Archivio Novembre 2012

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Finisce davanti a) Prefetto di Latina Antonio D'Acunto il pasticcio del
Consiglio comunale convocato, poi rinviato e in realtà mai revocato che ieri 
doveva discutere e approvare il bilancio di previsione dell’Azienda speciale.
Ieri mattina l’opposizione si è recata in aula per la seduta, andata deserta
per l’assenza della maggioranza. Tutti a casa, ma i capigruppo della minoranza
Vincenzo Coccia, Vittorio Marzullo (Sei), Giuseppe D’Andrea e Alessandro Di
Tommaso (Pd), Agostino Apolloni, Angelo Scirocchi, Domenico Villani (Sciscione
sindaco e Città Nuove), hanno scritto al Prefetto per informarlo di quanto
avvenuto e chiedere il suo intervento a garanzia che martedì prossimo, data
della nuova convocazione, la massima assise possa discutere del delicato
problema dell’Azienda speciale. "Vi è il fondato timore - scrivono i
capigruppo al Prefetto - difettando in seno alla maggioranza consiliare nonché
alla giunta e al sindaco la volontà di confrontarsi su tale questione, che
anche in occasione del Consiglio comunale del prossimo 4 dicembre gli uffici
competenti - nel caso di specie il responsabile del settore delle politiche
sociali, difettando in capo al dipartimento al quale tale settore appartiene la
mancanza del dirigente - non predispongano l’atto deliberativo da sottoporre
al consiglio comunale e prima ancora al vaglio delle commissioni consiliari 
competenti - bilancio e politiche sociali”. Un "grave vulnus per le prerogative dei
sottoscritti” attaccano, ricordando che dall’approvazione del bilancio dipende
l'erogazione degli stipendi dei lavoratori dell’Azienda. Nella giornata di
ieri è arrivata una nota del sindaco Nicola Procaccini, che attribuisce i
ritardi nella produ- zione della documentazione a nuove normative che hanno
modificato la procedura di approvazione del bilancio dell’Azienda. «Il Cda si
riunirà nella giornata di domani, men- tre martedì l’amministrazione comunale
cercherà di riportale in Consiglio l’argomento - assicura il sindaco -. Tutto
questo per accelerare il pagamento degli stipendi ai dipendenti dell’Azienda».
«Chi invece - conclude - in queste ore sta facendo speculazione politica sul
rinvio del Consiglio comunale, approfittato del ricovero ospedaliero del
Presidente del Consiglio comunale, non rende di certo un buon servizio né ai
dipendenti dell’Azienda Speciale Terracina né all’Istituzione comunale».
Diego Roma

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Ombre e sospetti sul bando dei rifiuti, l'associazione Città Partecipata lancia 
l’allarme: tutto l’iter per la redazione del nuovo piano potrebbe  essere nullo. 
C’è infatti un vizio di forma nella procedura che ha portato la
giunta ad approvare gli indirizzi per la redazione del bando, scavalcando di
fatto il Consiglio comunale. Una questione che già nei giorni scorsi aveva
sollevato alcune perplessità, ma che adesso si trasformano in dubbi più seri
e fondati. È l’associazione Città Partecipata a farsi portavoce del problema,
chiedendo la convocazione di una conferenza dei capigruppo che possa fare
chiarezza su quello che sta accadendo. « Preooccupati per il silenzio sulla
questione sorta sulla competenza del Consiglio Comunale - scrive in una
lettera L'associazione Citta Partecipala al presidente del Consiglio comunale
Gianni Aiello - ci permettiamo di raccomandare una attenta lettura di un atto
del 4 agosto 2(M)S, con il quale il Consiglio comunale deliberò di gestire il
servizio «la raccolta dei rifiuti tramite una società di diritto privato
partecipata a maggioranza dalla parte pubblica. Con quell'atto il Consiglio
comunale, esercitando una funzione che gli è propria, aveva deliberato un
indirizzo gestionale e solo dopo un successivo deliberato del Consiglio
stesso per scegliere altra forma gestionale, la Giunta potrà esercitare la
funzione esecutiva che è nelle sue competenze. Non può essere, infatti, il
fallimento della Terracina Ambiente l'elemento abrogativo di quella delibera».
In altre parole l’amministrazione del sindaco Nicola Procaccini, facendo
passare tutto l’iter per la redazione e l'approvazione del nuovo bando 
rifiuti attraverso la sola giunta, non avrebbe ri- spettato la giusta procedura.
Circostanza che, sostiene l’associazione ambientalista, porterebbe a
invalidate l’intero percorso tracciato fin qui. «Se dovesse continuare l'iner-
zia nell’intervenire sulla auestione e si dovesse rendere necessario un inter-
vento presso il prefetto a chiarire che è pregiudizia- le un nuovo deliberalo di
Consiglio - conclude Città Partecipata - ogni atto compiuto fino alla pubbli-
cazione del bando per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti risulterebbe 
nullo».
Francesco Avena

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Nello stato attuale della città, senso di responsabilità impone di dedicarsi 
al “problema Terracina” a tempo pieno. Sindaco ed assessori, per l’importanza 
e la vastità dei problemi che devono trattare, non possono espletare la 
carica alla stregua di un dopo lavoro. Divenire amministratori non è obiettivo da
perseguire al fine di aggiungere un'altra entrata al bilancio di famiglia.
Questo ragionamento trova ampia condivisione tra i cittadini che, soprattutto
oggi, chiedono un sindaco che dei problemi della città faccia la sua battaglia.
Un sindaco affiancato da una squadra assolutamente limpida, con le carte in
regola, che non abbia situazioni da difendere o scheletri nell’armadio
depositati in anni di militanza politica. Un primo cittadino fortemente 
motivato e con un grande senso campanilistico con l’impulso adeguato per qualificare
la pluralità dei servizi che il territorio richiede, e dare ampi spazi
aU’imprenditoria locale, senza tuttavia, far assumere a pochi una posizione
monopolistica. La richiesta quindi, è di una squadra di governo che sia attenta
ai problemi dei cittadini in generale e delle categorie in particolare. Una
squadra così composta potrebbe fare molto per ricucire un tessuto economico
lacerato ed inquinato come quello terracinese. Purtroppo, nel no- stro Consiglio
comunale non troviamo niente di tutto ciò, non solo, ma mancano addirittura
i requisiti indispensabili per un corretto funzionamento della democrazia e
dello stato di diritto, poiché, essendo i consiglieri privi di qualunque
indipendenza, viene meno proprio quel controllo che serve a non mettere in
crisi quelli che sono i fondamenti dello stato di diritto.
GERMANO BERSANI

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Un Consiglio comunale che «non s'ha da fare». E' stata rinviata a data da 
destinarsi per la carenza della relativa documentazione la seduta consiliare prevista 
per oggi che aveva all'ordine dei lavori l’approvazione del bilancio annuale di previsione 
2012, il pluriennale 2012, 2013 e 2014, il piano programma 2012, la dotazione organica 
e il fabbisogno del personale per il triennio 2012, 2013 e 2014 dell'Azienda Speciale 
Terracina. Il sindaco Nicola Procaccini e la sua maggioranza hanno capito che non 
era il caso di procedere in assenza delle carte necessarie è hanno richiesto 
l'annullamento della convocazione. Una nota dell'Ufficio Stampa del Comune 
spiega che «la decisione si è resa necessaria a causa del mancato perfezionamento 
della documentazione prevista, per l'impossibilità di variare i termini temporali per 
la modifica della delibera, ma anche per andare incontro alle avanzate e legittime 
richieste dei consiglieri comunali che ne richiedevano l’intero incartamento». 
Per quanto riguarda le spettanze economiche dei dipendenti dell'Azienda Speciale 
Terracina, l'Amministrazione comunale garantisce che «sta accelerando il più 
possibile i tempi per giungere anche prima della convocazione del Consiglio 
comunale del 18 dicembre, giorno in cui l'Assise approverà il Bilancio di 
Previsione, al trasferimento di somme in grado di liquidare gli stipendi ai lavoratori». 
Nei giorni scorsi, l'assemblea dei dipendenti dell'ente strumentale ha proclamato 
lo stato di agitazione ed ha minacciato una giornata di sciopero per i reiterati 
mancati pagamenti degli stipendi e, in particolare, per la non avvenuta erogazione 
delle retribuzioni di settembre ed ottobre scorsi. 
A.D.L. 

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Procaccini ha cambiato idea, ha visto maretta in maggioranza, in giunta e Dio sa 
solo dove sui soldi da stanziare all’Azienda. Così ieri si è pensato di rinviare «a data 
da destinarsi» il Consiglio. Il fatto è che nessuno lo ha revocato. Il presidente Gianni
 Aielloè in malattia, così il Consiglio è rimasto convocato al punto che oggi tutta
 l’opposizione andrà in assise ad una seduta che salterà solo per l’assenza della maggioranza. 
E’ caos. Meglio, sono i sintomi deirimpotenza assoluta della giunta a fare scelte chiare.
L’amministrazione comunale in una striminzita nota assicura che «per quanto riguarda le 
spettanze economiche dei dipendenti dell’Azienda Speciale Terracina, l’Amministrazione
comunale sta accelerando il più possibile i tempi per giungere anche prima della convocazione 
del Consiglio comunale del 18 dicembre, giorno in cui l’assise approverà il bilancio di previsione, 
al trasferimento di somme in grado di liquidare gli stipendi ai lavoratori». E forse qualche soldo 
lo troverà, ma cambia poco. E a poco serve giustificare il rinvio del Consiglio coi richieste dei
Consiglieri comunali che ne richiedevano l’intero incartamento», delicatezza più unica che 
rara a queste latitudini. La verità è che in maggioranza si è divisi sul pagare o meno l’Azienda. 
Con i partiti politici a fare da convitato di pietra. Il Pdl attende ancora che al suo posto 
torni il presidente della Commissione Politiche sociali Roberto Palmacci, l’Udc, vede 
l’assessore Alla poco convinto sulle cifre, ma anche il coordinatore locale Walter DI Pinto, 
che guida l’ente strumentale, non proferire parola che sia una. Così come non lo fanno 
Emilio Perroni e Filippo lacomino, neo membri del neo Cda chiusi in un vecchio mutismo. 
Doverci mettere la faccia davanti ai quasi 100 lavoratori che attendono di vedersi pagare 
gli stipendi da agosto, alcuni fin da marzo scorso. Sono loro l’anello di congiunzione tra 
Azienda e Comune. Sta di fatto che il Consiglio non è stato revocato. Se la seduta salta, 
sarà riconvocata tra 5 giorni. «Welfare, politica e disastri» potrebbe essere il titolo adatto 
ad un convegno conclusivo di questo ultimo scorcio del 2012. Magari in vista delle prossime 
elezioni. 
Diego Roma

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Si dovevano spendere 50 mila euro per acquistare un autovelox col quale incassare 
multe per 500 mila euro. Non si è fatta né l'una cosa, né l'altra. Anzi, l’incasso delle 
multe si rivelerà sicuramente un flop, se il Comune ha deciso in una delibera di rivedere 
la stima scendendo ad appena 200 mila euro (300 mila euro in meno!) e rinviando la 
questione autovelox al 2013. Una debacle, quella delle multe, che non è il primo anno 
che colpisce il Comune. A fronte di previsioni a dir poco ottimistiche, si resta sempre 
con un pugno di mosche. E soprattutto con l’attività di polizia locale che. se sul bilancio 
stabilmente nequilibrato risultava finanziarsi pressoché autonomamente, in realtà poi à
 farlo solo con le risorse comunali. Vediamo due conti. La spesa corrente del Comando, 
da che doveva ricevere dagli introiti delle multe 250 mila euro, ne riceverà appena 62 mila.
Gli altri ce li dovrà mettere il Comune. Stessa identica dinamica per il cosiddetto 
“progetto notturno”, che paga- va straordinari e ore fuori lavo- ro per 75 mila euro. 
Dovevano essere finanziati con gli introiti delle multe, ma si prevede entreranno solo
 25 mila euro. Gli altri 50 mila dovrà trovarli, ancora una volta, l’ente municipale. 
Che dovrà sborsare anche ulteriori 15 mila euro per pagaie gli agenti stagionali, 
so lo per 110 mila euro coperti dalle multe, rispetto ai 125 mila euro previsti. 
Ora però, qualche ragionamento è d’obbligo. E' da chiarire, cioè, se a far saltare
le previsioni sia stata la mancata istituzione dell'autovelox remoto. che costava 
solo 50 mila euro e ne avrebbe fatti perdere 300 mila. E’ il Comune nella delibera 
a dire chiaramente che 500 mila euro di introiti erano previsti grazie all’assunzione 
di stagionali da un lato, e “alla collocazione di un autovelox con accertamento remoto” 
dal l'altro. E che dunque “con evidente imputazione alla mancata concretizzazione 
della seconda condizione l'introito previsionale non avrà concretezza”. 
E allora, perché non si è istituito l’autovelox? Pensare che nel marzo scorso era 
stato il ministero del l'Interno a segnalare al Comune, alle prese col bilancio 
stabilmente riequilibrato, che la previsione di 500 mila euro per le multe appariva 
poco affidabile. Lo storico del Comune parlava da solo: mai accaduto. 
Si è andati dritti come treni, e oggi il Comune si trova sul groppone 300 mila euro 
che, non essendo arrivati dalle multe, dovranno arrivare da altrove. 
Quelli che nella delibera vengono chiamati "correttivi del caso”. 
E intanto il posizionamento dell'autovelox viene “differito” all'anno prossimo venturo. 
Diego Roma 

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Un consiglio comunale già convocato d’urgenza e con precisi punti all’ordine del 
giorno, che vengono revocati e sostituiti a poche ore dalla convocazione senza 
che ai consiglieri sia pervenuto uno straccio di documentazione. 
Non meravigliamoci poi se la città è l’immagine riflessa della confusione mentale 
dell’amministrazione. La questione di fondo che gli elettori di Tcrracina devono far 
propria, e che fin quando affideranno ruoli di protagonisti a semplici comprimari, 
riceveranno sempre in cambio una politica virtuale e scadente, poiché tipico di un 
assessore senza cognizioni, è promuovere a questioni di importanza primaria problemi 
che invece i cittadini sentono estranei. La città vive una situazione di stallo e di 
degrado nel perpetrarsi di fatti criminosi di allarmante interpretazione, e nella nostra 
assise sono le parole piuttosto che i fatti ad animare lo scontro: dobbiamo reagire 
subito se vogliamo uscire dal tunnel nel quale ci ha volutamente infilato l’amico di 
Fazzone e protetto della Meloni. La situazione è seria, il gioco si è fatto duro, e non 
è il caso di abbassare i toni, ma di dire in modo chiaro come stanno le cose, 
addossando le responsabilità a chi li ha. Governare è un compito gravoso e serio, 
che richiede spirito di missione, rigidità morale, assunzione di responsabilità. 
Sono le scelte di un sindaco a modellare la città, e da circa 12 anni Terracina e aggredita. 
Due mandati affidati ad un centro destra statico e dispersivo, avrebbero dovuto essere 
la naturale premessa per un voto di reazione, dell’emarginazione politica di coloro che 
il giudizio popolare aveva giustamente condannato, sono stati invece il trampolino di 
lancio per portaborse affamati ed impreparati. Sono eccessivi gli eventi anomali che 
stanno caratterizzando questo sindaco e questa giunta, troppi sono gli intrecci, e 
l’orizzonte è fumoso. Una gestione con scelte che non hanno un senso logico, tese 
non al risparmio come imporrebbe il dissesto, ma ad un incremento delle spese 
tramite bandi che tendono ad arricchire le aziende appaltatrici a tutto danno del 
contribuente. Stiamo svendendo la città, sistematicamente, privandoci pezzo per 
pezzo di tutto ciò che potrebbe portarci un po’ di ricchezza. Non si può nemmeno 
definire una gestione approssimativa, ma una gestione mirata ad impoverire la città, 
quasi uno studio scientemente fatto a tavolino: asserire il contrario significa rifiutarsi 
di credere a ciò che abbiamo davanti agli occhi. Del resto con governanti imposti 
dalle oligarchie di partito, non potevamo aspettarci altro che chiacchiere e disordine 
contabile. 2001/2012, un ciclo temporale di occasioni perdute, durante il quale non 
abbiamo mai vissuto un momento veramente significativo, e si è concretizzato troppo 
poco per giustificare renorme mole di denaro speso. È così che si governa? Svuotando
 le tasche dei cittadini e dilapidando il patrimonio pubblico? Non si può essere sindaco
se non si ha la capacità di saper operare scelte in piena indipendenza. 
Terracina pretende una leadership forte che deve porsi senza tentennamenti, senza 
paure e soprattutto senza condizionamenti, ergo Procaccini deve andarsene! È la
 “conditio sine qua non” per dare il via ad un’opera di risanamento generale della 
amministrazione che impone all’elettorato di operare una scelta di campo netta e decisa, 
che esclude i blasfemi nomi che oggi inquinano l'aula consigliare e le stanze del palazzo. 
Insomma, se vogliamo avere una speranza di resurrezione, questa amministrazione 
deve andare a casa il prima possibile, e largo ad un nuovo sindaco che avrà il non facile 
compito diriportare. 
GERMANO BERSANI 

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Ospedale Fiorini, attivo il nuovo tavolo operatorio ortopedico Tempo neanche 24 ore 
e si potrà partire con il nuovo tavolo operatorio ortopedico. Dopo mesi di attesa e disguidi. 
Questa mattina infatti è terminato il collaudo di tutto il macchinario e di tutta l'attrezzatura 
annessa dai tecnici e responsabili che hanno dato parere favorevole. 
Questo anche grazie all'interessamento del presidente della commissione sanità del 
comune di Terracina Roberto Palmacci e dei capigruppo di Sciscione sindaco Angelo 
Bruno Scirocchi e di Città Nuove Domenico Villani. 
Tavolo operatorio che già nelle prossime ore potrà iniziare ad essere attivato 
con le operazioni femorali. Un passo avanti per quanto riguarda la Sanità 
nell'ospedale di Terracina, in un momento di grande apprensione per la il settore, 
adesso si attende l'arrivo e di conseguenza l'attivazione della nuova Tac, ad alto 
livello, digitale.

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Grande ingorgo questa mattina presso piazza 4 Lampioni a causa della messa in sicurezza del
lampione sito in mezzo alla piazza che è stato quasi divelto dal basamento a causa del forte
vento di questa notte.

