Archivio Dicembre 2010

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La Santarbara che avrebbe rifornito  l’intera  città  di  terracina,   grandi  e
piccini, l’hanno scoperta ieri, esattamente il giorno prima della mezzanotte  di
Capodanno, gli agenti del commissariato diretti dal vicequestore Rita  Cascella.
La teneva nel magazzino attiguo  alla  sua  casa  di  Camposoriano  P. S. ,   un
quarantatreenne avvezzo alla produzione di ogni petardo di ordine e grado.   Con
una polveriera in casa, insomma, pronta a esplodere da un momento all’altro.  Lo
sanno bene i poliziotti che quando hanno bussato alla porta  hanno  sorpreso  il
tizio ancora alle prese con la polvere esplosiva. Ne aveva ben 240 chili  pronti
per essere trasformata in prodotti pirotecnici classificati di quarta  e  quinta
categoria, come i famigerati Raptor F22 e i  pericolosi  candelotti  Rambo  31K.
Altro che innocui petardi, come aveva provato a dire agli  agenti  giustificando
la sua attività. Quel magazzino  era  diventato  una  vera  e  propria  bomba  a
orologeria  visto  che  l’esplosivo  lo  teneva  accatastato  vicino  ad   altro
materiale infiammabile e a circa 850 cartucce da caccia calibro 12. Se  qualcosa
fosse andato per il verso storto le conseguenze sarebbero state  gravissime  per
lui e la sua famiglia.  Il  sequestro  e  la  denuncia  sono  stati  quanto  mai
provvidenziali. Gli agenti hanno sequestrato anche sei fucili  che  deteneva  in
casa e per i quali  sono  partiti  gli  accertamenti.   «Con  questa  operazione
riteniamo di aver garantito un fine d’anno sereno  ai  cittadini  di  terracina,
evitando che per qualcuno, un  giorno  di  festa  potesse  trasformarsi  in  una
tragedia».
Rita Recchia
È caccia aperta ai costi occulti sostenuti dal  Comune  a  causa  dei  contratti
cosiddetti «derivati».
A  pochi  giorni  dalla  crociata  del  presidente  della
Regione Renata Polverini contro 11 istituti di credito che, a  suon  di  finanza
creativa, avrebbero sottratto indebitamente all’ente regionale oltre 80  milioni
di euro, anche  a  Terracina  è  partita  una  task  force  interc  omunale  per
verificare che i vari contratti «scommessa » stipulati a suo  tempo  dal  Comune
con le banche non  abbiano  seminato  oneri  occulti.   Sulle  spalle  dell’Ente
infatti, tra operazioni di «factoring» e Swap, gravano tra i 30 e i  40  milioni
di euro. Soldi ottenuti per mezzo di una tipologia di contratti che – tanto  per
saggiarne la pericolosità – è  quella  che  ha  messo  in  ginocchio  l’economia
mondiale. Senza andare troppo lontano, il Comune vuole setacciare soprattutto  i
costi derivanti dagli interessi. Per  questo  motivo,   su  impulso  dell’azione
legale promossa dalla Regione contro 11 banche, i consiglieri  di  maggi  oranza
Paolo Cerilli  e  Domenico  Pietricola  nei  giorni  scorsi  hanno  avviato  una
verifica sui conti che dovrà accertare se dalle casse comunali siano  «scappati»
soldi verso le banche che non erano dovuti. Una serie  di  controlli  incrociati
che coinvolgono sia l’ufficio legale, con gli avvocati Martina Iannetti  e  Lina
Vinci, che il dipartimento finanziario, dove il dirigente Ada Nasti  e  il  capo
settore Entrate  Quirino  Maragoni  stanno  mettendo  mano  ai  numeri  per  non
lasciare nulla di intentato. Non  è  detto  infatti  che  il  Comune  abbia  poi
effettivamente sborsato soldi in più. Ma di certo, che siano 50 mila euro  o  un
milione, con le verifiche avviate dall’Ente, se ci  sono  stati  costi  occulti,
verranno fuori. Nel mirino  del  Comune,   si  diceva,   finirà  soprattutto  il
meccanismo degli interessi (e degli interessi sugli interessi) che  l’ente  paga
sui mutui accesi con le banche. Contratti spesso pieni zeppi  di  clausole  poco
chiare, non di rado al limite dell’indecifrabile. Non solo. Tutte le  operazioni
finanziarie saranno passate ai raggi X anche alla luce delle sentenze emesse  su
casi analoghi dai Tribunali di tutta Italia, su cui spicca su  tutte  la  famosa
sentenza Parmalat. Proprio nel caso Tanzi, infatti, la  giustizia  ha  stabilito
il principio che quando le banche promuovono  contratti  e  prodotti  finanziari
con poca chiarezza, in sostanza ottiene interessi in modo fraudolento. E  dunque
la controparte – in questo caso il Comune – può  chiederne  il  rimborso.   Sarà
piccola cosa, ma in questi casi vale il principio.
Diego Roma

 
Fa esplodere un grosso petardo e scappa. Ma la  gente  risvegliata  dal  fragore
gli mette i carabinieri alle calcagna e così viene  identificato  e  denunciato.
E’ sucesso la scorsa notte a un agricoltore  38enne  di  Sabaudia  , deferito  a
piede libero dai carabinieri del  norm  di  terracina  per  porto  e  detenzione
illegale di armi e materiale esplodente. C.M.,  queste  le  iniziali  dell’uomo,
avrebbe fatto esplodere un grosso petardo nei pressi di un’attività  commerciale
sulla Strada Provinciale Badino, tra terracina e San Felice. Una  goliardata  di
quasi ultima dell’anno che, però, ha messo parecchia paura  ai  residenti  della
zona, svegliati di soprassalto  dal  fragore  provocato  dallo  scoppio.   Forse
temendo qualcosa di molto peggio, qualcuno ha allertato il 112 e  una  pattuglia
del norm s’è messa sulle tracce dello sconosciuto, rintracciandolo a  terracina.
Da un controllo sulla sua vettura è stata scoperta la presenza  illegale  di  un
coltello a scatto, due bombe carta a forma cilindrica  pesanti  complessivamente
quasi mezzo chilo di fabbricazione artigianale. Per  il  38enne  è  scattata  la
denuncia a piede libero.
Ri.Re.
Rivoluzione della nettezza urbana tra luci ombre. A tracciare un accurato  esame
del passaggio da Tarsu a Tia è il responsabile del Wwf Lazio  Giovanni  Iudicone
che avverte: «questo piano farà la fine di tutti i precedenti rimasti  inattuati
se non verrà rispettato il cronoprogramma ». In altre parole se  tutto  ciò  che
si trova sulla carta non verrà supportato dai fatti.   Tanti  gli  aspetti  poco
chiari del nuovo piano economico e finanziario approvato  dal  Comune.   «Mentre
viene presentata la distribuzione degli abitanti per singole zone e  addirittura
per periodi dell’anno – spiega Giovanni Iudicone -  non  si  nota  la  stessa
accuratezza nell’elenco delle attività produttive.   Sembrano
veramente poche 43 aziende  agricole  in  un  Comune  ritenuto  il  primo  nella
produzione agricola pontina. Il costo totale da coprire con la  tariffa  ammonta
nel 2011 a poco meno di otto milioni di euro  per  un  servizio  che  non  copre
tutto l’anno; manca del tutto uno schema di piano  triennale  con  le  voci  che
dovrebbero diminuire dopo il primo anno nel quale pesano i costi  di  avviamento
del  sistema.   Soprattutto,   però,   non  si  dà  rilevanza  agli    eventuali
finanziamenti  regionali  erogati  tramite  la  Provincia  che  nel  primo  anno
attenuerebbero proprio i costi di avviamento». Che fine farebbero questi  fondi?
Il pericolo è che possano finire in un calderone che abbiano  poco  a  che  fare
con il servizio di nettezza urbana. Altro aspetto poco  chiaro:  «La  Tia,   una
volta fatta emergere l’evasione, dovrebbe avere – aggiunge il  responsabile  del
Wwf – una parte fissa  a  copertura  delle  prestazioni  generali  (spazzamento,
mezzi, materiali) e  una  parte  variabile  in  relazione  alla  produzione  dei
rifiuti. Quella proposta nel piano finanziario invece  si  basa  su  un  calcolo
presunto di produzione dei rifiuti prendendo  a  base  la  superficie  in  metri
quadrati dell’abitazione e il numero dei residenti in essa; per  le  utenze  non
domestiche viene considerata la tipologia dell’attività.   La  Tia  terracinese,
quindi, non si distingue dalla tassa che i cittadini hanno pagato fino  al  2010
se non per il fatto che  verrà  considerata  anche  la  consistenza  dei  nuclei
famigliari e soprattutto non  premia  i  comportamenti  virtuosi».   Un’anomalia
tutta in salsa terracinese, come del resto  la  presenza  di  un  impianto  come
quello di Morelle inutilizzato da anni nonostante faccia  gola  a  molti.   «Nel
piano non si parla dell’obsoleto impianto di via  delle  Morelle,   ma  vogliamo
credere che non ci siano dubbi in merito alla  sua  riattivazione  con  una  più
aggiornata tecnologia, quando se non l’inte -  ra  provincia  almeno  una  buona
parte di essa vedrebbe con interesse la possibilità di  trasformare  in  esso  i
rifiuti organici in compost ».
Francesco Avena
Tribunale al freddo e al  gelo.   Va  bene  che  siamo  ancora  in  pieno  clima
natalizio, ma il clima polare non va affatto bene. Tutta colpa dell’impianto  di
riscaldamento che, come racconta  il  personale  del  palazzo  di  giustizia  di
terracina, funziona a singhiozzo. Secondo loro la causa sta  nel  fatto  che  al
serbatoio non verrebbe fatto il classico «pieno»  ma  verrebbe  alimentato  quel
tanto e non di più. Così il gasolio si esaurisce  in  men  che  non  si  dica  e
nell’edificio  la  colonnina  del  termometro  cola  a  picco.   Poi,   tra   le
segnalazioni  agli  uffici  competenti  e  la  riattivazione  dei   termosifoni,
passerebbero diversi giorni durante i quali gli uffici e le aule  del  tribunale
si trasformano in celle frigorifere. Ieri mattina l’ennesima arrabbiatura  degli
impiegati, che hanno dovuto allertare ancora una volta il Comune.  Il  tribunale
ha riaperto lo scorso 27  dicembre  e  già  allora  il  gasolio  era  terminato.
Termosifoni spenti,   dunque.   E  terribilmente  ghiacciati.   Più  di  qualche
impiegato  ha  dovuto  attrezzarsi  con  il  vecchio  e    infallibile    metodo
dell’arrangiarsi da solo portando da casa qualche stufetta  con  cui  alzare  le
temperature all’interno del proprio ufficio. Un sistema, in realtà, già  seguito
l’anno scorso visto che l’incoveniente si trascina da parecchio tempo.  Soltanto
verso le 11 di ieri mattina l’impianto è tornato a  funzionare  segno  che  sono
arrivate le nuove scorte di carburante.   Che,   però,   secondo  gli  impiegati
avrebbe comunque i giorni contati se non ci si toglie l’abitudine  di  non  fare
il pieno al serbatoio.
Rita Recchia
Brutte, sporche e cattive ma a volte possono spuntare  senza  che  nessuno,   ma
proprio nessuno, gridi allo scempio.
   Strana  storia  questa  delle  scogliere.
Ancora più strana quella  della  barriera  antierosione  che  è  spuntata  nello
specchio di mare antistante l’hotel «Approdo». Perché di questo si tratta. 
I lavori di manutenzione infatti, come recita l’intestazione dell’intervento, in
concreto consistono in un allungamento del piccolo «braccio» di scogli  che  già
esisteva. Il prolungamento è di poco meno di una decina  di  metri.   Niente  di
straordinario se non fosse per un paio di dettagli. Il primo riguarda  l’ecce  -
zionalità dell’in – tervento, fatto  nei  giorni  in  cui  la  giunta  regionale
guidata dal presidente Renata Polverini ha  azzerato  tutti  i  progetti  per  i
quali la precedente amministrazione aveva  stanziato  diversi  milioni  di  euro
(per Terracina la cifra prevista era di 3 milioni). I soldi,  insomma,   non  ci
sono più, fatta eccezione appunto  per  la. . .   manutenzione  della  scogliera
dell’hotel «Approdo »,  l’unico  intervento  superstite  del  programma  stilato
dall’ex giunta regionale. Il che è una notizia, se e è vero come è vero che  per
arrestare l’erosione in altri punti del litorale terracinese non  c’è  il  becco
di un quattrino. Ma la scogliera in questione è una notizia anche perché,   come
si ricorderà, il vecchio progetto della Regione che prevedeva  la  realizzazione
dei frangiflutti sul tratto di litorale di  viale  Circe  incontrò  un’autentica
sollevazione popolare. Perché antiestetici, ma soprattutto perché, si diceva,  i
«pennelli » avrebbero innescato la cosiddetta erosione di sottoflutto. Cioè salvi
la spiaggia da una parte, ma la distruggi dall’altra.
Pericolo che nessuno sembra essersi  posto  per  la  scogliera  antistante
l’hotel «Approdo», nemmeno gli ambientalisti senza se e senza ma, né tantomeno
gli operatori balneari che potrebbero essere danneggiati dal prolungamento.
Quella che si dice una scogliera fortunata,  scampata  in  solo  colpo
alla  mannaia  della  Regione  sui  fondi  antierosione   e    alle    proteste.
Pierfederico Perrnarella

 

«L’approvazione del piano volumetrico relativo alla cittadella  dello  sport  di
San Martino apre una fase nuova  nella  programmazione  sportiva  a  terracina».
Valentino  Giuliani  plaude  alla  delibera,   licenziata  nell’ultima    seduta
consiliare, «in grado di dare le giuste risposte  alla  città».   «Questo  piano
volumetrico -scrive in una  nota  il  consigliere  comunale-,   che  prevede  un
Palazzetto dello sport, piscine e una serie di campi di calcio, è  senza  dubbio
ambizioso sia in termini di numero e  qualità  degli  impianti  sia  in  termini
finanziari. Questa sfida rappresenta un cambio radicale  di  direzione  rispetto
alle politiche precedenti in materia di programmazione sportiva: il  Comune  non
rappresenta  più  l’istituzione  che  interviene  con  risorse  oramai   scarse,
distribuite a pioggia  con  una  logica  di  tamponamento  dell’emergenza  nella
manutenzione ordinaria dei vari impianti; al contrario diventa il  soggetto  che
pone le basi per poter permettere alle varie società e associazioni sportive  di
investire negli impianti garantendo loro una  gestione  a  lungo  termine  degli
stessi». Secondo Giuliani,  «tutto  questo  avrà  risultati  positivi  evidenti,
primo  fra  tutti  il  fatto  che  il  Comune  accrescerà  il  suo    patrimonio
impiantistico a costo zero; in secondo luogo l’ente, che oggi incassa circa  due
euro per ogni cento investiti nello  sport,   potrà  liberare  tali  risorse  in
bilancio verso settori come  quello  dello  sviluppo  economico  e  dei  servizi
sociali che in tempi di crisi come quella attuale vanno  privilegiati».   Andrea
Di Lello
Concessioni balneari  a  rischio:  ancora  polemiche  del  Sib,   sindacato  dei
balneari.
Nei giorni scorsi si è  svolto  un  faccia  a  faccia  serrato  tra  i
rappresentanti della categoria e  il  ministro  dei  Rapporti  con  le  Regioni,
Raffaele Fitto. I  balneari  hanno  chiesto  un’ulteriore  proroga  del  periodo
transitorio stabilito dal governo italiano fino al 2015. Come si ricorderà,   la
Comunità Europea ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti  dell’Italia
sul rinnovo delle concessioni balneari, che avvengono in modo automatico e  che,
secondo Bruxelles, minano le basi del libero commercio. Ecco perché l’Europa  ha
chiesto al governo italiano di dotarsi di un regolamento per  il  rinnovo  delle
concessioni balneari. Tutto questo, come era lecito  attendersi,   ha  provocato
proteste e reazioni da parte del comparto  balneare  che  vede  in  pericolo  le
proprie aziende. La trattativa tra Sib e governo è ai ferri corti.   Nell’ultimo
incontro, infatti, il presidente del sindacato Riccardo  Borgo  ha  sottolineato
come nel documento preparato dal  governo  «ci  siano  ancora  diverse  carenze:
riteniamo infatti  possibile  e  necessario  contrattare  energicamente  con  la
Comunità europea un periodo transitorio  che  vada  ben  oltre  il  31  dicembre
2015». I balneari, insomma, rappresentati a Terracina  dal  presidente  del  Sib
Fabio Minutillo, chiedono che il governo italiano tratti con l’Eu r o  p  a  per
aumentare gli anni del periodo transitorio fino a  quanti  più  anni  possibile.
Altrimenti i balneari sono pronti ad azioni eclatanti di  protesta.   «Resta  in
campo l’ipotesi – conclude la  nota  del  Sib  -  di  realizzare  una  serie  di
iniziative su tutto il territorio nazionale, da mettere in atto prima e  durante
la prossima estate, per manifestare la preoccupazione e il timore  per
il futuro del nostro lavoro. Per  farlo  abbiamo  alle  porte  due  appuntamenti
specifici per il settore: la fiera Balnearia a Marina di  Carrara  nel  mese  di
gennaio  e  la  Borsa  Internazionale  del  Turismo  a  Milano   a    febbraio».
F. A.

 

Notizia ufficiale delle ultime ore: entro il prossimo  febbraio  cominceranno  i
lavori per sistemare la banchina commerciale del  porto  di  terracina.  
Lo  ha
annunciato ieri mattina il comandante della guardia costiera  Floriana  Segreto,
in  costante  contatto  con  gli  uffici  regionali  competenti  a    sbrogliare
l’intricata matassa. Alla Pisana si sarebbe  alle  battute  burocratiche  finali
per organizzare la gara d’appalto così da  poter  finalmente  dare  inizio  alla
sistemazione della banchina. Facendo i dovuti scongiuri, per Pasqua il porto  di
terracina  dovrebbe  finalmente  riavere  i  suoi  collegamenti  con  le   isole
ponziane. Anche perchè la Snip e la Snap e altre compagnie di navigazione  hanno
già presentato domanda per poter gestire i collegamenti con  Ponza  e  compagne.
«Un  porto  in  espansione  ma  sprovvisto  delle  infrastrutture  basilari»  ha
commentato il comandante, quasi basita di fronte alle  mancanze  strutturali  di
un porto come quello di terracina dove non ci sono  bagni  chimici,   postazioni
d’attesa per i turisti, pensiline. «Il nostro impegno per il  2011  sarà  quello
di ordinare il porto». Quello stesso ordine che si vuole portare anche  in  riva
al mare, tra i gestori degli stabilimenti. Ad esempio è intenzione della  locale
guardia costiera uniformare il modo  di  comunicare  agli  utenti  lo  stato  di
balneabilità   del    mare,       così    come    chiesto    da    Assobalneari.
Ri.Re.

 

 

 
Vediamo quali sono gli  eventi  del  Capodanno  in  provincia  e  nel  capoluogo
pontino.
Appuntamento al Teatro  D’Annunzio  di  Latina  dove  sul  palcoscenico
saliranno i comici Valentina Persia, Simone Tuttobene e il gruppo musicale  “The
Swing Thing”. La serata si completerà con il brindisi di  mezzanotte  nel  foyer
del Teatro, a ritmo della musica firmata “Radioluna” per  poi  riprendere  nella
sala teatrale con tanta altra musica e risate. Il costo dei biglietti va dai  20
ai 35 euro. Si può peraltro cenare, dalle 20 alle 21 e 30 presso l’Hotel  De  La
Ville di Latina (al costo di 25 euro); prima di  andare  al  Teatro  D’Annunzio,
alle 22, per assistere agli spettacoli. Per informazioni: 3453330642.  La  festa
continuerà poi con la tradizionale manifestazione  di  fine  anno  che  prevede,
alle 22 e 30 sempre  in  piazza  del  Popolo,   l’intrattenimento  musicale  che
culminerà con l’esibizione di Peppino di  Capri,   il  consueto  brindisi  e  lo
spettacolo pirotecnico. L’associazione degli Alpini – sezione di  Latina,   poi,
allestirà il  consueto  stand  per  offrire  a  tutti  lenticchie  e  cotechino,
spumante e panettone. Per informazioni: 0773622961.  Si  balla  al  Blanco  Club
sulla via Pontina a Latina, per una notte all’insegna della Salsa.  In  consolle
si esibiranno Pac vj e Pedriño. L’ingresso, compresa  consumazione  e  brindisi,
costa 20 euro.  Per  informazioni  e  prenotazioni:  3923075501.   Un  Capodanno
esplosivo sta per travolgere anche il Golfo di Gaeta.   Questa  sera  a  partire
dalle 23 e 30,  nel  quartiere  medievale  di  San  Erasmo,   salirà  sul  palco
allestito al Molo Santa Maria il dj Claudio  Coccoluto.   Una  serata  tutta  da
vivere, quella in arrivo a Gaeta, con gli speaker e i dj di  Radio  Spazio  Blu:
Max Guadalaxara, Dino Pascali e Fabrizio Fontana. Divertimento esplosivo,   poi,
con le magnifiche ragazze della «musica felice». Emozioni  e  allegria  anche  a
Formia dove per la notte di San Silvestro piazza Vittoria  ospiterà  l’orchestra
della trasmissione di Rai Uno “I migliori anni”.  Una  full  immersion  nei  più
grandi successi degli anni Settanta, Ottanta, Novanta  e  Duemila,   sempre  con
l’animazione di Radio Spazio  Blu.   Charme,   lusso  ed  eleganza  saranno  gli
ingredienti del Capodanno al Felix e del ristorante Nil di  via  Don  Torello  a
Latina. Cenone e serata costano 80 euro; buffet e serata costano invece 40  euro
(il biglietto comprende una consumazione). Si parte alle 20 e  30  con  la  cena
per poi ballare con le selezioni di Cristiano e Matteo in Sala Uno (Revival ‘70,
‘80 e ‘90); Nella Sala Due, invece, spazio alla voce  ed  animazione  di  Simone
Atzeni e Monica, con le selezioni  di  musica  commerciale  dei  dj  Pontecorvi,
Volpi e Romanini. E’ prevista inoltre animazione a tema accompagnata dalle  voci
di Raffio e Labbadia. Lo Stargate sito sulla Ss.  148  Pontina  al  km  66, 700,
Borgo Piave, propone a partire dalle 20 il cenone, animazione e  giochi  durante
tutta la serata. Si ballerà al ritmo  della  band  “Le  Forme”  e  della  musica
dance. Poi si attenderà la  mezzanotte  con  fuochi,   spumante,   lenticchie  e
cotechino. I bambini potranno giocare  nella  sala  riservata  con  il  servizio
baby-sitting. Per informazioni: 3925504861. Al  Ma. My  Disco  (ex  Dada)  e  al
Canneto di Borgo Sabotino si festeggia la notte di San Silvestro  con  un  unico
ingresso per due locali. Il tutto al costo di 30 euro con due consumazioni;  con
cenone, invece, al costo di 60 euro. Al Ma.My Disco  spazio  alle  selezioni  di
musica anni ‘70 ed ‘80 e commerciale-house; con il dj show di Stefano Coco e  il
dj set di Luca Margarita ed Alessandro Di Lembo, e la voce di Francesca Prati  e
Fabione D. Al Canneto, invece, si balla il Liscio anni ‘60 e i balli  di  gruppo
con l’orchestra Gin Fizz. Per informazioni e prenotazioni: 3939994383.  Al  Ninà
Disco di via Manerotto 355 a Borgo Grappa, invece,  spazio  alle  selezioni  del
guest dj Elio Milani (info: 3383570303). Da Art & Gusto in piazza Aldo  Moro  60
a Latina,   invece,   alle  21  è  in  programma  il  classico  cenone  (info  e
prenotazioni: 07731940009 – 3880412567). Lo stesso vale per il  BBeQ  Restaurant
e Winebar. Qui è in programma il cenone al costo cena 75 euro (info: 0773274028)
. All’Hotel Miramare gran veglione con musica dal vivo e karaoke; il costo è  di
90 euro  (veglione  e  pernottamento  270  euro).   Il  pub  La  Cantinaccia  di
Giulianello di Cori propone invece il duo acustico “Nitro  &  Glicerina”  (info:
0696005770 – 069664487). Si balla anche a La Bussola di San Felice con il  guest
dj Mimmo Errico (l’ingresso alla discoteca costa 30 euro, la cena più  discoteca
costa 90 euro).  Per  informazioni  e  prenotazioni:  3494971810  -  3208232622.
Veglione in programma anche all’Hotel Maga Circe, per informazioni:  0773547821.
Capodanno in piazza in programma a Sperlonga, in piazza Europa  si  festeggia  a
partire dalle 23 e 30 con la musica del dj Ciancia e la voce di Miss Emily,   le
percussioni di Mr. Vito Cardellicchio e le luci ed il suono di Remix Sound.   Al
ristorante Nanè di Pontinia spazio alla musica  dal  vivo  e  all’animazione  di
Paola e Alessandro, con cena al costo cena di 80 euro, per  i  bambini  30  euro
(info: 0773868132). Cenone anche da Egidio sulla Migliara  45  a  Borgo  Grappa.
Per prenotare un posto al cenone si possono contattare  Gianluca  al  3381518048
oppure Roberta al 3338001692. Il cenone da Egidio costa 60 euro, la serata  sarà
allietata dal concerto della band “Freak Out”. A Porto Badino,   terracina,   il
Capodanno si festeggia in piazza. Dalle 23 infatti  nella  piazzetta  antistante
la chiesa Madonna di Porto Salvo inizierà il  conto  alla  rovescia  tra  canti,
musica e fuochi d’artificio. Nel corso della serata si  esibiranno  il  cantante
Dario Romani e il dj Daniel San,   il  tutto  animato  e  presentato  da  Andrea
Bennato. In programma anche tanti giochi a premi. Gli  altri  eventi  di  questa
notte, per una mera questione di  spazio,   li  riportiamo  nelle  due  seguenti
pagine. P.d.S.

 

 

J-Ax porta a terracina il suo “Illegale  Tour  2010″.   Il  Capodanno-evento  si
svolgerà ovviamente questa sera in piazza Garibaldi, ed è  stato  organizzato  -
ad ingresso gratuito – dal  Comune  di  terracina  con  la  direzione  artistica
dell’agenzia Ventidieci. J-Ax continua così una stagione trionfale  inserita  in
una carriera che tra il 2007 e 2008 lo ha già  visto  raggiungere  il  disco  di
platino con “Di sana pianta”, primo lavoro solista post Articolo 31. In  seguito
è arrivata la vittoria agli Mtv Music Award come «Best Italian Act».   Nel  tour
del 2007 J-Ax,  accompagnato  sul  palco  da  The  Styles,   ha  mostrato  quale
direzione musicale avesse in mente, fedele  alla  sua  origine  di  artista  rap
dallo slogan geniale, ma contaminata dalla passione per il  rock.   Rap  N’Roll,
prodotto da Guido Style, ha messo  definitivamente  a  fuoco  la  duplice  anima
musicale di J-Ax, “Deca Dance” ne  è  stata  l’ulteriore  conferma.   Tantissime
settimane in alta classifica per entrambi gli album,  usciti  a  pochi  mesi  di
distanza l’uno dall’altro,   contenenti  10  canzoni  ognuno  e  strategicamente
venduti a 10 euro, arricchiti  da  preziose  collaborazioni  con  Pino  Daniele,
Jovanotti, Marracash, Gue Pequeno dei Club Dogo e  Grido  dei  Gemelli  DiVersi,
cui si sono uniti in qualità di produttori Fabio B,  THG  dei  Gemelli  DiVersi,
DonJoe  dei  Club  Dogo  e  Guido  Style,   quest’ultimo  ha  curato  anche  gli
arrangiamenti. Alla fine del 2009 i due album sono  stati  riuniti  in  un’unica
edizione speciale intitolata “Le Mie Palle di Natale”,   comprendente  anche  un
dvd live, che dà il sapore di quello che ci si può aspettare dal vivo  da  J-Ax:
energia contagiosa e rime taglienti.

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Probabilmente a qualcuno saranno sfuggite ma le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Terracina Ambiente, Valerio Bertuccelli, rilasciate a microfoni spenti a corollario dell’esito scontato in consiglio comunale sulla votazione della TIA (Tariffa Integrata Ambientale) sono un capolavoro di qualunquismo reverenziale, ai limiti del “non senso” e da leggere unicamente come espressione di un pensiero fuori dalla realtà, che mina seriamente la già provata pazienza dei contributori terracinesi.

L’AD ha elogiato la seduta di giovedì scorso come la più alta a cui abbia mai assistito… Evitando di indagare quale siano le abituali sedute consiliari a cui assiste il personaggio, non possiamo far altro che porci in atteggiamento basito e interrogativo:

Ma dai? Stai scherzando? Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? (per citare un famoso film)

Il signor Bertuccelli, quello per intenderci che doveva far partire la differenziata e la raccolta porta a porta già col precedente capitolato (pagato profumatamente) e che adesso, in piena campagna elettorale (e in sintonia con le promesse mai mantenute e ripescate dall’attuale maggioranza in questi giorni) ha “sparato” di portare direttamente nelle case di 25000 persone gli operatori ecologici; quello che si è messo in tasca un nuovo contratto da 9 milioni di euro, insomma uno dei migliori amministratori della storia della nostra città, serio e puntuale, ha preso nota di quello che pubblicamente esterna il nostro sindaco a proposito dei moderni sistemi di gestione dei rifiuti?

In vena di regali, sarà il clima natalizio, vogliamo donare al nostro entusiasta ascoltatore di consigli comunali alcune perle di saggezza dello “Scamiciato“, estratte dalla trasmissione andata in onda su Terracina TV qualche giorno fa, Parola al cittadino, in cui erano presenti gli ultimi cinque sindaci di Terracina, quelli che hanno plasmato la città odierna (con qualcuno addirittura in odore di ricandidatura!).

Le parole illuminanti del nostro primo cittadino stanno facendo il giro del mondo, esempio più unico che raro di qualunquismo da bar, o (più probabile) di uomo appena uscito dal bar…

Video importato

vimeo Video

 Noi restiamo piuttosto freddi, visti i precedenti della Terracina Ambiente e le imbarazzanti dichiarazioni di Nardi, sulla possibilità di avviare una raccolta differenziata porta a porta delle proporzioni annunciate dall’AD, ma ci speriamo. Con una maggioranza ballerina e trasformista in perenne crisi d’identità,  una società mista poco zelante e in crisi di risorse (sentendo alcune dichiarazioni in consiglio), un primo cittadino che si rifiuta di fare la differenziata, perché solo stronzate partorite (a suo avviso) dalla politica di sinistra, la svolata verso la CIVILTA’ delle nostre terre e dei suoi abitanti resta impresa ardua.

Peggio di Lui è chi lo sente pronunciare quelle sconnesse frasi e nulla fa, i suoi 18 fedeli giullari pronti a votare tutto e il contrario di tutto, allineati e coperti, difficile trovarne uno che in un momento di lucidità, incurante delle conseguenze, prenda il coraggio a due mani e gli dica “Sindaco, ma che stai a di’?”

Se veramente questo è il pensiero del Sindaco e della sua maggioranza, ci chiediamo quale motivo li abbia spinti a ridosso della vigilia di Natale ad affrontare un consiglio comunale per approvare, in fretta ed in furia e senza dibattito, un PEF della società mista che prevede (forse) l’avvio della  raccolta differenziata!

Stefano, che mò voj  perde tempo a divide la plastica dai broccoletti?

Analizzando il PEF 2011 della Terracina Ambiente, notiamo l’assenza di qualsivoglia progetto sul sito di Morelle (eventualmente strategico per il compostaggio), l’assenza di riferimento ad un sistema di tariffazione del tipo “puntuale” che potrebbe premiare i comportamenti virtuosi.

Positivo invece valutiamo l’inserimento del sistema carretta-caretta per la raccolta differenziata nel centro storico alto e basso e l’inserimento nel piano del cronoprogramma che potrà permetterci di incalzare amministrazione e società a rispettare quanto deliberato con tempi certi.

Buon anno e Buona TIA a tutti!

Terracina Rialzati

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Spettacolarizzazione del tempio di Giove Anxur,   a  Terracina.  Ogni  tanto  la
giunta Nardi torna a parlarne, e ogni volta sembra  sempre  quella  buona.   Ora
come ora ci sarebbe solo d’aspettare l’avvio dei lavori e prima  della  prossima
estate l’area monumentale del santuario romano  di  Monte  Sant’Angelo  dovrebbe
diventerare un suggestivo percorso multimediale by night. Perlomeno sulla  carta
c’è scritto  così.   Poco  prima  di  Natale  l’amministrazione  comunale  ha 
approvato, anzi, ha riapprovato il progetto  definitivo  di  valorizzazione  del
tempio accogliendo le osservazioni sollevate nelle due distinte  conferenze  dei
servizi che si sono riunite per discutere della questione.  Sul  tavolo  c’è  un
progetto, ancora preliminare,   approvato  nel  2007  che  prevede  un  percorso
museale multimediale notturno e la  realizzazione  di  una  serie  di  strutture
all’ingresso, come la biglietteria, i wc, un bookshop e la  saletta  proiezione.
E già l’allestimento di questi servizi sarebbe  una  vera  svolta  per  il  sito
archeologico più rappresentativo di Terracina. Nello specifico si tratta di  uno
dei primi progetti del genere previsti nel  Lazio,   Roma  esclusa,   finanziato
dalla Provincia di Latina per 700 mila euro su  legge  regionale.   Un  progetto
ambizioso e spettacolare firmato Syremont,  la  società  che  si  è  aggiudicata
l’appalto  indetto  dal  Comune    di    Terracina    per    la    realizzazione
dell’allestimento artistico e polimediale. Un camminamento con  un  tuffo  nella
storia di 2000 anni fa, fatto di luci, suoni e colori e di percorsi  monografici
che riportano al tempo dell’antica Roma. Un viaggio affascinante che lo  diventa
ancora  di  più  grazie  alla  complicità  della  notte,   dal  momento  che  il
«pellegrino» farà un giro nel passato proprio sotto le stelle.  E  non  viaggerà
da solo visto che durante  il  suo  percorso  potrà  imbattersi  in  divinità  e
personaggi  caratteristici  di  quel  periodo  storico,   per  esempio  come  un
sacerdote che ti indica il  cammino…  tridimensionale.   Oppure  sarà  possibile
udire le voci dei soldati romani, delle spade, delle uniformi. Ma  quando  tutto
ciò, considerando gli acciacchi che continua ad avere  l’area?  Bisogna  mettere
su il cantiere e iniziare i lavori che, se tutto  va  bene,   dovrebbero  finire
prima della prossima estate.  Ma  resta  l’incognita  della  gestione.   Nessuno
dell’amministrazione  comunale  sembra  avere  le  idee  chiare  su  chi   dovrà
occuparsi di questo «giocattolino ». Un’altra preoccupazione  per  il  vincitore
del match elettorale del prossimo aprile.
Rita Recchia

 
Restano in mezzo al guado, ma qualcuno comincia  a  guardarsi  indietro.   Erano
partiti in  diciotto,   diventati  diciassette  il  giorno  dopo  quando  Angelo
Giancarlo Marzullo denunciò come falsa la  firma  di  adesione  che  gli  veniva
attribuita; scesi poi a sedici per il passaggio  di  Roberto  Bellezza  all’Udc.
Anche così gli assessori e i consiglieri comunali del  Pdl  ostili  all’egemonia
di Claudio Fazzone sul partito locale potrebbero creare al senatore fondano  più
di un grattacapo nelle elezioni amministrative del prossimo anno. Potrebbero.  E
invece il senatore, raccontano le indiscrezioni, zitto zitto  avrebbe  dato  via
libera ad una operazione di recupero alla causa  dell’unità  pidiellina  di  una
parte dei «ribelli». Pare, infatti, che le porte della futura lista del  partito
di Berlusconi siano pronte ad aprirsi all’assessore alla Caccia, Gianni D’Amico,
all’assessore al Commercio, Giuseppe Amuro, a quello all’Urbanistica,   Giovanni
Masci, e al capogruppo Sandro Monti. Si fanno anche altri nomi, ma  questi  sono
i più citati. Certo è che  sembra  vacillare  il  progetto  di  qualcuno  tra  i
«diciotto», convinto che gli anti-fazzoniani potessero essere tenuti  assieme  e
costituire un unico  soggetto  per  la  trattativa  o  per  lo  scontro  con  il
senatore. Se alcuni, infatti, sono  in  attesa  del  «perdono»  di  Fazzone  per
tornare sulla sponda di partenza, per altri non ci  sarà  clemenza.   Chi  ne  è
consapevole, ha già scelto altri approdi, come Bellezza,   finito  nell’Udc,   e
l’assessore ai Servizi Sociali, Francesco Zicchieri, ora con  Futuro  e  Libertà
assieme a Fabio Caiazzo; altri restano in mezzo al guado, come  per  esempio
Domenico Pietricola, che le voci considerano condannato con sentenza passata  in
giudicato. L’elenco potrebbe proseguire  con  l’assessore  Franco  Ferrari,   in
disgrazia presso  Fazzone  dai  tempi  in  cui  gli  disobbedì  rifiutandosi  di
«mollare» Stefano Nardi (che poi lo ringraziò cacciandolo dalla  giunta, salvo
ripescarlo successivamente). La situazione, comunque,  rimane  fluida,   ma  non
tanto da non riuscire ad intravedere il delinearsi  della  strategia  fazzoniana
per terracina: da una parte prevenire dispersione di voti recuperando  avversari
o attraverso la garanzia di un posto nella lista del Pdl o con l’elargizione  di
un prestigioso incarico in Regione, come si vocifera a proposito  di  Gianfranco
Sciscione; dall’altra, erodere il fronte del  dissenso,   fino  a  renderlo  una
realtà  elettoralmente  residuale.   Tamponate  le    emorragie    e    dispersa
l’opposizione interna,  i  pidiellini  si  presenterebbero  al  voto  in  quella
condizione di unità da sempre invocata da Nicola  Procaccini  per  candidarsi  a
sindaco. Checché se ne dica, infatti, il portavoce della ministra Meloni non  ha
mai smesso di essere  considerato  il  leader  ‘in  pectore’  dei  berlusconiani
locali. Per lui, anzi, si  profila  una  doppia  candidatura,   perché  arrivano
conferme circa la volontà della Meloni di  mandarlo  alla  Camera  dei  Deputati
grazie al suo inserimento in un collegio  sicuro.   Politiche  e  amministrative
nello  stesso  giorno  sarebbero per Nicola la situazione ideale.
Andrea Di Lello

 

Le analisi del Racis sulle  lettere  minatorie  inviate  a  R. P. ,  segretaria
dell’albergatore usurato, potranno chiarire il quadro di una vicenda torbida,
culminata una settimana fa con  i  roghi  dolosi  delle  auto  della  donna.
   I
carabinieri della Compagnia di Terracina che indagano  sui  fatti  avvenuti  gli
ultimi mesi in città, attendono i risultati degli  esami  da  laboratorio  sulle
missive intimidatorie  ricevute  dalla  segretaria  dell’albergatore  a  partire
dalla scorsa estate. Al vaglio  dei  tecnici  dell’A  rma,   una  perizia  sulla
scrittura delle lettere ed eventuali tracce lasciate dagli autori delle  missive
sulle carte spedite alla donna. I militari non escludono  che  tra  le  lettere,
almeno tre recapitate nella buca delle lettere dell’abitazione in cui vive R. P.
in via delle Arene,   e  i  roghi  d’auto  di  una  settimana  fa,   ci  sia  un
collegamento diretto. Ma gli inquirenti non escludono neppure  l’ipotesi  che  i
fatti possano essere tra loro non collegati.   Le  auto  bruciate,   la  Renault
Espace e la Fiat Panda in uso  alla  segretaria  dell’albergatore  usurato,
potrebbero insomma, pur essendo un attentato intimidatorio di  evidente  matrice
dolosa, non avere nulla a che fare con le lettere minatorie.  Anzi,   proprio  a
proposito delle missive contenenti minacce e accuse alla donna,   i  carabinieri
della Compagnia di Terracina stanno vagliando  anche  l’ipotesi  che  dietro  le
lettere ci sia la «penna» di qualche mitomane. Un  soggetto  che  potrebbe  aver
cercato la ribalta della cronaca approfittando della risonanza  mediatica  avuta
dalla  maxi  operazione  dei  carabinieri  che  lo  scorso  giugno  ha   portato
all’arresto  di  sette  noti  imprenditori  di  Terracina  accusati   di    aver
«strozzato» l’albergatore  di  cui  la  donna,   destinataria  delle  lettere
minatorie, è segretaria da anni. Nelle  ultime  settimane,   inoltre,   è  stato
recapitato a  numerosi  cittadini  un  dossier  anonimo  riguardante  la  storia
imprenditoriale dello stesso albergatore, in cui non mancano i riferimenti e  le
accuse  alla  stessa  segretaria.   Anche  questi  dossier  anonimi   potrebbero
costituire elementi utili  alle  indagini  dell’Arma,   sebbene  possano  essere
considerati dei documenti inattendibili o comunque frutto dell’attività  di
un mitomane.
Francesco Avena

 

Sono tornati in libertà i sei cittadini  rumeni  arrestati  due  giorni  fa  dai
carabinieri della compagnia di terracina che ha sorpreso il loro  «accampamento»
all’interno dell’ex Squero, in pieno centro urbano.
Nella giornata di  ieri  gli
stranieri arrestati per  violazione  di  domicilio  e  danneggiamento  aggravato
continuato sono stati  giudicati  per  direttissima.   Arresti  convalidati  dal
giudice e processo rinviato a gennaio.  Nel  frattempo  il  gruppetto  è  potuto
tornare in libertà, ovviamente di nuovo senza un tetto, proprio come  prima  del
blitz dell’arma. Molto probabile che cercheranno un altro ricovero, e chissà  se
non  tenteranno  nuovamente  di  intrufolarsi  nell’ex  sede  del  palazzo   del
consorzio di bonifica di terracina. Con loro c’erano anche  due  donne  con  due
minori,       sistemati    in    un’apposita    struttura    della        città.
Ri.Re.

 

 

Non è certo l’ambiente e il territorio che vorrei,   ma  qualcosa  è  successo».
L’assessore Loreto Maragoni rivendica gli obiettivi raggiunti.  «Se  per  vedere
girare in città le bici elettricamente assistite del ‘bike sharing’ ci  vorranno
i tempi tecnici dei bandi di gara – scrive in una nota -,  quanto  meno  abbiamo
gettato le basi per politiche cittadine dove l’ambiente  sia  centrale».   «Dove
prima c’erano pratiche abbandonate a se stesse -continua la nota -, ora  c’è  un
settore ambiente ad hoc. Dove prima c’era  un  servizio  di  trasporti  pubblici
fuori orario e con poche  corse,   abbiamo  garantito  un  trasporto  scolastico
regolare e un servizio  pubblico  accettabile.   E  il  bando  di  gara  per  la
ristrutturazione del servizio darà nuova linfa  ad  un  trasporto  pubblico  che
dovrà essere a misura di uomo e di cittadino. Dove al niente,  fatto  di  parchi
chiusi, di degrado e abbando- «N no, siamo passati ad una cura del  verde  seria
e puntuale. Anche se per l’appalto ridotto,   il  personale  è  insufficiente  a
coprire il territorio di Terracina. Dove c’era l’energia tradizionale,  ci  sarà
il fotovoltaico sugli stabili comunali, comprese le scuole, a giorni partirà  la
gara. Dove c’era una dispersione di energia e inquinamento  luminoso,   ci  sono
gli interventi di riqualificazione finalizzati al risparmio energetico e per  un
miglioramento degli impianti di pubblica illuminazione  e  semaforici,   il  cui
bando di gara è partito». Sulla  questione  dell’inquinamento  marino,   infine,
«dove tutti si lavavano la bocca, noi come  assessorato,   abbiamo  indetto  una
conferenza  dei  servizi  con  tutti  gli  enti  coinvolti  a  vari    livelli».
Andrea Di Lello

 
Un 2010 da dimenticare quasi del tutto per le  società  di  navigazione ponziane
Snip e Snap che da circa sei mesi continuano a essere  confinate  nel  porto  di
Formia senza sapere quando potranno ritornare a Terracina.
Del resto  non  hanno
la minima idea di  quando  termineranno  i  lavori  di  rifa-  U  cimento  della
banchina  commerciale,   né  hanno   ricevuto    contatti    o    rassicurazioni
dall’amministrazione comunale. Sembra proprio  che,   a  parte  gli  addetti  ai
lavori, sul porto di Terracina sia caduto il silenzio, eccezion  fatta  per  gli
immancabili spot politici. La sostanza è che la città è rimasta priva  di  scali
commerciali, oltre ai frequenti problemi per i pescatori provocati  dal  fondale
troppo sabbioso all’ingresso del molo. Quanto alla Snip e Snap, gli stipendi  al
personale sono rimasti fermi a quattro mesi fa. Di certo  non  un  bel  modo  di
festeggiare la fine dell’anno. Idem per le previsioni del 2011  che  al  momento
non appaiono tanto rosee. La Regione Lazio  ha  prorogato  il  servizio  per  il
nuovo anno, con un contratto da rinnovare ogni tre mesi.  Ma  al  momento  è  la
materia prima a mancare, ovvero  un  porto  dove  poter  riprendere  la  normale
attività di collegamento con le isole e i soldi.
Ri.Re.

 
Si può risparmiare su tutto, ma se in Comune non ci sono le  competenze,   tocca
ricorrere alle consulenze.
Il capitolo di bilancio che  negli  anni  scorsi  era
sembrato rientrare nei ranghi, nel 2010 pare proprio non si  sia  fatto  mancare
nulla. Se è vero che nel solo primo semestre dell’anno conta 215 mila  euro  tra
incarichi esterni e consulenze. Una bella sommetta, che fa impallidire il  clima
di austerity accennato tra il 2008 e  il  2009  e  riporta  il  trend  ai  fasti
dell’ormai lontano 2006. Tempo di elezioni, si dirà. Nei fatti,   appare  chiaro
che a farla da padrone è il dipartimento dei Lavori pubblici. Che tra  incarichi
piccoli e grandi ha succhiato la quasi totalità degli incarichi: 200  mila  euro
e rotti. Un paradosso, visto che,  al  contrario  delle  consulenze,   di  opere
pubbliche se ne sono realizzate ben poche. Ma andiamo  al  dettaglio,   partendo
dalla redazione del Piano Urbano del Traffico: la consulenza è costata  18  mila
euro. Il  piano,   in  realtà,   era  pronto  dal  2005  ma  ha  subito  degli
aggiustamenti. Ma il top si raggiunge scorrendo la  consulenza  affidata  ad  un
architetto per progettare i lavori di allestimento del museo archeologico  della
Bonificazione pontina con relativo archivio storico. Sono  34  mila  euro,   per
ripensare un palazzo che negli ultimi 10 anni è  rimasto  chiuso.   Ben  quattro
consulenti sono invece serviti al dipartimento dei lavori pubblici per i  lavori
di messa in sicurezza del complesso roccioso di Pisco Montano. Per un totale  di
28 mila euro. E non è finita. Una bella fetta di soldi se  li  prende  anche  il
restyling della sala consiliare, per la cui consulenza verranno  spesi,   per  i
primi sei mesi, 28 mila 641 euro. Il trend,   insomma,   sembra  proprio  essere
quello del 2006, quando si spesero quasi 600 mila  euro  in  incarichi  esterni.
Cifre poi ridimensionate tra il 2008 e il 2009, anche per l’inter – vento di  un
ispettore del Ministero delle Finanze, che ha «bacchettato » l’uso «leggero»  di
consulenti. Eppure le competenze in Comune ci sono.   Parlano  i  curricula  dei
dirigenti comunali. Un esempio per tutti? L’ex dirigente Piero Maragoni, oggi  a
riposo, è un consulente esterno del Comune. Piuttosto si  pensi  a  risparmiare.
Diego Roma

 

Sempre al limite tra il legale e l’illegale. Sembra essere questa la  situazione
lungo le sponde del canale Sisto, a terracina, sul quale non si spengono  mai  i
riflettori delle forze dell’ordine.  Martedì  pomeriggio  Polizia  municipale  e
Corpo forestale dello Stato  hanno  operato  un  controllo  congiunto  presso  i
pontili di uno dei venti operatori del corso  d’acqua.   Sono  intervenuti  dopo
l’arrivo di una segnalazione che parlava di lavori  apparentemente  abusivi  per
far posto ad altre barche. Vigili urbani e forestali erano  stati  informati  di
una  sorta  di  dragaggio  molto  fai  da  te  realizzato  togliendo  il   fango
accumulatosi lungo la sponda del Sisto per far  posto  ai  natanti.   Fango  poi
gettato non si sa bene dove. Fatto sta che  quando  le  forze  dell’ordine  sono
giunte sul posto non hanno trovato alcun tipo di lavoro in  corso.   Per  questa
ragione non ci sono stati né  sequestri  né  denunce,   ma  ora  continuano  gli
accertamenti. Una situazione che si  trascina  da  anni  e  che  qualcuno  degli
addetti ai lavori definisce di vero far  west  alludendo  alle  golene  occupate
quando dovrebbero essere libere; agli argini non  della  misura  prevista  dalla
legge; alle strutture senza autorizzazione. Una  situazione  di  confusione  che
secondo gli operatori del Sisto spesso deriverebbe dagli stessi  enti  che,   al
contrario, dovrebbero aiutare a chiarire le cose.
Rita Recchia

 

 

Un augurio di Natale molto speciale dai 17 ragazzi  che  frequentano  il  Centro
Diurno di terracina.
Hanno recitato poesie,  hanno  intonato  canti  natalizi  e
hanno fabbricato con le loro mani stelle di Natale fatte  di  carta  crespa  che
hanno donato al loro «pubblico». La festa si è svolta qualche giorno  prima  del
25 dicembre, alla presenza di tutti i genitori, della  dottoressa  Carla  Amici,
della coordinatrice del servizio per l’Azienda Speciale Angela  Altobelli,   del
membro del consiglio  d’amministrazione  Francesca  Gallinari  e  dell’assessore
Francesco Zicchieri. Sono stati proprio i 17 ragazzi che in poco più di un  mese
si sono dati  da  fare  per  allestire  il  loro  Centro,   personalizzandolo  e
mettendoci ognuno un po’ di sé  stesso.   Del  resto  questi  ospiti  «speciali»
avevano una gran voglia di tornare a  stare  insieme,   dopo  che  per  mesi  il
precedente Centro Diurno era rimasto chiuso  costringendoli  a  casa.   Per  gli
auguri natalizi hanno preparato uno spettacolino che ha  conquistato  parenti  e
autorità, e non è mancato  qualche  attimo  di  commozione  mista  a  gioia  nel
rivedere quei ragazzi, non tutti più giovanissimi, così entusiasti e sereni.  Le
stelle di natale in carta crespa sono state apprezzate da tutti per  la  minuzia
dei particolari e per la perfezione della lavorazione. Il pomeriggio  di  festa,
iniziato con una messa di benedizione celebrata  da  don  Massimo  Castagna,   è
finita con l’omaggio dei ragazzi e un ricco  buffet  preparato  dagli  operatori
del Centro. Per tutti una vera e propria  riscoperta  dell’essenza  del  Natale.
Ri.Re.

 
Chi avrà bisogno di una puntura, di fasciature e di  sostituzioni  di  cateteri,
non dovrà più rivolgersi ad infermieri professionisti o  non,   sborsando  anche
decine di euro per operazioni semplici ma che solitamente vengono effettuate  in
casa.
Da oggi tutta una serie di prestazioni infermieristiche e ambulatoriali
«morbide», vengono garantite  dal  primo ambulatorio  infermieristico  del
distretto  presso  l’ospedale  «Fiorini»   di Terracina.
Prestazioni  mediche  gratuite  a  cui  ciascuno  potrà    accedere
semplicemente con un  ticket  rilasciato  dal  Cup.   Il  progetto,   unico  nel
territorio, è stato presentato nei giorni scorsi nei  locali  dell’ospedale  che
saranno adibiti a laboratorio. A fare gli onori di casa Ivano Giuliani, uno  dei
nove dirigenti infermieristici stabiliti dalla Asl di Latina  e  coordinati  dal
dottor  Giovanni  Venditti.   Giuliani  ha  spiegato  gli  obiettivi  dell’am  -
bulatorio infermieristico e specificato i campi in  cui  lavorerà  il  personale
che aderisce al programma. «Tra gli obiettivi dell’ambulatorio  -  ha  affermato
il dirigente infermieristico – c’è la volontà  di  portare  i  ‘camici’  tra  la
gente. Oltre a svolgere medicazioni semplici,  terapie  iniettive,   misurazione
dei parametri vitali, monitoraggi e gestione dei cateteri,  gli  infermieri  che
aderiscono al progetto avranno il compito di  avvicinarsi  alla  gente».   Dello
stesso avviso il direttore dell’ambulatorio Nazareno Lampasi:  «Con  questa
iniziativa riusciamo a garantire molti servizi ai pazienti, in particolare  agli
anziani, che fino  a  oggi  si  sono  rivolti  privatamente  a  infermieri  o  a
conoscenti. Oppure hanno affollato il pronto soccorso degli ospedali  sottraendo
forze e tempo al personale medico impegnato a fronteggiare le emergenze. Con  un
laboratorio come quello degli infermieri  al  ‘Fiorini’,   invece,   i  pazienti
avranno  sempre  un  punto  a  cui  potersi  rivolgere  ».   Decisivo  per    la
realizzazione  del  progetto  anche  il  contributo   dell’associazione    onlus
«AnnaLaura », presieduta da Ettorina  Michelazzo,   che  ha  donato  al  neonato
ambulatorio un ecografo acquistato con i fondi raccolti a dicembre in  occasione
di un’esibizione canora del coro «Myricae».   L’ambulatorio  potrà  contare
anche sul prezioso apporto di  Maria  Altobelli,   volontaria  che  svolgerà  il
proprio servizio civile. Dopo la benedizione dei locali da parte di Don Massimo,
è  stata  scoperta  la  targa  dell’ambulatorio  le  cui  attività   presto
accoglieranno  un  bacino  di  utenza che ci si aspetta numeroso.
F. A.

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terracina-pescherecci_bis

Danneggiata una delle vetrine dell’agenzia di onoranze funebri Arof 1,   in  via
Anxur, a terracina.
Danni di poco conto provocati da quello che  sembrerebbe  un
sasso scagliato contro il vetro. Ma al di là del danneggiamento di lieve entità,
resta la gravità del gesto. La solita goliardata da  parte  di  buontemponi  con
tanto, troppo tempo libero a disposizione? O qualcosa di molto più  inquietante,
considerato anche l’episodio di alcune notti  fa  con  il  rogo  di  un  furgone
appartenente a un’altra agenzia funebre? Del resto a terracina il  business  del
caro estinto  ha  fatto  già  parecchio  rumore  appena  qualche  anno  fa.   Ad
accorgersi del vetro scheggiato è stato uno dei proprietari dell’agenzia,   ieri
mattina al momento di aprire l’attività. Ha subito chiamato la polizia che si  è
recata sul posto per un primo  sopralluogo  utile  alle  indagini.   Si  è  alla
ricerca di qualcuno che possa aver visto o sentito qualcosa. Il  sasso  è  stato
scagliato durante la notte,  da  qualcuno  che  di  soppiatto  si  è  avvicinato
all’agenzia, che si trova sotto il portico di una palazzina non troppo alta,   e
subito dopo si è dileguato, complice il buio e il silenzio. Dinamica identica  a
tutti gli altri episodi altrettanto negativi che  sono  già  avvenuti  in  città
negli ultimi mesi. Arof 1 è attiva a  terracina  ormai  da  parecchi  anni  e  a
quanto  pare  si  tratterebbe  del  primo  episodio  del  genere.   Guarda  caso
verificatosi in un momento in cui il  tessuto  sociale  ed  economico  locale  è
tutt’altro che tranqullo. A far pensare è anche un altro  episodio,   certamente
più grave, che ci riporta indietro esattamente di un anno, quando  ignoti  hanno
esploso colpi di fucile contro la vetrina della stessa agenzia funebre con  sede
a Monte San Biagio e incendiato il mezzo di uno  dei  proprietari.   Era  il  31
dicembre 2009. Di  mezzo  ci  sono  12  mesi  e  stavolta  il  fragore  è  stato
certamente  inferiore,   ma   un    velo    d’inquietudine    resta    comunque.
Rita Recchia

 43000 [37]
Il Comune fa il «botto», risparmiando 1 milione di euro con i creditori.
Da una cinquantina  di  loro  è  stata  ottenuta  una  transazione,   basata  su
un’inedita condizione: pagamenti assicurati in cambio di uno sconto.   La  nuova
«ricetta» messa in atto dalla neo dirigente  del  dipartimento  finanziario  Ada
Nasti ha dato già i suoi  frutti,   ma  è  destinata  a  portare  altre  risorse
economiche alle casse comunali, da sempre asfittiche in  termini  di  liquidità.
In coincidenza con i saldi invernali il Comune lancia la sua «campagna  sconti»,
rivolta a tutti i suoi creditori indistintamente, siano essi persone  fisiche  o
società. Come l’uovo di Colombo: una soluzione facile  e  pur  ingegnosa  quella
trovata dalla dirigente di fresca nomina Ada Nasti, alle prese con  un  notevole
massa di pagamenti accumulatisi negli anni. Che fare,  se  mancano  in  cassa  i
soldi? Non si può accettare che i creditori  siano  sempre  lì  a  bussare  alle
porte del Comune. Ed ecco allora il rimedio, trovato come  un  salvagente,   per
permettere ai conti pubblici di galleggiare. «Alcune ditte  o  persone  fisiche»
chiarisce i termini  dell’intesa  la  dottoressa  Nasti  «sono  in  possesso  di
decreti ingiuntivi. Altri soggetti hanno procedimenti giudiziari  in  corso  nei
nostri confronti.  In  una  prima  fase  sono  stati  effettuati  dei  contatti,
attraverso i quali si  è  voluto  verificare  la  disponibilità  ad  un  accordo
transattivo. Circa 50 di loro hanno risposto positivamente. Hanno  rinunciato  a
proseguire nell’iniziativa giudiziaria,   dietro  la  formale  assicurazione  da
parte nostra che avranno quanto dovuto per i servizi o le  prestazioni  rese  al
Comune». I creditori hanno garantite le loro spettanze e la  circostanza  non  è
di poco conto in una condizione generale, nella quale  i  debiti  con  gli  enti
locali sono sempre di difficile esazione.   Per  l’ente  locale  il  livello  di
convenienza non è per nulla  trascurabile.   ìIn  termini  monetari,   l’accordo
equivale a non pagare le spese processuali, ad  evitare  le  nomine  (pure  esse
costose) dei commissari ad acta, a non  corrispondere  gli  interessi  maturati.
Inoltre, abbiamo ottenuto un dilazionamento nei pagamenti e, infine,  anche  una
decurtazione della sorte” completa l’illustrazione la  dirigente.   L’operazione
«debiti con lo sconto» è in pieno svolgimento. Se ne possono, però,  vedere  già
i primi risultati. Gli  accordi  finora  sottoscritti  con  50  creditori  hanno
permesso di realizzare un risparmio di 1 milione di euro. Altri  esiti  positivi
sono attesi su questa strada, rivelatasi finora virtuosamente redditizia per  le
casse comunali. E’ il nuovo corso nella politica finanziaria  del  Comune.   Nel
passato si è preferito farsi trascinare nelle aule di tribunale,  invischiandosi
in tutta una serie  di  ingiunzioni  e  di  pignoramenti,   che  invariabilmente
portavano alla conclusione finale del pagamento  con  gli  annessi  e  connessi.

