Archivio Febbraio 2012

 terracina-acquaforte-1850_bis

La Festa dei Mezzi Musei, delle Mezze Biblioteche e dei Mezzi Archivi, questa la
risposta agli ulteriori tagli alla cultura decisa dalla Giunta Regionale. Una
due giorni, il 3 e il 4 marzo dalle 10,00 alle 18.30, in cui i mezzi direttori e
le mezze direttrice dei Musei, delle Biblioteche, degli Archivi del Lazio
diventati Mezzi Musei, Mezze Biblioteche e Mezzi Archivi a causa dei tagli,
hanno deciso di sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno, di dimostrare
l’importanza della cultura e del patrimonio storico-artistico della Regione con
un’iniziativa originale. E cioè invitando tutti i cittadini ad una festa, anzi
ad una mezza festa. Anche Terracina ha risposto all’invito con un’apertura
straordinaria della Biblioteca “A. Olivetti”, sabato 3 marzo dalle ore 9 e mezza
alle ore 12 e mezza e dalle ore 16 e mezza alle ore 19 e mezza . Il sabato,
giorno in cui di solito è chiusa. A dimostrazione dell’impegno di chi lavora, di
chi punta tutti i giorni sulla Cultura, sulla valorizzazione del patrimonio
storico-artistico, nonostante i tagli continui e costanti, nonostante tutto
insomma. E lo fa raddoppiando il suo impegno, invece che dimezzandolo. Non solo
un’apertura straordinaria, ma nel giorno della festa a metà punta sui “Tesori di
carta”, cioè mette in mostra quanto, per mancanza di fondi, di spazio, giace
negli scatoloni: i nuovi scaffali. E ancora nel giorno di sabato 3 marzo alle
ore 12,00 (la mezza) dà appuntamento alla Biblioteca “A.Olivetti” per
sensibilizzare i partecipanti sui tagli alla cultura. Come? Intanto, esserci
sarà la più grande delle conquiste. Se poi ognuno porterà, inviterà “un amico”
alla Festa, i Mezzi Musei, le Mezze Biblioteche e i Mezzi Archivi, avranno
un’occasione in più di essere non la metà di niente, ma una metà da difendere.

* Le opere d’arte verranno presentate per metà;

* Una mezza comunicazione sarà fornita al pubblico, leggendo solo le pagine
destre dei libri e declamando mezzi brani tratti dal Visconte Dimezzato (Italo
Calvino), La metà di niente(Catharine Dunne) e Nove dimissioni e mezzo (Adele
Cambria)

* I visitatori verranno accolti dal personale con occhiali oscurati per metà,
mentre le luci delle sale resteranno accese per metà del tempo e gli scaffali
delle biblioteche coperti per metà;

* Ai partecipanti verrà chiesto di partecipare, innanzitutto, e al termine della
visita di lasciare un mezzo commento sul mezzo libro dei visitatori.

* Direttori e direttrici si impegnano infine, con ogni mezzo, a trasmettere ai
visitatori la doppia passione di tutti gli operatori culturali per questo
lavoro. In cambio si chiederà di firmare e sottoscrivere la petizione “La
qualità non si può dividere a metà…” che ha lo scopo di incentivare un dietro-
front della Giunta Regionale.

* Carta batte forbice, porta un libro che hai amato e prendi un libro che
amerai.

Condividere, e del tutto gratuitamente, è la parola d’ordine di un fenomeno come
il Bookcrossing che ormai sta prendendo piede anche in Italia. E quale migliore
occasione della Festa dei Mezzi Musei, per un passaLibro come risposta ai tagli
alla cultura. Da un gioco che in molti conoscono, carta, forbice e sasso, prende
spunto il nome dell’iniziativa: Carta, libro, batte Forbice i tagli.
Partecipare, è semplice. Basterà recarsi sabato 3 marzo in Biblioteca e portare
con sé un libro, uno di quelli che avete amato e lasciarlo nelle mani di un
altro lettore, così che da lì il vostro libro inizierà un altro viaggio
all’insegna dello scambio, della passione. E aderendo al “passalibro”, si
rischierà di incontrare il libro che amerai, lasciato da un altro lettore quel
giorno, non solo di fare uno scambio intelligente. Lascia un’idiota, e trova un
Visconte dimezzato, dal titolo di uno dei libri scelti in occasione della Festa
dei Mezzi Musei. A voi la scelta, intanto passateparola. In gioco c’è il futuro,
qualcosa che va oltre la, di per sé già grave, drastica riduzione delle attività
didattiche, dell’acquisto di materiali e della manutenzione delle strutture fino
all’impossibilità di garantire l’apertura o un’adeguata vigilanza delle
Biblioteche, degli Archivi e dei Musei della Regione Lazio. Flash Mob Per prima
cosa serve una pagina facebook per raccogliere consensi, una mailing list.

* Una volta creata la pagina scegliete una città dove vorrete fare il vostro
flash mob e createvi una inserzione facebook

Il flash mob si puo’ dividere in due macro tipologie;

* Freeze o Frozen, letteralmente congelato-immobile. I partecipanti ad un
segnale acustico , un orario preciso o in generale un input riconoscibile, si
fermano, si bloccano in una posizione specifica o casuale.

* Silent rave. In tal caso, invece, i partecipanti possono riunirsi ed ascoltare
con le cuffie della musica, ballare muoversi liberamente, l’effetto sugli
spettatori è impressionante perchè lascia allibiti e confusi.

Mossa numero 1: dare un titolo accattivante e conciso. La regola richiama quella
dei titoli giornalistici, deve attirare le persone perché queste leggano il
resto e decidano se partecipare o meno.

Mossa numero 2: condividere. Ne abbiamo accennato poco fa: perché un evento
raggiunga un buon pubblico bisogna promuoverlo su Facebook, condividendolo ed
invitando gli amici stessi a condividere ed a promuovere, innescando così un
buon passaparola.

Mossa numero 3: dare poche indicazioni ma chiare. Soprattutto va indicato
l’orario di inizio ed un orario di ritrovo che permetta a tutti di arrivare sul
posto. Inoltre bisogna spingere i partecipanti ad essere puntuali; il flash mob
è puntuale e chi arriva dopo si perde la festa.

Mossa numero 4: portare fotocamere e videocamere per registrare l’evento. I
contenuti vanno pubblicati su Facebook e Youtube per dare conto a tutti i
partecipanti di cosa sia stato fatto. Chiaramente la pubblicazione di questi
contenuti speciali non può che far espandere la platea di curiosi e magari far
sorgere in altre persone la voglia di partecipare a un nuovo flash mob.

Mossa numero 5: meglio utilizzare uno pseudonimo. Nei flash mob non ha
importanza il singolo e chi organizza, ma la buona riuscita del gesto
collettivo.

dellaporta2 [4]

Tremila firme per chiedere l’iscrizione del centro storico di Terracina nella
lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Un risultato di tutto riguardo quello
ottenuto dal comitato cittadino costituito con l’obietti – vo di inserire il
patrimonio storico artistico locale lella lista Unesco. Ora la fase è quella di
elaborare la scheda tecnica («la prima parte è stata elaborata e la seconda è in
fase di stesura» fanno sapere dal comitato), e coinvolgere l’amministrazione
comunale «che ha accettato», nella collaborazione «per consentire che il
risultato dell’iniziativa e la richiesta di candidatura diventino un impegno
condiviso tra cittadini e istituzione locale».
L’ultimo passo sarà quello di spedire tutta la documentazione alla commissione nazionale
per l’Unesco, «perché assegni – prosegue la nota del comitato – la candidatura
al ministero per i Beni e le attività culturali che ha la competenza». Il
comitato continua tuttavia a raccogliere adesioni, e invita la cittadinanza a
partecipare apponendo la propria firma. La e-mail di riferimento è quella di
Carla Promutico: carla.promutico@libero.it.
D. R .

dellaporta2 [5]

Come atto dovuto verrà indagato per omicidio colposo e denunciato per guida in
stato di ebbrezza. Il 30enne rumeno che domenica sera si è schiantato contro la
Smart su cui viaggiavano i giovani sposi Raffaele Vertolomo, e Margherita
Marasca resta ricoverato in ospedale, al «Santa Maria Goretti» di Latina, dove
potrebbe anche essere sottoposto a un intervento chirurgico per le ferite
riportate in seguito all’impatto su via Pantani da Basso a Borgo Hermada. Un
incidente dall’esito tragico, con la morte di Raffaele Vertolomo di 33 anni e
della bambina, la piccola Penelope, che sua moglie portava in grembo essendo
incinta al settimo mese di gravidanza. La Procura della Repubblica di Latina,
come d’u fficio, ha aperto un’inchiesta per accertare resp onsabi lità nel l’in
ciden te, la cui dinamica è stata ricostruita dalla polizia stradale di
Terracina, agli ordini del sostituto commissario Giuliano Trillò. Al vaglio del
sostituto procuratore titolare del fascicolo, Gregorio Capasso, l’ipote – si di
chiedere anche l’arresto del cittadino straniero. Al momento, infatti, per il
30enne rumeno da tempo residente a Terracina, non è stato emesso ancora alcun
provvedimento di custodia giudiziaria. Ma non si esclude che questo possa
avvenire già nelle prossime ore. Ad aggravare la posizione dello straniero, il
fatto che percorresse via Pantani da Basso ubriaco fradicio. Portato al pronto
soccorso dell’ospedale «Fiorini» subito dopo l’incidente, il rumeno è stato
sottoposto all’alcol test. L’esito ha lasciato pochi dubbi sulle cause
dell’incidente: nel sangue il 30enne aveva un tasso di alcol pari a 2,4
milligrammi per litro, un valore cinque volte superiore alla norma e che ha
inevitabilmente alterato le condizioni psicofisiche del rumeno. Intanto
migliorano le condizioni di Margherita Marasca, le ragazza di 29 anni che
viaggiava insieme a suo marito nella Smart. La giovane, dopo aver subito un
delicato intervento chirurgico per ridurre le fratture e asportare il corpicino
della neonata che avrebbe partorito tra poche settimane, ha ripreso conoscenza.
Il quadro clinico migliora anche se i medici dell’ospedale «Goretti» continuano
a tenerla sotto stretta osservazione. Ieri pomeriggio infine si è svolto l’esame
autoptico sulla salma di Raffaele Verto o m o . L’esame è stato eseguito presso
l’obitorio del cimitero di via Anxur a Terracina dal medico legale Maria
Cristina Setacci. Il 33enne è deceduto per i traumi violentissimi riportati in
tutto il corpo. Ferite che nonostante il tempestivo intervento delle ambulanze
del 118 e dei vigili del fuoco non gli hanno lasciato scampo.
Francesco Avena

dellaporta2 [12]

Protesta verso il mancato arresto dell’autore dell’incidente di Terracina
Giovanni Delle Cave, vice presidente nazionale dell’Associazione Familiari e
Vittime della Strada, ha deciso di iniziare lo sciopero della fame “preso atto
che la Procura di Latina ha deciso di non chiedere l’applicazione della misura
cautelare della custodia in carcere nei confronti del carnefice di Terracina, il
quale il 19 febbraio scorso ha distrutto una famiglia, uccidendo un uomo e
ferendo gravemente la moglie incinta all’ottavo mese, causando la perdita del
bambino”.

dellaporta2 [11]

Alla Sala Valadier del Filosi la presentazione del XIII rapporto annuale di Sos Impresa
Venerdì 2 marzo, alle ore 11, presso la Sala Valadier dell’IPS “A. Filosi” di
Terracina (via Roma 125) appuntamento con “Un giorno per la legalità”, progetto
organizzato da Agostino Alla nelle scuole del territorio. Dopo la partecipazione
del prete anticamorra Don Aniello Manganiello, del Presidente dell’Osservatorio
Regionale Campano Anticamorra Gaetano Daniele, di Antonio Nicaso (giornalista e
scrittore) e Nicola Gratteri (magistrato italiano), il 2 marzo sarà presentato
il XIII rapporto SOS Impresa – Le mani della criminalità sulle imprese
Intervengono: Bianca La Rocca (Responsabile Ufficio Stampa SOS Impresa –
Comitato Sicurezza per il Lazio), Marcello Ravveduto (ricercatore universitario
presso l’Università degli Studi di Salerno), Antonio Anile (Imprenditore
calabro), Cosimo Bianchini (Rappresentante Silp Cgil), Nino Daniele (Presidente
dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Cmpania). Sos Impresa è una
Associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti
per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e
resistere alla criminalità organizzata. Lo sviluppo ed il rafforzamento della
rete nazionale inizia già nell’anno successivo (1992) con la nascita di una
serie di organizzazioni locali. L’Associazione in particolare promuove
l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni,
all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa.
Inoltre, si impegna a garantire assistenza legale e solidarietà agli
imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da
attività estorsive ed usurarie. Tale attività si esplica con la costituzione di
parte civile nei procedimenti penali. Il Rapporto annuale di Sos Impresa, nato
come documento di denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud
Italia, nel corso del tempo è diventato uno strumento di studio e lavoro anche
per importanti organismi istituzionali e per altri centri di studio e ricerca.
Il raggio di osservazione sul peso dell’economia criminale è stato esteso
all’intero territorio nazionale e ai diversi comparti produttivi. I numeri e le
analisi contenute nel Rapporto si basano sulle testimonianze dirette degli
associati di Sos Impresa operanti sul territorio, cui si aggiungono le
dichiarazioni delle vittime di estorsione e usura ai nostri sportelli e in sede
giudiziaria. Ciò rende il Rapporto un documento unico nel suo genere. Anche
questa edizione, pur presentandosi con una nuova veste editoriale, vuole
salvaguardare la consuetudine di rimanere un valido strumento di
approfondimento, offrendo un’ampia panoramica di tutte le attività illegali di
stampo economico-mafioso, allo scopo di dimostrarne la potenza finanziaria e la
grande liquidità di denaro disponibile. Da qui la definizione di “Mafia Spa”,
adottata provocatoriamente per la prima volta nel Rapporto del luglio 2006 ed
entrata ormai nel gergo comune. Introduzione di Marco Venturi. L’iniziativa,
promossa da Agostino Alla, ha preso il via il 23 settembre, in onore di
Giancarlo Siani, cronista de «Il Mattino» di Napoli ucciso dalla camorra proprio
il 23 settembre 1985 perché inviso al clan Gionta. A 26 anni dalla scomparsa del
giovane giornalista, anche quest’anno i ragazzi dell’istituto “Filosi” vogliono
ricordare la figura di un ragazzo carismatico, capace di grandi sacrifici. Di
lui il fratello Paolo dice: «Di noi due, insieme, conservo l’immagine di una
giornata a Roma, a una marcia per la pace. Io col gesso che gli dipingo in
faccia il simbolo anarchico della libertà. E lui che mi sorride». E noi così
vogliamo ricordarlo, sottolinea Agostino Alla. Dopo il successo dell’anno
passato, che ha richiamato personalità impegnate in prima persona alla lotta
contro tutte le mafie come Francesco Forgione ex presidente della Commissione
Parlamentare Antimafia e autore del libro Mafia Export, il professor Francesco
Barbagallo storico docente di Storia Contemporanea presso l’università di Napoli
“Federico II, i ragazzi dell’antologia “Strozzateci Tutti” e Ugo di Girolamo
autore del libro “Mafia, Politica e Pubblica Amministrazione”, la manifestazione
quest’anno partirà con un ospite d’eccezione. Il progetto, fa sapere
l’organizzatore, che già l’anno passato ha coinvolto diverse scuole superiori,
si arricchisce di nuovi ospiti pronti ad aderire all’iniziativa nella speranza e
nell’intento di scuotere le coscienze partendo dai giovani. La chiave di volta
per un futuro migliore.

dellaporta2 [10]

IL sindaco accelera sull’ipotesi di sciogliere l’Azienda speciale. Un’operazione
di risanamento stile Alitalia quella che sarebbe stata ipotizzata lunedì scorso
in una riunione di maggioranza in cui si è parlato dei problemi di ordine
economico che l’ente strumentale sta creando al Comune. Le nubi, per l’organo
che gestisce i servizi sociali, si fanno sempre più dense. Secondo le
indiscrezioni, la proposta avanzata dal primo cittadino è quella di sciogliere
l’attuale Azienda speciale (un «buco nero» sarebbe stata definita), e metterne
su una nuova senza problemi finanziari. Ma il dibattito sarebbe stato tutt’altro
che piatto. Pri e Udc avrebbero espresso diverse perplessità, mentre il Pdl si
sarebbe detto pienamente d’accordo. Ieri intanto una delegazione comunale
composta dal sindaco, l’assessore Rossano Alla e il dirigente del dipartimento
finanziario Ada Nasti si sarebbe recata al ministero dell’Interno per affrontare
la questione. E sì, perché tra le tante grane dell’Azienda ci sarebbe un passivo
di circa 900 mila euro che però non risulterebbe nei conti di bilancio comunale
presentati a Roma. Ecco uno dei motivi avanzati per sciogliere la «cattiva»
Azienda e istituirne una «buona». Ora si dovrà capire quanto tutta l’operazione
avrà delle ripercussioni sui servizi offerti all’utenza e sui dipendenti che ci
lavorano. Il timore è che il passaggio burocratico ingessi i servizi sociali
come già accaduto negli anni passati, con un ingessamento totale dei servizi. Ma
le questioni sul tavolo sono anche altre. Non è un mistero che intorno
all’Azienda speciale si stanno giocando diverse lotte di potere, insomma. Il
braccio di ferro con la dottoressa Carla Amici, chiamata in causa già dalla
Ragioneria generale dello Stato sui contratti ottenuti negli anni e su cui ci
sarebbe ancora un contraddittorio in corso. E quello tra i partiti, soprattutto
intorno alle poltrone, che si sta consumando tra Pdl e Udc e che riguarda anche
la presidenza dell’ente strumentale. Tutto questo, e forse molto altro, potrebbe
spingere il sindaco a staccare la spina all’Az ie nd a. C’è da ricordare che
l’obiettivo di partire con «debiti zero» era già stato perseguito da Stefano
Nardi quando mise in moto, a fatica, l’attuale ente strumentale. Ma poi i debiti
sono tornati. Scansarli non si è dimostrata una soluzione.
Diego Roma

dellaporta2 [9]

L’Amministrazione comunale opera su due fronti: salvare l’“Azienda Speciale” e
risanare l’Ente Comune
Riguardo a quanto emerso nelle ultime ore, relativamente all’Azienda Speciale
che gestisce i servizi sociali a Terracina, si chiarisce quanto segue. Due sono
gli obiettivi che si pone l’Amministrazione comunale. Uno è il salvataggio dello
strumento Azienda Speciale, con i relativi servizi da assicurare a soggetti
particolarmente delicati, perché si tratta delle categorie più importanti da
difendere: famiglie, disabili, indigenti. L’altro obiettivo è quello del
risanamento finanziario dell’Ente Comune. I due intenti non possono essere
disgiunti ma devono procedere parallelamente, perché se non si rimuovono tutte
le cause che hanno portato al dissesto finanziario, tra alcuni anni il Comune si
troverà nella stessa situazione di default. E nell’impossibilità di garantire i
servizi sociali. In maniera approfondita e di concerto con il Ministero degli
Interni, che riceve tutta la documentazione del Comune di Terracina e si esprime
su questa, si sta cercando di perseguire queste due mete. Quali saranno poi gli
esiti di quest’attività è ancora prematuro dirlo, quello che si può certamente
dire è che in questo momento l’Amministrazione comunale non può privarsi di
alcun assessore o consigliere comunale per offrirlo all’Azienda Speciale. Questo
per sgomberare il campo da fantasiose ricostruzioni giornalistiche, che alla
fine riconducono ogni ragionamento a beghe di piccolo cabotaggio politico,
perché l’attività che si sta svolgendo è ben altra.
(29-02-2012)

dellaporta2 [8]

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Mentre l’esecutivo guidato da Mario Monti festeggia i suoi primi 100 giorni di insediamento all’insegna del RISPARMIO (43 milioni di euro risparmiati dagli italiani, mica bruscolini!!!!!), il Comune di Terracina, in coerenza col proprio dissesto finanziario e con un’economia locale in piena crisi, determina un EXTRA compenso, secondo i parametri del nucleo di valutazione, ai suoi meritevoli dirigenti, esempi indiscutibili di abnegazione per la cosa pubblica: insomma, una bella torta da 46 mila euro… che spettacolo!!!

Di seguito, pubblichiamo la Determina 109 del 15 febbraio 2012 in cui sono suddivisi i premi.

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/det-2012-0109-0

Senza entrare nel merito della valutazioni (basterebbero i 4.300 euro a Di Mauro, dirigente ai Lavori pubblici, con una devastazione del Montuno che ancora grida vendetta, oppure i 2.600 euro a una Carla Amici, che con l’Azienda speciale non riesce ancora a produrre uno straccio di bilancio trasparente, tanto da finire in rotta con l’Amministrazione ecc.) noi ci domandiamo come sia possibile che, in un clima di generale Austerity, con un sindaco e una giunta che si dimezzano lo stipendio, con tagli a destra e a manca, i nostri dirigenti, invece, beneficino di un PREMIO? (Si d’accordo, regolamento, diritti sindacali ecc.)

Dal momento che non siamo di fronte a impiegati da 1000 euro al mese, ma personale da 40/50 mila euro l’anno, perché si ha sempre l’impressione di trovarsi in presenza di cittadini speciali e che certi sacrifici riguardino solo determinate categorie? Ma da un punto di vista morale, nessuno scricchiolio di coscienza?

Ai nostri dirigenti domandiamo: non vi sentite un po’ a disagio? Si potrebbe fare qualcosa di più in merito? Sono proprio necessari? Magari rinunciarvi? A una parte? troppo? PERCHE’?

P.S. Sarebbe curioso leggere anche la relazione del nucleo di valutazione (alcuni dei vecchi componenti rivestono ancora oggi importanti ruoli politici) per sapere in che modo abbiano valutato e premiato i nostri dirigenti.

Terracina Rialzati

 

Nota del WeBMaSTer del TerracinaBlog: questo post è stato tratto dal sito  TerracinaRialzati.com

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Guidava ubriaco fradicio. Nel sangue gli è stato trovato un tasso alcolemico
cinque volte superiore alla norma. Sono scioccanti i risultati del test a cui il
40enne operaio di nazionalità rumena è stato sottoposto domenica sera al
pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini». Lo straniero era del tutto fuori
controllo, non avrebbe mai potuto mettersi alla guida della sua Bmw. E invece,
secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia stradale, stava anche
percorrendo via Pantani da Basso a velocità sostenuta. La curva, l’alta
velocità: l’auto improvvisamente è diventat a un proiettile piombato
contro la Smart su cui viaggiavano Raffaele Vertolomo, il 34enne rimasto ucciso
dopo l’impatto, e sua moglie Margherita Marasca, 29enne, ancora ricoverata in
gravi condizioni a Latina. La donna, incinta al sesto mese di gravidanza, ha
perso il bambino, una femminuccia, che portava in grembo. Mentre il 34enne
Raffaele Vertolomo, poco prima delle 20 di domenica moriva appena giunto al
pronto soccorso, e sua moglie intanto veniva condotta d’urgenza al «Santa Maria
Goretti» di Latina dopo essere stata liberata dalle lamiere, l’operaio rumeno
veniva trasportato d’urgenza in ospedale. Anche lo straniero, infatti, è rimasto
ferito, anche se in modo non grave, nell’impatto tra la Bmw e la Smart. Per lui
i medici hanno riscontrato un trauma facciale e disposto il ricovero nel reparto
di Chirurgia. Nella giornata di ieri però è stato disposto il suo trasferimento
a Latina per ulteriori cure. Contestualmente ai soccorsi, lo straniero è stato
anche sottoposto al test alcolemico che ha rilevato la presenza di alcol cinque
volte superiore alla norma. Per lui potrebbe profilarsi anche il fermo per
l’omicidio colposo e la guida in stato di ebbrezza. Al vaglio delle forze
dell’ordine anche la posizione dell’altra donna che si trovava in macchina con
il 40enne, una sua conoscente anche lei rumena, che dopo l’incidente si era
allontanata dal luogo dello schianto sebbene fosse ferita e piena di
escoriazioni, fermata poco dopo dalla polizia mentre vagava in stato di choc.
Anche lei è stata ricoverata al «Fiorini» e sottoposta alle cure dei medici.
Francesco Avena

 

dellaporta2 [43]

Restano appese a un filo le condizioni di salute di Margherita Marasca. La
ragazza di 29 anni rimasta vittima del tragico incidente in cui ha perso in una
manciata di minuti il marito, Raffaele Vertolomo, e la bambina che portava in
grembo, è ricoverata in prognosi riservata, in rianimazione. Per fortuna
l’intervento chirurgico a cui è stata sottoposta nella tarda serata di domenica
all’ospedale «Santa Maria Goretti» di Latina sembra essere riuscito.
L’intervento è durato diverse ore ed è servito a ridurre le fratture riportate e
a migliorare le condizioni di alcune lesioni interne riportate. Il quadro
clinico, comunque, è ancora «difficile». Le lesioni interne riportate in seguito
al terribile impatto tra la Smart in cui viaggiava lei, e la Bmw condotta dal
rumeno ubriaco, erano gravi e per questo la prognosi resta riservata. Ma a
quanto sembra la 29enne riprenderà presto conoscenza, forse già nelle prossime
ore. Un segnale positivo ma i medici non si sbilanciano e tengono sotto stretta
osservazione la paziente, che però sarebbe fuori pericolo. La ragazza è stata
anche sottoposta a tutti gli accertamenti medici necessari a evitare conseguenze
dopo la perdita della bambina che aveva in grembo. La famiglia si è stretta
intorno alla ragazza insieme ad amici e parenti in un abbraccio, nella speranza
che possa tornare presto in salute. Una volta che si sarà ripresa dai problemi
fisici la 29enne dovrà affrontare lo choc di aver perso il marito con il quale
si era sposata di recente e la bambina che sarebbe nata da qui a qualche
settimana. Il sogno di una famiglia felice distrutto improvvisamente sulla
strada, dopo tanti progetti e la ricerca di una serenità che finalmente sembrava
essere arrivata. Poi, domenica sera, quella Bmw che sbanda in via Pantani da
Basso, intorno alle 19 e 30, e piomba cont ro l a Sma r t . L’utilitaria si
accartoccia, si ribalta e finisce contro il guardrail senza lasciare scampo al
marito e la figlioletta che ancora doveva vedere la luce.
F. A .

dellaporta2 [44]

La mano della criminalità sulle imprese
Alla Sala Valadier del Filosi la presentazione del XIII rapporto annuale di Sos Impresa
Venerdì 2 marzo, alle ore 11, presso la Sala Valadier dell’IPS “A. Filosi” di
Terracina (via Roma 125) appuntamento con “Un giorno per la legalità”, progetto
organizzato da Agostino Alla nelle scuole del territorio. Dopo la partecipazione
del prete anticamorra Don Aniello Manganiello, del Presidente dell’Osservatorio
Regionale Campano Anticamorra Gaetano Daniele, di Antonio Nicaso (giornalista e
scrittore) e Nicola Gratteri (magistrato italiano), il 2 marzo sarà presentato
il XIII rapporto SOS Impresa – Le mani della criminalità sulle imprese
Intervengono: Bianca La Rocca (Responsabile Ufficio Stampa SOS Impresa –
Comitato Sicurezza per il Lazio), Marcello Ravveduto (ricercatore universitario
presso l’Università degli Studi di Salerno), Antonio Anile (Imprenditore
calabro), Cosimo Bianchini (Rappresentante Silp Cgil), Nino Daniele (Presidente
dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Cmpania). Sos Impresa è una
Associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti
per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e
resistere alla criminalità organizzata. Lo sviluppo ed il rafforzamento della
rete nazionale inizia già nell’anno successivo (1992) con la nascita di una
serie di organizzazioni locali. L’Associazione in particolare promuove
l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni,
all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa.
Inoltre, si impegna a garantire assistenza legale e solidarietà agli
imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da
attività estorsive ed usurarie. Tale attività si esplica con la costituzione di
parte civile nei procedimenti penali. Il Rapporto annuale di Sos Impresa, nato
come documento di denuncia delle condizioni di lavoro e di impresa nel Sud
Italia, nel corso del tempo è diventato uno strumento di studio e lavoro anche
per importanti organismi istituzionali e per altri centri di studio e ricerca.
Il raggio di osservazione sul peso dell’economia criminale è stato esteso
all’intero territorio nazionale e ai diversi comparti produttivi. I numeri e le
analisi contenute nel Rapporto si basano sulle testimonianze dirette degli
associati di Sos Impresa operanti sul territorio, cui si aggiungono le
dichiarazioni delle vittime di estorsione e usura ai nostri sportelli e in sede
giudiziaria. Ciò rende il Rapporto un documento unico nel suo genere. Anche
questa edizione, pur presentandosi con una nuova veste editoriale, vuole
salvaguardare la consuetudine di rimanere un valido strumento di
approfondimento, offrendo un’ampia panoramica di tutte le attività illegali di
stampo economico-mafioso, allo scopo di dimostrarne la potenza finanziaria e la
grande liquidità di denaro disponibile. Da qui la definizione di “Mafia Spa”,
adottata provocatoriamente per la prima volta nel Rapporto del luglio 2006 ed
entrata ormai nel gergo comune. Introduzione di Marco Venturi. L’iniziativa,
promossa da Agostino Alla, ha preso il via il 23 settembre, in onore di
Giancarlo Siani, cronista de «Il Mattino» di Napoli ucciso dalla camorra proprio
il 23 settembre 1985 perché inviso al clan Gionta. A 26 anni dalla scomparsa del
giovane giornalista, anche quest’anno i ragazzi dell’istituto “Filosi” vogliono
ricordare la figura di un ragazzo carismatico, capace di grandi sacrifici. Di
lui il fratello Paolo dice: «Di noi due, insieme, conservo l’immagine di una
giornata a Roma, a una marcia per la pace. Io col gesso che gli dipingo in
faccia il simbolo anarchico della libertà. E lui che mi sorride». E noi così
vogliamo ricordarlo, sottolinea Agostino Alla. Dopo il successo dell’anno
passato, che ha richiamato personalità impegnate in prima persona alla lotta
contro tutte le mafie come Francesco Forgione ex presidente della Commissione
Parlamentare Antimafia e autore del libro Mafia Export, il professor Francesco
Barbagallo storico docente di Storia Contemporanea presso l’università di Napoli
“Federico II, i ragazzi dell’antologia “Strozzateci Tutti” e Ugo di Girolamo
autore del libro “Mafia, Politica e Pubblica Amministrazione”, la manifestazione
quest’anno partirà con un ospite d’eccezione. Il progetto, fa sapere
l’organizzatore, che già l’anno passato ha coinvolto diverse scuole superiori,
si arricchisce di nuovi ospiti pronti ad aderire all’iniziativa nella speranza e
nell’intento di scuotere le coscienze partendo dai giovani. La chiave di volta
per un futuro migliore.

dellaporta2 [45]

Inizialmente si era pensato al «fantasma» che, da anni ormai, nell’immaginario
collettivo di chi vive sul centro storico abita le note favisse romane. Rumori,
“battiti”, una musica lontana che proveniva da uno degli edifici attigui al
Palazzo comunale. Colpi talmente insistenti che venerdì scorso avevano fatto
scappare addirittura le operaie che, di buon mattino, fanno le pulizie negli
uffici comunali. L’arcano si è scoperto sabato mattina, quando alcuni residenti,
svegliati dagli stessi rumori alle 4 del mattino, hanno allertato la polizia.
Che ha scoperto un operaio a fare dei lavori all’interno di una favissa che
sorge ai piedi del palazzo comunale, lato mare. Non è stato facile per le forze
dell’ordine entrare: chi era dentro, infatti, non ha aperto alle richieste dei
residenti, e la polizia ha dovuto sfondare la porta. Davanti ai loro occhi,
intonaco ancora fresco, martelli, calcinacci e tutto l’occorrente tipico degli
ordinari lavori edili. Ma di ordinario, in quei lavori, non sembrava esserci un
bel niente. A partire dalle autorizzazioni della competente Soprintendenza. Sul
posto si sono recati subito anche i vigili urbani, e sembrerebbe anche l’as -
sessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Marcuzzi, che ha chiesto spiegazioni. Il
locale è stato posto sotto sequestro. L’operaio, che lavorava di notte, non ha
saputo dare molte spiegazioni e ha dovuto chiamare il proprietario della
favissa, un famoso scultore del luogo che, secondo la versione fornita, stava
effettuando dei restauri alle mura romane. Interventi migliorativi, insomma,
destinati a rendere fruibile uno scorcio suggestivo della città alta attualmente
invisibile. Ma forse si è agito in modo un po’ maldestro. Perché per «toccare»
una simile ricchezza, di solito si deve ottenere un’autorizzazione e un parere
dalla Soprintendenza. Che a quanto pare non c’era. E poi, da spiegare, c’è la
presenza di un operaio in orario notturno, talmente notturno da svegliare e
spaventare i residenti. Sempre secondo alcuni testimoni, all’interno della
favissa c’erano parecchi calcinacci, non si sa bene prodotti da quale lavoro
edile. E una parete intonacata. Il caso, sebbene sicuramente nato con la
buonafede di ogni suo protagonista, rischia di diventare un bel pasticcio.
L’amministrazione comunale dovrà spiegare come sia potuto accadere che proprio
«in casa» si svolgevano lavori che riguardano il patrimonio storicoarcheologico
della città senza che ne fosse a conoscenza. Ora il caso è all’esame delle forze
dell’ordine che hanno sequestrato il locale. Si dovrà verificare in primis se
sulle mura sono stati fatti altri interventi, tipo degli scavi. I residenti
infatti raccontano che in alcuni momenti i colpi sono stati talmente forti da
far tremare la mobilia della casa. E temono per la tenuta dell’ed ificio, nel
caso si siano fatte delle modifiche strutturali. Intanto l’edificio è
stato posto sotto sequestro dai vigili urbani. Chi c’era parla di
ambienti dalla bellezza indescrivibile, un vero e proprio patrimonio a
rcheologico, che lo scultore, nelle intenzioni, voleva migliorare. Ed è
proprio allo scultore che si chiederà di spiegare quale era l’obiettivo di
quei lavori e perché non ha chiesto normale parere agli organi competenti. Per
uno del mestiere, non sarà difficile dimostrare che quei «ritocchi»
avevano un senso.
Diego Roma

dellaporta2 [46]

