Archivio Febbraio 2011

terracina-sdraio-spiaggetta-con-sdraio-in-mezzo-anni-60_bis

La Soprintendenza non ne sapeva nulla. Con la sua lettera in risposta alle
segnalazioni di due associazioni, l’Ente preposto alla tutela dei beni
archeologici smentisce la linea di difesa dell’amministrazione Nardi, che ha
presentato la ripresa dei lavori nel Parco del Montuno come una iniziativa
autorizzata dalla stessa soprintendenza. Ecco, invece, che cosa si legge nella
missiva: «A seguito dell’esposto dell’Archeoclub di terracina e dell’analoga
segnalazione dell’Associazione terracina  Rialzati, considerato che nell’area in
questione sono stati avviati lavori di movimento terra finalizzati
all’esecuzione di ulteriori indagini di accertamento del sottosuolo archeologico
necessarie alla redazione di una variante del progetto originale senza
preventivamente concordarne i tempi e modalità esecutive, e dunque
contravvenendo alle prescrizioni contenute nella nota della Scrivente prot.
12061 del 22 ottobre 2010, questa Soprintendenza chiede a codesto Comune di
sospendere le opere». Intanto, anche il Pd ha presentato un esposto contro la
riapertura del cantiere sul Montuno, in cui, come si ricorderà, sono venute alla
luce strutture murarie antiche nel corso di opere per la realizzazione di un
parcheggio interrato. I democratici si sono rivolti all”Autorità sulla
vigilanza sui contratti Pubblici di Lavoro’ e alla ‘Direzione regionale
territorio e urbanistica’. «Riteniamo -si legge nell’esposto- che, per
rispettare le indicazioni della soprintendenza, lo scavo doveva essere limitato
per superficie e nel tempo per approfondire l’indagine, elaborando un progetto
di scavo, portarlo in Consiglio Comunale con la individuazione dei relativi
finanziamenti, approvarlo e far valorizzazione e per la fruizione dei reperti
approvati, senza sbancare una vasta area in modo sommario». Il Pd, infine,
denuncia la mancata acquisizione dei «pareri e autorizzazioni relativi ai
vincoli storico-artistici, architettonici, paesaggistici».
Andrea Di Lello

54000 [20]

«ASSESSORE, si dimetta». Così l’associazione culturale Terracina Rialzati invita
l’assessore ai Lavori pubblici Franco Ferrari a fare un passo indietro dopo il
pasticcio del Montuno. L’associazione accusa Ferrari di aver mentito
«spudoratamente sulle fantomatiche “autorizzazioni” rilasciate dalla
Soprintendenza per allestire un cantiere di lavori al Montuno». A corroborare la
tesi, la nota del 16 febbraio scorso con cui il Ministero chiede al Comune di
sospendere i lavori perché non precedentemente concordati con la competente
Soprintendenza. «Un politico con un minimo di decenza darebbe le dimissioni»,
incalza l’associazione, che aggiunge: «Come si può fare un parcheggio in un’area
protetta anche da un vincolo paesaggistico senza il parere positivo della
Soprintendenza, che non è quella ai beni archeologici? Come si può fare un
parcheggio in contrasto con il Ppe del Centro Storico in declivio e pianura
senza il cambio di destinazione urbanistica? Sono autorizzazioni fondamentali.
Voi – chiede il gruppo – le avete fatte, o non ve ne importa nulla? Se i
cittadini non avessero protestato e nessuno avesse avvisato la Soprintendenza
come si sarebbero svolti i lavori? Avremmo trovato un’autobetoniera pronta per
gettare le fondamenta del parcheggio?».
D. R.

54000 [19]

Mimmo Zappone, attualmente consigliere comunale del Pd di terracina, candidato a
sindaco della città, è stato professore e preside per quarant’anni prima di
dedicarsi alla politica. Chiediamo a lui in che modo vede ed interpreta i
bisogni delle nuove generazioni. A terracina ci sono circa 7300 giovani tra i 15
ed i 18 anni. Un bel numero. Si tratta di una generazione ad alto rischio per
quanto riguarda un serio problema di identità sociale che va di pari passo con
l’inserimento nel mondo del lavoro. Il disorientamento morale ed etico è molto
alto, soprattutto quando tentano l’ingresso nella vita sociale. In una società
disgregante come la nostra, passata da una realtà contadina ad una
industrializzazione assai recente, si trovano costretti a recidere le loro
radici, se non vogliono diventare tutti bagnini, aprire palestre, o diventare
parrucchiere o estetiste per quanto riguarda le giovani donne. Così cominciano a
guardare con sospetto il mondo degli adulti perché non trovano risposte
significative alle loro esigenze di realizzazione e di realizzazione del proprio
valore. Tuttavia sono portati, grazie alla loro forza intrinseca, a guardare
oltre la realtà che li circonda, anche se non trovano né maestri di vita, né
buoni esempi da seguire. La prima grande contraddizione che devono affrontare è
che non ritrovano nel mondo sociale quelle regole e quei principi democratici
così ben definiti dal mondo scolastico, molto attento, soprattutto grazie al
lavoro dei presidi dei tre istituti superiori di terracina. Voglio dire che
vivono in una sorta di schizofrenia tra i principi che apprendono sui libri
scolastici e le varie forme di illegalità, di ingiustizie e disuguaglianza che
minano la loro dignità. Dignità che viene loro negata una volta usciti fuori
dalla scuola dell’obbligo. Ecco perché, la maggior parte risponde con l’apatia,
il disinteresse, lo smarrimento sul loro futuro, semplicemente perché non c’è
nulla per loro che li trattenga a terracina. Chi può fare proposte adeguate a
risolvere i loro bisogni? Intanto dovrebbero essere coinvolti in decisioni che
li riguardino. Sui banchi di scuola, dovrebbero essere sensibilizzati a
comprendere che il bene di una comunità è superiore alla somma del bene dei
singoli, del personalismo. In poche parole avere a cuore il bene sociale è un
valore aggiunto. E consentirebbe di riformare quella identità perduta di cui
parlavo prima. Dobbiamo dare atto comunque che i presidi dei tre istituti
superiori di terracina sono l’eccellenza rispetto al vuoto che esiste fuori dai
portoni della scuola, in cui si cerca di realizzare momenti di riflessione, di
confronto e dibattito, di approfondimento culturale, e soprattutto di
inserimento nel territorio. Nella nostra città anche le parrocchie e le
associazioni come l’Azione Cattolica, gli Scouts, Comunione e Liberazione sono
quotidianamente impegnate ad attivare i giovani ed a fare loro proposte che
diano senso alla loro vita. Ci sono poi tantissime associazioni sportive,
culturali, teatrali che danno ai giovani la possibilità di crescere guardando
alla vita in modo progettuale. Purtroppo però tutto questo lavoro non dà i
frutti che potrebbe perché si inserisce in un contesto che ignora completamente
le problematiche dei giovani, non solo ma che li tenta giornalmente ad imboccare
strade di ripiego e fuga, come l’uso di stupefacenti ed alcol, se non rimangono
addirittura sedotti dai facili compensi di traffici illegali. Il senso, il
rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità è come l’aria per i
giovani. Se li si tradisce in questo, si tradisce la loro innocenza. Ed è questo
il compito della politica. Si riferisce ai compiti dell’amministrazione
comunale? Si parte dunque dal ruolo dell’educatore che deve marciare di pari
passo ad una politica che favorisca questo processo, promuovendo iniziative che
vanno dalla cultura della legalità alla cultura della pace, per poi essere però
in grado di trovare quegli sbocchi lavorativi insieme ad buon welfare e ad un
adeguato sostegno delle necessarie infrastrutture. Lo sviluppo della cultura,
del cinema, del teatro, dello sport, aumenta il senso di orientamento
identitario dei giovani. I luoghi di aggregazione culturale e sociale diventano
dei muri per non far filtrare affari illeciti e denaro sporco. La politica deve
avere come obiettivo quello di creare le condizioni culturali e strutturali per
aiutare a superare il qualunquismo accusatorio verso i giovani e renderli
soggetti attivi e veri cittadini protagonisti del loro futuro, aiutandoli a dare il meglio di sé.
Andrea Di Lello

54000 [18]

C’è chi, dimostra il suo amore con un fiore o una rosa e c’è invece chi, per
amore, mette a disposizione degli altri il proprio tempo.
Sono i volontari
dell’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) che, senza una remunerazione
economica, si dedicano ad assistere i malati ricoverati presso l’ospedale
Fiorini. A Natale come a Pasqua, a Ferragosto come a San Valentino. Agostino,
Pasqua, Tommasina, Ferdinando, Enrichetta e Giuliana. Sembrano soltanto nomi, me
per i volontari dell’Avo non è così. Dietro ogni nome c’è una storia intrisa di
sentimenti e di emozioni. Ogni turno è un turno nuovo e diverso. Si torna a casa
con il cuore carico per aver fatto del bene. è quanto accade a coloro che
operano nel sociale. E a Terracina c’è una buona risposta alla domanda di
volontariato. Infatti, nel solo anno 2010, sono state attivate ben 2.200 ore di
attività. Per ora, presso il nosocomio locale prestano servizio 49 volontari, ma
il numero è destinato a salire. Dal 24 febbraio sono iniziati i nuovi corsi
dell’Avo, che porteranno alla formazione di ben 66 volontari. Numeri record se
si pensa che l’Avo Terracinese è un’associazione neonata. I volontari per ora
sono presenti nei reparti di Ortopedia, Medicina e Chirurgia, ma è desiderio
dell’associazione poter essere accanto anche ai malati in dialisi, ai malati
oncologici in day hospital e di fare accoglienza al pronto soccorso. Si prestano
per soddisfare i bisogni più elementari dei malati, soprattutto quelli legati
alla somministrazione dei pasti principali. «è solo con le nostre forze -
spiegano alcuni dei volontari – e con le offerte di persone generose, che
soddisfiamo i piccoli bisogni dei malati. Per esempio forniamo tovaglioli di
carta, bicchieri, vasetti omogeneizzati, a volte un pigiama, delle pantofole».
(da corriere pontino)

54000 [17]

Ladri già a 13 e 14 anni. Piccoli delinquenti in erba piuttosto scaltri e ben
inseriti in un certo tipo di contesto, tanto da mettere a segno il colpo e un
attimo dopo bussare alla porta di un pregiudicato più che navigato per piazzare
la refurtiva. Giovanotti non alle primissime armi, dunque, che, però, stavolta
non hanno fatto in tempo a completare l’opera perché è intervenuta la polizia di
Terracina a rompere le proverbiali uova nel paniere. L’episodio, gravissimo da
un punto di vista soprattutto sociale, è accaduto venerdì pomeriggio, quando gli
agenti della squadra volante del commissariato di via Petrarca hanno notato due
giovanissimi all’esterno dell’abitazione di A.M., 55enne del posto ampiamente
noto alle forze dell’ordine, nei pressi di via Appia Antica. L’atteggiamento dei
ragazzini, un 13enne e l’altro più «adulto» di appena un anno, era di chi non si
trovava là per caso, ma stava aspettando qualcuno con un motivo ben preciso. E
il «motivo » erano i circa 6 chilogrammi di rame al seguito dei minorenni. Non
un pallone o uno skateboard, come sarebbe stato normale, ma una dose abbondante
del metallo particolarmente ricercato sulla piazza. Gli agenti del vice-questore
Rita Cascella hanno subito avvertito puzza di bruciato e si sono fermati,
controllando minorenni e «carico» a seguito. Era chiaro come il rame fosse
fresco di furto, appena smontato da qualche impianto già istallato dal momento
che sui tubi c’erano ancora tracce di malta e cemento. Baby ladri ma pur sempre
dei ragazzini. Quando gli agenti si sono avvicinati per controllarli, i due
hanno, infatti, subito ammesso che si trovavano lì in attesa che A.M. rientrasse
a casa perché volevano rivendergli tutto il rame che avevano appena trafugato da
una vicina casa in costruzione. La L squadra volante ha potuto accertare il
racconto dei due, recandosi sul posto e scoprendo che i tubi in rame erano stati
divelti dal bagno e dalla cucina dell’edificio utilizzando due coltellini,
sottratti nelle rispettive abitazioni, e modellando il rame per piazzarlo.
Ragazzini svegli, insomma, consapevoli non solo di quanto potessero guadagnare
piazzando la merce, ma anche di chi potesse essere il ricettatore che faceva al
caso loro. Adesso gli uomini della dottoressa Cascella stanno verificando se già
in passato il pregiudicato abbia affidato ai ragazzini altri incarichi del
genere. Tempo fa la polizia locale aveva beccato sempre due minorenni in
possesso di rame rubato sul camposanto. Avvisata la Procura dei Minori di Roma,
il pm ha proceduto contro il 14enne e disposto l’affidamento ai genitori di
entrambi i minorenni. Quanto ai familiari dei ragazzini, persone normali, adesso
hanno davvero una bella gatta da pelare. Sempre venerdì scorso la polizia ha
denunciato un 16enne alla guida di un ciclomotore 150 senza avere la patente e senza il casco.
Rita Recchia

54000 [16]

L’Archeoclub denuncia l’illegittimità della delibera comunale del 28 dicembre
2010 in merito alla vendita del rudere della ex chiesa di Sant’Andrea dei
Pescatori.
La delibera sarebbe in contrasto con quanto il consiglio comunale
aveva approvato a distanza di un mese. La delibera del 28 dicembre 2010 che
prevedeva la vendita dell’area e dei ruderi della vecchia chiesa di Sant’ Andrea
al prezzo di 38mila euro andrebbe annullata. Ci sarebbe un’incongruenza di
mezzo. Infatti la chiesa di Sant’Andrea dei Pescatori, appartenente al comune di
Sabaudia ma di proprietà dell’ente locale terracinese, era stata concessa per 30
anni a un privato di Roma che, dietro pagamento di un canone annuo di “10 euro”
euro, avrebbe provveduto al restauro, prevedendo un uso culturale del luogo.
Poi, lo stesso privato un anno fa ha chiesto di acquistare il bene. La delibera
favorevole era arrivata il 28 dicembre scorso. Ma poi un mese fa il Consiglio
comunale ha stralciato l’immobile dalla lista dei beni alienabili.
(da corriere pontino)

54000 [15]

In occasione delle festività di Carnevale l’amministrazione comunale di
terracina ha organizzato per oggi a Borgo Hermada e per il prossimo 7 marzo a
terracina  la tradizionale sfilata di carri allegorici.
A Borgo Hermada alle ore
14e30 ci sarà il raduno dei carri in via dei Bonificatori, nel parcheggio a lato
della scuola media. I carri sfileranno lungo via dei Bonificatori, via
Bolognini, via Leone X, via Trieste, piazza IV Novembre, (giro senso orario),
via Cesare Battisti, piazza 24 Maggio, via dell’Acquedotto, piazza 4 Novembre,
via Cesare Battisti. A terracina il 7 marzo alle ore 14e30 ci sarà raduno dei
carri nel piazzale Lido che percorreranno le vie del centro.
Ri.Re.

54000 [14]

«Per far ripartire l´agro pontino dobbiamo liberare i piccoli imprenditori, gli
artigiani e i commercianti dalle persecuzioni della pubblica amministrazione».

E’ questo il messaggio che Vincenzo Arleo, presidente dell´Aicai -
l’associazione italiana commercianti artigiani e imprenditori, ha lanciato
giovedì sera agli esponenti delle categorie produttive locali intervenuti
all’assemblea tenuta presso il comune di San Felice Circeo. «Dobbiamo proseguire
a raccogliere le firme per la petizione popolare sul concordato agevolato sui
crediti della pubblica amministrazione per poter chiedere ai parlamentari di
occuparsi di problemi reali, perché lo Stato siamo noi» ha precisato Arleo nel
suo intervento. La petizione, che ha già raccolto oltre quattromila adesioni,
richiede di agevolare il pagamento da parte delle categorie produttive dei
crediti vantati dagli enti locali, agli enti previdenziali e all´Agenzia delle
entrate. «Se si trasformasse in legge le imprese – fanno sapere dall’Aicai -
salderebbero i debiti contratti con la pubblica amministrazione pagando la parte
capitale per intero e gli interessi di mora, le sanzioni e l´aggio esattoriale
nella misura agevolata del 10% dell´importo dovuto. I numerosi artigiani,
commercianti e piccoli imprenditori intervenuti al Circeo, alcuni dei quali
anche di terracina e Sabaudia, hanno esortato a stare accanto alle piccole
realtà e a farsi promotori a livello territoriale di iniziative utili per il lavoro quotidiano».
E.M.

54000 [13]

Il Comune non riesce più a far fronte alle spese ordinarie correnti? Allora che
si dichiari il dissesto”. A parlare in questi termini è il gruppo consiliare del
Partito Democratico, che interviene a indicare una soluzione capace di fare da
salvagente rispetto a una condizione economico-finanziaria molto critica, visto
l’accumularsi dei debiti comunali e le difficoltà di far fronte al pagamento dei
salari degli impiegati comunali. «Con la fine del mese in corso -si legge in una
nota stampa sottoscritta dagli otto consiglieri comunali del Pd- i dipendenti
comunali avranno problemi a percepire gli stipendi. Inoltre, il comune di
Terracina, dopo aver già preso tutte le anticipazioni di cassa, da mesi non
provvede al pagamento di quanto dovuto alle ditte appaltatrici, quali quelle del
verde pubblico, mensa, pulizie, trasporti, servizi cimiteriali per citarne
alcune. La situazione si presenta ormai veramente preoccupante. II Comune non è
più in grado di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi
indispensabili, oltre a trovarsi nelle condizioni di non avere crediti liquidi
ed esigibili di terzi con cui si possa fare validamente fronte all’emergenza.
Pertanto, l’ente locale si trova, di fatto, nella situazione di dissesto
finanziario». L’Amministrazione Comunale viene invitata a fare chiarezza sulla
delicata questione, anche con un dibattito in consiglio comunale, assumendosi di
conseguenza “le proprie responsabilità nei confronti della comunità”.
(da corriere pontino)

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A dicembre si erano staccati alcuni massi da uno dei bastioni dell’antica cinta
muraria della prima metà del V secolo D.C., in via San Francesco Nuovo, a
terracina.
Adesso, da circa una diecina di giorni, è stato montato un ponteggio
per la messa in sicurezza che ha previsto la chiusura al traffico di una buona
parte della strada che conduce verso l’ospedale vecchio e via Anxur. «Noi non
siamo contro questo provvedimento se soltanto fosse temporaneo e limitato alla
sola durata dei lavori- parla per tutti un residente della zona a due passi dal
centro storico alto della città- Ma sono trascorsi già svariati giorni senza che
sia intervenuto nessun operaio a mettere in sicurezza le mura, e noi restiamo
con la strada chiusa e per arrivare e casa, e viceversa, dobbiamo fare un giro
enorme». Come a dire che a un problema, quello del cedimento oramai periodico di
parti di bastioni, va ad aggiungersi anche quest’altro del traffico deviato
altrove. I residenti di via San Francesco Nuovo erano stati contenti all’arrivo
del ponteggio perchè avevano pensato che finalmente la cinta muraria sarebbe
stata messa in sicurezza, sia per la loro incolumità sia per la conservazione
del reperto romano. E invece montato il ponteggio, chiusa la strada, almeno fino
a ieri non era stato fatto null’altro. «Viviamo in una città impossibile dove si
aprono cantieri uno dietro l’altro senza che si riesca a finirne uno come in un
posto normale».
Ri.Re.

tempiodigiove [5]

I carabinieri sulle tracce del ladro che venerdì con un abile stratagemma ha
rubato un Porsche.
L’uomo spacciandosi per un parente del proprietario, un
professionista di Terracina, si è fatto consegnare le chiavi della supercar
dagli indiani che gestiscono un autolavaggio. L’unica speranza di rintracciare
la Porsche è legata all’an – tifurto satellitare, anche se è probabile che,
trattandosi di gente specializzata nel furto di auto di lusso, il sistema sia
stata messo fuori uso.
D. R.

tempiodigiove [4]

La presentazione della nuova compagine societaria, avvenuta giovedì scorso, è
stato e resterà l’avvenimento più importante della settimana in casa terracina
Calcio.
Anche della partita che i tigrotti devono affrontare questa mattina a
Roma. Il match contro la Roma VIII, ultima delle classe, senza vittorie e con
uno score di 3 pareggi e 21 sconfitte non può, e non deve, infatti,
rappresentare un pensiero per la truppa di Mauro Pernarella. Il pericolo,
infatti, è proprio quello di non riuscire la dove tutti, o quasi, non hanno
fallito. Sarebbe come avere una specie di penalizzazione. Eppure Mauro
Pernarella non si fida: «Siamo consapevoli di avere a disposizione un jolly
importante. Sarà fondamentale riuscire a sbloccare subito il risultato perchè
poi, man mano che passeranno i minuti, la situazione potrebbe farsi pericolosa.
Loro sono una squadra formata quasi esclusivamente da giovani, se prendono
entusiasmo possono metterci in qualche difficoltà. Detto questo, sono convinto
che fare di certo una bella partita». Un mister fiducioso, quindi, cosciente del
fatto che i tre punti metterebbero la sua squadra nelle condizioni migliori per
affrontare con animo sereno le ultime fatiche di questa stagione. In tema di
formazione, poi, qualcuno, anche di importante, manca all’appello. Primo tra
tutti il portiere Fusco, che lamenta una distorsione alla caviglia che gli
impedirà di scendere in campo. Al suo posto pronto Cuomo, anche se in
ballottaggio c’è anche l’altro giovane estremo difensore Muoio. In difesa, la
coppia centrale è quella formata da Pannozzo e da Grillo, che torna dalla
squalifica. Sugli esterni due giovani, da scegliere tra quelli a disposizione,
visto che Balestrieri è squalificato. A centrocampo, squalificato pure Sansò,
dovrebbe ritrovare spazio capitan D’Amico, con Marzullo e Serapiglia. Grandullo
e Rosi a sostegno di Reppucci che giocherà da unica punta.
Lidano Orlandi

tempiodigiove [3]

Fa proseliti il partito Repubblicano, che nel giorno del Congresso nazionale e a
poche settimane dalla festa della Repubblica in una conferenza stampa comunica
l’acquisto di un altro esponente del centrodestra.
Dopo il «salto» dell’ex An
Piero Longo, divenuto segretario del Pri, e del consigliere comunale
indipendente Paolo Cerilli, ieri è stata la volta dell’ex capogruppo del Pdl,
oggi presidente del l’Azienda speciale Valerio Golfieri. Nella sala del bar del
Duomo, alla presenza di tutto il partito e del segretario provinciale Augusto Di
Lorenzo, ieri il direttivo dell’Edera ha presentato i suoi cavalli da corsa. Ad
aprire il meeting, Piero Longo. L’ex An si è detto «onorato di entrare a far
parte di un partito da una lunga e gloriosa storia, nel quale ritrovo tanti
amici di militanza politica». Longo ha dato il benvenuto a Golfieri, «uomo che
si è sempre interessato di tutti, e che può certo contribuire a dare quelle idee
su cui il Pri ha deciso di puntare per rilanciare la città». È toccato poi a
Golfieri esemplificare i motivi della sua scelta. «Sono qui per iniziare un
progetto. Io – aggiunge con un pizzico di polemica – che non avrei mai accettato
di andare a fare la fila solo per avere un posto in lista». «Pagelle, voti,
promozioni, bocciature circolano nel Pdl – ha continuato -a discapito del
confronto. Io non ho intenzione di rinnegare una virgola del mio percorso in
maggioranza, considero l’entrata nel Pri una scelta coerente in un partito con
cui c’è sempre stata grande collaborazione ». Golfieri vuole riservarsi un posto
da protagonista. «Mi piacerebbe contribuire alla stesura del programma, e
mettere al servizio la mia esperienza nell’Azienda speciale. In questo partito
si parla di questo, non di posizioni di potere». A dare il benvenuto a Golfieri
anche Edmondo Angelè, dei Cristiani popolari. Poi è toccato ad Alfredo Lauretti.
«Qui, contrariamente a quello che si dice, non ci sono padroni – ha spiegato -.
Noi, al contrario di altri partiti, non distruggiamo, aggreghiamo. Con Cerilli,
Longo e Golfieri, abbiamo ottenuto un valore aggiunto e sono certo che saremo
determinanti alle prossime elezioni». Soddisfatto il segretario Di Lorenzo, che
ha evidenziato «l’atipicità di Terracina, in cui ancora esiste una sezione
del Pri con una sua storia». A chiudere la conferenza, Paolo Cerilli: «Se
Terracina è in queste condizioni non è colpa della politica, ma dell’assenza
di politica. Ecco perché le idee saranno il nostro credo. La sfida è rinnovare
una città soffocata dall’assenza di politica, partendo dal turismo culturale,
quello che lascia il segno in coloro che visitano la città. Noi, che di politica
ne abbiamo fatta tanta, potremmo ora dedicarci ad altro. Se siamo qui allora c’
è un motivo, e non è occupare una poltrona. Siamo qui perché ci crediamo.
Crediamo nelle idee».
Diego Roma

tempiodigiove [1]

Tre giorni di controlli serrati da parte della Questura di Latina e dei
commissariati di Cisterna, Fondi, Formia, Gaeta e terracina, che tra giovedì e
sabato hanno effettuato un vero e proprio «pattuglione» su tutto il territorio
provinciale.
L’attività era mirata alla prevenzione e al contrasto degli
illeciti in generale, con una particolare attenzione rivolta al fenomeno dei
reati predatori, dell’abusivismo commerciale e dello spaccio di sostanze
stupefacenti. Alle operazioni hanno partecipato più di 130 agenti con l’utilizzo
di 50 autovetture che hanno presidiato le zone ritenute più a rischio per la
commissione dei reati, controllando anche tutte quelle persone sottoposte agli
arresti domiciliari e alle misure di prevenzione. Complessivamente sono state
identificate 610 persone (di cui 237 pregiudicati) e controllati 257 veicoli;
otto gli arresti effettuati, mentre per altri cinque soggetti sono scattate
altrettante denunce in stato di libertà. I cittadini stranieri controllati sono
stati 29, le ispezioni hanno riguardato anche 6 call center, due circoli privati
e 11 esercizi pubblici, di cui 5 sono stati contravvenzionati. L’azione degli
agenti si è concentrata anche sul fronte della sicurezza stradale: nel bilancio
figurano infatti 29 contravvenzioni al codice della strada e due carte di
circolazione ritirate. A Latina, in particolare, sono stati eseguiti due arresti
e una denuncia a piede libero per stalking ed evasione dai domiciliari. Sempre
nel capoluogo, infine, gli uomini della Digos e della Polizia amministrativa
hanno passato al setaccio locali, internet point e call center, elevando diverse
contravvenzioni per irregolarità amministrative.

tempiodigiove [2]

Potrebbe allungarsi l’odissea degli stipendi ai dipendenti comunali. Forse non
sarà sufficiente il termine di domani per ottemperare al pagamento delle
spettanze agli impiegati. Secondo le ultimissime indiscrezioni il Comune non ha
fatto in tempo ad ottenere l’anticipazione di cassa dalla Tesoreria, motivo per
cui la liquidazione delle buste paga potrebbe subire un ulteriore slittamento.
Intanto domani i dipendenti comunali si riuniranno di nuovo in assemblea, alla
presenza delle rappresentanze sindacali. Gli stipendi sarebbero dovuti arrivare
il 25 febbraio ma a causa della mancanza di liquidità dell’ente, dovuta anche
allo slittamento dei trasferimenti erariali dallo Stato, hanno subito un
ritardo. Il 21 febbraio scorso il Comune ha inviato una richiesta di
anticipazione di cassa di 900 mila euro alla Tesoreria. Che a quanto pare però
non è ancora andata in porto. Per il momento non ci sono state rimostranze da
parte degli impiegati, ma con il prolungamento dell’attesa i malumori potrebbero
cominciare a fare capolino.
D. R.

giginofi [1]

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vallemarina

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ferrari

Urbanistica e Mobilità

In seguito alle dichiarazioni dell’assessore Franco Ferrari, uscite in questi giorni sulla stampa e che vi riportiamo di seguito, ci duole constatare la facilità con cui l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Terracina menta spudoratamente sulle fantomatiche “autorizzazioni” rilasciate dalla soprintendenza per allestire un cantiere di lavori al Montuno:

La soprintendenza – spiega l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari – ci ha autorizzato ad allestre il cantiere nel parco del Montuno per l’avvio di scavi archeologici. C’è stato un falso allarmismo tra la gente che, nel vedere una montagna di terra rivoltata, ha gridato allo scandalo, temendo che il Comune potesse andare avanti nel progetto di parcheggio interrato.

Ma l’assessore-Pinocchio (contagiosa la malattia in giunta) viene clamorosamente sbugiardato dalla lettera inviataci (a noi, all’Archeoclub ed al Comune) dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio che recita:

A seguito dell’esposto dell’Archeoclub di Terracina e dell’analoga segnalazione dell’ Associazione Terracina Rialzati, considerato che nell’area in questione sono stati avviati lavori di movimento terra finalizzati all’esecuzione di ulteriori indagini di accertamento del sottosuolo archeologico necessarie alla redazione di una variante del progetto originale senza preventivamente concordarne i tempi e modalità esecutive, e dunque contravvenendo alle prescrizioni contenute nella nota della Scrivente prot. 12061 del 22/10/2010, questa Soprintendenza chiede a codesto Comune di sospendere le opere “.

In condizioni normali, un politico con un minimo di decenza darebbe le dimissioni; ma da chi è stato mandato via con un fax, ed è tornato di corsa al suo posto, dopo un cenno del suo Imperatore, non possiamo certo aspettarcele, quindi gliele chiediamo noi pubblicamente per manifesta incapacità e per aver pubblicamente mentito: Assessore si dimetta!!!

Sulla questione parcheggio, poi, le cose non stanno come dice l’improbabile assessore. L’articolo del CP riporta dichiarazioni fuorvianti perché strumentali: la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio esprime un parere sul bene da preservare, cioè i resti importanti rinvenuti nell’area del Montuno: per farlo, non è tenuta a conoscere tutti i decreti di tutela che ricoprono l’area interessata dai lavori!

Ancora una volta stampa e opinione pubblica sono stati ingannati dagli stessi amministratori, colpevoli di tacere miseramente su altri due vincoli imprescindibili per operare secondo la legge.

Allora noi chiediamo all’incompreso aministratore, devastatore del paesaggio del nostro territorio:

1) assessore, come si può fare un parcheggio in area protetta da vincolo paesaggistico (D.M. del 17/05/1956) senza il parere positivo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio (che non è quella ai Beni Archeologici della Cassieri)?

2) assessore, come si può fare un parcheggio in contrasto con il P.P.E. del Centro Storico in declivio e pianura – Area archeologica portuale, senza il cambio di destinazione urbanistica approvato e firmato dalla Regione Lazio?

Le autorizzazioni di questi enti sono fondamentali per procedere con qualsiasi tipo lavoro, anche spostare un vaso, all’interno del parco: ma voi queste richieste le avete fatte? o non ve ne importa nulla?

Per la cronaca, la Soprintendenza per i beni archeologici non è intervenuta per chiamata del Comune ma in seguito al primo esposto dell’Archeoclub, quindi numero comunicazioni della nostra amministrazione agli enti preposti = 0.

Se i cittadini non avessero protestato e nessuno avrebbe avvisato la Soprintendenza come si sarebbero svolti i lavori, avremmo già la botte pronta a gettare cemento per le fondamenta del parcheggio?

Insomma, in questa faccenda TUTTO E’ IRREGOLARE!

Terracina Rialzati

P.s. Assessore, se dopo questa figura barbina non sa dove nascondersi utilizzi anche la sabbia del montuno, offre la collettività…

POST E FOTO TRATTE DAL SITO INTERNET DI : “TERRACINA RIALZATI”


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L’indagine svolta per mesi dai carabinieri del Norm di terracina, che ha portato
l’8 febbraio scorso al sequestro della terracina Ambiente per frode nelle
pubbliche forniture e truffa, ha reso possibile agli inquirenti coordinati dal
sostituto procuratore Giuseppe Miliano di continuare a seguire la pista dei
soldi che dalle casse del Comune finivano nelle mani di soggetti privati, al di
là di ogni presupposto contrattuale.
E’ in questa direzione che vanno
interpretate le ultime operazioni dei militari, diretti dal tenente Mario
Giacona, e degli agenti del Nipaf, entrati anche loro nella nuova fase delle
indagini. L’acquisizione, martedì scorso, delle fatture e dei documenti relativi
ai contratti di noleggio con ditte terze, effettuate presso la sede della Latina
Ambiente, la società «gemella» della mista di terracina, costituirebbe il
bandolo della matassa di una gestione del servizio dei rifiuti fraudolentemente
pilotata verso illegittimi introiti. Le Latina e terracina Ambiente sono
entrambe società a capitale misto pubblico-privato, con il 51% dei Comuni di
riferimento, nel primo caso dell’ente municipale del capoluogo, nel secondo
della cittadina rivierasca più popolosa della provincia, e il 49% dell’Unendo in
entrambe le società. Entrambe create per la gestione del servizio di raccolta
dei rifiuti e dell’igiene urbana più in generale, entrambe amministrate da un
consiglio con membri di nomina pubblica e privata… con medesimo amministratore
unico, Valerio Bertuccelli, primo indagato per frode e truffa. Società gemelle
sì, ma indipendenti ed autonome come facilmente verificabile attraverso lo
schema del gruppo Altelia-Athena pubblicato su questa pagina. Le indagini che
hanno portato al sequestro della mista di terracina hanno evidenziato come il
continuo stato di emergenza, posto a giustificazione del ricorso ad altre ditte
a chiamata diretta (non previsto nella convenzione), sia stato creato ad arte
per favorire interessi illeciti. Ed è su questo fronte che entra in gioco la
Latina Ambiente. L’attenzione posta dagli inquirenti sulla mista del capoluogo,
con il prelievo delle fatture e dei contratti di nolo, lascerebbe intendere che
la società, alla quale la terracina Ambiente aveva trasferito la totale
governance, sia imputabile di una sorta di complicità nella gestione
«improbabile ed inefficiente» – tanto per usare l’espressione del Gip Tiziana
Coccoluto adoperata nell’ordinanza di sequestro – del servizio di rifiuti di
terracina. La perquisizione e il sequestro dei documenti, operati l’altro ieri
da carabinieri e Nipaf su disposizione del Pm Miliano, presso la ditta di Pietro
Delle Cave, la Poseidon operante spesso in sub appalto della Latina Ambiente,
andrebbero letti in questa stessa direzione. Nulla da eccepire sul lavoro svolto
per la Latina Ambiente, ma se poi i mezzi di Delle Cave finivano anche a
terracina la cosa si fa sospetta. A meno che non ci si trovi di fronte a
qualcuno in possesso di doni sovrannaturali necessari per un doppio «rimborso».
Sulle fatture la traccia dei movimenti? Ipotizzabile che camion e ruspe siano
arrivate anche oltre terracina. Ma quante altre ditte finiranno nell’essere
coinvolte nella maxi truffa sui rifiuti?
Rita Cammarone



Lunedì la ditta Icem srl di Minturno inizierà i lavori di rifacimento della
banchina del porto di Terracina, chiusa per un cedimento strutturale nell’agosto
scorso.
I collegamenti commerciali con le isole potranno essere finalmente
sbloccati. L’opera, finanziata dalla Regione Lazio, si è resa necessaria per
sostenere la portanza di una delle travi che con il tempo, per effetto di una
notevole mole di traffico aveva ceduto, creando seri problemi all’efficienza e
alla sicurezza della struttura. Ieri mattina c’è stata la consegna effettiva
delle aree alla ditta stessa, alla presenza dell’ing. Milazzo dirigente Genio
Civile di Latina e del presidente della Commissione Mobilità Di Giorgi. È
l’esponente politico a dichiarare: «Come da programma è arrivato il momento
dell’avvio dei lavori, che è stato preceduto da approfondite operazioni
preliminari, eseguite anche attraverso prelevamento di campioni di materiale e
di acqua inviati ad appositi laboratori per effettuare un’analisi geologica
completa. Lunedì prossimo, invece, è prevista l’apertura del cantiere. I lavori
in questione dovrebbero essere completati prima dell’estate prossima». Nella sua
qualità di presidente della competente commissione regionale, Di Giorgi afferma:
«Sto seguendo con particolare attenzione le fasi di questo intervento. Appena ci
siamo insediati in Regione, abbiamo voluto affrontare con decisione il problema
relativo alla messa in sicurezza e alla totale navigabilità del porto di
Terracina, vicenda che ho avuto modo di seguire insieme all’allora consigliere
regionale Gianfranco Sciscione. Si tratta di un’opera importante e complessa. È
nostra intenzione fornire risposte concrete e definitive ai tanti operatori
terracinesi, che hanno il pieno diritto di essere posti nelle condizioni
migliori per lavorare. Seguirò con attenzione l’iter dei lavori, che devono
servire a fornire strutture efficienti alle aziende pontine, alle prese con
difficili condizioni operative». Finora i traffici commerciali sono stati
dirottati tutti verso Formia.
Ercole Bersani


Aste giudiziarie, le due facce di una stessa medaglia che si chiama crisi
economica.
Da una parte famiglie o aziende che all’improvviso si ritrovano in
cattive acque finanziarie fino a vedersi portar via i propri immobili dalle
banche creditrici per essere messi all’asta. Dall’altra parte persone anche loro
con scarsi mezzi economici a disposizione che vanno a caccia dell’occasione,
forse della vita, proprio attraverso le aste giudiziarie. Senza dimenticare la
terza possibilità: soggetti con il fiuto per gli affari che in situazioni del
genere sguazzano allegramente. In tutti i casi, si tratta di una cartina
tornasole tanto efficace quanto triste del contesto socio-economico di un
territorio. Anche di quello pontino. On line è possibile spulciare l’elenco
delle procedure di vendita in corso pubblicate riferite ai 30 Comuni. Fino a
ieri c’era un totale di 765 beni suddivisi tra case, terreni, veicoli, titoli e
locali che stanno per cambiare proprietario da un momento all’altro. E non certo
perché l’attuale padrone di casa o di bottega ha spontanemanete deciso di
cambiare aria. Numeri, comunque, non assoluti, anche perché, come è indicato
sullo stesso sito, il numero di beni può anche non coincidere con quello del
lotti (che di solito comprendono più immobili). Tenendo ben chiara questa
considerazione (oltre al fatto che l’elenco viene aggiornato a ritmi
quotidiani), terracina si assesta nella top ten. Ieri occupava il sesto posto
(giorni fa il quinto) con la pubblicazione di 29 procedure di asta di cui 19
immobili residenziali, 4 commerciali e uno industriale, e 5 terreni. Tra le case
fino a 100 mila euro ci sono anche quei famosi alloggi a godimento provvisorio
sparsi in via Sani, a Borgo Hermada, con gli inquilini sotto sfratto dopo che il
Comune non aveva pagato l’affitto ai proprietari. Quasi tutti gli immobili
all’asta risultano ancora occupati da coloro che avevano acceso un mutuo per
diventarne proprietari a tutti gli effetti e che, invece, a breve saranno
costretti a fare le valige. Segnale sintomatico di una situazione socio-
economico lacerata dove spesso l’alto tenore di vita è soltanto apparente e
nasconde dietro ben altri meccanismi. Numeri simili per Sabaudia con 26, un po’
peggio per Pontinia (41), decisamente meglio per San Felice (10).
Rita Recchia



La Sovrintendenza ha chiesto l’immediata sospensione dei lavori di sbancamento
del Parco del Montuno a Terracina.
Una storia emblematica che la dice lunga
sulla gestione della aree vincolate. Il Comune aveva approvato un progetto
esecutivo per costruire un parcheggio in uno dei parchi più importanti e
suggestivi della città. Un’oasi di verde a due passi dal porto dove insistono
vincoli paesaggistici e archeologici. Lo sapevano tutti, soprattutto i volontari
della sezione dell’Archeoclub Italia che non persero tempo e scrissero il primo
esposto indirizzato non solo alla Sovrintendenza. Le ruspe stavano sbancando
mezza collina, abbattendo alberi e ogni cosa che trovavano di fronte. Si
fermarono per la prima volta in attesa di ricevere un secondo via libera che
arrivò poco dopo. Ma trovarono un muro di origini Romane e per questo
l’amministrazione fu costretta a interrompere di nuovo le macchine. La
Soprintendenza aveva chiesto di verificare con alcuni saggi se nell’area
venivano ritrovati altri reperti. Due settimane fa le ruspe avevano ripreso a
sbancare. Nuovi esposti anche da parte di altre associazioni con il Comune che
motivava la ripresa dei lavori con la necessità dei saggi e la possibilità che
comunque il parcheggio, anche in misura ridotta, poteva essere comunque
realizzato. Ieri la Sovrintendenza ha intimato l’amministrazione di bloccare
tutto. Gli interventi non erano stati concordati nei tempi e nelle modalità. Gli
uffici tecnici hanno riattivato le ruspe senza determinare con la Soprintendenza
un piano esecutivo concordato. Non l’hanno proprio calcolata. Ora bisognerà
attendere le ispezioni tecniche della stessa Sovrintendenza per verificare lo
stato dei luoghi. Lo spettacolo che si troveranno davanti parla da solo.
F.Coc.



Non ce l’ha fatta Antonio Cicci, l’anziano di terracina investito lo scorso 14
febbraio da uno scooter mentre attraversava via Badino.
Dopo 11 giorni di
ricovero nel reparto di Neurochirurgia del «Santa Maria Goretti» di Latina,
l’80enne è spirato alle prime ore di ieri. Per il 25enne di terracina in sella
all’Habana 125 cambia, dunque, il capo d’imputazione: da lesioni gravissime
adesso dovrà rispondere di omicidio colposo. Nella giornata di oggi è prevista
la nomina da parte della Procura di Latina di un perito che eseguirà un esame
esterno sulla salma. Poi sarà finalmente consegnata ai famigliari per i
funerali. Il grave incidente era avvenuto nel pomeriggio dello scorso 14
febbraio, mentre l’anziano attraversava la trafficata strada a due passi da
casa, sotto gli occhi della moglie affacciata al balcone. All’improvviso era
stato investito dal ciclomotore che percorreva via Badino in direzione nord e
cadendo aveva sbattuto rovinosamente la testa sull’asfalto, riportando un tgrave
rauma della calotta cranica posteriore. Antonio Cicci era stato soccorso sul
posto dai sanitari del 118 e portato al «Fiorini», ma vista la criticità del suo
quadro clinico (era entrato in coma) era stato necessario trasferirlo al
«Goretti», dove non si è più svegliato. La famiglia si è chiusa in un mesto
dolore per una tragedia così assurda. I vigili urbani di terracina si erano
occupati dei rilievi dell’incidente, sequestrando subito il ciclomotore di G.I.
che all’inizio era stato denunciato d’ufficio per lesioni gravissime, con la
speranza che il capo d’imputazione non si aggravasse. Cosa che, purtroppo, è
accaduta. Intanto monta la protesta dei residenti di via Badino, una delle
arterie cittadine maggiormente trafficate, per la mancaza di un numero adeguato
di attraversamenti pedonali. O non ci sono del tutto per un buon tratto di
strada, o comunque sono talmente scoloriti da vedersi appena.
Rita Recchia


Bilancio positivo per l’attività che l’associazione di volontariato «Rete
Solidale» sta portando avanti a terracina.
E’ emerso durante l’assemblea dei
soci che ha preceduto la festa del tesseramento di alcuni giorni fa. «Tutti
hanno avuto parole di apprezzamento per il lavoro svolto incoraggiandoci a
continuare nel nostro ruolo di stimolo e proposta» commenta il presidente
Stefano Soscia. «E’stato lanciato l’appello alle istituzioni per risolvere
finalmente il problema dell’assistenza domiciliare, interrotta da 2 anni e molte
famiglie con pazienti gravi hanno espresso le difficoltà nel gestire i loro
cari». Si è ipotizzato la creazione di un centro diurno per disabili gravi under
18. «Dai ragazzi è arrivata la richiesta di aiutarli ad essere come i loro
coetanei, inseriti in ogni contesto socio-culturale».


Autosospesi dal partito in polemica con la candidatura a sindaco di Mimmo
Zappone.
I consiglieri comunali democratici Vincenzo Coccia e Giuseppe La Rocca
«ufficializzano » con una nota la spaccatura provocata nel Pd dalla scelta del
leader per le elezioni di maggio. Da tempo, trapelavano le polemiche nate nella
sezione per la candidatura di Zappone, ma è la prima volta che il dissenso e la
sollecitazione a a cambiare rotta si esprimono in modo così esplicito. «Tutte le
battaglie intraprese dal gruppo consiliare e dagli attivisti del partito -
scrivono Coccia e La Rocca -, che hanno visto spesso il coinvolgimento ed il
sostegno della cittadinanza, sembrano oggi risultare vanificate ai fini di uno
sbocco positivo per la prospettiva del governo della città, da posizioni
adottate dal direttivo del Partito. Il pur gio- A vane gruppo dirigente non ha
avuto il coraggio di opporsi alle scelte, basate nella maggior parte dei casi su
rancori e attriti personali ». «Questa situazione – continua la nota – ha
portato alla definizione di una candidatura a sindaco della città, quale diretta
conseguenza dell’affermazione al pseudo congresso da parte dell’attuale gruppo
dirigente e dell’astensione colpevole delle altre componenti minoritarie, che è
stata imposta alle altre forze politiche con le quali era stato condiviso un
percorso da quasi un anno, che erano state disponibili a mettere in discussione
i propri candidati, proprio per l’unità con il maggiore partito di opposizione,
e che hanno finanche mostrato disponibilità alla candidatura del capogruppo Pd
Bernardi ». Secondo i due consiglieri comunali, «questa indisponibilità al
dialogo impedisce l’aggregazione di altre forze politiche, che non si sentono
coinvolte in un processo decisionale che viene invece presentato loro come una
scelta prendere o lasciare. Il fatto più grave è che questo comportamento
rischia di minare le concrete possibilità di vittoria di forze progressiste e
alternative per il governo della città che è ormai martoriata da un decennio di
governi irresponsabili dell’attuale centrodestra e del PdL». Di qui, la
decisione di La Rocca di autosospendersi dal partito e quella di Coccia di
confermare la sua non adesione, anche se i due garantiscono di continuare il
loro impegno nel gruppo consiliare. Nella nota, si esprime la convinzione che il
Pd abbia ancora tempo «per compiere quel gesto di responsabilità che abbia come
fine la ricomposizione delle forze naturalmente alleate intorno ad una
candidatura ed un programma condiviso». In caso contrario, Coccia e La Rocca «si
riterranno liberi di confrontarsi con quanti credono che solo da un processo
ampio e partecipato si possa pervenire ad una sintesi capace di rappresentare
un’alleanza che possa ancora giocare da protagonista nel prossimo confronto elettorale».
Andrea Di Lello



A Terracina altro hashish sotratto alla rete dello spaccio locale. La guardia di
finanza ha arresto un altro pusher, il 35enne B.L., già noto alle forze
dell’ordine, sequestrando circa 300 grammi di erba e un bilancino elettronico di
precisione.
Dopo l’attività info-investigativa i militari del comandante Dario
Bordi ieri mattina hanno perquisito l’abitazione del giovane trovando i 3 etti
di stupefacente all’interno di una busta nascosta in un armadio. Quattro pezzi
di hashish per un peso complessivo di 284 grammi. B.L. è stato arrestato con
l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si trova nel
carcere di via Aspromonte a disposizione dell’autorità giudiziaria. Intanto
vanno avanti le indagini delle fiamme gialle per accertare i canali di
approvvigionamento del pusher. In questo mese di febbraio si tratta del terzo
arresto per droga realizzato dai militari della tenenza di Terracina.
Ri.Re.



Un laboratorio di cucina nuovo di zecca dove gli studenti possano muovere
mestoli e scodelle costruendo il loro prossimo futuro da chef.
Il locale è stato
inaugurato ieri mattina presso l’istituto professionale «Alessandro Filosi» di
terracina, alla presenza del dirigente scolastico Anna Maria Masci,
dell’assessore provinciale alle Politiche della Scuola Giuseppe Schiboni,
dell’onorevole Maria Burani e del consigliere comunale di terracina Paolo
Cerilli. Il laboratorio è costato all’incirca 40 mila euro, tra lavori edili e
acquisto di tutte le attrezzature necessarie, messi a disposizione
dall’amministrazione di via Costa. Certamente una giornata importante per la
scuola e soprattutto per gli studenti, che in questo modo avranno meno
difficoltà rispetto al recente passato nel svolgere le lezioni pratiche previste
dall’Indirizzo Alberghiero e della Ristorazione.
Ri.Re.


Comunicazione quasi del tutto off presso il comando della polizia municipale di
terracina.
Da almeno tre giorni i vigili urbani non possono effettuare
telefonate verso l’esterno e non possono usare il fax, né in uscita né in
arrivo. Tutta colpa della linea telefonica che da un momento all’altro ha
iniziato a fare i capricci senza che si riesca a capirne il motivo. Dal comando
di via Sarti è immediatamente partita la segnalazione presso i competenti uffici
comunali, ma, almeno fino a ieri mattina, dall’alto non s’era mossa una foglia.
Intanto per il comando si stanno presentando diversi disagi, soprattutto ieri
quando i vigili sono stati impegnati con il tragico epilogo dell’incidente
stradale accaduto lo scorso 14 febbraio in via Badino, con il decesso
dell’anziano investito. C’erano svariati documenti da inviare e ricevere dalla
Procura di Latina, fogli di polizia giudiziaria che certo non si potevano
spedire tramite un fax di un qualsiasi negozio. E così gli uomini del comandante
Vincenzo Pecchia hanno dovuto chiedere «asilo» ai carabinieri della compagnia di
terracina, ottenendo la gentile collaborazione del capitano Atti e la
possibilità di usare la loro linea per il fax così da poter comunicare senza
problemi con gli uffici di via Ezio, a Latina. Ovviamente soltanto per quanto ha
riguardato la vicenda della morte del signor Cicci. Ma fin quando la linea
telefonica in uscita del comando di via Sarti non tornerà a funzionare
regolarmente, i disagi resteranno, per qualsiasi altra questione. Sembra di
ritornare ai tempi in cui il tribunale di via dei Volsci aveva avuto un identico
problema, durato mesi e mesi. Dal Comune si erano giustificati con problemi
tecnici alla linea, ma il gestore telefonico, interpellato una miriade di volte,
forniva sempre la stessa spiegazione: la bolletta non era stata saldata.
Speriamo sia soltanto un deja vu.
Rita Recchia

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Nel comune di Terracina, con deliberazione del Consiglio Comunale di Terracina
n. 131 del 22 luglio 1977, è stato adottato il Piano Particolareggiato Esecutivo
del Centro Storico Basso e approvato con deliberazione della Giunta Regionale
del Lazio n. 2163 del 28 aprile 1980. All’interno del Piano Particolareggiato
Esecutivo del Centro Storico Basso è presente il Parco Pubblico del “Montuno”
con destinazione urbanistica “area di verde pubblico”.
L’area “Montuno” è
sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico, sia ai sensi delle leggi
nazionali n. 42/2004 e n. 157/2006, sia ai sensi della normativa stabilita dal
Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (adottato dalla Giunta Regionale del
Lazio con atti n. 556 del 25 luglio 2006 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, ai
sensi degli artt. 21, 22, e 23 della L.R. n. 24/1998). Con le seguenti
deliberazioni di Giunta Comunale n. 478 del 07.12.2006, è stato approvato il
progetto preliminare e definitivo, mentre con delibera n. 511 del 15 ottobre
2008 è stato approvato quello esecutivo, per la realizzazione nell’area
“Montuno” che prevede un impianto interamente interrato, da destinare a
parcheggio coperto, ed in Via Manzoni la realizzazione di due parcheggi a raso,
con, finanziamenti regionali di cui alla Legge Regionale n. 1 /2001 “Programma
integrato di interventi per lo sviluppo del litorale del Lazio”, dell’importo
complessivo di € 795.591,58, di cui € 575.391,84 per lavori a misura soggetti a
ribasso d’asta, € 72.160,00 per oneri della sicurezza ed € 208.039,74 per somme
a disposizione dell’Amministrazione.

I lavori sono stati affidati il 23 febbraio 2009 all’impresa Cristini Scavi
S.r.l. di Sgurgola (FR) e dovevano concludersi nel febbraio 2010.

Si tratta, in sostanza, di realizzare un parcheggio su due livelli, all’interno
dell’attuale collina che forma il Parco Pubblico del “Montuno” (esteso per oltre
tre ettari), mediante lo scavo dell’intero versante ovest del rilievo, lungo Via
Dante Alighieri; il parcheggio prevede una copertura con un tetto-giardino la
cui altezza dovrebbe essere pari a quella della collina.

Nell’approvare il progetto per la realizzazione del parcheggio, bisognava
attenersi al rispetto del suindicato piano particolareggiato del Centro Storico
Basso e all’art. art. 128 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sulla
Programmazione dei lavori pubblici.

L’art. art. 128 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sulla
Programmazione dei lavori pubblici. prevede, tra l’altro: 1. Il programma
triennale costituisce momento attuativo di studi di fattibilità e di
identificazione e quantificazione dei propri bisogni che le amministrazioni
aggiudicatrici predispongono nell’esercizio delle loro autonome competenze e,
quando esplicitamente previsto, di concerto con altri soggetti, in conformità
agli obiettivi assunti come prioritari. Gli studi individuano i lavori
strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano le caratteristiche
funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie degli stessi e
contengono l’analisi dello stato di fatto di ogni intervento nelle sue eventuali
componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche, e nelle sue
componenti di sostenibilità ambientale, socio-economiche, amministrative e
tecniche. 2. I progetti dei lavori degli enti locali ricompresi nell’elenco
annuale devono essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti o adottati. Il
piano particolareggiato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale di
Terracina n. 131 del 22 luglio 1977 è adottato con il Piano Particolareggiato
Esecutivo del Centro Storico Basso e approvato con deliberazione della Giunta
Regionale del Lazio n. 2163 del 28 aprile 1980, per l’area del Parco Pubblico
del “Montuno”, prevede, tra l’altro; 1)il Ministero per la Pubblica Istruzione -
con proprio decreto in data 23 novembre 1965 – dichiarato “di pubblica utilità
l’opera relativa alla conservazione dei ruderi costituenti l’antico porto di
Terracina, aventi importante interesse archeologico”, si ritiene necessario
raccomandare all’Amministrazione comunale interessata di premunirsi – prima
dell’inizio dei lavori di sistemazione dell’antico porto di Terracina del nulla
osta della Soprintendenza Archeologica in ordine ai progetti esecutivi delle
singole opere; 2) avviare il procedimento tecnico-amministrativo per l’adozione
e la successiva approvazione, da parte del Consiglio Comunale di Terracina e
degli organi competenti statali e regionali, per una specifica variante
urbanistica. ritiene indispensabile e raccomanda l’Amministrazione comunale il
più attento e rigoroso esame dei progetti che verranno presentati per il
rilascio di concessioni edilizie o di autorizzazioni in modo da salvaguardare la
conservazione e la tutela di tutto quanto di nuovo possa contribuire ad
arricchire il patrimonio culturale di cui Terracina è depositaria; 3) per la
viabilità, parcheggi ed il verde pubblico, nonché per gli interventi indicati
con la categoria A5 previsti nell’ambito della zona portuale, va raccomandato al
Comune di porre la massima attenzione in sede attuativa, premunendosi di volta
in volta, per ogni opera relativa, del nulla osta della predetta Soprintendenza,
la quale potrà ove lo ritenga necessario – prescrivere i sondaggi ed i rilievi
più opportuni onde garantire la più rigorosa tutela delle eventuali preesistenti
che potrebbero emergere nelle aree interessate dai lavori. Pertanto, l’A.C.,
prima di approvare il progetto, ed espletare la gara d’appalto doveva
verificare: * i suindicati studi di fattibilità con particolare riferimento alla
verifica della presenza o meno di componenti storico-artistiche,
architettoniche, paesaggistiche, e nelle sue componenti di sostenibilità
ambientale, socio-economiche, amministrative e tecniche ottenere le eventuale e
preventive autorizzazioni per i vincoli esistenti agli organi competenti. * la
conformità agli strumenti urbanistici vigenti o adottati, con particolare
riferimento nel rispetto dei suindicati quattro punti e fare ed approvare
eventualmente le varianti nei termini di legge. L.A.C. in spregio alle leggi
esistenti, sia ambientali che urbanistiche, ha approvato il progetto
preliminare, definitivo ed esecutivo, espletato, affidata la gara d’appalto, in
modo illegittimo, in spregio alle leggi ambientali e urbanistiche. Pertanto,
iniziato i lavori nei termini contrattuali nell’area del parco “Montuno”, nel
corso degli stessi per la realizzazione del parcheggio, nel primo semestre del
2010, anche per le contestazioni del gruppo consiliare del Partito Democratico e
delle associazioni ambientaliste, i lavori sono stati interrotti a seguito di
ritrovamenti di strutture archeologiche. Vista la situazione, in data
24.05.2010,(In allegato) il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno
che impegnava l’Amministrazione comunale, tra l’altro:

a) ad individuare un sito nell’area contermine per la realizzazione del
parcheggio nel rispetto del “Programma Integrato, Asse II, Misura II. 1 ” ; b) a
predisporre apposito progetto di valorizzazione di un parco archeologico ubicato
nell’area verde del Montuno, nonché a reperire i necessari fondi per la
sistemazione di un parco archeologico da collegare, come percorso museale
all’aperto, con le rovine dell’antico porto Traianeo.

L’Amministrazione Comunale, ancora una volta, al posto di rispettare il
deliberato del consiglio comunale del 24.05.2010, mentre si era in attesa delle
determinazioni consequenziali, non ha cercato di porre rimedio agli errori
compiuti, non con atti regolari, ma commettendo ulteriori atti illegittimi,
chiedendo solo in corso d’opera l’autorizzazione archeologica, ignorando a
tutt’oggi quella paesaggistica e approvando per l’area “Montuno” la variante
urbanistica con procedure, illegittime di snellimento, ai sensi dell’art. 1
comma 1 lettera d) della L.R. 02 Luglio 1987, N. 36, senza la pubblicazione e la
presentazione delle osservazioni, a distanza di più di otto mesi,
improvvisamente, il 7 febbraio scorso, fa riprendere i lavori di sbancamento per
la realizzazione del parcheggio nell’area del parco “Montuno”,

Ancora una volta, dopo le contestazioni del PD e delle associazioni
ambientalistiche e culturali per come sono stati ripresi i lavori, l’A.C.,
arrampicandosi sugli specchi, con un comunicato stampa, risponde riportando il
parere della soprintendenza archeologica che, comunque prima della ripresa dei
lavori non era stata avvertita, giustificandosi con il fatto, che i lavori
ripresi sono stati dovuti per intervento conservativo e con l’esigenza di dover
portare alla luce tutti gli eventuali reperti storici esistenti, salvo elaborare
successivamente un progetto definitivo dell’area in questione.

Ritieniamo che per rispettare le indicazioni della soprintendenza lo scavo
doveva essere limitato per superficie e nel tempo per approfondire l’indagine,
elaborando un progetto di scavo, portarlo in Consiglio Comunale con la
individuazione dei relativi finanziamenti, approvarlo e far valorizzazione e per
la fruizione dei reperti approvati, senza sbancare una vasta area in modo
sommario.

Inoltre, senza acquisire i preventivi e ulteriori pareri e autorizzazioni dei
vincoli storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche, oltre ad approvare
la variante, con le adozioni e osservazioni. Si ribadisce ancora una volta, che
le richieste di pareri, approvazioni dagli organi competenti e la variante
urbanistica, dovevano avvenire nel corso dell’elaborazione del progetto e prima
dell’espletamento, l’affidamento della gara d’appalto e l’inizio dei lavori.
Tutto questo è avvenuto, in spregio al rispetto delle leggi urbanistiche, dei
vincoli ambientali e dei lavori pubblici. Per i motivi sopra esposti, i
sottoscritti consiglieri del Partito Democratico del comune di Terracina,
chiedono alle autorità in indirizzo, di promuovere un’indagine ispettiva nei
confronti del comune di Terracina per individuare e colpire i responsabili che
hanno redatto, approvato il progetto, appaltato, aggiudicato e dato inizio ai
lavori, senza il rispetto delle leggi urbanistiche, dei vincoli ambientali e
delle norme sugli appalti e lavori pubblici. 24.02.2011

Bernardi Antonio
La Rocca Giuseppe
Berti Benito
Pietricola Giuseppe
Carinci Giancarlo
Recchia Vincenzo
Coccia Vincenzo
Zappone Domenico


Discariche a cielo aperto che spuntano come i funghi a terracina, scattano i
controlli da parte dei vigili urbani del comando di via Sarti.
E’ partita
un’operazione di serrato monitoraggio per scovare e soprattutto per eliminare le
orribile cataste di rifiuti speciali che abbondano sul territorio comunale alle
spalle dell’ospedale «Alfredo Fiorini», nei pressi del cavalcavia e dell’Appia
Antica. Cumuli di vecchi pneumatici di macchine, scarti di lavorazioni edili,
elettrodomestici e pezzi d’arredamento oramai demodè abbandonati alla rinfusa,
in barba alle più elementari norme di rispetto ambientale. E anche di sicurezza
per l’incolumità della circolazione stradale. Proprio in corrispondenza del
cavalcavia, infatti, gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia hanno rinvenuto
decine e decine di pneumatici che, in caso di incendio, sprigionerebbero una
quantità assurda di fumo nero che invaderebbe il cavalcavia provocando disagi
non indifferenti alle macchine di passaggio. Tutto a causa di quanti si disfano
di questi rifiuti speciali senza rispettare l’iter ufficiale per lo smaltimento.
Il monitoraggio sta vedendo l’attiva collaborazione da parte di funzionari
dell’Anas. Ieri mattina vigili e funzionari hanno provveduto a eliminare le
discariche più limitate e più facili da sgombrare. Hanno, inoltre, sequestrato
un’area di circa 500 metri quadrati rinvenuta proprio sotto il cavalcavia, nei
pressi dell’ospedale. Vista la quantità di rifiuti speciali che vi erano
ammucchiati, non è stato possibile provvedere subito alla pulizia per la quale
sarà fatta apposita richiesta all’Ufficio tecnico comunale. Alcuni dei
responsabili sono stati individuati, quindi a breve potrebbero scattare delle
denunce. Una situazione indecente nonostante gli sforzi di chi, come la sezione
locale del Wwf, ha ideato iniziative per infondere il concetto di cultura
ambientale, purtroppo senza raggiungere i risultati sperati.
Rita Recchia


Ieri sera è tornato in Commissariato insieme ad altri testimoni presenti martedì
pomeriggio tra via Gramsci e via Benvenuti, nel quartiere «indiano» delle
Capanne quando si è consumato l’ennesimo raid incendiario a Terracina.
Sajjad
Mohammed ha 20 anni, è bengalese e da 13 vive in Italia insieme alla madre e al
padre che gestiscono l’«Indian Alimentari ». È della sua famiglia il furgone
Ford Transit (comprato usato solo due mesi fa) distrutto dall’in – cendio
martedì pomeriggio insieme alla Bmw del commercialista Umberto D’Alessio, ex
presidente della Terracina Ambiente. Sajjad ricorda per filo e per segno quei
minuti concitati. «Mi trovavo davanti l’ingresso dell’alimentari insieme ad
alcuni amici. A un certo punto ci è passato davanti un ragazzo che ha attirato
la nostra attenzione per la sua capigliatura. Aveva infatti tutti i capelli
abbassati ma un ciuffo alzato sulla fronte. Indossava jeans, felpa chiara e un
giubbotto marrone, alto un metro e settanta, sui 20 anni. Quando ci è passato
davanti aveva una busta bianca di carta in mano. Poi ha imboccato via Benvenuti.
Pochi secondi dopo è uscito a passo svelto dal vicolo senza la busta di carta
tra le mani. All’improvviso un boato, mi sono affacciato nel vicolo, ho visto le
fiamme e l’ho immediatamente rincorso. Ma ha iniziato a correre anche lui finché
ha raggiunto una macchina, una Clio blu scura parcheggiata a lato della strada
con il motore acceso. Sono riuscito a segnare le prime lettere e i numeri della
targa, poi l’auto ha girato a destra verso le autolinee». Sajjad è sicuro che le
fiamme non siano partite dal suo furgone. «Io e tutti i miei amici abbiamo visto
l’abitacolo posteriore della Bmw essere avvolta dalle fiamme, il furgone si
poteva salvare. Mi hanno gridato di spostare il veicolo, avrei potuto farcela.
Ma nonostante avessi le chiavi in tasca, sono rimasto impietrito per la paura e
così pochi secondi dopo anche il furgone è stato distrutto». Il testimone chiave
racconta che qualcun altro avrebbe visto il complice del presunto autore del
raid. «Mi hanno detto – racconta Sajjad – che è stato visto un altro ragazzo al
volante dell’auto: rasato con una felpa bianca». Tutti elementi forniti agli
inquirenti, polizia e carabinieri, che stanno lavorando in queste ore per
identificare gli autori dell’attentato incendiario. Le versioni fornite dai due
testimoni, a cui si aggiungono quelle rilasciate ieri in Commissariato da altri
cittadini bengalesi presenti al momento del raid, serviranno agli inquirenti per
chiudere il cerchio su un attentato in piena regola, sferrato in centro in un
orario in cui il quartiere delle Capanne è popolato di residenti e semplici
passanti. Resta da chiarire il reale obiettivo del rogo doloso: il furgone
dell’«Indian Alimentari» come emerso da una prima ricostruzione degli inquirenti
oppure la macchina del commercialista D’Alessio, come raccontato da
diversi testimoni?
Francesco Avena


Sono stati aggiudicati ieri alla ditta incaricata i lavori per il rifacimento
della banchina del porto di terracina.
L’opera, finanziata dalla Regione Lazio -
Assessorato alla Mobilità e Trasporti – si è resa necessaria per sostenere la
portanza di una delle travi della banchina del porto, che nei mesi scorsi aveva
ceduto, creando seri problemi alla efficienza e sicurezza della struttura
portuale. Ieri mattina, dunque, i tecnici della Regione hanno designato la ditta
chiamata a realizzare i lavori, mentre oggi, con inizio alle ore 9,30, ci sarà
la consegna effettiva delle aree alla ditta stessa, alla presenza dell’ingegner
Filippo Milazzo, dirigente Genio Civile di Latina e del presidente della
Commissione Mobilità. «Come da programma è arrivato il momento dell’avvio dei
lavori – afferma il presidente della competente commissione regionale Giovanni
Di Giorgi – che è stato preceduto da approfondite operazioni preliminari per
conoscere in maniera adeguata le condizioni della superficie e del fondale,
eseguite anche attraverso prelevamento di campioni di materiale e di acqua
inviati ad appositi laboratori per effettuare una analisi geologica completa.
Per questo ringrazio i tecnici e gli uffici della Regione che hanno lavorato al
meglio per avviare questo complesso intervento». La consegna dei lavori sarà
accompagnato da una ricognizione dell’area interessata da parte dei tecnici
della Regione e della ditta incaricata. Lunedì, invece, è prevista l’apertura
del cantiere, con i lavori che dovrebbero essere completati prima dell’estate.
«Sto seguendo con particolare attenzione le fasi di questo intervento -continua
Di Giorgi-. Appena ci siamo insediati in Regione abbiamo voluto affrontare con
decisione il problema relativo alla messa in sicurezza e totale navigabilità del
porto di terracina, vicenda che ho avuto modo di seguire insieme all’allora
consigliere regionale Gianfranco Sciscione che ringrazio. Si tratta di un’opera
importante perché è nostra intenzione fornire risposte concerete e definitive ai
tanti operatori terracinesi che hanno il pieno diritto di essere posti nelle
condizioni migliori per lavorare». «Seguirò con attenzione l’iter dei lavori
termina Di Giorgi-, rendendo partecipi tutti i soggetti interessati a fornire
strutture efficienti alle aziende pontine che operano nel settore della pesca e
nelle attività commerciali legate alla portualità, alle prese con difficili
condizioni operative». Per quanto riguarda, invece, il dragaggio della
imboccatura del porto, l’inizio dell’intervento è previsto per il 15 marzo, come
emerso nell’apposita conferenza di servizi una decina di giorni fa.
Andrea Di Lello


Certificati medici online per i docenti: terminali in tilt e professionisti nel
caos.
Con l’intro duzione delle nuove direttive del ministro Renato Brunetta,
i docenti che si assentano dal servizio hanno bisogno di un certificato medico
compilato e inviato online all’Inps: ma è caos. Tanti medici di Terracina,
perlopiù anziani, si trovano in difficoltà non solo perché sono poco abituati
all’uso del computer e del Web, ma anche perché i terminali cui tocca ricevere i
certificati per i medici in malattia non sempre funzionano. Questo disagio sta
provocando non pochi malumori tra i medici che, di fronte al docente che chiede
il certificato per malattia o incapacità lavorativa provvisoria, non riescono a
sbrigare tutte le pratiche. Insomma c’era una volta il modulo cartaceo
ricalcabile che gli insegnanti consegnavano a scuola e all’Inps. Oggi, con la
digitalizzazione della pubblica amministrazione, molti medici denunciano di
essersi sobbarcati di ulteriori problemi burocratici. Altro
che semplificazione amministrativa.
F. A.