 43000 [16]

Paura di restare soli. Da giorni, da quando cioè il direttivo locale del  Pd  ha
indicato nel consigliere comunale Mimmo  Zappone  il  candidato  a  sindaco  del
partito,   si  susseguono  indiscrezioni  che  vogliono  i  vertici  democratici
provinciali in apprensione. La preoccupazione dei leader del capoluogo è che  la
maggiore forza di opposizione si trovi costretta  ad  affrontare  l’appuntamento
elettorale in perfetta solitudine. In realtà,   quello  della  coalizione  è  un
principio che si vorrebbe applicato in ogni città che si accinge al  voto,   per
evitare che accada ancora quello che si  è  visto  nell’ultimo  turno  delle
amministrative in altri centri della provincia,  dove  i  candidati  democratici
non si dimostrarono aggreganti. Il Pd terracinese corre  lo  stesso  rischio?  A
Latina le perplessità non mancano (come del resto tra i  democratici  locali)  e
in molti prevedono un intervento della dirigenza provinciale,  anche  se  non  è
chiaro in quale forma e di che tenore. Difficile, però,  immaginare  che  arrivi
una sorta di veto su Zappone,  il  quale  (non  bisogna  dimenticarlo)  è  stato
liberamente indicato dal direttivo, pur  tra  le  riserve  delle  componenti  di
minoranza, che però non hanno saputo esprimere nessuna candidatura  alternativa.
Zappone, inoltre, è  disponibile  ad  affrontare  la  verifica  delle  primarie,
mentre Eugenio Fedele, leader di una coalizione che va da sinistra a destra,  ha
declinato l’invito. E se il consigliere comunale del Pd  non  piace  alle  forze
politiche in campo, egli è tuttavia  convinto  di  trovare  voti  andandoseli  a
cercare direttamente tra gli elettori. Ad ogni modo, sulla  candidatura  Zappone
manca ancora la risposta ufficiale dell’unico possibile alleato rimasto,  l’Udc,
che però, in tema di lotte intestine, sta peggio del Pd. Quattordici  centristi,
infatti,   hanno  firmato  un  documento  nel  quale  dichiarano  di    sentirsi
rappresentati dal  consigliere  comunale  Gianni  Percoco  (e  non  dal  recente
acquisto, Roberto Bellezza). Percoco, al contrario del suo collega,   ha  votato
in consiglio comunale contro l’istituzione della Tia. «Se una persona (Bellezza,
ndr) – si legge nel documento – condivide scelte,   atti  e  modo  di  procedere
sulla  Tia,   sul  porto,   sulla  viabilità,   sulla  gestione  delle  spiagge,
sull’istituzione del parco e  sulla  gestione  dei  servizi  sociali  di  questa
amministrazione, non capiamo che ci azzecca con l’Udc e il motivo per cui vi  ha
aderito:  poteva  rimanere  dove  era o passare al gruppo misto».
Andrea Di Lello

 43000 [14]
Due liste civiche, Futuro e Libertà e il gruppo dei Repubblicani.  Una  famiglia
«allargata » per riconfermare il governo cittadino.   Gli  esponenti  dell’at  -
tuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi  è  sempre  più
convinta che sia questa la giusta strategia per spuntarla alla prossima  tornata
elettorale. Le ruggini con il Pdl ufficiale, quello  stabilito  a  tavolino  dal
coordinatore provinciale, il senatore Claudio Fazzone, rappresentato dal  leader
Gianluca Corradini, non si sono attenuate.  Anzi,   nelle  ultime  settimane  il
confronto tra il centrodestra di Fazzone e  Corradini  da  una  parte  e  quello
dell’amministrazione comunale dall’altra, è sfumato definitivamente.  Il  gazebo
in piazza Garibaldi «Cambiamo insieme la nostra città» non è piaciuto a Nardi  e
compagni, che nel corso dell’ultimo Consiglio  comunale  non  hanno  evitato  di
rimarcare la lontananza dal Pdl del  coordinamento.   I  confronti  tra  l’am-
ministrazione e il gruppo dei fazzoniani è sfumato e  per  questo,   finendo  il
simbolo del Pdl nelle mani di Corradini e i suoi, gli  esponenti  dell’attuale
amministrazione cittadina dovranno « accontentarsi » di  presentarsi  alle
urne con i simboli delle liste  civiche.   Ecco  quindi  lo  scenario  politico:
consiglieri e assessori si presenterebbero con due liste civiche,  in  grado  di
accogliere tutti gli scalpitanti esponenti del governo Nardi. In  appoggio  alle
due liste, arriverebbero Fli e Pri. Gruppi che insieme  alle  liste  civiche  di
fatto rappresenterebbero la maggioranza oggi al governo con alcune new entry  in
grado di portare nuova linfa in termini di  voti.   Incognita  su  un  possibile
ingresso dell’Udc nella compagine di centrodestra,   tanto  più  adesso  che  il
partito di Casini si è diviso in due  e  viaggia  su  binari  opposti.   Quattro
gruppi per sbaragliare la concorrenza e riaffermare la  supremazia  del  governo
Nardi che, dal  canto  suo,   sarebbe  ancora  indeciso  sul  da  farsi:  uscire
definitivamente di scena oppure presentarsi in lista per  aspirare  alla  carica
di consigliere? Quanto a Fli, sembrerebbe Francesco Zicchieri,   oggi  assessore
ai servizi sociali, il traghettatore del gruppo. Mentre per  i  repubblicani  il
consigliere Alfredo Lauretti è lanciatissimo per la leadership della sua  lista.
Francesco Avena

43000 [13]
 
Arresti  dei  «soliti  artisti»  all’interno  dell’ex palazzo del consorzio di
bonifica a terracina, meglio noto come ex Squero. 
Ieri mattina all’alba c’è stato un nuovo intervento dei carabinieri della locale
compagnia che hanno messo le manette attorno  ai  polsi  di  ben  sei  cittadini
rumeni, tutti uomini di età compresa tra i 30 e i 50 anni.  I  reati  contestati
sono quelli di violazione di domicilio e  danneggiamento  aggravato  continuato.
Con loro c’erano anche due donne che sono state denunciate a  piede  libero  dal
momento che avevano due bambini. Le donne e i minorenni sono stati sistemati  in
un’apposita struttura della città. I militari hanno accertato  come  la  nutrita
comitiva vivesse nello stabile già da svariato tempo,  in  condizioni  igieniche
precarie e senza alcun titolo per occuparlo. Alcuni dei  sei  stranieri  durante
il giorno  giravano  per  le  strade  terracinesi  dedicandosi  all’attività  di
cantori ambulanti, sostando soprattutto ai semafori. Altri, invece, erano  stati
già attenzionati dalle forze dell’ordine per episodi di furti.  La  sera,   poi,
tornavano tutti nell’ex Squero oramai diventata la loro residenza.   Al  termine
delle operazioni di sgombero il locale  è  stato  affidato  al  personale  della
società  proprietaria  dell’edificio,   che  aveva  denunciato  quelle  presenze
sgradite. Storia vecchia, comunque, quella del degrado che  regna  incontrastato
nell’edificio di piazza XXV Aprile dal momento che non è certamente  una  novità
la presenza di stranieri che vi hanno trovato ricovero fino a  oggi.   Tante  le
segnalazioni  in  tal  senso  da  parte  dei  residenti  della  popolosa   zona.
Ri.Re.

 43000 [12]

Bernardi (PD): “Pagamento dei canoni di locazione…in cavalleria”.
I  servizi  sociali  del  comune  di  Terracina  hanno  fatto  i  bandi  per  la
concessione dei contributi per gli  anni  2006/2007,   redatto  una  graduatoria
inviata alla regione Lazio, per l’erogazione dei contributi  da  concedere  alle
famiglie che ne hanno diritto,   a  titolo  di  contributo  integrativo  per  il
pagamento dei canoni di locazione, in attuazione della legge  9  dicembre  1998,
n. 431. La regione Lazio per l’anno 2006 nel  mese  di  settembre  del  2009  ha
concesso al comune di Terracina un finanziamento di circa 95.000,00  mila  euro,
mentre per l’anno 2007, in data 12  ottobre  scorso  ha  concesso  un  ulteriore
contributo integrativo di  128. 533, 53  per  sostenere  gli  oneri  dei  canoni
d’affitto. Per  i  contributi  concessi  per  l’anno  2006,   dopo  le  continue
contestazione dei cittadini interessati, interrogazioni  del  gruppo  consiliare
del PD, nel primo semestre del 2010, l’ufficio  di  ragioneria  ha  inviato  nei
primi mesi del 2010 all’Azienda Speciale, che dopo ha  erogato,   solo  50  mila
euro dei circa 95.000,00 erogati dalla regione,   con  l’impegno  a  versare  la
parte restante a quando la situazione di cassa lo avrebbe consentito. Purtroppo,
a tutt’oggi, nonostante un’esposto del gruppo consiliare  del  PD  alla  regione
Lazio e al Prefetto, i restanti 45. 000, 00  non  vengono  ancora  erogato  agli
aventi diritto. SITUAZIONE ATTUALE Per il comportamento  scorretto  dell’A. C. ,
recente, anche alcuni dei diretti interessati aventi diritto,   hanno  fatto  un
esposto alle Regione Lazio  e  al  Prefetto  per  avere  dal  comune  quanto  di
diritto. Dopo verifiche, vengo a conoscenza, per i  contributi  integrativi  per
il pagamento dei canoni di locazione di 128.533,53 concessi l’anno  2007  il  12
ottobre scorso,  da  circa  20  giorni  l’ufficio  del  comune  haprovveduto  ad
accreditare tramite bonifico bancario all’Azienda Speciale, per fare  i  mandati
di pagamento, mentre nessun versamento della 45 mila euro dei circa  95. 000, 00
erogati nel 2009 dalla regione, per motivi sconosciuti e  che  sicuramente  sono
stati utilizzati per altri scopi, nessun versamento e erogazione è stato  ancora
fatto.  Ero  convinto  comunque  che  prima  della  fine  dell’anno,   almeno  i
contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione di  128. 533, 53
concessi l’anno 2007  il  12  ottobre  scorso  e  accreditati  tramite  bonifico
bancario all’Azienda Speciale sarebbero stati erogati  ai  diretti  interessati.
Purtroppo, cisi’ non sarà  e  ancora  una  volta  i  cittadini  aventi  diritto,
dovranno ancora attendere perché il tesoriere,  probabilmente  per  mancanza  di
liquidità, se tutto andrà bene, sbloccherà i contributi integrativi,  versandoli
all’Azienda Speciale, dopo il 10  gennaio.   Pertanto,   ancora  una  volta,   i
cittadini, in stato di bisogno, per prendere quanti di diritto, di  fondi,   non
impegnati dal comune,  ma  già  concessi  dalla  regione  Lazio,   nel  mese  di
settembre del 2009 e nei primi del mese di ottobre del 2010, dovranno attendere,
non si sa ancora per quanto tempo.
Un atto di  estrema  gravità  che  non  ha  eguali  in  nessuna  amministrazione
comunale;  considerando  inoltre  che  i  finanziamenti,   sono  finalizzati   e
vincolati, l’amministrazione comunale  non  poteva  e  non  può  trattenerli  ne
utilizzarli per nessun altro scopo,   incorrendo  nel  reato  di  appropriazione
impropria. Il  gruppo  consiliare  del  PD  da  molti  mesi  ha  presentato  una
interrogazione per chiedere i chiarmenti, ma a tutt’oggi,  nessuna  risposta  il
Sindaco ha voluto o saputo dare.  I  fatti  parlano  da  soli,   ogni  ulteriore
considerazione risulta inutile.
Antonio Bernardi
Consigliere comunale Pd

 43000 [11]

Latitante per  un  anno  e  mezzo  per  una  svista  burocratica,   graziato  dal
presidente Giorgio Napolitano prima di  Natale.  
Potrà  finalmente  tornare  in
Italia, e a Terracina, Maurizio Zito,   ristoratore  di  50  anni  residente  in
Canada vittima di un’omissione che ha dell’incredibile. Una condanna  a  6  mesi
per alimenti non versati alla sua ex moglie è diventata  un  vero  calvario  per
colpa di un inghippo alla normale macchina  della  giustizia.   Fino  a  qualche
settimana fa, se Maurizio Zito avesse rimesso piede in qualsiasi città  d’Italia
sarebbe stato arrestato all’istante, come un delinquente di grosso  calibro.   E
invece è stato soltanto la vittima  di  un  classico  caso  d’ingiustizia  tutto
italiano. Fino a  quando  l’avvocato  difensore  Gianluca  Rossi  ha  deciso  di
rivolgersi al presidente della Repubblica che ha concesso la grazia, l’unica  in
tutto il 2010. «Esattamente a Natale del 2009 ho avuto  la  prima  richiesta  di
aiuto da parte del signor Zito» racconta  l’avvocato.   Semplice  e  assurda  la
storia. L’uomo da L anni vive in Canada, a Montreal, mentre a Terracina  c’è  la
sua ex moglie con i loro 3 figli, dei quali oggi soltanto uno minorenne.   Anche
loro hanno scritto al  presidente  Napolitano  affinché  prendesse  a  cuore  la
vicenda del papà. Per una serie di difficoltà economiche Zito non aveva  versato
gli alimenti e la donna lo aveva  denunciato.   Ne  era  scaturito  un  processo
penale conclusosi con il patteggiamento della  pena  a  6  mesi  di  reclusione,
deciso dal giudice Antonio Perinelli nel 2008. Qui erano cominciati i  guai  per
Maurizio Zito, che nel frattempo aveva saldato il debito verso la sua  famiglia.
Il calvario è  iniziato  perché  per  una  svista  non  era  stata  concessa  la
sospensione condizionale della pena. L’allora difensore presentò  una  serie  di
ricorsi allo stesso Perinelli, tutti rifiutati.   Si  rivolse  al  Tribunale  di
Sorveglianza di Roma che sospese l’esecuzione della  pena  concedendo  il  tempo
necessario per presentare istanza per una misura  alternativa.   Ma  nel  giugno
2009 lo stesso Tribunale rifiutò la richiesta perché il ristoratore  terracinese
non aveva eletto domicilio in Italia. Fu revocata la sospensione della  pena  e,
dopo che la Procura di Latina  emise  l’ordine  di  esecuzione,   Maurizio  Zito
divenne formalmente latitante per la legge italiana. Nel  dicembre  2009  l’uomo
si è rivolto a Gianluca Rossi. «Dopo aver acquisito tutti gli atti e  constatato
la situazione, mi sono reso conto che l’unica  alternativa  era  la  domanda  di
grazia a Giorgio Napolitano». La richiesta è partita nel febbraio 2010 e  in  un
mese è stato  rilasciato  parere  favorevole  riconoscendo  l’ingiustizia  della
legge italiana. «La domanda è passata al ministro  di  Grazia  e  Giustizia  per
l’avviso, lo scoglio più difficile ». Ma  qualche  giorno  prima  di  Natale  il
miracolo: grazia concessa. «Ho subito chiamato il mio assistito  esploso  in  un
pianto a dirotto per l’emozione » racconta il legale. «Mi sento  un  esiliato  -
il commento di Maurizio Zito – Mi mancano i miei figli, i miei genitori  sepolti
nel cimitero, la mia terra». Questa volta la giustizia ha trionfato,   anche  se
dopo un tortuoso cammino.
Rita Recchia

 43000 [10]
Il presidente  dell’Azienda  Speciale  «terracina»  risponde  a  «Maison  Babel»
sull’emergenza abitativa degli extracomunitari regolari  che  vivono  in  città.
«L’attività  che  l’associazione  sta  svolgendo  nello  Sportello  Immigrazione
comincia a produrre primi risultati concreti  sulla  metodologia  con  la  quale
affrontare i principali problemi che  riguardano  la  situazione  dei  cittadini
immigrati  nella  nostra  città»  scrive  Valerio  Golfieri.   «Le  informazioni
raccolte ci permettono di avviare un’attività progettuale non sulla  scorta  del
«sentito dire» ma con elementi e dati precisi».  Golfieri  esprime  l’intenzione
di approfondire le proposte  giunte  da  «Maison  Babel».   «Sarà  convocato  un
incontro per definire i contorni della situazione abitativa  degli  immigrati  e
discutere  le  proposte  per  varare  in  tempi  brevi  un  progetto  concreto».

 43000 [9]
J-Ax porta a terracina il suo “Illegale  Tour  2010″.   Il  Capodanno-evento  si
svolgerà ovviamente il 31 dicembre in piazza Garibaldi, ed è  stato  organizzato
- ad ingresso gratuito – dal Comune di  terracina  con  la  direzione  artistica
dell’agenzia Ventidieci. J-Ax continua così una stagione trionfale  inserita  in
una carriera che tra il 2007 e 2008 lo ha già  visto  raggiungere  il  disco  di
platino con “Di sana pianta”, primo lavoro solista post Articolo 31. In  seguito
è arrivata la vittoria agli Mtv Music Award come «Best Italian Act».   Nel  tour
del 2007 J-Ax,  accompagnato  sul  palco  da  The  Styles,   ha  mostrato  quale
direzione musicale avesse in mente, fedele  alla  sua  origine  di  artista  rap
dallo slogan geniale, ma contaminata dalla passione per il  rock.   Rap  N’Roll,
prodotto da Guido Style, ha messo  definitivamente  a  fuoco  la  duplice  anima
musicale di J-Ax, “Deca Dance” ne  è  stata  l’ulteriore  conferma.   Tantissime
settimane in alta classifica per entrambi gli album,  usciti  a  pochi  mesi  di
distanza l’uno dall’altro,   contenenti  10  canzoni  ognuno  e  strategicamente
venduti a 10 euro, arricchiti  da  preziose  collaborazioni  con  Pino  Daniele,
Jovanotti, Marracash, Gue Pequeno dei Club Dogo e  Grido  dei  Gemelli  DiVersi,
cui si sono uniti in qualità di produttori Fabio B,  THG  dei  Gemelli  DiVersi,
DonJoe  dei  Club  Dogo  e  Guido  Style,   quest’ultimo  ha  curato  anche  gli
arrangiamenti. Alla fine del 2009 i due album sono  stati  riuniti  in  un’unica
edizione speciale intitolata “Le Mie Palle di Natale”,   comprendente  anche  un
dvd live, che dà il sapore di quello che ci si può aspettare dal vivo  da  J-Ax;
energia contagiosa e rime taglienti per conquistare definitivamente il cuore  di
fan sempre più numerosi. 
Paolo De Simone

 43000 [8]

Piano Urbano del Traffico
 
* Al Signor Sindaco della Città di Terracina
* Al Presidente del Consiglio
* Alla stampa
Oggetto. Osservazioni al Piano Urbano del Traffico, adottato  con  deliberazione
di Giunta Comunale n. 695 del 05/11/2010.
Ci sentiamo in dovere di inoltrare anche alla Commissione  che  dovrà  approvare
in via definitiva il Piano Urbano  del  Traffico  la  bozza  relativa  al  Piano
d’azione sulla mobilità urbana elaborato  dal  tavolo  B  e  fatto  proprio  dai
rappresentanti dei tavoli stessi nella riunione del  giorno  15  marzo  2010  di
Agenda 21 Locale (vedi allegato).
Sebbene sia trascorso molto tempo da quando il Parlamento  Europeo  ha  adottato
la risoluzione sulla mobilità urbana nel suo libro verde (9 luglio  2008)  e  da
quando il Comitato delle Regioni ha  fatto  proprio  il  parere  del  Parlamento
Europeo (21 aprile 2009), non ci sembra  che  l’Amministrazione  abbia  inserito
tra le sue priorità un Piano sulla Mobilità Urbana a  Terracina.   Non  crediamo
che qualcuno confonda il Piano del Traffico Urbano con il Piano  della  Mobilità
Urbana. Quest’ultimo è cosa ben diversa, di più  ampio  respiro,   basato  sulla
sostenibilità, mirante alla riduzione del traffico veicolare privato,  oltre  ad
essere l’unico ad aprire  l’accesso  a  finanziamenti  provinciali,   regionali,
ministeriali ed europei.
L’ottemperanza del Comune nel  presentare  il  Piano  Urbano  del  Traffico,   a
nostro avviso, non può essere soddisfatta appieno trascurando  quelle  che  sono
le direttive del Piano d’Azione di Agenda 21 Locale.
Ove si comparino i due progetti, non si può fare a meno di  rilevare  non  poche
incongruenze, a scapito di future scelte mirate ad una  mobilità  sostenibile  e
al miglioramento della qualità della vita. Non solo.   Ma  anche  alcune  scelte
presenti nello stesso Piano  del  Traffico  Urbano  suscitano  perplessità,   ad
esempio: 1) Lo  stazionamento  degli  autobus  dei  capolinea  posti  a  ridosso
dell’area dell’Ospedale civile non tiene  presente  il  progetto  del  Polo  dei
Trasposti, per altro ubicato nell’area dismessa delle Ferrovie dello Stato.   Si
rammenta, tra l’altro, che il cambio di destinazione d’uso  operato  dal  Comune
non  fa  decadere  i  vincoli  archeologici  esistenti  nell’area   a    ridosso
dell’Ospedale stesso.
2) Gli  stessi  ingegneri  redattori  del  Piano  del  Traffico  non  propongono
soluzioni adeguate di servizi di mobilità terrestre a servizio  delle  due  aree
portuali di levante e di badino.
3) L’ubicazione dei parcheggi,   in  particolare  quelli  multipiano,   oltre  a
confidare nell’ottimistico intervento  di  privati,   continua  ad  obbedire  al
principio di attirare in zone  ormai  soffocate  dal  traffico  altro  traffico.
Senza contare che  tali  strutture  precludono  scelte  future  dettate  da  una
mobilità sostenibile,  l’unica  indicata  dall’Unione  Europea  e  passibile  di
finanziamenti.
4) Anche la richiesta di finanziamenti, proposta dal Forum di Agenda 21  Locale,
fatta  dal  Comune  per  stazioni  di  Bike  Sharing  acquista  un   significato
all’interno di un Piano di Mobilità Urbana, molto meno all’interno di  un  Piano
del Traffico Urbano. Etc. etc.
Le iniziative  estemporanee.   In  assenza  di  linee  guida  per  una  mobilità
sostenibile,   per  quanto  giustificate  dalle  intenzioni  di  dare    maggior
scorrevolezza al traffico (vedi parcheggi sotto il “Montuno” o  sotto  la  rampa
Braschi, la pista ciclabile urbana, pericolosa e  che  finisce  nel  nulla,   la
programmata ed inutile pista ciclabile dal Tempio di Giove a Campo Soriano.. . )
sono destinate al fallimento o all’inutilizzo se non inserite in  una  rete  più
complessa e virtuosa, tesa a favorire un uso più corretto del territorio ed  una
migliore qualità della vita e dei suoi abitanti.
Per queste ragioni Agenda 21 locale sollecita l’Amministrazione  a  prendere  in
serio  esame  il  documento  allegato,   ad  apportare    eventuali    modifiche
migliorative al Piano  Urbano  del  Traffico  onde  non  precludere  scelte  più
meditate e di più ampio respiro.
Per quanto sopra  siamo,   come  sempre,   a  disposizione  dell’Amministrazione
rivendicando il  nostro  diritto-dovere  istituzionale  di  consultazione  e  di
stimolo.
Confidando in un favorevole accoglimento di proposte  migliorative,   inviamo  i
nostri saluti.
Si prega di citare nella risposta il N. 27122010
Il segretario
Sergio Gianforchetti

Il presidente
Emilio Selvaggi

 43000 [7]
Furto nella notte a un ristorante di viale della Vittoria.   Ad  accorgersi  del
«colpo» il proprietario del locale che ieri mattina, all’aperture  dell’attività
commerciale, si è accorto di aver subito il furto. Immediato l’allarme  lanciato
ai carabinieri della locale stazione che sono intervenuti per un  sopralluogo  e
per raccogliere la denuncia della vittima.   Sul  caso  sono  state  avviate  le
dovute    indagini    per    risalire    ai    responsabili    del      «colpo».
F. A.

43000 [6]

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terracina-via-roma-con-persone-1941_bis

Tre lettere  minatorie  prima  dei  roghi  d’auto.   Nella  buca  delle  lettere
dell’abitazione di R.P., segretaria dell’albergatore di Terracina  vittima  -
secondo quanto ricostruito dai carabinieri – di un maxi giro di usura  da  dieci
milioni di euro, negli ultimi mesi sono state  recapitate  tre  missive  anonime
dal  tono  piuttosto  inquietante.   In  cui  si    raccontano    i    trascorsi
dell’albergatore, il ruolo  della  segretaria  nelle  sorti  d  el  l  ’attività
commerciale gestita dalla famiglia  dell’imprenditore  «strozzato  ».   In  cui,
infine, sarebbero comparse anche  minacce  dirette  a  stretti  congiunti  della
donna. Giovedì notte, infine, le  minacce  sono  passate  dalle  parole  scritte
sulla carta ai fatti, con l’incendio delle due auto  della  donna  (una  Renault
Espace e una Fiat Panda) parcheggiate nel  cortile  interno  dell’abitazione  di
via delle Arene in cui vive con  la  sua  famiglia.   Un  attentato  chiaramente
doloso, come accertato dai vigili del fuoco e dai  carabinieri  intervenuti  per
spegnere l’incen – dio e per avviare, come da prassi, le indagini del caso.   Le
tracce di liquido infiammabile rinvenute sul cofano  delle  macchine  date  alle
fiamme e il forte odore di benzina esalata dalla carrozzeria  dei  due  veicoli,
hanno lasciato pochi dubbi sul fatto che dietro il rogo  c’era  la  mano  di  un
piromane. In queste ore i carabinieri stanno  accertando  se  possa  esserci  un
collegamento tra le lettere minatorie ricevute dalla scorsa estate a oggi  e  il
rogo delle macchine, appiccato poco dopo le due  di  notte  di  giovedì  scorso.
L’ipotesi che dietro le lettere minatorie e le fiamme dolose  ci  sia  una  mano
sola appare agli inquirenti quella più probabile. Anche se i  carabinieri  della
Compagnia di Terracina che indagano sulla vicenda non possono  escludere  alcuna
pista. Neppure che tra i fatti non sussista alcun tipo di  legame.   Ogni  volta
che la donna ha ricevuto una lettera minatoria, ha sempre denunciato i fatti  ai
carabinieri i quali, dopo aver acquisito le missive,   hanno  spedito  tutto  ai
laboratori del Racis per eseguire le  verifiche  necessarie.   Gli  esami  sulle
lettere minatorie sono tuttora  in  corso  e  non  si  esclude  possano  svelare
l’identità degli autori  delle  «carte».   Nel  frattempo  i  carabinieri  della
Compagnia di Terracina, agli  ordini  del  capitano  Alessandro  Giordano  Atti,
continuano le indagini anche per comprendere la natura  dell’altro  incendio  di
giovedì notte, poco dopo quello che ha distrutto le macchine di  R. P.   in  via
delle Arene. Anche per quanto riguarda il rogo del furgone della  ditta  funebre
«Cecconi » in via Salita Annunziata, non sembrano esserci  dubbi  sulla  matrice
dolosa delle fiamme. Eventuali collegamenti con il rogo di via delle Arene  sono
tuttora al vaglio degli investigatori.
Francesco Avena

 

La «bacchettata» arriva forse in tempo utile per ravvedersi. E rimettere mano  a
un Piano Urbano del Traffico che, se approvato così com’è farebbe più danni  che
altro. Così almeno la pensa il forum di Agenda  21  locale,   che  boccia  senza
appello  il  progetto  di  viabilità  urbana  che  dovrà  essere  discusso    in
commissione e poi in Consiglio  comunale.   Molte  le  obiezioni  sollevate  dal
forum. Ma uno salta all’occhio più di tutte. L’aver ignorato  -  è  la  tesi  di
Agenda 21 – le linee guida europee in materia di mobilità, tra cui il  Piano  di
Mobilità Urbana, che «è cosa  ben  diversa,   di  più  ampio  respiro»  rispetto
all’attuale Piano urbano del Traffico. «L’unico – precisa il  forum  -ad  aprire
l’accesso a finanziamenti provinciali,  regionali,   ministeriali  ed  europei».
Agenda 21 entra nello specifico criticando lo «stazionamento degli  autobus  dei
capolinea posti a ridosso dell’area dell’Ospe -  dale  civile»,   dove  vi  sono
persistenze archeologiche, ma anche l’assenza di «soluzioni adeguate di  servizi
di mobilità terrestre a servizio  delle  due  aree  portuali  di  levante  e  di
badino», e ancora i progetti di parcheggi multipiano, previsti  «in  zone  ormai
soffocate dal traffico ».   «Le  iniziative  estemporanee  -  continuano  Emilio
Selvaggi e Sergio Gianforchetti – sono destinate al fallimento o  all’inutilizzo
se non inserite in una rete più complessa e virtuosa». Il forum si dice,  ancora
una volta, disponibile al confronto. E tanto per cominciare invia,  per  chi  lo
avesse dimenticato, il Piano Urbano d’azione  sulla  mobilità  urbana.   In  cui
acquisirebbe  un  senso  anche  il  progetto  di  Bike  Sharing  tanto    voluto
dall’assessore  Loreto  Maragoni.   Che,   con  le  attuali  piste    ciclabili,
sarebbe poco meno che una boutade.
Diego Roma

 
Appuntamento con le stelle del jazz  domenica  2  gennaio  al  palazzetto  dello
sport di Terracina.
A partire dalle 18 e 30 andrà in scena un concerto  dedicato
al grande pianista Romano Mussolini, musicista di fama internazionale  scomparso
anni fa ma ricordato a Terracina con un evento al  quale  parteciperanno  i  più
importanti artisti jazz italiani. A fare gli onori di casa Vittorio  Palmacci  e
la sua Big Band. Alla presenza di numerose personalità  dello  spettacolo,   che
popoleranno la platea del Palacarucci in viale Europa, sarà anche consegnato  un
premio alla carriera a Carletto Loffredo. Per maggiori informazioni è  possibile
rivolgersi alla segreteria artistica dell’evento al 338/5915714 oppure presso  i
bar Malù, Mastracco e  Margherita.   Una  rassegna  di  alto  livello,   con  il
patrocinio del  Comune  di  Terracina,   in  cui  non  mancherà  l’occasione  di
celebrare  l’intero  repertorio  del  jazz  interpretato  dai   musicisti    più
conosciuti ed apprezzati nel panorama nazionale e internazionale.   L’appunta  -
mento è per domenica 2 gennaio alle 18 e 30 presso  il  «Palacarucci»  in  viale
Europa.
F. A.

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 terracina-bleistiftzeichnung-d-nazarener-sign-2_bis
Sei ore di discussione per approvare il  regolamento  istitutivo  della  tariffa
integrata ambientale (Tia),  comprensivo  del  piano  industriale  e  del  piano
economico finanziario dell’anno 2011,  il  piano  plano-volumetrico  del  centro
sportivo San Martino e le linee di indirizzo per la conferenza dei  servizi  che
deve valutare le diverse ipotesi progettuali di portualità presentate  ai  sensi
della legge Burlando.
Così  è  scivolato  il  consiglio  comunale  straordinario
prima di Natale fatto convocare in fretta e furia  dal  sindaco  Stefano  Nardi.
Nell’ordine, il regolamento della Tia con una maggioranza  compatta  a  sostegno
del progetto che abolisce di fatto la  Tarsu  e  introduce,   a  partire  dal  1
gennaio, la tariffa, e un’opposizione che  oltre  a  denunciare  per  l’ennesima
volta la mancata disponibilità degli atti in  discussione  in  tempo  utile  per
l’opportuna valutazione, ha sostenuto  l’illegittimità  della  delibera  laddove
affida  alla  Terracina  Ambiente  l’attività  di  accertamento  e   riscossione
dell’entrata. Una circostanza questa che costituirà oggetto, con quasi  assoluta
certezza, dell’impugnazione  innanzi  al  Tar  da  parte  dell’associazione  dei
commercianti. L’unico dato politico degno di nota al momento del  voto  è  stato
quello del Udc con il consigliere Roberto Bellezza che ha votato la  delibera  e
il suo collega di partito Gianni  Percoco  che  invece  si  è  espresso  contro.
Partito spaccato. Poi è toccato al piano planuvolumetrico  del  centro  sportivo
San Martino di nuovo in consiglio dopo un anno  per  un  errore  di  valutazione
della maggioranza nonostante  l’opposizione  avesse  espresso  molteplici  dubbi
successivamente  confermati  dalla  Regione  Lazio.    Piano    approvato    con
l’astensione dell’opposizione. Infine le linee  di  indirizzo  sui  progetti  di
portualità. Stesso schema, con maggioranza compatta da  un  lato  e  opposizione
idem  dall’altra. Auguri e tutti a casa per le feste.
di FABIO COCCIA
L’irruzione di un tossicodipendente irascibile  è  stato  uno  sgradevole  fuori
programma nella chiesa del  Santissimo  Salvatore,   a  terracina,   proprio  la
mattina di Natale.
Poco  prima  della  funzione  religiosa  delle  9e30  l’uomo,
probabilmente in cerca di soldi, ha inveito contro il parroco don Giuseppe,   al
quale avrebbe rivolto anche qualche minaccia.   Fortunatamente  i  fedeli  hanno
subito allontanato il tizio, assicurandosi che lasciasse la chiesa. Qualcuno  ha
anche avvertito i carabinieri che si sono  portati  sul  posto,   senza,   però,
riuscire a trovare l’uomo che nel frattempo si era dileguato. Purtroppo  episodi
del genere non sono tanto rari. Nel  recente  passato  proprio  il  parroco  del
Santissimo Salvatore aveva subito un’aggressione, sempre da un tossico in  cerca
di soldi.

 

Rogo doloso al negozio indiano.
Ai carabinieri che li hanno interrogati hanno risposto di aver agito  per  noia.
Una noia molto pericolosa che poteva avere conseguenze addirittura tragiche.  Si
tratta dei due 17enni di  terracina  denunciati  dai  carabinieri  della  locale
compagnia per danneggiamento aggravato. Nella notte tra il 23 e il  24  dicembre
scorsi, verso l’una, hanno  appiccato  il  fuoco  contro  la  saracinesca  dell’
«Indian Alimentari»,  del  cittadino  bengalese  Mohammed  Ripon  Khan.   I  due
minorenni, nessuno dei due  studente,   avrebbero  cosparso  uno  straccetto  di
benzina  dandogli  fuoco  e  lanciandolo  contro  la   serranda    dell’attività
commerciale di via Gramsci, nel popoloso quartiere delle Capanne.   Sono  stati,
però, molto sfortunati. E meno male, così che almeno stavolta il  fattaccio  non
è rimasto impunito. Appena qualche istante dopo l’accaduto,   mentre  i  due  si
allontanavano in sella ad un  motociclo,   una  pattuglia  del  Norm  è  passata
proprio lungo quella strada, impegnata in una serie di servizi  straordinari  di
controllo del territorio rafforzati  dopo  gli  ultimi  atti  incendiari  e  gli
episodi di danneggiamenti con l’esplosione di bombe  carta.   Dalla  saracinesca
erano partite le prime fiammelle così che il repentino  allarme  ai  vigili  del
fuoco, subito accorsi in via Gramsci, ha impedito che il rogo  provocasse  danni
ingenti alla struttura e ai palazzi. Intanto i carabinieri pensavano a  bloccare
i minorenni, subito perquisiti. Uno dei due indassava  un  paio  di  guanti  che
avrebbero  emanato  un  forte  odore  di  benzina;  la  successiva  perqusizione
domiciliare ha dato esito negativo. I due,  entrambi  incensurati,   sono  stati
denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato  e  poi  riconsegnati  ai
genitori. Dietro il gesto pare non ci siano ragioni d’intolleranza razziale.  Il
bengalese vive in Italia da vent’anni e gestisce il negozio  dal  2002;  fino  a
oggi non aveva mai subito nulla di  simile.   L’episodio  dell’altra  notte  non
sarebbe nemmeno riconducibile ai vari ordigni esplosi di recente. Qualcosa a sé,
insomma, ma non per questo meno inquietante e pericoloso.   Anzi.   Le  indagini
degli uomini del capitano Alessandro Giordano Atti stanno verificando se  i  due
possano aver agito su commissione di qualcun altro.
Rita Recchia

 

Ricercato in Romania, è stato sorpreso dalla polizia di terracina a Foce  Sisto.
I.B., pregiudicato rumeno  di  30  anni,   colpito  da  un  mandato  di  cattura
internazionale, è stato arrestato dagli agenti del vice-questore  Rita  Cascella
durante la  notte  di  Natale.   I  polioziotti  stavano  controllando  le  zone
periferiche di terracina per  evitare  soprattutto  i  furti  all’interno  delle
abitazioni, quando sulla Provinciale  Badino,   all’altezza  del  Sisto,   hanno
notato un’automobile  ferma  ma  con  il  motore  acceso  e  un  uomo  a  bordo.
All’arrivo degli agenti il tizio, di  nazionalità  rumena,   ha  manifestato  un
certo  nervosismo,   spiegato  dai  successivi  controlli.   Lo  straniero   era
attivamente ricercato a seguito di un mandato di arresto europeo emesso dal  suo
Paese perché responsabile di diversi reati, tra cui anche furti  aggravati.   Il
30enne è stato bloccato e condotto negli uffici  di  via  Petrarca  dove  gli  è
stato notificato l’ordine di arresto. Ora si trova  nel  carcere  di  Latina  in
attesa di essere consegnato alle  autorità  giudiziarie  e  di  polizia  rumene.
Ancora  gli  uomini  del  vice-questore  Rita  Cascella  hanno  arrestato    per
l’ennesima volta per evasione dai domiciliari M.M., pregiudicato del posto.   La
scorsa notte gli agenti lo hanno sopreso a passeggiare  per  le  vie  cittadine,
quando, invece, doveva stare in casa. M.M. ha tentato di fuggire,  ma  subito  è
stato fermato e arrestato.
Ri.Re.

 
Vanno e vengono. Solitamente restano, soprattutto  la  notte.   Sono  i  degenti
«speciali» dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina, quei senzatetto che  in
città non trovano altra soluzione che rifugiarsi lì per  difendersi  dal  freddo
dell’inverno. Tanto le porte d’ingresso dell’ospedale sono  sempre  aperte,   24
ore no stop. E così per questi clochard, soprattutto  stranieri,   è  un  attimo
salire la rampa nel cuore  della  notte,   entrare  e  cercare  la  sistemazione
migliore. Su una panca, incastrati in  un  banco  dell’accettazione,   al  piano
terra. Ovunque ci sia una porta che li protegga dalle gelide  temperature  delle
notti invernali. Anche quest’anno almeno una decina di vagabondi  hanno  trovato
un tetto all’interno del «Fiorini». In alcuni casi ci sono state vere e  proprie
permanenze. Un’altra forma di ricovero,  non  prescritto  dal  medico  ma  quasi
sempre urgente. Qualche giorno fa un’addetta alle pulizie si è ritrovata  faccia
a faccia con un clochard piuttosto irascibile che l’ha spaventata.   Perchè  non
tutti sono come il  vagabondo  arrivato  a  maggio.   Lui  va  e  ritorna  senza
infastidire o molestare qualcuno. La sua presenza era stata segnalata quando  si
era rotta la porta di accesso all’ospedale  dal  cortile  interno,   sottostante
all’atrio e alle casse del Cup. Le operatrici del  servizio  screening  temevano
il vagabondo, ma anche dopo la sostituzione della porta l’  «ospite»  è  rimasto
sdraiato sui dei cartoni e con la sua bicicletta parcheggiata a due passi.  Cosa
fare, mandarli via con la forza? Se terracina fosse una città veramente  sociale
anche con senzatetto, al «Fiorini» ci sarebbero soltanto  ospiti  «autorizzati».
Ri.Re.
 
Una battaglia, non può essere definito diversamente il  derby  tra  terracina  e
Formia che si è giocato lo scorso 23 dicembre allo  stadio  Mario  Colavolpe  di
terracina in condizioni  ambientali  decisamente  proibitive.
   Il  vento,   che
spirava dal  mare  verso  l’entroterra  e  attraversava  il  campo  per  la  sua
lunghezza, ha fortemente condizionato l’andamento della gara visto che tutte  le
traiettorie aeree venivano inevitabilemnte falsate. Proprio per  questo  le  due
squadre hanno provato a giocare la palla il più possibile raso terra…   Peggio
che andar di notte. Il freddo degli  ultimi  giorni,   e  la  pioggia,   avevano
trasformato il fondo in modo irrevocabile. Buche,  irregolarità  e  fili  d’erba
sparsi qua e là facevano pensare a tutto tranne che ad un campo di calcio.   Chi
ricoda il match di serie A tra  Chievo  e  Roma  può  farsi  un’idea  di  quanto
cerchiamo di raccontare. Solo che la città di  Giulietta  e  Romeo  non  risente
delle bizze del dio Eolo… Alla fine, quindi, il match  si  è  risolto  in  una
specie di partita a tamburello, dove chi aveva il vento alle spalle lanciava  il
pallone in avanti alla ricerca dell’errore degli avversari. Errori  verificatisi
in un paio di occasioni ma ne Reppucci, ne il  fresco  ex  Medoro  (due  volte),
riuscivano ad approfittarne.
L. O.

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fedele

In un clima di feste e santità, il post di oggi segna un traguardo importante per la nostra associazione.  Il candidato sindaco, il giudice Eugenio Fedele, dopo diversi incontri riunioni e dibattiti, ci è sembrato la persona giusta, motivata e capace, per rappresentare e difendere quei valori e quelle tematiche che da anni ci impegnano sul nostro territorio e sulla nostra città.

Le riserve si sono sciolte in seguito al “manifesto” del Giudice che, rispettando completamente alcune nostre tipiche peculiarità, ha enunciato una serie di regole imprescindibili per fare politica nuova a Terracina.

La necessità di uscire dagli schemi a cui ci ha abituato chi ha sempre amministrato la cosa pubblica nella nostra comunità, interessato solo a perseguire il proprio interesse privato, e il decadimento morale e legale degli ultimi anni, stanno spingendo le nuove generazioni sempre più energicamente verso la codifica di un nuovo linguaggio politico, fatto di persone e non di partiti, di idee e non di astratti teoremi.

La forza del nuovo candidato, non più giovane ma pieno di esperienza, risiede proprio nella sua capacità, fresca e moderna, di guardare oltre la logica del palazzo e gli schemi ideologici, portando la sua irresistibile carica esplosiva verso “giovani” approdi.

Video importato

vimeo Video

Terracina Rialzati fa parte di questa coalizione e appoggia il candidato sindaco Fedele perché saranno rispettati i seguenti requisiti minimi per il rinnovo della classe dirigente:

- Nessuna ideologia politica come riferimento: tra i vari gruppi (partiti, associazioni, liste civiche e singoli cittadini) ci sarà intesa solo sul programma.

- Gli Assessori (la squadra di governo che realizzerà il programma nei suoi punti principali) dovranno essere nominati prima della tornata elettorale. Gli incarichi saranno assegnati per competenza e abilità nel rispettivo settore e non per appartenenza o peso politico.

- I candidati delle liste saranno selezionati con attenzione: punto irrinunciabile, l’esclusione automatica di chi, amministrando o votando in consiglio a favore dell’attuale maggioranza, ha contribuito allo sfascio.

Chi rispetta queste regole, di qualsiasi colore esso sia, sarà il benvenuto.

In bocca al lupo!

P.S. Pieni di determinazione auguriamo ai nostri fedeli sostenitori BUONE FESTE E UN FELICE ANNO NUOVO

Terracina Rialzati

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Pronti via; anzi pronti Tia, visto che, dopo il voto a maggioranza nella seduta
consiliare dell’altra sera, dal prossimo primo gennaio tutti i terracinesi
saranno sottoposti alla Tariffa Integrata Ambientale per il servizio di igiene
urbana.
Addio vecchia Tarsu, che agli occhi della terracina Ambiente, la
comatosa società pubblico-privata che gestisce la raccolta dei rifiuti, aveva
soprattutto il torto di essere incassata dal Comune e di arrivare nelle casse
della mista con il contagocce. La Tia, invece, sarà riscossa direttamente dalla
terracina Ambiente, anche se non è mancato in consiglio comunale chi, come il
democratico Vincenzo Coccia, ha messo in discussione la legittimità del gestore
di esigere l’entrata in questione. Coccia, infatti, citando sentenze del Tar, ha
affermato che per una simile attività di riscossione è necessario essere
iscritti in un apposito albo, al quale si può accedere con un capitale sociale
di almeno dieci milioni di euro. «Stiamo approvando un atto illegittimo», ha
commentato Coccia. Al democratico ha replicato Paolo Cerilli, esibendo una
circolare ministeriale di opposto tenore, prontamente fornitagli dalla
responsabile del Dipartimento Finanziario del Comune. Fa più giurisprudenza una
sentenza del Tar o una circolare ministeriale? Cerilli si è detto tranquillo.
Approvato a maggioranza anche il Piano dei Servizi di Igiene Urbana, il Piano
Economico Finanziario del 2001 e il Quadro Comparativo dei servizi. Ancora a
maggioranza, ma con l’astensione del Pd, è passata l’approvazione della variante
planovolumetrica degli impianti del centro sportivo San Martino. Si tratta della
riformulazione di un atto già licenziato in precedenza, ma contestato dalla
Regione per il mancato rispetto di alcuni parametri. Infine, le linee di
indirizzo per la realizzazione di infrastrutture portuali: il consiglio ha
deliberato, tra le altre cose, di privilegiare «gli interventi meno impattanti
sull’ambiente e sul paesaggio».
Andrea Di Lello

42000 [23]
L’UDC di opposizione dice no alla TIA

I dubbi degli esponenti del partito di centro coerenti al loro ruolo di
opposizione sulle reali ragioni alla base dell’istituzione della TIA e
dell’affidamento della gestione del servizio alla Terracina Ambiente I REGALI DI
NATALE DELL’AMMINISTRAZIONE AI CITTADINI: TARIFFE E DISSERVIZI La veterana UDC
di Terracina rappresentata in consiglio comunale dal capogruppo Gianni Percoco
contesta il merito politico della decisione relativa all’istituzione della TIA,
Tariffa Integrata (Igiene) Ambientale Le cronache amministrative riferiscono di
aggressioni fisiche minacciate da parte del primo cittadino Nardi, incalzato
sulla disastrosa gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a
Terracina. Si tratta dell’ultimo di una serie di episodi che certifica il
delirio di un’amministrazione allo sbando, che si mostra non solo inadatta ad
offrire delle risposte ai cittadini, ma fa gravare sulle tasche di questi le
colpe della propria inefficienza. L’istituzione della TIA è controversa sotto
molteplici punti di vista. Dubbi sorgono in relazione alla legittimità della
conversione della TARSU nella nuova tariffa e irregolare pare l’affidamento del
servizio di riscossione ad una società privata, la Terracina Ambiente, che
disporrà dunque di dati sensibili dei singoli utenti. Si tratta dei motivi che
hanno condotto le associazioni dei commercianti a presentare un nuovo ricorso al
TAR del Lazio. Il nostro partito a livello locale ha sempre voluto focalizzare
l’attenzione anche sul merito politico della decisione relativa all’istituzione
della tariffa. Le basi normative su cui la decisione si fonda, ed in particolare
la Legge Ronchi del 1997, prevedono che la tariffa risponda ai criteri di
sostenibilità ambientale ed economica ed equità contributiva. In sostanza: si
paga in relazione al servizio effettivamente fornito. Ed è proprio in merito a
ciò che sorgono spontanei dei dubbi.Ciò che desta perplessità è la volontà
dell’attuale amministrazione di insistere nell’affidamento della gestione di
raccolta dei rifiuti alla Terracina Ambiente, una società che si è mostrata
incapace di erogare un servizio decoroso. Il Comune, nelle vesti degli
amministratori, avrebbe potuto e dovuto perseguire anche giudizialmente le
inadempienze contrattuali della Terracina Ambiente nella misura in cui la stessa
non ha attuato il servizio di raccolta differenziata, né garantito una regolare
pulizia della città, causando gravi danni igienici e di immagine per una meta
turistica come Terracina. Coerenti con la linea seguita fino ad oggi dall’UDC
riteniamo quindi incomprensibile ed irresponsabile la scelta di premiare la
stessa società con un nuovo capitolato di appalto. Ingiustificabile ci sembra,
inoltre, l’aumento vertiginoso imposto dal nuovo piano finanziario con riguardo
ai costi, che passano dai 2 milioni a 900 mila euro + i 3 milioni di costo della
discarica del vecchio capitolato a circa 9 milioni di euro. La congruità della
spesa che il Comune dovrà sopportare è quantomeno discutibile, considerato che
molte delle voci presentate come nuovi servizi in realtà comparivano già nel
bando precedente, come la raccolta porta a porta per tutti gli esercizi di
ristorazione. Ritornando sui criteri ai quali la nuova tariffa dovrebbe essere
conforme, ossia la sostenibilità economica ed ambientale, siamo sicuri che non
esistevano i margini per indire un nuovo bando? Siamo sicuri che non esistono
società in grado di garantire la raccolta dei rifiuti a costi minori? Perché
affidare il servizio ad una società che ha disatteso in larga parte il contratto
precedente? Per questi motivi chi ha sostenuto l’UDC all’opposizione sino ad
oggi ritiene che la nostra città meriti una gestione competente dei servizi. La
“disinvoltura” amministrativa e l’approssimazione mostrata proprio in riguardo
alla gestione dei rifiuti è stata la causa principale che ci ha allontanato
dall’attuale amministrazione. Non rimarremo ora silenti di fronte a scelte
irresponsabili che sacrificano i diritti dei cittadini e della comunità agli
interessi privati di pochi. Noi in consiglio Comunale ci sentiamo rappresentati
dal capogruppo Gianni Percoco, e non da chi si definisce UDC e sostiene in tutto
e per tutto l’attuale maggioranza. Se una persona condivide scelte, atti e modo
di procedere sulla Tia, sul porto, sulla viabilità, sulla gestione delle
spiagge, sull’istituzione del parco e sulla gestione dei servizi sociali di
questa amministrazione, non capiamo che ci azzecca con l’UDC e il motivo per cui
vi ha aderito, poteva rimanere dove era o passare al gruppo misto. Non capiamo
come una persona che sostiene tutto l’incontrario di quello che abbiamo detto e
fatto, ad oggi possa dire “sono dell’Udc, però voto i punti a titolo personale
in accordo con i vertici del partito”, questa è l’antipolitica. Alla riunione
per parlare delle questioni sui punti dell’ultimo consiglio comunale erano
presenti solo Marcuzzi e il coordinatore Azzola, nonostante a Terracina vi sono
630 tesserati, chi ha aderito da poco non si è presentato, o meglio si è dato
ammalato, mentre chi ci rappresenta da tempo sapeva già quella che era la nostra
linea in merito ed è stato coerente. La storia insegna, i cavalli di Troia vanno
bruciati fuori al portone e non fatti entrare dentro al recinto, portono solo
distruzione, a volte è più utile fare entrare un asino, è meno pericoloso e
destabilizzante. A chi pensa che le porte sono aperte anche in uscita, diciamo
che ha ragione e se lo ricordi bene anche lui, perché qui dobbiamo lottare per
rilanciare Terracina e non l’interesse di pochi. A Nardi e altri che dicono che
l’UDC è divisa, ricordiamo che se Atene piange Sparta non ride, il tutto a
discapito della città di Terracina

42000 [22]


Capodanno evento a terracina.
Il 31 dicembre, a mezzanotte, si brinda al ritmo
di J-Ax, mattatore assoluto in piazza Garibaldi per l’attesissimo live
dell’ultimo dell’anno organizzato dal comune di terracina con la direzione
artistica dell’agenzia Ventidieci. Un ritorno in grande stile per J-Ax sulle
scene pontine, dopo il sold-out registrato a Latina lo scorso ottobre in
occasione della «Festa della birra». Tutti sono affascinati dalla schiettezza e
dall’energia del loro idolo-fratello, non a caso acclamato all’inizio di ogni
show con il coro «J-Ax è uno di noi». L’album «Rap’n Roll», pubblicato
all’inizio del 2009, ha messo definitivamente a fuoco la duplice anima musicale
di J-Ax, ormai libero dall’etichetta un po’ restrittiva e semplicistica di voce
dell’hip hop milanese. A questo ha fatto seguito un club-tour di 7 concerti,
immediatamente esauriti, e poi, a soli sei mesi di distanza, l’uscita del nuovo
album «Deca Dance», l’ulteriore conferma che il rapper dallo slogan geniale
aveva unito in modo artisticamente proficuo questa sua passione a quella per il
rock. Pochi giorni dopo, il tour estivo: 20 concerti open-air che hanno visto J-
Ax e la sua band, protagonisti dell’estate dello stivale. Alla fine del 2009 è
uscito «Le Mie Palle di Natale», un’unica edizione speciale per riunire i due
album dei mesi precedenti e un dvd live. Il tour invernale, partito a febbraio,
è stato un trionfo fin dal primo momento, con live che vanno sold out in poche
settimane e la necessità di raddoppiare o triplicare, o addirittura
quadruplicare le date: 12 concerti che hanno fatto registrare il tutto esaurito,
di cui ben 4 a Milano e 3 a Roma. Nel frattempo J-Ax si è dedicato anche al
progetto «Due di Picche», pensato con Neffa inizialmente come una sorta di
divertissement, una canzone o poco più scritta a quattro mani con il supposto
“rivale” di un tempo. Il primo giugno 2010 è uscito «C’eravamo tanto odiati», un
album contenente 9 pezzi, fra i quali «Faccia come il cuore», che nel prendersi
gioco dei classici “tormentoni”, diventa a sua volta l’ironico tormentone
dell’estate 2010. L’ingresso al concerto del 31 dicembre è gratuito. Per info:
www.ventidieci.it
oppure 0773 664946 e 0773 414521.

42000 [21]

Tre veicoli vanno a fuoco nella notte
Il dolo è pressoché sicuro per le due auto della segretaria di un imprenditore
usurato, le cui denunce hanno portato all’arresto di 7 persone nel giugno
scorso. Anche a Natale i roghi. I Vigili del fuoco sono stati impegnati
attivamente tra l’1,30 e le 3,00. La prima segnalazione è venuta da R.P.,
abitante in via Arene. Qualcuno, dopo aver scavalcato il cancello della sua
proprietà privata, ha dato fuoco alla sua Renault Espace parcheggiata nel
piccolo cortile interno. Danni ingenti. Sul posto è stato avvertito un forte
odore di benzina e questo farebbe escludere ai Carabinieri l’ipotesi della pura
casualità. Un altro intervento si è reso necessario in via Salita Annunziata,
dove, di fronte all’agenzia funebre «La Cattolica», era parcheggiato il Fiat
Ducato di un’altra ditta di onoranze funebri. Si propende per il corto circuito,
anche se a priori niente viene dato per scontato. Una particolare attenzione
viene rivolta dagli inquirenti al caso di via Arene, per il collegamento con il
noto albergatore, che, con le sue rivelazioni di un anno fa, ha permesso ai
Carabinieri di Roma di far luce su un presunto giro d’usura.
Ercole Bersani

42000 [1]

Un grosso ramo di eucalipto si stacca e precipita su un’automobile in transito.
Incolume il conducente che molto probabilmente deve aver pensato a un miracolo
di Natale. L’episodio è accaduto giovedì sera intorno alle ore 21 in via Colle
La Guardia, a terracina. Un’Opel Omega con al volante un 52enne del posto stava
percorrendo quella via, forse per rientrare a casa. A un certo punto da una
delle piante di eucalipto ai bordi della strada si è staccato un ramo che
dapprima è finito sul palo dell’illuminazione pubblica e subito dopo sulla Opel.
Attimi di enorme spavento per l’uomo che ha sbandato, ma fortunatamente è
riuscito a mantenere il controllo della vettura e a uscire incolume. Gran parte
di quella zona di terracina è rimasta al buio per il tempo necessario ai tecnici
dell’Enel per sistemare la situazione. Sul posto vigili del fuoco e polizia di
via Petrarca. Ri.Re.

43000 [37]

Derby senza emozioni quello del “Mario Colavolpe” fra Terracina e Formia. Lo 0-0
è la miglior fotografia della partita. Il vento forte ha condizionato il match.
Poche le emozioni nel primo tempo. Ci prova al 13’ Rosi su calcio piazzato: il
suo destro allungato dal vento mette in difficoltà Centola che si salva con i
pugni. Nella parte centrale della prima frazione si lotta a centrocampo senza
che gli attaccanti abbiano l’opportunità di mettersi in mostra. «E’ inevitabile
che finisse così – ha sottolineato a fine gara l’ex tigrotto Di Franco – il
terreno di gioco e il clima hanno reso impossibile qualsiasi giocata». Il primo
tempo si è chiuso con un destro dalla distanza di Reppucci che è terminato di
poco a lato.Nell’intervallo, l’arbitro e i due capitani dopo un sopralluogo in
campo hanno deciso di continuare l’incontro. L’inerzia della gara non cambia
neanche nei restanti 45’. Due le conclusioni pericolose entrambe di Medoro. La
prima al 7’ e la seconda al 13’: il tiro, nei due casi, non ha inquadrato lo
specchio della porta. A metà ripresa allontanato il tecnico Mauro Pernarella,
che aveva valicato di qualche centimetro l’area di competenza. Nel dopopartita
leggera tensione nello spogliatoio del Terracina: malcontento e dissapori
palesati dai giocatori nei confronti della dirigenza. Motivi? Rimborsi spese non
corrisposti nei tempi pattuiti. Società che non ha voluto interrompere il
silenzio stampa: «E’ un modo per tenere i ragazzi tranquilli – ha spiegato il
direttore sportivo Carlo Magliozzi – sono sicuro che questa squadra saprà
ricavare il massimo nel girone di ritorno. Mercato? Sotto l’albero ci sarà un
attaccante. L’abbiamo individuato». Per il Formia la pausa natalizia servirà per
far conoscere meglio i nuovi arrivi: «Ci siamo rinforzati, ora dovremo trovare
l’amalgama tra i reparti. Per me questa gara non andava giocata: non c’erano le
condizioni atmosferiche necessarie», conclude Tersigni, allenatore del Formia.
TERRACINA: Fusco 6, Tricinelli 6, Serapiglia 7, Grillo 6,5, Balestrieri 6,5,
D’Amico 6,5, Marzano 6, Sansò 6, Reppucci 6, Rosi 6 (45’ st Trillò sv),
Grandullo 5,5 (29’ st Borelli 6). All. Pernarella FORMIA: Centola 6, Scipione 6,
De Vita 6, Volpe 6,5, Di Franco 6,5, De Santo 6, Valerio 5,5 (38’ st Di Paola
sv), De Santis 6,5, Riccitiello 5,5, Medoro 6 (38’ st Mariniello sv), Valente 6.
All. Tersigni Arbitro: Luciani di Roma 1 Note: ammoniti Reppucci, Sansò e De
Santis; angoli 2-1 per il Terracina; spettatori 200 circa.
di DANIELE SPERLONGA

43000 [17]

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Si comunica che l’aggiornamento del Blog con la rassegna stampa potrebbe subire qualche ritardo durante questo periodo festivo.