Lettera aperta sull’ipotetico scioglimento dell’Azienda Speciale
OGGETTO: Lettera aperta sull’ipotetico scioglimento dell’Azienda Speciale
Mi chiedo come possa essere mai possibile annunciare con tanta leggerezza, o
quantomeno neanche smentire, la notizia di un ipotetico scioglimento
dell’Azienda Speciale che si sta divulgando in questi giorni. Tanto più quando
si parla di questa eventualità come la soluzione più semplice per mettere da
parte la direttrice evitando il contenzioso o per sciogliere il nodo politico in
cui si è incappati proprio rispetto alle nomine da ricoprire in seno
all’Azienda. Intanto vorrei sottolineare che se c’è la paura di un eventuale
contenzioso in seguito al quale l’amministrazione comunale possa soccombere,
questo la dice lunga sulla piena regolarità dell’incarico dell’attuale direttore
e del suo operato. Secondo poi, credo che qualunque nodo politico non possa
trovare come soluzione lo scioglimento di un’azienda oramai avviata, in pieno
regime di lavoro e in attivo. Un’azienda che però ha un unico neo: la difficoltà
di cassa causata solo ed esclusivamente dai mancati trasferimenti di fondi da
parte del dipartimento finanziario; dunque causata da un comune che non rispetta
il contratto di servizio e la copertura di spesa regolarmente stanziata per i
servizi sociali, ripeto: per i servizi sociali. Senza contare l’errore fatto con
l’approvazione di un Bilancio Riequilibrato 2011 del Comune (consiglio comunale
del 6/02/2012) lasciando scoperti circa 550.000,00 euro di spese effettive già
sostenute dall’Azienda nel 2011. Attualmente l’Azienda non è in grado di erogare
gli stipendi di gennaio, ne tantomeno è in grado di erogare agli utenti che ne
hanno diritto i contributi regionali indebitamente e, a questo punto,
volutamente bloccati nelle casse comunali. Mi rendo conto di dire una cosa ovvia
ma quello che emerge è che si vuole percorrere quella che sembra la via più
semplice, ma che in realtà risulterà essere la più pericolosa e dannosa per la
città: mettere in difficoltà l’intera azienda, la sua dirigenza, il suo cda, si
certo… ma anche i suoi numerosi dipendenti, i suoi centinaia di utenti (i più
deboli della città!), e tutti i servizi sociali che attualmente sono in piedi e
che improvvisamente potrebbero rimanere appesi. Solo per rendere un po’ meglio
consapevoli tutti della gravità della situazione che si verrebbe a creare in
seguito ad un ipotetico scioglimento vorrei ricordare i servizi che l’azienda
svolge e per i quali sono impiegati operatori diligenti e attivi nonostante i
continui ritardi negli stipendi e che ora vedono incerto anche il futuro più
prossimo. Abbiamo in tutto circa 95 dipendenti. 54 sono a tempo indeterminato:
tra questi ci sono gli ex lsu stabilizzati grazie all’azienda e che attualmente
sono dislocati in vari servizi; poi le educatrici e le ausiliarie dei 3 Asili
nido. A seguire ci sono poco più di trenta persone impiegate con contratto a
tempo determinato nel Centro Diurno disabili e nell’assistenza specialistica
agli alunni disabili. In questi servizi il rapporto operatore utente è uno a uno
e, da eventuali interruzioni di servizi, deriverebbero seri traumi agli utenti,
nonché il rischio di vanificare i tanti progressi ottenuti. A queste vanno
aggiunte le professioniste impegnate con contratto a progetto nel servizio dello
Sportello Famiglia e in quello della Tutela e Affidamento Minori, entrambe
sempre più indispensabili nel nostro territorio. Ci sono poi tutti gli operatori
con cui è stato instaurato il rapporto di lavoro occasionale tramite voucher
occupati attualmente per la gestione del canile comunale, per la manutenzione,
guardiana e biglietteria del Tempio di Giove e infine quelli occupati presso il
Gruppo Appartamento per disagiati psichici Domus Carminia, un’attività da poco
internalizzata dall’azienda e importantissima per i 7 utenti che convivono ormai
da tempo in questo appartamento. A questi servizi vanno aggiunti anche il
Segretariato Sociale: lo sportello attraverso cui accogliamo tutte le domande di
contributi di vario genere da parte dei cittadini disagiati; oppure il trasporto
degli alunni disabili. Abbiamo poi una serie di servizi affidati in gestione
alle associazioni di volontariato a costi estremamente sostenuti, come lo
sportello d’ascolto e di reinserimento sociale, lo sportello Salvamamma-
Salvabebè per l’aiuto alla nutrizione di mamme e bebè in difficoltà, lo
sportello immigrati, e altri progetti ancora. L’intera organizzazione è poi
gestita da un personale comunale in distacco funzionale, sempre sovraccarico di
lavoro e il più delle volte poco considerato rispetto agli impiegati dislocati
negli altri settori. Basti pensare che proprio oggi è stata messa in discussione
anche la loro posizione, al di là dello scioglimento dell’azienda o meno.
L’Assessore Alla ha riunito tale personale dicendo loro che Il Ministero degli
Interni avrebbe rilevato che dopo due anni scadrebbe il loro operato in distacco
funzionale, pertanto tra qualche mese non potrebbero più lavorare per l’azienda.
Bhè è Tutto da chiarire e soprattutto da comunicare ufficialmente e con la
documentazione che avvalora tale tesi, ma intanto anche la posizione dei
dipendenti comunali è stata messa in discussione. Sono nel CDA di questa azienda
fin dalla sua costituzione, cioè dal 2009. Ne conosco l’ossatura come pochi e
posso affermare a piena voce che non basterebbero le parole per descrivere
appieno l’intero sistema messo su con fatica e orami avviato con importanti
risultati. Innanzitutto, sul piano dei servizi offerti all’utenza (solo per fare
un esempio: tre asili nido comunali sono un vanto da preservare, non dei
sassolini da spostare!!!); poi sul piano dell’offerta e della stabilità del
lavoro; infine, sul piano dell’efficienza e soprattutto dell’economicità nella
gestione dei servizi sociali e non che in qualsiasi altro modo, costerebbero per
l’amministrazione almeno il triplo. Uno degli elementi che permette
l’economicità è proprio l’impiego degli ex lsu ormai stabilizzati a tempo pieno
che si adattano flessibilmente ai diversi ruoli che vengono loro affidati,
permettendo di coprire diversi servizi contemporaneamente. Un danno ancor
peggiore deriverebbe dal loro licenziamento perché il contributo ottenuto dalla
Regione Lazio per assumerli a tempo indeterminato attraverso il Progetto Lavoro
dovrebbe essere interamente restituito e si parla di più di 200.000,00 euro.
Inoltre la liquidazione derivante dai licenziamenti sarebbe a mio avviso una
inutile e costosa operazione che graverebbe ancor più la situazione di un comune
in dissesto. Auspico che venga rivalutata appieno questa ipotesi, che ci vengano
liquidati i trasferimenti necessari in tempi immediati. I dipendenti non possono
aspettare ancora lo stipendio, così come gli utenti a ricevere i contributi cui
hanno diritto. Posso affermare che in questa situazione di stallo, tutta la
macchina dei servizi sociali è in seria difficoltà: non si riesce programmare e
la macchina si sta cominciando a bloccare. Anche i corsi di formazione del
personale degli asili nido avviati sabato scorso sono stati fortemente
scoraggiati. Tutto diviene privo di senso, e sicuramente metteremo in
discussione i servizi aggiuntivi: che fare col Tempio di Giove? Continuiamo a
sostenere i costi del personale per un servizio che a breve verrà privatizzato?
Bhè sicuramente non avvieremo la gestione degli arenili 2012, finchè non ci sarà
un cambio di rotta. Ma magari sono state trovate soluzioni alternative anche per
questi due servizi e noi
dell’Azienda ancora non lo sappiamo!

IL VICEPRESIDENTE DELL’AZIENDA SPECIALE TERRACINA
Dott.ssa M. Francesca Gallinari


dellaporta2 [37]

 

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Un uomo è morto in un incidente stradale avvenuto a Terracina e sua moglie, incinta all’ottavo mese, ha perso il bambino. L’incidente, uno scontro frontale tra l’auto su cui viaggiava la coppia e una Bmw con a bordo due persone, è avvenuto in via Pantani da Basso, a Terracina.

A scontrarsi frontalmente due autovetture: una Bmw scura con a bordo due romeni trovati con un tasso alcolico superiore alla normativa stradale e un’altra auto, una Smart rossa, con a bordo la coppia di trentenni del posto. L’auto dei due stranieri percorreva la strada in direzione Terracina – Borgo Hermada quando, all’altezza di una curva, il conducente ne ha perso il controllo andandosi a schiantare prima sul passamano che delimita la pista ciclabile per poi rimbalzare sull’altra corsia proprio mente sopraggiungeva la Smart. Il conducente della Smart, Raffaele Vertolomo di Borgo Hermada ma residente a Terracina, è deceduto all’arrivo presso l’ospedale Fiorini di Terracina. La compagna, incinta di otto mesi, è attualmente ricoverata all’ospedale Goretti di Latina. Anche uno dei due romeni della Bmw rimasto ferito nell’impatto è ricoverato in ospedale. Sul posto la Polizia Stradale di Terracina, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco della squadra 3A.
All’ospedale Fiorini di Terracina, dove l’uomo è stato trasportato, ci sono stati momenti di tensione quando gli amici della vittima hanno visto arrivare il cittadino romeno che era alla guida della Bmw e che è stato sottoposto ad alcoltest.

 

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Era entrata nella casa di un’anziana come badante. Poi ne è uscita da ladra 
con le mani piene di gioielli e altri oggetti razziati nel l’abitazione della 
sventurata che si era affidata a lei per essere assistita nelle faccende di 
tutti i giorni. Venerdì sera gli agenti del Commissariato di polizia di 
Terracina hanno fermato una giovane coppia di rumeni - la 24enne Andreea Ifrim e 
suo marito, Bogdan Ifrim di 25 anni - sorpresi mentre erano sul punto di partire 
per la Romania con la macchina piena zeppa di refurtiva. Evidentemente dopo il 
colpo avevano deciso di tornarsene a casa, nell’est europeo, per poi rivendersi 
il bottino. Ma i loro piani sono falliti miseramente venerdì sera. Gli agenti, 
coordinati dal vice questore aggiunto Rita Cascella, stavano tenendo d’occhio da 
qualche giorno gli spostamenti della coppia. Giusto una settimana fa, domenica 
mattina, l’anzia - na proprietaria di casa dove Andreea Ifrim lavorava come 
badante, aveva scoperto di essere stata derubata. Di quel furto in via Leopardi 
si erano subito occupati i poliziotti, che avevano messo sotto osservazione la 
coppia di stranieri. A far concentrare i sospetti sulla badante sono state le 
modalità di esecuzione del furto da cui emergevano atti di violenza sulle cose 
mediante effrazione delle infrastrutture. La polizia ha quindi predisposto 
mirati servizi volti all’individuazione di alcuni sospettati che, proprio per la 
tipologia del modus operandi dei «colpi», potevano ritenersi essere effettuati 
da persone con relazioni domestiche per prestazioni 
d’opera, di coabitazione o di ospitalità con le vittime. Le ricerche degli 
agenti si sono concluse venerdì sera quando i coniugi rumeni sono stati fermati 
per un controllo. Non si poteva più attendere: i due erano saliti su una 
macchina con targa rumena, caricando valigie e borsoni. Tutto lasciava 
intendere, come poi è stato accertato, che la coppia avrebbe lasciato Terracina 
facendo perdere le loro tracce. L’im mediato controllo del mezzo, reso 
difficoltoso dal tentativo di sfuggire da parte del conducente del veicolo, 
permetteva il rinvenimento, oltre che di gioielli, anche di altri numerosi 
oggetti di varia natura e probabile provenienza furtiva, ma anche di arnesi atti 
allo scasso. Durante la perquisizione sono strati trovati anche 2 mila euro in 
contanti e altri preziosi per i quali non sono stati ancora individuati i 
legittimi proprietari. Motivo per cui è in via di predisposizione un album 
fotografico per consentire a ulteriori vittime il riconoscimento, presso il 
commissariato di via Petrarca, di oggetti razziati in occasione di altri furti. 
Nel frattempo i due arrestati sono stati rinchiusi presso le camere di sicurezza 
del commissariato, in attesa dell’udienza di convalida del fermo che si terrà 
domani presso il tribunale di Latina.
Francesco Avena

dellaporta2 [40]

Imparare la storia di Terracina non solo sui banchi di scuola ma anche uscendo 
dalle aule e passeggiando tra i reperti archeologici. È l’interessante progetto 
promosso dall’Archeoclub di Terracina che ha preparato un interessante programma 
di visite guidate rivolte agli alunni delle scuole elementari e medie. Per le 
classi elementari è previsto un programma che spazia dalla fase preistorica a 
quella romana; per le medie invece si parlerà di alto medioevo ed età 
contemporanea. Le visite avranno un costo simbolico, 2 euro per alunno, per il 
rimborso all’Archeoclub. Per info e prenotazioni: 327/7974236 o
win1196@libero.it
F. A 

dellaporta2 [41]

Confermata anche a Terracina la vittoria per Enrico Gasbarra, eletto nuovo 
segretario regionale del Partito democratico nelle consultazioni primarie che si 
sono svolte lo scorso 19 febbraio. Sono stati 337 i voti che hanno segnato la 
superiorità di voto del dirigente Democratico sul rivale interno Giovanni 
Bachelet, che ha incassato invece 137 preferenze. Le consultazioni, ch e si sono 
tenute presso il Grand Hotel Palace, hanno decretato anche l’elezio - ne 
nell’assemblea regionale dell’attuale capogruppo del Pd di Terracina Alessandro 
Di Tommaso e di Lorella Attanasio, rispettivamente sostenitori della lista 
Gasbarra e di quella di Bachelet. Dall’ufficio stampa del circolo di Terracina 
fanno sapere che molti dei partecipanti sono stati giovani «e qualche decina di 
stranieri», si legge nella nota. «Elementi importanti questi nell’ottica 
dell’ini - ziativa politica che il circolo di Terracina ha deciso di avviare 
nella direzione dei giovani e di coloro che, non ancora cittadini, risiedono e 
lavorano nella città». Soddisfazione, dunque, dei circa 500 voti ottenuti per le 
primarie. «Ricostruire il senso della comunità, definire i luoghi dell’apparte -
nenza, delineare un processo di cambiamento e di affermazione della 
cittadinanza: sono questi i punti di una politica che ha bisogno dei giovani e 
di coloro che presenti sul territorio ormai da anni - e che contribuiscono con 
il proprio lavoro alla società locale – aspettano una vera azione di 
integrazione». Un Pd deciso ad affermare una «nuova scala di valori» e «che con 
decisione si apra una storia sociale e civile adeguata alle sfide della 
modernità. Il partito democratico è pronto ad aiutare e costruire questi 
processi, a sollecitare l’impegno delle forze più attive e dinamiche».
D. R .

dellaporta2 [42]

 

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terracina-impianto-idrovoro-di-calambra-1925_bis

Dal default all’avvio di una nuova stagione per le opere pubbliche
Procaccini: “Dalla prossima settimana ripartono una miriade d’importanti lavori”
“Dopo una capillare ricognizione presso gli uffici tecnici comunali, che ha
comportato diversi mesi di duro lavoro, – afferma il sindaco Nicola Procaccini –
l’Amministrazione comunale è oggi in grado di avere un quadro d’insieme su
quanto le passate giunte hanno lasciato per strada e contestualmente ha dato il
via libera in questi giorni a diverse opere che erano rimaste bloccate per la
mancata acquisizione dei relativi finanziamenti. Questi primi sette mesi di
amministrazione sono stati oltremodo impegnativi perché abbiamo concentrato la
nostra attività nell’approfondire i motivi per i quali tanti lavori erano
rimasti solo sulle carte dei tecnici e all’interno di quelle della burocrazia
comunale. Adesso – termina il sindaco Procaccini – oltre alle rispolverate
vecchie pratiche ci stiamo organizzando anche per mettere in campo nuove
progettualità, che prevedono finanziamenti regionali certi e diverse opere da
realizzare anche facendo ricorso al progetto di finanza”.
Da questo percorso virtuoso messo in campo dall’Amministrazione comunale, sono
iniziati i lavori per il ripristino dello stato dei luoghi del “Montuno”, uno
degli spazi simbolo della Città al quale era stata prodotta una grave ferita.
Sono poi stati consegnati i lavori per l’impianto antincendio al Porto di
Levante, mentre lunedì prossimo avranno inizio quelli al campo sportivo della
167, che in trenta giorni sarà riconsegnato alla pratica sportiva delle numerose
società. Sempre nella prossima settimana la ditta che ha ricevuto l’incarico
inizierà i lavori presso la Chiesa del Santissimo Salvatore. Come si ricorderà
la Regione Lazio aveva finanziato il restyling della Chiesa e solo grazie
all’impegno dell’assessore Marcuzzi è stato possibile recuperare i 600 mila
euro, che erano di fatto andati persi. Mercoledì, dopo esattamente un anno di
stop ai lavori e grazie al pagamento di 117 mila euro alla ditta appaltatrice,
riprenderà i lavori alla Chiesa di San Domenico, in settimana inizierà invece la
riparazione della cupola della Chiesa del Purgatorio. Lunedì prossimo saranno
affidati i lavori per la delocalizzazione delle autolinee degli autobus al Polo
Trasporti della Stazione, mentre è previsto nei prossimi giorni il
completamento dei lavori al piazzale adibito a parcheggio della scuola “ Adriano
Bragazzi” .
Sono poi in riparazione avanzata i terrazzi dei plessi scolastici della scuola X
Traversa e Giovanni Paolo II, mentre al piazzale – parcheggio della Giovanni
Paolo II sono in corso i lavori di scavo per il drenaggio dell’acqua, che gravi
problemi ha creato alla struttura. Si ricorda inoltre che sono già ripresi i
lavori al Comparto B7 (ristrutturazione di sette appartamenti di proprietà
comunale fermi da oltre 20 anni), grazie all’impegno profuso dal consigliere
comunale Luciano Pecchia, e quelli alla piscina (privata) di San Martino, dove
sono state gettate le pareti della vasca e le attività procedono celermente. Per
i danni provocati al manto stradale delle vie ricadenti sul territorio comunale
dalle abbondanti piogge delle scorse settimane, infine, sono in fase di
ultimazione tutti i lavori di ripristino.
“Credo che quello pubblicato non rappresenta un mero elenco di sole cose
programmate nè da parte dell’amministrazione comunale né tantomeno per la Città
e i suoi cittadini – afferma l’assessore ai lavori pubblici Pierpaolo Marcuzzi.
I lavori riavviati e quelli che abbiamo posto in cantiere rappresentano invece
una riprogettazione importante e praticabile per Terracina, e attestano
chiaramente che l’amministrazione in carica ha voglia di impegnarsi seriamente
su temi d’interesse generale e soprattutto produttivi per la Città. Quelli
ripartiti sono lavori pubblici rilevanti rimasti impantanati per anni in piccole
ma devastanti inefficienze, altri perché non riuscivano a ottenere i relativi
finanziamenti richiesti. Lavori – termina l’assessore Marcuzzi – che una volta
portati a termine cambieranno positivamente il volto della Città, conferendole
infrastrutture preziose, alcune delle quali attese da troppo tempo dai
cittadini”.

 

dellaporta2 [19]

LA POLIZIA DI TERRACINA ARRESTA DUE CONIUGI ROMENI PER FURTO
Comunicato Stampa
Nella tarda serata di ieri, personale della locale squadra di P.G., diretti
dalla Dirigente Dott.ssa Rita CASCELLA procedeva al fermo di indiziati di
delitto nei confronti dei coniugi romeni: Andreea IFRIM nata nel 1987, Bogdan
IFRIM nato nell’86, entrambi domiciliati in Terracina e di nazionalità romena. A
seguito di specifica attività info-investigativa avviata dall’Ufficio per furti
perpetrati nelle abitazioni, dalle cui modalità di esecuzione emergevano atti di
violenza sulle cose mediante effrazione delle infrastrutture, la polizia
predisponeva mirati servizi volti all’individuazione di alcuni sospettati che,
proprio per la tipologia del modus operandi, potevano ritenersi essere
effettuati da persone con relazioni domestiche per prestazioni d’opera, di
coabitazione o di ospitalità con le vittime. Infatti nei giorni successivi ad un
furto perpetrato nell’arco della mattinata di domenica 20 in via G. Leopardi,
venivano predisposti servizi di osservazione presso l’abitazione dell’anziana
vittima, assistita nella circostanza dalla Andreea IFRIM, che le faceva da
badante. Nella serata di ieri, i due coniugi , poi sottoposti al fermo, venivano
notati muniti di valige e borsoni mentre salivano in un’autovettura con targa
rumena per poi ripartire. L’immediato controllo del mezzo, reso difficoltoso dal
tentativo di elusione da parte del conducente del veicolo, permetteva il
rinvenimento oltre che di oggetti preziosi anche di altri numerosi oggetti di
varia natura e probabile provenienza furtiva, ma anche di arnesi atti allo
scasso ed oggetti atti ad offendere. La perquisizione oltre a permettere il
rinvenimento, come detto dei preziosi trafugati, consentiva anche il
rinvenimento della somma di denaro contante pari a 2.000 Euro circa e di molti
altri preziosi per i quali non sono stati ancora individuati i legittimi
proprietari. Atteso che gli indiziati sottoposti al fermo di P.G. venivano
trovati in possesso dei loro rispettivi passaporti in corso di validità e di
capi di vestiario stipati nelle valige e borsoni che recavano, elementi per i
quali si concretizza il reale pericolo di fuga, gliinvestigatori procedevano al
loro fermo, dandone immediata comunicazione all’Autorità giudiziaria. Parte
della refurtiva rinvenuta in sede di denuncia veniva contestualmente restituita
all’avente diritto, significando che nei confronti dei due si procederà anche a
norma delle altre violazioni di legge. Come disposto dall’A.G. procedente i
fermati sono trattenuti presso le camere di sicurezza, in attesa dell’udienza di
convalida che si terrà Lunedì 27 Febbraio 2011 presso il Tribunale di Latina. E’
in via di predisposizione un album fotografico al fine di consentire ad
ulteriori vittime il riconoscimento, presso questi Uffici di Polizia, di oggetti
trafugati in altri furti.

dellaporta2 [20]

Sara’ un’indagine a fare chiarezza sul «giallo» delle trattenute dagli stipendi
scomparse nel nulla. Il caso dei netturbini de l l ’ ex Terracina Ambiente che
hanno scoperto di essere stati «derubati» dei soldi trattenuti in busta paga,
infatti, avrà degli strascichi in Procura. Due operai dell’ex
Terracina Ambiente, assistiti dall’avvocato Gianluca Rossi, hanno presentato
nei giorni scorsi un esposto ai carabinieri. Per un terzo
netturbino, poi, lo stesso avvocato Rossi sta effettuando alcuni accertamenti
prima di rivolgersi anche per il suo caso alle forze dell’ordine. Al momento la
denuncia è contro ignoti: sarà compito di carabinieri e Procura individuare
eventuali responsabili. Così come dovrà formulare ipotesi di reato a carico di
eventuali responsabili. Potrebbe trattarsi di furto, appropriazione indebita o
addirittura truffa. La vicenda è ingarbugliata e per i netturbini addirittura
drammatica. Nei giorni scorsi infatti tre di loro sono stati contattati dalle
società finanziarie con cui avevano stipulato un contratto di pagamento a rate
tramite cessione di una parte dello stipendio. In pratica gli operai dell’ex
Terracina Ambiente non ricevevano dalla società dei rifiuti i soldi, che
venivano trattenuti in busta paga. Ma se sulla carta tutto sembrava filare
liscio, la stangata è arrivata quando dalle società finanziarie è giunta la
segnalazione che i soldi non erano stati versati. E che, di conseguenza, i
netturbini dovevano pagare tutti i loro debiti, e subito. Una mazzata per gli
operai, costretti a «campare» per mesi con poche centinaia di euro ma con la
speranza che stessero facendo sacrifici per estinguere il loro mutuo. A questo
punto il mistero si infittisce: che fine hanno fatto quei soldi? Perché la
finanziaria afferma di non averli ricevuti e si rifà direttamente sugli operai
che non sanno dove prendere i soldi: chi 10 mila, chi addirittura 20 mila euro.
Sono disperati e allo stesso tempo abbandonati a loro stessi, perché non sanno a
chi rivolgersi. La Terracina Ambiente è fallita, per più di un anno si è trovata
sotto la custodia giudiziaria all’indomani del sequestro delle quote societarie.
Anzi è proprio in quel periodo i soldi avrebbero preso una strada diversa da
quella riportata sulle buste paga. Ma per un terzo operaio c’è di più. Separato
dall’or – mai ex moglie, in busta paga gli venivano trattenuti anche i soldi da
destinare alla donna, alcune centinaia di euro al mese. Ebbene, anche quelle
somme non sarebbero state versate ma sparite nel nulla. Insomma, operai privati
dei soldi e allo stesso tempo debitori insolventi, che a fine mese ricevevano
buste paga «bugiarde». Adesso l’avvocato Rossi ha deciso di andare fino in fondo
con i suoi assistiti. Per due di loro è già scattato l’esposto ai carabinieri,
che si preoccuperanno di trasmettere una specifica informativa di reato alla
Procura della Repubblica di Latina. Per il terzo netturbino, quello che ha
scoperto di avere debiti, oltre che con la società finanziaria, anche con l’ex
moglie, l’avvocato preferisce prendere tempo e condurre ulteriori accertamenti.
Ma anche per questo caso è pronto a rivolgersi alla magistratura. Nel frattempo
però si opporrà al decreto ingiuntivo che la società finanziaria ha notificato
al netturbino pochi giorni fa .
Francesco Avena

dellaporta2 [21]

Si svolgerà oggi a partire dalle 16 e 30 presso il museo civico «Capponi» di
piazza Municipio, il laboratorio per famiglie «Antichi volti». La rassegna,
organizzata dall’associazione Chora, si articolerà in due momenti: dopo una
visita guidata al museo, si proseguirà con il vero e proprio laboratorio, che
consisterà nel tentativo di riproduzione di ritratti di personaggi celebri
dell’antica Roma. Un’occasione per passare del tempo insieme alla propria
famiglia riscoprendo i volti di personaggi che hanno fatto la storia anche di
questa città. Il costo per la partecipazione alla visita e al laboratorio è di
tre euro a bambino,mentre per i genitori sarà possibile entrare gratis.dellaporta2 [38]

 

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scacchi_wallpaper_modificato_facebook_per_blog

Comunicazione per tutti i Terracinesi che amano il gioco degli Scacchi:

Ho creato su Facebook  il gruppo: “Circolo Scacchistico di Terracina”.

