Archivio Marzo 2011

terracina-barchette-interno-porto-anni-50_bis

Non è bastata la pioggia a fermare la macchina organizzativa dei festeggiamenti
della «Notte tricolore », che doveva svolgersi tra il 16 e il 17 marzo in
occasione delle celebrazioni per l’Unità d’Italia.
Sospeso ma non annullato,
l’evento si terrà tra il 2 e il tre aprile, seguendo sostanzialmente la stessa
tabella di marcia. Nelle tre piazze (Mazzini, Garibaldi, Municipio) ci saranno
artisti, scuole in festa, e lungo l’iso – la pedonale musica, giocolieri e
clown. Da via Roma a viale della Vittoria su per la salita Annunziata, angoli di
arte all’aperto, con l’esposizione di quadri e fotografie. Tre i concerti rock
in piazza Garibaldi, mentre per il teatro e la poesia in verrà adibita piazza
Municipio, che ospiterà anche la banda musicale. Le scuole invece saranno
riunite a piazza Mazzini, insieme ad un coro gospel, che a mezzanotte si
«sintonizzerà» con le altre piazze per cantare all’unisono l’in – no di Mameli.
Il resto è nello spirito di una grande notte bianca, organizzata nel segno della
cultura e del patrimonio comune da presentare alla città intera. Il programma
completo è disponibile sul sito Internet del Comune. Piccola curiosità. L’evento
è costato poco e niente al Comune. Esclusa la logistica, il resto lo ha fatto la
cittadinanza. Un pezzo per uno, così, in fondo, è stata fatta l’Italia.
D. R .
Gold6 [24]

Parte dal Lazio, precisamente da Terracina il 5 aprile, “Il fisco mette le ruote
2011″ l’iniziativa con cui l’Agenzia delle Entrate porta informazioni e
assistenza fiscale nei Comuni privi degli uffici delle Entrate.
Il tour farà
tappa in 16 località, attraversando 11 regioni, nei mesi di aprile, maggio e
giugno, con l’obiettivo di offrire ai contribuenti una guida per la
dichiarazione dei redditi, anche in relazione alle varie agevolazioni fiscali
esistenti.
Il camper dell’Agenzia è un vero e proprio ufficio mobile, dove i funzionari
dell’Amministrazione offrono i servizi quotidianamente erogati dagli uffici allo
sportello, tra i quali:
- assistenza nella compilazione e trasmissione delle dichiarazioni dei redditi;
- informazioni relative a successioni e donazioni;
- rilascio di codici fiscali e partite Iva;
- abilitazione ai servizi telematici (codice Pin);
- richiesta di duplicato della tessera sanitaria;
- registrazione dei contratti di locazione.
Presso il camper, inoltre, saranno distribuiti i modelli di dichiarazione
e le più recenti pubblicazioni dell’Agenzia.


Il panorama è quello da mozzare il fiato. Idem per le vestigia storiche tutto
intorno. Ma appena l’obiettivo della telecamea immortala l’erbaccia infestante,
le scritte vandaliche sui reperti, lo stato pietoso in cui versa la
cartellonistica, ecco che il verdetto non più che essere inclemente. Anche
«Atlantide», nota rubrica di approfondimento in onda su La7, ha inesorabilmente
bocciato lo stato attuale in cui si trova l’area archeologica di Monte
Sant’Angelo, a terracina. Il Tempio di Giove, per farla breve, non è piaciuto
alla troupe. «A terracina c’è uno dei siti archeologici più importanti del
Lazio, il tempio di Giove. È un grande santuario costruito sul monte
Sant’Angelo, che dal 2000 viene tutelato come monumento naturale. Ma alcuni
articoli ne denunciano il pessimo stato di conservazione, si parla di sporcizia,
abbandono e danneggiamenti. Noi siamo andati di persona a vedere cosa sta
succedendo», e lo hanno, ahimè, confermato. Tra l’altro i motivi di lagnanza
cominciano molto prima di giungere a destinazione. La troupe che ha girato il
servizio è arrivata in treno a Monte San Biagio e in autobus a terracina. Prima
tappa obbligatoria è stata piazza della Repubblica dove non hanno trovato un
mezzo pubblico per salire fino a piazzale Loffredi. Hanno chiesto a un
cittadino, che ha suggerito le uniche tre opzioni: o farsela a piedi, o fare
l’autostop o prendere un taxi. Meglio la terza. Pagato il ticket, le telecamere
de La7 sono finalmente entrare nell’area. La giornalista ha fatto un
bell’excursus storico e archeologico, anche con l’intervento dell’archeologo
Pietro Longo, ma non è riuscita a tralasciare l’incuria e il vandalismo visibili
anche a occhio nudo che addirittura rendono inacessibili alcune zone dell’area.
Lo stesso Longo ha dovuto farsi strada tra le erbacce per mostrare i reperti
nascosti, soprattutto quelli della zona dedicata all’oracolo. L’approfondimento
si è concluso con la pagella: voto 5 all’accessibilità del sito; 4 alle
informazioni; 4 alla conservazione; 10 al paesaggio. Ma in quest’ultimo caso
l’uomo non c’entra proprio niente.
Rita Recchia


Si saprà oggi con chi l’Udc intenda allearsi per le amministrative di maggio.
Proprio quando i giochi sembravano chiusi sulla candidatura a sindaco del
centrista Sandro Marigliani sostenuta da una coalizione di centrosinistra, il
partito di Michele Forte, domenica scorsa, ha improvvisamente chiesto ai
potenziali alleati quarantotto ore di tempo, rinviando ad oggi lo scioglimento
di ogni riserva. Qualcuno tra i centristi ha spiegato che, dopo la fuoriuscita
dall’Udc del gruppo di Giovanni Zappone e Giuliano Masci, altri gruppi si sono
fatti avanti per partecipare al progetto. Di qui, la necessità di verificare
tutte le nuove situazioni e la richiesta proroga di altri due giorni. Uno
slittamento che già ha sortito l’effetto di sganciare dalla ipotizzata intesa
SeL, Prc e l’Idv. Tanto è vero che la sinistra ieri pomeriggio ha ufficializzato
la candidatura a sindaco del consigliere comunale democratico Vincenzo Coccia,
con una nota a firma di Giuseppe La Rocca per i dipietristi, di Vittorio
Marzullo per i vendoliani e di Alessandro Perotti, Lista civica per Coccia. La
nota invita Udc e Pd ad aggiungersi alla nuova aggregazione «capace di
rappresentare la parte sana, giovane e produttiva di terracina». Ma perché i
centristi accettano di perdere pezzi per fare due chiacchiere con i nuovi
venuti? In realtà, l’Udc non ha solo perso la sinistra, ma ha messo in seria
difficoltà anche il più importane dei possibili alleati, vale a dire quel Pd che
oggi accoglierà a terracina Rosy Bindi, in arrivo da Roma per incoronare Mimmo
Zappone candidato dei democratici. Sarebbe difficile spiegare alla Bindi che il
nuovo candidato è il centrista Marigliani invece di quello che si aspettava. Ma
che tiri una brutta aria per l’alleanza Udc-Pd, l’hanno capito un po’ tutti tra
i democratici: nel direttivo di domenica, lo stesso segretario provinciale
Enrico Forte ha espresso i suoi dubbi, anche se ha detto di aspettare lo scadere
delle quarantotto ore. I centristi, insomma, paiono ora più interessati a
cercare alleati nella destra non pidiellina, puntando verso Fli e, chissà, su
Gianfranco Sciscione, anche se è ancora da capire quali forme potrebbe assumere
un’intesa di questo tipo. Alla ricerca di alleati c’è pure il candidato del Pdl,
Nicola Procaccini, per ora sostenuto solo dal suo partito. Ieri, il portavoce
della Meloni dovrebbe avere concluso un accordo con i repubblicani di Alfredo
Lauretti, vale a dire con uno dei soggetti politici a più alta concentrazione di
consiglieri comunali e amministratori nardiani, quelli dei quali sulla carta
tutti hanno deciso di fare a meno. Nicola pare avere posto come unica condizione
per il patto l’esclusione di Alfredo Lauretti, agli arresti domiciliari per
abusivismo edilizio.
Andrea Di Lello


Exploit del Gruppo Ciclistico Feralpi a Terracina (Latina) di Damiano Cima e
Davide Martinelli (figlio di Giuseppe, ds della formazione professionistica
Astana di Alexandre Vinokourov) che sono andati a segno al 36.mo Gran Premio
Marcello Falcone per juniores sulla distanza di 104 chilometri che ha registrato
la partecipazione di 115 corridori.

Nella fase iniziale lungo la litoranea tra Sperlonga e Gaeta è stato l’ex
campione laziale allievi 2010 a cronometro Mattia Cervoni a movimentare la gara
andandosene da solo fino a metà della salita della Madonna della Civita quando
ha lasciato spazio all’azione del campione laziale juniores 2010 Valerio Conti e
Simone Sterbini (Guazzolini Coratti-Fassa Bortolo) che hanno scollinato in cima
al Gpm con 40” secondi di vantaggio sul gruppo.
Esaurita la fuga di Conti e Sterbini, negli ultimi 30 chilometri si è formato un
drappello di 26 unità con 5 elementi della Cycling Team Latina-Messere Porte-
Montanini-Alice Ceramica: l’azzurro del ciclocross Adriano Lenti, Luca Taschin,
Matteo Pascazi, Francesco Mandatori (in dubbio prima del via per problemi di
allergia) e Mattia Cervoni. Con loro anche Valerio Conti, Simone Sterbini,
Antonio Zullo (Guazzolini Coratti-Fassa Bortolo), Damiano Cima e Davide
Martinelli (Feralpi).
Ai meno 10 dal traguardo, il drappello al comando si è sgretolato a seguito di
un tentativo promosso da Cima, Martinelli, Zullo, Pascazi e Lenti in compagnia
di Gennaro Zacchia (Fosco Bessi Atella) e Steven Salutari (Farnese Vini-
Cepagatti).
Sul lungomare di Terracina, l’atleta lombardo Damiano Cima ha scelto la
soluzione di forza per evitare la volata ristretta presentandosi in perfetta
solitudine al traguardo. Per la Feralpi, diretta per l’occasione da Massimo
Rabbaglio, la festa è continuata con il secondo posto di Davide Martinelli
mentre per assegnare il terzo gradino del podio ci è voluto il fotofinish che ha
premiato, per pochissimi centimetri, Antonio Zullo su Adriano Lenti.
“Abbiamo movimentato la corsa in molte occasioni – spiega il vice presidente
Leonardo Tiritera – ma siamo stati troppo sotto controllo in modo particolare
dalla Guazzolini Coratti. La squadra comunque c’era anche nella fuga finale di
26 atleti in cui eravamo con 5 elementi ma il rammarico è tutto per il podio
mancato per questioni di centimetri tra Zullo e Lenti. Abbiamo fatto un bel
Falcone e ne usciamo a testa alta”.
“Lenti e Pascazi hanno lavorato molto dopo lo scollinamento dalla Madonna della
Civita – ha affermato il direttore sportivo Ugo D’Onofrio – per andare a
chiudere su Sterbini e Conti. Se fosse entrato Mandatori nel gruppetto dei sette
che si è giocato la gara, sarebbe stato il più temibile in volata e Lenti e
Pascazi avrebbero lavorato per lui”.
Nella top ten di arrivo anche Matteo Pascazi che non è andato oltre la settima
posizione: “Non avevo gambe per il finale dato che ero stato già diverse volte
in fuga. Ho provato ad aiutare Lenti ma gli scatti erano molti tanto che è
partito Cima della Feralpi. Ero stanco morto, mi sono rimesso avanti a tirare
fin dove potevo e poi è partita la volata. Ancora non sono al massimo della
forma ma ho dato dimostrazione che prima o poi la vittoria arriva. Non ho mai
vinto e quindi non so il brivido che si prova a vincere. Ci spero, per sbloccare
questa sensazione al piu presto”.
Per la formazione diretta da Ugo D’Onofrio e Alessandro Marrone, l’appuntamento
è per domenica 3 aprile al Trofeo Città di Artena (Roma) sulla distanza di 106
chilometri che, guarda caso, nel 2010 ha visto come protagonisti i ragazzi del
gruppo Montanini (1°Leonardo Cerquetti) e quello di Latina (3°Matteo Pascazi,
5°Marco Cardinali) i quali hanno dato spettacolo lungo l’ascesa da capogiro
(punte del 16%) del Santuario Madonna delle Grazie dove è posto il traguardo.


Prognosi sciolta per il 39enne di terracina rimasto coinvolto nel pauroso
scontro avvenuto lunedì pomeriggio a Ponte Maggiore, alle porte della città, in
direzione dell’incrocio tra la statale Appia e la Migliara 57.
Si erano
scontrati una Renault Megane e la Toyota Yaris con al volante O.F., apparso
subito grave agli occhi dei primi soccorritori. I sanitari del 118 gli avevano
prestato le prime cure sul posto ed era stato poi trasportato al «Fioni» come
codice rosso. Inizialmente il quadro clinico aveva destato più di qualche
preoccupazione, poi fortunatamente rientrata. Con il trascorrere delle ore è
stato, infatti, possibile sciogliere la prgnosi. Intanto gli agenti della
polstrada del commissariato di terracina stanno ricostruendo l’effettiva
dinamica del sinistro.
Ri.Re

A ripropore il problema degli ospedali fotocopia è il circolo cittadino di
Sinistra Ecologia e Libertà, il quale, per bocca del segretario Vittorio
Marzullo, propone «che si faccia un preciso piano sanitario per i due nosocomi,
al fine di eliminare reparti doppioni, inutili e sperperatori di soldi per soli
fini clientelari-elettorali. Marzullo scende nel dettaglio: «Questa mancanza di
chiarezza mantiene in vita sprechi di risorse finanziarie professionali ed umane
a scapito di una necessaria individuazione di diverse specialità che dovrebbero
essere distribuite tra i due ospedali, in modo tale da poter fornire maggiore
specializzazione e diversificazione nei servizi erogati, ottimizzando spazi,
risorse umane e qualità dei servizi. E’ chiaro che il tutto è voluto
espressamente dal senatore Fazzone, il quale con la sua dissennata politica
campanilistica ha fatto sì che si installassero presso l’ospedale di Fondi
strutture pressoché mai utilizzate o quantomeno sotto utilizzate, come ad
esempio il reparto di terapia sub intensiva con tre posti letto attrezzati ed
uno di isolamento. Detto reparto, utilizzato solo per pochi mesi nel 2005 e poi
chiuso, è stato abbandonato a se stesso a causa anche di un reparto di chirurgia
che non lavora in regime d’urgenza ma soltanto con ricoveri ed interventi
programmati. L’ospedale fondano può contare tra l’altro di una TAC multistrato
di nuova tecnologia che lavora solo parzialmente. Quanto è costato e quanto
costa ancora tenere inutilizzate certe strutture, dal costo di centinaia di
migliaia di euro, in un ospedale dove non servono»?
Ercole Bersani

Quel che si dice un cliente…a scrocco. Ma talmente scroccone da aver pagato
con un assegno truffaldino persino un banchetto per una prima comunione. Adesso,
però, non potrà più presentarsi nei ristoranti di terracina dopo che gli agenti
del commissariato di polizia di via Petrarca lo hanno identificato e denunciato
per truffa reiterata aggravata e falso documentale. Si tratta di V.G., 47enne
originario di Latina ma residente a Sermoneta, tra l’altro già dietro le sbarre
per reati simili come truffa, ricettazione, emissione di assegni a vuoto e
sostituzione di persona. Nelle ultime settimane i proprietari di ben tre noti
locali di terracina si sono rivolti al personale del vice-questore Rita Cascella
dopo aver scoperto di non poter incassare gli assegni con i quali il tizio aveva
pagato pranzi e anche il banchetto per la prima comunione. Si trattava, infatti,
di assegni rubati. Sono immediatamente scattate le indagini della polizia giunte
fino al 47enne, riconosciuto dai ristoratori nelle foto mostrate loro dagli
investigatori. V.G., che nella vita non svolgerebbe altra professione che quella
dell’imbroglione, da anni lascia il segno nel territorio pontino e del
frusinate, raggirando con abilità commercianti, fornitori ed esercenti vari: fa
acquisti di ogni merce pagando con assegni che poi risultano o rubati o
smarriti. Molto spesso utilizza anche una carta di identità poi risultata
contraffatta e recante le generalità di un ignaro cinquantenne di Latina. Adesso
la posizione detentiva dell’uomo si è ulteriormente aggravata dovendo rispondere
anche dei reati di truffa reiterata aggravata e falso documentale.
Rita Recchia


Giovedì 31 marzo alle ore 20,00 presso il locale <Gotham> situato all’interno
della <Leila> Gallery situata in via Roma a Terracina si terrà la conferenza di
presentazione del candidato a sindaco per Terracina Gianfranco Sciscione e degli
aspiranti consiglieri nelle liste <Città nuove – Con te> e <Sciscione Sindaco>.

Nel corso della conferenza verranno illustrati i punti salienti dell’idea di
Terracina ipotizzata nel relativo programma.

Festa della Primavera ai vivai Bartoli Garden: le novità dell’edizione 2011
Sabato 9 e domenica 10 aprile la kermesse di eventi per gli amanti del pollice
verde
Porte aperte agli appassionati di giardinaggio, orticoltura e arte delle
decorazioni floreali: nel week end del 9 e 10 aprile, i vivai Bartoli Garden
festeggiano l’arrivo della primavera con un ricco programma di eventi e
iniziative per salutare il risveglio della natura nella sua stagione più bella.
“L’orto pronto”, “Il prato pronto”, “La macchia mediterranea”, “Speciale Sposi”,
“Gerani, surfinie e piante fiorite”, “Il giardino si fa salotto” e “Passione
barbecue” danno il titolo a mostre, esposizioni tematiche e angoli
d’intrattenimento allestiti nel grande vivaio showroom di Terracina.
L’iniziativa, che già lo scorso anno ha registrato il successo di migliaia di
visite, è stata concepita come l’occasione di un incontro tra i professionisti e
gli amanti della natura, in cui l’offerta d’istruzioni e consigli per la cura
del verde ad opera degli esperti di florovivaistica incontra il piacere di
curiosare e fare shopping tra gli articoli e le proposte per l’arredo di case,
balconi e giardini nella primavera 2011.
L’appuntamento, a ingresso libero, è per sabato e domenica dalle 9:30 alle 20:30
in via del Colle 4 con due giornate da vivere all’aria aperta all’insegna della
festa e della convivialità.

Farà tappa anche a terracina l’interessante progetto «La via Appia oltre
Brindisi», un meeting internazionale pensato per i giovani professionisti in
calendario da giovedì 31 marzo fino al 3 aprile.
Si tratta di un evento targato
Rotary International al quale ha subito aderito il Rotary Club terracina-Fondi
diretto da Luca Meineri. «La mia adesione al progetto è stata scontata vista
l’importanza storica che terracina ha avuto nel tragitto della via Appia nei
millenni- afferma Meineri- Un altro motivo è legato al contesto che stiamo
vivendo, l’incontro e il confronto tra culture e religioni diverse può essere
uno spiraglio di solidarietà».Questa iniziativa del Rotary International ha
l’obiettivo di far incontrare professionisti di realtà diverse, tutte collocate
nel bacino del Mediterraneo, facendo conoscere l’un l’altro le ricchezze del
proprio territorio. Un incontro itinerante per creare un legame tra giovani, per
l’esattezza otto professionisti di diversi Paesi del Mediterraneo che
arriveranno a Fiumicino dove incontreranno 4 rotariani, dopodichè tutti in
autobus lungo il percorso nel sud Lazio, diretti a Taranto per poi tornare a
Roma, sempre seguendo l’Appia. Il gruppo visiterà anche terracina e le sue
attrattive più caratterisiche, incontrando altri giovani professionisti locali,
naturalmente accolti dal presidente Luca Meineri. «Da noi verranno in visita
giovani ingegneri e impreditori che potranno prendere e lasciare un contributo
fattivo-aggiunge il presidente del Rotary Club terracina-Fondi- Lo trovo un
progetto molto bello che l’anno prossimo vedrà terracina rappresentata a Rodi in
un contesto ancora più prestigioso».
Ri.Re.


Il commissariato di polizia di Terracina è giunto all’identificazione di un noto
truffatore del capoluogo pontino che, con periodica sistematicità, pranzava o
cenava in rinomati ristoranti di Terracina pagando il conto con assegni poi
risultati rubati.

Si tratta del 47enne V.G. residente a Sermoneta e già ristretto in carcere per
la commissione dei medesimi reati di truffa, ricettazione, emissione di assegni
a vuoto e sostituzione di persona. L’uomo, che non esercita alcuna vera attività
lavorativa, da anni raggira nel territorio pontino ed in quello del frusinate,
commercianti, fornitori ed esercenti vari acquistando qualsiasi merce a mezzo
assegni non coperti, perché risultati rubati o smarriti. Inoltre molto spesso
esibisce ai commercianti, a fronte dell’emissione di assegni, una carta di
identità poi risultata contraffatta e recante le generalità di un ignaro
cinquantenne di Latina. Nelle ultime settimane, però, ben tre ristoratori di
Terracina, che si erano qui rivolti dopo aver scoperto che gli assegni ricevuti
in pagamento per altrettanti pranzi e per un banchetto per una Prima Comunione
non erano coperti, hanno riconosciuto nelle foto loro mostrate il truffatore
pontino, consentendone così l’esatta identificazione. L’uomo, pertanto, si avrà
ulteriormente aggravata la propria posizione detentiva dovendo rispondere del
reato di truffa reiterata aggravata. Tireranno un sospiro di sollievo quei
ristoratori che sono stati suue vittime negli ultimi tempi (e non solo, stando a
quanto sospettano gli inquirenti).


Altre alleanze sono in vista.
Il partito repubblicano ha accettato di appoggiare
Procaccini nella sua corsa a primo cittadino. Il responso è venuto l’altro ieri
sera dal direttivo della sezione locale dell’Edera, che ha confermato quanto già
era nell’aria. La stessa decisione è stata maturata da quelli de La Destra, che
hanno accompagnato la loro risoluzione con il ritiro della candidatura del
segretario provinciale Emilio Perroni. Non finisce qui. «Sono disponibile a
studiare insieme il programma di viaggio» ha dichiarato Procaccini, in risposta
all’invito che nei giorni scorsi gli era stato rivolto dalle associazioni
Terracina Rialzati e Circolo della Libertà Eleutería. «Anche io penso che sia
giunto il tempo di attivare un profondo rinnovamento nella politica di questa
città. D’altra parte, è il motivo per cui ho accettato la candidatura. Abbiamo
una meta in comune con tutte le realtà civiche come Terracina Rialzati ed
Eleutería, che hanno dimostrato una grande passione civile, unita alla capacità
di andare oltre la denuncia, proponendo soluzioni utili e non ideologiche. A
questo punto non resta che incontrarci, per ragionare insieme sui punti in
comune e su quelli che ci possono dividere. Al termine di questa valutazione
schietta e sincera, se positiva, sarebbe davvero bello affrontare insieme il
futuro cammino amministrativo di Terracina». E
Er.Ber.


Convocato per il 31 marzo 2011 il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria di prima
convocazione per giovedì 31 marzo 2011, con inizio alle ore 19.00, per trattare
il seguente ordine del giorno.

1. Designazione del consigliere Cerilli Paolo quale capo del gruppo consiliare
P.R.I. – Presa d’atto.

2. Nomina del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2011/2014.

3. Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, ai sensi
dell’art. 14 del D.P.R. 380/01 per opere di demolizione, ristrutturazione e
parziale ricostruzione di fabbricato di proprietà dell’Istituto Casa Famiglia
“Gregorio Antonelli). Approvazione.

4. Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, ai sensi
dell’art.14 del D.P.R. 380/01 per opere di demolizione/ricostruzione con diversa
sagoma e consistenza edilizia di fabbricati di proprietà della Società Eurospin
Lazio S.r.l. – Approvazione.

5. Mercato settimanale cittadino in località “Prebende”. Annullamento
deliberazione consiliare n.98-XII del 25.10.2010 relativa all’approvazione della
variante urbanistica ai sensi dell’art.1/bis comma 1 della L.R. 02 luglio 1987,
n.36.

6. Approvazione regolamento degli agenti contabili.

7. Modifiche al regolamento in materia di canone occupazione spazi ed aree
pubbliche (C.O.S.A.P.).

8. Piano degli impianti pubblicitari e delle pubbliche affissioni. Rettifica rt.
6 comma 3° – Titolo III. Rettifica art.8 – Titolo IX. Rettifica art. 4 – Titolo
X. Integrazione art. 4 bis – Titolo X. Modifica deliberazione di Consiglio
comunale n. 11 del 15/02/2008.

9. Integrazione al Piano Comunale di razionalizzazione del sistema di
distribuzione carburanti. Adempimenti previsti dalla L.R. n. 35 del 03.11.2003.

10. Finanziamento maggiore spesa per la liquidazione della parcella dell’avv.
Giovanni Nicolini incaricato della difesa del Comune. Riconoscimento debito
fuori bilancio.

11. Atti giudiziari non registrati. Finanziamento maggiore spesa per
registrazione atti. Riconoscimento debito fuori bilancio.

12. Fattura avv. Felicia Ammendola n.17/2009 (causa Autieri Giuseppa c/ Comune
di Terracina – Sez. Lavoro Latina n.4956/03) Riconoscimento debito fuori
bilancio importo residuo.

13. Sentenza Tribunale di Terracina n.365/2009. Comune di Terracina c/ IBM
Italia Spa. Riconoscimento debito fuori bilancio.

14. Parcella avv. Sabrina Giuliani. Riconoscimento debito fuori bilancio.

15. Legge Regionale 2 maggio 1980, n.28 e successive modifiche. Norme
concernenti l’abusivismo edilizio ed il recupero dei nuclei edilizi sorti
spontaneamente. Adozione variante speciale dei nuclei abusivi denominati “Torre
del Sole”, “Mortacino” e “Passerelle”.

16. Richiesta di mutamento di destinazione d’uso ai sensi dell’art.12 L.
n.1766/27 su terreni del foglio 22 e 23 interessati dalla costruzione di linea
BT in cavo interrato in località Camposoriano. Ditta ENEL Distribuzione SpA.

17. Richiesta di mutamento di destinazione d’uso ai sensi dell’art.12 L.
n.17766/27 su terreni del foglio 45 particella 224 interessati dalla
realizzazione di un poligono di tiro da parte dell’Associazione Tiro Sportivo
Terracina Club.

18. Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) – Decreto Legislativo
31.03.1998 n.112 – D.P.R. 20.10.1998 n.447 – D.P.R. 07.12.2000 n.440 -
Realizzazione struttura produttiva da destinarsi a caseificio con cambio di
destinazione d’uso del capannone agricolo esistente – Loc.: Via Pontina
km.98,700 – Ditta: Soc. Latina Lat S.a.s. – Variante al PRG – Presa atto lavori
Conferenza di Servizi e della mancata presentazione di osservazioni/opposizioni
ai sensi della Legge 17.08.1942, n.1150 e ss.mm.ii.

19. Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) – Decreto Legislativo
31.03.1998 n.112 – D.P.R. 20.10.1998 n.447 – D.P.R. 07.12.2000 n.440 -
Realizzazione complesso edilizio da adibire a residenze turistico-alberghiere
con attività complementari – Loc.: Via San Felice Circeo km.8,700 -Ditta
D’Ammizio Marco Orazio – Variante al PRG – Presa atto lavori Conferenza di
Servizi e della mancata presentazione di osservazioni/opposizioni ai sensi della
Legge 17.08.1942, n.1150 e ss.mm.ii.

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terracina-reperti-votivi-da-libro-accademia-lincei-1894_bis

Ore frenetiche in ambito politico.
A ridosso della scadenza per la presentazione
delle liste dei candidati, i giochi sembrano ancora molto confusi. Alcune
certezze potrebbero venir meno nel giro di pochissime ore. Bordate politiche. Il
caos regna sovrano. Sul versante Udc, il partito ha ritrovato una sorta di unità
e, compatto, sembra che abbia messo al bando Giuliano Masci, Giuseppe e Giovanni
Zappone. I tre avrebbero richiesto al partito di scegliere uno di loro per
concorre alla carica di Sindaco, ma alla fine l’onorevole Michele Forte,
prendendo in mano la situazione, ha deciso per una linea più moderata (quella
espressa dalla maggioranza del partito) che vuole Sandro Marigliani come
candidato. Invece Bellezza, Minutillo e D’Agostino, allontanatisi
volontariamente e spontaneamente dal partito, pare abbiano già sottoscritto un
accordo con la lista Pionati. Ora, con la loro uscita dal partito di Casini, le
carte dovranno mescolarsi di nuovo. «L’Udc andrà avanti per la sua strada. Chi
vuole entrare in coalizione con noi dovrà comunque sostenere la candidatura di
Sandro Marigliani -dichiara Pierpaolo Marcuzzi-. Non abbiamo pregiudizi,
accettiamo partiti sia di destra che di sinistra ». Ora una delegazione formata
da Di Pinto, Minchella, Marcuzzi, Ambrifi e Azzola avrà il compito di incontrare
gli altri gruppi politici. Già favorevoli a Marigliani sindaco si erano
dichiarati: l’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e la Sel. Inoltre alcuni
neo usciti consiglieri del Pd sembrerebbero ora disponibili a rientrare nel
partito e a candidarsi al fianco di Marigliani. Intanto anche Nicola Procaccini
(Pdl) cerca consensi nel mondo politico. Nella tarda serata di ieri il Pri
doveva decidere se sostenere la candidatura di Procaccini o meno.
(da corriere pontino)


La Ferrovia Roma- Terracina: un bene comune da conservare e potenziare”. E’
questo il titolo della pubblicazione di Giovanni Iudicone che oggi alle 17
presso la sala Valadier di via Roma verrà presentata al pubblico. Saranno
presenti la preside di Latina Floriana Giancotti (curò da insegnante di storia
una ricerca analoga degli studenti di una classe liceale), Paola Trillò del
Comitato pendolari (molto attiva da sempre nella difesa del treno), l’ing.
Gabriele Panizzi (nel passato si è interessato della linea nella duplice veste
di dipendente del Ministero dei Trasporti e di amministratore pubblico) e il
vice presidente nazionale del WWF, Raniero Maggini. «Spero che questa
pubblicazione possa spronare i Terracinesi ad attivarsi per salvaguardare questo
bene comune» dichiara Iudicone
(da corriere pontino)

La spaccatura dell’Udc non ferma il progetto delle «larghe intese». Anzi, sulla
candidatura a sindaco del centrista Sandro Marigliani va registrato un rinnovato
interesse di Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista. Andiamo per
ordine. Ieri pomeriggio era prevista una riunione di ciò che rimane dell’Udc
(dopo la scissione dell’altro giorno ad opera di Giovanni Zappone e Giuliano
Masci) per costituire il comitato elettorale a sostegno di Marigliani. Nel
pomeriggio di ieri, c’era in programma anche l’incontro tra i segretari del Pd,
SeL, Prc e Idv con all’ordine del giorno (detto brutalmente) il superamento
della candidatura a primo cittadino del democratico Mimmo Zappone. Per essere
essere più precisi, si discuterà innanzi tutto della proposta di Michele Forte,
segretario provinciale dell’Udc, di realizzare una coalizione «senza steccati
ideologici» attorno a Marigliani. SeL e Prc tornano a sedersi ad un tavolo per
parlare di questa ipotesi, dopo che, nei giorni scorsi, in una riunione a Latina
con il segretario provinciale del Pd Enrico Forte, si erano tirati fuori da
un’alleanza cui aderisse anche Futuro e Libertà. Nelle ultime ore, però, la
possibilità di una partecipazione di Fli si è fatta remota, anche se c’è chi non
rinuncia all’idea di aggiungere pure questa sigla ad una coalizione già
parecchio affollata. In tutte le ipotesi di coalizione, comunque, non appare mai
il nome di Zappone come possibile leader. Secondo le indiscrezioni, il
democratico viene informato degli sviluppi della trattativa che sta portando al
suo esautoramento, tanto che avrebbe respinto la proposta di accontentarsi del
posto di vice sindaco nel caso di vittoria di Marigliani. Se non sarà lui il
candidato, pare abbia detto Zappone, preferirà farsi da parte. E però, ieri
mattina, in una situazione che per le cose dette appariva un po’ surreale, il
comitato elettorale del democratico distribuiva in Piazza Garibaldi volantini
con la sua foto accompagnata dal titolo «candidato a sindaco». Mentre al
centrosinistra si aprono inattese prospettive di alleanze, il Pdl, persa l’Udc,
comincia ad avere qualche problema. Il suo candidato Nicola Procaccini lavora
per coinvolgere anche la cosiddetta società civile. Eccolo allora dichiararsi
«disponibile a studiare il programma di viaggio» insieme alle associazioni
terracina Rialzati e Circolo della Libertà Eleuterìa, che gli avevano rivolto un
invito in tal senso. «Anche io penso -scrive in una nota Procaccini- che sia
giunto il tempo di attivare un profondo rinnovamento nella politica di questa
città. D’altra parte, è il motivo per cui ho accettato la candidatura». «Abbiamo
una meta in comune -termina Procaccini – con tutte le realtà civiche come
terracina Rialzati ed Eleutería che hanno dimostrato una grande passione civile,
unita alla capacità di andare oltre la denuncia, proponendo soluzioni utili e
non ideologiche».
Andrea Di Lello

Ponte Maggiore di nuovo teatro di un devastante incidente stradale. Trasportato
in gravi condizioni all’ospedale “Fiorini” un uomo di 39 anni. Lo scontro è
avvenuto ieri pomeriggio sull’Appia al chilometro 93,750 intorno alle 15 e 30.
Da una prima ricostruzione dei fatti la Renault Megane con direzione Latina, nel
momento in cui si apprestava a girare a sinistra, per attraversare Ponte
Maggiore verso Borgo Hermada, è stata colpita in pieno frontalmente dalla Toyota
Yaris che proveniva dal senso di marcia opposto. L’urto è stato violento, la
Yaris, con a bordo il 39enne P.B. residente sull’Appia, si è schiantata prima
contro il guard rail per poi abbattersi su di un lato. è stato necessario
l’intervento della squadra dei vigili del fuoco di Terracina per liberare il
39enne imprigionato tra le lamiere contorte della carrozzeria. Una volta fuori
dall’abitacolo, è stato trasportato dagli operatori sanitari del 118 al pronto
soccorso dell’ospedale “Fiorini” dove i medici di turno lo hanno sottoposto a
una tac ed esami di rito. Il giovane ha riportato gravi ferite e un trauma
toracico, cranico e addominale. Le sue condizioni, al momento stabili, sono però
molto gravi, la prognosi è riservata. Illeso invece M.M., 28enne conducente
della Megane. Sul posto per i rilievi la polizia stradale di Terracina diretta
dal comandante Giuliano Trillò. Presente anche una pattuglia dei carabinieri.
Gli operai dell’Anas hanno provveduto a sgomberare il tratto stradale dai
detriti scaturiti dall’impatto tra i mezzi. Il traffico è stato fatto scorrere
su un solo senso di marcia. L’incrocio sull’Appia con la Migliara 57 resta tra i
punti più pericolosi e temuti dagli automobilisti, più volte teatro di violenti
incidenti, molti dei quali anche mortali.
(da corriere pontino)


A breve il cimitero avrà la possibilità di censire le salme con una procedura
informatizzata.
Il camposanto locale avrà un proprio catasto collegato
all’ufficio anagrafe del Comune. L’era di internet e delle moderne tecnologie
arriva con un po’ di ritardo anche nel cimitero di via Anxur. Il Comune ha da
poco approvato una determinazione per l’informatizzazione delle procedure
inerenti la gestione dei cimiteri comunali e del catasto cimiteriale. Con una
deliberazione di giunta comunale risalente al 4 febbraio 2010 l’amministrazione
comunale aveva incaricato il dirigente del Dipartimento dei Lavori Pubblici di
avviare le pratiche per la riorganizzazione dei servizi cimiteriali mediante
informatizzazione del sistema delle concessioni e delle operazioni finalizzata
ad un accurato controllo delle relative entrate. Una determinazione dirigenziale
dell’11 marzo 2010 stabiliva un impegno di spesa di 50.000 euro proprio per
questa riorganizzazione. Una successiva determinazione del 17 febbraio 2011
predisponeva un capitolato d’appalto speciale relativo proprio
all’informatizzazione delle procedure. L’ammontare complessivo del capitolato è
di 20.000 euro di cui 18.500 a base d’asta e i restanti 1.500 euro da destinare
alle procedure della messa in sicurezza. Ora, la ditta che si aggiudicherà
l’appalto dovrà, piante topografiche alla mano, rinumerare tutti gli elementi ed
elaborare una nuova toponomastica, effettuare un rilievo fotografico di tutto il
cimitero e censire ciascuna salma o resti ossei presenti nel camposanto. Il
database poi verrà successivamente collegato al dipartimento
anagrafe del Comune.
(dal corriere pontino)

Vigili urbani stagionali a rischio per l’imminente periodo estivo. Si avvicina
il periodo in cui al comando della polizia municipale, al momento composto da
soli 23 agenti, viene assegnato da parte del Comune altro personale, in modo
tale da poter garantire un servizio adeguato al moltiplicarsi di interventi che
incombono durante la stagione balneare. Sembrerebbe infatti che, nonostante le
richieste inviate dal comandante della polizia municipale Vincenzo Pecchia, da
Palazzo non vi siano state ancora risposte certe, facendo rimanere il problema
in bilico, anche per quanto riguarda la durata, invece di 3 mesi come di
consueto almeno a 5: il periodo necessario per coprire tali esigenze. Situazione
questa aggravata dalla scadenza del vecchio bando, che dovrà essere rifatto,
essendo trascorsi 3 anni dal precedente. Ma quando? Al momento neanche l’ombra
della delibera che dovrebbe portare alla sua emanazione e all’assunzione dei
nuovi vigili stagionali, calcolando che ormai il mese di marzo sta giungendo al
temine, si presume che i tempi per avere a disposizione altro personale si
faccia sempre più lungo. Tra l’emanazione del bando, le domande, l’esame,
accertare che i candidati abbiano i requisiti giusti, la pubblicazione della
graduatoria, ecco che i mesi passano e l’estate è vicina. Si teme quindi che il
loro impiego avvenga a stagione iniziata, oppure non veda neanche la luce.
(da Corriere Pontino)

Decine di attori per “Apnea”, un lungometraggio che sarà interamente girato
nella città del Monte Giove. Più di sessanta sono le figure ricercate
dall’associazione culturale “Ecco Fatto!” che, in collaborazione con la Latina
Film Commission e la 360 Gradi Communication, sono a caccia di uomini, donne e
bambini dai 6 ai 90 anni. La sceneggiatura, scritta da Massimo Lerose e Giorgio
Molinari è tratta dall’omonimo romanzo dell’autore terracinese Massimo Lerose
pubblicato da Prospettivaeditrice nel 2008. Trama La tranquillità di un
cittadina impregnata degli odori del mare, con la sua gente, la sua storia nata
e passata sotto il Monte di Giove è rotta dall’azione di un serial killer. La
compagnia teatrale La Zanzara è come una famiglia per Eduardo Scarpa: attore,
autore e regista nonché protagonista del film che sarà risucchiato dal ciclone
delle indagini. Tra le strade di Terracina, nelle sue piazze, davanti ai suoi
monumenti inizia la caccia all’assassino. Ad indagare sono un bel commissario,
Rosa La Barbera e il suo ispettore Vincenzo Percuoco. Sarà una corsa contro il
tempo per salvare l’ultima vittima ma sarà anche un viaggio attraverso i
personaggi, i loro sentimenti e le loro storie. Casting Sebbene servano attori
di ogni età e con diverse caratteristiche fisiche alcuni di questi saranno
scelti secondo precise esigenze. In particolare per i ruoli femminili: una donna
di bella presenza con carnagione chiara (età 35 – 45); due tra i 18 e i 25 anni
(una di costituzione robusta e faccione, l’altra mora e di bella presenza); una
donna minuta con capelli corti (40 – 50 anni); una mora, formosa con capelli
lunghi (30 – 40 anni); una ragazza tra i 18 e i 30 anni di bella presenza e due
gemelle omozigoti tra i 18 e i 25 anni di bella presenza. Tra i ruoli maschili
si cercano in particolare: un attore con capelli rossi (25 – 40 anni); uno tra i
55 e i 70 anni di bella presenza; un uomo robusto tra i 40 e i 60 anni, un
bambino tra i 6 e i 10 anni con capelli ricci e carnagione scura, un adolescente
tra i 13 e i 16 anni. Per il casting inviare curriculum vitae e foto a:
casting@eccofatto.info Per contattare l’autore: massimolerose@eccofatto.info Per
approfondimenti sul progetto e iscrizione alla mailing list per la stampa:
irenechinappi@eccofatto.info

Continua il presidio dei lavoratori della ditta che si occupa della pulizia dei
locali del Comune.
I dipendenti comunali si rimboccano le maniche. I lavoratori
del Palazzo comunale si muniscono di scopa e strofinaccio e decidono di pulire
loro stessi gli uffici nei quali quotidianamente svolgono il proprio lavoro. C’è
chi si adopera a lucidare le scrivanie, chi a passare lo straccio e c’è anche
chi disinfetta i bagni. Infatti le condizioni in cui si trovano i locali
comunali sono a dir poco indecenti. I dipendenti della ditta Solidarietà e
Lavoro che già dal 5 marzo avevano dichiarato lo sciopero, dal 22 marzo sono in
presidio nella sala giunta comunale per richiedere il pagamento delle spettanze
dei mesi di gennaio e febbraio. Quindi è quasi un mese che gli uffici non
vengono puliti a dovere. Oltre alle persone che vi lavorano dentro, bisogna
anche tener presente che il palazzo viene aperto al pubblico in determinati
giorni della settimana. Mentre al Palazzo qualcuno si rimbocca le maniche, al
tribunale locale, al Palazzetto e in altri locali di proprietà del comune,
è tutto lasciato alla sporcizia.

Non solo ladri di auto di lusso, gioielli e contanti per decine di migliaia di
euro.
Ci sono ladri che si «accontentano » anche di termosifoni,
elettrodomestici e addirittura infissi per le finestre. Nelle ultime settimane
diverse villette nei residence sul litorale tra Terracina e San Felice Circeo
sono state bersagliate dai topi d’appartamento. I soliti ignoti non mollano la
presa sui villini lungo la Provinciale Badino, disseminata di decine di
abitazioni vuote durante il periodo invernale che si ripopoleranno di qui a
qualche settimana e poi nel corso della stagione estiva. E proprio in queste
settimane, quando i proprietari – nella maggior parte turisti romani e ciociari
-tornano a controllare le condizioni delle proprie villette, trovano la sgradita
sorpresa. In alcuni casi le abitazioni vengono letteralmente «spogliate» dai
ladri che fanno razzia di tutto ciò che trovano: frigoriferi ed altri
elettrodomestici in primis. Ma anche impianti per il riscaldamento, materassi e
gli infissi per le finestre. Furti che, nella maggior parte dei casi, fanno
registrare un danno di qualche migliaia di euro per «colpo». I raid dei ladri
potrebbero essere attribuiti anche a una banda specializzata in furti di questo
genere, che agiscono nel cuore della notte approfittando della posizione
decentrata delle villette lasciate incustodite dai proprietari di casa. Furti
lampo che, messi insieme, stanno ormai costituendo una vera e propria escalation
da diversi anni a questa parte. Una serie di colpi a cui, di recente, si è
aggiunta l’azione di ladri per così dire più ambiziosi. Che nell’ultimo mese
hanno rubato supercar e svaligiato appartamenti di facoltosi imprenditori
portando via gioielli e soldi. Quella dei furti, insomma, è tornata ad essere
un’emergenza.
Francesco Avena

Altro che potenziamento del l’ospedale «Fiorini». A spulciare il decreto sulla
sanità del commissario Renata Polverini i tagli dei posti letto prevedono una
vera e propria «decimazione». Parla in questi termini il segretario
del circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà Vittorio Marzullo che elenca quali e
quanti posti letto andranno persi sancendo la chiusura di alcune
specializzazioni. «Andranno persi – spiega Marzullo – 4 posti letto ed uno in
day hospital per urologia. Altri 6 posti saranno spuntati per la il reparto
specialistico di otorinolaringoiatria. Per quanto riguarda
oculistica si perderà un posto; altri due invece per dermatologia. Stando così
tutte queste specializzazioni universitarie saranno costrette a chiudere
lasciando in funzione solo gli ambulatori delle visite ». Tagli importanti che
secondo Marzullo «svuotano e dequalificano l’ospedale. Il decreto Polverini sul
riordino della sanità prevede di fatto la decimazione della presenza
dell’università all’interno del presidio». E non solo. Gli ospedali di Sezze,
Gaeta e Minturno vanno, stando alle parole di Marzullo, verso la chiusura
programmata. Già la media di posti letto per abitanti, 2,7 ogni mille persone, è
bassa, rispetto a quella romana e l’istituzione della macro aree decise per
accorpare i presidi sarà ancor più deleteria. «Le macro aree inventate dalla
Polverini non solo mantengono gli attuali livelli di squilibrio nella
distribuzione dei posti letto ma li va ulteriormente ad aggravare. Forse perché
chiudere un ospedale di provincia non fa gli stessi danni dal punto di vista
elettorale che si produrrebbero a Roma. Così facendo i cittadini terracinesi
saranno costretti a spostarsi verso Roma per logiche di potere». Un decreto
nefasto insomma quello sulla sanità che per Marzullo è un vero controsenso: «La
Polverini aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe riaperto gli
ospedali chiusi in precedenza ed ora invece sta mettendo i lucchetti a quasi
tutti quelli che restano in provincia».
Salvatore Rizzi

PD: Amici dell’Arte, interrogazione in Consiglio comunale
L’Associazione Amici dell’Arte di Terracina, con incarico dell’amministrazione
comunale, previo impegno di spesa, dall’anno 2006, hanno fatto una serie di
spettacoli per la nostra città. Dopo tali spettacoli, il comune di Terracina
doveva provvedere al pagamento all’associazione Amici dell’Arte 27.000,00 euro.
Visto che l’Amministrazione comunale non provvedeva al pagamento di quanto
dovuto, l’associazione Amici dell’Arte, ho promosso ricorso al Tribunale
Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina, al termine
del quale il comune è stato condannato al pagamento di 29.000,00. Purtroppo,
nonostante la sentenza del Tribunale, il comune di Terracina non provvedeva al
pagamento di quanto di dovere. Visto il non rispetto della sentenza del Sindaco
del comune di Terracina, l’associazione Amici dell’Arte, ha promosso un
ulteriore ricorso presso il Tribunale di Latina, chiedendo l’esecuzione del
pagamento tramite decreto ingiuntivo. In data 12.11.2008 Il Tribunale di Latina,
Sezione Distaccata di Terracina, emette un Decreto Ingiuntivo per il pagamento,
entro 120 giorni, della somma di € 29.400,00 oltre spese di registro, interessi
delle singole richieste di pagamento fino al saldo. Nonostante la Sentenza
emessa dal tribunale in data 12.11.2008, il Sindaco ancora una volta non
provvede al rispetto della Sentenza. Successivamente, a seguito di un ulteriore
ricorso dell’associazione Amici dell’Arte, in data 29.04.2010, Il Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione Distaccata di Latina, accoglie il
ricorso con cui dispone: “a) assegna al comune di Terracina, in persona del
Sindaco pro-Tempore, il termine di 60 giorni dalla comunicazione in via
amministrativa della presente sentenza ovvero dalla sua notificazione a cura
della ricorrente, per il compimento degli incombenti occorrenti alla integrale
esecuzione del decreto ingiuntivo indicati in epigrafe; b) dispone che, allo
spirare di tale termine, ove perduri l’inadempimento, all’esecuzione provveda,
entro i successivi sessanta giorni, in qualità di commissario ad actus, un
funzionario dell’Ufficio Territoriale del Governo di Latina che sarà nominato
dal Prefetto di Latina su sollecitazione di parte ricorrente; e pone a carico
del comune di Terracina il compenso del commissario che viene sin d’ora
liquidato in complessivi € 800,00 (ottocento), salvo conguaglio, da
corrispondere su domanda del commissario, cui dovrà essere allegata una
documentata relazione di chiarimento sull’attività svolta; c) condanna il comune
di Terracina al pagamento delle spese di giudizio che liquida in complessivi €
1.500,00 (millecinquecento).” Purtroppo, nonostante l’ulteriore sentenza, il
Sindaco, pur avendo la delega al bilancio, non provvede ancora una volta al
rispetto di più sentenze che condanna il comune al pagamento di un servizio che
un’associazione di Terracina da anni ha fornito al comune di Terracina.
Purtroppo, questi ritardi ai pagamenti e il non rispetto delle sentenze, non
stanno comportando un danno solo all’associazione Amici dell’Arte, ma anche alle
casse comunale e quindi dell’intera comunità per spese di giudizio. Premesso
quanto sopra, i sottoscritti consiglieri del Partito Democratico interrogano per
sapere: * Per quale motivo, nonostante che l’associazione Amici dell’Arte di
Terracina ha provveduto ad erogare il servizio richiesto dall’amministrazione
comunale la stessa non ha provveduto al pagamento di quanto dovuto;

* Per quale motivo, nonostante sentenze passate in giudicato e Decreti
Ingiuntivi emessi dal Tribunale di Latina, anche in presenza di più spese di
giudizio, l’amministrazione non ha e ha rispettato le Sentenze, provvedendo al
pagamento di servizi resi dall’associazione Amici dell’Arte di Terracina;

* Chi dovrà rispondere delle maggiori spese dei ritardi al pagamento
dall’associazione Amici dell’Arte di Terracina per il non rispetto delle
Sentenze;

* Quali e quanti sono complessivamente, le sentenze passate in giudicato, i
Decreti ingiuntivi a cui l’amministrazione comunale non ha ottemperato e a
quanto ammontano le maggiori spese per i ritardi ai relativi pagamenti.

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terracina-veduta-da-cinta-muraria-anni-50_bis

Stagione balneare al via. L’estate è alle porte e sul lungomare terracinese si
avviano i primi cantieri dei chioschi in legno.
Dal primo maggio tutto aperto.
Lavori in corso per il “Piccolo Lido”, lo stabilimento balneare che è partito
per primo nelle operazioni di montaggio della struttura smontabile. Le belle
giornate di sole, dopo il generale inverno, potrebbero portare gente già in
concomitanza con le prossime date in rosso sul calendario. Ci riferiamo in
particolare alla festività della Pasqua, che, da sempre, costituisce
l’anticamera dell’estate. La gente approfitta di una passeggiata fuori porta
sulla Riviera d’Ulisse, per ricercare la casa da affittare e per prenotare lo
stabilimento balneare. Pasqua e pasquetta, ma non solo. Si prevede che per la
festività del primo maggio Terracina faccia il pieno di romani e ciociari, in
cerca di una giornata da vivere in spensieratezza. Così gli stabilimenti si
attrezzano per essere preparati per le prossime prove tecniche della stagione
balneare. Peccato che, nonostante lo zelo degli imprenditori balneari, lo stato
delle spiagge non sia proprio al top. Domenica un cumulo di rifiuti si era
depositato all’altezza dello stabilimento balneare “Il Sirenella”. Il mare aveva
portato tanta robaccia e il paesaggio non era poi dei più gradevoli agli occhi
di chi voleva passare una giornata ad ammirare le bellezze naturali. I rifiuti
sono stati tolti dal personale della Terracina Ambiente, ma sono rimasti i
depositi marini: alghe e posidonia. Sulla restante parte del litorale si vedono
rifiuti fluviali come tronchi di alberi, cannucce, carogne di animali,
frigoriferi vecchi e altro. La spiaggia somiglia, al momento, a una landa
desertica. Bisogna restituirle al più presto ordine e pulizia. Molti politici
infatti stanno inserendo lo sviluppo del litorale nel loro programma politico,
in fin dei conti, si tratta di un biglietto da visita importante.
(da corriere pontino)


Alla già lunga lista dei decreti ingiuntivi di pagamento contro il Comune di
terracina, che continuano a spuntare come funghi, presto potrebbe aggiungersene
anche un alto.
Non troppo pesante come somma, ma di certo come significato
simbolico sì. A battere cassa è l’«Associazione MM.SS. del Carmelo-
Festeggiamenti festa del mare» che sta ancora aspettando i fondi comunali per le
edizioni 2009 e 2010 della festa simbolo di terracina, la celebrazione religiosa
certamente più sentita in città. La pazienza del comitato organizzatore dei
festeggiamenti, pazienza di cui più di qualcuno ha già ampiamente abusato, è
vacillata del tutto. Ieri mattina presso la cancelleria civile del tribunale di
via dei Volsci è stata depositata la richiesta di decreto ingiuntivo di circa 65
mila euro. Soldi che servono come il pane, visto che Domenico Monti, il
presidente dell’associazione, non ha ancora potuto saldare la fornitura di
luminarie e di fuochi pirotecnici, ed è già in ritardo di due anni. Alla fine si
è visto costretto a scegliere le vie legali, assistito dall’avvocato Valerio
Masci che ha recuperato tutte le delibere del caso necessarie per poter
presentare la richiesta ingiuntiva di pagamento. Adesso tempo una decina di
giorni circa e il decreto dovrebbe essere notificato al mittente. Al momento
l’associazione ha ricevuto lo scorso novembre soltanto 6 mila euro che erano
stati stanziati dalla Regione Lazio. Il Comune di terracina, duqnue, si fa bello
con l’importante festa senza aver tirato fuori nemmeno un centesimo. Come se non
bastasse resta il rischio concreto che salti la prossima edizione dei
festeggiamenti. Soprattutto la processione in mare, considerando che per
l’occasione le paranze vengono sottoposte a collaudi particolari che costano
parecchi soldi. «Senza soldi la città dovrà fare a meno delle celebrazioni già a
partire da quest’anno» aveva detto a febbraio Domenico Monti, che sconsigliava
chiunque di sperare di «pescare» voti dalle loro parti, con finti quanto
sgradevoli tentativi di arruffianamento. Pazienti sì, fessi no.
Rita Recchia


Nuove aule ancora in bilico per l’Istituto “Filosi” e intanto il Comune ne
“approfitta” per chiedere l’affitto alla Provincia per la Galleria Appio Monti.

Come si può continuare a rinviare la possibilità di dotare l’istituto
professionale di altri locali, quando è sotto gli occhi di tutti la carenza di
spazio a loro disponibile? Ed è per questo continuo rinviare da parte del Comune
che la dirigente scolastica Anna Maria Masci ha deciso di scrivere al primo
cittadino. «Chiediamo quali e quante aule della E. Fiorini ci saranno assegnate
onde organizzare al più presto la logistica del nostro Istituto che -scrive
nella lettera la preside Masci-, dal prossimo anno scolastico, conterà ben 850
allievi con numerosi classi e laboratori». Ma a quanto pare, nonostante i
continui solleciti da parte dell’Istituto, il sindaco Nardi sembra fare
“orecchie da mercante”. «Chiediamo solo -prosegueche non ci vengano negati gli
spazi necessari all’espletamento della didattica, per non bloccare, su necessità
elementari, questa crescita che mette la nostra città in primo piano non solo in
provincia, ma a livello nazionale e internazionale. Si coglie l’occasione anche
per ricordare la promessa fatta agli alunni di assegnazione alla scuola della
sala Appio Monti, delibera che il primo cittadino ci ha dato per certa, ma che
non ci è stata ancora inviata per poterci consentire di procedere con la
provincia per il risanamento della stessa ». Altro punto dolente, in quanto
sembrerebbe che il Comune abbia chiesto per la Galleria Appio Monti un affitto,
per il quale da via Costa non sono disposti a pagare essendo questa un locale
comunale, ma al contrario sarebbero disposti a bonificare, e la preside
riconsegnerebbe la struttura al Comune in estate per mostre e attività
culturali. Inoltre gli studenti, amareggiati per le promesse non mantenute da
parte del sindaco, sono pronti a tornare di nuovo a protestare in piazza Municipio.
(da corriere pontino)


Un libro sulla storia della tratta ferroviaria Terracina-Fossanova per
denunciare lo stato di degrado in cui versa attualmente lo scalo e stimolare
progetti di riqualificazione.
È l’iniziativa che si terrà martedì prossimo alle
ore 17 presso la sala Valadier. Durante l’incontro verrà presentato la
pubblicazione di Giovanni Iudicone. Si tratta in realtà di una ristampa: «La
ricerca vide la luce in fotocopie – spiega Iudicone -. L’ho ripresa dopo tanti
anni arricchendola di notizie e di una rassegna stampa per dare uno stimolo ad
attivarsi per togliere l’area della stazione dal degrado attuale. Lo stato in
cui versa la zona denota scarso interesse da parte della città nei confronti del
bene comune rappresentato dal treno e rende facile il gioco di chi ad ogni
rinnovo di orario tende a sopprimere qualche corsa». Alla presentazione del
libro parteciperanno la preside Floriana Giancotti, che curò da insegnante di
storia una ricerca analoga degli studenti di una classe liceale; Paola Trillò
del Comitato pendolari; l’ingegnere Gabriele Panizzi che in passato si è
interessato della linea nella duplice veste di dipendente del Ministero dei
Trasporti e di amministratore pubblico; e il vice presidente
nazionale del WWF, Raniero Maggini.
D. R.


Proposte per Terracina” ha incontrato le Associazioni del territorio. Lo scopo è
stato quello di costituire un tavolo permanente di confronto tra le associazioni
affinché queste possano portare all’attenzione del territorio le proprie
proposte, idee e progetti. Questo tavolo potrebbe proporsi come strumento di
“consulta” per la prossima amministrazione comunale. Sarebbe un modo per dare
voce concreta a tutte le problematiche sociali. Come prima iniziativa, domenica
3 aprile, le associazioni che aderiranno, saranno presenti in Piazza Garibaldi
con un gazebo e ogni associazione potrà esporre, per competenza di settore, ciò
che ha in mente per la città.
(corriere pontino)



Una nuova, assurda pagina di una storia infinita. Così Domenico Monti,
presidente della cooperativa dei pescatori «La Sirena» di terracina, commenta il
recente colpo di scena nella vicenda del tanto atteso dragaggio all’imboccatura
del molo: dopo l’apertura delle buste, una ditta che aveva partecipato alla gara
d’appalto ha presentato ricorso al Tar bloccando, di fatto, l’avvio
dell’intervento atteso proprio alla fine di questo mese. Tutto, o quasi, da
rifare, dunque. Ma i pescatori sono sfiniti, ecco il perché dell’amaro sfogo di
Monti: «Peggiora sempre di più la situazione del porto. La barra sabbiosa
rischia di rappresentare uno scoglio insormontabile per la portualità
terracinese, tanto da minacciarne la paralisi totale. Troppo pericolose le
manovre per uscire dal porto. Ancor peggio è voler rientrare, se nel frattempo
la barra sabbiosa, a causa delle mareggiate, aumenta le sue dimensioni. Meglio
non rischiare». Pescherecci ben ancorati, quindi, con il rischio inevitabile che
il mercato ittico locale si ritrovi messo fuorigioco. «Siamo andando incontro
alla chiusura definitiva delle attività con il rischio di un tracollo per
l’economia ittica e il conseguente disagio economico-sociale per le famiglie,
che hanno come unica base di sostentamento la pesca» aggiunge Monti, che sta
trascorrendo la sua vita a bordo di una paranza. «La speranza è stata riposta
nel progetto che la Regione ha messo in cantiere che prevedeva la rimozione
della sabbia presente all’imboccatura del porto traianeo e il suo utilizzo per
il ripascimento dell’arenile di ponente. Un’unica opera poteva soddisfare le
esigenze dei pescatori come dei balneari, garantendo a una città in caduta
libera sul piano economico uno sviluppo degno di questo nome». E invece è
saltato fuori il ricorso al Tar. «Ci appelliamo al buon senso delle autorità
competenti per una rapida soluzione-conclude Domenico Monti- perché la
categoria, non essendo più in grado di svolgere il proprio lavoro in sicurezza,
è messa in ginocchio. Noi chiediamo solo di poter lavorare senza mettere a
repentaglio il capitale e la nostra incolumità. Significa chiedere tanto?».
Rita Recchia


Una raccolta di beni materiali per aiutare il fedele amico a quattro zampe del
canile comunale.
è l’iniziativa che “Gioventù Reattiva” ha messo in campo per
aiutare gli oltre 240 animali che si trovano all’interno dell’ormai affollata
struttura. Il gruppo giovanile, che appoggia il candidato a sindaco per la città
di Terracina Gianfranco Sciscione, ha allestito in piazza Garibaldi un gazebo,
che sarà presente da questa mattina a partire dalle 10 fino alle 19 per poi
riaprire domani allo stesso orario. Un piccolo, ma importante spazio, dove i
ragazzi raccoglieranno tutti quegli oggetti necessari alla struttura comunale
che le persone saranno pronte a donare. «Siamo convinti che tutti i terracinesi
saranno disposti ad aiutare quei poveri cuccioli» spiega Mattia Ferrari,
responsabile del gruppo Gioventù Reattiva. Gli oggetti che si possono donare
sono: cucce, teli ombreggianti, farmaci, ferri ed attrezzature chirurgiche,
collari Scalibor, bacinelle di plastica per il bagno dei cani, attrezzi per la
tolettatura, secchi di plastica, ciotole, coperte, asciugamani, guinzagli,
museruole, antiparassitari, disinfettanti per uso veterinario, giochi per cani;
l’importante è che siano in ottime condizioni. In piazza saranno inoltre
presenti molti cuccioli del canile in cerca di casa, verranno regalati anche dei
gadget. Ma il gruppo “Gioventù Reattiva” desidera anche evidenziare l’importanza
per i ragazzi di poter andare a votare. «Siamo convinti -prosegue Mattia
Ferrari- che i giovani debbano ribellarsi a questa classe politica che non
riesce a coinvolgerli. Questo però è possibile solamente attraverso l’arma più
grande che la democrazia ci ha fornito, ovvero il voto. Inoltre vogliamo
ricordare a tutti i terracinesi che il malessere generale formatosi nella nostra
città è dovuto soprattutto alla scelta degli elettori, che in passato hanno
compiuto la scelta sbagliata, ma oggi hanno la possibilità di cambiare questa
estenuante situazione, recandosi alle urne».
(da corriere pontino)



Due rumeni arrestati dalla polizia di terracina per spaccio di stupefacenti. Un
40enne e una 30enne avevano scelto un’abitazione all’interno di un residence
sulla Pontina come base per i loro loschi traffici. Da qualche giorno, però, la
casa era tenuta d’occhio dagli agenti del vice-questore Rita Cascella che
avevano notato uno strano movimento di tossicodipendenti. Dopo appositi
pedinamenti è stata individuata la giovane C.M. che era stata scelta dal gruppo
per portare piccole quantità di sostanze stupefacenti senza attirare alcuna
attenzione, soprattutto grazie alla sua giovane età. Giovedì mattina la ragazza,
una volta uscita per strada, è stata fermata dalla polizia e sottoposta a una
perquisizione personale, estesa anche alla sua abitazione. Lì è stato trovato
anche l’uomo, oltre a circa 50 grammi di marjuana già pronta per essere
smerciata. I due stranieri sono finiti in manette e condotti in commissariato.
Dai rilievi dattiloscopici di rito, è risultato che la ragazza aveva già
precedenti per furto ed estorsione, mentre l’uomo è incensurato. Sono stati
processati ieri mattina per direttissima. Altri controlli effettuati nel corso
della serata di giovedì scorso hanno portato alla denuncia a piede libero di una
nota pregiudicata di terracina che viaggiava a bordo della propria vettura con
il certificato assicurativo contraffatto e senza aver sottoposto la vettura alla
revisione periodica. Per questo motivo è stata denunciata penalmente mentre il
veicolo è stato sottoposto a sequestro.
Ri.Re.


Investita mentre attraversava la strada. è accaduto ieri mattina intorno alle 11
e 30 in via Lungolinea, all’altezza della torrefazione, una donna di 45 anni è
stata investita da un’auto, una Ford Fusion.
La 45enne è finita rovinosamente a
terra accusando dolori lancinanti alla gamba sinistra. Immediatamente soccorsa
dai passanti e dal conducente dell’auto che hanno allertato i sanitari del 118.
Sul posto i carabinieri che hanno provveduto ad effettuare i rilievi, oltre ad
occuparsi del traffico essendo l’ambulanza rimasta bloccata a causa dell’intensa
presenza dei mezzi. La donna è stata sottoposta a tutte le cure ed esami
necessari che le avrebbero diagnosticato la frattura di tibia e perone della
gamba sinistra.


Procede il progetto di un’alleanza Pd-Udc-Fli per le amministrative di maggio.
L’altra sera, il segretario provinciale democratico Enrico Forte è venuto a
terracina, dove ha incontrato i rappresentanti delle correnti presenti nella
locale sezione ed il segretario di sezione. L’incontro, tenutosi nella
abitazione del consigliere provinciale Rossano Alla, seguiva quello del giorno
prima a Latina tra lo stesso Forte e i segretari di tutti i partiti del
centrosinistra terracinese. Uguale l’ordine del giorno: trovare il candidato
sindaco che consenta al Pd di uscire dal suo attuale isolamento. Proprio il
segretario provinciale, infatti, nella riunione del capoluogo, aveva constatato
che attorno all’attuale candidato del partito, Mimmo Zappone, non si riusciva ad
aggregare altre forze politiche. E il poco che trapela dal vertice terracinese
dell’altro ieri conferma che il Pd continua ad avanzare verso l’Udc e verso il
centrista Sandro Marigliani, la cui candidatura è stata proposta direttamente
dal segretario provinciale del suo partito, Michele Forte. Maggiore chiarezza
dovrebbe venire dal direttivo democratico, convocato per lunedì prossimo. Negli
ambienti centristi, tuttavia, si sostiene che a livello provinciale sia già
stata definita un’intesa tra Udc, Pd e Fli a danno di Zappone. C’è è però anche
chi le intese le rifiuta. Gianfranco Sciscione, infatti, ribadisce la sua
candidatura a primo cittadino e la sua distanza da Nicola Procaccini affermando
di avere «personalmente chiesto alla Presidente Polverini di non volermi alleare
con il PdL dell’attuale Amministrazione, in quanto esso ha determinato una
politica che ha portato la città ai più bassi livelli mai raggiunti e con un
grado di delegittimazione senza precedenti». «Tale decisione -continua l’ex
consigliere regionale- è del tutto condivisa dalla maggior parte della
popolazione, che ha evidenziato la chiara volontà di avviare un vero processo di
cambiamento. Un’inversione di tendenza con forte discontinuità, che dovrà
iniziare, laddove fossi eletto, con il dare massima trasparenza sull’attuale
situazione comunale, ad iniziare da quella finanziaria e con l’aprire armadi e
cassetti per troppo tempo rimasti chiusi ad esclusivo servizio di pochi». «In
questo contesto chiarisce Sciscione-, non sarà possibile un’alleanza con Nicola
Procaccini, laddove fosse ufficializzata la sua candidatura a Sindaco del PdL,
in quanto, pur non avendo nulla da eccepire a livello personale, non è
espressione della realtà territoriale, in quanto non vive direttamente la realtà
di terracina e non conosce a fondo le problematiche della città. Inoltre nella
lista saranno presenti esponenti dell’attuale maggioranza». «Avremo due distinte
liste elettorali -conclude l’ex consigliere regionale-: ‘Città Nuove-Con Te’,
riferimento diretto del Presidente Polverini e ‘Città Pontine-Sciscione
Sindaco’, legata direttamente alla figura del Candidato a Sindaco. A dare
ulteriore forza al progetto politico elettorale di risanamento e sviluppo della
Città, Renata Polverini sarà presente a terracina per sostenere Gianfranco
Sciscione ed il suo Gruppo, in questo impegnativo ma entusiasmante percorso politico».
Andrea Di Lello



Procede l’iter per la richiesta di stato di calamità naturale a seguito dei
danni causati dal maltempo: l’amministrazione comunale ancora non ha inviato la
documentazione per ottenere il risarcimento.
A denunciarlo è Pierpaolo Marcuzzi
esponente dell’Udc di Terracina. «Questa volta la politica si è subito adoperata
per venire incontro alle persone che hanno subìto danni per le forti piogge del
16 e 17 marzo. Sin dalla mattina del 18 -spiega Marcuzzi- il Sen. Michele Forte
si è mobilitato a tal proposito e immediatamente anche la giunta provinciale e
la giunta regionale, presieduta dalla Polverini, hanno dato via libera alla
dichiarazione di stato di calamità naturale. In tutto questo alcuni Comuni
dell’hinterland hanno già fatto richiesta di risarcimento dei danni (anche per
loro è stato dichiarato lo stato di calamità n.d.r.). Il Comune di Terracina non
l’ha ancora fatto, ha 90 giorni di tempo, speriamo che nessuno si dimentichi di
inviare una semplice lettera».
(da corriere pontino)


È stato discusso ieri in commissione Affari istituzionali la proposta di far
uscire il Comune di Terracina dalla Comunità montana.
L’iniziativa legislativa è
stata presentata dai consiglieri comunali Roberto Bellezza e Domenico
Pietricola, il primo seduto tra i banchi dell’opposizione, il secondo in
maggioranza. La commissione presieduta da Angelo Cicerano e di cui, insieme a
Bellezza, fanno parte Lino Lauretti, Antonio Acanfora, Vincenzo Recchia, Pino La
Rocca e Domenico Villani, dovrà dare il parere sulla proposta di deliberazione,
che così recita: «Espressione della volontà di uscire e non far più parte della
XXIII Comunità montana». Non è la prima volta che i due consiglieri presentano
iniziative sulla gestione delle aree montane e protette. Nel novembre scorso
loro era stata la proposta di convocare un Consiglio comunale ad hoc per
chiedere con forza la riperimetrazione del Parco degli Ausoni.
D. R.


Urbanizzazione senza controllo, permessi a costruire rilasciati in modo
indiscriminato, agricoltura intensiva.
Ha la sua teoria il presidente del
Consorzio di bonifica Carlo Crocetti sulle cause che hanno determinato gli
allagamenti dei campi e delle abitazioni la scorsa settimana a Borgo Hermada.
Nonostante i residenti rimasti danneggiati dall’esonda – zione del canale
abbiano puntato il dito soprattutto sulle paratie chiuse, che avrebbero
rallentato il deflusso delle acque verso il mare, e sulla montagna di rifiuti
provenienti dall’entroterra che ostruiscono il canale, Crocetti, con una nota
ufficiale esclude categoricamente che sia stata questa la causa.
«La rottura dell’argine non è stata causata dal supposto innalzamento di
quota causato dalle griglie dell’impianto di sbarramento – scrive – ma solo dal
cedimento del muro dell’argine». Il «muraglione» risale agli anni 50, e
necessiterebbe di una bella sistemata. Il messaggio del Consorzio è rivolto alla
Regione, che da ben 8 anni deve inviare «i finanziamenti per la sistemazione
idraulica degli argini, già chiesti nel piano regionale di Bonifica del 2003 che
ancora attendono una risposta ». Ma questa secondo Crocetti è solo una parte del
problema. L’altro sta nel rilascio eccessivo di permessi di costruire da parte
dei Comuni e, nel caso specifico, del Comune di Terracina. «Chiediamo un tavolo
di confronto e di collaborazione affinché non vengano più rilasciate
autorizzazioni a costruire in aree a rischio idrogeologico, ma soprattutto che
si elaborino varianti al Prg in accordo con in Consorzio e comunque tenendo ben
conto delle prescrizioni del Piano di assetto idrogeologico». Troppo cemento,
insomma, troppe deroghe e maglie troppo larghe nelle concessioni di permessi a
costruire nel Bacino Da Basso, che «è uno di quelli a prosciugamento meccanico
più antropizzati in maniera dissennata – prosegue Crocetti – dove
l’urbanizzazione di aree a vocazione agricola e la realizzazione di coltivazioni
intensive protette hanno contribuito all’im per mea bil izzazione di enormi
superfici che alterano il sistema di bonifica e rendono queste aree maggiormente
esposte ad un elevato rischio idrogeologico ». Un problema da risolvere, dal
momento che i recenti studi menzionati dal Consorzio hanno evidenziato come
«anche in condizioni eccezionali la zona sia destinata ad allagarsi pur con gli
impianti idrovori attivi alla massima potenza»
Diego Roma


In riferimento ad articoli di stampa, relativi alle prossime elezioni
amministrative di Terracina, ritengo di formulare alcune precisazioni che,
spero, possano definitivamente chiarire gli aspetti ed il contesto politico
della mia candidatura a Sindaco.
Ho personalmente chiesto alla Presidente
Polverini di non volermi alleare con il PdL dell’attuale Amministrazione, in
quanto esso ha determinato una politica che ha portato la Città ai più bassi
livelli mai raggiunti e con un grado di delegittimazione senza precedenti. Tale
decisione è del tutto condivisa dalla maggior parte della popolazione, che ha
evidenziato la chiara volontà di avviare un vero processo di cambiamento.
Un’inversione di tendenza con forte discontinuità, che dovrà iniziare, laddove
fossi eletto, con il dare massima trasparenza sull’attuale situazione comunale,
ad iniziare da quella finanziaria e con l’aprire armadi e cassetti per troppo
tempo rimasti chiusi ad esclusivo servizio di pochi. In questo contesto, non
sarà possibile un’alleanza con Nicola Procaccini, laddove fosse ufficializzata
la sua candidatura a Sindaco del PdL, in quanto, pur non avendo nulla da
eccepire a livello personale, non è espressione della realtà territoriale, in
quanto non vive direttamente la realtà di Terracina e non conosce a fondo le
problematiche della Città. Inoltre nella lista saranno presenti esponenti
dell’attuale maggioranza. Al contrario credo che il nostro Comune abbia bisogno
di una persona che sia espressione della realtà territoriale, che conosca e viva
le realtà dei Borghi e delle Frazioni e dell’intera Città. Inoltre, il rapporto
diretto con la Governatrice del Lazio, potrà contribuire a facilitare quel
fondamentale rapporto con la Regione, presupposto indispensabile per affrontare
e risolvere le numerose questioni del nostro territorio. Avremo due distinte
liste elettorali: ‘Città Nuove-Con Te’, riferimento diretto del Presidente
Polverini e, ‘Città Pontine-Sciscione Sindaco’, legata direttamente alla figura
del Candidato a Sindaco. A dare ulteriore forza al progetto politico elettorale
di risanamento e sviluppo della Città, Renata Polverini sarà presente a
Terracina per sostenere Gianfranco Sciscione ed il suo Gruppo, in questo
impegnativo ma entusiasmante percorso politico.
Gianfranco Sciscione, Candidato a Sindaco di Terracina
Lista ‘Città Nuove – Con Te’
Lista ‘Città Pontine – Sciscione Sindaco’

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piscomontano1_bis
Come ben sappiamo la storia del territorio di Terracina è legata anche alle leggende greche ed in
particolare all’Odissea.
Fu in questi luoghi che Ulisse subì  le  magie della famosa maga Circe.
Alcuni studiosi nei tempi passati hanno sostenuto che l’isola di “Eea” (Aiaie), descritta
nell’Odissea, fosse l’attuale contrada “Le Arene”.
Una  zona stretta e lunga, che appare come un’isola, perché circondata dal mare
su un lato e da fiumi e canali dall’altro. Su questo lembo di terra sarebbe sorto,
quindi, il palazzo della maga Circe.
L’Acropoli di Terracina, invece, fu il luogo da cui, come racconta Omero, Ulisse salì
per guardarsi intorno, osservando il contorno dell’isola Aiaie.
Se storia e la leggenda combaciassero, allora  sul Pisco Montano avrebbero dovuto
esserci le attrezzature della nave di Ulisse, messe in deposito, in attesa della
ripartenza dell’eroe per Itaca.
L’ipotesi più illustre è quella che identifica in Terracina la città di Lamo, un
florido centro abitato dai Lestrigoni, nel cui porto sarebbe approdato Ulisse.

Bello e ampio n’è  il porto; eccelsi scogli  Cerchianlo d’ogni parte, e  tra due
punte, Che sporgon fuori e ad incontrar si vanno, S’apre un’angusta bocca…

Un porto, quindi, quello di Lamo,  che sarebbe stato circondato da alti  scogli,
delimitato  in modo  da lasciare  solo uno  stretto ingresso.  La città  vera e
propria, poi, si  trovava più in  alto, tanto che,  per raggiungerla, una  volta
sbarcati, si doveva:

“La via diretta seguitar,  per dove I carri  conducevano alla cittade Dagli  alti
monti la troncata selva.”

Il centro abitato era quindi situato in collina, a ridosso dei monti più alti.

L’identificazione  della  città  di  Lamo  con  Terracina  deriverebbe,  secondo
Strabone (filosofo greco),  dal suo stesso  nome, che deriva  “dall’asprezza de’
montuosi scogli, a quale è sovrapposta”.

Questi  tratti  leggendari,  al  confine  fra il  mito  e  la  realtà  storica e
geografica, esercitano da secoli un fascino irresistibile su tutti coloro che si
sono accostati alle tradizioni di questa terra: antichi cantori e poeti ci hanno
trasmesso l’incanto magico e misterioso in cui è avvolta la regione.

Ma cosa c’entra Ulisse e l’odissea con Terracina?

il 7 aprile del  1848 a Roma su un muro  in opera reticolata di  un portico all’interno
di una domus di via Graziosa sull’esquilino furono rinvenuti una serie di affreschi
con  paesaggi dell’Odissea  collocati nella  parte alta della parete dell’ambiente  principale.
I  soggetti sono i viaggi di Ulisse  con  sfondo   di  paesaggi.
Le  tonalità  scelte si armonizzano bene tra di loro e la  tecnica scelta è di tipo
quasi “impressionistico”,  secondo un  metodo che  venne  ampiamente usato  fino  a
tutta  l’epoca  medio-imperiale nella   decorazione   di  fregi   minori   e   di   pinakes  a  sportello.
La rappresentazione  è  molto minuziosa,   col  nome   di  ciascun  personaggio
scritto  vicino in  greco, con  un accurato  filologismo che  lascia supporre la
presenza di modelli ben precisi,  magari forniti dalle  illustrazioni dei  poemi
effettuate nell’ambito della biblioteca di Alessandria.
Gli affresci vennero distaccati dalle pareti della Domus, acquistati dal Comune di Roma e successivamente
donati pochi anni dopo al Pontefice Pio IX.
Nelle operazioni di distacco il ciclo fu diviso in otto scomparti, con il taglio
a destra e sinistra dei pilastri interni; gli otto pezzi furono poi ricongiunti
a due a due in modo tale da formare quattro quadri rettangolari.

Gli affresci presentano alcuni aspetti che richiamano fortemente alla mente una Terracina di 2000 anni fa
a cominciare dalla forma rocciosa che somiglia moltissimo a pisco montano e bene illustrata nella foto in alto ad apertura del post.

piscomontano2_bis

Nella foto sopra notiamo i due pannelli affiancati che illustrano l’intera scena della zona di sbarco di Ulisse
che dovrebbe corrispondere all’incirca dove si trova adesso via delle cave (il depuratore per intenderci)
Da sinistra a destra si notano vari dettagli….  delle navi nella zona ove adesso vi è la spiaggetta (prima vi era il mare)
poi si nota uno spuntone roccioso che ricorda in maniera decisa le forme del pisco montano
(il taglio della via appia traianea ancora non si nota in quanto è stato eseguito in epoca successiva.)
Si notano poi al centro varie figure umane con bestiame che escono da grotte che ancora sono in zona,
poi a destra si vede un altro dei spuntoni rocciosi che sono in loco e infine si nota il mare
in direzione Fondi.

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Sopra uno schizzo dell’affresco eseguito nell’800

piscomontano4

Nel dettaglio centrale dello schizzo si puo notare una cinta muraria intervallata da torri che ricorda
molto le mura sillane che collegano ancora oggi la zona del tempio di giove con la città.
Insomme vi sono vari indizi sia storici che pittorici che fanno pensare che questo affresco
rappresenti veramente una Terracina di oltre 2000 anni fa.
Chi vuole puo scaricarsi gratuitamente il pdf del libro: “La Città di Lamo stabilita in Terracina secondo
la descrizione di Omero e due degli antichi dipinti già ritrovati sull’Esquilino i quali la rappresentano.”
di Pietro Matranga, 1852 che sostiene questa tesi. il link è il seguente:
http://www.fileserve.com/file/kSkaMsZ

Buon Weekend,
Paolo, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com


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terracina-velieri-1943_bis

Il tycoon televisivo rifiuta l’ipotesi di accordo con il candidato ufficiale del
Pdl Nicola Procaccini e conferma la sua volontà di concorrere comunque per le
prossime elezioni sotto l’emblema della lista polveriniana «Città Nuove-Con te».