Al via i lavori al molo Gregoriano, i traghetti potranno di nuovo tornare a
“casa”.
L’opera, finanziata dalla Regione Lazio si è resa necessaria per
sostenere la portanza di una delle travi della banchina del porto che nei mesi
aveva ceduto, creando seri problemi. «Come da programma è arrivato il momento
dell’avvio dei lavori -afferma il presidente della commissione trasporti
Giovanni Di Giorgi- che è stato preceduto da approfondite operazioni per capire
le condizioni della superficie e del fondale ». Nella mattinata di oggi si
svolgerà l’atto formale della consegna dei lavori, che sarà accompagnato da una
ricognizione dell’area interessata da parte dei tecnici della Regione e della
ditta incaricata. Nella qualità di presidente della competente commissione, Di
Giorgi afferma: «Sto seguendo con particolare attenzione le fasi di questo
intervento. Appena ci siamo insediati in Regione abbiamo voluto affrontare con
decisione il problema relativo alla messa in sicurezza e totale navigabilità del
porto di Terracina, vicenda che ho avuto modo di seguire insieme all’allora
consigliere regionale Gianfranco Sciscione che ringrazio. Si tratta di un’opera
importante perché è nostra intenzione fornire risposte concerete e definitive ai
tanti operatori terracinesi che hanno il pieno diritto di essere posti nelle
condizioni migliori per lavorare». La prima parte dei lavori dovrebbe terminare
alla fine di aprile. «La realizzazione delle opere -spiega il comandante della
capitaneria di porto Floriana Segreto- si dividerà in due parti. La prima
riguarderà la messa in sicurezza della banchina con termine dei lavori il 30
aprile, in modo tale che le attività di trasporto potranno essere assicurate per
il periodo estivo. L’altra, a settembre, riguarderà il restyling ». Le società
di navigazioni Snip e Snap sono fiduciose di tornare entro l’estate ad
attraccare nuovamente a Terracina. «Stiamo già prendendo le prenotazioni -spiega
uno dei responsabili delle società- anche se non riusciremo a tornare al molo
per le feste pasquali abbiamo però la certezza di poterci trasferire da Formia a
Terracina per l’inizio dell’estate».
(da Corriere Pontino)


È da sempre la tassa più odiata e il Comune di Terracina non ha mancato di
ricordarne il perché.
Ne sanno qualcosa quelli che in queste settimane si sono
visti recapitare gli inviti al contraddittorio riguardanti gli accertamenti Ici
sulle aree fabbricabili. Il Comune è partito dal 2005 ma l’antifona è sin troppo
chiara: le somme richieste sono da infarto. Nel senso che, nell’aprire le buste
inviate dal Comune, si rischia seriamente il coccolone, soprattutto in questi
tempi di vacche magre. Considerando che l’arco temporale preso in esame dal
Comune per gli accertamenti è dal 2005 al 2009, dunque un quinquennio, le cifre
reclamate dall’ente municipale viaggiano nell’ordine dei 50, 100 mila euro. Roba
da infarto, appunto. Come si sia arrivati a queste somme stratosferiche lo
spiega l’avvocato Luigi Cerchione, che si è interessato alla vicenda per conto
di alcuni cittadini tutt’altro che convinti dei calcoli effettuati dal Comune.
Va innanzitutto detto che la sanzione applicata dall’ente è del 100%, per cui le
somme richieste vengono automaticamente raddoppiate con l’aggiunta degli
interessi legali maturati pari 2,5% e delle spese di notifica della Gerit. C’è
la possibilità di pagare di meno aderendo a ll ’accertamento proposto dal
Comune: in questo caso la sanzione del 100% viene ridotta di un ottavo. In
questo modo l’importo viene quasi dimezzato. Ma non è questo il punto. «Il
problema – spiega Cerchione – è che il Comune non ha fatto alcuna differenza tra
terreni edificabili e terreni non edificabili». Per ogni metro quadrato viene
applicata indistintamente l’aliquota massima: quella del 7% dal 2006 al 2009 e
quel del 6,70% per il 2005. E il salasso è stato servito. Anche a chi su quel
terreno ha costruito immobili abusivi. Ma c’è un ma. Perché da quello che si
vocifera la vicenda sta creando non poco imbarazzo tra le alte sfere
dell’amministra – zione comunale. Le elezioni sono dietro l’angolo e anche i
sassi sanno che più tasse vuol dire meno voti. Peraltro la questione riguarda
principalmente zone come Borgo Hermada, La Fiora, La Valle che
rappresentano un bacino elettorale molto importante per le sorti di
Nardi e colleghi. La questione Ici dunque, al di là dei meriti tecnici
come la mancata distinzione tra terreni edificabili e non, è finita su un
piano politico che rischia di essere estremamente scivoloso. Tanto che, stando
alle voci di corridoio, dall’alto sarebbe arrivato l’invito a congelare le
pratiche. Ma ormai, si chiedono i più maliziosi, non è troppo tardi?
Pierfederico Pernarella


Presentata ieri sera la nuova compagine societaria del terracina Calcio. Un
evento in grande stile per dire a chiare lettere che c’è in programma un disegno
ambizioso per i “tigrotti”. La nuova proprietà punta in primo luogo ad
avvicinare al calcio i più giovani, con un progetto capillare di coinvolgimento
nel settore giovanile. Un programma portato avanti con la collaborazione della
Pro Calcio, società a cui è stato affidata la scuola calcio. Un segnale chiaro
alla città per ribadire che la società è patrimonio del tessuto sociale di
terracina: “il terracina ai terracinesi”, questo è lo slogan dettato dalla
coppia presidenziale, Gianni Riccardi e Biagio Michella. Da qui si potrà infatti
ripartire per fare ancor più grande il terracina Calcio. La stagione, dopo il
perido di crisi che ha portato al passaggio di consegne ora procede in relativa
tranquillità e la dirigenza punta a chiudere in bellezza per tentare magari il
prossimo anno o nelle stagioni a venire il grande salto. Un filotto di risultati
positivi in questo finale di stagione potrebbe essere il giusto volano per
ripartire di slancio il prossimo anno sulle ali dell’entusiasmo. «Per questo
motivo – è stato spiegato in conferenza stampa – i mesi che verranno dovranno
essere la giusta base per far partire nella maniera migliore il progetto della
nuova proprietà. Vogliamo – hanno tenuto a precisare Michella e Riccardi -
rispettare un programma preciso e far crescere questa società passo dopo passo,
portando in prima squadra tanti giovani della città e avvicinando le forze
tessuto economico e sociale». Gianni Riccardi e Biagio Michella i nuovi
proprietari del terracina Calcio ora vogliono davvero fare le cose per bene e
senza salti nel buio, ripartendo anche dalla gestione del Colavolpe che deve
essere una risorsa importante per la società e per il dicono di aver ricevuto
ampie rassicurazioni. Un quadro cambiato davvero a 360 gradi rispetto a quattro
settimane fa, quando i giocatori del terracina, stanchi delle promesse, non
mantenute, dall’ormai ex presidente Fabio De Filippis, rimasero un paio di
giorni senza allenarsi per protesta. La domenica, in casa del Monte San Giovanni
Campano, arrivò un ko clamoroso, 4 a 0, che contribuì a dare la scossa alla
vecchia compagine societaria. Subito, infatti, i nuovi proprietari del club
tirrenico si misero all’opera per la transizione. Un’opera importante, che ha
costretto i nostri anche ad un esborso economico non indifferente. Ora però ci
sono tutte le condizioni per consentire alla squadra di vivere un finale di
stagione tranquillo, magari continuando ad inanellare risultati positivi, come
accaduto nelle ultime 4 gare dove sono arrivate 3 vittorie e due pareggi.
Valeriano Cervone


NON arriveranno prima di lunedì prossimo gli stipendi del mese di febbraio dei
dipendenti comunali.
Quello che ad inizio settimana era solo un timore diviene
ora dopo ora una certezza. Le casse comunali sono in sofferenza, la richiesta di
un’ulteriore anticipazione di cassa alla Tesoreria di 900 mila euro ne è stato
un segnale, ma non il solo. Ieri i dipendenti comunali insieme con le
rappresentanze sindacali hanno avuto un primo incontro. Il timore che si ripeta
quello che si è già visto ad agosto del 2009, con gli impiegati in stato di
agitazione, è reale. E travalica il ris p e t t o o meno della scadenza di un
mese. Le apprensioni che trapelano dagli uffici del Palazzo sono più serie:
quelle di un problema strutturale delle casse comunali, arrivate ad un punto di
non ritorno che potrebbe prolungarsi oltre la contingenza. A quel che è dato
sapere, entro lunedì prossimo il dipartimento finanziario diretto dalla
dottoressa Ada Nasti erogherà le spettanze. Ad attendere l’ope – razione,
un’altra riunione dei dipendenti comunali, che dall’esito dell’estratto conto
decideranno il da farsi. Secondo quanto è stato possibile apprendere, le
difficoltà a pagare gli stipendi per il mese di febbraio è da imputare allo
slittamento dei trasferimenti dallo Stato. Oltre un milione di euro, che per
legge doveva arrivare con un decreto entro febbraio, e che invece a causa del
tira e molla in Parlamento sul Milleproroghe, su cui il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano ha sollevato dubbi di incostituzionalità formale,
ha fatto slittare tutto al mese di marzo. Piccoli rinvii che per un Comune come
quello di Terracina si trasformano in veri e propri terremoti finanziari.
All’ente mancherebbe in realtà solo qualche centinaia di migliaia di euro, ma si
stanno rivelando più che sufficienti a costringerlo a fare i salti mortali. A
complicare il tutto, sempre secondo le indiscrezioni, non sarebbero solo i
ritardi dello Stato, ma anche gli impegni del Comune nei confronti delle banche,
per altre centinaia di migliaia di euro. Insomma, una situazione assai intricata
su cui si potrà avere un po’ di chiarezza solo nei prossimi giorni. A partire
dalla concessione de ll ’anticipazione di cassa della Tesoreria. E poi con tutto il resto.
Diego Roma


Liceo Leonardo da Vinci: corsi di informatica per genitori
Il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina, diretto dal Preside prof. Carmelo
Palella, prosegue la sua opera di ampliamento dell’Offerta Formativa anche con
l’utilizzazione di spazi e strutture per soddisfare le richieste di alunni e
genitori. Da pochi giorni è stato attivato il Punto Giovani per gli studenti e,
facendo seguito alla richiesta presentata dai rappresentanti degli alunni in
seno al Consiglio d’Istituto, è stato deliberato di mantenere aperto lo spazio
Biblioteca per tutti i giorni della settimana, escluso il sabato, dalle ore
14.00 alle ore 16.00. Grazie alla collaborazione di alcuni docenti che si sono
dichiarati disponibili, da Lunedì 28 febbraio, e sino al termine dell’anno
scolastico, gli studenti potranno frequentare la Biblioteca, l’adiacente Punto
Giovani e organizzare al meglio il loro studio e le loro ricerche con l’aiuto
del docente che metterà a disposizione i testi per la consultazione. Sempre da
Lunedì 28 febbraio, inoltre, saranno attivati 4 corsi di Alfabetizzazione
Informatica per genitori; tali corsi si rendono quanto più necessari tanto più
avanza il livello di informatizzazione dell’Istituto. I corsi saranno
assolutamente gratuiti, sono costituiti da un numero di 21 genitori ciascuno, si
svolgeranno dalle ore 17.30 alle ore 19.30 e si concluderanno entro la prima
metà del mese di Maggio. I genitori hanno aderito numerosi a questa iniziativa,
tanto che, nel giro di pochissimi giorni, gli iscritti avevano superato le
disponibilità dei posti previsti (inizialmente 70) e, per soddisfare tutte le
richieste, si è dovuto procedere all’attivazione di un ulteriore corso rispetto
ai 3 originariamente previsti.

I modulo: concetti di base (2 ore)
II modulo: sistema operativo (2 ore)
III modulo: microsoft word (4 ore)
IV modulo: microsoft excel (4 ore)
V modulo: microsoft outlook ed internet explorer (4 ore)


Proseguono le indagini degli agenti del vice-questore Rita Cascella per
individuare i responsabili del rogo divampato martedì scorso nel quartiere delle
Capanne, a terracina.
Qualcuno ha lanciato una busta con dentro del liquido
infiammabile che ha colpito un Ford Transit e una Bmw Station Wagon. Le indagini
si stanno concentrando a circoscrivere definitivamente il reale obiettivo del
folle gesto: il furgone del commerciante bengalese Mohammed Ripon Khan oppure la
macchina dell’ex presidente della terracina Ambiente Umberto D’Alessio? Di certo
c’è che le fiamme sono partite dal cofano del Transit e che l’altro mezzo è
bruciato per effetto di una propagazione, pur riportando i danni più ingenti. Di
certo ci sono le indagini in corso sullo scandalo rifiuti in città. Ma di certo
ci sono anche brutti episodi precedenti riconducibili alla comunità bengalese
che vive a terracina. Per esempio i due minorenni sorpresi ad appiccare il fuoco
alla saracinesca dell’«Indian Alimentari» di via Gramsci e il pestaggio ai danni
di un giovane bengalese avvenuto lo scorso giugno poco distante, a opera di un
branco di una decina di balordi. Intanto, dopo aver ascoltato entrambi i
proprietari dei mezzi, la polizia sta valutando anche le informazioni fornite da
alcuni testimoni che avrebbero assistito a tutta la scena. Si era parlato di una
Clio di colore scuro della quale era stata trascritta una parte della targa. Ma
i primi riscontri non avrebbero dato esiti positivi.
Ri.Re.


Il Comune di Terracina sull’orlo del dissesto finanziario. Lo gridano i
consiglieri del Pd dopo le notizie mai smentite sulla difficoltà dell’ente a
onorare gli stipendi di febbraio. Si tratta di uno degli elementi essenziali per
il funzionamento della macchina amministrativa. Se non ci sono più neanche
quelli il Comune deve dichiarare il dissesto. «Con la fine del mese in corso, i
dipendenti avranno difficoltà a percepire gli stipendi – si legge nella nota del
capogruppo Antonio Bernardi – Inoltre l’ente, dopo aver già preso tutte le
anticipazioni di cassa, da mesi non provvede al pagamento di quanto dovuto alle
ditte appaltatrici per i servizi di verde pubblico, mensa, pulizie, trasporti,
servizi cimiteriali. La situazione si presenta, ormai veramente preoccupante, al
punto tale da non poter più far fronte nemmeno alle spese correnti, considerando
che, oltretutto, trattiene anche i finanziamenti regionali destinati agli
investimenti e per i servizi sociali». Non manca il riferimento legislativo
all’articolo 244 del Testo unico degli enti locali che spiega come ci si trovi
nello stato di dissesto finanziario «se l’ente non può garantire l’assolvimento
delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti
dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare
validamente fronte con le modalità di cui all’articolo 193, nonché con le
modalità di cui all’articolo 194 per le fattispecie ivi previste». Secondo
Bernardi «il Comune di Terracina per la situazione economica e finanziaria in
cui si trova, ormai, non può più garantire l’assolvimento delle funzioni e dei
servizi indispensabili, oltre a trovarsi nelle condizioni di non avere crediti
liquidi ed esigibili di terzi con cui si possa fare validamente fronte
trovandosi, di fatto, nella situazione di dissesto».
di FABIO COCCIA

Soldi sì, soldi no, soldi…forse. Davvero un rompicapo peggio del cubo di Rubik
la storia dei fondi stanziati dalla Regione Lazio per la messa in sicurezza
delle aree portuali e banchine di servizio, compresa l’illuminazione, a
terracina. Un importo complessivo di circa 400 mila euro messo nero su bianco da
un ordine di emissione mandato risalente all’ottobre del 2010. Soldi che,
dunque, esistono, o, comunque, sono esistiti in virtù di quel «si liquida e si
ordina l’emissione del mandato» che si legge su quel foglio con cui dalla Pisana
si disponeva di liquidare il 60% del proprio finanziamento totale. Quello che
vogliono sapere i commercianti di via Lungolinea Pio VI, nel tratto occupato dal
famigerato cantiere dei lavori, è se i soldi necessari a saldare la ditta siano
compresi proprio in quei famosi 400 mila euro dei quali sarebbe stata liquidata
più della metà. Perlomeno questo direbbe il documento datato 25 ottobre
dell’anno scorso. Visti i falliti tentativi di avere un incontro chiarificatore
in Comune, nei giorni scorsi i commercianti hanno chiesto una mano al
consigliere del Pd Antonio Bernardi, almeno per cercare di capirci qualcosa.
Bernardi si è rivolto ai Lavori Pubblici e alla Ragioneria senza ottenere, anche
da lì, risposte definitivamente chiare. Addirittura quello che si chiedono i
negozianti, ancora se lo chiederebbero nei piani alti: in quale finanziamento
sono inclusi i soldi per la sistemazione della strada? Ma c’è dell’altro. Alla
data dello scorso 18 gennaio corrisponde l’incasso di tre mandati della Regione
Lazio, per un totale di circa 275 mila euro, a nome del Comune. Su uno si parla
chiaramente della sistemazione della banchina, su un altro di riqualificazione e
messa in sicurezza, sul terzo si cita l’ex legge regionale 88/80 sempre inerente
lavori pubblici. E’ intenzione del gruppo consiliare del Pd chiedere chiarimenti
in merito a queste somme erogate dalla Pisana, per capire che fine abbiano fatto
e se addirittura non siano state trattenute dalla banca a fronte della
disastrosa situazione finanziaria del Comune di terracina. Del resto non sarebbe
la prima volta.
Rita Recchia

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terracina-ingresso-cattedrale-primi-del-900_bis_a

E’ già considerata «proprietà privata» la seicentesca Chiesa di Sant’Andrea.
Così risulta dalle foto allegate alla segnalazione dell’Archeoclub alla
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio e a tutte le
autorità competenti, con la quale si chiede la revoca della delibera di Giunta
che autorizza l’alienazione dell’edificio al prezzo di 38mila euro. La Chiesa,
ormai sconsacrata, si trova nel Parco del Circeo, nel territorio di Sabaudia, ma
appartiene al comune di terracina, che nel 2007 lo ha concesso in comodato d’uso
trentennale ad un privato, in cambio dei lavori di ristrutturazione. Ma nel
settembre del 2010, un provvedimento della giunta comunale ha disposto
l’alienazione al comodatario del bene, che solo in extremis, su proposta del Pd,
è stato cancellato dalla lista degli immobili di proprietà pubblica suscettibili
di alienazione e/o valorizzazione, approvata in una recente seduta consiliare.
Resta però la delibera di giunta, di cui l’Archeoclub chiede la revoca, mentre
il privato ha creduto opportuno, procedendo alle opere di restauro, di esporre
un cartello che classifica il monumento come suo. Per l’Archeoclub, «andrebbe
verificato e controllato il rispetto delle opere assentite, avendo il
concessionario illegittimamente apposto sull’immobile cartelli con la scritta
“Proprietà privata”». La chiesa fu costruita nel 1694 per volontà della comunità
di pescatori terracinesi che viveva delle risorse ricavate dal lago ora detto di
Sabaudia. Non per niente il tempio fu intitolato a Sant’Andrea apostolo,
fratello di Pietro e soprattutto pescatore. Il tempio è rimasta proprietà del
comune di terracina, anche dopo gli espropri a vantaggio delle città di
fondazione operati nel 1930, in epoca fascista.
Andrea Di Lello


Il Comune di Latina intende vederci chiaro nei rapporti tra Latina Ambiente e
Terracina Ambiente soprattutto dal punto di vista patrimoniale.
E non intende
più lasciare alla società mista la riscossione della Tia. Quello che nelle
scorse settimane era stato anticipato come semplice intenzione adesso è stato
messo nero su bianco dal Commissario straordinario al Comune. Ieri infatti Guido
Nardone ha chiesto al Collegio sindacale della Latina Ambiente Spa di effettuare
una visita ispettiva nella sede di via Monti Lepini: ciò che si chiede ai
componenti dell’organismo è verificare i rapporti fra Latina Ambiente e
Terracina Ambiente e l’attuale situazione patrimoniale dell’azienda. Una
decisione che arriva poco dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura
della Repubblica sulla società “gemella” che ha portato, l’8 febbraio scorso, al
sequestro dell’intero complesso aziendale e delle quote societarie della
Terracina Ambiente: il provvedimento del Tribunale di Latina era stato richiesto
dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano che ha anche iscritto nel registro
degli indagati due dirigenti della società di Terracina che, nel periodo
compreso tra il 2007 e il 2010, nell’ambito della gestione del servizio di
raccolta e smaltimento dei rifiuti, avrebbero abusato delle rispettive funzioni
traendone ingiusto profitto. Una vicenda che merita, secondo Nardone,
chiarimenti adeguati. Il commissario prefettizio non è però fermato a questo
provvedimento e ha deciso di prendere completamente in mano le redini del
servizio riscossione. «A fronte delle difficoltà manifestate da Latina Ambiente
di procedere entro tempi ragionevoli all’aggiudicazione dell’appalto per il
servizio di incasso e rendicontazione della Tia per l’anno 2010 – si legge in
una nota diffusa dall’amministrazione comunale del capoluogo pontino – e tenuto
conto del grave danno derivante al Comune, l’amministrazione ha deciso di
procedere alla gestione diretta di tutte le attività relative alla riscossione
della tariffa di igiene ambientale dell’anno 2010 e funzionalmente anche
dell’attività di accertamento e di contenzioso riferita al medesimo anno». A
Latina Ambiente viene dunque sottratto il servizio della riscossione visto che
la spa non è ancora riuscita ad affidare l’incarico attraverso una gara di
appalto. Più fallimento di così appare
difficile immaginarlo.
(da corriere pontino)

La molotov artigianale di martedì sera era diretta contro il Ford Transit di
Mohammed Ripon Khan, il bengalese in Italia da vent’anni che da quasi dieci
gestisce l’«Indian Alimentari» di via Gramsci, a Terracina.
Su questa pista si
starebbero concentrando le indagini della polizia di via Petrarca, al lavoro per
ricostruire il grave episodio avvenuto l’altra sera nel popoloso quartiere delle
Capanne. Qualcuno, sembrerebbe un giovane con indosso un paio di jeans, maglia
chiara e giubbotto marrone, passando lungo via Benvenuti, ha lanciato un
involucro, forse una comune busta di plastica, con dentro del liquido
infiammabile che ha colpito il furgone dello straniero e la Bmw station wagon di
Umberto D’Alessio, presidente del cda della Terracina Ambiente esautorato con il
recente sequestro della società. Gli accertamenti dei vigili del fuoco di
Terracina, subito sul luogo, non lascerebbero dubbi: le fiamme sono partite dal
Ford Transit, raggiungendo in un attimo anche l’auto del professionista che ha L
riportato i danni più ingenti. Nei primissimi momenti successivi all’accaduto si
era pensato a un attentato diretto contro l’ex presidente della mista,
considerando l’attualità dello scandalo rifiuti a Terracina. E invece questa
pista avrebbe perso consistenza, senza escluderla ancora del tutto, con
l’attenzione della polizia spostata sul bengalese. Le indagini vanno avanti a
tutto campo. Oltre al presunto incendiario, testimoni avrebbero visto anche una
Clio (pare che qualcuno abbia trascritto parte della targa) sulla quale sarebbe
salito il giovane dopo aver appiccato il rogo, con al volante un altro uomo.
Numerosa ma sostanzialmente tranquilla la comunità indiana e bengalese che da
anni vive alle Capanne. Una tranquillità forse solo apparente, considerando che
il furgone in fiamme è il secondo episodio inquietante ai danni di Ripon Khan
dopo i due minorenni denunciati a Natale dai carabinieri che li avevano sorpresi
ad appiccare il fuoco contro la saracinesca dell’«Indian Alimentari». Senza
dimenticare la rissa avvenuta nel market nel febbraio del 2009 che portò
all’arresto di 4 bengalesi e di un italiano. Terracina non ha la fama di città
razzista, ma non è da escludere la pista della persecuzione contro
gli extracomunitari.
Rita Recchia



È stato l’esito di una riunione in cui non sono mancati i contrasti, ma alla
fine l’Udc ha espresso il suo candidato sindaco.
È Giuseppe Zappone che guiderà
la lista dei centristi alle elezioni amministrative. L’ex segretario del partito
è stato indicato lunedì scorso, dopo un confronto serrato tra le due correnti
che stanno caratterizzando il movimento. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi
che davano come favorito Sandro M a r i g l i a n i (che ha disertato la
riunione), ieri l’Udc ha spiazzato tutti. Al posto dell’uomo di Pierpaolo
Marcuzzi e di Davide Minchella, il coordinatore ha deciso per Zappone, che nel
partito ha come suoi sostenitori l’ex vicesindaco Giuliano Masci, Roberto
Bellezza e Dario Venerelli. La nota è arrivata ieri, a firma del coordinatore
Gianfranco Azzola, che ha motivato la scelta del partito di puntare su Zappone
con la sua «fermezza nel prendere decisioni ed assumersi delle responsabilità in
merito alle stesse» nonché per «l’aver deciso di uscire dalla maggioranza in un
periodo cruciale della politica terracinese in un momento in cui ci si è accorti
che non si stava più seguendo la linea programmatica amministrativa concordata
con gli elettori». Nonostante il clima che si respira all’interno dell’Udc
sembra non essere ancora quello ideale, Azzola ha tracciato la linea del partito
in vista delle consultazioni elettorali: «L’Udc – scrive – si pone la
possibilità di fungere da collante per una forte coalizione di centro destra
sulla base di programmi, metodologie e regole», ma «laddove riscontrasse che non
si realizzino le condizioni non si preclude proprie iniziative tese a formare
coalizioni diverse». Comunicata anche un’infari – natura di programma, che sarà
fondato su «ripristino delle regole elementari, rispetto delle istituzioni e
ricostruzione di un tessuto sociale». Le polemiche tra le due correnti del
partito restano per il momento sottotraccia. Secondo indiscrezioni Marcuzzi e
colleghi non hanno per nulla digerito la candidatura di Zappone, e probabilmente
della questione sarà investito anche il presidente Michele Forte. Se l’Udc è
diviso non va meglio in casa Pdl, dove per il momento resta solo ufficiosa la
candidatura di Nicola Procaccini e resta irrisolto il nodo delle fratture tra il
partito e gli esclusi che siedono in maggioranza. Come affermato da Azzola, le
forze del centrodestra saranno gli interlocutori privilegiati dell’Udc, mentre
ormai saltato appare l’accor – do al centro con il Partito democratico, nato
intorno alla figura di Sandro Marigliani. Ma c’è chi giura che non è finita qui.
Diego Roma

Banchi settimanali del pesce sotto la lente d’ingrandimento della guardia
costiera di terracina.
Durante lo scorso mese di febbraio il personale del
comandante Floriana Segreto ha condotto una vasta operazione di controllo sulla
commercializzazione dei prodotti ittici nei mercati rionali pontini. Obiettivo:
tutelare il cittadino-consumatore che troppo spesso vede nel mercato rionale una
possibilità di risparmio economico senza considerare che come contropartita
porta a casa un prodotto di scarsa qualità. Se non addirittura marcio.
L’operazione «Rione» si è svolta con i servizi veterinari della Asl, le polizie
locali e i carabinieri, impegnati nei territori di terracina, San Felice Circeo,
Roccagorga, Priverno, Maenza, Lenola, Prossedi, Monte San Biagio, Sperlonga,
Roccasecca dei Volsci, Sonnino e Fondi. I militari di Circomare terracina hanno
puntato la loro attenzione non solo sulle necessarie autorizzazioni
amministrative, ma anche sul rispetto delle norme per la rintracciabilità dei
prodotti ittici, lo stato di conservazione e vendita, l’etichettatura
informativa obbligatoria, il rispetto delle taglie minime di
commercializzazione, l’eventuale presenza di specie sottoposte a fermi
stagionali o vincoli di altra natura e le condizioni dei mezzi di trasporto.
Complessivamente sono stati ispezionati 21 venditori ambulanti e 17 mezzi di
trasporto. Sono state elevate 13 multe per un totale di oltre 15mila euro,
relative soprattutto alla mancanza di etichetattura sui pesci in vendita. Sono
stati sequestrati 60 chili di prodotti ittici perchè di dubbia provenienza e
venduti in cattive condizioni igienico-sanitarie. Due venditori ambulanti sono
stati denunciati perchè sorpresi a vendere pesce in cattivo stato di
conservazione e per una tentata frode in commercio, perchè lo spacciavano per
fresco quando era stato scongelato. Per altri 3 contestate irregolarità igienico-sanitarie.
Ri.Re.

Litigano e all’improvviso i toni della discussione s’infiammano a tal punto che
spunta un coltello, che finisce piantato nella schiena di uno di loro.
Ora S.J.,
28enne indiano residente a Borgo Hermada, è ricoverato in prognosi riservata nel
reparto di chirurgia del «Fiorini», dopo aver subito un delicato intervento
chirurgico al polmone destro. I carabinieri di terracina del capitano Alessandro
Giordano Atti sono sulle tracce di alcuni suoi connazionali sui quali pende
l’accusa di tentato omicidio. Davvero una brutta storia, l’ennesima, che giunge
da via Astolfi, una delle strade che formano il noto «quartiere degli Indiani»,
nella frazione alle porte di terracina. Una vicenda di miseria e di
emarginazione, dove si arriva a litigare per un’inezia soprattutto sotto i fumi
dell’alcool. Ancora non si conoscono perfettamente i dettagli della rissa
scoppiata l’altra sera in un’abitazione di via Astolfi, con protagonisti alcuni
stranieri, forse quattro. Dai dettagli per ora in possesso dei militari pare che
all’improvviso tra gli indiani sia scoppiata un’accesa discussione che ben
presto avrebbe visto S.J. messo in minoranza, attaccato dal resto del gruppo.
Non si esclude che la situazione possa essere stata peggiorata dall’abuso di
alcool. Fatto sta che di colpo qualcuno avrebbe afferrato un coltello, forse una
normale lama da cucina, e avrebbe colpito il 28enne alla schiena, quasi
perforandogli il polmone destro. Forse il giovane ha tentato di difendersi,
visto che è rimasto ferito anche a una mano. Mentre gli altri fuggivano,
l’indiano si sarebbe trascinato nel cortile esterno, forse per chiedere aiuto.
E’ lì che qualcuno lo ha notato, a terra e in una pozza di sangue. Immediato
l’allarme ai carabinieri e al 118. I sanitari lo hanno soccorso per poi
trasportarlo al «Fiorini» dove si è resa necessaria l’operazione. Adesso è
ricoverato e la sua prognosi resta riservata. Intanto i carabinieri danno la
caccia ai responsabili.
Ri.Re.


Soci Coop della sezione pontina in assemblea dalle 16e30 di oggi presso il Grand
Hotel Palace.
All’ordine del giorno il bilancio preventivo 2011 di Unicoop
Tirreno, l’impegno di Coop a difesa dei soci e dei consumatori, la conferma
della nomina di componente della commissione valori e regole. In omaggio a tutti
i soci presenti sarà dato un buono per il ritiro di una confezione di fette
biscottate Coop e di confettura di marmellata Viviverde Coop. Celestino
Genosini, presidente del Comitato Soci Coop di terracina, invita tutti a
partecipare.
Ri.Re.

I lavoratori addetti al servizio mense scolastiche del Comune di terracina sono
passati dallo stato di agitazione allo sciopero.
Lo hanno fatto sapere in una
nota le organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e le Rsa
unitarie). I dipendenti incroceranno quindi le braccia il prossimo 7 marzo «con
riserva di stabilire – si legge nel comunicato siglato dl segretario generale
della Fisascat Cisl di Latina, Davide Favero, – le modalità di effettuazione per
dire basta alle ostilità aziendali dell’amministrazione comunale e per ribadire
le posizioni di disagio dei lavoratori».

Due volte Zappone. Dalle riunioni politiche tenutesi l’altra sera, è sortito un
quadro delle candidature a sindaco inedito da quando vige l’elezione diretta del
primo cittadino. Saranno infatti anche uno zio ed un nipote a contendersi la
massima carica: il nipote è Giuseppe Zappone, indicato dall’Udc, mentre lo zio è
Mimmo Zappone, che il direttivo democratico ha confermato come suo leader nel
voto del prossimo maggio. Giuseppe, figlio di Giovanni (che è fratello di Mimmo
e che è già stato sindaco per la Dc) soffia il posto a Sandro Marigliani, che
negli ultimi tempi era apparso il più quotato tra i centristi per il ruolo di
leader. Già segretario della locale sezione dell’Udc, Giuseppe non ha avuto un
gradimento unanime, ma ha potuto contare sull’appoggio del padre e anche dell’ex
vice sindaco Giuliano Masci. La sua scelta, come spiega il coordinatore
centrista Gianfranco Azzola, è stata effettuata «sulla base di molti fattori,
tra cui la fermezza nel prendere decisioni ed assumersi delle responsabilità in
merito alle stesse». «Non da dimenticare -continua Azzola- l’aver deciso di
uscire dalla maggioranza in un momento cruciale della politica terracinese in un
momento in cui ci si è accorti che non si stava più seguendo la linea
programmatica amministrativa concordata con gli elettori». Con Zappone, l’Udc si
attribuisce il ruolo di «collante per una forte coalizione di centro destra
sulla base di programmi, metodologie e regole, nel rispetto delle autono- mie
dei singoli partiti aderenti ». Ma i centristi vogliono avere le mani libere e,
perciò, «laddove riscontrassero che non si realizzino le condizioni per la
formazione di detto quadro politico e si riscontrasse una impossibilità dei
presupposti programmatici, non si precludono proprie iniziative tese a formare
coalizioni diverse». Se Giuseppe è un po’ una sorpresa, Mimmo è invece una
conferma. In realtà, lo Zappone democratico sembra necessitare di conferme
ripetute, visto che ancora l’altra sera, a distanza di un mese dall’investitura,
il direttivo del Pd si è dovuto riunire per esprimersi su una proposta
alternativa. SeL, infatti, aveva lanciato la candidatura di un altro
democratico, il capogruppo Antonio Bernardi, quale condizione per una coalizione
di centrosinistra. Ma la maggioranza del partito, schierata con Mimmo, ha
liquidato il tentativo di SeL come una ingerenza nelle questioni interne al
partito. In questo senso, per esempio, si è espresso l’ex sindaco Vincenzo
Recchia. Alla fine, anche Giuseppe La Rocca, il consigliere comunale tra i più
convinti sostenitori di Bernardi, ha dovuto prendere atto che non c’era alcun
spazio per un cambio di candidatura. E dunque, centrosinistra al voto in ordine sparso.
Andrea Di Lello

Un’area di circa 2 mila metri quadrati sull’Appia Antica, a terracina,
trasformata in una discarica a cielo aperto di vecchie carcasse di automobili e
rifiuti speciali.
A scoprire quest’ennesimo scempio ambientale sono stati
finanzieri e agenti della polstrada di terracina in un’operazione che ieri
mattina li ha visti operare congiuntamente. Ai loro occhi si è presentato uno
spettacolo indecente: decine e decine di vetture e altre carcasse ammucchiate su
un terreno privato, delimitato da un recinto. L’operazione, che ha portato al
sequestro preventivo dell’area e alla denuncia del proprietario 50enne, è stata
preliminarmente pianificata con il supporto degli elicotteri delle fiamme gialle
della Sezione Aerea di Pratica di Mare che hanno immortalato la discarica
abusiva dall’alto. Sono state riscontrate diverse irregolarità sui veicoli visto
che .dagli accertamenti degli agenti della polizia stradale del comandante
Giuliano Trillò è emerso che alcuni risultavano fittiziamente esportati
all’estero. Altri, invece, erano stati colpiti da fermo fiscale o da
provvedimenti amministrativi in corso di accertamento presso gli uffici
competenti. All’interno della discarica i finanzieri del tenente Dario Bordi
hanno rinvenuto rifiuti speciali come pneumatici, calcinacci, materiale inerte,
contenitori con olio da motore bruciato, materiale ferroso, batterie e parti di
ricambio vari. Le indagini proseguono per accertare la provenienza dei rifiuti e
ulteriori altri responsabili. Sempre ieri la polizia ha arrestato un 17enne
rumeno con precedenti specifici sorpreso a rubare liquori e affettati
all’interno di un supermercato della città, nascondendoli sotto gli abiti.
Bloccato dagli agenti del vice-questore Rita Cascella, il minore, risultato già
con un bel curriculum a carico, è stato affidato in stato di arresto ad una
struttura apposita di Roma, mentre la merce è stata riconsegnata al supermercato.
Rita Recchia


Il Pd, tramite il portavoce provinciale Paolo Pompili, bacchetta un centrodestra
sempre più zoppicante.
« E’ ormai chiaro da diverso tempo che sia a Latina, sia
a terracina, il Pdl è spaccato in due: nel capoluogo la diretta conseguenza è
stata il commissariamento del Comune, a terracina invece i cittadini stanno
subendo da tempo immemore la peggiore classe dirigente in cui una comunità possa
incappare. terracina è una città disamministrata, in sofferenza sotto tutti i
punti di vista: debiti, atti di violenza, mancanza di politiche di sviluppo e
tutela, infiltrazioni malavitose, collasso delle politiche sociali. Nonostante
ciò – prosegue Pompili – gli ineffabili esponenti del PDL, anziché prodursi in
una doverosa autocritica, si rimpallano le responsabilità e cercano di scansare
da sé le colpe della cattiva gestione della cosa pubblica. Gli schieramenti
interni si accusano reciprocamente, tanto con riferimenti velati quanto in
maniera esplicita. Addirittura, a terracina il Pdl è scivolato nel grottesco,
prendendo le distanze dall’operato dagli attuali amministratori: peccato che il
sindaco uscente sia del Pdl così come la sua maggioranza consiliare si basi su
quel partito. Riteniamo – prosegue Pompili – che in tutti i Comuni chiamati al
voto i cittadini sapranno ben distinguere chi tenta di abbindolarli, confidando
artatamente nella distrazione e nella memoria corta, da chi invece rappresenta
davvero la moralità, l’etica, il buon governo e l’esigenza di rinnovamento e
cambiamento laddove le amministrazioni guidate dalla destra hanno condotto
importanti comunità nel più completo degrado, nella perdita di valori, nella
mancanza di coesione sociale. Le nostre città invece meritano di essere
amministrate all’insegna del buon governo della cosa pubblica.»

Le indicazioni Regionali del ‘Piano di Riordino della Rete Ospedaliera’,
relative alla nostra Macroarea, vanno attuate nella loro interezza ed
organicità.
Bisogna infatti partire proprio dall’ Allegato B – macroarea 3 pag.
45 del ‘Piano’, nel quale vengono riportati dati precisi e specifici sulle
prestazioni e caratteristiche dell’Ospedale di Fondi e dall’Allegato D nel quale
vengono ben delineate le caratteristiche delle strutture ospedaliere di
Terracina e Fondi. Infatti l’Ospedale di Terracina viene indicato a prevalente
indirizzo per l’emergenza, la chirurgia d’urgenza e la Traumatologia, integrate
con la presenza Universitaria. Per l’Ospedale di Fondi si precisa e giustifica
l’esistenza solo per l’attività Ostetrica e Ginecologica, per gli interventi
d’elezione e la degenza post acuzie. In questo modo si evitano gli sprechi ed i
doppioni e, soprattutto, si integra e migliora l’assistenza al Cittadino.
Riteniamo che la Direzione Aziendale dell’ASL Latina debba, di conseguenza,
attuare e creare tutte le condizioni che traducano nei fatti le indicazioni
regionali. Dobbiamo però rilevare che, da alcune dichiarazioni ed annunci, non
si vada in questa direzione ma che, al contrario, si determinino scelte in netta
contraddizione con quanto sarebbe necessario. In sostanza si perpetua la
politica sanitaria del ‘tirare per la giacca’, dove sono prevalenti le pressioni
personali e le scelte occasionali, al di fuori di ogni utile e razionale logica
di territorialità. Da tempo i numeri dell’Ospedale di Terracina dimostrano in
modo schiacciante l’enorme attività prodotta, pur tra carenze di personale e di
obsoleta diagnostica. Ad esempio il solo pronto soccorso per il 2010 ha
effettuato 34.450 accessi, con 222.810 prestazioni; subito dopo l’Ospedale
Provinciale di Latina. E con una Dermatologia Universitaria con 12.553
prestazioni ambulatoriali. Da tempo si aspettano risposte dalla Direzione
Aziendale riguardo a richieste per l’adeguamento dei servizi di diagnostica
(endoscopica, per immagini, cardiologica, TAC, ecc.). Per l’adeguamento di
personale. Per l’inadeguatezza delle sale operatorie. L’attività di guardia
chirurgica attiva 24/h che manca di supporti clinici e diagnostici, soprattutto
per le analisi di laboratorio. Estrema inadeguatezza delle apparecchiature
laparoscopiche oramai a dir poco obsolete e che rappresentano quasi la metà
delle attività chirurgiche, ortopediche, Otorino, urologiche. La stessa Unità di
Chirurgia che assiste 24 ore su 24, si basa su sei Medici su nove, essendo tre
stati dichiarati inidonei all’urgenza. Ciò per fare solo alcuni esempi. Allora è
indispensabile una chiarezza d’indirizzi e di scelte da parte dell’Azienda
Sanitaria, con attenzione sulle priorità assistenziali e non sulle pressioni
politiche. Solo in questo modo ‘Piano’ della Presidente Polverini troverà seria
e razionale attuazione, ponendo al centro dell’assistenza l’Utente e non, ancora
una volta, le pressioni di corridoio e le sterili richieste campanilistiche.
Dott. Pietro Serra
‘Città Nuove – Con Te’

Telecamere puntate sul pontino. “Sereno Variabile”, la trasmissione di viaggi e
turismo, ideata e condotta dal giornalista Osvaldo Bevilacqua, in onda su Rai2,
si occuperà di dare informazioni su vacanze, arte, cultura e natura della
provincia di Latina.
E non solo. La troupe televisiva infatti ha fatto tappa dal
15 al 19 febbraio a Terracina, Campodimele, Monte San Biagio, Sonnino ed al
Centro di Esposizioni Storiche di Piana delle Orme, luoghi in cui diversi
operatori turistici hanno illustrato le peculiarità turistiche e gastronomiche
del territorio pontino. Incantevoli riprese aeree sono state rese possibili su
tutto il litorale, oltre che dell’area archeologica di Minturnae e di Itri,
grazie alla disponibilità di un elicottero della Provincia di Latina,
l’amministrazione guidata da Armando Cusani, che ha assicurato piena
collaborazione ed assistenza insieme all’Azienda di Promozione Turistica di
Latina. La puntata andrà in onda sabato 5 marzo 2011 alle ore 17,00 su Rai2.

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terracina-vista-da-hotel-palace-3-ritaglio-anni-50_bis

Visita esplorativa nel Tribunale locale per il magistrato Silvia Artusi che,
dopo aver vinto il ricorso al Tar, prenderà presto servizio nella sezione
penale.
Non è ancora ufficiale, ma il contatto informale del giudice trasferito
da Marsala presso la sede giudiziaria terracinese fa ben sperare che la data del
16 marzo (giorno in cui era stato previsto l’arrivo del nuovo magistrato a
Terracina) non venga fatta slittare. Così Silvia Artusi prenderà servizio come
era stato previsto prima del ricorso al Tar di un altro giudice, anche lui
pretendente alla sede terracinese. Il nuovo togato ha fatto una visita di
un’ora, ha visto la struttura e si è fortemente meravigliato del numero delle
pratiche penali, che, tra l’altro, sono andate ad aumentare in tutto il periodo
di fermo delle attività penali. Le toccherà lavorare un bel po’ per rimettere al
passo il lavoro. Ora, dopo una lunga fase di blocco, il tribunale di Terracina
potrà tornare a rispondere alla domanda di giustizia di un comprensorio
abbastanza esteso. L’attività della sezione penale è ferma da circa due anni, in
coincidenza con i trasferimenti dei giudici Perinelli e Cialone. L’arrivo del
nuovo togato potrebbe dare confortanti certezze circa la volontà di mantenere
aperta la sezione distaccata del tribunale di Latina. L’associazione forense di
Terracina ha fatto sentire la propria voce tanto che il sindaco Nardi ha
convocato una conferenza dei sindaci dei comuni limitrofi. Tutti si sono
dichiarati ben disposti a fare una mappatura delle risorse umane che potrebbero
essere convogliate come personale di supporto alle pratiche amministrative. A
breve dovrebbe essere convocato un secondo incontro nel corso del quale verrà
approvato un protocollo d’intesa.
(da corriere pontino)


Rinascita per Terracina chiede Antonio Bernardi come candidato unitario del
centrosinistra; anche Rifondazione comunista invoca un candidato unico.
Ma non è
detto che si tratti dello stesso uomo. Il capogruppo consiliare del Pd è la
carta che Sinistra, Ecologia e Libertà e esponenti democratici stanno giocando
in questi giorni per formare una coalizione nelle amministrative di maggio.
Vittime da sacrificare all’unità del centrosinistra sarebbero Mimmo Zappone, da
alcune settimane candidato del Pd, e Candida Grenga, scelta da SeL. Proprio su
questo, ieri sera era prevista una riunione del direttivo democratico, che è
stata preceduta da due prese di posizione: quelle, appunto, dell’associazione
Rinascita per Terracina e di Prc. L’associazione, con una nota a firma di
Antonio Alla, Antonio D’Ettorre e Angelo Romeo, sollecita Bernardi «a sciogliere
le sue riserve e per il bene dell’unità del centrosinistra accetti di esserne il
candidato». Anche Rifondazione chiede «a tutti di superare le divisioni, di
ricercare un candidato condiviso che rappresenti tutti i componenti per tutti e
cinque gli anni». Ma dalla penna di Roberto Iacovacci non escono nomi. E questo,
per molti del centrosinistra, non è un caso. C’è, infatti, chi attribuisce a
Iacovacci il progetto di sostituire Mimmo Zappone non con Bernardi, ma con un
altro democratico, il segretario Alessandro Di Tommaso. Se il centrosinistra
rischia di spaccarsi anche quando insegue l’unità, nel centrodestra se le
suonano di santa ragione. Il PdL di Fazzone scomunica il PdL di Nardi, al quale
mostra il pollice verso pure Gianfranco Sciscione. Il quale ha rotto gli indugi
e, come da tempo affermavano i suoi supporters, si è messo alla testa della sua
lista per conquistare la massima carica cittadina. E tuttavia sono i suoi stessi
sostenitori ad ammettere che l’imprenditore televisivo non ha per nulla
rinunciato a tornare in quel consiglio regionale che sente come sua vera sede.
Stando alle indiscrezioni, con Renata Polverini, Sciscione ha parlato anche
della possibilità che venga nominato assessore nella giunta regionale un
consigliere della Pisana eletto nella lista della governatrice. Se ciò fosse,
essendo l’imprenditore il primo dei non eletti proprio di quella lista,
toccherebbe a lui occupare il posto lasciato vuoto nell’assemblea regionale.
Aspettando la fine dell”esilio’, Sciscione prova a darsi almeno un profilo di
leader politico locale con la scalata al Municipio.
Andrea Di Lello



Gino Verardi…dà una mano a Osvaldo Bevilacqua. In questi giorni a Terracina si
stanno tenendo le riprese di «Sereno variabile», il noto programma di Rai2
condotto da Bevilacqua che girando l’italia racconta le tradizioni
enogastronomiche del Bel Paese. Con l’aiuto e l’organizzazione di Gino Verardi
del ristorante «Centosedici », la troupe televisiva sta riprendo i momenti
salienti dell’attività marinara in città: dallo sbarco delle paranze passando
per l’asta del pesce fino alla consegna del prodotto freschissimo a Simone
Nardoni, chef del ristorante di viale Circe. Altra protagonista è stata la
favetta di Terracina, la qualità di fragole di medie e piccole dimensioni ma dal
sapore unico la cui produzione comincia già in questi primi mesi dell’anno. Il
servizio verrà montato nei prossimi giorni
per andare in onda il 5 marzo.
Ri.Re.


ll Commissario Straordinario Prefetto Guido Nardone ha chiesto al Collegio
Sindacale di Latina Ambiente Spa una visita ispettiva per riferire in merito ai
rapporti fra Latina Ambiente e Terracina Ambiente e all’attuale situazione
patrimoniale dell’azienda.

Inoltre, a fronte delle difficoltà manifestate da Latina Ambiente di procedere
entro tempi ragionevoli all’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di
incasso e rendicontazione della Tia per l’anno 2010, tenuto conto del grave
danno derivante al Comune, l’Amministrazione ha deciso di procedere alla
gestione diretta di tutte le attività relative alla riscossione della Tia
dell’anno 2010 e funzionalmente anche dell’attività di accertamento e
contenzioso riferita al medesimo anno.



Assunzioni di personale in Comune: tutto regolare. È intervenuta la Corte dei
Conti a mettere un punto fermo ad una vicenda dai connotati prettamente
amministrativi, che però getta una luce nuova anche sul caso Martino, il
segretario generale del Comune morto suicida esattamente due anni fa. Si era nel
2007. Fu un esposto dell’allora Pds a dare il via ad una verifica contabile
presso il Comune. Sotto la lente d’ingrandimento dei giudici contabili finirono
le assunzioni di spiaggini e autisti negli anni dal 2005 al 2006. Quella che
veniva adombrata era una gestione del personale piuttosto allegra e con
connotati clientelari, dal momento che molti dei reati contestati si erano
concretizzati in coincidenza con le elezioni amministrative. Sono passati quasi
5 anni dal quel procedimento amministrativo-contabile e, adesso, la Corte dei
Conti ha comunicato al Comune che è stata disposta l’archiviazione. Secondo
quanto aveva esposto in una memoria difensiva l’allora assessore Giuliano Masci,
tutto era partito da un equivoco di base, che assimilava il personale interinale
al personale impiegatizio normale. La decisione della Corte dei Conti inquadra
il contesto di liceità amministrativa-contabile nelle quali quelle operazioni
erano avvenute, ma, indirettamente, va a riverberarsi anche sulla tragica storia
del segretario generale del Comune. L’inchiesta della Procura aveva fatto
emergere una forte preoccupazione del Martino, peraltro affetto da una
depressione ad altro rischio suicidario, per gli accertamenti della Ragioneria
Generale trasmessi alla Corte dei Conti, che avrebbero potuto costringerlo a
pagare una somma prossima a 2 milioni di euro. I timori sarebbero stati
originati da forti pressioni subite dall’assessore Masci «per sottoscrivere una
serie di atti amministrativi in violazione di legge aventi ad oggetto in
particolare le assunzioni interinali». Timori infondati, visto l’esito degli
accertamenti contabili.
Erc. Ber.



Prosegue la scia di fuoco nella notte, distrutta l’auto di un pensionato, si
ipotizza il dolo.
I cittadini non riescono a fare più sonni tranquilli, questa
volta è toccata ai residenti di via Anxur la sveglia di soprassalto, poco dopo
le 4, a causa di un incendio che ha gravemente danneggiato, nonostante la
pioggia, una Land Rover di proprietà del 65enne C.S. L’auto era parcheggiata nei
pressi di una siepe all’interno del giardino privato della sua abitazione, da
cui si accede tramite un cancello che l’altra notte era chiuso, non facilmente
visibile dalla strada. Il tempestivo spostamento dell’Opel Corsa della moglie ne
ha impedito il danneggiamento. I vigili del fuoco dopo aver provveduto a
spegnere l’incendio hanno effettuato un primo sopralluogo, nel corso del quale
non sono state rinvenute tracce di materiale incendiario, anche se l’ipotesi che
possa trattarsi di dolo sembrerebbe la più accreditata. Presente anche una
pattuglia dei carabinieri che ha subito avviato le indagini e ascoltato i
presenti. Tra le ipotesi avanzate non si esclude che l’incendio possa essere
riconducile ad alcuni dissapori a livello familiare. Ieri mattina il
proprietario si è recato in caserma per sporgere denuncia e per essere
ascoltato. Indagini che i militari, agli ordini del comandante Alessandro
Giordano Atti, stanno seguendo a 360 grandi, come anche per il penultimo atto
incendiario avvenuto la settimana scorsa in via Delibera. In quella circostanza
il proprietario, gestore di una nota pizzeria del luogo a cui era stato già
bruciato precedentemente un altro mezzo, aveva installato delle telecamere
all’esterno della sua abitazione. Filmati che sono ancora al vaglio dei
carabinieri; anche in quel caso le ipotesi sono riconducibili a questioni
familiari.
(da corriere pontino)


Narcotizzava i pazienti per derubarli dei gioielli e di altri effetti personali.
Con l’accusa di rapina aggravata che la Procura di Frosinone ha chiesto il
rinvio a giudizio per una infermiera ciociara, G.A. di 36 anni. Tra le vittime
anche due anziani terracinesi in cura presso una clinica privata del frusinate,
teatro degli spiacevoli episodi. I fatti risalgono al maggio dello scorso anno.
A far scattare le indagini della magistratura sono stati proprio alcuni pazienti
che al risveglio insieme alla sparizione dei propri gioielli avevano notato
anche uno strano torpore. Sono partite le denunce, quindi gli accertamenti
dei carabinieri che hanno p er me ss o di verificare che quello stato di torpore
era dipeso da farmaci somministrati con la scusa di una cura di vitamine e allo
scopo di provocare sonnolenza. Dopodichè scattava il repulisti di catene e
bracciali d’oro che i degenti della clinica avevano con loro. Dietro tutto la
mano di un’infermiera di 36 anni inchiodata dalla testimonianza di uno dei
pazienti. L’am mi nis tra zio ne della struttura sanitaria, che si trova in
provincia di Frosinone, ha preso subito provvedimenti sospendendo la donna dal
suo lavoro. Ora le indagini sono arrivate a conclusione. Il pubblico ministero
di Frosinone Tonino Di Bona ha chiesto per lei il rinvio a giudizio. L’udienza
preliminare è stata fissata per il 13 aprile. Tra i pazienti derubati anche due
anziani di Terracina, V.C. e S.A., assistiti da ll’avvocato Francesco
Pietricola. Complessivamente le vittime accertate sono quattro. I due, qualora
la donna dovesse essere rinviata a giudizio, si costituiranno parte civile nel processo.
Pierfederico Pernarella



Assunzioni facili, dal punto di vista amministrativo non c’è reato. La Corte dei
Conti ha disposto l’archivia – zione della vertenza sui reati contabili
attribuiti al Comune per gli anni che vanno dal 2005 al 2007 e relativi a
presunte illegittimità commesse nell’ambito delle assunzioni di personale, anche
interinale, e del conseguente mancato rispetto del limite di spesa. Con una nota
arrivata al Comune proprio ieri, il vice procuratore della Corte dei Conti
Massimo Di Stefano ha comunicato l’archivia – zione della vertenza, chiudendo
così, dal solo punto di vista amministrativo, una vicenda che ha scosso
fortemente l’amministrazione comunale e che è tuttora oggetto di un’inchiesta
della Procura della Repubblica. La magistratura contabile era stata chiamata,
nel 2007, a verificare eventuali irregolarità compiute dall’ammini – strazione
comunale tra il 2005 e il 2007. Nel mirino della Corte dei conti erano finite le
assunzioni a tempo determinato dipendenti, ma anche l’errato conferimento di
incarichi e consulenze, la mancata formalizzazione di alcuni contratti per
incarichi esterni, accompagnati da una documentazione carente sulle spese fatte
e sui servizi ottenuti. Ebbene, dalle ispezioni operate dalla magistratura
contabile e dagli accertamenti della Ragioneria dello Stato, al Comune non può
essere contestato nulla di illegittimo. Motivo per cui è stata disposta
l’archiviazio – ne. Resta invece ancora in piedi il procedimento penale scattato
all’indomani del suicidio del segretario generale Marino Martino, che vede
tuttora indagati ex amministratori e dipendenti pubblici. Le ipotesi dell’accusa
sono che dietro le assunzioni operate tra il 2005 e il 2007 si potesse
prefigurare il voto di scambio: assunzioni in cambio di voti. Un reato difficile
da provare e che, dal punto di vista contabile, non ha fatto ravvisare alla
Corte dei Conti anomalie amministrative. Corte dei Conti, caso chiuso sulle
assunzioni facili del Comune di Terracina

L’INDAGINE PARTITA DOPO IL SUICIDIO
Caso Martino, i risvolti Il pm Tonino Di Bona Resta comunque un fatto: tra il
2005 e il 2007, nonostante le difficoltà economiche dell’ente, l’amministra -
zione comunale ha fatto assunzioni in lungo e in largo di dipendenti, molti dei
quali con contratto temporaneo per la gestione pubblica dei lidi comunali. Tutto
nell’alveo della legittimità contabile, ma la cui discutibilità dal punto di
vista politico resta intatta, dal momento che il Comune si trovava in oggettive
difficoltà economiche, tanto vero che proprio quelle assunzioni portarono ad una
perdita d’esercizio nella gestione dei lidi, che non a caso dall’anno successivo
vennero affidati ai privati.
Diego Roma


Il centrodestra le elezioni le può vincere se si presenta alle urne unito. La
Destra lancia la proposta di un’intesa identica a quella che governa oggi la
Regione Lazio. Una compagine amministrativa a quattro con Pdl, Lista Polverini,
Udc e appunto La Destra. A spiegare la strategia politica il segretario
cittadino de La Destra, Gianluca Di Natale. «Terracina può risorgere
politicamente dal disastro lasciato dall’amministra – zione Nardi soltanto se
riesce a configurare uno sc hi er am ento ampio e solido, come quello regionale.
Per fare questo è necessario che Pdl, Lista Polverini, Udc e La Destra si
uniscano in una coalizione seria, che si depuri dalle scorie lasciate
dall’attuale amministrazione in carica guidata dal sindaco Nardi ». Di Natale ha
dunque le idee chiare quando parla di Pdl, riferendosi al coordinamento
cittadino di Gianluca Corradini e non a quello rappresentato da Nardi e i suoi.
Resta il nodo del candidato sindaco ma su questo Di Natale non ha dubbi: «Fino a
oggi non si è sentito parlare ancora di un programma elettorale serio ed
articolato. Eppure al voto mancano poche settimane. Abbiamo l’im – pressione che
si pensi solo ad accaparrarsi le poltrone migliori, a litigare sul nome del
candidato e dei probabili futuri assessori. Eppure per governare servono,
insieme alle persone, i fatti. Ecco perché come La Destra proponiamo una
coalizione a quattro in cui potersi prima confrontare sul programma politico e
poi, in modo sereno, scegliere la persona più affidabile e spendibile per essere
candidato a sindaco». La Destra il suo programma politico lo anticipa già, pochi
ma importanti punti su cui non si può più sbagliare: agricoltura, turismo,
pesca, piano casa. I punti di convergenza tra i quattro schieramenti ci sono,
come la premessa di sedersi intorno a un tavolo e, dopo quattro chiacchiere e
una stretta di mano, firmare in calce a un documento l’accordo che potrebbe
significare la riconferma del centrodestra al governo di Terracina. Il problema,
al momento, è che i gruppi hanno già espresso un proprio papabile candidato. Il
Pdl è vicino a candidare Nicola Procaccini, la Lista Polverini ha ufficializzato
Gianfranco Sciscione. L’Udc è ancora diviso, mentre La Destra punta su Emilio Perroni.
Francesco Avena



Sel: sabato 26 incontro pubblico all’I T C Arturo Bianchini
Sinistra Ecologia e Libertà ha indetto per sabato 26 luglio alle ore 16.00,
presso l’Aula Magna dell’I T C Arturo Bianchini, un incontro pubblico per
discutere con i soggetti sociali, loro rappresentanze ed addetti ai lavori, che
più hanno pagato 10 anni di disamministrazione del governo della città da parte
delle forze di centro destra. Come è ben noto in questi dieci anni sono stati
cancellati i Servizi Sociali a Terracina, servizi che erano il fiore
all’occhiello della nostra città. L’erogazione dei servizi ai cittadini, che per
legge sono un diritto, sono stati trasformati in clientelismo, favoritismo e
spesso oggetto di titoli di cronaca se non nera sicuramente grigia. Come quando
l’assessore regionale Forte voleva commissariare tali servizi perché da un
decennio circa non si rendicondavano le spese dei finanziamenti regionali in
proposito, o quando, sempre gli stessi finanziamenti regionali, erogati per
pagare gli affitti ai meno abbienti venivano distratti a favore di altro
utilizzo, con conseguenze drammatiche, fino allo sfratto di alcune famiglie
interessate. E che dire ancora delle famiglie dei diversamente abili costrette
continuamente a manifestare nei modi più disparati per attirare l’attenzione nei
confronti di un’Amministrazione che le aveva completamente abbandonate a se
stesse, togliendo loro persino l’assistenza domiciliare. Assenza totale di una
politica per l’accoglienza e per l’integrazione, non è con la ghettizzazione o
marcando le diversità che si risolvono i problemi di migliaia di cittadini che
vengono sfruttati ed al contempo emarginati dal contesto cittadino. E’
necessario sviluppare momenti di socializzazione e di valorizzazione delle
diverse culture al fine di facilitare l’integrazione di tali comunità con il
resto della cittadinanza. Bisogna attivare politiche della casa che aiutino gli
immigrati a trovare un alloggio, non solo a denunciare il sovraffollamento e le
scarse condizioni igieniche in cui vivono, addossando ad essi ogni
responsabilità. E che dire delle contraddizioni e delle carenze del nostro
Ospedale? Perché nessuno denuncia che il recente decreto Polverini mentre
assegna ad ogni presidio ospedaliero un suo specifico piano organizzativo mentre
gli ospedali di Terracina e Fondi vengono considerati un’unica struttura? Perché
anche in questo dobbiamo essere asserviti al Senatore Fazzone per far vivere un
Ospedale obsoleto ed inutile per i servizi offerti alla cittadinanza sulle
spalle di Terracina e dei terracinesi? E’ per questo servilismo presente nel
Centro Destra, rispetto al Senatore, che gli viene concesso anche di decidere
chi dovrà essere il candidato a Sindaco di Terracina? Per approfondire tutte le
tematiche appena richiamate, Sinistra Ecologia e Libertà terrà questo incontro
pubblico aperto alla partecipazione della cittadinanza, che invita a
partecipare.
Il segretario del circolo sel Terracina
Vittorio Marzullo

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Ci eravamo lasciati il 2 Ottobre 2010 con una busta sigillata e l’interrogativo (neanche tanto interrogativo) su chi sarebbe stato il nuovo direttore dell’ Azienda Speciale di Terracina…

A fari spenti, come in una vera missione top secret, la squadra di salvataggio, designata per condurre in porto l’operazione, è riuscita nell’intento: il Soldato Ryan (alias Carla Amici) è la vincitrice di una misteriosa selezione pubblica (che di pubblico ha avuto molto poco, tranne l’avviso): le date del colloquio, i partecipanti e i risultati finali non sono stati pubblicati da nessuna parte, al contrario di tutti i concorsi per assunzioni e short list varie, affissi in pompa magna sul sito comunale!

Nel filmato ricordiamo anche come, quasi otto mesi fa, l’allora fresco presidente dell’Azienda Speciale, Valerio Golfieri, incalzato sulla mancanza di traparenza, prometteva sugli schermi di Terracina Tv l’apertura, a breve, del sito internet dedicato all’Azienda Speciale, sul quale sarebbero stati inseriti tutti i documenti ufficiali. Stato attuale: non pervenuto.

Video importato

YouTube Video

Ci accingiamo ad ironizzare, quindi, sull’estrema manovra per garantire alla dott.ssa Amici i prossimi 5 anni di presidenza dell’Azienda Speciale, dopo aver provato invano con la modifica dello statuto e un paio di delibere di giunta poi ritirate.