 

 

 

 

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Dove andranno i servizi sociali da qui al 2014? Saranno ancora gestiti 
dall’Azienda speciale, e con quanti soldi? E soprattutto, con quanto personale
assunto? Sono questi i nodi da sciogliere nel Consiglio comunale convocato per
giovedì mattina. Non poca cosa. Un unico punto all’ordine del giorno, che
però prende (o prova a farlo) di petto tutte le questioni scottanti dell’ente
strumentale. L’approvazione del bilancio di previsione 2012, di quello
pluriennale 2012- 2014; e ancora il Piano programma 2012, con la
sua dotazione organica e fabbisogno del personale per il triennio. A ben vedere,
c’è materia a s uffi c ie nz a per far dire a questa giunta se l’ente guidato
dal direttore Carla Amici deve chiudere i battenti o meno. Una questione che si
dilunga ormai da mesi, che vede in maggioranza due fronti contrapposti e
trasversali. C’è, insomma, chi vuole chiuderla, chi vuole tenerla ma svuotata,
chi invece conserverebbe il suo ruolo attuale. Nei fatti l’Azienda speciale,
senza soldi, è impotente comunque, quindi si potrebbe anche non fare nulla per
sbarazzarsene. Ma non è così. Anzi, la giunta ha convocato un Consiglio comunale
ad hoc per dirimere tutte le questioni dell’Azienda, evitando così che questioni
delicate come gli stipendi ai lavoratori dell’ente strumentale, i debiti verso
fornitori, le tredicesime, dovessero dipendere dall’approvazione del bilancio
del Comune, previsto per metà dicembre. No, meglio subito. E d’altronde il
centrodestra ha un certo bisogno di mettere sul tavolo la propria «visione» di
Welfare, che cambia da partito a partito, a volte da scranno a scranno. Quale
migliore occasione? C’è chi bisbiglia che questa tranche da un milione 400 mila
euro sarà l’ultimo bilancio riconosciuto all’Azienda. I vaticini parlano di
un decreto Monti che potrebbe imporre ai Comuni la liquidazione degli enti
strumentali. Ma sembra più fumo negli occhi: a malapena il governo Monti
riuscirà a chiudere la partita delle Province prima di vedersi sciogliere le
camere a gennaio. Eppure la zizzania c’è. Dagli entourage di chi di Servizi
sociali si occupa, si parla pure di «modello Fondi»: cooperative esterne a cui
affidare di volta in volta il servizio, apparato centrale snello e strettamente
comunale, qualità. In sostanza una gestione da terzi. Come che sia, deve
apparire chiaro (e forse lo sarà già giovedì) che i costi attuali dell’Azienda
sono alti. Lo saranno davvero? La partita è anche politica. Ci sono le elezioni
regionali, e niente come il Welfare ha il cordone ombelicale con quanto si
decide alla Pisana.
D. R .

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Sel: la lunga notte al "Polo", non quella artica
Fortuna che a ricordarcelo c'è il pannello che giganteggia davanti la Stazione
altrimenti nessuno trovandosi lì oserebbe dire che quello è il polo dei
trasporti di Terracina. Oltre il pannello il nulla. Da poco tempo è comparsa
qualche pensilina giusto per rafforzare l'idea di tutto quello che in realtà non
c'è. Sono mesi ormai che il nuovo capolinea degli autobus si è trasferito e per
tutto questo tempo abbiamo assistito a spettacoli indegni per un paese moderno:
viaggiatori costretti a sedersi per terra per mancanza di panchine, persone
anziane costrette a stare sotto il sole cocente per l'assenza di qualsiasi
genere di riparo, nessun tipo di indicazione su come muoversi all'interno
dell'area. A tutt'oggi non c'è un cestino per buttare almeno la carta delle
caramelle. Immondizia sparsa ovunque. Tutto improvvisato in mezzo alla strada.
Qualsiasi città che si rispetti è dotata di un terminal dove i viaggiatori
possono muoversi in perfetta sicurezza, senza dover fare mille attraversamenti
in mezzo al traffico prima di salire o dopo essere scesi dall'autobus. A
Terracina, fermandosi ad osservare solo per pochi minuti l'andirivieni nell'area
del polo dei trasporti, quello che si percepisce immediatamente è l'assoluta
mancanza di sicurezza. Se l'estate scorsa i viaggiatori erano a rischio
insolazione, l'arrivo della stagione autunnale e l'accorciarsi delle giornate ha
reso molto evidente un altro problema: le poche ore di luce fanno piombare nel
buio tutta l'area già dal pomeriggio. L'illuminazione è così scarsa che solo per
riuscire a trovare il pullman in partenza è indispensabile una torcia. Il solo
camminare sul marciapiede senza luce risulta un'impresa. In realtà i lampioni ci
sono; il problema è che stanno proprio in mezzo al viale, lontani e del tutto
insufficienti ad illuminare le aree percorse dai viaggiatori. La luce dei
lampioni viene sbarrata dagli stessi autobus e non riesce ad arrivare sui
marciapiedi. Il buio arriva presto, la notte al polo dei trasporti diventa
veramente lunga e densa di insidie. Se proviamo ad immaginare il viaggiatore che
arriva e non conosce la zona, la sensazione che prova appena sceso dall'autobus
è di completa desolazione. Per non parlare delle giornate di pioggia, senza il
minimo riparo. Tutti questi elementi vanno ad aggravare il livello già scadente
di sicurezza di tutta la pseudo-infrastruttura. Il Circolo di Sinistra Ecologia
e Libertà chiede all'Amministrazione che si attivi al più presto affinché
ragazze, ragazzi, donne e anziani possano vivere l'attesa per la partenza
dell'autobus, o l'arrivo, con più tranquillità, a qualsiasi ora della giornata.
Le stazioni sono luoghi di transito dove il degrado può diffondersi molto
facilmente soprattutto se si lascia il predominio all'incuria, all'abbandono e
all'indifferenza. Una buona illuminazione nelle ore notturne sarebbe già un buon
deterrente per limitare questo rischio. Non vogliamo avventurarci verso infauste
previsioni ma bisogna agire subito prima che fatti incresciosi accadano. Non si
deve aspettare l'insano evento che sopraggiunga a risvegliare tardivamente
l'attenzione di tutti. A fatto accaduto non rimarrà che assistere al patetico
rimpallo delle responsabilità. Noi di Sinistra Ecologia e Libertà siamo convinti
che quello che abbiamo adesso non è un terminal degno di una città importante
come Terracina, ma è solo il risultato di decisioni prese in modo improvvisato
senza alcuna capacità progettuale.
Per favore illuminate il "polo".
IL CIRCOLO DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
DI TERRACINA

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La condanna è arrivata ieri pomeriggio alle cinque quando era quasi buio. Otto
anni di reclusione, la metà di quanto aveva chiesto il pubblico ministero
Gregorio Capasso. E poi 120mila euro di provvisionale a beneficio della moglie
di Raffaele, «Lello», Vertolomo. La donna aveva perso oltre al marito anche LA
condanna è arrivata ieri pomeriggio alle cinque quando era quasi buio. Otto anni
di reclusione, la metà di quanto aveva chiesto il pubblico ministero Gregorio
Capasso. E poi 120mila euro di provvisionale a beneficio della moglie di
Raffaele, «Lello», Vertolomo. La donna aveva perso oltre al marito a una tra i
più duri per un incidente stradale avvenuto in provincia di Latina, emesso nei
confronti del giovane romeno che nove mesi fa alla guida di una Bmw e sotto 
l’effetto dell’alcool aveva investito a Terracina una Smart uccidendo il
guidatore e ferendo gravemente la compagna che era in stato di gravidanza e
portava in grembo la piccola Penelope. Ieri nel corso di una appassionata
requisitoria il pubblico ministero Gregorio Capasso, titolare dell’inchiesta,
aveva chiesto 16 anni di reclusione, contestando, tra i primissimi casi in
Italia, l’omicidio volontario. Il magistrato inquirente ha portato in aula una
ricostruzione fedele ai fatti ma soprattutto ha sollevato una questione di
interesse giuridico che non è certamente di secondo piano. Dopo che la parola è
passata al difensore dell’imputato che ha scelto il rito abbreviato, godendo
così della riduzione di un terzo della pena, e alla parte civile rappresentata
dall’avvocato Di Ciollo, il giudice si è chiuso in camera di consiglio e nel
pomeriggio ha emesso la sentenza. Per conoscere i motivi ci vorranno novanta
giorni. Il Tribunale inoltre ha disposto la liquidazione dei danni alle parti
offese da liquidarsi in separata sede e l’interdizio - ne dai pubblici uffici
per l’imputato. Il legale che assiste Nichifor aveva chiesto per il proprio
assistito gli arresti domiciliari ma la condotta dell’imputato e la possibilità
che possa reiterare il reato ha spinto il giudice a rigettare l’istanza. Per
Nichifor inoltre la patente è stata revocata e se vorrà riottenerla in Italia
dovrà essere sottoposto ad una serie di accurati controlli e il suo stato
psicofisico dovrà essere costantemente monitorato. Inoltre è stata riconosciuta
l’aggravante di aver agito sotto l’effetto dell’alcol con l’eventuale previsione
di poter commettere il reato e di uccidere qualcuno in quelle condizioni psicofisiche.
A.B.

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Convocato per il 29 novembre il Consiglio comunale
Il Consiglio Comunale è stato convocato per giovedì 29 novembre 2012 alle ore
9:30 in seduta urgente di prima convocazione con il seguente ordine dei lavori:
1. Azienda Speciale "Terracina" - Bilancio annuale di previsione 2012 e bilancio
pluriennale 2012, 2013 e 2014 - Piano programma 2012: dotazione organica e
fabbisogno del personale per il triennio 2012, 2013 e 2014 - Approvazione.

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Borgo Hermada a lutto per la morte di Gabriele Bellato, il 55enne travolto domenica 
sera sulla Migliara 58. Nella frazione alle porte di Terracina lo
conoscevano in tanti, praticamente tutti, anche perché Gabriele, scapolo, era un
compagnone, con la passione del ballo e della musica. La tragedia si è consumata
intorno alle 18 e 30. Mentre il 55enne si trovava all’altezza di via Macchia di
Piano II, è stato travolto da una Audi Stationwagon che si trovava a transitare
lungo la Migliara 58. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo a
Gabriele Bellato. L’uomo è stato sbalzato di qualche metro e ha subito perso
conoscenza. L’auto - mobilista che si trovava al volante dell’Audi si è subito
fermato a prestare soccorso ma l’impressione è stata subito che non ci fosse più
nulla da fare. Si è subito attivata la macchina dei soccorsi: sul posto sono
arrivati in pochi minuti un’ambulanza del «Fiorini» e un equipaggio dei
vigili del fuoco, giunti sulla Migliara 58 per portare l’illuminazione sulla
strada. Per i rilievi dell’inci - dente sono invece intervenuti i carabinieri
della locale stazione a cui è affidato il compito di ricostruire con precisione
la dinamica. Nonostante il tempestivo intervento del personale sanitario, per
Gabriele Bellato non c’è stato niente da fare. Il 55enne è deceduto sul colpo
mentre l’automobilista alla guida dell’Audi, sotto choc, è stato medicato per
aver riportato alcune escoriazioni. Molte le persone che si sono radunate subito
dopo l’incidente nella zona. Purtroppo la Migliara 58 si conferma una strada
pericolosissima, soprattutto a causa del
buio che rende difficile scorgere eventuali pedoni e ciclisti.

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Orientadonna
Mercoledì 28/11/2012 c/o la ?Sala Consiliare? del Comune, in Piazza Municipio,si
svolgerà, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, il Seminaro Informativo sul Progetto
"Orienta Donna" finanziato dalla Provincia di Latina: vedere allegati sul sito
del comune

Senza il loro supporto, logistico e di esperienza, probabilmente quella serie
televisiva non si sarebbe mai girata. Storie di mare, di responsabilità, di
azione immediata ma anche di rapporti interpersonali delicati con la comunità.
Insomma, il Corpo della capitaneria di Porto ha in parte ispirato, certamente
sostenuto pienamente la realizzazione della serie televisiva «L’Isola», seguito
della ben nota «Gente di Mare», proiettata su Raiuno in prima serata. Ebbene il
tenente di vascello Leonello Salvatori ha invitato tutte le autorità civili e
militari a visionare la serie presso l’aula consiliare del Comune di Terracina
per venerdì 30 novembre. Il Corpo delle capitanerie di porto infatti oltre ad
essere presente nella fiction con il tenente di vascello Tara Riva (interpretata
da Blanca Romero), ha anche fornito l’el ic o tt er o AgustaWestland in sua
dotazione per fare le riprese dall’alto per la sigla della fiction, assistito da
due motovedette della Capitaneria di Portoferraio. Come dire, la
finzione si mescola alla realtà.
D. R .
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La settimana scorsa si è tenuta la presentazione del nuovo libro su  Giuseppe Mastrilli,

il famoso brigante Terracinese. Molto Interessante la presentazione il cui video potete

visualizzare di seguito. Molte le curiosità emerse su questo personaggio quasi leggendario.

Lo sapevate che la testa di Mastrilli è stato esposta per parecchi anni sulla porta della

città ed esiste anche un disegno in cui si può notare? Oppure che Mastrilli aveva dei figli

che hanno continuato “l’opera” del padre dopo la sua morte? Questo e molto altro potrete

scoprire acquistando il libro presso la libreria Bookart in via roma.

 

Video importato

YouTube Video
 

 

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Una spiaggia al tramonto, il rumore delle onde sulla 
battigia, il blu del mare che si perde nelle nuvole all’orizzonte ed una 
ragazzina che, mesta, canta ricordando suo padre che non c’è più. Potrebbe 
essere una canzone come tante, di quelle neomelodiche che spopolano su Youtube, 
se non fosse che ad intonare le note di «Ciao papà» è Mary Marino, figlia di 
Gaetano, boss degli scissionisti, ucciso in un agguato a Terracina il 23 agosto 
scorso, in quel botta e risposta di sangue che sta caratterizzando l’ultima 
faida di camorra nella periferia a nord di Napoli. «Ciao papà, come va la vita 
in paradiso? Qui la gente ti racconta ancora, dicono «che splendida persona». 
Anche i miei fratelli ti salutano. Mamma dice che non basta un secolo per 
dimenticare un amore grande come te». Testo semplice, lineare, malinconico. 
Legami familiari che fanno da sfondo alla vita di un’adolescente segnata dalla 
perdita del genitore. Mentre le immagini scorrono, riprendendo vari momenti del 
quotidiano, a fare da filo conduttore è un rosario d’argento, portato al collo 
da tutti quelli che la ragazza riconosce come una sorta di suoi angeli custodi. 
In pizzeria, nel tragitto per andare a scuola o alla fermata del metrò, 
compaiono all’improvviso per asciugarle le lacrime e confortarla. Sempre al 
momento opportuno, come nel bar dove un ladro le scippa la borsa e due giovani, 
con destrezza e abilità, intervengono per bloccare il delinquente. Sempre per 
ridarle il sorriso strappatole in un afoso pomeriggio d’agosto. I killer, 
noncuranti della folla di bagnanti, tesero un’imboscata a Gaetano, freddandolo 
con una scarica di proiettili. Fratello di Gennaro, entrambi detti i Mckay 
perché il padre somigliava al protagonista di una famosa serie di telefilm 
western, si trovava in spiaggia sul litorale laziale, sua meta abituale di 
vacanza insieme alla famiglia. Richiamato in strada da una telefonata, cadde 
nella trappola che gli è costata la vita. Una vera e propria esecuzione, a pochi 
passi da uno stabilimento balneare. Lo chiamavano «moncherino», Gaetano. Privo 
delle mani, a causa dello scoppio improvviso di un ordigno, al loro posto aveva 
delle protesi di legno. Quelle che le telecamere della Rai non inquadrarono, 
quando due anni fa la figlia Mary, appena 12enne, partecipò a una trasmissione 
di sfida canora e alla fine dell’esibizione dedicata al padre, accompagnata 
dalla conduttrice, scese dal palco per dargli un bacio. Una comparsata sugli 
schermi televisivi che scatenò critiche e polemiche sul perché fosse stata data 
così tanta visibilità al capoclan seduto in prima fila. Ora la baby-cantante 
lancia il suo nuovo singolo, intrecciando melodia e vissuto in un brano che è 
lode e memoria. Quasi ottomila visualizzazioni in quattro giorni, da quando, 
cioè, il video della canzone è stato caricato sul portale di condivisione 
online. http://www.youtube.com/watch?v=_3cvTaHj_mk

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«Mesi per partorire un topolino, nato morto». Così l’esponente 
dell’associazione Città partecipata Gino Di Mauro, ex consigliere comunale, 
definisce l’iter reso necessario per pubblicare il bando di gara per l’affidamento 
del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il 
problema per l’ex Verde (che arrivano a commento delle parole con cui il sindaco 
Nicola Procaccini ha chiarito la questione trasparenza sui dati del bando), è 
molto semplice: la giunta avrebbe di fatto scavalcato le prerogative 
del Consiglio comunale, unico organo deputato secondo Di Mauro a dare indirizzi. 
Lo si fece nel 2005, quando il Consiglio comunale diede indirizzi precisi alla 
giunta scegliendo, dice l’ex consigliere, «un modello di gestione diverso dalla 
conduzione diretta o esclusivamente privatistica, fu deliberata la costituzione 
di una società mista, con la maggioranza delle azioni in mano pubblica. Fu 
quella una scelta fatta dal Consiglio comunale e solo il consiglio comunale è 
deputato a decidere se continuare con lo stesso modello o ricorrere a una 
gestione diretta o affidarsi completamente al privato». Con questo Gino Di Mauro 
vuole dire che, non avendo il Consiglio mai revocato quella delibera, rischia di 
essere nulla la delibera con cui la giunta, qualche mese fa, ha dato nuovi 
indirizzi per la gestione. La cosa, infatti, avrebbe dovuto (ri)passare per il 
Consiglio. Procaccini e i suoi si sono distratti. Colpa di quelli che Di Mauro 
definisce «metodi ‘verbali’, adottati dall’a m m i n istrazione nella gestione 
delle fasi di gestione precedenti la stesura del bando di gara» accusa Città 
partecipata, che «hanno comportato una enorme svista procedurale. Svista che, se 
è fondata la nostra ipotesi, potrebbe vanificare tutto ciò che è stato fatto 
sino ad ora». Ma possibile che in Comune si sia sonnecchiato così, dimenticando 
che c’era un indirizzo consiliare a gestire la nettezza urbana con una mista? 
Pare proprio di sì. E pare anche che ora «solo il Consiglio comunale è deputato 
a decidere se continuare con lo stesso modello o ricorrere a una gestione 
diretta o affidarsi completamente al privato». Questione di forma, ma in questi 
casi la forma è sostanza. Questo potrebbe allungare non poco i termini di 
affidamento. Da parte dell’amministrazione non si vuole perdere tempo, ma basta 
che qualcuno ci si metta, e il rischio di tirarla per le lunghe si
materializza di nuovo.
Diego Roma

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Si è chiusa con un’altra manifestazione la settimana di proteste degli studenti  di 
Terracina, che anche ieri mattina hanno fatto sentire la propria voce per le 
strade del centro. Gli alunni che frequentano i tre istituti superiori della 
città – il liceo «Da Vinci», l’Itc «Bianchini» e il professionale «Filosi» ieri 
mattina si sono dati nuovamente appuntamento in piazza Garibaldi per manifestare 
la propria completa contrarietà alle riforme della scuola che il governo 
italiano vuole attuare attraverso il decreto legge Aprea. Misure che prevedono 
l’ingresso di fondi privati nel sistema dell’istruzione pubblica e che – 
denunciano gli studenti – rischiano di far pagare i costi di queste scelte sulle 
tasche degli stessi studenti e delle proprie famiglie. Diverse centinaie di 
studenti hanno quindi esposto striscioni e discusso in piazza Garibaldi per 
sensibilizzare la cittadinanza al problema. Nei giorni scorsi i cortei si sono 
susseguiti a ritmo costante. Prima la sfilata di circa 2 mila ragazzi per le vie 
del centro. Poi il sit-in davanti al palazzo del Comune. Ieri un’altra 
manifestazione. Dalla prossima settimana dovrebbe esserci una tregua ma non si 
esclude che si possa tornare presto a scioperare.
F. A .

