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Potrebbe essere solo l’ultima boutade nata tra le stanze del Palazzo del
Comune di Terracina ma sembra che qualcuno cominci a crederci davvero.

Dichiarare il dissesto finanziario dell’ente. E non (solo) per sgombrare le
casse comunali dalla mole di debiti, ma per usare il dispositivo come vera e
propria arma politica. La voce circola tra gli ambienti del gruppo consiliare di
maggioranza, nata dalla mente diabolica di chissà quale consigliere e per ora
ancora accolta tra il serio e il faceto. Ma c’è un motivo se qualcuno è arrivato
a tanto. Perché l’effetto che il dissesto finanziario potrebbe
avere sugli equilibri politici è tutt’altro che trascurabile. Di
fatto, alla vigilia delle elezioni, farebbe terra bruciata di tutti gli
assessori che sono stati in carica negli ultimi 5 anni, che per legge non
potrebbero essere rieletti. Una vera e propria «epurazione» di tutti quei
politici che hanno accompagnato l’avventura del sindaco Stefano Nardi dal 2006
ad oggi. L’intera giunta, ma anche tutti gli ex assessori fuoriusciti e che ora
sono sparsi tra partiti e movimenti antagonisti, impegnatissimi a riconquistare
un posto al sole nelle stanze del Palazzo ed esposti a cotanto rischio. Essere
fatti fuori non con una trasparente battaglia politica ma con un escamotage
«tecnico» che suonerebbe come vero e proprio colpo basso. Ecco perché è
probabile che chi ha partorito questa idea luciferina di dichiarare il dissesto
del Comune non sieda e non abbia mai seduto in giunta. Se dovesse confermarsi la
malsana ipotesi, comunque, ci si troverebbe di fronte ad un vero e proprio
Machiavelli in chiave contemporanea. Capace di sacrificare sull’altare del
potere politico non solo il fairplay (e qui starebbe in linea con i tempi) ma,
cosa ancor più grave, il benessere della popolazione. Perché se è vero che dal
punto di vista politico l’idea potrebbe fare gola a molti, lo è altrettanto che
i costi, quelli veri, ricadrebbero tutti sulle spalle dei cittadini. Imposte,
tasse, tributi, aliquote e tariffe sarebbero infatti elevati al massimo, e il
personale dipendente del Comune in eccedenza finirebbe in mobilità, pagato con
un contributo del Ministero degli Interni per i 5 anni di dissesto. Insomma, non
pare affatto uno scherzo. Si avrebbe una vera e propria frattura tra la gestione
passata e quella presente. Politicamente permetterebbe di fare piazza pulita di
avversari scomodi, vecchi e nuovi. Economicamente inizierebbero invece per
l’intera popolazione 5 anni di lacrime e sangue. Sarebbe davvero l’ultimo,
altissimo contributo fatto pagare alla città per l’ennesimo, risibile giochetto
politico. Al momento si tratta soltanto di voci di corridoio, ma nessuno a oggi
può davvero escludere che qualcuno decida di utilizzare l’escamotage del
dissesto finanziario per usarlo come un’arma politica in vista delle prossime
elezioni amministrative a Terracina.
Diego Roma


