Archivio Agosto 2012

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Ieri, durante una visita guidata presso l'istituto "Gregorio Antonelli", ho avuto modo
di visionare una copia della lapide di Celia Macrina rinvenuta in una proprietà
degli stessi Antonelli nell'800 (l'originale era posta nel palazzo comunale ed è andata
persa durante i bombardamenti).

La lapide ci dice che nel II d.C. la matrona Celia Macrina di Terracina lasciava 250.000 denari
alla sua città, come testimoniato da questa iscrizione in memoria di un suo figlio premorto,
al fine di creare una fondazione assistenziale.

La fondazione doveva provvedere ad aiutare ben 100 ragazzi e 100 ragazze di condizione cittadina
con un sussidio di 5 denari al mese per i maschi e di 3 denari per le femmine.
I ragazzi venivano assistiti sino ai 16 anni circa, le ragazze sino ai 15.

Il capitale della fondazione di Celia Macrina, già se impiegato all'interesse molto basso
del 5 per cento, forniva annualmente un reddito superiore alla somma richiesta per
l'assistenza ai 200 ragazzi, ma il supero doveva servire per le spese d'amministrazione
e per creare un margine prudenziale.

Questo episodio ci dimosta dell'esistenza in Italia e quindi a Terracina, nei
primi due secoli della nostra era, di condizioni di disagio economico date le quali si
nutrivano preoccupazioni per la stessa alimentazione infantile.

Queste preoccupazioni spinsero molti nostri avi a non destinare le loro liberalità
soltanto ad opere edilizie o a spettacoli, ma anche a evitare sofferenze e mortalità ai
giovanissimi non ancora in grado di guadagnarsi la vita.

Ma veniamo ai nostri giorni... ieri, durante la visita, ci è stato fatto notare come
l’orfanotrofio Gregorio Antonelli vanti un credito nei confronti del Comune di
oltre 500.000 Euro.

Tutto ciò comporta che ci sono persone disagiate, indigenti e bisognosi che hanno
problemi di assistenza in modo continuativa e che sembra le nostre istituzioni
abbiano lasciato al loro destino... insomma... tanta tanta gente che soffre perchè
chi deve non paga le proprie spettanze.

Data la situazione di dissesto vien da se che per risollevare i servizi sociali a
Terracina l'unica speranza sarebbe che spunti fuori dal nulla una rediviva
Celia Macrina con il suo milione di sesterzi in dono.
Per curiosità sapete quanto sarebbero un milione di sesterzi al cambio attuale?
Sono stati fatti dei calcoli e tenuto conto che all'epoca i prezzi medi erano
i seguenti:

1 litro d'olio d'oliva = 3 sesterzi = 6 euro
1 litro di vino ordinario = 1 sesterzio = 2 euro

1 litro di vino selezionato = 2 sesterzi = 4 euro
1 litro di vino Falerno = 4 sesterzi = 8 euro
1 chilo di pane = 1/2 sesterzio = 1 euro
1 chilo di grano = 1/2 sesterzio = 1 euro
1 piatto di minestra = 1/4 di sesterzio (1 asse) = 0,5 euro
1 ingresso alle terme = 1/4 di sesterzio (1 asse) = 0,5 euro
1 tunica = 15 sesterzi = 30 euro
1 mulo = 520 sesterzi = circa 1000 euro
1 schiavo = 1200-2500 sesterzi = 2500-5000 euro
la rediviva Celia Macrina sborserebbe oggi un paio di milioni di Euro senza battere ciglio... 
altro che quei tapini che stanno lassu' ;-)  


Un saluto da Paolo, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog

P.s. Per gli amanti del latino ecco l'iscrizione...

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 Sotto, l’immagine di una tipica matrona romana:

Matrona Romana

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Comunicato Stampa   da ufficio stampa Comune di Terracina 

Ieri, in occasione della riunione di Giunta comunale convocata urgentemente dal sindaco Nicola Procaccini per l’ormai noto fatto criminale che ha determinato la morte di un camorrista campano, il governo cittadino ha deliberato anche in merito al raggiunto accordo tra i proprietari degli edifici che insistono all’interno dell’area del teatro romano.

“L’accordo raggiunto – affermano il sindaco Procaccini e l’assessore all’urbanistica Gianluca Corradini – è senza dubbio un passaggio storico per continuare il recupero e la conservazione di un bene archeologico strategico per la città di Terracina

Dopo decenni di contenzioso improduttivo con i proprietari delle abitazioni, un finanziamento della Regione Lazio che stavamo perdendo, la certezza, grazie al bilancio riequilibrato del Comune di poter conferire la nostra quota, chiude una parte dell’ancora lungo percorso di recupero del teatro romano.

Dopo quest’accordo – proseguono Procaccini e Corradini – i prossimi passaggi riguarderanno: 1. l’acquisizione degli immobili ceduti; 2. Il loro abbattimento; 3. l’avvio di una nuova campagna di scavi archeologici d’intesa con la Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Lazio.

L’intendo dell’amministrazione comunale è quello di consegnare prima possibile alla fruizione della Città e ad una comunità più allargata un teatro di 2.000 anni capace di contenere al suo interno 3.000 persone.

Un teatro romano particolarmente importante – terminano Procaccini e Corradini – perché è uno dei pochi rimasti al Mondo realizzato al centro della Città, con un’unicità che deriva anche dalla contiguità con la “Regina Viarum”.

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Il sospetto di chi indaga: forse Marino credeva di essere al sicuro. I pm di Latina e Lollobrigida clienti della «Sirenella».
Il sindaco «Lancio un appello: chi ha assistito aiuti la polizia»

 

TERRACINA (Latina) – Il boss della camorra ucciso a Terracina frequentava la spiaggia dei magistrati. Il lido scelto da pm e giudici della procura di Latina, ex ministri ed esponenti politici. Forse lì, con le auto delle scorte parcheggiate a due passi e gli agenti in borghese fra gli ombrelloni, Gaetano Marino si sentiva al sicuro. Il suo ombrellone arancione era in quarta fila. «Veniva qui da cinque-sei anni con la famiglia, avevano prenotato fino a sabato. Noi sapevamo chi fosse perché l’avevamo visto in tv, gli altri clienti probabilmente no», racconta Adriano Iannelli, titolare dello stabilimento «Sirenella».

 

Lo stabilimento Sirenella di Terracina (Proto)Lo stabilimento Sirenella di Terracina (Proto)

Quando giovedì pomeriggio il killer è entrato in azionesparando 15 colpi su Marino – detto «’O moncherino» a causa della mutilazione traumatica delle mani provocata da una bomba -, in spiaggia c’erano centinaia di persone. Comprese famiglie con bambini. «Mia moglie e mio figlio erano a pochi passi – racconta Francesco Lollobrigida, assessore regionale ai Trasporti -, anch’io ho sentito gli spari e visto la gente che fuggiva». 

Fra gli ombrelloni c’era anche il sindaco di Terracina,Nicola Procaccini. «Quello è lo stabilimento dell’élite della cittadina, anche con magistrati ed ex ministri, come Giorgia Meloni («Ma io giovedì non ero a Terracina», precisa l’esponente del Pdl) – ricorda il primo cittadino -. Ho visto l’accompagnatore di Marino saltare in mezzo alla sabbia per evitare i colpi». Il sindaco lancia un appello «affinché chi ha assistito all’omicidio collabori con la polizia, e ai commercianti di segnalare l’eventuale presenza in città di malavitosi. Per Terracina quest’agguato è un colpo durissimo».

 

Il delitto quando in spiaggia c'erano famiglie e bambini (Proto)Il delitto quando in spiaggia c’erano famiglie e bambini (Proto)

Il timore è che adesso siano disdette le prenotazioni per la fine di agosto. Sul fronte delle indagini qualcosa si comincia a muovere. Sull’omicidio del boss degli Scissionisti indaga anche la Squadra mobile di Roma coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, insieme con le questure di Latina e di Napoli. A sparare sarebbe stata una sola persona, appostata all’esterno della «Sirenella» che avrebbe atteso che Marino uscisse in strada, forse per salire sull’auto parcheggiata nel posto per i disabili. Forse la Punto bianca indicata da alcuni testimoni non c’entra nulla con l’agguato: l’assassino sarebbe fuggito a piedi per poi essere caricato da un complice poco lontano.Rinaldo Frignani

articolo tratto da http://roma.corriere.it

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English version

Dopo la magia del Foro Severiano, riprendiamo il nostro speciale sul Santuario di Monte Sant’Angelo. Nella quinta puntata studieremo i suggestivi resti monumentali del sito, visibili dalla città bassa, che hanno segnato la storia e l’immaginario, specialmente degli artisti in viaggio, di questo sperone roccioso a strapiombo sul mare di Terracina. In questa speciale ricorrenza, desideriamo dedicare la puntata alla memoria di Alfredo Fiorini . Buona visione e buona lettura a tutti.

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Indice

Il Santuario Romano di Monte S. Angelo a Terracina

1. La scoperta del tempio e la sua identificazione
2. Le mura, le torri e le porte del complesso monumentale
3. La terrazza superiore o “campo trincerato”
4. La terrazza mediana e i suoi monumenti
5. Il basamento sostruttivo e la terrazza inferiore
6. L’area del “piccolo tempio” e i suoi monumenti (in preparazione)
7. Il riuso medievale dell’area antica (in preparazione)
8. Il paesaggio, la natura e l’ambiente (in preparazione)

Partendo dai pressi del tempio e penetrando nel basamento, una scala scende in direzione Ovest e raggiunge un corridoio, ad essa ortogonale, che corre lungo il lato occidentale seguendo il forte dislivello del pendio.

Percorrendolo si attraversano cinque arcate sostruttive che formano tre concamerazioni, coperte a volta, aperte sul versante del colle rivolto verso la città (mentre una quarta, corrispondente alcriptoportico, è cieca) e comunicanti tra loro per mezzo di piccole aperture ad arco.

Le arcuazioni sono portate tutte alla medesima altezza da pilastri che via via decrescono, tanto che un arco poggia direttamente sul terreno. All’estremità del corridoio è il passaggio che permette al visitatore di oggi, come al pellegrino di un tempo, di accedere alla terza terrazza del complesso, su cui poggiano le dodici imponenti arcuazioni che formano i grandi ambienti sostruttivi, da sempre riconosciuti come l’elemento più caratteristico del santuario.

Questi ci sono giunti in splendido stato di conservazione, anche se alcuni interventi di restauro sono stati necessari, soprattutto per le ammorsature angolari dei piloni e le ghiere degli archi, che in modo maggiore avevano risentito dei danni causati dal tempo e dagli agenti atmosferici.

La prima, e più interna, struttura del grande basamento è il criptoportico (lungo m 60 e largo m 3,56), ovvero un corridoio addossato alla roccia viva e coperto con volta a botte, il quale corre senza soluzione di continuità da un estremo all’altro della sostruzione. E’ illuminato da due grandi finestre sui lati corti e da una serie di porte alternate a finestre sul lato sud. La luce che penetra nell’ambiente in modo soffuso permette di intravedere l’opera incerta delle pareti e le tracce della centina, ovvero l’impalcatura lignea usata dai costruttori per realizzare la volta.

A due terzi della sua lunghezza, verso Est, si apre un anfratto naturale rispettato e valorizzato da unarco a tutto sesto. Sin dal momento della scoperta, nel 1894, la particolarità con cui i costruttori del santuario avevano voluto sottolinearne la posizione e l’importanza ha fatto interpretare questo antro come una grotta oracolare, forse connessa al culto superiore.

Oggi è in parte interrata, ma in antico doveva essere l’ambita meta di un devoto pellegrinaggio che, attraverso un complesso percorso obbligato (il portico per la sosta dei pellegrini, il tempio per la preghiera e il sacrificio, il recinto oracolare e l’antro delle sorti per i responsi), consentiva ai fedeli un facile svolgimento della visita devozionale.