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Il Piccolo Teatro di Terracina conquista il Festival "Di scena a Fasano".
il pubblico e la commissione di esperti hanno premiato la divertente commedia 
“Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”. La pièce, rappresentata dagli attori 
del Piccolo Teatro “G. Nofi” di Terracina, ha ottenuto il maggior gradimento da 
parte della giuria popolare ed ha vinto anche il premio come migliore spettacolo 
assegnato dalla giuria tecnica (formata da Mimmo Mongelli, Angelo Acquaviva, 
Mimmo Capozzi, Mimmo Roma e Antonietta Mancini) «per aver mostrato un’elevata 
intensità di racconto della nostra contemporaneità». Il sodalizio di Terracina, 
pertanto, ha ottenuto due assegni per un valore totale di 1500 euro. Non solo. 
Roberto Percoco, interprete e regista della suddetta commedia, ha ricevuto il 
titolo di migliore attore. Laura Mengozzi della Malocchi e Profumi di Forlì è 
stata designata migliore attrice per la sua performance in “Camere da letto”.

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Anche a Terracina il Pd è oggi completamente assorbito dalle primarie che si  tengono a Terracina, nella tensostruttura del Palazzetto dello Sport. Il Circolo 
è diviso sui candidati. C’è una vasta componente, composta per lo più da giovani 
ma anche da una parte dirigenziale, che appoggia la campagna «Adesso!» di Matteo 
Renzi. Tra loro il capogruppo in Consiglio Alessandro Di Tommaso, ex segretario 
di circolo e già candidato sindaco; e il consigliere Giuseppe D’Andrea. Con 
Bersani, invece, la restante parte, tra cui l’attuale segretario di partito 
Armando Cittarelli, che ha ringraziato i volontari: «Una grande prova per la 
politica» ha definito Cittarelli le primarie. Una nota è arrivata anche da Di 
Tommaso: «La vittoria sta proprio nel dato della partecipazione. L’importante 
sarà che veniate a votare il più numerosi possibile».
D. R .

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Contro soppressione tribunali Terracina e Gaeta, petizione degli avvocati
Evitare la soppressione dei tribunali di Terracina e Gaeta, come anche 
scongiurare che quest'ultimo venga accorpato alla sede di Cassino in provincia 
di Frosinone.
Questi i motivi alla base della petizione dell'Ordine degli avvocati che ha 
ottenuto anche l'appoggio dei sindacati.
Per tutta la giornata di oggi un gazebo rimarrà allestito lungo via Diaz a 
Latina - nei pressi della libreria Feltrinelli - che informerà i cittadini 
sull'iniziativa intrapresa e permetterà loro così di partecipare alla raccolta 
delle firme.
Una forma di protesta che non deve interessare solo i territori di Terracina e 
Gaeta e soprattutto non solo il mondo giudiziario, dato le ripercussione che 
l'eventuale soppressioni dei tribunali dei due comuni pontini potrebbe avere su 
tutto il territorio della provincia anche dal punto di vista sociale.
L'iniziativa parte così da Latina, dove il gazebo dell'Ordine degli avvocati, 
appoggiati anche dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sarà attivo 
fino alle 20 di oggi, proseguirà nei prossimi giorni anche nel resto della 
provincia.
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Erano appena giunti a Terracina da Napoli con un carico di 100 chili di  esplosivo 
artigianale i due uomini che sono stati arrestati ieri dalla Guardia  di Finanza locale. 
A finire in manette, con l'accusa di detenzione illecita di materiale esplodente, un terracinese 
di 30 anni e un 47enne di Napoli, gestori di attività commerciali della città pontina. 
Durante un controllo dei baschi verdi a bordo dell'auto su cui viaggiavano sono stai rinvenuti 
400 ordigni, le cosiddette “Cipolle” confezionati artigianalmente. I fuochi, quasi sicuramente 
destinati alla vendita in occasione delle festività natalizie, erano stati nascosti in grandi 
sacchi di plastica. I due uomini sono stati arrestati e sono ora in carcere, in attesa del processo. 
Il materiale esplodente è stato sequestrato. 

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Il sindaco Procaccini: «Nessuna irregolarità nel nuovo bando» «Nessuno deve permettersi 
di dire che abbiamo fatto degli impicci nella stesura del bando dei rifiuti». Non usa giri di parole 
il sindaco di Terracina Nicola Procaccini ri- spondendo alle accuse piovute addosso 
all’amministrazione una volta pubblicato il capitolato d’appalto dei rifiuti. 
«L’unica obiezione che può essere sollevata è legata alla lentezza: un ritardo legato proprio 
alla volontà di non sbagliare nulla su una materia che ha creato i maggiori grattacapi negli 
ultimi anni ai terracinesi - continua il primo cittadino - Abbiamo condiviso il bando con associazioni, 
cittadini e col Conai, che è una struttura al di sopra delle parti, autorevole in materia, che ci ha 
fornito supporto tecnico e giuridico. E’ stato sottoscritto un protocollo d’intesa proprio tra Conai, 
And e il Comune alla luce degli accadimenti che hanno coinvolto la Terracina Ambiente i crediti 
Servizio, o meglio disservizio della raccolta dei rifiuti che i cittadini hanno pagato in maniera salata. 
Nelle ultime settimane infatti migliaia di lettere sono arrivate ai terracinesi, molte delle quali 
certificano un credito vantato nei confronti della Terracina Ambiente. «Dovrebbero essere circa 16mila - 
chiarisce l’assessore alle Finanze Paolo Cerilli-Crediti che vanno da cinque a 200euro. 
Come possono fare gli utenti per farsi rimborsare queste somme? Abbiamo preparato una lettera, 
che si può trovare cartacea presso il dipartimento finanziario o scaricare dal sito del Comune, 
da inviare entro il 31 gennaio alla sezione fallimentare del Tribunale di Latina». 
Come abbia fatto l’ente a inviare bollette maggiorate a 16mila destinatari rimane un mistero. 
Iniziano a prendere forma invece i debiti complessivi del Comune che han no portato poi al 
dissesto: «Circa 100 milioni complessivi», ha concluso Cerilli. 
Daniele Sperlonga 

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Bando rifiuti - Città Partecipata: "Inquietante e propagandistica disinformazione" 
Con un comunicato pubblicato sul sito web del Comune, il sindaco Nicola Procaccini definisce
inquietante la propagandistica disinformazione sollevata in merito al bando di gara per la 
raccolta dei rifiuti” Nello stesso comunicato il sindaco avvisa coloro che hanno sollevato dubbi 
in merito alle modalità di elaborazione del bando stesso, arrivando al punto di fare una 
oscura minaccia quando scrive che “quello che è importante affermare è di stare attenti alle
parole che si usano perché, come già avvenuto per una querela per diffamazione a mezzo 
stampa nei confronti di un'emittente locale, non ci sarà alcuna remora nel tutelare la propria 
onorabilità e quella dell'Ente Comune rispetto alla vicenda.” Egli afferma inoltre che”sul bando 
licenziato dall'Amministrazione comunale si è lavorato per mesi, coinvolgendo tutti nella 
stesura: dentro il bando vi sono proposte, modifiche, aggiunte, sottrazioni ad opera di 
associazioni, privati e singoli consiglieri comunali” Tanto da affermare che, alla luce di questo 
percorso, che si stia procedendo con la massima trasparenza. Noi che non temiamo minacce 
tese a intimorire chi si azzardasse a far sentire la propria voce, diciamo che ci sarebbe molto
da discutere sul concetto di trasparenza E’,infatti, evidente che il Sindaco ha una sua concezione
che lo porta a sostenere , di fatto,che in una pubblica amministrazione la trasparenza possa 
fare a meno di atti formali e che si possa espropriare addirittura il consiglio comunale delle 
proprie competenze. Chi amministra la cosa pubblica, non può limitare la trasparenza a 
indirizzi impartiti all’Ufficio Tecnico Comunale dall’Amministrazione nelle varie riunioni. 
Circostanza questa di cui si dà atto nell’atto di Giunta dell’ottobre u.s. con il quale sono 
stati deliberati gli indirizzi cui attenersi nella predisposizione degli atti di gara. 
Nel caso specifico, la formalità degli atti, prima garanzia di trasparenza, sarebbe stata ancor 
più necessaria se è vero come dice il Sindaco, nel comunicato, che il bando di gara “è atto 
delicato perché riguarda l’appalto più importante dal punto di vista sociale ed economico della
storia della città” I metodi “verbali”, adottati dall’Amministrazione nella gestione delle fasi di 
gestione precedenti la stesura del bando di gara, hanno comportato una enorme svista 
procedurale in relazione alle norme amministrative che regolano le competenze degli organi 
del Comune. Svista che ,se è fondata la nostra ipotesi,potrebbe vanificare tutto ciò che è 
stato fatto sino ad ora. Riteniamo,infatti,che l’unica sede deputata ad assumere le scelte e 
gli indirizzi di base, dopo i quali e solo allora, la giunta potrà esercitare il ruolo di gestione 
che le compete, sia il Consiglio comunale. Forse abbiamo una informazione incompleta, ma 
non risulta alcun atto formale con il quale il consiglio comunale abbia revocato la delibera di 
consiglio n.60 del 4 agosto 2005 con la quale, scegliendo un modello di gestione diverso 
dalla conduzione diretta o esclusivamente privatistica, fu deliberata la costituzione di una 
società mista, con la maggioranza delle azioni in mano pubblica. Fu quella una scelta fatta 
dal consiglio comunale e solo il consiglio comunale è deputato a decidere se continuare con
lo stesso modello o ricorrere a una gestione diretta o affidarsi completamente al privato. 
Il fallimento della Terracina Ambiente ha determinato la fine di quella società, ma non ha 
annullato Il deliberato di consiglio! Siamo convinti che se l’Amministrazione non si fosse 
limitata a una trasparenza solo formale, si sarebbe potuto evitare di perdere inutilmente 
mesi per partorire un topolino nato morto 
p. Città Partecipata 
(Gino Di Mauro) 

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L'amministrazione comunale si sta trasformando ormai in un mero circolo  politico, tanto 
che ogni giorno ne sentiamo delle nuove, ma mai coerenti con  quelle del giorno prima. 
Progetti inesistenti e tante promesse mancate. Le contraddizioni di questa giunta sono 
ormai tutte in campo, e di fatto il destino della coalizione guidata da Procaccini, così 
condizionata dall’esterno oltre che da mancanza di idee, non può non far prevedere che 
altri disastri per il resto del mandato. Il problema è: quanti guai ancora dovrà passare la 
nostra città prima che se ne vadano tutti a casa? Ecco perché è opportuno accelerare 
l’iniziativa per liquidarli il prima possibile. Occorre trasformare la sotterranea protesta in 
movimento sociale cosciente. Commercianti, artigiani, imprenditori, professionisti e 
disoccupati dovrebbero inviare lettere al sindaco con una sola frase: uDimettiti non 
ti vogliamo più”. Si deve far sentire una pressione sugli eletti, che di fatto sono senza base 
sociale, e che puntano a resistere grazie al solo potere formale. Trasformare la protesta in 
movimento: questo è da fare davanti a tanta inconsistenza gestionale. 
Si aprirà una stagione nuova, ciò è essenziale, e si creeranno spazi per una politica nuova e 
seria, perché quelli che dicono di essersi pentiti di aver votato Procaccini sono ormai un esercito. 
Un assessore mi ha detto di non preoccuparsi affatto di quel che dicono i giornali, ed ha 
ragione, deve preoccuparsi di quel che dice la gente per strada. Personalmente ho la 
convinzione die le cose stiano ancora peggio di quel che ci è dato di sapere, e invito a 
sgombrare l’azione della discussione su quel che succederà dopo Procaccini. 
La gente è veramente arrabbiata, e non si riconosce in un esecutivo mantenuto in piedi da 
consiglieri che non esercitano una funzione di controllo e votano decisioni imposte da 
assessori impegnati unicamente in battaglie personali. Una grossa responsabilità la loro, 
e più a lungo permetteranno la sopravvivenza di un governo in caduta libera, più grandi 
saranno le colpe di cui dovranno rispondere ai cittadini. So di essere severo nei miei giudizi, 
come tutti coloro che credono veramente in qualcosa. Vedere la città immobile mi irrita, 
quanto vederla sommersa nella sporcizia, in continua emergenza rifiuti, che da emergenza 
è ormai normalità. 
GERMANO BERSANI

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Sciscione verso il cambio di casacca. Reazioni indignate da più parti per la recente notizia 
che vedrebbe un cambio di casacca improvviso da paite dell'imprenditore di Terracina, il 
consigliere comunale Gianfranco Sciscio- ne (candidato alle ultime regionali con la lista Polverini 
e attuale presidente del- l'Ater di Latina) che, secondo alcune indi- screzioni. vorrebbe 
transitare nelle liste regionali che appoggiano il candidato Pre- sidente della Regione Lazio 
del centrosini stra Nicola Zingaretti. Si tratta di un'ipote- si che sta trovando riscontro nei 
recenti incontri avvenuti tra l'imprenditore ponti- no con i vertici del partito. 
Ha già ufficializzato il suo ingresso nel Pd, invece, Gian- carlo Palmieri, esponente storico 
della Democrazia Cristiana. Fortemente critico sulla posizione di Sciscione, il comitato 
Adesso! latina per Renzi, che esordisce: "Abbiamo bisogno di cambiamenti non di 
trasformisti". Sulla questione, né Sciscione e né Palmieri hanno preso la parola. 
In particolare il primo, che tutti ricordano al ballottaggio contro Procaccini alle 
amministrative dello scorso anno, è stato sempre associato all’area di centrodestra: 
diffìcile ora immaginarlo dall’altra parte. 

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Nessuno scambio segreto di e-mail, solo il contatto con una società indicata dal  Conai. 
Il sindaco Nicola Procaccini ci ha provato ieri a fare un po’ di chiarezza sul caso che in questi 
giorni ha tenuto banco in materia di servizio di nettezza urbana, e cioè uno scambio di e-mail 
tra un funzionario del Comune e il consulente di una ditta di Bolzano, la «Idecom srl», già 
contattata ai tempi della Terracina Ambiente. Il caso è stato inizialmente sollevato dal consigliere 
comunale Vincenzo Coccia, poi messo dentro una mozione con cui l’intera minoranza di 
centrosinistra ha chiesto la sospensione del bando poiché lo scam- bio di e-mail con il 
rappresentante di una società privata potrebbero aver favorito la circolazione di informazioni 
sensibili. Insomma, sembrava già bufera. Ieri pomeriggio il sindaco però ha spiegato: quella 
società era la stessa che il Conai aveva consigliato al Comune quando c’era ancora la Terracina 
Ambiente, gestita dal commissario Teodoro Contardi, che alla «Idecom» aveva affidato la 
progettazione e la comunicazione del porta a porta. «Fallita la Terracina Ambiente - ha spiegato 
il sindaco - abbiamo ottenuto dal Conai una consulenza sulla stesura del nuovo bando di gara, 
e ci ha indicato questa società». Di qui, lo scambio di informazioni tra il funzionario comunale e 
il consulente dell’azienda di Bolzano, peraltro un grosso gruppo che, proprio come precisava 
Coccia nella sua segnalazione, copre tutta la gamma di servizi ambientali compresa la 
realizzazione di inceneritori. Il Comune tuttavia non ha intenzione di rinviare il bando di gara, 
anche se dal centrosinistra c’è chi solleva dubbi sulla delibera d’indirizzo, approvata dalla sola 
giunta, con cui si dà il via libera alla gestione privata. Nei giorni scorsi era stato Gino Di Mauro a 
dire che la vecchia delibera del 2005 che indicava come modello la società mista, non è mai 
stata revocata. Nel corso della conferenza c’è stata anche occasione di informare i cittadini su 
come ottenere i rimborsi dalla Terracina Ambiente. L’assessore Paolo Cerilli ha assicurato che 
“da domani sul sito del Comune ci saranno i moduli sia per le società priva- te che per i cittadini 
che vorranno iscriversi alla massa passiva della Terracina Ambiente». I moduli oltre che sul Web 
si possono ritirare anche presso il Dipartimento finanziario e negli uffici dell'area Chezzi. Dopi) 
la compilazione, dovranno essere consegnati a mano o con raccomandata al Tribunale di Latina 
allegando la nota di eredito c una copia del documento di identità. 
D.R.

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«Escludo nella maniera più assoluta che ci sia un’azione di vigilanza tesa a  vessare la
marinerai o perseguire questo o quel pescatore». Con tono fermo ma allo stesso tempo 
distensivo il comandante della Capitaneria di Porto di Terracina, Leonello Salvatori, rasserena 
gli animi e tranquilizza gli operatori dopo il caso, raccontato su queste colonne, di Domenico 
Monti, il pescatore che ha subito tre verbali in tre settimane consecutive. «Capisco l’onda 
emotiva - ha ribadito il comandante nel corso di una conferenza stampa - ma posso 
assicurare che si è trattato di una pura coincidenza, che non c’è stata e non ci sarà 
un’azioni mirata. Il nostro compito è quello di far rispettare le regole, di eseguire controlli 
rigorosi sia a mare che a terra, lungo tutta la filiera, ma aggiungo che. come dimostrato 
da provvedimenti presi in questi mesi, questo Comando ha garantito e garantirà sempre 
la propria collaborazione con la marineria, ovviamente entro i limiti fissati dalla legge». 
Soppesa e scandisce ogni parola il comandante Salvatori. Non intende addentrarsi nel caso 
specifico, che ritiene già superato, ma preferi- sce fare un discorso più generale che però 
va dritto al nocciolo della questione sol- levato dal caso Monti: «So perfettamente che 
quello del pescatore è un mestiere duro, così come mi rendo conto che il settore, tra 
normative sempre più severe e rincaro dei costi, sta attraversando una crisi senza precedenti. 
Il compito della Guardia Costiera però non è quello di fare le leggi ma quello di farle rispettare. 
E pur tuttavia, laddove possiamo, cerchiamo di andare incontro agli operatori». 
Quest’anno per la prima volta l’ufficio circondariale marittimo di Terracina ha messo a 
disposizione alcuni spazi del porto per la demolizione dei pescherecci, con un risparmio di 
costi non trascurabile. È stata poi concessa la deroga di un anno all'applicazione della 
tabella di armamento che impone un adeguamento dell'equipaggio (leggi assunzione di 
personale ) per le imbarcazioni che partono alle 25 tonnellate. «Proprio considerando il 
grave momento economico abbiamo dato un altro anno ai proprietari dei pescherecci per 
pianificare le spese». Insomma il messaggio che il comandante Salvatori vuole lanciare e 
chiaro, anche per evitare spiacevoli tensioni tra chi deve controllare e chi deve lavorare: 
le porte dell'ufficio circondariale marittimo sono aperte e nei limiti consentiti dalla legge 
c’è la massima disponibilità a risolvere le problematiche del settore. All'incontro con il 
comandante erano presenti anche i presidenti delle due cooperative dei pescatori, 
Vincenzo Marigliani per «La Sirena» e per Dario Vencrelli per il «Centro ittico pescatori 
di Terrarina». «Capisco benissimo che la Guardia Costiera deb- ba lare il suo dovere - ha 
detto Marigliani - ma non si può sorvolare sul fatto che le leggi europee ci stanno massacrando». 
Venerelil ha invece voluto riconoscere alla Capitaneria di Porto di Terracina un ruolo di 
assistenza fondamentale garantita, ha sottolineato Vencrelli, da «persone qualificate». 
Pierfederico Pernarella

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Lunedi 26 novembre 2012, alle ore 10.30, nell’Atrio del Liceo Scientifico, Classico e delle Scienze Umane “L. da Vinci” di Via Pantanelle a Terracina sarà presentato agli Studenti, al Personale, ai Genitori e a quanti vorranno intervenire, il Presepe costruito dal Prof. Lorenzo Mandarino per il Natale del 2012.