La hall dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina scambiata per un campo di
calcio.
Ennesima conferma di come la sorveglianza all’interno dell’edificio di
via Firenze sia ormai un’emergenza più che un’urgenza. Un’emergenza che, però,
non sembra preoccupare più di tanto chi dovrebbe risolverla. Sono i fatti a
dirlo, non le parole. Le ultime voci di corridoio parlano di teppistelli
notturni che molto di recente si sarebbero intrufolati nell’ospedale
improvvisandosi giocatori di pallone. Del resto il piano a disposizione è bello
grande. Di spazio per organizzare due tiri a calcio ce n’è. Quanto alla
possibilità di entrare senza colpo ferire, anche su questo non ci sono grossi
problemi. Quindi basta una comitiva di buontemponi senza troppa paura, un
pallone e il gioco è fatto. Anzi, la partita. Sarebbe curioso sapere cosa ne
pensano gli ospiti «regolari» dell’ospedale, che avrebbero bisogno di riposo e
tranquillità e non certo di schiamazzi notturni. Addirittura pare che qualcuno
sia andato anche oltre una normale, si fa per dire, partita di calcio…«intra
moenia» nel «Fiorini». Sembrebbe, infatti, che qualcuno dei soliti ignoti
addirittura sia entrato direttamente sulle due ruote. E non in bicicletta, ma
direttamente in sella a uno scooter. Anche in questo caso sarà bastato
percorrere la rampa d’accesso, spingere appena appena una delle porte d’ingresso
e…via, scorrazzata notturna nella hall dell’ospedale. Sarà stata una
scommessa, un gioco stupido, qualsiasi altra cosa. Fatto sta che sarebbe
accaduto anche questo. Senza il minimo intoppo. Esattamente come i clochard che
oramai da tempo hanno scelto l’edificio a propria dimora. Soltanto un’emergenza
abitativa invernale o una sistemazione permanente? Da anni viene sollevato il
problema dell’assenza di sicurezza notturna nell’ospedale di terracina, senza
che fino a oggi sia stato raggiunto anche il più piccolo risultato. Sempre e
soltanto colpa dei soldi che non ci sono? Tempo fa sembra che un’associazione di
volontariato si fosse proposta di accollarsi le spese della video-sorveglianza,
ma anche in quel caso non se n’è fatto nulla.
Rita Recchia


I programmi, le scelte e anche gli uomini.
Il PdL di Terracina ha decisamente
imboccato la strada del cambiamento, della rivoluzione rispetto
all’amministrazione comunale in carica a guida Nardi. Il giorno dopo le dure ed
incisive esternazioni che hanno segnato un preciso spartiacque nel futuro del
PdL terracinese, il consigliere regionale Giovanni Di Giorgi torna sulla
situazione politica locale e tocca anche l’argomento del candidato sindaco di
Terracina alle elezioni del prossimo 15 e 16 maggio: «Noi come PdL rivendichiamo
senza dubbio il candidato sindaco a Terracina, che deve certamente essere una
persona che ha a cuore la città e un nome condiviso». Ma Di Giorgi si spinge
oltre nell’identikit del candidato, senza però fare esplicitamente nomi: «La
figura del candidato sindaco deve essere individuata attorno ad una persona che
condivida i nostri programmi e, in tal senso, siamo aperti al confronto con
altre forze politiche che condividono i nostri programmi per la individuazione
di una figura di sindaco ideale. Da due elementi, però, non si può prescindere –
ammette il consigliere regionale pontino – Il primo è che il candidato sindaco
abbai a cuore il bene della città e gli interessi dei suoi cittadini. Il secondo
è che questa figura non abbia a che fare con la precedente amministrazione, in
sostanza quella in carica fino ad oggi. Come ho già affermato, Terracina ha
bisogno di un generale rinnovamento – afferma Giovani Di Giorgi – soprattutto
perché a chiedercelo a gran voce sono i cittadini, è la gente. Questa città
merita una guida all’altezza, nettamente diversa da quella che fino ad oggi ha
amministrato Terracina. Il PdL vuole essere questo, rappresentando i valori di
una destra di governo moderna, che salvaguardi gli interessi della città».
(da corriere pontino)