Parallele ed addossate al lato sud del criptoportico sono dodici alte arcate, che formano altrettanti ambienti voltati aperti in facciata, la cui monumentalità è sottolineata da una sobria decorazione costituita da semplici cornici sagomate, che ne definiscono all’esterno i piani d’imposta.

Sulla parete di fondo delle arcate pari vi sono finestre rettangolari, su quelle dispari le strette porte ad arco che permettono la comunicazione con il criptoportico. Gli ambienti sostruttivi di facciata, infine, sono collegati tra loro mediante undici porte ad arco ricavate nelle pareti divisorie, le quali, poste sullo stesso asse di fuga, formano una straordinaria galleria prospettica ed architettonica.

Il sistema di arcuazioni prosegue sul lato est, il più impervio del monte e quindi escluso alla frequentazione dei fedeli, dove il basamento segue il pendio con cinque arcate cieche decrescenti, poco profonde e non transitabili, con funzione di contrafforti e di simmetria estetica.

Il grande basamento sostruttivo è a sua volta eretto sopra una più ampia terrazza di fondazione poggiata sulla roccia e costruita interamente in opera incerta, tranne l’angolo ovest (oggi in parte crollato), realizzato in opera poligonale.

Quest’ultimo, insieme al muro della seconda terrazza, costituisce forse la parte più antica del complesso monumentale, come dimostrerebbero i frammenti di ceramica databili agli ultimi decenni del IV sec. a.C. rinvenuti nei pressi.

Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari e Maria Iride Pasquali

Galleria fotografica

Grande basamento sostruttivo e terrazza inferiore.V. Grossi 2000
Facciata esterna. Arcate lato ovest. Foto TR 2012
Facciata esterna. Arcate lato est. Foto TR 2012
Alfredo Fiorini Missione
Ghiera e cornice decorativa pilastri. Foto TR 2012
Scalinata di accesso al grande basamento. Foto TR 2012
Criptoportico. Foto TR 2012
Grotta oracolare. Foto TR 2012
Fondo grotta oracolare. Foto TR 2012
Galleria prospettica 2. Foto TR 2012
Galleria prospettica 1 .Foto TR 2012
Sostruzione in opera incerta inferiore lato est. Foto TR 2012
Delimitazione in opera incerta del basamento sostruttivo. Archivio Archeoclub Terracina 2000
Basamento in opera poligonale della grande sostruzione Foto TR 2012
Opera poligonale del basamento. Foto TR 2012
Galleria prospettica lato occidentale. Ingresso al criptoportico. Foto TR 2012
Rocchio del fusto delle colonne del Tempio maggiore. Foto TR 2012
Sostruzione inferiore lato ovest. Foto TR 2012

 

Bibliografia

In un pagina specifica, per completezza di trattazione, è stata raccolta tutta la bibliografia, aggiornata al 2006, sul Santuario di monte Sant’Angelo.

Terracina Rialzati

  articolo originale su:  http://terracinaforum.com/terracinarialzati/archives/4000

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L’evoluzione della riviera pontina nei racconti di Franco Semente, memoria storica del litorale dal “ponte di comando” de Il Campanile, il suo stabilimento a Porto Badino.
«Era il 1953 ed io avevo 12 anni. Mio padre Erasmo mi aveva da poco intestato una delle cinque cabine per la custodia di ombrelloni e sdraio, che a quei tempi non si affittavano ma venivano portati dai clienti. Si trovavano all’altezza del Piegarello, fu quella la spinta iniziale per la mia avventura di operatore turistico.

Dalle macerie dei bombardamenti emanavano ancora i miasmi putridi della guerra. Io guardavo al futuro. E sognavo…».  I ricordi affiorano nitidi, scorrendo fluidi e senza falle. Franco Semente, operatore turistico “da sempre”, ha 71 anni, è sposato ed ha un figlio che vive a Vicenza. Insieme alla moglie gestisce lo stabilimento balneare “Il Campanile”, con ristorante e bar, nei pressi di Porto Badino a Terracina, e a ragione può essere considerato la memoria storica del litorale terracinese. 

Gli anni d’oro della “Belle epoque”
«Mio nonno “Giosuè”, al secolo Giuseppe Perroni, classe 1874 – inizia il suo racconto Franco Semente – è stato il primo bagnino di Terracina ed è a lui che si deve l’apertura del primo stabilimento balneare della città, il “Della Porta”, vicino all’area dove oggi sorge “L’Approdo”. Un gioiello in legno che insieme agli altri stabilimenti sorti subito dopo fu fatto saltare in aria dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per fortificare l’arenile in vista dello sbarco poi avvenuto ad Anzio. Il “Della Porta” aveva un “gemello”, il “Donati, costruito all’altezza di Viale della Vittoria, con il quale si contendeva il “primato” della costa. Avevano 200 cabine a testa, rigorosamente divise fra uomini e donne. Erano gli anni ‘20-‘30 e Terracina viveva una vera e propria “Belle époque”. La città era la meta privilegiata della nobiltà romana, della “Roma bene”. Erano anni d’oro per il litorale. Pensi che il “Della Porta” aveva una grande pista da ballo in tek affacciata sul mare che la sera mia madre Irma cospargeva di cipria per far scivolare meglio dame e accompagnatori. Al loro arrivo era un tripudio di abiti da sera strepitosi, gioielli e collane d’oro». 

franco_sementeIl Fascismo regala Terracina al popolo
«Ma non c’erano solo i nobili – prosegue Franco Semente – Loro avevano casa qui o affittavano i primissimi alloggi riservati a questo uso. Il sabato e la domenica, sempre da Roma che allora non aveva Ostia, grazie ai biglietti regalati dal regime fascista con la ferrovia che collegava la Capitale direttamente a Terracina arrivava il popolo: centinaia di famiglie che con quel tagliando potevano usufruire anche di ingresso allo stabilimento, ombrellone, sdraio e cabina».

Le rovine della guerra La ripresa e il mitico “Lido” 
«Poi, con la guerra, tutto fu distrutto. Mio padre tornò sulla spiaggia nel 1948 prendendo il posto di mio nonno al Piegarello. Qui, dove finiva Terracina, non potendo più contare sul “Della Porta”, posizionò cinque cabine per la rimessa degli ombrelloni. Nel 1953 una la intestò a me. Subito dopo la fine del conflitto furono costruiti diversi nuovi stabilimenti, ancora solo in legno, e la macchina si rimise lentamente in moto. Su tutti va menzionato il mitico “Lido”, sorto nel 1947 nei pressi di viale della Vittoria. La storia di Terracina cambia. La città era un paradiso: la duna, poi maldestramente distrutta negli anni ‘70 per realizzare il terrapieno della Pontina, arrivava fino all’arenile ed era coperta di vigneti che producevano vini di qualità come il Moscato e il Pansè. Il “Lido” era stupendo, uno dei più belli d’Italia, aveva tre piste da ballo, di cui una enorme, dove ogni sera si esibivano orchestre famose in tutto il Paese. In breve divenne esso stesso, più che Terracina, l’attrazione principale. La presenza del “Lido” portò un aumento dei villeggianti, che iniziarono a provenire anche da località diverse da Roma soggiornando da maggio a settembre, ed un incremento di turismo medio-alto; le piccole strutture balneari esistenti cominciarono ad ampliarsi; l’economia crebbe a ritmi sostenuti e con essa mosse i primi e significativi passi anche l’edilizia. Insomma, possiamo ben dire che la Terracina moderna è nata e si è sviluppata attorno al “Lido” (poi abbattuto nel 1978 perché  ritenuto pericoloso in seguito all’erosione della costa)». 

1949: lo “sbarco” delle imprese edili romane
«Nel 1949 si verificò un evento decisivo per il futuro sviluppo turistico ed urbanistico di Terracina: un gruppo di ricchi imprenditori romani costituì una società edile che negli anni successivi, sotto la spinta di una domanda pressante e crescente, iniziò a costruire le prime palazzine in viale della Vittoria (anche il papà di Rutelli realizzò due edifici). Alloggi ambiti soprattutto dalle famiglie neo-benestanti di Roma, che nell’immediato dopoguerra avevano scelto Terracina quale luogo di villeggiatura estiva. Ad essa si affiancarono altre imprese edili romane, ma anche locali, che intensificarono la costruzione di alloggi da vendere o affittare per far fronte alla domanda sempre più forte procedendo a passi spediti verso il turismo “di massa”. Erano gli albori dell’industria turistica terracinese, la città iniziava ad acquisire l’attuale volto di centro turistico-residenziale “di massa”, con prevalenza di case di proprietà dei villeggianti e di ville e appartamenti dei terracinesi concessi in affitto, ma con la quasi totale assenza di alberghi (e fra poco spiegheremo il perché). Poi si sono progressivamente aggiunti i “giornalieri” con le “invasioni” domenicali odierne che tutti conosciamo».

Anni ‘50: arrivano i camion dei ciociari
«Negli anni ‘50 io muovevo i primi passi nel settore. I miei occhi registravano tutti i mutamenti. Ma un’immagine più delle altre mi è rimasta impressa: l’arrivo dalla provincia di Frosinone, il sabato e la domenica, di decine di camion che portavano i ciociari al mare. Erano centinaia. Tutti popolani e per molti era la prima volta. Ognuno aveva con sé il “fagotto” pieno zeppo di cibi e pietanze. Gli stessi “fagotti” che oggi, per colpa della crisi, sono tornati sulle spiagge mettendo in crisi la ristorazione. A trasportarli erano le ditte di Zeppieri, Cialone, Fiorletta e Polsinelli, che ancora non avevano i pullman. Gli altri, i ciociari benestanti, i camion non li usavano ma, come i loro “colleghi di ceto”, soggiornavano qui». 

Le antesignane di “Miss maglietta bagnata”
«A tutti mio padre affittava i costumi di lana. Che non pochi problemi creavano alle pudiche ragazze e donne. Tante, infatti, per la vergogna preferivano restare in sottoveste. Senza comprendere che al contatto con l’acqua, per la nostra gioia di adolescenti, quei capi producevano un effetto trasparenza non voluto lasciando intravedere le loro grazie ben più dei ripudiati costumoni di lana che invece coprivano a dovere il corpo fino alle ginocchia. Insomma, senza rendersene conto furono delle antesignane delle odierne e sexy “Miss maglietta bagnata”». 

Terracinesi nei garage e case in affitto
«In quegli stessi anni i terracinesi che non avevano seconde case, fiutato l’affare, iniziarono ad affittare le loro dimore riparando per i mesi estivi in garage e cantine. Un fenomeno andato avanti per parecchi anni, fino a che in tantissimi, con i proventi dei canoni, hanno comprato altri appartamenti ed edifici da locare, alimentando sempre più l’industria del turismo di massa». 

I primi bar con jukebox e “Agostino a mare”
«Sempre negli anni ‘50 iniziarono ad affermarsi i primi bar. E con essi i primi jukebox. Nel 1955 fu la volta del “Polo Nord” e della “Capannina” (il primo sulla scogliera dove ora c’è Porto Salvo, l’altro – oggi ristorante – a 300 metri, sull’arenile). Noi avevano 15-16 anni ed impazzimmo subito per quelle musiche: I Platters, Paul Anka e la sua Diana, Fast Domino, Louis Prima con Angelina e tanti altri. Periodo fantastico. In cui Terracina divenne una sorta di Cinecittà marina: essendo l’Appia l’unica strada di collegamento fra Roma e Napoli, molte star dell’epoca programmavano la loro sosta per il pranzo o la cena qui da noi. Mangiavano in quel “monumento” della ristorazione chiamato “Agostino a mare”, che, grande baritono qual era, li intratteneva con le sue arie, e poi, specie se era sera, si spostavano alla “Capannina”, molto più chic e rinomata, per ballare e ascoltare buona musica. In questi locali sonopassati Fellini, Anita Ekberg, Rossellini, Totò, Onassis, Virna Lisi, lo Scià diPersia, che mangiava allo “Scoglio delle sirene”, e Giulietta Masina con cui ho avuto la fortuna di ballare. Oggi “Agostino a mare” non c’è più, al suo posto è sorto “Il Grappolo d’uva”, e le star si sono dimenticate di Terracina». 

