Archivio Maggio 2011

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Dai supereletti del Pdl ai «new entry»: degli ex restano D’Amico e Avelli
Come vada vada, sarà un Consiglio comunale a dir poco sbilanciato a destra.

Saranno infatti ben 20 i seggi occupati dai candidati eletti con le coalizioni
di Nicola Procaccini e Gianfranco Sciscione. Della lista del Pdl, con l’elezione
di Procaccini, siederanno tra i banchi della maggioranza Gianluca Corradini,
Danilo Zomparelli, Valentino Giuliani, Augusto Basile, Roberto Palmacci, e della
passata amministrazione Gianni D’Amico e Patrizio Avelli, primo dei non eletti
entrato proprio per l’elezione di Procaccini. Due invece gli eletti della lista
«Procaccini sindaco», Fabio Minutillo e Umberto Di Mario. Per il Pri invece
entreranno Ezio Longo e Gianni Aiello, mentre l’Udc vede entrare tra i banchi
della maggioranza Pierpaolo Marcuzzi e Dario Venerelli. Restano fuori dunque,
salvo nomine di giunta, per il momento molti dei cosiddetti «nardiani».
All’opposizione invece entrano 5 consiglieri comunali eletti tra le fila della
coalizione che ha sostenuto Gianfranco Sciscione, perdente al ballottaggio. Si
tratta di Francesco Zicchieri, Sergio Meneghello e Domenico Villani, eletti
tutti con 292 voti, candidati nella lista «Città Nuove », mentre Agostino
Apolloni è stato il più votato della lista «Sciscione sindaco». Occuperà i
banchi dell’opposizione anche l’ex presidente del Consiglio comunale Gianni
Percoco, candidato sindaco perdente al primo turno con Nuova Area, che al
ballottaggio ha dato il suo appoggio a Sciscione. In rappresentanza della
sinistra hanno guadagnato rispettivamente due seggi Domenico Zappone (candidato
perdente del Pd al primo turno) e Alessandro Di Tommaso, dirigente locale del
partito, e ancora due Vittorio Marzullo, segretario di Sel, e Vincenzo Coccia,
anch’egli perdente al primo turno come candidato a sindaco di una coalizione di
centrosinistra. Fuori, insomma, gran parte dei «vecchi» protagonisti della
politica in entrambi gli schieramenti. Si pensi all’ex sindaco Vincenzo Recchia,
ma anche a Edis Mazzucco, per non parlare di buona parte delle figure che in un
modo o nell’altro hanno coperto ruoli di potere in giunta. Tra tutti, gli ex
assessori Giovanni Masci, Giuseppe Amuro, Francesca Lauretti, Luciano Pecchia,
Loreto Maragoni. Praticamente quasi un’intera giunta.
D. R.


Va a fuoco nella notte la macchina nuova di un 50enne d’origine campana
direttore di un supermercato della zona.

Sul rogo indagano i carabinieri: si tratta infatti di un incendio misterioso. Le
fiamme hanno completamente distrutto la Fiat Panda di A.C., residente in via
Mortacino, lato mare. Erano all’incirca le 4 quando lui e le moglie sono stati
svegliati da un odore acre che si era insinuato dentro casa attraverso le
finestre. C’è voluto poco per capire cosa stesse succedendo. A dare la
«spiegazione» i bagliori che si levavano dalla Fiat Panda parcheggiata nel
viottolo di casa. I vigili del fuoco del distaccamento di Terracina hanno avuto
qualche difficoltà ad accedere alla proprietà del napoletano. I loro sforzi sono
stati, comunque, inutili. L’incendio era stato talmente violento da distruggere
completamente la macchina. Sul posto non sono stati trovati inneschi o altro
materiale incendiario. Si pensa a cause elettriche, ma non è per nulla esclusa
la matrice dolosa. Ai Carabinieri A.C. ha riferito di non aver subito minacce.
Dunque l’ennesimo incendio nella zona di Terracina, sebbene al momento il rogo
non possa essere ricondotto ad alcuna ipotesi precisa. Resta il fatto che la
zona di Terracina si è imposta negli ultimi cinque anni agli onori della cronaca
per i continui incendi ai danni di strutture commerciali e semplici cittadini
sui quali non si è riuscita a fare piena chiarezza. Un’indagine mai comunque
conclusa e che tuttora va avanti nella speranza che porti ad un «filo
conduttore» in grado di chiarire i troppi misteri fin qui accumulati.
Ercole Bersani


Nicola Procaccini, a 35 anni, è il 22esimo sindaco di Terracina. Il candidato
del Pdl ieri si è aggiudicato la sfida del ballottaggio contro Gianfranco
Sciscione, con il 52,86% di preferenze, 11.760 voti, a fronte dei 10.488 voti
dell’avversario, che si è fermato al 47,14%. Il risultato è arrivato intorno
alle 17 e allo stabilimento balneare «Il Sombrero », dove la coalizione del Pdl,
costituita da La Destra, Partito repubblicano, Udc e la lista civica «Procaccini
sindaco» ha atteso col fiato sospeso e sezione dopo sezione, i risultati dello
spoglio. Sono stati 1.272 voti a fare la differenza, espressi in gran parte dai
borghi e le periferie. I «più trascurati in questi anni », ha dichiarato
Procaccini subito dopo la vittoria, mentre i supporter facevano sventolare le
bandiere del Pdl, le urla di giubilo, i cori da stadio. Vicino a Procaccini,
dall’inizio alla fine, l’onorevole Fabio Rampelli, che durante lo
spoglio è stato quasi un’ombra del giovane neo sindaco. E ancora il senatore
Claudio Fazzone, con i genitori di Nicola, l’ex senatrice del Pdl Maria Burani e
il padre Massimo Procaccini. Ma è stato il sostegno di coloro che lo hanno
sostenuto in questa lunga campagna elettorale a scandire gli attimi dello
spoglio. La tensione si è tagliata col coltello di fronte ai primi risultati,
che davano Sciscione in vantaggio, soprattutto grazie ai voti del centro città.
Un inizio da doccia fredda, in cui il via vai davanti al tavolo dei «tecnici»
dello scrutinio non si è arrestato un attimo e dove la scaramanzia l’ha fatta da
padrona fino alla fine, complice il dato dell’af – fluenza, ferma al 61,77 (il
15,17 in meno rispetto al primo turno), che nelle convinzioni doveva dare un
immediato vantaggio per il candidato del Pdl. Il resto è stato un susseguirsi di
abbracci, strette di mano, applausi, con più di qualcuno dei supporters sorpreso
con le lacrime agli occhi. Procaccini ha voluto a caldo dedicare la vittoria ai
terracinesi. «Tutti i terracinesi, di qualsiasi età, d’ogni quartiere, borgo e
frazione di questo bellissimo territorio. Siamo tutti protagonisti del grande
progetto di una nuova città». Un riconoscimento particolare, naturalmente, a
«quelli delle periferie, che in questi anni sono stati trascurati e che pure
hanno dimostrato di credere in me, e a me stesso, perché con convinzione non ho
seguito il mio avversario sul sentiero di lacerazione e di scontro con cui ha
impostato la campagna elettorale». Il neo sindaco ha poi aggiunto: «Ora voglio
dimostrare a tutti i cittadini, anche quelli che non mi hanno votato, di essere
una persona diversa e migliore di quella che è stata raccontata. Nessun
sentimento di rivalsa nei confronti della presidente della Regione Renata
Polverini, né del sindaco di Roma Gianni Alemanno: rispetto le scelte di tutti e
spero sinceramente che continuino a frequentare Terracina e a interessarsi dei
suoi problemi come l’hanno fatto in questi giorni. Siamo una città che non
conosce il rancore, ma solo la speranza di un futuro migliore per tutti».
Procaccini dopo la festa al «Sombrero » si è recato nel palazzo del Comune, dove
si è, anche se solo ufficiosamente, già insediato. A raggiungere Nicola
Procaccini, intorno alle 19, anche il ministro della Gioventù Giorgia Meloni,
altra sua «madrina» in questa campagna elettorale, che con il suo (ormai ex)
portavoce ha festeggiato a Borgo Hermada e a piazza Mazzini. Da sopra la
terrazza della pizzeria «La Focaccia » Procaccini ha parlato alla gente. «Questa
è una vittoria più bella di tante altre – ha detto – spero però che torneremo a
festegiare ogni 30 maggio degli anni a venire. Non una vittoria elettorale,
ma risultati concreti».
Diego Roma


Manifesti “mortuari”, solidarietà a Gianfranco Sciscione.
Sui muri di alcune zone della Città sono apparsi ieri sera manifesti listati a
lutto con la dicitura: “… scomparsa della vittoria elettorale del candidato
Sciscione …”. Il gesto compiuto oltre ad essere di cattivo gusto non
rappresenta lo stile di coloro che si riconoscono del Popolo della Libertà di
Terracina e dei rappresentanti politici dei partiti e liste civiche che hanno
accompagnato alla vittoria il sindaco Nicola Procaccini.
Per queste ragioni esprimiamo a Gianfranco Sciscione la nostra solidarietà umana
e politica per l’increscioso episodio.
Il Coordinatore comunale del Pdl
Gianluca Corradini


Una stretta di mano, un abbraccio, e una chiacchierata informale tra vecchi
sfidanti.
L’ex sindaco Stefano Nardi e Massimo Procaccini, padre di Nicola, ieri
si sono incontrati a festa già iniziata. Tra loro, 10 anni fa, si disputò la
sfida delle amministrative, con un ballottaggio altrettanto convulso che alla
fine premiò Nardi. Parallelismi e differenze se ne incontrano a bizzeffe. Una
fra tutte, il ruolo decisivo delle periferie per la scelta del primo cittadino.
Nel 2001 furono proprio i borghi, le frazioni e le zone periferiche a decretare
la vittoria di Nardi. Oggi, con dinamiche analoghe, Procaccini junior in un
certo senso sfata quel tabù e proprio dalle periferie ottiene le preferenze
decisive per sconfiggere Gianfranco Sciscione. Il sindaco Nardi, che pure non si
era mostrato granché entusiasta inizialmente della candidatura di Procaccini,
ieri ha ribadito, con la sua presenza, di sentirsi ancora un uomo del Pdl,
nonostante gran parte della campagna elettorale del Pdl è stata marcata da
argomenti di discontinuità proprio con la sua amministrazione. L’ex primo
cittadino si è detto infine «stupito del consenso ottenuto da Sciscione », che
rispetto al 21% del primo turno ha più che raddoppiato i voti.
D. R.



Polverini rassicura, Citta’ Nuove non diventera’ partito
‘Congresso passaggio importante ora che si e’ usciti indeboliti’.
”Citta’ Nuove non diventera’ un partito e non c’e’ nessun conto da fare nel
centrodestra”. La governatrice del Lazio Renata Polverini rassicura il Pdl il
giorno dopo i ballottaggi che hanno visto sconfitti a Sora e Terracina i
candidati di Citta’ Nuove. ””La democrazia dei partiti è fatta di congressi,
soprattutto nel momento in cui si esce così indeboliti e laddove gli stessi
organi del Pdl riconoscono che non c’é la possibilità da parte dei coordinatori
di essere incisivi”, aggiunge Polverini.
(ANSA).

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Nicola Procaccini è stato eletto sindaco di Terracina. Con 11.760 voti, pari al 52,85% delle preferenze, il candidato espressione del Pdl si è aggiudicato il “derby” del centrodestra nel comune in provincia di Latina. Il suo avversario Gianfranco Sciscione, della lista Città Nuove vicina al presidente della Regione Renata Polverini, ha ottenuto 10.488 voti pari al 47,14%

Sono andato allo stabilimento balneare “il sombrero” e in seguito a piazza mazzini per documentare le prime reazioni. Eccovi un piccolo video che ho girato con il mio cellulare:

Video importato

vimeo Video

La rassegna stampa in merito all’evento:

A Terracina e Sora il Pdl vince la sfida con i candidati di Renata Polverini

Il Pd: de profundis per Alemanno. Il sarcasmo di Storace. Pomezia, Mentana, Cassino e Alatri al centrosinistra

A Terracina il candidato sindaco di Città Nuove (lista vicina a Renata Polverini) Gianfranco Sciscione viene sconfitto dal candidato del Pdl, Nicola Procaccini, eletto con il 52,8%, rispetto al 47,1 dello sfidante. Sciscione era sostenuto anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, sceso in campo per lui in queste due settimane che hanno molto agitato le acque all’interno del centrodestra. Procaccini, 35 anni, sostenuto anche da Udc e Destra, si è imposto con circa 1200 voti di scarto.

Anche a Sora, altra sfida interna al centrodestra, il candidato di Renata Polverini, Enzo Di Stefano, è stato battuto da quello del Pdl, Ernesto Tersigni: 54,6% per il vincitore, 45,4 per lo sconfitto.

Il Pd: de profundis per Alemanno. «Oggi i ballottaggi segnano un de profundis per il Pdl e per Alemanno. Al sindaco non bastava perdere con il suo partito in tutta Italia, ma è riuscito nell’impresa di perdere anche a Terracina, dove il Pdl ha vinto e il candidato appoggiato da Alemanno e Polverini è uscito sconfitto. Insomma tutto ciò che tocca, Alemanno distrugge», dice il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli.

«I comizi di Alemanno sono stati essenziali per vincere a Terracina», è il sarcastico commento del capogruppo de La Destra alla Regione Lazio Francesco Storace.

Enrico De Fusco, candidato del centrosinistra, è il sindaco di Pomezia con il 60,5% contro il 39,5 di Luigi Celori (centrodestra).

A Mentana eletto sindaco il candidato del centrosinistra, Altiero Lodi, con il 55,5% delle preferenze. Il candidato del centrodestra, Mario Lettieri Barbato, si attesta sul 44,5%. «Dopo dieci anni il centrosinistra torna a guidare Mentana. Un risultato storico, che premia l’importante lavoro e la lungimiranza del Partito Democratico, che assieme all’Udc e alle altre forze del centrosinistra ha costruito un nuovo cantiere politico di rilevanza non solo locale», commenta, Francesco D’Ausilio, coordinatore Pd Lazio e commissario Pd Mentana.

A Genzano in un derby interno al centrosinistra eletto sindaco Flavio Gabbarini con il 50,3%, battendo sul filo di lana il rivale, Enzo Ercolani, 49,7%. In termini assoluti una differenza di 67 voti.

Ad Ariccia, con 6 sezioni su 21, Emilio Cianfanelli (centrosinistra) è al 54,3 contro il 46,6 di Roberto Di Felice (centrodestra).

A Cassino eletto sindaco Giuseppe Golini Petrarcone (centrosinistra),con il 58,4 contro il 41,6 di Carmelo Palombo.

Ad Alatri eletto Giuseppe Morini (Pd) con il 53,3. Il candidato del Pdl, Costantino Magliocca, è al 45,52%.

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«Dedico questa vittoria alla mia città, alle periferie e ai giovani che mi hanno permesso questo successo. In me non c’è nessun senso di rivalsa e nonostante io  non abbia compreso la decisione che portato a questo ballottaggio, credo che ora sia il momento di rimarginare le ferite». Così Nicola Procaccini commenta all’Adnkronos la vittoria a sindaco di Terracina. Procaccini ha vinto il ‘derby’  tutto interno al centrodestra battendo Gianfranco Sciscione, candidato della lista Città Nuove, vicina al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.  «In un momento difficile per il centrodestra a livello nazionale – sottolinea il  neo sindaco – sarebbe folle, suicida lacerarsi a livello regionale. Il mio impegno andrà nella direzione di non acuire le divergenze, le fratture. Spero presto di avere un contatto con il presidente Polverini perchè Terracina ha bisogno della governatrice del Lazio e lei ha bisogno di Terracina».

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Imprenditori sotto usura: due indagati
Sequestrati beni per sedici milioni ad una famiglia di Terracina che opera nel
settore ittico. Avrebbero estorto denaro a ristoratori ed imprenditori ittici
delle zone di Fondi, Terracina e Monte San Biagio. Con l’accusa di aver concesso
prestiti a strozzo ad un discreto numero di titolari di aziende della zona sono
state indagate due persone di Terracina a cui sono stati sequestrati beni mobili
e immobili per oltre 16 milioni e 300 mila euro. Ad essere ufficialmente
indagati sono stati padre e figlio, B.F. e A.F, titolari di una nota impresa
commerciale di prodotti ittici di Terracina, anche se le indagini e sopratutto i
sequestri, hanno riguardato anche la moglie di B.F., a cui sarebbero intestati
molti dei beni «sigillati». La coppia è separata, per cui l’uomo risulta
praticamente nullatenente (ma ad insospettire gli agenti è l’ininterrotta
convivenza tra i due nonostante l’avvenuta separazione). Le indagini, compiute
dal personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Fondi,
diretto dal vice questore Massimo Mazio e coadiuvate dagli agenti della Squadra
Mobile di Latina, hanno avuto inizio nel dicembre del 2010, ricevendo una
notevole accelerazione grazie alla denuncia della prima tra le cinque vittime
finora accertate (4 ristoratori ed 1 commerciante ittico residenti tra
Terracina, Fondi e Monte S.Biagio). Padre e figlio, dopo aver individuato i
commercianti e gli imprenditori in difficoltà, si sarebbero resi disponibili a
concedere piccoli prestiti, che avrebbero oscillato fra un «minimo» di 500 ad un
massimo 1000 euro ma che sarebbero lievitati fino ad arrivare ad indebitamenti
tra i 100.000 ed i 500.000 euro ed al conseguente collasso economico di molte
delle vittime, a causa degli alti tassi di interesse. Tragica la situazione di
alcuni commercianti caduti nella rete banda «familiare», che avrebbero pensato,
come riferito alle forze dell’ordine al momento delle deposizioni, anche al
suicidio. Difficoltose le indagini, che hanno reso necessario anche il passaggio
al setaccio di ben tre banche: i presunti usurai, infatti, avrebbero celato il
pagamento degli interessi dietro scambi di denaro relativi all’impresa di
proprietà che, quindi, sarebbero risultati formalmente regolari. Diversi i beni
sequestrati, tra cui risultano effetti cambiari ed assegni dal valore di un 1
milione e 500 mila euro, conti correnti, polizze assicurative e pacchetti
azionari per oltre 4 milioni e 500mila euro, dodici immobili (tra ville,
appartamenti e locali commerciali) situati nel centro di Terracina, per un
valore di oltre 8 milioni di euro ed addirittura un piccolo yacht da diporto ed
una moto d’acqua dal valore complessivo di 60 mila euro. Le indagini ovviamente
proseguono e non si escludono altri sequestri preventivi auspicando però, come
sottolineato da Mazio, che altre presunte vittime («Abbiamo la sensazione – ha
detto il dirigente che ce ne siano molte altre») siano agevolate, dall’esito
delle operazioni a denunciare gli indagati. Solo in questo modo, infatti,
maggiori prove potrebbero essere riscontrate a danno degli indagati e sopratutto
le vittime potrebbero tornare in possesso di quanto illegittimamente
sottrattogli dalla famiglia di presunti usurai che, oramai (fatto dimostrato
dalle indagini della Polizia) sarebbero divenuti padroni indiscussi nel campo
delle aste del pescato e dell’intera flotta di pescherecci operanti nel basso
Lazio. Usura ed estorsione i reati ipotizzati. L’avvocato degli indagati, Giulio
Mastrobattista, ha dichiarato: «Il provvedimento del Sostituto Procuratore
falcione deve essere sottoposto a convalida da parte del Gip. Mi auguro che
quest’ultimo valuti se ricorressero le condizioni di urgenza che hanno indotto
il Sp al provvedimento provvisorio, che si fa solo in casi eccezionali. Spero
che il Gip valuti anche le condizioni di merito alla base del sequestro
medesimo».


Preso ‘Peppe o’ ciuccio’, coinvolto nella vicenda dell’ex Desco.
Il vertice della piovra dei Mallardo, che con i suoi tentacoli avvelenati è
arrivata fino a Terracina avvinghiando l’ex Desco, non è più una primula rossa.
All’alba di ieri mattina personale della squadra mobile della questura di Napoli
e del servizio centrale operativo ha messo fine alla latitanza di Giuseppe
Dell’Aquila, classe 1962, soprannominato ‘Peppe o’ ciuccio’, considerato un
esponente apicale del clan camorristici dei Mallardo e Contini. L’uomo è stato
arrestato intorno alle 5e30 in un’abitazione di Varcaturo, a Giugliano in
Campania, provincia di Napoli. Giuseppe Dell’Aquila era uno dei 30 latitanti più
pericolosi del Paese, inserito nel programma speciale di ricerca del Ministero
dell’Interno. Gli davano la caccia dal luglio del 2002 quando era riuscito a
evitare un ordine di carcerazione di 2 anni di reclusione disposto dalla Procura
Generale della Repubblica di Napoli dopo una condanna per rapina e porto abusivo
di armi da sparo. Dei Contini e dei Mallardo è sempre stato un esponente di
spicco, addirittura un promotore. Il Dell’Aquila era stato imputato, con Edoardo
Contini, Patrizio Bosti e Costantito Sarno, di aver ucciso nel 1984 i fratelli
Giglio, nell’ambito della faida di camorra contro la famiglia Gitiliano di
Forcella. ‘Peppe o’ ciuccio’ era stato assolto, mentre il Contini e il Bosti
erano stati arrestati rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Dopo questi eventi, e
dopo che anche i suoi fratelli erani finiti in galera, era stato proprio
Giuseppe Dell’Aquila ad assumere il controllo di entrambi i clan camorristici,
attivi a Napoli e nell’area del giugÌianese. Era diventato rapidamente punto di
riferimento per altre organizzazioni camorristiche metropolitane e provinciali.
I suoi tentacoli avevano raggiunto anche il sud pontino e la stessa Terracina.
Anche lui nel marzo del 2010 era rimasto coinvolto nell’operazione ‘Arcobaleno’,
colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del
Tribunale di Napoli a carico di 12 affiliati al clan Mallardo, su richiesta
della Dda di Napoli, per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso
e reimpiego di capitali illeciti. Dalle indagini era emerso come il clan
Mallardo avesse assunto il controllo delle attività economiche in diverse
cittadine del sud pontino (Terracina, Sabaudia, Fondi, Lariano e Anzio), anche
attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e
commerciali, in particolare il settore edilizio. A Terracina i loro interessi si
erano spinti fino all’ex Desco, dove erano in corso lavori per un grosso
progetto edilizio, ma anche in altre zone della città ritenute appetibili
lavatrici di soldi sporchi.
Pubblicato da Rita Recchia


I cittadini terracinesi sono stati di nuovo chiamati alle urne. In pochi però si
sono recati a votare. Alle 19 di ieri avevano espresso la propria preferenza
solo in 13.774 pari al 39,70% degli aventi diritto e con due punti percentuali
in meno rispetto al primo turno. La giornata di ieri non ha presentato
particolari problemi. Solo nel seggio di San Silviano c’è stato un piccolo
dissidio tra il presidente e un rappresentante di lista, il quale avrebbe
sostenuto che non è possibile far votare per conoscenza e senza che l’elettore
presenti il proprio documento d’identità. L’ufficio comunale ha lavorato molto
di meno rispetto al primo turno elettorale. Si è dovuto provvedere a rifare solo
poche tessere elettorali, mentre, in occasione del primo turno erano stati
moltissimi a richiedere il duplicato. Inoltre solo un presidente è stato
sostituito. Tutti gli altri si sono regolarmente presentati all’appello. Questo
turno di ballottaggio non si presenta molto diverso rispetto a quello del 2006,
quando si scontrarono Stefano Nardi e Vincenzo Recchia. Cinque anni fa, nella
prima rilevazione, la percentuale dei votanti era pari al 12.66%, non molto
discostante da quella di ieri. Alle 19.00 la percentuale era arrivata al 39%
mentre alle 22.00 era del 54.29%. In quel secondo turno votarono in totale
24.603 elettori pari al 67.54% (le schede bianche furono lo 0.47 mentre le nulle
dell’1.14%). Ormai è solo questione di pochissime ore. A breve la città di
Terracina avrà il suo nuovo sindaco. Se vincerà Gianfranco Sciscione, potrà
sedere in aula consiliare Angelo Bruno Scirocchi, se invece la vittoria andrà a
Nicola Procaccini, in Consiglio ci sarà Patrizio Avelli.
(da Corriere Pontino)


Ballottaggio a Terracina: elettori in calo
Due punti percentuali in meno rispetto al primo turno
Ballottaggio anche a Terracina. Si conferma il dato nazionale di disaffezione al
voto. Alle ore 19.00 il numero dei votanti è stato di 13.774, con una
percentuale pari al 39,70%., due punti percentuali in meno rispetto al primo
turno.


Seggi aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15: gli elettori di
8 comuni del Lazio devono ancora scegliere il futuro sindaco tra due esponenti
del centrodestra, come a Sora e Terracina, o tra candidati sostenuti da liste
avverse nel centrosinistra, come a Genzano. Intanto scoppia la polemica contro
la Polverini.
Sora e Terracina rischiano di far saltare gli equilibri interni al
centrodestra: una vittoria della Polverini accrediterebbe la sua leadership
politica nelle province, nonostante le critiche piovute da tutti i big che hanno
supportato i candidati ufficiali del Pdl. Ma una conferma in provincia la cerca
anche il capo del centrodestra pontino, il senatore Claudio Fazzone, ribellatosi
alle direttive del partito a detta del sindaco di Roma che lo ha fortemente
criticato per la scelta compiuta su Nicola Procaccini insieme al ministro
Meloni. Ma per Fazzone la vittoria nel comune tirrenico dovrebbe essere
corrisposta con un incarico da sottosegretario previsto nella tornata di nomine
estive dopo quella che ha già incamerato gli ex finiani al governo. Nonostante
la crisi evidente, con la Polverini stessa a considerare l’alleanza al
capolinea, il potente capocorrente Fabio Rampelli getta acqua sul fuoco: «La
decisione di due consiglieri regionali di passare da un gruppo a un altro della
maggioranza non mette certamente in discussione il governo regionale e il
sostegno del PdL nei confronti di Renata Polverini».


«Esclusi sì, ma bidonati no!» Il Sindacato Unitario dei Lavoratori Polizia
Municipale e Locale rivendica la primogenitura nell’iniziativa sindacale posta
in essere in occasione del mancato pagamento degli stipendi di maggio dei
dipendenti comunali. Una sorta di guerra tra sindacati. La Sulpm scrive: «Ci
teniamo a sottolineare che l’iniziativa sindacale della convocazione degli RSU
non è stata merito solamente delle solite sigle, anzi, il primo vero atto
concreto è partito proprio da noi ottenendo un incontro tra le RSU e la
dottoressa Nasti. A Terracina, se c’è una sigla sindacale presente sul
territorio nelle “viscere” dell’ente, è proprio la SULPM./DiCCAP che
quotidianamente e sistematicamente, informa i dipendenti sulla triste vicenda
della loro corresponsioni».
(da corriere pontino)



Il governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, in vista del ballottaggio
ai comuni di Sora e Terracina, dove concorrono contro il Pdl due candidati della
sua lista ‘Città Nuove’, ha espresso le sue opinioni sulla inefficienza
organizzativa del partito di Silvio Berlusconi.
“Qualunque sia l’esito dei
ballottaggi – ha osservato la Polverini – io ho vinto, incasso comunque un gran
bel risultato. Quanti credevano che la sottoscritta, con la lista ‘Città Nuove’,
sarebbe stata capace di portare due candidati allo scontro finale con i
candidati ufficiali del Pdl? La verità è che io ho intercettato una massa di
voti che era nel Pdl, ma che evidentemente il Pdl non era in grado di
controllare”. Questa l’analisi del presidente della Regione Lazio, rilasciata in
un’intervista al Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. Polverini
ha quindi sottolineato una pecca dell’organizzazione del Pdl, appurando che
“nessun partito può funzionare bene se non ci sono regole” e osservando che è
evidente che ci sia qualcosa che non funziona se “i coordinatori nazionali del
Pdl non sapevano nulla della scelta dei due consiglieri”.


I professori del liceo scientifico classico e pedagogico Leonardo da Vinci fanno
sentire ulteriormente la propria voce.
Dopo il “no” alla correzione delle prove
ministeriali Invalsi, questa volta il corpo docente si rifiuta di adottare nuovi
libri di testo in segno di protesta. I docenti del liceo di nuovo sul piede di
guerra. Questa volta il collegio dei docenti ha deliberato di non procedere
all’adozione di nuovi libri di testo (fatti salvi i casi individuati
dall’assemblea dei lavoratori), adottando un’altra iniziativa forte contro i
tagli indiscriminati agli organici scolastici, il licenziamento di migliaia di
precari, il blocco triennale della contrattazione e le pesanti incertezze
relative agli scatti di anzianità. I docenti dell’istituto di via Pantanelle
aprono un altro “fronte di guerra” nei confronti del Ministero. Non meno di
quindici giorni fa avevano incrociato le braccia, per far sentire la propria
contrarietà rispetto alle prove ministeriali Invalsi (test a risposta multipla
che hanno lo scopo di fornire al Ministero della Pubblica Istruzione un quadro
dell’andamento dell’azione didattica nelle scuole in tutta Italia). Una
circolare ministeriale del dicembre scorso annunciava la necessità di una tale
prova, ma senza che fosse previsto, per i docenti che dovevano correggerle, una
corresponsione aggiuntiva per un lavoro che andava oltre le normali attività
didattiche. Per gli istituti scolastici non c’era nessun vincolo di
obbligatorietà, fatta eccezione per le classi terze della scuola media. Proprio
per questo, il corpo docente del Liceo, aveva approvato un documento, nel quale
spiegava che le prove sarebbero state somministrate ma con il rifiuto totale di
correggerle prima di inviarle al Ministero.
(da Corriere Pontino)


lunedì 30 maggio 2011, il Point elettorale del candidato sindaco di Terracina
Nicola Procaccini sarà allestito presso lo Stabilimento Balneare ‘Il Sombrero’,
Lungomare Circe I traversa.
A partire dalle ore 15:00 saranno presenti i
rappresentanti, i sostenitori e i simpatizzanti dei partiti e delle liste pro
Nicola Procaccini Sindaco, per seguire in tempo reale gli aggiornamenti sui dati
dello spoglio in corso.


Tra i due litiganti il terzo gode. Nella crisi politica che affligge il centro
destra, a rialzare la testa è il Partito Democratico che già da oggi incalzerà
la Polverini presentando una mozione per chiarire se alla Pisana ci sia ancora
la maggioranza e da chi è composta.
Anche Storace, fondatore de La Destra,
cercherà chiarimenti nel prossimo Consiglio Regionale per comprendere ruoli e
nuove proposte politiche. Dopo il rientro di Melpignano nella Lista Polverini,
la tregua sancita per i ballottaggi non sembra aver riportato la calma. Dopo la
nascita del gruppo dei Responsabili di Olimpia Tarzia, corrono le voci di un
passaggio di Abate in Forza del Sud e un rafforzamento del gruppo di Futuro e
Libertà costituito dal transfugo ex Pdl Pasquali. Il futuro di Roma e più che
mai quello della Regione Lazio è legato a Terracina, un ballottaggio che ha dato
respiro alla guerra di bande interna al partito di Berlusconi, e che rischia di
modificare gli attuali equilibri tra Alemanno, Rampelli, Polverini e Cicchitto.
Rimotivati dall’entusiasmo dei ballottaggi conquistati da Pisapia e De Magistris
anche i protagonisti del Pd romano cercano gloria nella disfatta del centro
destra.


Sono arrivati oramai agli sgoccioli i termini delle indagini preliminari per far
luce sull’atroce delitto di Emiliana Femiano, commesso lo scorso novembre a
Terracina.
Il quadro appare piuttosto chiaro agli inquirenti, quindi è facile
ipotizzare che il pm Eleonora Tortora non riterrà opportuno di chiedere
un’ulteriore proroga al gip. La fase successiva, dunque, sarà quella del
processo, particolarmente attesa dai famigliari della giovane napoletana uccisa
a coltellate che sono assetati di giustizia. Nei giorni scorsi i carabinieri del
Norm di Terracina, che hanno seguito le indagini passo passo, hanno consegnato
anche le ultime carte, gli esiti degli ultimi accertamenti e la relazione finale
nella quale hanno ricostruito il terribile fatto di sangue. Il delitto ha già un
colpevole, Luigi Faccetti, l’ex fidanzato di Emiliana, omicida reo confesso
arrestato appena poche ore dopo la scoperta dell’assassinio. Un quadro
accusatorio quasi lampante, nel quale accanto a Faccetti compaiono anche i due
cugini Marco e Giuseppe Prisco. Data l’evidenza delle prove acquisite dai
carabinieri, non dovrebbero esserci dubbi sulla richiesta al gup di rinvio a
giudizio nei confronti dei tre ragazzi, che diventeranno, così, imputati del
delitto Femiano. Di fronte a un omicidio tanto efferato, facile pensare che a
Luigi Faccetti verrà contestato l’omicidio volontario, e che per lui potrà
essere richiesto il giudizio immediato. E’ stata stralciata la posizione dei due
Prisco che dovranno rispondere di avere favorito l’evasione di Luigi Faccetti
dai domiciliari e di omissione di soccorso (quest’ultimo reato era stato
ascritto successivamente). Già da qualche mese Marco e Giuseppe sono potuti
tornare in libertà dopo lo scadere dei termini della custodia cautelare. Di
recente la Corte d’Appello ha confermato la condanna a 8 anni di reclusione per
Luigi Faccetti che nel 2009 già una volta tentò di uccidere la ragazza con 14
coltellate. Allora non ci riuscì, fino a quando l’ha fatto davvero, a Terracina.
”La conferma degli otto anni di pena per il tentato omicidio sono una goccia
nel mare. Il Faccetti deve pensare ogni istante della sua vita a cosa ha fatto a
mia figlia Emiliana e lui dovrà restare a vita in galera. Io combatterò per
questo, solo quando sarà fatta giustizia proverò ad essere in pace anche io”.
Questo l’amaro commento di Luisa Falanga, la mamma di Emiliana.
Pubblicato da Rita Recchia

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Stipendio «a data da destinarsi»
Lettera al Prefetto. Chiesta un’azione di vigilanza sull’attività amministrativa dell’ente.

Indignati i dipendenti del Comune di Terracina, assaliti dalla rabbia per il
mancato pagamento dello stipendio di maggio. Martedì prossimo l’aula consiliare
diventerà, con le dovute differenze, una sorta di Puerta del Sol della protesta,
in occasione dell’assemblea di tutto il personale. Ieri i rappresentanti
sindacali della RSU Paravani, Innico, D’Onofrio, Morello, Di Manno, Di Mauro,
Centra, Caringi si sono riuniti, per analizzare la delicata situazione che si è
creata, dopo la comunicazione della dirigente Ada Nasti riguardo allo
slittamento del giorno di paga a data da destinarsi. In apertura dei lavori, il
candidato sindaco Procaccini ha informato circa la possibilità che, mediante
un’anticipazione di cassa da parte di Equitalia, si riesca a far fronte ai
pagamenti per lunedì prossimo. I componenti dell’organismo sindacale di
rappresentanza hanno reclamato certezze sugli adempimenti salariali. Quella dei
ripetuti ritardi nel pagamento degli stipendi sarà la prima grana, che avrà il
nuovo sindaco. Per martedì è prevista la sua partecipazione all’assemblea
generale del personale, alla quale saranno presenti anche la dirigente Nasti ed
il segretario comunale Luigi Pilone. Non ci stanno gli impiegati comunali a
sopportare una flessibilità del giorno di paga, mentre i pagamenti di mutui,
affitti, utenze, tasse richiedono, per ogni loro nucleo familiare, delle
scadenze improrogabili. Lo stipendio a Palazzo sta diventando, quanto a scadenza
temporale, una variabile indipendente. E’ a questa condizione di precarietà che
si richiama il segretario generale della Cisl-FP Ida De Masi in una lettera al
Prefetto, denunciando lo stato di disagio di tutta la categoria. «Non riteniamo
- scrive – sia questo il modo di amministrare un ente locale». Al rappresentante
del Governo viene chiesto che – si vigili sulla correttezza dell’azione
amministrativa, che dovrà garantire con priorità assoluta che le spettanze
stipendiali vengano erogate con certezza e regolarità, evitando l’ormai consueto
balletto di notizie (stipendio sì, stipendio no), che i lavoratori hanno dovuto
sopportare in questi ultimi mesi». La Cgil Funzione Pubblica chiede al sindaco
di conoscere tempi e modalità con cui intende risolvere il problema finanziario.
Ercole Bersani


È quasi definitiva la composizione del prossimo consiglio comunale.
Dopo che la
commissione elettorale centrale ha finito di prendere in esame i voti di ciascun
candidato alla carica di consigliere, si delineano i nuovi volti che siederanno
in aula consiliare. Le novità sono tante rispetto a quelle che si erano
preannunciate a seguito del primo turno elettorale. Nella coalizione a sostegno
del candidato a sindaco Gianfranco Sciscione, c’erano, tra gli eletti, Domenico
Villani con 292 voti, Francesco Zicchieri con 291 e Sergio Meneghello con 290.
La commissione elettorale ha attribuito a tutti e tre 292 voti. Un pari merito
senza precedenti che porterà tutti e tre in aula consiliare. Cambiamenti anche
nel Pri dove Gianni Aiello ha recuperato voti posizionandosi secondo. Subito
dietro di lui c’è Loreto Maragoni. Sostanzialmente invariata la condizione del
Pd che vede entrare in consiglio Alessandro Di Tommaso. Subito dopo di lui ci
sono Giuseppe D’Andrea (261) e, a distanza di un solo voto, Vincenzo Silvino Recchia.
(da Corriere Pontino)


Gianni Alemanno: la bandiera della Polverini è anche la mia.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è intervenuto alla chiusura della campagna
elettorale a Terracina che vede sfidarsi un candidato del Pdl contro quello di
Citta Nuove, la lista della Polverini. Alemanno ha dichiarato di appoggiare la
lista del governatore laziale Renata Polverini, affermando “Oggi la bandiera
della Polverini è anche la mia”. L’idea del sindaco capitolino è quella di
ricorrere allo strumento delle primarie per scegliere le cariche monocratiche,
tra cui i sindaci. “Questa – ha affermato Alemanno – è una battaglia che va
oltre Terracina. Se il candidato di Città Nuove Gianfranco Sciscione vince,
nessuno nel Lazio si sognerà più di inviare sindaci calati dall’alto. Si capirà
che i sindaci si devono scegliere sul territorio, si devono scegliere con le
primarie, non in stanze di partito, dall’alto”.


Non è stata approvata per mancanza del numero legale la delibera di giunta in
merito alla messa in sicurezza dell’area di Pisco Montano e di Piazza Palatina.

I due progetti per la messa in sicurezza dei tratti di costone montuoso
passeranno al vaglio dell’esecutivo nella giornata di oggi. Saranno le ultime
delibere della vecchia giunta comunale del Nardi bis prima dell’insediamento
della nuova amministrazione. A tal proposito, la Regione Lazio aveva inviato una
lettera di accreditamento per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza
del costo totale di 4,8 milioni di euro. Su questa base, l’ufficio tecnico
comunale ha redatto un progetto preliminare ed uno definitivo. Si dovrà
provvedere immediatamente. Infatti, il 23 marzo scorso, un macigno di circa tre
tonnellate si era staccato dalla montagna adiacente Pisco Montano, abbattendosi
sull’area del depuratore di via delle Cave. Non era la prima volta che accadeva
un episodio del genere. Molto tempo fa dei crolli si erano verificati attorno a
due guglie di roccia. Queste poi erano state ingabbiate. Due anni fa però si era
registrata un’altra frana dal costone principale. Erano state installate, per
questo, delle recinzioni in acciaio nella zona in basso, a copertura
dell’impianto, ma a nulla è poi servito l’intervento in questione. In altre
occasioni da piazza Palatina sono scese giù pietre che sono arrivate fin sul
manto stradale dell’Appia. Un domenica di qualche anno fa si sfiorò anche la
tragedia. Un grosso macigno si era staccato da Pisco Montano ed era andato a
finire sull’autovettura con a a bordo due anziani di Fondi.
(da Corriere Pontino)


Continua la conta dei decreti ingiuntivi emessi nei confronti del Comune di
Terracina.
Questa volta tocca alle società «Vivai Mari», che per il Comune ha
svolto il servizio di cura e manutenzione del verde pubblico fino al 2009 e alla
«Olimpic Garden» altra società del settore. Le società hanno vinto i ricorsi al
Tar vedendosi riconosciuti il diritto al pagamento dei crediti vantati nei
confronti dell’enete municipale. Si tratta rispettivamente di oltre 420 mila
euro e di 121 mila 600 euro per decreti ingiuntivi passati in giudicato. Circa
550 mila euro in tutto che vanno ad aggiungersi alla lunga lista dei creditori
del Comune. In più l’avvocato Alessandro Ambrifi ha ottenuto dal tribunale
amministrativo responso positivo su un altro ricorso, per il pagamento di oltre
63 mila euro. Un’altra mazzata che arriva proprio nei giorni in cui lo spettro
del dissesto finanziario rischia di rubare la platea ai candidati sindaco che
saranno votati al ballottaggio di domenica e lunedì prossimo. Una situazione
limite che peggiora di giorno in giorno e che sta avvelenando più del dovuto il
clima già teso della campagna elettorale.
D. R.


Ballottaggi, l’ombra della resa dei conti.
da Sora a Terracina, centrodestra spaccato.

Decine di migliaia gli elettori chiamati alle urne. E ci si interroga sul
“dopo”.  Cosa succederà “dopo” i ballottaggi? Non tanto su chi diventerà
sindaco. Piuttosto, i partiti guardano avanti e ragionano già sull’effetto che i
risultati di Ariccia, Pomezia, Mentana, Cassino, Alatri, Genzano, e soprattutto
Sora e Terracina, avranno sulla loro tenuta interna messa in discussione in
queste settimane.
Otto sfide, 3 derby, 16 candidati, decine di migliaia di elettori chiamati alle
urne e un unico interrogativo: cosa succederà “dopo” i ballottaggi? Non tanto
cosa accadrà “nei” ballottaggi, chi diventerà sindaco. Piuttosto, i partiti
guardano avanti e ragionano già sull’effetto che i risultati di Ariccia,
Pomezia, Mentana, Cassino, Alatri, Genzano, e soprattutto Sora e Terracina,
avranno sulla loro tenuta interna messa in discussione in queste settimane.
Esplicite liti, proposte spiazzanti, interviste chiarificatrici (poche)e
interventi a gamba tesa: si è visto di tutto negli ultimi giorni di campagna
elettorale. Soprattutto nel centrodestra che, anche nel Lazio,
sta subendo i contraccolpi della tensione per le sfide nazionali a Milano e
Napoli. Qui, però, a ingarbugliare la situazione s’ è messo l’exploit al primo
turno di Città nuove, la lista di Renata Polverini che, arrivata al ballottaggio
proprio a Sora e Terracina, ha alterato i già fragili equilibri nel Pdl laziale.
Meno di 30mila abitanti l’una, poco più di 40mila l’altra, le due cittadine in
provincia di Frosinone e Latina sembrano essere diventate il centro della
politica regionale. Lì Enzo Di Stefano e Gianfranco Sciscione si troveranno di
fronte Ernesto Tersigni e Nicola Procaccini, entrambi del Pdl. Un derby a destra
i cui risultati possono aprire una crisi o tacere i tanti mal di pancia,
spegnere entusiasmi o far sognare a occhi aperti. “Comunque vada – afferma il
coordinatore regionale Pdl, Vincenzo Piso – servirà fare un po’ di ordine e
aprire un confronto politico e amministrativo con la Polverini”. Le scosse che
preannunciano un terremoto, però, ci sono già e basterebbe che anche uno solo
dei due candidati della Polverini vincesse per far crollare tutto.
Con contraccolpi anche per Gianni Alemanno, che a Terracina ha deciso di
appoggiare Sciscione, provocando l’insurrezione di Fabio Rampelli, Marco
Marsilio e Giorgia Meloni. Ieri, per provare ad arginare le polemiche, è dovuto
intervenire il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, ricordando il suo
sostegno ai candidati del Pdl. In Regione, intanto, si parla di fuoriuscite di
consiglieri dalla Lista Polverini verso il Pdl. Bisognerà aspettare e vedere
cosa succederà coni risultati del secondo turno. Molto dipenderà dai risultati
di Sora e Terracina. Ma anche dalla capacità dei partiti di strappare città
finora governate dalla coalizione opposta. A Cassino, ad esempio, Giuseppe
Petrarcone (Idv, Sel, Fds) sogna l’affermazione nella città della Fiat,
governata da anni dal centrodestra. Ad Ariccia, invece, l’unico candidato del
Terzo Polo, Roberto Di Felice (appoggiato anche dal Pdl) potrebbe fare le scarpe
al sindaco uscente del Pd, Emilio Cianfanelli. Potrebbero essere queste le
sorprese dei ballottaggi. Con i quali deve fare i conti anche il Pd.
All’orizzonte c’ è l’assemblea che dovrà eleggere il nuovo coordinatore
regionale dopo mesi di commissariamento.


Mai come ieri sera piazza Mazzini ha potuto vantare la presenza di così tanti
cittadini, entusiasti di poter partecipare alla chiusura della campagna
elettorale del candidato a sindaco Gianfranco Sciscione.
Un centro urbano che ha
visto uniti per un solo scopo, comune, quello della rinascita di Terracina,
Gianni Percoco, Edis Mazzucco e Fabio Caiazzo, i candidati della prima tornata
elettorale che hanno deciso di appoggiare Sciscione. Una serata iniziata sulle
note del giovane cantante rap Mariusc e la comicità dell’artista Martufello.
Alle 19.30 hanno preso la parola durante il comizio: la presidente della Regione
Lazio Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’assessore
regionale al bilancio Stefano Cetica, il consigliere regionale Stefano Galetto,
il deputato Francesco Biava, il presidente commissione sanità Alessandra
Mandarelli, il presidente della commissione finanze della Camera Gianfranco
Conte, il consigliere Mario Brozzi, l’assessore regionale Mariella Zezza, l’On.
Maurizio Perazzolo, il coordinatore provinciale Nuova Area Mauro Sasso, l’On.
Barbaro, l’On. Salvatore Ronghi e ha chiuso il candidato a sindaco Gianfranco
Sciscione. «Ho visto in Gianfranco l’amore vero nei confronti di Terracina -
spiega Alemanno-, vi chiedo di cogliere questa occasione per vincere questa
battaglia, votando Sciscione, se vince, nessuno nel Lazio si inventerà di
mandare sindaci calati dall’alto, ma nel territorio. Sciscione rappresentata
l’unica vera rottura rispetto al passato, è la nostra bandiera, mia e di
Renata». La presidente Polverini con la grinta e la forza che le appartengono ha
sottolineato come Gianfranco Sciscione sia la persona giusta per Terracina. «È
una giornata bellissima -spiega la Governatrice- perché abbiamo fatto una
riunione di giunta e salvato 3171 posti di lavoro, salvato il diritto alla
salute. L’unica persona che mi ha informato della situazione dei dipendenti del
Comune è stato solo un candidato ed è Gianfranco Sciscione che mi ha chiamato. A
me nemmeno il diavolo mi fa paura. Sciscione vincerà a Terracina. Oggi è
l’ultimo giorno che la città ha un pessimo sindaco perchè da lunedì ci sarà
Sciscione». Un comizio terminato sulle note dell’Inno Nazionale. Si è svolto
invece a piazza Garibaldi a partire dalle 20 il comizio del candidato Nicola
Procaccini. Presenti l’assessore regionale Teodoro Buontempo, l’On Antonio
Tajani e il capogruppo Pdl Camera dei deputati Fabrizio Cicchitto.
(da Corriere Pontino)



In vista del ballottaggio di domani e dopodomani, «Il Tempo» ha voluto portare il

proprio contributo al confronto in atto tra i candidati Ganfranco Sciscione
(Città Nuove-Con te) e Nicola Procaccini (Pdl), assicurando, attraverso un
Forum, una corretta e paritaria informazione elettorale al servizio dei lettori.

Ai due «contendenti» abbiamo rivolto 6 domande, privilegiando temi relativi al
programma di governo che ognuno intende realizzare. 1) Quali criteri adotterà
per formare la sua squadra di governo? Sono previste delle donne? Sceglierà al
di fuori del consiglio comunale e, eventualmente, fuori di Terracina? P. L’unico
criterio che guiderà le mie scelte nella composizione della giunta comunale sarà
quello delle ‘persone giuste al posto giusto’. Nominerò assessori che abbiano
sensibilità e competenze professionali adeguate al ruolo che andranno a
ricoprire e credo che Terracina sia perfettamente in grado di esprimere tali
figure, senza bisogno di cercarle al di fuori. Rispetterò inoltre l’impegno,
formalmente preso con il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, di
valorizzare nella futura amministrazione il talento femminile, compensando
l’assenza di donne elette in Consiglio comunale. S. Il criterio sarà quello
meritocratico. Sono previste donne, certo, ma sempre con lo stesso criterio
quello della meritocrazia. Potrei scegliere anche al di fuori del consiglio
comunale, perché non è importante quanti voti prendono ma le capacità umane e
professionali di ognuno. Non penso però di scegliere fuori Terracina. 2) In caso
di insuccesso, rimarrà consigliere? P. Certamente sì e mi aspetto che anche il
mio avversario politico faccia lo stesso. Rinunciare al ruolo di consigliere
comunale, in caso di insuccesso, sarebbe un gesto poco serio e una grave
mancanza di rispetto nei confronti degli elettori. Quando si sceglie di
candidarsi, bisogna farlo per mettersi al servizio della città e non per avere
la città al proprio servizio. Questa regola della buona politica vale tanto per
il sindaco, quanto per il consigliere. S. Sì, certo che rimarrò consigliere per
tutelare e rappresentare tutti coloro che credono in me. 3) Indichi agli
elettori 3 buoni motivi per far convergere su di lei il loro voto. P. Il primo
motivo è la garanzia di governabilità e stabilità: il nuovo Consiglio comunale
già da ora prevede una netta maggioranza di 14 consiglieri su 24 eletti nella
coalizione per Nicola Procaccini Sindaco. Il secondo è il cambiamento reale che
noi abbiamo portato all’interno del ‘Palazzo’. I tanti volti nuovi premiati
nella tornata elettorale del 15 e 16 maggio scorsi confermano un massiccio
ricambio della classe dirigente, contrariamente a chi afferma di rappresentare
il nuovo facendo eleggere 3 vecchie conoscenze su 4. Il terzo motivo affonda le
sue radici nella mia storia personale: a 35 anni, posso dire di avere acquisito
importanti competenze sia con lo studio che nella professione, di avere una
lunga esperienza politica e amministrativa alle spalle e di essere una persona
onesta, seria e coerente. S. Il primo è che sono un imprenditore nato a
Terracina, vissuto e cresciuto sempre a Terracina. Il secondo che non accetto
nessuno condizionamento. Il terzo è che sono certo di essere la persona giusta
per dare una svolta alla città oltre che per le mie esperienze anche per i miei
rapporti con la Regione Lazio. 4) Quali sono i punti di forza del suo
avversario? quali quelli di debolezza? P. Sono punti di forza, o piuttosto di
prepotenza mediatica, la sua televisione e il suo giornale utilizzati in maniera
poco rispettosa delle idee altrui. Caratteristica questa, che diviene però il
suo stesso punto di debolezza. S. Che è appoggiato dal più grande partito
d’Italia il Pdl. Quanto ai punti di debolezza, lo reputo troppo giovane ed
inesperto sotto il profilo amministrativo e fortemente vincolato a logiche di
potere molto più alte di lui. 5) Quale destino ritiene che debba essere
riservato all’Azienda speciale? I servizi sociali dovranno essere gestiti in
maniera diretta (eventualmente attraverso l’ente strumentale) o ricorrendo, come
per il passato, alle cooperative esterne? P. L’Azienda speciale concorrerà
all’erogazione di servizi sociali insieme alle cooperative, alle associazioni di
volontariato, alle parrocchie. Non c’è bisogno di una guerra civile per aiutare
le categorie più deboli e disagiate, ma della convergenza delle competenze e
degli sforzi di tutti. » questo l’obiettivo strategico del Piano Regolatore
Sociale, che sarà redatto di comune accordo e con la partecipazione diretta dei
soggetti che a vario titolo operano nel Terzo Settore. S. L’azienda speciale
rimarrà in piedi. Quello che non va è l’organizzazione e di conseguenza i suoi
vertici. L’obbligo è quello di continuare a garantire all’azienda la pianta
organica nel rispetto dei lavoratori, addirittura puntare ad aumentare i servizi
e di conseguenza la forza lavoro. 6) Per quanto riguarda l’urbanistica, mirerà
all’adozione di un nuovo PRG o preferirà continuare a procedere per varianti? P.
Per redigere e far approvare un PRG non sono sufficienti 10 anni. Al tempo
stesso sono consapevole che non si possa gestire la politica urbanistica di
Terracina procedendo per strappi e varianti. A pochi mesi dal suo insediamento,
la nuova amministrazione presenterà un piano di sviluppo complessivo che
permetterà alla città di assistere al rilancio urbanistico del territorio e alla
creazione e al potenziamento dei servizi, in un perfetto equilibrio tra gli
interessi pubblici e l’iniziativa dei privati. S. La città ha bisogno di un Prg
fermo ormai da 40 anni, non si può continuare a mettere le pezze con ulteriori
varianti ma è necessario un restyling totale soprattutto per Calcatore e le
periferie le quali sono in forte espansione.
Ercole Bersani



Terminata la prima fase del dragaggio all’entrata del porto canale di Terracina,
rimossi al momento i primi 35 mila metri cubi della barra sabbiosa.
La potente
draga di circa 37 metri, a metà della prossima settimana lascerà il porto per
spostarsi verso Gaeta. «I restanti 215 mila metri cubi di sabbia -spiega il
comandante della Capitaneria di Porto Floriana Segreto- verranno rimossi in un
secondo tempo, dopo la stagione estiva nel mese di settembre per poi utilizzarli
per il ripascimento del lungomare Circe». Mentre lunedì inizieranno i lavori di
dragaggio nei pressi di porto Badino dove si è formata un’isola di sabbia che
dovrà essere rimossa ed utilizzata per il ripascimento che da Badino si estende
nei pressi di Foce Sisto. Un tratto che durante l’inverno è stato duramente
provato dall’erosione, tanto che gli operatori rischiavano di non poter
lavorare. Grazie invece all’interessamento dell’imprenditore Gianfranco
Sciscione la Regione è intervenuta con dei finanziamenti necessari per la
realizzazione dei lavori, di conseguenza gli operatori balneari potranno
considerare salva la stagione. Non solo, stanno ormai per terminare anche i
lavori alla banchina. «È stata -continua il tenente di vascello Floriana
Segretoeffettuata l’ultima gettata di cemento sulla banchina del Molo Gregoriano
Lato Monte Giove, adesso sarà necessario attendere 28 giorni prima del collaudo,
solo in seguito potranno tornare ad attraccare i traghetti. La società di
navigazione dovrebbe tornare di nuovo a lavorare partendo
dal porto di Terracina intorno a giugno».
(da corriere pontino)



Il prodotto urbanistico dell’architettura razionalista ha sofferto sempre il
pregiudizio derivante dal contesto storico in cui è nato.
A rimuovere un tale
peso schiacciante su un un assetto strutturale originalissimo vuole contribuire
la proposta di legge appena presentata nella Camera dei Deputati dagli onorevoli
Marco Marsilio e Fabio Rampelli. Riguarda il recupero e la valorizzazione delle
città e dei nuclei di fondazione. Di siti siffatti ne sono stati individuati in
tutto 151. Di essi ben 22 si trovano nella provincia di Latina, che, a buon
titolo, potrebbe fregiarsi del ricnoscimento di capitale delle città di
fondazione. Marsilio e Rampelli, alla presenza del candidato sindaco Procaccini,
hanno illustrato ieri la loro proposta a Borgo Hermada.
Er.Ber.

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Notizia incredibile delle ultime ore:  sembrerebbe  che il 27 (domani) non verranno pagati gli stipendi ai dipendenti comunali a causa delle note difficoltà economiche del comune. Per ulteriori info.. a domani!


Mancano ormai soltanto 48 ore al ballottaggio. Per gli elettori terracinesi è
arrivato il momento di scegliere chi, tra Nicola Procaccini e Gianfranco
Sciscione, sarà il sindaco per i prossimi cinque anni. Il dibattito di
quest’ultimo scorcio di campagna elettorale è stato tutto concentrato
sull’anomalia di un centrodestra che è arrivato diviso alla meta con un
candidato, Sciscione, sponsorizzato da Renata Polverini, la presidente della
Regione che è espressione anche di quei partiti – Pdl, Udc e La Destra – che
supportano l’altro candidato, Procaccini. La questione è stata sviscerata
fino alla noia e non è il caso di tornarci su. Le Amministrative sono anche
altro ed esulano da logiche politiche: in fondo si tratta di scegliere tra due
persone, prima ancora che tra due partiti e i loro rispettivi supporter. E visto
da questa angolatura, il ballottaggio di Terracina appare tutt’altro che un
derby o una resa dei conti all’interno del centrodestra, ma la sfida tra due
candidati, due persone che più diverse non si può. L’uno l’opposto dell’altro:
nel temperamento, nella storia personale, nel modo di parlare o di vestire, in
quello di rapportarsi con gli altri. La prima differenza è innanzitutto l’età.
Sciscione, anagraficamente parlando, potrebbe essere il padre di Procaccini. Un
dato che, apparentemente, potrebbe svantaggiare il primo ma è vero pure il
contrario: gli elettori potrebbero sentirsi più rassicurati dall’espe – rienza
di vita e pro fessio nale del secondo. Un campo anche questo in cui Procaccini e
Sciscione sembrano essere totalmente avulsi. L’uno rampollo di una famiglia alto
borghese che si è fatto largo nel bel mondo della Capitale tra uffici stampa e
accreditate frequentazioni politiche; l’altro prototipo del selfmade man, l’uomo
di umili origini che si è fatto da solo per diventare un imprenditore affermato
e facoltoso di provincia. Due storie di vita diverse, facce opposte di una
stessa medaglia – il centrodestra – nell’era del berlusconismo. Differenze che
gli sfidanti portano impresse nel loro modo di essere. A cominciare dal look: il
casual da copertina – camicia bianca arrotolata sui polsi, cravatta, jeans e
scarponi Timberland – di Procaccini da un lato; dall’altro, i gessati spesso
spericolati di Sciscione. E se questo è un dettaglio su cui si può sorvolare, la
stessa differenza la ritrovi nel loro modo di parlare e di tenere comizi.
Pacato, ordinato, affettato, calcolato e calcolatore quello di Procaccini;
sanguigno, populista, irruento, semplice e semplicistico quello di Sciscione.
L’uno cerca di arrivare alla mente degli elettori, l’altro alla pancia. Che è
stato poi il filo conduttore delle rispettive campagne elettorali. Accattivante,
giovanilistica, studiatissima, tutta impostata sulle nuove tecnologie quella del
candidato del Pdl; retrò, straripante, nazional(regional)popolare, con un
linguaggio e una estetica mutuati dal settore, le televisioni commerciali
locali, che ha fatto la fortuna di Sciscione. E così se Procaccini non muove
dito senza il «fighetto» iPad, lo sfidante non fa un passo senza avere al
seguito le «sue» telecamere. Due modi diversi di essere, si diceva, che
racchiudono il senso, opposto, della sfida ormai arrivata al momento della
verità: un obbligato trampolino di lancio per un giovane politico di belle
speranze; il coronamento di un imprenditore che, dopo la fortunata avventura con
le televisioni commerciali, ha trovato nella politica, sotto l’al a dell’amata
Renata (Polverini), una sorta di seconda vita, un nuovo terreno in cui
continuare ad affermarsi. In questo senso tra i due sfidanti forse c’è un punto,
l’unico, in comune: entrambi, al netto degli interessi politici, vivono la corsa
alla poltrona di sindaco come una «missione ». E se per Procaccini Terracina è
la terra natia in cui tornare per ritrovare le proprie origini e risollevarne le
sorti mettendo a frutto le esperienze di vita e professionali accumulacosì
vicini, così lontani NICOLA PROCACCINI GIANFRANCO SCISCIONE te altrove; per
Sciscione è la terra da cui non ci si è mai mossi, che tanto gli ha dato e a cui
lo stesso sente di aver dato altrettanto, per cui ora tocca continuare a
lavorare con «orgoglio». Per uno è il riflesso di un futuro tutto da scrivere,
per l’altro di un passato già scritto come garanzia. Il momento della verità è
arrivato. In bocca al lupo. E vinca il migliore.
Pierfederico Pernarella



Tra Sciscione e Procaccini ultimi giorni «di fuoco»
Una cosa è certa: quale che sia l’esito del ballottaggio Sciscione-Procaccini di
domenica prossima, questa tornata elettorale, per come è stata condotta dalla
governatrice Polverini scesa in lizza con la sua lista Città Nuove a fianco
dell’imprenditore televisivo, non sarà indolore per gli equilibri della giunta
regionale. Lo ha detto a chiare note il presidente della Provincia Cusani,
tornato ieri a Terracina per ribadire il suo appoggio incondizionato al
candidato del Pdl. Dichiarazioni che sanno di guerra aperta, trasferita sul
piano amministrativo. «In un anno avrebbero dovuto arrivare da Roma dei
risultati che non ci sono stati. Mi riferisco, per Terracina, all’ospedale
Fiorini e al piano dei rifiuti. Fin da martedì metteremo in campo una serie di
azioni. La Regione o cambia rotta o la faremo cambiare noi. La Pisana deve fare
delle scelte in termini di sussidarietà, assistenza e decentramento o sarà la
svolta». E l’inquilino di via Costa ha tracciato il percorso in tandem che la
Provincia ha in mente di realizzare sull’asse Latina-Terracina, qualora i
suffragi delle urne vadano a favore di Procaccini. «La sfida nel campo della
competitività camminerà su tre gambe: la Bandiera Blu, una burocrazia più
portata al servizio per il cittadino, il governo del territorio attraverso un
piano urbanistico provinciale. Non va dimenticata la solidarietà (ci impegniamo
a realizzare una casa-albergo per anziani), la scuola (costruiremo la nuova sede
dell’IpS Filosi e degli impianti per gli sporti minori».
Ercole Bersani


Bernardi, PD: pagamento stipendi a rischio
Nel corso del primo turno delle elezioni per il rinnovo del Sindaco e del
consiglio comunale, con una lettera aperta ai cittadini, per la situazione
economica-finanziaria del comune, ho scritto, tra l’altro:
Il comune di Terracina si trova, di fatto, in dissesto finanziario, anche se non
dichiarato. La legge stabilisce che si ha dissesto finanziario se si trova nelle
seguenti condizioni: “se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni
e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale
crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente
fronte…” Il Comune di Terracina, per la situazione economica finanziaria in
cui si trova non è più in grado di assolvere a tutte le suindicate funzioni.
Infatti: 1. Da molti mesi non provvede al pagamento di quanto dovuto alle ditte
appaltatrici, quali: verde pubblico, mensa, pulizie, trasporti, servizi
cimiteriali, ecc… 2. Risultano promossi nei confronti del comune di Terracina
circa 280 decreti ingiuntivi di creditori, che stanno aumentando di giorno in
giorno, a cui dovranno aggiungersi gli interessi legali, con varie sentenze
accompagnate da pignoramento del nostro patrimonio, a cui il comune di Terracina
non è stato e non è in condizioni ottemperare; 3. Sono già stati richiesti sono
già stati richieste tutte le anticipazione di cassa e utilizzati impropriamente.
La situazione economica finanziaria del comune di Terracina si presenta in modo
preoccupante al punto tale di rappresentare una seria ipoteca a danno della
nostra comunità. Adesso, di quello che ho scritto, si iniziano ad avere le prime
le prime conferme. Infatti, questo mese i dipendenti, avranno difficoltà a
percepire lo stipendio. In data odierna, il dirigente del Dipartimento
Finanziario, con una lettera indirizzata ai dipendenti del comune e alle
organizzazioni sindacali, ha scritto: “Si comunica che non si potrà procedere al
pagamento delle spettanze salariali relative al mese entro il giorno 27.
L’intestato dipartimento, continua ad attivarsi per reperire le risorse
necessarie per consentire il pagamento degli stipendi il primo possibile. Si
provvederà successivamente a comunicare la data prevista per il pagamento del
dovuto.” Quindi, dal momento in cui l’ente non può garantire l’assolvimento
delle funzioni e dei servizi indispensabili, con le difficoltà, se non
impossibilità al pagamento degli stipendi ai dipendenti, si sta andando, di
fatto incontro a dissesto. Vedremo, cosa avverrà, ma sono i primi, se non ultimi
segnali, che i fatti mi stanno dando ragione. Subito dopo l’insediamento del
nuovo Sindaco, bisognerà fare, da subito, fare la verifica della situazione
economica finanziaria del comune, considerando che una volta dichiarato il
dissesto,si recherà un grave danno all’economia della nostra città, alle
famiglie e alle attività produttive.
Antonio Bernardi



Chi ultimo arriva meglio alloggia. Tra i tanti miracoli delle ultimi elezioni
terracinesi c’è da annoverare anche quello di aver riscritto i proverbi.
Il merito è dei transfughi dell’ultima ora come dell’ex assessore ai servizi
sociali Francesco Zicchieri, secondo eletto nella lista Polverini a sostegno di
Sciscione); di coloro che hanno trovato posto nell’unico disponibile (vedi
Gianni Aiello candidato con il Pri); degli altri che hanno ritrovato la strada
(politica) maestra dopo qualche anno di disorientamento nei meandri del
centrosinistra – come nel caso di Valentino Giuliani tornato a destra con il
Pdl; e infine di quelli, è il caso di Dario Venerelli detto Casale, che alla
politica si sono avvicinati da poco. È questo lo scenario che emerge dai
riconteggi delle schede. Tutto è rimasto invariato: fatta eccezione per Aiello
nel Pri e Venerelli nell’Udc che hanno scavalcato rispettivamente Loreto
Maragoni e Davide Minchella. Zicchieri, Aiello, Giuliani e Venerelli hanno
ottenuto risultati buoni o comunque superiori a chi si era messo in fila da
tempo per guadagnare un posto in Consiglio comunale. I casi più emblematici sono
senz’altro quelli degli sciscioniani della prima ora superati da un ultimissimo
arrivato come Zicchieri, ma anche di Loreto Maragoni che, con l’uscita di
Giuliano Masci e le disavventura giudiziarie di Alfredo Lauretti, aveva preso le
redini del Partito repubblicano anche in qualità di assessore in quota Edera.
Tanta fatica per nulla.


