Archivio Ottobre 2011

Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata dei nostri tesori, speciale Santuario di Monte Sant’Angelo. Oggi visiteremo la terrazza superiore anche conosciuta, per il suo complesso di fortificazioni poste a difesa del luogo di culto, come “campo trincerato”. Insieme all’area del Piccolo tempio, questo spazio è stato utilizzato nel corso dei secoli, specialmente nel periodo medievale, proprio per la sua caratteristica di area di sorveglianza e di controllo sulle principali vie di comunicazione ed accesso al Santuario, specialmente la Via Appia, per secoli attraversata da ogni sorta di viandante ed esercito e che, da qui, poteva essere sorvegliata agevolmente.

Grazie alla disponibilità degli addetti alla sicurezza e alla manutenzione del sito abbiamo avuto la possibilità di girare alcuni video in aree non accessibili durante le comuni visite guidate. In particolare, vi faremo vedere nel dettaglio le tredici cisterne, l’interno del pozzo e il suo cunicolo di accesso (immagini totalmente inedite).

Cogliamo l’occasione, in questa settimana luminosa per il nostro museo civico, per ringraziare chi, ogni giorno, indaga e recupera inestimabili reperti antichi, sottratti, in modo criminale, alla collettività, corrompendo la Storia e la nostra cultura: al loro instancabile e ignoto lavoro è dedicata questa puntata.

Buona visione e buona lettura (anche in inglese) a tutti.

 Video importato

vimeo Video

 Il santuario di Monte Sant’Angelo occupa la sommità di un’altura di 227 m che conserva numerose vestigia del passato: dai fossili di rudista — un mollusco marino bivalve — risalenti al Cretacico(circa 141- 65 milioni di anni fa), visibili sullo spuntone roccioso situato presso il bar della terrazza superiore, alle tracce di frequentazione preistorica del Riparo Salvini, lasciate da raccoglitori-cacciatori del Paleolitico Superiore circa 12.400 anni fa, al basolato della Via Appia consolare, la regina viarum costruita nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, ai monumenti funebri, aisacelli, alle cisterne, ecc.

Al visitatore che lo osserva dalla città, o lo raggiunge seguendo la Strada Panoramica moderna, appare maestoso con le sue imponenti rovine, ma rimane difficile immaginare l’insieme delle originarie strutture e delle architetture. Per averne un’idea si può ricorrere ad un plastico (posto in un piccolo locale annesso al bar nella terrazza superiore), che ne propone un’ipotesi ricostruttiva abbastanza attendibile.

Il complesso è strutturato su tre livelli definiti da altrettante terrazze sovrapposte. Quella superiore, detta “campo trincerato” e racchiusa a Nord-Ovest dalla cinta difensiva che collegava il santuario alla città, aveva una prevalente funzione militare, anche se non mancano presenze di culto.

Tre bracci di un portico, disposti in posizione ortogonale, formavano il campo militare propriamente detto, ed ospitavano gli ambienti di abitazione e i magazzini per le truppe acquartierate; il lato sud era aperto verso il mare.

Il braccio nord, in particolare, era caratterizzato da un avancorpo con due torrioni laterali a base quadrata, con funzione difensiva di avvistamento; la parte superiore era utilizzata come camminamento, collegato a quello della cinta muraria, mentre in quella inferiore vennero ricavate tredici cisterne coperte a volta, comunicanti tra loro mediante aperture ad arco e connesse ad un pozzo di raccolta e a un condotto di alimentazione.

Circa al centro del braccio nord si trovava il corridoio d’accesso al “campo trincerato“, pure coperto a volta. Gli altri due bracci del triportico erano forse caratterizzati, nelle due estremità meridionali, da una piccola torre di avvistamento (quello ovest) e da un’altra torre, forse comprensiva di un faro(quello est).

Nel lato della terrazza aperto verso il mare si trovano le fondazioni di un piccolo tempio in antis, orientato quasi a Sud. Si tratta di una tipologia templare arcaica, di origine greca, con ante murarie laterali e due colonne poste nel prospetto principale, oggi naturalmente scomparse.

Un’altra struttura da alcuni ritenuta con funzioni religiose è lo spuntone di roccia nei pressi del bar: lo si è infatti identificato con l’auguraculum, cioè l’osservatorio da cui alcuni sacerdoti, chiamati àuguri, studiavano il volo degli uccelli per trarne auspici.

Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari e Maria Iride Pasquali

Galleria fotografica

Bibliografia

In un pagina specifica, per completezza di trattazione, è stata raccolta tutta la bibliografia, aggiornata al 2006, sul Santuario di monte Sant’Angelo.

Terracina Rialzati

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Il Tempio di Giove Anxur restituito agli antichi fasti da ologrammi, effetti speciali e portentosi giochi di luce: sarà questo il risultato dei lavori di recupero e valorizzazione del sito archeologico simbolo di Terracina, ormai giunti a compimento. “Sono in corso proprio in queste ore le prove generali di un’opera straordinaria, che attirerà in città turisti da ogni parte del mondo” annuncia il sindaco Nicola Procaccini. A partire dai prossimi giorni, il Santuario di Monte Sant’Angelo avrà un sistema di illuminazione diffusa, che creerà suggestive atmosfere in ogni parte dell’area monumentale. La primavera 2012 porterà in scena la grande novità: luci, suoni e proiezioni tridimensionali costruiranno il percorso multimediale che accompagnerà i visitatori alla scoperta del Tempio di Giove Anxur e della sua storia in perfetto stile cinematografico. “Si tratta di veri e propri spettacoli con ricostruzioni, dialoghi e personaggi in costume, a cui sarà possibile assistere dal crepuscolo. – illustra il primo cittadino – L’opera è merito delle ditte Syremont e Officine Rambaldi, che desidero ringraziare profondamente per aver completato i lavori, nonostante abbiano ricevuto quasi nulla del compenso stabilito. In realtà trecentocinquantamila euro, ossia la metà del finanziamento regionale stanziato per il progetto, erano giunti nelle casse comunali durante la passata amministrazione, per poi essere distratti dalla destinazione per motivi che non conosco. È questa la ragione che ha spinto le ditte a interrompere i lavori, – spiega Procaccini – salvo accettare di riprenderli nei mesi scorsi con un acconto di appena cinquantamila euro, in virtù della disponibilità e della serietà dimostrata loro dalla nuova amministrazione. Ciò ha consentito di sbloccare la seconda tranche del finanziamento, mentre spetterà a noi tenere fede agli impegni presi e recuperare i fondi per pagare quei trecentocinquantamila euro distratti dall’utilizzo previsto”. “Un particolare ringraziamento è doveroso nei confronti dell’assessore regionale Aldo Forte – aggiunge il sindaco – grazie al quale Terracina ha avuto la possibilità di beneficiare del finanziamento dell’opera e dare questa nuova veste al monumento che racconta la nostra comune appartenenza a una storia gloriosa”. Dopo il collaudo, i macchinari saranno posti in sicurezza sino a primavera, quando l’area sarà inaugurata con un grande evento che vedrà protagonista la Città e ospiterà i mezzi di informazione nazionali e internazionali e le massime autorità e istituzioni. “L’Azienda Speciale si occuperà della custodia del sito e di tutti i servizi di manutenzione e gestione, mentre nei prossimi mesi l’amministrazione comunale provvederà a indire il bando pubblico per l’affidamento a privati – dichiara l’assessore Rossano Alla – Colgo quindi l’occasione per comunicare che da venerdì 28 ottobre sarà riaperto il percorso diurno e nel ponte di Ognissanti il Tempio di Giove Anxur sarà nuovamente fruibile per cittadini e visitatori”.

(da provincialatinatv)

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Nella foto sotto il percorso con le varie attrattive.

 

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terracina-cattedrale-a-colori-con-auto-anni-50_sharpen_bis 
Sequestrati dai carabinieri numerosi reperto romani di età imperiale usati per 
abbellire un casale sull’Appia Antica. 
In un elegante bar del Nomentano è stato ritrovato, tra le altre cose, 
il pezzo di architrave rubato nel Museo di Terracina nel 1959, la 
parte mancante dei due pezzi in cui era stato segato l’architrave. 
L’altra parte è stata infatti recuperata già dal 
1993 e restituita al Museo. E’ stato proprio l’occhio di un maresciallo del 
comando che aveva partecipato alla precedente operazione a riconoscere nel bar 
il pezzo mancante. A casa del proprietario del bar, un esercente di 81 anni, 
sono stati poi recuperati altri 26 reperti comprendenti kylix. Anfore, coppe, 
skyphos, oinochoe, busti, capitelli, anfore olearie per un valore stimato di 600 
mila euro. Nelle due operazioni carabinieri del Comando Tutela Patrimonio 
Culturale di Roma hanno recuperato poi complessivamente oltre 300 reperti.
Nove i denunciati.
10000 [12]
Sono ancora una volta le vestigia del passato a ricordare a chi lo avesse dimenticato
 l’ importanza storica della città di Terracina. Mentre in 
superficie ci si affretta a preparare la cura contro il default economico 
finanziario, dal sottosuolo emergono ancora i tesori nascosti della vecchia 
città romana. A renderlo noto è la Soprintendenza per i beni archeologici del 
Lazio, che con entusiasmo ha comunicato ieri altre due scoperte archeologiche in 
zona La Valle, affiorate nel corso di indagini preventive su progetti edilizi 
privati. L’equipe della dottoressa Maria Sapelli Ragni, il direttore scientifico 
Nicoletta Cassieri e l’archeologo esterno Pier Carlo Innico parlano di «notevoli 
testimonianze dell’antica colonia romana», riemerse in prossimità dell’area di 
Caposele. Si tratta di una villa romana e di un altro tratto della via Appia, 
collocati nella «fertile pianura che – oggetto di una organica divisione agraria 
in età repubblicana - era disseminata di fattorie e ville». Il contesto è quello 
di una Terracina produttiva: «i suoi prodotti agricoli venivano esportati in un 
vasto raggio grazie a un’efficace rete di comunicazioni costituita dal 
primario asse dell’Appia e dal porto – spiega la Soprintendenza - che già 
alla fine del II secolo a.C. si deve immaginare perfettamente funzionante». La 
villa viene collocata nell’età imperiale, tra il I sec. a.C. e il I d.C., 
definita nel linguaggio tecnico a «carattere produttivo - residenziale tipico 
della fascia suburbana ». Ma grazie ad alcuni saggi è stato possibile andare 
ancora più indietro nel tempo. Con «la presenza di strutture precedenti – forse 
del III-II secolo a.C. – azze - rate dalla costruzione dell’im - pianto» 
prosegue la Soprintendenza. Il tutto esteso in oltre 25 mila metri quadri, 25 
ettari, complesso, assicurano gli esperti «tra i maggiori di quelli finora 
rinvenuti nel territorio di Terracina». Quanto al tracciato di via Appia, si 
trova nelle vicinanze di via della Quercia. A destare interesse durante gli 
scavi, è stato un tratto di basolato in calcare: «è la prima volta che nel 
territorio cittadino si rinviene sia un tratto della via Appia realizzato in 
calcare, e quindi ascrivibile ad una delle fasi più antiche della strada, sia il 
rifacimento successivo che va a sovrapporsi al tracciato antecedente ». Più si 
scava, insomma, più si raggiunge una Terracina inedita e antichissima. Anche la 
Soprintendenza deve però fermarsi di fronte a consuetudini poco riscontrate in 
altre parti del meridione d’Italia. Come la decisione di creare una nuova strada 
invece di sostituire i vecchi basoli di calcare con la selce vulcanica. «Ragioni 
tecniche che al momento ci sfuggono – scrivono Sapelli Ragni e Cassieri - ma 
verosimilmente legate alla natura dei luoghi ». Così decisero i nostri avi. Lo 
stesso Virgilio, poeta del periodo imperiale che narrò la fondazione di Roma, 
direbbe: «E più non dimandare».
Diego Roma

10000 [15]

 Si è positivamente conclusa in questi giorni un’attività investigativa del  
Commissariato di Pubblica Sicurezza di Terracina diretto dal vice questore Rita 
 Cascella scaturita dalla denuncia di un imprenditore locale, il quale aveva  
effettuato acquisti su un noto sito internet di vendite on line di auto e  scooter usati. 
L’uomo, infatti, volendo comperare una mini car per la propria 
figlia, aveva scambiato alcune mail con l’intestatario di un’offerta di vendita 
pubblicata sul sito, il quale metteva appunto in vendita per euro 4.000 una mini 
car, nel contempo fornendo in copia i documenti della mini car e la propria 
carta d’identità dalla quale risultava che il venditore era un appartenente alla 
Polizia di Stato residente in Calabria. Probabilmente fidandosi di tale 
circostanza, l’imprenditore locale inviava, come da richiesta, un primo vaglia 
postale per la metà della cifra oggetto della transazione, con l’intesa di 
saldare il tutto dopo l’avvenuta spedizione della mini car dalla Calabria. 
Naturalmente, dopo l’incasso del vaglia postale, lo pseudo venditore non 
rispondeva più né alle mail né alle telefonate di sollecito del compratore che, 
così, dopo circa un mese denunciava l’accaduto. Si procedeva pertanto agli 
accertamenti sulla carta d’identità inviata dal venditore che, tramite gli 
uffici del comune calabrese, risultava esser stata contraffatta mediante la 
sostituzione della foto e della professione dell’intestatario, che nella realtà 
è risultato essere un carpentiere, mentre le generalità anagrafiche 
riconducevano ad un noto truffatore calabrese S.D. di anni 46. Quest’ultimo, 
infatti, ritenendo che la distanza chilometrica e la sostituzione della foto lo 
mettessero al sicuro da eventuali riconoscimenti, aveva lasciato le proprie 
generalità sulla carta contraffatta. Inoltre, si rintracciava presso il deposito 
generale delle Poste Italiane in Avezzano il vaglia incassato dal truffatore, 
accertando che la firma del beneficiario combaciasse appunto con quella del 
pregiudicato S.D., il quale ora è stato denunciato per truffa, contraffazione e 
usurpazione di titoli e funzioni. Nella giornata odierna, nell’ambito dei 
servizi finalizzati al contrasto dei reati predatori consumati negli 
appartamenti di questo centro, personale della Squadra Volante ha fermato in una 
delle traverse del lungomare Circe tre giovani donne, di cui due italiane ed una 
di nazionalità olandese, che alla vista degli operanti si allontanavano 
frettolosamente dalla scale di un condominio. Si provvedeva a fermarle e a 
controllare se in detto condominio era stato consumato qualche furto con esito 
negativo; si procedeva comunque al foto segnalamento delle donne che confermava 
numerosissimi precedenti specifici per furto in appartamento e si provvedeva a 
munirle di foglio di via obbligatorio verso la città di Castelvolturno da dove 
per tre anni non potranno tornare in questo centro.
(h24)

10000 [16]

 Raffica di controlli della Capitaneria di porto di Terracina in ristoranti e  
pescherie: multe da 10 mila euro. Positivo il bilancio di una operazione della 
guardia costiera di Terracina che nei giorni scorsi, più precisamente nella 
settimana tra il 18 ottobre e ieri, ha portato il personale dell’ufficio 
circondariale marittimo a passare al setaccio pescherie e ristoranti. I militari 
agli ordini del tenente di vascello Floriana Segreto hanno 
ispezionato ben 17 attività commerciali sia a Terracina che nei 
Comuni limitrofi, spingendosi come è ormai consuetudine fino in ciociaria, a 
Ceccano e Frosinone. Gli operatori della Capitaneria di porto hanno controllato 
9 ristoranti e 8 pescherie. Sono state 8 le violazioni per oltre 10 mila euro 
perché il pesce trovato era privo di tracciabilità. Ben 5 le irregolarità 
scoperte nel solo Comune di Terracina, le altre multe invece sono state elevate 
a Frosinone e Ceccano. I controlli degli investigatori si sono concentrati in 
questi giorni non per un caso. Ci troviamo infatti in un periodo di fermo della 
pesca imposto dalla legge. L’obiettivo è quello di bloccare l’attività dei 
pescherecci affinché l’eco - sistema marino possa rigenerarsi. Ma evidentemente 
c’è qualcuno che continua l’attività, e i militari della guardia costiera hanno 
cercato di appurare proprio questa circostanza. Ecco perché l’operazione 
condotta la scorsa settimana è stata denominata «Fermo pesca 2011». Non si 
esclude che ulteriori controlli possano essere effettuati nei prossimi giorni.
Francesco Avena
10000 [17] 
Una protesta pacifica per chiedere al Comune nient’altro che una stanza in cui  
far praticare ai propri figli disabili le terapie di riabilitazione. I genitori 
di alcuni bambini hanno così protestato con un cartellone davanti l’entrata 
della sala conferenze di villa Tomassini. «Non chiediamo denaro, solo di essere 
ascoltati», si leggeva su un cartello; «Le nostre ragioni non hanno padroni», su 
un altro. Le famiglie hanno chiesto al Comune di Terracina la possibilità di 
usufruire di una stanza in cui far fare ginnastica ai bimbi e, grazie a un 
terapeuta, insegnare anche ai genitori a far fare i movimenti opportuni ai 
propri figli. Si attende ora una risposta dell’amministrazione comunale.
F. A.

10000 [1]

Deleghe, anzi no, rappresentanze. Il sindaco Nicola Procaccini lo ha definito 
“un obbligo imposto dalla legge” ed in effetti il Tuel lo contempla. Nominare 
rappresentanti di fiducia che si rapportino con enti, aziende e istituzioni. Un 
gruppo di lavoro sulla falsa riga di quello dei delegati del sindaco annunciati 
dopo le elezioni, la cui nomina è rimasta inattuata per evidenti problemi 
normativi. Ebbene, forse la formula prevista dal Tuel consente di evitare la 
modifica dello Statuto comunale e ugualmente consentirebbe al primo cittadino di 
circondarsi di persone di fiducia a cui affidare incarichi. Gratis, a quanto 
pare. Nella lista dei delegati, tra gli altri, comparivano Alì Shadadi 
(immigrazione), Ubaldo Fusco (Turismo), Il professor Emilio Selvaggi (Cultura), 
la professoressa Augusta Nardoni (Scuola e istruzione). Una cosa è certa, la 
cosa si fa seria: basta infatti disertare 3 sedute del gruppo di
lavoro, e si va a casa.
Diego Roma
11000 [27]

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terracina-donne-e-bambini-in-piazza-della-repubblica-anni-50_bis

Una rapina a mano armata è stata portata a termine sabato sera in un negozio di 
generi alimentari del centro storico alto, proprio di fronte al Capitolium.
Magro il bottino: appena 150 euro. L'esercizio stava per chiudere. Dentro si 
trovava solo F.A., la proprietaria. All'improvviso è comparso sulla porta un 
giovane con il volto coperto dal collo della felpa che indossava. In mano aveva 
un coltello, con il quale ha minacciato la negoziante. La donna è stata 
costretta a dargli tutto quello che aveva nel cassetto, il guadagno di una 
giornata che ammontava a 150 euro. Il rapinatore si è poi allontanato 
indisturbato. Sull'episodio, l'ennesimo avvenuto in questi ultimi giorni, 
indagano i Carabinieri. In 10 giorni sono salite a 4 le rapine a mano armata, la 
maggiorparte negll'ultima settimana. Solo una di esse, quella ad un tabacchi di 
piazza della Repubblica, non è andata a segno per la reazione di un cliente. La 
serie nera era cominciata con un Bar di via Antonelli (bottino 4 mila euro) e 
con il cinema teatro Traiano (365 euro). 
Erc.Ber.

10000 [9]

«O le cose promesse e contemplate si fanno oppure la Terracina Ambiente non ha 
ragione di esistere e si può tranquillamente ragionare sull’ipotesi di un suo 
superamento». Non ci gira intorno il sindaco Nicola Procaccini, che in una nota 
diramata ieri ha confezionato un ultimatum alla società mista dei rifiuti 
diffidandola entro breve ad avviare la raccolta differenziata, pena lo 
scioglimento della spa. Quello che non hanno potuto decine di mozioni, denunce e 
manifestazioni in quasi 5 anni di gestione, lo ha ottenuto una nota del Wwf che 
lamenta l’incapacità della partecipata di mantenere gli accordi contrattuali 
siglati con il Comune. «Non posso che essere d’accordo con il Wwf», scandisce 
Procaccini, che diffida la Terracina Ambiente invitandola a iniziare la campagna 
di comunicazione e la raccolta differenziata così come previsto dal capitolato e 
dal contratto. «Personalmente - aggiunge - non intendo tollerare queste gravi 
inadempienze, così come tollerate in passato ». E’ ancora calda la polemica 
sulla firma del contratto che affida alla Terracina Ambiente la gestione del 
servizio fino al 2025, circostanza che a quanto pare non scalfisce le note 
perplessità del sindaco sulle effettive capacità della spa. «Per quanto mi 
riguarda o le cose promesse e contemplate si fanno, perché per i cittadini 
terracinesi hanno un costo, oppure la Terracina Ambiente non ha ragione di 
esistere e si può tranquillamente ragionare sull’ipotesi di un suo superamento», 
è l’aut aut del sindaco. «Fermo restando la necessaria tutela nei confronti dei 
lavoratori che rispetto alla società si comportano in maniera esemplare». Il 
problema, insomma, sta al vertice, e la nota arriva dritta dritta al commissario 
giudiziario Teodoro Contardi. D’al - tronde, dopo l’approvazione delle tariffe 
per l’entrata in vigore della Tia, alla società non resterebbe che portare 
avanti il piano industriale, oggi più fattibile dal momento che la Terracina 
Ambiente fattura, con la riscossione delle tariffe, oltre 8 milioni di euro. 
Significativa la scelta di Procaccini di porsi al fianco non di questo o quel 
partito, ma di un’associazione legata alla società civile, segno di una 
volontaria presa di distanza con un sistema politico – quello dell’era Nardi – 
che invece aveva lasciate inascoltate le istanze della cittadinanza.
Diego Roma

10000 [10]

Tre incidenti in poche ore: il bilancio di domenica sera sulle strade è di 
quattro feriti. Fortunatamente in tutti i casi non l’esito degli incidenti non è 
stato grave. Il primo scontro in ordine di tempo si è registrato sulla Statale 
Appia, a Terracina, nella zona di Capocroce. Una Volkswagen Passat, con a bordo 
quattro persone, è uscita improvvisamente fuori strada intorno alle 22. Il 
conducente, per cause tuttora al vaglio delle forze dell’ordine intervenute, ha 
perso il controllo del veicolo finendo contro un palo della Telecom, facendolo 
inclinare pericolosamente. Per questo è stato necessario l’intervento dei vigili 
del fuoco di Terracina, che si sono anche preoccupati di mettere in sicurezza la 
strada. Il secondo incidente è avvenuto invece intorno alle 23, e ha visto 
coinvolti una Renault e una Mercedes. Lo scontro ha provocato il ferimento di 
una persona, trasportata per le cure del caso al pronto soccorso del «Fiorini». 
Ultimo incidente nella zona di Selva Vetere, tra Terracina e Fondi, dove un’auto è finita contro il
guardrail.
F. A.

10000 [11]

 

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terracina-stampa-800_bis

Dopo anni di chiacchiere, stangate per i contribuenti, promesse disattese,
inchieste fino al sequestro della macchina della «mondezza» da parte della
magistratura, la politica dei rifiuti a Terracina non è ancora uscita da quello
che appare come un vicolo cieco. A poco sono serviti i suggerimenti e le
iniziative, sempre pregevoli, di associazioni come il Wwf che nel corso degli
anni si sono date da fare per tentare l’impossibile: inculcare anche a Terracina
la mentalità della raccolta differenziata e del binomio mondezza-ricchezza. Ma
nonostante l’im – pegno e i buoni propositi, non c’è stato niente da fare.
Trovare la collaborazione della politica locale è stata una rarità, come quando
– ricorda il Wwf – nel lontano 1992 l’allora sindaco Fabrizio Abbate auspicava
una raccolta differenziata dei rifiuti. Raccogliere quintali e quintali di
rifiuti ingombranti, come ha fatto il Wwf nei mesi scorsi, è servito certo, ma
non ha risolto l’emergenza delle discariche abusive. Come pure aver avviato una
campagna di informazione nelle scuole sulla raccolta differenziata, facendo
capire ai più piccoli l’impor – tanza di separare e riciclare i rifiuti, non può
avere riscontro se poi, tornati a casa, gli studenti non possono mettere in
pratica ciò che hanno appreso tra i banchi. E allora se la politica non si mette
seriamente dalla parte dei cittadini, avviando una seria e responsabile gestione
dei rifiuti, ogni buona volontà viene annullata dall’immobilismo
amministrativo. A riscaldare l’ambiente è di nuovo il Wwf, sezione litorale
pontino, coordinato dal presidente Domenico Carafa. «In passato, durante la
gestione Slia, il Wwf faceva notare l’assenza nel dibattito tra le forze
politiche delle modalità di effettuazione del servizio quando già in molte parti
del Paese veniva praticato il porta a porta, alla costituzione della Terracina
Ambiente che doveva essere il momento di avvio di una gestione virtuosa la nuova
metodologia di raccolta veniva colpevolmente anche se vanamente presa in
considerazione soltanto per il centro storico alto e più recentemente la
questione più dibattuta non è stata l’avvio non più rinviabile della raccolta
domiciliare ma la contrapposizione Tarsu/Tia». Secondo il Wwf la politica ha
perso di vista le priorità, andando dietro a problemi che non toccano i nodi
principali. «Si stanno accumulando piani su piani di gestione mentre la
Terracina Ambiente finisce sotto l’amministrazio – ne giudiziaria e non si vede
all’orizzonte un’iniziativa mirata alla riduzione dei rifiuti e ad una raccolta
differenziata che avvii al riciclo i prodotti dopo l’uso». Il Wwf, insomma,
torna a pungolare l’ammi – nistrazione, contando anche di ottenere dal nuovo
sindaco Nicola Procaccini qualcosa in più rispetto a quanto avuto dal precedente
primo cittadino Stefano Nardi. A patto che la politica riprenda in mano la
situazione: «L’amministrazio – ne comunale e la Terracina Ambiente devono
svegliarsi; si stanno assumendo gravi responsabilità di fronte ai cittadini cui
devono rispondere per la gestione delle somme percepite tramite Tarsu e Ti in
larga parte ancora utilizzate a copertura dei costi della discarica, evitabili o
comunque riducibili di molto con una buona raccolta differenziata domiciliare».
Francesco Avena

 

10000 [3]Aggiustata la Tac. Odissea finita
Resta il problema dei guasti continui delle apparecchiature al «Fiorini»
Dopo due settimane di inattività, potranno riprendere gli esami diagnostici per
esterni ed interni. In questo modo finirà l’odissea degli ammalati sballottolati
tra un ospedale e l’altro. L’ultimo guasto in ordine di tempo ha riguardato il
tubo radiogeno. L’importante elemento si è esaurito. Non è stato possibile
ordinare un pezzo nuovo, dal momento che è fuori produzione assieme a tutto il
modello di apparecchio di tomografia assiale computerizzata. Si è voluto
ricercare, allora, il pezzo, ancora funzionante, di un apparecchio dimesso. Il
componente, che dovrebbe costare sui 200-300 mila euro, è già giunto presso la
sezione radiologica del Fiorini. Non rimane che aspettare l’arrivo dei tecnici,
incaricati di montare il pezzo. Solo quando la riparazione sarà stata
completata, potranno finire i viaggi delle ambulanze verso gli ospedali «S.
Giovanni di Dio» di Fondi (durante il giorno) e «Dono Svizzero» di Formia
(durante la notte). Questi ultimi quindici giorni sono stati contrassegnati da
tanti disagi per gli ammalati, che hanno dovuto sobbarcarsi anche un viaggio in
ambulanza avanti e indietro per gli ospedali del sud provincia.
Un’apparecchiatura ormai diventata come un malato gravissimo la Tac del locale
nosocomio. Gli anni consumati a sfornare esami uno dopo l’altro sono diventati
davvero tanti. Ben 11. I segni della vecchiaia ci sono tutti. In tilt è andata
anche in piena estate, quando le emergenze e le urgenze sono a getto continuo.
Tra le tac a disposizione negli ospedali vicini (Priverno e Fondi),
l’apparecchiatura diagnostica di Terracina è decisamente la più vecchia in
assoluto. Sostituirla è ormai diventato un rimedio indispensabile. Nel 2009 si
parlò dell’impegno della Provincia a dotare il nosocomio locale di una tac di
ultima generazione, la multi slice a 64 strati. Sarebbe stata una manna per le
necessità di un vasto comprensorio. Non se n’è vista traccia. La Tac ma non
solo. Eccetto che per una sviluppatrice relativamente nuova, il resto della
dotazione tecnologica del reparto di radiologia è veramente vetusto. Da 2-3 anni
i guasti sono continui e bisogna sempre ricorrere alle riparazioni. Capita
qualche volta che, ad essere danneggiati, siano anche più strumentazioni insieme
con la conseguenza di un sovraccarico e di un inevitabile ritardo a catena. Così
nel reparto, vero polmone pulsante di tutta la struttura sanitaria, i tecnici
vanno e vengono. Occorre ripensare a una dotazione tecnologica rinnovata, con
cui far fronte alle tante necessità dell’ospedale.