Anni ‘80/‘90: esplode l’edilizia residenziale
«Tornando agli aspetti urbanistico-turistici, la connotazione residenziale di massa vive un vero boom negli anni ‘80/‘90. Mentre gli stabilimenti in legno vengono sostituiti da quelli in muratura (e qui nasce la mia “Playa”, esistente ancora oggi), vista l’assenza atavica di scelte in merito, arrivano labassa speculazione, le lottizzazioni selvagge, lo sfruttamento di ogni area per costruire. Arriva anche la Pontina, che così com’è stata realizzata ci ha rovinato bloccando ogni possibilità di ulteriore e positivo sviluppo, e nasce la Terracina moderna, quella che oggi è sotto i nostri occhi, quantomeno poco disciplinata urbanisticamente e dal livello medio-basso. Ormai votata solo al turismo di massa, che porterà pure soldi ma non certo la qualità». 

Il “no” agli alberghi” Recidence oltre Badino
«Intanto, facendo un passo indietro, va ricordato che negli anni ‘60 Terracina ha detto no agli alberghi, a vantaggio delle seconde e terze case. Fu respinto un piano che ne prevedeva la costruzione di 90, e da allora, se fosse passato il “sì”, non è arduo ipotizzare che ne sarebbero stati realizzati chissà quanti altri potendo fare oggi concorrenza anche alla Riviera Adriatica. Tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70, invece, grazie alla brillante intuizione del costruttore Felice Bianchi e alla matita magica dell’architetto Romano Paxuel, inizia lo sviluppo tra Porto Badino e Foce Sisto, zona sempre ritenuta off limits dai terracinesi. Anche 4275qui, però, le scelte iniziali furonostravolte e così oggi abbiamo sì centinaia di ottimi residence ma senza un ordine preciso. E abbiamo anche molti campeggi…».

Le difficoltà odierne e la fedeltà ciociara
«Oggi? Oggi cerchiamo di sopravvivere e di adattarci ai mutati costumi, alla crisi, e di rimediare ai gravi errori del passato. La qualità, per le scelte dei decenni scorsi, si è abbassata notevolmente e la “clientela bene” è fuggita verso il Circeo, Sabaudia e Sperlonga. Sono tornati i “fagotti”, le “mappatelle”… Terracina è inondata da villeggianti, spesso “mordi e fuggi”, di Roma e Castelli, del Casertano, dell’entroterra e poitanta, tantissima Ciociaria. Che non ci ha mai abbandonato, dai tempi dei camion di Zeppieri… I portafogli piangono e le vacanze si sono ridotte, concentrandosi soprattutto nel fine settimana. 
Ci vorrebbero gli alberghi, ma in passato li hanno bocciati!»

Danilo Del Greco
Nota del TerracinaBlog: L’articolo è tratto da Qui Magazine del 15 luglio 2012 

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MERCOLEDÌ 29 AGOSTO

ore 21:00

  Fiaccolata mariana

i

Itinerario: Piazzale della Delibera, via Delibera, via Anxur, via di Porta Romana, piazza Quattro Lampioni, via La Neve, via Bocchi, via Delibera, Piazzale della Delibera
 

INIZIO DELLA NOVENA

dal 30 AGOSTO al  4 SETTEMBRE

ore 07:00

  S. Messa

ore 17:45

  Santo Rosario meditato

ore 18:30

  S. Messa presieduta da un parroco della città con la sua comunità
  
INIZIO DEL TRIDUO

Predicato da  fra Mario FUCÀ Ofm cap.

 

GIOVEDÌ 6 SETTEMBRE

ore 07:00

  S. Messa

ore 16:00

  Affidamento dei bambini alla Madonna e omaggio floreale dei bambini

ore 16:30

 

Spettacolo per i bambini con

VALENTINI LANFRANCO

ore 17:45

  Santo Rosario meditato

ore 18:30

  S. Messa presieduta dal predicatore

ore 21:00

  Serata con:

ORCHESTRA PONTINA

“ROLANDO LISCIO E SIMPATIA”

 

VENERDÌ 7 SETTEMBRE

ore 07:00

  S. Messa

ore 17:45

  Santo Rosario meditato

ore 18:30

  S. Messa presieduta dal predicatore

ore 21:00

  Serata con:

CLAUDIO ROSSI, campione mondiale di organetto,ORCHESTRA LE STELLE DEL LISCIO

 

NATIVITÀ DI MARIA

 

SABATO 8 SETTEMBRE

ore 07:00

  S. Messa

ore 09:00

  S. Messa

ore 10:00

  S. Messa

ore 11:30

  S. Messa “Solenne”   

ore 16:00

  S. Messa

ore 17:45

  Santo Rosario meditato

ore 18:30

  Solenne Concelebrazione all’aperto presieduta dal Vescovo Diocesano S.Ecc. Mons. Giuseppe PETROCCHI

ore 21:00

  Serata con orchestra:

DEBORA VALLI e GIORGIO PALMA

ore 23:30

Estrazione della Lotteria

ore 24:00

Spettacolo Pirotecnico
 

Nei giorni della Festa

Pesca di Beneficenza dell’Ordine Francescano

Oggetti Sacri, Libri Religiosi

Lavori Artigianali e Dolci

Festa di San Pio da Pietrelcina

DOMENICA 9 SETTEMBRE

ore 07:00

  S. Messa

ore 17:45

  Rosario meditato dal Gruppo di Preghiera di Padre Pio

ore 18:30

  Solenne Concelebrazione all’aperto presieduta da Fra Giovanni FERRI  Ofm cap.

ore 19:30

 

Processione con la Statua di S. Pio accompagnata dal corpo Bandistico Città di Terracina

ore 21:00

 

SL48 in concerto con

SANDRO MICHELI

e le migliori musiche romagnole

 

 

 

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Era il 2010 e Roberto Saviano segnalò su facebook quello che a viale mazzini era 
apparentemente sfuggito: il boss degli scissionisti Gaetano Marino era in prima fila 
(ripreso anche dalle telecamere) durante la trasmissione "canzoni e sfide", andata 
in onda su rai2, in cui si esibi sua figlia - "la RAI ha accolto come ospite d’onore un 
camorrista di primo piano, uno dei peggiori narcotrafficanti d’italia, ambasciatore 
dei clan di secondigliano con la mafia albanese" disse Saviano. 
Roberto Saviano se lo chiese sul suo profilo Facebook: «Perché il Politeama di 
Catanzaro ha tenuto Gaetano Marino come ospite d'onore in prima fila. 
Perché la Rai ha messo in scena questa celebrazione?». 
Gaetano Marino, alias McKay, è considerato un esponente del clan degli scissionisti. 
Il 29 dicembre 2010 appare per qualche istante su RaiDue. Sua figlia, appena 
dodicenne, aveva appena cantato una canzone: «Lettera a papà». E, appena 
terminata l'esibizione, accompagnata dalla conduttrice Lorenza Bianchetti, scende 
dal palco per abbracciare un signore seduto in prima fila. Per l'appunto il suo papà, 
il boss. «Questa è una storia passata inosservata», spiega Saviano. 
Che tratteggia la figura del boss apparso su RaiDue: «Gaetano Marino è ai vertici 
degli Scissionisti, detti anche Spagnoli, usciti vincitori della guerra interna al cartello 
dei Di Lauro. Hanno partecipato alla faida, i Marino. Gaetano infatti è fratello di 
Gennaro Marino, promotore militare della faida. Sono detti i "McKay" perché il padre 
Crescenzo (ucciso dai Di Lauro come vendetta) somigliava a un vecchio personaggio 
di una serie televisiva western. Fu scovato nel dicembre 2004 in un albergo di lusso 
della costiera sorrentina, si nascondeva lì per sfuggire alla vendetta dei killer rivali 
che lo cercavano, ed era sempre accompagnato dal suo maggiordomo che aveva il 
compito di accudirlo». Marino ha perso entrambe le mani, nella faida quindi ha svolto 
un ruolo di «ambasciatore dei sodalizi di Secondigliano con la mafia albanese». 
Lo strano episodio ando in onda dal Politeama di Catanzaro, nel corso di una 
puntata della trasmissione "Canzoni e Sfide". L'esibizione della figlia di McKay 
venne annunciata in modo toccante dalla conduttrice: «Lei è una bambina, ma ha 
voluto scrivere e dedicare una lettera al suo papà, davvero molto toccante». 
La bimba, innocente come tutti i bambini, candidamente intona: «Tu sei il padre più 
bello del mondo che non cambierei». Eccovi il video dell'esibizione della bambina...
che comunque mi è sembrato di riconoscere tra una delle donne che si disperava.

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Un uomo è stato ucciso pochi minuti fa davanti al Sirenella. Sembra che sia stato vittima di un agguato ove è stato colpito da numerosi colpi di arma da fuoco. Da quello che ho visto il corpo era davanti il sirenella addossato allo sportello di un automobile ai lati della strada. L’uomo  indossava un costume blu e da quello che mi è parso di vedere sembra proprio che gli abbiano sparato in faccia e comunque giaceva in un lago di sangue. Non era un bello spettacolo…

Scene di disperazione da parte di due donne con accento partenopeo (forse sue parenti o amiche).

Aggiornamento delle 18.40: 

Con la spiaggia affollata di bagnanti, presso lo stabilimento “La Sirenella”, sul litorale di Terracina è stato ucciso in quella che sembra un’esecuzione camorristica Gaetano Marino, di 48 anni: la vittima era in vacanza con la famiglia. Sulla spiaggia c’è stato un fuggi fuggi all’esplosione dei colpi d’arma.

Secondo le prime informazioni il 50enne di origini campane sarebbe stato chiamato in strada da persone che, forse, conosceva e lì freddato con sei colpi di arma da fuoco. Un uomo, forse uno dei killer, sarebbe stato fermato mentre un secondo sarebbe riuscito a fuggire. Secondo le primissime indiscrezioni si tratterebbe di una esecuzione legata ad ambienti camorristici. Si tratta del secondo episodio sul litorale del basso Lazio: il 26 luglio scorso Modestino Pellino, esponente del clan Moccia, è stato freddato in pieno centro a Nettuno con cinque colpi di pistola.

 Nella foto sotto la vittima: 

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terracina-strage-nazista-da-lunita-1951

L’articolo di cui sopra, ritrovato nell’archivio storico de “L’Unità”, fa presente un triste episodio che riguarda la nostra città. La scoperta nel 1951 , nella zona della dogana e quindi al porto, di una fossa comune contenente i resti di otto persone (tra cui un bambino) trucidate dai Nazisti con un colpo alla nuca.

Chi ha notizie su questo triste episodio, probabilmente cancellato dalla memoria della collettività Terracinese, può contattarmi presso la seguente E-Mail: tdr125@gmail.com

Grazie

nazi_killing_innocent

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missterracina2012

di seguito il video…

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Il servizio su cui lavoriamo da quando, nel 2009, abbiamo concepito la rubrica culturale di Terracina Rialzati vede oggi finalmente la luce. La lunga strada che ha portato alla realizzazione di questa puntata è stata segnata da una serie di imprevedibili difficoltà. Per prima cosa, vogliamo scusarci con i nostri affezionati lettori per il ritardo accumulato dopo l’annuncio del servizio apparso nella quarta puntata sul Santuario di Monte Sant’Angelo: la lunga impraticabilità dei siti archeologici, a causa dei lavori di restauro degli edifici storici; la necessità di un continuo dialogo con i proprietari dei locali sparsi in un’area eterogenea per tipologia edilizia (casa privata, cantina, locale commerciale, deposito ecc.), spesso non facilmente reperibili perché residenti fuori, o addirittura diffidenti per le riprese video dei resti antichi custoditi nelle loro proprietà, hanno determinato uno slittamento dei tempi.

