Archivio Febbraio 2013

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Per i pendolari di Trenitalia il viaggio quasi mai è una passeggiata
confortevole. Anzi, i più ci metterebbero la mano sul fuoco che mai viaggiare
sui treni regionali significa fare un ’esperienza piacevole. Questo, dunque, il
pensiero generale. Ma per i tanti pendolari di Terracina, le cose vanno anche
peggio. Colpa di quei maledetti massi franati lo scorso settembre dal monte
Cucca, a La Fiora, proprio sui binari delle tratta ferroviaria Terracina-Roma. 
I lavori procedono ma sono lunghi. Ancora più lenta è la burocrazia 
che deve produrre le «carte» per far riattivare la ferrovia. E così ci
sarà da attendere la primavera inoltrata per rivedere un treno ripartire dalla
stazione di Terracina in direzione Roma. Da quel giorno di settembre i tanti
pendolari costretti a prendere il treno per motivi di studio o lavoro hanno
ricevuto da Trenitalia un servizio di collegamento alternativo attraverso bus-
navetta che portano gli utenti dalla stazione di Terracina a quella di Priverno.
Da lì possono salire sul treno che li conduce alla Capitale. Ma come funziona
questo servizio sostitutivo? Da un paio di settimane si stanno moltiplicando le
«lagnanze» da parte di alcuni utenti che denunciano i propri disagi. Le
lamentele riguardano ad esempio gli orari di partenza dei bus. Dovrebbe partire
alle 7 e 22, e invece succede sempre più spesso che accenda i motori e ingrani
la marcia alle 7 e 10, lasciando a piedi parecchi pendolari. Non si capisce bene
il motivo di queste partenze anticipate, eppure funziona così. La storia si è
ripetuta anche ieri mattina, ma per fortuna ad aspettare gli utenti c’era un
piccolo pulmino che ha caricato studenti e lavoratori e li ha portati alla
stazione di Priverno-Fossanova. Ovviamente i passeggeri si sono dovuti stringere
per entrare tutti, e in molti sono rimasti in piedi. Nei giorni scorsi è
successo anche che gli autisti si siano rifiutati di partire per motivi di
sicurezza, essendo i bus troppo pieni. Ai pendolari non resta quindi che
affidarsi alla buona sorte, mentre è tutto da comprendere il motivo delle
partenze anticipate dei pulmini dal piazzale della stazione terracinese.
F. A .

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Nessun dramma, in casa Terracina, dopo la sconfitta di domenica scorsa al
Montorli di Boville. Nonostante l'amaro in bocca della sconfitta, non assaporato
dallo scorso undici novembre. Il tecnico Cucciari commenta così, voltando
immediatamente pagina: «Non facciamo drammi. E’ stato un incidente di percorso,
sono convinto che ci riprenderemo subito». Il tecnico poi analizza l'incontro in
sé: «Nei primi 20 minuti non siamo scesi in campo; una volta subìto il gol
abbiamo iniziato a imporre il nostro gioco ma nonostante un ottimo secondo tempo
non siamo riusciti a trovare la via del gol». Una gara giocata con assenze
pesanti: Neri e Di Franco (influenzato): «Non cerchiamo un alibi, ma l’assenza
di Di Franco mi ha costretto a rischiare Davide Serapiglia che non era al
meglio, oltre a Fabio Festa, anche lui febbricitante». E ora si riparte: il
Terracina è ancora primo della classe, a +3 dal Monterotondo Lupa: «Stiamo
disputando un campionato strepitoso e quindi sono molto fiducioso per il
futuro», conclude il tecnico. E il futuro comincia da domenica: in scena andrà
il derby con il Gaeta. 

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Quattro anni per Gianfranco Sciscione, tre anni per i fratelli Angelo e Romano.
Il pubblico ministero Lina Cusano ha chiesto la condanna del politico e
imprenditore televisivo e dei suoi fratelli per il reato di bancarotta. Lo
scorso 22 febbraio, davanti ai giudici della sesta sezione penale del tribunale
di Roma, si è svolta una nuova udienza del processo che vede imputati Gianfranco
Sciscione e i suoi fratelli Angelo e Romano per un’intricata vicenda che risale
addirittura al 1998. Il processo, dopo lunghi rinvii, sembra essere finalmente
giunto alla sua fase conclusiva. Ad aprile l’ultima udienza, con la parola che
verrà affidata agli avvocati difensori degli imputati e infine ai giudici che
pronunceranno la sentenza. Lo scorso 22 febbraio, comunque, si è svolta la
requisitoria del pm e adesso la palla passa ai giudici del collegio penale.
Quattro anni per Gianfranco Sciscione e tre anni per i fratelli sono state le
richieste di condanna del magistrato, in realtà neppure troppo pesanti visto che
sono quelle minime per la bancarotta, la cui pena va dai tre ai dieci anni. Ma
comunque per Sciscione, candidato alle regionali con l’Udc e uscito sconfitto
dalla tornata elettorale, una brutta grana giudiziaria. A portare in aula i
fratelli Sciscione, imprenditori televisivi di successo, Pierluigi Maffey, un ex
socio in affari con loro. I fatti per cui sono imputati Gianfranco, Angelo e
Romano Sciscione risalgono al lontano 1998. La vicenda riguarda una società, la
Quarta Rete srl, all’epoca dei fatti detenuta al 50% dalla Edit srl amministrata
all’epoca da Maffey. La società finirà liquidata con procedura fallimentare nel
2000. La querelle nasce proprio dagli atti di cessione dell’emittente e delle
sue quote societarie. Movimenti finanziari e atti poco chiari hanno portato alla
causa tra i due ex soci in affari, con Maffey che oltre ad aver denunciato i
fratelli Sciscione portandoli poi in tribunale, si è anche costituito parte
civile nel processo ritenendo di dover ricevere un opportuno risarcimento danni.
Saranno comunque i giudici a decidere. Il prossimo aprile dovranno esprimersi
sulle richieste di condanna formulate dal pubblico ministero.
Francesco Avena

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Precisazione sulla mancata pulizia di alcuni istituti scolastici
In due dei dieci plessi scolastici utilizzati per le elezioni regionali e
nazionali, e precisamente la scuola "Lama" e "Manzi" si è verificato un episodio
spiacevole: la mancata pulizia dei locali utilizzati per le operazioni di voto.
Avuto notizia dai dirigenti scolastici, il Comune si è immediatamente attivato
ponendo a loro disposizione il personale della ditta Gedis srl per un intervento
straordinario di pulizia. L'Amministrazione comunale sta inoltre valutando la
possibilità di far compiere una volta al mese alla ditta Gedis srl una sessione
straordinaria di pulizia degli istituti scolastici di competenza. Per quanto
riguarda invece la disinfestazione delle aule, programmata per il prossimo fine
settimana allo scopo di evitare qualsiasi difficoltà al normale svolgimento
delle lezioni, si è deciso di anticiparla a questa notte, facendo uso del
prodotto atossico "Salvanos Plus". Fermo restando che al Comune non spetta la
pulizia degli istituti, ma che comprende le enormi difficoltà di organico che
hanno le istituzioni scolastiche, è importante però che ognuno faccia il proprio
dovere, perché gli studenti devono essere tutelati nella maniera più assoluta.
Dr. Rossano Alla
Assessore Pubblica Istruzione

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Dopo l’udienza di ieri, l’ultima per Joseph Ratzinger nelle vesti di Papa
Benedetto XVI, scatta ufficialmente il conto alla rovescia per il Co nclave.
Evento tra i più importanti nella vita della Chiesa. Evento che storicamente
viene associato alla Cappella Sistina disegnata da Michelangelo e comunque al
Vaticano. In realtà le elezioni dei Papa sono avvenute anche altrove. Si è
trattato, è ovvio, di fatti assolutamente straordinari, legati
a momenti storici molto particolari. Vengono ad esempio in mente le sedi di
Viterbo e Avignone, ma in verità la lista è più lunga e tra i luoghi fuori
dall'ordinario scelti per le elezioni pontificie figura anche Terracina, l'unico
medio o piccolo Comune insieme a Velletri e Anagni, ad essere stato scelto come
sede di un Conclave. Era il 1088, anzi per l'esattezza il 12 marzo del 1088,
quando Ottone di Lagery divenne Papa Urbano II, il 159esimo, dopo un piccolo
Conclave che si svolse nella Cattedrale alla presenza di quaranta tra cardinali
e prelati. Per ragioni diverse ma anche a quel tempo la Chiesa stava
attraversando un momento non facile. La scelta di traslocare il Conclave a
Terracina fu dettata proprio dal fatto che la situazione a Roma non era delle
più tranquille. Regnava l'antipapa Clemente III che fuggì a Tivoli quando in
Vaticano entrò il Papa eletto a Terracina. Tra le pitture conservate in
Cattedrale ce n'è che ricorda ancora il Conclave e raffigura Urbano II che siede
in trono e ascolta la perorazione della Crociata da parte di Pietro l'Eremita.
La Cattedrale soltanto qualche anno prima, nel 1074, aveva ricevuto la con
sacraz ione al patrono della città San Cesareo.
Pierfederico Pernarella

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Elezione di Gaia Pernarella a consigliere regionale, la dichiarazione del Sindaco
Desidero esprimere i miei personali complimenti e quelli della Città di
Terracina alla nuova eletta consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Gaia
Pernarella. Una elezione che sottolinea l'affermazione di una donna e di una
giovane e ci fa registrare un dato importante: a Terracina si sta facendo strada
una nuova generazione di cittadini che ha voglia di assumere responsabilità
civili e politiche, non delegando più la rappresentanza istituzionale agli
stessi soggetti: ovvero quelli che c'erano prima e che ci hanno condotto alla
tragica situazione economica e sociale in cui ci troviamo oggi. Con la
consigliera regionale porrò in campo la massima collaborazione istituzionale
possibile, nella certezza che insieme si possa intraprendere un percorso comune
nell'interesse primario dei cittadini di Terracina
Dr. Nicola Procaccini
Sindaco di Terracina

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Sono 4 i candidati pontini che siederanno dietro i banchi della Pisana nel prossimo governo

regionale di Nicola Zingaretti.

Si tratta di Enrico Forte del Pd, Pino Simeone del Pdl, Gaia Pernarella del Movimento 5 Stelle

e Rosa Giancola che entra di diritto in quanto inserita nel listino bloccato del candidato

Zingaretti.

ENRICO FORTE - Segretario provinciale del Pd ha conquistato un posto in Regione dopo un

testa a testa con l’altro candidato Giorgio De Marchis. È stata una dura battaglia fra i due

uomini di punta del Partito Democratico con Enrico Forte che alla fine l’ha spuntata per soli 81

voti (ne ha conquistati 12392).

 

 

PINO SIMEONE - Presidente del Consiglio comunale di Formia è risultato il più votato tra i

candidati del Pdl (ottenendo 14634 voti), sbancando soprattutto nella zona del sud pontino e

raccimolando quegli oltre 2mila voti che lo hanno distaccato da Enrico Tiero.

 

GAIA PERNARELLA - Alla sua prima esperienza politica la candidata del Movimento 5

Stelle ha conquistato 1388 preferenze distaccando di molto gli altri “grillini” in corsa con lei per

un posto alla Pisana. Giovane di 33 anni di Terracina traduttrice/adattatrice, è laureata in

lingue è stata portavoce organizzativo per la provincia di Latina in ambito delle elezioni

regionali.

 

 

ROSA GIANCOLA - Conosciuta ai più per la sua lotta sindacale, con i 550 giorni di presidio

presso la Tacconi Sud la fabbrica nella quale lavorava e dalla quale era stata licenziata -

insieme ad decine di donne – e durante i quali ha mostrato la sua forza e la sua caparbietà, ha

deciso ora di intraprendere l’avventura politica. Inserita nel listino bloccato del candidato

presidente Nicola Zingaretti, anche lei siederà in Consiglio regionale.