Il presepe allestito nell’atrio del Liceo si richiama alla tradizione napoletana, che privilegia una rappresentazione della nascita di Gesù ambientata tradizionalmente nella Napoli del Settecento.

Il presepe napoletano, o partenopeo, si caratterizza per la costruzione di pastori in terracotta.

Diversi i significati delle installazioni presenti nel presepe:

Il mercato: Nel presepe napoletano del ‘700 le varie attività lavorative rappresentano come in un’istantanea i principali commerci che si svolgono lungo tutto l’anno. Quindi è possibile interpretare arti e mestieri come personificazioni dei mesi seguendo questo schema: Gennaio: macellaio o salumiere; Febbraio: venditore di ricotta e formaggio; Marzo: pollivendolo; Aprile: venditore di uova; Maggio: una donna che vende ciliegie; Giugno: panettiere; Luglio: venditore di pomodori; Agosto: venditore di cocomeri; Settembre: contadino o seminatore; Ottobre: vinaio; Novembre: venditore di castagne; Dicembre: pescivendolo.

Il ponte: chiaro simbolo di passaggio, è collegato alla magia. Alcune favole napoletane raccontano di tre bambini uccisi e seppelliti nelle fondamenta del ponte allo scopo di tenere magicamente salde le arcate. Rappresenta quindi un passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Il forno: evidente richiamo alla nuova dottrina cristiana che vede nel pane e nel vino i propri fondamenti, nel momento dell’Eucarestia, oltre a rappresentare un mestiere tipicamente popolare.

L’osteria: riconduce, in primo luogo, ai rischi del viaggiare. Di contrasto, proprio perché i Vangeli narrano del rifiuto delle osterie e delle locande di dare ospitalità alla Sacra Famiglia, il dissacrante banchetto che in esse vi si svolge è simbolo delle cattiverie del mondo che la nascita di Gesù viene ad illuminare.

Il fiume: l’acqua che scorre è un simbolo presente in tutte le mitologie legate alla morte e alla nascita divina. Nel caso della religione cristiana, essa richiama al liquido del feto materno ma, allo stesso tempo, all’Acheronte, il fiume degli inferi su cui vengono traghettati i dannati.

Il pozzo: collegamento tra la superficie e le acque sotterranee, la sua storia è ricca di aneddoti e superstizioni, che ne fanno un luogo di paura. Una su tutte, quella per la quale un tempo ci si guardava bene dall’attingere acqua nella notte di Natale: si credeva che quell’acqua contenesse spiriti diabolici capaci di possedere la persona che l’avesse bevuta.

Tutte queste caratteristiche sono concentrate nel presepe realizzato al Liceo nel quale, in una struttura di oltre 20 mq si possono ammirare  montagne, laghi, alberi,  case, giochi d’acqua con cascate, fontane e fiumi, giochi di luce con innumerevoli soluzioni elettriche, decine di figure animate automaticamente, statuine di artigiani, pastori, animali, ecc.

Visitare almeno una volta “Il Presepe”  creato e allestito con sacrificio e con tanta passione, è quasi un obbligo; un invito rivolto a grandi e piccoli, quindi, per una visita negli orari  scolastici dalle ore 08.30 alle ore 13.30.

Buon Natale.

                                                                                                                      Il Dirigente scolastico

                                                                                                                      Prof. Carmelo Palella

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VENERDÌ 23 NOVEMBRE AL LICEO SCIENTIFICO DI TERRACINA PRESENTAZIONE

DEL LIBRO SU GIUSEPPE MASTRILLI, “BANDITO DELLO STATO PONTIFICIO LA

STORIA E LA LEGGENDA”, DI GIOVANNI DI SPIGNO

 

Nella prima metà del XVII secolo, le condizioni di Terracina erano pessime; la città

risentiva ancora degli effetti del “castrone”, un’epidemia che decimò la popolazione

e che suggerì ai sopravvissuti di fuggire.

 

Anche le autorità civili e religiose abbandonarono la città, per cui i pochi rimasti non

ricevettero più alcuna cura spirituale e l’organizzazione politica e amministrativa era

inesistente.

 

Una vegetazione selvaggia aveva conquistato le vie e le piazze, le case cadevano

a pezzi, così pure le chiese.

Terracina era diventata uno squallido villaggio abitato da un centinaio di persone.

Questa situazione non poteva durare a lungo perché la posizione strategica della

città era troppo importante, per cui era necessario ripopolarla.

La distribuzione gratuita delle terre convinse le genti dei paesi vicini a stabilirsi a

Terracina, i più numerosi vennero dalla Ciociaria e dal Regno di Napoli.

Così, molto lentamente, il numero degli abitanti aumentò, tanto che nel 1656,

l’anno del primo censimento dello Stato Pontificio, si raggiunse il numero di 1395

abitanti. In questa Terracina nasce Giuseppe Mastrilli.

La mancanza di autorità politica e amministrativa permise al brigante di spadroneggiare

su tutto il circondario, ma anche sui paesi del vicino Regno di Napoli.

La sua latitanza durò circa 40 anni, durante la quale ebbe modo di sposarsi e

di avere dei figli.

Il clamore delle sue gesta valicò i confini dello Stato Pontificio e si diffuse

in Italia e in Europa.

Una vasta letteratura popolare, ma anche ballate ed opere in versi della

tradizione orale ci hanno raccontato di Mastrilli, senza però darci particolari per

distinguere verità e fantasia.

Chi era Mastrilli?

Quando è nato?

Quando è morto?

 

A queste e tante altre domande risponderà il libro di Giovanni Di Spigno

“Giuseppe Mastrilli da Terracina. Bandito dello Stato Pontificio. La storia e la leggenda”.

 

 

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Il comparto pesca strangolato da normative impossibili e controlli spietati
LA legge non scritta del mare non perdona. I pescatori lo sanno da sempre, ma col tempo, 
anzi in questi ultimi tempi, hanno imparato che l’altra legge, quella scritta, degli uomini, se 
possibile sa essere ancora più spietata e indecifrabile. Domenico Monti fa il pescatore da una vita. 
Ama il suo mestiere, nonostante tutto, come poche altre cose. Con certi mestieri le vie di mezzo 
non esistono. Ed è così vero che il suo amore lo ha trasmesso ai figli che, caso più unico che 
raro, hanno deciso di proseguire il lavoraccio del padre. Ma a che prezzo? Sì, a che prezzo. 
Monti e i figli, oggi, questa domanda se la fanno più volte: a che prezzo? Monti è arrabbiato, 
spaesato, non sta nella pelle, pure dura, del pescatore. In meno di un mese gli hanno fatto 
tre verbali, quasi uno alla settimana. Che detta così non vuol dire nulla. Se le sarà meritate, 
potrebbe dire qualcuno. Ed è proprio questo il problema: la legge è legge, ma ci sono pure 
modi e modi per farla rispettare, perché altrimenti agli occhi del cittadino, di un lavoratore 
onesto, il limite tra il sacrosanto dovere di far rispettare le regole e la persecuzione si 
confonde, svanisce. Questa confusione è quella che vive il pescatore Monti. DUE SETTIMANE, 
DUE MULTE La prima multa la Guardia Costiera di Terracina gliel’ha inflitta lo scorso 20 ottobre 
perché il certificato di collaudo del peschereccio era scaduto da una ventina di giorni. 
Ci stava provando? Ma nemmeno per sogno dal momento che era stato il pescatore stesso 
ad inoltrare, proprio alla Capitaneria di Porto, la richiesta di collaudo venti giorni prima. 
I tempi burocratici sono quelli che sono e le lentezze certo non dipendono dai pescatori. 
Domenico Monti lo ha fatto presente, ma i marinai non hanno voluto sentire ragioni: 
«La prossima volta la richiesta la faccia due mesi prima». Multa da 172 euro e passa la paura. 
Ok, va bene. Una settimana dopo Monti subisce un nuovo controllo. Questa volta la Guardia 
Costiera lo ferma mentre con il suo peschereccio si trova di poco dentro la distanza dalla 
costa (un miglio) entro cui è vietato pescare. Monti lo sa, ma fa osservare ai marinai che 
la profondità (che è quella che conta ai fini della tutela dell’ecosistem a marino) del mare è 
di 57 metri dunque al di sopra del limite minimo (50 metri) previsto dalla legge. Spiega pure 
che quello è un passaggio obbligato nel tragitto da San Felice a Caprolace dove peraltro la 
conformazione del mare è molto particolare. Giustificazioni inutili: 4 mila euro di verbale, 
6 punti alla licenza, 6 alla patente e sequestro della rete. Ok, va bene pure questa? Mica 
tanto: 4 mila euro sono 4 mila euro, la rete sotto sequestro vale come minimo 5 mila euro, 
e con i punti non si scherza. Funzionano al contrario di quelli della patente dell’auto: vengono 
aggiunti anzichè tolti. A novanta c’è la revoca definitiva della licenza, ma basta arrivare a 18 
per beccarsi lo stop di un mese, 36 per due mesi, 64 mesi. Insomma, come detto, non si 
scherza. Ma tant’è. Due multe in due settimane. Basta così? Non è bastato così. MALEDETTI 
MERLUZZI Perché venerdì scorso Monti ha subito il terzo controllo che questa volta, gli è 
costato una denuncia penale, altri cinque punti sulla licenza e il sequestro di 21 chili mezzo 
lordi (comprese le cassette) di merluzzo su un totale di oltre un quintale. Dunque meno di 
un quinto. Ok va bene pure questa volta? No, non va bene. Monti con la rabbia e il groppo 
alla gola confessa che non ne può più. Uno sfogo di chi è stato preso in castagna? Per farsi 
un’idea, questa storia dei merluzzi tocca raccontarla per filo e per segno, nei minimi, senza 
i quali sarebbe impossibile capire. Allora, la Guardia Costiera, legge alla mano, ha contestato 
a Monti di aver pescato merluzzi sotto misura. Quella minima è di 20 centimetri. Ora capita, 
eccome se capita, che anche nella rete con le maglie larghe quanto prevede la norma ci 
finisca una percentuale minima di pesce più piccolo. È fisiologico. La rete si riempie e quelli 
più piccoli non riescono ad uscire come dovrebbero. E poi, più piccoli di quanto? Di un 
centimetro, di un centimetro e mezzo, massimo due. Ebbene cosa dovrebbero fare i pescatori? 
In teoria questo: in piena notte, in mezzo al mare, magari pure mosso, con oltre un quintale 
di pesci ancora guizzanti, capare quelli più piccoli, misurarli e gettare in mare quelli sotto misura.
 «Ma secondo voi - sbotta Monti - com’è possibile fare un lavoro del genere. 
Più che mettermi in regola con le reti e tutto il resto cosa dovrei fare, assumere almeno quattro 
persone soltanto per controllare la lunghezza del pesce?». E non è detto neanche che quattro 
persone possano bastare. Lo prova lo stesso verbale della Guardia Costiera in cui è riportato
 che inizialmente erano stati sequestrati 30 chili di merluzzi, che poi sono diventati 21 e 
mezzo: Monti ha infatti preteso una nuova misurazione e, righello da muratore alla mano, è 
emerso che 8 chili e mezzo di merluzzi erano di venti centimetri o addirittura superiori.

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Sono stati raggiunti dalla lettera in 25 mila, più della metà dell’intera popolazione residente. 
Mittente, il tribunale di Latina, che in fase di chiusura della procedura fallimentare della Terracina 
Ambiente e sta avvisando tutti i contribuenti che nel 2011 hanno pagato la Tia, tariffa integrata 
ambientale, sui rifiuti, della loro posizione nei confronti della ex spa fallita nel dicembre del 2011 
per un debito nei confronti di un fornitore. Il curatore fallimentare , dottor Arnaldo Falconi, è in 
fase di chiusura dei conti. La spa deve pagare fornitori, rimborsare utenti che hanno sborsato 
troppo, ma anche riscuotere soldi da chi la bolletta non l’ha pagata o l’ha pagata meno del 
previsto, dai debitori in genere. In tutto sono stati conteggiati 25 mila contribuenti, ma non 
tutti hanno un credito. Tra di loro, 14 mila sono creditori, ma ben 11 mila sono contribuenti 
che, ad una revisione dei conti, hanno pagato troppo poco di Tia rispetto ai calcoli fatti dal 
tribunale sulla tariffa applicata a suo tempo. Si riparte, insomma, con le verifiche in materia 
di rifiuti. E non sarà facile. A quanto pare il tribunale di Latina sta tentando di dirimere anche 
un’altra questione.
Quella dell’applicazione della tariffa alle superfici di spiagge private e campeggi. Qui molti 
non hanno pagato la Tia e hanno impugnato la delibera dopo aver ricevuto bollette da 
capogiro. Un mezzo pasticcio, perché non è stato mai
chiarito se la tariffa si dovesse applicare sull’intera superficie o solo sui fabbricati di stabilimenti 
balneari e campeggi. Un dibattito infinito, che è tornato alla ribalta proprio negli ultimi mesi a 
Terracina, dove di nuovo si è posto il problema e il Comune è stato costretto a modificare il 
regolamento. Il periodo del 2011, insomma, è stato ripassato alla lente d’ingrandimento dal 
curatore fallimentare, che ha rimesso a posto i conti. La gestione del commissario
straordinario Teodoro Contardi, nominato dal tribunale all’indomani del sequestro delle quote 
della società mista finita sotto inchiesta per sospetta frode in pubbliche forniture, non è stata 
semplice ed evidentemente qualche numero è sfuggito. Ci sono 14 mila cittadini a cui è stato 
chiesto troppo di Tia. Saranno pure cifre piccole, ma sono pur sempre soldi. Allo stesso modo 
però ci sono ben 11 mila debitori. Persone che non hanno pagato abbastanza, o o che non 
hanno pagato proprio. Ed è arrivata la resa dei conti, che chiuderà, forse definitivamente, il 
lungo, troppo lungo «rapporto» tra terracinesi e Terracina Ambiente. Il 31 gennaio si terrà 
l’udienza per definire lo stato passivo dell società fallita. 
Diego Roma

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Studenti del liceo in «missione» e stage lavorativo in Russia. Quattro giorni, dal 14 al 18 
novembre, in cui agli alunni del «Da Vinci» è stato possibile visitare la città russa di Sergiev 
Posad, poco lontano da Mosca. Si sono gettate le basi per diverse attività, tra cui uno scambio 
di studenti di liceo e professionale «Filosi», specie nel settore turistico-alberghiero. 
Per aprile è prevista la partenza dei liceali, ospiti di famiglie di studenti russi. Porteranno con 
loro lo spettacolo teatrale sulla Divina Commedia di Dante e la mostra “Terracina in cornice”. 
D. R .

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L'intervento di Marzullo su "nuovo bando per la raccolta dei rifiuti" Ho letto con molta 
attenzione il comunicato ufficiale del Sindaco in risposta alle GRAVI affermazioni del 
Consigliere Coccia sul comportamento dell'amministrazione comunale sulla stesura del 
nuovo bando per la raccolta dei rifiuti nella nostra città. Occorre preliminarmente precisare 
sia al Sindaco che al portavoce della sua lista
Avv. Marigliani Emilio, che il Consiglio Comunale, inteso anche nella sua articolazione
in commissioni, è stato chiamato a discutere una sola volta in commissione alla
presentazione della prima bozza, che nella circostanza fu presentata e poi,
arrivederci a mai. Quindi con questo voglio dire che devono smetterla di dire che sono state
coinvolte le forze politiche ed i Consiglieri Comunali tutti, perché i consiglieri
che non fanno parte della commissione all'ambiente non hanno mai avuto l'opportunità
di discutere del nuovo bando. E' obbligatorio inoltre smentire l'affermazione del Sindaco che si 
è avvalso solo del CONAI e poi se il CONAI si avvale di società terze non è un suo problema,
perché se così fosse, mai una società privata avrebbe dovuto intrattenere
rapporti con il Comune di Terracina ed in particolar modo con l'ufficio
preposto all'elaborazione del BANDO. ALLORA C'E' BISOGNO DI PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI. 
Da una missiva datata 11-07-2012 depositata al protocollo comunale in data
12 Luglio 2012, di Agenda 21 Locale, come noto organismo di articolazione
comunale, indirizzata agli iscritti al forum di agenda 21 ed all'assessore
all'ambiente, il secondo comma della lettera così recita: Il giorno 24 Aprile 2012, pertanto, il 
Forum di A21L ha inviato all'Amministrazione
Comunale i suggerimenti in previsione del bando di gara. Il giorno 31 Maggio 2012 il 
Forum di A21L è stato di nuovo invitato dall'Assessore
all'ambiente, all'incontro con il CONAI e, dopo qualche giorno, abbiamo ricevuto
dalla segreteria dello stesso Assessore la bozza del nuovo progetto "per la
riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani", elaborato dalla
società IDECOM. Allora la soc. IDECOM per conto di chi ha elaborato il progetto per la raccolta
dei rifiuti? Per il CONAI oppure per il COMUNE? Come fa l'Assessore a fornire
ad agenda 21 il progetto elaborato dalla IDECOM e poi oggi il sindaco sostenere
che non c'entra il Comune? E guardando su Internet dove viene fuori che la IDECOM fa 
parte del gruppo
LADURNER, specializzata in progetti sul riciclo dei rifiuti, trasformazione
dei rifiuti in energia ecc., (Morelle?) oppure di depurazione delle acque o
altro ancora, c'è da pensare che Cristo non è morto di freddo. Quindi alla luce dei fatti, e non 
chiacchiere, il progetto non è stato
elaborato ne dal CONAI ne dal Comune, non sono stati coinvolti tutti ma
solo agenda 21. Dire che il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale sia solo uno sgarbo
ISTITUZIONALE credo che sia insufficiente, infatti se la Giunta non avesse
inciampato sul bilancio di previsione che la costringerà per forza a venire
in Consiglio Comunale, MAI il Consiglio sarebbe stato coinvolto del problema. Rispetto alle minacce 
di denunce rivolte al Consigliere Coccia, ci troviamo di
fronte ormai ad un ritornello già trito e ritrito, dove si minacciano denunce
che poi non arriveranno mai, come nel caso delle firme dei revisori, sto aspettando,
dopo mille pronunciamenti, finte delibere e proclami ripetuti che mi denunciate. Sindaco lei è 
abbastanza cresciuto per iniziare ad assumersi le sue responsabilità.
A partire da quella di dimettersi, dopo quello che sta accadendo sul bando e quello
già accaduto con la Servizi Industriali e quello ulteriore sulla quantità di
rifiuti conferiti in discarica. Il Consigliere Comunale Vittorio Marzullo

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Riuscito l’incontro all’Itc Bianchini della Fidapa sezione di Terracina sul tema «Le patologie 
al Femminile - I disturbi del pavimento pelvico», tenuto in collaborazione con l’unità di 
Chirurgia del «Fiorini». A fare gli onori di casa, il vicepresidente Fidapa Marina Mobilio, 
l’assessore Paolo Cerilli in vece del sindaco, il direttore sanitario dell’ospedale Sergio Parrocchia, 
il professor Franco Stagnitti. Al tavolo, tra gli altri, i dottori Marcello Avallone, Anna Maria De Blasio 
(casa di cura S. Anna di Cassino), Antonio Soscia (Ostetricia e Ginecologia di Fondi), Massimo 
Mongardini dell’Umberto I di Roma, Francesco Ceci dell’Uoc Chirurgia universitaria del «Fiorini». 
D. R . 