Il riscatto di Borgo Hermada
Una proposta di legge per valorizzare le città e i nuclei di fondazione
C’è anche Borgo Hermada nell’elenco delle città e dei nuclei di fondazione,
censiti dalla proposta di legge che detta le disposizioni per il recupero e la
valorizzazione delle testimonianze di una delle più pregevoli stagioni
dell’architettura e dell’urbanistica italiana. Presentato ieri alla Camera dei
Deputati dal Sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, Francesco Maria
Giro, questa mattina il documento è stato sottoposto all’attenzione della stampa
locale, nel corso di una conferenza che proprio in Borgo Hermada ha riconosciuto
il suo palcoscenico ideale. Ad illustrarla, accanto al candidato sindaco Nicola
Procaccini, sono stati gli stessi promotori dell’iniziativa: gli onorevoli Fabio
Rampelli e Marco Marsilio. “Un pesante pregiudizio ideologico, oggi finalmente
caduto anche a sinistra, ha penalizzato per lungo tempo i capolavori del
Razionalismo architettonico italiano, lasciando che un enorme patrimonio
artistico e culturale giacesse nel degrado o, peggio ancora, venisse contrastato
da interventi urbanistici progettati in antitesi al disegno originario – ha
spiegato Marsilio – L’intento di questa proposta di legge, che ha già ottenuto
il beneplacito del Governo e sta raccogliendo firme e consensi sia tra la
maggioranza che nell’opposizione, è dare alle amministrazioni comunali uno
strumento normativo che consenta loro di accedere facilmente all’approvazione di
piani e varianti urbanistiche e di attingere a fondi ingenti per interventi di
salvaguardia e restauro dei beni architettonici e del patrimonio edilizio delle
città e dei nuclei di fondazione, per il completamento dei progetti originari e
la creazione di nuovi insediamenti urbani culturalmente e esteticamente
coerenti, oltre che per lo sviluppo dei servizi e l’organizzazione di mostre,
convegni, laboratori, cantieri scuola e quant’altro possa contribuirne alla
promozione culturale” “Si tratta di 75 milioni di euro che dal 2011 al 2013
finanzieranno i Comuni che, entro sei mesi dall’approvazione della legge,
presenteranno progetti adeguati e sono sicuro che Nicola Procaccini non perderà
un’occasione così preziosa per Borgo Hermada – ha precisato Rampelli -
L’architettura razionalista ha avuto il merito di dimostrare come sia possibile
coniugare lo sviluppo del territorio con il rispetto dell’ambiente e,
soprattutto, come si possano costruire centri urbani al servizio dell’uomo e
della comunità: le città di fondazione attingono alla tradizione artistica e
culturale del nostro territorio, ne utilizzano i materiali di costruzione e
dedicano uno spazio privilegiato ai luoghi di aggregazione sociale. È un
patrimonio straordinario per l’Italia, che noi vogliamo far tornare a vivere -
ha concluso l’onorevole – Latina è stata scelta come Capitale e questo dimostra
l’attenzione particolare rivolta alle terre pontine”. “Sono orgoglioso e onorato
che la presentazione di una proposta di legge così bella sia avvenuta a Borgo
Hermada, una frazione di Terracina che ha in sé una delle più affascinanti
storie di popolo che io conosca, la Bonifica della Palude Pontina – ha
commentato Nicola Procaccini – Questa campagna elettorale, pur tra tanti veleni
e episodi spiacevoli, continua a darci la possibilità di raccontare le grandi
idee che abbiamo intenzione di realizzare alla guida della futura
amministrazione”.


Si sono mischiati alla gente, di quella che sa «cosa vuol dire mettere insieme
il pranzo e la cena» il governatore del Lazio Renata Polverini e il suo
candidato sindaco Gianfranco Sciscione, martedì sera sul palco di Borgo Hermada.

E ancora ieri sera in piazza Assorati, nel centro storico, con il sindaco di
Roma Gianni Alemanno e l’onorevole Francesco Biava. Al borgo, davanti ad una
piazza IV novembre gremitissima risvegliata dai balli di liscio suonati da
Sandro Micheli, l’aspirante sindaco di «Città Nuove», sostenuto anche
dall’assessore regionale Stefano Cetica e dal deputato Francesco Biava, ha
tenuto il suo comizio. Ma a risuonare sono state le parole del presidente della
Regione: «Io sarò qui venerdì per la chiusura della campagna elettorale, ma sarò
qui anche lunedì, martedì e tutte le volte che Terracina mi chiamerà, mentre gli
altri non li vedrete più». La Polverini ha poi plaudito alla festa. «C’è chi
dice che non si vince senza soldi. Ma un comizio come questo, con i ponteggi
innocenti non lo fa più nessuno. Spendono tutti un sacco di soldi, ma io no e ne
vado orgogliosa. Questo è un palco nudo e crudo, con le bandiere, fatto da
persone perbene come siamo tutti noi». Due parole poi sulla questione politica
che vede Sciscione alla sfida con il candidato del Pdl Nicola Procaccini: «Vado
avanti con le mie idee – l’ha fatta breve – con la schiena dritta, dall’altra
parte non so se riusciranno ad andare a testa alta e a schiena dritta. Noi non
abbiamo voluto Sciscione con prepotenza e arroganza, ma perché lo riteniamo la
persona migliore per rappresentare il territorio. Non abbiamo mai detto una
parola contro, siamo sempre “per”». «Non siamo signori o signorine – ha
concluso – ma persone che vogliono combattere». Clima infuocato anche ieri sera
in piazza Assorati, quando il sindaco Alemanno ha cantato l’inno d’Italia
insieme ai residenti. La cifra degli interventi è stata la stessa. Da Zicchieri
a Biava, passando per lo stesso Sciscione, sul palco la parola d’ordine è stata
sempre più o meno la stessa: niente ordini da Fondi, niente ordini dal senatore
Claudio Fazzone. Poi critiche a non finire contro la «sfilata di ministri»
arrivata per Procaccini, appello all’identità terracinese, promessa di una
sinergia con la Regione e Roma Capitale per lo sviluppo turistico. Il sindaco
capitolino invece ha esordito parlando della città: «È meravigliosa ed è l’unica
cosa che conta davvero adesso ». Poi si è soffermato sulle polemiche suscitate
anche a Roma dalla sua scelta. Proprio ieri il «Messaggero» pubblicava una sua
dichiarazione in cui Alemanno se l’è presa con il senatore Fazzone perché «dopo
aver unilateralmente scelto, con la Meloni, il candidato del Pdl, non ha accolto
i suggerimenti dei coordinamenti nazionale e regionale per inserire alcuni nomi
in lista. Questa violazione è stata alla base del mio atteggiamento». Di tono
diverso la spiegazione di ieri davanti alla gente: «Sto con Sciscione perché qui
si sceglie tra due realtà, tra due persone che contano per quello che sono. E
cosa vogliamo dire a Gianfranco, che è uomo realizzato e non deve chiedere nulla
per sé. Se è sceso in campo è perché vuole fare un atto d’amore per la città,
vuole dare testimonianza delle sue capacità. E io credo che lui sia l’unico in
grado di far voltare pagina a Terracina. Se vi chiedono quale storia, quale
persona, quale esperienza mettere nel palazzo del municipio, potete dire
senz’altro Sciscione, ne va del vostro futuro». A portare avanti la battaglia
sono intervenuti anche il deputato Francesco Biava, l’ex assessore Fancesco
Zicchieri e i primi eletti delle rispettive liste Domenico Villani e Agostino
Apolloni. Sono giorni concitati, il nervosismo si mescola all’entusiasmo. E il
centrodestra, con i suoi due candidati, sta giocando la partita finale.
Diego Roma


Ballottaggi, Fazzone sbotta: “Non accetto lezioni da Alemanno”
Finalmente. Il senatore Claudio Fazzone, coordinatore e uomo chiave del Pdl nel
Pontino non ce l’ha fatta più. E a differenza di quanto aveva fatto nel corso
della campagna elettole ha preso carta e penna e ha dettato un durissimo
comunicato alle agenzie. «Evidentemente il sindaco di Roma non conosce le realtà
locali, e non sa che la candidatura di Nicola Procaccini è stata frutto di
un’indicazione unanime del direttivo del PdL di Terracina, seguita
dall’approvazione dei vertici del partito, ai quali a norma di statuto l’ho
sottoposta, e dello stesso presidente Berlusconi». «Quanto alla composizione
delle liste e alle mancate candidature – aggiunge -, se è a una persona in
particolare che Alemanno si riferisce, al di là della mia eventuale
disponibilità si tratta di un ex consigliere comunale di Terracina che aveva
dichiarato di essere passato in Futuro e Libertà e non ha mai dichiarato di
essere rientrato nel PdL. I miei tentativi di trovare una soluzione sono dunque
risultati inutili di fronte all’inevitabile e comprensibile opposizione di tutto
il partito locale.» Legittime precisazioni, queste, ma il senatore non ha
gradito le in tromissioni del sindaco capitolino Alemanno. E lo dice. «Non
accetto pertanto lezioni sul rispetto delle regole e su come ci si comporta in
un partito da parte del sindaco di Roma, il quale farebbe meglio a impiegare il
suo tempo occupandosi dei tanti problemi della città che amministra e non ad
attribuirsi presunti ruoli dirigenziali nel PdL del Lazio per difendere la
posizione di qualche suo amico personale contro il partito che l’ha candidato
alla carica che ricopre. Né intendo delegare i miei compiti di coordinatore
provinciale a chi in quanto sindaco di Roma non vive nel territorio pontino»
Secondo Fazzone, dopo i ballottaggi dovrà esserci un chiarimento nel PdL del
Lazio, affinché ognuno torni a ricoprire il proprio ruolo e si riaffermi la
certezza delle regole rispetto a segmenti che si rendono autonomi e agiscono
contro il partito in cui militano e in nome del quale ricoprono importanti
incarichi. Ed ha perfettamente ragione.



Do ut des: a Terracina Fazzone impone il Candidato della Meloni. Ecco perché
Il Senatore del PdL Claudio Fazzone, ha fortemente supportato la candidatura di
Nicola Procaccini alla carica di Sindaco della città di Terracina. L’aspirante
primo cittadino, portavoce del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, è sempre
apparso in compagnia del Senatore di Fondi, durante i numerosi incontri,
organizzati per i cittadini con alcuni ministri dell’attuale Governo…Giorgia
Meloni in primis. Perché? Qualche mese fa, nonostante le indagini, le denunce
delle forze politiche sane, dei comitati e dei cittadini e nonostante la
richiesta di scioglimento e commissariamento del Comune di Fondi – feudo di
Fazzone – da parte del Ministro Maroni, oltre ad un rapporto di cinquecento
pagine redatte dal prefetto di Latina Bruno Frattasi – mai preso seriamente in
considerazione – il Consiglio dei Ministri ha rifiutato di rispondere sulla
richiesta di un Prefetto e del Ministro dell’Interno e della stessa Commissione
Parlamentare Antimafia di sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni
mafiose. Trai nomi dei Ministri che, in quella occasione, si preoccuparono di
salvare l’amministrazione Fondana, spiccano quello della Meloni e del Ministro
Brunetta. Ecco perché Procaccini é diventato anche il candidato di Fazzone,
sfidando le ire di Alemanno e Polverini. Alla faccia della “gioventù ribelle”,
della legalità e delle tante parole dette dalla Meloni in tutti questi anni.
Alla prova del nove si é rivelata uguale a tutti gli altri. Peccato.
di Fabiana Mariani


Storace, Scurria e Di Giorgi a San Silviano per sostenere Nicola Procaccini
Il segretario nazionale de La Destra Francesco Storace, l’europarlamentare Marco
Scurria e il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi: è questa la squadra che ieri
seri è salita sul piccolo palco montato nella piazza della Chiesa di San
Silviano per raccontare, ancora una volta, al popolo terracinese l’importanza di
votare Nicola Procaccini. “Sto con Nicola perché la sua è una meravigliosa
storia di destra, fatta di convinzioni profonde, scelte univoche e serietà. Il
29 e 30 maggio dobbiamo fare in modo che vinca il più bel progetto di progresso
per la città di Terracina, i cui pilastri sono la casa, il lavoro e
l’opportunità per tutti di essere felici nella propria terra – ha detto Storace,
prima di passare a qualche frecciatina alla coppia Polverini-Alemanno – Ci hanno
fatto perdere 15 giorni di lavoro, trasformandoli in una campagna elettorale
velenosa, solo perché volevano dimostrare di contare qualcosa”. “I programmi
sono spesso molto uguali tra loro, ma le persone fanno la differenza nel modo di
interpretarli e di renderli concreti. Il cambiamento dell’Italia passa per gli
ottimi amministratori delle sue città e Nicola sarà uno di questi” ha assicurato
l’europarlamentare Marco Scurria. “È sempre bello e emozionante, anche dopo
tanti giorni di campagna elettorale, stare in mezzo alla mia gente: un popolo di
uomini e donne, giovani e anziani dal centro cittadino a ogni quartiere, borgo e
frazione di Terracina, che fino a qualche tempo fa erano piuttosto sfiduciati
nei confronti della politica e oggi invece sono al lavoro, affinché da martedì
possiamo costruire insieme un grandioso futuro per la nostra città – ha esordito
Nicola Procaccini davanti alla folla entusiasta – Noi porteremo a Terracina una
rivoluzione dolce, fatta di piccole e grandi cose, nella burocrazia e nei
servizi di base per i cittadini, nell’agricoltura e nel turismo, nella cultura e
nel commercio, nei servizi sociali, nello sport e nella finanza comunale.
Abbiamo la vittoria a un soffio e non permetteremo che ce la porti via
un’accozzaglia di vecchi politicanti, per giunta già sconfitti nella tornata
elettorale del 15 e 16 maggio scorsi, i quali stanno tentando il tutto per tutto
pur di accaparrarsi il potere e spartirsi qualche poltrona e posto di lavoro”.
Giovanni Di Giorgi, sindaco eletto al primo turno a Latina, era accanto a lui
per promettere che “questa e tante altre battaglie per il nostro territorio le
vinceremo insieme!”.


Venerdì 27 maggio 2011, a partire dalle ore 20:00, festa di piazza per la
chiusura della campagna elettorale del candidato a sindaco di Terracina Nicola
Procaccini.
La manifestazione è stata concepita come un grande contenitore di
comizi politici e intrattenimento, musica e cabaret.
Interverranno:
on. Teodoro Buontempo, Assessore alla Casa della Regione Lazio;
on. Fabio Rampelli, deputato del Popolo della Libertà;
on. Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione Europea;
on. Fabrizio Cicchitto, Capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati
e gli Assessori e i Consiglieri della Regione Lazio.
Dalle ore 21:00 l’evento di Piazza Garibaldi sarà trasmesso in diretta
televisiva su ExtraTV, canale 94 del digitale terrestre.

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terracina-campo-batteria-da-75-46-anni-40-cannoni-anni-40_bis

In occasione dell’anniversario della liberazione di Terracina (24 Maggio 1944) dato che avevo qualche oretta libera ho creato questo piccolo documentario. Ho usato materiale già ben noto e altro abbastanza inedito. Buona Visione!

Paolo, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.

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1870-f-a-ravier_bis_a
Altro che precarietà finanziaria e incertezza politica. Per capire il motivo che
sta dietro alle mancate offerte al bando di gara per la gestione degli arenili
comunali si dovrebbe scavare più a terra. Anzi nella sabbia. La storia riguarda
l’ennesimo presunto caso di sprechi e mala gestione dell’amministrazione
comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi. Le indiscrezioni parlano di
attrezzature e ombrelloni mai lavati, materiale logistico lasciato incustodito
e dunque «sparito», e si vocifera persino di una partita di ombrelloni
ceduta non si sa bene a chi. Starebbe tutto qui il mancato affare
degli arenili comunali, che non riescono ad essere affidati all’asta. Anche
per il più avventuroso degli imprenditori, il gioco non vale la candela. Un
«patrimonio», a sentire i bene informati, praticamente «dilapidato»
dall’incuria. Lo stesso che il Comune, in cambio di una offerta che si
aggira intorno ai 140 mila euro, avrebbe dovuto cedere al miglior offerente
perché gestisse le spiagge. Le indiscrezioni parlano di materiale obsoleto,
sporco, carente nel numero e nella qualità: inutilizzabile. E ora sarebbe a
repentaglio l’af – fidamento. I privati si guardano bene infatti dall’investire
in un affare che già di per sé non porta grandi guadagni. Figurarsi se poi le
attrezzature sono da rimettere a nuovo, se non proprio da riacquistare.
All’appello mancherebbero ombrelloni, si dice ceduti a qualche ente. A ciò si
aggiungano le circa 5000 sedie utilizzate durante le manifestazioni estive
all’arena “Il Molo” che, sempre stando alle voci, si sarebbero «ridotte» a 200.
Sembrerebbe che nessuno si sia occupato, terminata la stagione concertistica, di
rimuoverle dalla pista di pattinaggio. E si sa, l’occasione fa l’uomo ladro.
Oltre 4 mila sedie, acquistate con soldi pubblici, come del resto ombrelloni e
tutto, sarebbero scomparse nel nulla nel corso dell’inverno. E questo avrebbe
nettamente scoraggiato ogni iniziativa privata a fare offerte per gestire le spiagge comunali.
Diego Roma


Schermaglie in tv tra Sciscione e Procaccini
Terracina Scintille nel confronto su Raitre Un faccia a faccia senza temi
concreti. I servizi sociali vanno gestiti in proprio o affidati all’esterno? Le
società partecipate saranno sciolte o no? Il mercato settimanale dovrà essere
spostato in via Firenze o rimarrà dove sta? Si aspettavano delle risposte a
questi e ad altri problemi quanti, ieri pomeriggio, si sono collegati con Rai 3
Lazio per assistere al confronto, il primo ed unico di questa tormentata
campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale, tra i due candidati
al ballottaggio di domenica prossima: Gianfranco Sciscione (Città Nuove) e
Nicola Procaccini (Pdl). Mezz’ora era davvero poca per scavare nelle criticità
cittadine e indicare soluzioni, ma i due rappresentanti del centrodestra
(«inusuale questo derby», ha giudicato la conduttrice Stefania Giacobini) hanno
zizzagato sulle domande dirette, preoccupati maggiormente di creare un’appendice
alla guerra dei manifesti e a quella che riguarda le vicende giudiziarie.
L’imprenditore televisivo arrivava agli studi Rai di Saxa Rubra piuttosto
contrariato per due colpi bassi ricevuti negli ultimi due giorni. Domenica, il
«Corriere della sera» aveva rispolverato la storia di un processo a Roma nel
quale è accusato di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata ai danni di una
società televisiva per l’acquisto del 50% di Quarta Rete e di falso in bilancio.
Nella notte un suo cartellone pubblicitario, ospitato in una proprietà privata,
era stato danneggiato (seguirà una denuncia contro ignoti) e tutte le plance
regolamentari erano state occupate senza distinzione dai manifesti
dell’avversario. Sciscione ha colto l’occasione per difendersi vis à vis,
rimarcando di essere stato lui il truffato e appellandosi alla presunzione di
innocenza che deve poter riguardare ogni cittadino. «Non ho sollevato io il
caso», ha ribattuto Procaccini. Riguardo alla guerra dei manifesti, il leader
locale del Pdl s’è dimostrato risentito quando l’altro ha definito
«Lanzichenecchi» i suoi attacchini. Insomma, un confronto intinto al veleno, al
quale sono stati estranei i grandi temi del momento. Non si è sottratta a questo
cliché anche la chiusura. Più spazi pubblicitari ha chiesto Sciscione
all’avversario, lamentando una libertà violata. Di rimando Procaccini: «Non mi
pare che nella tua tv ci sia democrazia». Un dibattito, piuttosto incolore, che
si è concluso in parità. Diversamente da quanto succederà domenica, quando uno
solo dei due uscirà vincente dalle urne.
Ercole Bersani


Il Ministro Carfagna: “Nicola Procaccini guiderà la sua terra verso la modernità”
Sono stati nello stesso corridoio, vicini di ufficio per anni, Mara Carfagna e
Nicola Procaccini. È anche per questo che la visita del Ministro per le Pari
Opportunità a Terracina, per sostenere il candidato sindaco del suo partito e
della coalizione di centrodestra, ha assunto l’aspetto di una testimonianza
concreta e credibile. “Ho apprezzato molto i contenuti, i toni e lo stile di
governo espresso dall’azione politica di Mara Carfagna – ha dichirato Procaccini
al suo arrivo a Piazza della Repubblica – Sarà lei il nostro punto di
riferimento per mettere a frutto le energie dei cittadini, nessuno escluso. La
felicità di una comunità si costruisce dando attenzione a ciascuno, senza
distinzione di sesso, razza, cultura o cos’altro, affinché tutti siano
finalmente messi in grado di esprimere il proprio contributo”. “Sono qui con
gioia a sostenere Nicola – ha risposto il Ministro – perché conosco
personalmente il valore di questo giovane e soprattutto il forte desiderio di
guidare la sua terra verso il futuro e la modernità, risolvendo emergenze e
problemi quotidiani e al tempo stesso pensando in grande, con la testa e con il
cuore”. “Il suo modo di fare politica è l’antitesi della ricerca assoluta di
potere, delle logiche fatte di poltrone da spartire e di clientelismo – ha
precisato Mara Carfagna – Nicola non ha bisogno di lavoro, né prospettive di
carriera: le ha già e si è candidato solo per realizzare un grande progetto di
riscatto della sua città”. L’aperitivo al Bar Lennon si è concluso con l’impegno
formale di Nicola Procaccini a valorizzare il talento femminile nella futura
amministrazione: “Faccio mia la proposta del Ministro per le Pari Opportunità di
garantire la rappresentanza delle donne in giunta – ha promesso il candidato
sindaco – Una giunta che, in ogni caso, metterà al posto giusto le persone che
possiedono sensibilità e competenze professionali adatte il ruolo ricoperto”. La
seconda tappa del tour Carfagna-Procaccini è stata La Fiora, dove ad attendere
il Ministro c’erano candidati consiglieri, sostenitori, simpatizzanti del
centrodestra terracinese e numerose famiglie della frazione, in una festa di
piazza all’insegna della più calorosa e conviviale accoglienza. In
quest’occasione, Nicola Procaccini ha commentato l’evoluzione della campagna
elettorale degli ultimi giorni: “Abbiamo ottenuto un ottimo risultato alle
elezioni e siamo a un passo dalla vittoria, mentre dall’altra parte si è
impegnati a mettere insieme tutti gli sconfitti. Hanno cercato persino di
coinvolgere la sinistra, facendo accordi a livello regionale, ma i dirigenti e i
militanti del Pd locale hanno rifiutato di sostenere un candidato che non
stimano, in un progetto alimentato solo dal desiderio di conquistare il potere
per sé e dall’odio nei confronti degli altri. La nostra è un’altra storia – ha
spiegato Procaccini – I partiti e la lista civica che mi hanno sostenuto al
primo turno hanno già raggiunto la maggioranza in Consiglio comunale, con 14
seggi assegnati alla nostra coalizione contro i 5 degli sciscioniani. Siamo
partiti con un piano di alleanze chiaro e un progetto condiviso, con questi
andremo al ballottaggio e sempre con questi saremo al lavoro per la città a
cominciare da martedì mattina. Siamo gente coerente, seria”. “Votate Nicola per
spazzare via ogni equivoco politico. Gli italiani non apprezzano agglomerati
spuri, accordi trasversali per carpire, attraverso il voto dei cittadini, un
potere fine a se stesso – ha ribadito il Ministro Carfagna – Nicola Procaccini è
la migliore garanzia di un governo trasparente, concreto e stabile. Ciò di cui
Terracina ha bisogno e ciò che merita. Nel suo programma ho incontrato una
profonda sensibilità per i temi a me più cari: sicurezza, famiglia, opportunità
per i giovani, tutela dei diritti di tutte le categorie più deboli e disagiate”.


Su Facebook qualcuno ci ha scherzato su, rispolverando un detto napoletano:
«Dopo il furto mettono le porte in ferro». Ma c’è anche chi ha raccolto
positivamente il tentativo di dialogo del centrosinistra che si è tenuto nel
corso di un incontro, lunedì scorso. All’ordine del giorno, un documento firmato
da Domenico Zappone e Vincenzo Coccia con cui i due candidati sindaci perdenti,
in rappresentanza delle rispettive liste del Pd e di Sel, Idv, Fds e lista
civica rendono note le posizioni di voto per il ballottaggio esprimendo «in modo
unitario – si legge – la assoluta indifferenza rispetto al prossimo turno di
ballottaggio in quanto, tanto nel corso della campagna elettorale quanto in
questi ultimi giorni, nessuno dei due candidati è stato in grado di esprimere
una sintonia, anche solo parziale, con il progetto di città e la visione della
politica rappresentata nei programmi dei partiti del centrosinistra».
Sull’incontro è intervenuto anche Gino Di Mauro in qualità di esponente di Città
Partecipata, il quale rende conto dell’assemblea, a cui hanno partecipato circa
70 militanti e i segretari di partito. Di Mauro plaude all’esito della riunione,
in cui è emersa «la necessità, per il futuro, di privilegiare il rispetto
reciproco e il confronto su argomenti che possono accomunare e di ricercare i
modi dello stare e agire insieme, pur nella distinzione e autonomia delle
componenti partitiche o di movimento, pervenendo, possibilmente, anche alla
costituzione di un coordinamento». Tra i motivi di equidistanza dal ballottaggio
Di Mauro menziona le divergenze in materia di «legalità», e sui modi di
«contrastare l’infiltra – zione malavitosa», nonché i temi del prossimo
referendum «per i quali l’assemblea» invita i cittadini «a esprimersi con quattro Sì».
D. R


Comunali:terracina;polverini, io sempre qui altri spariranno
“Io sarò qui venerdì per la chiusura della campagna elettorale ma sarò qui anche
lunedì, martedì e tutte le volte che Terracina mi chiamerà, mentre gli altri non
li vedrete più”. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini
intervenendo a un comizio del candidato sindaco di Citta Nuove di Terracina,
Gianfranco Sciscione, il cui rivale al ballottaggio è Nicola Procaccini del Pdl.
Polverini e Sciscione hanno parlato da un palco allestito a Borgo Hermada, una
frazione del comune pontino. “C’é chi dice – ha aggiunto Polverini – che non si
vince senza soldi. Ma un comizio come questo, con i ponteggi innocenti non lo fa
più nessuno. Spendono tutti un sacco di soldi, ma io no e ne vado orgogliosa.
Questo è un palco nudo e crudo, con le bandiere, fatto da persone perbene come
siamo tutti noi. Vado avanti con le mie idee – ha aggiunto la governatrice – con
la schiena dritta, dall’altra parte non so se riusciranno ad andare a testa alta
e a schiena dritta. Noi non abbiamo voluto Sciscione con prepotenza e arroganza,
ma perché lo riteniamo la persona migliore per rappresentare il territorio. Non
abbiamo mai detto una parola contro, siamo sempre ‘per’. Per esempio non ho mai
consentito a nessuno di dire una sola parola contro il mio predecessore perché
la politica non si fa insultando o conparate di potere, ma qui parlando con voi.
Sciscione è nato in una casa popolare, io ci ho vissuto, sappiamo cosa vuol dire
mettere insieme il pranzo e la cena. Non siamo signori o signorine – ha concluso
Polverini – ma siamo persone che vogliono combattere”. In favore di Sciscione
hanno preso la parola anche l’assessore al Bilancio della Regione Stefano Cetica
e il consigliere Pdl Stefano Galetto: “Borgo Hermada – ha detto quest’ultimo -
deve essere considerato come il centro di Terracina, ci vivono 10 mila persone.
Sciscione può farlo perché non sarà condizionato da chi vive la politica come
arroganza e prepotenza come il suo avversario”. Procaccini è vicino al ministro
della Gioventù Giorgia Meloni.


CIAMPINO: Latitante terracinese bloccato all’aeroporto La Polizia di Terracina
ha messo fine alla latitanza di V.P., 51enne terracinese ricercato da mesi.
L’uomo, nel dicembre scorso, era fuggito dagli arresti domiciliari di Terracina
per rifugiarsi in Spagna ma aveva preannunciato l’intenzione di costituirsi. È
stato così individuato tra i passeggeri del volo Ryanair FR9678 proveniente da
Valencia e bloccato al suo arrivo a Ciampino ieri pomeriggio. V.P. è stato
condotto presso il carcere romano di Regina Coeli.


Alemanno: «Il presidente provinciale Pdl Fazzone non ha accolto i suggerimenti
dei coordinamenti nazionale e regionale»

Alemanno al ballottaggio di Terracina appoggerà il candidato della Lista
Polverini e non quello del Pdl. E lo spiega così: «Il presidente provinciale del
Pdl di Latina, Claudio Fazzone, dopo aver unilateralmente scelto, con la Meloni,
il candidato del Pdl, non ha accolto i suggerimenti dei coordinamenti nazionale
e regionale per inserire alcuni nomi in lista. Questa violazione è stata alla
base del mio atteggiamento». Alemanno, come è stato anticipato dal Corriere del
22 maggio, è alleato politico di Moggi al fianco del candidato di «Città Nuove»,
Gianfranco Sciscione. «LE REGOLE VARRANNO PER TUTTI» – Per Alemanno «se non si
rispetta la disciplina di partito non si può chiederne il rispetto: una volta
che sono ripristinate, le regole varranno per tutti». In ogni caso «dopo il
ballottaggio, soprattutto a Sora e Terracina, sarà necessario un chiarimento
interno al Pdl – ha aggiunto – a livello territoriale del Lazio, è scontato». In
particolare, Alemanno ha voluto puntualizzare che «per me Sciscione è un
candidato migliore di Procaccini, con tutto il rispetto per quest’ultimo».


Comunali, Schiuma (PdL): “Rampelli dice ciò che molti pensano”
“Le parole del deputato Fabio Rampelli sullo stupefacente appoggio di Alemanno a
un candidato sindaco non del PdL a Terracina e sulla mancanza di regole interne,
sono quelle che pensano in molti. Farebbe bene il primo cittadino a tenerne
conto”.
Lo dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, componente dell’esecutivo
romano del PdL e coordinatore regionale del ‘Movimento per l’Italia’. “Stupisce
e preoccupa – continua Schiuma – la risposta di Alemanno stesso, come dire ‘non
mi hanno messo il mio candidato al consiglio comunale e allora io sostengo
un’altra lista’”.
“Nel 2013 si voterà anche a Roma – conclude Schiuma – e mi sembra che di
scontenti ce ne siano a bizzeffe, nel PdL stesso, come anche a destra, dal
Movimento per l’talia a La Destra di Storace, passando per la Fiamma Tricolore,
tutti soggetti che lo hanno sostenuto al ballottaggio contro Rutelli”.

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terracina-antico-acquedotto-a-terracina-1850_bis

Martedì 24 maggio 2011 il Ministro per le Pari Opportunità sarà la ‘first lady’
che accompagnerà Nicola Procaccini in alcuni appuntamenti della sua fitta agenda
elettorale.
Mara Carfagna giungerà in città nel pomeriggio e, dopo un confronto
con il candidato sindaco di Terracina su progetti e iniziative che arricchiranno
il programma di mandato di una maggiore sensibilità nei confronti delle
categorie socialmente più deboli, sarà a Piazza della Repubblica alle ore 20:00
per un aperitivo con i rappresentanti delle cooperative e delle associazioni
locali che, a vario titolo, sono impegnate nella valorizzazione del ruolo della
donna nella società, nella tutela dei diritti universali dell’uomo e nella lotta
contro ogni forma di discriminazione. Gli stessi temi saranno discussi, a
partire dalle ore 21:00, in occasione della festa di piazza a La Fiora.


Duri e dritti al dunque. Il candidato di Città Nuove Gianfranco Sciscione
sbandiera il nuovo, sbandiera e basta.
Un doppio attacco arriva dall’«armata» -
come l’ha più volte definita Sciscione – che sostiene il candidato sindaco
Nicola Procaccini. Il neoeletto consigliere Gianluca Corradini, vero recordman
di voti con le sue 800 e oltre preferenze, insieme al più votato dell’Ud c ,
Pierpaolo Marcuzzi, lanciano bordate contro gli avversari. Sciscione, in primo
luogo, ma anche Mazzucco con cui il candidato di Città Nuove si è attovagliato
due giorni fa, e quelli che Corradini definisce i «ribaltonisti dell’ultima
ora». Bordate, si diceva, a partire dalle accuse lanciate da Sciscione e i suoi
nei confronti del Pdl di Nicola Procaccini. «I ribaltonisti dell’ultima ora sono
in piena attività. Un dato inconfutabile – attacca Corradini – fatto di 14 mila
voti di lista conquistati dai partiti che sostengono la candidatura a sindaco di
Nicola Procaccini, che hanno fatto scattare al primo turno il premio di
maggioranza e assegnato in via definitiva 14 seggi di consigliere comunale sui
24 disponibili. Al di là dei ragionamenti da fumisteria politica proposti nelle
ultime ore, questa è la vera questione su cui ci dovremmo tutti confrontare. Il
resto delle argomentazioni offerte specularmente dai nuovi parvenu della
politica locale, peraltro ‘tr omba ti’ da ll’elettorato, non fanno altro che
alzare una cortina fumogena su uno scenario politico che è chiaro, anzi
chiarissimo ». Come chiaro è pure il fatto che, sostiene il supervotato del Pdl,
«la classe politica che governerà Terracina per i prossimi cinque anni è
composta all’80% da giovani con competenze ed esperienze professionali
importanti». Corradini, insomma, è sicuro del fatto che con la vittoria di tante
facce nuove nei partiti a sostegno di Procaccini, la «geografia politica » si
sia spostata. La temperatura della campagna elettorale sale, tanto che con il
più votato d e ll ’Udc, Pierpaolo Marcuzzi, esce fuori qualche veleno sull’ap -
parentamento Mazzucco-Sciscione: «Mazzucco dice che Borgo Hermada si schiera con
Sciscione, siamo alla follia pura». «L’architetto Mazzucco – accusa con ironia
Pierpaolo Marcuzzi – ha perso il contatto con la realtà, prima in campagna
elettorale era convinto di superare le 4 mila preferenze e invece ne ha prese
meno di 900, rimanendo fuori dal Consiglio comunale. Oggi cerca di guadagnarsi
un posto di assessore sostenendo Sciscione e dichiarando la fesseria più grande
del mondo». Il neoeletto consigliere dell’Udc parla con i numeri in mano: «Al
Borgo in totale ha preso 600 voti su un elettorato di 7 mila, quindi veramente
poca roba, quel poco che basta per dire che la sua carriera politica è finita.
In politica contano i numeri e i numeri dicono che al Borgo il candidato
Procaccini ha ottenuto il 68% dei consensi, quindi se proprio la frazione sta
con qualcuno, quello è Procaccini. E mi ricordo ancora un incontro di Sciscione
in un noto ristorante di Terracina quando più volte ha detto: ‘con Mazzucco
mai’. Oggi perché ha cambiato idea?» Infine un affondo sulla crociata anti
Fazzone messa in piedi da Mazzucco. «Parla tanto di Claudio Fazzone ma posso
testimoniare di persona quando due anni fa gli andava sotto con il cappello in
mano per garantirsi un posto nel Pdl. Tutti sanno – e Procaccini può garantire -
che fino all’ultimo giorno ha provato ad entrare nei candidati Pdl, ma tutti gli
hanno sbattuto la porta in faccia. Quando la volpe non arriva all’uva dice che è
acerba e quindi non la prende».
Francesco Avena


“Percoco perde i pezzi”, Castellano e Feuda appoggiano Procaccini

“Pur nel rispetto dell’amicizia e della stima nei confronti del consigliere
Gianni Percoco, ringraziamo nuova area per lo spazio ed il sostegno che ci ha
fin qui concesso, ma non ci sentiamo rappresentati dalla scelta di
apparentamento che ha intrapreso in questa fase di ballottaggio, sebbene non
abbiamo nulla da eccepire in merito. Come Terracina Condivisa, gruppo rivolto ad
un rinnovamento generazionale della classe politica, crediamo in Nicola
Procaccini, e riteniamo la sua persona un’opportunità da non perdere per la
nostra città. Politico di larghe vedute, il trentacinquenne candidato sindaco
del PDL ci rappresenta in tutto e per tutto e siamo certi sarà in grado di
guidare Terracina nel terzo millennio, dove finora non è mai entrata e, che sia
la persona giusta per farci fare quel salto di qualità che meritiamo portando la
nostra città ai fasti che merita. E’ un occasione che non vogliamo perdere e
vogliamo coglierla subito, sostenendo Nicola in questa tornata elettorale”.
I coordinatori del gruppo Terracina condivisa Michele Castellano Amanda Feuda
“Ringrazio Michele, Amanda e i giovani candidati della lista di Nuova Area che
hanno voluto pubblicamente dichiarare il loro sostegno alla mia candidatura.
Sono onorato di poter rappresentare per i giovani di Terracina la possibilità di
essere protagonisti del proprio tempo e non semplici comparse ad uso e consumo
del vecchio teatrino della politica, come altri vorrebbero. Insieme, tra pochi
giorni, potremo finalmente metterci a lavoro per costruire una città diversa,
più fresca, dinamica e solidale”.
Nicola Procaccini



Sigilli per due capannoni costruiti abusivamente sulle sponde del lago di Fondi.
Un’area di circa 6.000 metri quadri e due capannoni sono stati sequestrati dalle
fiamme gialle di Fondi (Latina) durante un’operazione volta al contrasto
dell’abusivismo edilizio: sono stati denunciati padre e figlio.
La segnalazione, arrivata ai militari dai colleghi della sezione aerea di
Pratica di Mare, ha permesso di individuare i manufatti. Dunque e’ scattata la
denuncia dei proprietari, padre e figlio originari di Terracina.
I militari hanno posto i sigilli a due capannoni, costruiti abusivamente sulle
sponde del lago di Fondi, in violazione di tutte le norme in materia edilizia.
Infatti, la zona e’ risultata soggetta a vincolo paesaggistico e ad attenzione
idraulica, nonche’ area protetta del Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago
di Fondi.


Amministrative, l’analisi di Bennato a sostegno di Mazzucco
Il candidato Sindaco Sciscione incassa altri consensi, questa volta dalle liste
che al primo turno sono state collegate al candidato Sindaco Mazzucco.
Precisamente, attraverso i due portavoce, di “Alleanza di Centro” (il Segretario
Provinciale Carmine Bennato) e dei “Moderati per Mazzucco” (il già candidato e
Consigliere uscente Giovanni Masullo), raccogliamo alcune indicazioni sulle
motivazioni che hanno portato all’apparentamento con il candidato sopraccitato.
“Già nel corso del primo turno il nostro candidato a Sindaco Mazzucco ha più
volte rimarcato che il programma politico amministrativo del concorrente
Sciscione era molto simile al proprio, in quanto partiva dal cambiamento
prioritario e radicale del modo di far funzionare la macchina amministrativa,
attualmente non in linea con le necessità di risposta della popolazione. In
seconda analisi per raggiungere un obiettivo credibile dal punto di vista:
economico, sociale, turistico, culturale, non si possono riportare al Comune
amministratori legati a doppio filo alla passata amministrazione. L’elettorato
sarà il Giudice supremo alla fine del ballottaggio. I due portavoce dissentono,
inoltre, da quanto è stato rappresentato dal Sen Fazzone che afferma “lo scontro
in atto al 2° turno tra le due anime della coalizione di Governo non deve essere
accettato dall’elettorato, che tra l’altro ha già stabilito con il proprio voto
al 1° turno la maggioranza dei Consiglieri eletti”. Ciò non è accettabile dal
giudizio di chi non ha fatto nulla per ricomporre strappi e lacerazioni dovute
ad un modo di gestione della PDL locale non in senso democratico sia nella
composizione del direttivo del partito sia nella composizione e nella gestione
delle liste, sia infine nella scelta del candidato a Sindaco. Qui di democrazia
non c’è niente. Lo stesso Presidente del Consiglio (On. Silvio Berlusconi) ha
dimostrato, in forma molto tangibile al primo turno, di apprezzare entrambi i
contendenti arrivati oggi al ballottaggio. Questo significa che non è stata
messa in discussione l’appartenenza alla coalizione di Governo del candidato a
Sindaco Sciscione, unitamente a quella dei suoi candidati Consiglieri e dei suoi
elettori, ma di voler affrontare la futura gestione del Comune in modo diverso
cambiando radicalmente il modo di affrontare i problemi che attanagliano la
città. La popolazione sa che il voto riparte da zero il 29 ed il 30 maggio 2011
perché ora si devono valutare i due Sindaci, perché chi vincerà affronterà i
problemi nel modo programmatico relazionato nel programma, mentre per le squadre
a supporto sarà indispensabile coinvolgere tutti i Consiglieri eletti, sia di
maggioranza che di opposizione. Tutti sono i rappresentanti degli elettori che
li hanno votati e, soltanto maggioranza ed opposizione unite nella risoluzione
dei punti caldi della vita amministrativa, permetteranno successivamente di
poter ripartire con quei progetti che oggi sono soltanto nei sogni di una
filosofia legata all’immaginazione collettiva di chi crede nei discorsi fatti
dalla passerella dei Ministri arrivati a grappoli a Terracina. Non sono venuti
forse per ritagliarsi uno spicchio di popolarità nell’elettorato terracinese? La
presenza altresì della nostra Governatrice alla Regione On. Renata Polverini e
di alcuni Assessori Regionali potrebbe essere la chiave di volta per creare
quella filiera tanto decantata nei discorsi del candidato Procaccini, perché di
costoro il Comune ha bisogno. Tutto questo si verificherà perché l’imprenditore
e candidato Sciscione metterà ai posti giusti delle persone che, fuori degli
schieramenti strettamente politicizzati, sappiano portarci fuori dall’attuale
crisi di governo e dall’enorme debito maturato negli ultimi venti anni. Ci
vogliono idee, progetti, programmi e la capacità di saper gestire e realizzare
quanto messo in cantiere. Amici, cittadini se siamo liberi di votare non ci
possono far cambiare idea slogan, promesse e quant’altro sta nell’illusione
dell’immaginario collettivo. Scissione è a Terracina, Procaccini è a Fondi con
pellegrinaggi a Roma.
Carmine Bennato


Anche il Movimento Santanché a sostengo di Nicola Procaccini Sindaco
Il Movimento per l’Italia di Daniela Santanché è al fianco di Nicola Procaccini
nella corsa alla carica di sindaco di Terracina che si concluderà con il
ballottaggio del 29 e 30 maggio 2011.
A ribadirlo ufficialmente è il coordinatore provinciale del Mpi, Giuseppe
Mazzocchi, che con una nota stampa ci tiene a precisare: “Come uomini e donne di
partito offriamo tutto il nostro sostegno a Nicola Procaccini, candidato del
Popolo della Libertà e di una solida coalizione di centrodestra”. Ma non è solo
una questione di ruoli e posizioni istituzionali: “Conosciamo Nicola, la sua
preparazione politica, le sue competenze professionali e amministrative per
essere certi che è lui il sindaco migliore in assoluto a cui Terracina possa
aspirare, per un governo cittadino che sappia risolvere con tempestività e
efficacia le gravi emergenze in cui versa la città e che non rinunci a una
visione ambiziosa delle politica terracinese, fatta di grandi progetti
sviluppo.”

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terracina-4-vedute-varie-anni-50_bis

Tre anni di attesa per un ecodoppler dei tronchi sovraortici. Il paziente che si
è visto stampare all’ufficio Cup dell’ospedale «Fiorini» di Terracina il
bollettino della prenotazione, non poteva credere ai suoi occhi. Tanto che, a un
certo punto, ha pensato che ci fosse stato un errore. E invece no: nessun
problema con la prenotazione della visita medica che, per il paziente in
oggetto, è addirittura vitale. Morale della favola, la visita non potrà essere
svolta prima dei tre anni, precisamente il 23 giugno 2014 alle 12 e 20: una
follia. Sempre che il paziente non decida di mettere mano al portafogli,
prenotare l’esame medico in una struttura privata, spendere cifre per tante
famiglie impossibili e sottoporsi in questo modo all’e c odoppler nel giro di
pochi giorni. Una scelta quasi obbligata, nonostante si paghino le tasse per una
sanità che – è evidente – non risponde alle esigenze degli utenti. Funziona
così, in una Regione come quella laziale in cui il sistema sanitario va a
rotoli. Il paziente, comunque, non si è dato per vinto. Dopo lo stupore
iniziale, Antonio C. ha deciso di denunciare i fatti al Tribunale dei diritti
del malato, che ha immediatamente preso in considerazione la vicenda e si è
rivolto alla direzione sanitaria dell’ospedale «Fiorini». Se si trattasse di un
caso isolato, non ci sarebbe neppure bisogno di parlare di una vera e propria
emergenza. Ma quello che stupisce è che la sanità-lumaca sforna ogni giorno
prenotazioni da qui a uno, due o tre anni addirittura, come nel caso limite del
paziente «rimandato» al 2014. Soltanto negli ultimi giorni, per un’ecografia
cardiaca-ecocardiogramma, sempre lo sventurato paziente Antonio C.
si è visto rinviare al 5 giugno 2012. Fra un anno appena, verrebbe da dire,
considerando i tempi della sanità pontina. Ma ci si chiede: come è possibile che
uno stesso paziente che ha bisogno di due esami da svolgersi insieme perché i
risultati sono tra loro collegati, deve far passare anni tra un test medico e
l’altro? È chiaro che ci si trova davanti a una schizofrenia totale. «Di denunce
come quelle ricevute ieri – afferma il presidente del Tribunale dei diritti del
malato Vincenzo Avena – ce ne arrivano a decine. Purtroppo, come associazione a
difesa degli utenti, ci scontriamo ogni volta con una sanità che non fa sconti
ai pazienti, costringendoli a odissee senza fine. La legge dice che gli esami
prenotati al Cup devono essere erogati nel giro di 90 giorni, tre mesi dunque.
Ma si è arrivati a riempire liste fino a tre anni. Avanti di questo passo si
rischia il blocco delle prenotazioni».
Francesco Avena

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Sciscione: ecco come garantirò la stabilità
Sulle correnti quanto infondate voci secondo cui la mia elezione a Sindaco di
Terracina non garantirebbe la governabilità e la stabilità amministrativa del
paese è necessario esprimere le considerazioni che seguono. In primo luogo tengo
a precisare che nelle mie intenzioni vi è stata sempre la centralità del
territorio e dei cittadini rispetto alle appartenenze partitiche ed alle logiche
spartitorie ed, in tal senso, intendo ribadire che il mio impegno amministrativo
sarà condiviso non solo con la mia maggioranza, ma anche con quelle forze
positive che convergeranno sulle scelte della mia azione amministrativa nel
concreto e con le quali – siano esse espressione della maggioranza o
dell’opposizione – saprò sempre confrontarmi sui temi e sulle problematiche
reali di Terracina. Il desiderio di ripristinare la centralità della Città per
restituirla alle capacità dei terracinesi in grado di affrancarla dalle
influenze di chi non ne conosce il territorio e le problematiche, non può
essere, infatti, un tema riservato a pochi, ma deve assumere una connotazione
ampia e condivisa. Ed allora, il concetto di “salute pubblica” al quale spesso
mi sono riferito non può che tendere alla realizzazione di “progetti per la
città” che prescindano dalla politica e siano soltanto strumentali alla
riqualificazione economica, sociale ed ambientale del territorio. Penso, allora,
allo sforzo che intendo porre in essere per dare spazio alla tutela e alla
riqualificazione dell’ambiente come strumento primario per il rilancio del
turismo e dell’economia civica. La necessità di trarre risorse dallo smaltimento
differenziato dei rifiuti solidi urbani, quindi, non appare procrastinabile
perché – come insegnano molte realtà della Toscana e dell’Emilia – i rifiuti
possono fornire un ritorno economico utile a sopprimere la tassa di smaltimento
e, addirittura, a rimpinguare le scarse casse comunali. D’altro canto la mia
attenzione ai temi economico-ambientali e sociali non è una novità avendo
operato in Regione come membro della Commissione Agricoltura, essendomi battuto
per le problematiche della pesca, per ripristinare il Punto Nascita a Terracina
ed avendo già espresso da tempo il mio favore verso le fonti di energia pulita e
rinnovabile rispetto all’energia nucleare che ritengo oltremodo pericolosa e
dannosa rispetto alle scarse utilità che può produrre sul nostro territorio.
Queste premesse, quindi, non possono che condurre tutti gli elettori sensibili
ai temi economici, sociali ed ambientali e contrari alle imposizioni partitiche
ed utilitaristiche a votare per me. La mia elezione, infatti, rappresenta
l’unica vera garanzia per l’indipendenza dei terracinesi e per il rilancio
dell’economia, del turismo, dell’ambiente e dei servizi da troppi anni
condizionati dalle logiche personalistiche e spartitorie. Farò di tutto, quindi,
per ripristinare il grave danno prodotto alla città dalla precedente
amministrazione con la piena consapevolezza che, ove non sarà possibile risalire
la china, farò tutti gli adempimenti legali a difesa degli interessi della mia
città e dei miei concittadini, senza difendere la mia poltrona a tutti i costi.
Gianfranco Sciscione

montuno-inaugurazione

GUARDIA medica «invisibile», gli utenti prendono d’assalto i locali del pronto
soccorso.
Non passa giorno che qualche paziente con familiari al seguito, per
raggiungere i locali della guardia medica al piano terra dell’ospedale «Fiorini»
di Terracina, entrino nella zona riservata ai soli addetti ai lavori, cioè nelle
stanze che ospitano il punto d’emergenza del 118. Una situazione dovuta
all’assenza di cartelli informativi che indichino il punto in cui si trova la
guardia medica, adiacente l’obitorio dell’ospedale. Accade anche spesso che
molti utenti, innervositi dalla mancanza di segnali, se la prenda con i medici e
con il personale in servizio al pronto soccorso, obbligato a svolgere anche il
ruolo di infopoint. Intanto ieri pomeriggio all’interno dei giardini
dell’ospedale improvvisamente è comparso un cavallo con un aspirante fantino
impegnato in un’esercitazione. Un ospedale dalle mille risorse.
La sede del 118 del «Fiorini» F. A .

terracina-fontana-piazza-republ-primi-del-900_b_bis

Il candidato sindaco del Pdl, Nicola Procaccini: “Ma quale tentativi, quale
unità.
La verità è che Renata Polverini ha provato ad imporre il suo candidato e
quello che è accaduto a Terracina è un’altra storia rispetto al sostegno che noi
tutti, tutti quelli del Pdl, tutti gli elettori, le abbiamo dato per farla
eleggere”.
Nicola Procaccini, candidato sindaco del Pdl a Terracina è un fiume in piena e
attacca apertamente il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che, a
differenza di quanto accaduto a Latina, sulla città costiera ha preferito
dividere la coalizione di centrodestra candidando Gianfranco Sciscione con la
lista civica Città Nuove. Un esperimento, ha pensato qualcuno, per valutare il
peso specifico di un progetto politico che, sostenuto probabilmente anche dal
sindaco di Roma, ha aspirazioni di più ampio respiro ma che rischia di essere
soffocato più che dal risultato elettorale dall’ira della classe dirigente del
principale partito della coalizione. Così dopo l’attacco aperto del segretario
provinciale del Pdl, Claudio Fazzone, Nicola Procaccini rincara la dose. «Dire
che la Polverini ha cercato una strada unitaria è una menzogna. La presidente
voleva semplicemente imporre il suo candidato e, a livello locale, il Pdl
all’unanimità ha rifiutato questa vera e propria imposizione per puntare su una
candidatura propria costruita poi intorno al mio nome. Mi spiace – spiega ancora
Procaccini – dover constatare che la presidente ha usato un metodo a Latina e
tutto un altro atteggiamento a Terracina dove ha alimentato una inaccettabile
logica di scontro, di prepotenza e arroganza a discapito dela possibilità di
convergere s un’unica proposta politica per il bene della città». Procaccini non
entra nel merito delle strategie della presidente ma commenta un atteggiamento
che, a suo avviso, «non rispetta i patti presi con gli elettori visto che – come
spiega – la Polverini è stata eletta dal Pdl, dall’Udc e da La Destra, tutti
partiti che oggi mi sostengono. Si tratta di un tradimento non nei miei
confronti ma nei confronti della città e degli elettori. A Terracina – prosegue
il candidato sindaco – stiamo cercando di fare più chiarezza possibile tramite
un confronto elettorale e, ne sono convinto, questa ammucchiata messa in piedi
dal mio antagonista politico, la dice chiara sulla serietà di quel progetto
politico. Hanno prima cercato, questo il fatto vergognoso, un accordo con la
sinitra, accordo che era stato trovato ma che è stato fatto saltare dal partito
locale perché c’è stata una rivolta degli iscritti, dei militanti, dei dirigenti
del Pd. Una volta saltato questo accordo hanno tentato di stringerlo con
chiunque fosse disponibile dando vita, adesso, a questa grande carovana su cui
sono saltati Mazzucco e Percoco, una carovana che nasce per spartire il potere
ma non per condividere una proposta politica». Procaccini si aspetta anche che,
quanto accaduto – questo il dato essenziale a livello provinciale e regionale -
abbia delle ricadute anche alla Pisana e sugli equilibri interni alla
maggioranza regionale: «Penso sia inevitabile – spiega – che ci siano delle
ricadute, credo vada fatta una chiarezza di fondo. Anche perché la presidente
Polverini dipende dai voti in Consiglio regionale del Pdl: io mi aspetto,
dunque, che arrivi un segnale chiaro dal partito e credo sia giusto anche nei
confronti dei nostri elettori. E’ assurdo che la presidente abbia scelto di
combattere chi ha contribuito a farla eleggere in Consiglio regionale, ha vinto
per pochissimi voti e Terracina ha dato un contributo essenziale. Aprire una
verifica in Regione, dopo che lei stessa sta utilizzando i voti dei terracinesi
che l’hanno votata per contrastare gli stessi elettori, mi sembra il minimo».
Procaccini parla anche del suo antagonista, Gianfranco Sciscione: «Sta
affrontando un processo grave e, se fossi stato al suo posto – spiega il
candidato del Pdl riferendosi ad un articolo del Corriere della Sera che ieri,
in seconda pagina della cronaca di Roma, ricordava un processo per bancarotta
fraudolenta, truffa aggravata e falso in bilancio, reati per cui, come ricordava
il Corriere, c’è anche l’interdizione dai pubblici uffici, processo nel quale è
coinvolto lo stesso Sciscione -, non mi sarei candidato. Affrontare un processo
con quel tipo di reati non mi avrebbe dato serenità e non mi sarei presentato ai
terracinesi col rischio che, in caso di condanna, si decada da un ruolo appena
acquisito. Ovviamente rispondo per me e per la mia coscienza e ognuno fa le sue
valutazioni».
Daniele Vicario

terracina-fontana-piazza-republ-primi-del-900_a_bis

L’Avis di Terracina piange Spartaco Mari, deceduto sabato scorso all’età di 87
anni a causa di una brutta malattia.
Presidente della sezione locale Avis per
ben 3 volte, l’ultima carica rivestita dal 2005 al 2009, era tra i soci più
anziani. 50 anni passati all’interno della sezione, onorato di poterne far
parte, si è sempre impegnato affinché vi potessero essere più donatori, anche
tra le nuove generazioni. E’ stato anche presidente Avis a livello regionale ed
all’interno della commissione verifiche. La sua morte ha comunque provocato un
vuoto all’interno della sede di via Firenze che lui frequentava in modo
ricorrente anche durante la malattia. Lascia le due figlie, mentre la moglie era
venuta a mancare già diversi anni fa. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio
alle 16 presso la chiesa di San Domenico Savio, alla presenza di numerose
persone tra le quali soci e donatori Avis.
(da Corriere Pontino)

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Anche Borgo Hermada sceglie Sciscione, accordo con Mazzucco
Il candidato Sindaco Sciscione incassa altri consensi, questa volta dalle liste
che al primo turno sono state collegate al candidato Sindaco Mazzucco.
Precisamente, attraverso i due portavoce, di “Alleanza di Centro” (il Segretario
Provinciale Carmine Bennato) e dei “Moderati per Mazzucco” (il già candidato e
Consigliere uscente Giovanni Masullo), raccogliamo alcune indicazioni sulle
motivazioni che hanno portato all’apparentamento con il candidato sopraccitato.
“Già nel corso del primo turno il nostro candidato a Sindaco Mazzucco ha più
volte rimarcato che il programma politico amministrativo del concorrente
Sciscione era molto simile al proprio, in quanto partiva dal cambiamento
prioritario e radicale del modo di far funzionare la macchina amministrativa,
attualmente non in linea con le necessità di risposta della popolazione. In
seconda analisi per raggiungere un obiettivo credibile dal punto di vista:
economico, sociale, turistico, culturale, non si possono riportare al Comune
amministratori legati a doppio filo alla passata amministrazione. L’elettorato
sarà il Giudice supremo alla fine del ballottaggio. I due portavoce dissentono,
inoltre, da quanto è stato rappresentato dal Sen Fazzone che afferma “lo scontro
in atto al 2° turno tra le due anime della coalizione di Governo non deve essere
accettato dall’elettorato, che tra l’altro ha già stabilito con il proprio voto
al 1° turno la maggioranza dei Consiglieri eletti”. Ciò non è accettabile dal
giudizio di chi non ha fatto nulla per ricomporre strappi e lacerazioni dovute
ad un modo di gestione della PDL locale non in senso democratico sia nella
composizione del direttivo del partito sia nella composizione e nella gestione
delle liste, sia infine nella scelta del candidato a Sindaco. Qui di democrazia
non c’è niente. Lo stesso Presidente del Consiglio (On. Silvio Berlusconi) ha
dimostrato, in forma molto tangibile al primo turno, di apprezzare entrambi i
contendenti arrivati oggi al ballottaggio. Questo significa che non è stata
messa in discussione l’appartenenza alla coalizione di Governo del candidato a
Sindaco Sciscione, unitamente a quella dei suoi candidati Consiglieri e dei suoi
elettori, ma di voler affrontare la futura gestione del Comune in modo diverso
cambiando radicalmente il modo di affrontare i problemi che attanagliano la
città. La popolazione sa che il voto riparte da zero il 29 ed il 30 maggio 2011
perché ora si devono valutare i due Sindaci, perché chi vincerà affronterà i
problemi nel modo programmatico relazionato nel programma, mentre per le squadre
a supporto sarà indispensabile coinvolgere tutti i Consiglieri eletti, sia di
maggioranza che di opposizione. Tutti sono i rappresentanti degli elettori che
li hanno votati e, soltanto maggioranza ed opposizione unite nella risoluzione
dei punti caldi della vita amministrativa, permetteranno successivamente di
poter ripartire con quei progetti che oggi sono soltanto nei sogni di una
filosofia legata all’immaginazione collettiva di chi crede nei discorsi fatti
dalla passerella dei Ministri arrivati a grappoli a Terracina. Non sono venuti
forse per ritagliarsi uno spicchio di popolarità nell’elettorato terracinese? La
presenza altresì della nostra Governatrice alla Regione On. Renata Polverini e
di alcuni Assessori Regionali potrebbe essere la chiave di volta per creare
quella filiera tanto decantata nei discorsi del candidato Procaccini, perché di
costoro il Comune ha bisogno. Tutto questo si verificherà perché l’imprenditore
e candidato Sciscione metterà ai posti giusti delle persone che, fuori degli
schieramenti strettamente politicizzati, sappiano portarci fuori dall’attuale
crisi di governo e dall’enorme debito maturato negli ultimi venti anni. Ci
vogliono idee, progetti, programmi e la capacità di saper gestire e realizzare
quanto messo in cantiere. Amici, cittadini se siamo liberi di votare non ci
possono far cambiare idea slogan, promesse e quant’altro sta nell’illusione
dell’immaginario collettivo. Scissione è a Terracina, Procaccini è a Fondi con
pellegrinaggi a Roma.