 

fonte: Latina Today
 

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Gaia Pernarella  di Terracina 33 anni, traduttrice/adattatrice, laureata in lingue è il nostro

nuovo consigliere regionale. Auguri dal TerracinaBlog, se volete sapere qualcosa in più

di lei ecco il link con il Curriculum Vitae tratto da uno dei siti web del Movimento Cinque Stelle:

http://latina5stelle.it/wp/index.php/elezioni-regionali/gaia-pernarella-terracina/

 

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Sull’area della ex Desco di Terracina siamo al secondo sequestro che è arrivato
ieri mattina quando davanti ai cancelli di quella che era un tempo una nota
industria conserviera si sono presentati gli investigatori del Nipaf della
Forestale per sigillare nuovamente l’area, su disposizione del sostituto
procuratore di Latina Giuseppe Miliano. Lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio
i reati contestati, e ci sarebbe anche il falso. Il provvedimento di sequestro
ha colpito la Mpm Immobiliare Srl di Napoli, proprietaria dei tre ettari di
terreno destinati alla costruzione di due alberghi, un centro commerciale, un
centro sociale, e di ben sessanta appartamenti, per un valore complessivo di
trenta milioni di euro. Ma tra gli indagati è finito anche un ex dirigente del
Comune di Terracina che avrebbe pilotato alcuni aspetti tecnici della variante.
Una variante che di interesse pubblico avrebbe ben poco, secondo l’analisi del
sostituto procuratore Miliano. Un complesso residenziale e turistico che prevede
una volumetria gigantesca: 63.000 metri cubi.
(il messaggero)

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Terra per scorribande e alchimie urbanistiche, ma anche in grado di produrre i
necessari anticorpi. Nel male e nel bene la provincia di Latina continua ad
essere all’avan - guardia per ciò che riguarda il cemento: quando si tratta di
escogitare stratagemmi per dare il via libera ad inenarrabili colate, ma anche
quando si tratta di analizzare e vivisezionare gli strumenti urbanistici
adottati. E in effetti con il progetto dell’ex Desco è stata condotta una sorta
di operazione chirurgica investigativa che ha permesso di contestare, per la
prima volta, il reato di lottizzazione abusiva ad un accordo di programma. Il
paravento dell’interesse pubblico aveva finora allontanato anche i più
maliziosi. «Ah beh, se c’è l’interesse pubblico, di cosa vogliamo parlare».
Invece c’è da parlarne eccome. Perché se il cemento ha il suo «peso», sia in
termini finanziari che ambientali, un «peso» concretamente misurabile dovrebbe
averlo anche il cosiddetto interesse pubblico. Che invece diventa evanescente,
impalpabile, quasi che le prerogative del privato bastassero a se stesse o
quasi. Nell’inchiesta dell’ex Desco vengono invece ribaltati i termini: gli
interessi del privato vengono osservati e analizzati attraverso quello
preminente del pubblico. Così come peraltro impone la legge. Comunque è bastato
rovesciare la prospettiva per avere un risultato diverso da quello al quale
erano giunti Regione e Comune. È un caso? Forse sì, forse no. Di certo è una
questione sulla quale tenere gli occhi aperti, molto aperti. I Piani regolatori
di tutta la Provincia, non solo di Terracina, sono fermi e congelati al tempo
che fu, per cui l’unica possibilità resta quella di costruire in variante. E
spesso l’interesse pubblico - con gli accordi di programma, ma anche i Suap -
è solo un escamotage per far passare progetti altrimenti impossibili. Peccato o
per fortuna tocca sempre e solo alla magistratura farcelo scoprire.
P. P.

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Migliaia di metri cubi, milioni di euro. Un progetto mastodontico quello dell’ex
Desco, come pochi altri negli ultimi anni nel territorio di Terracina e non
solo. Esteso su un’area d 3 ettari, compresa tra la strada regionale Pontina e
con il canale Mortacino, il complesso edilizio è stato pensato come un piccolo
quartiere. La compravendita è stata chiusa nel 2008 al prezzo di 5 milioni e 300
mila euro, ed erano previsti investimenti per almeno il doppio. Una volta
concluso, il complesso sul mercato avrebbe una valore di circa 30 milioni di
euro. Il progetto consiste nella costruzione di di 5 fabbricati per un totale di
30 mila metri quadrati: due strutture residenziali, un albergo sotto forma di
case-vacanze, una struttura socio-sanitaria, un centro commerciale, con una
parte destinata a sala conferenze e uffici. Stando all’accordo inoltre i privati
avrebbero dovuto cedere al Comune un’aula magna, posta all’interno del centro
commerciale, che nelle intenzioni doveva essere destinata ad attività
universitarie. In realtà, nel corso del tempo, più di qualcosa sarebbe
cambiato. I titolari infatti, sulla scorta del Piano Casa varato lo scorso anno
dalla Regione Lazio, avrebbero presentato un progetto per trasformare in
appartamenti i locali che, stando al progetto originario, avrebbero dovuto avere
una destinazione turistico ricettiva e sociale. Una mossa che ha tradito la
reale finalità, speculativa, del progetto venendo meno a quelle originarie,
turistiche e sociali. Tale circostanza peraltro mette in luce un altro aspetto
poco chiaro della vicenza. La richiesta è stata infatti presentata sulla scorta
del fatto che nell’accor - do di programma, contrariamente a quanto vuole la
prassi, non sono stati stati sottoscritti gli atti d’obb li go volti a garantire
nel tempo l’immutabilità delle destinazioni d’uso originarie. Cosa che invece,
guarda un po’, è puntualmente avvenuta, facendo venire ancora di più meno
l’interesse pubblico del progetto.
P. P.

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Rigide misure di sicurezza sono state dettate dalla Questura di Frosinone
ufficio di Gabinetto per la trasferta dei tifosi del Terracina a Boville.
L’osservatorio delle manifestazioni sportive ha predisposto per Boville Ernica –
Terracina, che si disputerà domenica alle 15 allo stadio Montorli, la vendita
dei biglietti fino alle 19 di sabato (oggi) per il settore ospiti nel limite
della capienza stabilita dall’autorità di pubblica sicurezza. La vendita dei
tagliandi per il settore ospiti è effettuata in ricevitorie individuate d'intesa
con le Questure interessate.

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Un banale intervento chirurgico, poi l’infezione, e una cartella clinica che
sparisce nel nulla. Per un cittadino che si è sottoposto tempo fa a un’opera -
zione all’ospedale «Fiorini» ce ne sarebbe abbastanza per sporgere denuncia e
mettere il caso nelle mani della Magistratura. Del presunto caso di malasanità
all’ospedale di Terracina si starebbe già occupando la Procura della Repubblica,
che avrebbe aperto un fascicolo di inchiesta per fare luce sull’intricata
vicenda. Protagonista un cittadino che, dopo una serie di accertamenti medici,
si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico al l’ospedale «Fiorini». Nulla
di particolarmente complicato, a dire il vero, tant’è che il paziente viene
dimesso e tutto sembra andare per il meglio. Ma qualche tempo dopo compaiono le
prime complicazioni, con sintomi da infezione. Si rivolge, quindi, all’ospedale
«Santa Maria Goretti» di Latina, dove viene di nuovo sottoposto a un intervento.
Nel frattempo, però, i medici dell’ospedale del capoluogo cercano di costruire
la trafila sanitaria seguita dal paziente e, a questo punto, sarebbero risultate
alcune discrepanze sulla sua cartella clinica, fino addirittura a omissioni che
farebbero profilare ipotesi di reato. Da qui la volontà, da parte del paziente
vittima del presunto caso di malasanità, di ricorrere alle vie legali
denunciando la sua esperienza alla Procura che avrebbe già aperto un fascicolo
di inchiesta sull’episodio.
Francesco Avena

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Mercato settimanale del "giovedì", lo stato dell'arte del suo spostamento
Si sono concluse le operazioni di chiamata per la scelta del posteggio nella
nuova area che ospiterà il mercato settimanale del "giovedì". Da quest'azione
sono stati scelti complessivamente 83 posteggi, che rappresentano circa il 35%
del totale a disposizione degli operatori commerciali. Finalmente si sta
capendo, anche da parte degli addetti ai lavori, l'irrinunciabilità di Terracina
di procedere allo spostamento, anche se di poche decine di metri da quella che
oggi è la sede del mercato settimanale. D'intesa con gli assessorati ai lavori
pubblici, al commercio e all'ufficio tecnico del Comune si è stabilito di
procedere al cambio di sede del mercato, dalla vecchia alla nuova ubicazione, il
21 marzo prossimo. Data l'urgenza di questo intervento, legato anche a motivi di
sicurezza e di ordine pubblico, non sarà possibile dilazionare oltre la data
individuata. Quello che sarà possibile fare per venire incontro a coloro che
sono restii ad accettare il trasferimento è di procedere nei primi giorni di
marzo all'ultima chiamata per la scelta del posteggio, fatte salve le posizioni
di coloro che lo hanno già opzionato. Ritengo questa l'ultima attestazione di
disponibilità da parte dell'amministrazione comunale, dopodiché bisognerà
procedere all'assegnazione d'ufficio dei nuovi spazi. Entro il 21 marzo,
ovviamente, l'area sarà perfettamente completata con la segnaletica orizzontale
e verticale, bagni chimici, parcheggio, fontanelle, il tutto a garanzia degli
operatori ma anche degli utenti di un mercato al quale siamo tutti affezionati.
Dr. Nicola Procaccini
Sindaco di Terracina

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Fu un vero e proprio agguato quello in cui fu ammazzato Gaetano Marino,
fratello del capo degli scissionisti Gennaro, ucciso nelle prime ore del
pomeriggio del 23 agosto sul lungomare di Terracina (Latina). Per l’omicidio del
boss, ucciso con dieci colpi di pistola, gli uomini della squadra Mobile di Roma
e quella di Latina hanno arrestato il testimone che negò di conoscere l’assassino.
Gli investigatori hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare su ordine
del gip di Roma nei confronti di uomo ritenuto responsabile di aver “favorito”
gli assassini. Quel pomeriggio Marino rispose ad una chiamata sul cellulare
mentre era in spiaggia con la famiglia prima di salire verso l’ingresso dello
stabilimento balneare Sirenello, affollato di bagnanti. Qualcuno lo chiamò
attirandolo in una trappola.
L’arresto è un tassello importante nelle indagini “un punto di svolta verso la
cattura dei killer” ha sottolineato il capo della Squadra Mobile di Roma, Renato
Cortese, ai microfoni di SkyTg24. “Oggi siamo riusciti a inchiodare il
fiancheggiatore degli esecutori materiali dell’omicidio alla sua responsabilità,
col suo comportamento ha depistato le indagini e agevolato i killer”.
L’arrestato sarebbe un testimone oculare dell’omicidio che, interrogato dagli
investigatori, avrebbe loro mentito negando di conoscere i killer. A incastrarlo
però ci sarebbero, intercettazioni telefoniche e ambientali.
Marino era considerato ai vertici del gruppo degli Scissionisti o Spagnoli,
vincitori della guerra interna al cartello dei Di Lauro e in una inchiesta del
Gico del 2010 Gaetano Marino era stato indicato come il portavoce della camorra
presso la criminalità organizzata albanese. Il 10 febbraio dell’anno scorso è
divampata la polemica, perché il boss era stato immortalato in prima fila
durante un programma Rai, andato in onda il 29 dicembre, mentre sua figlia Mary
cantava. “Questa è una storia passata inosservata”, aveva scritto Roberto
Saviano, segnalando l’episodio. “Strana, dura pochi minuti. Ma minuti
televisivi. Arriva in milioni di case nei giorni che si preparano al Capodanno.
Ma il racconto di questi minuti televisivi non avrebbe senso se non si
conoscesse la storia di Gaetano McKay Marino”.
Agli inquirenti l’arrestato ha sempre giurato di non sapere chi fosse il killer
ma in realtà, 30-40 giorni dopo l’omicidio, lo avrebbe incontrato e
riconosciuto, restando molto scosso dalla circostanza. R. I., 31 anni,
napoletano, è quindi accusato di favoreggiamento aggravato. Secondo le squadre
mobili di Roma e Latina, Iavazzi con il suo comportamento “omissivo e reticente”
ha ostacolato le indagini e favorito, di fatto, i sicari. L’uomo era in vacanza
nella cittadina laziale: il giorno dell’omicidio, prima di tornare a Napoli, era
passato a salutare l’amico, era uscito con lui fuori dallo stabilimento (ma gli
investigatori escludono che abbia avuto un qualsiasi ruolo ‘attivo’
nell’episodio, ndr) e, insieme con la madre, si era fermato in strada a
chiacchierare fino all’improvviso risuonare dei primi spari. A legare i due, la
passione di Marino per i fuochi di artificio e l’arrestato una solida esperienza
nel settore, aveva realizzato in diverse occasioni spettacoli pirotecnici per
l’amico e per i suoi affiliati. “Interrogato più volte – ha sottolineato Cortese
– ha fatto mettere a verbale di non conoscere l’esecutore materiale del delitto,
anzi di avere scorto soltanto ‘un’ombra’. Ma dalle intercettazioni telefoniche e
ambientali disposte subito dopo l’omicidio è emersa una realtà ben diversa”.
Abbastanza per guadagnare al giovane l’accusa di favoreggiamento aggravato e un
ordine di arresto emesso dal gip di Roma, su richiesta del procuratore capo
Giuseppe Pignatone e dei sostituti Maria Cristina Palaia e Barbara Sargenti.
(tratto da "il fatto")