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Iacovacci, PRC: "dichiarazione di incapacità" Dopo le denunce contro l'amministrazione 
pdl a conduzione Nardi e poi Procaccini,
oggi leggiamo della denuncia del consigliere Coccia sui risvolti del bando per
l'affidamento della raccolta e dello smaltimento dei RSU nella nostra città. Sono passati oltre 
40 anni dal primo affidamento a privati della raccolta e dello
smaltimento dei RSU, ovvero da quando l'amministrazione democristiana volle
affidare ai privati ciò che prima conduceva direttamente, in nome della modernità
e per una città "più pulita", da allora il costo della gestione passa dai circa
150 milioni ai 335 milioni annui (1970/71). Questi sono i fatti non certamente le comunicazioni 
del portavoce della lista
procaccini che con la sua dichiarazione di incapacità informa urbi et orbi
che le amministrazioni pdl (e i dirigenti nominati?) sono o incapaci o corrotti,
perché tale è il risultato della dichiarazione politiche "il pubblico è fonte
di sprechi e clientele" secondo le notizie apparse sulla stampa, terzium non datur. 
Per queste ragioni la città deve riprendersi il servizio, non è sostituendo una
ditta inaffidabile ad altro, il risultato non cambierebbe, il privato è finalizzato
al profitto, i servizi pubblici al soddisfacimento delle esigenze dei cittadini,
sia sotto l'aspetto pratico dell'assolvimento della prestazione sia sotto
l'aspetto sociale della tutela, dell'ambiente della salute etc. e non è possibile
delegare al soggetto che ha come principio il lucro. Il PRC in tempi non sospetti dichiarò che la 
ditta non aveva ne i titoli ne le
capacità per gestire il servizio ma si volle sostituire il prestatore del tempo
con il nuovo, forse i padrini politici del vecchio erano in disgrazia e il nuovo
chiedeva spazio. Allora noi chiediamo al consigliere Coccia e a chi nell'opposizione voglia il
bene della città di organizzare la protesta per annullare il bando e dare a
questa città, a cominciare dalla raccolta dei RSU, servizi pubblici efficienti,
compatibili e sostenibili, affidando ai capaci, perché anche in questa città
ci sono dipendenti pubblici capaci, onesti che possano far funzionare la
macchina amministrativa bene e scevra da infiltrazioni clientelari, se
cosi non fosse dovremmo veramente preoccuparci perché vuol dire che la
malavita è permeata nei meandri della società in modo esteso e non estirpabile. 
Partito della Rifondazione Comunista 
Roberto Iacovacci.

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Incursioni notturne all’interno del parco del Montuno, in via Dante Alighieri.
Ieri mattina gli agenti della polizia locale su richiesta dei residenti sono intervenuti per 
constatare il danneggiamento della rete di recinzione proprio a ridosso del cancello 
d’ingresso dall’area verde meglio conosciuta come «La collinetta». Azione forse di 
qualche vandalo o di qualche senzatetto straniero che si accamperebbe all’interno 
del parco più importante di Terracina eppure in stato di abbandono da mesi, il 
danneggiamento della rete ha destato preoccupazione tra i residenti che senza 
battere ciglio ieri mattina hanno segnalato il problema ai vigili urbani. Gli agenti del 
comandante Vincenzo Pecchia adesso dovranno «girare» la segnalazione agli uffici
 comunali competenti per aggiustare il danno. F. A .

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Paura e rabbia tra i genitori della scuola «Giovanni Paolo II» in via Badino a 
Terracina. Una bambina di appena tre anni ha ingoiato il rebbio, cioè il dente di una 
forchettina di plastica e per qualche istante si è temuto il peggio. La fortuna ha voluto 
che l’oggetto contundente non si sia fermato in gola e che la piccola non abbia avuto 
problemi a respirare e deglutire. Ma comunque si è reso necessario il trasferimento al 
pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini» di Terracina dove i medici hanno sottoposto la
bambina a tutti i controlli del caso, consigliando alla mamma di trattenerla alcuni giorni in 
osservazione per prevenire eventuali complicazioni. I fatti si sono svolti nei giorni scorsi 
durante l’ora di refezione scolastica. I bambini, come tutti gli altri giorni, stavano mangiando 
il pasto che il servizio mensa aveva servito. Quando all’improvviso la piccola deve aver 
addentato in modo troppo forte la forchetta, che si è spezzata troppo facilmente. 
Un dente della posata di plastica è stata ingerita e il personale scolastico si è affrettato 
a contattare la madre della piccola. Inevitabile la preoccupazione del genitore che, dopo 
aver portato la bambina al pronto soccorso e aver accertato che sua figlia stava bene, ha 
voluto comunque sollevare il problema. Una questione-forchette, in effetti, esiste da tempo, 
segnalata per giunta anche dagli stessi insegnanti anche in altre scuole di Terracina. 
Purtroppo quello che si temeva, cioè un incidente durante i pasti, alla fine si è verificato, 
fortunatamente senza risvolti drammatici. Il problema riguarda la consistenza delle posate 
che vengono date in uso ogni giorno ai bambini. Si tratta – si lamentano i genitori dei piccoli 
alunni – di forchettine che si spezzano troppo facilmente. Sono regolari? Sono collaudate 
per i bambini? Possibile che nessuno abbia pensato di utilizzare posate di qualità superiore 
e più resistenti? A quanto sembra la scuola ha ricevuto le lamentele e si è attivata per 
cercare di venire a capo del problema. E pure la Asl sarebbe stata informata di tutto. 
Ma a distanza di qualche giorno non è cambiato nulla: ai bambini vengono serviti i pasti 
con le stesse stoviglie «pericolose» e quindi con il rischio che possa succedere qualcosa. 
Intanto sale la rabbia tra le famiglie. C’è chi ha già deciso di non far mangiare i figli a scuola 
e chi invece sta valutando l’opportunità di far portare le posate da casa. 
Francesco Avena

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a Terracina, nell'ambito di un servizio svoltosi nell’arco notturno, finalizzato al controllo 
della circolazione stradale ed al contrasto del fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze
 alcoliche e stupefacenti, militari del locale Nucleo Radiomobile deferivano all’Autorità 
Giudiziaria in stato di libertà, una persona sorpresa alla guida del proprio veicolo 
sotto l’effetto di sostanze alcoliche. 

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Sono stati recapitati casa per casa, in quantità industriale, e per il loro linguaggio 
strettamente burocratico sono apparsi più o meno incomprensibili ai più. La cosa più famigliare
è la dicitura “Terracina Ambiente”, la società che fino all’anno scorso ha gestito la raccolta 
dei rifiuti a Terracina, ormai fallita. Ed è proprio per il fallimento della Terracina Ambiente 
che il Tribunale di Latina ha inviato gli avvisi ai cittadini di Terracina, raggiunti in quanto 
contribuenti della società mista che, oltre al servizio, gestiva anche le riscossioni della Tia. 
Ebbene, nella ricognizione dei costi avviata dalla curatela fallimentare, sono emerse le cifre 
dei debiti e dei crediti della spa, e dunque anche i debitori e i creditori della società. Nella 
cartella si avvisano i contribuenti - si dice siano circa 16 mila - che vantano un credito con 
la Terracina Ambiente che possono iscriversi alla massa passiva, cioè tra i creditori, per 
quello che ritengono di vantare. Titolo alla mano, insomma, si potrà esigere il pagamento 
dell’importo ma solo dopo che si sarà tenuta l’udienza dello stato passivo, prevista per il 
31 gennaio del 2013. La lettera riporta l’importo originario della Tia 2011 e le dovute rettifiche. 
C’è chi deve avere indietro somme modeste, chi più corpose. Alcuni appena 10 o 15 euro. 
Alcune categorie commerciali, invece, vantano somme più importanti e non è escluso che 
qualcuno sia anche in debito con la società mista e dunque dovrà sborsare i soldi. L’invio 
fiume degli avvisi ha messo in seria difficoltà gli uffici comunali. Molti cittadini infatti, non 
avendo immediatamente decifrato la lettera, si sono recati in Comune per chiedere 
spiegazioni. Un’invasione in piena regola. Anche perché dalla lettera non è chiaro a tutti 
come ci si possa iscrivere alla massa passiva. La questione comunque riguarda l’emissione 
delle bollette Tia relative al 2011, periodo in cui la Terracina Ambiente è stata gestita dal 
commissario nominato dal tribunale, il dottor Teodoro Contardi. 
Diego Roma

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Penne in mano e taccuino stretto tra le dita, i piccoli giornalisti dell’istituto comprensivo 
«Montessori» ieri pomeriggio hanno visitato la redazione di Terracina del quotidiano 
«Latina Oggi» in piazza Fontana Vecchia. Una trentina di giovani cronisti in erba hanno visto 
da vicino come si lavora in una redazione, apprendendo le tecniche dell’impaginazione e 
scoprendo ogni aspetto dell’appas - sionante lavoro di raccontare la realtà quotidiana di 
una città come Terracina. Tante le domande che i ragazzi guidati dal professore Giovanni Zizzi 
hanno voluto porre ai giornalisti di «Latina Oggi». Come si trovano le notizie? 
Perché oggi un ragazzo dovrebbe scegliere questo lavoro? Come si decide l’importanza 
delle notizie? Come fa un giornalista a stare sempre nel posto giusto al momento giusto? 
Sono queste alcune delle domande a cui i cronisti del quotidiano «Latina Oggi» hanno 
cercato di rispondere nel modo più esauriente possibile. I trenta alunni delle classi prima, 
seconda e terza media dell’istituto diretto dal preside Vito Costanzo hanno quindi potuto 
saperne qualcosa in più sulla professione del giornalista e per circa un’ora si sono intrattenuti 
negli uffici di piazza Fontana Vecchia per poi riportare in classe la propria esperienza.
I cronisti dell’istituto «Montessori» frequentano infatti il corso di giornalismo del professor 
Giovanni Zizzi, direttore responsabile dell’Ognuno, il periodico bimensile della scuola che da 
undici anni distribuisce mille copie per ciascun numero del giornale facendo conoscere alle 
famiglie degli alunni la realtà raccontata dalle giovani e curiose penne della scuola «Montessori». 
F. A

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Nuove linee guida dell'Amministrazione comunale per i passi carrabili La delibera 
di giunta n.470 detta alcune modifiche sostanziali per la richiesta dei permessi 
relativi ai "passi carrabili". Le nuove linee guida per tali richieste e la procedura di revoca 
sono state disciplinate come segue dall'Amministrazione comunale: 1. per il rilascio 
dell'autorizzazione la somma è fissata in 100 euro per i diritti di segreteria e 30 euro per 
costo del cartello indicatore; 2. per la revoca del passo carrabile istituito su marciapiede a 
raso è prevista la somma di 100 euro e la riconsegna del cartello indicatore. 
Per la revoca del passo carrabile istituito su marciapiede smussato, occorre il ripristino 
dello stato dei luoghi a spese del richiedente, previa autorizzazione da parte dell'ufficio 
viabilità del Comune di Terracina, oltre alla riconsegna del cartello indicatore e il versamento 
di 100 euro per diritti di segreteria. Novità previste anche per le domande concernenti la 
istituzione del divieto di sosta sul lato opposto all'ubicazione del passo carrabile nei tratti 
di strade di esigua larghezza, permesso teso ad agevolare la manovra dei mezzi degli
 interessati. Il costo è stato stabilito forfettariamente in 700 euro, dovuto solo ed 
esclusivamente dove si evidenzia la specifica necessità. C'è da chiarire che nei 700 euro 
richiesti sono compresi gli oneri di occupazione del suolo pubblico, poiché lo spazio non 
potrà essere usufruito dall'utenza per la libera sosta, oltre all'installazione di n.2 segnali 
e relativi pali, e l'indispensabile manutenzione.

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La Città ha fame di servizi, l'Udc dice si al Piano del Project Financing 
Qualche giorno fa un apposito gruppo di lavoro ha illustrato alla maggioranza il masterplan 
degli interventi di pubblica utilità proposti in un quadro di partenariato pubblico-privato. 
Si tratta di opere pubbliche che possono contribuire ad una riqualificazione territoriale 
quanto mai indispensabile per la realtà locale. L'elenco, non esaustivo e blindato ma 
suscettibile di modifiche in entrata e in uscita, prevede interventi puntuali nei settori 
dei servizi (cimitero, canile, area per gli spettacoli all'aperto, parcheggi, collegamenti, 
mercato settimanale, sistemazione di beni storici). Mentre il dibattito tra le forze politiche
che guidano la città è in corso, noi dell'UDC vogliamo esprimere il nostro pieno consenso 
all'iniziativa, ritenendo che il ricorso al sistema del partenariato pubblico-privato sia 
quasi vitale in un contesto, nazionale e locale, di difficoltà legate alla finanza pubblica 
ed ai vincoli di bilancio. Volendo fornire in maniera convinta il nostro contributo di idee, 
proponiamo fin d'ora di imprimere un'accelerazione a tutto il processo, che, come 
dimostrano gli esempi del passato, ha spesso tempi troppo lunghi in rapporto alle 
esigenze impellenti di tutta la comunità. Consigliamo, inoltre, di individuare, fin dalle 
prime battute, le opere più facilmente realizzabili (costruzione e gestione di un 
impianto cimiteriale e di un canile pubblico, realizzazione di parcheggi esterni di 
scambio e di uno spazio per spettacoli viaggianti), accantonando quelle che si 
possono presentare come troppo futuribili. Volendo comunque proiettarsi più 
avanti nel tempo, particolarmente suggestivi ci appaiono i progetti relativi al 
collegamento meccanico con il centro storico alto e alla riqualificazione urbana 
dell'area portuale, prescindendo dagli interventi sulla portualità. Si tratta di opere 
che potrebbero costituire un valore aggiunto nella realizzazione di un "sistema 
Terracina" adeguato ai tempi attuali ed ai bisogni di tutta la città. Noi dell'UDC 
seguiremo con interesse e partecipazione tutta la trafila burocratica, non facendo 
mancare il nostro costruttivo contributo di idee. Parimenti, eserciteremo ogni 
iniziativa possibile perché giungano a compimento i due project financing della 
piscina pubblica e dei mercati annonari, la cui realizzazione sta purtoppo segnando 
il passo. 
Il segretario cittadino dell'UDC avv. Walter Di Pinto

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Marzullo, Sel: "smaltimento finale dei rifiuti solidi urbani" 
Al Sindaco del Comune di Terracina Dott. Nicola Procaccini 
Al Presidente del Consiglio Comunale Sig. Giovanni Aiello 
Oggetto: Proposta di deliberazione consiliare Premesso che, con delibera di Giunta n. 485 del 31 
Ottobre 2012, avente ad oggetto: SERVIZIO DI SMALTIMENTO FINALE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI, 
ULTERIORE IMPEGNO DI SPESA, è stata aumentata la somma inizialmente prevista per tale servizio, 
2.550.000,00 Euro, di ulteriori 132.000.00 Euro. Che la richiesta del dirigente di settore con 
relazione prot. n. 50274/U del 26-10-2012 ammontava ad Euro 550.000,00. Che, è opinione 
del sottoscritto, tutto lascia presupporre che la cifra richiesta dal dirigente sarà poi quella che 
la Giunta alla fine sarà costretta a stanziare. Che, dalla lettura dell'articolo di Latina oggi su tale 
problema, articolo ad oggi non smentito, pubblicato il 7 Ottobre scorso pag. 29, si afferma che 
sulla base di dati trapelati dagli uffici comunali, nel 2011 vi sia stato un aumento della quantità 
di rifiuti conferiti in discarica del 20%. Che la più generale crisi economica che attanaglia il nostro 
paese da molti anni ha inciso anche a Terracina negativamente sui consumi delle famiglie, per cui 
come immediata logica conseguenza si è ridotta anche la quantità di rifiuti prodotti. Vedere in 
proposito le continue denunce fatte dalle diverse organizzazioni di categoria locali negli ultimi anni. 
Che, sempre per i motivi esposti nel comma precedente, è molto calata la presenza di turisti 
nella nostra città, sia essi affittuari di appartamenti, che proprietari di seconda casa, oppure 
ospitati in strutture ricettive. Di conseguenza si è notevolmente ridotta la quantità di rifiuti prodotti 
nella nostra città. Che nella trasmissione televisiva Terre d'Ulisse, andata in onda il 14 Novembre 
scorso su Lazio TV e condotta dalla giornalista Sara De Falco, il sig. Davide Fatone, socio della 
soc. Servizi Industriali, azienda che ha appaltato il sevizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani 
della nostra città, alla mia domanda sul fatto che circa il 40% dell'immondizia raccolta nel 
nostro Comune non va direttamente in discarica, ma viene direttamente scaricata nella sua
piattaforma di Latina, ha affermato che tale quantità di immondizia viene da loro smistata 
senza andare mai in discarica. Che nel corso dell'anno è iniziata la raccolta porta a porta su 
Terracina Alta, quindi anche questo è un ulteriore elemento da tenere presente per valutare 
una diminuzione della mondezza conferita in discarica. Per cui, in un contesto in cui, per i 
motivi su esposti, c'è una diminuzione della quantità di rifiuti conferiti in discarica nel 2012, 
che verosimilmente si attesta intorno al 50% rispetto a quella conferita nell'anno 2011, 
non si giustifica un aumento del costo della discarica così come proposto dal Responsabile 
del Settore Gestione e Protezione Ambientale di 550.00,00 Euro, ne quello deliberato dalla
Giunta di ulteriori 132.000,00 Euro. Tanto premesso Visti: - Il D. Lgs18 Agosto 2000, 
n. 267 - Il Vigente Statuto Comunale, art. 19 - Il regolamento del Consiglio Comunale, 
art. 15 - Il parere della competente commissione - Il parere di regolarità tecnica - Il parere 
di regolarità contabile Il Consiglio Comunale delibera: L'istituzione di una commissione 
d'inchiesta, con funzioni di accertamento, sulle modalità di conferimento in discarica dei 
rifiuti cittadini negli anni 2011 e 2012, con particolare riguardo alle procedure di 
quantificazione e certificazione del conferito e fatturazione dei relativi costi in considerazione 
degli accordi sottoscritti tra tutte le parti coinvolte, ivi compresi gli indumenti e le scarpe usate. 
Verifica sui compiti di controllo previsti a carico del Comune e se gli stessi sono stati 
correttamente adempiuti.