«Sono stato io» spiega Gianfranco Scissione – a chiedere alla Presidente Renata
Polverini, non condividendo l’attuale amministrazione e di conseguenza una parte
di questo Pdl, di non volere in nessun caso allearmi. Perché il popolo ha
bisogno di cambiare, e per sua volontà e per grazia di Dio che aprirò gli
armadi, nel caso fossi eletto, per troppo tempo tenuti chiusi. Non mi alleerò
neanche con il giovane Nicola Procaccini in quanto, pur essendo un bravo
ragazzo, non lo reputo un candidato idoneo per Terracina a causa della sua
mancanza di conoscenza del nostro territorio che ha invece bisogno di una
persona fortemente radicata in città, nei borghi e nelle frazioni. Ribadisco,
come ho già fatto più volte, che la Governatrice Renata Polverini sostiene ed
appoggia la mia candidatura a sindaco di Terracina con il movimento «Città
Nuove–Con te» e «Sciscione Sindaco». Non mi precludo con il mio gruppo anche la
possibilità di un’altra lista. Inoltre, a testimonianza del suo appoggio nei
miei confronti e del mio gruppo elettorale è prevista la sua presenza a breve in
città». Le posizioni sono ormai chiare nel Pdl, che ha ben 4 candidati a
contendersi la poltrona di sindaco. Da una parte c’è Sciscione, dall’altra
Procaccini. E, poi, il raggruppamento Adc Pionati-Forza del Sud (propone
Mazzucco) e Nuova Area (propone Percoco). Dato che sono ormai chiari i
candidati, possono scattare adesso le alleanze. Dalla parte di Procaccini,
rapprsenta il Pdl ufficiale, sembrano pronti a schierarsi l’Udc, il Pri (il
partito deciderà lunedì prossimo), La Destra e una lista civica di giovani.
Nella lista del Pdl ufficiale dovrebbero essere cooptati alcuni componenti
dell’attuale maggioranza. Si fanno i nomi di Roberto Pietricola, Amuro, Avelli,
D’Amico e Palmacci.
Ercole Bersani


Si vocifera che molti non abbiano resistito, e che alla telefonata arrivata
dagli interlocutori del Pdl per vagliare un possibile inserimento nella lista,
consiglieri e assessori contattati, benché già aderenti ad altri movimenti
politici, non si siano mostrati così disinteressati.
Non sembra per nulla chiusa
la partita degli schieramenti politici all’interno del centrodestra. Secondo le
ultime indiscrezioni, il direttivo locale del Popolo della Libertà avrebbe preso
contatto con alcuni esponenti della maggioranza per vagliare un possibile
inserimento. Al momento circolano i nomi dell’assessore Gianni D’Amico, il
presidente del Consiglio comunale Patrizio Avelli, i consiglieri comunali Pietro
Palmacci, Romano Fantasia e Luciano Masella. Di questi, almeno 3 hanno aderito
al progetto politico del consigliere Edis Mazzucco, che vede la coalizione dei
partiti Forza del Sud e Adc con due liste dell’ex sindaco e il movimento Uniti
per Terracina. Ma a questo punto i giochi si riaprirebbero. Nel Pdl potrebbe
confluire anche l’ex assessore Massimiliano Di Girolamo, rimasto dietro le
quinte dopo l’uscita di giunta del 2008. Le «sirene» del Pdl potrebbero a questo
punto scompaginare i piani dello schieramento formato dalla maggioranza, che
vorrebbe, sempre nel bacino del centrodestra, costituire un soggetto alternativo
alla squadra guidata da Nicola Procaccini. ma tra i più disincantati c’è chi
teme che, come ogni canto di sirena che si rispetti, dietro la lusinga sia
pronto l’inganno.
Diego Roma


Peggiora sempre di più la situazione del porto. La barra sabbiosa
rischia di rappresentare uno scoglio insormontabile per la portualità
terracinese, tanto da minacciarne la paralisi totale. Troppo pericolose le
manovre per uscire dal porto. Ancor peggio è voler rientrare, se nel frattempo
la barra sabbiosa, a causa delle mareggiate, aumenta le sue dimensioni. meglio
non rischiare. Quindi, pescherecci ancorati. Le ricadute, tutte negative, non
sono di poco conto: il mercato ittico locale è messo fuorigioco. A breve,
dicono gli operatori del settore, si va incontro alla chiusura definitiva delle
attività con il rischio di un tracollo per l’economia ittica e il conseguente
disagio economico-sociale per le famiglie, che hanno come unica base di
sostentamento la pesca.
In poche parole la chiusura del porto potrebbe diventare un pericolo
sempre più reale per il mondo della pesca. Nella sua rovina verrebbe trascinata anche l’indotto, rappresentato, tanto per fare un esempio, da tutto il sistema della ristorazione. La speranza è stata riposta nel progetto che la Regione ha messo in cantiere. Esso prevedeva la rimozione della sabbia presente all’imboccatura del porto traianeo e il suo utilizzo per il ripascimento dell’arenile di ponente. Un’unica opera poteva soddisfare le esigenze dei pescatori come dei balneari, garantendo a una città in caduta libera sul piano economico uno sviluppo degno di questo nome.
Dopo l’apertura delle buste presentate dai partecipanti alla gara,
sembrava che tutto procedesse secondo i piani stabiliti, invece un nuovo
ostacolo si è profilato all’orizzonte. Ci riferiamo a un ricorso presentato al
TAR, che ha creato altri significativi ritardi. Così il dragaggio del porto ha
fatto scrivere un’altra pagina di una STORIA INFINITA.
Ci appelliamo al buon senso delle autorità competenti per una rapida
soluzione, perché la categoria, non essendo più in grado di svolgere il proprio
lavoro in sicurezza, è messa in ginocchio. ” NON E’ GIUSTO”. Noi chiediamo solo di poter lavorare senza mettere a repentaglio il capitale e la nostra
incolumità. Significa chiedere tanto?
LA SIRENA SOC. COOP.
IL PRESIDENTE
MONTI DOMENICO


Risanamento finanziario e turismo come «volano di tutta l’economia». È questa la
proposta presentata d a ll ’area «Rinascita Terracina», rappresentata da Antonio
Alla.
Secondo Alla il rilancio della città passa per il turismo. Dal
rafforzamento delle vie di comunicazione alla Bandiera blu per il mare, passando
per lo studio delle lingue straniere nelle scuole della città, fino alla
valorizzazione delle risorse artistiche locali. «Un progetto di città futura,
quasi a costo zero, non esaustivo ma importante» scrive Alla. «Vogliamo creare
un movimento cittadino di associazioni e di Persone che lavorano nel settore e
condividono lo sviluppo del turismo. È il futuro dei giovani della nostra Città
e non vogliano che tutto vada alla deriva».
D. R.



Sessanta giorni di tempo per trovare oltre mezzo milione di euro. Il Tribunale
amministrativo regionale continua a condannare il Comune a pagamenti forse
impossibili per un ente che ormai fatica anche a mandare avanti l’ordinario.
Nella parte del creditore, questa volta c’è la società per azioni Mi.Cos, che
si è vista riconoscere dalla sezione distaccata del Tar di Latina il diritto ad
avere entro due mesi la somma di 516.206,61 euro. La società aveva già ottenuto
un decreto ingiuntivo nel 2009, al quale però il Comune non aveva ottemperato.
Di qui, il ricorso della Mi.Cos alla giustizia amministrativa, che così si è
espressa:« La pretesa azionata dalla ricorrente è fondata, quindi accoglibile
nei limiti delle statuizioni contenute nel decreto ingiuntivo. Il provvedimento
ritualmente notificato ha senz’altro acquistato autorità di cosa giudicata
legittimando così l’esercizio della relativa azione. Il comune di terracina
provvederà quindi, tramite il Responsabile del competente Servizio, alle
corrispondenti operazioni nel termine di trenta giorni dalla notificazione, se
anteriore, o dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.
Decorso inutilmente il predetto termine, il Prefetto della Provincia di Latina
(U.T.G.) designerà, nell’ulteriore termine di giorni dieci decorrenti da
apposita istanza di parte ricorrente, un funzionario qualificato il quale, sin
d’ora nominato Commissario ad acta, adotterà ogni atto necessario per
l’esecuzione nell’ulteriore termine di giorni trenta decorrenti dalla
designazione prefettizia». Spese legali e compenso per il commissario,
ovviamente, sono a carico del Comune. Ma quelli sono il meno. Solo nelle ultime
settimane, infatti, il Tar ha ingiunto all’amministrazione Nardi pagamenti per
tre milioni e mezzo di euro nel termine massimo di sessanta giorni. Senza
contare i recenti pignoramenti di immobili comunali per soddisfare le richieste
della Slia. Stefano Nardi se ne va lasciandosi dietro una montagna gigantesca
di debiti, senza risorse per saldarli. Andrea Di Lello

Un corso di italiano per gli stranieri che vivono a Borgo Hermada, alle porte di
terracina.
Ad organizzarlo è stata l’Auser di Latina, l’associazione di
volontariato della Cgil che si occupa di cittadinanza attiva. Il corso,
cominciato ieri, è stato programmato con la Flai Cgil, il sindacato di categoria
che tutela i diritti dei lavoratori in agricoltura, e si svolge presso la sede
della Cgil del borgo. «Il progetto è finalizzato all’apprendimento della lingua
e cultura italiana da parte di lavoratori agricoli indiani presenti nel
territorio Sabaudia/ terracina e dalle loro famiglie- dichiara Patrizia Randich
(in foto), presidente Auser- La volontà di dare via ai corsi nasce dalla
consapevolezza del rischio di favorire il fenomeno della ghettizzazione nella
dimensione abitativa, lavorativa e del tempo libero. Si intende promuovere lo
sviluppo di processi di integrazione sociale tra la popolazione indiana e quella
locale». E certamente la comprensione dell’italiano da parte dei cittadini
stranieri sarà un ottimo veicolo d’integrazione. «Potranno acquisire una
maggiore conoscenza delle leggi italiane, dei propri diritti ma anche dei doveri
attraverso la conoscenza delle regole del vivere nel rispetto reciproco e
migliorando il dialogo tra loro e la popolazione italiana residente» aggiunge la
Randich che conclude: «Riteniamo inoltre, che una miglior conoscenza della
lingua, preservi maggiormente i lavoratori, dal rischio di incidenti sul lavoro,
purtroppo così frequenti nel nostro territorio». Ri.Re.

Spunta la nomina di un nuovo dirigente nell’agenda delle priorità della giunta
comunale.
Nella calma piatta della vita amministrativa che sta caratterizzando
l’attività municipale, potrebbe approdare già oggi in giunta la nomina del nuovo
dirigente del dipartimento Affari generali. Un’assunzione last minute, fatta a
50 giorni dalla data delle elezioni comunali, per un contrattino a tempo
indeterminato niente male: circa 80 mila euro l’ann o, escluse retribuzioni
aggiuntive. Il fortunato, a quanto dicono le voci di corridoio, sarà il dottor
Giampiero Negossi, già revisore dei conti per conto del Comune, arrivato secondo
nel recente concorso vinto da Ada Nasti per la guida del dipartimento
finanziario e ora in graduatoria per entrare agli Affari generali. Negossi è un
professionista molto noto in provincia, soprattutto per il suo curriculum
politico-amministrativo. Caposettore al patrimonio al Comune di Sabaudia,
assessore del Comune di Pontinia con la giunta Mochi, negli anni in cui venne
dichiarato il dissesto finanziario (poi giudicato inesistente dal Ministero
dell’Interno), militante nelle fila del partito di Alleanza nazionale con cui si
candidò alle provinciali del 2004 per Cusani presidente nella stessa lista in
cui compariva il sindaco uscente Stefano Nardi. Non c’è che dire. Stando alle
indiscrezioni la probabile nomina di Negossi che oggi dovrebbe approdare in
giunta, sta suscitando parecchi mugugni in Comune. Ci si chiede infatti quale
urgenza abbia una giunta uscente a nominare – per giunta a tempo indeterminato -
un nuovo dirigente. Opportunità vorrebbe che una eventuale riorganizzazione
della macchina amministrativa sia demandata all’am minis trazione entrante. E se
proprio il Comune non potesse fare a meno del dirigente, può sempre ricorrere -
come già fatto per la Nasti – ad un incarico provvisiorio. E invece no.
Nonostante i tempi di vacche magre, il Comune sembra proprio voler tirare
dritto. Ma la questione suscita perplessità anche per altri motivi. L’eventuale
nomina di Negossi infatti prevede l’utilizzo della graduatoria relativa al
concorso per la dirigenza del dipartimento finanziario, nella quale l’ex
revisore contabile è arrivato secondo. Una procedura ammessa dalla legge, ma che
di solito vale quando si tratta di materie affini. Non a caso per il concorso
alle Finanze Negossi ha fatto valere la sua laurea in Economia e commercio.
Mentre per gli Affari generali è richiesto titolo in Giurisprudenza. Da come si
mettono le cose il voto in giunta, al momento dato solo per possibile, potrebbe
incontrare qualche incidente di percorso.
In bocca al lupo.
Diego Roma


Dragaggio, ripascimento e sistemazione dell’arenile nel porto di terracina,
tutto da rifare.
O quasi. I lavori che sarebbero dovuti cominciare alla fine di
questo mese subiranno un inevitabile slittamento, ancora non si sa di quanto
tempo, che, però, non potrà non comportare disagi. Innanzitutto alla flotta
peschereccia, da sempre alle prese con l’annosa questione dell’insabbiamento
all’imboccatura del porto. Inoltre anche alla categoria degli operatori
balneari, visto che la sabbia in eccesso, risucchiata da una grossa draga,
sarebbe stata investita per allungare la spiaggia di viale Circe. Spiaggia che,
come sottolineato nei giorni scorsi dal Sib terracina con il presidente Fabio
Minutillo, anche durante questo inverno oramai alla fine è stata mangiucchiata
dalle mareggiate. Insomma, il nuovo intervento di dragaggio, che prevede di
liberare l’ingresso del porto di qualcosa come 250 mila metri cubi di sabbia, è
particolarmente atteso, forse più degli altri passati. E invece niente. Almeno
per ora. E’ successo che lo scorso 9 marzo la società «Franco Giuseppe Srl»,
azienda edile con sede in provincia di Reggio Calabria, ha depositato un ricorso
contro l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo della Regione Lazio, in
sostanza l’Ardis. L’oggetto del ricorso è l’annullamento proprio del bando di
gara per l’esecuzione dei lavori di dragaggio dell’avamporto, ripascimento e di
sistemazione dell’arenile nel porto turistico di terracina. L’udienza per la
discussione del ricorso è stata fissata al prossimo 7 aprile in camera di
consiglio. Intanto la capitaneria di porto di terracina, contattata sulla
vicenda, ha detto di non essere stata informata dei dettagli del ricorso, ma
soltanto che al momento il dragaggio dovrà attendere. Fino a quando? I più
ottimisti ritengono almeno per tutto il mese di aprile. Ma prevalgono i
pessimisti. Intanto prosegue la sistemazione della banchina commerciale che
consentirà il ritorno «in Patria» della flotta Snip e Snap.

Rita Recchia

Continuano gli imperdibili appuntamenti con il «Filosera». Anche questa sera
l’istituto professionale «Alessandro Filosi» di terracina aprirè le sue porte a
un pubblico oramai abituè e affezionato. Sarà la volta di «La Musica Nuda»,
gruppo musicale formato da artisti locali per passione che si esibiranno nello
spettacolo «Nuvole di Note». Un bel momento di musica dal vivo. Un ingresso
speciale per questo spettacolo a soli 5 euro. Come al solito il concerto sarà
preceduto da una degustazione di piatti tipici preparati dagli allievi
dell’Indirizzo Alberghiero.
Ri.Re.


Doveva essere un parcheggio e rischia di trasformarsi in un maxi debito, di
quelli che nascono e crescono senza aver ottenuto nulla in cambio.
È stato
accolto dal Tar il ricorso presentato dalla ditta «Micos spa», la società
aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione del parcheggio nell’area della
Rampa Braschi. Si tratta di un decreto ingiuntivo di complessivi 600 mila euro
emesso dal Tribunale di Terracina nel 2009 e mai ottemperato dal Comune. Ora il
Tribunale amministrativo lo ha reso definitivamente esecutivo. Tempo 30 giorni e
l’amministrazione comunale dovrà liquidare il debito. Altrimenti arriva il
commissario prefettizio che «adotterà ogni atto necessario per l’esecuzione». Un
copione già visto, un’altra tegola finanziaria che gira il coltello nella piaga
di una situazione finanziaria ormai al collasso. Il parcheggio alla Rampa
Braschi, come è noto, non è mai stato realizzato. È stato invece rescisso il
contratto con la ditta nel novembre scorso, quando il Comune aveva dovuto
sborsare 30 mila euro per la produzione (servita a nulla) degli elaborati
tecnici e della riprogettazione imposta dalla Sovrintendenza. Poco chiaro è a
cosa facciano riferimento questi 600 mila euro, visto che la ditta non ha mai
spostato un mattone né aperto un cantiere. Sulla carta resta comunque un grosso
debito finanziario per l’ente municipale, che va ad aggiungersi alla pioggia
ormai senza sosta di decreti ingiuntivi esecutivi. Il progetto del parcheggio
alla Rampa Braschi, finanziato dalla Regione per un milione 350 mila euro è
stato affidato alla Micos nel 2006. Doveva essere consegnato nel 2008, ma in
realtà non è mai partito. Un bel paradosso. Oltre mezzo milione di euro di
debito senza aver ottenuto alcuna opera pubblica.
D. R.

Sigilli a una sala da ballo di Borgo Hermada. Tutto è partito da un esposto dei
residenti per presunti rumori molesti provocati dalla musica ad alto volume,
soprattutto nel periodo estivo. La Procura di Latina ha delegato la forestale di
terracina di accertare la vicenda e l’altro ieri è scattato il sequestro. Non
per la movida eccessiva, però, bensì perchè secondo gli inquirenti non sarebbe
stato ancora completato l’iter per modificare la destinazione d’uso
dell’immobile, ampio circa 300 metri quadrati. Inizialmente la struttura veniva
utilizzata come un capannone agricolo, successivamente trasformato in un locale
da ballo. Secondo le verifiche fatte dal personale del comandante Giuseppe
Pannone, ci sarebbe stato un cambio di destinazione d’uso abusivo visto che
l’iter burocratico non sarebbe stato ancora terminato. Ecco il perchè dei
sigilli. Di altro avviso il destinatario dell’accertamento e, dunque, anche del
sequestro, che a suo tempo avrebbe presentato un’istanza di condono ancora
pendente. Però c’è il fatto che da quasi vent’anni il Comune continuerebbe a
rilasciargli tutte le concessioni necessarie all’attività della sala da ballo.
Una sorta di controsenso, quindi, un ritardo della pubblica amministrazione che,
secondo il proprietario, non è giusto che gli crei problemi economici. Adesso il
locale è chiuso e lui dovrà annullare diverse serate e feste già in programma.
Assistito dall’avvocato Francesco Pietricola, presenterà istanza di
dissequestro.
Ri.Re.

Il centrosinistra continua a cercare un candidato unitario. L’altra sera, a
Latina, il segretario provinciale del Pd Enrico Forte ha convocato i segretari
locali di SeL, Prc e Idv e dello stesso Pd per una riunione con all’ordine del
giorno la scelta di una candidatura a sindaco condivisa da tutti. Preceduta
dalla proposta di Michele Forte, segretario provinciale dell’Udc, di un governo
di larghe intese con possibile leader il centrista Sandro Marigliani, l’incontro
ha preso in esame diverse soluzioni alternative alla candidatura ufficiale del
democratico Mimmo Zappone. Si è tornati a parlare di Alessandro Salvadori,
presidente regionale della Confederazione Nazionale Agricoltori, che nel corso
dell’incontro è stato sentito al telefono per accertarne la disponibilità ad un
ruolo politico così impegnativo. Salvadori ha però declinato l’invito. E’ stato
preso in considerazione anche il nome di Sandro Marigliani, ma Prc e SeL, che
pure avevano manifestato nei suoi confronti un certo interesse, davanti alla
novità di una coalizione che comprendesse anche Fli, si sono tirati fuori. Si è
poi ragionato sui democratici Vincenzo Recchia, Rossano Alla, Antonio Bernardi,
per concludere che nessuno può costituire il perno di un centrosinistra
unitario. Insomma, nessuna decisione, ma ieri sera era previsto un incontro
tutto interno al Pd tra Enrico Forte e i responsabili delle varie correnti
presenti nella locale sezione del partito. E’ il segno che ancora si tratta per
superare la candidatura di Zappone, ritenuta causa della diaspora in corso nel
centrosinistra. A questo punto, però, visto l’appoggio di Fli a Marigliani,
diventa difficile ipotizzare un «governo di larghe intese » attorno all’ex
assessore di Stefano Nardi. Se davvero i democratici rinunceranno a Zappone, per
loro la prospettiva più realistica è quella di un’alleanza con l’Udc, alla quale
potrebbe aggiungersi, in un eventuale secondo turno elettorale, la lista di
Gianfranco Sciscione. L’ex consigliere regionale, infatti, continua a rifiutarsi
di sostenere l’ormai certo candidato del Pdl, Nicola Procaccini, e tesse intese
in modo autonomo. Stando alle indiscrezioni, Sciscione potrebbe riservarsi le
mani libere al primo turno per poi andare con l’Udc al ballottaggio, sia che
tocchi a lui giocarsela, sia che spetti al candidato centrista. Ed è così che
Pd, Udc e Lista Polverini potrebbero ritrovarsi tutti assieme. Ammesso che
quella di Sciscione sarà ancora la Lista Polverini. La governatrice, è vero, ha
insistito davanti a Silvio Berlusconi, nell’incontro di tre giorni fa a Palazzo
Grazioli, perché all’imprenditore televisivo non fosse imposto l’obbligo di
alleanza con il Pdl. Ma sarà possibile per la presidente della Regione tenere il
punto, quando in tutta il Lazio i suoi si presenteranno agli elettori con i
pidiellini? D’altra parte, è difficile pensare che Sciscione sia disposto a fare
marcia indietro. Per quanto riguarda la sinistra, SeL, Prc e Idv stanno
lavorando ad un piano ‘B’: una loro coalizione con candidato sindaco Vincenzo
Coccia, consigliere comunale del gruppo consiliare del Pd.
Andrea Di Lello

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terracina-mura-poligonali-primi-900_bis
Il Comune di terracina ha qualche problemino a saldarlo, e il tipografo
«trattiene» i verbali necessari alla polizia municipale per trascrivere le
multe. La solita storia di sempre che rischia di diventare quasi una farsa.
Una
volta era capitato con le divise degli agenti del comandante Vincenzo Pecchia e
il sarto. Un’altra volta con i moduli autoimbustanti, sempre relativi alle
multe, e la ditta fornitrice. Adesso a battere cassa e a mettere in pratica il
detto «A mali estremi, estremi rimedi» è il tipografo che rifornisce il comando
di via Sarti. In base alle informazioni apprese, alla scorsa estate risale un
ordine di circa 10 mila verbali, dei quali fino a oggi ne sono stati forniti la
metà. Adesso quelli rimasti cominciano a scarseggiare e bisogna correre ai
ripari, soprattutto considerando che si va incontro alla bella stagione quando
l’arrivo degli agenti stagionali, come accade ogni anno, vedrà aumentare il
numero delle multe per gli automibilisti indisciplinati. E così gli agenti del
comando, per premunirsi, hanno iniziato a sollecitare la consegna degli altri
verbali ordinati. Ma niente da fare, come loro stessi lamentano. Pare che il
signor tipografo questa volta sia stato categorico: prima i soldi, e soltanto
dopo la merce. Merce della quale i vigili urbani hanno assoluta necessità, e di
riflesso la stessa amministrazione, considerando i soldi che ogni anno entrano
nelle casse comunali attraverso le multe. Tra l’altro si parlerebbe di un debito
di circa 3 mila euro, un’inezia per un Comune virtuoso. Appunto, virtuoso.
Ri.Re.

Gold6 [32]

A terracina, Renata Polverini vuole che la sua lista corra da sola. C’è stato un
battibecco, l’altra sera, tra la governatrice del Lazio ed il ministro della
Gioventù, Giorgia Meloni, su quale debba essere l’assetto del centrodestra
locale nelle amministrative di maggio. Il confronto tra le due, a base di
battute piuttosto piccate, è avvenuto a Palazzo Grazioli, alla presenza di
Silvio Berlusconi, che aveva convocato Giovanni Di Giorgi e Fabrizio Cirilli per
risolvere una volta per tutte la questione del candidato sindaco di Latina. Alla
riunione, partecipavano anche la Polverini e la Meloni, la prima sponsor del suo
ex consigliere regionale Gianfranco Sciscione, la seconda del suo portavoce
Nicola Procaccini, aspiranti l’uno e l’altro alla leadership per terracina del
centrodestra unito. E infatti a Palazzo Grazioli non si è parlato soltanto del
capoluogo: la Polverini, pur accentando il principio generale di un’alleanza con
il Pdl attorno ad un unico candidato, ha insistito perché a terracina la sua
lista restasse autonoma con un proprio leader. In questa posizione, era
implicito l’appoggio della governatrice alla decisione di Sciscione di
concorrere per la massima carica cittadina con una propria lista. E’ a questo
punto che la Meloni ha cominciato a battibeccare con la Polverini, evidentemente
nella consapevolezza che la mancata alleanza toglierebbe voti a Procaccini,
diminuendo le sue possibilità di vittoria nel voto di maggio. La governatrice,
comunque, ha tenuto il punto, tanto che, stando alle indiscrezioni, la ministra
ha chiuso la discussione con una sfida: «Allora andremo alla conta». Che poi ci
si vada davvero, è un altro paio di maniche. E’ però vero che la Polverini
insiste per Sciscione candidato unitario da quando ha concordato
sull’opportunità di presentarsi agli elettori assieme al Pdl. La sua volontà di
fare da sé è ora il segnale che il portavoce della Meloni non è facile da
scalzare e anche, forse, che non è possibile convincere Sciscione a ritirarsi in
seconda linea. Proprio a Procaccini guarda il circolo Eleuterìa per un
rinnovamento della classe politica: Nicola, si legge in una nota a firma di
Emilio Marigliani, «unico giovane candidato in questa tornata elettorale,
sopporta il peso della responsabilità di attivare un serio ricambio
generazionale della classe dirigente, cimentandosi nella difficile impresa di
una progettualità più moderna e condivisa per la città». «Ma ciò -avverte la
nota- potrà essere possibile soltanto se riuscirà a non “zavorrarsi” con
personaggi provenienti dalla fallimentare amministrazione Nardi e se eviterà
alleanze con coloro che hanno concorso a fare macerie della nostra povera città».
Andrea Di Lello
Gold6 [31]

È un’ipotesi che a parole viene ancora scacciata come la peste ma che alberga in
realtà nelle convinzioni di molti.
L’ombra di una soluzione drastica per
invertire la rotta ormai smarrita della situazione finanziaria del Comune
incombe sul palazzo comunale. Ieri mattina gli operai che svolgono le pulizie
negli uffici comunali erano ancora in piazza Municipio, senza certezze e senza
aver ottenuto risposte soddisfacenti su come, quando e soprattutto fino a quando
riceveranno lo stipendio. I soldi in cassa non ci sono. L’unica boccata
d’ossigeno è il milione e 200 mila euro fermo nelle casse dell’ente. Ma il
problema va oltre. Dal poco che si apprende, quello che fa temere il peggio non
è solo la mancanza di soldi, quanto piuttosto l’assenza di una direzione
politica. La paura, anche solo per un effetto domino, sta contagiando diversi
settori della pubblica amministrazione, e non manca qualche assessore che, a
mezza bocca, ipotizza l’arrivo di un commissario già all’ind oma ni d el
l’insediamento della nuova giunta. E se lo dicono loro. Al momento sono solo
ipotesi, ma le condizioni di queste ore sono tutt’altro che rassicuranti. I
timori del dissesto come male necessario, oggi più che mai prende piede. Ne sono
un segno i timori che arrivano anche dagli operatori dell’Azienda speciale.
Nelle casse dell’ente strumentale a quanto pare non cè denaro sufficiente a
pagare gli stipendi. Come se non bastasse, sempre ieri, in sala giunta si è
tenuta l’assemblea dei dipendenti pubblici, alla presenza del segretario
regionale della Cigl Federico Bozzanca e di quello provinciale Maria Cristina
Compagno. Anche qui, benché all’or – dine del giorno ci fosse la contrattazione
decentrata e il referendum sindacale, non si è potuto fare a meno di parlare, en
passant, dei rischi eventuali che il dissesto finanziario avrebbe sul personale.
E, benché i dipendenti pubblici siano considerati quelli più garantiti da
un’eventuale débacle finanziaria, anche qui, a bassa voce, qualcuno ha espresso
i suoi timori sul pagamento degli stipendi già a partire dal mese di aprile.
L’incer – tezza, insomma, la fa da padrona. A partire dalla politica, che fa la
parte del grande assente. Nessuno, ad oggi, tranne qualche sparuto coraggioso,
ha speso una parola per abbozzare una via d’uscita. L’unica che si intercetta
tra i corridoi del palazzo è quella che farebbe più di tutte tremare le tasche
dei cittadini: il dissesto, visto da qualcuno come la falce di manzoniana
memoria, capace di pareggiare «tutte le erbe». La sensazione però è che si
tratti solo di una magra scorciatoia. La classe politica si scrolla di dosso il
problema, i cittadini se ne fanno carico. E la chiamano politica.
Diego Roma
Gold6 [30]

Un grosso masso si è staccato dal costone della montagna di Pisco Montano,
ingresso sud di terracina, ed è finito in una vasca «sedimentatore» del
depuratore di via delle Cave. Soltanto una buona dose di fortuna ha fatto in
modo che l’episodio accadesse all’incirca una mezz’ora prima dell’arrivo degli
operai. L’incidente è stato scoperto verso le 7e30 di venerdì scorso.
Il
personale impiegato nel depuratore ha trovato un enorme macigno di almeno 3
tonnellate di peso che giaceva in una delle due vasche usate per il ciclo di
sedimentazione delle acque. Il masso si è improvvisamente staccato da Pisco
Montano, da un’altezza di una cinquantina di metri, rotolando giù, rompendo la
recinzione e una delle pareti della vasca. Altri sassi più piccoli sono rotolati
vicino l’edificio che ospita le apparecchiature tecniche. Per fortuna al momento
la zona era ancora chiusa, quindi non ci sono stati né attimi di paura né,
peggio ancora, feriti. Tra l’altro la vasca colpita in pieno non è attualmente
usata visto che entra in funzione solo nel periodo estivo. Non è stato, dunque,
necessario chiudere il depuratore di via delle Cave, ma ovviamente la zona
interessata è stata messa in sicurezza e fino all’intervento di rimozione del
macigno il personale dovrà seguire un percorso alternativo. Ieri i tecnici di
Acqualatina hanno effettuato un sopralluogo. Un episodio simile era accaduto già
un paio di anni fa. Natutalmente è il grosso flusso d’acqua verso la montagna
che crea queste situazioni di pericolo. Ieri mattina, infatti, era prevista la
firma di un’ordinanza comunale per ribaltare la condotta fognaria verso Pantani
da Basso con l’obiettivo di diminuire la portata idrica che interessa la montagna.
Ri.Re.
Gold6 [29]

Partito democratico ormai lanciato nella campagna elettorale. Contenuti e
programmi le priorità del centrosinistra e del candidato Domenico Zappone, che
comunica le scelte prese nell’ultimo direttivo di lunedì scorso. «Non c’è molto
tempo per invertire la marcia e riavvolgere il nastro di un film, fatto di
debiti e disastri» si legge in una nota del partito. Un percorso da fare «non a
parole, ma con politiche sul territorio», soprattutto per i giovani «in modo che
non abbiano come unica scelta per crearsi un futuro, quella di andare via da
Terracina». «Dieci anni di Nardi & Co. – prosegue il Pd – non lascia solo un
Comune indebitato e una città disgregata, oltre che disgregante, ma una città
senza prospettive per il futuro. E quindi il primo passo verso il cambiamento è
ritornare a parlare di cose da fare, di problemi, di Terracina». Turismo,
politiche sociali, valorizzazione del patrimonio storico artistico le priorità.
«Un segnale di discontinuità forte con il passato, segno di maturità, che il
Partito democratico si sente di dare alla città, ai cittadini e a tutte quelle
forze che vorranno confrontarsi, dialogare e discutere sul programma. È ora che
si torni al più presto insieme a parlare di programmi, di progetti avendo alla
base un’idea di città. Tutto il resto – concludono i democratici – sono
chiacchiere di una politica che ha perso il contatto con la realtà».
D. R.
Gold6 [28]

Il Sindacato Italiano Balneari di terracina vuole delle risposte dal Consorzio
di Bonifica, e le vuole anche subito.
«Siamo alle porte della stagione balneare
2011 e si presentano puntualmente gli stessi problemi che flagellano la «fu»
spiaggia d’oro di terracina perchè il 70% del tratto centrale della spiaggia di
ponente, dopo le mareggiate invernali, è stato letteralmente mangiato» dichiara
il presidente Sib Fabio Minutillo. «Il tutto a discapito della cittadinanza, dei
turisti, e degli stabilimenti balneari che rischiano di non poter garantire la
disponibilità del «posto ombrellone» agli abituali clienti», un pericolo per
l’intero condotto. Come se non bastasse, i lavori di dragaggio al porto, che
prevedevano anche un ripascimento della spiaggia di viale Circe, rischiano nuovi
ritardi per il ricorso al Tar di una ditta partecipante al bando per
l’assegnazione dei lavori.«Quel poco di spiaggia che rimane è coperta di uno
strato misto di cannucce, erba, radici di canne e delle immancabili plastiche e
vetri. Ebbene sì, le griglie di tenuta alla confluenza dei fiumi Portatore e
Canale Nuovo sono state alzate». E qui parte il «quiz» per il Consorzio:
«Vogliamo chiedere ai dirigenti se sanno qualcosa; se era opportuna la raccolta
di quanto accumulato a ridosso delle griglie come faceva una volta; se, come
aveva garantito a novembre 2010 nella Conferenza Servizi indetta dal Comune di
terracina, ha controllato il tutto affinchè non si verificasse più. Non sembra
che il Consorzio di Bonifica abbia mantenuto le promesse». «Ci auspichiamo che
l’assessorato all’Ambiente faccia i suoi passi sia nei confronti del Consorzio e
dei Comuni dell’entroterra interessati nel bacino fluviale dei fiumi Amaseno,
Ufente, Linea, Botte e canali vari. Tutto ciò che viene buttato in questi fiumi
arriva da noi con il Portatore, si accumula alle griglie di Ceccaccio e quando
queste vengono alzate arrivano al mare a Foce Badino e poi sulla spiaggia.
Questi Comuni e gli enti inadempienti è ora che contribuiscano alle spese dei
danni provocati in egual misura di quanto inquinano».
Rita Recchia
Gold6 [27]

Escavo del porto e ripascimento del litorale in bilico: un ricorso al Tar sulla
gara di affidamento dell’incarico impone uno stop forzato ai lavori.
Il
sindacato dei balneari di Terracina, presieduto da Fabio Minutillo, lancia
l’allarme: «così si uccide il turismo ». I lavori tanto attesi riguardavano la
rimozione della sabbia in eccesso all’entrata del porto e il suo spostamento sul
litorale di ponente «il cui tratto centrale – spiega il Sib – si è ridotto del
70% della sua superficie». Una ditta – cui, ai primi di marzo, erano stati
affidati i lavori – che ha partecipato alla gara indetta dalla Regione ha però
presentato un ricorso al Tar. «Ora si rischia che il tutto vada a farsi benedire
- attacca Minutillo – . Il tutto a discapito della cittadinanza, dei turisti e
degli stabilimenti balneari, la maggior parte dei quali rischiano di non poter
aprire e, comunque, di non poter garantire la disponibilità del ‘posto
ombrellone’, mettendo a rischio anche eventuali prenotazioni in alberghi e bed &
breakfast». Ma se l’erosione troverà, ancora una volta, le istituzioni
impreparate e gli operatori turistici con le mani legate davanti all’emergenza,
un altro problema affligge il comparto balneare: quello della pulizia degli
arenili e dell’acqua. Lo straripamento dei canali degli ultimi giorni, ha
portato alla luce una gestione quanto mai approssimativa dei corsi d’acqua da
parte del Consorzio di Bonifica. Minutillo non risparmia dure critiche all’ente.
«Le mareggiate una volta portavano la sabbia sulle nostre spiagge. Le cose oggi
sono cambiate. Quel poco di spiaggia che rimane è letteralmente coperta da uno
strato, alto circa 60 centimetri, di un trito misto di cannucce, erba, radici e
delle immancabili plastiche e vetri. Le griglie di tenuta alla confluenza dei
fiumi Portatore e Canale Nuovo sono state alzate. Vogliamo chiedere, ai
dirigenti del Consorzio di Bonifica, se era opportuna la raccolta di quanto
accumulato a ridosso delle griglie come faceva una volta. Vogliamo chiedere se
lo stesso fenomeno si era verificato anche in piena stagione balneare, quando
vere e proprie isole di erbe fluviali si spiaggiavano inesorabilmente ogni
pomeriggio creando notevoli disagi agli operatori balneari e ai turisti».
Secondo il Sib, le responsabilità del Consorzio sono alte e, per questo, chiede
ufficialmente che i Comuni dell’entroter – ra attraversati dai canali che
sfociano a Terracina e tutti gli enti che, fino a oggi, sono rimasti con le mani
in mano davanti ai disastri subiti dal turismo balneare, «contribuiscano alle
spese dei danni provocati in egual misura di quanto inquinano».
Francesco Avena

Gold6 [26]

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terracina-il-porto-canale-1900-ca-b-lessertisseux_bis_a

A meno di 60 giorni dalle elezioni amministrative di Terracina il panorama che
si offre ai nostri occhi è davvero singolare.
Sempre meno certezze, tanto che ci
capita di dibattere con concittadini smarriti e confusi, che non hanno la minima
idea di dove indirizzare il loro voto. Alcune candidature a sindaco sono ancora
provvisorie, con voci che si rincorrono, presentazioni e smentite. Non sono
chiari i progetti e i programmi, probabilmente perché l’attività che più
interessa ai probabili candidati è quella di prenotare i posti migliori, cercare
il carro più comodo, garantirsi uno spazio che assicuri un minimo di possibilità
di riuscita. E vengono fuori alleanze di un’imprevedibilità tale da far invidia
anche ai più fantasiosi autori di fantapolitica, come quella che vede coalizzata
la vecchia amministrazione intorno ad un progetto di restaurazione da Ancien
Règime. A Terracina sembra che la lancetta del tempo sia tornata indietro di 20-
30 anni, tanto che ci ritroviamo tra i probabili candidati a sindaco persone
presenti nella vita pubblica da tempo immemorabile, che hanno più volte
ricoperto cariche amministrative, qualcuno addirittura quella di Primo
Cittadino. Non si vuole qui dibattere sull’annoso problema del nuovo uguale a
migliore o a peggiore, ma sicuramente si dovrà convenire che la difficoltà
incontrata da qualsiasi tentativo di ricambio generazionale della classe
dirigente è un’anomalia inquietante. Lo stesso Nicola Procaccini, unico giovane
candidato in questa tornata elettorale, sopporta il peso della responsabilità di
attivare un serio ricambio generazionale della classe dirigente, cimentandosi
nella difficile impresa di una progettualità più moderna e condivisa per la
città. Ma ciò, ovviamente, potrà essere possibile soltanto se riuscirà a non
“zavorrarsi” con personaggi provenienti dalla fallimentare amministrazione Nardi
e se eviterà alleanze con coloro che hanno concorso a fare macerie della nostra
povera città.
Circolo Terracina Eleuterìa
Emilio Marigliani


Proteste in piazza, proteste in sala giunta, proteste lungo i corridoi del
palazzo comunale.
È stata una giornata da fine regno quella trascorsa ieri sul
palazzo dell’ente municipale. Mentre assessori e consiglieri erano barricati nei
loro uffici quasi 30 dipendenti di due ditte che hanno in affidamento servizi
dal Comune hanno sbattuto in faccia alla politica le loro rimostranze. Si tratta
degli operai della ditta «Verde Idea», che si occupa del verde pubblico, e degli
operatori delle pulizie che lavorano per la ditta A&Tech. Due proteste distinte
andate avanti a oltranza per tutta la giornata e con un unico motivo alla base:
da quasi tre mesi non vengono percepiti gli stipendi a causa delle difficoltà
finanziarie dell’ente, alle quali le ditte non riescono più a far fronte. Su
piazza Municipio, con le bandiere del sindacato Fai Cisl e al seguito del
segretario Rosario Bellezza, sin dalla mattina c’è stato il picchetto degli 11
operai del verde. «Da dicembre sono senza stipendio – tuona Bellezza -, la ditta
ha resistito fino alla scorsa settimana, ora minaccia di rescindere il contratto
e di licenziare undici padri di famiglia». L’appalto assegnato nel 2009, la
«Verde Idea» vanta 220 mila euro di fatture dall’ente. Nella contesa, gli
operatori stanno tra l’incu – dine e il martello. Intanto al primo piano del
palazzo comunale le dipendenti della A&Tech insieme a Giorgio Porcu hanno
occupato la sala giunta. «Ci avevano assicurato che sarebbero arrivati i soldi,
ci hanno mandato da un avvocato per fare decreto ingiuntivo alla ditta, e oggi
il dirigente finanziario ci ha invitato a metterci in fila, a stringere la
cinghia. Noi e i nostri figli. Perché la cinghia non la stringono loro?» ha
tuonato una delle operaie. La gazzarra ha reso necessario l’arri – vo della
polizia, che ha cercato di riportare la calma. Ma gli operatori di lì non si
sono spostati. A seguito di una telefonata una soluzione drastica sembra essere
stata trovata. La «A&Tech» ha deciso di rescindere il contratto. Pagati gli
arretrati si andrà verso la risoluzione. Anche se è tutt’altro che chiaro il
destino dei lavoratori. C’è chi dice che potrebbero confluire nell’Azienda
speciale, che pure non naviga nell’oro. Quello che nessuno nega è che nella
cassa non c’è un euro. Sulle soluzioni però c’è una confusione senza pari. A chi
urlava «qui si sono mangiati tutto» seguiva un altro che contestava il passaggio
a Tia in un momento nevralgico per le casse comunali. Intanto anche i
trasferimenti di soldi dallo Stato sono bloccati alla tesoreria. Servono,
neanche a dirlo, a pagare i mutui, ovvero i debiti. E a proposito di mutui, nel
pomeriggio di ieri è spuntata l’ipotesi di un mutuo di circa un milione di euro
che entro giovedì dovrebbe dare un po’ di ossigeno alle casse comunali.
Servirà, si è detto, a pagare gli stipendi comunali, alcuni interessi passivi e
qualche fattura per le ditte creditrici. Ma la coperta appare senz’altro troppo corta.
Diego Roma


Non è una questione di mancanza di soldi ma di sprechi e di logiche estranee
all’organizzazione sanitaria.
Così il partito di Sinistra e Libertà analizza
il «gap» di risorse dell’ospedale «Fiorini». Dal personale carente alle
strutture, il nodo cruciale secondo il segretario di Sel Vittorio Marzullo sta
in quel «trucco del presidio ospedaliero centro», che vede il «San Giovanni di
Dio» di Fondi dotato di «strutture pressoché mai utilizzate o quantomeno sotto
utilizzate » e il «Fiorini», con i suoi 35 mila accessi l’anno, che ha 12 medici
«tra cui ci sono nove precari, che in base al patto di stabilità, sancito da una
legge dello Stato, il 50% deve essere immediatamente licenziato». Uno
«sbilanciamento» che secondo Marzullo può essere evitato. Intanto «con la
stabilizzazione degli attuali precari» e liberando «l’ospedale dagli uffici
amministrativi e restituire gli spazi al loro ruolo originario per gestire al
meglio la rete de ll ’emergenza». Ma anche eliminando i «reparti doppione,
inutili e sperperatori di soldi per soli fini clientelari/elettorali». Lo strale
è diretto al senatore Claudio Fazzone, accusato di adottare una «dissennata
politica campanilistica». «Ha fatto sì – incalza Marzullo – che si installassero
presso il San Giovanni di Dio strutture pressoché mai utilizzate, come il
reparto di terapia sub intensiva». Un reparto che secondo il segretario di Sel è
chiuso da anni. «Quanto è costato e quanto costa ancora tenere inutilizzate
certe strutture, dal costo di centinaia di migliaia di euro, in un ospedale dove
non servono? Perché non portare tali strutture a Terracina dove si fanno
interventi non programmati e d’urgenza 24 ore su 24 e dove esiste anche lo
spazio dentro le sale operatorie? Questo renderebbe ancor più produttivo il
programmato investimento per l’elisuperficie. Commissario Polverini – conclude
Sel – se ci sei batti un colpo».
D. R.


E’ stato ritrovato intorno alle 23 il corpo privo di vita del pescatore disperso
ieri pomeriggio intorno alle 17 sul lago di Fondi, dove una barca si è
capovolta.
Antonio De Lucia, 60 anni era a pesca con l’amico e coetaneo Giuseppe
Rucco entrambi di Santa Maria Capua Vetere in Campania, il secondo è riuscito a
raggiungere la riva aiutato anche dai soccorritori, per l’altro invece non c’è
stato nulla da fare. Sono stati i Vigili del fuoco del comando di Terracina con
i colleghi sommozzatori giunti dalla Capitale a ritrovare il corpo privo di vita
dell’uomo dopo circa sei ore di ricerche ininterrotte. Secondo una prima
ricostruzione l’imbarcazione era di rientro da una battuta di pesca quando il
barchino si è rovesciato forse per una manovra improvvisa.

Michele Forte lancia ufficialmente la proposta di un tavolo per la formazione di
un «governo cittadino di larghe intese».
In realtà, il senatore, nonché sindaco
di Formia e segretario provinciale dell’Udc, con questa nota diramata agli
organi di informazione rende pubblica una trattativa già in corso da qualche
settimana per arrivare ad una coalizione elettorale da sinistra al centro,
passando per il Pd, con a capo il centrista Sandro Marigliani. Anche dell’ex
assessore della giunta Nardi, infatti, parla Forte nel suo comunicato, pur
precisando che non è l’unico candidato sindaco possibile. Sul nome di Marigliani
sono disponibili a convergere SeL, Idv, Prc e gli stessi democratici, o parte di
essi, sacrificando Mimmo Zappone, candidato del loro partito. Ma ecco le parole
di Forte: «Le elezioni amministrative del prossimo maggio si presentano come
un’occasione irrinunciabile per ridare slancio all’azione amministrativa e per
dare avvio ad un risanamento sotto il profilo politico, etico ed economico. La
consultazione elettorale darà ai cittadini terracinesi l’opportunità di
scegliere una classe dirigente nuova e diversa da quella attualmente in carica,
archiviando il modus operandi spregiudicato e clientelare che ha caratterizzato
gli ultimi anni della consiliatura Nardi. Fra le priorità di cui una squadra di
governo dovrà farsi carico rientra sicuramente l’esigenza un’emancipazione della
città sotto il profilo istituzionale. Come UdC, in linea con i criteri che
ispirano le decisioni del nostro partito ai diversi livelli, riteniamo che la
selezione della classe politica destinata a guidare gli enti locali debba
avvenire su indicazione dei territori. Una prima prova di maturità potrebbe
essere rappresentata dalla scelta delle forze in campo. Consapevoli della
necessità di ripartire da una classe dirigente capace, competente ed autorevole,
l’Udc di terracina lancia oggi la proposta della costituzione di un tavolo di
confronto comune per la definizione della coalizione a sostegno di un’ipotesi di
governo ispirato alle larghe intese. Anche il nostro partito vanta fra le
proprie fila un esponente, quale il dottor Sandro Marigliani, che potrebbe farsi
interprete di una simile iniziativa. Si tratta, tuttavia, soltanto di una della
candidature possibili sul quale siamo pronti a discutere con tutte le forze
politiche che credono all’idea di un governo di salute pubblica. L’invito a
riflettere sulla possibilità di dar vita ad un governo amministrativo così
caratterizzato è rivolto a tutti i partiti e le formazioni che, lasciati da
parte gli estremismi, abbiano effettivamente a cuore le sorti della città e che
non si trincerino dietro a presunti steccati ideologici, irrilevanti in una
situazione di emergenza come quella che viviamo. L’unione delle forze sane della
città: questo è il nostro progetto per dare alla comunità terracinese speranza
ed idee per ripartire».
Andrea Di Lello


La dea bendata ha fatto una sosta da quasi 15 mila euro al «Bar dello Sport» di
via Cesare Battisti, a Borgo Hermada, dei fratelli Davide e Fabrizio Maceroni.

Uno scommettitore, cliente abituale del bar, ha puntato 9 euro
sulla cosiddetta «Quintè», una tris allungata, scegliendo i cinque cavalli che,
secondo lui, per primi avrebbero tagliato il traguardo della «Roma Trotto corso
8» disputata lunedì scorso alle 19: li ha centrati tutti e cinque vincendo la
ragguardevole somma di 14 mila 129 euro e 34 centesimi. E’ stata una delle tre
vincite a livello nazionale per quanto riguarda la corsa ippica «Quintè». Il
fortunato scommettitore, e vincitore, aveva fatto la sua giocata, dopodichè era
rimasto nel locale dei fratelli Maceroni a seguire la corsa sugli schermi
installati nel bar. Una vittoria in diretta, insomma, immediatamente festeggiata
a suon di spumante. «Abbiamo avviato il centro scommesse nel nostro bar da circa
un anno e questa è stata la prima vincita consistente» racconta Davide Maceroni.
Del resto per tutto c’è sempre una prima volta, e magari questa è stata soltanto
la prima di una lunga e fortunata serie di scommesse e di vittorie a più zeri.
Tra l’altro che non si dica che terracina non sia fortunata, almeno da questo
punto di vista: non è raro sentire di vincite sostanziose nei vari settori del
mondo delle scommesse. Nulla di paragonabile a quanto avvenuto nella vicina
Sperlonga appena pochi mesi fa, ma chi si accontenta gode.
Ri.Re.

Avanti il prossimo, l’Udc scende in campo con Sandro Marigliani. Lo fa con il
«battesimo » del senatore Michele Forte, leader del partito di centro che
richiama i politici terracinesi «a un risanamento etico ed economico». Il leader
dell’Udc apre all’ipotesi di un governo delle larghe intese, una coalizione
extra large per racimolare tutti i voti necessari a portarsi a casa la vittoria
e le poltrone. «Consapevoli della necessità di ripartire da una classe dirigente
capace, competente ed autorevole, l’Udc di Terracina lancia oggi la proposta
della costituzione di un tavolo di confronto comune per la definizione della
coalizione a sostegno di un’ipotesi di governo ispirato alle larghe intese.
Anche il nostro partito vanta fra le proprie fila un esponente, quale Sandro
Marigliani, che potrebbe farsi interprete di una simile iniziativa». Come a dire
sediamoci intorno a un tavolo, uniamo le forze, e il candidato giusto ve lo
proponiamo noi. Qualche riga più giù nella nota del senatore Forte, il leader
dell’Udc fa però un passo indietro sul nome del candidato ideale. «Si tratta,
tuttavia, soltanto di una della candidature possibili sul quale siamo pronti a
discutere con tutte le forze politiche che credono all’idea di un governo di
salute pubblica». Per entrare a far parte di questo progetto targato Udc, è
necessario «lasciare da parte gli estremismi e non trincerarsi dietro a presunti
steccati ideologici, irrilevanti in una situazione di emergenza come quella di
Terracina». Forte non fa distinzioni tra destra e sinistra, l’unico paletto ben
piantato a terra è rappresentato dalla critica all’amministrazione del
sindaco Stefano Nardi. Il suo operato viene definito senza mezzi termini
«spregiudicato e clientelare». Resta il nodo della compattezza interna dell’Udc.
Forte lancia la proposta di mettere d’accordo i diversi partiti, ma al suo
interno lo schieramento di centro nelle ultime settimane ha dimostrato di essere
ben diviso.
F. A.

Colpo grosso in villa: rubano soldi e gioielli per 100 mila euro. Non contenti
afferrano le chiavi del Suv, scendono in strada e senza pensarci due volte
fuggono con la Bmw X3 parcheggiata davanti casa senza neppure doversi sporcare
le mani. L’ennesimo furto nel centro di Terracina ha fruttato ai ladri un
bottino che sfiora i 150 mila euro. Indagano i carabinieri della locale
Compagnia, agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti. I ladri sono
entrati in azione alcune notti fa, con ogni probabilità in un orario compreso
tra le 2 e le 3 di notte. Ad agire potrebbe essere stata una banda di
professionisti, in grado di penetrare nella villetta di proprietà di un noto
imprenditore di Terracina in via Alcide De Gasperi (una traversa di viale Circe
che congiunge il lungomare con piazza Gigi Nofi) e di arraffare tutto il
possibile senza svegliare nessuno, senza destare il più minimo sospetto anche
nei vicini o nei passanti che, vista l’ora, forse non ci saranno neppure stati
nonostante la posizione centralissima dell’abitazione finita nel mirino dei
banditi. Chi ha agito sapeva che al bottino fatto di soldi, oro e gioielli
avrebbe potuto aggiungere dell’altro. Quel fuoristrada Bmw parcheggiato davanti
casa e che, con le chiavi in mano, sarebbe stato ancora più semplice rubare. E
così i ladri hanno infierito sul malcapitato imprenditore rubandogli anche il
Suv e fuggendo proprio a bordo dell’auto di grossa cilindrata, dal valore che si
aggira sui 40 mila euro. Il proprietario di casa si è accorto del furto soltanto
l’in – domani mattina, quando ha lanciato l’allarme ai carabinieri. I militari
si sono portati sul posto per effettuare un sopralluogo e raccogliere tutti gli
indizi utili alle indagini. Una pista seguita dagli inquirenti potrebbe essere
quella dei ladri professionisti in trasferta, che hanno adocchiato la vittima
appetibile e poi hanno colpito.
Francesco Avena


«Mi dispiace, ma non abbiamo i soldi per le bacheche dove affiggere l’ordinanza
che vieta di coltivare le fave».
Una risposta disaramante che ha gettato
nell’angoscia Marco D.F., il papà del neonato di appena 4 mesi affetto da
favismo. Il piccolino ha avuto la «sfortuna» (perché nel suo caso si tratta
proprio di questo) di nascere a Ceccaccio, una zona di terracina da sempre a
vocazione agricola e dove da sempre si coltivano anche le fave. Ma c’è di più.
Il piccolino ha avuto la grande sfortuna di nascere in un Comune dove è sempre
più evidente che mancano i soldi anche per spese non milionarie, come, appunto,
le bacheche da installare nella zona di Ceccaccio per ricordare ai residenti, in
praticolare ai contadini, una vecchia ordinanza comunale che vieta di coltivare
piselli e fave in un ben preciso raggio territoriale, laddove è nota la presenza
di persone affette da favismo. E naturalmente il signor Marco ha comunicato agli
enti competenti che il suo bimbo soffre di una gravissima forma di favismo per
cui basterebbe che inalasse anche una minima quantità di polline del fiore della
fava per essere colto da pericolose crisi emolitiche, ossia la morte di globuli
rossi. Già lo scorso febbraio il papà disperato si era dovuto rivolgere alla
polizia municipale denunciando la presenza di coltivazioni di fave, piccole e
grosse, e l’assenza di avvisi ad hoc affissi dal Comune. Erano scattati i
controlli e i sequestri dei vigili delle fave «selvagge», ma i piccoli orticelli
continuano a sfuggire. E, soprattutto, continua a mancare la comunciazione. «Io
ho contato solo pochi avvisi messi nel centro di terracina, ma qui ci sono
contadini che non capitano da quelle parti e che continuano a piantare fave».
Allora nei giorni scorsi è tornato in Comune dove si è sentito rispondere che
mancherebbero i soldi necessari a sistemare altre bacheche per ricordare il
divieto. «Mia moglie è costretta a uscire la mattina presto oppure dobbiamo
restare rintanati in casa con porte e finestre chiuse». Una situazione assurda.
Rita Recchia

Caduta l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio
transnazionale di droga.
Ieri sono state riformate in appello le sentenze di
condanna per Alessandro Landi, 31enne di terracina, e per Enzo Antonelli, 48enne
di Fondi, arrestati nel 2008 dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Per il primo, difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, la pena è stata
ridotta a cinque anni di reclusione, e per il secondo, difeso dagli avvocati
Maurizio Forte ed Emidio Martino, a sette anni e cinque mesi di reclusione. I
due pontini erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione «Volturno»,
partita con la richiesta di aiuto di un tossicodipendente ai carabinieri di
Grazzanise. Indagando, i militari dell’Arma e l’Antimafia si convinsero che a
Castelvolturno, in provincia di Caserta, fosse stata costituita un’associazione
per delinquere con a capo campani, nigeriani e ghanesi. Tramite corrieri, dalla
Nigeria e dal Ghana, eroina, cocaina e hashish sarebbero stati introdotti in
Francia e Olanda e da lì in Italia. A Castelvolturno la droga veniva poi venduta
a referenti campani, laziali, lombardi, abruzzesi e marchigiani, ritenuti
partecipi della gang. Nel 2008 scattarono trenta arresti e, oltre a Landi e
Antonelli, in provincia di Latina vennero arrestati Enzo Nallo, 55enne di Fondi,
e Franco Cappelli, 35enne di SS. Cosma e Damiano. Secondo la Dda i pontini, tra
luglio del 2007 e febbraio 2008, prendevano telefonicamente ordini di droga da
tossicodipendenti della provincia, si facevano pagare la sostanza stupefacente e
poi andavano a prelevarla in auto o in treno a Castelvolturno, effettuando
quindi le consegne tra terracina e Fondi. Un’inchiesta che ha poi portato, nel
2009 e nel 2011, ad altre operazioni, denominate «Nettuno» ed «Eclissi». Landi e
Antonelli decisero di farsi processare con rito abbreviato e, lo scorso anno,
vennero condannati dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di
Napoli, Marcella Suma, a otto e dodici anni di reclusione, sia per il reato di
associazione per delinquere che per quello di spaccio. Gli avvocati Cardillo
Cupo, Forte e Martino hanno presentato appello e ieri la V sezione della Corte
d’Appello di Napoli ha assolto i due dall’accusa di associazione per delinquere
e ridotto le pene per il solo spaccio. Nallo e Cappelli hanno invece scelto il
rito ordinario e in sede di rinvio a giudizio hanno anche loro visto cadere
l’accusa di associazione per delinquere. Al momento si trovano così davanti al
Tribunale a rispondere del solo spaccio.

«Bocciata» dalla Corte dei Conti la gestione delle finanze del Comune di
terracina.
I magistati della sezione regionale di controllo per il Lazio,
presieduta da Vittorio Zambrano, hanno analizzato nove punti relativi al
rendiconto 2008 e censurato pesantemente l’operato dell’ente, preannunciando
nuovi controlli e ordinando al sindaco Stefano Nardi e al presidente del
consiglio comunale Patrizio Avelli di cambiare subito rotta. Gli accertamenti
della magistratura contabile sono iniziati a dicembre 2009 e nel luglio scorso
sono stati ascoltati il consigliere relatore Maria Luisa Romano e la
responsabile del servizio finanziario del Comune di terracina, Ada Nasti,
essendo emersi nel corso dell’istruttoria aspetti «sintomatici di prassi o
comportamenti non in linea con i principi contabili di sana gestione
finanziaria, in quanto idonei a determinare una prospettazione alterata dei
conti, ovvero ad alimentare squilibri sostanziali potenzialmente irreversibili».
Corte dei Conti ha quindi posto attenzione al risultato di amministrazione
negativo e alla relativa mancata adozione di misure di riequilibrio, un «buco»
da 973mila euro, agli squilibri di gestione, giustificati dall’ente con
l’annullamento da parte del Tar dell’aumento della tassa sui rifiuti, e alle
criticità nella gestione della liquidità, caratterizzata da numerose
anticipazioni di tesoreria. Ed ancora: esaminati i molti debiti fuori bilancio,
per un importo di circa tre milioni di euro, l’utiizzo dei prodotti di finanza
derivata, irregolarità nella tenuta della contabilità patrimoniale e mancato
rispetto del principio di riduzione delle spese per il personale. I giudici
contabili, infine, hanno discusso sulla ricapitalizzazione della «terracina
Ambiente», non risultando «adottato alcun indirizzo gestionale o piano
industriale atto ad evitare nuove perdite per il futuro». Corte dei Conti ha
alla fine ritenuto particolarmente grave la gestione delle finanze comunali e
sollecitato il consiglio comunale ad adottare «indirizzi strategici»
finalizzati, nel più breve tempo possibile, «a misure di risanamento finanziario
strutturale». I giudici, nella delibera redatta, hanno inoltre parlato di «una
sistematica tendenza ad assumere impegni superiori agli accertamenti» e di
«comportamento omissivo» da parte dell’amministrazione comunale. Preannunciando
nuovi controlli, Corte dei Conti ha stabilito che vi è stato «un netto
peggioramento del risultato di amministrazione, non ripianato», «la formazione
in tutte le componenti della gestione di squilibri non dovuti a fattori
imprevedibili, non prevenuti», «difficoltà nella gestione della liquidità» e
«utilizzazione irregolare dell’anticipazione di tesoreria quale fonte di
copertura della spesa», «sottostima del disavanzo di amministrazione
contabilizzato» e «utilizzo indifferenziato per il finanziamento di spese
correnti dei flussi positivi da operazioni di finanza derivata maturati
nell’esercizio». Ritenute, invece, irregolarità, ma non gravi, «il mancato
rispetto del principio della riduzione della spesa per il personale» e le
«discrasie tra conto del patrimonio e conto del bilancio in ordine
all’apprezzamento delle passività non finanziarie». Una situazione per cui è
stato ordinato al Comune di comunicare alla sezione di controllo della Corte dei
Conti le misure che verranno adottate per rimediare a quanto accertato. E la
«terracina Ambiente»? I giudici si sono riservati di approfondire la vicenda nei
prossimi controlli.
Clemente Pistilli

Nemmeno due settimane fa i ripetuti episodi di sigilli violati ( tre per la
cronaca, quattro per gli atti giudiziari) erano bastati a far scattare gli
arresti per Alfredo Lauretti e sua madre Anna Di Girolamo.
Inevitabilmente ieri
sono stati sufficenti per il gip Nicola Iansiti a sciogliere la sua riserva e a
respingere le richieste di scarcerazione avanzate dagli avvocati Enrico Pannozzo
e Simone Rinaldi, difensori del consigliere comunale repubblicano di terracina e
della madre 71enne. Decisione, come dicevamo, forse inevitabile considerando che
dallo scorso 9 marzo non sembra siano intervenuti elementi tali da stravolgere
il quadro probatorio che aveva spinto lo stesso giudice per le indagini
preliminari a firmare il provvedimento cautelare richiesto dal pm Olimpia
Monaco. Né, evidentemente, gli elementi presentati dalla difesa hanno convinto
Iansiti a ritornare sui suoi passi. Alfredo Lauretti e la signora Di Girolamo
restano ristretti, dunque, ai domiciliari. A questo punto la difesa punta tutto
sul Tribunale del Riesame al quale aveva pensato immediatamente di rivolgersi,
casomai ce ne fosse stato bisogno, per chiedere la scarcerazione dei propri
assistiti. Pannozzo e Rinaldi avevano subito considerato eccessiva la misura
della custodia cautelare, esagerata rispetto alle accuse mosse a Lauretti e a
sua madre. Secondo loro alla base del provvedimento restrittivo ci sarebbero
state delle pure supposizioni, nessuna prova né indizi. Quanto ai protagonisti
della vicenda, durante l’interrogatorio di garanzia avevano respinto ogni
accusa. Il consigliere comunale aveva dichiarato di non aver alcun
coinvolgimento diretto nella storia della villa in fase di realizzazione
ritenuta abusiva dagli inquirenti, né tantomeno con gli episodi dei sigilli
violati più volte. La signora Di Girolamo aveva detto di essere l’unica
proprietaria dell’immobile e di non aver mai violato i sigilli apposti dalla
polizia municipale. Il giudice si era riservato la decisione, adesso nota.
Evidentemente resta fermamente convinto che ci si è trovati di fronte a un
comportamento che, usando le sue stesse espressioni, denota un’assoluta
indifferenza e noncuranza per i vincoli imposti dall’autorità.
Rita Recchia

Non si esclude che anche la Corte dei Conti possa avviare quanto prima
un’indagine sulla terracina Ambiente, commissariata lo scorso febbraio e adesso
sotto l’amministrazione giudiziaria di Teodoro Contardi.
L’organo di giustizia
contabile avrebbe notato, e annotato, una serie di «stranezze» (chiamiamole
così) relative alla gestione della società mista nel recente passato, tanto da
considerarla qualcosa da verificare «a parte». Del resto proprio una lunga serie
di «stranezze» avevano portato allo scandalo scoppiato il mese scorso e al
sequestro della terracina Ambiente di Carabinieri e Nipaf. Tutto scritto
nell’ordinanza a firma del gip Tiziana Coccoluto che oltre al sequestro aveva
portato a indagare Valerio Bertucelli e Luigi Di Mauro. Da quelle pagine è
emersa senza veli la gestione sconsiderata della terracina Ambiente. Una lunga
serie di disservizi, certosinamente annotati nelle relazioni del tenente Mario
Giacona, che in un Comune normale avrebbero dovuto far saltare sulla sedia
sindaco e giunta al gran completo. Addirittura in una delle tante informative
dei carabinieri del Norm si evidenziano i periodi in cui la mista sarebbe stata
del tutto o parzialmente inadempiente rispetto ai servizi previsti nella
convenzione originaria: da ottobre a dicembre 2007, da gennaio ad aprile e da
ottobre a dicembre 2008, per tutto il 2009 e all’inizio del 2010 «con
conseguenti sanzioni penali applicate, ma non effettivamente decurtate».
Ri.Re.

Candidati sindaco: giochi tutti aperti. A dispetto dei comunicati ufficiali, in
nessuno delle principali coalizioni che si preparano alle amministrative di
maggio c’è ancora l’indicazione definitiva del leader.
Nel Pdl, Nicola
Procaccini, proprio quando era ad un centimetro dalla investitura, si è trovato
di fronte Gianfranco Sciscione, che vede la possibilità di essere a capo di
un’alleanza di pidiellini e seguaci della Polverini. Berlusconi e la
governatrice, infatti, hanno deciso di andare uniti al voto, dividendosi i
candidati comune per comune. Per terracina, la Polverini sta sponsorizzando
Sciscione, ma le fortune dell’ex consigliere regionale dipenderanno dal fatto
che Di Giorgi accetti di candidarsi a sindaco a Latina. In quel caso, per
ragioni di equilibri interni al centrodestra, la leadership non toccherebbe più
a Procaccini, ma all’imprenditore televisivo. Un altro pezzo del centrodestra,
quella costituito da Forza del Sud, Alleanza di Centro e liste civiche, si
riuniva ieri sera per scegliere il proprio candidato. Alla vigilia, sul tavolo
c’erano le aspirazioni del consigliere comunale Edis Mazzucco e i desideri di
chi preferisce pescare nella società civile la persona da proporre per la
massima carica. Tanto è vero che in questi giorni si sono succeduti un paio di
nomi: prima quello di Saia Saccucci, già assessore nel primo mandato di Nardi,
che risulta avere declinato l’invito; poi, si è parlato di Paolo Maceroni, un
operatore del settore sanitario. Si trova risucchiato, nell’incertezza generale
anche il candidato del Pd, Mimmo Zappone, insidiato dal tentativo messo in atto
dal centrosinistra per sostituirlo con il centrista Sandro Marigliani. SeL, Idv,
Prc e lo stesso Pd si stanno dando da fare per realizzare quello che Marigliani,
ex assessore dell’amministrazione Nardi, chiama un ‘comitato di salute pubblica’
alla guida del quale non ci sarebbe posto per Zappone. E’ forse un segnale in
questo senso che dirigenti democratici, anche vicini al candidato, lamentino
serie difficoltà a formare la lista elettorale. Intanto, l’associazione
terracina Rialzati si appella a tutti i partiti perché perseguano «l’obiettivo
minimo di avere liste pulite».
Andrea Di Lello


Ieri la prima sentenza del nuovo giudice Silvia Artuso, appena trasferita dal
Tribunale di Marsala al Tribunale di Terracina.
Con il suo arrivo può riprendere
l’attività penale, rimasta paralizzata da un anno. Era tra il marzo e l’aprile
scorso che l’organico della sezione penale del Tribunale perdeva i giudici
togati Cialone e Perinelli, trasferiti altrove. C’è voluto tutto questo tempo,
per provvedere alla loro sostituzione. Silvia Artuso, 34 anni, di Latina, è
stata a Marsala per 5 anni. Dal 16 marzo scorso ha preso servizio a Terracina.
Venerdì, in dipendenza dell’astensione degli avvocati, si è dovuta limitare ad
effettuare alcuni rinvii. Ieri, invece, s’è trovata a decidere sul primo caso.
Si trattava di un processo per direttissima in ordine alla rissa di sabato sera
a Fondi, che aveva visto come protagonista il venitreenne di Pontecorvo Cristian
Martini, accusato di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. La
Artuso ha convalidato gli arresti e rimesso in libertà il giovane ciociaro.
Quindi, accogliendo la richiesta dei termini a difesa presentata dall’avv.
Emanuele Carbone del Foro di Frosinone, ha rinviato il processo all’8 aprile
prossimo. S’è trattato della prima decisione. Domani l’attività del nuovo
magistrato entrerà nel vivo, dal momento che la fine dello sciopero degli
avvocati permetterà di svolgere regolarmente i procedimenti giudiziari. «E’ una
bella mole di lavoro quella che dovrò affrontare. Le cause penali pendenti sono
circa 1.600» ha dichiarato la dott.ssa Artuso. Un comprensorio di circa 90 mila
anime si attende molto da lei. L’offerta di giustizia aveva ricevuto un duro
colpo dalla mancanza di un giudice penale. Adesso si dovranno reimpostare i
processi già in piedi (alcuni rischiano la prescrizione) e avviare i nuovi.
Altra notizia positiva: in questa settimana verrà firmato il protocollo d’intesa
tra i sindaci della zona, per mettere a disposizione delle cancellerie del
tribunale alcune unità di personale provenienti dai Comuni.
Ercole Bersani


Rinnovamento, produttività, trasparenza, rispetto delle regole e delle
istituzioni, ma soprattutto concretezza, sono le parole fondamentali che il
candidato a Sindaco per Terracina Gianfranco Sciscione ha voluto trasmettere a
coloro che ieri mattina hanno preso parte all’incontro organizzato da Agostino
Apolloni e Angelo Iannuzzi presso il ristorante <Centosedici>.
E’ stato incisivo
il messaggio “Terracina ai terracinesi”, ma anche rispetto nei confronti degli
altri partititi politici, come in questo caso il Pdl ma che non vi può essere
sudditanza nei confronti di coloro che pur non appartenendo a Terracina
vorrebbero comunque entrare in possesso delle redini. E’ necessario per i
terracinesi essere in grado di camminare con le proprie gambe avendo al loro
fianco una persona di sani principi con valori dettati dalla morale e
soprattutto all’attaccamento per le proprie origini. <Una delle prime battaglie
- spiega Gianfranco Sciscione – che affronterò sarà quella di riavere il punto
nascite a Terracina>. Quella di Sciscione è una figura che con sacrificio e
forza è riuscita ad emergere nella vita senza scendere a compromessi, guardando
solo al bene del proprio territorio, come ha fatto nei sei mesi in cui è stato
in Regione, lottando per portare quei finanziamenti che sono stati necessari per
il molo Gregoriano e per il ripascimento. <Bisogna pensare che il Comune è
un’impresa – continua -, dobbiamo fare in modo che torni nei banchi che contano,
quelli della Provincia, della Regione e del Parlamento italiano. Sul Comune, vi
dovrà essere trasparenza. Aprirò gli armadi e se necessario farò intervenire la
Magistratura affinché chi ha sbagliato paghi, come a chiedere scusa se le cose
risulteranno in ordine. Se il debito che il comune vanta fosse solo di 63
milioni di euro, come ha riportato qualche quotidiano, sono sicuro che riuscire
in 5 anni con il lavoro e le iniziative di azzerarlo, ma penso che non si tratti
di una simile cifra anzi c’è chi ipotizza che si arrivi anche a 200 milioni di
euro>. Sono stati evidenziati alcuni dei punti salienti del programma
amministrativo, la solidarietà nei confronti delle fasce più deboli per lungo
tempo abbandonate a se stesse. L’innovazione ed il progresso con la creazione di
una compagnia ferroviaria locale che aumenti i collegamenti con la Capitale e di
una funivia. Una piscina comunale a livello non solo sportivo ma anche curativo,
in modo tale che i cittadini non debbano spostarsi nei paesi limitrofi, la
videosorveglianza nei parchi, nei punti sensibili oltre all’impiego di un numero
maggiore di agenti di polizia municipale. Rivalutare i siti archeologici, il
centro storico che possano attirare e soddisfare e soprattutto incoraggiare i
turisti a tornare. La necessità di spostare il mercato settimanale, rivalutare
quelli coperti, la struttura del vecchio ospedale che possa aiutare lo sviluppo
dell’università adesso al <Fiorini>. Un incontro quello di ieri che ha smosso le
coscienze dei presenti che hanno guardato con ammirazione ed soprattutto
emozione quello che Terracina potrà essere avendo alla guida della città
Gianfranco Sciscione.


Una Coalizione di Leader… Aò…
“… perché siamo una coalizione di leader, che si sono incontrati, si sono
confrontati e hanno deciso di costruire un progetto per questa città che viene
dalla base…”
Queste le parole dell’assessore Francesco Zicchieri (ex-PDL,ex-FLI, aaa cerco
casa) alla riunione celebrata venerdì 17 Marzo su iniziativa del ri-candidato
sindaco Edis Mazzucco e sponsorizzata dai partiti “Forza del Sud” e ” Alleanza
Di Centro- Pionati”, che partorisce la nuova coalizione che ribattezzeremo
“Purgatorio politico”.
In sala, guardandosi intorno e ascoltando gli interventi, ci si accorge che i
“leader” dovrebbero essere tutti i desaparecidos dell’amministrazione quasi al
completo: si avvistano Ferrari, Pecchia, Nino Masci, Palmacci, Monti, Acanfora,
Frattarelli, Domenico Pietricola, Cicerano, Masullo, addirittura l’autista del
sindaco…
Non c’è che dire, tra questi “leader” ci starebbero bene anche Pinocchio (un
paio, a dire il vero, c’erano) e Babbo Natale…
Il concentrato dell’amministrazione più disastrosa mai vista, sempre tramite le
parole di Zicchieri, chiede al pubblico in sala di apportare proposte
programmatiche dimostrando, ove ce ne fosse bisogno, il vuoto cosmico delle loro
proposte politiche e l’incapacità di elaborare progetti concreti.
Assurde le motivazioni citate dagli interventi degli assessori Pecchia e N.
Masci per giustificare l’immobilità amministrativa del Nardi 2; l’assessore
all’urbanistica, ammettendo come premessa che la materia è ostica anche per lui,
punta tutto sull’eccesso di burocrazia della Regione che ha quindi bloccato
tutti i suoi progetti; l’assessore Pecchia, scarica invece le responsabilità
sulla gestione dissennata dell’Era Giuliano Masci e dice che poi “qualcosa si è
mosso”.
Memorabile l’intervento di Mazzucco, che, elencando le opere pubbliche di questa
amministrazione, si ferma alla sola Pantani da Basso e, non sapendo come andare
avanti, ci mette dentro anche “le rotonde” realizzate dall’Astral; poi arriva al
punto focale della serata, l’avversione alla paventata candidatura di Nicola
Procaccini. Per giustificare lo spirito che li unisce, cita addirittura le
guerre coloniali in Libia e la “Tripolitania”, dove i ministri del regime
inviavano loro sottoposti per governare le colonie!
Strali contro Procaccini e “Fondi” arrivano (come possiamo sentire dall’audio
registrato) anche da Francesco Zicchieri, quel Zicchieri seduto in prima fila
sette giorni prima al convegno PDL alla presenza di Claudio Fazzone e che, da
indiscrezioni stampa, premeva tramite la sponsorizzazione di Alemanno per
rientrare in lista Pdl. Magari se dall’alto avessero scelto tutto loro sarebbe
andato bene, ma così sembra non sia stato…
A questo punto, se Nicola Procaccini vuole dimostrare alla città di essere
lontano dai “metodi” di concepire la politica applicati da questi signori per
anni sulla nostra pelle, abbia il coraggio di fare il primo passo e li metta
alla porta definitivamente, sarebbe un sollievo per tutta Terracina.
Auspichiamo inoltre che, per perseguire l’obiettivo minimo di avere liste
pulite, tutti gli schieramenti politici tengano fuori dalle proprie liste
personaggi che abbiano in corso procedimenti penali.
Terracina Rialzati

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dolcefarniente

Trama:

Questo film di Nae Caranfil si rifà al libro “La commedia di Terracina” di Frédéric Vitoux. “La commedia di Terracina” non si ispira, come potrebbe far credere il titolo, alle vicende della giunta Nardi ma  tratta di una Terracina a quei tempi ultimo avamposto dello Stato Pontificio sulla strada di Napoli, dove la Restaurazione ha da poco riportato i Borboni. Qui si incontrano Henry Beyle (François Cluzet), viaggiatore per scelta, una sorta di peter pan, osservatore distratto,  in viaggio con pericolosi libri “libertini”,  il conte Nencini (Giancarlo Giannini), che aspetta di essere riammesso a corte dopo l’esilio che gli hanno procurato le sue idee liberali,  la sua bella e infedele moglie (Margherita Buy) che,   stufa di attenderlo a Napoli,  sfida i briganti e lo riaggiunge,  sua cugina Josefina (Isabella Ferrari), donna timida e sensibile segretamente innamorata del conte e Gioacchino Rossini (Pierfrancesco Favino),  giovane idolo della musica italiana, vigliacco e seduttore. Molto ben trattato il problema del brigantaggio meridionale,al quale si riconosce la giusta forma di ribellione a un potere oppressivo e tirannico. I nomi del Cast sono  veramente notevoli,  gli attori sono tutti molto bravi, ma sicuramente il migliore è il bravissimo Giancarlo Giannini. Ho notato che alcune affermazioni dei protagonisti mi ricordano vagamente un qualcosa della terracina attuale ;-)

Ve ne propongo qualche brano che ho tratto dal dvd che ho acquistato:

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A titolo di curiosità vi allego anche il video della presentazione del libro da una trasmissione su una Tv Francese:

Video importato

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Buona Giornata,

Paolo, tdr125@gmail.com

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terracina-bollo_bis

I Carabinieri hanno denunciato per omicidio colposo G. M.,
il 21enne, che, nella notte tra mercoledì e giovedì, avrebbe provocato -
secondo gli inquirenti perché in stato di ebbrezza alcolica – l’incidente sulla
via Pantani da Basso, nel quale ha perso la vita il 19enne studente
universitario Bruno Dei Giudici. Ieri mattina, intanto, si sono svolti i
funerali di Bruno nel santuario della Delibera. La chiesa non è riuscita a
contenere tutte le persone, giovani amici di vita e di sport, che si sono
riunite per dare l’ultimo saluto allo sfortunato giovane. Affranti, il padre
Angelo, carabiniere in servizio a Roma, e la madre Carmen. Erano presenti, per i
Carabinieri, il cap. Atti ed il ten. Giacona. Due amici hanno letto,
dall’altare, due lettere commoventi. All’uscita del feretro dalla chiesa, un
grappolo di palloncini celesti s’è levato in cielo.