Continuano le indagini sulla terracina Ambiente affidate dal sostituto
procuratore Giuseppe Miliano agli investigatori del Nipaf di Latina e del Norm
di terracina.
L’attenzione sarebbe concentrata, almeno in questa fase, sul
consolidato rapporto tra la mista delegata alla gestione del servizio rifiuti di
terracina, finita sotto sequestro l’8 febbraio scorso, e la Latina Ambiente,
l’altra società che nella città capoluogo gestisce il medesimo servizio. Un
rapporto singolare scaturito dall’affidamento della terracina Ambiente, senza
alcuna gara ad evidenza pubblica, del servizio definito Management consulting e
di altri servizi che hanno trasferito i compiti di governo, controllo e
programmazione delle attività proprie ad un soggetto terzo, appunto alla Latina
Ambiente che sebbene abbia lo stesso socio privato dell’altra, l’Unendo, doveva
ritenersi a tutti gli effetti una distinta società. Non a caso il Gip Tiziana
Coccoluto, nell’ordinanza di sequestro della società e della nomina del
commissario Teodoro Contardi, ha sottolineato come la Latina Ambiente, di
concerto con gli organi della terracina Ambiente, abbia di fatto «condizionato
le scelte di quest’ultima anche ritardando provvedimenti finalizzati unicamente
a determinare lo stato di necessità; ciò per giustificare il ricorso sistematico
alla trattativa privata eludendo, così, le procedure di evidenza pubblica». Un
modus operandi fraudolento che da un lato avrebbe violato il principio
costitutivo della società mista di terracina, organismo di diritto pubblico con
i relativi oneri e obblighi che la legge pone a carico di tale soggetto, e
dall’altro avrebbe prodotto ingenti danni al Comune di terracina, diretti e
indiretti, scaturiti dal costante e sistematico inadempimento nell’attuazione
del piano esecutivo del servizio. Insomma una gestione «improbabile e
inefficiente» per la quale sono stati iscritti nel registro degli indagati
l’amministratore delegato della terracina Ambiente, Valerio Bertuccelli (che è
anche amministratore delegato anche della Latina Ambiente) e Luigi Di Mauro, ex
funzionario del Comune di terracina. A carico di entrambi, in concorso, i reati
di frode nelle pubbliche forniture e truffa. Continuano pertanto gli
accertamenti anche sul fronte della Latina Ambiente finalizzati a chiarire se
sussistano o meno eventuali altre responsabilità. Al setaccio, quindi, tutta la
documentazione relativa ai rapporti tra le due società e ai contratti di nolo
che avrebbero determinato un indebito arricchimento del socio privato a danno
della terracina Ambiente, o meglio del socio pubblico, il Comune di terracina.
Rita Cammarone

Non basta, al terracina, un’ora giocata con l’uomo in più per avere la meglio
del Marino, squadra quadrata e ben messa in campo dall’ex Patalano.
Un evento,
il rosso a Thioye, che spinge gli ospiti a difendersi tanto che, alla fine, si
conteranno pochissime occasioni. Bene il terracina nella prima parte di gara. Al
7′ una rovesciata sporca di Rosi servito dalla sponda di Reppucci, finisce tra
le braccia di Sambuncini che raccoglie senza pericolo. Al 18′ prima vera ghiotta
occasione per i tigrotti. Su contropiede Rosi vede con la coda dell’occhio la
sovrapposizione di Serapiglia servendolo sulla corsa. L’assist rasoterra
dell’esterno, però, attraversa tutto lo specchio della porta e viene sventato
dalla difesa. Sul successivo calcio d’angolo, colpo di testa di Reppucci di poco
a lato. Recriminano i padroni di casa al 21′ per l’intervento di Russo al limite
del lato corto di destra dell’area di rigore su uno spunto di Rosi. Per
l’arbitro è solo calcio di punizione, ma c’è il giallo per il terzino ospite. Al
30′ la squadra di Catalano rimane in inferiorità numerica per il secondo giallo
del colored Thioye, reo di aver fermato irregolarmente al limite della lunetta
dell’area Rosi. Da questo momento in poi, può sembrare strano, ma gli attacchi
del terracina perdono di intensità e vigore. Gli ospiti arretrano sulla linea
dei centrocampisti Arcobelli e lasciando come unica punta, lì davanti,
Angelilli, e a fare da collante con il centrocampo Fanasca. Insidioso il calcio
di punizione proprio del numero dieci al 45′, destinato sotto l’angoletto alla
destra di Cuomo, ma smanacciato dal portiere in extremis. La ripresa è un
continuo, ma inutile, possesso palla dei tirrenici, che non trovano sbocchi e
forse, ad un certo punto, si accontentano pure del pari.