Per registrarsi bisogna essere iscritti a facebook ed entrare nel gruppo presso questo link:

https://www.facebook.com/groups/236938299733715/237073139720231/

 

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terracina-piazza-mazzini-a-colori-e-aiuole-anni-50_bis

Incentivi all’imprenditoria femminile grazie al progetto “Vasi Comunicanti”.
L’iniziativa, realizzata con il cofinanziamento dell’Unione Europea – FSE – POR
Lazio e che coinvolge 24 comuni del Lazio prevede l’erogazione di contributi a
fondo perduto per progetti di creazione d’impresa femminile e la fornitura di
servizi gratuiti di supporto allo start up attraverso mentoring individuali,
assistenza allo sviluppo del piano d’impresa e alla gestione amministrativa. I
singoli progetti saranno finanziabili per importi compresi tra un minimo di
5.000 euro e un massimo di 25.000 euro. I progetti presentati dovranno essere
realizzati entro sei mesi dalla data di stipula del contratto di agevolazione.
Destinatarie della misura sono le micro-imprese e piccole medie imprese
femminili, da costituire o costituite dopo il 31 gennaio 2011 e promosse da
donne disoccupate o inoccupate. Per l’assegnazione delle agevolazioni e dei
servizi, le imprese femminili dovranno avere sede legale e operativa in uno dei
questi comuni: Pomezia, Pontinia, Latina, Cisterna di Latina, Aprilia, Ardea,
Anzio, Nettuno, Albano, Ciampino, Genzano, Rocca Di Papa, Velletri, Ariccia,
Artena, Cori, Lanuvio, Norma, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Terracina,
Sonnino. La presentazione dei progetti, il cui termine ultimo di invio è fissato
per le ore 24 del 16 marzo, dovrà effettuarsi esclusivamente attraverso
un’apposita procedura on line attiva sul sito del progetto Vasi Comunicanti:
www.progettovasi.it

gigi-nofi_bis

Il cantiere all’ex Desco riapre i battenti. La notizia circolava da settimane ma
ieri è stata in qualche modo ufficializzata dall’a ffi ssione di un mega
manifesto dell’agenzia immobiliare che annuncia: «Prossima realizzazione». Si
ricomincia da dove sembrava dovesse finire tutto, quando, alle luci dell’alba
del 25 marzo 2010, il cantiere che si trova al chilometro 107 della Pontina
venne sequestrato su disposizione dell’Antimafia di Napoli, insieme ad un
patrimonio di beni, sparso tra la provincia di Latina e Giugliano in Campania,
dal valore di 500 milioni di euro. Numerose le persone arrestate. Tra loro
soprattutto imprenditori originari di Giugliano in Campania attivi nel settore
edile, accusati di essere stati dei prestanome del clan Mallardo e in
particolare dei fratelli Dell’Aquila. Nell’affare dell’ex Desco erano rimasti
coinvolti Carmine Maisto e Antonio Pirozzi. Ma il proseguio giudiziario ha
capovolto in modo clamoroso le tesi investigative. Da subito il Riesame ha
rimesso in libertà tutti gli imprenditori arrestati. Poi nell’estate dello
scorso anno il colpo di scena con la decisione del Riesame di restituire a
Maisto e Pirozzi i beni sequestrati. I giudici, dopo aver esaminato le carte
delle indagini, hanno concluso che gli indizi raccolti non provavano il
collegamento tra imprenditori e camorra. Veniva dunque meno la ragione stessa
dei sequestri preventivi. Senza la dimostrazione di mafiosità, hanno scritto i
giudici nella motivazione, «non interessa l’esito degli accertamenti
patrimoniali, sia contro che a favore», perché gli indagati non hanno l’obbligo
di dimostrare la provenienza lecita dei beni. Dunque, è la conclusione dei
giudici, Maisto e i Pirozzi devono rientrare in possesso dei loro beni. E così è
stato. L’intervento all’ex Desco è frutto di un piano di programma in variante
al Piano regolatore siglato nel 2005 da Regione, Comune e privati
contestualmente alla delocalizzazione della fabbrica di pomodori a Mazzocchio.
L’affare venne portato a termine nel gennaio del 2008 con la cessione dell’area
e del progetto alla MPM immobiliare di Carmine Maisto ad un prezzo
ragguardevole: 5 milioni e 300 mila euro. Il progetto consiste nella costruzione
di 5 fabbricati per un totale di 30 mila metri quadrati: 2 strutture
residenziali, un albergo sotto forma di case-vacanze, una struttura socio-
sanitaria, un centro commerciale, con una parte
destinata a sala conferenze e uffici. Ammontare dell’i nve s t imento: oltre
10 milioni di euro.
Pierfederico Pernarella

dellaporta2 [22]

La cassazione conferma la sentenza del Corte d’Appello e scagiona Gianni
Micalusi, il noto ristoratore di Terracina, dalle accuse di estorsione, usura e
lesioni. Micalusi, difeso dall’avvocato Maria Antonietta Cestra, era già
stato assolto in primo grado e poi in Appello. La sentenza di secondo grado era
arrivata nel maggio del 2010. Ora anche la Suprema Corte, che rappresenta il
terzo e l’ultimo grado di giudizio, ha confermato l’estraneità del
ristoratore dai fatti contestati. Si chiude così la lunga vicenda giudiziaria di
Micalusi, proprietario di «Assunta Madre», uno dei ristoranti più rinomati di
Roma. iniziata nel 2000, quando il ristoratore dei «vip» fu arrestato
nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Dda perché considerato vicino ad
ambienti della malavita romana, tanto da essere indagato anche per associazione
mafiosa. L’accusa di 416bis, venne poi ritirata dallo stesso pm titolare
dell’inchiesta, Lucia Liotti. Nel 2003 il ristoratore, allora proprietario
dell’«Osteria del Pesce», fu assolto anche dagli altri reati. Tre anni dopo
circa, arrivò l’impugnazione in appello da parte della Procura, in seguito al
quale scattò il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 7 milioni di
euro tra immobili, auto e conti correnti, ritenuti riconducibili in vario modo
proprio a Micalusi. La difesa ha continuato a dare battaglia presentando istanza
di dissequestro, accolta nel 2009 e confermata anche questa in Cassazione
nell’ottobre del 2010. Le indagini degli uomini dell’Antimafia partirono nel
2000, sulla base di una serie di intercettazioni telefoniche e del sequestro di
diversi assegni. Materiale investigativo da cui emergevano presunti contatti di
Micalusi con un uomo di fiducia di Enrico Nicoletti, il cassiere della Banda
della Magliana. Micalusi, dal canto suo, si è sempre dichiarato estraneo alle
accuse. E il corso della giustizia lo ha confermato.
P. P

dellaporta2 [3]

Cosa accade nella gestione del servizio di nettezza urbana? Se lo chiedono i
sindacati, che ieri hanno inviato al Comune e al Prefetto di Latina una nota
congiunta in cui fioccano pesanti denunce contro la Servizi Industriali. Mancata
assunzione di personale: «i 12 lavoratori» stagionali, scrivono «attendono
ancora di essere reintegrati». Poi il vestiario antinfortunistica, la cui
mancanza rischia di creare incomprensioni: «Un lavoratore sprovvisto di scarpe
antinfortunistica – proseguono le sigle – è stato allontanato dal cantiere e
posto fuori dal cancello». E poi ancora assenza di riscaldamenti, pulizia,
addirittura l’acqua da bere divide società e lavoratori: «È stato consigliato
dal datore di lavoro di recarsi a bere acqua presso la sede di Latina Scalo»
denunciano le rappresentanze. Dunque rapporti tesi tra lavoratori e società.
Resi ancor più complicati, continuano, dalla presenza «continuativa» di un
dipendente comunale, «al punto da presenziare al pagamento degli stipendi,
all’organizzazione dei servizi individuali», e finanche, nel giorno dello
sciopero, «stoicamente alle ore 6 presso il cantiere di Morelle a fiancheggiare
il datore di lavoro nell’opera di persuasione alla non partecipazione allo
sciopero». Un’ingerenza, che ai sindacati non piace, e che rischia, concludono,
di creare «incresciose e scomposte reazioni».
D. R .

dellaporta2 [15]

Arrivano segnali di crisi dalla maggioranza del sindaco Nicola Procaccini. A
lanciarli è il gruppo del Pdl, che mercoledì scorso ha disertato in massa
l’abituale riunione della coalizione di centrodestra lasciando il primo
cittadino a confrontarsi con i soli partiti di Udc e Pri. Messaggi in codice,
nemmeno tanto velati, quelli che il primo partito della città sta inviando in
questi giorni alla sua giunta, per dire che l’azione amministrativa sta
lasciando ai margini chi alle scorse elezioni ha incassato il maggior numero di
voti. Riunione saltata e tante incognite sul tavolo da risolvere al più presto,
per evitare il rischio che la maggioranza diventi un campo di battaglia. Resta
teso il clima per la presidenza dell’Azienda speciale, che sta creando un
terremoto nell’asse Udc-Pdl. Il gruppo consiliare dei berlusconiani rivendica
ruoli, decisioni, poltrone in quel Terzo settore che appare sempre di più regno
dei centristi. I berlusconiani, si dice tra i bene informati, attendono da
troppo tempo che qualcuno, in amministrazione comunale, rivendichi anche per
loro un posto al sole. E ora la posta potrebbe alzarsi: c’è addirittura chi
parla di rimpasto, con un cambio di equilibri tra gli assessorati. E sì, perché
è ormai sensazione diffusa nel Pdl delle 5 mila tessere locali che c’è un Udc
senza freni pronto a prendere tutto. Terreno fertile, questo scontento, anche
per il «rivale» interno di Procaccini, Gianfranco Sciscione, che al momento
resta a guardare ma si dice sia pronto ad offrire una spalla su cui piangere
agli «esclusi». E gli argomenti d’al – tronde non gli mancano, a partire
dall’urbanistica, settore su cui si gioca molto del potere del centrodestra sul
territorio cittadino. Ma la partita, Sciscione o meno, è anche quella dei
rifiuti. Con Morelle in procinto di tornare nelle mani del Comune, la corsa
sembra sia già iniziata a chi vuole stare nel gioco della riattivazione
dell’impianto. Intanto il Comune ha partecipato al bando provinciale per l’asse
– gnazione di circa 2 milioni di euro per ottimizzare la raccolta differenziata.
Una bella sommetta, che ha già visto diversi sopralluoghi nel deposito da parte
di ingegneri e geometri. Pare che i macchinari siano in ottimo stato, pronti a
funzionare anche da domani. Quello che potrebbe non funzionare è il
Pdl, e con lui la maggioranza.
Diego Roma

dellaporta2 [16]

Promuovere l’integrazione dei cittadini provenienti da Paesi Terzi nel rispetto
dei valori fondamentali dell’Unione Europea. Questo il senso della delibera di
giunta approvata ieri avente per oggetto il progetto presentato
dall’Associazione “Insieme- Immigrati in Italia” riferito alla proposta di
partenariato pubblico/privato per la partecipazione alla selezione del progetto
Bando F.E.I. indetta dal Ministero dell’Interno.
Il progetto nasce dall’attenta analisi dei bisogni degli immigrati e si avvale
dell’esperienza maturata sul territorio e dalle riflessioni sui risultati
raggiunti. I dati raccolti dimostrano concentrazioni significative di immigrati
e bisogni su nazionalità, livello culturale, situazione lavorativa, integrazione
sociale, tutoraggio per i minori, interventi per il periodo extrascolastico,
formazione linguistica. Il territorio interessato dal progetto fa riferimento ai
distretti di Formia/Gaeta e Fondi/Terracina. Il ruolo di Capofila è assegnato
all’Associazione “Insieme –Immigrati in Italia” A.N.S.I “ Istituto S.Francesco
di Fondi”. Soci partener i Comuni di Formia, Gaeta, Fondi, Terracina, Lenola,
Monte San Biagio, Cori.
Le linee di indirizzo della progettazione si riferiscono a corsi di formazione
glottodidattica per i docenti; 10 corsi di italiano L2 per adulti e minori su
sostegno al lavoro scolastico; azioni integrate di accoglienza , creazione di
contesti e laboratori educanti per l’educazione civica, azioni di promozione e
formalizzazione della rete territoriale, documentazione e divulgazione
dell’esperienza. Le fasi realizzative del progetto sono ripartite in
pubblicizzazione del progetto, formazione docenti, iscrizioni a corsi e
laboratori, realizzazione di laboratori come strumenti per l’accoglienza e
l’integrazione, corsi diffusi sul territorio in modo da garantire accessibilità,
professionalità, flessibilità, accoglienza; esame finale di certificazione
(Esame CELI); azioni di promozione e formalizzazione della rete territoriale;
promozione e formalizzazione della rete territoriale.
Per l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Treglia si tratta di un progetto
di grande rilevanza a costo zero per il Comune, rivolto a costruire una rete
territoriale per i servizi integrati alla persona migrante. L’iniziativa si
avvale di un finanziamento di euro 110.000 attraverso un cofinanziamento europeo
pari al 75 per cento ed un cofinanziamento a carico del Ministero dell’Interno
pari al 25%. L’associazione “Insieme- Immigrati in Italia” – spiega Treglia – ha
un’esperienza operativa pluriennale nel campo dell’integrazione sociale degli
immigrati, il progetto approvato consente di sviluppare un percorso educativo,
didattico e di sostegno all’accoglienza, allo studio, al lavoro e alla
conoscenza della lingua.
Un’azione di tutela, promozione e monitoraggio del territorio condivisa e
sostenuta dal sindaco Forte e dall’intera amministrazione comunale nei
confronti dei cittadini stranieri. Il bando per partecipare alla selezione ed
accedere ai finanziamenti scade il 28 febbraio 2012”.

Riceviamo e pubblichiamo dai segretari FP – CGIL ,Giulio Morgia, FIT CISL,
Massimo Feudi, Uil Trasporti, Antonella Cannatà che chiedono chiarimenti al
Sindaco e ai Gruppi Consiliari del Comune di Terracina e, per conoscenza, al
Prefetto di Latina sul servizio di raccolta rifiuti.
“Il giorno 9 gennaio 2012 fallisce la Terracina Ambiente e si apprende che il
curatore fallimentare è l’avvocato Falcone del Foro di Laitna.
Dopo tale comunicazione ai lavoratori della Terracina Ambiente viene impedito
l’accesso presso il Cantiere e pertanto non possono svolgere il proprio
servizio.
Le scriventi, preoccupate per la situazione emersa, incontrano il primo
cittadino Nicola Procaccini che si impegna a trovare immediatamente un’azienda
che possa intervenire per il prosieguo di tutte le attività già esistenti nel
Comune effettuate dalla ex Terracina Ambiente, in tal guisa si impegna altresì a
far rispettare il CCNL del settore igiene ambientale che prevede nell’articolo 6
l’assunzione diretta di tutto il personale che da oltre sette mesi ha un
contratto a tempo indeterminato impegnandosi altresì a far assumere dodici
lavoratori già in forza alla Terracina Ambiente che sarebbero dovuti passare a
tempo indeterminato dal primo gennaio 2012. Trascorsi due giorni il Sindaco
convoca urgentemente le Organizzazioni Sindacali, comunica il nome della
probabile ditta aggiudicatrice del servizio e nella stessa assise alla presenza
di vari assessori e collaboratori illustra alle scriventi il piano ideato per
risolvere il passaggio dei lavoratori della ex Terracina Ambiente e poter
impiegare i 12 lavoratori esclusi dal CCNL, in quanto a tempo determinato.
Il piano avrebbe veduto il licenziamento e la riassunzione delle maestranze con
la nuova ditta e il riassorbimento dei 12 lavoratori.
Il giorno 12 gennaio 2012 i lavoratori venivano licenziati e il 13 assunti dalla
ditta scelta dal Comune al secolo – Servizi Industriali srl.
Iniziato il servizio è apparsa immediatamente evidente la difficoltà operativa
in quanto lo stato di emergenza dovuto al fermo non veniva smaltito nei tempi
consoni al ritardo assunto, si è dovuto intervenire più volte su richiesta dei
lavoratori, per alcune inadempienze sia organizzative che strutturali. A ciò si
sommavano diverse lamentele di lavoratori, verbalmente scherniti, in quanto
osavano richiedere quanto dovuto per l’espletamento del servizio.
A tutt’oggi che è passato oltre un mese si è costretti ad assistere a:
1. Assunzione del personale – nonostante l’impegno assunto dal Sindaco i 12
lavoratori di cui sopra attendono di essere reintegrati.
2. Vestiario – visto il tempo trascorso deve esserci messa a disposizione del
vestiario invernale a tutto il personale – a tal proposito un fatto increscioso
è avvenuto oggi 22 dove un lavoratore sprovvisto di scarpe antinfortunistiche
con rispettivo plantare ortopedico come prescrittogli da visita aziendale è
stato allontanato dal cantiere e posto fuori dal cancello e, soltanto dietro
nostro consiglio di farsi mettere per iscritto quanto avvenuto, ne è stata
tollerata la presenza.
3. Sede:
A. riscaldamenti – intervenire sull’impianto e nell’attesa trovare soluzioni
alternative per tutti i locali utilizzati dal personale;
B. pulizia locali – ordinaria pulizia dei locali tutti;
C. acqua potabile “liscia” – fornire al personale la possibilità di avere in
sede dell’acqua potabile “liscia” è virgolettato perché è stato consigliato di
recarsi dal datore di lavoro a bere acqua presso la sede di Latina Scalo.
4. mezzi – l’autista che mette fuori servizio il mezzo a lui assegnato lo fa
responsabilmente. L’azienda non deve coercizzare o affidare ad altri la guida
dello stesso mezzo messo fuori servizio. La fotografia dei libretti di
circolazione deve essere messa a disposizione di ogni singolo mezzo con relativa
revisione già effettuata.
5. attrezzatura – per il servizio di spazzamento e raccolta deve essere messo il
personale nella condizione di effettuare tale servizio, con guanti sufficienti,
pale, scope, etc.
Con la presente si chiedono anche chiarimenti rispetto alla presenza di un
dipendente comunale il quale opera in maniera continuativa collaborando con
l’attuale azienda al punto di presenziare al pagamento degli stipendi,
all’organizzazione dei servizi individuali, nonché vederlo stoicamente il giorno
21 febbraio 2012 alle ore 6 accompagnato da altro dipendente comunale e con
vettura contrassegnata (Comune di Terracina) presso il cantiere Le Molelle a
fiancheggiare il datore di lavoro nell’opera di persuasione alla non
partecipazione per lo sciopero in tale data addietro; nello stesso momento
venivano invitati i responsabili sindacali aziendali con tono autoritario, dal
datore di lavoro, ad allontanarsi immediatamente dal cantiere e solo il grande
senso di responsabilità dei lavoratori ha fatto sì che non avvenissero reazioni
scomposte a seguito di tale provocazione.
Per quanto sopra esposto e per quanto avuto come notizia dal personale si sono
tenute riunioni improprie, risultano anche passaggi sulla zona di servizio per
chiedere chiarimenti, al personale, inerente la partecipazione o meno allo
sciopero dei giorni precedenti lo stesso, si chiede a quanti in indirizzo di
accertarsi che tutto ciò sia conforme a quanto da codesto Comune previsto e che
le disfunzioni non debbano essere pagate dai cittadini e dal personale.
Si chiede altresì di far ripristinare i giusti atteggiamenti aziendali onde
evitare incresciose e scomposte reazioni”.

dellaporta2 [17]

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Sono ripresi i lavori con mezzi meccanici nell’area del parco cittadino del Montuno. Avevamo già scritto qualche tempo fa della scoperta di un muro romano a seguito dei maldestri tentativi, della precedente amministrazione comunale,  di realizzare in quel luogo tutelato  un improbabile parcheggio sotterraneo.

Oggi sono passato di li e ho notato che il muro è stato nuovamente ricoperto di terra come nulla fosse.

 

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Nella foto sopra la struttura Romana come si presentava sino a qualche giorno fa.

 

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la stessa struttura questa mattina.

Non voglio esprimere giudizi su questo fatto anche perchè sicuramente sarà stato avallato da qualche super esperto…ma…resta il fatto che esistono luoghi nel mondo dove riescono a valorizzare il NULLA.

Volevo citarvi come esempio il sito archeologico di Saalburg  in Germania ove sui quasi inesistenti resti di un  castrum romano le autorità del luogo  hanno ricostruito un “monumento” che ha reso il luogo famoso nel mondo (quindi con frotte di turisti) oltretutto al momento (udite udite)  fa parte di un complesso riconosciuto come Patrimonio dell’umanità dall’ Unesco!

Riassumendo: Mentre noi con millenni di storia alle spalle e un patrimonio archeologico invidiabile andiamo costituendo comitati per far inserire la nostra città tra i patrimoni dell’UNESCO vediamo una cittadina Tedesca che presentando il NULLA ci surclassa.

Per farvi un idea vi propongo il link che propone il sito di Saalburg   http://it.wikipedia.org/wiki/Saalburg e ditemi se vale un millesimo di Terracina.

Oltretutto Saalburg si trova nel circondario di Bad Homburg; città con cui, ricordo, abbiamo un patto di gemellaggio dal 1956. E’ da notare come in questo periodo di tempo i nostri non abbiano imparato nulla in più di mezzo secolo di viaggi e relazioni “culturali”.

Sopra l’ingresso del forte romano ricostruito dai tedeschi con tanto di statua in bronzo dell’imperatore ANTONINO PIO (e volevo ricordare che noi una statua originale di Antonino Pio la avevamo originale e ce la siamo fatta scippare da un museo romano (leggi  il post –>

http://terracinaforum.com/terracinarialzati/archives/1861 )

Nella foto sopra la ricostruzione dell’ interno della sala delle adunate.

interno di una sala…

altra sala

il loro “museo” con ricostruzioni di armi romane!

il museo, insegne romane “ricostruite”

Oltretutto hanno anche ricostruito una taberna romana per rifocillare i numerosi turisti. Dopo tutto questo viene da chiedersi: Ma perchè non siamo neanche capaci di C O P I A R E ?

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Sequestra e violenta per giorni la ex con la complicità di due donne, arrestati.
La squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Terracina, in
collaborazione con i colleghi di Anzio, ha eseguito due ordinanze di custodia
cautelare (domiciliari) emesse dal gip del Tribunale di Latina a carico di due
donne – una romena e una terracinese – residenti nella città del sud pontino e
accusate di aver collaborato all’adescamento di una donna residente ad Anzio
(provincia di Roma), la quale era stata violentata da un 55enne già arrestato e
portato in carcere lo scorso gennaio sempre a Terracina. Le due donne sono
accusate del concorso in violenza carnale, sequestro di persona, lesioni
personali aggravate e atti persecutori. Secondo la polizia le due donne
arrestate oggi, all’epoca dei fatti, aiutarono consapevolmente l’uomo ed avevano
con inganno attratto la vittima, violentata a Terracina in casa del 55enne S.P.
L’aggressore è un romano di 55 anni. La vittima è stata liberata solo dopo aver
finto di voler riprendere la relazione
Un romano di 55 anni, con numerosi precedenti penali, lo scorso 23 gennaio ha
sequestrato la sua ex, una 47enne italiana, in un parcheggio nei pressi di un
centro commerciale di Anzio, l’ha obbligata a salire sull’auto e con la
complicità di una romena di 45 anni, sua attuale compagna, e di un’altra donna
italiana di 43 anni, l’ha segregata in un’abitazione a Terracina per alcuni
giorni e sottoposta a continue violenze, anche sessuali. I tre sono stati
arrestati dalla polizia.
La denuncia. La vittima per mettere fine al suo sequestro aveva promesso di
riprendere la relazione sentimentale. Convinto da questa nuova «dichiarazione»,
l’uomo ha deciso di riaccompagnarla nel parcheggio, dove l’aveva «prelevata»
pochi giorni prima. All’iniziale timore di denunciare il suo ex, la donna ha
preso coraggio e ha deciso di raccontare tutto. La segnalazione effettuata dal
personale sanitario, che aveva riscontrato numerosi segni di violenza sulla
vittima in seguito a un intervento di soccorso, ha permesso agli agenti del
Commissariato di Anzio di ricostruire la vicenda ed arrestare i tre con l’accusa
di sequestro di persona, mentre l’uomo è accusato anche di violenza sessuale e
maltrattamenti in famiglia.

dellaporta2 [30]

Qualcuno lo ha ribattezzato umoristicamente «Rigor Montis», ed è la strana
sindrome del rigore che il governo presieduto da Mario Monti sta diffondendo nei
diversi Comuni d’Italia, alle prese con una corsa al risparmio e al rispetto
delle regole che forse non ha precedenti. Non sembra esserne uscito indenne il
Comune di Terracina, che sembra avere tutta l’intenzione di dimostrare che, a
partire dagli spiccioli fino alle grandi somme, risparmiare si può, e
soprattutto lo si può fare richiamando all’ordine ditte e dittarelle dei cui
lavori non si è soddisfatti. Un esempio lo sono tre determinazioni dirigenziali
firmate nei giorni scorsi dal dipartimento Lavori pubblici e servizi,
settore Opere pubbliche, con cui si annullano tre mandati di pagamento, tutti
indirizzati ad una ditta, la «Fer.Com Costruzioni Srl», perché i lavori affidati
in appalto, si legge, «non sono stati regolarmente eseguiti». Gli affidamenti
risalgono addirittura al 2009 e al 2010, e riguardano in particolare lo sfalcio
delle erbe infestanti nel centro urbano (18 mila euro circa), la realizzazione
di condutture per l’acqua piovana (circa 12 mila euro) e la ristrutturazione di
un plesso scolastico per impedire le infiltrazioni d’acqua (altri 9 mila e rotti
euro). Ebbene, tutti e tre gli impegni di spesa sono stati annullati. Secondo il
responsabile del procedimento e quello del settore Opere pubbliche, quegli
interventi, affidati con richiesta di preventivo ormai tra i due e i tre anni
fa, non sono soddisfacenti. Una decisione senza precedenti, o comunque assai
rara in un contesto che ha visto per anni il Comune di Terracina sborsare soldi
su soldi per opere pubbliche mai realizzate, pagare penali a rotta di collo per
rescissione di contratti, e insomma sperperare una montagna di euro. La somma
recuperata, che certo non lo sarà nell’immediato e che si immagina porterà
Comune e società ad un contenzioso, non è altissima, ma di sicuro afferma un
principio: mettere bocca sulla resa di un servizio si può. Figurarsi: nella
città in cui la mancata applicazione delle penali alla Terracina Ambiente ha
portato ad un’indagine della magistratura, non era affatto scontato. Dunque ora
si cambia musica. E nessuna città come Terracina sembra assorbire il
«sentimento» del governo nazionale. Ora è tempo di rigore. E «Rigor Montis sia».
Diego Roma

dellaporta2 [31]

Furti di rame in provincia, 5 arresti tra Latina e San Felice
Cinque gli arresti compiuti in poco più di 24 ore nella provincia pontina per
furti di rame.
Con i tempi che corrono il metallo sta diventando sempre più pregiato e lo sanno
i ladri che ultimamente hanno puntato su di lui la loro attenzione. Due le
operazioni distinte che sono state condotte dai carabinieri nel capoluogo e a
San Felice facendo finire manette in totale cinque persone.
Durante la notte appena trascorsa, intorno all’1, i militari del comando Norm -
Aliquota Radiomobile del capoluogo sono entrati in azione proprio mentre tre
malviventi, dopo aver forzato l’ingresso, si erano introdotti all’interno di un
cantiere edile.
Al loro arrivo i carabinieri hanno sorpreso i ladri con un carico di circa 130
metri di rame; sorpresi quest’ultimi hanno tentato la fuga, ma sono stati
prontamente fermati dagli agenti dopo un inseguimento, durante il quale uno di
loro ha riportato anche delle lesioni ad una caviglia. Tre uomini, tutti di
nazionalità romena, sono finiti in manette, un 27enne, un 39enne e un 41enne,
mentre la refurtiva recuperata è stata restituita al legittimo proprietario.
Alle 2 della scorsa notte, invece, a finire in manette a San Felice sono stati
un uomo di 43 anni originario del luogo e uno di 46 anni di Terracina.
I due sono stati individuati e raggiunti dai carabinieri del comando stazione di
San Felice, coadiuvati da quelli del Norm di Terracina, a seguito di un breve
inseguimento, subito dopo aver asportato discendenti in rame da varie abitazioni
estive appartenenti al residence “Cala delle lampare”. Durante l’operazione sono
stati anche sequestrati tutti gli arnesi atti allo scasso, e in seguito sono
stati ritrovati ulteriori discendenti, pronti per essere portati via.
Furti di rame in provincia, 5 arresti tra Latina e San Felice
22/02/2012

dellaporta2 [32]

Torneranno le luci, e con loro probabilmente anche i giocatori, le partite, il
fischio dell’arbitro e il tifo a bordo campo. Il campo sportivo 167 presto
potrebbe riaprire. Presto, si fa per dire. Ma intanto il Comune di Terracina si
è adoperato per chiedere un finanziamento alla Provincia di 150 mila euro, che
riguarderà proprio la fornitura di attrezzature per i campi sportivi. Il campo
della 167, che appare ormai ridotto ad una discarica, ai tempi d’oro era un
importante luogo di ritrovo per i giovani della zona: con le partite disputate
dalle società sportive, gli allenamenti, era un catalizzatore. Poi, il nulla.
Ecco, se il campo 167 potrà riavere il suo impianto di illuminazione, e magari
tornare in attività, sarà un servizio fatto alla città. Così come lo saranno le
tribune modulari che invece gli uffici del Comune hanno progettato in via
definitiva per i campi «Vittoria» di Borgo Hermada e «Stazione». Il
finanziamento verrà richiesto a via Costa, e ammonta ad un netto a base d’asta
di 113 mila euro, cui si devono aggiungere altri costi, per un totale di 150
mila euro. Una cosa fattibile. La partita è cominciata.
D. R .

dellaporta2 [33]

Seicento euro. Tanto serviva alla Procura per rimettere in funzione la sala
intercettazioni telefoniche che da anni è una stanza chiusa del Tribunale di
Terracina. Non migliaia di euro, lavori stratosferici o pratiche burocratiche da
far accapponare la pelle. Macché, solo 630 euro da mettere a budget. Eppure, per
tutti gli anni che sono trascorsi, la sala intercettazioni, strumento importante
di indagine della Procura di Latina, non è stata accessibile per via di un
impianto elettrico non funzionante. E così, mentre ci si schierava a favore del
mantenimento della sede distaccata del Tribunale a rischio tagli, nulla si
faceva per favorirne il funzionamento. Nelle scorse settimane la Procura ha
inviato una richiesta all’ammini – strazione comunale, simile, si immagina, a
quelle arrivate negli anni precedenti: ripristinare l’i mpianto elettrico per
consentire l’utilizzo della sala. E così il Comune ha fatto: 630 euro per rifare
l’im – pianto elettrico. Un piccolo scandalo, durato per anni. Perché è vero che
i Comuni sono in bolletta e che bisogna tirare la cinghia, ma quei 600 euro che
sono sbucati fuori solo oggi fanno più che altro pensare che spesso gli
amministratori, più che senza soldi sono con le bende agli occhi, incapaci di
distinguere una lucciola da una lanterna. Meglio tardi che mai.
D. R .

dellaporta2 [24]

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Perché nell’Agro Pontino stanno “morendo di fame”?

Gli agricoltori faticano a seguire gli standard produttivi previsti

dalla legge italiana, e i loro prodotti rimangono invenduti.

Molte delle loro aziende finiscono così all’asta.

Inoltre l’aumento dei prezzi del carburante elimina il margine

di guadagno degli autotrasportatori…

 

 

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Dopo agricoltori, autotrasportatori e tassisti, anche il mondo della pesca

protesta contro il governo Monti. Stefano Bianchi ha passato 48 ore con i

pescatori di Terracina, osservando da vicino gli effetti della crisi.

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terracina-bambine-alla-spiaggetta-anni-60_bis

Il giornalismo locale costruito sui “si dice” e “virgolettati” fasulli
Da quest’osservatorio privilegiato mancava assistere a un modo di fare
giornalismo violentemente supportato dai “si dice”, da “virgolettati” contenenti
stralci di dichiarazioni mai avvenute, per di più in colloqui privati e
ristretti a due soli soggetti, oppure ripercorre in stralcio frasi poste
all’interno di lunghe conversazioni telefoniche, mai avvenute. Possiamo dire che
quanto letto questa mattina nelle corrispondenze dal titolo “Lo scontro finale”,
“Azienda Speciale, l’ultimatum dell’Udc”, “Sindaco e Udc ai ferri corti”,
rappresenta certamente una distorsione grave dell’informazione terracinese, non
riscontrabile in nessun’altra città della Provincia di Latina. Mentre nel gioco
politico può rientrare un’anticipazione stampa a vantaggio dei partiti o
personale, nella fattispecie ricorre solo una grave e palese alterazione del
sistema democratico dell’informazione e una caduta di professionalità
giornalistica inaccettabile. Pertanto, si assicura, che non è intercorsa nessuna
telefonata tra il Sindaco di Terracina e il sen. Michele Forte, mentre
l’incontro tra il Sindaco e la direttrice dell’Azienda Speciale non ha avuto i
toni di conflitto rappresentanti. L’Amministrazione comunale non intende
procedere con querele per diffamazione a mezzo stampa, ma neanche accetta che
siano riportate, tra virgolette, frasi che non sono state mai dette, peraltro in
colloqui privati, uno addirittura al telefono. Scorretto è sostenere un
intervento stampa con i “si dice”, sleale è invece inserire frasi mai dette tra
virgolette. In altri tempi i cronisti locali facevano a gara per giungere primi
sulla notizia da pubblicare in esclusiva, oggi invece si assiste a
un’omogeneizzazione quasi cooperativistica di questa, dove nessuno deve “bucare”
per rafforzare, evidentemente, quanto più possibile la veridicità degli scritti
portati all’attenzione dei lettori. Detto questo e nel ribadire la stima verso i
cronisti e la stampa locale, l’Amministrazione comunale nell’immediato si farà
carico di una più puntuale e trasparente comunicazione, nella speranza che si
possa giungere ad un percorso condiviso nell’interesse di migliaia di cittadini
terracinesi.
Ufficio Stampa Comune di Terracina
(22-02-2012)

 

dellaporta2 [1]

Con il passare delle ore sale il nervosismo intorno all’Azienda Speciale.
Nemmeno il tempo di apprendere della discrepanza da circa 900 mila euro tra il
bilancio dell’Azienda e quello riequilibrato approvato nei giorni scorsi dal
Consiglio comunale, che c’è da registrare un altro episodio che la dice lunga su
quale sia l’aria che tira: ieri mattina infatti ci sarebbe stato presso la sede
dell’Azienda speciale un duro faccia a faccia tra il sindaco Nicola Procaccini e
il direttore Carla Amici. Doveva essere una sorta di resa dei conti, almeno
nelle intenzioni del primo cittadino, ma lo scontro si è tradotto in un nulla di
fatto non facendo altro che avvelenare gli animi. Procaccini avrebbe infatti
chiesto alla Amici di fare un passo indietro, contestandogli, tra le altre cose,
le modalità d’assunzio – ne. Ma dal canto suo il direttore dell’Azienda Speciale
non solo avrebbe risposto picche («Mi licenzi lei, se ne ha il coraggio») ma
avrebbe contrattaccato facendo sapere al sindaco di aver inviato un esposto al
Ministero degli Interni sul fatto che il Consiglio comunale ha approvato il
bilancio riequilibrato dimenticando alcune voci di spesa dell’Az i e nd a
Speciale. Vale a dire la storia del «buco» da 900 mila euro. Con l’esposto la
Amici si è evidentemente cautelata in via preventiva da eventuali contestazioni
passando la patata bollente al Comune. La situazione insomma si è fatta
delicatissima. Il sindaco Procaccini si trova tra l’incudine e il martello. Ci
sono innanzitutto le pressioni politiche per le nomine in seno all’Azienda
Speciale con l’Udc che reclama la presidenza così come previsto dagli accordi
elettorali e il Pdl che non vuole mollare ai centristi l’osso del Terzo Settore.
Proprio ieri il sindaco sarebbe stato raggiunto telefonicamente da Michele Forte
che per l’ennesima volta gli ha ricordato di rispettare i patti elettorali.
Resta in disparte ma osserva tutto attentamente il senatore Claudio Fazzone. In
questo senso la richiesta di dimissioni fatta alla Amici aveva proprio come
scopo quello di liberare un altro, così da accontentare tutti con il posto da
direttore in quota Udc (torna ancora il nome dell’assessore Rossano Alla) e
quello di presidente in quota Pdl (circolano i nomi di Roberto Palmacci e
Augusto Basile). Ora, come se questo non bastasse, a complicare il tutto ci sono
anche le grane di natura contabile. Che non sono da poco conto. E che, in via
teorica, potrebbero avere esiti catastrofici. Tipo lo scioglimento del Consiglio
comunale. Gli accertamenti sulla ragione della discrepanza da 900 mila euro sono
appena iniziati, ma c’è da supporre che l’amministrazione comunale sarà
costretta a portare di nuovo il bilancio riequilibrato in Consiglio con le
dovute correzioni e soprattutto le dovute coperture. Quindi, una volta
approvato, il bilancio dovrà essere di nuovo spedito al Ministero degli Interni.
E c’è da augurarsi che tutto fili per il verso giusto, perché in questo caso, se
al Ministero non dovessero essere convinti delle correzioni apportate, la scelta
obbligata sarà quella dello scioglimento del Consiglio. Un’ipotesi remota e
puramente teorica, ma in questo momento davvero non ci voleva.
P. P.