Gold6 [36]

Basta alla privatizzazione di servizi un tempo pubblici che stanno dimostrando
tutti i loro limiti.
Pino La Rocca, ex consigliere comunale di terracina tra le
fila del Pd e ora con l’Italia dei Valori, parte dai drammatici allagamenti dei
giorni scorsi a Borgo Hermada e a Le Mole per affrontare un discorso più ampio,
parlando di «responsabilità di enti e personali che, anche se difficilmente
individuabili, non possono restare impuniti». Pino La Rocca fa una sorta di
excursus su com’erano organizzati all’inizio i Consorzi, invitando a riflettere
sulla differenza tra ieri e oggi. «I primi Consorzi sono nati per iniziativa
privata per gestire in comune e potenziare attività di interesse collettivo».
«Gli utenti nel caso del consorzio dell’agro pontino sono distinti in 4 fasce e
sono sia proprietari di terreni che di immobili localizzati nel territorio che
fu oggetto di bonifica – continua La Rocca. Tuttavia la componente agricola è
quella che tradizionalmente ha espresso la prevalenza degli amministratori». «Di
fatto i consiglieri sono designati dai sindacati agricoli che talvolta trovano
un accordo sugli amministratori apicali, ma spesso sono frutto della decisione
del sindacato più rappresentativo (la Coldiretti) e di alcuni gruppi politici di
riferimento», dichiara l’esponente dell’Idv, convinto che «questa situazione
porta gli amministratori a scelte condizionate dai politici/sindacalisti che
organizzano e gestiscono il voto della minoranza degli utenti, e che portano
alla creazione di carrozzoni assumendo dipendenti senza concorso che raramente
posseggono la qualificazione richiesta per il ruolo che svolgono».Secondo la
Rocca questa premessa aiuta ad analizzare meglio «i problemi di mancate aperture
di chiuse, distribuzione di acqua irrigua con parametri di qualità pessimi,
mancate erogazioni nei periodi estivi di acqua irrigua». Perciò l’Idv sostiene
che «la pubblica amministrazione può attraverso un dirigente svolgere le
funzioni citate senza amministratori super remunerati, con dipendenti assunti
con regolare concorso e con chiare responsabilità in capo al dirigente».
Rita Recchia

Gold6 [35]

La diaspora dei berlusconiani si allarga e il partito, ad un primo sondaggio,
viene dato per vincente al primo turno.
Sarà Berlusconi in persona, domani, a
decidere sul caso Terracina oltre al caso Latina. Fonti ben informate
riferiscono che gli verranno sottoposti i dati di un sondaggio Crespi-Data
Media, che vedrebbe il Pdl aggiudicarsi la partita delle amministrative di
maggio con il 65% dei voti, unendo le sue forze a Pri e Udc. Eppure il fronte è
sparigliato. C’era la polveriniana lista «Città nuove-Con te» (candidato sindaco
Sciscione). Poi le si è aggiunta la lista ufficiale di emanazione fazzoniana
(candidato Procaccini). Quindi è arrivata Nuova Area dell’on. Conte, che
unendosi a «Città condivisa», ha lanciato come candidato Percoco. In ultimo è
arrivato un gruppo variegato che riunisce l’Alleanza di centro di Pionati, Forza
del Sud di Miccichè, 2 liste civiche che fanno capo a Mazzucco e la civica di
Umberto Coda «Uniti per Terracina» (candidato Mazzucco?). Vi hanno trovato
accasamento 5 assessori uscenti (Pecchia, Ferrari, Zicchieri, Masci, D’Amico) e
7 consiglieri uscenti (Monti, Cicerano, Masullo, Fantasia, Masella, Acanfora,
Frattarelli). Nel duello del voto virtuale Procaccini precederebbe Sciscione di
5 punti. Andando al voto separati, si ripeterebbe la contesa di dieci anni fa
tra Procaccini senior e Nardi.
Ercole Bersani

Gold6 [34]

Una class action formata dai residenti e dagli imprenditori danneggiati dalle
recenti alluvioni che hanno messo in ginocchio le campagne di Borgo Hermada,
lungo la Pantani da Basso, alle porte di terracina.
Sarebbe già in fase di
composizione. Il tempo necessario che i periti incaricati di fare l’effettiva
stima dei danni tirino le somme, e allora il gruppo si rivolgerà a un legale con
il quale valutare se esistono gli estremi per procedere solo in ambito civile o
anche in quello penale. Non intendono subire passivamente più di quanto hanno
già dovuto fare. A occhio e croce si parla di danni per circa mezzo milione di
euro, tra colture andate perse, macchinari finiti sott’acqua, abitazioni e
magazzini allagati. Una vera devastazione. E quando è troppo è troppo.
Artigiani, agricoltori e semplici residenti della zona colpita vogliono andare a
fondo della questione, capire se sia stata tutta solo colpa del maltempo
eccezionale oppure se c’è stata imperizia umana, individuare i responsabili e
fare in modo che paghino. Intanto questa mattina il consiglio provinciale di via
Costa discuterà al primo punto dell’ordine del giorno proprio la drammatica
situazione degli allagamenti a Borgo Hermada e a Le Mole. Inoltre anche il
commissariato di polizia di via Petrarca sarebbe passato alla fase «operativa»
delle indagini per accertare eventuali responsabilità umane. Il vice-questore
Rita Cascella avrebbe già ascoltato il presidente del Consorzio di Bonifica,
Carlo Crocetti, e l’ingegnere capo.
Ri.Re.

Gold6 [33]

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terracina-case-a-ingresso-di-terracina-dopoguerra_bis

Colture perse, suppellettili infracidite, attrezzature rese inservibili. Danni
presunti sui 500 mila euro.
Si potevano evitare le conseguenze dell’alluvione,
che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato la zona di via Pantani da
Basso, alle porte di Borgo Hermada? Si è trattato di un evento naturale
imprevedibile o esistono delle specifiche responsabilità? Un’indagine è in corso
da parte del locale commissariato, mentre i residenti si stanno preparando ad
una class action, diretta soprattutto contro il Consorzio di Bonifica. Un argine
(quello sul Diversivo di Linea) che si sbraca, le acque che fuoriescono ad
allagare serre, campi, abitazioni, laboratori artigianali per circa 30 ettari. I
borghigiani non hanno dubbi. Giuliano Mazzer, imprenditore del settore nautico:
«Quando c’è l’allerta meteo, le paratoie devono stare a pelo libero, per
permettere il deflusso dell’acqua. Invece erano chiuse. A formare un tappo erano
anche le cannucce ed i rifiuti che vi si erano ammassati addosso. Una tale
situazione non permetteva all’acqua di sfogare, esercitando una pressione
all’indietro sull’argine, che per ciò stesso si è corroso ed ha ceduto. A
riprova di ciò, s’è visto come la questione s’è modificata, quando la robaccia è
stata rampinata e quando le paratoie sono state alzate interamente alzate». La
circostanza è contraddetta da Carlo Cervellin del Consorzio di Bonifica. Si
dovrà stabilire la verità. Se ne sta occupando, intanto, il vice questore
Cascella, che, a quanto è dato sapere, ha già ascoltato il presidente del
Consorzio Carlo Crocetti e l’ingegnere capo. Ma, ai residenti non basta.
Vogliono andare a fondo alla questione. Vogliono sapere chi dovrà risarcirli
delle perdite subite (circa mezzo milione di euro) per le serre, le motopompe, i
mobili, i trattori danneggiati. Circa una dozzina di persone (tra agricoltori ed
artigiani) si preparano alla lotta. A guidarli è Elio D’Incà: «E’ ora che
qualcuno paghi per quanto avvenuto. Ci rivolgeremo, per questo, ad un legale,
assieme al quale valuteremo se procedere solo dal punto di vista civile o anche
penale. Comunque, noi del posto chiediamo fin d’ora le dimissioni del presidente
Crocetti. Va detto che l’argine tamponato è assolutamente pericoloso.
Ercole Bersani



Non c’è elezione senza sondaggio, e d’altronde il coordinatore provinciale del
Pdl Claudio Fazzone lo aveva annunciato.
Quella del dato statistico è un’arma
che il Pdl avrebbe sfoderato. Uno strumento che è sempre stato a cuore al popolo
di Berlusconi, e che in una roccaforte di centrodestra come la provincia di
Latina è buono per avere il termometro degli orientamenti elettorali della
cittadinanza. magari da rivendersi ai vertici nazionali, che sui candidati a
sindaco di Latina e Terracina si stanno cimentando in una raffica di incontri
per scongiurare il rischio di perdere due città cruciali. Una guerra dei numeri
tutta da giocare per contendersi un elettorato – quello terracinese – che, alla
fine dei conti, non è così popoloso. E allora, via con le percentuali. L’ultimo
sondaggio di cui cominciano a circolare indiscrezioni sarebbe stato affidato a
«Datamedia» proprio dal Popolo della Libertà. I risultati arrivati sarebbero
assai lusinghieri, con il Pdl foriero di percentuali di tutto rispetto, ben
superiori alla soglia del 50%, tanto da ventilare la vincita al primo turno sul
Pd e centrosinistra ma anche sulle altre liste e movimenti antagonisti. Il Pd
resta il secondo partito ma lo scarto, secondo quanto trapela dal sondaggio, non
consentirebbe di ipotizzare guerre all’ultimo voto. C’è invece un’altro aspetto
che dice bene quali risposte stia cercando il Popolo della Libertà dai sondaggi
commissionati a «Datamedia». Una delle «question » poste all’agenzia di
statistica infatti riguarderebbe sì un eventuale ballottaggio, ma quello tra il
Pdl con capolista Nicola Procaccini e il movimento «Città Nuove – Con Te», del
candidato sindaco Gianfranco Sciscione e del governatore Renata Polverini.
Ebbene, se le indiscrezioni che circolano sono vere, Procaccini vincerebbe il
ballottaggio di almeno 5 punti su Sciscione. Dati da prendere con le pinze, ma
che avrebbe rassicurato non poco chi a Roma si interroga ancora su come gestire
il centrodestra terracinese, diviso al momento in quattro schieramenti autonomi.
Con la coalizione dei partiti «Forza Sud» e «Alleanza di Centro» con le liste di
Edis Mazzucco, che raccolgono quasi l’intera maggioranza di governo; il
movimento di Nuova Area con il candidato Gianni Percoco; il movimento di
Sciscione e, appunto, il Pdl di Nicola Procaccini. Proprio quest’ultimo,
insomma, starebbe cominciando a fare breccia in Il convegno con il leader del Pd
al Palazzetto Etica e politica, ecco la Bindi L’onorevole Rosy Bindi SERVIZI
Biblioteca hi-tech alla scuola del Borgo QUATTRO postazioni computer, 16 posti
lettura e migliaia di libri negli scaffali. Sarà questa la nuova biblioteca
multimediale di cui si è dotato l’istituto comprensivo di Borgo Hermada. A breve
sarà comunicata l’inau – gurazione. Sono infatti arrivati i 15 mila euro dalla
Regione, che ha approvato e finanziato il progetto presentato dall’istituto
della frazione di Terracina. Un piccolo miracolo è stato definito, soprattutto
viste le ristrettezze a cui sono costretti oggi i progetti culturali. L’idea è
quella di allestire un luogo di cultura e formazione dedicato agli studenti.
Obiettivo raggiunto grazie all’impegno del dirigente scolastico e di Pierpaolo
Marcuzzi. L’esponente dell’Udc ha infatti interloquito con l’assessore alle
Politiche sociali della Regione Aldo Forte e con l’ex consigliere regionale
Fabio Cirilli, tentando di persuadere la politica della grande importanza che
una biblioteca moderna può rivestire nel Borgo. La scuola nella presentazione
del progetto ha seguito le «Raccoma ndazioni del Consiglio d’Euro – pa» e quelle
dell’Une – sco, che mirano a valorizzare le biblioteche scolastiche. A breve D.
R. Tutti gli eventi dell’Itc Bianchini Festa per i 150 anni, Sparagna a scuola
CANTI e racconti della tradizione popolare per raccontare l’Italia unita.
Un’iniziativa dell’Itc «Bianchini» di Terracina, nella cui Aula Magna, nei
giorni scorsi. Presente l’artista e musicista Ambrogio Sparagna, che ha offerto
agli studenti e a tutti i presenti un percorso narrativo cantato e raccontato
che è partito dal 1848 per arrivare fino ai giorni nostri. Gremita la sala
dell’istituto di via Marandola, tra studenti e ospiti autorevoli. Il «Bianchini»
ha organizzato, inoltre, una gita a Roma con visita al Museo del Risorgimento,
presso il «Vittoriano». Rinviata al 2 aprile la Notte Bianca, inizialmente
prevista per il 16 marzo. Per quella data, l’istituto ha allestito in piazza
Mazzini, uno spettacolo di canti e balli. D. R. Nicola Procaccini una parte del
Pdl sulla presa del «romano» Procaccini nell’’elet – torato cittadino.
Decisamente meno brillanti i risultati di un altro sondaggio di cui si parla in
giro, orientato invece a misurare l’indice di gradimento della popolazione nei
confronti dell’attuale amministrazione comunale. Qui, se le informazioni
sdoganate sono veritiere, siamo davanti a una débacle: la stragrande maggioranza
dei cittadini interpellati avrebbe espresso un sostanziale non gradimento nei
confronti delle attuali maggioranza e giunta, con una percentuale dei «non so»
addirittura maggiore di quella di chi ha espresso un giudizio positivo. Non si
conoscono le percentuali precise, ma le cifre si assesterebbero alle soglie del
90%. C’è da dire però che i dati sono alquanto acerbi. La campagna elettorale
infatti non è ancora iniziata, né si parla ancora di programmi. Che forse,
protagonismi a parte, sono l’unica cosa che interessa ai cittadini.
Diego Roma


I soldi erano stati garantiti per venerdì scorso, e invece ancora niente. Se non
dovessero arrivare nemmeno domani, riprenderà il presidio dei 13 dipendenti
dell’ «A&Tech» che oramai dallo scorso 5 marzo sono entrati in agitazione. Il
primo giorno di sciopero, due giorni di servizi essenziali con la pulizia dei
bagni, e poi presidio permanente con scopettoni e strofinacci incrociati.
«Avevamo raggiunto una specie di accordo con l’amministrazione che ci avrebbe
pagato lei e non la ditta – dice Giorgio Porcu, delegato Ugl tra i dipendenti
della ditta – Ma venerdì i soldi non li abbiamo ricevuti, adesso aspetteremo
fino a domani altrimenti ci vedremo costretti a riprendere immediatamente lo
sciopero». Del resto lo avevano già annunciato che stavolta non avrebbero
mollato: senza soldi non si canta messa, e nemmeno si fanno le pulizie
all’interno degli uffici del Comune e nel tribunale di via dei Volsci. Gli
operai, in gran parte donne, stanno protestando per il mancato pagamento dello
stipendio e per avere risposte chiare sul loro prossimo futuro, soprattutto
dalla ditta romana che dalla scorsa primavera ha l’appalto del servizio delle
pulizie negli uffici comunali e in quelli del tribunale di via dei Volsci. Una
situazione davvero pesante, soprattutto se si considera che va avanti oramai da
parecchio tempo, anche con la precedente ditta con la quale, però, a detta del
personale non c’erano mai state incrinature tanto aspre. Con l’ «A&Tech»,
invece, i ritardi negli stipendi si sarebbero verificati fin da subito. Ecco
perché il personale si è già rivolto a un avvocato per fare un decreto
ingiuntivo contro la ditta e fare in modo che i soldi passino direttamente
dall’ente pubblico a loro.


Ancora una donna, ancora un «big» del centrosinistra.
Dopo l’euro parlamentare
Silvia Costa, il Partito democratico ospiterà per il 30 marzo il presidente
nazionale del Partito democratico e vicepresidente della Camera Rosy Bindi.
Oggetto dell’incontro, che si terrà al Palazzetto dello sport, il tema «Etica
pubblica e governo della città», argomento sentito e cavalcato dal Pd locale.
Costituzione, legalità, separazione dei poteri i valori a cui si ispirano i
democratici, per una visione di comunità che tenga conto dei servizi ai più
deboli, dalla scuola alla sanità. A margine dell’incontro interverranno anche il
segretario del circolo Alessandro Di Tommaso e quello provinciale Enrico Forte.
Tutti uniti per «raccogliere la sfida del governo della città che ha con Zappone
candidato sindaco uomini, idee e forze per far ripartire Terracina e ridarle
la dignità che merita».
D. R.


Una folla di giovani per dire addio a un altro giovane. Ieri il santuario della
Madonna della Delibera, a terracina, non è riuscito a contenere la folla che ha
voluto partecipare ai funerali di Bruno Dei Giudici, il 19enne di terracina
morto a seguito di un terribile incidente stradale accaduto alcune notti fa
sulla Pantani Da Basso, la strada che conduce a Borgo Hermada. In tantissimi
hanno voluto esserci, tutti stretti attorno al dolore composto e sordo di papà
Angelo e mamma Carmen, dei famigliari e dei moltissimi amici di Bruno. Tutti lì,
a cercare un minimo di consolazione nell’omelia del frate cappuccino che ha
officiato la messa e che ha invitato tutti, soprattutto i genitori, a vivere
quello non come un addio ma come un semplice arrivederci al loro figlio, nipote,
cugino, amico. Alcuni compagni hanno trovato il coraggio di salire sull’altare e
di affidare il loro saluto ai ricordi di vita vissuta con Bruno. Uno di loro non
ce l’ha fatta, la tanta emozione mista al dolore lo hanno bloccato. All’uscita
del feretro dalla chiesa, in volo si sono alzati palloncini celesti. C’erano
anche tanti carabinieri, stretti attorno al collega Angelo, militare in servizio
a Roma. Erano presenti anche il capitano Alessandro Giordano Atti, capitano
dell’arma di terracina, e il tenente Mario Giacona. Intanto G.M., il 21enne che
quella terribile notte guidava l’Opel Corsa che si è schiantata contro un
cordolo di cemento e nella quale sedeva anche Bruno Dei Giudici, è stato
denunciato per omicidio colposo ed è risultato positivo al test dell’alcool al
quale è stato sottoposto dai carabinieri. Una denuncia che, come accade in
questi casi, scatta di prassi. Tra l’altro sembra che sia stato proprio il
giovane a chiedere spontaneamente di essere sottoposto al test alcolemico.
Ri.Re.

Quattro postazioni computer, 16 posti lettura e migliaia di libri negli
scaffali.
Sarà questa la nuova biblioteca multimediale di cui si è dotato
l’istituto comprensivo di Borgo Hermada. A breve sarà comunicata l’inau -
gurazione. Sono infatti arrivati i 15 mila euro dalla Regione, che ha approvato
e finanziato il progetto presentato dall’istituto della frazione di Terracina.
Un piccolo miracolo è stato definito, soprattutto viste le ristrettezze a cui
sono costretti oggi i progetti culturali. L’idea è quella di allestire un luogo
di cultura e formazione dedicato agli studenti. Obiettivo raggiunto grazie
all’impegno del dirigente scolastico e di Pierpaolo Marcuzzi. L’esponente
dell’Udc ha infatti interloquito con l’assessore alle Politiche sociali della
Regione Aldo Forte e con l’ex consigliere regionale Fabio Cirilli, tentando di
persuadere la politica della grande importanza che una biblioteca moderna può
rivestire nel Borgo. La scuola nella presentazione del progetto ha seguito le
«Raccoma ndazioni del Consiglio d’Euro – pa» e quelle dell’Une – sco, che mirano
a valorizzare le biblioteche scolastiche. A breve
D. R.


«Liquami in strada: la terracina Sviluppo non manutenziona la rete fognante,
come da convenzione sottoscritta con il Comune».
Non bastasse la questione dei
contestatissimi 350 euro chiesti ad ogni cittadino per l’allaccio alla condotta,
il Pd torna a chiamare in causa la ditta per inadempienze che si risolvono in
problemi igienico-ambientale. Come si ricorderà, nel marzo del 1998,
l’amministrazione comunale ha approvato una convenzione per la disciplina delle
occupazioni attinenti le realizzazione delle condotte fognarie sul litorale del
comune di terracina da porto Badino fino al Comune di San Felice Circeo e
sottoscritta dalla terracina Sviluppo. In attuazione di questa convenzione, la
ditta ha sottoscritto con i diretti interessati una ulteriore convenzione, per
la realizzazione della rete fognante e per gli allacci, previo pagamento di un
corrispettivo. In cambio, per cinque anni la terracina Sviluppo doveva e deve
provvedere alla manutenzione della rete fognante e dei relativi impianti.
«Purtroppo – scrivono i consiglieri comunali democratici in una interrogazione -
la terracina Sviluppo non sta rispettando la convenzione sottoscritta con i
diretti interessati, non garantendo la normale manutenzione alla rete fognante,
con la conseguenza che in molte zone viene a verificarsi la perdita dei liquami
nella sede stradale; e nonostante le continue sollecitazioni dei cittadini
direttamente interessati, non si provvede a fare gli interventi necessari, con
gravi conseguenze dal punto di vista igienico -ambientale». Il Pd chiede al
sindaco «per quale motivo, la terracina Sviluppo non sta provvedendo a garantire
la normale manutenzione alla rete fognante nel comprensorio lungo la fascia sul
litorale del comune di terracina da porto Badino fino al comune di San Felice
Circeo, nonostante le sollecitazioni, nel rispetto della convenzione
sottoscritta con i diretti interessati, con gravi problemi igienico-ambientali».
I democratici, inoltre, domandano «quali provvedimenti e iniziative intende
prendere l’amministrazione comunale nei confronti della terracina Sviluppo per
far rispettare la convenzione sottoscritta sia con il comune di terracina, che
di quella sottoscritta con i diretti interessati».
A.D.L.

Da una parte frigoriferi, barre di polistirolo, pneumatici; dall’altra cannucce,
tronchi, erbacce e dentro il cumulo chissà cosa altro ancora.
E poi: ruggine,
vernice scrostata, recinti bucati, quadri elettrici esposti alle intemperie,
cabine di comando trasformate in un ripostiglio. Benvenuti nel luogo da cui, più
di ogni altro, dipende la salute e la pulizia del mare. Benvenuti in una
discarica. Terracina e più in generale la Provincia di Latina combattono così la
guerra all’inquina – mento. Una guerra persa in partenza nonostante le tavole
rotonde, e quelle quadrate, che vengono convocate puntualmente al primo
gridolino scandalizzato di qualche bagnante. Ma basta visitare le paratoie del
canale Portatore per capire che sono tutte chiacchiere inutili, che non c’è
speranza. Che la guerra all’inquinamento, fattore da cui dipendono le sorti
turistiche del litorale, è finita da un pezzo o non è mai iniziata perché a
nessuno è mai veramente interessato combatterla. Al ponte con le paratie ci si
può arrivare da due versanti opposti: dalla Pantani da Basso e da via Ceccaccio.
Il risultato non cambia: sembra arrivare in una landa desolata, dimenticata da
Dio. E in effetti qui è una specie di «caput mundi» del sistema idrografico di
un territorio vastissimo. Questo infatti è il punto in cui convergono, prima di
sfociare in mare attraverso il canale di Badino, tutti i fiumi della provincia
di Latina e non solo. Una zona di confine nevralgica, la cui gestione spetta
unicamente al Consorzio di Bonifica. Ma parlare di gestione è troppo. Il termine
più appropriato forse è sopravvivenza. Nel senso che la struttura, deputata a
fermare i quintali e quintali di rifiuti che vengono giù a valle attraverso il
territorio pontino e quello ciociaro, vive di stenti. Dei pochissimi mezzi messi
a disposizioni di un ente, il Consorzio, con le casse sempre più vuote e
comunque incapace di affrontare da solo i costi. Innanzitutto quelli di
smaltimento dei rifiuti che vengono fermati dalle paratie. A sinistra del
canale, guardando verso l’entroterra, svettano in un angolo lungo l’argine
alcune barre di polistirolo. Fin qui le ha portate la corrente dopo il
ribaltamento di un camion. Niente di strano, può capitare, se non fosse che
l’incidente è successo qualche mese fa. E le barre di polistirolo stanno ancora
lì. In buona compagnia, va detto: una ventina di elettrodomestici e altri
oggetti ingombranti. Sono rifiuti speciali che andrebbero smaltiti in modo
appropriato, ma chi paga? Il Consorzio è alla canna del gas e anche il Comune di
competenza territoriale, quello di Terracina, non scherza. Ma gli amministratori
di Terracina accampano pure altre ragioni: quei rifiuti – sostengono – non sono
solo i nostri e non si vede perché a pagare dovremmo essere solo noi. Giusto, ma
la morale della favola è sempre la stessa: le responsabilità sono di tutti e di
nessuno. Perché a nessuno, proprio nessuno, nelle mille e una tavole rotonde
sull’inquinamento, è mai venuto in mente di affrontare la faccenda. Di
stabilire, una volta per tutte, come ripartire i costi di smaltimento. Anche
quello delle montagne di cannucce ed erbacce che tanto fanno imbestialire i
bagnanti. E le carogne di animali, che certo non mancano, che fine fanno? Ma se
fosse soltanto questo il problema, si sarebbe già un passo avanti. La realtà
invece lascia senza speranze: la manutenzione della struttura e i macchinari
come il «ragno» e la ruspa sono vecchi di decine di anni. Per non parlare delle
paratoie stesse. Il personale è ridotto all’os so. Uno o al massimo due operai
si occupano della struttura. Il fiore all’occhiello è la cabina di comando in
cui ci sono i quadri elettrici: non viene pulita chissà da quando e dentro ci si
può trovare di tutto, compresa una statuina buddista e una tavola da surf. Buona
sempre per andare al mare. Un mare di rifiuti.
Pierfederico Pernarella
Diego Roma


La diaspora dei berlusconiani si allarga e il partito, ad un primo sondaggio,
viene dato per vincente al primo turno.
Sarà Berlusconi in persona, domani, a
decidere sul caso Terracina oltre al caso Latina. Fonti ben informate
riferiscono che gli verranno sottoposti i dati di un sondaggio Crespi-Data
Media, che vedrebbe il Pdl aggiudicarsi la partita delle amministrative di
maggio con il 65% dei voti, unendo le sue forze a Pri e Udc. Eppure il fronte è
sparigliato. C’era la polveriniana lista «Città nuove-Con te» (candidato sindaco
Sciscione). Poi le si è aggiunta la lista ufficiale di emanazione fazzoniana
(candidato Procaccini). Quindi è arrivata Nuova Area dell’on. Conte, che
unendosi a «Città condivisa», ha lanciato come candidato Percoco. In ultimo è
arrivato un gruppo variegato che riunisce l’Alleanza di centro di Pionati, Forza
del Sud di Miccichè, 2 liste civiche che fanno capo a Mazzucco e la civica di
Umberto Coda «Uniti per Terracina» (candidato Mazzucco?). Vi hanno trovato
accasamento 5 assessori uscenti (Pecchia, Ferrari, Zicchieri, Masci, D’Amico) e
7 consiglieri uscenti (Monti, Cicerano, Masullo, Fantasia, Masella, Acanfora,
Frattarelli). Nel duello del voto virtuale Procaccini precederebbe Sciscione di
5 punti. Andando al voto separati, si ripeterebbe la contesa di dieci anni fa
tra Procaccini senior e Nardi.
Ercole Bersani



La Rocca, IDV: allagamenti nell’agro Pontino
I drammatici allagamenti che hanno devastato la pianura pontina, ed in
particolare la località Pantani da Basso di Borgo Hermada, non possono essere
liquidati come una drammatica conseguenza di eventi atmosferici eccezionali, ma
sono attribuibili a responsabilità di enti e personali che, anche se
difficilmente individuabili non possono restare impuniti. Pertanto riteniamo
necessario un contributo di chiarezza da parte del nostro movimento di
Terracina. L’origine dell’Istituto Consortile ha carattere privatistico e
volontario, i primi Consorzi sono nati per iniziativa privata al fine di gestire
in comune e potenziare attività di interesse collettivo. Più particolarmente
l’art.657 c.c. del 1865 stabilisce: “coloro che hanno interesse comune nella
derivazione e nell’uso dell’acqua o nella bonificazione o nel prosciugamento dei
terreni, possono riunirsi in Consorzi, al fine di provvedere all’esercizio, alla
conservazione e alla difesa dei loro diritti”. Si tratta, quindi di organismi
associativi, che la normativa successiva ha reso obbligatori per i beneficiari
del servizio, e trovano tutt’oggi giustificazione nell’esigenza di coinvolgere
gli utenti nella gestione del servizio. Gli utenti nel caso del consorzio
dell’agro Pontino sono distinti in 4 fasce e sono sia proprietari di terreni che
di immobili che sono localizzati nel territorio che fu oggetto di bonifica.
Tuttavia la componente agricola è quella che tradizionalmente ha espresso la
prevalenza degli amministratori, in quanto i sindacati agricoli maggiormente
rappresentativi hanno, nella totalità dei casi, organizzato la partecipazione al
voto dei consorziati aventi diritto al voto. La partecipazione al voto è
bassissima e quasi mai ha superato il 10% degli aventi diritto, quindi, di
fatto, i consiglieri sono designati dai sindacati agricoli che talvolta trovano
un accordo sugli amministratori apicali, presidente e direttore, ma spesso sono
frutto della decisione del sindacato più rappresentativo (la Coldiretti) e di
alcuni gruppi politici di riferimento. Questa situazione, naturalmente porta gli
amministratori ad effettuare scelte che sono fortemente condizionate dai
politici/sindacalisti che organizzano e gestiscono il voto della minoranza degli
utenti, e che portano alla creazione di carrozzoni attraverso assunzioni di
dipendenti senza concorso e che raramente posseggono la qualificazione richiesta
per il ruolo che svolgono e di dirigenti apicali scelti con criteri per niente
aziendalistici. Tale premessa è necessaria per meglio analizzare i problemi di
mancate o erronee aperture di chiuse, distribuzione di acqua irrigua spesso con
parametri di qualità pessimi, mancate erogazioni nei periodi estivi di acqua
irrigua, che si ripercuotono pesantemente sulle imprese agricole, che sono la
struttura portante della nostra economia, e in casi eccezionali anche per i
consorziati residenti che pur contribuiscono finanziariamente al funzionamento
dei consorzi. La logica di cogestione di un servizio pubblico presuppone un
senso civico alto negli utenti quanto soprattutto nelle classi dirigenti e
politiche di un territorio, queste condizioni non sono verificate nella nostra
realtà. L’Italia dei valori ritiene che è necessario dire BASTA ai tentativi di
privatizzare servizi una volta pubblici, che stanno dimostrando tutti i loro
limiti (assunzioni ingiustificate e senza criteri meritocratici, amministrazioni
inadeguate, consigli di amministrazione rifugio di politici di secondo ordine, e
di conseguenza bilanci fallimentari e gravi oneri per i cittadini) con esempi
che vanno dalla gestione dell’igiene urbana (Terracina Ambiente), dell’acqua
(AcquaLatina), delle infrastrutture (Terracina Sviluppo), dei servizi sociali
(Azienda Speciale) SOSTIENE CHE: La Pubblica Amministrazione stesso può
attraverso un dirigente (meglio se individuato con regolare concorso) svolgere
le funzioni citate senza Amministratori super remunerati, con dipendenti assunti
con regolare concorso e con chiare responsabilità in capo al dirigente stesso,
con giusti oneri per i cittadini utenti. INVITA Tutti i cittadini a mobilitarsi
fin da oggi per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, che il
Ministro degli interni tenta di boicottare fissandolo per il 12 giugno 2011,
anziché per il giorno previsto per il ballottaggio del candidato a Sindaco per
le amministrative, con un aggravio di costo per la collettività di 300 milioni di euro.
Pino La Rocca


Ancora festa per gli atleti del Taekwon-Do terracina. Dopo i bei risultati
ottenuti nei recenti Campionati Italiani, che si sono svolti a Livorno lo scorso
16 e 17 Febbraio, nei quali ha partecipato anch la “costola asd asi Carlo Berti
di Priverno, la società pontina può ancora sorridere. Domenica scorsa, infatti,
si è svolto a Nettuno il Campionato Confederale “Guanto D’Oro” di kick-boxing
con l’egida di numerose ed importanti sigle di Kick-Boxing tra cui la IAKSA
(International Amateur Kick-Boxing Sport Association). Il tutto sotto il
Patrocinio dell’ASI (Alleanza Sportiva Italiana). Il centro Taekwon-do terracina
ASD ASI Palestra M. Caiazzo opera presso la favolosa struttura del centro
Polisportivo Pax delle maestre Pie Filippini in Via San Domenico 110 nel cuore
del centro Storico cittadino. Master Carmine Caiazzo è coadiuvato
nell’insegnamento dalle bravissime istruttrici Catia Savarese e Lisa Reale. Ma
veniamo ai protagonisti della favolosa performance. Hanno conquistato l’oro
salendo sul gradino più alto del podio: Pasquale Palmieri nella categoria medio
massimi -80 kg; Marco Lancioni nella categoria massimi leggeri -86 kg asd asi
carlo berti priverno). Hanno conquistato l’argento: Pasquale Palmieri nella
specialità semi- contact medio massimi -80 kg; Giovanni Ciocia nei pesi medi
divisione jr. -70 kg; Romeo Giorgio nella categoria massimi -91 kg(asd asi carlo
berti). Hanno conquistato il bronzo: Giovanni Ciocia nella categoria light-
contact -70 kg; Marco Lancioni nella categoria semi contact -80 kg(asd asi c.
berti); Gabriele Fasani nella categoria pesi medi -70 kg. Dopo le gare, mister
Caiazzo afferma: «La scuola dei Campioni sta preparandosi per il nuovo ricambio
generazionale. Abbiamo maturato uno splendido risultato ottenuto in una
disciplina risaputamene dura come la Kick-Boxing in cui alcuni nostri atleti
benché alle prime armi hanno portato a casa un congruo Bottino. Il regolamento
agonistico del taekwon-do Itf è estremamente molto più completo di quello di
altri stili consente ai nostri atleti di cimentarsi anche nei duri circuiti
delle gare di kick-boxing con estrema disinvoltura. Lo abbiamo sempre fatto
ottenendo splendidi risultati, ad esempio è successo con alcuni miei allievi in
passato convocati anche nel team Nazionale. Inoltre tali competizioni sono
utilissime agli agonisti per far si che accrescano la loro esperienza in vista
degli importanti appuntamenti che li attendono a carattere nazionale ed
internazionale. Tra cui gli imminenti torneo internazionale di Arriccia, il III
Torneo Nazionale ASI Open di Taekwon-do città di terracina previsto nella
cittadina pontina il 15 Maggio, ed i Campionati Europei che si svolgeranno a
Ottobre in Repubblica Ceca. E come al solito saremo pronti ad imporre il nostro
marchio nel team azzurro come sempre e far sentire la nostra voce anche a
livello internazionale». Sono tante dunque le ambizioni che la società pontina
si è prefissata per i prossimi imminenti impegni, che conivogleranno gli atleti
pontini.


«Genitori Imbianchini», missione compiuta. Ultimissime giornate di «lavoro» per
i genitori dei giovani alunni che frequentano la scuola elementare di via delle
Arene, a terracina, ex IV Circolo diretto dal professor Maurizio Trani. I
pittori, imbianchini e muratori improvvisati, sotto la scrupolosa e affettuosa
direzione del maestro Giuseppe De Santis, hanno concluso la sistemazione delle
ultime due aule che ancora avevano bisogno di una bella rinfrescata. In tutto
hanno rimesso a nuovo 13 aule, dando a tutte un tocco di colore che le ha rese
belle da vedere e accoglienti da starci dentro. Al progetto hanno partecipato
circa 200 mamme e papà, genitori di 40 bambini. Un «cantiere» allegro e
volenteroso che ha cominciato a lavorare a gennaio, su iniziativa del maestro di
musica, nonché pianista privernate, Giuseppe De Santis convinto che gli alunni
debbano fare lezione in un ambiente decoroso dal punto di vista etico ed
estetico. Tempo fa gli è venuta l’idea di fare un proposta al dirigente
scolastico Trani: perchè non rimboccarsi le maniche e restituire alle aule un
decoro rinnovato, e soprattutto colorato? Et voilà una, due, tre, fino a 13
stanze si sono trasformate. I genitori hanno aderito entusiasti all’inziativa,
chi contribuendo economicamente e chi mettendoci anche il proprio tempo. Ultime
ore di fermento per il cantiere, quindi, con mamme e papà in tuta, chi con il
pennello e chi con il rullo in mano. «I nostri figli hanno la possibilità di
vivere la scuola in maniera conviviale e di collaborare per avere aule più
belle». E ieri è stato anche un modo tutto speciale di festeggiare il giorno
dedicato ai papà.
R.R.



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terracina-panoramica-del-porto-con-vecchie-case-pescatori-anni-60_bis

L‘«altro» Pdl si stacca dalla casa madre e si organizza in autonomia per le
amministrative del prossimo maggio.
Sono in tanti i pidiellini della maggioranza
e della giunta Nardi riunitisi l’altro ieri presso l’Hotel Corona, a San Vito,
per presentare il loro «progetto politico» per la città. E non ci sono soltanto
consiglieri comunali ed assessori invisi a Claudio Fazzone, con nessuna
possibilità di entrare nella lista ufficiale dei berlusconiani. Tra i promotori
del progetto figurano, invece, personaggi come l’assessore Nino Masci ed il
capogruppo consiliare Sandro Monti, ritenuti vicinissimi al Pdl ufficiale. Oltre
a loro, ecco gli assessori Luciano Pecchia, Franco Ferrari, Francesco Zicchieri,
Gianni D’Amico; i consiglieri Angelo Cicerano, Giovanni Masullo, Romano
Fantasia, Luciano Masella, Antonio Acanfora, Biagio Frattarelli. Ma pidiellino è
anche Edis Mazzucco, che al progetto in questione ha promesso in dote ben due
componenti civiche che hanno l’ambizione di raccogliere voti a Borgo Hermada e
San Vito. Invece, Domenica Pietricola, attualmente nel gruppo consiliare misto,
aderisce alla coalizione come vice segretario regionale di Alleanza di Centro
per la Libertà, di Francesco Pionati, rappresentata a livello locale anche dal
vice segretario provinciale Carmine Bennato. A completare la coalizione, ci sono
Forza del Sud, di Gianfranco Miccichè, presente in zona con il coordinatore
regionale Giovanni Azzano e con il coordinatore provinciale Fabio Mariani, e la
componente civica ‘Uniti per terracina’, che fa riferimento ad Umberto Coda. Gli
interessati non si sbottonano sul loro candidato a sindaco, limitandosi ad
affermare che sarà un esponente della società civile. In attesa dell’annuncio,
c’è però da notare che un leader con questa fisionomia è in contraddizione con
le ambizioni di Edis Mazzucco, che ha già detto con chiarezza di aspirare alla
massima carica cittadina. Ad ogni modo, si legge in una nota del nuovo soggetto
politico, il progetto presentato l’altra sera «si basa essenzialmente su alcuni
cardini: appartenenza al centro destra di Berlusconi; definizione di un nuovo
metodo di politica, scevro di personalismi, che ha il punto di partenza non
nelle persone ma in ciò che si vorrebbe per la città». «In altre parole -
continua la nota-, questo progetto si fonda esclusivamente su scelte condivise e
non imposte di nomi ed obiettivi, derivanti dal territorio o meglio da chi vive
il territorio».
Andrea Di Lello

La tregua è durata poco meno di una giornata. Dopo l’esondazione avvenuta
mercoledì sera, ieri le acque del canale Linea sono tornate ad invadere l’Appia.
La Statale, nel tratto compreso tra Pontalto e Le Mole, è rimasta interdetta al
traffico fino alle 19 di ieri. Ma la paura è stata tanta. Questa volta,
veramente, si è temuto il peggio. Che fortunatamente è stato scongiurato grazie
all’i n t e r ve n t o al lavoro dei tecnici dell’Anas, dei vigili del fuoco di
Terracina e degli operai della ditta – la «Lady Appalti» – che ha innalzato e
ricostruito circa un chilometro di argine del fiume. Dopo gli allagamenti
verificatisi nella notte tra mercoledì e giovedì, nessuno pensava che sarebbe
finita così. L’allerta è rimasta alta per tutta la giornata di giovedì quando,
nella tarda serata, con la pioggia che non lasciava tregua, la situazione è di
nuovo precipitata. Il livello del fiume Linea si è pericolosamente alzato oltre
l’argine e l’ac – qua ha cominciato ad invadere la carreggiata dell’Appia. La
macchina dei soccorsi si è subito rimessa in moto: strada bloccata nel tratto
compres o t r a Pontalto e Le Mole, t r a f f i c o d e v i a t o nelle vie
secondarie de La Fiora e ruspe in azione. Ancora ieri mattina erano tutti al
lavoro e la situazione era tutt’al – tro che rassicurante. Nonostante il muro di
breccia innalzato lungo l’argine, l’acqua del fiume, in alcuni punti, ha
continuato a riversarsi sulla strada. I camion di ghiaia e le ruspe, alla fine,
hanno avuto la meglio. Ma la riuscita dell ’impresa era tutt’altro che scontata.
La ragione sta in alcuni numeri che riferisce l’onnipre – sente assessore alla
protezione civile del Comune di Terracina, Gianni D’Amico, giunto nella mattina
a visionare i lavori nel tratto bloccato sull’Appia: «Il livello massimo di
allerta del fiume è di 8 metri e mezzo ma in questi giorni siamo arrivati a 7
metri e 80 centimetri». Insomma, una situazione che è andata ben oltre la
classica emergenza. Per quasi tutta la giornata di ieri, mentre andavano e
venivano i camion di breccia, il fiume, gonfio e marrone come non lo si vedeva
da anni, ha continuato a scorrere a filo dell’a rg i n e rialzato, quasi un
metro e mezzo sopra il piano della carreggiata. Un dislivello notevole, visibile
ad occhio nudo anche in situazioni di normalità, che condanna questo tratto di
Appia e le case che sorgono nelle vicinanze ad allagamenti sicuri ogniqualvolta
piove come in questi giorni. Ma questo è un problema che andrà affrontato
separatamente. Nel frattempo dopo le piogge torrenziali, l’aller – ta meteo
sembra finalmente rientrata. L’Appia, grazie al lavoro immane degli operai
dell’Anas e della ditta incaricata, è stata riaperta al traffico poco prima
delle 19 mentre il livello del Linea tornava nella norma.
Pierfederico Pernarella


La città di terracina si è stretta in un abbraccio simbolico
attorno al dolore
di Angelo e Carmen, i genitori di Bruno, il 19enne morto la scorsa notte a
seguito del terribile incidente stradale che si è verificato sulla Pantani da
Basso. Il ragazzo, studente al primo anno di Scienze Politiche a Roma, viaggiava
sul sedile posteriore della Opel Corsa condotta dall’amico 21enne G.M. Con loro
anche un’amica. Per questioni tuttora al vaglio dei carabinieri, che stanno
ricostruendo l’effettiva dinamica dello schianto, mentre percorrevano la Pantani
da Basso in direzione di Borgo Hermada, il 21enne avrebbe perso il controllo del
mezzo, sbandando e finendo nella corsia opposta. L’Opel Corsa ha sbattuto
violenetemnte contro un cordolo di cemento di una stradina privata ed è finita
sull’argine del fossato sottostante. I due giovani che si trovavano davanti
hanno riportato solo lievi ferite, mentre per Bruno Dei Giudici la situazione è
subito apparsa molto critica. Trasportato al «Fiorini» e operato d’urgenza, il
19enne non ce l’ha fatta a causa delle lesioni interne riportate nello schianto.
Nella giornata di ieri la salma è stata sottoposta a un esame esterno e questa
mattina alle 10e30 ci saranno i funerali presso il santuario della Madonna della
Delibera. Come da prassi, G.M. é stato indagato per omicidio colposo. Il ragazzo
spontaneamente ha chiesto di essere sottoposto ai test per accertare come non
stesse guidando sotto effetto di alcool o sostanze stupefacenti.
Ri.Re.

ERANO ancora lì ieri mattina, sul ciglio della Pantani da Basso a piantonare le
coltivazioni e i loro averi, gli agricoltori e i proprietari delle case che
sorgono nelle campagne a ridosso del fiume Portatore. I campi ancora allagati,
la rabbia a fior di pelle, la paura di rivivere l’incubo del giorno prima,
quando l’acqua è entrata fin dentro le abitazioni e le aziende. «Hanno compromesso
un chilometro e mezzo di argine» tuonava qualche agricoltore imbestialito
con il Consorzio di bonifica per quelle paratie che,
«erano chiuse e hanno frenato il corso del canale». Duro il tentativo di tornare
alla normalità. Gli argini del P o r t a t o r e , nella notte tra giovedì è v e
n e r d ì , hanno ceduto ancora. Siamo andati a vedere il disastro. All ’arr ivo
ci accoglie una montagna di rifiuti in gomb ranti. Ci avviamo lungo la stradina
fangosa. L’a lveo del canale è gonfio, l’acqua ha m a n g i a t o terra e invaso
i campi. Le serre sono ancora circondate da pozzanghere, i campi coltivati
restano in parte allargati. Il cammino è tortuoso, si scorgono sulla terra i
segni delle ruote dei trattori, unici mezzi per attraversare la «palude». Dopo
circa un chilometro arriviamo su uno dei punti critici. Nascosto tra l’erba, un
fontanone nascosto tra le cannucce versa in modo lento ma inesorabile acqua nei
campi, che ha scavato e continua a scavare tra la terra. Un processo
inesorabile. Qui sta la causa degli allagamenti. Che secondo gli agricoltori il
Consorzio ha determinato per la scarsa manutenzione, la poca prevenzione e i
ritardi negli interventi. I danni sono ingenti. Alcuni negozi lungo la Pantani
da Basso hanno dovuto chiudere i battenti per salvare il salvabile. Si perdono
giorni di lavoro. Altri hanno avuto le case invase dall’acqua e ora devono
buttare mobili ed elettrodomestici. Qualcuno ha visto morire galline, papere e
animali da cortile. Ma chi ha subito il maggior danno sono gli agricoltori. I
raccolti sono andati in fumo e loro chiedono la testa dei responsabili. Sono
pronti a presentare denunce alla Procura e a contestare le gius t i fi c a z i o
n i f o r n i t e d a l Consorzio. Intanto nel pomeriggio di ieri la situazione
è tornata lentamente alla normalità. Altri 40 sacchi di sabbia sono stati
posizionati lungo gli argini del Portatore, fermando finalmente il flusso delle
acque. Solo il tempo dirà quanto sarà costato ai residenti il nubifragio.
Intanto già lunedì prossimo in Consiglio provinciale saranno discusse le misure
da adottare. Tra le ipotesi, quella di chiedere lo stato di calamità naturale.
Diego Roma

Nicola Procaccini (Pdl) contro Mimmo Zappone (Pd): due dinasty in lizza per la
poltrona di sindaco.
E’ questa, allo stato attuale, la peculiarità delle
prossime amministrative di maggio all’ombra di Monte Giove. Proc vs Zap. E’
lunga mezzo secolo la storia politica dei Zappone. Giuseppe, capostipite delle
due ultime tre generazioni dei Zappone, è stato assessore comunale negli anni
’50 sotto il simbolo della Dc. Sempre con lo scudo crociato si sono consumati i
due mandati del figlio Giovanni, diventato sindaco tra il 1979-80 e tra il 1988
ed il 1989. E’ consegnato all’aneddottica della vita politica cittadina quanto
successo nel 1989. Una solenne pugnalata alle spalle. La racconta così il
diretto protagonista: «Ero in Canada per un gemellaggio. Avevo lasciato la
delega amministrativa al vicesindaco socialista, il quale la usò per organizzare
in consiglio una fronda contro di me, facendomi dichiarare decaduto». Un
tradimento che ancora brucia. Giovanni ha continuato il suo percorso politico
nell’Udc. Piuttosto recente l’ingresso in politica del fratello Mimmo.
Sessantasei anni, professore di matematica in pensione, una vita nell’Azione
Cattolica (ne è stato segretario nazionale dal 1999 al 2003) è stato eletto
consigliere comunale 5 anni fa con La Margherita ed ora appartiene al gruppo del
Pd, che lo ha investito candidato sindaco. Si misurerà, in un duello che ha
molto del far play, con Nicola Procaccini, 35 anni, portavoce del ministro
Meloni, giornalista, direttore del Centro Studi Politici. Un primato nel suo
pedigree politico: è stato uno dei più giovani consiglieri comunali d’Italia.
Nicola, appena acclamato candidato sindaco dal Pdl di Fazzone, è figlio di
Massimo, ex presidente del Tribunale di Latina e sfortunato competitor di Nardi
nelle elezioni politiche di 10 anni fa. Già 5 anni fa il giovane Nicola è stato
in procinto di scendere in campo per la massima carica della città, ma si trattò
solo di una nomination di breve durata. Ha esperienza politica a livello
nazionale, il rampollo di casa Procaccini, così come è avvenuto per la madre,
Maria Burani, entrata in politica nel 1994 con Forza Italia, parlamentare per 4
legislature (a suo tempo è stata nominata da Berlusconi responsabile nazionale
della Consulta di Forza Italia per i problemi etici e religiosi). Mimmo Zappone
e Nicola Procaccini: due «campioni» nella tenzone politica prossima ventura. E,
in mezzo, un altro contendente, che rientra pure lui nella contrapposizione, del
tutto politica, tra le due famiglie: Giuseppe Zappone (Udc), nipote di Mimmo.
Ercole Bersani


Il prossimo 15 e 16 maggio, nella nostra città si terranno le elezioni
amministrative per l’elezione del nuovo Sindaco e il rinnovo del consiglio
comunale.
L’elezioni del nuovo Sindaco e il rinnovo del consiglio comunale,
avvengono dopo 10 anni in cui è stata amministrata dal centrodestra, dopo una
esperienza di otto anni centrosinistra. Ritengo, che gli otto anni di
centrosinistra, sono stati caratterizzati dalla realizzazione di opere
indispensabili e molte attese dalla nostra città, tra le quali: la messa a norma
della fonte di Ponticelli e realizzati cinque campo pozzi a colle Francesconi,
nella località di Sonnino, che hanno portato l’erogazione di un maggior flusso
di acqua nella nostra città: la realizzazione del nuovo ponte a Badino; il nuovo
depuratore di Pantani da Basso e la messa a norma di quello di Via delle Cave;
ben tre nuove scuole di Via Badino, della Delibera, di Borgo Hermada,oltre ad
aver messo a norma le vecchie. Inoltre, si sono migliorati i servizio sociali,
provveduto, o iniziato, al risanamento, urbanizzazione e valorizzazione: di
Monte San Angelo, Centro Storico Alto e Basso, delle zone centrali e periferiche
di San Vito, La Fiora, Borgo Hermada, La Valle, Piazza Palatina, Appia Antica,
le Capanne, oltre ai cimiteri. L’elenco potrebbe continuare ulteriormente, ma
perso che sia abbastanza per dare l’esempio del ruolo positivo svolto dal
centrosinistra per il periodo in cui ha amministrato. Dal 2001, nel comune di
Terracina si è insediato il centrodestra, dopo 10 anni la nostra città è stata
umiliata, ridotta al lastrico, fino al dissesto finanziario, anche se non
dichiarato, mentre il gruppo consiliare del centrosinistra prima e del PD dopo,
ha svolto una dura e costruttiva opposizione. Il centrosinistra per le prossime
elezioni amministrative, si presenta con le carte in regola per essere credibile
per poter vincere le elezioni. Per vincerle dipende molto dal messaggio che
mandiamo. Ormai, alle prossime elezioni amministrative mancano solo due mesi,
piace o non piace è rimasto poco tempo e con una posta in gioco molto alta. Per
la scelta del candidato a Sindaco, i partiti dello schieramento del
centrosinistra, giusto o sbagliato, hanno fatto i propri dibattiti, confronti e
scelte. Adesso, a solo due mesi dalle elezioni, l’unica candidatura rimasta in
campo è quella di Domenico Zappone. Ritengo, al di là di ogni considerazione,
che a poco tempo dalle elezioni e dalla presentazione delle liste, non c’è più
tempo, eventualmente, per fare nuove scelte. Quello che il centrosinistra deve
fare per cercare di vincere le prossime elezioni a Terracina è quello di andare
tutti insieme con un unico candidato a sindaco, ritengo, che nella fase in cui
stiamo, tutti ci dobbiamo impegnare per l’unica candidatura a questo punto
rimasta in campo: quella di Domenico Zappone. Ringrazio, pubblicamente, tutti
coloro amici e amiche che hanno fatto il mio nome a candidato a Sindaco per
l’intero centrosinistra, di questo non posso che esserne orgoglioso, ma adesso
dobbiamo decidere, non possiamo rischiare di lasciare la città al centrodestra
per nostra responsabilità. Per questo motivo, faccio un appello a tutto il
centrosinistra, ad impegnarsi per andare tutti uniti e fare questa battaglia,
nell’interesse generale. Ribadisco, che nella fase in cui stiamo, per andare
tutti insieme, per cercare di vincere, non possiamo che impegnarci per Domenico
Zappone. Uniti si può vincere, divisi si perde di sicuro senza nemmeno avere la
speranza di andare al ballottaggio. Ritengo, che tutto il centrosinistra ha
valori, culture, esperienze, capacità di uomini e donne per far rinascere
Terracina. Dipende solo da noi. Personalmente, mi auguro che dopo 10 anni di
lotte, sacrifici, di impegni contro il centrodestra per il disastro che hanno
fatto a Terracina, non sarà reso tutto invano, solo per nostra responsabilità.
BERNARDI ANTONIO


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terracina-axel-simonsen-primi-del-900_bis

Ennesimo incidente mortale sulle strade della provincia di Latina. Il tragico
sinistro si e’ verificato questa notte intorno alle 4 a Borgo Hermada, periferia
di Terracina. Mentre percorrevano via Pantani Dabasso tre ragazzi, a bordo di
una Opel Corsa, hanno perso il controllo del mezzo finendo contro il guard rail
che delimita la carreggiata. Per il giovane di 19 anni (e non 25 come in un
primo momento era stato detto) seduto sul sedile posteriore dell’utilitaria non
c’e’ stato nulla da fare, e’ morto sul colpo. Immediato l’intervento dei
sanitari del 118 che hanno trasportato gli altri due passeggeri presso il
nosocomio Fiorini di Terracina e dei Vigili del Fuoco della stazione del sud
pontino impegnati nelle stesse ore a fronteggiare altre emergenze legate al
maltempo.

Gold6 [13]

«Bruno, Bruno, non mi lasciare». Angelo Dei Giudici ha appena visto il figlio
diciannovenne adagiato su un letto di marmo nell’obitorio dell’ospedale Fiorini.
E’ l’ultima tragedia della strada che si è consumata sulle strade terracinesi.
E’ l’ennesimo strazio di genitori, resi orfani dei loro giovani figli. Sono
all’incirca le 3,30 e, sulla Pantani Da Basso, procede una Opel Corsa con tre
giovani a bordo, due ragazzi ed una ragazza. In serata i ragazzi hanno
partecipato ad una partita di pallone (la vittima anni fa giocava nella
Juventute). Poi si sono trattenuti insieme, prima di far ritorno a casa.
Viaggiano verso Borgo Hermada. Alla guida è il 21enne Gianmarco Masala. Ha, al
suo fianco, la 31enne M.D.B. Dietro a lei, ha trovato posto Bruno Dei Giudici,
matricola universitaria di Scienze Politiche a Roma. Ad un tratto Gianmarco
Masala perde il controllo della macchina, pare per un cane che gli taglia
improvvisamente la strada. Tenta una frenata brusca e si lascia dietro,
sull’asfalto, una scia di una dozzina di metri. L’Opel Corsa sbanda verso
sinistra, invade l’altra carreggiata e, diventato come un proiettile impazzito
con il bagnato sull’asfalto a creare l’effetto-saponetta, si va a schiantare
contro il muretto ed il guardrail del ponte, che porta alla palestra «Power’s
Center». Quindi finisce la sua corsa nel fosso ricolmo d’acqua, che costeggia la
strada. Il botto fa svegliare di soprassalto la gente del posto. Mauro Cava è
tra i primi a giungere sul posto: «Ho trovato un ragazzo ed una ragazza già
fuori della macchina. Lui strillava «Bruno, Bruno». Ha estratto fuori l’amico
fuori, che si lamentava, ma era vivo. Gli ha praticato un massaggio. Si era
ripreso». Disperata la corsa all’ospedale. La giovane vita di Bruno finirà
spezzata sul tavolo operatorio. Un dolore infinito per papà Angelo, carabiniere
in servizio a Roma, e per mamma Carmen, commessa in un sale e tabacchi. Era il
loro unico figlio, quello sul quale riponevano tutti i loro progetti di vita. I
funerali di Bruno Dei Giudici si svolgeranno sabato prossimo alle 10,30 presso
il santuario della Delibera.
Ercole Bersani

Gold6 [12]

Da mercoledì sera la zona di Le Mole e una parte delle campagne di Borgo Hermada
sono state messe in ginocchio dall’esondazione del fiume Linea e del canale
Portatore.
Debolezze strutturali, manutenzione e pulizia incostanti, se non del
tutto assenti, vengono viste come le cause principali di quanto accaduto. Disagi
enormi per i residenti della zona di Le Mole, lungo la statale Appia, e per
quelli del borgo, lungo la curva della Pantani da Basso. Uomini, donne incinte e
anziani hanno trascorso ore e ore a raccogliere l’acqua entrata nelle case,
nelle stalle, nei magazzini e nelle serre. Chi in pigiama, chi in camicia da
notte e pantofole, sotto gli occhi terrorizzati dei bambini che non capivano
cosa stesse accadendo. Messe in salvo sette famiglie ed una ventina di persone.
Decine e decine di capi di bestiame sono stati evacuati e trasferiti presso
qualche amico e parente «fortunato» che vive nelle zone che non sono rimaste
coinvolte negli allagamenti. La rabbia della gente è palpabile. Quasi una
tragedia annunciata. Certamente più volte profetizzata da chi vive da quelle
parti, lavora quei terreni e puntualmente all’arrivo della stagione invernale
invoca, quasi implora, la pulizia dei canali e il rafforzamento degli argini.
Perchè loro lo sanno che basta un attimo perchè si scateni l’inferno. Come,
infatti, è accaduto. A detta di chi vive sull’Appia, tra Le Mole e Pontalto, la
situazione era diventata critica già verso le 17 di mercoledì scorso. «Abbiamo
iniziato a chiamare il Consorzio di Bonifica, ma non è servito a nulla»
raccontano. Gli unici a intervenire sono stati i vigili del fuoco di terracina,
gli uomini ed i mezzi della croce rossa italiana e alcuni della protezione
civile comunale con l’assessore Gianni D’Amico. Troppo pochi per la gente in
emergenza. Man mano che la pioggia veniva giù, il livello del fiume Linea si è
alzato fino a raggiungere la strada. L’esondazione è stata inevitabile, e in un
attimo l’acqua è entrata nelle case e nei magazzini allagando stalle e colture.
«Noi stavamo affogando e non arrivava nessuno» è stato lo sfogo disperato di un
residente. C’era anche un’anziana di 91 anni e una donna incinta di sette mesi,
progionieri nelle case e con l’acqua alta almeno 5 centimetri.La circolazione
stradale su quel tratto dell’Appia è diventata impossibile, ripristinata solo
nella tarda mattinata di ieri. Verso la mezzanotte è arrivata della breccia
utile ad arginare il Linea.«L’ultimo intervento strutturale degli argini risale
a 55 anni fa- racconta un signore che vive qui- D’allora non è stato fatto più
nulla e noi dobbiamo affidarci alla buona sorte». Sono stanchi e arrabbiati
anche i residenti di Borgo Hermada lungo il tratto del Portatore che attraversa
la Pantani da Basso, dove si è aperta una falla nell’argine e l’acqua si è
riversata nei terreni. «Le griglie del canale sono otturate dalla sporcizia,
l’acqua non defluisce bene, si alza il livello e quando piove molto succede
quello è che accaduto». Anche qui il dito viene puntato contro il Consorzio di
Bonifica, reo di aver aperto troppo tardi le paratoie. La pressione avrebbe
provocato l’apertura della falla e l’acqua in un attimo si è riversata nei
terreni, ha riempito i primi piani delle abitazioni e delle aziende agricole, le
serre coltivate, ha rovinato i macchinari. C’è chi ha trascorso la notte in
macchina. Quando le paratoie sono state finalmente sollevate (soltanto verso le
11 di ieri mattina), l’acqua, mista a rifiuti di ogni tipo, è defluita e il suo
livello si è abbassato. Nella tarda mattina è arrivato un elicottero della
protezione civile regionale con sacconi di iuta e sabbia per riempire la falla.
C’erano le forze dell’ordine (la polizia ha coordinato le operazioni) e i
volontari (Nos, Coc, Anps, Anc, squadra comunale). Tra la gente prevale la
sensazione di essere stati abbandonati da chi avrebbe dovuto tutelarli. Non
soltanto adesso, nell’emergenza, bensì nella cura quotidiana di argini e pulizia
dei corsi d’acqua. «Al di là dell’eccezionalità dell’evento metereologico-ha
dichiarato l’assessore Gianni D’Amico- ci sono delle responsabilità che vanno
assolutamente chiarite». E punite. I residenti hanno intenzione di sporgere
regolare denuncia per essere risarciti delle perdite subite. Sotto accusa anche
la macchina degli interventi, per esempio i reperibili del Comune che, come
accade da oltre un anno, non è stato possibile rintracciare, a partire dagli
stessi dirigenti. La conta dei danni è appena iniziata, ma sarà molto lunga.
Rita Recchia

Gold6 [11]

Allagamenti ed esondazioni anche nella zona di Terracina a causa del maltempo. A
quanto si apprende, stamattina sono stati evacuati alcuni appartamenti in
località Borgo Hermada in seguito all’esondazione di un canale. Sul posto
volontari della protezione civile per il trasporto di sacchetti di sabbia e
polizia stradale. Secondo quanto si è appreso dalla polstrada, in nottata è
stata anche evacuata un’abitazione nei pressi di Borgo Montenero, nel comune di
San Felice Circeo, per l’esondazione dello stesso canale.
(Fonte Omniroma)

Gold6 [10]

A Terracina si e’ levato nuovamente in volo l’elicottero della Protezione civile
per fortificare gli argini del Canale Portatore dopo l’operazione di ieri che ha
consentito di rientrare nel suo regolare corso d’acqua.
Un altro elicottero
sorvolera’ la provincia di Latina per effettuare un monitoraggio dell’alto della
situazione e dei danni sul territorio, in particolare sul comune di Cori.

Gold6 [9]

La strada statale 7 ‘Appia’ e’ provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni,
esclusivamente per i veicoli leggeri, al km 96,400, in provincia di Latina, per
allagamento del canale adiacente alla carreggiata.
Lo rende noto Anas.
Le deviazioni sono indicate sul posto dove e’ presente il personale della
societa’. Al momento il traffico pesante proveniente da Nord viene deviato sulla
viabilita’ alternativa, mentre quello proveniente da Sud viene fatto transitare
sul tratto interessato dall’inondazione con pilotaggio del personale Anas e
delle Forze dell’Ordine.
Al fine di alleggerire i disagi, e’ stato anche chiuso lo svincolo che dalla Nsa
255 ‘dell’Abazia di Fossanova’ si immette sulla statale Appia, in direzione
Terracina. Si segnalano, inoltre, alcuni disagi a causa dei mezzi deviati
dall’autostrada A1 Roma-Napoli (chiusa provvisoriamente per frana). L’Anas
invita gli automobilisti alla prudenza nella guida, ricordando che
l’informazione sulla viabilita’ e sul traffico e’ assicurata attraverso il sito
www.stradeanas.it e il numero unico ”Pronto Anas” 841.148.
18/03/2011

Gold6 [8]

I fatti risalgono ormai a cinque anni fa ma certe storie, con il passare del
tempo, diventano più pregiate.
Come i vini, anche se in questo caso la materia è
assai meno gustosa: la monnezza. Che a Terracina, come altrove, è un pozzo senza
fondo di vicende singolari, oltre che di guai. Mentre gli investigatori
continuano a passare al setaccio le carte sequestrate nelle sedi di Terracina
Ambiente e Latina Ambiente, le consorelle che si occupano della raccolta dei r i
fiuti neg l i omonimi Comuni, emergono curiosi particolari sulle società finite
nell’occhio del ciclone giudiziario. Particolari forse ininfluenti sul piano
investigativo, ma certo significativi per capire come gira il mondo intorno ai
rifiuti. Un business decisamente per pochi, anzi pochissimi. Sempre gli stessi.
La storia della Terracina Ambiente è emblematica. Tutto comincia con la gara
d’appalto del 2006, sul finire del primo mandato della giunta Nardi. Il
contratto con la Slia è scaduto e l’ammi – nistrazione comunale vuole voltare
pagina. Viene indetta la gara per scegliere il socio privato con cui costituire
la società mista. La selezione è di evidenza pubblica europea, ma l’atten -
zione del bando non va oltre i confini nazionali, anzi si ferma al «quartierino»
dei soliti noti. Le società che presentano un’offerta sono soltanto tre: la
Slia, l’Aspica e la Cic. Un trio dal quale, col senno di quanto accaduto in
questi ultimi anni, emergono dettagli curiosi. Il primo che salta agli occhi è
quello della Cic, la società di Vittorio Ciummo, l’imprendito – re al centro
dello scandalo rifiuti di Minturno con l’inchiesta del sostituto procuratore
Giuseppe Miliano, molto simile a quella che è successivamente avrebbe riguardato
Terracina. Nel 2006, all’epoca della gara d’appalto a Terracina, la Cic non se
la passa bene: il contenzioso con l’Inps per il mancato pagamento dei contributi
ha aperto la strada al fallimento. Che arriverà di lì a poco. Forse è anche per
questi problemi che l’offerta della Cic viene scartata. In gara restano soltanto
l’Aspica e la Slia. Due concorrenti che però hanno un passato in comune. La
Slia, l’ex gestore del raccolta rifiuti che a Terracina ha lasciato un pessimo
ricordo. La società ci riprova a riprendersi l’appalto anche se è in fase
discendente dopo i fasti conosciuti quando alla guida c’era l’avvocato Manlio
Cerroni, il re della discarica romana di Malagrotta. Nel 2006, all’epoca
dell’appalto a Terracina, molte cose sono cambiate con curiosi passaggi
societari. Uno in particolare. Quello che per tre anni (dal 2001 al 2003) era
stato direttore generale della Slia, Giuseppe Caronna, dal 2004 è diventato
l’amministratore delegato dell’Aspica (e ricopriva la stessa carica nella già
costituita Latina Ambiente), la società del gruppo Colucci che si aggiudicherà
la gara d’appalto a Terracina. Curiosa coincidenza che nel mondo dei rifiuti può
essere anche letta come una regola. Ne aveva già parlato la commissione
parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti – istituita sul finire degli anni
Novanta – che si era soffermata proprio sugli assetti societari delle imprese
operanti nel settore dei rifiuti. La conclusione a cui approdò la commissione
era sconvolgente: «Emergono stretti rapporti che corrono tra società che operano
nel ciclo dei rifiuti, riconducibili ad un ristretto giro di operatori. Spesso
esse sono concorrenti e partner allo stesso tempo, chiaro indice di un’assenza
di trasparenza del settore e del delinearsi di un oligopolio tendente al
monopolio ». Parole pesanti che all’epo – ca dell’appalto di Terracina erano
già finite nel dimenticatoio.
Pierfederico Pernarella

Gold6 [7]

Nuovo centro commerciale… all’orizzonte. È partito il cantiere lungo la via
Pontina che dovrà ospitare il centro commerciale «Orizzonte». Concesso – dopo
quasi 10 anni e una infinita trafila burocratica – il permesso di costruire in
variante al Prg, le ruspe hanno cominciato a lavorare per realizzare le cubature
che ospiteranno il grande magazzino. Diverso il progetto di Suap rispetto al suo
impianto originario. Se infatti in origine la concessione del Comune era
vincolata alla realizzazione di una ludoteca a spese della Unifin, società
richiedente, successivamente, per via della riduzione delle dimensioni del
progetto e delle cubature, è stato raggiunto un accordo con il quale il Comune
sarà compensato con una somma di denaro di oltre 700 mila euro. L’area si
estenderà per quasi 2.700 metri quadri elevato su due livelli. Al piano terra
sono previsti anche un bar, uffici, controllo casse, servizi al pubblico,
depositi scorte e carico/scarico merci. Al primo piano invece la struttura di
vendita, una galleria e un baby parking. All’esterno un parcheggio di oltre
1.500 metri quadri e un giardino. L’immobile di via Badino resterà a
destinazione commerciale ma non potrà ospitare di nuovo centri di quelle
dimensioni. Il trasloco di «Orizzonte » può ben essere paragonato al trasloco di
un mercato settimanale. È ad oggi il più popolato esercizio commerciale
della città.
Diego Roma

Gold6 [6]

«Per sopraggiunti ed improvvisi impegni personali sono costretto ad abbandonare
la guida della prima squadra.
Mi dispiace ma diventerebbe per me problematico e
non sarebbe giusto visto che la squadra sta lottando per traguardi ambiziosi».
Sono le parole di Tonino Federici che dunque non sarà più al timone della Futura
terracina. Al suo posto arriva Pino Percoco che poco più di due settimane fa ha
terminato la sua esperienza a Fondi lasciando la squadra maschile al comando del
girone B della serie C. E’ stato un inizio di settimana intenso per la società
che ovviamente oltre a prendere atto della decisione di Federici, è dovuta
correre ai ripari per trovare il suo sostituto. «Ringrazio le ragazze per quanto
hanno fatto finora – ha proseguito Federici – nella speranza che questo progetto
possa continuare con Pino Percoco. Inoltre voglio ringraziare la società ed in
particolare il patron Bondatti con il suo vice Fusco che mi hanno riconfermato
una fiducia incondizionata coinvolgendomi nella programmazione futura del
settore giovanile che ovviamente concorderò con Arcangelo». Tonino Federici
dunque resta una colonna portante della società e si è messo subito al lavoro.
Ovviamente sorpreso ma soddisfatto Pino Percoco. «Il mio nome spesso è stato
accostato alla Pallavolo Futura terracina ’92 – ha detto – e ora quel momento è
arrivato. Trovo una squadra al terzo posto che indubbiamente sta tirando il
fiato. Ora tutti insieme dobbiamo riprendere quella brillantezza di cui le
ragazze si sono rese protagoniste nel girone d’andata insieme a Tonino che ha
avuto un ruolo fondamentale». Intanto la squadra sabato ospiterà il Casal de
Pazzi al PalaCarucci. Una sfida importante per le ambizioni della squadra che
pian piano sta recuperando una condizione fisica buona.

Gold6 [5]

Posa della prima pietra del planetario del Liceo scientifico Leonardo da Vinci.
La cerimonia di inizio della realizzazione dell’opera finanziata da Regione e
Provincia è prevista per il prossimo 21 marzo, alle ore 10, alla presenza del
presidente della Provincia Armando Cusani, del consigliere regionale Claudio
Moscardelli, del consigliere regionale Giovanni Di Giorgi, del vescovo Giuseppe
Petrocchi. Il programma prevede una breve presentazione delle caratteristiche
tecniche del planetario, cui seguirà la posa della prima pietra. Nel corso della
cerimonia, sarà anche inaugurato il Punto Giovani ‘Giordano Simonelli’, con la
partecipazione dei genitori del ragazzo scomparso l’anno scorso per un
incidente. Nella stessa occasione, verrà poi inaugurata anche la sala ‘3R’ e
verranno mostrate le cinque nuove macchine e i gazebo esterni della ‘Body Room’.
Proseguono, insomma, i lavori per l’ampliamento ed il potenziamento del Liceo
scientifico Leonardo da Vinci. «La costruzione del planetario -spiega il
dirigente scolastico Carmelo Palella- si aggiunge a tutte le altre strutture
messe a disposizione della didattica e degli studenti per una azione di
insegnamento-apprendimento più innovativa ed efficace». Il dirigente, inoltre,
annuncia come «imminente l’avvio del lavori dell’Auditorium dopo la chiusura
della gara di appalto avvenuta il 18 febbraio scorso; a giorni, poi, sarà
effettuato l’affidamento dei lavori per cui si presume che la posa della prima
pietra possa avvenire entro il termine di questo anno scolastico». «Per ultimo -
termina Palella-, si attende l’autorizzazione a costruire da parte del Comune di
terracina per l’avvio delle procedure per la gara di appalto della costruzione
di copertura, in legno lamellare, del campo sportivo polivalente esterno
(Autunno 2011)».
A.D.L.

Gold6 [1]

Le nubi si sono diradate ed il sole ora splende sul terracina calcio. Ovviamente
parliamo di un sole metaforico, ed il perchè lo si intuisce guardando fuori
dalla finestra… La squadra è tornata ad allenarsi, il mister ha ritirato le
proprie dimissioni ed un nuovo, ed a quanto sembra, munifico sponsor, ha
risolto, almeno in parte, i problemi economici del terracina calcio. Una tregua
vera e propria, dopo settimane di incertezze e di parole rivelatisi, alla fine,
vane. Ma ora quello che i tifosi, ma anche i semplici appassionati, i chiedono
è: durerà questa situazione? Una domanda lecita alla quale, ragionandoci, si può
rispondere in modo abbastanza preciso. E quindi. Il fatto che siano stati
confermati tutti i giocatori, garantendo la riscossione di almeno due mensilità
(a fine Marzo ed a fine Aprile), è un segnale importante. Per racimolare i due-
tre punti che mancano alla salvezza matematica, infatti, sarebbero bastati i
giovani con l’integrazione di qualcuno dei grandi. Si potevano operare dei
tagli, quindi, e risparmiare qualche soldo. Invece si è scelto di adottare
un’altra strategia segno, forse, che l’intervento di questo sponsor misterioso
(del quale non è fatto il nome) è solo un antipasto in vista di un intervento
migliore e fattivo per la prossima stagione. Intanto, l’unica novità a livello
societario è che Giovanni Riccardi è stato nominato, dal presidente De FIlippis,
Amministratore Delegato.
L. O.

Gold6 [2]

La sinistra chiama a raccolta simpatizzanti ed esponenti dei gruppi che si
riconoscono nella serrata battaglia (politica) al governo Nardi.
L’iniziativa è
nata dal neonato Comitato per gli Stati Generali del centrosinistra (Sinistra
Ecologia e Libertà – Italia dei Valori – associazione Terracina Oggi per Domani
- singoli cittadini aderenti) sotto il coordinamento di Maurizio Recchia. Presso
l’hotel Palace si terrà una due giorni di incontri, fissati per il 26 marzo
dalle 16 alle 21 e domenica 27 marzo dalle 10 alle 13. «Riteniamo quindi
opportuno un incontro pubblico fra tutte le forze politiche, i sindacati, il
mondo produttivo, i precari, le associazioni di categoria, gli ordini
professionali, le associazioni culturali, il mondo del volontariato, gli
studenti, i singoli cittadini, che guardano al centrosinistra come orizzonte
politico di riferimento per un confronto su uno stretto nucleo di proposte
programmatiche su cui poter imbastire un’alleanza politica per le prossime
elezioni amministrative» .
F. A.

Gold6 [3]

Il consigliere comunale del Pdl Edis Mazzucco scioglie le
riserve: questa sera la presentazione ufficiale circondato da
simpatizzanti e sostenitori.
L’appuntamento è per le 20 presso
l’hotel Corona a San Vito. L’esponente di centrodestra illusterà
ai presenti i temi della sua campagna elettorale, spiegando
anche la sua posizione in merito agli ultimi anni dell’ammini -
strazione guidata dal sindaco Stefano Nardi. Ci si attende anche
un passaggio sulle ipotetiche alleanze e sulle strategie che il
consigliere Mazzucco vorrà mettere in campo. «Per la mia
esperienza politica, per quello che ho dimostrato quando ero
sindaco della città, per l’atteggiamento che ho tenuto nel corso
di questa consigliatura, per l’attaccamento ai problemi della
mia gente ritengo di essere fra i pochi che possono guidare
Terracina verso quegli obiettivi che si spera di raggiungere».
F. A.

Gold6 [19]

Proseguono gli incontri inseriti nel calendario delle manifestazioni culturali
organizzate dall’associazione “Amici dei Musei – Città di Latina”.
E’ previsto
nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 18 marzo a partire dalle 18, un incontro
che verte su una recente scoperta dell’iconografia risorgimentale: Giuseppe
Garibaldi a terracina, un quadro di Carlo Bassoli datato 1849. L’incontro
culturale è a cura del professor Fausto Orsini e dell’architetto Francesco
Tetro. L’evento si terrà come sempre all’interno della sala conferenze del museo
civico “Duilio Cambellotti”, sito in piazza San Marco a Latina. Ricordiamo per
concludere che l’ingresso alla manifestazione, come sempre accade per gli eventi
organizzati dall’associazione culturale “Amici dei Musei”, è libero.

Gold6 [20]

Una biblioteca multimediale allestita all’interno di una scuola ma aperta a
tutto il territorio.
Presto sarà realizzata a Borgo Hermada, nell’Istituto
Comprensivo che ha avuto l’approvazione della Regione Lazio a un progetto ad
hoc. Proprio in questi giorni sono arrivati i 15 mila euro di contributo per
allestire la biblioteca, grazie alla collaborazione tra Pierpaolo Marcuzzi, l’ex
consigliere regionale Fabio Cerilli e l’assessore regionale per le Politiche
Sociali Aldo Forte. «Decisamente in controtendenza con il quadro nazionale,
questo finanziamento alla cultura più che un successo appare un miracolo, dato
che per un piccolo errore di rendicontazione si stavano perdendo i
finanziamenti» dichiara Pierpalo Marcuzzi, che ringrazia per l’impegno
l’onorevole Aldo Forte. «Oggi la biblioteca è una realtà pronta a essere
inaugurata, dato che ha 4 postazioni computer, 16 posti lettura e migliaia di
libri nei nuovi scaffali. Finalmente il borgo ha la sua biblioteca nuova e
attrezzata, una cosa reale e non il classico spot pre elettorale» conclude
Marcuzzi.Di sicuro sarà un servizio di cui in molti vorranno usufruire,
considerando i numeri sempre maggiori che conta la popolazione residente a Borgo Hermada.
Ri.Re.

Gold6 [21]

Si tratta per scegliere tra Nicola Procaccini e Gianfranco Sciscione il
candidato a sindaco del centrodestra.
Sono queste le novità che escono dal
tavolo nazionale istituito per individuare in via definitiva i leader che
guideranno le liste del Pdl e di Renata Polverini nelle prossime amministrative
di maggio. Una prima novità, infatti, è questa: è obbligatorio che in ogni città
pidiellini e seguaci della governatrice del Lazio abbiano un unico candidato
primo cittadino. La seconda, strettamente collegata alla prima, è che la
Polverini esige un suo candidato in una decina di città della Regione, tra cui,
terracina. Rispetto a quest’ultima, anzi, la governatrice appare particolarmente
ferma. Ciò significa che Procaccini si ritrova ora come diretto concorrente
nella corsa alla candidatura l’ex consigliere regionale, nonché imprenditore
televisivo, Gianfranco Sciscione. Come se ne esce e quando se ne esce? Per ora
si può solo dire che i vertici delle due liste interessate trattano ad oltranza
e che la soluzione trovata per una città condizionerà quella di un’altra.
Procaccini aveva avuto già ricevuto l’unanime richiesta a candidarsi alla
massima carica dal coordinamento comunale del suo partito, aveva poi avuto il
via libera dal tavolo regionale, si era infine presentato al fianco di Claudio
Fazzone davanti al coordinamento comunale per dichiararsi disponibile alla
candidatura. Il passaggio del tavolo nazionale sembrava dovesse essere soltanto
la ratifica della posizione già acquisita, anche se in sede regionale il
coordinatore del Pdl del Lazio, Vincenzo Piso, si era opposto alla designazione
di Nicola. In effetti, anche al tavolo nazionale Piso si è mostrato contrario al
portavoce della ministra Meloni, ma il vero problema per Procaccini è la
sponsorizzazione di Sciscione da parte della Polverini. L’ex consigliere
regionale, per il momento, è soltanto il candidato sindaco di una lista che si è
sempre presentata in totale discontinuità con la maggioranza e l’amministrazione
Nardi. Se la Polverini dovesse spuntarla nelle trattative, tornerebbe Sciscione
sui suoi passi ammettendo nella sua coalizione quei personaggi ‘compromessi’ con
Nardi, che già Fazzone ha deciso di recuperare? E il coordinamento comunale del
Pdl, che si è appena pronunciato all’unanimità per Procaccini, passerebbe senza
problemi con Sciscione? E Fazzone, che nella candidatura di Procaccini ha messo
la sua faccia, si limiterebbe a prendere atto delle decisioni dei vertici
nazionali? Situazione complessa nel centrodestra.
Andrea Di Lello

Gold6 [38]

Non è certo responsabilità del consigliere comunale Valentino Giuliani, ma del
«sistema » italiano, il fatto che a causa delle assenze dal suo posto di lavoro
presso la «Litorale Spa» per partecipare ai Consigli comunali, l’ente abbia
dovuto spendere quasi 5 mila euro in tre mesi come rimborso alla società
pubblica regionale. Giuliani afferma di non essere di certo il responsabile di
ciò, ma delle leggi italiane che impongono al Comune di rimborsare i datori di
lavoro presso cui sono impiegati i consiglieri comunali o gli assessori. «Penso
che sia naturale il fatto che il mio datore di lavoro non vedendomi in sede il
giorno dopo mi chiederà un documento di giustificazione. Altrimenti andrei
incontro a un provvedimento disciplinare». Ecco perché la legge tutela i
lavoratori che ricoprono anche cariche istituzionali.
F. A.