10000 [4]

Un giovane di Sabaudia e’ stato arrestato dagli uomini della guardia di finanza
di Terracina, perche’ trovato in possesso di 200 grammi di marijuana. Nei giorni
scorsi, durante delle indagini investigative, i militari delle fiamme gialle
erano riusciti ad ottenere maggiori informazioni sul giovane spacciatore.
Questa mattina i militari hanno notato un furgone sospetto che percorreva la
Migliara 53 in direzione Latina; le attivita’ di pedinamento hanno consentito di
riconoscere il pusher all’interno del veicolo. I finanzieri avevano da tempo
predisposto un’attivita’ di controllo dei posti solitamente frequentati dal giovane.
Durante la perquisizione nell’abitazione dello spacciatore sono stati ritrovati
200 grammi di marijuana, di cui una parte all’interno di un deposito attrezzi,
insieme ad un bilancino elettronico di precisione funzionante, e una seconda
parte nella camera da letto.

10000 [5]

La solidarietà vince ancora. Merito dell’associazione AnnaLaura, impegnata sul
territorio per raccogliere fondi a sostegno dei degenti e della sanità, ma anche
di ristoratori come i titolari della «Capannina » e del «Caminetto», che nei
giorni scorsi hanno messo a tavola prelibatezze ma anche spirito di beneficenza.
Merito, ovviamente, anche di tutti quei cittadini che hanno partecipato numerosi
alla doppia iniziativa promossa dall’as soci azio ne Onlus presieduta da
Ettorina Michelazzo. Grazie agli introiti dal 5 per mille, ai fondi raccolti
nelle due serate, l’associazione è riuscita a portare a casa nuovi,
importantissimi risultati. Con il ricavato della serata al «Caminetto», che per
l’occasione festeggiava 30 anni di attività, sarà possibile acquistare un
macchinario per l’esecuzione dell’elettrocardiogramma delle 24 ore. Con la
serata alla «Capannina», invece, si è concretizzato il sogno di acquistare un
ecografo per la senologia, con cui verrà potenziato il reparto di radiologia
dell’ospedale «Fiorini» di Terracina.
F. A.

10000 [6]

Il Terracina cade 2-1 a Colleferro
Ottava giornata d’andata del girone B di Eccellenza
Nell’ottava giornata d’andata del girone B di Eccellenza arriva la seconda
sconfitta consecutiva del Terracina (terza contando anche lo stop nell’andata
degli ottavi di Coppa Italia con il Pisoniano) che a Colleferro, al cospetto di
una squadra che veniva anch’essa da un filotto di tre sconfitte di fila, ha
perso anche la possibilità del pareggio a causa di una leggerezza di Foti,
subentrato a Festa. Ma andiamo con ordine. La partita si sblocca al 23’, quando
Matozzo viene atterrato in area e Di Matteo concede il penalty ai padroni di
casa:dal dischetto Nilson spiazza Cuomo per l’1 a 0. Nel finale di tempo il
Terracina reagisce e sfiora il pari al 45’: punizione di Fanelli dal limite,
sulla respinta del palo interno alla sinistra di Tiseo, Grossi in spaccata mette
alto da pochi passi. Nella ripresa è invece un Cardinali scatenato a sfiorare il
gol del raddoppio per il Colleferro in tre occasioni: al 4’ in acrobazia, al 7’
con una deviazione sul primo palo su cross di Molle dalla destra e al 17’ con un
diagonale di poco a lato. Ma al 20’ è proprio il Terracina a trovate la rete del
pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Fanelli è lì e di testa fa 1-1. A
questo punto Baiocco getta nella mischia Salvagni e la mossa dell’allenatore
rossonero si rivela decisiva: è il 27’ quando Foti cincischia a centrocampo
consentendo a Salvagni di soffiargli il pallone e di concludere in porta con un
sinistro dal limite che regala la preziosa vittoria al Colleferro e ancora una
delusione al Terracina. “Non è la prima volta che un’ingenuità ci costa la
partita – ha tagliato corto al termine del confronto mattutino il direttore
generale dei tigrotti Carmine Caiazzo – Peccato, perché almeno il pareggio era
alla nostra portata”.

10000 [7]

 

Attività didattica museale

Dom 06/11/2011 ore 09.30-11.30: Colazione al Museo: visita al Museo e colazione,
ingresso a € 2,50 (visita + colazione)

Sab 12/11/2011 ore 16.30-18.30: Giallo al Museo: visita al Museo con gioco-
indagine incentrato sui contenuti del Museo (3,00 € a bambino, adulti gratis)

Sab 19/11/2011 ore 16.30-18.30: Antichi volti: visita al Museo e riproduzione di
ritratti romani (3,00 € a bambino, adulti gratis)Sab 26/11/2011 ore 18.30-19.30
(la visita) + dalle 20.30 Cena: ?A cena con Apicio?, visita al Museo sul tema
dell’alimentazione + cena-degustazione con la collaborazione del Ristorante “Il
Garum” (con proposta di piatti tipici di origine antica) Quota a partecipante da definire10000 [8]

 

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terracina-donne-e-bambini-in-piazza-della-repubblica-anni-50_b_bis

Nel corso della giornata di ieri i Vigili Urbani del Comune di Terracina hanno
posto sotto sequestro il parco pubblico di via Olivetti, dove il proprietario
del bar, R.M., aveva realizzato una recinzione mediante l’ausilio di alcuni pali
al fine di abbellire l’area verde, soggetta a un degrado indescrivibile che
ormai si trascina da parecchio tempo. L’esposto di un cittadino (che nel
frattempo si era lamentato per l’impraticabilità del sito stesso) ha promosso
l’iniziativa della Polizia Locale, che si è vista costretta a intervenire e a
porre i sigilli a circa 150 metri quadrati recintati con una palizzata in legno.
(da IL TEMPO)

9999 [1]

Ancora una tabaccheria nel mirino dei malviventi.
Questa volta è toccato al negozio che si trova a piazza della Repubblica.
Rispetto agli altri episodi, i rapinatori non sono andati a bersaglio, perchè
sono stati messi in fuga. Ore 20,30. Era quasi l’ora della chiusura. All’interno
del locale c’era la proprietaria ed un cliente. Improvvisamente sono comparse
due persone con il volto coperto da un passamontagna. Uno è rimasto sulla porta
d’ingresso, l’altro si è fatto avanti e ha minacciato i presenti con un
coltello. “Dateci i soldi” ha detto. A questo punto il cliente, pare un
assicuratore del posto, non si è perso d’animo. Aveva una cospicua somma in
tasca (circa 5 mila euro) e ha pensato di opporre una difesa. Nello stesso tempo
intendeva evitare un’ulteriore angoscia alla titolare, che era rimasta come
impietrita dietro il bancone di vendita. Colpo di scena. L’uomo, senza pensarci
su due volte, ha istintivamente sferrato un paio di cazzotti in faccia al
rapinatore, ottenendo il risultato che voleva. «Andiamocene che qui si mette
male», ha detto rivolto verso il suo compagno. Quindi, la precipitosa fuga.
Rapine seriali. Prima la tabaccheria di via Anxur, poi il bar tabacchi di via G.
Antonelli. L’altro ieri sera era stata la volta del cinema teatro Traiano
(bottino 365 euro). Si tratta sempre della stessa banda?
Erc. Ber.

9999 [18]

Se dipendesse dalle trovate degli amministratori locali, il mercato settimanale
del «giovedì» a Terracina avrebbe già macinato tanti chilometri. E invece,
mentre di chiacchiere se ne sono fatte e continuano a farsene tante, i banconi
che ogni giovedì invadono viale Europa e zone limitrofe, non si sono mai
spostati di un centimetro. E va avanti così da venti anni. Dopo i tentativi
falliti (eppure costati centinaia di migliaia di euro al Comune di Terracina: ci
sarebbe da fare un mea culpa collettivo) di far traslocare i commercianti
ambulanti con i loro banchi prima in via Stella Polare, poi in via Firenze,
l’ultima idea è di far spostare il «giovedì» in viale Leonardo Da Vinci. In
realtà, l’as – sessore ai lavori pubblici Pierpaolo Marcuzzi ha in serbo due
ipotesi: il trasloco in via Buonarroti (la traversa che collega via Badino e
viale Da Vinci), ma si è in attesa delle misurazioni per accertare che tutti i
banchi possano trovare spazio. L’altra ipotesi è quella di occupare tutto viale
Da Vinci, con i banchi che occuperebbero soltanto la corsia lato-Mortacino della
carreggiata, mentre l’altra rimarrebbe transitabile a senso unico per consentire
ai residenti nelle varie traverse di poter uscire di casa. Un’idea al limite
della fantascienza, secondo alcuni. Perché le corsie (quella per il mercato e
quella transitabile) andrebbero nettamente divise per motivi di sicurezza. E poi
perché ci sarebbero problemi per i clienti del mercato, che non saprebbero dove
lasciare le auto in sosta nelle vicinanze. A questo si aggiunga la carenza di
servizi igienici di sicurezza, che però mancano anche in viale Europa. La
giostra del fantamercato, dunque, continua a girare.
Francesco Avena

9999 [17]

Un colpo di fucile sparato da un altro cacciatore gli fece perdere
accidentalmente un occhio. Dieci anni non sono serviti ad attribuire delle
precise responsabilità per quel tragico incidente. Il lungo iter giudiziario si
è concluso ieri con una sentenza a sorpresa. «Non doversi procedere per mancanza
di querela». Così ha deciso Silvia Artuso, giudice monocratico del Tribunale di
Terracina, nel processo che vedeva come imputato il 44enne G.C. (difeso
dall’avv. Francesco Pietricola), accusato di lesioni gravissime nei confronti
del 65enne G.S. (difeso dall’avv. Orfeo Palmacci). I fatti risalgono al 2
settembre del 2001. G.S. era impegnato in una battuta di caccia nella zona
montana di Monte Leano. Era solo. Improvvisamente aveva avvertito un forte
dolore all’occhio destro. Si sarebbe scoperto che era stata una schioppettata.
Qualcuno aveva sparato un colpo di fucile ad altezza uomo, nel tentativo di
colpire al volo una tortora. Gli accertamenti disposti al pronto soccorso del
locale ospedale permisero di scoprire che un pallino si era separato dalla rosa,
andando a finire proprio nella cavità orbitale dell’altro cacciatore, che si
trovava a non molta distanza. Dopo che il pallino era stato rimossso, per G.S.
cominciò una via crucis tra ospedali e specialisti. Le cure del caso non
servirono a salvare l’occhio danneggiato. Intanto le indagini della giustizia
erano andate avanti. G.C. fu rinviato a giudizio con il capo d’imputazione di
lesioni gravissime, sostanziate anche dalle perizie mediche. In pratica, secondo
l’accusa formulata dal magistrato, la scia di proiettili poteva essere a rischio
per altri cacciatori. La sentenza di ieri ha ribaltato tali indicazioni. Il
giudice Silvia Artuso ha ravvisato gli estremi delle lesioni colpose, un reato
per il quale si procede su querela. Non essendo stata questa presentata a suo
tempo dalla parte offesa, la conclusione naturale è stata il non doversi
procedere. Delusione ed amarezza da parte del cacciatore ferito.
Ercole Bersani

9999 [16]

Torna la normalità nella stazione Tiburtina, vita più facile anche per i
pendolari di Terracina. A partire da lunedì prossimo tornerà a fare meta alla
stazione Termini il treno che da Terracina parte alle 5.29, che attualmente era
stato dirottato alla stazione Tiburtina, insieme a quello delle ore 16.16 che da
Roma ha destinazione Formia con coincidenza a Priverno col bus per Terracina. Il
sindaco Procaccini esprime soddisfazione e sollievo. «Sono state tantissime le
email che ho ricevuto in questi mesi, in cui i cittadini mi chiedevano di fare
in modo che il servizio venisse ripristinato come da orario ufficiale – spiega -
Lodevole è stato l’impegno profuso dal Comitato dei Pendolari di Terracina e
dalla Regione Lazio, affinché ciò avvenisse in tempi brevi». Un ringraziamento
il sindaco lo invia all’assessore regionale ai Trasporti Francesco Lollobrigida.
Dello stesso tenore l’intervento del presidente del comitato pendolari, Paola
Trillò. Il ripristino delle corse regolari era stato previsto per dicembre.
«Grazie anche all’interesse del sindaco Nicola Procaccini e dell’asses – sore
regionale Francesco Lollobrigida che sono sempre al nostro fianco nelle piccole
e grandi battaglie per il miglioramento del servizio, è stato anticipato al
prossimo 24 ottobre». Ma non è finita, c’è un’altra novità. «Dal 9 ottobre è
finalmente stato istituito il treno delle 7:32 anche la domenica: si tratta di
un’ottima opportunità per i giovani e le famiglie di visitare Roma o magari
organizzare visite culturali nella capitale al costo di trasporto di un Birg»,
biglietto giornaliero integrato.
D. R.

9999 [15]

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terracina-copertina-libro-cesario-legge-1987_bis

Nelle ultime settimane era diventato il terrore degli habitué delle passeggiate
sul lungomare Circe. Ma dopo le indagini della polizia, grazie ad appostamenti e
servizi di pattugliamento in borghese, il presunto autore degli agguati a colpi
di bastone è stato individuato e denunciato. Si tratta di un cittadino bengalese
di 36 anni, da 8 anni in Italia, regolare, fino a questi episodi sconosciuto
alle forze dell’ordine. La polizia ha ricostruito almeno tre agguati
ad opera dello straniero avvenuti il 9 e il 12 settembre, e più di recente lo
scorso 10 ottobre. Ma gli agenti agli ordini del vice questore aggiunto Rita
Cascella, ipotizzano che possano esserci state più aggressioni di quante ne
siano state finora denunciate. L’extracomunitario agiva in modo fulmineo:
sorprendeva i malcapitati (indistintamente uomini e donne) alle spalle. Usava un
bastone per colpirli ripetutamente sulla schiena. Poi fuggiva via senza
rapinarli e senza infierire su di loro. Aggressioni violente ma senza uno scopo
apparente. Tanto che, quando è stato fermato dagli agenti, non ha saputo fornire
alcuna spiegazione sulla natura degli agguati. Le indagini, durate alcune
settimane, si sono concluse martedì pomeriggio quando gli uomini della Squadra
Volante hanno visto il bengalese appostarsi sul lungomare Circe. A quel punto
sono entrati in azione e hanno bloccato l’extracomunitario. Contestualmente una
delle vittime delle aggressioni, transitando nuovamente lungo il Viale Circe,
riconosceva immediatamente nell’uomo fermato in quel momento l’extracomunitario
che il 10 ottobre decorso, intorno alle 21, l’aveva aggredita mentre praticava
lo jogging. Nel frattempo si è proceduto a perquisire l’abitazione del 36enne,
dove non è stata rinvenuta l’arma con cui si presume abbia compiuto le
aggressioni nelle scorse settimane. In mancanza di flagranza del reato
l’extracomunitario al momento è stato denunciato per lesioni e violenza privata
e si sta valutando la possibilità normativa di allontanarlo dal territorio
nazionale. Francesco Avena

9999 [6]

Adesso arrivano i numeri. Sono stati deliberati lunedì scorso tutti gli atti
relativi all’applicazione delle entrate proprie, quelle che sostanzialmente
dovranno finire nel bilancio riequilibrato per coprire le spese correnti.
Il sindaco Nicola Procaccini le ha illustrate ieri in una conferenza stampa,
accompagnato dal dirigente del dipartimento finanziario Ada Nasti e l’assessore
al Bilancio Mariano De Gregorio. In realtà «siamo andati oltre» ha esordito il
sindaco, «e abbiamo adeguato anche quelle su cui non pende l’obbligo di legge ma
che comunque andavano adeguate, perché non c’è tempo da perdere ». Tra il
gettito previsto dagli aumenti e i tagli alle spese si va oltre un milione di
euro di entrate. «Stando attenti a non gravare sulla popolazione e tutelando le
categorie svantaggiate». La manovra della giunta, insomma, è pronta per essere
sottoposta alla commissione liquidatrice. EDILIZIA E SUAP Aumenteranno i diritti
di segreteria per la piccola e grande edilizia. La cifra più significativa
riguarda i Suap. «In passato, sebbene riguardassero attività produttive con
importanti ritorni, il suo costo era pari a zero – ha detto Procaccini -, oggi
li portiamo a 516 euro». Il Comune punta molto inoltre sui piani urbanistici C2
e Quadrante Nord Ovest, «che daranno grosso impulso alle entrate» e al piano
Casa «già vigente». AMBIENTE Orientata alla salvaguardia del patrimonio
ambientale, la manovra prevede il raddoppio dei diritti di segreteria solo per
l’ab – battimento degli alberi, «a volte necessario ma sempre penalizzante per
l’ambiente. Il resto non verrà toccato». SUOLO PUBBLICO La città verrà ripartita
in aree di pregio e non. L’aumento sarà del 150% del Cosap. «Stupisce di più il
costo ridicolo degli anni passati – prosegue il sindaco -. Si pensi che
nonostante l’aumento restano inferiori al Comune di Formia, che non è
dissestato. Contiamo, con questo sistema, anche di contrastare l’abuso di
occupazione di suolo pubblico». PARCHEGGI Rivoluzione tariffe sui parcheggi. Non
ci sarà alcun aumento annuale per i residenti, ma aumenterà il giornaliero da 4
a 5 euro. Per gli abbonamenti dei non residenti si passa da 100 a 120 euro, con
deroga a chi lavora in città, mentre il mensile per in non residenti passa da 40
a 60 euro. CIMITERO E MUSEI Aumentano del 25% i servizi cimiteriali, con
introito di 150 mila euro annui. Del 100% sale il biglietto del museo, che da
1,50 passa a 3,00. Ma questo è il meno. Intonsi invece restano diversi servizi a
domanda individuale. «Completamente al riparo – ha concluso il sindaco – resterà
il cosiddetto Welfare».
Diego Roma

9999 [5]

Dopo una campagna d’informazione da svolgere in questo mese, avrebbe dovuto
partire con il prossimo novembre tutto il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti
previsto dal piano economico-finanziario della Terracina Ambiente. «Una certezza
che è venuta meno», rimarca il sindaco Procaccini, il quale oggi stesso
incontrerà Teodoro Contardi, amministratore giudiziario della società mista
pubblico-privato. Per la Terracina Ambiente, inchiesta giudiziaria a parte,
sembra che si stia già cantando un de profundis. Il primo cittadino: «Si tratta
di uno dei più grandi disastri. La società ha 4 milioni di debiti e si può dire
che non è padrona nemmeno di una scopa. Non apprezzo che non esista come entità
patrimoniale. Non sono disposto ad accettare un servizio che possa considerarsi
inefficiente. Siamo impegnati ad effettuare una verifica dei costi rapportati
alla qualità. Avremo fino a tutto dicembre per farci un’idea. Di certo, se
dovessero venir meno certe condizioni, se la città apparisse sporca e se si
accertassero delle inadempienze, potremmo pensare seriamente a risolvere il
rapporto contrattuale».
(da:  il tempo)

9999 [4]

Una volta digerita la medicina amara, il sindaco ha voluto sfatare «alcuni miti».
«L’aumento delle multe è una leggenda metropolitana, resterà invariato il costo del
trasporto urbano e scolastico e abbiamo tentato di salvaguardare i servizi sociali.
Mense, rette di asili e centri diurni, trasporto disabili non aumenteranno».
Un’occhiata invece la si sta dando ai vecchi contratti per gli alloggi comunali «dai costi
molto particolari». Mentre il sindaco annuncia la sforbiciata sui costi del personale.
«La commissione dovrà valutare: abbiamo dimezzato le posizioni organizzative da
24 a 12, ci saranno 4 dirigenti con stipendio base e saranno più che dimezzati i
contratti a tempo determinato». Entrate sono allo studio da usi civici, affrancazioni,
taglio dei telefoni aziendali e risparmio sulla carta. Per il futuro non sono esclusi altri
provvedimenti: «Resta in piedi la tassa di soggiorno, e ancora la caccia alle case
fantasma che sfuggono all’Ici. È in corso di definizione una convenzione con
l’agenzia del territorio per l’accatastamento e il censimento degli immobili».
D. R.

9999 [3]

Sono a quota venticinque le associazioni e i comitati cittadini di Terracina che
hanno scelto di sedere al tavolo di concertazione permanente che Nicola
Procaccini aveva promesso durante la campagna elettorale. L’altra sera,
nell’oratorio di San Domenico Savio, la promessa è stata mantenuta. Nel corso
della riunione Procaccini ha ascoltato con attenzione le richieste dei nuovi
arrivati e ha relazionato su quanto è stato già fatto o è in corso d’opera in
merito agli impegni presi negli incontri preelettorali. Sport, solidarietà,
integrazione, riqualificazione del verde e degli spazi urbani sono stati i temi
centrali della discussione. Buone notizie sono arrivate per chi auspicava la
creazione del Polo dei Trasporti presso la Stazione di Terracina, il
trasferimento delle autolinee e la piena valorizzazione di Piazza XXV Aprile
quale punto di collegamento strategico tra il centro storico alto e il centro
storico basso della città. Risposte positive anche per i promotori
dell’affidamento della manutenzione delle aree verdi a privati mediante bando
pubblico. Di particolare rilievo per le numerose associazioni sportive è stato
l’annuncio della volontà dell’amministrazione di affidare a privati la gestione
delle strutture e degli impianti comunali, fatta eccezione del PalaCarucci.
«Grazie a un bando pubblico che premierà la miglior offerta, le società
interessate potranno aggiudicarsi la gestione della tensostruttura di Borgo
Hermada piuttosto che del campo della 167 o della Stazione, tanto per fare
qualche esempio, e realizzare progetti di riqualificazione. – ha spiegato il
sindaco – Poi starà a loro decidere se utilizzare gli impianti in maniera
esclusiva o ospitare altre società dietro pagamento di una tariffa stabilita dal
Comune. Il Comune avrà riservato un monte ore per l’utilizzo di tutte le
strutture, che beneficeranno di interventi migliorativi e di un’efficiente
manutenzione con un costo zero per le casse comunali».
D. R.

9999 [2]

C’è chi chiede un campetto per far giocare a cricket i figli degli immigrati
indiani e chi vorrebbe illuminare il sito di un’ex discarica restituito a nuova
vita. Di tutto, di più è scaturito dall’incontro che il sindaco Procaccini, a 4
mesi dal suo insediamento, ha voluto avere, presso l’oratorio della parrocchia
di S. Domenico Savio, con tutti i comitati e le associazioni operanti a
Terracina. «Pezzi importanti della città» li ha definiti il primo cittadino,
che, fatto più unico che raro per quanti sono impegnati in politica, ha voluto
dare corso ad una promessa fatta al mondo associazionistico in campagna
elettorale: un rendez-vous ogni 4 mesi. Coordinato da Davide Di Leo, l’incontro,
al quale erano stati invitati 25 sigle, si è avvalso anche della presenza
dell’assessore comunale agli Affari Generali Gianfranco Azzola. Il cahier de
doleances aperto davanti al primo cittadino al di fuori dell’atmosfera concitata
della campagna elettorale ha rivelato un mondo sommerso di necessità ma anche,
quello che non ti saresti aspettato, uno spaccato di attivismo e di
disponibilità, che, spesso mortificato nel passato, andrebbe valorizzato, per
fargli crescere attorno la speranza di una rinascita della città. Un mare di
problematiche all’attenzione del primo cittadino. Maria Rosaria Bianchi con
l’Associazione Mosaico Borgo Hermada si occupa dell’integrazione dei ragazzi
indiani. Il suo appello: «Chiediamo uno spazio aperto, dove poter far giocare i
giovani a cricket o a qualsiasi altro sport». Ancora le periferie da tenere
sotto osservazione nei casi prospettati da Oreste Sanalitro di Ambientevita
(ìSulla strada per Camposoriano abbiamo creato un punto chiamato Lieta Sosta, ma
non riusciamo ad illuminare lo spazio”) e da Ezio Sacchetti del Comitato
cittadino di Camposoriano («Nel Terzo Millennio ci sono ancora cittadini, come
quelli di Camposoriano, che non hanno l’acqua in casa»). Situazioni da curare
anche al centro città. Rinaldo Mario (Amici delle Arene), riferendosi alle oasi
ricreate nei pressi del piazzale Alfredo Fiorini, ha lamentato: «A Terracina non
c’è la cultura del verde, inteso, tra l’altro, come segno di accoglienza per i
turisti». Fulvio Carocci (Terracina Rialzati) ha posto l’accento sulla necessità
che i siti storici non siano più anonimi, ma vengano opportunamente segnalati.
Stefania Simoneschi (Caritas) ha chiesto uno spazio per un centro d’ascolto
delle tante povertà presenti in città. Giuseppe Iannarilli (Volley Terracina) ha
evidenziato in tutta la sua drammaticità la carenza di spazi per la pratica
sportiva. Realtà vive anche quelle di Io con te, Rete Solidale, Comitato
Pendolari, Comitato Le Capanne, Cooperativa Jobs, Comitato Appia Antica,
Assoninfa Sisto. L’assurdo che è emerso è stato anche questo: spesso e
volentieri si vuole dare in termini di impegno e disponibilità, ma non sempre
ciò è facilitato e reso possibile.
Ercole Bersani

9999 [12]

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1890-torre-costiera-f-brandt_a_bis

Sulla via Appia antica riemerge l’antica Appia.
Bisticcio di parole a parte, si prospetta come una scoperta ragguardevole quella
appena effettuata poco fuori della cinta urbana. L’occasione, come già accaduto
altre volte, è venuta da alcuni lavori (nella fattispecie una recinzione) che un
privato aveva intenzione di effettuare nella sua proprietà. Diversamente da
altri, il cittadino in questione non ha dato mano all’opera senza premunirsi
circa l’eventualità (per nulla rara, vista la storicità del sito) di effettuare
ritrovamenti archeologici durante la fase di scavo. Ha richiesto alle autorità
di tutela dei beni culturali dei saggi preventivi, che hanno dato luogo ad un
rinvenimento di grande interesse. Ad una profondità di circa mezzo metro è stata
ritrovata parte del tracciato dell’antica Regina viarum. Si tratta di un tratto
di circa 10 metri in calcare locale. Appare ben conservato, come se non fossero
passati 2 mila anni da quando, nel 312 a.C., il censore Appio Claudio volle
realizzare una strada che collegasse Roma a Capua, passando per la regione
pontina. La Regina viarum attraversava la Valle. Quindi saliva verso la città,
di cui costituiva l’asse principale. La via, fin dalla sua creazione, ha
condizionato la storia locale. La scoperta non è la prima e di certo non
l’ultima in una città che nasconde nel sottosuolo un patrimonio archeologico
rilevantissimo. Gli scavi sono destinati a non interrompersi, dato che verrà
portato alla luce tutto il percorso possibile. Già così un altro tassello si
aggiunge nella ricostruzione dell’antica colonia romana.
Erc. Ber.