 

dellaporta2 [25]

La gestione dei parcheggi a pagamento ai privati. È l’ipotesi che verrà
discussa oggi nel corso di un incontro di maggioranza. L’amministrazione
comunale, a quanto pare, intende voltare pagina con le strisce blu ed
archiviare le esperienze degli anni passati che, fatta eccezione per la
parentesi dell’estate del 2010, hanno registrato profitti molto bassi. Invece
adesso i soldi servono eccome e secondo la maggioranza la gestione in mano ai
privati potrebbe fare al caso del Comune. Il servizio verrebbe affidato
attraverso una gara d’evidenza pubblica.

dellaporta2 [29]

Le impiantano una placca infetta dopo la rottura del femore costringendola a
sottoporsi ad una raffica di operazioni chirurgiche per evitare l’amputazione
dell’arto. Alle cronache dell’orrore che in questi giorni provengono dagli
ospedale romani tocca aggiungere anche l’esperienza di B.A., una donna di 82
anni di Terracina. Un’odissea, come si dice in questi casi di malasanità sempre
purtroppo più frequenti, che ha inizio quando a metà dicembre dello scorso anno,
in seguito a una brutta caduta in casa, l’anziana si rompe il femore. La donna
viene quindi ricoverata al Policlinico Casilino di Roma. Viene sottoposta ad un
intervento chirurgico durante il quale le impiantano una placca. Dopo circa
venti giorni di degenza viene dimessa. La gamba è gonfia, le fa male, i dolori
sono anzi lancinanti, ma i medici le assicurano che è tutto a posto, che sono
sintomi normali in questi casi. Lei e la figlia non posso che fidarsi delle
rassicurazioni dei medici, salgono in auto per fare ritorno a casa, ma non
riescono nemmeno ad uscire da Roma. I dolori dell’anziana donna sono talmente
forti e insopportabili che la figlia è costretta a fermarsi al primo ospedale
che le capita a tiro, il «Gemelli». Qui sono costretti ad riaprire la ferita per
capire cosa sta succedendo alla gamba. Ed è a questo punto che i famigliari
dell’82enne scoprono quello che non avrebbero mai voluto scoprire: stando
infatti alla diagnosi dei medici del «Gemelli» la gamba dell’anziana stava
andando in cancrena. Una brutta infezione dovuta, secondo le ipotesi, dalla
placca infetta o comunque gravemente carente sotto il profilo igienico. La donna
la scampa per un pelo. Altri pochi giorni e la cancrena avrebbe raggiunto un
stadio al tal punto irreversibile che sarebbe stata necessaria l’am – putazione
della gamba. Non è stata comunque una passeggiata, perché per rimediare
all’infezione la donna anziana si dovuta sottoporre ad altri interventi
chirurgici. Ora la gamba dell’anziana è salva, ma i famigliari non intendono
proprio passarci sopra. Si sono rivolti all’avvocato Francesco Pietricola che si
sta apprestando a presentare una denuncia in Procura per il
momento contro ignoti.
Pierfederico Pernarella

dellaporta2 [26]

“La consigliera fa parte della maggioranza che governa ma lei non lo sa”
A leggere il comunicato apparso alcuni giorni fa sulla stampa, da parte della
consigliera regionale Gina Cetrone, con cui denuncia lo stato di inefficienza
dei centri dialisi di Terracina e Priverno, sembra che lei stessa non si sia
ancora accorta di far parte della maggioranza che governa la regione Lazio.
Allora le ricordiamo che lei fa parte del governo di centro-destra della
Polverini che nella campagna elettorale di due anni fa dichiarava che non
avrebbe mai chiuso un ospedale. I fatti ci dicono che sta accadendo tutto il
contrario. Il quadro che emerge dai dati illustrati dal documento della
consigliera è sconcertante ma non è per noi una novità. E’ dal momento della sua
nascita che SEL Terracina denuncia lo stato di inefficienza grave di tutto il
sistema sanitario nella nostra zona. Gli ospedali di Sezze, Priverno e Gaeta
eliminati; gravi disagi in quelli rimasti aperti con carenza di personale, a
Terracina e a Fondi, sia nei reparti che al pronto soccorso; medici costretti a
turni estenuanti; attrezzature vecchie e mal funzionanti; macchinari nuovi
inutilizzati. Un degrado che i cittadini subiscono sulla propria pelle
quotidianamente. Assistiamo in questi giorni allo sconcertante episodio
dell’Umberto I di Roma, diretta conseguenza del taglio indiscriminato che la
Giunta Polverini ha riservato ai finanziamenti per la sanità pubblica. E la
consigliera se ne accorge solo adesso. Scopre che c’è qualcosa che non funziona
nel sistema sanitario regionale; viene a sapere che le persone che hanno bisogno
della dialisi hanno qualche problema; ci viene a raccontare sui giornali
addirittura le soluzioni che potrebbero eliminare i disagi per queste persone. A
questo punto ci sentiamo di dare un semplice consiglio alla Cetrone: per quei
provvedimenti che lei stessa dichiara che si “potrebbero adottare” per risolvere
una situazione così incresciosa, non faccia ricorso al condizionale, ma pretenda
che vengano realizzati dalla sua maggioranza, dalla sua Giunta e dalla sua
Presidente, altrimenti ne tragga le necessarie conseguenze! Poi può anche uscire
sulla stampa per informarci che è stato assunto il personale necessario al
funzionamento dei centri per i dializzati, oppure che sono stati incentivati gli
straordinari per il personale esistente, e saremo i primi noi a farle un plauso.

STEFANO PARISELLI – GIORGIA BORDONI
COORDINATORI CIRCOLO SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ DI TERRACINA

(23-02-2012)

 

dellaporta2 [27]

Avviati i lavori per l’ampliamento dell’ITC Bianchini
Questa mattina è stato formalmente affidata alla ditta ITALPRO Srl, l’esecuzione
delle opere di ampliamento della struttura scolastica di via Marandola Snc.
Grazie all’intervento dell’Assessore all’Istruzione Pubblica e Privata dott.
Rossano Alla, è stato possibile accelerare le pratiche per l’intervento. Le
nuove aule verranno consegnate alla scuola per il 1° settembre 2013.

Sono ufficialmente iniziati questa mattina i lavori per la costruzione di un
nuovo corpo aule-laboratori per la didattica dell’Istituto Bianchini. Alla
predisposizione dell’avvio del cantiere erano presenti l’Assessore Alla, l’Arch.
Masi della Provincia di Latina, l’Ing. De Paola della Provincia di Latina, il
dirigente prof. Lattao e il dott. Gavone progettista e direttore dei lavori.

“Oggi la ditta” ha dichiarato l’Arch. Masi “ha formalmente ottenuto
l’affidamento del cantiere che a partire da oggi stesso sarà ufficialmente
operativo. Si tratta della realizzazione di un nuovo corpo aule-laboratori
dislocato su due livelli con struttura in cemento armato. L’importo totale
dell’intervento è di euro 2.600.000,00. I finanziamenti arriveranno direttamente
dalla Provincia di Latina-Settore Politiche della Scuola”.

“Ora” dichiara l’assessore Alla “si tratta di aspettare i 535 giorni previsti
per la consegna della nuova struttura. In sostanza la scuola potrà usufruire
delle nuove aule a partire dal 1° settembre 2013. Organizzeremo a breve una
cerimonia ufficiale alla quale sarà sicuramente presente il presidente Cusani.
Le condizioni sono talmente favorevoli che contiamo di concludere l’intervento
nel più breve tempo possibile”

)dellaporta2 [28]

 

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 Un video (senza pretese e girato con il cellulare) di tutti i Carri che hanno sfilato in questo Carnevale.

Buona visione…

Video importato

vimeo Video

 

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Dopo la soppressione dei giudici di pace, potrebbe toccare anche alle sedi 
distaccate dei tribunali. Più che una sensazione è notizia che i bene informati 
danno per certa, o che comunque si legge dietro il decreto legislativo del 
governo Monti. Ecco perché, se qualcosa si può fare per scongiurare questa 
eventualità, è bene iniziare a ragionarci su. Ieri mattina un centinaio di 
avvocati del comprensorio di riferimento del tribunale di Terracina si sono 
riuniti nell’aula dei processi civili per discutere del l’ormai nota 
crisi del pianeta giustizia. Ad aggiornare i colleghi pontini, il 
presidente dell’ordine degli avvocati di Latina, il legale Giovanni 
Malinconico. Che, nel corso del suo intervento, non ha nascosto le sue 
preoccupazioni per il futuro della giustizia pontina. «Con la 
soppressione di tutti gli uffici dei giudici di pace della provincia di Latina, 
a eccezione dell’ufficio del capoluogo, il governo si appresta a mettere la 
parola fine alla giustizia di prossimità. In trasparenza è possibile leggere 
dietro questo provvedimento lo spettro della chiusura delle sedi distaccate. Si 
va verso un accentramento della giustizia, che porterà prima o poi a ridisegnare 
la geografia giudiziaria pontina». Le sedi distaccate di Terracina e Gaeta sono 
seriamente a rischio, hanno denunciato gli avvocati. Ma, come ha ricordato 
Malinconico, la situazione peggiore resta proprio quella di Terracina. «Perché -
ha affermato il presidente dell’ordine - se una e soltanto una delle sedi 
dovesse essere salvata, quella sicuramente sarà Gaeta per questioni di 
opportunità territoriale e strategica». Per Terracina, dunque, sarebbe la fine. 
A cosa si andrebbe incontro? A un’odissea senza fine non soltanto per 
gli avvocati, ma anche per gli utenti del tribunale, che sono 
tantissimi. Indagati, testimoni, periti, agenti di polizia: un esercito
di persone che ogni giorno si troverebbe ad appesantire il già 
ingolfato tribunale di Latina. Sarebbe una débacle del sistema giustizia. 
Intanto a Terracina si assiste a quello che gli avvocati hanno definito uno 
«svuotamento» del tribunale. Il giudice di pace, poi l’unico giudice penale, 
Silvia Artuso, che andrà puntualmente a Latina a «chiudere» i collegi penali 
rimasti scoperti per la mancanza di toghe. Questo significa che a Terracina 
saltano processi, anche le direttissime, e la sezione distaccata non può fare 
altro che morire lentamente. A tutto discapito degli avvocati ma anche di tutte 
le altre persone coinvolte nelle udienze. A tal proposito è stato già chiesto un 
incontro al presidente del tribunale di Latina, Guido Cerasoli, per fare 
chiarezza sulla situazione. Quello che è uscito fuori dal vertice degli 
avvocati, comunque, è che la struttura di Terracina va salvata. E bastano i soli 
numeri a dimostrare la centralità di una sede di giustizia come quella di via 
dei Volsci. Sono 3.137 i procedimenti civili pendenti nel 2011, di cui 1.780 
nuovi iscritti l’anno scorso e 1.919 procedimenti penali, oltre ai 158 
procedimenti penali aperti solo dall’inizio del 2012, per un bacino di utenza di 
107 mila abitanti circa (tra i Comuni di riferimento che sono Terracina, San 
Felice, Lenola, Fondi, Sperlonga, Monte San Biagio e Campodimele) che aumentano 
in modo considerevole nel periodo estivo. Con i numeri non si scherza, e 
nemmeno con la giustizia.
Francesco Avena
33000 [32]

 

Bernardi: tra i bisognosi di un'assistenza particolare, ci sono i malati renali  
cronici che necessitano di trattamento di emodialisi
Tali pazienti, hanno bisogno di trattamento di emodialisi con cadenza bi-
trisettimanale, andando incontro a numerosi disagi, in modo particolare perchè 
necessitano di trasporti per recarsi ad eseguire la dialisi. Per alleviare i 
disagi ai pazienti che si sottopongono a trattamento di emodialisi era ed è 
utile ed indispensabile istituire un servizio più vicino agli utenti. Negli anni 
'80, dopo numerose iniziative degli utenti e dell'ora PC prima e il PDS dopo, si 
intrapresero numerose iniziative per far istituire nell'ospedale di Terracina il 
Servizio di Emodialisi, per andare incontro a tutti i malati renali cronici 
presenti nell'ex USL LT5 bisognosi del trattamento emodialitico. Tali iniziative 
furono intraprese per far eseguire il trattamento di emodialisi in una struttura 
più vicina agli utenti e qualificata, senza dover sostenere, tra l'altro, gli 
enormi disagi, sia dal punto di vista funzionale che economico, per recarsi in 
strutture private a Latina. Finalmente, nei primi anni del 1990, si riuscì a far 
aprire prima un servizio di emodialisi nella vecchia struttura ospedaliera e 
successivamente il trasferimento nel nuovo ospedale, con maggiori attrezzature 
locali e personale. Da allora, anche se con alti e bassi, con soddisfazione di 
tutti, si è riusciti a garantire il servizio di emodialisi nell'ospedale di 
Terracina. Purtroppo, da un periodo di tempo il servizio di emodialisi 
nell'ospedale di Terracina, viene a trovarsi in una situazione di difficoltà per 
garantire il normale servizio, dovuto in modo particolare alla carenza di 
personale infermieristico. Una situazione, grave e preoccupante che, nel caso in 
cui non si prenderanno le necessarie iniziative con la destinazione del 
necessario personale infermieristico al servizio di emodialisi di Terracina, si 
rischia la chiusura o la riduzione dell'assistenza, con tutte le conseguenze che 
ne potranno derivare per i malati renali cronici, bisognosi di trattamento 
emodialitico, costringendoli di nuovo a recarsi in strutture distanti, 
costringendoli a sostenere gli stessi disagi degli anni '80. Sarebbe un fatto di 
estrema gravità e la perdità di conquiste ottenute, tra gli altri, dai diretti 
interessati nei primi anni del 1990 se non si provvederà nel più breve tempo ad 
assumere, e comunque a destinare, il necessario personale infermieristico nel 
servizio di emodialisi nel presidio ospedaliero di Terracina per garantire il 
normale servizio. Da considerare che la situazione si presenta più preoccupante, 
se si considera che gli stessi problemi sono presenti anche nel servizio di 
emodialisi di Priverno i cui i due servizi di emodialisi sono integrati (ci sono 
30 utenti a Terracina e circa 21 a Priverno) e che c'è anche la carenza di 
personale medico. 
BERNARDI ANTONIO
(21-02-2012)

33000 [31]

Sul bilancio riequilibrato approvato di recente dal Consiglio comunale e già  spedito 
al Ministero delle Finanze piomba la grana dell’Azienda Speciale. Dal 
confronto del bilancio consuntivo di quest’ultima con quello del Comune è emersa 
una discrepanza di circa 900 mila euro. Una cifra ragguardevole che ha fatto 
drizzare i capelli. Stando al bilancio dell’Azienda speciale il costo dei 
servizi ammonta a poco più di due milioni di euro, mentre al Comune ne 
risulterebbero poco più di un milione. Chi ha sbagliato nei conteggi: gli uffici 
diretti dal direttore dell’Azienda Speciale Carla Amici o quelli della dirigente 
della ragioneria Ada Nasti? Quali sono i servizi svolti dall’Azienda Speciale 
che al Comune non risulterebbero? E se effettivamente ci sono questi servizi in 
più, come è possibile che al Comune non risultino? Domande da (circa) un milione 
di euro appunto a cui bisognerà presto dare una risposta. La questione potrebbe 
creare tanti problemi. Tipo quello di costringere il Consiglio comunale a 
riportare di nuovo in aula il bilancio riequilibrato con le dovute correzioni. 
Ipotesi a cui per ora non pensa nessuno. L’augurio è che tutto si possa 
risolvere con le buone, senza drastiche modifiche. Ma c’è pensa al peggio visti 
anche i rapporti non certo idilliaci tra Amici e Nasti. Ma c’è dell’altro. 
Perché, è inutile nasconderlo, accanto a questioni squisitamente contabili ce ne 
sono altre di natura politica che aprono scenari anche catastrofici. Non è un 
mistero infatti che alcune frange del Pdl mal digeriscano il controllo 
sull’Azienda Speciale da parte del duo (Rossano) Alla-Amici, e più in generale 
dell’Udc che avrebbe incassato anche la nomina di Cristian Cicerani a 
presidente. E tutti, pure i sassi, sanno che Terzo Settore vuol dire potere, 
consenso. E di questi tempi, con l’Udc che sfarfalla a destra e sinistra, più a 
sinistra che a destra, non è proprio il massimo per il Pdl. Ecco, la storia 
della discrepanza di circa 900 mila euro potrebbe essere presa a pretesto per 
affondare l’ultimo colpo sull’Azienda speciale e farle fare la fine, tanto per 
capirsi, della Terracina Ambiente. Nella peggiore delle ipotesi insomma potrebbe 
prevalere la logica, sempre buona quando si avvicendano vecchi e nuovi poteri, 
di buttare il bambino con l’acqua sporca.
Pierfederico Pernarella

33000 [30]

L'assessore Gianluca Corradini incontra il dirigente dell'Ater di Latina
Corradini:" In un contesto sociale ed economico difficile, individuare un 
percorso virtuoso per realizzare abitazioni di edilizia economica e popolare è 
un fatto da salutare con interesse"
Questa mattina il vice sindaco e assessore all'urbanistica del Comune di 
Terracina, Gianluca Corradini si è incontrato, in assenza del presidente 
Gianfranco Sciscione, con il dirigente dell'Ater di Latina. "E' stato un 
incontro cordiale e proficuo - afferma l'assessore Corradini - che avevamo 
programmato da tempo e che porterà il Comune di Terracina e l'Ater di Latina 
verso una collaborazione sempre più stringente, nell'interesse di tanti 
cittadini terracinesi che hanno bisogno di una sistemazione abitativa confacente 
e a prezzi che non siano quelli degli affitti offerti dal proibitivo mercato 
locale. L'incontro ha pianificato l'istituzione di un tavolo di concertazione di 
natura tecnica per analizzare tutte le possibilità per realizzare sul territorio 
del Comune di Terracina più vani Ater possibili. A una prima analisi prodotta 
dai tecnici comunali, è stato possibile mappare le possibilità di realizzare 
appartamenti all'interno dei piani piloty di tutti gli stabili di proprietà 
dell'Ater, recuperando a costi molto contenuti decine di nuovi appartamenti, e 
la riqualificazione della zona Ater denominata Catacombe di via Giacomo 
Leopardi. Abbiamo poi consegnato al presidente dell'Ater la possibilità tecnica 
di realizzare 24 appartamenti su un lotto di terreno posto in zona Calcatore. 
Nei prossimi giorni - termina l'assessore Corradini - ci rincontreremo con il 
presidente Gianfranco Sciscione, il quale si è posto a completa disposizione 
delle esigenze del Comune e della cittadinanza terracinese, per un ulteriore 
step e per entrare nel vivo della road mapp che abbiamo stilato".
(21-02-2012)

33000 [29]

Gruppo di lettura Biblioteca comunale A. Olivetti Terracina
(biblioteca@comune.terracina.lt.it)

Cos'è un gruppo di lettura?

Un gruppo di lettura è composto da persone che leggono, riunendosi a intervalli 
regolari (di solito ogni mese) per parlare del libro che insieme hanno scelto. 

Si tratta di un insieme libero e fluido, nella quale quale ognuno entra ed esce 
a seconda della disponibilità, lo stato d'animo del momento e l'interesse per il 
libro prescelto. Il gruppo è sempre aperto, pronto ad accogliere nuovi lettori 
e a lasciare andare senza nessuna formalità quelli “stanchi”.

Non è un gruppo organizzato dalla Biblioteca, ma è solo ospitato nei suoi locali 
Quando i lettori si ritrovano hanno in mano lo stesso libro (narrativa, poesia, 
saggistica), scelto nella riunione del mese precedente. Ne parlano in modo 
semplice, per condividere impressioni, emozioni e pensieri. In tal modo la 
lettura, che è quasi sempre un'esperienza solitaria, si arricchisce e assume un 
significato sociale. Tutti hanno lo stesso ruolo all'interno del gruppo, non vi 
sono cariche o compiti specifici. Se si vuole, è però possibile nominare per 
ogni libro un “maestro di gioco” ( colui che lo ha proposto o maggiormente 
caldeggiato la scelta) incaricato di guidare la conversazione. 

Finora abbiamo letto:
Marcela Serrano: Antigua, vita mia
Amara Lakhaus: Scontro di civiltà a piazza Vittorio
Simonetta Agnello Hornby: La monaca

Stiamo leggendo:
Jonas Jonasson: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve Ed. Bompiani

Ne parleremo insieme il prossimo 9 marzo alle 17,30 in biblioteca. Gradita la 
partecipazione di potenziali lettori (per farsi un'idea...)

MODULO D’ISCRIZIONE ( consegnare o inviare per mail )
(libero e senza impegni)

AL GRUPPO DI LETTURA
presso la Biblioteca Comunale “A. Olivetti” di Terracina

Nome e cognome _______________________________________________________
Indirizzo _______________________________________________________
Tel. _________________ e-mail _____________________________________

33000 [28]

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terracina-cesto-di-fichi-1950_bis

La riqualificazione energetica si farà. Il Comune ha deciso di dare seguito alla 
gara europea per la riqualificazione e il risparmio energetico che tante 
polemiche aveva suscitato nel corso dello scorso anno. Con una delibera del 24 
gennaio scorso la giunta ha definitivamente accantonato l’idea, avanzata da più 
parti, di rinunciare alla gara da quasi 12 milioni di euro. Il motivo è 
semplice: il parco lampioni del Comune non è a norma, e c’è una relazione dei 
tecnici del Comune che lo dicono chiaramente. E l’amministrazione comunale non 
ha i soldi per m etterci mano direttamente. Così partirà 
l’affidamento con finanziamento tramite terzi, della durata di 12 anni 
e dell’importo di 11 milioni di euro. A convincere il 
Comune, è stata la nuova commissione di gara che non ha intravisto anomalie, 
diversamente da quanto segnalato dal Partito democratico, che aveva chiamato a 
pronunciarsi persino l’Authority sugli appalti pubblici. E dunque si va avanti. 
Quei due milioni di euro che la società vincitrice investirà nel primo anno, con 
obbligo di mettere a norma una parte della pubblica illuminazione, fanno gola di 
questi tempi. E d’altron - de la direzione che la giunta voleva intraprendere si 
era intravista in sede di Consiglio comunale, quando la maggioranza respinse una 
mozione di revoca della gara d’appalto. Il progetto era arrivato giusto un anno 
fa, su iniziativa dell’allora assessore all’Ambiente Loreto Maragoni, oggi 
capogruppo del Pri in maggioranza. L’iter si era inceppato per le azioni della 
minoranza ma anche perché finito nella bufera elettorale. Ora sarà da vedere chi 
si aggiudicherà l’appalto: le offerte arrivate al Comune sono quattro, e 
sembrerebbe che alcune di queste siano grandi società nel settore dell’energia. 
Il Comune attualmente sborsa circa 600 mila euro al mese per pagare la bolletta 
dell’energia. Ma è a corto di operai per la manutenzione dei lampioni e degli 
impianti semaforici. Con l’appalto, che costerà circa 900 mila euro al mese, la 
società non solo pagherà il costo dell’energia elettrica ma cambierà - anche se 
solo in parte - i lampioni e le lampadine, che saranno sostituite con i led. La 
minoranza aveva parlato di un progetto poco circostanziato e affidato 
completamente ai privati, con poco o nullo controllo da parte del pubblico. Ma a 
quanto pare la giunta non si è convinta. L’appaltone a led si farà, e consentirà 
alle casse comunali di sostenere una spesa mensile senza più occuparsi 
direttamente del capitolo illuminazione.
Diego Roma

33000 [5]

Porto, senso unico e solo pedoni nel weekend.
Porto di Terracina aperto esclusivamente ai pedoni durante il weekend, eccetto 
che per i mezzi autorizzati che devono imbarcarsi per le isole oppure 
accompagnare le persone disabili. A partire dalla metà del prossimo mese ci 
saranno cambiamenti sostanziali nella viabilità della zona portuale di 
Terracina. Un'idea che da tempo solleticava il comandante della capitaneria di 
porto Floriana Segreto e che adesso sta per diventare qualcosa di concreto. 
Soprattutto dopo il tavolo tecnico organizzato nei giorni scorsi presso la sede 
della guardia costiera alla presenza della Segreto, dei dirigenti della Regione 
Lazio e dell’amministrazione comunale. Oggetto dell'incontro discutere della 
sistemazione e della messa in sicurezza dell’area, oltre che delle novità sul 
fronte circolazione dei mezzi e caos parcheggio. Salvo altri cambiamenti, a 
partire dalla metà di marzo sarà istituito il senso unico per tutti i veicoli 
che percorreranno via della Batteria, proseguiranno verso il molo e poi 
torneranno indietro verso via Cristoforo Colombo. Questo dal lunedì al venerdì, 
mentre il sabato e la domenica la zona sarà accessibile esclusivamente ai 
pedoni. I turisti in procinto di imbarcarsi per Ponza e Ventotene potranno 
lasciare la macchina nel piazzale Stella Polare dove il Comune dovrebbe avere 
l'accortezza di far trovare un pulmino che accompagnerà le persone all’imbarco. 
Nel corso dello stesso tavolo tecnico il tenente di vascello Floriana Segreto ha 
anche sottolineato la necessità di mettere la zona porto in sicurezza per quanto 
riguarda i guard rail, l'illuminazione, le buche, oltre all'urgenza di 
organizzare i lavori necessari per far partire il senso unico e pedonalizzare la 
zona nel weekend. Ovviamente per far sì che queste novità abbiano effetti 
soltanto positivi bisognerà trovare contemporaneamente la soluzione per il 
parcheggio dei mezzi che non potranno più transitare in via del Molo nel 
finesettimana, pensando anche alle attività commerciali presenti nella zona.
Pubblicato da Rita Recchia 

33000 [4]

Troppi dubbi, troppe anomalie: conti che non tornano e numeri che spariscono 
dalle carte per spuntare fuori come funghi da altre parti. Ce n’è abbastanza per 
parlare di «scandalo» e incaricare un gruppo di esperti con l’obiettivo di 
valutare l’ipotesi di presentare una dettagliata denuncia a Procura della 
Repubblica e Corte dei Conti. Dopo gli attacchi politici, gli esposti sulle 
condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Azienda speciale incaricata di gestire 
gli arenili comunali, questa volta il gruppo di Sinistra e Libertà ha deciso di 
passare ai fatti. È il consigliere comunale Vittorio Marzullo ad annunciare la 
costituzione di un gruppo di lavoro di esperti, con la partecipazione di due 
giuristi, per verificare se quanto avvenuto sulla gestione degli arenili abbia 
comportato un danno erariale per il Comune. A conclusione di questi accertamenti 
Sel si rivolgerà alle autorità competenti per chiedere di aprire un’inchiesta 
sulla gestione dei quattro tratti di arenili presi in concessione dal Comune la 
scorsa estate. «Si passa – aff e rm a Marzullo - da un piano finanziario che 
prevedeva un utile netto di 167 mila euro, alla conferenza stampa dell’assessore 
ai servizi sociali Rossano Alla del 7 ottobre che annunciava spavaldo ai quatto 
venti un utile netto di 208 mila euro, al bilancio del Comune che ne riporta a 
consuntivo 161.662 mentre il bilancio consuntivo sulla gestione degli arenili 
inviato dall’Azienda Speciale al Comune riporta un utile netto di 146.514 euro». 
Ma non ci sono soltanto i conti sballati o che comunque non combaciano, e su cui 
bisognerà pure fare chiarezza. Il gruppo di Sel denuncia anche una beffa per la 
collettività. «Va rilevato che pende sul bilancio la forbice della Tia. Infatti 
l’Azienda Speciale è un ente evasore, in quanto non ha pagato per la gestione 
degli arenili la Tariffa integrata ambientale scaricandone i costi sulla 
collettività e, come si sa, si tratta di somme che da sole possono mangiarsi 
quasi l’intero utile dichiarato».
Francesco Avena

33000 [3]

Tentano il colpo, arrestati tre ladri.
Entrano al primo piano di un'abitazione e non trovano nulla da rubare. Si 
arrampicano al secondo piano ma sul balcone vengono sorpresi dalla padrona di 
casa che li mette in fuga e dà l'allarme mettendo in azione i carabinieri del 
Norm che bloccano e arrestano i ladri nei pressi dell'ospedale di Terracina. Si 
tratta di due serbi e di un tedesco con decine di alias ciascuno e con un 
curriculum criminale di tutto rispetto. Adesso si trovano rinchiusi nel carcere 
di via Aspromonte a Latina in attesa del giudizio direttissimo previsto per 
oggi. L'operazione è scattata giovedì pomeriggio, dopo che il 31enne A.P., il 
32enne D.D., entrambi serbi, e il 39enne M.J., di nazionalità tedesca, avevano 
tentato il colpo in una palazzina di via Panoramica, nella zona del camposanto 
di Terracina. Mentre uno dei tre aspettava i compari a bordo di una Bmw, pronto 
a scappare all'occorrenza, gli altri due dovevano mettere in tasca il bottino, 
il più grosso possibile. Hanno preso di mira una palazzina e sono entrati al 
primo piano, ma qui non hanno trovato nulla da rubare. Allora si sono 
arrampicati sul balcone della casa al secondo piano con tutta l'intenzione di 
entrare, ma da dietro la tenda è comparsa la proprietaria che ha sorpreso uno 
dei due nell'intento di scassinare la finestra armato di un cacciavite. La donna 
ha iniziato ad urlare e i malviventi sono subito tornati giù, sono saliti sulla 
Bmw e sono scappati a tutto gas. Intanto la signora aveva chiamato il marito, 
che proprio in quel momento stava tornando a casa; lungo il tragitto ha 
incrociato l'auto dei furfanti e ha fatto in tempo a prendere la targa. Ha 
allertato i carabinieri e gli uomini del Norm, diretti dal tenente Mario 
Giacona, si sono subito messi sulle tracce dei tre intercettandoli e bloccandoli 
nei pressi del 'Fiorini'. Nella macchina nascondevano tutti gli attrezzi del 
'mestiere'.
Pubblicato da Rita Recchia 

33000 [19]

La sentenza definitiva deve ancora essere pronunciata ma il «traffico» all’im -
pianto di Morelle è già iniziato. Geometri, ingegneri, politici e rappresentanti 
di società legate al ciclo dei rifiuti nei giorni scorsi si sono recati presso 
il deposito in via Appia, che secondo fonti ufficiose tornerà a 
breve di proprietà del Comune. Sebbene il collegio arbitrale si sia riservato di 
decidere sul contenzioso tra l’ente municipale e la Slia, in provincia c’è già 
chi fiuta la grande occasione di avere a disposizione uno dei pochi impianti di 
compostaggio autorizzati e presente di diritto nel piano regionale dei rifiuti. 
Secondo indiscrezioni nei giorni scorsi presso Morelle si sono fatti diversi 
sopralluoghi: geometri e ingegneri provenienti anche dal capoluogo hanno dato 
un’occhiata alle condizioni della struttura, che è interessata già da un 
finanziamento provinciale per accogliere l’isola ecologica ed essere 
completamente rimesso a norma. Ma potrebbe non essere solo questo l’interesse 
mostrato da tecnici e dai politici. Inutile dire che se il Comune di Terracina 
avrà la conferma di essere il legittimo proprietario dell’impianto, d’un tratto 
potrebbe trasformarsi da pecora nera nella gestione della nettezza urbana nel 
vero e proprio eldorado. E se da un lato la cosa farebbe gola alla politica (uno 
dei ‘visitatori’ sarebbe molto vicino ad alti esponenti del Pdl di area 
rampelliana), d al l ’altro rappresenterebbe un vero e proprio affare per le 
società che si occupano di smaltimento dei rifiuti, magari specializzate proprio
nella gestione di rifiuti
destinati al compost.
Diego Roma

33000 [20]

Resiste alla rapina, ladri sparano ad un professore di Terracina
"Dacci le chiavi dell'auto", e difronte al no del proprietario della vettura non 
esitano a sparargli alle spalle.
Scene da film si sono vissute nella prima serata di giovedì a Roma. Protagonista 
Marco Paolo Romano, un professore universitario di Terracina ferito al gluteo 
con un colpo da arma da fuoco mentre cercava di fuggire da due ladri.
Il docente, insegnante di economia aziendale all'ateneo di Cassino e titolare 
dell'istituto privato Romano di recupero anni scolastici che, tra le altre sedi, 
ne ha uno anche a Fiumicino, è stato portato d'urgenza all'ospedale dove ha 
subito un'operazione, ma non è in pericolo di vita.
Era appena uscito dall'istituto, intorno alle 20, quando in via Coni Zugna è 
stato avvicinato da due giovani, uno dei quali impugnava la pistola, che gli 
hanno intimato di consegnargli le chiavi della sua vettura. Ma lui ha esitato; 
quella che avevano in mano pensava fosse un arma giocattolo e così ha deciso di 
scappare a piedi.
Ma non aveva fatto i conti con la spregiudicatezza di quei due giovani ladri; 
proprio mentre correva verso l'istituto dal quale era appena uscito è stato 
raggiunto da un proiettile che lo ha ferito al gluteo sinistro. I due, dopo aver 
sparato senza nessuna esitazione, si sono dati alla fuga facendo perdere le loro 
tracce.
Il professore terracinese è stato soccorso da un'impiegata dello stesso istituto 
di recupero del quale Marco Paolo Romano è titolare; la donna è immediatamente 
scesa in strada dopo aver sentito lo sparo e visto il docente ferito a terra. 
Subito lo ha accompagnato all'ospedale di Fiumicino dove è stato sottoposto ad 
un'operazione per l'estrazione del proiettile. Il professore non sarebbe in 
pericolo di vita.