Gold6 [37]

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Appuntamento speciale con la rubrica “I nostri tesori”: oggi 17 marzo 2011, festa nazionale per 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La nostra associazione, in ossequio al piano culturale nazionale per il recupero dei “luoghi della memoria“, che ricorre con le celebrazioni, ha deciso di rendere omaggio ai nostri caduti della Prima Guerra Mondiale. Il servizio culturale ha per oggetto il Parco della Rimembranza, primo parco pubblico della città, costruito per non dimenticare. Nel video abbiamo inserito anche un accorato appello del professor Emilio Selvaggi, che lamenta, giustamente, lo stato di totale abbandono in cui versa questo polmone verde della città e, in un senso più alto, la nostra MEMORIA collettiva. La speranza è che, in questo clima di festa, l’unità che ci rende nazione possa farci recuperare quel genuino sentimento di partecipazione alla vita e alla storia della nostra generosa comunità, i cui sacrifici per la libertà dei popoli sono spesso dimenticati all’ombra di monumenti deturpati da giovani privi di qualsiasi coscienza civile. Il testo è del prof. Emilio Selvaggi ed è apparso sul volume “la Rimembranza, un parco per non dimenticare”, pubblicato nel 1997 a cura del Comune di Terracina; per la prima volta, in questa edizione digitale, sono state inserite le note e i preziosi collegamenti ipertestuali. Buona visione e buona lettura a tutti. Viva Garibaldi, Viva l’Italia.

Video importato

vimeo Video


Ai nostri concittadini che, all’Italia ed a Terracina,
offrirono quanto di meglio avevano ricevuto:
la vita quando era ancora in fiore


Il primo parco cittadino

Questo fu il primo e, per molti anni, anche l’unico parco comunale pubblico di Terracina.
Nacque tra città antica e nuova, sull’esempio di tanti parchi omonimi sorti in molte altre città, per ricordare i concittadini caduti nella prima guerra mondiale.1

L’area prescelta, in accentuato declivio, è sita tra Via San Francesco Nuovo e la seconda acropoli della città antica, area occupata, poi, dal convento francescano, quindi dal vecchio ospedale ed ora sovradimensionato centro di cura per disabili mentali. 2

L’impostazione generale del parco risale agli anni venti. Il primo curatore dell’area fu Angelo Capponi, assessore ai lavori pubblici, delegato poi dal Podestà alla gestione del verde cittadino. Alla flora autoctona, furono affiancate specie esotiche, secondo la moda del momento: alcune di esse si sono adattate perfettamente, altre sono addirittura diventate invadenti.

Le specie dominanti restano tuttavia lecci e, soprattutto, cipressi. Ai piedi di ciascun albero piantato in memoria del concittadino caduto fu posta una pietra sottratta all’Appia traianea e recante il suo nome in lettere di piombo. Dopo la seconda guerra mondiale i pescatori, che avevano perso l’attrezzatura da pesca, fusero le lettere di piombo raccolte dai loro ragazzi per farne pesi per le reti. Un solo nome è rimasto: Di Donna Francesco, perché inciso direttamente sulla pietra.

Una scalinata monumentale dà accesso al giardino ampio solo un paio di ettari. La forte pendenza ha consigliato di tracciare gli oltre due chilometri di percorso su piani paralleli: a seguire quasi le curve di livello.

Abbandono, degrado igienico, disinteresse totale degli abitanti, ancor più che dei politici, ha permesso che quest’area restasse chiusa per trenta anni.

Trenta anni sono un periodo di tempo enorme: essi coprono lo spazio di una generazione ed il vuoto che si crea può cancellare perfino la memoria di chi ha flebili radici con il passato.

I lavori effettuati dal Genio Civile per dar sicurezza statica all’area, anche in seguito al dissesto idrogeologico che si era creato, sono durati anni, ma nel frattempo la natura non ha smesso di fare il suo mestiere: la vegetazione è diventata lussureggiante ed ha ricoperto le brutture lasciate dagli uomini.

Ci voleva un’opera di recupero, sapiente, lunga, continua e rispettosa della memoria della città. I lavori potevano essere affidati al “minor offerente“, ma è giusto dare in appalto la memoria di una città?

Fu anche per scongiurare questa prospettiva che l’associazione del WWF di Terracina si propose per bonificare l’area dai rifiuti, per redigere l’inventario delle presenze botaniche e per rendere presentabile il parco, in modo da consentire la visita, gradualmente, a cittadini, scolari e turisti.

Fu così che il 23 aprile 1995 si giunse alla firma di una convenzione per la gestione del Parco della Rimembranza tra il Comune di Terracina e l’Associazione.

È da quella data che, puntualmente due volte a settimana (giovedì e domenica pomeriggio), il parco è aperto alle visite guidate gratuite. Ma non basta, il parco viene aperto per le scolaresche e per i gruppi precostituiti in qualsiasi giorno ed a qualsiasi ora su semplice richiesta. Infine, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, il parco è aperto per i lavori ed è perciò possibile la visita, ma, senza prendere accordi prima, la guida non è garantita.

I motivi che rendono unico questo parco sono almeno quattro:

1) Testimonia la pietas cittadina per quei 141 Terracinesi a cui la sorte ha negato perfino la sepoltura nel paese nativo.
2) Tracce archeologiche, imponenti o anche soltanto delle dimensioni di frammenti, ci danno informazioni sulla nostra storia.
3) Quasi duecento specie botaniche offrono una interessante antologia naturalistica in continua evoluzione ed aggiornamento
4) La posizione panoramica, i camminamenti sistemati strategicamente, offrono squarci inconsueti di paesaggio sul mare e la città.


Un debito di riconoscenza

Un debito di riconoscenza, almeno questo, dovrebbe legare gli attuali abitanti di Terracina a quei nostri concittadini alla cui memoria questo parco fu dedicato.

Nel 1918 Terracina contava appena 12.000 abitanti. Eliminare, come fece la guerra, 141 maschi nell’età in cui si mette su famiglia, significa ridurre ai minimi termini il futuro riproduttivo di una comunità.

Se poi, a questo evento si aggiunge l’altro, non meno disastroso della guerra, che nel 1918 colpì l’Europa intera e che a Terracina fu particolarmente virulento, l’epidemia della “Spagnola“, si comprende come la comunità terra-cinese avrebbe potuto ridursi in modo drastico se non avesse avuto alle spalle quel grande serbatoio umano, riserva demografica di sempre: la Ciociaria.

Ci sembra un atto dovuto quello di riportare qui di seguito l’elenco completo dei 141 caduti oggi rappresentati da quell’unico nome inciso su una pietra sottratta all’antica Via Appia: il sottotenente bombardiere: DI DONNA FRANCESCO.


Cittadini di Terracina caduti
nella Prima Guerra Mondiale


1. Albanesi Alessandro di Silviano, Sold. Fanteria. Osp. Aus. 101 Poemis.
2. Albanesi Pio di Agostino, Sold. 92° Fanteria, Padeon Valgrande.
3. Alicandri Giovan Battista di Cesare, S. M. 51° Fanteria, Cimabanche.
4. Altobello Pasquale di Lorenzo, Sold. 20° Fanteria, S. Michele.
5. Amati Mariano di Filippo, Sold. 20° Fanteria, S. Michele.
6. Antonetti Giovanni di Martino, Sold. mitr. c. 2271, si ignora.
7. Antonini Antonio di Cataldo, Sold. Fanteria, Lazzaretto Bavarese.
8. Apolloni Giuseppe di Giuseppe, Sold. Fanteria, Porta Furba (Roma).
9. Bassi Francesco di Antonio, bersagliere, Treviso.
10. Bassi Giuliano di Cesareo, Sold. Fanteria, Osp. Frascati.
11. Bianchi Biagio di Vincenzo, Sold. mitr. 2° Osp. Ghirurg.
12. Bianchi Felice di Erasmo, Serg. 51° Fanteria, Col di Lana.
13. Bianchi Giulio di Saverio, Ten. 81° Fanteria, Osp. da Campo 47.
14. Bosci Rocco di Luigi, Sold. Fanteria, Col di Lana.
15. Bruni Teodorico di Alessio, id. 2° bersaglieri, si ignora.
16. Cappelli Luigi di Giuseppe, id. 11° bersaglieri, si ignora.
17. Cardinali Pietro di Luigi, Sold. 18° Fanteria, Vermigliano.
18. Carocci Luigi di Francesco, Sold. Corpo americ. si ignora.
19. Ceccarelli Luigi di Vincenzo, Sold. 261° Fanteria, Vodice a Tagliamento.
20. Ceci Benedetto di Sisto, Sold. bersagliere, Henni (Tripoli).
21. Cerocchi Antonio di Carlo, Sold. 71° Fanteria, Quota 233.
22. Cestra Crescenzio di Giuseppe, Sold. 84° Fanteria, si ignora.
23. Colantonio Emilio di Carmine, Sold. granatieri, Osp. da Campo 67.
24. Crescenzi Dario di Pio, Sold. 10° Fanteria, Osp. da Campo 16.
25. D’Arcangeli Guglielmo di Domenico, Sold. bersagliere, si ignora.
26. Del Duca Giovanni di Luigi, Sold. 139° Fanteria, Monte Asolone.
27. Del Duca Quirino di Angelo Marino, Sold. 139° Fanteria, si ignora.
28. Del Giudice Giuseppe di Luigi, Sold. 4° Fanteria, Osp. da Campo 79.
29. Della Rocca Giulio di Angelo, Sold. Marina, si ignora.
30. Della Rocca Giuseppe di Vincenzo, Cap. 9° Fanteria, si ignora.
31. Del Monte Gaetano di Lorenzo, Sold. 81° Fanteria, si ignora.
32. De Prosperis Vincenzo di Felice, Sold. Marina, Valona.
33. De Rita Romeo di Severino, Sold. Reparto Cus. Osp. Mil. Ateneo.
34. De Rossi Domenico di Andrea, Cap. 1° Art. Camp. si ignora.
35. Di Biagio Francesco di Crescenzio S. Ten. 2° Art. Pes. Camp. Opacchiasella.
36. Di Biagio Galliano di Crescenzio, si ignora.
37. Di Biagio Tullio di Francesco, S. Capo Marina, S. Nicolò di Lido.
38. Di Biase Angelo di Gaetano, Sold. 93° Fanteria, Osp. da Campo.
39. Di Donna Francesco di Roberto, S. Ten. bombardiere, Bainsizza Giudici.
40. Di Fabio Domenico di Michele, Sold. Fanteria, Osp. da Campo 33.
41. Di Girolamo Andrea di Michele, Sold. 59° Fanteria, Piccol Calbriccan.
42. Di Manno Silvio di Gregorio, Sold. 59° Fanteria, Osp. da Campo 073.
43. Di Tommaso Federico di Giovanni, Sold. 59° Fanteria, si ignora.
44. Di Trocchio Gennaro di Gaspare, Sold. 59° Fanteria, si ignora.
45. Di Trocchio Vincenzo di Mauro, Sold. 59° Fanteria, Monte Sei Busi.
46. Di Vavo Luigi di Carlo, Sold. 125° Fanteria, Osp. da Campo 031.
47. Donadio Raffaele di Silviano, Sold. 37° Fanteria, Giado (Tripolitania).
48. D’Onofrio Giuseppe di Cesare, Sold. 121° Fanteria, Quota 208.
49. D’Onofrio Silviano di Giuseppe, Sold. 23° Fanteria, Cigini.
50. D’Onofrio Vincenzo di Angelo, Sold. 24° Artiglieria, si ignora.
51. Evangelisti Cesareo di Arcangelo, Sold. 129 Fanteria, Osp. da Campo 26.
52. Fantasia Erasmo di Luigi, 14° Bersaglieri, Vodice Tagliamento.
53. Feragnoli Fulvio di Luigi, 14° Fanteria, si ignora.
54. Feudi Francesco di Vincenzo, 14° Fanteria, si ignora.
55. Feudi Pasquale di Vincenzo, Sold. 93° Fanteria, si ignora.
56. Fia Silviano di Onorato, Sold. 93° Artiglieria, Capua.
57. Filosi Giovanni di Luigi, Sold. 93° Fanteria, Cave di Seltz.
58. Fiorini Giovanni di Bernardo, Sold. 94° Fanteria, si ignora.
59. Fontana Manfredo di Pietro, Sold. 94° Fanteria, S. Lucia.
60. Frattarelli Antonio di Agostino, Sold. 94° Fanteria, Sabri.
61. Giannetti Bonaventura, di Francesco, Sold. 94° Artiglieria, Osp. da Campo 87.
62. Giannetti Pietro di Biagio, Cap. Fanteria, Altopiano del Carso.
63. Giovannoni Luigi di Antonio, Sold. 8° Art. Camp. Quota 238.
64. Grenga Agostino di Gaspare, Sold. 43 Fanteria, Monte Asolone.
65. L’Aurora Armando di Vincenzo, Sold. Marina, si ignora.
66. Leonardi Francesco di Liborio, Sold. Marina, si ignora.
67. Leónardi Remigio di Giacomo, Sold. 19 Fanteria. Osp. da Campo 85.
68. Leoni Luigi di Antonio, Sold. 61° Fanteria, si ignora.
69. Maiorca Quirino di Sisto, Sold. 61° Fanteria, Monte Pace.
70. Mallozzi Alessandro di Silviano, Sold. 26° Fanteria, Braiman.
71. Mandatori Vincenzo di Michele, Sold. 26° Fanteria, si ignora.
72. Mangoni Francesco di Cesareo, Sold. 26° Fanteria, S. Michele.
73. Maragoni Ludovico di Angelo, Sold. 14° Fanteria, Gorizia.
74. Merchiorre Luigi di Antonio, Sold. 14° Fanteria, si ignora.
75. Mari Roberto di Luigi, 2° Bersaglieri, si ignora.
76. Mariani Francesco di Antonio, Sold. 212° Fanteria, si ignora.
77. Mattei Pasquale di Andrea, Sold. 212° Fanteria, Austria.
78. Masci Ubaldo di Nicola, Sold. 11° Bersaglieri, si ignora.
79. Massarelli Angelo Antonio di Domenico, Sold. Fanteria, Ospedale Terracina.
80. Mattias Domenico di Lorenzo, Sold. Fanteria, Ritirata Caporetto.
81. Mattei Luigi Antonio di Lorenzo, Sold. Fanteria, Osp. Santa Croce (Roma).
82. Mirabelli Amedeo di Biagio, Sold. Fanteria, Monte Asolone.
83. Molinari Alessandro di Domenico, Sold. Granatieri, Terracina (tuberc.).
84. Monti Appio di Antonio, Tenente Aviatore, Val Brenta.
85. Morini Luigi di Francesco, Sold. 101° Fanteria San. Albania.
86. Norcia Raffaele di Cesareo, Sold. 2° Bersaglieri, si ignora.
87. Notarfonso Salvatore di Crescenzio, Sold. 39° Fanteria, Osp. Mil. Principessa Iolanda.
88. Orefice Amerigo di Luigi, Sold. 39° Fanteria, si ignora.
89. Orefice Candido di Luigi, Sold. Marina, Taranto.
90. Ottaviani Costantino di Giovanni, Sold. 18° Fanteria, si ignora.
91. Pacitti Francesco di Salvatore, Sold. Bersagliere, Terracina (amput.).
92. Palazzi Armando di Agostino, Sold. 17° Fanteria, Teramo.
93. Palmacci Gaetano di Vincenzo, Sold. 248° Fanteria, si ignora.
94. Palmacci Luigi di Giuseppe, Sold. Fanteria, Monte San Michele.
95. Palmacci Vincenzo di Alessandro, Serg. Fanteria, Osp. Mil. Arpino.
96. Pandolfi Antonio di Giuseppe, Sold. Fanteria, si ignora.
97. Parisella Annibale di Augusto, Sold. 3° Art. Fortez. Monte Grappa.
98. Perroni Amerigo di Vincenzo, Sold. Fanteria, Famalson.
99. Persichini Raffaele di Eusebio, Sold. 74° Fanteria, Quota Grotta.
100. Piazza Antonio di Francesco, Sold. 1° Genio, Osp. Palmanova.
101. Poldi Agostino di Giovanni, Serg. Fanteria, Terracina.
102. Quattrociocchi Attilio di Vincenzo, Sold. Fanteria. Monastir.
103. Quattrociocchi Giovanni di Vincenzo, Sold. Fanteria, Osp. da Campo 006.
104. Recchia Armando di Giuseppe, Sold. Fanteria, Osp. da Campo 93.
105. Riccardi Eleuterio di Salvatore, Sold. 59° Fanteria, si ignora.
106. Romagna Enrico di Giuseppe, Sold. 59° Fanteria, Osp. Mil. Caserta.
107. Rossi Cesareo di Giovanni, Sold. 93° Fanteria, si ignora.
108. Rossi Saturno di Saverio, Sold. 93° Fanteria, si ignora.
109. Rossi Vincenzo di Bartolomeo, Sold. 14° Fanteria, si ignora.
110. Saccoccia Quirino di Michele, Sold. 48° Fanteria, Zavia (Tripolitania).
111. Salvatori Alfredo di Cesare, Sold. 83° Fanteria, Valsugana.
112. Salvini Mario di Marco, Cap. Cavalleria, Sacile.
113. Savelli Filippo di Antonio, Sold. Fanteria, Innsbruck.
114. Savelli Francesco di Giuseppe, Id. 728 M. 1° Fiat, si ignora.
115. Sebastianelli Mario di Silviano, Sold. bombardiere, Reparto Sanità.
116. Scalfiddi Antonio di Giovanni, si ignora, Ponte Cuchi.
117. Scinicarello Giuseppe di Pietro, Sold. Fanteria, Settore Korite.
118. Scittarelli Luigi di Dom. Antonio, Sold. 89° Fanteria, Osp. S. Marta (Roma).
119. Soale Filippo di Pietro, Sold. 89° Fanteria, Innsbruck.
120. Soale Vincenzo di Pietro, Sold. 89° Fanteria, Osp. Legnago.
121. Sperlonga Bernardo di Giacinto, Sold. Comp. Iamatori, Osp. da Campo 237.
122. Subiaco Valentino di Angelo, Sold. Fanteria, 2° Reparto Sanità.
123. Sugamosto Quirino di Vincenzo, Sold, Mitr. Fiat, si ignora.
124. Tarducci Andrea di ignoto, Sold. 2° Piemonte R. si ignora.
125. Tari Antonio di Giuseppe, Sold. Bersagliere, Mindru.
126. Tari Dionisio di Luigi, Sold. 132° Fanteria, Peteano.
127. Tassini Domenico di Cesare, Sold. Marina, Valona.
128. Tassini Francesco di Ruggero, Sold. 44° Fanteria, Velik Kribac.
129. Tassini Guglielmo di Luigi, Sold. 59° Fanteria, Vallone Franz.
130. Tornesi Vincenzo di Andrea, Sold. 8° Fanteria, Caserta.
131. Traversa Andrea di Salvatore, Sold. Rep. Marina, Cavazuccherina.
132. Varrone Alessandro di Francesco, Sold. 59° Fanteria, Osp. da Campo 1221.
133. Varrone Ernesto di Vincenzo, Sold. 14° Fanteria, si ignora.
134. Varrone Gaetano di Giuseppe, Sold. 7° Artigl. Camp. si ignora.
135. Varrone Oreste di Angelo, Sold. 11° Bersaglieri, Monfalcone.
136. Veglianti Alessandro di Domenico, Sold. 21° Fanteria, Ungheria.
137. Vicari Luigi di Eleuterio, Sold. 60° Fanteria, si ignora.
138. Zarra Giuseppe di Cesareo, Sold. 93° Fanteria, Fortin Triangolare.
139. Zizzi Antonio di Cesare, Sold. 59° Fanteria, Ungheria.
140. Zomparelli Benedetto di Carlo, Sold. 60° Fanteria, Osp. da Campo 58.
141. Masi Costanzo di Lorenzo, Sold. 5° Fanteria, Monte Kobilek.

Frammenti di storia

L’area ora occupata dal parco si trova quasi tutta al di sotto della “seconda acropoli“.
Gli storici concordano nel situare la prima acropoli laddove nel medioevo fu eretta la Rocca Traversa, o Castello Frangipane.

Sulla seconda acropoli, l’accordo c’è solo nella individuazione del sito corrispondente all’ex Convento di San Francesco, adattato a civico ospedale alla fine dell’ottocento.
Per quanto invece concerne l’epoca, la destinazione di questa “seconda acropoli” ed i suoi costruttori, gli storici tacciono o non sono d’accordo.2

Risposte definitive, anche noi, non ci sentiamo di formularne e… tuttavia, alcune precisazioni ed ipotesi ci sembrano quanto meno doverose. Premettiamo che i lavori di sistemazione e di bonifica attuali non hanno mai interessato consistenti movimenti di terreno, per altro già fin troppo rimaneggiato nel passato.

Non sappiamo se furono rinvenuti reperti archeologici consistenti ottanta anni fa, quando furono tracciati i sentieri su terreni dalla stratigrafia ancora abbastanza intatta.
Se furono trovati: o scomparvero, o non vennero riconosciuti. Perciò, le uniche, e piuttosto scarse notizie, risalgono a parziali saggi di scavo effettuati da Pio Capponi n11894/95.

Lettere e comunicazioni dell’epoca parlano piuttosto di “sterro” e di “smacchio“. I lavori interessarono la zona a ridosso del muro bugnato nell’angolo di Sud-ovest. Un rapporto di quel tempo inviato al Ministero della P.I. riferisce:

La parte del basamento messo ora allo scoperto comprende l’angolo Sud-ovest, che si prolunga dal lato di mezzogiorno per metri 40, e per metri 11 dal lato di ponente. Si compone di n°12 ordini di massi di pietra locale, di struttura ‘pseudoisodoma’ alta in media centimetri 70, disposti in ordine alquanto rientrante, in guisa che le pareti frontali del basamento restano lievemente rastremate…

I reperti ceramici, tra cui terra sigillata e vernice nera, comprendevano anche frammenti di lucerne che: “presentavano di notevole una figurina di Minerva galeata con asta e scudo, in rilievo, una figurina di Giove armato di fulmini….

Non sappiamo a quale epoca, precisamente, risalga la denominazione di “basamento del tempio di Minerva” riferito alla struttura muraria in questione. Non crediamo che quella semplice “figurina di Minerva galeata” sia stata da sola determinante, altrimenti si potrebbe attribuire il chimerico tempio (di cui, per altro, non sono stati mai reperiti altri elementi architettonici ad esso riconducibili) con la stessa labile motivazione a Giove o a Giunone, di cui fu pure rinvenuta una dedica graffita su in frammento fittile.

Ancora oggi alla struttura ciclopica viene attribuito il nome di “Basamento del cosiddetto Tempio di Minerva“, dove, con quel “cosiddetto” si prendono le debite distanze non solo dall’attribuzione, ma anche dalla circostanza che vi sorgesse un tempio.

Un’altra opera ciclopica delimita il Colle di San Francesco dal versante Sud-est, questa si impone, ancor più della prima, per l’arditezza della costruzione, anche a chi guarda da una distanza maggiore e, perfino, dal mare.

E forse fu proprio questa la sua funzione principale: impressionare i malintenzionati, che approdavano nel porto che allora si trovava dove ora è situata Piazza Garibaldi.


Quale futuro per il Parco?

AI WWF, che iniziava a gestire il parco, si sono presentati problemi che dovevano essere risolti prima di aprire l’area alle visite.
Era necessario:
- Risanare igienicamente l’area divenuta ricettacolo di rifiuti, anche provenienti dal sovrastante Vecchio Ospedale.
- Recuperare i percorsi esistenti, e ormai non più praticabili; aprire, poi, sentieri nuovi, funzionali all’utilizzo didattico dell’area.
- Terrazzare le zone di maggiore pendenza per dare staticità al terreno e rallentare il deflusso dell’acqua piovana.
- Rendere sicuri percorsi ed aree di sosta, man mano che diventavano accessibili alle visite, anche dei bambini.

Queste erano priorità logistiche, però, sia pure in prospettiva, fin dall’inizio bisognava, scegliere l’indirizzo naturalistico da dare al parco.

L’idea di recuperare utopisticamente la “purezza vegetativa autoctona” poteva certo apparire attraente in teoria, ma nella pratica, del tutto utopistica.
Negli anni passati c’era stata la sistematica introduzione di specie alloctone (cipresso macrocarpa, maclura, casuarina, palme….). Eliminare queste alberi significava spogliare completamente l’area, degradarla dal punto della stabilità geologica e renderla pericolosa oltre che irriconoscibile.

Ci si è orientati verso la reintroduzione non massiccia di specie autoctone che sarebbero dovute essere presenti in questo ambiente e la cui assenza deve essere fatta risalire ad un’opera di selezione vegetale operata all’epoca degli impianti: prima ad uliveto dell’ex convento e, poi, a parco cittadino. In questa ultima occasione si preferirono piante esotiche, di moda negli anni ’20, al posto di quelle spontanee (mirto, corbezzolo, sorbo, ferula, palma nana), invece presenti nelle aree contigue.
Ora, quando eventi naturali: crolli, vento forte o malattie, eliminano alberi alloctoni, se ne utilizza il legno per terrazzamenti e scalini ed al loro posto vengono reintrodotte le specie tipiche, già presenti in habitat originario.

D’altra parte, se è vero che il clima sta cambiando, può diventare molto interessante utilizzare il parco anche come “indicatore ambientale” per studiare, oltre alle reazioni della vegetazione locale anche l’adattamento di piante tipiche della fascia subtropicale (Jacaranda, Delonix regia ecc.).

In un certo senso si ripetono qui a livello botanico una serie di eventi già verificatisi a livello antropologico nella composizione della popolazione terracinese: nella città abbiamo avuto un laboratorio umano multietnico, nel parco abbiamo adesso un laboratorio botanico multispecifico.

Ma le potenzialità di questo parco non si esauriscono qui, l’area si presta, infatti a tracciarvi percorsi didattici multidisciplinari, si pensa perciò di esaltarne gli aspetti, così che diventi un’aula verde, aperta alle classi ed ai loro programmi, e nel contempo una vetrina naturalistica da presentare ai turisti, ad integrazione dell’offerta storico/archeologica meglio nota.

Per i giovani terracinesi e per gli adulti di adozione, potrebbe diventare questa un’area deputata alla trasmissione della memoria: alla
rimembranza.

Per questo qui, meglio che altrove, si potrebbero organizzare:
- spettacoli di animazione di favole e leggende,
- presentazioni di prodotti e ricette tradizionali,
- occasioni di incontro tra generazioni e culture diverse.

Infine, per quanto riguarda la gestione dell’area, non bisogna fare affidamento all’infinito sulla buona volontà di qualche volontario. In prospettiva bisogna, da subito, formare un gruppo di giovani capaci, da una parte di offrire un servizio qualificato alle scuole, ai cittadini ed ai turisti e dall’altra offrire un’occasione di lavoro.


Presenze faunistiche

Sembra incredibile, eppure, in questa area quasi all’interno della città, ci sono numerosi mammiferi selvatici. La contiguità con Monte Sant’Angelo a nord-est del parco, nel lato più impervio, facilita l’ingresso agli animali in cerca di cibo e di tranquillità.
Sono stati più volte segnalati: istrice (Hystrix cristata), tasso (Meles meles), volpe (Vulpes vulpes), donnola (Mustela nivalis), cinghiale (Sus scrofa), riccio (Erinaceus europaeus).

L’osservazione dei mammiferi è piuttosto difficile, data la loro attività prevalentemente notturna. Più agevole è invece ascoltare e vedere gli uccelli richiamati da quest’isola verde.

Data la posizione della zona boscosa, tra città ed ambiente rupestre, essa si presta ad essere frequentata dall’avifauna di tre habitat diversi: giardino alberato, ambiente montano e città.

Le specie più comuni sono quelle del giardino alberato: merlo (Turdus merula), pettirosso (Erithacus rubecula), cingallegra (Parus major), cinciarella (Parus caeruleus), verzellino (Serinus serinus), usignolo (Luscinia megarhynchos), luì piccolo (Phylloscopus collybita), ghiandaia (Garrulus glandarius), upupa (Upupa epops), civetta (Athene noctua).

Numerose le specie tipiche della macchia mediterranea e degli ambienti rupestri: occhiocotto (Sylvia melanocephala), sterpazzola (Sylvia communis), passera scopaiola (Prunella modularis), passero solitario (Monticula solitarius), rondine montana (Hirundo rupestris), rondone alpino (Apus melba), gheppio (Falco tinnunculus).

Infine le specie tipiche della città, visitano spesso il parco compreso tra i centri storici alto e basso: passera oltremontana (Passer domesticus), passera mattugia (Passer montanus), rondone (Apus apus), balestruccio (Delichon urbica), codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)

L’area, infine, esercita un grande attrazione per numerose specie di farfalle. Onde esaltare tale potenzialità stiamo sperimentando un vero e proprio giardino delle farfalle aperto. Favoriamo, perciò, piante atte a richiamare le specie di insetti, ancora presenti qui, ma che altrove sono a rischio di estinzione:

Amata phegea, Arctia caja, Charaxes jasius, Celerio euphorbiae, Gonepterix rhamni, Iphiclides Limeteris camilla, Papilio machaon, Pieris brassicae, Saturnia pyri, Inachis io, Zigena…


Ambiente Xerofilo e
processo di rinaturalizzazione

L’altimetria del parco è compresa tra i 30 ed i 60 metri sul livello marino.
Il terreno, laddove non affiora la roccia, è costituito da detriti o materiali di risulta.
L’area in forte pendenza, ben riparata a nord e ad ovest è esposta a sud e perciò fortemente assolata.

La forte acclività, infine, non consente alcuna ritenzione della pioggia.
Tutti questi elementi concorrono a creare un ambiente xerofilo che finisce per condizionare l’intera biocenosi.

Ambiente secco, quindi, in parte modificato dall’introduzione di specie vegetali alloctone, magari “alla moda” negli anni ’20.

Esse sostituirono l’uliveto che, a sua volta, aveva sostituito le piante originarie tipiche della macchia mediterranea costiera.

Perciò, chi visita il parco durante l’estate dovrà rassegnarsi a vederlo nella sua veste meno appariscente dal punto di vista vegetativo. La maggior parte delle piante sono in estivazione, cioè in fase di riposo estivo, in attesa della prima pioggia autunnale.
Alcune specie (euforbia arborea, anagiride…) perdono tutte le foglie e sembrano secche. Alcune erbacee, come l’acanto, appassiscono nella parte aerea e si appiattiscono sul terreno in difesa della parte ipogea della pianta.
E, ciononostante, l’intera area da lontano appare rigogliosissima per la presenza di alberi e piante sempreverdi.

Trenta anni di chiusura e di abbandono completo dell’area hanno avuto, tuttavia, un risvolto positivo per la naturalizzazione dell’area. La natura, cioè ha ripreso il sopravvento: i semi trasportati dal vento e dagli uccelli hanno reintrodotto piante autoctone, alcuni mammiferi, indisturbati, si sono impossessati dell’area, l’assenza di insetticidi ha favorito la moltiplicazione di alcuni insetti, tra cui le farfalle.

Naturalmente i lavori per rendere nuovamente agibile l’area hanno dovuto tener conto di tutto questo.

Le piante alloctone che non hanno resistito alle tempeste di vento o ai crolli sono state rimpiazzate da specie originariamente presenti (corbezzolo, mirto, sorbo, nespolo selvatico, ferula…), ma incapaci di resistere all’invasiva presenza delle specie straniere.

Si trattava di orientare l’area in una direzione che ormai non poteva essere semplicemente conservativa o mirata ad un utopico recupero “puristico” della flora.

Vista la valenza plurima dell’area, si è scelto di aggiungere ai quattro motivi di attrazione, (civile, paesaggistico, archeologico, naturale) un quinto aspetto: quello didattico, scegliendo come interlocutori privilegiati i giovani delle scuole ed i turisti.
A questo mira la tabellazione, e l’esaltazione della leggibilità paesaggistica ed archeologica dei percorsi. Nel tentativo di rendere il parco sito privilegiato di trasmissione di valori autentici, così come recita il titolo:
UN PARCO PER NON DIMENTICARE


La Flora del Parco della Rimembranza

(aggiornamento estate 2002)

PTERIDOPHITAADIANTACEAE
001) Adiantum capillus-veneris L. (Capelvenere)
ASPLENIACEAE
002) Ceterach officinarum D.C. (Cedracca comune)
POLYPODIACEAE
003) Polypodium vulgare L. (Felce dolce)
GYMNOSPERMAEPINACEAE
004) Pinus pinaster Aiton (Pino marittimo)
005) Cedrus atlantica (Enol) Carrier (Cedro)
CUPRESSACEAE
006) Cupressus sempervirens L. (Cipresso)
007) Cupressus arizonica Green (Cipresso d’Arizona)
008) Thuja occidentalis (Thuia)
DICOTYLEDONESFAGACEAE
009) Quercus ilex L. (Leccio)
ULMACEAE
010) Ulmus glabra Huos (Olmo)
011) Celtis australis L. (Bagolaro)
VERTICILLATEAE
012) Casuarina equisetifolia (Casuarina)

MORACEAE
013) Maclura pomifera (Rafin) C.K. (Maclura)
014) Ficus carica L. (Fico)
URTICACEAE
015) Urtica dioica L. (Ortica comune)
016) Urtica membranacea Poiret (Ortica membranacea)
017) Parietaria officinalis L. (Vetriola comune)
018) Parietaria diffusa Mert et Kolm (Vetriola minore)
CACTACEAE
019) Opuntia ficus indica L. (Miller) (Fico d’India)
020) Cereus uruguayanus  (Cactus)
MYRTACEAE
021) Mirtus communis L. (Mirto)
POLYGONACEAE
022) Rumex bucephalophorus L. (Rumice capo di bue)
AMARANTHACEAE
023) Amaranthus retroflexus L. (Amaranto comune)
NYCTAGINACEAE
024) Mirabilis jalpa L. (Bella di notte)
025) Bougainvillea glabra (Boughenville viola)
PHYTOLACCACEAE
026) Phytolacca acinos (Fitolacca americana)

PORTULACACEAE
027) Portulaca oleracea L. (Porcellana comune)
CARYOPHILLACEAE
028) Stellaria media (L.) Vill. (Centocchio comune)
RANUNCOLACEAE
029) Clematis flammula L. (Clematide fiammata)
030) Ranunculus arvensis (Ranuncolo dei campi)
GUTTIFERAE
031) Hypericum perfoliatum L. (Erba di San Giovanni)
LAURACEAE
032) Laurus nobilis L. (Alloro)
PAPAVERACEAE
033) Papaver rhoeas L. (Papavero comune)
034) Fumaria capreolata L. (Fumaria bianca)
035) Fumaria densiflora (Fumaria densiflora)
CAPPARIDACEAE
036) Capparis spinosa L. (Cappero)
CRUCIFERAE
037) Matthiola incana (L.) (R. Br. Violacciocca)
038) Lobularia maritima (L.) (Desv. Filigrana)
039) Capsella rubella Reuter (Borsa pastore)
040) Biscutella lyrata L. (Biscutella comune)
041) Sinapsis arvensis L. (Senape selvatica)

CRASSULACEAE
042) Umbelicus horizontalis (Guss) D.C. (Ombelico di Venere)
043) Sedum sediforme (Jacq) Pau. (Borracina)
044) Sedum album L. (Borracina bianca)
045) Sedum caespitosum (Cav.) D.C. (Borracina cespugliosa)
ROSACEAE
046) Crataegus azarolus (Azzeruolo italico)
047) Spirea japonica L.Spirea del Giappone
048) Rubus (ulmifolius) Scott Rovo comune
049) Rosa Sp.  Rosa
050) Prunus dulcis (Miller) D. A. Webb  Mandorlo
051) Prunus laurocerasus L. Lauroceraso
LEGUMINOSAE
052) Cercis siliquastrum L.   Albero di Giuda
053) Ceratonia siliqua L. Carrubo
054) Anagyris foetida L.Legno puzzo
055) Robinia pseudoacacia L. Robinia
056) Wistera sinensis (Sims) Sweet Glicine
057) Psoralea bituminosa L. Trifoglio bituminoso
058) Vicia sativa L.  Veccia dolce
059) Vicia hybrida L. Veccia pelosa
060) Vicia bythinica (L.) Lam. Veccia dentellata

061) Melilotus italica (L.) Lam. Meliloto italico
062) Trifolium campestre (L.)  Trifoglio
063) Lotus ornithopodioides L.Ginestrino
064) Coronilla emerus L. Cornetta
OXALIDACEAE
065) Oxalis pes-caprae L. Acetosella gialla
066) Oxalis articulata Savigny Acetosella rizomatosa
GERANIACEAE
067) Geranium sanguineum L.  Geranio Sanguigno
068) Geranium pyrenaicum Burm. Geranio dei Pirenei
069) Geranium purpureum Vil.  Geranio purpureo
070) Perargonium zonale (L.) Aiton Geranio coltivato
EUPHORBIACEAE
071) Mercurialis annua L. Mercorella comune
072) Ricinus communis L. Ricino
073) Euphorbia dendroides L. Euforbia arborea
074) Euphorbia spinosa L. Euforbia spinosa
075) Euphorbia helioscopica L. Euforbia calenzula
076) Euphorbia peplus L. Euforbia minore
077) Euphorbia barellieri  Savi Euforbia di Barellieri
078) Euphorbia paralias L.  Euforbia cespugliosa
RUTACEAE
079) Ruta chalepensis L. Ruta
080) Citrus limon L. Burm Limone

081) Citrus sinensis L. Osbeck Arancio
SIMAROUBACEAE
082) Ailanthus altissima (Miller) Swinge Ailanto
ANACARDIACEAE
083) Pistacia terebinthus L.Terebinto
084) Pistacia lentiscus L. Lentisco
085) Schinus molle L. Falso pepe
CELASTRACEAE
086) Euonymus japonica L.Fil. Evonimo del Giappone
RHAMNACEAE
087) Rhamnus alaternus L. Alaterno
VITIACEAE
088) Vitis vinifera L. Vite
089) Parthenocissus quinquefolia L. Planchon Vite del Canada
MALVACEAE
090) Malva silvestris Malva
091) Lavatera cretica L.Malvone
THYMELACEAE
092) Daphne gnidium L. Dafne cnidio
VIOLACEAE
093) Viola arvensis Murray Viola dei campi

PUNICACEAE
094) Punica granatum L. Melograno
ARALIACEAE
095) Hedera elix L. Edera
UMBELLIFERAE
096) Smyrnium olusatrum L. Corinoli comune
097) Conium maculatum L. Cicuta
098) Foeniculum vulgare Miller Finocchio
099) Ferula communis L. Ferula
100) Daucus carota L. Carota selvatica
ERICACEAE
101) Arbutus unedo L. Corbezzolo
PRIMULACEAE
102) Anagallis arvensis L. Centocchio dei lama
103) Anagallis foemina Miller Centocchio azzurro
OLEACEAE
104) Ligustrum lucidum Aiton Fil. Ligustro
105) Olea europea L. var. europea Olivo
106) Olea europea L. var. silvestris Oleastro
107) Fraxinus ornus L. Orniello
APOCYNACEAE
108) Nerium oleander L. Oleandro
109) Vinca maior L. Pervinca maggiore

RUBIACEAE
110) Galium aparine L. Gaglio asprello
111) Rubia peregrina L. Robbia selvatica
CONVOLVULACEAE
112) Calystegia silvatica (Kit) Gris Vilucchione
113) Convolvulus althaeoides L. Vilucchio rosso
BORRAGINACEAE
114) Ancusa hibrida Ten. Buglossa ibrida
115) Borrago officinalis L. Borragine
116) Cynoglossum columnae Tel. Lingua di cane di C.
117) Cynoglossum creticum Miller (Lingua di cane)
LABIATEAE
118) Prasium majus L. (The siciliano)
119) Marrubium vulgare L. (Marrubio)
120) Ballota nigra L. (Cimiciotta)
121) Stachys selvatica L. (Betonica)
122) Calamintha nepeta L. (Savi) (Mentuccia)
123) Rosmarinus officinalis L. (Rosmarino)
124) Hyoscyamus albus L. (Giusquiamo bianco)
125) Solanum nigrum L. (Erba morella)
SCROPHULARIACEAE
126) Verbascum sinuatum L. (Verbasco)

SOLANACEAE
127) Scrophularia peregrina L. (Scrofularia)
128) Antirrhinum maius L. (Bocca di leone maggiore)
129) Antirrhinum tortuosum (Bocca di leone cespugliosa)
130) Linaria purpurea (L.) Miller (Linaria purpurea)
131) Veronica polita Poiret (Veronica lucida)
ACANTHACEAE
132) Acanthus mollis L. (Acanto)
CAPRIFOLIACEAE
133) Sambucus ebulus L. (Ebbio)
134) Lonicera implexa Aiton (Caprifoglio)
DIPSACACEAE
135) Knautia arvensis L. (Coulter) (Ambretta)
COMPOSITAE
136) Phagnalon rupestre (L.) D.C. (Scuderi)
137) Pallenis spinosa L. (Cass.) (Asterisco)
138) Anthemis cotula L. (Camomilla)
139) Artemisia vulgaris L. (Artemisia)
140) Senecio cineraria D.C. (Senecione cinerario)
141) Carduus pycnocephalus L. (Saettone)
142) Galactites tomentosa Moench (Scarlina)
143) Tragopogon porrifolius L. (Barba di becco)
144) Taraxacum officinale Weber (Tarassaco)
145) Sonchus oleraceus L. (Crespigno

)

MONOCOTYLEDONESLILIACEAE
146) Aloae sp. (Aloe)
147) Allium roseum L. (Aglio roseo)
148) Allium subhirsutum L. (Aglio pelosetto)
149) Asparagus acutifolius L. (Asparago pungente)
150) Asp. asparagoides L. Druce (Asp. ornato)
151) Smilax aspera L. Stracciabraghe
152) Urginea maritima (L.) Baker (Scilla marina)
AGAVACEAE
153) Agave americana L. (Agave)
154) Yucca gloriosa (Yucca)
DIOSCORACEAE
155) Tamus communis L. (Tamaro)
IRIDACEAE
156) Iris Germanica L. (Iris)
GRAMINACEAE
157) Dactylis hispanica Roth
158) Catapodium rigidum L. Hubbard
159) Lolium rigidum Gaudim (Loglietto)
160) Lolium perenne L. (Loglietto)
161) Bromus rubens L. (Bromo)
162) Bromus hordeaceus L. (Bromo)
163) Hordeum leporinum L. (Orzo selvatico)
164) Agropyron repens (L.) Beau (Gramigna)
165) Avena sterilis L. (Avena selvatica)
166) Cynodon dactylon (L.) Pers (Gramigna)
167) Cymbopogon hirtus (L.) Janchen (Barboncino)
PALMACEAE
168) Erythea (Brahea) armata (Palma glauca)
169) Chamaerops humilis L. (Palma nana)
170) Phoenix canariensis L. (Palma)
171) Washingtonia filifera Wendl (Palma)
ARACEAE
172) Arum italicum Miller (Gigaro)
173) Arisarum vulgare Targ-Tozz (Arisaro)

Emilio Selvaggi

Note


[1]LEGGE 21 Marzo 1926, n. 559

I Viali e i Parchi della Rimembranza sono dichiarati pubblici monumenti.

GAZZETTA UFFICIALE GU n. 88 del 15 aprile 1926

Vittorio Emanuele III

Per Grazia di Dio e Volontà della Nazione Re d’Italia
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato;

Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Articolo Unico.

I Viali e i Parchi della Rimembranza, dedicati, nei diversi Comuni del Regno, ai caduti della Guerra 1915-1918 e alle vittime fasciste, sono pubblici monumenti.

Ordiniamo che la presente, munita di sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Roma, addì 21 marzo 1926

Vittorio Emanuele

Fedele.

Visto, Il Guardasigilli: Rocco.?

[2]Gli studi attuali ritengono più probabile che l’area di San Francesco fosse l’acropoli originaria, in particolare per motivi difensivi, essendo il colle in posizione più elevata rispetto alla zona del castello.?

Terracina Rialzati


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terracina-pisco-montano-blu-anni-30_bis

Rinnovamento «al 50 o 60 per cento». Claudio Fazzone ha indicato
con percentuali abbastanza precise quale dose di novità è sopportabile dal Pdl
nel momento in cui si accinge ad affrontare le amministrative di maggio. Nel
coordinamento comunale dell’altra sera, più che la scontatissima disponibilità
alla candidatura a sindaco data da Nicola Procaccini, contava capire quanti
pidiellini della maggioranza e dell’amministrazione Nardi il senatore intende
imbarcare nella sua lista, dopo avere predicato per mesi discontinuità. Non per
niente un sms anonimo, ieri pomeriggio, annunciava una manifestazione dei
pidiellini contrari all’apertura ai pidiellini ‘nardiani’. In realtà, non è
successo nulla, ma Fazzone ha confermato che le porte sono aperte, perché il
vero rinnovamento, secondo il senatore, non è delle persone ma del «metodo». E
così ha informato tutti che si farà all’incirca a metà tra nuovo e vecchio.
Qualcuno si è fatto i conti: se in lista c’è posto per 24 candidati, una decina
di posti toccheranno a chi è espressione dell’attuale coalizione di governo
Nardi. Nomi non se ne sono fatti, ma i più quotati al recupero sono Romano
Fantasia, Valentino Giuliani, Valentino Giuliani, Pino Amuro e Roberto
Pietricola (gli ultimi due erano anche presenti alla riunione del
coordinamento). Si è parlato anche di possibili schieramenti elettorali,
individuando come il più verosimile quello che vede assieme Pdl, La Destra e
l’Udc. «Che dignità e prospettiva potrebbe avere una proposta alla città che
dovesse nascere su basi di liste di proscrizione e rancori personali?». Così si
legge nella nota che il coordinatore comunale, Gianluca Corradini, ha diramato
al termine dell’incontro. Il rinnovamento, comunque, resta la parola d’ordine e
Procaccini, scrive Corradini, è «la persona che meglio può incarnare la
rivoluzione pacifica di cui ha bisogno terracina. Siamo lieti di poter
annunciare ufficialmente la disponibilità di Nicola a mettersi alla guida di
questa comune aspirazione». A questo punto resta solo da attendere l’avallo
degli altri organismi del partito.
A.D.L.


Il giudice Silvia Artuso prenderà servizio oggi presso il tribunale di
Terracina.
La «toga» arriva dalla Sicilia e, dopo un anno di emergenza presso la
sede di via dei Volsci dovuta all’assenza di un giudice per i procedimenti
penali, da oggi la struttura potrà tornare a funzionare a pieno regime. Con
l’entrata in servizio del giudice Silvia Artusi, infatti, i processi penali
potranno svolgersi in tutta regolarità, senza la necessità di dover rinviare di
volta in volta le udienze tenute dai Got, «toghe» impossibilitate a svolgere
tutte le funzioni in possesso invece dei giudici. L’emergenza al tribunale di
Terracina è iniziata un anno fa con la partenza, quasi contemporanea, dei
giudici Antonio Perinelli e Maria Teresa Cialoni.
F. A.


Con le casse comunali vuote, quasi 5 mila euro possono comunque uscire per
rimborsare la società presso cui lavora il consigliere Valentino Giuliani, la
«Litorale Spa» di Roma.
In soli tre mesi, d al l’ottobre al dicembre del 2010,
l’es ponente della lista civica «Patto per Terracina» si è dovuto assentare dal
lavoro per ben 14 volte, 12 Consigli comunali e 2 conferenze dei capigruppo.
Motivi istituzionali, insomma, per cui però da piazza Municipio si è dovuto
effettuare un accredito bancario sul conto corrente della «Litorale Spa» di ben
4.731 euro e cinque centesimi, tanto per essere precisi. Per svolgere la sua
attività amministrativa, infatti, il consigliere comunale Valentino Giuliani
richiede un permesso retribuito alla società per cui lavora. Il che significa
che la ditta comunque paga il suo dipendente, ma poi batte cassa al Comune per
farsi restituire quanto gli è dovuto. Stupisce che, in soli tre mesi, per il
solo consigliere Giuliani si sia arrivati a spendere quasi 5 mila euro, relativi
alle ore di lavoro in cui il dipendente è stato assente per motivi
istituzionali, compresi nel pagamento anche gli oneri riflessi. Calcoli che
vengono effettuati – come si legge nella determina comunale a firma del
dirigente alle finanze Ada Nasti – dal «Prospetto statistico costo orario »
inviato all’ente dalla «Litorale Spa». I soldi escono dalle casse comunali oggi,
ma di fatto vengono conteggiati per l’esercizio finanziario del 2011. Altri casi
come quelli del consigliere Giuliani certamente ci saranno tra i 30 consiglieri
che siedono sugli scanni della massima assise cittadina, a cui vanno aggiunti
assessori e sindaco. Un bel gruzzoletto che stride con la situazione economica
debitoria del Comune di Terracina. Quando non ci sono soldi per tappare buche,
pagare gli stipendi arretrati di decine di dipendenti e sostituire quattro
lampadine fulminate (ma la lista potrebbe continuare a lungo), fa sorridere
amaro sapere che per un consigliere comunale possano uscire dalle casse del
Comune quasi 5 mila euro in appena tre mesi. Gridare alla «casta» forse è
eccessivo, ma si vada a dirlo a quelle decine di famiglie rimaste, a causa dei
debiti dell’ente, a bocca asciutta per tanto tempo.
Francesco Avena


A rischio anche l’assistenza ai minori disagiati. L’amministrazione Nardi non
paga dal 2007 l’Istituto Gregorio Antonelli per il servizio socio-assistenziale
reso a bambini ed adolescenti della città in condizione di abbandono o,
comunque, di difficoltà. L’Istituto accoglie questi minorenni nella propria
struttura residenziale, grazie ad una retta che dovrebbe essere garantita dal
Comune. In realtà, sono circa quattro anni che l’Ente non paga, tanto che
l’arretrato ammonta ormai a 500mila euro. Difficile andare avanti in questo
modo. L’attenzione sul problema è stata richiamata da una interrogazione del
gruppo consiliare del Pd. «Com’è noto – si legge nell’interrogazione -,
l’Istituto Gregorio Antonelli di terracina svolge, tra l’altro, una funzione
socio-assistenziale a favore del comune di terracina, accogliendo nella propria
struttura residenziale molti che si trovano in situazioni di disagio e di
abbandono nella nostra città. Per il servizio socio-assistenziale che l’Istituto
Gregorio Antonelli svolge a favore dei minori, il Comune di terracina deve
pagare una retta. La retta dovrebbe essere pagata entro breve tempo, invece dal
2007 il comune di terracina non provvede alla rimunerazione di quanto dovuto nei
confronti dell’Istituto Gregorio Antonelli di terracina, arrivando ad una
esposizione debitoria fino al mese di gennaio del 2011 di circa 500 mila euro
oltre agli interessi maturati e alle spese legali». «L’Istituto Gregorio
Antonelli di terracina -continua l’interrogazione-, per responsabilità
dell’amministrazione comunale si trova nell’incapacità di poter garantire il
servizio socio-assistenziale ai minori per motivi finanziari, considerando,
oltretutto, che si trova anche nell’impossibilità di trovare credito verso le
banche e i propri fornitori, anche per i beni di prima necessità. Se il comune o
l’Azienda Speciale non provvederanno al pagamento, entro breve tempo, di quanto
dovuto all’Istituto Gregorio Antonelli di terracina, si rischia che lo stesso
non sarà più in condizioni di ospitare e assistere i minori, con tutte le
conseguenze che ne potrebbero derivare». I democratici chiedono al sindaco di
sapere «per quale motivo, il comune di terracina e l’Azienda Speciale, da anni,
non provvede al pagamento all’Istituto Gregorio Antonelli di terracina delle
rette dal 2007, per circa 500 mila euro, per l’assistenza prestata ai minori
della nostra città; quali iniziative urgenti intende prendere l’amministrazione
comunale per provvedere al pagamento all’Istituto Gregorio Antonelli di
terracina per l’assistenza prestata ai minori».
Andrea Di Lello


La mettono sull’ironico i ciclisti riuniti nel Comitato «Terracina ciclabile»
presieduto da Luigi Cialone. Per far notare all’assessore ai lavori pubblici
Franco Ferrari come le sue promesse fatte in tempi non sospetti siano cadute nel
dimenticatoio, i ciclisti scomodano addirittura Collodi e il personaggio nato
dalla sua fantasia: Pinocchio. «Pinocchio è un emerito dilettante se paragonato
ai nostri assessori. A distanza di due anni riformulo la domanda all’assessore
Franco Ferrari, quando verranno realizzate tutte le opere promesse? Forse
qualcuno dovrebbe far presente a Ferrari e di fatto a tutta l’amministrazione
del sindaco Stefano Nardi che il loro mandato volge al termine (con un profondo
respiro di sollievo di una ‘cospicua’ parte dei terracinesi) e non solo non sono
state realizzate le corsie ciclabili, ma abbiamo delle strade di cui
vergognarsi». Tanto per tornare alla fiaba di Pinocchio, se gli assessori dicono
le bugie, servirebbe una fata turchina a sistemare tutto.
F. A.



Una «rivoluzione pacifica» che «non nasce contro qualcuno, ma per qualcosa».
È questo il compito affidato lunedì scorso a Nicola Procacccini dal direttivo del
Pdl. Il portavoce del ministro Giorgia Meloni ha sciolto la riserva sulla sua
candidatura alla carica di sindaco. L’incontro si è tenuto alla presenza del
coordinatore provinciale Claudio Fazzone e il direttivo guidato da Gianluca
Corradini, arricchito da un paio di esponenti della maggioranza consiliare. A
darne notizia lo stesso Corradini. Procaccini ha dato la sua disponibilità a
capeggiare la lista del Pdl. Ora, come spiega il coordinatore locale, si può
dare il via alle «consultazioni con tutti coloro che fossero intenzionati a
condividere un programma di governo serio e propositivo». Restano, in realtà,
ancora alcuni passi da compiere. Uno dei quali è il placet degli altri organismi
di partito. Ma ai più appaiono, come del resto già chiaro da tempo, solo delle
formalità. La presenza di Fazzone al direttivo di lunedì è apparsa garanzia
sufficiente a considerare chiusi i giochi. Qualcuno a Roma ancora discute su
altri nomi, ma il leader provinciale lunedì ha già iniziato a parlare di
«strategia da adottare in campagna elettorale», spiega Corradini, fornendo al
contempo «le indicazioni più urgenti per la redazione del programma». Non è
passata inosservata intanto l’as – senza dell’amministrazione comunale, pure
invitata a partecipare. Corradini lo fa notare (erano presenti solo Pino Amuro e
Roberto Pietricola) ma poi glissa e dice di voler «unire le forze politiche del
centrodestra e tutte le espressioni civiche disponibili a riconoscersi in un
ampio programma di rinnovamento». La parola d’ordine è «volare alto». Corradini
plaude all’«entusia – smo manifestato da tutti intorno a un progetto politico
che non nasce contro qualcuno, ma per qualcosa» e indica in Procaccini «la
persona che meglio può incarnare la rivoluzione pacifica di cui ha bisogno
Terracina». In questo ossimoro sta tutta la strategia del Pdl. Stretto, almeno
fino a questo momento, dentro più di un paradosso. Come la candidatura a sindaco
di Edis Mazzucco, consigliere pidiellino che scenderà in campo con la lista
«Forza Sud». O quella di Gianni Percoco, con il movimento di Nuova Area. E non
ultimo quella di Gianfranco Sciscione, uomo del governatore Polverini. E non è
finita. Perchè c’è chi è convinto che sulla candidatura di Nicola un placet
«dall’alto» non sia ancora arrivato. E che la partita resti ancora aperta.
Diego Roma

Una lista formata «da neofiti della politica, per dare un chiaro e netto taglio
con il passato e non soltanto quello prossimo».
Questi gli intendimenti
annunciati dall’Alleanza di centro, che scende in campo per le prossime elezioni
comunali. Un chiaro segno di rottura con l’at – tuale scenario quello descritto
da Carmine Bennato. «Inutile scendere in campo – spiega – per straparlare di ciò
che è stato promesso e non realizzato. Il nostro partito vuole riportare al voto
i disillusi dalla politica». Sul candidato sindaco «ci stiamo consultando con
più liste» continua Bennato «al fianco dello schieramento che più sarà capace di
rinnovarsi nel programma amministrativo». Non così scontata l’alleanza col Pdl,
ma è vicino un incontro con il senatore Claudio Fazzone.
Carmine Bennato
D. R .



Il percorso per una sua approvazione definitiva è ancora lungo, ma il partito de
La Destra ha voluto comunque illustrare agli elettori il lavoro fatto in
Regione.
Si è tenuto lo scorso venerdì a villa Tomassini alla presenza del
presidente della commissione Urbanistica della Regione Roberto Buonasorte il
convegno sul Piano casa. Introdotto dal segretario comunale Gianluca Di Natale e
da quello provinciale Emilio Perroni, il consigliere Buonasorte ha dissertato a
lungo su una legge che «consentirà – ha detto – di rilanciare l’economia ma
anche e soprattutto di avere un’abitazione anche a giovani coppie, lavoratori
precari, persone in difficoltà». Mutuo sociale, ampliamenti e premi di cubatura
per demolizioni e ricostruzioni e per la sostituzione di condomini fatiscenti.
Incentivi di cubature in cambio dell’adegua – mento sismico. Sono tanti gli
spunti su cui sta lavorando in Regione il partito di Storace. Per gli
ampliamenti in zona agricola sono previsti ampliamenti «sino a un massimo di 62
metri quadrati, e con aumenti del 20% per gli edifici di dimensioni maggiori ai
1000 metri cubi e non oltre i 200 mc» ha detto Buonasorte. Fino al 60% di
incremento a chi sostituisce condomini fatiscenti e del 35% per chi ingrandisce
adeguando l’edificio alle norme antisismiche. Addirittura rivoluzionaria pare la
proposta di riqualificazione del litorale. Per chi edifica in altro sito, La
Destra propone premi di cubatura del 100%. Sostegno dalla Regione infine agli
acquirenti meno abbienti. «Potrà acquistare la casa a prezzo di costo – conclude
Buonasorte – versando una rata mensile che verrà sospesa in caso di
disoccupazione e di cui la Regione si farà garante».
D. R.


Tentano di rubare un autocarro all’interno di un’azienda di Pontinia, ma vengono
beccati sul fatto e arrestati dai carabinieri del comando stazione di Sabaudia.

A finire in manette con l’accusa di furto aggravato sono stati tre uomini, dei
quali due già noti alle forze dell’ordine. Si tratta del 49enne A.T. Di Sezze e
del 34enne M.V. di terracina. Con loro anche il 37enne L.L., sempre di
terracina. I tre hanno cercato di mettere a segno il furto domenica scorsa,
probabilmente approfittando del giorno di chiusura dell’azienda presa di miro.
Sono riusciti a intrufolarsi, riuscendo a evitare il sistema di video-
sorveglianza, e hanno cercato di portare via un autocarro di quelli parcheggiati
all’interno della recinzione. Qualcosa, però, è andato storto visto che di lì a
poco è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Sabaudia che li ha sorpresi
proprio mentre erano intenti a portare via il mezzo pesante. Sono, quindi,
scatatte le manette e ieri i tre sono stati giudicati con rito direttissimo.
Ri.Re.

PD: Istituto Gregorio Antonelli, a rischio il servizio socio-assistenziale
al Presidente
del Consiglio Comunale di Terracina

e.p.c al Sindaco
del Consiglio Comunale di Terracina

OGGETTO: interrogazione urgente con risposta scritta e orale in consiglio
comunale Com’è noto, l’Istituto Gregorio Antonelli di Terracina, svolge, tra
l’altro, una funzione socio-assistenziale a favore del comune di Terracina,
accogliendo nella propria struttura residenziale molti che si trovano in
situazioni di disagio e di abbandono nella nostra città. Per il servizio socio-
assistenziale che l’Istituto Gregorio Antonelli svolge a favore dei minori, il
comune di Terracina deve pagare una retta. La retta dovrebbe essere pagata entro
breve tempo, invece dal 2007 il comune di Terracina non provvede al
rimunerazione di quanto dovuto nei confronti dell’Istituto Gregorio Antonelli di
Terracina, arrivando ad una esposizione debitoria fino al mese di gennaio del
2011 di circa 500 mila euro oltre agli interessi maturati e alle spese legali.
L’Istituto Gregorio Antonelli di Terracina, per responsabilità
dell’amministrazione comunale si trova nell’incapacità di poter garantire il
servizio socio-assistenziale ai minori per motivi finanziari, considerando,
oltretutto, che si trova anche nell’impossibilità di trovare credito verso le
banche e i propri fornitori, anche per i beni di prima necessità. Se il comune o
l’Azienda Speciale non provvederanno al pagamento, entro breve tempo di quanto
dovuto all’Istituto Gregorio Antonelli di Terracina, si rischia che lo stesso
non sarà più in condizioni di ospitare e assistere i minori, con tutte le
conseguenze che ne potrebbero derivare. Premesso quanto sopra, i sottoscritti
consiglieri del Partito Democratico interrogano per sapere: * Per quale motivo,
il comune di Terracina e l’Azienda Speciale, da anni non provvede al pagamento
all’Istituto Gregorio Antonelli di Terracina delle rette dal 2007, per circa 500
mila euro, per l’assistenza prestata ai minori della nostra città;

* Quali iniziative urgenti intende prendere l’amministrazione comunale per
provvedere al pagamento all’Istituto Gregorio Antonelli di Terracina per
l’assistenza prestata ai minori.

Bernardi Antonio
La Rocca Giuseppe
Berti Benito
Pietricola Giuseppe
Carinci Giancarlo
Recchia Vincenzo
Coccia Vincenzo
Zappone Domenico

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Questa settimana cercheremo di fare il punto della situazione tra arresti, pignormaneti, solidarietà e voltagabbana.

Che avessimo toccato il fondo si sapeva già, che qualcuno avesse cominciato a scavare pure, che stessimo demolendo la memoria collettiva e qualsiasi possibilità di partecipazione democratica nella vita della città anche, ma quello che lascia più perplessi è il mondo di omertà che si nasconde dietro, davanti e intorno alle figure di spicco della nostra rappresentanza politica.

Di fronte al clamoroso arresto di un consigliere comunale per reiterato abuso edilizio in località vincolatissima, non abbiamo assistito a nessuna forma di sussulto di dignità, di recupero del più alto senso della cosa pubblica o di rispetto per le istituzioni: il gruppo ha fatto quadrato attorno al suo capo, ed ha espresso solidarietà al suo leader, confondendo piano umano e piano politico: un guazzabuglio inestricabile, pieno di malcostume, di voltagabbana, di imbonitori della prima repubblica, tutto condito da un religioso ossequio alla migliore tradizione della spartizione del potere nel momento in cui “si libera un posto“.

Nessuno dei sodali che ammetta un evidente errore di valutazione sull’alleato scelto…

Tristissima la rassegna stampa del giorno dopo sul sito del Comune che, per un’evento di tale importanza, riportava solamente un breve articolo sugli arresti del consigliere e una nota allegata con un’allucinate analisi sociologica Lauretti/Facebook, dimostrazione di come il “sistema” abbia protetto una sua pedina importante.

Il caso Lauretti sarà ricordato come il più clamoroso esempio di disprezzo delle istituzioni, di reiterata violazione della legge da parte di un rappresentate del Consiglio comunale, e di disinvolta ostentazione di potere, arroganza e presunzione.

In modo un po’ ironico ripercorreremo, insieme Marcello e Fulvio, gli eventi di questa settimana attraverso il video postato di seguito.

Eclatante anche il caso, ricordato da nostri, dei pignoramenti effettuati a danno del Comune per 5 milioni di euro, che restano comunque una pura formalità, visto che, con il debito che abbiamo, TUTTI gli IMMOBILI del Comune sarebbero già pignorati!!! Ovviamente non sarà possibile appropriarsi dei beni di uso pubblico, come le favisse, per ragioni strettamente legate alla tutela del patrimonio culturale. Tuttavia resta l’orribile immagine dei creditori alla porta che bussano e busseranno anche con la prossima amministrazione.

Per l’occasione abbiamo recuperato il vignettista storico della satira a Terracina e siamo onorati di ospitarlo ancora una volta sulle nostre pagine, grazie V. Buona visione a tutti.

Video importato

vimeo Video

P.S. Di oggi la chicca: l’improbabile difesa di Lauretti. La povera mamma scagiona il figlio, del tutto ignaro delle sue manovre: “Sono io la sola responsabile… Stavo costruendo questa megavilla per lasciare qualcosa ai miei nipoti…” E lui: “Io non ne sapevo nulla, non sapevo nulla dei lavori!

Ehi ragazzo, stai offendendo la nostra intelligenza… :)

Terracina Rialzati

Questo Post è stato tratto dal sito “Terracina Rialzati”, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com

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terracina-giardinetti-anno-indefinito_bis

Il 17 marzo 2011 ricorre il 150° dell’Unità d’Italia. E per ricordare una data simbolo, il 17 marzo 1861 giorno in cui Vittorio Emanuele è stato proclamato re d’Italia, è stato proclamato, solo per quest’anno, giorno di festa nazionale. Il governo, nell’ambito delle manifestazioni promosse durante l’anno per i festeggiamenti dell’Unità d’Italia, ha invitato tutti i Comuni d’Italia ad organizzare una “notte bianca” tra il 16 e il 17 marzo. All’invito arrivato dall’Anci, associazioni comuni italiani, l’amministrazione ha aderito, pur nelle oggettive difficoltà riguardo a tempi e spesa. Da qui quella sembrava solo una boutade, è diventata una realtà: una notte bianca tricolore con inizio alle nove di sera del 16 marzo fino alle nove di mattina del 17 marzo, coinvolgendo tutta la città. Una notte intera per le vie e le piazze principali della città. Che prenderà il posto della “solita” cerimonia al chiuso di un’aula consiliare, ma cercherà di coinvolgere tutta la città. Di concerto con quanto auspicato dal Presidente della Repubblica ” che sia la festa di tutti gli italiani”; dalle note inviate dalla Prefettura che hanno invitato i Comuni a coinvolgere “i giovani, pensando iniziative per i giovani”, coloro che non hanno ricordi, non hanno memoria dell’Unità d’Italia, della fatica di diventare italiani che se “l’Italia era stata fatta, bisognava fare gli italiani”, se non nei libri di storia. Dunque per non tradire lo spirito più profondo della Festa, una notte tricolore. Che sia festa per tutti, di tutti. Una città che non dimentica le proprie radici; che non lascia indietro nessuno; che riesce a fare festa tutti insieme, andando oltre le divisioni e le appartenenze. Perché convinti delle capacità, delle risorse e delle professionalità, dei talenti presenti in città, troppe volte e troppo spesso descritta come “morta”. Per risvegliare una voglia, solo sopita, ma sempre presente, di partecipazione, di essere città. Di rivalsa, verso tutto e tutti nel giorno di festa nazionale per tutti. Che Terracina è tanto altro, o non solo le pagine e pagine di giornale, i fiumi di parole di un’altro colore, non sempre o solo quello della cronaca nera. Ma anche la rosa, la bianca e la cultura.
Dunque: 3 piazze, 3 eventi, 1 un’isola pedonale: la cultura il leit motiv della “Notte Bianca”. Piazza Giuseppe Garibaldi, piazza Giuseppe Mazzini e piazza Municipio 3 scelte ovvie vista l’assoluta casuale coincidenza( combinazione vincente) dei nomi con l’evento. Che proporranno ognuna “un mondo a parte” frutto delle idee, del contributo e della passione dei tanti cittadini terracinesi che hanno raccolto “l’invito a partecipare” mettendo a disposizione capacità e risorse. Divise e distanti sulla carta le 3 piazze verranno unite idealmente dall’isola pedonale.
Il percorso:
* da via Roma, a partire da piazza della Repubblica esclusa, fino all’incrocio di via Derna;
* da piazza della Libertà a piazza Municipio lungo tutta via Salita Annunziata a scendere fino all’incrocio di Via Derna con Via Roma,
* viale della Vittoria dall’incrocio di via Derna con via Roma fino all’incrocio con Viale Europa.
Isola pedonale:
* con inizio dalle ore 21.00 di mercoledì 16 marzo fino alle ore 06.00 di giovedì 17 marzo
* divieto di sosta nelle zona dalle ore 19.00 di mercoledì 16 marzo alle 6.00 di giovedì 17 marzo

Ordinanze:
* 8 marzo 2011, n. 0004/AG: ” Deroga ordinanza n. 050/AG in data 6 ottobre 2008 – Facoltà proroga orario di chiusura nella notte tra il 16 e il 17 marzo 2011, a favore di esercizi commerciali e pubblici esercizi – 150° anniversario Unità d’Italia”
* 11 marzo 2011, n. 0006AG:”150° anniversario Unità d’Italia – Evento cd. “Notte Bianca” del 16 e 17 marzo 2011″ che prevede la deroga al Piano comunale di zonizzazione acustica.
* 14 marzo 2011, n. 23/III:”Regolamentazione traffico a carattere temporaneo, per effettuare su alcuni tratti di strade urbane la manifestazione denominata Notte Bianca dell’Unità d’Italia che si terrà nella notte tra il 16 ed il 17 marzo c.a.” – Le strade Viale della Vittoria, Via Derna, Via Roma (da Via Derna a Via del Fiume), Via Salita Annunziata, Via Foro Severiano, nonché Piazza Mazzini, Piazza Garibaldi saranno interessate da Divieto di sosta con rimozione forzata a partire dalle ore 19.00 del giorno 16 marzo c.a..