8888 [16]
È passata con i soli voti della maggioranza la delibera che prevede la
rideterminazione delle aliquote di Ici, imposta sulle pubblicità e addizionale
comunale Irpef.
Il punto all’ordine del giorno, il più delicato del Consiglio
comunale di ieri, ha tenuto banco per diverse ore e, forse disattendendo le
aspettative del primo cittadino, ha visto buona parte dell’opposizione (Città
Nuove e Pd) votare contro, e la coalizione di centrosinistra di Coccia e
Marzullo (Sel) astenersi. La minoranza, insomma, di fronte al rischio di perdere
7 milioni di euro di trasferimenti erariali in caso di mancata approvazione, ha
scaricato l’onere del via libera alla sola maggioranza. Fallite ancora una
volta, dunque, le prove di dialogo di fronte all’incombenza del dissesto
finanziario. Se il Pd, con Alessandro Di Tommaso e Mimmo Zappone, ha motivato il
suo «no» con il metodo «sbagliato» portato avanti dalla giunta («nulla è stato
fatto in 4 mesi per avviare il risanamento»), Città Nuove, per voce di
Gianfranco Sciscione ha rivendicato l’autonomia di giudizio dovendo dare «conto
solo ai nostri elettori» e dunque «lasciare alla maggioranza l’impegno di andare
compatta». Diversa la posizione di Vittorio Marzullo che ha voluto dare «un voto
non politico, visto l’obbligo di legge » propendendo per l’astensione, mentre
Vincenzo Coccia che pure avrebbe «voluto votare a favore» registra «un
appannamento dei propositi iniziali» che hanno causato «la perdita di un
pezzetto di fiducia»: astensione. Del Pd la proposta di istituire una
commissione di studio per elaborare il bilancio riequilibrato, accolta dal resto
dell’opposizione, mentre non sono mancate, ancora una volta, le polemiche e gli
equivoci in maggioranza. Con il repubblicano Loreto Maragoni che ha fatto notare
l’impasse in termini di urbanistica e il consigliere Udc Dario Venerelli che ha
usato parole colorite per spronare la giunta, invitandola a «non dormire» e
ottenendo la pronta risposta del sindaco Nicola Procaccini che, rispedendo al
mittente la metafora («forse dormiva lei») ha poi girato le responsabilità «a
chi questa situazione l’ha creata gestendo le finanze negli anni passati». Via
libera con 17 voti a favore (contrario il centrosinistra) al piano di zona del
distretto socio sanitario Terracina- Fondi, dove l’accento è stato posto un po’
da tutti sull’opportunità che Terracina diventi il Comune capofila, e sugli
altri punti all’ordine del giorno. Il presidente del Consiglio comunale
Gianni Aiello, sull’ultimo punto all’ordine del giorno che riguardava la
presa d’atto dell’eliminazione della causa di incompatibilità a consigliere
comunale di Sergio Meneghello, ha rifiutato di svolgere la seduta a porte
chiuse. Ed ha concesso di fare interventi solo a patto di non entrare nel merito
delle scelte politiche. Decisione apprezzata dall’intero Consiglio
comunale.
D. R.

panoramiche2 [20]

È destinato ancora a durare dei giorni il fuori servizio della tac, ospitata
presso il reparto di radiologia dell’ospedale «Fiorini».
Un componente
importante si è rotto. Bisogna aspettare per la riparazione. Intanto i malati,
costretti a fare i pendolari della salute, devono essere dirottati a Formia o a
Fondi con molti disagi e tante spese. È passata ormai quasi una settimana da che
l’importante apparecchiatura diagnostica è andata in tilt. Ad un controllo si è
potuto accertare che era andato esaurito il tubo radiogeno. L’attività intensa
di ogni giorno ne aveva decretato la fine. Venerdì scorso, a quanto è dato
sapere, è stata effettuata l’ordinazione del nuovo pezzo, per cui adesso
bisognerà attendere che arrivi e venga montato prima che possano riprendere gli
esami in urgenza o in elezione. Nel frattempo si è costretti ad affrontare la
criticità, dirottando i malati verso l’ospedale «S. Giovanni di Dio» di Fondi di
giorno o verso il «Dono Svizzero» di Formia di notte. Chilometri e chilometri su
strade spesso scomode e disastrate. Ad effettuare il servizio-taxi è l’ambulanza
della Croce Bianca, che in qualche occasione è dovuta partire addirittura da
Latina. Si va avanti con le emergenze e le riparazioni, anche se la vetustà
dell’apparecchiatura consiglierebbe di pensare decisamente all’acquisto di uno
strumento nuovo. Quest’ultima riparazione, che dovrebbe costare circa 200-300
mila euro, si aggiunge a quella effettuata nel vicino mese di luglio, quando, in
piena estate, la tac ha deciso di non funzionare. Allora si erano verificati
casi abnormi come quello di un indiano, che si era dovuto sobbarcare un viaggio
di 50 chilometri fino a Formia, dal momento che la tac di Fondi non funziona di
notte. Aveva dovuto fare altrettanto una ragazza di 21 anni, colpita da una
fastidiosa cefalea. Peggio ancora era stato per un romano di 20 anni, sorpreso
da una sincope mentre era in vacanza a Ponza. Aveva dovuto affrontare oltre 120
chilometri, per mare e per terra, prima di sapere cosa aveva, dal momento che,
superata la traversata con un mare proibitivo, aveva dovuto sobbarcarsi un altro
viaggio verso Formia, sempre perchè in quel periodo la tac di Terracina era
fuori uso. Le situazioni di difficoltà si stanno ripetendo in questi giorni.
Nella mattinata di ieri solo per un malato si è dovuto ricorrere al
trasferimento a Formia, ma nei giorni precedenti le situazioni sono state
diverse. La cadenza ravvicinata di certi guasti impone un diverso approccio al
problema. La soluzione decisiva non può che essere una: dotare il Fiorini di
un’apparecchiatura nuova.
Ercole Bersani

panoramiche2 [21]

A Calcatore la rivoluzione è già realtà.
Le ruspe lavorano tutti i giorni ai
lati di via Stradone La Valle per realizzare un’opera che la periferia urbana di
Terracina attendeva da una vita. Il cantiere allestito nei mesi scorsi nell’arco
di altri 2 anni dovrebbe chiudere, consegnando ai cittadini un’opera
straordinaria. Cemento su cemento, è vero, ma del resto negli ultimi venti anni
l’area in cui sorgeranno uffici, negozi, abitazioni, parcheggi e servizi di
vario genere regnava il degrado. E allora tanto meglio pensare allo sviluppo
della città in una zona che negli ultimi tempi ha subito un notevole incremento
demografico ma la cui crescita non ha avuto riscontro nei servizi, rimasti al
palo nonostante le promesse fatte ai residenti. Per realizzare i lavori è nato
il «Consorzio Calcatore domani» creato ad hoc per dotare il quartiere di comfort
e servizi e costituito dalle quattro imprese edili, da numerosi anni operanti
nel settore immobiliare, che si sono aggiudicate il bando indetto dal Comune di
Terracina. Il Consorzio ha inaugurato i lavori giusto un anno fa, e punta a
finire l’opera nel maggio 2013. Al momento sono in vendita 24 locali per negozi
con superficie tra i 45 e gli 80 metri quadri; 14 appartamenti ad uso ufficio
della superficie tra i 40 e i 90 metri quadri; spazi diversi per attività
polivalenti dalla superficie che raggiunge anche i mille metri quadri. A questo
bisogna aggiungere che è già stato acquistato uno spazio da 1.500 metri quadri
in cui sorgerà un supermercato. Nell’area interessata dal progetto, inoltre,
troveranno spazio anche una banca e uno studio medico ambulatoriale. Il centro
servizi ospiterà anche una scuola materno con annesso asilo nido oltre che
decine e decine di posti macchina sia coperti che non.
Francesco Avena

panoramiche2 [11]
Talenti alla ribalta grazie al terracina book festival: Simone Di Biasio

Il Terracina Book Festival si conferma fucina di talenti. Da “Poeti a duello” a
“Educare alla Bellezza”; dalla manifestazione terracinese ai salotti culturali
della capitale, Simone di Biasio, che quest’anno ha bissato la vittoria della
prima edizione (ex aequo con Angelo Marzullo) della sfida a colpi di versi, si
lancia al grande pubblico. Il giovane poeta di Fondi (Latina) parteciperà,
infatti, alla III edizione di “Educare alla bellezza”, manifestazione ideata
dalla fondazione Claudi con la collaborazione di Davide Rondoni, Direttore del
Centro di Poesia Contemporanea di Bologna. La kermesse è ormai un appuntamento
fisso della Roma culturale che ha l’intento di mettere insieme persone – e
linguaggi – diversi, per riflettere sul ruolo e sul senso della bellezza oggi.
“Educare alla bellezza” partirà il 22 Ottobre con l’apertura della personale di
pittura di Anna Claudi dal titolo “Bellezza naturale e immaginata” e culminerà
il 28 Ottobre con “Contro la malora, il favore della bellezza: giovani poeti,
maestri, compagni di strada”, incontro fra critici, scrittori, poeti, danzatori
e artisti italiani e internazionali. Proprio per quest’ultima iniziativa è stato
chiamato a declamare suoi versi anche Simone di Biasio, vincitore nel 2008 del
III premio al Concorso di Poesia “Laurentum” e inserito in varie antologie.
“Siamo orgogliosi che il TBF continui a sfornare talenti – dicono gli
organizzatori della manifestazione terracinese Massimo Lerose, Irene Chinappi e
Andrea Giannasi -. La prima edizione consacrò lo scrittore Fabio Arduini
portandogli meritate soddisfazioni ed un successo crescente. Quest’anno è la
volta di Simone Di Biasio. Un poeta giovane che avrà modo di confrontarsi con
colleghi di alto spessore. A lui vanno i nostri migliori auguri”.
Alle 18.30 al Palazzetto Mattei della “Società Geografica Italiana” il poeta
fondano approderà a Roma per respirare i valori più alti della poesia.  “Sono
veramente sorpreso di questo invito – ha dichiarato Simone di Biasio. Raccolgo
un’importante eredità che viene dalla mia terra, dalla poesia e dall’arte che ha
sempre saputo sprigionare. Mi piacerebbe se la mia voce fosse quella di tanti
giovani che con determinazione ce la fanno, come recita l’aforisma di Maria
Luisa Spaziani: ‘Il poeta è un sognatore che ce l’ha fatta’”.
Ma questo è solo l’inizio.

9999 [25]

Nella città delle agenzie immobiliari, dei quartieri che si popolano solo
d’estate e dei palazzi inesorabilmente vuoti nei mesi invernali, l’Ici fa flop e
non darà l’ossigeno sperato alle dissestate finanze comunali.
E sì, perché se è
vero che nella rideterminazione delle aliquote, il grosso dell’introito
dovrebbe derivare sull’Ici sulle seconde case, e precisamente su ville e case
signorili, a Terracina questa tipologia di abitazioni è una vera rarità. Ne sono
accatastate solo dodici. Per la pre cisi one risultano registrate 4 ville e 8
abitazioni signorili. O di lusso, che dir si voglia. Un niente. Tanto che, a
fare il calcolo, il Comune, applicando le aliquote alla tipologia di abitazioni
soggette all’imposi – zione (tecnicamente sono le categorie A1 e A9, soggette al
7 per mille), ricaverà poco più di 100 mila euro. Un dato che ha fatto fare un
balzo dalla sedia agli uffici comunali, che in vista dell’elaborazione di un
bilancio riequilibrato, probabilmente proprio dagli introiti dell’imposta sugli
immobili contava di ricavare qualcosa di più. E invece cosa ti va a capitare. A
Terracina non ci sono, tranne qualche eccezione, case di lusso o ville. Come se
all’improvviso si fosse piombati nella Detroit spopolata dalla recessione
americana, o in un paesino di mille anime nel profondo sud. Ne deriva che, dati
del catasto alla mano, emersi ieri in Consiglio comunale, poche o nessuna delle
abitazioni risulta essere una seconda casa. E dunque, vivaddio, ogni residenza
che pure si presenta con le tapparelle chiuse per gran parte dell’anno,
dichiaratamente disabitata, risulta invece registrata come prima casa o comunque
in una categoria che viene esentata dall’Ici. Un bel paradosso, che parte dal
catasto – dove le registrazioni le fanno di solito gli addetti ai lavori – e
arriva fino all’amministrazione comunale. Che pure su quella che è l’imposta per
eccellenza su cui puntare, anche in gestione ordinaria, per fare cassa, negli
anni ha lasciato correre, facendosi sfuggire un imponibile che, senza tema di
smentita, se fosse stato attendibile oggi avrebbe portato un bel gruzzoletto,
nell’ordine di milioni di euro. Basti considerare la sfilza di abitazioni che
sorge sul lungomare, le quali non solo è improbabile annoverare tra le prime
case, ma si stenta a non considerarle ville e, in qualche caso, abitazioni
signorili. Ma anche quelle che sorgono sulla provinciale per San Felice Circeo.
Residui di un «lusso » invisibile, che ha fatto fare flop all’entrata regina. La
questione è stata dibattuta ieri in Consiglio comunale, dove l’intera assise non
ha potuto fare altro – in qualche caso strabuzzando gli occhi – che prendere
atto della dura realtà. Di certo, in vista di bilancio stabilmente
riequilibrato, occorrerà rifare qualche calcolo. Nel frattempo, ci si rifarà su
quelle 12 abitazioni che ci ritroviamo. Visto che di castelli non ne abbiamo.
Almeno sembra.
Diego Roma

9999 [11]
Vasto incendio ieri sera a Campo Lungo, sulle pendici di Monte Leano.
Le fiamme
sono divampate nel tardo pomeriggio di ieri ma l’allarme è scattato soltanto più
tardi, quando era già buio e l’oscurità rendeva difficile, se non
inaccessibile, i soccorsi dei vigili del fuoco e delle altre forze mobilitate
per domare l’incendio. Le lingue di fuoco, fortunatamente, non si sarebbero
avvicinate alle abitazioni. Si è almeno scongiurato il pericolo che il rogo
potesse riservare pericoli per i residenti della zona. L’incendio è divampato
probabilmente in una zona impervia, sulla natura delle fiamme sono in corso
tutti gli accertamenti del caso. Anche se non si esclude la natura dolosa
dell’incendio. Le fiamme, pur non comportando conseguenze dirette per le
abitazioni, tuttavia ha provocato seri danni per la vegetazione di Monte Leano,
del resto già colpita nel corso degli ultimi mesi dai roghi. Difficile fino a
ieri sera avere una stima precisa degli ettari andati distrutti. Ma comunque si
contano numerosi: per avere una misura più precisa bisognerà attendere i
prossimi giorni. Fino a ieri sera i soccorsi sono stati difficili, soprattutto
a causa dell’oscurità che non ha consentito l’impiego di mezzi aerei.
D. R.

9999 [9]

In casi estremi devono intervenire i vigili del fuoco. Come è accaduto la scorsa
settimana, quando nell’area de Lo Squero l’immondizia e le sterpaglie hanno
preso fuoco, in pieno centro, a due passi dall’autoli – nee. In altri casi è la
polizia locale ad entrare in azione, per sgomberare immobili spesso abbandonati
usati come rifugio da clochard e senza tetto. È una città nella città quella che
ad oggi versa nel più completo abbandono. Terreni, appezzamenti pubblici e
privati, che sorgono in zone densamente abitate e che pure sembrano la terra di
nessuno. In alcuni casi siamo in pieno centro urbano. Come su via Badino,
nell’area che sorge immediatamente di fronte ai giardini di via Bachelet.
Cartacce, rimasugli di cartellonistica pubblicitaria, erba alta la fanno da
padrona. All’interno del recinto un immobile di proprietà privata nemmeno un
anno fa sgomberato da un’occupazione abusiva, la cui autorizzazione a costruire
è ferma in chissà quale cassetto comunale. Tutt’intorno, nella zona di
pertinenza pubblica, è il degrado più completo. Lo stesso dicasi all’interno
delle vie parallele a via Leonardo Da Vinci, dove grosse aree sono recintate da
tempo immemorabile, con il cartello che annuncia una bonifica ambientale che non
è mai arrivata. Di recente la Terracina Ambiente ha sfalciato l’erba e tolto
tutta la vegetazione che invadeva le strade, riportando alla luce quella che a
tutti gli effetti risulta essere, tra calcinacci e rifiuti ingombranti, una
discarica abusiva. Se ci si sposta verso l’area degli ex prefabbricati la
situazione peggiora. Non solo per le condizioni in cui versano le vecchie
scuole, ma anche per i terreni circostanti, in cui cresce ancora la vecchia vite
che un tempo era disseminata lungo tutta la costa. Aree di nessuno, senza una
apparente destinazione e dunque, a quanto pare, legittimate a restare in un
limbo di incuria. E di zone simili ce ne sono a iosa. Basta fare un giro
nell’area della stazione, a due passi dall’ospedale, dove la fanno da padrona le
discariche abusive e la vegetazione cammina senza freno. Vero è che gli sforzi
della Terracina Ambiente, un tempo inesistenti, nemmeno oggi possono fare i
miracoli. Ma è altrettanto vero che in questo modo negli anni si sono lasciate
ai margini interi quartieri della città. Un paradosso, se si pensa che in altre
sedi si comincia a parlare di grandi opere di riqualificazione urbanistica.
Grossi progetti, che prenderanno forma solo tra qualche anno, mentre si attende
ancora che anche le periferie esistenti acquisiscano quel titolo tanto ambito di
quartiere cittadino. L’opera di risanamento parte anche da qui.
Diego Roma

9999 [8]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1890-torre-costiera-f-brandt_b_bis

A un mese dalla dichiarazione del dissesto finanziario dell’ente, nei prossimi
giorni approderanno in giunta gli aumenti che peseranno, e non poco, sulle
tasche dei cittadini. Un primo assaggio dei rincari si avranno già domani
mattina quando in Comune si riunirà il Consiglio per approvare, tra gli altri
punti all’ordine del giorno, la nuova determinazione delle aliquote Ici, Irpef e
dell’imposta sulla pubblicità e diritto di affissione. L’Ici aumenterà per
tutti al 7 per mille. Ma la stangata vera e propria arriverà soltanto più in là,
quando in giunta (forse già domani dopo l’assemblea consiliare) finiranno
tutti gli altri aumenti per numerosi servizi. Tra questi i parcheggi a
pagamento: un abbonamento annuale per residenti, ad esempio, dovrebbe passare
dagli attuali 60 euro a 100 euro. Una mazzata, a cui si aggiungono i rincari per
le tariffe orarie e giornaliere che subiranno un sensibile ritocco verso l’alto.
La stessa sorte toccherà ai servizi cimiteriali (estumulazioni, tumulazioni,
costi dei loculi) il cui prezzo lieviterà a quanto sembra di un buon 20%. È
finita qui? Ma neanche per sogno. Settore edilizia: mentre allo stato attuale
ogni pratica in Comune aveva un costo di diritto di segreteria pari a 100-150
euro, dall’a pprovazione in giunta in poi il corso tumenterà in modo
vertiginoso. Si parla addirittura di 516 euro ogni pratica. Chi ha intenzione di
costruire, per portare un esempio pratico, deve svolgere non una; non due; ma
ben quattro pratiche in Comune tra richieste, vincoli e rilievi vari. Si rischia
di spendere dunque oltre 2 mila euro soltanto per avere quelle poche «carte»
necessarie a iniziare i lavori, mentre in precedenza serviva un quarto della
somma per avere a disposizione gli stessi documenti. Anche le pratiche per i
Suap, attualmente senza costi, dovrebbero rientrare nella nuova determinazione
delle tariffe, arrivando a costare tra i 100 e i 200 euro per pratica. Insomma,
i tempi del dissesto sono iniziati. E preso di questo si renderà conto ogni
cittadino che sentirà sulle proprie tasche il peso della dichiarazione del crack
finanziario dell’ente. Che non sarebbe stato tutto rose e fiori, del resto, era
stato detto. Ma si era anche detto che l’amministrazione comunale del
sindaco Nicola Procaccini avrebbe fatto di tutto per evitare l’aumento di costi
per servizi e tariffe varie. Si era detto anche di un piano che il Comune
avrebbe adottato in tempi rapidissimi per non far ricadere sulle tasche dei
cittadini il peso del dissesto. Bene, di questo piano al momento non si hanno
tracce, anche se la maggioranza ci starà sicuramente lavorando.
Francesco Avena

8888 [20]

Arrivano fondi per realizzare un grande museo.
Il Comune recupera in extremis un finanziamento destinato a creare un polo
culturale a valenza regionale all’interno dell’ottocentesco Palazzo della
Bonificazione Pontina. Era stato nel novembre del 2002 che la Pisana aveva
concesso 1.807.55,17 euro. Il relativo progetto preliminare (prevedeva la
creazione di un Museo Archeologico e delle Bonifiche Pontine, della Biblioteca,
dell’Archivio storico e di un Centro Studi comunale) era stato approvato nel
maggio 2006. In tanti anni nulla era stato fatto dall’amministrazione comunale,
per rendere operativi gli impegni, per cui il finanziamento rischiava di essere
perso con il 31 dicembre prossimo. La buona notizia ci viene direttamente dal
sindaco Procaccini: «Siamo riusciti a salvare quel finanziamento (di cui 300
mila euro saranno destinati alla riqualificazione della Piazzetta di S.
Domitilla), intervenendo direttamente sulla Regione». La novità non è solo
questa: «Non ha senso avere un sistema museale diviso per sedi e tipologia.
Siamo arrivati all’idea di riunire tutti i reperti storici in un unico museo
della città di Terracinà, che possa permettere di leggere la storia cittadina
dal paleolitico alla 2ª guerra mondiale. Il Palazzo della Bonificazione sarà la
location giusta». Tutto liscio? Macché. La giunta Nardi, attraverso alcune
deliberazioni, a partire dal 2007 ha concesso alcuni spazi del palazzo ad un
Forum permanente, poi diventato Fondazione Simone Cesaretti. Su questa scelta ha
aperto una battaglia l’Archeoclub d’Italia sezione di Terracina, ritenendola
illegittima e pregiudizievole. Da qui la richiesta, appena avanzata alla nuova
amministrazione comunale, di revocare la delibera di concessione, che
cambierebbe «la destinazione di alcuni ambienti dello storico palazzo da uso
pubblico a privato». Il sindaco Procaccini: «Con ogni probabilità troveremo
un’altra collocazione per la Fondazione».
Ercole Bersani

8888 [19]

Potrebbero esserci presto dei cambiamenti forti all’interno del Partitodemocratico.

In vista del congresso che dovrà fare il punto della situazione e

rinnovare l’organo dirigente nel direttivo locale. La corsa al tesseramento, a
detta di molti, è già partita e a quanto pare sarà senza esclusione di colpi.
Dalla riorganizzazione del partito dipenderà anche il ruolo che la sezione dovrà
ricoprire in uno dei periodi più difficili della storia della città. Intanto
rompe il silenzio il consigliere comunale Mimmo Zappone, che diverse
indiscrezioni danno in procinto di di met ter si dal suo ruolo in Consiglio
comunale. Zappone non smentisce, anzi: «Il ricupero della credibilità passa
anche attraverso il rinnovamento della classe dirigente » spiega l’ex candidato
sindaco di centrosinistra, «e dobbiamo avere il coraggio di partire da noi». Ma
Zappone esclude che dietro il suo possibile passo indietro possa esserci
l’“espiazione” del risultato modesto ottenuto alle scorse elezioni amministrative.
« Ne l l’ultima riunione del Coordinamento del partito» prosegue Zappone, «nel
mio intervento ho cercato di mettere a fuoco la situazione politica generale ed
il ruolo che, secondo il mio modesto avviso, il PD dovrebbe avere». Lo scenario
disegnato dal consigliere non lascia scampo: «il centro destra di oggi è in
continuità con il passato» e «c’è una disgregazione sociale che non riusciremo
facilmente a ricuperare»; «una diminuzione dei servizi e l’aumento degli oneri e
delle tasse e le famiglie e le imprese andranno sempre più in crisi». Zappone ha
imboccato insomma la strada della possibile rinuncia per sostenere un partito da
«esprimere una dimensione unitaria e di costruire, pur nelle differenze
culturali e politiche, un rapporto di stima e di amicizia tra tutti», dal
momento che «l’antipolitica, genera sfiducia e blocca tante persone che
vorrebbero entrare nel partito». Nulla di deciso, e nessuna decisione
irremovibile per Zappone, che attende di discutere con il partito l’eventualità
delle sue dimissioni. Però sì, c’è l’idea: «Sapendo che il primo dei non eletti
è Pino D’Andrea un giovane che si impegna con passione e competenza – conclude
Zappone -, intendo mettere a disposizione le mie dimissioni da consigliere
comunale. Ovviamente ne discuteremo e ne valuteremo insieme l’opportunità».
Diego Roma

8888 [18]

Incendi a raffica Scatta la caccia ai piromani
TERRACINA Roccasecca, Roccagorga, Sezze, Sonnino, San Felice Circeo, Sabaudia,
Castelforte: ormai nessun comune pontino si salva dal cerchio di fuoco, che sta
assediando la catena di montagne, che va dai Lepini agli Aurunci.
Troppi incendi tutti concentrati in questo periodo, troppi i sospetti sulla loro
dolosità. Gli ignoti piromani stanno scegliendo il momento buono. Le temperature
ed il vento sono tutti a loro favore. Ma a chi può interessare fare terra
bruciata della vegetazione (tanto per fare un esempio, nel sud pontino nelle
ultime ore sono andati distrutti dalle fiamme circe 150 ettari di macchia
mediterranea)? Il dito indice è rivolto verso i pastori. Sono loro a voler
cercare nuovi pascoli per il bestiame.
Ercole Bersani

8888 [17]

Nessuno lo dice e la stessa amministrazione si mostra cauta nel conferrmarlo, ma
la verità sul polverone scatenato dal contratto di gestione con la Terracina
Ambiente che fissa la fine del rapporto nel 2025 potrebbe essere soltanto una:
il Comune (nelle persone del dirigente Sperlonga e dell’ex segretario Pilone) e
il commissario della spa Teodoro Contardi si sono visti costretti a firmare il
tanto discusso contratto per salvare la Tia. Senza convenzione la Terracina
Ambiente non avrebbe avuto il titolo per emettere le bollette Tia. Il che
avrebbe dato la stura ad una marea di ricorsi, soprattutto da parte dei
commercianti (i più penalizzati), con una probabilità di essere accolti
al 99.9%. Senza il contratto firmato l’agosto scorso l’illegittimità
della riscossione era più che palese. Scontata. Ad accorgersi del pericolo che
si stava correndo forse non sono stati nemmeno la Terracina Ambiente o il
Comune, ma il soggetto riscossore – Equitalia – che alla società mista di
Terracina ha anticipato un bel po’ di soldini. Da qui quella firma che ai più -
Confcommercio in testa – è apparsa inopportuna dopo l’inchiesta della procura
che ha portato al sequestro della società. Su questa ipotesi il sindaco Nicola
Procaccini e l’assessore MAriano De Gregorio non hanno voluto sbilancio nel
corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri proprio per dare
delucidazioni sul caso. Il sindaco e l’assessore hanno ribadito per l’ennesima
volta che la stipula del contratto è stato un atto di gestione non dipeso da una
volontà politica-amministrativa ma obbligato dopo lo schema di gestione
approvato dall’ex giunta l’aprile scorso, poco prima della conclusione padel
mandato. Detto questo, il primo cittadino ha aggiunto che la risoluzione del
rapporto potrà avvenire in qualsiasi momento senza penalità, fatta eccezione per
quelle previste dal codice civile e da accertare in un’aula di tribunale.
L’amministrazione comunale si sta orientando in questo senso? Procaccini
non si sbilancia, ma non nasconde nemmeno la proprie proprie perplessità sul
servizio. Che, ha sottolineato Procaccini, resta «inefficiente rispetto ai
costi». Il sindaco in particolare ha puntato il dito contro il mancato avvio
della raccolta differenziata, previsto per novembre, ma di cui ancora non si
hanno notizie. La Terracina Ambiente resta dunque una sorvegliata speciale e
l’amministrazione comunale si è presa almeno un paio di mesi per capire come
muoversi. Gennaio potrebbe essere il mese decisivo.
Pierfederico Pernarella

 

 

 

 

8888 [16]

Ladri di slot machine a Terracina. Nel mirino dei banditi una sala giochi in
pieno centro, a piazza Mazzini a due passi dalla caserma della Guardia di
Finanza. I ladri sarebbero entrati nel locale e, con un piede di porco, hanno
svuotato le macchinette ricavando un bottino da diverse migliaia di euro. Poi si
sono dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sul furto dell’altra
notte sono in corso le indagini delle forze dell’ordine.
F. A.