Erosione, cittadini e operatori balneari temono che la prossima stagione estiva
non decolli.
Ad ascoltare le loro ansie, timori e preoccupazioni è intervenuto
il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, con cui sabato sera
hanno avuto un incontro. Gli operatori hanno scelto per l’incontro il tratto di
costa terracinese che ha subito i danni maggiori, quello che si estende da porto
Badino a Foce Sisto, in modo tale che Storace potesse costatare da vicino i
danni subiti. «I problemi riguardano oltre che gli operatori balneari anche i
residenti, – spiega Francesco Storace – Le disastrose condizioni attuali della
costa, e parliamo di almeno 4 chilometri, e tutti i disagi che ne conseguono,
spinge coloro che prima prendevano in affitto le case a Terracina a scegliere
altri lidi. Il valore delle abitazioni si abbassa, riversando le proprie
conseguenze anche in ambito sociale. è anche su questo terreno che bisogna
intervenire. Ho già parlato con l’assessore all’ambiente della Regione Lazio,
Marco Mattei, a cui ho preannunciato un’iniziativa per tentare di garantire
fondi regionali per il ripascimento con barriere. Quella che è mancata in questi
anni è una politica che coniugasse la portualità con il ripascimento per la
tutela delle spiagge e di tutto quello che comporta. C’è anche un problema di
dragaggio. Tante questioni che tecnicamente non sono state affrontate e che
possono essere risolte, sempre che ci sia la volontà di fralo». Storace ha
inoltre preannunciato all’assemblea dei cittadini presenti all’incontro delle
novità. «Stiamo puntando a far approvare una mozione – continua il segretario de
La Destra – che depositeremo da qui ad una settimana in consiglio regionale in
modo che sia un incentivo per l’amministrazione. Sono abituato a mantenere
quello che prometto con la mia firma. Io sono pronto ad intervenire in prima
persona, poi bisogna convincere gli altri a mettere la loro firma sugli atti.
Quindi coinvolgerò anche i consiglieri eletti nella provincia di Latina.
Ovviamente, per la buona riuscita della nostra mozione, necessitiamo anche
dell’aiuto dei cittadini. Ma, prima di tutto voglio esaminare bene le carte,
voglio essere certo del successo dell’iniziativa, per non rischiare, altrimenti,
di dare un’altra illusione ai terracinesi ».
maya bottiglia


«Strozzateci tutti-23 autori che raccontano il Paese reale» arriva a terracina.

Domani a partire dalle ore 10e30 l’istituto «Alessandro Filosi» presso la Sala
Valadier ospiterà alcuni autori dell’antologia edita da Aliberti. Una risposta
corale di 23 scrittori del sud che si sono uniti per rispondere con la penna
all’anatema lanciato a Olbia da Silvio Berlusconi nel novembre 2009, quando
giurò di voler strozzare chi scrive di mafia infangando l’immagine dell’Italia.
«Strozzateci tutti» è la risposta orgogliosa di una squadra di giornalisti,
ricercatori, sociologi, uomini e donne che hanno fatto della loro testimonianza
sul campo e delle conoscenze professionali lo strumento per penetrare la realtà
delle mafie e la loro sotto-cultura. Modera Agostino Alla.
Ri.Re.

«Fandonie. Non c’è stata nessuna riunione del direttivo sabato sera, tantomeno
la presenza del coordinatore provinciale Claudio Fazzone». Liquida così Nicola
Procaccini le voci rese pubbliche di una sua candidatura a sindaco del Pdl. La
situazione per come la racconta il diretto interessato è ancora in alto mare.
«Non ho mai ricevuto la richiesta da parte del coordinamento di un mio impegno e
neanche quella di Claudio Fazzone – spiega Procaccini – Finora si è parlato di
programmi e di alleanze. La situazione nel Pdl è ancora tutta da costruire.
Forse c’è qualcuno che mette in giro voci sulla mia candidatura per bruciarla
prima del tempo». Lui non ha mai nascosto la sua disponibilità a patto che sia
supportata da tutti. Ma le due anime del Pdl sono divise, da un lato il
coordinamento guidato da Gianluca Corradini e dall’altro l’attuale maggioranza.
I primi vogliono andare alle elezioni nel segno di una chiara discontinuità
amministrativa con gli attuali esponenti del Pdl. I secondi che non hanno
nessuna intenzione di passare per quelli che hanno amministrato male il Comune e
che hanno già minacciato di lasciare il Pdl se Fazzone non li “riconoscerà”.
Questa la situazione decisamente liquida sulla quale “galleggia” da tempo la
candidatura di Procaccini pubblicata sul giornale un giorno e smentita il giorno
dopo dallo stesso. «Ripeto la posizione. Non c’è nessuna candidatura ufficiale e
tantomeno la mia. Personalmente ho un impegno professionale con il ministero
retto da Giorgia Meloni. Ogni altra indicazione che in questo momento sta
arrivando a livello locale è priva di ogni fondamento». E’ la seconda volta in
meno di un mese che Procaccini è costretto a smentire le voci che lo vedono
candidato del Pdl per le amministrative di maggio. Per conoscere il nome
bisognerà attendere la prima settimana di marzo. E non è detto che non sia
proprio Procaccini.
di FABIO COCCIA