Terracina Rialzati

POST TRATTO DAL SITO WEB DI “TERRACINA RIALZATI”


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Potrebbe essere solo l’ultima boutade nata tra le stanze del Palazzo del
Comune di Terracina ma sembra che qualcuno cominci a crederci davvero.

Dichiarare il dissesto finanziario dell’ente. E non (solo) per sgombrare le
casse comunali dalla mole di debiti, ma per usare il dispositivo come vera e
propria arma politica. La voce circola tra gli ambienti del gruppo consiliare di
maggioranza, nata dalla mente diabolica di chissà quale consigliere e per ora
ancora accolta tra il serio e il faceto. Ma c’è un motivo se qualcuno è arrivato
a tanto. Perché l’effetto che il dissesto finanziario potrebbe
avere sugli equilibri politici è tutt’altro che trascurabile. Di
fatto, alla vigilia delle elezioni, farebbe terra bruciata di tutti gli
assessori che sono stati in carica negli ultimi 5 anni, che per legge non
potrebbero essere rieletti. Una vera e propria «epurazione» di tutti quei
politici che hanno accompagnato l’avventura del sindaco Stefano Nardi dal 2006
ad oggi. L’intera giunta, ma anche tutti gli ex assessori fuoriusciti e che ora
sono sparsi tra partiti e movimenti antagonisti, impegnatissimi a riconquistare
un posto al sole nelle stanze del Palazzo ed esposti a cotanto rischio. Essere
fatti fuori non con una trasparente battaglia politica ma con un escamotage
«tecnico» che suonerebbe come vero e proprio colpo basso. Ecco perché è
probabile che chi ha partorito questa idea luciferina di dichiarare il dissesto
del Comune non sieda e non abbia mai seduto in giunta. Se dovesse confermarsi la
malsana ipotesi, comunque, ci si troverebbe di fronte ad un vero e proprio
Machiavelli in chiave contemporanea. Capace di sacrificare sull’altare del
potere politico non solo il fairplay (e qui starebbe in linea con i tempi) ma,
cosa ancor più grave, il benessere della popolazione. Perché se è vero che dal
punto di vista politico l’idea potrebbe fare gola a molti, lo è altrettanto che
i costi, quelli veri, ricadrebbero tutti sulle spalle dei cittadini. Imposte,
tasse, tributi, aliquote e tariffe sarebbero infatti elevati al massimo, e il
personale dipendente del Comune in eccedenza finirebbe in mobilità, pagato con
un contributo del Ministero degli Interni per i 5 anni di dissesto. Insomma, non
pare affatto uno scherzo. Si avrebbe una vera e propria frattura tra la gestione
passata e quella presente. Politicamente permetterebbe di fare piazza pulita di
avversari scomodi, vecchi e nuovi. Economicamente inizierebbero invece per
l’intera popolazione 5 anni di lacrime e sangue. Sarebbe davvero l’ultimo,
altissimo contributo fatto pagare alla città per l’ennesimo, risibile giochetto
politico. Al momento si tratta soltanto di voci di corridoio, ma nessuno a oggi
può davvero escludere che qualcuno decida di utilizzare l’escamotage del
dissesto finanziario per usarlo come un’arma politica in vista delle prossime
elezioni amministrative a Terracina.
Diego Roma


La hall dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina scambiata per un campo di
calcio.
Ennesima conferma di come la sorveglianza all’interno dell’edificio di
via Firenze sia ormai un’emergenza più che un’urgenza. Un’emergenza che, però,
non sembra preoccupare più di tanto chi dovrebbe risolverla. Sono i fatti a
dirlo, non le parole. Le ultime voci di corridoio parlano di teppistelli
notturni che molto di recente si sarebbero intrufolati nell’ospedale
improvvisandosi giocatori di pallone. Del resto il piano a disposizione è bello
grande. Di spazio per organizzare due tiri a calcio ce n’è. Quanto alla
possibilità di entrare senza colpo ferire, anche su questo non ci sono grossi
problemi. Quindi basta una comitiva di buontemponi senza troppa paura, un
pallone e il gioco è fatto. Anzi, la partita. Sarebbe curioso sapere cosa ne
pensano gli ospiti «regolari» dell’ospedale, che avrebbero bisogno di riposo e
tranquillità e non certo di schiamazzi notturni. Addirittura pare che qualcuno
sia andato anche oltre una normale, si fa per dire, partita di calcio…«intra
moenia» nel «Fiorini». Sembrebbe, infatti, che qualcuno dei soliti ignoti
addirittura sia entrato direttamente sulle due ruote. E non in bicicletta, ma
direttamente in sella a uno scooter. Anche in questo caso sarà bastato
percorrere la rampa d’accesso, spingere appena appena una delle porte d’ingresso
e…via, scorrazzata notturna nella hall dell’ospedale. Sarà stata una
scommessa, un gioco stupido, qualsiasi altra cosa. Fatto sta che sarebbe
accaduto anche questo. Senza il minimo intoppo. Esattamente come i clochard che
oramai da tempo hanno scelto l’edificio a propria dimora. Soltanto un’emergenza
abitativa invernale o una sistemazione permanente? Da anni viene sollevato il
problema dell’assenza di sicurezza notturna nell’ospedale di terracina, senza
che fino a oggi sia stato raggiunto anche il più piccolo risultato. Sempre e
soltanto colpa dei soldi che non ci sono? Tempo fa sembra che un’associazione di
volontariato si fosse proposta di accollarsi le spese della video-sorveglianza,
ma anche in quel caso non se n’è fatto nulla.
Rita Recchia


I programmi, le scelte e anche gli uomini.
Il PdL di Terracina ha decisamente
imboccato la strada del cambiamento, della rivoluzione rispetto
all’amministrazione comunale in carica a guida Nardi. Il giorno dopo le dure ed
incisive esternazioni che hanno segnato un preciso spartiacque nel futuro del
PdL terracinese, il consigliere regionale Giovanni Di Giorgi torna sulla
situazione politica locale e tocca anche l’argomento del candidato sindaco di
Terracina alle elezioni del prossimo 15 e 16 maggio: «Noi come PdL rivendichiamo
senza dubbio il candidato sindaco a Terracina, che deve certamente essere una
persona che ha a cuore la città e un nome condiviso». Ma Di Giorgi si spinge
oltre nell’identikit del candidato, senza però fare esplicitamente nomi: «La
figura del candidato sindaco deve essere individuata attorno ad una persona che
condivida i nostri programmi e, in tal senso, siamo aperti al confronto con
altre forze politiche che condividono i nostri programmi per la individuazione
di una figura di sindaco ideale. Da due elementi, però, non si può prescindere –
ammette il consigliere regionale pontino – Il primo è che il candidato sindaco
abbai a cuore il bene della città e gli interessi dei suoi cittadini. Il secondo
è che questa figura non abbia a che fare con la precedente amministrazione, in
sostanza quella in carica fino ad oggi. Come ho già affermato, Terracina ha
bisogno di un generale rinnovamento – afferma Giovani Di Giorgi – soprattutto
perché a chiedercelo a gran voce sono i cittadini, è la gente. Questa città
merita una guida all’altezza, nettamente diversa da quella che fino ad oggi ha
amministrato Terracina. Il PdL vuole essere questo, rappresentando i valori di
una destra di governo moderna, che salvaguardi gli interessi della città».
(da corriere pontino)

Continuano le indagini sulla terracina Ambiente affidate dal sostituto
procuratore Giuseppe Miliano agli investigatori del Nipaf di Latina e del Norm
di terracina.
L’attenzione sarebbe concentrata, almeno in questa fase, sul
consolidato rapporto tra la mista delegata alla gestione del servizio rifiuti di
terracina, finita sotto sequestro l’8 febbraio scorso, e la Latina Ambiente,
l’altra società che nella città capoluogo gestisce il medesimo servizio. Un
rapporto singolare scaturito dall’affidamento della terracina Ambiente, senza
alcuna gara ad evidenza pubblica, del servizio definito Management consulting e
di altri servizi che hanno trasferito i compiti di governo, controllo e
programmazione delle attività proprie ad un soggetto terzo, appunto alla Latina
Ambiente che sebbene abbia lo stesso socio privato dell’altra, l’Unendo, doveva
ritenersi a tutti gli effetti una distinta società. Non a caso il Gip Tiziana
Coccoluto, nell’ordinanza di sequestro della società e della nomina del
commissario Teodoro Contardi, ha sottolineato come la Latina Ambiente, di
concerto con gli organi della terracina Ambiente, abbia di fatto «condizionato
le scelte di quest’ultima anche ritardando provvedimenti finalizzati unicamente
a determinare lo stato di necessità; ciò per giustificare il ricorso sistematico
alla trattativa privata eludendo, così, le procedure di evidenza pubblica». Un
modus operandi fraudolento che da un lato avrebbe violato il principio
costitutivo della società mista di terracina, organismo di diritto pubblico con
i relativi oneri e obblighi che la legge pone a carico di tale soggetto, e
dall’altro avrebbe prodotto ingenti danni al Comune di terracina, diretti e
indiretti, scaturiti dal costante e sistematico inadempimento nell’attuazione
del piano esecutivo del servizio. Insomma una gestione «improbabile e
inefficiente» per la quale sono stati iscritti nel registro degli indagati
l’amministratore delegato della terracina Ambiente, Valerio Bertuccelli (che è
anche amministratore delegato anche della Latina Ambiente) e Luigi Di Mauro, ex
funzionario del Comune di terracina. A carico di entrambi, in concorso, i reati
di frode nelle pubbliche forniture e truffa. Continuano pertanto gli
accertamenti anche sul fronte della Latina Ambiente finalizzati a chiarire se
sussistano o meno eventuali altre responsabilità. Al setaccio, quindi, tutta la
documentazione relativa ai rapporti tra le due società e ai contratti di nolo
che avrebbero determinato un indebito arricchimento del socio privato a danno
della terracina Ambiente, o meglio del socio pubblico, il Comune di terracina.
Rita Cammarone

Non basta, al terracina, un’ora giocata con l’uomo in più per avere la meglio
del Marino, squadra quadrata e ben messa in campo dall’ex Patalano.
Un evento,
il rosso a Thioye, che spinge gli ospiti a difendersi tanto che, alla fine, si
conteranno pochissime occasioni. Bene il terracina nella prima parte di gara. Al
7′ una rovesciata sporca di Rosi servito dalla sponda di Reppucci, finisce tra
le braccia di Sambuncini che raccoglie senza pericolo. Al 18′ prima vera ghiotta
occasione per i tigrotti. Su contropiede Rosi vede con la coda dell’occhio la
sovrapposizione di Serapiglia servendolo sulla corsa. L’assist rasoterra
dell’esterno, però, attraversa tutto lo specchio della porta e viene sventato
dalla difesa. Sul successivo calcio d’angolo, colpo di testa di Reppucci di poco
a lato. Recriminano i padroni di casa al 21′ per l’intervento di Russo al limite
del lato corto di destra dell’area di rigore su uno spunto di Rosi. Per
l’arbitro è solo calcio di punizione, ma c’è il giallo per il terzino ospite. Al
30′ la squadra di Catalano rimane in inferiorità numerica per il secondo giallo
del colored Thioye, reo di aver fermato irregolarmente al limite della lunetta
dell’area Rosi. Da questo momento in poi, può sembrare strano, ma gli attacchi
del terracina perdono di intensità e vigore. Gli ospiti arretrano sulla linea
dei centrocampisti Arcobelli e lasciando come unica punta, lì davanti,
Angelilli, e a fare da collante con il centrocampo Fanasca. Insidioso il calcio
di punizione proprio del numero dieci al 45′, destinato sotto l’angoletto alla
destra di Cuomo, ma smanacciato dal portiere in extremis. La ripresa è un
continuo, ma inutile, possesso palla dei tirrenici, che non trovano sbocchi e
forse, ad un certo punto, si accontentano pure del pari.

Erosione, cittadini e operatori balneari temono che la prossima stagione estiva
non decolli.
Ad ascoltare le loro ansie, timori e preoccupazioni è intervenuto
il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, con cui sabato sera
hanno avuto un incontro. Gli operatori hanno scelto per l’incontro il tratto di
costa terracinese che ha subito i danni maggiori, quello che si estende da porto
Badino a Foce Sisto, in modo tale che Storace potesse costatare da vicino i
danni subiti. «I problemi riguardano oltre che gli operatori balneari anche i
residenti, – spiega Francesco Storace – Le disastrose condizioni attuali della
costa, e parliamo di almeno 4 chilometri, e tutti i disagi che ne conseguono,
spinge coloro che prima prendevano in affitto le case a Terracina a scegliere
altri lidi. Il valore delle abitazioni si abbassa, riversando le proprie
conseguenze anche in ambito sociale. è anche su questo terreno che bisogna
intervenire. Ho già parlato con l’assessore all’ambiente della Regione Lazio,
Marco Mattei, a cui ho preannunciato un’iniziativa per tentare di garantire
fondi regionali per il ripascimento con barriere. Quella che è mancata in questi
anni è una politica che coniugasse la portualità con il ripascimento per la
tutela delle spiagge e di tutto quello che comporta. C’è anche un problema di
dragaggio. Tante questioni che tecnicamente non sono state affrontate e che
possono essere risolte, sempre che ci sia la volontà di fralo». Storace ha
inoltre preannunciato all’assemblea dei cittadini presenti all’incontro delle
novità. «Stiamo puntando a far approvare una mozione – continua il segretario de
La Destra – che depositeremo da qui ad una settimana in consiglio regionale in
modo che sia un incentivo per l’amministrazione. Sono abituato a mantenere
quello che prometto con la mia firma. Io sono pronto ad intervenire in prima
persona, poi bisogna convincere gli altri a mettere la loro firma sugli atti.
Quindi coinvolgerò anche i consiglieri eletti nella provincia di Latina.
Ovviamente, per la buona riuscita della nostra mozione, necessitiamo anche
dell’aiuto dei cittadini. Ma, prima di tutto voglio esaminare bene le carte,
voglio essere certo del successo dell’iniziativa, per non rischiare, altrimenti,
di dare un’altra illusione ai terracinesi ».
maya bottiglia


«Strozzateci tutti-23 autori che raccontano il Paese reale» arriva a terracina.

Domani a partire dalle ore 10e30 l’istituto «Alessandro Filosi» presso la Sala
Valadier ospiterà alcuni autori dell’antologia edita da Aliberti. Una risposta
corale di 23 scrittori del sud che si sono uniti per rispondere con la penna
all’anatema lanciato a Olbia da Silvio Berlusconi nel novembre 2009, quando
giurò di voler strozzare chi scrive di mafia infangando l’immagine dell’Italia.
«Strozzateci tutti» è la risposta orgogliosa di una squadra di giornalisti,
ricercatori, sociologi, uomini e donne che hanno fatto della loro testimonianza
sul campo e delle conoscenze professionali lo strumento per penetrare la realtà
delle mafie e la loro sotto-cultura. Modera Agostino Alla.
Ri.Re.

«Fandonie. Non c’è stata nessuna riunione del direttivo sabato sera, tantomeno
la presenza del coordinatore provinciale Claudio Fazzone». Liquida così Nicola
Procaccini le voci rese pubbliche di una sua candidatura a sindaco del Pdl. La
situazione per come la racconta il diretto interessato è ancora in alto mare.
«Non ho mai ricevuto la richiesta da parte del coordinamento di un mio impegno e
neanche quella di Claudio Fazzone – spiega Procaccini – Finora si è parlato di
programmi e di alleanze. La situazione nel Pdl è ancora tutta da costruire.
Forse c’è qualcuno che mette in giro voci sulla mia candidatura per bruciarla
prima del tempo». Lui non ha mai nascosto la sua disponibilità a patto che sia
supportata da tutti. Ma le due anime del Pdl sono divise, da un lato il
coordinamento guidato da Gianluca Corradini e dall’altro l’attuale maggioranza.
I primi vogliono andare alle elezioni nel segno di una chiara discontinuità
amministrativa con gli attuali esponenti del Pdl. I secondi che non hanno
nessuna intenzione di passare per quelli che hanno amministrato male il Comune e
che hanno già minacciato di lasciare il Pdl se Fazzone non li “riconoscerà”.
Questa la situazione decisamente liquida sulla quale “galleggia” da tempo la
candidatura di Procaccini pubblicata sul giornale un giorno e smentita il giorno
dopo dallo stesso. «Ripeto la posizione. Non c’è nessuna candidatura ufficiale e
tantomeno la mia. Personalmente ho un impegno professionale con il ministero
retto da Giorgia Meloni. Ogni altra indicazione che in questo momento sta
arrivando a livello locale è priva di ogni fondamento». E’ la seconda volta in
meno di un mese che Procaccini è costretto a smentire le voci che lo vedono
candidato del Pdl per le amministrative di maggio. Per conoscere il nome
bisognerà attendere la prima settimana di marzo. E non è detto che non sia
proprio Procaccini.
di FABIO COCCIA

Dieci anni di navigazione ed il vascello amministrativo è ancora in alto mare,
con un comandante incapace, la cambusa ormai vuota.
Nocchieri inadeguati si sono
avvicendati nella sala macchine. Inevitabile che finissero con il premere i
bottoni sbagliati. Forse qualcuno ci ha anche provato a schiacciare quelli
giusti, ma da quando al timone c’è l’anatomopatologo l’impianto elettrico
registra troppi sbalzi di corrente. A bordo c’era anche un boat manager, ma
sarebbe stato meglio un elettricista. Un vero peccato che una nave tanto bella,
sia stata affidata ad un equipaggio d’acqua dolce. La similitudine calza a
pennello per un’amministrazione che ha una così viva e dolorosa consapevolezza
della propria inadeguatezza, da esibirsi giorno dopo giorno in penose
esercitazioni dialettiche, in un’improbabile difesa della propria incapacità.
Leggerezza, incapacità o dolo? Fatto è, che tra Nardi ed assessori non esiste
stima, disistimati a loro volta dai consiglieri, ma il binomio poltrona/potere è
un collante tenace, ed amalgama acqua ed olio, ed accoppia il diavolo con
l’acqua santa. Il risultato è un ampio e motivato discredito. Donne e uomini,
giovani ed anziani, categorie e parti sociali, hanno chiesto invano che qualcuno
ponesse fine a questa infelice esperienza di governo, consapevoli dei danni che
aveva fatto e che avrebbe potuto fare. Gli interessi della città esigevano di
porre fine ad un disgustoso uso discriminante, dittatoriale del potere
disinteressato alle esigenze dei cittadini. Ma non è stato possibile, di troppe
ingiustificate protezioni ha goduto questo sindaco e ora sarà il popolo ad
accollarsi l’incarico di mandare a casa questa amministrazione delle chiacchiere
e della dissoluzione delle risorse. Nel frattempo inutile sperare in
provvidenziali rigurgiti di coscienza: in questa maggioranza non vi è
“coscienza”. Centro storico, portualità, piscine, teatro romano, parcheggi,
arenili, viabilità, servizi, tutto approssimativo. Progetti crollati già sulla
carta, in “porto” sono approdate solo scandalose delibere ed incredibili
assunzioni: le cambiali firmate per la passata e la futura campagna elettorale.
Ma a tutto c’è una fine. Governare è un compito gravoso, che richiede spirito di
missione, rigidità morale, assunzione di responsabilità. Le scelte di un sindaco
modellano una città e ne determinano la qualità di vita. Due mandati affidati ad
un centro sinistra statico e statalista, sono stati la naturale premessa per un
voto di reazione, il trampolino di lancio per portaborse affamati ed
impreparati. Ora è vietato sbagliare, la prossima scelta deve partire da un
punto fermo: l’emarginazione politica di coloro che il giudizio popolare ha già
giustamente condannato.
(da Corriere Pontino)


Il ricorso al Tar appena presentato dalla Confcommercio Ascom in merito alla TIA
2 introdotta dal Comune a partire da quest’anno non distoglie per nulla il prof.
Teodoro Contardi, l’amministratore giudiziario della Terracina Ambiente nominato
dalla Procura, dall’andare avanti per la sua strada.
La tariffa integrata
ambientale verrà applicata senza tentennamenti. Contardi, diversamente dai
commercianti, ritiene che la società mista abbia tutti i titoli per assumere in
proprio gli accertamenti ed i pagamenti previsti dal nuovo sistema. Un tale
convincimento lo ha manifestato nel corso di un incontro con l’assessore
Maragoni, il legale del Comune Iannitti, i dirigenti Nasti e Fusco. Il verrtice
è proseguito con l’intento di definire meglio gli obblighi della società e del
Comune. Avanti tutta, quindi, con la Tia. «Attraverso tali introiti – dichiara
Contardi – saremo in grado di assicurare un servizio completo alla popolazione».
Qualche segnale in questo senso già è possibile vederlo. La città appare più
pulita. «La società sta rispondendo alle esigenze sacrosante della popolazione.
Saremo scrupolosamente impegnati ad assicurare tutte le prestazioni previste
dalla convenzione con il Comune. L’ottica con la quale agirò è quella di ridurre
le spese, garantendo una gestione più oculata». Dopo il pagamento dei salari ai
dipendenti, l’amministratore giudiziario ha assicurato anche l’anticipo di 100
mila euro per la discarica di Borgo Montello. Il 1 marzo verrà pagata la seconda
tranche. A 10 giorni dal sequestro deciso dalla Procura (per frode in pubblica
fornitura sono stati denunciati l’amministratore delegato Bertuccelli e l’ex
dirigente comunale Di Mauro) la Terracina Ambiente è proiettata verso un nuovo
corso.

Dopo la delibera comunale che prevede la realizzazione di una biblioteca e di un
museo archeologico al secondo piano del Palazzo delle Bonifica, l’Archeoclub
Italia solleva alcune perplessità.
«L’allestimento della biblioteca non è
presente negli elaborati grafici ne tantomeno è previsto dal computo metrico o
del quadro economico. Inoltre – prosegue l’Archeoclub – la delibera sembra
assegnare parte del secondo piano alla Fondazione Cesaretti, mentre secondo il
finanziamento approvato è previsto che l’intero spazio sia riservato alla
realizzazione del museo. Per questi motivi chiediamo immediati chiarimenti».
(da corriere pontino)


Il populicchio berlusconinano di Terracina ha avuto il suo candidato a sindaco,
il ras ha deciso e ha indicato chi dovrà governare il borgo Anxur.
Ancora una
volta la città di Terracina ha un suo candidato a sindaco, che purtroppo ha
notevoli possibilità di essere eletto, scelto altrove. Quando sarà possibile per
questa città che con il suo patrimonio culturale, nel Lazio è seconda sola a
Roma, con le sue tradizioni Democratiche, potrà avere, dopo 10 anni di colonia,
avere un sindaco che rappresenti la Città, che si batta per avere una autonomia
dal ras, che riporti nel giusto alveo la politica. Questo è possibile se la
città farà sentire la propria voce, con la partecipazione, con le forme odierne
della protesta se si riconoscerà nelle lotte e nelle richieste di chi qui e
altrove si batte per i diritti, per il lavoro, per il ripristino della legalità,
perché questo paese diventi centro di Democrazia partecipativa, e partecipata
superando divisioni e condividendo i valori programmatici che possono sviluppare
una economia sana in una società sana. Oggi è sotto gli occhi di tutti la
situazione economica di questa città pesantemente inquinata dalle “lavanderie”
di denaro di dubbia provenienza, da imprenditori strozzati dall’usura, mentre
gli istituti di credito sono alle prese con la speculazione finanziaria e non
erogano liquidità in nome della finanza anziché dello sviluppo industriale. La
Federazione della Sinistra crede che anche nelle amministrazioni locali sia
doveroso l’impegno a chiudere la stagione dei derivati, delle speculazioni
finanziarie e ridare attenzione alle peculiarità e ai compiti propri dell’ente
comune, avvero l’erogazione dei servizi, l’assistenza ai non abbienti, ai
disabili ai soggetti deboli, che ponga al primo posto l’attenzione al lavoro,
perché lo Stato esiste ed è credibile se sa garantire almeno un tetto ed un
pasto caldo ai suoi cittadini, oltre al rispetto della propria dignità e delle
regole che esso stesso sui è dato. Su questo chiediamo ai cittadini di
pronunciarsi di far valere la propria voce ed è su questo che rivolgiamo un
appello all’unità di tutti Partiti ed associazioni che si riconoscono nel centro
sinistra e nel cambiamento della società a far valere gli elementi di unità
sulle divisioni che porteranno ancora una volta ad avere per anni
un’amministrazione schiava di equilibri decisi altrove e una città priva della
propria dignità. Riteniamo di poter riprendere quel cammino iniziato nello
scorso anno per iniziativa della Federazione della Sinistra con tutti i Partiti
dal PD, ai VERDI, a SEL per un progetto condiviso e che ci ha visti uniti su
punti programmatici, La riorganizziamone degli uffici comunali, Il risanamento
finanziario La difesa dell’ambiente del patrimonio architettonico e storico e lo
sviluppo sostenibile Il ciclo dei rifiuti con la raccolta differenziata, nonché
il recupero del sito delle Morelle L’Acqua pubblica, sottraendola ad un gestore
che grazie alla complicità delle istituzioni amiche somministra acqua non idonea
al consumo umano. Oggi chiediamo a tutti di superare le divisioni, di ricercare
un candidato condiviso che rappresenti tutti i componenti per tutti e cinque gli
anni in una sorta di gruppo federato cosi da poter costruire un percorso
politico unitario che permetterà di costruire anche la Città nuova., che sia di
nuovo Terracina e non Borgo Anxur, comune di Fondi.
Federazione della Sinistra
Roberto Iacovacci


STAR bene a scuola non è più soltanto un’idea tanto decantata ma poi, nei fatti,
irrealizzata.
Al liceo «Da Vinci» di Terracina star bene a scuola si può. Per
gli studenti è infatti arrivato un «punto giovani», uno spazio di circa 40 metri
quadrati dotato di ogni comfort: maxi schermo, touch-screen per la lettura dei
giornali, sistema wi-fi per la connessione internet veloce e gratuita. «In
questo spazio – afferma il preside Carmelo Palella – gli studenti possono
fermarsi per il tempo che intercorre tra le attività del mattino e quelle
pomeridiane, possono fermarsi per studiare ed approfondire gli argomenti oggetto
di studio, possono attendere l’orario di apertura della biblioteca per
particolari attività di studio ». Ai professori non è andata peggio con
l’inaugurazione di una sala dedicata al loro relax nelle ore di intervallo.
F. A.

La gestione del verde pubblico è allo sbando. Il Comune nel 2009 ha affidato per
cinque anni l’appalto alla ditta “Verde Idea” di Taranto, ma da ottomesi non
paga le spettanze per il lavoro svolto. «Le conseguenze peggiori – spiega il
capogruppo del Pd Antonio Bernardi – sono per gli operai della ditta che non
percepiscono lo stipendio da tre mesi». Quella del verde pubblico è una storia
infinita. Prima dell’affidamento alla ditta pugliese, la gestione è stata
caratterizzata dal non rispetto dei termini contrattuali nei confronti delle
varie ditte da parte dell’amministrazione. «Ritengo – prosegue Bernardi – che se
la Verde Idea non riesce a pagare gli operai per i ritardi del Comune, sia
neccessaria la rescissione del contratto tra le parti, ed affidare il servizio
ad una ditta in grado di sopportare l’attesa dei pagamenti. In caso contrario,
il Comune deve prendere la gestione diretta del servizio provvedendo al
pagamento degli stipendi. Altrimenti dichiari il dissesto del Comune.
(da corriere pontino)

Una crisi di liquidità mai vista sta impedendo di far fronte, tra l’altro, agli
impegni contrattuali con le ditte delle pulizie e della mensa.
«Soffrono» i
creditori, ma la contingenza nera potrebbe ripercuotersi anche sui dipendenti
comunali. La notizia è questa: al momento nelle casse del Comune non ci sono i
soldi per pagare i loro stipendi a fine mese. Per le loro tasche quella prossima
sarà una settimana decisiva, per il Comune i giorni prossimi saranno
fondamentali per allontanare lo spettro del dissesto, che, con la concomitante
vicissitudine giudiziaria della Terracina Ambiente, sta aleggiando quanto mai
minaccioso sui destini finanziari dell’ente locale. Ad ogni mese per le buste
paga dei dipendenti servono sugli 800 mila euro. A venerdì scorso in cassa
risultavano 400 mila euro, tanto quanto bastava per pagare gli stipendi dei
comunali ma al netto dei contributi salariali. Mancava all’appello una somma
dello stesso importo. Un momento d’impasse: non si potevano emettere i mandati.
Tradotto in soldoni, questo vuole dire che la data canonica del 27 del mese
potrebbe saltare. La circostanza non è smentita dal dirigente del dipartimento
finanziario Ada Nasti: «Mi sto impegnando per evitare uno slittamento. Devo
trovare altre risorse, dato che lo Stato ha rinviato a marzo l’accredito dei
contributi obbligatori che ci deve a vario titolo per il mese di febbraio. Si
tratta di 1 milione di euro». In tanto i comunali sono in apprensione. Temono il
replay di quanto successo alla fine dell’agosto 2009. Una tegola sopra l’altra.
In Comune paventano l’arrivo del commissario ad acta, che deve provvedere al
pagamento forzato di 350 mila euro a favore di un creditore. La Terracina
Ambiente, per conto suo, vanta un credito di 2,5 milioni di euro. Ed è proprio
la condizione della società mista a creare ulteriori grattacapi, dal momento che
l’intervento della Procura sta rallentando la fase di passaggio dalla Tarsu alla
Tia, con la conseguenza che si è creato un default spaventoso.
Ercole Bersani


L’alleanza di centro si prepara alla battaglia politica in vista delle prossime
elezioni comunali.
Il movimento che fa capo all ’onorevole Francesco Pionati e
rappresentato a Terracina dal segretario Francesco Silvestro, si dichiara pronto
a svolgere un ruolo da protagonista nel centrodestra. «La lista – si legge in
una nota dell’Adc – sarà composta esclusivamente da concittadini che per la
prima volta si affacciano alla politica, non escludendo che ad essi si possa
aggiungere qualche nome importante della politica cittadina. Gli incontri con il
Pdl procedono fattivamente, senza trascurare anche possibili comuni aggregazioni
con le altre formazioni civiche. Sarà importante presentare una lista che ha un
fortissimo preponderante nella media età dei candidati, professionisti e
imprenditori affermati ma ancora pieni di stimoli accattivanti quali la voglia
di essere utili alla città.
F. A.

I CARTELLI di divieto di pesca sul canale Linea Pio VI nella zona di Ponte Rosso
evidentemente non bastano a convincere alcune persone a non pescare lungo le
sponde del corso d’acqua. Essendoci il rischio di inquinamento, infatti, un’ordi
- nanza comunale vieta la pesca nella zona ma in tanti, non solo extracomunitari
ma anche cittadini del posto, continuano a non rispettare le regole. Ieri
mattina gli agenti della polizia locale, dopo numerose segnalazioni, hanno
effettuato un blitz nella zona di ponte rosso sorprendendo diversi pescatori nel
pieno della propria attività. Alcuni di loro sono stati generalizzati e
diffidati ad allontanarsi. I vigili urbani sempre ieri mattina sono stati
impegnati anche in un altro servizio di controllo. In particolare nella zona del
porto dove, fin da sabato sera, si erano stabilite decine e decine di camper nel
piazzale di via Stella Polare. L’area non è dotata delle strutture necessarie
per ospitare i camperisti, soprattutto da un punto di vista igienico sanitario e
della sicurezza. Gli agenti della polizia locale, per questo motivo, hanno
controllato che non ci fossero irregolarità.
F. A.


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falsarano_bis

Da Velletri a terracina passando per altri dodici paesi del comprensorio lepino
e ausono.
E’ il percorso della «Signorina», l’antica linea ferroviaria
pedemontana battuta dalle locomotive del gruppo 625, il treno soprannominato
«tuppitto», che l’architetto Luca Falzarano ha fatto rivivere in una mostra
itinerante. L’ultima tappa, e non poteva essere diversamente, sarà quella di
oggi alle ore 17,30 nella sala Valadier dell’istituto professionale Filosi di
terracina in via Roma. In cinque mesi la mostra è stata visitata da più di
quattromila persone. Anche in questa occasione, come accaduto nelle mostre
precedenti, verranno regalate stampe storiche relative al comune. La mostra
itinerante è frutto di un lavoro durato tre anni e mezzo svolto dall’architetto
Luca Falzarno, già curatore di numerose mostre sulla storia e la cultura del
territorio pontino e autore di interessanti pubblicazioni sul tema. La mostra
prende spunto dall’antica linea ferroviaria Roma-Velletri-terracina, che passava
lungo i piedi dei monti Lepini ed Ausoni. Correndo lungo questo percorso, si
analizzano i comuni che venivano serviti e quelli limitrofi: 14 in tutto.
L’analisi è di tipo storico, architettonico, urbanistico, culturale, paesistico,
paesaggistico, e mira a creare un sistema di comuni per un miglior “attrattore
turistico”. L’idea semplice, ma geniale, propone la condivisione di 14 mostre
permanenti, legando tra loro i comuni oltre che questi con i territori
limitrofi, intesi come: bar, ristoranti, studi professionali, pro-loco, case
private e qualsiasi posto presso cui veicolare le 33.000 stampe prodotte, per le
30 diverse tipologie. L’intento è quello di rendere i cittadini, tutti,
partecipi della propria storia ed anche dei propri destini futuri. In totale le
stampe realizzate sono 30, divise in due gruppi: 15 stampe storiche e 15 stampe
sky-line. Le prime, una per ogni comune più un abaco riassuntivo, visualizzano i
principali edifici, rimandando ad una mappa centrale, che li individua sul
tessuto urbano. Sulle stesse, sono riportati: dati storici del comune; i nomi
delle principali Chiese; i nomi dei principali Palazzi; ed altri dati, utili ad
avere una visione sinottica e d’insieme del comune rappresentato. Le foto
storiche, circa centosettanta in tutto, sono in gran parte dell’archivio del
collezionista Luigi Sarallo. Anche le quattordici stampe tipologico-artistiche,
sono precedute da una quindicesima di unione: quest’ultima riproduce, al centro,
la locomotiva del gruppo 625, gergalmente chiamata “tuppitto”, locomotiva che
sbuffava, lungo il tragitto Velletri-terracina, con le sue linee aggraziate e
sinuose, da cui l’altro soprannome di “Signorina”. Questa seconda modalità
rappresentativa, ridisegna i principali caratteri tipologici, per ogni singolo
comune nella sua specifica stampa. Si individuano, dunque: la linea dei monti a
ridosso del paese; l’aggregato urbano; ed una serie di edifici, portali, fontane
ed altro, con l’intenzione di tratteggiare il carattere del singolo comune. Gli
edifici, circa settanta per le quattordici stampe, sono stati riprodotti con un
livello di attenzione fino al singolo capitello: questo per dare possibilità a
sviluppi futuri, che possano prevedere la raffigurazione delle stesse trenta
stampe, anche in formati di gran lunga superiori, a livello urbano.
54000 [10]

Ancora molto fluida la situazione nel centrodestra a tre mesi dalla elezioni. Se
da un lato c’è un partito (l’Udc) che sembra spaccato, dall’altra c’è una
formazione politica (il Pdl), che pare abbia trovato una sorta di
riappacificazione. Entrambe le forze politiche hanno avuto un importante
incontro interno, ma gli esiti sono stati diversi. Sul fronte Udc pare non si
trovi una soluzione che possa portare ad una sintesi unitaria. Già da mesi si
percepiva una sorta di antagonismo interno. Ora la distanza tra le parti si è
estesa sempre più. La miccia del dissidio era stata accesa dall’ingresso nel
partito di Casini del consigliere Roberto Bellezza, che aveva abbandonato le
file del Pdl. Per un partito che negli ultimi anni si è posto in funzione di
Nardi e compagni, accogliere un membro della maggioranza era come commettere un
reato. Da qui, una prima profonda spaccatura. Nel corso della riunione
dell’altro ieri sono emersi due blocchi: da una parte Pierpaolo Marcuzzi e
Davide Minchella, sostenitori del candidato a sindaco Sandro Marigliani, e
dall’altra Giuliano Masci e Roberto Bellezza, che propongono Giuseppe Zappone
alla carica di primo cittadino. Il versante Pdl invece appare più unito del
solito. Nell’incontro-scontro tra “falchi” e “colombe”, i primi hanno avuto la
meglio approvando un documento che prevede un completo distacco dalla
maggioranza oggi alla guida del governo locale. Nel far questo il partito
berlusconiano “invita tutte le forze del centro destra” si legge nel documento
approvato “che si riconoscono in una politica di rinnovamento e cambiamento a
incontrarsi. Il Pdl dichiara di avere le idee ben chiare sull’identikit’ del
candidato sindaco che sarà una sicura guida per la gente, persona seria, onesta,
affidabile ed amante di questa meravigliosa città”. Forse si sta pensando alla
figura dell’imprenditore locale Gianfranco Sciscione?
(articolo tratto dal Corriere Pontino)
54000 [9]

E’ sulla candidatura a sindaco di Antonio Bernardi che il centrosinistra sta
operando l’estremo tentativo di presentarsi unito alle elezioni.
Il capogruppo
consiliare del Pd pare in grado di attrarre verso i democratici Rifondazione
Comunista, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà, che è disposta a
rinunciare alla sua candidata a sindaco, Candida Grenga, scelta appena una
settimana fa. Ma il percorso verso la formazione della coalizione risulta
difficilissimo. Il Pd, un candidato ce l’ha già: Mimmo Zappone, che fin qui si è
detto disponibile a tirarsi indietro soltanto se fosse battuto nelle primarie.
Eppure, l’iniziativa di andare oltre il suo nome è partita proprio da qualche
esponente del Pd, trovando sponde nel resto del centrosinistra. Nei giorni
scorsi, sono circolate voci di incontri di dirigenti locali e provinciali dei
partiti interessati, ma la situazione dovrebbe chiarirsi in queste ore.
All’interno delle altre forze politiche, non si può dire che le situazioni siano
meglio definite. Il Pdl di rito fazzoniano, agitato dalle polemiche sulla
conduzione del coordinamento comunale da parte di Gianluca Corradini, ha scritto
una nota nella quale «prende le distanze dall’operato dagli attuali
amministratori, non solo relativamente alla vicenda di terracina Ambiente».
Corradini è accusato proprio di una eccessiva familiarità politica con i
pidiellini che stanno con Stefano Nardi, tanto che era circolata la voce di una
sua possibile sostituzione nell’incarico di coordinatore comunale con Mariano De
Gregorio, antinardiano doc. La nota, perciò, sembra mirata a sedare le polemiche
interne. «Il Pdl -si legge ancora nel comunicato- invita tutte le forze del
centro destra, che si riconoscono in una politica di rinnovamento e cambiamento,
ad incontrarsi per costruire una forte coalizione democratica guidata da un
nuovo ceto politico, non compromesso col passato, senza scheletri nell’armadio,
capace di parlare alla città denunciando a viso aperto gli intrecci politico-
affaristici». Si fa viva anche l’Udc, nella quale sulla candidatura a sindaco di
Sandro Marigliani si alternano improvvise accelerazioni a brusche frenate. «Di
fondato -scrive Azzola- al momento c’è solo il fatto che il nostro partito in
questo momento sta ultimando un valido programma e la sua linea politica.
Soltanto al temine di questo percorso, sceglieremo al nostro interno, chi meglio
possa rappresentare questa linea e catalizzare la scelta degli elettori».
Andrea Di Lello
54000 [8]

State buoni se potete. Tempo una settimana, anche meno, e si metterà un punto
fermo sulle sorti del Pdl a Terracina.
Candidato sindaco, programma, alleanze e
tutto quello che oggi appare ancora come una sgrammaticata geografia nel
centrodestra che va verso le elezioni, tra qualche giorno sarà messo alla luce
del sole. Secondo i bene informati il leader provinciale avrebbe dato una
scadenza non superiore alla settimana per tornare ad occuparsi della politica
all’om – bra del Tempio di Giove. Il tempo di organizzare per bene la lista nel
capoluogo, che sta dando qualche grattacapo ai vertici del Pdl, e poi quei
crucci che oggi stanno scatenando guerre fratricide tra vecchi, nuovi e
nuovissimi protagonisti della scena politica locale saranno sciolti. Con l’aria
che tira, non è certo che Fazzone riuscirà a ricomporre al primo colpo la corsa
a briglie sciolte dei pidiellini terracinesi. In città il partito di Berlusconi
è imploso già da un pezzo. Con la componente comunale decisa a chiedere conto
della tenuta del governo della città per dieci anni, il coordinamento cittadino
diviso tra chi reclama un ruolo da protagonista e chi, più mite, non disdegna il
dialogo con la squadra del sindaco Nardi. E infine, la discesa in campo
dell’imprenditore Gianfranco Sciscione, candidato sindaco esterno al Pdl ma
appoggiato dal governatore della Regione Renata Polverini, «Con Te», che alle
regionali ha avuto la strada spianata anche grazie ai voti del Pdl pontino. Ecco
perché è grosso il nodo da sciogliere. I protagonisti di primo piano del Pdl
chiamati in causa dalle divisioni locali potranno permettersi di mandare in
rotta di collisione equilibri nati anche fuori dai confini locali? La risposta
sta tutta nel nome del candidato sindaco del Pdl, cui sarà affidata la missione
di tenere insieme quante più componenti possibili ed evitare quella dispersione
di voti che ancora oggi è lo spettro più inquietante per il centrodestra. Quel
candidato, nella convinzione di molti bene informati, continua ad essere Nicola
Procaccini, dato ormai come l’uomo designato a traghettare il Pdl alle elezioni
e a costruire quelle alleanze che oggi appaiono più incerte che mai. Niente di
sicuro, ma il conto alla rovescia è iniziato.
Diego Roma

54000 [7]
Gli operai del verde pubblico sono senza stipendio da due mesi, mentre la ditta
“Verdeidea” non viene pagata da sei.
Ci risiamo, il Comune continua a non
adempiere alle proprie mansioni, quelle di pagare regolarmente le ditte per i
servizi svolti. I 10 lavoratori che si occupano della manutenzione di tutti i
giardini pubblici e delle scuole, non ci stanno a continuare su questa deleteria
onda che li sta portando lentamente ad affondare. «Siamo stanchi -spiegano gli
operai-, dobbiamo ancora ricevere gli stipendi di dicembre e gennaio, non
sappiamo più come andare avanti nella vita quotidiana, abbiamo delle famiglie da
mantenere, e già ci hanno preannunciato che la prossima busta paga non arriverà
a fine mese. Abbiamo chiesto l’intervento del sindacato con cui è stata già
fissata una riunione per decidere il da farsi». L’amministrazione comunale vanta
nei confronti della ditta “Verdeidea” arretrati a partire dal mese di agosto
scorso. Una situazione che purtroppo, a distanza di tempo, torna a farsi sentire
e a ripercuotersi sugli operai che ormai vanno avanti a fatica. In quanto la
ditta “Verdeidea” che si è aggiudicata l’appalto non è nuova a simili
situazione, già un anno fa il problema si ripropose. Gli operai sono stanchi
della situazione, nonostante continuino regolarmente ad occuparsi della
manutenzione del verde pubblico nel Comune hanno annunciato lo stato di agitazione.
(articolo tratto dal Corriere Pontino)
54000 [6]

Un capannone abusivo di poco più di 150 metri quadrati avrebbe potuto fruttare
al Comune di terracina qualcosa come 500 mila euro di risarcimento.
Tanto,
infatti, era stato condannato a versare il legale rappresentante della
cooperativa agricola «Montegiove» che aveva realizzato la costruzione irregolare
che, particolare non affatto secondario, non ricadeva su una zona sottoposta a
vincolo paesistico. Nonostante questo, l’ente pubblico aveva visto bene di
costituirsi parte civile nel processo. Nei giorni scorsi, però, è arrivata la
sentenza della Corte d’Appello di Roma, a cui si era rivolto l’avvocato
difensore Claudio De Felice (nella foto), che ha revocato il risarcimento. I
fatti contestati risalgono al 2000 quando i vigili urbani di terracina misero i
sigilli alla costruzione realizzata senza alcun tipo di autorizzazione
necessaria dall’azienda agricola in località La Valle. Seguì la denuncia al
legale rappresentante per abusivismo edilizio e, dopo ben 7 anni, il processo.
Il giudice del tribunale di terracina Antonio Perinelli condannò l’imputato a 16
mesi di reclusione, 40 mila euro di ammenda e, dulcis in fundo, a 500 mila euro
come risarcimento nei confronti del Comune di terracina. Davvero una bella somma
sulla quale chissà se l’ente aveva fatto affidamento. A questo punto sarebbe,
comunque, inutile visto che l’avvocato Claudio De Felice ha presentato ricorso
in Appello e nei giorni scorsi i giudici della III Sezione hanno ritenuto di
dover revocare il versamento di tutti quei soldi. Nel frattempo il reato era
anche caduto in prescrizione.
Ri.Re.

54000 [5]

Intorno alle 17 di ieri, un incidente ha bloccato per diverse ore la via Flacca
al km 2.450, nel comune di Fondi.
Due i mezzi coinvolti. Un camion a rimorchio
guidato da Agostino Ponticello, 60enne autista di Sant’Antimo (NA), che sul suo
camion trasportava una grande quantità di legname ed una Fiat 500 nera alla cui
guida c’era L. P 18enne di Terracina. Ad avere la peggio, il conducente
dell’auto che sembra anche essere responsabile dell’impatto. Il ragazzo è
purtroppo in gravi condizioni. Dopo l’impatto è stato trasportato presso il
Fiorini di Terracina dov’è gli è stato riscontrato un trauma cranico.
Successivamente è stato spostato al Goretti di Latina per un trauma all’occhio
sinistro. Il giovane è in prognosi riservata. Il camion proveniva da Terracina
mentre l’auto dalla direzione opposta «Il ragazzo ha perso il controllo
dell’auto, come se avesse avuto un colpo di sonno – afferma un testimone – e il
conducente del mezzo pesante è stato pronto e molto abile». Ha cercato infatti
di evitarlo in tutti i modi, prima suonando il clacson e poi sterzando. Dopo
l’impatto, purtroppo inevitabile, il camion è uscito fuori strada ed ha divelto
oltre 30 metri di guard rail mentre l’auto ha continuato a carambolare,
riducendosi a un cumulo di lamiere. Sul luogo, per i rilevamenti è intervenuta
la Polizia Stradale di Formia guidata dall’Ispettore Capo Canzano, mentre il
traffico è stato gestito dalla Polizia Municipale di Fondi.
(di Annarita Carbone, il Tempo)

54000 [4]

Presunto maxi giro d’usura a terracina, ieri è iniziato il processo presso il
tribunale di Latina.
In aula cinque dei sette imputati (assenti Roberto Percoco
e Sergio Coccia). Tutti per rispondere dei reati che lo scorso giugno li avevano
portati dietro le sbarre, dopo la complessa indagine dei carabinieri di Roma
partita dalla denuncia dell’imprenditore di terracina Carlo Cappelli che sarebbe
finito sul lastrico perdendo soldi, beni immobili e quote societarie perchè
stretto nella morsa di quelli che lui aveva indicato come i suoi «cravattari».
Pasquale e Tonino Iannucci, difesi da Marco Popolla; Erasmo Alfredo Percoco e
Giuseppe Votta, difesi da Massimiliano Fornari; Sergio Coccia difeso da Orfeo
Palmacci; Piero Feuda difeso da Carlo Melegari e Massimo Procaccini; Roberto
Percoco difeso da Adelindo Maragoni. Tutti devono rispondere di usura, tranne
Coccia al quale si aggiungono l’estorsione tentata e consumata e le lesioni; per
Piero Feuda la tentata estorsione; per Erasmo Alfredo Percoco l’estorsione
tentata e continuata, le calunnie e l’evasione. Un’udienza essenzialmente
tecnica quella che si è svolta ieri davanti il Collegio penale del tribunale di
Latina, presieduto da Lucia Aielli con Valentina Valentini e Mara Mattioli, con
la pubblica accusa rappresentata da Raffaella Falcione. Sostanzialmente l’intero
collegio difensivo ha eccepito l’ammissione delle parti civili, non ottenendo il
placet dei giudici che hanno, invece, acconsentito che tre società riconducibili
a Cappelli, sua moglie, le sue figlie e la segretaria dell’albergo si
costituissero parte civile nel processo, rappresentati legalmente da Paolo
Iorio. Gli avvocati Marco Popolla e Massimiliano Fornari hanno sollevato altre
due eccezioni per i rispettivi assistiti. La prima riguarda l’illegittimità del
decreto di giudizio immediato, mentre la seconda riguarda l’inutilizzazione
delle intercettazioni delle registrazioni. Su queste due eccezioni il Collegio
si è riservato. Riserva che scioglierà nella prossima udienza del processo
fissata per il 14 ottobre 2011.
Rita Recchia

54000 [3]

Gli uomini della Guardia di Finanza di Terracina hanno portato a termine una
operazione antidroga con l’arresto di un responsabile e con il sequestro di 45
grammi di stupefacente.
L’attività investigativa svolta nei giorni scorsi ha
consentito di acquisire informazioni sul conto di un soggetto terracinese e di
comprendere il modus operandi adottato per porre in essere l’illecita attività.
I militari, che da giorni tenevano sotto osservazione l’abitazione
dell’arrestato incensurato, hanno deciso di fermarlo sul Lungomare Circe. La
conseguente perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire, nel camino di
casa, mezzo etto di hashish. Sono stati inoltre rinvenuti e sottoposti a
sequestro due coltelli con tracce di hashish sulla lama e otto graniter per la
triturazione della marijuana. Indagini in corso per identificare i canali di
approvvigionamento dello stupefacente.

54000 [2]

L’appuntamento con il tesseramento e l’assemblea dei soci di «Rete Solidale» è
fissato per oggi alle ore 16 presso l’oratorio di Don Bosco, alle spalle della
chiesa di San Domenico Savio, a terracina.
Un momento anche per prendere visione
e discutere del lavoro svolto fino a oggi dall’associazione di volontariato
presieduta da Stefano Soscia. Come, per esempio, il sostegno totale garantito
alle famiglie di quegli alunni disabili le cui ore di sostegno a scuola sono
passate sotto la scure dei tagli ministeriali. In tanti hanno già fatto ricorso
al Tar, trovando accoglimento alle proprie domande, e altri ancora si sono
accodati nei giorni scorsi trovando nel Tribunale Amministrativo Regionale la
stessa disponibilità.
Ri.Re.

54000 [1]

Francesco Storace, Segretario Nazionale e Capogruppo de La Destra alla Regione
Lazio, sarà alle 17,00 di oggi a Terracina (LT), via Pontina km 104,400 presso
il “Lido Circeo residenziale”, per un incontro con alcuni operatori delle
associazioni balneari del litorale per discutere sul tema: “l’erosione della
costa”. Lo comunica con una nota l’ufficio stampa de La Destra.

54000 [12]

Un giovane bengalese irregolare è stato trovato impiccato in una serra in zona
La Fiora, alle porte di terracina.
Tragico epilogo di una vicenda altrettanto
disgraziata. L’uomo è stato trovato da un connazionale regolare che aveva
affittato la serra presso la quale il giovane morto lavorava come bracciante.
Verso le 9 di ieri mattina ha fatto la macabra scoperta e ha subito allertato il
113. L’uomo, ancora in fase di identificazione perchè in possesso esclusivamente
della patente di guida rilasciata dal proprio Paese, sembrerebbe essere un
clandestino. Da un accurato sopralluogo nella baracca adiacente la serra, dove
il bengalese deceduto dormiva, la polizia ha trovato un certificato medico di
soli 4 giorni fa che diagnosticava un male incurabile. Al momento, quindi, si
presuppone che tale diagnosi abbia fatto scaturire la decisione di togliersi la vita.
Ri.Re.

54000 [11]

IL fiume di denaro dello scandalo Fastweb approda anche a Terracina. Il maggiore
della Guardia di Finanza Luca Beriolla, dal 1997 al 2002 alla guida delle Fiamme
Gialle della città, si è fatto trasferire una tangente da un milione di euro in
una banca di Terracina. Lo ha rivelato Fabio Arigoni, uno degli imprenditori
coinvolti nell’inchiesta, davanti ai giudici del tribunale di Roma. Nel corso
della testimonianza Arigoni ha parlato anche di Luca Berriola, il maggiore delle
Fiamme Gialle arrestato e ora sotto processo: «Partecipava alle nostre riunioni
- ha detto Arigoni -. Chi meglio di lui avrebbe potuto dare consigli per evitare
problemi? Certamente era a conoscenza che evadevamo l’Iva». Secondo quanto
riferito, Berriola, per la sua «consulenza», incassò un milione di euro
attraverso un conto corrente in una banca di Terracina: «Lui conosceva il
direttore di quella filiale e mi disse che quei soldi che fui costretto a
trasferire da un conto aperto in Spagna gli spettavano ». Non è la prima volta
che emerge un collegamento tra una banca di Terracina e la carriera spericolata
di Berriola. Nell’ordinanza viene riportato l’episodio raccontato da un ex
agente di polizia, Paolo Casamenti, relativo alla morte per infarto di una
giornalista americana che che abitava a Trastevere. L’ex agente intervenne sul
posto. Dentro l’abita – zione venne rinvenuto anche un blocchetto di assegni:
«Ne staccammo due in bianco che il collega consegnò a Berriola – racconta l’ex
poliziotto -. Il maggiore avrebbe dovuto provvedere ad incassare gli assegni
grazie all’aiuto di un suo amico bancario di Terracina. Non so però se fu fatto
tale cambio perché non ho ricevuto nulla per tali assegni».
Pierfederico Pernarella

54000 [22]

Un terribile incidente stradale ha visto coinvolti un camion e una Fiat 500. Il
sinistro si è verificato sulla Flacca al confine tra Fondi e terracina.
L’utilitaria viaggiava in direzione terracina quando è entrata in collisione con
il mezzo pesante diretto a Fondi. Un impatto terribile, con l’auto andata
completamente distrutta e il camion che nel tentativo di schivare la vettura è
finito contro il guard rail. Illeso l’autista del mezzo, ad avere la peggio è
stato il guidatore terracinese della 500, trasportato prima al «Fiorini» e in
serata trasferito al «Goretti», dove resta ricoverato in prognosi riservata. Il
sinsitro, avvenuto intorno alle 15 e 30, ha provocato ingenti disagi al
traffico, rimasto a senso alternato fino a tarda serata. Questo perché il camion
trasportava tronchi di legno ed è stato necessario attendere un altro mezzo in
grado di prendere in consegna il carico. Sul posto la Polizia stradale di Formia
e la municipale di Fondi.

54000 [21]

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terracina-processione-5-1937_bis

I servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti che facevano capo alla Terracina
Ambiente andranno avanti così come erano stati stabiliti».
Lo ha dichiarato
l’amministratore giudiziario della Terracina Ambiente, il professor Teodoro
Contardi, nel corso di un vertice tenutosi ieri nel Palazzo comunale. Tutto
rimarrà così com’è, ma con una gestione dei servizi maggiormente oculata. è in
sostanza questa la sintesi della riunione che ieri ha visto presenti l’assessore
all’ambiente Loreto Maragoni, i dirigenti Ada Nasti e Vincenzo Fusco, il legale
del Comune Martina Iannitti. Diversi gli argomenti che sono stati messi sul
tavolo di discussione. Si è partiti esaminando la questione della Tia 2, la
tariffa integrata ambientale che il Comune nel dicembre scorso ha deciso di
introdurre a partire dal nuovo anno. L’amministratore giudiziario ha manifestato
l’intenzione di proseguire sulla strada intrapresa, ritenendo che la Terracina
Ambiente, contrariamente a quanto sostenuto dall’Ascom locale nel suo ricorso al
Tar, si trovi nella piena condizione normativa per gestire gli accertamenti e la
riscossione. Oggi si passerà a definire meglio tutta la questione. Quindi la Tia
andrà avanti così come era stata prevista in precedenza. «Grazie alle somme che
il Comune riuscirà a incassare con il pagamento della Tia – dichiara Contardi -
si potrà essere economicamente in grado di assicurare una gestione ottimale dei
servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’interesse di tutta la
popolazione». Altro tema trattato è stato quello relativo alla convenzione
stipulata tra il Comune e la Terracina Ambiente. Anche a tal proposito il
commissario si è dichiarato favorevole a continuare quanto stabilito
dall’accordo in merito alla gestione complessiva dei servizi. Per quanto
concerne poi l’Indeco, si è provveduto a versare 100mila euro alla società che
gestisce la discarica di Borgo Montello. In questo modo resta assicurato il
trasferimento dei rifiuti in discarica, dopo che qualche giorno fa erano stati
chiusi i cancelli ai camion carichi di immondizia. Ancora indeterminato rimane
il discorso sui due decreti ingiuntivi (6 milioni di euro) promossi dalla
società mista contro il Comune inadempiente in fatto di pagamenti.
di Rossella Bersani (Corriere Pontino)

terracina-processione-1-1937_bis

Ha lavorato per mesi senza ricevere un euro dal Comune, ha acquistato i
materiali utilizzati a proprie spese, ha pagato gli operai e terminato parte
delle opere: ma a tutto c’è un limite, che non vuole più oltrepassare.
Ed è per
questo che la ditta che si occupa dei lavori della banchina in via Lungolinea
Pio VI ha deciso di bloccare il cantiere. Esasperati i commercianti, per questa
nuova e deleteria situazione, costretti da oltre due anni a dover vedere le
proprie entrate economiche diminuire drasticamente a causa di una strada
bloccata, un passaggio pedonale praticamente inesistente e un Comune sempre
assente. «Siamo veramente stanchi, esasperati dalle promesse
dell’amministrazione comunale – spiegano gli esercenti che nel tratto interdetto
hanno le attività commerciali – i lavori sono nuovamente bloccati, e non
sappiamo ancora per quanto tempo, perché il Comune non ha ancora pagato alla
ditta neanche un euro dei 400 mila, il costo dei lavori, come è presente anche
sulla cartellonistica esposta sulle transenne del cantiere. Abbiamo più volte
chiamato l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari per avere qualche
delucidazione sulla situazione, ma non ci ha mai risposto. Dove sono finiti i
soldi che la Regione Lazio ha finanziato per la manutenzione della banchina?».
Lavori che sarebbero già dovuti terminare il mese scorso. Ma i commercianti
hanno deciso di non aspettare e di andare avanti, intraprendendo le vie legali
contro il Comune per essere risarciti delle perdite economiche subite nel corso
di questi due anni di chiusura del tratto. «Inoltre facciamo un invito ufficiale
all’assessore Franco Ferrari, quello di festeggiare con noi, con una grande
torta a marzo, i due anni di chiusa della strada».
(da Corriere Pontino)

terracina-processione-8-1937_bis

E’ entrata nel vivo la fase dibattimentale del processo per la cosiddetta «frode
carosello», la nota vicenda di riciclaggio ed evasione fiscale a livello
nazionale che aveva portato dietro le sbarre parecchi ormai ex dirigenti di
Fastweb e Telecom Sparkle.
Un’eco di quello scandalo era arrivata fino a
terracina perchè tra le persone arrestate dai carabinieri del Ros di Roma c’era
stato anche Luca Berriola, il maggiore delle fiamme gialle in passato comandante
dell’ex compagnia di terracina. Nei giorni scorsi il pm Giovanni Bombardieri ha
interrogato per circa sei ore Fabio Arigoni, amministratore di Telefax, in
qualità di testimone in procedimento connesso. Arigoni, latitante per qualche
tempo a Panama, ha ricostruito le varie tappe della presunta attività di
riciclaggio che, come lui stesso avrebbe ammesso in aula, lo ha portato a
guadagnare qualcosa come 5 milioni di euro. Al pubblico ministero Bombardieri,
Arigoni avrebbe confermato che l’associazione a delinquere riconducibile a
Mokbel si sarebbe avvalsa proprio della «consulenza» del finanziere Luca
Berriola che avrebbe dato dei consigli, ben sapendo, sempre secondo la
testimonianza di Fabio Arigoni, che loro stavano evadendo l’Iva. L’ex ufficiale
avrebbe dispensato «dritte» consentendo che continuassero il loro lavoro senza
problemi. Fabio Arigoni in aula avrebbe riferito che Berriola gli aveva
garantito che per circa un anno non avrebbero avuto problemi con i «grigi»,
ovvero con la guardia di finanza. Tali «consigli» avrebbero fruttato a Luca
Berriola oltre un milione di euro, depositato su un conto aperto presso un
istituto di credito di terracina del quale il finanziere avrebbe conosciuto il direttore.
Ri.Re.

terracina-processione-7-1937_bis

E’ caccia all’auto pirata. I carabinieri e la polizia municipale sono sulle
tracce della Fiat Punto grigia che mercoledì mattina, poco prima delle 10,
avrebbe speronato l’Opel Corsa, condotta dalla 34enne E.P., sul lungomare Circe,
finita poi fuori strada, prima sul marciapiede e poi contro un albero.
La
persona a bordo della Punto non si sarebbe fermata per soccorrere la donna che è
stata trasportata, a causa delle ferite riportate, al “Fiorini”, insieme al
carabiniere travolto da un ramo. Entrambi sono stati dimessi. I rilievi sono
stati effettuati dai carabinieri che stanno esaminando l’esatta dinamica dell’incidente.
ma. bo. (da Corriere Pontino)


Segni di frattura anche tra il gruppo del Pdl comunale e quello del direttivo
guidato da Gianluca Corradini.
In una nota congiunta a firma dell’assessore
Gianni D’Amico, i pidiellini di maggioranza respingono le critiche mosse
all’ammini – strazione comunale da coloro che «se non fossero stati allontanati
sarebbero ancora comodamente seduti in giunta». La frecciata è diretta agli ex
assessori ora interni al coordinamento, ma forse anche agli sciscioniani.
«Questi personaggi non sono stati dimessi per le nobili motivazioni che ci
propinano circa i contrasti sulle decisioni politiche riguardanti la raccolta
differenziata dei rifiuti, la gestione delle spiagge, l’Istituzione dei servizi
sociali. Sono molti più terrene, anche perché ognuno di loro ha condiviso almeno
otto anni di amministrazione, prima in Consiglio comunale e poi in giunta». Il
gruppo comunale critica le velleità dei «resuscitati » e precisa: «Se ne
possiamo fare a meno saremo molto contenti di non mischiarci. Noi siamo uomini
di partito e come tali aspettiamo le valutazioni dei vertici, se poi il nostro
segretario provinciale deciderà diversamente, non mancano valide
alternative di collocazione ed alleanze».
D. R.

terracina-processione-6-1937_bis

«Condannato a sei anni di reclusione e al pagamento di 600 euro di ammenda oltre
al risarcimento danni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici».
Queste
le parole pronunciate, ieri mattina, dal giudice viterbese Eugenio Turco
nell’emettere la sua sentenza di condanna a carico di Maurizio Longarini il
58enne di Terracina, che lo scorso 8 settembre si presentò sotto casa della
cognata, in via Alcide De Gasperi, a Viterbo, armato di pistola. «L’uomo
processato con rito abbreviato, è stato chiamato a rispondere di porto abusivo
d’arma da fuoco per aver portato la pistola in un luogo pubblico con condotta
finalizzata ai reati di minaccia aggravata, violenza privata, violazione di
domicilio ai danni della cognata, del cognato e della nipote» afferma uno dei
legali delle parti civili, l’avvocato Fausto Rugini. A difendere Maurizio
Longarini, in aula, l’avvocato Francesco Pietricola del foro di Latina. Il
giudice Turco nel corso della precedente udienza rigettò la richiesta di
patteggiamento a due anni di reclusione avanzata dall’avvocato della difesa
Pietricola che vedendosi negare la richiesta di patteggiamento chiese al giudice
di proseguire con rito alternativo. Lo stesso giudice Turco, ieri mattina,
subito dopo aver emesso la sentenza ha rinviato gli atti alla Procura della
Repubblica per l’accusa di tentato omicidio impossibile (il reato impossibile,
termine tecnico, è giuridicamente molto simile al tentato omicidio) accogliendo
la richiesta sollevata dai legali delle parti civili, gli avvocati Tito Borrello
e Fausto Rugini del foro di Siena, rigettando la riochiesta di scarcerazione
della difesa. Il Pm, ieri mattina, aveva chiesto una pena a 3 anni e 2 mesi.
Longarini, 58enne, ex imprenditore di Terracina (aveva un’agenzia immobiliare,
«Il quartiere») fu arrestato il giorno 8 settembre 2010, a Viterbo, perché
minacciò la famiglia della cognata impugnando una pistola, il tutto a causa
dell’ennesimo dissidio con la moglie. L’uomo sarebbe giunto a Viterbo intorno
all’ora di pranzo per cercare la moglie che supponeva stare dalla sorella in via
Alcide De Gasperi. Si presentò nell’abitazione della cognata che minacciò
impugnando la pistola che fortunatamente non esplose perché non era «carica». Fu
bloccato mentre si nascondeva sotto una macchina parcheggiata nei pressi
dell’abitazione della cognata. Portato in caserma fu ascoltato dai carabinieri.
Paola Pucciatti

terracina-processione-4-1937_bis

Fermati i lavori all’interno del Montuno, a terracina. Ma soltanto in attesa di
mercoledì prossimo quando da Roma dovrebbe arrivare qualche responsabile della
Soprintendenza che cerchi di fare chiarezza una volta per tutte sulla faccenda.
Intanto le ruspe della ditta che di recente ha riaperto il cantiere sono andate
via, anche perchè sembrerebbe che i lavori dovranno continuare usando un altro
tipo di macchinario. A ogni modo il cantiere è fermamente intenzionato a portare
a termine questa parte d’intervento fino a far riemergere totalmente il reperto
di muro romano rinvenuto diversi mesi fa. E dopo? Si azzardano ipotesi e
previsioni per il prossimo futuro del parco di via Dante Alighieri. Di certo, al
momento, c’è soltanto com’è oggi il Montuno e com’era fino a prima che
iniziassero i lavori per la realizzazione del famigerato parcheggio
seminterrato. Basterebbe guardare le foto scattate dai tanti cittadini, per
esempio da Paolo Giannetti di terracinaBlog.com, a dir poco indignati per lo
spettacolo che si va trascinando ormai da parecchio tempo. Perchè poi, alla fin
fine, è anche questo a infastidire, soltanto per usare un eufemismo: un cantiere
fermato già altre volte; già incappato in documenti parziali o del tutto
assenti; in vincoli che, chissà come, non erano stati calcolati; in
responsabilità superate a piè pari.
Ri.Re.

terracina-processione-3-1937_bis

È ancora polemica sui contributi per il Carnevale. Dopo lo scontro nel
centrodestra tra chi vorrebbe concedere 21 mila euro per l’organizzazione della
manifestazione e chi invece invita all’austerità economica, entra nel dibattito
l’esponente del Partito democratico Patrizia Renzelli, per ribadire l’impor -
tanza culturale del Carnevale.
All’assessore Giovanni Masci e al consigliere
comunale del Pri Paolo Cerilli, Renzelli, sostenitori della politica del
risparmio, Renzelli fa sapere che «i carri di carnevale sono il frutto di mesi
di progettazione e lavoro di cittadini eterogenei per provenienza e
composizione», ed è «occasione di socializzazione ed integrazione difficilmente
riscontrabile in altre realtà organizzative di tipo ludico ». Una festività da
difendere, insomma. «Proprio da questi 21 mila euro dovrebbero essere stornati i
fondi per il rifacimento del manto stradale? – chiede Renzelli -. Perchè le
molteplici possibilità di finanziamento nei 10 anni di amministrazione Nardi non
sono state utilizzate per l’ordinaria manutenzione e per migliorare l’aspetto
della nostra bella città?». In conclusione l’esponen – te del Pd accusa
«amministratori miopi che non tengono in giusta considerazione l’istanza
dell’integrazione delle periferie, il bisogno di socialità dei propri cittadini
e il rispetto delle esigenze culturali
di una società moderna».
D. R.