8888 [15]

 

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terracina-la-citta-superiore-primi-del-900_2_bis

Fini (a Terracina), azzoppa il governo: Continuerà a galleggiare
La fiducia appena incassata dal governo alla Camera, l’urgenza di provvedimenti
sul piano economico, il rapporto tra politica e legalità: sono questi alcuni
degli argomenti passati in rassegna dal presidente della Camera, Gianfranco
Fini, nel corso di un incontro pubblico di Fli che si è svolto ieri sera a
Terracina (provincia di Latina). “Questo governo non si occupa dell’interesse
generale – ha scandito il leader di Fli – e se non apre gli occhi, continuerà a
galleggiare”.
Governo galleggiante – La fotografia del Paese scattata ieri dal presidente
della Camera a Terracina presenta molte zone d’ombra. “E’ un’Italia che ha un
governo pienamente legittimato a governare che oggi ha ottenuto la 51esima
fiducia – ha detto – ma che, se non apre gli occhi e non prende atto della
realtà del Paese, più che governare continuerà a galleggiare. La priorità – ha
continuato Fini – è il lavoro e le risposte alla crisi. Se però il governo,
quando stila l’agenda, mette prima il processo breve o le intercettazioni, è un
governo che non si preoccupa dell’interesse generale. Se poi continua a ritenere
che tutto quello che accade dal Po in giù interessa poco, perché l’azionista di
maggioranza continua a rappresentare un territorio che non esiste, la Padania, è
evidente – ha insistito il leader di Fli – che continua a galleggiare ma non
riesce a governare”
No ai tagli lineari – E sulle misure economiche proposte dal ministro Giulio
Tremonti per fronteggiare la crisi, il presidente di Montecitorio si è
dimostrato assai critico. “Come puoi pensare di tenere i conti pubblici sotto
controllo e avere le risorse da investire? – si è domandato l’ex pidiellino -
Certamente non con i tagli lineari. Così si offendono tutti e non si offende
nessuno, ma si rimane in uno stato di stagnazione, di depressione. Il prossimo
decreto Sviluppo non può essere fatto attraverso tagli lineari – ha ribadito
Fini – ma deve prevedere investimenti di rilancio. Ovvio quindi che non può
essere a costo zero”.
La legge è uguale per tutti – Categorico anche il suo giudizio sui politici
coinvolti in procedimenti giudiziari: “Se un ministro, un parlamentare, un
consigliere regionale o un sindaco risultano avere problemi con la giustizia -
ha spiegato Fini – premesso che un cittadino è presunto innocente fino al terzo
grado di giudizio, dovrebbero dimettersi perché la politica ha anche il dovere
di dare il buon esempio”. E ancora: “Una riforma della giustizia è necessaria -
ha aggiunto il presidente della Camera – ma deve essere nell’interesse dei
cittadini non per rendere sempre più difficile la realizzazione del principio
per cui la legge è uguale per tutti. Non si può parlare di una riforma della
giustizia avendo come principio quello di limitare il potere dei giudici o di
rendere più difficile l’accertamento della verità”.
Rispetto per la magistratura – Di più: “Chi ha una carica istituzionale così
importante come la presidenza del consiglio – ha precisato Fini – non può dire
che la magistratura è un cancro. Bisogna rispettare la magistratura, perché è
uno dei pilastri dello Stato. E’ inammissibile – ha concluso il presidente di
Montecitorio – che ci sia questo scontro che dura da troppo tempo”.
Maria Saporito

8888 [12]

Sette imprenditori usurai alla sbarra

Questa mattina, presso il Tribunale di Latina, entrerà nel vivo il processo, che
vede imputate 7 persone di Terracina, in gran parte noti imprenditori, accusati
tutti del reato di usura commesso ai danni di un altrettanto conosciuto
albergatore terracinese. Erano stati arrestati dai Carabinieri di Roma nel
giugno 2010. L’avvio del processo è avvenuto nel febbraio scorso davanti al 2°
collegio penale presieduto dalla dott.ssa Aielli. C’erano Giuseppe Votta
titolare del centro diagnostico Anxur, Piero Feuda proprietario di un negozio
d’arredamento, i fratelli Tonino e Pasquale Iannucci proprietari
dell’Edilcomate, Erasmo Alfredo Percoco per anni titolare della discoteca Giona
di Fondi. Mancavano Roberto Percoco commerciante di prodotti ittici e Sergio
Coccia. Si era trattato di una fase preliminare. I difensori degli imputati
avevano sollevato delle eccezioni sulla costituzione delle parti civili (la
presunta vittima Carlo Cappelli, i familiari e la segretaria), ma erano state
respinte. Gli avvocati Popolla (per i fratelli Iannucci) e Fornari (per Votta e
Erasmo Alfredo Percoco) avevano sollevato, da parte loro, due eccezioni, una
riguardante l’illegittimità del decreto di giudizio immediato, l’altra relativa
all’inutilizzabilità delle intercettazioni e delle registrazioni. Il collegio si
è riservato di decidere all’udienza di oggi, nel corso della quale verranno
sentiti i primi testimoni del pubblico ministero Falcione. Le parti offese sono
assistite dall’avv. Paolo Iorio. Tutti e 7 gli imputati devono rispondere di una
condotta usuraia nei confronti di Cappelli, imprenditore edile e proprietario
del Grand Hotel Palace. Sono accusati di essersi approfittati delle sue
crescenti difficoltà economiche, portandolo alla disperazione con la cessione di
capitali sociali e di beni immobiliari, oltre alla perdita di circa 15 milioni
di euro, a fronte di un piccolo prestito di 50 milioni di vecchie lire (i tassi
di interesse si aggiravano tra il 4 ed il 7% mensili). Un vorticoso giro
d’affari cravattari dipanatosi in circa 15 anni e interrotto dalla manette
scattate 16 mesi fa.

8888 [14]

 

TERRACINA: Il commissariato controlla 150 autoveicoli. campano trovato con
timbri di comuni e motorizzazione provinciale
Nei decorsi giorni questo Commissariato ha svolto servizi straordinari di
controllo del territorio, appositamente predisposti dalla Questura di Latina,
con l’impiego anche del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, i cui equipaggi hanno
affiancato quelli ordinari della locale Squadra Volante. Le pattuglie hanno
effettuato così numerosissimi posti di controllo monitorando circa 200 persone e
150 veicoli, procedendo al sequestro amministrativo di due vetture per mancanza
di copertura assicurativa, al ritiro di una carta di circolazione e
all’elevazione di una decina di verbali per infrazioni varie al Codice della
Strada. Sono stati altresì effettuati diversi controlli domiciliari a persone in
stato detentivo e a quelle sottoposte alla sorveglianza speciale. E sono stati
controllati alcuni esercizi commerciali senza alcun rilievo. Durante un posto di
controllo, a carico di un pregiudicato campano residente a Napoli, P.A. di anni
47, sono invece emerse diverse stranezze sul copioso materiale cartaceo che lo
stesso portava al seguito. L’uomo aveva scannerizzato i timbri e le firme di
vari responsabili di uffici comunali di questa provincia e di quella di Napoli,
nonchè della motorizzazione civile di Latina con i quali procedeva alla
creazione di fotocopie di carte di identità e carte di circolazione
evidentemente false, riempite con le generalità di ignare persone. Inoltre è
stato trovato in possesso di alcuni timbri di uffici comunali e di varie
certificazioni anagrafiche (stati di famiglia, di nascita ecc.) i cui contenuti
al momento sono risultati essere falsi. Sono ora in corso approfonditi
accertamenti per verificare in quale ambito tale documentazione è stata
utilizzata, e quali truffe siano state perpetrate in tal modo. Intanto l’uomo,
che ha precedenti specifici per associazione a delinquere e truffa, è stato
denunciato per ricettazione e falsità materiale ed il materiale cartaceo è stato
sottoposto a sequestro.

8888 [23]

Vendeva droga proprio sotto le finestre della Guardia di Finanza.
Tanta temerarietà, spinta al limite della sfida, non poteva significare
un’impunità senza limiti per Z.W., un 30enne nordafricano. E sono stati proprio
gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza, diretta da Dario Boldi, a
interrompere un traffico diretto ai giovani del luogo, tra cui anche molti
minori tra i 13 ed i 14 anni. L’operazione è stata portata a termine sulla SR
Pontina, dopo che nei giorni precedenti erano state acquisite informazioni sul
giro di droga, che aveva come protagonista il pusher marocchino, dedito allo
spaccio di sostanze stupefacenti proprio presso la centrale Area Ghezzi,
confinante con la Caserma della Guardia di Finanza. Le segnalazioni, peraltro,
non erano mancate. Si sapeva che, specie di notte, il parco pubblico in
questione, peraltro privo di un’adeguata sorveglianza, era ritrovo di
nullafacenti e di malintenzionati. Non si poteva accettare che il parco
pubblico, situato proprio nel cuore della città e molto frequentato di giorno da
grandi e piccoli, potesse diventare una sorta di mercato per la vendita spiccia
di droga. I militari, dopo aver individuato l’auto che viaggiava in direzione di
Terracina con, alla guida, il marocchino, hanno provveduto ad effettuare dei
controlli. Nascosti all’interno del vano oggetti venivano trovati circa 10
grammi di hashish. Nell’abitazione di Monte S. Biagio dell’extracomunitario
venivano trovati altri 30 grammi di “fumo”, suddivisi in “stecchette”, pronte
per lo spaccio. Il marocchino non poteva sfuggire all’arresto. Oggi verrà
giudicato con il rito direttissimo. Dovrà rispondere anche del reato di
clandestinità. Ragguardevole l’operazione della Guardi di Finanza di Terracina.
Non si poteva tollerare uno spaccio che avveniva impunemente proprio… in bocca
al leone. D’altronde, non era possibile che gli uomini del tenente Boldi
riuscissero a stanare gli spacciatori in lungo ed in largo nella zona e non si
accorgessero di quanto avveniva proprio sotto il loro naso. Così, una malversa
carriera imprenditoriale è stata stroncata. La sicurezza per i cittadini è stata
ripristinata.

8888 [22]

Scoppia l’incidente diplomatico tra Comune e Regione e tra assessori dello
stesso partito. Per un attimo sembra essere tornati ai giorni della campagna
elettorale, quando ad infuocare lo scenario politico c’era lo scontro tra il
movimento di Città Nuove e il Pdl. Il centrodestra, insomma, appare ancora
impantanato nel clima da faida interna, combattuta a colpi di annunci e
promesse. In questo caso, a non essere stata digerita dall’amministrazione
comunale è la visita fatta nei giorni scorsi a Terracina dal suo omologo
all’Ambiente della Regione, Marco Mattei, che per un tema importante quale
quello dell’erosione ha preferito interloquire con la minoranza consiliare di
centrodestra guidata da Gianfranco Sciscione, riconducibile al movimento fondato
dal governatore Renata Polverini, piuttosto che con i rappresentanti
istituzionali del Comune. A stigmatizzare la «gaffe» di Mattei, l’assessore
alle Attività produttive Angelo De Angelis, che accusa il delegato della Regione
di aver fatto una «strumentale fuga in avanti» sui lavori di ripascimento.
Che «si tramuta – ironizza – in una medaglietta di latta senza alcun significato».
Il riferimento è al tour che l’assessore Mattei ha fatto sulla disastrata costa
terracinese in compagnia del gruppo di Sciscione. Visita a cui è seguito
l’annuncio dell’arrivo della draga. De Angelis ravvisa le «mancanze di carattere
istituzionale» dell’assessore Mattei, impossibili da annoverare, dice, «nella
casistica delle visite di cortesia: private, amicali o da scampagnata fuori
porta che sia». «Non è la prima volta – tuona ancora De Angelis – che questo
vero e proprio sgarbo politico- istituzionale accade, è successo in tempi
diversi anche con altri esponenti di vertice dell’amministrazione regionale,
giunti in città soltanto preceduti dal battage pubblicitario». L’annuncio di
Mattei appare a De Angelis solo propaganda perché pur «conoscendo le carte
ufficiali», «ha fatto passare il messaggio che il ripascimento e l’arrivo della
draga fosse esclusivo merito della parte politica, dimentico però che tutta la
procedura è iniziata da gennaio 2011 e che l’ordinanza n.5 del 2011 emessa
dal Comune di Terracina soltanto il 10 ottobre 2011 dispone la continuazione
dell’escavo della barra sabbiosa dal porto Traianeo per essere depositata sui
tratti di spiaggia erosi». In altre parole, gli interventi di dragaggio
annunciati da Mattei e da Sciscione erano già ampiamente previsti. E d’altronde,
è dalla sospensione dei lavori del giugno scorso che si attendeva la ripresa del
ripascimento. Per De Angelis insomma l’assessore Mattei è stato vittima di un
«blitz sulle compromesse spiagge terracinesi. Peccato, però, che nessuno gli ha
ricordato che questa notizia era già contenuta nell’ordinanza n.5 del 10
ottobre 2011. Notizia che nessuno in Comune – conclude duro De Angelis – si è
giustamente permesso di divulgare alla stampa o arrogarsi il diritto di primogenitura ».
Diego Roma8888 [21]

 

 

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terracina-terracina-di-carl-august-liner-1898_bis 
Aggredita mentre faceva footing
Colpita alle spalle con un bastone. L'uomo si è dato alla fuga
Aggredita una giovane donna sul lungomare: è allarme.
Faceva footing sul viale Circe la 40enne A.O., quando è stata assalita alle 
spalle da una persona, che l'ha colpita con un bastone. Le sue grida hanno 
allontanato il malintenzionato, prima che potesse procurare più serie ferite 
alla vittima. In ogni caso, tanta è stata la paura per A.O. Il marciapiedi del 
lungomare è molto utilizzato dagli amanti dello jogging, che ne fanno una vera 
palestra all'aperto fin dalle prime ore del mattino. Non manca chi, per lavoro, 
si può riservare di fare una salutare corsetta solo verso la serata. È stato il 
caso di A.O., che, intorno alle 21,00 dell'altro giorno, ha intrapreso la sua 
seduta d'allenamento, mai pensando di andare incontro ad una vera e propria 
disavventura. Era giunta all'altezza di via Sicilia. Improvvisamente un uomo è 
sbucato alle sue spalle, brandendo una mazza. A.O. ha cercato di ripararsi dai 
colpi, che piovevano sulla sua testa. Ha urlato con quanto più fiato aveva in 
gola. Intanto con le braccia cercava di proteggersi. Un'aggressione-lampo. 
L'azione del malvivente si è interrotta solo quando la donna ha gridato, senza 
che però nessuno, in quel momento, raccogliesse le sue invocazioni di aiuto. È 
stato allora che l'aggressore, una persona di carnagione scura, ha preferito 
inforcare una bicicletta e scappare in tutta fretta. A.O. non s'è persa d'animo 
ed ha fermato un'auto di passaggio. Insieme all'automobilista ha cercato di 
rincorrere l'assalitore ma invano. Nel frattempo l'uomo si era dileguato per una 
stradina. A.O., impaurita dal brutto incontro che aveva appena fatto, ha 
preferito tornarsene a casa, senza andare al pronto soccorso dell'ospedale. Più 
che le ecchimosi sulle braccia riportate nel tentativo di difesa a rimanerle 
addosso è stato il terrore per l'esperienza appena vissuta e la preoccupazione 
di non poter più recarsi a fare footing con una certa sicurezza sul viale Circe. 
Un'esperienza non isolata, la sua. A fine settembre si erano registrati altri 
due casi di aggressione. Ne erano rimasti coinvolti, sempre di sera, un turista 
scandinavo e un anziano. In quelle circostanze sembra che, ad agire, sia stato 
un gruppo di uomini di colore, favoriti dalla scarsa illuminazione del viale. 
Una delle due vittime aveva dovuto far ricorso alle cure mediche. Gli episodi 
erano stati denunciati ai Carabinieri, cosa che non ha voluto fare, almeno al 
momento, A.O.
Ercole Bersani 

7777 [16]

È stata rimessa in libertà Vera Emilio, la 38enne di Terracina responsabile di 
alcuni punti vendita di una nota catena di negozi di Roma ai domiciliari dallo 
scorso quattro ottobre su disposizione del Tribunale di Roma, con l’accusa di 
aver costretto con la violenza una propria dipendente a licenziarsi. Ieri il 
Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma 
Pavone su richiesta del sostituto Antonio Calaresu, riscontrando nella stessa la 
carenza di gravi indizi di reato e l’insussistenza delle esigenze cautelari. 
La donna - finita in prima serata su «Italia 1» dopo un’inchiesta del programma 
«Le Iene» che aveva raccontato la disavventura di Sara, la giovane dipendente 
che poi ha denunciato i fatti - è tornata in libertà e il suo legale, l’avvocato 
Mario Pellegrino, non ha intenzione di fermarsi qui: «Vogliamo andare fino in 
fondo alla vicenda - ha dichiarato - per ricostruire in modo esatto come sono 
andati i fatti, che riteniamo siano stati distorti dai media. Non escludiamo di 
presentare querela contro la parte offesa». I fatti risalgono allo scorso 
dicembre, quando - secondo il racconto rilasciato agli inquirenti - la commessa 
subì minacce e un’aggressione. Punizione dovuta a quanto pare al fatto che la 
giovane lavoratrice aveva chiesto il pagamento degli straordinari maturati a 
lavoro. Fortemente contrariata, la Emilio avrebbe chiuso la ragazza in un 
camerino arrivando addirittura ad aggredirla fisicamente. La giovane riportò 
contusioni al costato. Il servizio delle «Iene», andato in onda lo scorso 
aprile, svelò altri retroscena, come l’«ammirazione» di Vera Emilio per il 
fascismo, e raccolse le testimonianze di alcune colleghe di lavoro di Sara che, 
senza sapere di essere filmate, avevano confermato i fatti. Dopo il servizio 
televisivo, decine di lavoratori si sono radunati davanti al suo negozio di Roma 
per protestare contro la titolare dell’attività commerciale, tanto che la catena 
di negozi sospese Vera Emilio da ogni incarico. L’iter giudiziario va avanti. 
Dopo la denuncia ai carabinieri, il caso è passato alla Procura della Repubblica 
di Roma che ha aperto un’inchiesta, sentito le testimonianze delle colleghe di 
Sara e infine chiesto la misura cautelare al gip. La scorsa settimana il 
Tribunale di Roma, con un’ordinanza, aveva disposto gli arresti domiciliari per 
la 38enne. Da ieri la donna è di nuovo libera, pronta sembrerebbe a fornire 
un’altra versione dei fatti.
Diego Roma

7777 [17]

Un incendio doloso ha devasato tre capannoni adibiti a deposito di abiti e 
scarpe usate al confine tra Terracina e San Felice Circeo. Le fiamme hanno 
interessato un'area di circa 1500 metri quadrati nella zona di via Mediana 
Vecchia; le tre strutture sono state date alle fiamme intorno alla mezzanotte ed 
erano poste sotto sequestro. In passato appartenevano a una cooperativa del 
posto, ma da qualche anno venivano utilizzate per l'imballaggio e il deposito di 
indumenti usati e stracci.
(Fonte Agi)

7777 [1]

Nuova visita in città dell'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio, Marco 
Mattei, che ha voluto rendersi conto di talune criticità vive soprattutto nella 
zona portuale.
Mattei era stato a Terracina in piena campagna elettorale per un incontro con le 
categorie a sostegno della candidatura Procaccini. Ieri è stato accolto dal 
consigliere comunale Gianfranco Sciscione, leader di Città Nuove, dai 
consiglieri comunali Francesco Zicchieri, Agostino Apolloni e dal portavoce del 
Movimento Luca Olleia. Sciscione ha accompagnato l'on. Mattei presso il porto di 
levante. Tra l'altro l'assessore ha visitato l'area dell'ex Genio Civile, oggi 
in un totale stato d'abbandono, recependo i suggerimenti del consigliere 
Sciscione e dei rappresentanti delle categorie interessate, al fine di trovare 
una nuova destinazione d'uso, quali parcheggi per i turisti diretti alle isole, 
biglietteria per le compagnie marittime e una sede di primo soccorso. Ultima 
tappa della visita del rappresentante del Governo regionale è stata la fascia 
costiera di Badino interessata dall'erosione.
(da IL TEMPO)

8888 [25]

Dovrebbe essere il «salotto buono» della città, ma con gli anni si è trasformato 
tutt’al più in un «ripostiglio». E proprio in quanto tale è difficile scegliere 
da dove cominciare per raccontare il declino di piazza Garibaldi. Che, come 
l’Inferno dantesco, al proprio ingresso dovrebbe portare impressa la scritta: 
«Lasciate ogni speranza voi che entrate». Perché l’ordine e il decoro, che 
dovrebbero essere condizioni irrinunciabili della piazza più importante della 
città, hanno lasciato il passo al l’incuria e alla totale assenza di regole. 
A cominciare da una pavimentazione lercia a tal punto che servirebbe un’antitetanica
soltanto per guardarla. Ma questo è soltanto un particolare della più 
generale bolgia che regna sovrana in piazza Garibaldi. L’elenco delle cose che 
non vanno è sterminato: l’occupazione disinvolta del suolo pubblico da parte 
delle attività commerciali che insistono sulla piazza; le attrezzature lasciate 
in mezzo alla piazza, magari appoggiate a un albero, come se fosse uno 
sgabuzzino; le aiuole e il monumento ai caduti trasformati in immondezzai; 
l’arredo urbano brutalizzato dai «bravi» giovanotti; gli stessi magari che 
organizzano spericolate partite di calcio quando nel pomeriggio la piazza è 
piena di bambini più piccoli o nel cuore della notte quando i più sono a letto 
per dormire, o almeno ci provano; la «movida» che spesso non sembra conoscere 
limiti e regole. Già, le regole. Spesso le scelte di chi dovrebbe farle 
rispettare, la pubblica amministrazione, non danno il buon esempio. Da alcuni 
anni ormai è diventata un’abitudine concedere la piazza per le più svariate e 
improbabili manifestazioni, che spesso si riducono a plateali «marchette» a 
questa o quella associazione, a questa o quella società sportiva. Ma a Terracina 
non c’è un luogo adatto per ospitare simili eventi? O si preferisce la piazza 
per avere una scontata riuscita delle manifestazioni e dare maggiore visibilità 
agli sponsor? Un mercimonio che, insieme al degrado e al mancato rispetto delle 
regole, offende la dignità di un luogo simbolo della città. Che rappresenta una 
più generale deriva culturale e sociale. Deriva contro cui, tuttavia, qualcuno 
cerca di opporsi come può, nel suo piccolo. È il caso del chiosco di fiori 
«Margi Flowers» di via Roma. La proprietaria, senza chiedere nulla in cambio, si 
sta prendendo cura delle aiuole del tratto di marciapiede che conduce alla 
chiesa. Tra l’erba verde spunta un cartello che recita: «Le aiuole appartengono 
anche a Te. Io aiuto a curarle. Tu se puoi a rispettarle». Un invito che forse 
andrebbe esteso a tutta piazza Garibaldi.
Pierfederico Pernarella

8888 [11]

Volontari Avo, gli angeli della porta accanto
Sono gli angeli custodi degli ammalati, specie quelli soli.
Parliamo dei 70 volontari dell'AVO di Terracina, impegnati 365 giorni all'anno 
in corsia accanto a quanti hanno bisogno di cure ma, ancor più, di una vicinanza 
caritatevole. Impagabile il loro lavoro, che non conosce riposi né ferie. Anche 
a Natale e negli altri giorni festivi sono lì a imboccare, ascoltare, dare una 
parola di conforto. «Non succede in nessuna parte d'Italia - tiene a dire con 
orgoglio il presidente dell'associazione Vincenzo Avena - visto che in altre 
realtà il servizio finisce il venerdì». Sono ricercati per la loro presenza 
umile, riservata, disponibile. Le storie raccolte in corsia sono numerose, da 
Tomassina a Maria, 75enne di Sonnino, a Nancy, Agostino, Eliseo, Pasqua: tanti i 
nomi per una vera opera di carità cristiana. Erc. Ber.

8888 [10]

Un secolo e mezzo dopo l'abbandono da parte del re Borbone della fortezza, 
il ricordo marcofilo
L'annullo che testimonia il particolare dispaccio
Il Regno delle Due Sicilie? Sostanzialmente venne archiviato tra Gaeta e Roma. 
Era il 7 settembre 1860 quando Francesco II di Borbone, dopo la battaglia del 
Volturno, si rifugiò nella fortezza del centro laziale, ed il 13 febbraio 1861 
quando dovette capitolare a causa dell'assedio piemontese (citato nel 
francobollo da 15 lire uscito il 12 agosto 1961), imbarcandosi sulla nave da 
guerra francese “Mouette” per raggiungere il Pontificio, ospite di Pio IX. Un 
secolo e mezzo dopo, il ricordo del Collector club pontino di Terracina 
(Latina). Il quale ha chiesto un dispaccio postale diretto in Vaticano. 
Programmato per il 22 ottobre, prevede l'impiego di un annullo speciale. Per 
ottenerne l'impronta occorre presentare i propri invii al servizio temporaneo 
allestito quel giorno dalle ore 10 alle 17 presso l'Istituto professionale di 
stato servizi turistici in via Roma 125 a Terracina, o spedirli affinché 
arrivino entro il 21 ottobre indirizzandoli a Poste italiane, servizio 
commerciale e filatelia, Luciano Gualtieri, piazzale dei Bonificatori 1, 04100 
Latina. La corrispondenza deve essere affrancata almeno con 60 centesimi, 
indirizzata in Vaticano e riportare il recapito del mittente.

8888 [9]

Il privato può essere anche bello per i genitori dei bambini dell'asilo-nido, 
specie se risparmiano rispetto alle strutture pubbliche.
Il problema, però, è se esiste una concorrenza sleale. Per fronteggiare un 
consistente esodo, il Comune è pronto anche ad effettuare un'azione di 
controllo. Un dato basta per tutti. Nei tre asili-nido comunali il tempo pieno 
per cittadini in 5^ fascia costa la bella cifra di 304 euro al mese, mentre il 
part-time costa 210 euro. Nelle strutture private della città bastano anche 200 
euro per avere un full time. Per chi è costretto a fare quotidianamente i conti 
con la borsa, la differenza non è di poco conto. Ed ecco come, a ieri, negli 
asili nido comunali, tra mancate iscrizioni e rinunce dell'ultima ora, si 
contavano ben 48 bambini in meno. Strutture sotto-utilizzate rispetto alla 
capienza massima ma anche rischi di perdita di posti di lavoro. Si calcola, che, 
con i dati attuali, sono in esubero 7 educatrici e 4 ausliari. «Un dato 
allarmante», concorda il direttore dell'Azienda Speciale Terracina, Carla Amici, 
la quale preannuncia una contromossa, da mettere in campo «per garantire a tutti 
gli stessi servizi». Amici difende le strutture comunali: «È opportuno che le 
famiglie prestino più attenzione nella scelta. Noi, per esempio, offriamo anche 
un menu biologico e, a Borgo Hermada, abbiamo già sperimentato la possibilità di 
un orario extra large fino alle 18,00. Il nostro non è un parcheggio. Garantiamo 
un progetto educativo di certo qualificato».
Erc. Ber.