Dieci anni di navigazione ed il vascello amministrativo è ancora in alto mare,
con un comandante incapace, la cambusa ormai vuota.
Nocchieri inadeguati si sono
avvicendati nella sala macchine. Inevitabile che finissero con il premere i
bottoni sbagliati. Forse qualcuno ci ha anche provato a schiacciare quelli
giusti, ma da quando al timone c’è l’anatomopatologo l’impianto elettrico
registra troppi sbalzi di corrente. A bordo c’era anche un boat manager, ma
sarebbe stato meglio un elettricista. Un vero peccato che una nave tanto bella,
sia stata affidata ad un equipaggio d’acqua dolce. La similitudine calza a
pennello per un’amministrazione che ha una così viva e dolorosa consapevolezza
della propria inadeguatezza, da esibirsi giorno dopo giorno in penose
esercitazioni dialettiche, in un’improbabile difesa della propria incapacità.
Leggerezza, incapacità o dolo? Fatto è, che tra Nardi ed assessori non esiste
stima, disistimati a loro volta dai consiglieri, ma il binomio poltrona/potere è
un collante tenace, ed amalgama acqua ed olio, ed accoppia il diavolo con
l’acqua santa. Il risultato è un ampio e motivato discredito. Donne e uomini,
giovani ed anziani, categorie e parti sociali, hanno chiesto invano che qualcuno
ponesse fine a questa infelice esperienza di governo, consapevoli dei danni che
aveva fatto e che avrebbe potuto fare. Gli interessi della città esigevano di
porre fine ad un disgustoso uso discriminante, dittatoriale del potere
disinteressato alle esigenze dei cittadini. Ma non è stato possibile, di troppe
ingiustificate protezioni ha goduto questo sindaco e ora sarà il popolo ad
accollarsi l’incarico di mandare a casa questa amministrazione delle chiacchiere
e della dissoluzione delle risorse. Nel frattempo inutile sperare in
provvidenziali rigurgiti di coscienza: in questa maggioranza non vi è
“coscienza”. Centro storico, portualità, piscine, teatro romano, parcheggi,
arenili, viabilità, servizi, tutto approssimativo. Progetti crollati già sulla
carta, in “porto” sono approdate solo scandalose delibere ed incredibili
assunzioni: le cambiali firmate per la passata e la futura campagna elettorale.
Ma a tutto c’è una fine. Governare è un compito gravoso, che richiede spirito di
missione, rigidità morale, assunzione di responsabilità. Le scelte di un sindaco
modellano una città e ne determinano la qualità di vita. Due mandati affidati ad
un centro sinistra statico e statalista, sono stati la naturale premessa per un
voto di reazione, il trampolino di lancio per portaborse affamati ed
impreparati. Ora è vietato sbagliare, la prossima scelta deve partire da un
punto fermo: l’emarginazione politica di coloro che il giudizio popolare ha già
giustamente condannato.
(da Corriere Pontino)