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Non se ne può più, niente funziona come dovrebbe, tutto
è ingabbiato, limpida risulta solo la tassazione. Sono tante le cose
che non capiscono i terracinesi, per esempio perchè ci sia il denaro
per far venire Brignano e non quello per iscrivere la proprietà delle Morelle al Catasto. 
In solo un anno e mezzo, questa amministrazione ha inanellato una serie
tale di incongruenze da mettersi subito alla pari con i dieci anni di
Nardi. Procaccini farebbe bene a rassegnare il mandato e stipare
nelle valigie tutto ciò che gli occorre per una bella vacanza. 
E lo faccia in fretta e furia, che i terracinesi sono incattiviti al punto
massimo di sopportazione. La città è una pentola in ebollizione e 
nessuno può dire cosa accadrà domani. I cittadini hanno ben chiaro
come questo agglomerato di soggetti che nulla hanno in comune ma
che il sindaco si ostina a definire maggioranza, sia impossibilitato
a fare alcunché, per cui niente più giustifica la loro permanenza. 
Riconoscono di aver sbagliato a rieleggere una classe dirigente che 
non ha mai funzionato, incapace di un libero e rispettoso dialogo 
con le parti in campo. Da destra e da sinistra recitano il “mea culpa” 
per aver dato il consenso a persone non scelte sulla base del merito, 
della qualità e nemmeno del consenso, ma solo del grado di collusione 
e di asservimento. Procaccini si è rivelato un vero disastro e il popolo
terracinese è stanco e disgustato, e chiede a gran voce una
classe dirigente che consenta alla società civile possibilità di 
espressione, cosa fondamentale per una democrazia fondata sui diritti e sui
doveri. Il popolo terracinese vuole un sindaco ed una Giunta che si
oppongano alle oligarchie, alle caste per privilegio e derivazione 
ereditaria, alle sette e alle lobbies economiche, burocratiche, a poteri
autoreferenziali che giocano sulla pelle della gente nel nome e negli
interessi di pochi individui, e cominciano a chiedersi cosa o chi
rappresentano questi assessori. Chi vuole più illudere il sindaco
dopo averci sprofondato nel baratro? Dopo aver distrutto
quel mondo di valori, di sensibilità, di mentalità che un tempo
ormai il re è nudo. Incredibile, con Nardi si pensava di aver toccato il
fondo e quindi, dopo non poteva chc esserci la risalita, invece questo 
sindaco ci ha guardato dall’alto di una buca e ci ha buttato
una pala per farci continuare a scavare, ed i terracinesi hanno
ormai le mani che sanguinano a furia di maneggiarla.
Articolo di Germano Bersani
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Sciscione vira a sinistra. Deve essergli rimasta di traverso la fine orribile
dell’esperienza del 2010. Quando fu il Tar del Lazio a dirgli di dover lasciare
il posto da consigliere regionale che pensava d'essersi guadagnato sul campo. E
neanche il «ripiego» della presidenza dell'Ater, evidentemente, deve essere
bastato a cancellare l'onta subita. Così per Gianfranco Sciscione si è aperta
di nuovo la stagione della caccia. Solo che stavolta i compagni per la
battuta sono diversi. Molto diversi. Abbandonata sembra del tutto
Pesperienza in Città Nuove al fianco del presidente Renata Polverini - le cui
quotazioni, com’è ovvio, sono in netto ribasso - per il «re» delle tivvù locali
sembra essere arrivato il momento di una inattesa virata a sinitra. Proprio
così. Pare infatti che il presidente dell’Ater pontino si sia reso protagoni-
sta nelle scorse ore di una frenetica attività di coniunicazione con Maurizio
Venafro, uno dei coordinatori della campagna elettorale di Nicola Zingaretti,
candidato alla presidenza della Regione Lazio per il centrosinistra. Secondo
alcune indiscrezioni giunte direttamente dalla Capitale, Sciscione avrebbe
chiesto ed ottenuto un contatto con i responsabili del coordinamento per
esporre loro la sua disponibilità ad una corsa in sostegno dell’attuale
presidente della Provincia di Roma. Una auto-candidatura, insomma, alla quale
però Sciscione avrebbe ottenuto in risposta una piena apertura del
coordinamento. Una cosa è certa: l'ex consigliere di Città Nuove non correrà
per il Partito democratico. Più probabile che alla fine riuscirà ad ottenere un
posto in una delle liste civiche che Zingaretti sembra essere intenzionato a
lanciare a sostegno della sua candidatura, vale a dire la lista «Per
Zingaretti» e «Moderati per Zingaretti». Dal coordinamento non si sono
sbilanciati, ma non sembrano essere poi così remote le possibilità di veder
correre l'ex scudiero di Renata Polverini con la bandiera dell'attuale
presidente della provincia di Roma. Una mossa su cui stanno ragionando molto
poiché consentirebbe di affermarsi in un'area del territorio pontino da
sempre complessa per il centrosinistra com'è quella del centro-sud (Siscione
ha il suo feudo in Terracina, ndr) e in più andrebbe ad erodere una buona
fetta del consenso che alle scorse amministrative ha concesso a Renata
Polverini di conquistare la presidenza della Regione Lazio. Ma non è tutto.
Perché Sciscione potrebbe non essere l'unica sorpresa a sostegno della
candidatura di Nicola Zingaretti. Altri nomi eccellenti provenienti dal
centro-destra del sud pontino e delFarea nord della provincia di Latina
potrebbero seguire il solco tracciato dall’attuale presidente dell'ex istituto
case popolari. Valerio Sordidi

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Terracina, papaveri essiccati e marijuana: denunciato un 42enne
A scoprirle sono stati i finanzieri della Tenenza di Terracina, guidati 
dal tenente Fabiana Cretì. Parliamo di trentadue capsule essiccate di papavero 
che un uomo di 42 anni abitante a Borgo Hermada aveva nascosto in una feritoia 
ricavata nell’intercapedine di una parete di un capannone adiacente la sua 
abitazione. Gli investigatori del Nucleo mobile della Tenenza di Terracina 
hanno anche scoperto altri 47 grammi di marijuana.
Dalle capsule essiccate di papavero era possibile ricavare sia morfina che eroina.
L’involucro poteva diventare una droga da masticare, oppure una volta 
polverizzato si sarebbe potuto ingerire preparando degli infusi.
L’uomo, con precedenti penali specifici, è stato denunciato a piede libero. 
Il piano di controlli mirati antidroga è stato messo a punto dal comandante 
provinciale delle Fiamme Gialle pontine, colonnello Paolo Kalenda.

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C'è maretta nella maggioranza stilla questione dei rifiuti a Terracina.
Colpa di un aumento consistente sui rifiuti in discarica che 
l'amministrazione si appresta ad approvare. Oltre ai 120mila euro in 
più rispetto ai 2,5 milioni di euro all’anno che il Comune paga alla discarica
di Borgo Montello, la giunta si appresterebbe ad approvare
un secondo aumento di circa 300mila euro. La motivazione
del nuovo provvedimento è la stessa del primo aumento, ovvero che sono 
aumentati i rifiuti prodotti, soprattutto quelli legati alla differenziata. 
Già il responsabile regionale del Wwf sulle politiche dei rifiuti Giovanni 
Iudicone aveva sollevato qualche perplessità circa quest'aumento indiscriminato
rispetto allo scorso anno, ma ieri sono arrivati anche i primi
mal di pancia del Pri. che in amministrazione ha in mano
Bilancio e Ambiente con l'ex sindaco democristiano Paolo
Cerilli. Vogliono vederci chiaro i repubblicani, sia sulla storia
deiraumento sia sui quantitativi dei rifiuti in discarica portati
dalla ditta che ancora nelle more dell’appalto milionario sta
gestendo il servizio di raccolta.
A proposito dell'appalto, oltre 50milioni eli euro, il termine per 
la presentazione delle offerte dovrebbe essere il 10 dicembre. 
Anche in questo caso sono state diverse le perplessità sul capitolato 
e sui criteri indicati per valutare l'offerta migliore che non sarà 
quella economicamente più vantaggiosa ma quella che saprà indicare
quanti più servizi e soluzioni tecnologiche possibili. Per molti è 
il libro dei sogni. L'ex assessore alla Finanze Silviano Masci 
numeri alla mano aveva spiegato come una gestione diretta porterebbe 
all'abbattimento di oltre il 50% dell'attuale importo previsto 
dall'appalio con uno sgravio notevole sulle bollette pagate dai cittadini
che ora con questa storia dell'aumento dei costi in discarica
dovranno pagare ancora di più. Inoltre ha raccontato, sempre numeri
alla mano. 40 anni di storia di gestione dei rifiuti a Terracina 
calcolando un danno subito dai cittadini di oltre 9 milioni di euro.
Intanto il Pri pone la questione politica sull'aumento e visto
che giù è stato determinante in passato ncll'aprire e chiudere
la crisi, chissà che questa volta non ponga di nuovo l'aut aut. 
Fabio Coccia

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Deflagra anche in maggioranza l’anomalia dell’aumento dei rifiuti in discarica
nonostante la raccolta differenziata. Scherza e gioca, il Comune va verso
l’aumento del Piano economico finanziario per il 2012: in soldoni, i costi per
il mantenimento del servizio di nettezza urbana nell’anno in corso sono
maggiori del previsto, si rischia di dover aggiungere altri 300 mila euro circa.
Motivi? In parte perché il servizio provvisorio dovrà durare, nelle intenzioni,
fino a fine dicembre e non fino al 10, come da contratto, motivo per cui si
dovrà pagare la discarica per altri 20 giorni. Ma non solo. Il vero problema è
che il costo del conferimento in discarica è maggiore del previsto: nonostante
la raccolta differenziata, i rifiuti indifferenziati sono cresciuti persino
rispetto agli anni passati. La cosa però non convince il Pri, che in una nota
esprime «malcontento» e «preoccupazione per le notizie che riguardano un
possibile aumento del Pef 2012 per cifre vicine al milione di Euro». Il dito è
puntato contro la Servizi industriali, il cui servizio è definito «estremamente
insod disfac ente ed inadeguato per la nostra città», per non contare 
«le molteplici giornate di sciopero» e «l’inqualificabile esposizione
mediatica di problemi interni all’azienda e la criminalizzazione dei
lavoratori». Insomma, il partito dell’Edera guidato da Valerio Golfieri chiede
una resa dei conti, che sa anche di politica. Ma sono i conti che preoccupano
di più. Con Paolo Cerilli al Bilancio, il Pri non vuole passare sopra al fatto
che «a fronte di servizi così scadenti» il piano «verrà a gravare sulle tasche
dei cittadini», e ricorda anche un aumento già avvenuto del costo «con le
Delibere 55, 56 e 57 approvate nello scorso mese di Luglio» dall’ex assessore
all’Ambiente (ed ex Pri, oggi Udc) Loreto Maragoni. L’Edera vuole chiudere con
il gruppo Fatone: «Ritiene - dice nella nota - che, in occasione della scadenza
del l’affidamento del servizio (10 Dicembre) si debba avviare da subito la
procedura di gara, senza procedere ad ulteriori proroghe dell'incarico in corso,
per individuare un nuovo gestore del servizio stesso per il periodo transitorio,
in attesa dell’affidamento definitivo a chi si aggiudicherà l’appalto in corso».
Non solo: «Nell’eventualità di un malaugurato aumento del Pef 2012» chiede
che vengano analizzate attentamente le cifre che comporranno la somma finale al
fine di poter individuare con chiarezza le motivazioni per cui questa 
maggiore spesa si ritiene necessaria, proporre correttivi, valutare 
responsabilmente le conseguenze sui cittadini e decidere
consapevolmente la linea di condotta da seguire in Consiglio Comunale». 
In questa battaglia, peraltro, si vocifera che il Pri sia tutt’altro
che solo. Dal gruppo del Pdl le trombe di guerra sembra siano già pronte. Diego
Roma

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Dopo l’incontro tra il Comune di Terracina rappresentato dagli assessori Marcuzzi 
D‘Amico e De Angelis con la Protezione Civile Comunale, La Forestale, la Provincia 
di Latina, Acqualatina, l’Ardis in cui si è fatto il punto della situazione 
sulle criticità che vive il territorio ad ogni pioggia di entità superiore alla 
media, il sindaco di Terracina tramite l’assessore ai Lavori Pubblici 
Marcuzzi che ha già incontrato l’11 novembre il direttore del consorzio di 
Bonifica Meloni, al fine di operare un’attenta valutazione rispetto alle 
problematiche emerse con il maltempo e di pervenire, attraverso la massima 
sinergia possibile, a risoluzioni rapide e definitive per evitare ulteriori 
inondazioni, ha chiesto la convocazione di un incontro di concerto tra la 
protezione civile comunale, l’ufficio Tecnico e il Consorzio di Bonifica 
dell’Agro Pontino.
Gli eccezionali eventi alluvionali di questi ultimi giorni, a causa della 
situazione in cui versano i corsi d’acqua nell’ambito del territorio cittadino, 
ostruiti per un’urbanizzazione poco ordinata e incuria sia da parte degli enti 
preposti alle manutenzioni e sia da parte di alcuni cittadini che non 
rispettano le regole, hanno provocato allagamenti dei terreni e delle 
abitazioni presenti in prossimità degli stessi, con notevoli danni sia alle 
colture che ai manufatti, mettendo a rischio l’incolumità dei residenti e non.
Sempre a seguito delle numerose precipitazioni piovose, frequenti e di elevata
intensità, si è inoltre ravvisata ancora una volta la necessità di 
mantenere puliti ed in assoluta efficienza i canali di scolo dei terreni 
per evitare ristagni di acqua che spesso hanno causato l’intasamento delle 
fogne e il conseguente allagamento delle sede stradali, contribuendo 
così ad una situazione di potenziale pericolo per i cittadini e dispendio 
di risorse per riportare la situazione alla normalità.
Il consorzio ha gia in programma da subito interventi di pulizia di vari 
canali, in primis di quelli della Pedemontana, del rio Cavatore e del 
rio Gambero Rosso. 
Il Sindaco, a tal proposito, per agevolare i lavori di bonifica, emanerà 
a breve un’ordinanza, che obbliga i proprietari e conduttori a qualsiasi 
titolo dei terreni e delle aree libere, a provvedere periodicamente e 
comunque entro tre mesi, alla escavazione, profilatura, risagomatura, 
spurgo e pulizia di tutti i fossi privati;
all’adeguamento della dimensione e della quota di posa delle tubazioni; 
al ripristino dell’efficienza idraulica delle opere sottostanti ai 
passi carrai privati, di raccordo fra canali d’acqua a cielo aperto; 
a regolare eventuali manufatti di sostegno per garantire il corretto 
deflusso delle portate di piena; alla manutenzione e pulizia delle 
aree del territorio, in particolare adiacenti alle strade soggette 
al pubblico; al mantenimento di tutte le aree di proprietà pulite 
ed in perfetto ordine, libere da sterpaglie, cespugli, rovi ecc… 
attraverso tagli periodici della vegetazione al fine di evitare 
rischi igienico-sanitari e di propagazione incendi.
I comportamenti omissivi saranno sanzionati dagli organi preposti.

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Due settimane per l’inizio dei lavori, treno di nuovo attivo per l’inizio
dell’anno prossimo. Sono stati stanziati dalla Regione 400 mila euro di
contributi straordinari per il ripristino del costone del Monte Cucca, da cui
una frana ha interrotto la tratta ferroviaria Terracina-Roma. Lo rende noto il
sindaco Nicola Procaccini, che ringrazia la Regione e rassicura: «Compiute
tutte le formalità burocratiche, tra due settimane circa, inizieranno i lavori
che dureranno circa un mese, mentre come amministrazione comunale abbiamo già
stretto un accordo con le Ferrovie dello Stato, che ha programmato la
sistemazione dei binari». Procaccini si dice certo che per l’inizio dell’anno
nuovo la mobilità su ferro e quella che riguarda il tratto di strada della
Frosinone-Mare tornerà alla normalità. Anche il consigliere comunale Francesco
Zicchieri si dice soddisfatto dell’intervento. «Ci siamo impegnati molto, anche
nelle segreterie, a far sì che la Regione riconoscesse il contributo alla
nostra città. Ora speriamo solo che il Comune faccia buon uso di questi soldi e
che consenta alle decine di pendolari che ogni giorno si recano a Roma e nei
centri limitrofi per lavorare di tornare alla loro vita normale, in questi mesi
del tutto stravolta». 
D. R .

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Doveva tornare il sereno tra le due «anime» dell’Udc locale, ci aveva pensato
il numero uno del partito provinciale Michele Forte a fare da paciere, ma
qualcosa deve essere andato storto se nei giorni scorsi l’ex senatore ha
ricevuto una lettera firmata da tutti, ma proprio tutti i rappresentanti del
direttivo della sezione di Terracina per dire che no, il consigliere comunale
Dario Venerelli e l’ex assessore Giuliano Masci, a modesto vedere degli
scriventi, sono incompatibili con gli indirizzi di partito. Un documento di due
pagine, volato dalla scrivania del partito, starebbe ora circolando e secondo i
bene informati sancisce la definitiva rottura da parte dell’Udc con Masci e
Venerelli. In perfetto politichese, il direttivo lascia aperto uno spiraglio al
ritorno dei due nel partito, che suona come un «se nevica d’agosto». Si parla
infatti di «assoluta e convinta disponibilità a lavorare insieme ai due
esponenti» ma solo a condizione che «il Consigliere Venerelli offra le proprie
scuse ai membri della nostra sezione per il comportamento tenuto in questi mesi
e faccia in Consiglio comunale una dichiarazione di adesione alla linea dettata
dal partito e di sostegno all’ammi - nistrazione in carica». Deve nevicare in
agosto, appunto. Masci e Venerelli, non è una novità, sono stati, chi da fuori,
chi da dentro, i più agguerriti avversari della giunta Procaccini già a partire
dalla dichiarazione di dissesto finanziario, lo scorso anno. E d’altronde, gli
insider dell’Udc fuori onda non faticano a dire che la presa di distanza con
gli amministratori dei 10 anni passati è oggi più convinta che mai. E ora
fallisce anche il tentativo di ricucire, dovuto agli «intenti bellicosi e
astiosi che il consigliere Venerelli e il Presidente (del Collegio dei revisori
dei Conti dell’istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, ndr) Masci
mantengono rispetto a tutti i membri del gruppo Udc». I due, insomma, avrebbero
nascosto nemmeno di volere le dimissioni del coordinatore Walter Di Pinto.
Dunque sono fuori. Ma l’ultima parola, chiaramente, spetta solo a Michele Forte.
Diego Roma

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In Regione la data del voto è arrivata, e con lei le malelingue sulle possibili
candidature. Ci finisce dentro anche il presidente dell’Ater, il terracinese
Gianfranco Sciscione, di cui cominciano a circolare «rumors». Rumors che sanno
di choc: secondo alcuni bene informati, infatti, il numero uno dell’Ater
provinciale starebbe lasciando la nave della Polverini per guardare altrove:
meglio, per guardare a sinistra. È proprio tra i sostenitori di Nicola
Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma, dato per vincente da
tutti i recenti sondaggi, che i più maligni indicano una possibile rotta di
Sciscione, al quale non dispiacerebbe tornare in Consiglio regionale,
nonostante il crac di un Pdl screditato dal caso Fiorito, dal fioccare di
vitalizi, e che rischia di lasciare a casa più di qualcuno. Che non ci sia
spazio per nessuno nel centrodestra, non è un mistero. Sciscione, poi, si
smarca facile: è stato in Consiglio solo tre mesi, poi espulso dal Tar, dunque
spendibile nell’area moderata, ancorche sinistrorsa. Ma sarà vero? Si immagina
pure che, nel caos pre-elettorale che sta travolgendo la Pisana, qualcuno si
stia divertendo a sparigliare le carte. Eppure, è più di una voce a bisbigliare
un possibile approdo di Gianfranco Sciscione nella squadra del candidato di
centrosinistra. Di certo, dicono, i rapporti con la (ex) governatrice non sono
più quelli di un tempo. E anche in città, gli uomini da lui scelti per il
Consiglio comunale potrebbero presto andare per altri lidi. La politica, si sa,
chiude porte, apre portoni. Ed sempre ben fornita di porte girevoli.
D. R .