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I soldi che il Comune ha incassato con l’Imu servirà per pagare gli swap, i
contratti di finanza derivata stipulati dalla giunta dell’ex sindaco Stefano
Nardi con tre istituti di credito e che adesso stanno facendo paura per il
pericoloso andazzo della finanza. La strategia dell’amministrazione comunale del
sindaco Nicola Procaccini sembra essere proprio questa: dare alle banche i soldi
incamerati grazie all’Imu, cioè la tanto contestata tassa sugli immobili che a
Terracina ha raggiunto l’aliquota massima perché il Comune è in dissesto
finanziario. Insomma soldi che passano dalle tasche dei cittadini alle banche:
la denuncia arriva dal segretario del Pd Armando Cittarelli che spende parole
durissime per la giunta Procaccini: «Nardi ha portato il Comune al dissesto
finanziario, Procaccini continua nell’opera di demolizione della città». Gli
swap sono strumenti finanziari molto pericolosi, che consistono in prestiti a
lunga durata (per il Comune di Terracina ancora una decina di anni) e che
permettono di guadagnare o perdere grosse somme di denaro in base alle
oscillazioni del tasso finanziario Euribor. In altre parole con questi prestiti
il Comune ha deciso di correre il rischio di giocare in borsa con i soldi
pubblici, un po’ come scommettere sui tassi di interesse. Tanti enti locali sono
rimasti ingabbiati nella morsa degli swap e hanno avviato azioni legali per
uscirne. Il Comune di Terracina vuole fare lo stesso, ma bisogna pagare subito
una certa somma di denaro quantificata in oltre 2 milioni di euro, che al
momento non ci sono, e bisogna trovarli in fretta. «Nonostante una
interrogazione del gruppo consiliare del Pd - accusa Cittarelli - la giunta non
ha ritenuto di dover prendere iniziative, anzi, sembra decisa ad utilizzare il
maggior gettito dell’Imu per saldare a prezzo di mercato i contratti. Sono
circa due milioni e mezzo di euro che andranno a favore delle banche. 
In breve, i cittadini hanno pagato al massimo dell’aliquota l’Imu 
senza che il maggior gettito possa ritornare in qualche modo a beneficio
della comunità». Quindi la proposta del Pd: «Torniamo a chiedere che
l’amministrazione verifichi la possibilità di uscire dai contratti per via
legale. Solo dopo aver verificato l’impossibilità di questa via di uscita dai
contratti swap si potrà seguire la strada del pagamento oneroso». Che sembra a
tutti gli effetti una mossa davvero impopolare.
Francesco Avena

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La campagna elettorale non può distorcere la Verità
In merito alle dichiarazioni stampa del segretario cittadino del Partito
Democratico, ritengo sia importante precisare che con gli SWAP l'amministrazione
comunale fino ad ora ha incassato circa TREMILONI E DUECENTOMILA mila euro e ne
dovrebbe pagare circa DUEMILIONI E TRECENTOMILA, con un guadagno di
NOVECENTOMILA mila euro. Il segretario del PD sostiene dunque due cose false:
1. invita l'amministrazione ad uscire dagli SWAP per via legale. Ci sono in
teoria due modi, il primo denunciamo il contratto, ma questo è dannoso per
l'Ente, perché dovremmo restituire 3.200.000,00 euro anziché 2.300.000,00. Noi
stiamo uscendo e stiamo analizzando i modi e la maniera, e lo faremo con
attenzione e secondo la legge;
2. Dire che stiamo pagando gli SWAP con i soldi dell'IMU è una distorsione
della verità, perché gli introiti dell'IMU fanno parte integrante del bilancio e
non hanno una destinazione specifica. Quindi non stiamo regalando i soldi dei
Cittadini alle banche. Stiamo invece analizzando il momento migliore per uscire
dagli SWAP così come suggerito anche dal Ministero nella nota che accompagna le
regole da seguire a causa del dissesto finanziario.
Dr. Paolo Cerilli
Assessore alle Finanze

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Incidente Pontina a Terracina, ferito centauro
Brutto incidente questa mattina a Terracina sulla Pontina, che ancora una volta
si dimostra una delle strade a più alta incidentalità. Nel sinistro sono rimasti
coinvolti una moto e un camioncino, con il centauro che ha avuto la peggio ed è
stato trasferito d'urgenza all'ospedale di Latina Lo scontro è avvenuto intorno
alle 10 di questa mattina nei pressi dello svincolo per San Vito. Secondo una
primissima ricostruzione, la causa dell'incidente potrebbe essere fatta risalire
ad una mancata precedenza. Ferito l'uomo di 38 anni che al momento dello scontro
si trovava in sella alla sua moto; soccorso dai sanitari del 118, con un codice
rosso, è stato trasferito in eliambulanza al pronto soccorso del nosocomio del
capoluogo. Sul posto le forze dell'ordine per i rilievi di rito.
(da latina today)

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Un’altra fumata nera per l’assegnazione dei posti agli operatori ambulanti del
mercato settimanale. Ieri era l’ultimo giorno fissato dall’amministrazione
comunale per stabilire le postazioni dei commercianti nella nuova area
individuata dal Comune per lo svolgimento del «giovedì». Ma neppure in extremis
si è riusciti a raggiungere un accordo. Diversi commercianti non hanno risposto
alla convocazione del Comune. Il motivo? Presunte discrepanze tra la segnaletica
prevista dalla planimetria della nuova area e le richieste dei commercianti
ambulanti. Anche se un certo numero di operatori ha risposto all’invito dell’am
- ministrazione comunale, una parte ha preferito rinunciare denunciando l’incom
- patibilità dell’area nel tratto finale di viale Europa con quanto scritto
sulla planimetria. Quindi non si è proceduto all’assegnazione. Anche il
sindaco Nicola Procaccini, convinto sostenitore del trasloco del mercato
dall’attuale sede nel tratto centrale di viale Europa alla nuova location nel
tratto finale (direzione nord) dello stesso viale, ha avuto un confronto con gli
ambulanti «scontenti». Dallo scambio di posizioni però non si è riusciti ad
arrivare a una soluzione che metta tutti d’accordo. Da una parte il primo
cittadino ha ribadito la correttezza delle misure delle nuove postazioni,
dall’altra gli operatori hanno continuato a sostenere l’incompatibilità dei
nuovi stalli da assegnare agli ambulanti del «giovedì». Tanto che alcuni di loro
si sono anche recati nella nuova area per misurare, metro alla mano, le
postazioni. Forse la situazione potrà sbloccarsi questa mattina. Il sindaco
Nicola Procaccini ha infatti accettato di recarsi insieme a una delegazione di
operatori nella nuova area e fare un confronto insieme a loro direttamente sul
campo. Essendo stato ieri l’ultimo giorno per le assegnazioni dei nuovi posti,
per tutti coloro che non hanno risposto all’invito dell’amministrazione
scaduto ieri, si dovrebbe procedere d’ufficio. Il trasloco del mercato, dopo
decenni di tira e molla, dovrebbe essere comunque cosa fatta.
Francesco Avena

 

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Elezioni regionali e politiche del 24 e 25 febbraio 2013
Al fine di agevolare il rilascio dei duplicati delle tessere elettorali e dei
relativi tagliandi di convalida, gli uffici preposti del Comune fino al 25
febbraio osserveranno il seguente orario di apertura: da martedì 19 a sabato 23
febbraio dalle ore 9 alle ore 19; domenica 24 febbraio per tutta la durata delle
operazioni di votazione – dalle ore 8 alle 22; lunedì 25 febbraio per tutta la
durata delle operazioni di votazione dalle ore 7 alle ore 15. Per l'eventuale
ritiro delle tessere elettorali non consegnate, dal giorno 19 febbraio
l'elettore deve rivolgersi all'Ufficio elettorale di piazza Mazzini, oppure a
quello di Borgo Hermada. L'Ufficio elettorale di piazza Mazzini accoglierà gli
elettori residenti in Terracina centro, via Pontina fino al ponte di Badino e
nelle seguenti zone: Ceccaccio, Mortacino, La Valle, S. Silviano, Cimitero,
piazza Palatina, Camposoriano, Barchi. L'Ufficio elettorale di Borgo Hermada
piazza IV Novembre accoglierà invece gli elettori residenti in località Borgo
Hermada e nelle zone: Badino Vecchia, Papillon, via San Felice, San Vito, Colle
la Guardia, Quattro Stagioni, la Nespola, Migliare, la Fiora, Frasso.

Altre informazioni possono essere richieste 
Ufficio Anagrafe di piazza Municipio 0773 – 707200201202211;
Ufficio Anagrafe di piazza Mazzini 0773 – 707500505508512;
Ufficio Anagrafe di Borgo Hermada piazza IV Novembre 0773-707550551552553.

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Dal prossimo 25 febbraio sarà attivata presso l’ospedale «Fiorini» una sala
operatoria per effettuare interventi chirurgici dentistici. Gli interventi
saranno effettuati una volta al mese. Lunedì ci saranno i primi cinque. Al via
il progetto che si svolgerà in collaborazione con gli specialisti della Società
italiana maxilloodontostomatologica e il centro di eccellenza George Eastman che
già operano sul nostro territorio con il servizio regionale dell’odontoambulanza. 
Lo ha annunciato il candidato dell’Udc alla Camera dei deputati Aldo Forte,
intervenuto ieri mattina all’os pe da le «Fiorini» all’evento «Una giornata per
ridare il sorriso» che ha effettuato visite dentistiche gratuite a disabili,
anziani e persone con difficoltà economiche del Comune di Terracina. «Si tratta
– ha spiegato Forte – di un importante passo in avanti nel potenziamento dei
servizi assistenziali sul territorio. Da assessore regionale ai servizi sociali
mi sono impegnato affinché anche la nostra provincia potesse beneficiare
dell’eccellenza rappresentata dall’Odontoambulanza e dalla sua
equipe. Un servizio che si muove nella direzione dell’ospedale a domicilio,
ovvero di un’offerta assistenziale più vicina e più appropriata alle persone che
hanno bisogno. E strettamente collegata all’ospe - dale per rispondere ai casi
che necessitano di interventi più delicati e complessi». Sicuramente
un’iniziativa lodevole, come quella messa in atto già ieri con le visite
dentistiche alle tante persone che di questi tempi non possono permettersi una
visita specialistica spesso costosa. Ma a quanto pare all’ospedale «Fiorini» non
tutti sanno di questo nuovo servizio di interventi dentistici e della sala
operatoria. Sembrerebbe che il «Fiorini» metterà a disposizione dei medici in
tempi prestabiliti e per un periodo ancora tutto da definire una delle camere
operatorie in cui lavoreranno medici dal sud pontino impossibilitati a svolgere
le proprie prestazioni sanitarie per problemi con
le sale operatorie. Insomma, un piccolo «giallo».
F. A .