Buon Natale a tutti,

Paolo

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terracina-porto-a-colori-anni-60_bis

Metri di spiaggia divorati in poche settimane: il mare continua a fare danni ma
le istituzioni non si muovono.
Centinaia di migliaia di euro previsti sul
bilancio della Regione ma rimasti sulla carta, mentre il maltempo mangia mese
dopo mese la costa di Terracina. Basta farsi una passeggiata sul tratto di
spiaggia del lungomare Circe per rendersi conto di quanto grave sia la
situazione. L’erosione della costa si manifesta in tutta la sua forza in alcuni
tratti, in particolare nella parte centrale del litorale, dove le onde sono
arrivate ad infrangersi contro le strutture balneari in muratura presenti sulla
spiaggia. C’è già preoccupazione tra gli operatori balneari che fra qualche mese
dovranno tornare a fare i conti con gli spazi sempre più ristretti della costa.
L’assessorato all’ambiente della Regione Lazio, pur avendo inserito nel bilancio
della Pisana quasi tre milioni di euro di interventi, resta immobile dinanzi
all’avanzata del mare. Una bella cifra, per interventi spalmati nel triennio
2009-2011 che però, pur promessi, sbandierati e pubblicizzati sulla rivista
della «Litorale Spa» – un’agenzia regionale per la tutela e lo sviluppo del
litorale – non si sono mai mossi dalle casse della Regione. Tre gli interventi
previsti: il miglioramento delle opere esistenti nel tratto di litorale tra
Costa Azzurra e Torre Canneto, ai confini con Fondi, per oltre un milione e
mezzo di euro. Un milione tondo tondo, invece, era stato previsto per la
manutenzione straordinaria sul lungomare Circe. Infine 500 mila euro per la
manutenzione straordinaria della scogliera sommersa posta a difesa del litorale
di Terracina. Solo da quest’ulti – ma voce la Regione ha preso spunto per
azionare ruspe e operai, con i lavori che si stanno effettuando anche in questi
giorni nei pressi della scogliere all’Approdo. Per il resto, tutti gli altri
interventi preventivati dall’ente regionale sono rimasti al palo. Mentre il mare
continua senza sosta a divorare metri di spiaggia utile. Che per decine di
imprenditori balneari di Terracina rappresenta, oltre che una forma di guadagno,
un’attività gestita e condotta da una vita con passione e sacrificio.
Francesco Avena


Se c’è una cosa che per ora fa gongolare l’unico candidato sindaco di Terracina
è che nei partiti ancora si litiga sui rispettivi possibili candidati.
Succede
intanto nel Pdl dove la situazione è paradossale. Da un lato il neocomitato
presieduto da Gianluca Corradini, e fortemente voluto dal senatore e
coordinatore provinciale Claudio Fazzone, e dall’altro l’attuale maggioranza
consiliare. Un colpo di mano che non è mai andato giù agli attuali
amministratori comunali che il giorno dopo la nomina non avevano perso tempo a
chiedere al coordinatore regionale che quel comitato venisse azzerato di sana
pianta per costituirne uno tutto nuovo e più allargato. Ovviamente non se n’è
fatto più nulla. A Terracina c’è un Pdl talmente spaccato che l’altroieri i
rappresentanti del comitato erano in piazza con un gazebo a spiegare ai
simpatizzanti che loro sono una cosa e l’amministrazione è un’altra e a
chiedere, nel contempo, un’idea su come migliorare la città. Molti in cuor loro
vorrebbero lo scioglimento della Terracina Ambiente, la stessa società mista
voluta dall’attuale centrodestra. Figuriamoci se da questa situazione può venire
fuori il nome di un candidato comune. Quello di Nicola Procaccini, che potrebbe
mettere d’accordo tutti, rimane solo sulla carta e il diretto interessato ha
sempre smentito le voci che lo volevano candidato a Terracina. E se da una parte
si piange dall’altra non si fanno certo salti di gioia. Come nel Pd che sta
ancora discutendo sul nome che metta insieme tutte le anime del partito. Per
adesso quello che è uscito dal direttivo è il nome di Mimmo Zappone, che però
non vede tutti d’accordo. C’è una minoranza, che cresce ogni giorno, che ancora
crede nella necessità di un candidato esterno in grado di catalizzare quante più
aree culturali possibili e lontano dai soliti meccanismi politici. E infine c’è
l’incognita rappresentata da Gianfranco Sciscione che ancora non scioglie la
riserva sulla sua discesa in campo.
di FABIO COCCIA


Stipendio per intero, tredicesima a metà, ma i lavoratori della Terracina
Ambiente già ieri pomeriggio erano tornati in servizio.
In realtà, l’agitazione
si è ristretta alla mattinata, quando i dipendenti della mista si sono riuniti
in assemblea in attesa della loro retribuzione. Oggi, quindi, la raccolta dei
rifiuti si svolgerà regolarmente, anche se gli operatori dovranno aspettare
circa un mese per avere l’altra metà della tredicesima. Poi, certo, restano i
problemi di sempre. Una decina di giorni fa, infatti, Cgil, Cisl e Uil avevano
denunciato questioni come «la carenza di organici, la stabilizzazione dei
precari, la sicurezza sul lavoro (a partire dalla protezione individuale), lo
sperpero di denari pubblico per il noleggio dei mezzi a caldo». Ad ogni modo,
l’arrivo dei soldi nelle tasche dei dipendenti dovrebbe garantire la pulizia
della città nel periodo delle feste natalizie. Del resto, la Terracina Ambiente,
dal giorno della sua attivazione, è abituata a navigare a vista: non si contano
ormai più gli stati di agitazione dichiarati dai sindacati in questi anni,
spesso senza significative conseguenze sui normali standard del servizio, quali
che essi siano. E non si contano neanche più i cassonetti dati alle fiamme, gli
ultimi proprio la notte scorsa in Piazza Garibaldi, con intervento dei vigili
del fuoco che non hanno potuto impedire la liquefazione dei contenitori. Se in
altre circostanze il rogo S riguardava cassonetti stracolmi e maleodoranti,
questa volta l’atto sembra avere soltanto caratteristiche vandaliche. Ieri sera,
comunque, era previsto una seduta consiliare con all’ordine del giorno il
regolamento per il passaggio dalla Tarsu alla Tia, il Piano dei Servizi di
Igiene Urbana, del relativo Piano Economico Finanziario annualità 2011 e del
Quadro Comparativo dei Servizi. La maggioranza aveva i numeri per approvare i
punti che le stavano a cuore. Con la Tia, la Terracina Ambiente potrà riscuotere
direttamente dai cittadini il pagamento del servizio.
Andrea Di Lello


Era seduto in mezzo a 500 fra ambasciatori e delegati provenienti da tutto il
mondo, lui, unico italiano in rappresentanza del Belpaese in quel di Mosca, in
un forum internazionale che ha affrontato il tema del ruolo della diplomazia
nella collaborazione dei popoli.
Il terracinese Antonio D’Ettorre, tour operator
di navigata esperienza nei rapporti con la Russia e titolare dell’agenzia
«Indaco», è stato scelto dalla Farnesina come l’italiano che negli
ultimi 30 anni ha più contribuito allo sviluppo delle relazioni tra i due
paesi. Se i turisti russi sono arrivati in città, insomma, lo devono anche a
lui. «Sin dai tempi dell’Unione sovietica – ci dice D’Ettorre – ho lavorato
perché due culture diverse entrassero in contatto tra di loro». Un discorso
fatto anche al forum, davanti al Ministro degli Affari esteri Lavror.
«Attraverso l’arte e la cultura si sono fatte conoscere le tradizioni dei due
paesi, sono state superate barriere e si è sviluppata una sincera amicizia» ha
detto dalla platea. A confortarlo, dati a dir poco lusinghieri. «La scorsa
estate su tutta la riviera si sono contati circa 10 mila turisti russi, 6 mila
dei quali hanno soggiornato a Terracina». Ed è proprio Terracina a fare la parte
del leone in questi rapporti internazionali con il gigante russo. Tanto che già
l’estate prossima, se tutto va bene, la città potrebbe ospitare 400 visitatori
nell’ambito delle giornate della Cultura e Lingua russa in Italia. «Davanti alle
autorità preposte ho chiesto – aggiunge D’Ettorre – di inserire Terracina nelle
manifestazioni previste, facendo vivere queste importanti iniziative non solo
nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri del nostro paese. Ci saranno
giornalisti, televisioni, professionisti che avranno la possibilità di visitare
la città». Sarebbe un figurone. Quando infine gli chiediamo cosa si prova a
rappresentare un intera nazione venendo da un piccolo centro, la lunga
esperienza di tour operator si fa sentire. «Sono anni che intrattengo rapporti
di questo tipo – dice D’Et – torre – ma certo mi onora veder riconosciuto il mio
lavoro trentennale nel migliore dei modi. Un italiano utile all’Italia».
Diego Roma



Tre veicoli vanno a fuoco nella notte.
Il dolo è pressoché sicuro per le due auto della segretaria di un imprenditore
usurato, le cui denunce hanno portato all’arresto di 7 persone nel giugno
scorso. Anche a Natale i roghi. I Vigili del fuoco sono stati impegnati
attivamente tra l’1,30 e le 3,00. La prima segnalazione è venuta da R.P.,
abitante in via Arene. Qualcuno, dopo aver scavalcato il cancello della sua
proprietà privata, ha dato fuoco alla sua Renault Espace parcheggiata nel
piccolo cortile interno. Danni ingenti. Sul posto è stato avvertito un forte
odore di benzina e questo farebbe escludere ai Carabinieri l’ipotesi della pura
casualità. Un altro intervento si è reso necessario in via Salita Annunziata,
dove, di fronte all’agenzia funebre «La Cattolica», era parcheggiato il Fiat
Ducato di un’altra ditta di onoranze funebri. Si propende per il corto circuito,
anche se a priori niente viene dato per scontato. Una particolare attenzione
viene rivolta dagli inquirenti al caso di via Arene, per il collegamento con il
noto albergatore, che, con le sue rivelazioni di un anno fa, ha permesso ai
Carabinieri di Roma di far luce su un presunto giro d’usura.
Ercole Bersani


Prosegue senza sosta l’attività dei carabinieri della compagnia di Terracina
contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina, recrudescente nell’intera
provincia pontina.
Nella giornata di ieri gli uomini del capitano Alessandro
Giordano Atti hanno fermato tre extracomunitari di origine indiana, sorpresi a
Borgo Hermada fuori da alcuni negozi. I tre sono stati fermati all’alba di ieri
e sono stati condotti nella caserma sulla via Appia per i necessari accertamenti
per verificare se fossero o meno in regola con il permesso di soggiorno. Servizi
del genere sono quasi all’ordine del giorno ormai. L’ultimo blitz risale a
nemmeno un mese fa e ha visto il controllo di 50 cittadini stranieri di cui 4
sono stati arrestati in quanto inottemperanti al decreto di espulsione,
altri 16 denunciati.


Dal patteggiamento al rito abbreviato. Va avanti la vicenda giudiziaria che vede
imputato Maurizio Longarini, il 58enne agente immobiliare di Terracina arrestato
a settembre scorso per aver tenuto sotto la minaccia di una pistola la cognata e
altri parenti. All’epoca dei fatti il giudice del tribunale di Viterbo, location
dei fatti di cronaca, aveva accolto la richiesta del legale di Longarini,
l’avvocato Francesco Pietricola, concedendo i termini a difesa. Dopo una prima
udienza tecnica, nella quale le presunte persone offese si erano costituite
parte civile, il processo ha visto un nuovo round ieri mattina. La difesa di
Maurizio Longarini aveva inizialmente optato per il patteggiamento, così da
concludere già ieri il giudizio a carico dell’imputato. Ma avvocato e pubblico
ministero non hanno raggiunto un accordo: mentre Francesco Pietricola aveva
proposto la pena di due anni, l’accusa non intendeva scendere al di sotto dei
tre anni e tre mesi di reclusione. A questo punto il legale difensore ha deciso
per il rito ab- breviato. Si tornerà in aula il prossimo 17 febbraio. Maurizio
Longarini deve rispondere di stalking, uso improprio d’arma in luogo pubblico e
violenza privata minacce aggravate. All’inizio dello scorso settembre il 58enne
di Terracina si era reso protagonista di un vero e proprio raid punitivo causato
da forti contrasti che da qualche tempo avrebbero caratterizzato il rapporto con
la consorte. Stanca di una situazione tanto pesante, la donna aveva deciso di
allontanarsi da Terracina portando con sé il figlio. Una scelta che
evidentemente non era andata giù all’uomo che li aveva raggiunti a Viterbo, a
casa del fratello di lei. Non trovando la moglie, l’uomo aveva minacciato la
cognata e altri famigliari nei quali si era imbattuto con la pistola, rivelatasi
poi fortunatamente scarica. Dopo un movimentato inseguimento per la città di
Viterbo, sotto gli occhi sorpresi della gente, Maurizio Longarini era stato
bloccato dalle forze dell’ordine ed
era finito in manette.
Ri.Re.


Futuro e Libertà raduna i suoi per un incontro con i
vertici del partito.
Presso il ristorante «Pappagallo grigio»,
l’esponente di Fli, il consigliere Fabio Caiazzo, incontrerà
Claudio Barbaro (coordinatore nazionale Fli) e l’onorevole
Antonio Bonfiglio (coordinatore regionale di Generazione
Italia). Parteciperanno anche tutti i presidenti dei circoli di
Generazione Italia Sport e tempo libero. «Voglio ringraziarvi
tutti – afferma il consigliere Caiazzo – a partire da
Mara Perna, Simone Mauti, Mirko Sicignano, Mario Dessì,
Roberto Venturi, Emiliano Ciotti, Massimo Soccorsi, Paolo
Ranaldi, Catania Patrizio, Marco Indelicato, Michelangelo
Pesce, Achlle Parisella e Patrizia Parisella, un vero e
proprio movimento di pensiero fatto di persone in grado di
esprimere idee, proposte e servizi. Uno speciale ringraziamento
anche ai coordinatori nazionale e regionale, perché
con la loro presenza vedono Terracina come una città in
grado di esprimere grandi risorse sotto qualsiasi punto di
vista. Oggi Fli vuole essere un partito predisposto ad
aperture di dialogo politico in una prospettiva di crescita di
sicurezza e di tutela per il nuovo governo terracinese.


Avere il permesso di soggiorno, un lavoro stabile e rischiare di perdere tutto
perché sprovvisti di un domicilio.
Al momento questa è l’emergenza più grande che
riguarda i tanti stranieri regolari che vivono a terracina. Un’emergenza che sta
venendo fuori dallo Sportello per gli immigrati attivato nei mesi scorsi e che
va assolutamente affrontata, sia per superare l’elevata conflittualità sociale e
interetnica connessa, sia per risolvere condizioni di emergenza igienico-
sanitaria. «L’accesso alla casa sia un fattore chiave dei processi di
integrazione» afferma Alì Shadadi di «Maison Babel» che ha proposto al sindaco
Stefano Nardi e all’assessore Francesco Zicchieri di realizzare una campagna di
sensibilizzazione rivolta a tutta la popolazione, «per superare gli stereotipi
che caratterizzano gli immigrati e la diffidenza che porta al rifiuto dello
straniero, anche come vicino di casa». I nodi principali emersi dalle interviste
dello Sportello sono molteplici, coma la mancanza di informazione e
orientamento; i pregiudizi, soprattutto quelli che vogliono l’immigrato
inaffidabile nei pagamenti e nella pulizia degli alloggi affittati; la ricerca
di una casa; il permesso di soggiorno. «Le richieste di garanzie di lungo
periodo dei proprietari di casa spesso sono in conflitto con i permessi di
soggiorno di breve durata, per esempio quelli rilasciati sulla base di un
contratto di lavoro a termine» spiega Shadadi. Servirebbe una catena di agenzie
di intermediazione abitativa su tutto il territorio con la funzione di vere
agenzie immobiliari specializzate nell’incontro tra domanda e offerta di
abitazioni per immigrati, oltre alla realizzazione di progetti di
sensibilizzazione ed educazione all’abitare per gli immigrati. Gli
amministratori locali potrebbero pensare a «un pacchetto di agevolazioni fiscali
per convincere i proprietari di alloggi sfitti a metterli a disposizione delle
famiglie di immigrati che lavorano a terracina».
Rita Recchia


L’Eccellenza saluta il 2010 e chiude il girone di andata con un turno
infrasettimanale che propone tra i suoi appuntamenti di maggiore spicco il derby
tra Terracina e Formia (Colavolpe, ore 14.30). Sarà la partita degli ex, in
tutto sono dodici, tra calciatori e dirigenti: Fusco, Tricinelli, Sansò,
Marzano, Rosi, D’Amico, Pernarella, Scirocchi, Magliozzi, Fragasso, Medoro e Di
Franco. E in particolare sarà una giornata del tutto speciale per il centrale
difensivo Di Franco e l’attaccante Medoro, che dopo una breve parentesi con i
tigrotti, appena una settimana fa sono tornati in seno al Formia. «Tutti
cercheranno di dare qualcosa in più è il parere del direttore generale del
Terracina, Antonio Fragasso dopo 12 anni passati nella società del Formia farò
naturalmente il tifo per il Terracina: lavoro per i tigrotti ed è giusto che sia
così. Un eventuale successo con la squadra del Golfo ci farebbe trascorrere un
Natale tranquillo». Tra i tigrotti non si lamentano infortunati ragione per la
quale Pernarella dovrebbe confermare gli 11 che domenica si sono imposti sul
campo del Tor Sapienza (1-2). L’unico ballottaggio riguarda Angona e Grandullo,
con quest’ultimo favorito dopo la rete messa a segno di domenica scorsa. Al
termine del derby con il Formia ci sarà la festa del settore giovanile dei
tigrotti che ha ripreso l’attività da qualche mese. «Potrebbe essere l’occasione
giusta per rilanciarci e chiudere l’anno con un risultato positivo che porti
serenità e morale all’intero ambiente». Così il tecnico del Formia Piero
Tersigni. A preoccupare l’ambiente formiano è il cammino lontano dal Perrone di
De Santis e compagni: in otto giornate hanno incassato sette sconfitte,
ottenendo una sola vittoria (2-1 a Ceccano) e hanno subìto 19 gol dei 25 totali
in campionato. Tersigni recupera gli squalificati Foti e De Santis (che a
centrocampo giocherà insieme al giovane Volpe), mentre resta da sciogliere il
dubbio circa le condizioni dell’attaccante Mariniello. Infine, dopo la batosta
rimediata domenica a Frascati dalla capolista Lupa (5-2), la Vigor Cisterna
attende al Domenico Bartolani la Vis Artena di Paolo Deste: «Le sue sono squadre
sempre molto quadrate e oltretutto l’Artena è stata costruita per un campionato
di vertice (attualmente è sesta ad un punto dalla Vigor) è l’analisi di Maurizio
Promutico, l’allenatore dei pontini per quanto ci riguarda ci sarà del turnover.
Non è una bocciatura per chi sarà escluso ma semplicemente la volontà di dare la
possibilità di giocare a chi finora è stato impiegato meno».
di VINCENZO ABBRUZZINO (Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)



Il cadavere di un uomo e’ stato recuperato questa mattina dai vigili del fuoco
di Terracina nelle acque del porto di San Felice Circeo.
La segnalazione e’
arrivata intorno alle 10,30 e immediatamente sono scattate le operazioni di
recupero. Il corpo, vestito solo con una camicia e un giubbotto, era in avanzato
stato di decomposizione: condizioni tali da rendere difficile l’identificazione.
L’ipotesi piu’ accreditata dagli investigatori e’ che si tratti della salma di
Fulvio Castaldo, 41enne di Pompei, lo skipper disperso in mare una settimana fa
con l’affondamento di un’imbarcazione da diporto partita da Castellammare di
Stabia. A bordo si trovavano altre due persone, un uomo e una donna, Leo Mancuso
e Concilia Iodice, i cui corpi sono stati ritrovati durante le operazioni di
ricerca immediatamente successive alla tragedia. Il corpo recuperato oggi in
mare e’ stato trasportato all’obitorio di Latina, dove sono attesi i parenti di
Fulvio Castaldo per il riconoscimento del cadavere.(ANSA).


Sarà pure la soluzione a tutti i problemi ma di certo il  clima  in  cui  verrà
discussa stasera la Tia non è dei migliori.
Questa mattina si fermano infatti  i
netturbini della Terracina Ambiente, che ieri, dopo 7 giorni di attesa,   ancora
non avevano ricevuto lo stipendio di novembre.  Gli  operatori  ecologici  hanno
autoconvocato un’assemblea permanente per questa mattina presso il  deposito  di
Morelle con all’ordine del giorno il mancato rispetto  da  parte  della  società
della 626, la stabilizzazione dei  precari  e,   appunto,   la  questione  degli
stipendi. All’a ssemblea saranno presenti in blocco tutti i netturbini,  con  la
conseguenza che, se non arriveranno risposte dalla  società  in  mattinata,   il
servizio dei rifiuti subirà uno stop totale. Torna lo spettro dell’emergen -  za
dunque a Terracina, a pochi giorni dal Natale.   Proprio  stasera  il  Consiglio
comunale si appresta a discutere l’approvazione del nuovo regime  fiscale  della
tariffa integrata  ambientale  al  posto  della  Tarsu  e  del  piano  economico
finanziario. Una svolta, l’ha definita  il  sindaco  Stefano  Nardi  nei  giorni
scorsi, che però sembra portarsi dietro i problemi  di  sempre  fino  all’ultimo
giorno. Da voci  di  corridoio  infatti  pare  che  siano  a  rischio  anche  le
tredicesime. Le spettanze potrebbero infatti arrivare a giorni, se  non  a  ore,
ma c’è chi teme che la tredicesima sarà pagata in  due  tranche  a  causa  delle
difficile  situazione  economico-finanziaria  della  società  mista.     L’esito
dell’assem – blea di questa mattina appare dunque cruciale. C’è malumore  tra  i
dipendenti a causa dei reiterati ritardi nel pagamento delle spettanze ma  anche
per la carenza di garanzie in termini di efficienza del servizio e di  sicurezza
per i lavoratori. E se nei giorni scorsi solo una  parte  dei  lavoratori  aveva
aderito alla protesta, mentre il  resto  delle  maestranze  aveva  garantito  il
servizio, oggi è l’intero organico a  fermarsi,   stanco  del  mancato  rispetto
degli accordi presi dalla società. Se  non  è  sciopero,   poco  ci  manca.   La
tensione è alta  tra  i  dipendenti,   anche  e  soprattutto  per  il  clima  di
incertezza che governa l’inte – ro settore dei rifiuti. Da un lato  l’arrivo  di
una tariffa che dovrebbe, nelle intenzioni del Comune, trasformare in meglio  la
capacità finanziaria della società mista, dall’altro una  situazione  che  resta
ai limiti dell’emergenza e in cui  non  si  riescono  nemmeno  a  garantire  gli
stipendi.   In  qualche  zona  della  città,   seppure  discretamente,   qualche
cassonetto già mostra i primi segni  del  rallentamento.   E  la  cosa  potrebbe
peggiorare con il blocco di oggi,   giorno  cruciale  in  cui  la  politica  del
sindaco Stefano Nardi in materia di  rifiuti  è  alla  prova  del  nove.   Dalla
questione dei rifiuti infatti dipende anche la credibilità  di  una  maggioranza
che si gioca il tutto per tutto davanti ai cittadini. Dopo  anni  di  emergenze,
debiti, errori e soldi spesi male, se stasera sarà approvata la Tia e  il  nuovo
Pef, nella manciata di mesi che divide il Comune dalle elezioni  si  verificherà
se la scelta  di  affidare  la  gestione  della  tariffa  e  del  servizio  alla
Terracina Ambiente è stata azzeccata. Anche e soprattutto  dal  punto  di  vista
elettorale.
Diego Roma


Scontro tra auto e scooter nella giornata di ieri a Borgo Hermada. Ad  avere  la
peggio un 19enne di origine indiana che si trovava in sella allo scooter quando,
per cause ancora da accertare, si è scontrato con un’automobile  ed  è
rovinato a terra. Immediato l’i n te rvento dei sanitari  del  118,   che  hanno
trasportato il ragazzo,   un  19enne  di  origine  indiana,   presso  l’ospedale
«Fiorini ». Il giovane a causa dell’impatto e  della  caduta  dallo  scooter  ha
riportato diverse fratture, tanto che è stato  ricoverato  presso  il  nosocomio
locale. Sul posto si è portata anche la polizia stradale, che ha  operato  tutti
i rilievi del caso per ricostruire la dinamica del sinistro. Il  giovane,   come
accertato in seguito alla visita medica dei sanitari del  Pronto  Soccorso,   ha
riportato diverse ferite  ma  le  sue  condizioni  non  destano  preoccupazioni.
D. R .

Fermiamo Equitalia
E’ stato questo lo slogan che ha caratterizzato gli incontri che in questi  mesi
il movimento politico “La Destra” ha organizzato in tutta Italia. Una  giustizia
che smetta di essere solo un potere in mano ad  una  ristretta  casta,   ma  che
torni ad essere uno strumento per garantire  i  diritti  di  chi  ha  ragione  e
merita tutela. Domenica a Terracina abbiamo avuto modo  di  confrontarci  con  i
cittadini che non sono solo stati  attenti  ascoltatori,   ma  sono  tornati  ad
essere, com’è giusto che sia, i veri protagonisti, ponendo domande  e  ricevendo
risposte, offrendo suggerimenti, portando le loro personali esperienze.   Questa
è la Nostra vera politica, siamo veramente soddisfatti dell’ottima riuscita  del
convegno. Le battaglie contro Equitalia e contro  lo  strapotere  bancario  sono
solo all’inizio. Iniziamo a fare breccia in quel muro  di  omertà  che  da  anni
protegge un apparato che  non  esita  a  distruggere  famiglie  e  far  chiudere
imprese, senza garantire quel diritto di difesa che è  tra  i  principi  cardine
della nostra Costituzione. Chi ci chiede, sfiduciato, cosa si può  concretamente
fare, rispondiamo che bisogna smettere di avere paura. Le  grandi  battaglie  si
vincono solo con il coraggio di denunciare i  soprusi,   sfidando  anche  chi  è
oggettivamente più forte. In caso contrario non resta che  rassegnarsi.   Ma  la
rassegnazione non è una parola che fa parte del nostro vocabolario.   In  questi
mesi, il nostro responsabile Nazionale del Settore  Giustizia,   l’Avv.   Monica
Nassisi, che ringraziamo per l’impegno ed la sua disponibilità,   girando  senza
sosta l’Italia, ha capito  che  il  primo  scoglio  da  superare  è  proprio  la
diffidenza dei tanti che, senza poter dar loro torto, non  credono  più  che  ci
possa essere qualcuno pronto a schierarsi per  difendere  concretamente  i  loro
diritti. Ed invece Noi de “La Destra” siamo pronti, anzi è già scesa  in  campo.
Alcuni se ne sono già accorti, molti altri se  ne  accorgeranno  e  ritroveranno
fiducia e speranza. Certo, c’è voluto un grande atto di coraggio  da  parte  del
Segretario Francesco Storace a sostenere la battaglia contro  Equitalia.   Tanti
sono gli interessi che gravitano intorno  a  questa  società,   che  solitamente
definisco “un mostro”. Ma tutti noi de  “La  Destra”  gli  unici  interessi  che
abbiamo a cuore sono quelli dei cittadini, soprattutto  di  quelli  più  deboli,
lasciati spesso senza difese. Andremo avanti, non ci fermeremo, certi che,   pur
con mille difficoltà, alla fine la nostra battaglia la vinceremo.   La  vittoria
di Davide contro Golia qualcosa ci deve aver pur insegnato.  “Si  può  cambiare,
solo se tutti Noi cambiamo”
Il Direttivo
“La Destra” di Terracina

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manifestazioni_natale3_amanifestazioni_natale3_b

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terracina-rezze_bis

Dopo Roma, anche Terracina è capitale.
Degli abusi edilizi.   Ad  attribuire  la  maglia  nera  nella  cementificazione
selvaggia è la  relazione  sullo  stato  dell’abusivismo  nella  Regione  Lazio,
presentata dall’assessore all’Urbanistica Ciocchetti. Tra il  2003  ed  il  2009
sono stati 1.340 i casi registrati. I numeri parlano di  un  primato  per  nulla
invidiabile. Dopo l’area romana, è a Terracina che si è  registrato  il  maggior
numero di abusi edilizi nel Lazio. Vengono lasciati indietro, nella black  list,
anche capoluoghi di provincia come Latina, Frosinone e Rieti. Da sola  la  città
di Giove Anxur uguaglia tutto il territorio dell’intera  provincia  reatina.   È
tutto dire. In un quadro a tinte fosche  quello  che  riconsola  è  che,   negli
ultimi anni, il fenomeno di Cementor è andato a diminuire.  La  riprova  di  una
tale tendenza ce la forniscono  i  dati  della  Polizia  Locale.   Nel  2003  le
informative di reato furono 214 (per una superficie totale di  15. 887  mq),   i
sequestri giudiziari 99. Sempre usando il metro temporale dei 7 anni,  nel  2009
le informative di reato sono state 122, i sequestri 38.  I  dati  dell’anno  che
sta per chiudersi (è stato caratterizzato soprattutto dai casi  eclatanti  della
lottizzazione Green Village  sulla  provinciale  San  Felice-Terracina  e  della
mega-villa del consigliere comunale Alfredo Lauretti) manifestano ancor  più  la
tendenza al calo. Quasi da minimo storico nell’ultimo decennio:  informative  di
reato 90, sequestri 36. Abusivi più furbi o in letargo in  attesa  del  prossimo
condono? «Indubbiamente» dichiara il comandante della Polizia Locale,   maggiore
Vincenzo Pecchia, «ha inciso anche la carenza di  personale,   dal  momento  che
abbiamo operative su un territorio molto esteso solo due  squadre  di  2  agenti
ognuna, mentre altre 3 unità sono addette alle procedure burocratiche». Come  si
configura, in genere, l’abuso? «Si tratta per lo più di una seconda  casa,   che
romani o ciociari si vogliono costruire al mare.  Nessuno  stato  di  necessità,
quindi».
articolo di Ercole Bersani.
 42000 [20]
La Asl di Latina continua a dimostrarsi sorda all’s.o. s  lanciato  praticamente
un mese fa dalla Uil Federazione Poteri Locali sulle criticità che  attanagliano
il pronto soccorso del «Fiorini» di terracina.
Anzi.   Oltre  a  non  rispondere
agli appelli né a raccogliere la richiesta di un  incontro  urgente,   l’azienda
sanitaria locale sembra non stia  facendo  proprio  nulla  per  evitare  che  la
situazioni addirittura peggiori. E’ notizia di ieri mattina che  la  vigilia  di
Natale uno dei  medici  in  servizio  al  pronto  soccorso  di  terracina  dovrà
sostituire una collega a Fondi fuori gioco per malattia. E, come se  questo  già
non bastasse, non c’è ancora la certezza che  il  dottore  potrà  smontare  dopo
aver fatto le sue 12 ore, visto che ancora non è sicuro che la dottoressa  potrà
riprendere regolarmente servizio. Se non si sta sfiorando il collasso,  poco  ci
manca. Disagi che durano da tempo e che ormai  sono  diventata  vera  e  propria
emergenza. E se già c’è il caos in questi giorni,  diciamo  così,   «di  normale
amministrazione», figuriamoci cosa  potrebbe  capitare  nelle  date  clou  delle
festività natalizie. Sono già diversi giorni che uno dei due medici in  servizio
al pronto soccorso è andato in malattia,  così  che  il  collega  rimasto  si  è
ritrovato a gestire da solo più codici rossi e gialli  contemporaneamente.   Una
situazione al fulmicotone che tiene sulla stessa graticola  sanitari  e  utenti.
Una situazione che la Uil Fpl ha messo nero su bianco lo scorso 23  novembre  in
un documento inviato ai direttori generale e  sanitario  della  Asl  di  Latina,
oltre che al direttore sanitario del presidio centro. Ma  dall’altra  parte  non
sono arrivate risposte di alcun tipo. Una situazione che  il  sindacato  avrebbe
anche tentato di  illustrare  nei  dettagli  al  personale  dei  Nas  venuti  al
«Fiorini»  nei  mesi  scorsi  senza,   però,   riuscirvi  come  avrebbe  voluto.
Rita Recchia

42000 [37] 

 La locomotiva è ferma e lo sarà fin quando non arriverà il carburante. È un  po’
questo  il  discorso  che  è  uscito  ieri  dall’incontro  in  Comune  tra    le
organizzazioni sindacali e la Terracina Ambiente,   fissato  per  affrontare  le
numerose problematiche legate alle difficoltà finanziarie  della  società  mista
che, ancora ieri non aveva ancora pagato gli stipendi del mese  di  novembre  ai
dipendenti e presenta carenze s tr ut t ur al i nella gestione. A  pochi  giorni
da  Natale,   insomma,   le  condi  zioni  dei  netturbini  restano  di  estrema
precarietà. Dopo una settimana di proteste  di  una  parte  dei  dipendenti,
ieri il tavolo convocato  dalla  società  è  finito  con  una  fumata  nera.   I
sindacati non hanno ottenuto le risposte che si aspettavano.   Nessuna  garanzia
sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, stipendi sul fil di lana entro  la
settimana e per il vestiario forse se ne riparlerà a gennaio. L’anno  nuovo,   a
questo punto, sarà l’ennesima prova del nove per il settore dei  rifiuti.   Solo
con l’approvazione della Tia, prevista in Consiglio  comunale  per  domani,   la
società  potrà  fornire  garanzie.   Al  momento  tutto  procede  con    estrema
difficoltà. Il sindaco Stefano Nardi e l’asses  -  sore  Loreto  Maragoni  hanno
provato a contattare la banca per avere il «Cro» del mandato di  pagamento.   Ma
sono scene già viste. Luigi De Stefano, consigliere d’amministrazione  di  parte
privata della società, ha preferito  temporeggiare  davanti  ai  sindacati.   Si
attende il via libera alla tariffa, che consentirà alla  Terracina  Ambiente  di
gestire per intero gli introiti derivanti dalla tassa e  dunque  avere  capitale
per chiedere prestiti. Secondo il sindaco  Stefano  Nardi  l’approvazione  della
Tia «sarà una salvezza anche per i lavoratori. E sia  ben  chiaro:  se  le  cose
andranno male a saltare sarà la società non il Comune». Anche se, a ben  vedere,
la società è a  maggioranza  pubblica.   La  verifica  ora  passa  al  Consiglio
comunale. Sembrerebbe che la maggioranza  si  sia  improvvisamente  ricompattata
intorno al primo cittadino, dopo i presunti tentennamenti dei giorni  scorsi  da
parte di qualcuno. Sorprese non  dovrebbero  esserci  ma  quello  di  domani  si
preannuncia un Consiglio comunale di fuoco.
Diego Roma

 42000 [36]
Il Comune aderisce al protocollo con un suo “Piano di Sviluppo Turistico”.
“La Regione riconosce il turismo come fenomeno integrato di  sviluppo  economico
sostenibile, di promozione e valorizzazione del territorio, di crescita  sociale
e culturale della persona e della  collettività”.   Questo  il  testo  integrale
dell’art. 1 della legge regionale del 13/2007, ed è su questi propositi  che  la
Provincia di Latina ha chiamato i sindaci dei Comuni  pontini  alla  opportunità
di attuare un Patto Territoriale per il Turismo, finalizzato ad  implementare  e
migliorare l’offerta provinciale e  la  creazione  di  nuova  occupazione.   “Il
Comune di Terracina – afferma l’assessore al turismo Giuseppe Amuro – dopo  aver
partecipato alla riunione del 3 novembre scorso, ha risposto al  bando  proposto
dalla Provincia di Latina,  perché  convincente  è  stato  il  percorso  che  il
presidente Cusani ha illustrato all’assemblea e soprattutto interessente  perché
offre possibilità concrete per rigenerare il comparto turistico  della  Città  e
dell’intera provincia. L’adesione al progetto ci permette  di  individuare  aree
per l’edificazione di nuove strutture  ricettive,   l’ampliamento  di  strutture
esistenti,   la  realizzazione  d’impianti  destinati  ad  attività   ricettive,
sportive, di wellness, e quant’altro possa  concorrere  a  formare  e  integrare
l’offerta turistica, al fine di renderla  sempre  più  competitiva  sui  mercati
nazionali e internazionali. In seguito all’adesione del  protocollo  d’intesa  -
prosegue l’assessore Amuro – il  Comune  di  Terracina  ha  preparato  un  piano
d’intervento di sviluppo turistico,   su  tre  progetti:  Porta  di  Accesso  al
Territorio della Provincia di Latina, che mira alla realizzazione di  una  serie
di iniziative che permetteranno la migliore fruizione del territorio comunale  e
di quello circostante,   attraverso  un’integrazione  dei  servizi  turistici  e
dell’offerta al pubblico per rendere sempre più attraente il  territorio  e  più
accessibile gli attrattori che caratterizzano la zona.   Il  progetto  vedrà  la
luce attraverso la realizzazione di  uno  Iat  Comprensoriale  -  strumento  del
marketing  del  territorio,   porta  di  accesso  alle  risorse  del  territorio
interessato che avrà come target il turismo di prossimità. Gli  altri  mezzi  di
promozione  connessi  saranno:  la  produzione  di  una  Brochure    Informativa
Comprensoriale, la creazione di una Visit Card Comprensoriale  che  permetta  la
fruizione di tutte le attività e le strutture turistiche e  culturali  di  tutto
il comprensorio. La  card  darà  diritto  all’agevolazione  dei  prezzi  per  lo
shopping di qualità nei negozi aderenti e l’assistenza su  tutto  il  territorio
dei Comuni interessati. La realizzazione  di  un  Programmazione  degli  Eventi,
creazione di un Calendario Stagionale delle Manifestazione,   eventi  culturali,
religiosi, enogastronomici e  sportivi.   Il  progetto  d’intervento  denominato
Triangolo D’Oro mira invece a recuperare il ruolo dell’enogastronomia a  livello
turistico, esaltando le produzioni  locali  attraverso  la  ristorazione  legata
alle tradizioni popolari. All’interno di questo piano di lavoro sarà  realizzato
un Workshop enogastronomico denominato  Triangolo  D’Oro,   che  valorizzerà  le
piccole produzioni agricole di cui è ricco il territorio. In supporto  a  queste
iniziative vi sarà la produzione di una  pubblicazione  bilingue  dal  titolo  A
Tavolo con Gusto, che conterrà una scheda aziendale del ristoratore, con il  suo
menù tipico e il prezzo concordato: menù che rivisiti la cucina  mediterranea  e
le ricette tipiche del luogo. Riteniamo come assessorato e come  amministrazione
comunale di poter ben figurare all’interno della  proposta  d’offerta  turistica
comprensoriale, tenendo ben presente che il Comune di Terracina è il  principale
polo turistico della Provincia di Latina con il maggiore numero di  posti  letto
e di presenze turistiche. Seguendo infine le  indicazioni  del  Piano  Turistico
regionale 2011 – 2013 relative alla diversificazione,   all’innovazione  e  alla
destagionalizzazione dell’offerta turistica, Terracina anche  intende  stimolare
la realizzazione di un Sistema Turistico Locale attraverso Anche e non  solo  la
realizzazione dei due progetti  turistici  proposti,   che  coinvolgono  enti  e
imprese di area vasta”.

 42000 [34]

Continua l’iniziativa di Sinistra Ecologia e Libertà a Terracina.
Continua senza fermarsi l’iniziativa di Sinistra Ecologia e Libertà, circolo  di
Terracina. Abbiamo appena chiuso la raccolta di firme per  la  PRESENTAZIONE  DI
UNA PROPOSTA  DI  LEGGE  D’INIZIATIVA  POPOLARE  per  lo  sviluppo  delle  fonti
energetiche alternative e per la salvaguardia del clima,   sono  state  raccolte
1.369 firme di cittadini terracinesi e non, nei diversi  gazebo  sparsi  per  la
città. Subito dopo abbiamo  realizzato  l’accordo  politico,   programmatico  ed
amministrativo con l’IDV, RC, diverse associazioni  del  volontariato  locale  e
con gruppi di cittadini provenienti  anch’essi  dal  mondo  dell’associazionismo
locale e nazionale, per dare il nostro sostegno alla autocandidatura  a  Sindaco
di Terracina del Giudice  Eugenio  Fedele.   Con  gli  stessi  soggetti  abbiamo
definito più che una traccia di programma che presto discuteremo con  il  nostro
candidato sindaco e poi reso pubblico e  su  cui  chiederemo  il  contributo  di
tutti singoli cittadini ed associazioni e  organizzazioni  sindacali  e  sociali
per migliorarlo. Abbiamo lo scorso  Sabato  realizzato  una  giornata  d’impegno
politico presso l’agriturismo San Silviano con la  presentazione,   in  apposita
conferenza stampa, delle motivazioni che ci hanno  fatto  decidere  di  dare  il
nostro sostegno a favore della candidatura del Giudice Eugenio Fedele.   Abbiamo
dettagliatamente spiegato loro le  ragioni  della  nostra  adesione  che  vanno:
dalla messa a posto delle casse comunali, senza pregiudizialmente  escludere  il
deposito dei libri contabili  in  Tribunale  non  appena  certificato  il  reale
ammontare del debito accumulato dalla Giunta Nardi, e dal centro destra  che  in
questi  10  Anni  lo  ha  sostenuto,   dal  risanamento  ambientale  del  nostro
territorio a partire dal mare, per passare per  il  piano  del  traffico  e  per
finire per i beni ambientali, naturali, archeologici, storici  e  paesaggistici.
Abbiamo  denunciato  con  forza  l’incapacità  di  spesa  accumulata  da  questa
amministrazione e dalla  sua  coalizione,   laddove  sui  31  miliardi  di  EURO
arrivati a Terracina negli ultimi  10  anni  da  Comunità  Europea,   Regione  e
Provincia, la capacità di spesa è  stata  di  poco  oltre  5  Milioni  di  Euro.
Abbiamo sollevato e denunciato all’opinione pubblica le incongruenze  di  quello
che apparentemente  sembra  essere  una  elargizione  unilaterale  di  quattrini
pubblici  ai  dirigenti  comunali.   Soldi  PUBBLICI  elargiti  utilizzando  una
compiacente commissione di valutazione di  cui  l’amministrazione  comunale  può
benissimo  fare  a  meno  visto  che  costa  più  di  quanto  hanno    percepito
complessivamente i dipendenti ed è facoltativa la sua istituzione. La serata  di
Sabato è continuata poi con una cena  per  la  raccolta  di  fondi  che  aiutino
Sinistra Ecologia e Libertà ad  affrontare  le  spese  della  propria  attività.
Capiamo di andare contro corrente, in quanto  solitamente  le  cene  le  offrono
partiti e candidati a ruffiani e portaborse  per  facilitare  la  loro  campagna
elettorale. Anche questa diversità ci differenzia dagli altri e  fa  del  nostro
partito un’anomalia  POSITIVA  nell’ambito  del  panorama  politico  Italiano  e
locale. L’attività politica di Sinistra Ecologia  e  Libertà  proseguirà  l’anno
nuovo  con  un  convegno  sulle  figure  emarginate  ai  limiti  dell’esclusione
presenti nella nostra comunità e con ulteriori iniziative tendenti a mettere  in
evidenza il programma elettorale della coalizione per  Eugenio  Fedele  Sindaco.
Il segretario del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Terracina
Vittorio Marzullo

42000 [33] 

Prosegue il calendario degli eventi di Natale messo a punto dall’assessorato  al
Turismo del Comune di terracina.
Dalle 16 alle 19 di oggi Babbo  Natale  aspetta
grandi e piccini in piazza Garibaldi per distribuire a tutti dolciumi  gratuiti.
Dalle 18 alle 20 ci saranno anche vin brulè e castagne su viale della  Vittoria,
angolo con via Lungolinea Pio VI. Babbo Natale torna domani in piazza  Garibaldi
alla stessa ora, mentre alle 19 presso la chiesa  del  Santissimo  Salvatore  la
ensemble «La Serenissima» intonerà un «Medley di Natale». Chi,   invece,   vorrà
assistere alla rappresentazione del presepe vivente potrà seguirlo alle  ore  18
da Piazza Garibaldi fino in piazza Municipio, dove è stato allestito  un  abete.
Ri.Re.

 42000 [32]

Ancora un conto alla rovescia per il cimitero di via Anxur a  Terracina.   Dieci
loculi  ancora,   e  poi  le  salme  resteranno    «parcheggiate»    all’interno
dell’obitorio. Da qualche  mese  l’eme  rgen  za  tombe  non  si  affacciava  al
camposanto ma, immancabile come da qualche anno a questa  parte,   anche  questo
Natale porta più di qualche preoccupazione per la situazione del  cimitero.   Al
momento, infatti, la struttura di via  Anxur  ha  a  disposizione  soltanto  una
decina di loculi in cui tumulare le bare. In  realtà  sono  mesi  che  le  tombe
disponibili non superano la ventina di unità. Solo che i problemi  non  si  sono
mai  presentati  dal  momento  che  periodicamente  gli  operai  addetti    alla
manutenzione del camposanto, procedono a una sistematica  opera  di  estumututto
il periodo delle festività  natalizie.   Calendario  alla  mano,   nuovi  loculi
potranno essere liberati soltanto dopo l’Epifania. Fino a quel giorno,   qualora
dovessero verificarsi decessi in un numero  maggiore  al  consueto,   si
potrebbe rischiare il blocco delle tumulazioni per la mancanza dei  loculi.   Un
disagio, questo, che in passato non ha risparmiato la struttura  di  via  Anxur,
con salme «parcheggiate » anche per una settimana nei locali dell’obito  -  rio.
E con il serio rischio che, qualora  si  rendesse  necessaria  la  disponibilità
dell’obitorio ad esempio per un’autopsia, le  bare  dovrebbero  essere  spostate
altrove. Un via vai di salme nel cimitero che di  certo  potrebbero  creare  non
pochi malumori tra  i  parenti  degli  «sfortunati  »  deceduti  oltre  che  dei
visitatori del cam posan to. Quanto ai promessi, progettati e  approvati  lavori
di ampliamento del cimitero, l’iter richiede i suoi tempi  e  ancora  non  si  è
pronti a far scaldare i motori alle ruspe.
Francesco Avena

 42000 [31]
E’ stato necessario l’intervento dei vigili  urbani  per  sedare  una  lite  tra
vicini.
Il casu belli è stato un cancello elettrico che, secondo una  delle  due
parti, avrebbe tagliato di netto un confine. L’episodio è accaduto ieri  mattina
in località Porto Badino, a terracina. La discussione  è  cominciata  all’arrivo
degli operai venuti a montare  il  cancello,   sembrerebbe  muniti  di  regolare
autorizzazione che prevedeva  anche  il  taglio  di  un  pino,   a  quanto  pare
pericolante. Ma un vicino di casa del proprietario  non  sarebbe  stato  affatto
d’accordo con i lavori in corso,  facendo  sentire  le  proprie  ragioni.   Sono
dovuti intervenire i vigili per placare gli animi e  i  pompieri  per  il  pino.
Ri.Re.

 42000 [30]
Bernardi, PD: 10 anni di amministrazione Nardi.
Come è noto, da dieci anni, la nostra città è amministrata dal centrodestra  con
Sindaco Stefano Nardi. La nostra città, alla fine  della  seconda  consigliatura
Nardi, è risultata amministrata nel peggiore dei  modi,   sia  per  la  gestione
economica-finanziaria, dei rifiuti, sul  sociale,   l’ambiente,   l’urbanistica,
problemi abitativi, continue crisi  politico  amministrative  e  continuando  si
potrebbe fare ancora un lungo elenco. In queste condizioni il Partito  e  gruppo
consiliare del PD ha dovuto  faticare  molto  e  ancora  adesso  è  impegnato  a
svolgere il proprio ruolo di opposizione, nei  confronti  di  un’amministrazione
che ha fatto e continua a farlo, in modo costruttivo, intervenendo nella  città,
con proposte con ordini del giorno (come ad  esempio  l’anagrafe  degli  eletti,
situazione del Tribunale, dell’ospedale, sul nucleare, approvate  all’unanimita,
oltre al  problema  rifiuti  e  i  servizi  sociali),   mozioni  interrogazioni,
interpellanze, osservazioni esposti a tutti i livelli istituzionali e  quando  è
stato necessario, anche alla  magistratura,   come  la  Terracina-Ambiente.   La
nostra opposizione è sempre stata propositiva con  lo  spirito  di  svolgere  la
nostra funzione di controllo e nell’interesse della città,   con  amministratori
incapaci. In questi giorni, si sta assistendo ad una spaccatura all’interno  del
centrodestra,   con  una  fazione  che  sta    contestando    il    Sindaco    e
l’amministrazione comunale, anche in Piazza. Tra  le  contestazioni  che  stanno
facendo all’A.C. c’è anche la istituzione e gestione della Terracina Ambiente  e
Azienda Speciale che l’opposizione dei verdi e del  Partito  Democratico  stanno
facendo con ragione, vista la situazione di disservizio  in  cui  si  trovano  i
rifiuti e i servizi sociali. Noi non siamo e non vogliamo entrare nello  scontro
all’interno dei Partiti del centro  destra,   ma  tuttavia  quando  leggo  sugli
organi di stampa, che con  una  nota  scritta  a  quanto  pare  da  assessori  e
consiglieri della maggioranza scrivono, tra  l’altro:  “Ci  chiediamo  se  possa
ritenersi espressione  del  Pdl  un  gruppo  di  persone  che  come  piattaforma
programmatica di una manifestazione pubblica  sceglie  le  parole  d’ordine  che
hanno caratterizzato l’azione politica dell’opposizione di sinistra più  retriva
della nostra città. Gli assessori  e  consiglieri  della  maggioranza  avrebbero
fatto bene a non coinvolgere i partiti dell’opposizione che hanno avuto ed  anno
un  solo  problema:  quello  di  trovarsi  a  fare  l’opposizione,     non    ad
un’amministrazione retriva che per loro sarebbe anche un complimento, ma  ad  un
gestione  da  principianti,   politico  amministrativa  delle   più    incapaci,
pasticcione,  inette,   inesperte  della  nostra  nazione  con  dilettanti  allo
sbaraglio. Noi, ripeto, abbiamo  svolto  e  continuiamo  a  svolgere  la  nostra
opposizione con fatica,   spirito  costruttivo  e  nell’interesse  della  nostra
città. Gli assessori e consiglieri  della  maggioranza,   vista  la  situazione,
avrebbero fatto bene a tacere e entrare nel merito delle questioni e non  tirare
in ballo il ruolo dell’opposizione che se ha una colpa, è solo  quella  di  aver
avuto  la  sfortuna  di  trovarsi  a  svolgere  il  proprio  ruolo,   con    una
amministrazione incapace e inetta.
BERNARDI ANTONIO

42000 [29] 
La solidarietà è stata  la  molla  decisiva  per  l’ambulatorio  infermieristico
territoriale che verrà inaugurato domani alle ore  11  presso  il  «Fiorini»  di
terracina.
Fondamentale la collaborazione  con  la  onlus  «AnnaLaura»  che  con
l’evento dello scorso 8 dicembre, con il «Coro Myricae» e il coro «Voci  bianche
Anxur», ha raccolto fondi per  acquistare  attrezzature  sanitarie  e  strumenti
medicali per l’ambulatorio.   «Un  ulteriore  tassello  nella  realizzazione  di
ambiti  obiettivi-   spiega    Ettorina    Michelazzo,       presidente    della
onlus-affiancando  operatori  e  ampliando  la  possibilità  di  risposte   alle
esigenze del territorio». E’ un servizio ambulatoriale organizzato e gestito  da
infermieri che garantiranno proprie  prestazioni  offrendosi  alla  cittadinanza
come un punto di ascolto sanitario  per  facilitare  l’orientamento  ai  servizi
sanitari,  garantire  la  presa  in  carico  dei  cittadini  con  la  continuità
assistenziale tra ospedale e servizi  sanitari  territoriali.   Una  particolare
attenzione  sarà  rivolta  ai  pazienti  oncologici  che    devono    sottoporsi
periodicamente a prelievi ematici. Ci sarà anche  una  volontaria  del  servizio
civile assegnata ad «AnnaLaura» dalla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri
attraverso    l’Ufficio    Nazionale    per    il        Servizio        Civile.
Ri.Re.

42000 [28] 

 L’Alma mater si regala una vittoria per natale.
A Terracina i ragazzi di Romano portano a casa il quarto  successo  consecutivo.
Ora arriva una rigenerante sosta natalizia.
Dopo il match col  Baiano  mister  Romano  aveva  chiesto  ai  suoi  ragazzi  di
conquistare nove punti nelle tre partite del mese di dicembre. Se contro  Lucera
ed Oplonti non c’erano stati problemi a portare a casa l’intera posta in  palio,
a Terracina la Gaia Energy ha faticato di più ma alla fine l’ha spuntata,  anche
se al tie break, chiudendo in proprio favore una partita in  cui  i  padroni  di
casa non hanno  mai  mollato  la  presa.   L’allenatore  dell’Alma  conferma  la
formazione vittoriosa negli ultimi due match e per questo si  schiera  in  campo
con Longobardi al palleggio, Fasulo opposto,  Esposito  e  Giancarli  in  banda,
Giacobelli e Cinque al centro, Malinconico libero. Tra i tirrenici la  stella  è
sicuramente  il  palleggiatore  Mario  Milazzo,   un  evergreen  dei  campionati
nazionali.
Nel primo set l’Alma parte a rilento e accumula errori su errori.  Il  Terracina
ringrazia e si limita a gestire il proprio gioco,   spingendo  sull’acceleratore
quando si può. Mister Romano prova a dare una scossa ai suoi inserendo  Flaminio
per Esposito ma la  scarsa  concentrazione  dei  suoi  la  fa  da  padrone  e  i
napoletani sono costretti a cedere il set col punteggio di 25-20.  Alla  ripresa
delle ostilità sembra esserci un’altra Gaia Energy in campo. La  ricezione  gira
meglio  e  in  questo  modo  Longobardi  ha  la  possibilità  di  poter  eludere
facilmente il muro dei laziali affidandosi molto agli  attacchi  di  Flaminio  e
Giancarli che puntualmente mettono a segno ripetuti punti. I ragazzi  di  Romano
amministrano il gioco tenendo sempre in mano il pallino del  match  e  conducono
in porto il parziale col punteggio di 21-25. Nel terzo set  il  Terracina  mette
sotto pressione la ricezione  dei  viaggianti  e,   di  conseguenza,   il  gioco
offensivo dell’Alma diventa scontato e  il  muro  del  Terracina  ha  spesso  la
meglio collezionando diversi punti. Nel sestetto tirrenico è Milazzo  a  far  la
differenza che sale in cattedra e, anche  grazie  ad  una  ricezione  abbastanza
precisa, smarca a proprio piacimento le proprie bocche di  fuoco:  il  vantaggio
del Terracina si concretizza sul risultato di 25-18.
Il quarto set vede nuovamente un’Alma Mater più convinta e decisa  a  tornare  a
casa con un risultato favorevole. Le due squadre si affrontano a viso  aperto  e
lo spettacolo ne guadagna, grazie soprattutto ai ragazzi di  Romano  che  tirano
fuori una bella dose di grinta che le permette di  sopperire  ad  alcune  lacune
nel gioco. Il Terracina, però, non demorde  e  dà  filo  da  torcere  alla  Gaia
Energy che grazie ad una buona fase di muro – difesa porta a casa il quarto  set
col punteggio di 21-25. Nel quinto e decisivo set l’Alma entra  in  campo  dando
continuità al gioco espresso nel precedente parziale. I ragazzi di  Romano  sono
sempre in vantaggio e dimostrano ai propri avversari di giornata di essere  duri
a morire perché un successo potrebbe significare molto per l’intero  campionato.
Sul finire del set c’è però  un  piccolo  calo  che  permette  al  Terracina  di
rientrare in partita: coach Romano chiama un time out che ha  l’effetto  sperato
di dare tranquillità ai propri ragazzi. Al ritorno in campo l’Alma si  lancia  a
testa bassa verso la chiusura del match che avviene con  un  errore  dei  locali
che consegna il 12-15 finale alla Gaia Energy.
Un  successo  importante,   molto  combattuto  anche  se  con  un  gioco  spesso
altalenante. Uscire vittoriosi da Terracina non sarà cosa facile  per  molti  ma
quest’Alma sta dimostrando di avere le  capacità  e  soprattutto  la  voglia  di
lottare fino alla fine per accaparrarsi un posto nei  play  off,   ora  distante
solo due punti, grazie anche al 3-0 col quale il Gaeta ha violato  il  campo  di
un Cicciano al terzo ko pesante di fila. Per i ragazzi di mister Romano non  c’è
però tempo per festeggiare troppo. Il 22 dicembre, infatti, Iazzetta e  compagni
saranno impegnati in un triangolare amichevole a Gricignano d’Aversa,  al  quale
parteciperanno anche  l’MSC  Crociere  Volley  Sorrento  e  il  Giotto  Casoria,
compagini che militano in B1.
Sarà questo un appuntamento che  permetterà  a  Romano  e  ai  suoi  ragazzi  di
preparare al meglio la ripresa dell’attività agonistica che avverrà l’8  gennaio
quando    a    Napoli    arriverà    la    vice      capolista        Triggiano.