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Estorsione a Formia, in due in manette: arrestati madre e figlio
Da ottobre, con violenza e minacce, avevano cercato di convincere un venditore
ambulante di Terracina a desistere dal vendere i suoi prodotti.
Vittima dei soprusi un venditore ambulante di Terracina, mentre a finire in
manette sono state due persone, madre e figlio originari di Napoli ma residenti 
a Formia.
Gli arresti sono arrivati a conclusione di un'attività di indagine da parte 
dei carabinieri del Nor del comando di Formia avviata in seguito alla denuncia 
da parte della vittima.
Nella giornata di ieri, madre di 48 anni e figlio di 30 sono stati arrestati 
dai militari per il reato continuato di estorsione ed illecita concorrenza 
con minaccia o violenza, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare 
ai domiciliari emessa dal Gip del tribunale di Latina che ha concordato con 
i risultati dell'indagine.
Secondo quanto ricostruito, gli estorsori dall'ottobre scorso e in diverse 
circostanze avevano cercato di convincere, anche attraverso violenza e 
minacce, il venditore ambulante a desistere dalla vendita dei suoi prodotti.
Esasperato l'uomo ha denunciato quanto accaduto favorendo così l'arresto 
dei due.

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terracina-spiaggetta-con-barca-anni-20_bis

«E’ preoccupante sentir parlare un assessore con certi toni». Così il sindacato
Fivag Cisl replica alle parole dell’assessore Pierpaolo Marcuzzi, che alle
rimostranze espresse dalle oltre mille firme raccolte per contestare lo
spostamento del mercato settimanale, aveva risposto con toni decisi.
«Innanzitutto un doverosa precisazione», dichiarano dalla Fivag il
presidente regionale Antonio Morini, quello provinciale Michele Casaburi e il delegato per il
mercato Gianluca Marocco. 
«Non sono alcuni operatori che sono contrari al trasferimento, ma con
tanto di firme ben l'80% degli operatori regolari e titolari di licenza. Poi la
cittadinanza, con la quale ad oggi siamo arrivati a ben 1200 firme». Marcuzzi,
insomma, ha esagerato, e per un attimo - si vocifera a Palazzo - ha rischiato
che l’accordo saltasse anche con le altre sigle. Alla Fivag non sono piaciuti i
toni: «L’assessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Marcuzzi quali competenza ha
per parlare di commercio e di mercato? – chiedono -. Noi della Fivag-Cisl
abbiamo avuto diversi incontri con l'assessore al commercio Angelo De Angelis,
persona molto disponibile e competente che mai ha usato parole quali ultimatum,
trasloco o chiusura «ricatto, linea dura, pur rimanendo fermo nella sua idea di
trasferimento, si è sempre mostrato comprensivo alle nostre obiezioni. Qui se
ne sta facendo una questione personale e quindi assolutamente fuori luogo».
Anzi, l’obiettivo del sindacato e dei vari incontri chiesti all’amministrazione 
comunale è quello «di difendere i posti di lavoro, e siccome
questo trasferimento secondo noi distruggerà o comunque metterà a rischio
centinaia di posti di lavoro, nessuno ci può togliere il diritto di difenderli;
ci sembra davvero esagerato parlare di trasferimento o chiusura, qui ne va del
pane per i nostri figli». Entrando nel merito, dubbi permangono sulle soluzioni
tecniche adottate: «Riteniamo un insulto alla dignità delle persone parlare di
bagni chimici, e sfido chiunque ad utilizzare un bagno chimico sotto il sole a
40 gradi, o viceversa, d'inverno a meno 10». E «le associ azioni sindacali
storiche, Fiva-Confcommercio ed Anva-Confesercenti, dopo più di 10 anni che
lottano per avere un trasferimento idoneo, adesso all'improvviso accettano
qualsiasi cosa e mettono in ginocchio più di 300 aziende commerciali? Tutto
avrà un suo prezzo? Perché solo la FivagCisl è rimasta a difendere gli
ambulanti e quelli che al mercato ci lavorano? Domande a cui ci piacerebbe
fossero date delle risposte». Diego Roma

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Rivoluzione viabilità al porto di Terracina. Questa volta potremmo davvero
esserci: per l’estate prossima molte cose potrebbero cambiare nell’area del
porto, che durante la scorsa stagione estiva ha fatto registrare un
mare di polemiche. Parcheggi, viabilità, navette del trasporto pubblico e in
una parola decongestionamento del traffico. Questi i temi messi sul
tavolo ieri in un incontro congiunto e allargato a cui hanno
partecipato il sindaco Nicola Procaccini, l’assessore ai Trasporti Paolo
Cerilli, il comandante della Capitaneria di Porto Leonello Salvatori insieme
con le compagnie di navigazione e gli altri operatori portuali. Una di quelle
tappe già annunciate nella neonata Conferenza permanente dei trasporti, che
dopo aver passato in esame la questione della viabilità con il Cotral, ora si
sta occupando di quella, altrettanto delicata, dell ’area portuale. Fumata
bianca, almeno nelle intenzioni, quella di ieri. A dare concretezza al progetto,
soprattutto il fatto, più unico che raro a queste latitudini, di aver concluso
la riunione con una unione di intenti. Tutti d’accordo, insomma. Almeno per il
momento. Ma cosa succederà? Intanto, si punta alla creazione di nuovi parcheggi:
se ne sono calcolati circa 150 e saranno inseriti in parte nell’area dell’ex
Sep, in parte in quella del centro turistico «Il Molo». Un numero importante
per una zona che ogni estate ha avuto i suoi problemi di traffico, fino a
spingere l’ex comandante della Capitaneria Floriana Segreto ad istituire una
Ztl per garantire la sicurezza. Il nuovo tenente di Vascello Salvatori l’ha poi
revocata, ma probabilmente l’estate prossima non ci sarà più nemmeno bisogno di
porsi il problema. Novità anche per l’area di via Stella Polare, che dalla
prossima estate non accoglierà più le giostre. Diventerà un’area di lunga sosta,
a compensare quella di breve sosta che invece interesserà il porto. In aggiunta,
è allo studio un nuovo sistema di accesso all’area portuale per le automobili
che provengono dall’ingresso sud: l’idea è quella di evitare il
passaggio nel centro cittadino, dunque potrebbe essere interessato il lungomare
Matteotti. Al momento non sembra comunque essere a
rischio l’area del Molo, di solito utilizzata per accogliere gli eventi estivi
e che solo in parte sarà interessata dalle soste. La soluzione attuale, pure
importante, sarà attuata solo nelle more di progetti ben più ambiziosi di cui
si è parlato durante l’incontro. Il Comune si è impegnato a reperire i fondi
per questa piccola rivoluzione: tra i 50 e i 100 mila euro, ad una prima stima.
In clima di austerity non sarà facile, ma il Comune, insieme alla Capitaneria,
hanno lanciato la sfida, per non vedersi ripetere il film già visto l’estate
scorsa, con una Ztl poco chiara, segnaletica insufficiente, una selva di
cartelli di rimozione forzata, un porto privo di servizi, di soste, di punti
informativi. Non pochi turisti hanno vissuto momenti di vera difficoltà,
bagagli al seguito, per imbarcarsi per le isole. Un danno d’immagine forse
sottovalutato, in realtà altissimo. Indispensabile, insomma, invertire la rotta.
Diego Roma

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La sede di Terracina semivuota. Pochi corsi e studenti in fuga
Trasmigrano, vanno via, ad abitare a Cassino,
perché nella sede di Terracina dell’Università, ormai, c’è
poco da fare. Pochi corsi ancora attivi, niente professori,
solo tutor. Sta declinando così il polo universitario che
sorge sul lungomare. Lo dicono gli studenti terracinesi,
che si aggirano ancora intorno alla struttura, si incontrano per studiare in biblioteca
ma non hanno molto da sperare. Lo spettro della chiusura della sede paventato lo
scorso anno sta diventando realtà. Nessuno ne parla, ed è
proprio questo silenzio che preoccupa. Chi può permetterselo se ne è andato a
Cassino: valigia, libri e si ricomincia. Qui, dove, dodici anni fa l’università
aveva aperto orizzonti nuovi, con la facoltà di Economia pronta a sfornare
nuovi giovani preparati in marketing, management
del turismo, imprenditoria nell’ambito dell’agricoltura,
oggi si respira un clima mesto. Tramontano i sogni di
gloria della Laurea specialistica, avanzati ma mai messi
in pratica. Lo scorso anno i vertici dell’Ateneo di Cassino lo avevano 
deliberato: motivo, i tagli del governo centrale, anche se a foraggiare la 
sede pontina ci ha sempre pensato il Comune insieme alla Provincia. Lo scorso
anno, durante una riunione, erano stati il consigliere comunale Francesco 
Zicchieri e l’esponente dell’Idv Pino La Rocca a promettere battaglia: 
fronte unito contro la chiusura, coinvolgimento degli altri municipi pontini, 
tutto il possibile insomma. Ad infuocare gli studenti, però,
era stata la voce autorevole del professor Fonseca, uno
dei fondatori del polo pontino. Oggi quelle parole, quella grinta, non 
si respirano più.
Solo lo iodio che esala nelle finestre ancora aperte. I giovani che vogliono 
studiare, a quanto pare, dovranno farlo altrove. 
Diego Roma

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Una rivoluzione di sensi unici. Questo l’altro dettaglio emerso nel corso della
riunione di ieri. In buona sostanza potrebbero cambiare le percorrenze della
zona in cui sorgono le case popolari, nei pressi dell’an - tico porto di
Traiano. L’idea è quella di far transitare chi deve recarsi nell’area di via
Stella Polare direttamente lungo la strada che costeggia l’antico porto, senza
entrare nel centro cittadino. Un commento positivo è stato rilasciato anche
dall’assessore ai Trasporti Paolo Cerilli: «Abbiamo iniziato a programmare un
cambiamento della viabilità nella zona per non ritrovarci strozzati a ridosso
della stagione. Siamo soddisfatti perché abbiamo trovato grandi aperture da
parte degli operatori e del tenente della Capitaneria. L’obiettivo è dare
soluzioni definitive agli annosi problemi dei parcheggi e dei punti informativi
per i collegamenti con le isole, che ormai da anni fanno apparire il porto di
Terracina come un rebus indecifrabile».
D. R

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Nuovo direttivo e nuova politica per il Pdl
I prossimi appuntamenti elettorali sono talmente importanti che il Popolo della Libertà ha 
bisogno di ricompattare le fila e trovare le energie indispensabili per affrontarli.
Il Partito è conscio delle difficoltà che attraversa l'elettorato, deluso da una politica sicuramente 
poco attenta e distante dalle esigenze del quotidiano dei cittadini.
Com'è altrettanto chiaro che viviamo un momento di transizione politica e sociale difficile, che 
coinvolge il nostro Partito come qualunque altro presente sulla scena locale e nazionale, nella 
consapevolezza di aver bisogno di un colpo di reni e la convinzione che è possibile mettere in 
campo una attività più serrata e produttiva nei confronti delle esigenze dei cittadini.
Per queste ragioni e per dare la possibilità d'ingresso a nuove partecipazioni, l'organigramma 
del Partito a Terracina si avvarrà della collaborazione di Roberto Marzullo (vice coordinatore), 
Alfonso Cangiano (coordinatore organizzativo), Giuseppe Amuro, Roberto Pietricola, Giuseppe 
Marrocco, Anna Garzaro, Augusta Nardoni, Sabrina D'Ammizio, Danila Vitti, Giovanni Marangoni, 
Marco Romano, Massimiliano Tocci, Cristian Chiumera, Egidio Pagliaroli e Antonio Malizia.
Per quanto concerne invece i temi della nostra Città, tutti sanno quali sono le condizioni 
di bilancio e le tante problematiche che stringono in una morsa di difficoltà oggettive le 
attività dell'amministrazione comunale. 
In queste condizioni, sicuramente non ottimali per la gestione della cosa pubblica, ci stiamo
impegnando per restituire nel più breve tempo possibile uno scenario di normalità e importanti 
prospettive per il futuro.Alcuni strumenti di pianificazione urbanistica dopo anni di oblio sono 
stai approvati, sul bilancio comunale il lavoro di ottimizzazione è al massimo delle capacità 
della macchina amministrativa dell'Ente e dei tecnici che ci sono stati assegnati dal Ministero.
Nei giorni scorsi, infine, c'è stata la pubblicazione del nuovo bando di gara per la raccolta e 
smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Tutti ci auguriamo che con il prossimo percorso di gestione di questo importante servizio, la Città 
torni a essere più pulita per i residenti e le migliaia di ospiti che accogliamo ogni anno, e soprattutto 
nel rispetto degli enormi sacrifici economici che tutti i cittadini fanno per sostenerne i costi.
Per questo serve una maggiore coesione e partecipazione alla vita politica e sociale della Città. 
Credo che il mio sia un giusto e realistico richiamo, affinchè tutti insieme possiamo impegnarci su 
obiettivi comuni.
Gianluca CORRADINI Coordinatore comunale del Popolo della Libertà
(11-11-2012)

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Aperto un circolo della Giovane Italia
Lo scenario politico giovanile del centrodestra Terracinese vede oggi
la nascita del Circolo della Giovane Italia, il movimento giovanile
del "Il Popolo della Libertà", di cui fanno parte i giovani aderenti
che con la stessa voglia di fare, si ritrovano insieme per dare il
loro contributo al miglioramento della nostra comunità con una
particolare attenzione al mondo giovanile, nell'ambito della scuola e
dell'università, nel mondo del lavoro e delle attività di solidarietà
sociali.
La Giovane Italia partecipa inoltre alla Youth of European People's
Party (YEPP), gruppo giovanile del Partito Popolare Europeo.
Il Circolo inizia la sua avventura guidato da Giacomo Romagna nominato
Presidente: "La scelta di aprire un circolo della Giovane Italia nella nostra
città nasce dalla volontà di essere un punto di riferimento per i
tanti adolescenti che vivono a Terracina ma anche dalla consapevolezza
e l'ambizione di diventare un modello per i comuni limitrofi".
Giacomo Romagna, nominato Presidente del Circolo, è Tecnico di
Radiologia Medica, impiegato presso l'Ospedale S.M. Goretti di Latina,
classe 1985, è impegnato nella politica giovanile dal 2002 militando
con impegno nei Giovani per La libertà di Forza Italia, oggi si
ritrova ad intraprendere un nuovo percorso.
"Abbiamo deciso di dare vita a questa realtà per intercettare la voce
dei giovani che non si sentono rappresentati in questo particolare
momento storico. In un territorio come il nostro era necessario
rispondere all'immobilismo che va di pari passo con l'antipolitica
mettendoci la faccia, creando un gruppo giovanile che sappia proporsi
come punto di riferimento e colmare il vuoto presente, cercando di
invertire la tendenza, purtroppo sempre più diffusa nei ragazzi, di
disinteressarsi della politica perché vista come una cosa "sporca".

Noi non ci limiteremo alle parole ma la nostra volontà è educare i
giovani alla buona politica, a cogliere i problemi ed amplificarli,
proponendo soluzioni valide per il nostro territorio con il fine
ultimo di creare una classe dirigente giovanile preparata alle sfide
della buona amministrazione.
Nel momento in cui molti cercano il cambiamento ci poniamo con una
grande integrità morale che vuole essere il segno di un impegno
duraturo e concreto all'interno della comunità locale".
La Giovane Italia Terracina, con sede presso il Coordinamento
Cittadino del Pdl di Via Badino, comunica infine, che nelle prossime
settimane verrà organizzata una conferenza stampa per la presentazione
della struttura direttiva del Circolo Giovanile Terracinese.
GIOVANE ITALIA TERRACINA
(10-11-2012)
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Grande festa patronale per San Cesareo. Domenica per tutto il giorno piazza Municipio e

i vicoli del centro storico alto saranno pieni di colori e profumi. Ci saranno bancarelle, stand

enogastronomici, artisti di strada, degustazioni, giochi e lotteria finale in onoredel santo

patrono di Terracina. Se le condizioni meteorologiche saranno clementi, il divertimento sarà

assicurato per tutti, bambini e famiglie che potranno trascorrere tante ore di svago.

Oggi (Ieri per chi legge oggi, n.d.b.) sarà la volta delle celebrazioni religiose, con la

Santa Messa e poi la processione che accompagnerà il corteo di fedeli per le vie della città

partendo dal Duomo. Dopo l’appunta mento spirituale di oggi, che chiude la preparazione

dei fedeli al grande evento andata avanti nei giorni scorsi, domani sarà quindi la volta

dell’appuntamento di festa laica. Un momento di gioia da condividere tutti insieme in piazza

Municipio con gli eventi organizzati da residenti e commercianti del centro storico oltre che

dalla chiesa con le tradizionali degustazioni di castagne e vino.

 

Nota: Articolo tratto da Latina Oggi di ieri ed opera di F. A .

 

 DI SEGUITO IL MIO PICCOLO VIDEO REALIZZATO, COME OGNI ANNO,

PRINCIPALMENTE A BENEFICIO DE I TANTI DEVOTI DEL SANTO CHE SONO IN

GIRO PER IL MONDO.   IL WEBMASTER DEL TERRACINABLOG…

 

NOTA: PER VISUALIZZARLO IN ALTA DEFINIZIONE ANDARE SU YOUTUBE E

CLICCARE L’APPOSITO TASTO.

 

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Si accorciano i tempi per rimettere a posto la situazione economica del 
Comune. Si punterà sulle trattative «private»: per dirla in altre parole i 
creditori fra qualche tempo inizieranno ad essere convocati per avere ciò che 
spetta loro. Crediti, a volte anche a sei zeri, maturati nel corso degli anni 
nei confronti del Comune di Terracina e che l’Organismo straordinario di 
valutazione sta finendo di conteggiare. Il lavoro certosino del personale in 
servizio da alcuni mesi dopo la dichiarazione del dissesto finanziario da 
parte dell’amministrazione del sindaco Nicola Procaccini è quasi giunto al 
termine. Dopo essere stati chiamati una prima volta a presentarsi per vantare 
il proprio diritto ad essere pagati, ai creditori «ritardatari» era stata 
concessa una proroga. Da una prima stima, sembrerebbe (il condizionale è 
d’obbligo visto che di dati ufficiali non si può ancora parlare) che il totale 
dei debiti, così come richiesto dai creditori, arrivi a circa 80 milioni. In 
passato si era parlato di molto meno, ma tant’è, queste sono le cifre di cui 
circolano indiscrezioni. Ma L'ammontare della massa passiva è destinata a 
salire, dopo i controlli (giunti quasi all'80% del totale) dei tre componente 
dell’Osl. Dopodiché si aprirà la vera e propria fase interlocutoria. 
I creditori verranno chiamati e verrà fatta loro la proposta. Solitamente si 
cerca di abbassare il carico debitorio chiedendo un accordo col creditore: ti 
do il 50-70% dei soldi che ti spettano subito. Se l'intesa riesce i soldi
arriveranno nell’arco di poco tempo. Chi non accetta, invece, rischia di finire 
in coda ai pagamenti. Questo può significare anche aspettare mesi, se non 
addirittura anni, per essere pagati dal Comune. Solitamente. di fronte alla 
proposta di ricevere il 50-70% dei soldi in poco tempo, i creditori si 
trovano nella condizione di accettare. A quel punto cosa succede? Il Comune 
accende un maxi mutuo e ottiene la liquidità necessaria a saldare il proprio 
debito con i creditori. Ma nello stesso tempo deve trovare le risorse per 
pagare le rate (pesanti) dell'operazione finanziaria. Insomma, per come la si 
voglia girare, alla fine saranno sempre i cittadini che dovranno pagare il 
peso di un dissesto finanziario che già sta condizionando e non poco la 
gestione della cosa pubblica.
Francesco Avena

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Contribuenti introvabili, serve più controllo. 
In maggioranza si fa sempre più insistente la richiesta di 
dotare il Comune di Terracina di una numerazione civica più capillare, di una 
maggiore certezza della posizione dei contribuenti e, più in generale, di un 
più completo controllo del territorio da un punto di vista anche squisitamente 
fiscale. Ecco perché, anche in vista della costituzione di una «Terracina 
Entrate» che vada a sostituire Equitalia nel servizio di riscossione dei 
tributi, si chiede l’impegno a dotare tutta la città - soprattutto le 
periferie - di una più puntuale e capillare numerazione civica. Solo così si 
può avere un maggiore polso della situazione e un maggiore controllo 
dell’intero territorio urbano.
F.A.