Un altro pusher arrestato dalla guardia di finanza di terracina. Questa volta a
finire in manette è stato un giovane incensurato del posto, figlio di un ex
dipendente comunale. I militari del comandante Dario Bordi hanno trovato il
ragazzo in possesso di circa 50 grammi di cocaina probabilmente destinata al
mercato locale del consumo di sostanze stupefacenti. L’operazione delle fiamme
gialle è scattata nella giornata di ieri, epilogo di un’attività info-
investigativa durata qualche giorno. Il tempo necessario ai finanzieri per avere
in mano le prove dell’illecita attività di spaccio condotta dal giovane. La
droga è stata rinvenuta in casa di D.P., in una zona centrale della città, nei
pressi di viale Circe. La perquisizione domiciliare ha permesso ai militari di
trovare ben occultato il circa mezz’etto di polvere bianca che avrebbe fruttato
svariati soldi al pusher. Non abbassa a diminuire la domanda di droga, infatti,
così come l’offerta. Un circolo vizioso che le forze dell’ordine cercano di
spezzare, anche se la «concorrenza» resta troppo alta. Mentre è inversamente
proporzionale l’età media degli spacciatori e dei consumatori. D.P. ora è a
disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ri.Re.

terracina-processione-2-1937_bis

Per il secondo anno consecutivo si diventa pizzaioli con il corso organizzato
dal professionale «Filosi» di terracina.
Per dare una nuova chance concreta, e
gustosa, di lavoro da spendere anche sul territorio pontino, l’istituto diretto
dalla professoressa Anna Maria Masci ha organizzato il secondo corso di
pizzaiolo, con tanto di attestato finale. Quaranta ore, tra pratica e teoria,
per un totale di 450 euro che, oltre al corso, comprendono tutto il materiale
didattico necessario. Per chi ne avesse bisogno per esigenze di lavoro, può
richiedere anche il corso serale dalle 19 alle 22. L’ultima data utile per
iscriversi è il prossimo 11 marzo e basta rivolgersi alla segreteria
dell’istituto di via Roma.
Ri.Re.

terracina-processione-12-1937_bis

Nella tarda mattinata di ieri i Vigili del Fuoco del comando di terracina sono
intervenuti a Roccasecca dei Volsci per la messa in sicurezza dell’ex Casa
comunale.
L’operazione è arrivata in seguito alla segnalazione di alcuni
cittadini ai rappresentanti della Lista civica “Liberi e forti”. Già in
precedenza Giuseppe Anitori, presidente dell’associazione, aveva denunciato, in
alcune lettere, lo stato precario in cui versava l’edificio. I Vigili del Fuoco
hanno proceduto a sistemare il cornicione e alcune tegole cadute a terra, nonché
a transennare l’area sottostante, di solito adibita a parcheggio. L’edificio,
definito un obbrobrio da Anitori, risale agli anni Settanta. Resta ora da
verificare la tenuta antisismica dei pilastri in cemento armato che sostengono
la struttura.

terracina-processione-11-1937_bis

Ieri mattina é arrivata la condanna per Maurizio Longarini, il 59enne agente
immobiliare di terracina che lo scorso settembre era piombato a Viterbo a casa
dei cognati alla ricerca della moglie, tenendo i parenti sotto la minaccia di
una pistola. Fortunatamente scarica.
Il giudice Eugenio Turco del tribunale di
Viterbo ha condannato l’uomo a 6 anni di reclusione, scontando di 3 anni la pena
richiesta dal pubblico ministero Franco Pacifici. L’accusa aveva, infatti,
chiesto una condanna più dura per Maurizio Longarini, descrivendolo come un
soggetto fortemente pericoloso e, dunque, da tenere dietro le sbarre per
parecchio tempo. «Si è trattato soltanto di una caso isolato». Su questo ha,
invece, puntato l’avvocato difensore Francesco Pietricola che al giudice
Pacifici ha spiegato come il proprio cliente non avesse davvero l’intenzione di
uccidere ma soltanto quella di incutere timore. Prova ne sarebbe stato il fatto
che l’uomo si era presentato a Viterbo con la pistola scarica. Il suo unico
scopo sarebbe stato quello di ottenere informazioni sulla moglie, andata via di
casa da giorni dopo il logoramento del loro rapporto coniugale. Su tutti è
arrivata la sentenza del giudice Turco che ha deciso che Maurizio Longarini
dovrà restare per i prossimi 6 anni dietro le sbarre del carcere di Viterbo,
riconoscendolo colpevole di violazione di domicilio, stalking, violenza privata,
porto abusivo d’arma e minacce aggravate. L’uomo è stato processato con il rito
abbreviato. Moderatamente soddisfatta la difesa che preannuncia ricorso in
Appello. All’inizio dello scorso settembre il 59enne di terracina si era reso
protagonista di un vero e proprio raid punitivo causato dai forti contrasti che
da qualche tempo avrebbero caratterizzato il rapporto con la consorte. Stanca di
una situazione tanto pesante, la donna aveva deciso di allontanarsi da terracina
portando con sé il figlio. Una scelta che evidentemente non era andata giù
all’uomo che li aveva raggiunti a Viterbo, a casa del fratello di lei. Non
trovando la moglie, l’uomo aveva minacciato la cognata e altri famigliari nei
quali si era imbattuto con la pistola, rivelatasi poi fortunatamente scarica.
Dopo un movimentato inseguimento per le strade di Viterbo, sotto gli occhi
attoniti della gente, Maurizio Longarini era stato bloccato dalle forze
dell’ordine ed era finito in manette.
Rita Recchia

terracina-processione-10-1937_bis

Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione
(www.innovazionepa.gov.it) è disponibile il Rapporto analitico sulla sesta
settimana di attività del 2011 (dal 5 all’11 febbraio) di “Linea Amica”, il più
grande network europeo di relazioni con il pubblico presentato il 29 gennaio
2009 dal Ministro Renato Brunetta. “Linea Amica” – che si pone l’obiettivo di
una Pubblica Amministrazione gentile, trasparente e valutabile – raccoglie
finora 1.068 URP o centri di risposta al cliente.
Realizzato con la
collaborazione di Formez PA, questo servizio si avvale in particolare della
partecipazione di INPS, INAIL, INPDAP, Agenzia delle Entrate, Comune di Roma,
Comune di Milano, Centri di Prenotazione Sanitaria del Lazio e dell’Emilia
Romagna nonché della piena cooperazione di vari Ministeri, Regioni ed Enti
locali. Nelle settimane trascorse è stata attivata la collaborazione, fra gli
altri, con il Comune di Terracina e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
di Torino. Nella sezione “Network” del portale è consultabile una mappa
dell’Italia con i recapiti delle amministrazioni che collaborano con il network.
Nella settimana dal 5 all’11 febbraio, il network ha raggiunto 1.021.700
contatti, inclusi risponditori automatici. I contatti assistiti da operatori
sono stati 1.101.000, così distribuiti: 109.800 presso Ministeri (10%), 293.000
presso Enti previdenziali (26,6%), 49.000 presso Agenzia delle Entrate ed enti
fiscali (4,5%), 70.500 presso altri enti pubblici, tra cui il centro di contatto
sul Bonus Elettrico e il contact center di Linea Amica (6,4%), 10.200 presso
Scuola e Università (0,9%), 317.500 presso Regioni e strutture sanitarie
(28,8%), 251.000 presso Comuni, Province e strutture locali (22,8%).

terracina-processione-9-1937_bis

«SERENO Variabile», condotta da Osvaldo Bevilacqua su Rai Due fa tappa al
ristorante «Centosedici» di Gino Verardi.
La troupe ha visitato il porto,
osservato da vicino l’asta del pesce e cucinato presso il noto ristorante del
Lungomare Circe le prelibatezze del mare di Terracina. Lo chef del
«Centosedici», Simone Nardoni, ha cucinato per la trasmissione di Rai Due alcuni
piatti tipici in cui spiccano pesce locale e fragola favetta. Il servizio verrà
montato nei prossimi giorni e la messa in onda è prevista per sabato 5 marzo
ovviamente su Rai Due.
F. A.

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terracina-pz-republica-con-palma-anni-60_bis

Falchi” contro “colombe”. Questa sera il direttivo del Pdl dovrà approvare un
documento presentato da una parte del gruppo berlusconiano (i cosiddetti
“falchi”). Le “colombe” che fanno capo a Gianluca Corradini cosa faranno?
Voteranno a favore o contro? Serata decisiva. Il Pdl potrebbe rischiare di
spaccarsi completamente. è guerra tra i “falchi” e le “colombe”. I primi
rappresentano gran parte del coordinamento, che è composto da 20 membri. Essi si
dichiarano contrari ad accogliere in lista i consiglieri che oggi rappresentano
la maggioranza al governo della città. Le “colombe”, il cui portabandiera è
l’attuale coordinatore Gianluca Corradini, sarebbero invece disposti ad
accoglierli, ritenendo che solo in questa maniera si potrebbe coltivare qualche
possibilità di successo alle prossime amministrative di primavera. La lotta è
aperta. Infatti il gruppo del “no” questa sera presenterà un documento, la cui
votazione stabilirà le regole del gioco. In esso viene espressamente ribadito
che il Pdl ufficiale vuole creare una discontinuità con l’attuale
amministrazione Nardi, rinnegandone del tutto l’operato. In secondo luogo si
manifesta l’indisponibilità a mantenere in vita qualsiasi società partecipata
già esistente. La Terracina Ambiente, tanto per fare un esempio, dovrebbe essere
cancellata. La loro idea è che le società miste siano solo dei carrozzoni
clientelari. Rispetto a questo documento come si schiereranno le colombe di
Corradini? Se voteranno a favore, sicuramente ci sarà una ricomposizione
all’interno del partito. Se invece il loro voto sarà contrario, lo scenario
politico del Pdl rischierà una profonda spaccatura e la linea del coordinatore
potrebbe avere la “sfiducia” da parte del partito. L’attenzione degli
osservatori politici è tutta rivolta a quanto succederà questa sera nello
schieramento più importante della città.
(Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [11]
Un altro fronte si è aperto nella guerra sui rifiuti avviata dai commercianti
contro il Comune.
L’Ascom Confcommercio di Terracina ha fatto ricorso al Tar
avverso la delibera con cui il Comune nel dicembre scorso ha deciso il passaggio
alla TIA. Diverse le violazioni di legge, individuate dagli avvocati Raffaele
Scirè e Luigi Cerchione. Innanzi tutto viene contestata la volontà
dell’amministrazione comunale di affidare al soggetto che gestisce i servizi di
igiene urbana anche l’accertamento e la riscossione della tariffa. Mancherebbe,
a questo proposito, l’iscrizione ad un apposito albo istituito presso il
Ministero delle Finanze, una condizione che costituirebbe «una garanzia di
affidabilità e di capacità organizzativa», in quanto «alla società mista possono
esserle riconosciute delle competenze in materia di raccolta dei rifiuti non
certo in materia fiscale o parafiscale. Anche in fatto di rispetto delle norme
per la tutela dei trattamenti personali si sarebbero verificate delle
irregolarità. «In un territorio attenzionato – scrivono i legali – è inopportuno
se non addirittura pericoloso affidare i dati ad una società priva dei requisiti
legali e senza alcuna esperienza”. Non sarebbe esente da critiche il regolamento
per la disciplina della Tia specialmente là dove prevede l’obbligo solidale di
pagamento della tariffa in capo a tutti i componenti del nucleo familiare.
L’ultimo rilievo fa riferimento alla legge 122/2010, che obbligherebbe l’ente
locale a mettere in liquidazione la Terracina Ambiente, dal momento che il
Comune di Terracina può detenere la partecipazione solo ad una società e non può
mantenere più una società in perdita, neanche ricorrendo ad operazioni di
ricapitalizzazione. In forza di tutti questi elementi si chiede ai giudici
amministrativi di annullare la delibera in questione, procedendo in prima
istanza alla sua sospensione, in considerazione del “pericolo di un danno
erariale con ripercussioni sulla collettività”. Un gran brutto momento per la
società mista terracinese, finita una settimana fa al centro della cronaca per
l’indagine della Procura.
Ercole Bersani
53000 [2]
Ferito da un ramo di un albero che si è spezzato cadendogli sulla testa mentre
rilevava un incidente stradale.
Protagonista dell’episodio un carabiniere in
servizio presso il comando compagnia di terracina che ha riportato un trauma
cranico. E’ accaduto ieri mattina poco prima delle 10. E.P., una donna di 34
anni al volante di un’Opel Corsa, stava percorrendo viale Circe quando
all’improvviso avrebbe perso il controllo del mezzo finendo addirittura sul
marciapiede lato mare. Sembrerebbe che a causare il tutto sia stata un’altra
macchina, precisamente una Fiat Punto grigia, che con una manovra azzardata
avrebbe costretto la conducente della Opel a evitare lo scontro, finendo, poi,
contro un albero sul marciapiede. Nella tarda mattinata di ieri i vigili urbani
erano alla ricerca dell’auto pirata, passibile di omissione di soccorso.
Addirittura è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili
del fuoco di terracina per estrarre E.P. dalle lamiere contorte della sua
utilitaria. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri. Proprio mentre uno
dei due militari era impegnato a rilevare il sinistro, un ramo dell’albero
«incidentato» si è spezzato, cadendo giù e colpendo in testa il carabiniere.
Subito soccorso anche lui dai sanitari del 118, entrambi i feriti sono stati
portati al «Fiorini» e sottoposti agli accertamenti del caso. Un trauma
cervicale per la donna e un trauma cranico per il carabiniere. Sempre ieri
mattina un altro incidente è avvenuto in località Capocroce dove un camion che
trasportava alberi di ulivo ha sfondato un muretto di guardia e la sbarra del
passaggio a livello della linea ferroviaria terracina-Roma. Nessun ferito. Sul
posto vigili del fuoco e operai delle Ferrovie per sistemare i danni.
Rita Recchia
53000 [3]

«Il nostro impegno politico deve avere una connotazione precisa, la gente deve
recepire che optare per “Città Nuove – Con Te” significa operare una scelta di
campo netta, al di fuori dei parametri finora conosciuti, un modo completamente
diverso di programmare la città, all’insegna dell’efficientismo e
dell’eliminazione dei tempi morti».
Sono queste le parole di Gianfranco
Sciscione, candidato a sindaco alla sua squadra. «La prima cosa da fare quindi,
è puntare alla formazione di uno staff ben determinato, che consapevole del
compito che lo attende, sia tale da essere una struttura che funga da lume e
guida per gli iscritti. È necessario intervenire presto e bene sul territorio -
prosegue-, offrendo a tutti la possibilità di collaborare per crescere e
realizzare il comune progetto politico. Non poniamoci inutili impedimenti
mentali, perché la città aspettava una nuova proposta, stanca delle ripetute
delusioni, di gestioni che si sono rivelate carenti non nella enunciazione dei
programmi, ma nella loro attuazione. Di proposte e di promesse ne sono state
fatte tante, di lavoro per tradurre le proposte in fatti concreti, nulla, anzi è
seguito il vuoto totale: ed è proprio questa inerzia che perdura da vent’anni a
favorirci, e saranno in molti ad accogliere la nostra offerta. Il tema di fondo
che la gente avverte, non è più quello di eleggere una sinistra o una destra, ma
una compagine che sia in grado di gestire Terracina in modo funzionale -continua
l’imprenditore-, una compagine che dialoghi con la città e che concerti insieme
alla società civile la soluzione dei problemi. Staremo attenti quindi, a che le
idee e le iniziative non si rivelino presbiti, non nella visione, ma nella loro
possibilità di attuazione. Staremo anche attenti -continua- a non sembrare dei
bancarellari della politica dei “vu cumprà” come ce ne sono tanti in giro,
perché se dovessimo dare questa impressione, non verrebbero recepite le cose
positive che proponiamo, e non servirà il fatto di aver azzeccato il trend
politico. Cerco di dire che la ricerca del voto da parte dei candidati
consiglieri deve basarsi su motivazioni razionali, che esulano dalle parentele e
dalle amicizie, o peggio dalle promesse di favori. La gente dovrà darci il
consenso perché siamo prima di tutto onesti e puliti, e poi perché vede in noi
la possibilità di uscire da un’epoca buia. Niente accordi strani, chi la pensa
così che vada pure altrove. La nostra entrata in scena è già risaputa e ha
procurato sconcerto e mal di pancia ai veri bancarellari della politica -
sottolinea-, che hanno dominato la scena finora con i risultati che abbiamo
sotto gli occhi, e vi assicuro che non dormono sonni tranquilli, perfettamente
consapevoli di non meritare nemmeno la buonuscita, e che la loro immagine
politica è del tutto svaporata. Sanno benissimo che la merce che vendono è di
bassa qualità, ma avrà valore fin quando la progettualità in giro rimarrà bassa,
e il loro spauracchio è proprio l’apparire di una lista come la nostra, in grado
di dimostrare come la loro utilità non sia nemmeno marginale. Noi ci proponiamo
di dare una sterzata, e siamo disposti a grossi sforzi, legati come siamo a
Terracina, e sarà proprio il nostro impegno a garantirci il consenso della
gente. E quando dico “consenso” non penso solamente alle prossime elezioni, ma
al consenso politico che ci darà la forza per sostenere le nostre idee -
conclude-, nelle quali abbiamo creduto da sempre e in tempi non sospetti. Il
massimo sforzo quindi, va compiuto per dare contenuti alla nostra proposta e
credibilità alla nostra azione, perché più che noi stessi, dobbiamo far vedere
il contenuto e la qualità della nostra proposta».
(Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [4]
Tutto da rifare nel processo sul caso Ciolac, il rumeno aggredito il 24 luglio
2005 a terracina.
Per quel brutto episodio erano stati rinviati a giudizio per
concorso in tentato omicidio Andrea Belviso (avvocati Pompei e Bianchi),
Riccardo Di Meo (avvocato Cellini) e Matteo Lombardi (avvocato Basile), i tre
terracinesi tratti in arresto dalla polizia perché ritenuti i responsabili della
violenta aggressione. Di recente, però, la vicenda giudiziaria è ricominciata da
capo per il cambio del collegio giudicante. Il processo riprenderà il 15 giugno.
Intanto ieri il medico legale Cristina Setacci ha ricevuto l’incarico di
eseguire una nuova perizia sullo straniero, sulla sola base di documenti, per
indicare come capo d’imputazione il tentato omicidio o lesioni gravi.
Ri.Re.
53000 [5]
Qualcuno li ha ribattezzati «Angeli dell’ospedale». Sono i volontari ospedalieri
che ogni giorno prestano il proprio servizio al «Fiorini». I volontari in questi
giorni hanno avviato una campagna di sensibilizzazione nelle chiese di
Terracina, illustrando gli obiettivi e le modalità dell’associazione Avo. Nel
2010 i volontari hanno effettuato circa 2.200 ore di assistenza ai pazienti, in
particolare quelli senza famiglia e che hanno necessità di cure particolari.
«Attualmente – spiega il responsabile Avo Vincenzo Avena – siamo presenti nei
reparti di ortopedia, medicina e chirurgia ma il nostro desiderio è di poter
essere accanto anche ai malati in dialisi, a quelli oncologici e perché no, fare
accoglienza al pronto soccorso. È solo con le nostre forze, qualche volta con
offerte libere, che soddisfiamo i piccoli bisogni dei malati. Mi riferisco a
beni materiali quali tovaglioli di carta, bicchieri, vasetti di omogeneizzati, a
volte un pigiama o delle pantofole. Spesso ci capita di entrare in una stanza di
reparto e trovare sul tavolo il vassoio con la cena pronta, ormai fredda, e la
persona ferma nel letto in attesa di qualcuno». Da un anno a questa parte, per
fortuna, ci sono i volontari ospedalieri che garantiscono almeno
un’assistenza minima ai pazienti soli.
F. A.
53000 [6]
Lavorare senza venir pagati. Una condizione non troppo rara per quanti si sono
ritrovati e si ritrovano ancora a collaborare con il Comune di terracina. Ma nel
caso dei lavori appaltati e partiti per ripristinare via Lungolinea Pio VI
saremmo davvero di fronte a un caso limite, dal momento che da quelle parti
ditte e operai vari fino a oggi non avrebbero visto ancora nemmeno l’ombra di un
centesimo. Comprensibile la loro indignazione, facilmente immaginabile, e anche
il voler trovare un sistema «forte» quasi per mettere l’ente di piazza Municipio
all’angolo e spingerlo a tirare fuori il dovuto. Quello stesso dovuto che si
pensava già al sicuro e a disposizione per pagare i lavori. E invece no, stando
al malumore che aleggia nel cantiere del tratto di via Lungolinea Pio VI oramai
chiuso da mesi e mesi. Da giorni l’intervento (in questo caso di una ditta
subappaltatrice) è fermo, nonostante siano trascorsi gli ormai quasi famigerati
28 giorni perchè una trave di cemento sistemata dagli operai si attaccasse al
meglio alla strada. Pare che a quei commercianti della zona che sono riusciti ad
avere udienza in Comune per chiedere spiegazioni, sia stato risposto che il
cantiere sarebbe in stand by proprio per quella trave che ha bisogno di tempo.
Nessuno che osi dire che, forse forse, ditta e lavoratori si sono stancati di
non vedere nemmeno un euro e di conseguenza hanno perso, diciamo così, lo
stimolo giusto. Intanto i lavori sono stati prorogati fino al prossimo 15 marzo,
e dopo? Non si esclude che la strada, anche se terminata, possa restare così
com’è oggi, ingabbiata da un cantiere senza alcuna intenzione di togliere le
tende se prima non viene completamente saldato. Una sorta di «ostaggio». Davvero
una situazione che ha dell’incredibile. Come è altrettanto incredibile la
condizione dei commercianti, alcuni dei quali materialmente limitati dalla
presenza del cantiere, che hanno dovuto abituarsi a fare a meno della
«passeggiata» da parte di potenziali clienti che si limitano a passare
frettolosamente tra la rete di metallo e il muro, e a guardare le vetrine nemmeno ci pensano.
Rita Recchia
53000 [7]
Dramma sfiorato sul lungomare
Si cerca un’auto pirata, coinvolta una donna e un militare
Auto pirata provoca un incidente e fugge: ferita una donna e il carabiniere che
le ha prestato soccorso. Incidente stradale ieri intorno alle 10 sul lungomare
Circe all’altezza della 17esima traversa. L’Opel Corsa condotta dalla 34enne
E.P. è finita prima sopra il marciapiede poi contro un albero. È stato
necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberarla dalle lamiere e
permettere agli operatori del 118 di prestarle i necessari soccorsi. Sul posto
anche una pattuglia dei carabinieri ma, nel momento in cui uno dei due militari
si apprestava ad uscire dal mezzo, è stato travolto da un grosso ramo che si è
spezzato dall’albero. Sia la donna che il militare sono stati trasportati al
pronto soccorso del “Fiorini”. I medici hanno sottoposto la donna ad una tac,
avendo riportato un trauma rachide cervicale. Trauma cranico invece per il
carabiniere di circa 50 anni. Sul posto anche la polizia municipale che ha
effettuato i rilievi, a quanto pare l’incidente sarebbe stato causato
dall’ennesimo pirata della strada a bordo di una Fiat Punto grigia poi fuggita
senza prestare soccorso.
ma. bo. (Articolo tratto dal Corriere Pontino)
53000 [8]
«Dovranno prima mostrare il certificato penale per vedere se è pulito e se non
hanno pendenze con la giustizia e poi ne parleremo».
È il primo criterio,
insieme alla discontinuità politica con l’attuale amministrazione, che
Gianfranco Sciscione chiederà a tutti coloro che vogliono supportare la sua
campagna elettorale. Ieri l’ex consigliere regionale e proprietario
dell’emittente Lazio Tv, ha sciolto ogni riserva ed è sceso in campo con la sua
candidatura che verrà sostenuta dalla lista Con Te e da Città Nuove, il
movimento regionale che fa capo alla governatrice del Lazio Renata Polverini. Ed
è stato proprio dopo un colloquio con la presidente che Sciscione ha rotto gli
indugi. La Polverini gli ha espressamente chiesto l’impegno su Terracina mentre
lei verificava nel Pdl eventuali convergenze. Su questo punto Sciscione è stato
chiaro: non vuole avere a che fare con coloro che direttamente e indirettamente
hanno sostenuto e appoggiato a vari livelli gli ultimi anni dell’attuale
amministrazione. Un taglio secco con il passato. Lui vuole essere una candidato
trasversale, senza appartenenze. «Il tema di fondo che la gente avverte, non è
più quello di eleggere una sinistra o una destra, ma una compagine che sia in
grado di gestire Terracina in modo funzionale, che dialoghi con la città e che
concerti insieme alla società civile la soluzione dei problemi – spiega
Sciscione – Staremo attenti a non sembrare dei bancarellari della politica.
Niente accordi strani, chi la pensa così che vada pure altrove». E in casa Pdl
animi ancora più tesi dopo la nota del gruppo dei consiglieri comunali e
amministratori che denota ancora di più la spaccatura con l’attuale
coordinamento voluto dal senatore Claudio Fazzone. Ce l’hanno con chi prima era
con loro in amministrazione e in maggioranza e poi, quando ne è uscito, ha
iniziato a criticarne aspramente l’operato e avvertono che possono trovare anche
un’altra soluzione politica al Pdl. “Ora sono diventati il Pdl “buono” per
distinguersi dal Pdl “cattivo”, ma stiano tranquilli perché se ne possiamo fare
a meno saremo molto contenti di non mischiarci – si legge nella nota firmata
dall’assessore ai Parchi, Gianni D’Amico – per adesso ci fermiamo qui per non
scendere al loro livello. Noi siamo uomini di partito e come tali aspettiamo le
valutazioni dei vertici, se poi il nostro segretario provinciale deciderà
diversamente, chi di noi vorrà continuare a fare politica si organizzerà,
chiaramente nel campo del centrodestra, poiché non mancano valide alternative di
collocazione ed alleanze”.
di FABIO COCCIA
53000 [9]
Nel centrosinistra, si lavora per riaprire il tavolo della candidatura a
sindaco. Né Mimmo Zappone, né Candida Grenga, ma una terza proposta.
Questa è
l’ipotesi che esponenti del Pd, di SeL, Prc e Idv stanno cercando di verificare
in una serie di incontri che dovrebbero coinvolgere anche i livelli superiori
dei partiti coinvolti nel tentativo. Ieri sera, per esempio, su questo argomento
era prevista una riunione a Latina fra i dirigenti provinciali del
centrosinistra. La svolta è giunta improvvisa. Solo lunedì scorso, il direttivo
del Pd aveva liquidato senza esitazione la proposta di SeL di creare una
coalizione attorno al nome di Candida Grenga. Sembrava l’atto finale di un
complicatissimo confronto interno al centrosinistra, il quale appariva avviato
verso l’impegno elettorale di maggio tra irrimediabili divisioni. Invece, al di
là dell’ufficialità, sono ripresi i contatti informali, non si sa fino a che
punto autorizzati dai responsabili dei partiti interessati. Torna così in
discussione, nel Pd, la candidatura di Mimmo Zappone, proprio quando la sua
posizione, dopo mesi di incertezza, sembrava in qualche modo consolidarsi. Il
consigliere comunale e la Grenga, nel progetto che si sta cercando di
realizzare, dovrebbero essere sacrificati in nome dell’unità del centrosinistra.
Al loro posto, chi? E’ probabile che si stia pensando ad un uomo del Pd, nel
tentativo di convincere a non puntare i piedi anche i democratici più restii al
cambiamento. Qualcosa sembra muoversi pure nell’Udc, dove sarebbe imminente
l’ufficializzazione della candidatura di Sandro Marigliani. Nel coordinamento
comunale del Pdl, infine, acque agitate. Stando ad alcune voci, il coordinatore
Gianluca Corradini sarebbe in procinto di essere sostituito con Mariano De
Gregorio, con l’indispensabile ‘placet’ di Claudio Fazzone. A Corradini viene
rimproverata una eccessiva apertura al Pdl costituito dai consiglieri comunali,
con il rischio di compromettere il promesso rinnovamento del partito. Per quanto
riguarda la candidatura a sindaco dei pidiellini, continua ad esserci solo il
nome di Nicola Procaccini, il quale, si sostiene, avrebbe da tempo sciolto la
riserva, anche se ancora non lo dice.
Andrea Di Lello
53000 [10]
Le nuove frontiere del turismo passano per la Russia, e Terracina non vuole
farsi trovare impreparata. Proprio per attirare il nuovo flusso di turisti sono
iniziate le «trattative» tra il Comune di Terracina e quello di Serghey Posad,
una delle città più antiche della Russia e residenza del patriarcato della
chiesa ortodossa.
La cittadina, a soli 70 km di distanza da Mosca, con tutti i
suoi distretti periferici arriva a sfiorare una popolazione di 300 mila
abitanti. Una delegazione del Comune di Terracina si è recata in visita a
Serghey Posad dal 5 al 9 febbraio, gettando le basi per un imminente gemellaggio
con inevitabili risvolti per l’economia turistica della città del Tempio di
Giove. La delegazione terracinese era composta dal sindaco Stefano Nardi, dal
consigliere comunale Valentino Giuliani, dal dirigente Giancarlo De Simome, dal
presidente d el l’associazione di amicizia Italia-Russia Antonio D’Ettorre e dal
vicepresidente Antonio Simeoni. «La nostra associazione – si legge in una nota
del gruppo di lavoro Italia-Russia – sarà il garante dello spirito di questo
gemellaggio, ovvero, che oltre i momenti istituzionali, si creino le condizioni
per coinvolgere la società civile di queste due comunità, nei campi della
cultura, dell’arte e dell’economia. Il primo incontro fra le due comunità è
stato già programmato per aprile 2011: circa 20 agenzie di viaggio della regione
di Serghey Posad saranno ospitate per un educational tour, con la finalità di
far conoscere Terracina e le sue strutture alberghiere».
F. A.
53000 [1]

Sospeso dal servizio per 3 anni e 11 mesi, senza stipendio. Parliamo di Franco
Carnevale, agente della polizia municipale locale, a cui l’altro pomeriggio è
stata notificata la misura accessoria; l’uomo è stato interdetto dal pubblico
ufficio. Il provvedimento è stato adottato, in seguito alla sentenza della Corte
d’Appello di Roma, dal dirigente del personale del Comune Ulderico Rossi. Balza
di nuovo alla cronaca lo scandalo Vigilopoli a Terracina, uno scandalo che
nell’agosto del 2000, dopo una lunga serie di indagini dei carabinieri, si
concluse con l’arrestato di 4 persone: il dirigente comunale Armando Percoco, il
titolare di un’agenzia immobiliare Luigi Mele e due vigili urbani Marcello Masci
e Franco Carnavale, tutti accusati di concussione. A quanto pare si cercava di
evitare controlli edilizi oppure si chiudeva un occhio in cambio di denaro
oppure oggetti di valore. Ma sembra che la vicenda non si fosse ancora conclusa
completamente, in quanto dopo le condanne dai 3 ai 4 anni, avvenute nel 2005
fecero ricorso in appello. La sentenza della Corte d’Appello di Roma, emessa nel
novembre scorso, fu di tre assoluzioni e di una riduzione di pena da 3 anni e 6
mesi a 2 anni e un mese per il vigile urbano Franco Carnevale. Ma per lui la
vicenda si era tutt’altro che conclusa. Il provvedimento in vigore da subito,
vedrà l’agente sospeso dal servizio per i prossimi 3 anni e 11 mesi, non solo,
ad aggravare la situazione sarà anche la mancanza dello stipendio.
ma. bo. (Articolo tratto dal Corriere Pontino)

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Nel post di oggi riportiamo in PDF l’esposto che la nostra Associazione ha spedito agli organi competenti per denunciare quanto sta accadendo in questi giorni nel Parco pubblico del Montuno. Di seguito presentiamo anche un video, girato durante le concitate fasi della denuncia sul posto. Inoltre, abbiamo inserito una nota di commento all’incredibile comunicato che il Comune ha rilasciato il giorno dopo che la notizia della devastazione è apparsa su tutti i principali quotidiani locali.

Apprendiamo con ilarità il modo in cui il Comune di Terracina ha tentato, con un comunicato strampalato e anonimo, di mettere una pezza a colori, come è stata brillantemente definita da qualcuno, all’increscioso incidente di questi giorni al Parco pubblico del Montuno.

Video importato

vimeo Video

La nota, apparsa sul sito del Comune, sorprende per l’uso strumentale di alcune dichiarazioni ufficiali rilasciate dalla Soprintentenza Archeologica del Lazio (di cui non viene dato nessun riferimento documentale) che si dice non a priori contraria a individuare una soluzione che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor capienza di posti auto e che dall’altra assicuri la piena tutela della testimonianza antica.

In ossequio ad una pratica del malcostume diffusa e costante nella storia della nostra pubblica amministrazione, i responsabili del patrimonio e della cultura locale sono in malafede per tutta una serie di motivi:

1) Il parere della Soprintendenza Archeologica del Lazio ha valore solo in funzione del bene che si vuole custodire, ovvero gli importanti resti di epoca romana rinvenuti nell’area: per esprimere un parere nel merito, non è tenuta a conoscere le altre criticità che ricoprono l’area interessata dai lavori;

2) se anche fosse vera questa comunella tra i due protagonisti dello scavo, come mai il Comune ha iniziato i lavori di saggio archeologico senza avvertire la Soprintendenza e senza che un funzionario responsabile fosse presente ai lavori (responsabile che successivamente si è fatto vivo dopo il clamore per l’intervento abusivo)? Perché una ditta non specializzata ad eseguire lavori di quel tipo era presente sul sito con solamente due operai e senza capocantiere (anche questa figura si è presentata sul posto solo dopo le prime proteste)? Se veramente si tratta di un saggio archeologico perché è stato distrutto il muro perimetrale del parco ed è stato sbancato l’intero versante occidentale della collina, guarda caso, proprio la porzione di terreno corrispondente alla struttura del primitivo disegno del parcheggio del Montuno?

3) Chi ha veramente peso in questa faccenda è la Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio Vincolo Paesaggistico e che con la Regione Lazio deve valutare, per la costruzione di un qualsiasi parcheggio, il cambio di destinazione urbanistica rispetto al P.P.E. del Centro Storico in declivio e pianura – Area archeologica portuale; (ben altra cosa rispetto a quella citata dal Comune) che deve esprimere un parere sul

4) L’assessore Ferrari, in barba alla delibera comunale n. 26/IV del 24 maggio 2010, ha dichiarato ad un cronista che cercava di capirci qualcosa, che quelli erano lavori per costruire un parcheggio! Noi ricordiamo all’Assessore Ferrari che i lavori, di qualunque natura essi siano, sono del tutto abusivi!

Infine ci duole constatare la cosa più grave di tutte: gli importanti resti venuti alla luce all’interno del Montuno (che magari ne nasconde altri ancora più importanti) sono visti dall’amministrazione comunale più come un ostacolo ad uno strampalato parcheggio che come un bene da custodire.

L’incompetente assessore ai beni culturali del nostro Comune non si è degnato si supervisionare il progetto (qualora ne fosse stato mai capace); inoltre, l’estensore di quella specie di “difesa d’ufficio”, apparsa anche sui quotidiani (si sono anche vergognati di firmarla per quanto è ridicola), che porta a sostegno della legittimità dei lavori, il parere della sig. Cassieri, come a dire che “se non frega nulla a loro, facciamo come ci pare”, ignora completamente che quanto affiorato dalla sabbia della collina è un patrimonio pubblico della città di Terracina e andrebbe difeso e valorizzato, in primis, dagli stessi amministratori.

A Ferrari “preme” fare il micro-parcheggio dai costi macro: questa amministrazione ci dimostra, ancora una volta, il suo più grande limite: non avere una visione moderna di città!

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/esposto_montuno_terracina_rialzati?mode=embed&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml&backgroundColor=a4112b&showFlipBtn=true


Terracina Rialzati

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terracina-saluti-da-7-foto-anni-50_bis

Non si arresta, al contrario va avanti spedita l’indagine dei carabinieri di
terracina su quello che è stato ribattezzato come lo scandalo dei rifiuti,
riconducibile alla gestione del servizio di raccolta da parte della terracina
Ambiente, definita dal pm Tiziana Coccoluto come «improbabile, inefficiente e
poco rispondente ai dati iniziali previsti dalla gara aggiudicatrice e dalla
convenzione firmata, a scapito degli interessi della collettività».
I militari
del Norm hanno ascoltato Alfonso Cangiano, presidente della società mista a
maggioranza pubblica che aveva rassegnato le dimissioni nel dicembre del 2008,
con i consiglieri di parte pubblica Orlando Bagnariol e Gianni Aiello. Una
presidenza non sempre facile per Cangiano, che nel settembre del 2008, quindi
appena qualche mese prima delle dimissioni, al termine di un consiglio
d’amministrazione della società aveva lanciato una sorta di ultimatum: o lo
sviluppo o la chiusura della terracina Ambiente. In quell’occasione l’ex
presidente aveva messo alcuni paletti, ovvero stipendio costante per i
lavoratori, controlli periodici ai mezzi e ricorso al lavoro stagionale in tutte
le occasioni straordinarie. Soprattutto Cangiano chiedeva a gran voce la
collaborazione di Comune, società, maestranze e cittadini. Il resto della storia
è noto a tutti: le dimissioni di Cangiano, Bagnariol e Aiello e adesso il
sequestro in blocco della terracina Ambiente. Del resto Alfonso Cangiano non
aveva mai nascosto «certi» dubbi. Per esempio come era stato possibile
aggiudicare il capitolato d’appalto per 2 milioni e 900 mila euro e se quella
cifra fosse scaturita da un’analisi puntuale e veritiera. O ancora come fosse
possibile che dopo appena 7 mesi di vita la società mista aveva registrato una
perdita di 750 mila euro: una gestione troppo allegra delle spese o un appalto
un «tantino» sottostimato?Domande che Cangiano si faceva nel 2008 e che forse
solo adesso hanno trovato una risposta. Quelle risposte che avrà fornito alle
domande degli inquirenti che continueranno ad ascoltare pezzi vecchi e attuali
della mista.
Rita Recchia

51000 [11]

La Terracina Ambiente non può gestire il sistema della tariffa integrata
ambientale (Tia2), dal momento che non ha i requisiti di legge per sostenere un
tale ruolo. è questa la sintesi del ricorso al Tar, presentato dalla
Confcommercio-Ascom di Terracina, per far annullare la delibera di consiglio
comunale del 21 dicembre scorso, con cui si è decisa l’eliminazione della tassa
a partire dal 1° gennaio 2011. L’iniziativa legale è stata promossa da Franco
Marzullo, vicepresidente dell’associazione di categoria, Carlo Alla, Ghahnavieh
Jahangir Karimpour, Leone D’Auria e Roberto Delle Fontane. L’affidamento alla
Terracina Ambiente viene contestato in quanto «la società mista Aspica/Comune di
Terracina non solo non risulta iscritta all’albo, ma neanche rientra tra quelle
contemplate dalla legge, non avendo un capitale interamente pubblico. Inoltre lo
stesso socio privato Aspica non risulta iscritto in alcun albo tenuto presso il
Ministero delle Finanze». A titolo esplicativo: «La previsione normativa del
requisito dell’iscrizione all’Albo Speciale integra un vero e proprio obbligo
per le stazioni appaltanti di limitare la partecipazione a gare d’appalto per
l’affidamento del servizio di riscossione solo a quelle imprese in possesso di
tale requisito, il quale costituisce garanzia di affidabilità e capacità
operativa assicurata attraverso la preselezione operata a monte mediante
l’iscrizione». Viene giudicato pericoloso in un contesto ambientale
“attenzionato” riguardo a certe presenze malavitose affidare la gestione di dati
sensibili ad una società senza i requisiti legali e senza alcuna esperienza.
Contestate anche alcune norme inserite nel regolamento per la disciplina della
Tia, in special modo quella che contempla l’obbligo solidale di pagamento a
carico di tutti i componenti della famiglia. La legge risulterebbe violata anche
per quanto riguarda l’obbligo della messa in liquidazione della società.
Gestione della Tia2, ricorso al Tar di Confcommercio-Ascom Dopo il sequestro
continuano le tensioni intorno all’azienda a partecipazione mista rossella
bersani La società non può gestire il sistema perchè non possiede i requisiti di
legge necessari l’avvocato cerchione e il presidente dell’ascom pezzano Le
indagini sulla Terracina Ambiente vanno avanti, dopo il sequestro preventivo
della società e i due indagati, l’amministratore delegato Valerio Bertuccelli e
il dirigente del dipartimento Ambiente del Comune Luigi Di Mauro, lunedì scorso
i carabinieri hanno ascoltato l’ex presidente della Terracina Ambiente Alfonso
Cangiano, dimesso nel gennaio del 2008. Quello che Cangiano aveva denunciato
riguardo ad alcune irregolarità sull’appalto dei rifiuti, in questi giorni è
stato riscontrato dall’amministrazione giudiziario Teodoro Contardi a cui la
Procura ha affidato l’incarico di amministrare la società
e con essa il servizio.
ma. bo. (da corriere pontino)
51000 [1]

Restano divise le strade del Pd e di Sinistra Ecologia e Libertà. Come era
prevedibile, la candidata a sindaco di SeL, Candida Grenga, è stata rifiutata
dal direttivo dei democratici, che così hanno confermato il loro candidato Mimmo
Zappone.
A
parlare con la maggiore delle forze di opposizione, era andata,
domenica scorsa, una delegazione formata anche da esponenti dell’associazione
‘terracina oggi per domani’, dalle cui file proviene la Grenga, e da cittadini
che appoggiano la proposta di SeL. Proprio una di loro, Franca Maragoni, ha
spiegato ai democratici che quella della Grenga era una candidatura senza
alternative: prendere o lasciare. Il giorno successivo, il direttivo del Pd ha
lasciato e si è tenuto Mimmo Zappone. Il quale, ora, vede la possibilità di
formare attorno al suo nome una coalizione. Pare, infatti, che Rifondazione
Comunista e Italia dei Valori siano disponibili, dopo essere rimaste orfane di
Eugenio Fedele, a sostenere il consigliere comunale democratico. Intanto, SeL,
precisando le modalità con cui è avvenuta la scelta della sua candidata, scrive
in una nota che «in data 11 febbraio si è tenuta non una riunione di segreteria,
ma dell’assemblea degli iscritti di SeL che, a stragrande maggioranza, con solo
due voti contrari, ha approvato di proporre come candidata a sindaco, alle forze
che sostanzialmente si richiamano al Forum Civico di terracina, Candida Grenga.
Così come risulta essere falsa la millantata disponibilità di Sandro Salvadori,
iscritto al circolo SeL di terracina e membro del comitato scientifico nazionale
di SeL, che ci ha autorizzato a parlare anche per suo conto, ad essere inserito
nella discussione aperta con altri partiti quale candidato a sindaco di
terracina». Per concludere, una nota del Pri. I repubblicani affermano che
valuteranno «le aggregazioni per le prossime elezioni amministrative in base a
tre parametri che riteniamo fondamentali: il nome del candidato a sindaco; la
coalizione; il programma di governo da sottoporre ai cittadini».
Andrea Di Lello
filmatiluce [10]


Gianfranco Sciscione è il candidato sindaco della città di Terracina per il
movimento civico “Città Nuove – Con Te”
che fa riferimento alla presidente della
Regione, Renata Polverini. è stato lo stesso imprenditore terracinese a
ufficializzarlo, ieri pomeriggio, al termine del nuovo incontro con la Polverini
che ha fatto seguito al vertice di lunedì sera a Roma in cui si erano gettate le
basi per un nuovo progetto politico locale. Nella mattinata di ieri la stessa
governatrice ha incontrato gli esponenti nazionali e regionali del PdL e quindi
ha varato definitivamente il laboratorio politico Terracina. La candidatura di
Sciscione prevede che la sua lista sia sostenuta anche da altre liste e partiti:
al momento, oltre a “Città Nuove – Con Te”, a sostenere l’imprenditore ci sarà
la lista “Sciscione Sindaco”, mentre nessun accordo è stato raggiunto con il
PdL, come afferma lo stesso candidato sindaco: «Portiamo avanti un progetto
politico e di rinnovamento della città che è nettamente diverso da quello del
PdL che oggi governa Terracina – afferma Gianfranco Sciscione -. Sia chiaro,
quindi, che noi non vogliamo accordi con il PdL che governa oggi la città, se
poi questo partito vuole condividere il nostro progetto politico ci deve prima
dire con quali persone intende farlo. Posso invece già affermare che ci sono
accordi in corso con altre liste e con altri partiti consolidati a livello
nazionale». Un laboratorio politico, quello che fa capo al noto imprenditore di
Terracina, che parte da lontano, ereditando tutta la positiva esperienza delle
passate elezioni regionali quando la Lista Polverini riuscì ad ottenere a
Terracina un lusinghiero risultato grazie al decisivo apporto di Gianfranco
Sciscione. «In questo nostro percorso – continua l’imprenditore – debbo
sottolineare il sostegno e l’apprezzamento, frutto di reciproca stima, dei
consiglieri regionali della Lista Polverini, e l’impegno diretto di Renata
Polverini che sarà a Terracina, tra l’altro, in occasione dell’apertura e della
chiusura della campagna elettorale». Sul fronte del programma la macchina
organizzativa è già al lavoro attraverso una dettagliata ricognizione sul
territorio: «Stiamo valutando lo stato della situazione in città – afferma
l’imprenditore di Terracina – ma i punti fondamentali sono essenzialmente
quattro: sistema sanitario, lavoro e sviluppo economico, servizi sociali,
sicurezza e legalità. La cosa importante, però, è che ora la città ha
l’occasione di cambiare realmente, di scegliere direttamente un sindaco della
città, non scelto dai partiti fuori da Terracina ma dalla gente. Inizia un
processo nuovo per la città, già iniziato con la mia breve esperienza al
Consiglio regionale. In quei mesi ho ricevuto centinaia di persone, cercando di
risolvere i problemi o, comunque, avere una parola di conforto. Il mio impegno e
il mio orgoglio sono di essere vicini alla gente e fare cose per questa città».
(da corriere pontino)
filmatiluce [2]

Alla fine, la tanto attesa fumata bianca è arrivata. Gianni Riccardi e Biagio
Michella sono i nuovi proprietari del terracina Calcio. Una svolta attesa, e per
certi versi insperata, visto quanto successo negli ultimi giorni. La vicenda è
nota. Circa tre settimane fa, i giocatori del terracina, stanchi delle promesse,
non mantenute, dall’ormai ex presidente Fabio De Filippis, rimasero un paio di
giorni senza allenarsi per protesta. La domenica, in casa del Monte San Giovanni
Campano, arrivò un ko clamoroso, 4 a 0, che contribuì a dare la scossa alla
vecchia compagine societaria. Subito, infatti, i nuovi proprietari del club
tirrenico si misero all’opera per la transizione. Un’opera importante, che ha
costretto i nostri anche ad un esborso economico non indifferente. Proprio il
fattore economico, però, ha rallentato l’iter a tal punto che, la scorsa
settimana, il direttore generale Antonio Fragasso, incaricato dalla proprietà di
trovare un acquirente, alla richiesta di un nuovo rinvio di Michella e Riccardi
aveva quasi deciso di interrompere la trattativa e far entrare in scena una
cordata di imprenditori di Roma. Il lieto fine, con la firma sulle carte che
trasferiscono il pacchetto di maggioranza nelle mani dei nuovi proprietari,
però, era solo rimandata di qualche giorno. Ieri l’atteso annuncio che ha messo
fine alla ridda di voci e che dovrebbe consentire alla squadra di vivere un
finale di stagione tranquillo, magari continuando ad inanellare risultati
positivi, come accaduto nelle ultime 4 gare dove sono arrivate 3 vittorie ed un pari.
L. O.
filmatiluce [3]


Incartati sul trasferimento del mercato settimanale, bloccati sul parcheggio
interrato alla Rampa Braschi, fermi sulla destinazione a privati di un piano del
Palazzo della Bonificazione, gli amministratori comunali si consegnano
prigionieri ad un’ennesima vicenda da offesa ad un sito vincolatissimo: il Parco
Pubblico del Montuno.
E, catalizzatori da sempre di malcontenti, Nardi e
compagni si attirano una buona razione di proteste condite anche con qualche
esposto. Nel lato occidentale del Montuno sono in atto delle opere di
sbancamento senza autorizzazione. Grida allo scandalo l’Archeoclub d’Italia, che
scopre un Comune con il vizietto dell’abuso. Una montagna di terra rivoltata, un
muro demolito, alberature abbattute. Ce n’era abbastanza per indurre
l’associazione ambientalista a rivolgersi con un esposto alle varie autorità, la
Procura per prima, denunciando che dei lavori stavano avvenendo «in forma del
tutto abusiva ed irregolare ed in maniera scriteriata e devastante». Un vero e
proprio scempio, consumato all’insegna dell’irregolarità: non esistono le
autorizzazioni della Regione e della Sovrintendenza archeologica, non viene
rispettato il PPE del centro storico in declivio. C’è di più in una frenesia da
sbancamento, finalizzata a realizzare un parcheggio interrato nella zona.
L’amministrazione comunale finisce per disattendere le determinazioni del
consiglio comunale, dal momento che la massima assise pubblica nel maggio
scorso, prendendo atto che un ritrovamento archeologico appena avvenuto impediva
l’edificazione del parcheggio interrato, aveva impegnato Nardi e compagni ad
individuare un sito alternativo e a fare del Montuno un parco archeologico. Ed è
a questo preciso obbligo che si richiama anche Agenda 21, per bocca del suo
presidente prof. Emilio Selvaggi, allarmato per i progetti di parcheggi in aree
verdi, concepiti in barba a tutti i vincoli di legge. Caustico: «Anche nel caso
del Montuno, dice, il sogno/incubo del parcheggio risolutore del traffico
terracinese continua ad aleggiare nelle menti dei troppi competenti
amministratori, non sappiamo quanto coscienti di agire abusivamente».
Ercole Bersani
filmatiluce [4]

La salsiccia chiama, gli intenditori rispondono. Monte San Biagio, comune
collinare della provincia di Latina, sarà imbandito a festa per dare lustro alla
sagra dell’insaccato per eccellenza, quest’anno alla sua settima edizione. Da
venerdì 18 a domenica 20 febbraio, la regina indiscussa del tripudio sarà la
salsiccia pontina al sapore di coriandolo (per l’occasione i semi di questa
spezia verranno ripassati al forno, presentandosi così più croccanti e
compatti).
Pochi ingredienti, ma genuini esaltano il gusto deciso della pietanza: sale,
peperoncino piccante, pepe rosso dolce e vino moscato di Terracina, mescolati in
un impasto tutto da mordere. La minuziosa preparazione del piatto protagonista
fa da padrone: la salsiccia è cotta rigorosamente con il fumo di legna di
lentisco senza l’aggiunta di addensati artificiali. Se non dovesse bastare,
ancora ce n’è. La portata forte non viaggia mai sola: fanno da cornice di sicura
presa, i piatti tipici locali che vanno dalle olive di Gaeta alle alici
sottosale di Sperlonga, passando per la calamita del lago di Fondi ed il
formaggio Marzolina (prodotto con il latte delle capre bianche del comune
rurale).
L’evento sarà impreziosito da tutta una serie di esibizioni particolari: dagli
artisti di strada alla banda locale della ‘fanfara’. Incluso nel pacchetto, una
piccola mostra di auto e moto d’epoca.

filmatiluce [5]

La mafia raccontata agli studenti: va avanti il prezioso progetto che, oltre al
«Filosi», adesso vede anche la collaborazione del «Bianchini» di terracina.

Sabato 19 febbraio alle ore 10e30 nell’aula magna, l’Itc Ugo Di Girolamo
presenterà il suo libro «Mafie, politica, pubblica amministrazione. È possibile
sradicare il fenomeno mafioso dall’Italia?» (Editore Guida, 2009). Laureato in
Scienze Politiche alla Federico II di Napoli, per molti anni Di Girolamo ha
svolto attività politica a Caserta ed è stato consigliere comunale a Mondragone,
osservando «dal vivo» il fenomeno mafioso. Ha pubblicato lavori di analisi
territoriali e collabora con la rivista trimestrale, interprovinciale, «Civiltà
Aurunca».
Ri.Re.
filmatiluce [6]

Giuseppe Mosa è oggi un giovane avvocato di terracina. Quando suo padre Vincenzo
fu ucciso, quella maledetta sera del 2 febbraio 1998 a Sabaudia, era poco più di
un adolescente ma i ricordi, a distanza di tredici anni, sono come
cristallizzati. «Negli ultimi tempi – racconta -, quando andavo a stare con lui
nella villetta di Colle Piuccio mi riferiva dei processi in Calabria e del suo
impegno per lo Snarp. Una volta gli chiesi: ‘Papà, ma tu non hai paura?’. E lui
mi rispose con queste parole: ‘Papà non ha paura di nulla, per fermarmi mi
devono solo sparare’». Forse una frase detta così, come tante volte si usano
espressioni esasperate che certo non corrispondono a qualcosa di concreto. Come
quando si dice «io a quello lo ammazzo» o cose del genere. Ma quel pallettone
conficcato nel petto di Vincenzo fecero assumere a quella frase detta ad un
figlio preoccupato un significato preventivamente sinistro. Giuseppe Mosa è un
giovane professionista, che crede nella giustizia come cittadino e come
avvocato. Anche suo padre era un avvocato: lo hanno ucciso nel buio di via dello
Scopione, nell’elegante residence di Colle Piuccio alle porte di Sabaudia, dove
Enzo, così lo chiamavano tutti, aveva una villetta al mare e quella sera, prima
di rientrare a Roma – dove viveva con la sua seconda moglie Eleonora Giorda e le
loro figliolette -, era passato lì a riprendere i cani. Qualcuno si era
appostato e, appena entrato nel giardino, lo aveva colpito alle spalle con un
colpo esploso da un fucile a pallettoni. Le indagini si indirizzarono subito
verso una pista passionale: per questo omicidio fu processato e assolto fino
all’ultimo grado Mauro Chiostri, ex campione olimpico di canoa, amante all’epoca
dei fatti della giovane moglie dell’avvocato ammazzato. Un buco nell’acqua nella
breve inchiesta dell’allora sostituto procuratore Francesco Lazzaro. «A distanza
di tredici anni – afferma il figlio – non sono emersi nuovi elementi sulla morte
di mio padre, ma sono tanti quelli trascurati dalle indagini svolte allora». La
famiglia Mosa non ha formalmente chiesto alla Procura di valutare se sussistano
o meno i presupposti per una riapertura delle indagini. Non lo ha ritenuto
necessario dal momento che dei dubbi sulla vecchia inchiesta se ne è parlato
abbastanza. La riapertura del caso costituirebbe un atto dovuto, anche di fronte
agli appelli, lanciati da queste stesse pagine nei primi mesi del 2009 dagli
esponenti setini del Movimento libero di Iniziativa sociale, dallo Snarp
(Sindacato nazionale antiusura e riabilitazione dei protestati) e
dall’associazione antimafia Caponnetto. Enzo Mosa era un uomo politicamente
impegnato, un avvocato di terracina che a Roma aveva trovato spazio per le sue
ambizioni professionali votate alla causa sociale. Non a caso approda nel
Sindacato antiusura e nell’Anvu (Associazione nazionale vittime dell’usura). Per
lo Snarp seguì processi importanti nella Locride e nell’Anconetano e a Roma
contro la banda della Magliana. Mosa si costituì parte civile per lo Snarp anche
in un processo nei confronti di Enrico Nicoletti, il «cassiere» della banda
della Magliana. Francesco Petrino, presidente dello Snarp ha ricordato più
volte, a proposito di Mosa, come la «cupola» usuraia scoperta dal lavoro del
penalista fosse stata segnalata al pool dell’antiusura istituito presso la
Procura della Capitale. «Peccato però che a fine anni Novanta – ha commentato -,
proprio quando il pool stava dando risultati molto interessanti fu smantellato».
La ragione va ricercata nella cosiddetta Riforma Amato: un dietrofront rispetto
alla precedente legge antiusura che fissava la misura dei tassi usurai, oltre i
quali i creditori potevano avere diritto solo sul capitale e non più sugli
interessi. Mosa non era uno qualunque, era pieno di risorse anche controverse:
un uomo di destra, della destra sociale che se da un lato combatteva la banda
della Magliana dall’altro stringeva rapporti con chi proveniva dagli ambienti
eversivi. Ma l’inchiesta sul suo omicidio non guardò mai dentro queste pieghe.
La lotta all’usura fu ritenuta insufficiente a motivare l’uccisione di un
avvocato. Nell’informativa di reato a carico di Chiostri si scrisse che
l’eventuale vendetta di un uomo accusato di strozzinaggio sarebbe dovuta
piombare sulla sua presunta vittima e non sull’avvocato di quest’ultima. «Ma è
proprio sull’attività professionale di mio padre – afferma oggi il figlio
Giuseppe – che si sarebbe dovuto indagare. L’attività di mio padre non
riguardava solo lo Snarp. Mio padre era, ad esempio, anche il legale dell’Ifir,
e per questo aveva avuto diversi problemi. Diverse le minacce ricevute anche in
altri ambiti. Forse sarebbe stato utile seguire la pista dei soldi, degli scambi
di denaro». Giuseppe ricorda inoltre gli affari legati nel settore immobiliare.
Un ambito nel quale all’epoca del delitto indagò la Guardia di Finanza senza
però trovare un appiglio per giustificare un pallettone nel petto.
Un’esecuzione, si disse dopo il processo insufficiente a condannare l’ex amante
della vedova di Mosa. Un’esecuzione tipica di un omicidio di mafia. Per il
figlio Giuseppe sono troppi i tasselli che mancano per ricostruire la vicenda.
Il giovane avvocato ricorda quando, a processo in corso, sua nonna ricevette una
telefonata anonima in cui qualcuno le diceva, con la voce di una persona
anziana, di non accanirsi contro Chiostri: «Signora – disse la voce al telefono
- sono stato io ad uccidere suo figlio». Di quella telefonata è possibile ancora
oggi conoscere la provenienza? All’epoca gli avvocati di parte civile ritennero
che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto oppure di un grossolano
tentativo di sviare i sospetti. Oggi Giuseppe Mosa afferma che la cosa più
sensata da fare allora sarebbe stata quella di chiedere i tabulati telefonici.
«Qualche anno fa – ha riferito ancora – in un casolare nella zona di Colle
Piuccio fu ritrovato un fucile compatibile con quello che uccise mio padre.
Sappiamo che è stata fatta una perizia e che la stessa non ha portato a nulla.
Speriamo – ha concluso – che essendo passati ormai 13 anni qualcuno possa
riferire qualche dettaglio che all’epoca per diverse ragioni non tirò fuori». E’
con questo obiettivo che nei prossimi giorni il delitto Mosa sarà oggetto di un
approfondimento giornalistico di Egidio Fia che andrà in onda su Lazio Tv.
Durante la trasmissione saranno presenti il predidente Snarp Francesco Petrino e
l’onorevole Domenico Scilipoti. Petrino, dal canto suo, ha ancora in mente
l’ultima telefonata con Enzo qualche ora prima che fosse ucciso: «Era al suo
studio di terracina – ha ricordato Petrino – e mi disse. Se dovesse succedermi
qualcosa pensa tu a Donatella…». Donatella era una giovane avvocatessa che
lavorava da poco allo Snarp. Perché tanta preoccupazione per lei poco prima di
morire? Un mistero nel mistero che Giuseppe Mosa vuole aggiungere ai tasselli
mancanti.
Rita Cammarone

filmatiluce [7]

«Il Pri valuterà le aggregazioni per le prossime elezioni amministrative in base
a tre parametri che riteniamo fondamentali, il nome del candidato a sindaco, la
coalizione, il programma di governo da sottoporre ai cittadini».
Staranno per
ora alla finestra i quattro consiglieri comunali del Pri, in attesa di
rimpinguare il gruppo con altri due nuovi acquisti. Se dovessero arrivare a sei
sarebbe la compagine più cospicua del partito di La Malfa. In realtà da mesi i
repubblicani stanno raccogliendo adesioni per presentarsi quanto più forti ai
tavoli preelettorali e magari per uscire con una loro candidatura a sindaco. Il
nome che sta circolando in questi giorni è quello dell’ex sindaco Paolo Cerilli.
La vera novità della settimana potrebbe essere quella dell’ex assessore Sandro
Marigliani quale candidato sindaco dell’Udc. Ieri erano insistenti le voci della
formalizzazione a giorni della sua candidatura. Poche settimane fa aveva
pubblicamente detto che avrebbe dato la sua disponibilità solo davanti a un
accordo preventivo con tutti i partiti per costruire insieme una sorta di
comitato di salute, l’unico in grado di far uscire la città dalla crisi in cui
versa. Le condizioni non sarebbero mutate mentre la sua candidatura invece è ora
sul tavolo. Non sembra muoversi di un millimetro la situazione nel Pdl. Sempre
ieri le voci più maliziose indicavano un cambio di poltrona imminente per il
coordinamento cittadino, Mariano De Gregorio al posto di Gianluca Corradini.
Voci tutte da confermare. Non si trova la quadra sul nome del candidato sindaco
vista la situazione ancora di spaccatura tra le diverse anime che compongono il
Pdl. Dopo il ritiro di Eugenio Fedele che ha spiazzato non poco il cartello
trasversale che lo aveva appoggiato, rimangono ufficiali le candidature del Pd
con Domenico Zappone e quella de La Destra con Emilio Perroni.
filmatiluce [8]

Resta molto serio il quadro clinico dell’80enne di terracina urtato lunedì
pomeriggio da un ciclomotore in via Badino, mentre attraversava la strada a due
passi da casa.
Immediatamente soccorso sul posto dai sanitari del 118, A.C. era
stato portato prima al «Fiorini» e poi da lì trasferito nel reparto di
Neurochirurgia del «Goretti» di Latina dove resta ricoverato in prognosi
riservata. Nel punto di via Badino, una delle strade di terracina più
trafficate, dove è accaduto il grave episodio non ci sono le strisce pedonali.
Idem per un buon tratto della strada e in altri punti. O non ci sono del tutto
o, comunque, sono pericolosamente sbiadite. Certamente strade comunali molto
poco attente a quello che il recente Codice della Strada ha definito l’«utente
debole» per eccellenza, per l’appunto il pedone. E’ la giurisprendenza vigente
che invoca tutta una serie di accortezze per evitare situazioni estremamente
spiacevoli. Per esempio il comma 2 dell’art. 190 del Codice della Strada, che
stabilisce che quei pedoni che intendono attraversare la strada possono farlo
solo servendosi di strice pedonali, sottopassaggi e sovrapassaggi. Lasciando
stare le strutture più complesse e ragionando soltanto sulla più semplice
segnaletica orizzontale, le strisce bianche devono stare a non più di 100 metri
dal punto in cui il pedone decide di attarversare. Viceversa, l’utente a piedi è
obbligato a usare le strisce pedonali quando queste si trovino a una distanza
massima di 100 metri. In caso di assenza, devono attraversare solo in senso
perpendicolare e facendo estrema attenzione. Altrimenti in caso di investimento
avranno il concorso di causa in un eventuale processo. Il che vuol dire che il
pedone che non passa sulle strisce, non soltanto rischia la salute, ma anche il
portafoglio. Ma laddove l’attraversamento pedonale manca del tutto o, comunque,
non si ripete per buoni tratti di strade importanti, come nel caso specifico di
via Badino, come si fa? Ci si arma di una buonissima dose di fortuna.
Rita Recchia

filmatiluce [9]


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montuno-distrutto_bis

Per vostra informazione vi allego in questo post la copia dell’esposto che la mia associazione ha presentato in merito alla devastazione in corso d’opera presso il Montuno.

(Paolo, il WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com)


- Alla Soprintendenza Archeologica per il Lazio
- Alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio del Lazio
- Alla Regione Lazio – Direzione Regionale Territorio e Urbanistica
- Area Urbanistica e Beni Paesaggistici (Provv. Roma – FR – LT)
- Alla Prefettura di Latina – Area II
- Alla Procura della Repubblica di Latina
- Al Comando della Polizia Municipale di Terracina
- Al Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato

OGGETTO: Terracina: Parco Pubblico del Montuno. Versante di Via Dante Alighieri. Opere abusive di sbancamento del lato collinare occidentale e devastazione area verde protetta. Esposto.

Abbiamo con rammarico appreso in data 7 febbraio 2011 che l’Amministrazione Comunale di Terracina ha avviato nuovamente opere abusive di sbancamento e devastazione naturale nel Parco Pubblico del Montuno, operando anche una demolizione improvvida del muro perimetrale che separa l’area verde dalla strada pubblica, Via Dante Alighieri.

L’intervento, di sproporzionata gravità, ha allarmato la cittadinanza, portando in strada liberi cittadini e associazioni ambientaliste, preoccupati per la costruzione di un parcheggio privo delle legali autorizzazioni in un sito naturale protetto da ben due vincoli:

- Vincolo paesaggistico (D.M. del 17/05/1956), per il quale c’è bisogno del parere e dell’autorizzazione da parte della Regione Lazio;
- Vincolo archeologico (D.M. del 23/11/1965), per il quel occorre il consenso da parte della Soprintendenza Archeologica per il Lazio.