 42000 [27]

Convocazione Commissione
Martedì 21 dicembre, alle ore 18.00 in I^ convocazione e alle ore 18.30  in  II^
convocazione è convocata presso la Sede comunale, P.zza Municipio (Aula  Giunta)
la riunione congiunta delle Commissioni:
“Bilancio e Programmazione” e “Assetto  ed  interventi  sul  territorio  con  il
seguente ordine dei lavori:
1.   Istituzione  Tariffa  Integrata  Ambientale  (T. I. A. )  –    Approvazione
regolamento. Parere.
2. Approvazione del Piano dei Servizi di  Igiene  Urbana,   del  relativo  Piano
Economico Finanziario annualità 2011  e  del  Quadro  Comparativo  dei  Servizi.
Parere

 42000 [26]

Percorso a ostacoli per i  residenti  di  Vicolo  Rappini,   a  terracina.   Chi
s’immette in via del Quartiere deve fare lo slalom tra le fioriere messe  qua  è
là, vicinissime tra loro. Considerando che  si  tratta  soprattutto  di  persone
anziane, ecco che il passaggio si fa ancora più insidioso.  Ne  sa  qualcosa  la
signora che di recente è caduta a terra, facendosi parecchio male. La sua  unica
«colpa» è stata quella di uscire di casa per  recarsi  a  fare  la  spesa,   non
riuscendo a  evitare  uno  dei  grossi  vasi  sistemati  sul  marciapiedi  molto
stretto. E scendere da lì vuol dire rischiare di essere investito da un’auto.  I
residenti chiedono perché nessuno faccia rimuovere le fioriere,   visto  che  in
altre zone ci sono stati interventi ad hoc in  nome  dell’occupazione  di  suolo
pubblico.
Ri.Re

42000 [25] 

«Oggi assistiamo impassibili, quasi estranei,   al  dramma  delle  famiglie  con
familiari disabili, non  si  concerta  nessuna  iniziativa  che  possa  spostare
l’attenzione dagli sperperi alla gestione oculata delle  risorse  perché  queste
famiglie sentano la vicinanza delle Istituzioni, per prima quella più vicina  il
‘Comune’».
Rifondazione comunista  insiste  nella  contestazione  nei  confronti
dell’amministrazione Nardi, responsabile, secondo il locale circolo,   di  avere
tagliato i ponti con la tradizione solidaristica  della  città.   «È  sotto  gli
occhi di tutti -si legge in una nota di Rifondazione- la  disastrosa  situazione
dei  bambini  disabili  lasciati  senza  assistenza,   senza  alcun   contributo
dell’amministrazione comunale così occupata a privilegiare la casta, disattenta,
forse anche complice del  disastro  morale  che  ci  circonda».   «Noi  del  Prc
-continua la nota- non  possiamo  fare  molto,   pochi,   non  rappresentati  in
consiglio comunale, privi di risorse  significative,   offesi  per  aver  voluto
mantenere fede in un’idea che ha radice profonde e che oggi  ci  vede  divisi  e
derisi, non  abbiamo  abdicato  alla  logica  del  sistema  del  profitto,   noi
continuiamo a batterci affinché si riavvii il percorso dei ‘diritti’.  Sì,   dei
diritti dei più deboli che oggi hanno nome e cognome e si chiamano  “disagiati”,
che vanno dall’operaio di fabbrica ai disabili, “gli  ultimi”  come  direbbe  il
poeta». Rifondazione chiede «alla città un moto di orgoglio,  un  riappropriarsi
dei propri diritti, delle proprie  condizioni  di  cittadino,   ridare  senso  a
quello che è e rimane il documento fondante di  questo  Stato  “La  Costituzione
Repubblicana” din cui sono racchiuse le regole fondamentali, dall’art.  1  “  La
Repubblica Democratica fondata sul lavoro” all’art 32 “La Repubblica  tutela  la
salute come fondamentale diritto dell’individuo….” E  questi  per  il  PRC  sono
baluardi da difendere con lo stesso  spirito  dei  Costituenti,   anche  in  una
società assalita dallo stato delle opportunità anziché all’originario stato  del
diritto». «Ribelliamoci -termina Rifondazione-, indigniamoci,  chiediamo  tutele
per chi, oltre ad avere una vita sfortunata, ha anche uno  Stato  nemico  e  che
non può difendersi».
Andrea Di Lello

42000 [24]

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terracina-viale-circe-anni-20_bis

Piove all’interno dell’edificio di via Sarti, sede del comando della polizia
municipale di Terracina.
Per l’esattezza piove in direzione del corridoio
adiacente i gabinetti destinati agli agenti, e non si tratta di semplici
infiltrazioni ma di veri e propri scrosci d’acqua che giungono attraverso il
lucernario che sovrasta il corridoio. Stesso, identico disagio che si era già
proposto nel 2007 quando era in corso il trasferimento dei vigili urbani dagli
uffici di viale Circe alla nuova sede. In quel caso la pioggia entrava non
soltanto dal lucernario ma anche da un tubo di scolo che, anziché essere stato
installato lungo il muro esterno del palazzo come solitamente avviene, si
trovava attaccato a una parete interna dell’edificio. E così, ogni qualvolta
arrivava il maltempo, l’acqua fuoriusciva a fiotti dall’apertura del tubo in
direzione del pavimento, provocando l’allagamento del corri- P doio. Adesso la
situazione sarebbe meno grave, nel senso che le infiltrazioni arriverebbero
soltanto dal lucernario che evidentemente deve avere qualche falla. Appena si è
riproposto il disagio, è stato avvisato l’ufficio comunale competente ma almeno
fino a sabato scorso il pavimento del comando era ancora fradicio. Se
l’intervento dovesse continuare a tardare bisognerà armarsi di grossi cartoni. E
di tanta pazienza, esattamente come devono fare tutti quegli utenti che spesso
si ritrovano ad aspettare le famigerate calende greche prima di veder risolti i
propri disagi di comune cittadino. Quanto alla sede della polizia municipale,
verrebbe proprio da commentare che questa vicenda fa acqua da tutte le parti, ma
in realtà da ridere c’è ben poco visto che si tratta di un edificio comunque
ristrutturato da pochi anni.
Rita Recchia

42000 [10]

C’è un Pdl che scende in piazza con un gazebo, con lo slogan «Cambiamo insieme
la nostra città», e un altro che siede in Consiglio comunale.
Uno nominato dal
coordinatore provinciale Claudio Fazzone, l’altro eletto dalla cittadinanza,
quando ancora il Pdl non esisteva ed era diviso in Forza Italia e Alleanza
Nazionale. Il coordinamento incalza: «Il vero Pdl, quello ufficiale, siamo noi.
L’amministrazione comunale è un’altra cosa». Risponde il gruppo consiliare
del Pdl, assessori e amministratori negli enti derivati dello schieramento di
centrodestra inclusi: «quelli che scendono in piazza e si autodefiniscono uomini
del Pdl rappresentano un’anomalia gravissima ». Come accade spesso in questi
casi, forse la verità sta nel mezzo. L’unica certezza è che la confusione regna
sovrana. A dare il via alle polemiche è stata l’iniziativa del coordinamento
cittadino del Pdl, guidato da Gianluca Corradini. I nominati da Fazzone lo
scorso settembre hanno allestito un gazebo in piazza Garibaldi. Ai cittadini è
stato chiesto anche di compilare un modulo con le loro richieste per migliorare
Terracina. Ma a tenere banco nella giornata di ieri è stata piuttosto la
rivendicazione, secondo alcuni imbarazzante e dannosa, dell’ufficialità del Pdl
nelle mani di Corradini e compagni. «Il Pdl – afferma Corradini – esiste a
Terracina da settembre, da quando il coordinatore provinciale lo ha nominato per
intraprendere un nuovo percorso politico a Terracina. L’amministrazione comunale
è un’altra cosa. Si chiamano Pdl ma solo perché, dopo la nascita del partito,
Forza Italia e Alleanza Nazionale sono confluiti nel movimento. Non siamo in
contrasto con l’amministrazione, anche se su alcuni punti la pensiamo in modo
profondamente differente ». Ad esempio sulle società partecipate del Comune
(come la Terracina Ambiente) e sull’Azienda Speciale per i servizi sociali.
«Dipendesse dal coordinamento del Pdl – confessa Corradini – questi enti non ci
sarebbero». Un primo assaggio di campagna elettorale a tutti gli effetti, che
come ci si attendeva non ha tardato a suscitare polemiche. Dura la reazione del
gruppo del Pdl in Consiglio comunale. Consiglieri e assessori non hanno gradito,
tanto per usare un eufemismo, l’attività in piazza dei pidiellini di settembre.
«La manifestazione organizzata in piazza Garibaldi – si legge in una nota – fa
diventare quella che fino a ieri era una semplice anomalia, un fatto politico di
dimensioni talmente rilevanti che non possono essere in alcun modo accettate. Ci
chiediamo se possa ritenersi espressione del Pdl un gruppo di persone che come
piattaforma programmatica di una manifestazione pubblica sceglie le parole
d’ordine che hanno caratterizzato l’azione politica d e ll ’opposizione di
sinistra più retriva della nostra città, ponendosi in aperto contrasto con
l’amministrazione, e dopo aver lasciato cadere nel vuoto ogni possibilità di
confronto che pure era stato sollecitato» . Una polemica dai toni già
caldi, che fino a questo momento non ha coinvolto il sindaco Stefano
Nardi, pure presente ieri mattina nel centro cittadino quando, al volante della
sua Porsche, ha fatto una capatina in via Roma.
Francesco Avena

42000 [9]

Indipendente, cattolico e con una preoccupazione su tutte: combattere la
malavita organizzata.
Bisognerà aspettare per conoscere il programma
amministrativo del candidato sindaco Eugenio Fedele. Per ora, il giudice insiste
nel proporsi alla città come uomo trasversale agli schieramenti e argine al
dilagare della criminalità. E’ successo così anche l’altro ieri sera, in un
agriturismo in località San Silviano, in una conferenza stampa organizzata da
SeL, con la partecipazione di Idv, Rifondazione Comunista e varie associazioni.
Fedele ha I voluto cominciare il suo intervento con l’unica appartenenza che si
sente di riconoscere: quella alla Chiesa Cattolica. Cattolico e devoto di Padre
Pio, guida del locale gruppo di preghiera del santo di Pietrelcina, incarico che
ha promesso di lasciare per non mescolare la religione con la sua attuale fase
politica. Per il resto, non sono i partiti che lo hanno candidato, ma semmai
sono stati i cittadini a chiederglielo, spingendolo ad una autocandidatura, alla
quale si sono accodate le forze politiche, da sinistra a destra. Ma è il quadro
a tinte fosche della città ad occupare la maggior parte dell’intervento di
Fedele:« Terracina -ha detto- è aggredita dalla voracità predatoria della
malavita. Anche se il potere amministrativo ha minimizzato, anzi, escluso questo
dato, c’è ormai uno stabilizzato inserimento della malavita organizzata nella
gestione degli esercizi commerciali. Ci sono attività apparentemente gestite dai
precedenti proprietari, che sono però usurati e versano i loro incassi a chi gli
ha messo il cappio al collo. L’usura impera ed è stata esercitata nelle libere
professioni, che hanno avuto usurati a livelli altissimi negli uffici pubblici.
E su questo non fatemi dire altro ». Fedele denuncia poi la «proliferazione
abnorme delle agenzie immobiliari, perché il patrimonio abitativo e commerciale
sta passando nelle mani della camorra ». Davanti a questa situazione, il giudice
vede nell’attuale classe politica «un marasma confusionario indescrivibile ».
Con trasparente riferimento a Claudio Moscardelli per il Pd, a Michele Forte per
l’Udc e a Claudio Fazzone per il Pdl, il giudice rileva che ciascun partito si
limita ad attendere «o da Latina, o da Formia, o da Fondi le indicazioni da
seguire». Nette le parole di Fedele anche quando promette che la sua squadra di
governo sarà presentata prima del voto, ma il suo parlare diventa un po’ vago su
questioni amministrative come il bilancio («il dissesto? Non posso escluderlo
perché neanche i consiglieri comunali sanno qual è la situazione finanziaria») o
l’insabbiamento del porto («come intende agire nell’immediato?», gli ha chiesto
uno del pubblico). Insomma, per ora Fedele ci mette la faccia; più avanti dovrà
metterci anche il programma.
Andrea Di Lello

42000 [8]

Il degrado istituzionale e l’avanzare della criminalità organizzata
richiedono una presa di posizione immediata e forte.
È con queste parole che il
giudice di pace Eugenio Fedele si è presentato al pubblico per la sua
candidatura a sindaco di Terracina, in vista delle elezioni amministrative della
prossima primavera. A far da cornice alla prima apparizione pubblica di Fedele,
ufficialmente in corsa per la carica di primo cittadino, il gruppo di Sinistra,
Ecologia e Libertà, lo schieramento che appoggia il giudice di pace. Molti i
presenti che hanno voluto partecipare alla presentazione del giudice Fedele
sabato pomeriggio presso l’agriturismo «San Silviano». Fedele ha anche spiegato,
qualora riuscisse a ottenere un risultato soddisfacente alle urne, di avere
intenzione di puntare al risanamento del bilancio comunale attraverso una
politica finanziaria caratterizzata dai tagli alle spese inutili, con una
forbice sugli «sprechi» e invece un potenziamento di alcuni settori,
come i servizi sociali, in difficoltà.
F. A.

42000 [7]

È stato condannato a 7 mesi S.R., accusato di ricettazione, per aver sottratto
un carnet di assegni al padre della sua ragazza, G.D.S, un imprenditore del
settore nautico.
Il giovane, 24 anni all’epoca dei fatti, aveva approfittato
dell’ospitalità che gli veniva riservata nella casa di una ragazza, di un anno
più piccola di lui. Godendo di una certa fiducia e di una libertà di movimento,
si era impossessato di un intero blocchetto di assegni e ne aveva negoziati tre,
causando notevoli disagi a quello che avrebbe dovuto diventare il suo futuro
suocero. Il suo furto era stato scoperto. Per questo S.R. era stato denunciato
per ricettazione e per falsità in scrittura privata. Ieri il caso giudiziario è
finito davanti al Got Rosamunda Zampi del Tribunale di Terracina. Il legale del
giovane, Enrico Cellini, è riuscito a far derubricare il reato da ricettazione a
furto. S. R. se l’è cavata, quindi, con una condanna a 7 mesi, che verranno
prescritti a giugno, prima ancora cioè che possa svolgersi il giudizio di
appello, al quale il giovane ha intenzione di ricorrere.

42000 [6]

Approvato il progetto per un ampio intervento di asfaltatura in viale Leonardo
Da Vinci e relative traverse.
La giunta comunale ha infatti dato l’ok al
progetto per una spesa totale di 150 mila euro. Gli interventi verranno
realizzati in base alle «carte» redatte dagli uffici tecnici comunali su impulso
dell’assessorato ai lavori pubblici, rappresentato da Franco Ferrari.
L’importante opera di riqualificazione e asfaltatura arriva in seguito a una
petizione popolare attraverso la quale i residenti di Viale Leonardo Da Vinci e
delle numerose traverse in cui abitano centinaia di famiglie, chiedevano
all’amministrazione cittadina un intervento urgente. Lamentando inoltre la
scarsa cura delle strade, costellate di buche e
avvallamenti.
F. A.

42000 [5]

Il Pdl ufficiale chiede lo scioglimento della terracina Ambiente e dell’Azienda
Speciale; il Pdl al governo chiede la sconfessione dei dirigenti del partito.
Di
nuovo ai ferri corti le due anime della forza politica di maggioranza, dopo
timidi tentativi di contatto. In un documento, il gruppo consiliare, gli
assessori e gli amministratori negli enti derivati rinnovano la polemica per la
manifestazione organizzata ieri in Piazza Garibaldi dal coordinamento comunale
pidiellino mirata alla soppressione di tutte le società legate al Comune. «La
manifestazione -si legge in una nota dei consiglieri e degli amministratori- fa
diventare quella che fino a ieri era una semplice anomalia, un fatto politico di
dimensioni talmente rilevanti che non possono essere in alcun modo accettate.
Innanzitutto chiediamo che una volta per tutte venga chiarito se un gruppo di
persone che non ha avuto alcuna ratifica della nomina da parte del Coordinatore
Regionale, come espressamente previsto dallo Statuto del nostro Partito, possa
svolgere iniziative politiche auto definendosi “Coordinamento”». «In secondo
luogo -si legge ancora nella nota- ci chiediamo se possa ritenersi espressione
del PdL un gruppo di persone che come piattaforma programmatica di una
manifestazione pubblica sceglie le parole d’ordine che hanno caratterizzato
l’azione politica dell’opposizione di sinistra più retriva della nostra città,
ponendosi in aperto contrasto con l’Amministrazione, e dopo aver lasciato cadere
nel vuoto ogni possibilità di confronto che pure era stato sollecitato». «Infine
-termina il comunicato- chiediamo a chi ha la responsabilità di guidare il PdL
se non sia il caso di dare ascolto alle molte voci che si sono levate per fare
in modo che questa situazione trovi al più presto una soluzione all’interno
delle norme statutarie. In questo senso l’intervento dell’Onorevole Stefano
Galetto ci pare abbia colto con molta lucidità ed intelligenza politica quali
siano i termini della questi.

42000 [4]

Beatrice Pernarella debutta con «Livello Ep». Il disco, che contiene 5
brani inediti e arrangiati da uno dei più rinomati studi musicali, è in
anteprima su I-Tunes in attesa della pubblicazione dell’album sul cd che
avverrà a gennaio. Una passione, quella di Beatrice per il canto, coltivata
sin da bambina e fiorita con l’interpretazione del repertorio di artiste del
calibro di Giorgia e Laura Pausini. La gavetta è lunga, Beatrice non disdegna
il pianobar ma d un certo punto ha provato a dare una svolta alla sua carriera.
Segue un corso di canto a Roma e partecipa a diversi concorsi canori. Poi
nel 2007 il suo collega Maurizio Palmacci la presenta ad una casa
discografica che si occupa di musica dance così nasce una collaborazione
che porta beatrice a pubblicare.il suo il primo singolo, Poul Force feat Bea
«Don’t turn the story around». L’anno successivo un nuovo singolo. Quindi
lo scorso novembre la pubblicazione su I-Tunes dell’album «Livello Ep».

42000 [3]

Colpo a sorpresa del terracina che, in casa di una delle formazioni meno battute
del torneo, centra il colpaccio.
Nel giorno più difficile, con Di Franco e
Medoro volati a Formia e non ancora sostituiti, i tigrotti giocano un gara
secondo tempo portando a casa, meritatamente, tre punti fondamentali. I
gialloverdi partono molto bene e al 7′ Rossi prova un potente destro dai
quaranta metri ma Fusco calcola bene la traiettoria e osserva la palla spegnersi
sul fondo. Il vantaggio locale arriva dopo due minuti, Guidi si porta in zona
tiro, carica il destro e grazie ad un clamoroso errore dell’estremo difensore
porta il Tor Sapienza in vantaggio. Unica reazione ospite si manifesta al 25′
quando Reppucci, dal vertice destro dell’area di rigore, cerca la rete con una
sassata di collo pieno ma la conclusione è troppo imprecisa per impensierire Di
Giosia. Ippoliti dalla panchina incita i suoi a chiudere la partita e per poco
la rete non si materializza, Antonica pesca Corsi con un preciso cross dalla
fascia destra, il numero dieci insacca ma per D’Ambrogio la rete non è valida,
dubbio fuorigioco che fa infuriare i supporters sulle gradinate. Prima della
mezz’ora ci riprova il terracina con Rosi che entra in area superando la difesa
per vie centrali, scarica in porta ma Di Giosia gli nega l’esultanza. Allo
scadere ancora Tor Sapienza in attacco, Corsi fa da sponda per Perfili il quale,
solo in area di rigore, cicca clamorosamente la sfera e spedisce in fallo
laterale, nitida azione da goal gettata al vento. Nella ripresa inizia l’incubo
per i ragazzi di mister Ippoliti. Reppucci ruba palla nella zona mediana del
campo e non trovando nessun compagno libero tenta uno spettacolare destro a
giro, Di Giosia si supera e con un colpo di reni toglie la palla da sotto
l’incrocio; applausi per entrambi. Completo dominio ospite; al 10′ Serapiglia,
spostato da punta a terzino sinistro, si incarica della battuta d’un calcio
d’angolo, Marzano salta più alto di tutti ma, con Di Giosia immobile, il pallone
si perde sul fondo. I padroni di casa regalano metri in mezzo al campo lasciando
giocare gli avversari e poco prima del quarto d’ora è ancora di Giosia a salvare
il risultato respingendo lontano una punizione di Serapiglia. Al 23′ palla goal
per il Tor Sapienza, Rossi dalla trequarti pesca in area Antonica il quale sale
in cielo e stacca di testa ma la palla lambisce il palo. Dopo ventisei minuti
d’assedio alla roccaforte difesa da Di Giosia gli ospiti trovano il pareggio:
Rosi brucia la fascia destra e, arrivato sul fondo, inventa un tiro cross, Di
Giosia prova a respingere ma la palla carambola sui piedi di Grandullo che non
deve far altro che spingerla dentro. Tor Sapienza assente mentre il terracina
sale in cattedra e amministra il gioco, alla mezz’ora quindi arriva la doccia
fredda per la compagine gialloverde; Serapiglia recupera palla nella propria
area di rigore, guadagna metri fino alla linea mediana per poi tagliare il campo
con una diagonale perfetta, Marzano si coordina e mette a segno, con un destro
al volo, il goal della domenica.

42000 [2]

Soltanto l’ennesima perdita di tempo. Ne sono convinti gli inquilini del
condominio «Concordia», a Terrracina, che da mesi convivono con la camera
mortuaria dell’hospice come vicino di casa. Una vicenda che ha avuto subito
risvolti giudiziari che, almeno apparentemente, sembrava avessero dato ragione
ai condomini stabilendo il trasferimento del locale. E invece ancora nulla di
fatto. Venerdì c’è stato un nuovo incontro dove il Ctu nominato dal giudice
Catracchia del tribunale di Terracina ha presentato un progetto che prevedrebbe
l’allestimento della camera mortuaria nell’edificio principale dell’hospice. Ma
pare che i tempi siano comunque destinati ad allungarsi perché per legge sarebbe
necessario sottoporre all’attenzione della Asl almeno tre progetti, e non solo
uno. «Un altro inutile spreco di tempo» – dicono i residenti.
Ri.Re.

42000 [19]

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terracina-tempietto-a-colori-anni-60_bis

Si presenta come una questione di gerarchie ma nasconde uno  scontro  aperto  da
tempo tra due anime ormai distanti del Pdl sul  territorio  provinciale.
Torna
alla ribalta l’anomalia del Pdl terracinese, diviso in  due,   se  non  in  tre
tronconi, uno in contrasto con l’altro. A sollevare la  questione  questa  volta
è il consigliere regionale  Stefano  Galetto,   che  in  una  nota  si  è  detto
«costretto a ricorrere ad una lettera » inviata al coordinamento  regionale  del
Pdl guidato da Vincenzo Piso e  il  suo  vice  Alfredo  Pallone.   Le  questioni
sollevate non sono nuove ma restano ancora tutte irrisolte. Una  su  tutte,   la
presenza di un coordinamento comunale del Pdl che fa  la  guerra  all’altro
Pdl,   quello  rappresentato  nella  maggioranza  comunale.    La    «situazione
paradossale »,  come  la  definisce  Galetto,   sta  tutta  in  quel  «sedicente
coordinamento  comunale  del  Pdl  di  Terracina»  che  «scende  in  piazza  per
contestare l’amministrazione  comunale  e  la  maggioranza  rappresentata  da
esponenti del loro stesso partito».  Galetto  si  riferisce  al  gazebo  che  il
coordinamento comunale nominato dal senatore Claudio  Fazzone  metterà  oggi  in
piazza per dire chiaramente alla cittadinanza che  «il  Pdl  siamo  noi».   «Non
entro nel merito dei motivi che hanno portato a questa manifestazione  che  sono
di natura squisitamente amministrativa – dice  il  consigliere  regionale  -  ma
non intervenire  significa  indebolire  il  Pdl,   soprattutto  per  il  pessimo
impatto che simili azioni hanno sull’opinione pubblica». La lettera  di  Galetto
a Piso insomma appare come l’ennesimo tentativo  di  fermare  l’avanzata  del
senatore Fazzone, che nel decidere la squadra di  Terracina  ha  lasciato  fuori
praticamente tutti gli amministratori e i consiglieri che, con alterne  fortune,
da dieci anni occupano la piazza  locale.   Galetto  chiede  a  Piso  «come  sia
possibile che sia in essere una simile situazione, soprattutto dal  momento  che
il coordinamento comunale  in  questione  non  è  stato  ratificato  dall’organo
deputato, vale a dire dal coordinatore regionale, e pertanto non  è  autorizzato
a rappresentare in maniera esclusiva  il  Pdl».   Quel  coordinamento  comunale,
infatti ai più appare come il segno più  palese  della  sfida  che  il  senatore
Fazzone ha lanciato a tutte le gerarchie  del  partito.   Il  messaggio  che  il
leader provinciale, a Terracina e non solo,  può  fare  e  disfare  come  meglio
crede e su cui secondo Galetto è ora che Piso dia  risposte  precise.   «Non  so
quale altra forma serva per richiedere un sollecito intervento  che  ponga  fine
ad uno stato di cose», aggiunge  polemico  il  consigliere  di  Latina.   Perché
oltre a «minare la tenuta del partito», come rileva l’ex An, il rischio  vero  è
che, con il «lassez faire» dei vertici regionali passi  la  regola  che  Fazzone
abbia carta bianca su tutto. Con buona pace dello statuto,  dei  regolamenti  di
partito  e  di   chi    si    sgola    per    far    rispettare    le    regole.
Diego Roma

42000 [38]

Condizioni di vita estreme Si vive fra sporcizia e povertà.
Isolati, braccati, espulsi. Praticamente  inesistenti.   Peggio:  fantasmi.   Le
comunità indiane e bengalesi stanno  vivendo  una  condizione  di  invivibilità,
drammaticamente esplosiva.   Sono  l’anello  debole  di  un’economia  e  di  una
società in crisi. Burocrazia, sfruttamento e un pizzico di xenofobia.  Il  sogno
di una vita migliore che li aveva  fatti  partire  dai  loro  poveri  paesi  col
classico fagottino si sta infrangendo, adesso  più  che  mai,   davanti  ad  una
realtà dura, impossibile. E il caso del poveretto morto pochi giorni  fa  in  un
ricovero improvvisato diventa emblematico di un malessere sociale,   di  cui  la
comunità cittadina non si è resa ancora conto. A  rappresentarci  la  situazione
è il bengalese Miah Md Shahinoor Islam, noto  a  tutti  come  Shain,   operatore
della Fai-Cisl di Terracina. «Un posto per dormire è diventato il  problema  più
urgente e serio per i miei connazionali. Per  paura  dei  ripetuti  blitz  delle
forze dell’ordine cercano ovunque  un  luogo  per  ripararsi:  a  Borgo  Hermada
sotto la tettoia di un supermercato,  a  piazzale  Lido  nel  parcheggio  di  un
takewuay, al viale Circe nei chioschi in muratura.  Qualsiasi  buco  può  essere
utile per ripararsi dalla notte e dal freddo. Li costringono  fuori  casa  anche
i compagni, ai quali non riescono a pagare la loro quota di locazione.  A  parte
questo, a Terracina le case in affitto non si trovano. Vengono riservate  per  i
villeggianti estivi. Agli stranieri comunque si preferisce  non  darle.   Dicono
che gliele rovinano. Quando riescono a trovarne una,  sono  costretti  a  pagare
il doppio del normale. È così che, per rientrare nelle spese,   diventato  tanti
in una casa». Italiani approfittatori. Un’altra denuncia:  «Può  capitare  anche
che il datore di lavoro si tenga per sé i tuoi documenti,   così  si  garantisce
in caso di controlli. Dice che sei in prova. Non ti assume, ma  ti  fa  lavorare
a nero». I furbetti. «C’è un mio connazionale che da  settembre  non  riceve  la
paga. Se denuncia la cosa, va solo a rischiare. Se  provi  solo  a  reclamare  i
tuoi diritti e non sei regolare, può succedere  che  ti  cacciano.   Ecco  come,
allora, preferiscono l’illegalità con tutte le questioni che ne  conseguono  per
lui e per la società. Se lui è un clandestino, i problemi  rimangono  con  lui».
Di problemi umani e sociali i «fantasmi» ne procurano  comunque.   Lo  straniero
percepisce uno Stato e una comunità distanti, ostili. «La mancanza di cibo,   di
un tetto e di un’assistenza” continua a dire Shain ìli distrugge».  Come  in  un
limbo: «Non vogliono tornare indietro. Non possono rimanere qui.   Cadono  tutti
nell’esaurimento. Sono distrutti. Non reggono e si  danno  all’alcol».   Bisogna
rovesciare i termini della questione. «Oggi la società  li  considera  un  peso.
Potrebbero, invece, fare molto per l’economia, visto che  il  faticoso  mestiere
dell’agricoltore non lo vuole fare nessuno.   E,   poi,   la  vostra  storia  di
emigranti non vi ha insegnato proprio nulla».

42000 [18]

Biscotti, pappe, pannolini e quanto è necessario ai bimbi fino ai  tre  anni  di
età. Un sostegno per i piccoli ma anche per  le  mamme  in  difficoltà.
E’  il
progetto che partirà oggi dalle ore 9 in piazza  Garibaldi,   a  terracina.   Le
associazioni  di  volontariato  Oasi  e  Arcobaleno,   in  collaborazione    con
l’Azienda Speciale del Comune di  terracina  presenteranno  il  progetto  «Salva
mamme-Salva bebè» per sostenere i  bisogni  nutrizionali  di  mamme  e  bebè  in
difficoltà, e rispondere  alle  reali  necessità  delle  famiglie  nel  delicato
periodo della gravidanza, dell’allattamento e dello svezzamento.  Oggi  inizierà
la raccolta mirata di beni per la  prima  infanzia  (omogeneizzati,   pannolini,
prodotti per l’igiene, latte per  neonati,   liofilizzati,   etc  etc)  che  poi
saranno distribuiti dallo «Sportello Salva Mamme Salva  Bebè»  presso  il  parco
«Oasi» (ex Area Rossi, Via Appia 42) in programma per gennaio 2011.   In  piazza
ci sarà l’atmosfera natalizia ricreata dallo  staff  di  animatori  del  Balloon
Fantasy,   mentre  la  Coop  di  terracina  offrirà  la  merenda  ai    bambini.
Ri.Re.

42000 [17]

Doveva essere solo una terza ala del grande partito delle Libertà  ma  dopo  gli
sviluppi a livello nazionale il movimento di Futuro e  Libertà  si  prepara  per
fare  da  contenitore  alternativo  a  chi  dal  Pdl  deciderà  di  prendere  le
distanze.
Il fattore Fazzone ha già creato i primi transfughi,  uno  dei  quali,
non a caso, è l’assessore Francesco Zicchieri, uomo vicino a Stefano  Galetto  e
«contagiato» dall’intolleranza  verso  il  leaderismo  del  senatore  di  Fondi.
Tutte  le  ipotesi  sono  aperte  su  possibili  passaggi  di  consiglieri    di
maggioranza nel nuovo contenitore voluto da Zicchieri e Caiazzo.  La  prova  sta
in quel documento firmato all’indomani dalla nomina del  direttivo  comunale  da
ben 18 tra  consiglieri  e  assessori  della  maggioranza  guidata  dal  sindaco
Nardi. Quella presa di  posizione,   a  cui  seguì  proprio  la  fuoriuscita  di
Zicchieri, è ancora valida. Anche se nessuno si sbilancia,  quell’esclusione  ha
scottato  molti  esponenti  di  centrodestra,   alcuni  dei  quali  vantano  una
carriera in maggioranza che supera i 5 anni. A Fli, pur stando  bene  attenti  a
non scoprire le carte, stanno attenti in molti.  Soprattutto  gli  ex  An,   che
avrebbero buon gioco a giustificare il  loro  passaggio  ai  futuristi  come  un
ritorno alle origini da contrapporre allo strapotere di Claudio Fazzone.  Res  t
a p e r ò un’incogn ita grossa come una casa. Se Fli diventasse  il  contenitore
per «riciclare » i  silurati  di  Fazzone,   non  sarebbe  solo  un  terzo  Pdl?
D. R.

42000 [16]

Natale in casa Cupiello.  Ma  forse  Luca,   Concetta  e  Tommasino  avevano  «’o
presepio» illuminato.
Nunzia Falco e i suoi  figli  no,   perchè  è  dalla  fine
dell’estate scorsa che sono rimasti senza corrente elettrica.  Ce  ne  sarebbero
di cose da dire su questa famiglia di origini campane che per  anni  ha  vissuto
in uno dei famigerati alloggi a godimento provvisorio di Borgo Hermada,  fino  a
quando un paio d’anni fa ha messo le tende in un appartamento  di  via  Traiano,
a Terracina, dell’Ater di Latina, prima sede di un uf- N ficio  del  Comune  poi
sfrattato per morosità. Inquilini abusivi, dunque. Illegali,   irregolari,   non
autorizzati, e via continuando con una lunga sfilza di sinonimi e  di  contrari.
Del resto questo è. Ma è anche un’altra cosa. Da quando Nunzia e figli,  e  pure
il compagno Giuseppe Cozzolino, hanno forzato una finestra della  casa  al  pian
terreno dell’edificio e si sono infilati dentro con tutta  l’intenzione  di  non
uscirne, nessuno ha cercato di riportarli fuori dalla porta.   Con  le  buone  o
con le cattive. L’amministrazione comunale avrebbe  sempre  detto  che  era  una
faccenda  che  doveva  risolvere  il  proprietario  di  casa,   cioè   l’Azienda
Territoriale per l’Edilizia  Residenziale  di  Latina.   L’Ater  avrebbe  sempre
rispedito al mittente il compito di cacciare  via  la  famigliola,   dicendo  di
poter intervenire soltanto dopo uno sgombero  disposto  dal  Comune.   E  mentre
c’era questo scaricarsi il barile dall’una e dall’altra parte,  trascorrevano  i
giorni e il prossimo febbraio saranno due anni che Nunzia& Co. abitano lì.   Del
resto, se non li caccia quelli che dovrebbero avere l’autorità e  la  competenza

42000 [15]

Nuovi approdi turistici e commerciali: «meglio tardi che mai». Il  consigliere
dell’Udc Gianni Percoco non si è fatto sfuggire l’occasione di  intervenire  sui
problemi legati alla portualità, da sempre cavallo di  battaglia  dell’esponente
centrista. A servire su un vassoio d’argen – to  a  Percoco  la  possibilità  di
dire la sua sul porto, è la prossima discussione  in  Consiglio  comunale  sulle
proposte progettuali della futura portualità integrata.   «La  realizzazione  di
nuovi porti – si legge in una nota a firma di Gianni  Percoco  -  deve  avvenire
in  primis  con  uno  snellimento  dell’iter  burocratico  e    conseguentemente
un’oculata pianificazione ed un’attenta programmazione  che  tenga  conto  delle
realtà già presenti sul litorale pontino e che  rappresentano  il  volano  dello
sviluppo economico- turistico ed occupazionale. È risaputo che il  nostro  golfo
è una delle zone più appetibili del litorale pontino, punto  nevralgico  per  lo
scalo sulla rotta turistica che  dal  Nord  Italia  e  dalle  Isole  Pontine  si
dirige verso il litorale campano e alla Sardegna.  Terracina  vanta  circa  1820
posti barca di varie tipologie e grandezza: l’attracco di  foce  Sisto  con  700
posti occupati, Porto Badino e  canale  Mortacino  con  circa  880  posti  barca
occupati ed il porto  cittadino  con  240  posti  barca  occupati  con  tutti  i
servizi previsti.  La  richiesta  di  posti  barca  è  in  sensibile  crescita».
Secondo Percoco, insomma, non si deve più attendere: lo  sviluppo  di  Terracina
passa per i nuovi porti.
F. A.

42000 [14]

Un terzo degli operai in servizio in meno  di  quanto  previsto  dal  capitolato
d’appalto:  i  lavori  di  manutenzione  del  verde  pubblico  finiscono   sotto
inchiesta.
Nei giorni scorsi  la  polizia  locale  ha  inviato  in  Procura  due
informative  di  reato  in  cui  si  ipotizza  l’inadempienza  contrattuale   in
concorso. La prima informativa è scattata per  il  rappresentante  legale  della
società di Taranto «Verde Idea», che da più di un anno gestisce il  servizio  di
manutenzione del verde pubblico a Terracina. La seconda informativa, invece,   è
arrivata  in  Procura  a  carico  del  dirigente  comunale    Vincenzo    Fusco,
attualmente a capo del dipartimento  dei  lavori  pubblici.   Gli  agenti  della
polizia locale, agli ordini del comandante Vincenzo  Pecchia,   hanno  accertato
come il capitolato d’appalto preveda l’impiego da parte della «Verde Idea»,   di
15 unità operative. In realtà gli agenti  avrebbero  verificato  come  la  ditta
pugliese che si è aggiudicata l’appalto, impiegherebbe
quotidianamente soltanto una decina di lavoratori. Un terzo in  meno  di  quanto
richiesto, insomma. All’inizio la  polizia  locale  aveva  ipotizzato  un  danno
compiuto  dalla  società  all’ente  municipale.      Invece,       in    seguito
all’acquisizione di alcuni documenti,  si  è  provato  che  la  società  inviava
settimanalmente al dirigente comunale competente,  l’ingegnere  Vincenzo  Fusco,
un rendiconto delle attività  svolte.   Secondo  gli  inquirenti,   dunque,   il
dirigente non  poteva  non  sapere  che  il  capitolato  d’appalto  non  venisse
rispettato dalla «Verde Idea». Ecco perché per il dirigente  del  Comune  e  per
il rappresentante legale della  società  appaltatrice  del  servizio  del  verde
pubblico è partita l’informa – tiva di reato  in  Procura.   Adesso  sarà  dagli
uffici di via  Ezio  che  dovrà  essere  aperto  un  fascicolo  d’inchiesta  per
compiere ulteriori accertamenti.
Francesco Avena

42000 [13]

Qualcosa  si  muove  nella  Terracina  Ambiente  per  fermare  la  protesta  dei
netturbini che  da  una  settimana  ha  ridotto  il  servizio  di  raccolta  dei
rifiuti.
Domani i vertici della società mista hanno convocato le  maestranze  in
Comune per una riunione in  cui  probabilmente  verranno  affrontati  i  diversi
argomenti che da giorni tengono banco tra i dipendenti.   Stipendi,   vestiario,
sicurezza, stabilizzazione dei precari le priorità da  affrontare  al
tavolo. Un ’i nco nt ro che arriva puntuale alla vigilia  dell’ap  -  provazione
della Tia, la tariffa integrata ambientale, prevista in Consiglio  comunale  per
martedì prossimo. Proprio  sulla  Tia  il  capogruppo  del  Partito  democratico
Antonio Bernardi denuncia l’en – nesimo scontro con  il  sindaco  Stefano  Nardi
nel corso della conferenza dei capigruppo.  La  lite  è  scaturita  dal  ritardo
denunciato dal Pd nella consegna dei documenti all’opposizione.   «Le
commissioni consiliari sono state convocate per i due giorni precedenti,  il  20
e 21  dicembre,   quattro  giorni  prima  delle  festività  natalizie»,   spiega
Bernardi, Una scelta nefasta, continua, vista  la  delicatezza  degli  argomenti
trattati. Oltre la Tia, infatti, all’ordine del giorno ci  sono  il  parere  per
il progetto del porto  e  la  modifica  del  planovolumetrico  della  Cittadella
dello sport. «Esclusa la delibera della Tia  -  incalza  Bernardi  -  nonostante
sono state convocate le commissioni per lunedì e martedì prossimo,   anche  se
non ci sarebbe stato il tempo necessario per studiarsi e approfondire  gli  atti
in tempo utile,   la  documentazione  non  c’è  stata  ancora  consegnata».   La
circostanza è stata sollevata – e non l’avesse mai  fatto  -  dal  capogruppo
democratico durante la  conferenza  dei  capigruppo.   «Il  Sindaco  ha  inveito
contro di me a malo modo gridando, dicendo, tra l’altro che  non  gli  importava
niente, io ho cercato da far valere i  miei  diritti;  per  averlo  fatto  si  è
arrivati a sfiorare la  rissa».   Un  «copia  e  incolla»  delle  ultime  sedute
consiliari che Bernardi definisce «scorrettezza amministrativa  e  istituzionale
che non ha eguali in nessun Comune ». Non  è  la  prima  volta  infatti  che  in
Consiglio arrivano delibere «blitz», poco o per  nulla  studiate  dall’opposi  -
zione. La saga continua.
D. R.

42000 [12]

Un ordine del giorno pieno di effetti speciali. L’amministrazione  Nardi  cerca
il guizzo finale portando nel prossimo consiglio comunale del 22 e  23  dicembre
una questione storica,  quella  del  sistema  portuale,   ed  un’altra,   quella
dell’istituzione della  Tariffa  Integrata  Ambientale,   che  nella  propaganda
nardiana rappresenta l’ennesima svolta decisiva nella gestione del  servizio  di
igiene urbana. «Domande  di  concessione  demaniale  per  la  realizzazione  dei
porti turistici di Terracina, Badino e Foce Sisto. Linee  di  indirizzo  per  il
sistema delle infrastrutture portuali per la nautica da  diporto»:  così  recita
l’ultimo dei cinque punti dell’ordine del  giorno.   «Siamo  sempre  nella  fase
embrionale», commenta il consigliere comunale centrista,   Gianni  Percoco,   il
quale comunque riconosce che «è sempre meglio tardi  che  mai».   Tuttavia,   lo
stesso Percoco non manca di rilevare che «nel convegno tenutosi a  Latina  il  9
dicembre scorso, riguardante il tema della portualità,  è  mancata  la  presenza
di un rappresentante del Comune di Terracina. E questo mi  preoccupa,   è  stato
un segnale di disinteresse  su  una  problematica  importante  per  lo  sviluppo
della nostra città».   Hanno  invece  provocato  il  consueto  violento  scontro
verbale tra il sindaco ed il capogruppo consiliare  Pd,   Antonio  Bernardi,   i
punti relativi all’approvazione  del  regolamento  della  Tia,   del  Piano  dei
Servizi di Igiene Urbana, del Piano Economico Finanziario annualità 2011  e  del
Quadro  Comparativo  dei  Servizi.   L’opposizione   non    ha    ricevuto    la
documentazione e il democratico  lo  ha  fatto  presente  nella  conferenza  dei
capigruppo. «Allora -racconta  Bernardi il  sindaco  ha  inveito  contro  di  me,
dicendo che non gli importava niente;  io  ho  cercato  di  far  valere  i  miei
diritti  e  per  questo si è arrivati a sfiorare la rissa».
Andrea Di Lello

42000 [11]

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Terracina, città di frontiera, a due passi dai  territori  feudo  dei  casalesi.
terracina, città dove la camorra c’è e la ‘ndragheta pure. terracina, una  città
dove i malavitosi vengono, perché magari allontanati dai posti  di  origine,   e
continuano a fare qui quello che facevano già prima,  inquinando  la  società  e
l’economia locali. Parole di Francesco Forgione,   nel  2006  eletto  presidente
della commissione  parlamentare  antimafia.   Uno  che  di  queste  cose  ne  sa
abbastanza. E  ieri  mattina  è  venuto  a  parlarne  ai  ragazzi  dell’istituto
«Alessandro Filosi», con la preside Anna Maria Masci in prima fila.   L’incontro
rientrava nell’interessantissimo progetto «Un  Giorno  per  la  Legalità». «Alla
luce dei  recenti  fatti  di  cronaca  giudiziaria  che  coinvolgono  la  nostra
Provincia, sottovalutare  o  addirittura  negare  l’esistenza  di  infiltrazioni
della criminalità organizzata nel nostro territorio  non  solo  è  riduttivo  ma
anche  pericoloso  dal  punto  di  vista  sociale-   spiega    Agostino    Alla,
l’organizzatore – La politica, l’imprenditoria e la  società  civile,   a  volte
omissivi, debbono fare la loro parte  e  far  sì  che  i  giovani  non  crescano
nell’indifferenza».   Esattamente  quella  «zona  grigia»  di  cui  ha   parlato
Francesco Forgione presentando il suo libro «Mafia Export».   «Le  mafie  vivono
anche grazie all’ipocrisia e all’omertà dei colletti  bianchi.   Ottenere  anche
solo un favore da uno di loro, ci costringerà per sempre a dovergli dire sì  per
tutta la vita. Anche questa é mafia». «Ma la mafia non è più forte  come  prima,
possiamo farcela. La società deve indignarsi e conoscere il  proprio  territorio
per sconfiggerla, colpendola anche nel cuore finanziario». «L’incontro è  andato
benissimo-  commenta  Agostino  Alla-  L’unico  rammarico  è  stata    l’assenza
dell’amministrazione e delle  associaizoni  che  avevamo  invitato.   Si  chiama
omertà». Ieri sono state raccolte le firma per sostenere  l’iniziativa  promossa
da don Luigi Ciotti «No alla vendita  dei  beni  confiscari»  ,   illustrata  da
Antonio Turri di Libera.
Ri.Re.

 

 Tira aria di spaccatura tra  le  forze  di  sinistra  in  vista  delle  prossime
elezioni comunali.
È durata poco l’ipotesi di un nuovo  Ulivo  in  salsa  locale
che accorpasse vendoliani, democratici,  dipietristi  e  associazionismo  locale
intorno alla figura di Eugenio Fedele. Ad  innalzare  un  muro  con  Sinistra  e
Libertà e la  Federazione  di  sinistra,   almeno  in  merito  alla  scelta  del
candidato sindaco, è il Partito democratico, che ieri ha riunito il direttivo  e
che sembra sempre più determinato a candidare il consigliere  comunale  Domenico
Zappone. A pesare all’interno del partito è stata la proposta dell’ala
maggioritaria di Area  democratica  su  cui  è  influente  la  voce  di  Claudio
Moscardelli, che avrebbe già indicato Zappone come l’uomo da  candidare  per  la
sfida con il centrodestra. Tra le motivazioni ha fatto sicuramente la sua  parte
la decisione di non cedere politicamente ai «diktat» del candidato di  Sel,   il
giudice Eugenio  Fedele.   Una  politica  dell’intransigenza  che  è  stata  mal
digerita dalla maggioranza democratica, decisa, in assenza di condizioni, a  far
correre da solo il Pd alle elezioni. Ieri c’è  stato  il  confronto  all’interno
del  direttivo,   che  nelle  ore  immediatamente  precedenti  si  preannunciava
tutt’altro che scontato. I nodi da sciogliere  sono  ancora  tanti,   con  l’ala
minoritaria dei democratici,  rappresentata  dal  consigliere  Vincenzo  Coccia,
Rocco Zannella e Francesco Cofano e non solo,   che  intenderebbe  spingere  per
l’ipotesi di un terzo nome. Le divisioni all’interno della  sinistra  potrebbero
dunque non fermarsi con la scelta  del  nome.   Il  rischio  di  una  spaccatura
interna che disperda i voti del centrosinistra è ancora dietro l’ango – lo.   Un
pericolo corroborato anche  dall’uscita  di  scena  alle  prossime  elezioni  di
Vincenzo Recchia, l’ex sindaco che a Terracina  ha  sempre  spostato  un  grosso
numero di voti. E del capogruppo Antonio Bernardi, che  non  avrebbe  intenzione
di confermare il suo impegno nel  partito.   L’uscita  dei  bersaniani  potrebbe
creare un problema di consensi,   senza  parlare  della  posizione  defilata  di
Vincenzo Coccia, teorico della  candidatura  esterna  e  uomo  assai  vicino  ad
Eugenio Fedele, che potrebbe andare verso  una  lista  civica.   Il  contenzioso
insomma è tutto interno al Partito,   abitato  con  tutta  evidenza  da  diverse
anime. Il grosso del gruppo appare determinato ad portare il Pd da solo  con  il
candidato Zappone, che avrebbe avuto la meglio anche su Rossano  Alla,   ma  non
tutti sono persuasi che ci siano le «chance» di vittoria  se  non  si  scende  a
compromessi con le altre forze di centrosinistra. Un pezzo del partito  continua
a sostenere la carta del giudice Fedele e la circostanza  lascia  il  Pd  in  un
vero e proprio «cul de sac», impossibilitato, proprio a causa di quei  nomi  che
il  segretario  Alessandro  Di  Tommaso  aveva  intenzione  di  subordinare   ai
programmi, ad ipotizzare una  coalizione  solida.   La  questione  dei  nomi  da
candidare infatti sta prendendo il sopravvento sulle scelte programmatiche.   Da
questo gioco delle «porte chiuse» a questo punto uscirà la strategia  elettorale del Pd.
Diego Roma

 
Primarie? No, grazie. E’ questo il senso della risposta che il candidato  sindaco
Eugenio Fedele ha dato al segretario del Pd, Alessandro Di Tommaso,   nel  corso
di un incontro tenutosi sabato scorso. All’appuntamento con il  magistrato,   Di
Tommaso si è presentato con Floriano Corni e Giancarlo De Simone, dirigente  del
Comune. Una composizione che ha suscitato molta irritazione in  Rocco  Zannella,
Francesco Cofano e Patrizia Renzelli, indicati nei giorni scorsi  dal  direttivo
democratico come i membri della delegazione guidata dal segretario per  trattare
alleanze in vista delle amministrative 2011. Di Tommaso, comunque, è  andato  da
Fedele per verificare se il giudice fosse disponibile a mettere in gioco la  sua
candidatura in eventuali  primarie  convocate  dal  Pd.   La  risposta  è  stata
negativa. Come è stata negativa, l’altro ieri, la  risposta  che  il  segretario
democratico ha ricevuto  dalla  coalizione  pro  Fedele  alla  sua  proposta  di
riaprire  il  discorso  su  chi  debba  essere  il   leader    nelle    prossime
amministrative. Sinistra Ecologia e Libertà,  con  il  suo  segretario  Vittorio
Marzullo, e persino Rifondazione Comunista, con  Roberto  Iacovacci,   che  pure
aveva chiesto nei giorni scorsi che Fedele si sottoponesse alle primarie,  hanno
ribadito a Di Tommaso il loro appoggio al magistrato. Il Pd, dunque,  non  trova
ancora interlocutori e, ieri sera tardi, si avviava a celebrare un direttivo  con
all’ordine del giorno ‘eventuali candidature a sindaco’ con  un’unica  certezza:
il via libera dell’area Moscardelli alla proposta di candidare  a  sindaco  il
consigliere comunale Mimmo Zappone. Nella serata dell’altro ieri, infatti, si  è
riunita la componente di maggioranza dei democratici locali, presenti,  oltre  a
Zappone, Di Tommaso ed il consigliere provinciale Rossano Alla. A  quest’ultimo,
secondo indiscrezioni, Zappone, nei giorni precedenti, aveva chiesto una  parola
chiara sulla sua candidatura, liberando il campo da ogni ambiguità. In  effetti,
Alla, nell’incontro, si è speso in grandi elogi  per  Zappone,   che  ora  dovrà
vedersela con il resto del partito, nel quale, come è noto, non  mancano  coloro
che pensano ad una candidatura esterna.
Andrea Di Lello

 
Del porto, ne voglamo parlare?
Il progetto del porto turistico-commerciale,  si  inserisce  in  un  quadro  più
generale di riorganizzazione del settore turistico, volta a soddisfare tutte  le
esigenze connesse con l’attività marinara  in  generale  e  con  la  nautica  da
diporto in particolare. La  nostra  Terracina  ferma  al  palo  sulla  questione
portualità  ha  inequivocabilmente   perso    sia    clienti    nazionali    che
internazionali. Nel convegno tenutosi a Latina il 09/12/10, riguardante il  tema
della portualità, è mancata la presenza  di  un  rappresentante  del  Comune  di
Terracina, e questo mi preoccupa, è stato un  segnale  di  disinteresse  su  una
problematica mportante per lo sviluppo della nostra città. E’  risaputo  che  il
nostro golfo è una delle zone più appetibili del litorale  pontino,   è  servito
egregiamente da strade di grande comunicazione e  baricentrica  rispetto  a  due
grandi città ed a tutto un entroterra di grande densità demografica, almeno  nei
mesi estivi, che rende Terracina punto  nevralgico  per  lo  scalo  sulla  rotta
turistica che dal Nord Italia e dalle Isole Pontine si dirige verso il  litorale
campano ed alla Sardegna. Terracina  vanta  circa  1820  posti  barca  di  varie
tipologie e grandezza: l’attracco di foce Sisto con 700 posti  occupati,   Porto
Badino e canale Mortacino con  circa  880  posti  barca  occupati  ed  il  porto
cittadino con 240 posti  barca  occupati  con  tutti  i  servizi  previsti.   La
richiesta di posti barca è in sensibile crescita collocando  così  il  golfo  al
primo posto nella nautica da diporto del litorale  pontino.   Credo  che  questi
numeri la dicano lunga sulle potenzialità di una zona che deve essere  presa  in
forte  considerazione  per  la  capacità  imprenditoriale  ed  una    esperienza
consolidata nel tempo. Nel convegno non si  è  tenuto  conto  dell’aggiornamento
del Piano di coordinamento dei porti redatto nel novembre del 1999 con stime  al
rialzo,   dati  questi  confermati  dallo  studio  della    Trademark    Italia,
commissionato dall’Assessorato  al  Turismo  della  Regione  Lazio  nel  2003  e
comunicato alla Provincia di Latina, all’APT, Camera di Commercio  di  Latina  e
all’Assonautica. Oggi la Regione Lazio dovrebbe dimostrare la  volontà  politica
ed iniziare un percorso che prenda in seria  considerazione  la  possibilità  di
migliorare  le  strutture  esistenti,   ottimizzandole  ed   investendo    sulla
risoluzione delle problematiche cominciando: dalla messa in sicurezza dei  porti
e delle foci costantemente  insabbiate,   non  con  interventi  superficiali  ed
improvvisati, ma con un progetto che risolva questa grave problematica  che  sta
mettendo in ginocchio  molte  attività  presenti  nel  nostro  territorio,   dai
pescatori al trasporto marittimo, dal collegamento con le isole  agli  operatori
nautici ecc…; la ristrutturazione delle banchine ormai fatiscenti ed  obsolete
che  non  garantisco  un  attracco  sicuro,   illuminazioni  ed  altro.   Questi
interventi renderebbero più efficienti e sicuri gli attracchi, le aree  portuali
e di conseguenza creerebbero altri posti barca. La realizzazione di nuovi  porti
deve  avvenire  in  primis  con  uno  snellimento  dell’iter    burocratico    e
conseguentemente una oculata pianificazione  ed  un’attenta  programmazione  che
tenga conto delle realtà già presenti sul litorale  pontino  e  sono  il  volano
dello sviluppo economico-turistico ed occupazionale. A breve,   come  annunciato
dal Sindaco Nardi discuteremo in  Consiglio  Comunale  le  proposte  progettuali
della futura Portualità integrata ma (siamo  sempre  nella  fase  embrionale)  è
sempre meglio tardi che MAI.
GIANNI PERCOCO

 
Bloccato shopping natalizio «made in China» al mercato settimanale del  giovedì,
a Terracina.
Ieri mattina gli agenti della polizia municipale  hanno  effettuato
tre sequestri  di  merce  venduta  su  viale  Europa  da  altrettanti  ambulanti
stranieri. I commercianti sono fuggiti alla vista dei vigili urbani lasciando  a
terra la merce, del valore  commerciale  di  un  migliaio  di  euro  circa.   Si
trattava soprattutto di addobbi natalizi e giocattoli, in gran  parte  importati
dall’Oriente. Nessun marchio di fabbricazione europea e qualche altra  etichetta
che ne accertasse e  garantisse  la  sicurezza,   fondamentale  soprattutto  per
quanto riguarda i giocattoli destinati ai più piccoli. Gli ambulanti se la  sono
data a  gambe  levate,   forse  perchè  irregolari  e  sprovvisti  di  qualsiasi
documento necessario a stare lì, dove li hanno beccati i vigili.  Sequestri  che
si ripetono con una cadenza ormai quasi settimanale,  visto  che  gli  ambulanti
sono soltanto la punta dell’iceberg di un sistema molto più vasto,   socialmente
ed economicamente preoccupante.   Anelli  visibili  di  una  subdola  catena  di
montaggio. Intanto i vigili del comando di  via  Sarti  hanno  anche  avviato  i
primi controlli tra le varie  attività  commerciali  della  città  in  cerca  di
qualcuno tentato dalla voglia (o necessità?) di iniziare  a  praticare  i  saldi
prima della data stabilita per legge.
Ri.Re.

 
Ha novanta giorni di tempo il Comune di Terracina per pagare  il  debito  da  un
milione e seicento mila euro ancora pendente con il Cns  di  Bologna,   uno  dei
consorzi di cooperative che ha gestito il Terzo settore  fino  all’anno  scorso.
Il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato dal  consorzio  per  il  mancato
ottemperamento  del  Comune  al  decreto  ingiuntivo  emesso  dal  Tribunale  di
Terracina che imponeva all’ente municipale di saldare il debito. Si tratta  solo
di una parte del contenzioso che l’amministrazione comunale ha  con  la  vecchia
gestione  del  Terzo  settore,   affidata  con  regolare  gara  d’appalto   alle
cooperative sociali. Il consorzio Cns vanta un debito di un milione e  600  mila
euro circa, che ora l’ente dovrà saldare. Il Tar ha  infatti  stabilito  che  se
entro 90 giorni il Comune  non  adempirà  alla  prescrizione  sarà  nominato  un
commissario ad acta della Prefettura di Latina per rimediare i soldi. Il  Comune
non si è opposto al giudicato che ha visto  al  Consorzio  ottenere  il  decreto
ingiuntivo. Non resta dunque che pagare.
D. R .