Carmine Bennato

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Mentre a Roma si discute, Sagunto brucia. Potrebbe essere questo vecchio detto
latino quello che meglio si addice al panorama che si respira a Terracina in
questi giorni. Nel bel mezzo di un ballottaggio infuocato che alterna polemiche
velenose a grandi progetti, all’interno del palazzo municipale si starebbe
consumando un vero e proprio «giallo» che riguarda i conti di bilancio. Secondo
indiscrezioni trapelate dagli ambienti comunali infatti sarebbero emerse alcune
anomalie. I dubbi riguarderebbero il sistema informatico utilizzato per
amministrare le entrate e le uscite dell’ente, un software il cui funzionamento
non convincerebbe fino in fondo. Ora si sta cercando di capire dove sta
l’inghippo, ma è certo che le preoccupazioni per l’approvazione del prossimo
bilancio preventivo stanno cominciando a circolare nelle stanze del palazzo. Un
«giallo» che a sentire i bene informati non starebbe risparmiando battibecchi e
polemiche e che certo acuisce non poco la tensione che si respira di per sé a
causa delle condizioni precarie in cui versano le casse comunali. Non è ben
chiaro quali siano le criticità emerse, ma sembra che il software (un programma
computerizzato che svolge i calcoli e mantiene la corretta amministrazione dei
capitoli di bilancio) abbia mostrato delle anomalie che potrebbero influire
sulla gestione dei conti. A quel che se ne sa, quello registrato potrebbe essere
anche un semplice malfunzionamento tecnico che però, complice la tensione per le
oggettive difficoltà finanziarie, sta tenendo banco gli uffici del palazzo
comunale.
D. R.

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Chiara Abagnale, Micol Ferrario, Simone Petrilli e Veronica Zandonà della Classe
4A dell’Indirizzo Classico del Liceo “Leonardo da Vinci” di Terracina, sono gli
studenti che si sono aggiudicati il Premio “Mariano De Pasquale”. La cerimonia
di premiazione si è svolta sabato pomeriggio presso la sede del museo in via
Migliara 43,5 a Borgo Faiti.
Riconoscimento conferito anche al professore Emilio
Selvaggi. «Il premio – spiega orgoglioso il dirigente scolastico Carmelo Palella
– nasce per ricordare le capacità imprenditoriali di Mariano De Pasquale, basate
sulla tradizione, ma protese all’innovazione; all’impegno da lui profuso nella
divulgazione della cultura e nella tutela della memoria; all’attenzione per
l’ambiente; al profondo rispetto delle istituzioni e al suo sincero Amor di
Patria. Nella sua infaticabile opera De Pasquale ha saputo unire l’impegno nel
lavoro con la mirabile realizzazione di un sogno divenuto realtà unica e
ineguagliabile, punto di aggregazione e di promozione per l’intero
territorio>.

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La Guardia Costiera ha concluso ieri un’operazione complessa di controllo sulle
attività di pesca nelle acque dell’Arcipelago delle Isole Ponziane
, iniziata
nella notte di mercoledì 18 maggio scorso, che ha portato al sequestro di oltre
4000 mt di reti illegali (cosiddette “ferrettare”) e all’applicazione di
sanzioni pecuniarie per circa 18.000 euro. Sono state ispezionate
complessivamente 10 unità da pesca operanti nella zona e rilevato 3 violazioni
alle norme in materia di detenzione ed utilizzo di attrezzi da pesca (reti
derivanti).
Le reti di lunghezza superiore al limite massimo consentito dalla legge (2500
mt) sono state sottoposte a sequestro. L’operazione, coordinata dal Reparto
Operativo della Direzione Marittima del Lazio, che ha visto impegnati militari e
mezzi navali dei Comandi Guardia Costiera di Roma-Fiumicino, Terracina e Ponza,
costituisce solo l’ultimo intervento di contrasto a tecniche di pesca illegali
che mettono a serio rischio di cattura specie protette come tartarughe e cetacei
e specie pregiate la cui pesca con queste reti è vietata a livello europeo come
il pescespada ed il tonno rosso.
E’ sempre alta, quindi, l’attenzione della Guardia Costiera del Lazio, al
comando del Contrammiraglio Pietro Maradei, nel settore dell’intera filiera
della pesca, a tutela non solo dei consumatori ma anche dell’ambiente marino ed
a salvaguardia delle risorse ittiche: dall’inizio dell’anno salgono a 1957 i
controlli, a mare e a terra, che hanno portato al sequestro di oltre 2000 kg di
prodotto ittico, al sequestro di circa 30.000 mt di reti illegali e
all’applicazione di sanzioni pecuniarie per oltre 165. 000 euro.

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Ballottaggi: storace (la destra), forza politiche si sono svenate per sostenere
pdl nel lazio Cicchitto non minimizzi.

Ci sono forze politiche che nel Lazio si sono svenate per sostenere i candidati
del Pdl, per evitare il ballottaggio a Latina, per garantire la maggioranza dei
seggi a Terracina. Tutto questo mentre autorevoli cariche istituzionali fanno
altro per futili motivi.
Se il problema riguarda solo il futuro, avvisateci e mi risparmio la
manifestazione in programma per mercoledi’ sera a Terracina”.
Lo dichiara in una nota Francesco Storace, Segretario Nazionale de La Destra.

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Mezzo chilo di droga a casa, scarcerato E’ stato scarcerato e per lui ci sono
soltanto gli obblighi di dimora. E’ quello che ha deciso il gip del Tribunale di
Latina nei confronti di Claudio Zamboni, arrestato dalla Guardia di
Finanza di Terracina con mezzo chilo di hascisc. L’uomo è difeso dall’avvocato
Angelo Palmieri, la cui mossa è stata quella di chiedere il giudizio abbreviato
condizionato alla perizia sulla sostanza stupefacente. Nel corso delle indagini
preliminari il magistrato aveva convalidato l’ar resto, poi l’altro giorno il
suo legale ha presentato un’istanza al gip che ha accolto la linea difensiva.
L’ar – resto era avvenuto lo scorso 21 aprile quando l’insospetta – bile
imprenditore era finito in manette al termine di una perquisizione domiciliare,
nei pressi di un magazzino vicino l’abitazione dell’uo – mo i cani della Guardia
di Finanza hanno fiutato il «fumo» nascosto sotto alcuni mattoni e in un secchio
pieno di segatura. Il giudice Silvia Artuso aveva convalidato
l’arresto.

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Blitz dei Nas di Latina al canile comunale. Ieri una squadra del Nucleo
antisofisticazioni dei carabinieri si è recato presso la struttura di via delle
Industrie per operare un controllo sulla salute degli animali e verificare le
condizioni igienico sanitarie dei locali. I controlli sono andati avanti per
oltre un’ora, alla presenza degli ispettori dipartimentali che gestiscono il
canile a titolo volontario con l’associa – zione «Arcobaleno». Gli animali sono
stati controllati uno per uno e sono apparsi tutti in buono stato. Nessun
rilievo infatti è stato mosso dai Nas, che hanno verificato se gli «ospiti» del
canile fossero microchippati e sterilizzati come prevede il protocollo. Altra la
questione relativa ai problemi legati alla gestione, che come è noto da mesi si
tiene in piedi solo grazie alla solidarietà dei cittadini e dei volontari visti
i ritardi del Comune a versare i contributi. Al proposito i Nas hanno elevato un
verbale chiedendo tutti gli incartamenti all’ammini – strazione comunale, per
venire a capo di una situazione che, se prolungata, potrebbe compromettere la
salute degli animali. I Nas hanno appreso anche che, viste le difficoltà
economiche in cui versa il Comune (non vengono stanziati soldi ormai da diversi
mesi), i cani vengono nutriti solo grazie alla solidarietà dei privati e che,
stando così le cose, avranno scorte sufficienti di cibo solo per altre tre
settimane. Il blitz dei Nas arriva a confermare come la questione del canile di
Terracina sia stata tutt’altro che sottovalutata dagli organi di controllo. E
dopo i ripetuti allarmi lanciati dai volontari qualcosa ora pare cominci a
muoversi. Di certo c’è che nel pieno delle elezioni amministrative e con le
casse comunali praticamente vuote, nessuno degli organi preposti – a partire
dall’assessorato all’Ambiente, che ha la delega – ha pronunciato una parola
chiara sul destino della struttura e di chi la tiene in piedi. Si pensi soltanto
che per diversi giorni gli ispettori dipartimentali e il veterinario hanno
lavorato con il contratto scaduto, ottenendo al fotofinish un rinnovo di un solo
mese, che peraltro sta finendo. Inutile dire che in queste condizioni il canile
di via delle Industrie si è visto costretto a respingere i nuovi ingressi.
Proprio quando, con l’estate alle porte, l’odioso fenomeno dell’abbandono di
cani subisce un’impennata. Ora i Nas vogliono vederci chiaro, e sono partiti dal
palazzo municipale. Perché se i cani stanno bene e in salute, qualcosa che non
funziona deve trovarsi altrove.
Diego Roma

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Un pezzo di Roma emerge dagli scavi in città
Scavando, scavando, sta venendo alla luce una città sommersa ma ancora
completamente intatta. Dopo l’importante ritrovamento dello snodo tra l’Appia
inferiore e l’Appia superiore, ora arriva un’altra scoperta per il mondo
archeologico: un’esedra. Continuano gli scavi e, grazie all’opera inarrestabile
della direttrice per la Sovrintendenza ai Beni architettonici per il Lazio
Nicoletta Cassieri e alla collaborazione dell’archeologo Piercarlo Innico, è
stato trovato anche l’anello di congiunzione delle due arterie viarie dell’Appia
Antica. La scoperta è stata appena fatta in località Barchi al chilometro 109
della Strada Statale Appia. Scoperte archeologiche a go go. Proprio due giorni
fa, la dottoressa Nicoletta Cassieri della Sovrintendenza ai beni archeologici
del Lazio, insieme all’archeologo Piercarlo Innico, avevano comunicato un
ritrovamento. Nella zona dei Quattro Lampioni era stato ritrovato una
congiunzione (una sorta di slargo) tra l’antica Appia superiore (che procedeva
salendo sull’Acropoli locale) e l’antica Appia inferiore (che percorreva tutta
la zona pianeggiante della città). Ora compare un nuovo elemento nella parte
opposta della città. Un’esedra che probabilmente faceva incontrare le due Appie.
È ben visibile un emiciclo con un podio al di sopra del quale, molto
probabilmente, c’era collocata una statua. «Tutte queste scoperte -ha dichiarato
la dottoressa Nicoletta Cassierisono molto importanti per la storia archeologica
della città. Dovremo trovare il modo per valorizzare in modo adeguato un
itinerario stradale che per ora è muto, morto. Terracina per l’antica Roma
rappresentava un punto nevralgico».
di Rossellal Bersani (corriere pontino)


Alemanno scarica il Pdl: «A Terracina con il candidato della Polverini»

L’annuncio coglie di sorpresa molti big del centrodestra capitolino: nel
ballottaggio-derby di Terracina Gianni Alemanno non sosterrà il candidato del
Pdl ma il rappresentante della lista “Città Nuove”, vicina alla Polverini. Una
decisione improvvisa ed inaspettata, che da una parte rafforza l’asse con il
governatore del Lazio – leggermente incrinato dopo la vicenda Malagrotta – ma
dall’altra espone il sindaco al fuoco amico.
A scagliare la prima pietra è Rampelli, vecchio sodale di Alemanno ai tempi di
An, ormai ai ferri corti con l’amministrazione comunale. Dopo le bordate di
Storace – ma la frattura con l’ex ministro della salute è ormai storica –
arrivano anche i rimbrotti, durissimi, di Marco Marsilio. «Alemanno è ormai
irriconoscibile e pieno di un livore che gli fa dimenticare che è stato Rampelli
a volerlo leader di An nella città e candidato sindaco. La prospettiva era
quella di costruire il suo radicamento a Roma in vista della fuoriuscita di
Veltroni per puntare alla vittoria. Scenario che si è poi verificato». «Siamo
tutti basiti, anche i suoi amici più stretti, di questa crociata in cui si è
imbarcato a Terracina. Tutti sanno che non conosceva Sciscione, mentre conosce
molto bene Procaccini, giovane militante che per lui e per la Polverini ha
sostenuto durissime campagne elettorali. Il suo apporto è solo frutto di
bassissime beghe interne. Chi può parlare con la segreteria del Vaticano, il
Papa in persona, i capi di Stato e il Presidente dell’Onu e si fa trascinare in
guerriglie isteriche nella pur bella città del sud-pontino rischia – conclude –
di essere giudicato per quel che dà a vedere».



Mai più a Terracina ». È stato questo il commento di alcuni turisti in visita
sul Tempio di Giove dopo aver constato, oltre alla inadeguatezza dei luoghi nel
poter ospitare i villeggianti, anche quello di accoglierli nei dovuto modi. È
stata a quanto pare un’esperienza deludente quella vissuta dai 35 turisti di
Milano in visita l’altra mattina nel sito archeologico dove hanno constatato che
la situazione era a dir poco avvilente in quanto non vi era a disposizione una
guida che potesse illustrare la struttura e la storia. Il sito inoltre è stato
considerato abbandonato e in degrado per quanto riguarda l’arredo. Ma non è la
sola lamentela pervenuta nella mattinata in quanto un altro pullman con numerosi
turisti, questa volta tedeschi, che per sei anni sono venuti regolarmente in
vacanza nella città all’ombra del Tempio di Giove, hanno deciso che per il
prossimo anno cambieranno meta. Situazione nel sito archeologico resa ancora più
difficile dall’assenza degli studenti dell’Istituto “Filosi” con il quale il
Comune aveva stipulato una convezione, scaduta dal 10 maggio e non ancora
rinnovata, nonostante era stata assicurata una proroga, ma al momento tale
documento non è ancora pervenuta nella sede di via Roma. Ma purtroppo gli
episodi di malcontento e disagio si susseguono di volta in volta in quanto la
settimana scorsa un altro pullman proveniente da Formia ha trovato di mattina
alle 9.30 i cancelli chiusi nell’orario in cui sarebbero dovuti essere già
aperti, rimanendo così ad attendere per diversi minuti prima di poter visitare
l’area. Inoltre in molti in questo periodo, volendosi recare al Tempio dopo le
19, essendo ormai le giornate più lunghe, non possono entrare in quanto i
cancelli in quel caso sono nuovamente chiusi.
(da Corriere Pontino)


Dopo la coalizione di Coccia (Sel, lista civica, Idv, Fds) anche il Pd sceglie
la strada della neutralità rispetto al ballottaggio del 29 e 30 maggio, che vede
contrapposti i candidati sindaco, ambedue del centrodestra, Nicola Procaccini e
Gianfranco Sciscione.

In questa maniera, la sinistra tutta tende a non schierarsi e a rimanere alla
finestra. Si è parlato del ballottaggio nel direttivo del Pd dell’altra sera,
trasformatosi in una sorta di assemblea per la presenza di numerosi
simpatizzanti ed iscritti. «Quella di Esterino Montino (il capogruppo in Regione
aveva sollecitato a votare Sciscione per far implodere il Pdl, dal momento che
l’imprenditore televisivo non avrebbe avuto la maggioranza per governare e,
quindi, si sarebbe tornato quanto prima alla urne”, n.d.r.) la vedo come una
provocazione. Non corrisponde comunque alla nostra posizione – spiega il
capogruppo consiliare uscente Antonio Bernardi – dal momento che non è nostra
intenzione confondere le acque, per sguazzarci dentro». Una batosta per i
democratici il responso delle urne. La dicotomia Coccia-Zappone ha portato, poi,
la sinistra, fuori da ogni gioco. Bernardi:ìTutti abbiamo convenuto che è stato
uno sbaglio andare divisi, ma, al momento di stabilire le responsabilità,
all’unanimità ci siamo trovati a condannare la scelta di chi, a sinistra insieme
a noi, ha rifiutato l’ipotesi delle primarie». La riunione ha testimoniato
l’esigenza, sentita un po’ da tutti, di recuperare i rapporti con Coccia e
compagni, anche in considerazione del ruolo comune di opposizione, che le due
forze politiche dovranno giocare in consiglio comunale. Tempi supplementari
anche per gli apparentamenti. Domani ultimo giorno. La posizione di Procaccini è
chiara: «Siamo aperti e disponibili verso chi condivide il nostro programma e
non ci viene a chiedere questo o quel posto». Esclusi i partiti di Coccia e
Zappone, rimane solo Nuova Area di Percoco a poter decidere un eventuale
apparentamento, dal momento che, come le altre due forze politiche, ha riportato
il quorum necessario per vedere i suoi rapprsentanti seduti nell’aula
consiliare. Nuova Area è ad un bivio. Percoco: «Ritengo che l’imparzialità non
sia corretta come posizione. Non me la sento di fare il Ponzio Pilato della
situazione. Un dato è indiscutibile: i due contendenti sono del Pdl e anche noi
ne facciamo parte. Sceglieremo, allora, vagliando i programmi e il grado della
loro fattibilità». Oggi si saprà la decisione di Nuova Area, dopo di che potrà
dirsi definito il quadro delle alleanze in vista della fatidica domenica 29 maggio.
Ercole Bersani


Si divide in due il processo per il caso di Sara De Petris, la piccola di 5 anni
che il 15 ottobre del 2005 morì asfissiata nella sua cameretta per lo scoppio di
un televisore.
Per quella morte assurda risultano imputati da una parte il nonno
paterno Armando De Petris, 79 anni, e dall’altra i genitori Enrico De Petris 43
anni e Sonia Leardini di 37. Da ieri le due poszioni sono state stralciate. Era
stato il pm Iorio, nell’udienza di mercoledì scorso, a sollevare l’eccezione
davanti al giudice monocratico Artuso del tribunale di Terracina, che ieri ha
sciolto la riserva. Fattispecie diverse: questa la decisione. Il processo a
carico del nonno proseguirà presso il tribunale di Terracina, mentre per i
genitori sarà competente a decidere il Gup, al quale saranno rimessi gli atti,
in vista dell’assegnazione del processo alla Corte d’Assise. Armando De Petris è
accusato di omicidio colposo per non aver adeguato l’impianto elettrico
dell’abitazione attraverso meccanismi di protezione, che avrebbero potuto
impedire l’incendio causato dal cortocircuito del televisore. Enrico De Petris e
Sonia Leardini devono rispondere di abbandono di minore, dal momento che, usciti
per andare a prendere l’ultima figlioletta presso un istituto, avevano lasciati
soli i tre figli minorenni, tra i quali Sara.
Ercole Bersani


Il lavoro dell’università del Polo Pontino di Terracina è stato inserito
all’interno della terza edizione del Manuale di medicina di emergenza e di primo
soccorso.
Il volume verrà presentato oggi dalla Fidapa di Sabaudia. Presenti
all’incontro il professore Franco Stagnitti Professore ordinario università la
Sapienza Polo Pontino presidente corso di laurea infermieristica di Terracina e
direttore Uoc chirurgia. Autore e relatore il professore Mario Balzanelli
responsabile del 118 di Taranto. Un manuale importante e molto conosciuto a
livello nazionale, rappresenta il forte impegno e la grande professionalità del
gruppo di lavoro del Polo Pontino di Terracina che per la prima volta ne fa
parte. Importante è stata la collaborazione che si è avuta durante la stesura
del capitolo tra i partecipanti coordinati dal professore Stagnitti da sempre
impegnato nella ricerca e nello sviluppo
professionale del Polo Pontino.
(da Corriere Pontino)


Se nel centrodestra è tregua armata, a sinistra è guerra dichiarata.
Mercoledì
scorso in una conferenza stampa infuocata i coordinatori dei partiti a sostegno
del candidato Vincenzo Coccia hanno fatto un’analisi del voto. Tutti
soddisfatti, poi hanno scagliato un duro attacco al Partito democratico,
ritenuto responsabile della débacle del centrosinistra. Una
«valutazione critica» verso i democratici l’ha espressa per primo Coccia, che
«risultati alla mano» ha posto all’evidenza che «una candidatura alternativa
c’era, ed era la mia, dai voti disgiunti si dimostra che gli elettori l’avevano
percepita». Coccia ha poi criticato un elettorato «che ha consegnato di nuovo la
città al centrodestra, nonostante il malgoverno »: «Da oggi in poi ci
impegneremo a costituire la vera alternativa della sinistra in città» bloccando
sul nascere la provocazione di montino su possibili di apparentamenti con
Sciscione. Più duro il coordinatore locale dell’Idv Pino La Rocca: «Ha vinto il
centrodestra – ha detto – ma anche il Pd di Di Tommaso e Zappone, che per fame
di potere hanno distrutto il partito». La Rocca ha parlato di «uno schema
seguito dal Pdl già dalle scorse provinciali, con il rinvio del congresso e il
ruolo di Vincenzo Recchia, che come l’ Ara – ba Fenice pur di riemergere dalle
ceneri ha riproposto lo schema Giannetti di 10 anni fa». Il segretario di Sel
Vittorio Marzullo ha preso atto di di un «elettorato confuso», ponendo
l’obiettivo di costruire «una sinistra pulita e onesta». «Dal Pd abbiamo subito
ingiustizie, Zappone ha fatto la campagna elettorale addossando a noi le
responsabilità della divisione. La verità è che lo stesso segretario provinciale
Forte ci aveva chiesto in tempi non sospetti di superare la fase Zappone con una
rosa di candidati. Poi è prevalso l’odio e il rancore, e la sinistra è stata
danneggiata». Il responsabile di Fds Armando Mattei ha definito la proposta di
Montino «un tatticismo bizantino» e sugli apparentamenti:«Noi diciamo no».
di Diego Roma


Presentazione libro
Sabato 21 maggio alle ore 18,30 presso la Biblioteca Comunale “A. Olivetti” sarà
presentato il libro “L’inchiesta e il dolce sguardo” di Stefano Vannini. Sarà
presente l’ Autore. L’ iniziativa è organizzata in collaborazione con Bookcart.

Terracina, un’estate al palo secondo Federalberghi.
Una stagione turistica tutta in salita ancor prima di iniziare davvero.
L’allarme, roba certo da non stare allegri, arriva da uno che di queste cose se
ne intende, una cartina tornasole più che affidabile. Si tratta di Enzo Grossi,
presidente di Federalberghi-Latina e vice-presidente di Federalberghi-Lazio, che
dà…i numeri: le prenotazioni alberghiere presso le strutture di Terracina sono
calate del 20% rispetto l’anno scorso, e sono arrivati a quota 80% gli alberghi
che hanno preferito, anzi, si sono visti costretti a restare chiusi d’inverno
optando per la sola apertura estiva. Un turismo stagionale, insomma, mordi e
fuggi che certamente non fa bene alla città e all’intero indotto mosso dalle
presenze turistiche di un certo livello. Una situazione che Grossi e gli addetti
ai lavori hanno iniziato a lamentare da qualche anno a questa parte, con
l’aggravante che per la stagione 2011 le previsioni sono ancora più nere.
”Anche per la settimana a cavallo di Ferragosto le prenotazioni, al momento, si
contano sulla punta delle dita” avvisa Enzo Grossi senza riuscire a nascondere
l’amarezza. Del resto proprio lui, già alcuni anni fa, aveva lanciato un altro
campanellino d’allarme, ovvero il rischio concreto che a Terracina il turismo
finisse ‘ai saldi’, messo inesorabilmente in liquidazione e lasciato nelle mani
di chi offre di meno. Secondo il professionista a Terracina anche le scelte
turistiche hanno subito negli anni interferenze politiche che inevitabilmente
hanno finito con il condizionare lo sviluppo sociale ed economico del nostro
territorio. Una sorta di Cenerentola della provincia adibita solo a bacino di
voti per poi subire ”un isolamento che ci ha fatto perdere di competitività in
tutti i settori e in speciale modo in quello turistico” raccontava Enbzo Grossi
nel recente passato. Ed ecco qua che la città raccoglie quello che ha seminato.
”Vince il turismo mordi e fuggi e low cost, Nessuno prenota più vacanze lunghe
e gli alberghi, lavorando due settimane l’anno, non rientrano con le spese e
finiscono con il prendere decisioni anche drastiche”. Molti oramai aprono solo
a maggio inoltrato, e nonostante oramai ci siamo quasi ancora ci sono strutture
chiuse in giro per Terracina. Colpa di ”un turismo svogliato”, come dice
Grossi, ma anche di un puzzle tutto made in Terracina che tiene lontani i
turisti. Insomma, si prospetta un’altra dura stagione, sempre più corta e con
una elevata clientela, specialmente straniera, che abbandona i nostri litorali.
di Rita Recchia


Prosegue la campagna elettorale del candidato a sindaco Gianfranco Sciscione in
vista del ballottaggio.
Ieri mattina a sostenere la sua candidatura l’assessore
regionale al lavoro e formazione Mariella Zezza che con l’aspirante sindaco ha
visitato la Casa famiglia Gregorio Antonelli, accompagnati dalla presidente
dell’istituto Saia Saccucci Abbate, dove sono in atto i lavori per la
ristrutturazione dei locali che ospitano i bambini, grazie al progetto messo in
campo dal Rotary Club Terracina-Fondi e dal suo presidente Luca Meineri.
«Momento decisivo -spiega l’assessore Mariella Zezza-, abbiamo in campo un
rappresentate di Città Nuove come all’epoca lo è stato nelle amministrative
della lista Polverini. Noi siamo qui per ribadire l’importanza di partecipazione
della società civile ad una competizione amministrativa. Siamo qui per discutere
di programmi ma soprattutto mi piace ricordare quanto sia stato importante
l’apporto di Città Nuove in questa tornata elettorale, siamo ad un quinto dei
voti del Pdl, abbiamo rafforzato il centrodestra ed è questo il nostro progetto
e i nostri programmi ». Il tour è poi proseguito all’hotel Mediterraneo dove si
è svolto un importante convegno dal titolo “Mediterraneo: le radici dell’Europa”
organizzato dall’Istituto Filosi. A fare gli onori di casa la dirigente
scolastica Anna Maria Masci; durante il convengo, cui erano presenti come
relatori il professor Emilio Selvaggi e la figlia Elisabeth, l’assessore Zezza
ha fatto un breve intervento sull’importanza che il territorio, in questo caso
della provincia di Latina e nello specifico Terracina rappresenta. «Crediamo che
-spiega l’onorevole Zezza- questo territorio sia una risorsa importante che
nessun altro Paese in Europa e nel mondo ha, stiamo parlando di bellissimi
ambienti e di un patrimonio storico e artistico che necessariamente oggi deve
produrre lavoro. Abbiamo convocato il “tavolo del mare” per creare posti di
lavoro in attività, sul mare, nel mare e intorno al mare. Nella nostra Regione
c’è una carenza di figure legate al turismo, alla nautica e alla tenuta dei beni
architettonici, importante preservare le nostre iniziative. A breve verrà
indetto un bando europeo dal titolo “Radici di Pietra”. Ci piacerebbe nella
provincia di Latina, legarlo alla formazione, per attrarre flussi turistici e
quindi avere risultati economici, e per questo obiettivo pensiamo a Terracina».
In serata a sostenere il candidato Sciscione erano presenti a Terracina
l’onorevole Stefano Galetto, il deputato Francesco Biava e l’assessore regionale
al bilancio Stefano Cetica.
(da Corriere Pontino)


«La lettura del dato elettorale -spiega l’avvocato Fabio De Felice- consente
valutazioni positive ed incoraggianti per il futuro dei terracinesi.
Non vi è
dubbio, infatti, che il risultato ottenuto da Nicola Procaccini rappresenti,
comunque si voglia leggere, il sentimento reattivo dei molti elettori che hanno
votato al di fuori delle logiche di convenienza personale, per gli altri
candidati alla carica di sindaco. Questo è il risultato elettorale del momento e
non si può di certo prescindere dal rilievo che solo le logiche di convenienza
partitica, unitamente alla “spinta” prodotta dai molti candidati già appartenuti
all’esercito di Nardi, abbiano consentito a Procaccini di ottenere il 44% dei
consensi che difficilmente potranno essere confermati dopo il turno di
ballottaggio. D’altro canto il successo elettorale ottenuto dai maggiori
collaboratori della vecchia amministrazione e la scarsa affermazione di elementi
nuovi rispetto allo scenario politico trascorso, fanno ritenere che quella
promessa di rinnovamento con cui Procaccini ha riempito la propria campagna
elettorale non sia oggettivamente praticabile. Di contro la netta affermazione
di Sciscione e Coccia, che hanno ottenuto consensi ampiamente superiori ai voti
delle liste collegate e che possono essere accomunati dal senso di sfida verso
le vecchie logiche opportunistiche per riaffermare l’orgoglio civico in vista di
un risanamento collettivo della cosa pubblica, fanno emergere il desiderio di
un’azione civica largamente condivisa dagli elettori. Tale rilievo, quindi, deve
condurre al concepimento di ampie alleanze di programma nel centrodestra come
nel centrosinistra, che prescindano dai formali apparentamenti e che trovino la
loro logica nella necessità di governare insieme la macchina del cambiamento con
l’esclusivo obiettivo di ripristinare la legalità, migliorare l’ambiente,
rilanciare il turismo e l’impresa e porre ogni più ampio limite al dilagare del
malcostume e dell’arroganza politica. Sono certo -conclude De Felice che i
terracinesi sapranno porre un serio limite a chi, sotto mentite spoglie, ma con
la stessa truppa, tenta di reiterare la deludente azione amministrativa posta in
essere dal sindaco Nardi nella scorsa stagione politica. Non dimentico, infine,
che in altre esperienze elettorali recenti il risultato quasi plebiscitario di
un candidato è stato totalmente ribaltato nel secondo turno di ballottaggio».
(da Corriere Pontino)

C’era l’atmosfera delle grandi occasioni ieri mattina alla casa famiglia
«Gregorio Antonelli», dove i soci del Rotary Club hanno consegnato i lavori di
ristrutturazione di una parte dell’edificio finanziati proprio grazie
all’attività filantropica del club.
Una vasta rappresentanza del Rotary
(anche quello di Roma “Appia Antica ” e il Rotary International),
guidata dal presidente locale Luca Meineri, ha condotto l’assessore al
Lavoro della Regione Mariella Zezza a visitare l’edificio, illustrando il
restyling ottenuto grazie alla solidarietà e alla beneficenza. Un progetto nato
già nel 2010 e portato avanti con 40 salvadanai posizionati in altrettanti
negozi della città, oltre alle offerte libere pervenute da aziende o privati
cittadini nonchè le iniziative rotariane con scuole e il contributo Rotary
Foundation. La cifra raccolta ha sfiorato i 50 mila euro, che hanno consentito
il finanziamento dei lavori di restauro di alcune parti della casa famiglia, che
versavano in pessime condizioni. Poco più di tre mesi per ridare decoro
all’edificio, grazie soprattutto al volontariato. Ne è stato un esempio il
lavoro svolto dal l’ar chite tto Maria Rita Masotti, che ha elaborato il
progetto a titolo interamente gratuito. Visibilmente soddisfatte le suore che
gestiscono la casa famiglia, che accoglie bambini che in qualche modo vivono un
disagio familiare, ma anche il il presidente di Rotary Club Luca Meineri, che ha
voluto ringraziare tutti i soci, il Rotary Appia Antica e il Rotary
International. La gara di solidarietà era partita nel novembre scorso allo
slogan «Aiutaci anche te a ridare un tetto ai ragazzi della Casa Famiglia
Gregorio Antonelli» impresso su salvadanai in plexiglass, dunque trasparenti, su
cui campeggiava il simbolo del Rotary. Numerose le persone note che
durante la raccolta fondi hanno partecipato agli incontri di so lida riet à. Una
bella pagina di altruismo che ha regalato un sorriso in più alle suore e ai piccoli.
D. R.

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Concorsi Pubblici, 14 posti di agente di polizia locale a Terracina.
Questa volta ci occupiamo di un concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
dello scorso 13 maggio 2011 dal Comune di Terracina, in provincia di Latina. La
procedura concorsuale è stata indetta dal Comune per la copertura di quattordici
posti a tempo determinato di agenti di polizia locale. Il contratto impegnerà i
lavoratori per un orario pieno da inquadrare in categoria giuridica C e
posizione economica C1. Tutti coloro che sono interessati al concorso possono
inviare le domande per la partecipazione  entro e non oltre il prossimo 13
giugno 2011, pena l’ esclusione.
Per tutti coloro che vogliono leggere il bando integrale del concorso in oggetto
possono collegarsi al sito del comune di Terracina, www.comune.terracina.lt.it
alla voce bandi e concorsi. Per ulteriori informazioni potete recarvi all’
ufficio personale del comune di Terracina sito in piazza Municipio n. 1  oppure
possono telefonare al numero  0773 707216.


Occorrerà arrivare ai tempi supplementari di lunedì 30 maggio per conoscere chi
sarà il sindaco che succederà a Nardi.
Ci vorrà il fine settimana per avere il
quadro geopolitico completo del nuovo consiglio comunale. Ci sta lavorando la
commissione elettorale centrale e l’attesa crea una certa suspense rispetto ad
un appuntamento elettorale già carico di incertezze e di sorprese. Un dato è
certo. Dei 24 seggi, 14 vanno assegnati alla coalizione di Procaccini (Pdl) in
virtù del premio di maggioranza legato al successo maggioritario delle liste,
mentre le rimanenti 10 vanno ridistribuite tra la coalizione di Sciscione (Città
Nuove), la lista di Percoco (Nuova Area), la coalizione di estrema sinistra di
Coccia e quella di Zappone (Pd). Il riparto vede in bilico due situazioni. Un
posto di consigliere è in bilico tra Coccia e Zappone, ma esisterebbero più
possibilità per il primo di aggiudicarselo. In questa ipotesi la coalizione Sel,
Idv, Fds e lista civica si vedrebbe portare a due il numero dei suoi
consiglieri, riducendo ad uno il seggio del Pd. Altra situazione precaria quella
che riguarda la coalizione di Sciscione, al quale potrebbero andare sei e non
solo cinque posti. Nel limbo restano alcuni candidati come il centrista Dario
Venerelli (è stato scoperto un errore di conteggio a suo sfavore) ed il democrat
Alessandro Di Tommaso. Si definirà tutto tra venerdì e sabato, quando, dopo
attenti controlli incrociati tra verbali e registri, saranno proclamati i nomi
di quelli che, in base ai numeri, sono gli eletti. Da quel momento ognuno che
vorrà potrà fare ricorso alla 1^ sezione della Corte d’Appello o al Tar. Mentre
si definisce la nuova composizione del consiglio comunale, i candidati sindaco
Procaccini e Sciscione, ognuno assieme alla sua squadra, stanno riprendendo
fiato e riaffilando pian piano le armi in vista del derby prossimo. Intanto la
lista Sinistra Ecologia Libertà (candidato sindaco Coccia) ha comunicato ieri di
aver deciso di non apparentarsi e di non assicurare sostegno a questo a quel
candidato. In pratica, imparziali. Alla finestra. Da parte sua la coalizione di
Procaccini è tendenzialmente portata, a quanto è dato sapere, ad escludere
l’ipotesi dell’apparentamento. Una decisione definitiva la si saprà oggi stesso.
Grande attesa in città per questo ballottaggio, il terzo negli ultimi 10 anni
(Massimo Procaccini-Stefano Nardi nel 2001, Nardi-Recchia nel 2006 e, adesso,
Nicola Procaccini-Gianfranco Sciscione).

Di Giorgi a Terracina per sostenere il politico in vista del ballottaggio del 29 maggio
Procaccini «benedetto» da Latina
Bordate contro Gianfranco Sciscione e l’ipotizzato accordo con il Pd.
Il neo sindaco Di Giorgi viene nella città di Giove ad incontrare il candidato
sindaco Procaccini e a prospettare un possibile asse istituzionale Latina-
Terracina. Tra i due volti emergenti della politica provinciale, calvizie a
parte («E’ il nuovo look da sindaco» l’ha definita ironicamente il primo
cittadino di Latina), ci sono forti somiglianze anagrafiche e politiche. Come
separati alla nascita. Per poi ritrovarsi in tandem nella stessa avventura
elettorale. Una differenza? «Lui ha già tagliato il traguardo. Noi, invece, ci
siamo vicini» ha detto Procaccini, non senza fare dentro di sé (così pensiamo) i
debiti scongiuri. Di Giorgi e Procaccini, uniti da un percorso solidale umano e
politico, tendono a cogliere le assonanze di due capoluoghi, una quello
istituzionale e l’altro quello storico, proiettati verso la potenziale
possibilità di fare sistema insieme. Sciscione permettendo. Un corto circuito
quello che ha investito il Pdl provinciale, unito attorno al nome di Di Giorgi e
separato su quello di Procaccini con il denominatore comune della stessa
benedizione della governatrice Polverini all’uno e all’altro progetto politico.
Procaccini s’è tolto il suo sassolino da sotto la scarpa: «Quando si è eletti
con i voti dei cittadini (il riferimento è alla messe di voti giunti da
Terracina alla governatrice nelle regionali di un anno fa, n.d.r.), non si può
tradirli, prospettando condizioni alternative». E un altro voltafaccia viene
censurato dal leader locale del Pdl, quando viene invitato a parlare di
possibili strizzatine d’occhio tra l’avversario al ballottaggio Sciscione ed il
Pd. «O si tratta di un accordo politico, che fa calare la maschera a chi fino ad
oggi si professava appartenente all’area di centrodestra (il riferimento è a
Sciscione, n.dr.) o è un accordo privo di alcuna identità politica, finalizzato
semplicemente a gestire il potere e a spartirsi i posti. Io ho stima per il Pd
locale e sono certo che non vorrà assecondare le indicazioni, che provengono dal
capogruppo regionale Esterino Montino. La difficoltà di Sciscione è che gli
sarebbe praticamente impossibile governare. Resto sorpreso comunque da tanta sua
spregiudicatezza, che violerebbe le regole della buona politica». Intanto a
Procaccini è giunto anche il sostegno del consigliere regionale on. Gina Cetrone
in vista del ballottaggio previsto per il 29 e 30 maggio prossimi.
Ercole Bersani


Polverini, sfida al Pdl: “Ogni elettore è libero di fare le sue scelte”

Aria pesante nel Centrodestra in vista dei ballottaggi. Nei giorni scorsi è
montata la polemica tra il ministro Meloni e la presidente della Regione Lazio
Renata Polverini. L’iniziativa della governatrice di presentare proprie liste
nelle elezioni amministrative, a sostegno di candidati diversi da quelli del
Pdl, non è piaciuta al Ministro delle Politiche giovanili. La Meloni aveva
infatti dichiarato che la vittoria del Pdl a Latina era la migliore risposta a
chi aveva remato contro. Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che facesse
riferimento alla Polverini.
La lista “Città Nuove”, presentata e sostenuta dalla governatrice in vari comuni
del Lazio, ha ottenuto risultati inattesi.
In particolare a Terracina e Sora è stata fondamentale per impedire la vittoria
al primo turno dei candidati del centrodestra. Nel primo caso ottenendo il 9,9%,
risultando il terzo partito della città, mentre nell’altro assestandosi all’8,9%
in seconda posizione. In vista dei ballottaggi, che vedranno in entrambi i casi
un derby tutto interno al centrodestra è partita la sfida aperta tra la
Polverini e il Pdl.
La governatrice ha infatti dichiarato di non disdegnare un appoggio da parte del
centrosinistra ai suoi candidati: “I voti degli elettori di sinistra sarebbero
benvenuti. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, l’importante è
confrontarsi sui programmi”. Certamente si è trattato di un successo personale
della governatrice: “Ancor più importante perché frutto di un voto spontaneo.
Dopo le elezioni regionali la gente si è avvicinata a me. Il nostro movimento è
energia nuova per l’area politica cui facciamo riferimento”, ha poi concluso con
un accenno al futuro: “Probabilmente andremo avanti in quest’esperimento, ma non
siamo alternativi al centrodestra”.
In vista dei ballottaggi ha fatto discutere la dichiarazione del capogruppo del
Pd alla Regione, Esterino Montino, che ha invitato il suo partito a sostenere i
candidati della lista “Città Nuove”. Sul tema è intervenuto il coordinatore del
Pd nel Lazio, Francesco D’Ausilio che ha dichiarato: “Le possibilità di alleanze
sono demandate alla responsabilità dei candidati sindaci. Sono più possibilista
per Sora, perché Di Stefano è appoggiato anche dall’Udc, mentre a Terracina
l’Udc è alleato del Pdl”.
Nel centrodestra si alzano le voci di dissenso nei confronti della governatrice.
Alfredo Pallone, europarlamentare e vice coordinatore del Pdl nel Lazio ha
dichiarato: “Nessuno può fare apparentamenti con il Pd. Sarebbe gravissimo e
porterebbe alla crisi del centrodestra”. Critico anche Francesco Storace, leader
de “La Destra”: “La Polverini stia attenta a cercare i voti del Pd, potremmo
trovarci tutti su un cumulo di macerie”. Più prudente Fabio Rampelli, deputato
Pdl: “Le offerte del centrosinistra servono solo a dividerci. Montino cerca di
mettere zizzania. Certo bisognerebbe evitare personalismi e lotte di potere”.
In conclusione è intervenuto Enrico Gasbarra, deputato del Pd ed ex presidente
della Provincia di Roma: “Non c’è una destra buona e una cattiva. Meglio non
andare a votare. Lasciamoli fare è tutta una faccenda interna al loro
schieramento. Laddove ci siamo presentati con proposte valide abbiamo vinto.
Evidentemente a Sora e Terracina non è stato così”.


Concorso Fidapa – 150° anniversario Unità d’Italia

Quattro Studenti del Liceo vincono il 1° Premio Nazionale
La Fondazione FIDAPA – Fondazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – ha
indetto il Concorso, per tutti gli Studenti della Scuola Secondaria di 1° e 2°
Grado d’Italia, “150 anni di Unità D’Italia” con lo scopo di stimolare il
coinvolgimento delle studentesse e degli studenti in un processo di
interpretazione, rielaborazione e riflessione sulle ragioni storiche e culturali
della convivenza sociale e della identità nazionale. Al Concorso hanno
partecipato, seguiti ed incoraggiati dai Docenti Marianna Starita ed Anna Panno,
gli Studenti Chiara Abagnale, Micol Ferrario, Simone Petrilli e Veronica Zandonà
della Classe 4A dell’Indirizzo Classico del Liceo, con un lavoro multimediale
dal titolo “Sorelle d’Italia” con il quale hanno raccontato le vicende del
Risorgimento Italiano ed in particolar modo i contributi che le donne dell’epoca
hanno dato al processo di unificazione dell’Italia. Agli inizi dell’Ottocento le
donne furono presenti, con una prodigiosa varietà di atteggiamenti e di scelte
coraggiose e innovatrici, per segnare una decisa maturazione culturale e
spirituale e seppure non ebbero visibilità nel processo diretto e nella vita
pubblica, furono un gruppo numeroso, di diverse estrazioni sociali, e si
dimostrarono volitive, determinate, con idee e progetti da realizzare, impegnate
direttamente nelle cospirazioni ma anche nelle lotte vere e proprie, anche se in
genere con funzioni di organizzazione o di supporto, passate poi, dopo
l’Unificazione, a ruoli di impegno sociale a beneficio delle donne e
dell’infanzia, per il riscatto sociale delle classi disagiate, per
l’organizzazione e la promozione dell’educazione. Tuttavia, ancora oggi, gli
studi sul Risorgimento – certamente non numerosi – stentano a riconoscere
l’importanza reale del loro operato; basta pensare ai salotti intellettuali e
all’opera concreta di diffusione delle idee risorgimentali, accoglienza degli
esuli, infermieria, fondazione di scuole e istituti professionali, asili per gli
orfani, studio di problemi sociali e del lavoro, a cui presero parte Cristina
Trivulzio, Teresa Casati Confalonieri, Camilla Fé, Maria Gambarana Frecavalli,
Olimpia Rossi Savio, Bianca De Simoni Rebizzo, Clelia Piermarini, Giuditta
Sidoli, Enrichetta Di Lorenzo, Giulia di Barolo, Ernesta Bisi, Jessie White
Mario, Margaret Fuller Ossoli, Costanza d’Azeglio, Elena Casati Sacchi, Luisa
Solera Mantegazza, Emilia Peruzzi, Antonietta De Pace, o al combattimento vero e
proprio di Cristina Trivulzio, Tonina Masanello in Marinello, Colomba Antonietta
Porzi, Giuditta Tavagni Arquati, Teresa Durazzo Doria, Anita Ribeiro Garibaldi.
Attraverso questo impegno esse hanno consegnato alla storia e al futuro
dell’Italia un patrimonio di valori morali e civili che accompagnerà il faticoso
percorso dell’Unità. Sono solo alcuni dei tanti nomi di donne italiane che
collaborarono accanto agli uomini del Risorgimento, determinate a costruire un
paese in cui riconoscersi e trovare espressione. Personalità diverse le une
dalle altre, coraggiose al pari degli uomini, devote ai loro mariti e figli ma
soprattutto all’ideale. La FIDAPA, Sezione di Terracina, ha deciso di inserire
“Sorelle d’Italia” nella mostra sul Risorgimento “Gioventù Ribelle” attualmente
presente a Terracina; la premiazione ufficiale avrà luogo a Roma alla fine di
Maggio.

DROGA, la guardia di finanza di Terracina mette a segno un nuova operazione.
Ieri i militari delle Fiamme Gialle, agli ordini del comandante Dario Bordi,
hanno tratto in arresto A.P., un 32enne del luogo sorpreso in possesso di 610
grammi di marijuana. Le indagini erano state avviate già da qualche tempo.
Il giovane era stato adocchiato dagli uomini delle fiamme
gialle della tenenza di Terracina per i suoi movimenti sospetti e in seguito
alle informazione assunte nel campo. Nella mattinata di ieri i militari della
locale Tenenza hanno una Renault Clio di colore nero con a bordo il pusher che
girovagava sulla Migliara 54. I finanzieri, che avevano predisposto un’attività
di controllo dei posti solitamente frequentati dal giovane, hanno dunque
proceduto al fermo dell’uo – mo per effettuare un controllo. I fatti hanno dato
ragione ai sospetti degli investigatori. Gli uomini delle fiamme gialle, nel
corso della perquisito dell’autovettura, hanno rinvenuto 0,7 grammi di marijuana
che erano stati abilmente occultati. La successiva perquisizione a casa del
giovane ha permesso di scoprire altri 606 grammi di marijuana ed un bilancino
elettronico di precisione con evidenti tracce di stupefacente. Il 32enne è stato
quindi tratto in arresto e trasportato presso il carcere di via Aspromonte a
Latina a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Diego Roma


Nuovo tentativo di affidare il servizio di tesoreria comunale.
Dopo la seduta
andata deserta nel mese di novembre scorso, il 24 maggio prossimo presso il
dipartimento finanziario si terrà la prima seduta per la gara. Nessun istituto
di credito in quel caso ha presentato offerte per sostituire l’Unicredit, anzi
sembra proprio che le banche si siano guadate bene dal fare proposte. Così si è
proceduto con una proroga all’attuale banca. Un segnale eloquente, quello della
gara deserta, che spiega bene come la piazza terracinese appaia di scarsa o
nulla appetibilità dal punto di vista degli affari. Ora il Comune ci riprova,
forse nell’auspi – cio che il cambio di guardia in giunta e in Consiglio
comunale possa in qualche modo dare maggiore fiducia agli istituti di
credito.
D. R.


I piu’ potrebbero definirla la più diabolica delle tentazioni di chi vota a
sinistra, e non si fatica ad immaginare facce inorridite tra i democratici:
mettersi a braccetto con Gianfranco Sciscione e con il governatore del Lazio
Renata Polverini per far saltare la «macchina » del Pdl a Terracina.
A lanciare
quella che appare cosa ben più seria di una provocazione, nientemeno
che l’ex commissario della giunta Marrazzo Esterino Montino, che da capogruppo
regionale, con una nota stampa, fornisce a chiare lettere una indicazione di
voto ai Circoli locali: «A Sora e Terracina il centrodestra si presenta spaccato
- spiega -. In questi casi credo sia giusto esprimere un voto utile per far sì
che la bandiera del Pdl e della Destra non sventoli, il 30 maggio, sulle due
cittadine del Lazio». A buon intenditor, poche parole. L’apparentamento con
il movimento della Polverini, dunque, viene visto da sinistra tutt’altro che
impossibile. Anzi. Montino fa sapere ai suoi che, stando ferma la battaglia per
disarcionare il centrodestra «è da miopi non capire che l’alternativa si crea
sfruttando tutte le occasioni utili a disarticolare in modo definitivo un Pdl
allo sfascio». «Il bersaglio grosso dell’azione messa in campo dal Pd è il Pdl -
sentenzia – non la Polverini che ne è solo una parte e non maggioritaria».
Immediata la replica del coordinatore regionale Vincenzo Piso, che liquida come
«provocazioni inutili » quelle di Montino, che per tutta risposta ribadisce: «I
cittadini del Lazio vadano a votare per i ballottaggi », anche «a Terracina e
Sora». «Votino dappertutto contro il Pdl delle poltrone». Nel nuovo caos
ballottaggi, la situazione di Terracina appare tra quelle più ingarbugliate
e l’elettorato democratico si trova a fare da ago della bilancia di questo
ballottaggio, decretando col proprio voto ad un’impasse della coalizione
favorita. Far vincere Sciscione vuol dire nono solo innescare una crisi nella
coalizione di Procaccini, ma creare una situazione di ingovernabilità, con
l’imprendi – tore al comando ma oltre il 50% dei seggi consiliari assegnato alla
coalizione del Pdl. Non a caso si susseguono gli incontri tra la Polverini e i
vertici del partito. Parola d’ordine, uscirne sani.
Diego Roma

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terracina-la-dogana-anni-60
Il consiglio comunale è (quasi) al completo. Mentre si attende il ballottaggio
tra l’imprenditore locale Gianfranco Sciscione e il giornalista Nicola
Procaccini, si è delineata la composizione del massimo consesso comunale. Nicola
Procaccini, raggiungendo il 51% come coalizione, potrà usufruire del premio
maggioranza. Questo gli permetterà di avere 14 rappresentanti in consiglio
comunale, compreso lui (se non dovesse essere eletto sindaco). A Gianfranco
Sciscione invece spetteranno 5 consiglieri (inclusa la sua persona). Due
consiglieri per Coccia e per Zappone e uno solo per Gianni Percoco. Restano
fuori dai giochi sia Mazzucco che Caiazzo. Chi rappresenterà la città in
consiglio comunale? Ecco i nomi. Con Gianfranco Sciscione ci saranno Domenico
Villani, Francesco Zicchieri, Sergio Meneghello e Agostino Appolloni detto
Martano. Potrebbe entrare nella compagine amministrativa Angelo Bruno Scirocchi
nel caso della vittoria di Sciscione. Al fianco di Vincenzo Coccia ci sarà
Vittorio Marzullo, mentre salirà in consiglio a braccetto con Domenico Zappone
anche Alessandro Di Tommaso. Rimane in solitario Gianni Percoco. Mentre della
coalizione di Procaccini sono riusciti in ordine: Gianluca Corradini, Valentino
Giuliani, Roberto Palmacci, Agusto Andrea Basile, Danilo Zomparelli, Gianni
D’Amico e Mariano De Gregorio (potrebbe rientrare Patrizio Avelli nel caso di
una vittoria di Procaccini), Umberto Di Mario e Fabio Minutillo, Pierpaolo
Marcuzzi e Davide Minchella, Ezio Longo e Loreto Maragoni.

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Ecco gli eletti al Consiglio comunale.
Pdl: Nicola Procaccini, Gianluca
Corradini, Valentino Giuliani, Roberto Palmacci, Augusto Basile, Danilo
Zomparelli, Gianni D’Amico e Mariano De Gregorio. Lista Procaccini: Umberto Di
Mario e Fabio Minutillo. Udc: Pierpaolo Marcuzzi, Davide Minchella o Dario
Venerelli. Pri: Ezio Longo e Loreto Maragoni. Coalizione Sciscione: Gianfranco
Sciscione, Domenico Villani, Francesco Zicchieri, Sergio Meneghello, Agostino
Apolloni. Nuova Area: Gianni Percoco. Pd: Domenico Zappone e Alessandro Di
Tommaso. Con Coccia entra anche Vittorio Marzullo. Restano due nomi in sospeso.
Patrizio Avelli, che subentrerebbe in caso di vittoria di Procaccini, e
Fabio De Felice, in carica se vince Sciscione.

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Sciscione-Procaccini: palla al centro, inizia il secondo tempo. 21,71% Sciscione
e 44,78% Procaccini. Soddisfatti entrambi i candidati del centrodestra per il
risultato raggiunto, in particolare Sciscione quando ha saputo di aver avuto dei
consensi con il voto disgiunto. E questo vuol dire molto. La possibilità di un
cambiamento sostanziale ed innovativo per la città. Nel caso di Sciscione
numerosi i voti presi nella zona del centro storico e Calcatore, ma si è difeso
bene in tutti i 45 seggi. «Considerando la corazzata che avevamo di fronte non
posso che essere estremamente soddisfatto -spiega Sciscione-. Ringrazio i miei
concittadini che hanno creduto nelle mie parole. Adesso però chiedo loro, come
in uno scatto di 100 metri, di fare quel salto finale per cambiare realmente
questa città. Solo in questa maniera riusciremo a portare il nuovo. Adesso
bisogna ripartire da zero. Non pensiamo più al 44% dell’altro concorrente e al
mio 22%. Consideriamo che la maggioranza dei terracinesi è sparpagliata da tutte
le parti quindi non esisteva una vera maggioranza su un candidato a sindaco. La
maggioranza la faranno i cittadini che andranno a votare. Con tutto rispetto per
le persone e per il mio antagonista, chiedo ai miei concittadini, se vogliono il
cambiamento, ora è il momento. Ora c’è la possibilità. Per quanto riguarda le
alleanze in questo momento non ho niente, a poche ore dal voto. Sono tranquillo,
lunedì ho passato uno pomeriggio sereno». Ieri mattina alle 9 la presidente
della Regione Lazio Renata Polverini ha telefonato a Sciscione congratulandosi:
«Era soddisfatta del voto, ringrazia i terracinesi, adesso da parte sua, vi
chiedo di starci vicino, è il momento della verità per questa città. Ma solo
dopo aver vinto la battaglia si potrà dare inizio alla guerra, quella per
riuscire a risollevare le sorti di Terracina». Anche il candidato Procaccini ha
ringraziato tutti coloro che lo hanno votato. «Grande soddisfazione -evidenzia
Procaccini- intanto perché non c’è solo il Pdl a sostenermi ma la coalizione di
centrodestra. E anche perché in un quadro molto spezzettato con tanti candidati,
sfiorare la vittoria al primo turno è già un grandissimo risultato, abbiamo
fatto il primo passo, dobbiamo fare anche il secondo. Riguardo alle alleanze ne
parlerò insieme alla coalizione che mi ha sostenuto fino adesso. Abbiamo sempre
preso le decisioni insieme e procederemo insieme su eventuali allargamenti».
Procaccini evidenzia che affronteranno i prossimi 15 giorni con energia,
freschezza, andando nelle aziende, dovunque sarà possibile incontrare le persone
e i loro problemi. (da corriere pontino)

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Costruzione abusiva sulle pendici del Monte Giove: una denuncia
Una costruzione abusiva e’ stata sequestrata, sulle pendici del Monte Giove a
Terracina (Latina), dalla guardia di finanza di Terracina nell’ambito di
un’operazione contro l’abusivismo edilizio. I finanzieri hanno sottoposto a
sequestro preventivo un manufatto abusivo, dell’estensione superficiale di 150
mq circa, e hanno denunciato il proprietario del fondo all’autorita’
giudiziaria.
Come fa sapere la guardia di finanza, la costruzione, in spregio ai vincoli ed
alle normative di settore, e’ stata individuata anche grazie all’osservazione
aerea di un elicottero della sezione aerea di Pratica di Mare sulle pendici del
Monte Giove, area particolarmente pregiata dal punto di vista paesaggistico e
sottoposta ai vincoli idrogeologico, di parere della soprintendenza ai Beni
Archeologici, del parco naturale regionale Monti Ausoni e del piano regolatore
generale.
Il responsabile, che da giorni lavorava alla realizzazione dell’opera abusiva,
non e’ stato in grado di fornire indicazioni riguardanti i permessi e le
autorizzazioni. I controlli sono stati svolti in collaborazione con il personale
tecnico del Comune di Terracina, al fine di ottenere indicazioni precise sulla
proprieta’ del fondo, sulle sue caratteristiche catastali e sul manufatto che
risultava essere abusivo.

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Sciscione, fiducioso, la città mi è vicina
“Non abbiamo discusso di apparentamenti, entro domani stabiliremo la strategia
da seguire perché devo sentire le persone che sono state vicino a me durante la
campagna elettorale. Anche se la forchetta di distacco con l’altro candidato è
abbastanza ampia sono molto fiducioso: la città mi è vicina, come si vede dal
raffronto tra le mie preferenze personali e i voti di lista”. Lo ha detto il
candidato sindaco di Città Nuove a Terracina Gianfranco Sciscione che oggi ha
incontrato nella sede della giunta regionale la presidente del Lazio Renata
Polverini. Sciscione sfiderà al ballottaggio il candidato Pdl Nicola Procaccini.
“Ce la metterò tutta per vincere – ha aggiunto – per un governo di salute
pubblica per salvare la città. Ora ripartiamo da zero tutti e due, è qui la vera
battaglia. Abbiamo organizzato con la Polverini alcuni appuntamenti elettorali:
lei sarà a Terracina un paio di volte. Contatti con il centrosinistra? Non ce ne
sono stati – ha risposto l’imprenditore pontino – ma a loro dico che Terracina
va salvata”.