8888 [8]

Censimento 2011
L'orario di apertura dell'Ufficio di Villa Tomassini,in Viale Europa,preposto al 
ritiro dei modelli del Censimento, è il seguente: dal lunediì al venerdì dalle 
ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 18,00; il sabato dalle ore 9,00 alle 13,00.
Tel. 0773-707451
8888 [7]

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terracina-il-ponte-girevole-di-badino-primi-del-900_bis

Baby-scippatori, il dado è tratto.
Il cerchio sembra finalmente chiuso. La mappatura dei baby-scippatori che nelle
ultime settimane hanno fatto strage di borsette sistemate incautamente nei
cestini delle biciclette pare sia stata messa definitivamente nera su bianco. La
collaborazione tra polizia e carabinieri si è rivelata vincente così da dare
alle forze dell’ordine i nomi e i volti dei minorenni, nemmeno una decina, che
in poco tempo erano diventati l’incubo dei cittadini, soprattutto donne e
anziani, che si spostavano in bicicletta per le vie cittadine. Qualsiasi strada,
centrale o periferica, in qualsiasi momento della giornata. Gli ultimi due
(sperando che siano davvero finiti) sono stati identificati ieri mattina, dopo
uno scambio di informazioni tra poliziotti e militari e grazie anche alle
testimonianze preziose di chi ha assistito all’ennesimo scippo. L’episodio è
avvenuto in via Badino intorno alle 11. Solito copione: un’anziana in
bicicletta; uno scooter che le si è avvicinato alle spalle; la mossa repentina
del passeggero in sella al ciclomotore: la preda afferrata, lo scooter che
scappa e la vittima che rimane con un palmo di naso. La signora è subito tornata
a casa, ma qualcun altro ha fornito al commissariato di via Petrarca elementi
preziosi che hanno consentito alla polizia di intercettare il mezzo. I due sono
riusciti a sfuggire, ma attraverso la targa gli inquirenti sono risaliti al
proprietario del ciclomotore, una ragazza, e alla persona alla quale lo aveva
prestato. Il soggetto è stato trovato a casa e insieme ad altri sospettati sono
stati condotti negli ufffici di via Petrarca: il testimone avrebbe riconosciuto
in due di loro gli autori dell’ultimo scippo. Nel frattempo la vittima si era
presentata in caserma dai carabinieri ricordando a memoria e per intero la targa
del ciclomotore che l’aveva poc’anzi derubata. In questo modo, incrociando i
vari dati a disposizione, le forze dell’ordine hanno avuto un’altra conferma sui
nomi già in loro possesso. Tutti minorenni, solo qualcuno con dei precedenti,
tutti spinti dallo spirito di emulazione. ”Se quello ce l’ha fatta senza
intoppi, perchè non dovrei riuscirci anch’io?”. Tutti smaniosi di avere soldi
facili da poter spendere nei cellulari di ultimissima generazione. O in
qualcos’altro di peggio. A questo punto resta da presentare la richiesta di
custodia cautelare al Tribunale per i Minori, sperando che il cerchio si sia
davvero chiuso. Intanto a Pontinia i carabinieri hanno denunciato un 15enne di
Cisterna che con un altro non identificato ha tentato di rubare in un
appartamento. Baby delinquenti crescono.
Pubblicato da Rita Recchia

7777 [5]

Il dissesto del Comune: cronaca di una morte annunciata.
Gli atti documentali dimostrano che si tratta di una situazione fortemente
critica, che risale ad oltre 20 anni fa. Il Collegio dei revisori dei conti,
nella loro relazione che ha accompagnato la delibera consiliare di dichiarazione
di dissesto, hanno rilevato che «le gestioni pregresse hanno inesorabilmente
inciso sulla gestione attuale connotata da un grave stato di insolvenza
finanziaria». Un riferimento temporale generico. L’orientamento generale
scaturito dal dibattito ancora in corso ha portato a buttare le colpe
esclusivamente sulle due amministrazioni Nardi. Niente di più sbagliato. Atti
alla mano, possiamo dimostrare che la condizione di defaut, al quale le due
ultime amministrazioni di centro destra hanno dato sicuramente un duro colpo,
era latente già un decennio prima. Scriveva nel gennaio 1990 il commissario ad
acta Angelino Frateschi: «Allo stato attuale non si dichiara il dissesto
finanziario rinviando ogni decisione dopo l’approvazione del conto consuntivo
1988…». Gli faceva eco, il 13 luglio 1992, l’allora assessore al Bilancio
Silviano Masci, il quale parlava di una situazione di «reale dissesto represso».
Altra constatazione dello stesso tenore quella della prima giunta Recchia, che,
nella sua relazione al conto consuntivo per l’anno 1992, scriveva. «Purtroppo
quello che è stato fortunosamente evitato per l’anno 1992 (cioè il dissesto) si
ripropone ore ed in maniera più pensate per il 1993». Insomma, una lettura più
approfondita dell’evento-dissesto degli ultimi tempi potrebbe portare a spalmare
le dovute colpe su tutte le amministrazioni che si sono succedute a Palazzo
comunale da un buon quarto di secolo a questa parte.
Ercole Bersani

7777 [6]

La differenza è tale che è sbagliato persino definirlo un record nazionale. Da
gennaio a questa parte con i protesti Terracina non fa classifica, ma è un caso
a parte, una storia a sé tutta ancora da capire. È la storia che racconta di un
calo vertiginoso nell’incasso complessivo degli effetti. Anche i mesi di luglio
e agosto, gli ultimi disponibili nella banca dati della Camera di Commercio di
Latina, confermano l’anomalo trend: nel mese di luglio a fronte di 227 protesti
sono stati incassati soltanto 46 mila euro; nel mese di agosto invece 273
effetti sono valsi 65 mila euro. Numeri così non solo allontano Terracina dal
resto della provincia ma da tutto tutta l’Italia. Per verificarlo basta fare
qualche raffronto con i dati emersi dal dossier realizzato dalla compagnia
«Alleanza Toro». Ebbene, scorrendo i numeri della ricerca si viene a scoprire
che il valore medio per protesto più basso si riscontra a Palermo (1.547,6 euro)
e a Brindisi (1,552,1 euro). Basso? Forse nessuno si è accorto che a Terracina
da mesi il valore medio dei protesti si è abbassato a 250 euro. Calo che non ha
confronto con quanto succede altrove. A Fondi, ad esempio, dove nel mese di
luglio, con 91 protesti è stato incassato di più – 86 mila euro – di quanto è
stato introitato a Terracina con con il triplo degli effetti (273). Del resto
nella stessa Terracina, soltanto un anno fa, nel mese di luglio 269 protesti
valevano 630 mila euro. Tutto rientrava nella norma con un valore medio dei
protesti, in linea con i parametri provinciali, che si aggirava intorno ai 2
mila euro. E invece da gennaio è iniziato il calo pauroso con un valore medio
dei protesti sceso oltre l’80%. Che vogliono dire questi numeri? Che
Terracina è diventato improvvisamente uno dei Comuni più ricchi d’Italia?
Oppure l’esatto contrario, con una crisi che all’ombra del Tempio di
Giove sta mordendo più che altrove? Potrebbero essere vere tutte e due le
ipotesi. Il problema però è che, in entrambi i casi, si tratta di numeri che non
hanno e non possono avere riscontro, e fanno dei protesti di Terracina un
caso più unico che raro.
Pierfederico Pernarella

7777 [7]

Al Parco della Rimembranza ci pensano i volontari.
Il sasso nello stagno era stato lanciato lo scorso febbraio dal professor Emilio
Selvaggi con una sorta di ‘s.o.s. Parco della Rimembranza’. Subito qualcuno
aveva risposto e gli effetti continuano ancora oggi: tornano i volontari nel
parco pubblico di Terracina, una delle meraviglie di questa città che ancora
resiste solo grazie ai ‘papà’ e alle ‘mamme’ putative che ha avuto la fortuna
d’incontrare negli ultimi anni. Altrimenti avrebbe fatto la fine ingoloriosa di
molte altre aree verdi della città. ”Con la cena organizzata dall’istituto
professionale ‘Filosi’ la scorsa primavera-spiega Giovanni Iudicone del Wwf- è
stato dato al Parco un contributo che è servito a reintegrare la strumentazione
fatta da sparire da ignoti e a comprare un primo stock di pali di legno”.
”Qualche giorno fa ne abbiamo comprati un’altra settantina e così potremo
cominciare a sostituire quelli in sede da circa dieci anni, ormai marci e
cadenti. I lavori si svolgeranno di mattina e consistono in sistemazione dei
pali, verniciatura degli stessi, pulizia dei sentieri, ecc… E’ puro volontariato
nel senso che chi verrà potrà scegliersi il lavoretto più consono di cui sarà
l’unico responsabile”. Un volontariato che sa di prezioso, in questo caso quasi
di vitale visto che proprio l’abbandono ha rischiato di uccidere il bellissimo
Parco della Rimembranza, il primo giardino pubblico che Terracina abbia avuto,
costruito per ricordare i 141 concittadini caduti durante la Prima Guerra
Mondiale. A ognuno di loro la ‘pietas civica’ volle dedicare un albero, e quei
141 arbusti vennero piantati dove oggi sorge il suggestivo giardino. Però, come
scriveva Manzoni, ”il tempo ammazza la memoria”, e a un certo punto il parco è
stato abbandonato a sé stesso per tantissimo tempo, e anche gli oltre cento
alberi. Fortunatamente alcuni anni fa è arrivato qualcuno che ha deciso che la
memoria doveva riprendere forza, e il parco è rinato grazie all’amore e
all’impegno costanti del Wwf, con il professore Selvaggi, e di due cassintegrati
del Comune. Nei mesi scorsi era rimasto solo il prof. ”Sono passati i bei tempi
in cui l’amministrazione mi forniva due operai che mi aiutavano nei lavori più
pesanti e, sebbene con il contagocce, forniva il materiale indispensabile. Poi
sono arrivati i tempi delle vacche magre. I fornitori hanno chiuso il credito e
gli operai mi hanno lasciato sicché, da solo e a 74 anni, non riesco più a tener
dietro alla normale manutenzione, anche con il saltuario aiuto volontario di due
signore” aveva dichiarato in una lettera aperta. Ma se si arrendeva lui, che ne
sarebbe stato del Parco della Rimembranza? La speranza è che i volontari
diventino sempre di più.
Pubblicato da Rita Recchia

7777 [8]

Lui armeggiava vicino alla macchinetta cambiasoldi delle slot machine, lei
giocava facendo finta di nulla. Il comportamento sospetto della coppia però non
è sfuggito al proprietario del bar-tabacchi di via Badino 184, A.R. L’intervento
dei Carabinieri ha permesso di arrestare due rumeni per furto aggravato. E’
successo nella mattinata di ieri. La 21enne studentessa Diana Elena Andrei
residente a Terni ed il 24enne Stefan Prisecaru, disoccupato residente a Roma,
erano entrati nella sala giochi attigua alla tabaccheria. A.R. ha notato che
quei due clienti avevano un comportamento strano ed ha avvisato i Carabinieri.
Gli agenti del Norm della locale Compagnia dei carabinieri hanno sottoposto a
controllo i due rumeni. Lui aveva addosso un microchips, che era servito a
prelevare i soldi dalla macchinetta. Addosso alla coppia venivano trovati circa
300 euro in monete da 1 euro. I controlli successivi permettevano di scoprire
che dalla macchinetta mancava effettivamente una somma di quell’entità. Era la
prova del nove che metteva i due romeni di fronte alle proprie responsabilità.
All’arresto è seguito il processo per direttissima.
Erc. Ber.

7777 [9]

Di una cosa siamo certi: il contratto tra Comune e Terracina Ambiente durerà
fino al 2025. Meno chiaro è se questo voglia dire che per avviare la raccolta
differenziata ci sia ancora tempo. Approvata la Tia al posto della vecchia
Tarsu, stabilite le tariffe e il regolamento, nei giorni scorsi sono stati
nominati anche il responsabile unico del procedimento (l’ingegner Alfredo
Sperlonga) e il direttore per l’esecuzione del contratto (il geometra Giampiero
Centra). Non resta che iniziare. Il Pef prevede la divisione per zone, la
raccolta porta a porta in alcune aree, la distribuzione dei sacchetti in mater-
b, il conferimento del materiale da riciclare nei centri Conai. Ma a ben vedere
occorre iniziare dalla comunicazione. La campagna di informazione e
sensibilizzazione dei cittadini è stata annunciata ma al momento non si muove
una foglia. Basta osservare i cassonetti sparsi ancora a macchia di leopardo per
la città, assenti in buona parte delle periferie, per accorgersi che, sebbene ci
sia la volontà della cittadinanza a disciplinarsi, mancano le istruzioni. E
senza istruzioni, non solo l’«impuro» torna in discarica, ma i contributi che
arrivano dal Conai, se il Comune non è virtuoso, diminuiscono. Informare
dovrebbe essere la prima operazione da fare. In largo anticipo sull’av v i o del
servizio. Chi sa, ad esempio, che lampadine, ceramica, cristallo non vanno nel
cassonetto del vetro? O che il cartone per la pizza è buono per il compost ma
non va nella carta, e non ci vanno nemmeno i fazzoletti usati e gli scontrini?
Insomma, la raccolta differenziata rischia di diventare controproducente se non
fatta correttamente. Lo dicono i consorzi, che spesso si ritrovano a dover
riportare in discarica il materiale impuro. Qui a Terracina c’è una convenzione
con il Conai, il consorzio nazionale imballaggi. Che recupera solo materiale da
imballaggio, sia esso di carta, plastica, vetro o alluminio. E dunque il vetro
di una vecchia finestra, di un bicchiere o di un piatto non sono contemplati.
Non sono contemplate le stoviglie di plastica, e così via. Chi lo dice al
cittadino? Lo dovrebbe fare la Terracina Ambiente, che sebbene commissariata ha
ottenuto per altri 14 anni la gestione del servizio. Vista la complessità della
materia, non si capisce cosa stia aspettando.
Diego Roma

7777 [10]

“In prima linea per risolvere i problemi della città”
Il pdl di Terracina: “i cittadini pretendono chiarezza di comportamenti”
“Proprio perché c’è un vecchio brocardo che afferma: ‘La politica è l’arte del
possibile’ che ogni analisi di vicende vere o verosimili dovrebbe essere
maggiormente approfondita e sottoposta e verifica, prima di battezzarla come
cosa fatta”. E’ quanto si legge in un comunicato a firma degli assessori e del
Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà
“Soprattutto in una situazione politica e amministrativa particolare come quella
di Terracina, la cui classe politica che compone la maggioranza di governo è
fortemente impegnata nella soluzione di problematiche importanti per il futuro
della città. Una condizione dalla quale tutti i cittadini pretendono chiarezza
di comportamenti e responsabilità ineccepibili rispetto al duro lavoro che è
stato intrapreso”.
“Scrivere con certezza, ad esempio, che un componente del gruppo consiliare del
Popolo della Libertà (D’Amico) sia passato dopo un prolungato corteggiamento
nell’Unione di Centro e poi scoprire il giorno dopo (lunedì 10 ottobre 2011) che
questo non è vero, può forse aver contribuito a vendere qualche copia in più,
ma di certo non ha aiutato a chiarire la verità della questione posta”.
“Vero è, invece, che il gruppo consiliare del Popolo della Libertà di Terracina,
che si è assunto negli ultimi tempi un ruolo difficile e forse politicamente
antipatico nei confronti dei cittadini, non è in svendita. Concetto che si
ribadisce con forza, respingendo con altrettanta fermezza la presunta o vera
campagna acquisti di consiglieri comunali da parte degli amici dell’Udc
cittadino e provinciale. E’ una tattica che anche in tempi non sospetti, abbiamo
sempre giudicato da bar dello sport, che non abbiamo mai condiviso e che non
sposterebbe di un millimetro il peso e l’influenza dei partiti che compongono la
squadra di governo del Comune di Terracina”.
“Riteniamo invece che il riferimento certo per una leale e proficua
collaborazione politica e amministrativa debba rimanere, per l’intera
consiliatura, quello scaturito dalle urne. Percorrere improbabili tratturi
politici può condurre a papocchi senza utilità per nessuno (cittadini compresi),
che minerebbe alla radice l’impegno che tutti i consiglieri comunali si sono
impegnati a profondere nell’interesse generale, in una situazione economica e
sociale oltremodo difficile”.
“Un’ultima considerazione. Rispetto al peso elettorale espresso dall’Udc
all’interno della coalizione che ha portato alla vittoria il sindaco Nicola
Procaccini e alla rappresentanza amministrativa che la stessa coalizione gli ha
concesso, riteniamo siano ben rappresentati. Forse anche troppo ben
rappresentati”.

 

 

7777 [15]

Nulla di fatto ieri all’apertura del processo in Corte d’Assise a Latina per il
caso di Sara De Petris, la piccola di 5 anni che il 15 ottobre del 2005 morì
asfissiata nella sua cameretta per lo scoppio di un televisore. Per quella morte
assurda risultano imputati i genitori Enrico De Petris 43 anni e Sonia Leardini
di 37, sui quali pende l’accusa di abbandono di minore, poichè, per andare a
prendere l’ultima figlioletta presso un istituto di suore, avevano lasciati soli
i tre figli minorenni, tra i quali Sara. Un difetto di notifica ha costretto a
rimettere gli atti alla procura. Come si ricorderà, le indagini della Procura
avevano portato al rinvio a giudizio dei due genitori ma anche del nonno paterno
di Sara, Armando De Petris, oggi 78enne. Per l’anziano l’accusa era stata di
omicidio colposo, per non aver adeguato l’impianto elettrico dell’abitazione
ceduta in uso al figlio attraverso meccanismi di protezione (leggi “salvavita”),
che avrebbero potuto impedire l’incendio causato dal corto circuito del
televisore. Il processo, inizialmente unico per tutti e tre, si è poi scisso in
due nel maggio scorso. Il procedimento a carico del nonno è proseguito presso il
tribunale di Terracina, mentre per i genitori è stata riconosciuta la competenza
della Corte d’Assise. La morte della piccola Sara, uno scricciolo biondo che
oggi avrebbe 11 anni, commosse mezza Italia e distrusse i genitori, i quali al
dolore per quella atroce perdita hanno dovuto aggiungere le responsabilità a cui
li chiama la giustizia.
Erc. Ber.

7777 [11]

Visite specialistiche, piccoli e delicati interventi chirurgici, consulenze e
tanto altro ancora: il bilancio dell’unità specialistica della dermatologia
universitaria all’ospedale «Fiorini» di Terracina è strabiliante. Da settembre
2010 a settembre 2011, il gruppo di lavoro diretto dalla dottoressa Concetta
Potenza è stato capace di sfornare circa 17 mila prestazioni, per la precisione
16.758. Un numero incredibile, soprattutto se quantificato al numero di
personale impiegato, non proprio un esercito di «camici». I dottori Skoza,
Ciccone, Annetta e Proietti, con il prezioso contributo degli infermieri
Bottiglia e Gatti e sotto il coordinamento di Malizia, hanno fatto registrare un
record senza precedenti. Lavorando all’ospe – dale «Fiorini», ma anche al
«Goretti» di Latina, nei Borghi del capoluogo pontino e nel sud della provincia,
gli specialisti della dermatologia hanno garantito assistenza e cure d’élite a
migliaia di pazienti. I quali, è doveroso chiarirlo, non necessariamente
arrivano dalla provincia pontina. In molti casi, infatti, i pazienti vengono
addirittura da Roma o dalla Campania.
F. A.

7777 [12]

Conferenza stampa del Sindaco per giovedi 13.10.2011
Giovedì 13 ottobre 2011, alle ore 16.30, il sindaco Nicola Procaccini terrà una
conferenza stampa sul tema: “Le politiche per l’integrazione della nuova
amministrazione comunale”. Saranno presenti all’incontro: il consulente del
sindaco in materia di immigrazione, Alì Shadadi, l’assessore alle politiche
sociali Rossano Alla.

7777 [13]

Cittadini che si improvvisano giardinieri, imprenditori e commercianti che
sistemano le aiuole lasciate a se stesse in centro quanto in periferia, comitati
di quartiere che piantano fiori nei pressi del proprio condominio. La città non
sopporta più il degrado e si da da fare. Perché allora non approfittarne? È la
proposta del capogruppo di Nuova Area Gianni Percoco, che ha presentato
un’interroga – zione consiliare in cui chiede un preciso impegno all’am -
ministrazione comunale in materia di cura e manutenzione del verde pubblico.
Secondo l’esponente di centrodestra che siede tra i banchi della minoranza, è
ora di affidare ai privati, per mezzo degli sponsor, l’attività di manutenzione
dei giardini comunali. Percoco pone al l’evidenza come «molte aree verdi,
parchi, fontane e monumenti della nostra città, versano in uno stato di incuria
e necessitano di un profondo restyling» e che «lo stato di dissesto finanziario
del nostro Comune non permette di investire risorse in tale direzione ». La
proposta allora è quella di coinvolgere cittadini, associazioni e imprenditori
nell’attività di manutenzione del verde. «Il Comune di Terracina ha un
regolamento che disciplina le sponsorizzazioni e le collaborazioni da parte dei
privati» fa notare Percoco, e «l’istituzione di una commissione speciale per le
iniziative di sponsorizzazione è funzionale a quanto previsto dal Regolamento
per la “Disciplina e gestione delle sponsorizzazioni e delle collaborazioni”
approvato con deliberazione consiliare n°138 del 27/10/09». Secondo Nuova Area
l’organo potrebbe gestire proficuamente l’affidamento delle aree verdi per mezzo
degli sponsor, e chiede al Consiglio comunale di votare in tal senso e di
«impegnare l’amministrazione comunale a emanare al più presto un bando per la
ricerca di sponsorizzazioni legate alla cura del verde pubblico comunale e
all’arredo urbano ». Un’ipotesi del genere era stata già presa in considerazione
dalla passata amministrazione comunale, che infatti aveva votato una delibera
con relativo regolamento. Oggi, con il dissesto ormai dichiarato, secondo
Percoco è il momento giusto per darvi attuazione.
D. R.

7777 [14]

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terracina-villini-lungo-il-piegarello-1922_bis 
Sta per nascere, anche a Terracina, un Gruppo di Acquisto Solidale denominato 
«Terra dei Valori». Ne dà notizia Giuseppe La Rocca, spiegandone le finalità: 
«In una situazione economica di crisi globale è necessario per le famiglie 
preservare il potere d'acquisto. Ripensare l'approccio all'acquisto rivisitando 
in modo critico scelte ed abitudini indotte dalla forza coercitiva dei media è 
il punto cardine dal quale muove la costituzione di ciascun gruppo di acquisto 
solidale. Il nostro territorio è caratterizzato da una fiorente attività 
agricola, con una molteplicità di produzioni che vanno dall'ortofrutta fino ai 
prodotti trasformati. Il «Gas» costituisce il tentativo concreto di valorizzare 
le produzioni locali, offrendole al consumo delle famiglie associate a prezzi 
accessibili e senza gli esorbitanti ricarichi applicati dalla filiera della 
distribuzione. Inoltre la qualità sarà garantita dal fatto che tutti i fornitori 
saranno essi stessi associati e controllati nelle fasi della produzione». Ieri, 
a piazza Garibaldi, il costituendo Gruppo si è presentato ai cittadini, avviando 
una campagna informativa e una raccolta di adesioni che va avanti. A chi aderirà 
verrà dato in dono un sacchetto di prodotti di coltivazioni locali. 
Er. Ber.

panoramiche1 [33]

Università e Pontino, verso un compromesso. Medicina si “allarga”?
Tanto rumore per nulla e, sotto sotto il tentativo di strumentalizzare una 
situazione per ragioni che nulla hanno a che fare con la politica sanitaria 
della regione. Nel corso di un incontro, il rettore Luigi Frati, il delegato per 
le Attività assistenziali presso il Polo Pontino Carlo Della Rocca, il direttore 
generale della Azienda sanitaria locale Renato Sponzilli e l’assessore regionale 
Stefano Zappalà sembra abbiano messo a punto una strategia per integrare il 
lavoro dei medici universitari con quello degli ospedalieri. In particolare 
sarebbero stati affrontati i rapporti dei medici all’interno dell’ospedale 
civile di Latina, il «Santa Maria Goretti», e ma anche in parte quelli del 
Fiorini di Terracina. In pratica si starebbe pensando di potenziale il reparto 
di medicina d’urgenza del nosocomio della città di Monte Giove, attraverso una 
maggiore integrazione tra universitari e strutturati. A Latina invece dovrebbero 
restare tutte le altre specializzazioni. In sostanza si sposta molto per non 
spostare nulla. Su Latina si starebbe pensando di decentrare verso l’Icot (dove 
sono presenti sale operatorie di alto livello, soprattutto per quanto riguarda 
la cardiochirurgia) parte della didattica, anche nell’ottica di una possibilità 
di decongestionamento delle strutture sanitarie romane, già abbondantemente 
sature di richieste. Dunque, la Facoltà di Medicina non si sposta.

panoramiche1 [31]

Il dissesto finanziario non frena gli «appetiti» dei partiti terracinesi. I 
gruppi di maggioranza fremono per accaparrarsi tutte le fette di una torta che, 
dissesto o meno, dovranno comunque essere servite a tavola. La nuova stagione 
politica post default economico inizia, ancora una volta, dalle poltrone. Nelle 
prossime settimane ci sarà da fare i nomi per formare i Consigli 
d’amministrazione di Terracina Ambiente e Azienda Speciale, compresi di 
presidenze. Poi ci sono i componenti del Nucleo di valutazione, oltre che la 
dirigenza ai servizi sociali dove si fa sempre più probabile la sostituzione di 
Carla Amici. In alcuni casi la situazione appare già delineata. Partendo dai 
servizi sociali, i nomi caldi sono quelli di Giuliano Masci per la carica di 
presidente dell’Azienda Speciale; per il Cda, invece, si è anche fatto il nome 
di Marco Senesi, giovane ex Pd vicino a Rossano Alla e passato con l’attuale 
assessore dal gruppo di centrosinistra a quello di centro in campagna 
elettorale. A proposito di Alla, potrebbe essere proprio lui il candidato numero 
uno per assumere la carica di dirigente ai servizi sociali, lasciando il posto 
di assessore magari a una new entry sempre in quota Udc. Se il partito di 
Michele Forte resta quello più attivo sul mercato delle poltrone, anche il 
Partito Repubblicano sta avanzando qualche richiesta. Il segretario cittadino 
Piero Longo, ad esempio, si dice che aspiri a entrare nel Nucleo di Valutazione, 
dove tra l’altro ha già prestato servizio nella passata amministrazione Nardi. 
C’è da definire poi il settore più dolente e incerto al momento, quello della 
Terracina Ambiente. Il Cda misto pubblico-privato, prevede la nomina di almeno 
due rappresentanti del Comune, uno dei quali dovrebbe essere eletto presidente. 
Commissariata da mesi, la società dei rifiuti, una volta riconsegnata nelle mani 
dell’ente, potrà tornare utile a qualche partito per saziare il proprio 
«appetito » e mantenere gli equilibri in maggioranza. Resta poi l’incognita 
Città Nuove che, dopo l’avvicinamento alla maggioranza, potrebbe persino 
prendersi qualche poltroncina rimasta vacante.
Francesco Avena

panoramiche1 [11]

«Bilancio rosso» Dallo Stato arrivano i fondi
Si tratta di 700 mila euro, che diventeranno parte integrante dei fondi 
annualmente concessi all'ente locale per i suoi compiti d'istituto. In campagna 
elettorale esponenti nazionali del Pdl, intervenuti ad appoggiare la candidatura 
Procaccini, avevano assicurato che avrebbe dato una mano concreta, per 
risollevare le sorti delle casse comunali piuttosto asfittiche. Si è trattato, 
forse, del mantenimento di una promessa? «La somma ci era dovuta. Abbiamo 
dimostrato, cosa che nessuno si era preoccupato di fare in precedenza, che i 
contributi statali erano al di sotto della media attribuibile. Il Ministero 
dell'Interno - spiega il sindaco Nicola Procaccini - ha provveduto al 
riallineamento secondo i giusti parametri, per cui, oltre ai 7 milioni che lo 
Stato ci versa annualmente, potremo condare anche su una somma aggiuntiva di 700 
mila euro, che non rappresenta un trasferimento una tantum, ma un'entrata fissa. 
Abbiamo avuto come sponsor principale il ministro dell'Interno Maroni». Boccata 
d'ossigeno per le casse comunali in rosso. Il 17 prossimo il Consiglio sarà 
chiamato a rivedere le imposte alla luce della dichiarazione di dissesto. 
Er. Ber.