 

Mondo agricolo dimenticato
Sono sempre più convinto che il sostegno al mondo agricolo tanto sbandierato  da
alcuni componenti dell’attuale maggioranza purtroppo è fatto solo di  annunci  e
di qualche sponsorizzazione di PUA al  limite  della  decenza  per  accreditarsi
qualche simpatia, poi nel concreto il nulla come al solito. La delibera 528  del
30/07/2010 ha modificato il regolamento  sull’ordinamento  degli  uffici  e  dei
servizi, approvato in data 22/07/2009, in questa modifica si può  verificare  il
riassetto dei dipartimenti e dei settori comunali,  il  tutto  su  carta,   cove
abbiamo dirigenti e posizioni organizzative più  del  comune  di  Roma,   ma  in
pratica poi manca il personale in punti strategici per il sostegno  di  comparti
fondamentali per la nostra economia. Ho detto 4 mesi fa che  nel  nostro  comune
in molti si dicono vicini alle problematiche del mondo agricolo, addirittura  ho
ricordato che si è votato un documento in  consiglio  comunale  sullo  stato  di
crisi del comparto agricolo locale, ma  poi  in  pochi  sanno  che  Terracina  è
COMUNE CAPOFILA per quanto concerne l’UMA, e in pochi  di  loro  sanno  che  nel
nostro comprensorio dell’UMA c’è anche il territorio agricolo del Comune di  San
Felice Circeo e che complessivamente vengono  trattate  annualmente  circe  1600
istante per le varie problematiche riguardanti  le  imprese  agricole  esistenti
nel citato comprensorio, senza contare che l’istruttoria ed  il  rilascio  delle
varie certificazioni per il PSR,   per  il  riconoscimento  della  qualifica  di
imprenditore agricolo a titolo principale viene svolto da  soli  2  impiegati  e
con l’ausilio non continuativo di un agronomo, e questo già la  dice  tutta.   A
quelle mie dichiarazioni, l’assessore competente mi accusò di dire stupidaggini,
io gli risposi che gli uffici dell’agricoltura siti Borgo Hermada  avevano  solo
due addetti e che uno di loro stava per andare in pensione , lui mi  rispose  di
stare tranquillo, che da li alla fine di  settembre  sarebbe  stato  affiancato.
Passati quasi 4 mesi e sono sempre più convinto che chi  si  diceva  e  si  dice
vicino agli agricoltori non conosce nemmeno la differenza tra frutto e ortaggio,
tra aratura e  fresatura  e  altro  ancora.   Da  quello  che  si  evince  dalla
richiamata deliberazione a detto ufficio sono  state  passate  altre  competenze
alle quali ci si chiede “riusciranno i nostri eroi”  a  fare  tutto  ciò  che  è
previsto? Ricordo e lancio un grido  di  allarme,   che  nell’ufficio  di  Borgo
Hermada sono presenti due dipendenti del settore agricoltura,   UMA  , caccia  e
pesca, di cui uno andrà in pensione nel prossimo mese di Luglio e che da oggi  a
quella data tra ferie e altro lavorerà ancora poche settimane,  senza  che  fino
ad oggi gli sia stato affiancato il suo futuro sostituto, figura necessaria  per
dare continuità ad un lavoro vitale per le nostre aziende agricole.   E’  questo
che si intende essere vicini al mondo agricolo? Possiamo essere comune  capofila
e non avere un agronomo in pianta stabile nei nostri uffici?  La  politica  deve
dare risposte alle esigenze dei cittadini con interventi ponderati  e  studiati,
non con annunci propagandistici. Nei  mesi  di  gennaio  l’ufficio  UMA  per  la
necessità delle aziende di  ottenere  il  gasolio  sarà  super  affollato,   che
servizi avranno le 1.600 imprese agricole  nel  2011  se  nella  migliore  delle
ipotesi le loro pratiche le  dovranno  istituire  persone  messe  lì  all’ultimo
minuto che non sapranno che differenza c’è tra zucchine e melanzane, cocomeri  e
meloni, ecc. ecc.? Oggi l’agricoltura  se  effettivamente  interessa  ai  nostri
amministratori deve avere personale idoneo e qualificato per dare risposte  alle
esigenze di un comparto che è parte fondamentale dell’economia  della  città  di
Terracina. Rischiamo di trovarci  in  situazioni  di  emergenza  create  per  lo
scarso senso della  realtà  che  si  ha  nell’attuale  macchina  amministrativa,
speriamo che la gente capisca che la città meriti  di  voltare  pagina  e  trovi
persone  nuove,   proposte  e  atti    concreti    per    il    suo    rilancio.
Pierpaolo Marcuzzi
UDC Terracina

 
Il nucleo di polizia  tributaria  della  Guardia  di  Finanza  di  Catanzaro  ha
proceduto al sequestro di somme presenti su conti correnti e  depositi,
   nonchè
immobili siti a Catanzaro, Vibo Valentia e provincia,  Roma  e  Terracina  (Lt),
per  un  valore  complessivo  pari  a  circa  2. 200. 000  euro  nei   confronti
dell’imprenditore Vincenzo Restuccia,   rappresentante  legale  della  “Vincenzo
Restuccia costruzioni s.r.l.” e della “Torrente Menta scarl”, entrambe con  sede
a Zungri (VV), nonche’ dei dirigenti della “So.ri. cal  s. p. a. “,   società  a
partecipazione pubblica della regione Calabria che gestisce le risorse  idriche,
Fabrizio Bajetti e Gianluca Pugliano.   Le  indagini  svolte  dalla  Guardia  di
Finanza  di  Catanzaro,   che  hanno  portato  all’emissione  dell’ordinanza  di
sequestro da parte del Gip presso il  Tribunale  del  capoluogo  calabrese,   su
richiesta della locale Procura della Repubblica hanno  riguardato  la  procedura
di gara indetta nell’anno 2007 dalla Sorical, relativa  all’appalto  dei  lavori
di costruzione  di  una  rete  di  condotte  adduttrici  e  di  diramazione  per
l’alimentazione dei  serbatoi  a  servizio  dei  comuni  di  Reggio  Calabria  e
limitrofi, per un importo a base  d’asta  di  oltre  45  milioni  di  euro.   Ad
aggiudicarsi la gara è stata, nell’ottobre del 2007,  l’associazione  temporanea
di imprese, sempre con sede a Zungri (Vv), formata o dalla  “Vincenzo  Restuccia
costruzioni s.r.l.” e dalla “consorzio valori scarl”,  con  sede  a  Roma,   che
successivamente  hanno  costituito  la  “Torrente  Menta  s. r. l. “,    società
finalizzata alla costruzione  dell’impianto  in  questione,   di  cui  Restuccia
risulta essere il rappresentante  legale.   Secondo  le  indagini,   scatate  in
seguito alla denuncia presentata da un altro  concorrente  alla  medesima  gara,
l’aggiudicazione  e’  avvenuta  in  violazione  delle  norme  prescritte  dallla
normativa. I soggetti coinvolti si sarebbero  resi  responsabili  dei  reati  di
abuso  d’ufficio,   turbata  liberta’  degli  incanti,   frode  nelle  pubbliche
forniture, truffa, nonche’ falsita’ ideologica commessa  da  pubblico  ufficiale
in atti pubblici. In particolare, sarebbe stato accertato che  il  titolare  del
procedimento presso la  Sorical,   Fabrizio  Bajetti,   avrebbe  favorito  nella
procedura  di  aggiudicazione  dell’appalto  la  ditta  riconducibile  al   noto
imprenditore vibonese, illegittime agevolazioni concedendole , tra cui  l’omessa
esclusione dalla gara ur in presenza di più  violazioni  alla  normativa  ed  al
capitolato d’appalto. Inoltre, sempre secondo l’accusa, sarebbe  stato  appurato
che  l’aggiudicataria  dell’appalto  ha  utilizzato,   per   la    realizzazione
dell’acquedotto, materiali aventi qualità e caratteristiche inferiori  a  quelle
previste dal capitolato speciale d’appalto,   con  utilizzo,   ad  esempio,   di
calcestruzzo di minore qualità e resistenza, con impiego di valvole  a  farfalla
motorizzate con  caratteristiche  di  tenuta  idraulica  minori  rispetto  ad  i
requisiti minimali.  Peraltro  la  stessa  associazione  temporanea  di  imprese
avrebbe fatturato stati d’avanzamento lavori ancora non eseguiti, il  tutto  con
l’avallo  di  Gianluca  Pugliano,   direttore  di    lavori    della    Sorical.
Come di consueto, torna l’appuntamento con la musica e la solidarietà.  Domenica
19 dicembre, alle 19 nella chiesa del Santissimo Salvatore, andrà in  scena  una
nuova  edizione  dell’ormai  tradizionale  «Concerto  di  Natale».   Il    Corpo
bandistico città  di  Terracina,   diretto  dal  professor  Gaetano  Palmacci  e
presieduto dall’avvocato Orfeo Palmacci, eseguirà un ricco programma di  musiche
che spazieranno dai temi tipicamente natalizi  ai  generi  più  diversi,   dalle
colonne sonore di film ai brani per banda. Oltre alla possibilità  di  ascoltare
buona musica eseguita ottimamente dal Corpo bandistico di Terracina, i  presenti
potranno anche  compiere  una  splendida  donazione  di  beneficenza.   Verranno
infatti raccolti fondi da destinare in Zambia per i  bambini  poveri  del  terzo
mondo. Il concerto prevede anche una seconda parte in cui si  esibirà,   insieme
alla banda,  il  coro  Myricae  diretto  dalla  professoressa  Savina  D’Andrea.
F. A.

 

Convocato per il 22 e 23 dicembre il Consiglio comunale
Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta  straordinaria  per  mercoledì
22 e giovedì 23 dicembre 2010 con inizio, in entrambi i giorni, alle ore 18. 30,
per trattare il riportato ordine del giorno.
1. Interrogazioni ed interpellanze.
2.   Istituzione  Tariffa  Integrata  Ambientale  (T. I. A. )  -    Approvazione
regolamento.
3. Approvazione del Piano dei Servizi di  Igiene  Urbana,   del  relativo  Piano
Economico Finanziario annualità 2011  e  del  Quadro  Comparativo  dei  Servizi.
4. Centro Sportivo San Martino.  Approvazione  variante  planovolumetrica  degli
impianti.
5. Domande di concessione demaniale per la  realizzazione  dei  porti  turistici
di Terracina, Badino e Foce Sisto. Linee  di  indirizzo  per  il  sistema  delle
infrastrutture portuali per la nautica da diporto.

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terracina-bagnanti-al-lido-2-anni-50_bis
Per le prossime festività il pronto soccorso dell’ospedale Fiorini  si  presenta
carente di medici. Malattie, ferie e trasferimenti hanno  ridotto  un  organico,
già di  per  sé  insufficiente.   Rischi  per  l’efficienza  del  servizio.
La
situazione, così come ci viene fotografata da una dottoressa: «Dal  1°  dicembre
due colleghi sono assenti per una malattia lunga,   mentre  un  altro  dal  mese
prossimo passerà in reparto. Stavamo già  male  con  un  organico  di  9  unità.
Figuriamoci adesso. Va considerato  che  le  festività  natalizie  richiamano  a
Terracina e nel circondario molta gente. A fronte  di  una  tale  condizione  di
super lavoro non si provvede ancora ad  effettuare  le  sostituzioni.   Anzi  si
parla della possibilità che ci chiamino a coprire anche le  necessità,   che  si
stanno manifestando a Fondi, il cui ospedale rischia di chiudere a  Natale,   se
non si effettuano i rimpiazzi». Fondare un servizio su  poche  unità  lavorative
equivale a fare un male a tutti. Il «Fiorini» di Terracina, su  cui  gravita  un
territorio che va da Sonnino a Fondi, presenta  numeri  equivalenti  ad  un  Dea
senza essere un Dea. Al 30 novembre scorso gli accessi risultavano  32. 100  con
la bellezza di 206 mila  prestazioni.   L’attenzione  delle  autorità  sanitarie
preposte lascia a  desiderare.   L’iniziativa  delle  autorità  politiche  è  in
letargo.
Ercole Bersani.

Era il big match di giornata, quello che metteva di  fronte  il  Triggiano  alla
Polisportiva terracina. Un incontro che  i  pontini,   purtroppo,   hanno  perso
nettamente permettendo agli avversari  di  issarsi  solitari  al  secondo  posto
della graduatoria.
Il terracina non è  riuscito  a  imporre  il  proprio  gioco;
questione di concentrazione, più che di carattere anche perché il  terracina  ha
dimostrato di possederne parecchia, di personalità,   finora.   La  prova  è  un
girone d’andata disputato, fin qui, con la giusta determinazione, forte  di  una
squadra  giovane  ma  assolutamente  qualitativa,   capace  di  tenere  testa  a
qualsiasi compagine  e  di  lottare,   attualmente,   per  le  zone  alte  della
classifica. Tutto ciò, ovviamente, non può far altro che piacere  al  presidente
del club Luca Di Girolamo, che dal canto suo ha sempre chiesto ai  suoi  ragazzi
di rendere onore alla maglia, di giocarsela di partita in partita,  e  di  farsi
forza reciproca nei momenti di  difficoltà.   E  così  farà,   sicuramente,   la
Polisportiva terracina, dopo la sconfitta di  domenica  scorsa.   L’obiettivo  è
rialzarsi immediatamente, e fare  in  modo  che  il  ko  con  il  Triggiano  sia
soltanto una parentesi negativa. Perciò, focus subito rivolto verso le  prossime
due sfide, quella  casalinga  con  il  Gaia  Energy  Casandrino  e  quella,   in
trasferta, con la M. Roma Volley.  La  squadra  campana,   sesta  a  diciassette
lunghezze in classifica, viene da una bella vittoria interna, contro la  Vesuvio
Oplonti, così come viene da un bel successo, anch’esso  interno,   la  compagine
capitolina, brava a superare per 3-0 l’Av Lucera.  «Proveremo  a  conquistare  i
tre punti – ha annunciato  Di  Girolamo  -  non  ci  siamo  riusciti  contro  il
Triggiano ma faremo il possibile per  riuscirci  nelle  prossime  partite.   Noi
abbiamo perso, nell’ultima giornata, perché abbiamo giocato male  -  ha  ammesso
il presidente – a tal  punto  che  anche  l’allenatore  avversario  è  venuto  a
confessarci che si aspettava un’altra prestazione da  parte  nostra.   Poi,   va
detto che avevamo Milazzo infortunato a una  mano  -  ha  continuato  -  ma  che
comunque è sceso in campo, e che mancava  Riccardi,   che  è  uno  schiacciatore
importante per noi. Ora, però,   mettiamo  subito  alle  spalle  questo  ko,   e
guardiamo avanti» ha concluso Di Girolamo. Tornando, poi, al  discorso  del  suo
addio a fine stagione, è lo stesso Di Girolamo a far chiarezza,  spiegando  che,
per lui, «questo ciclo è finito». «Mi sento alla fine di questa bella  avventura
- ha dichiarato il patron dei delfini – ho iniziato cinque anni  fa  con  grande
entusiasmo, e ho vissuto un periodo bellissimo a capo di un club che si è  tolto
parecchie soddisfazioni. Ho sempre voluto  fare  un  certo  tipo  di  pallavolo,
senza sperperare soldi, e usando la testa:  posso  dire  di  essserci  riuscito.
Perché ora, spendendo meno di tante altre squadre nel  girone,   godiamo  di  un
incoraggiante terzo posto. Chi mi dovrebbe sostituire? Mah, qualcuno  che  abbia
voglia e che sia professionale – ha affermato – Ci vorrebbero  4-5  imprenditori
che garantissero un minimo di  supporto  economico.   Questa  città  merita  una
squadra importante nella pallavolo io sento di aver fatto il  mio.   Adesso  c’è
bisogno di qualcuno che faccia il resto».


Grande incontro domenica al Palacarucci di terracina dove si è svolto  il  derby
pontino tra il Volley terracina e  il  Fondi  davanti  ad  un  pubblico  accorso
numerosissimo proprio per l’occasione.
Un palazzetto gremito, e questo è  merito
delle due squadre che che in questi ultimi anni,   con  i  risultati  raggiunti,
hanno fatto conoscere la vera pallavolo e per questo i cittadini di  ambedue  le
città si sono innamorati  di  questo  bellissimo  sport.   Le  squadre  si  sono
presentate in campo molto determinate e concentrate  proprio  per  ben  figurare
davanti a tutti i presenti sulle tribune, i primi due set giocati alla  pari  se
li aggiudicava il Fondi , squadre che per  questo  campionato  si  è  rinforzata
notevolmente facendo dei buoni acquisti, il terzo e  quarto  set  invece  veniva
fuori la squadra di casa vincendo il terzo set con buon vantaggio il quarto  set
abbastanza livellato se lo aggiudicava sempre il terracina  portandosi  cosi  in
parità ed andare al quinto ed ultimo set  dove  le  avversarie  partivano  molto
bene avendo un vantaggio di 4 punti e la cosa diventava molto difficile  per  il
terracina rimontare, ma stava per succedere l’impossibile quando  il  Fondi  sul
14-10 si faceva rimontare fino al 14- 12 ma la speranza svaniva  per  un  banale
errore del  terracina  dando  cosi  la  vittoria  seppur  di  misura  al  Fondi.


Una compravendita non registrata non vale un granchè.
Proprio per  questo  motivo
il consigliere comunale di Terracina Alfredo Lauretti, di recente al  centro  di
una vicenda di abusi edilizi e violazione di sigilli,  sarebbe  il  responsabile
diretto di quelle irregolarità e anche il legittimo destinatario delle  denunce.
Questo emergerebbe dalle indagini condotte dal Nipaf di  Latina  dopo  il  blitz
realizzato giorni fa nel cantiere  di  via  di  Pietra  Stretta,   località  San
Silviano, Terracina. In  quell’occasione  il  personale  aveva  documentato  con
immagini fotografiche  e  video  registrati  come  i  lavori  nella  mega  villa
riconducibile  al  consigliere  comunale  fossero  andati  avanti  nonostante  i
sigilli, gli  ennesimi,   apposti  appena  poco  tempo  prima  dalla  polizia  U
municipale. Strutture prima grezze erano state rifinite, qua e là  era  spuntata
anche qualche pianta.   Robetta,   ma  sempre  la  conferma  delle  irregolarità
commesse. Il giorno successivo al blitz, Nipaf e vigili urbani  erano  ritornati
sul posto e, con ampia documentazione alla mano,  avevano  accertato  l’aggiunta
di nuovi ritocchi alla costruzione tutt’altro che modesta. Dall’inizio di  tutta
la vicenda, che va avanti ormai dalla scorsa estate,  dal  consigliere  comunale
Alfredo Lauretti non é arrivata mai alcuna dichiarazione ufficiale  considerando
il suo incarico pubblico. Nessuna replica,  smentita  o  precisazione.   In  via
ufficiosa, però, dai corridoi del palazzo era giunta  in  qualche  modo  la  sua
spiegazione secondo la quale a lui personalmente  non  sarebbe  stato  possibile
addebitare  alcun  abuso  edilizio,   condito  dalle  successive  e    reiterate
violazioni dei sigilli, in virtù di un atto di compravendita  con  il  quale  le
sue  particelle  catastali  sarebbero  passate  interamente  all’anziana  madre.
Proprio su quel documento si sono concentrate le investigazioni  del  Nipaf  che
ne avrebbe accertata  l’esistenza  ma  non  la  regolare  registrazione.   Ergo,
quell’atto di compravedita non avrebbe alcuna validità.   E  ciò  di  consguenza
siginifica il coinvolgimento diretto di Alfredo Lauretti in tutta questa  storia
non proprio onorevole. Il giorno del blitz  il  Nipaf  del  corpo  forestale  di
Latina aveva sorpreso al di là del cancello della villa tre  operai  al  lavoro,
per l’esattezza due muratori e una specie di tuttofare di fiducia,   anche  loro
denunciati. In questi giorni gli inquirenti hanno potuto accertare come  non  si
trattasse di personale  già  impiegato  nelle  varie  ditte  riconducibili  alla
famiglia del consigliere comunale di Terracina.   Dopo  i  vari  interventi  dei
vigili urbani, era stata la stessa Procura di Latina  a  delegare  il  Nipaf  di
svolgere ulteriori approfondimenti  con  l’intento  di  soprendere  il  cantiere
materialmente all’opera. E ci sono riusciti.
Rita Recchia

Terracina anche quest’anno scende in campo nella  lunga  maratona  di  beneficenza
per Telethon.
Come  al  solito  ci  sarà  l’istituto  professionale  «Alessandro
Filosi» che sabato 18 dicembre sarà in piazza Garibaldi con esibizioni musicali,
performance di danza e naturalmente la raccolta di fondi  per  Telethon.   Anche
BNL Gruppo BNP Paribas da 19  anni  affianca  il  comitato  Telethon  Fondazione
onlus  nella  raccolta  dei  fondi  a  sostegno  della  ricerca  sulle  malattie
genetiche. In occasione della maratona del 17, 18 e 19 in anche a  Terracina  si
possono effettuare donazioni presso l’agenzia Findomestic in via  De  Amicis  19
dalle ore 9 alle 20.
Ri.Re.

Snip e Snap ieri alla Pisana per mettere sul  tavolo  la  lunga  serie  di  nodi
rimasti tuttora irrisolti.
Questioni finanziarie,  ma  anche  disagi  di  natura
strutturale. A partire dai lavori per  sistemare  la  banchina  commerciale  del
porto di terracina. Quel cantiere montato mesi fa che fino  a  oggi  sembra  non
aver fatto troppi passi in  avanti,   visto  che  quella  parte  della  banchina
continua a essere interdetta. E la flotta delle società di navigazione  ponziane
è ancora confinata a Formia, con un aggravio di spese non indifferente. Ieri  in
Regione i vertici societari hanno chiesto una maggiore sensibilità  al  problema
dei lavori al porto, visto che, se la banchina commerciale non  torna  alla  sua
funzionalità, i traghetti non potranno tornare a terracina e  la  città  resterà
ancora scollegata da Ponza e compagne. Cosa che, a quanto pare,   non  interessa
troppo all’amministrazione locale che nemmeno mormora sulla  questione.   Quanto
al problema finanziario,  la  Pisana  non  ha  ancora  dato  certezze  circa  il
risarcimento chiesto dalla Snip e dalla Snap che avevano  fatto  già  una  stima
dei danni subiti fino alla fine di quest’anno.
Ri.Re.

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terracina-darsenetta-anni-70_bis

Cittadella dello sport a San Martino, «reset» sul progetto con nuova variante. È
finita nel cestino la delibera dell’aprile del 2009 che modificava il piano
planovolumetrico originario (risalente al 1978) per adeguare la realizzazione di
una cittadella dello sport in zona San Martino.  Quell’idea, fatta di campi da
calcio, da calcetto, da tennis, tensostrutture per il basket e la pallavolo, la
piscina olimpionica, un palazzo dell’ac – qua tanto esaltata dai consiglieri di
maggioranza e dall’assessore ai Lavori pubblici Franco Ferrari, è stata
ufficialmente annullata da un’altra deliberazione di giunta da proporre al
Consiglio comunale, che prevede «una variante planovolumetrica degli impianti
che consenta una migliore realizzazione delle strutture da realizzare». Un’altra
modifica, insomma, con cancellazione di quella precedente, per sopraggiunte
questioni di sicurezza nell’accesso, si dice, e nei parcheggi. Sono né più né
meno che gli stessi argomenti che oltre un anno fa tennero i consiglieri in aula
fino a notte fonda, in un duello tra maggioranza e opposizione che poi finì con
l’approva – zione dell’adeguamento. Oggi, mentre il cantiere della piscina
comunale, prevista per il 2006, è ancora fermo, si torna a parlare di cittadella
dello sport e si propone un’altra variante al piano, a quel planovolumetrico che
sembrava attesissimo da tutti. Solo a scorrere il verbale di quella seduta, si
può ritrovare il consigliere Valentino Giuliani che ne invocava l’approvazione
per «colmare il deficit dell’offerta dell’impianti – stica sportiva», l’allora
consigliere Loreto Maragoni che lo definiva «un piano fatto veramente bene », il
centrista Gianni Percoco che parlava di «una cosa positiva », il pidiellino
Valerio Golfieri che ci lesse «un modo pragmatico e realistico di procedere»,
Edis Mazzucco che propose il «plauso all’amministrazione». Una glorificazione,
mentre l’opposizione provava a spiegare che la faccenda era un po’più
complicata. In sostanza l’adeguamento del piano consisteva nella concentrazione
della Cittadella dello sport nei soli 21 ettari di proprietà Comunale, dal
momento che espropriare i terreni privati sarebbe stato costoso. Non solo. C’era
la grana della piscina, realizzata al di fuori dell’area prevista e dunque da
«accorpare». L’opposizio – ne si era affrettata ad avvertire che, così come era
stata prevista, la cittadella sarebbe venuta un’accozzaglia di cubature e
oggi, coincidenza, quella cittadella da sogno è diventata carta straccia. Al suo
posto però spunta una delibera di giunta fresca fresca, che ridisegna, ancora
una volta, il progetto di cittadella dello sport, ma ripartendo da zero. Come a
dire che le idee non mancano. Peccato che spuntano tutte insieme e siano
destinate a restare sulla carta.
Diego Roma


I netturbini incrociano le braccia. Uscire in strada a raccogliere l’immondizia
alle 6 del mattino, e non avere a disposizione abiti invernali. Continua
l’odissea dei dipendenti della Terracina Ambiente, la società mista a
maggioranza pubblica che gestisce il servizio di raccolta e trasporto dei
rifiuti urbani in città. Dopo la prima giornata di agitazione di lunedì, anche
ieri circa 13 netturbini hanno manifestato il proprio dissenso restando nel
deposito di Morelle. Non si tratta di un vero e proprio sciopero indetto dalle
sigle sindacali, ma di una forma per così dire spontanea di protesta contro una
società, la Terracina Ambiente, che continua a dimostrarsi «sorda» alle
richieste dei lavoratori. Da mesi, per non dire anni, si chiede la messa in
sicurezza dei mezzi su cui ogni giorno viaggiano i circa 50 dipendenti della
società mista Comune- Unendo. Ma stavolta, a rendere più aspra la contesa tra
lavoratori e società, c’è il silenzio – secondo i dipendenti poco rispettosa -
della Terracina Ambiente che non risponde alle loro richieste. Nei giorni
scorsi, infatti, in una nota siglata da Cgil, Cisl e Uil, veniva richiesto alla
società di affrontare con serietà il delicato problema della sicurezza sul
lavoro. Divise invernali, camion adeguati e sicuri in primo luogo. Ma la
Terracina Ambiente non risponde, non rassicura. Quasi si volta dall’altra parte.
Un atteggiamento che per i dipendenti sembra avere il sapore della sfida. Ecco
perché anche ieri oltre 10 netturbini hanno preferito restare nel deposito di
Morelle per protesta. Si corre a passi veloci verso una nuova crisi dei rifiuti,
dunque, che solo un intervento «diplomatico» tra società e dipendenti potrebbe
risolvere. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, infatti, c’è da
aspettarsi che un’ulteriore forma di agitazione tra i netturbini potrebbe
lasciare la città coperta di immondizia. E non sarebbe la prima volta. Sempre a
Natale, due anni fa, successe lo stesso. Con dipendenti in agitazione e strade
stracolme di rifiuti. Lo scempio si ripeterà? Inevitabile che a chiederselo a
questo punto siano anche gli amministratori comunali, che intanto entro il 21
dicembre si riuniranno in Consiglio per discutere del passaggio da Tarsu a Tia e
del nuovo piano economico finanziario per il servizio di igiene urbana. La
maggioranza del sindaco Stefano Nardi, dopo aver spalleggiato con forza il
passaggio da Tarsu a Tariffa, sembrerebbe indecisa sul da farsi. Con questa
mossa tutti i soldi incamerati con le imposte dei contribuenti finirebbero
direttamente nelle casse della Terracina Ambiente senza passare per il bilancio
comunale. Visti i trascorsi della società, con una gestione non certo
«impeccabile», a più di qualcuno sembra un salto nel vuoto. Tornando alla
protesta dei netturbini, ci si aspetta solo che vengano forniti ai lavoratori
gli abiti invernali per svolgere il servizio in modo dignitoso. Non sembra
una richiesta impossibile.
Francesco Avena

Starebbero seguendo una pista precisa i carabinieri di Terracina che indagano
sul furto messo a segno all’alba di lunedì ai danni del centro commerciale
«Orizzonte», in via Badino.
Ancora non trapela nulla dagli inquirenti, tuttavia
sembrerebbe che gli elementi raccolti nelle prime fasi dell’attività
investigativa avrebbero permesso ai militari di isolare tra le tante possibili
tracce quella più accreditata e di concentrare su questa gli sforzi.
Rigorosamente top secret la pista battuta che, però, potrebbe portare i
carabinieri al di fuori dal territorio prettamente locale. Nelle ore
immediatamente successiva al fattaccio i militari del norm avrebbero vagliato
altri casi analoghi, accaduti più o meno di recente, controllando eventuali
alibi di soggetti già tenuti sott’occhio. Ad agire devono essere stati
professionisti del settore che avevano studiato per bene giorni e orari in cui
l’incasso giornaliero veniva ritirato dall’ufficiale giudiziario e quando,
invece, restava lì, cioè nel finesettimana. Ladri anche piuttosto ingordi visto
che non si sono accontentati del guadagno del sabato decidendo di entrare in
azione la domenica, ma hanno atteso i soldi dell’intero weekend passando a
prelevare il tutto all’alba del lunedì. Circa 120 mila euro in tutto. Il
colpaccio è stato realizzato poco dopo le 3 della notte puntando subito alla
cassaforte che fun- S ziona da cassa continua e che si trova nei pressi dei
carrelli. Dapprima hanno sigillato la cassetta di sicurezza con del nastro
adesivo, poi hanno saturato l’interno con del gas e, alla fine, hanno acceso una
miccia che ha fatto saltare in aria lo sportello, finito a metri di distanza.
Un’esplosione in piena regol provocata da una miscela esplosiva al vaglio degli
artificieri. Non è da escludersi che la pista seguita dai militari possa portare
a una banda di ladri di provenienza straniera, tuttavia ogni dubbio potrà essere
risolto soltanto quando i carabinieri chiuderanno il cerchio attorno ai veri
responsabili del furto.
Rita Recchia


Un altro mistero nel cimitero di Terracina. Da qualche tempo sono spariti nel
nulla i vasi per i fiori presenti nei pressi dei loculi. Non tutti, ma una parte
rilevante non si sa che fine abbia fatto. La denuncia dei visitatori del
camposanto di via Anxur è arrivata alle orecchie del consigliere del Pd Antonio
Bernardi, che si è fatto portavoce dello stupore di molti, che da un giorno
all’altro si sono ritrovati senza vasi in cui mettere i fiori per i parenti
estinti. «Se è vero che il regolamento cimiteriale vieta la presenza di vasi
vicino ai loculi – dice Bernardi – e un avviso è comparso da pochi giorni
all’interno del cimitero, è altrettanto vero che non tutti i vasi sono stati
rimossi. E dunque, se di rispetto del regolamento si tratta, è stato applicato
solo a metà». Ma non è tutto. «Non è chiaro se sia stata la ditta, che da pochi
giorni è cambiata, a togliere i vasi. Anche perché se così fosse stato, sarebbe
stato necessario avvisare i frequentatori del cimitero, visto che sono scomparsi
nel nulla anche vasi di un certo valore. Occorre a questo punto che chi di
competenza faccia chiarezza su questo mistero».
D. R.



Una lunga lista di criciticità che stanno mettendo in ginocchio il pronto
soccorso dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina.
Criticità numeriche ma
anche per quanto riguarda attrezzature e strutture mancanti. Il tutto era stato
messo nero su bianco in un documento inviato lo scorso 23 novembre dalla Uil Fpl
(Federazione poteri locali) ai direttori generale e sanitario della Asl di
Latina, oltre che al direttore sanitario del presidio centro. Sono ancora in
attesa di una risposta che tarda ad arrivare. Del resto si sa che non c’è
peggior sordo di chi non vuole sentire. La cosa più grave di tutta la vicenda è
che da quel 23 novembre la situazione è addirittura peggiorata, soprattutto in
termini di numeri. Attualmente l’organico del pronto soccorso di terracina sta
sotto di due medici, che si trovano in malattia, e di due infermieri, mandati a
casa dopo il mancato rinnovo del contratto di sostituzione. Tra l’altro, e
questo è un elemento importante da evidenziare, anche comprendendo i dottori e
gli infermieri che adesso mancano, lo staff del pronto soccorso risulterebbe
comunque sotto organico in termini di legge. Una situazione ai limiti della
tollerabilità che già da tempo sta vedendo il personale costretto ai doppi,
tripli turni di lavoro. Ma sono persone, mica robot. Nel documento di novembre
la Uil Fpl solleva cinque questioni prioritarie. La «mancanza di posti letto
dedicati all’osservazione breve intensiva»; la «inadeguata dotazione di
personale medico, infermieristico, ausiliario e amministrativo»; la «carenza di
spazi adeguati e dignitosi per l’accoglienza e l’attesa», la «inadeguata
dotazione di attrezzature e strumenti» e la «necessità di un’ulteriore unità
informatizzata per la sala rossa-emergenza». Il sindacato voleva capire per
quale motivo il «Fiorini» non sia stato ristrutturato «in conformità con le
leggi vigenti nonostante gli ampi spazi a disposizione», ricordando come «fu
progettato per una capienza di 250 posti letto e attualmente ne utilizza
solamente 90». Appena qualche mese fa il pronto soccorso aveva rischiato davvero
il collasso, con tanto di denuncia in Procura e di nas venuto a controllare
cartellini e documenti sui turni. La direzione sanitaria del presidio centro
aveva già richiesto altri medici a tempo determinato in aiuto, ma molti avevano
rifiutato. Forse s’è sparsa la voce che al «Fiorini» il pronto soccorso non si
ferma un attimo. La Uil Fpl nel famoso documento chiedeva «un incontro urgente
finalizzato a un rapido intervento risolutore». Era il 23 novembre, tra un po’ è
festa e a Babbo Natale non ci crede più nessuno.
Rita Recchia

A soluzione tampone è stata trovata. Ieri il Comune ha emesso un mandato di 10
mila euro per pagare gli stipendi agli operatori delle pulizie, che nei giorni
scorsi avevano paventato il blocco del servizio a causa del ritardo nel
pagamento degli stipendi da parte della A&Tech. La questione sta facendo
discutere a Palazzo. Il rapporto tra il Comune e la società, da meno di un anno
subentrata a gestire il servizio, non è idilliaco. La ditta lamenta i ritardi
dell’Ente nel pagamento del canone mensile di circa 35 mila euro. Ma al Comune
non è chiaro come una ditta, aggiudicataria di un appalto biennale per circa 400
mila euro, non riesca a coprire i circa 10 mila euro mensili di stipendio ai 13
dipendenti, sia pure coi ritardi dell’Ent e. L’interrogativo acquista maggior
rilievo se si pensa che la A&Tech fornisce il servizio di pulizie in tutta
Italia e soprattutto per enti pubblici. A Oristano, ad esempio, la società ha
gestito le pulizie sia nella caserma dei carabinieri che nel comando dei vigili
del Fuoco, non senza incappare nelle proteste dei sindacati. Mentre a Ferrara ha
vinto l’appalto con la Prefettura per la pulizia della caserma dei carabinieri
del Comune e della Provincia di Ferrara. Anché lì, come riporta il quotidiano
online Estense.com, i sindacati sono sul piede di guerra per i ritardi nel
pagamento degli stipendi. Insomma, una situazione complicata. E c’è chi in
Comune sta pensando di rescindere il contratto.
Diego Roma


Il momento magico continua. Dopo la nona giornata del girone A del campionato di
serie C di pallavolo femminile la Pallavolo Futura terracina ’92 si gode il
primato dopo l’epico successo in casa dell’All Volley per 3 a 2.
Un risultato
importante perché conseguito senza Francesca Borelli e Stefania Mirimich
infortunate e con Francesca Verona che in apertura di match ha ricevuto una
pallonata sul viso con tanto di lente a contatto saltata. Senza contare le
condizioni precarie di Paccassoni e Del Bono. Pronti via e le padrone di casa
vanno avanti due set a zero. Poi Tonino Federici manda in campo Marcella Alla
che non si fa prendere dall’emozione e fa ampiamente il suo dovere. La rimonta è
servita con un 3 a 2 che consente alle futurine di restare al comando della
classifica in coabitazione con l’Anguillara. Sabato prossimo si chiude il 2010
ricco di soddisfazioni con un’altra trasferta in quel di Viterbo. «Siamo lì e ce
lo meritiamo – ha detto il coach – complimenti alle mie ragazze perché vincere
in certe condizioni non era facile». Nel settore giovanile la musica non cambia.
Nell’Under 18 A & C Semenzato ha vinto la gara d’esordio e ieri in serata ha
ospitato l’Itri. Nell’Under 16 terzo successo per Orizzonte. La squadra di Max
Leonardi domenica prossima riceverà a Borgo Hermada il Sezze. Quinto sussulto
per l’Under 14 Caffè Centrale che ha battuto Borgo Faiti confermando al comando.
Domenica mattina trasferta a Casalazzara. Infine, splendida vittoria per l’Under
13 Edilmediana, che si impone per 2 a 1 ad Artegò e domenica pomeriggio giocherà
ancora in casa contro Cisterna, una delle migliori compagini del girone.


Nei giorni scorsi si è verificato un evento storico per il Master Carmine
Caiazzo.
Al responsabile del centro di taekwon-do Asd Asi «M.Caiazzo» di
terracina, è stato affidato un importantissimo incarico: quello di condurre uno
seminario tecnico in continente africano, precisamente ad Addis Abeba, in
Etiopia. Il corso tecnico, in tre giorni di full-immersion, ha toccato punti
vitali per lo sviluppo della federazione Etiope, preparazione tecnica – tattica
e fisica al combattimento sportivo, forme, difesa personale e regolamenti
arbitrali. «Una fantastica esperienza», ha commentato il master Carmine Caiazzo
-. Circa 250 atleti (tutte cinture rosse e nere) hanno partecipato a questo
seminario. La federazione etiope sta dando prova di grande volontà e sta
compiendo passi da gigante. Il Ministero dello Sport etiope ha patrocinato
l’evento e difatti erano presenti tutti i dirigenti federali. Il continente
africano ha un enorme potenziale ed in futura sarà sicuramente tra gli avversari
da battere nei circuiti internazionali. Non solo erano presenti atleti Etiopi,
ma anche provenienti da nazioni africane limitrofe quali Kenya, Somalia e Sudan.
Ma soprattutto la federazione etiope ha un enorme potenziale con oltre 20.000
affiliati alla Federazione. Stanno investendo molto su questo aspetto. E’ un
grande onore per me essere investito di tale compito. E’ nostro dovere dare una
aiuto a queste nazioni che hanno un enorme potenziale ma sono carenti ancora
della giusta esperienza per confrontarsi nei circuiti internazionali». Altro
week end denso di Taekwondo è stato quello svolto il 4-5 dicembre scorso a
terracina presso il PalaCarucci. Si è svolto l’annuale seminario tecnico nel
quale sono stati toccati tutti i principali punti del taekwon-do. Forme,
combattimento agonistico, didattica nell’insegnamento motorio, tecnico e fisico,
psicologia degli sport da combattimento, difesa personale e l’aspetto
tradizionale. Il centro taekwon-do terracina Asd Asi M.Caiazzo ha iniziato a
promuovere il taekwon-do dal 1972 e per tale motivo è chiamato la culla del
taekwon-do o la scuola dei campioni per i risultati conseguiti. «Tale raduni -
ha affermato il Master Carmine Caiazzo – servono soprattutto a formare nuovi
istruttori che avranno il compito di promuovere tale disciplina da combattimento
ed individuare i talenti del futuro per i prossimi aspiranti al team azzurro».


Nel liceo «Leonardo da Vinci» di terracina si raccolgono rifiuti straordinari.
L’istituto, diretto dal professore Carmelo Palella, in collaborazione con la
«terracina Ambiente» ha organizzatouna raccolta straordinaria di rifiuti Raee
(Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) iniziata il 9 dicembre e
in programma fino al 22 prossimo. da realizzare nell’Istituto nel periodo dal 9
al 22 dicembre. Nel periodo immediatamente precedente l’avvio della raccolta,
nelle classi è stato distribuito l’elenco degli oggetti che sarebbe stato
possibile portare a scuola per poi disfarsene, I docenti hanno informato
dettagliatamente gli alunni di cosa si trattava, dopo aver loro stessi
approfondito l’importante tema con un incontro specifico. Per ulteriori
informazioni basta rivolgersi alle professoresse Pina Santabarbara e Franca
Maragoni. Da anni il liceo segue il progetto «Scuola SOStenibile» e le attività
di «Agenda 21-Locale».
Ri.Re.


Una imbarcazione e’ affondata a largo di Gaeta, in provincia di Latina. Secondo
le prime informazioni, a bordo erano due uomini e una donna che al momento
risultano dispersi. Ignote le cause dell’incidente cosi’ come la provenienza del
mezzo che potrebbe essere salpato dal porto di Terracina o provenire dalla
Campania. Le ricerche si stanno concentrando nel tratto di mare a sei miglia al
largo di Monte Orlando a Gaeta. Secondo le prime ipotesi della Capitaneria di
Porto si sarebbe trattato di un peschereccio ma le informazioni raccolte
successivamente dalle stesse forze dell’ordine impegnate nelle ricerche parlano
di una imbarcazione da diporto. La richiesta di soccorso e’ stata lanciata
proprio da uno degli occupanti della barca alle ore 9.15. Impegnate nelle
ricerche due elicotteri, tre mezzi della Guardia Costeria e due della Guardia di
Finanza. (AGI) .

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terracina-barche-in-acque-basse-spiaggetta-primi-900_bis

Terracina continua la moda degli ordigni esplosivi. Ma stavolta l’intento è
stato chiarissimo: portare via l’incasso del centro commerciale «Orizzonte», in
via Badino. E ci sono riusciti alla perfezione. La scorsa notte ignoti
malviventi hanno fatto saltare in aria la cassaforte installata sulla parete
esterna dell’edificio, scappando con un bottino di circa 120 mila euro.
Colpaccio fotocopia di quello di due anni fa. Identico perfino il bottino. Anche
stavolta ad agire sono stati ladri che hanno fatto un lavoraccio pulito
riuscendo a espugnare la cassetta di sicurezza in metallo posizionata vicino il
posto adibito ai carrelli, impossessandosi dell’incasso a più zeri
dell’affollato weekend natalizio e poi tagliando la corda probabilmente a bordo
di A una vettura prima che l’allarme richiamasse le forze dell’ordine. Il colpo
è stato effettuato intorno alle 3e20 della notte, in un momento in cui quella
parte della città ancora dormiva, il che aumentava le probabilità di centrare in
pieno l’obiettivo senza nessun inghippo. Come hanno potuto accertare ieri
mattina i carabinieri del norm della compagnia di Terracina, coordinati sul
posto dal tenente Mario Giacona, i malviventi avrebbero utilizzato un sistema
ingegnoso per aprire la cassaforte sigillando la cassetta di sicurezza con del
nastro adesivo, saturando l’interno con del gas e, alla fine, accendendo una
miccia che ha fatto saltare in aria lo sportello. Non è rimasto altro da fare
che prendere l’arraffabile e scappare via da occhi indiscreti. La detonazione
provocata dalla miccia ha svegliato più di qualche residente del popoloso
quartiere, e non si esclude che qualcuno abbia potuto vedere e sentire qualcosa
utile alle indagini. Forse il motore di una macchina che sgommava e correva
verso nord per guadagnare la via di fuga. Quando i proprietari e i carabinieri
sono stati raggiunti dall’allarme, era già troppo tardi. Il metronotte era
passato davanti il centro commerciale pochissimo tempo prima. Secondo una prima
quantificazione il bottino ammonterebbe a circa 120 mila euro, l’incasso del
finesettimana che era stato sistemato nella cassaforte per poi essere portato in
banca nella giornata di ieri. Ma stavolta non ce n’è stato il tempo perché i
ladri sono arrivati prima di tutti. Si tratta del secondo furto di questo tipo
subito dai proprietari di «Orizzonte». Ladri di professione che evidentemente
ben sapevano che all’alba di ieri avrebbero trovato la cassaforte ancora piena
dell’incasso del weekend e che non si sono lasciati spaventare dal fatto di
dover organizzare un’esplosione, seppur limitata, praticamente in mezzo alla
strada. Ladri di mestiere, dunque, ai quali adesso i carabinieri del capitano
Alessandro Giordano Atti stanno dando la caccia nel tentativo di arrestare la
loro fuga e, soprattutto, le loro malefatte.
Rita Recchia


O la squadra di governo prima delle elezioni oppure non mi candido a sindaco.
Più o meno queste sono state le parole pronunciate venerdì scorso da Eugenio
Fedele, durante una riunione dei partiti e delle associazioni che in lui
riconoscono, in vista delle amministrative del 2011. Passata la fase
dell’acclamazione del leader, la variegata coalizione che sostiene la
candidatura del giudice deve fare i conti con sensibilità e punti di vista
diversi su questioni di non poco peso. Nei giorni scorsi, Rifondazione
Comunista, in contrasto con Sinistra Ecologia e Libertà, si è espressa per una
partecipazione di Fedele alle primarie del Partito Democratico, se verranno
convocate. Venerdì, invece, è venuta fuori una nuova questione riguardante il
momento in cui indicare chi avrà l’incarico assessorile nel caso di vittoria
elettorale del giudice. Vittorio Marzullo, segretario di SeL, non ha fretta e
preferisce aspettare prima l’esito del voto; Rifondazione, invece, spinge per
una indicazione anticipata. Il problema non è secondario, perché potrebbe
capitare che in una eventuale giunta Fedele formata prima delle apertura delle
urne, alcune forze politiche abbiano un peso eccessivo rispetto alla loro
consistenza elettorale, mentre altre debbano accontentarsi di uno spazio
inferiore ai suffragi raccolti. Che la faccenda non sia irrilevante, lo dimostra
il fatto che la riunione ha conosciuto anche qualche momento di tensione, quando
Marzullo, stando alle indiscrezioni, ha fatto per andarsene (salvo poi
ripensarci) in dissenso con i fautori della posizione contraria. Tra questi,
però, c’è proprio Fedele, che l’ha detto chiaro chiaro: o mi fate scegliere
prima i miei collaboratori, o mi ritiro. Evidente il suo proposito di
presentarsi all’elettorato come un personaggio non condizionato dai partiti. Il
giudice su questo l’ha spuntata, ma ha dovuto affrontare anche un’altra grana.
In una coalizione che va da sinistra a destra, vale a dire da Rifondazione a
Nuova Area, per qualcuno conta anche che il suo simbolo non stia vicino a quello
dell’avversario politico storico. Così Fedele, si sarebbe impegnato ad inserire
gli esponenti di Nuova Area nella sua lista civica per evitare che sulla scheda
elettorale si verifichino contiguità indesiderate tra un segno carico di memorie
berlusconiane e un altro evocante la rivoluzione di ottobre. Ci vuole pazienza,
Eugenio. E ci vuole pazienza anche perché non è ancora archiviata la posizione
del Prc, secondo il quale la candidatura del magistrato necessiterebbe di una
investitura popolare attraverso le primarie. Intanto, Fedele va avanti. Il
prossimo 18 dicembre, quello che è per il momento l’unico candidato sindaco in
campo si presenterà alla città in un incontro pubblico.
Andrea Di Lello



«Del riordino scolastico in corso non so nulla e non rientra nelle mie
competenze».
Il senatore Claudio Fazzone non ci sta e sbotta di fronte alle
velate accuse dei dirigenti scolastici che – afferma – «evidentemente vogliono
alimentare un clima di falsi campanilismi per attaccarmi». Un’azione mirata,
secondo il senatore. Perché in primavera terracina sarà interessata dal voto
amministrativo e chi soffia sul vento dei sospetti gridando al danno locale
«vuole solo fare campagna elettorale». La questione che ha acceso la polemica
riguarda i licei, di terracina  e Fondi, interessati dal riordino. L’operazione
non convince gli addetti ai lavori poiché l’attivazione del pedagogico al
classico di Fondi (l’altro pedagogico esistente è privato-parificato, quello
dell’istituto San Francesco) andrebbe a ridurre il bacino di utenza dello
scientifico di terracina, già attrezzato per il pedagogico. In quest’ottica,
qualche prof o preside «indisciplinato» ha puntato il dito contro Fazzone, per
la sua vicinanza alla città di Fondi. Il senatore ha quindi smentito qualsiasi
suo interessamento alla vicenda specifica, perché appunto non di sua competenza,
cogliendo l’occasione tuttavia per elogiare la politica scolastica messa in atto
da Armando Cusani, in qualità di presidente della Provincia. «Cusani ha mostrato
in tutti questi anni – ha detto il senatore – particolare attenzione alle scuole
di questa provincia. Basta guardare i fondi messi a disposizione dall’ente. Ha
risollevato un settore rimasto per trent’anni fanalino di coda delle competenze
dell’ente di via Costa. Sono convinto, quindi, che il riordino in corso sia
stato pensato secondo le esigenze dell’intera provincia e non di quella o
quell’altra città. Questa polemica purtroppo non mi è nuova. Accadde più o meno
così quando si trattò di scegliere la sede universitaria tra l’ospedale di
terracina e quello di Fondi. Il mio impegno politico è per tutta la provincia.
Basta con questa storia di Fondi. Eppoi a terracina ho sempre dato e mai tolto e
ritengo terracina  funzionale per lo sviluppo di questa provincia. Un centro
dalle mille bellezze e altrettante potenzialità sia in termini turistici che
culturali. Una città da dove far ripartire l’economia».
R.C.



La Giunta comunale in una delle sue ultime sedute ha deliberato il calendario di
manifestazioni da tenersi nel periodo natalizio.
Il palinsesto degli eventi
organizzati prevede per il giorno 18 e 19 dicembre, dalle ore 15, il servizio
gratuito del trenino turistico dalle ore 15 alle 20; per i giorni 25 – 26 – 31
dicembre, 1 – 2 e 6 gennaio 2011 dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 15 alle 20.
Distribuzione gratuita di dolciumi da parte di “Babbo Natale” dal 18 al 24 dalle
ore 16 alle 19 presso piazza Garibaldi e l’Area Chezzi. Concerto della banda
musicale “Città di Terracina” il 19 alle ore 19 presso la Chiesa del SS.
Salvatore. Distribuzione gratuita di vin brulè con castagne il 22 dalle ore 18
alle 20, allestimento del presepe vivente il giorno 23 dalle ore 18 in piazza
Garibaldi e piazza Municipio e il giorno 24 in piazza Municipio dalle ore 16
alle 18. Coro gospel il 23 alle ore 19 presso la Chiesa del SS. Salvatore,
sfilata della banda musicale “Città di Terracina” il giorno 24 dalle ore 10 alle
12. Artisti di strada il giorno 26 dalle ore 16 alle 18 presso piazza Municipio
e corso Anita Garibaldi, dalle 18 alle 20 in piazza Garibaldi. Concerto
“Pianoforte, oboe e corno inglese” il 30 alle ore 19 presso la Chiesa di
Sant’Antonio di Padova di Borgo Hermada, rassegna internazionale del jazz il 2
gennaio 2011 alle ore 18.30 presso il palazzetto dello sport. Distribuzione
gratuita di dolciumi e regali da parte della befana dal 4 al 6 gennaio 2011
dalle ore 16 alle 19 presso piazza Garibaldi e Area Chezzi. “In un momento non
certamente felice per i nostri conti pubblici – afferma l’assessore al turismo
Giuseppe Amuro – non abbiamo voluto far mancare alla Città iniziative per creare
una giusta e doverosa atmosfera natalizia. Dopo aver predisposto un progetto per
le luminarie, che ha interessato non solo la parte bassa della Città ma anche il
suo centro storico alto e le popolose frazioni di Borgo Hermada e La Fiora,
l’ulteriore piccolo ma significativo programma di manifestazioni organizzate
evidenzia la volontà dell’assessorato e dell’amministrazione comunale di
sostenere le legittime esigenze dei cittadini, in particolare dei tanti bambini,
e per delle migliaia di commercianti che proprio durante le festività natalizie
hanno bisogno di predisporre meglio all’acquisto la loro clientela. Mi preme,
infine, augurare a tutti un felice Natale e uno straordinario 2011″.



I comitati hanno provato a denunciare ma sono stati costretti a deporre le armi
poco dopo.
I commercianti hanno provato a investire ma hanno dovuto abbassare le
saracinesche nel giro di breve tempo. È una storia di speranze perdute quella
del centro storico alto di Terracina. Chi invece le speranze non le ha e non le
ha mai avute è stata l’amministrazione comunale, con il primo e secondo mandato
Nardi, che anzi ha fatto del tutto, quasi in modo scientifico, per uccidere
quelle di chiunque ha voluto credere e scommettere sul futuro del borgo antico.
In questo l’ammini – strazione comunale è stata magistrale: è riuscita a
trasformare nell’ultima periferia del mondo il cuore della città con un
patrimonio storico-culturale che ha pochi eguali. La bomba dei giorni scorsi che
ha distrutto il negozio di parrucchiere potrebbe essere presa a pretesto di
facili polemiche. Si potrebbe dire che il silenzio dell’am ministrazione
comunale è stato più fragoroso della deflagrazione che ha scosso la comunità, ma
è inutile soffermarsi su queste formalità. È la sostanza che conta e in questo
caso sul sindaco Nardi e compari pendono colpe assai più gravi. Così gravi che
se la legge lo consentisse il centro storico dovrebbe essere tolto al Comune
come si fa con i genitori che non sanno badare ai propri figli. Altro che la
secessione paventata dallo scrittore Antonio Pennacchi per Borgo Hermada. I
motivi per togliere la potestà sono sotto gli occhi tutti. Un breve elenco,
visto che di questi tempi va tanto di moda farne, per capire. In dieci anni non
si è stati capaci di dare forma ad una piano di accesso al centro storico. Di
più: per l’uni – co che era stato portato in cantiere – il progetto della rampa
Braschi – il Comune è stato costretto a pagare i danni (70 mila euro) alla ditta
aggiudicatrice dell’appalto. Dunque, allo stato dei fatti, il problema
principale, quello dell’accessibilità, resta irrisolto. Così come restano appesi
tutti i servizi finalizzati al miglioramento della vivibilità. Un esempio banale
per capire quanto l’amministrazione tiene alla cura del borgo antico. Nei giorni
è stata lamentata la presenza di numerosi topi. Ebbene, il Comune si è per caso
adoperato con un intervento di derattizzazione? Ma nemmeno per sogno. D’altro
canto l’igie – ne e l’ambiente non sono mai stati una priorità. Capitolo
altrettanto dolente è ad esempio quello della raccolta rifiuti. Da che il centro
storico doveva essere il punto della città in cui sperimentare per primo la
raccolta porta a porta, oggi il servizio viene garantito con la presenza di
cassonetti vecchi e puzzolenti che si tengono in piedi per miracolo. Nemmeno
fossimo in un slum del Terzo Mondo. Ma a chi le dici certe cose. A chi puoi
parlare dell’altra grande questione che finora non è stata mai minimamente
affrontata: i palazzi storici. Vedi il palazzo della bonificazione pontina, il
Castello Frangipane, il palazzo degli Azzi. I restauri decennali e milionari,
partiti con l’amministrazione Recchia, sono belli che conclusi ma a tutt’oggi di
quegli edifici l’am – ministrazione comunale non sa che farsene. Rispetto alla
loro destinazione non c’è il benché minimo piano. Niente di niente, zero
carbonella. Alla faccia dei reperti archeologici che teniamo ammucchiati negli
scantinati perché non ci sono spazi per esporli e dei soldi, veramente tanti,
spesi per riportare i palazzi al loro originario splendore. Uno sperpero che
dovrebbe zittire quelli che hanno tentato di giustificare la propria incapacità
con la mancanza di trasferimenti degli enti sovracomunali. Tutte baggianate. Ne
è una prova la Cattedrale di San Cesareo. Il Duomo, che stava letteralmente
cadendo a pezzi, è stato riportato alla sua antica bellezza nel giro di pochi
anni. Grazie ad un parroco testardo, grazie ai tanti cittadini che hanno deciso
di partecipare alla missione Cattedrale, ma grazie anche al fatto che il Comune,
dopo le incredibili gaffe collezionate l’una dopo l’altra, è stato fatto fuori
dai lavori di restauro. L’eccezione che conferma la regola e che purtroppo non
si ancora registrata per un altro «gioielli» del centro storico che rischiano
l’oblio: come il Capitolium chiuso al chiavistello, il cantiere infinito del
teatro romano, la chiesa del «Purgatorio» dove i fedeli per pagare la luce sono
dovuti ricorrere ad una colletta. La storia da queste parti è costretta a fare l’elemosina.
Pierfederico Pernarella



Giovedì 16 dicembre Francesco Forgione sarà nella Sala Valadier dell’istituto
«Alessandro Filosi» di terracina  per parlare del suo «Mafia Export».
Francesco
Forgione è noto per il suo impegno contro la mafia. Dal 2004 al 2006 ha
collaborato con la rete televisiva Telejato, protagonista nelle denunce
antimafia nel palermitano. Nel 2006 è stato eletto presidente della commissione
parlamentare antimafia e insegna Storia e sociologia delle organizzazioni
criminali presso l’università dell’Aquila. Qual è il confine fra economia
pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane
nel mondo? E fin dove sono arrivate?A tali interrogativi Francesco Forgione
risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica
mafiosa. L’appuntamento è alle 10e30.



Una giornata in compagnia del mitico Golden Boy.
Una bella sorpresa di Natale per i giovani ospiti della casa famiglia «Gregorio
Antonelli» di terracina  che hanno trascorso il sabato con Gianni Rivera,
considerato uno dei più grandi numeri 10 nella storia del calcio. A Gianni
Rivera è piaciuta l’iniziativa del Rotary Club terracina-Fondi, diretto da Luca
Meineri, dal titolo «Aiutaci anche te a ridare un tetto
ai ragazzi della Casa famiglia». Si tratta di una raccolta fondi lanciata per
finanziare la ristrutturazione dell’interno e dell’esterno dell’edificio che
ospita l’istituto. Un’iniziativa ambiziosa ma che sta vedendo sensibili numerosi
cittadini. Il Golden Boy ha molto apprezzato anche il progetto «Un calcio al
pallone per tutti». E’ la bellissima iniziativa della società sportiva di calcio
«Juventute terracina» che sta coinvolgendo i bambini della casa famiglia
integrandoli nelle attività calcistiche con i loro coetanei. Davvero un bel
progetto, considerando che i ragazzini ospiti della «Gregorio Antonelli» hanno
tutti, chi più e chi meno, esperienze di vita non particolarmente rosee, dove
spesso non c’è nemmeno la possibilità del gioco, essenziale per la crescita di
ogni bambino. Gianni Rivera ha visitato i locali che a breve saranno restaurati
e si è intrattenuto con i ragazzi rispondendo alle loro domande. Il famoso
calciatore, capitano del Milan per 12 stagioni, ha voluto sottolineare
l’importanza di doti come l’umiltà e la considerazione dell’altro per poter
essere campioni nella vita, e non soltanto sul campo da gioco. Emozionati anche
gli adulti, contenti di poter conoscere di persona e stringere la mano del
mitico Golden Boy. Intanto prosegue la raccolta fondi per i lavori nella casa
famiglia. Tanti i negozi, non soltanto di terracina, dove è stato posizionato il
salvadanaio per lasciare ognuno il proprio contributo.
Rita Recchia



VELA – Finale I Manche al Circeo Campionato Altura
Si è concluso Domenica 12 Dicembre la I Manche del Campionato Invernale del
Golfo del Circeo e Terracina, organizzato dal Circeo Yacht Vela Club e dal
Terracina Vela Club nella splendida cornice del promontorio pontino. Le
condizioni di vento instabile hanno creato non pochi problemi al Comitato di
Regata presieduto da Carlo Cacioppo, ma nel primo pomeriggio finalmente le acque
del Golfo hanno concesso il vento necessario a coronare le ultime battute di
quest’avvincente Campionato Invernale 2010, sedici le imbarcazioni partecipanti
suddivise nei due raggruppamenti Regata e Crociera. Si aggiudica la I Manche in
Classe Regata BONAVENTURA il First 34.7 dell’armatore Gino Anastasia seguito da
JOSHUA il G.S. 34 di Giuseppe Gubbini portacolori del Terracina Vela Club, la
terza piazza va al Comet 38S PINA II di Bruno Bruno. In Classe Crociera domina
il G.S. 39 ORIETTA IV dell’armatore Massimo Gemini seguita da AQUEROL il Bavaria
42 di Franco Minchella e MARINER il Sun Fizz 41 di Luigi Forlani.