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Più insozzano, più pagano. Non ci sarà un decreto «mille-proroghe» o una
sanatoria come in passato a salvare i candidati «incivili». No, per questa
tornata elettorale chi sbaglia paga. E anche parecchio. In questi ultimi giorni
prima del voto del 24 e 25 febbraio a fare lo sprint finale non saranno soltanto
le squadre di attacchini, ma anche i dipendenti dell’Ica, l’ente comunale a
caccia di affissioni abusive. Scene da guardie e ladri, con gli attacchini che
di notte o alle prime luci del mattino appiccicano in modo selvaggio i
manifesti di questo o quel politico, e il personale dell’Ica che arrivano di
giorno a coprire con la scritta «affissione abusiva» i cartelli incollati
ovunque senza regole. Insieme alla scritta che accerta l’affissione illegale, il
personale dell’I ca scatta una fotografia e compila un verbale. «Mazzate» da 400
euro per ogni illecito riscontrato: ciascun verbale viene recapitato al
committente esplicitato obbligatoriamente sul manifesto elettorale. Un tempo si
pagava una cifra forfettaria: tutte le multe elevate a uno stesso committente
nell’arco di una giornata (che fossero 10, 50 o 100 faceva poca differenza)
valevano come un solo verbale amministrativo. Una bella via di fuga per i
candidati che potevano permettersi il rischio di beccarsi una singola multa per
aver insozzato in un solo giorno mezza città. Ma per questa tornata elettorale
la musica è cambiata. L’Ica stacca verbali a raffica, uno per ogni manifesto
abusivo che si trova purché si trovino in vie diverse. Ma con la grande quantità
di manifesti selvaggi attaccati in ogni angolo di Terracina, c’è da credere che
il personale dell’Ica ne stia facendo di multe. L’Ica inoltre ha tutto
l’interesse a far rispettare le regole. Per ogni multa incassata, il 90% finisce
nelle casse comunali, il restante 10% è guadagno dell’ufficio, quindi vale la
regola: più multe più guadagni. Certo il problema delle affissioni selvagge non
si risolve, visto che comunque i manifesti abusivi continuano a sbucare nei
posti più impensabili: cassonetti, contenitori di raccolta degli indumenti
usati, pensiline degli autobus, plance per le epigrafi mortuarie, perfino sotto
la chiesa del Santissimo Salvatore. Ma se gli attacchini continuano a fare il
bell’e cattivo tempo, è pure vero che per la prima volta arriveranno multe da
migliaia di euro. Sono quindi avvertiti i recordman dei cartelli abusivi di
questa campagna elettorale. Il candidato del Pdl Giuseppe Simeone, seguito a
ruota dal tandem Mariano De Gregorio-Gina Cetrone di Fratelli d’Italia,
Gianfranco Sciscione dell’Udc, si ritroveranno a dover pagare grosse cifre. Al
contrario di altri candidati che hanno preferito una campagna elettorale più
sobria e decisamente meno «invasiva» per il decoro urbano, per gli altri questi
ultimi giorni si sono trasformati in una caccia all’ultimo «buco» libero da
tappezzare. Scelta loro, a caro prezzo.
Francesco Avena

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Lampioni accesi ininterrottamente da cinque giorni lungo una via periferica di
Terracina. E stavolta la protesta dei cittadini che abitano nei pressi della
parallela complanare della Pontina al chilometro 108,600, nella zona di
Ceccaccio è “al contrario”. Più spesso infatti gli abitanti delle aree limitrofe
si lamentano della scarsa illuminazione che rende le strade di notte buie e
pericolose. In questo caso invece la denuncia riguarda proprio l’eccesso di
luminosità. Un vero e proprio spreco. I lampioni sono rimasti accesi da quasi
una settimana giorno e notte ininterrottamente e, nonostante le segnalazioni, la
situazione non è cambiata. «E’ stato dichiarato il dissesto del Comune da oltre
un anno, le tasse sono schizzate al massimo e dobbiamo sopportare ancora questi
sperperi», evidenziano i cittadini. Ma questa non è l’unica lamentela. Perché
quello che non va proprio giù agli abitanti della strada perennemente illuminata
è che il manto stradale sia ridotto ai minimi termini e disseminato di buche.
Che a Terracina ci siano dei “crateri” un po’ su tutte le strade è un vecchio e
abusato luogo comune che non fa neppure più notizia. Il problema è che la
situazione sta raggiungendo livelli di inaccettabilità che rasentano l’assurdo:
circolando per la città si ha la netta percezione che l’asfalto non venga più
neppure rattoppato alla meno peggio come veniva periodicamente fatto. Certo si
tratta di lavori provvisori che non risolvono il problema visto che poi il
passaggio dei mezzi o il maltempo riaprono i crateri. Ma almeno le sospensioni
di auto e moto potevano avere un po’ di sollievo e i guidatori allentare un po’
la tensione che li costringe a vere e proprie gimkane per evitare le tante
buche. Vere e proprie voragini che proprio nel “quartiere illuminato” sono state
riempite dagli stessi residenti con pneumatici e sassi. Forse l’illuminazione è
voluta per far vedere meglio le buche?

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Dopo le polemiche e i veleni sul trasloco del mercato settimanale di viale
Europa, adesso partono le denunce. Ieri mattina il funzionario della
Confcommercio Marrigo Rosato ha sporto denuncia nei confronti di due operatori
ambulanti, padre e figlio, con l’accusa di minacce. La denuncia è arrivata in
seguito a un episodio avvenuto ieri mattina a Cisterna ma che riguarda da vicino
proprio la querelle sullo spostamento del mercato settimanale dall’attuale di
viale Europa nella nuova area allestita dal Comune, all’estremità nord dello
stesso viale. Rosato, come ha spiegato ai carabinieri di Cisterna, ieri mattina
è stato avvicinato dai due operatori ambulanti e minacciato pesantemente.
Episodio analogo sarebbe avvenuto tempo fa anche a Terracina, ma in quel caso
Rosato aveva preferito non sporgere querela. Ieri invece, visto l’atteggiamento
aggressivo degli operatori denunciati, ha preferito rivolgersi ai carabinieri.
Venuto a conoscenza dei fatti, il sindaco Nicola Procaccini ha voluto esprimere
la sua solidarietà al rappresentante della Confcommercio. Rosato, da parte sua,
ha voluto stigmatizzare questo comportamento: «Sono stupito di questo
atteggiamento che sta mettendo a rischio la serenità tra gli operatori per un
trasloco necessario che porterà il mercato a spostarsi solo di qualche 
centinaio di metri».
F. A

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Elezioni regionali e politiche, I servizi ai cittadini non deambulanti
organizzati dal Comune di Terracina
In occasione delle elezioni regionali e politiche previste per il 24 e 25
febbraio 2013 il Comune di Terracina, in collaborazione con l'Azienda Speciale,
organizzata un servizio di trasporto ai seggi elettorali per i cittadini non
deambulanti. Il servizio sarà attivo per domenica 24 febbraio dalle ore 8 alle
22 e per lunedì 25 febbraio dalle ore 7 alle 15. Gli interessati possono
chiamare durante le ore di ufficio il numero 0773 707248. Contestualmente il
Comune di Terracina, nel rispetto della legge, allestisce anche il Seggio
Elettorale Speciale per tutti i cittadini ricoverati presso le strutture
sanitarie della Città e per i non deambulanti ristretti nelle loro abitazioni.
Anche per questo servizio gli interessati sono pregati di telefonare al numero
0773 707248. Per quanto riguarda invece gli elettori ospiti della casa di riposo
Curzio Salvini, questi possono compiere il diritto al voto recandosi al seggio
elettorale n. 24, ubicato presso l'istituto delle Maestre Pie Filippine, via San
Domenico n.110.

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Nervi tesi nella maggioranza del sindaco Nicola Procaccini. Proprio lui, il
primo cittadino, è finito sul banco degli imputati per la simpatia espressa
verso il nuovo gruppo politico di Fratelli d’I ta l ia , guidato da Giorgia
Meloni e Guido Crosetto. Anche se non ha aderito ufficialmente al nuovo
movimento che si sta sempre più ritagliando uno spazio anti-Pdl, il sindaco non
è riuscito nei giorni scorsi a nascondere la sua vicinanza a Fdi. E come lui
anche la lista che porta il suo nome, guidata dal coordinatore Emilio
Marigliani, insieme a una serie di procacciniani che hanno fatto il passo verso
Fdi. A rendere più pepata l’atmosfera pre-elettorale, il duro scambio di
opinioni tra il sindaco Nicola Procaccini e il coordinatore provinciale del Pdl
Claudio Fazzone sulla vicenda del tribunale di Terracina. Un botta e risposta
che ha avuto strascichi polemici e su cui, sono in molti a scommetterci, ci si
giocherà una partita all’ultimo colpo. Un centrodestra così diviso non si vedeva
dai tempi di Città Nuove. Del resto il percorso è lo stesso, prima con la
Polverini, adesso con la Meloni. Una costola del Pdl che si stacca dalla casa
madre per costruirsi uno spazio tutto suo. La parabola di Città Nuove si è
conclusa col crollo della giunta Polverini alla Regione Lazio, Fdi sembra invece
poggiare su basi più solide. Questo infastidisce e non poco i vertici del Pdl,
che avrebbero già pronta la resa dei conti per il dopo elezioni. Al di là di
come andrà il voto, infatti, nel centrodestra sicuramente qualcuno la pagherà.
Ecco dunque lo scenario politico che potrebbe aprirsi a Terracina. Su ordine di
Fazzone, i pidiellini potrebbero andare contro il sindaco. Già in questi giorni
si vocifera di nervi tesi in maggioranza. Il peso del Pdl in Consiglio comunale,
nonostante i passaggi di alcuni tra le file di Fdi, non è trascurabile. Basti
pensare al ruolo centrale ricoperto dal vicesindaco Gianluca Corradini, che di
Fazzone è fedelissimo e che si troverà nella non facile condizione di trovarsi
tra incudine e martello. E se il Pdl, ipotesi che pare forse eccessiva,
decidesse di mettere il bastone fra le ruote al sindaco? Probabile che più di
qualche sgambetto arriverà, ma c’è chi azzarda addirittura una vendetta più
forte, come la sfiducia. Fantapolitica, sicuramente. Ma forse non è da escludere
la proiezione di chi, rifacendosi al vecchio proverbio, sostiene che la vendetta
è un piatto che va consumato freddo. Sfiduciare Procaccini oggi potrebbe essere
un «suicidio» politico, un passo troppo avventato per il centrodestra. Quindi la
mossa più logica potrebbe essere quella che, se Procaccini dovesse arrivare alla
conclusione del suo mandato elettorale, non verrà ricandidato. O almeno non avrà
più nulla a che fare col Pdl. Si vedrà.
Francesco Avena

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Si conclude questa domenica il nostro affascinante viaggio alla scoperta del

Santuario di Monte Sant’Angelo.1 Nel servizio, presentato ancora dalla nostra

bella e brava Paola, studieremo le trasformazioni avvenute nel lungo periodo

medievale, che hanno permesso al Santuario di continuare a svolgere la sua

importante funzione di luogo di culto e di presidio militare, fino alla fine del XVI

secolo. Doveroso un plauso al superbo lavoro grafico di Paolo Alberto Giannetti 

che, seguendo alcune labili tracce documentate, ha elaborato nel nostro

nuovo video una ricostruzione 3D degli affreschi presenti in origine all’interno

della chiesa; pensato a scopo divulgativo, e privo di qualunque pretesa

scientifica, il lavoro, di indubbio fascino, tenta di svelare l’arte sacra di un’epoca

lontana e oggi irriconoscibile a causa del deprecabile stato di devastazione e

abbandono in cui versa: al nostro “tecnico” e alla sua straordinaria “operazione

di recupero della memoria” è dedicata questa puntata con tutti i complimenti

della nostra Associazione.