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Successo Amaro
Come gioire? Arriverà l’ora di fare i conti, di assegnare e prendersi le
responsabilità, ma il dato politico della sconfitta del centrosinistra non può
che offuscare il successo conseguito dal candidato di sinistra Vincenzo Coccia,
che ha ottenuto un largo consenso di protesta grazie anche agli ambienti della
sinistra democratica: 3.380 voti di preferenza e 2.208 voti di coalizione. Quasi
mille voti, insomma, di differenza, che dicono bene come Coccia si sia mostrato
un candidato spendibilissimo agli occhi dell’elettorato di sinistra, nonostante
una campagna elettorale condotta con pochi mezzi e senza troppo clamore. Tutto
questo rischia ora di apparire ai più come un lavoro sprecato, soprattutto se si
guarda alla grande occasione persa, quel ballottaggio in cui a farla da
protagonista poteva essere proprio il centrosinistra, quella formula «ulivista»
ventilata a suo tempo da Coccia e forse in grado di maturare un un consenso che,
solo a dar retta alla matematica, si sarebbe attestato intorno al 23%. Una quota
di tutto rispetto per ipotizzare alleanze. Ora invece si fanno i conti con
tutt’altra geografia elettorale. A sedere tra i banchi del Consiglio comunale,
infatti dei candidati della coalizione di sinistra saranno solo Vincenzo Coccia
e il primo eletto di Sel, Vittorio Marzullo. Loro, insieme a Zappone e Di
Tommaso restano il baluardo della sinistra. Con un compito politico che si fa
ancora più duro.
Diego Roma

terracina-copertina-tribuna-illustata-grave-fatto-di-sangue-a-terracina-1902_bis
Il PD cola a picco.

Ci sarà da capire cosa non è andato nel Partito democratico dopo queste elezioni
comunali. Mentre nel resto d’Italia il centrosinistra rimonta un po’ ovunque, a
Terracina il Pd inciampa e si fa male, consegnando i seggi del Consiglio
comunale quasi interamente al centrodestra. Domenico Zappone infatti ha chiuso
con 2710 voti (9,88%), mentre la lista ha ottenuto 2784 voti (10,82%).
A fare la parte del leone, il segretario del Circolo Alessandro Di Tommaso, che ha
fatto il pieno con 498 voti, seguito dad Vincenzo Recchia (257 voti) e da
Lorella Attanasio (217 voti). In Consiglio comunale tuttavia andranno soltanto
in due, Zappone e Di Tommaso, appunto. In definitiva il Pd sembra aver pagato per
una serie di errori strategici e una valanga di divisioni in correnti e
correntine che hanno tenuto banco per mesi, proprio in quel periodo in cui
sarebbe stato necessario battere il ferro rovente dello sdegno popolare. Il
risultato è una spaccatura che si è trasformata in una competizione interna ma
soprattutto la creazione di una lista tutt’altro che solida. A guardare i
risultati, salta all’occhio che oltre la metà dei candidati in lista non ha
superato (o lo ha fatto di poco) i 50 voti. Salvano la nave, oltre ai
sopraccitati, Giuseppe Carrabs (123 voti), Floriano Corni e Pino D’Andrea (254
voti) e Patrizia Renzelli (132 voti). Ma è chiaro che non può bastare, che
qualcosa non ha funzionato. Non per un partito come il Pd, nato a vocazione
maggioritaria e che nel resto d’Italia si sta mostrando più cosciente del suo
tallone d’Achille: divisi si perde. Da queste parti non si è fatto in tempo e
ora si rischia addirittura l’estinzione.
D. R.

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Di volti nuovi ce ne sono abbastanza, ma anche in questa
tornata elettorale, come era accaduto cinque anni fa, la
politica resta ancora saldamente al passato in fatto di
presenze femminili.
Che al momento, in attesa di
conoscere i nomi della futura giunta, sono pari a zero.
Tra le candidate a consigliere quelle che hanno ottenuto
le migliori performance sono Lorella Attanasio (217
preferenze) e Patrizia Renzelli (132), esponenti del
partito, il Pd, che maggiormente dovrà fare i conti con
se stesso. A sinistra, tra le altre, soddisfacente anche la
prova di Candida Grenga di Sel che ha ottenuto 91. Da
segnalare infine il buon risultato elettorale della professoressa
Maria Augusta Nardoni che ha incassato 124 preferenze.

terracina-scoglio-incantato-2_bis

Oltre mille le schede risultate «bianche» o nulle durante lo spoglio nelle 45
sezioni.
Un popolo invisibile e, nel peggiore dei casi, male istruito al voto
che in più di qualche caso ha causato accese contestazioni durante il conteggio.
Una delle frequenti occasioni di errore si è registrata nel cosiddetto voto
disgiunto, quando cioè l’elettore ha espresso un candidato sindaco scegliendo
però lista e preferenza di un’altra coalizione. In una sezione si è reso
necessario riconteggiare daccapo le schede. Circostanza che potrebbe mutare la
geografia consiliare vista la scarsa differenza di preferenze tra candidati
nella stessa lista.

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GIANNI Percoco l’ha spuntata al fotofinish. Il candidato sindaco di Nuova Area
sarà in Consiglio grazie ai 1.143 voti ottenuti dalla sua lista per una
percentuale del 4,17%. Preferenze sufficienti a garantire a Gianni Percoco una
poltrona in Consiglio, per cui era necessario ricevere almeno il 4% delle
preferenze sul totale d el l’elettorato. Hanno convinto i punti del programma di
Percoco, dalla tutela del mare al potenziamento del turismo, passando per la
riqualificazione del porto e la trasparenza amministrativa. Ma se Percoco è
riuscito a portare a casa il risultato, è certamente merito di tutti i candidati
della propria lista che hanno lavorato per raccogliere una parte di quel
centrodestra scontento della carovana Pdl. Tra i candidati al Consiglio spicca
il risultato elettorale (per certi aspetti clamoroso) di Antonio Cicerani con i
suoi 273 voti. Numeri da Pdl, da big. Un risultato forse sopra ogni aspettativa
per lo stesso candidato consigliere che ha distaccato tutti i suoi compagni di
lista, che invece si sono attestati sui 60-70 voti.
Francesco Avena

terracina-scoglio-sirene-anni-60_bis
Quando la fine di un’era si legge tutta in un numero.
In questo caso la cifra è
pari al 3,58% delle preferenze che l’ex sindaco Antonio Edis Mazzucco ha
ricevuto dagli elettori terracinesi. Un totale di 983 voti, una soglia troppo
bassa per sfondare il muro del 4% utile per entrare con almeno un rappresentante
in Consiglio comunale. Quella del candidato Edis Mazzucco, spalleggiato dalle
liste Alleanza di Centro e Moderati per Mazzucco, è la fine di un’era. Che dura
dalla fine degli anni Ottanta quando Mazzucco fu eletto primo cittadino e che,
nel corso degli ultimi anni, lo ha visto sedere in Consiglio comunale prima sui
banchi dell’opposizione e poi su quelli della maggioranza tra le fila del Pdl.
Come ci si aspettava, i suoi consensi – comunque troppo pochi – Mazzucco
li ha incassati a Borgo Hermada, dove è più conosciuto e la sua presenza
più radicata tra i cittadini. Certo che  per Mazzucco deve essere stata una
sconfitta l’ultima tornata elettorale, soprattutto se messa a confronto con le
elezioni del 2006. Quando il candidato si presentò alle urne sempre con due
liste, ma ricevendo un consenso pari al 6,5% per un totale di 1.213 preferenze.
F. A.

terracina-via-roma-1907_bis

Incidente stradale lunedì sera intorno alle 22 in via Appia, nei pressi del
distributore di carburante Esso.
A scontrarsi un’auto contro un altro veicolo.
Feriti i conducenti dei due mezzi, trasportati d’ur – genza all’osped ale
«Fiorini» di Terracina da un equipaggio della Croce Rossa. Fortunatamente,
nonostante le condizioni dei protagonisti dell’inci dente sembrassero più gravi,
dagli esami medici la prognosi è risultata di pochi giorni. La dinamica del
sinistro dovrà ora essere ricostruita dalle forze dell’ordine. Disagi al
traffico, ieri pomeriggio intorno alle 17, in via Roma, nei pressi di Piazza
della Libertà. Una Fiat Punto a causa di un guasto alla macchina ha perso una
grossa quantità di carburante che si è sparso sul manto stradale provocando un
serio pericolo per la circolazione. Sul posto sono subito intervenuti i vigili
urbani che hanno regolato il traffico mentre una ditta incaricata ha ripulito la
strada dal carburante. I disagi al traffico sono durati per circa un’ora.
F. A.

terracina-veduta-della-marina-1907_bis

E tutti si chiedono: dove vuole arrivare la Polverini?
«Mi chiedo a che serve inseguire l’umiliazione del Pdl nei ballottaggi di Sora e
Terracina. La presidente Polverini, rincorrendo i voti del Pd, rischia di far
traballare l’amministrazione che guida. Ci pensi bene prima di farci trovare
tutti su un cumulo di macerie. Il centrodestra ha problemi enormemente più
grandi di un sindaco da conquistare». Lo scrive sulla sua pagina di Facebook,
Francesco Storace, capogruppo alla Regione Lazio e Segretario Nazionale de La
Destra. E con ogni probabilità ha ragione.  Il governatore del Lazio con le sue
mosse sta seminando il panico. E adesso che il leader dell’opposizione Montino
suggerisce di dirottare i voti del Pd, nei ballottaggi, sui  candidati
polveriniani la confusione aumenta. Soffia  in  l vento della intossicazione,
della disinformazione e il Lazio ne è contagiato. Tutto era cominciato quando si
cercava un   candidato per rientrare in possesso della Regione Lazio dopo la
parentesi Marrazzo. La candidatura della leader dell’Ugl, caldeggiata allora da
Gianfranco Fini, era  maturata sottotraccia, c’era l’ipotesi della imprenditrice
Todini, già sperimentata, c’erano altre idee. Poi puntando sul donna-volto nuovo
ma con una base di consensi  (il suo sindacato) Renata è sembrata la carta
giusta. E così è stato. Con un avversario ostico  (ma solo sopportato dal centro
sinistra) come la Bonino la sindacalista ha opposto una capacità di gestire le
platee e di porsi, di tenere discorsi e lanci aeree proclami, di trattare e
tener duro come solo un negoziatore provetto a fare. Come fan tutti anche la
Polverini aveva messo in piedi la, sua lista personale, fatta di amici e di
rappresentanti della cosiddetta “società civile”. E dopo le elezioni ha piazzato
i suoi dove ha potuto. Ma nel caos elettorale e post-elettorale del Pdl laziale
la neo governatrice un po’ perché costretta, un po’ per scelta si è lentamente
messa in proprio, fino a realizzare man mano un vero partito, complementare e/o
supplementare rispetto al centro destra. In queste amministrative ha presentato
liste proprie, ha addirittura conquistato un sindaco in un paesino del Reatino.
Ma ha creato anche imbarazzo e confusione negli elettori. Ora in due località,
Sora e Terracina, i suoi uomini sono protagonisti di un ballottaggio, un derby,
hanno scritto i giornali, perché gli avversari sono del Pdl. Qualcuno – leggi i
radicali – oggi addirittura parlano a questo proposito di un progetto costruito
da tempo, a tavolino. In futuro la Polverini farà corsa a sé? Cercherà alleanze
tattiche o politiche con l’area moderata del centro sinistra o addirittura con
il Pd? Renata aspira ad una leadership nazionale nel centro destra approfittando
dello sfaldamento del Pdl? Punta al Terzo Polo con Casini-Fini-.Rutelli?
Presente incerto, futuro nebuloso.

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REGIONE LAZIO: MANDARELLI (LNP), SUCCESSO PER CITTA’ NUOVE

A pochi giorni dai risultati delle elezioni amministrative appena concluse, la
Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Alessandra Mandarelli,
commenta gli esiti e, soprattutto, l’impatto ed il successo ottenuto dalle Liste
“Città Nuove”. “La vera novità di queste elezioni amministrative nel Lazio è
stata la presenza ed il successo delle Liste “Città Nuove”, che fanno diretto
riferimento alla Presidente Polverini. Là dove sono state presentate – ha
dichiarato l’On. Mandarelli – hanno triplicato i consensi, rispetto alle
regionali di un anno fa, e hanno permesso al centrodestra di consolidarsi, così
come affermato dalla stessa Presidente Polverini, che ha parlato di un grande
successo che premia, anche, il buon governo della Regione e che rafforzerà la
maggioranza. Stanno a testimoniarlo i risultati di Sora e Terracina, dove si è
arrivati al ballottaggio tra candidati di “Città Nuove” e del Pdl. Dove questo
non è successo, al ballottaggio è arrivato il candidato di centrosinistra.
Questo significa la forte capacità di ottenere consensi in modo trasversale,
anche da sinistra, grazie ad una azione politica fortemente radicata sul
territorio, inclusiva di energie, competenze e capacità, che sanno rivitalizzare
una politica troppo spesso ridotta a tifo di parte. Un ottimo auspicio per le
prossime elezioni amministrative, che permetterà alla rete di “Città Nuove” di
radicarsi ulteriormente nel tessuto connettivo della Regione Lazio, come nuova
opportunità aggregante e punto di riferimento tra le diverse realtà politiche,
presenti sul territorio, a volte destabilizzanti”. E’ quanto dichiara Alessandra
Mandarelli, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio e
consigliere regionale della Lista Polverini.

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Per visualizzare i risultati di Partiti e coalizioni cliccare qui :


http://issuu.com/tdr125/docs/terracina_definitivi_2011



Per visualizzare le preferenze ai candidati cliccare qui :


http://issuu.com/tdr125/docs/terracina_preferenze_2011



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Fotofinish Procaccini (Pdl) e Sciscione (Città Nuove) si contendono la poltrona
di primo cittadino.
Fumata grigia nelle elezioni amministrative. Il responso
delle urne ha riproposto di nuovo un ballottaggio: il terzo negli ultimi 10
anni. A ritrovarsi, fronte a fronte, tra due settimane saranno Nicola Procaccini
(Pdl, Udc. PRI, La Destra, lista Procaccini sindaco) e Gianfranco Sciscione
(Città Nuove, Sciscione sindaco, PSI, Forza Terracina). Sarà una lotta
all’interno del centrodestra. Spaccata la sinistra con un Vincenzo Coccia (IdV,
Sel, lista civica Coccia sindaco, Federazione della sinistra) che ha avuto una
brillante affermazione sull’ex compagno di partito Mimmo Zappone (Pd). Alle
15,00 si chiudono i seggi. Si registra un afflusso di 28.640 elettori (14.035
maschi e 14.605 femmine), pari al 76,94% (78,02 nel 2006). Decidiamo di seguire
le operazioni di spoglio nelle sezioni del centro, ospitate presso il plesso
scolastico «Fiorini». Rispetto al passato non costituiscono più il termometro
della situazione, ma sono comunque indicative, dal momento che sfornano quasi
subito le prime indicazioni. Si viaggia sul 40% circa per Procaccini e sul 20%
circa per Sciscione. La battaglia che si profila è tra loro due. Gli altri sono
come fuori gara. Le operazioni vanno avanti con qualche difficoltà. Qui, come
altrove, le contestazioni da parte dei rappresentanti di lista sono continue e
pressanti. Il voto disgiunto non aiuta a sbrigliare la matassa. I dati che,
dall’insieme delle 45 sezioni, giungono man mano che avanza il pomeriggio fanno
palpitare le tifoserie politiche. Al cardiopalma lo scontro che vede
contrapposti Procaccini e Sciscione. Il leit motiv di tutta la serata elettorale
sembra essere proprio questo. Il centro destra diviso in quattro e la sinistra
divisa in due non riescono ad indicare il sindaco al primo turno. Coccia, in
base ai dati ufficiali e non, è attestato al 3° posto su valori percentuali che
si aggirano sul13%, in aperto sorpasso su Zappone, attestato sul 10%. E’
conclamata una debacle per il Pd. Si lotta sul filo dei punti percentuale.
Intorno alla mezzanotte il dato ufficiale è questo: su 26 sezioni scrutinate
Procaccini ha il 43,70% contro il 22,72 di Sciscione. ormai sembra proprio
riproporsi lo scenario del maggio 2006, quando Stefano Nardi, supportato da
Forza Iralia, Alleanza Nazionale, Unione di centro e Partito Repubblicano)
giunse con il suo 49,72% a toccare il fatidico filo di lana del 50% più uno.
Allora fu un pugno di voti a fare la differenza. Adesso qualcosa di più.
Ercole Bersani

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Terracina, al ballottaggio è derby tra il Pdl e il candidato della Polverini
Il centrosinistra rimane al palo: a Terracina la fascia tricolore è una partita
tutta interna alla maggioranza.
Il primo turno ha registrato la netta prevalenza
del candidato del Pdl, Nicola Procaccini, che però non è riuscito a conquistare
il 50%+1 dei voti e dovrà affrontare il ballottaggio. A metà dello scrutinio
Procaccini ha ottenuto il 43%.
Al secondo turno si “qualifica” il candidato polveriniano Gianfranco Sciscione,
sostenuto dalla lista “Città Nuove”,  che prende il nome dalla fondazione del
governatore del Lazio, e dal Partito socialista. Soiscione, con 27 sezioni
scrutinate su 45, ottiene il 22%.
LA SINISTRA Anche il centrosinistra si presentava diviso: Vincenzo Coccia,
appoggiato da Sinistra e Libertà e Idv ha ottenuto il 12%, addirittura quarto il
candidato del Pd, Domenico Zappone, attorno al 10% dei consensi.

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Procaccini: “Ringrazio la città e l’intera coalizione che mi ha sostenuto”.
“Sono molto soddisfatto, in tutti i seggi della città la percentuale di
preferenze per la mia candidatura a sindaco è più del doppio di quella ottenuta
dal secondo più votato – ha dichiarato Nicola Procaccini – Ringrazio le migliaia
di miei concittadini che hanno scelto il cambiamento, premiando non solo me, ma
l’intero programma della coalizione di centrodestra. Un programma fatto di tante
cose concrete per il presente e di grandi idee per il futuro della città. E
ringrazio anche tutti i candidati che, per questo progetto di grande
cambiamento, hanno messo la loro faccia accanto alla mia”.
Sulla questione di eventuali alleanze e apparentamenti, il candidato del Popolo
della Libertà ci tiene a dire che “sarà soltanto insieme alla coalizione di
partiti e liste civiche che mi ha sostenuto finora, che prenderò le eventuali
decisioni in merito”.
“L’elevata affluenza alle urne è un importante segnale di ottimismo, che
dimostra la fiducia che i cittadini ripongono nel poter portare la bella
politica nell’amministrazione comunale di Terracina – ha commentato Nicola
Procaccini – Purtroppo la frammentazione delle candidature ci ha impedito di
risparmiare altre due settimane di campagna elettorale e pensare sin da subito
al governo della città. Saranno due settimane da vivere con la stessa passione e
la stessa energia che ci hanno accompagnato finora. Torneremo nelle piazze,
nelle case, nelle aziende e imprimeremo la svolta decisiva al futuro di
Terracina”.

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Quando scende in campo la lista del governatore
L’effetto-Polverini sulle elezioni amministrative del Lazio ha pesato, eccome.
Forse non ha fatto perdere complessivamente suffrafgi al Centro destra, ma ha
certamente ingenerato equivoci negli elettori e innervosito gli esponenti della
coalizione alla quale il governatore fa riferimento. La Polverini ha messo in
piedi una sua liste, “Città Nuove”, e l’ha sperimentata in diversi appuntamenti
elettorali. Ha perfino conquistato un “suo”sindaco in un paesino della Sabina.
Ha m esso in movimento i suoi uomini, i suoi consiglieri rimasti fuori gioco
dopo la sentenza del Tar che riduceva il numero dei membri del Consiglio
Regionale, sta cercando di regalare loro una poltrona da sindaco. Risultato: a
Sora e a Terracina si profilano ballottaggi tra candidati del Pdl e candidati
della Polverini. Anche a Latina la lista del Governatore è intervenuta in una
situazione complessa. E va a finire che il candidato sindaco Di Giorgi,
fedelissimo di Renata, dovrà affrontare il ballottaggio per insediarsi al posto
che fu di Zaccheo. Dopo anni di consensi bulgari alla destra il capoluogo
pontino ha offerto improvvise chance al candidato del centro sinistra.
Possibile? Ma la Polverini è un cane sciolto, che non risponde nemmeno a
Berlusconi. Ce la teniamo così.

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Bomba carta indirizzata a Gianluca Corradini, candidato alla carica di
consigliere comunale nella lista Pdl per le amministrative 2011.
Per fortuna
nessuna grave conseguenza. Sul caso stanno indagando i carabinieri ma è stupore
e sdegno nel mondo politico. È successo alle prime luci dell’alba. Erano le 5
quando nel Fiordaliso Hotel, situato al chilometro 10,800 della strada
provinciale per San Felice Circeo, di proprietà della famiglia Corradini, si è
sentito un forte fragore e una vibrazione. Il rumore era meno potente rispetto a
quello delle bombe carta scoppiate tempo fa, ma nonostante tutto, è stato
comunque assordante. I clienti dell’albergo sono usciti fuori dalle loro stanze.
La bomba costruita con metallo e plastica era stata posizionata nel piazzale
antistante la struttura ricettiva. Esattamente nel portico d’entrata, proprio
nelle vicinanze di un salice piangente. Pezzi di ordigno sono stati ritrovati
fino a 50 metri di distanza da dove era stata posizionato l’ordigno. Sul posto
sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia. Per fortuna non ci sono
stati danni né all’edificio, né tanto meno alle persone. L’asfalto del piazzale
è rimasto leggermente annerito e proprio dove la bomba era stata collocata si è
era formata una buca. Ora gli uomini del comandante della compagnia dei
carabinieri, il capitano Alessandro Giordano Atti, dovranno indagare per cercare
di risalire ai possibili artefici del gesto. L’ipotesi plausibile ricollega
questo caso al momento elettorale. Gianluca Corradini è il coordinatore locale
del Pdl e candidato consigliere.
(da Corriere Pontino)



Quando la virtuosità non fa rima con malasanità. Numeri di tutto rilievo per
l’ambulatorio infermieristico del distretto 4 Terracina-Fondi, attivo presso
l’ospedale Fiorini. In 5 mesi di attività è già arrivato a toccare le 1.500
prestazioni. Il servizio ambulatoriale è rivolto alla popolazione adulta e
pediatrica ed effettua (dal lunedì al venerdì mattina, dalle 7.30 alle 13.30)
tutte le prestazioni di natura infermieristica. Uno staff di 10 infermieri
professionali e di una infermiera volontaria, con la collaborazione del dott.
Antonello Santucci, offre una risposta a tante richieste minori (ma non meno
importanti) legate alla salute. Effettuano medicazioni semplici, il pap test ed
il monitoraggio della glicemia capillare, praticano terapie iniettive e
l’aereosolterapia, sostituiscono i cateteri vescicali, assistono nella gestione
dei cateteri vascolari, educano all’autogestione per la terapia insulinica,
addestrano alla manutenzione e alla cura delle stomie, misurano la pressione
arteriosa e la frequenza cardiaca. Una corsia preferenziale viene riservata ai
pazienti oncologici, alle donne in gravidanza e ai soggetti diversamente abili,
che hanno la precedenza davanti agli sportelli del Cup e al laboratorio analisi.
Un impegno accurato di assistenza medica, di promozione e di prevenzione della
salute. Ma c’è un settore nel quale l’ambulatorio ha anche connotati di
eccellenza, nel quadro della medicina territoriale pontina. La struttura è il
primo centro riabilitativo in provincia per pazienti portatori di istomia del
colon (ano artificiale). In un mese ne sono giunti all’ambulatorio una decina.
Viene loro praticata una tecnica innovativa, che li aiuta ad un controllo
naturale delle necessità fisiologiche.
(da Corriere Pontino)

mamma_anni_50


Continua il connubio tra l’associazione Avis e quella dei Vespisti Terracinesi.
Per tutta la giornata di ieri, in occasione del quarto raduno nazionale di Vespa
e Lambretta denominato “Riviera D’Ulisse”, i soci della sede locale Avis di
Terracina sono stati ospiti del raduno organizzato dai Vespisti Terracinesi.
Presso lo stand organizzativo è stato possibile chiedere informazioni in merito
al mondo delle donazioni (date delle donazioni, come si dona, ogni quanto una
persona può donare e i vantaggi di essere avisini) e ricevere informazioni utili
su come diventare donatori avisini. Manca poco ad un anno di collaborazione tra
le due associazioni. Infatti i vespisti sono tra le associazioni più attive sul
territorio sia per le loro attività sia per il supporto ad una nobile causa
quale quella delle donazioni di sangue.
RO. BE.

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Da oggi inizieranno i problemi per i 1.700 utenti del Sert del Distretto 4 di
Terracina – Fondi, costretti a fare i pendolari.
Il servizio sarà trasferito
temporaneamente da Terracina a Fondi (via Cagliari), per permettere i necessari
lavori di ristrutturazione della sede locale di via Fratelli Bandiera, ormai
inadeguata ad accogliere in modo degno tutti gli utenti del servizio. Un
finanziamento regionale di 350 mila euro permetterà di avere a disposizione,
presumibilmente a settembre, la struttura rinnovata, che potrà contare su
un’area medica, un’area socio psicologica ed un ingresso ad hoc. Ovviamente il
cambiamento ha suscitato un po’ di malumore e di scontento fra tutti coloro che
usufruiscono del servizio e che, lavorando, non hanno la possibilità di
spostarsi. La loro mobilitazione ha spronato a tal punto l’amministrazione
comunale che per tutto l’arco di tempo dei lavori, ha predisposto un servizio di
trasporto gratuito con partenza dalla stazione delle autolinee. L’orario sarà il
seguente: lunedì, mercoledì e venerdì ore 8,30 e 11,30; giovedì
ore 17,00.

terracina-villino-bastianelli-a-badino-1928_bis


Sono aperti ancora per qualche giorno i Bandi rivolti a imprese e occupati,
inoccupati e disoccupati che abbiano determinati requisiti tra cui la residenza
nella regione Lazio.
Si tratta di corsi professionalizzanti gratuiti, che hanno
l’obiettivo di far acquisire competenze professionali, e percorsi formativi,
sempre gratuiti, che prevedono anche un riconoscimento di crediti. Entro il 19
maggio si può ancora presentare domanda di ammissione per 15 posti di allievi al
Corso Web Marketing e Comunicazione Digitale, rivolto a giovani inoccupati/
disoccupati, residenti nella Regione Lazio con priorità ai residenti nella
Provincia di Latina, che abbiano compiuto 18 anni e che siano inoccupati o
disoccupati e in possesso di diploma di scuola media superiore. Questo corso si
propone come obiettivo di approfondire le strategie e gli strumenti per
dialogare con gli utenti-consumatori attraverso “Community” (engagement),
creando un rapporto di trasparenza e fiducia, grazie all’utilizzo di strategie e
canali Web 2.0. Al termine del corso gli allievi conseguiranno un attestato di
frequenza. Sempre con scadenza 19 maggio il Bando per l’ammissione di 15 allievi
al corso Editor Multimediale, rivolto a giovani inoccupati/disoccupati che siano
in possesso degli stessi requisiti elencati sopra per il corso Web Marketing e
Comunicazione Digitale. La figura professionale che si formerà al termine del
percorso di acquisizione competenze, potrà occuparsi della fase di definizione
dell’idea creativa, della progettazione e traduzione di massima del prodotto;
della stesura dei contenuti e dell’organizzazione e coordinamento del team di
sviluppo del prodotto multimediale. Entro la fine del mese in corso, inoltre, si
può ancora presentare domanda per l’ammissione ai 20 posti riservati a tutti
coloro che desiderino intraprendere o riprendere un percorso di studio
universitario. Il percorso può essere intrapreso da lavoratori occupati presso
imprese private che abbiano compiuto 30 anni, che siano residenti nella Regione
Lazio, con priorità ai soggetti residenti in Provincia di Latina, siano inoltre
in possesso del diploma di scuola media superiore quinquennale e di contratto a
tempo determinato/ indeterminato o contratto flessibile /misto (co.co.pro,
prestatori d’opera). Il 50% dei posti è riservato alle donne. Il bando prevede
l’attivazione di una convenzione con Istituti Universitari, che permette agli
interessati di accedere a percorsi di laurea in discipline economiche e/o
tecnico scientifiche e ottenere l’eventuale riconoscimento di crediti formativi,
personali o esperienziali. Le domande di ammissione, reperibili dai siti:
www.obiettivostart. it e www.centroeuropeo.it, redatte in carta semplice e con
allegata la documentazione relativa al possesso dei requisiti richiesti,
potranno essere anche presentate personalmente presso la sede del Centro Europeo
di Studi Manageriali di Formia, dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle 14.30 alle
17.30, dal lunedì al venerdì e del Centro Culturale Pontino, Via Gran Bretagna
22, Latina, dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 18.30, dal lunedì al
venerdì. Per le domande consegnate a mano, sarà rilasciata agli interessati una
ricevuta con data di consegna. L’indirizzo email per le schede di iscrizione è

http://www.obiettivostart.it/bandi.html.

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A Terracina —>
CONCORSO PUBBLICO, PER ESAMI, PER L’ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO ED ORARIO
PIENO DI N. 14 (QUATTORDICI) POSTI DI “AGENTE DI POLIZIA LOCALE” CATEGORIA C –
POSIZIONE ECONOMICA C1-C.C.N.L. ENTI LOCALI
La presentazione delle domande scade il 13-06-11

http://www.dsolutions.it/concorsi/index.php?commessa=SFS12

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Elezioni Amministrative 2011, comunicato n.1
Nella giornata di ieri, 15 maggio 2011, alle ore 22, gli elettori che si sono
recati alle urne e che hanno espresso il voto sono stati 20.143, per una
percentuale del 54,29%, con 494 elettori in meno (-1,59%) rispetto al 2006 e 800
elettori in più nell’odierna tornata (+1,48).
Terracina, 16 maggio 2011

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La città si prepara ad eleggere il suo sindaco, il 22° della sua storia repubblicana.
A chiudere il vecchio secolo era stato Vincenzo Recchia (Pds).
Ad aprire il nuovo, invece, è stato Stefano Nardi (AN), sindaco uscente. Chi gli
succederà? Il verdetto è nelle mani dei 37.225 elettori (erano 36.426 nel 2006),
suddivisi tra 17.915 maschi (17.576 nel 2006) e 19.310 femmine (18.850). Una
popolazione al femminile riuscirà a mandare nel parlamentino locale delle sue
rappresentanti? Nel consiglio comunale decaduto è stata presente una sola donna
(l’assessore Francesca Lauretti), peraltro cooptata e non eletta. È difficile
pensare che in questa tornata elettorale possa registrarsi un’inversione di
tendenza. Il dominio maschile sul voto è ancora prevalente e chi rappresenta
l’altra metà del cielo trova difficoltà a farsi strada. Sono in tutto 102 le
donne candidate su un totale di 440. In pratica, un quarto. Tra le 20 liste in
campo (erano 16 nel 2006) quelle che presentano un maggior numero di donne sono
TerraciArte (10) e Terracina per il Sociale (9), che fanno riferimento a Caiazzo
come candidato sindaco. Seguono SEL (8) e IdV (7), che appoggiano Coccia. Sarà
la carica dei 440. Mancano nomi noti come quello di Giuliano Masci e di Antonio
Bernardi, decisi ad uscire di scena. Molti i nomi dei soliti noti, che si
ripropongono immancabilmente ad ogni tornata elettorale. Tante le new entry.. A
contendersi la massima poltrona del Colle terracinese saranno in 7, tanti quanti
erano scesi in lizza 5 anni fa. Ci riprova Antonio Edis Mazzucco, sindaco dc dal
1989 al 1992. Lo appoggiano Alleanza di Centro e Moderati per Mazzucco. A
contendersi la fascia di primo cittadino saranno anche Vincenzo Coccia (Sinistra
Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, lista Coccia
per Terracina), Mimmo Zappone (Pd), Gianni Percoco (Nuova Area), Gianfranco
Sciscione (Forza Terracina, Partito Socialista Italiano, lista Sciscione
sindaco, Città Nuove), Fabio Caiazzo (Terracina per il Sociale, Futuro e
Libertà, TerracinArte), Nicola Procaccini (PdL, PRI, La Destra, Udc, lista
Nicola Procaccini sindaco). Angelo De Angelis, Luca Olleia, Dario Venerelli,
Vincenzo Recchia concorsero nel 2006 come candidati sindaco. Ora cercano un
posto da consigliere. Oltre a Mazzucco, altri ex sindaci partecipano a questa
competizione elettorale per il rinnovo del consiglio comunale. Si tratta di
Paolo Cerilli (1980-1986), Vincenzo Recchia (1993-1997 e 1997-2001) e Giovanni
Zappone (1979-1980 e 1988-1989). Da quando c’è l’elezione diretta del sindaco si
sono avuti due ballottaggi: Stefano Nardi-Massimo Procaccini nel 2001 e Stefano
Nardi-Vincenzo Recchia nel 2006. In ambedue i casi a prevalere è stato Nardi.
Chi sarà il suo successore? Quanto mai incerto l’esito del responso delle urne.
Procaccini riuscirà a farcela in prima battuta? In caso di ballottaggio, ipotesi
non scartabile a priori, chi sarà il suo contendente? Un candidato della sua
stessa destra o un rappresentante della sinistra?
Articolo di Ercole Bersani.

328-manca-la-cupola-al-ss-salvatore_bis

È crisi nera per gli alberghi di Terracina. Le camere degli hotel sono vuote e,
se i fatti confermeranno le previsioni, lo saranno anche in piena estate.
Rispetto all’anno scorso, in questo stesso periodo, si registra
un calo delle prenotazioni del 20%. Sfatato anche il mito per cui la «perla»
del Tirreno, nel mese di agosto, non conosceva crisi. Macché.
A  scorrere le agende degli hotel per la settimana «calda» a cavallo di
Ferragosto, le prenotazioni si contano sulle dita di una mano. Tanti i fattori
che hanno portato a questa crisi e che, anno dopo anno, mette sempre più in
ginocchio una delle categorie  trainanti dell’economia turistica
cittadina. Secondo l’allarme lanciato da Federalberghi, «il settore paga il
dilagare del turismo mordi e fuggi e low cost. Non si prenotano più vacanze
lunghe ma – spiega il presidente Enzo Grossi – weekend o comunque vacanze che
non superano i due o tre giorni. Lavorando due settimane l’anno, gli alberghi
non riescono a rientrarci con le spese». Ed ecco allora che, come sta accadendo
a Terracina, diverse strutture ricettive stanno ritardando l’apertura. Restare
aperti tutto l’anno, infatti, non conviene più. E così i proprietari degli
hotel decidono di chiudere i battenti per tutto il periodo che va da
settembreottobre fino a maggio. «Il problema è che – continua Grossi – pur
essendo maggio inoltrato, in molti ancora non hanno aperto. Questo è un brutto
segnale che la dice lunga sul momento di crisi che stiamo attraversando».
Secondo Federalberghi si raggiunge il picco dell’80% di strutture chiuse, che
poi riaprono soltanto in piena estate. Messi insieme i tasselli, il puzzle è
presto fatto. Villeggianti in calo, prenotazioni inesistenti, e quello che il
presidente di Federalberghi Enzo Grossi definisce un «turismo svogliato». A
proposito, anche sul fronte dei flussi turistici stranieri non arrivano buone
notizie. I gruppi arrivano alla spicciolata, bisognerebbe ricreare una rete
efficiente che possa andare a cercare i villeggianti stranieri per portarli in
città. Ma, in tempi di crisi, tutto diventa più difficile.
Francesco Avena

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Lite tra famiglie e il defunto aspetta
Due proprietari si contendono il possesso della stessa tomba
Quasi un mese e mezzo non è bastato ad Alessandro Mantovani per vedere il
proprio zio, G.P., riposare in pace nella cappella di famiglia.
Una contesa sulla proprietà, in piedi da qualche decennio tra la sua e un’altra
famiglia, sta mantenendo la salma depositata presso il cimitero. In attesa di
una sepoltura che tarda ad arrivare. Era il 5 aprile scorso, quando decedeva,
all’età di 95 anni, G.P., ultimo di una famiglia, che si era sempre ritenuta
proprietaria di una cappella gentilizia, costruita da alcuni avi negli anni ’40.
«Mio zio – rimarca Alessandro Mantovani – in forza di un testamento lasciatogli
dal padre nel 1960, ha da sempre rivendicato un tale possesso». E tocca al
nipote continuare la battaglia legale avviata dal suo congiunto: «Non è un caso
che il bene sia censito a nome della nostra famiglia. Non è privo di valore il
fatto che i miei parenti defunti siano tutti sepolti lì». Ma altri non
riconoscono un tale diritto, anzi avanzano delle pretese possessorie. Le
rivendicazioni delle opposte parti finiscono per collidere tra di loro e così su
quella cappella 193 del viale F del camposanto di via Anxur si innesta una
battaglia legale a suon di diffide e di denunce. Si arriva all’aprile del 2009,
quando la contesa arriva al punto culminante. Qualcuno mette un lucchetto alla
porta d’entrata e impedisce l’accesso alla famiglia di G.P. Ed è proprio G.P. a
morire senza poter vedere soddisfatto il suo desiderio di riposare accanto al
padre. Alessandro Mantovani si cruccia per non poter esaudire quanto gli aveva
chiesto lo zio in punto di morte. Risultato della contesa è che una bara da 40
giorni è «parcheggiata» nel deposito cimiteriale. Il Comune è intervenuto a
intimare l’inumazione per ragioni di ordine sanitario, ma i familiari di G.P. si
sono rifiutati, diffidando a loro volta il Comune dal trovare una soluzione
provvisoria. Per loro la salma dello zio non può essere sistemata in alcun altro
posto che non sia la cappella di famiglia. Sviluppi in vista non se ne vedono.
Articolo di Ercole Bersani

terracina-bella-via-roma-anni-60_bis_a

Calci e pugni per uno sgarbo. Parole di troppo, una discussione animata, alla
fine volano bottiglie di vetro. Il bilancio di una maxi rissa avvenuta venerdì
notte in pieno centro è di un 30enne ferito al volto, di una ragazza caduta a
terra travolta dalla gazzarra, e di un gruppetto di malviventi fuggiti in
auto prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Tutto ha inizio intorno all’una e trenta di venerdì notte, nella
centralissima via Roma, all’esterno del pub «Gotham». Ad affrontarsi due gruppi
di ragazzi, tutti tra i 25 e i 30 anni. Una parola tira l’altra, ci sono anche
un paio di ragazze a dividere i giovani che prima si prendono a insulti, poi
passano ai fatti. Proprio mentre sembrava che la lite fosse finita lì, un
giovane – capelli lunghi, jeans e t-shirt bianca – piomba addosso a un
«avversario». Vola una bottiglia di vetro e i componenti dei due gruppi si
strattonano. Nel trambusto una ragazza viene travolta e sbattuta a terra,
rimanendo a lungo sul marciapiede dolorante a una gamba. In due si rotolano
sull’asfalto, finiscono in strada, se le suonano di santa ragione e per miracolo
un’auto in transito riesce a schivarli. Altrimenti sarebbe stata una tragedia.
Mentre un passante allarmato dalle urla lancia l’al – larme a carabinieri e
polizia, i gruppi si dividono. Il più violento dei protagonisti della zuffa
viene allontanato da un amico e fatto salire in macchina. In tre si allontanano
su una station wagon nera a tutta velocità, lasciando il 30enne ferito
sanguinante a terra con un vistoso taglio sulla testa. In pochi secondi polizia
e carabinieri arrivano in via Roma, insieme a un’ambulanza della Croce Rossa che
ha soccorso il giovane ferito rilasciandolo con una prognosi di sette giorni. Al
momento non sono state presentate denunce, ma gli agenti del commissariato di
Terracina, agli ordini del vice questore
Rita Cascella, hanno comunque raccolto alcune testimonianze fornite dai presenti.
Francesco Avena

nonna_fine_anni_40

BLITZ della polizia locale sul lungomare Circe. Nel mirino l’esercit o di
venditori ambulanti di origine indiana che, come sempre nel fine settimana, si
posizionano con le proprie bancarelle abusive sui marcipiedi di viale Circe. Nel
complesso gli agenti agli ordini del comandante Vincenzo Pecchia hanno eseguito
12 sequestri di prodotti vari: occhiali contraffatti, giocattoli,
bigiotteria per un valore di oltre 2 mila euro. Alla vista degli agenti i
venditori ambulanti extracomunitari hanno abbandonato la merce in strada e sono
fuggiti via facendo perdere le proprie tracce. Un altro blitz è stato compiuto
ieri dagli uomini della Municipale, questa volta a Borgo Hermada. Nel corso di
questa operazione i vigili urbani hanno multato per circa 2.500 euro i
proprietari di un circo che si è stabilito da alcuni giorni in via Pantani da
Basso. Gli agenti hanno infatti riscontrato  la mancanza dell’autorizzazione
da parte del Comune, oltre che un’affissione abusiva di manifesti pubblicitari.
F. A .

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Dopo tre anni si riaprono le porte per la selezione dei vigili stagionali. Una
prassi, ma soprattutto una grande opportunità di lavoro per giovani e meno
giovani in possesso dei requisiti richiesti. C’è tempo fino al 30esimo giorno
successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Da venerdì
scorso, insomma, sono aperte le iscrizioni. C’è posto per 14 vigili, che saranno
assunti a tempo determinato in categoria “C” con contratto collettivo nazionale.
Non male. Ma come fare? Sul sito del Comune di Terracina c’è tutto l’occorrente.
In primis il bando di concorso con tutte le informazioni e i requisiti. Possono
partecipare cittadini italiani tra i 18 e i 45 anni di età, senza condanne
penali alle spalle o interdizione dai pubblici uffici, diploma di scuola
superiore, obbligo di leva assolto. Ma soprattutto saranno ammesse solo le
domande inviate con la procedura telematica presente sul sito del Comune. Quanto
alle materie della prova d’esa – me, consisterà in una prova preselettiva con
quiz o test a risposta multipla di cultura generale e prove psicoattitudinali.
Ma siamo solo all’ammissione. Chi supera la preselettiva infatti affronterà una
prova scritta con test a risposta multipla su nozioni del Codice della strada,
Testo unico su pubblica sicurezza, Legge Quadro sulla Municipale, disciplina
sanzionatoria e nozioni sulle autonomia locali. Poi si passerà a una prova
teorico-pratica e una orale più una verifica della conoscenza di una lingua
straniera. Si dovrà raggiungere il punteggio minimo di 21/30 per superare
il concorso.
D. R

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DOMANI all’ospedale «Fiorini» di Terracina si terrà un importante forum
accademico di formazione.
Si tratta di un corso avanzato di supporto
rianimazione, il primo ad essere accreditato in Italia a livello europeo. Il
forum di domani inizierà alle 9 e 30 e durerà per l’intera giornata. A
partecipare saranno tutte le squadre di pronto soccorso del 118 di stanza
all’ospedale «Fiorini» di Terracina. Il corso si svolgerà sotto il coordinamento
diretto del preside della facoltà universitaria del polo pontino Franco
Stagnitti, del medico responsabile Sergio Corelli e dell’istruttore responsabile
Luca Menichelli. A portare il proprio prezioso contributo, anche personale
specializzato proveniente sia da Roma che da Venezia. In particolare è previsto
l’intervento dei dottori Alessandro Trevisan e Fabio Montellanico, che
lavoreranno insieme a una équipe proveniente da Venezia. Lo scopo del corso di
formazione è quello di fornire conoscenze specialistiche al personale
medico e paramedico in servizio al pronto soccorso.
F. A .

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Piazza che vai, comizio che trovi. Si è smistata tra il centro storico alto la
parte bassa e le periferie ieri la chiusura della campagna elettorale dei sette
candidati sindaco a Terracina, in vista delle elezioni amministrative che si
terranno nella giornata di domani e lunedì. Centrodestra e centrosinistra hanno
occupato le principali piazze terracinesi, con il candidato sindaco Gianfranco
Sciscione che ha tenuto un comizio a piazza Mazzini, sostenuto dal governatore
del Lazio Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’on orevo le
Francesco Biava, il consigliere regionale Nicola Illuzzi, l’assessore al
Bilancio Stefano Cetica e il presidente della commissione Sanità Alessandra
Mandarelli. Alemanno e la Polverini hanno indicato l’imprenditore come «l’uo -
mo giusto per il cambiamento» ponendo l’accento sulla forte presenza sul
territorio di Sciscione. Poco più tardi in piazza Domitilla si è tenuto invece
il comizio del candidato del Partito democratico Domenico Zappone, che ha
lanciato un ultimo appello agli elettori: «In questa campagna elettorale – ha
detto – abbiamo incontrato tanta gente sfiduciata che ci ha chiesto un
cambiamento radicale. C’è la volontà e la necessità di rinnovare la classe
dirigente e noi l’abbiamo fatto, presentando una lista composta da persone
pulite e con tanta voglia di fare». Sul palco di piazza della Libertà è salita
la coalizione a sostegno di Vincenzo Coccia, composta da Sel, Fds, Idv e la
lista civica «Coccia per Terracina». Il candidato della sinistra ha ribadito i
concetti chiave della sua candidatura: «Occorre riportare al primo posto la
legalità e la trasparenza, e ciò si può fare solo cominciando a rifiutare la
logica del voto concesso in cambio di promesse o di favori, decidendo cioè di
segnare il cambiamento partendo dalle urne elettorali». Festa grande anche a
piazza Garibaldi, dove il candidato del Pdl Nicola Procaccini ha parlato alla
gente in compagnia dei partiti della sua coalizione (Pri, La Destra e Udc) e una
schiera di altri «big» del Pdl: il vicepresidente della commissione europea
Antonio Tajani, il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri e il ministro della
Gioventù Giorgia Meloni. Ad aprire il comizio è stato Gasparri il quale ha detto
di aver scelto Terracina per chiudere la campagna elettorale perché Procaccini
«è il vero leader del centrodestra, forte della sua lunga militanza politica. Il
centro sinistra ci rompe le scatole con il processo breve, noi risponderemo
anche qui a Terracina con la vittoria breve, al primo turno». Gasparri ha
consegnato a Procaccini una cravatta firmata da Berlusconi assicurando: «Questa
è quella vera, anche tra i candidati si fanno ne girano alcune taroccate con su
cucita la firma del premier». È stata poi il turno del ministro Giorgia Meloni
che ha sottolineato, nonostante l’età, la lunga gavetta di Procaccini: «Un segno
di distinzione che fanno del candidato del Pdl una persona giusta, piena di
valori, degno di governare una città importante come Terracina ». Il candidato
sindaco Edis Mazzucco invece ha scelto la periferia per chiudere la sua campagna
elettorale, anche lui «scortato » dagli ambienti romani. Al comizio finale
c’erano l’onorevole Francesco Pionati dell’Adc, Gianfranco Micciché del
partito Forza del Sud, Roberto Centaro, magistrato e vice presidente
della Commis sione permanente di giustizia. Infine nella «sua» Marina, a Porta
Napoletana, ha tenuto il comizio finale il candidato sindaco di Nuova
Area Gianni Percoco. Con lui il presidente della commissione Finanze Gianfranco
Conte e il coordinatore e consigliere provinciale del movimento Mauro Sasso.
«Potevo essere in altre piazze ma ho voluto essere qui, vicino a Gianni» ha
dichiarato Conte. Mentre Percoco ha lanciato un appello ai suoi sostenitori:
«Dobbiamo essere padroni del nostro destino, senza subire interferenze esterne».
di Francesco Avena e Diego Roma

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Nel giorno della chiusura della campagna elettorale l’ufficio del dipartimento
finanziario, insieme a quello legale e a quel che resta della giunta comunale,
sono diventati una trincea.
Impegnati ad impugnare decreti ingiuntivi e
pignoramenti che ormai arrivano da ogni dove. Sono tre le delibere licenziate
nei giorni scorsi in cui il Comune si oppone a provvedimenti giudiziari di
creditori vecchi e nuovi che bussano minacciosi alla porta. Si tratta per la
precisione di un pignoramento immobiliare della società Enerambiente,
riconducibile alla ex Slia, la quale da anni ha un contenzioso con il Comune
sulla proprietà dell’impianto di compostaggio di Morelle. Il pignoramento è
stato notificato lo scorso 7 marzo al Comune, ma purtroppo – come tutti u guai -
non arriva da solo. Appena lo scorso 5 maggio si è fatta avanti la banca
Unicredit, o meglio la Unicredit Factoring spa. Oltre due milioni di euro il
passivo del Comune, che ai tempi della finanza creativa aveva ottenuto
l’anticipazio – ne per pagare fornitori e creditori, da restituire poi in comode
rate. E appunto, non tutte le rate sono state pagate. Infine c’è un terzo
creditore, la società Nuova Tre Esse, ditta di fornitura di segnaletica
stradale, che si è fatto avanti addirittura nel febbraio scorso. Ecco, davanti a
questa sventagliata di debiti, la giunta ha dato mandato agli uffici legali di
presentare opposizione. E difendere così il Palazzo. Perché se è vero che si è
vicini al cambio della guardia, lo è altrettanto che il rischio di assedio resta
alto. Anzi altissimo.
D. R.

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Concessioni balneari, Bolkestein irriducibile
È STATO fermo al Colle fino a due giorni fa e poi, visti i dubbi del presidente
Giorgio Napolitano, è stato modificato. IL decreto sviluppo voluto dal governo
Berlusconi non è già più lo stesso. Sulle concessioni balneari, ad esempio, il
termine del diritto di superficie si è ridotto da 90 a 20 anni. Ma non è tutto.
A spiegare come stanno veramente le cose agli operatori balneari ci ha pensato
mercoledì scorso il presidente della commissione Finanze alla Camera Gianfranco
Conte, su sollecitazione del candidato sindaco di Nuova Area Gianni Percoco.
Nell’incontro allo stabilimento Kursaal, Conte, che quel decreto lo ha passato
al setaccio, si è tenuto alla larga dal lessico elettorale ed ha illustrato il
percorso tutt’altro che lineare che la norma varata dal Governo sulle
concessioni demaniali dovrà seguire. Una profezia, visto quello che è accaduto
poi. «Comincio con il dire che Napolitano nutre molti dubbi sull’at – tuazione
del decreto – ha premesso -, che sarebbe inutile approvare per poi incontrare il
diniego dell’Europa. Diciamolo chiaramente: quello del diritto di superficie è
una furbata che l’Ue vede malissimo». La materia è complessa e in Italia c’è
parecchia confusione. «Un enorme conflitto di competenze tra ministeri» ha
precisato: «Il Demanio e le Infrastrutture hanno dati che non sempre coincidono,
e la realtà da nord a sud è molto variegata: c’è chi ha i chioschi che smontano
stagionalmente e chi gestisce strutture in cemento, si dovrà ricalcolare la
linea di battigia». Tutti tecnicismi che albergano dietro ad un problema di
fondo: «Non possiamo prescindere dal vaglio dell’Ue» la fa breve Conte. I
ministri Fitto e Tremonti stanno cercando soluzioni, ma è inutile che io vi
dica: tutto bene, non vi preoccupate. Si può tentare di ottenere il
riconoscimento, agli imprenditori che hanno investito, del diritto al rimborso
in caso di asta, ma c’è anche da dire che la Bolkestein non ammette privilegi di
sorta». E se in materia a dettare legge è l’Europa, l’Italia non può fare altro
che «chiedere 100 per ottenere 30», pena «infrazioni di milioni di euro al
giorno». Agli operatori, contrari all’idea di andare all’asta, Conte chiarisce
un altro punto: «Sappiate che in Europa ci sono persone come voi pronte a
difendere le ragioni contrarie alle vostre. La vostra categoria non si mostra
abbastanza unita. Di là hanno pool di avvocati pronti a sostenere la messa
all’asta degli arenili». Quanto alla deroga «lo abbiamo fatto per prendere tempo
fino al 2015 e avviare una trattativa. C’è tutto l’impegno del governo, ma come
riusciremo a raggiungere la soluzione, questo ancora è presto per dirlo».
Diego Roma

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L’arrivo di una bolletta, si sa, non è mai cosa gradita. Se si aggiunge che la
«mazzata» viene anche consegnata già scaduta, al danno si aggiunge la beffa. È
la singolare situazione capitata a numerosi cittadini che hanno denunciato
l’acca – duto: le bollette arrivano già scadute, con giorni e giorni di ritardo
tanto da costringere gli utenti a segnalare i disagi sia all’ufficio postale che
agli organi competenti. Come ci si poteva attendere, all’ar – rivo della posta
con giorni e giorni di ritardo, è montata la rabbia dei cittadini che oggi sono
sul piede di guerra. «Questo pomeriggio – denuncia E.D.M. – tornando dal lavoro,
ho trovato la cassetta della posta, solitamente vuota, piena zeppa di
corrispondenza fra le quali una bolletta scaduta ed una lettera molto importante
speditami lo scorso 20 aprile ». Gli utenti chiedono un maggiore servizio di
controllo, oltre che un provvedimento da parte degli organi competenti affinché
disagi del genere non si verifichino più.
F. A.

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Bernardi, PD: lettera aperta, a proposito delle “malefatte” del centrodestra
quarta parte

ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Niente è stato fatto per andare incontro alle loro esigenze; al contrario con il
raddoppio della tassa sui rifiuti, sul’occupazione del suolo pubblico e della
cartellonistica sulla pubblicità, sono stato creati seri problemi economici alle
attività produttive

VIABILITA’
Niente si è fatto per mettere in sicurezza le strade, mentre le stesse sono
state lasciate in uno stato di abbandono, con una grande quantità di buche e
totalmente dissestate con gravi conseguenze per l’incolumità ai cittadini. Nel
mese di novembre del 2010, con delibera di giunta è stato adottato il Piano
Urbano del Traffico, che al posto di risolvere i problemi del traffico, gli ha
ulteriormente peggiorati. Il gruppo consiliare del PD ha presentato numerose
osservazioni, smontando pezzo per pezzo, il piano Urbano del Traffico adottato.
L A.C., non sapendo cosa rispondere alle osservazioni del gruppo consiliare del
PD, non ha portato il Piano Urbano del Traffico in consiglio comunale per
l’approvazione definitiva. La conseguenza che Terracina è tra le poche, se non
l’unica città d’Italia, sprovviste del piano del traffico.

URBANISTICA
Non si è provveduto ad aggiornare o approvare un nuovo piano regolatore. Due
piani particolareggiati: quello della C2 e del Quadrante Nord Ovest, anche se
per il primo il PD ha espresso delle forte riserve, sono fermi da anni dalla
regione Lazio senza essere definiti in senso positivo o negativo.

CONCLUSIONI
Questo brevemente, i danni fatti dalla giunta di centrodestra in 10 anni.
Gli esempi potrebbero continuare sul disastro e gli errori fatti in 10 anni di
centro-destra e da Nardi in 10 anni. La responsabilità di questa situazione, non
è stata solo di Nardi, ma di assessori e consiglieri che l’ho hanno appoggiato,
approvato i relativi atti e in alcuni atti fatto anche i loro interessi. Queste
persone, oggi si sono candidate tutte nei partiti del centrodestra, in gran
numero nelle liste del popolo delle libertà e del partito Repubblicano. Adesso
gli uomini che hanno governato e disastrato Terracina, le cui conseguenze le
pagheremo per decenni, sono presenti in gran parte nelle del popolo delle
libertà, nel partito Repubblicano e in minor numero nelle altre liste del
centro-destra, imbrogliandovi ancora una volta, tendono a presentarsi in
discontinuità con il passato o come rinnovamento dell’esperienza Nardi, mentre,
una volta rieletti, sono pronti di nuovo a continuare ad amministrare e mettere
le mani sulla nostra città come gli ultimi 10 anni. Il PD è stato l’unico
partito, con il proprio gruppo consiliare, ad aver denunciato le malefatte dell’
amministrazioni di centrodestra, con la presentazione di interrogazioni,
mozioni, ordini del giorno ed esposti (l’ultimo l’abbiamo presentato in questi
giorni sull’Azienda Speciale) a tutti i livelli istituzionali. Personalmente ho
dato tutto me stesso, rinunciando al mio tempo libero, alla mia famiglia, agli
amici, non mi sono ripresentato solo perché stanco, vivendo di fatto, anche se
volontariamente, agli arresti domiciliari rinchiuso dentro casa e sul comune.
Questo probabilmente, è l’ultimo comunicato che scrivo come consigliere prima
delle prossime elezioni. Adesso sta a voi decidere con il vostro voto per non
ricommettere gli stessi errori del passato. Vi chiedo solo di riflettere prima
di votare e di farlo nell’interesse generale e non personale.

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APPARTIENE a quella classe dirigente che in un modo o nell’altro ha fatto la
storia di Terracina.
Sindaco nei primi anni Ottanta, poi primo cittadino a
Sperlonga con una lunga esperienza amministrativa alle spalle, Paolo Cerilli è
rientrato in Consiglio comunale 9 mesi fa e oggi è candidato nella lista del
Partito repubblicano. Sua l’idea della «Notte Bianca» a costo zero in occasione
dell’Unità d’Ita – lia, Cerilli riduce a 4 punti gli elementi del suo programma:
risanamento delle casse comunali, riqualificazione ambientale, sviluppo
turistico e una politica oculata per il canile. «Del bilancio, da semplice
consigliere, ho cominciato ad occuparmi già in questi mesi – spiega -. Il debito
c’è. Se mi si chiede come iniziare a risanarlo, posso comunicare da subito una
cosa che forse non è nota a tutti: nel 2014 scade la convenzione con
l’Italgas/Eni. Vuol dire che dopo 30 anni il passaggio degli impianti e della
gestione tornerà al Comune. In termini economici vuol dire una grande occasione
per l’ente, che potrà mettere a gara la gestione per un certo numeri di anni con
un introito di alcuni milioni di euro, oppure organizzare la gestione in
proprio, forse più complessa ma che darebbe un gettito di denaro contante ogni
due mesi. In entrambi i casi vuol dire tanto denaro nelle casse del comune ».
Cerilli poi affronta il tema dell’ambiente. «Una seria raccolta differenziata,
tanto per cominciare, che porterebbe un minor costo della Tia perché si
conferirebbero meno rifiuti, ma anche riprendersi l’impianto di incenerimento di
Morelle per adeguarlo agli attuali bisogni». E come rilanciare il turismo?
«Occorre pensare a quale settore dedicare la nostra attenzione e incentivare
interventi in quella direzione. Se concentrarsi su un turismo culturale o
convegnistico, e usare anche lo strumento della «notte bianca » per attrarre
visitatori, rilanciare la riscoperta del territorio, favorire la socializzazione
tra cittadini». Tema a lui caro, infine, quello della tutela degli animali, in
particolare dei cani. «Serve un nuovo ed efficiente canile, ma anche una
organizzazione degli arenili e a tutto quello che può rendere, anche per
proprietari, meno difficoltoso vivere con l’amico animale. Questa della cura e
dell’accoglienza degli animali, randagi privati che siano, la ritengo anche una
battaglia di civiltà».
D. R.

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Servono  professionisti per risollevare le sorti politiche di Terracina. È
l’appello del candidato al Consiglio comunale con l’Udc Alessandro Ambrifi. «Il
governo locale, oggi – spiega il candidato – non può prescindere dalla
partecipazione attiva nell’amministrazione comunale di professionisti altamente
qualificati, che dunque dovrebbero mettere a disposizione le proprie competenze
tecniche per la cittadinanza ». Il centrista Ambrifi insomma punta sull’apporto
di tecnici per inquadrare e avviare politiche di risanamento del bilancio, unico
sistema per evitare una politica della sopravvivenza in materia finanziaria e
l’impasse in termini di investimenti e sviluppo.

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Berlusconi: “Nicola Procaccini sarà un sindaco straordinario per Terracina”
La telefonata del Presidente ha incantato il Borgo, sul palco il Ministro
Brunetta, Rampelli e Fazzone “Eccomi qua! Ciao Nicola, in bocca al lupo!” Sono
state queste le prime parole pronunciate da Silvio Berlusconi, nel tanto atteso
collegamento telefonico da Palazzo Grazioli. “Come state?” ha chiesto alla folla
che già dal pomeriggio riempiva Piazza IV Novembre, a Borgo Hermada,
preoccupandosi poi di farsi raccontare la bellezza del clima e del mare di
Terracina. “Sono lieto di approfittare di questa telefonata per offrire il mio
personale e affettuoso incoraggiamento al nostro candidato: un giovane capace e
appassionato, che fa politica dai banchi del liceo e sarà un sindaco
straordinario per la vostra città. Giorgia Meloni me ne parla sempre molto bene
- ha riferito il Presidente del Consiglio – e quasi teme di perdere una figura
così importante per il suo ministero”. Poi il Cavaliere ha dimostrato di
conoscere a fondo il programma elettorale di Procaccini: “Nel leggerlo, ne ho
apprezzato soprattutto la concretezza delle misure che nei primi cento giorni di
governo ambiscono a risolvere le emergenze di Terracina, dal risanamento delle
casse comunali alla sicurezza e al decoro urbano, così come la chiarezza di idee
che nutre i grandi progetti per il rilancio delle attività produttive e del
turismo”. “Votare Nicola Procaccini è importantissimo per voi, perché avrete un
ottimo sindaco per Terracina – ha spiegato Berlusconi – ma lo è anche per il
nostro Governo, che ha ancora tante cose da fare per l’Italia”. Riforma della
giustizia e limiti alle intercettazioni telefoniche, riforma tributaria e
cambiamenti nell’architettura istituzionale dello Stato sono stati gli argomenti
che hanno trascinato il fondatore del Popolo della Libertà in un accorato
appello agli elettori, insieme alle accuse rivolte alla Sinistra: “la peggiore
d’Europa, discendenza diretta del Partito Comunista, che ha cambiato tanti nomi
ma non ha mai rinunciato alla politica dell’invidia sociale e della guerra
civile”. La telefonata del Presidente si è conclusa con “il caro augurio a tutti
voi, di poter realizzare i progetti, i sogni e i desideri che portate nel cuore
per i vostri cari” e la promessa di partecipare presto di persona a una cena per
festeggiare insieme la vittoria elettorale . Applausi e bandiere si agitavano
nel cielo della notte. Sul palco, accanto a Nicola Procaccini, c’erano l’on.
Renato Brunetta, l’on. Fabio Rampelli e il sen. Claudio Fazzone.
“Votare Nicola significa agganciare Terracina a una filiera di governo che va
dalla Provincia all’Europa – aveva ribadito, poco prima, il Ministro per la
Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione – . È quella che io amo chiamare
‘onda verde’ e che permette ai progetti di sviluppo della città di viaggiare
veloci e tranquilli fino a destinazione”. “Conosco Nicola da almeno vent’anni e
sono venuto da Roma per testimoniare il grande valore che questo giovane
terracinese ha dimostrato ogni giorno nella politica e nella professione – aveva
invece dichiarato con orgoglio Fabio Rampelli – Nicola ha profonda sensibilità
sociale, radicamento popolare, ma è anche ricco di cultura e competenze: sono le
persone come lui che devono intraprendere la carriera amministrativa. È senza
dubbio lui il candidato che deve vincere questa campagna elettorale. Con Nicola
Procaccini sindaco – ha assicurato Rampelli – tutti voi sarete sindaci, perché
il suo modo di fare politica vi travolgerà come uno tsunami nella partecipazione
diretta alla vita pubblica”.