Terracina non è un paese per gli amanti delle due ruote. E gli attuali
amministratori non fanno nulla per cambiare le cose. Ne è convinto il «Comitato
Terracina Ciclabile », soprattutto dopo aver letto con attenzione il Piano
Urbano del Traffico redatto dall’ente pubblico. Secondo i membri del Comitato
«il Piano in disamina tocca molto marginalmente la mobilità urbana in
bicicletta, che attualmente è il nostro prioritario obiettivo». «Ciò che si
richiede è la realizzazione di corsie ciclabili che non hanno bisogno di essere
costruite poiché utilizzano la sede stradale preesistente. Magari di un
rifacimento sì, dell’apposita segnaletica e della messa in sicurezza (dissuasori
e quant’altro)». «Per mobilità ur- T bana in bicicletta – prosegue il Comitato -
si intende poter utilizzare la bici in sicurezza per recarsi al lavoro, a
scuola, a fare compere, per tutti gli spostamenti urbani di breve distanza ».
Appena quattro giorni fa il «Comitato Terracina Ciclabile» ha scattato alcune
foto che ritraggono la pista ciclabile lungo il canale Mortacino e quella sulla
Pantani da Basso di Borgo Hermada. «Le foto si commentano da sole, soprattutto
lo strato melmoso del corso d’acqua del Mortacino – scrivono sul loro blog – Nei
mesi caldi si esce dalla pista ciclabile gonfi per le punture di zanzare. Tali
opere dopo essere state realizzate necessitano anche di manutenzione, altrimenti
diventano inutilizzabili». Ma «il Piano in disamina non si riferisce a una
mobilità urbana in bibicletta integrativa e alternativa ai mezzi a motore». C’è
la possibilità di presentare osservazioni formali entro il 29 dicembre prossimo,
ma il Comitato ammette di non avere «la più pallida idea su come e cosa
osservare datosi che, come già detto, il Piano non riguarda la mobilità urbana
in bici. Se qualcuno degli amici del Comitato Terracina Ciclabile ha qualche
idea la esponga, grazie!». In città sono tanti gli amanti della due ruote.
Giorni fa è stato anche organizzato il primo «Critical Mass» in città, una bella
passeggiata collettiva che diventerà presto un appuntamento fisso.
Ri.Re.


C’erano una volta le altalene della Pineta. Dopo l’incidente occorso ad una
bambina nei mesi scorsi, i giochi del parco che si trova nei pressi del porto
non sono stati messi più in funzione. Le altalene non dondolano più, lasciando
i più piccoli senza giochi. Un fatto semplicissimo che diventa complicato. È il
metodo Terracina: se qualcosa si rompe non viene più aggiustata. Questa è
l’identica sorte riservate ad altre strutture presenti nelle aree verdi della
città, che diventano sempre meno a dimensione di bambini.

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terracina-via-roma-con-carrozze-anni-50_bis

Era il 2003 quando per la prima volta il Consiglio comunale approvò le linee di
indirizzo per l’ampliamento del porto di Terracina con relative infrastrutture a
Badino e Sisto.
Oggi quel progetto, pensato con gli elaborati della società
Modimar e Seacon poi rimasti nel cassetto, torna d’attualità. È pronta una
delibera da portare in Consiglio comunale in cui l’amministrazione, dopo anni di
fantasticherie alimentate da una miriade di altri progetti, sottoscrive lo
studio della Modimar e ne chiede l’approvazione nella massima assise. Si tratta
di un piano di ampliamento del porto, con relativo adeguamento delle darsene e
delle infrastrutture a terra, la realizzazione di nuove darsene fluviali interne
a Badino e un piccolo approdo a Foce Sisto e un lungo braccio che partirebbe
dall’hotel «L’Approdo» per arrivare al faro rosso. Il progetto nel 2006, alla
vigilia delle scorse elezioni, era stato già ripreso. Allora si era pensato
addirittura di costituire una società mista per la gestione della struttura. I
tempi sono cambiati. Oggi, ad esempio, l’area dell’ex Genio civile non è più
utilizzabile. Il Ministero dei Trasporti l’ha destinata ad alloggi per la
Capitaneria di Porto. In tutti i modi la conferenza dei servizi dovrà decidere
la fattibilità del progetto. A questo proposito il Comune, per quanto di sua
competenza, vuole dare al più presto il parere sulle linee di indirizzo
approvate quasi 8 anni fa. Per il momento si è incassato il via libera del
dipartimento Pianificazione, assetto e sviluppo del territorio, diretto
dall’architetto Gianfranco Cautilli. E c’è da giurarci che, vista l’imminenza
delle prossime elezioni, Nardi e colleghi vogliano andare spediti per spianare
la strada al progetto del porto, rimasto fermo, non si sa bene perché, per tutti
questi anni. Ma d’altronde il sindaco Stefano Nardi, che alla realizzazione del
porto non potrà assistere in qualità di primo cittadino, non ha mai nascosto la
sua intenzione che lo «start up» dell’opera portasse la sua firma. Lo studio
della Modimar e Seacon, alla fine dei conti, appare quello meno rischioso in
sede di conferenza dei servizi in materia di tutela del paesaggio e sicurezza
della navigazione. L’ultima parola spetterà a Regione, Capitaneria di porto e
Genio civile, che già in una delle sedute preliminari del luglio scorso si erano
riservati di decidere tirando in ballo, per alcuni progetti, proprio la
questione dell’im pa tt o ambientale. A giorni se ne parlerà in Consiglio comunale.
Diego Roma

Doveva essere la principale delle infrastrutture turistiche di terracina, ma di
talassoterapia, adesso, si continua a parlare soltanto in un’aula di tribunale.
E’ del 30 novembre scorso, infatti, la presentazione da parte dell’Azienda di
Promozione Turistica di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di
Latina per scongiurare il pagamento di un progetto mai partito. E’ una storia un
po’ intricata che vede protagonisti i tecnici a cui venne affidato l’incarico di
preparare gli elaborati per la costruzione di un centro talassoterapico a
terracina. Non è chiaro quale sia stato il frutto del loro lavoro, ma sta di
fatto che la Regione, una volta accertato che il centro non sarebbe mai stato
realizzato, decise di stornare su altri capitoli del suo bilancio la somma che
era stata destinata a finanziare le spese progettuali. Si trattava di una cifra
pari a circa 225mila euro, di cui la metà, però, era già stata versata ai
professionisti. I tecnici, insomma, avrebbero dovuto accontentarsi del cinquanta
per cento di quanto prevedevano di guadagnare. Gli interessati, invece,
reclamano i soldi per intero e li vogliono dall’Apt, committente del progetto.
Così l’Azienda ha deciso di rivolgersi al Tar del capoluogo pontino contro la
Regione per ottenere che via della Pisana ripristini il finanziamento o che si
faccia carico di resistere alle richieste dei professionisti, sgravando l’Apt da
qualunque onere. Vada come vada la vicenda giudiziaria, è certo però che quello
che era stato un grandioso piano va verso il più inglorioso degli epiloghi.
Basterà ricordare che ben 31 anni fa, dal 4 al 7 ottobre 1979, si svolse a
terracina il «1° convegno internazionale di bioclimatologia marina e
talassoterapia-giornate climatologiche di terracina». Sembrava che la città
presentasse le condizioni ottimali per ospitare un servizio che utilizza l’acqua
marina come coadiuvante in alcune cure termali. Si sognavano impianti con vasche
idromassaggi nelle quali alghe marine, cloruri, sodio, magnesio, calcio,
potassio, iodio avrebbero riprodotto gli effetti curativi esercitati da una
terapia praticata in spiaggia. Con gli impianti, si sognavano frotte di turisti
e il «boom» dell’economia della città. Trent’anni dopo non resta niente, se non
regolare i conti con i tecnici, gli unici che si sono messi in tasca qualcosa.
Andrea Di Lello

L’ amministrazione Nardi vuole alienare un terreno con emergenze archeologiche e il
Pd presenta un esposto alla Soprintendenza.
Il terreno in questione è situato a
La Fiora e misura mille metri quadrati. Il consiglio comunale, nel dicembre del
2009, ha deciso di cederlo ad un privato per la cifra di 2560 euro. «Nella
commissione competente e in consiglio comunale recita una nota del gruppo
consiliare democratico-, abbiamo chiesto, senza avere risposta, in base a quale
leggi è stato ceduto ad una singola persona il terreno dell’intera collettività
senza alcun criterio con una somma irrisoria ad un singolo cittadino ».
Nell’assemblea consiliare  del 18 novembre scorso, continua la nota, «dopo
un’ampia e approfondita illustrazione da parte del consigliere Antonio Bernardi,
senza nessun dibattito ed intervento dei consiglieri della maggioranza, l’ordine
del giorno con cui chiedevamo la revoca della delibera è stato respinto a
maggioranza ». A questo punto, i democratici, «visto il menefreghismo
dell’amministrazione comunale e dei consiglieri della maggioranza» si sono
rivolti alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio,
alla Corte dei Conti e al Ministero delle Finanze. «Il terreno in questione -è
scritto nel ricorso- non può essere disponibile e, quindi, non è alienabile,
poiché presenta, condurle (riutilizzando lo speco dell’antico acquedotto di
Feronia, risalente alla fine del I sec. a.C.) fino all’attuale Piazza Fontana
Vecchia, nel cuore della ‘città nuova’, il Borgo Pio voluto dallo stesso papa
Braschi». «Tale monumento -termina l’esposto-, peraltro, è stato già oggetto più
volte di interventi di tutela da parte della Soprintendenza competente. Si
ricorda, in particolare, l’intervento che ha consentito di realizzare il
viadotto della Consolare II Monte-Lepini, presso la ‘Fiora’, invece del rilevato
stradale previsto, per la salvaguardia delle strutture storiche di captazione e
decantazione dell’acquedotto pontificio».
Andrea Di Lello

 

Torna l’allarme scabbia nella comunità indiana di Borgo Hermada. L’epidemia
debellata da decenni torna ad affacciarsi a causa delle condizioni igienico
sanitarie «difficili» in cui vivono centinaia di extracomunitari. Nel «ghetto»
della frazione di Terracina, l’infezione dilaga. Una situazione diffusa ma non
generalizzata, allarmante in alcune «sacche» di ext ra co munitari, inesistente
invece in tante famiglie straniere da anni residente a Terracina e t ot al me nt
e integrate negli usi e nei costumi, anche igienici, italiani. Sono comunque
numerosi i casi di scabbia individuati dagli operatori sanitari del pronto
soccorso ogni volta che sono chiamati a intervenire nelle abitazioni in cui
vivono i cittadini stranieri. Le situazioni più drammatiche si registrano nelle
strade in cui si concentrano maggiormente gli alloggi popolati dagli
extracomunitari. Via Sani, via Astolfi, via Teodorico, e in altre strade vicine
la scabbia c’è anche se non si vede. Un’epidemia che gli indiani si trasmettono
l’uno con l’altro, venendo a contatto tra di loro ma anche perché si scambiano
gli indumenti, dormono ammassati sugli stessi letti. Il più delle volte semplici
materassi ricoperti da lenzuola che non vengono lavate per molto tempo. In
condizioni del genere il virus della scabbia riesce con facilità a diffondersi.
In alloggi di pochi metri quadrati, infatti, vivono anche dieci persone. La
cultura dell’igiene non è quella fortunatamente conquistata nel corso dei
decenni nei paesi occidentali. La pulizia degli indumenti avviene di rado,
mentre è molto diffusa la pratica di scambiarsi i vestiti tra i vari componenti
della famiglia. Basta allora che uno solo contragga la scabbia per trasmetterla
a un altro connazionale con cui vive a stretto contatto. Altra miniera di acari
pericolosi della scabbia sono i letti, giacigli infettati su cui ogni notte
dormono numerosi inquilini dello stesso appartamento. A scambiarsi la scabbia
sono soprattutto gli uomini, braccianti che vivono e lavorano insieme e che
abitano con altri uomini. Mancando in casa la figura di una donna, sono carenti
le precauzioni igieniche che consentirebbero alla scabbia di essere debellata.
Un problema serio resta quello relativo alla percezione, da parte dei soggetti
colpiti dalla scabbia, del fatto di essere portatori di un virus. Nei giorni
scorsi una donna indiana in attesa di un bambino, è stata trasportata in
ambulanza presso l’ospedale di Fondi per una regolare visita ginecologica. Nel
corso del trasferimento, alla donna è stata diagnosticata la scabbia. Ma a
quanto sembra, il leggero bruciore sulla pelle provocato dall’infezione non le
dava fastidio perché ormai vi era abituata. E come lei tanti altri cittadini
extracomunitari.
Francesco Avena

 

Borgo Hermada ha tutti i requisiti per diventare Comune a sé, ma oggi non è
possibile realizzare un progetto del genere. A soffiare sulle recenti polemiche
sollevate dall’incontro con lo scrittore Antonio Pennacchi è Matteo Moro,
presidente del «Circolo delle Frazioni ». «Il borgo oggi non può diventare
Comune, è inutile ogni discussione, chi parla non comosce come stanno le cose ».
«Ogni volta che si avvicina una tornata elettorale il tormentone esce fuori,
sponsorizzato da chi vuole accreditarsi consensi in parti di territorio spesso
trascurate» dice Matteo Moro che spiega come sia impossibile la «secessione»
borghigiana «perché le at- B tuali leggi finanziarie incentivano l’unione di
enti e non la creazione di nuovi, quindi fino al 2013 nessuno può richiedere il
referendum per far diventare il Borgo Comune ». «La gente non si deve far
prendere in giro da chi raccoglie firme per la secessione, e tanto meno deve
ascoltare chi lotterà per l’unità, sono tutte cose senza senso». E veniamo al
Premio Strega Pennacchi che ha riscaldato gli animi…autonomisti. «La scorsa
sera Pennacchi ha ripetuto ciò che sta scritto nel suo libro, evidenziando che
tra polentoni, cispadani e i marocchini (i terracinesi) vi è una differenza tra
dialetto, usi e costumi che dura dai primi giorni della bonifica. Chi ha
criticato il suo intervento, lo ha fatto perché non ha letto il suo libro,
nonostante ha dichiarato di averlo fatto. Pennacchi ha espresso il desiderio dei
polentoni di non essere cittadini di serie B, ha detto quello che volevano
sentire i presenti, ed è per questo che è stato fortemente applaudito dalla
platea presente in sala». Ma «i borghigiani devono sapere che il borgo rimarrà
frazione di Terracina, e se non vogliono essere cittadini di serie B alla
prossime amministrative devo concentrare i loro consensi su persone locali in
grado di rappresentare e tutelare le loro origini ma anche quelle dei
terracinesi tutti, questo è l’unico strumento a disposizione oggi per cambiare
questo stato di cose».
Rita Recchia

 

È stato tra i primi ad ufficializzare la sua candidatura a sindaco alle prossime
amministrative.
Sarà il primo anche ad ottenere una cena elettorale. Il circolo
di Sinistra e Libertà ha organizzato per sabato prossimo una cena di
presentazione del candidato sindaco Eugenio Fedele presso l’agriturismo San
Silviano. «Con questa occasione – si legge nella nota – avremo modo di far
conoscere alla città questo nuovo personaggio della scena politica Terracinese,
apprezzato da molti per il lavoro svolto finora come giudice di pace e convinto
sostenitore di una politica nuova, fatta di trasparenza e partecipazione». Alla
cena, che servirà anche da raccolta fondi per l’organizzazione della campagna
elettorale, parteciperà anche l’esponente di minoranza di Fondi Maria Civita
Paparello, già candidata sindaco a Fondi.
D. R.

Marciapiedi a ostacoli in via del Quartiere. Da diverso
tempo ormai camminare lungo i bordi della strada usando gli
appositi marciapiedi è diventato difficile per i residenti. Due
grossi vasi ostruiscono il passaggio, causando non pochi
disagi. Si aggiunga la presenza, tutt’altro che sporadica, di
motorini e biciclette legate ai pali della segnaletica, e per i
passanti non resta che camminare in strada. Le lamentele
arrivano da anziani e genitori di bambini che si recano a scuola
a piedi. Per loro, da vicolo Rappini è praticamente impossibile
imboccare il marciapiede, che tra i vasi, le biciclette e i
motorini è inutilizzabile. I residenti fanno anche notare che in
altre zone della città la polizia locale ha fatto togliere i vasi
perché intralciano e occupano il suolo pubblico.
D. R.

 

Prima l’apparente discussione in consiglio comunale poi l’esposto a Corte dei Conti, ministero delle Finanze e Soprintendenza. Questa volta gli otto consiglieri del Pd di Terracina vogliono andare fino in fondo per capire il vero motivo che si cela dietro la vendita di un terreno comunale di 1.000 metri quadrati a un privato per la modica cifra di 2.560 euro, o meglio “di fatto quasi gratis”, come si legge nell’esposto. Un terreno non gravato da uso civico e di interesse storico, architettonico e culturale che l’amministrazione ha venduto senza tanti convenevoli dopo un iter che, secondo i consiglieri di opposizione, lascia più di qualche perplessità. Come il passaggio in commissione dove il Pd chiese che venisse letto un articolo di legge sul quale la maggioranza aveva sostenuto la vendita al privato. L’articolo non fu letto e il testo passò con il voto contrario dell’opposizione. O come l’inspiegabile ritardo nella convocazione del Consiglio comunale per discutere della revoca del provvedimento che i consiglieri del Pd chiesero a gennaio di quest’anno ma che ottennero solo molto più tardi nonostante l’obbligo da parte del presidente del consiglio Patrizio Avelli di convocarlo entro i venti giorni dalla richiesta. E infine la votazione nell’assise del 18 novembre sulla revoca passata in sordina con i soli interventi dell’opposizione e con una maggioranza che si è limitata a leggere molto velocemente il punto all’ordine del giorno prima di bocciarlo. Per il Pd c’erano tutti i presupposti per l’esposto indirizzato in primis alla Corte dei Conti per sapere se il prezzo di vendita è davvero congruo e se i procedimenti amministrativi adottati sono corretti. E poi alla Soprintendenza visto che «Il terreno in questione non può essere disponibile e, quindi, non è alienabile, poiché presenta, ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 10, interesse storico, architettonico e culturale».
di FABIO COCCIA

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terracina-bagnanti-vari-anni-20_bis
Torna il molestatore Dottoresse terrorizzate al pronto soccorso.
Arriva a tormentarle con contatti assillanti in cerca di cure e di attenzioni.
L’ultimo è dell’altra notte. Rintuzzato dalla dottoressa di turno, che è
riuscita ad arginarlo come ha potuto. Ma l’incubo del molestatore seriale
rimane. Il 39enne L.M. è un volto molto noto al pronto soccorso dell’ospedale
Fiorini. Ha problemi di schizofrenia, connessi con un passato di dipendenze. S’è
rifatto vivo nella notte di giovedì, come ci testimonia la dottoressa N.R. «Ha
stentato a convincersi che non era il caso che venisse in ospedale. Ma noi siamo
sempre sotto schiaffo. Mira alle dottoresse più piccole, tranquille e dolci».
Per una vittima sfuggita all’assedio, ce n’è un’altra, che ha dovuto sorbirsi un
incontro ravvicinato la notte prima, mercoledì. «Pretendeva di farsi fare una
flebo come disintossicante – racconta M.I. – Voleva a tutti i costi farsi
ricoverare ed è diventato aggressivo ed abbiamo chiamato la Polizia. Sabato
notte mi ha cercato. Ho dovuto nascondermi. Noi qui abbiamo paura e nessuno
interviene. Forse bisogna aspettare che ci scappi il morto?».
E. Ber.

41000 [13]

Non ci sono spunti investigativi di rilievo nel caso del negozio di parrucchiera
del centro storico, rimasto distrutto per l’esplosione di una bomba-carta.
Siamo
al terzo episodio in poco tempo e la situazione sul territorio si sta facendo
preoccupante, poiché è ormai chiaro che la mano dinamitarda (potrebbe essere
sempre la stessa) non ha alcuna intenzione di fermarsi, portando così uno stato
di diffusa inquietudine nelle nottate dei cittadini terracinesi. I petardi
utilizzati non sono apparsi grandi, ma si sono dimostrati capaci comunque di
fare un danno enorme. È per questo che, nel timore di altri tentativi
scellerati, il livello di guardia e i controlli per la sicurezza delle Forze
dell’ordine stanno aumentando.
Erc. Ber.

41000 [23]

Sempre più vicini allo sciopero gli operai della Terracina Ambiente. Ieri Cgil,
Cisl e Uil hanno inviato l’ennesima lettera alla direzione della società mista
che si occupa della raccolta e gestione dei rifiuti elencando i problemi che
rimangono tutti sul tavolo. A partire dalla stabilizzazione dei precari, per
continuare con l’inidoneità dei mezzi che non assicurano la sicurezza, lo
sperpero di denaro pubblico per affittare altri auto compattatori, e per finire
con le retribuzioni che non arrivano mai nei tempi stabiliti. Si dicono stanchi
di attendere risposte e soluzioni sottolineando che non accetteranno più di
sedersi attorno a un tavolo con l’azienda se non saranno presi provvedimenti
immediati. Nell’assemblea che si è tenuta ieri sono state poste anche le basi
per una eventuale nuova trattativa che dovrà basarsi su un piano industriale
chiaro. Sul fronte aziendale tutto tace. La Terracina Ambiente rimane al centro
di polemiche politiche legate alla gestione fallimentare. Il socio di
maggioranza, ovvero il Comune, non è mai stato in grado di prendere in mano la
situazione da quando l’azienda è formalmente nata. Bilanci in rosso,
integrazioni al piano di raccolta mai partito, differenziata al palo e duplice
aumento della Tarsu.
F.Coc.

41000 [22]

Marzullo, SEL: Premio di risultato per i dirigenti comunali
Siamo riusciti a venire in possesso, in maniera quasi furtiva, della delibera di
giunta n. 699 del 10/11/2010, quasi furtiva perché alla faccia della
trasparenza, sul sito del comune non è riportata, inerente la elargizione de
premio di risultato per i dirigenti comunali relativi all’anno 2009. Tali premi
sono stati erogati anche in base alla relazione TOP SECRET della commissione di
valutazione. Infatti mentre siamo riusciti a carpire copia della deliberazione
di giunta non c’è traccia della relazione della commissione di valutazione.
Recita testualmente in un passo tale delibera ” DATO ATTO CHE IL NUCLEO DI
VALUTAZIONE, A SEGUITO DELLA VERIFICA DELLE ATTIVITA’ EFFETTUATE DAI DIRIGENTI E
DAI RESPONSABILI DEI SERVIZI, SULLA BASE DEGLI OBIETTIVI GESTIONALI CONSEGUITI
NEL CORSO DELL’ANNO 2009, HA PROVVEDUTO A VALUTARE LE PRESTAZIONI RESE,
CONFORMEMENTE ALLA SOPRA CITATA METODOLOGIA;” DOVE E’ POSSIBILE REPERIRE TALE
ATTO DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE? QUANTO COSTA AL COMUNE LA COMMISSIONE DI
VALUTAZIONE PER DISTRIBUIRE AI DIRIGENTI 46.400 EURO? OLTRE ALLA IRRISORIA CIFRA
DI 19.217,36 EURO PER I FUNZIONARI? LA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE NON E’
OBBLIGATORIA MA FACOLTATIVA. Perché un comune indebitato come quello di
Terracina sperpera decine o centinaia di migliaia di euro per una commissione di
valutazione che non serve a nulla? Esempio per tutti, la Dottoressa Amici, nel
2009 era dirigente responsabile dei servizi sociali, come è a tutti noto nel
2009 a Terracina i servizi sociali sostanzialmente non sono stati erogati, per
le contestate decisione della nostra amministrazione, i diversamente abili sono
rimasti senza assistenza a scuola, gli anziani e le persone sole più bisognose,
oltre alle famiglie dei diversamente abili sono rimaste senza assistenza
domiciliare ecc. ecc., eppure la dottoressa Amici , dopo il Dottor De Simone è
quella che ha percepito il premio più alto, BEN 7.701,60 EURO. Quale è il
risultato produttivo raggiunto dalla Amici? La distruzione dello stato sociale?
Era forse questo l’obiettivo che il comune si era prefisso e per cui la Amici ha
avuto il diritto di percepire i 7.701.60 euro? Per curiosità, non conosciamo i
nomi dei membri della commissione di valutazione ne quanto questi percepiscono
dal Comune, ma CHIEDIAMO DI RENDERE IMMEDIATAMENTE PUBBLICA LA RELAZIONE DELLA
COMMISSIONE DI VALUTAZIONE, siamo curiosi di conoscere i criteri di valutazione
e gli obiettivi produttivi raggiunti, oltre ovviamente a quanto costa ai
contribuenti una così lungimirante commissione. Ci scusi la Dottoressa Amici,
niente di personale, ma è la situazione che conosciamo di più per ovvi motivi, e
quindi da lei partiamo per capire ovviamente tutto il resto, capire se sono
stati criteri oggettivi o clientelari, o peggio ancora compromessi politici.
Un’altra cosa che ci chiediamo è questa: QUALI OBIETTIVI PUO’ RAGGIUNGERE O PUO’
DARSI UN’AMMINISTRAZIONE E DI CONSEGUENZA I SUOI DIRIGENTI QUANDO IN QUATTRO
ANNI DI AMMINISTRAZIONE SI SONO RIVISTI PER BEN QUATTRO VOLTE GLI ASSETTI
ORGANIZZATIVI DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA CAMBIANDO IN CONTINUAZIONE GLI
INARICHI AI DIRIGENTI? Come si fa a giustificare, se per esempio è sempre la
stessa persona, la elargizione al Dottor Maragoni Piero della somma di 4.841,25
per l’anno 2009 e poi CONTEMPORANEAMENTE IL COMUNE SI COSTITUISCE PARTE CIVILE
IN UN PROCESSO CONTRO LO STESSO DIRIGENTE. A MENO CHE STIAMO SBAGLIANDO PERSONA,
ALLORA CHIEDIAMO SCUSA ANTICIPATAMENTE, MA SE COSI’ NON E’ CREDIAMO CHE SIA LA
GIUNTA COMUNALE CHE LA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE DEVONO DELLE SPIEGAZIONI A
TUTTI I CITTADINI DI TERRACINA. Susate la nota polemica, ma l’opposizione di
fronte a questi atti dov’era?
Forse troppo presa a difendersi dai vaffa del volgare Sindaco Nardi.
Il segretario del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Terracina
Vittorio Marzullo

 41000 [21]

Sarà scongiurato lo sciopero degli addetti alla pulizia del Comune. La A&Tech
garantisce che, nonostante vanti un credito di circa 70 mila euro, provvederà a
pagare ugualmente una mensilità di stipendio ai propri dipendenti. Crisi
risolta. A Natale, si sa, le buone azioni si apprezzano ancora di più e la ditta
di Torino, pure in difficoltà per i ritardati pagamenti da parte del Comune che
a marzo scorso gli ha affidato il servizio, ha deciso di intervenire a favore
dei 14 dipendenti (13 sono donne, madri di famiglia o vedove), che giornalmente
ripuliscono gli ambienti comunali. Ci tiene a sottolineare l’amministratore
unico Franco Marengo: «Abbiamo predisposto il tutto, per cui la settimana
prossima saremo in grado di pagare le spettanze del mese di ottobre. I
dipendenti vantano solo questo stipendio, poiché, in base ad un accordo
sindacale, la retribuzione s’intende maturata al 20 del mese successivo. Quindi,
gli operai hanno torto a rivendicare la mensilità di novembre, dal momento che
non sono ancora decorsi i termini». Il Comune, per bocca dell’assessore
all’Ambiente Loreto Maragoni, ha asserito che i pagamenti verso la ditta
risultano regolari. «Niente di tutto questo. La situazione che si sta generando
- continua a dire Marengo – nasce proprio dal fatto che gli impegni contrattuali
non sono stati mantenuti. L’unico canone che abbiamo ricevuto risale al mese di
luglio. Poi più niente. Gli altri importi in scadenza non sono stati liquidati.
Al momento il Comune, in base ai nostri conteggi, ci deve qualcosa come 70 mila
euro di arretrati. Noi siamo una piccola-media azienda. Situazioni simili ci
procurano uno stato di difficoltà notevole». Il Comune, stando a quando detto,
non rispetta i contratti. Non ricevendo il dovuto, i gestori dei servizi sono
costretti a rallentare i pagamenti ai loro dipendenti, i quali, come successo
l’altro ieri, cercano di rifarsela con il Comune, minacciando uno sciopero.
Insomma, il cane che si morde la coda. L’assessore Maragoni, interpellato in
proposito, ammette che il debito del Comune è di 70 mila euro («E’ relativo ad
appena due mensilità arretrate» sottolinea), ma invoca il rischio d’impresa, in
base al quale ogni ditta dovrebbe essere in grado di coprire comunque un
limitato ritardo nei pagamenti da parte dell’ente appaltante. Un dato, in tutta
l’ennesima emergenza, è consolante: i lavoratori potranno avere la settimana
prossima la busta paga di ottobre. Se poi prima delle prossime festività potrà
seguire anche la mensilità di novembre, vorrà dire proprio che il loro sarà un
Natale a go-go.

41000 [20]

La Destra: Fermiamo Equitalia.
La Federazione provinciale “Paolo Spolon” di Latina in collaborazione con il
Dipartimento Nazionale Settore giustizia scende in piazza a Latina. Non possiamo
lasciare da soli i nostri cittadini, i lavoratori italiani sia dipendenti che
autonomi vanno rispettati, vanno difesi, vanno aiutati a risolvere i tanti
problemi con Equitalia. La situazione attuale pone grossi limiti alla
risoluzione dei problemi tra Equitalia e i cittadini. Ad oggi se hai ritardato
il pagamento con Equitalia dopo averlo dilazionato , sei costretto a estinguerlo
in un’unica soluzione e se non disponi di tutta la somma , che spesso è di
migliaia di euro, rischi di perdere i beni accumulati con i sacrifici di una
vita. Sabato 11 Dicembre dalle ore 10.00 alle 20.00 ore saremo in Piazza del
Popolo a Latina con il nostro gazebo per informare i cittadini, della provincia
di Latina, di questa nostra importante iniziativa, che proseguirà poi con un
Convegno a Terracina il 19 Dicembre alle ore 17.30 presso Villa Tommasini. Al
convegno dal titolo “Fermiamo Equitalia” parteciperanno anche il Responsabile
Nazionale del settore Giustizia Avv Monica Nassisi e il Consigliere Regionale On
Roberto Buonasorte .

Terracina/Immigrati
Nel corso di un’operazione di contrasto all’immigrazione clandestina i
carabinieri hanno arrestato a Terracina quattro cittadini indiani per ingresso e
soggiorno illegale nel territorio italiano. Altri sedici sono stati denunciati
per lo stesso reato.

41000 [19] 

Clima teso al Terracina, una parte della squadra non si è allenata lamentando la
poca chiarezza sul pagamento dei rimborsi spese.
In serata c’è stata una
riunione fiume dei vertici societari, non si escludono novità significative
nelle prossime ore. Un film già visto. Sul piano più squisitamente sportivo, i
tigrotti passeranno da una ciociara all’altra e così a sette giorni dalla
vittoria sul Ceccano (3-1), domani affronteranno il Morolo (14.30). «Dobbiamo
iniziare a vincere anche in trasferta – puntualizza il diesse Carlo Magliozzi -
sono sicuro che al Marrocco troveremo i 3 punti». Le due squadre torneranno ad
affrontarsi in una gara ufficiale dopo lo spareggio del 13 maggio 2006 al
Flaminio di Roma valido per la promozione in serie D, all’epoca prevalse il
Morolo: «E’ un motivo in più per vincere», conclude Magliozzi. Impegno facile,
facile per la Vigor Cisterna che al Domenico Bartolani ospita (ore 14.30) la
Roma VIII, ultima con un solo punto in quattordici giornate. Nell’occasione, la
società ha deciso che l’ingresso sarà gratuito previa offerta ai volontari
dell’Avis che, a partire dalle 13.30, distribuiranno materiale informativo su
Telethon e raccoglieranno fondi per la ricerca sulle malattie genetiche del
sangue. «I valori dello sport sposano spesso quelli della solidarietà -
evidenzia il presidente onorario della Vigor Cisterna, Domenico Capitani – la
giornata Telethon ci è sembrata l’opportunità più giusta per far emergere questo
importante aspetto». Nella Vigor non ci sarà Arena, squalificato, in dubbio ci
sono Frattarelli e Garat. Nel frattempo ha lasciato Cisterna il giovane
difensore Mercuri (’91) che si è accasato al Bassiano (Promozione) mentre
dall’Anitrella è arrivato Maciocie (’92), anche lui difensore. La vittoria
sofferta contro il Lariano non ha fatto sparire i venti di crisi che da tempo
soffiano sul Formia, chiamato domani alla prova del nove al “Tomei” contro il
Sora, vice capolista del girone B a quattro punti dalla Lupa Frascati. Tra le
due squadre ci sono ben 16 punti di differenza. Un derby in tono minore sia per
il distacco abissale e gli obiettivi opposti di entrambe le squadre, e sia
perché il Casms (Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive) ha
vietato la presenza dei tifosi ospiti. Il Formia, intanto, è vicinissimo al
ritorno del difensore centrale Luca Di Franco, che questa settimana si è
allenato con i biancazzurri dopo la breve parentesi con il Terracina. Un
rinforzo di esperienza che potrebbe debuttare già nel derby laziale e che non
sarà l’unico colpo in entrata del club formiano, alla ricerca anche di un
portiere e di un attaccante. Contro il Sora degli ex Lisi, De Ciantis, Volante e
Simeoli, il tecnico Piero Tersigni dovrà ancora rinunciare agli infortunati
Adjei e Lombardi.
(Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)
di VINCENZO ABBRUZZINO

41000 [18]

Si dovrà a tutti i costi evitare di apparire spaccati al proprio interno,
raggruppare movimenti e partiti minori e soprattutto esprimere una, e una sola
candidatura.
È tempo di grandi decisioni all’interno del Partito democratico,
che superata la fase congressuale con la rielezione del segretario Alessandro
Di Tommaso, ora è giunta sulla sponda di un fiume da attraversare tutto d’un
fiato. Già nei prossimi giorni potrebbe esserci una riunione del partito per
fare il punto della situazione. Che verte sopratutto sulla scelta del candidato
da esprimere alle am mini str ative. Il cammino non sarà facile. Da quello che
si apprende nei corridoi i democratici sono affetti dalla stessa sindrome del
«papa straniero» che affligge i vertici nazionali. In particolare ci sarebbe
una frangia minoritaria del partito, quella che fa capo all’ex segretario
Francesco Cofano e a Rocco Zannella, che starebbe facendo pressioni per
lanciare un candidato esterno. Una bella grana, se è vero quel che si dice,
ovvero che il nome pronunciato con più insistenza da questi ultimi è quello del
giudice di Pace Eugenio Fedele. Il magistrato piace a più di qualcuno all’inter
- no del circolo, soprattutto a chi, come il consigliere Vincenzo Coccia, batte
sul tema della legalità e del rinnovamento del partito proprio attraverso una
candidatura esterna. L’ipotesi è che Fedele possa mettere d’accordo le diverse
anime del centrosinistra in vista di una coalizione solida. Si pensa a Sinistra
e Libertà ma anche ai Verdi di Gino Di Mauro e alla Federazione di Sinistra. Ma,
c’è un ma. Perché il giudice Fedele ha dichiarato apertamente la trasversalità
del suo movimento, che parte dall’associazionismo per approdare fino a Nuova
Area, movimento nato nell’alveo del centrodestra. Come mettere insieme le due
cose? Se ne discuterà a giorni. Come pure si discuterà di un’altra contesa che
sarebbe in corso all’interno dell’area maggioritaria del partito. Quella tra
gli altri due aspiranti candidati: Domenico Zappone e Rossano Alla. E anche qui
la matassa non sembra facile da sbrogliare. Perché se Alla appare il candidato
più gradito alla città, è altrettanto vero che nelle dinamiche tutte interne al
partito ci sarebbe un accordo, fatto in tempi non sospetti, che prevede una
suddivisione delle candidature. A Rossano Alla quella in Consiglio provinciale,
a Zappone, appunto, quella alla poltrona di primo cittadino. Su questo punto si
vocifera che lo stesso Zappone non voglia sentire ragioni. Appare insomma
indispensabile un chiarimento. Il segretario Di Tommaso al più presto prenderà
la situazione in mano. Indispensabile, prima che i «papi stranieri » diventino
troppi.
Diego Roma

41000 [17]

Nuovo blitz dei carabinieri nel «quartiere indiano» di Borgo Hermada. I
carabinieri della Compagnia di Terracina hanno passato al setaccio numerose
abitazioni di via Sani, via Astolfi e strade vicine, notoriamente abitate dalla
comunità indiana. Altri controlli negli alloggi e negli esercizi commerciali
nel quartiere Le Capanne, nel centro di Terracina. Una cinquantina gli
extracomunitari controllati dai militari. Venti in tutto gli stranieri condotti
presso i locali della caserma di via Appia. I controlli per l’identi -
ficazione degli stranieri sono durati tutto il giorno. Il bilancio
dell’operazione è di quattro arresti per inottemperanza al decreto di
espulsione e sedici denunce a carico degli extracomunitari sorpresi senza
documenti e quindi irregolari sul territorio italiano. Il blitz dei carabinieri
della locale Compagnia, agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti, è
scattato in seguito alle numerose segnalazioni giunte presso gli uffici della
caserma per denunciare lo stato di degrado in cui vivono gli stranieri. Alcuni
alloggi visitati dai carabinieri, infatti, versavano in pessime condizioni
igienico-sanitarie. Cinque gli esercizi come internet point e kebab controllati,
per verificare che oltre ai documenti personali dei titolari fossero in regola
le «carte » relative alle licenze commerciali. Le indagini dei carabinieri
continuano sul conto dei proprietari degli appartamenti dormitorio in cui erano
ricoverati gli extracomunitari.
Francesco Avena

 41000 [1]

Altri infermieri professionisti freschi di laurea «sfornati» dall’ospedale
«Alfredo Fiorini » di Terracina.
Dai tempi della prima cerimonia del dicembre
2006, definita storica, il numero dei «dottori » è cresciuto. Oggi e domani ci
sarà la sessione autunnale con la discussione delle tesi di laurea di altri 33
ragazzi che hanno frequentato il corso in Scienze Infermieristiche «R», diretto
dal professor Franco Stagnitti. Continua a crescere il numero dei giovani che
hanno deciso di intraprendere l’attività paramedica scegliendo come base di
partenza proprio l’ospedale di casa. Come al solito nutrita la commissione
esaminatrice. Dalla prima sessione di laurea del dicembre 2006 a oggi il
«Fiorini» di Terracina ha laureato ben oltre 200 infermieri. Un’ulteriore
conferma di come A quella infermieristica stia diventando una scelta che
coinvolge un numero sempre maggiore di persone che trovano nell’ospedale locale
un percorso istruttivo completo, capace di formare un professionista a tutto
tondo, che riesce a trovare un impiego postlaurea rapidamente. Un altro
dettaglio da non sottovalutare. Tra l’altro, a partire dall’anno accademico
2009/10 la Regione Lazio ha ampliato il bacino d’utenza dell’infermieristica
del «Fiorini» a venti iscritti in più. Un evidente riconoscimento per lo
spessore dell’offerta formativa garantita dal corso di laurea attivo ormai dal
2005. I prossimi neo-laureati saranno Daniela Accappaticcio, Maria Altobelli,
Tania Antonioni, Maria Rosaria Apreda, Luisa Baglioni, Claudia Borsa, Valentina
Castrechini, Francesco Cel- Lucia Matita, Marianna Melis, Giovanna Nappi, Anna
Maria Pala, Marilena Paparello, Elisa Piacentini, Roberta Rizzato, Ilaria Rufo,
Sonia Salemme, Silvia Soscia, Antonietta Terella.
Rita Recchia

41000 [16]

Giocattoli illegali di provenienza cinese venduti regolarmente al mercato
settimanale del «giovedì».
Sequestrata merce per centinaia di euro dagli agenti
della polizia Municipale di Terracina. Come ogni giovedì, gli uomini del
comandante Vincenzo Pecchia hanno passato al setaccio le bancarelle del mercato
settimanale. E anche questa settimana sono stati scoperte alcune irregolarità.
Due cittadini stranieri, alla vista degli agenti della polizia locale, si sono
dati alla fuga abbandonando la merce sulla strada. I successivi controlli hanno
consentito di verificare come i giocattoli in vendita fossero privi della
certificazione Cee. La merce, di provenienza cinese, è ritenuta pericolosa per
i bambini e per questo è stata posta sotto sequestro in attesa di essere
distrutta. I controlli aumenteranno man mano che ci si avvicinerà alle
festività natalizie quando si registrerà un boom di vendite per questi prodotti
irregolari.
F. A .

41000 [15]

Ancora un successo per la Polisportiva terracina nel campionato di serie B2,
girone G.
I ragazzi di Delfo Barboni confermano la terza piazza in coabitazione
con la Triggiano Bari, prossimo avversario dei pontini al «PalaCarucci». In
Campania non c’è stata partita: Milazzo e compagni hanno imposto da subito
maggior ritmo e qualità tecniche. Partenza sprint del Vesuvio che, sfruttando
l’entusiasmo dei giovani si portava in vantaggio. La reazione della
Polisportiva era immediata: i due fratelli Casalesi imponevano la esuberanza
fisica. «Sono due atleti importanti – precisa capitan Mario Milazzo – stiamo
attraversando un buon periodo di forma». Milazzo ha riportato un lieve
infortunio alla mano sinistra: il palleggiatore è in dubbio per la prossima
gara casalinga. «Sono soddisfatto dell’impegno della squadra – sottolinea il
presidente Luca Di Girolamo – dobbiamo continuare su questa strada». Il primo
parziale si concludeva sul 18-25. Spenta l’euforia iniziale dei padroni di casa,
la Polisportiva faceva ruotare tutti i suoi uomini che rispondevano nel
migliore dei modi. Nel secondo set l’Oplonti cercava di reagire ma subiva
l’iniziativa dei pontini: sugli scudi Matteo Tari e Antonio D’Auria che davano
il là al largo successo; il parziale si concludeva sul 17-25. «Non facciamo
voli pindarici – commenta Barboni – il nostro obiettivo stagionale era la
salvezza e una volta acquisita ci prefiggeremo un altro traguardo». La
Polisportiva terracina concludeva agevolmente anche il terzo set. Dopo il 16-12,
c’era il break dei campani che si portavano sul 16-16, ma una volta ritrovata
la sicurezza soprattutto in battuta, i terracinesi con Emanuele Rico
allungavano sul 20-16. Da lì in poi non c’era più partita: 20-25 il finale.
«Godiamoci questo successo – conferma il massimo dirigente Di Girolamo – ma
manteniamo alta la guardia. Speriamo di recuperare Milazzo per la gara di
sabato col Triggiano Bari». L’appetito vien mangiando e la Polisportiva vuole
continuare su questa strada.

41000 [14]

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terracina-foto-di-via-cavour-con-bici-e-foto-anni-60_bis_b

Bomba al negozio di coiffeur «Clima di paura a Terracina»
Come per la strage di Bologna, è un orologio a fare da testimone muto
dell’ultimo attentato dinamitardo, che ha distrutto l’altra notte un negozio di
parrucchiera di Corso Anita Garibaldi, nel centro storico. I residenti sono
stati svegliati da un forte boato, seguito da un frantumarsi di vetri. È bastato
poco, per rendersi conto di cosa si trattava. A provocare l’attentato, per
fortuna senza feriti, era stata una bomba-carta. Sulla misteriosa esplosione che
ha riguardato il negozio della 60enne Assunta Nocciuola indagano i carabinieri.
All’orologio del vicino centro sociale le lancette sono rimaste ferme alle 2,20.
Qualcuno ha pensato ad un tuono. La signora M.C. ha avuto, invece, la percezione
che fosse successo qualcosa di spaventoso. «Prima se ne è sentito uno debole,
poi un boato più forte». Ma c’è stato chi, vicinissimo al punto dell’esplosione,
gli effetti devastanti li ha visti da vicino. Le vetrate di abitazioni e di
negozi sono cadute come un fuscello, con fragore. Ma il «cuore» dell’esplosione
è stata il negozio di Assunta Nocciuola. L’ordigno, buttato tra la serranda e la
vetrina, aveva trovato come una camera da scoppio. L’onda d’urto era stata
dirompente. Fin dentro il locale. I pezzi di lamiera erano diventati come
proiettili. Danni intorno ai 10 mila euro. Sconsolata l’artigiana. «Siamo, come
si dice, alla frutta. Una volta il centro storico era tranquillo. Sono una
persona solare, che vive del suo lavoro. Non ho ricevuto minacce». La gente ha
ancora nelle orecchie il fragore della macchina bruciata pochi giorni fa a pochi
metri di distanza. «Viviamo in uno stato di agitazione. La zona è frequentata da
persone strane. Sospettiamo cose brutte», ci tiene a far sapere Giovanni
Colella. La parte alta della città è abitata in prevalenza da persone anziane.
Tutte reclamano una maggiore sorveglianza. I «bombaroli» in trasferta a
Terracina alta? Dopo il caso dell’ottico e dell’ITC Bianchini la storia si è
ripetuta. Ordigni simili, dicono i Carabinieri. L’impressione è che ci si trovi
davanti a degli apprendisti dinamitardi, che usano ordigni artigianali, per il
gusto di leggere le loro bravate sui giornali.

 41000 [2]

Si terrà oggi l’autopsia sul corpo dell’indiano deceduto due giorni fa in viale
della Vittoria dopo essersi accasciato improvvisamente a terra.
Molto
probabilmente il referto confermerà la morte a causa di un infarto fatale.
Sull’uomo sono stati poi riscontrati i segni della scabbia contratta per le
cattive condizioni igieniche in cui versava. L’indiano infatti era un senza
tetto e vagabondava per la città. La presenza dell’acaro Sarcoptes scabiei
pare sia stato rinvenuto anche sui corpi dei due connazionali che lo
accompagnavano. S.R.SI terrà oggi l’autopsia sul corpo dell’in diano deceduto
due giorni fa in viale della Vittoria dopo essersi accasciato improvvisamente a
terra. Molto probabilmente il referto confermerà la morte a causa di un infarto
fatale. Sull’uomo sono stati poi riscontrati i segni della scabbia contratta per
le cattive condizioni igieniche in cui versava. L’indiano infatti era un senza
tetto e vagabondava per la città. La presenza dell’acaro Sarcoptes scabiei
pare sia stato rinvenuto anche sui corpi dei due connazionali che lo accompagnavano.
S.R.

 41000 [12]

C’È chi minaccia di non vendere più il terreno, chi non si sta raccapezzando
molto e chi invece ha deciso di andare dritto in Comune per avere spiegazioni.
Scoppia il caso Ici sulle aree fabbricabili ricadenti nei piani di zona a
Terracina. Errori materiali o fretta eccessiva, fatto sta che in questi giorni
stanno arrivando cartelle di pagamento ai proprietari di terreni edificabili
soggetti a varianti urbanistiche ai fini del pagamento dell’Ici degli anni
pregressi. E i conti non tornano. I casi si registrano tutti nelle aree
periferiche, tra La Fiora e Borgo Hermada. Le cartelle di pagamento, che vanno
dal 2005 al 2010, in più di un caso, sono calcolate su terreni soggetti a
variante urbanistica ma a prezzo di mercato. Un errore bello e buono, dal
momento ch le aree che rientrano nei piani di Zona del Comune, soggetti a
variante urbanistica e dunque destinati ad esproprio , dovrebbero essere
valutati in base a prezzi – molto più bassi – decisi con delibera di Consiglio
comunale. Nello specifico si parla di circa 38 euro a metro quadro. Invece le
cartelle di pagamento arrivate ai proprietari calcolano l’Ici sul prezzo di
mercato: circa 62 euro a metro quadro. Un bel balzo in avanti, soprattutto per
chi, magari, aveva un terreno agricolo divenuto edificabile solo per via della
sopraggiunta variante e che ora si vede ingiungere il pagamento di un’imposta
calcolata su un valore molto più alto. Non a caso qualche proprietario starebbe
pensando di non vendere più. Un caos, insomma, probabilmente dovuto alla fretta
o ad errori materiali ma che sta creando un sacco di malumori tra La Fiora e
Borgo Hermada, dove in qualche sporadico caso le richieste di pagamento stanno
arrivando anche a chi è possessore di un terreno agricolo. Il caso è stato
esposto dal consigliere comunale del Partito democratico Giancarlo Carinci, che
proprio nei giorni scorsi si è attivato con gli uffici per cercare di sbrogliare
la matassa. «La legge del recupero Ici sulle aree fabbricabili è stata applicata
forse con troppa fretta – ha spiegato il consigliere -. Alcuni possessori di
terreni si ritrovano con più anni da pagare, per giunta calcolati a prezzi di
mercato, mentre si tratta di aree soggette a variante urbanistica». La questione
potrebbe coinvolgere anche le cooperative, che dovranno acquistare i terreni dai
privati, dal momento che il Comune non ha i soldi per espropriarli. «Ho parlato
direttamente con l’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci. In questi giorni
gli uffici stanno verificando per procedere a eventuale rettifica delle
cartelle di pagamento». Carinci pone poi un’altra questione. «Sarebbe stato più
opportuno scaglionare le richieste di pagamento negli anni invece di accumulare
tutto insieme. C’è gente che dovrà pagare dai 20 ai 30 mila euro». Insomma,
forse senza l’affanno di far quadrare i conti in bilancio a tutti i costi e in
tempi celeri, forse qualche errore si sarebbe evitato.
Diego Roma

 

La prima è andata bene e ha convinto tutti a organizzarne una seconda per il
prossimo 9 gennaio alla quale, perà, bisognerà essere davvero in tanti.
Si
tratta della prima «Critical Mass» che si è svolta a Terracina sabato scorso.
Tutti gli appassionati delle due ruote si sono ritorvati su viale Circe per una
bel- L la bicilettata collettiva. Un primo esperimento che ha lasciato
soddisfatti i membri del «Comitato Terracina Ciclabile» che hanno creduto
nell’iniziativa e che danno l’appuntamento a domenica 9 gennaio alle ore 11e30 a
piazzale Lido. Stavolta, però, bisognerà essere davvero in tanti, armati anche
di cartelli per chiedere la realizzazione di corsie ciclabili in città. Gli
amanti delle due ruote rivendicano soprattutto una mobilità urbana in piena
sicurezza. A partire da febbraio la «Critical Mass» terracinese ci sarà
ogni prima domenica del mese.
Ri.Re.

 

Blitz al Mortacino, parte seconda. Dopo pochi giorni dal primo episodio, sabato
scorso la squadra nautica della questura di Latina è tornata sulle sponde del
canale di Terracina, finito sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti per
questioni di ormeggi abusivi. Canale Mortacino come Foce Sisto? La sensazione
comincia a essere proprio questa. Sabato è stato eseguito un altro sequestro
preventivo di imbarcazioni e pontili. La denuncia ha colpito un nuovo
ormeggiatore a quanto pare abusivo che avrebbe violato svariati articoli del
codide della navigazione. Un’altra attività economica a pelo d’acqua in odore di
irregolarità. Gli agenti della squadra nautica hanno sequestrato 8 imbarcazioni
da diporto e un pontile che si estendeva per 52 metri di lunghezza. Anche il
blitz di sabato è scaturito da un’attività di controllo ad hoc avviata per
verificare la regolarità di autorizzazioni e concessioni demaniali inerenti le
aree destinate agli ormeggi e rimessaggi per imbarcazioni da diporto. Materia,
questa, molto delicata considerando che su attività di questo tipo in molti
c’hanno scommesso bei soldi. Salvo, poi, incappare nei controlli che smascherano
l’assenza di qualsiasi titolo concessorio. Anche se su questa questione gli
stessi ormeggiatori avrebbero di che dire. Come nel caso degli operatori del
Sisto, protagonisti di un mega blitz datato, che per anni non sono riusciti a
capire quale fosse l’ente a cui dovevano rivolgersi
per mettersi in regola con le autorizzazioni. Che sia anche il caso del
Mortacino? A ogni modo nell’ultimo anno proprio dal canale di Terracina sono
partite una serie rilevante di segnalazioni e di denunce tra concessionari,
presunti ed effettivi, di aree demaniali che, in alcuni casi, hanno dato luogo a
situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. La scorsa settimana
erano state sequestrate diciotto imbarcazioni e numerosi pontili non in regola,
e tre cittadini italiani denunciati perchè si erano dati all’attività di
ormeggio senza avere alcuna concessione in tasca. E adesso di nuovo.
Rita Recchia

Per il Pd, c’è un caso «D’Amico», un caso «Lauretti», ma c’è soprattutto un caso
«Patrizio Avelli».
E così nella conferenza stampa del gruppo consigliare
democratico, tenutasi l’altra sera nella sezione del partito, la maggior parte
degli interventi ha riguardato non l’assessore alla caccia denunciato per
bracconaggio, né il consigliere comunale repubblicano denunciato per abusivismo
edilizio, ma proprio il presidente dell’assemblea consiliare. «Il presidente
Avelli si studi il regolamento – ha detto Vincenzo Recchia -, assuma finalmente
la sua veste». Per l’ex sindaco, infatti, c’è un problema di «inagibilità
politica e persino fisica» del consiglio comunale. Con riferimento a tutta una
serie di episodi, Recchia ha affermato che in aula consiliare «prima il dissenso
era vissuto con fastidio e adesso comincia a non essere consentito». Il
democratico sottolinea che a volte l’opposizione ha preferito abbassare i toni
per non rischiare, appunto, «l’inagibilità fisica», vale a dire il menar le mani
da parte di esponenti del centrodestra. In questa situazione «senza precedenti»,
ha continuato Recchia, «il presidente può zittire, e non lo fa, determinare
tempi, ma Avelli richiama solo l’opposizione, o sospendere la seduta, ma non è
mai successo». Anche Mimmo Zappone ha parlato di Avelli rilevando il rischio che
la sua figura sia identificata con quella di una parte; per Giuseppe La Rocca,
invece, siamo ormai oltre il rischio, perché «il presidente non manca di
manifestare in ogni occasione la sua partigianeria». E’ con meraviglia, poi, che
Antonio Bernardi ha raccontato che Avelli, nella seduta consiliare del 30
novembre scorso in cui la minoranza aveva abbandonato l’aula per le intemperanze
del sindaco, ha continuato i lavori scaricando sul Pd le responsabilità
dell’accaduto per avere tenta- P to di trasformare il consiglio in un tribunale
con l’assessore D’Amico come imputato. «Ma noi -spiega Bernardinon abbiamo
chiesto di portare in consiglio il caso di ‘D’amico; ci siamo limitati a
scrivere una lettera al sindaco per fargli presente l’opportunità politica di
revocare l’incarico all’assessore alla caccia sotto inchiesta per bracconaggio.
E’ stato Nardi a decidere di leggere la lettera in aula». Discorso diverso per
Lauretti, oggetto di un ordine del giorno del Pd che chiede di verificare in
consiglio comunale le condizioni di incompatibilità del repubblicano. «Ma Avelli
-ha ricordato Bernardi-, nonostante siano abbondantemente trascorsi i venti
giorni previsti dalle norme vigenti di legge e dal regolamento del consiglio
comunale, continua a non convocare il consiglio comunale perché discuta su tale
richiesta ». «D’Amico e Lauretti -ha commentato Zapponeavrebbero dovuto
dimettersi il giorno dopo essere stati denunciati ». Si termina con l’annuncio
che il Pd presenterà alla Regione tre esposti: uno contro l’utilizzo dei Pua, un
altro contro il cosiddetto Piano Azzola e l’ultimo sul relitto di terreno a La Fiora.
Andrea Di Lello

«NON esiste giustizia senza libertà, né può esistere libertà senza giustizia».
Con queste parole il presidente dell’associazione forense Sergio Rossi ha
concluso il suo intervento ieri in Consiglio Comunale. Un appello accorato ma
anche una richiesta immediata di aiuto all’ammini strazione comunale affinché si
scongiuri, con interventi concreti, la chiusura della sede di Terracina. Un
primo passo sembra potersi praticare a breve termine. Il sindaco Stefano Nardi,
su richiesta degli avvocati, ha assicurato di distaccare del personale del
Comune per far fronte alle carenze del palazzo di giustizia locale. A pagarli
sarà il Comune perché, come illustrato dall’av – vocato Adelindo Maragoni «la
spesa non potrà gravare sul Ministero di giustizia ». Non solo. L’ordine del
giorno, approvato all’u nanimità, prevede la convocazi one del tavolo dei
sindaci dei Comuni del comprensorio e dei rappresentanti delle associazioni
forensi di Fondi e Terracina. Questi i primi e immediati passi da compiere per
salvare il salvabile. L’avvo – cato Maragoni ha illustrato la situazione attuale
del Tribunale. Drammatica: «Posti vacanti di due magistrati su tre, di cui uno
con assegnazione posticipata a primavera, personale amministrativo scoperto al
50%, 4 cancellieri andati in pensione contemporaneamente, e i due disponibili
che si districano tra ufficio e udienze». Maragoni non ha nascosto la sua
opinione secondo cui «la chiusura del Tribunale risponde a un preciso disegno
politico». E dunque è la politica che deve intervenire. Unità d’intenti è stata
espressa dal voto favorevole di tutto il Consiglio comunale. Per la maggioranza
hanno parlato il consigliere Paolo Cerilli, Luciano Masella e Edis Mazzucco,
tutti convinti di dover attuare una battaglia «se e senza ma» per salvare la
struttura. Per l’opposizione i democratico Coccia che ha ricordato «l’ordine del
giorno già approvato un anno fa» rincarando su «una situazione ormai divenuta
insostenibile», il Verde Di Mauro che ha chiesto di «affrettare i tempi e non
lasciare nulla di intentato» e Percoco che ha rilevato la necessità di «maggiori
investimenti da parte dell’Ente a favore del Tribunale ». Insomma, la politica
si è investita del problema. Ora servono i fatti.
D. R.

 

Patrimonio archeologico da tutelare. Il consigliere di maggioranza Paolo Cerilli
interviene sullo stato in cui versano i monumenti della città e invita
l’assessore Luciano Pecchia a intervenire al più presto. Gli ultimi crolli hanno
spinto l’ex sindaco a sollevare la questione, proponendo di valutare insieme
all’assessore «quali progetti e quali risorse e con quali enti si può
intervenire immediatamente, onde non lasciare nulla di intentato ». Non un
rimprovero. «Non è messa in discussione la stima che ho per l’assessore Pecchia
- ha detto Cerilli – anzi il mio è un invito a collaborare in sinergia per
risolvere il problema ». Cerilli pone l’accento sulle «piogge abbondanti degli
ultimi mesi» ma anche su «una manutenzione non sempre puntuale» e propone
all’assessore di «trovare soluzioni, anche tampone, ma veloci al rischio di
perdita della storia della nostra città che implicano tali crolli». Cerilli
precisa: «Non voglio dare colpe o mettere in risalto errori di chicchessia onde
aprire una inutile e dannosa polemica», ma insiste: «Non possiamo rimanere
indifferenti di fronte a quanto accade ed abbiamo “l’obbligo” di intervenire e
non essere insensibili; questo conta di più di tante polemiche che si accendono
tra di noi nel corso dell’amministrazio – ne quotidiana». Il consigliere
dichiara la sua completa disponibilità all’amministrazio – ne comunale per
cercare soluzioni. «Onde non lasciare nulla di intentato».
D. R.