La sconsiderata pervicacia con cui l’Amministrazione Comunale e i dirigenti preposti portano avanti questo delirante progetto, in contrasto con la normativa urbanistica vigente (P.P.E. del Centro Storico in declivio e pianura – Area archeologica portuale, art. 9, tav. 9), poiché approvato in deroga al P.P.E. con la delibera consiliare n. 135/2009, che impropriamente si richiama alla L.R. n. 36/1987, è illegittima perché tale progetto doveva passare attraverso la Regione Lazio per i vincoli su menzionati; è inoltre in contrasto con le stesse disposizioni pattuite con la Soprintendenza Archeologica per il Lazio, in seguito al ritrovamento di importanti strutture antiche dopo i lavori del maggio 2010; la scoperta avrebbe dovuto portare allo studio di un nuovo progetto per la costituzione di un “Parco Archeologico”.

La delibera del Consiglio Comunale di Terracina n. 26/IV del 24 maggio 2010, aveva dato indicazioni piuttosto precise su come procedere, con l’impegno dell’Amministrazione Comunale ad individuare un sito nell’area contermine per la realizzazione del parcheggio nel rispetto del ‘Programma Integrato, Asse Il, Misura 11.1′ ed a predisporre apposito progetto di valorizzazione di un parco archeologico ubicato nell’area verde del Montuno, nonché a reperire i necessari fondi per la sistemazione di un parco archeologico da collegare, come percorso museale all’aperto, con le rovine dell’antico porto traianeo”.

I lavori abusivi di sbancamento inoltre stanno causando gravi problemi di sicurezza all’area interessata dall’abbattimento del muro di cinta del Parco che, sorgendo sostanzialmente su una duna sabbiosa sedimentaria, in caso di condizioni meteorologiche avverse, riverserebbe le sue sabbie di scolo direttamente sulla strada in leggero declivio e lungo il Canale Lungo Linea Pio VI, causando gravi danni all’ambiente e alla viabilità.

Per le gravi inadempienze dell’Amministrazione Comunale di Terracina, chiediamo agli organi in indirizzo di intervenire con urgenza per fermare la devastazione che si sta realizzando ai danni del patrimonio pubblico della collettività, accertando le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, e di provvedere ad una reale messa in sicurezza dell’area , sia dal punto di vista naturale-paesaggistico, sia sul piano culturale-archeologico.

Distinti saluti.

Il Presidente
dell’Associazione culturale
Terracina Rialzati
(Fulvio Carocci)

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filmatiluce [1]

MOSTRA: I PAESI DELLA PEDEMONTANA LUNGO L’ ANTICA LINEA FERROVIARIA VELLETRI-TERRACINA

GRANDE CHIUSURA DELLE 14 MOSTRE (AD OGGI PIU’ DI 3000 PERSONE LA HANNO VISITATA) VELLETRI – ROCCA MASSIMA – CORI – NORMA – BASSIANO – SERMONETA – SEZZE – ROCCAGORGA – MAENZA – PROSSEDI – ROCCASECCA – PRIVERNO – SONNINO – TERRACINA 14° FERMATA DELLA MOSTRA: TERRACINA SABATO 19 FEBBRAIO ORE 17.30 Sala Valadier - l’Istituto Professionale “A. Filosi” – Via Roma, 125

Ai partecipanti, verranno regalate le stampe storiche relative al comune

Il treno e la mostra, si fermano a TERRACINA, esponendo le bellezze del Comune e dell’intero percorso. Continua, così, il percorso del treno “tuppitto”, che ancor oggi, unisce idealmente i comuni della pedemontana, lungo l’antica linea ferroviaria Velletri-Terracina.

DATI SINTETICI DEL PRESENTE PROGETTO :
- GIORNATA DI PRESENTAZIONE PRESSO LA PROVINCIA DI LATINA (MUSEO CAMBELLOTTI)
- 14 MOSTRE PERMANENTI CON 30 STMPE – PIU’ 3 COPIE DI 30 STAMPE PER OGNI COMUNE
- 14 SEMINARI ( UNO IN OGNI COMUNE )
14 GIORNATE DI PRESENTAZIONE ( UNO IN OGNI COMUNE )
VALORI RAPPRESENTATI :
- VALORE ARCHITETTONICO
- VALORE ARTISTICO
VALORE STORICO
- VALORE URBANISTICO
- VALORE CULTURALE
- VALORE PAESISTICO
- VALORE PAESAGGISTICO

IL TUTTO SI PONE IN MODALITA’ DA SOLLECITARE FORTEMENTE L’ATTRATTORE TURISTICO, IN SINERGIA TRA 14 COMUNI E INDICANDO VIE DI SCOPERTA.

- 30 STAMPE PER “MOSTRA COMUNE” STAMPATE IN 33.000 PEZZI COMPRENDENTI:
- 15.400 STAMPE storiche 70 X 100 CM (1000 per 14 tipologie)
- 15.400 STAMPE artistiche 35 X 100 CM (1000 per 14 tipologie)
- 1.100 STAMPE ABACO 1 70 X 100 CM (STAMPE storiche)
- 1.100 STAMPE ABACO 2 70 X 100 CM (STAMPE artistiche)
ELEMENTI RAPPRESENTATI NELLE STAMPE:
- 170 FOTO STORICHE AD ALTISSIMA RISOLUZIONE
- CIRCA 70 PROSPETTI DI EDIFICI STORICI RILEVATI E RIDISEGNATI
- 14 AGGLOMERATI URBANI CON PROFILO MONTI LEPINI ED AUSONI RIDISEGNATI
- NOME DI PRINCIPALI CHIESE E PALAZZI PER OGNI COMUNE
- DATI STORICI – ALTIMETRICI – ED ALTRO DI OGNI SINGOLO COMUNE

Una mostra – comune L’enorme lavoro prodotto (circa 3 anni e mezzo), prende spunto dall’antica linea ferroviaria Roma-Velletri-Terracina, che collegava Roma con Terracina, lungo i piedi dei monti Lepini ed Ausoni. Correndo lungo questo percorso, si analizzano i comuni che venivano serviti e quelli limitrofi: 14 in tutto. L’analisi è di tipo storico, architettonico, urbanistico, culturale, paesistico, paesaggistico, e mira a creare un sistema di comuni per un miglior “attrattore turistico”. L’idea semplice, ma geniale, propone la condivisione di 14 mostre permanenti, legando tra loro i comuni oltre che questi con i territori limitrofi, intesi come: bar, ristoranti, studi professionali, pro-loco, case private e qualsiasi posto presso cui veicolare le 33.000 stampe prodotte, per le 30 diverse tipologie. L’intento è quello di rendere i cittadini, tutti, partecipi della propria storia ed anche dei propri destini futuri. Le stampe, 30 in tutto, si dividono in due grandi gruppi: 15 stampe storiche e 15 stampe sky-line. Stampe storiche: 14 più abaco = 15 stampe storiche La serie delle stampe storiche (14 STAMPE) , più un abaco riassuntivo, visualizzano per ogni comune i principali edifici, rimandando ad una mappa centrale, che li individua sul tessuto urbano. Sulle stesse, sono riportati: dati storici del comune; i nomi delle principali Chiese; i nomi dei principali Palazzi; ed altri dati, utili ad avere una visione sinottica e d’insieme del comune rappresentato. Le foto storiche, circa centosettanta in tutto, sono in gran parte dell’ archivio dell’ amico e collezionista, Luigi Sarallo. Stampe sky-line: 14 più abaco = 15 stampe sky-line Anche le quattordici stampe tipologico-artistiche, sono precedute da una quindicesima di unione: quest’ultima riproduce, al centro, la locomotiva del gruppo 625, gergalmente chiamata “tuppitto”, locomotiva che sbuffava, lungo il tragitto Velletri-Terracina, con le sue linee aggraziate e sinuose, da cui l’altro soprannome di “Signorina”. Questa seconda modalità rappresentativa, ridisegna i principali caratteri tipologici, per ogni singolo comune nella sua specifica stampa. Si individuano, dunque: la linea dei monti a ridosso del paese; l’aggregato urbano; ed una serie di edifici, portali, fontane ed altro, con l’intenzione di tratteggiare il carattere del singolo comune. Gli edifici, circa settanta per le quattordici stampe, sono stati riprodotti con un livello di attenzione fino al singolo capitello: questo per dare possibilità a sviluppi futuri, che possano prevedere la raffigurazione delle stesse trenta stampe, anche in formati di gran lunga superiori, a livello urbano. A monte del lavoro prodotto, delle 33.000 stampe totali, del diverso modo di divulgazione, ci sono motivazioni di tipo sociologico e strategie di più lunga visione. L’idea di promuovere la cultura, mezzo stampe, infatti, ha permesso di rendere possibile il concetto di “museo all’aperto”, ovvero non solo nei luoghi preposti. Sebbene le collezioni, nel loro intero, siano esponibili quasi prevalentemente nei musei, questo non esclude che porzioni di esse, liberamente possano “circolare” per il territorio. Ciò, ha al fine di permettere un reale avvicinamento delle genti alla propria storia ed ha realizzando un continuum fisico-spirituale, ed addolcendo le distanze di qualsivoglia genere. Oltre alla fase di ricerca ed analisi dei dati recepiti, di particolare importanza è , per di più, la modalità di presentazione della documentazione prodotta: in tal senso, le mostre, i cataloghi, le pubblicazioni, hanno sempre inteso tenere conto, da un lato dell’alto valore degli elementi esaminati, e dall’altro della volontà di rendere gli stessi non esclusivi di un pubblico dotto ed accademico, così intendendo divulgare la Cultura quale bene Comune. Il treno “tuppitto” del gruppo 625 Le locomotive a vapore del gruppo 625 FS sono macchine a vapore destinate ad impiego misto merci/viaggiatori su linee acclivi, prodotte per conto delle Ferrovie dello Stato all’inizio del XX secolo . Venivano soprannominate Signorine, per la linea aggraziata e le dimensioni compatte, oltre che per il fatto che all’inserimento in curva “sculettassero”. Hanno avuto grande diffusione sulle linee secondarie, specie per i servizi passeggeri locali. Si tratta di una evoluzione del gruppo 600 , un veicolo molto apprezzato per il passo rigido molto corto e per la flessibilità data dall’innovazione del carrello italiano , che permetteva di ridurre i danni all’armatura della linea in curva grazie alla possibilità di ruotare e traslare lateralmente di 40 mm. Le 625 nacquero dal bisogno delle neonate Ferrovie dello Stato di ottenere in tempi brevi delle macchine multiruolo e il più possibile standardizzate, per cui la soluzione ovvia fu quella di creare un progetto basandosi su veicoli preesistenti: il lavoro venne commissionato all’Ufficio Studi della Rete, che decise di adottare una soluzione a vapore surriscaldato in loco della soluzione a vapore saturo tradizionale, portando ad un incremento netto della potenza del 15%. Aristotele, nella sua opera La Politica, scrive un vero e proprio elogio della polis, che, in quanto comunità di uomini, è superiore al singolo. Qui gli individualismi si armonizzano in un “Comune Sentire”, con l’intento di perseguire mète non raggiungibili da soli.

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terracina-animata-sul-lungomare-anni-50_bis

«Incompetente e pericoloso per i beni che dovrebbe tutelare». Attacco diretto di
Sinistra, Ecologia e Libertà a Luciano Pecchia, assessore alla Tutela e Sviluppo
delle Aree di Interesse Storico, ai Rapporti con gli Enti Sovracomunali, Beni
Culturali e Attuazione del Programma. Pecchia, a parere del segretario di SeL,
Vittorio Marzullo, «oltre che oggettivamente incompetente ed incapace di avere
rapporti proficui con gli enti sovracomunali, è diventato, per conseguenza,
pericoloso per i beni che dovrebbe invece tutelare, valorizzare e gestire
nell’interesse generale della città e dello sviluppo della sua economia
turistica». Per provare la sua tesi, Marzullo, «con il solo imbarazzo della
scelta», afferma di potere attingere ad un’ampia documentazione: «si può partire
dalla regalia a privati del secondo piano del vincolatissimo Palazzo della
Bonificazione Pontina (già bocciato dalla Regione Lazio), allo spostamento del
mercato settimanale nell’area delle “Prebende”( di fronte alla stazione
ferroviaria) con pesante vincolo archeologico; dal parcheggio interrato al di
sotto del Parco Pubblico del Montuno, al parcheggio interrato che si voleva
realizzare al di sotto della ” Rampa Braschi” (bocciato dalle due soprintendenze
competenti); dall’alienazione del terreno comunale in località La Fiora (l’area
è vincolata per la presenza delle strutture del settecentesco Acquedotto del
Fico ed è quindi inalienabile) all’alienazione dell’area e dei resti della
settecentesca ex chiesa di Sant’Andrea (l’area e le strutture sono vincolate e
sono dunque inalienabili)». Secondo Marzullo, dunque, «questo assessore, più che
essere un amministratore del nostro pubblico patrimonio culturale, appare sempre
più come una reale minaccia nei confronti di una delle nostre principali
risorse, come quelle costituite dai beni archeologici, storici, artistici e
monumentali». «Assessore -termina il segretario rivolgendosi direttamente a
Pecchia-, anche se siamo a tre mesi dalle elezioni, non è mai troppo tardi per
dimettersi».
Andrea Di Lello

51000 [12]

Travolto mentre attraversa la strada, 81enne in coma. Era appena uscito di casa,
la moglie al balcone della loro abitazione che lo seguiva con lo sguardo, quando
A.C. 81 anni, è stato investito da uno scooter.
Tutto è avvenuto in pochi
secondi. Erano circa le 17, quando in via Badino il ciclomotore, una Vespa 125
Piaggio condotta dal 25enne G.I. del luogo mentre procedeva in direzione nord ha
investito l’anziano che, cadendo rovinosamente sull’asfalto, ha battuto la testa
contro il gradino del marciapiede in marmo. L’uomo piegato su se stesso, ha
iniziato a perdere molto sangue, rimanendo immobile. Immediato l’intervento dei
commercianti e dei parenti che si trovavano nella zona che gli hanno adagiato la
testa su un cuscino. Per i rilievi è intervenuta la polizia municipale
coordinata direttamente sul posto dal comandante Vincenzo Pecchia, che ha
allertato il 118. All’arrivo degli operatori sanitari, l’uomo era in uno stato
di semi coscienza, dopo le prime cure, è stato trasportato al pronto soccorso
dell’ospedale “Fiorini”. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi. Dopo
i dovuti esami è stato accertato lo stato di coma. I medici di turno, dopo avere
accertato un’emorragia cerebrale e la calotta cranica posteriore rotta, hanno
deciso di trasferirlo al “Goretti” di Latina, dove è stato ricoverato nel
reparto di neurochirurgia. Intanto la Vespa è stata posta sotto sequestro, al
vaglio degli agenti della polizia municipale la dinamica dell’incidente, inoltre
il processo d’ufficio nei confronti del giovane, che dovrà rispondere di lesioni
gravissime e che avrebbe dichiarato di non averlo visto. A terra nel punto in
cui stava attraversando l’anziano, non erano presenti le strisce pedonali. Il
tratto di via Badino interessato dall’incidente è rimasto chiuso al traffico per
circa un’ora per permettere agli agenti di poter effettuare i rilievi del caso.
(dal Corriere Pontino)
51000 [2]

Accusata di abusivismo e devastazione del parco del Montuno, l’amministrazione
Nardi prova a difendersi.
L’Ufficio stampa del Comune, infatti, rende nota una
lettera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza per i
Beni Archeologici del Lazio), arrivata lo scorso novembre in Municipio dopo il
ritrovamento sulla ‘Collinetta’ di un muro di età romana nel corso dei lavori
per la realizzazione di un parcheggio interrato. Nella missiva, a firma della
Soprintendente Marina Sapeli Ragni e del funzionario responsabile Nicoletta
Cassieri, la Soprintendenza si dice «non a priori contraria a individuare una
soluzione che, da una parte, consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor
capienza di posti auto e che, dall’altra, assicuri la piena tutela della
testimonianza antica». Nella lettera, si aggiungeva, che, «al fine di
scongiurare l’eventualità di obliterare ulteriori resti presenti nell’interro,
si ritiene di dover effettuare specifiche verifiche al di sotto della quota
raggiunta dalla precedenti trincee attestatesi alla profondità di tre metri». La
Soprintendenza, dunque, imponeva come condizione per la continuazione dei lavori
l’esecuzione nell’area di accertamenti mirati a individuare l’esistenza di
eventuali altre strutture antiche. «Si precisa inoltre fin da ora – termina la
lettera – che il progetto di variante dovrà tener in considerazione anche un
intervento conservativo sul muro in questione e la mitigazione dell’impatto
visivo mediante il ripristino del profilo d’altura». A questo proposito,
l’Ufficio Stampa spiega che «l’Amministrazione, rispetto anche a quanto
affermato in Consiglio comunale, ritiene in questa fase di dover portare alla
luce tutti gli eventuali reperti storici esistenti, salvo elaborare
successivamente un progetto definitivo dell’area in questione». Il riferimento
al consiglio comunale riguarda il deliberato del maggio 2010, con cui
l’assemblea, quasi all’unanimità, impegnava il sindaco a fare del Montuno un
parco archeologico, costruendo il parcheggio in una zona contigua. La nota
dell’Ufficio Stampa, se chiarisce come intende muoversi l’amministrazione Nardi
da ora in poi, non fuga i dubbi circa le ragioni che hanno portato, la scorsa
settimana, all’improvvisa riapertura del cantiere. C’è da dire che Franco
Ferrari, assessore ai Lavori Pubblici, interpellato, dichiarava che si stava
procedendo alla realizzazione del parcheggio. Le opere di sbancamento, inoltre,
risultano esorbitanti rispetto alle verifiche richieste dalla Soprintendenza, la
quale, come sostiene l’Archeoclub nel suo esposto alla Procura della Repubblica,
non era neanche stata informata.
Andrea Di Lello
51000 [3]

Il parco pubblico del “Montuno” immerso nella storia. «Come risulta dalla
relazione a firma del dott. P.C. Innico che ha seguito i lavori di scavo -
spiegano la dottoressa Maria Sapeli Ragni della Soprintendenza per i beni
archeologici del Lazio e il funzionario responsabile Nicoletta Cassieri- e come
direttamente riscontrato sul versante nordovest della collina, è stata accertata
la presenza di un poderoso muro in opera mista che è stato parzialmente
riportato in luce per un’altezza di 3,50 metri dal piano di spiccato e per la
lunghezza di 15 metri. Un saggio condotto a est della struttura ha permesso il
raggiungimento del livello antico, situato a oltre 5 metri di profondità
rispetto alla parte mediana del declivio del colle. Se al momento ogni
interpretazione funzionale del manufatto, databile al I-II secolo d.C. risulta
del tutto prematura, la sua presenza sembra confermare l’ipotesi avanzata a
seguito di recenti prospezioni geologiche dell’esistenza di strutture sepolte al
di sotto del “Montuno”, formazione da attribuire a depositi sabbiosi di spiaggia
e a sedimenti eolici analogamente alle altre dune costiere». Sottolineano
inoltre nel documento, che tale Soprintendenza non è contraria a individuare una
soluzione, che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e che dall’altra assicuri
la piena tutela della testimonianza antica, come per il muro che dovrà essere ben
conservato e visibile.
(dal Corriere Pontino)
51000 [4]

Di nuovo ladri a scuola. Dopo il colpo messo a segno ai danni dell’asilo «Mille
colori» di Borgo Hermada, i soliti ignoti sono ritornati…dietro i banchi. Ieri
mattina il personale di un asilo privato di via Bottasso ha scoperto la
sgradevole incursione notturna. I furfanti avrebbero forzato una finestra della
scuola, tra l’altro raggiungibile attraverso una stradina interna alla più
grande via Bottasso, e una volta dentro si sono dati da fare. Ladri fortunati
quelli della scorsa notte, visto che hanno trovato un bottino di circa un
migliaio di euro sistemato nell’armadietto all’in- D terno di una stanza a uso
ufficio dell’asilo. Probabilmente una specie di fondo cassa. Soldi a parte,
nient’altro sarebbe stato portato via dalla scuola. Subito dopo aver scoperto il
furto oramai avvenuto, sono state allertate le forze dell’ordine che hanno
eseguito i rilievi di rito utili ad avviare le indagini. Nemmeno due settimane
fa era accaduto un episodio simile ai danni dell’asilo nido comunale di Borgo
Hermada dove i ladri avevano forzato, anche in quel caso, una finestra e si
erano intrufolati, rubando attrezzature e coperte.
Ri.Re.
51000 [5]

La Laziomar tenga conto anche di Terracina
Nel progetto della < Laziomar>, la nuova società di navigazione laziale che
dovrà assicurare il collegamento con le isole dell’arcipelago pontino, si tenga
conto anche di Terracina. Ora che è stato sottoscritto con la Regione Lazio il
contratto con cui la Caremar trasferisce alla Laziomar il ramo d’azienda che si
occupava dei collegamenti marittimi con le isole ponziane, mi sembra logico
chiedere che il porto di Terracina venga preso in maggiore considerazione dalla
Laziomar, visto che dopo San Felice Circeo è il porto più vicino alle isole.
Spero che i dirigenti della Laziomar e il futuro socio privato seguano questo
consiglio sia per dare un servizio veloce ed efficiente sia per una riduzione
dei costi. La nuova amministrazione di Terracina dovrà invece impegnarsi nel
migliorare tutti i servizi a terra necessari per chi si deve imbarcare per le
isole, dai bagni ai parcheggi a lungo termine ai collegamenti con la stazione
ferroviaria e della stazione degli autobus.
Emilio Perroni

51000 [6]

Terracina come importante laboratorio politico a livello regionale nelle
prossime elezioni amministrative.
Si inquadra in tale contesto l’incontro di
ieri pomeriggio a Roma tra la governatrice del Lazio, Renata Polverini, e
l’imprenditore di Terracina Gianfranco Sciscione, che alle scorse elezioni
regionali è stato candidato ed eletto con la Lista Polverini ed in seguito
uscito dal Consiglio regionale per questioni burocratiche. Più di un’ora di
cordiale colloquio in cui sono stati approfonditi i temi politici legati
all’imminente appuntamento elettorale. Renata Polverini ha ribadito di tenere
molto a Terracina, città che alle regionali ha regalato molti voti alla sua
lista, un lusinghiero 16% che rappresenta la percentuale più alta nei centri
dove, insieme alla Lista Polverini, era presente anche il PdL. Insomma,
Terracina come laboratorio politico per partire dal territorio e allargare anche
agli altri centri i progetti e programmi di “Con te”, la formazione politica
della governatrice. La Polverini procederà nei prossimi giorni ad un ampio giro
di consultazioni politiche, incontrando soprattutto i rappresentanti regionali e
nazionali del PdL, con l’obiettivo di designare una figura di grande
autorevolezza come candidato sindaco per Terracina. Gianfranco Sciscione si è
detto disponibile a proseguire nella comune strada politica con la Polverini per
portare avanti, a vari livelli, un progetto importante per la città di Terracina.
(dal Corriere Pontino)

51000 [10]

Paura ieri mattina intorno alle 11 in via Ponte Colonna nella zona di
Camposoriano, dove una caldaia esterna ad un’abitazione improvvisamente è andata
a fuoco.
L’allarme è stato lanciato da un passante quando ha visto una notevole
presenza di fumo avvolgere l’intera area. Sul posto vigili del fuoco che hanno
provveduto a spegnere le fiamme ed i carabinieri della locale compagnia che
hanno cercato di rintracciare la proprietaria che in quel momento non era
presente in casa. Per fortuna grazie all’intervento tempestivo della squadra dei
vigili del fuoco i danni sono stati limitati.
(dal Corriere Pontino) ma. bo.
51000 [7]

La troupe del programma televisivo “Sereno Variabile”, in onda su Rai 2 il
sabato alle 17, arriverà in città per realizzare una puntata che avrà come tema
la pesca e tutto ciò che riguarda il comparto della marineria a Terracina.

L’arrivo, forse anche del giornalista Osvaldo Bevilacqua, è previsto per
mercoledì, con il comandante della capitaneria di porto Floriana Segreto. La
troupe salirà sulla motovedetta per realizzare interviste e relative immagini
necessarie per la puntata. Poi gli operatori si sposteranno a bordo del
peschereccio del presidente della cooperativa “La Sirena” Domenico Monti per
filmare tutte le fasi che riguardano l’attività della pesca, non mancherà di
certo una breve visita all’asta del pesce.
(dal Corriere Pontino)
51000 [8]

Pattugliamenti e posti di blocco su strada nella notte a cavallo tra sabato e
domenica dei carabinieri del Nor, della locale compagnia diretta dal comandante
Alessandro Giordano Atti, su tutto il territorio di Terracina, finalizzati in
particolar modo ad accertare le violazioni in materia di guida in stato di
ebbrezza. Sono state controllate 15 persone, perquisiti 2 veicoli, elevate 3
contravvenzioni e decurtati 40 punti sulle patenti di guida. Sono state
denunciate anche due persone: una per guida sotto l’effetto di sostanze
stupefacenti, l’altra in stato di ebbrezza. Ad entrambe è stata anche ritira la
patente. Inoltre un 32enne di Terracina è stato fermato nel comune di Formia e
denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dagli
accertamenti eseguiti presso l’ospedale di Formia, l’uomo è risultato positivo
ai cannabinoidi. Oltre alla patente, è stata sequestrata anche la vettura.
Controlli a tappeto dei carabinieri: due denunciati
(dal Corriere Pontino)  ma. bo.

51000 [9]

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terracina-cartolina-multipla-5-viste-anni-60_bis

«Senza alcuna autorizzazione, in contrasto con le norme urbanistiche, senza
informare la Soprintendenza, senza rispettare il deliberato del Consiglio
comunale».
L’amministrazione comunale, insomma, «ha avviato le opere di
devastazione del parco pubblico del Montuno calpestando ogni norma». Non per
niente l’Archeoclub si è rivolta alla Procura della Repubblica (ma anche alle
Soprintendenze, alla Regione, al Prefetto e al Corpo Forestale) con il suo
esposto in cui denuncia le «opere abusive di sbancamento» cominciate
all’improvviso la scorsa settimana nell’area che l’assemblea consiliare ha
destinato a parco archeologico con la deliberazione del 24 maggio 2010. Partito
con finalità a dir poco ambigue (si intendeva realizzare, a dispetto di tutti e
tutto, il parcheggio interrato del progetto originario?), l’intervento è stato
poi ricondotto sotto il controllo della Soprintendenza, che dovrebbe
trasformarlo nel previsto saggio mirato a verificare l’esistenza di altri resti
romani, oltre il muro trovato nel maggio del 2010. Ciò che per l’Archeoclub è
certo è che i lavori «non potevano essere avviati in coincidenza (o con il
pretesto) dei nuovi saggi richiesti dalla Soprintendenza Archeologica per il
Lazio, poiché tali saggi, per norma, sono in genere specifici, realizzati su
superfici limitate, precedono sempre le opere e, molto spesso, ne determinano la
modificazione del progetto o il suo annullamento». Ad ogni modo, si legge
nell’esposto, l’intervento in questione «è privo di autorizzazione da parte
della Regione Lazio, essendo l’area tutelata da un apposito vincolo
paesaggistico; è privo di autorizzazione da parte della Soprintendenza, essendo
l’area tutelata da un apposito vincolo arecheologico». E non è finita.
L’intervento, infatti, «non è consentito, poiché contrasta con la normativa
urbanistica vigente (Ppe del centro storico in declivio e pianura), mentre la
variante comunale allo stesso Ppe non poteva essere adottata con procedura
semplificata, ma con quella ordinaria attraverso la Regione Lazio, essendo
l’area gravata da un doppio vincolo di tutela ministeriale». L’Archeoclub
termina chiedendo di «fermare lo scempio» (vale a dire di sequestrare il
cantiere) e di accertare le responsabilità. Sul caso si registra anche una presa
di posizione di Agenda 21, che, con il presidente Emilio Selvaggi e il
segretario Sergio Giaforchetti, in una lettera agli amministratori, ai vigili
urbani e alla Forestale, esprime il sospetto che «in qualche Assessorato si
annidi ancora un retropensiero del genere: “Sbanchiamo tutto e, quando si vedrà
che sotto ci sono soltanto quattro sassi, ci troveremo lo scavo del parcheggio
già bello e fatto”». «Queste preoccupazioni – continua Agenda 21 – sono
difficili da eliminare visto lo stato di abbandono in cui versano quasi tutti i
parchi di terracina, preda di vandalismi, di mancanza di interventi straordinari
e di custodia». «Qui non si tratta -termina la lettera- della “normale
manutenzione, del verde”, che pure potrebbe essere migliorata, ma dell’assoluta
mancanza di una politica del verde pubblico (e privato) che rispetti un Piano
Generale del Verde Pubblico».
Andrea Di Lello

50000 [4]

Gli scavi al “montuno”, gli atti ufficiali
In merito al programma integrato d’intervento per lo sviluppo del litorale del
Lazio, che prevede per Terracina (loc. Montuno) la realizzazione di un
parcheggio in zona a “verde pubblico”, si porta a conoscenza degli organi di
stampa la missiva ricevuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali
(Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio) a firma dalla Soprintendente
Dott.ssa Marina Sapeli Ragni e del funzionario responsabile dott.ssa Nicoletta
Cassieri. “… Come risulta dalla relazione a firma del dott. P.C. Innico che ha
seguito i lavori di scavo trasmessa da codesto Comune e come direttamente
riscontrato da questa Soprintendenza, sul versante nord-ovest della collina, nel
punto di minor pendenza, è stata accertata la presenza di un poderoso muro in
opera mista che è stato parzialmente riportato in luce per un’altezza di m. 3.50
dal piano di spiccato e per la lunghezza di m. 15, oltre la quale mostra di
continuare nel fianco est dell’altura … Un saggio condotto a est della
struttura ha permesso il raggiungimento del livello antico, situato a oltre 5
metri di profondità rispetto alla parte mediana del declivio del colle. Se al
momento ogni interpretazione funzionale del manufatto, databile al I-II secolo
d.C. risulta del tutto prematura, la sua presenza sembra confermare l’ipotesi
avanzata a seguito di recenti prospezioni geologiche sell’esistenza di strutture
sepolte al di sotto del “montuno”, formazione da attribuire a depositi sabbiosi
di spiaggia e a sedimenti eolici analogamente alle altre dune costiere. Ciò
premesso, questa Soprintendenza non è a priori contraria a individuare una
soluzione che da una parte consenta la creazione del parcheggio, sia pure di
dimensioni ridotte rispetto alla previsione originaria e dunque con minor
capienza di posti auto e che dall’altra assicuri la piena tutela della
testimonianza antica. Al fine però di scongiurare l’eventualità di obliterare
ulteriori resti presenti nell’interro, si ritiene di dover effettuare specifiche
verifiche al di sotto della quota raggiunta dalla precedenti trincee attestatesi
alla profondità di m.3. Si precisa inoltre fin da ora che il progetto di
variante dovrà tener in considerazione anche un intervento conservativo sul muro
in questione e la mitigazione del’impatto visivo mediante il ripristino del
profilo d’altura …”. Questo quanto scrive (in stralcio) ufficialmente la
Soprintendenza il 2 novembre 2010. L’Amministrazione, rispetto anche a quanto
affermato in Consiglio comunale, ritiene in questa fase di dover portare alla
luce tutti gli eventuali reperti storici esistenti, salvo elaborare
successivamente un progetto definitivo dell’area in questione.

50000 [5]

Queste elezioni sono vitali per Terracina, che compromessa da una situazione che
tutti sappiamo, ha la necessità di scegliere la persona giusta.
Se sbagliamo
ancora, il prezzo da pagare sarà veramente troppo alto. Siamo nuovamente di
fronte ad una scelta, una scelta che questa volta ci offre due opportunità:
quella di poter avere un sindaco che sia tale e, quella non secondaria, di poter
estirpare un apparato politico burocratico che ha letteralmente smantellato una
città. Ma dobbiamo scegliere in piena autonomia, senza imposizioni dall’alto,
per farci rappresentare da chi abbia le doti giuste per risollevare il
carrozzone Terracina. Fermiamoci un attimo a considerare l’incredibile arrogante
sfrontatezza di questi politici a sistema blindato che ci hanno sempre
raccontato come la politica sia servizio. Ed infatti il servizio ce lo hanno
fatto, e che servizio! Si sono aumentati stipendi e dati ogni genere di benefit,
hanno viaggiato, telefonato e banchettato a spese dei contribuenti, mentre a noi
chiedevano di tirare la cinghia riempiendoci di burocrazia, mondezza e tasse.
Vivono nel lusso ed in giro raccontano dispiaciuti di come il cittadino non
arrivi alla terza settimana del mese. A loro va tutto bene ed a noi va tutto
storto. Fino a quando vogliamo farci prendere in giro? Non siamo ancora stanchi
di essere presi per i fondelli, di essere manovrati da persone che non hanno
prodotto mai nulla se non danni? Da cialtroni tutto simbolo di partito e
chiacchiere? È vergognoso ciò a cui stiamo assistendo in questo scorcio di fine
consigliatura: sindaco, assessori e funzionari, che oltre ad essere da noi
strapagati al di la di ogni loro merito e qualità, sono animati da sacro furore
nel contrastare chiunque osi proporsi come alternativa, nel terrore che arrivi
qualcuno capace di dimostrare l’inutilità delle loro sterili teste. Ad ogni
elezione indossano la maschera dei moralizzatori della politica, ma ormai sono
nudi come il re della favola, perché oggi sappiamo che la loro vera maschera è
quella di Brighella e Pulcinella, che non avendo morale la fanno agli altri. Il
cambiamento che tutti auspichiamo sarà solo utopia se non ci liberiamo di questi
personaggi. I tempi che viviamo richiedono alla guida della città una persona
che abbia la consapevolezza come d’ora in poi, ogni attimo di tempo perso è un
tempio che nemmeno il Padre Eterno può più ricostruire, una persona dotata di
esperienza, tenacia, volontà e capacità concretizzatici, e che ci liberi da
tutti questi maneggioni che attraverso meccanismi e marchingegni architettati
all’ombra di simboli ed etichette, hanno fino ad oggi solo sfruttato la nostra
buona fede.
(dal corriere pontino)

50000 [6]

«Ho lavorato per oltre due anni presso una azienda agricola di terracina -
racconta Jasbir, poco più che 25enne, parlando a stento l’italiano – Dovevano
darmi 2.500 euro ma, dopo aver ricevuto la metà del compenso, sono stato
cacciato via».
«Il padrone – ha proseguito il giovane con lo sguardo nel vuoto -
mi ha minacciato e detto di avermi dato anche troppo». Una storia triste quella
di Jasbir, molto simile ai racconti di tanti altri punjabi arrivati in Italia
con chissà quali prospettive, compiaciuti di prendere 3 euro l’ora considerata
una somma davvero alta (in India uno stipendio medio-basso si aggira attorno ai
500 euro al mese) per ritrovarsi sfruttati e senza soldi. Le cose sono invece
diverse per coloro che sono arrivati prima della legge Bossi-Fini. E’ il caso di
Sing, indiano presente a borgo Hermada da oltre 20 anni. Questo uomo ha iniziato
a lavorare come bracciante, poi ha ottenuto il permesso di soggiorno e, infine,
ha deciso di aprire un supermercato indiano assieme alla sua famiglia. Adesso è
diventato un punto riferimento per i tantissimi connazionali che continuano ad
arrivare al borgo. Ad occuparsi di queste e molte altre situazioni simili è lo
sportello Flai-Cgil che si trova a borgo Hermada, nel comune di terracina. Qui è
preziosa la collaborazione di Nanda (indiano presente in Italia da moltissimi
anni) che fa da intermediario tra il sindacato e gli indiani. «Arrivano persone
di tutte le età – ha spiegato Nanda – dai 20 anni in su. Una volta è venuto a
chiederci aiuto un uomo di 69 anni. Qui a borgo Hermada ci sono tantissimi
punjabi. Parliamo di circa 3.000 persone che ogni domenica si riuniscono nei 4
templi distribuiti su tutta la provincia di Latina». Il colloquio con Nanda è
continuamente interrotto da un via vai di stranieri che arrivano allo sportello
per chiedere consulenza. «Queste due persone che sono appena andate via – spiega
Nanda appena libero – hanno lavorato sei anni da un datore che non li ha mai
pagati. Hanno provato a chiedere soldi ma sono stati minacciati ed esortati a
non farsi più rivedere da quelle parti». A peggiorare la situazione è anche la
posizione di questi extracomunitari costretti spesso a vivere nella
clandestinità. Lo sportello Flai-Cgil è aperto martedì, giovedì e sabato dalle
16 alle 20.
M.P.

50000 [7]

Un tempo per parte e pareggio sostanzialmente giusto tra Diana Nemi e terracina
nel match di ieri matitna al Le Colombe di Nemi.
Gli ospiti hanno menato le
danze soprattutto nel primo tempo creando diverse palle gol, ma nella ripresa
hanno subito le folate di un Diana Nemi molto più voglioso di vincere. E alla
fine sono proprio i padroni di casa a dover recriminare di più, con Marconi che
ad inizio ripresa sciupa banalmente un calcio di rigore che poteva cambiare le
sorti dell’incontro. Come già accennato, nel primo tempo il terracina fa la
partita e al 6′ Marzano riesce a battere Segna, ma su segnalazione
dell’assistente l’arbitro annulla per fuorigioco. La risposta del Diana è tutta
in una pregevole azione di Marconi all’11′ conclusa con un destro a rientrare
che sfiora l’incrocio di poco. C’è comunque molto agonismo in campo, gli ospiti
hanno un’altra occasione nitida al 24′ con Marzano che serve Reppucci, esterno
destro della punta e palla che centra il palo. La gara col passare dei minuti
cala d’intensità, e nella ripresa al 3′ sono ancora gli ospiti a sfiorare il
vantaggio con un colpo di testa in avvitamento di Marzano che termina fuori dal
bersaglio. Ma all’8′ Trillò respinge con una mano un cross basso di Gatta,
episodio da moviola con l’arbitro che concede il rigore. Dal dischetto si
presenta Marconi che osa troppo tentando il cucchiaio, palla che centra la
traversa e torna tra le braccia di Cuomo. Scampato il pericolo gli ospiti si
fanno vedere di nuovo al 15′ con un pallonetto dal limite di Marzano che
lambisce il palo. L’errore di Marconi sembra però svegliare il Diana che si
getta in avanti, spinto dalla necessità vitale di una vittoria scaccia crisi, ma
il risultato non cambia.

50000 [8]

Il “Fisco mette le ruote” è una delle iniziative realizzate dalla direzione
regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate per avvicinare il Fisco alla
collettività, mettendo a disposizione dei contribuenti un camper adibito ad
ufficio “mobile”, per servire chi risiede in località ove non sono operative
strutture stabili dell’Agenzia.
Un progetto importante subito accolto dal
sindaco Stefano Nardi, che ha delegato l’assessore Franco Ferrari a seguire e
organizzare congiuntamente con l’Agenzia delle Entrate, la presenza dell’ufficio
mobile prevista dal 1 al 4 marzo prossimo. Una prima riunione operativa si è
svolta in Comune nei giorni scorsi tra i dirigenti della direzione provinciale
dell’ufficio di Latina Maurizio Campagnone, Francesca Nicosia e lo stesso
assessore Ferrari. “Il tour 2011 che ha in scaletta un miriade di tappe in giro
per l’Italia – afferma l’assessore Franco Ferrari – inizia dalla nostra città
perché è stata ritenuta dalla direzione regionale luogo ideale per numero di
abitanti, bacino di utenza e posizione geografica: ubicata a metà strada tra
Latina e Formia, sedi istituzionali operative dell’Agenzia delle Entrate.
Durante la permanenza dell’ufficio mobile a Terracina e grazie al collegamento
telematico con l’anagrafe tributaria, i cittadini avranno la possibilità di
ricevere i servizi quotidianamente offerti, quali l’assistenza alla compilazione
e trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, il rilascio dei codici fiscali,
partite Iva e tessere sanitarie, informazioni sulla posizione fiscale”. Insomma,
come affermano i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, con l’iniziativa “Il
Fisco mette le ruote” si parte per un itinerante viaggio sempre più al servizio
del cittadino.

50000 [9]

Trasferire gli uffici ospedalieri all’esterno della struttura sanitaria.
Potrebbe essere questa una soluzione all’ormai annoso problema del
sovraffollamento del nosocomio locale, che comporta la difficoltà di trovare
spazi per l’assistenza vera e propria. A pensarla così è l’ex assessore comunale
dottor Pietro Serra, esponente della lista Con Te. «Purtroppo -spiega Serra- la
AUSL effettua solo una gestione sanitaria ordinaria, senza arrivare a fare delle
scelte. Quello che è emerso anche a seguito della visita con la Mandarelli è che
molti spazi interni all’ospedale sono utilizzati come uffici amministrativi.
Prima servivano per il day hospital. La soluzione potrebbe essere quella di
creare uno spazio da adibire ad uffici all’esterno della struttura, nell’area
parcheggio. Così facendo si verrebbe a liberare un’ala da adibire ai servizi per
il territorio. Si tratterebbe di un’attività di supporto al pronto soccorso,
affidata ai medici di base con il compito di gestire tutti i codici bianchi e gialli».
(dal corriere pontino)

50000 [10]

Genitori che si improvvisano imbianchini nella scuola frequentata dai loro
figli.
E’ quanto sta succedendo nella scuola elementare di via delle Arene (ex
IV circolo) su iniziativa del professore di musica Giuseppe De Santis. «L’aula
dove avrei dovuto tenere le lezioni -spiega il docente- non mi è piaciuta fin da
quando l’ho vista per la prima volta. Era buia, scura. Una scuola di bambini
deve essere dei colori dell’arcobaleno. Così ci siamo rimboccati le maniche ed è
venuto fuori un laboratorio di musica di un bellissimo azzurro rilassante».
L’iniziativa però non si è fermata qui. Molti genitori, pur di offrire ai propri
figli un ambiente piacevole, si sono impegnati in prima persona e hanno già
sistemato tre aule (compreso il laboratorio). E l’iniziativa di volontariato continua.
(dal corriere pontino)

50000 [1]

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terracina-giornale-del-1943_bis

Visto come vanno le cose, Terracina non è un paese normale». Sono le parole del
presidente di Agenda 21, il professor Emilio Selvaggi, dopo la ripresa dei
lavori nel parco del Muntuno, interrotti mesi fa, quando fu rinvenuto un muro
romano, dove dovrebbe nascere un parcheggio. «In un paese normale – spiega
Selvaggi -, che per di più ha la fortuna di avere un patrimonio storico di
almeno 25 secoli, ci si aspetterebbe che gli amministratori, avessero quel
minimo di conoscenze del territorio e, laddove così non fosse, avessero,
quantomeno, l’umiltà di ascoltare i consigli di chi da anni si dedica solo a
questo. Qui, anche a voler escludere la malafede di certi amministratori, si
finisce per scambiare la legittimazione politica ed amministrativa con
l’onniscienza tecnica e si cade nella violazione di tutti i vincoli di legge.
Come spiegare altrimenti certi progetti di parcheggi in storiche aree verdi come
il Montuno, la Rampa Braschi o, nell’area compresa tra l’Appia e Via dei Volsci?
La frammentazione delle competenze e la girandola degli incarichi tra
assessorati e funzionari crea le premesse per il solito “scaricabarile” delle
responsabilità. Il caso della ripresa dei lavori sul parco del “Montuno” in
questi giorni ne è forse il caso più eclatante». Selvaggi evidenzia come sarebbe
bastata una trasparente conferenza stampa in cui un unico competente
amministratore avesse spiegato le tappe successive dei lavori. «Diventa
difficile eliminare il sospetto che in qualche assessorato si annidi ancora un
retropensiero del genere: “Sbanchiamo tutto e, quando si vedrà che sotto ci sono
soltanto quattro sassi, ci troveremo lo scavo del parcheggio già bello e fatto”
» ha aggiunto. Sul degrado che regna nei parchi e l’assoluta mancanza di una
politica del verde pubblico (e privato), il Forum di Agenda 21 Locale ha
elaborato un progetto, da tempo inviato al Comune. Le aree verdi rivestono
grande valore per la qualità di vita dei cittadini e turisti e meritano un’attenzione
più adeguata.
(da corriere pontino)

49000 [38]

Ritorna ad incantare gli sguardi l’affresco di un angelo orante trovato
all’interno della Cattedrale di San Cesareo, sull’arco in corrispondenza della
cappella dell’Annunziata.
è databile al 1500 circa e i suoi colori sono di una
vivacità impressionante. Si presuppone che, dalla parte opposta, in simmetria,
ci sia un altro angelo. Si tratta dell’ultima scoperta effettuata durante i
lavori di restauro (sono curati dalla ditta Di Leta), che stanno proponendo la
cattedrale come una vera miniera di antichità. Non è di poco tempo fa la
scoperta, nel piccolo abside alle spalle dell’altare, di un affresco trecentesco
dal rosa intenso, raffigurante la Beata Brigida regina di Svezia. Inoltre le
maestranze hanno rinvenuto anche un passaggio tra la chiesa e l’episcopio. Non
parliamo, poi, della sensazionale scoperta del Capitolium romano. «Ora siamo in
attesa che la Regione Lazio prenda una decisione in merito alla nostra richiesta
di un finanziamento di 700mila euro per l’ultimazione dei lavori -spiega
l’ingegner Falcone-. Rimangono da restaurare le parti in marmo, sostituire la
pavimentazione degli inizi del ’900 in marmittoni e restaurare gli elementi
lignei che si trovano in due cori (quello della cappella di San Giuseppe e
quello dell’abside), corrosi dalle tarme». Se arrivasse quest’ultima trance di
finanziamenti (finora sono stati spesi 1,5 milioni di euro con fondi regionali,
della Cei e parrocchiali), i lavori potrebbero essere finalmente ultimati. La
cattedrale aveva proprio bisogno di un restyling, dal momento che l’ultimo
risale al 1729.

49000 [39]

Appartengono alla categoria delle obbligazioni, titoli emessi per ottenere
finanziamenti.
E il Comune di Terracina, che da 20 anni cerca iniezioni di
denaro per finanziare il debito pubblico, ne ha fatto il suo buon uso. Ammontano
a quasi 30 milioni di euro i Boc, Buoni obbligazionari comunali emessi dall’ente
municipale per finanziare un investimento. La banca li ha acquistati ormai circa
dieci anni or sono, proponendoli ai suoi clienti, e il Comune ha ottenuto i
soldi. Un mucchio di soldi, che sono serviti a fare investimenti su
opere pubbliche. Oggi, quali siano le opere finanziate con quei soldi, non è
dato sapere. Più certo è che quei Boc siedono tra i debiti del Comune, insieme
agli Swap e all’altra finanza creativa. Tra un’avvice ndamento e l’altro di
assessori e dirigenti, ci si era quasi dimenticati di questi Boc. A ricordarli è
stata la banca stessa, quando di recente il Comune, ancora una volta a caccia
mutui, ha inoltrato la richiesta. E invece, disco rosso: l’ente già esposto con
i Boc (da restituire con gli interessi) è nella lista nera dei pagatori. Niente
mutuo. Ad onor del vero qualcosa di questi debiti è già stata restituita. Si
calcola che dei 55 milioni di debito compresi tra mutui con la Cassa depositi e
prestiti, Boc e Swap, nel corso del 2010 il Comune è riuscito a pagare 3 milioni
e mezzo di euro, più 1,5 milioni di euro di interessi. Ma il passivo del Comune
purtroppo non si riduce a questo. Ai 55 milioni di debito per mutui devono
aggiungersi altri 20 milioni di euro contratti con il ricorso alle famigerate
«factoring», sparse un po’ ovunque. Questi strumenti finanziari, a differenza
dei mutui, non hanno una scadenza fissa ma in compenso si gonfiano di interessi
man mano che passa il tempo e per questo motivo rappresentano una delle insidie
peggiori per le finanze dell’amministrazione comunale. Si aggiungano poi i
debiti che il Comune ha con i creditori, i cosiddetti residui passivi, che di
solito si pagano con le disponibilità liquide derivanti dagli introiti.
L’esempio principe è quello della Tarsu, che fino a quando esisteva consentiva
di ottenere anticipazioni di cassa e che ora, con il passaggio a Tia, è
destinata al servizio di nettezza urbana. Questo della liquidità è un altro dei
nodi nevralgici del bilancio comunale. Si calcolano tra i 25 e i 30 milioni di
residui passivi, da coprire con altrettanti residui attivi, cioè i crediti
esigibili dai debitori del Comune. Nel giro di 3 anni il debito è sceso dal 204%
al 195%. Segno che qualcuno a Palazzo è rinsavito. Ma a metterli tutti nel
calderone, questi debiti, fanno paura. Toccano i 90 milioni di euro. Dire che ci
vuole austerity è ancora un eufemismo.
Diego Roma

49000 [40]

Il movimento politico che fa capo alla Presidente della Regione Lazio Renata
Polverini guarda al futuro.
Da circa un anno il gruppo elettorale che fa capo a
Gianfranco Scisicone si sta impegnando per una politica trasparente e rinnovata,
un movimento politico culturale collocato nell’area di centrodestra, con una
visione ampia e trasversale in grado di garantire un intervento politico sul
territorio equilibrato, costruttivo e rinnovatore. «Abbiamo avuto modo -spiega
il portavoce l’avvocato Fabio De Felice-, in più occasioni, di avanzare fondate
e documentate critiche in merito a paradossi di questa amministrazione comunale,
denunciando la carenza di una seria progettualità e la totale mancanza di
correttezza e responsabilità politica. In tale quadro critico si è anche
sollecitata l’amministrazione in carica a pronunciare le incondizionate
dimissioni, come estremo, ancorché tardivo, atto di rispetto verso gli elettori
e i cittadini delusi. Purtroppo ciò non è avvenuto e oggi siamo costretti a
ribadire la nostra delusione verso la politica vuota, ma prepotente e
clientelare adottata da questa civica amministrazione che, continuando a
perseverare con il metodo della forza e dello strapotere politico, è riuscita a
creare soltanto un forte degrado morale e sostanziale della città, rinunciando a
una programmazione seria, condivisa e dignitosa per abbandonare la comunità nel
disordine e nella prepotenza». L’impegno assunto dal movimento che si sta
formando sempre più numeroso intorno all’imprenditore Gianfranco Sciscione è
determinato e qualificato, con l’obbiettivo unico di evitare la definitiva
disfatta sociale, commerciale, turistica, culturale e istituzionale di
Terracina, per non disattendere le aspettative dei tanti cittadini che hanno
espresso e continuano ad esprimente fiducia al nuovo modo di fare politica del
movimento “Con te”. «Non possiamo e non vogliamo -prosegue De Felice-, quindi,
nasconderci dietro un concetto di appartenenza che possa paralizzare la nostra
convinta azione rinnovatrice. Non possiamo e non vogliamo omettere critiche dure
nel constatare il fallimento politico di questa amministrazione e desideriamo
imporre un freno al citato malcostume politico ed istituzione. In tale ottica,
parteciperemo attivamente al dibattito politico preeletorale e presenteremo alla
città la candidatura delle nostre liste, composte da persone di ogni estrazione
sociale, accumunate dal desiderio di rinnovamento e disposte ad operare con
laboriosità per il solo interesse civico, nella trasparenza, efficienza e
rispetto delle regole, dei deboli e delle minoranza. Per raggiungere tale
finalità dobbiamo avere la capacità di aggregare tutte le forze positive del
centrodestra escludendo, a priori, quelle legate agli attuali esponenti di
maggioranza amministrativa e consiliare che ha prodotto i nefasti
risultati attuali».

49000 [55]

Non si arresta la polemica scatenata in giunta sui contributi di Carnevale. Dopo
la contestata proposta d e ll ’assessore Giuseppe Amuro di concedere circa 21
mila euro ad un privato per l’organizzazione del Carnevale, arrivano le prime
reazioni dalla giunta. A parlare è Giovanni Masci. L’assessore all’Urbanistica
esclude, da parte sua, «che sia la presenza di persone sgradite a compromettere
il contributo. Semmai – continua – è l’opportunità di stanziare una cifra così
alta in un momento in cui il Comune si trova ad affrontare diversi impegni di
spesa altrettanto urgenti». Secondo Masci sarebbe più opportuno «dedicare la
metà dei soldi al Carnevale, risparmiando il resto». Ma il confronto
in giunta sulla concessione del contributo si annuncia ben
più serrato. In campagna elettorale appare complicato anche mettersi d’accordo
per un contributo. Intanto una lettura più distaccata la fornisce il consigliere
comunale Paolo Cerilli, che ritiene anche lui spropositato l’importo da
destinare al Carnevale. «Nella condizione in cui versano le casse comunali
ritengo sia indispensabile esercitare il rigore finanziario, viste anche le
polemiche scatenate dopo il Capodanno. Se ci sono 20 mila euro, sarebbe più
opportuno utilizzarli per asfaltare le strade o che so, restaurare il rosone
della chiesa del Purgatorio o fare manutenzione alle scuole».
D. R.

fioraio [2]

Candida Grenga. Il dopo-Fedele per Sinistra, Ecologia e Libertà comincia
all’insegna di un nome dell’associazionismo. L’altro ieri, infatti, la
segreteria del partito ha scelto l’esponente di «terracina oggi per domani»
quale proprio candidato a sindaco. Ma la decisione non è stata facile: il nome
della Grenga è stato votato soltanto a maggioranza, perché due dei sette membri
della segreteria, Maurizio Recchia e Ilde Ascani, hanno presentato un’opzione
alternativa. All’esponente dell’associazione, i due hanno opposto la figura di
Alessandro Salvadori, presidente regionale della Confederazione Italiana
Agricoltori, che aveva dato la sua disponibilità a mettersi a capo di una
coalizione. In effetti, il nodo che Sel doveva sciogliere, dopo la rottura con
Eugenio Fedele e il suo improvviso ritiro dalla scena politica, consisteva nella
posizione in cui collocarsi nelle amministrative di maggio. Andare da soli?
Riprovare con il Partito Democratico, dopo i contatti fallimentari dei mesi
scorsi? La minoranza della segreteria è favorevole a riprendere le trattative
con i democratici, ma dotandosi di una candidatura di peso, quale è da loro
ritenuta quella di Salvadori, per contrastare Mimmo Zappone, candidato ufficiale
del partito di Bersani. In realtà, anche la maggioranza di SeL intende andare al
confronto con il Pd, ma, stando alle obiezioni dei loro avversari, la
semisconosciuta (politicamente parlando) Grenga difficilmente sarà in grado di
scalzare Zappone. A giudizio dell’opposizione interna, dunque, SeL, con la
decisione assunta nella segreteria dell’altro giorno, si starebbe preparando a
correre da sola, o al massimo con qualche associazione, nelle prossime
amministrative. E la formazione di Vendola, ora, rischia davvero una spaccatura,
con qualcuno dei delusi che parla addirittura di abbandonare il partito,
rifiutando di impegnarsi nella campagna elettorale senza realistiche possibilità
di riscuotere consensi consistenti. Si attende ora di capire se Candida Grenga
accetterà di guidare SeL, nella situazione di lacerazione causata dalla sua
candidatura. Al momento, nessuna nota del partito ha ufficializzato
l’investitura decisa dalla segreteria.
Andrea Di Lello

fioraio [1]

Appalto truccato o un semplice errore di valutazione? Non è un interrogativo
semplice quello a cui stanno cercando rispondere gli investigatori alle prese
con la fase due dell’inchiesta sulla Terracina Ambiente. Perché il sospetto,
forte e fondato, è che lo scandalo rifiuti sia partito proprio da lì, da una
sorta di «peccato originale» che corrisponde a quei 2 milioni e 895 mila euro
con cui l’Aspica nel febbraio del 2006 vinse la gara d’appalto. Il dettaglio non
è trascurabile e dice di più di quanto si possa pensare, nonostante il tempo
trascorso. Dice ad esempio che anche nel caso il Comune di Terracina fosse stato
per assurdo regolare nel paga mento dei canoni, il servizio promesso in sede di
gara era inattuabile. I s o s p e t t i sull’appalto s o t t o st i m a t o n o
n s o n o nuovi. Lo stesso Alfonso Cangiano, prima di dimettersi dalla carica di
presidente insieme agli altri componenti del cda, lo denunciò pubblicamente.
Accusa che cadde nel vuoto ma ora però torna di preoccupante attualità. È la
stessa conclusione a cui giunge il consulente tecnico nominato dal sostituto
procuratore Giuseppe Miliano, l’ingegnere Luigi Boeri. «Gli esiti della
consulenza tecnica del Prm – si legge nell’ordinanza con il gip ha disposto il
sequestro della Terracina Ambiente – hanno evidenziato una discrasia
individuabile ab origine, tra quanto promesso nell’offerta di gara e l’ef -
fettiva capacità, e/o volontà del socio privato di rendere attuali gli impegni
con un progetto tecnico esecutivo che nell’immediatezza si rivelò ineseguibile
rispetto alle tariffe e i corrispettivi concordati sulla base dell’offerta posta
in gara ». Le conclusioni a cui arriva il consulente della procura sono
comprovate da una circostanza oggettiva: a poco meno di un anno dall’avvio del
nuovo servizio si registra uno squilibrio nei costi di 700 mila euro. Una
voragine che qualcuno furbescamente volle giustificare con l’aumento dei costi
del carburante e del personale. Tutte fandonie per coprire una verità che,
allora come oggi, appare imbarazzante: l’appalto era stato aggiudicato ad un
prezzo stracciato in base al quale nulla di quello promesso in sede di gara,
soprattutto la raccolta differenziata, poteva essere applicato. E questa non è
una circostanza marginale. Perché è stato proprio a partire da questa
«inadeguatezza» che è stato necessario ricorrere di continuo a imprese esterne,
ad adottare il Piano Santoro, ai continui inadempimenti, ad affidare il
controllo della Terracina Ambiente alla Latina Ambiente. Era stato tutto
calcolato? Domanda a cui si potrebbe rispondere con un altro interrogativo:
l’offerta ridicola è stata presentata perché il socio privato di Latina Ambiente
non poteva e voleva rischiare di perdere l’appalto di Terracina in
vista dell’allora imminenti elezioni?
Pierfederico Pernarella

cartelloneperic [4]

Lutto nel Basket terracina: ieri in città si è diffusa la triste notizia del
decesso di Piergiorgio Marigliani, 35 anni, stroncato da un aneurisma cerebrale.

Con un lungo trascorso nel settore giovanile, Piergiorgio aveva poi avuto la
possibilità di giocare anche in serie C e D ma – ricorda il suo allenatore
Saverio Di Mario – «gli impegni di studio lo hanno portato lontano da terracina
oltre dieci anni fa». Piergiorgio si era sposato e viveva a Cassino, dove
venerdì pomeriggio è deceduto, a bordo di un’ambulanza, nella disperata corsa
verso l’ospedale. Si era sentito male mentre giocava sul letto con la sua
figlioletta di due anni. Una tragedia imprevedibile, che non gli ha lasciato
scampo: l”uomo è diventato subito cianotico ed è spirato mentre il personale
del 118 tentava l’impossibile. Per lui è stata disposta l’autopsia. Dopo questo
accertamento il feretro tornerà a terracina per la tumulazione. Il funerale sarà
curato dalla ditta Polidori. In città in tanti ieri si sono stretti attorno al
dolore del padre Gianfranco e della sorella. Il Basket terracina, attraverso Di
Mario, ha espresso solidarietà alla giovane famiglia del povero Piergiorgio e a
quella di origine. «Sono incredulo a questa bruttissima notizia – ha commentato
l’allenatore – . Quando lo incontravo a terracina ricordavamo insieme i momenti
trascorsi insieme e soprattutto parlavamo di sport e dei problemi dello sport.
Ci stringiamo con affetto ai familiari che hanno perso prematuramente questo
straordinario ragazzo».

50000 [11]

Un vicenda di ordinario raggiro quella denunciata alla Polizia da una 42enne
d’origine polacca, che abita a Terracina.
Il racconto della protagonista A.M.C.:
«Ero in casa, quando si sono presentati due giovani sui 20-25 anni. Uno era alto
e molto magro, l’altro era più basso. Si sono presentati come dipendenti
Telecom, ma non avevano con sé alcun documento di riconoscimento. Mi hanno detto
che dovevano verificare la regolarità della bolletta. Una volta che l’hanno
vista, mi hanno fatto notare un illegittimo addebito di 30 euro, una somma che
potevo evitare di pagare. Così, uno dei due, mi ha chiesto di usare il telefono
di casa, per fare delle verifiche. L’uomo, al telefono, ha comunicato tutti i
dati personali del mio compagno. Dopo qualche minuto il mio telefono di casa ha
squillato. L’uomo che aveva usato il telefono ha risposto e poi mi ha comunicato
che il problema era stato risolto. Ma l’altro ieri ho ricevuto due chiamate per
conto di un altro gestore telefonico, che mi chiedeva ulteriori informazioni. Ho
sentito che qualcosa non andava e ho potuto accertarmi che, a mia insaputa, anzi
usando un raggiro, era stato attivato un contratto con un gestore diverso da
quello che avevo». La denuncia dovrà essere ora vagliata dagli inquirenti.

50000 [2]

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terracina-monumento-ai-caduti_bis
A terracina sarà una presenza «fisica» e non soltanto «morale» il dottor Teodoro
Contardi, il commercialista nominato dalla Procura di Latina in qualità di
amministratore giudiziario della terracina Ambiente, travolta dallo scandalo e
dal sequestro di carabinieri e nipaf.
Una presenza, dicevamo, tangibile visto
che l’esperto in materia di gestione del servizio di nettezza urbana s’insedierà
nell’imminenza direttamente in Municipio, probabilmente nelle stanze
dell’Ufficio tributi. Un’ulteriore conferma di come l’amministratore giudiziario
non abbia la minima intenzione di perdere tempo e voglia immediatamente mettere
mano alla complicata faccenda, per garantire in primis il servizio e poi, altro
aspetto affatto trascurabile, la stabilità del personale che si occupa del
servizio di raccolta dei rifiuti urbani a terracina. Sul fronte delle indagini
sono tutt’altro che completate, come d’altronde è evidenziato nella parte finale
dell’ordinanza a firma del gip Tiziana Coccoluto. Laddove si fa riferimento al
pericolo di reiterazione del reato e d’inquinamento probatorio da parte dei due
indagati «rispetto ad indagini che devono essere ancora completate». E’ proprio
dalle pagine del provvedimento che emerge senza veli la gestione a dir poco
sconsiderata della terracina Ambiente. Una gestione correlata da un gran numero
di irregolarità, come il mancato taglio dell’erba lungo le strade; la mancata
disinfezione e lavaggio dei cassonetti; la presenza di resti dei rifiuti nei
pressi dei cassonetti; la mancata raccolta porta a porta nel centro storico e la
differenziata nel centro urbano; il mancato svuotamento di alcuni cassonetti
specifici; il mancato spazzamento di strade e lo svuotamento dei cassonetti
adibiti alla differenziata. Una lunga serie di disservizi, certosinamente
annotati nelle relazioni del tenente Mario Giacona, che in un Comune normale
avrebbero dovuto far saltare sulla sedia sindaco e giunta al gran completo.
Addirittura in una delle tante informative dei carabinieri del norm si
evidenziano i periodi in cui la mista sarebbe stata del tutto o parzialmente
inadempiente rispetto ai servizi previsti nella convenzione originaria: da
ottobre a dicembre 2007, da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre 2008, per
tutto il 2009 e all’inizio del 2010 «con conseguenti sanzioni penali applicate,
ma non effettivamente decurtate».
Rita Recchia

49000 [41]

Commercianti ancora una volta contro il Comune di Terracina per l’applicazione
della cosiddetta Tia2, cioè la tariffa sui rifiuti deliberata dal Consiglio
comunale di Terracina.
Un gruppo di operatori ha presentato ricorso al Tar
contro l’applicazione della tariffa, fondando l’azione su diversi elementi.
Intanto, la riscossione delle bollette, secondo i ricorrenti, non può essere
affidata ad un soggetto gestore esterno al Comune, come invece è avvenuto nella
città tirrenica con l’affidamento alla Terracina Ambiente. Secondo elemento: la
stessa riscossione può essere affidata soltanto a società che risultano iscritte
in un apposito albo tenuto dal Ministero delle Finanze, albo a cui non risultano
iscritte né la Terracina Ambiente né il socio privato (di minoranza) della
società stessa. è soprattutto su questi due punti che gli avvocati dei
commercianti fondano l’istanza presentata al Tar. In particolare, riguardo
l’affidamento della riscossione, il ricorso riporta il recente
Parere/Deliberazione della Corte dei Conti, Sezione Lombardia, che lo scorso 28
gennaio, smentendo anche la circolare ministeriale 3/2010 e conformemente a
quanto stabilito dalla Corte dei Conti sezione Piemonte nonché, unanimemente, da
tutta la dottrina in materia, ha stabilito che l’attività di riscossione della
Tia2 non può essere affidata a soggetti gestori esterni al Comune, con l’unica
eccezione dell’Agenzia delle Entrate, previa convenzione. Dunque risulterebbe
illegittimo l’affidamento diretto della riscossione affidato dal Comune alla
Terracina Ambiente e proprio su questo sarà chiamato a pronunciarsi il Tar. Nel
caso il Tribunale amministrativo desse ragione ai commercianti potrebbe esserci
il rischio di vedere invalidate migliaia di bollette.
(da corriere pontino)

49000 [30]

Non si fanno attendere le reazioni politiche dopo il sequestro disposto dal
Tribunale di Latina delle quote societarie della Terracina Ambiente.
Durissime
le posizioni degli esponenti di minoranza, altrettanto quelle della società
civile, tutte accomunate da un unico elemento: la chiara sensazione che i primi
esiti dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano fosse
una cronaca annunciata. Il gruppo consiliare del Partito democratico ci va giù
duro e si dice pronto a votare immediatamente una mozione di sfiuducia al
sindaco Stefano Nardi e alla sua giunta. Il Pd parla della «più colossale truffa
ordita ai danni dei cittadini terracinesi dal dopoguerra ad oggi» e ricorda «le
numerose interrogazioni » e «l’esposto del gruppo consiliare del Pd alla Procura
della Repubblica e alla Corte dei Conti». Non passa indenne la maggioranza, che
«ha ottusamente impedito che questa società venisse sciolta» con la complicità
di un sindaco che «ha speso parole vuote ed inutili per difendere l’operato di
una società che invece di effettuare il servizio nell’interesse della
collettività ha usato la collettività per interessi propri». I democratici hanno
presentato un’interrogazione urgente da discutere in Consiglio comunale.
Chiedono al sindaco di chiarire se sia vero che «la Terracina Ambiente avrebbe
preso a noleggio o acquistati mezzi presi dalla Latina Ambiente e dalla
“Ecocampania srl”», la loro quantità e i costi. Richieste di dimissioni arrivano
anche dalle associazioni Terracina Rialzati e Circolo Eleuterìa. I due gruppi
annunciano da subito la loro costituzione di parte civile in un eventuale
processo e invitano tutti i cittadini a seguirli. Duro l’at – tacco nei
confronti della politica che «ha sempre strenuamente difeso questo sistema
inefficiente ». «Alla Magistratura chiediamo di andare a fondo nella questione,
individuando le responsabilità penali -scrivono – ma nessuno può pensare che la
politica sia esente da responsabilità gravissime». Anche il capogruppo dei Verdi
Gino Di Mauro non lesina critiche alla maggioranza di governo: «Le
responsabilità eventuali di tecnici non devono far da velo per coloro che hanno
avuto responsabilità amministrative e, quindi, politiche »,
attacca, e ci tiene a fare una distinzione tra buona e cattiva politica a partire
dalla «meravigliosa manifestazione del maggio 2008» fino
agli esposti, le interrogazioni e la dura opposizione fatta in aula consiliare.
«Non si è arretrato di un centimetro – conclude Di Mauro – fino ad arrivare a
una ulteriore denuncia fatta nel 2010 alla Corte dei Conti e alla Procura di
Latina su proposta del presidente dall’associazione Città Partecipata.
Ora, finalmente, l’azione della Magistratura dà fiducia a chi ha voluto credere
e crede nella giustizia».
D. R.