Cacciare via gli impiegati comunali “fannulloni”: è questo l’invito fatto dal
ministro Renato Brunetta al candidato sindaco del Pdl a Terracina, Nicola
Procaccini, durante un comizio. Il ministro, al termine del suo intervento, ha
chiesto al candidato quanti siano i dipendenti comunali a Terracina, ed ha
ricevuto come risposta che sono 300. “Troppi – ha esclamato – alleggeriamo. Con
tutto rispetto 300 impiegati sono troppi. Fai produttività – ha esortato -
premia i competenti e caccia i fannulloni. Ti farai qualche nemico, ti
inimicherai i sindacati – ha concluso – ma guadagnerai l’appoggio dei tuoi
concittadini”.


Il Governo si prefigge di abbattere le aliquote fiscali, perche’ questo potra’
portare addirittura ad incrementare le entrate erariali.
Lo ha detto il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una telefonata al comizio
del candidato sindaco del Pdl a Terracina, Nicola Procaccini. Il premier ha
ribadito l’intenzione del Governo di procedere verso un testo unico delle norme
tributarie, riducendole a circa 200-250. ”Questo sistema – ha proseguito – ci
permettera’ di abbattere le aliquote fiscali, come era nel nostro programma
elettorale del 1994. E questo permettera’ al fisco di avere maggiori entrate”.
”Gli studi hanno mostrato – ha concluso Berlusconi – che l’abbattimento delle
aliquote porta a piu’ entrate per l’erario, e questo e’ realmente accaduto negli
Stati Uniti con le riforme fiscali fatte da Kennedy e da Reagan”.


Gioco-mania? Ecco come si combatte
Shopping compulsivo.
Venuto alla ribalta grazie al libro di Sophie Kinsella, il fenomeno della mania
della spesa è l’ultima frontiera su cui è pronto a schierarsi il Ser.T.
cittadino. Attrezzati a combattere le vecchie dipendenze come la droga, l’alcol
ed il fumo, il servizio di via Fratelli Bandiera sta rimodellando i propri
protocolli anche sulle nuove dipendenze da gioco d’azzardo o da shopping
compulsivo Dei 1.700 utenti assistiti dalla struttura, solo 4 sono le persone,
vittime della febbre del gioco. Per loro la cura è quella offerta dai colloqui
con lo psicologo e l’assistente sociale. Solo di fronte ad una forma depressiva
(la solitudine sembra la chiave di volta di tutto il processo compulsivo) si
richiede l’intervento di un neurologo o di uno psichiatra. In questi casi
occorre una terapia farmacologica, per bloccare i sintomi di un malessere che ha
radici più profonde nel proprio essere. Le cure sono pronte, ma non si conosce
la diffusione del fenomeno. Per i 4 casi «scoperti» (riguardano tutti donne sui
50 anni) quanti sono quelli sommersi? Ancor più misteriosi i contorni di
un’altra piaga sociale come quella della febbre della spesa.
Ercole Bersani


L’associazione presente alla messa in sicurezza della Pontina
L’Associazione nazionale Basta sangue sulle strade presente questa mattina alla
cerimonia di fine lavori per la messa in sicurezza della SR Pontina tratta
Latina-Terracina, organizzato dall’Astral – Azienda Strade Lazio Spa e Regione
Lazio. La strada regionale Pontina ha il triste primato di essere una delle
strade più pericolose d’Italia. Non è confortante sapere che è terza in
classifica per mortalità sulle strade (6 km con i incidenti ripetuti nel 2009),
dopo la via Aurelia tratto tra i km 12-36 (7 i km con incidenti ripetuti nel
2009) e la ss 5 via Tiburtina Valeria tra i km 12-36. “In qualità di Presidente
dell’Associazione Basta sangue sulle strade – Associazione Familiari e Vittime
della Strada, esprimo soddisfazione per il progetto portato avanti da ASTRAL e
la Regione Lazio di messa in sicurezza di una delle strade più pericolose
d’Italia e con una fortissima incidenza mortale. È mio dovere pertanto
sottolineare il rischio che corrono i migliaia di automobilisti e motociclisti
che ogni giorno, per lavoro o per necessità percorrono la Pontina. Sarà
fondamentale quindi riuscire a raggiungere l’obiettivo comunitario di dimezzare
l’incidentalità in dieci anni. Oggi siamo decimi nella graduatoria
internazionale in merito alla sicurezza stradale, con -40,3% rispetto alla media
UE pari a -35,1%. Se con i dati 2010 si confermerà la diminuzione del 10% delle
vittime sulle strade, allora l’Italia centrerà l’obiettivo europeo con il
dimezzamento dei morti rispetto al 2001”.


I Carabinieri del locale Comando Compagnia, coadiuvati da personale dell’Ufficio
circondariale marittimo di Terracina, a conclusione di specifico servizio
finalizzato al contrasto dell’immigrazione clandestina, identificavano e
denunciavano cinque cittadini extracomunitari.
Si tratta di un romeno, due
marocchini, un algerino e un indiano, tutti domiciliati a Terracina che, dopo
essersi fraudolentemente introdotti, in più occasioni, all’interno di un
motopeschereccio ormeggiato nel porto di quel centro, si impossessavano
dell’equipaggiamento arrecando danni al natante e minacciando il responsabile
della cooperativa proprietaria dell’imbarcazione.


Sgomberato il peschereccio «Mariangela», ormeggiato da anni nel porto-canale e
diventato, con il tempo, rifugio di stranieri.
Un blitz dei Carabinieri e della
Capitaneria di Porto ha portato alla denuncia di 5 extracomunitari per minacce,
furto aggravato e danneggiamento. Si tratta di un romeno, due marocchini, un
algerino e un indiano, che, dopo essersi introdotti abusivamente, in più
occasioni, all’interno del motopeschereccio, si erano impossessati di materiale
vario di equipaggiamento.


Elezioni, quanto mi costate ovvero cosa non si fa per un voto! Le rotative delle
tipografie cittadine sono spinte al massimo per il rash finale della propaganda
elettorale. La città oggi sarà inondata di manifesti e di «santini», invasa da
striscioni e percorsa dalle «vele. Non stanno facendo la fortuna dei tipografi e
dei proprietari delle computisterie i candidati delle liste di sinistra.
«Preferiscono il sistema del porta a porta» ci informa un artigiano della
grafica. Mille «santini» costano 30 euro. E’ il minimo che sono stati portati a
pagare la maggior parte dei candidati. Ad un livello più alto d’impegno
economico si sono posti quelli che, oltre ai bigliettini, hanno provveduto anche
farsi stampare depliant, manifesti (alcuni ricorrendo addirittura al maxi-
schermo) e fac simile. Da una nostra indagine, la spesa media è andata dai 300
euro del più modesto candidato consigliere ai 1.000 euro dei big (la domanda
esagerata ha dato vita anche ad una sorta di guerra commerciale dei prezzi tra
le ditte). Ma là dove si è sforato abbondantemente ogni limite è stato l’uso
delle «vele». Almeno una quindicina di automezzi con la pubblicità itinerante
(la maggior parte presi a noleggio nelle città vicine) sono stati fatti
circolare per le strade cittadine. Costo giornaliero, per ogni «vela», circa 150
euro. Originalissima la soluzione trovata da Armando Di Mario, che ha issato la
sua pubblicità sul tettuccio della sua antidiluviana Fiat 500, fornendo
un’attrazione a poco prezzo. Elezioni oltremodo costose e nel conto bisogna
mettere anche le multe per chi ha scelto la strada delle affissioni selvagge.
Mai si era speso tanto in termini generali e di singolo. Sono saltati tutti i
codici d’onore abbruttendo la città e la propria persona con le affissioni
selvagge, ma anche le tasche sono andate in crisi in un delirio dell’urna, che
potrebbe aver compromesso anche qualche bilancio familiare. C’è chi ha offerto
il proprio obolo al partito, ma ci sono state anche forze politiche che, per il
proprio candidato sindaco, hanno messo su una vera e propria macchina di guerra
con tanto di portavoce, fotografo e cameraman al seguito. Davanti a questo
profluvio di spesa non si conteranno le delusioni. Nell’aula consiliare ci sono
sono 24 posti disponibili.
Ercole Bersani


Altro che francesi, Acqualatina con il Comune di Terracina si è comportata come
i «portoghesi».
Da «scroccona ». La storia non è propriamente di questi giorni
ma, vista la situazione comatosa delle casse dell’ente municipale, è sempre
d’attualità, per non dire di una certa urgenza. Il gestore idrico infatti deve
al Comune di Terracina la bellezza di un milione di euro. Una bella sommetta che
si riferisce ai soldi anticipati dall’ente che, nel passaggio di consegne dei
depuratori ad Acqualatina di via delle Cave e di Borgo Hermada, ha continuato
però a sborsare i soldi per il consumo di corrente elettrica in quanto
intestatario del del contratto dell’Enel. Ora la situazione è stata
regolarizzata con una voltura, ma il malinteso è andato avanti indisturbato per
lungo tempo. Tanto che è stata raggiunta una somma ragguardevole che sfiora un
milione di euro. Cifra giustificabile dal fatto che si tratta di impianti, i
depuratori, in cui il consumo di energia elettrica è molto alto, quasi a ritmi
industriali. Anche se va detto che quello di Acqualatina, seppure il più
eclatante, non un caso isolato. La lista dei beneficiari delle mancate volture
da parte del Comune – sia per la corrente elettrica che per il telefono – è
molto lunga. Tra questi è persino spuntata una scuola di Ponza il cui telefono
veniva pagato, non si è mai capito perché, dall’ente municipale di Terracina. E
c’è chi addirittura, come nel caso di un immobile di via Roma occupato da uno
studio legale, è dovuto arrivare ad un contenzioso giudiziario per venirne a
capo. Roba da matti. Acqualatina invece se la prende comoda e per il momento,
forse perché non sollecitata abbastanza, di saldare il proprio debito con il
Comune di Terracina non è ha voluto sapere. Proprio Acqualatina, che in questi
anni si è fatta conoscere per la propria famigerata solerzia nel reclamare e
ottenere le somme dovuti dagli utenti per la fornitura del servizio idrico. Ma
tant’è. Seppure va aggiunto che il milioncino di euro e poco meno farebbe molto
comodo al Comune di Terracina se è, come è vero, che l’estate l’Enel, come
avrebbe fatto Acqualatina, ha interrotto per un giorno la fornitura di energia
elettrica all’ente moroso per circa due milioni di euro. Un debito
che è stato rateizzato.
Pierfederico Pernarella


Migliozzi, Forza Terracina: San Silviano-La Valle, impegno per lo sviluppo
Le gravi ed insolute problematiche della zona di San Silviano appaiono
sovrapponibili, a parte qualche specificità, a quelle generali della Città. Dal
degrado relativo ai rifiuti solidi urbani, con discariche abusive e cumuli di
rifiuti lasciati per giorni e giorni. Strade dissestate ed assenza di
accorgimenti per convogliare le acque piovane. Trasporti e servizi estremamente
carenti se non inesistenti così come gli spazi aggregativi e le strutture
sociali. Tema particolarmente importante riguarda la presenza di attività
agricole che, pur costituendo un comparto d’eccellenza, vivono una situazione
molto difficile. Assenza di infrastrutture, ad iniziare da quelle viarie ma
anche un carico di burocrazia per il quale il Comune invece di alleggerire,
appesantisce procedure ed rilascio di atti essenziali per la gestione delle
imprese. Pertanto credo che il primo passo da compiere sarà quello di avvicinare
il Comune ai Cittadini ed alle imprese della zona. Un rapporto che realizzi una
vera collegialità e canali preferenziali per favorire sviluppo sociale ed
economico. Punto strategico sarà una corretta e funzionale attuazione del Piano
relativo al Quadrante di Nord Ovest fondamentale per tutta la zona della
“Valle”, collegandola in modo unitario e più diretto al resto del territorio
comunale. La presenza femminile in Giunta e in Consiglio Comunale è stata fino
ad oggi, quasi inesistente, credo che una donna giovane e preparata possa
rappresentare un segno di positivo rinnovamento per tutta la città o se vogliamo
di rivincita per tutte quelle donne che come me credono nell’uguaglianza e nella
parità dei diritti. Privarci delle donne significa tornare indietro, e quindi
dirigersi verso una politica e una cultura sterile che non potrà mai migliorare.
Gli uomini fanno le promesse ma sono le donne che da sempre le concretizzano,
non fermiamoci all’apparenza guardiamo oltre. Ritengo che il ruolo di
consigliere comunale debba essere finalizzato a tale progettualità e non ad
utilizzare il consenso elettorale basato sulle false promesse per arrivare in
Comune e perdere il contatto con la realtà territoriale. E’ in questa direzione
che finalizzerò il mio impegno, con spirito di servizio e senza perdere le
radici di appartenenza ad un territorio che, come tutta la Città, ha bisogno di
un radicale cambiamento.
Vittoria Migliozzi
Candidata al Consiglio Comunale Lista “Forza Terracina”


Chiusura oggi venerdì 13 alle 21 al ristorante albergo Corona pero il candidato
a sindaco Edis Mazzucco, sostenuto da Alleanza di centro e la civica Moderati
per Mazzucco.
Accanto al candidato a sindaco Mazzucco, che ricordiamo è stato
già primo cittadino di Terracina dall’89 al ’92, vi sarà l’onorevole Francesco
Pionati, che ha creato all’interno del Parlamento il gruppo di Iniziativa
responsabile che sostiene Berlusconi, e che aveva già aperto tre settimane fa la
campgna elettorale del suo referente a Terracina. “Il candidato Mazzucco è
all’interno del Pdl – aveva sostenuto l’onorevole Pionati – a Terracina c’è
questa anomalia, ma Edis resta il candidato più credibile, per capacità
amministrativa e per spessore umano. Perché la gente di Terracina dovrebbe
votare Mazzucco? Perché Edis renderà la vita facile ai terracinesi”. Ma a pochi
giorni dal voto Edis Mazzucco ha anche incassato l’appoggio di un’altra forza di
governo, il sostegno del partito Forza del Sud, il partito del sottosegretario
Gianfranco Miccichè. Infatti, domani, ultimo giorno utile per la campagna
elettorale, sarà presente alla classica festa di chiusura anche l’onorevole
Roberto Centaro, siciliano, di professione magistrato, vicepresidente della
Commissione permanente di giustizia, fortemente impegnato nella lotta alla
criminalità organizzata e sulla riforma della giustizia nonché strenuo paladino
della legalità. “Non è certo un caso che un uomo dello spessore di Centaro venga
a chiudere la campagna a Terracina qui da noi -ha detto il candidato Mazzucco-.
Il tema della legalità e della lotta alla criminalità è molto sentito da noi qui
a Terracina. La presenza dell’onorevole Centaro testimonia inoltre come venga
riconosciuto a livello nazionale come io sia un uomo del Pdl”. Il candidato a
sindaco Mazzucco ribadirà anche il Patto coi terracinesi, sottoscritto una
settimana fa, secondo cui in caso di elezione a sindaco in soli 100 giorni
prenderà l’impegno di realizzare determinati punti, pena le dimissioni
immediate. Tra i punti fondamentali da realizzare entro i primi 100 giorni:
cambio della dirigenza all’interno della macchina amministrativa comunale;
scioglimento della inefficiente Terracina Ambiente; istituzione di una
commissione di 3 esperti per comprendere finalmente l’entità del buco economico
del Comune; scioglimento dell’Azienda speciale, che è un carrozzone con le
sembianze dell’assumificio, che indebita ancora di più e inutilmente
l’Amministrazione; istituzione di un tavolo tecnico del turismo, una voce
fondamentale per la vita della città; rilancio del comparto agricolo attraverso
un Tavolo verde con consolidamento dei marchi made in Terracina attraverso
promozione dei prodotti con la formula del km 0; potenziamento dell’area
portuale, della darsena fluviale e dell’attività della pesca con realizzazione
di infrastrutture.


Bennato, il candidato di chi non vuole votare
Andrea Bennato il candidato di chi non vuole votare, capolista del partito
Alleanza di Centro un gruppo formato da 18 nuovi volti, pronti ad iniziare un
progetto per cambiare Terracina, ringraziamo il candidato a sindaco Edis
Mazzucco che non ha inserito volti già noti alla politica. Io intendo
rappresentare tutti coloro che delusi dalla politica non intendono più votare
una classe politica sempre più distante dalla società civile. Chi voterà Benny
esprimerà il voto di dissenso verso la politica politicante, perchè il non voto
è un favore alle Lobbyes del potere. Chi ha deciso il non voto rinuncia a
combattere per la propria città, e come se rinunciasse al decoro del proprio
condominio. Il 13 concluderò la mia campagna elettorale presso l’albergo Corona
dove sono tutti invitati a festeggiare l’inizio del cambiamento. Noi ci
batteremo principalmente nel risveglio del Turismo creando una spiaggia per i 4
zampe, dei parchi creati e curati per gli animali con i gruppi cinofili,
sistemare e creare parchi per i bambini, sicurezza e tutela dell’ambiente,
consulenza e aiuto al sociale Io ci credo e TU?

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Lettera aperta ai candidati per la elezione a sindaco del Comune di Terracina
Ai canditati per la elezione a Sindaco del Comune di Terracina:
* Fabio Caiazzo
* Vincenzo Coccia
* Edis Mazzucco
* Gianni Percoco
* Nicola Procaccini
* Gianfranco Scissione
* Domenico Zappone
* Alla stampa

Oggetto: Per il nostro ambiente, per i nostri beni comuni, per la qualità della
nostra vita e per quella delle generazioni future: Terracina città sostenibile.
Agenda 21. Le cose da fare nel XXI secolo: la “Carta di Aalborg” per le Città
Europee Sostenibili, il Forum di Agenda 21 Locale e il Piano di Azione
Ambientale del Comune di Terracina.
Agenda 21 è il Piano di Azione dell’ONU per lo sviluppo sostenibile del XXI
secolo, approvato da 180 governi alla conferenza dell’ambiente e sviluppo di Rio
de Janeiro nel 1992. La “Carta di Aalborg” per le città europee sostenibili ha
individuato, sulla base del Piano di Azione dell’ONU, gli obiettivi ambientali
delle città e le ha impegnate a sviluppare politiche positive per l’attuazione
dei principi e delle azioni sostenibili indicate. L’Agenda 21 Locale costituisce
il processo partecipato, in ambito locale, finalizzato ad elaborare, in modo
condiviso, un piano di azioni e di progetti per l’attuazione della sostenibilità
ambientale, sociale ed economica della città e del territorio.
Nell’aprile del 2001 le Associazioni culturali cittadine firmarono e
pubblicarono il manifesto “Terracina Città Sostenibile” per promuovere
l’adesione del Comune di Terracina alla “Carta di Aalborg”. Nel marzo del 2003
il Consiglio Comunale di Terracina, con deliberazione n. 28/IV, aderì alla
“Carta di Aalborg” delle Città Europee Sostenibili. Nel novembre 2005 il
Consiglio Comunale di Terracina, con deliberazione n. 80/X, istituì il Forum di
Agenda 21 Locale di Terracina e approvò l’apposito regolamento di gestione. Nel
giugno 2007 il Consiglio Comunale di Terracina, con deliberazione n. 269,
approvò il progetto per l’operatività dei processi di Agenda 21 Locale e dei
programmi di sviluppo sostenibile della città, finalizzati alla certificazione
ambientale secondo il “Sistema EMAS”, istituito dal regolamento CEE 1836/1993.
Nell’ottobre 2007 il Consiglio Comunale di Terracina, con deliberazione n.
122/XXI, approvò il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente e il Piano di Azione
Ambientale, finanziati dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare ed
elaborati in collaborazione con il Forum di Agenda 21 Locale di Terracina.

A seguito dell’approvazione del Piano di Azione Ambientale, il Forum di Agenda
21 Locale, sulla base dell’apposito regolamento, ha elaborato e presentato
all’Amministrazione Comunale di Terracina, negli ultimi tre anni e mezzo (2008-
2011), le proposte prioritarie di sostenibilità ambientale di seguito riportate:
1. Il Piano di attuazione dei progetti di certificazione ambientale, di
risparmio energetico, di efficienza energetica, di utilizzo delle fonti
rinnovabili e di assetto delle frequenze della telefonia mobile.
2. Il Piano di sviluppo e di gestione dei Rifiuti (potenziamento e attivazione
dell’impianto di “Morelle” per la polifunzionalità gestionale; raccolta
differenziata “porta a porta”; creazione isole ecologiche previste; programma di
riduzione dei rifiuti; monitoraggio ed eliminazione delle discariche abusive sul
territorio, ecc.) al fine di rendere efficiente il servizio, abbattere i costi
sullo stesso e sulla relativa tassa e migliorare la qualità igienica e
ambientale della città.
3. Il Piano generale di tutela, di sviluppo e di gestione del verde pubblico
urbano e delle aree protette territoriali (l’ambiente marino con la fascia
litoranea di Posidonia, il paessaggio agrario della pianura bonificata, i
monumenti naturali collinari di Campo Soriano, Monte S. Angelo, Monte Leano, S.
Stefano ecc.).
4. Il Piano generale per la mobilità urbana sostenibile, integrata e intermodale
con l’incentivazione del trasporto pubblico e il contenimento di quello privato.
5. Il Piano generale per la tutela, il risanamento e il risparmio delle risorse
idriche (depurazione, allacci, sanificazione, inversione, ecc.); per la tutela e
la valorizzazione del sistema idrografico (i fiumi Linea Pio, Portatore, Sisto,
Ufente, Amaseno, Mortacino, ecc., come corridoi ecologici territoriali); per la
tutela e la valorizzazione del fronte marino (l’assegnazione della “Bandiera
Blu” per le spiagge e gli approdi secondo i criteri della Federazione Europea
per l’Educazione Ambientale/FEE).
6. Il Piano generale per la tutela, la valorizzazione e la gestione dei beni
culturali e per lo sviluppo del sistema integrato delle strutture, degli spazi,
dei servizi e delle attività per la cultura legato al riconoscimento di
“Terracina Città d’Arte”.
7. Le indicazioni per una nuova pianificazione e progettazione urbanistico-
territoriale sostenibile e partecipata, fondata sulla tutela del paesaggio e
dell’identità culturale e fisica dei luoghi e sulla garanzia degli interessi
collettivi della città e del territorio, in quanto beni comuni e non merce di
contrattazione e di consumo.
8. Il Piano di sviluppo e di gestione del sistema integrato delle strutture, dei
servizi e delle attività del turismo alternativo, permanente e sostenibile
(naturalistico, culturale, sociale, convegnistico, enogastronomico, scolastico,
religioso, ecc.).
9. Il Piano di tutela, di valorizzazione, di promozione e di gestione delle
vocazioni economico-produttive e sostenibili del territorio e dei suoi prodotti
autoctoni di alta qualità certificata con marchi DOC, DOP, IGP ecc., attraverso
la realizzazione degli itinerari previsti dalla apposita legge regionale (“la
strada del vino”, “la strada dell’olio”, “la strada del formaggio”, “la strada
del pesce”, ecc.).
10. L’istituzione di un apposito Dipartimento per l’Ambiente, il Territorio e il
Mare, di valenza tecnico-amministrativa e gestionale, quale diretto strumento
operativo della competenza all’ambiente, di valenza politico-amministrativa,
ambedue quale interfaccia delle similari competenze regionali, nazionali ed
europee.
Tali proposte, con l’eccezione di alcuni occasionali e parziali provvedimenti,
non sono state recepite ed approvate dall’Amministrazione Comunale uscente, che
pure ne aveva la responsabilità esecutiva, secondo quanto stabilito, con
approvazione unanime, dal Consiglio Comunale, soprattutto a causa delle diverse
crisi di governo intervenute nel periodo interessato. Queste ultime, infatti,
hanno portato non soltanto alla sostituzione di ben quattro assessori
all’Ambiente, all’alternanza dei dirigenti responsabili e a periodi di totale
assenza della competenza ambientale, ma hanno soprattutto comportato la perdita
di ingenti finanziamenti regionali, statali ed europei per i progetti ambientali
di sostenibilità presentati dagli enti territoriali aderenti alla “Carta di
Aalborg” e che avevano approvato il Piano di Azione Ambientale attraverso il
Forum di Agenda 21 Locale in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente
(soltanto la Regine Lazio, nell’ultimo triennio, ha erogato per le politiche
ambientali sostenibili oltre 100 milioni di euro di cui nulla è arrivato a
Terracina).
Il Piano di Azione Ambientale per lo sviluppo sostenibile della città e del
territorio del Comune di Terracina e le proposte prioritarie elaborate dal Forum
di Agenda 21 Locale attendono ancora, pertanto, di essere pienamente attuate.
Le elezioni per il Sindaco e il Consiglio Comunale del 15 e 16 maggio prossimi,
costituiscono dunque un significativo appuntamento per affermare e rilanciare
l’importanza strategica delle politiche ambientali per la sostenibilità nella
nostra città.
Il Forum di Agenda 21 Locale del Comune di Terracina ha quindi ritenuto
opportuno ricordare non soltanto la necessità di non disperdere il proficuo
lavoro svolto sinora ed i significativi risultati raggiunti, ma anche
l’opportunità e la grande utilità di continuare nell’impegno intrapreso, con il
concorso di tutti i soggetti interessati, per la predisposizione degli strumenti
previsti e finalizzati ad attuare il Piano di Azione Ambientale e lo sviluppo
sostenibile di Terracina.
Siamo certi che i canditati a Sindaco e a Consigliere Comunale vorranno assumere
l’impegno ad operare positivamente per l’Ambiente e per il miglioramento della
qualità della vita e della salute di tutti i cittadini della nostra città e di
quelli che verranno nelle prossime generazioni.
Ringraziandovi per la vostra attenzione e augurandovi un proficuo lavoro per il
vostro futuro impegno istituzionale, porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Il segretario
Sergio Gianforchetti
Il presidente
Emilio Selvaggi


Bernardi, PD: lettera aperta, a proposito delle “malefatte” del centrodestra
seconda parte – Antonio Bernardi

SERVIZI SOCIALI
Dopo aver costituito un carrozzone clientelare, quale L’azienda Speciale, il
comune di Terracina ha di fatto smantellato la politica sociale a Terracina,
mandando ,oltretutto, fallito le cooperative sociali, alle quali, nonostante i
decreti ingiuntivi, deve ancora pagare alle stesse ben circa 8 milioni di euro.
Inoltre, oltre ad aver ridotto, e in alcuni casi aboliti i servizi ai minori,
alle famiglie, agli anziani, ai disabili ed eliminata l’assistenza domiciliare.
Inoltre, l’amministrazione comunale sta trattenendo, senza distribuirli agli
aventi diritti, anche i seguenti finanziamenti concessi dalla regione Lazio:

* CONTRIBUTI DEL BONUS BEBE: Un contributo economico per aiutare le neomamme e i
neopapà residenti nel Lazio a sostenere le spese da affrontare con l’arrivo dei
figli;
* AFFITTI: contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione,
concessi dalla regione Lazio di circa 145.000,00 euro concessi negli anni 2009 e
nel 2011;
* CONTRIBUTI MADRE NUBILI;
* CONTRIBUTI UNA TANTUM PER LE FAMIGLIE BISOGNOSE;
* CONTRIBUTI ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE;
* CONTRIBUTI CASE FAMIGLIE E CENTRO DIURNO PER MINORI.
E’ dire che l’A.C. e l’Azienda speciale, trattenendo i finanziamenti, commettono
reato di appropriazione indebita. Una vergogna!!!!! PROBLEMA GIOVANI
Nel mese di novembre del 2008, viene portato in consiglio comunale un ordine del
giorno del gruppo consiliare del PD sul problema giovanile a Terracina.
Purtroppo, il consiglio comunale con 13 voti contrari e 11 favorevoli, senza
alcuna motivazione valida, non approva l’ordine del giorno del gruppo del PD. La
conseguenza, Il problema giovanile a Terracina è rimasto un problema irrisolto.
ALTRE PROBLEMI NON RISOLTI E PEGGIOTATI: CIMITERI -loculi esauriti, quelli che
attualmente vengono consegnati sono vecchi e fatti pagare come nuovi,
speculazione anche sui morti. PERDITA DI FINANZIAMENTI REGIONALI PER INCAPACITA’
A REDIGERE I PROGETTI, QUALI:
* PARCHEGGIO IN VIA POSTERULA ( Da pagare, oltretutto, una penalità di 600 mila
euro);
* PARCHEGGIO MONTUNO: Lavori iniziati e poi interrotti a seguito della
contestazione dei cittadini, associazioni e del Partito Democratico, anche qui a
danno dei cittadini, bisognerà pagare centinaia di milioni di euro di penalità;
* CHIESA S.S. SALVATORE: si sono persi i finanziamenti regionali;
* PISCINA SAN MARTINO: finanziamento concesso nel 2004, la piscina doveva essere
realizzata dal 2006, a tutt’oggi, l’impianto natatorio non è stato ancora
realizzato.


Terracina Non solo dipendenza da alcol e stupefacenti. La struttura sta curando
anche un altro tipo di malattia

Ossessionate dal gioco. Quattro donne in cura al Sert
Si chiama Ser.T. e sta per Servizio Tossicodipendenze, ma ormai un tale nome si
sta facendo stretto, inadatto ad esprimere la nuova realtà, che si sta
registrando in città. Droga, ma non solo. C’è l’alcol a costituire un’altra
piaga sociale e, come se non bastasse, è arrivata anche la mania del gioco
d’azzardo. Siamo alle prime vittime accertate (e curate). «Non più Ser.T. ma
Ser.D.» corregge il dott. Nazzareno Lampasi, direttore del distretto sanitario 4
Terracina-Fondi. Vecchie e nuove dipendenze. Tra queste ultime si sta facendo
largo la febbre da gioco. Basta entrare in una ricevitoria per vedere come il
contagio sia diffuso. «E’ l’unico settore che non è attraversato dalla crisi.
L’offerta che viene proposta è variegata e tagliata per tutte le esigenze.
Capita anche che ai giochi tradizionali se ne aggiungano molti altri, come è
avvenuto per il lotto in crisi. Il boom – illustra Marco Mastracco, titolare di
una storica ricevitoria in piazza Buozzi – lo stanno avendo le slot machine, ma
per il resto non ravviso niente di maniacale. Quello che vedo come una piaga è
la partecipazione dei minori. Ci sono addirittura genitori che invogliano i loro
figli a giocare». Il milionario, il superenalotto, 10 e lotto, gratta e vinci:
di tutto, di più. Ad essere soggiogati dal tira-tira sembrano essere soprattutto
le donne. Non è un caso che siano proprio 4 rappresentati del gentil sesso, dai
50 anni in su, le prime pazienti del Ser.T. «Le donne hanno più tempo da
dedicare al gioco» spiega Mastracco. Approfondisce l’analisi la dott.ssa Maria
Paola Giardino, responsabile del Ser.T.:ìPer le casalinghe è la solitudine a
fare da molla. E’ un modo per evadere. E si può arrivare alla malattia. Ci sono
i familiari ad accompagnare i loro congiunti al Ser.T., come è stato il caso del
giovane che ha spinto la zia a farsi curare, dal momento che stava dilapitando
le sue rendite. Ci sono i medici di base a segnalare i casi». Caso emblematico
quella di una tizia che da una grossa vincita all’enalotto è stata trascinata a
giocare per 10 anni, senza raccogliere altro che perdite. Secondo la dott.ssa
Giardino «la curiosità induce a provare e un’eventuale vincita costituisce un
rinforzo». Ma la storia di un giocatore non è dissimile a quello di molti altri:
alla fine, i conti sono sempre in perdita. Non si salvano i bilanci familiari,
non ne escono indenni i rapporti coniugali, non ne guadagna persino la salute.
Ancora la responsabile del Ser.T.: «Le vittime vivono una condizione di vergogna
e di colpa. Non vogliono far sapere nulla ai familiari, ai quali spesso devono
anche giustificare la mancanza di soldi in cassa. Hanno paura di essere
scoperti. Subiscono una crisi d’ansia. Hanno timore di non godere più della
fiducia dei loro congiunti. Lo sbocco può essere l’alcol e, quando i debiti li
stanno sommergendo, ricorrono anche ai maghi per consiglio».


Federalberghi-Latina: Codice del Turismo “una proposta che accogliamo con favore
“Il Codice del Turismo, varato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, che
sottoporremo all’esame degli organi federali a Roma il prossimo 17 maggio, si
presta per il comparto alberghiero ad una prima favorevole valutazione”.
È
questo il commento della Federalberghi. Eravamo e siamo ancora fortemente
preoccupati per un altro inizio stagione nel quadro della improvvisazione e
della confusione. Ci troviamo da anni a combattere abusi e irregolarità di ogni
genere che non danno una buona immagine della nostra offerta e rappresentano un
vero problema per gli operatori in regola che rispettano rigorosamente le
normative. Siamo ormai abituati a trovarci ad inizio stagione,per giunta sempre
più breve; un assalto di attività improvvisate raramente in regola che occupano
spazi e servizi, vendono e somministrano di tutto. Finalmente si intravede una
risoluzione di questo problema che non subisce solo Terracina ma l’intera
Provincia. Noi come Federalberghi non siamo contrari a nuovi insediamenti e
aperture di attività nei nostri settori, oggi sempre più accessibili da una
serie, appunto, di normative concessorie, ma che abbiano le carte in regola e le
autorizzazioni rigorosamente rilasciate siano rispettose delle norme di leggi
vigenti. Non più improvvisazioni e privilegi, e del “a chi si e a chi no”.
“Grande apprezzamento per quanto riguarda gli aspetti di semplificazione
amministrativa, qualche preoccupazione per la possibilità di un uso strumentale
della nuova normativa da parte soprattutto di operatori che di professionalità
in ambito turistico ne hanno ben poca. “Infatti – prosegue la Federalberghi- il
Codice del Turismo, fortemente voluto dal Ministro Brambilla, da un lato
registra una più che positiva evoluzione del mercato come nel caso del servizio
di ristorazione negli alberghi per i clienti non alloggiati, che viene sottratto
ad anacronistici vincoli burocratici, dall’altro eccede ad esempio nella
definizione delle tipologie di attività ricettive che ove non adeguatamente
disciplinate rischia di innescare forme di distorsione del mercato. “Sul sistema
di rating, infine, della qualità dei servizi alberghieri in relazione al sistema
di classificazione a stelle, tutto ancora da regolamentare, -conclude
Federalberghi- è prematura ogni valutazione in quanto ci aspettiamo che il
Ministro apra da subito un tavolo di confronto al quale siamo pronti a fornire
un importante contributo avendo già la nostra Organizzazione elaborato uno
specifico ed analitico studio che tiene adeguatamente conto del sistema
nazionale di classificazione a stelle a suo tempo condiviso anche dalle
Regioni”. Il settore Turismo si è troppo frastagliato, troppe le tipologie di
attività ricettive alle quali vanno aggiunte una miriadi di seconde e terze case
che catturano senza oneri una percentuale significativa di turisti. Una
concorrenza troppo forte che non va eliminata ma regolarizzata, come vanno
seguite bene nel rispetto delle normative le attività dell’Agriturismo e degli
“Alberghi diffusi”.
IL PRESIDENTE
Enzo Grossi


Filiera di governo e tra governo e università per rilanciare la sanità pontina.
La ricetta è sempre la stessa ma questa volta il tema è cruciale: la sanità. Lo
si è affrontato lunedì scorso nel seminario organizzato dal Pdl al l’hotel
Mediterraneo. A presenziare, oltre al candidato sindaco del Pdl Nicola
Procaccini, il direttore generale della Asl Renato Sponzilli, il Magnifico
Rettore dell’università La Sapienza di Roma Luigi Frati e il ministro della
Salute Ferruccio Fazio. Ad aprire i lavori, Roberto Palmacci, uomo del settore
candidato con Procaccini. Il primo punto è stato affrontato proprio da Frati,
ovvero il rapporto tra ospedale e università, definendo il decentramento operato
a Terracina e Latina «uno dei pochi esempi di sanità disegnata sugli utenti».
«Valuteremo – ha aggiunto – cosa si può fare di più ma è certo – ha continuato –
che per noi il decentramento è una cosa seria». Buona pratica, l’esperi – mento
fatto a Pomezia tra il ministero della Gioventù e l’uni – versità per:
«avvicinare i giovani laureati alle aziende, un progetto ritenuto uno dei più
importanti d’Italia». Frati ha anche parlato di università telematica, che
«favorirà un ulteriore ampliamento dei servizi» con l’istituzione di diverse
postazioni al Fiorini. L’ospedale «è un modello che funziona e che deve creare
un rapporto più sinergico tra realtà ospedaliera e università». Di Asl in salute
ha parlato anche il direttore Sponzilli, che ha parlato di una situazione
economica «in salute» rilevando però «una sofferenza nel piano industriale, a
causa di ricoveri inappropriati». Sponzilli ha anche ipotizzato di destinare il
vecchio ospedale «la cui proprietà è stata ormai definitivamente assegnata alla
Asl, ai campus universitari». Prima di lasciare la parola al ministro Nicola
Procaccini ha ribadito le potenzialità «della filiera che stiamo mettendo in
atto, di cui la campagna elettorale è un banco di prova”. Dal «potenziamento
della risposta» all’«ampliamen – to della specialistica», passando per
«l’integrazione dei presidi aziendali» e la «suddivisione delle aree di
assistenza in base all’intensità clinica», Procaccini ha messo l’accento sul
«potenziamento di strutture di Day Hospital e di assistenza domiciliare »
richiamando il ministro a porre particolare attenzione «all’Emergenza, con il
potenziamento delle ambulanze», Mentre più prudente si è mostrato sul l’ipotesi
del punto nascite «possibile ma meno indispensabile della necessità di salvare
vite umane». Tesi condivida dal ministro Fazio, che oltre a garantire «il
massimo appoggio del governo » ha disegnato una sanità «non più impostata sui
grandi ospedali ma su una maggiore integrazione con il territorio». A tal
proposito «Terracina può trasformarsi in un vero e proprio laboratorio in cui
sperimentare nuovi modelli, con la divisione in settori tra i codici bianchi e
verdi da quelli gialli e rossi» in modo da «non creare file nei Pronto soccorso,
problema sentito soprattutto nelle città balneari». Altra novità, una norma a
cui sta lavorando il Ministero «che toglierà il blocco del turnover» e
consentirà di apportare più personale anche al «Fiorini». «Sicuramente – ha
concluso Fazio – avete una strada aperta per interagire con il governo, e invito
sin da subito a prendere contatto con noi, per cominciare».
Diego Roma

Camion furgonato dato alle fiamme la notte scorsa Il proprietario è un noto imprenditore edile.
Un attentato in trasferta. Così potrebbe essere catalogato l’incendio di un
camion furgonato avvenuto l’altra notte in via Toscana. Proprietario del mezzo
d’opera in questione è il 50enne D.G., che abita a Terracina, ma ha la sua
attività di imprenditore edile a Sonnino. «Erano all’incirca le 23,00 – racconta
R.P. , un abitante della zona in cui si è verificato l’episodio criminoso -
quando ho sentito un boato. Mia moglie subito dopo ha visto levarsi le fiamme.
Dopo una ventina di minuti si sono sentite due esplosioni, forse erano scoppiati
i pneumatici. Abbiamo avuto paura che l’incendio dal mezzo parcheggiato potesse
estendersi anche alla mia palazzina, posta proprio sull’altro lato della strada.
E’ stato così che in città è tornata a diffondersi di nuovo la sindrome dei
roghi notturni. Un letargo, quello dei piromani, durato quasi tre mesi. La
vittima, in questo caso, è stato un sonninese e il raid rimanderebbe
all’attività economica, che la sua ditta Appia Costruzioni srl svolge nel paese
ausono. Come dire che non bastavano gli attentati incendiari fatti in casa.
Adesso Terracina è arrivata anche ad importarli dai paesi vicini. Ben poco hanno
potuto fare i vigili del fuoco per salvare l’automezzo. La parte anteriore della
cabina era andata completamente distrutta. Indaga la Polizia di Stato.
L’imprenditore a quanto pare non avrebbe mai ricevuto minacce. Gli uomini del
commissariato stanno comunque effettuando i rilievi necessari per determinare
l’origine (certa)
Ercole Bersani


“Vogliamo sostenere un settore importante e trainante come quello agricolo ed
essere vicini alle cooperative per i processi di sburocratizzazione”.
Lo ha
detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che nel corso di un
evento elettorale per il candidato sindaco di Terracina della lista Città Nuove,
Gianfranco Sciscione, ha incontrato nello stabilimento della cooperativa
Eurocirce alcuni rappresentanti delle cooperative agricole del Pontino. “Per
loro – ha aggiunto – è più complesso avere a che fare con le tante norme di
questo Paese. Li aiuteremo – ha concluso – e studieremo assieme a loro un
percorso di formazione di figure che in agricoltura sono purtroppo ormai
assenti”.


«Ogni 3 minuti sparisce un’azienda agricola. Un ritmo folle, che rappresenta il
fallimento di un modello, che va rivisto tenendo in considerazione il sistema di
aiuti, le piccole aziende agricole, la biodiversità dei prodotti coltivati e il
rispetto dell’ambien – te». Secondo Giuseppe Carrabs, indipendente dei Verdi che
ha deciso di candidarsi nella lista del Partito democratico, è arrivato il
momento cominci a ripensare il modello di sostegno al settore portante
dell’economia pontina. «L’agricoltura – sottolinea Carrabs – non va considerata
con un approccio produttivistico. Un’azienda non acquista valore quando produce
tanto, bensì quando presidia il territorio». Secondo l’espo – nente dei Verdi
c’è però da colmare l’abisso tra chi decide e gli operatori del settore.
L’esempio più lampante e la Pac – la Politica agricola comunitaria, che entrerà
in vigore nel 2014 determinando gravi ingiustizie nei confronti degli
agricoltori e tutto a favore dei produttori e della grande distribuzione.
Qualche numero per capire: proprio sulla base della Pac, l’80 per cento delle
risorse europee destinate all’agricoltura (55 miliardi di euro all’anno)
finiscono nelle tasche del 20% dei produttori e in Italia a beneficiare del 28%
dei finanziamenti europei è lo 0,4% delle aziende agricole. Ma c’è chi si è
opposto e continua a garantire il proprio impegno contro queste sperequazioni.
«Grazie alla politica dei Verdi Europei – dichiara Carrabs – possiamo avere un
impatto importante. Come le scelte alle elezioni amministrative determineranno
importanti cambiamenti anche a livello locale per Terracina, dove è stato deciso
altrove, lontano dalle persone interessate, il candidato del Pdl». Secondo
l’esponente dei Verdi questa volta le opportunità di un cambiamento sono
concrete: «sono fortemente convinto che in un momento politico così complesso
sia fondamentale mettere al servizio dall’intera città la mia decennale
esperienza, acquisita in questi anni di attività sul territorio, il mio impegno,
la mia serietà ed onestà personale ed il desiderio di credere che le cose
possano cambiare. Sono convinto che molti condividano questo mio pensiero ed
abbiano voglia di credere che ciò possa accadere riappropiandosi della voglia di
votare e partecipare».


Si fa presto a dire lotta alla criminalità. Troppo presto se tre anni non sono
bastati per trovare poche migliaia di euro e mettere a norma la sala
intercettazioni che si trova presso il tribunale di Terracina. Uno scandalo nel
suo piccolo della mala gestione gestione della giustizia. La sala ascolto è
stata chiusa perché, a seguito di alcuni sopralluoghi compiuti dagli ispettori
dell’Asl e dei vigili del fuoco, è risultata inagibile perché non a norma
rispetto alla 626, la legge sulla sicurezza sui posti di lavoro. In particolare,
per la riapertura della struttura, sarebbe necessario soltanto fare alcuni
adeguamenti all’impianto elettrico. Tutto qui. Un intervento che potrebbe
non superare le 3 mila euro. Quisquilie insomma, ma che a giudicare dal tempo
finora trascorso dalla chiusura della sala intercettazioni rappresentano un
ostacolo insormontabile. E in attesa che l’ente di competenza, il Comune di
Terracina che è proprietario dello stabile di via Appia, trovi tempo e soldi per
risolvere l’arcano, di tempo e soldi se ne stanno spendendo a iosa per sopperire
alla mancanza. Per effettuare le intercettazioni, infatti, polizia e carabinieri
di Terracina, ma anche dei Comuni limitrofi, sono costretti a migrare a Latina,
dove il carico di lavoro è già considerevole. Missioni in trasferta che portano
via non poche risorse finanziarie, per la benzina soprattutto, senza contare la
perdita di tempo. Davvero un peccato se si considera che la sala intercettazioni
del tribunale di Terracina è dotata di tutta la strumentazione necessaria per
gli ascolti. Ed è superfluo ricordare quanto sia il ruolo assolutamente primario
che le intercettazioni telefoniche e ambientali rivestono nelle tipologie di
indagini più disparate, dallo spaccio di droga all’usura. Reati dietro i
quali spesso, proprio grazie alle intercettazioni, emergono situazioni ancora
più inquietanti legate alla criminalità organizzata ben radicata da queste
parti. Eppure, nonostante questo, in tre anni non si è riusciti a venire a capo
di un problema di ordinaria amministrazione.
Pierfederico Pernarella


Il sostegno di Angela Birindelli al programma per l’agricoltura di Procaccini
Semplificazione amministrativa, investimenti in tecnologia e promozione dei
prodotti tipici: sono questi i punti chiave del programma di Nicola Procaccini
per l’agricoltura, che ieri ha ricevuto la visita dell’assessore regionale
Angela Birindelli ed è tornato con lei ad incontrare le cooperative agricole di
Terracina.
“Ho costatato con molto piacere che il programma elettorale di Nicola abbia
dedicato un intero paragrafo al nostro settore – ha detto la Birindelli agli
imprenditori presenti nella sede dell’Agrimpex – nel quale sono perfettamente
rispettate tutte le linee di indirizzo dell’amministrazione regionale”.
Diversi sono stati, infatti, gli interventi messi in atto nell’ultimo anno per
agevolare i coltivatori nell’accesso al Piano Sociale Rurale: “Uno strumento
prezioso, in tempi di crisi come quello attuale, che permette di accedere ai
fondi europei e che finora era rimasto pressoché inutilizzato – ha riferito
l’assessore – Noi siamo riusciti a far stanziare 73 milioni di euro in 6 mesi,
contro i 72 dei 3 anni precedenti, proprio grazie alla semplificazione delle
procedure burocratiche”.
La valorizzazione dei prodotti agricoli e forestali è oggetto, invece, della
misura 123 e offre un concreto sostegno alle cooperative e alle piccole e medie
imprese, con un investimento di oltre 15 milioni di euro a favore
dell’innovazione.
“L’agricoltura è per il Lazio, come per Terracina, una fonte privilegiata di
reddito, ma la sua offerta arriva sul mercato in maniera molto frammentata e
quindi poco competitiva” ha precisato l’assessore regionale alle Politiche
agricole e di valorizzazione dei prodotti tipici. “Il nostro obiettivo è puntare
sulla qualità dei nostri prodotti e fare in modo che essi siano conosciuti e
apprezzati fuori dai confini regionali e nazionali. Per fare questo non basta la
partecipazione a fiere e sagre, ma bisogna lavorare alla creazione di un vero e
proprio brand Made in Lazio”. A tal proposito è già pronto il progetto per il
conferimento di un marchio di qualità che certifica la tracciabilità dei
prodotti, dall’origine alla trasformazione.
“La nostra agricoltura deve riuscire a esprimere la sua identità – ha concluso
Angela Birindelli – garanzia di qualità e forte legame con il territorio,
connubio di tradizione e innovazione”.
“Noi lo faremo incentivando le produzioni tipiche, premiando l’agricoltura
biologica e a basso impatto ambientale, investendo in tecnologia e formazione
continua degli operatori, costruendo percorsi enogastronomici con finalità
turistiche e valorizzando il mondo agricolo non solo come comparto economico, ma
soprattutto come scuola di vita in cui i giovani cittadini possano imparare
l’amore per la propria terra, il valore della tradizione e del senso di
appartenenza alla comunità” ha promesso Nicola Procaccini.


Forza del Sud sostiene Antonio Edis Mazzucco
“Tutti i candidati di centrodestra sono sostenuti da parlamentari e presidenti
di Regione. Come lo spiega questo Procaccini?”
A pochi giorni dal voto il candidato a sindaco Edis Mazzucco, sostenuto da
Alleanza di centro e la civica Moderati per Mazzucco, guadagna l’appoggio del
partito Forza del Sud, un altro partito che ruota comunque all’interno della
coalizione che sostiene Berlusconi al Parlamento. Infatti, il giorno 13, ultimo
utile per la campagna elettorale, sarà presente alla classica festa di chiusura
che si terrà presso il ristorante albergo Corona a San Vito Roberto Centaro,
siciliano di Siracusa, nato nel 1953, di professione magistrato, vicepresidente
della Commissione permanente di giustizia, fortemente impegnato nella lotta alla
criminalità organizzata e sulla riforma della giustizia nonché strenuo paladino
della legalità. “Non è certo un caso che un uomo dello spessore di Centaro venga
a chiudere la campagna a Terracina qui da noi -ha detto il candidato Mazzucco-.
Il tema della legalità e della lotta alla criminalità è molto sentito da noi qui
a Terracina. La presenza dell’onorevole Centaro testimonia inoltre come venga
riconosciuto a livello nazionale come io sia un uomo del Pdl: infatti se con
l’on. Francesco Pionati c’è stata la benedizione due settimane fa oggi ecco che
essa avviene con Forza del Sud”. Infatti, si ricorderà che l’on. Pionati ha
creato all’interno del Parlamento il gruppo di Iniziativa responsabile che
sostiene Berlusconi e che quindi rientra di diritto all’interno della coalizione
di governo, “segno questo che testimonia ancor di più di quanto il centrodestra
a Terracina sia frantumato -ha sottolineato Mazzucco- infatti, oggi è diviso in
4 tronconi, col giovane Procaccini scortato da tutti i consiglieri e assessori
uscenti facenti parte della giunta Nardi, l’editore Sciscione che ha ricevuto
l’appoggio diretto della governatrice Polverini e Percoco, ex Udc in quota a
Nuova Area. Segno che testimonia il forte mal di pancia del centrodestra locale
per la scelta calata dall’alto sul nome di Procaccini che è un segno di
continuità nel governo Nardi, governo che ha portato alla rovina una splendida
città come Terracina. Purtroppo di questo non hanno tenuto conto i vertici del
Pdl della provincia pontina, perché da noi contano più le caste che gli uomini e
i programmi: perché allora Procaccini e i suoi non spiegano alla gente che una
donna dello spessore della Polverini, presidente della Regione Lazio non lo
appoggia, e perché il presidente della Commissione finanze del governo
Berlusconi On. Gianfranco Conte non lo sostiene, e perché due onorevoli
parlamentari di lungo corso e di provata capacità e lungimiranza come l’on.
Pionati e Centaro sostengono me e non lui? Lo spieghi alla gente, lo spieghi a
Terracina tutta”.



Procaccini: gli eventi per la chiusura della campagna elettorale
Giovedì 12 maggio prevista una telefonata di Silvio Berlusconi a Procaccini
Anche il Presidente del Consiglio scende in campo per Nicola Procaccini Sindaco.
L’intervento di Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico, è assicurato
intorno alle ore 20:00 di giovedì 12 maggio, in occasione della grande festa ‘Il
Borgo cambia’ in programma a Borgo Hermada, Piazza IV Novembre. L’arena politica
ospiterà, tra gli altri, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e
l’Innovazione Renato Brunetta, l’on. Fabio Rampelli e il Presidente della
Provincia di Latina Armando Cusani. Musica, immagini e parole é il filo
conduttore dell’evento ‘Terracina cambia’, organizzato a Piazza Garibaldi
venerdì 13 maggio dalle ore 20:30 per la chiusura della campagna elettorale.
Ospiti d’onore saranno il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il Presidente
dei senatori del Popolo della Libertà Maurizio Gasparri e il vicepresidente
della Commissione Europea Antonio Tajani, il senatore Claudio Fazzone.

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Rifiuti, assunzioni «miracolose»
Integrati 8 netturbini stagionali a «chiamata diretta» nella Terracina Ambiente
Solo l’anno scorso era impensabile: netturbini stagionali assunti già nel mese
di aprile. Invece oggi, con la Terracina Ambiente in gestione controllata, può
avvenire. Almeno a giudicare dalle integrazioni di lavoratori temporanei operate
negli ultimi due mesi. Non si tratta di quei 13 o 14 netturbini stagionali
presenti per anni in una graduatoria e ora finalmente stabilizzati. Ma di altre
otto persone, che secondo i bene informati sarebbero stati impiegati per la
raccolta del cartone. Girano, insomma, con i camioncini a ritirare gli
imballaggi. Tutto normale, per carità. Eppure c’è chi non è del tutto convinto,
soprattutto su tempi e modalità delle assunzioni. E si chiede, intanto, come sia
possibile che d’un tratto quel personale stagionale che fino all’anno scorso
veniva assunto sì e no due mesi l’estate e con grande insistenza dei sindacati,
oggi inizia a lavorare in largo anticipo. Miracoli delle gestioni commissariali,
si dirà. Con i debiti «congelati», gli introiti anticipati da Equitalia che
entrano direttamente nelle casse della società, quasi quasi la Terracina
Ambiente sta vivendo il suo momento di gloria. Meritatissimo. Ma le perplessità
restano, sulla strana coincidenza che le assunzioni siano arrivate proprio alle
porte della campagna elettorale. E se così non fosse, restano comunque dubbi sul
metodo usato per le assunzioni. Perché se fino allo scorso anno il personale
stagionale è stato assunto seguendo una graduatoria con nomi, cognomi e
punteggio di ogni singolo lavoratore, questa volta invece, per gli 8 neoassunti,
sembrerebbe si sia optato per la «chiamata diretta». Sistema consentito, forse,
ma che nel caso di una società pubblicoprivata suscita domande. Chi ha scelto,
le otto persone da assumere, e secondo quali criteri? Un curriculum? Domande che
in giorni di infuocata campagna elettorale, in cui si fa un gran parlare di
trasparenza dichiarando guerra agli «assumifici » pesano il doppio. E allora
forse sarebbe bene capire cosa succede nella società che gestisce i rifiuti.
Dove da un po’ di tempo sembra che tutto sia diventato magicamente permesso,
fattibile e realizzabile. Ma è proprio così?
Diego Roma

mix2

Ospedale ‘Fiorini’, non ci si accorda su quando far partire il nuovo condizionatore d’aria.
Una boccata d’aria fresca nell’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ di Terracina. E’ solo
questione di tempo. Se soltanto ci si riuscisse a mettere d’accordo sull’orario
in cui collegare la corrente elettrica alla nuova centrale frigo, installata
oramai da mesi. Ebbene sì: manca solo questo passaggio per risolvere una volta
per tutte i disagi di caldo da sempre registrati nell’ospedale, eppure sembra un
ostacolo quasi impossibile da superare. Il fatto è che gli addetti ai lavori
ancora non sono riusciti a individuare una fascia oraria in cui si possa
realizzare questo benedetto collegamento, che, per ovvie ragioni, richiede di
togliere completamente il passaggio di corrente per tutta la sua durata.
Addirittura era stato proposto di farlo dalle 6 alle 7 del mattino, ma niente da
fare. La centrale frigo nuova di zecca è pronta a partire ma resta lì del tutto
scollegata. E, dunque, inutile. Intanto i primi disagi per le temperature che si
alzano cominciano a farsi sentire, soprattutto in camera operatoria, in
radiologia (esclusa la Tac) e nell’ambulatorio analisi. E’ ovvio che bisogna
trovare un orario in cui non si rechino danni all’attività dell’ospedale che
resterebbe senza alimentazione elettrica, ma almeno fino a ieri non era stato
possibile accordarsi sul momento più giusto. Tra le altre cose si tratterebbe di
un primo intervento di un ora e di un secondo di qualche ora da effettuare pochi
giorni dopo. Ma niente da fare, non si trova il momento giusto. Con
l’avvicinarsi della bella stagione il caldo all’interno del ‘Fiorini’ diventa
insopportabile, tanto che negli anni passati le lamentele di sanitari e utenti
sono arrivate numerose. Ci sono stati episodi di gente che si è sentita male,
soprattutto nei locali degli ambulatori a causa dei condizionatori d’aria
insufficenti. Era necessario sostituire la centrale frigo che adesso c’è, eppure
non viene messa in condizioni di funzionare. Sono giunte sollecitazioni a che si
riesca a trovare questo benedetto orario giusto per effettuare il collegamento.
Una situazione che ha del tragicomico, come spesso capita nella sanità pubblica.
Pubblicato da Rita Recchia

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Il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, non c’era ma forse la serata non poteva
essere migliore.
Ieri all’hotel Torre del Sole il candidato sindaco di Fli Fabio
Caiazzo (sostenuto da Terracina per il Sociale e TerracinArte) ha dato ancora
una volta dimostrazione di avere un grande «appeal» tra la gente. Sala gremita,
musica dal vivo, personaggi dell’associazionismo, del volontariato, dello
sport ma anche tanta gente comune. L’istruttore di Taekwondo, storicamente
legato al percorso politico della destra di Gianfranco Fini, con i toni tipici
del «maestro » davanti agli allievi ha esordito: «La nostra è una campagna
elettorale tra la gente, senza sfilate di ministri che vengono a propinarci le
solite false promesse». Davanti all’onorevole Antonio Bonfiglio e al
coordinatore provinciale Claudio Barbaro, Caiazzo non si è risparmiato e ha
raccontato come è nata la sua discesa in campo. «Sono stato scelto da 20 circoli
e da numerose associazioni. Sono l’unico politico che può dire di non avere in
lista nessuno di coloro che hanno partecipato al disastro amministrativo». Poi
ha affrontato i temi a lui più cari: turismo, servizi sociali e cultura.
«Dobbiamo prendere la Bandiera blu, non deve prenderci in giro Armando Cusani,
che ci manda l’elicottero per controllare l’inquinamento delle acque. Se non
risolviamo i problemi strutturali dei depuratori non andiamo da nessuna parte».
Disco rosso anche a chi gli contesta di aver votato l’istituzione dell’Azienda
speciale: «Doveva essere un ente autonomo ma al suo interno mancano competenze
specifiche, senza le quali non si possono gestire i servizi sociali». Per la
cultura: «Istituiremo una consulta, chiederemo che il Tempio di Giove venga
inserito nel patrimonio dell’Unesco e istituiremo assessorati tecnici, perché un
macellaio non può fare l’assessore alla Cultura. Mi hanno già proposto un
assessorato al primo turno, sapete cosa ho risposto? Che dietro ho un comitato
che non potrei mai tradire. Noi le poltrone le lasciamo agli altri». Applausi.
Poi l’appello ai suoi elettori: «Voglio un voto congiunto, perché siamo una
squadra compatta». A dare manforte a Caiazzo, l’onorevole Bonfiglio che ha
attaccato «il potere di Fondi », e Barbaro: «Nessuno più di Caiazzo impersona lo
spirito che guida Fli, noi della coerenza facciamo il nostro credo, ecco perché
siamo ancora più convinti di poter essere la vera alternativa». Ma le sorprese
non erano finite. Il microfono è passato a Gemma Marigliani, candidata nella
lista TerracinArte. Aveva con se le lettere di due personaggi della cultura, due
terracinesi residenti all’estero. A dare l’in bocca al lupo a Caiazzo, il
sassofonista Rosario Giuliani, direttamente da Parigi, e il batterista Fabio
Pirozzolo, che ora vive a Boston. Dulcis in fundo, la consegna di una targa al
«vecchio pugile» terracinese Dante Venturi. Una stretta di mano tra combattenti.
Diego Roma

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Raid notturno negli uffici dell’ospedale Fiorini.
Ignoti sono penetrati all’interno dei locali del CUP, dove hanno scassinato la
cassaforte, portando via un bottino di circa 1.600 euro. Non è la prima volta
che la sede del centro di prenotazione viene visitata dai ladri. Tutto è
avvenuto in nottata. Ad accorgersi di quanto era successo sono stati i
dipendenti ieri mattina, al momento in cui è ripresa l’attività lavorativa. La
porta d’accesso al corridoio della direzione sanitaria e amministrativa era
aperta. L’ufficio di segreteria e delle relazioni con il pubblico aveva la porta
sfondata. All’interno non era stato toccato niente. Forse i malviventi erano
alla ricerca di una cassaforte a parete, che però era da tempo inutilizzata.
Pure forzata era la porta dell’ufficio riservato alle cartelle cliniche, da cui
erano passati al CUP. Qui, con un piede di porco, erano riusciti ad aprire una
cassaforte, che conteneva l’incasso della sola giornata di sabato, dal momento
che il giorno prima era stata fatto il prelievo da parte dei metronotte. Come
refurtiva, un importo abbastanza modesto: circa 1.600 euro. L’incursione,
l’ultima in ordine di tempo, ripropone la delicata questione della sicurezza
all’interno del nosocomio cittadino.