7777 [18]

Il Terracina pareggia a Valmontone
Sfida mattutina valida per la sesta giornata d’andata del girone B
Il Terracina pareggia a Valmontone nella sfida mattutina e 
valida per la sesta giornata d’andata del girone B di Eccellenza guadagnando il 
primo punto fuori casa e ottenendo il terzo risultato utile consecutivo in 
campionato (il quarto considerando anche la Coppa Italia di categoria). Un punto 
che sta addirittura stretto ai tigrotti di Fraioli, privi dello squalificato 
Fanelli e degli infortunati Tacon, Mucciarelli e Portanova, alla luce della 
grande pressione messa in atto nella ripresa. Dopo un primo tempo che non ha 
offerto molto allo spettacolo e ai taccuini dei cronisti per via di un gioco che 
ha stazionato di fatto a centrocampo, se non l’uscita di scena di Botta a causa 
di un risentimento muscolare (con conseguente spostamento al centro della difesa 
di Altobelli), la sfida ha preso un’altra piega nel secondo tempo grazie a un 
Terracina più arrembante ma al tempo stesso poco preciso nelle conclusioni e 
sulle palle inattive. L’occasione più ghiotta l’ha avuta tra i piedi Festa a 
metà ripresa dopo un’incursione in area: il suo tiro, però, ha trovato la pronta 
risposta di De Vellis. “Per quello che abbiamo creato nella seconda frazione 
posso dire che il pareggio ci va un po’ stretto – ha spiegato al termine del 
confronto il direttore generale del Terracina Carmine Caiazzo – Però è anche 
vero che per vincere bisogna segnare e noi non ci siamo riusciti per la troppa 
imprecisione. Non siamo stati concreti e cinici come avremmo dovuto nonostante 
la pressione della ripresa. Il Valmontone è calato a livello fisico ma noi non 
ne abbiamo approfittato. Ci teniamo il punto conquistato che muove comunque la 
nostra classifica (10 punti, ndr) e guardiamo avanti. Mercoledì ci attende la 
Coppa Italia e la sfida contro il Pisoniano. E per finire vorrei sottolineare 
l’ottima prova di Cavallaro che è tornato titolare dopo qualche partita in 
panchina e ha diretto la retroguardia con maestria”.

I tabellini

VALMONTONE – TERRACINA 0-0

Valmontone: De Vellis, Cossa, Bianchi, Giorciolini (41’st Ramacci), Nardi, 
Galasso, Filippi, De Vizzi, Gianni (30’st Pangrazi), Valentino (38’st Miro), 
Polverino. A disp.: Traversi, Ruffo, Tartaglione, Casagrande. All.: Di Rosa 
Terracina: Cuomo, Altobelli, Serapiglia, Festa, Cavallaro, Botta (38’pt Renzi), 
Minieri (25’st Grossi), Drogheo, Ferrara, La Cava, Borelli. A disp.: Petriglia, 
Foti, Trillò, Savarese, Fiorini. All.: Fraioli

Arbitro: Rigone di Ciampino (coadiuvato da Pontanella e D’Arpino di Cassino) 
Note: ammoniti Drogheo, Ferrara, Renzi, Giorciolini, Gianni

7777 [2]


La conferenza dei sindaci dei 7 Comuni del Distretto socio-sanitario Fondi-
Terracina ha approvato il Piano di zona (è il primo della sua storia) per il 
triennio 2011-2013. Nel quadro di un rilancio dei servizi integrati Ausl-Comuni 
viene prevista una particolare attenzione per immigrati e anziani. Su una 
popolazione di 105.505 abitanti la componente straniera e anziana è rilevante. 
L'immigrazione extracomunitaria è concentrata prevalentemente a Terracina e a 
San Felice Circeo. «Negli ultimi mesi»- si analizza nel documento - «il fenomeno 
è diventato una vera e propria emergenza umanitaria, causata dagli eventi 
bellici della regione libica ma anche dalle condizioni drammatiche in cui vivono 
le popolazioni sub-sahariane, del Corno d'Africa e del Magreb». Illustra 
l'assessore ai servizi sociali di Terracina, Rossano Alla: «Abbiamo intenzione 
di realizzare il primo esperimento distrettuale di integrazione socio-culturale. 
C'è già a disposizione un finanziamento di 37 mila euro. Bisognerà solo avviare 
la progettazione». Altra questione-chiave quella della popolazione anziana. Qui 
si intende programmare un servizio di assistenza domiciliare. Somma preventivata 
194.860 euro. 
Er. Ber.

7777 [3]


Dopo il grande sforzo della campagna elettorale dello scorso maggio, potrebbe 
presto fare un passo indietro il consigliere comunale, ex candidato sindaco, 
Domenico Zappone. L’esponente di centrosinistra avrebbe manifestato la volontà 
di dimettersi da consigliere comunale nei giorni scorsi, nel corso di un 
direttivo del circolo locale. Una dichiarazione «choc», che secondo i bene 
informati ha lasciato più di qualcuno a bocca aperta, tanto da spingere qualche 
collega ad esortare Zappone a prendere tempo prima di fare il passo. Zappone 
avrebbe anche fissato un termine per il suo ruolo di consigliere comunale. 
Lascerebbe dopo il prossimo Consiglio comunale, che dovrebbe tenersi il 15 
ottobre. Non è emerso chiaramente quali siano i motivi che spingono Zappone a 
ritirarsi dal gruppo consiliare, ma certo pesa ancora su tutta la compagine 
Democratica il modesto risultato ottenuto alle scorse elezioni, insieme con le 
spaccature che la sua contestata candidatura ha incentivato: dall’uscita dal 
partito del consigliere Vincenzo Coccia, a quella dell’ex Pd Rossano Alla, poi 
confluito nell’Udc e nominato assessore nella giunta Procaccini, con l’aggravio 
delle divisioni interne con la corrente dei MoDem, che di recente ha aspramente 
criticato il vuoto dirigenziale nel circolo, tanto da ventilare il ricorso alla 
commissione interna di garanzia, per concludersi con la non del tutto idilliaca 
intesa di Zappone con il capogruppo Alessandro Di Tommaso. Insomma, il Partito 
democratico fa i conti con la sua storia recente e invoca il cambiamento, 
sollecitato, sembrerebbe, anche dai vertici sovracomunali. Dal dopo elezioni la 
dirigenza del partito a Terracina è commissariata dal segretario provinciale 
Enrico Forte, e l’ap - prossimarsi di un eventuale congresso cittadino per 
nominare il nuovo segretario sta rimettendo in moto le strategie da adottare. In 
questo contesto in piena trasformazione Zappone starebbe decidendo di fare un 
passo indietro, lasciando, nel caso, il posto di consigliere comunale al primo 
dei non eletti, Pino D’Andrea, giovane Democratico vicino all’ex capogruppo del 
Pd Antonio Bernardi. A quel punto il «restyling» del Pd in aula consiliare 
sarebbe completato.
Diego Roma
7777 [4]

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Ultimi giorni utili per visitare la mostra fotografica curata dal TerracinaBlog ed

esposta presso il Liceo Scientifico di Terracina. Sono esposte oltre 50 foto

storiche di Terracina a partire dal 1851 sino al dopoguerra. Numerose le foto

inedite mai esposte su questo Blog.

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Da parte della Guardia di Finanza di Terracina continuano i controlli antidroga
con unità cinofile nelle scuole. Qualche giorno fa erano stati nella succursale
dell’Itc Bianchini di viale Circe, dove avevano trovato uno studente del 5°
anno, che aveva una dose di marijuana nello scooter. Ieri mattina è stata la
volta dell’Ips Filosi di Via Roma, dove non è stata riscontrata alcuna
situazione anomala. I cani antidroga hanno passato al setaccio tutti gli
ambienti frequentati dai giovani, senza trovare traccia di stupefacenti. «Si
tratta di un’azione preventiva, mirata a incoraggiare i giovani ad assumere
comportamenti virtuosi riguardo all’assunzione di droga. Nei prossimi giorni
visiteremo tutte le altre scuole superiori della città ed estenderemo i
controlli con i cani anche alle strade attraverso posti di blocco improvvisati»
– illustra il ten. Dario Bordi, comandante della Tenenza di Terracina.
L’iniziativa di prevenzione in atto nelle scuole fa tutt’uno con l’azione
repressiva, che ha consentito di effettuare importanti operazioni.
Er. Ber.

 

6666 [9]

La rivoluzione corre in bicicletta. Si muove al ritmo delle pedalate, degli
scampanellii e dell’allegria. Un’onda verde di entusiasmo ma con le idee
ben chiare: mettere il Comune di Terracina alle strette, far rispettare le leggi
in fatto di mobilità urbana e consegnare alla città una «rete» di percorsi
ciclabili degni di questo nome. Le premesse per riuscire a portare a termine
questa singolare rivoluzione a pedali ci sono tutte. C’è un Comitato, quello
messo in piedi e coordinato da Luigi Cialone, che faticosamente in questi mesi
ha lavorato con l’unico obiettivo di far sentire la voce del popolo delle bici.
Sì, non ci siamo sbagliati: un popolo. Perché, checché se ne dica, gli amanti
delle biciclette non sono pochi. Anzi, sono tanti, tantissimi, sempre di più.
Anche in una città come Terracina che offre poco o nulla per chi preferisce la
bicicletta all’aut omo bil e. L’asfalto colabrodo pieno di buche, strade al
limite dell’impraticabilità per i ciclisti (sempre che non vogliano rischiare di
farsi «arrotare » dall’imman cabile automobilista frettoloso), corsie ciclabili
scomparse sotto il velo dell’incuria, spingono i ciclisti a tenere la propria
bici – e la loro passione – chiuse nel garage sotto casa. E invece, per rendersi
conto di quanta energia e spirito d’iniziativa ruoti attorno agli «amici
delle pedalate», basta partecipare a una Critical Mass, la passeggiata in sella
tra le vie principali della città. Zero clacson, zero carburante, zero traffico.
Un paradiso? No. Semplicemente è lo scenario che potrebbe aprirsi se la politica
volesse davvero prendere in considerazione l’idea di realizzare anche a
Terracina un centro urbano a traffico ciclabile. Presto il Comitato Terracina
ciclabile presenterà all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola
Procaccini un documento, corredato da firme, con richieste ben precise per
rivoluzionare la città e dotarla di percorsi riservati alle biciclette. Una
rivoluzione a pedali, ovviamente.
Francesco Avena

 

6666 [10]

L’azienda Speciale chiude la stagione estiva con un bilancio più che soddisfacente.
Chi l’avrebbe detto che il Comune sarebbe riuscito a diventare un buon
imprenditore turistico, capace di gestire in modo redditizio le spiagge e il
Tempio di Giove? Ebbene, pur con qualche limite dovuto ai tempi di affidamento
ristretti e ad una macchina organizzativa predisposta per altre mansioni, l’ente
strumentale è riuscito a realizzare un utile sui 250 mila euro, valorizzando in
modo adeguato (non ancora ottimale, però) i «gioielli di famiglia». I dati
forniti ieri alla stampa dall’assessore ai Servizi Sociali Rossano Alla sono
chiari. Per quanto riguarda gli arenili gli incassi sono schizzati a 550.714,91
euro con un guadagno che, detratte le spese, si è attestato sugli 208.187,00
euro. Quanto al Tempio di Giove gli introiti sono stati 71.118,60 euro con un
utile di 52.698,60 euro. Soddisfatto l’assessore Alla: «Il servizio delle
spiagge affidato ad esterni fruttava al Comune 137.500 euro. Siamo riusciti ad
incrementare i guadagni del 50%. I dati relativi all’area archeologica di Monte
S. Angelo sono di per sé sottostimati, dal momento che i lavori in atto dal 9
settembre (si tratta del progetto di un percorso tridimensionale notturno) hanno
impedito la piena fruibilità del sito». Alla ritiene che l’Azienda Speciale
abbia corrisposto in pieno alla mission indicatagli dal Comune: realizzare utili
da attività varie, per reimpiegarli tutti in nuovi servizi a carattere sociale,
quale può essere, per l’immediato futuro, l’assistenza domiciliare per i casi
gravissimi. «Coltiviamo un progetto ambizioso: diventare autosufficienti.
Intanto già adesso siamo stati capaci di creare economie a favore delle casse
comunali, che impegnano di norma 2.300 euro per i servizi sociali». E per il
futuro il quadro, già di per sé positivo, potrebbe ancor più migliorare:
«Amplieremo la durata del servizio, adeguandolo alla stagione balneare, dando
anche una risposta alla domanda di lavoro che proviene dai nostri giovani.
Quanto al sito archeologico, puntiamo molto, in collegamento con il Monumento di
Camposoriano, a farne un punto d’attrazione specie per il turismo scolastico e
straniero. Alla fine di questo mese di ottobre il sito sarà fruibile, di notte,
in tutto il fascino delle immagini tridimensionali».
articolo di Ercole Bersani.

 

6666 [11]

La dichiarazione di dissesto farà perdere i compensi legati alle elezioni
comunali? Scrutatori e presidenti di seggio in questi giorni se lo stanno
chiedendo allarmati. Temono che, accanto agli altri debiti del Comune, possano
essere sacrificate anche le somme loro dovute. Abbiamo chiesto lumi alla
dirigente del dipartimento Finanze, Ada Nasti: «Il dissesto non si estende al
2011, ma va riferito solo al periodo che precede il 31 dicembre 2010. Quindi non
ci sarà alcuna incidenza sui compensi in questione, se mai un ritardo nella
corresponsione. Penso che nell’arco di due mesi i compensi verranno versati».
Quanto ai compensi per i referendum si apprende che i relativi mandati sono
stati già emessi.
Erc. Ber.

 

6666 [12]

Giorni fa denunciavamo la situazione vergognosa in cui versa la segnaletica
stradale in diverse zone della città, anche nel pieno centro di Terracina.
L’assessore ai lavori pubblici, Pierpaolo Marcuzzi, aveva replicato
assicurando che il Comune stava lavorando. Bene, ma perché non si impiega il
personale dell’Azienda Speciale? Sul contratto di servizio tra Comune e Azienda,
infatti, tra i servizi affidati all’ente strumentale, si trova anche la
manutenzione e il rifacimento della segnaletica stradale. Che però ancora viene
svolto dal Comune, a sue spese, mentre spetterebbe all’Azienda pagare (con
propri fondi) i dipendenti per sistemare strisce pedonali, stop, stalli per i
parcheggi e tutto il resto. Del resto all’Az ien da speciale spetterebbe anche
il compito di fare la guardia ai parchi, altro servizio attualmente latitante.
F. A.

 

6666 [13]

Chi progettò quelle piste ciclabili, anni fa, forse non era mai salito in
bicicletta. Chi li finanziò, in parte la Comunità Europea e in parte il Comune
di Terracina per centinaia di migliaia di euro, forse non aveva calcolato che
quel piano di mobilità urbana non aveva né capo né coda. Non ce l’ha per tanti
motivi, perché non si può pensare di rendere ciclabile una strada che non porta
da nessuna parte, come via Mortacino. Perché non si può pensare che in via
Lungolinea, si decida di far passare le biciclette tra i cassonetti dell’immon -
dizia, gli alberi e i parcheggi delle macchine. L’elenco dello scempio potrebbe
continuare, non mancano i dettagli per condire un disastro che è sembrato tale
già all’indomani dell’inaugurazione di quel percorso davvero poco ciclabile.
Sono passati anni, la manutenzione è avvenuta a singhiozzo, ma la fotografia
della situazione attuale è quella di una città che, nonostante la spesa di almeno
un milione di euro (se non di più), non può vantare uno straccio di pista
ciclabile.
F. A.

6666 [1]

Ora, anche sull’onda lunga delle recenti incursioni notturne, sembra venuto il
momento, per fare concretamente qualcosa e restituire al personale e agli utenti
un certo grado di tranquillità. La Regione Lazio è in procinto di dotare il
complesso di un sistema di vigilanza attiva e passiva. Ce ne parla il direttore
sanitario del presidio centro, dott. Sergio Parrocchia:«Ho ricevuto notizia che
è stata sbloccata l’esecuzione dell’appalto regionale per i servizi di
sorveglianza, che interessa anche il nosocomio di Terracina. Era da 4 anni, cioè
dal momento del mio insediamento, che ne avevo prospettato a ritmo continuo
l’assoluta priorità. Quello del Fiorini è un complesso grande, che ha bisogno di
una sorveglianza soprattutto di notte. Ora la Regione sta per avviare un
servizio di vigilanza armata di notte e far installare un sistema di
videosorveglianza 24 ore su 24». All’ingresso dei reparti si è stati costretti a
mettere delle porte blindate per evitare nelle corsie le intrusioni dei ladri
(anche così, però, ci sono le porte di emergenza sul retro che costituiscono un
elemento di potenziale debolezza). Razzia anche di auto parcheggiate. Gli uffici
del CUP hanno rappresentato da sempre un altro ventre molle della struttura, con
i malviventi che sono arrivati in un’occasione addirittura a smurare una
cassaforte. Gli ultimi casi di furti avvenuti negli spogliatoi dei dipendenti
(due blitz in tre giorni) hanno confermato che nessun angolo della struttura
ospedaliera è invulnerabile. «Cambiarsi di notte in una zona isolata può
diventare, specialmente per una donna, fonte di rischio e di angoscia» commenta
un dipendente. Il personale non ne può più. «Dalle 16,00 in poi l’ospedale
diventa una landa desertica» denuncia un infermiere. Barboni e tossici vi fanno
i loro bivacchi. «L’ospedale è un ambiente delicato. Va garantita innanzi tutto
la sicurezza dei malati ricoverati, ma devo preoccuparmi anche dei danni che
possono essere prodotti ai dipendenti e all’azienda stessa» conclude il
direttore sanitario.
Ercole Bersani

terracinesi [5]

Non c’è tempo da perdere. È ora che il Comune cominci a prendere provvedimenti
in materia di entrate. Lo chiede il dottor Giancarlo Verde, direttore del
dipartimento per gli Affari interni e territoriali che in veste ufficiale di
direttore centrale della finanza locale, per conto del ministero dell’Interno,
ha inviato la lettera al Comune lo scorso 29 settembre con cui si scandiscono i
tempi dell’iter. In primis, si «rammenta» all’amministrazione comunale
di deliberare entro il 19 ottobre «i provvedimenti di attivazione delle
entrate proprie» , quelle relative a «imposte e tasse locali di
spettanza dell’ente dissestato, le aliquote e le tariffe di base nella
misura massima consentita ». In una parola, bisogna deliberare gli aumenti.
E bisogna farlo subito, perché se scade il termine dei 30 giorni ci sarà, scrive
il ministero, «la sospensione dei trasferimenti erariali», cioè i soldi che
arrivano dallo Stato. La delibera di approvazione delle entrate proprie avrà una
durata di 5 anni e costituisce una parte importante del bilancio riequilibrato.
Le scelte su aliquote e imposte saranno la cartina di tornasole
dell’attendibilità del piano di risanamento. Dentro c’è un po’ di tutto: l’Ici,
l’Irpef, l’imposta su affissioni e pubblicità, il canone di occupazione di
suolo pubblico, i diritti di segreteria, i proventi dei beni patrimoniali
disponibili (con relativo elenco), i permessi a costruire, ordinari o da
condono, le sanzioni da Codice della strada, servizi a domanda individuale.
Tutto dovrà essere «rivisto» al rialzo. Insieme al «telefax urgente» del
ministero è arrivato anche un significativo incartamento: il «Modello F».
Quaranta pagine da compilare con numeri, numeri e ancora numeri per presentare
un’ipotesi di bilancio riequilibrato. È una sorta di autocertificazione su cui
appongono le firme il dirigente del dipartimento finanziario, il Collegio dei
revisori dei conti e il segretario generale, oltre il sindaco Procaccini, a
garanzia della veridicità dei dati. Una enormità di tabelle da cui dovrà
trasparire la gestione passata e la differenza, in termini di risparmio, con
quella ipotizzata per risalire la china del debito. Nelle entrate proprie
rientrano, ad esempio, i servizi a domanda individuale. Come gli impianti
sportivi, che a consuntivo 2009 erano coperti dagli utenti solo per lo 0,92%. A
pagare, saranno ora le società sportive. Stesso di scorso per il museo, che
incassa appena 1.700 euro l’anno e ne spende invece 169 mila. Dunque biglietto
da aumentare. E poi, non è detto che, nel caso il Comune non riesca a far fronte
al mantenimento dei servizi, non possano rivedersi le tariffe delle mense
scolastiche pure già coperte per il 50% dalle rette, o degli asili nido, che
costano ogni anno oltre 400 mila euro. Dalla lettera del ministero, infatti,
sembra trasparire una sola, rigida regola: capire come incassare soldi, ovunque
sia possibile. E ridurre le spese correnti: indebitamento, enti partecipati,
collaboratori esterni, consulenze. Persino su utenze di luce, acqua e gas,
cellulari, computer, auto di servizio il ministero chiede conto dei risparmi
previsti. La grande austherity è cominciata, parola di ministero.
Diego Roma

terracinesi [4]

Gianfranco Fini sarà a Terracina il 14 ottobre in occasione della Festa
Futurista «Terracina, nazione, legalità e merito». L’appuntamento è in Piazza
Municipio alle 17. In caso di maltempo la festa sarà ospitata presso la sala
congressi dell’Albergo Hotel Torre del Sole. Il presidente della Camera viene a
sostenere una realtà importante, come quella terracinese, legata al nuovo
partito da lui fondato, «Futuro e Libertà».

 

terracinesi [3]

Il quartiere delle Capanne, in pieno centro cittadino,
da alcuni giorni è invaso dai topi. Residenti e commercianti hanno deciso di
denunciare la continua presenza di roditori in strada alle autorità competenti,
ma purtroppo non si vede alcun tipo di riscontro. L’ultimo episodio a dir poco
spiacevole è stata la presenza di un topo in mezzo alla strada, proprio davanti
un’attività commerciale. Il roditore di grosse dimensioni è rimasto per diverse
ore morto contro il marciapiede. Uno spettacolo indecente, anche perché la zona
è molto trafficata e lo spettacolo, sia per la vista che per l’olfatto, non era
assolutamente adeguato a una città che si dice a vocazione turistica. «La verità
è che abbiamo un fiume poco lontano che versa in condizioni pessime. I topi
fanno avanti e indietro tutti i giorni, ma purtroppo nessuno si impegna a
sistemare la situazione. Anzi, in campagna elettorale il sindaco Nicola
Procaccini era venuto da noi a promettere una seria riqualificazione di tutta la
zona. Ma fino ad oggi non abbiamo ancora visto nulla. Gli operatori della
nettezza urbana passano saltuariamente e dobbiamo attrezzarci in modo autonomo.
Perché allora dobbiamo pagare le tasse?».
F. A .