Buona visione e buona lettura a tutti.

English version

Video importato

vimeo Video

 Indice

Il Santuario Romano di Monte S. Angelo a Terracina

1. La scoperta del tempio e la sua identificazione
2. Le mura, le torri e le porte del complesso monumentale
3. La terrazza superiore o “campo trincerato”
4. La terrazza mediana e i suoi monumenti
5. Il basamento sostruttivo e la terrazza inferiore
6. L’area del “piccolo tempio” e i suoi monumenti
7. Il riuso medievale dell’area antica

Testi di Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari e M. Iride Pasquali (Archeoclub

diTerracina), eccetto dove diversamente indicato; la versione inglese è a cura di Mario Talamo.

Piccolo tempio. Planimetria riuso medievale (Venceslao Grossi 2000)

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale (foto TR 2012)

Alla fine dell’età antica, a causa delle devastazioni subite, il santuario romano di Monte

S. Angelo venne probabilmente abbandonato, come hanno dimostrato gli strati di incendi

ritrovati negli scavi dell’Ottocento. Ciò nonostante, per l’intera età medievale e la prima

età moderna, la zona fu riutilizzata, sia a scopo religioso che militare.

All’Alto Medio Evo risale, infatti, la fondazione di un monastero intitolato a

S. Michele Arcangelo, che diede poi il nome attuale all’intero monte. Insediato,

in particolare, sui resti ed intorno alle strutture antiche del cosiddetto “piccolo tempio”,

il complesso monastico ebbe il suo centro nella chiesa, ricavata nel corridoio sostruttivo 

interno e completamente affrescata.

 

I dipinti, oggi quasi del tutto perduti, furono studiati, in un migliore stato di conservazione,

all’inizio del ’900 e datati al IX sec, circa: sulla volta era l’immagine clipeata di Cristo,

circondata dai simboli deglievangelisti; nelle pareti laterali erano forse rappresentate

le scene dell’Ascensione e dellaTrasfigurazione; nella porzione superiore della parete

est del corridoio, già sede dell’altare, si trovava, infine, l’immagine, oggi appena leggibile,

della Madonna in trono con Bambino tra i santi Gabriele e Michele.

 

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni affresco navata (foto TR 2012)

Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Parete frontale 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)

Essendo la chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo, è probabile, tuttavia, che

l’insediamento monastico originario sia precedente alla datazione degli affreschi,

perché tale culto è attestato nell’Italia centromeridionale sin dalla fine del VI sec.

 

Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Parete laterale 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)

Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Volta 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)

Altre importanti strutture monastiche sono emerse durante i restauri del 1988,

con gli ambienti articolati a vari livelli. Diversi vani di lavoro sono stati individuati,

ad esempio, nel livello superiore orientale, il più grande dei quali con resti di due

 

torchi o macine e vasche laterali.

 

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni resti macine (foto TR 2012)

Alcune aule, una delle quali con pilastri centrali, si trovano poi ad Ovest e a

Nord della chiesa.

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni a (foto TR 2012)

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti (foto TR 2012)

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti d (foto TR 2012)

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni soglia (foto TR 2012)

Altri ambienti di servizio sono, infine, ad un livello ancora inferiore, posti sia

ad Ovest che a Sud, tra cui va ricordata una interessante cisterna a pianta

pentagonale.

 

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Esterni cisterna pentagonale (foto TR 2012)

Nella prima età moderna il monastero, definitivamente chiuso alla fine del ’500

da Sisto V, venne dedicato a S. Chiara ed ospitò quindi un convento di clarisse.

Nel Medio Evo l’uso militare ha invece riguardato prevalentemente l’area del

cosiddetto “campo trincerato”. Le strutture realizzate risalgono probabilmente

al XIII sec., come sembrano indicare sia la tecnica costruttiva delle murature

rimaste sia i frammenti ceramici ritrovati nei pressi, e appaiono legate più ad

una postazione fortificata di avvistamento che a un complesso per la difesa del luogo.

In particolare, si tratta di una torre a pianta quadrata, di cui oggi rimane solo la base,

posta al centro del “campo” ed in prossimità dell’ingresso: in origine piuttosto alta e

forse anche con funzione di faro, essa si conservava sino ai primi del ’600.

 

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Esterni torre di guardia e faro (foto TR 2012)

Un’altra torre di avvistamento, di dimensioni ridotte, era posta ad Ovest

del grande basamento sostruttivo: si conserva la parte inferiore, scoperta

da poco tempo. Sono infine da ricordare due lunghi muri di cinta, realizzati sia

ad Est che ad Ovest del campo, di cui restringono il perimetro originario: il muro

ad Est termina con un’altra piccola torre con un ambiente annesso, la base di

una torre simile è inoltre posta alla fine del muro ovest; un’altra torre, di cui

resta la sola base, era innalzata al di sopra del torrione angolare di Nord-Ovest

del “campo trincerato“.2

 

Note


[1]La puntata numero 8, Il paesaggio, la natura e l’ambiente continuamente

annunciata nella sezione “Indice”, sarà girata solo nella primavera del 2013.

La sua uscita è prevista per l’estate.?

[2]Nel recente libro della Dott. Caciorgna, Una città di frontiera, Terracina

nei sec. XI-XIV, sono emersi nuovi dati sul riuso mediavale.

La dedica del monastero a S. Chiara (quindi l’insediamento della Clarisse), non

è più della prima età moderna, ma appartiene almeno alla seconda metà del

XIII sec. (periodo in cui Alessandro IV prende sotto la sua protezione il monastero

e fa importanti donazioni). La chiusura del monastero alla fine del ’500 operata

da Sisto V, va messa in relazione con un precedente spostamento delle Clarisse,

in seguito agli attacchi militari nei confronti di Terracina del duca di Fondi, 

Nicola Caetani, che conquistò il monte nel 1346, danneggiando gravemente

il monastero, e ricevendo per questo la scomunica da Clemente VI.

Dopo queste violenze le Clarisse furono spostate all’interno della città, nella Chiesa

dell’Annunziata dove restarono fino al 1537, anno in cui questa chiesa fu affidata ai padri

Celestini. (Nota TR 2013)?

 

Galleria fotografica

 

Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Esterni cisterna pentagonale (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Esterni torre di guardia e faro (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni a (foto TR 2012)
Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni affresco navata (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni affresco navata b (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni affresco navata c (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti (foto TR 2012)
Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti b (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti c (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni ambienti d (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni base torchio (foto TR 2012)
Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni resti macine (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni soglia (foto TR 2012)Piccolo tempio. Le strutture del riuso medievale Interni soglia b (foto TR 2012)Piccolo tempio. Planimetria riuso medievale (Venceslao Grossi 2000)
Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Parete frontale 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Parete laterale 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)Piccolo tempio, disegno Wuescher-Becchi - Volta 1908 (Archeoclub di Terracina 2012)Piccolo tempio, schema fortificazioni difensive (Venceslao Grossi 2000) 

Terracina Rialzati

 

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Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.8 è avvenuto alle ore 22:16:09 italiane del giorno 16/Feb/2013 (21:16:09 16/Feb/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Monti_Ernici-Simbruini.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.

Dati evento


Event-ID 7226841560
Magnitudo(Ml) 4.8
Data-Ora 16/02/2013 alle 22:16:09 (italiane)
16/02/2013 alle 21:16:09 (UTC)
Coordinate 41.714°N, 13.576°E
Profondità 10.7 km
Distretto sismico Monti_Ernici-Simbruini

 Per avere un idea dell’intensità riporto la scala …

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terracina-lido-rara_bis


Il Comune tenta il giro di vite sulle abitazioni date in locazione agli
stranieri. Con una delibera di giunta arrivano nuovi obblighi per i proprietari
di abitazioni in materia di abitabilità e agibilità degli edifici. Nulla di
nuovo, a ben vedere, dal momento che la normativa nazionale già prevede
disposizioni e un regolamento in materia, ma a Terracina – città assai popolata
da stranieri e immigrati – atti veri e propri non sono mai stati
approvati. In sostanza, l’am - ministrazione comunale recepisce la legge dello
Stato, la cosiddetta BossiFini, e stabilisce che per tutti coloro che ottengono
il permesso di soggiorno, sia per lavoro che per ricongiungimenti e coesione
familiare, la casa in cui vivono deve rispettare parametri di agibilità e
vivibilità in materia edilizia e igienico-sanitaria. Un obbligo, insomma, per i
proprietari di case, che per molti potrebbe trasformarsi anche in un problema.
Se solo si guarda allo stato in cui versano alcune abitazioni a Borgo Hermada,
dove più volte le forze dell’ordine hanno rilevato condizioni sanitarie pessime,
sovraffollamento, subaffitti e illegalità, si vede bene come questo nuovo
indirizzo intrapreso dalla giunta potrebbe obbligare più di qualcuno a mettersi
in regola. Intanto, la legge prevede l’idoneità edilizia, la sicurezza degli
impianti, la regolarità dei servizi igienico-sanitari e, non ultimo, il rapporto
congruo tra la superficie abitabile e il numero di inquilini. Per ottenere tutto
questo, ci sarà bisogno di certificati scritti nero su bianco dal Comune, ma
anche dei nullaosta della Asl e del tecnico incaricato. Se, però, l’attuazione
della normativa, da un lato, potrebbe senz’altro sollecitare una messa in regola
da parte di proprietari fino a ieri a dir poco approssimativi, dall’altro quella
del Comune potrebbe rivelarsi u n’arma spuntata, tutt’al più buona per incassare
qualche soldo per le pratiche. Sì, perché nella delibera è scritto chiaramente
che i controlli saranno prevalentemente a carattere burocratico. Ovvero,
fungeranno le classiche scartoffie. E’ lo stesso ente che ammette di non avere
le forze per fare sopralluoghi, che saranno fatti solo a campione. E dunque,
alla fin fine, chi controlla?
Diego Roma

terracina-bleistiftzeichnung-d-nazarener-sign-2_bis

Ambiente, salute, sviluppo, mobilità, legalità, istruzione e internet. Arriva
ufficialmente, a Terracina, il programma elettorale del Movimento 5 Stelle.
Domani, a villa Tomassini, ci sarà il candidato alla presidenza della Regione
per i grillini, Davide Barillari (in foto), che incontrerà la cittadinanza per
presentare il suo programma partecipato, stilato ascoltando tanto gli utenti del
web quanto i cittadini nelle piazze. Con lui ci saranno anche i candidati al
consiglio regionale, i terracinesi Gaia Pernarella e Fabrizio Ferraiuolo, e i
candidati provinciali a Camera e Senato, Laura Vallucci e Matteo Arena. Il
movimento, nato sotto l’ala del comico genovese Beppe Grillo, porta avanti con
convinzione i temi da sempre cari al popolo della rete, ma anche e soprattutto
questioni concrete che sono a cuore ai cittadini. Critici con la politica
tradizionale e con i partiti dediti al leaderismo, i grillini parleranno 
di ambiente, sviluppo, energia e legalità, ma anche del diritto di
accesso a internet gratuitamente come forma di evoluzione collettiva e
democrazia partecipata. Proprio da internet sono emersi tanti dei temi dibattuti
nelle piazze dal Movimento 5 Stelle, che ha fatto del web la piattaforma
decisionale e allargata dalla quale tirare fuori il programma di governo.
D. R .