33000 [37]

Comune di Terracina e Ance, firmato questa mattina un protocollo d'intesa
Firmato questa mattina presso la sede municipale un importante protocollo 
d'intesa tra il Comune di Terracina e l'Associazione Nazionale dei Costruttori 
Edili, che rappresenta gli imprenditori privati operanti nel territorio della 
Provincia di Latina nel settore delle opere pubbliche, dell'edilizia abitativa, 
commerciale direzionale e industriale. "E' un accordo che riteniamo importante -
afferma il vice sindaco Gianluca Corradini - perché tiene conto dell'elevata 
importanza economica e occupazionale del settore delle costruzioni nel quadro 
delle economie locali e considerata, inoltre, l'esigenza del Comune di 
continuare ad offrire ai propri cittadini, pur in grave carenza di risorse 
pubbliche, elevati livelli di dotazione infrastrutturale e di servizi. E' bene 
ricordare che questo protocollo d'intesa - prosegue Corradini - è il frutto 
della deliberazione n.556 del 1/12/2011 con la quale la Giunta comunale ha 
inteso aderire alla proposta dell'Ance per la sottoscrizione del protocollo 
d'intesa firmato questa mattina, con lo scopo di individuare modelli socio -
economici del patrimonio storico della Città di Terracina. Il protocollo 
prevede, infatti, tra i suoi punti fondanti la valorizzazione delle peculiarità 
storiche e ambientali del territorio, attraverso la predisposizione e 
realizzazione di studi e analisi sulle potenzialità del'area e sulla 
valorizzazione del patrimonio pubblico. La partnership pubblico privato, con 
riferimento ai modelli amministrativi e finanziari relativi alla diffusione del 
project financing e alle altre forme innovative di realizzazione di pubblici 
interventi infrastrutturali attraverso il concorso dei privati, di qualsivoglia 
natura e tipologia riguardanti l'intero territorio. Entrando più nello specifico 
tecnico dell'accordo, - termina Corradini - sarà costituita una unità tecnica 
per lo studio e l'individuazione dei modelli innovativi finalizzati alla 
valorizzazione del patrimonio storico della città di Terracina e assegnato il 
compito di elaborare studi per l'individuazione di aree/ambiti di intervento nel 
"Centro Storico", ove possano essere applicate metodologie innovative, 
conformemente alle vigenti normative, anche in materia di contratti pubblici e 
agli strumenti urbanistici, con lo scopo di favorire l'attivazione di risorse 
private per la riqualificazione e valorizzazione sostenibile del suo patrimonio 
storico - culturale". Il protocollo non comporta alcun onere per il Comune di 
Terracina e avrà la durata di 24 mesi.
(20-02-2012)
33000 [36]

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Quarto appuntamento con lo speciale sul “Santuario di Monte Sant’Angelo”. Oggi

visiteremo il cuore del sito, l’area in cui sono ancora presenti i resti dei principali

edifici religiosi del complesso monumentale. A presentare il documentario,

l’avvocato Daniele Cervelloni, che ci farà scoprire alcuni aspetti poco conosciuti

della terrazza più visitata dai turisti. Il nostro consueto video, sarà seguito da un

testo aggiornato, con una galleria di immagini del luogo di nuova acquisizione e

una serie di ricostruzioni 3D dei monumenti. Per l’occasione, abbiamo inserito

una preziosa nota riguardante l’unica raffigurazione esistente di Giove Anxur, di

M.R. de la Blanchère. Vista l’unità dello speciale abbiamo inserito un iper-indice

per facilitare la navigabilità tra i testi. Prima di lasciarvi alla nostra ultima fatica,

una comunicazione di servizio. La pausa più lunga tra le puntate ci ha permesso

di preparare una sorpresa per i nostri fedelissimi lettori; in attesa degli ultimi

servizi sul Santuario, con Paola e Fulvio, sulla sostruzione inferiore e l’area del

cosiddetto piccolo tempio, ci prenderemo una breve pausa: nel prossimo

appuntamento con la rubrica “i Nostri tesori”, visiteremo il Foro Severiano,

la piazza romana della città bassa, nascosta sotto i palazzi del centro.

Da non perdere assolutamente! Buona visione e buona lettura a tutti.

Video importato

vimeo Video

Indice

Il Santuario Romano di Monte S. Angelo a Terracina
1. La scoperta del tempio e la sua identificazione
2. Le mura, le torri e le porte del complesso monumentale
3. La terrazza superiore o “campo trincerato”
4. La terrazza mediana e i suoi monumenti
5. Il basamento sostruttivo e la terrazza inferiore (in preparazione)
6. L’area del “piccolo tempio” e i suoi monumenti (in preparazione)
7. Il riuso medievale dell’area antica (in preparazione)
8. Il paesaggio, la natura e l’ambiente (in preparazione)

Percorrendo la scala moderna, che ricalca in parte un percorso antico, si giunge

sulla terrazza mediana, la parte propriamente religiosa del santuario.

 

Si tratta di un’ampia area quadrangolare ottenuta livellando parzialmente la roccia

e costruendo un’imponente sostruzione in opera incerta, orientata a Sud-Ovest.

Ad essa l’antico fedele poteva forse accedere da Nord-Ovest, cioè dall’area del

piccolo tempio“, o dall’ingresso ad arco posto nelle mura poco più a Nord e

giungere subito sul fianco di un grande portico rettangolare, retrostante ed in

asse con il tempio.

Esso, con funzione di luogo di riparo e di sosta per i pellegrini, era coperto a

doppio spiovente ed era collegato alla sede dell’oracolo;

 

era inoltre addossato alla roccia, sopraelevato di alcuni gradini e limitato su tre

lati da mura in opera incerta, decorate da intonaco dipinto (come svelano le

tracce di pittura ancora esistenti), mentre il quarto lato si apriva verso Sud

con una fila di colonne probabilmente corinzie.

 

Al centro dell’area si trovava il grande tempio (di cui oggi rimangono pochi resti),

perfettamente orientato a Sud e quindi non coerente con l’orientamento della

terrazza. Questa particolarità è spiegabile con ragioni sia cultuali, che

imponevano di orientare l’edificio sacro a Sud, sia orografiche, che obbligarono a

costruire la spianata seguendo e regolarizzando il banco roccioso.

 

 

Il grande tempio,1 preceduto da un altare per i sacrifici, insisteva su

un podio largo m 18,70, lungo m 32,56 e alto circa m 7,5, costituito da un 

nucleo cementizio ricoperto con blocchi quadrangolari di calcare (a formare una

pseudo opera quadrata) e decorato alla base da una cornice sagomata (visibile

sul lato est). L’edificio era pseudoperiptero (cioè con semicolonne laterali lungo i

muri dellacella), esastilo (con sei colonne sulla fronte), di ordine corinzio (con

capitelli a foglie d’acanto). Ilpronao antistante la cella, a cui si accedeva da una

scalinata centrale di circa 12 gradini in gran parte scavati nel podio, oggi appena

distinguibili, sosteneva la trabeazione sulla quale poggiava il tetto spiovente e il

frontone triangolare principale.

 

Della decorazione ben poco è rimasto: sono stati rinvenuti solo pochi frammenti

di statue, di colonne, di capitelli corinzi, di cornici, di gocciolatoi a testa leonina,

di un angolare del frontone, oltre ad alcune tegole.

 

Attraversato il pronao si giungeva alla cella, quasi quadrata, a cui si accedeva

attraverso un ampio e solenne ingresso; di essa restano soltanto i blocchi di

fondazione degli stipiti, insieme a poche tracce dei muri costruiti in opera

incerta e restaurati forse in opera reticolata.

 

Il pavimento era a mosaico bianco delimitato da una fascia nera perimetrale.

La base su cui era posta la statua della divinità, collocata al centro della

parete di fondo e realizzata in cementiziorivestito di intonaco dipinto, era

decorata da una cornice modanata formata da tegole stuccate.

 

Ad Est del tempio si trovava un recinto sacro: delimitato da un basso muro,

esso conteneva un’edicola di cui resta solo il basamento in opera incerta, mentre

è andato perduto l’alzato, formato da quattro colonnine in laterizio con capitelli

ionici e la copertura a padiglione. L’edicola proteggeva l’oracolo, ovvero una

roccia naturale provvista di un foro superiore e comunicante con una cavità

sottostante attraverso cui passavano correnti d’aria.

 

Da qui doveva vaticinare la divinità venerata nel santuario, per la cui

identificazione potrebbe essere preziosa questa caratteristica cultuale.

 

Nell’area compresa tra il recinto e l’edicola, a Nord di questa e presso il lato est

 

 

del tempio, nel 1894 Pio Capponi rinvenne una favissa, ovvero un ripostiglio

sacro, che custodiva numerosi ex voto di notevole valore storico-archeologico:

 

alcune piccole basi votive ed innumerevoli oggetti miniaturistici in piombo,

raffiguranti vasellame da tavola, utensili, mobili, un piccolo schiavo con vassoio.

Questi oggetti, i famosi crepundia oggi custoditi in parte a Roma nel Museo

Nazionale Romano, erano i tipici doni offerti dalle bambine ad una divinità

femminile durante i riti di passaggio alla pubertà.

 

Davanti al tempio e verso gli angoli del terrazzamento, nei pressi dell’altare

sacrificale come voleva l’usanza romana, sono poste due cisterne scavate nella

roccia e collegate con altrettanti pozzi:

 

servivano per la raccolta delle acque piovane, necessarie sia alle cerimonie

sacre che all’approvvigionamento del luogo (che allora, come oggi, era privo di

fonti naturali). Di esse è oggi visibile solo quella est.

 

Dal centro del lato ovest della terrazza mediana parte una scalinata antica che,

incassata tra due pareti con paramenti in opera incerta di diversa fattura,

permette di scendere al piano inferiore: costituita da 21 scalini, è a cielo aperto

e passa sotto un piccolo arco.

Sempre a Nord della scala si trova un muro in opera poligonale che fa parte,

molto probabilmente, delle strutture più antiche del santuario.

 

Si tratta di un muro di contenimento del declivio relativo ad opere di

terrazzamento connesse all’uso originario dell’area di culto. Risale al IV sec. a.C.,

come sembrano attestare alcuni frammenti di ceramica dello stesso periodo

rinvenuti negli anni Cinquanta.

Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari e Maria Iride Pasquali

Note


[1] In un recente lavoro (A proposito del tempio di Giove Anxur a Terracina,

OCNUS, Quaderni della scuola di specializzazione in Archeologia n°13, Alma Mater

Studiorum, Università di Bologna, 2005) L. Qulilici, ha smontato le teorie

alternative circa l’intitolazione del tempio ad altre divinità (Feronia e Venere),

rafforzando così l’ottocentesca dedica a Giove Anxur. A questo proposito, è

interessante notare che l’unica testimonianza iconografica della divinità è

riportata su un’antica moneta, che troviamo studiata in questa nota:

Medaglia d’argento della gens Vibia, da un magnifico esemplare del gabinetto

reale di Torino.
Questa moneta, piuttosto comune e di cui il gabinetto di Parigi possiede cinque

o sei buoni esemplari, è così descritta da Cohen (Méd. cons., Vibia, n. 19):

«PANSA, maschera di Pan. – R) C • VIBIVS • C • F • C • N • IOVIS • AXVR: Giove

Anxur seduto a sinistra, con la testa radiata, tiene una patera ed un’asta». La

presenza di Pan si spiega facilmente dato il nomignolo del monetiere, Pansa; io

ho creduto che quello di Giove Anxur, come quello di Feronia per i Petronii,

potesse essere un’indicazione di origine. In tutti i casi, il monumento è prezioso,

poiché ci dà la figura di Giove Anxur, probabilmente tratta dalla rappresentazione

più celebre che esistesse allora, forse proprio quella del tempio di Terracina.

Il dio è imberbe, quindi giovane, ciò che non è comune per Giove.

Egli è seduto su una specie di sedia curule e tiene una patera.

Il suo abbigliamento è quello della maggior parte delle rappresentazioni di Giove,

una specie di panneggio che copre la parte inferiore del corpo. Gli altri attributi

sono meno sicuri. La corona, infatti, che a me, come a Cohen, appare fatta di

raggi. sembra mostrare, su diversi esemplari, una leggerezza e flessibilità nei

suoi elementi. che converrebbero piuttosto a grandi foglie aguzze. La chioma,

nella parte inferiore, è abbondante e cade sulle spalle come quella di certe

rappresentazioni di Apollo e Sacco. Quanto all’asta indicata da Cohen.

sicuramente non si tratta di questo. Su tutti gli esemplari che ho visto nelle

collezioni di Roma, di Parigi, di Torino, anche di Algeri. si tratta d’uno scettro

ben caratterizzato. Soltanto, non è sempre lo stesso. Sull’esemplare qui

riprodotto abbiamo’esattamente quello che i dizionari chiamano lo scettro

degli dei, cioè, in realtà, la forma più antica: esso porta alla sommità un

ornamento somigliante ad una croce, che è rappresentato sulla moneta da

tre globuli. Su altre monete ce n’è solo uno, più grosso, e lo scettro sarebbe

esattamente quello comunemente chiamato reale, soprattutto quando era

più corto. Ma io credo che queste diversità siano senza importanza e dipendano

esclusivamente dall’incisoreR.M. de la BlanchèreTerracine, essai d’histoire

locale («BEFAR» XXXIV), Paris 1884.?

 

Bibliografia

In un pagina specifica, per completezza di trattazione, è stata raccolta tutta

la bibliografia, aggiornata al 2006, sul Santuario di monte Sant’Angelo.

 

Terracina Rialzati

 

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terracina-foto-bella-viale-circe-primi-900_b

Fermati a bordo della loro auto mentre cercavano di scappare dopo essersi
introdotti all’interno di due abitazioni per fare razzia di quanto in esse
contenuto. L’arresto è avvenuto a Terracina nella giornata di ieri, città
pontina che negli ultimi tempi ha visto intensificarsi l’escalation di furti non
solo a danni di esercizi commerciali ma anche in appartamenti e ville.
L’operazione dei carabinieri del locale Norm ha così permesso di sventare altri
due furti. Intorno alle 16 di ieri, infatti tre cittadini tutti stranieri tra i
31 e 39 anni, due di nazionalità serba e uno tedesco, sono stati bloccati
proprio mentre cercavano di svaligiare due abitazioni. Dopo essersi accorti di
essere stati sorpresi, i tre hanno tentato una disperata fuga a bordo di una
vettura. Ma le cose non sono andate come loro speravano; dopo essere stati
fermati i militari anche sequestrato tutti gli strumenti atti allo scasso in
possesso dei tre malviventi.
I tre sono stati trattenuti in camera di sicurezza in attesa di rito
direttissimo. L’episodio si è verificato a poche ore dalla tentata rapina al
villino di un residence sulla Pontina dove, dopo non aver trovato nulla da
portare via, i ladri hanno dato fuoco alla struttura.
Latinatoday

33000 [15]

Salma nel frigorifero, l’obitorio puzza.
Un tanfo insopportabile, al punto che si sono visti costretti a abbandonare
prima del solito il cimitero e a limitare i tempi della visita alla salma della
loro parente defunta. Esperienza quasi quella vissuta da un gruppo di persone
che mercoledì pomeriggio si sono recate presso il cimitero comunale di
Terracina. Una visita mesta nell’obitorio che si è fatta ancora più ‘pesante’
per un inconveniente…di naso. Tutta colpa di un frigorifero sistemato nella
stessa stanza dov’era stata esposta la salma, di quelli che si utilizzano per
conservare i cadaveri fino alla loro sepoltura. Aggeggi dai quali ci si aspetta
innanzitutto una cosa, e cioè che non lascino trapelare il benchè minimo odore,
anche perchè, visto l’argomento, non si tratterà mai di un buon profumo. Quando,
poi, la salma è estinta già da parecchio, è facile anche solo immaginare il
tanfo. Ebbene: mercoledì pomeriggio, stando al racconto di quelle persone, non è
stato necessario lasciare troppo spazio all’immaginazione visto che dal
frigorifero sarebbe uscita una puzza sempre più pesante, ai limiti della nausea.
Possibile che un frigo vuoto puzzasse in quel modo? Impossibile, infatti, ma si
dà il caso che, quando i parenti della defunta hanno chiesto spiegazioni al
personale del camposanto, hanno saputo che nel frigo c’è un inquilino, il
cadavere di un uomo morto bruciato qualche mese fa a Monte San Biagio che,
evidentemente, nessuno ha reclamato per dargli una degna sepoltura.
”Innanzitutto ci chiediamo come sia possibile che un Comune non si attrezzi per
affrontare situazioni del genere, lasciando una salma dentro un frigorifero
senza trovare altra soluzione dettata anche solo dal rispetto della persona-è
stato il commento dei malcapitati-E poi un frigorifero per contenere cadaveri
non deve assolutamente far trapelare gli odori per una questione di igiene e di
decoro visto il luogo in cui ci troviamo”. Che sia forse rotto? Fatto sta che il
personale cimiteriale avrebbe più volte segnalato il ‘disagio’ senza, però, che
questo sia stato ancora risolto.
Pubblicato da Rita Recchia

33000 [14]

Comune e Università di Cassino insieme per strutturare il turismo.
Un’incubatrice di idee per sviluppare un turismo sostenibile che faccia bene al
territorio, alle imprese vecchie e nuove e alla formazione di professionisti
qualificati a cui potersi affidare in tutta sicurezza. E, perchè no, anche un
volano per una nuova partenza dell’Università di Cassino a Terracina. Un mix di
obiettivi ambiziosi e importanti racchiusi nella partnership neonata tra il
Comune di Terracina, l’Università di Cassino e la Sami Srl, società di
consulenza e di servizi alle imprese nel campo del marketing e della
comunicazione, che lavoreranno fianco a fianco per creare un Centro di Ricerca
per il Turismo Sostenibile. Il protocollo d’intesa, siglato dal sindaco Nicola
Procaccini, dal direttore del Diam (Dipartimento Impresa Ambiente e Management)
dell’Università di Cassino Giuseppe Recinto e da Marco Orazio D’Ammizio,
amministratore unico della Sami, nasce da alcune premesse ben precise:
”L’amministrazione comunale, il Diam e la Sami hanno un interesse reciproco a
svolgere attività di studio e di ricerca per sviluppare e rafforzare un modello
di coordinamento dei programmi territoriali per promuovere uno sviluppo
economico e sostenibile del turismo” ha spiegato l’assessore Gianfranco Azzola
nella conferenza stampa di ieri mattina. Come ha evidenziato il sindaco, ”per
il Comune di Terracina è un’opportunità che non va persa assolutamente perchè il
turismo sostenibile ha un valore sociale, culturale ed economico su cui bisogna
investire”. Più che qualificati i partner scelti per il protocollo. ”Bisogna
rivedere le scelte politiche in materia di turismo- ha detto il professore
Carmelo Intrisano, preside del corso di Laurea in Economia e Gestione delle
Imprese Turistiche presso il polo di Terracina- Puntiamo a un Centro di Ricerca
con una visione interprovinciale che sia aperto al sistema imprenditoriale.
Essenziale il dialogo con le strutture regionali, mettiamoci al lavoro”. ”E’
importante il supporto delle istituzioni e delle imprese-gli ha fatto eco il
professore Recinto-L’Università crede in questa iniziativa e vuole crescere con
essa”. ”I nostri obiettivi sono la ricerca nel turismo per innovare processo e
prodotto; programmare seriamente il turismo; fare alta formazione” ha aggiunto
D’Ammizio della Sami. Stlare i primi progetti e trovare i finanziamenti
necessari : questo il prossimo obiettivo del protocollo. ”Il Rettore è vicino a
questo territorio, l’Università non ha alcuna intenzione di abbandonarlo”. Ha
esordito così Raffaele Trequattrini, professore ordinario della Facoltà di
Economia dell’Università di Cassino, Pro-Rettore delegato al Bilancio,
intervenuto ieri mattina alla conferenza sul Protocollo d’intesa con il Comune
di Terracina. Inevitabile che la discussione toccasse anche la ‘crisi’
d’iscritti che di recente aveva coinvolto la sede locale dell’università
ciociara, tanto da paventare un concreto rischio di chiusura dopo il decreto
Gelmini che fissava un tetto minimo di studenti per mantenere in vita gli
atenei. Ma il professore Trequattrini su questo punto ha voluto mettere subito
le cose in chiaro: ”Il Polo di Terracina ha l’ambizione di diventare un polo di
alta formazione e questa interessante iniziativa del Centro di Ricerca per il
Turismo Sostenibile darà una spinta ancora maggiore”. Del resto non sarà un
caso se la sede di Terracina dell’Università di Cassino si affaccia direttamente
sul mare e la parola ‘territorio’ è forse quella che meglio ha incarnato le
aspirazione dell’ateneo di formare direttamente ‘in casa’ professionalità
esperte delle tematiche maggiormente sentite nella zona. ”E’ fondamentale fare
formazione per i nuovi imprenditori-ha aggiunto Raffaele Trequattrini-e per
questo un polo di alta formazione va avvertito come un’esigenza e come
un’opportunità”. ”C’è anche da dire che le precedenti amministrazioni con le
quali abbiamo ricercato un dialogo non si sono mai dimostrate tanto pronte e
sensibili a collaborare fattivamente”.
Pubblicato da Rita Recchia

33000 [13]

Braccia incrociate, sguardo basso, la solidarietà dei clienti che vanno a
prendere un caffè e si avvicinano per salutarlo. Lo sconcerto di Mario Rinaldo,
titolare del bar «Meeting point» colpito da un grave incendio mercoledì sera,
era tutto nel suo sguardo. Rinaldo assisteva ai lavori di smontaggio della
struttura esterna del suo bar devastato dall’incendio. Un rogo di natura
quasi certamente dolosa su cui sono in corso le indagini della polizia.
Incenerita la parte esterna dell’attività commerciale all’angolo tra via
Olivetti e piazzale Fiorini, per danni che ammontano a migliaia di euro. Ma le
conseguenze maggiori, aldilà delle conseguenze materiali, sono quelle morali.
E il significato che un atto incendiario possa avere nel tessuto economico della
città. «Non so più cosa pensare – si è sfogato il titolare Mario Rinaldo – e non
so più a chi chiedere aiuto». L’imprenditore originario di Roma ma dagli anni
Settanta residente a Terracina, da oltre un anno gestisce il bar dopo averlo
rilevato da una precedente gestione. Purtroppo il suo nome sui giornali è finito
molto spesso negli ultimi mesi. Aveva risistemato i giardinetti adiacenti,
spendendoci di tasca propria, e i vandali più volte hanno distrutto tutto. Poi
aveva creato un’oasi di composizioni floreali e piante protette da una
recinzione, e gli era stato posto tutto sotto sequestro per abusivismo edilizio
e lui era stato denunciato. L’altra sera quello che è sembrato a tutti gli
effetti un attentato incendiario. Le fiamme che si sono propagate in pochi
secondi in tutta la parte esterna del bar, le lingue di fuoco sul tetto e i
primi riscontri lascerebbero pochi dubbi sulla natura del rogo. «A questo punto
non so se riaprirò il bar – ha affermato sconsolato Mario Rinaldo -. E se
andasse di nuovo a fuoco? Cosa dovrei fare per sentirmi protetto? A chi dovrei
rivolgermi?». La sensazione secondo l’imprenditore è che a fare del bene si
finisce per farsi dei nemici, e se non si risveglia una cultura del collaborare
è più facile cadere nel degrado sociale ed economico. Il titolare del bar
comunque è stato ascoltato dagli agenti del commissariato di polizia di
Terracina che indagano sull’incendio dell’altra sera. Ma la sua delusione è
tanta: «A questo punto – ha detto scrollando le braccia – non so se valga la
pena aggiustare tutto e tenere aperto il locale. Sto pensando di chiudere».
Francesco Avena

33000 [12]

Inchiesta sugli alloggi facili, giro di boa.
Torna alla ribalta l’inchiesta sui cosiddetti ‘alloggi facili’ a Terracina. E
stavolta i tempi potrebbero essere maturi perchè vengano tirate finalmente le
somme. Ieri mattina i carabinieri del Norm della locale compagnia, diretti dal
tenente Mario Giacona, sono stati in alcuni uffici comunali, Ufficio Legale,
Ufficio Contratti e Ufficio Casa. per acquisire altre carte. Una sorta di
aggiornamento dello stato delle indagini che probabilmente dovrebbe servire al
magistrato titolare del fascicolo per formulare i capi d’imputazione a carico
delle persone che erano state già iscritte nel registro degli indagati ai tempi
dello scandalo. La gestione ‘allegra’ degli alloggi comunali a Terracina;
assegnazioni a persone ‘speciali’ non incluse nella graduatoria scavalcando
tutti gli altri; immobili presi in locazione anche senza l’agibilità, occupati
dagli stessi inquilini per oltre il consentito e pagati fior di quattrini; la
mancata attuazione delle proprie competenze di impiegati e dirigenti comunali.
Questo e altro avevano svelato le indagini dei carabinieri del Norm
relativamente a una cinquantina di immobili presi in affitto in passato dal
Comune, presso privati e società immobiliari, per le persone disagiate. Ma
soltanto in teoria. Un’inchiesta che, avviata dai carabinieri durante il 2008,
era poi confluita tra i filoni della più ampia e corposa indagine scaturita dal
suicidio del segretario comunale generale Marino Martino. Già nel dicembre del
2009 i militari avevano consegnato una relazione conclusiva stilata dopo mesi di
perizie, acquisizioni di documenti e raccolta di testimonianze che avevano
portato a indagare sei persone che a vario titolo, nel corso del tempo,
avrebbero svolto un ruolo nella gestione, finanziaria e burocratica, di quegli
immobili. Per loro adesso potrebbe profilarsi l’accusa di corruzione,
concussione, abuso d’ufficio e falso ideologico. Tante le ombre che i militari
hanno cercato di smascherare chiarendo, ad esempio, l’effettiva indigenza dei
beneficiari, non soltanto persone di Terracina. Addirittura in quelle case, pare
addirittura prive dei requisiti di agibilità, ci sarebbe stato il genitore di un
facoltoso gioielliere e la cugina di un assessore. Da capire anche perché il
godimento cosiddetto ‘provvisorio’ di taluni alloggi di temporaneo avrebbe avuto
ben poco, con casi di inquilini entrati da anni e mai più usciti. Fino a quando
sono stati sfrattati dai proprietari stanchi di un Comune moroso con i quali non
si facevano più buoni affari. Storia, questa, fresca appena di qualche mese fa.
Pubblicato da Rita Recchia

33000 [11]

Un saluto, un ricordo, una festa nel giorno del suo compleanno, a
11 anni dalla sua scomparsa. Ma con discrezione e nell’anonimato.
Così domani pomeriggio un gruppo di appassionati di Fabrizio De
Andrè saluteranno uno dei più grandi interpreti e cantautori che
l’Italia abbia mai avuto. Fotografie, musica, letture, domani sera a
partire dalle 16.30 nell’aula magna del liceo Leonardo Da Vinci.
Con testimonianze e documenti d’autore: la mostra di Khatarin
Gilcher, che ha fotografato i luoghi di Faber, le proiezioni video di
Joan Baez, Franco Battiato, la P.F.M., che interpretano De André, e
infine la scelta di brani letta da Catia Mosa, scrittrice e autrice. A
chiusura sarà proiettato quello che può considerarsi il documento più
emblematico lasciato da Faber ai posteri, il concerto tenuto al teatro
Brancaccio a Roma il 13-14 febbraio dell’ormai lontano 1998.
D. R .

 

33000 [6]

Il Comune stacca la prima fattura da quasi 300 mila euro per i 20 giorni di
lavoro di gennaio alla Servizi Industriali e i netturbini si fermano 4 ore in
assemblea. Prosegue il braccio di ferro tra i lavoratori e la società che opera
il servizio di nettezza urbana. La questione è sempre quella relativa agli
stipendi e alle assunzioni. Gli operatori ecologici hanno ricevuto la lettera di
assunzione ormai settimane fa ma il contratto di servizio è entrato in vigore
solo in questi giorni. Tra i dipendenti c’è malumore soprattutto per le mancate
comunicazioni sull’assunzione, ma anche per gli sgravi di cui la società gode
proprio per aver dato garanzia di assumere tutti i netturbini a 20 ore
settimanali. Ieri intanto molte delle maestranze si sono fermate riunendosi in
assemblea fino a mezzogiorno. Un modo per fare pressing sulla Servizi
Industriali, che sul fronte politico è finita nella diceria di aver assunto,
tramite la Fatone srl, qualche figlio di consigliere comunale. Che siede
in maggioranza.
D. R

33000 [10]

Tre istituti comprensivi: Don Milani, Montessori e istituto Borgo Hermada.
Questo il risultato finale dell’inc redib ile carosello che ha tenuto banco per
settimane a Terracina in materia di dimensionamento scolastico. Salvo
sorprese dell’ultim’ora, il gioco dovrebbe essere chiuso, le scuole messe in
salvo dai blitz politici, con la scuola del Borgo che resta una scuola autonoma
in vista dell’arrivo, tra qualche anno, del nuovo istituto professionale che
ospiterà gli alunni del «Filosi», e che consentirà di fare un onnicomprensivo
tra elementari, medie e superiori. Nessuna deroga, dunque, a sorreggere
l’autonomia della scuola della frazione, nonostante la Regione abbia
solo mercoledì sera optato per restituire la Giovanni Paolo II alla Don Milani.
Un giro di valzer costato più di qualche mal di pancia, e che dalla Regione
attribuiscono più che altro a capricci squisitamente politici scoppiati sul
territorio. D’al – tronde, sembrano dire alla Pisana, se qualche politico del
territorio viene a far proposte di accorpamento, si presuppone siano in linea
con l’amministra – zione del posto. Come no. Una cosa è certa: in questa storia
ci hanno capito ben poco tutti. Compresi gli addetti ai lavori, se solo
mercoledì il dirigente della scuola di Borgo Hermada già approntava un progetto
per alleviare i disagi a genitori e alunni della Giovanni Paolo II, salvo poi
dover apprendere che no, la Giovanni Paolo II è finita sotto la Don Milani. Ma
la «guerra» degli accorpamenti vede ancora dei residui di trincea. Come chi
sostiene che se la Regione è legittimata a correggere «errori materiali», come
quello di aver chiamato il Don Bragazzi, Don Bigazzi, e quello più macroscopico
di voler istituire ex novo un comprensivo sotto il nome della scuola elementare
Fiorini cancellando il Montessori, non altrettanto può fare in termini di
zonizzazione, di cui non ha competenze. Ma a questo punto sono quisquilie. Gli
istituti comprensivi saranno tre, e si ragiona (si direbbe finalmente), in
prospettiva. Con Borgo Hermada a cui non resta che attendere l’ar – rivo del
nuovo Filosi finanziato dalla Provincia, per trovare un suo perché.
Diego Roma

33000 [9]

Terracina, la parrocchia di San Cesareo organizza il carnevale
Sabato 18 ore 15.30 e Martedì 21 ore 19.30
Arlecchino, Pulcinella, Cenerentola, Ben10, le maschere del passato e quelle
moderne sfileranno tutte per le vie del centro storico cittadino. L’iniziativa,
organizzata dalla Parrocchia di San Cesareo, torna per il secondo anno
consecutivo. Dopo il successo del 2011, il carnevale torna più festoso e
colorato che mai. Sabato 18 (ore 15.30) e Martedì 21 (ore 19.30) sono i due
appuntamenti. Il primo riguarda prettamente i bambini, il secondo, invece, ha lo
scopo di coinvolgere tutti quegli adulti che hanno voglia di ascoltare il
bambino che è in loro e di ridere e scherzare in una giornata in cui tutto è
permesso. Il primo incontro è fissato per sabato 18 febbraio. Tutte le
mascherine si ritroveranno nell’oratorio della Cattedrale alle ore 15.30 per poi
partire per un piccolo corteo per le vie del centro storico. Una volta che
l’allegria, la felicità e la spensieratezza avranno pervaso le vie del centro
storico, le mascherine entreranno a portare il loro sorriso anche nella Casa di
Riposo C. Salvini situata proprio nel centro storico cittadino. Al termine della
sfilata, faranno tutte ritorno nella sala “San Cesareo” (Piazza Tasso) per
continuare a vivere la festa e per premiare le maschere più belle ed originali.
Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Chiunque decida di trascorrere un
Carnevale alternativo, potrà presentarsi alle ore 19.30 di martedì 21 febbraio
(sala “San Cesareo” piazza Tasso) per una serata all’insegna dei balli, del
karaoke, della musica e…delle scenette. L’incontro, organizzato con lo scopo di
coinvolgere la cittadinanza alle iniziative dell’Oratorio, ha l’obiettivo
primario di ricreare un momento di comunione e di socializzazione. Proprio per
questi motivi, è importante poter condividere anche il momento della cena, è
necessario però che ognuno porti qualcosa. “E’ il secondo anno consecutivo”
spiega Don Peppino, parroco della Cattedrale terracinese “che organizziamo
quest’iniziativa in occasione del Carnevale. L’anno scorso abbiamo riscosso
successo, ma quest’anno speriamo di averne ancora di più. Abbiamo bisogno di una
cittadinanza che riscopra la Fede e che si avvicini maggiormente alla Chiesa.
Dobbiamo riscaldare quella fiamma patriottico-cristiana terracinese rimasta per
troppi anni assopita. Stiamo cercando di raccogliere fondi per l’adozione delle
ultime due Cappelline da restaurare e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Non
solo di coloro che quotidianamente partecipano alla vita della Parrocchia ma
anche di tutti coloro che, pur non essendo praticanti, riconoscono nella
Cattedrale il simbolo religioso, storico, culturale, architettonico ed
emblematico della Città di Terracina”.