Il ricorso al Tar appena presentato dalla Confcommercio Ascom in merito alla TIA
2 introdotta dal Comune a partire da quest’anno non distoglie per nulla il prof.
Teodoro Contardi, l’amministratore giudiziario della Terracina Ambiente nominato
dalla Procura, dall’andare avanti per la sua strada.
La tariffa integrata
ambientale verrà applicata senza tentennamenti. Contardi, diversamente dai
commercianti, ritiene che la società mista abbia tutti i titoli per assumere in
proprio gli accertamenti ed i pagamenti previsti dal nuovo sistema. Un tale
convincimento lo ha manifestato nel corso di un incontro con l’assessore
Maragoni, il legale del Comune Iannitti, i dirigenti Nasti e Fusco. Il verrtice
è proseguito con l’intento di definire meglio gli obblighi della società e del
Comune. Avanti tutta, quindi, con la Tia. «Attraverso tali introiti – dichiara
Contardi – saremo in grado di assicurare un servizio completo alla popolazione».
Qualche segnale in questo senso già è possibile vederlo. La città appare più
pulita. «La società sta rispondendo alle esigenze sacrosante della popolazione.
Saremo scrupolosamente impegnati ad assicurare tutte le prestazioni previste
dalla convenzione con il Comune. L’ottica con la quale agirò è quella di ridurre
le spese, garantendo una gestione più oculata». Dopo il pagamento dei salari ai
dipendenti, l’amministratore giudiziario ha assicurato anche l’anticipo di 100
mila euro per la discarica di Borgo Montello. Il 1 marzo verrà pagata la seconda
tranche. A 10 giorni dal sequestro deciso dalla Procura (per frode in pubblica
fornitura sono stati denunciati l’amministratore delegato Bertuccelli e l’ex
dirigente comunale Di Mauro) la Terracina Ambiente è proiettata verso un nuovo
corso.

Dopo la delibera comunale che prevede la realizzazione di una biblioteca e di un
museo archeologico al secondo piano del Palazzo delle Bonifica, l’Archeoclub
Italia solleva alcune perplessità.
«L’allestimento della biblioteca non è
presente negli elaborati grafici ne tantomeno è previsto dal computo metrico o
del quadro economico. Inoltre – prosegue l’Archeoclub – la delibera sembra
assegnare parte del secondo piano alla Fondazione Cesaretti, mentre secondo il
finanziamento approvato è previsto che l’intero spazio sia riservato alla
realizzazione del museo. Per questi motivi chiediamo immediati chiarimenti».
(da corriere pontino)