Sembrano i più solidi ma nel momento in cui scatterà l’ora X rischiano di
diventare i più fragili.
Certamente i più appetibili, almeno sulla carta, per
chi intenderà approfittare della messa all’asta delle concessioni balneari che
come noto partirà nel 2015, dopo la proroga concessa dall’Unione Europea. Si
tratta degli stabilimenti in muratura sequestrati nell’ambito di un’inchiesta
giudiziaria nel 2000 e poi acquisiti al patrimonio del Demanio per evitare
l’abbatti – mento. Una decina di strutture che pongono una questione nella
questione più generale per cui definizione, nonostante i proclami e le tavole
rotonde, non si è ancora mossa una foglia. Alla data fatidica mancano ancora
quattro anni che possono essere tanti ma allo stesso tempo anche pochi vista la
complessità e soprattutto la diversità delle situazioni che si registrano lungo
le coste del Bel Paese e che dovrebbero essere regolamentate in base alla
direttiva europea. La provincia di Latina ne è un esempio: Comune che vai,
concessioni balneari che trovi. Con una diversità di situazioni che
assomiglia a una babele. Confusione che si registra neg l i stessi Comuni. A
Terracina ad esempio dove appunto accanto alla maggior parte delle strutture che
vengono smontate a fine stagione ve ne sono alcune, una decina circa, in
muratura che insistono nel tratto centrale di viale Circe. Cosa succederà a
queste nel momento in cui le concessioni verranno messe all’asta? Una bella
domanda a cui per il momento non ci sono ancora i presupposti per rispondere. Le
strutture appartengono al patrimonio del Demanio e vengono gestite, in maniera
distinta rispetto alle concessioni dei tratti di arenile, in base ad un rapporto
di incameramento della struttura. Inutile dire che, in linea di principio, degli
stabilimenti in muratura sono senz’altro i più appetibili per chi intende
rispondere all’asta delle concessioni visto che in teoria metà dell’investimento
sarebbe già fatto. Si tratta ovviamente di questioni per il momento solo
teoriche. Che andranno affrontate una per una nel momento in cui la direttiva
europea dovrà essere trasformata in regolamento dal Governo il quale, a sua
volta, dovrà tenere contro delle mille e una situazioni locali. Come quella di
Terracina appunto. Un lavoro lungo e complesso rispetto al quale nessuno, fatta
eccezioni per le associazioni di categoria, nessuno sembra avere fretta.
Pierfederico Pernarella

Nuovo blitz della polizia nautica di Latina lungo le sponde del canale
Mortacino.
Denunciato un ormeggiatore abusivo, privo delle necessarie
concessioni. I sigilli sono scattati per un pontile di 52 metri e 8 imbarcazioni
ancorate alla struttura al momento del blitz degli agenti della Questura di
Latina. Il provvedimento di sequestro preventivo della polizia segue
l’operazione di alcuni giorni fa, quando il personale operativo della squadra
nautica si è recata sul canale Mortacino per controllare che tutto fosse in
regola. In realtà, in quell’occasione, gli agenti a seguito di una capillare
attività info-investigativa avevano accertato come buona parte degli
ormeggiatori fossero del tutto abusivi, entrando in una situazione di conflitto
con gli ormeggiatori regolari danneggiati dalla concorrenza illegale degli
imprenditori privi di licenze e concessioni sulle aree demaniali. È proprio da
queste denunce che sarebbe partita l’indagine che sabato ha portato al nuovo
sequestro preventivo di un pontile, di 8 imbarcazioni e alla denuncia del
titolare della struttura. I controlli tra i rimessaggi di barche da diporto,
comunque, proseguirà anche nelle prossime settimane. Gli agenti della squadra
nautica di Latina, infatti, stanno monitorando la situazione in modo da passare
al setaccio tutte le concessioni rilasciate agli ormeggiatori.
Francesco Avena

La Toro Assicurazioni terracina torna a ruggire nel campionato di serie C
regionale.
La squadra di Olleia interrompe la striscia di due sconfitte andando
a vincere su un campo difficile come quello di San Paolo Ostiense. Biancoazzurri
che partono subito bene, tengono in mano il ritmo della partita e solo per
qualche errore di imprecisione al tiro chiudono in parità all´intervallo sul
punteggio di 38-38. Nella ripresa c´è l´allungo decisivo, i terracinesi non
concedono più nulla in difesa e in attacco non si fanno più regali e così si va
sul + 10, San Paolo prova a reagire con il pressing ma i biancoazzurri
gestiscono bene e portano a casa la vittoria. Buona la prestazione di tutti, non
vogliamo esaltare il singolo perchè questa è stata soprattutto una vittoria di
squadra. «Sono contento – dichiara coach Olleia – venire a vincere su questo
campo non era facile, stiamo crescendo piano piano, in difes a non subiamo più
come prima e questo ci fa stare più tranquilli nella fase offensiva, adesso
dobbiamo continuare a lavorare per scalare posizioni di classifica».

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terracina-donna-che-cammina-lungo-lappia_bis

La scuola si fa in quattro, riorganizzata in base ai numeri degli alunni di ogni
singolo istituto e con un occhio sulla mappa del territorio comunale.
Arriva la
razionalizzazione della scuola, un ampio e originale progetto con la finalità di
rimettere mano al «planning» dell’istruzione cittadina, dando vita a una sorta
di istituti «di quartiere ». Nei giorni scorsi il Consiglio provinciale ha
approvato un progetto «rivoluzionario » di razionalizzazione della scuola
dell’obbligo, presentato dal Comune di Terracina ed elaborato dal consigliere
delegato all’istruzione Paolo Cerilli. Una strutturazione dei plessi
improntata sulla conformazione del territorio comunale e con l’obiettivo di
migliorare il flusso di studenti delle scuole dell’infanzia, delle elementari e
delle medie. I plessi intesi come singoli istituti scompariranno, per rientrare
invece in una visione di accorpamenti in cui coopereranno i vari livelli
scolastici. Quattro gli istituti comprensivi che, a partire dal prossimo primo
settembre, entreranno in funzione: ciascuno per una determinata porzione del
Comune di Terracina. Il primo è quello di «Borgo Hermada» che include gli alunni
della popolosa frazione e di La Fiora. Il secondo è l’istituto comprensivo
«Maria Montessori » che comprende, oltre che l’ex Monti, la scuola primaria
Bragazzi e la scuola dell’infanzia della Delibera. Insomma tutta la zona del
centro storico e della parte alta della città. Terzo accorpamento è il «Don
Milani», che abbraccerà le scuole «Lama », «Fiorini», «Moro» e appunto «Don
Milani». Si tratta dell’istituto comprensivo del centro cittadino, con quasi 900
alunni. L’ultimo istituto comprensivo nascerà intorno al quartiere delle Arene,
raccogliendo gli alunni delle scuole Giovanni Paolo II e dell’istituto Arene X
traversa. Ogni istituto comprensivo avrà il suo dirigente scolastico e avrà la
possibilità di dotarsi di spazi in totale autonomia, favorendo anche
l’interazione tra i diversi livelli scolastici. Il progetto è nato lo scorso
settembre quando, su impulso della Provincia di Latina a tutti i Comuni, si è
richiesto di pensare a una ridistribuzione degli istituti scolastici. In
collaborazione dell’ufficio competente del Comune di Terracina, coordinato dalla
responsabile, la dottoressa Subiaco, il consigliere Cerilli ha ideato il
progetto confrontandosi direttamente con i dirigenti scolastici e i collegi dei
docenti. Nonostante qualche iniziale scetticismo, la proposta è piaciuta ai più.
E, dopo l’approvazio – ne del Consiglio provinciale, adesso la pratica passa
alla Regione. Dal prossimo primo settembre, comunque, la riorganizzazione degli
istituti comprensivi sarà già una realtà. «Oltre a razionalizzare la scuola – ha
spiegato Paolo Cerilli – miglioramenti sono previsti anche per i trasporti del
Comune. Infatti si eviteranno corse di autobus e pulmini in tutta la città ma
ogni zona avrà la propria linea con corse specifiche per accompagnare i bambini
da casa a scuola e viceversa». Un doppio guadagno dunque, oltre che per gli
studenti anche per le famiglie e per il Comune.
Francesco Avena
41000 [9]

La Squadra Nautica della Questura di Latina,
a seguito  di un’attività di
controllo volta a verificare la regolarità di autorizzazioni e concessioni
demaniali inerenti  aree destinate ad ormeggi e rimessaggi per imbarcazioni da
diporto,  ha eseguito nella giornata di sabato un ulteriore sequestro preventivo
di imbarcazioni  e di pontili. In particolare è stata denunciato un cittadino
italiano residente nella Provincia di Latina, ai sensi dell’art.54 e 1161 del
codice della navigazione. Al medesimo sono state sequestrate 8 imbarcazioni da
diporto ed un pontile di 52 metri. Le irregolarità in tema di concessioni ed
autorizzazioni lungo il canale Mortacino hanno determinato, nell’ultimo anno,
una serie rilevante di segnalazioni e di denunce fra presunti ed effettivi
concessionari di aree demaniali che, in alcuni casi, hanno dato luogo a
situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.
41000 [8]

Stroncato da un malore in strada.
Un cittadino extracomunitario di origine
indiana si è accasciato improvvisamente a terra, pochi istanti dopo è deceduto
tra lo stupore dei passanti. I fatti si sono svolti ieri intorno alle 18 in
viale della Vittoria. Lo straniero, un uomo di circa 50 anni probabilmente
malato, è stato colto da un infarto che non gli ha lasciato scampo. Alcuni
passanti e residenti si sono subito avvicinati ma la situazione è sembrata
disperata. Immediato l’allarme al personale sanitario della Croce Rossa di
stanza al «Fiorini», accorso in pieno centro per salvare la vita dell’uomo. Ma
quando sono arrivati, nonostante un tentativo di rianimarlo, non c’era più nulla
da fare. Il cittadino indiano, infatti, era già deceduto da almeno 30 minuti.
Sul posto anche gli agenti del Commissariato di polizia, che hanno avviato
un’indagine per fare chiarezza sulla questione. Con l’indiano deceduto, c’erano
due connazionali. A quanto sembra lo straniero deceduto era bagnato e i due
indiani che si trovavano con lui lo stavano trascinando con una coperta. Non si
esclude che l’extracomu – nitario fosse affetto anche dalla scabbia. I due
connazionali sono stati fermati dalla polizia per ulteriori accertamenti. Ieri
pomeriggio un altro indiano è stato protagonista di un fatto di cronaca. Lo
straniero, di 19 anni, si trovava a bordo di una Opel Corsa sulla Migliara 58
quando è uscito fuori strada finendo in un fosso. Per lui solo ferite lievi. Il
giovane è stato trasportato all’ospedale «Fiorini» in stato di choc. Sul
posto, oltre a un’ambulanza del 118, gli agenti della polizia
stradale e i vigili del fuoco.
F. A.

41000 [7]

Terracina passeggia contro l’Oplonti volley.
Partita a senso unico quella andata in scena sabato scorso al Palaoplonti ,
vince Terracina che passeggia contro un ‘Oplonti falcidiato dall’influenza, solo
dieci giocatori abili e arruolabili per coach Libraro , assenti Emiliano Libraro
e Enzo Senatore , mentre Dario Crispo , recuperato in extremis  gioca pur
febbricitante. Defezioni  pesanti , non sopportabili,  per la rosa dell’Oplonti
, anche se  i sostituti hanno fatto il possibile per non sfigurare , ma gli
automatismi non sono gli stessi ,  probabilmente il risultato sarebbe stato lo
stesso  ma certamente con modalità diverse.
E veniamo alla partita,  rivoluzione obbligata  nello starting six oplontino ,
coach Libraro  recupera Schiavone , che farà coppia con Ruggiero in banda ,
Bafumo al palleggio  ,Rea e Nikolajev a centro , Brusciano opposto , Crispo
libero , coach Barboni schiera Milazzo  al palleggio , Casalese  M. opposto ,
Rico  e  Tari  centrali , Casalese G. e D’Auria  bande , Miano libero.  Primo
set che illude almeno all’inizio  l’Oplonti tiene botta sino al primo time – out
tecnico ,  sull’8-6 per gli ospiti , che poi salutano la compagnia  e se ne
vanno , mantenendo sempre sette – otto punti di vantaggio ,  spegnendo
qualsiasi velleità di recupero degli oplontini . Secondo set fotocopia , con un
Oplonti svogliato e abulico e il Terracina che fa il minimo sindacale , coach
Libraro rimescola le carte nella speranza di trovare le giuste contromosse ,
prova anche con due palleggiatori , entra anche Pirozzi su  Nikolajev , ma non
succede praticamente nulla . Terzo set , il meno peggio per l’Oplonti , che
almeno riesce a mantenere l’equilibrio sino al 16-16 costringendo coach Barboni
a chiamare il primo  time out  discrezionale , poi gli ospiti accelerano e
l’Oplonti si scioglie come neve al sole, si chiude sul 20/25 una partita senza
storia che i padroni di casa hanno interpretato senza grinta e faranno bene a
dimenticare immediatamente.  Per il Terracina  migliori in campo l’opposto
Casalese Marco  e il palleggiatore Milazzo Mario ,  la squadra , vista stasera ,
ha mostrato una buona difesa e se la giocherà con le altre grandi del girone per
l’accesso ai play off.  Per l’Oplonti  una sconfitta preventivabile , non era
questa la gara da cui recuperare punti  , che fà  crescere  solo il rammarico
del punto lasciato alla Lazio  sabato scorso.  Ormai la classifica parla chiaro
, l’oplonti gioca  un campionato a parte ,  con le altre pericolanti , e almeno
sinora negli scontri diretti ha dimostrato di poter dire la sua, quindi guardare
avanti con positività al futuro , quello immediato che si chiama  trasferta a,
Casandrino dove sarà difficile fare punti , e quello tra due settimane  che si
chiama Stabia , a mio avviso , partita crocevia della stagione .
Giovanni Gurgone
41000 [6]

Arriva il trenino di Natale.
Da domani tutti i pomeriggi fino al 6 gennaio, il
mezzo della Vincent Tour in collaborazione con la Pro Loco effettuerà un
servizio gratuito rivolto ai bambini e alle loro famiglie. Le corse partono
dalle 15 di tutti i giorni fino alle 20 in piazza Mazzini, accompagnando i bimbi
con genitori e nonni al seguito per le vie della città. Per il giorno della
Vigilia di Natale, il 24 dicembre, è prevista anche una consegna dei regali di
Babbo Natale a bordo del trenino.
F. A.

41000 [5]

Torna l’allarme furti nella periferia di Terracina.
I residenti della zona La
Valle, San Silviano e Appia Antica alle prese con i topi d’appartamento. Nelle
ultime settimane sono stati diversi i furti commessi nella zona, da tempo
divenuta «terra di conquista » per i ladri. Non si esclude che ad agire possa
essere una banda organizzata e specializzata in «colpi» di questo genere. Si
pensa che i malviventi utilizzino delle tecniche efficaci per entrare in casa in
piena notte, svaligiare gli appartamenti e fuggire via senza svegliare gli
inquilini che dormono all’interno. Infatti i ladri utilizzerebbero un laser o
una fiamma ossidrica per entrare negli alloggi da porte e finestre. Una volta in
casa, arraffano il possibile e se la danno a gambe. Quando i proprietari di casa
si svegliano, non possono fare altro che denunciare tutto a carabinieri
e polizia.
F. A.

41000 [4]

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filosera_0

Seconda edizione del “Filosera”. Intervenite tutti!

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terracina-erba-palustre-1925_bis
La beata Brigida è ritornata.
E stavolta per tornare all’antico splendore. Si
tratta dell’affresco di certa epoca medievale affiorato nell’absidiola di San
Silviano, tra il coro e la sacrestia del Duomo di Terracina. Una scoperta, anzi,
una riscoperta importante che fornisce un nuovo tassello nel meraviglioso puzzle
della chiesa di San Cesareo: anche l’intera pavimentazione sopraelevata
dell’altare maggiore è della fine del XIV secolo, esattamente come l’affresco
che ritrae Brigida, patrona di Svezia, allora ancora soltanto beata. Una
stratificazione di epoche e di stili che continua a sorprendere gli stessi
addetti ai lavori che immaginavano di trovare qualcosa, ma non sapevano cosa
aspettarsi davvero. Basterà dire che spostandosi tra le tre cappelle a sinistra
della navata, partendo dalla più vicina all’ingresso della chiesa, si passa da
pitture del XVII secolo al neoclassicisimo e al barocco. Senza dimenticare le
preesistenze romane e testimonianze molto più recenti. Tornando all’affresco
della beata Brigida, l’opera era già venuta alla luce anni fa, durante lavori di
ripulitura dell’intonaco annerito e deteriorato. Un affresco che si era
conservato piuttosto bene, dal notevole valore artistico considerando la
delicatezza dei colori e delle lineee, oltre che per l’impostazione della
figura. L’opera sarebbe databile tra il 1379, anno del processo di
canonizzazione L iniziato da papa Urbano VI, ed il 1391, quando ci fu la
canonizzazione sotto Bonifacio IX. Più difficile capirne l’autore, forse uno dei
tanti pittori operanti a fine XIV secolo anche ad Alatri e Anagni. Dopo la prima
scoperta di qualche anno fa, però, era quasi caduto nel dimenticatoio. Adesso,
invece, con gli importanti lavori di restauro che continuano a pieno ritrmo
(sempre in attesa del nuovo stralcio dei finanziamenti) all’affresco si
dedicherà la giusta attenzione, come assicura il direttore dei lavori ingegnere
Falcone. Spostandosi in quello che era l’ufficio del precedente parroco, in alto
sono state scoperte aperture riconducibili a una porta e una finestra. Da ciò
l’ipotesi dell’esistenza di un solaio che conducesse al terrazzo e di una
superficie più ampia rispetto a quella attuale degli appartamenti vescovili
accanto. Proprio per quanto riguarda l’episcopio, è stata scoperta anche una
porta, rimasta chiusa per anni, che lo metteva in comunicazione con quella che
doveva essere la biblioteca di Pio VI.
Rita Recchia

40000 [20]

Nel Pdl non c’è posto per il sindaco Stefano Nardi. Alle prossime elezioni,
l’attuale primo cittadino e il resto della sua truppa amministrativa, potrebbero
restare col cerino in mano e «accontentarsi» di emigrare nella nuova compagine
politica di Futuro e Libertà. Una scelta dettata più che da motivi ideologici,
dall’opportunità di trovare una casa in cui accomodarsi senza troppi
problemi. Voci di corridoio dicono infatti che nel Pdl ufficiale, quello in cui
decide il coordinatore provinciale Claudio Fazzone per intenderci, per Stefano
Nardi e gli attuali amministratori del Comune di Terracina ci sono pochi spazi.
Anzi, a dire il vero, qualcuno oggi ci metterebbe la mano sul fuoco sul fatto
che gli spazi non ci siano proprio. E allora, mentre aleggia il fantasma della
lista civica per Nardi – candidato come semplice consigliere dal momento che non
può aspirare a fare il sindaco – e per i suoi compagni d’amministrazione, c’è
chi non rifiuterebbe già da ora un passaggio con Futuro e Libertà, il movimento
che fa capo al presidente della Camera Gianfranco Fini e che anche a livello
nazionale ha di fatto tracciato un solco all’interno del centrodestra. Del resto
la vicinanza del sindaco Stefano Nardi a Fini è nota da tempi non sospetti. Ma
allora, se il Pdl non si piegherà a logiche di spartizione, non accetterà tra le
sue fila candidati che appartengono all’attuale maggioranza, per gli esponenti
del governo cittadino – anche per chi negli ultimi tempi sembra essersi messo in
autonomia come Edis Mazzucco – dove andranno a finire i vari consiglieri che
oggi siedono in assise cittadina e che, nonostante vengano tanto contestati, è
fuori discussione che ancora possano dire la loro in termini di consenso
elettorale? Si rischiano balletti pre elettorali degni delle migliori serate
danzanti, con salti di qua e di là in liste e schieramenti. Un ultimo fattore:
all’interno di Futuro e Libertà il sindaco Stefano Nardi troverebbe non solo
facce «amiche» come l’assessore ai servizi sociali Francesco Zicchieri, ma anche
qualche vecchia conoscenza come l’ex assessore Angela Zegarelli, uscita di scena
dalla giunta anni fa in modo quanto meno burrascoso e tra le polemiche.
Francesco Avena

40000 [19]

Polemiche natalizie, la risposta dell’assessore al turismo, Giuseppe Amuro.
“Puntuali, come il Natale o le feste comandate, arrivano le polemiche di
politici in pectore e antiche associazioni commercianti a cui tutto va bene ad
eccezione di quanto realizza l’Amministrazione comunale. Leggere questa mattina
sui giornali l’intervento dell’ottimo esponente dell’Udc Pierpaolo Marcuzzi, che
lamenta in via preventiva l’abbandono di Borgo Hermada, anche per quanto
riguarda l’installazione delle luminarie natalizie e soprattutto la giusta
illuminazione a festa dei 300 metri del corso principale, è veramente
stucchevole e senza alcun supporto e stimolo politico per chi oggi amministra la
Città. Com’è diventato un tormentone scialbo la puntuale reprimenda a senso
unico dei responsabili della locale associazione commercianti, che come ogni
anno, a Natale (soprattutto), si lasciano andare a furiose e velenose polemiche.
Questi ultimi poi negli anni passati, quando hanno avuto modo di organizzare
l’installazione delle luminarie, sono stati così bravi e capaci da spendere 16
mila euro per illuminare soltanto e parzialmente Terracina, dimenticando Borgo
Hermada e La Fiora, quasi che in questi luoghi vi abitassero cittadini e
consumatori del loro commercio di serie B. Tutti bravi, insomma, chi critica a
senso unico. Tutti capaci di spargere allegramente letame senza conoscere gli
atti ufficiali, senza avere neanche la dovuta sensibilità di informarsi e
comunicare le giuste notizie ai cittadini, senza tener conto dell’importante
ruolo che rivestono nell’ambito della comunità. Per quanto riguarda le
luminarie, infine, quest’anno l’Amministrazione comunale ha posto in bilancio 20
mila euro, per offrire un servizio serio alla città, al suo centro storico alto,
a Borgo Hermada, alla contrada La Fiora, fino al giorno della “befana”. Un
progetto bene definito che non “oscura” nessuna zona del territorio comunale e
programmato senza alcun sotterfugio, rivolto ai cittadini, soprattutto ai più
piccoli, per un vero momento di condivisione sociale in un periodo dell’anno che
si vorrebbe di felicità per tutti. Il resto sono e rimangono polemiche che
inquinano i pozzi del dibattito democratico e civile di una comunità che rimane
sana e laboriosa”.
Assessore al Turismo
Giuseppe Amuro

40000 [18]

Nuovi elementi sono stati portati via dall’appartamento di via Capirchio a
Terracina, dove il 21 novembre scorso Luigi Faccetti ha ucciso con 66 coltellate
Emiliana Femiano.
Gli specialisti del Norm sono alla ricerca di situazioni che
possano confermare la presenza di una terza persona, che avrebbe accompagnato la
giovane dall’ex fidanzato, che nel dicembre del 2009 aveva tentato di ucciderla
con 14 coltellate in strada (sotto il palazzo di Emiliana) a Napoli. Constatato
che i cugini Giuseppe e Marco Prisco erano a bordo della Renault Megane Scenic
che ha condotto Emiliana da Napoli a Terracina, gli inquirenti sono alla ricerca
di prove per incastrare il terzo complice: un’amica che avrebbe convinto
Emiliana del cambiamento di Faccetti e che sarebbe salita fino al primo piano
del palazzo di via Capirchio. I carabinieri di Terracina hanno ascoltato a
Napoli altri amici di Emiliana: la ragazza era fragile psicologicamente dopo lo
shock subito in seguito alle aggressioni di Luigi Faccetti, che in più occasioni
aveva avuto atteggiamenti violenti nei suoi confronti. L’omicida era riuscito a
riavvicinarsi alla vittima tramite facebook: dalle indagini è emerso che il
24enne usava più pseudonimi per rivolgersi ad Emiliana. Un modo per confonderla
e raggirarla: la giovane già fragile è caduta di nuovo nella trappola. Gli
inquirenti hanno raccolto la settimana scorsa ulteriori testimonianze dei
residenti del palazzo in cui si è consumato l’omicidio (quella notte una
telefonata di allarme è arrivata al centralino del 113). Si attendono nuovi
risvolti dagli investigatori.
di DANIELE SPERLONGA

40000 [16]

I versi scritti per il suo bambino gli sono valsi un posto nell’edizione 2010
dell’Antologia dei poeti, una sezione ad hoc prevista nel premio nazionale di
poesia Città di Civitavecchia.
La tenerezza per Samuele, l’amore per Terracina e
la passione per il dialetto hanno portato Danilo Marrocco a comporre «Fije mije,
ce steva na’ vota…», immaginando di raccontare al suo bambino la Terracina di
una volta dove al posto di «cemente, case pupulare e cundimunije» c’era «n’a
destesa d’ore de pampene de muscate ». Versi dai quali trapela la nostalgia per
i tempi in cui «povere che ‘ssia, la ggenta ‘nu stracce di lavoro iju teneva»
mentre oggi «seme tutte addeventate acculturate la fame ce se magna». E la
conclusione: «meje esse ‘nu bandite, ‘n’ome d’onore ca serve de sta lercia sucietà».
Ri.Re.

40000 [13]

Troppe liti nell’Udc, Gianfranco Azzola
bacchetta i suoi.
Dopo il botta e risposta tra
Pierpaolo Marcuzzi e il nuovo entrato Roberto
Bellezza, il coordinatore invita gli
esponenti del partito centrista a «fare un
passo indietro e iniziare a vestirsi di umiltà e
rispettare le persone. I fatti personali non
devono intromettersi con l’operato di un
partito che ha scelto di lavorare per il bene
della città». «Oggi – afferma Azzola – crediamo
che tra le tante questioni che dovremmo
trattare quella del parco dei monti Ausoni sia
di primaria importanza per la città e ma non
immediatamente risolutiva delle grandi problematiche
in cui versa Terracina. Ma forse,
la questione parco è predominante per un
mero tornaconto personale di qualcuno».
F. A.

40000 [1]

Continua l’avventura del primo «Roma Club Terracina ». Un’avventura partita
nell’aprile dell’anno scorso con 74 iscritti ad inaugurare una sede provvisoria
prestata da altri tifosi veri. «La prima tessera targata A.I.R.C., quella del
2009/2010, un brivido in fondo al cuore, come recitava un nostro vecchio
striscione ad un derby di 14 anni fa» racconta il presidente Massimo D’Agostini.
«Quest’estate abbiamo deciso di fare il passo decisivo: avere una sede
definitiva in via Appia km 101 ». Un grosso sforzo considerando che a tirare
fuori i soldi necessari sono stati soltanto in venti. Ma hanno voluto crederci
ugualmente. «Perché noi il Roma Club Terracina lo vogliamo- continua D’Agostini-
Già abbiamo le nostre felpe, il nostro simbolo ufficiale, abbiamo diritto ad
andare all’Olimpico come Club, abbiamo sconti sui prodotti dell’ A.S. Roma
Store, ma noi volevamo fare ancora di più quest’ anno: finalmente riunirci sotto
lo stesso tetto per seguire la nostra squadra, in un luogo tutto giallo oro e
rosso porpora, con una bella lupa che campeggia sopra la televisione». Per
questo tutto il club invita quanti più possibili a iscriversi con una quota
annua di 25 euro. «Siamo onesti, siamo seri, siamo…romanisti ».
Ri.Re.

41000 [24]

Corso di lingua araba per Italiani e di lingua italiana per stranieri
L’Associazione interculturale Maison Babel, in collaborazione con il
Centro Culturale Islamico di Terracina, organizza:
Corso gratuito di Lingua Araba per italiani.
Inizio: sabato 18 Dicembre 2010
Sede:Centro Culturale Islamico di Terracina
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Alì, tel. 320-7908172
L’Associazione organizza inoltre:
Corso gratuito di Lingua e Cultura Italiana per stranieri.
Inizio: Giovedì 2 dicembre .
Le lezioni si svolgeranno il martedì e il giovedì
dalle ore 18,00 alle 20,00 presso i locali di Villa Tomassini in Viale Europa.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Roberta, Tel. 328-4329692
Angelo, Tel. 380-2941533

41000 [11]

Bisogna tornare a far girare il tassametro. Il terracina, in queste ultime
cinque settimane, ha smarrito la retta via. Un solo punto all’attivo, sul campo
del Lariano, e ultima vittoria in campionato che risale all’ormai lontanissimo
24 ottobre, al Colavolpe, contro la Roma VIII ultima della classe. Il Ceccano è
avversario da prendere con le molle, soprattutto perchè, in settimana, ha messo
mano alla squadra, cosa inevitavile visti i risultati ottenuti dalla squadra
sino a questo momento. Tre vittorie, cinque pareggi e cinque ko valgono un posto
in zona play-out, troppo poco per una società che ha vissuto, negli ultimi anni,
sempre o quasi in serie D. Per altro, i giocatori chiamati a risollevare le
sorti del sodalizio rossoblù sono tutti vecchie conoscenze del calcio pontino. A
comunciare da Walter Pelle, che ha risolto il proprio accordo col Podgora. Per
la difesa i ciociari si sono affidati a Gaetano Fiore, appena svincolatosi dallo
Scauriminturno mentre a dare fantasia in fase offensiva si è pensato all’ex
formiano Alessandro Parisi. Anche il terracina, però, ha iniziato a fare
qualcosa, chiamando il regista ex Sarnese Carmine Marzano, altro «uomo» di
Pernarella che lo ha avuto a Formia per due stagioni. Proprio l’ultimo arrivato
sarà costretto, suo malgrado, a giocare dal primo minuto, visto che Sansò è
stato messo ko da un problema di tipo muscolare, frequentissimo in questo
periodo dell’anno. Problemi, anche, per il portiere Fusco, infortunatosi in
allenamento ma con una diagnosi ancora da sciogliere. Non dovesse farcela,
spazio a Cuomo, portiere esperto, che costringerebbe Pernarella ad inserire un
giovane in più. Fortuna, però, che Di Franco e Tricinelli, scontata la
squalifica, siano tornati a disposizione. Insomma, non è facile ipotizzare una
formazione, ma ci proviamo comunque. Cuomo a difesa dei pali. Difesa con
Balestrieri e Di Franco in mezzo, La Cava e il rientrante Tricinelli sulle
fasce. A centrocampo D’Amico e Marzano, con Rosi e Borrelli esterni. Medoro e
Reppucci di punta.

41000 [10]

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107-ipot-ricos-di-pio-capponi-primi900_bis
Pezzi di 2000 anni di storia di Terracina che si sbriciolano sotto l’effetto
delle costanti piogge di queste settimane.
Un patrimonio storico e culturale che
va in malora. Ieri, poco dopo le 11, in via San Francesco, nella prima curva a
gomito che porta davanti l’ex ospedale della città, nel centro storico alto, si
sono staccati alcuni massi da uno dei due bastioni dell’antica cinta muraria
costruita nella prima metà del V secolo dopo Cristo. L’allarme è stato lanciato
da uno dei tanti passanti che quotidianamente percorrono quel tratto di salita.
Poco dopo è arrivata una pattuglia della polizia e una dei vigili del fuoco. I
primi per ordinare l’intervento gestendo i flussi di traffico, i secondi per
mettere in sicurezza l’area e capire fino in fondo quanto la cinta muraria possa
ancora reggere. Fortunatamente i massi sono caduti in una rientranza profonda
poco più di un metro evitando di rotolare in strada e colpire le auto di
passaggio. Ma il pericolo di crollo rimane. Il cedimento della cinta muraria,
che ha inglobato il centro di smistamento dell’antico acquedotto Romano
costruito nel II secolo dopo Cristo, in un periodo di grande espansione e
sviluppo della città che vedeva la costruzione del porto di Traiano, rappresenta
l’emblema della disastrosa politica di salvaguardia e tutela del patrimonio
storico, archeologico e artistico di Terracina. Non si spende un euro per la
manutenzione ordinaria delle strutture storiche. Negli ultimi tre anni le
competenze sui beni culturali sono passate nelle mani di tre dirigenti comunali,
ognuno dei quali ha dovuto riprendere eredità e visione di progetti, piani,
finanziamenti, e rapporti istituzionali a vari livelli, senza venire mai a capo
di nulla. Lo dimostrano le decine di cantieri aperti e mai chiusi, lo stato di
degrado in cui versa tutto il centro storico alto e basso compreso il Santuario
Romano di Monte Sant’Angelo, conosciuto come Tempio di Giove. Una situazione che
è figlia della mancanza di una politica di sviluppo culturale che in altre città
ha portato soldi e posti di lavoro. Ne è testimone il caos, voluto e non, della
gestione politica dove le competenze in materia di beni, attività e servizi
culturali sono divise tra assessore e sindaco, senza mai capire dove finiscono
le prime e iniziano le seconde e viceversa. Alcune settimane fa la stessa fine
della cinta muraria era toccata a un altro muro, storicamente non meno
importante ma sicuramente con una pericolosità ridotta. Già un anno fa aveva
ceduto sotto il peso del tempo e delle piogge e l’amministrazione si era
limitata a transennare l’area senza fare altro.
di FABIO COCCIA


Il maltempo sfregia le mura medievali

Le piogge non risparmiano l’antica cinta muraria, soggetta a crolli, che in
questi ultimi tempi si stanno facendo frequenti. L’ultimo episodio è avvenuto
l’altro ieri notte, all’altezza del curvone di via S.Francesco Nuovo. «Dallo
stesso punto dove si erano verificate delle cadute di massi» testimonia Luigi
Marrocco, un residente «sono venute giù altre pietre. Per fortuna, data l’ora,
non ci sono stati feriti. Tra l’altro l’altezza della zona rimasta bucata è
bassa, per cui non si sono corsi grossi rischi. Il bastione d’angolo è tutto
lesionato. Nei vuoti lasciati dalle pietre mancanti i piccioni hanno trovato il
loro ricovero». Ieri, verso mezzogiorno, la zona è stata transennata, ma
l’intervento non è sufficiente. «Siamo in presenza delle mura, che recingevano
il Castello Frangipane. Si tratta – spiega l’archeologo Piercarlo Innico – di
una costruzione del periodo tardo-antico (V secolo d.C.) con sovrapposizioni
edilizie. Non possiamo pretendere che, dopo 2 mila anni di vita, rimanga ancora
in piedi tutta intatta. Una ricognizione generale, comunque, sarebbe molto utile».
Ercole Bersani


È inseguito da debiti milionari, questa volta però il Comune l’ha scampata,
almeno temporaneamente.
Ha schivato una mazzata da 7 milioni di euro. A tanto
ammonta il debito contenuto in due distinti decreti ingiuntivi emessi negli anni
in favore della Slia dai Tribunali di Venezia e di Latina. La società nel mese
di maggio scorsa ha fatto ricorso al Tar chiedendo la nomina di un commissario
ad acta, ma il tribunale amministrativo ha dichiarato l’istanza inammissibile.
Sono state proprio le lungaggini giudiziarie a salvare il Comune. Il Tar infatti
ha respinto il ricorso poiché, come fatto rilevare dai legali del Comune Martina
Iannetti e Lina Vinci nell’opposizione, su entrambe le ingiunzioni ci sono
ancora giudizi pendenti. “Sia la sentenza del tribunale di Venezia che il
successivo decreto ingiuntivo risultano essere impugnati con separati atti
rispettivamente di appello alla Corte d’appello e di opposizione al Tribunale di
Latina” scrive il Tar, che non può pronunciarsi. Si dovranno aspettare le
sentenze. Per uno dei decreti ingiuntivi, che risale addirittura al 2004, si
tornerà in aula soltanto l’11 novembre del 2011. Più vicino l’altro
provvedimento giudiziario, per il quale l’udienza è prevista per il prossimo 28
gennaio. La cosa quasi sicuramente andrà ancora per le lunghe. Ciò non toglie
che i due decreti ingiuntivi pendono come una spada di Damocle
sulla testa di un Comune già super indebitato.
D. R.


La Confcommercio ricorrerà alla legge contro i mercatini di Natale autorizzati
dal Comune.
La notizia dell’ennesimo scontro tra l’amministrazione Nardi e
l’associazione di categoria è contenuta in una lettera aperta scritta da
quest’ultima ai commercianti locali. «Affronteremo ancora un Natale incerto e
difficile per l’economia – comincia la missiva -. Ce lo indica il direttore
dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, che ha presentato alla
stampa il documento ‘La congiuntura economica in prossimità del Natale’ con
l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e un’analisi sulle tredicesime
e gli orientamenti di spesa delle famiglie italiane in vista delle prossime
festività natalizie». Se è difficile la situazione italiana, sottolinea
l’associazione, «come di consuetudine le criticità per il nostro territorio si
presentano rivestite dall’aggravante incapacità amministrativa di chi ha
responsabilità primaria di ragionare, pensare, programmare un territorio senza
avventurarsi in percorsi nei quali difficilmente è riscontrabile la ricerca del
“bene comune”». «L’ultimo esempio -spiega la Confcommercio- è, ancora una volta,
l’imposizione fantasiosa di destinare piazze importanti della città a
manifestazioni ludiche contornate dai più improbabili “mercatini di natale”,
senza alcuna scienza e coscienza, non caratterizzati ma neanche
istituzionalizzati,  praticamente abusivi». «Non sbagliavamo -continua la
lettera- quando più volte abbiamo ripetuto che l’ostacolo maggiore allo sviluppo
di questa città è questo modo di amministrarla ponendosi non solo in concorrenza
con le attività regolari esistenti, quelle che regolarmente pagano occupazione
di suolo pubblico, pubblicità, Tarsu con annessi e connessi, ma addirittura
assurdamente in opposizione ed antitesi ad esse. Questo atteggiamento scellerato
che non ha senso né economico tanto meno sociale, perdura da decenni nella
nostra città accompagnata da nessuna originalità di scelta, ricorderete il
disastro ambientale su via Stella Polare causato dalla medesima scelta o delle
svariate volte che siamo dovuti intervenire, anche con decisione, per stoppare
scelte economicamente scellerate in tal senso». Il sindacato, perciò, si
dichiara «fermamente in opposizione» all’«ulteriore dimostrazione di pensare
manifestazioni che rimpinguano esclusivamente le tasche dei soliti noti
lasciando le ricadute negative ai cittadini ed alle imprese». Secondo la
Confcommercio, «la scarsa etica pubblica, il degrado morale, l’ostentazione
della trasgressione delle regole, l’interesse pubblico tradotto falsamente nella
sommatoria degli interessi privati, stanno rendendo questa città inabitabile».
«La perseveranza -termina la letterama anche la strafottenza di voler continuare
con questi metodi non ci lascia altra via che quella che le leggi di questo
stato ancora ci offrono».
Andrea Di Lello



C’È subito il risvolto politico sui casi di abusivismo edilizio a Terracina.

Sulla villa della famiglia Lauretti ma anche sul «Green Village», a finire nel
mirino del gruppo consiliare del Partito democratico sono i repubblicani,
partito in cui milita proprio il consigliere comunale Alfredo Lauretti. La
minoranza attacca duramente il partito dell’E d e ra , definendo «un atto di
estrema gravità» la «violazione reiterata dei sigilli » filmati e documentati
nei giorni scorsi dal Nipaf nella mega villa della famiglia Lauretti, ancora
ieri oggetto di controlli da parte della polizia locale. Sul caso il Pd protesta
sulla mancata convocazione del Consiglio comunale da parte del presidente
Patrizio Avelli, nonostante sia stato inviato «un ordine del giorno allo scopo
di portare in consiglio comunale la verifica delle condizioni di incompatibilità
del consigliere Lauretti». Ma non è tutto. Oltre al caso Lauretti la minoranza
pone l’ac – cento sui lavori abusivi al «Green Village», su cui proprio venerdì
scorso la Cassazione ha respinto l’istanza di dissequestro. «L’i nt er ve nt o
urbanistico è stato tenacemente sostenuto in consiglio comunale dal Pri – dice
il Pd – forza politica di maggioranza che fa riferimento in modo particolare al
consigliere Alfredo Lauretti e all’attuale assessore Loreto Maragoni». «Un
progetto – prosegue la nota – che oggi i fatti, dopo la sentenza della corte di
Cassazione, confermano viziato da profili di illegittimità e nel quale sono a
vario titolo coinvolti funzionari comunali e regionali ». I democratici
ricordano come proprio sul «Green Village» erano state ampiamente espresse
perplessità in Consiglio proprio dal Pd. In particolare si era contestato il
progetto che «con la scusa della realizzazione di residenze turistiche
alberghiere, consentirebbe la realizzazione di 40 mini appartamenti», ma anche
tutta una serie di dubbi sull’ottemperanza delle prescrizioni richieste dalla
Regione, compresi «gli elaborati », il «rispetto del Codice della strada» e la
«la corretta definizione del procedimento di conferenza contenente il parere
tecnico sul progetto in variante urbanistica». Insomma, prima ancora che venisse
alla luce l’irregolarità edilizia i democratici avevano rilevato una serie di
eccezioni tecniche. «Tutte domande e contestazioni che sono rimaste senza
risposta, ma che la maggioranza consiliare ha volutamente ignorato di valutare
votando il progetto».
Diego Roma


Al volante dopo aver alzato il gomito più del dovuto. Certamente più di quanto
consenta la legge.
Per questo motivo un 28enne di terracina è stato denunciato a
piede libero dai carabinieri del Norm per il reato di guida in stato di ebbrezza
alcolica. Le forze dell’ordine organizzano costantemente posti di controllo
sulle strade per verificare che chi si mette alla guida dei mezzi lo faccia
nelle condizioni di massima sicurezza, propria e di quella degli altri utenti.
Raramente succede che servizi ad hoc del genere non producano «frutti»: viene
sempre sorpreso qualcuno, soprattutto giovani, che guidano nonostante abbiano
bevuto un bicchierino di troppo. Come nel caso di F.D.G. di terracina.
Ri.Re.


Uno stato di profondo degrado che agli occhi dei residenti aumenta giorno dopo
giorno, rendendo «invivibile » un’intera frazione.
Alloggi sovraffollati e
sporchi, odori nauseabondi che escono dalle abitazioni in cui, sbirciando dalle
finestre, si possono vedere anche dieci stranieri vivere in una manciata di
metri quadrati. Ma lo «spettacolo » peggiore arriva dai pianerottoli, dai
cortili delle case e, in modo altrettanto preoccupante, dalle strade del Borgo.
I residenti denunciano la presenza di «sbandati», uomini ubriachi che spesso si
aggirano in mezzo alla carreggiata costituendo un pericolo per gli
automobilisti. Sui marciapiedi poi, qualcuno si sdraia e si addormenta. A volte
sono anche feriti, forse frastornati da liti e colluttazioni con i connazionali.
Il degrado igienico, poi, lascia esterrefatti i residenti del Borgo, con
extracomunitari che si avvicinano ai portoni d’ingr esso delle case, alle siepi
che circondano le villette per orinare e fare i loro bisogni. «Non ne possiamo
più – si lamentano i residenti – e chiediamo alle forze dell’ordine di
intervenire subito. Di controllare gli alloggi notoriamente affollati di indiani
e nordafricani. Di pattugliare nelle ore della notte le vie del centro di Borgo
Hermada in cui – denunciano – si ha paura di uscire. Soprattutto donne e
ragazze». Da anni la popolosa frazione di Terracina vive a stretto contatto con
le comunità straniere che, forse anche a causa dei pochi controlli da parte
della classe dirigente locale, è cresciuta a dismisura fino quasi a divenire un
«ghetto ». Non a caso, in alcuni punti specifici del Borgo come via Sani, via
Teodorico, via Astolfi, la presenza di stranieri è altissima. E il massiccio
flusso immigratorio non sempre è andato di pari passo con i controlli. Il
fenomeno ha trovato la compiacenza di proprietari di appartamenti che, senza
farsi troppi problemi, da anni lasciano che nelle proprie case vivano anche più
di dieci stranieri che si subaffittano le camere e gli spazi a vicenda. E non
sono mancati, oltre agli inevitabili disagi legati all’ordine domestico e al
degrado igienico sanitario, episodi di cronaca come furti, risse e ritorsioni
tutte interne alla comunità straniera, per la gran parte indiana. Ma adesso i
residenti di Borgo Hermada denunciano di non poter più tollerare che sotto i
loro occhi e di quelli dei loro bambini avvengano scene di ordinario degrado.
«Più di qualcuno ha deciso di mettere in vendita la propria abitazione ma
nessuno è disposto a spendere i propri risparmi per acquistare un’abitazione al
Borgo. Questa zona non piace, le case le dobbiamo svendere » .
Francesco Avena


Nuovo accesso dei carabinieri nella casa dell’orrore. Nei giorni scorsi i
militari del norm di Terracina sono ritornati sulla scena del delitto di
Emiliana Femiano, all’interno dell’appartamento al primo piano dell’edificio di
via Capirchio. Nonostante l’omicida e i suoi complici abbiano avuto praticamente
fin da subito un volto e un nome, non si fermano le indagini per ricostruire in
maniera dettagliata e, soprattutto, effettiva quello che è successo quella notte
di un paio di settimana fa, nell’appartamento a due passi da via Gregorio
Antonelli. Per questo motivo, su delega della procura di Latina, i militari
della compagnia di N Terracina sono ritornati sul luogo della tragedia per
acquisire nuovi reperti. Non per scoprirne di nuovi, ma per acquisire qualcosa
che sapevano già che avrebbero trovato. Su cosa sia, bocche serrate.
Ri.Re.

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dentista_bis

…anno predestinato alla fine del mondo (come dicono i Maya) e si ha la pazienza di aspettare qualche ulteriore mesetto ci sono buone possibilità che una povera signora settantenne arrivi all’appuntamento per una visita dentistica fissatole per la metà del 2013 presso il nostro fantastico ospedale. “Vivi complimenti” a chi ha reso possibile una situazione del genere.

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077-ruderi-della-chiesa-di-s-benedetto-copia_bis

La conferenza de servizi sulla qualità delle acque completamente disertata da
Comuni, Regione e Provincia.
Quella che doveva essere il primo vero incontro per
porre le basi di una soluzione della balneabilità a Terracina si è rivelato un
mezzo flop e non per colpa dell’amministrazione e degli operatori balneari.
L’invito da parte dell’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni era stato esteso
agli assessori della Regione Lazio e della Provincia unitamente ai sindaci dei
comuni limitrofi interessati ai corsi dell’Amaseno e del Sisto, al Consorzio di
Bonifica e al rappresentante del sindacato balneari del Sib. Al tavolo della
conferenza c’erano solo i rappresentati di Terracina e un delegato della
presidenza del Consorzio. Di Regione, Provincia e Comuni, neanche l’ombra. Una
situazione che è stata mal digerita dai presenti e resa ancora più problematica
quando il rappresentante del Consorzio ha detto in maniera molto chiara e netta
che non hanno in dotazione mezzi idonei per pulire i corsi interni se non quelli
di ordinaria amministrazione. Per questo il responsabile del Sib Fabio Minutillo
insieme al legale Giuseppe Mosa, ha intenzione di interessare le autorità
ministeriali superando la sordità dei due enti locali, e successivamente di

iniziare un’azione legale nei confronti del comune di Terracina se questi a suavolta non farà altrettanto verso gli enti comunali limitrofi. F.Coc.

39000 [13]

Il Nipaf di Latina a villa Lauretti. Proverbiale ciliegina sulla torta di una
vicenda al limiti del grottesco. Appostamenti durati qualche giorno, operai al
lavoro filmati e immortalati con la macchinetta fotografica, e poi ieri mattina
il blitz. E nuove denunce. Nuove soltanto in termini di tempo, perchè per il
resto è storia vecchia. E anche un po’ noiosa, a questo punto. Il consigliere
comunale di Terracina Alfredo Lauretti, sua moglie e l’anziana mamma sono stati
di nuovo denunciati per violazione di sigilli. Con loro e per lo stesso reato
sono stati deferiti anche i tre muratori trovati a costruire la famigerata mega
villa di buona lena. E’ una storia vecchia, noiosa e nemmeno bella. Anche perchè
stavolta c’è stato l’intervento della stessa procura della Repubblica di Latina.
Nei giorni scorsi il pm Olimpia Monaco, titolare del fascicolo, ha delegato il
Nipaf del corpo forestale dello stato di Latina di tenere sott’occhio quello che
avveniva in via di Pietra Stretta, località San Silviano. L’ultima puntata della
soap-opera era andata in onda lo scorso novembre, quando per Lauretti e parenti
era arrivata la seconda denuncia per violazione di sigilli, dopo quella
dell’ottobre precedente. Ancora una volta c’avevano pensato i vigili urbani del
comandante Vincenzo Pecchia dopo aver accertato la continuazione di quei
lavori ai quali era stato intimato il secondo stop. Sul posto, però, non era
stato trovato mai nessuno. Ecco allora l’obiettivo della procura: verificare in
maniera inequivocabile i responsabili di quelle ripetute violazioni di sigilli.
Il personale del nipaf s’è messo al lavoro, appostandosi e documentando ciò che
avveniva dietro quel cancello. Fino a quando ieri mattina è scattata l’ora x.
Sono entrati sorprendendo tre operai al lavoro. Questi hanno tentato una debole
fuga, ma sono stati subito fermati, identificati e ascoltati. E anche
denunciati. Sul posto in ausilio una pattuglia del norm dei carabinieri di
Terracina. Poi è arrivato anche Alfredo Lauretti che, secondo indiscrezioni,
sarebbe quasi caduto dalle nuvole nel ritrovarsi gli operai in casa. Ma non ha
potuto evitare di beccarsi una nuova denuncia per violazione di sigilli, con la
mamma e la moglie. Adesso si sta accertando la posizione dei tre muratori:
qualora si scoprisse che si tratta di dipendenti dell’azienda Lauretti, il
coinvolgimento del consigliere comunale potrebbe aggravarsi. A discrezione del
magistrato anche l’eventuale richiesta di una misura cautelare. Perchè sbagliare
è umano, perseverare è diabolico, ma farlo ancora è davvero molto sciocco.
Rita Recchia

39000 [12]

Quel cane non doveva essere lì, e il fatto che ci fosse preoccupa non poco gli
addetti ai lavori.
Per capire meglio il fenomeno che potrebbe nascondersi dietro
il ritrovamento del Pit Bull da combattimento che l’altra notte ha sbranato un
cagnolino e seminato il panico nella zona tra via delle Industrie e il
Mortacino, abbiamo sentito cosa ne pensano i volontari del canile di Terracina,
che insieme all’ufficio Comunale gestito da Mario Maresca, quel cane lo hanno
accalappiato e affidato alle cure del servizio veterinario del 118 di Latina. È
toccato a gli ispettori dipartimentali, infatti, l’altra sera catturare
l’animale che aveva appena sbranato un altro cane. Uno dei volontari è rimasto
leggermente ferito: «Aveva denti limati artificialmente – spiega -, mi ha
sfiorato la mano e ha lasciato il segno». Gli ispettori non hanno dubbi
sull’origine del Pit Bull. «È assai probabile che il cane provenga dagli
ambienti dei combattimenti clandestini. Il segno profondo che aveva intorno al
collo è chiaramente l’indice di un lungo maltrattamento. Per incattivire i cani,
infatti, il metodo è quello di appenderli con la testa coperta e picchiarli. Il
Pit Bull era talmente nervoso che anche un minimo gesto lo aizzava». Ma i
volontari vogliono precisare: «È sbagliato definire questi animali “cani
killer”. Il loro comportamento è il frutto di un profondo disadattamento. Dopo
anni di sevizie in ambienti disumani, la loro aggressività è dettata
esclusivamente ad un istinto di sopravvivenza. Devono scegliere se soccombere o
difendersi». I segni dell’infer – no, sul corpo dell’animale non mancano. «Ha
cicatrici ovunque, ferite anche all’interno della bocca, le mascelle enormi».
Resta da stabilire se il «giro» è in zona o meno. «Di sicuro la città non è
estranea ad un mercato dei cuccioli. Ci sono persone che li acquistano anche a
50 euro l’uno per prepararli a un destino di morte ». A volte vengono dati in
pasto ai cani da combattimento. «Comprati per essere sbranati» spiegano i
volontari, che lanciano un appello a chi ha dei cuccioli da donare: «Si deve
diffidare da persone poco qualificate, improvvisate, sconosciute. I rivoli di
questo mercato sono infiniti, si va dalle scommesse clandestine alla
vivisezione. Si finisce involontariamente per alimentare la barbarie e mettere a
repentaglio la sicurezza delle persone». I volontari non escludono che una base
per l’allenamento di cani da combattimento possa essere anche in zona. «Non ne
abbiamo notizia, ma certo dopo la comparsa di questo cane è necessario
controllare e segnalare le sacche incontrollate di cani randagi, monitorare il
territorio per capire come e da chi vengono gestiti gli animali».
Diego Roma

39000 [1]

Un anno per una banale ecografia renale. Ha necessità di un esame urgente,
indirizzato dal proprio medico di base si reca all’ospedale «Fiorini » e prenota
la visita. La data: 24 novembre 2011. Un anno per una semplice visita, così va
la sanità pubblica italiana. Il paziente, R.F. di 62 anni, si dice indignato e,
tra la rabbia e la rassegnazione, si dice obbligato a doversi recare a uno
studio privato ed effettuare l’esame che gli occorre a pagamento. L’odissea del
paziente è iniziata lo scorso ottobre, quando ha prenotato l’esame radiografico.
Ma, nonostante le sue proteste presso l’ufficio prenotazioni, non ha ottenuto
risposte migliori di questa: le liste d’attesa sono lunghe. Un anno e anche di
più. Se il servizio è gratuito bisogna aspettare. Se paghi ottieni tutto e
subito. Quando anche la salute diventa una merce.
F. A.

40000 [21]

I carabinieri di Terracina, diretti dal capitano Alessandro Atti continuano a
indagare per far piena luce sul delitto della giovane Emiliana Femiano
, uccisa
con 66 coltellate dal suo ex fidanzato. In particolare si sta cercando di
ricostruire ciò che avvenne prima del tragico viaggio di Emiliana, accompagnata
a casa del suo assassino, Luigi Faccetti, da due suoi cugini, già indagati. Si
era anche parlato di una misteriosa terza persona, una donna che avrebbe potuto
svolgere un ruolo importante nella dinamica dell’accaduto. Ieri i carabinieri
sono andati a Napoli per interrogare alcuni amici di Emiliana. E’ infatti
necessario ricostruire le ultime ore della ragazza, se avesse fatto delle
confidenze a qualche amica circa la possibile ripresa dei rapporti con il suo ex
fidanzato che già un anno prima l’aveva accoltellata e per questo stava
scontando una condanna a nove anni, però agli arresti domiciliari. Non è infatti
secondario, per la attribuzione delle responsabilità la modalità con cui
Emiliana è arrivata in casa del suo assassino.

40000 [9]

Il sindaco vuole trovare nella elementare ‘Fiorini’ spazi per l’indirizzo
Alberghiero del Professionale; Paolo Cerilli è contrario.
Il primo cittadino non
vede seri ostacoli a concedere al Filosi le aule superflue; Cerilli teme che le
maestre scendano in piazza a protestare. I due si sono messi a discutere, ieri
mattina, davanti a insegnanti e studenti, ricevuti in Municipio al termine del
corteo che ha visto ragazzi e docenti chiedere soluzioni a breve e a lungo
termine per la loro scuola. Una manifestazione ordinata e pacifica che, partita
dalla sede dell’Istituto in via Roma, si è diretta fino al Comune, dove Stefano
Nardi ha accettato di incontrare i partecipanti. Non ne è venuto fuori un
granché. Per ora l’Alberghiero resta a terracina, e questo si sapeva, ma il
sindaco ha detto a chiare lettere che, riguardo alla nuova sede del Filosi,
prevista a Borgo Hermada, tutto dipende della Provincia, alla quale, secondo
Nardi, spetta espropriare i terreni necessari. Si profila, perciò, inevitabile
un conflitto trai due enti, che di certo non accelererà la costruzione
dell’edificio scolastico. Quelli del Filosi hanno preso atto, ma hanno ricordato
che aspettano risposte anche sulla loro richiesta di ottenere i locali che la
elementare ‘Fiorini’ non usa più per sistemarvi classi e laboratori
dell’Alberghiero. E a questo punto il sindaco ed il consigliere comunale non
hanno nascosto posizioni contrapposte. Non si può prendere spazi alla
elementare, ha detto Cerilli, perché le maestre andrebbero a protestare in
piazza. Ma la scuola non è mica delle maestre, ha replicato Nardi, e i locali
devono andare a chi ne ha bisogno. In sostanza, il primo cittadino e Cerilli
hanno riproposto la spaccatura del consiglio comunale in cui fu approvato solo a
maggioranza l’ordine del giorno che impegna il capo dell’amministrazione a
reperire nella ‘Fiorini’ gli spazi per l’Alberghiero. Com’è finita? Nardi ha
promesso a studenti e insegnanti di andare nella loro scuola prima delle vacanze
natalizie per informarli sugli sviluppi della faccenda. Fine della
manifestazione e tutti a casa, con alcune domande che qualche docente ti
confida: ma perché Cerilli ha così tanta paura delle proteste delle maestre? E
ha diritto di veto sulle decisioni del consiglio comunale e del sindaco?
Andrea Di Lello

40000 [8]


 

La presenza di quella camera ardente al piano terra del condominio «Concordia»
in via Tripoli, sta riservando risvolti improvvisi per i residenti.
Mentre,
infatti, la controversia legale tra gli inquilini e la proprietà della clinica
Villa Azzurra, la «Segesta», prosegue a suon di udienze in Tribunale, più di
qualche condomino ha deciso di passare all’az ione. Due proprietari d’a
ppartamento al secondo piano del condominio, infatti, hanno deciso di mettere in
vendita la propria casa, a quanto pare esasperati dalla presenza della camera
ardente a due passi dall’uscio del proprio alloggio. E forse non sono i soli: a
seguire il loro esempio, infatti, sarebbero pronti anche altri inquilini. Quello
scoppiato alcuni mesi fa come un caso singolare, si sta trasformando insomma in
un vero e proprio stravolgimento della vita quotidiana di 17 famiglie che da
mesi ormai convivono con il lutto. La battaglia legale per il trasloco
dell’obitorio, nel frattempo, prosegue. Nei prossimi giorni i condomini si
incontreranno per una nuova assemblea.
F. A.