Il Programma:
ore 21.00 Intro a) PIAZZA G. GARIBALDI: Il Live a Band Unite
ore 22.45 Opening act Muiravale Free Town
ore 22.00 Frangettas (cover band anni ’60-’70)
ore 23.30 Muiravale Free Town
ore 01.00 Rino Gerard Band (Rino Gaetano cover band)
ore 02.30 Cosmic Crash (Pink Floyd Tribute Band)

b) PIAZZA MUNICIPIO: Stati Uniti dell’Arte
ore 21.00 Esibizione danza
ore 21.30 Ricordando Gigi Nofi a cura della compagnia “Gli Amici di Ermanno Carsana”
ore 22.45 Gli Stanchinati Uniti
ore 23.30 Concerto Banda Musicale “Città di Terracina”
ore 00.30 Esibizione ASD Nandana Ballet
ore 01.00 Gli Stanchinati Uniti
ore 01.20 Esibizione ASD Dancing Florens
ore 02.00 Gli Stanchinati Uniti

c) PIAZZA G. MAZZINI: Scuole Riunite
ore 21.00 Blue Blood
ore 21.30 Etnosonica (I.C. Montessori)
ore 22.00 Muro del Suono (I.C. Montessori)
ore 22.30 Musica popolare è anima dei Popoli (ITC Bianchini – ASD Dancing Florens)
ore 23.00 Esibizione ASD Nandana Ballet
ore 23.30 Esibizione ASD Spiriti Liberi
ore 24.00 Joyful Voice (coro Gospel di Fiorella Iodice)
ore 01.00 Cover Micheal Bublè

I VIALE DELLA VITTORIA- VIA ROMA: L’isola (pedonale) unita
ore 21.00 Inizio “Parata” Artisti di Strada
ore 22.00 Spettacoli di strada: giocolieri, trampolieri, clown e (angolo via Lungolinea viale della Vittoria)
ore 01.00 Spettacoli di strada: giocolieri, trampolieri, clown e (adiacente piazza della Libertà)
Event revolution Flash
Mostra lavori alunni Scuola Elementare di La Fiora
Mostra lavori Comunità Terapeutiche
Esibizione palestra Tae Kwon Do
Scouts Agesci
II PIAZZA DELLA LIBERTA’ A PIAZZA MUNICIPIO, VIA SALITA ANNUNZIATA: Galleria d’arte a cielo aperto
- PIAZZA DELLA LIBERTA’
Mostra “I Comuni della Pedemontana lungo l’antica linea ferroviaria Velletri – Terracina”
-VIA SALITA ANNUNZIATA
Mostra “Alimentarte” di Alessandra Romagna
- CHIESETTA DELL’ANNUNZIATA
ore 21.30 Improvvisazione acustica di Alessandro Riccardi
- PIAZZA DOMITILLA: Arti unite in musica
- MURALES di Stefania Romagna e Marco Longo
- Sala Renè de La Blancherè: Street(is)life, mostra fotografica di Ettore Maragoni, Francesco Sinni e
ore 22.00 – 0re 02.00 Dj Amaro, Dj Zfo e Dj Rici8
ore 2.00 Anxur Kingz live

III INCROCIO VIA DERNA – VIA ROMA: Al Semaforo
ore 21.30 duo Cataldi – Riccardi
ore 22.30 New Orleans Jazz Band di Vittorio Palmacci
ore 00.30 Hot Stay – improvvisazione Funk e Blues

Gold5 [12]

Dissesto: se non ora, quando? Il pignoramento di diversi beni al sole del
Comune, tra cui una scuola ed un museo, da parte dell’ex Slia («Cacceremo la
Slia» era stata la rodomontata di Nardi) s’è aggiunto come acqua bollente sulle
già abbondanti scottature, che stavano piagando il corpo finanziario dell’ente
locale. Nerissimo lo scorcio d’anno finora consumato. Nardi potrebbe riuscire a
traghettare una barca che fa acqua da tutte le parti fino all’appuntamento
elettorale di metà maggio, ma è sicuro che, dissesto o non dissesto, chi si
troverà a governare dopo di lui troverà una situazione fallimentare. Tutta da
riequilibrare. Dieci anni fa, Nardi non fece in tempo a sedersi sulla poltrona
di sindaco che fu subissato dai creditori. Non volle far certificare il
bilancio, venendo meno ad un preciso impegno elettorale. La vita finanziaria del
Comune, in tutti questi anni, è stata stentata. E ora la prospettiva per il
successore di Nardi è quella di ritrovarsi con un’eredità debitoria ben più
pesante di quella di una decennio fa. Sono 280 i decreti ingiuntivi contati dal
PD. Solo per citarne gli ultimi: la Cooperativa sociale Parsifal s’è vista
riconoscere 2 milioni di euro, il socio privato Aspica quasi 800 mila euro, la
cooperativa «Ali della Fenice» altri 200 mila euro. In tutti e tre i casi il
Comune ha tempo 60 giorni per pagare, dopodiché potrà intervenire il Prefetto
con un commissario ad actus nel giro di 60 giorni. Tutto fa pensare che il giro
di boa delle elezioni sarà superato e, poi, chi verrà vedrà. Intanto, in
mancanza di un assessore al bilancio, il cerino acceso è tutto in mano ad Ada
Nasti. Verso la fine dell’anno la dirigente del dipartimento finanziario era
riuscita a raddrizzare un po’ la baracca attraverso una severa politica di
risanamento. Ora quell’ossigeno dato alle esangui casse comunali è tornato a
ridursi. Peggio, quasi a finire. A febbraio nessun mandato è stato pagato. Ci
sono state difficoltà a pagare gli stipendi dei comunali. Alcune scadenze di
accordi transattivi appena raggiunti con i creditori sono saltate. Le ditte del
verde, delle mense, delle pulizie e delle cappelle reclamano i conquibus. E, a
complicare ulteriormente una situazione già inguaiata, s’è appena giunta la
Slia. Dissesto sì, dissesto no. Lo reclama a gran voce il PD, che ne ha chiesto
la certificazione al Prefetto. Lo respinge come una iattura per la città la
maggioranza, che preferisce traccheggiare, tirando la carretta (sgangherata)
fino a primavera. Stando così le cose, davvero non si capisce la smania di
tanti, che vogliono occupare un posto negli scanni dell’aula consiliare.
Temerari? Sprovveduti? Incoscienti?
Ercole Bersani
Gold5 [13]

PDL ancora diviso sull’accordo elettorale con la maggioranza di Nardi. Mentre la
figura di Nicola Procaccini prende quota in buona parte del direttivo del Popolo
della Libertà e attende ormai solo il placet definitivo, ancora ieri si
paventavano schermaglie interne per la probabile presenza nella riunione del
direttivo di esponenti dell’amministrazione comunale. Qualcuno pare era
addirittura intenzionato ad organizzare un sit in di protesta all’esterno
dell’hotel Fiordaliso, luogo dell’incontro, ma poi la compagine di Nardi non ne
ha dato l’occasione. Degli invitati infatti hanno fatto capolino il consigliere
comunale Roberto Pietricola e l’assessore al Commercio Giuseppe Amuro. Ma se da
un lato l’assenza della maggioranza ha evitato piazzate, dall’altro avrebbe
fatto innervosire non poco il senatore Claudio Fazzone. Dal coordinatore era
partito infatti l’invito a Nardi e colleghi di partecipare alla riunione per
mettere una parola definitiva sulla strategia elettorale del Pdl. Fazzone,
dicono le male lingue, sarebbe stato così snobbato da chi – Nardi in testa -
aveva mostrato un certo interesse a cercare una via di dialogo con il resto del
partito. Intanto si continua a discutere sul candidato Nicola Procaccini. Oggi a
Roma dovrebbe tenersi un vertice di partito in cui sarà presente anche il
coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, al quale una parte dei pidiellini
locali, per mezzo degli esponenti sovracomunali, esprimeranno perplessità sul
portavoce del ministro Giorgia Meloni. Qualcuno insomma sta lavorando per
demolire la figura di Procaccini, considerato un candidato debole in una città
che il Pdl non può e non deve perdere. Per farlo qualcuno starebbe tentando
anche i cavilli formali, come il fatto che la candidatura dovrebbe essere
espressa anche dal comitato provinciale, che invece non si riunisce da diversi
mesi. Resta il fatto che la giunta della candidature può ben poco sui candidati
locali. Anche se qualche nome alternativo a Procaccini resta in circolo nel
partito. E se tutto non si è già chiuso ieri, con il placet di Fazzone al
giovane Nicola, allora è possibile che il braccio di ferro interno al Pdl possa
prolungarsi ancora. Avanti con il logorio.
Diego Roma
Gold5 [14]
Due ciclisti investiti di prima mattina a terracina. Si tratta di un 76enne del
posto e di un 45enne di nazionalità indiana. Entrambi per fortuna hanno
riportato traumi lievi. Prognosi sciolta per tutti e due, ma l’anziano è stato
trattenuto per precauzione vista l’età. Nell’episodio dello straniero c’è di
mezzo anche un’auto pirata. L’uomo è stato ritrovato da un passante ieri verso
le 8 della mattina, accasciato sull’asfalto della Migliara 58, nel territorio di
terracina. Ha subito allertato i soccorsi, e sul posto si sono portati i
sanitari del 118 e una pattuglia della polizia stradale per i rilievi. Secondo
il racconto fornito dall’indiano, ieri mattina, come tutte le mattine, stava
pedalando lungo il ciglio della Migliara per recarsi al lavoro quando,
all’improvviso, un’automobile gli sarebbe piombata alle spalle, investendolo e
lasciandolo dolorante sulla strada. Dell’auto l’indiano avrebbe ricordato
soltanto il colore bianco. Sulla scorta di questi pochi indizi gli agenti della
polizia stradale hanno avviato le indagini per risalire alla vettura pirata che
non si è fermata a soccorrere l’extracomunitario, giunto in ospedale con
contusioni multiple. La prognosi è stata sciolta e lo straniero ha lasciato il
«Fiorini». E’ stato, invece, trattenuto M.E., il 76enne di terracina investito
ieri verso le 8 in via Badino. Secondo i primi rilievi eseguiti dai carabinieri,
l’anziano in sella alla sua bicicletta stava uscendo da una stradina per
immettersi sulla via principale ed è stato colpito da una Nissan Micra che
procedeva verso Latina. L’uomo cadendo avrebbe sbattuto la testa sulla strada.
Soccorso dal 118 e trasportato al «Fiorini», non gli sarebbero stati riscontrati
traumi importanti ma per precauzione è stato trattenuto in ospedale con una
prognosi di 10 giorni. Sette, invece, per D.M.D., il 21enne alla guida della
Nissan Micra.
Ri.Re.
Gold5 [15]
Il nostro gruppo “Terracina Condivisa”, ( sponsorizzato dalla lista “Latina
Capitale” di Paride Martella e Marco Gatto), ha ufficializzato ieri la propria
posizione in coalizione con nuova Area e, insieme ieri abbiamo presentato il
candidato sindaco (presso l’Hotel Mediterraneo di Terracina, con una sala
gremita da circa 200 presenti nonostante condizioni meteorolgiche poco
favorevoli), il consigliere Gianni Percoco presentato ufficialmente dall’On.
Gianfranco Conte (presidente del movimento Nuova Area, movimento interno al pdl,
Presidente della commissione Finanze).
In allegato il discorso di appoggio al candidato sindaco con le relative
motivazioni della nostra scelta.
Gianni Percoco circa un anno fa, è stato il primo politico a credere nel nostro
gruppo: Terracina Condivisa. Gruppo che ha messo al centro della sua esistenza,
le esigenze del mondo giovanile e che vuole rappresentare quella fascia di
ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni che, avvicinandosi al mondo del
lavoro, iniziano a costruire un proprio futuro. Un futuro che la nostra città
non è pronta a dare e spesso costringe la maggior parte delle persone ambiziose
ad andare via ed evadere verso altre mete in cerca di fortuna. il Nostro impegno
lo rivolgiamo a far sì che ciò non accada… Vogliamo essere orgogliosi di poter
investire il nostro tempo e la nostra energia, a rendere Terracina, una città
nuova, moderna , nella quale essere invogliati ad investire tempo e risorse, per
crearsi una vita, senza cercare altrove. Il consigliere Percoco da subito si è
fatto nostro mentore, ci ha consigliato ed è diventato nostra guida in modo
spontaneo… senza che ce lo chiedesse e, senza che noi lo chiedessimo a lui.
Abbiamo constatato il suo valore sul campo, abbiamo appurato l’ottima opinione
che c’è di lui in città parlando con la gente, e, lo abbiamo apprezzato ancora
di più quando ha ufficializzato il distacco dal suo gruppo reo di aver coinvolto
all’interno vecchie glorie dell’attuale amministrazione, che provavano a
riciclarsi. E da quel momento possiamo testimoniare che è stato cercato dalla
maggior parte dei gruppi di “politicanti” terracinesi… politicanti, politici
ce ne sono ben pochi oltre a lui…
Viviamo in una città ferma ai fasti di oltre trent’anni fa… Una città a
vocazione turistica senza strutture turistiche… Una città di pescatori con un
porto insabbiato… Una città romana ricca di storia, con reperti archeologici
abbandonati a loro stessi in stato fatiscente. Noi vogliamo vivere nuovamente
quei fasti… perchè le potenzialità ci sono tutte, ma la città dorme… e siamo
consapevoli sia un lavoraccio ma… Ora tocca a noi Ringraziamo chi ha governato
fin’ora… ma avendo visto le loro infinite capacità, li invitiamo a lasciare a
noi la palla e a dedicarsi alla famiglia, avendo già dato per il nostro comune.
Gianni Percoco possiamo definirlo un innovatore , ma un innovatore con un
altissimo rispetto per la nostra storia e le nostre tradizioni. Siamo certi che
sia la persona adatta a far ripartire la assopita Terracina.
Dunque caro Gianni, ti facciamo i nostri migliori auguri, ma ora è giunto il
momento di iniziare a lavorare insieme, certi di un ottimo risultato !!! … e
poi il fatto che c’è una bufera il giorno della tua presentazione non sarà mica
un caso???
Amanda Feuda,
Michele Castellano
Coordinatori Terracina Condivisa
Gold5 [1]
Se ogni buca sulle strade costasse al Comune 70mila euro, l’amministrazione
Nardi non avrebbe potuto nascondere il dissesto finanziario fino ad ora.
Ma, per
fortuna soprattutto dei potenziali malcapitati, non tutti gli scooteristi
finiscono in quelle vere e proprie depressioni dell’asfalto che si aprono ad
ogni pioggia un po’ più intensa del normale e che restano ignorate per mesi
dagli uffici comunali. Nell’agosto del 2008 in una di quelle buche, lungo la via
Appia Antica, ci sono finiti due ragazzi, S.P e M.P, con il loro scooter. Non
pochi i danni al mezzo ma soprattutto alle persone: il perito medico fiduciario
dell’Ente calcolerà in oltre 111mila euro le lesioni fisiche, quasi tutti per
una invalidità permanente al 25 per cento. Chiarissima la relazione
sull’incidente del Dipartimento Lavori Pubblici, che attesta una «evidente
sconnessione del manto stradale», nonché «l’esistenza di un gradino di circa 5/6
centimetri dovuto al progressivo del manto bituminoso sovrapposto alla
pavimentazione originaria che rappresenta un reale pericolo per i veicoli in
transito, in special modo per quelli a due ruote». Se i ragazzi sono conciati
male, al Comune non va poi malissimo, perché i carabinieri, intervenuti sul
posto, individuano come causa del sinistro anche la «velocità non moderata».
Ecco perché nei giorni scorsi la giunta Nardi ha potuto deliberare un accordo
transattivo che riduce a ‘soli’ 72mila euro la cifra che l’Ente dovrà versare
alla controparte. Ma l’amministrazione Nardi non ha imparato la lezione.
«Purtroppo -si legge in una nota del Pd-, bisogna constatare ancora una volta
che molte strade e marciapiedi della nostra città risultano totalmente
dissestate con piccole e grosse buche, determinando pericolo al traffico e
veicolare tra cui agli scooters». Tra le strade dissestate ci sono quelle delle
zone centrali e periferiche, tra le quali via Badino, via Mortacino ( tratto tra
via Ponte Rosso e via Borromini), via del Buongoverno( tra via delle Industrie e
Via Ponte Rosso) via Ceccaccio e altre». «Per Via Ceccaccio -osservano i
democratici- si è ancora in attesa della sistemazione dell’ultimo tratto di
strada da parte di Acqualatina, dopo gli scavi eseguiti dalla società da circa
quattro anni per la realizzazione della rete fognante». «La mancata manutenzione
delle strade -ammonisce la nota, oltre a rappresentare un grave pericolo per il
traffico veicolare tra cui gli scooters, in caso di incidenti o cadute rovinose
dei passanti e pericolo per l’incolumità degli stessi, rappresenterebbe anche
una spesa per il bilancio del Comune per i risarcimento danni, con ripercussioni
sulle già disastrate finanze del Comune».
Andrea Di Lello
Pellegrine [4]
Sono stati interrogati ieri mattina dal gip del Tribunale di Latina il
consigliere comunale del Partito repubblicano Alfredo Lauretti e la madre Anna
Di Girolamo, arrestati la scorsa settimana con l’accusa di abusivismo edilizio e
reiterata violazione dei sigilli alla villa di proprietà familiare realizzata in
via della Pietra Stretta, in località San Silviano. Il gip Nicola Iansiti ieri
ha ascoltato i Lauretti, difesi dagli avvocati Enrico Pannozzo e Simone Rinaldi.
Davanti al gip il consigliere comunale ha respinto le accuse negando ogni
addebito. Mentre la signora Anna Di Girolamo ha ammesso di essere l’unica
proprietaria della villa, giustificando i lavori abusivi con il desiderio di
realizzare 4 appartamenti per i suoi nipoti. Per entrambi, i legali hanno
chiesto la revoca degli arresti domiciliari e, in subordine, l’applicazione di
una pena meno afflittiva. Istanza di scarcerazione è stata presentata, sempre
ieri, al Tribunale della libertà. La strategia difensiva mira a dimostrare
l’estraneità di Alfredo Lauretti alle accuse contestate. Il gip intanto si è
riservato sull’istanza di scarcerazione, che dovrà essere inviata al pm per il
parere. La decisione potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Alfredo Lauretti
e sua madre si trovano agli arresti domiciliari da mercoledì scorso, quando
Nipaf e carabinieri hanno notificato loro l’ordinanza di custodia cautelare
richiesta dal sostituto titolare dell’inchiesta Olimpia Monaco. Devono rispondere
dell’accusa di abusivismo edilizio e reiterata violazione dei
sigilli alla mega villa sorta in zona San Silviano in poco più di un anno. A sua
discolpa Lauretti avrebbe mostrato un preliminare di vendita della sua
quota di terreno alla madre. Una versione che non ha convinto
il Nipaf, che nel corso delle indagini ha sentito anche i progettisti, appurando
che a commissionare e pagare i lavori sia stato Lauretti.
Diego Roma
Gold6 [39]

Tre donne su quattro a Terracina non lavorano: si può parlare di un’emergenza
occupazionale «in rosa».
Teresa Campi, esponente del Pd, ha realizzato un
accurato dossier raccogliendo i dati sull’at – tività lavorativa al femminile in
città. I dati che emergono dal suo studio sono davvero scoraggianti. Il 24%
delle donne a Terracina è occupata abitualmente. Ma per tutte le altre, il 76%,
il lavoro è una chimera. In parole povere solo una donna su quattro ha un’occu -
pazione, mentre per tutte le altre si prospetta o un lavoro saltuario, o
irregolare, o semplicemente la vita della casalinga. Il dato diviene ancor più
preoccupante se si confronta la percentuale di donnelavoratrici con il dato
regionale. Nel Lazio il 40% dell’occupazio – ne è «in rosa», il doppio di quanto
accade a Terracina. «La donna terracinese – commenta Teresa Campi – vive in
famiglia, accudisce minori ed anziani in mancanza di servizi sociali. Molte
donne lavorano in nero nei servizi, come badanti, parrucchiere, estetiste e
altro». Un altro aspetto è quello dell’impiego delle donne nel Comune di
Terracina sia da un punto di vista professionale che politico. «Nel tessuto
sociale e politico terracinese la sottorappresentazione delle donne si è
cronicizzata. L’aspirazione prevalente è stata quella oligarchica con un governo
di uomini: nessuna donna nel Consiglio comunale, un’eccezio – ne per il
vicesindaco Francesca Lauretti; Carla Amici, direttrice dell’Azienda Speciale e
Ada Nasti dirigente del dipartimento finanziario. Su 250 dipendenti effettivi,
le operatrici amministrative sono il 45%; in quella direttiva solo 12 donne su
25 cariche; nelle strutture direttivo 4 donne su 8 maschi e man mano che si sale
nella graduatoria dirigenziale – per esempio nel settore di posizione
organizzativa – sono in organico 7 donne su 16 uomini. Le donne impegnate in
politica sono circa l’1,9% della popolazione». Secondo quanto ricostruito da
Campi, «la presenza delle donne nei partiti del centro sinistra è quella più
forte rispetto agli altri partiti ma mai una donna è arrivata al rango di
segretario di partito, né di destra né di sinistra». Anche di questo si parlerà
nella manifestazione «Il Valore delle donne» all’hotel Albatros in via Manzoni
oggi alle 17, voluta dalle donne del Pd, insieme a ll ’a s so ci a zi on e «Pari
o Dispare» di cui fanno parte eccellenze e studiose della parità di genere. L’in
- contro sarà coordinato da Veronica Grasso della segreteria del Pd.
Interverranno Valeria Manieri, coautrice con Emma Bonino di «Pensionata sarà
lei» e Cristina Molinari, imprenditrice.
Francesco Avena
Gold6 [18]
Un patrimonio unico, tanti linguaggi per raccontarlo, una sola notte per
metterlo a frutto.
Sembra il risultato di un anno di lavoro e invece è il
prodotto di un’idea, nata e cresciuta in pochi, fruttuosi incontri tra un
manipolo di amministratori, consiglieri e volontari e il resto della città.
Uniti per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Ita – lia. Scuole, associazioni,
musicisti, fotografi, artisti, giocolieri, biblioteche, tutti per una volta
investito in toto, senza selezioni, senza un premio da contendersi. È questa
l’incredibile manifestazione organizzata dal Comune. Una «Notte bianca per
l’Unità d’Ita – lia» che inizierà alle 21 di domani per concludersi alle 6 del
mattino del 17. Dalla città bassa a quella alta, saranno coinvolte tre piazze
dai nomi altisonanti: Mazzini, Garibaldi e Municipio. A fare da «collante»
l’isola pedonale tra via Roma, viale della Vittoria fino all’incrocio con viale
Europa e, attraverso via salita Annunziata, piazza Municipio. Musica dal vivo a
ogni angolo, giocolieri e trampolieri e clown, esibizioni sportive, gli Scout, e
ancora mostre d’arte a cielo aperto, con i writers che realizzeranno un murale
da donare al Comune. Una festa da mille e una notte, nata e realizzata a costo
zero, grazie al contributo di privati cittadini. In piazza Garibaldi, a partire
dalle 21 di domani, la manifestazione «Band unite», con concerti rock che si
dilungheranno fino a notte fonda. In piazza Municipio invece, sarà la volta
degli «Stati Uniti dell’Arte» con esibizioni di danza, poesia, teatro e il
concerto della banda musicale. Infine piazza Mazzini diventerà «Scuole Riunite»,
con le iniziative degli istituti Montessori, Bianchini, il coro gospel di
Fiorella Iodice e un concerto dal vivo. Mentre l’istituto Filosi ha
organizzato presso la sua sede un punto ristoro gastronomico in costume d’epoca.
Previste mostre fotografiche alla sala La Blancheré e in piazza della Libertà, e
una specialissima mostra con i lavori dei piccoli alunni della scuola de La
Fiora sull’Uni – tà d’Italia. I negozi avranno facoltà di restare aperti tutta
la notte. Gli organizzatori fanno sapere che chiunque voglia dare una mano è ben
accetto. Almeno fino allo scoccare della mezzanotte. Quando le tre piazze
intoneranno l’inno di Mameli. Più rock in piazza Garibaldi, più gospel in piazza
Mazzini, più orchestrale in piazza municipio. Ma l’inno resta uno
solo. Come l’Italia.
D. R.
Gold6 [17]

L’assistenza per i disabili resta, per certi versi, una chimera. A denunciare le
inefficienze del terzo settore nel Comune di Terracina è l’associazione
«Progetto Genitori Uniti» presieduto da Rossalla Baroni. «Chiunque di noi abbia
cercato di vedere rispettato il diritto di ricevere l’assistenza domiciliare non
ha ottenuto alcun risultato. Motivazioni ogni volta diverse: l’ulti – ma è che
il progetto è stato presentato e che adesso tocca alla Regione Lazio mandare i
soldi per poterlo mettere in pratica. Una stranezza: i primi di gennaio ai
servizi sociali ci avevano dato per certo che sarebbe ripartito il servizio, una
settimana fa è stato presentato il progetto in Regione. È forse cercare un
polemica sterile se noi famiglie pensiamo che in fondo c’è ancora una volta la
netta volontà di calpestare un diritto insindacabile? Oppure di prendere tempo?
Nel frattempo sul sito del Comune è comparso l’av – viso pubblico per richiedere
l’assistenza. Qualcosa, insomma, si muove.
F. A.
Gold6 [16]

Anche Mauro Pernarella ha deciso di dire basta. Il tecnico di terracina, e del
terracina, sabato pomeriggio ha rassegnato le proprie dimissioni da allenatore
del terracina calcio in segno di protesta per il grande caos, usiamo questo
eufemismo, che regna in questi giorni intorno alla proprietà della società. Come
noto, infatti, il tanto atteso avvicendamento al vertice societario, con Biagio
Mincella e Giovanni Riccardi che dovevano prendere il posto di Fabio De
Filippis, non è avvenuto. Dopo tanti squilli di tromba, infatti, Michella e
Riccardi non hanno onorato gli accordi facendo saltare la trattativa e
rimandando la questione indietro di almeno un paio di mesi. Tutto questo non ha
fatto altro che esasperare gli animi in casa terracinese, tanto che la scorsa
settimana la squadra ha deciso di interrompere gli allenamenti. Come
conseguenza, per la gara di domenica a Frascati in campo ci sono andati i
ragazzi della formazione Juniores, col risultato che tutti conosciamo. Insomma,
il futuro, soprattutto quello prossimo, non si preannuncia roseo anche se
qualche cosa, nella tarda, tardissima serata di ieri, potrebbe essere successo.
A quanto riportato da Antonio Fragasso, direttore generale della società, ci
sarebbe uno sponsor pronto ad entrare nella società. Uno sponsor, non meglio
identificato, che pagherebbe una mensilità alla squadra impegnandosi per il
saldo delle restanti. Contestualmente, verrebbe creato un nuovo organigramma
societario tale da garantire la fine della stagione in maniera quantomeno
decorosa. Una cosa, questa, a conoscenza anche di Pernarella che, interrogato in
merito, ci ha detto: «Vediamo cosa succede. Le mie dimissioni non sono
irrevocabili. Non resto in queste condizioni, ma se le cose cambiassero, tutto
sarebbe da rivalutare». Non tutto è perduto, quindi, ma serve un pochino di
serietà. Da parte di tutti.
Lidano Orlandi

Gold6 [15]

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Cronaca di una morte annunciata. Si sapeva che sarebbe andata a finire in
questo modo. Il Comune non sana i debiti e su beni importanti dal punto di vista
storico e archeologico ricade l’occhio interessato dei creditori dell’ente
locale. è notizia di pochi giorni fa che nove tra edifici e terreni sono stati
sottoposti ad un provvedimento di pignoramento a fronte del debito di 5 milioni
che il Comune ha nei confronti dell’ex Slia spa. Tra i beni in questione ci
sono, tra l’altro, le Botteghe Pasquali, che costituiscono un museo di alto
valore dal momento che ospitano dei bellissimi mosaici pavimentali del II secolo
d.C. Un bene storico a rischio di passare a privati? «In fin dei conti -
dichiara Rossano Alla, consigliere provinciale del Pd – un provvedimento del
genere era da aspettarselo. Ci si poteva scommettere sopra. Qualche mese fa
alcuni immobili del Comune sono stati dichiarati alienabili. Era logico che
qualcuno si facesse immediatamente avanti per cercare di rientrare con le loro
esposizioni. Ora è toccato alla Slia, ma sono tanti i creditori. C’è stata
quindi una disattenzione dell’amministrazione, che ha lasciato libere delle
proprietà. Ora toccherà riavviare la stessa procedura che venne attuata nel
2006, quando era stato sottoposto a pignoramento il Palazzo della Bonifica. Noi
dell’opposizione promuovemmo un’iniziativa diretta alla Sovrintendenza ai Beni
culturali, con cui si faceva appello alle norme di salvaguardia, per ottenere
l’impignorabilità di beni ad elevata valenza artistica».
(da Corriere Pontino)


Compatte a oltranza.
Sono le imprese economiche di terracina che hanno aderito,
e hanno continuato a farlo almeno fino a ieri, all’insolita forma di protesta
lanciata la settimana scorsa dall’Ascom Confcommercio: tenere spente le insegne
dei propri negozi e aziende. Una protesta a basso consumo energetico nei
confronti dell’amministrazione comunale per «denunciare un’imposizione
tributaria senza precedenti causa di una pessima gestione amministrativa» come
ha dichiarato Francesco Pezzano, presidente dell’Ascom di terracina. Il successo
di partecipazione avuto dall’iniziativa ha spinto le attività economiche ad
andare avanti su questa stessa linea. E’ stato deciso venerdì scorso durante
un’assemblea che si è svolta presso la sede dell’associazione di categoria. Un
altro weekend «spento», dunque, che ha impressionato soprattutto passeggiando su
viale della Vittoria e via Roma. Ancora la protesta all’insegna del volantino
affisso sulla stragrande maggioranza delle vetrine delle attività comemrciali
che diceva «No , grazie: Tarsu, Tia 1, Tia 2, Ica e Cosap». Sembra che da oggi
il testo del volantino cambierà, e c’è la curiosità di leggere a chi o a cosa
sarà dedicato. Al quarto giorno di protesta Pezzano aveva parlato di «un fatto
straordinariamente epocale per la città che evidenzia anche l’emersione di una
dignità del lavoro che non può essere ignorata». «Queste imprese intendono
manifestare tutto il dissenso possibile verso decisioni amministrative
sconsiderate e avventate che stanno procurando danni incalcolabili al tessuto
imprenditoriale ed alle famiglie del territorio proprio in un momento di
gravissima debacle economica- continuava il presidente dell’Ascom-La storia
della città non aveva mai aperto o letto pagine così nefande per le aziende che
ogni giorno mettono in gioco capacità e risorse e che oggi, assurdamente, si
vedono ostacolate dalle azioni di un’amministrazione assolutamente inadeguata».
Parlando degli attuali amministratori Pezzano non li definisce affatto «buoni
padri di famiglia che hanno speso fiumi di denaro in frizzi, lazzi, stelle
filanti e cantanti».
Rita Recchia



Sì, lo voglio». è un matrimonio di tipo politico quello per il quale, questa
sera presso l’Hotel Fiordaliso, manifesterà il suo assenso Nicola Procaccini
davanti al coordinamento cittadino del Pdl, che all’unanimità ha chiesto la sua
candidatura a primo cittadino di Terracina. Ad accoglierlo ci sarà non solo
Claudio Fazzone ma anche alcuni membri dell’attuale amministrazione. è questo
l’elemento a sorpresa che ieri ha sconvolto la maggior parte delle persone che
compongono il coordinamento, da sempre contraria ad un coinvolgimento di Nardi e
compagni. Si chiude il cerchio intorno a lui. Il Pdl ufficialmente avrà il suo
leader locale. Ormai è questione di ore prima del fatidico «sì» . Questa sera
infatti il direttivo del Pdl si riunirà e sarà proprio allora che Nicola
Procaccini scioglierà la riserva. «Il Pdl – dichiara – finora è stato impegnato
in una scelta difficile. Manca ancora il completo assenso a livello nazionale,
regionale e provinciale, ma io non posso certo far attendere troppo i miei
sostenitori. Il coordinamento del Pdl ufficiale mi ha candidato con voto
unanime, altri membri del Pdl non ufficiale fanno ancora fatica a digerire la
mia presenza». Una riunione che doveva filare liscia come l’olio subirà un
contrappunto per la presenza dell’amministrazione comunale. Sarà importante
vedere quale linea adotteranno quella decina di persone che, all’interno del
coordinamento, si è sempre battuta per una discontinuità con gli attuali membri
al governo locale.
(da corriere pontino)



C’è attesa per l’interrogatorio di garanzia previsto per questa mattina al quale
saranno sottoposti Alfredo Lauretti e Anna Di Girolamo
, il consigliere comunale
del Pri di terracina e l’anziana madre arrestati la scorsa settimana per una
storia di abusivismo edilizio e di reiterate violazioni di sigilli. Lauretti e
la signora Di Girolamo si trovano ristretti ai domiciliari dallo scorso 9 marzo
e oggi saranno sentiti dal gip Nicola Iansiti, il giudice che ha emesso
l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del sostituto procuratore Olimpia
Monaco. L’esponente repubblicano e sua madre saranno assistiti dagli avvocati
Enrico Pannozzo e Simone Rinaldi. La prima reazione dei legali di fronte ai due
arresti era stata la considerazione di una misura eccessiva rispetto alle accuse
che vengono mosse ai loro assistiti. Non si erano sbilanciati a dire altro, a
parte il fatto che avrebbero immediatamente preparato la richiesta di
scarcerazione da presentare al Tribunale del Riesame. Da chiarire l’effettiva
posizione di Anna Di Girolamo e del figlio Alfredo Lauretti. In occasione del
primo episodio di abuso accertato dai vigili urbani era stata denunciata
soltanto la donna, risultata unica proprietaria. Da succesive verifiche, però,
era emerso anche il coinvolgimento del politico.
Ri.Re.


Terracinesi truffati.
Un’affermazione molto sferzante quella che è venuta fuori
durante la conferenza stampa convocata dal Pd in merito al ciclone giudiziario
della Terracina Ambiente. «Se il codice penale – ha dichiarato il capogruppo
Bernardi – definisce la truffa come l’attività ingannatoria capace di indurre la
parte offesa in errore, allora siamo davanti al caso della Terracina Ambiente
(per dovere di cronaca, l’ipotesi fraudolenta, pur prospettata nei confronti
dell’amministratore delegato e del dirigente del Comune, non è stata accolta dal
Gip, per cui l’unica accusa che rimane in piedi è quella di frode in pubblica
fornitura… ndr). E la truffa ai danni di chi è se non dei cittadini
terracinesi? Noi abbiamo pagato un servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti, che non ci è stato erogato. Siamo stati soggetti all’aumento del 100%
per la Tarsu, ma senza che i mezzi venissero acquistati e senza che la raccolta
differenziata venisse avviata. Dulcis in fundo abbiamo avuto il passaggio alla
Tia con riscossione da parte di Terracina Ambiente».



Sarà conferito con tutta probabilità nella giornata di oggi il mandato al medico
legale che si dovrà occupare degli accertamenti anatomopatologici sul corpo di
Mario Di Prospero, 61enne di San Felice Circeo tragicamente scomparso nella
giornata di sabato in seguito ad un incidente verificatosi in via Molella. Dopo
il conferimento dell’incarico il corpo sarà finalmente restituito ai familiari
per la celebrazione delle esequie, curate dalle Onoranze funebri Migliaro Lello
di San Felice, e che dovrebbero svolgersi nei prossimi giorni presso la chiesa
di San Francesco D’Assisi a Borgo Montenero, frazione presso la quale Di
Prospero risiedeva. Giova ricordare che la tragica scomparsa era avvenuta in
seguito ad un violento impatto tra lo scooter del 61enne sanfeliciano ed una
Fiat Seicento occupata da due ventenni di terracina. L’uomo, un fabbro in
pensione, si stava recando a casa di un vicino, in via Molella, quando, al
momento di svoltare, è stato preso in pieno dall’utilitaria che proveniva dalla
stessa direzione. Vani i soccorsi, il pensionato è spirato subito dopo la caduta
dal mezzo a due ruote. I due giovani a bordo della vettura, entrambi di 20 anni,
sono stati trasferiti in ospedale per precauzione ma sembra non abbiano
riportato ferite gravi. Sul posto per i rilievi sono giunti i carabinieri della
locale stazione, insieme ad una pattuglia della polizia municipale. Tutto si è
verificato in pochi, drammatici istanti. L’impatto è stato troppo violento. Il
61enne non ce l’ha fatta. Increduli, i residenti della zona si sono riversati in
strada per l’accaduto. Portati via i due ventenni, si è messa in moto la
macchina dei rilievi. Mario Di Prospero lascia la moglie e tre figli. Da tutti è
stato ricordato come una bravissima persona, un gran lavoratore.


Sacrificare gli ospedali della provincia di Latina, per salvare la sanità

privata di Roma e i voti di Renata Polverini. Per Vittorio Marzullo, segretario
di Sinistra, Ecologia, Libertà, è questa la corretta chiave di lettura del
decreto con cui la governatrice del Lazio riordina l’assistenza ospedaliera
della Regione. Marzullo ha già fatto notare che il provvedimento sopprime nel
locale nosocomio quattro specializzazioni universitarie (Urologia,
Otorinolaringoiatria, Oculistica, Dermatologia), delle quali sopravviveranno
soltanto le visite ambulatoriali. Ma c’è di più e di peggio. «Infatti -scrive
Marzullo in una nota- rileviamo la media dei posti letto presenti sui territori:
2,7 posti letto nella provincia di Latina per ogni mille abitanti; 9 posti letto
nel territorio del Comune di Roma, sempre per ogni mille abitanti». Ciò,
nonostante, sottolinea il segretario, «in provincia di Latina, dove la media è
al di sotto di quella ragionevolmente da mantenere, si chiudono altri tre
ospedali, (Sezze, Gaeta e Minturno), mentre a Roma non si tocca nulla». «Per far
sì che la media si raggiunga -si legge ancora nella nota-, cosa si è inventata
la super commissario alla sanità Polverini, Presidente della Giunta regionale
del Lazio? Le cosiddette macro aree, che non servono assolutamente a nulla
rispetto alla funzionalità della sanità, ma servono solo a far diventare media
il numero di posti letto presenti nei territori. Così abbiamo realizzato la
famosa media di Trilussa, per cui c’è chi mangia quattro polli e chi ne mangia
due, ma alla fine per la media, ma solo per la media, ne hanno mangiato tutti
tre». Ma «perché tanto accanimento sui malati della provincia di Latina?». Per
Marzullo, «è solo una questione di voti, solo e miseramente una questione di
voti: andare a toccare la sanità a Roma significa andare ad intaccare interessi
che poi si vendicherebbero in termini elettorali. Chi ha il coraggio di andare a
toccare la sanità privata a Roma? Sappiamo tutti in quali sante mani questa si
trova. Come ha dimostrato una recente indagine televisiva, i medici del pronto
soccorso del S. Camillo non osano mandare malati in quegli ospedali privati».
Tornando alle indicazioni della Polverini per la sanità locale, il segretario
sfida: «Chi è in grado ci spieghi perché il Decreto 80 prevede un piano
sanitario per ogni ospedale della Regione, in cui si vanno ad individuare prima
le specializzazioni sanitarie che devono mantenere i singoli ospedali e di
conseguenza si modulano organici, posti letto e quanto altro serve in termini di
servizi, mentre per gli ospedali di terracina e Fondi si fa riferimento al
presidio ospedaliero centro, considerando gli ospedali di terracina e Fondi come
fossero un unico ospedale, quando invece questi si trovano a venti chilometri di
distanza l’uno dall’altro».
Andrea Di Lello


E’ andata come doveva andare, anzi, forse meglio di quanto ci si attendesse.
La
Juniores del terracina, presentatasi in campo al posto della prima squadra a
causa dello sciopero indetto dai giocatori contro la società, «ne prende solo 6»
a Frascati, nel giorno del ritorno della Lupa in testa alla classifica, e ne
segna addirittura due. La notizia di oggi, però, è che nei prossimi giorni,
forse in giornata (almeno a sentire le parole del segretario Angelo Scirocchi)
la situazione societaria dovrebbe sistemarsi, con la proprietà che dalle mani di
De Filippis passerà in quel di nuovo imprenditore pontino non meglio
identificato. Antonio Fragasso, interrogato in merito, ha parlato di uno
sponsor, che dovrebbe subentrare e saldare alcune delle pendenze con la squadra.
Contestualmente dovrebbe essere nominato un nuovo presidente. Insomma, ci sono
contatti importanti e le cose dovrebbero sistemarsi presto. Anche perchè se la
squadra dovesse saltare anche questa settimana di lavoro, poi sarebbe difficile
tornare a regime. Per quanto il guarda il match di Frascati, c’è poco da dire.
Il tiro a bersaglio verso la porta del bravo Muoio, inizia subito e dopo appena
tre minuti Polverino sbloccava il risultato. Tutta la prima frazione era molto
difficile per i tirrenici, che andavano ancora sotto al 20′, gol di
Guardabascio, ed al 22′ con Iannotti. Dezi firmava la rete del 4 a 0 prima che
Balzano, sfruttando un errato retropassaggio di Iannotti, si presentasse dalle
parti di Pagano battendolo freddamente. A inizio ripresa Iannarelli faceva 5 a 1
mentre al 7′, il capocannoniere Guardabascio firmava la propria doppietta
personale. Al 10′ era Cicchella a segnare ancora per il terracina fissando il
punteggio sul 6 a 2 finale.



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terracina-la-spiaggetta-nel-dopoguerra-colorizzata-anni-50_bis_a

Il Pdl locale è vicinissimo a fornire l’indicazione del candidato sindaco per le
prossime amministrative di maggio.
Sboccata la situazione a Latina, per il
coordinatore provinciale Fazzone si tratta di voltare pagina, passando ad
occuparsi di Terracina, la seconda città più importante della provincia
impegnata nella prossima consultazione elettorale. Se non ci saranno altri
contrattempi, il nome del papabile dovrebbe rimanere quello di Nicola
Procaccini, portavoce del ministro Meloni. Non c’è più tempo per gli indugi.
Sembrava tutto avviato ad una soluzione con un patto d’acciaio tra Pdl e Pri,
quando il caso Lauretti, il consigliere comunale repubblicano arrestato in
ordine ad un abuso edilizio, ha fatto segnare una brusca battuta di arresto. Il
partito dell’Edera ha trovato nell’imprenditore un punto di riferimento
importante. La sua uscita di scena, sia pure momentanea, è destinata comunque a
far mancare un peso notevole nei rapporti di forza e d’appeal con gli altri
partiti. A raffreddare i propositi di Fazzone, oltre alla vicenda Lauretti,
sarebbe stato anche un sondaggio d’opinione, non molto lusinghiero per il nome
di Procaccini, rivelatosi agli occhi degli intervistatori come un candidato
piuttosto debole. Debole a tal punto che, nel caso di un eventuale ballottaggio
(si prevede che sicuramente il Pdl riuscirà ad arrivare al tete à tete finale),
le sorti del Pdl non sarebbero poi così positive. Ad una situazione ancora così
nebulosa si aggiunge anche una sorta di frammentazione del Pdl locale. Da una
parte c’è il Pdl ufficiale, dall’altra il Pdl rappresentato dall’attuale
maggioranza al governo della città. Poi c’è la lista “Città Nuove – Con Te” di
Gianfranco Sciscione, la lista di Fli, la lista Pionati, la lista Miccichè
e la lista di Mazzucco.
(da Corriere Pontino)

Gold5 [6]

Ancora non sa «cosa succederà » della sua candidatura ma la discontinuità
politica rispetto allo scenario attuale, quella l’ha invocata a chiare lettere.

Sono risuonate chiare e forti le parole del candidato sindaco del Pdl Nicola
Procaccini nell’incontro organizzato dal contenitore di associazioni “Proposte
per Terracina”. E per pronunciarle il portavoce del ministro Meloni ha scelto
«la base», un tavolo formato non dai «big» della politica ma dalla gente. Ha
stretto mani, salutato colleghi di partito, incontrato vecchi conoscenti e poi
si è seduto, da spettatore in un incontro che, sebbene nutrito di rappresentanti
politici, si è presentato categoricamente come «apartitico e di natura
associativa ». Strategia o casualità, è stato proprio al tavolo «non elettorale
» presenziato dall’avvocato Giuseppe Fedele, dal presidente
dell’associazione Ambiente è/e vita Oreste Sanalitro e da quello del comitato
pendolari Paola Trillò Papi, che il giovane Nicola ha deciso di parlare per la
prima volta alla gente. Plauso al ruolo delle associazioni e poche ma ben mirate
dichiarazioni sullo scenario politico attuale. «Posso dire – ha affermato -che
stiamo lavorando per creare una discontinuità rispetto al passato. Spesso la
politica crede di dare risposte senza conoscere le domande. È una follia non
valorizzare il patrimonio delle associazioni, e oggi purtroppo si vedono le
conseguenze». L’appello ad un cambio di rotta è sembrato il leitmotiv dell’incon
- tro. Lo ha chiesto l’o rganizzatore Giuseppe Fedele, che immagina una politica
fatta da «persone impeccabili dal punto di vista morale ». Lo ha ribadito il
pidiellino Mariano De Gregorio, tra i più convinti sostenitori della candidatura
di Procaccini, che ha parlato di «ritorno della buona politica» e soprattutto
«della buona amministrazione in cui il codice morale sia un perno centrale», non
trascurando quegli «accadimenti recenti » come il sequestro della Terracina
Ambiente che «scoraggiano i cittadini». Tra i presenti molti dei personaggi
gravitanti intorno al Pdl tra cui Augusto Rossi e l’ex presidente della
Terracina Ambiente Alfonso Cangiano. A tracciare il percorso del contenitore è
stato il professor Sanalitro. «Vogliamo che le associazioni siano la colonna
portante del buon amministrare. Qui inizia il cambiamento, dalle proposte
fondamentali dei cittadini». Ma è Procaccini a scaldare la platea. «Questa è
un’iniziativa encomiabile, un’oc – casione per dire “noi ci siamo”, sapendo che
siamo noi a fare un favore alla politica, e non viceversa».
Diego Roma

Gold5 [7]

Il partito de “La Destra” che fa capo a Emilio Perroni candidato a sindaco ha
già stilato il suo programma per le imminenti elezioni.
«Ora confronteremo i
nostri obiettivi con quelli del centrodestra -dichiarano dal partito-. Se nei
prossimi trenta giorni non troveremo interlocutori, presenteremo il nostro
programma e andremo da soli. Questa attività di programmazione non ci distrae
dall’impegno per la città. Infatti abbiamo lavorato per far approvare in Regione
la mozione sull’accesso al microcredito agricolo. Abbiamo appena presentato con
l’onorevole Buonasorte, presidente della Commissione Urbanistica della Regione
Lazio, il Piano Casa e abbiamo ascoltato i suggerimenti per eventuali modifiche
che possono riguardare il territorio Terracinese, come, per esempio, la
riqualificazione di alcune zone della città. Con l’onorevole Storace abbiamo
anche incontrato i residenti e gli operatori balneari della zona
a nord di porto Badino».

Gold5 [8]

Uno schianto terrificante tra una motocicletta di grossa cilindrata e un’ape
car: grave il centauro, ferito il conducente del veicolo a tre ruote.
A
riportare la peggio il 45enne M.D.L., proveniente da Frosinone, che in sella
alla sua moto Aprilia stava percorrendo la Statale Appia in direzione Latina.
L’uomo è stato ricoverato all’ospedale «Fiorini» di Terracina e trasferito nel
tardo pomeriggio di ieri al «Goretti» di Latina in prognosi riservata, presso il
reparto di chirurgia vascolare. Numerosi i traumi e le ferite, in particolare
una seria frattura al femore, riportate in seguito al violento impatto con l’ape
car, avvenuto all’altezza dell’incrocio con via Ceccaccio intorno alle 13, sulle
cui cause stanno indagando gli agenti della polizia stradale coordinati sal
sostituto commissario Giuliano Trillò. Secondo una prima ricostruzione dell’inci
- dente, la moto guidata dal 45enne originario di Frosinone e diretto verso
Latina, ha impattato con forza contro l’ape car, che proprio in quel momento si
immettava sull’Appia dal ponte di via Ceccaccio. Alla base dello schianto,
secondo la prima e parziale ricostruzione, ci sarebbe dunque una mancata
precedenza. Anche se al vaglio degli agenti c’è anche il calcolo della velocità
con cui i veicoli, in particolare la moto, percorreva l’Appia. Ferito anche se
in modo non preoccupante il conducente dell’ape car. Più grave il centauro che
comunque non è in pericolo di vita. Poteva essere l’ennesi – ma tragedia
annunciata, si lamentano i residenti, che segnalano la totale insicurezza del
tratto di strada. Per chi proviene dal ponte di via Ceccaccio e deve immettersi
sull’Appia, c’è l’insidia delle canne e della vegetazione lungo il fiume, che di
fatto senza manutenzione ostacola la visibilità dell’incrocio. Di notte poi non
c’è luce, mentre a terra manca la segnaletica orizzontale che dovrebbe indicare
la presenza di uno stop.
Francesco Avena

Gold5 [9]

Il Partito Democratico, dopo la notizia dei pignoramenti di nove beni immobili,
chiede l’accertamento dello “stato di salute” del Comune. «Sfortunatamente -
dichiarano gli esponenti del Pdle notizie negative per la città di Terracina non
si fermano.
Ogni giorno ne avviene sempre una in più, al punto tale, come era
prevedibile, si sta arrivando ai pignoramenti del nostro patrimonio, anche di
quello storico, promosso dalla società ex Slia di debiti di circa 5 milioni di
euro che il comune ha nei confronti della stessa. Siamo di fatto al dissesto
economico finanziario, senza che venga dichiarato. Proprio per questo, il gruppo
consiliare del Pd con una lettera al Prefetto, alla Procura Regionale presso la
Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti e alla Dirigente del Servizio
Dipartimento Finanziario dott.ssa Ada Nasti, ha chiesto di sapere e che venga
accertato, con carattere d’urgenza, se il comune di Terracina si trovi nelle
condizioni di dissesto finanziario».
(da corriere pontino)

Gold5 [10]

BLITZ dei carabinieri di Terracina e del nucleo ispettorato del lavoro nei
campi: raffica di denunce. I militari della Compagnia di Terracina nei giorni
scorsi hanno passato al setaccio numerose imprese agricole. Riscontrate numerose
irregolarità che hanno portato alla denuncia in stato di libertà,
complessivamente, di sette persone. Due imprenditori agricoli, cittadini del
Bangladesh ma residenti a Terracina, sono stati denunciati per il reato di
«assunzione illegale di manodopera clandestina». Nello stesso contesto, oltre
alla sospensione dell’a tt iv it à imprenditoriale, sono stati denunciati cinque
extracomunitari per il reato di «immigrazione clandestina», con avvio delle
procedure di allontanamento dal territorio italiano.
F. A.

Gold5 [11]

Una battaglia ormai senza esclusione di colpi. Il Partito democratico chiede le
dimissioni del consigliere comunali Alfredo Lauretti, arrestato lo scorso
mercoledì per la violazione reiterata dei sigilli alla sua maxi villa abusiva, e
chiama a raccolta «la politica responsabile» per presentare la mozione di
sfiducia della giunta Nardi. Non hanno usato mezzi termini gli esponenti del
centrosinistra ieri nella conferenza stampa organizzata per dire la propria
«sulle recenti vicende giudiziarie» che hanno coinvolto il Comune. Il capogruppo
Antonio Bernardi ha parlato di «situazione grave», passando al setaccio sia il
caso della Terracina Ambiente «in cui è stata truffata un’intera città» sia il
recente arresto di Lauretti «su cui per 5 anni abbiamo dato battaglia per
sollevarne l’evidente conflitto di interessi». E ancora la situazione
finanziaria, «che è ormai un dissesto camuffato. Con 280 decreti ingiuntivi,
molti dei quali esecutivi, abbiamo debito per 68 milioni di euro e c’è un
pericolo reale di svendita del patrimonio cittadino». Il Pd chiede al
consigliere del Pri di farsi da parte mentre annuncia un incontro con il
commissario della Terracina Ambiente Teodoro Contardi. Duro anche l’attacco di
Domenico Zappone, candidato sindaco del Pd: «Questa giunta ha avuto la
sfrontatezza dei grandi annunci su opere mai realizzate. È ora di riportare la
politica al centro di tutto, e chiudere al più presto, anche con la sfiducia,
questa pessima stagione amministrativa a Terracina».
D. R.


Forse pensavano che in quel modo li avrebbero aiutati facendoli lavorare e
guadagnare qualche soldo per sopravvivere, ma in realtà così non hanno fatto
altro che alimentare il circolo vizioso dell’immigrazione clandestina e del
lavoro nero.
Sono i due imprenditori agricoli di origini bengalesi, ma residenti
a terracina, denunciati in stato di libertà per il reato di «assunzione illegale
di manodopera clandestina». I due stranieri sono stati «pizzicati» nell’ambito
del servizio specifico organizzato dai carabinieri della compagnia di terracina,
agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti, contro il fenomeno del
cosiddetto «lavoro nero». Con loro sono intervenuti anche i carabinieri del
Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina. I militari hanno passato in rassegna le
numerose zone di campagna che insistono nel territorio di terracina, dove la
presenza di manodopera straniera, soprattutto di provenienza extracomunitaria,
non fa altro che aumentare giorno dopo giorno. Tanti sono gli immigrati
clandestini e, di conseguenza, altrettanto numerosi sono i lavoratori in nero
che pur di avere un tetto sotto il quale dormire e uno straccio di lavoro
accettano paghe miserrime che di certo non rivoluzionano la loro esistenza. E
immancabilmente dall’altra parte ci sono datori di lavoro spesso, non sempre,
compiacenti, sia italiani che loro stessi connazionali. Come i due imprenditori
agricoli finiti nelle maglie del controllo dei carabinieri del capitano Atti
sorpesi a impiegare nelle rispettive aziende manodopera clandestina,
assolutamente «invisibile» sia per quanto riguarda il permesso di soggiorno che
per ciò che concerne il loro lavoro. Oltre a essere denunciati a piede libero,
la coppia di bengalesi si è vista sospendere l’attività imprenditoriale. Nello
stesso contesto sono stati denunciati cinque cittadini extracomunitari per il
reato di «immigrazione clandestina», con l’immediato avvio delle procedure di
allontanamento dal territorio dello Stato. L’impiego della manodopera
clandestina, soprattutto nel settore agricolo, continua a rappresentare una
sorta di volano economico totalmente sommerso. Dal canto loro molti sono gli
imprenditori che si giustificano con la difficoltà burocratica di regolarizzare
i propri dipendenti stranieri. Intanto questi ultimi continuano a muoversi,
nelle serre o sui cantieri, invisibili, senza tutele nè garanzie.
Rita Recchia


Scende in campo l’Italia dei Valori in vista delle prossime elezioni comunali.
Il partito di Antonio Di Pietro rende noti i punti programmatici per concorrere
alla prossima tornata elettorale. A renderlo noto, il neo esponente Pino La
Rocca: «Il programma politico per la nostra città è sintetizzabile in quattro
elementi – scrive La Rocca -. Rappresentano la nostra idea di sviluppo:
legalità, solidarietà, territorio, imprese ». L’Idv annuncia la costruzione di
«una lista di consiglieri comunali che si candidano a rappresentare il nostro
partito in consiglio comunale» ma esclude «una battaglia di mera rappresentanza,
a sostegno di un candidato a sindaco di valore puramente ideologico e non
competitivo». La lista insomma «sarà presentata se si creeranno le condizioni di
aderire ad una coalizione competitiva composta da tutte le forze sane
appartenenti ai partiti ed alla società civile e imprenditoriale che rendono
prospera ed operosa la nostra città guidata, da un candidato sindaco credibile
ed affidabile, sulla cui indicazione l’Italia dei Valori non avanza alcuna
pretesa». La Rocca ringrazia i tanti sostenitori che sono accorsi all’appel – lo
lanciato dall’Idv e dice fin da ora che «gli stessi aspiranti candidati che
daranno la loro disponibilità per questa competizione elettorale dovranno
sentirsi fin da oggi mobilitati a sostegno delle campagne referendarie previste
per il 12 giugno sui temi del nucleare, privatizzazione dell’acqua,
norme salva-Berlusconi».
D. R.


Una battaglia ormai senza esclusione di colpi. Il Partito democratico chiede le
dimissioni del consigliere comunali Alfredo Lauretti, arrestato lo scorso
mercoledì per la violazione reiterata dei sigilli alla sua maxi villa abusiva, e
chiama a raccolta «la politica responsabile» per presentare la mozione di
sfiducia della giunta Nardi. Non hanno usato mezzi termini gli esponenti del
centrosinistra ieri nella conferenza stampa organizzata per dire la propria
«sulle recenti vicende giudiziarie» che hanno coinvolto il Comune. Il capogruppo
Antonio Bernardi ha parlato di «situazione grave», passando al setaccio sia il
caso della Terracina Ambiente «in cui è stata truffata un’intera città» sia il
recente arresto di Lauretti «su cui per 5 anni abbiamo dato battaglia per
sollevarne l’evidente conflitto di interessi». E ancora la situazione
finanziaria, «che è ormai un dissesto camuffato. Con 280 decreti ingiuntivi,
molti dei quali esecutivi, abbiamo debito per 68 milioni di euro e c’è un
pericolo reale di svendita del patrimonio cittadino». Il Pd chiede al
consigliere del Pri di farsi da parte mentre annuncia un incontro con il
commissario della Terracina Ambiente Teodoro Contardi. Duro anche l’attacco di
Domenico Zappone, candidato sindaco del Pd: «Questa giunta ha avuto la
sfrontatezza dei grandi annunci su opere mai realizzate. È ora di riportare la
politica al centro di tutto, e chiudere al più presto, anche con la sfiducia,
questa pessima stagione amministrativa
a Terracina».
D. R.


In merito al sequestro effettuato dai vigili urbani di terracina venerdì
mattina, la proprietà del locale «I 12» tiene a chiarire come il ristorante-
pizzeria di viale Circe, dove c’è stato l’intervento della polizia municipale,
non si chiami più «I 12 on the beach» ma soltanto «On the beach» dal momento che
si è registrato un cambio di gestione da almeno un paio di mesi.
I precedenti
proprietari, dunque, tengono a precisare la loro totale estraneità dall’episodio
di abuso accertato dalla polizia municipale che ha portato al sequestro di una
veranda allestita senza la necessaria autorizzazione.
Ri.Re.

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terracina-lestre-a-porto-badino-anni-30_bis

Terracina ha fatto quasi la parte del leone nell’attribuzione delle quote di
finanziamenti concessi dalla Giunta regionale del Lazio ai Comuni della
provincia di Latina per intervenire contro il fenomeno dell’erosione.
Alla città
sono infatti stati assegnati un milione e 600mila euro complessivi che sono
destinati ai lavori di manutenzione straordinaria delle sciogliere che sono
collocate in mare, nel tratto di litorale tra Torre Azzurra e Torre Canneto. I
fondi serviranno inoltre ad interventi specifici sul lungomare Circe. Per quanto
riguarda Formia ci sono stanziati un milione e 800mila euro per la manutenzione
straordinaria delle scogliere che si trovano sull litorale di Santo Janni-
Gianola.


In arrivo dal basso, dalla gente e dalle sue istanze, la discesa in campo del
candidato sindaco espresso dal Pdl Nicola Procaccini.
Dopo le aspettative
disattese di vedere il portavoce del ministro Giorgia Meloni nei grandi consessi
politici, dove a presenziare compaiono i «big» del centrodestra anche nazionale,
Nicola potrebbe fare la sua prima comparsa pubblica oggi pomeriggio nell’in -
contro organizzato dall’associa – zione «Proposte per Terracina». Una presenza
discreta, al momento data solo per possibile, mentre un nuovo contenitore,
apolitico e apartitico, che ingloba diverse associazioni, si presenta alla
cittadinanza. Tra i gruppi aderenti compaiono la “Omnia”, Ambiente e/è Vita,
Green Cross, Mare Vivo, l’associazione Mortacino, “La Porta del Sole”, “XXIV
Maggio”, il comitato pendolari, Terracina Domani e il tavolo Terracina ai
Terracinesi. Le indiscrezioni parlano di una presenza, forse ancora defiliata,
di Procaccini all’incon – tro, che si terrà nel pomeriggio a villa Tomassini,
alle ore 17. Lo scenario potrebbe essere quello ideale per Nicola, poco incline
ad apparire al seguito della politica con la “P” maiuscola e invece interessato
ad ottenere l’investitu – ra dalla gente. Il coordinatore di «Proposte per
Terracina», Giuseppe Fedele, lancia la proposta come «sia l’unica strada
praticabile per far sentire la nostra voce» di fronte a «scenari politico-
amministrativi a dir poco deludenti». «Chiederemo di aderire per dare a
Terracina ed ai terracinesi la possibilità di essere protagonisti sulla scena
politica e sociale del territorio – prosegue la nota – per dare il giusto
contributo, affinché finalmente emerga una classe politica che sappia
interpretare e realizzare le vere esigenze della nostra amata Terracina». Una
serie di presupposti che ben si conciliano non solo con la «mission» affidata a
Procaccini dal direttivo comu- nale, ma anche con la linea adottata da quella
parte del Pdl che vorrebbe dare un taglio netto al Pdl dell’attuale maggioranza.
Oggi Nicola, da semplice spettatore, potrebbe fare la sua uscita pubblica. E
cominciare la sua campagna elettorale, partendo dalla gente.
Diego Roma


Non c’è niente da fare: a terracina va di moda l’abusivismo edilizio. Del resto
risale soltanto a pochi mesi fa il dato choc contenuto nella «Relazione sullo
stato dell’abusivismo» della Regione Lazio, in collaborazione con Cresme
ricerche spa, che poneva il Comune pontino secondo soltanto a Roma a livello
regionale in fatto di abusivismo edilizio. Nella tarda mattinata di ieri gli
agenti della polizia municipale hanno eseguito due nuovi sequestri di manufatti
che difettavano delle necessarie autorizzazioni. Il primo caso ha portato, anzi,
ha riportato il personale del comandante Vincenzo Pecchia in via di Pietra
Stretta, a poche centinaia di metri di distanza dalla villa al centro del
clamoroso arresto del consigliere comunale Alfredo Lauretti. In questo caso gli
agenti si sono trovati di fronte a una villetta di più modeste proporzioni, ma
comunque priva del permesso a costruire. Si tratta di un immobile composto da
due piani rispettivamente di 220 e di 100 metri quadrati, realizzato in cemento
armato e con decine di piloni. Il proprietario dell’immobile, una persona del
posto, è stata denunciata alla competente autorità giudiziaria per abusivismo
edilizio dal momento che i vigili, nel corso dell’accertamento, non avrebbero
trovato tutta la documentazione necessaria. L’altro caso di manufatto irregolare
si è registrato nel pieno centro urbano, per l’esattezza su viale Circe. Qui i
vigili hanno sequestrato la veranda del ristorante-pizzeria «I 12 on the beach»
accertando una violazione dei sigilli. Già in passato, infatti, gli agenti del
comando di via Sarti avevano sequestrato il manufatto realizzato in materiale
leggero perchè, pur essendo una volumetria, non sarebbe stato in regola con le
autorizzazioni. Allora non era stato inibito l’utilizzo della veranda che, come
accertato ieri, sarebbe stata sostituita con un’altra di materiale più pesante,
nonostante il primo sequestro. Ecco perchè è scattata anche la denuncia per
violazione di sigilli nei confronti del propritario del locale. Tra il 2004 e il
2009 terracina è stata interessata da 1340 episodi di mattone irregolare, oltre
220 in un anno, oltre 18 in un mese, più di mezzo al giorno. E’ probabile che
anche il 2010 e il 2011 non saranno da meno.
Rita Recchia


Iniziative provinciali da applicare in ambito locale. è stato appena pubblicato
il bando provinciale per la concessione di finanziamenti diretti
all’agricoltura. Perché non presentare proposte anche made in Terracina?
Marketing turistico ottenuto attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici
della terra pontina. Questo l’intento che la Provincia di Latina vuole
perseguire nel momento in cui pubblica un bando dal titolo: “Contributi
finalizzati alla valorizzazione e alla promozione dell’agricoltura e delle
attività connesse della Provincia di Latina”. In sostanza l’ente di via Costa
finanzia (il contributo va dai mille ai 50mila euro a seconda del progetto e del
bilancio di spesa dell’ente) l’organizzazione di eventi (realizzazione stand,
realizzazione materiale promozionale e creazione di pagine web sull’argomento),
diretti a far conoscere i prodotti che sono esclusivi del territorio pontino.
Allora perché non pubblicizzare anche le tipicità locali? «L’idea è quella di
coniugare la produttività con la risorsa turistica -spiega il consigliere
provinciale del Pd Rossano Alla-. A mio avviso, ci sono due ambiti da
valorizzare e uno di questi è sicuramente quello legato ai prodotti ittici.
Rimanendo in linea con il progetto legato all’accorciamento della filiera, si
potrebbe coinvolgere le cooperative dei pescatori per organizzare degli eventi
legati alla promozione di pesci nostrani, considerati minori (pesce azzurro) di
cui Terracina vanta un grande primato. In merito a questo, a luglio dovrebbero
partire dei percorsi legati all’Ittiturismo, settore nel quale Terracina ha
guadagnato una medaglia d’oro. Sempre nell’ottica del marketing territoriale
turistico, si può pensare anche al nostro vino moscato. Terracina avrebbe tutti
i numeri per ottenere i contributi provinciali: le risorse ci sono e sono anche
molte. Manca però la volontà politica, espressa attraverso un coinvolgimento
dell’amministrazione locale. Forse il cambiamento che si determinerà con le
prossime elezioni di maggio determinerà una modifica delle linee di pensiero.
Tutto dipenderà da chi occuperà la poltrona di primo
cittadino».
(da corriere pontino)



Un uomo di 61 anni è morto travolto da un’auto mentre tornava verso casa in via
Molella, a San Felice Circeo.
La vittima era in sella a uno scooter e percorreva
la strada in direzione sud quando è stato tamponato da un’auto. Il 61enne è
stato sbalzato sul cofano della vettura ed è ricaduto a terra. I soccorsi sono
stati inutili. A bordo dell’auto, una Fiat 600, si trovavano due ventenni di
Terracina, soccorsi e ricoverati all’ospedale Fiorini di Terracina.

HA patteggiato la pena G.S., il 45enne originario di Terracina ma da tempo
residente a Monfalcone in provincia di Gorizia che mercoledì ha sparato due
colpi con il suo fucile da sub contro gli agenti della polizia locale, intenti a
sequestrargli un chiosco balneare abusivo. L’uomo è comparso ieri mattina presso
il Tribunale di Gorizia dove ha patteggiato la pena. Il 45enne è accusato di
svariati reati, tra cui tentato omicidio, lesioni, resistenza e minacce a
pubblico ufficiale. G.S. mercoledì ha aggredito, sfiorando la tragedia, vigili
urbani e capitaneria di porto nonché un tecnico comunale. Addirittura un colpo
ha quasi colpito alla testa un maresciallo della polizia locale, che è riuscito
a schivare il proiettile solo grazie alla sua prontezza di riflessi. L’operatore
balneare originario di Terracina si trova adesso nel carcere
di Gorizia.
F. A.


Lo spettacolo, perché di messa in scena si trattava, è finito. Biagio Minchella
e Giovanni Riccardi, coloro che dovevano salvare il terracina dopo l’abbandono
del presidente De Filippis, non hanno mantenuto gli accordi presi e, quindi,
siamo al punto di partenza.
Nulla di fatto, e la storiadel terracina calcio
torna indietro di due mesi. A dirlo è il direttore generale del terracina,
Antonio Fracasso, che ammette: «Anche l’ultimo appuntamento tra De Filippis e
Minchella è saltato perché quest’ultimo non si è presentato. A questo punto il
presidente De Filippis si ritiene libero da impegni. Il risultato è che non se
ne fa nulla e siamo tornati al punto di partenza». Una tragedia, o quasi, visto
che la squadra questa settimana non si è allenata e difficilmente tornerà a
farlo nei prossimi giorni. I giocatori, che non prendono soldi da mesi, non
torneranno indietro a meno che qualcuno non si prenda in carico la situazione ed
onori gli accordi presi tra giocatori e società. Cosa che, diciamolo subito,
appare decisamente poco probabile. Di spettacolo e messa in scena abbiamo
parlato all’inizio, perché Biagio Minchella e Giovanni Riccardi avevano anche
convocato una conferenza stampa, precisamente giovedì 24 febbraio, per
annunciare a tifosi e organi di stampa di aver concluso la trattativa
diventando, di fatto, i nuovi padroni del terracina. Tutto falso. Tutto
inventato, o quasi. Magari aspettavano fondi da qualche sponsor che poi, alla
fine, si è tirato indietro. O magari c’è dell’altro, con lo stesso Fabio De
Filippis a manovrare i fili da dietro, come qualcuno paventa ormai da settimane.
Resta il fatto che siamo tornati indietro di due mesi. Era lo scorso 16 gennaio
quando la squadra, esasperata dall’assenza della società, era stata travolta a
Monte San Giovanni Campano. Da quel giorno si è messo in moto tutto il
meccanismo che, in questi giorni, è miseramente crollato. Ma i tifosi, che sono
quelli che in questi casi ci rimettono più di tutti, una domanda se la fanno: e
adesso che succede? Ancora Fracasso: «In questo momento stiamo cercando di
mettere un tampone a questa situazione. In alternativa a Minchella e Riccardi,
io avevo contattato altri due gruppi di imprenditori, uno romano e uno
napoletano, ai quali avevo detto che non se ne faceva nulla. Ad inizio della
prossima settimana tornerò a contattarli, magari sono ancora interessati».
Altrimenti? Beh, la risposta è semplice… Ma De Filippis, che è e resta il vero
proprietario del terracina, in tutto questo, che ruolo ha? La risposta di
Fracasso è abbastanza elusiva: «Io ho un contratto fino al 30 giugno e devo
portare avanti l’esercizio. Dispiace essersi trovato in un situazione del
genere, perché da una parte c’è la delusione dei tifosi, che credevano di aver
risolto il problema, dall’altro c’è la squadra, che ormai è sparita. Vediamo se
si riesce a racimolare qualche cosa per prendere qualcun altro e mettere insieme
quei due o tre punti che ci permetterebbero di chiudere dignitosamente la
stagione e mettere al sicuro la salvezza».
Ogni commento è superfluo…
Lidano Orlandi



Verrà presentata ufficialmente domani la nuova associazione “Proposte Per
Terracina”.
L’appuntamento è alle 17 presso Villa Tomassini. «Oggi la nostra
città è teatro di scenari politico-amministrativi a dir poco deludenti. La
continua bagarre a cui assistiamo quotidianamente -dichiarano i membri
dell’associazione- non fa altro che sminuire, agli occhi di tutti (Enti Locali,
Provinciali, Regionali, Privati ecc.) la considerazione e il peso politico e
sociale che a Terracina per la sua storia e per tradizione era naturalmente
riconosciuta. Negli ultimi anni stiamo assistendo inermi ad una debacle del
tessuto socio-economico della città. “Proposte per Terracina” nasce per dare a
questa città un’opportunità di incontro, prescindendo dalle appartenenze
partitiche. Lo Statuto che presenteremo, chiarirà l’esatto “Scopo Sociale”.
Chiederemo di aderire per dare a Terracina e ai terracinesi la possibilità di
essere protagonisti sulla scena politica e sociale del territorio, per dare il
giusto contributo, affinché finalmente emerga una classe politica che sappia
interpretare e realizzare le vere esigenze della nostra amata Terracina». Hanno
già aderito almovimento: Associazione Omnia, Ambiente e/è Vita, Green Cross,
Mare Vivo, “Mortacino, Associazione”, “La Porta del Sole”, Associazione XXIV
Maggio, Comitato Pendolari, Terracina Domani, Tavolo, Terracina
ai Terracinesi.


Dragaggio, ripascimento e sistemazione dell’arenile nel porto di terracina, i
tempi dei lavori potrebbero allungarsi per via di un ricorso fresco fresco di
deposito presso il Tar di Roma.
Lo scorso 9 marzo la società «Franco Giuseppe
Srl», azienda edile con sede in provincia di Reggio Calabria, ha depositato un
ricorso contro l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo della Regione Lazio.
L’oggetto del ricorso è l’annullamento del bando di gara per l’esecuzione dei
lavori di dragaggio dell’avamporto, ripascimento e di sistemazione dell’arenile
nel porto turistico di terracina. L’udienza per la discussione del ricorso è
stata fissata al prossimo 7 aprile in camera di consiglio. Sembra che proprio in
questi giorni si sarebbe dovuta concludere la gara per l’affidamento dei lavori.
Ri.Re.


Quale era la destinazione d’uso della struttura del consigliere Alfredo Lauretti
in via Pietra Stretta?
Durante i sopralluoghi effettuati dagli agenti del Nipaf
diretti dall’ispettore Stefano Giulivo, è stato notato che, nonostante alcune
zone della villa fossero ancora grezze, numerose stanze erano adibite a saloni,
ma nessuna camera da letto e nessuna traccia di una cucina, segno che, forse, la
struttura, nonostante la sua destinazione fosse per uso abitativo, appare simile
ad una beauty center con tutti i comfort. Questo ovviamente potrebbe
giustificare la presenza di ampi spazi, oppure di una piscina interna ed una
esterna, oltre a un tunnel di oltre 15 metri. Ipotesi questa che, se venisse
accertata, comporterebbe una serie di autorizzazioni e certificazioni oltre che
commerciali anche sanitarie. Anche se il consigliere Alfredo Lauretti ha
ripetutamente detto agli inquirenti che la villa è per uso abitativo. Al momento
l’imprenditore si trova ai domiciliari all’interno della sua abitazione in via
Firenze, dove è stato trasferito mercoledì mattina, dagli agenti del Nipaf dopo
che lo avevano prelevato mentre si trovava nella sede della sua azienda in via
Ponte di Ferro. Trasportato in caserma, lui e la madre sono stati schedati. C’è
attesa intanto per l’interrogatorio di garanzia che si svolgerà lunedì mattina
per entrambi, presso il tribunale di Latina davanti al giudice delle indagini
prelimiari Nicola Iansiti che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su
richiesta del pubblico ministero Olimpia Monaco. Saranno presenti anche i legali
di entrambi Simone Rinaldi ed Enrico Pannozzo.
(da corriere pontino)



Va avanti a oltranza la protesta dei dipendenti dell’ «A&Tech», la ditta romana
che dalla primavera scorsa si occupa della pulizia degli uffici comunali e del
tribunale di terracina.
Anche ieri scope e scopettoni sono rimasti incrociati e
non sono stati garantiti nemmeno i servizi essenziali. E’ arrivata qualche
lamentela da parte dei dipendenti degli uffici che, però, hanno subito capito
l’aria e hanno preferito darsi da fare con le pulizie fai-da-te. Del resto sono
tutti sulla stessa barca, dipendenti comunali e quelli che si occupano di pulire
gli uffici. L’unica novità arrivata nella giornata di ieri è stata la decisione
di rivolgersi a un avvocato per avviare la pratica di un decreto ingiuntivo nei
confronti della stessa «A&Tech» per ottenere gli stipendi attuali, ma anche per
vedersi garantiti quelli futuri. L’obiettivo è far sì che i soldi veicolino
direttamente dal Comune di terracina ai dipendenti, senza la tappa intermedia
della ditta. Ma se il denaro manca come si fa? «Noi continuiamo con il presidio
fino a che non otterremo un risultato positivo nella lotta che staiamo facendo»
ha dichiarato il delegato Ugl, Giorgio Porcu.
Ri.Re.


Proseguono a grande ritmo i controlli della polizia municipale di Terracina
contro l’abusivismo edilizio. Dai sopralluoghi effettuati durante la giornata di
ieri gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia hanno effettuato due importanti
sequestri, ponendo i sigilli a un’attività commerciale e ad una abitazione.
Andiamo per ordine: il primo è stato eseguito sul lungomare Circe ai danni del
ristorante i “12 on the beach” dove gli agenti erano già intervenuti due anni
fa, quando avevano apposto i sigilli alla veranda che affianca il locale.
All’epoca dei fati al proprietario era stato concesso l’uso ma non la chiusura
laterale della tettoia che andava in questo modo a costituire una certa
volumetria. In seguito vi è stata la violazione dei sigilli in quanto il
titolare ha deciso di sostituire il vecchio materiale che rivestiva la veranda
con quello nuovo. Di conseguenza per lui è scattata la denuncia per violazione
dei sigilli e un nuovo sequestro. Nella stessa mattinata di ieri i vigili urbani
hanno spostato la loro attenzione in via di Pietra Stretta in località San
Silviano, a ridosso della villa faraonica del consigliere comunale Alfredo
Lauretti. Dal sopralluogo realizzato dagli agenti del comandante Pecchia,
l’immobile in questione era stato realizzato su un’area di 230 metri quadrati
per il piano terra e di circa 100 per il piano superiore, senza rispettare le
prescrizioni di legge. I proprietari, due persone del luogo, avevano solo
un’autorizzazione per ristrutturare un capannone agricolo già esistente,
trasformato in una abitazione. I due sono stati denunciati per abusivismo
edilizio, provvedimento adottato anche nei confronti della ditta di Fondi
appaltatrice dei lavori.
(da corriere pontino)



«La spiaggia è dello Stato, ma le aziende sono le nostre»: è stato lo slogan più
ripetuto dal balneari del Lazio che giovedì scorso hanno manifestato in Regione
contro la direttiva europea che prevede il rinnovo delle concessioni demaniali a
uso turistico-ricettivo mediante un’asta pubblica. Una colonna di almeno 500
macchine si è incamminata da Ostia fino alla sede della presidenza della Regione
Lazio. Tra loro anche una quarantina di vetture partite da terracina, con a
bordo i balneari rappresentati da Fabio Minutillo, presidente Sib terracina e
vice-presidente regionale Sib Lazio. «Il risultato della nostra manifestazione è
stato molto positivo-commenta Minutillo- Siamo stati accolti dal segretario
regionale Ronghi il quale ci ha assicurato che nella conferenza Stato-Regioni
che si sarebbe svolta ieri la Regione Lazio avrebbe dato un’inversione di
tendenza sulla posizione del ministro Fitto». Ciò lascia intendere che
l’amministrazione regionale sarà al fianco dei balneari del Lazio per sostenerli
nella loro battaglia. «Io sono molto fiducioso dopo l’incontro e spero che
continuino così e che la Regione Lazio sia la regione capofila nella battaglia
piu difficile che i balneari italiani stanno affrontando nell’ultimo secolo».
«Il Governo può e ci deve togliere dalla Direttiva Bolkstein come ha già fatto
con altre categorie- ha dichiarato Fabrizio Fumagalli, presidente Sib Lazio- Lo
Stato confisca le nostre aziende per darle ad altri? Questo è assurdo e
inaccettabile! Confidiamo in un aiuto da parte delle istituzioni e della
presidente Renata Polverini». Una cosa è certa: i balneari, compresi quelli di
terracina, si batteranno fino all’ultimo per evitare l’incubo che migliaia
d’imprese, soprattutto a carattere famigliare, possano sparire. «La situazione è
tragica-afferma Stefano Di Manno de «Il galeone»- Se non troviamo una soluzione
entro il 28 dicembre 2011, staremo tutti a casa. Se non otterremo ciò che
vogliamo, abbiamo già in programma una manifestazione per fine marzo. Non
lasceremo le nostre aziende tanto facilmente». Senza dimenticare le circa 500
aziende che forniscono sdraio, lettini e ombrelloni costrette a chiudere i
battenti. «Ringrazio la Regione Lazio e il segretario generale Ronghi per il
sostegno ricevuto- conclude Fabio Minutillo- Inoltre ringrazio anche la Polizia
di Stato di terracina che ci ha permesso di svolgere il nostro dissenso in
maniera pacifica e ordinata».
Rita Recchia


Uniti per conoscersi: Italia- Romania”. è il titolo della manifestazione che si
svolgerà domani pomeriggio a partire dalle 15 e 30 presso i locali della
Scuderia nel centro storico. Un incontro organizzato dall’associazione culturale
“Anxur senza confini” in collaborazione con “Prom Art Creative di Bucarest” e
l’associazione “Benessere più”. Si prevede la presenza di numerosi cittadini
oltre che italiani, di origine romena che ormai vivono da anni a Terracina e
nelle zone limitrofe. Prenderanno parte all’incontro Silvia Stefanescu,
finalista all’Eurovisione Romania e i Monnalisa Band, un tributo ad Ivan
Graziani. Nel corso del pomeriggio saranno degustati anche prodotti tipici
romani e locali. Uno scambio oltre che culturale quindi anche gastronomico.
L’ingresso è libero e tutti coloro che sono interessati
possono partecipare. ma. bo.


Continuano i disagi per i famigliari di persone affette da disabilità. Giovedì
il Comitato «Progetto Genitori Uniti»
di terracina si è confrontato sui problemi
più urgenti e «ancora una volta abbiamo appurato che chiunque di noi abbia
cercato di vedere finalmente rispettato il diritto di ricevere l’assistenza
domiciliare dal nostro Comune non ha ottenuto alcun risultato» dice il
presidente Rossella Baroni. Ogni volta motivazioni diverse. «E’ cercare un
polemica sterile se pensiamo che c’è ancora una volta la netta volontà di
calpestare un diritto insindacabile?».«Sappiamo che i nostri amministratori
occuperanno quei posti ancora per poche settimane, ma a noi famiglie di disabili
non interessa. Le nostre preoccupazioni sono portare i nostri figli a fare le
terapie, i controlli medici, accudirli ogni giorno con amore». Conclude la
Baroni: «Non smetteremo di chiedere quello che è un nostro diritto insidacabile
che la legge prevede per far sì che la nostra vita sia davvero molto meno
complicata».
Ri.Re.


Cimitero di Borgo Hermada, il partito di Sinistra e Libertà sposa la causa dei
500 cittadini della frazione di Terracina firmatari di una petizione per
chiedere per il periodo estivo la proroga dell’orario di chiusura del cimitero.

«La chiusura – scrive Vittorio Marzullo in una lettera aperta al sindaco Stefano
Nardi – è fissata per le ore 18,00 ed il custode inizia a far uscire le persone
sin dalle ore 17,45. Ci sentiamo di condividere le ragioni dei nostri
concittadini firmatari della petizione/appello, in quanto, e per motivi di
lavoro, e per motivi di temperatura, è preferibile e molto più comodo allungare
l’orario di apertura del cimitero». Sel si chiede per quale motivo il Comune non
abbia mai preso in considerazione l’istanza dei residenti. «Non costa nulla -
spiega l’esponente di Sel – in quanto a fine del primo turno ed all’inizio del
secondo turno di lavoro, l’orario di lavoro dei due dipendenti si accavalla, per
cui, paradossalmente abbiamo due dipendenti presenti quando al cimitero non va
nessuno, oppure è addirittura chiuso, e di contro abbiamo un orario di apertura
ridotto e punitivo per le esigenze dei cittadini». Sel chiede a Nardi «un minimo
di interessamento, al fine di dare una risposta ad esigenze di comuni cittadini
senza costi aggiuntivi per l’amministrazione, che sappiamo in forte deficit».
D. R.


FACEVA vedere una casa ma ne vendeva un’altra. Con lo stratagemma che aveva
escogitato il mercato immobiliare non avrebbe mai conosciuto la crisi che sta
registrando di questi tempi. Peccato che dopo gli affari facili per un 35enne di
Terracina sono arrivati i guai giudiziari. Nei giorni scorsi è iniziato un
processo a suo carico per il reato di truffa aggravata, ma la storia potrebbe
non chiudersi qua dal momento che l’agente immobiliare sarebbe nel mirino della
Procura per altri episodi simili a quello per cui è finito a giudizio. Una
truffa ai danni di una donna di Roma, che ha tirato fuori un bel po’ di soldi
per ritrovarsi tra le mani una casa che per nulla al mondo avrebbe mai sognato
di acquistare. E’ il 2008 e la signora si rivolge all’agente perché intenzionata
ad acquistare una casa al mare. Il 35enne non si fa trovare impreparato e mostra
alla donna un villino che si trova all’interno di un comprensorio residenziale
sulla Pontina. Alla donna piace la casa e il prezzo le appare abbordabile: 200
mila euro trattabili. Un affare. Tempo qualche mese e si arriva alla definizione
di una scrittura privata con il presunto proprietario della casa che è
all’insaputa di cosa sta combinando l’agente immobiliare. La donna non fa caso
ad un dettaglio: l’indica – zione di una strada, via dei Medici, che non aveva
mai sentito prima. Solo successivamente ne chiede conto all’agente di Terracina,
il quale non fa una piega, riesce a imbastirsela e soprattutto a farsi credere.
Nel frattempo la donna tira fuori un bel po’ di soldi a titolo di acconto, oltre
110 mila euro, fino a quando non arriva il momento di firmare il rogito dal
notaio. L’agente cerca di tirarla per lunghe e rinviare l’appuntamento, ma la
turista romana ormai si è mangiata la foglia. A metterla di fronte alla verità è
un vicino del villino che lei credeva di aver acquistato: «Quella casa – le dice
il signore – è stata acquistata da un mio parente». Ma come, si chiede
sconcertata la donna, che poi realizza. Anche perché a quel punto l’agente è
costretto a raccontarle la verità. La casa che le aveva venduto era in realtà un
villino di piccole dimensioni e malmesso di Borgo Hermada, in via Dei Medici
appunto. Una casa dal valore commerciale assai inferiore di quella che credeva
di aver acquistato. La donna a questo punto pretende la restituzione della somma
versata. Parte delle quale è andata al proprietario di casa, l’altra all’agente
immobiliare. Quest’ultimo prima si mostra intenzionato a trovare un accordo, ma
poi si rigira la frittata. La donna dunque sporge un denuncia che finisce sulla
scrivania del pubblico ministero Olimpia Monaco. Dopo le indagini, il pm chiede
e ottiene il rinvio a giudizio dell’agente immobiliare per truffa aggravata. Il
processo è iniziato nei giorni scorsi al tribunale di Latina. L’imputato è
difeso dagli avvocati Osvaldo e Francesco Pietricola. La parte offesa, assistita
dall’avvocato Luca Caglia, nel corso della prima udienza si è costituita parte
civile. Il processo riprenderà il 19 dicembre quando si comincerà ad ascoltare i
primi testimoni. Ma i guai giudiziari dell’agente potrebbero non finire qui
visto che al vaglio del sostituto procuratore Monaco ci sarebbero altri casi
di vendite sospette di immobili.
Pierfederico Pernarella

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terracina-asse-romano-con-servio-sulpicio-galba_bis

Anche le storiche Botteghe Pasquali sono finite, assieme ad altri immobili e
terreni di proprietà comunale, nel pignoramento ottenuto dall’ex Slia,
creditrice del Comune per una somma di 5 milioni di euro.
Un’altra tegola per
l’ente locale, sopraffatto come non mai dai debiti, al punto che la prospettiva
del dissesto finanziario è più che mai alle porte. I beni di famiglia potrebbero
essere presto messi in vendita. Nove proprietà comunali, alcune di un certo
valore poiché ricadono nel centro storico alto, rischiano di passare in mano
d’altri. Lungo l’elenco. Vi è compreso un terreno in via Appia di 8.880 metri
quadrati con un manufatto di 140 metri quadrati. Si arriva, quindi, ai «pezzi»
più importante: i due negozi di via Anita Garibaldi, sottostanti la Cattedrale.
Nell’insieme si estendono per circa 120 metri quadrati. Si tratta di locali di
notevole interesse storico, anche perché accolgono i mosaici pavimentali del II
secolo dopo Cristo, scoperti nel 1980. Ancora immobili nella parte alta della
città: una porzione di fabbricato in via delle Belle e un’altra in via Santi
Quattro, nel cuore della Terracina medievale. Quindi, uscendo dal nucleo urbano,
altre proprietà. Spicca, soprattutto la scuola elementare di via Delibera, un
fabbricato di 12.713 metri quadrati, sviluppato su due piani. La black list
continua: al chilometro 99,690 della Statale Appia un terreno di 5.718 metri
quadrati, nella località montana di Campo Soriano un fabbricato con terreno,
nella strada della Valle un fabbricato residenziale con corte (complessivamente
230 metri quadrati). Era stata una sentenza del tribunale di Venezia dell’agosto
2008 a intimare il pagamento di 5 milioni di euro per canoni non pagati.
Beneficiaria ne era la Slia, la ditta che aveva gestito il servizio di nettezza
urbana. Quattro atti di precetto sono andati a vuoto in tutto questo tempo. Alla
fine la società Enerambiente spa con sede a Marghera, succeduta alla Slia spa in
liquidazione, ha richiesto ed ottenuto il pignoramento dei beni immobili, fino a
copertura del credito in questione. Si è affidata all’assistenza legale degli
avvocati Giancarlo Tonetto del Foro di Venezia e Guerrino Maestri del Foro di
Latina. Il Comune non ha scelta: o paga i 5 milioni di euro dovuti (sono
compresivi degli interessi) o corre il rischio di vedersi sfuggire di mano una
parte consistente del suo patrimonio, compresi alcuni ìgioielli di famiglia” (a
dire il vero, per le cosiddette Botteghe Pasquali la procedura sembra sia
improponibile, dal momento che sono un museo). Un 2011 estremamente difficile
per le casse comunali, strozzate da tutta una serie di procedure per debiti, che
stanno venendo a galla.
Ercole Bersani

Gold4 [1]
I comfort non sarebbero certo mancati nella villa dei desideri che la famiglia
Lauretti stava ultimando in via della Pietra Stretta.
Un’area di 1.500 metri
quadrati, su cui sorge un palazzotto dal vago stile gotico che ai lati, come due
appendici, si collega ad altri due edifici collegati, entrambi elevati su due
livelli e con ampie e assolate vetrate. Un aspetto sontuoso, quasi
eccessivo a voler considerare la media delle abitazioni che sorgono in
zona Monticchio, a San Silviano, terra di contadini e agricoltori. Ecco perché
quella villa fa un certo effetto al primo impatto, con la sua vistosa mansarda,
un grande piano interrato, l’ ampio garage e un cortile esterno spaziosissimo.
Chi l’ha vista da vicino parla di una fantasmagoria. Se non fosse stata
realizzata abusivamente, sarebbe la casa dei sogni di chiunque. Una cosa grossa,
troppo grossa se paragonata alle case di campagna, pur graziose, che sono
disseminate in zona San Silviano. Di certo le dimensioni dell’edificio fanno
registrare un record nella periferia della città. E non è l’unico. Altro primato
va attribuito ai tempi di realizzazione. Tirata su, con tutto il suo impatto
visivo, in poco più di un anno (sul finire del 2009, periodo del primo
sopralluogo della Municipale, c’erano solo le fondamenta o poco più), il
cantiere dell’edificio ha sfidato ogni legge temporale. Tanto che gli
inquirenti, ad ogni occasione di sopralluogo, rilevavano progressi nei lavori.
È stato forse anche questo elemento a far intensificare l’attenzione dell’autorità
giudiziaria sui lavori della famiglia Lauretti. Che su un’area posta sotto
sequestro ha continuato come se nulla fosse ad aggiungere mattone sopra mattone,
giorno dopo giorno, tirando su quella che da queste parti può a ragione
considerarsi una reggia. Di questo enorme edificio non resta ora che immaginare
quale sarà il futuro. L’iter giudiziario è soltanto all’inizio, ma le operazioni
di costruzione, quelle sono quasi ultimate. Che destino avrà la villa dei record
che domina le campagne di San Silviano?
D. R.