 

terracinesi [2]

A due passi dall’acropoli l’ex ospedale nel totale degrado
Arrivano su Facebook le immagini dell’ex ospedale.
Sconvolgenti. Vi appare una struttura abbandonata a se stessa. Il vecchio
ospedale, che domina la primitiva acropoli di Terracina in una posizione di
incomparabile bellezza, è stato ospitato dal 1874 fino al 1994 nell’ex convento
francescano, che si considera fondato dallo stesso santo serafico all’incirca
nell’anno 1222. Ospitò papi e regnanti. Bello impossibile, l’ex ospedale. Dalle
foto appare immerso nel più completo degrado e alla mercé di chiunque, animali e
persone. Completamente saccheggiato. Alle porte e alle finestre non ci sono più
gli infissi. I fili di rame sono stati sfilati. Trafugato pure il materiale
industriale delle cucine (un tizio è stato sopreso, mentre portava via un
pentolone). Escrementi ovunque. Gli armadi sono a cielo aperto. I sanitari sono
rotti. Tracce di bivacchi. Ospiti abusivi hanno addirittura messo il proprio
nome davanti alla stanze dove alloggiano. L’umidità regna sovrana. Faldoni e
lastre buttate alla rinfusa. In definitiva, qualcosa di indecoroso che sta
suscitando la rabbia di molti affezionati della rete.
(il Tempo)

terracinesi [1]

Partono i lavori di riqualificazione del fontanile di Santo Stefano. Il
progetto, promosso dal Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi e
sollecitato dal sindaco di Terracina Nicola Procaccini, anche nella veste di
presidente della Comunità del Parco, restituirà decoro e igiene alla fonte, che
distribuisce a mandrie, greggi, residenti e turisti l’acqua freschissima e ricca
di calcio che scaturisce dai cunicoli scavati nella roccia dal paziente lavoro
di generazioni di pastori. Il recupero del fontanile arriva in seguito alle
numerose proteste da parte dei residenti, che hanno denunciato per lungo tempo
il degrado in cui era sprofondata la struttura. I lavori porteranno a un
definitivo recupero del fontanile, alla creazione di cisterne per sopperire alla
carenza idrica estiva e alla costruzione di abbeveratoi per gli animali sono gli
obiettivi prioritari dei lavori in corso, che costituiscono uno dei primi
interventi tesi a migliorare la qualità della vita degli abitanti del Parco.
F. A.

panoramiche1 [34]

Trasferimento di Medicina? Pare di no.
Ieri mattina, nel corso di un incontro, il rettore Luigi Frati, il delegato per
le Attività assistenziali presso il Polo Pontino Carlo Della Rocca, il direttore
generale della Azienda sanitaria locale Renato Sponzilli e l’assessore regionale
Stefano Zappalà avrebbero messo a punto una strategia per integrare il lavoro
dei medici universitari con quello degli ospedalieri. In particolare sarebbero
stati affrontati i rapporti dei medici all’interno dell’ospedale civile di
Latina, il «Santa Maria Goretti», e ma anche in parte quelli del Fiorini di
Terracina. In pratica si starebbe pensando di potenziale il reparto di medicina
d’urgenza del nosocomio della città di Monte Giove, attraverso una maggiore
integrazione tra universitari e strutturati. A Latina invece dovrebbero restare
tutte le altre specializzazioni. Una vittoria, dunque, per gli studenti pontini
che si erano opposti con forza allo spostamento della facoltà anche attraverso
una corposa raccolta di firme, ma anche per tutte le forze politiche che avevano
sostenuto l’idea di una integrazione tra le due figure, a questo punto
considerate entrambe essenziali – ognuna nel proprio ruolo – per il
funzionamento della sanità pontina e per l’assistenza dei pazienti. In
particolare su Latina si starebbe pensando di decentrare verso l’Icot (dove sono
presenti sale operatorie di alto livello, soprattutto per quanto riguarda la
cardiochirurgia) parte della didattica, anche nell’ottica di una possibilità di
decongestionamento delle strutture sanitarie romane, già abbondantemente sature
di richieste. Nel frattempo, anche nella giornata di ieri e nei giorni scorsi,
si sono susseguiti i commenti contrari all’ipotesi di spostamento della Facoltà
di Medicina. «Latina non ha bisogno di questo schiaffo» – avevano commentato il
coordinatore cittadino di «Giovane Italia» Antonio Capozzi e Roberto Fighera,
rappresentante della Facoltà di Economia di Latina. «Le nostre eccellenze vanno
salvaguardate ed incentivate». Contrario allo spostamento si è dichiarato ieri
anche il consigliere comunale de Il Patto Marco Fioravante, che si è concentrato
anche sulle carenze del polo pontino, sul quale andrebbero applicate le
opportune migliorie: «Gli studenti fuori sede devono avere la possibilità di
integrarsi completamente con la città affinché diventino una vera risorsa per il
territorio. Nelle nostre facoltà mancano i collegamenti Wi-Fi, la mensa non
riesce ad accogliere tutti e sono carenti i servizi dei trasporti pubblici e dei
parcheggi riservati agli studenti. In questo valzer politico ci si è dimenticati
dei reali problemi che vivono quotidianamente tutti gli studenti della facolta di Latina».
Stefania Belmonte

 

panoramiche1 [26]

TERRACINA «L’ente deve dotarsi di un inventario dei beni mobili ed immobili».
Si sono ripetuti negli anni gli inviti dei revisori dei conti ad essere
virtuosi, ma l’amministrazione comunale, come uno scolaro discoletto, ha fatto
sempre orecchie da mercante.
Ora che il dissesto è dichiarato, una ricognizione in questo settore non è più
rinviabile, dal momento che serve al programma di risanamento finanziario.
Stretto dalle necessità, il sindaco Procaccini ha formato una task force. E i
primi risultati cominciano ad essere semplicemente sorprendenti. Il Comune ha
terreni e fabbricati in gran numero e di molti non ne conosceva in alcun modo
l’esistenza.L’urgenza è quella di vendere gli immobili non funzionali alle
necessità dell’ente (esclusi tassativamente i cosiddetti «gioielli di famiglia»,
cioè a dire i beni storici) e di pagare, con le somme incassate, i debiti. Il
progetto cozza contro un limite: i beni-fantasma. «Gli elenchi a nostra
disposizione» illustra il primo cittadino ìnon possono dirsi in alcun modo
esaustivi e comprensivi di tutti i cespiti immobiliari dell’ente. Da qui la
necessità di costituire un gruppo di lavoro, per arrivare ad un quadro completo
del patrimonio comunale. Gli impiegati comunali che lavorano al progetto (non si
tratta di un’attività che comporta per il Comune un onere finanziario) hanno già
raggiunto dei risultati più che positivi. Esiste una marea di immobili mai
accatastati. Si sono scoperti atti di vendita stipulati addirittura in Gran
Bretagna e in Sicilia, ma sempre per fabbricati e terreni ubicati nel territorio
cittadino. All’interno di ogni singolo atto sono stati individuati più terreni e
fabbricati. Si tratta, come si può ben capire, di un lavoro certosino, che
comprende una verifica puntuale dei catasti, l’accatastamento ove necessario e
la valutazione. In parallelo stiamo procedendo all’adeguamento del regolamento
per le alienazioni, in modo da favorire l’acquisto di terreni e immobili da
parte degli stessi cittadini terracinesi. Dal censimento in corso conto di avere
tra una quindicina di giorni un primo elenco, che potrò consegnare ai membri
dell’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL), a suffragare l’ipotesi di
potenziali entrate, che ci possono mettere al riparo dal rischio di imposizioni
extra sui cittadini». Allora i Terracinesi, pur gravati dal macigno del
dissesto, si scoprono ricchi? «Direi quasi ricchi. Siamo come dei nobili un po’
decaduti e in disgrazia, che hanno grandi proprietà in abbandono. Se
dimostreremo spirito di intraprendenza» conclude il sindaco Procaccini «potremo
valorizzare il patrimonio lasciatoci dai nostri padri e farne una forza, che ci
aiuti a superare la difficile congiuntura economica attuale».
di Ercole Bersani

panoramiche1 [25]

 

 

 

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terracina-bella-foto-spiaggetta-con-barche-inizio-900_bis 
È come se il tempo si fosse fermato il 19 settembre scorso. Basta aprire l’albo 
pretorio per avere il polso della situazione politico-amministrativa del Comune 
di Terracina. L’ultima delibera di rilievo - e ci mancherebbe - risulta essere 
quello che attesta la bancarotta dell’ente. Dopo quel giorno, se la macchina 
amministrativa lavora, diciamo così, al ralenti, o quanto in silenzio in attesa 
che arrivino i commissari liquidatori, il dibattito politico sembra essere 
finito in cantina. Come se, prima della dichiarazione di dissesto tutti 
sapessero cosa era meglio fare, e ora che il dissesto è stato dichiarato le idee 
fossero svanite. Se si eccettuano le polemiche tra maggioranza e opposizione,
tutte con la testa rivolta al passato, la produzione di progetti e 
proposte per il rilancio della città appare affaticata. Dal 21 settembre scorso, 
l’unica interazione con la cittadinanza risulta essere la lettera scritta dal 
sindaco Nicola Procaccini ai cittadini. Per il resto, a vivacizzare la 
dialettica ci sono state solo baruffe interne e piccoli rancori mai sopiti. 
Basti pensare che a scuotere la politica locale dal torpore in cui sembra essere 
caduta dopo il dissesto finanziario, ci ha dovuto pensare l’assessore al Turismo 
Stefano Zappalà, quando ha tirato in ballo la città di Terracina come nuova 
candidata ad ospitare il polo universitario di Medicina, che nelle intenzioni di 
alcuni dovrebbe essere spostato di peso da Latina. Tutta da scrivere invece la 
pagina delle cose di casa nostra. Il piano di risanamento elaborato dalla 
maggioranza in otto punti, ad esempio, non è stato mai reso pubblico, la 
cittadinanza lo ignora. In quel documento ci sono progetti e idee che 
confluiranno in quel bilancio riequilibrato che dovrà convincere il ministero 
sulla capacità dell’ente di ripagare la propria massa debitoria. Eppure nessuno 
in giunta ha ritenuto di dover interagire con i cittadini. Molti dei sette 
assessori della giunta Procaccini, sebbene di sicuro impegnatissimi a correre 
dietro alle emergenze, sembrano essere entrati in una catalessi post- dissesto. 
Nemmeno un rapportino su quello che sta accadendo e accadrà da oggi ai prossimi 
cinque anni alla città. Si pensi all’urbanistica, che con la C2 e il 
Quadrante di Nord Ovest sarà il vero motore economico della città, ma anche il 
settore che più trasformerà gli spazi urbani e, di conseguenza, la vita dei 
cittadini. Si pensi ancora alle attività produttive (pesca, agricoltura, 
servizi) che attraversano un momentaccio e non hanno ancora avuto l’occasione 
di sentire l’assessore competente. Si pensi all’ambie nte, che a Terracina 
registra grossi default, tra cui l’avvio di una raccolta differenziata di cui si 
parla da un lustro, che doveva partire ad ottobre e di cui non si sa nulla. Si 
procede, insomma, con passo felpato verso le grandi e le piccole scadenze del 
dissesto. Il 15 ottobre il Consiglio comunale dovrà obbligatoriamente deliberare 
l’aumento di alcune tariffe. Al momento è l’unica certezza.
Diego Roma

6666 [3]

Svuotata la profumeria Bottino di ottantamila euro
Sono andati dritti verso il reparto profumi ed hanno fatto man bassa di
confezioni di ogni genere.
Tra le più costose. Hanno dimostrato di aver buon gusto i ladri che, nell'ultimo 
weekend, sono penetrati nel supermarket Pim di via Mario Zicchieri, nel 
quartiere Arene. Il bottino è stato cospicuo: si parla di circa 80 mila euro. La 
notizia è trapelata solo ieri. E' stato nella notte di domenica, con ogni 
probabilità, che i malviventi hanno portato a termine il colpo. A facilitare 
loro il compito è stato il fatto che via Zicchieri è una traversa chiusa. 
Proprio in fondo c'è il negozio di casalinghi, detersivi, cosmetica, oggetti da 
regalo, profumeria Pim Market. I ladri hanno scardinato la serratura di una 
serranda, forse utilizzando un trapano. Una volta dentro, si sono mossi con 
determinazione verso particolari scaffali, arraffando profumi, trucchi ed altri 
prodotti di bellezza. Tutti di un certo prezzo. Quindi i malviventi si sono 
allontanati indisturbati. Nessuno che, nei paraggi, abbia sentito qualcosa di 
strano e si sia allarmato. Ad accorgersi di quanto successo è stato il 
proprietario alla mattina di lunedì, quando ha riaperto l'esercizio commerciale 
dopo il riposo festivo. Il negozio si presentava tutto a soqquadro dopo 
l'incursione notturna. Venivano informati i Carabinieri della locale Compagnia, 
che effettuavano un sopralluogo alla ricerca di eventuali impronte o tracce 
lasciate dai ladri. Il proprietario dell'esercizio commerciale ha sporto 
regolare denuncia contro ignoti. Ancora ieri non era stata completata la conta 
dei danni subiti. L'inventario era ancora in corso. Ad una prima stima le 
perdite sembrano ammontare a circa 80 mila euro. Una donna anziana che abita in 
via Zicchieri avrebbe riferito di aver visto domenica sera un uomo con la barba 
aggirarsi con un fare sospetto nella zona. Una testimonianza, questa, tutta da 
valutare. Via Mario Zicchieri risulta di notte una terra di nessuno, confinata 
alle spalle di via Pecs. Per la sua marginalità, viene frequentata da persone 
poco raccomandabili. È in un tale contesto ambientale, che hanno potuto operare 
i malviventi. Nemmeno il tempo di prendere possesso del comando che già il 
tenente Angelo Bello si ritrova con il suo bel da fare.
Ercole Bersani

6666 [4]

Non si è potuto svolgere materialmente l'incidente probatorio previsto per ieri 
nell'ambito dell'inchiesta della Procura sui bilanci truccati del Comune. Era in 
programma la perizia su tre computer sequestrati nell'abitazione dell'ex 
dirigente del dipartimento Finanze Piero Maragoni, unico indagato della vicenda 
(è difeso dagli avvocati Massimiliano Cesare Fornari, Adelindo Maragoni e 
Tiziano Ottavi). Presenti il perito nominato dal Gip De Robbio e i consulenti di 
parte. Si è dovuto constatare la mancata presenza dell'oggetto da periziare, dal 
momento che si trovava nella disponibilità del consulente nominato a suo tempo dai pm.
(da IL TEMPO)

6666 [5]

Affidamenti in economia, procedure negoziate, cottimo fiduciario. È questa la 
nuova grammatica dei lavori pubblici a Terracina. Una grammatica «semplificata» 
che è apparsa ieri in un avviso pubblico del dipartimento dei Lavori pubblici, 
che ha aperto le iscrizioni alle imprese che potranno in futuro essere 
contattate «per le vie brevi» ogni qual volta l’ente abbia bisogno di affidare 
lavori e servizi pubblici. Il sistema, previsto dal decreto legislativo 163 del 
2006, presenta numerosi vantaggi in termini di burocrazia: consentirà infatti 
all’amministrazione comunale di disporre di un elenco di aziende da 
contattare senza ricorrere alla gara pubblica. Uno di essi è il cottimo 
fiduciario, previsto nei casi di urgenza e la cui procedura è affidata alla 
diretta responsabilità di un funzionario comunale, che una volta selezionato il 
«cottimista» contrarrà con esso un rapporto di lavoro per una parte o il totale 
dei lavori previsti. Siamo nell’universo della trattativa privata. Il bando, 
pubblicato sul sito Internet del Comune, scade il 21 ottobre prossimo, termine 
perentorio entro il quale le imprese possono iscriversi. Le procedure negoziate 
in realtà non vanno a sostituirsi in toto alle gare d’appalto. La normativa 
prevede infatti che vi siano dei limiti sull’importo dei lavori (la soglia 
dell’importo di un lavoro non dovrà superare i 500 mila euro) nell’uso di questa 
tipologia di affidamento e il rispetto di rigidi requisiti in materia tecnica, 
economico-finanziaria e anche penale. Di contro alle aziende che vogliono 
iscriversi basterà compilare un’a ut oc er ti fi ca zi on e. L’elenco del Comune 
divide le imprese per tre classi di importo: la prima fino a 258.228 mila euro, 
la seconda da questo importo a 516.457 mila euro, la terza dai 500 mila euro e 
rotti a 1.032,913 euro. Il segnale lanciato dall’amministrazione 
comunale con la scelta delle procedure negoziate racconta bene anche i bisogni 
della città. Quelli, indispensabili, relativi alla manutenzione, che va dalle 
strade al restauro di immobili, dalle opere marittime, come quelle del dragaggio 
e della manutenzione dei canali, alla segnaletica stradale, passando per la 
fornitura di materiali. Accantonati dunque per il momento i grandi appalti da 
milioni di euro, è evidente l’intenzione dell’ente di prevedere tutta una serie 
di interventi di piccolo respiro, che risultano con tutta evidenza urgenti e 
dunque poco compatibili con le procedure ordinarie di gara ad evidenza pubblica. 
Cruciale sarà il ruolo della macchina amministrativa, che si assume in toto la 
responsabilità della selezione e avoca a sé anche il ruolo di controllore della 
veridicità delle dichiarazioni sostitutive, oltre che quello di sedersi 
direttamente al tavolo della trattativa con le imprese iscritte nell’elenco.
Diego Roma

6666 [6]

Dietro il silenzio albergano i mal il Pri fa i capricci di pancia nella  maggioranza. 
Almeno stando alle indiscrezioni che raccontano di qualche partito 
interno alla coalizione che sostiene Nicola Procaccini alquanto distaccato 
rispetto alle attività politiche in agenda. Nella scorsa riunione di 
maggioranza, ad esempio, ha disertato in tronco il Partito repubblicano, sebbene 
il punto all’ordine del giorno fosse dei più delicati. Il percorso futuro della 
città. Chi li frequenta descrive un Pri alquanto disilluso e per certi versi 
«ferito» dagli equilibri che si sono creati nel centrodestra. Non c’era il 
capogruppo Loreto Maragoni, non c’era nemmeno il segretario del partito 
dell’Edera Piero Longo, e quelle sedie vuote sono sembrate ad alcuni come un 
segnale della scarsa attenzione riservata al partito d el l’Edera nella 
compagine di maggioranza. In realtà però non sarebbero i soli i repubblicani a 
vivere con disincanto la politica cittadina. Più in generale sarebbero ancora 
una volta gli ex di Nardi a frequentare con parsimonia il Palazzo. D’altronde 
non si può dimenticare la seduta consiliare sulla dichiarazione di dissesto, 
nella quale gli ex amministratori si sono visti costretti ad una strenua difesa 
del proprio operato davanti ad una relazione dei revisori dei conti e ad un 
dibattito politico tutto incentrato a cercare responsabili e colpevoli. Per il 
resto, l’evidente perdita di protagonismo assegnata ai repubblicani già nei 
giorni di composizione della giunta ha evidentemente «scottato» il partito, che 
nei giorni in cui la maggioranza si riunisce per fare il punto sulla difficile 
situazione della città, trova di meglio da fare. Molto ha contato anche la 
metamorfosi interna che ha registrato il partito dell’Edera. Perché se è vero 
che sono rimasti in lizza Maragoni e Ezio Longo, quest’ultimo nominato 
assessore, è altrettanto vero che l’at - tuale presidente del Consiglio comunale 
Gianni Aiello, eletto nelle file del Pri, proviene da percorsi politici diversi 
e non di rado è stato apertamente in rotta con la passata amministrazione 
comunale. Qualche novità potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il responsabile 
provinciale del Pri, infatti, in un comunicato dei giorni scorsi ha annunciato, 
a margine di una polemica per le amministrative di Gaeta, la fedeltà del partito 
al Pdl e la presentazione, a breve, del nuovo partito
cittadino anche a Terracina.
D. R.

6666 [7]

Nasce anche a Terracina il coordinamento del movimento dei Cristiano popolari 
guidato dall’onorevole Mario Baccini. A capo del coordinamento è stato nominato 
Paolo Ranaldi, che avrà il compito di condurre la compagine. Lo fa sapere il 
coordinatore provinciale Edmondo Angelé che annuncia la partecipazione del 
movimento al tesseramento del Pdl in vista dei congressi. Angelé esalta i valori 
«che provengono dalla dottrina sociale della chiesa, dalla storia del 
cattolicesimo democratico, popolare italiano ed europeo» e vede nel Pdl «l’unico 
partito nel quale c’è la naturale possibilità di una loro concretizzazione nella 
sfera politica moderna».
D. R.
6666 [8] 

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I medici sono contrari al raggruppamento della Facoltà di Medicina a Terracina.
Lo hanno espresso giorni fa a Latina i professori universitari durante una
seduta degli esami di laurea. Lo ribadisce a chiare lettere il medico
ospedaliero dott. Giovanni Massaro, del reparto di ortopedia di Terracina, che
parla a nome di Futuro e Libertà. «Trasferire da una sede all’altra l’università
come se fosse un pacco postale: ancora una volta si vende fumo alla gente,
nascondendo i veri problemi. Non vedo l’utilità di ghettizzare l’Università in
periferia in un unico ospedale, dopo aver speso milioni di euro per creare la
cardiochirurgia all’Icot ad esempio. L’università per la nostra provincia deve
essere una grande risorsa. Ma, per come è stata concepita e si è sviluppata in
questi anni, ha solo fagocitato le poche somme disponibili. Ha portato solo un
aggravio di spese ed una corsa senza limiti alle poltrone. Non credo che sia di
questo che la nostra provincia ha bisogno. A Terracina c’è un’eccellente
integrazione con l’Università ed i problemi sono altri: mancano i soldi per i
computer, non si dispone di un collegamento in rete per la certificazione
online, non esiste una cartella clinica elettronica, le liste d’attesa sono
lunghissime, la radiologia ha a disposizione macchinari vetusti, il pronto
soccorso annaspa per carenza di personale, in sala operatoria mancano i ferri
chirurgici, l’ortopedia effettua prestazioni al limite del sovrannaturale con
pochi medici, da anni la medicina è gestita da precari. Ecco, questi sono i veri
problemi, di cui i malati sono le vere vittime di questo sistema».
Ercole Bersani

4444 [17]

Cosa pensando gli studenti dell’ipotesi spostamento di Medicina da Latina a Terracina?

A parlare sono gli specializzandi, vera «anima» dei reparti
universitari: medici che, iscritti all’università nel 2002 – quando il rapporto
tra università e ospedale era appena nato – che hanno scelto il polo pontino per
proseguire il loro percorso di studi. «Spostare Medicina sarebbe lesivo delle
aspettative dei cittadini per una sanità efficiente, ed ugualmente lo sarebbe
del diritto di noi studenti ad un’organizzazione didattica che rivendichiamo in
linea con le norme europee e nazionali. Non siamo merce di scambio per giochi di
potere». E «smascherano» la scusa di una cattiva convivenza tra ospedalieri e
universitari: «Il rapporto è migliorato negli anni, segno che l’integrazione è
avvenuta e può continuare. Si collabora in una rete assistenziale in modo che il
paziente possa essere seguito con un approccio multidisciplinare, nel suo unico
interesse». Il corso di Latina è organizzato bene e apprezzano l’impegno di
molte parti politiche per mantenere la facoltà a Latina. Oggi auspicano un
Goretti «migliore», con un Dea di II livello (potenziando neurochirurgia e
cardiochirurgia) e con un nuovo edificio attiguo per la didattica, per il quale
il rettore Luigi Frati riferiscono abbia già previsto il finanziamento.
«Indubbio è stato il vantaggio per i pazienti con l’interruzione della mobilità
verso Roma. Come si può sostenere, poi, che a Terracina vadano 220 posti letto
universitari, quando l’ospedale ne contiene massimo 120? E nessuno studente
sceglierebbe di iscriversi nel Polo pontino, sapendo di avere strutture
didattiche e laboratori a Latina e di doversi spostare per la pratica di 40 km».
Proprio su questo tema interviene anche un ex studente, oggi medico: il dottor
Marco Mafrici. «Non ci si rende conto cosa significa frequentare le lezioni
obbligatorie e spesso nella stessa giornata anche i reparti, studiando tutti i
giorni per 6 anni. L’ulteriore sacrificio di uno spostamento per la pratica è
impensabile: per molti studenti, soprattutto per i fuori sede, ciò graverebbe
troppo sul budget delle famiglie. La politica si impegni piuttosto a portare a
Latina scuole di perfezionamento, master, dottorati di ricerca. Si creino posti
di lavoro». In difesa di Medicina anche il segreterio provinciale del Pd, Enrico
Forte, che ha spiegato: «I dirigenti democratici riuniti, tra cui anche gli
onorevoli Sesa Amici e Claudio Moscardelli, ritengono insensata e fuorviante
l’ipotesi di spostamento: non si basa sull’analisi del rapporto tra università e
sanità pontina, ma risponde a logiche di lottizzazione che nulla hanno a che
vedere con le problematiche degli utenti e degli studenti, ma finiscono per
umiliare i territori». Nei prossimi giorni il Pd presenterà mozioni in tutti i
consigli comunali interessati da questioni universitarie e ospedaliere, per un
innescare un dibattito trasparente. Sale intanto a mille il numero di firme
raccolte dagli studenti pontini contro l’eventuale migrazione a sud della facoltà di medicina.
Stefania Belmonte

4444 [16]

 

 

 

Anarchia totale alla fonte di Santo Stefano: tubi che partono dalla fontana e
che non si sa dove vadano a finire, alberi potati in malo modo per ottenere
legna da ardere. La denuncia arriva dal consigliere comunale di Sinistra e
Libertà, che con un’interrogazione consiliare chiede lumi all’amministrazione
comunale. Marzullo esordisce sullo scempio degli alberi: «Un’abusiva potatura,
al solo fine di recuperare legna da ardere». Non è finita. Secondo l’esponente
di Sel, qualcuno si impossessa «in maniera impropria se non illegale, dell’acqua
della fonte». «Dal fontanile parte un tubo nero collegato con la fonte che va
verso sud costeggiando, seminterrato, i margini della strada fino a sotterrarsi
dopo alcune decine di metri, mentre un’ altro tubo nero, sempre legato alla
fonte, parte in direzione Nord e dopo tre metri è stato sotterrato e non si ci
rende conto dove va a finire». E ancora «al tubo terminale della fonte che
dovrebbe alimentare l’abbeveratoio è stata montata una fontana» prosegue
Marzullo, «probabilmente per fare in modo che l’acqua che non va
all’abbeveratoio può essere meglio convogliata ai terminali illegali installati
». Infine Marzullo si fa portavoce dei timori di alcuni residenti: «È stata, da
parte dell’amministrazione, concessa su Santo Stefano, una licenza di
pubblico esercizio, c’è il timore tra gli abitanti che dietro tale iniziativa si
celi l’intenzione di realizzare una discoteca all’aperto». Il consigliere di Sel
chiede al Comune «cosa intende fare» e se sia sua intenzione «perseguire,
tramite apposite denunce, o tramite l’utilizzo delle guardie municipali, i
responsabili di eventuali trasgressioni alla legge. Se è vostra intenzione
ripristinare immediatamente l’agibilità della fonte per metterla a disposizione
dei pascoli e della collettività» e di «controllare i lavori di ristrutturazione
del casale adibito ad albergo, affinché si fughino
le preoccupazioni dei residenti».
D. R

.4444 [15]

 

Raffica di scippi e furti nelle ultime 24 ore
Cinque i casi in meno di 24 ore. La serie nera è iniziata intorno alle 16,30 di
lunedì, quando in via Firenze una minorenne è stata avvicinata da due giovani in
scooter, che le hanno portato via la borsa. La ragazza ha dovuto far ricorso
alle cure dei medici, che le hanno riscontrato ferite guaribili in 5 giorni.
Qualche ora dopo escoriazioni ha riportato una signora, derubata in via Appia,
vicino alla Coop. Un tentativo di scippo, ai danni questa volta di un uomo,
naufragava in via Badino. La giornata brava dei ladri in motorino si concludeva
attorno alle 21,00. Una sedicenne la vittima. Affiancata, ha provato a fare
resistenza, attaccandosi al manubrio della bici. Ha perso l’equilibrio. Sette i
giorni di prognosi. Non era finita. Ieri mattina, tra le 10,00 e le 10,30, in
via Roma e in via Toscana si sono consumati altri due episodi. Si tratterebbe
sempre di una coppia di ragazzi, che viaggiano su uno scooter indossando un
casco scuro. Il bottino è sempre lo stesso: pochi spicci, cellulari, ecc. Posti
di blocco sono stati istituiti. Il fenomeno sta diventando una piaga. Non si
contano i casi avvenuti negli ultimi tempi. L’episodio più grave è avvenuto
circa un mese fa in via Martucci. Una donna di 82 anni, T.L., è stata
strattonata violentemente.
Erc. Bes.

4444 [14]

 

Finale Coppa del Mondo Double Trap: Oro per l’indiano Sodhi.
Innocenti ad un passo dal podio, chiude quarto, Di Spigno fuori dalla finale
dopo spareggio
Ronjan Sodhi conquista la Finale di Coppa del Mondo di Double Trap. L’indiano
bissa, ad Al Ain (UAE), il risultato ottenuto lo scorso anno ad Izmir (TUR)
salendo sul primo gradino del podio dell’ultima gara del circuito
internazionale. Per lui un totale di 187/200 eguagliato solo dal cinese Binjuan
Hu che Sodhi ha costretto all’argento con +2 a +1 nello shoot-off per la
conquista della Coppa di Cristallo. Al terzo posto il russo Vitaly Fokeev che si
merita il bronzo con 185.
L’azzurro Marco Innocenti, entrato in finale grazie ad uno spareggio fra quattro
tiratori per tre posti, nella serie decisiva non riesce ad affondare
sull’acceleratore. L’azzurro di Montemurlo chiude con 180/200 al quarto posto
con 5 piattelli di ritardo dal podio.
Peccato per Daniele Di Spigno (Fiamme Oro) di Terracina (LT) che, a differenza
del compagno di squadra, sbaglia lo spareggio per l’accesso alla finale e si
ferma al settimo posto con 136/150 +0.
Domani in pedana scenderanno gli specialisti di Fossa Olimpica. Nel comparto
maschile ci saranno Massimo Fabbrizi (Carabinieri) di Monteprandone (AP) e
Rodolfo Viganò (Forestale) di Castello d’Agogna (PV) che si misureranno con i
primi 75 piattelli di qualificazione, mentre per quello femminile ci sarà
Jessica Rossi (Fiamme Oro) di Crevalcore (BO). Per lei, così come per le sue
colleghe tiratrici, ci saranno subito 75 piattelli di gara più eventuali 25 di
finale.
RISULTATI DOUBLE TRAP: 1° Ronjan Sodhi (IND) 187/200 (+2); 2° Binjuan Hu (CHN)
187 (+1); 3° Vitaly Fokeev (RUS) 185; 4° Marco Innocenti (ITA) 180; 5° Walton
Eller (USA) 178; 6° Peter Robert Russell Wilson (GBR) 178; 7° Daniele Di Spigno
(ITA) 136/150 (+0).
di Augusto Martellini

4444 [1]

 

Ladri nei reparti dell’ospedale
Era disperato l’infermiere, che si è ritrovato l’armadietto svuotato dei
vestiti, dei documenti e dei soldi. Per tornarsene a casa, ha dovuto mantenersi
addosso la divisa da lavoro. Il giovane è stato una delle vittime dei ladri, che
l’altra notte sono penetrati all’interno degli spogliatoi per i dipendenti
maschi (infermieri, ausiliari, tirocinanti). È toccato a lui, intorno alle 4.30,
fare la brutta scoperta. L’intrusione era appena avvenuta. La porta del locali
era forzata. All’interno, tutto a soqquadro. Una quindicina di armadietti
personali erano stati scassinati e aperti. Nel suo, l’infermiere non ha trovato
più il portafogli con i documenti e le carte di credito oltre ai propri
indumenti. Ha dato l’allarme. È risultato che erano scomparsi altri effetti
personali. Svuotati anche alcuni borselli. I malviventi avevano cercato di
introdursi anche negli spogliatoi riservati alle donne e avevano fatto visita
all’interno del reparto di cardiologia, che si trova al piano superiore. Qui
hanno messo sottosopra una stanza, portandosi via un computer. I dipendenti
protestano per la mancanza di sicurezza.
(da IL TEMPO)

5555 [8]

 

«Dall’Ascom giungono solo critiche e offese e mai una seria proposta per la
soluzione dei problemi. Se ci saranno suggerimenti utili, saremo i primi a
compiacercene ». Replica così l’as – sessore al Bilancio Mariano De Gregorio
alle accuse che gli rivolge l’Ascom sulla firma del contratto tra Comune e
Terracina Ambiente per la durata di 14 anni. Secondo l’associazione la firma era
passata alla chetichella mentre si doveva evitare visti i guai giudiziari
della mista. «La stipula del co nt rat to era un atto dovuto e
legittimo, sancito da una Delibera del precedente Consiglio Comunale » replica
De Gregorio. «Che io fossi a conoscenza o meno dell’avvenuta firma dello
stesso non avrebbe potuto incidere in alcun modo sui fatti Parlare di
‘madrakata’ e darmi del bugiardo è un infimo tentativo, per il quale mi riservo
di valutarne la gravità nelle opportune sedi, di insinuare nell’opinione
pubblica il sospetto che io sia stato complice non si sa bene di chi, né per
quali vantaggi». L’assessore se la prende poi con Francesco Pezzano, definito
«il capetto di questa associazione» perché « ricorre a espedienti spiccioli per
far saltare ogni possibilità di concertazione tra la categoria e l’amministrazione».
D. R.