49000 [31]

La A&Tech s.r.l., sta valutando la possibilità di avviare un’azione legale nei
confronti del Comune per inadempienza grave con richiesta di risarcimento del
danno e recupero coattivo delle somme ad oggi non pagate.
«Il Comune -dichiara
l’avvocato rappresentante della ditta la dott.ssa Claudia Melillo- ha un debito
alla data del 31 gennaio 2011 pari a € 99.374,61. A fronte di tale importo
debitorio, il Comune non sta provvedendo a corrispondere alcunché, nonostante le
diverse diffide di adempimento inviate dalla società. La ditta ha provveduto a
proporre al Comune un’ipotesi transattiva che consta nel versamento entro il
termine essenziale del l’11 febbraio 2011 dell’importo di € 50mila, e il residuo
importo di €49.374,61 ripartito in misura uguale sulle mensilità mancanti alla
conclusione del contratto. In data 9 febbraio l’Ente non solo non ha pagato
nulla alla società, ma ha rifiutato la proposta sopra indicata. A questo punto,
un’azione legale diventa indispensabile».
(da corriere pontino)

49000 [32]

Indagini giudiziarie a parte, il servizio di igiene urbana deve continuare a
funzionare.
E’ piena la disponibilità dell’amministratore giudiziario della
terracina Ambiente, Teodoro Contardi, ad intraprendere tutte le iniziative
necessarie per garantire lo svolgimento della raccolta dei rifiuti. Ad
affermarlo, è l’assessore competente, Loreto Maragoni, dopo l’incontro avuto,
l’altro ieri con Contardi. «Dal confronto avuto -scrive Maragoni in una nota- è
emersa la piena disponibilità a ricercare, in una clima di massima
collaborazione tra l’Ente e l’Amministratore Giudiziario, ogni possibile
soluzione idonea a garantire il regolare prosieguo dei servizi di igiene urbana
in corso, non mancando, tuttavia, il reciproco impegno di assicurare la completa
attuazione degli interventi programmati e confluiti nel Piano Economico
Finanziario adottato dall’Amministrazione Comunale nella consapevolezza della
bontà delle scelte operate». «Nell’incontro -continua la nota- si è avuto modo
di confermare come l’obiettivo primario dell’Ente rimanga quello di fornire alla
città di terracina servizi di igiene urbana qualitativamente e quantitativamente
idonei a giustificare i costi sostenuti dai cittadini, con la Tarsu prima ed ora
con la Tia, i cui introiti, si è ribadito, non possono che essere reinvestiti
solo ed esclusivamente a favore del servizio di igiene urbana destinato alla
città». «L’Amministrazione Comunale -termina la nota- mantiene comunque alta la
soglia di attenzione sugli sviluppi che la vicenda giudiziaria potrà avere sulla
terracina Ambiente, non mancando tuttavia, in questa nuova fase di
amministrazione giudiziaria, l’impegno congiunto di una ponderata verifica delle
possibilità di ulteriore razionalizzazione e miglioramento dei servizi di igiene
urbana». Razionalizzazione e miglioramento che per Gino Di Mauro, invece, non ci
sono mai stati. «Le responsabilità eventuali di tecnici -afferma il consigliere
comunale- non devono far da velo per coloro che hanno avuto responsabilità
amministrative e, quindi, politiche». Di Mauro ricorda «le azioni condotte dai
consiglieri comunali dell’apposizione, attraverso mozioni, denunce al Tar,
esposti alla corte dei Conti del Lazio e alla procura, dal maggio 2007».
«Nonostante che l’azione delle forze politiche di opposizioni e della società
civile, pur circostanziata, sembrasse destinata a non aver esito, anche perché
notizie di stampa, del giugno 2008, riportavano che le indagini, conseguenti un
esposto del gennaio 2009 dei consiglieri comunali di opposizione alla procura,
non avevano rilevato alcuna anomalia nella gestione, non si è arretrato di un
centimetro fino ad arrivare a una ulteriore denuncia fatta nel 2010 alla corte
dei conti e alla Procura di Latina su proposta del presidente dall’Associazione
Città Partecipata. E ora, finalmente, l’azione della Magistratura dà fiducia a
chi ha voluto credere e crede nella giustizia».
Andrea Di Lello

49000 [33]

Anche terracina partecipa alla mobilitazione trasversale organizzata da tante
donne in Italia all’insegna dello slogan «Se non ora quando?»,
per protestare
contro il trattamento riservato dal premier al genere femminile. Il Comitato
organizzatore invita tutte alle 16 di domani in piazza Garibaldi. «Sull’onda
delle vicende che continuano a ridicolizzare il nostro paese e tutti noi che ci
viviamo – si legge in una nota stampa – ha preso corpo l’idea di manifestare
pubblicamente la nostra indignazione e il nostro sdegno, rivendicando con forza
la nostra esistenza. L’esistenza di persone che credono possibile, necessaria e
urgente la (ri)costruzione di un paese diverso, in cui le donne non siano
ridotte a merce e in cui possano compiere scelte professionali e personali in
autonomia, attraverso il riconoscimento del loro valore e del loro ruolo,
indipendentemente dall’aspetto e dall’età». «Al di là delle distinzioni, delle
sfumature e delle divergenze possibili tra le tante realtà chiamate in causa, ci
sembra importante esserci ed esserci con convinzione, unendoci alle migliaia di
donne che nella stessa giornata manifesteranno pacificamente in tutte le piazze
d’Italia e agli uomini che vorranno partecipare al nostro fianco».
Ri.Re.

49000 [34]

Con il ricorso in Appello del suo avvocato si è visto ridurre al minimo della
legge la pena a cui era stato condannato dai giudici di Latina.
Si tratta di
Massimiliano G., l’operaio 42enne di terracina arrestato nel marzo dello scorso
anno dai carabinieri di Latina che lo avevano trovato con circa un chilogrammo
di cocaina nascosto sotto il sedile della sua macchina. In primo grado l’uomo
era stato condannato a una pena di 3 anni e 4 mesi da scontare dietro le sbarre.
Il suo legale, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, ha fatto ricorso in Appello
cercando di dimostrare come il proprio assistito sia stato quasi «incastrato»
(fin dall’inizio i militari del Nucleo Investigativo di Latina avevano supposto
che l’operaio fosse semplicemente un corriere del carico di droga) e come avesse
deciso di fare quella trasferta soltanto per difficoltà economiche. I giudici
hanno deciso di ridurre la pena a 3 anni, riservandosi sulla richiesta di
Cardillo Cupo di concedere all’operaio il beneficio dei domiciliari.
Ri.Re.

49000 [35]


Quasi una sollevazione popolare contro le ruspe che sono ritornate a scavare
all’interno della «Collinetta», il (fu) parco del Montuno di via Dante
Alighieri, a terracina.
Dopo lo stop al cantiere per il ritrovamento di un
reperto romano, stop che si pensava definitivo dopo una delibera in tal senso
del consiglio comunale, da alcuni giorni operai e mezzi sono nuovamente entrati
nell’area. Senza nemmeno usare il cancello, ma abbattendo direttamente una parte
della recinzione, esattamente in direzione del muro di epoca romana rinvenuto
tempo fa. Aspetta oggi, aspetta domani, ieri mattina un gruppo di cittadini ha
allertato la polizia municipale invitandola a verificare la natura di questo
nuovo intervento, e soprattutto la correttezza delle carte. Sul posto anche il
professor Emilio Selvaggi del Wwf e Salvatore Carnevale dell’associazione
«terracina Rialzati». I vigili del comandante Vincenzo Pecchia hanno fatto la
spola tra il Montuno e l’ufficio tecnico del Comune, per sincerarsi di cosa
stesse accadendo. Stavolta le proteste dei cittadini non hanno sortito l’effetto
di bloccare nuovamente il cantiere. Come, infatti, hanno potuto accertare gli
agenti del comando di via Sarti, al momento le ruspe non starebbero «sbancando»
ma «spostando» la sabbia alla ricerca di nuovi reperti. Il tutto sarebbe stato
autorizzato dalla dottoressa Nicoletta Cassieri. Ma la domanda sorge spontanea:
questa caccia al reperto serve soltanto per rinvenire altri gioiellini nascosti
e valorizzarli (finalmente) come meritano, oppure, una volta escluse altre
presenze sotterranee, diventerà un pretesto per poter riaprendere in mano il
discorso parcheggio nel Montuno? E’ quello che si chiedono in tanti. In ogni
caso restano ancora molti altri dubbi sulle modalità dei lavori in corso. Per
esempio, dopo la rottura di una buona porzione del muro di cinta, nel caso di
una pioggia abbondante, non c’è il rischio concreto di un riversamento di acqua
mista a sabbia su via Dante Alighieri, considerando che il Montuno è
praticamente una grossa duna? Resta poi il problema della conservazione del muro
romano, visto che i residenti della zona fanno rilevare come il quartiere
sarebbe privo di controllo notturno. Qualcuno sarebbe stato visto scendere da
una macchina e staccare porzioni di muro romano con tanto di scalpello. Gruppi
di giovinastri si divertirebbero a piazzare un filo di ferro ad altezza uomo da
una parte all’altra del marcipiede del parco divertendosi a vedere le macchine
che passando impattano contro il filo e riportano danni. Immaginiamo il pericolo
per scooteristi e ciclisti. Da non dimenticare la chicca storica del prof.
Selvaggi relativa a una specie di bunker sotto il Montuno usato come deposito di
armi dai nazisti durante l’ultimo conflitto. L’area è stata bonificata alla fine
della guerra, ma non si sa mai.
Rita Recchia

49000 [36]

Un pontile che fino all’altro giorno sarebbe stato fatiscente, di legno vecchio,
diventato improvvisamente come nuovo e ricoperto con materiale cementizio.
Un
«restauro» in violazione delle norme edilizie e senza rispettare i vincoli
paesaggistici che insistono sull’area del fiume Badino, alle porte di terracina.
Queste le motivazioni che hanno spinto i carabinieri della motovedetta Cc 255,
di stanza al comando stazione di San Felice Circeo, a sequestrare il pontile di
circa 30 metri quadrati e tre scale, sempre in cemento, realizzate per
facilitare il raggiungimento delle barche ormeggiate lungo gli attracchi. Il
tutto per un valore quantificato in circa 50 mila euro. I militari agli ordini
del brigadiere Filippo Grillo hanno realizzato il sequestro ieri mattina,
nell’ambito di un servizio di vigilanza costiera. L’amministratrice unica della
società proprietaria del pontile, M.G., è stata denunciata a piede libero per
violazione delle normative edilizie e dispregio dei vincoli paesaggistici.
Ri.Re.

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sam_0110_bis Questa mattina un nostro concittadino passando per via Dante Alighieri ha notato un  anomalo abbattimento di alberi nel parco e lavori ritenuti non in regola. Ha quindi ritenuto opportuno lanciare un allarme su quanto accadeva e far presente a chi di competenza quanto notato. Sono intervenuti sul luogo anche alcuni rappresentanti della Associazione Culturale “Terracina Rialzati”,  il professor Emilio Selvaggi e altri cittadini. Sono stati altresi chiamati i Vigili Urbani per far verificare la regolarità dei lavori in corso d’opera. Non conosciamo il risultato della verifica ma quello che è certo è  il fatto che i lavori vengono eseguiti in maniera molto discutibile. Una porzione del muro di contenimento del Montuno è stata divelta per permettere il passaggio di grossi mezzi da scavo, per cui, nella malaugurata ipotesi di piogge più abbondanti del solito ci potrebbe essere il rischio di un riversamento di grosse quantità di acqua mista a sabbia su via Dante Alighieri (ricordiamo che il Montuno è praticamente una grossa duna di sabbia). Resta poi il problema della conservazione del muro Romano emerso durante i lavori. Alcuni abitanti della zona mi hanno fatto rilevare il fatto che il quartiere è privo di qualsiasi controllo. Oltre a personaggi che si introducono continuamente nel parco per fare i propri comodi sembra che qualcuno sia stato visto scendere da una macchina ed andare a staccare porzioni di muro Romano con tanto di scalpello. Sembrerebbe inoltre che alcuni gruppi di giovinastri che bazzicano la zona hanno comportamenti alquanto criminali. Ci è stato riferito che questi si divertono, di tanto in tanto, a piazzare un filo di ferro ad altezza uomo tra  le due recinzioni che fiancheggiano l’imbocco di via Diaz lato Montuno. Lo scopo di ciò sarebbe il divertimento procurato dal vedere le macchine danneggiate al passaggio quanto impattano tale fil di ferro. Ci è stata data notizia che anche uno Scooterista che passava di li ha avuto grande prontezza di riflessi per schivare in tempo il pericolo. Quindi se passate di li in motorino in orari notturni fate attenzione se non volete ritrovarvi con la vostra testa che rotola sull’asfalto… Una Curiosità: il professor Emilio Selvaggi mi ha fatto notare che alla fine della guerra sono stati ritrovati dei binari…si binari…all’incirca all’altezza sempre di via Diaz che si addentravano in una specie di bunker sotto il montuno adibito a deposito di armi dai Nazisti durante l’ultimo conflitto. Terracina verso la fine della guerra mondiale è stata soggetta a notevoli bombardamenti alleati via Terra, cielo e mare e quale miglior luogo  era disponibile per mettere a riparo delle munizioni? Sembra che l’area sia stata bonificata al termine della guerra ma non si sa mai… In conclusione.  La più bella area verde della città (dopo il parco della Rimembranza, si intende) si trova adesso in queste condizioni. La grande area al porto adibita ogni estate per le giostrine non sarebbe stata la sede più idonea per un parcheggio? Perchè devastare le cose belle che abbiamo in modi cosi superficiali? Paolo, iL WeBMaSTeR del TerracinaBlog.com sam_0119_bis sam_0120_bis sam_0108_bis montuno_bis

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E’ arrivata la Magistratura a mettere miseramente fine ad uno dei capitoli più tristi dell’Amministrazione Nardi, ossia la questione Terracina Ambiente.

Un servizio di nettezza urbana di fatto affidato senza gara, con una società notevolmente inadempiente e dai costi elevatissimi, mentre in città ci siamo pian piano abituati a girare nelle strade sporche, tra cumuli di immondizia accatastata per giorni, senza che la raccolta differenziata sia mai seriamente partita.

La situazione è ancora più drammatica se si considera che la politica ha sempre strenuamente difeso questo sistema inefficiente, più attenta alle dinamiche dei vari consigli di amministrazione che ad assicurare un servizio di igiene pubblica degno di questo nome. Le nostre associazioni hanno denunciato per anni questa situazione, proponendo alla cittadinanza anche la sottoscrizione di un esposto poi inoltrato alla Procura della Repubblica di Latina e alla Corte dei Conti. Ora si possono raccogliere i frutti di quell’iniziativa.

Alla Magistratura chiediamo di andare a fondo nella questione, individuando le responsabilità penali, ma nessuno può pensare che la politica sia esente da responsabilità gravissime. Il socio pubblico non ha mai controllato il privato, non c’è mai stato interesse a far rispettare il capitolato, favorendo di fatto i giochetti di arricchimento sulla pelle della gente, costretta a vivere in un ambiente insalubre.

Mentre i consiglieri di Terracina Ambiente sembravano più interessati a ricevere in regalia qualche immobile comunale che a far funzionare il servizio. L’Amministrazione dovrebbe trarre le conseguenze di quest’ennesimo fallimento e dimettersi in blocco.

Le nostre associazioni dichiarano sin da ora che si costituiranno parte civile nei procedimenti penali che scaturiranno da questa assurda vicenda, cosa che si auspica facciano tutti i cittadini raggirati e feriti dall’arroganza del potere.

Fulvio Carocci per Terracina Rialzati

Emilio Marigliani per Circolo Terracina Eleuterìa

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Commercianti in Comune per discutere il problema delle insegne delle attività

commerciali e dell’occupazione di suolo pubblico. I commercianti chiederanno lo
slittamento dell’introduzione delle nuove tariffe. Un’applicazione del
regolamento sì, ma a partire dal 2011. Sarà questa la richiesta che i
commercianti hanno intenzione di fare all’assessore alle Attività Produttive
Giuseppe Amuro per quanto riguarda l’occupazione permanente o temporanea di
strade, corsi, piazze e di aree destinate al demanioo al patrimonio del comune.
Esiste una delibera comunale datata aprile 2010 dove vengono stabilite le nuove
tariffe Cosap per le tende frangisole, le insegne, i fari, le lanterne, i
condizionatori, le telecamere, le fioriere, i tavoli, le sedie, gli ombrelloni e
i frigoriferi posti all’esterno delle attività. I commercianti, in base a tale
provvedimento, sono obbligati a pagare alla concessionaria Ica srl un canone. La
sua diversa entità dipende dalla zona in cui si trova l’attività. Pagheranno un
po’ di più tutte quelle che si trovano nella categoria 1 (viale della Vittoria,
piazza Mazzini, piazzale Lido, via Roma, piazza della Repubblica, via Cavour,
tempio di Giove e viale Circe), mentre saranno leggermente più avvantaggiate
quelle della categoria 2 (Centro storico, Ppe zona B, Ppe Appia – stazione -
Delibera – San Domenico, Ppe Borgo Hermada, Ppe La Fiora, piazza Palatina, zona
artigianale e agricola e parco del Montuno). Il regolamento però non ha mai
trovato piena attuazione. Ora il Comune ha deciso di andare a regime con le
disposizioni prese, ma i commercianti si lamentano. Vogliamo pagare ma non da
quest’anno. La richiesta che formuleranno oggi sarà questa: «Siamo per il
rispetto delle regole, ma chiediamo un segno di disponibilità a rinviare la
scadenza di un anno, visto che molti non sono in grado di pagare».
(da corriere pontino)



Gli studenti dell’«Alessandro Filosi» che da grandi vogliono fare gli chef
potranno carpire i segreti dei ristoratori di terracina facendo lezione
direttamente nei loro ristoranti.
E’ il bel progetto di alternanza scuola-lavoro
avviato in collaborazione tra l’istituto professionale e l’associazone
«terracina a tavola». Tutti i 23 ristoranti si sono messi a disposizione,
intuendo che si tratta di una grande opportunità sia per i ragazzi che per gli
stessi «cuochi» che hanno modo di formare direttamente nelle loro cucine gli
chef di domani. Le lezioni di pratica, attualmente svolte presso l’albergo
«Mediterraneo», si sposteranno all’interno dei ristoranti durante il normale
orario di lavoro, dalle 10 am alle 15. In questo modo i ragazzi saranno
direttamente coinvolti nel lavoro esecutivo e materiale.
Ri.Re.

 

Nuovo rinvio a giudizio per Johnny Micalusi accusato di bancarotta, nell’ambito

dell’operazione “Mare Nostro” del 2007. Ieri mattina si è svolta l’udienza
preliminare davanti al gup Tiziana Coccoluto che lo ha rinviato a giudizio
fissando il dibattimento al 21 ottobre. Il legale di Micalusi, l’avvocato Maria
Antonietta Cestra, fin dall’inizio della vicenda aveva chiesto di sostituire il
curatore fallimentare nominato amministratore giudiziario dei beni sequestrati,
in quanto secondo la Cestra quest’ultimo ha portato tale patrimonio, dopo sei
mesi, al fallimento. Per l’avvocato Cestra il fallimento non andava imputato al
suo cliente ma all’amministratore giudiziario, di conseguenza ha chiesto una
nuova perizia, istanza respinta dal gup.



Pronti a ricorrere al Tar per difendere l’autonomia della loro scuola, la
«Giovanni Paolo II» di terracina.
Ieri pomeriggio insegnanti, personale non
docente e mamme degli alunni delle elementari e dell’asilo del II Circolo si
sono incontrati per approntare un piano di battaglia. E’ proprio quella che sono
pronti a fare per impedire che un provvedimento regionale secondo loro
illegittimo perchè privo di motivazioni cancelli di punto in bianco il II
Circolo, lasciandolo senza presidenza dal prossimo 1° settembre. Si tratta della
decisione presa lo scorso 11 gennaio dalla competente commissione consigliare
della Pisana che ha quasi stravolto il piano di dimensionamento della rete
scolastica locale concertato dalle scuole dell’obbligo di terracina e promosso
dall’amministrazione comunale e provinciale. Era previsto di accorpare
l’elementare «Elisabetta Fiorini» (I Circolo) alla media «Don Lorenzo Milani»
che, con «Francesco Lama» e «Aldo Moro», avrebbero formato l’Istituto
Comprensivo «Don Lorenzo Milani». Scelta dettata da questioni molto pratiche,
come il numero di utenti di ogni scuola (non molti quelli della «Fiorini»), la
vicinanza dei plessi, comodità di parcheggio. Poi, però, il piano è arrivato in
Regione dove è accaduto qualcosa. «Un consigliere regionale pontino eletto nel
Listino all’ultimo minuto ha proposto alla commissione regionale una modifica su
quanto deliberato dalla Provincia, solo per fare un favore a qualche amico e non
per rispettare le esigenze delle parti interessate» commenta il centrista
Pierpaolo Marcuzzi. Difatti il successivo 14 gennaio la giunta regionale ha
approvato il nuovo piano regionale di dimensionamento scolastico «cancellando»
di fatto la «Giovanni Paolo II» accorpata alla «Don Lorenzo Milani» al posto
della «Elisabetta Fiorini». Questo vorrebbe dire scompensi logistici e pratici
non indifferenti, che si risentirebbero in primis sui giovani alunni. Per
genitori e maestre si tratta di un atto illegittimo e intendono chiederne la
sospensione al Tar. Ma il Comune non può e non deve lasciarli soli in questa
battaglia
Rita Recchia



Dopo il grande successo della Tournèe Dimostrativa-Estate 2010 della Scuola
Taekwondo terracina 1984 del Maestro Andrea Di Girolamo, cintura nera V° Dan,
Tecnico Federale FITA (Federazione Italiana Taekwondo, unica Federazione
Nazionale riconosciuta ed autorizzata dal CONI a disciplinare e propagandare il
Taekwondo in Italia ed a rappresentarlo alle Olimpiadi), è iniziata la Tournèe
Invernale nelle Scuole Terracinesi.
Venerdì scorso i campioncini del Tkd
terracina 1984 (dai 4 anni in su) hanno debuttato presso l’Istituto della Scuola
Superiore “L. Da Vinci” con la presentazione di forme, rotture di tavolette,
colpitori, combattimenti, sia degli Allievi più grandi, ma soprattutto di quelli
più piccoli. Entusiasti gli alunni del Liceo, il Preside, Dr. Carmelo Palella e
la Prof.ssa Mariagrazia Coccoluto che, con la sua disponibilità e gentilezza, ha
coadiuvato lo stesso Preside per la splendida riuscita della prima tappa di
questo nuovo progetto che ha come obbiettivo quello di far conoscere ai giovani
studenti uno Sport Olimpico in continua crescita, soprattutto dopo la prima
medaglia Olimpica Italiana conquistata da Mauro Sarmiento agli ultimi Giochi di
Pechino 2008. «Il progetto di portare il Taekwondo stile Olimpico nelle Scuole -
commenta il Maestro Andrea Di Girolamo, Atleta P.O. alle Olimpiadi Sydney 2000 -
è una iniziativa della nostra Federazione e del CONI, che ha l’intento di
avvicinare a questa disciplina quanti più giovani possibili soprattutto dopo la
prima edizione dei Giochi Olimpici Giovanili svoltasi a Singapore la scorsa
Estate. Questa manifestazione a cadenza quadriennale fortemente, dal presidente
del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, è riservata ai giovani tra
i quattordici e i diciotto anni ed ha portato in oriente circa
tremilacinquecento piccoli atleti impegnati in 26 discipline, quelle dei Giochi
Olimpici «dei grandi». Il nostro intento di educatori sportivi in questi
incontri con gli studenti e con i loro genitori – aggiunge il Maestro Di
Girolamo – consiste nel far conoscere l’ambiente in cui crescono i nostri
Allievi, i quali, attraverso esempi concreti ed il rispetto delle regole sin
dalla pubertà (gli allievi più piccoli hanno quattro anni) riescono a
raggiungere l’autostima, l’equilibrio psico-fisico ed il miglioramento della
personalità, con l’obbiettivo di prevenire i cosiddetti “comportamenti a
rischio” (emulazione dei cattivi maestri). Alla fine dell’esibizione il Maestro
ha comunicato a tutti i ragazzi interessati che, presso la Palestra Kronos sita
in via Appia antica (primo passaggio a livello), sede del Tkd terracina 1984, è
possibile provare gratuitamente questo sport per un mese e decidere solo dopo se
continuare. Le prossime tappe della tournèe si svolgeranno nella Scuola materna
ed elementare «Don Adriano Bragazzi» e alla Scuola media «Monti Mameli».



Continua a regalare emozioni la Polisportiva terracina, nel difficile campionato
di B2. I 28 punti conquistati dai pontini, aiutano ad accrescere la voglia di
far bene.
Perché il terzo posto, quello che consente di accedere ai playoff, è
distante soltanto 2 lunghezze, divario assolutamente colmabile se perseguito con
il giusto carattere e la dovuta carica agonistica. Da tenere in considerazione
anche il fatto che la Gaia Energy Casandrino, l’attuale terza della classe, vive
un momento di forma a dir poco straordinario condito da 8 vittorie consecutive.
La Polisportiva terracina dovrà riuscire a tenere abilmente botta nel corso
della restante stagione, se non esserne addirittura superiore. Ci è riuscita
nell’ultimo turno, in casa della Volley Ball Stabia, imponendosi 3-1 contro una
compagine assolutamente ostica, in piena bagarre per la salvezza; non ci è
riuscita, invece, due settimane fa, quando si è dovuta arrendere al cospetto
della capolista Zammarano. Partita, quella, che solo al ricordo fa mangiare le
mani ai «delfini» per la ghiotta occasione sprecata. In vantaggio per due set a
zero, infatti, i terracinesi hanno subìto la rimonta dei padroni di casa, che
alla fine sono riusciti a imporsi (3-2) relegando i ragazzi di Delfo Barboni a
una sconfitta che, nonostante un’ottima prestazione e il blasone
dell’avversario, non ha fruttato quanto aveva fatto illudere che potesse
fruttare. Adesso, occhio al Veroli. Squadra che sabato verrà al PalaCarucci per
fare risultato, onde evitare di essere risucchiata nell’angusta lotta per non
retrocedere. Sarà un match delicato, con il terracina che dovrà gettare sul
parquet di gioco tutte le forze, e guadagnare punti utili in chiave playoff. Il
rischio è quello di pensare alla sfida immediatamente successiva, di tutt’altro
peso psicologico: il derby con la Serapo Volley Gaeta. Che, attualmente, è
quarta in classifica, a solo un punto dai «delfini».


Dopo il consigliere comunale Paolo Cerilli anche l’ex coordinatore di An Pietro
Longo entra nel Pri locale.
Il partito dell’Edera, lanciatissimo verso una
campagna acquisti invernale, rimpolpa le sue fila con due figure politiche
provenienti dal Pdl e dagli indipendenti. Le ragioni di Longo: «Vedo,
all’interno del Pdl, una frantumazione in tante città-stato, satelliti di una
città vicina (il riferimento è a Fondi e a Fazzone, n.d.r.). è come se ci fosse
una festa, alla quale non ti invitano. Quanto meno un confronto, anche se
serrato e forte, era giusto aspettarselo. Invece niente. Il coordinamento
cittadino del Pdl finora ha solo prodotto sparate a zero. Io non mi sento di
aver fatto nulla che possa essere giudicato riprovevole. Sono stato coordinatore
per 10 anni di un partito, An, che è diventato il primo in città. Non ho perso
nemmeno un’elezione. Ora mi sento improvvisamente giudicato. Mi chiedo: da chi?
A che titolo? Non mi posso identificare in queste persone. Non sono disposto a
farmi impallinare da loro. Lascio il Pdl, ma rimango comunque all’interno del
centrodestra». Non solo Cerilli e Longo: la porta del Pri è aperta anche a nuovi
altri ingressi, provenienti dal Pdl. Si fa il nome di Valerio Golfieri. Sono
impegnati a decidere dove andarsi a collocare anche il consigliere comunale
Pietro Palmacci e il presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli. Il
centrodestra, in definitiva, ha diverse anime: quella rappresentata dagli
sciscioniani di “Con te”, quella identificabile con il comitato cittadino di
emanazione fazzoniana, i repubblicani e l’Udc. è con loro e tra di loro che si
gioca la partita del prossimo governo della città.


Aderendo all’invito rivolto dal Presidente dell’APT  di Latina ad avviare una
fase di accertamento e verifica dei danni subiti dalle strutture balneari e
dall’erosione della spiaggia a seguito delle recenti mareggiate che investito il
litorale della Provincia di Latina, Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia
di Latina ha riunito oggi gli operatori per affrontare la problematica.
Erano
presenti numerosi titolari di strutture balneari provenienti da Latina Lido,
S.Felice Circeo Sabaudia ,Terracina, Formia , Gaeta,Nettuno e Ponza. Il Vice
Presidente, Italo Di Cocco, ha informato i presenti della iniziativa dell’APT ed
ha sollecitato tutti i presenti ad attivarsi affinché nel piu breve tempo siano
prodotte documentazioni che attestino i fenomeni di erosione e i danni subiti.
Dopo un’ampia discussione sulle eventuali tipologie di intervento, e sulla
necessità che la Regione Lazio avvii al piu presto gli interventi di
ripascimento necessari, è stato deciso di formare un Comitato di Esperti presso
la Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia di Latina che raccoglierà tutta
la documentazione prodotta nell’intera Provincia di Latina e – in accordo con
l’APT di Latina – chiederà incontri con gli Assessori al Turismo e all’Ambiente
della Regione Lazio, e con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di
Latina, per illustrare dettagliatamente la gravità della situazione che riguarda
particolari tratti di costa della Provincia di Latina dove la spiaggia è quasi
del tutto scomparsa ed il mare ha non solo divelto le strutture balneari ma si è
persino penetrato all’interno erodendo strade,muri di recinzione ed abitazioni.
Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia di Latina – ha rassicurato il Vice
Presidente Italo Di Cocco – sarà al fianco degli operatori per sollecitare gli
adeguati interventi strutturali e le soluzioni per garantire almeno l’avvio in
tranquillità della prossima stagione balneare. Confcommercio Imprese per
l’Italia Provincia di Latina in accordo con l’ASCOM  di Sperlonga ha convocato
una nuova riunione sull’argomento con  tutti gli operatori il giorno Mercoledì
16 Febbraio alle ore 10,30 presso la Ex Chiesa “Santa Maria Assunta in Cielo”,
in via Fulco Tosti a Sperlonga.

Caro insegne commercianti in difficoltà
Mettono in ginocchio una categoria, quella dei commercianti, già vessata da una
crisi fuori dell’ordinario. Da qui l’iniziativa di aprire un confronto con il
Comune, all cui chiedere di sospendere l’applicazione, rinviandola al 2012.
Decisivo sarà l’incontro in programma per oggi con l’assessore alle Attività
Produttive Giuseppe Amuro. «Quello che ieri era 100 – dichiara il presidente
dell’Ascom Francesco Pezzano – oggi è diventato 1.000. Molti, impossibilitati a
pagare, stanno preferendo smontare le insegne, cosicché le aziende, prive di
indicazioni esterne, stanno diventano anonime. Vogliamo che il Comune apra un
confronto con le categorie per pianificare la materia».
Erc.Ber.

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Cade dalla motoslitta in Russia Infortunato il sindaco Nardi
Mentre la Terracina Ambiente inciampa nell’intervento della Procura, il sindaco
Nardi fa un capitombolo sulle nevi russe. Il primo cittadino con una delegazione
del Comune di Terracina era in visita alla città di Sergiev Posad (regione di
Mosca), per stabilire dei rapporti di amicizia con la collaborazione
dell’Associazione Italia-Russia. Ne ha approfittato per andare a sciare, ma gli
è capitato un incidente. Mentre era in sella ad una moto da sci è caduto in malo
modo, procurandosi una microfrattura all’anca. È stato ricoverato in un ospedale
di Mosca. Tornerà a Terracina questa sera. È la seconda disavventura capitata ad
un membro della giunta. Qualche giorno fa in un incidente stradale era rimasto
ferito l’assessore Maragoni.
Erc.Ber.

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Per un nuovo affresco da festeggiare riaffiorato nella Cattedrale di San Cesareo
di terracina, dall’altra parte c’è la preoccupazione incombente che i lavori di
restauro possano doversi interrempere da un momento all’altro.
Tutta colpa delle
nubi che ancora si addensano sul nuovo finanziamento regionale che dovrebbe
giungere dalla Pisana per portare a termine l’intervento che fino a oggi ha
restituito a fedeli e semplici cittadini una chiesa a dir poco meravigliosa.
Come è meraviglioso l’angelo prostrato in preghiera e con le mani giunte
riaffiorato nel margine più alto della cappella della Madonna Addolorata, la
prima che appare sulla destra della navata centrale una volta entrati dalla
porta principale del Duomo. Un angelo dai colori già vivi che i giovani e
talentuosi restauratori stanno rendendo ancora più belli. Un angelo che molto
probabilmente ha al suo fianco, dall’altra parte, la sua immagine speculare che
non aspetta altro che venire fuori, da secoli e secoli di polvere e incuria.
Dopodiché saranno necessari altri soldi per passare alle cappelle dalla parte
opposta della navata, ai marmi e al pavimento. All’incirca 700 mila euro è la
somma richiesta alla Regione Lazio, ma al momento non si hanno notizie nemmeno
su un signolo euro. Pare che il problema riguardi la competente Commissione che
ancora non si decide a riunirsi. Il motivo? Non è dato di saperlo, ma non si
esclude che il problema possa essere di natura squisitamente monetaria. Fatto
sta che già lo scorso ottobre i soldi arrivati con il secondo finanziamento
regionale stavano terminando. Figuriamoci ora che sono trascorsi altri mesi.
Soldi sudati, prima che giungessero finalmente a destinazione. Soldi investiti
nel migliore dei modi. Soldi che hanno bisogno dei loro gemelli perchè si possa
completare l’opera. Strano che in piena campagna elettorale nessuno si sia
ancora autocandidato paladino della causa della Cattedrale. Ma non dimentichiamo
che tutto questo è potuto cominciare grazie a un moto di sensibilizzazione
popolare.
Rita Recchia

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Lo scandalo era nell’aria da tempo e ora la partita arriva a dama. Un nuovo
terremoto nel settore rifiuti ha travolto questa volta la Terracina Ambiente
spa, società a capitale misto pubblico- privato, che gestisce nel comune di
Terracina il servizio di igiene urbana, di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Dopo una lunga inchiesta aperta dalla procura di Latina e dopo i sequestri di
atti e documenti che nei giorni scorsi si sono susseguiti negli uffici
dell’amministrazione comunale, arriva il provvedimento di sequestro preventivo
che investe l’intera società. La misura, richiesta dal sostituto procuratore
Giuseppe Miliano e disposta dal giudice per le indagini preliminari del
tribunale di Latina Tiziana Coccoluto, viene notificata in mattinata dai
carabinieri della compagnia di Terracina, coordinati dal capitano Alessandro
Giordano Atti, in collaborazione con il personale del Nipaf del Corpo forestale
dello Stato. Contestualmente scatta la denuncia a carico dell’amministratore
delegato Valerio Bertuccelli e dell’ex responsabile di parte pubblica della
società, Luigi Di Mauro, accusati di truffa e inadempimento di pubbliche
forniture. L’inchiesta riguarda servizi concessi in sub appalto in via diretta e
senza una gara ad evidenza pubblica a società riconducibili al socio privato, il
gruppo Unendo, lo stesso della Latina Ambiente. I due dirigenti finiti nel
mirino della Procura, nell’esercizio delle proprie funzioni nel periodo compreso
tra il 2007 e il 2010, avrebbero inoltre messo in atto una truffa ai danni dello
Stato non ottemperando ai termini del contratto di appalto e trendo un ingiusto
profitto per la società per una lunga serie di servizi previsti dal contratto di
appalto e mai effettivamente realizzati nel territorio di Terracina. Tra questi,
anche il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Al momento la Procura
ha provveduto a commissariare l’intero consiglio d’amministrazione della società
e a nominare un amministratore giudiziario, Teodoro Codardo, al quale sarà
affidata la gestione dei servizi e delle attività della Terracina Ambiente. Ma
questo è solo un primo passo. Al vaglio degli inquirenti resta una mole di
documenti e atti sequestrati negli uffici dell’amministrazione e nella sede
della società, a Latina, che potrebbero portare ad ulteriori sviluppi eclatanti
dell’indagine che rischiano di travolgere anche il mondo politico. Nell’affare
dei rifiuti entra infatti in gioco una fitta rete di intrecci societari, che
conduce direttamente alla Latina Ambiente e da lì al socio privato Unendo. Le
due società, di Terracina e Latina, restano infatti due facce di una stessa
medaglia. Stessa parte privata, stesso amministratore delegato, Valerio
Bertuccelli, ora a tutti gli effetti indagato. Gli inquirenti faranno luce
proprio sugli intrecci societari, su appalti e sub appalti e sul meccanismo di
truffa che avrebbe consentito alla società di ricevere, nell’arco dei tre anni
d’indagine, un indebito profitto per servizi mai effettuati sul territorio di
Terracina ma previsti, nero su bianco, dal contratto d’appalto. E se non è
ancora possibile quantificare con precisione l’entità della truffa, come
precisano i carabinieri del capitano Atti, non si esclude che, carte alla mano,
sarà possibile chiudere il cerchio entro tempi brevissimi.
(da corriere pontino)

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«terracina Ambiente» sequestrata: avvisi di garanzia per l’amministratore
delegato Valerio Bertuccelli e per l’ex funzionario del Comune di terracina
Luigi Di Mauro.
Il blitz di ieri mattina, presso la sede della società di via
Monti Lepini a Latina, segna una svolta nell’inchiesta del sostituto procuratore
Giuseppe Miliano avviata lo scorso anno sulla gestione del servizio di igiene
urbana della cittadina rivierasca. Il provvedimento di sequestro preventivo,
emesso dal Gip Tiziana Coccoluto, delle quote societarie e di tutti i beni
dell’azienda, è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di terracina,
diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti, e dagli agenti del Nipaf (Nucleo
investigativi provinciale di polizia ambientale e forestale) di Latina,
coordinati dal vice questore aggiunto Luciano Perotto. Con la stessa ordinanza
il Gip ha nominato Teodoro Contardi, professionista di Roma, quale
amministratore giudiziario della società a capitale pubblico-privato. Dunque, da
questa mattina l’azienda potrà continuare ad operare ma con un nuovo capo:
l’amministratore giudiziario. Un commissariamento vero e proprio di fronte alle
ipotesi di reato formulate dal Pm Miliano alla base di specifiche richieste di
misure cautelari, già presentate da alcuni mesi al giudice per le indagini
preliminari. Ravvisate la frode nelle pubbliche forniture e la truffa nella
condotta degli indagati. Comportamenti fraudolenti che avrebbero avuto come
conseguenza ingiusti profitti per la terracina Ambiente e compromissione dei
pubblici interessi. L’inchiesta di Miliano, le cui indagini sin dall’inizio sono
state delegate ai carabinieri del Norm di terracina, diretti dal tenente Mario
Giacona, ha passato al setaccio la gestione del servizio dal 2007 al 2010.
Contestate numerose inadempienze, come ad esempio il mancato decollo della
raccolta differenziata, ma anche l’acquisto dei mezzi. Il capitolato d’appalto
stabiliva che la fornitura dei mezzi di lavoro doveva essere garantito dal socio
privato. Ma così non sarebbe stato nella realtà dei fatti, almeno a giudicare
dai periodi di emergenza rifiuti in cui la «terracina Ambiente» per far fronte
alle carenze del partner privato, prima l’Aspica e poi l’Unendo, si sarebbe
vista «costretta» a ricorre ad altre ditte, sia in termini di mezzi che di
personale, omettendo le procedure di gara per la pubblica fornitura. Notorio il
caso dei mezzi presi in prestito dalla Latina Ambiente (di cui la terracina
Ambiente è società partecipata) e da altre due società campane. I legami tra
queste ultime e la mista di terracina appaiono monitorati dagli inquirenti: ad
aprile dello scorso anno il Pm Miliano e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia
in audizione presso la commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie
accennaro al caso di terracina. Più sottile la motivazione che avrebbe spinto il
magistrato a formulare l’ipotesi della truffa. In base alla indagini
investigative svolte l’azienda sarebbe apparsa come una sorta di carrozzone non
in grado di svolgere il servizio assegnato. Contestata al Comune di terracina
anche la mancata applicazione dell sanzioni previste in caso delle inadempienze
dell’Unendo. L’inchiesta di Miliano è tutt’altro che conclusa. Attività
investigative sarebbero ancora in atto, nonostante il sequestro preventivo che
va a sigillare qualsiasi tentativo di reiterazione di reato. Nel registro degli
indagati sarebbero per essere iscritte anche altre persone, tra cui almeno un
altro funzionario del Comune.
Rita Cammarone

49000 [49]
E’ successo quello che da tempo si vociferava in città: la “Terracina Ambiente” è
stata sottoposta a sequestro.
Due gli indagati, tra cui il responsabile pubblico
della gestione della società, l’ingegnere Luigi Di Mauro, accusato di truffa ed
inadempimento delle pubbliche forniture. Era infatti l’ingegnere Di Mauro a
firmare le determinazioni delle fatture ed era proprio lui a tenere i rapporti
con la società mista oltre che ad avere il ruolo di controllore del rispetto
della gara d’appalto. Nonostante esistesse un apposito ufficio di controllo, che
aveva più volte evidenziato gli inadempimenti contrattuali della società,
nessuno dei dirigenti comunali è mai intervenuto. Non è mai scattata nessuna
penale nei confronti della Terracina Ambiente. E i servizi che la società
avrebbe dovuto erogare alla città, dalla differenziata alla pulizia dei
cassonetti, puntualmente non venivano eseguiti nonostante i pagamenti da parte
del Comune. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati negli uffici del
dipartimento finanziario e dei lavori pubblici atti e documenti. Intanto Luigi
Di Mauro ha nominato come suo legale l’avvocato Adelindo Maragoni. Le indagini
sono al momento ancora in corso, non si escludono altri imminenti ed eclatanti
risvolti: Nel registro degli indagati potrebbero comparire altri nomi tra cui
quello dell’ingegnere Vincenzo Fusco o quelli dei responsabili di altre società
occulte che però esercitano un controllo sulla Terracina Ambiente, tutte ipotesi
che gli inquirenti stanno approfondendo.
(da corriere pontino)

49000 [50]

Da carta vincente a caso giudiziario. La parabola della società mista terracina
Ambiente si consuma in poco più di tre anni, durante i quali mai una volta è
riuscita a non chiudere in perdita i suoi esercizi finanziari, mentre le crisi
del servizio di igiene urbana diventavano periodiche. Eppure, ben altre erano le
aspettative il 1° dicembre 2007, quando la mista venne costituita per uscire
dalle macerie della gestione Slia. Al prezzo di 2.900.000 euro, l’Aspica si
aggiudicò l’appalto divenendo socio del Comune e impegnandosi, fra le altre
cose, ad effettuare il porta a porta nel centro storico e la raccolta
differenziata con contenitori in strada nel restante centro urbano. Fu il Pd a
rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare che il servizio era
stato gestito in difformità rispetto all’offerta di Aspica. In effetti, il
partner privato quasi da subito lamentò l’impossibilità di non finire in rosso
svolgendo il servizio al prezzo con la quale aveva vinto l’appalto. Di qui, vari
tentativi per uscire da quella che appariva una situazione di deficit
strutturale. Si passò così al ‘Piano Santoro’, anche questo oggetto di
contestazioni di legittimità, ma che fu la stessa terracina Ambiente a bocciare
perché molto più costoso rispetto alla spesa prevista di 3.700.000 euro. Veniva
anche aumentata la Tarsu del 45 per cento (con procedure per due volte ritenute
non valide dal Tar), ma restavano i problemi finanziari della mista ed i
problemi igienici per la città. E mentre il gestore continuava ad accumulare
perdite su perdite e i rappresentanti del Comune nel cda si dimettevano per
mancanza di risorse finanziarie, ecco l’idea della Tia. Obiettivo della
terracina Ambiente era quello di incassare direttamente dai cittadini il dovuto,
che invece con la Tarsu viene introitato dal Comune e spesso era speso per
altro. C’è voluto circa un anno, costellato di ricorsi, ma poi, all’inizio del
2011, la Tia diventa realtà e le vicissitudini della terracina Ambiente sembrano
destinate a finire. Sogni infranti, ieri mattina, dalla Procura della Repubblica.
Andrea Di Lello

49000 [51]

Non ha mai navigato in acque tranquille Terracina Ambiente, la società gemella
di Latina Ambiente con la quale condivide appieno il partner privato.
La spa a
prevalente capitale pubblico (quello del Comune) già da qualche anno, a causa di
una gestione le cui modalità sono molto più che discutibili, accumula debiti
stratosferici. Tanto che esattamente due anni fa, proprio per tentare di
salvarla dal fallimento, Latina Ambiente aveva lanciato l’ipotesi di acquistarla
nell’ambito di un presunto e ambizioso progetto per dare vita ad un cosiddetto
consorzio di imprese ed ampliare le attività sul territorio provinciale. In
realtà si sarebbe trattato di farsi carico di tutti i passivi della Terracina
Ambiente (che qualcuno all’epoca aveva definito “il carrozzone più sgangherato
del territorio pontino”) con inevitabili e drammatiche ricadute sui bilanci
della spa del capoluogo e di conseguenza sulle bollette dei rifiuti, oggetto
anche allora di pesanti contestazioni e denunce. L’operazione, insomma, era
apparsa fin da subito sospetta ed economicamente suicida, un mero tentativo di
salvataggio politico per l’amministrazione guidata da Stefano Nardi. Il tutto in
una fase, la primavera 2009, nella quale quel Comune era stato travolto da una
serie di inchieste giudiziarie che rischiavano anche di far cadere la Giunta
mentre i magistrati stavano andando anche a studiare anche le carte e la
documentazione della società per azioni terracinese. A bloccare l’operazione di
acquisizione già annunciata dai vertici di Latina Ambiente erano stati alcuni
consiglieri comunali del PD che avevano paventato gli enormi rischi finanziari
che avrebbero comportato le velleità espansionistiche indirizzate verso
un’impresa evidentemente fallimentare. Il legame a doppio filo tra le due spa,
però, non si è mai allentato come del resto è logico che sia: quel partner
privato in comune, Unendo, rende di fatto Terracina Ambiente e Latina Ambiente
società gemelle a tutti gli effetti, in pratica le due facce di una stessa
medaglia. Come dimostra del resto il sopralluogo di ieri nella sede di via Monti
Lepini per notificare a Valerio Bertuccelli, amministratore delegato di
entrambe, l’iscrizione nel registro degli indagati.
(da corriere pontino)

49000 [52]

«Non conosco gli atti, ma mi preoccupa soprattutto la funzionalità del
servizio». I
n assenza del sindaco (all’estero) e dell’assessore competente
Loreto Maragoni (alle pree con le conseguenze di un incidente stradale), è il
consigliere comunale Paolo Cerilli a prendere posizione rispetto al ciclone
giudiziario che ha investito la terracina Ambiente. Nessuna valutazione
sull’inchiesta: ciò che preoccupa Cerilli è il pericolo di un disservizio della
raccolta dei rifiuti. «Abbiamo lavorato per garantire efficienza al servizio
d’igiene urbana ed ora mi chiedo se, con l’amministratore giudiziario, non si
corra il pericolo di fare un passo indietro». Il consigliere comunale sottolinea
«che il prossimo 15 febbraio dovranno essere pagati gli stipendi ai dipendenti
della terracina Ambiente e che bisogna rispettare gli accordi finanziari presi
con la Indeco per conferire i rifiuti in discarica». «In questa situazione – si
chiede Cerilli – potranno essere rispettati tutti gli impegni?».
A.D.L.

49000 [53]

Non trova pace il terracina calcio. Quando sembrava che il passaggio di consegne
dalla famiglia De Filippis (Fabio e l’attuale presidente, la sorella Maria) ai
nuovi proprietari, Biagio Minchella e Giovanni Riccardi, fosse ormai una
questione di dettagli, ecco che arriva la doccia gelata. Più che gelata, diciamo
fredda, anzi, freddina, e spieghiamo subito perché. In effetti Minchella e
Riccardi si sono già impegnati, economicamente, tanto con la squadra, quanto coi
vecchi dirigenti. Il problema è che, per la chiusura definitiva della
trattativa, ovvero la classica firma sui contratti, i due continuano a prendere
tempo. C’è da tirare fuori un bel po’ di soldini, tutti insieme, e l’ostacolo
sarebbe proprio questo. Antonio Fragasso, direttore generale della società e
uomo incaricato da De Filippis di fare da tramite coi prossimi proprietari, sta
perdendo la pazienza. L’ultimi rinvio è quello di lunedì sera: ‘Mancanza di
soldi liquidi’, avrebbero detto Minchella e Riccardi. Solo che i due non sono
gli unici interessati a rilevare la società. Pronti a subentrare sarebbero anche
alcuni imprenditori romani, già impegnati nel mondo del calcio nelle stagioni
passate, e che arriverebbero a terracina per portare avanti il progetto. Niente
nomi, ma gli indizi portano agli ex proprietari della Cavese, i fratelli
Maroncini. In effetti, dopo l’acquisto, nella scorsa estate, del titolo del
Formia 1905, la matricola del terracina non può essere spostata per almeno tre
stagioni. Quindi, niente pericolo. Proprio per non rimetterci capra e cavoli,
Fracasso avrebbe lanciato, verso Minchella e Riccardi, un vero e proprio
ultimatum, ovvero: o si chiude entro venerdì prossimo (dopo domani), oppure si
cambia e parte la trattativa coi romani che, sempre secondo Fracasso, avrebbero
già i soldi pronti per chiudere l’operazione. In questo clima di incertezza,
però, la squadra continua ad inanellare risultati positivi. Contro la Vigor,
domenica scorsa, è arrivata la terza vittoria di fila che ha permesso ai
tigrotti di superare i cisternesi in classifica e diventare la migliore delle
pontine in graduatoria. Non solo. La presenza di pubblico sugli spalti del
Colavolpe ha dimostrato, a coloro che non ci credevano, che la fame di calcio
dei terracinesi non si è sopita e che la passione verso i propri colori regge a
ogni avversità. Il problema è che con la sola passione non si vincono i
campionati. Ci vogliono i soldi, e quelli qualcuno deve tirarli fuori.
Lidano Orlandi


Servizio speciale dei vigili urbani di terracina contro quegli utenti incivili
che con le proprie vetture occupano le discese che dovrebbero servire
esclusivamente ad agevolare il passaggio di disabili e carrozzine in genere.

Negli ultimi due giorni gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia sono stati
impegnati in un servizio ad hoc che ha «fruttato» ben 12 multe ognuna pari a 78
euro.

49000 [54]
Prova a rubare materiale edile all’interno di un deposito, ma viene individuata
e fermata.
La protagonista è una cittadina russa denunciata dai carabinieri di
Sabaudia per tentato furto. I fatti risalgono all’altro ieri. I militari erano
intenti in un normale servizio di controllo del territorio quando si sono
trovati ad affrontare il caso di questa donna che si era introdotta in un
deposito di materiale edile con l’intento di portare via qualcosa. Gli uomini
dell’Arma l’hanno individuata e fermata, quindi è scattata la denuncia per
tentato furto. La refurtiva è stata restituita all´avente diritto, cioè al
legittimo proprietario del deposito.
E.M.

49000 [43]

Battuta anche la Vigor Cisterna, e terzo risultato utile consecutivo portato a
casa da un Terracina che sembra essersi completamente rivitalizzato
in questo
girone di ritorno che sta portando in casa biancazzurra numerose soddisfazioni.
Tigrotti che salgono a quota trentadue punti, e che godono sempre più di una
classifica soddisfacente che li proietta, nel caso dovessero mantenere un
andamento costante, tra le grandi del campionato. Di tutt’altro tipo e sapore,
invece, la vittoria del Formia 1905. La compagine di mister Tersigni si rende
capace di espugnare, in trasferta, il campo della capolista, in una partita che
ha visto il Formia lottare su ogni pallone, combattere con la grinta di una
squadra matura, e vincere con carattere e determinazione. Lupa Frascati che, a
causa dello sgambetto dei formiani, perde la vetta, con i ragazzi di Tersigni
che si allontanano dalle zone basse.

49000 [42]

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terracina-lato-del-tempio-di-giove-1880_bis

Lo scorso maggio, il consiglio comunale decise quasi all’unanimità di farne un
parco archeologico; ma ora nell’area del Montuno sono ripresi i lavori per la
realizzazione di un parcheggio interrato.
«Sì, ma più piccolo rispetto al
progetto originario», spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Franco Ferrari. Il
fatto è che, nove mesi fa, sul versante occidentale di quella che è conosciuta
anche con il nome di Collinetta, le ruspe della ditta incaricata di realizzare i
posti auto portarono alla luce un muro romano di epoca imperiale. I lavori
vennero sospesi e l’assemblea consiliare, su proposta del consigliere comunale
di maggioranza, Paolo Cerilli, approvò con un consenso larghissimo il documento
che impegnava l’amministrazione Nardi a rinunciare al progetto del parcheggio
sotto il Montuno per valorizzare le antichità che stavano venendo alla luce.
«Quale ordine del giorno? – chiede Ferrari- Sa, a maggio io non ero assessore».
In realtà, Ferrari sostiene anche di non sapere che il cantiere del Montuno è
di nuovo attivo («Sono i tecnici ad occuparsi della gestione dei lavori»), ma
afferma che il nuovo progetto sarà attuato nel rispetto delle prescrizioni della
competente Soprintendenza. Perciò, l’assessore nega che si procederà alla
distruzione del muro antico, come suggeriscono le voci circolanti in città. Ma
l’Archeoclub non si fida: per ora in modo informale, l’associazione fa notare
che sull’area in questione gravano due vincoli, quello paesaggistico e quello
archeologico, quest’ultimo rafforzato dal relativo Piano particolareggiato
esecutivo. In questa situazione, la realizzazione del parcheggio deve essere
preceduta dall’approvazione di una variante urbanistica, che non può seguire la
procedura semplificata, come invece «illegittimamente»avvenne (secondo
l’Archeoclub) con il primo progetto, ma deve attenersi alla procedura ordinaria.
Il nuovo progetto, quindi, sottolinea l’associazione, dovrebbe essere approvato
in Consiglio e spedito in Regione, senza trascurare la Soprintendenza, il cui
parere è vincolante.
Andrea Di Lello


Comunicazione di servizio: contrariamente alle notizie diffuse dai giornali, al Parco del Montuno sono in corso, UNICAMENTE, lavori di “saggio archeologico” per verificare la portata della scoperta, sotto il controllo della Soprintendenza. Operai maldestri, non avvisando nessuno, hanno distrutto il muro di cinta per far passare un mezzo non idoneo. Il dott. Innico, responsabile della Cassieri, dopo una durissima reprimenda nei confronti dei tecnici, ha preso il controllo della situazione e sta procedendo secondo protocollo.

(iL WeBMaSTeR)

49000 [45]

Il giudice Fedele abbandona la competizione elettorale
Letto il comunicato stampa 7 febbraio 2011 del partito Sel, riconosco, alla luce dei fatti successivamente accertati, la correttezza della decisione assunta da quel partito quale risposta al mio comunicato del 4 febbraio 2011, assunto questo sulla base di una prospettazione errata dell’effettivo svolgimento dei fatti che lo hanno determinato. Per questo porgo le mie scuse al partito e alla Segreteria Sel e, quindi, alle persone del Segretario Politico Vittorio Marzullo e dei componenti Ilde Ascani, Elvira Bianchi, Lino Bucci, Alessandro L’Aurora, Stefano Pariselli e Maurizio Recchia, nonché all’Associazione Oggi per Domani che molto si è spesa nella vicenda, e quindi mi scuso anche con i componenti e gli esponenti della stessa, in modo particolare con le persone di Livio Della Nova, Antonella Ciocia, Candida Grenga, Maurizio Carocci.

Auspico che Sel nell’espletamento del suo insostituibile ruolo di partito, come tale costituzionalmente riconosciuto, e quindi di stabile e permanente presidio e strumento di crescita della democrazia per la tutela degli interessi dei propri rappresentati e più in generale delle istanze democratiche della società, riesca a portare a felice attuazione nella nostra città, con il metodo della democrazia partecipativa e nella ristabilita pratica della legalità e trasparenza, i principi ed i valori programmatici esaustivamente condivisi nel breve periodo di collaborazione e, più specificamente, quelli della sostenibilità ambientale, di una effettiva socialità solidale e di un sano sviluppo fondato sulla valorizzazione delle ricchezze storiche, culturali e ambientali, che costituiscono la ricchezza autentica della nostra comunità.

Consequenziale il ritiro del mio nome dallo scenario elettorale. Poiché anche quest’ultima decisione è stata e non poteva che essere assunta per autonoma determinazione della mia coscienza, mi scuso con le persone, partiti (RC – IDV) e associazioni (Circolo Eleuterìa e Terracina Rialzati), che hanno continuato a sostenermi.

Terracina, 8 febbraio 2011.

Eugenio Fedele


49000 [13]

«E’ un regalo ai privati e un danno alle casse comunali» il progetto di
privatizzazione della pubblica illuminazione, faticosamente approvato
nell’ultima seduta consiliare.
A sostenerlo, è il gruppo consiliare del Pd, che
contesta punto per punto tutte le ragioni con cui l’amministrazione Nardi ha
giustificato il provvedimento. Per il Pd, infatti, «non corrisponde a verità che
il 50% dei pali dell’illuminazione pubblica risulti vetusto perché la maggior
parte è stata realizzata da circa 15 anni. Inoltre, il comune di terracina in 5
anni ha speso per sostituire i pali della luce e le plafoniere ben un milione di
euro». Non è vero neanche che «la illuminazione pubblica attuale comporti
continui e frequenti interventi per numerosi guasti e malfunzionamenti, perché
in gran parte è nuova, e che le esigue risorse finanziarie dell’Ente non
permettano l’investimento necessario per realizzare un’efficiente gestione e
manutenzione degli impianti». Il Pd, poi, rifacendosi a quanto sostenuto anche
dall’amministrazione Nardi, sottolinea che, «per quanto attiene i consumi
energetici e l’inquinamento luminoso, nonché il miglioramento dell’efficienza
luminosa e la sicurezza dei medesimi impianti, con i nuovi sistemi si andrebbe
ad una riduzione del 40% dei costi». Per i democratici, «questa riduzione del
40% comporterebbe un risparmio annuo di circa 250 milioni di euro. Una volta
fatto l’investimento, il risparmio complessivo di tre milioni di euro potrebbe
essere incamerato dall’amministrazione comunale per i 12 anni previsti per
l’affidamento dell’appalto, mentre l’investimento sarebbe ammortizzato in soli
due anni». «L’amministrazione comunale invece -accusa il Pd -, con
l’approvazione della delibera, ha deciso di regalare i fondi del risparmio
energetico al privato, considerando che, con il nuovo sistema Led, la
manutenzione sarebbe ridotta se non quasi eliminata, perché le lampade
durerebbero fino ad esaurimento per 12 anni». «Guarda caso – osservano i
democratici – fino alla fine del contratto, quando gli impianti saranno
riconsegnati al Comune con tutte le lampade da ricostituire e l’investimento da
rifare». «In conclusione – termina il Pd -, l’amministrazione comunale, con
l’approvazione della delibera, scrive cose non vere, fa un regalo ai privati e
un danno alle nostre casse comunali e alla nostra comunità in un momento in cui
il Comune si trova in una situazione di dissesto».
Andrea Di Lello

49000 [2]

Cercare di trovare una soluzione immediata e definitiva ad uno dei problemi che
negli ultimi tempi sta letteralmente mettendo in ginocchio il litorale, che si
estende da porto Badino a Foce Sisto e con esso i suoi operatori.
è stato questo
il tema dell’incontro tra il consigliere regionale Nicola Illuzzi, della lista
Polverini, e l’imprenditore Gianfranco Sciscione, da sempre impegnato a cercare
di risolvere il problema dell’erosione. «La situazione è molto grave, siamo
anche in ritardo perchè la stagione è alle porte -spiega Illuzzi-. L’anno scorso
è stato effettuato un intervento tampone, però abbiamo visto che è bastata una
mareggiata per vanificare gran parte del lavoro fatto. Quest’anno dobbiamo
attivare un intervento strutturale duraturo nel tempo, che miri alla creazione
di pennelli che automaticamente riportino nuova sabbia per oltre un chilometro
di litorale. Con l’amico Gianfranco Sciscione ci siamo confrontati e ci stiamo
confrontando su questo importante tema. Il mio impegno sarà quello di potare
avanti in tempi brevi ed utili il progetto in modo tale che la prossima stagione
possa partire con il vento in poppa». Un problema quello dell’erosione del
litorale già affrontato da Gianfranco Sciscione lo scorso anno con un intervento
diretto di ripascimento, evitando così che la stagione estiva fosse compromessa.
«Ho degli amici come Nicola Illuzzi, Alessandra Mandarelli -sottolinea
Sciscione- che daranno una mano alla nostra città, che ne ha tanto bisogno.
Saranno come i nostri nuovi angeli che verranno messi a conoscenza dei nostri
problemi e si attiveranno affinché la Regione li risolva. Il tavolo giusto per
la nostra città è la Regione. Mi auguro con tutto il cuore che riusciremo a
chiudere questo annoso problema, perché la spiaggia è il volano naturale della
nostra città. Cerchiamo di trovare qualche soluzione tampone alle aziende per
l’imminente stagione balneare, per poi risolverlo in modo definitivo con questo
progetto che abbiamo in mente, sono sicuro che la nostra Presidente
ci sarà vicino».
(di Maya Bottiglia, da corriere pontino)

49000 [3]

Festa a rischio. E non una festa qualsiasi, ma quella in onore della Madonna del
Carmine, la celebrazione religiosa più sentita a terracina. La pazienza del
Comitato organizzatore dei festeggiamenti, pazienza di cui più di qualcuno ha
già ampiamente abusato, sta per vacillare del tutto. Dopodiché non ci sarà più
modo di tornare indietro, e la città dovrà fare a meno dell’importante festa di
metà luglio. L’aut aut arriva direttamente da Domenico Monti, presidente del
Comitato che cura i festeggiamenti oltre che della cooperativa pescatori «La
Sirena» di terracina. «L’amministrazione comunale deve ancora saldare con noi i
contributi per le edizioni 2009 e 2010 della festa (abbiamo chiesto un decreto
ingiuntivo), il che ci ha costretti ad accumulare debiti con i fornitori di luci
e fuochi pirotecnici che naturalmente bussano alla nostra porta». In tutto si
parla di circa 65 mila euro, ai quali vanno aggiunti anche i 20 mila attesi
dall’amministrazione provinciale. «Senza soldi la città sarà costretta a fare a
meno delle celebrazioni già a partire da quest’anno» dichiara con toni amari ma
più che decisi Domenico Monti, che sconsiglia chiunque di sperare di «pescare»
voti dalle loro parti, con finti quanto sgradevoli e fuori luogo tentativi di
arruffianamento pro elezioni. Senza soldi non si canta messa. Nemmeno quella per
la Madonna del Carmine. E considerando la tanto decantata affezione degli
amministratori locali alla festa in onore della protettrice del mare e dei
pescatori, non possono davvero correre un rischio del genere.
Ri.Re.