Il populicchio berlusconinano di Terracina ha avuto il suo candidato a sindaco,
il ras ha deciso e ha indicato chi dovrà governare il borgo Anxur.
Ancora una
volta la città di Terracina ha un suo candidato a sindaco, che purtroppo ha
notevoli possibilità di essere eletto, scelto altrove. Quando sarà possibile per
questa città che con il suo patrimonio culturale, nel Lazio è seconda sola a
Roma, con le sue tradizioni Democratiche, potrà avere, dopo 10 anni di colonia,
avere un sindaco che rappresenti la Città, che si batta per avere una autonomia
dal ras, che riporti nel giusto alveo la politica. Questo è possibile se la
città farà sentire la propria voce, con la partecipazione, con le forme odierne
della protesta se si riconoscerà nelle lotte e nelle richieste di chi qui e
altrove si batte per i diritti, per il lavoro, per il ripristino della legalità,
perché questo paese diventi centro di Democrazia partecipativa, e partecipata
superando divisioni e condividendo i valori programmatici che possono sviluppare
una economia sana in una società sana. Oggi è sotto gli occhi di tutti la
situazione economica di questa città pesantemente inquinata dalle “lavanderie”
di denaro di dubbia provenienza, da imprenditori strozzati dall’usura, mentre
gli istituti di credito sono alle prese con la speculazione finanziaria e non
erogano liquidità in nome della finanza anziché dello sviluppo industriale. La
Federazione della Sinistra crede che anche nelle amministrazioni locali sia
doveroso l’impegno a chiudere la stagione dei derivati, delle speculazioni
finanziarie e ridare attenzione alle peculiarità e ai compiti propri dell’ente
comune, avvero l’erogazione dei servizi, l’assistenza ai non abbienti, ai
disabili ai soggetti deboli, che ponga al primo posto l’attenzione al lavoro,
perché lo Stato esiste ed è credibile se sa garantire almeno un tetto ed un
pasto caldo ai suoi cittadini, oltre al rispetto della propria dignità e delle
regole che esso stesso sui è dato. Su questo chiediamo ai cittadini di
pronunciarsi di far valere la propria voce ed è su questo che rivolgiamo un
appello all’unità di tutti Partiti ed associazioni che si riconoscono nel centro
sinistra e nel cambiamento della società a far valere gli elementi di unità
sulle divisioni che porteranno ancora una volta ad avere per anni
un’amministrazione schiava di equilibri decisi altrove e una città priva della
propria dignità. Riteniamo di poter riprendere quel cammino iniziato nello
scorso anno per iniziativa della Federazione della Sinistra con tutti i Partiti
dal PD, ai VERDI, a SEL per un progetto condiviso e che ci ha visti uniti su
punti programmatici, La riorganizziamone degli uffici comunali, Il risanamento
finanziario La difesa dell’ambiente del patrimonio architettonico e storico e lo
sviluppo sostenibile Il ciclo dei rifiuti con la raccolta differenziata, nonché
il recupero del sito delle Morelle L’Acqua pubblica, sottraendola ad un gestore
che grazie alla complicità delle istituzioni amiche somministra acqua non idonea
al consumo umano. Oggi chiediamo a tutti di superare le divisioni, di ricercare
un candidato condiviso che rappresenti tutti i componenti per tutti e cinque gli
anni in una sorta di gruppo federato cosi da poter costruire un percorso
politico unitario che permetterà di costruire anche la Città nuova., che sia di
nuovo Terracina e non Borgo Anxur, comune di Fondi.
Federazione della Sinistra
Roberto Iacovacci


STAR bene a scuola non è più soltanto un’idea tanto decantata ma poi, nei fatti,
irrealizzata.
Al liceo «Da Vinci» di Terracina star bene a scuola si può. Per
gli studenti è infatti arrivato un «punto giovani», uno spazio di circa 40 metri
quadrati dotato di ogni comfort: maxi schermo, touch-screen per la lettura dei
giornali, sistema wi-fi per la connessione internet veloce e gratuita. «In
questo spazio – afferma il preside Carmelo Palella – gli studenti possono
fermarsi per il tempo che intercorre tra le attività del mattino e quelle
pomeridiane, possono fermarsi per studiare ed approfondire gli argomenti oggetto
di studio, possono attendere l’orario di apertura della biblioteca per
particolari attività di studio ». Ai professori non è andata peggio con
l’inaugurazione di una sala dedicata al loro relax nelle ore di intervallo.
F. A.

La gestione del verde pubblico è allo sbando. Il Comune nel 2009 ha affidato per
cinque anni l’appalto alla ditta “Verde Idea” di Taranto, ma da ottomesi non
paga le spettanze per il lavoro svolto. «Le conseguenze peggiori – spiega il
capogruppo del Pd Antonio Bernardi – sono per gli operai della ditta che non
percepiscono lo stipendio da tre mesi». Quella del verde pubblico è una storia
infinita. Prima dell’affidamento alla ditta pugliese, la gestione è stata
caratterizzata dal non rispetto dei termini contrattuali nei confronti delle
varie ditte da parte dell’amministrazione. «Ritengo – prosegue Bernardi – che se
la Verde Idea non riesce a pagare gli operai per i ritardi del Comune, sia
neccessaria la rescissione del contratto tra le parti, ed affidare il servizio
ad una ditta in grado di sopportare l’attesa dei pagamenti. In caso contrario,
il Comune deve prendere la gestione diretta del servizio provvedendo al
pagamento degli stipendi. Altrimenti dichiari il dissesto del Comune.
(da corriere pontino)