E’ stato un lavoro impegnativo perché in gran parte INEDITO. Le immagini che abbiamo registrato sono esclusive: mai una telecamera era scesa nelle cantine di Palazzo Cardinale per riprendere quello che rimane del Foro “Severiano”. Per la prima volta è stato documentato con precisa ricognizione:
- quello che rimane dell’iscrizione onoraria;
- il lastricato superstite ancora in perfetto stato di conservazione;
- quello che rimane a sud della strada (Appia traianea) con i basoli ancora presenti;
- i resti archeologici lasciati nello scantinato perché difficilmente amovibili: fregi, capitelli, frontoni, basi ecc.
Abbiamo messo in piedi una sintetica ricostruzione 3D per spiegare meglio la posizione della piazza, oggi sostanzialmente invisibile. Qualcosa delle strutture (le famose “tabenae”) si può ancora vedere nel bar di Piazza Fontana Vecchia e in qualche locale adiacente.

Un altro grande impegno è stata la scrittura dei testi, pazientemente elaborati intorno ad uno spoglio bibliografico completo ed aggiornato sull’argomento (se abbiamo dimenticato qualcuno ci scusiamo).

Uno speciale ringraziamento va alla famiglia Cardinale e alla famiglia Longo per la disponibilità e la pazienza dimostrata durante le nostre visite di ispezione e documentazione; senza il loro contributo oggi questo servizio non esisterebbe.

Questa puntata è dedicata a tutti quelli che amano Terracina e la sua storia. Buona visione e buona lettura a tutti.

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1. CENNI STORICI

Il primo a parlare di un foro nella parte bassa della città di Terracina fu il francese Marie-René de la Blanchère nella sua monografia Terracine. Essai d’histoire locale, pubblicata a Parigi nel 1884. Partendo da un disegno del XVI secolo dell’artista Baldassarre Peruzzi, lo studioso ipotizzava tra piazza Fontana Vecchia, la Salita Annunziata e l’attuale Via del Foro Severiano l’esistenza di unForum in compito Severianae, ovvero una piazza posta ad un incrocio da cui partiva la via Severiana, un’antica strada romana che congiungeva Portus (l’odierna Fiumicino) con Terracina, costruita nel 198 d.C. dall’imperatore Settimio Severo.1

La Blanchère sosteneva l’esistenza del foro già prima della rettifica della Via Appia, un intervento urbanistico che portò la regina viarum all’interno del quartiere della marina terracinese;2 egli fu il primo a tentare uno studio della viabilità3 di questo polo logistico antico: in questa zona, insieme alla variante dell’Appia, si incrociavano probabilmente tre vie: quella che divenne poi la Severiana, la via verso il porto e una rampa che saliva alla città alta, permettendo il collegamento del complesso forense con un’altra importante piazza, il Foro Emiliano.

Lo sviluppo economico della città di Terracina a partire dal I sec. a.C., grazie alla produttività del territorio,4 la commercializzazione del vino5 e i rapporti con la Magna Grecia, favorì una crescita urbanistica destinata a consolidare ed ampliare la già interessante rete di vie di comunicazione e di strutture per lo smercio dei prodotti e delle materie prime. Le strutture emerse6 testimoniano lo status di una città che, all’epoca, aveva raggiunto importanti traguardi socio-economici, costituendosi come fondamentale vettore commerciale tra Roma e il sud Italia.

2. LA SCOPERTA

L’ipotesi di La Blanchère fu confermata dall’effettiva scoperta di un foro, avvenuta durante alcuni lavori di scavo nel 1886 su un terreno acquistato ai piedi della Salita Annunziata dall’onorevole Narducci. Dal cantiere emersero diversi reperti archeologici, tra cui decorazioni, fregi architettonici, resti di statue, frammenti di epigrafi e parte della pavimentazione di un piazza, delimitata a sud da una via, – presumibilmente i resti del tratto urbano dell’Appia – in perfetto stato di conservazione: alcuni lastroni conservavano ancora tracce dell’iscrizione onoraria sull’asse longitudinale del foro, indicante probabilmente l’autore o gli autori dell’intervento edilizio.

L’area del foro si estende sull’asse E-O tra la via trasversale che corre davanti la Chiesa dell’Annunziata e Piazza Fontana Vecchia ed è delimitata a sud dall’odierna Via Roma. Sul terreno privato dove sono affiorati i resti del piancito è stato costruito il palazzo Narducci,7 che sul lato lungo affaccia sulla via principale, mentre il lato corto è prospiciente la via in declivio (Via del Foro Severiano); il palazzo, oggi Palazzo Cardinale, segue il palazzo Longo, sotto cui si estende un’altra parte del lastricato.8 L’iscrizione presente sul lastricato tocca un lembo della strada in declivio, passa sotto il palazzo Cardinale e prosegue a nord-ovest sotto i giardini della proprietà Longo. Il moderno percorso viario non è in asse col Foro, il cui esatto orientamento può essere dedotto dalla posizione attuale degli edifici di Piazza Fontana Vecchia, davanti i quali passava anche l’originario percorso urbano dell’Appia traianea, dopo aver superato la porta tardo-antica situata nella zona delle Poste.

A proposito della scoperta, così si esprimeva l’allora sindaco di Terracina, Luigi Risoldi, nell’agosto del 1886, informando il Ministero della Pubblica Istruzione:
«[...] essendosi dovuto sotto fondare i muri di telaro, sono stati rinvenuti alcuni frammenti antichi, cioè: qualche rudero di muro; tre o quattro monchi di statua di lavoro non molto pregevole; un grande capitello di ordine Corintio con foglie rotte; parte del vertice di un frontone, con membrature accuratamente intagliate; un pezzo di fregio con due lettere monche che sembrano un V ed un G precedute da un tratto di asta che pare il piede di un A; una statua muliebre poco meno della grandezza naturale, ma mancante della testa e di lavoro mediocre; e qualche frammento di colonna scanellata che pare alterata dal fuoco. Nella parte, poi, che è in procinto di costruirsi, facendo un tratto degli scavi per la fondazione dei muri, si è trovato, alla profondità di circa quattro metri sotto il suolo, un piancito con grandi lastre rettangolari di pietra calcarea. In questo piancito, allineate sopra ad una medesima direzione, si sono scoperte alcune lettere incise nei detti lastroni, formanti una scritta che non si è potuta leggere perché in massima parte ancora sepolta sotto il terreno. Le belle lettere ricordano subito i tempi dell’epoca imperiale e sono I.V.S. poi un punto A poi Q ed a grande distanza, sotto il lembo della strada detta della SS. Annunziata, un altro Q. Tali lettere, incise nella pietra, sono ricolme di metallo [bronzo], meno l’ultima. Hanno l’altezza di circa 30 centimetri e disposte a distanza di circa m. 1,40 l’una dall’altra. [...] Si nota per maggiore esattezza che in parte dell’area del piancito mancano i lastroni. [...] In adiacenza del detto giardino municipale, esistono dei sotterranei coperti a volta, cioè sostruzioni di antichi edifizi Romani, dei quali rimane sopra terra qualche rivestimento in opera reticolata [...] ».9

Oggi parte dei resti ritrovati è custodita nel Museo Civico Pio Capponi e nei magazzini museali; altri reperti, difficili da spostare, sono rimasti all’interno dell’edificio privato. Le lastre di calcare locale, non omogenee e mancanti in più punti, sono visibili solo nelle cantine del Palazzo Cardinale,10 insieme all’unica lettera ancora visibile dell’iscrizione (Q) e ai lacerti della strada che delimitava a sud il foro.

3. FORMA E DIMENSIONI

Il foro è rettangolare come quello nella parte alta della città, ma di dimensioni diverse. La sua larghezza è stata determinata raddoppiando la distanza (7-8 metri) tra l’iscrizione, presumibilmente collocata sull’asse centrale della piazza, e l’inizio del tratto di basolato della strada che lo delimita a sud; risultato: una misura compresa tra i 16 e i 18 metri. Più difficile stabilire la lunghezza dell’asse E-O: considerando i limiti posti dalle strutture ritrovate ad occidente del sito, in Piazza Fontana Vecchia, e un possibile incrocio di strade situato ad est,11 non troppo distante dal punto in cui oggi è presente il declivio con la Via del Foro Severiano, si ottiene una misura approssimativa di circa 50 metri. I pochi indizi che abbiamo ci portano a supporre quindi una piazza con dimensioni pari alla metà di quelle del Foro Emiliano sulla città alta.12 Il lastricato è fatto di calcare locale: le lastre misurano circa 1,60 m. di lunghezza per 0,70 m di larghezza; il loro spessore è di circa 25/30 cm.13

Sull’asse orizzontale E-O è stata ritrovata parte di un’iscrizione onoraria: le lettere, di bella fattura e perfettamente conservate, sono incassate nella pietra e ricolme di metallo (bronzo); quattro, presumibilmente nella zona centrale della piazza, sono ravvicinate e danno I U S . Q .;14 una quinta lettera, un’altra Q, si trova a circa 16 m dalle altre, sotto un lembo della strada in declivio (Via del Foro Severiano): è priva del riempimento in bronzo e conserva solo l’incisione sulla pietra.

Dell’iscrizione oggi è visibile solo la prima Q in bronzo, che si conserva nelle cantine del Palazzo Cardinale; delle altre non è stato possibile stabilire posizione e stato di conservazione, dopo i cambiamenti urbanistici avvenuti agli inizi del secolo scorso.15 Il piano della piazza si trova oggi a 2,70 m sotto il livello stradale.16

4. REPERTI E STRUTTURE DEL FORO

Dallo scavo del 1886 sono emersi diversi reperti. Le fonti presentano elenchi non sempre uguali: ora essenziali, altre volte più dettagliati. Questo, in sintesi, il materiale rinvenuto:

a. qualche rudere di muro;
b. frammenti di colonne scanalate;
c. un pezzo di capitello corinzio;
d. un grosso frammento appartenente ad un vertice di frontone con membrature accuratamente lavorate;
e. piedi di una statua;17

f. tre piedistalli per statua con anfora e patera;18
g. una statua femminile di grandezza naturale decapitata;19
h. sepolcri a cassa;
i. una vasca tardo-antica;
l. iscrizione di P. Numisius;20
m. altri due pezzi di iscrizioni incise su grandi lastre di marmo e con lettere alte 20 cm, appartenenti all’epistilio di un edificio prospettante il foro.21

L’ultimo reperto è molto interessante perché suggerisce la presenza di un edificio, che poteva essere un tempio, nella parte occidentale del foro.