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Bernardi, PD: lettera aperta, a proposito delle “malefatte” del centrodestra
prima parte

Cittadini, prima nel 2001, dopo nel 2006, le elezioni a livello locale, sono
state vinte dal centrodestra con a capo Stefano Nardi. Sono passati ben 10 anni,
non solo il centrodestra non ha realizzato niente, ma ha lasciato la nostra
città nelle peggiori condizioni. Infatti, in 10 anni di esperienza di
centrodestra, a Terracina i cittadini hanno subito e subiranno le seguenti
conseguenze:
RIFIUTI:
I cittadini hanno subito l’aumento della Tassa dei rifiuti del 100%, di circa 4
milioni che pagavano, attualmente sostengono spese per circa 8 milioni di euro,
senza aver avuto nessun miglioramento del servizio e senza aver attivato la
raccolta differenziata, come previsto nel capitolato d’appalto. Non solo,
l’autorità giudiziaria, per il disservizio e per la truffa perpetrata a danno
dei cittadini, ha azzerato con un provvedimento di sequestro della Terracina
Ambiente e delle quote societarie affidandola nelle mani di un amministratore
giudiziario. Una vergogna!!!!
SITUAZIONE ECONOMICA FINANZIARIA
Il comune di Terracina si trova, di fatto, in dissesto finanziario, anche se non dichiarato.
La legge stabilisce che si ha dissesto finanziario se si trova nelle seguenti
condizioni: “se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei
servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti
liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte…” Il
Comune di Terracina, per la situazione economica finanziaria in cui si trova non
è più in grado di assolvere a tutte le suindicate funzioni. Infatti:
1. Da molti mesi non provvede al pagamento di quanto dovuto alle ditte
appaltatrici, quali: verde pubblico, mensa, pulizie, trasporti, servizi
cimiteriali, ecc..
2. Risultano promossi nei confronti del comune di Terracina circa 280 decreti
ingiuntivi di creditori, che stanno aumentando di giorno in giorno, a cui
dovranno aggiungersi gli interessi legali, con varie sentenze accompagnate da
pignoramento del nostro patrimonio, a cui il comune di Terracina non è stato e
non è in condizioni ottemperare;
3. Sono già stati richiesti sono già stati richieste tutte le anticipazione di
cassa e utilizzati impropriamente.
La situazione economica finanziaria del comune di Terracina si presenta in modo
preoccupante al punto tale di rappresentare una seria ipoteca a danno della
nostra comunità. Infatti,in base alle leggi vigenti, le conseguenze della
dichiarazione di dissesto, sono, tra l’altro, le seguenti:
a. non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti
dell’ente per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario
di liquidazione.
b. I pignoramenti eventualmente eseguiti dopo la deliberazione dello stato di
dissesto non vincolano l’ente ed il tesoriere, i quali possono disporre delle
somme per i fini dell’ente e le finalità di legge.
c. Dalla data della deliberazione di dissesto e sino all’approvazione del
rendiconto i debiti insoluti a tale data e le somme dovute per anticipazioni di
cassa già erogate non producono più interessi ne’ sono soggetti a rivalutazione
monetaria. Una volta dichiarato il dissesto,si recherà un grave danno
all’economia della nostra città, alle famiglie e alle attività produttive.

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Francesco Forgione a Terracina. ”Rispondiamo alla mafia con un’antimafia sociale”.
Ha scaldato la platea, piena fino all’ultima sedia, con parole come legalità,
questione morale, costruzione di un’antimafia sociale come risposta alle mafie.
Parole pesanti come pietre e non aria fritta se a usarle è uno che di
criminalità organizzata se ne intende da sempre. Francesco Forgione, già
presidente della Commissione antimafia ed esponente di Sinistra Ecologia e
Libertà, è intervenuto giovedì sera nel convegno pubblico organizzato dalla
sezione di Sel di Terracina, a sostegno del candidato sindaco Vincenzo
Coccia.”Vogliamo fondare un nuovo patto sociale basato sulla legalità, aspetto
imprescindibile di un’amministrazione non permeabile alle mafie” ha esordito
Coccia, elencando fatti gravi di cronaca che danno ”il quadro di una città
governata fuori dalle regole. Una dirigenza seria avrebbe fatto da baluardo” ha
terminato Vincenzo Coccia passando la parola a Francesco Forgione, scortato e
con tanta voglia di parlare.”Tu dovrai essere il sindaco degli ultimi- ha detto
a Coccia- Dovrai ricostruire la fiducia in un’idea collettiva di
partecipazione”.”Queste elezioni dovranno essere un punto di rottura, da qui
dovrà partire un messaggio alla politica generale e ai giovani”.”In un sistema
di scambio tra interessi politici e imprenditoriali le mafie s’inseriscono
normalmente- ha detto Forgione-Un’amministrazione pulita può fare molto
eliminando le gare pubbliche con il massimo ribasso, indagando sui subappalti.
Il caso di Fondi grida vendetta, emblema della capacità delle mafie di
intrecciarsi con la politica”.”La questione morale è la più grande questione
politica che abbiamo di fronte e i cittadini ti hanno consegnato questo
impegno” ha terminato Francesco Forgione, facendo una promessa a Vincenzo
Coccia e ai presenti: ”Ci rivedremo per il ballotaggio”.

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«È per i bisogni dei cittadini che sono pronto a rimettermi in gioco». Queste le
parole di Romano Fantasia, già consigliere comunale di maggioranza e ora
candidato nella lista del Pdl. Sabato scorso Fantasia, per anni militante di An
e poi passato al Pdl, alla presenza del candidato sindaco Nicola Procaccini, del
senatore Claudio Fazzone e del sindaco uscente Stefano Nardi ha presentato la
sua candidatura al parco «Oasi», messo su grazie al lavoro dei volontari che
ruotano intorno all’associazione «Amici di Gessica », intitolata ad una giovane
terracinese scomparsa anni fa in un incidente stradale. Il parco, ha spiegato
Fantasia, è «un luogo dove i più piccoli possono imparare ammirando la natura
che li circonda» ed «è solo la prima parte di quel sogno che voglio rendere
realtà. Uniti in squadra e sostenuti da diverse figure professionali – ha
spiegato il consigliere di centrodestra – stiamo operando nel contesto di un
progetto urbanistico molto importante che ha come obiettivo futuro la
rivalutazione del centro storico. Il parco avrà un ruolo centrale e funzionale,
costituirà il punto d’accesso diretto alla città alta».
D. R.

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Mercoledi 11 maggio alle ore 19.00 in zona Calcatore presso il parcheggio alla
fine di via Marcia il Candidato a Sindaco Nicola Procaccini e il Candidato a
Consigliere Comunale Emilio Perroni, capolista de La Destra di Storace,
incontreranno gli abitanti del Calcatore per parlare dei tanti problemi della
zona. Alla fine dell’incontro verrà sottoscritto un contratto per il Calcatore,
che impegnerà i due candidati ,nei cinque anni del mandato,a realizzare o
avviare quelle opere che sono ferme in Regione e che sono fondamentali per la
zona, come la realizzazione di una scuola di una chiesa di centri sportivi e di
aggregazione. A tal fine il Candidato al consiglio comunale Perroni incontrerà,
sempre alla presenza del Candidato a Sindaco Procaccini Giovedi 12 Maggio a
Terracina, presso il Ristorante il Grappolo d’uva il Presidente della
Commissione Urbanistica della Regione Lazio l’On Roberto Buonasorte, per
sbloccare il progetto della variante di Nord.Ovest,fermo in Regione, e che
potrebbe risolvere sia i problemi di viabilità che fornire quei servizi pubblici
necessari alla zona e dare anche il via a uno sviluppo economico del quale ne
beneficerebbe tutta la città e soprattutto le aziende e i lavoratori.
Il Candidato Capolista de La Destra
Emilio Perroni

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I terracinesi ‘stranieri’ studiano gli aspiranti sindaco.
Chi ha ricordato le battaglie per il Consiglio delle Etnie. Chi ha proposto case
popolari per tutti. Chi ha pensato a una Giornata dell’Integrazione. Chi ha
promesso un assessorato alle Politiche Sociali impegnato sulla questione. Chi si
è detto contrario al diritto di voto agli stranieri ma favorevole a riformare il
diritto di cittadinanza. Chi intende passare dalla carità a una progettualità
seria. E infine chi, anche se non c’era, ha fatto sapere che non mancherà il
sostegno della Polverini. Ne hanno dette di cose i candidati a sindaco di
Terracina agli stranieri che giovedì pomeriggio erano all’incontro organizzato
da ‘Maison Babel’, con il presidente Ali Shadadi e il vice-presidente Angelo
Borelli. ”Che cosa avete preparato per noi immigrati?” ha chiesto Shadadi ai
candidati, giunti alla spicciolata, pochi arrivati puntuali, i più in ritardo,
qualcuno che è dovuto andare via subito, qualcun altro che non è proprio
arrivato. ”Di oltre 10 mila persone votano in pochi. Ma il sindaco deve essere
di tutti, non solo di chi vota. Per questo abbiamo organizzato l’incontro”. Tra
il pubblico c’erano extracomunitari (soprattutto indiani), l’Imam della comunità
musulmana a Terracina, rumeni (alcuni che si sono candidati a consigliere
comunale), i ragazzi della onlus ‘Oasi’, il mediatore culturale della Uil Ajay
Rattan. Tutti attenti a quello che avrebbero detto gli aspiranti sindaco e ad
avanzare le loro proposte, molte delle quali questioni di vita spicciola. E
loro, i candidati, saranno risultati credibili? E, soprattutto, prima di adesso
si erano mai interessati a parole come integrazione e interculturalità? ”In
questa stanza ci sono persone migliori di personaggi dell’attuale
amministrazione” ha detto Gianni Percoco, ricordando la lotta a favore del
Consiglio delle Etnie. ”Saluto questo popolo- ha esordito Edis Mazzucco-Vi
chiediamo scusa a nome di chi ha fatto ben poco per voi. Non potete restare in
balia del privato per quanto riguarda il problema casa”. ”Questo è
l’appuntamento più qualificante della campagna elettorale- ha commentato
Vincenzo Coccia-Deve cessare lo sfruttamento, bisogna mischiarsi e sostenere le
politiche di ricongiungimento famigliare”. ”E’ necessaria una mappatura degli
immobili ballerini, sanzionare i proprietari delinquenti e sollecitare la
Regione” la ricetta di Fabio Caiazzo. ”Avete bisogno di strumenti per la
partecipazione democratica alle scelte di questa città” ha affermato Domenico
Zappone. ”Credo nella parola integrazione, incontriamoci due volte l’anno” ha
proposto Nicola Procaccini. Per Gianfranco Sciscione c’era una sua candidata
rumena che ha letto una serie di proposte. ”Siamo soddisfatti perchè abbiamo
raggiunto un obiettivo: far parlare di noi” ha commentato Shadadi Ali.

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Vincenzo Coccia è il candidato che più di ogni altro si era speso in Consiglio
comunale per l’affermazione del principio della legalità».
Lo sostiene
Alessandro Perotti, candidato nella lista civica «Vincenzo Coccia sindaco», che
spiega i motivi per cui un movimento trasversale ha deciso di appoggiare il
consigliere comunale del Pd. «La coerenza dimostrata da Coccia in Consiglio
comunale è stata emblematica» afferma Perotti -«anche quando si è trattato di
affrontare la questione dell’Azienda speciale guidata dalla dottoressa Amici,
sindaco Pd del Comune di Roccagorga». Perotti parla di «interessanti
trasversalità» tra «persone che non provenivano dal centrosinistra». «Esistono
cittadini che hanno in passato votato il centrodestra e che oggi capiscono che
quella classe dirigente ha fatto strage» aggiunge; «unire idee, esperienze e
modi di concepire la politica tra loro anche profondamente diversi all’interno
di una lista civica, dà il segno di come la questione etica sia ormai
chiaramente percepita dai cittadini».
D. R.

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A Terracina uno sciame di api…pubblicitarie.
Tempo fa su un blog di un quartiere di Roma spiccava questo titolo: ‘Urge
insetticida per api. Pubblicitarie’. Mai come in questo periodo uno slogan
simile andrebbe bene a Terracina, dove la campagna elettorale per le imminenti
elezioni si sta facendo anche a colpi di grossi camion o apette e tre ruote con
sopra montati i bei ‘faccioni’ dei politici, aspiranti amministratori locali.
Ovviamente non stanno mancando le multe della polizia municipale ciascuna pari a
412 euro, a meno che il mezzo non risulti posteggiato in barba ad altri articoli
del codice della strada, allora in quel caso va aggiunta anche la specifica
infrazione accertata. A ciò si aggiunge anche la denuncia di Claudio Addessi,
candidato consigliere comunale nella coalizione che sostiene Vincenzo Coccia
sindaco. ”Rivolgo un appello a queste forze politiche perchè abbiano maggiore
senso civico, rispetto delle regole delle leggi vigenti e del decoro urbano.
Senza questi sani principi come si può sperare che governino al meglio in
futuro”. Il regolamento prevede che questa forma di pubblicità sia itinerante o
che, comunque, la sosta duri un breve lasso di tempo. Addessi, invece, e come
lui altri cittadini, denuncia che le vele vengono posteggiate e lasciate lì
ferme ore e ore, addirittura senza nessuno al volante che all’occorrenza possa
spostarle qualora ce ne sia l’esigenza. Senza dimenticare quello che recita
l’art 23 del codice della strada, ovvero che ”lungo le strade o in vista di
esse é vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti della pubblicità
o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose che per
dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione
con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o
ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti
della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza
della circolazione”.”Sabato mattina le vele dei vari candidati a sindaco hanno
occupato l’intero piazzale Lido”.Tra affissioni abusive e vele poco rispettose
delle norme certi ‘futuri’ amministratori non stanno dando proprio il buon esempio.
Pubblicato da Rita Recchia

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La Tac torna a fare le bizze. Dopo aver concesso agli operatori sanitari
dell’ospedale «Fiorini» di Terracina una tregua durata qualche mese, per tutta
la giornata di domenica il macchinario di radiologia ha smesso di funzionare.
Dalla mattina fino alle 17, la Tac è stata fuori uso per un guasto che ha
provocato seri disagi al personale medico e paramedico in servizio. Basti
pensare, infatti, che anche per una banale lastra le ambulanze del pronto
soccorso hanno dovuto fare su e giù per la provincia di Latina in cerca di una
Tac funzionante. Escluso il servizio di radiologia al «Fiorini» di Terracina,
restavano attivi solo quello di Formia, al «Dono Svizzero» e quello di Latina,
al «Santa Maria Goretti». All’ospedale di Fondi, invece, la Tac funziona solo
part-time, di giorno durante la settimana ed esclusi i festivi. Un bel
paradosso, in tempi di battaglia contro gli sprechi nella sanità pubblica e
tagli a destra e a manca.
F. A.

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INCIDENTE A FONDI: MORTI GENITORI E FIGLIOLETTA
Un’intera famiglia è morta in un incidente stradale avvenuto a Fondi. L’auto su
cui viaggiavano padre, madre e una bambina di quattro anni si è schiantata
contro un albero per cause ancora da definire. L’uomo, 28 anni di Fondi, e la
moglie di origine albanese sono morti sul colpo. La bambina, trasportata in
gravissime condizioni all’ospedale Fiorini di Terracina, è deceduta dopo pochi
minuti. L’incidente è avvenuto sulla via Appia, all’altezza di Fondi. Nico Fiore
e la moglie Shkurte Shoti, di nazionalità albanese, sono stati estratti dalle
lamiere dell’auto ormai senza vita. Un’ora più tardi ha perso la vita anche la
figlia della coppia, Denise, di quattro anni, che viaggiava sul sedile
posteriore. La corsa dell’ambulanza del 118 verso l’ospedale San Giovanni di Dio
di Fondi non è però servita a salvarle la vita. A causa delle gravi ferite
riportate la piccola è morta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

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“Una canzone per Nicola”
Il dvd con il video di Vento Nuovo e l’intervita a Procaccini distribuito nei
bar e i locali di Terracina
Quattro note, qualche accordo che si ripete nella mente e la voglia di affidare
ancora una volta alla musica un messaggio di speranza per la propria terra. È
andata così, quella lunga notte in cui i Liga Express hanno composto la canzone
“Vento nuovo”. Pino Scarpino (voce), Ugo De Rosa (chitarra), Enzo Di Girolamo
(chitarra), Antonello Pasquali (tastiere), Davide Della Fornace (batteria) e
Ulderico del Bono (basso) formano da quattro anni l’appassionata cover band di
Ligabue, uno dei più grandi parolieri italiani di tutti i tempi. “Sono state le
parole di Nicola, il riferimento a valori che ci appartengono fortemente e
l’energia profusa per un concreto progetto di cambiamento di Terracina a
ispirare questo pezzo – raccontano – Non ci sono polemiche politiche né
connotazioni partitiche, c’è solo la voglia di riscatto per la città che amiamo
e il rock melodico in stile Liga”. Nata quasi per gioco, Vento nuovo è il regalo
che i Liga Express hanno fatto per l’in bocca al lupo a Nicola Procaccini e che
il candidato alla carica di sindaco di Terracina ha voluto divenisse la colonna
sonora della sua campagna elettorale. “La musica è il linguaggio universale a
cui, da tempi immemori, l’uomo ha affidato i suoi sentimenti più importanti -
continuano i componenti della cover band – Suscita emozioni, supera le barriere
generazionali, culturali, ideologiche, rafforza il senso di appartenenza e di
condivisione”. La musica è uno strumento molto prezioso, soprattutto per la
buona politica. Domenica 8 maggio i LigaExpress si sono esibiti a Piazzale Lido
in un travolgente concerto sulle tracce di Luciano Ligabue e hanno cantato per
la prima volta in versione live ‘Vento Nuovo’. Per chi già conosce e ama questa
canzone o per chi invece non ha ancora avuto modo di ascoltarla, il dvd con il
videoclip musicale e l’intervista a Nicola Procaccini ‘Il senso della scelta’ é
distribuito gratuitamente nei bar e nei locali di Terracina.

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Campeggia su alcuni manifesti comparsi in città: “Pur tra mille difficoltà, ho
passato, con voi tutti, dieci anni indimenticabili”. Un grazie quello di Stefano
Nardi (ormai prossimo ad essere sostituito nel ruolo istituzionale di primo
cittadino) che ha suscitato una serie di commenti negativi da parte dei
cittadini terracinesi. Nardi elenca ad uno ad uno quelli che secondo lui sono
stati i successi dei suoi due mandati. Prime fra tutte capeggia la riapertura
dell’Ospedale Alfredo Fiorini poi parla della convenzione con l’Università La
Sapienza per i corsi di laurea, della creazione dell’Azienda Speciale, della
stabilizzazione di 36 LSU, del ripristino della tratta ferroviaria Roma-
Terracina, dei progetti legati ai porti, della riqualificazione già finanziata
di Viale Circe, della gestione diretta dell’area monumentale Tempio di Giove,
della chiusura del depuratore di via Cave, della riqualificazione degli ingressi
della città, dell’assenza dei cumuli di immondizia, del risanamento dei debiti
con le società di gestione, della realizzazione del piano urbano del traffico e
di quello dei parcheggi e dell’avvio delle procedure per il piano di zona 167
Arene. Dulcis in fundo Nardi si interroga sui 10 anni che lui definisce di
“assoluta stabilità politica” e chiede retoricamente: “Ho lasciato debiti?” . La
sua risposta è: “Non più di quelli ereditati”. Subito dopo l’affissione dei
manifesti di ringraziamento, si è scatenato il commento su Facebook. “Siamo
proprio alla frutta” è stato scritto.
(da corriere pontino)

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Poca fantasia negli slogan della campagna elettorale
Futuro, insieme, voi: si coniuga con queste parole, attraverso gli slogan, il
paradigma delle elezioni comunali 2011. «Prima di tutto voi» garantisce Valerio
Golfieri (PRI), al quale fa eco il collega di partito Paolo Cerilli, il quale
mette a disposizione la sua «passione e competenza». Qualcosa non fila proprio
liscio, grammatica alla mano, nel messaggio di Massimo D’Agostini (Sciscione
sindaco).«Sarò il vostro portavoce e colui che voce non ha!». C’è chi è portato
a scrivere romanzi come Roberto Palmacci del Pdl («La scelta di essere partecipe
della soluzione dei problemi per Terracina») e chi invece come Agostino Apolloni
(Sciscione sindaco) ci prova a fare il rimatore («Per la nostra città/ la tua
fiducia/ la mia onestà!). Si potrebbe tentare anche un collage: «La mia
diponibilità (Angelo Bruno Scirocchi, per Sciscione sindaco) per ricominciare
insieme (Giovanni Aiello, PRI), insieme per andare lontano (Emilio Perroni, La
Destra)». Qualcuno (Gianfranco Azzola, lista Procaccini sindaco) ricorre
all’enigmistica, per presentare «Un vo(L)to che pe(N)sa». Fa un invito al
contrario, invece, Marco Villa (Rifondazione comunista): «Vuoi evadere le tasse?
Non votarmi». Al di là di tutto vale l’auspicio espresso da Roberta Maria Laura
Alla («Città Nuove») per «La Nascita di un nuovo giorno». Prosit.
Erc. Ber.

terracina-con-veggetazione-1913_bis

Dopo la 22enne arrestata dalla Guardia di Finanza con 86 grammi di cocaina è ora
la volta di 3 ventenni del luogo, finiti in manette per essere stati trovati in
possesso di circa 30 grammi di «neve».
Quest’ultima operazione è stata portata a
termine dalla Polizia. Alla Squadra Volante era stata segnalata una Fiat 500,
sulla quale viaggiavano tre giovani. L’inseguimento, conclusosi subito dopo
sulla strada statale Pontina all’altezza di Borgo Hermada ad opera di personale
in abiti civili e con auto civetta, consentiva di recuperare anche la sostanza
stupefacente di cui i tre, durante la fuga, si erano disfatti lanciandola dal
finestrino. Bloccata l’auto, indosso ad uno di loro veniva recuperata altra
sostanza per un totale di circa 30 gr. di cocaina, tutta già predisposta in
singole dosi e recuperata la somma in contanti di 300 euro. Nell’abitazione
romana di uno dei tre sono stati trovati vari bilancini di precisione ed altro
contante, che si ritiene possa essere derivato dall’attività di spaccio, dal
momento che il soggetto è disoccupato. I tre, tutti arrestati per detenzione ai
fini spaccio in concorso, sono stati associati al carcere di Latina a
disposizione del G.I.P.
Er. Ber.

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È arrivata a Terracina con la sua auto privata, una «Mini», intorno alle 16,
reduce a Latina dall’incontro con il candidato sindaco Giovanni Di Giorgi.
Ad
attenderla al ristorante «Grappolo d’Uva», l’altro candidato sindaco del Pdl,
Nicola Procaccini. Al tavolo, il senatore Claudio Fazzone, il presidente della
Provincia Armando Cusani e il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria
Giro. L’abbiamo intervistata. Ministro, a Terracina stanno arrivando suoi
colleghi ogni due giorni, cosa insolita per questa città che fino a ieri è stata
ignorata. Il cittadino comune le chiederebbe: cosa sa lei di Terracina? «La
frequento da diversi anni, sia per la mia amicizia con Nicola, sia da prima, da
attivista. Ritengo sia una città bellissima che può e deve dare di più. Penso ai
tesori come il Tempio di Giove. Ma qui c’è anche un forte senso di orgoglio, di
attaccamento alle proprie radici. Penso a posti come Borgo Hermada. Un posto
dalle enormi potenzialità». La politica. Si racconta di tensioni a Roma tra lei
e il governatore Renata Polverini per la scelta del candidato sindaco.
«Un’invenzione. Non c’è stato nessuno scontro. E bisogna chiarire: non sono mai
stata io lo sponsor di Procaccini; è stato scelto dai 22 membri del direttivo
cittadino. Non ci crederà, ma io, per ragioni professionali, sono quella che si
è opposta fino alla fine. Da Terracina arrivavano richieste pressanti, io me ne
sono fatta una ragione e ho ceduto. Quanto alla scelta della Polverini, la
rispetto ma è doveroso ricordare che è stata eletta in Regione con i voti del
Pdl e delle liste che oggi sono al fianco di Nicola. A loro, alla sua gente,
deve rispondere». Poi ci si è messo anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
«Una scelta individuale, su cui non enfatizzerei troppo, si è creato lo spazio
per delle correnti. Su questo il Pdl è ancora un partito acerbo, con regole poco
chiare. Certo la ritengo una scelta irresponsabile, ma intorno a Procaccini c’è
comunque una solida coalizione». Questo è un territorio in cui si avverte il
problema della legalità. Il sequestro della società che gestisce i rifiuti a
Terracina, il caso Fondi. E ancora, l’inchiesta sul Clan Cava che ha coinvolto
Sabaudia. Sono tre città guidate dal Pdl, cosa ne pensa? «Occorre dare segnali
chiari in materia, a prescindere dai colori politici. Ma dico anche che bisogna
fare grande attenzione a non confondere i singoli episodi con il coinvolgimento
di un intero territorio, dove vive e lavora gente onesta e sana. Bene bastonare
gli esempi negativi, ma la parola mafia è talmente infamante che deve sempre
essere pesata. Sul caso Fondi, su cui si è parlato molto del mio ruolo sulle
decisioni del governo, diciamo subito che un voto non c’è mai stato, semmai un
confronto. E comunque dubito che il ministro della Gioventù avrebbe potuto
influenzare le scelte di ministri ben più importanti. Ringrazio chi mi considera
all’altezza. Ma sulla legalità mi piace far parlare la mia storia. Ho cominciato
a fare politica quando è morto Paolo Borsellino. Avevo 15 anni». Passiamo al
candidato Procaccini. Cosa può dare alla città. «Sono convinta che Nicola
porterebbe una incredibile pulizia morale, è praticamente incapace, in ogni
luogo e in ogni tempo, di perseguire il suo interesse personale. Credo nel suo
slancio creativo, è la persona giusta per conciliare la tradizione di questa
terra con la modernità. È un errore pensare che chi è sotto i 50 anni non sia
maturo per la politica, soprattutto se ha 20 anni di esperienza alle spalle. Chi
è giovane non si occupa solo di giovani, ma di un progetto generale che riguarda
l’in – tera società». Un difetto di Procaccini? «È testardo, se vuole una cosa
non si schioda. Ma nel ruolo di sindaco potrebbe trasformarsi in una risorsa».
Ministro, ci dica la verità, tornerà a trovarci spesso? «Qui ho un collega e un
amico, e credo nel suo progetto. Garantito».
Diego Roma

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Gli ex dirigenti comunali Piero Maragoni e Luigi Di Mauro, in sede d’appello,
sono stati assolti riguardo all’addebito di danno erariale, che era stato mosso
nei loro confronti dalla Corte dei Conti per una vicenda di espropri.

Per Di Mauro, allora capo dei servizi Lavori Pubblici, è stata ravvisata la
circostanza che non aveva competenza in materia di esproprio. Per Maragoni,
responsabile dell’ufficio ragioneria, è stata riscontrata l’assenza di un danno
erariale prodotto dal suo agire. Questione tormentata quella che aveva
riguardato i due dipendenti, assieme agli ex sindaci Vincenzo Silvino Recchia e
Antonio Edis Mazzucco, agli ex assessori Silviano Masci, Vincenzo Zizzi, Adolfo
Bruno e all’ex dirigente Mario Attilio Giannetti. Tutti e otto, nel marzo 2009,
erano stati ritenuti responsabili di aver procurato un danno erariale al Comune
di Terracina e condannati a rifondere, nell’insieme, qualcosa come 225 mila euro
circa. Tra il 1984 ed il 1989 erano stati effettuati 8 espropri per pubblica
utilità (dovevano servire a realizzare strade, scuole, verde), contro i quali si
opposero i privati, in ragione di alcune anomalie procedurali. La definizione
giudiziaria di tali controversie portò ad un debito fuori bilancio, che, nel
marzo 2009, la magistratura contabile imputò a tutti ed otto gli amministratori
e dipendenti del Comune. Contro quella sentenza è stato prodotto ricorso e,
adesso, è giunto il giudizio sull’appello. Maragoni e Di Mauro, come già detto,
sono stati assolti. Il ricorso di Bruno è stato parzialmente accolto. Per tutti
gli altri l’addebito è stato considerato estinto, avendo aderito in precedenza
ad un concordato erariale.
di Ercole Bersani.

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Gianfranco Sciscione è un candidato del centrodestra, gli elettori devono sapere
che votando per lui non fanno nessun torto alla propria fede di elettori di
centrodestra.
Parole chiare, quelle pronunciate dal sindaco di Roma Gianni
Alemanno venerdì pomeriggio nella tensostruttura di via Nicolaj a Borgo Hermada.
Il sindaco di Roma sponsorizza Sciscione come «il giusto candidato di Terracina,
uno che può portare Terracina alla ribalta». Le divisioni nel centrodestra non
devono disorientare il lettore: il fatto che si siano spesi per la candidatura
di Sciscione Alemanno, il presidente della Regione Renata Polverini e il
consigliere regionale Stefano Galetto, è un segnale che l’aspirante sindaco di
«Città-Nuove» sia stato benedetto dai grandi nomi del centrodestra regionale.
Davanti alla folta platea di sostenitori della cordata Sciscione, Alemanno ha
speso buone parole anche per il candidato al Consiglio comunale Francesco
Zicchieri, assessore ai servizi sociali della giunta Nardi e fino a qualche
settimana fa in aperto contrasto col gruppo di Sciscione. «È un candidato che ha
fatto della militanza politica il suo primo impegno personale per tanti anni. Ha
esperienze e competenze, merita la fiducia dei cittadini». Il dibattito ha
toccato tutti i punti del programma amministrativo di Sciscione, dal turismo
all’agricoltura passando per pesca e commercio. Una curiosità a margine
dell’incontro. Il sindaco Alemanno ha consegnato a Sciscione una cravatta donata
direttamente dal premier Silvio Berlusconi, con ricamata la propria firma.
F. A.

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Turismo, agricoltura, attività produttive sono solo alcuni dei punti sviluppati
durante l’incontro che ha visto la presenza del consigliere regionale Nicola
Illuzzi a Terracina per sostenere la candidatura del sindaco Gianfranco
Sciscione.
Una manifestazione realizzata dall’aspirante consigliere Fulvio
Giannetti, esperto di marketing e turismo. Un dibattito che si è aperto con la
testimonianza di una serie di fotografie storiche di Terracina, all’ apice del
suo sviluppo economico. Giannetti ha evidenziato poi il lento declino che
purtroppo ha subito negli ultimi anni la città. Sono stati sottolineati alcuni
dei punti presenti nel programma, come quello di avere la bandiera blu, elemento
importante per il turismo. La necessità di valorizzare i monumenti che la città
possiede, e la sua posizione geografica. «E’ importante sottolineare – spiega
Giannetti – che sono le persone che portano avanti la città». «Sono qui – spiega
l’onorevole Illuzzi – perché ritengono che la Regione ed i consiglieri debbano
prendere una posizione definitiva e chiara nelle elezioni di tutti i Comuni. Il
successo di un territorio dipende dalla sinergia tra gli Enti e le persone. Sono
qui per testimoniavi che vi sono vicino grazie alla sinergia con Gianfranco
Sciscione, perché si è messo al servizio della propria città. Il politico deve
stare sul territorio. Gianfranco è una persona attenta ai problemi del Comune,
abbiamo bisogno di persone come lui che parlano con il cuore e della grinta di
persone come Fulvio Giannetti. Testimoniare la mia vicinanza quindi come Regione
prima delle elezioni e dopo le elezioni». Il vicepresidente commissione sviluppo
economico, ricerca ed innovazione, turismo Nicola Illuzzi nella stesso
pomeriggio ha inoltre incontrato alcuni dei dentisti locali, al quale ha
evidenziato i progetti della Regione riguardo la professione, sottolineando
l’importanza di poter dialogare con l’Ente.
da corriere pontino.

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Antonio Edis Mazzucco ha sottoscritto il “Patto con Terracina”
L’altra sera al Palace Hotel di Terracina il candidato Antonio Edis Mazzucco,
candidato sindaco per Alleanza di centro e i Moderati per Mazzucco, la sua lista
personale, che ha avuto la benedizione dell’onorevole Francesco Pionati, in
quota Pdl con la sua Alleanza di Centro, ha siglato il Patto con Terracina e i
terracinesi. “Perché Terracina si deve affrancare da Fondi, le questioni della
città vanno decise dagli amministratori scelti dai cittadini terracinesi e non
imposte da Fondi, come è accaduto calato dall’alto a nome della casta per il
giovane Procaccini del Pdl -ha detto prima del giuramento-. Pensate che a
Terracina non si nasce più da 10 anni, una città enorme di 45mila abitanti e di
tradizione surclassata da Fondi, città di 37mila abitanti, col reparto di
Ostetricia non esiste più. È ad appannaggio guarda caso proprio di Fondi, anche
questo per una decisione calata dall’alto, imposta, come imposto è stato
Procaccini, candidato Pdl, accerchiato dagli stessi assessori e consiglieri che
per ben 10 lunghi anni hanno condotto Terracina nel baratro, prosciugando le
casse comunali”. “La giunta Nardi, di cui Procaccini è la costola immediata,
aveva promesso il porto, le piscine come impianto sportivo, il decoro del centro
storico, una adeguata soluzione per gli extracomunitari, risorsa per
l’artigianato e l’agricoltura, invece abbiamo una città sporca e senza igiene,
con tassi di disoccupazione altissimi e un’economia sull’orlo di una crisi di
nervi acuta”. Il candidato Mazzucco ieri sera era accompagnato dall’onorevole
Giovanni Azzaro, esponente di spicco di Forza del Sud, la formazione che fa
riferimento al sottosegretario Gianfranco Miccichè, che sostiene indirettamente
la candidatura di Mazzucco a sindaco. Poi, Edis Mazzucco è passato a
sottoscrivere il Patto con Terracina. Queste saranno le prime mosse che
realizzerà se sarà eletto sindaco di Terracina: cambio della dirigenza
all’interno della macchina amministrativa comunale; scioglimento della
inefficiente Terracina Ambiente; istituzione di una commissione di 3 esperti per
comprendere finalmente l’entità del buco economico del Comune; scioglimento
dell’Azienda speciale, che è un carrozzone con le sembianze dell’assumificio,
che indebita ancora di più e inutilmente l’Amministrazione; istituzione di un
tavolo tecnico del turismo, una voce fondamentale per la vita della città;
rilancio del comparto agricolo attraverso un Tavolo verde con consolidamento dei
marchi made in Terracina attraverso promozione dei prodotti con la formula del
km 0; potenziamento dell’area portuale, della darsena fluviale e dell’attività
della pesca con realizzazione di infrastrutture. Se in 100 giorni non dovesse
concretizzare quanto sottoscritto sarà pronto alle dimissioni. “Chi mi conosce
sa che quel che dico sarà fatto – ha concluso Mazzucco- anzi, per alcune cose
non ci vogliono nemmeno 100 giorni, basta la volontà di farle le cose e con una
settimana alcuni punti del programma e del patto con Terracina sarà realizzato”.
Domani sera, lunedì 9, il candidato Mazzucco incontrerà i residenti di Borgo
Hermada presso il locale Sala da ballo Lisi per affrontare le questioni e le
problematiche legate al comparto agricolo, mercoledì 11 invece sarà nella zona
La Valle presso Il Tordo e venerdì 13 chiuderà la campagna elettorale al Corona.

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Zappone, PD: aperitivo democratico: andate (a) Porta a Porta
“A testa alta, e a ventre basso”, questo l’invito arrivato al Partito
democratico, al candidato Sindaco, Mimmo Zappone, da David Sassoli,
europarlamentare del Partito democratico, capo delegazione del Pd e membro delle
commissioni DEVE (sviluppo) e AFET (Affari Esteri). Ad aspettare Sassoli, una
maglia per programma, anzi sei. Sei motivi diversi per scegliere il partito
democratico: “perché… – uno dei sei messaggi – voglio andare al teatro senza
fare 100 km”. Un arrivo in città, quello di David Sassoli, senza clamore, non
urlato: una scelta non casuale, perché non è la cifra, il modo di fare politica
che ha scelto il Partito democratico, il candidato Sindaco Mimmo Zappone: un
tema al giorno, la campagna elettorale del Pd, dal programma la proposta di
cambiamento. Non nelle facce di carta, non dai set televisivi o dai flash, né
tantomeno arriverà con le citazioni da manuale. È, questo, il momento della
scelta, non della propaganda fine a se stessa: uno slogan getta fumo negli
occhi. Così anche la scelta di un aperitivo, di un luogo aperto, di una piazza
in particolare, piazza della Repubblica, non è stata casuale: “abbiamo pensato
ad un momento colloquiale, conviviale – ha così motivato la scelta
dell’aperitivo il segretario Di Tommaso – per stare insieme, per scambiare due
chiacchiere. L’idea di un luogo chiuso ci piaceva poco, e questa soluzione ci
sembrava la migliore: all’aperto, alle spalle… non c’è bisogno che ve lo dica,
basta alzare lo sguardo e capirete il perché. Una scelta diversa rispetto al
solito “rush finale” che da il via all’ultima settimana di campagna elettorale,
la decisiva. E “anche se non abbiamo i mezzi, le risorse di altri, abbiamo però
un’idea di città”. Che “insieme alla credibilità delle persone, alle competenze
e alle professionalità espressi dalla lista del Partito democratico, possiamo
affermare che cambieremo la città: sfido gli altri candidati a Sindaco a fare lo
stesso – ha proseguito il candidato Sindaco Mimmo Zappone – scommettere, a dire
qualsiasi cosa, non su due, ma su uno solo dei miei candidati: non se lo possono
permettere “il cambiamento, il rinnovamento. Come non possono parlare di
turismo, di patrimonio, dopo che non un intervento è stato realizzato e dopo
aver perso per incapacità 21 dei 25 finanziamenti arrivati per la tutela,
conservazione e restauro dei beni culturali: in spiccioli di 27 milioni di euro,
ne hanno spesi solo 7. Di che parlano? Per loro parlano dieci indimenticabili”.
A parole, sicuramente sì, ma ci pensano i fatti a svelare i misfatti: “I
responsabili del disastro sono ancora tutti al loro posto”. “Non è solo la
vostra battaglia, ma è anche la nostra – ha precisato Enrico Forte, segretario
provinciale del Pd, presente all’aperitivo – e la mia, la presenza oggi di
David, domani quella di Milana e di Silvia Costa, come di Livia Turco giovedì ne
è la prova”. Non certo parole di circostanza: “la battaglia non è carica di
significato solo per la vostra città”, ha iniziato l’intervento Sassoli. “La
scommessa di Mimmo, è la scommessa del partito, dell’Italia: un voto per la
città, per il paese. Potete farcela, possiamo farcela: Terracina è una città che
è stata amministrata male, come il paese. Dovete tener duro, avete davanti a voi
l’ultima settimana quella decisiva: quella della scelta. E voi sera, dopo sera,
discorso, dopo discorso, “porta a porta, senza Bruno Vespa, non dovrete far
altro che convincerli, non a votare per voi, per il Partito democratico, ma a
votare perché la città merita di andare in Europa, per il suo patrimonio
storico-artistico; per i suoi prodotti Dop e per i tanti giovani talenti
presenti in città; la città merita di guardare avanti, non indietro, e – ha
chiuso Sassoli – di scommettere sul futuro, di averlo un futuro”. Il finale al
candidato Sindaco: Un’altra Terracina è possibile, un’altra Italia è possibile.
Perché non possiamo passare alla storia come il paese del Bunga, Bunga; così
come non possiamo passare alla storia come la città che non “ha debiti”, ma
“difficoltà di cassa”. Su una cosa sono d’accordo, non ricordo chi l’ha detto,
anzi l’ha scritto: sono stati, pur nelle difficoltà dieci anni indimenticabili.
Ecco, – ha chiuso Zappone – è arrivato il momento di voltare pagina, di reagire,
di scegliere”.

Alessandro Di Tommaso, segretario del Partito democratico – circolo di Terracina
Mimmo Zappone, candidato Sindaco

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Si terrà lunedì 9 maggio 2011, alle ore 17:00, presso la sala meeting
dell’Albergo Mediterraneo, il seminario dal titolo “Sanità: ieri, oggi e domani”

Interverranno:
On. Ferruccio Fazio, Ministro della Salute;
Sen. Claudio Fazzone, Coordinatore provinciale Pdl;
Dott. Renato Sponzili, Direttore generale ASL Latina;
Dott. Armando Cusani, Presidente della Provincia di Latina; Dott. Nicola
Procaccini, candidato a Sindaco del Comune di Terracina;
Dott. Roberto Palmacci, candidato al Consiglio Comunale di Terracina.
Nei prossimi giorni è prevista inoltre, in occasione della campagna elettorale
del candidato del centrodestra terracinese, la presenza dell’on. Renato
Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, il 12 maggio
alle ore 20:30 a Borgo Hermada e dell’on. Giorgia Meloni, Ministro della
Gioventù, il 13 maggio alle ore 18:00 per il comizio di chiusura a Piazza
Garibaldi.

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Il Pd invita i candidati in piazza La piazza: il luogo più idoneo, per
tradizione, al confronto davanti ai cittadini. Con questa convinzione, il
Partito democratico ha deciso per domani di convocare in piazza Garibaldi tutti
i candidati sindaco di Terracina per un confronto pubblico. Si partirà alle
18,30. Un moderatore esterno rivolgerà a Nicola Procaccini, Fabio Caiazzo,
Vincenzo Coccia, Domenico Zappone, Gianni Percoco e Gianfranco Sciscione tre
domande, identiche per tutti i candidati, sorteggiate tra tematiche quali
cultura, sport e tempo libero, risanamento economico, politiche sociali,
turismo, attività produttive, ambiente, patrimonio storico-artistico,
pianificazione urbanistica e mobilità urbana, politiche giovanili. Il tempo per
le risposte è stabilito in tre minuti. «Un momento, quello a cui abbiamo pensato
- ha spiegato il segretario del circolo Alessandro Di Tommaso – che vuole essere
di vero confronto tra i candidati Sindaco e che consentirà ai cittadini di
conoscere meglio coloro che aspirano a guidare la nostra città ». L’appuntamento
è per domani in piazza Garibaldi alle 18,30.
D. R.


Le campagne elettorali sono state sempre il momento in cui ha dato il meglio di
sé.
Anche i suoi nemici più acerrimi glielo hanno sempre riconosciuto: Stefano
Nardi è un cacciatore di voti come pochi. Guai a dirgli che, come
amministratore, non è stato altrettanto bravo. Guai a insinuare che è un pesce
fuor d’acqua ,ora che è dovuto restare a terra e non è potuto salire sulla
giostra elettorale. Ai detrattori il sindaco ha risposto con i manifesti «sei
per sei» spuntati proprio ieri lungo le strade con cui il primo cittadino,
circondato dalle liste delle cose fatte, dà il commiato alla città che ha
governato per dieci lunghi anni. Che succede sindaco, ha nostalgia della
campagna elettorale? No. Ho ritenuto giusto salutare tutti i miei concittadini.
Sono stati dieci anni indimenticabili che mi hanno dato una grande apertura
mentale e ringrazio coloro che me lo hanno permesso. Nel bene o nel male ho
cercato di fare il massimo. Molti, però, sostengono che lei è un politico
talentuoso ma è stato un pessimo amministratore. Condivide? Assolutamente no. Io
posso dirvi che nessuno cambierà mai niente, perché puoi pensare tutti i
progetti nella tua testa, ma poi il sistema non ti consente di cambiare. Io in
qualche modo ci sono riuscito, soprattutto negli ultimi due anni. Ho cercato di
dare una struttura reale e di vivibilità al Comune. Amo tanto la mia città e chi
sostiene che Terracina sia nel degrado dice il falso. Il degrado sono tanti
candidati a consigliere. Lei, spesso, si è distinto per sparate memorabili: tra
quelle più eclatanti resta l’attacco al vice questore Rita Cascella che aveva
lanciato l’allarme sulle infiltrazioni della camorra in città. Si è pentito? Sì,
sicuramente. Ho una grande stima della Cascella e, più in generale, di tutte le
forze dell’ordi – ne perché stanno in prima linea. Io, in quel momento, ero
incastrato dagli albergatori e altre forze produttive che temevano che simili
allarmi potessero avere delle ricadute negative sul piano turistico. Ad ogni
modo, quella sparata non la rifarei. E la camorra… L’attività amministrativa
non è mai stata condizionata. Per il resto, notoriamente, la provincia di Latina
è una grossa lavatrice di denaro, ma non posso starci dietro io: è compito delle
forze dell’ordine. Io sono stato un sindaco, non uno sceriffo. Lei ha cacciato
più assessori di quanti allenatori abbia esonerato il presidente del Palermo
Zamparini. Quasi tutti si sono ripresentati: non hanno capito la lezione o ha
esagerato lei? Non c’è da capire una lezione. Molte volte hanno sbagliato loro.
Alcuni si sono sono eliminati da soli e, comunque, alla base ci sono stati
sempre e solo motivi politici. C’è qualcuno tra i consiglieri della sua
maggioranza, oggi di nuovo candidati, per cui è disposto a spendere una parola?
I consiglieri della maggioranza degli ultimi due anni sono stati i migliori.
Hanno capito, quando sono diventato assessore al bilancio, che la festa era
finita e bisognava risanare il Comune. Verranno tutti rieletti. I candidati a
sindaco: chi salvere bbe? Salverei Nicola Procaccini perché è un giovane, una
persona non contaminata e, soprattutto… è del mio schieramento! Chi butterebbe
dalla torre? Tutti gli altri! Soprattutto Vincenzo Coccia, che dice che se
diventa sindaco dichiara il dissesto. Io, quando sono stato eletto la prima
volta, mi sono trovato in una condizione simile, ma ho accettato la sfida.
Pronostici elettorali? Ballottaggio tra Procaccini e Coccia. Cosa le mancherà
della sua esperienza di sindaco? Assolutamente nulla. Sapevo che, prima o poi,
questa fase della mia vita sarebbe terminata. E so pure che non ci rimetterei
nulla a cambiare vita. Fortunatamente non vivo di politica. Io sono stato un
sindaco che non ha preso lo stipendio, ma un rimborso spese di 700 euro al mese!
Lo scriva per favore. Dunque, dice addio alla politica? Non lo so, qualche
proposta l’ho avuta: vedremo. Per il momento, so solo che tornerò a lavorare a
tempo pieno in ospedale, poi mi concederò una lunga vacanza. Dove andrà? A
sfondarmi di pesca subacquea quindici giorni in Kenya e per altre due settimane
in Papua Nuova Guinea, nell’Oceano Pacifico. Buon viaggio!
Grazie!
Pierfederico Pernarella


QUANDO arrivi a Terracina pensi di vedere subito il mare e il Tempio di Giove. E
invece no, davanti agli occhi compare lo scempio delle montagne sventrate dalle
cave autorizzate senza controllo e in cui si scava fuori controllo. Parole crude
e dense di significato quelle di Francesco Forgione, già presidente della
Commissione nazionale antimafia ed esponente di punta di Sinistra Ecologia e
Libertà, che giovedì sera ha parlato davanti a una platea di circa 300 persone
raccolte nella sala conferenze dell’Hotel Palace per sostenere la candidatura a
sindaco di Vincenzo Coccia. Dopo una breve presentazione del programma, il
segretario di Sel Vittorio Marzullo ha lasciato la parola al candidato Coccia. E
poi, accolto tra gli applausi, Forgione afferra il microfono. Ha così tanta
voglia di parlare di Terracina che non si ferma neppure per sorseggiare un
bicchiere d’acqua. Un’ora di mitragliate contro l’illegalità, l’infiltrazione
delle mafie nel territorio, usura, emergenza rifiuti e, ovviamente, l’appello a
«rompere con l’attuale modo di fare politica che ha distrutto Terracina».
Applausi a scena aperta: «Siamo convinti che andremo al ballottaggio, ve lo
prometto: dopo la prima tornata elettorale tornerò per guidare Vincenzo Coccia
alla vittoria al secondo turno». «Negli ultimi anni Terracina è stata
amministrata nel disprezzo delle regole. Nessuno potrebbe scommettere neppure 10
centesimi sulla trasparenza del governo di centrodestra. La magistratura faccia
seriamente il suo dovere con la Terracina Ambiente. Hanno pilotato le emergenze,
perché quando ci sono tonnellate di rifiuti in strada saltano tutte le procedure
di controllo e la malavita ne può approfittare. Il territorio di Terracina è a
forte rischio infiltrazione». Per questo Forgione al fianco di Coccia hanno
proposto un articolato programma di «risanamento della legalità»: trasparenza
assoluta su tutti gli appalti pubblici, un buon sindaco deve decidere che tutte
le gare con il massimo ribasso non si fanno più. E ancora stop a quelle ditte
che mettono in moto una girandola di subappalti a prezzi stracciati: significa
che stanno riciclando denaro sporco. «Terracina – ha concluso Forgione – dovrà
iniziare a comunicare di più con prefettura e avviare un continuo scambio di
informazioni con le forze dell’ordine». Non sono mancate stilettate al
centrodestra: Nicola Procaccini Gianfranco Sciscione, nessuno sconto. «Quei due
secondo voi sono divisi da valori ideali? Macché, non si sono messi d’accordo su
come spartirsi il bene pubblico. E poi questa patetica processione di ministri,
presidenti e tutto il potentato, se la potevano anche risparmiare. Spieghino
agli elettori come è stato possibile chiudere ospedali, lasciare le porte aperte
a racket, usura e scempi ambientali. Spieghino questo in campagna
elettorale».
Francesco Avena


SARA’ pure stata una coincidenza «fortuita» quella che ieri ha visto, a un
tempo, arrivare a Terracina il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e
licenziare da Palazzo Chigi il decreto sviluppo che dovrebbe risolvere un sacco
di problemi, dalle nostre parti, a ormeggiatori e operatori balneari. Fatto sta
che Nicola Procaccini, candidato della coalizione di centrodestra a Terracina,
nel convegno che si è svolto all’hotel Mediterraneo, alla presenza del
presidente di Federalberghi Enzo Grossi e dell’assessore al Turismo della
Regione Stefano Zappalà, ha potuto certo contare su una «cartuccia» che, sebbene
decisamente ad orologeria, nei fatti ha risollevato parecchio il morale del
settore, stretto tra l’incubo della Bolkestein che mette all’asta le concessioni
balneari, e i vincoli sui pontili. Il ministro ha illustrato punto per punto le
novità del decreto (che Procaccini ha definito «un piccolo miracolo»). «Una
svolta nel codice delle norme a sostegno dei balneari – ha esordito -. La nostra
costa non può paragonarsi a quella degli altri paesi europei, ha bisogno di
politiche diverse che non frenino gli investimenti duraturi. Ecco perché abbiamo
stabilito che il diritto di superficie per chi ha concessione demaniale duri per
90 anni. Gli imprenditori potranno lavorare con serenità e programmare il
proprio futuro e quello dei loro figli». Novità anche in materia di pontili, con
la «normativa salva-Ponza »: «Non sarà più necessario possedere un permesso,
basterà avere la concessione, anche se provvisoria. Rispettando, si intende le
leggi in materia ambientale». Ad affrontare la questione campeggi, altro nervo
scoperto del litorale, ci ha pensato Ubaldo Fusco, candidato nella lista “Pro -
caccini sindaco” e consigliere regionale di Faita Federcamping Lazio: «Gli
ultimi casi di sequestro di campeggi villaggi sono l’ennesimo campanello
d’allarme per un territorio che si è sviluppato nel caos di una regolamentazione
carente e mai espressione di una visione complessiva”. Fusco ha fatto notare
come a Fondi la normativa sia carente da circa 30 anni, e che dunque non sempre
gli operatori sono da considerarsi colpevoli, proponendo di intervenire su «tre
i livelli». «Il primo è politico e consiste in una molteplicità di decisioni
relative a strumenti urbanistici e destinazioni d’uso, infrastrutture e opere
pubbliche». Poi occorre «una task force di professionisti dovrà stilare una
pianificazione strategica» e «infine sarà compito degli imprenditori turistici
investire nel rispetto delle linee di indirizzo generali». Resta il fatto che
per Procaccini, presentare la propria candidatura con un decreto «salva
sviluppo» tra le mani alla vigilia del voto, è una bella «fortuna». Anche se c’è
già la Ue che invia punti interrogativi
all’indirizzo del governo.
Diego Roma



Federazione della Sinistra: Iacovacci e la gestione degli spazi elettorali.
Non sono trascorsi molti mesi da quando il coordinatore dell’UDC sig. Azzola,
chiese un incontro con i responsabili dei partiti di Terracina in vista della
prossima competizione elettorale. All’invito furono presenti oltre al sig.
Azzola, Iacovacci in rappresentanza della Federazione della Sinistra, il
segretario del PD, Di Tommaso, il coordinatore del PDL, Corradini, il segretario
di SEL, Marzullo, per la Destra, Di Natale, nella cordialità della serata
l’ospite propose un patto tra gentiluomini, chiaramente, non su accordi
elettorali, sulla politica di governo ma una sorta di costume etico della
gestione degli spazi elettorali. Tutti i presenti furono d’accordo sulla
necessità di limitare l’esondazione dei manifesti sugli spazi altrui e ci fu un
impegno fondato sulla parola dei presenti a non travalicare gli spazi assegnati,
a non sporcare la città, ad evitare conflitti che potessero creare disturbo e
magari violenze. Non fu data una forma scritta all’accordo confidando
nell’onestà dei partecipanti. Oggi è sotto gli occhi di tutti la situazione
dell’occupazione degli spazi elettorali, tant’è che siamo stati costretti a
depositare sia al comune di Terracina sia al comando della polizia municipale
per il rispetto dei diritti Democratici un esposto con la richiesta di denuncia
dell’occupazione selvaggia degli spazi assegnati alla Federazione della
Sinistra. Noi riteniamo che questi comportamenti dimostrino ancora una volta il
“vulnus” della Democrazia che non può reggersi sulla prepotenza ma sulla
partecipazione e TUTTI debbono avere la possibilità di concorrere
all’amministrazione della città per “i progetti” “le idee” non per l’arroganza,
la sopraffazione la compravendita dei consensi. Non è Democrazia dire abbiamo
450 o 500 candidati, ma dire ai cittadini quali sono i programmi su cui si basa
la propria disponibilità, cosa si propone di realizzare, come realizzare con chi
realizzare il proprio progetto, ma questo è altra cosa, oggi assistiamo al turpe
spettacolo di vandali armati non delle nobili armi, ma di ramazza e secchi ed il
pacco di carta con sopra il faccione del proprio padrone. Noi riteniamo che
nell’assenza delle istituzioni la Democrazia sia sospesa e cosa farà se la
federazione della Sinistra occuperà spazi altrui? Sarà assente e/o compiacente o
sarà per l’applicazione della lex dura lex sed lex? Cosa farà il responsabile
del servizio addetto sequestrerà gli spazi assegnati alla Federazione della
Sinistra, ripristinerà i luoghi con i simboli adeguati o farà finta ancora una
volta di niente sino alla mattina dell’elezione? Provvederà prima dell’apertura
dei seggi a togliere i manifesti illegali davanti ai seggi che per comodità gli
inviamo, La cabina telefonica della scuola elementare fiorini, Delle pareti
dell’arena Pilli, della fermata della scuola Monti, dove da anni si assiste alla
presenza di manifesti sempre e solo di una parte della politica, quella del
potere. La Federazione della Sinistra si propone di non lasciare che le cose
continuino ad essere penalizzanti per chi combatte con le idee e non con
l’arroganza e portrà in tutte le sedi i responsabili del degrado.
Federazione della Sinistra
Roberto Iacovacci.



Marzullo, SEL: no alla demagogia si al pragmatismo
A fronte di proposte populiste e demagogiche che sanno tanto di promesse da
marinaio, fatte in piena campagna elettorale, da parte di candidati a sindaci,
in merito al ritorno a Terracina del reparto neonatale, soprattutto da parte di
quel candidato che più affinità ed amicizia rivendica nei confronti del
COMMISSARIO REGIONALE ALLA SANITA’ POLVERINI, NOI RISPONDIAMO SEMPLICEMENTE CON
PROPOSTE CHE HANNO L’OBIETTIVO PRIORITARIO DI CONTRASTARE E NON FAR APPLICARE IL
PIANO SANITARIO POLVERINI SULL’OSPEDALE DI TERRACINA.

INFATTI, TALE CONTRASTO E’ FINALIZZATO A:

1) EVITARE LO SMANTELLAMENTO DEI REPARTI UNIVERSITARI OGGI ESISTENTI QUALI
UROLOGIA, OCULISTICA, DERMATOLOGIA ED OTORINOLARINGOIATRIA, PER UN TOTALE
COMPLESSIVO DI 13 POSTI LETTO.

2) ALLARGARE IL NUMERO DI POSTI LETTO DELL’OSPEDALE DESTINANDO L’ATTUALE SPAZIO
OCCUPATO AL PIANO TERRA DAGLI UFFICI AMMINISTRATIVI ALLA LORO DESTINAZIONE
ORIGINARIA E CIOE’ AI REPARTI DI DEGENZA.

3) RAFFORZARE IL PRONTO SOCCORSO AUMENTANDO LE SALE VISITA, ADEGUANDO GLI
ORGANICI, MEDICO E PARAMEDICO, ISTITUIRE UN’AREA DI OSSERVAZIONE A DISPOSIZIONE
DEL PRONTO SOCCORSO PER EVITARE COSTOSI RICOVERI IMPROPRI. C’E’ DA RILEVARE CHE
IL PRONTO SOCCORSO EFFETTUA ATTUALMENTE CIRCA 35.000 INTERVENTI L’ANNO E CHE A
CAUSA DELLA CHIUSUSRA DEGLI OSPEDALI DI SEZZE E PRIVERNO QUESTO NUMERO E’
DESTINATO AD AUMENTARE E NON SI PUO’ AFFRONTARE IL PERIODO ESTIVO CON LA STESSA
STRUTTURA DEL PERIODO INVERNALE. DEVE ESSERE PER FORZA DIVERSA LA STRUTTURA DEL
PRONTO SOCCORSO TRA UNA CITTA’ DI 40.000 ABIATNTI DA UNA DI 300.000 ABITANTI.

4) VISTA L’ALTA QUALITA’ DEGLI INTERVENTI OPERATORI CHE VENGONO EFFETTUATI IN
OSPEDALE URGE UNA SALA DI RIANIMAZIONE AL SERVIZIO E DEL PRONTO SOCCORSO E
DELL’OSPEDALE, ANCHE PER DARE UN SENSO AL PROGETTATO INVESTIMENTO SULL’ELIPORTO
A DISPOSIZIONE DELL’OSPEDALE.

Ecco, al di la di ogni demagogia, basterebbe difendere, migliorare e completare
l’esistente per aver raggiunto un eccellente risultato, senza mettersi in
stupide competizioni campanilistiche, sulle nascite. E’ prioritario difendere un
servizio qualificato che tuteli la salute veramente della gente, facendo restare
a Terracina l’Università e dando alla stessa adeguati spazi per operare.

In questa direzione va la visita ISTITUZIONALE, presso l’Ospedale di Terracina
dell’ON. LUIGI NIERI, capo gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà al Consiglio
Regionale del Lazio. Tale visita avverrà il prossimo 11 Maggio alle ore 11.00, e
l’ON Nieri, sarà accompagnato dal segretario del circolo di SEL di Terracina
Vittorio Marzullo, dal Dott. Percoco Simone e dalla Dottoressa Lodi Daniela,
candidati nella lista SEL per il rinnovo del consiglio comunale.

Tale visita conclude un primo ciclo di interventi di SEL sull’ospedale di
Terracina, la presenza dell’ON. Nieri ha lo scopo di far alzare il livello del
confronto sulla Sanità cittadina e dal mero livello locale farlo diventare un
punto all’ordine del giorno del Consiglio Regionale.