33000 [8]

L’assessore Alla incontra i parroci delle parrocchie terracinesi
I parroci locali hanno incontrato ieri l’Assessore ai Servizi Sociali per il
Cittadino dott. Rossano Alla. Lo scopo della riunione è stato quello di
coinvolgere tutte le parrocchie della Città all’iniziativa intrapresa dalla
Regione Lazio, che prevede un finanziamento cospicuo per il sostegno e lo
sviluppo delle attività degli oratori.
Il bando, finalizzato a riconoscere la funzione sociale ed educativa degli
oratori, prevede un finanziamento per gli interventi destinati alla formazione
di operatori specializzati, nonché per l’infanzia.
I parroci (erano presenti Don Peppino. Don Massimo, Don Riad, Don Isidoro, Don
Stanislao, Don John) si sono dimostrati favorevoli all’iniziativa. Tutti hanno
preannunciato che presenteranno un loro progetto. Con l’ausilio di un tecnico
specialista facente parte del gruppo di progettazione dell’Azienda Speciale
“Terracina” (sarà messo a disposizione da parte dell’assessore Alla) cercheranno
di creare una rete parrocchiale, per promuovere iniziative correlate tra loro
anche se riferite ad oratori diversi.
“Le parrocchie” ha dichiarato l’assessore dott. Rossano Alla “potranno
sviluppare progetti ottenendo finanziamenti nei quattro settori previsti dal
bando: formazione degli specialisti che supportano le attività di oratorio,
sostegno economico alle attività di oratorio, attività di sostegno all’infanzia
e alle famiglie e interventi urgenti per la struttura dell’oratorio. Dovranno
indicare un’ipotesi progettuale con un’analisi sintetica degli obiettivi e delle
modalità di intervento corredata da un esame dei costi economici di spesa. Con
loro ho già programmato l’istituzione di un tavolo tecnico, per unire le forze a
sostegno delle fasce più deboli della città. La povertà e il disagio sociale
sono in continuo aumento, per cui si rende necessaria l’unione di tutti gli
operatori del sociale al fine di strutturare un piano d’intervento comune”.
(17-02-2012)

33000 [7]

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 15 febbraio 2012

Una scossa di terremoto è stata registrata questa sera alle 21.46 a Latina e relativa provincia.

Le scosse, con epicentro nella pianura Pontina, sono state registrate dalle stazioni della rete sismica

dell’Istituto nazionale di geofisica (Ingv) e sono state avvertite dagli abitanti delle zone interessate,

che hanno intasato i centralini del 113 e dei vigili del fuoco per avere informazioni.

Le scosse sono state avvertite fino alla zona sud di Roma, Castelli romani, Anzio, Velletri, Cisterna

e anche in alcune zone della Capitale. 

I sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato una scossa di

intensità pari a 3,8 di magnitudine.

Al momento non sono giunte segnalazioni di danni a persone o cose

Ecco il Comunicato ufficiale


Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.8 è avvenuto alle ore 21:46:35 italiane del giorno 15/Feb/2012 (20:46:35 15/Feb/2012 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Pianura_pontina.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.

Dati evento


Event-ID 2221556460
Magnitudo(Ml) 3.8
Data-Ora 15/02/2012 alle 21:46:35 (italiane)
15/02/2012 alle 20:46:35 (UTC)
Coordinate 41.487°N, 12.934°E
Profondità 6.9 km
Distretto sismico Pianura_pontina
Comuni entro i 10KmLATINA (LT)
SERMONETA (LT)
Comuni tra 10 e 20kmCARPINETO ROMANO (RM)
MONTELANICO (RM)
BASSIANO (LT)
CISTERNA DI LATINA (LT)
CORI (LT)
NORMA (LT)
PONTINIA (LT)
ROCCA MASSIMA (LT)
SEZZE (LT)

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terracina-foto-bella-viale-circe-primi-900_a

L’impianto di Morelle è di proprietà del Comune e non della Slia. Non è ancora
una notizia ufficiale ma nella giornata di ieri è questa la voce che si è
diffusa negli ambienti comunali. La sentenza era attesa già dai giorni scorsi,
ma è ieri che un certo ottimismo si è diffuso tra gli addetti ai lavori
dell’ente. Sembrerebbe che il collegio arbitrale, chiamato a decidere
sull’annoso contenzioso tra il Comune di Terracina e la Slia sulla proprietà
dello strategico impianto di via Morelle (oggi sede degli operatori ecologici ed
ex quartier generale della Terracina ambiente), abbia concluso che sì, è il
Comune il legittimo proprietario dell’area in cui sorge
l’impianto di compostaggio, attualmente non funzionante. La storia è nota e
risale, appunto, al vecchissimo contenziosi tra la società di Venezia che gestì
il servizio di nettezza urbana a Terracina e il Comune. Tutto era iniziato oltre
30 anni fa, quando, al momento del primo appalto, la Slia costruì l’impianto con
l’impegno di cederlo, a contratto scaduto, al Comune. Poi però, per via di una
voltura non effettuata, il passaggio non è stato completato. Ed è stato allora
che è iniziato un contenzioso che si è protratto per decenni nelle aule di
tribunale. La svolta c’è stata nel 2011 quando il Comune, su sollecito di Paolo
Cerilli, allora consigliere comunale, decise di riprendere in mano la faccenda,
chiedendo la costituzione di un collegio arbitrale per dirimere la controversia,
come previsto peraltro dal contratto con la Slia. Una battaglia portata avanti a
colpi di carte bollate e iniziata ufficialmente il 20 giugno dello scorso anno.
Proprio in coincidenza con l’arbitrato, la Slia Technology, che aveva avuto in
cessione il bene immobile dalla Slia spa lo aveva trasferito alla Enerambiente,
altra branca della Slia. Un giro di passaggi di proprietà che forse oggi ha
avuto termine. Sebbene in via ufficiosa, infatti, insistenti indiscrezioni
vorrebbero una sentenza emessa in favore del Comune di Terracina. Se così fosse,
si tratterebbe di una vittoria legale storica per l’ente municipale. Per non
parlare del valore in termini economici che la riconquistata proprietà di
Morelle vorrebbe dire per la città. Il sito risulta infatti l’unico impianto di
compostaggio già autorizzato dalla Regione per operare. Non a caso è inserito a
pieno titolo nel piano dei rifiuti di cui proprio in questi giorni si torna a
parlare. E sta a vedere che la mondezza, da un costo non si trasformi in una ricchezza.
Diego Roma

museifrancesi1 [16]

TUTTI a scuola… in Regione.
È diventata un caso politico la questione degli accorpamenti degli istituti
scolastici a Terracina. Sarà un faccia a faccia tra genitori, professori e il
presidente della Regione Renata Polverini a decidere cosa fare del piano di
dimensionamento scolastico licenziato lo scorso 3 febbraio dalla Pisana. Una
folta delegazione delle scuole questa mattina sarà in viaggio per Roma per
incontrare i vertici regionali e mettersi a tavolino. Possibilità a quanto pare
offerta da Gianfranco Sciscione, presidente dell’Ater con ottime entrature in
Regione. L’imprenditore si sarebbe messo a disposizione dei cittadini, che non
hanno gradito i provvedimenti presi dall’ente regionale. Si ricorderà che è
stato soppresso l’istituto comprensivo «Montessori» a vantaggio di un non meglio
specificato comprensivo «Fiorini», oltre che accorpata la scuola «Giovanni Paolo
II» al nuovo comprensivo di Borgo Hermada, lasciando senza alunni – e dunque
senza autonomia didattica – il già Istituto comprensivo «Don Milani».
Un pasticcio, insomma, di cui oggi si parlerà con l’assessore regionale
all’Istruzione Gabriella Sentinelli e il governatore
Polverini. Al vaglio, le possibili soluzioni per fare dietrofront di fronte ad
un dimensionamento che appare irrazionale a molti e che soprattutto ha visto
un’ingerenza della politica senza precedenti. Se il Comune ha deciso, con
imperdonabile ritardo, di farsi carico del problema per mezzo dell’assessore
Rossano Alla, è parso anche strano che consiglieri regionali del calibro di Gina
Cetrone siano entrati in campo per l’istituto «X Traversa» e poi scomparsi
quando ad essere stravolto era stato l’intero assetto scolastico terracinese.
E allora ci ha pensato Gianfranco Sciscione a farsi portavoce delle istanze delle
scuole. Sarà da capire cosa la Regione potrà fare per tornare sui suoi passi.
Secondo gli addetti ai lavori, tranne l’ammissione di un errore materiale, non
ci saranno molte possibilità di modifica. Si potrà «lavorare» sul nome delle
scuole, che non sono competenza della Regione, ma per il resto sarà dura. Resta
il fatto che l’estremo tentativo di ascoltare le proteste di genitori e
cittadini è sfuggito di mano all’amministrazione comunale, che se avesse
adottato a suo tempo una delibera di giunta invece che lasciare tutto in mano
prima alla Provincia, poi a singole discrezioni politiche e infine alla Regione,
forse avrebbe fatto una figura più brillante. Così non è stato.
Diego Roma

museifrancesi1 [15]

In data odierna, alle ore 14,00 circa a Latina, i Carabinieri della Stazione di
San Felice Circeo unitamente a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile
della Compagnia Carabinieri di Terracina, a conclusione di specifica attività
investigativa, traevano in arresto, nella flagranza di reato Giovanni Bernardi,
33 enne e Giovanni Izzo 45 enne, entrambi pregiudicati di Latina, per i reati di
usura, estorsione aggravata, ricettazione e detenzione ai fini spaccio di
sostanze stupefacenti.
I prevenuti, approfittando del particolare stato di bisogno di un giovane
residente nel comune di San Felice Circeo, lo costringevano, dietro pressanti e
continue minacce, a corrispondergli, dal mese di settembre 2011 e fino ad oggi,
a fronte di un precedente prestito erogato, considerevoli somme di denaro a
titolo di interesse usurario. A seguito di perquisizione domiciliare presso
l’abitazione di uno dei prevenuti venivano rinvenuti e posti sotto sequestro gr.
597,65 di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, gr. 5,7 sostanza
stupefacente del tipo “marijuana”, un bilancio di precisione nonché due carte
d’identità di probabile provenienza delittuosa. Gli arrestati venivano ristretti
presso le camere di sicurezze di Terracina, a disposizione dell’Autorità
Giudiziaria.

museifrancesi1 [14]L’esponente di Sel Vittorio Marzullo si scaglia sulla delibera con cui il Comune
ha affidato la custodia e la guardiania dei parchi al Nucleo operativo di
soccorso. Dopo le perplessità espresse per la nomina di Tiziano Filosi alla
guida della Protezione civile locale, il consigliere comunale torna sulla
questione della trasparenza e del merito come criteri fondamentali per scegliere
organizzazioni e relativi coordinatori a servizio del Comune. «Nella suddetta
delibera si fa riferimento all’esistenza di una proposta fatta dal nucleo e che
il servizio è a costo zero per il Comune in quanto tale nucleo operativo da
soccorso percepisce già finanziamenti. Mi chiedo: è normale farsi fare una
lettera da un solo nucleo di protezione Civile quando nella nostra città ne
esistono diversi?». Marzullo pretende un bando pubblico «a tutte le associazioni
impegnate nella protezione civile». Chiarimenti il vendoliano li chiede anche
sul tipo di finanziamenti che il Nos riceve.
D. R .

museifrancesi1 [13]

Verra’ presentato domani pomeriggio alle 17 presso l’istituto Montessori di via
dei Volsci l’ultimo libro dello scrittore Giovanni Zizzi. Il volume, dal titolo
«La porta dell’Etna», appena stampato dal professore di Lettere della scuola
media Montessori e scrittore per passione, racconta alcune storie ambientate in
Sicilia. All’appuntamento culturale si abbina un’iniziati – va di solidarietà.
Con i proventi dell’acquisto del libro, infatti, verranno aiutate alcune
famiglie degli alunni iscritti all’istituto Montessori in difficoltà economiche.
Insomma un evento in cui conciliare la curiosità culturale alla beneficenza.
F. A

33000 [38]

Enti derivati, poltrone in arrivo CI sono voluti 9 mesi, ma ora è arrivato
il momento. La giunta comunale sta mettendo mano alle dirigenze degli enti
derivati. Azienda speciale, Farmacia comunale, ma anche il nucleo di valutazione
ancora da rinnovare. Insomma, poltrone, incarichi, alcuni dei quali già decisi
in sede di accordo elettorale. È il caso dell’Azienda speciale, che ormai è data
per certo in quota Udc, con la nomina prossima di Cristian Cicerani. Ora ci sono
da accontentare gli altri partiti della coalizione. Il Pri e La Destra, dovranno
giocarsi la presidenza e il cda della Farmacia comunale (due nomine) e il nucleo
di valutazione, che ha ben 4 poltrone da mettere a disposizione. Ma anche dal
Pdl arrivano richieste. Anzi, qualcuno avanza addirittura l’ipotesi di
«invertire» l’ordine e di lasciare all’Udc l’assessorato al Bilancio e
riprendersi quello ai Servizi sociali, per non lasciare l’intera filiera in mano
ai centristi. Ma sono solo voci. Quello che è sicuro è che il sindaco Nicola
Procaccini non potrà attendere oltre. La pazienza è finita.
Se l’Udc arriva all’Azienda, anche gli altri vogliono il loro.
D. R .

33000 [18]

TERRACINA, AFFISSIONI PUBBLICHE: LO SCHEMA DI DOMANDA PER LA SANATORIA
Il 28 dicembre 2011 il Consiglio Comunale di Terracina su proposta
dell’assessore Angelo De Angelis deliberò la modifica al Piano degli impianti
pubblicitari e delle pubbliche affissioni. La modifica interessò in particolare
l’art. 4/bis, che fu emendato nel testo come segue: “1. Il termine previsto per
l’adeguamento dei mezzi pubblicitari di cui al Titolo IV – insegne, targhe,
tende, bacheche, preinsegne, alle precisazioni del presente Piano è prorogato al
31.12.2011, dietro il pagamento della somma dovuta di cui al punto 2 per il
mantenimento dei mezzi pubblicitari; 2. Fermo restando l’obbligo d’adeguamento
di cui al precedente comma 1, i titolari sono tenuti al versamento della somma
di 150 euro a titolo di spese per diritti di istruttoria e dietro presentazione
di formale istanza al fine del mantenimento dell’impianto da presentarsi entro e
non oltre il 31.3.2012?.

“In altre parole – spiega l’Assessore alle Attività Produttive – la modifica
introdotta al regolamento ha eliminato ogni sorta di equivoco interpretativo, e
con il pagamento dei diritti d’istruttoria consente agli interessati di
prorogare i termini di chiusura della sanatoria oltre il 31.12.2011. In
considerazione dell’avvicinarsi della nuova data di scadenza fissata per il
31.3.2012, l’assessorato ha predisposto lo schema di domanda che i cittadini
coinvolti devono consegnare agli uffici preposti, versando i relativi diritti di
istruttoria di 150 euro presso l’Economato del Comune di Terracina (via Sarti,
ex caserma Carabinieri)”.

Lo schema della domanda e disponibile presso il Dipartimento dei lavori pubblici
(c/o sede Comunale piazza Municipio), il Dipartimento finanziario (via Sarti ex
caserma Carabinieri) e presso la ditta incaricata del servizio affissioni (ICA –
piazza Garibaldi), oltre ad essere scaricabile (momentaneamente) dalla sezione
comunicati stampa del sito internet istituzionale.33000 [17]

 

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terracina-pierre-henri-de-valenciennes-2_bis

Nove milioni di euro in tre anni: tre milioni ciascuno e una tabella di marcia 
che farebbe invidia al più sano dei Comuni italiani. Non fosse che quello di 
Terracina è al collasso finanziario e che di piani come quello approvato in 
Consiglio giorni fa (voti favorevoli della maggioranza, astenuti Città Nuove e 
sciscioniani, contrario il centrosinistra) siamo abituati a leggerli ormai da 
anni, quasi quasi ci si potrebbe pure credere. Ma visto che è diventata 
consuetudine che il Comune di Terracina approvi un piano delle opere pubbliche 
irrealizzato e irrealizzabile, possiamo tranquillamente considerare anche per 
questa tornata il piano delle opere pubbliche 2011-2013 il solito libro dei 
sogni. Tanti i numeri che saltano all’occhio: un milione di euro per la 
manutenzione straordinaria degli immobili comunali, una somma niente male 
soprattutto se si considera che gli interventi vengono classificati come 
straordinari. Quanto spenderemo per strade, semafori e segnaletica? Una tombola: 
200 mila euro solo per la segnaletica; 550 mila per manutenzione di strade, 
marciapiedi e piazze; addirittura 187 mila euro per riparare i semafori quando 
vanno in tilt. Ma il numero più lampante arriva da una non meglio precisata 
serie di opere di urbanizzazione primaria, per cui il Comune prevede di sborsare 
qualcosa come 4 milioni e mezzo di euro. Soldi che, come viene specificato nel 
piano, arriveranno dai proventi della sanatoria. Con la speranza che i soldi che 
l’ente prevede di incassare arrivino davvero, altrimenti ogni più rosea 
previsione andrebbe a farsi benedire. Ce n’è anche per gli amici a quattro 
zampe, per cui si prevede la spesa di appena 32 mila euro per la costruzione di 
un canile. E per i cari estinti, con l’arrivo di un milione e rotti per l’ac -
quisto di nuove aree e il conseguente ampliamento del camposanto. Bene, sui 
numeri non si scherza. Ma sono anni che si riempiono i piani triennali delle 
opere pubbliche con numeri e progetti che poi, purtroppo, non vedono mai la 
luce. Ecco perché, con la speranza di essere smentiti dai fatti, anche per 
questa volta, leggendo il programma degli interventi, sembra di sfogliare il 
solito libro dei sogni.
Francesco Avena

museifrancesi1 [1]

La banca lo aveva licenziato attraverso un procedimento disciplinare. 
Dalla cassa erano sparite diverse migliaia di euro e per lui, l’allora 
45enne S.V., l’istituto di credito aveva deciso di troncare ogni rapporto 
lavorativo. Nello stesso periodo, l’impiegato di banca veniva coinvolto 
in una maxi inchiesta antidroga che lo vedeva protagonista di un giro di spaccio 
di sostanze stupefacenti tra il casertano e il basso Lazio. Il 45enne, dunque, 
si ritrovò nel giro di poche settimane indagato e licenziato. Siamo nel febbraio 
del 2006, e di lì a qualche mese sarebbe partita la causa di lavoro terminata 
nei giorni scorsi con la sentenza del tribunale di Latina. A presentare ricorso 
era stato proprio il dipendente licenziato, oggi 50enne, che si è rivolto 
all’avvo - cato Massimiliano Fornari per impugnare quel provvedimento e alla 
fine è riuscita a spuntarla. Ci sono voluti più di cinque anni: udienze a 
raffica, sfilata di testimoni tra impiegati ed ex colleghi di lavoro di S.V., 
fino allo scorso 7 febbraio quando il giudice Papetti della sezione lavoro, in 
sede civile del tribunale di Latina, ha stabilito la sentenza. Il ricorso del 
50enne è stato accolto e la banca, evidentemente considerata colpevole nell’aver 
licenziato l’impiegato con quel procedimento disciplinare, è stata condannata a 
reintegrare il dipendente «cacciato» nel 2006. Inoltre dovrà 
risarcire lo stesso impiegato di tutti gli stipendi e gli emolumenti vari persi 
dal 50enne dal suo licenziamento a oggi. I conteggi precisi devono essere ancora 
fatti, ma la somma dovrebbe aggirarsi attorno ai 150 mila euro.
Francesco Avena

museifrancesi1 [20]

Siglato un protocollo d’intesa per lo sviluppo di un turismo sostenibile. A 
presentare il progetto, che ha l’obiettivo di promuovere a Terracina un nuovo 
rilancio dell’economia turistica locale, il Comune, l’università di Cassino e la 
Sami Srl, società di consulenza impegnata nel campo del marketing e della 
comunicazione. Con il «patto» siglato dal sindaco Nicola Procaccini, dal 
direttore del Diam (Dipartimento impresa Ambiente e Management) dell’università 
di Cassino Giuseppe Recinto e da Marco Orazio D’Ammizio, amministratore 
unico della Sami, nasce quindi un vero e proprio centro di ricerca per il 
turismo sostenibile. A illustrare il progetto l’assessore Gianfranco Azzola, che 
ha sottolineato l’interesse reciproco da parte dei firmatari del protocollo 
d’intesa nel fornire un beneficio alla comunità. Il Comune, infatti, potrà 
beneficiare di uno studio e un centro di ricerca permanente che promuoverà 
iniziative volte allo sviluppo del turismo sostenibile, con uno sguardo 
particolare all’ambiente e agli aspetti tipici del territorio. L’università di 
Cassino, invece, potrà trovare un nuovo slancio con questo tipo di attività al 
fianco del Comune. Infine la società di consulenza potrà darsi da fare e 
ottenere la giusta visibilità per le prestazioni che saprà
svolgere a sostegno dell’ente municipale.
F. A .

museifrancesi1 [19]

Un successo di solidarietà nel fine settimana con la raccolta straordinaria di 
medicine nell’ambito della Giornata nazionale del farmaco, giunta alla sua 
dodicesima edizione. Come da qualche anno ormai, l’iniziativa benefica si è resa 
disponibile anche grazie alla collaborazione tra l’associazio - ne AnnaLaura 
onlus e la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus. «In qualità di presidente de 
ll’associazione AnnaLaura Onlus - ha affermato Ettorina Michelazzo - ringrazio 
la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, che per il quinto anno ha confermato 
fiducia nei nostri confronti.Un ringraziamento speciale è rivolto alla titolare 
della farmacia Persichini di Persichini Maria Teresa e Claudia in piazza IV 
ottobre a San Felice Circeo (Borgo Montenero), che ha aderito all’iniziativa per 
il terzo anno consecutivo». I risultati della raccolta si possono definire 
eccezionali: 114 farmaci da banco sono stati donati in una sola giornata per un 
valore che sfiora gli 800 euro. La risposta di una comunità sempre attenta ai 
bisogni e alle esigenze dei più deboli è in continua evoluzione.
F. A.
museifrancesi1 [18]

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terracina-fiat-600-lungo-la-spiaggia-anni-50_a

Sbagliato illudere i pescatori di Terracina e tutto il comparto ittico: è quasi
impossibile che le leggi imposte dalla Comunità Europea possano cambiare.
La politica locale, però, può adoperarsi per quanto di sua competenza nel ridurre i
«danni» prodotti dalle severe restrizioni imposte da Bruxelles. Parole che
suonano come una doccia fredda per la marineria terracinese, ma che hanno il
merito di non suscitare nei diretti interessati – le centinaia di pescatori in
primis – false aspettative frutto più di una fantasia vicina alla presa in giro
che a una reale comprensione dei fatti. Parole che arrivano dall’assessore
provinciale ai rapporti con l’Europa, Davide Minchella, e dal segretario
comunale dell’Udc Walter Di Pinto. I due esponenti del partito di Casini,
infatti, in un documento si rivolgono direttamente alla categoria dei pescatori
e allo stesso tempo lanciano un appello agli enti locali affinché facciano di
più per tutelare le categorie, ma senza far volare parole al vento. «Pensiamo
che non sia oggi serio ipotizzare modifiche radicali ed alimentare vane
aspettative. L’ottenimento di misure in deroga alle disposizioni comunitarie –
affermano Minchella e Di Pinto – potrà avvenire soltanto se verranno avviate
delle consultazioni sovranazionali e, nel caso avvenisse, ciò potrebbe
richiedere mesi». «Le difficoltà emerse drammaticamente in relazione al settore
alla pesca – proseguono gli esponenti dell’Udc – confermano come nel nostro
Paese abbiamo scarsa percezione dell’incidenza che la legislazione comunitaria
ha s ul l ’ordinamento nazionale. Per tale ragione, auspichiamo che
l’amministrazione di Terracina valuti la possibilità di istituire senza aggravi
di natura finanziaria un organo tecnico che monitori le riforme della normativa
e delle politiche europee rilevanti per le attività produttive che, come la
pesca, hanno grande importanza nel tessuto socio-economico cittadino». Nel
contesto cittadino, l’Udc ha dato mandato ai propri rappresentanti in Consiglio
comunale perché l’amministrazione terracinese partecipi alle consultazioni in
corso sostenendo le rivendicazioni dei pescatori. Consultazioni nate su impulso
della Provincia che proprio nell’Udc di Michele Forte ha trovato un forte
impulso in questa direzione.
Francesco Avena

museifrancesi1 [6]

Che fine hanno fatto i fondi destinati ai centri anziani di Terracina? A
chiederselo i presidenti dei tre centri anziani, quello di borgo Hermada, quello
di via Cambellotti e del centro storico alto, che hanno presentato un’istanza
collettiva all’amministrazione comunale per chiedere che il Comune faccia
chiarezza sui fondi regionali destinati proprio alla riqualificazione
dei centri anziani. Contributi che i centri non
ricevono da parecchi anni: precisamente dal 2009. Per tre anni, quindi, sono
stati chiusi i rubinetti e i centri anziani si sono dovuti arrangiare un po’
come hanno potuto. In realtà sembrerebbe proprio che per trovare l’origine del
problema bisogna risalire a monte. E cioè alla Regione Lazio che, almeno per gli
anni 2010 e 2011 non avrebbe proprio erogato i fondi, lasciando i Comuni e, di
conseguenza, le strutture ricreative per la terza età completamente a secco di
risorse. Invece per quanto riguarda il 2009, i contributi sarebbero arrivati
nelle casse dell’ente, che poi però avrebbe dimenticato di «girare» le somme ai
centri anziani. Una dimenticanza grave, soprattutto se si vanno a guardare i
numeri dei centri anziani di Terracina. A borgo Hermada gli iscritti sono circa
700, presso la struttura di via Cambellotti 400, e infine nel
centro storico alto circa 150. Insomma un esercito di anziani che ogni giorno si
incontra per trascorrere qualche ora in compagnia e serenità e che
avrebbe bisogno di ciò che spetta loro di diritto per poter continuare le
proprie attività ricreative.
F. A.

museifrancesi1 [7]

Con il piano di dimensionamento scolastico la Regione Lazio ha dimostrato che a
Terracina può fare quello che vuole: venire, usare gli istituti «come pedine di
una dama», giocarci e cambiare il futuro di professionisti, alunni e famiglie.
Parole dure quelle che arrivano da Sel, che si scaglia anche contro chi avrebbe
dovuto impedire che questo accadesse. Quell’amministrazione comunale che
invece di fare le barricate ha preferito abbassare la testa e restare in
silenzio. «Forse per necessità di non andare a scompigliare i delicati
equilibri politici della maggioranza della Presidente della Regione»,
si chiedono Stefano Pariselli e Giorgia Bordoni di Sinistra e Libertà di
Terracina. Ma se l’ormai famigerato piano di dimensionamento scolastico è stato
approvato creando sconcerto e rabbia tra famiglie e addetti ai lavori, è
arrivato il momento di chiedere il conto alla maggioranza del sindaco Nicola
Procaccini e compagni. «I nostri amministratori – afferma Sel – non hanno
autonomia decisionale su nulla, neanche sulla scuola, dove notoriamente non ci
sono grossi interessi economici in ballo. Chiunque, dalla Provincia o dalla
Regione, può venire a Terracina, disporre come meglio crede e andarsene con il
bottino clientelare. Sembra di assistere alle scorrerie dei Saraceni. I destini
degli istituti della città sono stati decisi a Roma da consiglieri regionali di
maggioranza. Questo è successo: il sistema scolastico di una città organizzato
sulla base di ridicole richieste di personaggi bizzarri». Parole dure, quelle di
Sel, che non potranno non suscitare polemiche. Oltre a mettere benzina sul fuoco
di una polemica già accesissima, racchiudono anche una triste realtà, indotta da
un piano regionale che a molti è parso quanto mai illogico. «Quello che abbiamo
profetizzato – scrive nella nota Sel – si è puntualmente realizzato: con questo
sistema sciagurato le scuole saranno obbligate a farsi la guerra l’una contro l’altra».
Francesco Avena

museifrancesi1 [8]

Arrivano i semafori intelligenti sulla strada provinciale Badino per San Felice
Circeo. Nei giorni scorsi la Provincia di Latina ha approvato un progetto per la
messa in sicurezza della strada oggetto in passato di un gran numero di
incidenti, a volte anche con esito grave. Proprio in seguito a episodi di
paurosi incidenti, dovuti nella maggior parte dei casi all’alta velocità di
automobili e moto, mesi fa l’esponente di centrodestra terracinese Augusto Rossi
aveva avviato una raccolta firme per chiedere la messa in sicurezza della strada
provinciale. La competenza, però, è della Provincia di Latina e non del Comune
di Terracina, e questo ha reso più lungo l’iter per arrivare all’appro – vazione
di un piano che finalmente renderà più sicura la strada. Sebbene, come si
ricorderà, nella petizione firmata da decine di residenti, si chiedeva
l’installazione di dossi artificiali, alla fine la Provincia ha stabilito la
posa in strada di semafori «intelligenti» nei pressi degli incroci più
pericolosi come all’uscita di residence e attività commerciali.
F. A .

museifrancesi1 [9]

Le strade ghiacciate e i fiocchi di neve caduti sulla collina di Campo
Soriano hanno creato non pochi disagi ai residenti della zona. Ieri
mattina, infatti, la frazione collinare di Terracina era quasi del tutto isolata
a causa del manto stradale ricoperto da una pericolosissima patina di ghiaccio.
Le basse temperature, rese ancora più rigide dall’altura, hanno
quindi spinto i residenti a chiamare i soccorsi. Impossibile lasciare le
proprie abitazioni e rifornirsi anche delle più elementari materie prime. Motivo
sufficiente per far intervenire la squadra di protezione civile comunale di
Terracina per mettere in sicurezza la zona. Gli uomini coordinati dal nuovo
responsabi l e Ti z iano Filosi si sono quindi messi al lavoro e hanno liberato
le strade dal ghiaccio spargendo del sale e continuando comunque a
monitorare la situazione per evitare ulteriori problemi.
F. A .