L’area quadrilatera era contornata da una serie di edifici, di cui è rimasta una serie di avanzi specialmente nel lato settentrionale, oggi visibili in parte nelle costruzioni aperte al pubblico a ridosso di Piazza Fontana Vecchia. Seguendo la ricostruzione sulla cartina di seguito pubblicata, iniziamo una lettura sintetica22 delle strutture in senso E-O:

a. Stanze antiche, probabilmente tabernae, coperte ad arco con muri in reticolato e volte parallele al fronte del fabbricato (si nota la prima a forma trapezoidale). Dietro ad esse se ne trovano altre, la cui destinazione non è di facile comprensione, le quali proseguono in direzione opposta fin dentro la collina. L’opera reticolata, del I sec. d.C., qui è migliore. Dietro si trova anche un’antica scala con piano di mattoni.23

b. Un abside in opus mixtum con fasce di reticolato divise da file di mattoni (probabilmente tegole da riporto).24
c. Una serie di cubicoli in reticolato (m 3,95 x 3) con volta ortogonale all’asse del foro.25
e. Resti di un acquedotto di cui non è stato possibile tracciare il percorso.26

5. PROBLEMI DI VIABILITÀ

La scoperta del foro contribuì a rendere più complesso il problema della viabilità intorno a questo importante snodo urbanistico dell’antichità. La Blanchère fu il primo a fornire un’analisi completa dell’incrocio delle strade, rivedendo il percorso rettilineo compiuto dall’Appia,27 dopo il superamento della porta tardo-antica, attraverso il quartiere della marina terracinese.28 L’archeologo francese ritenne allora che la via maestra dovesse deviare leggermente verso sud, identificandola con il basolato scoperto sul lato meridionale del foro, una strada che probabilmente diventava più avanti laVia ad Portum e che sarebbe stata ripresa nella parte iniziale dalla stessa Appia traianea. Tale ipotesi sembrava confermata qualche decennio più tardi dal ritrovamento di un altro tratto di strada in asse col precedente nei pressi di Piazza Fontana Vecchia, di fronte ad alcuni locali antichi (cubicoli) in reticolato.29 Negli anni ’20 del ’900 furono rinvenuti altri avanzi di antiche vie che offrirono nuovi spunti di riflessione, complicando notevolmente la soluzione del problema. Un tratto in buono stato di conservazione fu ritrovato nei pressi dell’ex Teatro Fontana, oggi Leila Gallery, in asse con la strada che proveniva dal lato meridionale del foro; poco più avanti, in asse ortogonale con l’emiciclo di Piazza Garibaldi, un altro tratto molto consumato, in direzione S-E, faceva supporre un incrocio tra l’Appia traianea e la via che proseguiva verso il porto, come supposto da La Blanchère e Lugli.30Durante i lavori per la costruzione di un palazzo a monte della Salita Annunziata, quasi di fronte la chiesa omonima, fu ritrovato a 6,50 m. di profondità il pavimento dell’Appia traianea in direzione E-O.31 Sempre nella stessa proprietà, fu identificato verso la collina anche il tratto di un’altra via che scendeva dal Foro Emiliano alla Marina. Il dislivello tra le due strade era di circa di 3 m.32 Questo sorprendente reticolo stradale33 indusse il Lugli ad ipotizzare che l’Appia, superata la porta delle mura antiche ad ovest e penetrata all’interno del quartiere terracinese della Marina, si spezzasse in due con un doppia curva a gomito proprio in prossimità del foro della città bassa: un percorso saliva verso l’alto con un andamento tortuoso, a riprendere i tratti scoperti a monte; l’altro si raccordava con i basolati rinvenuti sul lato sud del foro.

Tale ipotesi, anche se possibile, dovrebbe ammettere, rispetto almeno al tratto ascendente, un andamento molto singolare per una rettifica, che avrebbe invece dovuto rendere l’Appia più agevole e spedita.34 Recentemente, in uno studio sul percorso urbano dell’Appia traianea,35 Rosario Malizia ha avanzato altre due ipotesi sul percorso della strada maestra. La prima è che, spostando il bivio con la Via ad Portum subito dopo la porta tardo-antica (zona Poste), l’Appia poteva proseguire il suo cammino alle spalle del complesso forense, passando tra le strutture occidentali del foro e i terrazzamenti36 situati fra la città alta e quella bassa. La seconda, ammettendo che il basolato trovato sulla Salita Annunziata fosse appartenuto ad un’altra strada, ipotizza che l’Appia, dopo aver percorso il lato sud del foro, invertiva il proprio cammino con un’ampia curva per andare a raccordarsi con il tratto sottostante la chiesa del SS. Salvatore. Al momento, le poche informazioni di cui disponiamo non permettono la risoluzione del problema; certo è che la rettifica dell’Appia è stata sicuramente concepita adeguando il suo percorso ad una situazione urbanistica preesistente che aveva nel foro e nella Via ad Portum i suoi cardini principali.

6. IL NOME E GLI AUTORI

Il nome “Foro Severiano” che gli viene solitamente attribuito è del tutto arbitrario. La comunità scientifica lo ha adottato per distinguerlo da quello della città alta, di cui è ben noto il nome dell’autore: Aulus Aemilius.37 Non facile, quindi, stabilire con evidenza documentale l’autore o gli autori del foro della città bassa. La Blanchère, riprendendo un’iscrizione38 da lui analizzata che celebrava un’opera pubblica di Q. Aufidius Q. F. e Q. Magulnius Q. F., databile tra la fine della Repubblica e gli inizi dell’Impero, si spingeva a supporre che le lettere superstiti ritrovate sul pavimento del foro potessero individuare proprio i due magistrati.39 Recentemente, Pietro Longo40non solo ha ripreso questa ipotesi, non avendo dubbi sull’attribuzione ai due magistrati, ma ha anche fornito una datazione molto precisa sulla sua prima edificazione. In particolare, ricollegandosi alla teoria, seguita anche da altri,41 che in età triumvirale sarebbe stata dedotta a Terracina una colonia ad opera del console Domizio Calvino, l’archeologo propone un primo intervento di sistemazione intorno al 40 a.C., anno del consolato di Calvino, e successivamente, in relazione con i grandi interventi urbanistici operati in città, come la rettifica dell’Appia e il taglio del Pisco Montano, la definitiva sistemazione del foro nelle forme giunte fino a noi. Le osservazioni di altri studiosi mosse alle conclusioni di Longo, incentrate soprattutto su un’incompleta analisi urbanistica del complesso forense42 e su azzardate teorie non provate da alcun documento storico,43 lasciano il problema sostanzialmente aperto. Come diceva La Blanchère,44 solo un auspicabile scavo nei punti in cui potevano essere individuate le lettere mancanti, finalizzato a completare, con ragionevole certezza, l’iscrizione onoraria, potrebbe far luce definitivamente sulla questione. Oggi la complessità della stratificazione urbanistica pone oggettivi problemi di intervento ed un saggio pare possibile solo nei giardini retrostanti i palazzi storici, che poggiano le loro fondamenta direttamente sui lastroni del foro di età romana.45

7. BIBLIOGRAFIA

M.-R. DE LA BLANCHÈRE, Terracina. Essai d’histoire locale, Parigi 1884
M.-R. DE LA BLANCHERE, Découverte d’une place à Terracine, in “MEFR”, 7, 1887. Trad. M. Tramonti,Terracina e le terre pontine, a cura di G.R. Rocci, Terracina 1984.
G. LUGLI, Forma Italiae, Vol. I, Pars I, Anxur-Tarracinae, Roma 1926
F. COARELLI, Lazio, “Guide Archeologiche Laterza”, Roma-Bari 1982
F. COARELLI, I santuari del Lazio e della Campania tra i Gracchi le guerre civili, Parigi-Napoli 1983
P. LONGO, Il Foro Severiano. Lettura delle strutture ed analisi storica del complesso, in AA.VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Casamari 1988, p. 87 ss.
R. MALIZIA, Il percorso urbano dell’Appia traianea, in AA.VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Studi in occasione del 23° centenario dell’Appia, Casamari 1988, p. 73 ss.
M. CANCELLIERI, A proposito di Cn. Domitius Calvinus e la colonia triumvirale di Tarracina, in La valle pontina nell’antichità, Atti del Convegno di Cori, Roma 1990, p. 45 ss.
R. MALIZIA, L’attività dei Regi Ispettori degli Scavi e Monumenti di Terracina, in AA.VV., Antichità e Belle Arti a Terracina. La gestione dei beni culturali fra il 1870 e il 1915 nei documenti dell’Archivio Centrale dello Stato, Formia 1994, p. 145, nota 39.
F. COARELLI, La costruzione del porto di Terracina in un rilievo storico tardo-repubblicano, in Revixit ars. Arte e ideologia a Roma: dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma 1996, p. 434 ss.

APPENDICE

La questione della colonia del console Domizio Calvino è stata affrontata da Margherita Cancellieri in un convegno tenuto a Cori nel 1990 sulla “Valle Pontina nell’antichità”. La studiosa, rallegrandosi per il fervore di studi che stava portando a rivedere le vecchie teorie su Anxur-Tarracina, invitava i colleghi a non cedere al facile desiderio di costruire immediate conclusioni e a seguire la strada di un’attenta, completa, oggettiva, paziente documentazione ed analisi di tutti i dati disponibili. Ciò premesso, partiva con un caso emblematico di mistificazione, che aveva portato alcuni a trasformare il “probabile” in “certo”, ovvero il bollo laterizio46 del console Cn. Domizio Calvino e quindi il tentativo di intendere il suo testo epigrafico come il ricordo di una probabile deduzione coloniale a Terracina. Di tutti i frammenti trovati, nessuno proviene dalla nostra città: la studiosa fa notare che il primo bollo fu recuperato tra il 1879 e il 1881 da Marie-René de La Blanchère nella villa di Domiziano sul Lago di Paola. Successivamente, furono trovati altri esemplari, non solo nella stessa area, ma anche fuori di Circeii, verso l’agro formiano e a Pompei. Nessuno però proviene da Terracina.47 L’errore fu dovuto ad una confusione iniziale di assegnazione che fece scrivere allo studioso francese un generico “près de Terracine”. La Blanchère non fece in tempo a comunicare la correzione e la prima edizione dell’iscrizione del bollo apparsa nel C.I.L. riportò l’errore. La correzione avvenne solo nelle edizioni successive. Sebbene non si possa escludere che questa colonia sia stata creata a Terracina, diventa del tutto arbitrario trasformare una suggestiva ipotesi di lavoro in acclamata verità, tanto da trasformarsi, dice la Cancellieri, in “[…] una indiscutibile certezza “triumvirale”, nuovo cardine della storia, della topografia e dell’urbanistica di Terracina: la colonia di Domizio Calvino viene presentata come il momento per la costruzione di un impianto portuale, per l’avvio della realizzazione del foro della città bassa, per il taglio del Pisco Montano, per la centuriazione del territorio e per i restauri del santuario di Monte S. Angelo. [...]” La scarsa attitudine di alcuni allo spoglio critico e sistematico di tutte le fonti disponibili porta inevitabilmente alla creazioni di sistemi che sembrano più confondere che chiarire, risultando, in definitiva, metodologicamente inaccettabili. Per approfondire, vedi M. CANCELLIERI, A proposito di Cn. Domitius Calvinus e la colonia triumvirale di Tarracina, in La valle pontina nell’antichità, Atti del Convegno di Cori, Roma 1990, p. 45 ss.

Galleria fotografica

Bollo laterizio_romano_sulle_scale_di_Piazza_dei_Crociferi_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_3-Apr-2008
Disegno-eseguito-nel-1886-al-momento-della-scoperta-del-Foro-Severiano-Arch.-Centrale-dello-Stato-da-AA.VV.-La-Via-Appia-a-Terracina-Casamari-1988.
La porta delle mura tardo-antiche nei pressi dell'Ufficio Postale, al momento della scoperta (da P. Matranga, La città di Lamo stabilita in Terracina, Roma 1852).
Lastricato in perfetto stato di conservazione 1 foto by TR 2012
Lettera Q
Lettera Q2
Operazioni di ripulitura del lastricato Foto by TR 2012
Palazzo Cardinale esterno foto by TR 2012
Planimetria-dei-resti-del-Foro-Severiano-da-AA.VV.-La-Via-Appia-a-Terracina-Casamari-1988.
Reperti 10 foto by TR 2012
Reperti 10 foto by TR 2012
Reperti 16 foto by TR 2012
Reperti 8 foto by TR 2012
Reperti 9 foto by TR 2012
Reperti giardino Longo foto TR 2012
Reperti nel giardino Longo (particolare peso) foto by TR 2012
Reperti nel giardino Longo foto by TR 2012
Resti strada lato sud del foro 1 Foto by TR2012
Resti strada lato sud del foro 2 Foto by TR2012
Resti strada lato sud del foro 4 (particolare basolato) Foto by TR2012
Scoperta lettera in bronzo foto by TR 2012
Sostruzioni Palazzo Cardinale 1 Foto by TR 2012
Sostruzioni Palazzo Cardinale 2 Foto by TR 2012
Tabernae presso Fontana Vecchia foto TR 2012
Uno-degli-ambienti-del-Foro-Severiano-trasformato-in-cantina-da-AA.VV.-La-Via-Appia-a-Terracina-Casamari-1988.