La conclusione della visita dell’ON. Luigi Nieri sarà nel pomeriggio con una
conferenza stampa presso la sede elettorale del candidato a Sindaco Vincenzo
Coccia.
Il segretario del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà
Vittorio Marzullo



La Destra: visita dell’Assessore regionale Buontempo
Nella mattinata di domenica 8 maggio giungerà in città il presidente de “La
Destra” Teodoro Buontempo, attuale Assessore regionale con delega alle Politiche
per la Casa, al Terzo settore, al Servizio civile e alla Tutela dei consumatori.
A partire da mezzogiorno, sarà presente in Piazza Garibaldi presso il gazebo
allestito da “La Destra” e “Gioventù italiana” per sostenere i candidati in
vista dell’ormai prossima tornata elettorale. Nel corso dell’incontro si parlerà
in particolare del Piano Casa, mirato a sopperire all’emergenza abitativa che
affligge sempre più famiglie. “Un dramma sociale da affrontare concretamente”,
come sottolineato a più riprese dallo stesso Buontempo, che del Piano Casa ha
fatto un punto centrale della propria attività in seno alla Giunta Polverini. Un
programma, il Piano Casa, del resto caro anche ai componenti de “La Destra” di
Terracina, tanto da costituire la base del progetto politico che si sta
illustrando alla cittadinanza e che si intende perseguire appoggiando la
candidatura a sindaco di Nicola Procaccini. A fare gli onori di casa, tra gli
altri, il coordinatore locale di “Gioventù italiana”, Antonio Menissale, che si
presenterà nella lista de “La Destra”.


Nasce il Movimento P.E.R. a Terracina
Firmato l’impegno della Lista Procaccini Sindaco per una dimensione etica della
politica cittadina È stato firmato dal candidato al Consiglio Comunale
Gianfranco Azzola il Manifesto programmatico P.E.R. (Politica, Etica e
Responsabilità), che pone il movimento politico promosso dall’on. Olimpia Tarzia
a garanzia dei principi etici e di responsabilità sociale assunti dalla Lista
civica Nicola Procaccini Sindaco. Fondatrice del Movimento per la vita ai tempi
della legge 194 del 1978 sull’aborto, Olimpia Tarzia e i suoi volontari hanno
permesso a 120mila bambini di nascere, ospitando le loro madri in difficoltà in
Case e Centri di accoglienza sparsi in tutta Italia. “Ho dedicato la mia
esistenza alla difesa del diritto alla vita e alla sua dignità, valori che
trascendono ideologie e schieramenti dei partiti e fanno della politica
l’espressione della più alta forma di carità” ha spiegato l’onorevole alla
platea di giornalisti e cittadini, per la maggior parte giovani e studenti,
intervenuti alla conferenza nella Sala Valadier . A un certo punto, però,
l’associazionismo e il volontariato le hanno dimostrato un grande limite: “In
questi anni mi sono resa conto che non è operando solo all’esterno dei ‘palazzi’
che possiamo cambiare le cose: dobbiamo fare in modo che il nostro progetto
culturale sia condiviso laddove si fanno le leggi e si decide il futuro della
società”. È questa riflessione che ha spinto Olimpia Tarzia a entrare in
politica e diventare il consigliere regionale più votato della Lista Polverini:
“Oggi ricopro il ruolo istituzionale di presidente della Commissione Istruzione
della Regione Lazio – ha riferito – e credo fermamente nella necessità di
formare una nuova classe dirigente, composta di giovani ben preparati sul piano
della tecnica amministrativa, ma soprattutto su quello dei contenuti della
politica e quindi sui principi della bioetica”. Questa mattina la presenza
dell’on. Olimpia Tarzia e la firma del Manifesto P.E.R. da parte di Azzola hanno
voluto rappresentare il segno tangibile dell’impegno della Lista Nicola
Procaccini Sindaco per una dimensione etica della politica a Terracina.

“Sono felice che, ancora una volta, abbiamo l’occasione di ricordare ai
cittadini terracinesi che c’è una dimensione orizzontale della politica, fatta
di buona amministrazione per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani, e
una dimensione verticale, da cui non si può mai prescindere, che risponde a
valori profondi e principi etici non negoziabili” ha aggiunto il candidato
sindaco al termine dell’incontro.



Nuova Area, lista a sostegno del candidato sindaco Gianni Percoco, propone una
rivoluzione.
Una rivoluzione pacifica culturale ispirandosi ai principi delle
leggi dello Stato. Una riforma che parti dall’origine, che attraverso il
programma elettorale presentato ai cittadini si diffondi nella cultura generale
“del fare politica”. Pochi ma essenziali punti programmatici, di facile ed
economica sostenibilità ma che mirino a cambiare radicalmente il rapporto
elettore- rappresentante. Si comincia dallo Statuto comunale passando per la
Costituzione della Repubblica. Infatti, la legge n. 131/2003, in armonia con
l’art. 117 della Costituzione e con i principi generali in materia di
organizzazione pubblica in essa sanciti, stabilisce i principi di organizzazione
e funzionamento dell’ente, le forme di controllo, anche sostitutivo, nonché le
garanzie delle minoranze e le forme di partecipazione popolare. Tutto questo
nell’attuale Statuto del Comune di Terracina non esiste. E Nuova Area intende
partire da qui. Occorre dunque prevedere nello Statuto, possibilmente in un
apposito capo o sezione denominato “Trasparenza amministrativa” oppure
“Pubblicità e accesso”, il principio generale in base al quale tutta l’attività
amministrativa dell’ente si uniforma al principio della massima trasparenza e
accessibilità delle informazioni e dei documenti. In generale nello Statuto
dovranno essere indicate la modalità di pubblicazione degli atti amministrativi
e le tipologie di atti da pubblicare nonché prevedere il diritto di accesso agli
atti e alle informazioni. Relativamente al primo aspetto, occorre già a livello
di Statuto dare attuazione a quanto disposto dalla legge n. 69/2009, prevedendo
l’esistenza di un albo pretorio telematico, tenuto conto che già dall’1 gennaio
2011 la pubblicazione telematica è l’unica che garantisce effetti legali alla
pubblicità degli atti. Ad oggi è possibile individuare nello Statuto l’albo
telematico come una nuova modalità di pubblicazione da affiancare o anche da
utilizzare in alternativa all’albo tradizionale. In futuro invece occorrerà
aggiornare lo Statuto all’obbligo normativo indicato individuandolo come unico
mezzo di pubblicità legale ed eventualmente indicare gli altri sistemi di
pubblicità come meramente integrativi. In poche parole la normativa nazionale ci
dice che a breve l’albo pretorio telematico sarà l’unico strumento di pubblicità
notizia con efficacia legale degli atti amministrativi dell’ente. Ma quali sono
le opportunità e quali vantaggi ne possa trarre la comunità da tale strumento lo
spiega Agostino Alla, candidato al consiglio comunale alle prossime elezioni
amministrative nelle fila del movimento creato dall’On. Gianfranco Conte.
“Nell’albo pretorio telematico andrebbero innanzitutto pubblicate le tipologie
di atti oggetto di pubblicazione obbligatoria come le deliberazioni degli organi
di governo (giunta e Consiglio), gli atti monocratici del Sindaco e le
determinazioni dirigenziali. La proposta di Nuova area di istituire l’albo
pretorio telematico ottempera inoltre a quanto stabilito dal Consiglio di Stato
che con apposita sentenza ha ritenuto che la pubblicazione all’albo pretorio
tradizionalmente per le deliberazioni degli organi collegiali riguardi non solo
le deliberazioni degli Organi di governo ma anche le determinazioni
dirigenziali. Quindi in riferimento alla grave crisi finanziaria dell’ente si
renderebbe necessario, opportuno ed obbligatorio pubblicare con cadenza annuale
sull’albo pretorio telematico, soprattutto nel rispetto della comunità
inconsapevole dei costi della politica, fonti fondamentali di spesa come gli
indicatori dei tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e
forniture, (indicatore di tempestività dei pagamenti) e dei tempi medi di
definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi. Ma non solo. Si pensi
ad esempio alle opere pubbliche, servizi e forniture anche di importo inferiore
alla soglia comunitaria attuale. Insomma noi ci preoccupiamo anche delle imprese
e delle aggiudicazioni sospette”.
Se non è una rivoluzione culturale questa!!!!!!!
AGOSTINO ALLA


Nonostante i numerosissimo problemi della nostra città la campagna elettorale si
caratterizza per l’applicazione, da parte di molti, dei metodi di sempre.
Programmi favolistici, promesse da marinaio, tanto, troppo, veleno.
Forse
qualcuno dimentica che il clima da guerra civile non fa bene a nessuno,
tantomeno a Terracina. Occorre invece rimboccarsi le maniche per ricostruire una
città martoriata e vilipesa da vent’anni di pessima amministrazione e cattiva
opposizione. Perché se Terracina è ridotta socialmente, economicamente e
politicamente a cumulo di macerie le responsabilità vanno ricercate nella
politica degli ultimi decenni. E’ necessario, quindi che una nuova classe
dirigente, fatta di persone capaci ed affermate nei propri ambiti, anziché
promettere mari e monti basi la propria azione amministrativa su tre fasi
fondamentali: gestione dell’emergenza, soprattutto quella finanziaria, quella
legata alla raccolta di smaltimento dei rifiuti e quella dei servizi al
cittadino; rilancio della città, con nuove idee e ricorso a politiche attrattive
di investimenti e finanziamenti pubblici; costruzione di una Terracina
condivisa, non più caratterizzata dalla guerra civile tra bande, ma in cui
ognuno, pur nella diversità di posizioni, possa proporre anziché arroccarsi su
un terreni di aggressione e scontro personale. Tutto ciò non sarà possibile,
però, se non si afferma il primato dell’etica e della legalità nella pubblica
amministrazione e nella politica. Questo è lo spirito con cui un gruppo di
persone si sono proposte alla cittadinanza, creando un movimento che parta dal
momento elettorale, ma che deve andare oltre. Terracina ha bisogno di persone
che vogliono bene alla città e che devono essere aiutate dai cittadini, non
soltanto in termini di appoggio elettorale ma anche di partecipazione e calore.
Solo così il cambiamento potrà condizionare il nostro futuro.
Il Coordinatore della Lista Nicola Procaccini Sindaco
Avv. Emilio Marigliani

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Abbiamo realizzato e trasmesso la prima puntata della trasmissione “Te lo dò io il Sindaco” nella quale abbiamo ospitato il primo dei 7 candidati Sindaci, Vincenzo Coccia.

Coccia non si è tirato indietro e , sotto il fuoco di fila delle nostre domande, ci ha rilasciato dichiarazioni interessanti.

Il Dissesto finanziario come punto cardine per il risanamento delle casse dell’ente, mossa che ,a suo parere, “può far paura solo alle coalizioni che vedono presenti amministratori che lo hanno causato” – dice Coccia – con chiaro riferimento alle coalizioni di Gianfranco Sciscione e Nicola Procaccini in primis.

Video importato

YouTube Video

Coccia ci rivela anche eventuali risvolti politico-elettorali, se si andasse al ballottaggio accetterebbe solamente il PD come interlocutore, netta chiusura per tutti gli altri schieramenti; mette l’accento il candidato però sulle colpe della spaccatura della sinistra, a suo dire tutte riferibili alle correnti interne del Partito Democratico, ” se 2 consiglieri comunali hanno deciso di dar vita ad un’altro schieramento di centro-sinistra e uno è passato addirittura al centro-destra va da sè che chi è rimasto nel partito debba porsi alcune domande”

A breve sarà possibile vedere il video integrale dell’incontro sul sito www.TerracinaRialzati.com, ma cogliamo l’occasione per ricordarvi il prossimo appuntamento, Stasera 06 Maggio alle 20.30 con il candidato Pd Mimmo Zappone.

Per vedere la diretta e porre le tue domande al candidato tramite chat dedicata clicca qui

Terracina Rialzati

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Terracina: Il municipio non riesce a pagare il prestito avuto per
risarcire i creditori

Si scrive «factoring», si legge dilazione del debito.
Il sistema adottato all’epoca dall’assessore comunale al Bilancio Giuliano Masci
doveva funzionare da soluzione-tampone in funzione «anti-buffi». Tanti erano i
creditori che bussavano alla porta del Palazzo. Il rischio era che il Comune
rimanesse asfissiato dalle loro pressioni. Ricorrendo a delle operazioni ad hoc,
si poteva ottenere che delle società finanziarie specializzate si accollassero i
debiti del Comune, che, da parte sua, si impegnava a rifonderle attraverso un
comodo pagamento rateale. Erano soddisfatti tutti: i creditori (che altrimenti
avrebbero dovuto attendere ancora anni), il Comune (che provava a respirare) e
le società di factoring (ricevevano una loro provvigione). Ora il castelluccio
si è cominciato a rompere e quello che fu indicato all’epoca addirittura come un
prodotto di finanza creativa ha rivelato tutta la sua inefficacia a risolvere in
maniera incisiva una congiuntura da dissesto strutturale, se non accompagnata da
un’accorta politica di contenimento e razionalizzazione della spesa e di
sviluppo delle entrate. Il caso riguarda un’operazione in particolare, quella
chiusa con la società di factoring del gruppo Unicredit. Si era rivelata come un
provvidenziale «ombrello» sotto il quale avevano trovato riparo una decina tra
ditte e cooperative sociali. Per i creditori non ci sono stati problemi, ma per
l’Unicredit sì. Le pattuizioni sono state assolte in parte. Pochi i ratei che il
Comune ha pagato regolarmente alla scadenza. Sommandosi i ritardi, l’ente locale
s’è trovato fuori di oltre due milioni di euro. Uno scoperto che l’istituto
finanziario non ha ritenuto di poter sostenere oltre un certo limite, per cui ha
fatto ricorso alle aule di tribunale, ottenendo senza problemi un decreto
ingiuntivo esecutivo di oltre 2 milioni di euro. Il provvedimento in questione
non fa che accrescere la grave situazione di deficit e comporta, come ben si può
intuire, un aggravio di spese e di interessi legali. Insomma, quella che le
amministrazione Nardi lasciano in eredità è una situazione compromessa, al
limite dell’ingovernabilità. È certo: chi salirà a Palazzo andrà a gestire,
prima di ogni altra cosa, i debiti.
di Ercole Bersani

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Conservava 86 grammi di cocaina purissima, ma lei ha detto che le era stata
lasciata in custodia.

Mano clemente del giudice Catracchia, che ha condannato la giovanissima I.B. ad
un anno e 10 mesi di carcere, ridandole la libertà, in virtà della sua
illibatezza penale. La Gdf di Terracina aveva trovato nella sua cameretta «neve»
del valore potenziale di 100 mila euro. «La scatola mi è stata affidata dal mio
fidanzato, morto pochi giorni fa. Non sapevo cosa contenesse» si è giustificata
nel processo per direttissima. L’avvocato difensore Adelindo Maragoni ha chiesto
ed ottenuto il patteggiamento. I.B. è stata condannata a 22 mesi (pena sospesa).
Ventidue come sono i suoi verdi anni, sfiorati da una vicenda pesante, che
rimanderebbe ad un giro di droga, proveniente da determinati ambienti
camorristici campani.
Erc.

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L’azienda Speciale: le cose fatte i conti che …
Leggo dagli organi di stampa che l’Azienda Speciale Terracina ipotizza un
incontro pubblico, con i candidati a sindaco, per rappresentare cosa è in
effetti oggi l’Azienda Speciale. Sarebbe ora che venisse dato conto finalmente
delle azioni fatte e del costo analitico di quanto incassato e speso. Nella nota
stampa, si afferma che dal dicembre 2010 gli uffici finanziari dal Comune non
emettono mandati a favore dell’Azienda,ma non si dice che ciò è dovuto al fatto
che la stessa non ha mai ottemperato agli artt. 9 e 10 del contratto di servizio
che subordinano il pagamento alla presentazione di report trimestrali per
giustificare analiticamente l’operatività e i costi sostenuti. Nella stessa nota
l’azienda afferma che, nonostante il comune non abbia emesso mandati di
pagamento da sei mesi, la stessa ha pagato tutti gli stipendi, ma non chiarisce
da dove abbia preso il denaro. Sarebbe davvero necessario un confronto pubblico
per accertare se, oltre alle rimesse regionali o a quanto pagato dagli utenti
per servizi a domanda individuale, ci siano state proventi di altra natura. A
tal proposito sarebbe interessante sapere come sono stati utilizzati i 443.138
euro, quasi tutti di spettanza diretta del Comune di Terracina, che il Comune di
Fondi, verso la fine del 2010, ha rimesso all’Ente comunale , ma che sembra
siano transitati direttamente nella disponibilità dell’Istituzione e, quindi,
dell’Azienda , mentre li si sarebbe dovuto accreditare alle casse comunali..
Sarebbe da chiarire, inoltre, come siano stati utilizzati gli 87.000 euro
depositati sul conto corrente dell’Istituzione e dati nella disponibilità
dell’Azienda nonostante la mancanza di parere di legittimità da parte degli
uffici finanziari, visto che l’istituzione è il liquidazione. Come sarebbe
interessante sapere se l’Azienda ha attinto ai circa 45.000 già accreditati sul
conto dell’Istituzione come contributo regionale per affitti 2006 o se attingerà
e come spenderà gli ulteriori 49.316 euro pervenuti sul conto dell’Istituzione
per lo stesso titolo o i 96.565 euro pervenuti dalla regione per contributo
fitti 2008 e accreditati anch’essi sul conto dell’Istituzione. Sarebbe ora
che,finalmente. si chiarisca e si renda trasparente l’operato dell’Azienda e che
si riporti la gestione dei servizi sociali sotto il controllo del Comune; e,
allora, ben venga un confronto pubblico, anche per chiarire le connessioni
contabili tra Azienda e Istituzione, che è in liquidazione e della quale il
liquidatore è lo stesso direttore dell’Azienda.
Gino Di Mario

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La filiera dei Miracoli: un bluff
Chiude il Reparto di Cardiochirurgia al “Santa Maria Goretti” di Latina. Anche
l’ambulatorio ginecologico dell’Ospedale Fiorini di Terracina, dopo il reparto
di ginecologia e ostetricia, rischia di prendere un’altra direzione (forse
quella di Fondi?). Eppure i candidati di centro destra non parlano d’altro che
del presunto potere della filiera di governo. Regione, Provincia, Comune: l’asse
di ferro, proposto ai cittadini come la soluzione per uscire dallo stallo, dal
degrado e dall’abbandono in cui versa Terracina e di cui loro stessi sono i
responsabili. Al di la del fatto che le Istituzioni sono, o dovrebbero essere
rappresentativi di tutti, non di una parte, il centro-destra sembra aver
dimenticato di governare Comune e Provincia (fino ad arrivare al Governo) da
dieci anni. Quando invece di puntare sui programmi, si fa la politica per
slogan, questi si rivelano per quel che sono: un bluff. Le chiacchiere stanno a
zero, perché ciò a cui assistiamo da tempo è una “filiera di governo” che
promette miracoli, ma nei fatti ha tagliato e continua a tagliare fondi e
servizi! A luglio dell’anno scorso abbiamo sollevato, a più riprese, la
questione delle Macroaree, di un Piano Polverini sulla Sanità che, spacciato per
una riorganizzazione del sistema, è servito solo a spalmare il debito della
sanità romana sulle Province laziali, sui cittadini considerati di serie B, su
noi cittadini che dopo l’ennesima promessa vuoto, non avremo altra possibilità
di curarci se non prendere un treno e inserirci nelle interminabili liste di
attesa degli ospedali romani. Eppure l’art. 32 della nostra Costituzione recita:
“La Repubblica italiana tutela la salute come diritto fondamentale
dell’individuo, e interesse della collettività”. E conclude: “La legge non può
in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. “Per
i cittadini della Provincia di Latina e di Terracina in particolare, questo
diritto non vale?” Si chiede il PD di Terracina, e ancora ” Perché è stata così
fortemente penalizzata una situazione virtuosa come quella della Ausl di Latina,
che nel 2005 perdeva 140 milioni di euro e che nel 2010 ha chiuso invece in
pareggio?” Altro che filiera di governo indispensabile! Dov’erano in questi anni
la Polverini, Fazzone, Alfano, Brambilla e gli altri di passaggio da queste
parti, solo di passaggio e solo per fare da sponsor ai loro pupilli in questa
campagna elettorale? Dov’erano dunque mentre decidevano di chiudere il reparto
di cardiochirurgia a Latina, mandando in fumo il DEA di II livello al Goretti di
Latina, e rilegando, di fatto, la sanità pontina ad un centro di smistamento dei
pazienti della nostra provincia? Dov’erano questi signori che ormai da anni
governano il Paese, la regione, la provincia e il nostro comune quando si
decideva di chiudere a Terracina anche l’ambulatorio di ginecologia? Con l’asse
di centro destra Regione-Provincia-Comune i programmi incentrati a riportare
almeno un punto nascita al “Fiorini” diventeranno solo carta straccia. “Noi con
Mimmo Zappone – spiegano i candidati del Partito democratico Pecchia, Renzelli,
Giuliani e Genosino, impegnati da sempre, non da oggi, per mantenere in vita il
“Fiorini” – lavoriamo affinché l’Ospedale resti un Ospedale, non una passerella
per aspiranti politici; un Ospedale efficiente in cui possano convivere il
meglio della tradizione ospedaliera e della specialistica universitaria, creando
sviluppo e valorizzando anche la presenza degli studenti fuori sede e non.
Questo è l’impegno che prendiamo con la città: una città sistema che si prende
cura di tutti. Perché un’altra Terracina è possibile”.
Mimmo Zappone, candidato Sindaco
Alessandro Di Tommaso, segretario del Partito democratico – circolo di Terracina

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Intervista a Vincenzo Coccia, candidato sindaco
Vincenzo Coccia, candidato sindaco di SeL, Federazione della Sinistra, Idv e la
lista civica ‘Vincenzo Coccia per Terracina’, in vista delle elezioni
amministrative ha accettato di rispondere alle nostre domande.
Che idea si è fatto della situazione finanziaria del Comune e come intende
affrontarla? La situazione economico finanziaria del comune di Terrracina versa
in una condizione di oggettivo dissesto. I cittadini pagano le imposte locali
come se il Comune fosse stato dichiarato dissestato pur mancando tale
dichiarazione. Ciò per un duplice ordine di motivi: il primo attiene al timore
delle ricadute politiche in capo a coloro che tale dissesto hanno provocato; il
secondo attiene alle inevitabili conseguenze di carattere patrimoniale che gli
amministratori che hanno provocato il dissesto subirebbero da tale dichiarazione
dovendone rispondere all’erario. Oggi dichiarare il dissesto invece conviene
perché uno degli effetti che il dissesto produce è il blocco degli interessi sul
debito il cui complessivo ammontare è talmente elevato da essere addirittura di
difficile la quantificazione da parte del dipartimento delle finanze del comune
e dai revisori dei conti.
Quali sono i progetti qualificanti del suo programma e con quali risorse
finanziarie intende attuarli? Previa dichiarazione dello stato di dissesto
occorre avviare una operazione di risanamento finanziario recuperando
l’imponente evasione ICI e TARSU; occorre inoltre ammodernare la macchina
amministrativa con dirigenti selezionati in base ad un concorso pubblico
trasparente ed aperto. Previa verifica della possibilità giuridica di procedere
alla chiusura della Terracina Ambiente, va avviata la raccolta differenziata dei
rifiuti. Va inoltre costituita la Fondazione per la gestione e valorizzazione
del patrimonio storico architettonico coinvolgendo i privati, da un lato, e
l’amministrazione che conferirebbe alla Fondazione i beni da gestire e
valorizzare. Tali operazioni sarebbero a costo zero.
Secondo lei, esiste a Terracina la malavita organizzata? Che cosa può fare il
Comune al riguardo? Terracina come il resto della Provincia di Latina sconta
purtroppo un abbassamento della qualità della capacità investigativa a fronte di
una progressiva penetrazione nel tessuto economico sociale della criminalità
organizzata. La presenza in loco di esponenti legati ad alcuni clan camorristici
ed i sequestri operati a personaggi dell’imprenditoria locale, in quanto
provento di attività illecita, soprattutto nel campo immobiliare, sono
preoccupanti. Alla politica spetta il compito di evitare che gli organismi
istituzionali e l’azione amministrativa nel suo complesso possano subire forme
di inquinamento tale da consentire agli interessi illegali di continuare a
ramificarsi.
In che cosa lei si sente più credibile ed affidabile rispetto agli altri
candidati? Per quanto mi riguarda credo di essere il solo che in campagna
elettorale ha il coraggio di affrontare a viso aperto alcuni temi, quali appunto
quelli della legalità e della necessità di dichiarare il dissesto.
Se lei sarà eletto, saranno i partiti che la sostengono a scegliere gli
assessori, magari individuandoli nei più votati, come è spesso successo
finora?La nomina della compagine di governo sarà concertata con i soggetti che
ne fanno parte dando la precedenza, nei criteri di scelta, alle competenze
individuali e ad eventuali pregresse esperienze amministrative. Nessuna
rilevanza verrà attribuita ai voti conseguiti dai singoli consiglieri comunali eletti.
Andrea Di Lello

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Il tour elettorale del candidato a sindaco Nicola Procaccini
Con l’assessore regionale Ciocchetti si è discusso di Piano Casa Gli impegni
della Regione per la riqualificazione urbanistica di Terracina
Quali impegni possono arrivare dalla Regione Lazio per le nostre politiche sul
territorio? Lo abbiamo chiesto a Luciano Ciocchetti, assessore all’urbanistica
alla Pisana, intervenuto al convegno organizzato dall’Udc il 4 maggio presso
l’Hotel Palace di Terracina a cui hanno partecipato, per discutere del Piano
Casa, il candidato sindaco del Pdl Nicola Procaccini, l’onorevole Aldo Forte e
il senatore Michele Forte. “Il primo impegno – ha risposto Ciocchetti – è quello
di aiutare l’amministrazione comunale a rilanciare una capacità di
pianificazione del territorio accelerando i tempi di esame e approvazione degli
elementi urbanistici”. “Un altro esempio – ha aggiunto l’assessore
all’Urbanistica – è nella riqualificazione di quelle aree spontaneamente sorte e
che devono essere dotate di servizi essenziali: in questo il nostro apporto è
nel sostegno dell’amministrazione comunale in un’azione di recupero e
urbanizzazione primaria”. Ma per l’onorevole Ciocchetti il vero protagonista
delle politiche urbanistiche per la regione Lazio, Terracina compresa, è il
Piano Casa, che darà “la possibilità di una ripresa economica ed edilizia, oltre
che di riqualificazione del patrimonio esistente”. “Una grande opportunità” a
cui l’Udc ha lavorato molto e che affronta l’urbanistica regionale con
“un’ottica nuova che si basa sul principio del non consumare solo il terreno
libero, come avveniva con i precedenti piani urbanistici, ma sulla logica del
riuso”. Mentre sui tempi di approvazione della C2, l’assessore regionale ha
dichiarato: “Ho firmato la delibera e ora andrà in giunta. Si tratta di
aspettare per una serie di verifiche tecniche a cui sarà sottoposta la proposta,
che comunque sta seguendo un iter assolutamente normale”.
L’assessore regionale Lollobrigida a confronto con lavoratori e utenti del
trasporto locale È iniziata di buon mattino la giornata di Francesco
Lollobrigida, assessore regionale alle Politiche di Mobilità e Trasporto
Pubblico Locale, per la visita a tutte le categorie di riferimento in compagnia
del candidato a sindaco Nicola Procaccini. Prima tappa del tour è stato il
sopralluogo al deposito Cotral di Via delle Industrie e la riunione con
rappresentanti sindacali e dipendenti: “La Regione ha preso precisi impegni: –
ha riferito Lollobrigida – mantenere la natura pubblica dell’azienda, rinnovare
il parco macchine e soprattutto realizzare un piano strategico dei trasporti
pubblici nella logica di un sistema finalmente integrato”. Quanto alle questioni
specifiche della città di Terracina, “questo è stato il primo incontro – ha
promesso l’assessore – ma ci vedremo per una riunione operativa subito dopo le
elezioni”. La strada dell’ottimizzazione del trasporto urbano è stata ripercorsa
anche nel dialogo con l’assessore comunale.“La nostra priorità non è la
riduzione degli investimenti, ma un’oculata programmazione dei servizi e la
concessione dei km sulla base delle reali esigenze dei territori. – ha
dichiarato Lollobrigida – È evidente che una città come Terracina con 50mila
abitanti, che in estate diventano 150mila, deve tornare a coprire efficacemente
i 470mila km del passato, prevedendo il potenziamento delle corse nell’alta
stagione”. L’incontro con i diportisti e la visita agli ormeggi di Porto Badino
e Foce Sisto sono serviti ad affrontare il delicato tema del sistema portuale.
“Sono troppi anni che, a livello regionale, non esiste una pianificazione
coerente in merito – ha esordito Francesco Lollobrigida – Per stilare un piano
dei porti del Lazio entro dicembre 2011 abbiamo costituito una ‘Cabina del
mare’, a cui partecipano i sindaci dei comuni, i ministeri e gli assessorati
provinciali e regionali competenti e le sovrintendenze. Il materiale su cui
stiamo già lavorando sono i numerosi studi di fattibilità ambientale e
commerciale, che si sono accumulati prima sulle scrivanie e poi nei cassetti,
mentre la concertazione con gli operatori sarà compito dell’amministrazione
comunale. E sono sicuro che Nicola sarà un ottimo interlocutore”. L’ultimo
appuntamento è stato fissato per il giorno seguente alle ore 6:30 in stazione,
dove Francesco Lollobrigida e Nicola Procaccini hanno viaggiato sul treno per
Roma insieme alla signora Paola Trillò, presidente del Comitato cittadino dei
Pendolari: “Anche in questo caso, l’intento è stato far toccare con mano
all’assessore regionale i problemi che i cittadini affrontano quotidianamente
per questioni legate al trasporto pubblico” ha spiegato Procaccini, per il quale
i rapporti politici e personali con le figure chiave della politica provinciale,
regionale, nazionale e europea sono il punto di forza della campagna elettorale
e della promessa di una ‘rivoluzione dolce’ per Terracina.
Barra sabbiosa al porto, erosione della costa e qualità delle acque Arriva
sabato la draga che realizzerà i lavori di rimozione della barra sabbiosa che,
da qualche giorno ormai, impedisce ai pescatori le manovre di entrata e di
uscita dal porto di Terracina. “Come sapete, è stato un ricorso sulla gara
d’appalto, poi vinto dalla Regione, a rallentare i tempi dell’intervento – ha
riferito l’Assessore regionale all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Marco
Mattei, nel corso dell’incontro con gli operatori balneari promosso dal
candidato a sindaco Nicola Procaccini. Prima dell’inizio della stagione
turistica, la draga provvederà a liberare l’ingresso del porto e alla
realizzazione dei piccoli interventi di ripascimento nel tratto di costa più
eroso, tra Porto Badino e Foce Sisto. I lavori previsti sul lungomare Circe,
invece, dovranno attendere il mese di settembre, per non mettere a rischio il
turismo balneare a giugno o persino a luglio. “La buona notizia che vengo a
portarvi è soprattutto un’altra – ha dichiarato Mattei – Nella nuova
programmazione abbiamo posto l’obiettivo dell’autonomia della Regione per il
dragaggio degli avamporti, che sarà raggiunto attraverso l’acquisto di una draga
regionale e la creazione di un settore dedicato al suo impiego su tutto il
litorale laziale. Gli uffici operativi e la draga saranno stanziati proprio a
Terracina”. Se questa draga potrà servire per la sistematica rimozione della
sabbia dagli avamporti e la sua redistribuzione nelle aree più soggette
all’erosione, è pur vero che non vuole limitarsi a questo l’impegno della
Regione nella lotta all’erosione delle spiagge. “Siamo perfettamente coscienti
che solo una programmazione pluriennale ci permetterà di andare oltre
l’emergenza e raggiungere risultati significativi e duraturi – ha precisato
l’assessore – Dobbiamo innanzitutto studiare le caratteristiche dei singoli
tratti del litorale e scegliere la formula più adatta tra le numerose e
innovative opportunità di tutela che scienza e progresso tecnologico mettono a
nostra disposizione. Dopodiché dobbiamo pianificare gli interventi, affinché
quelli strutturali, come ad esempio il posizionamento di pennelli, avvengano in
autunno e quelli di ripascimento si concludano con la primavera”. A sostenere le
richieste degli operatori balneari terracinesi Nicola Procaccini, che ha posto
con decisione la terza questione: “La qualità del nostro mare è condizionata in
maniera fortemente negativa dagli scarichi che, dai paesi dell’entroterra, si
riversano nel Sisto e nel Portatore”. E anche su questo Marco Mattei è stato
pronto a elencare progetti e investimenti dell’assessorato regionale:
“Cominciamo col dire che la qualità del nostro mare è insoddisfacente solo per
una decina di km sui 370 che costituiscono il litorale laziale, nei quali sono
compresi diversi picchi d’eccellenza”. Rispetto allo scorso anno, le analisi
condotte dall’Arpa hanno evidenziato il miglioramento dei valori e la riduzione
delle aree non balneabili che a destra e a sinistra del Portatore, ad esempio,
sono passate rispettivamente da 800 e 1300 m a 250 e 500 m. “Questo processo è
avvenuto anche grazie al piano di risanamento igienico-sanitario per il quale
stiamo operando con Acqualatina e riceverà un impulso fondamentale dal raddoppio
del depuratore di Borgo Hermada, dall’intensificazione dei controlli sulle
attività di inquinamento e dalla realizzazione di un nuovo depuratore
nell’entroterra da posizionare in un punto strategico”. “Solo per questa
stagione, sono circa una decina i milioni di euro stanziati per il litorale
della Provincia di Latina – ha precisato Mattei – ma ciò che maggiormente potrà
risolvere definitivamente molti dei vostri problemi è il tavolo di
programmazione pluriennale che convocheremo a settembre”. “Lo sviluppo
sostenibile non è una questione d’interesse dell’ambientalismo militante, ma un
impegno giuridicamente definito a concedere l’utilizzo dell’ambiente senza
depauperarne le risorse per le generazioni successive – ha concluso l’assessore
regionale – È nostra intenzione combattere l’ideologia dei no assoluti e fissare
invece le regole perché la crescita economica del territorio sia perfettamente
compatibile con la tutela del patrimonio naturale”.

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CHIESE APERTE
COMUNICATO STAMPA DELLA SEDE DI TERRACINA DELL’ARCHEOCLUB D’ITALIA

Domenica 8 maggio 2011, l’Archeoclub d’Italia rinnoverà il suo annuale
appuntamento con l’iniziativa nazionale denominata “Chiese aperte”.
Diverse centinaia di chiese, oratori, abbazie, santuari, pievi, ecc., sparsi
in tutta Italia, potranno così essere visitate, con l’aiuto delle Sedi locali
dell’Archeoclub, per conoscere o riscoprire molte delle più significative
testimonianze della storia religiosa, artistica e culturale dei territori
interessati.
Data l’importanza della manifestazione, giunta ormai alla sua XV edizione, la
CEI – Conferenza Episcopale Italiana, come in passato, ha voluto assicurare il
suo Alto  Patrocinio.
A Terracina la visita culturale di quest’anno sarà svolta presso la chiesa
della Delibera, il più importante santuario mariano della città, ma anche uno
dei meno conosciuti nella sua lunga vicenda storica ed artistica, lunga ormai sette secoli.
L’appuntamento è fissato alle ore 16.00, presso il piazzale davanti alla
chiesa  (la durata della visita sarà di circa un’ora e trenta).
Per la visita è previsto un contributo di € 3,00 a persona (esclusi i bambini
fino a 10 anni), come forma di autofinanziamento per l’Associazione.
Per informazioni: tel. 3291559521 (ore 17.00 – 20.00);  mail: win1196@libero.it

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Abbiamo deciso di sorprendervi con effetti speciali e speriamo di esserci riusciti. La diretta di un evento è sempre un’incognita, figuriamoci, poi, se avviene sul Web.

Siamo orgogliosi di presentarvi la nostra Web TV, che, per inaugurare la sua nascita, ha scelto di cimentarsi con una rubrica dedicata interamente alle prossime elezioni amministrative locali.

Impegno da far tremare i polsi, certo, ma abbiamo deciso di mettercela tutta per fornire, come abbiamo sempre fatto, quel servizio di informazione a 360 gradi, libero da condizionamenti e ideologie varie, che caratterizza la nostra associazione.

Attraverso 7 interviste dedicate ai rispettivi candidati alla più alta poltrona della città, cercheremo in 4 appuntamenti di fare domande su programmi e intenti della futura Amministrazione.

Il candidato avrà la possibilità di rispondere e spiegare i propri contenuti nell’arco di un’ora, il tempo della diretta.

Abbiamo messo in piedi questa trasmissione, con pochi mezzi e spendendo il giusto, a dimostrazione che per fare un programma di approfondimento politico di qualità, sia nelle forme che nei contenuti, serva solamente il cervello

Il programma, realizzato con un format aperto al contributo degli utenti più smaliziati del web, prevede la possibilità di intervenire durante la diretta tramite chat e porre delle domande direttamente ai candidati.

La trasmissione sarà comunque disponibile già dopo la fine della diretta sui nostri canali streaming, come video direttamente sul portare di TR, e su una pagina speciale dedicata alle elezioni amministrative di Terracina 2011 che li raccoglierà tutti e sette.

Alleghiamo lo spot di presentazione

Video importato

vimeo Video

Primo appuntamento con i candidati a Sindaco, Vincenzo Coccia, mercoledì 4 maggio alle ore 20.30 presso il seguente link:

http://www.livestream.com/trlive

Buona democrazia a tutti!

Terracina Rialzati

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terracina-iil-porto-con-lavoro-e-fratellanza-primi-del-900_bis

Si trova ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale “Fiorini” di
Terracina, la 40enne S.F.
investita durante la festa del primo maggio in
località San Silviano, da un camioncino Fiat 850 condotto dall’85enne S.Q. La
donna, operata d’urgenza, nella stessa giornata, ha subito l’asportazione della
milza, oltre ad aver riportato la frattura di alcune costole e quella grave del
femore. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi in quando le sue
condizioni restano ancora delicate. Ferite fortunatamente lievi invece per
quanto riguarda gli altri 7 investiti di cui tre sono bambini. L’anziano ha
dichiarato di aver perso il controllo del mezzo a causa di una improvvisa
rottura del freno. Il mezzo risale a 32 anni fa. L’uomo come da prassi verrà
denunciato per lesioni colpose plurime. La polizia municipale diretta dal
comandante Vincenzo Pecchia sta esaminando l’esatta dinamica dell’incidente,
inoltre il mezzo verrà sottoposto ad un perizia tecnica.
(da corriere pontino)

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Il Palazzo di Bonifica e l’errore di trascrizione.

Della serie ci siamo sbagliati, correggiamo subito. Non proprio subito, visto
che quello che chiamano errore si troverebbe nella delibera del 9 settembre
2010, all’incirca 8 mesi fa. E poi, basterà questa correzione per zittire
definitivamente Regione Lazio e Archeoclub? L’oggetto della discussione è
l’utilizzo del Palazzo della Bonifica, a Terracina, del quale tempo fa, (a
settembre, appunto) il Comune aveva destinato il secondo piano a una fondazione
privata. Ottenendo non uno, ma ben due’no’ dalla Pisana per la quale ”l’intero
secondo piano è, e tale deve restare, destinato a Museo”. Ora la giunta Nardi
avrebbe drizzato la rotta, ma bisogna capire se basterà questo a placare le
proteste. Con delibera dello scorso 19 aprile sull’ ‘Utilizzo e allestimento
ambienti del Palazzo della Bonificazione Pontina’ è stato corretto quello che
definiscono un ”errore di trascrizione”: alla fondazione non andrà il secondo
piano, bensì parte del terzo. In pratica una rampa di scala di differenza. La
vicenda fa sorgere delle domande. Seppure il progetto definitivo prevedesse che
alcuni ambienti del Palazzo fossero messi a disposizione di un privato, non
sarebbe necessario un bando pubblico, e naturalmente non a danno del servizio
pubblico? Possibile che in Comune si siano accorti dell”errore’ dopo mesi di
proteste della Pisana e dell’Archeoclub? E possibile che se ne siano accorti
proprio in campagna elettorale?

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Mancano le barelle al pronto soccorso: l’emergenza continua. Sabato sera, ore
21: tre ambulanze provenienti da Terracina, Sabaudia e Fondi restano prigioniere
del «Fiorini» per quasi due ore. A bordo, oltre al personale medico e
infermieristico, i pazienti in attesa di essere sistemati sulle barelle del
pronto soccorso. Il problema è sempre lo stesso. Con la carenza di barelle al
pronto soccorso, i pazienti che arrivano in autoambulanza rischiano di trovare
tutte le lettighe occupate da altri degenti in attesa di essere visitati dai
medici dell’ospedale. Quando questo avviene, con una frequenza ormai sempre più
costante tanto da far suonare il campanello d’allarme, le ambulanze sono
obbligate a restare al pronto soccorso con i pazienti a bordo. Se arrivasse la
segnalazione di un’altra emergenza, non potrebbero muoversi e verrebbe
contattata un’altra sede operativa di soccorso, con tutti i ritardi e i disagi
che questo può significare. E pensare che una barella costa circa 400 euro, non
proprio una cifra proibitiva.
F. A.

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Quando la rabbia non conosce la verità». Il candidato a sindaco Gianfranco
Sciscione va giù duro dopo l’attacco sferrato alla coalizione sostenuta dal
Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, durante l’incontro tra i big
della politica nazionale tenutosi ieri al Pala Carucci per promuovere l’altro
candidato alla poltrona di primo cittadino Nicola Procaccini. «Il senatore
Fazzone -ricorda Sciscione- se oggi siede tra i banchi del senato, lo deve anche
ai nostri voti. Procaccini si affanna tanto a criticare il mio operato, ma non
sa che è mia abitudine, il primo maggio di ogni anno, recarmi a San Silviano.
Non di certo, come lui, che lo ha fatto per la prima volta e in pompa magna,
proprio a ridosso delle elezioni. Relativamente alla mia esperienza di
presidente del Terracina calcio, carica che ho ricoperto per ben 13 lunghi anni,
ricordo, senza ombra di smentita, di essere stato il massimo dirigente che ha
portato più in alto la squadra facendola primeggiare per 14 settimane in serie
D, imbattuta per ben 56 domeniche consecutive. Non voglio difendere solo il
Terracina calcio -prosegue Sciscione- come ha voluto puntualizzare il senatore.
Anzi lo ringrazio per questo assist che mi ha dato la possibilità di
sottolineare il mio impegno per la valorizzazione della città attraverso lo
sport. La mia ricostruzione riguarda la città intera, demolita, è il caso di
dirlo, da quegli amministratori che fanno parte dello stesso partito. Non è mia
consuetudine demonizzare l’avversario ma sono stato costretto a farlo in
risposta ad attacchi pretestuosi che esulano dal discorso politico.
Nell’organizzare i nostri incontri non allestiamo nessun set televisivo, come è
stato affermato. Non ci sono comparse ma solo veri sostenitori, tutti cittadini
di Terracina che si aspettano, dai nuovi amministratori, un reale cambiamento.
Non abbiamo bisogno di pullman carichi di forestieri che sostengano la nostra
campagna elettorale perché il sottoscritto non ha bisogno di farsi difendere da
nessuno tanto meno dal fondano Fazzone. Noi non sperperiamo danaro pubblico per
organizzare eventi in piazza, le nostre sono manifestazioni a costo zero a
differenza di quelle promosse dall’attuale amministrazione comunale. Ad ogni
azione corrisponde una reazione, e questo è il mio ultimo intervento; un
intervento necessario per fare chiarezza -conclude Sciscione-. Da oggi in poi si
parlerà unicamente di programmi».
(da Corriere Pontino)

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Ha sfruttato i riflettori più potenti, preparati per l’arrivo del ministro della
Giustizia Angelino Alfano, il candidato sindaco del Pdl Nicola Procaccini per
segnare un cambio di passo nella campagna elettorale.
Ieri al PalaCarucci si
sono chiaramente conclusi i tempi dei toni miti e concilianti. È iniziata,
insomma, la campagna elettorale. Ci ha pensato il senatore Claudio Fazzone,
primo a salire sul palco, a mettere i puntini sulle “i”. Tema scelto, neanche a
dirlo, l’anomalia del governatore Renata Polverini che sostiene il candidato
sindaco Gianfranco Sciscione: «È stata eletta anche con i voti del Pdl, noi
ancora non comprendiamo la sua scelta, ma comunque andiamo avanti per la nostra
strada». Poi su Sciscione: «Vuole ricostituire il Terracina Calcio? Bene, noi
invece vogliamo ricostruire Terracina». Della Regione tra il pubblico c’era un
folto gruppo di consiglieri: dal presidente della commissione regionale ai
Grandi eventi Romolo Del Balzo al vicecapogruppo del Pdl Carlo De Romanis, e
ancora Giancarlo Miele, che presiede la commissione Turismo, e Gina Cetrone,
vicepresidente alla commissione Agricoltura. Poi è toccato a Procaccini. Ha
portato le scuse del ministro Giorgia Meloni, assente per motivi di salute. Poi,
smesse le divise informali l’aspirante sindaco si è tolto qualche sassolino
dalla scarpa. Anche lui sull’avversario Sciscione: «Vedo una platea
calorosa, non costruita per un set televisivo – ha esordito -. Sento vantarsi
tanto di essere stati presidente del Terracina Calcio, io rispondo da
calciatore: quella squadra l’ho difesa stando in campo, con sacrificio. E ancora
oggi, parlando con la gente casa IL dissesto finanziario conviene. Ne è convinto
il candidato sindaco della coalizione di sinistra Vincenzo Coccia. Ieri, davanti
a una platea di oltre 200 persone, si è presentato con le idee chiare e con il
piglio di un manager finanziario più che di un amministratore cittadino.
«Terracina si trova in una situazione economica devastante. Risaneremo le casse
comunali solo dopo aver dichiarato il dissesto finanziario. Una mossa che
conviene perché blocchiamo gli interessi su una massa di debiti così elevata».
In tanti, ha affermato il candidato sindaco Vincenzo Coccia, hanno paura del
dissesto. «Ma non tutti hanno il coraggio di spiegare agli elettori che si
stanno pagando già le peggiori conseguenze economiche con tasse al
massimo e servizi al minimo ». Coccia propone un’ampia manovra di
razionalizzazione delle spese. «Spendiamo 400 mila euro l’anno solo per lo staff
del sindaco. Dobbiamo eliminare gli sprechi e cominciare a progettare un piano
di rilancio serio della città. Con un Prg vecchio 40 anni, abbiamo il compito di
rivedere tutto l’assetto urbanistico, dando spazio al verde e all’idea di città
sostenibile». Per i giovani e per il turismo l’idea è di valorizzare il
patrimonio archeologico attraverso l’istituzione di una Fondazione che offra
spazio alle competenze di tanti cittadini di Terracina. Immancabile un
riferimento alla situazione della legalità: «Non abbiamo bisogno dei soldi e
degli investimenti in odore di criminalità organizzata. Terracina e il suo
tessuto economico – ha concluso Coccia tra gli applausi scroscianti della platea
ieri pomeriggio all’hotel Palace – devono e possono farcela da soli». L’accenno
al tema della legalità è stato un assist per il «big» di Sinistra, Ecologia e
Libertà Claudio Fava, affiancato dal coordinatore cittadino Vittorio Marzullo.
«Terracina oggi gioca una sfida che va oltre la semplice competizione
elettorale. Si decide il futuro di una classe politica che punti su limpidezza
amministrativa mentre dall’altra parte c’è il saccheggio di voti». Il
riferimento è al centrodestra, che Fava accusa di aver scambiato Terracina per
un «feudo elettorale». «A pochi metri da qui – prosegue l’esponen – te di Sel
riferendosi alla convention del Pdl con ospiti, tra gli altri, il ministro della
giustizia Alfano e il coordinatore provinciale Fazzone – stanno convincendo gli
elettori che per i prossimi anni non è necessario essere governati bene ma
essere parte del loro dominio di voti a cui chiedere il conto quando è
necessario. Il centrodestra sta dicendo, in altre parole, che in questi ultimi
dieci anni il Pdl ha distrutto Terracina, ma ora non è il momento di guardare il
disastro lasciato alle spalle». Una presa in giro, secondo gli esponenti di
sinistra, da cui gli elettori dovranno ben guardarsi al momento del voto.
Francesco Avena POTENZIARE l’ospedale di Terracina: parte dalla situazione del
«Fiorini» il programma elettorale del candidato al Consiglio comunale con la
lista «Città Nuove –Con Te» Franco Carocci. Laboratorio analisi, cardiologia,
emoteca per le sacche del sangue, la struttura va migliorata ampliando i servizi
per gli utenti. E poi il cavallo di battaglia del candidato sindaco Gianfranco
Sciscione: riportare il punto nascita a Terracina. Da segretario Ugl sanità
Franco Carocci punta al potenziamento dell’ospedale ma non solo. Presentandosi
agli elettori affiancato da Sciscione, dal segretario nazionale Ugl Paolo Capone
e dall’assessore regionale al bilancio Stefano Cetica, Carocci ha anche parlato
di un centro cittadino ridotto a una «Baghdad» in cui tra buche e caos traffico
non ci si raccapezza più. E poi ancora pulizia delle strade, Terracina Ambiente
e debiti comunali. Davanti a una folta platea presso il bar Punto Dolce, non
sono mancate parole di fuoco dirette al Pdl. «A Terracina non è stato possibile
presentare un centrodestra unito – ha spiegato il segretario nazionale Ugl Paolo
Capone – perché è passata ancora una volta l’idea che Terracina debba essere una
colonia di Fondi». Il riferimento, ovviamente, è andato alla decisione di
candidare N i c o l a Proca ccini a sindaco del Pdl e alla nomina «dettata»

dal senatore fondano Claudio Fazzone. F. A. La presentazione del
candidato della lista Città Nuove Ospedale da potenziare, il programma di
Carocci Possiamo vincere le elezioni con la forza della novità e delle idee LA
SFIDA IL CODICE CUSANI «OFFENSIVO e minaccioso » ma anche «cripticamente ‘m a fi
o s o ’». Così il candidato sindaco della coalizione di sinistra Vincenzo Coccia
definisce l’appoggio dichiarato dal presidente della Provincia Armando Cusani a
Nicola Procaccini. «L’af – fermazione del Presidente Cusani secondo il quale la
Provincia sarà a fianco solo di una giunta a guida Pdl non lascia spazio ad
interpretazione» attacca Coccia, che poi passa al l’elenco dei fallimenti del
centrodestra. «Massacrato da una feroce lotta intestina il centrodestra locale
mette in luce la pasta di cui è fatto e se da un lato la Regione taglia i posti
letto dell’ osp eda le di Terracina dirottando risorse inutili verso quello di
Fondi, dall’altro Cusani toglie all’Istituto “Filo – si” la possibilità di
dotarsi di strutture necessarie a rendere concretamente praticabile l’indirizzo
alberghiero nonostante l’impegno assunto con la nota del settembre 2010». Coccia
invita i «cittadini liberi» che «esprimono la loro preferenza secondo un
giudizio che prescinde dalla collocazione politica e più in generale tutto
l’elettorato di centrosinistra » a stare in guardia, poiché «sono avvertiti: o
rinunciano alla libertà dell’espressione democratica premiando di nuovo dieci
anni di gestione fallimentare o la provincia chiuderà i rubinetti ». D. R. Un
momento dell’incontro della lista «Città Nuove» Armado Cusani Un momento
dell’incontro di Sel ieri al Palace che ha visto la presenza di Coccia, Fava e
Marzullo per casa, mi rendo conto che quella scelta è più attuale che mai.
Occorre sporcarsi le mani, ascoltare i problemi quotidiani, spesso considerati
banali. È questa è la differenza tra noi e loro, quelli che frequentano le feste
patronali all’orario di maggiore affluenza. Sono i vecchi politicanti. Di loro
Terracina ha le scatole piene. Terracina deve scappare da questa vecchia
politica ». Il ministro Angelino Alfano ha scelto invece le regole della
grammatica per parlare di Procaccini: «Io credo che si debba ritornare a dar
valore ai sostantivi e agli aggettivi: e se Procaccini è un uomo corretto allora
così è; se è un uomo capace non dobbiamo dubitare». Alfano ha plaudito al
ricambio generazionale, «voluto da Berlusconi per i suoi ministri e ora in atto
negli enti locali». Le elezioni di Terracina «possono essere quel segnale che
deve arrivare all’Italia su cosa vuole la popolazione». Un altro modo per dire
che Berlusconi su queste amministrative ci punta eccome. «Se il vecchio non
funziona – ha chiuso Alfano – meglio far entrare aria fresca. E qui l’aria
fresca è Nicola Procaccini».
Diego Roma

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Da venerdì il canile comunale non avrà più cibo per sfamare i 250 amici a 4
zampe.
Ieri mattina la ditta di mangime per cani, che avrebbe dovuto scaricare
oggi la fornitura, ha comunicato che non procederà, in quanto il mandato di
pagamento che gli ha inviato il Comune risulta scoperto, ragion per cui non
essendogli stati accreditati i soldi, la ditta non effettuerà più le dovute
consegne. Allarmati i volontari del canile in quanto la fornitura al momento
presente nei magazzini sarà sufficiente solamente per arrivare a venerdì 6
maggio. «Ci appelliamo -spiegano i volontari del canile- a tutte le persone e le
forze politiche affinché venga scongiurato il grave problema che i cani presenti
nella struttura rimangano senza mangiare». Si prospettano gravi disagi se non si
interverrà in tempo, in quanto la situazione riguarda anche le prestazioni
medico-veterinarie, che senza comunicazione di proroga del Comune, sono
terminate il 30 aprile 2011, con mancati pagamenti da quattro mesi. I volontari
continuano ad operare sprovvisti di guanti e prodotti per la disinfezione, per
mancati pagamenti da diversi mesi e per poche centinaia di euro. Inoltre, rimane
l’emergenza dell’affollamento, della mancanza di ulteriore posto per i nuovi
ingressi e dei continui abbandoni, che hanno costretto i volontari a comunicare
al Comune che non faranno entrare più cani in struttura sotto la propria
responsabilità.
(da Corriere Pontino)

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Il dissesto finanziario conviene. Ne è convinto il candidato sindaco della
coalizione di sinistra Vincenzo Coccia. Ieri, davanti a una platea di oltre 200
persone, si è presentato con le idee chiare e con il piglio di un manager
finanziario più che di un amministratore cittadino. «Terracina si trova in una
situazione economica devastante. Risaneremo le casse comunali solo dopo aver
dichiarato il dissesto finanziario. Una mossa che conviene perché blocchiamo gli
interessi su una massa di debiti così elevata». In tanti, ha affermato il
candidato sindaco Vincenzo Coccia, hanno paura del dissesto. «Ma non tutti hanno
il coraggio di spiegare agli elettori che si stanno pagando già le peggior
i conseguenze economiche con tasse al massimo e servizi al minimo ».
Coccia propone u n ’ a m p i a manovra di razionalizzazione delle spese.
«Spendiamo 400 mila euro l’anno solo per lo staff del sindaco. Dobbiamo
eliminare gli sprechi e cominciare a progettare un piano di rilancio serio della
città. Con un Prg vecchio 40 anni, abbiamo il compito di rivedere tutto
l’assetto urbanistico, dando spazio al verde e all’idea di città sostenibile».
Per i giovani e per il turismo l’idea è di valorizzare il patrimonio
archeologico attraverso l’istituzione di una Fondazione che offra spazio alle
competenze di tanti cittadini di Terracina. Immancabile un riferimento alla
situazione della legalità: «Non abbiamo bisogno dei soldi e degli investimenti
in odore di criminalità organizzata. Terracina e il suo tessuto economico – ha
concluso Coccia tra gli applausi scroscianti della platea ieri pomeriggio
all’hotel Palace – devono e possono farcela da soli». L’accenno al tema della
legalità è stato un assist per il «big» di Sinistra, Ecologia e Libertà Claudio
Fava, affiancato dal coordinatore cittadino Vittorio Marzullo. «Terracina oggi
gioca una sfida che va oltre la semplice competizione elettorale. Si decide il
futuro di una classe politica che punti su limpidezza amministrativa mentre
dall’altra parte c’è il saccheggio di voti». Il riferimento è al centrodestra,
che Fava accusa di aver scambiato Terracina per un «feudo elettorale». «A pochi
metri da qui – prosegue l’esponen – te di Sel riferendosi alla convention del
Pdl con ospiti, tra gli altri, il ministro della giustizia Alfano e il
coordinatore provinciale Fazzone – stanno convincendo gli elettori che per i
prossimi anni non è necessario essere governati bene ma essere parte del loro
dominio di voti a cui chiedere il conto quando è necessario. Il centrodestra sta
dicendo, in altre parole, che in questi ultimi dieci anni il Pdl ha distrutto
Terracina, ma ora non è il momento di guardare il disastro lasciato alle
spalle». Una presa in giro, secondo gli esponenti di sinistra, da cui gli
elettori dovranno ben guardarsi al momento del voto.
Francesco Avena

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Finalmente l’amministrazione comunale decide di stanziare 7.000 euro per i
lavori di pronto intervento nelle aule della Giovanni Paolo II interessate da un
incendio avvenuto nel gennaio scorso.
Siamo oramai alla fine della scuola e
l’ente comunale si ricorda solo ora dell’incendio avvenuto il 17 gennaio 2011.
Sono passati tre mesi, ma finalmente si potrà procedere con i lavori per la
struttura della scuola di via Badino che a gennaio subì ingenti danni a seguito
di un incendio. In una determina dirigenziale, è stato dato via libera ai lavori
di pronto intervento per la rasatura e la pittura delle aule e dei corridoi
della scuola materna ed elementare Giovanni Paolo II interessata da un incendio.
Le fiamme invasero il piano superiore dell’istituto scolastico provocando danni
alle pareti, alle aule e alla pavimentazione, senza calcolare i notevoli rischi
per gli alunni derivati dai residui nocivi. Al momento dell’emergenza, fu
chiamata sul posto una nota ditta terracinese che appena terminato l’intervento
dei vigili del fuoco, ha iniziato i lavori di sistemazione per evitare la
chiusura della scuola. Nonostante questo preliminare intervento, l’istituto
necessita ora anche di lavori di pulizia delle pareti, di applicazione di
sostanze per l’isolamento, di rasatura e di idonea pittura per circa 800 metri
quadrati. I lavori ammontano a 6.000 euro esclusa l’Iva. Dopo circa 90 giorni da
quell’ormai lontano 17 gennaio 2011, finalmente il Comune ha deciso di
mobilitarsi per prendere provvedimenti in tal senso. Ha determinato di affidare
i lavori pittura dei locali a quella stessa ditta, impegnandola a provvedere
alla pulizia della fuliggine sui soffitti e al trattamento delle pareti con
prodotti specifici per lo smog. I fatti risalgono allo scorso 17 gennaio quando
una bambina di seconda era uscita dalla sua classe, situata nell’ala sinistra
del primo piano dell’istituto, che ospita le classi seconde e terze. La piccola
si era accorta di qualcosa di strano. Sulla parete di fondo del corridoio, che
le maestre usano per illustrare dei soggetti stagionali, c’era una tenda blu in
fiamme. Il fuoco era partito da due zaini che, svuotati del loro contenuto,
erano appesi all’attaccapanni
esterno all’aula.

