO SINDACO
——————————————–|———–|———–|
022| MARCO SENESI | 146
015| GIUSEPPE MASCI | 131
021| SIMONA SANTORI | 89
013| UBALDO FUSCO | 87 |
005| GIORGIO CAPRIO | 76
014| GIUSEPPE LA ROCCA detto PINO | 52
016| MIRKO PANNOZZO | 47
002| AUGUSTO BIANCHI | 38
019| CRISTINA PINES | 36
007| ANGELO CICERANO | 32
010| ANNA CATERINA DI MICCO | 25
018| EMANUELE PERNARELLA | 24
017| DAVIDE PARISELLA | 22
020| ROSITA QUATTROCIOCCHI | 22
001| MASSIMO AZZOLI | 20
004| TERESA CAMPI | 16
006| SILVIANO CERILLI | 15
011| ROSA DI SAURO detta ROSSELLA | 14
008| PAOLO D’AGOSTINO | 11
009| MARCO D’ONOFRIO | 8
023| MAVI VENDITTI | 6
024| ASSUNTA VILARDI | 6
003| LAURA GABRIELA CAMIRZAN detta LAURA | 4
012| ROBERTO FALCIONI | 3

Totale: 930 | |

017 INSIEME A TE – Alessandro Di Tommaso

001| ARCANGELO PALMACCI | 179
014| ANDREA RENZELLI | 34
002| ELISA ARTOSI | 31
015| VALENTINA VALENTINI | 15
017| TAULANT BERBERI | 13
004| SABRINA BUTTAFOCO | 12
013| LOREDANA PERRONI | 11
018| CATIA PAOLA BOVE | 10
011| DAVIDE MARANGON | 8
005| FABIO CARANTANTE | 6
020| BARBARA VENTURA | 6
006| PAOLA ROSA CONTE | 5
019| PIETRO TRULLI | 5 |
012| FRANCESCO PAGANO | 4
016| FABIO VITTORINI | 3
007| FABIO FELICI | 2
008| VINCENZO GRENGA | 1
003| FRANCO BACCHI | 0
009| FRANCO LAURETTI | 0
010| FELICETTA MANZI | 0

Totale: 345

018 LISTA CIVICA ALBA SERENA – STEFANO NARDI
——————————————–|———–|———–|
016| ANGELO NARDONI | 131
009| SAMIRA DI LELLO | 116
004| PAOLO CENTRA | 70
002| DONATELLO BAIONI | 51
020| GABRIELE QUINTI | 44
024| OFELIA VIOLO | 39
014| LUCIANO MASELLA | 35
021| SAMANTHA SAGLIANO | 30
022| MARIANNA TONZI | 30
015| VERONICA MARZULLO | 28
007| DONATO DEL BONO | 22
001| VINCENZO ANTICI | 20
008| ANNA PALMIRA DE BONI | 17
023| GINO VIOLO | 15
011| DANIELE DONA’ | 14
013| VALERIO FIORINI | 14
012| SABINA FANTINATO | 13
003| ORNELLA BIANCHI | 9
019| GIORDANO QUATTROCIOCCHI | 8 |
018| ALESSIA PITIGLIO | 5
017| ILARIA PERCOCO | 4
005| RICCARDO COSTA | 1
006| CLAUDIO DE FILIPPIS | 0
010| LUANA DI MAURO | 0

Totale: 716

IL SESTANTE-AGOSTINO PERNARELLA

001| FABIO COCCIA | 124
002| GIANCALO CARINCI | 50
020| DANIELA BINDILA detta DANA | 39
004| ALESSANDRA PIACENTINI | 38
013| LUIGI MARIA PERNARELLA | 38
003| ANDREA DI LELLO | 34
009| MARIO ADINOLFI | 29
012| FLAVIA SCINICARELLI | 28
018| SARA GRAZIELLA DI LELLO | 27
021| SIMONE BORELLI | 22
005| GIANLUCA VAVOLI | 21
007| MARCO DI GIROLAMO | 21
014| MASSIMILIANO CAMPOLI | 19
010| ERIKA MARIA BUTTAFOCO | 18
019| CATALIN CHIHAI | 16
008| RITA CERILLI | 15
011| ANONIO CAMMAROTA | 15
017| MARINELLA MAIELLO | 11
006| ANNA DI SCALA | 6
016| RABIN SHEIK | 5
015| GIANLUCA PALMACCI | 3

Totale: 579 |

AGOSTINO PERNARELLA – RES
——————————————–|———–|———–|
001| DANILO MASTRACCO | 50
004| DOMENICO CARAFA | 27
002| ALDO DI TROCCHIO | 24
008| MARIA ASSUNTA PARISELLA | 24
015| FRANCESCA DI MICCO | 15
014| MARIA DI TROCCHIO | 9
003| NICOLINA D’ANDREA detta LILLI | 8
010| DIANA FILOSA | 8
013| HERTA KLINGER | 8
016| VITTORIA ALTOBELLI | 7
012| CARLA BROCCO | 5
009| STEFANIA SICIGNANO | 4
005| GIANCARLO PERRONE | 3
006| OCTAVIAN BINDLA | 3
011| ISAIA CAMMAROTA | 3
007| RICCARDO CELLETTI | 1
-|
Totale: 199 | |

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Quattordicesima edizione della Sagra della Pecora, organizzata dal Comitato Parrocchiale Doganella di Ninfa per la giornata di domenica 5 giugno. L’appuntamento è presso la Parrocchia S.Maria Assunta di Doganella, in via Ninfina. Alle ore 12.30 la prelibata pietanza – preparata sin dalle prime ore del giorno, visto il tempo necessario per la cottura – sarà servita al pubblico.

Verranno inoltre preparati maccheroni al sugo di pecora, arrosticini di pecora, panini con prosciutto e piatto rustico. Nella mattinata è previsto il raduno delle Ferrari della “Scuderia Ferrari Club Roma Appia Antica”, alle 11.30 vendita di dolci a cura della Caritas locale. Questa sagra ha preso spunto dalle numerosa attività di pastorizia presenti nella borgata ed ha visto aumentare di anno in anno i visitatori che hanno degustato il piatto tipico. Quest’anno si potrà contare su circa 1000 posti al coperto in caso di avverse condizioni meteo.

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La registrazione integrale del comizio di Salvatore Cerbo a Piazza Mazzini, da non perdere!

 

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