 

Note


[1] La strada prende il nome da questo imperatore che probabilmente si limitò a collegare e lastricare percorsi e strade già esistenti.?
[2] Per un’analisi complessiva del percorso dell’Appia inferiore o traianea e la connessione con il grandioso taglio di Pisco Montano vedi R. MALIZIA in Il percorso urbano dell’Appia traianea, in AA.VV.,La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Studi in occasione del 23° centenario dell’Appia, Casamari 1988, p. 73 ss.?
[3] Vedi più avanti il paragrafo “Problemi di viabilità”.?
[4] Si consideri l’importanza della zona agricola della “Valle”, la cui produttività era all’origine, come già evidenziato dal Lugli, di un antico percorso che la collegava al porto, una strada in parte ricalcata oggi da Via dei Volsci, da considerare probabilmente all’origine della via “ad portum” ritrovata sul lato occidentale del Foro Severiano, il cui percorso iniziale fu ripreso in età imperiale anche dall’Appia inferiore (cfr. G. LUGLI, Forma Italiae, Vol. I, Pars. I, Anxur-Tarracina, Roma 1926).?
[5] Il famoso Caecubus (Cecubo in italiano) vino rosso molto pregiato prodotto nella zona del Lazio con origini antichissime, tanto che il poeta Orazio nell’Ode I, 37 lo cita per invitare gli amici a festeggiare, danzare e a bere in occa¬sione della morte di Cleopatra. Il cecubo era originario dell’Ager Caecubus, corrispondente alla zona fra Formia, Fondi e Terracina. Plinio in particolare elogia quello prodotto ad Amyclae, antica città prossima a Sperlonga.?
[6] Il porto, le Terme alla Marina, il foro, la Via Appia, i resti di domus, le tabernae e i depositi prospicienti il “Fiumicello” (corso d’acqua navigabile che si originava dall’Amaseno ed era anticamente importante vettore per il trasporto di derrate alimentari dall’interno verso la costa e il porto). Per un’analisi dettagliata delle strutture di Terracina bassa cfr. LUGLI 1926, cc. 125-126, IV Zona, Terracina bassa.?
[7] Sulla scelta infelice, ma purtroppo frequente in quegli anni, di far costruire un palazzo sui resti del foro, tornò Pio Capponi in una lettera del 5 dicembre del 1894 al Ministero della Pubblica Istruzione: [...]“Io comprendo che a datare da un anno a questa parte con le mie scoperte abbia quasi annojato cotesto Ministero, molto più riflettendo che dal 1882 da che io mi esentai da Terracina niuna ricerca o scoperta fu fatta, anzi si distrusse il Foro Severiano dagli Ispettori locali Sig.ri Remiddi e Liberati” […]. Capponi, negli anni in cui era stato aperto il cantiere a Terracina, si trovava a Reggio Calabria per lavorare come disegnatore presso la Compagnia delle Strade Ferrate di Calabria. Il disappunto nei confronti del ruolo avuto dagli ispettori che lo hanno seguito nella salvaguardia della preziosa scoperta archeologica farebbe supporre che se ci fosse stato lui a seguire i lavori di scavo del foro, i risultati sarebbero stati diversi. Cfr. R. Malizia, L’attività dei Regi Ispettori degli Scavi e Monumenti di Terracina, in AA.VV., Antichità e Belle Arti a Terracina. La gestione dei beni culturali fra il 1870 e il 1915 nei documenti dell’Archivio Centrale dello Stato, Formia 1994, p. 145, nota 39.?
[8] Nelle cantine di palazzo Longo non sono stati trovati resti significativi né dei lastroni del foro né delle lettere dell’iscrizione.?
[9] La lettera del sindaco seguiva la nota, meno dettagliata, dell’ispettore dell’area Filippo Lombardini, recatosi sul posto per conto della Direzione delle Antichità di Roma; vedi P. LONGO, Il Foro Severiano. Lettura delle strutture ed analisi sto¬rica del complesso, in AA.VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Studi in occasione del 23° centenario dell’Appia, Casamari 1988, p. 87 ss.?
[10] In corrispondenza dei pilastri sostruttivi del palazzo le lastre si presentano affossate oppure sollevate.?
[11] Da considerare: a) una possibile ampia curva, che avrebbe delimitato il lato est, da parte dell’Appia per raccordarsi con il tratto sottostante il transetto della chiesa del SS. Salvatore (cfr. MALIZIA 1988); b) l’esistenza di una rampa che saliva nella parte alta della città, all’ingresso del Foro Emiliano.?
[12] Il Foro Emiliano, con lastroni di 1,50 m di lungh., 0,60 cm di largh. e 0,25 cm di spessore, è un’area quadrilatera di m 100 x 35.?
[13] E’ stato possibile misurare lo spessore delle lastre sollevate in prossimità dei piedritti sostruttivi del palazzo Cardinale.?
[14]Le lettere hanno un’altezza di circa 30 cm e sono disposte ad una distanza l’una dall’altra di circa 1,40 m (cfr. LONGO 1988).?
[15] Nell’ultimo sopralluogo avvenuto nella primavera del 2012, l’associazione culturale Terracina Rialzati non è riuscita a rilevare la presenza almeno del punto di separazione tra la scritta IUS e la prima Q, come documentano le fonti, punto che doveva trovarsi nelle cantine del palazzo Cardinale. Il resto delle lettere, stando all’unica pianta ricostruttiva del Longo, dovrebbe posizionarsi tra il muro perimetrale N-O del palazzo e i giardini adiacenti.?
[16] La Blanchère riporta 2,50 m (cfr. LA BLANCHÈRE 1884). Nel testo si fa riferimento all’ultimo rilievo in ordine cronologico, eseguito da Pietro Longo (cfr. LONGO 1988).?
[17] Frammenti scomparsi: cfr. LONGO 1988.?
[18] Dei tre piedistalli si è conservata solo una grande base in calcare, probabilmente anepigrafe, all’interno del Palazzo Cardinale. Non è possibile stabilire con certezza la presenza su di essa di un’iscrizione a causa di un gros¬so frammento di capitello corinzio addossato alla base (cfr. LONGO 1988).?
[19] Due tronchi di statua in marmo di Carrara, rinvenuti nel marzo del 1886, erano stati trafugati: cfr. LONGO 1988.?
[20] La lastra è stata utilizzata come parete per una delle tombe trovate nel foro. Per una lettura completa dell’iscrizione vedi LONGO 1988 e nota n. 9.?
[21] Una riportava .AVG., l’altra …OLIO … OVIT. Cfr. LUGLI 1926, c. 103, n. 60.?
[22] Per un’analisi approfondita delle strutture ritrovate cfr. LONGO 1988, Le strutture.?
[23] Cfr. LUGLI 1926, cc. 103-104, n. 60.?
[24] Della struttura rimane oggi solo il lato nord, poggiato su un muro in reticolato. Al suo interno, nell’edifico moderno che la racchiude, si è costruita una scala moderna di servizio: cfr. LONGO 1988,Le strutture.?
[25] Da poco restaurati, sono ancora visibili all’interno di alcuni locali che affacciano su Piazza Fontana Vecchia.?
[26] Ne parla sempre Longo: cfr. LONGO 1988, Le strutture.?
[27] Secondo un primo studio, La Blanchère ipotizzava che l’Appia dovesse passare proprio nel punto in cui è stato ritrovato il foro.?
[28] Con l’espressione “Quartiere della Marina” s’intende la parte bassa della città che si estende verso il mare, la quale fu fabbricata quasi tutta nell’età imperiale e poi rivalorizzata in età papale: cfr. LUGLI 1926, cc. 125-126, IV Zona.?
[29] Oggi questi locali restaurati si conservano nel bar e nel locale adiacente Piazza Fontana Vecchia. Su questo ritrovamento esiste un’incongruenza: per il Lugli il tratto di Appia scoperto è stato rilevato a 1,20 m di profondità, ma sappiamo che il lastricato del foro è a 2,50-2,70 m di profondità rispetto agli attuali piani stradali; inoltre, la via antica ri¬spetto al foro è più bassa di 20-25 cm (cfr. LUGLI 1926, c. 105 n. 61).?
[30] Cfr. LUGLI 1926, c. 133, n. 74, e carta n. 3.?
[31]Cfr. LUGLI 1926, c. 97, n. 48: “[…] Era lastricata con bei poligoni di selce e verso ovest mostrava la crepidine in blocchi di calcare”. ?
[32] Questo tratto di strada era sostenuto da un alto muraglione, composto da blocchi di calcare irregolari. Il muro, molto antico, presentava alcuni restauri in opera incerta del periodo tardo repubblicano: cfr. LUGLI 1926, c. 97, n. 48.?
[33] Era già noto un altro tratto di basolato in asse con la prima via trovata a monte della Salita Annunziata, scoperto durante i lavori di costruzione della grandiosa chiesa del SS. Salvatore al tempo di Gregorio XVI. Il selciato dell’Appia infe¬riore, in direzione da N-O a S-E, si trova all’incrocio della navata centrale col transetto: cfr. LUGLI 1926, c. 105 n. 62 e carta n. 3. ?
[34] Osservazioni in MALIZIA 1988.?
[35] Cfr. MALIZIA 1988.?
[36] LUGLI 1926, c. 103, n. 59. Questi terrazzamenti, probabilmente a scopo abitativo, sono segnati solo in parte nella carta archeologica pubblicata nella Forma Italiae. Essi occupavano l’area posta fra Via Roma e la Salita Annunziata. Cfr. anche MALIZIA 1988. ?
[37] Cfr. LUGLI 1926, c. 103, n. 60. ?
[38] C.I.L. I, 1186; X, 6327.?
[39] Scriveva La Blanchère: [...] Nello stesso tempo in cui A. Aemilius costruiva il Foro nella città alta e il tempio di Roma e Augusto, vale a dire mentre viveva questo imperatore, potrebbe essere stato costruito il Foro nella città bassa, nel quartiere che nasceva allora intorno alla nuova via, e che raggiunse sotto gli Antonini il suo sviluppo completo, quando il porto fu ristabilito; [...] da Découverte d’une place à Terracine, in MEFR, 7, 1887. Trad. M. Tramonti, Terracina e le terre pontine, a cura di G.R. Rocci, Terracina 1984, p.113.?
[40] Cfr. LONGO 1988.?
[41] Vedi F. COARELLI, I santuari del Lazio e della Campania tra i Gracchi e le guerre civili, Parigi-Napoli 1983, e IDEM, Lazio, “Guide Archeologiche Laterza”, Roma-Bari 1982. Per la questione della colonia di Domizio Calvino vedi APPENDICE.?
[42] “[...] Numerosi sono i dubbi e le perplessità da sollevare alle interpretazioni e conclusioni di Longo, ma soprattutto lascia perplessi la eccessiva disattenzione dell’autore nei confronti del quadro topografico relativo alla viabilità incentrata sulla piazza stessa, quadro che presenta dei problemi tutt’altro che secondari, a giudicare dalle osservazioni di R. Malizia a proposito dell’Appia inferiore.[...]”: M. CANCELLIERI, A proposito di Cn. Domitius Calvinus e la colonia triumvirale di Tarracina, in La valle pontina nell’antichità, Atti del Convegno di Cori, Roma 1990, p. 47.?
[43]“[...] Il tentativo sarebbe stato comunque metodologicamente più accettabile di quanto non sia una definizione cronologica che si aggancia ad una cortina in opera quasi reticolata, ad un brandello epigrafico (chissà poi quanti personaggi di rango presenti a Terracina e con un padre di nome Quintilius non conosciamo!) e ad una colonia che, più che presunta, è solo immaginata. [...]”: CANCELLIERI 1990, p. 47.?
[44] Cfr. LA BLANCHÈRE 1887.?
[45] Il palazzo Cardinale risulta sostruito da una serie di arcate a crociera che poggiano direttamente sul lastricato. Per realizzare la costruzione l’intera area lastricata è stata liberata dal terreno. Longo ipotizza che in questa fase probabilmente è stato possibile riportare alla luce gran parte dell’iscrizione e che un appunto di trascrizione potrebbe trovarsi in qualche ar¬chivio (cfr. LONGO 1988, nota 23).?
[46] Il bollo è un marchio impresso dagli stabilimenti di produzione di laterizi (figlinae o figline), collocati in genere in prossimità di depositi di argilla e lungo i fiumi per facilitare il trasporto dei materiali.?
[47] Qualche anno dopo il Coarelli tornò sull’argomento in uno scritto sul porto di Terracina e rivelò di aver ricevuto attendibili notizie dall’archeologo Pietro Longo sul ritrovamento di due bolli, ancora presumibilmente inediti, direttamente nel Foro Severiano. Così si esprime il Coarelli, ed ancora oggi è tutto quello che sappiamo dei preziosi reperti: “[...] conosciamo ora anche esemplari da Terracina[...]” , il rapidissimo accenno nel testo prosegue in una nota ancora più sintetica e aleatoria: “Due bolli inediti provengono dall’area del cosiddetto “Foro Severiano” di Terracina (comunicazione di P. Longo, che ringrazio)”. Non è dato sapere né la forma né il contenuto integrale di questa comunicazione. Cfr. F. COARELLI, La costruzione del porto di Terracina in un rilievo storico tardo-repubblicano, in Revixit ars. Arte e ideologia a Roma: dai modelli ellenistici alla tradizione repubblicana, Roma 1996, p. 449 e nota 22.?