5555 [5]

 

«Strisce pedonali fantasma, stiamo lavorando». L’assessore ai lavori pubblici
del Comune di Terracina, Pierpaolo Marcuzzi, ammette che in parecchie strade
cittadine le strisce che formano la segnaletica orizzontale non ci sono o sono
diventate trasparenti. Ma d’altra parte rassicura: «In queste settimane si sta
provvedendo a rifare la segnaletica orizzontale in diversi punti della città,
sia in centro che in periferia, come ad esempio a Borgo Hermada. Inoltre sono
state rifatte le strisce in punti strategici, come ad esempio nelle vicinanze
degli istituti scolastici». Anche nell’immedia – to futuro, promette
l’assessore, i lavori andranno avanti per consentire una
migliore fruibilità del traffico cittadino.
F. A.

6666 [2]

Finisce agli arresti domiciliari Vera Emilio, la 38enne di Terracina indagata
per aver costretto con le minacce una commessa alle sue dipendenze a
licenziarsi. Ieri mattina il giudice del tribunale di Roma, su richiesta del
sostituto procuratore Antonio Calaresu, ha firmato l’ordinanza di custodia
cautelare ai domiciliari per la donna, ex responsabile di alcuni punti vendita
di una nota catena di abbigliamento intimo. I carabinieri di Roma hanno
notificato alla 38enne il provvedimento già nella giornata di ieri, e la notizia
si è diffusa subito, battuta da agenzie di stampa, portali di informazione
online e testate varie. La vicenda di Vera Emilio fece grande scalpore già
quando lo scorso aprile la presunta vittima, Sara, denunciò ai carabinieri di
Roma e al programma televisivo «Le Iene» su Italia 1, di essere stata obbligata
a licenziarsi. I fatti risalirebbero allo scorso dicembre, quando la vittima
subì, secondo l’accusa, una vera e propria tortura. Una punizione in piena
regola dovuta al fatto che la commessa alle dipendenze dell’indagata aveva
chiesto il pagamento degli straordinari maturati a lavoro. A quel punto Vera
Emilio avrebbe chiuso la ragazza in un camerino arrivando addirittura ad
aggredirla fisicamente. La giovane riportò contusioni al costato che i medici
del pronto soccorso reputarono guaribili in cinque giorni. Ma il servizio delle
«Iene», andato in onda lo scorso aprile, svelò anche altri retroscena, come ad
esempio l’«ammirazione» di Vera Emilio per il fascismo e il duce, Benito
Mussolini. Sempre nel reportage del programma televisivo erano state raccolte
anche le testimonianze di alcune colleghe di lavoro di Sara, che senza sapere di
essere filmate da una telecamera nascosta, confermavano le circostanze delle
minacce alla commessa. Dopo il servizio televisivo e lo scalpore della notizia,
decine di lavoratori si radunarono davanti il negozio per protestare contro la
titolare dell’attività commerciale. La catena di negozi presso cui lavorava Vera
Emilio sospese la 38enne, sollevandola da ogni suo incarico. Nel frattempo
l’iter giudiziario è andato avanti. Dopo la denuncia ai carabinieri, infatti, il
caso è passato nelle mani della Procura della Repubblica di Roma che, come da
prassi, aveva aperto un’inchiesta. Decisivo il racconto di alcune commesse
colleghe di Sara, che avrebbero confermato tutto agli inquirenti. La vittima,
lamentandosi di non trovare in busta paga gli straordinari, era diventata una
commessa «scomoda» in quel negozio. Ma il suo contratto sarebbe scaduto solo
qualche mese dopo e, quindi, fu minacciata e costretta a firmare il proprio
licenziamento. Ieri il giudice, su richiesta del sostituto Calaresu, ha disposto
l’arresto per la 38enne residente a Terracina, con l’accusa di estorsione.
Francesco Avena

6666 [3]

 

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terracina-porto-lavoro-e-fratellanza-primi-del-900_bis_b

Dal balcone del 3° piano di casa sua aveva preso a buttare suppellettili giù in
cortile vaneggiando. Ci sono volute più di due ore alle forze di polizia per
entrare nell’alloggio dove si era barricato l’uomo scongiurando il rischio che
potesse fare danno a sé e agli altri. È stata una mattinata di tensione alle
case popolari di via Giorgione. Erano da poco passate le 7 quando sono stati
allertati Polizia, Carabinieri, Vigili del fuoco e 118. Il 47enne S.G., in preda
ad un raptus, s’era chiuso dentro casa e, dal balcone, aveva cominciato a
buttare al di sotto un televisore, un quadro e altri oggetti. I pompieri, per
precauzione, hanno provveduto a staccare luce e gas. Carabinieri e poliziotti si
sono fatti calare con un cestello sul balcone e si sono introdotti in casa.
L’uomo non ha avuto alcuna reazione violenta. Il personale sanitario ha
provveduto a sedarlo.
(da IL TEMPO)

4444 [3]

La città delle strisce fantasma, dove la segnaletica orizzontale è un optional e
il traffico, guarda un po’, impazzisce. Centro urbano o periferia non fa
eccezione, l’asfalto, nelle frazioni come a pochi passi dalle principali piazze,
oltre a essere disseminato delle solite buche, è anche una colata di bitume a
tinta unita. Le strisce pedonali sono un miraggio. In viale della Vittoria, ad
esempio, nei pressi del ponte di via lungolinea o all’i ncrocio con via
Leopardi, non ci sono praticamente più. Quel poco che resta, si vede soltanto se
la vernice salta all’occhio dall’ombra. Ma se ci batte il sole, non
c’è niente da fare: la segnaletica diventa invisibile. Funziona così un po’
dappertutto, a tal punto che i pedoni sono obbligati ad attraversare la
strada a loro rischio e pericolo. Attraversano da ogni parte tanto la
segnaletica non c’è, e in questo modo provocano un continuo frena e accelera da
parte degli automobilisti. Ma se viale della Vittoria è un caso emblematico, la
situazione non cambia, anzi peggiora, spostandoci nelle strade interne. In via
Giacomo Leopardi e via Giansanti, ad esempio, ogni tanto spunta un cartello di
stop. Ma le strisce bianche a terra sono invisibili. Si scorge a tratti una
lettera, le altre o sono stare ricoperte da uno strato di bitume oppure sono
semplicemente sbiadite. All’incrocio tra via Leopardi e via San Rocco,
addirittura è sparito pure il cartello. La segnaletica a terra non si vede, il
cartello ottagonale rosso se l’è portato a casa qualche collezionista di
segnali, e allora in caso di incidente chi paga? È facile: il Comune, che
dovrebbe provvedere a sistemare la segnaletica e che invece non vede, o fa finta
di non vedere. Tutta la segnaletica orizzontale dovrebbe essere sottoposta a un
continuo lavoro di manutenzione, cosa che invece non accade. Verrebbe da
chiedersi, visto lo stato in cui versa la segnaletica orizzontale a Terracina,
se venga rispettata la legge. Ai Comuni si impone infatti di utilizzare le somme
incassate dalle multe per la sicurezza stradale. Le centinaia di migliaia di
euro incamerate dall’ente per ticket, abbonamenti e multe dovrebbero essere
destinate anche a quella segnaletica che da anni non riceve una consistente
«mano» di vernice. Forse che il Comune non abbia incassato abbastanza soldi? O
ha preferito usare quelle somme per coprire altre spese?
Francesco Avena

4444 [2]

L’ipotesi di separare l’Università di Medicina dal Goretti di Latina e di creare
un unico Polo universitario a Terracina trova opposti pareri nel capoluogo come
anche nella città di Giove.
Sulla linea dei favorevoli (tra gli altri, gli assessori regionali Zappalà e
Forte, il sen. Fazzone) si muove Pietro Serra (Città Nuove): «Ai fini della
funzionalità è prioritario avere in un’unica sede il policlinico universitario
pontino. Il Fiorini di Terracina ha tutte le caratteristiche per ospitarlo, dal
momento che presenta caratteristiche logistiche adeguate innanzitutto sotto
l’aspetto della facile mobilità e fruibilità. Da non dimenticare che
nell’originaria proposta, voluta fortemente dall’on. Maria Burani, la sede
universitaria doveva essere ubicata esclusivamente nel presidio ospedaliero di
Terracina». Alla schiera dei contrari (l’on. Galetto, il sindaco di Latina Di
Giorgi) si aggiunge il capogruppo del Pd terracinese Alessandro Di Tommaso. Con
queste argomentazioni: «Dietro la questione c’è una chiara linea di partito:
Zappalà, Fazzone, Del Balzo. E un progetto altrettanto chiaro: mettere le mani
su quel che resta della sanità. Se accadesse, sarebbe la resa incondizionata
della salute dell’intera provincia al volere di pochi. Chi pensa ai tanti
pazienti del resto della Provincia? Chi pensa ai laureandi a cui si chiede di
affrontare un viaggio della speranza, con i mezzi di trasporto attuali che
servono la città di Terracina? Di più, che ne sarebbe del Fiorini se alla
scadenza la convenzione con l’università non fosse rinnovata? A sentire il
richiamo delle sirene del vento del Sud, Terracina guadagnerebbe un policlinico.
In realtà, c’è il serio rischio che sia un escamotage, per evitare la chiusura
di ospedali doppioni, premiando, in apparenza, Terracina, a tutto vantaggio
dell’ospedale di Fondi e Formia».
Ercole Bersani

4444 [12]

È di quattro feriti e tre veicoli coinvolti il bilancio di un pauroso incidente
avvenuto venerdì sera sulla Pontina. Due auto e un furgone si sono scontrati al
chilometro 101 della strada regionale, innescando una carambola che soltanto per
una fortunata casualità non ha coinvolto altri mezzi in transito. Quattro
persone sono rimaste ferite nell’incidente, che avrebbe potuto avere cause ben
più gravi di quelle che invece, per fortuna, ha avuto. Le quattro persone
ferite, infatti, tre uomini e una donna, hanno riportato vari traumi ed
escoriazioni, ma per buona sorte non hanno riscontrato conseguenze gravi. Tutti
e quattro i feriti comunque sono stati caricati in autoambulanza e trasportati
all’ospedale «Goretti » di Latina per gli accertamenti medici del caso. Nel
frattempo vigili del fuoco e agenti della polizia stradale si sono prontamente
portati sul posto per verificare la situazione. La polstrada sta eseguendo le
indagini per accertare la dinamica dell’incidente, che potrebbe essere stato
provocato da una manovra azzardata o dall’alta velocità.
Francesco Avena

4444 [13]

Di mistificazioni della realtà parla l’ex presidente dell’Azienda Speciale
Valerio Golfieri, a proposito delle aspre critiche sollevate sulla sua gestione
da parte dei consiglieri d’opposizione Vincenzo Coccia (Gruppo misto) e Vittorio
Marzullo (Sel). Di illegalità diffuse hanno detto in diverse occasioni i due,
riferendosi a tutta una serie di questioni. I bilanci mai trasmessi dall’Azienda
Speciale al Dipartimento Finanziario? Golfieri risponde con circostanziati
riferimenti di date e di numeri di protocollo, per dimostrare che si è
registrato un incomprensibile «corto circuito», a causa del quale revisori e
consiglieri sono stati indotti in errore. Al Dipartimento Finanziario viene
anche addebitata anche un altro «anomalo comportamento»: l’aver distolto 500
mila euro di contributi a destinazione vincolata per far fronte agli impegni
della spesa corrente. Replica anche sulle assunzioni. Anche in questo l’ex
presidente ha voluto diradare ombre, soprattutto dopo che Coccia ha parlato di
«un centro di costo fuori di ogni controllo» in consiglio comunale. «Le
assunzioni a tempo indeterminato per i 54 ex L.S.U. e operatori degli asili-nido
sono state concordate con la Prefettura, la Regione Lazio e con i sindacati».
Quanto alle assunzioni a tempo determinato per il centro diurno e l’assistenza
scolastica, tutte svolte seguendo la procedura regolare della selezione
pubblica, l’ex presidente dell’ente strumentale ha tenuto a far rilevare che
esse sono state legate alla necessità di mantenere in vita servizi d’istituto
(centro diurno, assistenza scolastica) e servizi aggiuntivi (arenili, Tempio di
Giove, ecc). Confutate anche le presunte irregolarità riguardanti l’uso dei
voucher nel pagamento del personale degli arenili e le prestazioni aggiuntive
affidate al direttore generale dell’Azienda.
Ercole Bersani

4444 [21]

Deve essere ancora più infuriato il consigliere comunale di Sel Vittorio
Marzullo, ora che ha appreso direttamente dall’ex presidente dell’Azienda
speciale Valerio Golfieri che i bilanci di previsione e il consuntivo dell’ente
strumentale, introvabili anche per i revisori dei conti, sono stati regolarmente
presentati e protocollati al dipartimento finanziario. Sul caos di documenti,
inaccessibili quando – appunto – non introvabili, l’esponente di sinistra
vuole fare chiarezza. In una lettera inviata anche al Prefetto, Marzullo
descrive la sua odissea per ottenere i documenti. Si parte dalla IV commissione,
quella dei servizi sociali, inerpellata per ottenere i documenti: «Mi hanno
risposto che ciò non era vero e che anzi tutto ciò che io avevo richiesto era
reperibile sul sito dell’Azienda Speciale». Tentativo fallito. Poi parte una e-mail

alla dirigenza dell’ente per avere delucidazioni. «Nei giorni successivi
alla riunione della commissione, esce un comunicato stampa a firma della Dott.sa
Gallinari, vice presidente de ll’Azienda Speciale, in cui si afferma che i
bilanci non sono mai stati richiesti». Infine, nei giorni scorsi si riunisce di
nuovo la commissione per i Servizi sociali. Marzullo chiede che sia messa a
verbale la sua richiesta inevasa di documenti: ma in assenza di un segretario
verbalizzante, «il verbale è stato redatto dall’Azienda Speciale,
la quale se lo è redatto a suo uso e consumo» attacca Marzullo, e infatti, dice
«rispecchiava fedelmente il comunicato dell’Azienda Speciale con tutte le
omissioni sopra denunciate». L’esponente di Sel si dice indignato per la
mancanza di trasparenza con cui viene garantito l’accesso agli atti e se la
prende in primis con il sindaco Nicola Procaccini, colpevole di «immobilismo» e
di un «compiacente silenzio » che sta «determinando una perdita di credibilità
de ll’istituzione Consiglio comunale». In secondo Luogo Marzullo punta il dito
contro le promesse disattese dal presidente del Consiglio comunale Gianni
Aiello, il quale aveva garantito «che sarebbe immediatamente intervenuto per
ripristinare legalità e correttezza e che avrebbe provveduto a farmi avere i
bilanci richiesti nel più breve tempo possibile». Ce n’è abbastanza, prosegue il
consigliere, per «giustificare la richiesta delle sue dimissioni». Marzullo si
sente un consigliere «in libertà vigilata» e rilancia sull’ipotesi di
denunciare tutto alla Procura. «Al Prefetto chiedo di esercitare quanto è nei
suoi poteri affinché sia ripristinato il funzionamento degli organismi elettivi » .
Diego Roma

4444 [20]

Ben 80 scalini per arrivare al 5° piano.
E’ quanto devono salire gli impiegati dell’ufficio tecnico, per arrivare
all’ultimo piano della Torre Civica o Torretta. La monumentale costruzione del
centro storico alto risalente al XII-XIII secolo ospita a quel livello gli
archivi degli ultimi 10 anni di condoni. Oltre ad essere estremamente
difficoltoso, l’accesso si rivela anche gravoso, nel momento in cui occorre
prelevare i faldoni di questa o quella pratica. Ma non basta. I 4 piani
superiori, tutti adibiti ad archivio, versano in una condizione di abbandono per
la presenza di escrementi di piccioni, umidità da infiltrazioni, distacco di
calcinacci. Davvero un’ingloriosa fine per un bene storico, che meriterebbe ben
altra destinazione e valorizzazione.
Ercole Bersani

4444 [19]

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terracina-porto-lavoro-e-fratellanza-primi-del-900_bis_a 
BLITZ dei carabinieri di Terracina, nucleo tutela del lavoro e personale 
dell’ispettorato di Latina sui cantieri «mobili» in città. Gli investigatori 
hanno passato al setaccio numerosi cantieri edili. Particolare attenzione è 
stata posta per i cosiddetti cantieri «mobili», e cioè quelli che vengono 
allestiti solitamente per lavori temporanei come le facciate degli edifici. In 
tutto sono stati tre i titolari di altrettante imprese edili a finire nel mirino 
degli investigatori. In tutti i casi sono state riscontrate alcune violazioni 
alle norme relative la sicurezza sul posto di lavoro. Per tutti e tre gli 
imprenditori, originari di Terracina e da tempo attivi nel settore edile, è 
scattata una denuncia ciascuno e una multa per una somma complessiva di circa 
500 euro. Nello specifico, le irregolarità scoperte nei cantieri «mobili» hanno 
riguardato in un caso delle anomalie nel montaggio delle impalcature. Nei 
restanti due casi, invece, le irregolarità hanno riguardato la posizione 
contrattuale degli operai «pizzicati» a lavorare al momento del blitz. I tre 
cantieri sono stati momentaneamente «congelati», in attesa che gli imprenditori 
titolari delle aziende edili a vario titolo irregolari, si mettano a posto con 
le norme sulla sicurezza sul posto di lavoro. I controlli eseguiti nei giorni 
scorsi fanno parte di un più ampio programma di monitoraggio sul rispetto delle 
norme sul lavoro. Ci si sta concentrando in particolare sul settore 
dell’agricoltura e dell’edilizia, come dimostrato dai risultati ottenuti finora 
in termini di accertamento delle irregolarità e repressione del reato. Nel corso 
della passata estate, carabinieri del capitano Alessandro Giordano Atti e 
personale dell’ispettorato del lavoro di Latina hanno puntato l’attenzione 
soprattutto sul comparto agricolo, andando ad appurare in diversi casi l’impiego 
di manodopera clandestina.
Francesco Avena

3333 [1]

Postazioni del 118 ai privati
Dalla mezzanotte di ieri le postazioni del 118 della provincia non sono più 
gestite dalla Croce Rossa ma da aziende private. In questo modo a decine e 
decine di lavoratori è stata assicurata la permanenza in servizio. La nuova 
mappa è questa: per Latina Bollanti e Croce Amica, per Pontinia Croce Amica, per 
Cisterna e Cori Bollanti, per Aprilia la Coop. Provvidenza, per Terracina Croce 
Amica, per Fondi, Formia, Gaeta e Castelforte la Formia Soccorso di De Meo. «C'è 
stato un avvicendamento per quanto riguarda le ambulanze, ma tutto il personale 
- attesta Wanda Marigliani, delegata Cgil - È rimasto nelle nuove aziende con 
gli stessi contratti e le medesime mansioni. Per l'utenza, c'è da crederlo, non 
ci saranno problemi. Il servizio rimane lo stesso. L'affidamento avrà la durata 
di 3 mesi, il tempo necessario all'espletamento della nuova gara. La Croce Rossa 
ha affermato che i nostri contratti erano nulli. Rischiavamo di essre 
licenziati. L'Ares ha tutelato i lavoratori, permettendo l'assunzione da parte 
dei privati». 
Erc. Ber.
4444 [24]

È entrato nel negozio, ha acquistato prodotti per l’informatica, poi ha pagato con una card.
Tutto in regola, nell’apparenza. L’acquirente ha salutato il 
titolare dell’esercizio commerciale con la merce e si è allontanato. Soltanto 
qualche minuto dopo, al commerciante è però arrivata la comunicazione che il 
pagamento non poteva essere effettuato, forse perché quella card era risultata 
bloccata in quanto oggetto di furto. Al proprietario del negozio d’informatica 
del centro cittadino, non è rimasta altra scelta che rivolgersi alle forze 
dell’ordine per denunciare l’accaduto. I carabinieri, ricevuta la segnalazione, 
hanno già avviato le indagini del caso. Secondo le informazioni fornite agli 
investigatori, l’autore dell’acquisto con la card irregolare, sarebbe un 
cittadino straniero, forse dell’est Europa, che si accompagnava ad un’altra 
persona. I fatti sarebbero successi mercoledì pomeriggio. Purtroppo quando ci si 
è accorti del raggiro, il cliente col vizio della truffa si era già allontanato 
facendo perdere le proprie tracce. Non si esclude neppure che l’autore del 
raggiro non risieda a Terracina, ma sia giunto in città appositamente per fare 
gli acquisti semplicemente senza
pagare.
F. A.

4444 [11]

Arrestato pusher I carabinieri del Norm di Terracina hanno arrestato il 40enne 
A.C. di Terracina ed il 31enne D.T. di Fondi trovati con 10 grammi di cocaina e 
3 di hashish nell'auto. Ieri il processo per direttissima che è stato rinviato 
al 10 ottobre. Intanto A.C. dovrà rimanere in carcere, mentre D.C. ha ottenuto 
gli arresti domiciliari.
(da IL TEMPO)

4444 [10]

Potrà continuare fino a quando vorrà, il commissario del Parco dei Monti Ausoni 
Federico Carnevale, a dire che va tutto bene. Le decine di famiglie che 
risiedono all’interno dell’area protetta, infatti, la pensano in 
tutt’altro modo. E non per partito preso, questo è chiaro, ma semplicemente 
perché forse, al contrario del commissario dell’en - te naturalistico, i 
residenti vivono giorno per giorno tutti i limiti imposti da un Parco istituito 
dall’oggi al domani senza alcun confronto su chi vive sul posto. «Lo stupore – 
si legge in una dura nota del Comitato ‘Parco Ausoni no grazie’ viene 
dall’apprendere che il piano di perimetrazione e di sviluppo dell’ente sarebbe 
quasi pronto. Se è stato uno sbaglio istituire il parco senza la concertazione 
con le comunità locali, tra l’altro prevista per legge, rifare la perimetrazione 
senza che siano stati sentiti, in via preventiva, Comuni, associazioni e 
residenti significa perseverare diabolicamente nell’errore. Speriamo che 
qualcuno si renda presto conto che questo Parco non solo è inutile, ma anche 
dannoso. I residenti chiedono servizi: acqua prima di tutto. Non è un buona 
notizia aver cancellato il finanziamento di 800 mila euro per l’acquedotto che 
doveva portare l’acqua a Campo Soriano. Poco interessa alla popolazione 
apprendere che era una atto divenuto necessario per colmare il buco milionario 
della sanità regionale. Quel buco non era stato certo determinato dai cittadini, 
soprattutto quelli dell’area del Parco». L’analisi sull’utilità del Parco 
fornita dai residenti è tutta in negativo. Innanzitutto, dicono, non si può 
continuare a fare multe a chiunque, spesso in modo esagerato. «Abbiamo i 
guardaparco che vogliono insegnare a chi è agricoltore da generazioni come si 
pota una pianta di ulivo. Staremo sempre dalla parte di quella madre che si è 
vista multare dai guardaparco perché stava facendo una recinzione posticcia ad 
una cisterna per impedire che il proprio bambino ci andasse a finire dentro o di 
quell’allevatore che la recinzione la stava facendo per impedire al proprio 
armento di passeggiare sulle strade all’interno del Parco».
Se questo è un parco, o una prigione.
F. A.

4444 [9]

Attenzione a non rispettare i sensi unici in bicicletta: in caso di incidente
si  rischia la stangata. Il comitato «Terracina Ciclabile » torna informare sul 
mondo delle due ruote. Ultimo argomento in questione, i sensi unici. «Se il 
ciclista che cammina contromano in un senso unico viene investito, 
l'assicurazione del veicolo che lo ha travolto, se è questione di qualche 
centinaia di euro, probabilmente lo pagherà subito. Ma se l'incidente è serio, 
ed il risarcimento è di qualche migliaia di euro, difficilmente verrà risarcito, 
poiché sarà il ciclista a quel punto a non aver rispettato il codice della 
strada». Il comitato chiede al sindaco Nicola Procaccini di far rispettare sì le 
regole, ma anche di adeguarle a ciò che succede in gran parte dei paesi europei. 
Qui, infatti, le biciclette possono percorrere una strada a senso unico in 
entrambi i sensi di marcia. Ecco perché il Comitato presieduto da Luigi Cialone 
auspica l’emanazione di un’ordinanza sindacale con cui disporre anche a 
Terracina tale possibilità. Una richiesta legittima: fino a oggi, in una città 
come Terracina in cui le piste ciclabili o non ci sono o sembrano la presa in 
giro di un percorso a ostacoli, chi va in bicicletta è percepito più come un 
intralcio alla circolazione che un cittadino modello che non inquina, non 
provoca traffico e, soprattutto, non paga i balzelli
vari previsti invece per le auto.
F. A.

4444 [8]

«Tariffa integrata, una mandrakata» L’istituzione della Tia si poteva 
sospendere, se non fosse stato firmato alla chetichella il contratto 
ultradecennale con la Terracina Ambiente. L’Ascom torna sulla questione della 
tariffa integrata dei rifiuti approvata poche settimane fa in Consiglio comunale 
e bolla come «mandrakate» quelle dell’assessore al Bilancio Mariano De 
Gregorio, che nei giorni scorsi ha tentato di giustificare il passaggio 
inevitabile a Tia. Intanto l’Ascom ricorda come i legali dell’associazione 
avevano suggerito al sindaco Procaccini «la possibilità di soprassedere, con un 
legittimo atto di autotutela, alla decisione di deliberare l’adozione del 
regolamento e delle tariffe TIA». Potere esercitabile da qualsiasi ente pubblico 
a patto che non vi sia alcun contratto tra società e Comune. E invece: 
«l’assessore De Gregorio, con una stupefacente ‘mandrakata’ ha rappresentato ai 
presenti che la sottoscrizione contrattuale era avvenuta. Alla richiesta di 
copia, immediatamente fattaci fornire dal Sindaco, in verità stupito quanto i 
presenti, ci si è resi conto che la firma era stata posta appena il 4 di agosto».
D. R.
4444 [7] 


									

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