terracina-bleistiftzeichnung-d-nazarener-sign

Ormai è una pagina Facebook che, anche con veemenza, denuncia lo scempio dei
manifesti elettorali abusivi. E’ sdegno collettivo, a Terracina, per come i
candidati alle elezioni regionali e alle politiche si stanno facendo campagna
elettorale. Il boom fa registrare un record quasi assoluto di malcostume nel
centrodestra, dove l’affissione abusiva, in spregio alle regole comunali, la fa
da padrona. Su Facebook, alla pagina «Boicotta lo zozzone» c’è un inventario che
va da Fratelli d’Italia al Pdl, passando per La Destra. Il premio per l’audacia
va sicuramente al candidato Giuseppe Simeone, che ha visto il suo manifesto
sulle mura cittadine e persino sulle paline dei taxi. New entry, Pasquale
Maietta, di Fratelli d’Italia, che con un manifesto ha coperto perfino le
comunicazioni ufficiali del Comune alla città. Ma cassonetti, cassoni per gli
indumenti, pali, sono stati invasi anche da Gianfranco Sciscione (lista
Bongiorno), Gina Cetrone e Mariano De Gregorio (Fratelli d’Italia). Sono certo i
più visibili, ma non gli unici. Contare tutti gli scempi,
nella nostra città, è impresa impossibile.
D. R .

terracina-via-roma-con-persone-1941_bis

Una vera e propria resa dei conti. E non solo tra ambulanti e amministrazione
comunale, ad entrarci, ormai, ci sono anche i rapporti tra gli operatori e le
organizzazioni sindacali, che proprio per via del trasferimento si stanno
logorando. Intanto è Anva Confesercenti che sembra prendere le distanze
dall’accordo col Comune, e anche dal suo delegato a Terracina e dalla
Confcommercio. In una nota di ieri il presidente Gianni Battisti ha dichiarato
che l’Anva è «assolutamente contraria all’assegnazione dei posteggi in questa
fase ed in questo momento, in quanto ci troviamo di fronte ad una situazione
assolutamente provvisoria. Gli accordi presi con il Comune da parte del nostro
delegato di zona prevedevano, infatti, che l’Associazione avrebbe
proceduto e preso parte alla concertazione per l’assegnazione dei posteggi
solo ed esclusivamente al completamento dei lavori di sistemazione
architettonica della nuova zona destinata ad ospitare il mercato settimanale.
Quindi, questa associazione non si è impegnata assolutamente ed in alcun modo,
oggi, a procedere con l’assegnazione dei posteggi». Insomma, dietrofront e
avvicinamento, negli argomenti, a Fivag Cisl, che da sempre sostiene le stesse
cose. Ma non solo. Filippi tiene anche a dire «come questo stato dei fatti sia
stato generato solo ed esclusivamente per effetto delle decisioni prese da un’al
- tra associazione e non dall’Anva Confesercenti, che ha sempre messo al primo
posto gli interessi degli associati». Intanto, ieri, ancora fumata nera per
l’assegnazione dei posteggi, mentre si registra una netta presa di posizione
critica degli ambulanti sui sindacati. A parlare per conto degli ambulanti è
Paolo Germani: «Noi non siamo mai stati consultati – dice al telefono – Nella
nuova area non ci sono gli spazi, non ci sono i bagni, non c’è l’idoneità».
Proprio da villa Tomassini, il sindaco Nicola Procaccini, ieri, aveva
dichiarato senza mezzi termini: «Lo spostamento si farà, c’è
tempo fino a martedì prossimo per scegliere, dopodiché il
mercato attuale sarà chiuso». Questa sarà, dunque, la settimana decisiva per
capire come andrà a finire. Con le elezioni alle porte, gli
equilibri anche all’interno delle associazioni di categoria appaiono sul punto di saltare.
Diego Roma
terracina-pescherecci_bis 

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Anche quest’anno ho realizzato un piccolo filmato della sfilata di Carnevale.
Buona visione,

Il WeBMaSTeR

Video importato

vimeo Video

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barillari1

barillari2

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terracina-spiaggia-da-scogli-ponente-anni-20_bis 
Dove passa Giuseppe Simeone, o quanto meno la sua squadra di attacchini, non 
cresce più la civiltà. Il malcostume (se ancora lo vogliamo chiamare così) delle 
affissioni abusive abusive e selvagge spunta puntuale ad ogni tornata elettorale 
ed è trasversale, da destra a sinistra passando per il centro. Nessuno escluso. 
Eppure, nonostante la soglia di (in)civiltà sia già stata superata e di molto, 
c’è chi riesce ad andare oltre l’inimmagina - bile. È il caso del politico 
formiano Giuseppe Simeone, candidato del Pdl alla Regione, che deve essersi 
affidato ad una squadra di attacchini che più barbari non si può. Spazi 
pubblicitari affittati (immaginiamo non a due lire) da attività commerciali 
(qualcuno le risarcirà?), paline del trasporto pubblico, i muri di attività 
commerciali (ancora: qualcuno le risarcirà? ). Ieri mattina non c’era angolo 
della città, pubblico o privato, che non fosse invaso dal «faccione» di Simeone. 
Che dal manifesto, sicuro del fatto suo, annunciava: «Competenza, passione, voi: 
le tre ragioni per votarmi». Beh, dispiace per lo sforzo compiuto per trovare le 
tre ragioni per convincere gli elettori, ma per lo spettacolo lasciato in città 
ne basta una sola per avere più di qualche dubbio: l’inciviltà.
Pierfederico Pernarella

terracina-francobollo-pontificio-1852_bis

Nuovo scontro nella maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Procaccini. Nei 
giorni più caldi delle elezioni, arrivano le questioni urbanistiche a minare la 
tenuta della coalizione di centrodestra. Secondo diverse indiscrezioni nei 
giorni scorsi un dibattito molto acceso si è consumato riguardo la 
riorganizzazione del personale, e in particolar modo di quello legato allo 
sportello unico per le attività produttive. Al centro del contendere, che 
riguarderebbe soprattutto esponenti del Pdl, la volontà di qualche elemento 
della giunta e della maggioranza di spostare di ruolo il responsabile Suap Mario 
Masci. Un’idea che, stando ai rumors, sarebbe portata avanti soprattutto dal 
vicesindaco e assessore all’Urbanistica Gianluca Corradini, e fortemente 
osteggiata da buona parte dei consiglieri della coalizione. Lo stesso sindaco 
Procaccini e l’assessore al l’Ambiente Mariano De Gregorio avrebbero espresso 
più di qualche perplessità al riguardo, dal momento che a loro giudizio il 
lavoro fatto fino ad oggi da Masci sarebbe impeccabile. Inevitabile la tensione 
nella compagine di centrodestra. I fili dell’alta tensione dell’urbanistica 
mettono scompiglio nei giorni caldi della tornata elettorale. A quanto pare 
anche un rappresentante dell’ordine professionale dei notai sarebbe intervenuto 
per chiedere di scongiurare l’uscita di Masci dal Suap. Più in generale in molti 
sarebbero contrari a fare modifiche ad un settore tanto importante proprio nel 
corso della tornata elettorale per evitare di lanciare messaggi fuorvianti. 
Qualcuno accenna al sostegno che l’Udc invece starebbe dando a Corradini per 
operare lo spostamento di Masci, mentre ad essere assolutamente contrari ci 
sarebbe il resto della maggioranza, compresi i consiglieri del Pdl. Nei giorni 
scorsi si sarebbe consumata una riunione di fuoco da cui per il momento non 
sarebbero però arrivate soluzioni. Una cosa è certa: ancora una volta, in vista 
delle elezioni, è il cemento a tornare protagonista principale a Terracina.
Diego Roma

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LA società di navigazione Snip e Snap è a secco, le motonavi dirette a Ponza e 
Ventotene restano all’anco - ra. Era previsto per l’inizio della prossima 
settimana il blocco dei traghetti che trasportano merci, prodotti primari e 
passeggeri alle isole pontine dal porto di Terracina. Ma le mancate risposte da 
parte delle istituzioni e l’aggravarsi della situazione in cui versa la società 
di navigazione ha spinto i dipendenti a incrociare le braccia. Sono proprio 
loro, i dipendenti, da mesi senza stipendio che vantano crediti per decine di 
migliaia di euro, ad alzare la voce. Già da oggi, salvo ripensamenti, ci sarà 
l’interruzione dei collegamenti tra Terracina, Ponza e Ventotene. La società 
Snip e Snap, da anni attiva sulla tratta che collega la città pontina alle 
isole, è sull’orlo del fallimento. Non per colpa sua: l’azienda infatti non 
riceve da tempo i contributi che dovrebbero essere erogati dalla Regione Lazio 
per il servizio svolto. Si tratta di centinaia di migliaia di euro che hanno 
costretto l’azienda a indebitarsi, sempre in attesa che il suo credito venga 
saldato dalla Regione. Ma l’ente non risponde, e le spese «vive» per la società 
di navigazione sono sempre le stesse. Prima il blocco del pagamento degli 
stipendi dei lavoratori, a cui è stato chiesto di avere pazienza. Adesso 
l’impossibilità materiale di comprare il carburante per i mezzi di navigazione. 
Le banche non fanno più prestiti, il gasolio è finito e la situazione ha 
oltrepassato i limiti. Ecco perché si è chiesto un intervento quanto mai urgente 
alle istituzioni, ma i risultati stentano ad arrivare. Da oggi al via il blocco 
ai collegamenti. L’augurio di tutti è che per l’inizio della prossima settimana 
qualcosa possa muoversi.
F. A .
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terracina-costruzione-monumento-ai-caduti-1920_bis 
Va verso la chiusura l’ufficio del Centro per l’impiego di Terracina.
Ancora una volta la città dovrà fare i conti con l’eliminazione di uno sportello
fondamentale, quello per il collocamento al lavoro, che presto si trasferirà
nella vicina Fondi. E’ del 16 gennaio scorso infatti una determinazione
dirigenziale dell’amministrazione provinciale che dà seguito ad una delibera di
giunta di ben 13 anni fa in cui si decideva di istituire 5 sportelli riorganizzandone
 le sedi. A fermare fino a ieri l’effettivo spostamento era
stato un ricorso al Tar presentato dal Comune di Aprilia, che dopo una lunga
sospensiva è stato respinto dal Tar. Eliminato l’ostacolo, ora non resta che
avviare l’iter. Il bacino Fondi-Terracina avrà come presidio sul territorio
un ufficio a Fondi. E poco a quanto pare si potrà fare: tra i motivi che rendono
la città del Tempio di Giove inadeguata (sebbene più grande per estensione
territoriale e popolazione), una serie di motivazioni menzionate nell’atto
provinciale firmato dal dirigente Aldo Silvestri. In particolare già nel 2011
era arrivato il verbale di sfratto definitivo al centro per l’impiego locale. Ma
non solo. Anche il responsabile per la Sicurezza, l’architetto Alfonso
Guerrieri, ha prodotto note che attestano, si legge, «lo stato di criticità dei
locali in questione e da ultima la email pervenuta allo scrivente in data
11/01/2013, con le quali si evidenzia la assoluta carenza di documentazione
sullo stato di idoneità degli stessi e i rischi di natura civile e penale sul
loro utilizzo». Insomma, si rischia grosso. In tutto questo però è evidente
anche una responsabilità della politica e dell’amministrazione locale, che in
tutto questo tempo non è riuscita ad individuare un nuovo locale, a norma, in
cui accogliere il centro per l’impiego. Così, alla fine si dovrà passare la
mano. Tutto sarà spostato a Fondi, con le conseguenze inevitabili per l’utenza
locale. Quello del trasferimento e della chiusura degli uffici territoriali è
ormai un leitmotiv. Si guardi allo sportello zonale per l’agricoltura. Uno
stillicidio a cui nessuno è riuscito a porre un freno e che certo impoverirà la
città nell’offerta dei servizi ai cittadini.
Diego Roma