UFO_Terracina [3]

Saranno interrogati lunedì prossimo il consigliere comunale Alfredo Lauretti e
sua madre, Anna di Girolamo, arrestati mercoledì scorso in un’operazione
congiunta di Nipaf e carabinieri per abusivismo edilizio e reiterata violazione
dei sigilli alla maxi villa di proprietà familiare che sorge in località San
Silviano.
Madre e figlio sono attualmente agli arresti domiciliari presso le
proprie abitazioni, in attesa di essere ascoltati dal gip Nicola Iansiti, il
magistrato che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del
sostituto titolare dell’inchie – sta Olimpia Moncaco. Intanto è pronta sul
tavolo dei legali difensori, gli avvocati Simone Rinaldi e Enrico Pannozzo, il
ricorso al Tribunale della Libertà in cui si chiede la scarcerazione dei loro
assistiti. I legali sono in attesa di ricevere copia degli atti ma già si dicono
convinti che la misura adottata dal Tribunale di Latina sia eccessiva rispetto
ai reati contestati. La linea difensiva sembra tutta diretta a dimostrare l’ecce
- zionalità del provvedimento di carcerazione rispetto a reati di questo tipo,
ma anche come a carico del consigliere comunale non sussistano i gravi indizi di
colpevolezza in merito alla violazione dei sigilli. Una questione tutta da
dirimere in sede giudiziaria, dal momento che nel fascicolo della Procura sono
contenute diverse relazioni della polizia locale e del Nucleo investigativo
ambientale del Corpo Forestale, che dimostrerebbero come dietro i lavori della
villa ci sia proprio il consigliere di maggioranza. In particolare le indagini
del Nipaf dimostrerebbero come ad avere avuto i contatti con i progettisti
dell’edificio, dalla commessa fino al pagamento dei lavori, sia stato sempre
Alfredo Lauretti e non la 71enne madre dell’imprenditore, che figurerebbe solo
formalmente come proprietaria dell’immobile. In mezzo c’è un preliminare di
vendita con cui Lauretti avrebbe ceduto la parte di sua proprietà del terreno,
circa 450 metri quadri e alcuni muri, al genitore. Preliminare di vendita che
però secondo il Nipaf non è mai stato completato. A pesare su Lauretti e sua
madre resta comunque il reato di continuata violazione dei sigilli su un
cantiere che la prima volta è stato sequestrato nel lontano 2009, quando al
posto della mega villa che sorge oggi c’erano soltanto le fondamenta. È proprio
il sostituto procuratore Olimpia Monaco a parlare di «indifferenza» dei Lauretti
alle disposizioni dell’autorità giudiziaria. Un cantiere, quello di via della
Pietra Vecchia, nato inizialmente da un semplice progetto di sistemazione di un
immobile esistente, in merito al quale poi la famiglia Lauretti ha chiesto un
ampliamento che gli uffici tecnici del Comune non hanno mai accordato. Ma i
lavori, come dimostrano le attuali dimensioni della villa, sono andati avanti
ugualmente fino, appunto, al primo sequestro del 2009. Cui sono seguiti
ulteriori sopralluoghi della Municipale con relative denunce per violazione dei
sigilli. Nel dicembre scorso gli agenti del Corpo forestale si sono recati in
via della Pietra Stretta muniti di macchine fotografiche e telecamere. Prima di
intervenire hanno ripreso i lavori a pieno regime nel cantiere di villa
Lauretti, nonostante sull’immobile gravassero i sigilli dell’autorità
giudiziaria. A quel punto è scattato il sequestro, l’ennesimo, e la relativa
indagine, che in poco più di tre mesi ha condotto Procura e Tribunale ad
adottare il provvedimento di custodia cautelare, motivato dai gravi indizi di
colpevolezza e dal pericolo di reiterazione del reato. Alfredo Lauretti e la
madre sono stati convocati per lunedì prossimo dal gip Iansiti per
l’interrogatorio di garanzia. Intanto i legali sono al lavoro per chiedere
la scarcerazione.
Diego Roma

UFO_Terracina [4]

Spenti i riflettori della cronaca, all’indomani dell’arresto del consigliere
comunale di terracina Alfredo Lauretti e della madre Anna Di Girolamo la parola
passa alla difesa e agli inevitabili commenti politici.
Madre e figlio sono
assistiti dai legali Enrico Pannozzo e Simone Rinaldi, già al lavoro per
smontare una per una le accuse mosse dal Pm Olimpia Monaco nei confronti del
consigliere del Pri e dell’anziana madre, ora entrambi ai domiciliari per
abusivismo e reiterata violazione dei sigilli. Eccessiva la misura della
custodia cautelare rispetto alle accuse che vengono mosse: questa la primissima
considerazione con cui i due avvocati hanno commentato l’intera vicenda. Non si
sbilanciano a dire altro, a parte il fatto che starebbero già preparando la
richiesta di libertà da presentare al Tribunale del Riesame. Intanto è loro
intenzione chiarire in maniera che non lasci spazio a dubbi quella che è la
posizione di Alfredo Lauretti e quella che, invece, è la posizione della signora
Di Girolamo. Entrambi saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia lunedì
mattina presso il Tribunale di Latina. Quanto ai commenti che arrivano dalla
politica, è nettamente garantista la linea di Paolo Cerilli, ex sindaco
democristiano di terracina e adesso nella file del partito dell’Edera come
Lauretti. «Dal punto di vista umano l’intero partito esprime la sua solidarietà
ad Alfredo che forse ha commesso qualche leggerezza, ma siamo fiduciosi che la
giustizia farà il corso che deve fare arrivando a chiarire una volta per tutte
l’intera vicenda». «Quanto al Pri, usciamo un po’ azzoppati da questa storia ma
per noi non cambia nulla nel nostro impegno politico e andiamo avanti con i
nostri programmi. Alfredo Lauretti poteva essere un candidato sindaco di
bandiera per le prossime elezioni, ma come può esserlo anche qualcun altro». Una
cosa ci tiene a sottolineare Cerilli: «Non si associ adesso Alfredo Lauretti e
il nostro partito al malaffare in città». Della serie, soltanto chi non ha mai
peccato scagli la prima pietra. Certamente in città la notizia ha suscitato
scalpore, come del resto ciascun episodio in cui Alfredo Lauretti, sua madre e
sua moglie erano già finiti sulle cronache locali per le varie denunce ricevute
in occasione delle violazioni di sigilli che si sono ripetute nel giro di pochi
mesi. Qualcuno dice che giustizia è stata finalmente fatta. Ma in realtà siamo
soltanto agli inizi della vicenda giudiziaria vera e propria, e di strada
davanti da fare ce n’è ancora parecchia prima che la legge dica una volta per
tutte chi sia davvero la vittima e chi il carnefice.
Rita Recchia

UFO_Terracina [2]

Agiscono nel cuore della notte, facendosi scudo del buio, ma le conseguenze le
pagano la mattina i poveri pendolari.
Fermi minuti, a volte ore, nei vagoni dei
treni in attesa che i tecnici riparino i danni provocati. Il rame è un materiale
costoso e, ormai, molto raro. Rubarlo dalle linee ferroviarie comporta numerosi
rischi, ma frutta migliaia di euro nel mercato nero. Succede spesso e nella
notte tra mercoledì e giovedì è stata la volta della linea ferroviaria
terracina-Priverno. Quattrocento metri di oro rosso sottratto, quattro treni
bloccati, ritardi accumulati per circa venti minuti per ogni convoglio e
cinquemila euro di danni. Questi i numeri del furto che, secondo quanto
sostenuto da Trenitalia in una nota, ha prodotto per la società di trasporti
pubblici un ammanco in denaro che «E’ però enormemente più elevato considerando
i disagi ai viaggiatori, il reintegro del materiale rubato e il lavoro
aggiuntivo per il ripristino del regolare funzionamento della linea. La
sottrazione dei cavi in rame non comporta problemi di sicurezza alla
circolazione ferroviaria che prosegue, sebbene rallentata, secondo specifici
protocolli di sicurezza». L’allarme è scattato intorno alle due di notte per il
distacco della linea elettrica. Su richiesta della Polfer di Formia, competente
per il controllo della linea ferroviaria, sono intervenuti sul posto i
Carabinieri di Priverno. Le sirene della pattuglia degli uomini del Comandante
Massimo Di Mario (nel riquadro) hanno messo in fuga i ladri, impedendo così
ulteriori danni. I malviventi avevano avuto, tuttavia, il tempo di tagliare i
cavi elettrici in più punti, tra le stazioni di Capocroce e Frasso, e di portare
via quattrocento metri di materiale, mettendo fuori uso i caselli per il
passaggio a livello.
S.T.

UFO_Terracina [1]

Cellulari, portafogli, attrezzature sono a rischio. E, ultimamente, a scomparire
sono anche le auto di dipendenti e visitatori. Tra i reparti si vive una
condizione da trincea. «Il Fiorini è come Roma città aperta. C’è gente in giro a
tutte le ore. I furti sono all’ordine del giorno. Non c’è un sorvegliante. Chi
assiste di notte gli ammalati è costretto a nascondere la borsa sotto la sedia a
sdraio» testimonia la signora C. Un grido d’allarme viene anche dal dott.
Francesco Ceci, del reparto di chirurgia: «Alla porta d’ingresso hanno rotto la
maniglia 4 volte. Siamo costretti a mettere una sedia a contrasto, per evitare
le visite di malintenzionati di notte. Dalle 19,00 di sera l’ospedale è un porto
di mare. Personalmente sono intervenuto per far sgombrare un barbone, che si era
sistemato nelle panchine degli ambulatori». E’ una denuncia collettiva: «Già
verso le 18,00-19,00 si vedono persone entrare nell’androne con le bottiglie di
bevande alcoliche in mano. E’ allora – riferisce la signora A.P. – che
l’ospedale diventa un ricettacolo di ubriaconi, tossici e senza tetto. Un
giorno, alle 5, mentre andavo via, ho trovato uno che dormiva nell’androne. Ho
avuto paura in tutto il periodo che sono stata costretta a fare assistenza a mia
madre». Casi non più sporadici. Già nel passato il Fiorini era stato usato
sporadicamente come un albergo (si racconta di un extracomunitario trovato a
schiacciare un pisolino addirittura nel tavolo dell’obitorio). Ora, però, è una
reception sempre intasata. Dove succede di tutto. Anche che delle persone (è
cronaca di non molti giorni fa) si rincorrano, tentino di aggredirsi e si
minaccino con una pistola-giocattolo. In una tale situazione di totale
insicurezza (il progetto di una videosorveglianza è di là da venire) è il pronto
soccorso a costituire il ventre molle di tutta una struttura, lasciata
abbandonata a se stessa. E’ capitato che gli operatori siano stati costretti ad
asserragliarsi nelle stanze. Tutto un ospedale è un complesso sensibile, dove
malati e attrezzature non possono essere alla mercé di chiunque. Esattamente il
contrario di quanto avviene nel nosocomio locale, dove il fenomeno dei furti ha
avuto un’escalation in quest’ultima settimana con ben tre automobili che si sono
volatizzate. «Non siamo per nulla sicuri. Lavoriamo sempre con la camicia
addosso» riassume drammaticamente un infermiere. Ad una paura diffusa fa da
contrappunto negativo la totale assenza di una risposta da parte delle autorità
sanitarie.
Di Ercole Bersani

Gold7 [12]

Gli ultimi fatti di cronaca impongono una seria riflessione su cosa è stata la
politica in questi anni di amministrazione Nardi.
Non mi riferisco solamente o
semplicemente alla misura cautelare nei confronti di un consigliere comunale.
Una situazione peraltro più volte evidenziata dal Partito Democratico con
interrogazioni, mozioni ed esposti. Mai con l’intento persecutorio verso la
persona, ma di condanna del fatto in sé e cioè che un consigliere comunale si
sia trovato a giocare il doppio ruolo di amministratore della res pubblica e di
amministratore di aziende di sua proprietà “in affari” con il Comune. Non una,
non due e non tre volte, come già esplicitato dal comunicato del gruppo
consiliare, tra il balzello sulla “fogna tax” all’ennesima proroga della cava,
alla piscina gli esempi non mancano. A questo si aggiunge la denuncia per
abusivismo edilizio di una mega villa in costruzione senza le necessarie
autorizzazioni e la reiterazione della violazione di sigilli conseguenti al
sequestro. Purtroppo tutto ciò è la dimostrazione lampante, solo la punta
dell’iceberg, a cui è arrivata l’arroganza del potere. Il fatto in sé è
gravissimo e doveva essere valutato con meno superficialità dalla maggioranza la
quale invece ogni volta che se ne è presentata l’occasione ha fatto in modo che
la discussione in Consiglio Comunale non avvenisse mai o perlomeno il più tardi
possibile. Solo per l’intervento del Prefetto, su sollecitazione del Partito
democratico, ha permesso di affrontare il problema, ma la maggioranza ha
liquidato la vicenda come un caso di persecuzione ad personam dei soliti
“comunisti”. Purtroppo i casi di malgoverno, di illegittimità si sono ripetuti
all’infinito, a prova di una politica a difesa degli interessi privati, più che
del bene comune. C’è stato un modo di fare politica che non curante di leggi e
regole comuni, si è preso beffa di tutto e tutti, arrivando a sentirsi
onnipotente. Certamente l’eventuale rilevanza penale dei fatti sarà la
magistratura ad appurarla, ma la cosa più grave è il messaggio che arriva al
cittadino frastornato e talvolta incredulo, il danno che si compie al tessuto
sociale già compromesso da dieci anni di disamministrazione, di politica
clientelare e di chiusura totale al dialogo. Peraltro ciò che veramente deve
preoccupare tutti coloro che hanno a cuore il bene della gente, sono gli effetti
devastanti in termini di fiducia e approccio alla politica sulle giovani
generazioni: una spada di Damocle che determina una spinta pericolosa al
qualunquismo e all’antipolitica. Non trascurabile il fatto riportato dal
questore di Latina D’Angelo, il muro d’omertà: “un silenzio che ostacola le
indagini”. Ma come se non bastasse la devastazione prodotta da questo passato,
il futuro che si sta preparando non promette niente di buono e anzi ci fa
prevedere il pericolo del perpetuarsi di questa situazione. Infatti, alla
mancanza di dialogo, di apertura, di trasparenza, di legalità, di attenzione al
bene di tutti i cittadini, nello schieramento di centro destra tutti pendono
dalla bocca del “signorotto locale”. Che in stile “padre padrone”, dopo il
classico “eccellenza, bacio le mani”, riceve i suoi fedeli “vassalli” e dispensa
consigli e ricette per Terracina. Ormai le decisioni che riguardano la nostra
città vengono pensate un anno prima e prese altrove, a Roma, a Latina, a Fondi
dovunque tranne che da noi terracinesi. E’ una offesa alla nostra dignità e
responsabilità di cittadini, di tutti coloro che non vogliono diventare sudditi
di nessuno. Insomma il protagonista indiscusso del caso Fondi, l’unico esempio
di Comune non sciolto per mafia nonostante il parere favorevole del ministro
degli interni: per ben due volte, infatti, c’è stato chi è riuscito a bloccare
il consiglio dei Ministri, ora vuole avere in mano anche il futuro di Terracina.
Ebbene, dalla parte del partito democratico, dalla mia parte non troverete né
uomini di potere, né persone che fanno della politica un modo per accrescere i
propri interessi, ma gente che paga il conto quando va al bar o che sceglie di
impegnarsi in politica, per cercare di costruire una città in cui la qualità
della vita ha un livello decente per tutti. Sono uomini e donne che metteranno
al centro del loro agire politico, il rispetto delle Istituzioni, della dignità
delle persone, soprattutto di coloro che sono più in difficoltà,. Faremo di
tutto affinché il destino della città passi dalle mani dei terracinesi e non
prenda la strada né di Fondi, né di Formia. Siamo certi che, e per questo ci
impegniamo con tutte le nostre forze, che una città diversa la faranno i
cittadini partecipando e scegliendo la qualità della proposta politica. Non
altri che nulla sanno di Terracina, né hanno nulla da insegnarci e men che meno
da imporci. I terracinesi hanno le energie morali, culturali e politiche per farlo.
Domenico Zappone
Candidato a sindaco Pd

Gold5 [16]

In crisi d’astinenza assale vicino di casa
L’uomo, un settantenne, si è visto infatti all’improvviso la ragazza in casa
che, ritenendo l’abitazione vuota, voleva rubare oggetti preziosi per poterli
rivendere ed acquistare droga. Sorpresa dal proprietario, la donna ha afferrato
un coltello di grandi dimensioni aggredendo l’uomo che ha riportato lesioni per
15 giorni; le urla hanno però attirato l’attenzione del genero abitante lì
vicino che ha chiamato la Polizia ed è immediatamente intervenuto a difesa del
suocero, riuscendo a fronteggiare la ragazza sino al tempestivo intervento degli
Agenti che, dopo non poca fatica, a causa del fortissimo stato di agitazione
della donna causato dall’astinenza di sostanze stupefacenti, riuscivano a
disarmarla. Nonostante ciò, la furia della ragazza si è scagliata su oggetti,
suppellettili e tutto ciò le capitasse a tiro, ma alla fine è stata condotta
nella nottata al carcere femminile di Roma in stato di arresto per rapina. .

Gold5 [2]

Discusso ieri il ricorso presentato dalla terracina Ambiente contro l’ordinanza
di sequestro della società, emessa ad inizio febbraio dal Gip Tiziana Coccoluto.

Il Tribunale del Riesame lo ha respinto confermando anche le ragioni del
sequestro delle quote societarie, oltre che dei beni, e della nomina
dell’amministratore giudiziario nella persona di Teodoro Contardi. Va avanti
intanto l’inchiesta del Pm Giuseppe Miliano le cui indagini sono affidate agli
agenti del Nipaf di Latina e ai carabinieri di terracina. Nei giorni sscorsi i
militari del Norm hanno acquisito ulteriori informazioni da persone che
potrebbero rivelarsi utili ai fini delle indagini sullo scandalo dei rifiuti.
Gli investigatori hanno ascoltato una donna impiegata presso la Latina Ambiente,
che in diverse occasioni avrebbe avuto modo di seguire procedimenti riguardanti
specificatamente la società mista che a terracina gestiva il servizio di
raccolta delle nettezza urbana. Oltre alla donna, i militari hanno ascoltato
anche un membro del consiglio d’amministrazione della terracina Ambiente, oramai
commissariato dal giorno in cui è scattato il sequestro. Le informazioni apprese
dai due riguarderebbero non soltanto le svariate occasioni in cui dalla Latina
Ambiente sono partiti mezzi e operai diretti a terracina per tamponare le
situazioni di «emergenza monnezza», ma anche altri filoni della corposa indagine
che continua a tenere impegnati gli inquirenti.

Gold5 [3]

Continuerà anche oggi il presidio dei 14 dipendenti dell’ «A&Tech», la ditta
romana che dalla primavera scorsa si occupa della pulizia degli uffici comunali
e del tribunale di terracina.
Chiedono lo stipendio, oramai fermo praticamente a
due mesi fa, ma chiedono anche risposte chiare. A chi? Alla ditta, che non
riceve soldi dall’amministrazione comunale, oppure all’ente pubblico, che pur
raschiando il barile sembra proprio che quei soldi non riesca a trovarli?
«Stanno facendo il solito scaricabarile, e a farne le spese siamo noi che
lavoriamo come schiavi e non veniamo pagati». Che poi, tra le altre cose, non si
tratta di cifre assurde. Qualcuna deve prendere addirittura 200 euro. In tutto
si parlerebbe nemmeno di 10 mila euro da dover tirare fuori. Ma nessuno li
sborsa, e allora di nuovo braccia incrociate, secchi vuoti e strofinacci
asciutti. «Da oggi (ieri, ndr) non assicuriamo più nemmeno i servizi essenziali
della pulizia dei bagni- dichiara Giorgio Porcu, delegato Ugl tra il personale
della ditta- Ci siamo stancati di dover sempre protestare per avere quanto ci
spetta. Adesso basta». E così ieri mattina i dipendenti, anzi, le dipendenti,
visto che le donne sono la stragrande maggioranza, hanno organizzato il primo
giorno di presidio nell’atrio del Municipio, indossando il camice di lavoro e
affidando a una bomboletta spray nera e a cartelloni bianchi tutta la loro
rabbia di lavoratrici e di persone indignate. «Non è possibile che dobbiamo
andare a elemosinare i soldi per mettere la benzina alla macchina oppure per
andare a fare la spesa- dicono le dipendenti- Noi lavoriamo, e lavoriamo anche
bene, e dobbiamo essere pagate». «Lavorare è un dovere, ma essere pagate è un
diritto» si legge su uno dei cartelli della protesta. Purtroppo almeno la
giornata di lotta andata in scena ieri non ha sortito grossi risultati, anzi. I
dipendenti hanno parlato con il dirigente degli Affari Generali che senza troppi
giri di parole ha detto chiaramente che al momento non ci sarebbe modo di
pagarli. Ma non basta. Sembra, infatti, che l’ «A&Tech» non abbia gradito
affatto la decisione del suo personale di sciperare, e abbia cominciato a
ventilare la possibilità di inviare le prime lettere di richiamo. Dalla padella
alla brace? Loro, però, le donne non hanno intenzione di mollare.
Rita Recchia

Gold5 [4]

A volte lo hanno raggiunto con la loro satira, ma adesso non è tempo né di
riderci sopra né di fare battute.
Di certo non si mostrano ipocriti sulla
vicenda dell’arresto del consigliere Alfredo Lauretti per la storia della villa
ritenuta abusiva dagli inquirenti e, soprattutto, per i ripetuti episodi di
sigilli violati per proseguire con la costruzione. Sono quelli di «terracina
Rialzati» per i quali «non è importante chi sia stato l’amministratore finito ai
domiciliari – dichiara Marcello Sanguigni, segretario dell’associazione – E’
stato Lauretti ma poteva essere chiunque altro. Restra la gravità della sostanza
di tutta la storia, dell’immagine che viene data della situazione attuale che
esiste in città». Secondo l’associazione «adesso sono in tanti a esprimere
solidarietà all’uomo, ma si tratta delle solite ipocrisie perché qui nessuno
vuole prendersela con la persona». Che farà ora il Pri? «O lasceranno solo
Lauretti oppure faranno quadrato attorno a lui abbracciando la strada del
garantismo».
Ri.Re.

Gold5 [5]

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È stato arrestato nella mattinata di ieri il consigliere comunale di maggioranza
Alfredo Lauretti.
L’accusa, per lui e la madre, la 71enne Anna Di Girolamo, è di
reiterata violazione dei sigilli alla maxi villa abusiva che sorge in via della
Pietra Stretta, in zona San Silviano. Un immobile dalle dimensioni
stratosferiche realizzato senza le necessarie autorizzazioni e violando più
volte le misure di sequestro. Il consigliere comunale Lauretti e sua madre si
trovano ora agli arresti domiciliari, come deciso dal gip del Tribunale di
Latina Nicola Iansiti, che ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto
procuratore Olimpia Monaco. I SEQUESTRI Tutto ha inizio con dei lavori di
rifacimento di un immobile esistente, al quale poi è seguita la presentazione di
un progetto di ampliamento che il Comune non ha approvato. Ma Lauretti va dritto
con i lavori, fino a quando, sul finire del 2009, gli agenti della polizia
Municipale bloccano i lavori per la prima volta, quando ancora ci sono solo le
fondamenta. Ma niente da fare. Da agosto a dicembre del 2010, gli agenti del
comando di via Sarti tornano in via della Pietra Stretta per ben due volte,
riscontrando cambiamenti all’immobile. Per la madre di Lauretti, risultata in un
primo momento unica proprietaria della costruzione (in seguito è risultato che
anche Alfredo Lauretti è titolare di una parte del terreno), sono scattate le
denunce per violazione dei sigilli. A dicembre dello scorso entrano in scena gli
uomini del Nipaf, coordinati dal vicequestore aggiunto Luciano Perotto. Armati
di telecamere e fotocamere, gli uomini del Corpo Forestale hanno ripreso in
diretta l’esecuzione dei lavori abusivi e hanno di nuovo denunciato Lauretti e
la madre per violazione dei sigilli. La villa era ormai diventata una reggia
estesa su un’area di ben 1500 metri quadrati. LE INDAGINI Le indagini partono
all’indo – mani dell’informativa di reato inviata dalla Municipale, ma ricevono
un’accelerata con l’intervento del Nipaf. Gli uomini del vicequestore aggiunto
Perotto hanno svolto accertamenti per capire chi fosse il vero «dominus» dei
lavori a villa Lauretti. A sua difesa il consigliere comunale ha prodotto un
preliminare di vendita della propria parte dell’immobile in favore della
madre. Ma l’accordo non è mai andato in porto. A confermare i sospetti del
Nipaf sono stati i professionisti di Roma che si sono occupati
del progetto. Dalle loro dichiarazioni è emerso che a commissionare
e pagare i lavori della villa è stato proprio il consigliere
Lauretti. È stato questo l’elemento decisivo per far scattare l’arresto
dell’esponen – te politico. L’A RRESTO L’auto del Nipaf con a bordo Alfredo
Lauretti ha fatto il suo ingresso nella caserma dei carabinieri ieri mattina
intorno alle 12 per uscirne circa un’ora dopo. Il 51enne, già custode
giudiziario dell’immobile sequestrato, e sua madre si trovano ora agli arresti
domiciliari. Devono rispondere dei reati di abusivismo edilizio e reiterata
violazione dei sigilli.
(da Latina Oggi)

Gold3 [2]


Il primo cittadino commenta: «Sono sconcertato e dispiaciuto.
Spero che il
consigliere Alfredo Lauretti riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti, che
gli vengono contestati. In fin dei conti si tratta solo di un abuso edilizio, di
quelli che avvengono a migliaia in città. Che la giustizia faccia il suo corso.
Mi auguro solo che tutto avvenga in maniera accelerata». Sulla questione
l’imprenditore era già intervenuto con questa dichiarazione che ci aveva
rilasciato nell’agosto scorso, all’indomani della prima denuncia per violazione
dei sigilli: «La villa non è di mia proprietà, per cui non capisco il
riferimento a me. In ogni caso, è tutto in regola, a partire dalle
autorizzazioni regionali e per finire con i permessi a costruire rilasciati dal
Comune, al quale è stata pagata anche la relativa oblazione». L’arresto giunge a
ridosso di una campagna elettorale per le amministrative di maggio, che, a
quanto si intravede, sarà combattuta senza esclusione di colpi. Ieri il
direttivo cittadino del PRI si è riunito alla presenza del segretario
provinciale Di Lorenzo. «Andiamo avanti per la nostra strada» questa la
decisione presa. L’organizzazione del partito dovrà fare a meno di Lauretti. Il
suo caso, c’è da giurarlo, finirà al centro della campagna elettorale.
L’occasione non se la lascerà scappare il Pd, che in diverse situazioni ha
denunciato presunte situazioni di illegalità (Terracina Sviluppo, cava, piscina
comunale) riferibili a Lauretti, fino a chiederne le dimissioni per
incompatibilità in relazione all’abuso edilizio (pende un esposto inviato al
Prefetto di Latina). Lauretti è entrato in politica di recente. Nel 2006 è stato
eletto consigliere comunale nella lista de La Margherita. Dopo pochi mesi è
passato nel PRI, assumendo anche l’incarico di presidente della Commissione
comunale Assetto del Territorio. Con la sua iniziativa il PRI locale, pressochè
scomparso, ha ritrovato una nuova vita. Da pochi giorni è diventato membro del
direttivo nazionale del partito.
Er.Ber.

Gold3 [1]

La vicenda della maxi villa abusiva e gli altri affari dell’imprenditore
Alfredo Lauretti da tempo sono oggetto di schermaglie.
Questioni salite alla
ribalta delle cronache e divenute veri e propri casi politici. A sollevarli, il
Partito democratico e l’intera opposizione, che nel corso degli anni
hanno dato battaglia in Consiglio comunale perché venisse discussa l’eventuale
incompatibilità dell’esponente del Pri con la carica di consigliere
comunale. Il motivo, i possibili conflitti d’interesse tra il ruolo pubblico
ricoperto dal repubblicano (Lauretti è stato presidente della commissione
Urbanistica e siede tra i banchi della maggioranza) e i suoi interessi privati.
Dalla gestione della cava, intestata a sua madre, a quello della società
Terracina Sviluppo che ha realizzato gli allacci fognari per il Comune lungo il
litorale, fino all’abusivismo edilizio, il consigliere del Pri è finito più
volte nel mirino dell’opposizione, secondo cui Lauretti, avrebbe più volte
mescolato pericolosamente i suoi affari di privato cittadino con la carica
pubblica che rappresenta. Lauretti si è sempre difeso dalle accuse dell’opposi -
zione, sostenendo in più occasioni di essere vittima di una persecuzione
politica. E sul sequestro della villa, Lauretti ha parimenti sostenuto di non
essere in condizioni di incompatibilità, dal momento che, non avento mai
presentato ricorso contro il provvedimento, non si sarebbero mai create le
condizioni di lite pendente col Comune. Proprio sulla questione dell’in -
compatibilità, di recente Lauretti ha incassato un punto a suo favore dal
Tribunale di Latina, che non ha dato seguito ad un esposto del Pd, ritenendo
completamente compatibile Lauretti con la carica di consigliere comunale. Una
questione spinosa, insomma, quella dell’incompa – tibilità, da cui l’esponente
del partito dell’Edera era appena uscito. Nulla a che vedere, le schermaglie
politiche, con l’arresto di ieri. Che, stando alle indagini fino ad ora
eseguite, potrebbe paventare ben altre conseguenze per il consigliere
del Pri.

Magnesiaca [5]

Appena due pagine per arrestare Lauretti. Per il Gip Nicola Iansiti sono bastate
poche parole per arginare un comportamento che, usando le stesse espressioni del
giudice, denota un’assoluta indifferenza e noncuranza per i vincoli imposti
dall’autorità. Il provvedimento cautelare richiesto dal Pm Olimpia Monaco è
apparso nell’ordinanza del Gip opportuno nella sua interezza, disponendo così
gli arresti domiciliari per entrambi gli imputati, il consigliere Alfredo
Lauretti e sua madre Anna Di Girolamo, già gravati da precedenti penali. Due i
punti chiave del breve dispositivo: la sussistenza dei gravi indizi di
colpevolezza a carico di entrambi e il concreto pericolo di reiterazione del
reato, resa evidente dalla stessa pluralità degli episodi delittuosi. Ne sono
stati contestati – specifica Iansiti – ben quattro che denotano assoluta
indifferenza e noncuranza per i vincoli imposti dall’autorità. Ora Lauretti e
sua madre dovranno rispettare la misura coercitiva prescritta nelle rispettive
abitazioni e osservare il divieto di allontanamento senza autorizzazione
dell’autorità. Ed ancora: ad entrambi è stato imposto il divieto di comunicare
con persone diverse da quelle che coabitano con le stesse o le assistono.
Insomma, un’ordinanza esemplare che difficilmente viene emessa in casi di
abusivismo edilizio. Vero è che villa Lauretti rappresenta un concentrato di
illegalità senza precedenti che vengono snocciolate ad una ad una nell’inchiesta
della Monaco. Si parte da un incidente sul lavoro e si finisce con una villa a
più piani, in zona sottoposta a vincolo sismico e paesaggistico, «condita» di
dubbi passaggi di proprietà e occupazione di manodopera straniera. La storia di
villa Lauretti a terracina è già uno scandalo. A finirci dentro con tutti e due
i piedi è il consigliere repubblicano, punta di diamante in questi anni per la
maggioranza di Nardi sempre appesa ad un filo. Alla sua quarta violazione dei
sigilli avrebbe riferito agli inquirenti: «Parte dell’edificio era già esistente
e sto realizzando questa casa per i miei figli e non per fare speculazione».
Un’ammissione di colpa, sia pure con tanto di pretese giustificazioni, che
aggiunge poco alle prove comunque raccolte dagli investigatori del Nipaf sulla
sua diretta implicazione nella vicenda. Anzi. Mette a nudo in un solo colpo
tutte le «bugie» raccontate per sviare sulla madre ogni sospetto. A Lauretti la
sua villa era già costata l’eccezione di incompatibilità alla carica di
consigliere comunale sollevata dal Pd. Ma la maggioranza aveva fatto quadrato
attorno all’esponente del Pri. Impensabile per l’opposizione sperare nelle
dimissioni volontarie. In Germania solo pochi giorni fa l’esempio alla
trasparenza è arrivato da un ministro che si è dimesso per un vecchio errore di
gioventù (la tesi di laurea copiata). Un peccato veniale rispetto ad una
montagna di cemento in zona vincolata.
Rita Cammarone

Magnesiaca [4]

In data 9 marzo i Carabinieri hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare
emessa dal GIP di Latina nei confronti del consigliere comunale del PRI Alfredo
Lauretti e della di lui madre accusati di aver ripetutamente violato i sigilli
apposti dal Nipaf e dai Vigili Urbani di Terracina alla mega villa in
costruzione in Via Pietra Stretta. Noi non godiamo sulle disgrazie e le
sofferenze altrui, siamo e ci consideriamo garantisti, attendiamo che la
giustizia faccia il proprio corso. Tuttavia, non possiamo constatare che il
consigliere comunale Alfredo Lauretti, dal suo insediamento, dopo le elezioni
del 2006, direttamente o indirettamente, si è fatto approvare
dall’Amministrazione comunale e dal Consiglio comunale, delibere a dir poco
discutibili, che non facevano gli interessi generali della collettività, come
invece spetterebbe fare a ogni consigliere comunale, ma che perseguivano in modo
smaccato, interessi propri e dei propri famigliari. Vogliamo ricordare alcuni
atti e delibere approvate che hanno fatto gli interessi del consigliere comunale
Lauretti Alfredo e i propri familiari:

1) amministratore delegato della Terracina Sviluppo S.p.A, convenzionata con il
comune di Terracina, per la realizzazione della rete fognante a servizio degli
insediamenti costruiti lungo la fascia litorranea di Terracina, dal canale
Badino fino ai confini del comune di San Felice Circeo, con una ulteriore
convenzione, che noi riteniamo illegittima, attraverso la quale, al fine di
rilasciare i relativi permessi di autorizzazioni si è preteso e si pretende, in
accordo con il comune, il pagamento della somma euro 396,00 tramite bonifico
bancario e non di euro 154,94 oltre iva, quale diritto per il rilascio di nulla
osta allo scarico, come previsto dall’art.46 del Regolamento del Servizio Idrico
Integrato.

2) la cava di Campo Soriano autorizzata nel mese di ottobre del 2000, con la
sottoscrizione di uno schema di convenzione per l’attività estrattiva, prorogata
nel mese di settembre 2002, del 10 ottobre 2006 per ulteriori tre anni e di
nuovo nel 2009 per ancora tre anni per la “necessità di completamento dei lavori
di estrazione dei materiali lapidei nonché di quelli di recupero ambientale dei
luoghi interessati”, per i lavori eseguiti in difformità al progetto. tali
proroghe sono state concesse per eliminare una grossa depressione eseguita in
difformità al progetto, che al posto di eliminare i lavori eseguiti senza il
rispetto della convenzione, li peggiorava ulteriormente, mentre
l’amministrazione comunale al posto di revocare faceva il contratto, oltre a
concedere continue proroghe, come premio, ha approvato l’ampliamento della cava,
a cui il gruppo consiliare del PD ha presentato un esposto per evitare un grave
scempio ambientale.

3) aggiudicatario della propria impresa dei lavori del II° lotto con project
financing, di completamento e gestione dell’impianto natatorio del centro
sportivo San Martino. I lavori iniziati e poi, sospesi, dopo l’approvazione di
perizie di varianti illegittime, non sono ancora ripresi, creando problemi anche
al campo Sportivo Colavolpe per la presenza del cantiere invaso da calcinacci,
con la conseguenza che la piscina, tanto attesa dalla nostra città, a distanza
di cinque anni dall’inizio dei lavori, non viene ancora realizzata;

4) autorizzazione di una discarica dei rifiuti inerti con il riciclo degli
stessi;

Su tutti questi atti e comportamenti che hanno fatto gli interessi del
consigliere Lauretti e della propria famiglia, il gruppo consiliare del PD ha
presentato e discusso in consiglio comunale mozioni, ordini del giorno e
interrogazioni, oltre a numerosi esposti a tutti i livelli istituzionali di cui
siamo in attesa delle relative definizioni. Ripetiamo, attendiamo che la
giustizia faccia il proprio corso, nello stesso momento ci aspettiamo che si
faccia chiarezza sui suindicati quattro punti, con particolare riferimento alla
pretesa di pagamento di euro 396,00 per all’allaccio della rete fognante tra
Terracina e S.F. Circeo; sui lavori per la realizzazione della piscina non
eseguiti; sulle continue illegittime proroghe nella cava di Camposoriano.
Intanto, il gruppo consiliare del PD nel mese di ottobre ha presentato un ordine
del giorno per l’incompatibilità del consigliere Alfredo Lauretti per i lavori
di abusivismo edilizio che hanno determinato l’ordinanza di custodia cautelare e
gli arresti domiciliari dello stesso e della propria madre. Purtroppo, visto che
il presidente del consiglio ha omesso di mettere all’ordine del giorno la
richiesta di incompatibilità, il gruppo consiliare del PD, nel mese di gennaio
scorso ha scritto al Prefetto chiedendo di intervenire in forza di quanto
disposto dall’art.70 comma 2, del testo unico sull’ordinamento degli Enti locali
per verificare le sopravvenute condizioni di incompatibilità del consigliere
comunale Lauretti Alfredo previste dagli articoli 68 69 del D. Lgs. N. 267/2000
(T.U.E.L.), e in caso di positivo accertamento, dichiarare, lo stesso decaduto
dalla carica di consigliere comunale. Il gruppo consigliare e la sezione del PD,
su questo e altri problemi, Venerdì 11, alle ore 16, terrà una conferenza stampa.
GRUPPO CONSILIARE DEL PD
COMUNE DI TERRACINA

Magnesiaca [3]

Se il Comune sia o meno in condizioni di dissesto finanziario, il Pd ora lo
chiede al Prefetto, alla Corte dei Conti e alla dirigente del Dipartimento
Finanziario del Municipio.
Ma in realtà per il gruppo consiliare democratico non
ci sono dubbi sul reale stato delle casse pubbliche. Nella lettera indirizzata
al rappresentante del governo e alla magistratura contabile e alla dirigente Ada
Nasti, infatti, il Pd spiega che il Comune, «per la situazione economica
finanziaria in cui si trova non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai
servizi definiti indispensabili e ai crediti di terzi. L’ente si trova anche
nell’impossibilità di fare un piano di rientro che non esponga l’amministrazione
alla spirale perversa degli interessi passivi, al punto tale che giorno dopo
giorno, anche se non si contraggono nuovi debiti, la massa debitoria aumenta,
proprio per effetto degli interessi». Inoltre, continua la lettera, «da molti
molti mesi l’amministrazione non riesce a far fronte al pagamento di quanto
dovuto alle ditte appaltatrici dei servizi del verde pubblico, mensa, pulizie,
trasporti, servizi cimiteriali, eccetera». Per finire, ci sono « ben 280 decreti
ingiuntivi di creditori in possesso di titolo esecutivo, promossi nei confronti
del comune di terracina, a cui dovranno aggiungersi gli interessi legali, ivi
inclusa la recente sentenza del Tar con la quale il comune di terracina è stato
condannato a pagare al consorzio Parsifal (Consorzio Cooperative Sociali) per
fatture varie Euro 1.720.321,00, più interessi, da pagare entro 60 giorni, con
varie sentenze accompagnate da pignoramento a cui il Comune non è stato e non è
in condizioni ottemperare». «Considerato -si legge ancora nella lettera- che
sono già stati richiesti, concessi e utilizzati tutte le anticipazione di cassa,
la situazione economica finanziaria del comune di terracina si presenta in modo
preoccupante, al punto tale da rappresentare una seria ipoteca a danno della
comunità terracinese». Di qui, la richiesta al Prefetto, alla Corte dei Conti e
alla dirigente di accertare se il comune di terracina si trovi nelle condizioni
di dissesto finanziario». «Si chiede altresì alla Dirigente del Servizio
Dipartimento Finanziario -termina il Pd-, risposta scritta possibilmente entro
trenta giorni dalla ricezione della presente.
Andrea Di Lello

Magnesiaca [2]

Tragedia sfiorata a Panzano, nel comune di Monfalcone (Gorizia), dove G.S., un
uomo di 45 anni originario di Terracina (Latina), ha sparato con un fucile
subacqueo contro due persone.
La vicenda risale a ieri ed e’ stata resa nota
dalla Capitaneria di Porto di Monfalcone solo oggi, la Guardia costiera era
infatti presente, nell’ambito delle procedure preliminari alla demolizione del
chiosco abusivo ‘la capannina’ sulla spiaggia di Panzano.
In base alla ricostruzione fornita dalla Guardia costiera, G.S., l’ex
concessionario del chiosco, si e’ scagliato contro il personale del Comune che
stava inventariando i beni presenti nella struttura da demolire e anche contro
gli ufficiali della Polizia municipale e della Guardia costiera. G.S. ha
impugnato un fucile subacqueo e lo ha puntato contro il geometra Guido Iaiza.

Magnesiaca [1]

Quattrocento metri di rame per un valore di 5 mila euro, sono stati rubati nelle
prime ore del mattino nelle stazioni tra Priverno Fossanova e Terracina.
Il
furto, riferisce Ferrovie dello Stato, e’ stato rilevato dalle squadre tecniche
di pronto intervento del Gruppo FS inviate sul posto dalla Sala operativa, in
seguito all’anomalia segnalata dagli apparati tecnici di sicurezza.
Ritardi per quattro treni regionali fino a 20 minuti, tuttavia la sottrazione
dei cavi in rame non comporta problemi di sicurezza alla circolazione
ferroviaria.

Gold4 [6]
Registriamo con favore l’appello apparso su alcuni organi di stampa locali
attraverso il quale esponenti politici di varie formazioni auspicano un
cambiamento nel modo di amministrare la città.
Il risorgimento di Terracina non
può che passare attraverso la messa al bando di iniziative clientelari. Senza
ambiguità, come promotori rispettivamente del laboratorio politico “La Voce
delle periferie” e dell’associazione culturale “Enzo Mariani” (prima ancora che
come esponenti dell’UDC), ci siamo fatti interpreti di una proposta politica con
la quale riteniamo si possa riparare allo stato di degrado in cui è stata fatta
sprofondare la città: ci appare indispensabile la costituzione di un governo di
“salute pubblica” che riunisca le forze più attive e responsabili e che consenta
di fronteggiare la sfida di un risanamento etico, oltre che politico ed
economico. Un progetto su cui riflettere e lavorare. La città necessita del
ripristino delle più elementari regole di rispetto delle istituzioni e della
ricostruzione del tessuto sociale di una popolazione disorientata di fronte ai
problemi che vive e ai quali non vede data risposta. Un primo passo dovrebbe
essere rappresentato da una verifica dello stato debitorio e dalla
predisposizione di un piano di rientro. Quanto agli obiettivi, occorre
assicurare la garanzia dei servizi sociali, l’organizzazione dei servizi
turistici, la razionalizzazione della macchina amministrativa, la tutela degli
investimenti in materia agricola e una politica portuale. Appaiono, soprattutto,
indispensabili delle decisioni che eliminino nell’immediato i disagi dei
cittadini e che aprano la strada a progetti concreti di sviluppo economico, con
i quali far fronte alla vera emergenza sociale avvertita dai terracinesi, quella
occupazionale. Presupposto naturale per un rilancio ci sembra il rinnovamento
della classe dirigente. Non si tratta di un problema di carattere anagrafico, ma
della necessità che all’esperienza amministrativa di alcuni esponenti si
accompagni una politica di valorizzazione delle competenze che permetta la
formazione di amministratori capaci, nell’immediato, di gestire la cosa pubblica
a livello locale e che siano in grado, nel futuro prossimo, di rappresentare la
città a livello provinciale, regionale e nazionale, per evitare che Terracina
viva come oggi un vuoto istituzionale che la pone ai margini della scelte vitali
per la prosperità del nostro territorio. Un deficit che non può essere certo
imputato a coloro che, nelle varie formazione politiche, si stanno impegnando
perché si attui in maniera concreta un cambiamento nel modus operandi degli
amministratori. Per questo ribadiamo il nostro appello a tutti coloro che,
lasciati da parte gli estremismi, abbiano effettivamente a cuore le sorti della
città e che non si trincerino dietro a presunti steccati ideologici, irrilevanti
in una situazione di emergenza come quella che viviamo: lavoriamo insieme ad un
progetto comune che dia speranza alla comunità terracinese.
Dott. Davide Minchella
Avv. Walter Di Pinto

Gold4 [5]
Il ‘Piano Casa’ Regionale sarà presentato venerdì 11 marzo alle ore 18 a
Terracina in viale Europa presso “Villa Tomassini”.
Relatore del Piano Casa
l’On. Roberto Buonasorte, Presidente della commissione Urbanistica alla Regione
Lazio. Il Piano Casa attualmente in discussione in Commissione guarda al sociale
con la formula del “social housing” e all’ambiente, attraverso premi di cubatura
per i nuovi sistemi di sicurezza e di energia solare. La riforma ha tra i suoi
scopi di aiutare tutti i cittadini, anche quelli delle zone rurali, che potranno
ampliare la propria abitazione del 20%; al fine di rilanciare l’economia edile
che vanta più del 30% del Pil Regionale. Inoltre si discuterà anche, della
proposta di inserire nel Piano Casa, il “Muto Sociale” (presentata dal gruppo La
Destra), che permetterà a quelle famiglie che vivono un disagio abitativo, di
diventare proprietari di un’abitazione senza dover essere “strozzati”dalle
banche. L’organizzazione del convegno è stata curata dal segretario cittadino
Gianluca Di Natale dalla sezione locale de “La Destra”.

Gold4 [4]

«terracina: il vento del malaffare». Saranno il questore di Latina, Nicolò
D’Angelo (nella foto), e la dirigente del locale commissariato, Rita Cascella, a
parlare della situazione criminale in città, questa mattina, alle 12, presso
l’Aula Magna del Liceo scientifico Leonardo da Vinci. L’incontro, voluto dal
dirigente dell’istituto, Carmelo Palella, e riservato agli studenti delle classi
quarte e quinte, presterà particolare attenzione al fenomeno della malavita
organizzata, sotto ogni forma, in considerazione del rapido diffondersi del
fenomeno anche in provincia di Latina che è contigua alla provincia di Caserta.
L’iniziativa segue tutta una serie di eventi sulla legalità che sono stati
organizzati dall’Istituto negli anni precedenti. Tra i quali: l’incontro con
Giuseppe Ayala, quello con il criminologo Francesco Bruno sulla criminalità
organizzata e la sua genesi e i quattro con i Reparti Speciali dell’Arma dei
Carabinieri in merito alla tutela del patrimonio (traffico illegale e recupero
delle opere d’arte, attività subacquea e tutela del patrimonio subacqueo). E poi
ancora la Mostra fotografica «La mafia non c’è» di Giuseppe Scognamiglio, con la
partecipazione del Giudice Antimafia Raffaele Cantone. Infine, si sono tenuti
lezioni sulla Costituzione e sul ruolo della Magistratura con il Componente del
Csm, Giulio Romano
Andrea Di Lello

Gold4 [3]

L’interpretazione del decreto cosiddetto «salva precari» del ministro Maria
Stella Gelmini l’aveva esclusa dagli elenchi prioritari degli insegnati precari
per l’anno scolastico 2011/12 perché l’anno prima avrebbe dovuto fare 180 giorni
di supplenza tutti nella stessa scuola. Ma lei, una professoressa di terracina,
non s’è arresa a una «interpretazione» del genere e, assistita dall’avvocato
Vincenzo Coccia, ha ricorso presso la sezione del lavoro del tribunale di Latina
contro il Ministero della Pubblica Istruzione e l’ex Provveditorato agli Studi
di Latina. Il giudice le ha dato pienamente ragione ordinando al Ministero
dell’Istruzione di reiserirla immediatamente negli elenchi prioritari della
Provincia di Latina per l’assegnazione delle supplenze temporanee. Secondo il
giudice del lavoro si trattava di un’interpretazione troppo restrittiva del
decreto «salva precari», che diminuiva, e non di poco, le opportunità per la
professoressa terracinese di ottenere qualche supplenza. Considerando, poi, la
crisi che attualmente percorre il mondo dell’insegnamento, c’era ben poco di che
stare tranquilli. Il tribunale di Latina ha, dunque, accolto il ricorso
dell’avvocato Vincenzo Coccia condannando il Ministero anche alle spese di giudizio.
Ri.Re.

Gold4 [2]

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alfredo1

Nella mattinata di oggi il consigliere comunale di Terracina Alfredo Lauretti
(Partito Repubblicano) è stato arrestato per reiterazione del reato di
abusivismo edilizio.
L’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, firmata
dal Gip Nicola Iansiti su richiesta del pm Olimpia Monaco, è stata notificata
dai carabinieri della Compagnia di Terracina. Il consigliere comunale stava
realizzando una villa abusiva di oltre  cinque mila metri cubi in una zona
collinare della città. Nonostante il primo sequestro operato da Nipaf e Vigili
urbani, i lavori erano andati avanti ugualmente. Anche la madre del consigliere,
intestataria dell’immobile, è ai domiciliari. Al momento della notifica il
politico ha accusato un malore ed è stato portato al Pronto Soccorso
dell’ospedale Fiorini.

alfredo2

Neonato muore nella culla
Un’eliambulanza che riprende il volo verso la base, i soccorritori che lasciano
sconsolati piazzale Lido, dove sono accorsi per assistere un bambino di 3 mesi e
mezzo, colpito da malore mentre dormiva. A terra, altri soccorritori che hanno
il triste compito di portare la creaturina all’ospedale Fiorini. Sono
consapevoli di stare a trasportare una fagottino ormai senza più vita. L’eccesso
al pronto soccorso diventerà una pura formalità. Non c’è più nulla da fare per
il piccolo V.P.L., figlio di una coppia giovanissima, che abita nel centro
cittadino. Inconsolabili i genitori, casalinga lei, volontario dei vigili del
fuoco lui. Si chiarirà che era stata la classica morte in culla. La tragedia
ieri, intorno a mezzogiorno. Improvvisa. A.L. e C.L. sono una coppia di giovani
poco più che ventenni. Sono andati ad abitare da poco in una traversa di via
Bottasso. Alla fine di novembre scorso hanno avuto la nascita di V.P., verso il
quale hanno riversato tutto il loro amore. Ieri la mamma ha dato la poppata al
piccolo. Quindi, dopo un po’, l’ha messo a riposare nella sua culla. E’ stato il
padre, che in quel momento era pure lui in casa, ad accorgersi che qualcosa non
andava per il verso giusto. Avvicinatosi alla culla, ha notato che V.P. aveva il
capo basso. Non si trovava più nella posizione in cui era stato lasciato. A.L.
ha chiamato subito il 118, intuendo che era successo qualcosa di serio. Scatta
subito la macchina dei soccorsi. La centrale del 118 Croce Rossa pensa bene di
inviare immediatamente sul posto un’eliambulanza. Si decide di farla atterrare
al piazzale Lido, alle spalle dell’abitazione dei giovani. I vigili urbani
intervengono subito a interdire la zona al traffico. I soccorritori possono
atterrare senza problemi. Disperata la corsa verso la casa, dove una giovane
mamma bionda, trafelata ed in angoscia, li accompagna al capezzale del piccolo.
Ci vuole poco per capire che non esiste più il lume nemmeno di una piccola
speranza. Il testimone viene passato ai colleghi della postazione di emergenza
del Fiorini, i quali si incaricano di trasportare il piccolo all’ospedale, dove
giungerà ormai cadavere. Un colpo di maglio pesante per i genitori, i quali
hanno già una bimba un po’ più grandina. I Carabinieri, intervenuti nella
circostanza, hanno provveduto ad informare il magistrato di turno, la dottoressa
Falcione, che, non essendo state rilevate lesioni o violenze, ha ritenuto di
archiviare il decesso come una tragica fatalità. Un’altra morte bianca, un altro
rigurgito-killer. Implacabilmente quanto dolorosamente micidiale.
Ercole Bersani

alfredo-lauretti

Ma quali aperture, quali chiusure. Non c’è una questione «selezione » nel Pdl,
non ci sono promossi o bocciati tra quelli che ambiscono ad essere inseriti in
lista, né una preclusione a prescindere nei confronti degli esponenti di
maggioranza consiliare. Dopo le aperture fatte trapelare domenica scorsa dal
coordinatore provinciale Claudio Fazzone alla compagine del sindaco Stefano
Nardi, ora è Nicola Procaccini a sgombrare il campo dalle semplificazioni.
Niente falchi e colombe. «Personalmente non ho mai preso in considerazione
l’ipotesi di chiusure o aperture a priori nei confronti dell’at – tuale
compagine consiliare, credo invece che ogni decisione sarà presa al momento
giusto, quando arriverà il momento di tracciare i criteri di selezione». Ogni
cosa a suo tempo, dice Nicola. Un ragionamento che vale anche per la sua
candidatura. «Non sono il candidato a sindaco del Pdl» spiega. «Credo che quando
il partito ne avrà uno, lo annuncerà ufficialmente attraverso un comunicato o
una conferenza stampa. È invece vero che il Pdl terracinese mi ha inviato pochi
giorni fa una lettera in cui mi chiede se sono disponibile ad accettare la
candidatura. Non posso negare che le parole usate nel documento mi hanno
colpito, onorato, commosso ». Ma una cosa è la lusinga personale, altra è la
tempistica di partito. Procaccini ringrazia il direttivo per la fiducia
accordata, e conferma la sua intenzione di «incontrarlo in settimana per
ragionare insieme su cosa è giusto ed è meglio fare per la nostra città». Ma per
l’imprimatur, «bisognerà sapere che ne pensano i vertici provinciali, regionali
e nazionali del Pdl. Solo al termine di queste valutazioni – continua – e se
positive, sarebbe ipotizzabile una mia candidatura e l’avvio di una bella
proposta politica che possa contare sul coinvolgimento appassionato di tutti i
nostri concittadini». Lui ci sta, pare di capire, almeno quando auspica «la
condivisione di un progetto politico nuovo e di lungo respiro con i movimenti e
i partiti politici terracinesi che si ispirano ai valori della libertà, della
vita, dello sviluppo economico nel rispetto dell’ambiente e della legalità».
L’occhio alla città, insomma, Procaccini l’ha puntato. Non resta che attendere i
passaggi formali, per fare le cose per bene. «E per chi sarà inserito in lista -
conclude – il discorso è lo stesso. Quando saranno delineati i criteri, l’età,
il merito, l’impegno nel partito, solo allora si comincerà a parlare di
inserimenti in lista. La questione, al di fuori di queste dinamiche, per quanto
mi riguarda non è mai esistita e tuttora non esiste».
Diego Roma

alfredo3

Sessanta giorni di tempo per trovare un milione di euro. Il Tribunale
amministrativo regionale continua a condannare il Comune a pagamenti forse
impossibili per un ente che ormai fatica anche a mandare avanti l’ordinario.
Nella parte di creditori, questa volta ci sono l’Aspica e la cooperativa sociale
«Le ali della fenice», che si sono visti riconoscere dalla sezione distaccata
del Tar di Latina il diritto ad avere entro due mesi, rispettivamente, le somme
di 796.144,26 e 204.792,12 euro. Sia l’ex socio privato della terracina Ambiente
sia l’ex gestore del servizio pulizia dell’area portuale avevano già ottenuto
decreti ingiuntivi, a cui il Comune non si era opposto, scegliendo in pratica di
ignorarli. Di qui, il ricorso dell’Aspica e della cooperativa alla giustizia
amministrativa, che così si è espressa per entrambi: «Il Tar assegna al Comune
di terracina, in persona del Sindaco pro-tempore, il termine di sessanta giorni
dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla
sua notificazione a cura della ricorrente, per il compimento degli incombenti
occorrenti alla integrale esecuzione del decreto ingiuntivo; dispone che, allo
spirare di tale termine, ove perduri l’inadempimento, all’esecuzione provveda,
entro i successivi sessanta giorni, in qualità di commissario ‘ad actus’, un
funzionario dell’Ufficio Territoriale del Governo di Latina che sarà nominato
dal Prefetto di Latina su sollecitazione di parte ricorrente». Il Tar ha anche
posto a carico del Comune di terracina il compenso dei commissari (800 euro per
ciascuno) e le spese di giudizio (mille euro per giudizio). Le sentenze sono
state depositate ieri mattina. I sessanta giorni di tempo permettono di sperare
al sindaco Stefano Nardi che il termine scada quando avrà già fatto le valige
per fare posto al suo successore. Il prossimo sindaco, dunque, appena insediato,
si dovrà dare da fare per saldare debiti plurimilionari: di recente, per
esempio, il Tar ha condannato l’Ente a pagare due milioni di euro al Consorzio
Parsifal.
Andrea Di Lello

Mazzucco: anche io sindaco
<<……La scelta del Sindaco è una cosa molto seria, perchè non è detto che un
grande direttore di Ministero possa essere un grande Sindaco, così come nenche
un grande dirigente Regionale od un grande pilota di aerei possono essere grandi
Sindaci….. Ho meditato lungamente anche con sofferenza personale, ma quando ho
sentito un cittadino libico intervistato dalla televisione nazionale affermare
di non avere la certezza di poter vivere oltre i cinque minuti successivi ma per
la libertà del suo popolo riteneva giusto lottare, ho deciso di scendere in
campo…….>> Queste sono le parole con le quali ho esordito alla riunione dei
Big del partito Domenica al Palace Hotel di Terracina. E’ inutile riscrivere la
storia che ha portato la Città allo stato attuale, né vedo proposte politiche in
grado di ribaltare la situazione, ma il tentativo più o meno leggittimo di
crearsi posizioni di tornaconto politico-amministrativo. Non voglio urtare la
suscettibilità di nessuno ma per la mia storia politica, per quel che ho
dimostrato quando ero Sindaco della Città, per l’atteggiamento che ho tenuto in
questa consigliatura, per l’attaccamento ai problemi della mia gente ritengo di
essere fra i pochi che possono guidare la Città verso quegli obbiettivi che si
sperano di raggiungere. A sostegno della mia candidatura chiamo i quadri
dirigenti, gli amici, i simpatizzanti Giovedì prossimo venturo 17/03/2011 alle
ore 20:00 presso Hotel Corona per discutere sulle strategie da seguire, non
ultima lanciare l’idea di una ” Opa Politica” nel senso che è l’ora di finirla
di piangersi addosso, ogni podere, ogni palazzo, dia il nome di un candidato
affinchè così tutti insieme possiamo essere i padroni del nostro destino.
EDIS MAZZUCCO



Insegne dei negozi spente fino all’11 marzo. E’ stata la «stragrande maggioranza
delle aziende», secondo l’Ascom, ad aderire all’iniziativa di protesta indetta
dall’associazione di categoria contro il peso «senza precedenti» dell’imposta
per la pubblicità. La contestazione («un fatto straordinariamente epocale» per
l’Ascom) è arrivata ormai al quinto giorno con l’obiettivo di «manifestare tutto
il dissenso possibile verso decisioni amministrative sconsiderate ed avventate
che stanno procurando danni incalcolabili al tessuto imprenditoriale ed alle
famiglie del territorio proprio in un momento di gravissima debacle economica».
«La storia della città -continua l’associazione- non aveva mai aperto o letto
pagine così nefande per le aziende che ogni giorno mettono in gioco capacità e
risorse e che oggi, assurdamente, si vedono ostacolate dalle azioni di
un’amministrazione assolutamente inadeguata». Secondo l’Ascom, «questi
‘brillanti amministratori’, dei quali sarà ben difficile rimuovere dalla memoria
nomi e cognomi, senza idee e conoscenze, capaci solo di azioni preconcette con
antipatie a prescindere ed interessi di estremo dettaglio, ignoranti sulle più
elementari dinamiche economiche, incapaci di coniugare ed integrare studio, sono
riusciti in un decennio a liquefare la trama economica del territorio».
«’Spegniamo le insegne per non spegnere il lavoro’ -termina l’Ascom- sino a
venerdì sera 11 marzo, quando in assemblea generale, se sarà necessario,
assumeremo altre forme di protesta per la riconquista di una dignità di
cittadini ed imprese».
Andrea Di Lello


Salute e benessere. Sono gli obiettivi perseguiti dall’associazione «Benessere
più… più», che inaugura la sede in via F.lli Rosselli. A garantire la qualità
dei servizi offerti dall’asso – ciazione, quattro figure professionali operanti
nel settore del benessere. Paola D’ambrogio, estetista con vent’anni di
esperienza, Aliana Costache, naturopata specializzata Renzopiero Giuliani e
Maria Lorella D’ambrogio, consulenti del Benessere incaricati alle vendite per
la Multinazionale “herbalife international” da oltre 15 anni. L’associazione
promuove la cultura della salute e del benessere fisico e della sana nutrizione,
oltreché del benessere psichico e spirituale, dei corretti stili di vita a tutte
le età. Intorno al perseguimento della salute e del benessere l’associazione
vuole essere anche un punto di aggregazione per gli associati, che potranno
svolgere attività di fitness e avere l’occasione per poter degustare proposte
nutrizionali.
D. R.



Da circa due anni è avvenuto lo smottamento della strada in Via lungo linea Pio
VI, lato tra il ponte della Vittoria e il Ponte dell’Ospedale.
Lo smottamento di
una strada molto importante che mette in comunicazione Viale della Vittoria con
la zona del porto con Via Dante Alighieri dove sono presenti molte abitazioni e
attività produttive, ha determinato la chiusura della stessa con tutte le
conseguenze che ne sono derivate per le attività produttive, i residenti e la
viabilità complessiva della città. Vista la situazione e il disagio in cui è
andata incontro la nostra città per le gravi ripercussioni sulla viabilità,
l’A.C. doveva attivarsi per eseguire subito i lavori necessari per riattivare la
strada. Al contrario, sono passati ormai due anni e la strada risulta ancora
chiusa. La situazione a tutt’oggi è la seguente: In data 9 febbraio 2009, la
regione Lazio ha concesso al Comune di Terracina un Contributo di ? 400.000 per
“Messa in sicurezza delle aree portuali delle banchine di servizio ed
ampliamento dell’illuminazione della sponda del canale, lato destro di Via
Lungolinea Pio VI, tra il ponte della Vittoria e il Ponte dell’Ospedale.” In
base a quanto comunicato dalla Regione Lazio, all’erogazione del contributo si
sarebbe provveduto, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 88/80 e s.m.i.: (a) per il
60 per presentazione del verbale di consegna dei lavori e del contratto
d’appalto; 20 per cento alla presentazione detta dichiarazione del direttore dei
lavori attestante l’esecuzione del 50 per cento dello stato dì avanzamento dei
lavori; il 20 per cento, o per il minore importo necessario, a seguito
dell’inoltro dell’atto di definizione ed della spesa complessiva effettivamente
occorsa per la realizzazione dell’opera). Dopo il contributo regionale,
nonostante che i lavori sono avvenuti a rilento, sono stati appaltati,
aggiudicati, iniziati e quasi terminati e a tutt’oggi la alla ditta appaltatrice
non è stato erogato nessun compenso per il lavoro svolto. La conseguenza che la
ditta non da corso al termine dei lavori, non toglie il cantiere, con la strada
della sponda del canale di Via Lungolinea Pio VI, interrotta ormai da due anni,
con grave disagio degli abitanti e delle attività produttive che si trovano
nella zona e per il peggioramento della viabilità al traffico veicolare nel
comune di Terracina. Eppure la Regione Lazio, avrebbe emesso dei mandato di
pagamento comunicati al comune di Terracina dal mese di ottobre per i lavori
eseguiti per la messa in sicurezza della zona porto, inviati nel mese di
dicembre, fermi in ragioneria, non pagati a nessuna ditta, di cui non viene
chiarito ancora la provenienza, mentre la strada rimane ancora chiusa. Della
mancata erogazione dei finanziamenti ci sono gravi responsabilità della Regione
Lazio e del comune di Terracina, i quali i rimballano le responsabilità, mentre
una strada importante della nostra città, nonostante che sono, di fatto,
terminati i lavori. Purtroppo, a tutt’oggi, non si riesce ancora a capire: 1.
Per quale motivo nonostante i lavori iniziati e quasi terminati della messa in
sicurezza della banchina di servizio ed ampliamento dell’illuminazione della
sponda della strada della sponda del canale di Via Lungolinea Pio VI, tra il
ponte della Vittoria e il Ponte dell’Ospedale, a tutt’oggi alla ditta che ha
eseguito i lavori non è stato erogato nessuna somma per i lavori svolti; 2. Se i
contributi per l’esecuzione dei lavori di cui sopra sono stati o meno erogati
tutti o in parte al comune di Terracina; 3. Quali iniziative intende prendere la
Regione Lazio per far erogare i contributi concessi alla ditta aggiudicataria
dei lavori di messa in sicurezza della banchina di servizio e dell’ampliamento
dell’illuminazione per far aprire una strada importante per i cittadini e le
attività produttive della città di Terracina in Via Lungolinea Pio VI.
DOMANDE CHE SONO RIMASTE SENZA UNA RISPOSTA: E’ UNA VERGOGNA.
BERNARDI ANTONIO


Un successone per la II edizione della gara di torte che si è svolta domenica
scorsa a Borgo Hermada, terracina.
I partecipanti sono stati oltre venti con più
di trenta torte in gara, tra quelle alla creme e quelle secche. I vincitori sono
stati premiati da Francesco Gallinari, presidente del Centro Anziani, e
dall’organizzatore Pier Paolo Marcuzzi. Nella sezione delle torte alla crema
hanno vinto Romina Danese, Maria Turino e Sara Ceci. Per le torte secche Katia
Zaina, Genni Frascadore e Roberto Costa. Un ringraziamento anche al «Circolo
delle Frazioni» che, oltre ad aver dato delle targhe ricordo ai primi tre di
ogni categoria, ha pensato di omaggiare tutti i partecipanti. La prossima
«dolcissima» iniziativa sarà quella dei salami fatti in casa.
Ri.Re.


SI sventra il parco pubblico più grande di Terracina per realizzare una manciata
di posti auto quando nel piazzale di via Stella Polare il parcheggio c’è già, è
costato al Comune 250 mila euro ma gli unici mezzi che vi sostano per i mesi
estivi sono quelli delle giostre.
Questa è la storia di un paradosso per certi
versi incredibile in cui un clamoroso spreco di soldi pubblici, caos
amministrativo e mala gestione si mescolano in un fallimento storico per
l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi.
Tutto nasce dalla carenza cronica di parcheggi che negli ultimi anni
ha aggrovigliato la mente dei vari assessori ai lavori pubblici che si sono
succeduti. Perché se l’idea di smantellare la «Collinetta» di via Dante
Alighieri per appena 50 posti auto venne all’ex assessore Sergio Meneghello,
quello dei parcheggi è un assillo anche del delegato Franco Ferrari. Che
preferisce i multipiano sparsi un po’ in tutti i punti del centro cittadino, e
che non ha certo disdegnato il progetto dell’area di sosta interrata al Montuno.
Lavori al momento fermi per il ritrovamento di reperti archeologici e su cui
adesso indaga anche la Procura. Ma lo spreco di denaro pubblico è avvenuto 500
metri più in là, verso la zona del porto. Qui l’amministrazione comunale ha
speso circa 250 mila euro per sistemare l’area inizialmente destinata ad
ospitare il mercato settimanale. Poi adibita a parcheggio, in parte a pagamento.
Ma nonostante tutto, ogni anno d’esta – te l’area viene occupata dagli
spettacoli viaggianti delle giostre. Chi pensava che, dopo lo scempio del
Montuno, quest’anno l’amministrazione potesse fare una marcia indietro per
rivedere la posizione delle giostre, si è sbagliato. In Comune, infatti, sono
già arrivati i documenti con cui i titolari delle giostre, come ogni anno,
chiedono all’ente le necessarie autorizzazioni per poter sostare da giugno a
settembre in via Stella Polare. E anche per la prossima stagione estiva l’andaz
- zo sarà lo stesso. Una città con un parcheggio in grado di ospitare centinaia
di macchine, un parco pubblico sventrato per aprire un cantiere che, forse, non
si chiuderà mai. E sul tavolo dell’assessore ai lavori pubblici, tutti i
progetti per multipiano disseminati nel centro cittadino. Se questo non è
spreco, scempio e caos.
Francesco Avena


Sorpreso a lanciare un chilogrammo di hashish dal finestrino della macchina. I
finanzieri agli ordini del tenente Dario Bordi hanno arrestato un cittadino
marocchino ritenuto responsabile di un bel giro di spaccio nei giardini pubblici
di Sabaudia. I dieci pezzi di fumo del peso di 100 grammi ciascuno ne sarebbero
la prova più evidente. In questo modo le fiamme gialle della tenenza di
terracina hanno messo a segno un’altra brillante operazione anti-droga che nel
giro delle ultime settimane ha portato dietro le sbarre diversi spacciatori,
tutti giovani di età, e soprattutto ha sotratto ai circuiti dello spaccio locale
parecchio stupefacente. Stavolta le attenzioni dei militari si sono spostate nel
vicino Comune di Sabaudia, dove l’attività info-investigativa si è subito
concentrata sul nordafricano che secondo chiacchiere confidenziali alimentava il
mercato della droga spacciando nella zona dei giardini pubblici. Le fiamme
gialle si sono messe al lavoro per accertare le confidenze ricevute, e l’altra
sera è scattata l’operazione conclusasi con il sequestro del chilo di hashish,
di due telefoni cellulari, di 700 euro in contanti, oltre che con l’arresto del
marocchino per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ai
militari non è sfuggita una Fiat Punto celeste che girovagava attorno ai
giardini comunali di Sabaudia. Un girovagare sospetto, non di qualcuno che
passava di lì per una pura casualità. I sospetti sono aumentati quando il
conducente della vettura ha rallentato, a un certo punto si è fermato del tutto,
ha abbassato il suo finestrino e ha lanciato verso il parco due involucri di
colore scuro. A quel punto è scattato il blitz, bloccando il marocchino alla
guida della Fiat Punto e recuperando gli involucri contenenti lo stupefacente.
C’erano in tutto dieci pezzi di hashish del peso di circa 100 grammi ciascuno,
imbottiti con del borotalco per coprire gli odori. I militari hanno confiscato
anche due cellulari e 700 euro in contanti, probabile provento dello spaccio. Lo
straniero è stato fotosegnalato in caserma e ora si trova nel carcere di via
Aspromonte a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Rita Recchia



Carri allegorici, maschere coriandoli e… vandali. Come ogni anno, anche ieri
in occasione della festa di carnevale i soliti scalmanati hanno preferito darsi
al teppismo piuttosto che divertirsi in modo sano e allegro. Un gruppo di
giovani ieri pomeriggio ha preso di mira il Comando della polizia Municipale in
via Sarti. Una raffica di uova e bombolette spray hanno imbrattato l’esterno
dell’edificio, a tal punto da obbligare i vigili urbani presenti all’interno dei
locali a chiudere il portone. Anche a causa del cattivo odore emanato dalle uova
marce spalmate sul pavimento. Guerre tra bande di giovani bulli si sono
verificate un po’ in tutto il centro cittadino ma, per fortuna, la situazione è
sempre rimasta nella normalità.
F. A.

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terracina-albergo-stella-e-ruderi-guerra-anni-50_bis_a

Pescatori inferociti durante il convegno di domenica scorsa, che avrebbe dovuto
trattare l’argomento turismo, decidono a mezz’ora dall’inizio di alzare i tacchi
e andare via lasciando la sala, disgustati dalle continue corbellerie che il
sindaco Nardi continuava a sciorinare. Un’offesa all’intelligenza delle persone,
a chi da anni chiede ripetutamente un intervento per il porto di Terracina
chiuso a causa della presenza della barra sabbiosa che li costringe attraccati
alla banchina. E il primo cittadino cosa fa? Invece di evidenziare la triste e
reale situazione, esalta i porti di Badino e Foce Sisto, sottolineando la loro
importanza, quando la maggior parte delle volte anche questi sono bloccati,
bistrattando quello principale, cercando di farsi bello davanti ai presenti che
ignorano, oppure non conoscono bene, la realtà dei fatti. Indignati i due
presidenti delle cooperative dei pescatori e stanchi di dover continuare a
sentire falsità. Perché di questo si è trattato. «Dire che i porti di Badino e
Foce Sisto sono più importanti di quello di Terracina -parla arrabbiato il
presidente Dario Venerelli della cooperativa dei pescatori- è davvero troppo,
questa è stata l’ennesima riprova che i pescatori di Terracina sono l’ultima
ruota del carro per questo sindaco, non siamo considerati, siamo emarginati». Ma
il sindaco, non sazio, ha continuato criticando la Festa della Madonna del
Carmine, altro punto dolente per i pescatori che da due anni non ricevono
contributi da parte dell’amministrazione, costretti ad autofinanziare la
realizzare dell’evento. Il primo cittadino ha poi criticato la presenza del
governatore del Lazio Renata Polverini, invitata dagli stessi pescatori a
partecipare alla cerimonia per comprendere l’importanza che riveste l’evento:
motivo la sua presenza al fianco dell’imprenditore Gianfranco Sciscione, che
invece ha fatto sì che la Polverini potesse conoscere la realtà terracinese e le
sue potenzialità, in modo tale da portare in futuro un aiuto alla città. E non
di certo per beghe inutili e sterili come continua a fare il sindaco, che invece
di aiutare i pescatori a rivalutare la festa più importante della città, ha
preferito finanziare il Capodanno dando oltre 30 mila euro all’esibizione di J-
Ax, penalizzando non soltanto i pescatori, ma l’intera città e il suo legame
alle tradizioni alle quali, a quanto pare, lui e chi per lui non sono
interessati. è così che pensa di fare del bene a Terracina e ai suoi cittadini?
“Chi vuole capir capisca”.
(da Corriere Pontino)



Dentro tutti.
Claudio Fazzone, dopo avere parlato di rinnovamento, spiazza il
coordinamento comunale del Pdl incontrando e programmando incontri con
consiglieri comunali e amministratori della fin qui aborrita amministrazione
Nardi. Che il vento stesse cambiando, se ne era già avuto sentore una decina di
giorni fa, quando il coordinatore provinciale, ai membri del partito locale
riuniti all’Hotel Fiordaliso, aveva parlato del Pri come di un possibile
alleato. Il fatto è che i repubblicani sono parte dell’attuale maggioranza
consiliare, siedono in giunta e, per di più, stanno imbarcando fuoriusciti
pidiellini o altri esponenti considerati compromessi con il vecchio corso
rappresentato dal sindaco. Ma Fazzone non si è limitato ad aprire al Pri. Nei
giorni corsi, infatti, il senatore si è incontrato, tra gli altri, con gli
assessori Giovanni Masci e Luciano Pecchia e il consigliere comunale Roberto
Pietricola, dichiarandosi disponibile a inserire nella lista del suo Pdl sei o
sette dei pidiellini ‘scomunicati’. Per quanto riguarda gli altri, se vogliono,
ci sono le liste alleate. In effetti, la strategia fazzoniana mira ad allargare
la coalizione elettorale a tutto il centrodestra, rimuovendo ogni precedente
paletto o, comunque, evitando di alzare barriere troppo rigide. E’ coerente con
questo piano la notizia che il prossimo venerdì si terrà un incontro tra Fazzone
e l’assessore ai Lavori D Pubblici, Franco Ferrari, che sta preparando un’altra
lista con il marchio di ‘Forza Sud’. Ferrari, come si ricorderà, era stato
‘disconosciuto’ dal senatore per essersi rifiutato di lasciare la giunta Nardi e
non era stato più in grado di rientrare nelle sue grazie. In questa situazione,
gran parte del coordinamento comunale del Pdl, che si è sempre presentato in
rottura con l’esperienza amministrativa di Nardi, è quanto meno disorientato. Ma
i margini di manovra sono ristrettissimi: alla fine si tratta di prendere o
lasciare. E infatti non manca tra i membri del partito chi avanza l’ipotesi di
fare da sé, lasciando Fazzone ai suoi progetti. Tanto più che il tentativo di
ricompattare il centrodestra mette in discussione la candidatura a sindaco di
Nicola Procaccini (vedi articolo in questa pagina), che il coordinamento
comunale ha invece richiesto all’unanimità. Giovanni Masci, Luciano Pecchia e
Roberto Pietricola, per esempio, avrebbero detto a Fazzone che Nicola non è una
candidatura vincente. Anche Alfredo Lauretti, vero capo del Pri, non
nasconderebbe nelle conversazioni informali di non gradire il portavoce del
ministro Meloni. Situazione, dunque, non ancora stabilizzata e chiusura dei
giochi rimandata a data da definirsi.
Andrea Di Lello


Ieri i dipendenti della ditta A&Tech, che si occupa della pulizia dei locali
comunali, hanno incrociato le braccia per un’intera giornata.
Per giovedì hanno
già organizzato un presidio al palazzo comunale. Tornano a sollevare il loro
problema i lavoratori, che quotidianamente hanno il compito di tenere puliti i
locali di proprietà del Comune. Sono 14 le persone che reclamano le loro
spettanze. La ditta non prende i soldi dal Comune e non riesce a pagare
regolarmente i propri dipendenti (devono riscuotere ancora i mesi di gennaio e
febbraio). Il credito che la A&Tech vanta nei confronti del Comune ammonta a
circa 110mila euro. Proprio per questo motivo, la A&Tech stava valutando anche
la possibilità di avviare un’azione legale nei confronti dell’ente locale per
inadempienza grave con richiesta di risarcimento del danno e recupero coattivo
delle somme ancora non pagate. Per evitare il peggio, il Comune, nella persona
della dottoressa Ada Nasti, dirigente del dipartimento finanziario, aveva fatto
una proposta di risanamento del debito, che però non era per nulla piaciuta alla
ditta, la quale richiedeva di ricevere nell’immediato almeno il 50% della somma
totale. Commenta in maniera negativa Gianpaolo Leo, segretario provinciale
dell’Ugl: «Ci troviamo davanti ad un braccio di ferro tra il Comune e la ditta.
Mi risulta che il Comune abbia pagato finora le spettanze contrattuali fino al
luglio scorso, poi più niente. In questa diatriba continua, quelli che ci vanno
di mezzo sono gli operai». Ora i dipendenti della ditta di pulizie torneranno a
far sentire la propria voce nella giornata di giovedì 10 marzo, giorno in cui è
già stata annunciata l’organizzazione di un presidio in Comune. Intanto ieri
bagni, uffici, corridoi, strutture sportive e il tribunale, sono rimasti senza
il servizio di pulizia.
(da Corriere Pontino)


Non è il candidato a sindaco del Pdl, ma la proposta gli interessa. Nicola
Procaccini, sempre chiamato in causa come leader dei berlusconiani nelle
prossime amministrative, ha scritto una nota per chiarire la sua posizione.
«Non
sono il candidato a sindaco del Pdl -scrive il portavoce del ministro Meloni-.
Credo che quando il partito ne avrà uno, lo annuncerà ufficialmente attraverso
un comunicato o una conferenza stampa. È invece vero che il Pdl terracinese mi
ha inviato pochi giorni fa una lettera in cui mi chiede se sono disponibile ad
accettare la candidatura». «Non posso negare -continua Procaccini- che le parole
usate nel documento mi hanno colpito, onorato, commosso. Per questo desidero
ringraziare tutti i membri del direttivo e mi impegno ad incontrarlo in
settimana per ragionare insieme su cosa è giusto ed è meglio fare per la nostra
città». Nicola individua però le altre fasi per le quali dovrà passare la sua
eventuale candidatura. «Altrettanto importante -si legge nella nota- sarà poi la
condivisione di un progetto politico nuovo e di lungo respiro con i movimenti e
i partiti politici terracinesi che si ispirano ai valori della libertà, della
vita, dello sviluppo economico nel rispetto dell’ambiente e della legalità.
Infine bisognerà sapere che ne pensano i vertici provinciali, regionali e
nazionali del Pdl». «Solo al termine di queste valutazioni, e se positive -
conclude Procaccini-, sarebbe ipotizzabile una mia candidatura e l’avvio di una
bella proposta politica che possa contare sul coinvolgimento appassionato di
tutti i nostri concittadini». Nicola, intanto, non sta fermo. Già nelle
settimane scorse, erano circolate notizie di contatti avuti con politici locali
grazie a persone di sua fiducia. Anche l’altro ieri, domenica, Procaccini ha
avuto modo di confrontarsi, questa volta direttamente, con esponenti di partito:
ha visto, infatti, Sandro Marigliani, dell’Udc. Le indiscrezioni riferiscono che
il centrista sarebbe disposto ad appoggiare la candidatura del portavoce in
cambio della presidenza del consiglio comunale.
A.D.L.