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“Fondazione Simone Cesaretti: incontro in Comune”
Incontro istituzionale nell’aula del Consiglio comunale tra il sindaco Stefano
Nardi e il presidente della Fondazione Simone Cesaretti, il professore Gian
Paolo Cesaretti. L’incontro, a cui hanno partecipato amministratori comunali e
un folto pubblico, è stato sollecitato dagli organizzatori per fare il punto
della situazione rispetto alla possibilità della Fondazione di entrare in
possesso di una porzione del Palazzo della Bonifica e iniziare così le attività
in favore della comunità terracinese. “La sostenibilità dello sviluppo di un
sistema territoriale dipende – esordiva il presidente Cesaretti nel suo
intervento – dall’adeguatezza della sua struttura economica, ambientale, sociale
e dalla capacità di aggiustamento dinamico ai mutamenti dello scenario globale,
governata da strategie ispirate ad una costante valorizzazione delle proprie
eccellenze. Tuttavia, troppo spesso, l’incapacità di progettare in modo
interdipendente le traiettorie di valorizzazione di tutto il patrimonio di
eccellenze, rende un modello di sviluppo territoriale insostenibile. La chiave
di volta sta nel saper tracciare un filo rosso capace di dare al “progetto” di
ciascun territorio una sua specifica identità percepita, internamente ed
esternamente, come un unicum”. “Terracina – proseguiva il prof. Cesaretti – ha
tante potenzialità di sviluppo economico e sociale, che proprio in base al
sistema di analisi e studio della Fondazione Cesaretti può divenire sempre più
un modello ideale di sostenibilità globale, capace di disegnare traiettorie di
sviluppo che si basano su tre condizioni: definizione di regole condivise e
rispettate; individuazione e diffusione di nuovi modelli comportamentali;
superamento delle sfide della sostenibilità”. Il carattere globale della
sostenibilità impone, secondo il metodo di lavoro della Fondazione Cesaretti, la
messa a punto di un approccio integrato su tre importanti linee di azione: la
prima, capace di sviluppare una cooperazione internazionale giocata sia a
livello multilaterale che regionale e bilaterale. La seconda, volta a garantire
che i principali paesi operanti sulla scena internazionale non si sottraggono
dall’offrire il loro determinante contributo. La terza, richiede che tutti gli
stakeholder della società globale si orientino verso comportamenti ispirati al
principio della responsabilità individuale e collettiva. Con tali premesse la
Fondazione Simone Cesaretti, anche per la città di Terracina, può contribuire
alla messa a sistema e all’avanzamento delle conoscenze su temi rilevanti per la
sostenibilità dello sviluppo umano. Nella progettazione ed attuazione degli
studi e delle ricerche, la Fondazione opererà anche attraverso il coinvolgimento
di giovani talenti. Per meglio esemplificare, la Fondazione, affronterà i temi
riguardanti: alimentazione e salute, aree marine protette, cambiamenti
climatici, commercio internazionale e ambiente, giacimenti ambientali, giovani e
alcool, innovazione sostenibile, qualità alimentare e competitività di sistema,
responsabilità d’impresa, sviluppo competitivo sostenibile e sistemi locali Nel
suo assetto organizzativo la Fondazione Cesaretti si avvale della collaborazione
di Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986 e socia nazionale
dell’Accademia dei Lincei.

terracina-il-porto-con-barche-1959_bis

Parziale sottoscrizione del protocollo d’intesa per il Tribunale di Latina,
sezione distaccata di Terracina.
I sindaci dei comuni di Terracina e
Campodimele, insieme ad un delegato del primo cittadino di Fondi, si sono
riuniti ieri presso il Palazzo comunale per firmare il documento “salva-
tribunale”. Infatti, l’amministrazione della giustizia nei territori compresi
nel circondario del Tribunale di Latina e in particolare della sezione
distaccata di Terracina, incontra oggi molteplici difficoltà per la carenza di
personale e ha necessità urgenti di interventi tecnico-manutentivi tali da
compromettere i servizi di giustizia. Per questi motivi i sindaci hanno pensato
di unire le forze e di stilare un documento di collaborazione sinergica. Ogni
comune che parteciperà all’accordo si impegnerà a mettere a disposizione alcune
unità lavorative (ex Lsu). Ieri lo hanno fatto i comuni di Terracina, Fondi e
Campodimele. Venerdì (ore 15.30) presso il comune di Fondi, si impegneranno
formalmente anche i primi cittadini di Lenola, Sperlonga e Monte San Biagio.
L’atto ufficiale verrà poi spedito al presidente del Tribunale di Latina e di
conseguenza anche al Ministero e alla Regione Lazio.
(da corriere pontino)

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Un pulmino antidiluviano, un quasi 90enne alla guida, i freni che cedono, un
percorso in discesa, la gente che esce a frotte dalla chiesa nel giorno della
festa patronale: un cocktail micidiale che domenica mattina, in località S
Silviano, ha quasi generato una tragedia.
Otto persone, tra cui tre bimbi, sono
state travolte, rimanendo ferite. Le conseguenze più gravi le ha avute una
donna. Il primo maggio è dedicato, in città, ai festeggiamenti in onore di S.
Silviano, patrono delle campagne. Sono le 10,30 ed è appena finita la messa. Sul
sagrato della chiesa rurale si riversa una massa di fedeli. Il piazzale è
stracolmo. Improvvisamente, susulle persone che uscivano dalla chiesa irrompe
come un bolide un pulmino Fiat 850. Per loro l’impatto è inevitabile. «Da una
stradina laterale in forte pendenza» racconta un testimone oculare «è venuto giù
il veicolo a motore spento e a velocità sostenuta. Chi era alla guida ne aveva
perso il controllo (il freno a pedale era fuori uso e quello di servizio non era
stato azionato in tempo, n.d.r.). Il mezzo è piombato con tutta la sua forza su
alcune persone. Ho visto un uomo volare come un fuscello e ricadere sul
parabrezza, battendo la testa, per poi finire a terra. Una giovane madre con la
bimba in braccio è finita proprio sotto le ruote del Fiat 850». La donna,
fortunatamente, in un impeto di lucidità è riuscita a spingere la bimba
lateralmente, verso le bancarelle, salvandola dallo schiacciamento che invece
non risparmierà lei. La zona è gremita di forze dell’ordine. Giungono sul posto
3 ambulanze, che si occupano di soccorrere i feriti e di trasportarli nel vicino
ospedale Fiorini. A stare peggio di tutti è la 39enne S.F., che ha riportato
contusioni multiple polmonari e fratture al bacino e ad una gamba. Con un
intervento d’urgenza le verrà asportata la milza, dopodiché verrà trasportata al
«Dono Svizzero» di Formia, dove verrà ricoverata in prognosi riservata. Ma il
bilancio non era destinato a finire. Ferito il marito della donna, il 44enne
D.C., i fratellini L.G. e P.G. rispettivamente di 8 e di 4 anni, la 36enne A.M.,
la 37enne A.T., il 41enne C.P. e la figlia B.P. di 5 anni. Tutti sono stati
dimessi. L’autista del pulmino, l’88enne S.Q., è stato denunciato per il reato
di lesioni gravissime.
di Ercole Bersani.

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Terracina, martedì 3 maggio 2011, alle ore 11.00 circa, in Terracina, i
Carabinieri della locale Stazione, in esecuzione di ordine di carcerazione
emesso dal Tribunale di Lanciano (CH), traevano in arresto G.M., nato nel 1954,
residente a Terracina, artigiano, dovendo scontare la pena di un anno di
reclusione per il reato di truffa (art.640 C.P.). L’arrestato è stato associato
presso la Casa Circondariale di Latina.

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Progetto Turismo: la Riviera di Ulisse nel palmo della mano. Il patrimonio del
territorio sarà accessibile attraverso un’applicazione su tutti i telefoni di
nuova generazione. Una guida sulla Riviera d’Ulisse in pochissimi click: un modo
nuovo e diverso di fare turismo nella provincia di Latina. Verrà presentata
venerdì (ore 18.30) presso la terrazza Belvedere del ristorante Grappolo D’Uva
la nuovissima applicazione patrocinata dall’Azienda di Promozione Turistica
(APT). Il responsabile coordinatore del progetto è Arcangelo Palmacci. Si tratta
di una soluzione pensata per chi desidera scoprire in movimento, le mille
attrattive di questo territorio ricco di storia che da sempre lega il suo nome
al Viaggio di Ulisse. Attraverso la posizione GPS gestita dall’applicazione,
sarà possibile raggiungere un particolare punto di interesse nel più breve tempo
possibile e trovare tutti i monumenti (corredati da foto, video e descrizioni),
ma anche tutti gli eventi di prossima realizzazione nelle città. Si potrà
scegliere la struttura ricettiva in cui soggiornare, la spiaggia dove
rilassarsi, i luoghi dove fare shopping e selezionare il ristorante con il menù
tipico dove assaporare le specialità locali. Al momento le città disponibili per
la consultazione sono: Terracina, Fondi, Formia, Gaeta, Latina, Minturno,
Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Ponza e Ventotene. Le lingue supportate
sono l’italiano e l’inglese. Insomma una guida perfetta per vivere la Riviera in
ogni sua sfaccettatura, costantemente aggiornata
e soprattutto gratuita.

056-ponte-alto-sulla-via-appia-claudia-sotto-monte-leano-co_bis

È fissato per venerdì 6 maggio alle ore 18:00, nella sala di Villa Tomassini, il
primo incontro pubblico tra Nicola Procaccini e il mondo dell’associazionismo
terracinese.

“I Comitati cittadini per Nicola sono semplicemente gruppi di persone che si
fanno portavoce di un interesse comune –s piega il candidato a sindaco – Molti
sono nati all’interno di associazioni che già da tempo operano in città, altri
non hanno neppure una sede ma si riuniscono a casa di qualcuno, al campo
sportivo, ai tavolini di un bar”.
Per natura sono estranei e indipendenti alla logica di ogni partito, ma la loro
politica è quella che risponde al significato più nobile del termine: forte
legame con il territorio e vicinanza ai problemi degli abitanti, idee e valori
condivisi, partecipazione diretta alla cosa pubblica, impegno civico.
Per loro Nicola Procaccini ha promesso di istituire un tavolo di concertazione
permanente che, in almeno tre o quattro occasioni l’anno, metterà a confronto
Sindaco e Comitati: “Saranno degli appuntamenti fissi e irrinunciabili in cui il
primo cittadino raccoglierà proposte e suggerimenti, renderà conto degli impegni
presi e mantenuti, ma anche di quelli non ancora assolti. In questa campagna
elettorale io ci metto la faccia – continua Procaccini – ma, come ripeto spesso,
anche il sedere da prendere a calci, perché non può esserci buona politica senza
assunzione di responsabilità”.
L’incontro di venerdì sarà dedicato alla stesura del primo documento pubblico,
in cui saranno stabiliti precisi impegni a carico di Nicola Procaccini qualora
fosse eletto sindaco. Saranno presenti i Comitati cittadini per Nicola, che si
sono costituiti nelle scorse settimane e hanno già aderito al progetto, ma sono
invitati a partecipare tutti i rappresentanti di associazioni e movimenti
interessati ad ascoltare e vagliare la proposta di accedere a questo nuovo
strumento di democrazia partecipativa. “È questo il momento di aderire –
conclude Procaccini – in cui c’è ancora grande spazio per una progettualità
condivisa”.

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Panico ieri mattina a Terracina dove un furgone e’ piombato sulla folla
travolgendo 8 persone.
E’ accaduto a San Silviano dove erano in corso i
festeggiamenti per il primo maggio. Una donna di 40 anni, che era insieme alla
figlia di 10, e’ stata soccorsa e trasportata in ospedale dove si trova in gravi
condizioni. Ferite lievi per le altre persone. Per i rilievi la municipale.


Con l’arresto di un terracinese incensurato e con il sequestro di 20 grammi di
cocaina, gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Terracina hanno
portato a termine una nuova operazione antidroga.
L’attività investigativa dei
giorni scorsi ha consentito di acquisire informazioni dettagliate sul conto di
un pusher locale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nella serata di
ieri i militari notavano una Fiat Punto di colore grigio con a bordo un sospetto
che girovagava sulla Migliara 55. I Finanzieri, che avevano predisposto
un’attività di controllo dei posti solitamente frequentati dal giovane,
procedevano al fermo del terracinese per effettuare un controllo. La
perquisizione personale permetteva di rinvenire, abilmente occultati sulla
persona, 20 grammi di cocaina che venivano posti sotto sequestro. A casa del
soggetto veniva anche ritrovato un bilancino elettronico di precisione con
evidenti tracce di cocaina. Pertanto il responsabile veniva tratto in arresto e
l’Autorità Giudiziaria di Latina ne disponeva il giudizio direttissimo.


Come si fa a recuperare 3 milioni e mezzo di euro di tasse evase nell’arco di 5
anni, avendo a disposizione un solo anno?
Semplice, con uno strumento di
incentivazione che viene chiamato «Progetto obiettivo autofinanziato».
Si tratta di un piano di recupero con cui il Comune mette in campo una task
force di dipendenti comunali che dovranno lavorare «fuori l’orario di servizio»
e che saranno per questo pagati con uno stipendio accessorio e un premio di
produzione ricavato dalle somme riscosse. Così ha fatto l’amministrazione
comunale l’anno scorso, quando nel mese di maggio ha deciso che era
venuto il tempo di «garantire equità fiscale» ma anche e
soprattutto «l’equilibrio di bilancio». Ebbene, la giunta ha posto l’obiettivo:
recuperare 3 milioni e mezzo di euro sfuggiti all’ente tra il 2005 e il 2009, di
cui 2 milioni di Ici sulle aree fabbricabili, 500 mila euro di Ici ordinaria e
un milione di euro di Tarsu. Per farlo ha impiegato 10 contabili e 3 tecnici,
che da un anno si sono tuffati, fuori orario di lavoro, in mappe, verifiche,
assistenza all’ufficio tributi, bonifica della banca dati, ascolto dei
contribuenti e così via. Un lavorone che, siccome non è stato fatto prima, deve
essere fatto ora. Il costo? Per i 13 dipendenti si prevede uno stipendio
accessorio di complessivi 84 mila 600 euro, più un premio produzione del 4% che
da previsione ammonta 140 mila euro. Tutto pagato con le somme riscosse e
rigorosamente dopo la presentazione di relazioni sugli obiettivi raggiunti. In
tutto parliamo di oltre 220 mila euro in un anno, che a fare due conti si
trasformano in un vero e proprio stipendio in più per i dipendenti, per il
lavoro «fuori orario». Meritatissimo, si badi. Perché di fronte ad un introito
previsto di 3 milioni e mezzo di euro, si può ben dire che ne valga la pena. In
questo caso però ci deve essere stato un tale caos tra le pratiche del Comune
che i dipendenti non sono riusciti ad ultimare il lavoro entro il tempo
previsto. Il progetto scadeva ieri, allora la giunta lo ha prorogato al 30
giugno. Una corsa contro il tempo. Che forse non sarebbe stata necessaria se
ognuno avesse fatto il suo a tempo debito, in quei 5 anni «sfuggiti» di mano
insieme ai milioni di euro di cui oggi c’è enorme bisogno.
Diego Roma



Mimmo Zappone, PD: I giovani: una risorsa, non un problema
“Non credete a chi vi lusinga con promesse , di vario genere. Promesse che non
potrà mantenere né ora, né mai. Ma pensate con la vostra testa, scegliete il
programma, la persona, non date retta all’amico dell’amic,o ne va del vostro
futuro”. Con queste parole il candidato Sindaco Mimmo Zappone ha voluto iniziare
l’incontro con i giovani nella sede del Partito democratico. “Un’altra città è
possibile solo se investe sui giovani con progetti di ampio respiro, non con
iniziative estemporanee; se vi si rende protagonisti, non schiavi. Ma per fare
questo è importante che anche voi facciate la vostra parte: informatevi,
partecipate, non vi fidate di chi vi promette qualcosa che non potrà mantenere
proprio perché l’ha promesso ad altre cento persone e che in questo modo offende
la vostra dignità e la vostra intelligenza. Attenti e partecipi dall’inizio alla
fine, dopo l’intervento del candidato sindaco i ragazzi sono passati alle
domande sui vari punti del programma che, per l’occasione, è stato distribuito
in copia ai presenti: dal sociale al lavoro, passando per i beni culturali ,
recupero e tutela del centro storico e spazi di aggregazione. A rispondere ci
hanno pensato alternandosi il candidato Sindaco Mimmo Zappone e il segretario
del Pd, Alessandro Di Tommaso programma alla mano. “Quando parliamo di nuove
prospettive per il lavoro, parliamo di un raccordo tra l’offerta formativa delle
scuole e dei corsi universitari presenti a Terracina e le realtà produttive del
nostro territorio; e quando parliamo di recupero, tutela e valorizzazione del
nostro patrimonio storico, artistico e archeologico iniziando a non perdere 20
dei 24 finanziamenti arrivati, come ha fatto, invece , l’amministrazione di
centrodestra in questi anni, è a voi che stiamo pensando. Perché questo, oltre a
non far perdere la nostra identità avrà – ha concluso il segretario Di Tommaso -
importanti ricadute e prospettive lavorative per i giovani. Così se parliamo di
“turismo integrato”, di sostenibilità ambientale e spazi aggregativi”. “Dare la
parola ai giovani è per me, per il Partito democratico – ha proseguito Mimmo
Zappone -una priorità. E la presenza di un gruppo giovani del partito e di un
segretario non ancora trentenne, lo testimonia. Ma non credete a quei giovani
che prestandosi ad operazioni soltanto di facciata servono solamente a coprire
gli autori dei disastri che sono stati compiuti nella nostra città in questi
dieci anni e che ora si nascondono nelle liste di centro destra. Da me, dal
Partito democratico – ha continuato il candidato Sindaco – non avrete illusioni,
ma un’altra Terracina è possibile. Occorre rimettere in moto un processo di
sviluppo socio economico della città: questa la nostra sfida, e il nostro
impegno. Ma per questo proponiamo un netto cambiamento di metodo amministrativo:
la partecipazione. Soltanto coinvolgendo tutti gli attori, in primo luogo i
giovani, nelle scelte che li riguardano e nell’attuazione delle stesse, la
nostra città tornerà a risplendere come merita”.
Mimmo Zappone, candidato Sindaco
Partito democratico – circolo di Terracina

Il Tour elettorale del candidato a sindaco Nicola Procaccini
C’erano politici e tecnici, ma soprattutto imprenditori turistici e tanti
giovani, ieri pomeriggio nella sala di Villa Tomassini, dove si è tenuto il
convegno “Ostello della Gioventù: un’opportunità di turismo sociale per
Terracina”. “In questa campagna elettorale, sono impegnato a chiedere il
consenso dei cittadini sulla base delle idee che animano la mia candidatura – ha
esordito Nicola Procaccini – Oggi alcuni relatori d’eccezione vi spiegheranno un
piccolo, preziosissimo tassello del grande progetto di cambiamento per la nostra
città”. Si chiama Ostello della Gioventù ed è una formula di turismo dedicata
alle esigenze di socializzazione e cultura delle nuove generazioni. A
presentarla è stata Anita Baldi, segretario nazionale AIG, l’Associazione
Italiana degli Alberghi per la Gioventù che gestisce centinaia di strutture,
conta migliaia di soci e partecipa attivamente a una rete di associazioni
nazionali che promuovono il turismo giovanile in tutto in mondo. Accanto a lei,
la più giovane consigliera regionale del Lazio, Chiara Colosimo, ha presentato
l’iniziativa legislativa di cui è stata promotrice e che mira a diffondere
questa realtà nel territorio. “Il viaggio in Ostello della Gioventù è molto più
di una vacanza a prezzi accessibili – ha commentato Procaccini – È un’esperienza
formativa straordinaria per giovani uomini e giovani donne di paesi, razze e
culture differenti, che si trovano a condividere un percorso di crescita
fondamentale per la loro vita. È un viaggio vero, di quelli che quando torni a
casa sei migliore di quando sei partito”. Secondo il programma elettorale
stilato dalla coalizione di centrodestra, potrebbe essere questa la strada per
il recupero dell’ex convento di San Domenico: “In ogni caso, l’Ostello della
Gioventù sarà uno strumento importante per offrire a Terracina un turismo di
valore, capace di insegnare la sua rara bellezza a migliaia di giovani cittadini
del mondo”. Incontro con il Wwf per discutere di ambiente e sviluppo sostenibile
del territorio


“È un’idea che appartiene ormai al passato, quella che considera necessaria
scegliere tra la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di un territorio – ha
dichiarato Nicola Procaccini in apertura del suo intervento al dibattito tra i
candidati a sindaco promosso dal WWF Terracina ieri pomeriggio nella Sala
Valadier – Io credo che entrambi gli obiettivi si possano perseguire, se si è
pronti ad abbandonare cattive abitudini, come quella che in tutti questi anni ha
visto premiare nelle gare d’appalto delle opere pubbliche le ditte che offrivano
il massimo del ribasso sulla base d’asta. Una città sostenibile si costruisce
dando valore ad altri criteri d’assegnazione – ha spiegato – la qualità dei
materiali, l’impatto ambientale, la riqualificazione del territorio saranno
finalmente tenuti nella dovuta considerazione, così come la concertazione con
gli abitanti”. Per una Terracina pulita, ordinata, verde e vivibile, come
campeggia nelle priorità dettate da Agenda 21, la raccolta e lo smaltimento
dell’immondizia è questione di vitale importanza. “In questi anni, il rapporto
con Terracina Ambiente ha costretto i cittadini a pagare tasse superiori agli
altri, subendo un servizio di gran lunga inferiore, perché spesso il ciclo dei
rifiuti è stato considerato dalla politica in maniera residuale, rispetto ad
esempio alle proteste sull’aumento della Tarsu – ha risposto Procaccini, quando
gli è stato chiesto il suo giudizio sulla raccolta differenziata – Io so
benissimo che è l’emblema di una battaglia molto più grande per la difesa
dell’ambiente, della salute, della legalità. Mi occupo di questo tema da
quand’ero al Consiglio Comunale, avevo poco più vent’anni, e il mio maestro era
Paolo Colli con il movimento ambientalista Fare Verde, al quale ero iscritto”.
Quanto alla questione di rimettere in modo l’impianto di compostaggio di Via
Morelle, il candidato del centrodestra terracinese è deciso: “Solo chi non c’è
mai stato più pensare che sia possibile. Eravamo stati gli antesignani di un
ciclo virtuoso dello smaltimento dei rifiuti, ma quel treno è passato vent’anni
fa e l’abbiamo perso”. “Se oggi volete sapere quale sarà la politica ambientale
della mia amministrazione -ha concluso- posso dirvi che essa è perfettamente
racchiusa in una frase: non ereditiamo il mondo dai nostri padri, lo prendiamo
in prestito dai nostri figli”.

Procaccini con i ristoratori dell’associazione “Terracina a tavola”

È frutto dell’impegno di ventiquattro imprenditori del mondo della ristorazione
l’associazione “Terracina a tavola”. Nata come una scommessa fra amici, oggi
l’organizzazione è una consolidata realtà, impegnata nella promozione del nostro
territorio nel settore enogastronomico e prodotto trainante dell’economia
locale, anche all’estero. E sono stati proprio i ristoratori terracinesi i
protagonisti dell’incontro con Nicola Procaccini presso il ristorante Il
Caminetto. Organizzatore dell’appuntamento Gianfranco Azzola, segretario
dell’associazione e candidato nella Lista civica del Sindaco. Un appuntamento,
quello di venerdì pomeriggio, che i rappresentanti di “Terracina a tavola” hanno
voluto sfruttare in maniera propositiva, presentando al candidato le loro idee
per il rilancio della città, anziché elencare problematiche e mancanze. “I
ristoranti – ha spiegato Gianfranco Azzola – costituiscono una bellissima e
importante realtà, perché siamo a contatto diretto con le persone, con i
cittadini e i turisti, ma nonostante ciò nessuno ci ha mai chiesto quali fossero
né le nostre esigenze né quelle del territorio. Non abbiamo avuto mai nessun
sostegno economico e morale, perciò abbiamo deciso di impegnarci in prima
persona noi rappresentanti di categoria”. Tuttavia l’impegno di “Terracina a
tavola” non riguarda solo l’economia e il rilancio turistico della nostra città
attraverso un percorso del gusto: dagli imprenditori della ristorazione arrivano
anche progetti sociali, con una particolare sensibilità alle attività di
beneficenza. Nessuno dimentica, infatti, che “Terracina a tavola” sia stata la
promotrice di molte serate all’insegna dell’enogastronomia e della solidarietà a
favore dell’associazione AnnaLaura, onlus a sostegno dei malati oncologici e
delle loro famiglie. Come Azzola ha raccontato, grazie all’impegno di “Terracina
a tavola” sono stati raggiunti dei significativi traguardi fra cui
“l’istituzione di una borsa di studio per un’oncologa e l’acquisto di una
macchina per il trasporto dei malati”. L’incontro è stato all’insegna di un
confronto diretto fra Nicola Procaccini e i ristoratori, ai quali il candidato
sindaco per la coalizione di centrodestra ha esplicitamente chiesto cosa si
aspettano da lui. La risposta di Azzola non poteva essere più chiara:
collaborazione. “Noi – ha spiegato il segretario dell’associazione – ci stiamo
presentando per essere a disposizione di progetti seri di rilancio e
valorizzazione della città, i problemi sono sotto gli occhi di tutti è inutile
stare qui a far lamentele. Servono delle proposte valide e una collaborazione
concreta”. “Conosco bene la vostra associazione e so che è diventata qualcosa di
più di una semplice associazione di categoria. -ha risposto il candidato
sindaco- Siete stati capaci di entrare nella vita della città, di aiutare,
stimolare, sensibilizzare e cambiare le cose che non vanno”. Ma nelle parole di
Procaccini c’è anche un’amara analisi sulla nostra città: “Penso che Terracina
non sia stata capace di entrare in questo secolo e che abbia perso anche le cose
buone di quello scorso, come le tradizioni e il senso di appartenenza alla
comunità. Per queste ragioni è ancora più necessario che la politica riprenda le
redini della società terracinese. Abbiamo bisogno di idee e persone che, ognuna
con il proprio percorso, possano contribuire a un grande cambiamento. Abbiamo
anche bisogno di risorse – ha aggiunto il candidato sindaco – e per averle
andremo a prenderle da ogni parte: dalla Provincia alla Regione, dal Governo
alla Comunità Europea”. Quasi in concomitanza dell’incontro fra Nicola e
l’associazione “Terracina a tavola” nell’Enoteca del Caminetto si è svolta la
presentazione di Nemesio Chiapponi, uno dei più giovani candidati nella lista
“Nicola Procaccini sindaco” a cui Nicola si è unito per un brindisi e un momento
di confronto, cercando di motivarli all’impegno politico e alla partecipazione
attiva alla vita della città. In questa occasione il messaggio lasciato da
Nicola è stato che anche i più giovani posso fare grandi cose, con l’illustre
esempio della storia di Goffredo Mameli.

Procaccini a cena con i vertici dell’Udc E’ stata una cena all’insegna della
politica fatta di impegni concreti quella organizzata dal candidato Udc
Pierpaolo Marcuzzi a cui hanno partecipato, oltre a Nicola Procaccini,
l’assessore regionale alle Politiche sociali e della famiglia Aldo Forte e
l’assessore provinciale all’Ambiente Gerardo Stefanelli. L’incontro ha avuto
luogo venerdì presso il ristorante Gran Galà a Borgo Hermada, territorio per il
quale Marcuzzi si è speso molto nella sua attività politica. Una cena fra under
quaranta nel corso della quale i due assessori centristi hanno dimostrato la
loro disponibilità a sostenere il progetto politico del candidato sindaco Nicola
Procaccini. “Sono assolutamente disponibile a lavorare con Nicola rispetto alle
questioni che mi competono” ha confermato l’assessore Stefanelli, proponendo
interventi concreti sul territorio di Terracina. Un esempio? “Fra le priorità
rientrano sicuramente la regolare pulizia delle spiagge, che stiamo già facendo,
e la bonifica del Portatore. Interventi che inseriremo presto in bilancio”. Ma
le proposte dell’assessore provinciale all’Ambiente non si fermano qui. “Abbiamo
bisogno di una visione moderna delle fasce frangivento e di investimenti in
impianti a biomasse per la produzione di energia. Altro tassello per la
rinascita del territorio è l’organizzazione e la gestione in maniera efficiente
della raccolta differenziata: oggi Terracina da questo punto di vista
costituisce una zavorra per la provincia di Latina. Questa è una sfida veramente
importante per il nostro futuro”ha concluso Stefanelli. Una presenza non
scontata quella dell’assessore Aldo Forte alla cena, come lui stessi ha tenuto a
precisare, dovuta non ai rapporti d’amicizia con Marcuzzi tantomeno ai vincoli
di partito. “Sono qui – ha affermato Forte- perché la candidatura di Pierpaolo
rappresenta veramente la visione di come l’Udc intende la politica: con profonde
radici sul territorio e capace di interpretare i bisogni della comunità”. “Per
Terracina spero in un autentico cambiamento e che si chiuda definitivamente con
la politica degli interessi personali. Per questo motivo sono qui -ha ribadito
l’assessore Regionale – e per dirvi che dietro le promesse e le tante proposte
ci sono i partiti e le istituzioni che gli daranno la forza di realizzarle”. Per
quanto riguarda il sostegno dell’Udc al candidato sindaco di centrodestra,
l’assessore Forte ha poi spiegato come questo sia dovuto non solo alla capacità
del suo partito di “interpretare il cambiamento” ma soprattutto al programma di
Nicola. “Terracina ha bisogno di un riscatto che passa per un progetto serio,
concreo e ambizioso, come quello proposto da Procaccini. Da subito, già dal
giorno dopo le elezioni dobbiamo far ripartire questa città, tutti insieme.
Abbiamo bisogno di tutte le energie e le risorse e l’unico che le avrà porta il
nome di Nicola Procaccini”. Anche nelle parole di Nicola c’è il riferimento al
particolare periodo che sta attraversando la nostra città: “Ci troviamo di
fronte a un passaggio chiave per Terracina, un bivio che può veramente portare
al cambiamento. Noi qui prendiamo degli impegni, occhi negli occhi – ha concluso
- per una rivoluzione dolce fatta di passione, coraggio, amore e idee nuove,
che, anche se dolce, è pur sempre una rivoluzione”.

Procaccini e l’europarlamentare Scurria visitano il Centro Storico Alto
Una visita al centro storico alto di Terracina con Nicola Procaccini e la
sapiente guida del presidente dell’Archeoclub Venceslao Grossi: è iniziato così
il pomeriggio dell’on. Marco Scurria, europarlamentare italiano esperto di
progettazione per l’accesso ai fondi europei. “È un vero peccato lasciare un
tale patrimonio archeologico nello stato di sofferenza in cui versa. – ha
commentato nel corso della passeggiata tra la Chiesa del Purgatorio, il Foro
Emiliano, il Teatro romano e la Cattedrale – Fa male al cuore, soprattutto se si
è ben consapevoli che ci sono molte opportunità per ottenere le risorse
necessarie al recupero e alla valorizzazione di tesori come questo.” Di lì a
poche ore, in occasione del convegno promosso dall’Associazione Proposte per
Terracina sul tema dei finanziamenti europei, Scurria ha illustrato cosa e come
la Comunità Europea mette a disposizione degli Stati membri per lo sviluppo del
territorio. “La prima cosa di cui dobbiamo essere certi è che l’Europa esiste e
che, come stabilito dal Trattato di Lisbona del 2009, avrà sempre più potere ed
influenza nelle politiche nazionali – ha esordito nella sala gremita di Villa
Tomassini – Già oggi l’80% delle attività svolte dai nostri parlamentari non è
altro che il recepimento di decisioni prese a Bruxelles o Strasburgo”. Se
tuttavia i vincoli imposti o i mancati interventi dell’Europa sono alla ribalta
della cronaca, ciò che sfugge alla coscienza popolare e, ancor peggio, a
politici e amministratori è la mole di strumenti e risorse che vanno sotto il
nome di Fondi Indiretti e Diretti. “I primi sono finanziamenti che passano
attraverso le Regioni e che, a partire dal 2014, saranno destinati
preferibilmente ai Paesi dell’Est che più di recente sono entrati a fare parte
della Comunità. I Fondi Diretti, invece, sono stanziati dalla Commissione
Europea su approvazione di progetti presentati dalle amministrazioni comunali e
dalle imprese” ha spiegato l’europarlamentare. Sport, turismo, ambiente e
cultura sono i primi beneficiari dei bandi per l’accesso ai Fondi Diretti: “Io
sono convinto che per Terracina ci siano straordinarie occasioni da cogliere al
volo e sono già impegnato con Nicola Procaccini a individuare progetti specifici
e finanziabili su cui lavorare anche con il contributo delle associazioni, delle
imprese e dei privati”.

“Mentre camminavamo tra i vicoli del centro storico, pensavo a quanto fosse
tutt’altro che casuale che l’idea del riscatto di Terracina parta proprio dai
luoghi in cui tutto è cominciato, millenni fa – ha commentato il candidato a
sindaco al termine dell’incontro – Il recupero fisico dei monumenti e dei
reperti del passato è il recupero stesso della memoria e dei valori di una
comunità. Terracina ha bisogno soprattutto di questo: riscoprire l’orgoglio e il
senso di appartenenza. Da qui poi, il passo è breve per lo sviluppo del turismo
e la ripresa economica. “


L’AGENDA ELETTORALE Martedì 3 maggio 2011, Francesco Lollobrigida, trascorrerà
un’intera giornata con Nicola Procaccini. L’assessore regionale alle Politiche
per la Mobilità e il Trasporto pubblico locale giungerà a Terracina e assisterà
all’attracco della draga che nelle prossimi ore inizierà a rimuovere la barra
sabbiosa posta all’imboccatura del porto. L’agenda prevede, tra l’altro, alle
ore 10:00 una riunione con i dipendenti Cotral, alle 10:30 visita in Comune
(l’assessorato ai Trasporti), mentre alle 11:30 l’assessore Lollobrigida si
recherà presso gli ormeggi di Porto Badino e Foce Sisto.
(02-05-2011)


Zappone dai balneari:
Bolkestein da rivedere
LAVORARE per agevolare una categoria che «da punta di eccellenza della città,
volano per lo sviluppo culturale, sociale ed economico, è stato rilegato ad
ultima ruota del carro». Questa la politica promossa dal candidato sindaco del
Pd Domenico Zappone, che nei giorni scorsi ha incontrato il Consib, il consorzio
dei balneari. Tanti i temi trattati, tra cui quello più attuale della normativa
europea sulla messa a bando delle concessioni balneari: «Il gruppo del
parlamentari europei del Partito Democratico, tra cui la nostra amica Silvia
Costa, sta lavorando ad una proposta che contempli il prolungamento della durata
delle concessione da 5 a 10 anni – ha garantito Zappone – e l’indizione di bandi
di gara che favoriscano coloro già in possesso della licenza». Poi gli altri
comparti turistici: dal «turismo integrato» alle «infrastrutture», dalla
«pulizia delle coste e delle acque» alla «valorizzazione e conservazione dei
beni culturali». «Occore riappropriarci di una vocazione turistica tanto
sbandierata ma, ormai, smarrita – ha concluso Zappone -. E si può fare solo con
in mente un’idea di città».
D. R .


Mazzucco: “Città sporca? Scioglierò la Terracina Ambiente”
Antonio Edis Mazzucco, dopo aver presentato le due liste che lo sostengono nella
corsa di candidato a sindaco di Terracina (Alleanza di centro e i Moderati per
Mazzucco, la sua lista personale), resta sempre più convinto mentre si aggira
per la città e le zone periferiche nonchè gli angiporti che Terracina “sia una
città effettivamente molto più sporca di quanto ti possa sembrare di primo
acchito. E di questo chi va ringraziata se non la giunta Nardi che per 10 anni
non è stata capace di risolvere la situazione primaria che abbraccia la qualità
della vita ed esalta uno dei comparti per cui la cittadina dovrebbe vivere per
tutto l’anno, cioè il turismo? È possibile vivere di turismo in una città dove
l’igiene resta un optional? Ma qual è il modello che è stato preso? Oggi, e
questo lo siglerò all’intero di un patto pubblico fatto coi terracinesi sabato
prossimo 7 maggio presso il Palace Hotel quando verranno tutti i sindaci a
confrontarsi, se sarò eletto sindaco una delle primissime cose che farò sarà
sciogliere la Terracina Ambiente e decapitare completamente tutti quei settori
dell’amministrazione comunale che hanno comunque permesso questo scempio, perché
è chiaro che una situazione igienica e ambientale disastrosa come questa che è
sotto gli occhi di tutti e che per alcun versi ha anche ricordato la drammatica
situazione di Napoli, è testimoniata da una lacunosa gestione dell’intera
macchina amministrativa”. “E la pulizia dell’ambiente non riguarda soltanto il
rapporto esistente con la spazzatura- continua Edis Mazzucco-, ma abbraccia in
una visuale molto più estesa anche le aree verdi in completo degrado, che
andrebbero gestite attraverso un sistema misto con un’azienda privata che si
possa occupare anche di reperire danaro per eventuali pubblicità e tutela del
verde da parte di ditte private che adotterebbero così uno spazio verde per
rendere la vita migliore ai terracinesi, per promozionare sé stessi e per
rendere la città finalmente più fruibile anche al turista che si avventura (a
volte è il caso di dirlo) per le vie e le piazze. Una menzione particolare, poi,
spetta all’igiene carente nella zona portuale: è chiaro che qui va rivisto tutto
il sistema della pulizia e mi rendo conto anche delle difficoltà contingenti che
vi sono ma il decoro è il primo passo verso una società perfettamente civile e
decisamente proiettata verso l’Europa”. Inoltre, questo è il programma di Edis
Mazzucco in questi ultimi giorni di campagna elettorale:

- giovedì 5 alle 20 incontro con i residenti della zona di san Vito per parlare
di problematiche legate al comparto dell’agricoltura; sempre giovedì ma alle 22
incontro al ‘Pegaso’ in borgata Frasso per ascoltare esigenze e problematiche
della zona dalla viva bocca dei residenti;

- venerdì 6 ore 20 incontro con gli ormeggiatori a Foce Sisto per affrontare le
questioni legate alla portualità e pesca;

- sabato 7 ore 20 incontro al Palace Hotel con gli altri candidati sindaco per
siglare il Patto coi terracinesi davanti un notaio. In questo incontro verrà
sostenuto dal’onorevole Francesco Pionati, rappresentante di Alleanza di centro
in Parlamento, partito all’interno del Pdl.

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sansilviano

Come accaduto per l’anno scorso ho fatto un piccolo video a futura memoria di questa nostra bella tradizione.

Purtroppo non ho avuto il tempo di montarlo e un paio di scene si ripetono pure.  Il filmato è stato girato con una videocamera da taschino ma è comunque in HD (alta definizione). Dal link di cui sotto potrete visualizzarlo in definizione normale.

Per visualizzarlo in HD bisogna andare sul sito della Vimeo dove è possibile anche scaricare il filmato.

Saluti da Paolo il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com

info@paologiannetti.com

Video importato

vimeo Video

La leggenda racconta che Silvano fuggì dall’Africa del Nord assieme al padre Eleuterio, a causa della persecuzione dei Vandali, stabilendosi a Terracina, l’antica ‘Anxur’ dei Volsci.

Nel 443, morto il vescovo Giovanni, Silvano (Silviano) fu chiamato a succedergli, ma rimase in vita solo nove mesi e dopo di lui fu eletto il padre Eleuterio.
Un latercolo del ‘Martirologio Geronimiano’ al 10 febbraio, porta “In Terracina il natale (cioè la morte) di s. Silvano vescovo e confessore”; questo titolo di ‘confessore’ inizialmente era dato ai confessori della fede, cioè ai martiri, questo ci fa pensare che s. Silvano sia morto martire, tenuto conto anche della brevità del suo episcopato e la sua ancora giovane età.
Unico ricordo del santo sono i resti di un’antichissima chiesa e monastero, molto famosi nel secolo X, intitolati a S. Silvano, che si trovano fuori Terracina, alle falde del monte Leano di fronte alla via Appia Nuova.
La tradizione manoscritta dei testi e l’uso popolare di essi, hanno trasformato di volta in volta il nome in Silvino, Salviano, Salviniano, Silviano; tanto è vero che la località dove sorge la chiesa dedicata a s. Silvano, posta poco distante da Terracina, si chiama Silviano.

Il nome Silvano deriva dal latino ‘Silvanus’ e significa ‘abitante del bosco’; era chiamata così l’antica divinità romana, parallela al greco Pan, protettrice delle selve, delle greggi e dei campi; di solito raffigurato con una lunga barba e una folta chioma coronata di pino.

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terracina-veduta-da-punta-del-porto_bis

È deciso: piazzale Lido sarà isola pedonale. In buona sostanza questo
significherà la riduzione dei parcheggi lungo viale Circe. La giunta comunale ha
definito un diverso uso per il piazzale Lido (spazio antistante gli esercizi
commerciali di bar Milano, la Cambusa e I 12 on the beach). Infatti secondo il
ragionamento dell’amministrazione Nardi, il territorio comunale durante il
periodo estivo, è meta di turisti, che ne apprezzano il luogo, l’attrattiva, gli
usi, le tradizioni e i costumi. Proprio perché nella tradizione i turisti sono
soliti prediligere i piatti tipici o semplicemente ristorarsi presso le attività
commerciali che per lo scopo posizionano tavoli e sedie au dehors (alcune di
queste sono proprio quelle situate a piazzale Lido fronte mare), il Comune ha
concesso, per queste esclusive attività, l’autorizzazione per l’occupazione di
suolo pubblico per il periodo che va dal 1° giugno al 30 settembre 2011. Quindi
per incentivare e favorire il turismo è stata anche predisposta un’isola
pedonale (sempre nel piazzale Lido) nel periodo che va dal 22 aprile al 30
settembre (orario 0-24). La soluzione comunale potrebbe essere considerata
positiva se non fosse che, agevolando l’economia delle attività commerciali,
vengono meno anche alcuni spazi dedicati alla sosta dei veicoli sul Lungomare
Circe. Già si piange per trovare un’area dove posteggiare. Vorrà dire che i
problemi aumenteranno, costringendo a qualche “giro di Peppe” in più.
(da corriere pontino)



“Giovani e Legalità “: incontro con i ministri Alfano e Meloni
“Giovani e Legalità” è il convegno organizzato dal candidato a sindaco del
centro destra di Terracina Nicola Procaccini e programmato per lunedì 2 maggio
2011, alle ore 17.30, presso il Palacarucci di viale Europa. Relatori
d’eccezione due ministri del Governo di Silvio Berlusconi: Giorgia Meloni e
Angelino Alfano. Prenderà parte all’evento, oltre al candidato a sindaco Nicola
Procaccini, il Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il
Coordinatore provinciale del Popolo della Libertà della Provincia di Latina,
sen. Claudio Fazzone, I cittadini, gli iscritti ai partiti e alle liste civiche
che sostengono il candidato a sindaco Procaccini, sono invitati a partecipare.



«Sapete quanto è costata l’opera inutile del Montuno? 350 mila euro. E la
segreteria generale, personale e organizzazione? Un milione e 400 mila euro
rispetto a una previsione di 450 mila euro. E le spese di gabinetto? Oltre 480
mila euro». Vittorio Marzullo di Sinistra Ecologia e Libertà parte dai numeri
per denunciare il fallimento dell’amministrazione uscente e analizzare la
portata delle alternative al fallimento proposte dal centrodestra. Marzullo
parte da Gianfranco Sciscione: «Un candidato a sindaco, Gianfranco Sciscione che
si è caratterizzato per il suo populismo anti Nardi e tutti coloro che lo
avevano coadiuvato direttamente o indirettamente negli ultimi dieci anni, per
poi imbarcare al proprio interno dei veri paladini di tale scempio
amministrativo: Serra, Villani, Meneghello, e soprattutto Zicchieri, i cui
frutti si possono vedere con quanto succedendo nell’Azienda Speciale i cui
dipendenti devono ancora percepire lo stipendio di marzo». Il segretario di Sel
passa poi ad esaminare la candidatura di Procaccini: «Non perde occasione per
prendere le distanze dall’attuale compagine amministrativa, dimenticando che
essa è composta dagli stessi partiti che compongono la sua alleanza elettorale
che conta, tra consiglieri comunali, assessori, ex assessori, componenti ed ex
componenti di consigli d’amministrazione vari, ben 23 amministratori
riconducibili all’a t t ua l e compagine amministrativa dalla quale si tenta
invano di smarcarsi. Per non parlare poi di quei politici al centro degli
scandali degli ultimi anni che sono stati costretti a lasciare la vita politica
pubblica ma che si sono fatti rappresentare per interposta persona all’interno
delle liste ». Marzullo infine si chiede: «Cosa dire di come la sua candidatura
sotto l’egida del senatore fazzone? Dopo gli scandali che hanno colpito Fondi e
quanto in proposito scaturito nei diversi Consigli dei ministri riunitosi
appositamente sull’argomento con la richiesta vana del ministro Maroni di
sciogliere il consiglio comunale?»


I vigili urbani di terracina corrono il serio rischio di… restare a piedi.
Ancora una volta sarebbe tutta colpa dei debiti accumulati dall’amministrazione
comunale. Visto che il Comune sarebbe rimasto un tantino indietro con il saldo
delle rate del leasing, l’officina convenzionata in zona per la manutenzione del
parco-auto dei vigili urbani avrebbe stoppato ogni tipo di intervento. Da
diverso tempo gli agenti del comando di via Sarti sono rimasti privi di due
automobili, una con problemi di batteria e l’altra di frizione. Manutenzione
negata perché così avrebbe deciso la società del nord Italia dalla quale
nell’estate del 2008 l’amministrazione aveva preso in leasing meno di dieci
automobili. Aspetta un giorno, aspetta un mese, mi sa che qualcuno si è stufato
di aspettare, e allora è arrivato il dictat all’officina: stop alle riparazioni
su quelle vetture. Una situazione che, in realtà, si era già presentata l’anno
scorso, quando, però, si trattava di guasti che non avevano bloccato le vetture.
Stavolta, invece, è diverso. Ed è certamente peggio. Ci si immagina gli agenti
della municipale che per intervenire su un incidente prendono…un taxi? Del resto
non dimentichiamo che per una situazione simile la polizia locale ha rischiato
anche di restare… in mutande. Quella volta non era stato il meccanico bensì il
sarto ad ammutinarsi. Sempre perché spinto quasi all’esasperazione per i mancati
pagamenti come saldo del lavoro svolto. In quel caso il sarto minacciò di
trattenere le divise nuove degli agenti fino a quando non avesse ottenuto il
dovuto. E così i vigili continurono a sfoderare gli abiti vecchi, scoloriti,
corti e stretti. La vicenda delle macchine è certamente più grave. Un buco ai
pantaloni si nasconde con una toppa. Il colletto consunto di una camicia può
essere rigirato. Ma per uno pneumatico bucato, uno specchietto rotto, una
batteria scarica oppure un freno allentato non c’è rattoppo che tenga. Non basta
nemmeno l’ironia.
Rita Recchia


Prosegue a pieno ritmo la campagna elettorale di Gianfranco Sciscione. Dopo la
presenza della presidente della Regione Lazio Renata Polverini a Terracina, ieri
a sostenere il candidato a sindaco Gianfranco Sciscione e l’aspirante
consigliere comunale Franco Carocci nella lista “Città nuove – Con te”,
l’assessore regionale al bilancio Stefano Cetica. Un incontro durante il quale
sono stati evidenziati alcuni dei punti del programma come la sanità, l’arredo
urbano, le politiche sociali. «Questo centrodestra -spiega Cetica- ha messo in
campo i migliori candidati. La politica deve tornare ad occuparsi delle cose
concrete. Ognuno di noi deve scendere in campo per mettendosi in gioco. Riguardo
la sanità, nel Lazio abbiamo travato lo sfacelo con un debito del 70%, il più
alto in Italia. Abbiamo fatto scendere in campo delle persone per bene
accettando le sfide e i cambiamenti. Il progetto di “Città nuove” è quello di
far entrare persone capaci, come Gianfranco, che non vuole fare da spettatore ma
mettersi in gioco. Partire dalle proprie radici è una garanzia per gli elettori.
Il sindaco deve avere capacità imprenditoriali, perché deve far fronte a
problemi amministrativi. Gianfranco è una persona preparata che può dare una
proiezione oltre che regionale anche nazionale». L’assessore Cetica ha inoltre
incontrato il gruppo femminile che sostiene Gianfranco Sciscione e la loro
coordinatrice Saia Saccucci Abate, al quale tutte unite hanno spiegato ed
evidenziato i problemi della città e i progetti di cambiamento. Nella serata di
venerdì si è inoltre svolto un altro importante incontro tra il candidato a
sindaco Gianfranco Sciscione, l’aspirante consigliere Domenico Villani e i
gruppi sportivi Team Bike Terracina e Bike 4 lampioni. Nel corso della serata
sono stati affrontati ed esposti i progetti che porteranno la città ad un vero e
proprio cambiamento. Come la tanto attesa e finora mai realizzata Cittadella
dello sport con la costruzione di una piscina, anche per uso terapeutico, luoghi
ricreativi per i giovani, parchi pubblici attrezzati per i bambini e percorsi
idonei per le biciclette.
(da corriere pontino)



Non si arresta la scia di furti a terracina. Risale alla notte scorsa un altro
«colpo grosso» messo a segno ai danni di un ignaro cittadino che sperava di fare
sonni tranquilli. E invece, mentre lui e la sua famiglia dormivano, fuori dalla
stanza da letto ignoti topi d’appartamento si sono dati da fare. Sembrerebbe che
i ladri, una volta intrufolatisi all’interno dell’abitazione, che si trova in
via Anxur, una zona nemmeno troppo periferica di terracina, siano riusciti a far
man bassa di parecchi soldi, all’incirca 4 mila euro in contanti. Non contenti
del bottino, hanno afferrato il mazzo di chiavi trovato su un mobile e sono
andati via a bordo di un’automobile di grossa cilindarata, un’Audi. Quando il
derubato, un libero professionista del luogo, ha scoperto l’incursione notturna,
non ha potuto far altro che allertare la polizia.



Proposta la sospensione dell’attività per due aziende agricole del luogo, perché
hanno violato le norme in materia di sicurezza e igiene sul posto di lavoro.
Per
i proprietari delle attività sono state anche elevate delle sanzioni
amministrative da parte dei Carabinieri. Nella mattinata di ieri, i carabinieri
del locale comando di compagnia, unitamente al personale della direzione
provinciale del lavoro di Latina e del nucleo dei carabinieri dell’ispettorato
del lavoro, hanno effettuato un servizio di controllo su alcune ditte locali. Si
tratta di controlli a campione con cadenza periodica mensile. Tali accertamenti
sono finalizzati ad appurare se vi sono particolari violazioni alle norme di
igiene e sicurezza sul posto di lavoro. In questo particolare contesto, il
personale in questione ha riscontrato alcune irregolarità. Proprio per questo è
stato necessario ad elevare due sanzioni amministrative dell’importo complessivo
di 8.000 euro circa nei confronti di due distinte aziende agricole situate sulla
Migliara 56, nel territorio di Terracina. Per esse è stata anche proposta la
sospensione delle loro attività. Nessuna irregolarità è stata riscontrata in
materia di assunzione di personale. I controlli in questione verranno ripetuti
nel prossimo futuro sempre con lo scopo di assicurarsi che sui luoghi di lavoro
della filiera agricola vengano rispettate tutte le norme in materia di sicurezza
e di igiene. Si vogliono evitare sfruttamenti e condizioni di lavoro proibitive,
che possono causare anche incidenti.


Si stacca una pensilina di cemento dal tetto di un palazzo di tre piani, illesa
la donna di 88 anni che in quel momento stava tranquillamente mangiando
all’interno della casa.
Momenti di paura ieri mattina in via Edmondo De Amicis,
una traversa della più nota via Badino, a terracina. Poco dopo mezzogiorno una
parte della pensilina di cemento attaccata alla copertura dell’edificio al
civico 10, ex case popolari, ha improvvisamente ceduto, restando attaccata solo
per un’estremità al tetto, mentre tutto il resto è rimasto penzolante sul
balcone. In strada sono finiti pezzi di calcinacci e polvere, ma fortunatamente
il bilancio definitivo è stato di nessun ferito. «Stavo mangiando come faccio
sempre a quest’ora del giorno nella sala da pranzo, quando a un tratto ho
sentito prima uno screpitio e poi un tonfo» racconta A.M., l’anziana inquilina
dell’ultimo piano del palazzo che vive da sola. Staccandosi, la pensilina ha
trascinato con sé pezzi del tetto, finiti sul balcone della casa della signora
88enne. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi, e sul posto sono
arrivati i vigili del fuoco di terracina, i carabinieri, con il capitano
Alessandro Giordano Atti, e i sanitari del 118. A.M. non ha avuto bisogno di
essere portata in ospedale. Il palazzo, composto da tra piani, contiene 8
appartamenti, per un totale di appena una decina di persone. Si tratta
soprattutto di gente anziana, che per lo più vive da sola. I soccorritori hanno
immediatamente fatto evacuare l’edificio al civico 10 di via De Amicis, mentre i
pompieri, armati di una gru, iniziavano le operazioni. C’è prima da togliere i
pezzi malconci della pensilina ceduta, e poi da mettere in sicurezza il palazzo.
Una costruzione che risale al 1958, piuttosto datata, dunque, come ce ne sono
molte altre in giro per la città. Il palazzo è stato per parecchio tempo di
proprietà dell’istituto delle case popolari, l’ex Iacp, fino a quando gli
inquilini hanno riscattato ognuno il proprio appartamento diventandone
proprietari a tutti gli effetti. Ieri nessuno di loro è rientrato a casa, visto
che le operazioni di messa in sicurezza sarebbero andate avanti per diverso
tempo, anche con l’ausilio dei vigili del fuoco di Latina. Per una signora
invalida sulla sedia a rotelle si è cercata una sistemazione presso una casa di
cura. Restano da accertare le cause del cedimento. Infiltrazioni d’acqua? Poca
stabilità del palazzo? Qualche costruzione «ex novo» che ha appesantito la
pensilina? I carabinieri riferiranno alla magistratura.
Rita Recchia


Pedane fuori legge, il comando della polizia municipale invia un’informativa di
reato a carico dell’ingegnere comunale che ha rilasciato le autorizzazioni.
A
seguito delle numerose lamentele pervenute presso la sede municipale di via
Sarti, dovute al proliferare in maniera a dir poco smisurata della presenza di
pedane all’esterno di bar e ristoranti, provocando disturbo ed intralcio alla
viabilità e ai pedoni, oltre che ai disabili, gli agenti della municipale
diretti dal comandante Vincenzo Pecchia hanno iniziato una serie di controlli
accurati in diverse zone del centro urbano e periferiche. Oltre 20 accertamenti
dai quali è emerso che effettivamente sono state rilasciate un numero a dir poco
eccessivo di autorizzazione riguardo l’occupazione del suolo pubblico, molte
delle quali non potevano essere concesse poiché in contrasto con il codice della
strada e della circolazione veicolare e pedonale. Il comando ha così redatto e
inviato un’informativa di reato alla Procura della Repubblica di Latina a carico
dell’ingegnere comunale che ha rilasciato tali autorizzazioni. Sarà quindi
aperta un’inchiesta finalizzata ad accertare le responsabilità e i presunti
abusi nel rilascio di tali documenti. Pecchia, interpellato, non ha voluto
concedere dichiarazioni sul contenuto di tale informativa pur confermando le
lagnanze dei cittadini che ritengono le strutture in questione un pericolo per
la circolazione, che tra l’altro vengono firmate senza il parere del comando
della polizia municipale. A quanto pare le pedane segnalate non rispettano le
distanze e le misure di sicurezza previste dal codice della strada, molte delle
quali troppo vicine agli incroci oppure gli spazi pedonali. Controlli quelli
della polizia municipale, che nonostante la scarsa presenza di agenti,
proseguiranno anche in futuro.
(da corriere pontino)


Finalmente al fianco di Gianfranco Sciscione. Questa volta, dopo due
appuntamenti andati a vuoto, Renata Polverini non ha deluso il suo ex
consigliere regionale. La governatrice del Lazio si è presentata ieri sera al
cinema Traiano, dove Sciscione, assieme ai candidati delle liste che lo
sostengono, l’aveva invitata con lo scopo dichiarato di smentire le voci secondo
le quali sul rapporto tra i due fosse calata un certa freddezza. E la Polverini
è stata al gioco: «Io non ho mai abbandonato nessuno -ha detto la governatrice -
. Nessuno mi potrà fare abbandonare Sciscione». E poi, rivolto al candidato:
«Potrai contare sempre sul mio aiuto e sarò a terracina ogni volta che mi
chiamerete». Restava da spiegare la ragione di quelle due assenze che avevano
alimentato l’impressione di una distanza tra la Polverini e il suo candidato:
«Ho resistito – ha affermato la presidente – fino a quando non è stata detta
l’ultima parola». In sostanza, la governatrice avrebbe declinato gli inviti del
suo ex consigliere regionale perché la situazione delle candidature non era
ancora definitiva. Sì, perché, come l’interessata ha tenuto a sottolineare, fino
all’ultimo lei ha tentato di avere a terracina un candidato unico (vale a dire
Sciscione al posto di Nicola Procaccini), «ma purtroppo non ci sono riuscita».
Ad ogni modo, il candidato sindaco, sostenuto da ‘Città Nuove con Te’, da due
civiche (di cui una con capolista Luciano Moggi) e dal Psi, può ora affrontare
la campagna elettorale rivendicando la sponsorizzazione della Polverini, senza
la quale la sua visibilità avrebbe subito un colpo durissimo.
A.D.L.


Esposto del Partito Democratico contro la privatizzazione dell’illuminazione
pubblica.
Il gruppo consiliare dei democratici si è rivolto all’Autorità per la
Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavoro Servizi e Forniture-Servizio
Ispettivo e alla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte
dei Conti perché accertino eventuali responsabilità nell’appalto per la
«realizzazione di interventi di riqualificazione finalizzati a generare
risparmio energetico e una migliore efficienza luminosa degli impianti comunali
di pubblica illuminazione e semaforici con gestione e manutenzione ordinaria
degli stessi impianti». Lo scorso febbraio, in consiglio comunale, i gruppi
consiliari di opposizione presentarono un emendamento alla delibera relativa al
progetto in questione per sollecitare l’indizione preventiva di un concorso di
idee e l’elaborazione di un piano regolatore di illuminazione pubblica, visto,
che a loro avviso, l’atto risultava carente, poco chiaro con elementi di
illegittimità, dal punto di vista economico e progettuale. L’emendamento,
ottenendo 11 voti contrari e 11 favorevoli, tra cui quelli di alcuni esponenti
della maggioranza, fu respinto in seconda convocazione. I democratici, allora,
scrissero ai dirigenti comunali competenti, mettendo in dubbio la convenienza
economica per il Comune dell’appalto, ma i chiarimenti non sono mai arrivati, né
alcun tipo di risposta. Antonio Bernardi, capogruppo del Pd, scrisse inoltre una
lettera alla Dirigente del Servizio Dipartimento Finanziario, Ada Nasti, in cui
chiedeva di essere informato sul consumo reale ed effettivo di energia elettrica
per l’illuminazione pubblica e di verificare se l’importo relativo al consumo
energetico riportato nella deliberazione contestata coincidesse con quello
riportato nella delibera di variazione di assestamento del bilancio di
previsione del 2010. Laconica la risposta della dirigente: «La documentazione di
cui dispone l’ufficio Ragioneria e bilancio non è sufficiente a determinare il
dettaglio da Lei richiesto». Comunque, il 16 marzo 2011 è stata espletata la
gara d’appalto, il cui bando, scade in data 4 maggio 2011, a firma non della
dottoressa Ada Nasti, dirigente, tra l’altro, anche del settore gare d’appalto,
ma, commenta il capogruppo Bernardi, «inspiegabilmente e per motivi misteriosi e
sconosciuti, a firma del Dirigente Dipartimento Lavori pubblici Vincenzo Fusco».
Pertanto, il gruppo consiliare del Pd, il 27 aprile scorso, ha inviato un
esposto di nove pagine all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di
Lavoro Servizi e Forniture-Servizio Ispettivo e alla Procura Regionale presso la
Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti, «per verificare – si legge in una
nota dei democratici – responsabilità di danno erariale e il non rispetto delle
norme nell’approvazione degli elaborati nell’esecuzione degli appalti».
Andrea Di Lello


Elezioni comunali 2011
La città che vorrei: un rifiuto che fa la differenz(i)a(t)a
Non c’è sostenibilità ambientale che non contempli il ciclo dei rifiuti: un tema
caldo, quello della gestione dei rifiuti, da nord a sud, non certo un problema
locale. Sono pieni i giornali, negli occhi ancora le strade di Napoli, la punta
dell’iceberg, non un caso isolato. Un giro d’affari di milioni di euro quello
che ruota intorno ai rifiuti, considerati il nuovo “oro nero”. Una risorsa che
va spesa per inquinare meno. “Un capitolo imbarazzante per la nostra città
quello scritto dalla Terracina Ambiente, in questi anni”, non usa mezzi termini
il segretario del Pd Di Tommaso nel prendere in esame il capitolo del programma
riguardante i rifiuti. Gli esempi non mancano: a cominciare da un capitolato che
prevede tutto e di più ad un prezzo irrisorio; da una società mista, per 51
pubblica e 49 privata, inadempiente dal primo giorno, senza mezzi, né sicurezza;
da stipendi mai pagati; da una tassa, la tarsu, che già prima del passaggio a
Tia arrivava a coprire quasi per intero il costo del servizio; da emergenze
rifiuti a ciclo continuo; da noli a caldo, a freddo da società vicine; da
delibere annullate dal Tar al Consiglio di Stato per aumenti illegittimi; per
finire ad una società in perdita d’esercizio costante, un socio abilitato solo,
con scarsi risultati, alla raccolta dei rifiuti a cui è stata affidata anche
l’accertamento e la riscossione della Tia, passaggio riuscito solo al terzo
tentativo, da ultimo, il sequestro della società, l’inchiesta e gli avvisi della
magistratura. “Inutile dire il già detto, pubblicato o scritto, le parole
servono a poco: occorre agire. Il primo passo da compiere – racconta il
segretario Di Tommaso – sarà valutare concretamente il superamento della
Terracina Ambiente S.p.a. in virtù della legge che impone ai Comuni come il
nostro la possibilità di avere una e una sola partecipata: e noi ne abbiamo già
un’altra, la Farmacia comunale peraltro in attivo. Mettere in campo politiche
dirette ad una raccolta differenziata finalizzata al riciclo, adottando
un’insieme di politiche volte a disincentivare, penalizzare materiali e
manufatti destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso. In pratica
l’adozione di un sistema di raccolta “porta a porta” spinto, invece della
raccolta integrata; la diffusione del riutilizzo, del reimpiego ed del
riciclaggio dei rifiuti, due passaggi fondamentali per inquinare meno, ma anche
pagare di meno. E da ultimo, ma non per importanza, dirimere- termina Di Tommaso
- la questione di Morelle: impianto deputato alla produzione a compost verde,
una ricchezza per l’intera provincia. Ecco nella città che vorrei un rifiuto fa
la differenz(i)ata”.

L’Azienda Speciale TERRACINA si è dotata del Sito Ufficiale: www.aziendaspecialeterracina.it
Gli utenti possono accedere in maniera semplice e diretta ai singoli servizi
erogati.Visitando le varie pagine dedicate è possibile consultare tutte le
informazioni utili, scaricare la modulistica, pagare le eventuali tariffe
attraverso lo sportello on-line, consultare le delibere del Consiglio di
Amministrazione, nonché bandi di gara e concorsi.

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