museifrancesi1 [10]Riscuotono un grande successo gli incontri dei medici terracinesi nei centri
anziani. Riunioni molto partecipate, una platea sempre attenta e numerosa, e in
cattedra i «camici» che si sono resi disponibili a parlare con gli anziani.
Decolla il progetto dell’Azienda speciale Terracina e dell’associazione medica
locale. Grazie all’intesa tra la vice presidente dell’Azienda, Francesca
Gallinari, e la presidente dell’associazione medica terracinese Anna Rita
Percoco, si stanno svolgendo degli interessanti incontri nei centri ricreativi
di Borgo Hermada, di via Cambellotti e Terracina alta. «Si illustrano in maniera
chiara e semplice le sintomatologie, le cure farmacologiche ma soprattutto le
forme di prevenzione – spiega Francesca Gallinari – con lo scopo di suggerire
semplici ma importanti accorgimenti per migliorare la qualità della propria vita
ed evitare i malesseri più diffusi tra gli anziani. Insomma, si tratta di
un’importante campagna informativa e di prevenzione a costo zero, tra l’altro
molto apprezzata dagli ormai numerosi iscritti ai nostri centri sociali».
Ma questa è soltanto l’iniziativa più recente messa in campo dall’Azienda
speciale a favore degli anziani. Grande successo, infatti, ha riscosso
anche il progetto «nonni@web», il corso gratuito di alfabetizzazione e
informatica di base concepito per coloro che hanno poca o nessuna
conoscenza della materia. Grazie alla proposta e alla collaborazione di un
concittadino ugualmente pensionato ma decisamente hi-tec, Massimo Siringo, si
sono potuti organizzare due diversi corsi di 30 ore l’uno diviso in lezioni da
due ore per due volte la settimana.
F. A

museifrancesi1 [11]“Terracina e i diritti dei cittadini”
Da tempo pervengono ai cittadini di questa città avvisi per il mancato pagamento
e/o per variazioni catastali riguardanti l’ICI. Dalle carte che si sono viste
sembra quasi la fotografia della “grande Terracina” una città dove è possibile
edificare di tutto e su tutto, dalle anse del Portatore a quelle dell’Ufente,
dagli orti degli usi civici alle pendici di Monte Leano. Le case abitate dai
genitori o figli sono divenute seconde e terze case tutto pur di incamerare
denaro dai cittadini di questa martoriata città I cittadini di Terracina non
sappiamo se meriterebbero una medaglia al valore per aver resistito 10 anni alla
giunta Nardi o un certificato di incapacità ad intendere e volere per aver
votato questa nuova amministrazione in perfetta continuità con la precedente.
Quotidianamente si legge della crisi della giustizia, del contenzioso arretrato,
ma non si dice che questo spesso è frutto dell’incapacità di fare norme chiare e
cogenti sia per chi governa che per i governati e la richiesta del comune di
Terracina ai suoi cittadini è l’esempio lampante di una amministrazione che non
ha alcun rispetto per i governati, infatti il cittadino proprietario di un
terreno alle pendici di Monte Leano si è visto recapitare un accertamento di
migliaia di euro, allora si è precipitato in comune per chiedere se potesse fare
un piccolo appartamento per il figlio, NO!! Si è sentito rispondere perché,
manca il piano, mancano le approvazioni regionali, poi una parte è franosa,
un’altra è di rispetto alla strada quindi forse alla fine dell’iter puoi fare
l’appartamento a tuo figlio,. Tempi? Anni 10 se va bene. Quindi si paga l’ICI e
le relative sanzioni per un terreno che non vale l’imposta dei 10 anni. Che dire
di chi si è visto sanzionare e tassare l’appartamento concesso al figlio? Forse
il solerte dirigente non conosce la legge infatti sia la legge Bersani del 2006
che lo stesso dipartimento delle finanze e del federalismo fiscale hanno
espressamente indicato che le sanzioni possono essere adottate solo
successivamente “alla notifica della variazione da parte del comune” allora
perché gli avvisi contengono oltre che all’imposta anche la sanzione per gli
anni che vanno dal 2006 ad oggi? Cosa è forse un ennesimo tentativo di elargire
regalie a qualche dirigente con qualche progetto finalizzato? O una nuova
tecnica per raschiare risorse in un paese già collassato finanziariamente per le
politiche della destra al governo di questa città da troppo tempo? Il circolo
del PRC è a disposizione di tutti i cittadini per la tutela dei diritti perché
l’emissione di tali accertamenti senza una preventiva comunicazione agli
interessati. Forse l’amministrazione alla ricerca di risorse farebbe bene ad
indagare sulle residenze degli ultimi due anni e da li certamente realizzare
entrate per ICI e addizionali sul reddito di competenza comunale perché è li che
si nascondono le evasioni e scovare su 7.000 nuove residenze 1.000 seconde case
porterebbe nelle casse comunali oltre alle ragnatele anche denaro vero.
Federazione della Sinistra
Circolo PRC Terracina
Armando Mattei
Francesco Giuliani
Paolo Baraldi
(12-02-2012)museifrancesi1 [3]

 

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terracina-fiat-600-lungo-la-spiaggia-anni-50_b

La Regione Lazio faccia un passo indietro e riprenda in mano il piano di
dimensionamento scolastico proposto da Comune e Provincia. Ieri pomeriggio nei
locali della scuola Adriano Bragazzi a Terracina c’erano anche il sindaco Nicola
Procaccini e l’assessore all’istruzione Rossano Alla. Davanti a loro una platea
di docenti, personale scolastico e famiglie degli alunni dell’istituto
comprensivo Montessori. O meglio di quello che era l’istituto comprensivo e che
da qualche giorno, con l’approvazione del piano di dimensionamento scolastico
varato dalla Regione Lazio, non è più. Accorpato con metodi quanto mai opinabili
alla scuola elementare Fiorini di via Roma, l’istituto Montessori ieri si è
riunito in un collegio d’istituto per fare il punto della situazione. A parlare
e fare chiarezza sulla posizione della scuola il preside Vincenzo Lattao che nel
corso del l’assemblea ha ribadito la sua intenzione di tutelare gli interessi
della scuola Montessori. Significativo l’intervento del sindaco Nicola
Procaccini, che insieme all’assessore Alla ha illustrato il contenuto di una
lettera inviata in questi giorni dal Comune di Terracina all’u fficio scolastico
regionale. Nel documento s i chiede di tornare a considerare l’elaborato di
Comune e Provincia, in cui l’istituto Montessori, con tutta la sua mole di
alunni, inglobava la piccola scuola elementare Fiorini,
rendendo l’accorpamento quanto mai logico. Una soluzione ribaltata invece in
Regione in modo improvviso, lasciando a Comune e Provincia, oltre che alle
direzioni didattiche delle scuole, soltanto la possibilità di accettare quanto
stabilito ai «piani alti» della Regione. L’assemblea si è chiusa quindi con
l’impegno da parte dell’amministrazione comunale di Terracina di interagire con
la Regione affinché il piano di dimensionamento scolastico venga rimodulato, non
escludendo l’eventualità di organizzare un’eventuale delegazione in visita alla
Pisana, guidata proprio dal sindaco Procaccini. Ma il caso dell’istituto
MontessoriFiorini non è l’unico a tenere banco in queste ore. Sempre ieri
un’altra riunione ha visto protagonisti docenti e famiglie degli alunni della
scuola Don Milani. Quest’ultima, infatti, ha subito una sorta di declassamento.
Con l’accorpamento della scuola elementare Giovanni Paolo II all’istituto di
Borgo Hermada, infatti, la Don Milani è passata al di sotto della quota mille
alunni, indispensabile per garantirle l’autonomia.
Francesco Avena

alinari2 [14]«Anche a Terracina arrivano gli effetti dei governi di centrodestra sulla
scuola». Anche il Partito democratico esce allo scoperto con la questione che
sta tenendo banco questi giorni: «Il dimensionamento scolastico che la Regione
si appresta a varare ci lascia delusi e amareggiati. Scompare l’istituto
comprensivo Montessori e dal nulla nasce l’istituto comprensivo Fiorini, già
circolo didattico. L’istituto comprensivo di Borgo Hermada acquisisce la scuola
del centro Giovanni Paolo II, con il rischio che la Don Milani scenda a 800
studenti e perda l’autonomia. Tradotto niente dirigente scolastico, meno
personale, meno scuola». Una situazione che chiama in gioco le responsabilità
dell’amministrazione comunale: «Il Comune, le amministrazioni di centro destra,
anche quella che vuole distinguersi dalle precedente giunta Nardi; dove sono
state mentre si decideva lo smembramento della scuola Terracinese? A parte i
proclami, le rassicurazioni non si sono visti risultanti finora». Il Pd dunque
invita l’amministrazione a darsi una mossa: «A questo punto, è rimasto poco
tempo per agire, è necessario farlo, per ripristinare scelte di legalità, c’è un
decreto che impedisce certi tipi di accorpamento, e di buon senso.
L’amministrazione ha notevoli responsabilità, auspichiamo che si confronti con
la Regione, con l’ufficio scolastico regionale, con i consigli di istituto per
ricercare la migliore soluzione, senza approfittare dei conflitti, favorendo gli
interessi particolari di qualcuno». Mai come in questo momento la scuola ricopre
un ruolo fondamentale: «Terracina ha bisogno, in tempo di dissesto, di scelte
serie, partendo proprio dalla scuola, in quanto strumento di formazione e di
critica, necessario quanto il risanamento di bilancio».
F. A .

 

alinari2 [15]

incidente oggi pomeriggio intorno alle 19.50 a Monte San Biagio dove un’auto è
volata oltre il cavalcavia scontrandosi con il treno regionale diretto a Napoli.
Grande paura all’interno del treno dove i viaggiatori hanno sentito chiaramente
un colpo molto forte. Miracolosamente salvo il conducente dell’auto, un 51enne
di Terracina, che è stato trasportato presso l’ospedale San Giovanni di Dio di
Fondi con un grave trauma facciale. Sul posto la Protezione Civile Pronto
Intervento Falchi Fondi, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Polizia Stradale
di Terracina.
feb 11, 2012

alinari2 [16]

È stato identificato e denunciato per il reato di lesioni gravi l ’autore di
una violenta aggressione avvenuta domenica scorsa in via Roma. Si tratta di un
giovane di Terracina che, a quanto pare, avrebbe colpito ripetutamente con calci
e pugni un 54enne per futili motivi. Un’ag gressione brutale, tanto che come
ricostruito dai militari dell’Arma, guidati dal tenente Angelo Bello, la vittima
sarebbe stata colpita anche quando giaceva già a terra sul marciapiede della
centralissima via Roma. Il giovane adesso è stato denunciato, mentre il
pensionato si trova ricoverato ancora in prognosi riservata nell’ospedale «Santa
Maria Goretti» di Latina.
F. A

alinari2 [1]

Terracina: alla guida ubriaco. denunciato
Nelle prime ore del mattino odierno, a Terracina, i Carabinieri del NORM del
locale Comando Compagnia, nel corso di un controllo stradale, hanno sorpreso un
39enne del luogo, alla guida della propria autovettura in evidente stato di
ebbrezza alcolica.
L’uomo, invitato a sottoporsi all’accertamento dell’etilometro, si rifiutava
categoricamente, con conseguente denuncia in stato di libertà a carico del
medesimo.

I Finanzieri della Tenenza di Terracina hanno portato a termine l’ennesima
operazione antidroga, con l’arresto di un responsabile ed il sequestro di circa
3 chili di hashish. L’attività investigativa dei giorni scorsi aveva consentito
di acquisire informazioni dettagliate sul conto di un quarantenne
pluripregiudicato di Latina Scalo, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel pomeriggio di mercoledì scorso, dunque, i Finanzieri hanno proceduto al
controllo dell’uomo, che poco prima aveva tentato di liberarsi dello
stupefacente lanciandolo al di fuori del finestrino dell’autovettura di un amico
che lo accompagnava. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di
rinvenire numerosi “panetti” di hashish, occultati un po’ ovunque all’interno
dell’abitazione, per un peso complessivo di circa tre chilogrammi. I militari
sono stati incuriositi dai rumori quantomeno “particolari” che provenivano da
una lavatrice in funzione; infatti, a seguito di un controllo approfondito del
cestello degli indumenti, è stato rinvenuto circa mezzo chilo di droga,
occultato tra i panni sporchi. Al termine delle attività il responsabile è stato
tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Latina.

museifrancesi1 [3]

museifrancesi1 [4]

Giovedì 16 febbraio 2012, ore 17,00, siete tutti calorosamente INVITATI alla
presentazione dell’ ultimo libro “LA PORTA DELL’ETNA” del prof. Giovanni Zizzi,
presso la “Montessori” di via dei Volsci a Terracina. Ogni copia del libro costa
E 8,00. Il ricavato sarà devoluto, in gran parte, in BENEFICENZA agli alunni del
plesso che necessitano.

museifrancesi1 [5]

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terracina-4-vedute-e-donna-anni-50_bis_a

«Tutto quello che non so l’ho imparato a scuola». Conviene partire dalla massima
di Ennio Flaiano per decifrare il percorso a tappe forzate che ha portato le
scuole di Terracina a ritrovarsi dove sono. Istituti comprensivi che scompaiono,
altri che nascono dal nulla, sponsorizzati ora da questo, ora da quel politico,
tanto da far sembrare le scuole una mercanzia da scambiare per interessi di
bottega. Basta ricordare lo scontro storico tra la «Elisabetta Fiorini» e il
«Filosi» sulla questione delle aule che il professionale aveva chiesto per
allargare le sue attività didattiche. Questione risibile, per la quale però si è
finiti a male parole e si sono mossi politici a destra e a manca. Certo, la
politica. Che, a seconda del simbolo, ha la sua scuola. A chi è venuta, ad
esempio, l’idea di creare un istituto comprensivo a Borgo Hermada? Il piano è
stato licenziato inizialmente dalla Provincia ma si vocifera che dietro ci sia
la volontà di qualche esponente dell’Udc che in quella zona ha ottenuto voti. Un
patto di ferro, se è vero che, gira gira, è l’unico comprensivo ad essere stato
salvato. Anche a costo di togliere l’autonomia didattica alla Don Milani, la
prima scuola media nata a Terracina. Sempre la politica è intervenuta quando
l’assessore Rossano Alla (quota Udc), si è trovato a dover garantire che la
scuola X Traversa non sarebbe stata accorpata all’istituto del Borgo. Si è
scomodato, per l’occasione il consigliere regionale Gina Cetrone. Che però, si
dice, abbia lavorato dietro le quinte anche per «salvare» il nome di un’al – tra
scuola a rischio estinzione: proprio quella «Elisabetta Fiorini», che non manca
di maestre istruite di politica. Non sarà un caso se in commissione regionale si
è fatta carta straccia del piano di dimensionamento provinciale per trasformarla
in istituto comprensivo. E per far scomparire il «Montessori» e depotenziare il
«Don Milani». A chi conviene tutto questo? Non agli operatori amministrativi,
che devono farsi in quattro per riorganizzare il tutto. Non ai genitori, che
saranno alle prese con inutili pratiche burocratiche. Non ai docenti. Resta,
guarda un po’, la politica. Che ha vantaggio solo a dire qualche sì in più. Lo
fa nell’interesse generale? Oops, è suonata la campanella…
D.R.

alinari2 [13]

Corso di formazione per studenti in difficoltà
Percorsi nel mondo lavorativo per chi ha difficoltà sociali ed handicap
Presso l’Istituto “A. Filosi” di Terracina ha preso inizio il corso promosso dal
Settore Politiche Sociali della Provincia per la realizzazione di un percorso
formativo finalizzato a favorire l’ingresso nel mondo lavorativo di tutti gli
studenti e in particolare di quelli diversamente abili o che soffrono di un
disagio sociale. L’iniziativa è resa possibile dal proficuo rapporto Provincia-
Scuola promosso dall’assessore Fabio Bianchi e che ha consentito di avviare
questo percorso formativo che intende sostenere gli istituti superiori del
territorio pontino nella creazione e nello start up di almeno dieci cooperative
di transizione scuola-lavoro, al fine di favorire l’ ingresso nel mondo del
lavoro dei giovani attraverso strumenti che consentono loro di misurarsi sul
mercato, attraverso vere esperienze lavorative quali il lavoro alle dipendenze e
l’auto-imprenditorialità. Il corso di formazione che si tiene a Terracina
interessa diciotto allievi per un totale di tredici giorni di lezione “Con
questo corso presso l’Istituto Filosi – ha detto l’ass. Bianchi – intendiamo
costruire una politica del settore che vada incontro a tutte le molteplici
esigenze delle nostre giovani generazioni”.

alinari2 [7]

Non si sono attese nemmeno le 24 ore. Sono pronti a dare battaglia genitori e
docenti dell’istituto «Maria Montessori», che si sono visti da un giorno
all’altro cancellati dal piano definitivo di dimensionamento scolastico
approvato dalla giunta regionale. Inizia la mobilitazione. Lunedì pomeriggio
proprio presso il «Montessori» è stato convocato un Consiglio d’istituto
d’urgenza per mettere a punto le azioni da intraprendere, e per venerdì i
genitori degli alunni della scuola «Don Bragazzi» si incontreranno per
parlare di quanto sta accadendo e avviare una «pressione» nei
confronti dell’amministrazione comunale, che risulta completamente
aliena dalla questione. Uno scandalo, lo definiscono in molti.
Il «Montessori», fino a ieri istituto comprensivo, è stato cancellato
in un baleno per lasciare posto ad un ipotetico
«Fiorini», fino a ieri solo scuola elementare e che da un momento all’altro
ingloberà tutte le scuole prima afferenti alla direzione di via dei Volsci.
Il «Fiorini», hanno fatto notare i docenti, «non è mai esistito», eppure ora
diviene improvvisamente un istituto in «riorganizzazione».
Il provvedimento della Regione fa acqua da tutte le parti, sa di forzatura, tanto
che anche l’ass esso re all’Istruzione Rossano Alla si è detto solidale con il
«Montessori» e disposto a firmare una lettera da inviare alla Regione. Il caos
sta tutto scritto nel piano di dimensionamento licenziato dalla Pisana. Dove si
vede bene come il comprensivo «Fiorini» viene riorganizzato ma la sua direzione
didattica è stata soppressa un attimo prima. Cancellato di fatto anche il
comprensivo «Don Milani», che rinunciando alla «Giovanni Paolo II», finita a
Borgo Hermada, resta al di sotto della soglia dei 1000 alunni. Tutti stanno
cercando di capire quale sia l’obiettivo di un tale pasticcio. Intanto la scuola
«Don Bragazzi», inglobata fino a ieri al «Montessori» ha convocato il Consiglio
dei genitori. Obiettivo, scrivere una lettera al Comune per costringerlo ad
intervenire. Sì, perché se la logica non accompagna nemmeno un po’ il piano
regionale, si sente invece un certo odor di politica a farla da padrona. Tutto
fa pensare che la cosa finirà alle carte bollate. Si sta pensando ad un ricorso
al Tar, nientemeno che per segnalare un falso ideologico in quell’inserimento
«di sforo» dell’istituto «Fiorini». I genitori parlano di «iniquità e
illegalità» della delibera regionale e si dicono pronti a tutto per
«ripristinare giustizia e legalità». Una magra figura, quella della Regione, che
a tutto pare aver pensato mentre elaborava il piano di dimensionamento, tranne
che al livello di coinvolgimento di genitori e docenti nel «mondo» scuola. E
ora, se non si correrà ai ripari, la strada intrapresa li porterà tutti a
doverne rispondere in termini di legge.
Diego Roma

alinari2 [9]

“Giornata del Ricordo” 10 febbraio
Con la legge n. 92 del 2004 , lo Stato Italiano ha riconosciuto le stragi delle FOIBE
Intitolando il 10 febbraio GIORNATA DEL RICORDO, preoccupanti sono i risultati
di alcuni sondaggi dove è emerso che il 55% degli intervistati non conosce la
parola foibe o comunque pur avendone sentito parlare non ne conoscono la storia.
C’è chi si ostina a definirla una strage che ricordano solo i sostenitori delle
politiche di destra, chi “inventata”, chi “giusta”, ma ricordiamoci che in
quelle foibe sono morti degli ITALIANI. Mi preme ricordare una storia su tutte,
una ragazza, NORMA COSSETTO, studentessa universitaria istriana di soli 24 anni,
che il 25 settembre 1943, fu rapita da un gruppo di partigiani, fu portata nella
scuola di ANTIGNANA, e legata ad un tavolo con alcune corde venne violentata da
17 persone e poi gettata nuda nella foiba poco distante, sulla catasta degli
altri cadaveri degli istriani. Unica colpa essere CITTADINA ITALIANA!. In
memoria dei martiri delle foibe e dei 350.000 esuli ISTRIANI, GIULIANI E
DALMATI, sento forte il richiamo della verità e abbiamo tutti il dovere di
ricordare le decine di migliaia di innocenti che non hanno rinnegato la propria
ITALIANITA’ e, per questo, furono massacrati e gettati nelle cavità carsiche del
confine orientale per mano dei COMUNISTI di TITO. Voglio ricordare gli esuli
costretti alla fuga, vessati e perseguitati dall’odio. Bisogna che tutti
rendiamo omaggio, senza simboli e appartenenze, ai nostri martiri e costruire,
per non dimenticare, una coscienza di popolo trasversale. Non dimentichiamo i
FRATELLI GIULIANO DALMATI.
Cons. città nuove
FRANCESCO ZICCHIERI
(09-02-2012)

alinari2 [10]

Il ritornello che mancano vigili urbani e mezzi, dalle parti di via Sarti dove
ha sede il comando della polizia locale, lo canticchiano un po’ tutti. Dal
comandante Vincenzo Pecchia all’ultimo degli ausiliari gentilmente concessi,
soltanto qualche mese fa, dal Comune di Terracina. Eppure, mentre il ritornello
suona sempre uguale, si viene a scoprire che per feste e banchetti la musica
cambia. La nenia funebre del dissesto finanziario e dell’a usterity ha quindi
lasciato spazio a una più allegra tarantella. Aula del Consiglio comunale,
palazzo del Municipio, 20 gennaio. Si festeggia come ogni anno la festa di San
Sebastiano, patrono della polizia Municipale .
Come da copione, il comandante Vincenzo Pecchia illustra alle autorità politiche,
civili e militari presenti, il bilancio delle attività svolte dai «suoi»
agenti nell’arco dell’anno precedente. Poco prima la celebrazione
in chiesa con la Santa Messa e le benedizioni. Subito dopo un rinfresco offerto
ai presenti. Si mangia, si beve e si scambiano due battute. Costo dell’allegra
cerimonia: 1.747 euro. Sì, 1.747 euro. Un tantino troppi, verrebbe da dire,
soprattutto in questo periodo di crisi e di dissesto finanziario delle casse del
Comune. La determina con cui il dipartimento finanziario impegna la somma è la
numero 35. Visto che siamo in tema di numeri, vediamone qualcuno. L’impegno di
spesa parla di quasi 500 euro spesi per gli inviti (stampati su cartoncino)
con relative buste e 200 stampe per la relazione del comandante; di 250 euro
per gli addobbi floreali; infine di 1.000 euro tondi
tondi a un bar di Latina (non sarebbe stato meglio sceglierne uno
di Terracina, tanto per far girare l’economia cittadina?) per
l’allestimento di un ricco buffet per 100 persone.
A fare la somma vengono 1.750 euro per un paio di ore di cerimonia. Saranno stati soldi
impegnati bene? Fare un confronto con altre spese è doveroso. In un’altra
determina del Comune, la numero 55 per essere precisi, si legge che l’ente
impegna 1.000 euro (gli stessi usati solo per il buffet di San Sebastiano), per
rifornire di carburante tutti i veicoli in uso al Comando dei vigili. Chi non è
abituato a far di conto si aiuti con una calcolatrice oppure prenda carta e
penna: se servono mille euro per fare il pieno di due mesi, e sono stati spesi
quasi 2 mila euro per tutta la cerimonia di San Sebastiano, vien da sé che con
quei soldi della festa ci si poteva mettere benzina a tutte le macchine dei
vigili urbani per quasi quattro mesi. Forse forse sarebbero stati spesi meglio.
Un dato, questo, che stride con le tante, troppe difficoltà a cui vanno incontro
ogni giorno gli agenti, dalle divise «rattoppate» alle volte in cui il Comando è
rimasto chiuso per mancanza di personale esentato per ferie, turni o malattie. E
allora viene da interrogarsi sull’opportunità di spese del genere, quando
invece di un buffet da Comunione, forse, ci si sarebbe potuti accontentare di un
semplice brindisi con le bollicine o di uno snack più minimale.
Francesco Avena

alinari2 [11]

Siglato il protocollo d’intesa tra i sindacati e l’assessorato ai Servizi Sociali
E’ stato siglato questa mattina tra le organizzazioni sindacali e l’assessorato
ai Servizi Sociali per il Cittadino del Comune di Terracina, il protocollo
d’intesa sulle relazioni sindacali. L’accordo, sottoscritto dal responsabile
SPI-CGIL Berenice De Paolis, dal responsabile FNP-CISL Doriano Recchia, dal
responsabile UILP-UI Silviano Masci e dall’assessore dott. Rossano Alla, si pone
come obiettivo la difesa delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie
meno abbienti della Città attraverso lo sviluppo di politiche volte al
contenimento degli aumenti tariffari e ad un’adeguata gestione dei flussi di spesa.
“Sono dieci anni” hanno dichiarato durante l’incontro i rappresentanti delle tre
OOSS “che cercavamo un confronto con l’amministrazione sulle tematiche che
riguardano soprattutto la categoria dei pensionati e delle persone disagiate.
Finalmente abbiamo trovato un assessorato e un’amministrazione fortemente aperti
al dialogo e ad una progettazione concertata. Abbiamo migliaia di iscritti ai
nostri centri sociali e noi siamo i loro diretti rappresentanti. Siamo convinti
dell’importanza di stabilire un percorso di impegno che possa essere di estremo
supporto alle parti”.
“Nell’attuale condizione di dissesto economico dell’Ente comunale” ha spiegato
l’assessore Alla “dobbiamo cercare di fronteggiare anche la crisi economica
nazionale. In un contesto del genere, noi come assessorato, ci siamo ripromessi
di lasciare inalterata la modalità di gestione dei servizi a domanda
individuale. Proprio per questi motivi, accetto una proposta di accordo d’intesa
che possa aiutarci a lavorare con e per le fasce più deboli. Stiamo già
provvedendo per il ripristino dei finanziamenti per le cure termali agli anziani
e per l’avvio di una farmacia comunale che abbatta i costi per l’acquisto dei
farmaci. Dovremo lavorare di concerto per il nuovo piano di zona e per questo
motivo è necessario definire un incontro mensile che stabilisca una linea di
progettazione comune”.
Il prossimo incontro è stato fissato per il giorno 7 marzo alle ore 10.00 presso
la sede dell’assessorato ai Servizi Sociali per il Cittadino di via G. Leopardi 73.

(08-02-2012)

alinari2 [12]

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terracina-4-vedute-e-donna-anni-50_bis_b

Il Comune di Terracina tira dritto sul progetto di sponsorizzazione e
conseguente arredo urbano, cura e manutenzione delle aree verdi
della città. Dopo essere stato approvato in Consiglio comunale, il progetto nei
giorni scorsi ha conosciuto un nuovo passo in avanti. A sancirlo è una
determina del Comune che affida al geometra Alberto Leone, già dipendente
in servizio presso l’ente di piazza Municipio, il ruolo di
responsabile del procedimento di sponsorizzazione del servizio di
manutenzione di aree verdi ed archeologiche appartenenti al patrimonio comunale
e fornitura di arredo urbano. Con questo piano escamotage, il Comune tenta di
uscire una volta per tutte dal problema delle aree verdi di Terracina, da
anni attanagliate da carenza di manutenzione e decoro.
F. A .

alinari1 [15]

C’È chi già urla al «capolavoro», chi si lecca i baffi in attesa di tirarci
fuori le incongruenze e chi, come docenti e genitori, ancora una volta si
preparano a dare battaglia. Sono a dir poco curiosi i risultati del
dimensionamento scolastico approvato dalla Regione per gli istituti di
Terracina. Si vorrebbe parlare di rivoluzione, ma qualcuno non esita a definirlo
uno scandalo. Sì, perché vengono praticamente cancellati i due istituti
comprensivi già esistenti e al loro posto ne arrivano di nuovi. Ma non tutto va
così liscio. Anzi. Lo si capisce subito: viene soppressa la direzione didattica
della elementare «Fiorini». La quale «Fiorini» subito dopo ricompare ma sotto
forma di Istituto comprensivo. Il piano parla di una sua «riorganizzazione»,
consistente nell’acc or pamento di tutte le scuole che prima erano sotto la
«Montessori». Sorge una domanda: come si può «riorganizzare» un istituto che non esiste? Il decreto sul dimensionamento dispone che le scuole elementari e medie
devono essere sciolte per confluire negli istituti comprensivi esistenti. Perché
a Terracina, invece, gli istituti esistenti vengono soppressi e si
«riorganizzano» istituti che non esistono? Gli addetti ai lavori che hanno letto
il piano ipotizzano un falso ideologico ed evocano possibili ricorsi al Tar. Fa
discutere poi l’accorpamento del «Giovanni Paolo II» al neo istituto comprensivo
di Borgo Hermada. Una mossa che probabilmente costerà l’automomia didattica alla
scuola media Don Milani, fino allo scorso anno istituto comprensivo e oggi
rimasta improvvisamente con meno di 870 alunni. Sotto, cioè, la fatidica soglia
mille. Altro mistero, la scomparsa totale del nome «Montessori» da ogni pi ano.
Le sue scuole finiscono sotto il neonato «Fiorini», ma può un istituto di
quelle dimensioni sparire dal giorno alla notte? Insomma, ci saranno da capire
due o tre cosette. A chiederle dovrebbe essere la politica, di maggioranza e
opposizione, e il Comune. Siamo sicuri, ad esempio, che questo capovolgimento di
uffici, istituti, presidenze, documenti e archivi serva realmente a qualcosa
valga i costi di riorganizzazione che richiederà. E ancora: con quali criteri si
è operata la scelta? Dalle tabelle, certo, non si capisce. Ieri i docenti del «
Montessori » hanno convocato il Consiglio d’Istituto. Perché se a
qualcuno è mancato il coraggio di fare domande, quel coraggio non mancherà a chi la trincea della scuola la vive ogni santo giorno.
Diego Roma

alinari1 [16]

Riprende la pesca, i ristoratori respirano.
Dal porto di Terracina le paranze hanno ripreso di nuovo il largo. A partire da
ieri notte la marineria locale ha sospeso la protesta che andava avanti dal 23
gennaio e che ha visto i pescatori di Terracina uniti e solidali con i colleghi
del resto d’Italia. Al momento sono uscite soltanto le paranze, ovvero le barche
più grandi, a causa delle condizioni meteo non ancora favorevoli, ma a breve
anche la piccola pesca ritornerà a lavoro. ”La fame fa uscire il lupo dalla
tana”: con questa metafora Dario Venerelli, presidente della ‘Cooperativa dei
Pescatori di Terracina’, ha spiegato molto bene i motivi principali che hanno
spinto i pescatori a riprendere l’attività. ”Avevamo l’urgenza, anzi,
l’emergenza di riprendere la pesca, altrimenti rischiavamo di peggiorare una
situazione già molto delicata”. Dando uno sguardo alla situazione nazionale,
sul fronte dell’introduzione dell’Iva sul carburante i pescatori italiani hanno
tirato un sospiro di sollievo dopo il dietrofront del governo. Restano le nuove
norme del regolamento della pesca considerate dalle marinerie enormemente
restrittive, ma quella è una partita che si gioca sul tavolo della comunità
europea. Intanto nelle ultime settimane i ristoranti di Terracina sono rimasti
senza pesce fresco e hanno dovuto vedersela anche loro con i disagi dovuti al
blocco delle paranze. Calamari, polpi, zuppa di paranza sono scomparsi dai
tavolini, soppiantati da sogliole, rombi, seppie e triglie garantite dalle
barche più piccoline che di tanto in tanto sono uscite a pesca. ”La difficile
situazione dei pescatori locali inevitabilmente si riflette anche sulla nostra
categoria- dice Nazareno Fontana de ‘Il Caminetto’- I nostri clienti che
arrivano da fuori e che hanno saputo che in queste settimane le barche non sono
andate a pesca non sono proprio partiti per venire a mangiare in città”.
Rispetto allo stesso periodo del 2011, c’è stata una flessione di almeno il 30,
40%, ovviamente dovuta principalmente alla crisi generale ma aggravata anche da queste situazioni tutte locali. ”Abbiamo variato il menù puntando di più sulla
carne. Quanto al pesce, ci siamo salvati con i prodotti della piccola pesca,
come sogliole e triglie, oppure lo abbiamo comprato dalla Spagna. Del resto
anche noi dobbiamo salvaguardare i nostri lavoratori”. Ora che la protesta è
finita e le paranze hanno ripreso a pescare, anche i ristoranti di Terracina
potranno tornare alla normalità.
Pubblicato da Rita Recchia

alinari1 [17]