Protesta in Comune, ieri. A far sentire la propria voce c’erano i proprietari
delle cappelle gentilizie in costruzione a Borgo Hermada, che hanno voluto
denunciare i ritardi nella consegna, legati ai mancati pagamenti alla ditta
costruttrice Copa da parte del Comune. «Una vergogna». Così, nelle loro
dichiarazioni, hanno rimarcato i proprietari delle cappelle gentilizie, che si
sono trovati a pagare fino all’ultimo centesimo, ma che ancora non ottengono
quanto spetta loro di diritto. Il ritardo nella consegna è dovuto al
rallentamento dei lavori per il mancato pagamento da parte del Comune. «è da
tempo che abbiamo effettuato l’acquisto -spiega uno dei proprietari- e ancora
non abbiamo nulla in mano. è un latrocinio. Abbiamo pagato fior di quattrini. Si
sono presi i nostri soldi, senza versarli per pagare la ditta che sta eseguendo
i lavori». Le opere sono quasi completate. Massimo un altro mese e le maestranze
potrebbero terminarle. La ditta, però, non si arrischia a portarle a compimento,
dal momento che ha paura di non essere pagata. La rabbia dei proprietari è
determinata anche dal fatto che, nel frattempo, si sono determinate delle
necessità, per cui hanno dovuto ricercare delle soluzioni precarie. Una
delegazione dei proprietari è stata ricevuta dalla dirigente del dipartimento
finanziario Ada Nasti, la quale ha assicurato che presto il Comune erogherà alla
ditta quanto dovuto, cosicché si possano portare presto a compimento i lavori.
(da Corriere Pontino)



Quello di ieri è stato un lunedì di proteste in Municipio, a terracina. Dagli
strofinacci alle cappelle per i defunti.
Due settori così lontani tra loro ma
che da queste parti hanno qualcosa d’importante in comune: l’ente pubblico non
paga, e allora inevitabilmente scoppiano polemiche e disservizi. Proprio come
sul fronte del personale impiegato nell’ «A&Tech srl», la ditta di Roma che si
occupa delle pulizie negli uffici comunali, sedi distaccate comprese, e nel
tribunale di via dei Volsci. E’ la solita storia che praticamente si ripete
oramai da sempre: gli stipendi sono fermi a due mesi fa e i 14 dipendenti
protestano. Ieri hanno scioperato per l’intera giornata, mentre per oggi saranno
assicurati solo i servizi essenziali, ovvero la pulizia dei bagni. Così fino a
giovedì quando scatterà il presidio in Comune. Cosa già fatta, anche quando
c’era la «Brillante», rimasta in servizio fino alla primavera scorsa. Cambiano i
referenti, ma il nocciolo della questione rimane sempre lo stesso: il Comune di
terracina non pagava e continua a non pagare le ditte, perlomeno le ultime due,
che si sono aggiudicate l’appalto delle pulizie e inevitabilmente il personale
non riceve gli stipendi con regolarità. E, come si sa, la pazienza non è
illimitata. E così i 14 dipendenti sono tornati a incrociare ramazze e
strofinacci. Ma ieri mattina i venti della protesta sono arrivati anche dal
cimitero di Borgo Hermada. Hanno chiesto e ottenuto un colloquio con il sindaco
Stefano Nardi i cittadini (in tutto sono 32) che hanno investito fiori di soldi
nelle cappelle gentilizie ancora in fase di ultimazione nel camposanto. Con loro
anche gli stessi responsabili della ditta di Casal di Principe che si sta
occupando dei lavori e che attende circa 100 mila euro dal Comune come saldo.
Ogni cappella è costata 25 mila euro e i lavori dovevano essere stati già
consegnati, e invece manca ancora un po’. Preoccupazione tra gli «investitori»
ma anche nella stessa ditta COPA, aggiudicatrice dell’appalto, che spiega il
ritardo dei lavori con il mancato saldo da parte dell’amministrazione di ben 100
mila euro che crea problemi anche con lo stipendio agli operai. Ieri mattina il
sindaco ha rassicurato la COPA che a breve sarà saldata, tranquillizzando anche
i proprietardi delle cappelle. Mica Stefano Nardi avrà potuto scherzare su un
argomento tanto sacro?
Rita Recchia



Successo alla seconda gara di torte a borgo Hermada. Per alcuni aspetti sembrava
di fare un passo indietro nel tempo, ed essere proiettati a inizio ’900, durante
la quale si era soliti organizzare eventi di questo tipo. a scendere in gara
oltre 20 partecipanti con più di 30 torte alla crema e secche. Un evento
realizzato dal Circolo delle Frazioni con la collaborazione del centro sociale
anziani. Per le torte alla crema la prima classificata è stata Romina Danese,
seguita da maria turino e Sara Ceci. Per le torte secche al primo posto Katia
zaina, poi genni Frascadore e roberto Costa, a cui sono state consegnate delle
targhe ricordo, e un omaggio ai partecipanti. la prossima iniziativa
sarà dedicata ai salami fatti in casa.
(da Corriere Pontino)



Un bilancio in parità praticamente perfetta quello del week end delle pontine
nel torneo di eccellenza girone B.
In tre gare le pontine hanno ottenuto un
successo, un pari ed un ko. Un gol fatto, quello della vittoria del terracina
col Torbellamonaca, ed un subito, che è costato il ko alla Vigor Cisterna in
quel di Sora. Ma l’analisi della domenica calcistica non può certo esaurirsi ai
numeri, aridi e che non tengono conto, se non in parte, di quanto accaduto nel
corso dei 90 minuti. Iniziamo dal ko, quello del Cisterna in casa della
capolista Sora. I numeri della vigilia non davano scampo ai pontini: una sola
sconfitta nelle precedenti 13 gare giocate, quella nello scontro diretto contro
il Frascati. Cinque vittorie consecutive tutte con la porta inviolata. Insomma,
ce n’erano di preoccupazioni anche se la prova del campo ha dato responsi
piuttosto diverso. L’undici di Campagna, alla prima sconfitta della sua nuova
carriera di allenatore, ha tenuto bene il campo su un terreno di gioco reso
pesante dal maltempo. Anzi, quando il punteggio era ancora di parità ha avuto,
prima con Garat, quindi con Venerelli, due colossali palle gol che avrebbero
potuto cambiare l’andamento della partita. Purtroppo non è la prima volta
quest’anno che questa squadra si trova a recriminare sul latte versato. Resta il
fatto che la classifica parla chiaro: i 34 punti della Vigor, in questo momento,
sono abbastanza per stare tranquilli, visto che l’ultima squadra che giocherebbe
i play-out, l’Anitrella, è lontana 7 lunghezze. Ma l’analisi da fare è anche
un’altra. Nelle ultime 11 gare la Vigor ha vinto solo col Torbellamonaca. Il
trand è negativo ed è stato invertito solo in parte dal cambio di allenatore.
Magari il quadro cambierà totalmente domenica prossima, in caso di vittoria sul
Morolo. Il terracina, che in questo momento è la migliore pontina del girone coi
suoi 38 punti che gli valgono l’ottavo posto, ha fatto il minimo indispensabile
col Torbellamonaca mettendo in cassa forte una vittoria preziosa ed ottenuta col
minimo sforzo. Il sesto gol del campionato di Giuseppe Rosi è stato sufficiente
contro una squadra arrivata alla sesta sconfitta di fila, l’ottava nelle ultime
9 gare giocate. Il Formia, infine, è quella che, tra le pontine, è messa peggio.
Il mercato di Gennaio sembrava aver portato nuova linfa e le giuste potenzialità
per poter raggiungere una salvezza tranquilla. Nelle ultime 4 giornate, invece,
sono arrivate due sconfitte in esterna, e due pari in casa che hanno rallentato
maledettamente la corsa. Quella di domenica col San Cesareo è stata la classica
partita stregata. In classifica i biancazzurri hanno 31 punti, 4 in più
dell’Anitrella che, per altro, sarà il prossimo avversario del Formia. Una
partita, la prossima, da non perdere per nessun motivo…
Lidano Orlandi



C’è grande attesa tra i bambini
che questo pomeriggio parteciperanno alla finale
del concorso “mascherina d’oro,” presso il Palazzetto dello Sport a partire
dalle 14.30 e che in questi giorni li ha visti protagonisti delle 10 puntate in
onda su terracina tv, durante le quali hanno sfilato davanti alle telecamere con
i loro divertenti costumi, disinvolti e sorridenti, esprimendo tutta la loro
spontaneità. tanti i piccoli che hanno partecipato al concorso colorando,
ritagliando e imbucando il coupon che hanno trovato sul nostro giornale. La
finale verrà trasmessa in diretta questo pomeriggio su terracina tv, che ha
organizzato l’evento, e che ieri pomeriggio ha mandato in onda la sfilata dei
carri di carnevale che si è svolta in città. “in bocca al lupo” a tutti i partecipanti.
(da Corriere Pontino)



«Una giornata con i fiocchi»: questo sarà lo slogan che accompagnerà anche
quest’anno l’8 marzo, Giornata Internazionale della donna.
Lo slogan sarà
adottato anche dal centro antiviolenza «Essere Donna» di terracina che allestirà
gazebo informativi in piazza Garibaldi e presso il supermercato Unicoop Tirreno.
Lo scopo è quello di sollecitare e sensibilizzare ancora una volta la
cittadinanza a una riflessione sui diritti delle donne e sulla violenza alle
donne. Presso i due punti informativi, le volontarie del centro antiviolenza
«Essere Donna» offriranno la mimosa e un piccolo gadget. Le volontarie presenti
in piazza forniranno informazioni in merito al centro antiviolenza che offre
assistenza 24 ore no stop, sette giorni su sette, tutelando l’anonimato della
donna vittima di violenza. «Vi aspettiamo numerosi per partecipare con noi e
sostenere le donne vittime di violenza e i loro bambini a contrastare la
violenza domestica» dicono le volontarie del centro.
Ri.Re.


Il Pd apre la sua campagna elettorale in modo insolito: si parte dall’Unità
d’Italia, si attraversa la storia della Costituzione e si arriva a presentare il
candidato a sindaco, Domenico Zappone.
Un’apertura di campagna elettorale
diversa, in piazza Garibaldi, ma anche una lezione di storia nazionale, per non
dimenticare che siamo a pochi giorni dai 150 anni dell’Unità d’Italia. Perché
non ripartire da una lezione di storia patriottica? Questo si sono detti i
vertici del Pd, trovando un filo comune tra vicende nazionali e questioni
locali, ambedue viste nel segno della democrazia. «Il mio nome -ha spiegato
Domenico Zappone, candidato a primo cittadino per le prossime amministrative di
maggio- è venuto fuori da un lungo confronto. Non un diktat, ma una scelta
democratica. Ripartiremo dalle persone, dai giovani, dalle donne e dagli
“ultimi” per tenere alta l’unità. Perché chi ha le idee, non ha paura». Era
presente l’eurodeputato Silvia Costa.



Comincia a entrare nel vivo il calendario degli eventi organizzati dalle scuole
di terracina per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Giovedì 10 marzo presso l’aula
magna dell’istituto «Arturo Bianchini» di terracina ci sarà il concerto del
maestro Ambrogio Sparagna che interpreterà i «Canti popolari del Risorgimento
italiano», a partire dalle 10e30. Uno spettacolo assolutamente da non perdere al
quale il dirigente scolastico Vincenzo Lattao invita tutti gli alunni delle
classi terze dell’istituto. Venerdì 11 sempre il «Bianchini» ha organizzato
un’interessante visita a Roma presso il Museo Centrale del Risorgimento, mentre
durante la notte bianca tra il 16 e il 17 marzo la scuola parteciperà con eventi di danza.
Ri.Re.



E’ «nato» da poco più di due mesi ma è già diventato un punto di riferimento
importante per il territorio.
E’ l’ambulatorio infermieristico del Distretto
attivato lo scorso dicembre presso l’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina,
che ha già sfornato numeri importanti nei suoi primi due mesi di vita. Se a
gennaio sono state erogate 290 prestazioni, a febbraio la quota è arrivata
addirittura a 329, quasi 40 prestazioni in più. Merito della professionalità del
personale e dell’utilità di un servizio pensato in questo modo di cui si sentiva
la necessità. E la risposta da parte dell’utenza lo sta dimostrando giorno dopo
giorno. Presso l’ambulatorio infermieristico del «Fiorini», non un servizio ad
esclusivo appannaggio dell’ospedale, è possibile sottoporsi alle medicazioni
semplici; alla terapia iniettiva; all’areosolterapia; al monitoraggio della
glicemia capillare, oltre a potersi misurare la pressione arteriosa, alla
frequenza cardiaca e respiratoria. Il servizio ambulatoriale è rivolto sia agli
adulti che ai bambini muniti della richiesta del medico curante o del pediatra,
oltre che della prenotazione dell’utente che può essere effettuata o
direttamente in ambulatorio o chiamando lo 0773708323 dalle 8e30 alle 12e30 dal
lunedì al venerdì. L’ambulatorio, diretto da Nazareno Lampasi, è gestito da
infermieri, con il responsabile Ivano Giuliani, che si offrono alla cittadinanza
anche come un punto di ascolto sanitario per facilitare l’accessibilità ai
servizi sanitari. Soprattutto garantiscono la presa in carico dei cittadini con
la continuità assistenziale tra ospedale e servizi sanitari territoriali.
Un’accortezza ancora maggiore viene rivolta al pazienti oncologici che si
rivolgono all’ambulatorio evitando, così, le lunghe attese per i prelievi.
Preziosa la collaborazione della onlus «Annalaura» che ha fornito un apporto
essenziale soprattutto in termini di strumentazione, oltre a fornire una
volontaria del servizio civile assegnata all’associazione dalla presidenza del
Consiglio dei Ministri.
Ri.Re.


Nei giorni in cui i pescherecci di Terracina sono tornati ad essere prigionieri
della barra sabbiosa, arriva uno spiraglio dalla Regione.
Oggi infatti verranno
aperte le buste con le offerte per la gara d’ap – palto per il d r a g a g g i o
della foce del porto e successivo ripascimento. Un i n t e r vento im por tan te
per il quale la Regione Lazio ha stanziato due milioni e mezzo di euro. Dopo l’e
s am e delle offerte si passerà a ll ’a gg i ud icazione dei lavori quindi
all’ap ertura del cantiere previsto per il mese di aprile. C’è comunque poco
tempo da perdere. L’emergenza della barra sabbiosa al porto di Terracina è
all’ordine del giorno e non lascia tregua ai pescatori. Le mareggiate di questi
ultimi giorni hanno spinto all’in – gresso dell’approdo grosse quantità di
sabbia bloccando di nuovo le attività di pesca. Qualche imbarcazione ha provato
ad uscire ma le manovre sono troppo rischiose. Il progetto che la Regione sta
mettendo in cantiere, annunciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale
Stefano Galetto, dovrebbe essere risolutivo. Non si tratta di interventi di
somma urgenza come quelli effettuati in passato con cui la sabbia che ostruiva
l’ingresso al porto veniva semplicemente gettata al largo, a poca distanza della
foce. Questa volta invece la sabbia verrà dragata e utilizzata per il
ripascimento delle zone del litorale più danneggiate dall’erosione. Un
risanamento dunque a 360 gradi, che dovrebbe avere effetti più duraturi. Anche
se non è da sottovalutare il fattore tempo, dal momento che la stagione
turistica si sta avvicinando. La durata dei lavori è stata calcolata in circa 6
mesi. Complessivamente verranno movimentati 250 mila metri cubi di sabbia. Nel
frattempo proseguono i lavori della banchina interdetta la passata estate dopo
gli ennesimi cedimenti. Il cantiere al molo gregoriano è stato aperto nei giorni
scorsi e la fine del primo stralcio dell’ap – palto dovrebbe concludersi entro
la fine di aprile. Un passaggio di estrema importanza per il porto, soprattutto
per ciò che riguarda i collegamenti con le isole pontine.
Francesco Avena



Anche il tratto ferroviario di terracina è stato incluso in quel patrimonio
nazionale da valorizzare sul quale costruire un turismo «slow» che rispetti
l’ambiente.
Domenica scorsa si è svolta la IV Giornata Nazionale delle Ferrovie
Dimenticate, organizzata dal CoMoDo (Confederazione per la mobilità dolce) e
Legambiente con l’obiettivo di promuovere quei percorsi ferrati, del tutto
caduti nell’oblio o comunque non troppo utilizzati, che potrebbero rappresentare
un’opportunità di sviluppo sostenibile, di un turismo dedicato a ciclisti e
pedoni. In ogni regione d’Italia sono stati scovati i binari «snobbati» ai quali
dedicare eventi che si sono concentrati lo scorso 6 marzo, anche con un’occhiata
alla ricorrenza del 150 anni dell’Unità d’Italia. Per quanto riguarda il Lazio,
terracina è rientrata di diritto nella mostra on line che raccoglie numerosi
scatti delle ferrovie di Velletri, Sezze, Sonnino e, appunto, terracina.
L’iniziativa è stata curata da Maurizio Carpentieri, autore appassionato di
testi e foto ferroviarie on line. Basta cliccare su 3w.ferroviedimenticate.it,
spulciare i percorsi inclusi nel Lazio e trovare il link della mostra:
appariranno decine e decine di fotografie che ritraggono un paesaggio che sembra
davvero appartenere a un’altra epoca e ad altri popoli. Tra i tanti scatti,
molti riguardano proprio la tratta ferroviaria di terracina, che di
vicissitudini ne ha viste parecchie e che, seppur ancora utilizzata, per certi
versi appare comunque bistrattata. Basta chiedere ai pendolari per averne conferma.
Ri.Re.


L’IMMINENTE chiusura dello sportello agricolo di zona a Borgo Hermada è frutto
di una decisione irrazionale
.
A pensarla così è l’esponente dell’Udc Pierpaolo
Marcuzzi, che ha preso contatti con l’assessore regionale Aldo Forte per
scongiurare una chiusura che sembra già segnata. «L’iniziativa della Regione
serve in teoria a razionalizzare la spesa, perché si andrebbero ad evitare 25
affitti di locali, per un risparmio annuo di 300 mila euro. In periodi di vacche
magre è giusto tirare la cinghia, ma pensando allo sportello di Borgo Hermada
che si trova in un immobile di proprietà della Regione non troviamo nessuno
risparmio di gestione nella sua chiusura. Oggi la frazione di Terracina con una
grande sede Coldiretti, uffici Uma per i servizi agricoli e lasciando e
potenziando lo sportello agricolo di zona, potrebbe diventare il punto di
riferimento dell’a gricol tura provinciale, sia per le strutture di proprietà
degli enti, sia per la sua posizione facile da raggiungere con pochi chilometri
per tutti e sia per la locazione in un piccolo centro urbano in cui non manca la
possibilità di parcheggio».
F. A.


Per il quarto anno consecutivo la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus ha scelto
proprio l’associazione di terracina «AnnaLaura» quale referente nel volontariato
oncologico della provincia di Latina.
Per questo riconoscimento soprattutto di
tipo morale la presidente della onlus Ettorina Michelazzo ringrazia di cuore la
Fondazione e in particolare i titolari delle farmacie Persichini e Grenga, a
Borgo Montenero e a Priverno, che hanno aderito all’iniziativa. In questo modo è
stato possibile donare ad «AnnaLaura» un notevole quantità di farmaci che
saranno ben utilizzatinel loro impegno costante e quotidiano nell’assistere i
pazienti affetti da malattie oncologiche.
Ri.Re.



NESSUNA nuova corsa verso Roma per i treni che partono da Terracina. È quanto
emerso da un incontro del presidente del comitato pendolari, Paola Trillò Papi,
con i responsabili regionali di Trenitalia e con l’assessore ai trasporti
Francesco Lollobrigida. Ma un miglioramento è stato comunque ottenuto: «La
mattina dei giorni festivi – comunica Paola Trillò Papi – a partire all’entrata
in vigore del nuovo orario, alle 7 e 45 dalla Stazione Ferroviaria di Terracina,
partirà un pullman diretto alla stazione di Priverno-Fossanova per la
coincidenza con il treno da Napoli per Roma». Il comitato pendolari ha inoltre
sollecitato Trenitalia a riparare l’ascensore per disabili presente alla
stazione di Monte San Biagio, guasto ormai da mesi e che costituisce un grave
disagio per per tutti gli utenti con problemi di deambulazione.
F. A.



DOPO giorni di maltempo il mare ha restituito all’uomo quello che l’uomo gli ha
«regalato».
Pneumatici, bottiglie di plastica e lattine, cassette in polistirolo
e legno, buste di plastica, addirittura i resti di un gonfiabile (forse un
piccolo gommone) oltre all’immancabile miscuglio di alghe e mucillagine. Lo
spettacolo avvilente è comparso in questi giorni sulla spiaggia lungo tutti i
circa 3 chilometri di costa del lungomare Circe. In tanti sono rimasti a bocca
aperta per la quantità di immondizia comparsa sulla battigia. Ma il dato che fa
riflettere è la svariata qualità di rifiuti che il mare ha rigettato sulla
sabbia. Il fatto che sia giunta a riva immondizia di ogni tipo, significa che da
qualche parte i rifiuti sono partiti fino ad essere spinti dal mare «grosso»
sulla terraferma. Senza troppi dubbi, pneumatici e bottiglie sono partite dal
canale Sisto e Badino, considerate vere e proprie bombe ecologiche per la
salubrità dell’acqua. Anche la passata estate per tutto il periodo della bella
stagione, operatori balneari e turisti hanno dovuto fare i conti con una
sporcizia superficiale del mare che
ha raggiunto i massimi livelli di allerta.
F. A.


LA maggioranza guidata da Nardi non vuole mollare l’osso del Pdl e per far
capire quale potrebbe essere il prezzo da pagare di una eventuale spaccatura
chiama in soccorso i pezzi grossi del partito.
Come a dire: «Non siamo gli
appestati che dipingete e guardate chi sta con noi». Altro che Roma Capitale e
Olimpiadi 2020, la vera ragione d e ll ’i nc o ntro di ieri a l l ’ H o t e l
«Pa l a c e » con il sindaco capitolino Gianni Alemanno e il consigliere
regionale Stefano Galetto era Terracina 2011: 15 e 16 maggio, per l’esattezza.
Le elezioni. In vista delle quali l’amministrazione comunale uscente e la sua
maggioranza non ci stanno a passare per il vecchio da mandare in soffitta. Come
intendono fare gli «scissionisti», i duri e puri del direttivo che, come ha
tuonato dal pulpito l’as s e s so r e Francesco Zicchieri, dipingono Nardi e
colleghi come degli «appestati». Ma dopo l’incon – tro di ieri nel muro
innalzato contro l’am m in is tr a zi on e uscente si è aperta più di qualche
fessura. Almeno stando a quello che ieri all’hotel Palace ha dichiarato il
segretario provinciale del Pdl, Claudio Fazzone. Il senatore di Fondi, pur
riconoscendo gli errori dell’amministrazione Nardi e il malcontento
dell’elettorato, ha detto chiaramente che un accordo con l’amministrazione e la
maggioranza uscenti è possibile. Un’apertura che rimette in discussione lo
scenario che si era delineato in queste ultime settimane in cui la scissione
sembrava più che scontata. Ora invece una pace è possibile. Intanto è stata
firmata una tregua armata che servirà a capire come muoversi. L’apertura di
Fazzone non era così scontata. Anzi più di qualcuno, vedendo vuota la poltrona a
lui riservata, aveva già malignato. E non senza motivo a sentire lo stesso
consigliere regionale Stefano Galetto che ha parlato di «assenza di
condivisione» nelle scelte dei candidati e dei programmi del Pdl stigmatizzando
quei «viaggi della speranza per baciare la mano del padrino». Riferimenti
nemmeno troppo impliciti. Tant’è che alla fine Fazzone (avvertito da qualcuno
della congiura in atto?) è arrivato giustificando il proprio ritardo con un
«impegno a Formia ». Prove di pace a parte, gli interrogativi comunque restano:
i duri e puri del direttivo, dopo aver sperato in un’archiviazio – ne
dell’amministrazione Nardi, accetteranno il compromesso? L’amministrazione
uscente, dopo le bordate subìte finora, è pronta a ricevere il ramoscello
d’ulivo di Fazzone? E poi: in termini più pratici, in cosa consiste l’accordo?
Secondo le voci che giravano ieri le cose potrebbero andare più o meno così:
nella lista del Pdl potrebbero entrare sette o al massimo otto tra attuali
consiglieri e assessori, anche se non è ancora chiaro con quale criterio verrà
fatta questa scelta. Il resto della truppa dovrebbe confluire nella lista del
Partito repubblicano. Una soluzione di compromesso che sarà il vero nodo del
contendere dei prossimi giorni. In ballo, oltre alle alleanze elettorali e alle
diatribe locali, ci sono le sorti del Pdl. Ieri il sindaco di Roma Alemanno e il
consigliere regionale Galetto sono venuti a Terracina per ricordarlo.
Pierfederico Pernarella



Qualcuno lo aveva dato per finito, ormai distante dalle scaramucce elettorali,
eclissato nell’ombra di fine regno quando non si tratta di rilasciare un’in -
tervista al «Sole 24 ore». E invece Stefano Nardi è vivo e vegeto. E ieri, dando
il benvenuto al sindaco Alemanno, lo ha voluto ricordare a suo modo, anzi nel
modo che gli è più congeniale. Sparando contro questo e contro q ue l l ’altro.
Contro le cooperative di sinistra, contro quel presunto candidato a sindaco
(Sciscione) che non rappresenta nessuno, contro la Polverini, contro quelle
«teste di c… che parlano male di noi a Roma », contro chi si ostina a non
riconoscere che «in questi dieci anni la città è stata trasformata». Il solito
Nardi insomma che liquida il sequestro della Terracina Ambiente come «qualche
problema» e inveisce contro i nemici. Uno in p a r t i c o l a r e : G i a n f r
a n c o Sciscione, «il consigliere regionale durato quattro mesi che nessuno ha
votato». Non lo nomina mai, ma è il pensiero fisso del sindaco. Così come Nardi
non ha mandato giù il fatto che la discesa in campo dell’imprenditore sia
avvenuta con l’appoggio del presidente della Regione. Sì proprio la Polverini,
la stessa che, a detta del sindaco, ha «mancato di rispetto e offeso» la città
in occasione della Madonna del Carmine seguendo «Sciscione e la sua corte dei
miracoli ». Vecchi rancori che ora, con l’appoggio della Polverini ad un
candidato avversario del Pdl (il partito che la sostiene in Regione), rischia di
diventare un caso politico e nemmeno troppo
innocuo.
P. P.

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carnevale

Vi propongo un breve filmato che illustra tutti i carri sfilati ieri.

Se lo visualizzate dal sito della Vimeo è possibile visionarlo in Alta Definizione (HD) e anche di

scaricarlo. Per chi lo desidera, quindi, il link diretto è questo –>

http://www.vimeo.com/20756560

Saluti,

Paolo

Video importato

vimeo Video

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terracina-agostino-a-mare-con-auto-acquarellata-anni-50_bis

«Decimata» dal decreto Polverini la presenza universitaria nell’ospedale
‘Alfredo Fiorini’.
Vittorio Marzullo, segretario del locale circolo di Sinistra,
Ecologia e Libertà, replica a Pietro Serra, che ha chiesto l’integrale
applicazione del piano regionale di riordino della rete ospedaliera per i
nosocomi di terracina e Fondi. Ma se Serra vede in quel piano, relativamente al
‘Fiorini’, l’affermazione del principio della salvaguardia della integrazione
universitaria, Marzullo invece lo accusa di fare «propaganda», «in quanto il
decreto 80 della Polverini sul riordino della sanità, prevede di fatto la
decimazione della presenza dell’università». «Infatti -continua il segretario di
SeL- l’allegato D prevede l’abolizione dei seguenti posti letto destinati
all’università presso l’ospedale ‘Fiorini’: Urologia, quattro posti letto in
reparto ed uno Day hospital (restano zero posti letto a terracina, con il
professor Carbone e la sua equipe a Latina); Otorinolaringoiatria, quattro posti
letto in reparto e due posti letto in Day hospital (restano zero posti letto a
terracina); oculistica, un posto in Day hospital (via oculistica da terracina);
Dermatologia, due posti in Day hospital (via dermatologia da terracina. Delle
suddette specializzazioni restano solo gli ambulatori per le visite. Tutto
quanto sopra svuota di ruolo e dequalifica l’ospedale di terracina e mortifica i
terracinesi». «Questo -accusa Marzullo- è il decreto Polverini, quella che in
campagna elettorale ha promesso ai quattro venti che avrebbe riaperto gli
ospedali chiusi in precedenza e che ora chiude anche quelli di Sezze, Gaeta e
Minturno». Secondo il segretario di SeL, Serra si riferisce al senatore Claudio
Fazzone quando afferma «che bisogna smetterla di fare politica sanitaria tirando
per la giacca». «Ma se questo avviene, come sta avvenendo -polemizza Marzullo-
non è forse possibile grazie alla Polverini che ha messo un Direttore Generale
alla Asl di Latina che si lascia tirare per la giacca? E magari è stato messo li
proprio per volontà del Senatore e proprio per fare questo?». «Il discorso sulla
sanità e sull’ospedale è lungo e complesso -termina il segretario- e questo è
solo il primo intervento che facciamo in proposito: nei prossimi giorni
ritorneremo con nuovi comunicati in cui faremo ancora di più evidenziare le
contraddizioni ed i favoritismi presenti nel decreto Polverini e gli spazi che
esso lascia volutamente, per favorire la politica clientelare e campanilistica
del Senatore, ai danni delle casse della sanità regionale».
Andrea Di Lello
Gold2 [6]

Centrodestra frammentato in un mosaico di candidati. Strada in salita per il Pd.
Per capire l’andazzo basta guardare cosa accade in casa Udc, dove secondo le
ultimissime indiscrezioni sarebbe stata «resuscitata » direttamente da Michele
Forte la candidatura di Sandro Marigliani al posto di quella di Giuseppe
Zappone, ufficializzata solo la settimana scorsa. Un dietrofront, quello dei
centristi, che potrebbe non restare isolato nel panorama politico e che dice
bene come sia difficile per i partiti dare il via a questa campagna elettorale.
Un mosaico di candidati, fratture tra vecchi alleati, veleni e polemiche tra
protagonisti che, poco fuori dai confini locali, potrebbero andare a braccetto.
A darsi un tono ci prova il Pdl, che dopo mesi di smentite proprio nei giorni
scorsi ha ufficializzato la candidatura di Nicola Procaccini, data per favorita
da tempo ma tenuta ai box fino all’ultimo momento. «Rinnovamento, onestà ed
efficienza », le parole d’ordine del partito di Fazzone, che sanno di definitiva
spallata alla compagine del sindaco Stefano Nardi. Il Pdl si dice certo che
Procaccini, «scevro da ogni condizionamento », è l’uomo in grado di interpretare
«la volontà di cambiamento che si respira in città» e a guidare una squadra «di
uomini e donne per bene» e «di professionisti e tecnici capaci». La schiarita di
idee in seno al Pdl non rende meno evidenti le spaccature nel centrodestra.
Formato dai «pidiellini » di Fazzone, dagli «esclusi» della maggioranza, dal
gruppo autonomo costruito intorno a Gianfranco Sciscione e alla lista «Città
Nuove – Con Te» della Polverini, dall’i nde ci so Udc e dal rampante Partito
repubblicano. Ogni tessera di questo mosaico ha o potrebbe avere un proprio
candidato. E che andrà comunque con la sua lista a spartirsi i circa 13 mila
voti che nel 2006 portarono alla vittoria la coalizione guidata dal sindaco
Nardi. Non una grossa torta, a ben vedere, considerando che i posti in Consiglio
questa volta sono ridotti e che la frammentazione è massima. Quelli del 2006
erano altri tempi. Allora a dare l’appoggio al Pdl (già Casa delle Libertà),
c’era l’Udc (contribuì con 3 mila voti) e il Pri (2700 voti). Partiti sul cui
appoggio, questa volta, pende ancora l’in – cognita. An e Forza Italia, 5 anni
fa presero rispettivamente 5 mila e 3.600 voti. Oggi molti di quei candidati
sono sparpagliati. E quella torta da oltre 13 mila voti (escluse le liste
minori) rischia di ridursi ad un pezzettino per uno in assenza di alleanze,
adombrando di nuovo lo spettro di un ballottaggio che sarebbe un’ipo – tesi
nefasta soprattutto per un Pdl che ha scomodato nientemeno che il portavoce del
ministro Meloni. A sinistra d’al – tronde non va meglio. Il Partito democratico
con in testa Mimmo Zappone è alle prese con un rischio emorragia. A differenza
del 2006, quando la coalizione costruita intorno all’allora diesse Vincenzo
Recchia ottenne circa 9 mila voti, questa volta il Pd stenta a riunire una
squadra compatta. Di più. Da indiscrezioni pare che il Pd abbia difficoltà
addirittura a formare la lista. Sinistra e Libertà, FdS e Italia dei valori al
momento hanno intrapreso un percorso autonomo e in qualche caso hanno
apertamente contestato la linea dei democratici. Di questo passo pare proprio
che prima di assistere allo scontro canonico tra destra e sinistra, la città
sarà costretta a sorbirsi una serie di derby. Dove è elevato anche il rischio di autogol.
Diego Roma

Gold2 [5]

Continua a riscuotere successo l’iniziativa del gruppo giovani dell’Avis di
terracina che sta coinvolgendo nelle donazioni tutte le associazioni sportive
della città.
Come la squadra Basket terracina che è ritornata a donare, dopo
essere stata la prima a recepire il messaggio lanciato dal rappresentante del
Gruppo Avis Giovani «Davide Nocella». E grazie al loro esempio in questi ultimi
mesi si sono succedute tante altre associazioni. «La loro seconda donazione
dimostra che l’impegno di venire a donare regolarmente è stato preso seriamente
da questi giovani giocatori e dall’intero staff-spiega il responsabile Fabio
Garzaro- Ciò è molto importante perché di sangue ce n’è bisogno in maniera
costante e così devono essere anche le donazioni». «Nelle nuove divise della
squadra è stato inserito il logo dell’Avis aiutandoci in questo modo a divulgare
il nostro lavoro». Gli avisini continuano il compito di sensibilizzare i giovani
alla donazione effettuando delle conferenze presso gli istituti superiori,
parlando direttamente con i ragazzi dell’ultimo anno per spiegare che con un
piccolo gesto si può fare tanto. Anche domani sarà giornata di donazioni. Tra
l’altro proprio ieri è stato diramato l’appello di necessità urgente di sangue
del tipo 0 rh Positivo e 0 rh Negativo, altrimenti gli interventi chirurgici
potrebbero bloccarsi.
Ri.Re.
Gold2 [4]

Per ora non ci sarà la possibilità di avere altre corse di treni sulla tratta
Roma-Terracina, ma ci saranno maggiori servizi correlati.
La decisione viene a
seguito di un incontro tenutosi alla Regione Lazio tra il presidente del
Comitato Pendolari di Terracina Paola Trillò Papi, il dirigente del settore
commerciale di Trenitalia dottoressa Italiano, il dirigente dell’assessorato
alla Regione Lazio ingegner Bravi e l’assessore onorevole Lollobrigida. La
proposta di aumentare le corse rispetto a quelle esistenti è stata dichiarata al
momento impossibile da esaudire per ragioni di ordine materiale. Le uniche
concessioni ottenute riguardano i servizi. La mattina dei giorni festivi, a
partire dall’entrata in vigore del nuovo orario, alle 7 e 45 dalla stazione
ferroviaria di Terracina partirà un pullman diretto alla stazione di Priverno-
Fossanova per la coincidenza con il treno da Napoli per Roma, utile per gli
studenti, per visite culturali e quant’altro. Il pullman della Ditta Cialone,
che tutti i giorni parte dalle autolinee alle 13 e 50 transiterà alla stazione
di Terracina alle 13 e 55 per la stazione di Priverno- Fossanova in coincidenza
con il treno da Napoli per Roma. «Inoltre -come spiega la presidente del
Comitato Pendolari Paola Trillò Papi- siamo tornati di nuovo a sollecitare
l’immediato ripristino dell’ascensore della stazione di Monte San Biagio, fermo
da anni, che crea grande disagio per tutti i fruitori con problemi di deambulazione».
(da corriere pontino)
Gold2 [3]

Aldo Forte salverà lo sportello agricolo di Borgo Hermada. Questa la promessa
dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, dopo la decisione della Regione
di chiudere 32 sportelli agricoli di zona, tra i quali quello della maggiore
frazione della città. E’ Pierpaolo Marcuzzi, locale esponente dell’Udc, a
rendere pubblico l’impegno preso dall’assessore del suo partito e dai vertici
centristi regionali. L’iniziativa della Regione si propone di risparmiare circa
300mila euro per spese di affitto dei locali, ma nel caso dello sportello di
Borgo Hermada la sede è di proprietà della Regione, per cui, osserva Marcuzzi in
una nota, nessun risparmio di gestione verrebbe dalla sua chiusura. «Dopo le
proteste e le perplessità – spiega il centrista -, la commissione Agricoltura
del Consiglio Regionale del Lazio si è data tempo sino al 30 giugno per
formulare le definitive proposte da far votare alla giunta. In questo frangente
abbiamo chiesto l’intervento dell’assessore Forte per mantenere aperto lo
sportello di Borgo Hermada, evidenziando che la sede del Borgo non comporta
spese di affitti e che grazie alla disponibilità di altri locali nello stesso
immobile può comprendere ulteriori servizi». La Regione, per ora, prevede solo
gli sportelli della sede centrale di Latina e del Mof di Fondi, ma «se si
inserisce nella nuova proposta lo sportello di terracina – osserva Marcuzzi – si
va a dare per la sua posizione baricentrica un servizio migliore a comuni come
Sabaudia, Pontinia, San Felice, Priverno e terracina stessa, che comprendono più
di 8.000 aziende». Secondo l’esponente dell’Udc, «oggi Borgo Hermada, con una
grande sede Coldiretti, uffici Uma e con il potenziamento dello sportello
agricolo di zona, può diventare il punto di riferimento di tutta l’agricoltura
provinciale, sia per le strutture di proprietà degli enti, sia per la sua
posizione facile da raggiungere con pochi chilometri per tutti e sia per la
locazione in un piccolo centro urbano in cui non manca la possibilità di
parcheggio». «Per questa serie di motivi – riferisce Marcuzzi – i vertici
regionali dell’Udc con in testa l’assessore alle Politiche Sociali Aldo Forte
hanno preso l’impegno di salvaguardare e mantenere lo sportello della frazione».
Il centrista, infine, coglie l’occasione per lanciare un nuovo appello agli
amministratori locali a favore del servizio Uma, di cui terracina è comune
capofila. «Nell’ufficio di Borgo Hermada – termina Marcuzzi – sono presenti due
dipendenti del settore agricoltura, Uma, caccia e pesca, di cui uno andrà in
pensione nel prossimo mese di luglio e che da oggi a quella data tra ferie e
altro lavorerà ancora poche settimane, senza che fino ad oggi gli sia stato
affiancato il suo futuro sostituto, figura necessaria per dare continuità ad un
lavoro vitale per le nostre aziende agricole».
Andrea Di Lello

Gold2 [2]

Se ne va sbattendo la porta e non risparmiando nulla al direttivo che guida il
Partito democratico.
È dura la nota con cui il consigliere comunale Pino La
Rocca comunica la sua dipartita dal Pd. La formalità già usata la scorsa
settimana per annunciare la sua uscita di scena lascia il posto ad una sostanza
ben più argomentata. La Rocca (che proprio questa mattina comunicherà il suo
passaggio all’Idv in una riunione al Bar del Duomo alla presenza del
coordinatore provinciale Enzo De Amicis), in primis punta il dito contro la
«scelta infelice di indicare come candidato sindaco il pensionato Domenico
Zappone». «Mi aspettavo – dice – che il giovane segretario Di Tommaso ed il
consigliere provinciale Alla», due tra i più giovani tra i democratici «avessero
avuto la forza ed il coraggio di rappresentare l’alternativa ai vecchi
pachidermi del Partito democratico». La questione anagrafica, insomma. Ma non
solo. La Rocca ringrazia il capogruppo Antonio Bernardi, «l’autore dell’80% dei
documenti che ho avuto modo di inviarvi» e collega in Consiglio comunale, ma
reputa «molto deludente l’esperienza del direttivo, ingessato da una guerra fra
bande, che ha come unico scopo la sopravvivenza del clan o del capo clan». La
Rocca accusa Di Tommaso e i suoi di non essere abbastanza di sinistra, in un
partito dove «le persone di sinistra sono una minoranza». Una critica a coloro
che «grazie al sostegno e alla lotta dei sostenitori hanno svolto nella propria
vita solo funzioni politiche che si sono tramutate in lauti compensi» e che
«hanno portato il Partito democratico a questa situazione di debolezza estrema».
E ora le difficoltà si vedono con l’«assenza di disponibilità a candidarsi da
parte di tutti i consiglieri comunali e la disponibilità ad oggi di meno di 6
candidati per la lista a sostegno di Zappone». Il consigliere attribuisce alla
dirigenza del partito la responsabilità «di farmi uscire da un partito a cui ho
militato per quasi 30 anni». Ora il consigliere passa all’Idv. Questa mattina
alle 11,00 l’ufficializzazione al bar del Duomo.
D. R.
Gold2 [1]

A due anni esatti dal suicidio, il clamore sollevato dalla morte del segretario
generale del Comune Marino Martino si è letteralmente spento.
Non se ne parla
più. Non ha avuto ulteriori sviluppi l’indagine avviata dalla Procura
nell’immediatezza dei fatti. Tutto fa propendere verso l’ipotesi che, di questo
passo, si possa procedere all’archiviazione del procedimento giudiziario. Caso
Martino: un vero “cold case” degno di fornire spunto ai telefilm americani sui
casi giudiziari irrisolti. Un altro caso dormiente che riguarda Terracina. Il
procedimento giudiziario promosso dalla Procura è fermo ad una richiesta di
proroga delle indagini avanzata al Gip nell’ottobre 2009 dagli allora sostituti
procuratori Riva e Spinelli, successivamente trasferiti altrove. La morte del
segretario coinvolse, per reati contro l’amministrazione comunale, sei persone
che vennero successivamente iscritte nel registro degli indagati. A queste se ne
aggiunse poi una settima. Ad essere messi sotto accusa erano stati l’allora
vicesindaco Giuliano Masci e alcuni i dipendenti comunali. Masci venne anche
accusato di induzione al suicidio. Fu il tribunale del Riesame a sgomberare il
campo da un’ipotesi così grave. Fu però da questa tragica vicenda che la Procura
fece partire una lunga serie di indagini, da considerarsi correlate al suicidio
di Marino Martino. Furono avviati dei procedimenti in merito agli alloggi facili
e alla questione delle assunzioni sospette. Da quel lontano 2009 non se ne è
saputo più nulla del caso Martino. Nessun provvedimento è stato assunto, nessuna
iniziativa è stata intrapresa. L’ultimo atto rimane quello con cui, il 23 marzo
2009, il Tribunale del Riesame ha ritenuto come non configurabile il reato di
morte come conseguenza di altro delitto. Andando avanti in questo modo, la
tragedia sarà configurata come un terribile accidente legato ad una
forte depressione.
(da Corriere Pontino)
Gold3 [7]
Da ristoratore a pusher, arrestato dalla guardia di finanza un giovane del luogo
per spaccio di droga.
Sequestrati 75 grammi di hashish, 18 dosi di cocaina e 12
pasticche di extasy. Continua incessante l’attività investigativa antidroga
delle fiamme gialle della tenenza di Terracina diretta dal comandante Dario
Bordi, che nei giorni scorsi, dopo una serie di indagini e appostamenti, sono
riusciti ad acquisire informazioni utili sul conto del terracinese M.M. 35 anni,
personaggio già noto alle forze dell’ordine, riuscendo di conseguenza a
comprendere il modus operandi adottato per mettere in atto l’illecita attività.
Dopo giorni di appostamenti sotto l’abitazione del sospettato, venerdì sera i
militari lo hanno fermato in prossimità del lungomare Circe, alla loro richiesta
di esibire qualunque tipo di sostanza stupefacente in suo possesso, l’uomo
spontaneamente ha consegnato 5 dosi preconfezionate di cocaina. La successiva
perquisizione domiciliare, eseguita con la collaborazione del 35enne, ha dato
esito positivo e ha permesso ai finanzieri di rinvenire ulteriori 75 grammi di
hashish, 13 dosi di cocaina e 12 pasticche di extasy. Sequestrati anche un
bilancino di precisione, 4 grammi di sostanza da taglio del tipo mannite e il
materiale necessario per il confezionamento dello stupefacente. M.M. ex
ristoratore, arrestato, dopo le procedure di rito, è stato rinchiuso presso la
Casa Circondariale di Latina con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze
stupefacenti. Un altro duro colpo, quello dell’altra sera, inflitto da parte dei
finanziari allo spaccio di droga destinato al mercato locale, sono diversi
infatti i quantitativi di sostanze stupefacenti che in poco meno di un mese
sono stati sequestrati in città.
(da Corriere Pontino)
Gold3 [6]

Si tratterebbe di un gruppo di persone esperte e soprattutto non del luogo,
quelle che giovedì hanno messo a segno il furto, ben congeniato, all’interno
della gioielleria La Rocca, in via Anxur vicino Porta Romana, dove sono stati
rubati preziosi per un valore di circa 150mila euro.
A commettere il furto due
donne, ben vestite e dall’aria distinta che hanno fatto credere al proprietario,
Vincenzo La Rocca e al commesso, di essere madre e figlia e di dover comprare un
gioiello. Con loro un terzo complice, un uomo, che le avrebbe aiutate a
distrarre il titolare e di conseguenza ad impadronirsi dei tre rotoli di velluto
contenenti i gioielli in oro e pietre preziose, per poi fuggire. Dopo di che si
sarebbero allontanati a bordo di un’auto. Ad indagare sull’accaduto i
carabinieri da quando, il giorno dopo il fatto, il proprietario ha denunciato
l’accaduto. I militari diretti dal tenente Mario Giacona si stanno avvalendo
delle descrizioni dei tre fornite dal titolare e dal commesso essendo le
telecamere della videosorveglianza fuori uso.
(da corriere pontino)

Gold3 [5]

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terracina-albergo-stella-e-ruderi-guerra-anni-50_bis_b
Alle 17.00 su Raidue. Osvaldo Bevilacqua e i suoi inviati girano l’Italia per
Sereno variabile. Bevilacqua è in provincia di Latina: a Terracina (coltivazione
delle fragole)
, a Monte San Biagio (ippoterapia), nel parco naturale dei monti
Aurunci che si affaccia sul mar Tirreno e nel singolare museo storico di Piana
delle Orme che ospita una delle collezioni più grandi del mondo: aerei, carri
armati, locomotive, carretti, radio, armi e mezzi militari, trattori agricoli,
trebbiatrici, tram e corriere, utensili vari. Poi incontra il musicista Gianni
Perilli, virtuoso di zampogna e ciaramella ciociara. Monica Rubele è a Brescia
(mostra di Henri Matisse), Maria Teresa Giarratano è nel Canavese (Piemonte) e
Simona Giacomelli a Celano (Abruzzo).

gold [22]
Parco del Montuno, qualcosa si muove in Procura.
Negli uffici di via Ezio il
clamore suscitato dai lavori in via Dante Alighieri non sarebbe passato
inosservato. Del resto non poteva essere diversamente dopo i ben quattro
esposti in cui sono stati sollevati dubbi sulla regolarità dell’intervento.
Nell’ordine si sono rivolti alla Procura l’A rcheoclub, Terracina
Rialzati, il Partito democratico e il Comitato Parchi. Senza considerare che sul
caso c’è anche una informativa della polizia municipale. La magistratura dunque,
come da prassi, si è messa in moto per verificare la fondatezza o meno delle
denunce. Di carne a cuocere ce n’è abbastanza per sollecitare una certa
curiosità. Perché, a prescindere da vincoli e varianti, quello che tutti si
chiedono con un certo disorientamento è questo: perché è stato sbancato un
intero versante del Montuno? La domanda è tutt’altro che capziosa a giudicare
dalla spianata che ha preso il posto degli alberi. Spianata su cui il Pd, nel
suo esposto, è riuscito a dare dei numeri abbastanza precisi: 120 metri di
lunghezza e un metro e 30 centimetri di profondità. Quasi mezza collina sbancata
per fare dei sondaggi archeologici intorno a un muro romano di due metri e
mezzo. Le proporzioni non tornano come d’altro canto non è mai tornata questa
storia del parcheggio interrato (partorito dalla mente dell’allora indomito
assessore Sergio Meneghello) nel cuore di uno dei parchi più belli della città,
il suo «polmone verde», interessato – pure i sassi lo sanno – da preesistenze
archeologiche. E infatti nemmeno hanno cominciato a scavare ed è spuntato il
muretto romano. Il risultato ottenuto è strabiliante: il parco pubblico più
importante della città è inagibile, il parcheggio interrato non potrà più essere
realizzato e chissà quando verranno ultimati gli scavi. Bye bye Collinetta. Come
si è arrivati a questo punto è tutto da spiegare. Negli esposti si parla di un
iter completamente stravolto, privo privo delle necessarie autorizzazioni e
cautele normative e urbanistiche che il caso avrebbe richiesto.
L’Archeoclub, addirittura, ha parlato di un intervento totalmente «abusivo» come
conferma la stessa risposta della Soprintendenza che ha invitato a sospendere i
lavori. Insomma, un pasticcio in cui a rimetterci è stata la città che ha perso,
non si sa bene per quale motivo, il suo parco pubblico più bello. Il Comune in
questi ne ha combinati di pasticci con i lavori pubblici (mercato settimanale,
piste ciclabili, rampa Braschi), ma in questo caso l’ente forse ha esagerato. E
la Procura pare non intenda fare finta di niente.
Pierfederico Pernarella


Aveva detto che, se glielo avessero chiesto, sarebbe stato «felicissimo». Così,
il coordinamento comunale del Pdl, all’unanimità, si è rivolto con un comunicato
a Nicola Procaccini chiedendogli di «rompere gli indugi» e di accettare la
candidatura a sindaco. «In tutte le riunioni del direttivo del Pdl terracinese
fin qui svolte -scrivono i pidiellini-, è emerso con chiarezza la volontà di
porre come pilastro della nostra azione politica una linea di rinnovamento,
onestà ed efficienza. Tale fondamento trova il suo naturale riscontro nelle
linee guida tracciate dal coordinatore provinciale del Pdl». «Per quanto sopra -
continua la nota- e alla luce delle risultanze delle valutazioni di natura
politica espresse da ogni rappresentante del direttivo dirette a delineare la
figura del candidato sindaco ideale per la nostra città, è emerso che la persona
che meglio identifica questi valori è il dottor Nicola Procaccini, al quale si
chiede di rompere ogni indugio e prendere per mano la comunità di terracina e al
quale il partito darà il suo più completo ed incondizionato appoggio». Secondo
il coordinamento, «Nicola, proprio perché scevro da ogni condizionamento,
saprebbe meglio di chiunque altro interpretare la volontà di cambiamento che si
respira in città, ma nel pieno rispetto di quei valori del centrodestra in cui
si riconosce la gran parte dei giovani terracinesi. La sua giovane età, unita
alla già gran lunga esperienza maturata in campo politico, dal Consiglio
Comunale di terracina ai vertici della politica nazionale, rappresenta un valore
aggiunto per il Pdl e per la nostra città». «Con il sostegno del partito -si
legge ancora nella nota-, potremo così incontrare da subito tutte le
associazioni, le categorie e le forze lavorative per conoscere le loro
aspettative e le loro problematiche, ascoltando suggerimenti al fine di
predisporre il programma elettorale e promuovere ogni idonea azione per il
miglioramento delle loro attività sul territorio. Si darà un’attenta valutazione
di tutti gli aspetti economici, culturali e sociali, partendo dall’analisi
profonda del tessuto civico, riferita sia alle imprese che alle persone». «Il
Pdl -afferma il coordinamento- intende costruire attorno al candidato una
squadra fatta di uomini e donne perbene, di professionisti e tecnici capaci, in
grado di guidare la città verso uno sviluppo vigoroso che sappia coniugare il
progresso economico collettivo con la qualità della vita di ogni cittadino». «I
sottoscritti, orgogliosi rappresentanti a terracina del primo partito d’Italia,
-termina la nota- chiedono dunque a Nicola Procaccini di porsi alla guida di una
grande avventura politica da vivere assieme con giovane passione e antico
coraggio». Tutte le previsioni dicono che Nicola non li deluderà.
Andrea Di Lello

gold [19]

Si è dichiarato estraneo ai fatti il 39enne volontario dei vigili del fuoco
Biagio Chianese, arrestato nell’ambito dell’operazione antidroga «U Cinese»
condotta dai carabinieri di Catanzaro.
L’uomo, rinchiuso nel carcere di Latina,
è stato ascoltato per rogatoria dal magistrato del capoluogo calabrese. Ha
negato ogni addebito e, con riferimento alle intercettazioni, ha precisato che
le auto di cui si parlava (sarebbero quelle utilizzate per trasportare la droga)
erano state da lui vendute a persone di sua conoscenza, del tutto svincolate con
i fatti in questione. Chianese, come si ricorderà, è accusato di associazione
per delinquere insieme a due altri terracinesi: la moglie 37enne Ida Pirozzi,
casalinga (è in carcere a Roma) e il carrozziere 38enne Gennaro Foglia (è ai
domiciliari). Anche per loro ci saranno gli interrogatori di garanzia.
Er.Ber.


Ammonta a 150mila euro il furto ai danni della gioielleria La Rocca in via Porta
Romana a Terracina
,
tre persone con un raggiro sono riuscite a rubare oro e
preziosi, secondo una prima ricostruzione due donne che si spacciavano per madre
e figlia sono entrate chiedendo di poter vedere alcuni oggetti, poi grazie alla
complicità di un terzo uomo e approfittando di un momento di distrazione dei
titolari sono riusciti a prendere gli oggetti e poi a scappare.

gold [18]
E’ stato firmato ieri il contratto tra la Indeco e la terracina Ambiente per il
conferimento dei rifiuti in discarica, ma sarà necessario attendere giovedì
prossimo per il via libera definitivo.
L’ultima parola sui termini pattuiti,
infatti, spetta alla prefettura e alla magistratura, dopo che il mese scorso la
Procura della Repubblica ha sequestrato la società mista, affidandola alle cure
dell’amministratore giudiziario Teodoro Contardi. Per il momento non sono note
le condizioni dell’accordo, ma la Indeco, gestore del sito di Borgo Montello, il
mese scorso aveva reagito alla morosità della terracina Ambiente (allora non
ancora sequestrata) impedendole il conferimento dell’immondizia e proponendo
severe condizioni per riaprire i cancelli della discarica. In particolare,
l’Indeco aveva messo sul tavolo due possibilità. Una consisteva nella
presentazione da parte della mista di una fideiussione bancaria priva del
beneficio della preventiva escussione, vale a dire di quel diritto del socio di
non pagare i debiti sociali con mezzi propri se prima il creditore non ha
tentato di ottenere la soddisfazione del debito coi beni sociali. L’altra
possibilità prevedeva il pagamento allo scarico da parte della terracina
Ambiente, che è subentrata al Comune nell’assolvimento di questo onere da quando
il servizio di igiene urbana è passato dal regime Tarsu a quello Tia. La
terracina Ambiente rispose denunciando il gestore di Borgo Montello per
interruzione di pubblico servizio, ma alla fine il prefetto trovò una
mediazione, che ha consentito fin qui lo scarico dei rifiuti. Con il contratto,
la situazione dovrebbe stabilizzarsi.
A.D.L.

gold [1]
Un movimento civico fatto di giovani, pronti a «riunirsi e dare vita a un
movimento politico con cui concorrere alle prossime elezioni e rilanciare la
città».
È l’obiettivo del movimento Terracina Condivisa, che annuncia la sua
discesa in campo con una nota diramata dai coordinatori Michele Castellano e
Amanda Feuda. «I giovani hanno bisogno di prospettive per realizzare i propri
progetti e non essere costretti ad abbandonare il luogo in cui si nasce e si
cresce», spiegano. «Per questo un gruppo di ragazzi qualificati in una pluralità
di ambiti universitari ha deciso di riunirsi». Centro storico, turismo,
viabilità sostenibile e pulizia dei quartieri le linee guida del movimento. Per
«restituire alla città la sua ricchezza dando la possibilità a tanti giovani,
che hanno sudato per ottenere un titolo di studio, di “investirsi” nell’economia
cittadina». Per farlo servono «servono la capacità e la volontà di creare
progetti concreti e accedere a risorse economiche regionali ed europee,
producendo risultati giudicabili dai cittadini stessi. Solo dei volti veramente
nuovi, senza legami o tessere di partito e senza “curriculum negativo”, possono
provare a risollevare le sorti di questa città».
D. R.

Gold2 [9]
Alcune notti fa la Smart di un sanitario del 118. Mercoledì pomeriggio la Ford
di un’infermiera.
Ieri la Mercedes di una dottoressa. E nei giorni scorsi
perfino la bicicletta di uno studente, e pare che in questo caso si siano
portati appresso addirittura il paletto di cemento al quale era stata legata.
Per l’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina i nuovi incubi si chiamano ladri,
furti a go go e sicurezza zero assoluto. Tre macchine rubate nel giro di una
settimana è un record assolutamente negativo che la dice lunga su come la
questione della videosorveglianza e della guardiania non siano più un’urgenza,
ma una vera e propria emergenza. Anche perchè è al di fuori di ogni logico
discorso che il personale impiegato nell’ospedale cittadino debba essere
praticamente alla mercè di ladri e furfanti in genere, senza la benchè minima
forma di tutela. Di furti all’interno dell’edificio ce ne sono stati anche in
passato, come del resto accade in ogni ospedale. Ma mai così frequenti e
sistematici. Alcune notti fa un operatore del 118 stava facendo il suo turno e
aveva parcheggiato la Smart poco distante dalla postazione. All’improvviso si è
accorto che la sua vettura era sparita. I soliti ignoti avevano forzato lo
sportello, erano riusciti a far partire la macchina e…ciao. Mercoledì
pomeriggio il caso della Ford dell’infermiera in servizio nel reparto di
Chirurgia. In quel caso il ladro si è addirittura introdotto nel reparto, ha
rubato la borsetta della donna e lì ha trovato le chiavi della macchina. Ieri
pomeriggio, infine, stessa storia per la Mercedes di una dottoressa posteggiata
nel parcheggio e volatilizzatasi nel nulla. Cosa bisogna fare, recarsi al lavoro
a piedi? Affittare un autista sempre a disposizione per avere un passaggio? Fare
l’autostop? Interrogativi assurdi su una vicenda ancora più assurda visto che
chi di competenza non interviene in alcun modo. Già nel 2009 «Cittadinanzattiva-
Tribunale per i diritti del malato» aveva detto che la sicurezza all’interno
dell’ospedale era un’emergenza non più rinviabile che necessitava di un
intervento finalmente risolutivo. Appena qualche settimana prima c’era stato un
incontro tra il direttore sanitario Sergio Parrocchia e l’assessore Francesco
Zicchieri dal quale era emersa la possibilità che di lì a qualche mese
l’edificio venisse munito di un sistema di video-sorveglianza e di una
guardiania notturna con un vigilantes. Da allora sono trascorsi quasi due anni e
al «Fiorini» si continua a rubare a più non posso.
Rita Recchia

Gold2 [8]

E’ morto Jack, il segugio della Protezione Civile di terracina. Stefano Rizzi e
gli altri l’hanno accolto nella squadra quando era ancora soltanto un cucciolo,
e adesso hanno dovuto dirgli addio, dopo 11 anni di avventure vissute insieme e,
sopratuttto, di una grossa amicizia.
Probabilmente l’età, o forse una malattia
sconosciuta, fatto sta che l’altro giorno Jack è stato ritrovato quando ormai
non c’era già più nulla da fare. Era veramente un segugio questo bel pastore
tedesco dal pelo grigio, che in tanti anni di attività ha sempre fatto belle
figure anche in situazioni difficili, addestrato a dare il meglio nelle ricerche
in superficie e tra le macerie. E di macerie ce n’erano davvero tante dopo il
terremoto in Abruzzo, dove Jack ha ritrovato 12 persone delle quali la metà
ancora in vita. Ma era stato anche in Molise nel drammatico crollo della scuola,
oppure a Roma in via Ventotene dopo una terribile fuga di gas, e in tante altre
occasioni difficili. Segugio vero, amico ancora di più.
Ri.Re.

Gold2 [7]

Niente educazione fisica per i ragazzi del Professionale ‘Alessandro Filosi’: il
Comune vuole essere pagato.
Ed è vero che vuole essere pagato dalla Provincia, e
non dalla scuola, ma il risultato non cambia. Questo raccontano ora le
indiscrezioni, dopo che il sindaco Stefano Nardi e l’assessore ai Lavori
Pubblici Franco Ferrari, nei mesi scorsi, hanno promesso all’Istituto di via
Roma la sala pubblica ‘Appio Francesco Monti’ da adibire a palestra, dando così
al Filosi la possibilità di fare ginnastica anche in caso di tempo cattivo. In
realtà, il Professionale non ha neanche una palestra all’aperto, ma quando non
piove ci si arrangia in qualche modo. Certo, essendo della Provincia la
competenza delle scuole superiori, il Comune ha posto la condizione che sia
l’ente di Via Costa a farsi carico delle spese di allestimento e manutenzione
della sala. Richiesta ragionevole. Intanto, però, i mesi stanno passando senza
che la giunta Nardi abbia deliberato alcunché a proposito della promessa
palestra. E, infatti, sorpresa. Il Comune, per dare in uso al Filosi la propria
sala, vuole che la Provincia paghi un affitto. Al Professionale, però, sono
convinti che non ci sia nessuna legge che imponga un rapporto di questo tipo tra
due enti quando si tratta di servizio scolastico. Sono anzi certi che
l’amministrazione Nardi, in bolletta cronica, cerchi di rimediare soldi in ogni
modo, anche lucrando su scuole e studenti. C’è anche chi osserva che il Comune,
scaricando sulla Provincia le spese per la sistemazione del locale, potrebbe poi
utilizzarlo per mostre e manifestazioni nei mesi estivi. Sta di fatto che la
sala ‘Appio Francesco Monti’ continua ad essere un deposito di carte. Ma ci sono
problemi anche per le aule della elementare ‘Elisabetta Fiorini (promesse pure
quelle da Nardi e Ferrari) da cedere al Filosi per ospitare gli studenti del
corso alberghiero. Si tratta di quattro-cinque stanze, del tutto insufficienti
rispetto alle esigenze cui devono rispondere, sulle quali comunque il
Professionale, fidando nell’amministrazione comunale, faceva sicuro affidamento.
Invece, contrordine: le aule saranno assegnate solo se il numero degli iscritti
alla Fiorini lo consentirà.
Andrea Di Lello

Chiarezza d’indirizzi e di scelte da parte della Asl di Latina con attenzione
sulle priorità assistenziali e non sulle pressioni politiche.
L’invito arriva da
Pietro Serra di «Città Nuove-Con te», il movimento del candidato a sindaco di
terracina Gianfranco Sciscione. Per Serra «le indicazioni regionali del Piano di
Riordino della Rete Ospedaliera, relative alla nostra macroarea, vanno attuate
nella loro interezza e organicità», riferendosi agli ospedali di terracina e
Fondi. «L’ospedale di terracina viene indicato a prevalente indirizzo per
l’emergenza, la chirurgia d’urgenza e la traumatologia, integrate con la
presenza universitaria-scrive Serra- Per l’ospedale di Fondi si precisa e
giustifica l’esistenza solo per l’attività ostetrica e ginecologica, per gli
interventi d’elezione e la degenza post acuzie. In questo modo si evitano gli
sprechi e i doppioni». Resta da tradurre nei fatti le indicazioni regionali.
«Dobbiamo però rilevare che non si vada in questa direzione. In sostanza si
perpetua la politica sanitaria del tirare per la giacca, dove sono prevalenti le
pressioni personali e le scelte occasionali, al di fuori di ogni utile e
razionale logica di territorialità». Pietro Serra fa un riferimento specifico al
«Fiorini» di terracina i cui numeri «dimostrano in modo schiacciante l’enorme
attività prodotta, pur tra carenze di personale e di obsoleta diagnostica. Il
solo pronto soccorso per il 2010 ha effettuato 34.450 accessi, con 222.810
prestazioni. E con una dermatologia universitaria con 12.553 prestazioni
ambulatoriali. Da tempo si aspettano risposte dalla Direzione Aziendale riguardo
a richieste per l’adeguamento dei servizi di diagnostica. Per l’adeguamento di
personale. Per l’inadeguatezza delle sale operatorie. L’attività di guardia
chirurgica attiva ventiquattro ore su ventiquattro che manca di supporti clinici
e diagnostici, soprattutto per le analisi di laboratorio. Estrema inadeguatezza
delle apparecchiature laparoscopiche oramai a dir poco obsolete».
Rita Recchia


Anche con il maltempo di ieri sulle strade di terracina si sono aperte nuove
buche.
Delle due, l’una: o viene giù pioggia talmente acida da perforare
l’asfalto, oppure il materiale usato per rattoppare i crateri vecchi e nuovi non
era della migliore qualità. Nel caso di terracina la spiegazione la più calzante
potrebbe essere la seconda. Perchè altrimenti proprio non si riesce a capire
come sia possibile che al primo temporale lungo le vie centrali e periferiche
della città riappare il fin troppo noto paesaggio lunare. Un cratere di là, un
buco di qua, un affossamento poco più avanti. Una situazione esteticamente
indecente ma che soprattutto minaccia l’incolumità degli utenti delle strade. E
se meccanici e carrozzieri ringraziano per gli affari fatti con pneumatici
squarciati, cerchioni rotti, sterzi da sistemare, i cittadini non sono affatto
contenti. Sopratutto quelli che, quasi quasi, ci rimettono la pelle, tipo
scooteristi,ciclisti e pedoni. Anche ieri il centralino del comando di via Sarti
è stato letteralmete preso d’assalto da segnalazioni di buche in strada.
Talmente tante da non riuscire nemmeno a segnalarle tutte agli uffici comunali.
Anche perchè, diciamocelo, basta una segnalazione per vedere apparire una
squadra d’operai con tanto di asfalto appresso?Purtroppo no. Disagi anche nelle
zone di campagne, come a Caposelce, dove molte serre sono finite sott’acqua. Gli
utenti hanno segnalato il cattivo funzionamento del sistema di pompe del
Consorzio di Bonifica.Ieri pomeriggio i vigili del fuoco sono dovuti intervenire
lungo canale Sisto dove un ramo bello grosso trasportato dalla corrente ha
creato difficoltà al fluire dell’acqua che, infatti, è esondata.
Ri.Re.


La gara di Double Trap della 1ª Prova di Coppa del Mondo a Concepcion (Cile) è
stata vinta da Vitaly Fokeev, il 37enne russo, Campione iridato 2006, oltre a
conquistare l’oro di questa Coppa del Mondo con il punteggio di 194/200, sigla
il nuovo record del Mondo in qualificazione con lo score di 148/150 e si porta a
casa anche una delle due Carte Olimpiche in palio.
Fuori dai giochi e lontano dalla finale il terzo azzurro in gara. Daniele Di
Spigno (Fiamme Oro) di Terracina (LT) inciampa in una brutta seconda serie di
qualificazione e si ferma in 25ª posizione con 135/150.

RISULTATI
Double Trap Senior:
1° Vitaly Fokeev (RUS) 194/200;
2° Peter Robert Russell Wilson (GBR) 190;
3° Joshua Richmond (USA) 189;
4° Marco Innocenti (ITA) 187;
5° Francesco D’Aniello (ITA) 184;
6° Roland Gerebics (HUN) 184;…
25° Daniele Di Spigno (ITA) 135/150.
Double Trap MQS:
Davide Gasparini (ITA) 144/150.

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famiglia

Vi propongo un paio di filmati di famiglia (uniti da me in uno solo e quindi rimontati) che hanno come protagonisti, oltre ad una simpatica bambina, anche alcuni scorci della Terracina di 50 anni fa.

Il video è in bassa risoluzione ma comunque ho operato un veloce restauro digitale sia per quanto riguarda la luminosità, il contrasto e le forme che erano un po sballate. Ho anche tolto i titoli con i nomi dei protagonisti.

Sarei curioso di sapere da qualcuno se la bambina nel video è ad oggi una simpatica vecchietta terracinese oppure ha avuto altra sorte….chi la conosce lo scriva pure in questo post.