Terracina Rialzati

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GRAZIE A TUTTI!

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Vorrei riassumere quanto successo quest’anno nella zona portuale, non ha precedenti così negativi sul piano del turismo: inizio febbraio 2012 con la Conferenza dei servizi tenutasi tra la Regione Lazio, Capitaneria di porto di Terracina, rappresentanti dell’attuale Amministrazione comunale. Si parla anche di messa in sicurezza dell’area portuale, problema sollevato dall’allora Comandante della Capitaneria e impegno assunto dall’Amministrazione comunale. In un Consiglio comunale di metà marzo, presentazione di una mozione contraria, e con toni duri e invasivi rispetto alla gestione del personale militare della Capitaneria, alla ZTL nell’area portuale. Mozione non ritirata e impegno di un incontro con il Comandante della Capitaneria di porto; impegno evidentemente non mantenuto sicchè nei primi di aprile istituzione della ZTL con divieto di accesso e sosta dalle ore 22.00 del venerdì alle ore 06.00 del lunedì, eccezion fatta per gli operatori nell’area muniti di pass.

Si attiva, non proprio alacremente, l’amministrazione comunale creando un bando per l’effettuazione dei lavori di messa in sicurezza. Affidamento in data 08 maggio alla ditta vincitrice. Non è dato sapere la data di consegna dei lavori. Sarebbe interessante che qualche consigliere chieda copia del bando e del contratto. Certo è che tuttora vige la ZTL in quanto il Comune non ha trasmesso alcuna comunicazione sull’aver messo in sicurezza l’area.

Secondo atto: le manifestazioni, tanto reclamizzate e sponsorizzate dall’Amministrazione Comunale. A parte la scelta infelice della cosiddetta location e l’aver elevato e parificato lo spessore artistico degli spettacoli, tuttociò ha determinato l’emissione di una ulteriore ordinanza della Capitaneria che vieta l’ingresso e la sosta, a tutti, dalle ore 12.00 (avete capito bene) del giorno dello spettacolo alle ore 02.00 del giorno seguente. Questa disposizione sino al 20 agosto p.v. e domando: vigerà lo stesso sistema per uno spettacolo isolato?

Con queste disposizioni entrano in un gioco perverso e pesantissimo i mezzi di rimozione. Le auto rimosse sono tantissime e vengono depositate maggiormente in un capannone di un privato ubicato all’incrocio di VIa C. Colombo e Via del molo per facilitare gli automobilisti al recupero. Troppo buoni! Verificarne la legittimità, e le altre in un deposito a Capocroce. I vigili urbani sono pochi? No, prestano servizio insieme ai militari della Capitaneria vicino alla transenna agli inizi dell’area portuale

Mi aspetto che l’Amministrazione Comunale dia un segnale di inversione oppure qualche consigliere intervenga “a gamba tesa”: non siamo in presenza di una buca stradale, siamo in presenza di una voragine turistica. Altro che Tassa di soggiorno! Faremo un class action o una disubbidienza civile? Ci sono abusi o eccessi di potere? Illegalità nell’affidamento dei lavori? Intanto oggi 16 agosto chiusura dalle ore 12.00 alle ore 02.00

Sono a disposizione per fornire ulteriori dettagli.
Buona giornata da Carlo 348 0573204

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locandinafesta5stelle_bis

Programma del giorno 17 Agosto 2012:

ore 18. Giochi per bambini e Merenda in MoVimento
ore 19.30. Aperitivo Live con Dabadaba Band
ore 21. “Meetup & MoVimento.. percorso verso una lista civica a 5 Stelle” a cura del MoVimento 5 Stelle di Latina
ore 22. NON SI BUTTA VIA NIENTE spettacolo di FABRIZIO GIANNINI
ore 23. Musica Live con Mk-Muse

Programma del giorno 18 Agosto 2012:

ore 18. Giochi per bambini e Merenda in MoVimento
ore 19.30. Aperitivo Live
ore 20.30. “Meetup & MoVimento.. Ambiente Acqua ed Energia”
ore 21.30. “Rock in MoVimento” con The Olders and Sexx – Metal Wings – Free Beer

Programma del giorno 19 Agosto 2012:

ore 18. Giochi per bambini e Merenda in MoVimento
ore 19. Esibizione Corpo Bandistico di Terracina
ore 21. “La quinta mafia: la contaminazione” conferenza a cura dell’Ass. Cittadini Contro le Mafie
ore 22. Musica Live con London City Sky & JASER JAZZ BAND

 

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terracinablog_anxur

Ieri sera le luci della storia si sono riaccese sul Tempio di Giove Anxur, grazie ad un’iniziativa organizzata dalla società Munus, che in collaborazione con il Comune di Terracina e con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, ha intrapreso un progetto di promozione e comunicazione finalizzato al rilancio dell’immagine del sito archeologico.
Percorso ispirato alla grande architettura scenografica ellenistica, la quale appartiene alla serie degli antichi santuari laziali ristrutturati in modo monumentale nella tarda Repubblica dell’Antica Roma.
“Anxur Lumina” – afferma il sindaco Nicola Procaccini – è uno spettacolo fatto di suoni, luci, filmati che rievocano il fascino e le suggestioni del Tempio di Giove.
Un racconto che grazie all’uso del flashback condurrà gli spettatori in un viaggio nel tempo.
Il pubblico potrà così conoscere la storia del sito archeologico attraverso testimonianze dirette, racconti di personaggi virtuali che avranno potuto verosimilmente abitare i luoghi e frequentare il Tempio.
Devo dire che abbiamo a lungo inseguito il sogno della valorizzazione di un’intera area del Tempio di Giove Anxur, che passasse anche attraverso una professionalità del servizio che presentiamo al pubblico.
Credo che con questa iniziativa possa iniziare un nuovo percorso per l’offerta turistica e culturale di Terracina, perché la Città ha bisogno di aumentare le sue attrattive, e in questo caso noi riusciamo ad intercettare da un lato l’aspetto culturale e archeologico che è di grande rilievo, dall’altro lato anche il gusto più popolare dei nostri turisti e dei residenti, perché attraverso queste tecnologie il viaggio nella storia è divertente oltre che istruttivo”.
Per prenotare un viaggio nella storia del Tempio di Giove Anxur, gli interessati possono prendere contatto con la società Munus allo 06.88522517.

Video importato

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terracina-incrocio-viale-circe-viale-vittoria-fine-anni-40_bis
 AGOSTO 2012

9

gio
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA
Frammenti di Ludovico Einaudi interpretati al pianofeorte da Domenico Ceparano
P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO
10^ EDIZ. FESTA DELLA BIRRA E DELL’OSPIT. TURISTICA Spettacolo di danza e comicità e magia B. HERMADA

0.00

ASS. CIRCOLO DELLE FRAZIONI  B.H. – MORO MATTEO GRATUITO
FESTA DEMOCRATICA PINETA (V.LE CIRCE) PARTITO DEMOCRATICO A. CITTARELLI
TAPPA CAMPIONATO NAZ. 3VS3 P.ZZA 25 APRILE ASD AMICI DELLO SPORT – F. CASCARINI
25 SAGRA DEL VINO MOSCATO
serata di ballo con la Magic Dance School
CAMPO SPORT. LA FIORA ASS. CULT. LA FIORA – C. ANTONETTI

10

ven
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
ENRICO BRIGNANO
MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA
Vittorio Palmacci Quartet in Concerto
P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO
10^ EDIZ. FESTA DELLA BIRRA E DELL’OSPIT. TURISTICA serata musicale e balli con l’Orchestra “I Mozzato” B. HERMADA

0.00

ASS. CIRCOLO DELLE FRAZIONI  B.H. – MORO MATTEO GRATUITO
RASSEGNA CONCERTISTICA preceduta da conferenze del Prof. E Selvaggi su tematiche ambientali – a conclusione della serata degustazione di vini e prodotti locali PARCO DELLA RIMEMBRANZA

21,00

ASS. CANTO DI EEA – CATERINA BONO
FESTA DEMOCRATICA PINETA (V.LE CIRCE) PARTITO DEMOCRATICO A. CITTARELLI
25 SAGRA DEL VINO MOSCATO
Spett. musicale “I Maestri dell’Organetto con …Le Melodie del Liscio”
CAMPO SPORT. LA FIORA ASS. CULT. LA FIORA – C. ANTONETTI

11

SAB
LA CORRIDA –  FINALE P.ZZA B. BUOZZI

21.00

ASS. PENSIONATI E AMICI A.
SAGLIANO
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO
10^ EDIZ. FESTA DELLA BIRRA E DELL’OSPIT. TURISTICA Serata pop – rock con le cover band show B. HERMADA

21.00

ASS. CIRCOLO DELLE FRAZIONI  B.H. – MORO MATTEO GRATUITO
25 SAGRA DEL VINO MOSCATO
Orchestra spettacolo con “I Media Sound”
CAMPO SPORT. LA FIORA ASS. CULT. LA FIORA – C. ANTONETTI
FESTA PARROCCHIA SAN SILVIANO P.LE ANTISTANTE LA PARROCCHIA 8.00/
01,00
PARROCCHIA SAN SILVIANO DON STANISLAO MUCHA
FESTA DEMOCRATICA PINETA (V.LE CIRCE) PARTITO DEMOCRATICO A. CITTARELLI

12

D
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA
Serata di Liscio con Giovanni Riccardi
P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO
SAGGIO DI DANZA P.ZZA B. BUOZZI ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO – DANCING TIME
10^ EDIZ. FESTA DELLA BIRRA E DELL’OSPIT. TURISTICA Serata musicale con “Le orme dei Pooh” B. HERMADA

0.00

ASS. CIRCOLO DELLE FRAZIONI  B.H. – MORO MATTEO GRATUITO
25 SAGRA DEL VINO MOSCATO – RITA FORTE IN CONCERTO CAMPO SPORT. LA FIORA ASS. CULT. LA FIORA – C. ANTONETTI
FESTA PATRONALE MADONNA DI PORTO SALVO PARROCCHIA PORTO BADINO PARROCCHIA MADONNA DI PORTO SALVO – DON ENZO AVELLI
FESTA DEMOCRATICA PINETA (V.LE CIRCE) PARTITO DEMOCRATICO A. CITTARELLI

13

L
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
MANNARINO
MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA
Live Music 2^ Ediz. Con l’esibizione di gruppi musicali
P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO
10^ EDIZ. FESTA DELLA BIRRA E DELL’OSPIT. TURISTICA Liscio e simpatia con l’orchestra “Bagutti” B. HERMADA