Equitalia pignora e mette all’asta alcuni beni nel Comune di Terracina. Si 
tratta di cinque beni di diverso valore pignorati ma non trasportabili per cui 
quindi si è deciso di disporre la messa all'asta. Il primo incanto si svolgerà 
il 12 novembre alle 16 con gli acquirenti che potranno formulare un’offerta 
par- tendo dal valore della stima dei beni. Al secondo incanto, previsto per il 
13 novembre, si potrà presentare un’offerta pari alla metà del valore mentre al 
ter/o tentativo, che eventual- mente si svolgerebbe il 15 novembre (qualora ai 
primi due non si dovesse riuscire a conclu- dere l’asta) si procederà con 
trattativa privata. Le pratiche si svolgeranno presso la sede dell’istituto 
vendite giudiziarie ili chilometro 84 e 600 della Pontina, nel Comune di Sabaudia. 
I beni messi all’asta sono in tutto cinque e si trovano in via Croce San 
Silviano, via della Delibera, via del Rio, via Ponte Rosso e via Cavour.
F.A.

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Per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio alle elezioni 
politiche del 2013, PD, SEL e PSI promuovono primarie aperte alle cittadine e ai 
cittadini che si riconoscono nei contenuti della "Carta d'intenti per l'Italia 
Bene Comune". Le primarie sono un passaggio essenziale per fondare sulla più 
larga partecipazione democratica la candidatura al governo dell'Italia e uno 
strumento utile per promuovere la riscossa democratica e civica del Paese. Le 
elettrici e gli elettori che parteciperanno alle primarie si assumeranno perciò 
una duplice responsabilità: scegliere il candidato più rappresentativo e 
unificante alla guida del Governo e contribuire attivamente al successo del 
centrosinistra alle prossime elezioni politiche. La partecipazione è aperta a 
tutte le elettrici e gli elettori, ai cittadini immigrati in possesso di carta 
d'identità e di regolare permesso di soggiorno, che dichiarano di riconoscersi 
nella Carta d'intenti, versano un contributo di almeno due euro e si impegnano a 
sostenere il centrosinistra alle elezioni politiche del 2013, sottoscrivendo un 
appello pubblico e iscrivendosi all'Albo delle sue elettrici ed elettori. A 
Terracina ci si potrà iscrivere presso l'Ufficio elettorale ubicato nella sede 
del Circolo del PD, in via Salita Annunziata n. 135, tutti i giorni dal 4 
novembre al 24 novembre 2012, dalle ore 17,30 alle ore 19,30, e il sabato e la 
domenica dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Le primarie si svolgeranno domenica 25 
novembre 2012 dalle ore 8 alle ore 20,00 presso la Tensostruttura del Palazzetto 
dello Sport. Per consentire l'iscrizione a tutti anche nel giorno del voto, 
l'Ufficio elettorale - che funzionerà dalle ore 8 alle ore 20 - si sposterà 
presso il Palazzetto dello Sport. I candidati alle Primarie della Coalizione 
sono: Pierluigi Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, Bruno Tabacci, Nichi 
Vendola.
IL COMITATO LOCALE DELLA COALIZIONE "Italia. Bene Comune"
(03-11-2012)
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ECCELLENZA: I RISULTATI DELLA 10/a GIORNATA. IL TERRACINA PASSA AL COMANDO
Di seguito i risultati della 10/a giornata del campionato di Eccellenza. Un 
successo, un pari e due sconfitte per le formazioni pontine.
Cade il Formia al “Perrone” contro il Pro Cisterna, 1-0 il risultato, bravo a 
passare in vantaggio per uno svarione difensivo e a difendere il risultato con 
le unghie e con i denti fino al 90'. Sconfitta anche la Nuova Circe in casa del 
Colleferro per 4-2 mentre non va oltre il pareggio il Gaeta di mister Felice 
Melchionna che impatta 1-1 sul campo del Borgo Podgora. Biancorossi che passano 
in vantaggio con il gol di Emma ma vengono raggiunti dai padroni di casa.
Per finire, vittoria sofferta ma importantissima per il Terracina che vincendo 
1-0 nel pomeriggio contro il fanalino di coda Anitrella si porta al comando 
della classifica del girone B con 21 punti, 1 in più dell’accoppiata Morolo-
Monterotondo ferme a quota 20.

Eccellenza – 10/a Giornata

BORGO PODGORA - GAETA 1 – 1 
COLLEFERRO CALCIO - NUOVA CIRCE 4 – 2 
FORMIA 1905 - PRO CISTERNA 0 – 1 
MONTE S. GIOVANNI CAMPANO - CECCANO 2 – 2
MONTEROTONDO LUPA - MOROLO CALCIO 2 – 0
ROCCA DI PAPA NEMI - LARIANOVELLETRI 2 – 2
TERRACINA 1925 - ANITRELLA 1 – 0
TOR SAPIENZA - ATL. BOVILLE ERNICA 1 – 1
VIS ARTENA - VALMONTONE 3 – 1

Classifica: 
Terracina 21; Morolo e Monterotondo 20; Vis Artena e Colleferro 16; 
Ceccano e Rocca di Papa Nemi 15; Valmontone, Pro Cisterna, 
Nuova Circe e Monte San Giovanni Campano 14; Tor Sapienza 13; Lariano-Velletri 12; 
Formia 11; Atl. Boville 10; Borgo Podgora e Gaeta 9; Anitrella 0.
di Marco Iannotta
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Lo studio sul carmelitano Gioacchino Maria Oldi (1671-1749), vescovo dalla Diocesi di Terracina, Sezze e Priverno dal 1726 al 1749, riveste una duplice importanza, sia sul piano della storia nazionale sia su quello della storia locale. La figura e l’attività pastorale di Oldi sono state infatti analizzate attraverso la documentazione d’archivio disponibile, mettendo così in luce sia la devozione popolare nei suoi confronti, diffusasi tra il popolo dei fedeli subito dopo la sua morte e ancora viva agli inizi del Novecento, sia la sua azione pastorale, con l’indizione del Sinodo diocesano nel 1728. Attraverso l’analisi delle fonti si è potuto comprendere quale fosse a quel tempo l’azione della Chiesa sulle comunità locali pontine e quali norme regolassero la vita della popolazione, dall’educazione dei giovani ai rapporti con “l’altro”, soprattutto pirati barbareschi, ebrei e zingari e, nello specifico, a Terracina, città in cui provvide al restauro della Cattedrale e alla riqualifica del centro storico. Questo saggio può, quindi, considerarsi un positivo aggiornamento degli studi sul Settecento nella regione pontina. Dalla lettura di questo libro è possibile recuperare una parte della nostra memoria storica e riscoprire la figura di un grande pastore di anime, in occasione anche della recente apertura della sua tomba, avvenuta in concomitanza con i lavori di restauro della Cattedrale di San Cesareo di Terracina.
Di seguito il video integrale della presentazione del libro a cura del TerracinaBlog che, come puo’, tenta di documentare gli eventi culturali a Terracina.

Buona visione, il WeBMaSTeR

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Lunedi 5 novembre 2012 alle ore 10.30 nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “L. da Vinci” sarà presentato il libro “L’ultima estate. Moro, uomo solo” scritto da Sabino Caronia per i tipi di Schena Editore.

Nell’estate del 1977 lo scrittore trascorre le vacanze a Terracina e, lungo la battigia, vede Aldo Moro che cammina assorto a passo svelto, con una guardia del corpo che gli trotterella dietro.

Da quell’incontro fortuito, senza alcun dialogo, prende l’avvio una retrospettiva esistenziale che è il bilancio di vita per lo scrittore e per tutta la sua generazione; questo bilancio è consegnato ai lettori con disarmante sincerità e con percuziente finezza psicologica.

Moro amava il “buen retiro” di Terracina, nella modesta villetta di mattoni rossi in fondo al viale, dove si riposava con la famiglia, attento ai giochi del nipotino Luca; Terracina, terra di antichissime origini, è un luogo amato e magico dominata, alto sul colle, dal Tempio di Giove Anxurus, il dio fanciullo cantato da Virgilio, a cui i devoti offrivano in voto i crepundia, i giocattolini di piombo dei bambini.

Caronia, in questo libro, non fa una analisi politica dello statista Aldo Moro, né della sua tragica fine; si affaccia, invece, al mistero dell’uomo cogliendo, da stralci delle sue lettere durante la prigionia, la cogenza degli affetti familiari, l’indomita fede cristiana, che emerge ed affiora con la testamentaria citazione della Lettera ai Colossesi: “Ora io gioisco nelle mie presenti sofferenze e completo in me quel che manca alla passione di Cristo”.

Che cosa cercava di leggere, o di carpire, nei suoi giovani carcerieri incappucciati, lui che in un discorso del 21 novembre 1968, scritto proprio a Terracina ed intitolato “Una politica per i tempi nuovi”, aveva intuito, o aveva creduto di intuire, i fermenti positivi del ’68, di cogliere le ragioni dei giovani, di penetrare il segreto delle loro vite sospese ?

Caronia, in parallelo, ripercorre il suo ’68, vissuto da giovanissimo sindacalista, poi da professore a Perugia ed il Sardegna, alla Maddalena; eventi dolorosi, subito dopo, segnano la sua vita: l’assassinio di Aldo Moro, la morte del migliore amico Marco.

Dolori, speranze, pensieri privati danzano e si intrecciano con la storia di Aldo Moro che conosceva bene il mito della barca del sole: “Aveva letto che vi era un solo momento per la partenza verso l’aldilà. Quando il sole calante, il giorno dell’equinozio, stava per toccare l’orizzonte e mandava una scia di luce sul mare”.

L’occasione, quindi, per gli Studenti di incontrare questa figura di statista  di cui hanno sentito parlare e del quale hanno una conoscenza approssimativa e per i più adulti l’occasione di riflettere e ricostruire alcuni momenti della propria esistenza in quel periodo.

Esperienza personale: ore 08.45, attacco e sequestro di Moro in Via Fani, commando BR di 11 uomini, 91 bossoli, operazione a “cancelletto” usata dal gruppo terroristico tedesco RAF

Mario Moretti, Alvaro Lojacono, Alessio Casimirri, Barbara Balzerani, Bruno Seghetti, Rita Algranati, Valerio Morucci, Raffaele Fiore, Prospero Gallinari, Franco Bonisoli, Adriana Faranda

Sardegna, Volo Cagliari-Roma-Palermo, GIOVEDI di Pasqua 16 Marzo 1968, ore 17.30

Aeroporto di Cagliari Helmas e Fiumicino, perquisito 4 volte e 4 volte

Ritrovamento in una Renault rossa la mattina del 9 maggio 1978, ore 12.30, in Via Caetani a due passi dalla sede del PCI in Via Botteghe Oscure

 

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terracina-veduta-da-alto-di-piazza-garibaldi_bis

Lampioni nuovi e a risparmio energetico? Semaforo… lampeggiante. Proprio così. 
C’è un motivo se gli impianti semaforici della città continuano a saltare ad 
ogni pioggia, se i lampioni in città restano quelli di sempre e non si muove una 
foglia in termini di riqualificazione energetica? Pare di sì, perché dei tre 
maxi appalti che riguardano il Comune di Terracina, durata media di 9 anni, solo 
due sono andati in porto. È già stato affidato quello sul trasporto pubblico da 
12 milioni di euro in 9 anni (al consorzio Co.tr.i), è in fase di offerta quello 
dei rifiuti, 48 milioni di euro in sei anni, mentre giace sospeso a mezz’aria 
quello, pure aggiudicato ad un’Ati che ha capofila un «big» del settore, per la 
riqualificazione energetica e l’illuminazione pubblica da 11 milioni di euro, 
per la durata di 12 anni. Perché? Semplice, la contesa tra la Aristea Service di 
Ferrara, società legata a Legacoop, e l’Ati capeggiata dalla veneta Gemmo spa si 
è conclusa con l’aggiudicazione, da parte della commissione comunale, 
dell’appalto a quest’ultima ma è arrivato il ricorso. A luglio scorso infatti 
l’Aristea ha impugnato l’aggiudicazione al Tar, chiedendo l’annullamento, previa 
sospensiva, della determina di affidamento. La sospensione cautelare non è stata 
accolta, e tuttavia la discussione nel merito è stata fissata per il 21 marzo 
del 2013. Insomma, il Tar dovrà pronunciarsi tra quattro mesi, ed è per questo 
probabilmente che la Gemmo spa non ha ancora prodotto alcun investimento in 
città. Di fatto le due ditte si sono contese l’appalto all’ultimo punto. E 
l’Aristea Service è stata esclusa per alcune incongruenze in materia di importi 
destinati all’investimento: ciò ha richiesto una rivisitazione dei punteggi che 
ha visto l’Aristea sommare 52 punti dell’offerta tecnica ai 29,73 
dell’offerta economica, mentre la Gemmo si è aggiudicata l’appalto con 61 
punti di offerta tecnica e 21,42 di offerta economica. Evidentemente qualcosa 
all’Aristea Service non torna, se ha deciso di ricorrere al Tar. E ora si dovrà 
attendere il mese di marzo per conoscere la pronuncia del tribunale. Si resta, 
per ora, a semaforo… lampeggiante.
Diego Roma

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Ha inventato una bugia per giustificare il possesso di un’auto rubata. 
Ricettatore e bugiardo, è stato scoperto dalla polizia dopo una lunga attività 
investigativa in cui gli agenti hanno dovuto scavare a fondo per venire a capo 
di una storia davvero intricata. Alla fine sono stati denunciati per 
ricettazione due uomini, sia L.A. titolare di una rivendita di automobili sia 
nuove che usate con due attività (a Terracina e Sabaudia), sia M.C., individuato 
nel corso delle indagini. Sia l’uno che l’altro erano già noti alle forze d el 
l’ordine. Il primo, L.A., per truffa, bancarotta fraudolenta, falso e 
appropriazione indebita. L’altro, M.C., per per truffa e sostituzione di 
persona. Le indagini sono partite da un banale controllo operato dalla polizia 
di Fondi lo scorso settembre. Nel corso di un posto di blocco gli agenti avevano 
fermato una macchina di grossa cilindrata risultata provento di un furto. Il 
conducente del veicolo, rivenditore di auto di Terracina, al quale è stato 
subito sequestrato il mezzo, aveva detto ai poliziotti di averlo acquistato da 
M.C., pure lui di Terracina, pagando una somma di 7 mila euro. Immediatamente 
ascoltato per confermare la versione dei fatti, M.C. - 40enne - confermava di 
aver venduto l’auto al concessionario avendola ricevuta in luglio dal padre 
della sua fidanzata, proprietario del mezzo che sin dal precedente giugno ne 
aveva invece denunciato il furto. Evidente quindi che qualcuno mentiva. 
Circostanza che ha indotto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti. 
Gli agenti hanno verificato la versione di M.C., che in questi uffici dichiarava 
di aver ricevuto l’auto in questione dal proprietario in cambio di lavori di 
muratura effettuati presso la sua abitazione. Tuttavia non era in grado né di 
descrivere le fattezze fisiche del proprietario del veicolo né tanto meno di 
indicare dove si trovasse l’abitazione che secondo la sua versione dei fatti era 
stata ristrutturata. Ma a far crollare le bugie raccontate dal 40enne, il fatto 
che il proprietario del suv che aveva denunciato il furto non aveva alcuna 
figlia, tanto meno fidanzata col 40enne. A quel punto la polizia ha chiuso il 
cerchio denunciando sia M.C. che il titolare della rivendita di auto trovato 
alla guida della macchina di grossa cilindrata per ricettazione.
Francesco Avena

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Buone notizie per l'ospedale Fiorini di Terracina.
Grazie all'interessamento dei consiglieri Angelo Bruno Scirocchi e Domenico 
Villani, il nosocomio cittadino è stato dotato di un digitalizzatore, un 
macchinario di ultima generazione che trasforma le immagini da analogico in 
digitale, utilissimo per gli operatori del reparto di radiologia che da oggi 
potranno lavorare con molta più facilità. Questo significa la possibilità di una 
diagnosi veloce e soprattutto senza dover utilizzare liquidi che potevano essere 
nocivi per il quale era necessario lo smaltimento in rifiuti speciali, in questo 
modo invece vi è anche un risparmio economico. Un macchinario la cui importanza 
all'interno del reparto era stata più volte sottolineata dai due capigruppo di 
Sciscione Sindaco e Città Nuove ed adesso il suo utilizzo potrà garantire un 
servizio all'avanguardia adatto alle diverse esigenze degli utenti. Nonostante 
le critiche e le lamentele questo è l'esempio che l'ospedale di Terracina 
continuerà ad esistere con uno sguardo verso il futuro.
(02-11-2012)

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Pauroso incidente ieri pomeriggio al chilometro 95 della Statale Appia: il 
bilancio è di due feriti. A scontrarsi un’automo - bile e una motocicletta per 
motivi ancora al vaglio dei carabinieri della locale Compagnia. Lo scontro si è 
verificato in prossimità dell’imbocco della superstrada FrosinoneMare intorno 
alle 17 e 30 e ha visto l’inter - vento degli operatori sanitari del 118 per i 
soccorsi ai feriti, dei carabinieri per le indagini del caso e della polizia 
locale per regolamentare la viabilità. Subito dopo i primi soccorsi sul posto, 
le due persone rimaste ferite nel violento impatto sono state trasportate 
d’urgenza all’ospedale «Fiorini». Dai primi accertamenti medici pare che le loro 
condizioni per fortuna non siano gravi. Il traffico ha subito rallentamenti
per oltre un’ora.
F. A .

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Per porre un argine all’emergenza randagismo in città il Comune di Terracina 
ha deciso di impegnare una consistente somma, pari a circa 20 mila euro, per la 
sterilizzazione dei cani. Come riportato da una determinazione dirigenziale dei 
giorni scorsi, infatti, l’amministrazio - ne comunale ritiene indispensabile 
questo intervento per frenare la crescente emergenza dei randagi in strada. A 
motivare questo impegno di spesa, il fatto che - si legge nel testo del 
documento - «il fenomeno riguarda da vicino l’a mmi nistrazione comunale sia per 
l’elevato costo che grava sul bilancio comunale a seguito del ricovero e 
mantenimento dei cani presso il canile, ma anche per i pericoli generati dal 
fenomeno del randagismo stesso». Dal momento che l’amministrazione cittadina 
ritiene «che la sterilizzazione dei cani può rappresentare una delle 
forme di prevenzione, unica forma per il controllo delle nascite degli animali», 
si è pertanto deciso di preventivare una spesa di 20 mila euro per questa operazione.
F. A .

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