Saluti,

Paolo, il WeBmaSTeR del TerracinaBlog

Video importato

vimeo Video

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terracina-donna-bambino-chiesa-salvatore-primi-900_bis

La campagna acquisti del PRI prosegue con un pizzico di suspense: quali saranno
le prossime new entry?
L’ex sindaco Paolo Cerilli ha fatto da apripista, poi
seguito dall’ex coordinatore di AN Pietro Longo. Fresco il passaggio anche di
Valerio Golfieri L’attuale presidente dell’Azienda speciale è entrato in
rappresentanza del Movimento dei Cristiani Popolari. Un trisà d’assi per il PRI
locale, che, in un panorama generale piuttosto disgregato e disarticolato,
riesce a rinfoltire le proprie file con tre figure politiche, il cui contributo,
secondo la definizione del consigliere comunale Alfredo Lauretti, «costituisce
per il PRI locale un valore aggiunto». Il Pdl perde i pezzi e, di riflesso,
l’Edera si rinverdisce a Terracina, dopo che, a cavallo tra gli anni Sessanta e
gli anni Settanta, il partito di La Malfa ha costituito la seconda forza
politica della città. Pagelle e veti da parte del comitato cittadino hanno
indotto il trio Cerilli-Longo-Golfieri ad uscire dal Pdl, per continuare la sua
navigazione politica su un’altra barca, nella quale potranno portare tutto il
peso della propria esperienza amministrativa. Il gruppo al vertice del PRI deve
allontanare l’identificazione con una lobby degli interessi. In questo l’arrivo
di Cerilli, Longo e Golfieri servirà a riequilibrare le ragioni della politica.
Il PRI stanza di compensazione di tanti scontenti del PDL: chi saranno i
prossimi acquisti? Già fin d’ora, però, Lauretti è indotto a proclamareìSaremo
comunque determinanti per qualsiasi governo si insedi con le elezioni di maggio».
Ercole Bersani

gold [8]

La banda del «buco» ha colpito ancora. Non si sa a mettere a segno il colpo da
circa 11 mila euro ai danni dell’ufficio postale di Borgo Hermada, alle porte di
terracina, siano stati gli stessi malviventi che già lo scorso giugno avevano
«prelevato» un bottino di 20 mila euro.
Fatto sta che la dinamica del fattaccio
dell’altra notte sembrerebbe molto simile alla precedente. Anche stavolta e’
stato il personale degli uffici di via Cesare Battisti ad accorgersi di quanto
era accaduto. Ieri mattina, al momento di aprire, gli impiegati sono rimasti
un’altra volta a bocca aperta ritrovando i locali messi completamente a
soqquadro, con la mobilia buttata all’aria e il solito «buco» praticato nella
parete. Lo sportello della cassaforte era aperto e il contenuto era, manco a
dirlo, sparito. Si parla di circa 11 mila euro portati via dai ladri. Ancora una
volta per i furfanti è stato congeniale il muro che mette in comunicazione
l’ufficio postale con un’abitazione che durante l’inverno è quasi sempre vuota.
Secondo i primi accertamenti fatti dagli agenti del commissariato di via
Petrarca, i soliti ignoti avrebbero forzato una grata entrando nell’appartamento
e poi, attraverso un buco praticato sul muro in comune, sarebbero riusciti a
entrare nei locali della posta. Una volta dentro, con il flex avrebbero aperto
la cassaforte prelevando il contenuto. Sembra che abbiano cercato di scassinare
anche la cassaforte del bancomat, poi lasciando stare forse perchè lì c’era il
rischio del «macchiatore» che avrebbe lasciato una traccia indelebile sulle
banconote. Meglio desistere, dunque. Dopodichè sono andati via, rifacendo lo
stesso percorso di prima. Complice anche il maltempo notturno, nessuno dei
residenti di via Battisti è stato svegliato da rumore sospetti. Il furto è stato
scoperto solo ieri mattina e subito è stato allertato il 113. Gli agenti del
vice-questore Rita Cascella hanno avviato le indagini, intervenendo anche con la
scientifica per prelevare eventuali tracce lasciate dai ladri. L’ufficio, che
non sarebbe munito di un sistema di video-sorveglianza, ieri è rimasto chiuso.
Rita Recchia

gold [7]

Sciscione: centro destra affollato? E allora?
In risposta all’articolo apparso su un quotidiano locale dal titolo
“Centrodestra affollato, il fattore Sciscione”. Il candidato a Sindaco per la
città di Terracina Gianfranco Sciscione tiene a precisare: <Ho avuto modo di
sentire direttamente il Governatore del Lazio Renata Polverini ed il suo
entourage, e non vi è alcun pressing da parte di un grosso sponsor nei suoi
confronti, e tantomeno quello di chiedermi di fare un passo indietro nella mia
candidatura a Sindaco, com’è stato precisato nell’articolo. Al contrario la
Presidente continua a manifestarmi tutto il sostegno possibile in questa mia
sfida per il bene della città di Terracina che in questi ultimi dieci anni ha
vissuto e tuttora vive una situazione drammatica. Ci tengo a ribadire che saremo
presenti alle prossime elezioni amministrative con le liste “Sciscione Sindaco”.
Presenteremo liste civiche trasversali tra le quali quella di “Sciscione Sindaco”>.
Candidato a Sindaco di Terracina
Gianfranco Sciscione

gold [6]

La crisi della Srl e la responsabilità dell’amministratore » è il tema del
convegno organizzato dall’associazione forense locale che si svolgerà oggi
pomeriggio presso l’Itc Bianchini a partire dalle 15.
I lavori saranno aperti e
coordinati dall’avvocato Fabio De Felice del foro di Latina. Relatore Massimo
Mastrogiacomo, presidente dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili
della provincia, sulla crisi dell’impresa, concordato preventivo e fallimento.
Presente anche il dottor Roberto Amatore e l’avvocato Alessandro Diddi
dell’Università di Roma Tor Vergata. La partecipazione all’evento è gratuita.
ma. bo.

gold [5]

Un rinnovamento politico passa innanzitutto dal rinnovamento della classe
dirigente.
Gli avvenimenti degli ultimi anni troppo spesso ci hanno fatto
assistere a rimpasti che hanno alimentato la politica e abbandonato Terracina a
se stessa in una situazione di totale paralisi. E la beffa è stata che mentre il
disinteresse impediva lo sviluppo economico, turistico e culturale della nostra
città, gli altri comuni limitrofi rinascevano e prosperavano: è sufficiente
guardare il cambiamento degli ultimi tempi di cittadine come Sperlonga, San
Felice, Sabaudia e Fondi per farsi un’idea. Chi tra i cittadini è più sensibile
alle problematiche che riguardano il presente e il futuro del proprio
territorio? Principalmente i giovani che hanno bisogno di prospettive per
realizzare i propri progetti e non essere costretti ad abbandonare il luogo in
cui si nasce e si cresce. È per questo che un gruppo di ragazzi qualificati in
una pluralità di ambiti universitari ha deciso di riunirsi e dare vita a un
movimento politico con cui concorrere alle prossime elezioni e rilanciare la
città. Terracina Condivisa vuole sviluppare i vari settori strategici del nostro
comune: il centro storico, il turismo di qualità e quello straniero. Vuole
migliorare la viabilità e decongestionare il centro cittadino, nonché potenziare
la pulizia di strade e quartieri. Vuole restituire alla città la sua ricchezza
dando la possibilità a tanti giovani, che hanno sudato per ottenere un titolo di
studio, di “investirsi” nell’economia cittadina. Per fare tutto questo serve un
nuovo modo di fare politica; servono la capacità e la volontà di creare progetti
concreti e accedere a risorse economiche regionali ed europee, producendo
risultati giudicabili dai cittadini stessi. Solo dei volti veramente nuovi,
senza legami o tessere di partito e senza “curriculum negativo”, possono provare
a risollevare le sorti di questa città e di tutti i terracinesi desiderosi di
riprendersi il loro presente e futuro.
Terracina Condivisa

gold [4]

L’amico carrozziere metteva a disposizione le macchine che servivano alla coppia
di coniugi per raggiungere la Campania e caricarsi di hashish, inventando sempre
nascondigli ingegnosi per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
Così
per diversi anni fino a ieri notte, quando i carabinieri del capitano Alessandro
Giordano Atti hanno bussato alla porta di Gennaro Foglia, Ida Pirozzi e Biagio
Chianese, tutti sulla quarantina circa, arrestandoli per associazione per
delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti su
esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip Livio
Sabatini. Adesso Foglia si trova ristretto ai domiciliari, mentre per marito e
moglie si sono aperte le porte dei carceri di Rebibbia e di via Aspromonte, a
Latina. E’ arrivata fino a terracina l’operazione «U cinese», dai tratti
somatici di uno dei principali esponenti, con la quale i carabinieri del comando
provinciale di Catanzaro hanno assestato un duro colpo allo spaccio di droga
portato avanti da una rete di grossisti, corrieri e pusher capillarmente
organizzata in Calabria, sulla piazza napoletana e nel basso Lazio. Qui i
principali referenti erano proprio i tre arrestati dai militari di terracina. In
modo particolare i coniugi Chianese e Pirozzi, entrambi campani residenti in
città, lui vigile del fuoco non della provincia pontina e lei casalinga. Secondo
la ricostruzione fatta ieri mattina in conferenza stampa dal colonnello Giorgio
Naselli del reparto operativo, dal maggiore Massimiliano Dovico del nucleo
investigativo del reparto e dal procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio
Lombardo, marito e moglie avevano rapporti diretti con il 34enne calabrese
Sergio Rubino (u cinese) e con il 55enne Domenico Rizza. Su questi ultimi due si
era concentrata l’attenzione dei militari all’incirca un paio d’anni fa, dopo
aver intercettato 900 grammi di hashish. L’attività investigativa aveva portato
a Chianese e Pirozzi che avrebbero giocato un ruolo importante nel facilitare il
passaggio dello stupefacente da Napoli a Catanzaro. I quattro si incontravano
per mettere a punto i dettagli delle trasferte, dei carichi di hashish e del
successivo smercio. Quindi si rivolgevano a due carrozzieri compiacenti che
nascondevano l’hascisc nelle auto. Uno di questi sarebbe stato Gennaro Foglia,
il terzo arrestato dal Norm di terracina, che secondo gli investigatori avrebbe
messo a disposizione i mezzi per le trasferte. In un’occasione 25 chili di droga
erano stati nascosti in un finto serbatoio per gas gpl. Giunto a destinazione
sulle varie piazze, l’hashish veniva spacciato o direttamente da alcuni
tossicodipendenti alle dipendenze dell’organizzazione o ceduta ad altri pusher.
Per il basso Lazio ci pensavano il pompiere e sua moglie. Ieri sono state
sequestrate anche armi, 11 mila euro in contanti e sei chili di marijuana. Gli
indagati in tutto sono una cinquantina. La Dda aveva chiesto l’arresto di 36
persone, ma il gip ne ha concessi 17, 15 dei quali eseguiti.
Rita Recchia

gold [3]

Questo è il dilemma della maggior parte degli elettori di Terracina. Lo è
sicuramente di molti di coloro che dalle amministrazioni degli ultimi lustri non
hanno avuto favori o che non sono in attesa di averne. Lo scenario politico
sembra cristallizzato e le previsioni, per come si stanno muovendo partiti e
singoli politicanti, lasciano supporre che il nuovo consiglio comunale sarà
egemonizzato da coloro che in questi anni hanno gestito il potere e ridotto la
città in bancarotta. Come per Amleto, il dilemma è questione di vita o di morte,
di lotta o rinuncia definitiva. Ma, diversamente da Amleto, la questione è più
angosciante, perché ognuno sente che la propria scelta individuale sarà una
pagliuzza che non determinerà il cambiamento. Non capita giorno che passeggiando
non si incontrino cittadini che, sfiduciati nei confronti della politica,
chiedono un consiglio per il voto. Moltissimi dichiarano che si asterranno
perché non sanno per chi votare. Verrebbe da ammettere la personale perplessità
,ma poi si suggerisce di votare per persone nuove o che a loro sembrano le meno
peggio, perché coloro che della politica hanno fatto mestiere o terreno su cui
coltivare soprattutto gli interessi personali, se ne infischiano
dell’astensione. Per loro è sufficiente che li votino amici, parenti e clienti.
L’elettore che già da tempo diserta le urne in altissima percentuale, vede
ridotta ancor più la sua fiducia nella politica da un ceto politico locale che
si presenta sempre più lontano dai valori che caratterizzano tradizionalmente
l’appartenenza a uno schieramento più che a un altro e che non ha problemi nel
passare da una forza politica all’altra pur di realizzare il proprio tornaconto.
In questo posizionamento per il potere assistiamo, pertanto, a cambi di casacca
di partito da parte di consiglieri comunali che passano indifferentemente da un
partito all’altro senza che da parte loro sia data una giustificazione morale e
di valori. Avviene, così ,che personaggi che al tempo dell’amministrazione
Recchia militavano in un partito di maggioranza, sono passati,ai tempi di Nardi,
nell’UDC, indi nel PDL o nel gruppo autonomo e infine, cosa di questi giorni,
nel PRI, assicurandosi, con questo trasmigrare continuo, la gestione del potere
e la copertura di ruoli amministrativi importanti. Questo per quanto riguarda i
singoli, mentre per quel che riguarda i partiti e le correnti di partito,si
assiste, da parte dello schieramento di centrodestra, a ipotesi di alleanze
finalizzate a vincere prescindendo dal comune sentire sulle cose da fare. E non
si va tanto per il sottile, facendo carta straccia delle cose dette poche
settimane fa. Si rinnega, pertanto, che non troveranno posto in lista quelli che
hanno sorretto Nardi o che non si faranno alleanze con liste che contengano
alcuni di questi personaggi. Diventa pertanto indifferente se con il PDL sarà
alleato. già al primo turno, il PRI di Lauretti o la compagine che si riferisce
a Scissione o quella dell’UDC e che annoverano anche esse personaggi che hanno
ricoperto ruoli importanti nelle amministrazioni Nardi. Primum vincere! Poi si
vedrà. Comunque vadano le cose al primo turno, il compattamento lo si cercherà
al ballottaggio, facendo cappotto per non cambiare nulla. Non è peregrino,
infatti, pensare al probabile cappotto, perché il centrosinistra non appare
pronto ad accogliere la sfida e la richiesta di cambiamento che viene dalla
città, perché i partiti che compongono questa area hanno fatto e stanno facendo
di tutto per non unirsi, pur essendo l’occasione propizia per metter all’angolo
la coalizione che, soprattutto in questo ultimo decennio, ha massacrato la città
A poco più di sessanta giorni dal voto, non si conosce ancora, da parte di
nessuno degli schieramenti, alcun canovaccio di proposta progettuale che
ridisegni una idea di città per il rilancio sostenibile delle attività
economiche e della conseguente possibilità occupazionale. Quello di cui si legge
sulla stampa è solo il solito gioco interno ai partiti e tra partiti che
relegano gli interessi della città a ruolo di risulta e non si sente alcuna
precisa indicazione sul come affrontare questioni quali quella della Terracina
Ambiente o di una politica per il sociale ridotta ai i termini o di una
situazione finanziaria al tracollo. Si riparla, ad esempio, di dissesto
finanziario, ma chi ne parla non dice se lo dichiarerà in caso di vittoria o
cosa farà per scongiurarlo. E allora resta il dilemma se votare o non votare
e,se votare, per chi.
Gino Di Mauro

gold [2]

Lo meritava pienamente e alla fine ce l’ha fatta. La 15enne Francesca Borelli,
centrale della Palla-volo Futura terracina ’92 e protagonista in questo
Campionato di Serie C dove la squadra è al secondo posto, è stata convocata per
il Regional Day del prossimo 13 marzo dove sarà presente anche il tecnico della
Nazionale pre juniores Marco Mencarelli.
Una grande soddisfazione per la giovane
pallavolista terracinese (alla seconda chiamata dopo quella dello scorso anno )
che nella passata sta-gione ha fatto parte della Selezione regionale laziale
giunta quinta al Trofeo delle Regioni. Ma finita quell’esperienza, i tecnici
Giovanni Randazzo e Cristina Piazzolla hanno continuato a seguire l’atleta
terracinese e da qui la convocazione per il 13 marzo al Palazzetto dello Sport
di Montero-tondo. «Sono contenta e non me l’aspettavo – ha detto raggiante
Francesca -, spero di ben figurare e non perdere questa occasione. Voglio
ringraziare tutti i tecnici che mi hanno allenato in questi primi anni di
pallavolo: Massimiliano Leonardi che ha seguito il mio percorso fin dall’inizio
dopo l’avvio di Paola Palermo al minivolley, ovviamente Arcangelo Vaccarella
sempre prodigo di consigli e quindi Tonino Federici che mi ha lanciato titolare
in prima squadra fin dal primo momento. Grazie anche alle mie compagne di
squadra perché anche se la crescita è stata personale, c’è stat un grande lavoro
di squadra. E poi la società, con il Presidente Edoardo Bondatti che lo scorso
anno mi ha ac-compagnato nell’avventura del CQR ogni settimana insieme a mia
madre».
Pur impegnata a tempo pieno con la prima squadra, Francesca quando può da il suo
contributo anche con le squadre Under 16 e Under 18 che stanno primeggiando nei
rispettivi gironi.

gold [15]

Il sogno del Consorzio delle Imprese Balneari si frantuma: mancano i tempi
tecnici per la stesura del bando per la gestione triennale delle spiagge
comunali. Il Comune non ha ancora pagato il canone di 3.000 euro per le
concessioni demaniali. Doveva essere preparato a partire dalla metà di gennaio
per essere pubblicato il prima possibile. A richiederlo era stata proprio il
Consorzio delle Imprese Balneari che da due anni a questa parte gestisce il
servizio un tempo affidato all’attività imprenditoriale comunale. Sembrava cosa
fatta. A dicembre era stato dato il via libera da parte del dirigente del
settore attività produttive Giancarlo De Simone che aveva dichiarato: «Subito
dopo le feste natalizie prepareremo il bando europeo per la concessione
triennale delle spiagge comunali». Ma del bando ancora nessuna traccia e ormai i
tempi sono troppo ridotti affinché il Consorzio possa vedere esaudito un suo
desiderio. Infatti alla fine della stagione estiva era stata avanzata una
formale richiesta da parte del Consorzio delle imprese balneari: la
pubblicazione di un bando non più a durata solo annuale, in modo da mettere
l’impresa aggiudicataria nelle condizioni di poter effettuare un investimento
nel tempo. E così doveva essere. Bisognava solo stilare il bando triennale. Ma
qualcosa è andato storto e niente è mai stato pubblicato. Il presidente del
Consorzio di Imprese Balneari Paolo D’Agostino aveva dichiarato che se il Comune
non avesse provveduto al bando, difficilmente il Consorzio avrebbe accettato di
gestire nuovamente le spiagge comunali.
(da corriere pontino)

gold [16]


Il delitto, si sa, va di moda. I romanzi gialli, la letteratura hard-boiled così
come libri e pellicole a sfondo «noir», vanno alla grande ed appassionano
milioni di spettatori e lettori in tutto il mondo. Qualcuno, con successo, cerca
di legare questi temi all’enogastronomia. Uno di questi eventi è in programma
domani sera, venerdì 4 marzo alle 21, presso il Ristorante Trattoria dei Dodici
di terracina. L’appuntamento, dunque, è al chilometro 106,200, della S.S. 148.
Qui andrà in scena una “Cena con delitto”. Durante il pasto, con annessa
rappresentazione teatrale, avverrà dunque un delitto e le squadre dei commensali
verranno coinvolte nelle indagini, mettendo alla prova le loro doti
investigative per risolvere il caso. Per ottenere ulteriori informazioni si può
contattare il recapito telefonico del ristorante: 0773733073. In alternativa si
può inviare una e-mail alla casella postale elettronica della stessa trattoria:
trattoriadeidodici@libero.it
. Ricordiamo che la cena, con prenotazione
obbligatoria, costa 35 euro. Per ulteriori informazioni sulla cena si possono
contattare gli organizzatori della serata: 3920768868 (Rosanna) e 3485781180
(Claudio).

gold [17]

Via San Francesco deve essere riaperta al traffico e i lavori riguardanti le
mura medievali, crollate tre mesi fa, devono essere riattivati con carattere
d’urgenza.
A fare pressioni sull’amministrazione comunale è il consigliere
comunale del Pd Antonio Bernardi. «Nel mese di dicembre -spiega Bernardi- a
seguito del distacco di massi dalle mura medievali, vicino il vicolo della Rota,
nella curva via San Francesco, la strada è stata interrotta. In queste
condizioni, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto attivarsi con carattere
d’urgenza e risolvere il problema in tempi brevi, sia per il recupero delle mura
medievali che per riaprire la strada al traffico veicolare dopo averla messa in
sicurezza. Purtroppo, questo non è avvenuto: dopo circa tre mesi, nella strada
di via San Francesco sono finalmente iniziati i lavori con la messa in opera di
una impalcatura, mentre la strada è stata totalmente e ulteriormente interrotta
al traffico veicolare. L’amministrazione deve adoperarsi per fare qualcosa subito».
(da corriere pontino)

gold [30]

Ancora un successo per la Polisportiva terracina. I delfini di Delfo Barboni
hanno superato per 3-1 il Cicciano Napoli. «Siamo in piena zona play-off ma
dobbiamo rimanere con i piedi per terra – commenta il capitano Mario Milazzo -
il nostro obiettivo a inizio stagione era la salvezza e quello rimane». Profilo
basso anche per il presidente Luca Digirolamo, che si coccola i suoi ragazzi ma
non si lascia andare a facili entusiasmi. «La nostra squadra sta andando oltre
le più rosee previsioni e per questo ringrazio apertamente tutto lo staff e i
ragazzi per il loro impegno. Speriamo di continuare così». Nella gara di sabato
scorso contro il Cicciano vinta per 3-1 (25-15, 23-25, 25-15, 25-18), è stato
ottimo l’approccio alla parita: «Loro erano deficitari in alcuni ruoli chiave»,
ammette Milazzo. Nel secondo parziale gli ospiti hanno cercato di abbassare il
ritmo ed i pontini sono cascati nella trappola. Dopo un parziale giocato punto a
punto, allora, hanno ceduto per alcuni errori decisivi. Nel terzo set, dopo la
giusta strigliata di Barboni, la Polisportiva è tornata combattiva in campo e si
è vista la differenza di valori tecnici. Lele Rico ha fatto letteralmente la
differenza al muro e terracina l’ha spuntata 25-15. Nel quarto e decisivo
parziale, poi, i delfini hanno giocato sulla falsariga del primo e terzo set:
sul 20-12 Delfo Barboni ha mandato in campo la linea verde che ha risposto bene
sul campo chiudendo sul 25-18. Nel prossimo impegno di sabato, valevole per la
18esima giornata, la Polisportiva sarà ospite della SS Lazio.

gold [29]

SEL: punto di vista su alleanze e proposte di candidati a sindaco
Ho letto con molta attenzione ed in modo integrale il comunicato di ieri del
segretario della locale sezione del PD Alessandro Di Tommaso. Tale comunicato
nasce dalla pressoché fuoriuscita dal PD dei consiglieri comunali Pino La Rocca
e Vincenzo Coccia. Già l’oggetto della discussione contraddice la tanto
proclamata unità interna del PD, soprattutto poi se messa in relazione con la
candidatura a Sindaco del professor Zappone. Il segretario del PD coglie
l’occasione per richiamare al senso di responsabilità tutte le forze di centro e
di sinistra. Domandiamo a Di Tommaso, ma il senso di responsabilità richiesto
agli altri, ed in questo caso io rispondo per la parte che riguarda SEL, è stato
dimostrato intanto dal PD? Io sono sempre del parere che prima di chiedere a
qualcuno di fare qualcosa, io devo averla già fatta, e cioè più precisamente,
nessuno deve potermi rimproverare nulla. Ci vuole precisare Di Tommaso dove è
stato lui ed il suo partito dallo scorso mese di Agosto, mese in cui ci hanno
chiesto di interrompere ogni forma di dialogo, perché impegnati in una
discussione interna, in quanto loro sono un partito “complesso”? Sinistra
Ecologia e Libertà, nonostante tutto questo, non si è mai permessa di entrare ne
direttamente, ne indirettamente, anche quando qualcuno dello stesso PD ci ha
invitato a farlo, nel dibattito interno al PD. Ma tale rispetto non può essere
interpretato come rapporto di subordinazione verso Il PD come verso chiunque
altro, non abbiamo polemizzato neanche quando qualche autorevolissimo dirigente
di quel partito, appartenente alla maggioranza dello stesso, ha teorizzato
MEGLIO UNA CATTIVA VITTORIA CHE UNA BELLA SCONFITTA, ipotizzando l’alleanza del
PD con Sciscione. Il vostro continuo fare riferimento all’unità del partito
sulla proposta a sindaco del professor Zappone, di per se nasconde tutte le
difficoltà interne e la debolezza della proposta, ma mai ci siamo permessi di
entrarvi nel merito. Però che voi siate arrivati alla resa dei conti con una
proposta politicamente debole e con un partito lacerato, non è colpa nostra, ed
è per questo che non vogliamo essere trascinati nel baratro dalle vostre
lacerazioni. Ed ecco perché, nonostante quanto sopra, abbiamo proposto,
unitamente a tutti i partiti, le associazioni ed i singoli cittadini impegnati
che si riconoscono nel FORUM CIVICO DI TERRACINA la candidatura di Antonio
Bernardi. Tale candidatura è legittimata dal fatto che il compagno è stato il
capogruppo consiliare del PD in questi ultimi cinque anni di consiliatura,
quindi una figura istituzionale corretta, è stato la bandiera, unica e vera di
un’opposizione qualificata al centro destra ed al sindaco NARDI, ed inoltre,
particolare non di poco conto, è stato colui che si è tenuto estraneo alle lotte
intestine al Partito Democratico. Ed è per questi motivi che riteniamo Antonio
Bernardi l’unico in grado di poter operare per una ricucitura interna al PD ed
al contempo di aggregare l’intero schieramento di centro sinistra. Come vedete,
la nostra disponibilità è ampia ed argomentata, in quanto noi non ci siamo
fossilizzati, nonostante tutto, su una nostra candidatura di bandiera, che viste
le forze oggi in campo e l’isolamento in cui il PD si è cacciato, potevamo anche
pretendere, ma stiamo proponendo un uomo del PD di comprovata fedeltà ed
appartenenza ai valori ed alla linea del vostro partito. E sia ben chiaro che i
vostri generici appelli non possono servire a coprire responsabilità politiche
che vengono da lontano e che attengono al più grande partito del centro
sinistra, se non altro per aver semplicemente interrotto lo scorso agosto un
percorso unitario dopo averlo sabotato, semmai servono a far dormire la vostra
coscienza, ma la politica non è fatta di questo. Se l’ampio schieramento di
centro sinistra richiamato nel citato comunicato non si realizzerà è chiaro che
la responsabilità è solo e soltanto del Partito democratico, che ha rinunciato a
svolgere quel ruolo guida della coalizione che gli competeva e gli compete ancora.
Il segretario di Sinistra Ecologia e Libertà
Circolo di Terracina
Vittorio Marzullo

gold [28]

Frana a Camposoriano, chiusa la strada per diverso tempo. Tanti i disagi che si
sono verificati in città e nella giornata di ieri a causa del mal tempo, in
particolare a Camposoriano dove l’abbondante pioggia ha causato lo smottamento
del terreno. è stato necessario l’intervento della squadra dei vigili del fuoco
di Fondi, in quanto quella di Terracina era impegnata a Maenza per un camion
finito fuori strada, per liberare la carreggiata bloccata dai detriti. Presente
anche una pattuglia della polizia municipale che ha dovuto occuparsi della
circolazione stradale essendo il traffico bloccato per diverso tempo nei pressi
delle cave, zona densamente abitata. Operazioni rese difficili dalla pioggia
incessante che ha provocato anche l’allagamento di numerose strade del centro cittadino e dei borghi.
(da corriere pontino)

gold [27]

Terracina festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia con una Notte Bianca, quella
del prossimo 17 marzo quando ogni piazza cittadina si trasformerà in qualcosa di
diverso dal solito. In piazza Garibaldi la notte sarà all’insegna della musica e
dei concerti, in piazza Mazzini dell’intrattenimento e in piazza Municipio
verranno allestiti spettacoli teatrali. Anche gli anziani dei vari centri stanno
dando una mano preparando coccardine tricolore da distribuire alla gente. A
mezzanotte, poi, tutti sull’attenti per l’inno di Mameli eseguito dalla banda di
terracina.Tutte le altre manifestazioni previste per l’occasione saranno
illustrate questa mattina in una conferenza in Comune. Intanto il consigliere
comunale Gianni Percoco propone d’iniziare ogni consiglio sulle note di Mameli e
di illuminare le arcate del Tempio di Giove con i colori della bandiera italiana
per un intero anno, a partire dal 17 marzo 2011.
Ri.Re.

gold [26]

Dopo aver ufficializzato, giovedì scorso, il cambio di società, nella giornata
di ieri l’ufficio stampa dei tigrotti ha reso noto che c’è stata una
differenziazione dei ruoli tra i nuovi proprietari.
Biagio Minchella resta come
unico responsabile della prima squadra mentre Gianni Riccardi si è preso in
carico l’onere di sviluppare e fa crescere il settore giovanile della società.
Settore che in questo momento consta di tre formazioni: Juniores, Allievi e
Giovanissimi. E’ iniziato, quindi, quel lavoro che i due nuovi proprietari
avevano annunciato nel corso della conferenza stampa di presentazione di
sviluppo delle varie parti della società, con particolare riferimento a quel
settore giovanile che deve fare da volano e trascinare il maggior numero di
persone possibile al seguito della società. La città di terracina, quindi, dovrà
essere il serbatoio di una macchina che vuole raggiungere traguardi importanti.
I mesi che mancano alla fine della stagione saranno importantissimi. E’ da qui
che bisogna gettare le basi per la prossima stagione. Il fatto che in molti, in
città, sperino che la prossima possa essere, finalmente, la stagione del
riscatto e, magari, della promozione, non dovrà, però, essere troppo vincolante.
Rispetto al recente passato, infatti, il lavoro che si vuole svolgere è
capillare e ben strutturato. Se coloro che si sono presi in carico questo onere
voglio rispettare quanto detto in fase di presentazione, non saranno affatto
sufficienti pochi mesi per portare a regime l’intera macchina. Piazzare le
fondamenta per, poi, costruire il palazzo. L’importante è che la tifoseria, e la
città tutta, sappia che al comando della società non c’è Papaeron de Paperoni
che, aprendo il proprio portafogli, tirerà fuori quei centinaia di migliaia di
Euro che, magicamente, porteranno il terracina nell’elite del calcio laziale.
Bisognerà avere la pazienza di aspettare che il lavoro che si sta impostando in
questi giorni dia i suoi frutti. Intanto la squadra sembra aver assorbito con
sufficiente disinvoltura la «botta» di domenica scorsa. Il pari in casa della
Roma VIII, infatti, è stato un risultato che in pochi si aspettavano e conferma
le difficoltà che la squadra incontra quando ha di fronte non le piccole del
torneo, ma le piccolissime. La sconfitta in casa del Torbellamonaca ne è la
riprova. Questione di testa, non c’è che dire, visto che contro formazioni
decisamente più competitive delle ultime due della classe, D’Amico e compagni
hanno offerto prove sempre all’altezza e spesso vincenti, soprattutto in casa.
Proprio i torresi, domenica prossima, saranno ospiti al Colavolpe. Una vittoria
potrebbe chiudere, in maniera quasi definitiva, il discorso salvezza,
permettendo anche alla squadra di poter iniziare a costruire in vista della
prossima stagione agonistica. D’altro canto il materiale, umano e tecnico, c’è.
Ci sarà bisogno di qualche innesto e bisognerà, soprattutto, convincere, coi
fatti, mister Mauro Pernarella (notoriamente uno dei più corteggiati della
categoria) a continuare il suo lavoro all’interno della società.
Lidano Orlandi

gold [25]

Anche il «Comitato Parchi terracina» ha inviato alla Procura di Latina un
esposto per esprimere tutto il loro disappunto sulla ripresa dei lavori
all’interno del Montuno.
Del resto sembrano lontani i tempi quando i membri del
Comitato organizzarono una festa in piena regola per la riapertura del giardino
comunale. Eppure era soltanto l’estate scorsa. Nel documento consegnato agli
assessori Ferrari e Maragoni il Comitato dice che il Montuno «oggi è violentato
brutalmente e abusivamente. Si vuole costruire a tutti i costi un parcheggio
coperto da un riporto di terra che dovrebbe mascherare la costruzione ed
integrarsi con il parco». Ma secondo loro la soluzione al problema parcheggi non
è questa, bensì fermare i veicoli in aree periferiche «opportunamente collegate
con le zone centrali con adeguati mezzi pubblici, percorsi ciclabili, pedonali».
«Il centro non ha bisogno di spazio per le macchine, ma di recuperare e rendere
fruibili ai cittadini gli spazi pubblici esistenti. Occorre restituire ai
bambini, agli adolescenti, ai giovani il loro diritto di poter giocare, andare
in bicicletta, fare sport non agonistico, stare nella natura. Tutto ciò non si
può certo ottenere se una pubblica amministrazione per l’intero anno 2010 ha
impegnato per la cura delle aree verdi molto meno del costo di un posto auto del
nuovo parcheggio che si vuole realizzare».
Ri.Re.

gold [24]

Manifestazioni per l’8 Marzo

In occasione della Festa della donna, i Servizi culturali del Comune (Museo e
Biblioteca)hanno organizzato una serie di iniziative: lunedì 7 marzo alle ore
10,30 presso l’ Aula Consiliare del Comune, Relazione del Prof. Piero Longo su
“Marica, Circe e Feronia: tre divinità femminili pre italiche nel latium
adiectum” per gli studenti delle scuole superiori e per quanti sono interessati.

- Martedì 8 marzo, accogliendo il suggerimento dell’ Assessore alla Cultura
della Regione Lazio, il pubblico femminile potrà visitare gratuitamente il museo
civico “Pio Capponi”.

- Venerdì 11 marzo, ore 17,30, presso l’Aula Magna dell’ I.T.C. “A. Bianchini”
presentazione e lettura di brani del libro di Fausta Pennacchia “La bambina
della foto sull’ aiuola” organizzata in collaborazione con la FIDAPA di
Terracina che farà anche un appello per l’ Equal Pay day.

- Venerdì 18 marzo ore 16,30, presso la biblioteca comunale “A. Olivetti”,
Presentazione del quaderno “Luglio 1976. Le Donne raccontano” in collaborazione
con il Centro Donna Lilith di Latina. Saranno inoltre proiettate immagini della
mostra tratta da libro. Presentazione del libro di di Sara Mascherpa “Il delitto
del Circeo, una storia italiana”. Sarà presente l’ Autrice

gold [23]

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terracina-chiesa-della-delibera-1904_bis

Il pieno recupero culturale, monumentale e archeologico del versante nord di piazza Municipio, a terracina, in clamoroso ritardo sulla tabella di marcia. A partire da quella Casa degli Azzi (nella foto) il cui progetto di recupero risale addirittura al 1997 con l’approvazione del Piano Particolareggiato che aveva fornito indicazioni precise per l’intera area che, oltre all’edificio storico risalente al XII secolo, comprende anche via Santi Quattro e il Capitolium. Un progetto ereditato dalla giunta Recchia che i due mandati dell’amministrazione Nardi non sono bastati per completare. Di recente è stato approvato il verbale di gara per progettare e installare un ascensore all’interno della Casa degli Azzi per consentirne la fruzione a tutti, anche alle persone con disabilità. Un impegno di spesa di 40 mila euro che serviranno a pagare i lavori affidati a una ditta di Roma «accertata la carenza in organico di personale tecnico nella stazione appaltante, le difficoltà di rispettare i tempi della programmazione dei lavori e di svolgere le funzioni di istituto», come si legge nel documento. Per quanto riguarda il rispetto dei tempi in cui i lavori erano stati previsti, si può tranquillamente parlare di un ritardo di almeno 5 anni (per essere buoni), considerando il finanziamento regionale del 2006 di 170 mila euro che prevedeva proprio il completamento dei lavori nell’edificio. Si prevedeva la ristrutturazione della terrazza superiore e della facciata, quindi lavori di edilizia, e il completamento delle opere di accesso e di distribuzione, ovvero le scale e l’ascensore; infine gli ambienti interni. Si è ancora in attesa che tutto ciò venga completato, il che vuol dire che l’utenza aspetta ancora che la Casa degli Azzi torni a essere pienamente funzionale. Una funzionalità ovviamente di tipo culturale dal momento che la destinazione dell’edificio è sempre stata vincolata facendo parte del sistema museale urbano. All’edificio del XII secolo s’integrano, poi, l’area del Capitolium e via Santi Quattro, interessati anch’essi da progetti di riqualificazione che dovevano essere contestuali a quelli della Torre degli Azzi ma che, invece, sono rimasti solo sulla carta. Perchè tutto questo ritardo? Quanto è costato? A chi chiedere conto di quei 170 mila euro finanziati dalla Pisana 5 anni fa? La città interroga. L’amministrazione dovrebbe rispondere.

Rita

giginofi [2]

Ancora bufera sui lavori al parco pubblico del Montuno. Nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Latina sulla ripresa dei lavori nei giorni scorsi in via Dante Alighieri. Sotto accusa l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari, bacchettato insieme al resto della maggioranza dal Comitato Parchi. L’associazione ha prodotto una dettagliata documentazione su quanto avvenuto – si ricorda che i lavori erano partiti per la reali zzazione di un parcheggio e poi ripresi per il ritrovamento di un muretto dell’epoca romana – inviandola alla Procura e alle forze dell’ordine competenti. «Il parco è stato violentato brutalmente e abusivamente. Occorre restituire ai bambini e agli adolescenti il diritto di poter giocare, andare in bicicletta, stare nella natura in alternativa alla televisione, ai videogiochi, all’alcol, alla droga. Tutto ciò non si può certo ottenere se una pubblica amministrazione per l’intero anno 2010 ha impegnato per la cura delle aree verdi molto meno del costo di un posto auto del nuovo parcheggio che si vuole realizzare». F. A.

giginofi [3]


Arriva la stangata finale per le finanze comunali e, dopo la sentenza del Tar che ha condannato l’ente locale al pagamento di quasi 2 milioni di euro al Consorzio Parsifal, il Comune si potrebbe spingere verso la dichiarazione di dissesto finanziario. Le casse comunali sono vuote e, a peggiorare la situazione, è arrivato il colpo finale, che costringe il Comune a pagare i debiti nei confronti del Consorzio ciociaro, che fino ad un anno fa gestiva gli asili nido comunali e il servizio di assistenza domiciliare. Nei mesi tra gennaio e febbraio nessun mandato è stato pagato. Sono otto mesi che la ditta Verde Idea (che cura gli spazi verdi della città) non riceve le proprie spettanze. Come questa si trovano anche la Solidarietà e Lavoro (ditta che ha in appalto la refezione scolastica) e la A&Tech (azienda che si occupa della pulizia dei locali comunali): tutti sulla stessa barca. Il mancato accredito di circa un milione di euro da parte dello Stato che doveva arrivare per febbraio ha fatto saltare tutti i progetti dell’amministrazione. Ora questi soldi arriveranno a marzo ma non si conosce ancora la data precisa. è per questo che il Comune è stato costretto a inviare una comunicazione ad alcuni debitori, manifestando l’impossibilità di pagare i ratei di gennaio e febbraio nel rispetto degli accordi transattivi. Se il Comune non fosse stato in grado di pagare gli stipendi di febbraio dei dipendenti allora il dissesto sarebbe stato quasi automatico. Invece ieri le spettanze sono state accreditate, anche se con 4 giorni di ritardo (gli stipendi si aspettavano per venerdì scorso). Non sono stati versati però i contributi previdenziali, cosa che verrà fatta il 16 del corrente mese. Il Comune si trova a vivere una sorta di empasse, a causa del ritardato passaggio dalla Tarsu alla Tia. In una situazione di transizione, è venuta a mancare una certa liquidità nelle casse comunali. (da Corriere Pontino)

giginofi [4]

Carabinieri di terracina e Nipaf di Latina non mollano la presa sull’indagine relativa a quello che è stato ribattezzato come lo scandalo dei rifiuti a terracina. Anche ieri mattina le forze dell’ordine sono state presso gli uffici della Latina Ambiente per acquisire altra documentazione utile a chiarire scenari ancora non del tutto nitidi e a disegnarne eventualmente degli altri. Le carte prelevate ieri riguarderebbero le svariate occasioni in cui dalla Latina Ambiente sono partiti mezzi e operai diretti a terracina. Tali «trasferte» si verificavano quando nel Comune più piccolo venivano a crearsi situazioni definite di emergenza, con personale in sciopero oppure mezzi fuori uso. Insomma, quando le strade di terracina, per un motivo o per l’altro, iniziavano a rimpiersi di cassonetti stracolmi e di buste dell’immondizia a terra, ecco qua che, come un deus ex machina, dal capoluogo di provincia arrivavano i rinforzi. Ma era tutto in regola? E’ quello che si chiedono i militari del Norm del tenente Giacona e quelli del Nipaf del comandante Giulivo. Innanazitutto gli inquirenti intendono far luce sui meccanismi che hanno fatto sì che alle «emergenze monnezza» a terracina pensasse la Latina Ambiente e nessun altro. Essendo la terracina Ambiente a maggioranza pubblica, non sarebbe stata necessaria una gara a evidenza pubblica piuttosto che un affidamento diretto? Le indagini, inoltre, puntano anche a capire se nella complessa vicenda qualcuno abbia potuto lucrarci, se non addirittura creando artatamente quelle stesse situazioni di emergenza.

Ri.Re.

giginofi [5]

«M’illumino… col privato». Verrebbe da parafrasare la celebre poesia di Ungaretti per spiegare in poche parole costa avvenendo e soprattutto cosa avverrà nella gestione della pubblica illuminazione. Ma gli amministratori pubblici e i politici non sono gente incline alla poesia. Badano al sodo. Proprio quest’esigenza di concretezza sembra aver «illuminato » l’amministrazione comunale a trovare la soluzione più giusta. Ecco qua che è nata l’idea di riqualificare l’intero impianto di pubblica illuminazione tramite un finanziamento tramite terzi. Che significa? Semplice: il privato si accolla tutti i costi della sostituzione dei lampioni esistenti con strutture al Led (luci a basso consumo) e della loro gestione. Dove sta il guadagno? Nel risparmio dei consumi energetici e dei costi di gestione. La previsione è un risparmio del 40%, di cui il 25% spetterebbe al privato e il 15 al Comune. Risparmio e finanziamenti tramite terzi a parte, il progetto peserà eccome sulle casse comunali. Stando al quadro economico preparato dall’ente, il costo, per dodici anni, è stratosferico: 13 milioni 660 e 800 euro. Dentro ci sono i costi di gestione e quelli dei consumi: 630 mila euro all’a nn o . Che saranno sempre 630 mila euro, nonostante le luci a basso consumo. Il Partito democratico ha parlato di appalto gonfiato (leggi elettorale) puntando il dito ad esempio contro i 90 mila euro annui per la gestione dei semafori (che tra una rotatoria e l’altra sono sempre di meno in città) e i soldi già spesi in questi anni per la sostituzione dei lampioni. Dal canto suo, con l’assessore all’ambiente Loreto Maragoni, l’amministrazione comunale replica alle accuse sostenendo che l’ente è obbligato a passare alla tecnologia a basso consumo energetico (Led) da una direttiva ministeriale e non ha altro modo se non l’investimento dei privati per realizzare gli interventi. Che sono di una certa rilevanza: «I lampioni da sostituire sono 5320 e ogni struttura costa circa 600 euro». L’amministrazione comunale va dritta per la propria strada. La gara d’appalto sarà pronta a breve. E non sarà la sola in tema di illuminazione. Con lo stesso sistema dell’investimento dei privati ci sarà una gara d’appalto per dotare gli edifici comunali di pannelli fotovoltaici: «In questo caso – spiega Maragoni – al privato, che anticipa i soldi dei lavori, andranno i fondi governativi per le energie rinnovabili».

Pierfederico Pernarella

gold [31]

Sarà “Notte bianca” a Terracina in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia del 17 marzo. La presentazione ufficiale delle iniziative in programma avverrà domani mattina, ma già sin d’ora si conosce qualche anticipazione. Ogni piazza cittadina avrà un suo particolare tipizzazione. In piazza Garibaldi la notte sarà all’insegna dei concerti, in piazza Mazzini dell’intrattenimento e in piazza Municipio andranno di scena degli spettacoli teatrali. Nell’iniziativa sono stati coinvolti anche gli anziani della città che stanno preparando delle coccardine tricolore da distribuire nell’occasione. A mezzanotte, tutte le iniziative verranno bloccate per seguire tutti sull’attenti l’inno di Mameli eseguito dalla banda di Terracina.

ro. be.

gold [14]

Insegne spente per protesta contro il mancato accordo sull’imposta di pubblicità ed occupazione di suolo pubblico. L’iniziativa, programmata a partire dal prossimo 5 marzo, è stata comunicata dall’Ascom a tutti gli operatori del settore commerciale attraverso una lettera aperta. «Ancora una volta -si legge nella missiva-, dopo tante parole, dobbiamo convenire che gli sforzi profusi da quasi dodici mesi ad oggi si infrangono di fronte ad atteggiamenti poco coerenti dei portavoce dell’amministrazione comunale che, nel completo silenzio ed assenza di responsabilità assessorili, con troppa e sfacciata disinvoltura, raggiungono accordi che sanno di non poter mantenere». L’Ascom ricorda che gli operatori, «da un anno a questa parte, si confrontano e scontrano giornalmente con la I.C.A. srl, titolare degli accertamenti e della riscossione dell’imposta di pubblicità ed occupazione di suolo pubblico, dopo che un’avventata amministrazione comunale, con l’assillo delle casse vuote, senza valutare il benché minimo effetto dell’intervento, ha deciso di assoldare un agente di riscossione che faccia il lavoro per essa». «Il fisco ruba l’ossigeno alle imprese», sintetizza l’associazione di categoria, che sottolinea come «le criticità di un sistema non si superano certamente indebolendo la struttura economica della città, esponendola alle aggressioni più impensabili, non scegliendo e non progettando azioni che rafforzino il sistema stesso ma paradossalmente “inventando” soluzioni avventate, inefficaci, inadeguate, da trogloditi della politica». «E’ per questi motivi -si legge ancora nella lettera- che l’assemblea aperta a soci e colleghi svoltasi nella settimana scorsa, vista l’impossibilità di addivenire a soluzioni condivise per l’assoluta insensibilità amministrativa, ha deciso di manifestare il proprio dissenso proponendo l’agitazione di tutto il comparto commerciale». Da sabato 5 marzo, dunque, verranno spente le insegne, «per non veder morire le aziende». «Invitiamo pertanto tutti i colleghi termina l’Ascom-, aldilà delle particolari preferenze, di adoperarsi per la difesa delle proprie aziende senza lasciarsi convincere dalla illusoria divisione politica».

Andrea Di Lello

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Una scelta «difficile» ma necessaria a «tenere unito il Partito, per poter rilanciare sul piano della proposta politica e consentirci di vincere le elezioni». Così il segretario del Pd Alessandro Di Tommaso chiude la querelle sulla candidatura a sindaco di Mimmo Zappone, che ha portato all’autosospensione dei due consiglieri comunali Pino La Rocca e Vincenzo Coccia. Il segretario esprime il suo «dissenso» sulle scelte dei consiglieri: «Non appaiono certamente funzionali a migliorare la qualità dell’azione politica del partito». Di Tommaso ci va giù duro: «La candidatura di Zappone è stata espressa con l’adesione di tutto il direttivo e nessuna proposta alternativa è stata avanzata, pertanto ritengo di non poter accettare critiche strumentali e accuse infondate». Per i chiarimenti c’è la sede del partito, continua il segretario, «luogo deputato al confronto, aperto e leale, allargato a tutti i membri ». Ora l’a ppello è quello di «un atteggiamento responsabile e grande senso di appartenenza » per «remare tutti dalla stessa parte». Di Tommaso coglie l’occasione per lanciare un appello alle altre forze politiche di centro e di sinistra per «condividere con noi un unico programma e la nostra scelta sulla candidatura a sindaco, convinti che, intorno a Mimmo Zappone è possibile costruire una grande coalizione progressista, di centrosinistra, in grado di sconfiggere chi ha devastato la nostra città negli ultimi dieci anni». D. R.

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Monitoraggio dello stato delle acque nel territorio, è stato uno tra i temi della riunione in Comune tenutasi ieri mattina tra i rappresentanti di Acqualatina, la Provincia di Latina, Acea2 Frosinone e Ato4. Si è discusso della conseguenza logica del percorso individuato con la costituzione di “Agenda Terracina”, il soggetto che deve interessarsi della qualità delle acque marine e interne del territorio comunale locale. «La Provincia -spiega l’assessore all’ambiente Loreto Maragoni- ha comunicato di aver effettuato un accurato monitoraggio delle acque del mare con una speciale telecamera ad infrarossi posta sopra un elicottero e individuato tutti i punti di criticità, rispetto ad eventuali fonti di inquinamento costiero. Chiederemo alla Provincia che questo tipo di rilevamento delle fonti inquinanti sia esteso anche alle acque del Portatore, Sisto e Linea e di poter sottoscrivere con il Comune un protocollo d’intesa per organizzare eventuali altri interventi a tutela delle acque marine e fluviali del nostro comprensorio». Acqualatina, ha proposto una serie d’interventi tecnici da compiere nel breve termine: la riduzione del carico dei reflui che ancora oggi sono convogliati al depuratore di via delle Cave, il censimento delle utenze alla rete fognaria del centro cittadino non allacciate al sistema. Intanto giovedì riaprirà al pubblico lo sportello Acqualatina a Terracina. «Il progetto rientra nel percorso di qualità e di accessibilità al servizio -spiega la società-. Già dal 2010 Acqualatina S.p.A. ha lavorato per rendere disponibili nuovi servizi agli utenti direttamente sul territorio».

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Facile vittoria della Volley terracina per 3-0 contro un modesto Grottaferrata (risultato identico a quello dell’andata), e tre punti importanti per le ragazze di Pesce che guadagnano terreno rispetto alle prime in classifica visto lo stop subito dal Fondi. Il Grottaferrata non ha mai impensierito la squadra di casa, scesa in campo molto determinata e pronta a far suo l’incontro davanti all’immancabile numeroso pubblico che segue costantemente le terracinesi. Tre set giocati a senso unico, dove le ragazze di pesce hanno messo in mostra la grande preparazione tecnica non sbagliando quasi nulla. Tutto è andato alla perfezione anche l’inserimento della giovane promessa Federica Matrullo che ha dimostrato un ottimo inserimento nel collettivo dando un buona prestazione a livello di gioco, di questo ne è rimasto molto soddisfatto il mister che dall’inizio del campionato la sta preparando nel migliore dei modi ed i risultati iniziano a venire fuori. Brave tutte le altre che hanno svolto il loro ruolo perfettamente nulla da dire sull’incontro solo da elogiare tutte le ragazze che hanno saputo far divertire tutti i presenti all’incontro. All’incontro ha assistito la campionessa Manuela Leggeri che alla fine della partita si è complimentata con tutte le ragazze per la buona prestazione. Le ragazze di Pesce, approfittando della presenza della Leggeri, hanno voluto che la stessa festeggiasse con loro esibendo i trofei assegnati dalla federazione per i risultati ottenuti nel 2009/2010 con due trofei, uno per la vittoria del campionato di serie D, e l’altro per la conquista della Coppa Lazio chiudendo con una foto di gruppo. Una giornata all’insegna della felicità per la compagine terracinese e tutto lo staff. La Volley terracina e tutto lo staff si ritiene orgogliosa per le riconoscenze ottenute dalla federazione portando ancora una volta alto il nome della città nell’ambito sportivo. E non finisce qui, perché già oggi le ragazze saranno impegnate nel primo incontro per la Coppa Lazio 2010/2011 presso il «PalaCarucci» di terracina alle ore 20.30. Domani, 3 marzo, verrà riaperto al pubblico lo sportello Acqualatina a terracina. Il progetto rientra nel percorso di qualità e di accessibilità al servizio. Già dal 2010 Acqualatina S.p.A. ha lavorato per rendere disponibili nuovi servizi agli utenti direttamente sul territorio. «L’apertura dello sportello fa parte, dunque, – si legge nella nota del gestore idrico – di un progetto più ampio che comprende anche l’attivazione del nuovo call center, che permette agli utenti di svolgere telefonicamente tutte le pratiche; e dei Punti Acqua comunali che costituiranno un altro punto di riferimento sul territorio per la gestione e la risoluzione delle tematiche nell’ambito del servizio idrico integrato. La vicinanza agli utenti viene espressa anche attraverso il nuovo sito web aziendale. Diversi sono i servizi offerti all’utenza da questo nuovo strumento;

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Domani, 3 marzo, verrà riaperto al pubblico lo sportello Acqualatina a terracina. Il progetto rientra nel percorso di qualità e di accessibilità al servizio. Già dal 2010 Acqualatina S.p.A. ha lavorato per rendere disponibili nuovi servizi agli utenti direttamente sul territorio. «L’apertura dello sportello fa parte, dunque, – si legge nella nota del gestore idrico – di un progetto più ampio che comprende anche l’attivazione del nuovo call center, che permette agli utenti di svolgere telefonicamente tutte le pratiche; e dei Punti Acqua comunali che costituiranno un altro punto di riferimento sul territorio per la gestione e la risoluzione delle tematiche nell’ambito del servizio idrico integrato. La vicinanza agli utenti viene espressa anche attraverso il nuovo sito web aziendale. Diversi sono i servizi offerti all’utenza da questo nuovo strumento; tra le novità di rilievo spiccano la pubblicazione dei valori dei parametri dell’acqua potabile per ogni Comune, la localizzazione geografica degli sportelli sul territorio, la pubblicazioni di bandi e gare, la sezione “documenti scaricabili” dalla quale è possibile stampare e compilare da casa i moduli necessari all’espletazione delle pratiche, la visualizzazione dei documenti istituzionali ed altro ancora. Per ciò che concerne nello specifico i numeri verdi da contattare, si ricorda che per la risoluzione di qualsiasi problematica relativa alla modulistica ed alla bollettazione si può fare riferimento al numero 800 085 850». le novità di rilievo spiccano la pubblicazione dei valori dei parametri dell’acqua potabile per ogni Comune, la localizzazione geografica degli sportelli sul territorio, la pubblicazioni di bandi e gare, la sezione “documenti scaricabili” dalla quale è possibile stampare e compilare da casa i moduli necessari all’espletazione delle pratiche, la visualizzazione dei documenti istituzionali ed altro ancora. Per ciò che concerne nello specifico i numeri verdi da contattare, si ricorda che per la risoluzione di qualsiasi problematica relativa alla modulistica ed alla bollettazione si può fare riferimento al numero 800 085 850».

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Scardinata la transenna del parco del Montuno, la “collinetta” diventata oggetto
di contrasti accesi.
Probabilmente sono stati dei vandali, che l’hanno buttata
giù, per accedere all’interno dell’area verde. In occasione dell’ultimo
intervento degli operai per riprendere i lavori preparatori alla realizzazione
del parcheggio interrato, il muro di cinta che delimitava l’area era stato
abbattuto, per far entrare le ruspe. Così, per preservare l’area di cantiere
dall’entrata di malviventi, gli operai l’avevano rinchiusa con una rete
metallica robusta. L’altro ieri notte qualcuno è riuscito a buttarla giù, per intrufolarsi all’interno.
(da corriere pontina)


Buttata a terra la rete metallica «simbolo» della ripresa dei lavori all’interno
del parco del Montuno, a terracina. Davvero una vicenda che, tra piccoli e
grossi colpi di scena, sembra non trovare mai tregua.
La nuova tranche dei
lavori si è interrotta poco tempo dopo essere cominciata, e mentre ai piani alti
si decide l’ennesimo da farsi, il giardino comunale di via Dante Alighieri resta
in balia dei soliti vandali notturni già tante volte segnalati dai residenti
della zona. E’, infatti, molto probabile che ad abbattere la transenna montata
dagli operai sia stato qualcuno di quei teppistelli che si divertono a
intrufolarsi nelle ore di buio all’interno del Montuno, improvvisandosi quasi
padroni dell’intera area. Del resto da quando il giardino è diventato off limits
(per molti ma evidentemente non per tutti) il controllo al suo interno è
praticamente inesistente, e tante volte le persone che vivono nella zona si sono
lamentate per schiamazzi e bagordi notturni che avverrebbero proprio nel parco.
Addirittura ci sarebbero stati furti di porzioni del muro romano rinvenuto di
recente durante gli scavi. Alla faccia del patrimonio storico-culturale della città.
Ri.Re.


Due furti, uno casalingo e uno all’interno di un bar. Il primo di qualche
migliaia di euro mentre il secondo di 1.400 euro. In città regna la paura per
questa lunga serie di episodi criminali. Domenica, intorno alle 9.30, G.F. di
circa 70 anni, era uscita di casa per andare a messa nella chiesa
dell’Orfanotrofio situata proprio di fronte alla sua abitazione. Al suo ritorno,
dopo circa un’ora, la donna si è trovata la casa svaligiata e messa a soqquadro.
Ancora non si conosce l’ammontare preciso del bottino, ma i ladri, agendo quasi
a colpo sicuro, hanno portato via soldi e preziosi, complessivamente di un certo
valore. Sul caso ora sta indagando la polizia presso la quale la donna si è
recata ieri pomeriggio per la denuncia. L’altro ieri notte le tenebre hanno
aiutato i malviventi a intrufolarsi all’interno del Bar Benito di via Fosse
Ardeatine, di proprietà di A.R. Sono entrati dal giardino esterno dove c’è una
porta di sicurezza, che rimane un po’ nascosta. I malviventi hanno smurato il
cancello esterno e hanno alzato la serranda. Sono entrati di soppiatto forzando
la porta, che ha un maniglione antipanico. Una volta all’interno, hanno preso la
macchinetta cambia monete e l’hanno portata via così come stava. Hanno però
lasciato intatte due slot machine. «Probabilmente -spiega A.R.- sono stati
disturbati da qualcosa. Qui vicino l’altro giorno c’è stato il rogo di due
veicoli. Sinceramente inizio ad avere paura come tutta la gente della zona, del resto».
(tratto da corriere pontino, articolo di rossella bersani)


Il Comune di terracina ha 60 giorni di tempo per saldare il Consorzio Parsifal
di qualcosa come un milione e 700 mila euro, centesimo in più, centesimo in
meno.
Una nuova tegola a più zeri caduta in picchiata libera sulla testa
dell’amministrazione comunale di piazza Municipio. Più che una tegola, una vera
e propria batosta per un’ente che questo mese sta arrancando perfino per pagare
gli stipendi al personale. A deciderlo sono stati i giudici della sezione
distaccata di Latina del Tar del Lazio, accogliendo il ricorso proposto dal
Parsifal contro il Comune di terracina «reo» di non aver ancora pagato un
vecchio decreto ingiuntivo. Con tale decreto, oramai passato in giudicato visto
che l’ente non ha fatto opposizione nel termine di legge, il tribunale di
terracina aveva condannato il Comune a versare nelle casse del Consorzio la
somma di circa un milione e 720 mila euro. Tuttavia l’amministrazione non aveva
versato nemmeno un centesimo di tutti quei soldi, scaturiti dall’annosa vicenda
del rapporto tra Comune di terracina e le cooperative sociali incluse nel
Consorzio che per parecchio tempo hanno gestito i servizi sociali sul
territorio. Alla fine il Parsifal deve essersi stancato di attendere a vuoto e
si è rivolto al Tar che nei giorni scorsi ha preso la sua decisione. Il ricorso
è stato accolto e al Comune, nella persona del sindaco pro-tempore, sono stati
concessi altri due mesi di tempo per saldare per intero il decreto ingiuntivo.
Trascorsi i 60 giorni e con il debito ancora in piedi, dovrà intervenire un
commissario ad acta nominato dal prefetto per «sollecitare» il pagamento. La
solita tiritera affatto nuova per il Comune di terracina.
Ri.Re.



A scuola insegnano che l’agricoltura rappresenta il settore primario
dell’economia.
Eppure è quello in cui negli ultimi anni si sono visti i danni
maggiori della crisi e allo stesso tempo quello che ha beneficiato meno degli
aiuti dello Stato. Per raccontare la crisi sul territorio locale, basti pensare
che quello che fino a qualche anno fa era definito il triangolo verde della
provincia di Latina, oggi si riduce a qualche fazzoletto di campi in cui la
produzione ogni anno finisce in perdita. I vertici del triangolo: Terracina,
San Felice Sabaudia, infatti, negli ultimi anni ha affrontato una
crisi devastante. Da cui non si è ancora ripresa. Da circa mille imprese
agricole registrate sul territorio tra Terracina e il Circeo, infatti, oggi se
ne contano circa 150. Numeri in picchiata che la dicono lunga sullo stato di
crisi attraversato anche sul nostro territorio dal settore agricolo. Colpa di
tanti fattori, tra cui la concorrenza del mercato estero e la riduzione
sostanziale della terra coltivabile. Oggi si calcola in media che un’impresa
possa lavorare su circa 3 ettari di terra, mentre in passato era il doppio. Oggi
l’ultima batosta arriva dal piano regionale di razionalizzazione delle spese,
che prevede la soppressione di numerosi Sportelli agricoli di zona. Nella black
list anche lo sportello di Borgo Hermada sulla Migliara 58, mentre se ne salvano
altri come quello di Fondi. Sull’argomento è intervenuto il presidente del
Consiglio comunale di Terracina Patrizio Avelli, che non riserva accuse alla
Regione. «Che in un periodo di crisi i tagli siano la ricetta contro la crisi è
pane quotidiano. Ma se questi avvengono senza criterio diventano un male da
evitare. È questo il caso della chiusura dello sportello agricolo di Borgo
Hermada, una perdita per la città di Terracina e per l’intero territorio. A ben
guardare i numeri, la posizione geografica e il bacino d’utenza (centinaia di
aziende del comprensorio fino ai Lepini), non si capisce il perché di questa
scelta, visto che lo sportello di Terracina, dove attualmente sono impiegati tre
tecnici agrari, serve i Comuni di Terracina e San Felice Circeo, ha una
posizione baricentrica. Inoltre è l’unico sportello i cui locali sono di
proprietà della Regione Lazio, dunque non si paga neppure l’affitto a differenza
di Pontinia, Aprilia, Fondi, Formia e Minturno. Serve un ripensamento, o almeno
delle spiegazioni che motivino la scelta. Perché – chiede Avelli – chiudere
Terracina? Quali i motivi che hanno portato a preferire Fondi a Terracina, per
esempio? Quali che siano i motivi, la chiusura dello sportello di Terracina non
può lasciarci indifferenti, perché significa mettere in crisi ancora di più un
settore quale quello dell’agricoltura che invece andrebbe potenziato e
accompagnato da vicino in un periodo di crisi».
Francesco Avena

E’ stato ascoltato ieri dal giudice Iansiti nel carcere di Latina, Leonardo
Baldassaroni, 35enne di terracina arrestato nei giorni scorsi dopo essere stato
trovato in possesso di trecento grammi di erba e di un bilancino elettronico di
precisione. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e per lui è
stato confermato il carcere. Il 35enne era finito in manette con l’accusa di
detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel mese febbraio quello
di Leonardo Baldassaroni è stato il terzo arresto per droga realizzato dai
militari di terracina.



Giovedì scorso, è voluto venire Claudio Fazzone in persona a comunicare al
coordinamento comunale del Pdl che il nodo della candidatura a sindaco di Nicola
Procaccini (nella foto) è praticamente sciolto.
Il senatore ha incontrato i
componenti dell’organo da lui nominato in una sala dell’Hotel Fiordaliso. Là, ai
presenti, ha confermato quello che si sa da circa un anno, e cioè che il
portavoce del ministro Giorgia Meloni è stato designato quale leader del partito
di Berlusconi nelle prossime amministrative e che ora manca solo qualche
dettaglio per arrivare all’ufficializzazione della candidatura.
Ufficializzazione, ha detto Fazzone, che è prevista nel corso di questa
settimana. Procaccini, in realtà, aspira alla Camera dei Deputati, ma per lui
non è semplice, ammesso che ci siano le elezioni politiche nel 2011, farsi
inserire in lista con una posizione sicura. A questo punto, dunque, a Nicola
vanno bene anche le amministrative per proseguire il ‘cursus honorum’ e
rafforzare la sua figura di politico. In attesa che la candidatura di Procaccini
cessi di essere solo una indiscrezione, già cominciano ad essere disegnati
scenari di coalizione attorno al suo nome. Lo stesso Fazzone, nell’incontro di
giovedì, in nome della ‘ragion di stato’, ha sdoganato il Pri, attuale alleato
dell’aborrito Stefano Nardi nel governo della città, quale possibile partner di
una coalizione elettorale. Altre voci suggeriscono che il senatore sta lavorando
alla formazione di uno schieramento che comprenda, oltre al Pdl, anche l’Udc, La
Destra e, appunto, i repubblicani. Se nel centrodestra si prova a chiudere i
giochi, nel centrosinistra ci si adopera per riaprirli. Dopo l’appello dei
consiglieri comunali democratici Vincenzo Coccia e Giuseppe La Rocca a favore
della candidatura di Antonio Bernardi in alternativa a quella di Mimmo Zappone,
anche l’associazione Rinascita terracina chiede al Pd un ripensamento. Antonio
Alla, Antonio D’Ettorre e Angelo Romeo con una nota si rivolgono al maggior
partito di opposizione «ed alla sua struttura, anche provinciale, affinché si
faccia di tutto per scongiurare una deriva annunciata, sotto più punti di vista,
che sarà un disastro». «Il disastro -continua la nota- potrà essere evitato solo
se uomini e donne, al di là e al di qua del fiume, non aspetteranno che passi il
cadavere e si attiveranno con spirito di servizio per raggiungere l’obiettivo
dell’unità». I quattro precisano «che questo non è un appello contro qualcuno e
chi legittimamente con orgoglio lo sostiene, perché questo sarebbe una miopia
politica da parte nostra, ma l’appello è che anche voi constatiate che intorno
alla candidatura di Antonio Bernardi, vostro capogruppo uscente, si
raggiungerebbe quasi il cento per cento del consenso del centrosinistra tutto,
con l’aggiunta di associazioni e di persone che militano in altre associazioni».
«Questo è per voi insufficiente? Vi sembra poco? Bene, anzi malissimo -termina
la nota-, perché vi assumereste una grande responsabilità nei confronti dei
nostri concittadini, i quali pagherebbero un prezzo ancora più alto di quanto
pagato in questi dieci anni ed il centro sinistra tutto dimostrerebbe la sua
totale immaturità politica».
Andrea Di Lello


«A me, nessuno ha mai chiesto se voglio candidarmi a sindaco, ma ne sarei
felicissimo».
Se Claudio Fazzone lo indica al coordinamento comunale del Pdl
come il leader designato del partito nelle elezioni di maggio, Nicola Procaccini
spiega che finora né il senatore né altri gli hanno presentato questa proposta.
«Risulta anche a me -ammette il portavoce del ministro Meloni- che Fazzone,
nella riunione del coordinamento pidiellino di giovedì scorso, presso l’Hotel
Fiordaliso, ha annunciato la mia candidatura, prevedendone l’ufficializzazione
nel corso di questa settimana. Però a me nessuno ha mai domandato se la cosa mi
interessa». E a Nicola la cosa interessa? «Ne sarei felicissimo. E’ da quando ho
cominciato a fare politica che sogno di avere la possibilità di fare una
rivoluzione, un ricambio generazionale, nella mia città». Eppure, Procaccini,
dopo un anno di indiscrezioni sul suo nome per la candidatura a sindaco, afferma
che sull’argomento non gli è stato mai detto niente. E le parole di Fazzone?
«Non so che dire. Ad ogni modo, se mi arriverà la proposta, ne parlerò prima con
il ministro, con la quale devo rispettare l’impegno preso, e poi deciderò». Ma
per quanto paradossale possa apparire la posizione di Nicola alla luce delle sue
parole, la sua candidatura a primo cittadino è data per scontata in tutti gli
ambienti politici locali. Piuttosto, è da notare che Procaccini ha espresso in
modo insolitamente esplicito il suo desiderio di governare la città, a
differenza di altre occasioni in cui aveva preferito mostrarsi cauto, se non
persino diffidente, rispetto ad una situazione nella quale lamentava l’assenza
delle giuste condizioni politiche, vista la spaccatura all’interno del Pdl e del
centrodestra. Spaccature che per ora restano, anche se Fazzone, nella riunione
di giovedì, ha aperto al Pri per la necessità di costruire una coalizione
elettoralmente potente. Apertura che ha provocato qualche sconcerto all’interno
dell’Udc, che nei giorni scorsi, in un incontro con Michele Forte, aveva appreso
dal leader indiscusso del partito che non era esclusa la possibilità che a
terracina, nel caso di rifiuto da parte di Procaccini, si formasse una
coalizione di larghe intese con un candidato a sindaco centrista (ma non
Giuseppe Zappone). Da quanto si è capito, però, lo schieramento dovrebbe
includere il PdL di Fazzone e la lista di Sciscione e tenere fuori i
repubblicani, troppo compromessi con Stefano Nardi. Ma allora, si chiedono i
centristi, perché Fazzone guarda al Pri? O è Forte che non racconta le cose come
stanno? O che altro? In settimana, dovrebbe esserci qualche risposta.
Andrea Di Lello


Appartamenti di lusso affittati a prezzi considerati da leccarsi i baffi
destinati a inquilini facoltosi.
Come Nicola Procaccini di terracina, figlio
dell’onorevole Maria Burani e del giudice Massimo Procaccini, attualmente
portavoce del ministro Giorgia Meloni e molto spesso indicato come il papabile
candidato a sindaco di terracina sul fronte Pdl. Il giovane di casa Procaccini
da svariati anni abita nella capitale in un appartamento di 80 metri quadrati in
via della Panetteria, a due passi da fontana di Trevi e da via del Tritone.
Insomma, non proprio quello che si dice un tetto qualsiasi e nemmeno in una via
qualsiasi. Zona «in» di Roma dove, per esempio, c’era il forno, da cui il nome
della strada, che preparava il pane per la famiglia papalina che risiedeva nel
palazzo del Quirinale. Nicola Procaccini sta lì in affitto e ogni mese versa una
pigione di circa 1600 euro. Quello che secondo qualcuno si direbbe un buon
affare. Anzi, un affarone. Non vogliamo farci i fatti personali del portavoce
della Meloni, ma anche la casa di via della Panetteria risulterebbe nell’elenco
degli immobili dell’Enasarco, la cassa di previdenza degli agenti di commercio,
sui quali si sarebbe attivata la magistratura romana. Già in tempi non sospetti
«Il Fatto Quotidiano» si era soffermato sugli appartamenti di quest’ente (ne ha
circa 17 mila di cui l’80% nella sola Roma) affittati a prezzi stracciati oppure
messi in vendita con sconti più che succulenti (addirittura fino a tre volte
meno l’effettivo valore commerciale). Ovviamente non per tutti, soltanto per una
ristretta cerchia di persone tra ministri vecchi e nuovi, politici in genere,
amici e amiche e via dicendo. A proposito dell’antipatica vicenda, Nicola
Procaccini ha tenuto subito a precisare come si siano sovrapposte due differenti
notizie: l’appartamento in cui lui vive non c’entra assoluitamente nulla con il
recente scandalo ribattezzato «Affittopoli» sugli immobili dell’Ater e lui non
risulta in nessun modo indagato. La magistratura starebbe facendo accertamenti
sull’Enasarco e non sugli inquilini che occupano quegli immobili.
Rita Recchia


Negli ultimi anni abbiamo assistito al disastro dei servizi sociali a Terracina.
Dure accuse piovono sull’amministrazione comunale dal convegno di Sinistra
Ecologia e Libertà, tenutosi sabato pomeriggio all’Itc «Bianchini». Alla
presenza del capogruppo di SeL in Consiglio regionale, Luigi Nieri, il direttivo
locale ha affrontato il tema «bollente» del terzo settore a Terracina. «Forte
consenso – si legge in una nota del segretario Vittorio Marzullo – hanno avuto
gli interventi dei rappresentanti del comitato ‘Genitori Uniti’ e
dell’associazione familiari disabilità psichiatrica, che in modo molto sommesso
ma con parole chiare ed inequivocabili hanno denunciato l’ab – bandono delle
famiglie con all’interno del proprio nucleo diversamente abili, dove i fondi
loro destinati sono stati distratti dall’utilizzo principale per coprire chissà
quali buchi dell’amministra – zione comunale, e dell’abbandono fino all’emar -
ginazione in cui le politiche di questa sciagurata giunta li ha cacciati, fino
ad arrivare a togliere loro anche l’assistenza domiciliare. Il dato che ne è
venuto fuori è desolante, ma la cosa positiva che ha accomunato tutti gli
interventi e gli intervenuti è stata la forte volontà di reagire a questo stato
di cose già a partire dalla prossima amministrazione che si insedierà in Comune».
F. A.


Lei esce tranquillamente per andare a messa ma quando torna trova la casa messa
a soqquadro, con i mobili addirittura fatti a pezzi e soldi e oggetti d’oro
spariti.
Davvero una gran brutta sorpresa per l’anziana donna di terracina
derubata domenica mattina da qualcuno che evidentemente doveva conoscere bene i
suoi spostamenti e i suoi orari. Il bottino definitivo del furto è ancora in
fase di quantificazione, ma si aggirerebbe intorno a svariate migliaia di euro.
Il fattaccio, denunciato ieri pomeriggio presso il commissariato di polizia, è
accaduto tra le 9 e le 10 di domenica scorsa nella centralissima zona di piazza
Gregorio Antonelli. La donna, F.G., era uscita come al solito per recarsi nella
chiesa dell’ex orfanotrofio «Gregorio Antonelli», a due passi dalla sua
abitazione. E’ stato proprio durante il tempo trascorso a messa che i furfanti,
uno o più di uno, si sono presentati alla porta d’ingresso e sono riusciti a
entrare, senza bussare e senza fare troppi complimenti. Ladri in un certo senso
amanti del rischio considerando che a quell’ora della mattina poteva passare
chiunque, anche perchè si tratta di una zona di terracina sempre molto
trafficata. Ma i soliti ignoti hanno avuto anche una buona dose di fortuna dalla
loro parte. Una volta all’interno dell’appartamento hanno fatto man bassa di
contanti e preziosi, raggranellando un bottino di tutto rispetto probabilmente a
più zeri. Devono essersi impegnati molto nella ricerca, visto che sembrerebbe
che abbiano addirittura danneggiao i mobili. Dopodichè sono andati via, sempre
senza attirare alcuna attenzione. Al ritorno dalla messa, F.G. ha scoperto
tutto. Ieri si è recata in commissariato a sporgere denuncia, accompagnata dai
suoi famigliari e ancora scioccata. Ieri notte, invece, i ladri hanno fatto
visita al bar «Da Benito», all’angolo di via Fosse Ardeatine. Sono entrati da
una porta laterale e hanno svuotato il cambiamonete rubando circa 1400 euro e
portando con loro anche la macchinetta. Visto mai servisse per arredare
casa…Ieri mattina il proprietario si è accorto del furto e ha chiamato i
carabinieri della locale stazione.
Rita Recchia


Furti a raffica. Non c’è sicurezza all’interno dell’ospedale Alfredo Fiorini di
Terracina. Dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata c’è sempre un via vai di
gente e, a volte, le loro intenzioni non sono delle migliori. Reclamano un
intervento operatori e pazienti: tra le mura del nosocomio locale la sicurezza
non di è casa. Sono molti i casi che si verificano di furti di vario genere.
Nell’arco di un anno, sono sparite cinque automobili appartenenti a dottori, a
familiari di pazienti e ad impiegate. Nel reparto di chirurgia il 17 febbraio
sono scomparsi due cellulari appartenenti ad altrettante ragazze. «Manca un
servizio di guardiania », rimarca il dottor Francesco Ceci del reparto di
Chirurgia, «e noi non ci sentiamo sicuri. Gli ambulatori dalle 17 in poi vengono
lasciati abbandonati a se stessi. Nei reparti dalle 19 fino alla mezzanotte
inoltrata è un continuo transito di persone che entrano ed escono. C’è una
frequenza massiccia nelle ore notturne e tra queste persone c’è anche qualcuno
animato da cattive intenzioni. Si sono verificati episodi anche di furti di
attrezzature sanitarie. Spesso queste persone hanno atteggiamenti anche
violenti: se trovano le porte chiuse, sono capaci di rompere i maniglioni. E’
successo già quattro volte. Non sono casi isolati e per questo, durante il turno
notturno, siamo costretti a mettere una sedia per bloccare la porta del reparto.
Non ci sono regole di accesso e giorni fa mi sono visto costretto a cacciare una
persona che dormiva tranquillamente sulla panchina degli ambulatori». L’ospedale
è diventato un obiettivo privilegiato per i ladri, ma anche la sede preferita di
chi non ha fissa dimora. L’ultimo caso si è registrato proprio ieri mattina.
«Passavo per l’androne – testimonia scandalizzata un’infermiera – quando ho
visto un extracomunitario che dormiva con indosso una coperta dell’ospedale».
(da corriere pontino, Rossella Bersani)


Carnevale
Il giorno 08 Marzo 2011, dalle ore 15,00, presso il Palazzetto dello Sport di
Viale Europa, il Sig.Ferdinando Donati organizza la manifestazione ” La
Mascherina d’oro”. L’evento prevede il coinvolgimento dei bambini con età
compresa tra i 3 ed i 10 anni.


L’Ugl Giovani con gli studenti della sede distacca a terracina della Facoltà
cassinate di Economia.
«Il polo universitario di terracina va preservato e
rilanciato – dichiara il coordinatore provinciale dell’Ugl Giovani Flavio Di
Lascio – L’università di Cassino deve assolutamente rimodulare le sue intenzioni
e trovare, insieme agli attori istituzionali e alle forze sociali, una
soluzione». Per Di Lascio «la chiusura del corso di laurea rischia di infliggere
un nuovo e duro colpo al tessuto culturale del territorio pontino. Siamo
convinti che nei periodi più difficili siano proprio le università a doversi
assumere una responsabilità sociale verso le future generazioni». Secondo l’Ugl
Giovani «è giusto che gli atenei taglino costi superflui, ma ci appelliamo al
Rettore dell’università di Cassino Ciro Attaianese affinchè riveda le posizioni
attuali. terracina rappresenta un punto importante e strategico. Invochiamo
l’apertura di un confronto locale con Paolo Vigo, delegato rettorale alle
politiche di gestione delle sedi decentrate, e con Comune, Provincia e Regione»
conclude Flavio Di Lascio.
Ri.Re.


Provoca un incidente stradale nel territorio di terracina mentre guidava sotto i
fumi dell’alcool.
Fortunatamente il sinistro non ha avuto conseguenze serie per
i coinvolti, ma adesso per l’autista ubriaco sono arrivate le conseguenze
giudiziarie. Nei giorni scorsi i militari del Norm della compagnia dei
carabinieri di terracina hanno identificato un cittadino polacco di 22 anni
residente a San Felice Circeo e lo hanno denunciato per guida in stato di
ebbrezza. Nella medesima operazione al giovane straniero del Circeo è stata
ritirata anche la patente di guida. Di autisti ubriachi se ne vedono sempre più
spesso in circolazione sulle strade locali.
Ri.Re.


«Bisogna fare una distinzione: sullo scandalo “affittopoli” e la dismissione dei
15 mila immobili dell’Enasarco sui quali vi è uno sconto di cui possono
beneficiare gli inquilini acquirenti. Stanno indagando, se tale sconto sia alto.
Io risulto tra i 60 mila inquilini famosi dell’Enasarco». Con queste parole
Nicola Procaccini, giornalista e portavoce del ministro Giorgia Meloni,
smentisce la notizia balzata ieri mattina alla cronaca su un suo coinvolgimento
nelle indagini della Procura di Roma. 1.617 euro è l’affitto mensile che
Procaccini paga per un appartamento di 80 mq situato in una palazzina del ’600
in via della Panetteria a Fontana di Trevi che ospita una fontana del Bernini,
un costo che appare alquanto inferiore rispetto al prezzo del mercato
immobiliare. «Non credo che l’affitto sia basso. Prima di me l’hanno rifiutato
in dieci, quando feci domanda 5 anni fa. Ho accettato perché nello stresso
stabile c’era mia madre, anche se dovevo pagare un po’ di più».


“Festa della Donna”: gli eventi organizzati
In occasione della Festa della Donna i servizi culturali del Comune (museo e
biblioteca) hanno organizzato diversi eventi. Lunedì 7 marzo, alle ore 10.30,
presso l’aula Consiliare del Comune, il prof. Pietro Longo relazionerà gli
studenti delle scuole superori e per quanti interessati sul tema “Marica, Circe
e Feronia: tre divinità femminili pre italiche nel latium adiectum”. Il giorno 8
marzo, accogliendo il suggerimento dell’assessore alla cultura della Regione
Lazio, il pubblico femminile potrà visitare gratuitamente il museo civico “Pio
Capponi”. Venerdì 11 marzo alle ore 17.30 presso l’aula magna dell’I.T.C. “A.
Bianchini”, presentazione e lettura di brani del libro di Fausta Pennacchia “La
bambina della foto sull’aiuola”. Evento organizzato in collaborazione con la
Fidapa di Terracina che nell’occasione lancerà un appello per l’Equal pay day.
Venerdì 18 marzo alle ore 16.30, presso la biblioteca “A. Olivetti”, verrà
presentato il quaderno “Luglio 1976. Le donne raccontano”, in collaborazione con
il Centro Donna Lilith di Latina. Saranno inoltre proiettate immagini della
mostra tratta dal libro. A seguire la presentazione del libro di Sara Mascherpa
“Il delitto del Circeo, una storia italiana”. Sarà presente l’autrice.


È destinato a chiudere lo sportello agricolo di Borgo Hermada.
La notizia non è stata accolta per nulla favorevolmente dagli imprenditori della
zona, che esprimono tutta la loro contrarietà per una scelta, capace di portare
una perdita per la città e l’intero territorio. A farsi interprete della
lamentela di molti è Patrizio Avelli, presidente del consiglio comunale. «È il
classico ramo secco da tagliare. Ma, a guardare i numeri, la posizione
geografica e il bacino d’utenza, non si capisce il perché di questa decisione.
Lo sportello di Terracina serve i Comuni di Terracina e San Felice Circeo, ha un
bacino di utenza di tutto rispetto, formato da 3 mila aziende agricole che
rappresentano il 30% circa del totale delle aziende iscritte alla Camera di
Commercio di Latina. In più serve i Comuni collinari dell’entroterra. Occorre un
ripensamento. La chiusura dello sportello di Terracina non può lasciarci
indifferenti, perché significa mettere in crisi ancora di più un settore quale
quello dell’agricoltura che invece andrebbe potenziato e non abbandonato a se
stesso. Non vorrei che si girasse lo stesso film che ha portato anni addietro a
far prendere il volo al reparto di Ostetricia da Terracina a Fondi».

Erc. Ber.


Dieci anni di navigazione ed il vascello amministrativo è ancora in alto mare,
con un comandante incapace a tenere la rotta, la cambusa ormai vuota ed in balia
dei venti e delle correnti.
Nocchieri inadeguati ed in perenne conflitto si sono
avvicendati nella sala macchine, inevitabile che finissero con il premere i
bottoni sbagliati. Forse qualcuno ci ha anche provato a schiacciare quelli
giusti, ma da quando al timone c’è l’anatomopatologo, l’impianto elettrico
registra troppi sbalzi di corrente, ed allora uno preme un pulsante che viene
neutralizzato da un altro, premuto all’insaputa del primo. A bordo c’era anche
un boat manager, ma sarebbe stato meglio un elettricista. Un vero peccato che
una nave tanto bella, sia stata affidata ad un equipaggio d’acqua dolce. La
similitudine calza a pennello ad un’Amministrazione di tale livello, che pur
tuttavia, ha una così viva e dolorosa consapevolezza della propria
inadeguatezza, da esibirsi giorno dopo giorno in penose esercitazioni
dialettiche, in un’improbabile quanto convulsa difesa della propria incapacità.
Leggerezza, incapacità o dolo? Fatto è, che tra Nardi ed assessori non esiste
stima, disistimati a loro volta dai consiglieri, ma il binomio poltrona/potere è
un collante tenace, ed amalgama acqua ed olio, ed accoppia il diavolo con
l’acqua santa. Il risultato è un ampio e motivato discredito. Donne e uomini,
giovani ed anziani, categorie e parti sociali, hanno chiesto invano che qualcuno
ponesse fine a questa infelice esperienza di governo, consapevoli dei danni che
aveva fatto e che avrebbe potuto ancora fare. Gli interessi della città
esigevano di porre fine ad un disgustoso uso discriminante, dittatoriale del
potere, sollecito ed accorto con gli amici, totalmente disinteressato alle
esigenze dei cittadini. Ma non è stato possibile, di troppe ingiustificate
protezioni ha goduto questo sindaco e, ad ormai a tre mesi dalle elezioni sarà
il popolo ad accollarsi l’incarico di mandare a casa il dottore e questa
Amministrazione delle chiacchiere e della dissoluzione delle risorse. Nel
frattempo inutile sperare in provvidenziali rigurgiti di coscienza: in questa
maggioranza non vi è “coscienza”, per cui nessuno “tradirà” senza esigere i 30
denari. Centro storico, portualità, piscine, teatro romano, parcheggi, arenili,
viabilità, servizi, tutto approssimativo ed ingabbiato. Progetti crollati già
sulla carta, in “porto” sono approdate solo scandalose delibere ed incredibili
assunzioni: le cambiali firmate per la passata e la futura campagna elettorale!
Hanno superato il limite, ma a tutto c’è una fine. Governare è un compito
gravoso, che richiede spirito di missione, rigidità morale, assunzione di
responsabilità. Le scelte di un sindaco modellano una città e ne determinano la
qualità di vita. Due mandati affidati ad un centro sinistra statico e
statalista, sono stati la naturale premessa per un voto di reazione, il
trampolino di lancio per portaborse affamati ed impreparati. Ora è vietato
sbagliare, la prossima “scelta” deve partire da un punto fermo: l’emarginazione
politica di coloro che il giudizio popolare ha già già giustamente condannato.
(da corriere pontino)


Il 10 marzo prossimo migliaia di imprenditori balneari manifesteranno nella
capitale.
Una carovana di automobili in marcia lungo la costa tirrenica per
sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto la Giunta Regionale guidata da
Renata Polverini. Inoltre quest’estate la serrata con la chiusura dei servizi di
spiaggia. Questo è stato deciso in occasione dell’ultima assemblea del Direttivo
Regionale/Provinciale in perfetta sintonia con quanto stipulato in altre regioni
d’Italia. Il 10 marzo 2011 appuntamento ad Ostia per oltre un migliaio di
imprenditori balneari provenienti da
Minturno,Scauri,Formia,Gaeta,Sperlonga,Fondi,Terracina,Ponza,San Fe-lice
Circeo,Sabaudia,Latina,Nettuno,Anzio,Ardea,Torvaianica e dal nord del Lazio da
Montalto di Castro, Tarquinia,Civitavecchia, S.ta
Marinella,Cerenova,Maccarese,Fregene e Fiumicino. Meeting point Ostia per poi
proseguire insieme e andare a manifestare sotto gli uffici della Regione Lazio.
Questo è quanto annunciato da Fabio Minutillo, Presidente del Sindacato Italiano
Balneari delegazione di Terracina e Vice Presidente S.I.B. Regionale per la
provincia di Latina, aderente alla Confcommercio e che associa oltre mille
imprese. “” I balnerari in questo modo intendono rendere pubblica la propria
preoccupazione oltre a quella di oltre 30.000 lavoratori del settore, per il
rischio che corrono le imprese balneari dal 2016. Perdere la propria azienda,
nella quale abbiamo investito tutte le risorse finanziarie ed umane di oltre un
secolo di storia della balneazione italiana, non è accettabile. Oggi più che
mai, avendo la certezza di non rientrare nella famigerata Direttiva Bolkestein,
in quanto concessionari di beni e non di servizi; tesi sostenuta da diversi
studi legali e luminari del diritto, sia in Italia che a Bruxelles. Respingiamo,
inoltre, con determinazione, la proposta di legge redatta dal Ministro Raffaele
Fitto , perché oltre che a favorire le grandi multinazionali e gruppi
industriali, spalanca le porte a operazioni di riciclaggio di denaro,
proveniente da illeciti e alla mala- vita organizzata che già da tempo si è
radicata nella ns regione e preme per mettere mani sui nostri litorali, come ha
già fatto in altri settori. Ci aspettiamo che la Regione Lazio si impegni a
sostenere la categoria e a trovare una so- luzione al problema, come è stato
fatto per altre categorie : taxisti, ambulanti, tabaccai, baite e rifugi di
montagna, farmacie, che seppur rientranti nella Direttiva Comunitaria ne sono
uscite ottenendo una congrua proroga atta a consentire l’ammortamento degli
inve- stimanti fatti e da fare. La strada è quella indicata dalla IX Commissione
del Senato che con l’O.D.G. impegna il Governo ad attivare adeguati ed efficaci
strumenti per arrivare alla risoluzione del problema e restituire serenità alle
ns imprese. Diciamo no alle aste, conclude Fabio Minutillo, con la
determinazione che se non otterremo una risposta esaustiva da parte del Governo,
gli imprenditori balneari del Lazio, congiuntamente ai colleghi di tutte le
regioni italiane, saranno pronti ad un confronto che manterrà incandescente
l’estate nel 2012-13-14-15 e oltre. In soli 5 anni si rischia di disintegrare
ciò che è stato costruito con fatica in oltre un secolo. Si mette a repentaglio
la storia ed il futuro del turismo balneare italiano.”"
I manifestanti aspetteranno la colonna di autovetture provenienti da sud, a
Terracina in Piazza della Repubblica, il 10.marzo.2011; proseguiranno poi per il
Lungomare Circe svoltando in seguito verso la S.S.148 Pontina in direzione Roma.

L’invito a partecipare é rivolto a tutti coloro che esercitano un’attivita
insistente in area demaniale marittima (chioschi,bar,ristoranti,edicole etc..),
anche se non sono tesserati al Sindacato Italiano Balneari, ma che abbiano preso
coscienza del grave problema.

SINDACATO ITALIANO BALNEARI TERRACINA

Il Presidente
Fabio Minutillo

Carnevale
In occasione delle festività carnevalesche sono state organizzate le seguenti
sfilate di carri allegorici:
07/03/2011 – ore 14.30 – Terracina – partenza da V.le della Vittoria (P.le Lido.
Percorso: V.le della Vittoria, P.zza Mazzini, V.le della Vittoria, Via
Lungolinea Pio VI, P.zza XXV Aprile, Via Lungolinea VI, V.le della Vittoria
P.zza Mazzini, V.le della Vittoria (P.le Lido)

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