49000 [4]

Telefonate ad intermittenza presso il comando della polizia municipale. Ieri
mattina al centralino di via Sarti, probabilmente a causa di un problema di
linea oppure di un’interferenza con quello del Comune, non giungevano tutte le
telefonate. Molti i cittadini che provavano a chiamare, ma dopo aver composto i
primi numeri la linea continuava a cadere e per loro è stato impossibile
segnalare i loro problemi. Situazione di disagio che si è prolungata per tutta
la mattina tornando poi alla normalità nel primo pomeriggio. Un problema non
nuovo in quanto, in più di qualche occasione, il
centralino è risultato fuori uso.
(da corriere pontino)

49000 [5]

Nei loro programmi elettorali i candidati sindaci dovranno tener conto anche di
una realtà dimenticata: l’università.
Esistono in città due poli, che fanno
riferimento uno all’Università di Cassino e un altro a «La Sapienza» di Roma.
Quest’ultimo, attivo all’ospedale «Fiorini», ha diversi corsi: infermieristica,
igiene mentale (circa 400 allievi), master dell’area critica (circa 10 allievi),
specializzazioni nell’area chirurgica e medica (circa 30 allievi). Nell’insieme
un esercito di quasi 500 studenti. Da loro ci giunge un cahier de doleances che
prospettiamo a quanti (autorità scolastiche, sanitarie, politiche ed
amministrative) hanno a cuore le gemmazioni universitarie, intendendole come
sviluppo e ricchezza per la città. Manuela De Rinaldis di Brindisi mette
l’accento sul problema degli alloggi, che accomuna i tanti studenti fuori sede:
«Per me e per gli altri che provengono da una diversa regione la questione grave
è quella dell’affitto delle case. I proprietari chiedono canoni alti e
permettono l’alloggio solo fino a maggio, in modo da affittare l’estate ai
villeggianti. In questo modo, a giugno e a luglio (i mesi più pieni di esami e
di lezioni), veniamo lasciati senza casa e siamo costretti ad arrangiarci, come
se non fosse già difficile così». Giuseppe Mosca viene dalla provincia di Ragusa
e affronta un altro discorso che sta molto a cuore agli studenti: la mensa
scolastica. «Manca un servizio di questo genere – dice Giuseppe – Si potrebbe
pensare ad una convenzione e a buoni pasto Adisu a prezzo agevolato». Non
mancano le carenze connesse con la struttura universitaria. Se ne fa portavoce
Alessandra Granato di Nocera Inferiore: «Per quanto mi permette di dire la mia
esperienza, ritengo che sia assente un’organizzazione amministrativa consona ad
un ambito universitario». Ma è la penuria di aule la difficoltà più rimarcata da
tutti. Per Massimiliano, studente di Latina, «gli ambienti sono stretti e
incapaci a contenere tutti. In più, mancano le aule dedicate a materie
specifiche, oltre ad aule di studio e a una biblioteca». Rimanendo all’interno
della struttura, non si salvano nemmeno le suppellettili scolastiche. «Le sedie
non hanno l’appoggio per scrivere e questo ci rende difficile prendere gli
appunti nel mentre seguiamo le lezioni», segnala Francesca Paini di Battipaglia.
Nell’era della tecnologia, poi, si fa lezione con mezzi antiquati o inadeguati,
come fa notare Ivano De Prisco che viene dalla provincia di Salerno. «Spesso
abbiamo problemi con le apparecchiature elettroniche non perfettamente
funzionanti – sostiene Ivano – Avremmo bisogno almeno di un pc collegato in
rete, di un servizio fotocopie e stampa e di una linea wi-fi». Chiudono l’elenco
delle richieste la mancanza di servizi sportivi e di un condizonamento dell’aria
per i mesi estivi. Tutti gli studenti interpellati, inoltre, mettono in risalto
negativamente la mancanza di trasporti pubblici per i collegamenti da e per
l’ospedale. Ombre ma anche luci. Le positività sono racchiuse nel giudizio di De
Prisco: «Di buono c’è che viviamo in un bel paese con un welfare migliore di
quello campano e a misura d’uomo».
Ercole Bersani

49000 [7]

Open day per l’istituto comprensivo di Borgo Hermada. Dopo la giornata di ieri
anche oggi la scuola sarà impegnata nel progetto di continuità didattica,
portato avanti dai docenti Spinosa e Narezzi. Esso prevede una particolare
attività di tutoraggio per tutti i bambini che si apprestano a vivere un
passaggio didattico importante. I piccoli di 5 anni e i di 10 l’anno prossimo
affronteranno rispettivamente la prima elementare e la prima media. Chi meglio
può far conoscere la scuola se non i bambini stessi? Sono infatti loro ad
“iniziarli” all’interno dell’istituto. Quelli di 5 anni verranno tutorati dai
10enni che, a loro volta, verranno seguiti dai ragazzi di terza media.
Nell’ambito dell’attività di mentoring i ragazzi verranno impegnati in quattro
laboratori pratici: musica (costruzione di alcuni strumenti come le maracas),
arte (produzione di marionette), informatica (utilizzo di alcuni giochi) e
motorio (esercizi per lo sviluppo oculo-spaziale). Il programma proseguirà fino
a fine anno. A giugno tutti i ragazzi dell’istituto comprensivo si cimenteranno
nella rappresentazione del “Brutto Anatroccolo”. Ognuno parteciperà a suo modo.
I piccoli di 5 anni coloreranno delle immagini della storia che successivamente
verranno raccolte in un libro, i 10enni si dedicheranno allo spettacolo mentre
ai 13enni spetta il compito di mettere a
punto la scenografia.

49000 [8]

Alle 5 del mattino i Carabinieri del locale Norm – Aliquota Radiomobile, hanno
tratto in arresto L.E. 39enne Romeno, in Italia senza fissa dimora,
pregiudicato, nullafacente, che a seguito di diverbio, sorto per futili motivi,
colpiva ripetutamente al capo, con un bastone, un connazionale D.I.P. 24enne,
anche lui in Italia senza fissa dimora, nullafacente.
Il malcapitato
tempestivamente soccorso e trasportato presso l’ospedale civile di Terracina,
veniva riscontrato affetto da “emorragia Celebrale” e giudicato in prognosi
riservata. Il responsabile del delitto è associato presso questa Casa
Circondariale, a disposizione dell’A.G..

49000 [9]

Ambiguità» e «doppiezza». Il divorzio tra Sinistra, Ecologia e Libertà e Eugenio
Fedele si consuma tra accuse reciproche. A pochi giorni dalla scelta del
candidato a sindaco di scaricare dalla suo schieramento tutti i partiti della
Sinistra, la segreteria di SeL in una nota evidenzia «l’ambiguità totale, per
non dire doppiezza, nel comportamento politico del dottor Fedele, anche alla
luce delle recentissime illazioni apparse sui giornali, relative ad accordi con
esponenti della destra della presidente Polverini». «Infatti – continua la nota-
mentre il nostro partito discuteva intorno a questioni politiche afferenti alle
implicazioni programmatiche e valoriali che emergevano drammaticamente, giorno
dopo giorno, dal sostegno alla candidatura Fedele, quest’ultimo già organizzava
surrettiziamente la nostra “espulsione” e conduceva trattative con altri
soggetti politici. Tutto ciò in barba a quei principi di trasparenza e
correttezza nel comportamento politico che il dottor Fedele ha dichiarato a più
riprese di porre come valori cardini della sua candidatura!». Per quanto
riguarda ipotesi di alleanze con il Pd, SeL puntualizza di avere provato «per
mesi, inutilmente, la possibilità di pervenire ad un accordo programmatico serio
con la dirigenza democratica, come anche ha tentato di verificare la
praticabilità di realizzare un ampio schieramento politico di centro-sinistra,
da concretizzare attraverso una adeguata candidatura a sindaco, che si sarebbe
dovuta concordare con una intesa con tutte le forze partitiche e associative a
sinistra del Pd. Questi tentativi, tuttavia, sono stati frustrati dalle scelte
divergenti compiute dalla dirigenza del Pd». SeL, a questo punto, si dice
disponibile a procedere alla definizione di un programma e all’individuazione di
un candidato a sindaco «con i partiti, le associazioni, i comitati e i singoli
cittadini con cui abbiamo sin qui proficuamente collaborato».
A.D.L.

49000 [10]

La Terracina Ambiente ci riprova. Oggi i membri del consiglio di amministrazione
della società mista che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti torneranno a riunirsi per stabilire una nuova data di convocazione
dell’assemblea straordinaria, che dovrà esaminare l’importante argomento della
perdita d’esercizio per il bilancio 2009 e la conseguente ricapitalizzazione. E
tre. Sono già due volte che la riunione viene rinviata. Ma il problema va
affrontato. «Noi -spiega Giuseppe Mosa, membro di parte pubblica del Cda-
abbiamo proposto al Comune di metterci a disposizione un immobile (del valore di
600.000 euro) a fronte del debito nei nostri confronti. Con l’avvio della Tia
abbiamo bisogno di locali per la riscossione dei tributi, di una sede operativa
e di riunione. Abbiamo pensato ad un immobile di Borgo Hermada, ma, in fin dei
conti, qualsiasi struttura andrebbe bene».
ro. be.

49000 [11]

Il Rotary Club terracina-Fondi ha vinto la sua scommessa chiudendo a quota 42
mila euro circa la raccolta dei fondi per sostenere il restauro dell’edificio
che ospita la casa-famiglia «Gregorio Antonelli» di terracina.
«Sia io che tutti
i soci del Club siamo orgogliosi per aver raggiunto un traguardo importante e
ambizioso nel quale abbiamo sempre creduto- commenta il presidente Luca Meineri-
Ma è a terracina e ai terracinesi che va il plauso maggiore, alla loro
generosità e sensibilità». Meineri ringrazia i docenti e i ragazzi della «Monti-
Mameli» che hanno raccolto fondi vendendo lavoretti artigianali, i commercianti
che hanno esposto il salvadanaio e tutti gli sponsor. «E’ la testimonianza che
quando c’è passione e organizzazione anche a terracina si possono realizzare
progetti importanti» conclude Luca Meineri. I lavori sono iniziati da qualche
giorno e finriranno entro il prossimo aprile.
Ri.Re.

49000 [12]

Peccato per la sconfitta subita dal Volley terracina lo scorso sabato. Lo
scontro si prospettava impegnativo già in partenza, la consapevolezza di avere
davanti una squadra molto forte e il desiderio di vendicare la sconfitta subita
all’esordio in serie C hanno motivato la compagine terracinese che ha invano
provato ad inaugurare positivamente la prima partita del girone di ritorno. Tre
set portati a casa dall’ A.D.P. Fonte Roma Eur con i seguenti parziali: (13-25,
20-25, 16-25), un distacco evidente,la prima volta che in questo campionato il
Volley terracina subisce una battuta d’arresto netta. Dall’ analisi
dell’incontro le ragazze di Carmine Pesce hanno mostrato la loro buona
preparazione soprattutto nei fondamentali, in particolar modo nella fase di
ricezione, è infatti in attacco che apparivano più deboli. Le reali motivazioni
che non hanno permesso alle terracinesi di chiudere gran parte delle azioni
vanno principalmente ricercate in un organico non in perfetta forma fisica.
L’infiammazione alla spalla della Marchesini, la contrattura lombare della
Bertiè , il dolore ad un braccio della Luciani hanno rallentato il ritmo di
gioco della squadra che non è stata in grado di sopperire. Il desiderio di
rivalsa da una parte e l’impossibilità di concretizzarlo per reali difficoltà
fisiche dall’altra hanno dato sin dai primi minuti di gioco la sensazione di un
incontro molto nervoso e gli infortuni non hanno permesso alle atlete di
attaccare con la giusta forza e determinazione. Quella del Volley terracina è
una squadra ancora immatura nel suo insieme e sa che in un nuovo campionato di
livello come quello che sta affrontando non può contare sulle giovani atlete,
ancora non pronte ad offrire il proprio contributo. La formazione ha bisogno
quindi delle sue punte di diamante e confida nel rivederle giocare al massimo
delle proprie capacità e soprattutto della propria forma fisica.«Contiamo di
recuperare per affrontare le nuove sfide». Queste le parole dell’allenatore
Carmine Pesce al termine dell’incontro. L’allenamento duro e costante, la
determinazione, la passione, continuano ad essere i comuni denominatori di
questa squadra che non intende perdersi d’animo e che impara a crescere
soprattutto dalle sconfitte.

49000 [27]

Boom di accessi al Pronto Soccorso. Ospedale in crisi
FEBBRE alta, dolori addominali, tosse e difficoltà respiratorie. Con questi
sintomi decine e decine di pazienti si sono presentati negli ultimi giorni al
pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini» di Terracina. Accessi record che in
qualche caso hanno davvero intasato i locali del pronto soccorso e delle sale
d’attesa. Medici e infermieri hanno dovuto fare gli straordinari per tenere
sotto controllo la situazione, soprattutto quando contemporaneamente
si sono presentati più soggetti con febbre alta e vertigini, sintomi
tali da richiedere un immediato intervento da parte del personale sanitario. Il
picco di accessi al «Fiorini» si è registrato nel fine settimana e, più nello
specifico, nelle notti di venerdì e sabato quando i pazienti si sono riversati
in massa all’ospe – dale. A causare questa «ondata » più fattori. In primo luogo
il fatto che, a quanto sembra, il virus influenzale farà registrare un vero e
proprio boom a cavallo tra la settimana appena trascorsa e quella che inizia. Ma
c’è dell’altro. Con i medici di famiglia che sabato e domenica lavorano a ranghi
ridotti e un servizio di guardia medica che, vista la popolazione terracinese e
le continue richieste di intervento, andrebbe senz’al – tro potenziato, per il
popolo degli influenzati non c’è stata altra soluzione che prendere la strada di
via Firenze e recarsi in ospedale. Qui, però, il personale medico ha dovuto
sobbarcarsi di u n l a v o r o straordinario dovuto alla crescita esponenziale
degli accessi. A richiedere il maggior numero di interventi sono stati anziani e
bambini. Per alcuni di loro, vista la febbre alta, si è dovuto disporre anche il
ricovero. Ma per la maggior parte dei pazienti, dopo la visita di controllo, si
è trattato di rientrare a casa e infilarsi sotto le coperte, imbottendosi di
antibiotici e sciroppi. A quanto sembra era da molto tempo che non si verificava
un’ondata di accessi di questo genere all’ospedale «Fiorini» per sintomi
influenzali. Certo è che l’influenza negli ultimi giorni ha letteralmente messo
a letto centinaia di persone, caratterizzata da un virus che si trasmette
velocemente e che lascia poche possibilità alle difese immunitarie.
Fortunatamente nessuno dei casi che si è presentato all’ospedale «Fiorini»
risulta essere grave. Non è da trascurare neppure il fatto che il bacino
d’utenza dell’ospedale di Terracina negli ultimi tempi, dopo il piano di
riordino sanitario varato dalla giunta regionale del Lazio, si è esteso
arrivando a coprire anche zone quali i Lepini, Sezze e Priverno. Con gli ultimi
ricoveri dovuti al dilagare dell’influenza si è anche riaffacciato il problema
dei posti letto in ospedale. Infatti numerosi reparti hanno fatto registrare in
questi giorni il tutto esaurito, e proprio per questo si rischia che i pazienti
di Terracina e dintorni, qualora si presentasse per loro la necessità di essere
ricoverati, potrebbero essere trasferiti presso altre strutture sanitarie della
provincia: Formia e Latina le mete più probabili.
Francesco Avena

49000 [28]

Sta diventando una questione incredibilmente seria quella delle fave «illegali»
in zona Ceccaccio, a terracina.
Soprattutto per l’s.o.s lanciato al Comune dalla
polizia municipale e dal papà di un neonato affetto da favismo residente nella
zona e fin’ora caduto nel vuoto. Dopo che nelle ultime settimane i vigili urbani
hanno fatto togliere intere piantagioni di fave, in virtù del divieto imposto
dallo stesso ente nel lontano 1997, pare che sia rimasto qualcuno che le coltiva
nel proprio orto. A breve ci sarà l’infiorescenza delle fave, e i genitori dei
neonato l’attendono come un vero incubo. Per questo motivo almeno una decina di
giorni fa gli agenti del comandante Pecchia avevano chiesto all’ufficio comunale
competente di stampare degli avviso sulla situazione di pericolo da affiggere in
via Ceccaccio. Ma non è apparso nulla del genere, tanto che domenica mattina il
genitore ha presentato un esposto in comando.
Ri.Re.

49000 [29]

Sono stati programmati tardi. Sono cominciati in ritardo. E adesso finiranno con
un’ulteriore slittamento di tempo rispetto alla tabella «ufficiale» dei lavori.
E’ l’ormai famigerato cantiere sistemato da quasi due anni lungo un tratto di 45
metri di via Lungolinea Pio VI, a terracina. Un cantiere che doveva essere
consegnato lo scorso 26 gennaio e che, invece, è stato prorogato fino al
prossimo 15 marzo. «Per quanto ne sappiamo noi, resta da montare un palo della
luce e asfaltare il tratto di strada. E per fare queste cose sono necessari
altri 45 giorni di tempo?» si chiedono sbalorditi i commercianti di quella zona
alle prese con perdite economiche notevoli. «Ci è stato detto che era necessario
altro tempo prima che la trave sistemata dagli operai si attaccasse bene, ma il
termine dei giorni necessari sta scadendo, quindi resta l’incognita di una
proroga così lunga». Incognita che potrebbe avere una spiegazione fin troppo
semplice, specie da queste parti: perdura, infatti, la «chiacchiera» secondo la
quale le ditte che si occupano del rifacimento della strada non avrebbero
ricevuto nemmeno un euro fino a oggi, anticipando di tasca propria le spese per
i materiali. Di fronte a una situazione del genere, sarebbe comprensibile il
malumore degli operai e, quindi, lo scarso stimolo a terminare i lavori nella
data stabilita. Anche se, ad onor del vero, c’è da dire che gli operai hanno
sempre lavorato, anche con la pioggia e la neve, ma a tutto c’è un limite.
«Giorni fa sono venuti tecnici dell’Enel che hanno sotterrato un tubo senza
finire il lavoro e dicendo che termineranno dopo: questo vuol dire che di nuovo
scaveranno fuori il mio negozio anche quando il canriere saà andato via?» si
chiede preoccupato uno dei negozianti, stanco di una situazione ai limiti del
paradosso.
Ri.Re.

49000 [44]

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terracina-porta-napoledana-di-lato-anni-50_bis

Comune moroso: sfratto per l’Ufficio Collocamento. E’ stata fissata al prossimo 4
marzo l’esecuzione del provvedimento scaturito dai reiterati mancati pagamenti
del canone di affitto da parte dell’amministrazione Nardi. Per rendere l’idea,
la nuova proprietà dei locali, subentrata alla precedente nel maggio 2010, non
ha mai incassato neanche un centesimo dei 2500 euro mensili della locazione.
Vani sono anche risultati i suoi tentativi, per il tramite dell’avvocato
Sebastiano Leonardi, di trovare una soluzione con la Ragioneria del Municipio.
In assenza di prospettive, fra meno di un mese l’ufficiale giudiziario andrà
all’Ufficio Collocamento per sgombrare i locali. E non è la prima volta che una
simile minaccia incombe sulla sede di quello che con più precisione si chiama
Centro per l’Impiego. Già nel 2009, infatti, con la vecchia proprietà si arrivò
ad un provvedimento di sfratto, che non trovò esecuzione probabilmente per un
accordo tra le parti che rateizzava il pagamento del debito da parte dell’Ente.
A questo proposito, va detto che, in passato, il Comune non è riuscito sostenere
le spese dell’affitto anche per circa tre anni consecutivi, arrivando ad
accumulare persi- C no 70mila euro di arretrati. Pure in quell’occasione, entrò
in scena l’ufficiale giudiziario, che si presentò nell’ufficio alla ricerca di
beni del Comune da pignorare, ma senza esito. Storia vecchia, insomma, quella
del Comune che non ha i soldi per garantire una sede all’Ufficio Collocamento,
ma questa volta non si parla soltanto di pignoramenti, bensì di mettere
letteralmente sulla strada il personale, gli arredi e i computer del centro.
Paradossale situazione di un servizio concepito per trovare lavoro alla sua
utenza, ma che finisce alle prese con il tribunale per debiti, come un qualsiasi
povero disoccupato di lunga data. Il Comune, del resto, si è già trovato in
molte altre occasioni in situazioni quantomeno anomale, come quando, per la
solita morosità, a subire lo sfratto fu proprio il suo Ufficio Casa. Ma la lista
di servizi pubblici sospesi e interrotti per assoluta penuria di risorse è
lunghissima e continua a crescere, come dimostrano una volta di più le
recentissime vicissitudini dello smaltimento dei rifiuti. Se negli altri casi
talvolta qualche accordo si trovava anche solo per limitare le conseguenze più
pesanti, in questo del Centro per l’Impiego, secondo quanto riferisce Leonardi,
il legale della proprietà, da parte dei funzionari degli uffici comunali
competenti non è stata avanzata alcuna proposta per scongiurare la soluzione
estrema, vale a dire lo sfratto del Collocamento. Sono circa 20mila gli euro
vantati nei confronti dell’Ente: una cifra modesta per un Comune, ma non quando
l’esiguità delle risorse costringe a scegliere tra i debiti quelli da saldare
anche solo parzialmente e quelli da trascurare. Ad ogni modo, il 4 marzo è
vicinissimo e la proprietà dell’immobile intende far fruttare il suo
investimento. Senza novità, all’ufficiale giudiziario verrà data via libera.
Andrea Di Lello



Quella camera mortuaria non può continuare ad operare all’interno del
condominio «Concordia ».
Lo ha deciso il giudice Franco Catracchia, che nei
giorni scorsi ha respinto il ricorso presentato dai titolari della clinica Villa
Azzurra sulla disposizione già emessa lo scorso luglio che ordinava il
trasferimento della camera mortuaria presente nella palazzina di via Tripoli. Il
caso era scoppiato ad aprile dell’anno scorso, quando le 19 famiglie che
risiedono nel palazzo espressero il loro dissenso sulla presenza dell’obitorio
nello stesso palazzo in cui giocavano i loro bambini. Ne è conseguita una vera e
propria battaglia legale. I condomini hanno messo tutto in mano agli avvocati,
seguiti dalla direzione sanitaria di Villa Azzurra, anch’essa intenzionata a
dimostrare, autorizzazioni alla mano, di avere tutte le carte in regola per
allestire la camera mortuaria. Ma niente da fare. Il giudice Catracchia, pur
prendendo tutto il tempo necessario per valutare la situazione, nel luglio
scorso aveva stabilito che con la presenza dell’obitorio veniva «turbata la
serenità dei condomini». Tutto sistemato? Macché. La «concordia » – è proprio il
caso di dirlo – nella palazzina di via Tripoli non è mai arrivata. La struttura
sanitaria ha impugnato la sentenza, facendo valere i pareri ottenuti anche dalla
Asl, mentre i condomini hanno dato mandato al loro legale di chiedere il
trasferimento coatto dell’obitorio. Tanto che a settembre dell’anno scorso,
chiamato di nuovo a decidere, il giudice Catracchia ha disposto lo sgombero
forzato della camera ardente per mezzo di un ufficiale giudiziario. Uno sfratto
in piena regola, insomma, per i feretri di volta in volta depositati
nell’appartamen – to del condominio. A novembre dello stesso anno, poi, uno
spiraglio era sembrato aprirsi. Condomini e direzione sanitaria, con toni più
concilianti, erano a un passo dalla soluzione: trasferire l’obitorio
nell’ambulatorio dermatologico interno alla clinica, ipotesi che avrebbe anche
evitato il dilungarsi del contenzioso giudiziario. Ma niente. La concordia è di
nuovo saltata per un contrasto sul risarcimento chiesto dai condomini alla
società che gestisce la clinica. Ultimo capitolo, nel dicembre scorso, la
decisione presa da alcuni proprietari di quegli appartamenti di mettere in
vendita la casa. Un gesto che sa tanto di esasperazione. Forse però il giudice
Catracchia, con la decisione dei giorni scorsi, ha fatto in tempo a fermare
l’esodo. Sempre che la contesa non riservi ulteriori sorprese.
Diego Roma



Il “Fiorini” congestionato? C’è una soluzione al problema della mancanza dei
posti letto nell’ospedale del presidio centro.
Basta far entrare a regime il
protocollo d’intesa firmato lo scorso 28 dicembre dalla Regione Lazio e dalle
organizzazioni sindacali dei medici. A pensarla così è il dottor Pietro Serra,
che alle prossime elezioni si presenterà al fianco dell’imprenditore terracinese
Gianfranco Sciscione. Medicina e territorio: sono il giusto connubio per
affrontare la situazione di collasso del nosocomio locale. Se in questi ultimi
tempi l’ospedale Alfredo Fiorini ha sofferto la mancanza di personale medico e
di posti letto, un rimedio non sarebbe difficile da trovare. «Io penso che
bisogna solo cercare di mettere in pratica quanto è già passato in Regione.
Infatti -spiega Serra- secondo il piano Polverini, i medici generici dovrebbero
venire associati agli Ucp, studi medici che lavorano in rete tra di loro. Questo
permetterebbe ai pazienti di avere un’assistenza sanitaria ininterrotta dalle 8
alle 20. Inoltre, se Terracina iniziasse a cavalcare l’idea che la sanità non è
costituita solo ed unicamente dalla struttura ospedaliera, ma da tutta una serie
di servizi che il territorio mette a disposizione (il nuovo ruolo che verrebbero
ad assumere i medici generici, l’assistenza domiciliare e l’integrazione socio-
sanitaria), si potrebbe arrivare a ridurre di molto gli accessi ospedalieri,
spesso e volentieri giudicati impropri: i malati sarebbero indotti a richiedere
le cure ospedaliere solo nella fase acuta della malattia. Proprio in ragione di
questa linea regionale, il direttivo sindacale della Fimmg (sindacato dei
medici) di cui io faccio parte chiede di dare la possibilità ai medici di
affiancare il servizio di pronto soccorso per tutti i codici bianchi, così come
è stato già sperimentato a Roma».
(da il corriere pontino)



Erano andati per giocare una partita di pallone, si sono ritrovati derubati di
ogni cosa.
È accaduto ieri pomeriggio alla squadra di calcio a 5 del Terracina,
che ieri hanno sfidato fuori casa, la squadra «Città di Cisterna ». Vinta la
partita sul campo (6 a 5 il risultato che ha visto prevalere i terracinesi),
l’entusiasmo si è spento in un baleno quando, tornati negli spogliatoi, i
giocatori si sono accorti del furto. Portafogli, cellulari, chiavi delle
automobili e tutto ciò che di prezioso poteva essere nelle tasche dei
«tigrotti». I ladri non hanno lasciato nulla. Una razzia in piena regola,
avvenuta mentre si disputava la partita, a luci accese e con non pochi
spettatori presenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Cisterna, che
ora dovranno occuparsi di risalire ai responsabili. Dai primi accertamenti
sembra che i ladri siano entrati da una porta secondaria per non dare
nell’occhio, approfittando che gli occhi dei presenti fossero tutti puntati alla
partita. Una volta dentro, i malviventi hanno messo le mani nei giubotti, nelle
tasche dei pantaloni, hanno «visitato » le borse, portando via ogni cosa.
Risparmiati solo i vestiti. Rientro amaro, insomma, quello dei giocatori del
Terracina, che alla loro partenza avevano messo in conto tutto: anche la
possibilità di perdere la partita, ma non di subire un simile colpo basso fuori
casa. In compenso, hanno portato a casa una meritata vittoria. Nei faccia a
faccia i «tigrotti» non sono secondi a nessuno.
D. R.



Controlli antidroga nelle scuole ieri mattina a Terracina, sequestrati 50 grammi
di hashish.
È questo l’esito dell’operazione attuata dal Reparto prevenzione
crimine della Polizia di Stato in collaborazione col Commissariato locale. Nella
mattinata di ieri infatti gli agenti di Latina e Terracina, con il supporto
di un’unità cinofila, hanno passato al setaccio due istituti superiori
professionali della città. Obiettivo, contrastare il fenomeno d el l ’uso e
dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi anche negli ambienti
scolastici. Droga tra i banchi non ne è stata trovata, ma in una delle strutture
lo stupefacente è stato rinvenuto all’esterno. Si tratta di 50 grammi di hashish
fiutati dai cani antidroga dell’unità cinofila e che era ben occultato tra le
fessure di un muretto di cinta della scuola. Il «fumo » – i poliziotti non hanno
dubbi – era pronto per essere smerciato proprio tra gli studenti. Negativo
invece l’esito del monitoraggio nel resto dell’isti – tuto e nell’altro.
Tuttavia quel mezz’etto di «fumo» ha dato il la alle forze dell’ordine su una
certa presenza di droghe leggere anche tra gli ambienti scolastici. Proprio per
questo motivo, in sinergia con docenti e dirigenti scolastici, i controlli
antidroga, anticipati già prima delle vacanze natalizie, proseguiranno per il
resto dell’anno accademico. Nel corso del weekend il Commissariato diretto dal
dirigente Rita Cascella e gli uomini del reparto anti crimine hanno svolto anche
una serie di controlli su strada di contrasto allo spaccio. Oltre 100 le persone
controllate e perquisite, altrettante le auto vetture. Comminate diverse
sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Diego Roma



Un esemplare di tonno rosso di circa 70 kg, pescato illegalmente, è stato
sequestrato dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo in una pescheria
del luogo.
Dai primi accertamenti il tonno risulta proveniente dalla cosiddetta
«pesca sportiva», per la quale la legge vieta la vendita del pescato. Il Tonno
Rosso è una specie sottoposta a piani di ricostruzione per evitarne
l’estinzione. Il rivenditore in questione è stato multato di 4 mila euro. Il
pesce è stato dato in beneficenza. L’operazione in questione rientra in una
costante attività di contrasto alla pesca illegale operata dalla Capitaneria di
porto. Erc. Ber.

Tra i banchi dei più piccoli hanno razziato tutto quello che si sono trovati
davanti. È andato così il furto perpetrato l’altra notte all’asilo «Mille
colori » di Borgo Hermada.
Ignoti sono entrati rompendo una finestra e hanno
trafugato computer, cibo, coperte, lettori Dvd con relativi televisori. Di
tutto. Poi si sono dileguati uscendo da dove erano entrati. Ad accorgersi del
furto il personale scolastico l’indomani mattina, che ha immediatamente
allertato gli agenti del Commissariato di polizia, arrivati sul posto per fare
gli accertamenti. Al vaglio delle forze dell’ordine, alcuni mozziconi di
sigaretta rinvenuti immediatamente all’e st er no della scuola, davanti alla
finestra scassinata per introdursi nell’asilo. La natura del furto fa propendere
per una banda di ladri in cerca di materiale da rivendere ma fa pensare anche a
malviventi senza fissa dimora in cerca di coperte e cibo. Per introdursi nella
scuola i ladri hanno utilizzato una finestra che affaccia su una strada quasi
invisibile, da dove la banda ha potuto agire indisturbata.
D. R.

La vecchia sala dei professori è defunta.
A seppellirne la memoria è, nel Liceo Classico, Scientifico e delle Scienze
Umane, Leonardo Da Vinci, la sala 3R, ribattezzata più semplicemente «stanza
anti-stress». Luci soffuse, divani, musica new age: per i prof dell’istituto è
una vera e propria manna. Libera dal tran tran quotidiano e rilassa tra un
impegno e l’altro. Un dato è certo: la sala 3R è unica nel suo genere. Il
massimo dell’avanguardia in un istituto che è tutto hi-tech. Si scrive 3R. Si
legge Rainbow Reason Room. La stanza dell’Arcobaleno e della Ragione è l’Eden
dei docenti, logorati da una professione sempre più difficile. Un salottino
attrezzato a dovere. Colori vivaci e quadri alle pareti, fiori, una postazione
informatica e, persino, un angolo-trucco per le docenti. «Niente che abbia a che
fare con la vecchia sala dei professori. Niente che possa ricordare la scuola»
spiega il dirigente dell’istituto scolastico Carmelo Palella. I prof vi possono
stare nelle ore di buco o della pausa pranzo in coincidenza con i rientri
pomeridiani. Niente registri, niente compiti in classe da correggere, niente
libri. Questo spazio riservato funziona da stanza di «decompressione» tra una
lezione e l’altra, tra un impegno e l’altro. Un altro mondo. Separati. Volendo,
ci si può anche preparare un thè da una macchinetta apposita. Fortunati i
docenti, ma anche strafortunati gli studenti. Pensate un po’: alla stanza delle
3R dei prof corrisponde il Punto Giovani, un angolo dove poter studiare,
fermarsi, leggere i quotidiani. Gli stessi alunni possono godere dei vantaggi
del sistema wi-fi. Alunni e professori si ritrovano accontentati insieme nella
Body Room. È attrezzata come una comune palestra con i vari macchinari per i
pesi, gli allungamenti, ecc. Richiestissima, vuole rappresentare l’alternativa
alla vecchia ora di educazione fisica per i discenti, ma serve anche ai docenti
per mantenere la linea. Un liceo che viaggia già nel futuro. Gli studenti vi
entrano timbrando un cartellino magnetico. I permessi di entrata-uscita sono
distribuiti informaticamente. Registri elettronici, laboratori interattivi, un
sistema di videoconferenza, aule cablate, una’aula magna-teatro con tanto di
sala di regia. E, prossimamente, un planetario e un auditorium.
Ercole Bersani



Si presenta bene la nuova compagine societaria del terracina. Oltre ad aver
provveduto al saldo, o comunque aver iniziato a farlo, delle pendenze che la
precedente compagine societaria aveva con i calciatori e lo staff tecnico, è
anche intervenuta pesantemente sul mercato tesserando un giocatore che non ha
bisogno di presentazioni. Luca Pannozzo, infatti, ha un curriculum che parla per
lui. Stando solo alle ultime stagioni, infatti, lo ricordiamo con le maglie di
Fondi, Aprilia e Latina, sempre giocando per la vittoria. Il suo arrivo a
terracina, in un momento della stagione nel quale forse non se ne sentiva la
necessità, va comunque a rinforzare una squadra che, con la giusta tranquillità
d’animo, ha dimostrato di potersela giocare con tutti. E le due vittorie
consecutive ottenute negli scontri diretti contro Anitrella e Roccasecca ne sono
la conferma. Pannozzo, però, si è allenato con la squadra solamente ieri
mattina, per cui è facile che Pernarella continui a dare fiducia a Balestrieri
al fianco di Grillo. Contro una Vigor che lamenta molte assenze ma che comunque
è squadra da tenere sempre in costante considerazione, il tecnico dei
terracinesi avrà tutti i giocatori a disposizione, per cui è facile pensare che
in campo scenderà la formazione che ha vinto le ultime due gare giocate. Fusco
sarà quindi il portiere con, come detto, Balestrieri e Grillo difensori
centrali, Serapiglia e La Cava esterni. A centrocampo Grandullo a completare il
terzetto con Marzano e D’Amico, mentre Sansò agirà alle spalle degli attaccanti
che saranno Rosi ed il rientrante Reppucci.

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terracina-palma-centenaria-in-piazza-vittorio-emanuele-anni-30_bis

Si è sbloccato nel primo pomeriggio di ieri il divieto imposto dalla Indeco ai
camion della Terracina Ambiente di conferire i rifiuti nella discarica di Borgo
Montello.
Grazie alla mediazione del viceprefetto Caterina Amato, che ieri ha
incontrato le parti, la società che gestisce la discarica e la Terracina
Ambiente hanno trovato un accordo provvisorio, che consentirà alla
municipalizzata di svolgere il normale conferimento dell’immondizia in discarica
per tutto il mese di febbraio. Dopo quattro giorni di blocco, ieri pomeriggio
gli automezzi hanno ripreso il servizio. Alcuni si sono diretti a Borgo Montello
per scaricare le tonnellate di immondizia rimaste sui camion per giorni. Altri
hanno da subito iniziato raccogliere per liberare strade e marciapiedi della
città, ormai invasi da cumuli di spazzatura. Quello tra Indeco e Terracina
Ambiente tuttavia viene definita solo una tregua. Meno di un mese, il tempo
necessario alle due aziende per approfondire i termini contrattuali, sulla cui
mancata intesa è scoppiata l’emergenza di questi giorni. Ieri davanti al
vice prefetto Amato, cerano l’amministratore delegato della Indeco
Ernesto D’Aprano, il cda della Terracina Ambiente (il presidente Umberto
D’Alessio e il consigliere Giuseppe Mosa), e infine su delega del
sindaco i consiglieri comunali Paolo Cerilli e Domenico Pietricola. Ottenuto il
dietrofront, ora le due società miste dovranno approfondire i termini
contrattuali, per un accordo che, se tutto va bene, slitterà al mese di marzo.
Il dietrofront della Indeco non può però cancellare i disagi che la città ancora
una volta è costretta a subire sul servizio rifiuti. Ieri la spazzatura
campeggiava all’esterno dei cassonetti per le strade del centro, nelle
periferie, sopra i marciapiedi e davanti alle scuole. Nonostante l’impegno,
Terracina passerà quello che si prevede un’assolato weekend con i rifiuti in
bella mostra. Non è la prima volta e forse non sarà l’ultima. Ma se nemmeno
adesso, con una società che introita milioni di euro dall’in – casso della Tia,
il servizio di nettezza urbana riuscirà a decollare, allora il problema è da
cercare altrove. La politica dovrà risponderne. E tirare le somme.
Diego Roma


Terracina Ambiente, continua l’indagine dei carabinieri.
Ieri mattina i militari
del Norm del tenente Mario Giacona sono tornati negli uffici comunali per
acquisire altra documentazione. I carabinieri sarebbero stati nei dipartimenti
delle Finanze e dei Lavori Pubblici per acquisire nuove carte richieste dal
sostituto procuratore titolare dell’inchiesta. Come se alla corposa mole di
documenti già in possesso degli investigatori e della magistratura mancasse
ancora qualche altro tassello. O magari anche solo un semplice aggiornamento su
quello che sembrerebbe l’«affaire rifiuti» di terracina. L’indagine dell’arma
risale all’inizio del 2010 e l’estate successiva una dettagliata informativa era
stata inviata alla Procura. Dalla sicurezza sul lavoro alla regolarità contabile
delle operazioni passando per la gara d’appalto per la scelta del socio di
minoranza della terracina Ambiente. Tante le questioni sotto la lente
d’ingrandimento. E tante le «visite» fatte. Prima gli uffici comunali di
terracina, dove girano carte contabili e delibere. Poi l’impianto di via
Morelle. Infine gli uffici della Latina Ambiente, in virtù di un rapporto
cosiddetto di «consultino» tra le due società, dove i militari avevano visionato
documentazione sull’organico in servizio presso la terracina Ambiente e mezzi in
dotazione. Perfettamente in linea con il blitz precedente nel deposito della
terracina Ambiente di via Morelle dove cassonetti, automezzi e pc erano stati
passati al setaccio, con un’attenzione particolare per i mezzi acquistati nel
2007 in previsione della differenziata.
Rita Recchia

Spacciava da tempo, anche a giovanissimi della Terracina bene. Di quelli che,
per pochi spiccioli, approntano hashish e cartine e si fumano lo «spinello »: da
soli o in compagnia. In manette C.P., 40enne già noto alle forze dell’or – dine,
pedinato da settimane e sotto il continuo controllo della Guardia di Finanza,
sorpreso con 150 grammi di hashish già suddiviso in dosi e con un bilancino di
precisione. Secondo le indagini degli inquirenti, quella droga sarebbe stata
venduta nel weekend tra Terracina e i Comuni limitrofi. Giovedì pomeriggio le
Fiamme Gialle sono entrate in azione, sorprendendo l’uomo in casa. Gli uomini
coordinati dal comandante Dario Bordi hanno perquisito ogni angolo
dell’abitazione. Ma sapevano già che lo stupefacente lo avrebbero trovato in un
nascondiglio. Forse perché temeva perquisizioni nella propria abitazione,
infatti, il 40enne aveva escogitato uno stratagemma originale, ma che alla fine
lo ha tradito. Il pusher aveva creato un nascondiglio fuori il davanzale della
finestra. Per prendere la droga, quindi, era obbligato ad affacciarsi, afferrare
l’hashish da un foro, tappare il buco e ritornare in casa. Un’operazione che il
40enne svolgeva con una certa tranquillità, fino a quando i finanzieri non hanno
notato i movimenti sospetti. A quel punto sono andati fino in fondo, pedinando
l’uomo, controllando il suo «giro » di spaccio, infine eseguendo l’ordine di
arresto giovedì pomeriggio su disposizione del pm di turno, Giuseppe Miliano. Il
nullafacente è stato accompagnato presso il carcere di Latina in attesa di
essere giudicato. L’ingente quantitativo di hashish in possesso dell’uomo,
invece, è stato posto sotto sequestro e verrà analizzato per comprendere la
quantità di principi attivi stupefacenti contenuti dalla droga.
Francesco Avena


A questo punto mancherebbe solo il parere della Asl di Latina.
Un parere che è
atteso ormai da molto tempo. La vicenda è quella dell’appartamento del condomino
Concordia, a terracina, dove oramai da parecchi mesi vengono sistemati i defunti
dell’hospice di fronte. Ieri il tribunale di Latina ha definitivamente respinto
il ricorso promosso dalla struttura sanitaria che, con l’avvocato Corrado De
Angelis, si era opposta al provvedimento emesso lo scorso luglio dal giudice
Franco Catracchia, che disponeva il trasferimento immediato della camera
mortuaria dal palazzo di via Tripoli. A questo punto non ci sarebbero altri
ostacoli allo spostamento. Se non fosse per quel parere della Asl che tarda ad
arrivare. La prossima mossa dei condomini, rappresentati da Adelindo Maragoni,
sarà rivolgersi di nuovo al giudice Catracchia chiedendo che intanto venga
chiuso l’appartamento al primo piano del palazzo.
Ri.Re.


Auto rubata a Terracina per una rapina armata a un bar tabacchi di Grosseto.
I
carabinieri hanno arrestato sei cittadini rumeni, almeno due dei quali
evidentemente nei giorni scorsi a Terracina per rubare una macchina con cui
fuggire dopo il raid. E così è stato. Lo scorso 28 gennaio ignoti hanno rubato
una Peugeot 106 bianca, fino all’altro ieri introvabile. I rumeni l’hanno usata
per arrivare a un tabacchi di Grosseto, irrompere nel locale con le spranghe e
rapinare il titolare di circa 3.500 euro. Poi in tre sono fuggiti con la
macchina rubata a Terracina, abbandonandola presso una stazione di servizio
sulla Statale Aurelia, nei dintorni di Capalbio.
F. A.


La maggioranza è sfilacciata, ma anche l’opposizione non scherza.
In questa
situazione, il centrodestra, nel consiglio comunale dell’altro ieri, ha potuto
comunque portare a casa i provvedimenti che gli stavano a cuore e che le
diserzioni della seduta precedente avevano costretto a rinviare. Il più
controverso, il progetto di gestione e manutenzione private degli impianti della
pubblica illuminazione, ha visto un balletto di assenze, uscite dall’aula e di
volubili prese di posizione, che ha coinvolto tutti gli schieramenti. Diversi
banchi vuoti nella maggioranza, non sempre con chiara giustificazione, ma tra i
presenti Luciano Masella prima vota l’ordine del giorno proposto dal Pd per
indire un concorso di idee preliminare all’approvazione del progetto, poi,
bocciato l’ordine del giorno, si astiene nel voto per la delibera. La sua
astensione blocca il pallottoliere sull’11 a 10 per la maggioranza, che aveva
dovuto fare a meno anche di Biagio Frattarelli a passeggio per i corridoi. In
realtà, la minoranza avrebbe potuto fermare l’appalto della pubblica
illuminazione già con l’ordine del giorno, ma lo sciscioniano Domenico Villani,
nonostante avesse firmato il documento, se ne è andato senza aspettare il voto.
E’ finita così 11 a 11, che significa bocciatura, perché così stabilisce il
regolamento del consiglio comunale in caso di parità. Il centrodestra deve
ringraziare anche Valentino Giuliani, formalmente all’opposizione ma aderente al
Pdl di Fazzone (contro quello di Nardi), che preferiva restare fuori dell’aula.
Sì unanime, invece, per il Piano di Zona di Borgo Hermada.
Andrea Di Lello


Furto all’interno dell’asilo nido comunale “Millecolori” a Borgo Hermada.
I
piccoli ospiti sono stati privati del televisore, delle coperte e anche dei
prodotti alimentari. Ignoti l’altra notte si sono introdotti nella struttura
manomettendo la serratura della finestra che dà sul retro, dove è presente il
vecchio ospedale della bonifica in parte abbandonato, poco transitata in
particolare nelle ore notturne. Dall’interno hanno portato via 15 coperte, un
televisore, un lettore dvd, un computer, materiale elettrico, utensili per la
cucina e diversi prodotti alimentari. A fare la triste scoperta ieri mattina le
educatrici e le ausiliarie quando alle 7 circa hanno aperto l’asilo e hanno
notato che molte cose non erano al loro posto e poi una delle finestre era
rotta. Sul posto è intervenuta la polizia e gli operatori della scientifica che
hanno effettuato i rilievi. Non sarà facile risalire agli autori in quanto non
vi sono telecamere nello stabile. Il furto ammonterebbe a oltre due mila euro.
Borgo Hermada, furto all’asilo “Millecolori”
ma. bo.

Si consuma sul Web e non con un comunicato stampa la spaccatura tra il movimento
del candidato sindaco Eugenio Fedele e il partito di Sinistra e Libertà guidato
da Vittorio Marzullo.
Ad affermarlo, in una discussione su Facebook, lo stesso
giudice, che ha messo alla porta Sel e «chi è andato all’incontro indetto
da Città Partecipata». Fedele rifugge da quello che
definisce il «fronte delle sinistre bocciato dalla storia e dai terracinesi ».
Se non bastasse, Fedele liquida il concetto di primarie come uno dei «riti» che
nulla danno alla città. Ribadita la matrice «civica» della candidatura, che
completa a questo punto il rifiuto dei partiti e resta in piedi con
l’associazione Terracina Rialzati, il consigliere Vincenzo Coccia e altri
comitati della società civile. Sull’altro versante prende forma il progetto di
coalizione delle forze di centrosinistra. Almeno così pare.
D. R.

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terracina-il-porto-e-barche-a-vela-colorizzata-anni-50_bis

Barboni litigano per una donna in ospedale
Nell’ospedale «Fiorini», diventata terra di bivacchi notturni,
in 3 litigano per una donna.

Si crea una gazzarra indescrivibile. Compare anche una pistola-giocattolo.
Intorno alle 2,00 dell’altra notte il nosocomio locale è stato teatro di un
subbuglio, che ha messo a repentaglio tranquillità e sicurezza. La zona degli
ambulatori viene occupata ogni notte da almeno una decina di senzatetto. Ad un
certo punto è sorta una violenta discussione tra 3 di loro. Pare che al centro
della lite ci fosse una donna, pure presente all’interno del nosocomio in quanto
sfrattata. Qualcuno presente a quell’ora al Fiorini avrebbe visto estrarre anche
una pistola-giocattolo da parte di uno dei contendenti. Si è generato molto
trambusto. La donna si è rivolta al medico di turno al pronto soccorso, dicendo
di essere stata minacciata. Il sanitario ha chiamato subito la Polizia, che,
intervenuta sul posto, non ha trovato alcun’arma. Rimane il problema di una
struttura lasciata a se stessa durante la notte.
Ercole Bersani

49000 [17]

I carabinieri di Terracina hanno arrestato questa mattina a San Felice Circeo
Settimo Pizzimenti, il compagno 31enne della madre di Viola, la bimba di 10 mesi
ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma lo scorso 22 gennaio con un trauma
cranico e lesioni gravi su diverse parti del corpo.
L’uomo, che era l’unico
indagato per le presunte violenze, è accusato di tentato omicidio.
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip
della Procura di Latina su proposta dei pm Falcione e D’Elia per gravi indizi di
colpevolezza. Pizzimenti è ora in caserma per gli interrogatori di rito e sarà
trasferito nel carcere di Latina. Nei prossimi giorni è atteso l’interrogatorio
di garanzia.
La bimba era stata ricoverata al Gemelli in coma. Da subito i segni e le ferite
sul corpo non avevano convinto i carabinieri, avvisati a loro volta dagli
operatori del 118 che la madre della piccola aveva chiamato per un malore della
figlia. I medici del Policlinico avevano sciolto la prognosi il 24 gennaio e
deciso il trasferimento della bimba in un reparto pediatrico specialistico della
struttura, dove proseguirà per due mesi terapie e controlli ad opera di diversi
specialisti.

49000 [18]

Anche oggi i camion di Terracina carichi di rifiuti sono dovuti ritornare
indietro da Borgo Montello.
La Indeco ha deciso di non far scaricare le
immondizie fino a quando non ci sarà un contratto che disciplina il servizio tra
quest’ultima e la Terracina Ambiente. Ieri i cassonetti della città erano al
limite ma la cosa che preoccupa ancora di più è che nel breve periodo non si
intravedono soluzioni. Gli auto compattatori sono stracolmi e fermi al deposito
con i rifiuti che giacciono ormai da quattro giorni. Oggi stesso in alcune zone
anche centrali potrebbe manifestarsi il problema dei rifiuti in strada, come via
Roma e viale della Vittoria. Una situazione insostenibile. La questione risiede
tutta nella richiesta di fideiussione, due mesi di canone mensile, che la Indeco
ha chiesto alla società mista che gestisce il servizio di raccolta e che è stata
rimandata al mittente a tempo scaduto perché troppo onerosa. Tradotto, non ci
sono i soldi a conferma delle difficoltà economiche e finanziarie in cui si
trova la Terracina Ambiente. Inoltre la Indeco deve ancora avere dal Comune di
Terracina oltre 2 milioni di euro per canoni mai pagati dall’ente fino al 31
gennaio di quest’anno, termine ultimo della proroga. Per questi la società di
Borgo Montello ha ipotizzato una proposta transattiva per venire incontro al
Comune sulla quale non ci sono novità. Dal primo febbraio sarebbe dovuto
ripartire il servizio del conferimento in discarica con un contratto con la
mista con relativa fideiussione che alla fine non è arrivata. Insomma, una
situazione che fa acqua da tutte le parti. «Mi dispiace per i cittadini di
Terracina – ha detto ieri l’amministratore unico della Indeco Ernesto D’Aprano –
Noi siamo un’azienda e chiediamo garanzie a tutti i nostri clienti, nessuno
escluso. Per ora la situazione è questa e per fare un contratto tutte le cose
devono andare a loro posto». Ieri l’amministratore si è visto notificare la
denuncia presentata formalmente dall’amministratore delegato della Terracina
Ambiente Valerio Bertuccelli per interruzione di pubblico servizio insieme a una
nota della società mista dove si chiede di formalizzare al più presto entro l’8
di febbraio il contratto che consenta la riapertura immediata dei cancelli della
discarica ai mezzi di Terracina. In mezzo l’azione diplomatica per trovare una
soluzione posta sul tavolo del Prefetto che sembrerebbe ancora in vita. Ma se
non arriva la fideiussione o altre garanzie di contratto non se ne parla.
«Adesso, il sindaco è la Terracina Ambiente, disperati cercano di scaricare
tutte le responsabilità al gestore della discarica con un esposto per
interruzione di pubblico servizio – ha denunciato ieri il capogruppo del Pd
Antonio Bernardi – La verità è che il motivo per cui la Indeco non consente al
comune di Terracina, da sottolineare solo al comune di Terracina e non agli
altri, è dovuto a precise responsabilità dell’amministrazione comunale ad
adempiere al pagamento al gestore di Borgo Montello a quanto di dovere». di
FABIO COCCIA

49000 [19]

Il conto è presto fatto. Gli episodi criminali sono stati almeno 27 (il numero
va considerato per difetto), con una media di uno ogni 3 giorni. Un bel trend,
non c’è che dire. E’ davvero inquietante il quadro della sicurezza in città.
Bombe, incendi d’auto, blitz ladroneschi hanno cadenzato la vita dei terracinesi
in quest’ultimo trimestre. Notti criminali in serie fino allo scatenamento
dell’ultima settimana di gennaio, quando ad essere presi di mira sono stati i
bar. C’era una volta una Terracina tranquilla. Ora all’ombra di Monte Giove la
pace non è più di casa. Non era mai successo nel passato che la città dovesse
fare i conti con una situazione da pericolo pubblico così persistente e grave. I
numeri stanno a dimostrarlo. La black list comincia con novembre. La Veneta
combustibili deve registrare un altro tentativo di furto, dopo che il mese prima
ignoti avevano succhiato 54 mila litri (l’equivalente di 60 mila euro) dai
serbatoi del deposito. Sempre sulla Pontina viene «visitata» la sede della
cooperativa agricola Eurocirce, ma anche in questo caso i furfanti non sono
fortunati, dato che vengono presi ad Aprilia, mentre ne se stanno scappando con
la cassaforte della ditta. E comincia, poi, la stagione degli attentati,
dinamitardi (il negozio di un ottico, la succursale dell’ITC Bianchini già
oggetto di un tentativo nel mese precedente) e incendiari (due auto bruciate nel
centro storico). A dicembre il livello di pericolosità sale. Obiettivi da alzo
zero. Il boato che proviene dal negozio di una parrucchiera scuote la parte alta
della città. Gli risponde una bombetta-carta nell’Indian Alimentari di via
Gramsci. A metà mese rapina da 120 mila euro alla cassaforte del noto
supermercato Orizzonte (anche qui un replay). Poi, a ridosso del Natale, 2 roghi
d’auto con due macchine ed un furgone coinvolti. Delle sassate contro le pompe
funebri Arof chiudono il 2010. L’anno nuovo prende un testimone scomodo. I
delinquenti arrivano a squadroneggiare. Una sequela interminabile con almeno 15
episodi delittuosi (e la media scende ad un caso ogni 2 giorni). Si comincia con
le bombe carta al bar Rox e all’agenzia immobiliare Savo. Quindi una molotov
alla Fiat 500 di un pensionato, un petardo ad una scuola di coiffeur. C’è tutta
la gamma della delinquenza allo stato puro, che, a partire dal 19 gennaio, si
arricchisce di un altro filone criminale: le rapine (tentate o meno). Rapine a
go-go. Di mira vengono presi gli esercizi commerciali soprattutto bar (Gran
Service, Punto Dolce, Winner, Bar dello Sport a Borgo Hermada) e banche (BpL e
Unicredit). In tutto questo lungo elenco, per carità di patria, tralasciamo i
furti nelle abitazioni sulla Provinciale per S. Felice Circeo e all’interno
dell’ospedale. Il contrappunto negativo è che il volto dei malviventi è ancora
sconosciuto. In questo modo la città appare, per l’immediato futuro, ancora più
vulnerabile.
Ercole Bersani

49000 [20]

Legalità non è solo garantire il servizio, ma essere pagati per svolgerlo.
L’Indeco tiene il punto e tiene anche chiusa Borgo Montello ai camion della
terracina Ambiente, nonostante la denuncia a suo carico per interruzione di
pubblico servizio presentata l’altro ieri ai carabinieri dal sindaco e
dall’amministratore delegato della mista. A questa iniziativa, infatti, il
gestore della discarica, stando ad alcune indiscrezioni, ha reagito ribadendo le
sue ragioni in una comunicazione trasmessa ieri alla terracina Ambiente. Il
principio che l’Indeco si dice intenzionata a non contrattare è quello della
certezza dei pagamenti per il servizio reso. A questo proposito, va ricordato
che la Indeco calcola in oltre due milioni di euro il credito che vanta nei
confronti del Comune di terracina. Ma se l’ammontare del debito è già
considerevole, chi ha letto la lettera riferisce che le preoccupazioni del
gestore sono aumentate dalle precarie condizioni economiche sia del Comune, sia
della stessa terracina Ambiente (che ha sempre chiuso in perdita i suoi esercizi
finanziari). Per questo, l’Indeco aveva proposto alla mista due possibilità per
autorizzare il conferimento dei rifiuti. Una consiste nella presentazione di una
fideiussione bancaria priva, a quanto pare, del beneficio della preventiva
escussione, vale a dire di quel diritto del socio di non pagare i debiti sociali
con mezzi propri se prima il creditore non ha tentato di ottenere la
soddisfazione del debito coi beni sociali. L’altra possibilità prevede il
pagamento allo scarico da parte della terracina Ambiente, che è subentrata al
Comune nell’assolvimento di questo onere da quando il servizio di igiene urbana
è passato dal regime Tarsu a quello Tia. Proprio la nuova situazione rende
ancora più diffidente l’Indeco, dal momento che non risulta firmato alcun
contratto che regoli il conferimento dell’immondizia e che quindi consenta al
gestore del sito, in caso di controversia, di fare valere le sue ragioni nei
confronti della mista. Altro che interruzione di pubblico servizio, dunque.
L’Indeco, invece, riproponendo l’argomento di sempre, afferma che non può
addossarsi il peso della incapacità dei comuni di programmare le loro risorse
finanziarie, essendo suo compito quello di realizzare e gestire invasi secondo
la normativa vigente, senza trascurare la riscossione della tariffa, necessaria
a erogare stipendi ai propri dipendenti e liquidare i fornitori. Restano perciò
siderali le distanze tra le posizioni dei due gestori, mentre sul territorio i
rifiuti continuano ad ammucchiarsi attorno ai cassonetti colmi ormai da due
giorni, come in un film visto e rivisto.
Andrea Di Lello

49000 [21]

Notte movimentata all’ospedale “Fiorini”: 4 senzatetto avrebbero importunato una
donna che dormiva nel piano terra.
Un episodio drammatico ha visto coinvolta una
40enne del luogo l’altra notte, costretta a dormire lungo i corridoi del piano
terra dell’ospedale perchè sfrattata dall’appartamento. Mentre dormiva sarebbe
stata importunata da alcuni stranieri, anche loro senza una posto dove poter
passare le nottate. Le urla della donna sono state udite da un medico che è
corso in suo aiuto. Sul posto è intervenuta anche la polizia allertata dai
medici di turno, in quanto vi era il rischio che la situazione potesse
degenerare. Gli agenti hanno così controllato i 4 uomini che, a quanto pare, non
avevano nessun tipo di arma, anche se all’inizio si ipotizzava la presenza di
una pistola giocattolo. Sono diverse le persone che trovano ricovero all’interno
del nosocomio, un luogo caldo e per alcuni versi tranquillo, ma che purtroppo
vede anche l’assenza di controlli e videosorveglianza.
( da Corriere pontino)

49000 [22]

Un’oasi verde a terracina. Strano, ma vero. E’ la fattoria didattica inaugurata
qualche tempo fa su un terreno di proprietà comunale in via Appia. Di fronte il
canale lercio e melmoso, dall’altra parte della strada quello che proprio non ti
aspetti: un enorme spazio verde dove tutto sa di ordine e pulizia, con giostrine
finalmente a misura di bambino, un orto sociale per tenere impegnati i nonni,
stalle con simpatici animali da fattoria che non aspettano altro che far
divertire i bambini. Lo spazio è curato dall’associazione di volontariato «Oasi
terracina onlus», un’associazione no profit nata nel febbraio del 2004 con fini
di solidarietà sociale verso gli emarginati. A tale scopo la onlus ha attivato
una serie di sportelli, tra cui il banco alimentare e il progetto salvamamma-
salvabebè. E da poco tempo l’area dove sorge la sede dell’Oasi è stata
riorganizzata in fattoria didattica, al momento custodita soltanto il
pomeriggio. Per questo si accettano volontari che volessero occuparsene nelle
ore mattutine così da garantire sempre la massima sicurezza per i visitatori.
Visitatori in gran parte giovanissimi, considerando che l’area è un vero spasso
per i bambini, soprattutto quando si avvicinano a Natalina, la mucca nata lo
scorso 25 dicembre, a Rachele, l’asinello, a Pippo il maialino, ai cigni, alle
papere, ai ciuchini. C’è anche un orto sociale dove gli anziani possono piantare
broccoletti e insalata e poi portarseli a casa. Nel verde che predomina non
manca l’arancione dei mandarini e degli aranci sugli alberi verdi. E non manca
la cassa dove si chiede ai visitatori un piccolo contributo per acquistare il
mangime migliore per Natalina&Co. Perchè, come sempre, il volontariato da solo
non basta mai.
Ri.Re.

49000 [23]

La guardia di finanza di Terracina ha portato a termine una operazione antidroga
con l’arresto di un responsabile e con il sequestro di 150 grammi di
stupefacente, suddiviso in oltre cento dosi pronte per essere vendute.

L’attività investigativa svolta nei giorni precedenti aveva consentito di
acquisire informazioni sul conto del soggetto terracinese dedito allo spaccio di
sostanze stupefacenti, nonchè di comprendere il modus operandi adottato per
porre in essere l’illecita attività.
I militari, che da giorni tenevano sotto osservazione l’abitazione
dell’arrestato, avevano notato, infatti, che lo stesso, in più occasioni, si
affacciava dalla finestra della propria camera da letto e, con fare sospetto,
estraeva da un foro ricavato sotto il davanzale un contenitore.
La successiva perquisizione della sua abitazione ha permesso di rinvenire,
occultato nel citato vano, un etto e mezzo di hashish. Inoltre, è stato
rinvenuto e sottoposto a sequestro il materiale occorrente al confezionamento
della droga, nonché un bilancino elettronico di precisione utilizzato per pesare
lo stupefacente da immettere sul mercato locale.
L’attività operativa si è conclusa con l’arresto del quarantenne
pluripregiudicato (già noto alle forze dell’ordine locali) che  è stato
associato presso la casa circondariale di latina a diposizione del sostituto
procuratore della procura della repubblica di latina, dottor Giuseppe Miliano.

49000 [24]

Potrebbe essere revocato oggi lo sciopero dei dipendenti della
A&Tech, indetto per lunedì e martedì prossimi.
La ditta che
gestisce le pulizie nei locali comunali ha emesso mercoledì i
relativi mandati di pagamento per le spettanze di dicembre
(mensilità e tredicesima). Oggi stesso i lavoratori si riuniranno
in assemblea, per decidere se mantenere o meno lo sciopero.
Rimane in piedi la controversia tra la ditta e il Comune.
Da quando (era il 31 marzo 2010) la A&Tech ha stipulato la
convenzione per il servizio, la ditta non ha mai visto un soldo.
Vanta un credito di circa 100mila euro. La proposta di accordo
del Comune non soddisfa le richieste della A&Tech, che
chiede il pagamento immediato del 50% del debito.

49000 [25]

L’associazione interculturale «Maison Babel» augura un buon anno a tutti i
cinesi che risiedono a terracina.
É, infatti, terminato il 2010, anno della
tigre, ed è appena iniziato quello del coniglio, accolto con con due settimane
di feste, canti e celebrazioni. «Dall’estremo oriente all’occidente saranno
milioni di cinesi che festeggeranno l’arrivo del nuovo anno con balli, canti e
lanterne rosse- dice Shadadi Ali di «Maison Babel»-. Come da tradizione, dopo
l’accurata pulizia delle case per cacciare la sfortuna, ci sarà lo scambio di
piccoli doni e pasti inaugurali da consumare nei locali orientali della capitale
insieme ai tipici dolcetti TangYuan. I festeggiamenti si concluderanno il 15
febbraio, giorno della Festa delle Lanterne».
Ri.Re.

49000 [26]

In merito alle perquisizioni effettuate dai carabinieri di terracina lo scorso
mese di gennaio, ieri mattina l’avvocato Massimiliano Fornari si è rivolto al
Tribunale del Riesame a difesa di Erasmo Alfredo Percoco e Giuseppe Votta,
entrambi indagati per l’usura a danno di un albergatore del posto.
L’avvocato
Fornari si è appellato al Riesame per chiedere ai giudici il dissequestro di
quanto acquisito dai militari in quella occasione, documenti e supporti
informatici, e per capire se quelle perquisizioni siano da ritenersi legittime o
meno in quanto scaturite da un procedimento contro ignoti per ingiurie e
minacce. Il Tribunale del Riesame si è riservato e per la decisione bisognerà
aspettare almeno la prossima settimana.
Ri.Re.

49000 [15]

AVVISO PUBBLICO DI COSTITUZIONE DI UNA SHORT LIST DI OPERAI PER ACQUISIZIONE DI
DISPONIBILITÀ A SVOLGERE LAVORO DI NATURA OCCASIONALE PRESSO L’AZIENDA SPECIALE
TERRACINA  CON PAGAMENTO MEDIANTE BUONI LAVORO VOUCHER.

IL DIRETTORE GENERALE In esecuzione della deliberazione del Consiglio di
Amministrazione del 26.01.2011 avente ad oggetto “Linee di indirizzo del lavoro
occasionale (voucher), stage e borse lavoro”, ed in ottemperanza del contratto
di servizio con il Comune di Terracina

RENDE NOTO Che è indetto un  bando di costituzione di una short list  di operai
da adibire a prestatori di lavoro occasionale disponibili da impiegare nelle
attività previste dalla Legge 191/2009 art. 2 comma 148 e dalla Circolare INPS
n. 17 del 3 febbraio 2010, e comunque per le seguenti attività:

-    Lavori di manutenzione ordinaria della segnaletica stradale;

-    Lavori di piccola falegnameria

-    Lavori di murature per piccola  manutenzione  di edifici, strade, parchi e
monumenti comunali;

-    Lavori di emergenza ;

-    Lavori di manutenzione elettrica in edifici e immobili comunali .

SISTEMA DI PAGAMENTO II sistema di pagamento avviene attraverso buoni lavoro
(voucher) di valore unitario di Euro 10,00 comprendente la retribuzione per il
prestatore (Euro 7,50 nonché la contribuzione alla gestione separata dell’INPS e
l’assicurazione INAIL). Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e
non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro
accessorio. CATEGORIE DI PRESTATORI DI LAVORO OCCASIONALE Possono accedere al
lavoro occasionale accessorio di questo bando , tra le categorie indicate nella
Legge 191/2009 e nella Circolare INPS n. 17/2010,  i lavoratori disoccupati
iscritti negli elenchi presso il centro dell’impiego di Terracina con qualifiche
lavorative corrispondenti a:

-    Falegname -    Fabbro -    Pittore Edile -    Muratore -    Manovale edile -
Elettricista -    Operaio generico

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE Le domande redatte in carta semplice,
su apposito modello devono pervenire negli Uffici dell’Azienda Speciale siti in
Terracina (LT) via G. Leopardi n. 73  entro e non oltre le ore 12,30 del
18.02.2011.

Nella domanda gli aspiranti dovranno dichiarare, sotto la loro personale
responsabilità,consapevoli della responsabilità penale in caso di false
dichiarazioni: -    cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, nonché
la residenza e recapito a cui ricevere eventuali comunicazioni;

- di non aver subito condanne penali e di non avere procedimenti penali in
corso;

- il titolo di studio posseduto;

-    lo stato di disoccupazione

- l’esperienza professionale posseduta;

- l’eventuale possesso di patente di guida e di quale tipologia.

- Per quale qualifica lavorativa ,tra  quelle sopra indicate , intende
partecipare alla short list.

I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data della domanda.

Le domande possono essere presentate:

- a mano all’Ufficio Protocollo dell’Azienda in  – 04019 Terracina (LT) via G.
Leopardi n. 73;

- tramite raccomandata presso il medesimo indirizzo , in tal caso non farà fede
il timbro postale ma la data di ricevimento al protocollo dell’Azienda nel
rispetto dei termini di scadenza.