0.00

ASS. CIRCOLO DELLE FRAZIONI  B.H. – MORO MATTEO GRATUITO

14

M
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA – SERATA MUSICALE CENTRO STORICO COM. FESTEGG. MADONNA DELL’ASSUNTA CENTRO STORICO GRATUITO
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO

15

M
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA – I Viatoledo in concerto – Estrazione della tombola CENTRO STORICO COM. FESTEGG. MADONNA DELL’ASSUNTA CENTRO STORICO GRATUITO
SERATA MUSICALE P.ZZA B. BUOZZI

0.00

ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO GRATUITO
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
MARLENE KUNTZ
MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA MADONNA DELL’ASSUNTA P.ZZA MUNICIPIO PARR. CONCATTREDALE SAN
CESAREO

16

GIO CONCERTO MUSICALE DEL CORPO BANDISTICO CITTA’ DI TERRACINA P.ZZA MUNICIPIO

21.30

CORPO BANDISTICO CITTA’ DI TERRACINA O. PALMACCI GRATUITO
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
NEGRITA
MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO

17

v
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
PUGLIA GROOVE
MOLO

17.30

MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
MANIFESTAZIONE CULTURALE AREA GHEZZI ASS. TERRACINA 5 STELLE A. DELLA FORNACE
MERCATINO ARTIGIANALE ARTE E CREATIVITA’ P.ZZA GARIBALDI I SABATINI – CAPPELLI ELEONORA

18

s MERCATINO ARTIGIANALE ARTE E CREATIVITA’ P.ZZA GARIBALDI I SABATINI – CAPPELLI ELEONORA
SERATA MUSICALE P.ZZA B. BUOZZI

21.00

ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO GRATUITO
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
AFRICA UNITE + HIT WEEK CONTEST
MOLO

19.30

MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FESTA SAN PIO X° LA FIORA PARROCCHIA SAN PIO X° – DON PIERLUIGI ANTONETTI
MANIFESTAZIONE CULTURALE AREA GHEZZI ASS. TERRACINA 5 STELLE A. DELLA FORNACE
FESTA DI AGOSTO CITTA’ DI TERRACINA V.LE EUROPA incrocio Via Friuli Venezia Giulia CONSORZIO PRISMA LATINA in collab. Con FIVA CONFCOMMERCIO

19

D
20° ANNIVERSARIO MORTE DI ALFREDO FIORINI VILLA TOMASSINI PARROCCHIA S. DOMENICO SAVIO – DON MASSIMO CASTAGNA
MISS TERRACINA P.ZZA MAZZINI MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO
FERDINANDO DONATI
ESIBIZIONE TAEKWONDO P.ZZA B. BUOZZI ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO – DI LELLO S.
FESTA SAN PIO X° LA FIORA PARROCCHIA SAN PIO X° – DON PIERLUIGI ANTONETTI
MANIFESTAZIONE CULTURALE AREA GHEZZI ASS. TERRACINA 5 STELLE A. DELLA FORNACE
MERCATINO ARTIGIANALE ARTE E CREATIVITA’ P.ZZA GARIBALDI I SABATINI – CAPPELLI ELEONORA
FESTA DI AGOSTO CITTA’ DI TERRACINA V.LE EUROPA incrocio Via Friuli Venezia Giulia CONSORZIO PRISMA LATINA in collab. Con FIVA CONFCOMMERCIO

20

LUN HIT WEEK SUMMER FESTIVAL
EMMA
MOLO MUSIC EXPERIENCE ROMA SRL – FRANCESCO DEL MARO

22

MER
CHE PUEZZ’AVE’ NA TRONNELA commedia in vernacolo terracinese MOLO

21.00

COMP. TEAT. AMICI DELL’ARTE C. LEGGE PAGAMENTO

23

GIO
CHE PUEZZ’AVE’ NA TRONNELA commedia in vernacolo terracinese MOLO

21.00

COMP. TEAT. AMICI DELL’ARTE C. LEGGE PAGAMENTO

24

VEN
AIDA opera di Giuseppe Verdi MOLO

21,00

SWISS WORLD OPERA – LORETTA BRASCHI PAGAMENTO

25

SAB 3^ EDIZ. MISS TEMPIO DI GIOVE P.ZZA MAZZINI

21.00

TERRACINA TV U. CODA GRATUITO
SERATA MUSICALE P.ZZA B. BUOZZI

21,00

ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO GRATUITO
ARRIVEDERCI ESTATE LA FIORA A.C. LA FIORA 1987 – D. CIPRIANI
1^ EDIZIONE KERMESSE MUSICALE TERRACINA 2012 MOLO

21.00

H24 MULTISERVICE EVENTI – FABRIZIO FERRARI PAGAMENTO
MERCATINO ARTIGIANALE ARTE E CREATIVITA’ P.ZZA GARIBALDI I SABATINI – CAPPELLI ELEONORA
ONE SPINNING DAY P.LE MARCONI 16/22 ONE FITNESS CENTER – LUCA MADALUNI

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D COMPLESSO MUSICA LEGGERA S.SILVIANO/LA VALLE COM. S. SILVIANO/LA VALLE
ARRIVEDERCI ESTATE LA FIORA A.C. LA FIORA 1987 – D. CIPRIANI
MERCATINO ARTIGIANALE ARTE E CREATIVITA’ P.ZZA GARIBALDI I SABATINI – CAPPELLI ELEONORA
SERATA MUSICALE PARCHEGGIO ORIZZONTE TERCOM SRL – PAOLO PAGIARO GRATUITO

31

VEN
SERATA DANZANTE P.LE BLANCA/VIA LA NEVE COMITATO MADONNA DELLE NEVE – CIMAROLI SERIO
SETTEMBRE

1

SAB SERATA MUSICALE P.ZZA B. BUOZZI

21

ASS. PENSIONATI E AMICI A. SAGLIANO GRATUITO
SERATA DANZANTE P.LE BLANCA/VIA LA NEVE COMITATO MADONNA DELLE NEVE – CIMAROLI SERIO
GIORNATA DEDICATA AL VOLONTARIATO CON LA PROTEZIONE CIVILE LA PINETA 14,00/
00,00
ORGANIZZ. EUROPEA VIGILI DEL FUOCO VOL. PROT. CIVILE TERRACINA GRATUITO

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DOM SERATA DANZANTE P.LE BLANCA/VIA LA NEVE COMITATO MADONNA DELLE NEVE – CIMAROLI SERIO
FESTIVAL DELLE ETICHETTE INDI(E)PENDENTI VILLA TOMASSINI 18,00/
00.30
ASS. CILT. BUCOLICA – FAUCIELLO  MARCO
GIORNATA DEDICATA AL VOLONTARIATO CON LA PROTEZIONE CIVILE LA PINETA 14,00/
00,00
ORGANIZZ. EUROPEA VIGILI DEL FUOCO VOL. PROT. CIVILE TERRACINA GRATUITO
14^ EDIZ. LA PEDALATA passeggiata ciclistica part. VIA LA NEVE

10.30

COMITATO MADONNA DELLE NEVE – CIMAROLI SERIO

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VEN TERRACINA BOOK FESTIVAL 2012 P.ZZA MUNICIPIO A.C. ECCO FATTO – M. LEROSE

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SAB TERRACINA BOOK FESTIVAL 2012 P.ZZA MUNICIPIO A.C. ECCO FATTO – M. LEROSE

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DOM TERRACINA BOOK FESTIVAL 2012 P.ZZA MUNICIPIO A.C. ECCO FATTO – M. LEROSE

17

LUN
FINALE CAMPIONATO NAZ. 3VS3 CALCIO
FINO AL 24 SETTEMBRE
P.LE 25 APRILE ASD. AMICI DELLO SPORT – F. CASCARINI

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agosto_2012_bis

 

La Sede di Terracina dell’Archeoclub d’Italia, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Conoscere i Beni Culturali”, da oltre 20 anni realizza nel periodo estivo, in particolare nei mesi di luglio e di agosto, un apposito programma di visite culturali per promuovere la conoscenza del nostro importante patrimonio archeologico, storico-artistico e monumentale.

Le visite di questo mese, effettuate nei giorni di venerdì, sabato e domenica, avranno inizio da venerdì 3 agosto 2012, alle ore 18.30, secondo il programma allegato.

Esse riguarderanno sia percorsi generali che tematici, con riferimento alle maggiori testimonianze del patrimonio culturale della città e del territorio (centri storici, aree archeologiche, complessi monumentali, singoli monumenti, tesori artistici, ecc.), articolate cronologicamente secondo i periodi storici di appartenenza: l’età antica, l’età medievale e l’età moderna. In tal modo, per il visitatore sarà possibile avere una larga possibilità di scelta e di alternative nei percorsi proposti, secondo il proprio interesse e le proprie esigenze di conoscenza della città storica.

La durata delle visite è di due ore. Per esse è previsto un contributo di € 3.00 a persona (esclusi i bambini fino a 10 anni) come forma di autofinanziamento per l’Associazione.

Per informazioni: tel. 329.1559521; mail: win1196@libero.it

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25sagravinomoscato

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terracinaromana

Alcuni passaggi della manifestazione che ha riscosso molto successo.

Questa sera (Domenica) ci sarà l’ultima rappresentazione.

Ecco il mio video relativo al primo giorno:

Video importato

YouTube Video

 

 

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I primi venti minuti del concerto

(ho registrato sino a che le batterie della videocamera mi hanno assistito)

Video importato

YouTube Video

 

 

 

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Ieri il mare di Terracina era in condizioni più che vergognose e non aggiungo

altro oltre al video qui sotto che potete ammirare qui (sic!) e anche in alta

definizione andando a guardarlo direttamente su youtube.  

Video importato

YouTube Video

Mi hanno riferito anche che un addetto che stava ripulendo 

la riva si è ferito con una siringa ed è dovuto correre in ospedale.

Oggi sembrava di stare in una discarica tra rifiuti di ogni genere…

andiamo avanti cosi.

 

 

 

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LOTTERIA MM. SS. DEL CARMELO 2012

22 LUGLIO 2012

 

 

N. ESTRATTO

PREMIO

1° estratto

AK 81

FOTOCAMERA DIGITALE YASHICA EZ12W

 

2° estratto

AQ 350

COMPRESSORE 24 LT AXEL

 

3° estratto

V 496

MACCHINA PER CUCIRE NECCHI MOD. 282

 

4° estratto

CH 277

TRAPANO A PERCUSSIONE 650W

 

5° estratto

K 158

FORNO VENTILATO ECO SPEED OVEN

 

6° estratto

CH 330

MACCHINA PER CAFFE’ DE LONGHI EC200CDB

7° estratto

AO 59

PRANZO PER 1 PERS. PRESSO CENTRO ITTICO – COOP DEI PESCATORI TERRACINA

8° estratto

AV 318

ULTIMATE GRILL

 

9° estratto

CT 51

CONGELATORE  IGNIS ICF110 AP – CLASSE A+

10° estratto

BJ 29

TV SAMSUNG 22” FULL HD

 

11° estratto

AS 285

AFFETTATRICE INOX AS 2465

 

12° estratto

H 119

PRANZO PER 2 PERS. PRESSO CENTRO ITTICO – COOP. DEI PESCATORI DI TERRACINA

13° estratto

N 46

BIDONE ASPIRATUTTO AXEL

 

14° estratto

CP 223

SEGA CIRCOLARE AXEL

 

15° estratto

AN 408

PRANZO PER 3 PERS. PRESSO CENTRO ITTICO – COOP. DEI PESCATORI DI TERRACINA

16° estratto

Z  462

IDROPULITRICE 130 BAR

17° estratto

Z 234

HORSE FIT

 

18° estratto

BT 281

PISCINA 400X210X80 CM CON POMPA FILTRAGGIO

19° estratto

CV 67

HUNDAY MOD. 110 1100CC BENZINA

 

 

 

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