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Scoppia il caso degli sportelli agricoli di zona dopo l’allarme lanciato dal
candidato di Centro democratico Giuseppe La Rocca della prossima chiusura 
dell’ufficio di Terracina. La battaglia si fa trasversale. Sul caso è intervenuto
Enrico Tiero, assessore provinciale a Caccia e pesca, candidato anche lui, ma
con il Pdl, alle elezioni regionali. Ed è proprio contro la Regione che il
pidiellino scaglia i suoi strali a dirigenti e politici riguardo una determina
dello scorso 24 dicembre che doveva riorganizzare le sedi della giunta
regionale: «Mi corre l’obbligo ricordare - esordisce - che proprio in occasione
della Vigilia di Natale, il Direttore del Dipartimento Istituzionale e
Territorio, dottor Fecatelli e il Responsabile del Procedimento De Angelis
Federico nella determina citata al punto 5 ritenevano opportuno e stabilivano
che oltre i settori provinciali della direzione Agricoltura nei capoluoghi di
provincia (quindi Latina) dovevano rimanere aperti 2 sportelli agricoli di zona
(Saz), purché ubicati in immobili di proprietà della Regione». E lo sportello di
Terracina è ospitato da un locale di proprietà della Regione. «Non è dato sapere
- prosegue - perché il dirigente della area settore provinciale Agricoltura di
Latina ancora oggi si incaponisce testardamente nel cercare di far chiudere la
Sez di Terracina», mentre altrove questo non accade. Tiero fornisce poi alcuni
significativi numeri sulle realtà agricole pontine: «Circa 9100
aziende, oltre a 50 Cooperative Ortofrutticole, 100 aziende
Vivaistiche, alcune delle quali di rilevanza nazionale, 3 Industrie Viti-
vinicole che producono il D.o.p Moscato di Terracina, n. 5 frantoi e 2 industrie
olearie, 2 caseifici cia) di rilevanza nazionale ed oltre 30 caseifici
aziendali». Il tutto coperto da soli 5 dipendenti del Saz di Terracina. «Anziché
pensare di chiudere lo Sportello Agricolo di Terracina, - conclude Tiero -
bisogna invece rafforzare la presenza di funzionari tecnici per un più completo
servizio da rendere ad un settore agricolo già in enorme difficoltà».
D. R .

 

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Euro Beach Soccer League 2013, A Terracina la tappa italiana dal 14 al 16 giugno 2013
Dal 14 al 16 giugno il campionato dell'Euro Beach Soccer League farà di nuovo
tappa a Terracina, lo sancisce la firma del contratto che il sindaco Nicola
Procaccini ha sottoscritto nei giorni scorsi con il direttore generale della
FIFA Beach Soccer Gabino Renales. "Sono contento di aver ratificato il nuovo
accordo con la federazione FIFA Beach Soccer per ospitare la tappa italiana del
campionato europeo, – afferma il sindaco Procaccini - che quest'anno vede la
partecipazione di ben 12 nazioni. Come abbiamo potuto registrare dai favorevoli
dati scaturiti nell'edizione dello scorso anno, la manifestazione ha un impatto
importante sul turismo terracinese, anche perché l'evento è ripreso dalle più
importanti televisioni del mondo, che contestualmente inviano i riflessi filmati
anche della città di Terracina. La manifestazione che la FIFA Beach Soccer offre
alla Città è di enorme prestigio nazionale e internazionale, ma la scelta giunge
anche per merito dei buoni risultati che la formazione terracinese di soccer ha
ottenuto con la vittoria di due campionati italiani consecutivi, trascinando la
città ad essere la culla di questo sport. Terracina, quindi, non poteva non
essere la sede più prestigiosa per ospitare la tappa italiana del campionato
europeo e l'amministrazione comunale ne è orgogliosa". "Concordo pienamente con
il Sindaco Procaccini – dichiara il direttore generale FIFA Beach Soccer Gabino
Renales – perché Terracina è la vera culla del beach soccer in Italia, sotto
l'aspetto logistico, per lo splendido Beach Stadium che viene allestito e per
l'enorme seguito di tifosi. Come federazione poi abbiamo l'imprescindibile
mission di valorizzare al meglio le città dove si pratica con successo il nostro
sport".

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Continua lo scempio di manifesti elettorali nel periodo più caldo della
campagna elettorale per il voto del 24 e 25 febbraio prossimi. Potrebbe essere
questa la cartina di tornasole per sbugiardare quei politici che
assicurano, dopo i numerosi scandali dei mesi passati in Regione e all’in -
terno dei partiti, di aver cambiato rotta. Se è vero che non ci si fa scrupolo
ad attaccare manifesti elettorali ovunque capiti, senza rispettare le regole,
potrebbe essere che quelle regole vengano ignorate anche altrove. Sul caso
questa volta interviene il consigliere comunale del gruppo misto Agostino
Apolloni, che lancia un duro monito ai candidati in lizza a Terracina per il
malcostume legato all’af - fissione di spot elettorali. «E’ uno scempio che ci
propinano giorno dopo giorno, e che è indice dell’assoluta mancanza di rispetto
per il decoro della città che vorrebbero rappresentare e dei cittadini che, allo
stesso modo, vorrebbero li votassero». Apolloni non fa sconti: « A Borgo
Hermada si ripete la solita storia: senza accortezze i manifesti elettorali sono
stati affissi anche sugli annunci funebri, ma non solo. Cassonetti, cassoni per
i panni usati, mura cittadine, ogni spazio libero viene violato brutalmente con
questi manifesti che finiranno poi per essere un elemento di degrado della
città. Si pensi solo - continua Apolloni - che nelle campagne ci sono ancora
manifesti delle elezioni del 2006 che qualcuno
ha attaccato abusivamente e nessuno poi si è preoccupato di togliere». Se questa
è la nuova politica, insomma, c’è poco da festeggiare.
D. R .
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Non c’è asfalto che tenga alla pioggia. Inutile mettere l’asfalto nuovo
sulle strade, basta qualche ora di pioggia che le voragini si riaprono.
Domandarsi a questo punto sulla validità degli interventi di restyling «urgente»
programmati dall’amministrazion e comunale, è d’obbligo.
Come pure è logico farsi qualche domanda sulla qualità dei lavori eseguiti e sui
prodotti utilizzati. Mentre la pioggia continua a cadere e le buche si riaprono
un po’ ovunque – centro e periferia non fa differenza – il centralino delle
forze dell’ordine è bersagliato di telefonate e segnalazioni. I cittadini stanno
denunciando numerosi casi di pericolosità. Alcune situazioni «al limite»
riguardano il territorio di La Fiora. Lungo via Consolare ci sono talmente tante
buche, profonde anche mezzo metro, che è impossibile schivarle, anche
improvvisando pericolosi slalom tra le voragini. Dalla periferia al centro: in
via Roma, la strada principale della città, qua e là si nascondono delle buche
pericolosissime. Martedì sera, ad esempio, un uomo in sella al suo motorino ha
centrato una voragine e senza neppure accorgersene ha danneggiato pesantemente
il suo maxiscooter ed è volato a terra, procurandosi contusioni ed escoriazioni.
Per il mezzo, invece, danni per centinaia di euro. E non è un caso isolato.
F. A .

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Per oltre un’ora martedì sera l’ospedale «Fiorini» di Terracina è rimasto al
buio. Un improvviso black-out ha mandato in tilt il sistema di illuminazione
dell’ospe – dale e creato non pochi problemi al personale sanitario in servizio.
Il gruppo elettrogeno di continuità che si attiva in casi di emergenza è
scattato subito, ma i timori erano che con i tempi di riparazione del guasto al
sistema elettrico dell’ospedale, la struttura sanitaria potesse «succhiare»
tutta la potenza del gruppo elettrogeno e allora in quel caso il black-out
avrebbe paralizzato definitivamente il «Fiorini». Ma per fortuna questa
circostanza non si è verificata e i timori, per quanto fondati, sono stati
fugati dal tempestivo intervento di alcuni tecnici specializzati. Intanto
durante quell’ora e più di tilt, le emergenze sono state trasferite all’ospedale
«San Giovanni di Dio» di Fondi. Il black-out si è verificato intorno alle 22 e
30 di martedì sera. Prima qualche segnale di cedimento della corrente, con brevi
abbassamenti di energia. Poco dopo è calato il buio. Ad essere particolarmente
penalizzati sono stati gli equipaggi che lavorano sulle ambulanze. La postazione
del 118 al di sotto della rampa che introduce ai locali del pronto soccorso,
sono rimasti completamenCANTA vittoria il sindaco di Fondi Salvatore De Meo
sulla vicenda di cardiologia. Il primo cittadino se la prende con coloro che
«hanno dato fiato alle trombe dell’allarmismo» sostenendo che le rassicurazioni
date sulle sorti del dottore De Angelis erano fondate. Dimentica di aggiungere
De Meo che in realtà la smentita alle sue dichiarazioni erano arrivate
direttamente dal diretto interessato, il cardiologo De Angelis che aveva negato
seccamente di essere stato contattato dalla Asl per posticipare la data del
pensionamento. Dunque, se abbiamo capito bene, il manager Sponzilli aveva
comunicato l’intenzione di prolungare la permanenza del cardiologo prima al
sindaco di Fondi che al diretto interessato. È probabile che che la cosa non si
possa fare, ad ogni modo, sempre Sponzilli ha rassicurato che, una volta
verificata l’inattuabilità del provvedimento, si procederà al reclutamento di
due cardiologi. Il sindaco di Fondi inoltre prende atto che la Direzione
generale della Asl ha ufficialmente ribadito di essersi attivata per provvedere
al completamento della Rete dell’infarto per i nosocomi di Fondi e Terracina con
«l’installazione di altri due monitor elettrocardiografici per telemedicina»:
ciò consentirà alla Centrale Operativa di Latina di effettuare la lettura a
distanza dei tracciati. L’ospedale «Fiorini» di Terracina per oltre un’ora senza
corrente a causa di un guasto e al buio per tutto il tempo che è durato il
black-out. Nel frattempo, mentre si cercava di correre ai ripari nel più
ristretto tempo possibile, sono state prese dai vertici ospedalieri tutte le
precauzioni previste dal caso. Si è disposto di «dirottare» tutte le urgenze al
vicino ospedale di Fondi o, nei casi più seri, a quello di Latina. Ed è stata
poi lanciata la richiesta di intervento da parte dei tecnici. Il guasto è stato
riparato in un’ora e mezza circa, ma adesso si vuole capire a cosa sia stato
dovuto. Ecco perché sono in corso alcuni accertamenti tecnici. Non è la prima
volta che l’ospedale di Terracina resti al buio. Analoghe situazioni si sono
venute a creare negli anni passati. Ma, almeno fino a oggi, al di là di qualche
disagio non si sono verificati incidenti con conseguenze gravi.
Francesco Avena