Si è concluso il Qatar Grand Prix ospitato dallo Shooting Club Lusail a Doha
(QAT). Le gare, concluse ieri, hanno visto la partecipazione di una delegazione
azzurra per la sola disciplina del Double Trap.
Il CT Mirco Cenci ha portato in pedana Daniele Di Spigno e Francesco D’Aniello,
entrambi in forza al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro.
Di Spigno, trentasettenne di Terracina (LT), è riuscito a meritarsi la piazza
d’onore conquistando la medaglia d’argento con lo score di 186/200, alle spalle
del padrone di casa Rashid Al Athba, oro con 191, e davanti al connazionale
Masoud Hamad Al Athba, terzo con 184.
In finale a combattere per le medaglie anche D’Aniello, l’argento di Pechino
2008 originario di Nettuno (RM), che al termine dei 50 piattelli della serie
decisiva si è trovato a quota 183 con un piattello di ritardo rispetto
all’ultimo gradino del podio.
di Augusto Martellini

alinari1 [18]

Piano Casa e Bretella Pontina-Appia, tutti i dubbi del Wwf.
Il Piano Casa del Comune di Terracina e la bretella Appia-Pontina sono
interventi ambientalmente sostenibili? Se lo chiede il Wwf Litorale Pontino di
Terracina secondo il quale il territorio locale non è affatto difeso da quel
‘consumo del suolo’ vorace e insistente che negli ultimi decenni ha ridotto
l’Italia a brandelli. Proprio in questi giorni il Wwf e il Fondo Ambiente
Italiano hanno pubblicato una road map per fermare tale accanimento partendo
dall’analisi di ciò che è avvenuto in Italia in cinquant’anni soprattutto per
l’abusivismo edilizio, che dal 1948 a oggi ha ferito il territorio con 4,5
milioni di abusi edilizi, 75mila l’anno e 207 al giorno e tre condoni a favore
negli ultimi 16 anni. ”Terracina è un esempio negativo di questo fenomeno. Poi
ci sono le cave, e anche qui la nostra città è presente con vecchie e nuove
cave” scrive il presidente Domenico Carafa. I progetti delle grandi
infrastrutture incidono negativamente sull’agricoltura e cresce il rischio
desertificazione. ”Il consumo del suolo ha conseguenze al di là dell’impatto
visivo: non solo deturpa il paesaggio-continua il Wwf Litorale Pontino- ma ha
ricadute significative su biodiversità, clima, assetto idrogeologico, energia,
economia”.”La fame di cemento ha letteralmente divorato i terreni agricoli
grazie ad amministrazioni compiacenti nei confronti delle lobby del cemento che
non esitano a trasformare i terreni agricoli in zone edificabili. Così
progressivamente le terre coltivate hanno ceduto il passo all’affare
immobiliare. A Terracina ne sappiamo qualcosa”. Per arrestare tutto ciò Fai e
Wwf presentano in un dossier una road map con 11 linee di intervento, e
”soltanto a queste condizioni il Piano Casa del Comune di Terracina potrà
definirsi sostenibile, in quanto conterrebbe una preoccupazione per le future
generazioni. E in questa logica la programmata bretella di collegamento
dell’Appia con la Pontina, se proprio fosse ritenuta necessaria, avrà un senso
soltanto se utilizzerà i tracciati esistenti sui quali basterà apportare gli
opportuni miglioramenti”.
Pubblicato da Rita Recchia

alinari1 [2]

Non c’è nulla da fare, quando si parla di pista ciclabile a Terracina c’è sempre da farsi venire i brividi. E a poco è servito per la cittadinanza aver eletto un
sindaco che, al contrario del vecchio primo cittadino Stefano Nardi abituato a
girare con l’autista di rappresentanza, preferisce, quando può, mettersi in
sella e pedalare. E sì, perché sebbene amante dei pedali, il sindaco
Nicola Procaccini non è riuscito a invertire la tendenza. L’ultima novità
per quanto riguarda la pista ciclabile è arrivata nel tratto realizzato, già
solo a pensarlo questo progetto meriterebbe un premio speciale per la fantasia,
sui marciapiedi che costeggiano il canale Linea lungo la via Appia. Vista la
ristrettezza della carreggiata (appena un metro scarso di marciapiede in
mattonato sconnesso) è stato necessario istituire un senso unico per le
biciclette. L’obiettivo ovviamente è quello di scongiurare, si badi bene,
incidenti frontali tra biciclette. Ma aldilà della creatività della trovata,
resta chiaro che si è di fronte a quelli che appaiono come veri e propri
controsensi ciclabili. La pista – chiamarla in questo modo è un disonore per le
vere corsie ciclabili – si snoda attraverso un percorso tortuoso. Una sorta di
rally o una Parigi Dakar in cui il malcapitato amante delle due ruote a pedali
deve districarsi, con una certa agilità, tra buche, mattonato sconnesso, fusti
di pini posizionati proprio al centro del marciapiede, radici sporgenti e pali
della segnaletica verticale. In questo slalom per professionisti del manubrio e
del freno a tamburo, c’è anche il tempo per segnalare che non sempre i lampioni
sono in funzione. Un ulteriore pericolo, semmai ce ne fosse stato bisogno, per i
ciclisti. E poi ci si lamenta che c’è traffico, che è tutto un ingorgo di
lamiere, che bisogner ebbe trovare soluzioni per incentivar e l’utilizzo della
bicicletta. Andatelo a raccontare a tutti quelli che la bicicletta la
prenderebbero tutti i giorni, se soltanto potessero pedalere in sicurezza e
non pensando di doversi muovere come nel centro di Bombay.
Francesco Avena

alinari2 [17]

Incidente mortale sulla Flacca a Fondi, perde la vita Daniele Recchia
Torna il sangue sulle strade della provincia pontina. A perdere la vita un uomo
che in seguito all’impatto frontale con un’altra vettura è deceduto praticamente
sul colpo.
Lo scontro mortale è avvenuto intorno alle 22.30 sulla via Flacca all’altezza di
Fondi tra un’Alfa 156 e un fuoristrada Toyota.
Sulle cause che hanno portato al violento sinistro sono ancora in corso le
indagini da parte delle forze dell’ordine. Secondo le prime indiscrezioni,
Daniele Recchia, un imprenditore di 43 anni originario di Terracina, città verso
la quale si stava dirigendo al volante della sua Alfa 156, ha perso il controllo
della vettura invadendo la corsia opposta.
Nello stesso momento proprio dal senso di marcia contrario sopraggiungeva una
Toyota guidata da un giovane di 25 anni che non ha potuto evitare lo scontro.
L’impatto è stato tremendo; ad avere la peggio il 43enne che è morto
praticamente sul colpo.

alinari2 [2]

La maggioranza del sindaco Nicola Procaccini passa anche l’esame dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Dopo una seduta fiume del Consiglio
comunale, durata per oltre cinque ore, alla fine l’am – ministrazione ha
approvato il punto all’ordine del giorno. Non sono mancate, come ci si poteva
attendere, le scintille tra maggioranza e opposizione. La minoranza ha fatto
notare l’assenza di misure adatte a recuperare l’evasione e l’insuffi – cienza
degli strumenti che la maggioranza intende adottare per aumentare gli introiti,
linfa vitale per le casse comunali oggi ridotte allo stato di dissesto
finanziario. Motivo questo per cui, alla fine di articolati dibattiti,
rivendicazioni e scambi di accuse varie, l’opposi – zione ha deciso di votare
compatta contro l’ipotesi di bilancio riequilibrato presentata dalla
maggioranza. Col voto favorevole di tutti gli esponenti della compagine
amministrativa di Procaccini, il punto all’ordine del giorno è comunque passato.
Così come è stato approvato il piano triennale delle opere
pubbliche.
F. A .

alinari2 [3]Prosegue da ormai dieci giorni lo stato di agitazione degli operai dell’ex
Terracina Ambiente, riassunti dalla ditta Servizi Industriali Srl di Latina.

Gli operai, tramite le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil da dieci giorni hanno
indetto uno stato di agitazione per chiedere all’azienda di mettere in sicurezza
degli strumenti utilizzati fino a oggi per eseguire il servizio di raccolta
dell’i mm on d iz ia . Nel comunicato congiunto con cui si dichiarava l’avvio
dello stato di agitazione degli operai, le sigle sindacali chiedevano «mezzi
idonei rispetto a quelli carenti e in alcuni casi obsoleti», l’ottemperanza
alle norme sulla sicurezza, la «dotazione di vestiario adeguato alle maestranze»
e non da ultimo si chiede alla ditta «di rendere salubre l’ambiente di lavoro».
I segretari provinciali Giulio Morgia (Cgil), Massimo Feudi (Cisl) e Antonella
Cannatà (Uil), a quella data, era lo scorso 27 gennaio, sostenevano che le
richieste «non avevano trovato giuste risoluzioni, né tantomeno date certe per
far terminare i disagi ai lavoratori e alla cittadinanza». Nonostante siano
passati diversi giorni, purtroppo a oggi non sono ancora
arrivate buone notizie per i netturbini che, non si esclude,
potrebbero incrociare le braccia e provocare una nuova paralisi della raccolta.
F. A

alinari2 [4]

Piove nella scuola, classi accorpate.
Un’aula del secondo piano completamente allagata e così due classi quinte sono
state unite e hanno fatto lezione insieme. Succede anche questo nella scuola
‘Giovanni Paolo II’, a Terracina, dove conviene affrettarsi a ‘rattoppare’ la
guaina del terrazzo visto che rischia di diventare un vero colabrodo per le
infilitrazioni d’acqua. Ieri mattina, al suono della campanella, gli alunni di
una quinta che si trova al secondo piano dell’edificio hanno trovato la
sorpresa: la loro aula era piena d’acqua sul pavimento, penetrata dal terrazzo e
finita lungo le pareti e direttamente a terra. Personale e insegnanti hanno
trovato una soluzione ‘tampone’ unendo due classi quinte e facendo una bella
lezione tutti insieme. Comunque c’è ben poco di che stare allegri, considerando
che ieri mattina le mamme, comprensibilmente preoccupate, hanno chiesto un
sopralluogo urgente dei vigili del fuoco per essere rassicurate sulla stabilità
della struttura. Un edificio relativamente nuovo, sarà bene ricordarlo. Intanto
le bacinelle e i cartoni lungo i corridoi aumentano sempre di più, e il
personale non docente deve preoccuparsi di svuotare le plafoniere spesso piene di acqua.
Pubblicato da Rita Recchia

alinari2 [5]

Spia la donna di un altro e aggredisce il compagno, denunciato.
Soprende un altro uomo a sbirciare dalla finestra la sua compagna mezza nuda e
si becca pure un cazzotto in pieno viso. Adesso, però, il ‘guardone’ violento ha
un nome e una denuncia per lesioni gravi. Quanto al malcapitato, un villeggiante
ciociaro,chissà se avrà deciso di cambiare meta delle vacanze estive di coppia.
L’episodio risale allo scorso agosto quando la squadra volante di via Petrarca,
diretta dal vice-questore Rita Cascella, era dovuta intervenire in pieno centro
urbano di Terracina allertata da alcuni passanti che avevano assistito alla
discussione tra due uomini: all’improvviso uno dei due, forse stanco di troppe
parole, aveva colpito l’altro sul naso sferrandogli un pugno e scappando su una
Fiat Panda nera. Il ferito, un uomo del frusinate in vacanza a Terracina, aveva
iniziato a perdere parecchio sangue ed era stato trasportato nell’ospedale
‘Fiorini’ dove i medici avevano addirittura riservato la prognosi a causa delle
lesioni riportate. Intanto, però, il ciociaro aveva raccontato la disavventura
alla polizia che subito si era messa sulle tracce dell’aggressore. Che altri non
era che un giovane sorpreso a sbirciare dalla finestra la compagna del
villeggiante mentre si cambiava d’abito, nell’appartamento che la coppia aveva
affittato per l’estate. Proprio in quel momento era arrivato il fidanzato che,
metabolizzata la sorpresa, aveva interrotto la del guardone chiedendogli
spiegazioni. Ma evidentemente l’altro non aveva gradito troppo l’interruzione
forzata e così aveva aggredito il ciociaro, fuggendo subito dopo. Adesso gli
agenti hanno individuato il tizio, tale F.D., 40enne incensurato di Terracina,
denunciato per lesioni gravi, mentre la compagna del turista ciociaro sta
valutando se presentare querela per violazione della privacy.
Pubblicato da Rita Recchiaalinari2 [6]

 

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terracina-panorama-da-monte-giove-circeo-primi-900_bis

Il sindaco di Terracina Nicola Procaccini, stante la critica situazione
meteorologica che interesserà anche le nostre zone, ha convocato in Comune una
riunione organizzativa al fine di predisporre un complesso operativo di
protezione civile pronto per eventuali interventi. L’ordine di all’erta è
partito dalle ore 14 di oggi e durerà fino alle ore 14 di lunedì 6 febbraio.
Per qualsiasi comunicazione la cittadinanza potrà contattare dalla ore 8 alle
ore 20 i recapiti telefonici 0773/707351 – 0773/707361. Nelle ore notturne ci si
potrà rivolgere invece ai centralini delle Forze di Polizia presenti sul
territorio o relazionarsi con la Protezione Civile per eventuali interventi urgenti.
“Nei prossimi giorni – afferma il sindaco Procaccini – anche il nostro
territorio sarà interessato da forti piogge e freddo intenso, e l’invito che
posso fare ai cittadini è quello di spostarsi il meno possibile, soprattutto
fuori dalla città, perché le strade potrebbero essere non perfettamente
praticabili. Nell’allestire un piccola ma funzionante unità di crisi e di
pronto intervento, non abbiamo dimenticato le zone collinari del nostro
territorio comunale, dove in caso di ghiaccio saranno immediatamente disponibili
mezzi spargisale”.

 

alinari1 [11]Proteste a Terracina, dove le mamme dei bambini della scuola elementare Giovanni
Paolo II segnalano freddo e infiltrazioni nelle aule. «Il problema della caldaia
che ha tenuto al freddo i bambini è stato risolto – spiega l’assessore ai lavori
pubblici Pierpaolo Marcuzzi, che ieri ha visionato la struttura – Purtroppo i
bocchettoni sono più alti delle uscite dell’acqua e questo comporta un ristagno
d’acqua sul tetto con le conseguenze che ne derivano». Serve un intervento da
100.000 euro. Le mamme lamentano anche altri problemi: bagni sporchi, cattivi
odori, aule impolverate e personale carente. Lunedì alle 15, il comitato si
riunirà all’interno della scuola per lanciare un ulteriore appello alle autorità
competenti affinché vengano presi provvedimenti.

alinari1 [12]

Rifiuti, “La bella trovata”
Sig. Sindaco,
il comitato direttivo della nostra associazione, nel prendere atto della”bella
trovata” con la quale intende sottrarre al pagamento i cittadini che hanno
ricevuto gli avvisi di conguaglio T.I.A., potrebbe dichiararsi soddisfatto che
Lei, sia pur a distanza di sei mesi, ha finalmente fatto proprio il contenuto
della nostra nota datata 1 settembre 2011.
Purtroppo ora, più di allora, siamo enormemente preoccupati per le Sue
incertezze e peggio , se di incertezze non si trattasse, per un modo di
affrontare le questioni che a nostro avviso appare poco trasparente e poco
rispettoso dell’intelligenza altrui.
Come è noto, con comunicato del 31.8.2011, dato alla stampa e pubblicato sul
sito web del Comune, titolato “Pef e giusta informazione”, Lei, dopo aver
premesso di aver lavorato in sinergia con l’amministrazione giudiziaria e aver,
subito dopo, ringraziato l’amministratore nominato dal giudice “per la
disponibilità manifestata nei confronti della città da quest’ultimo per la
ridefinizione del Piano Economico Finanziario, rispetto a quello votato dalla
precedente amministrazione comunale”, espresse somma soddisfazione per il fatto
che, “grazie a un lavoro svolto con particolare cura e dedizione insieme, ” si
era abbattuto il PEF di ben 500mila euro.
Era talmente convinto della bontà dell’accordo raggiunto, da non considerarlo
affatto, un ennesimo regalo alla Terracina Ambiente, tutto a spese dei
cittadini, come chiarimmo con la nostra nota succitata. Dicevamo, infatti che si
sarebbe dovuto applicare le penali previste al punto 7 dell’art.10 del contratto
che recita testualmente: “per il mancato rispetto delle percentuali di raccolta
differenziata la penale va da un minimo di 250,00 a un massimo di 1500,00 euro
al giorno”.
Solo ora invece, dopo il regalo e con sei mesi di ritardo ritorna sulla Sua ,
iniziale, decisione, e quasi ignorando la procedura fallimentare in corso ,
preannuncia una delibera consiliare per decurtare economicamente quel PEF a
causa di numerose inadempienze.
Ricordammo anche, che, in forza dell’art.8, punto 1 della convezione, il Comune
aveva diritto di recedere dal contratto” a causa di gravi e reiterati
inadempimenti nella gestione del servizio” e concludemmo, dicendo che ci si
trovava di fronte alla recita di un copione che attestava che il caso Nardi era
ascrivibile a un modo di governare caratteristico di una classe dirigente non
all’altezza di un buon governo.
Anche se oggi sembra aver recepito il contenuto della nostra nota del 6 gennaio
scorso, con la quale Le chiedevamo di intervenire tempestivamente per stoppare
ingiunzioni di pagamento per somme non dovute dato il mancato rispetto di
servizi previsti dal contratto, primo fra tutti la raccolta differenziata, ci
consenta di essere preoccupati.
In due occasioni di fondamentale importanza nella vicenda relativa al rapporto
con la Terracina Ambiente, infatti, l’Amministrazione ha mostrato incapacità di
controllo e gestione dei fatti amministrativi; la prima, relativa alla firma del
contratto, avvenuta il data 4 agosto 2011, con la Terracina Ambiente; la seconda
con l’istanza di fallimento della stessa Società. Lei, in entrambi i casi, ha
affermato, infatti, di non avere saputo nulla, nonostante, nel secondo caso,
qualcuno avesse fatto notare che l’istanza era giunta al protocollo del Comune.
Ci preoccupa , altresì, che, dopo aver elogiato l’amministratore giudiziario,
quasi ringraziandolo nel consiglio comunale del 31 agosto 2011, perché, sua
sponte, ci aveva fatto correggere in diminuzione il PEF, solo ora, con estremo
ritardo, Lei ritiene che lo stesso andava decurtato di ulteriori centinaia di
migliaia di euro come noi di Città Partecipata, sostenevamo già allora.
Pensa veramente che la sua città sia abitata da ingenui creduloni? Tanto ingenui
da non capire che la Sua trovata per non far pagare il conguaglio è un estremo e
pericoloso tentativo per gli utenti di porre riparo ad una grave inefficienza
amministrativa che potrebbe esporli, individualmente, al pericolo di azioni di
recupero se, nel contempo, l’Amministrazione, non perseguisse altre vie, tra cui
l’istituzione di un ufficio per valutare, a attentamente, le istanze dei
cittadini ed annullare le, eventuali, cartelle di conguaglio errate.
La nostra associazione Le ha dato, più volte, disponibilità ad un apporto di
esperienza sulla questione igiene ambientale come su altre, ma, i nostri inviti
sono stati disattesi; avvertiamo, pertanto, che non tollereremo più affermazioni
del tipo “non ne sapevo nulla” o tardivi ripensamenti o inerzie. E viste che
troppe sono le analogie di amministrare con quelle dell’amministrazione Nardi ,
vigileremo, con particolare attenzione sulla prossima gara per l’affidamento del servizio.
Peraltro, come facemmo nella primavera 2010, non avremo remore nel denunciare ed
esporre alla Procura della Repubblica ed alla Corte Dei Conti disservizi,
inerzie e inadempienze contrattuali, perché non è tollerabile che paghi la città
e la facciano franca coloro che le arrecano danno grave.
Per Città Partecipata
Il Presidente L. Berti

(04-02-2012)

alinari1 [13]“Continua il mancato rispetto delle regole”
Quanto è accaduto in seno alla Commissione “Urbanistica” tenutasi lo scorso 3
febbraio riteniamo opportuno esprimere talune considerazioni di ordine politico,
considerate le modalità con cui vengono gestite, senza il rispetto delle
elementari regole proprie delle istituzioni democratiche. Nella storia politico-
amministrativa della nostra Città, le Commissioni consiliari permanenti sono
sempre state presiedute dal rispettivo Presidente o in sua vece dal
Vicepresidente, così come prevede il Regolamento comunale che disciplina le
Commissioni. Quanto è accaduto, invece, nel corso dei lavori dell’ultima
commissione, ove, in mancanza del Presidente e del Vicepresidente, è stata
adottata una proposta di Deliberazione di Consiglio Comunale, senza curarsi del
mancato rispetto delle regole. Riteniamo sia stato perpetrato un grave attentato
alle Istituzioni democratiche, ormai una vera consuetudine da quanto si è
insediata la nuova Amministrazione guidata dal Sindaco, dr. Nicola Procaccini.
Esortiamo, altresì, il Presidente del Consiglio Comunale, signor Gianni Aiello,
ad essere, vista la natura della sua carica istituzionale, un organo super
partes, ovvero di garanzia e di vigilanza del rispetto delle regole che
disciplinano i rapporti tra maggioranza ed opposizione. Esprimiamo la nostra
solidarietà al Presidente ed al Vicepresidente della Commissione “Urbanistica”,
ai quali, la Maggioranza non ha riservato alcun rispetto per i rispettivi ruoli
che la Legge, lo Statuto ed i Regolamenti riconoscono loro. (05-02-2012)

alinari1 [14]

 

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Mancata approvazione delle varianti urbanistiche: chiedetelo all’organo
regionale competente!
In riferimento al comunicato diramato dall’Ufficio stampa del Comune di
Terracina col quale si riferisce di un importante Ordine del Giorno per
impegnare la governatrice Renata Polverini ad approvare i due strumenti
urbanistici denominati rispettivamente “C2″ e “Quadrante Nord/Ovest”, è
importante fare talune precisazioni. Condividendo l’importanza dell’approvazione
di tali strumenti urbanistici, al fine di avviare uno sviluppo sostenibile
dell’economia, che comporterebbe una crescita sociale e culturale, rilanciando
un territorio da troppo tempo sottoposto ad interventi sporadici, che non
portano ad un rilancio del nostro territorio e della nostra comunità, confinando
la piccola e media impresa nell’ombra del “particulare”, lontano anni luce
dall’interesse generale-collettivo, non possiamo condividere l’affermazione del
Sindaco, dr. Nicola Procaccini, che reputa la scelta politica dei consiglieri di
“Città Nuove” che hanno dichiarato la propria contrarietà al documento messo a
votazione, come un “comportamento che lascia interdetti”. Ricordiamo al Sindaco
Procaccini che lo Statuto della Regione Lazio e la normativa vigente, prevede in
seno all’Ente territoriale regionale tre organi apicali: uno monocratico, il
Presidente della Regione, e due collegiali la Giunta ed il Consiglio regionale.
Ricordiamo ancora una volta al Sindaco che a dover approvare le varianti
urbanistiche non è l’organo monocratico, nel caso di specie il Presidente
Polverini, bensì l’organo collegiale, la Giunta regionale, di cui fanno parte
gli Assessori, tra i figurano quelli di area Pdl e l’Assessore all’Urbanistica,
nonché Vicepresidente della Giunta, leader regionale dell’Udc, al quale spetta a
lui portare in Giunta la proposta di Delibera. Infatti, in calce alla Delibera è
riportata la dicitura “SU PROPOSTA DELL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA”. I nostri
Gruppi consiliari hanno già più volte ribadito che non accettano, a causa
dell’incapacità dell’Amministrazione comunale di far valere il proprio peso in
seno alla Regione, ed in particolar modo al Gruppo consiliare dell’Udc, che, si
presume, dovrebbe avere un filo diretto con l’Assessore regionale competente, di
essere accusati di inserzia, giacché non sono i nostri Gruppi a sedere
nell’emiciclo della Maggioranza. Quando si dimostra l’incapacità ad interagire
con Enti sovraordinati, ad interagire con gli Organi dirigenti dei propri
partiti a livello regionale, si deve aver il coraggio di riconoscere la propria
incapacità politica e adottare i provvedimenti che richiedono le circostanze.
Per ultimo, ricordiamo al Primo Cittadino che la sua Amministrazione dimostra
incapacità politica nel fare adottare le due varianti dalla Regione Lazio, però
è riuscita a far licenziare la lottizzazione del Sisto. Ma cosa si nasconde
dietro l’approvazione delle due varianti “C2″ e “Nord Ovest”? Quali interessi o
chi li hanno nelle aree oggetto delle varianti?
I Gruppi consiliari “Città Nuove” e “Sciscione Sindaco”

 

 

 

alinari1 [4]Il Sindaco e la sua Maggioranza per i comunicati di carattere politico si
avvalgano degli organi preposti in seno ai partiti
Corre l’obbligo ricordare al Sindaco di Terracina, dr. Nicola Procaccini, di
studiare attentamente la Legge 150/2000 che disciplina la comunicazione
istituzionale. Per tale tipologia di comunicazione si intende quella forma di
comunicazione esterna indirizzata a gestire, sviluppare e migliorare la
relazione delle istituzioni con i cittadini/utenti. Attraverso la comunicazione
istituzionale si possono perseguire diverse azioni e finalità, come ad esempio,
informare i cittadini/utenti; promuovere e far conoscere l’Ente ed i servizi
offerti; facilitare l’accesso ai servizi; aumentare la trasparenza
amministrativa; promuovere processi di semplificazione amministrativa. Il Primo
Cittadino, preso dai tanti impegni amministrativi ed istituzionali, forse non si
è reso conto che l’Ufficio stampa del Comune “sforna” quotidianamente, su carta
intestata, comunicati aventi ad oggetto tematiche di natura prettamente
politica, utilizzando il danaro dei cittadini-contribuenti per pagare chi,
invece di scrivere comunicati attinenti alle materie ed alle finalità previsti
dalla Legge, scrive note aventi contenuto politico, attaccando le forze
politiche che siedono sugli scranni dell’opposizione. E’ di primaria importanza,
a nostro avviso, che il Sindaco, nel rispetto delle regole e della legge,
incarichi, per quanto attiene ai comunicati di carattere politico, gli organi
preposti ai rapporti con la stampa in seno ai rispettivi partiti politici,
lasciando all’Ufficio stampa del Comune i compiti previsti dalla Legge.
I Gruppi consiliari “Città Nuove” e “Sciscione Sindaco”

alinari1 [5]

Furto di 400 chili di cavi elettrici in rame, 2 arresti a Terracina
Dopo essersi introdotti in un deposito di materiale edili di una società di
Terracina hanno cercato di darsi alla fuga con la refurtiva. Ma qualcosa è
andato storto e sono stati stanati
A finire in manette due uomini, uno 35enne originario della capitale e un 44enne
di Torino.
Intorno alle 4.30 i due si erano introdotti all’interno del deposito di una
società di Terracina; con abilità e tempestività erano riusciti a portare via i
400 chilogrammi di rame quando davanti a loro si è materializzata l’amara
sorpresa.
I militari del locale Nucleo Operativo e Radiomobile li avevano appena scoperti.
Il loro piano era andato male e subito sono scattate le manette ai loro polsi.
Furto di 400 chili di cavi elettrici in rame, 2 arresti a Terracina
La refurtiva è stata riconsegnata al proprietario e i due giudicati con
il rito per direttissima.“

alinari1 [6]

I Pescatori di Terracina si uniscono al movimento dei Forconi e sono pronti a
«marciare» su Roma in occasione della manifestazione prevista per il 9 febbraio.
La chiamata alle armi è avvenuta ufficialmente ieri pomeriggio nel corso di un
incontro con il presidente del Cra Danilo Calvani e il generale dei carabinieri
in pensione Antonio Pappalardo. Non una protesta qualunque ma un vero e proprio
mOvimento di lotta popolare che va al di la delle singole rivendicazioni di
categoria. Ieri, a gridarlo ai pescatori, nella sala dell’asta del pesce della
cooperativa «La Sirena», c’era un contadino, il presidente del Cra Calvani.
«Questa è la volta buona per demolire un sistema governato da una mandria di
parassiti» ha detto Calvani, che prima di parlare si fa il segno della croce.
I nemici sono quelle di sempre: i partiti, i sindacati, le banche, Equitalia ed
ora il Governo Monti. «Stiamo scrivendo la storia – dice Calvani – e alla
manifestazione del 9 febbraio saremo in tanti. Non vogliamo miracoli,
finanziamenti a pioggia, siamo disposti fare sacrifici ma ci devono ridare un
futuro». I pescatori annuiscono. Poi tocca al generale Pappalardo, che sa come
scaldare le temperature da ghiacciaia della sala dell’asta: «Chi resta a casa il
9 febbraio è un figlio di …». Applausi scroscianti. Siciliano, sindacalista
eccentrico dei carabinieri, un passato da parlamentare e ora compositore di
musica classica. Ad arruolarlo nella lotta dei Forconi è stato Calvani. Un
invito a nozze per Pappalardo che già in passato è stato alla guida dei
pescatori di Lampedusa, dai quali dice di aver imparato una delle lezioni più
importanti della sua vita: «Dotto’ – mi disse una volta un pescatore – a mare la
barca la porto io, a terra la portano gli altri». «La battaglia si vince se
siamo tanti – dice -. Non è mai successo che il popolo sia entrato a Roma senza
bandiere di partiti e sindacati». I pescatori sembrano essere d’accordo.
Pierfederico Pernarella

alinari1 [7]

Chiusa l’inchiesta “Superkiwi”, 32 imprenditori agricoli compariranno in aula
nel prossimo autunno. Gli imprenditori, residenti tra Latina, Aprilia, Cisterna,
Cori, Sermoneta e Terracina sono accusati di aver utilizzato fitofarmaci, frutto
di un traffico illegale, per aumentare e velocizzare la crescita dei kiwi.
L’inchiesta, condotta dal sostituto Giuseppe Miliano, scattò nel maggio 2010 a
seguito di quattro arresti effettuati dai Carabinieri del Ros.

alinari1 [8]

L’UDC a un passo dal prendersi l’Azienda Speciale. Secondo indiscrezioni
dell’ultima ora, l’accordo sarebbe fatto: l’ente strumentale del Comune, da
quasi un anno privo del presidente, sarà affidato a Cristian Cicerani. Esponente
dell’Udc e candidato alle ultime elezioni amministrative, Cicerani sarebbe
vicinissimo a una poltrona particolarmente ambita. Tanti i nomi che negli ultimi
mesi erano stati accostati alla carica di presidente dell’Azienda Speciale:
Giuliano Masci in primis. I rumors parlano di una scelta su cui, occorre
ricordarlo, manca ancora l’ufficialità, ma che già era nell’aria da almeno
qualche giorno. Poi, a decidere la faccenda, un incontro tra il sindaco Nicola
Procaccini e il segretario provinciale dell’Udc nonché leader indiscusso del
partito di centro, Michele Forte. Nel corso del faccia a faccia, i due avrebbero
raggiunto l’accordo la cui ufficializzazione potrebbe arrivare già all’indo -
mani dei due Consigli comunali convocati per questa mattina (tutto sulla
questione rifiuti) e per il prossimo 6 febbraio (sulle ipotesi di bilancio
riequilibrato e piano triennale delle opere pubbliche). Se davvero le voci di
corridoio, solitamente ben informate, dovessero trovare conferma, l’Udc
riuscirebbe a chiudere il cerchio sul settore dei servizi sociali. Partendo
dall’alto, infatti, con l’assessore regionale Aldo Forte e scendendo a livello
comunale con il suo collega Rossano Alla, l’Udc piazza il tris con Cicerani
all’Azienda Speciale. Una filiera «forte», verrebbe da dire, che è stata vista
in passato come una forma di strapotere per il partito di Casini. E che comunque
potrebbe significare per il Comune di Terracina una continuità di governo a
livello sovracomunale e di sinergia tra istituzioni in grado di portare non
pochi vantaggi per la città. La scelta, comunque, potrebbe creare qualche
dissapore all’interno della maggioranza. Da più parti, anche in passato, si era
sollevato il dubbio che l’Udc a Terracina chiedesse e ottenesse troppo. Tanto
per ricordare, si era parlato anche della presidenza del Cda della Terracina
Ambiente una volta dissequestrata e prima, ovviamente, che l’esperienza della
Spa dei rifiuti tramontasse miseramente con il fallimento. La nomina di Cicerani attende quindi a giorni l’investitura ufficiale. Per ora, però, le chiacchiere riempiono i discorsi, e difficilmente si sbagliano.
Francesco Avena
alinari1 [9]

 

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