Non sarà predisposta nessuna graduatoria di merito e/o preferenza, il personale
verrà chiamato in base alle esigenze dell’Ente in relazione alle attività da
svolgere, tenendo anche conto dell’esperienza personale posseduta, dello stato
di disoccupazione , dei eventuali lavori svolti nello stesso settore presso
pubbliche amministrazioni e/o aziende private ; L’offerta di disponibilità non
vincola in alcun modo l’Azienda Speciale  nella scelta del prestatore
occasionale e l’avvio delle chiamate sarà subordinato alla normativa di
riferimento e alle necessità organizzative che di volta in volta verranno
manifestate dai Settori di cui si compone la macrostruttura comunale nel
rispetto dei servizi affidati all’Azienda con il contratto di servizio. Per
chiarimenti ed informazioni gli interessati potranno rivolgersi presso gli
Uffici dell’Azienda Speciale – Settore Personale Sig. ra Angela Conte
((telefono 073/707406- fax 0773/707408- e-mail
servizi.sociali.@comune.terracina.lt.it)

Terracina, 3 febbraio 2011
Il Direttore Generale
D.ssa Carla Amici

49000 [14]

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Siamo venuti a sapere da facebook che Domenica 6 Febbraio 2011 alle ore 11,30 da Piazzale Lido partirà la 3° Critical Mass dei cittadini che, spontaneamente, muniti di bici per sfidare il traffico cittadino e al grido di “Non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico!” metteranno in atto una civile protesta per chiedere “corsie” ciclabili (non piste), e per considerare la bicicletta un mezzo di locomozione per migliorare la mobilità cittadina, non solo un mezzo a scopo ricreativo

In effetti per i nostri amministratori si tratterebbe di sforzarsi di pensare all’adozione di un piano della mobilità, che pensi a come migliorare la qualità di vita dei cittadini, e non a redigere uno strampalato piano del traffico che pensi a come far girare le automobili in città

Come non essere d’accordo

La conformazione del territorio della città di Terracina permetterebbe varie soluzioni alternative di mobilità ad un’amministrazione capace (non questa), come quella di cercare di evitare al massimo il traffico nelle vie del centro storico alto e basso istituendo delle isole pedonali e incentivando i turisti provenienti dall’esterno a lasciare l’autovettura presso appositi “parcheggi scambiatori” (da realizzare alle porte della città) dai quali potrebbe raggiungere i tanto agognati Viale della Vittoria e Via Roma avvalendosi dell’utilizzo di navette o attraverso piattaforme di bike-sharing evitando traffico e confusione.

Vi lasciamo con il nostro invito a partecipare, buona Critical Mass!!

Video importato

YouTube Video


Terracina Rialzati

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terracina-stampa-antica-con-fiume-bis

Ancora non si è sbloccata la situazione dei rapporti tra l’Indeco e la Terracina
Ambiente, che non riescono a trovare un accordo sulla nuova convenzione.
La
società che gestisce la discarica di borgo Montello anche ieri ha impedito
l’accesso ai camion carichi di rifiuti, provenienti da Terracina. Da segnalare
che i soci della società mista terracinese hanno anche presentato un esposto ai
carabinieri. Per sottoscrivere la nuova convenzione con la Terracina Ambiente in
sostituzione del vecchio rapporto con il Comune di Terracina, l’Indeco, a
garanzia, pretende la sottoscrizione di una polizza bancaria dell’importo di
600mila euro. La Terracina Ambiente ritiene la cosa improponibile e si dichiara
disponibile ad accettare solo una polizza assicurativa. I contatti avuti tra le
due parti non sono serviti a eliminare tale ostacolo. L’altro ieri il sindaco
Nardi e l’amministratore delegato Bertuccelli si erano recati dal Prefetto, per
esporre dettagliatamente il problema e sollecitare la sua iniziativa.
Irremovibili quelli dell’Indeco. Anche ieri mattina i camion hanno dovuto fare
marcia indietro, tornando con il loro carico intatto al deposito di via Morelle.
Mezzi pieni, nessuna possibilità di effettuare la raccolta giornaliera, per cui
i cassonetti cominciano a tracimare. Davanti ad un’emergenza che si profila in
tutta la sua gravità, il primo cittadino e l’amministratore delegato della
Terracina Ambiente hanno preso l’iniziativa di recarsi nella caserma dei
carabinieri, per denunciare l’ostruzionismo della Indeco, ventilando l’ipotesi
dell’interruzione di pubblico servizio. Intanto, per l’assenza del sindaco, non
ha avuto luogo l’assemblea dei soci, che doveva decidere sul ripianamento dei
debiti per l’esercizio 2009.
(da corriere pontino)

48000 [16]

Il sindaco e l’amministratore delegato di terracina Ambiente denunciano il
gestore della discarica di Borgo Montello per interruzione di pubblico servizio.

Ieri mattina, Stefano Nardi e Valerio Bertuccelli si sono recati presso il
locale comando dei carabinieri per presentare un esposto contro la Indeco, che,
dall’altro ieri, impedisce il conferimento nel sito dell’immondizia di
terracina. Il gestore della discarica, infatti, vuole per sé che terracina
Ambiente, la società mista che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani,
attivi una fideiussione del valore di 600mila euro. La richiesta, con ogni
probabilità, nasce dal fatto che il Comune, quando ancora si era in regime di
Tarsu, si è rivelato per la Indeco un cattivo pagatore. E sebbene dall’inizio
dell’anno in corso si sia passati alla Tia, nulla fa credere che la terracina
Ambiente si comporterà diversamente dall’Ente. Di qui, la volontà del gestore di
Borgo Montello di garantirsi dal punto di vista economico con la copertura di
una fideiussione, mentre la società mista sembra intenzionata ad offrire al
massimo una polizza assicurativa. Distanti, dunque, le posizioni delle parti,
tanto che la Indeco non ha esitato a intraprendere la iniziativa più radicale e
cioè quella di chiudere i cancelli della discarica ai camion della terracina
Ambiente. Altrettanto estrema la reazione di sindaco ed amministratore delegato
della mista, che hanno investito del caso la magistratura. Ma intanto
l’immondizia rischia di restare per strada. Anche oggi, infatti, a meno di
novità dell’ultima ora, Borgo Montello dovrebbe restare inaccessibile per i
locali operatori del servizio di igiene urbana. E già ieri, nella cinta urbana,
diversi cassonetti apparivano colmi, con sacchi di rifiuti appoggiati a terra.
Andrea Di Lello

48000 [15]

Gli studenti dell’alberghiero sono in balia delle decisioni del Sindaco per avere
a disposizione qualche aula, nel frattempo ad aprire loro le cucine sono i
ristoratori locali.
I ragazzi del “Filosi” si preparano a una nuova e importante
esperienza, quella di poter fare lezione, due volte a settimana, con alcuni
degli chef dell’associazione “Terracina ristoratori a tavola”. Un progetto
presentato ieri mattina dalla dirigente scolastica Anna Maria Masci, che ha
sottolineato le difficoltà che stanno subendo a causa dell’assenza di locali.
«Sono convinta che il territorio debba più attenzione al nostro istituto -
spiega-, avere i locali della scuola è un’esigenza. è necessario che la città
capisca e creda nelle potenzialità che possiamo offrire. Vorrei che il Comune ci
dia una risposta veloce, anche se si tratta di 3 o 4 aule, e non dell’intero
piano, accetto. La Provincia ha stanziato 312mila euro per allestire le cucine,
ma se il Sindaco non ci darà i locali andranno persi». Un’esigenza quella del
“Filosi” che si è trasformata in una necessità fondamentale e che non può di
certo attendere oltre. La presenza sul territorio dell’indirizzo alberghiero
rappresenta una grande opportunità per gli studenti ma, soprattutto, per un
comune a vocazione turistica. «Siamo in contatto con una catena di oltre
duecento strutture alberghiere -prosegue la Masci-, e questa è un’opportunità
per tutti i ragazzi, nei quali potranno svolgere stage, ma è fondamentale avere
la materia ». Il Comune aveva detto di un imminente sopralluogo tecnico al
Fiorini, ma tutto è rimasto invariato. «Abbiamo tante spese che non riusciamo a
sostenere con la sola tassa d’iscrizione -prosegue-. Un istituto che vanta tra i
docenti figure note come Aniello Mareschi campione europeo in carica di piazza».
Dal prossimo giovedì prenderà comunque il via il progetto di aiuto e
collaborazione tra ristoratori e allievi della scuola.
(da corriere pontino)

48000 [14]

Termina con una vittoria schiacciante il girone d’andata per il Volley terracina
che batte le capitoline del Ladispoli 3 a 0.
Traguardo importante per la squadra
che le consente di consolidare il secondo posto in classifica con 30 punti, in
coabitazione con le compagini del G.V. Palocco Verne e del Tecnosignal kk Eur
Volley. Poche le difficoltà incontrate nello scontro diretto, due le settimane
di preparazione e di potenziamento alle spalle e soprattutto organico al
completo. Questi i fattori determinanti che hanno permesso alla formazione di
Carmine Pesce di portare a casa la quinta vittoria consecutiva. Tre set
disputati, solo il primo realmente combattuto fino alla fine, terminato con un
parziale di 25- 20. Bene anche il secondo, conquistato dal Volley terracina con
facilità mantenendo un vantaggio costante per tutta la sua durata e chiuso con
un parziale di 25- 12. Non c’è sforzo che tenga per le avversarie, decise a
rimontare nella terza frazione di gioco opponendo una debole resistenza che si
rivela inconsistente e irrilevante. Fallito quindi il tentativo di cambiare le
sorti dell’incontro, la squadra terracinese le batte definitivamente e il
parziale di 25 -16 lo dimostra. Il segreto di questa vittoria? Il buon sistema
di ricezione e di attacco della squadra, che ha saputo nel contempo difendere il
proprio campo e conquistare quello avversario. Un gruppo che sembra aver trovato
il giusto ritmo di gioco e che collabora in modo equo alla buona riuscita del
suo progetto: continuare a distinguersi in questo campionato di serie C. La
passione da una parte e il duro e costante allenamento dall’altra, due facce di
una stessa medaglia. Ed è proprio con la passione nel cuore e il pallone tra le
mani che il Volley terracina continua a farsi strada e si prepara ad affrontare
la prima giornata di ritorno il prossimo 5 febbraio contro ADP Fonte Roma Eur,
determinato a vendicare la sconfitta subita in casa all’esordio in serie C.

48000 [13]
Il nostro gruppo porta avanti da tempo una politica basata sull’onestà, dignità,

trasparenza ed esclusivo interesse per la città».
Ci tiene a precisare
Gianfranco Sciscione. «Abbiamo espresso in più di un’occasione l’invito al
Sindaco e agli attuali assessori e consiglieri comunali, di dimettersi per
avviare, con un commissario, un vero processo di risanamento e sviluppo. Tale
invito purtroppo è caduto nel vuoto. Non si possono, però, confondere le acque
e, furbescamente, distorcere quanto da noi affermato e riportato in modo chiaro
e preciso in un comunicato, che evidentemente, è sfuggito a qualche consigliere
comunale». Sciscione evidenzia la loro disponibilità ad alleanze e confronti.
«Abbiamo chiaramente espresso la disponibilità ad alleanze per le prossime
elezioni comunali -continua-, di avere confronti con altre forze politiche, ad
iniziare dal PdL, ma abbiamo, altresì, sottolineato che, per la necessaria
discontinuità, non possiamo fare alleanze con forze che abbiano al loro interno
personaggi che attualmente continuano a sostenere un’amministrazione del tutto
inadeguata a governare la città e che ha determinato un arretramento complessivo
del nostro Comune. Va dato merito a quanti, anche volontariamente, hanno, in
tempi non sospetti, lasciato l’amministrazione, rispettando, con umiltà, il
patto con gli elettori e dimostrando dignità e di non essere attaccati alla
poltrona. Cosa che non hanno fatto coloro che, pur continuando a criticare
sindaco e amministrazione, continuano ad alzare la mano in consiglio comunale e
occupare poltrone – termina Sciscione -. Il nostro modo di fare e intendere la
politica è chiaro e lo dimostriamo in ogni momento. Non siamo disposti a fare
ammucchiate pur di avere uno strapuntino di potere. Vogliamo servire la città e
per questo ci presenteremo con chi condivide questi semplici ma efficaci
concetti. Saranno gli Elettori a decidere da da chi e come farsi governare».
(da corriere pontino)

48000 [12]
La telenovela è finita. Dopo giorni, settimane, mesi di voci, contatti,

indiscrezioni, è arrivata la tanto attesa svolta.
Da martedì sera, infatti, il
terracina ha un nuovo proprietario. Anzi due, visto che il tandem composto da
Biagio Minchella e Gianni Riccardi ha ratificato l’accordo raggiunto da giorni
con l’ormai ex proprietario dei tigrotti, Fabio De FiIippis. Questo nuovo
duopolio si è presentato come la migliore delle soluzioni possibili per salvare
il terracina Calcio. Con la fine della vecchia gestione e l’avvento dei due
imprenditori terracinesi, dunque, si apre dunque una nuova pagina della gloriosa
storia del club sudpontino. Rinnovamento peraltro necessario dato che De
Filippis aveva chiaramente manifestato l’intenzione di mollare. Dopo la crisi
scoppiata due settimane fa e proseguita per tutta la scorsa settimana, si
attendeva solamente la ‘sterzata’ dalle parti del «Colavolpe». L’allenatore e la
squadra non potevano più accettare di lavorare in una situazione di continua
precarietà, senza sapere quando e se avrebbero percepito i loro rimborsi e quali
fossero i reali obiettivi della società biancoazzurra. Per questo si è optato
per una soluzione drastica. Ormai da troppo tempo, infatti, la società viveva
una fase di incertezza. Tutto, infatti, sembrava fatto una decina di giorni fa.
Invece è passato altro tempo ed i giocatori, che si sono sempre allenati
nonostante l’assoluta mancanza di certezze, hanno iniziato a manifestare un
certo malcontento che poteva anche sfociare in un clamoroso sciopero. Il rischio
è stato corso prima del match disputato domenica a Roccasecca, ma alla fine il
mister Mauro Pernarella, con la collaborazione del segretario Angelo Scirocchi,
ha tenuto il gruppo unito evitando che la situazione potesse precipitare.

48000 [1]

Come annunciato nei giorni scorsi dal consigliere Galetto, la Regione Lazio ha
pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale il bando che permette la partecipazione
alla gara d’appalto per i lavori di ripristino delle condizioni di sicurezza
della navigazione del porto di terracina.
L’importo a base dell’appalto è di
1.960.887,50 euro. Il bando e il disciplinare di gara sono disponibili anche sul
sito della Regione Lazio alla voce bandi di gara. Il termine di ricezione delle
offerte è fissato al 2 marzo 2011. «Non posso che dirmi soddisfatto della
celerità con cui gli uffici competenti hanno svolto l’iter necessario alla
pubblicazione degli atti. Un nuovo esempio di buona amministrazione da parte di
questa Giunta, che conferma così il suo impegno sul campo» commenta Stefano
Galetto. L’intervento concernente il ripristino del porto di terracina prevede
il dragaggio ingresso ed avamporto, ripascimento, con le sabbie provenienti dal
dragaggio, del Lungomare Circe e spianamento e livellamento dei cumuli sabbiosi
depositati sull’arenile. Tutto ciò consentirà il mantenimento delle attività
nautiche, delle attività produttive e della navigazione, oltre a mantenere in
efficienza i collegamenti con l’isola di Ponza

gazebo3 [10]

Era il 2001 quando il Consorzio Marina di Terracina ricorse contro una lunga
lista di enti, tra cui anche il Comune, nei confronti dei Cantieri Rizzardi.

L’obiettivo era l’annullamento del verbale della conferenza di servizi tenutasi
il 9 ottobre 2001 su iniziativa della capitaneria di porto di Gaeta secondo cui
«le Amministrazioni intervenute risultano a maggioranza favorevoli al rilascio
di un provvedimento temporaneo (fino al 31.12.2002) che consenta alla soc.
Cantieri Navali Rizzardi (che aveva a sua volta presentato domanda di
concessione in data 14.11.2000 n.d.e.) di utilizzare lo scalo lo scalo d’alaggio
e l’area pertinente» sulla sponda destra del Canale Portatore. Ieri la sezione
del Tar di Latina ha definito quel ricorso inammissibile. Secondo il Consorzio
Marina di Terracina il verbale impugnato sarebbe stato «viziato sotto molteplici
aspetti». I Cantieri Rizzardi e anche l’amministrazione comunale di Terracina si
costituirono in giudizio. Secondo il Tar «il verbale impugnato non contiene
alcuna statuizione di tipo provvedimentale ma si limita a registrare i pareri
favorevoli delle amministrazioni intervenute» tanto che «nessuna concessione
provvisoria è stata rilasciata a favore della società cantieri Rizzardi».
Ricorso inammissibile, dunque.
Ri.Re.

gazebo3 [5]

Ieri nel Tribunale di Latina, davanti al 1° collegio penale, è partito un nuovo
processo a carico di tre terracinesi
,
Matteo Lombardi, Andrea Belviso e Riccardo
Andrea Di Meo, accusati di tentato omicidio per una vicenda risalente a 5 anni e
mezzo fa. Si tratta di una nuova fase istruttoria, che è stata resa necessaria
dalla mutata composizione del collegio giudicante. Era il luglio 2005 quando
quelli che vengono indicati come imputati avrebbero effettuato una spedizione
punitiva nei confronti del rumeno Lionel Ciolak. Il precedente si era verificato
nel pomeriggio a Camposoriano, dove Ciolak viveva con la moglie. Quest’ultima
aveva deciso di lasciare il marito, dato che aveva intessuto una relazione con
il Belviso. I due amanti si erano recati nella località montana, perché la donna
voleva riprendersi le sue cose. Ciolak si era opposto e avrebbe malmenato il
Belviso. Da qui la vendetta. Il rumeno era stato accoltellato, salvandosi per
miracolo dalla morte. Ieri è iniziato di nuovo il dibattimento. Il 16 febbraio
prossimo, invece, verrà nominato un medico legale. Di Meo è difeso dall’avv.
Enrico Cellini, Belviso dall’avv. Maurizio Bianchi, Lombardi dall’avv. Massimo
Basile.
Ercole Bersani

gazebo3 [6]

E’ finito sotto la lente d’ingrandimento dell’amministrazione comunale il
disagio abitativo degli immigrati che risiedono a terracina.
Proprio per
analizzare il fenomeno nei giorni scorsi si è svolto il preannunciato incontro
tra l’assessore ai Servizi Sociali Francesco Zicchieri, il presidente
dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri e il responsabile dell’associazione
«Maison Babel» Shadadi Ali. Quest’ultimo ha illustrato i risultati delle
interviste realizzate presso lo sportello per l’immigrazione, attivato nei mesi
scorsi in via Giacomo Leopardi, mettendo in evidenza come molto spesso i
cittadini immigrati non riescano a trovare un’abitazione in affitto pur avendo
il regolare permesso di soggiorno e un lavoro stabile. «Una situazione del
genere- ha dichiarato Shadadi Ali- oltre che frutto del pregiudizio, dipende
anche dalla mancanza di informazioni da parte dei cittadini immigrati».
Francesco Zicchieri e Valerio Golfieri hanno preso atto del quadro dettagliato
fornito dal responsabile di «Maison Babel», sottolineando il lavoro importante
che sta svolgendo lo sportello immigrazione. Quanto al problema abitativo, sono
state individuate alcune possibili iniziative, come la costituzione di
un’agenzia per la casa che, utilizzando fondi regionali disponibili, potrebbe
svolgere la funzione di informazione e facilitazione dei rapporti tra potenziali
inquilini e affittuari. Un’altra ipotesi ventilata sarebbe l’assegnazione di
contributi di 250 euro al mese per pagare l’affitto delle famiglie immigrate con
redditi bassi e almeno 5 anni di residenza a terracina. Le varie proposte
finiranno in un delibera quadro che sarà sottoposta all’approvazione della
giunta comunale. Ri.Re.

gazebo3 [9]

Il Pd vorrebbe “cacciare” dal gruppo il consigliere comunale Vincenzo Coccia.

Una tale volontà è stata espressa dal segretario Alessandro Di Tommaso nel corso
di un colloquio con il capogruppo Antonio Bernardi, al quale ha chiesto
espressamente di convocare tutto il gruppo. A quanto è dato sapere, Bernardi
avrebbe frapposto il suo parere negativo. La richiesta viene formulata in quanto
Coccia, in occasione del congresso cittadino, ha preferito tenersi dietro le
quinte, non rinnovando la sua tessera. Il motivo vero è che Coccia,
rappresentante di una visione strategica diversa rispetto all’appuntamento
elettorale, si starebbe preparando a sostenere la candidatura a sindaco di
Eugenio Fedele.

gazebo3 [8]
Convocato per oggi 3 febbraio il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato, in seduta straordinaria di seconda
convocazione [Art.24 -comma 4- Regolamento C.C.] nell’aula consiliare della Sede
comunale, giovedì 3 febbraio 2011 con inizio alle ore 19,00 per trattare gli
argomenti segnati nell’allegato ordine dei lavori.
1. Progetto e realizzazione di interventi di riqualificazione finalizzati a
generare risparmio energetico e una migliore efficienza luminosa degli impianti
comunali di pubblica illuminazione e semaforici con gestione e manutenzione
ordinaria degli stessi impianti, mediante il sistema di finanziamento tramite
terzi.
2. P.E.E.P. 2002-2011 – Variante al P.R.G. in località Borgo Hermada.
Approvazione Piano di Zona ai sensi degli articoli 1 e 3 della Legge 18.04.1962,
n.167.
3. Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, ai sensi
dell’art.14 del D.P.R. 380/01 per opere di demolizione/ricostruzione con diversa
sagoma e consistenza edilizia di fabbricati di proprietà della Società Eurospin
Lazio S.r.l. – Approvazione.
Terracina, 02 febbraio 2011
C/08/L

49000 [1]

«La provincia di Latina sta attraversando un momento difficile: l’assenza di una
politica credibile ha contribuito a fenomeni di illegalità. E’ il momento
giusto: gli elettori vogliono sentire il nostro sostegno».
Con queste parole il
segretario provinciale del Pd Enrico Forte ha aperto l’assemblea provinciale del
Partito Democratico di Latina, che si è svolta all’Hotel Palace di Terracina.
Presente il coordinatore regionale, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti.
«Una scelta non casuale quella di Terracina considerando che per numero di
votanti è il secondo Comune che andrà al voto nelle prossime amministrative – ha
aggiunto il segretario Forte – e proprio a Terracina, gli esponenti del Pd
devono riuscire a creare una coalizione forte intorno alla candidatura a sindaco
di Domenico Zappone, tale da sradicare una destra che ha goduto di filiere di
potere assolutamente indisturbate. E’ finita sotto gli occhi di tutti
l’incredibile vicenda del Comune di Fondi, dove i poteri e i doveri dello Stato
sono stasi resi ostaggio di chiari disegni egemonici tutti interni a forze
politiche governative del centrodestra». Duro l’intervento di Francesco Carta:
«Nonostante il centrodestra abbia in mano la maggior parte dei Comuni della
provincia non dobbiamo abbassarci alla politica attuata dai nostri antagonisti:
a Formia c’è un sindaco che fa della politica clientelare la sua forza. Ecco
questo non è un modo per strappare consensi. Noi facciamo della gestione
trasparente del bene pubblico il nostro motto». Giorgio De Marchis e Claudio
Moscardelli invece hanno sottolineato l’importanza e il valore politico delle
primarie: «Simbolo di democrazia». La chiusura dei lavori è stata affidata a
Chiti: «I problemi del partito sono tanti, ma noi dobbiamo cogliere gli aspetti
che funzionano. Siamo già in campagna elettorale per le amministrative: dobbiamo
radicare il Pd tra la gente, cercare il contatto con le persone e convincere i
tantissimi tentati dall’astensionismo ad andare a votare ed a scegliere il
nostro progetto». Applausi dei presenti per «l’istituzione della Conferenza
provinciale permanente delle donne di Latina».
di DANIELE SPERLONGA

49000 [16]

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mondezza1_bis

Governare è far credere.

Niccolò Machiavelli


mondezza2_bis

Ciò che è detto se ne vola via, ciò che è scritto rimane.

Terenzio


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terracina-la-riviera-lungo-via-appia-anni-30_bis

Paletti, condizioni, aperture e cuciture a lunga distanza. È un percorso
tortuoso ma non impossibile quello intrapreso dal coordinatore cittadino del Pdl
Gianluca Corradini per costruire una squadra unita da presentare alle prossime
elezioni amministrative. Con risultati alterni, la strategia del «tête-à-tête»
che il rappresentante del Pdl sta attuando con le diverse forze politiche
locali, prosegue senza sosta. Negli ultimi giorni, stando alle voci che
circolano nei corridoi della politica, i faccia a faccia si sarebbero
addirittura intensificati. Oltre ai referenti della maggioranza Corradini
starebbe tastando il terreno anche altrove. Del partito dell’Udc, ad esempio,
Corradini ha incontrato già il segretario Gianfranco Azzola e da
quello che trapela pare che quest’ultimo abbia garantito la ricomposizione
delle spaccature interne, non escludendo l’appoggio al Pdl.
Meno proficuo, sempre stando ai «rumors», il confronto con il
gruppo riconducibile a Gianfranco Sciscione. L’imprenditore avrebbe posto
paletti più stringenti per aprire ad un accordo: due fra tutti, l’esclusione
dalla lista del Pdl di chi, solo negli ultimi due anni, ha lavorato con
l’amministrazione comunale, e la rinuncia alla candidatura a sindaco di Nicola
Procaccini. Richieste che, se fossero confermate, porrebbero più di qualche
ostacolo davanti alla strada unitaria intrapresa da Corradini. Infine pare che il
coordinatore del Pdl una capatina l’abbia fatta a casa dei repubblicani.
Il partito dell’Edera sarebbe stato contattato con lo stesso intento: creare un
grande fronte di centrodestra sotto il simbolo del Pdl. Un’eventualità che
peraltro il Pri non ha mai escluso, ma che sarebbe condizionata ad una maggiore
chiarezza del Pdl su programma e candidato. La voglia di unità, insomma, in casa
Pdl non manca. Anzi, è più di quanta se ne potesse immaginare solo qualche mese
fa. Nella lista dei possibili candidati ci sarebbero anzi molti degli attuali
consiglieri e assessori. Condizione indispensabile, è la tesi dei più, per
prendere voti e stravincere alle elezioni. Che a ben vedere, è l’unica cosa
che conta.
Diego Roma

proiettili tedeschi [17]


I cancelli della discarica di Borgo Montello chiusi per la Terracina Ambiente. I
camion della società sono stati costretti a fare marcia indietro, senza poter
scaricare i rifiuti urbani. Il problema è sorto per le condizioni imposte dalla
proprietà del sito alla stipula del nuovo contratto con la società. Ieri
mattina, a sorpresa, l’Indeco ha negato l’accesso ai camion della nettezza
urbana della Terracina Ambiente. Gli operatori della società d’igiene pubblica
hanno trovato sbarrato l’accesso alla discarica. La situazione si era verificata
altre volte, ma era rimasta sempre legata alla mancata corresponsione dei canoni
da parte del Comune. Adesso si è creata una situazione diversa. Infatti, dal 1
gennaio, con il passaggio dalla TIA alla TARSU, la Terracina Ambiente avrebbe
dovuto provvedere a stipulare una propria convenzione con la proprietà della
discarica. E qui sono emersi i problemi, poiché l’Indeco pretende una polizza
bancaria dell’ammontare di 600.000 euro. La Terracina Ambiente, da parte sua, è
disposta solo a firmare una polizza assicurativa. Per risolvere la situazione,
ieri mattina il Sindaco Nardi, insieme all’amministratore delegato della
Terracina Ambiente Bertuccelli, si è recato dal Prefetto di Latina per chiarire
la posizione aziendale e sollecitare un intervento dell’autorità di governo. Per
il pomeriggio di ieri era stata convocata l’assemblea dei soci per il
ripianamento dei debiti dell’anno di esercizio del 2009 (circa 1,6 milioni di
euro) e per la ricapitalizzazione.
(da corriere pontino)

48000 [20]
Un furgone carico di braccianti agricoli d’origine bengalese esce fuori strada
sulla migliara 56.
Sette di loro finiscono in ospedale. Uno è molto grave.
Andavano a lavorare in un’azienda agricola della zona. Erano all’incirca le
7,00, quando un pulmino Ford con 12 bengalesi partiti da Terracina ha prima
tamponato una Citroen Saxo e poi è uscito fuori della carreggiata. Nella folle
corsa è andato ad urtare un muretto. I soccorritori si sono trovati davanti uno
scena di sangue e di lamenti. Al Fiorini di Terracina sono stati trasportati 5
feriti, tra i 30 ed i 50 anni. Particolarmente serie erano le condizioni di
salute del 37enne M.M., che aveva riportato un trauma facciale. Per lui prognosi
riservata e ricovero in rianimazione al «Dono Svizzero» di Formia. Meno grave le
condizioni degli altri 4 suoi connazionali ricoverati al Fiorini e dei 2
trasportati al Goretti di Latina. Illese le due 2 donne, che occupavano la
macchina.
Ercole Bersani

48000 [9]

Economia locale in piena sofferenza. È il grido di allarme lanciato
dall’associazione «Pasquino», a seguito dei risultati di uno studio
del Centro di ricerca della Camera di Commercio. «Tutti i settori
registrano un trend negativo, a cominciare dal turismo», dichiara il
presidente Marco Senesi. «Lo studio della Camera di Commercio
è impietoso. C’è una sostanziale incertezza sulla continuità della
ripresa: non si possono definire nuove strategie da parte delle
aziende, poiché esse vivono in uno stato di perenne insicurezza che
non consente loro neanche di garantire la sicurezza occupazionale».
E le opinioni delle imprese, riferite particolarmente al periodo
estivo, confermano valori ai minimi, così come i dati sulla liquidità
aziendale, la quale si mantiene su livelli critici, con circa la metà del
campione che la dichiara in diminuzione: ciò avviene dall’estate
2008. Effetto depressivo che incide sulla capacità di investimento
da parte delle imprese, perché l’incertezza avviene anche in ragione
del minor credito degli ultimi mesi e al quale ricorrono oggi per
sopperire prevalentemente ai fabbisogni di liquidità. «In una situazione
così precaria giocano un ruolo fondamentale anche le istituzioni
e la politica, che possono e devono far sentire la loro presenza
e vicinanza verso tutte quelle realtà locali fatte di piccole e medie
imprese che continuano a resistere, mostrando coraggio e grande
senso di responsabilità», prosegue Senesi, «queste rappresentano
un patrimonio per l’intera comunità. Perché dietro ogni azienda ci
sono persone, famiglie e lavoratori che vanno ascoltati e aiutati».

48000 [8]
C’è voluto un sprint finale degno di un velocita alla formazione del terracina
per riuscire a sconfigge la Virtus Velletri dopo 30 minuti di gioco equilibrato.

I biancoblù partono bene, controllano i due lati del campo e cercano di
imprimere un buon ritmo al match, le troppe disattenzione però li portano in
vantaggio di un solo punto all´intervallo 32-31. Nella ripresa la partita
cambia, gli uomini di Olleia non concedono più nulla agli avversari e scavano il
break decisivo. Tra le fila dei terracinesi sicuramente i migliori sono stati i
fratelli Bondatti che, soprattutto in attacco, hanno permesso al terracina di
costruire il vantaggio decisivo nell´ultimo quarto ma bisogna anche sottolineare
l´ottima prova difensiva del resto della squadra che tra le palle recuperate e
il dominio a rimbalzo è riuscita a contrastare giocatori di tutto rispetto come
Ferraro, Peruzzi e Stramaccioni. «Molto bene – dichiara coach Olleia – sono
soddisfatto perchè abbiamo vinto questa partita soprattutto con la difesa, cosa
che molte volte ci è mancata fuori casa; oggi abbiamo giocato praticamente senza
Spada che aveva la febbre e Chirico ieri stava male, quindi questa vittoria vale
ancora di più. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per aumentare la condizione
fisica e cercare di scalare qualche posizione in classifica».

48000 [7]

Il Partito Democratico interprete di una nuova coscienza civile e politica.
Questo il proposito che il partito di Bersani, nell’assemblea provinciale
svoltasi ieri presso l’Hotel Palace, si pone in vista delle amministrative che
si terranno sul territorio provinciale nei Comuni di Latina, Terracina,
Pontinia, Itri, Norma, Sperlonga, Roccasecca dei Volsci. «Vogliamo costruire una
provincia che recuperi e valorizzi i diritti civili e sociali». Ha esordito così
il segretario provinciale del Partito Democratico Enrico Forte chiamato a
relazionare alla presenza del parlamentare nonché coordinatore regionale del
partito Vannino Chiti. «il nostro partito è sinonimo di democrazia. L’ esempio
palese – ha dichiarato Forte – deriva dalle possibilità di usufruire del sistema
delle primarie che hanno permesso che Latina scegliesse il proprio candidato a
Sindaco. In provincia siamo riusciti a trovare un’unità forte e alleanze
altrettanto forti. Ora facciamo appello agli esponenti del Pd di Terracina,
affinché riescano, grazie alla caratura democratica del candidato a sindaco
Domenico Zappone, a costruire una coalizione tale da scalzare una destra che per
lunghi periodi ha goduto e gode di filiere di potere assolutamente
indisturbate». E’ stato il senatore Chiti poi a concludere i lavori, dopo un
dibattito che si è rivelato intenso.

48000 [6]

C’è voluto un sprint finale degno di un velocita alla formazione del terracina
per riuscire a sconfigge la Virtus Velletri dopo 30 minuti di gioco equilibrato.

I biancoblù partono bene, controllano i due lati del campo e cercano di
imprimere un buon ritmo al match, le troppe disattenzione però li portano in
vantaggio di un solo punto all´intervallo 32-31. Nella ripresa la partita
cambia, gli uomini di Olleia non concedono più nulla agli avversari e scavano il
break decisivo. Tra le fila dei terracinesi sicuramente i migliori sono stati i
fratelli Bondatti che, soprattutto in attacco, hanno permesso al terracina di
costruire il vantaggio decisivo nell´ultimo quarto ma bisogna anche sottolineare
l´ottima prova difensiva del resto della squadra che tra le palle recuperate e
il dominio a rimbalzo è riuscita a contrastare giocatori di tutto rispetto come
Ferraro, Peruzzi e Stramaccioni. «Molto bene – dichiara coach Olleia – sono
soddisfatto perchè abbiamo vinto questa partita soprattutto con la difesa, cosa
che molte volte ci è mancata fuori casa; oggi abbiamo giocato praticamente senza
Spada che aveva la febbre e Chirico ieri stava male, quindi questa vittoria vale
ancora di più. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per aumentare la condizione
fisica e cercare di scalare qualche posizione in classifica».

48000 [5]
La telenovela relativa al passaggio di consegne al vertice del terracina calcio
dovrebbe finalmente chiudersi.
Ormai da troppo tempo, infatti, la società vive
una fase di incertezza legata al se ed al come il vecchio presidente, Fabio De
Filippis, dia il via al passaggio della proprietà alla coppia Michella-Riccardi.
Tutto, infatti, sembrava fatto una decina di giorni orsono. Invece è passato
altro tempo ed i giocatori, che si sono sempre allenati nonostante l’assoluta
mancanza di certezze circa il reale impegno della società nei loro confronti,
hanno iniziato a manifestare un certo malcontento che poteva anche sfociare in
un clamoroso sciopero. Il rischio è stato corso prima del match disputato
domenica a Roccasecca, ma alla fine il mister, con la collaborazione del
segretario Angelo Scirocchi, ha tenuto il gruppo unito evitando che la
situazione potesse precipitare. Della gara di domenica parleremo tra un po’, ora
preme precisare che la serata di ieri dovrebbe essere stata quella buona per il
passaggio di consegne tra il vecchio ed il nuovo proprietario. L’appuntamento
era a Frosinone, negli uffici del commercialista di Fabio De Filippis presso i
quali si sarebbero finalmente messe le famose firme sui documenti. Visto che
l’incontro era previsto in tarda serata, però, non possiamo sapere se e come la
cosa sia andata in porto. Quello che è certo è che, in un modo o nell’altro, la
situazione si dovrà risolvere, per la tranquillità della tifoseria e della
squadra. Un gruppo che domenica scorsa, vincendo a Roccasecca, ha messo le mani
sulla salvezza diretta al termine di un match difficile. Un match nel quale i
ciociari, squadra costruita per ben altri obiettivi, hanno rischiato di andare
in vantaggio nella prima frazione. La forza d’animo di D’Amico e compagni,
invece, faceva la differenza permettendo di mettere le mani su tre punti davvero
fondamentali.
Lidano Orlandi

48000 [4]

Non sono in condizioni di incompatibilità con il ruolo di consigliere comunale
».
Alfredo Lauretti reagisce deciso all’iniziativa del gruppo consiliare del Pd,
che ha inviato un esposto al prefetto per chiedergli di attivare a danno
dell’imprenditore le procedure di decadenza dalla carica. Secondo i democratici,
i vigili urbani hanno trasmesso alla Procura della Repubblica atti che «N
attribuivano anche al consigliere comunale repubblicano la responsabilità dei
lavori abusivi realizzati in via Pietra Stretta. In ragione di questa
responsabilità, Il Pd afferma che Lauretti non ha più titolo per far parte
dell’assemblea consiliare sulla base dell’articolo 63, quarto comma, del testo
unico degli enti locali, che prevede l’incompatibilità del consigliere comunale
per «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od
amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia». Tuttavia,
Lauretti nega di essere nella situazione denunciata dai democratici. «Io non ho
alcuna lite pendente con il Comune. Per trovarmi in quella condizione, avrei
dovuto essere il destinatario del provvedimento che ingiunge la demolizione
delle opere abusive. L’ordinanza, in effetti, è stata firmata, ma non riguarda
me, bensì soltanto mia madre». Dunque, nessuna lite tra l’imprenditore ed il
Comune e, di conseguenza, nessuna incompatibilità, anche se il repubblicano non
smentisce che il suo nome figuri negli atti inviati dai vigili urbani alla
Procura. Ma dal punto di vista della normativa, insiste l’imprenditore, non
esistono al momento contenziosi tra lui ed il Municipio. In democratici si sono
rivolti al prefetto dopo avere presentato un ordine del giorno per la
convocazione di una seduta consiliare, ai sensi dell’art. 7 comma 7, e dell’art.
23 comma 2, del vigente regolamento del Consiglio comunale, finalizzata a
«verificare le condizioni di incompatibilità del consigliere comunale Lauretti
Alfredo, sopravvenute dopo le elezioni». Il presidente del consiglio comunale
Patrizio Avelli, però, non ha ritenuto di dare corso alla richiesta.
Andrea Di Lello

48000 [3]

Sciopero il 7 e l’8 febbraio dei quattordici dipendenti dell’«A&Tec», la ditta
che ha in appalto la pulizia degli uffici comunali.
I lavoratori continuano ad
essere pagati cronicamente in ritardo e sono ancora in attesa della mensilità di
dicembre e della tredicesima. Una loro delegazione, l’altro ieri, si è recata in
Municipio, dove è stata ricevuta dal consigliere comunale Paolo Cerilli, che si
è impegnato a sollecitare la Ragioneria del Comune perché emetta il prima
possibile i mandati di pagamento alla ditta. Tuttavia, il sindacato, con Giorgio
Porcu, chiarisce che lo sciopero non è contro il Comune, ma contro il loro
datore di lavoro che non rispetta l’impegno di erogare le retribuzioni il 20 di
ogni mese. Ma la ditta vanta nei confronti del Comune un credito di 90mila euro.

48000 [2]

Non piace all’Ascom Confcommercio la proposta dell’amministrazione comunale di
alleggerire la Cosap non prima del 2012.
Il nuovo regime, introdotto dal 2009, è
considerato dall’associazione di categoria particolarmente oneroso per i
commercianti, alcuni dei quali hanno visto crescere il canone per l’occupazione
permanente di spazi ed aree pubbliche anche del quattrocento per cento,
passando, per esempio, da cento a quattrocento euro. Nei giorni scorsi, il
presidente dell’Ascom, Francesco Pezzano (nella foto), si è incontrato con i
consiglieri comunali Paolo Cerilli e Pietro Palmacci (sostituti dell’assessore
al Commercio Giuseppe Amuro) per concordare una via di uscita da una situazione
che anche l’amministrazione comunale ricono- N sce troppo gravosa. Ma la
proposta dei due di rimandare l’intervento atteso all’anno prossimo ha provocato
la netta contrarietà del sindacato, che ha invece chiesto un provvedimento già
per il 2011. La riunione si è sciolta, da una parte, con Cerilli e Palmacci ad
insistere sull’impossibilità tecnica di procedere nell’immediato e, dall’altra,
con Pezzano fermo nella sua posizione. Per domani, infatti, sull’argomento è
stata convocata un’assemblea generale del sindacato, presso la sede Ascom in via
Salita Annunziata e alla presenza del legale dell’associazione, per informare le
imprese e concordare le eventuali iniziative da intraprendere. La questione
della Cosap ha cominciato a complicarsi per gli operatori commerciali dal 2009,
quando il gestore privato, in ottemperanza ad una legge del 1993, prese come
riferimento per il calcolo del canone non solo l’insegna pubblicitaria, ma anche
tutti i prodotti che, sebbene esposti in vetrina, fossero rivolti verso
l’esterno. Gli importi dovuti, pertanto, schizzarono in alto in modo
significativo, creando malumore e difficoltà tra gli interessati. Al contrario,
in precedenza, cioè a partire dal 2004, l’amministrazione comunale aveva
esonerato bar e ristoranti dal pagamento del Cosap, a titolo di incentivo
dell’economia locale. L’Ascom Confcommercio criticò anche quel provvedimento,
lamentando soprattutto il fatto che, con una evasione Tarsu molto consistente,
le attività esercitate su strade e marciapiedi producevano rifiuti, senza che
gli esercenti fossero chiamati a pagare.
Andrea Di Lello

48000 [10]

La normativa vigente lo prevede, ma per l’ospedale «Alfredo Fiorini» di
terracina non esiste nemmeno sulla carta.
E’ lo spazio dedicato all’osservazione
breve intensiva per quei pazienti che arrivano in pronto soccorso e che devono
attendere prima di conoscere la propria diagnosi definitiva. Nell’ospedale di
terracina questo spazio manca, e così gli utenti che dovrebbero usufruirne fanno
«anticamera» direttamente nei locali del pronto soccorso. Prima venivano
«appoggiati» nei corridoi dei reparti, adesso restano al piano di sotto,
sistemati su una barella o una carrozzina in attesa. Un’attesa che può anche
durare ore. Il che vuol dire affollare ulteriormente il pronto soccorso. Vuol
dire occupare fisicamente degli spazi destinati agli altri utenti che non
necessitano dello stesso tipo di trattamento. Vuol dire sostare in una
condizione di promiscuità, né salutare né decorosa. Eppure l’osservazione breve
intensiva di pronto soccorso produrrebbe risultati apprezzabili non soltanto per
il paziente, ma anche per lo stesso sistema sanitario comportando un risparmio
economico rispetto a un identico risultato raggiunto con il ricovero. In quello
spazio, infatti, il medico seguirebbe l’evoluzione del quadro clinico del
paziente prima di decidere se c’è davvero bisogno di un ricovero.
Ri.Re.

48000 [11]

Metti un insegnante di musica con il pallino per i colori, un gruppo di genitori
pronti a improvvisarsi imbianchini per il benessere dei propri bambini e un
preside intelligentemente collaborativo, ed ecco che viene fuori il «cantiere»

in corso nelle aule della scuola elementare di via delle Arene, a terracina, ex
IV Circolo, diretta dal professor Maurizio Trani. «Gli alunni devono fare
lezione in un ambiente che sia decoroso dal punto di vista etico ed estetico» ci
ha detto domenica mattina Giuseppe De Santis, il maestro-pianista di Priverno
che insegna laboratorio musicale nella scuola. «La prima volta che ho visto
l’aula in cui avrei fatto lezione non mi è piaciuta per niente. Muri sporchi,
tende sbiadite, nemmeno un colore nella stanza, per non parlare della fatiscenza
e degli intonaci staccati». Insomma, il luogo non lo ispirava troppo e così gli
è venuta l’idea di fare un proposta al dirigente scolastico: rimboccarsi le
maniche e restituire a quell’aula il decoro che probabilmente aveva avuto, ma
tanto tempo fa. Et voilà la stanza si è trasformata: una bella parete azzurro
rilassante, come dice il maestro Giuseppe, tendine stile provenzale alle
finestre, lavagnette simpatiche sulla porta per trascrivere l’orario delle
lezioni, al posto dei soliti cartelloni. «I bambini sono rimasti enormemente
sorpresi del loro nuovo laboratorio musicale». E allora perchè non continuare
sulla stessa rotta? «Ne ho parlato con il preside che mi ha dato l’ok e durante
lo spettacolo di Natale ho proposto ai genitori degli studenti di rimettere a
posto le aule dei loro figli». In tanti hanno aderito, chi tirando fuori i soldi
necessari e chi mettendoci anche il loro tempo. Al momento le aule rimesse a
posto sono tre, laboratorio compreso, ma il progetto prevede di sistemare tutte
le classi della scuola. «In ogni classe abbiamo messo anche una piccola bandiera
italiana perchè gli studenti devono essere consapevoli della loro identità
nazionale». Anche domenica mattina il «cantiere» era in fermento, con mamme e
papà in tuta, chi con il pennello e chi con il rullo in mano. «I nostri figli
hanno la possibilità di vivere la scuola in maniera conviviale e di collaborare
per avere aule più belle». Oltre che di divertirsi con il maestro Giuseppe in
versione imbianchino.
Rita Recchia

48000 [19]

Ha trascorso l’intera notte seduto su una sedia all’ingresso delll’ospedale
«Alfredo Fiorini» il disabile di terracina che lunedì pomeriggio è stato
sfrattato di casa insieme a sua sorella. Per lei sarebbe stato più facile
trovare una sistemazione temporanea presso un’amicizia, ma per lui, disabile al
75%, è più complicato. Da qualche tempo l’uomo trascorrere la giornata presso il
Centro Diurno dell’Azienda Speciale, ma dopo le 16, quando la strututra chiude,
esce per raggiungere sua sorella Katia. Ora che i due sono stati messi alla
porta il problema della sistemazione notturna si presenterà fino a quando non si
riuscirà a torvare una soluzione adeguata. Adeguata soprattutto per lui che ha
assolutamente bisogno di un’assistenza specialistica. I Servizi Sociali si
sarebbero già attivati in questo senso. Quanto alla ragazza, ieri mattina aveva
intenzione di recarsi in Comune per protestare e chiedere una mano. Davvero una
situazione socialmente pesante, soprattutto per quanto riguarda la persona
disabile che dovrebbe poter vivere in condizioni di serenità.
Ri.Re.

48000 [18]
Anche quest’anno l’associazione di volontariato di terracina «Rete Solidale»
organizzerà la festa del tesseramento presso i locali messi a disposizione dalla
parrocchia di San Domenico Savio (nella foto).
Sarà l’occasione, oltre che per
fare il punto sulle attività effettuate e su quelle che si accinge a realizzare,
anche per incontrare tutti coloro che continuano a sostenerla con disponibilità
e simpatia. L’appuntamento è per il prossimo 19 febbraio alle ore 16. Intanto
continua il sostegno totale di «Rete Solidale» alle famiglie di quegli alunni
disabili le cui ore di sostegno a scuola sono passate sotto la scure dei tagli
ministeriali. In tanti hanno già fatto ricorso al Tar, trovando accoglimento
alle proprie domande, e altri ancora si sono accodati nei giorni scorsi trovando
nel Tribunale Amministrativo Regionale la stessa disponibilità. Alle 25 famiglie
a cui il Tar ha risposto il 13 gennaio scorso, se ne sono aggiunte delle altre.
«Quest’anno, come l’anno passato, l’associazione «Rete Solidale» ha contribuito,
con il sostegno di alcuni amici legali, a raggiungere questo importante
risultato offrendo assistenza tecnica e sostegno alle famiglie che hanno
intrapreso tale percorso» ha dichiarato il presidente Stefano Soscia.
Ri.Re.

48000 [17]

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terracina-spiaggetta-foto-deformata-anni-50_bis

Sovraffollamento nell’ospedale Alfredo Fiorini. Per la mancanza di posti letto
si è tornati ad utilizzare i corridoi dei reparti e a trasferire i malati presso
altri nosocomi del comprensorio. Dal pomeriggio di domenica fino a ieri mattina
c’è stata un’emergenza continua. Si sono presentati tutta una serie di casi,
alcuni anche gravi. I sanitari hanno cercato, nel migliore dei modi, di arginare
la situazione, dato che, in coincidenza con le malattie di stagione, i 90 posti
letto nelle sale di degenza dei tre reparti erano tutti occupati. Non si è
trovato altro rimedio che quello di sistemare i malati nei corridoi di medicina
e chirurgia. Come se non bastasse, due malati con fratture al femore sono stati
trasferiti all’Icot di Latina. Quest’ultimo caso è veramente paradossale, se si
pensi che l’ospedale Fiorini vanta ottime referenze per il settore ortopedia. Si
sono poi aggiunti alla lista anche due casi gravi che, giunti presso il
nosocomio locale, sono stati subito portati a Fondi e appoggiati nel reparto di
chirurgia del San Giovanni di Dio. Tre sono andati al Dea dell’ospedale Dono
Svizzero di Formia e un altro a Latina. Un miglioramento della situazione di
collasso c’è stato nella mattinata di ieri, quando si è liberato un posto per
ciascuno dei tre reparti dell’ospedale. Il problema dell’assenza di posti letto
va avanti ormai da almeno un mese. Ora i medici, oltre a svolgere i loro compiti
di assistenza, sono costretti anche a reperire posti letto per coloro che,
bisognosi di cure, giungono presso il pronto soccorso locale. L’inadeguatezza
dell’ospedale locale è la logica conseguenza della chiusura dell’ospedale di
Priverno e della conversione della Clinica Villa Azzurra da clinica privata a
Rsa (residenza socio assistenziale) per le lunghe degenze. I posti letto
soppressi non sono stati rimpiazzati da maggiori disponibilità all’interno del
Fiorini. Se non si verificherà l’aumento degli spazi a disposizione e, di
conseguenza, l’implementazione dei posti letto, l’ospedale Alfredo Fiorini
potrebbe conoscere spesso e volentieri condizioni di collasso a scapito
dell’offerta di assistenza.
(da corriere pontino)


Cono d’ombra sulla maggioranza dopo la sospensione del Consiglio comunale di
venerdì scorso.
Ai più è sembrato lo scontato epilogo di un’assise stanca e
distratta, ma c’è chi non si toglie dalla testa che la mancanza del numero
legale in aula consiliare sia stato l’obiettivo preciso del fuoco amico
proveniente dalla maggioranza. Non regge, insomma, la versione che attribuisce
lo stop dei lavori all’ostruzionismo dell’opposizione o alle negligenze di
qualcuno in maggioranza. Chi ha letto con attenzione i punti all’ordine
del giorno « boicottati » non crede che nel mirino ci fosse la
variante al Prg per l’edilizia convenzionata che ha tanto fatto arrabbiare
l’assessore Giovanni Masci, già concordata in commissione. Piuttosto guarda a
quell’affidamento ai privati della gestione dell’illuminazione pubblica,
progetto voluto dall’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni. Un appalto da
900 mila euro, della durata di 12 anni, volto a riqualificare l’intero parco
luci della città all’insegna del risparmio energetico. L’Appalto, si dice, è
particolarmente caro ad alcuni pezzi della maggioranza, meno ad altri. Tanto che
tra i maligni c’è la convinzione che i consiglieri assenti al momento del voto
non si sarebbero allontanati per caso. Il progetto di risparmio energetico,
dunque, potrebbe spaccare ulteriormente il centrodestra. I dubbi non mancano. Ad
esempio su quei 100 mila euro riservati alla manutenzione dei semafori, in una
città che con l’attuazione del Piano del Traffico di semafori ne avrà ben pochi.
Non persuade, inoltre, quel risparmio del 40% sul consumo. Su 600 mila euro sono
240 mila euro, che saranno ripartiti tra Comune (15%) e privato (25%). Ma,
tecnicismi a parte, la questione è squisitamente politica. Per chi ha la
campagna elettorale alle porte tutto fa brodo nel fare pressing sui colleghi di
maggioranza. Se ne saprà di più giovedì, quando il Consiglio si riunirà in
seconda convocazione. Qualcuno potrebbe cogliere l’occasione per tirare un altro
brutto tranello alla giunta. Segno che si è cominciato
a giocare… al buio.
Diego Roma


Un regolamento che c’è sempre stato ma che solo ora viene applicato alla
lettera.
E così i commercianti questa volta non posso avvalersi neanche delle
vie legali. Dal 2010, oltre che per l’insegna, gli esercenti dovranno pagare
l’imposta anche sulle semplici pubblicità adesive e non, oppure se ad occupare
il suolo pubblico davanti al locale è una vaso di fiori oppure un faretto: com’è
accaduto per la proprietaria di un’agenzia che dovrà pagare l’imposta anche
sulla luce che punta sul marciapiede davanti al suo locale. Purtroppo quando
pensavano che la situazione potesse risolversi in qualche modo, si sono accorti
invece che non era così, in quanto tale regolamento comunale è presente dal ’93,
le varie amministrazioni che si sono succedute avevano fatto pagare ai
commercianti solamente l’imposta sull’insegna al di sopra dei 5 metri quadrati
di ampiezza del locale. Situazione invece ribaltata negli ultimi tempi
dall’agenzia Ica, nata proprio per gestire le concessioni pubblicitarie e di
suolo pubblico sul territorio comunale. Società che sta seguendo alla lettera il
regolamento, come avrebbero dovuto fare fin dall’inizio le altre
amministrazioni. I commercianti disorientati dalla novità (che novità non è) si
erano subito rivolti all’Ascom per fare ricorso, in quanto si sono visti
costretti a dover pagare un’imposta che va da 100 a 400 euro l’anno. Confusi e
arrabbiati hanno chiesto spiegazioni anche al comando della polizia municipale
se erano al corrente di tale imposta. Purtroppo a quanto pare l’unica cosa da
fare è pagare. A breve ci sarà una riunione tra tutti i commercianti e l’Ascom
di Terracina per fare il punto della situazione. L’unica cosa che al momento
hanno ottenuto è stata una proroga per il pagamento dell’imposta in scadenza
ieri, al 31 marzo. Ieri hanno avuto la possibilità di disdire oppure confermare
le varie pubblicità presenti sul proprio locale oppure riguardo l’occupazione
di suolo pubblico.
(da corriere pontino)


Un messaggio chiaro, che più chiaro non si può quello che il giudice Eugenio
Fedele ieri ha inviato al Pd e alle associazioni che lavorano per cercare un
accordo unitario alle elezioni di primavera.
«Non posso aderire alla proposta di
“primarie”» scrive Fedele, «a motivo della natura del movimento che esprime la
mia candidatura, formato da cittadini e dal libero associazionismo che vuole
agire, per la risoluzione dei gravi problemi della città e dei cittadini, al di
fuori delle logiche, delle ideologie e del vecchio modo di fare politica».
Fedele non si accontenta di ribadire i motivi già resi noti in precedenza e
definisce la coalizione auspicata dal Pd come quel «fronte unito di sinistra»
che «non è stato in grado di fronteggiare le forze legate al malcostume e
incapaci di amministrare». Una questione di «sfiducia», insomma, quella che
muove il rifiuto di Fedele. «Per non intralciare i lavori indirizzati verso
soluzioni da me non condivise – chiude il giudice – non parteciperò
all’incontro di questa sera».
D. R.


Dalla Russia con amore, direttamente a terracina. L’associazione Italia-Russia
ha, infatti, scelto proprio la città pontina come sede di una sua sezione
provinciale. C’era d’aspettarselo dopo la nascita di un vero circuito grazie ai
circoli culturali Italia-Russia di Priverno, Sabaudia e Campodimele. E
ovviamente terracina. L’idea di base è trasformare la provincia pontina in terra
di incontro fra queste due grandi culture. La scelta di scegliere proprio
terracina come sede è stata una naturale conseguenza dell’amicizia ultra
decennale che la lega con la Federazione Russa. Il direttivo ha eletto come
presidente provinciale Antonio D’Ettorre e vice presidente provinciale Antonio
Simeoni. L’organismo coordinerà le varie iniziative che si svolgeranno nella
provincia garantendo il corretto svolgimento delle manifestazioni in
collaborazione con l’Associazione Regionale Italia-Russia «Istituto di Cultura e
Lingua Russa» e con il nuovo Centro Russo per la scienza e la cultura
dell’associazione governativa russa «Rossotrudnichstvo».
Ri.Re.


Altra istanza di incompatibilità del consigliere Alfredo Lauretti. L’ha
presentata il gruppo consiliare del Partito democratico, che ha inviato un
esposto al Prefetto Antonio D’Acunto appellandosi al Tuel per chiedere la
decadenza dalla carica del repubb l i c a n o p e r l’abuso edilizio della mega
villa denunciato dalla Municipale. Il Pd menziona il Tuel che prevede, in caso
di lite pendenti tra un eletto a carica pubblica e il Comune, «la decadenza
dalle predette cariche», affinché si possa «assicurare il corretto adempimento
del mandato elettivo». I democratici quindi chiamano in causa il Prefetto perché
verifichi «le sopravvenute condizioni di incompatibilità del consigliere
comunale Lauretti Alfredo » e si rendono disponibili all’autorità di governo.
D. R.



A.A.A. revisori dei conti cercasi. Il Comune deve procedere
alla nomina dei componenti del nuovo organo di
Revisione Economico-Finanziaria per il triennio 2011-
2014. I candidati dovranno presentare la domanda entro le 12 del
23 febbraio 2011. L’amministrazione comunale richiede la presentazione
di candidature degli interessati alla nomina di componenti
del collegio dei revisori dei conti per il triennio 2011-2014,
dato che il mandato è scaduto il 22 gennaio 2011. Non essendovi
il rispetto della tempistica per una procedura pubblica, la scadenza
è stata prorogata per altri 45 giorni in attesa che s’insedi
il nuovo collegio. Potranno accedere alla procedura tutti coloro
che sono iscritti all’albo dei dottori commercialisti, all’albo dei
revisori dei conti e a quello dei ragionieri (oggi albo unico dei
dottori commercialisti e dei ragionieri). I componenti dell’organo
di revisione sono persone elette dal Consiglio Comunale a
maggioranza assoluta dei membri con voto limitato a due.
(da corriere pontino)


Segnali positivi dal porto di terracina, sia per quanto riguarda il dragaggio
dell’imboccatura che per ciò che concerne il ripristino della banchina
commerciale.
Per quanto riguarda il dragaggio di 250 mila metri cubi di sabbia a
metà febbraio ci sarà una Conferenza dei Servizi presso la sede di via del Molo
della capitaneria di porto. «Faremo da raccordo tra Regione Lazio e Comune per
sbrigare le fasi burocratiche antecedenti l’avvio dei lavori» ha detto il
comandante del porto Floriana Segreto. Lavori «imponenti» se si pensa che
l’ultimo dragaggio aveva aspirato poche decine di migliaia di metri cubi di
sabbia in eccesso. La sabbia dragata dai due quadranti esterni sarà poi
riutilizzata per allungare di almeno un paio di chilometri il lungomare di via
Circe. «Così potremo stare tranquilli per almeno due, tre anni». Dovrebbero
poter stare tranquille anche le società di navigazione che già dal prossimo
aprile si apprestano a riattivare i collegamenti con le isole ponziane, anche
quelli veloci. Per esempio le linee Buono cominceranno il collegamento marittimo
veloce dal prossimo 15 aprile. A giorni, infatti, partiranno i lavori per
ripristinare il passaggio sul molo gregoriano, interdetto ormai dallo scorso
luglio a causa del cedimento della pavimentazione. D’allora è cominciata la via
crucis per i traghetti Snip e Snap dirottati per forza di cose a Formia.
L’intervento di ripristino dovrebber durare un paio di mesi, quindi, se le
scadenze saranno rispettate, agli inizi d’aprile il porto potrà riavere
finalmente i contatti commerciali e turistici con le isole. «Un porto in
espansione ma sprovvisto delle infrastrutture basilari» aveva commentato il
comandante Segreto qualche tempo fa annunciando il loro impegno per il 2011:
«Ordinare il porto, sollecitando in tutti i modi chi è di competenza a farlo».
Il 2010 non è stata affatto una buona annata per il porto di terracina, tra
marinai spesso insabbiati e traghetti…traghettati altrove. In questo lungo
periodo dalla giunta comunale non si è alzata una voce di protesta e
indignazione.
Ri.Re.



«Del mio lavoro e di quello del Nucleo rispondo alla Corte dei conti». Così il
presidente del Nucleo di Valutazione Piero Longo risponde agli attacchi arrivati
dal segretario di Sel Vittorio Marzullo in materia di sprechi e inefficienze
dell’organismo. Longo definisce «sommari» i giudizi di Marzullo e rileva nelle
accuse dell’esponente di sinistra «l’assoluta mancanza di conoscenza anche
delle più elementari nozioni normative in questo campo del diritto». L’ex
consigliere comunale poi entra nel merito del funzionamento del
Nucleo, rimarcando come «la valutazione del personale costituisce un processo
centrale nell’ambito del managemet pubblico». Un’attenzione niente affatto
aleatoria bensì finalizzata «al miglioramento delle condizioni di efficacia e di
efficienza di della gestione», frutto del «superamento di una cultura di lavoro
prevalentemente esecutiva con una cultura di tipo manageriale ». Non è finita.
Longo ribadisce l’obbligatorietà per il Comune di avere un organo di
valutazione, che «trova la sua collocazione nel decreto legislativo 165/2001», e
ancora «è prevista dal Contratto collettivo nazionale » e rafforzata «con il
Ccnl per i dipendenti degli enti locali 2002/2005». Non senza un pizzico di
polemica Longo si rivolge indirettamente a Marzullo: «Dal momento – scrive – che
mi giunge voce che Marzullo sia un sindacalista, mi viene spontaneo chiedermi
come abbia fatto a svolgere tale ruolo se è digiuno di tali semplici nozioni».
Sterili dunque le polemiche sulla «non necessità, se non proprio inutilità del
Nucleo di valutazione come strumento di supporto amministrativo » dal momento
che esso è previsto «dall’articolo 1 del decreto legislativo 286/1999». Longo
risponde al segretario di Sel anche in merito all’assenza di relazioni sui
funzionari e i dirigenti: «Si precisa – continua – come gli stessi risultino
secretati in osservanza di quanto disposto dall’articolo 6, comma 2 del decreto
legislativo 286/1999». Il rendiconto, insomma, viene fatto sia al sindaco che
«soprattutto, alla Corte dei conti, organo al quale il Nucleo verrà chiamato a
rispondere in caso di errori di qualsivoglia genere, e non solo per i poco più
dei 60 mila euro che è tenuto ad assegnare. Il giudizio, sempre per sottolineare
l’assoluta carenza in materia di Marzullo, risponde ad una relazione completa
s ull’attività svolta da ogni dirigente». Per la contestata assenza di
documenti, Longo invita Marzullo a consultare il sito del Comune. «Per quanto
concerne la mia personale competenza – conclude – il mio curriculum vitae parla
da solo ».
Diego Roma

Sfrattata senza appello con un disabile in casa. È questa la drammatica storia
di Katia una 40enne di Terracina che fino a ieri viveva in un appartamento di
via delle Arene con un fratello disabile, e che nella giornata di ieri si è
vista arrivare l’ufficia – le giudiziario in casa per ottemperare all’in -
giunzione di sfratto. «Nemmeno il tempo di prendere le mie cose – ha raccontato
Katia – mi hanno ordinato di uscire così, in ciabatte, lasciando le mie cose
nell’appartamento» . Katia da un po’ di tempo non riusciva più a pagare
l’affitto. La sua preoccupazione è per il fratello Sergio: «La psicologa
arrivata ieri ha detto che lui può lasciare la casa perché incapace solo al 75%.
Ma Sergio non è autosufficiente, ha bisogno di tutto e ora siamo entrambi in
mezzo a una strada. Ho cercato aiuto dal Comune, dai servizi sociali per cercare
una struttura idonea. Ho trovato solo porte chiuse». Katia è alla ricerca di un
tetto, «soprattutto per mio fratello» ribadisce. «Io posso arrangiarmi ma lui ha
bisogno di un ambiente tranquillo. Ha le sue abitudini. Ma sembra che in questa
città nessuno sappia o possa fare nulla per le persone come lui».
D. R.


Sindacati e Rsu divisi sulle posizioni organizzative. Il segretario provinciale
del Sulpm Domenico Paravani esprime perplessità su come il Comune ha gestito il
conferimento delle posizioni organizzative al di fuori della concertazioni del
contratto decentrato. «Quanto sta accadendo nel Comune per il riconoscimento
delle posizioni organizzative – si legge in una nota – sembra rispecchiare
quanto sta avvenendo nel mondo dei metalmeccanici ». Come dire: l’azienda Comune
divide le categorie sindacali. «La grande spaccatura sindacale tra i sindacati e
i rappresentanti della Rsu aziendale – prosegue Paravani – sembra avere origine
dalle scelte errate fatte nel corso degli anni, che hanno perso di vista una
cosa fondamentale: il rispetto del lavoratore-dipendente nelle sue funzioni di
leva portante». Ciò causato da «difficoltà avuta a non applicare quanto
richiesto e sottoscritto in contrattazione decentrata». I sindacati di categoria
e le Rsu si sono trovati spaccati sulle posizioni organizzative. La tematica, «è
stata quella principale di alcune sigle sindacati e dalla maggioranza delle Rsu,
con richieste reiterate e talvolta forzate per farle attuare in tempi brevi»,
mentre il Sulpm «unitamente ad alcuni componenti della Rsu chiedeva il
riconoscimento per tutti i lavoratori di una fascia economica orizzontale, per
premiare il lavoro di tutti i dipendenti del Comune, svolto tra tante difficoltà
ed in carenza di organico, anche per far fronte al sistema caro-vita attuale».
Nulla in contrario, dunque, sul riconoscimento delle posizioni organizzative. Ma
«si è sempre in guardia per riaffermare e far attuare quanto si è sempre
richiesto: regolamenti attuativi, organizzazione
del lavoro, facia economica. E poi, tutto il resto».
D. R.

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