Una crisi di liquidità mai vista sta impedendo di far fronte, tra l’altro, agli
impegni contrattuali con le ditte delle pulizie e della mensa.
«Soffrono» i
creditori, ma la contingenza nera potrebbe ripercuotersi anche sui dipendenti
comunali. La notizia è questa: al momento nelle casse del Comune non ci sono i
soldi per pagare i loro stipendi a fine mese. Per le loro tasche quella prossima
sarà una settimana decisiva, per il Comune i giorni prossimi saranno
fondamentali per allontanare lo spettro del dissesto, che, con la concomitante
vicissitudine giudiziaria della Terracina Ambiente, sta aleggiando quanto mai
minaccioso sui destini finanziari dell’ente locale. Ad ogni mese per le buste
paga dei dipendenti servono sugli 800 mila euro. A venerdì scorso in cassa
risultavano 400 mila euro, tanto quanto bastava per pagare gli stipendi dei
comunali ma al netto dei contributi salariali. Mancava all’appello una somma
dello stesso importo. Un momento d’impasse: non si potevano emettere i mandati.
Tradotto in soldoni, questo vuole dire che la data canonica del 27 del mese
potrebbe saltare. La circostanza non è smentita dal dirigente del dipartimento
finanziario Ada Nasti: «Mi sto impegnando per evitare uno slittamento. Devo
trovare altre risorse, dato che lo Stato ha rinviato a marzo l’accredito dei
contributi obbligatori che ci deve a vario titolo per il mese di febbraio. Si
tratta di 1 milione di euro». In tanto i comunali sono in apprensione. Temono il
replay di quanto successo alla fine dell’agosto 2009. Una tegola sopra l’altra.
In Comune paventano l’arrivo del commissario ad acta, che deve provvedere al
pagamento forzato di 350 mila euro a favore di un creditore. La Terracina
Ambiente, per conto suo, vanta un credito di 2,5 milioni di euro. Ed è proprio
la condizione della società mista a creare ulteriori grattacapi, dal momento che
l’intervento della Procura sta rallentando la fase di passaggio dalla Tarsu alla
Tia, con la conseguenza che si è creato un default spaventoso.
Ercole Bersani


L’alleanza di centro si prepara alla battaglia politica in vista delle prossime
elezioni comunali.
Il movimento che fa capo all ’onorevole Francesco Pionati e
rappresentato a Terracina dal segretario Francesco Silvestro, si dichiara pronto
a svolgere un ruolo da protagonista nel centrodestra. «La lista – si legge in
una nota dell’Adc – sarà composta esclusivamente da concittadini che per la
prima volta si affacciano alla politica, non escludendo che ad essi si possa
aggiungere qualche nome importante della politica cittadina. Gli incontri con il
Pdl procedono fattivamente, senza trascurare anche possibili comuni aggregazioni
con le altre formazioni civiche. Sarà importante presentare una lista che ha un
fortissimo preponderante nella media età dei candidati, professionisti e
imprenditori affermati ma ancora pieni di stimoli accattivanti quali la voglia
di essere utili alla città.
F. A.

I CARTELLI di divieto di pesca sul canale Linea Pio VI nella zona di Ponte Rosso
evidentemente non bastano a convincere alcune persone a non pescare lungo le
sponde del corso d’acqua. Essendoci il rischio di inquinamento, infatti, un’ordi
- nanza comunale vieta la pesca nella zona ma in tanti, non solo extracomunitari
ma anche cittadini del posto, continuano a non rispettare le regole. Ieri
mattina gli agenti della polizia locale, dopo numerose segnalazioni, hanno
effettuato un blitz nella zona di ponte rosso sorprendendo diversi pescatori nel
pieno della propria attività. Alcuni di loro sono stati generalizzati e
diffidati ad allontanarsi. I vigili urbani sempre ieri mattina sono stati
impegnati anche in un altro servizio di controllo. In particolare nella zona del
porto dove, fin da sabato sera, si erano stabilite decine e decine di camper nel
piazzale di via Stella Polare. L’area non è dotata delle strutture necessarie
per ospitare i camperisti, soprattutto da un punto di vista igienico sanitario e
della sicurezza. Gli agenti della polizia locale, per questo motivo, hanno
controllato che non ci fossero irregolarità.
F. A.




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