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Protocollo d’intesa tra Comune e Provincia per il sito di Morelle, il
consigliere comunale di Sel Vittorio Marzullo non ha dubbi: «Si tratta di un
esproprio». È la denuncia, insieme a tutta una serie di interrogativi sulle
sorti dell’impianto, che arriva in una nota stampa diffusa ieri da ll’espo
nen te de ll’opposizione. In pratica è successo questo: il Comune ha dato
pieno mandato alla Provincia di redigere un project financing per la ricerca di
un soggetto privato intenzionato a riattivare l’impianto di Morelle per la
lavorazione della frazione umida dei rifiuti. Marzullo parte innanzitutto da una
questione di principio: «Il protocollo alla faccia del diritto di
autodeterminazione e dell’au – tonomia dei singoli enti locali, e soprattutto
all’incapacità di un sindaco non adeguato al compito». Marzullo si chiede se
l’ordinamento delle leggi degli enti locali, non dice che le problematiche
relative ai rifiuti siano prerogativa del Consiglio comunale. Secondo il
consigliere di Sel insomma si è trattato di un vero e proprio esproprio. Poi
entrando nel merito l’esponente di minoranza pone dei dubbi anche sulla
tipologia d’impianto che si andrà a realizzare: «Siamo sicuri che questo
sconosciuto progetto di fattibilità sarà compatibile con il nostro territorio e
con la volontà dei terracinesi?». Marzullo chiede cosa s’intende quando sul
Protocollo si scrive: «Dall’utilizzo delle tecniche di riciclaggio che
consentono la trasformazione del prodotto rifiuto in energia e nuovi beni di
consumo». L’esponente del partito di Vendola ancora si domanda quali saranno i
vantaggi per i cittadini se il mega appalto, si legge nella nota stampa,
«stabilisce che tutti i vantaggi della differenziata saranno favore del
vincitore della gara per nove anni?». Ma sulla vicenda Marzullo promette
battaglia: «Comunque per noi e speriamo non solo per noi di Sinistra Ecologia e
Libertà, il problema resta aperto e ci riserviamo iniziative consiliari e
cittadine sperando di trovare anche tra i suoi sostenitori persone di buon senso
che prima di pensare alla loro carriera politica
pensano agli interessi di Terracina e dei terracinesi».
P. P.

terracina-darsenetta-anni-70_bis

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terracina-bella-inizio-viale-della-vittoria-anni-60_b

Il caos al polo dei trasporti di Terracina non riguarda solo gli utenti, ma 
anche il Cotral. Almeno a sentire il membro del Cda del Cotral Paolo Toppi, che 
nel suo giro di monitoraggio nei giorni scorsi si è recato presso il nuovo 
capolinea dei bus extraurbani dove - si legge - «ha riscontrato numerose 
criticità derivanti dalla sovrapposizione del capolinea del Cotral con quello 
del Cotri». A lasciare perplesso il rappresentante del consorzio trasporti 
Lazio, anche la riorganizzazione della viabilità che ha di fatto limitato il 
transito dei bus all’interno del centro urbano. «Parlando con autisti e 
verificatori, mi sono reso conto che stanno subendo dei disagi significativi sia 
per la confusione che si è creata presso il Piazzale della Stazione per la 
coincidenza del capolinea della Cotral con quello di altri operatori di 
trasporto urbano sia poiché sono esposti alle lamentele dell’utenza» spiega 
Toppi. «Ho trovato nell’Assessore Paolo Cerilli un valido referente - prosegue 
poi la nota -. Cerilli ha, infatti, assicurato che interverrà prontamente per la 
risoluzione delle criticità esistenti a partire dall’attuazione di un’equa 
distribuzione dei vari capolinea presenti all’interno del Polo Trasporti». Le 
due aziende, Cotri e Cotral, insomma, probabilmente non hanno convivenza facile 
ed è per questo che il consigliere Toppi ha voluto far sentire la presenza del 
consorzio. Di più, Toppi assicura che nei prossimi giorni tornerà a monitorare 
la situazione. Evidentemente la recente conferenza dei trasporti che si è tenuta 
a Terracina non è bastata a chiarire le problematiche.
D. R .

terracina-soldati-su-tank-1944_bis

Trasporto Pubblico Locale su Gomma. In arrivo le agevolazioni
Nell'ultima riunione la Giunta comunale presieduta dal sindaco Nicola Procaccini 
ha deliberato di varare le agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico 
locale su gomma per i cittadini ultrasettantenni, mutilati e invalidi di guerra 
rientranti nello scaglione di reddito ISEE fino a 15 mila euro e per i soggetti 
che percepiscono gli assegni sociali. Con la possibilità di una riduzione del 
50% del prezzo del biglietto di viaggio per ulteriori categorie quali, ad 
esempio, i ciechi e i sordomuti. "L'iniziativa posta in campo – afferma 
l'assessore ai trasporti Paolo Cerilli - non avrà costi economici aggiuntivi per 
il Comune di Terracina perché i conti verranno pareggiati dai risparmi del 
servizio di trasporto scolastico, che avendo una previsione annuale di 190 mila 
chilometri, per l'anno 2013 scenderanno sotto la soglia contrattuale 
sottoscritta con il CO.TR.I, la ditta che ha in appalto il servizio del 
trasporto pubblico sull'intero territorio comunale. L'amministrazione comunale 
ha accettato la richiesta del CO.TR.I. stabilito per il minore introito 
derivante dal rilascio dei titoli di viaggio a tariffa agevolata, il 
riconoscimento della somma di 17 euro mensili per ogni avente diritto. Ammontare 
che è pari al costo dell'abbonamento ordinario mensile valido per due linee, 
oltre al pagamento della tessera di riconoscimento per l'anno 2013 di 20 euro, 
senza che sia riconosciuto al Comune alcun aggio. L'accordo – prosegue 
l'assessore Cerilli – riconosce al CO.TR.I. anche la somma di 10,50 euro per 
ogni tessera rilasciata mensilmente agli aventi diritto, pari alla differenza 
tra il costo pieno e la riduzione applicata, per tutte le categorie previste. 
Alla stessa ditta appaltatrice del servizio sarà riconosciuto inoltre 
l'eventuale contributo erogato dalla Regione Lazio per le agevolazioni 
programmate, nella quota comunque non superiore alla differenza tra la tariffa 
ordinaria e quella calcolata globalmente alla fine dell'anno, in base al numero 
effettivo di agevolazioni concesse. Riteniamo – conclude Cerilli – di aver 
licenziato un provvedimento utile per tanti cittadini, soprattutto per coloro 
che in questo periodo attraversano difficoltà economiche, ma anche per limitare 
sempre più l'uso dell'automobile in città, contribuendo così all'abbattimento 
delle emissioni inquinanti". L'ufficio trasporti del Comune è stato incaricato 
di ricevere le domande dei cittadini per la verifica del possesso dei requisiti 
previsti e di trasmettere i nominativi degli aventi diritto alle agevolazioni 
tariffarie al Consorzio CO.TR.I, il quale provvederà al rilascio delle tessere 
di riconoscimento.

terracina-ss-salvatore_bis-1944

Fa ancora discutere il ritrovamento del delfino spiaggiato sul litorale di 
Terracina e liberato in mare dalla Capitaneria di porto lo scorso sabato. Sul 
caso era intervenuto il Wwf Lazio, critico sulle procedure adottate per mettere 
in sicurezza il mammifero. Ora è il Wwf Litorale Pontino a spiegare, con l’aiu -
to di un’esper - ta, cosa fare nel caso in cui ci si imbatta in un delfino 
spiaggiato. A parlare è la biologa Elisabeth Selvaggi, che avverte: «Gli 
spiaggiamenti possono verificarsi quando un animale ha subito la collisione con 
un natante, o è stato catturato accidentalmente da una rete, o è stato aggredito 
deliberatamente o perché malato. Quando l’animale è ancora vivo sono rari i casi 
in cui sopravviva». Ecco perché è necessario l’intervento di veterinari ed 
esperti. «Il tentativo di dare una seconda possibilità accompagnando l’animale 
in mare aperto è l’intervento più semplice e naturale, ma è probabile che in 
pochi giorni il delfino possa venire rivenuto sulla spiaggia morto», prosegue 
l’esperta. Secondo la dottoressa Selvaggi, è possibile che gli spiaggiamenti 
siano dovuti ad un’epidemia di Morbillivirus. Dunque cosa fare? Intanto, esiste 
la banca dati del Cibra, il centro interdisciplinare di bioacustica dell’Uni -
versità di Pavia e una scheda per la segnalazione. Meglio, è sempre 
consigliabile anche ai volontari chiedere, anzi «pr etende re» l’inte rvento 
delle istituzioni (verinario Asl e Capitanerie di porto). «L ’intervento dei cittadini 
e dei volontari deve essere nella segnalazione e nel 
supporto, perché non tutti i veterinari hanno esperienza con i cetacei e non 
tutte le capitanerie di porto hanno esperienza di recupero della fauna selvatica».
D. R

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Dopo il poker sul Ceccano il Terracina è sempre più vicino alla propria meta: 
la compagine di Cucciari mantiene le distanze dalle inseguitrici. Gli uomini di 
Cucciari, peraltro, hanno saputo reagire con il giusto piglio al vantaggio del 
Ceccano, maturato in avvio con Pestrin, chiudendo con un convincente 4-1: di 
Neri, La Cava, Borelli (doppietta) le marcature. Soddisfazione, e non potrebbe 
essere altrimenti, da parte del presidente del Terracina Luca Meineri che ha 
commentato così: «Mi è piaciuta la tranquillità dei ragazzi che hanno 
affrontato con determinazione un momento delicato del match. E’ trascorsa 
un’altra giornata e ci avviciniamo all’obiettivo finale»

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Politiche ambientali e ciclo delle acque. Passano i mesi, anzi gli anni, ma poco 
si muove in concreto per garantire acqua pulita in mare in vista della 
balneabilità sicura e per la salubrità dell’ambiente. La questione si insegue 
sterilmente senza approdare a nulla. Se ne parla dal 2008, forse prima. Siamo 
nel 2013 e la scorsa estate le polemiche sulle chiazze oleose, lo sporco, gli 
scarichi delle foci, sono state le stesse di sempre. Ora però un piano dovrebbe 
approdare in Consiglio comunale, incaricato di approvare un provvedimento idoneo 
a garantire una politica seria sul ciclo delle acque. Lo ha chiesto lo scorso 29 
gennaio il forum di Agenda 21 all’assessore all’Am biente 
Mariano De Gregorio: occorre che l’intera assise deliberi «un indirizzo 
programmatico che definisca - afferma Agenda 21 - accanto al quadro d'insieme, 
tutte le azioni e gli obiettivi da raggiungere in relazione alle criticità 
individuate». Il forum da parte sua ha fatto il suo lavoro, raccogliendo 
l’insieme delle normative ambientali, ma sarà l’amministrazione comunale e poi il 
Consiglio a dover dare gli indirizzi. I tempi, comunque, come al solito sono 
stretti. Al momento non si è fatto nulla, sebbene questo fosse un tema caldo 
della campagna elettorale del 2011. Di questo passo, la Bandiera blu sarà solo 
uno slogan elettorale. Nulla si muove dalla Provincia: «L’assessore ha 
comunicato - prosegue Agenda 21 -che il dirigente provinciale del settore 
Ecologia e mmbiente Nicoletta Valle non ha ancora inviato il protocollo d'intesa 
ed il verbale della riunione svoltasi alla Provincia di Latina il 10 gennaio 
2013». I tempi della politica, dunque, appaiono impantanati. Si pensi soltanto 
che di un protocollo d’intesa con l’ente di via Costa per avviare una 
gestione delle acque integrata si parla da sempre. Nel 2010 l’allora assessore 
all’Ambiente Loreto Maragoni aveva avviato una conferenza dei servizi con Arpa, 
Acqualatina, Provincia, Capitaneria, Consorzio di Bonifica. Risultati, zero, 
tavolo svuotato. Ora ci si riprova. Agenda 21 ancora di
fronte a un muro di gomma.
Diego Roma
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