40000 [7]


 

Ormeggi abusivi sulle sponde del canale Mortacino: scatta il sequestro
preventivo di 18 imbarcazioni e numerosi pontili.
Tre gli ormeggiatori finiti
nel mirino della polizia, che in seguito a un’accurata attività investigativa ha
effettuato, lunedì scorso, un blitz in piena regola apponendo i sigilli a
numerose barche «parcheggiate» abusivamente lungo gli argini del corso d’acqua.
A far scattare le ricerche della polizia nautica una bagarre tra ormeggiatori
tale da creare una sorta di conflittualità tra fra soggetti
concessionari, che in alcuni casi avevano dato luogo a vere e proprie
controversie con risvolti penali ed amministrativi. Il sequestro preventivo è
stato effettuato dal personale della squadra nautica della polizia di Latina, su
disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina. Da
tempo erano in atto i controlli degli inquirenti che hanno potuto evidenziare
una serie di irregolarità. In particolare tre ormeggiatori, denunciati in
seguito al blitz degli agenti, gestivano il rimessaggio di barche, gommoni e
natanti vari senza alcun tipo di concessione. Anche per evitare problemi legati
alla sicurezza del canale e per ripristinare una corretta gestione degli
ormeggi, la squadra nautica della polizia di Latina ha posto i sigilli a diversi
pontili occupati abusivamente oltre che a 18 imbarcazioni. Le indagini,
ovviamente, non si fermano. Gli agenti infatti vogliono capire se intorno
all’attività abusiva degli ormeggiatori irregolari ci fosse la compiacenza di
altri soggetti. Ulteriori accertamenti, inoltre, sono in corso sui proprietari
delle imbarcazioni. Da chiarire infine, il ruolo del Comune che negli anni
evidentemente non è riuscito a gestire la corretta utilizzazione del
canale Mortacino.
Francesco Avena

40000 [6]

Cattive notizie per il trasloco del mercato settimanale. Un pasticcio che si
arricchisce ogni volta di un colpo di scena. L’ultimo è di questi giorni e
potrebbe azzerare l’iter rinviando alle calende greche lo spostamento dei
banchi da viale Europa nell’area di via Prebende. Nei giorni scorsi l’assessore
al commercio Giuseppe Amuro e il consigliere Pietro Palmacci che ha preso a
cuore la questione si sono recati in Regione. Pare che dall’incontro non
siano uscite buone notizie. Anzi, a dirla tutta, sembrano proprio pessime. La
Regione avrebbe ritenuto fondati i dubbi della Fiva- Confocommercio poste a base
della richiesta di revoca della Conferenza dei servizi. In particolare le
perplessità degli uffici di via della Pisana sarebbero legati alla procedura
adottata dal Comune di Terracina per il mutamento di destinazione d’uso
dell’area che deve ospitare il mercato settimanale. Un iter che presenterebbe
alcuni vizi di illegittimità per ciò che riguarda diverse situazioni: dalla
predisposizione dei servizi igienici alla presenza nell’area di reperti
archeologici. Fatto sta che le perplessità della Fiva- Confcommercio sono state
ritenute fondate. Ma l’odis – sea del mercato settimanale di Terracina, meglio
conosciuto come «giovedì», potrebbe essere non finita qua. Le associazioni di
categoria, rende noto il presidente della Fiva Roberto Delle Fontane,
stanno infatti presentando un ricorso al Tar contro la variante adottata nei
mesi scorsi dal Comuni. Colpo di scena nella lunga e tormenta vicenda del
trasloco del mercato settimanale Il questore Nicolò D’Angelo L’area di via
Prebende, compresa nel Quadrante di Nord- Ovest, è destinata a verde urbano e di
quartiere. L’am – ministrazione comunale, con una delibera di Consiglio
comunale, ha approvato una variante rispetto al Piano di zona 167 destinando
l’area da verde archeologico a servizi pubblici all’aperto. Un escamotage per
evitare di tirare in ballo il Quadrante di Nord- Ovest ancora in corso di
approvazione e in cui l’area per il mercato settimanale viene individuata in via
Mortacino. L’amministrazione comunale ha giustificato l’impossibilità di
trasferire il mercato in via Mortacino sostenendo che non ha i soldi per gli
espropri. Peccato che in questi ultimi anni il Comune di Terracina ha speso, tra
il flop di via Stella Polare e i lavori in via Prebende, qualcosa come 600 mila
euro. Hai voglia a fare espropri. E soprattutto: il mercato sta ancora in viale  Europa.
Pierfederico Pernarella

40000 [5]


 

Sulla storica Torre del Pesce di Terracina potrà essere affisso il cartello
«Vendesi».
Tuttavia bisognerà tenere conto del signore che ieri in tribunale ha
rivendicato il possesso per usucapione del livello terra della costruzione
cinquecentesca, da tempo utilizzato come cantina. Un piccolo colpo di scena,
insomma, nella procedura per la messa in vendita all’asta della Torre del
Pesce, la struttura che si affaccia sul lago di Fondi che faceva parte di
sistema difensivo costruito per tenere le navi dei pirati lontane dallo Stato
Pontificio. Ieri mattina era prevista un’udienza importante presso la sezione
distaccata di Terracina del tribunale di Latina. Il giudice civile Carla
Menichetti doveva o meno dare l’ok alla vendita della Torre del Pesce, dopo una
procedura fatta scattare da alcuni creditori nei confronti del proprietario che
discende da una famiglia nobile e che tiene a precisare come la maggior parte
del debito accumulato si riferisca a sua madre. Ma ieri la scena è stata tutta
per il signor G.P. che si è presentato in aula con il proprio legale,
rivendicando il possesso della parte più bassa della costruzione di fine 1500.
Tra l’altro la questione è già pendente presso la Corte d’Appello di Roma. Per
questo motivo G.P. si è opposto alla messa in vendita dell’edificio autorizzata
dal giudice sostenendo i suoi presunti diritti.
Ri.Re.

40000 [3]

Sigilli confermati al cantiere del «Green Village», nel terreno al km 10,300
della Provinciale San Felice Circeo-terracina.
Solo nella serata di ieri è stato
reso noto l’esito del pronunciamento della Corte di Cassazione chiamata a
decidere sul dissequestro o meno del cantiere fermo ormai dal marzo scorso. E
l’esito è stato quello più temuto dalle parti interessate, che fino a ieri
avevano dovuto assistere già alla convalida del sequestro da parte del gip Cario
e alla conferma dei sigilli da parte del Riesame a cui avevano fatto ricorso. E
ora i sigilli sono stati ribaditi anche dalla Cassazione. Nota e piuttosto
chiacchierata la storia di questo sequestro scattato lo scorso 25 marzo ai danni
del cantiere allestito sulla Provinciale San Felice Circeo-terracina  per
realizzare un residence turistico-alberghiero. Un villaggio turistico con 40
villette a schiera e giardino, reception, piscina e ristorante. E invece da quel
dì scavatori e gru hanno spento i motori dopo che nipaf e carabinieri del norm
hanno eseguito un provvedimento d’urgenza emesso dal pm Giuseppe Miliano per
lottizzazione abusiva. Ci sarebbero state irregolarità nella procedura seguita
per ottenere la variante urbanistica. Nello specifico sarebbe stata violata la
legge sulla costa. Affatto d’accordo la società, rappresentata da Bruno Lanzi, e
i direttori dei lavori, il geometra Remo Iacovacci e l’architetto Luciano
Biasini (tutti assistiti dai legali Renato Archidiacono e Silvio Siciliano),
fiduciosi soprattutto perchè su quell’iter avevano ottenuto il parere favorevole
della Regione Lazio, parere tra l’altro vincolante. Le indagini, che duravano
dal dicembre 2009, avevano prefiguratp una lottizzazione abusiva da 10 mila
metri cubi. Miliano aveva indagato Bruno Lanzi, i dirigenti del Comune di
terracina  Vincenzo Fusco e Giancarlo De Simone, il geometra referente dello
sportello Suap Eugenio Pepe, i direttori dei lavori Biasini e Iacovacci, il
titolare della ditta costruttrice Enzo Pannone. Per i tre del Comune era stato
ipotizzato anche l’abuso d’ufficio.
Rita Recchia

40000 [10]

Ennesimo successo per il Volley terracina. Per le ragazze di Pese e Rigoni
arriva una nuova ed entusiasmante vittoria. Questa volta contro il Laurentina
battuto con un secco 3-0, in una partita che possiamo definirla a senso unico
anche perché le avversarie non hanno mai impensierito le padrone di casa. Il
Laurentina seppur fanalino di coda della classifica generale ha cercato di fare
la sua parte in questo incontro ma il terracina si è dimostrato nettamente
superiore alle rivali. Con la vittoria ottenuta il terracina  approfittando dei
risultati delle altre partite si porta a ridosso della capolista ottenendo il
secondo posto in classifica, un terracina  che il mister Pesce sta portando con
grandi risultati settimana dopo settimana ai massimi livelli. Questa è una
compagine molto unita che si sta preparando per affrontare un derby che si terrà
fra due settimane.Della partita non c’è molto da dire vista la supremazia delle
ragazze di Pesce, buona la prestazione dell’esordiente Maria Iacovacci che per
la prima volta il tecnico, prelevandola dal vivaio, ha voluto fargli assaporare
la serie C. La ragazza è un ottimo elemento e sicuramente avrà un buon futuro
nella pallavolo, ma il mister Pesce non si ferma qui perché ha portato in
panchina altre due ragazze provenienti da Formia, stiamo parlando delle sorelle
Matrullo e che presto anche loro avranno la possibilità di esordire in serie C.
Soddisfazione anche da parte del dirigente Vittorio Sebastianelli responsabile
del settore giovanile il quale ha visto crescere le ragazze nel vivaio ed oggi
le ritrova in prima squadra. C’è molto ottimismo anche da parte di tutto lo
staff per i risultati raggiunti e per la posizione in classifica. Ora le pontine
si preparano già per il prossimo incontro contro il kk Eur in programma domani a
Roma, l’intenzione è quella di fare ancora bene e non deludere il nostro Mister,
come anche dichiarato dalle ragazze, anche loro molto soddisfatte delle
prestazioni date fino ad oggi, ma ci tengono a sottolineare che il merito è
tutto del loro allenatore Carmine Pesce che le segue nei minimi dettagli proprio
per portarle al top della condizione.

40000 [11]

 

Biglietteria fai da te presso la stazione ferroviaria di Terracina. I messaggi e
le comunicazioni per gli utenti corrono… sulle pareti. Sono lontani i tempi in
cui la stazione cittadina somigliava a quelle che comunemente girando per lo
stivale. Per fortuna e per costante impegno del Comitato Pendolari da qualche
mese le Ferroviene dello Stato hanno sistemato l’insegna, così almeno la
stazione ha smesso di essere anonima. Ma dentro resta spoglia e brulla. Non c’è
nemmeno una bacheca per le comunicazioni, e così ci si inventa la proverbiale
«matta». Sulle pareti della sala d’attesa qualcuno ha attaccato un adesivo per
il Comitato Pendolari in cui s’informa di alcune variazioni negli orari dei
treni diretti da Roma a Terracina a partire da dicembre, confermando che resta
uguale quello delle corse mattutine verso Termini. Quindi, per chi volesse
informazioni, rivolgersi… al muro.

40000 [12]

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135-lato-sinistro-duomo-fregio_bis

Il museo civico «Pio Capponi» scoppia. A mettere in evidenza un’inadeguatezza
strutturale è stato il ritrovamento di una statua rubata 22 anni fa. Riportata a
casa dall’America, s’è scoperto che non c’è un posto adeguato dove sistemarla,
un luogo che ne esalti il valore. E, stipati in altri posti, ci sono altri
reperti da esporre. Ecco, allora, la proposta di Nicoletta Cassieri, direttrice
della Soprintendenza Archeologica per il Lazio: serve un nuovo museo. Il museo
civico occupa il primo livello della Torre Frumentaria. L’istituto fu fondato
nel 1894, per dare organica sistemazione ai reperti provenienti dal territorio e
ai materiali che lo scavo condotto nel sito archeologico del santuario di monte
S. Angelo stava restituendo in quegli anni. La più recente sistemazione risale
al 1999, dopo che ripetuti saccheggi avevano dimostrato una certa vulnerabilità
del sito. «Si tratta di un museo delizioso, ben pensato, ma, ahimé,
insufficiente. È troppo stretto. Gli scavi del teatro hanno riportato alla luce
nel corso degli anni nuovi reperti, che siamo costretti a tenere chiusi in un
magazzino, mentre potrebbero far bella di mostra di sé in un museo, capace di
accoglierli tutti. Gli stessi 38 reperti già ospitati nelle stanze del museo
sono sacrificati. Basta guardare come alcune statue sono come soffocate, mentre
avrebbero bisogno di essere messe nel dovuto risalto». Su un lato c’è, ancora
imballata, la statua in marmo di epoca romana (si tratta di un torso di figura
femminile panneggiata risalente al I-II secolo d.C.), appena recuperata dai
carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio. Era stata trafugata prima ancora
che il museo acquistasse l’attuale organizzazione. Ora bisognerà trovare una
giusta collocazione per un cimelio, il cui valore è stato stimato attorno ai 500
mila euro. «Serve un nuovo, vero museo. Uno spazio dove eventualmente tenere
anche delle mostre. A quanto so, nel passato, non è stata mai organizzata una
rassegna e questo è grave», aggiunge la Cassieri, che arriva a dare
un’indicazione all’amministrazione comunale. «Un’ipotesi? Vedrei bene l’ex
palazzo papale. Potrebbe essere utilizzato allo scopo il piano nobile». Sulla
necessità di dare alla città un vero centro museale concorda in pieno
l’assessore al centro storico Luciano Pecchia.
Ercole Bersani

Sono tante le domande a cui si dovrà rispondere dopo l’episodio che si è
verificato l’altra notte tra via delle Industrie e la zona del Mortacino, dove
un Pit Bull senza padrone, al buio e sotto la pioggia, si è scagliato contro un
cagnolino e lo ha sbranato a morsi.
Una ferocia inaudita, che non ha lasciato
scampo al piccolo animale, poi scappato sanguinante, fino a far perdere le sue
tracce. Che quel Pit Bull, arrivato chissà come in città, non fosse un randagio
qualsiasi se ne sono accorti immediatamente alcuni residenti della zona che,
dopo aver assistito inermi all’aggressione, terrorizzati dalla bestia, hanno
allertato l’ufficio diritti degli animali del Comune e gli ispettori
dipartimentali dell’«Aima Cive» del canile di Terracina. L’animale è stato
immediatamente catturato e trasportato a Latina presso il 118 veterinario. Ad
allarmare i sanitari non sono state tanto le condizioni di salute del cane, pure
apparso denutrito, ma i segni che portava sul corpo. Cicatrici sparse ovunque,
un grosso ematoma intorno al collo probabilmente dovuto alla stretta di una
corda, e ancora ferite all’interno della bocca. Il cane insomma non sarebbe
apparso un Pit Bull comune. Anzi, è più che un sospetto che l’animale possa
essere un cane da combattimento, usato negli ambienti delle scommesse
clandestine. I segni ci sono tutti. La stazza più piccola ma agile dei suoi
simili, una mascella grossa il doppio del normale e i denti con i segni di una
limatura tipica di chi voglia rendere il morso più acuminato e fatale.
L’episodio della notte scorsa apre uno scenario inquietante sulla presenza, a
Terracina, di possibili allevamenti di cani da combattimento. È tutt’altro che
chiaro, infatti, come un animale di questo tipo potesse aggirarsi libero per la
città. È stato abbandonato, e da chi? Oppure è scappato da una «palestra», luogo
in cui vengono allenati i cani destinati ai combattimenti clandestini? Forse
qualcuno in città si dà da fare per preparare i cani per combattimenti che poi
avvengono in luoghi più sicuri, nell’ interland romano, dove fenomeni del genere
non sono nuovi? Una cosa è certa, la presenza di un cane killer dovrà essere
chiarita al più presto. Al momento il Pit Bull è ricoverato presso la struttura
veterinaria di Latina. È denutrito e pericolosissimo. Probabilmente quando sarà
rilasciato sarà accolto dalla Lav di Roma, che dovrà occuparsi della sua
rieducazione. Ma le domande restano. Chi, in zona, trasforma i cani in feroci
macchine da combattimento?
Diego Roma



Spazio ridotto per gli allenamenti al Palacarucci di Terracina. Le infiltrazioni
di pioggia e l’umidità hanno provocato il rigonfiamento e il sollevamento di una
buona parte del parquet che ricopre il campo del Palazzetto dello Sport, e le
varie società sportive hanno dovuto arrangiarsi nell’altra metà campo rimasta
disponibile. E meno male c’era, altrimenti niente allenamenti. Il disagio si è
presentato lunedì scorso e soltanto per la giornata di ieri era previsto
l’arrivo degli operai del Comune per sistemare la pavimentazione. Fino a quel
momento l’intervento «tampone» garantito dell’ente pubblico erano state due
sedie con sopra uno striscione dei lavori in corso in bella vista per delimitare
l’area off limits e impedire il passaggio. E così martedì la squadra di basket
ha potuto giocare soltanto nella metà del campo rimasta agibile, mentre per S
ieri la pallavolo era in forse. Idem per gli incontri in programma per sabato.
Qualcuno dice che l’infiltrazione d’acqua piovana sia stata provocata dalla
mancanza della guiana protettiva in plastica che rendeva lucido il parquet. Di
recente sono state ridisegnate le strisce del campo e la guaina è stata tolta e
non più inserita. Questo non avrebbe impedito il passaggio dell’acqua. E piove
oggi, piove domani ecco qua il risultato. Inevitabili i disagi per i tanti
atleti , piccoli e grandi, che quasi ogni giorno entrano ed escono dal
Palacarucci per allenamenti e partite. Perchè a Terracina c’è una gran voglia di
sport e di vivere lo sport, ma spesso si scontra con situazioni di tutt’altra
natura. Come quella volta che per un debito di svariate centinaia di migliaia di
euro del Comune nei confronti della società erogatrice del gas erano stati messi
i sigilli ai contatori dell’impianto sportivo e della biblioteca così da restare
letteralmente al gelo con i riscaldamenti spenti per mesi. Ovviamente le varie
attività sportive erano state limitate. Più o meno nello stesso periodo, e per
la stessa ragione, il Palacarucci era rimasto a corto di linea telefonica. O
ancora quando l’anno scorso non era stato pulito regolarmente per lo sciopero
dei dipendenti della ditta di pulizie che non ricevevano lo stipendio
dall’amministrazione. Tutte questioni che con lo sport non c’entrano
davvero nulla.
Rita Recchia


La Squadra Nautica della Questura di Latina, a seguito di attività di controllo
delle concessioni per ormeggi e rimessaggi di imbarcazioni da diporto, ha dato
esecuzione a numerosi sequestri preventivi di natanti e di pontili situati lungo
il canale Mortacino a Terracina.
I sequestri, disposti dal Gip del tribunale di
Latina sono susseguenti a verifiche eseguite dagli operatori della Squadra
Nautica che, dopo una puntuale attività di controllo, hanno potuto evidenziare
una serie di irregolarità a carico di tre cittadini italiani che ormeggiavano,
lungo il citato canale, barche e natanti senza alcuna concessione. Era da
qualche tempo, infatti, che si segnalava come la mancanza di concessioni o la
sovrapposizione di alcune di questa, avesse determinato situazioni di
conflittualità fra soggetti concessionari, che in alcuni casi avevano dato luogo
a vere e proprie controversie con risvolti penali ed amministrativi. Pertanto,
anche per evitare che le occupazioni abusive di spazi demaniali per le attività
di rimessaggio potessero arrecare pericolo per la navigazione, lungo tutto il
corso del canale, sono stati disposti sequestri di 18 imbarcazioni e di numerosi
pontili abusivi mante occupati.



Non accenna a diminuire l’ondata di maltempo
che da più di un mese ormai sta flagellando tutto
il litorale pontino, causando danni non indifferenti
alle attività produttive della zona e innumerevoli
disagi alla viabilità interna degli abitati. A
Terracina, in particolare, quest’ultimo fronte
sembra essere il più delicato. Tanti i deprimenti
spettacoli che si presentano agli occhi dei residenti
e di tutti coloro che transitano in città. I
tratti maggiormente interessati sono stati quelli
di via Badino (sabato scorso letteralmente sommersa
dalle acque putride), viale Leonardo da
Vinci (asfalto colabrodo nei pressi di via Tiziano)
e presso il campo sportivo della Stazione
(tombino malfunzionante che ha espulso liquami
tossici), nonché nell’intero circondario di
Borgo Hermada. I lavori per il ripristino della
corretta viabilità e messa in sicurezza proseguono
a rilento, a causa delle piogge continue che
si susseguono sul territorio terracinese. Con
gravi disagi per i residenti che hanno visto i loro
garage allagarsi; per gli automobilisti, rimasti
impantanati nelle strade divenute veri e propri
canali in stile Venezia e le cui vetture sono state
danneggiate dagli impatti con le buche
dell’asfalto; per i commercianti che hanno subìto
danni dalle intemperie o hanno visto diminuire

Il comune di Terracina si costituisce parte civile in un procedimento a carico
dell’ex dirigente del dipartimento di ragioneria, Piero Maragoni. La delibera è
stata votata dalla giunta comunale lo scorso 16 novembre, tutti presenti gli
assessori. Il procedimento penale pendente presso il tribunale di Latina è
arrivato a seguito di un’in – chiesta della Procura condotta dal sostituto
Giuseppe Miliano che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Maragoni
per abuso d’ufficio. La singolare vicenda risale al 2005 e venne portata
alla luce da un’informativa della Municipale alla Procura che segnalava
alcune anomalie nel pagamento di alcune multe. Dodici per l’esattezza, comprese
tra i 400 e i 600 euro, per un ammontare di circa 5 mila euro. Le
contravvenzioni erano state elevate per affissione abusiva di manifesti ma anche
per irregolarità nell’installazione delle insegne di alcune attività
commerciali. Il fatto singolare è che le multe, invece di essere pagate alla
polizia municipale tramite conto corrente come da norma, risultate essere state
saldate all’ufficio ragioneria. Come attestava la firma dello stesso dirigente
sulle ricevute di pagamento. Vista la stranezza dell’iter, la polizia municipale
non ha potuto fare altro che segnalare l’anomalia alla magistratura. Si sono
dunque avviate le indagini. La Guardia di Finanza ha acquisito parecchia
documentazione in Comune per ricostruire il percorso dei soldi che sarebbero
stati incassati direttamente dall’ufficio ragioneria. Ma gli accertamenti non
sono riusciti a risalire al tracciato percorso dalle multe pagate e anzi hanno
fatto emergere altre anomalie, tra cui la circostanza che 8 persone diverse
avrebbero pagato le contravvenzioni non solo lo stesso giorno – il 27 dicembre -
ma persino nello stesso momento visto che le bollette di conciliazione
riportavano tutti numeri consequenziali. Da questa vicenda ora ne è scaturito un
processo a carico di Maragoni dal quale il Comune si ritiene danneggiato.
Pierfederico Pernarella


Le cifre, quando si tratta di gestione dei rifiuti, sono sempre ballerine ma una
cosa è certa: il bilancio della Terracina Ambiente anche quest’anno ha chiuso
con una perdita d’esercizio di oltre un milione e mezzo di euro.
Un’altra
bella batosta per le casse comunali, che dovranno sobbarcarsi la copertura del
51% delle perdite, più di 850 mila euro. In realtà nell’a s s e s t amento di
bilancio si è parlato di 300 mila euro. Il che poteva sembrare anche una cosa
fattibile. A correggere il tiro, in aula, il consigliere Paolo Cerilli, che ha
chiarito, ad onor del vero, che in tutto si parla di 860 mila euro. Un miliardo
e mezzo delle vecchie lire che il Comune dovrà sborsare per continuare a tenere
in piedi quella che a tutti gli effetti appare una società mista incapace non
tant o d i produrre utili, quanto di rag giung ere il pareggio, di fare
investimenti su mezzi, personale, impianti, nonostante ogni anno di Tarsu il
Comune incassi la bellezza di 7 milioni e mezzo di euro. Nonostante questo,
accade che anche per mettere a norma l’impianto di Morelle, così come prescritto
da un decreto ministeriale, il Comune ha prorogato alla Terracina Ambiente i
termini di scadenza per consentire alla spa di usufruire dei finanziamenti
provinciali. Chiaro allora che diventa cruciale, nel prossimo Consiglio
comunale, il passaggio di approvazione della Tia, la tariffa di igiene
ambientale che sostituirà la vecchia Tarsu, prevista entro gennaio. Come
stabilito dalla delibera, con l’entrata in vigore della tariffa gli introiti
della tassa sui rifiuti andranno direttamente alla Terracina Ambiente senza
passare per le casse dell’Ente. Una condizione definita dallo stesso sindaco
Nardi indispensabile per mettere la società in condizioni di fare investimenti.
Nel frattempo però, da 5 anni a questa parte, tutte le perdite d’esercizio della
società mista sono ricadute sulle spalle dei cittadini. Che per tutta risposta
hanno ricevuto in cambio un servizio carente, uno stato di emergenza continua,
proteste ad orologeria da parte dei netturbini, rifiuti per strada. C’è anche
chi sostiene che l’entra – ta della Tia non porterà alcun vantaggio senza una
raccolta differenziata spinta. Nessun vantaggio per i cittadini, si intende.
D. R.

Se Bellezza vuole stare nell’Udc «deve adeguarsi alle nostre battaglie» e «deve
farlo con i fatti».
Pierpaolo Marcuzzi è un fiume in piena, si dichiara un
centrista di ferro e, dopo aver escluso categoricamente una sua possibile
«fuga» dall’Udc, ribalta la questione: « L’Udc ha intenzione di fare terra
bruciata dell’attuale maggioranza ». Poi si rivolge al c on si gl
iere Roberto Bellezza, nuovo entrato nel partito: «Ci vogliono i fatti»,
scandisce, «sono tre Consigli comunali che è assente e non prende posizione
contro la maggioranza. Al prossimo Consiglio del 4 dicembre deve essere presente
insieme all’Udc e votare contro la Tia, sottoscrivere e presentare una mozione a
favore del Parco dei Monti Ausoni, in modo da verificare chi a Terracina è pro o
contro». Niente ambiguità, insomma. Una linea condivisa con i vertici
provinciali. Chi deve prendere la porta d’uscita, sembra di capire, non è
Marcuzzi. «Io sto nell’Udc e ci rimango» ribadisce includendo nella squadra
anche Davide Minchella, Vittorio Marigliani e Gianni Percoco. Altri devono
dimostrare cosa valgono. La prova del nove per Bellezza è quella del Parco.
Marcuzzi gli chiede di esprimere al più presto una posizione chiara, anche per
prendere le distanze dalla giunta Nardi, dove «c’è il Sindaco che si dichiara a
favore e l’assessore ai Parchi che si dichiara contro». Ma non solo. Ci sono le
«azioni ambigue e inadeguate della Terracina Ambiente», gli «appalti di pulizia
pulizia rinnovati senza verificare se erano stati rispettati i capitolati»,
l’Azienda speciale. Tutti temi su cui i centristi daranno battaglia. Quanto
all’incontro con il coordinatore comunale del Pdl Gianluca Corradini, Marcuzzi
chiarisce: «Agli incontri con le forze politiche ci andrà il nostro coordinatore
Azzola ». Con Corradini «io posso per amicizia e stima reciproca scambiare
opinioni, ma di sic u r o n o n partecipo ad incontri politici con loro». Le
regole restano le stesse. «Chi pensa di poter dettare le linee da solo perché
ritiene di avere più tessere ha sbagliato indirizzo, noi non siamo il partito
delle tessere, siamo il partito delle persone».
Diego Roma

Lo avevano supposto ancor prima che l’«A&Tech srl» arrivasse con ramazze e
strofinacci
: se è stato possibile assegnare l’appalto a una ditta che ha offerto
il 49.5% in meno rispetto all’importo base, se ne vedranno delle belle sul
ruolino di marcia dei lavori. E così è stato. Tra il personale addetto alla
pulizia degli uffici del Comune, sedi distaccate comprese, e del tribunale di
Terracina, inizia a serpeggiare il malessere. Innanzitutto perché per garantire
un servizio che sia veramente al massimo ci vorrebbe la bacchetta magica. Da
quando dalla scorsa primavera alla «Brillante» è subentrata l’«A&Tech srl» con
sede a Roma le ore a disposizione dei 14 dipendenti sono state ridimensionate.
Chi ha ogni giorno un’ora e 35 minuti per pulire l’ufficio anagrafe principale,
scale e ingres- L so del Municipio, museo civico e altri locali ancora. Chi ha a
disposizione un’ora e 50 minuti per far brillare tre uffici distaccati, tra
l’altro anche distanti tra loro. In un certo qual senso si salva soltanto chi
pulisce il tribunale avendo circa 3 ore al giorno, dal lunedì al venerdì.
Ovviamente chi ha meno ore si ritrova anche meno soldi in busta paga sulla base
di una suddivisione del lavoro decisa a discrezione dell’azienda. «Materialmente
è impossibile garantire un servizio al massimo» dice qualche dipendente,
evidenziando come diano la priorità assoluta ai servizi igienici degli uffici.
Addirittura chi ha lavorato un po’ di più informandone la ditta si è vista
arrivare una lettera di richiamo. Inoltre stanno ancora aspettando lo stipendio
di ottobre. Sembra che il Comune abbia versato il dovuto, ma i soldi ancora
latitano. E il personale vede in bilico la tredicesima di dicembre.
«L’amministrazione deve sapere queste cose e che, nonostante tutto, abbiamo
sempre garantito il servizio». Ma c’è
un limite massimo di sopportazione.
Rita Recchia

Il Consiglio provinciale ha concluso l’esame sullo stato dell’economia e ha
approvato le “Proposte del piano di dimensionamento della rete scolastica
provinciale 2011-2012″ con 16 voti favorevoli, 5 astenuti e un voto contrario.

Gran parte dell’inizio della seduta è stata caratterizzata dall’intervento
dell’Assessore Silvio D’Arco circa l’esame dello stato dell’economia in
Provincia di Latina. Una vera e propria replica agli interventi dell’opposizione
rilevati nela precedente seduta consiliare. “Come Provincia – ha detto in
estrema sintesi D’Arco – ci siamo mossi in due direzioni: da una parte abbiamo
cercato di mettere in campo misure per fronteggiare le situazioni di crisi e
dall’altro abbiamo indirizzato le nostre azioni e risorse verso gli investimenti
finalizzati allo sviluppo”. In particolare D’Arco si è soffermato sulle
sollecitazioni pervenute da diversi Consiglieri affinché la Provincia
costringesse le multinazionali a non delocalizzare le proprie attività. “Vorrei
ricordare – ha proseguito – che le nostre azioni non possono svolgersi fuori da
una cornice normativa stabilita dalle leggi nazionali e da precise direttive
comunitarie. In tale contesto voglio quindi precisare che i cosiddetti aiuti di
Stato e i vincoli sugli opifici industriali e produttivi durano massimo 5-10
anni. Pertanto non si tratta di imporre nuove vincoli ma di creare condizioni di
vantaggio degli oneri sociali e delle infrastrutture e dei servizi per rendere
appetibile il territorio”. Sulle critiche del consigliere Visari, circa
l’istituzione dell’osservatorio economico, D’Arco ha sottolineato che
l’istituzione già avvenuta non è un doppione di quello della Camera di
Commercio, svolgerà funzioni completamente diverse e sarà strettamente
funzionale alle esigenze della Provincia e del sistema produttivo locale. “Per
quanto concerne il credito – ha proseguito l’Assessore D’Arco – abbiamo messo a
disposizione la somma di 300.000 euro che produrrà circa 9.000.000 di euro per
l’accesso al credito alle imprese per il prestito a breve termine. L’obiettivo
finale rimane comunque quello di istituire una vera e propria Banca di Garanzia
per le imprese del basso Lazio. Stiamo lavorando con la Camera di Commercio e
con la Provincia di Frosinone per fare sinergia in tale direzione. Per quanto
riguarda l’usura la Provincia sta utilizzando un fondo di 100.000 euro per
sostenere il sovraindebitamento delle famiglie e delle microaziende oltre a una
campagna di comunicazione per la prevenzione e la sensibilizzazione della lotta
all’usura, di concerto con la Prefettura e la Regione Lazio. Voglio
sottolineare, inoltre, che è quasi ultimato un importante progetto di censimento
e valorizzazione dei siti industriali dimessi realizzato in collaborazione con
l’Università La Sapienza e che prevede il recupero il recupero di circa 30
opifici dimessi da mettere sul mercato a favore di nuovi investitori. Ritengo -
ha concluso – che il mio assessorato e la Giunta Cusani stiano profondendo il
massimo sforzo per centrare gli obiettivi prefissati ed arginare, per quanto
possibile, lo stato di crisi dell’economia che non risparmia purtroppo nessuno”.
La seconda parte della seduta è stata incentrata sulle “Proposte del piano di
dimensionamento della rete scolastica provinciale 2011-2012″.
In estrema sintesi il piano prevede accorpamenti e/o riorganizzazioni nelle
scuole dell’infanzia e primarie a Cisterna, Cori, Formia, Gaeta, Itri, Minturno,
Ponza. Nel capoluogo pontino è previsto, a livello secondario, un nuovo istituto
tecnico e nuovi indirizzi didattici per varie realtà, come il Salvemini
(Turismo), il Vittorio Veneto (Sistema moda), l’Einaudi (Servizi sociosanitari:
1. Arti ausiliari delle professioni sanitarie, 2. Ottico, 3. Odontotecnico).
Nuovi indirizzi didattici al Meucci (Scienze umane) e al Rosselli (Biotecnologie
sanitarie) di Aprilia, al Gobetti di Fondi (Linguistico e Scienze umane),
all’Alberti (Scienze applicate) di Minturno, all’Itis (Informatica e
telecomunicazioni) di Santi Cosma e Damiano. A Terracina è prevista
l’istituzione di 4 istituti comprensivi così distribuiti: istituto comprensivo
di Borgo Hermada, istituto comprensivo Maria Montessori, istituto comprensivo
Don Milani, istituto comprensivo Giovanni Paolo II. Due gli accorpamenti: il
Fermi con il Tallini a Formia, l’Itc Fermi con l’Itn Caboto a Gaeta. A Itri,
nella scuola secondaria di secondo grado è prevista l’istituzione di un istituto
omnicomprensivo (per un totale di 956 alunni) e due nuovi indirizzi didattici:
il monoennio all’Agroambientale (3° anno) e l’Agrotecnico (4° e 5° anno).
“L’attività di governo condotta fin dall’inizio degli anni 2000 su questo fronte
ha un respiro programmatorio. Fino ad oggi – ha spigato il Presidente Cusani -
siamo stati l’unica Provincia ad aver seguito un processo di razionalizzazione
basato sul numero di studenti giusti da collocare in luoghi sicuri e adatti
all’offerta formativa rispetto all’omogeneità di indirizzi offerta per dare a
ciascuno pari opportunità di scelta. Siamo stati gli unici, finora in tutto i
Lazio, a fare questi sacrifici. Quest’anno abbiamo distribuito meglio gli
indirizzi. L’idea di fondo è quello di far prevalere il tema della
diversificazioni degli indirizzi sulla riduzione delle dirigenze scolastiche:
offrire tutto ad una distanza massima di 30 chilometri da ogni Comune. Dobbiamo
guardare alle esigenze del territorio: è comprensibile che ogni Comune desideri
il meglio ma è necessario guardare al futuro nell’ottica più generale. Dobbiamo
guardare al terziario soprattutto, ai servizi, quindi, che rappresentano il 65%
del nostro Pil, abbiamo previsto la figura del tecnico del turismo che prima non
esisteva. Abbiamo creato due Fondazioni, una al Caboto e l’altra al San
Benedetto, perché quando arriveremo al Federalismo, se ci arriveremo, la scuola
sarà finanziata sempre più dagli Enti locali e quindi su questo fonte stiamo
sperimentando il futuro. La sfida è quella di avere un modello di
istruzione/formazione, dalla scuola dell’infanzia in poi, che sia capace di
adeguarsi ai cambiamenti, un modello dinamico, al passo con i tempi. Non abbiamo
ancora raggiunto questo obiettivo ma abbiamo messo una barra al centro sulla
visione programmatica di questo tipo che ha ispirato la delibera di Consiglio
sulle proposte del piano di dimensionamento della rete scolastica con tanti
piccoli aggiustamenti annuali”. L’altro argomento centrale dell’assise -
“Discussione sulla centrale nucleare di Borgo Sabotino” – è stato rinviato alla
seduta di martedì prossimo.

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076-sostruzioni-alle-falde-di-monte-leano-copia_bis

Il Capitolium non abita più qui. Incredibile ma vero: il Campidoglio
terracinese, sacrario numero uno della colonia romana, ha cambiato location.
Una
fresca scoperta archeologica lo trasferisce all’interno della cattedrale
dedicata a S. Cesareo, diventato, con l’epopea cristiana del medioevo, il luogo
sacro del nuovo culto. Ora non rimane altro che riscrivere libri e guide,
compito molto più facile rispetto a quello di modificare la memoria collettiva.
I lavori di restauro della cattedrale intitolata al patrono della città si
stanno rivelando una miniera di ritrovamenti. L’ultimo ha la suggestione della
novità rispetto a qualcosa che era solidificato nella nominazione e nella mente
di tutti, da quando nel periodo bellico le bombe avevano portato alla luce
dietro Palazzo Venditti un basamento con una colonna isolata, unica restante del
fronte composto da 4 “gemelle”. Non ci fu bisogno di una folgorazione. Quella
costruzione divenne sic et simpliciter, agli occhi di studiosi e non, il
Capitolium dell’antica città romana. D’altronde si sapeva che la fondazione
delle colonie ad opera dei Romani avveniva sempre con la contestuale
realizzazione di una struttura dedicata alla triade capitolina (Giunone, Giove,
Minerva). Erano le divinità ufficiali, rappresentative di uno Stato, che
manifestava in questo modo il suo potere. Per la città era un onore essere
insignita di un tale privilegio. La versione ha retto per più di mezzo secolo. A
dire il vero in tutto questo tempo c’è stato chi (Filippo Coarelli) ha sostenuto
in una sua guida del Lazio che il Capitolium era da localizzare all’interno del
Tempio maggiore, ma la sua affermazione ha assunto l’aspetto di un’eresia
archeologica, per cui è rimasta relegata come un’ipotesi inattendibile, fino a
quando fortuna e bravura non si sono coalizzate a rivelare qualcosa di
clamorosamente inaspettato. E’ successo che si stava risistemando un locale
posto sul lato destro della Cattedrale prima delle cappelle quando l’occhio
attento dell’esperto è andato ad una strana struttura a “T”, nella quale si
poteva individuare i resti del podio di una statua. Di un altro podio, nel
passato, erano state scoperte tracce proprio nelle vicinanze dell’altare
cristiano. A questo punto, l’intuizione: a quell’altezza, per tutta la larghezza
del tempio, correvano le tre colonne, dedicate ad ospitare, a partire dal I
secolo dopo Cristo, le statue dei maggiori della romanità quali Giunone, Giove e
Minerva. Ora il puzzle archeologico, per essere completato, avrebbe bisogno solo
del ritrovamento della terza base, ma il teorema trova conferma anche in una
specifica circostanza: era abitudine dei Romani costruire il loro Campidoglio o
su un’acropoli o a ridosso del foro per il significato ideologico che quella
presenza si portava appresso. Ma, se il Capitolium terracinese non è più il
Capitolium, cosa rappresenta quella piattaforma che si trova dietro l’Appia
antica? Per una verità che si scopre, un giallo che nasce.

39000 [10]
Ha solcato l’oceano ed tornato a casa il busto di donna in marmo trafugato una
notte di tanti anni fa dal museo civico «Pio Capponi» di terracina.
Era finito
nella vetrina di un’importante galleria antiquaria sulla Madison Avenue di
Manhattan, New York, in attesa di fare bella mostra di sé in qualche blasonata
collezione privata. Ma l’occhio clinico di un carabiniere in vacanza nella
Grande Mela lo ha evitato, consentendo al reperto di ritornare a terracina. Un
ritorno alla chetichella avvenuto ieri mattina. Il prestigioso torso femminile
panneggiato, tipo flora, eccellente scultura acefala di donna con una cornucopia
al braccio sinistro, è stato «blindato» dai carabinieri del comando per la
Tutela Patrimonio Culturale. Completamente chiuso in una scatola ad hoc è
arrivato in piazza Municipio ed è stato riposto all’interno del museo,
finalmente al suo posto dopo tanti anni, per l’esattezza dalla notte tra il 15 e
16 giugno 1988, quando scomparve con altre sei opere marmoree. L’amministrazione
comunale ha intenzione di organizzare a breve una cerimonia ufficiale per dare
un degno benvenuto alla statua a cui certamente parteciperanno in molti. Subito
dopo la notizia del ritrovamento del reperto in America, tra i cittadini era
stato tutto un passa parola di proposte per accogliere il busto di marmo nella
maniera che più merita. Forse sarà invitato anche Michele Speranza, il
maresciallo dei carabinieri in servizio a Roma presso il comando per la Tutela
Patrimonio Culturale che ha permesso che tutto ciò accadesse. Passando davanti
quella vetrina, ha notato il busto che non gli era affatto nuovo. Prima ha fatto
qualche scatto discreto con il suo cellulare, poi ha chiesto informazioni sulla
scultura. I suoi sospetti sono stati confermati dall’atteggiamento del
gallerista, molto poco disponibile a parlare e far fotografare le opere esposte.
Rientrato in Italia Speranza ha avviato i controlli del caso, trovando il
reperto nella Banca Dati dei beni culturali rubati. Il personale del reparto
operativo ha ricostruito la vicenda fornendo le prove del furto alla Immigration
and Customs Enforcement di New York-JFK, tramite il corrispondente ufficio
presso l’ambasciata USA a Roma, con la richiesta di bloccare la vendita del
torso marmoreo, risalente al I-II secolo d.C. L’organismo americano ha
sequestrato la scultura e fatto scattare le indagini sulla sua provenienza Il
reperto di marmo ha un eccezionale valore storico-artistico ed è stimato sui 500
mila euro. Intanto gli uffici competenti del Comune di terracina stanno
collaborando con i carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale per stilare
l’elenco ufficiale completo di tutti i furti d’opere d’arte avvenuti nel museo
«Pio Capponi» e non ancora risolti. Si calcola che in Italia di opere trafugate
ne circolino qualcosa come 300 mila. Tra loro anche più di qualcuna che dovrebbe
stare a terracina.
Rita Recchia

39000 [11]

L’ennesima sfuriata del sindaco di Terracina Stefano Nardi e l’ennesima
decisione dell’opposizione di lasciare i lavori del consiglio comunale
anzitempo.
Galeotto un documento politico che i consiglieri del Pd insieme a
Gino Di Mauro dei Verdi, avevano consegnato nelle mani del primo cittadino per
farlo leggere nell’assise e in cui si chiedeva allo stesso di revocare la delega
all’assessore Gianni D’Amico, denunciato nei giorni scorsi dagli uomini del
corpo forestale dello Stato. La consegna della lettera e le aggressioni verbali
di Nardi, indirizzate in primo luogo al consigliere Mimmo Zappone, sono state un
tutt’uno. E così i consiglieri di opposizione hanno levato le tende pochi minuti
dopo l’inizio della riunione, proseguita poi con la sola maggioranza che ha
approvato in un’ora le variazioni dei fondi sul bilancio 2010 e il capitolato
d’appalto per i servizi di tesoreria. Tutto questo nella completa indifferenza,
a parte un paio di distinguo, dei consiglieri rimasti a votare i due ordini del
giorno. «L’ennesimo gratuito atto di offesa personale del sindaco all’indirizzo
del consigliere Zappone e di tutta l’opposizione ha indotto il Pd ed il
Consigliere Gino Di Mauro ad abbandonare immediatamente i lavori del consiglio
comunale di ieri dopo pochi minuti dal loro inizio – si legge in una nota
congiunta – La gratuità dell’offesa ed il turpiloquio utilizzato con
atteggiamenti e stile autoritari costituiscono ormai da troppo tempo la costante
nel comportamento del sindaco ogni qualvolta non ha argomentazione valide e si
trova in difficoltà nel difendere politicamente l’operato di consiglieri e
assessori che per diversi motivi finiscono nelle maglie della giustizia». Non è
la prima volta che accadono episodi simili. Della grave situazione era stato
interessato anche il Prefetto e per un po’ le acque si erano calmate. Ma ieri un
nuovo colpo di testa del sindaco ha riportato indietro le lancette. Alcuni
consiglieri della maggioranza erano in imbarazzo ma a parte quello i lavori sono
continuati come non fosse successo nulla.
di FABIO COCCIA

39000 [19]

Dopo tante proteste arriva, finalmente, qualche notizia positiva per il
tribunale di Latina e, in particolare, per la sede staccata di Terracina.
Il 16
marzo del prossimo anno arriverà un nuovo giudice, attualmente in servizio a
Marsala. Si tratta di Silvia Artuso, 34 anni, originaria proprio di Latina. Per
Terracina è davvero una boccata d’ossigeno considerando che la sede staccata è
rimasta praticamente senza nessun giudici e per questo, di fatto, è paralizzata.
Una situazione davvero grottesca, più volte segnalata sia dagli avvocati sia dal
Tribunale stesso. «L’arrivo di un nuovo magistrato – commenta il presidente del
tribunale, Guido Cerasoli – è sicuramente una buona notizia in un periodo di
grandi difficoltà come questo, ora speriamo di ottenere anche qualche altro
risultato». A quanto pare, infatti, anche il palazzo di giustizia di Latina
potrebbe presto ottenere un nuovo giudice. E’ quello che ha promesso il
presidente della Corte d’Appello di Roma Giorgio Santacroce al presidente
Cerasoli. Per adesso si tratta di un impegno assolutamente non formale, sul
quale Cerasoli – come tutti coloro che lavorano in piazza Buozzi – ripone grande
speranza. Un nuovo giudice distrettuale da destinare alla sezione penale sarebbe
una piccola ma importante boccata d’ossigeno. Dopo la partenza di numerosi
magistrati, infatti, il tribunale soffre anche per continui casi di
incompatibilità che riguardano i giudici che sono rimasti, ricoprendo nuovi
incarichi. Il risultato? Molti processi vengono rinviati con un grave rischio di
prescrizione dei reati.
M.Cusu.

39000 [18]

Si dicono pronti a occupare, se sarà necessario, piazza Mazzini se
l’amministrazione comunale andrà avanti con alcune delle iniziative previste per
il periodo natalizio e illustrate in una brochure che sta iniziando a circolare
in questi giorni a Terracina.
«Ben vengano le manifestazioni per ravvivare la
città- dicono i commercianti- purché non ledano le regole messe nere su bianco,
non ostacolino la circolazione, non peggiorino la crisi di cui risentiamo
tutti». E il riferimento è chiaro: un no secco alla pista del ghiaccio, che
dovrebbe essere allestita a piazza Mazzini e alle famigerate esposizioni
artigianali all’interno dell’Area Chezzi. Quanto alle luminarie natalizie, ai
commercianti non è ancora chiaro quale sarà l’aiuto dell’amministrazione: la
sola fornitura di energia elettrica o anche le installazioni?

Un tavolo fra Provincia, Regione ed enti per la salvaguardia del mare
S’è svolta ieri la conferenza di servizi organizzata dal Comune di Terracina,
per discutere il pressante problema dell’inquinamento del mare. L’assessore
comunale all’Ambiente Maragoni ha chiamato tutti alle proprie responsabilità,
individuando carenze nella manutenzione dei canali, negli sversamenti da troppo
pieno e nel controllo degli scarichi civili e industriali. «Terracina non può
essere la pattumiera della provincia. Sono pronto, nel caso, a sporgere una
denuncia alla Procura per danno ambientale. La nostra economia, basata sul
turismo, ne risente molto. Dobbiamo impegnarci a rendere più balneabili le
nostre acque marine» ha detto. In qualche modo decisivo può essere il progetto
intercomunale, che prevede la realizzazione di un sistema fognario e depurativo
tra San Felice Circeo, Terracina e Fondi. Maragoni ha addossato ad Acqualatina
delle colpe per non aver mantenuto dei precisi impegni assunti al riguardo nel
luglio scorso. Su proposta dell’Arpa Lazio è stato deciso di dar vita ad
un’Agenda Terracina, un tavolo di concertazione con l’Amministrazione
Provinciale, la Regione Lazio e tutti gli altri enti interessati. Alla base
dell’iniziativa, l’individuazione delle cause del grave fenomeno e l’attivazione
delle iniziative necessarie per ridurne la portata fin dalla prossima estate.
Ercole Bersani

Da sinistra a destra: Eugenio Fedele, nel tentativo di conseguire
la massima carica cittadina nelle prossime amministrative, prepara una
coalizione che, per ora, mette assieme aree politiche tradizionalmente
contrapposte. C
on il giudice di pace, ci sono già i neo comunisti di
Rifondazione, i post comunisti di Sinistra Ecologia e Libertà e i pidiellini in
libera uscita di Nuova Area. Al suo seguito, Fedele vanta anche una serie di
associazioni cittadine, dalle quali potrebbe attingere per formare la sua lista
civica. Il giudice, insomma, sta lavorando per presentarsi all’elettorato a
guida di uno schieramento che potrebbe contare almeno tre liste. Nel frattempo,
l’associazione «Caponnetto» saluta la sua candidatura come una «bella notizia
per i cittadini onesti che hanno sete di legalità, nel marasma morale, sociale,
economico, politico ed istituzionale che attanaglia la provincia di Latina».
«Bella figura, il dottor Fedele, di magistrato onorario – si legge in una nota
dell’associazione – noto per le sue sentenze, prima a Terracina e poi a Fondi,
che hanno tentato di ripristinare un clima di legalità su un territorio
devastato dal malaffare e dalle mafie». «Sentenze coraggiose – continua la nota
- che hanno investito il mondo della malapolitica e delle gestione scorretta
della cosa pubblica e che hanno dato origine a tutta una serie di ulteriori
indagini da parte delle sfere giudiziarie superiori». Secondo la «Caponnetto»,
«Terracina ha bisogno di uomini del genere, uomini che hanno fatto del rispetto
delle leggi il loro distintivo ed il loro cavallo di battaglia, in una provincia
dove ormai la legalità è considerata un optional. Roba da mettere sotto i piedi,
con un tessuto quasi del tutto compromesso e che ha portato a livello di classi
dirigenti persone perbene ma anche un esercito di malfattori e di amici di
mafiosi o mafiosi essi stessi». «Quando il giudice Fedele ci ha parlato delle
sue intenzioni -si legge ancora nella nota-, noi abbiamo gioito,come quando
gioimmo al momento della candidatura dell’amico Enzo Trani a Fondi,anche egli
candidato – e poi eletto – in una lista civica. Di uomini del genere queste
terre, hanno un bisogno vitale». «A questi amici, conosciuti ed apprezzati da
tutte le persone oneste -termina l’associazione-, va il nostro ringraziamento
affettuoso, accompagnato dall’assicurazione che noi saremo sempre ad essi
vicini,accomunati come siamo da un anelito di libertà e di pulizia morale».
A.D.L.

Nessun centrista in fuga
In questi giorni si rincorrono voci, dichiarazioni e altro su quello che sta
accadendo nell’UDC, tante ipotesi, tante supposizioni ma una sola certezza,
l’UDC che ha fatto opposizione a Nardi e soci negli ultimi 2,5 anni è compatta e
determinata e ferma sulle proprie idee. In molti hanno rinunciato a posti al
sole per difendere questa posizione, altri invece si sono appiattiti e hanno
accettato incarichi professionale e politici, e qui che si vede la differenza
tra i fedelissimi dell’UDC e gli opportunisti. Si sente parlare di centristi in
fuga, per quello che mi riguarda io non devo scappare da niente e nessuno, chi
vuole entrare e prendersi il partito in mano denigrando o volendo cacciare il
sottoscritto e altri ha sbagliato tutti i conti, io sto al centro, io sto
nell’UDC e ci rimango, se qualcuno aveva idee diverse la porta in uscita è
aperta, e chi non è entrato pensando che noi andavamo via si può ricredere. Io,
Minchella , Marigliani e Percoco e diversi nostri amici collaboratori siamo
compatti e determinati, tutti insieme abbiamo fatto un’attiva opposizione alla
giunta Nardi, criticando a più riprese i soggetti che hanno avallato certe
scelte, tipo i tempi e i metodi dell’istituzione dell’Azienda Speciale che ha
messo in difficoltà i diversamente abili e le loro famiglie, abbiamo criticato
le azioni ambigue e inadeguate della Terracina Ambiente a discapito delle tasche
dei cittadini, del decoro e dell’igiene delle città, abbiamo criticato i lavori
pubblici fatti con mediocrità chiedendo che fine fanno i ribassi d’asta, abbiamo
criticato appalti di pulizia rinnovati senza verificare se precedentemente erano
stati rispettati i capitolati e abbiamo sostenuto l’istituzione del Parco dei
Monti Ausoni. Oggi chi vuole entrare nell’UDC verso il Partito della Nazione
deve adeguarsi alle nostre battaglie, se crede nel nostro progetto deve farlo
con i fatti, non basta farsi una tessera e dire io sono dell’UDC o del PdN. Il
consigliere Bellezza ha dichiarato di aderire all’UDC, benissimo, dopo la
dichiarazione ci vogliono i fatti, sono tre consigli comunali che è assente e
non prende posizione contro la maggioranza che lui ha rinnegato, al prossimo
consiglio comunale del 4/12/10 deve essere presente e insieme all’UDC deve
votare contro la TIA, deve sottoscrivere e presentare una mozione a favore del
Parco dei Monti Musoni in modo da verificare chi a Terracina è pro o contro,
dato che spesso i politici dicono la loro in base agli interlocutori che hanno
di fronte, infatti oggi non si capisce se il governo cittadino e a favore o
contro, c’è il Sindaco che si dichiara a favore e l’assessore ai Parchi che si
dichiara contro, utilizzando i mezzi di informazione e gli spazzi comunali per
fare una conferenza stampa insieme ai no Parco, utilizzando impropriamente per
l’ennesima volta la struttura pubblica, che deve essere a servizio di tutti e
non solo degli amici. Si parla in questi giorni di riunioni che mi vedono
protagonista insieme ai responsabili di altri partiti, tutto questo non è vero,
io non vado a parlare con nessuno a nome e per conto dell’UDC. In questi giorni
all’interno del partito dovremo pianificare le nostre linee per le prossime
amministrative, poi agli incontri con tutte le forze politiche ci andrà il
nostro coordinatore Azzola supportato dal Sen.Forte, a nome di tutti noi, e chi
pensa di poter dettare le linee da solo perché ritiene di avere più tessere ha
sbagliato indirizzo, ogni tessera è una persona, nessuno può pensare di
comandare con i pacchetti, noi non siamo il partito delle tessere, ma siamo il
partito delle persone che hanno degli ideali e combattono per difenderli. Io
sono amico da anni con Corradini, De Gregorio,Alla, Di Tommaso, Zaratti e altri,
e a differenza di molti che non saranno mai ricevuti dai segretari degli altri
partiti per i loro comportamenti passati e recenti, io posso per amicizia e
stima reciproca scambiare opinioni, prendermi un caffè o un aperitivo insieme,
ma di sicuro per rispetto dei ruoli non partecipo ad incontri politici con loro,
non mi compete, lo farò solo se il nostro coordinatore mi chiede di
accompagnarlo. Io sono ormai uno dei veterani dell’UDC, non mi spaventano i
tentativi di invasione o le minacce velate di porte aperte in entrata o in
uscita, perché quelle ci sono sempre state, sia in casa nostra che in casa di
altri, e tali porte sono aperte per tutti, nessuno escluso. Io ho sempre
sostenuto un concetto, chi si astiene dalla lotta è un uomo senza attributi, è
in questo non mi identifico, ho dei valori, delle convinzioni e dei progetti,
sto al centro e nell’UDC, ci sono e ci rimarrò. L’UDC ha intenzione di fare
terra bruciata dell’attuale maggioranza, composta in maggior parte da traditori
politici e opportunisti, questo deve essere ben chiaro a tutti, non faremo
nessuno sconto.
Perpaolo Marcuzzi UDC di Terracina

39000 [17]

“Care Ragazze”, giovedì 2 dicembre la presentazione del libro
A seguito della Giornata contro la violenza sulle donne, in virtù della
risoluzione dell’ONU 54/134 del 1999 e in omaggio alle sorelle Mirabal,
impegnate nella lotta durante gli anni del regime totalitario nella repubblica
dominicana, giovedì 2 dicembre 2010, alle ore 17, nell’Aula Magna dell’Istituto
Tecnico A. Bianchini di Terracina, verrà presentato il libro della Senatrice
Vittoria Franco, “Care Ragazze”. Saranno presenti all’evento, tra gli altri, il
sindaco Stefano Nardi e l’assessore Francesco Zicchieri, interverrà in veste di
moderatore il professor Stefano Pariselli. La presentazione del libro “Care
Ragazze” è realizzata dalla libreria Bookcart in collaborazione con la
biblioteca comunale A. Olivetti.

39000 [16]

Revocare l’assessorato a Gianni D’Amico. Adesso è il gruppo consiliare del Pd,
dopo il Wwf e Sel, a chiedere che all’amministratore denunciato per bracconaggio
venga tolto il suo incarico. Con una lettera al sindaco, gli otto consiglieri
comunali democratici ricordano che «l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca,
Beni Ambientali, Parchi, Gianni D’Amico, è stato fermato di notte dalla guardia
Forestale di Sabaudia e del Nfaf di Latina, nel Parco Nazionale del Circeo e
accusato di bracconaggio perché gli hanno rinvenuto nell’auto un fucile
modificato e caricato a pallettoni, oltre al materiale necessario pronto per
trasportare la preda una volta catturata». «Nonostante che l’assessore Gianni
D’Amico neghi le accuse rivoltegli – continua la lettera -, il magistrato ha
successivamente convalidato il sequestro e le accuse». Secondo il Pd, «il
bracconaggio costituisce un reato grave e il fatto che l’illecito possa essere
stato compiuto da un assessore, oltretutto, con delega anche alla caccia,
rappresenta un atto di estrema gravità che il sindaco non può ignorare».
«Pertanto -termina la lettera – , nelle more dell’accertamento dei fatti,
nell’interesse generale e per la salvaguardia delle istituzioni e dell’immagine
della nostra città, invitiamo il sindaco a revocare l’incarico a Gianni D’Amico
da assessore del comune di Terracina». Attendista, invece, la posizione del
Comitato Campo Soriano-Terracina ‘Parco dei Monti Ausoni…No grazie’,
preoccupato soprattutto che le vicissitudini di D’Amico, notoriamente contrario
al Parco degli Ausoni e per questo vicino al comitato stesso, non danneggino la
battaglia per l’abolizione del parco. «Rispetto a quanto accaduto all’assessore
D’Amico – si legge in una loro nota – noi confidiamo nella Magistratura. Noi
siamo buoni cittadini, buoni agricoltori, buoni allevatori, buoni pastori e
buoni cacciatori ed in quanto tali rispettosi delle leggi. Protestiamo contro
una legge che ci pare iniqua, come quella Regionale istitutiva del Parco, ma la
rispettiamo, lottiamo per abrogarla ma la osserviamo. Aspettiamo l’esito delle
indagini della Magistratura sul caso D’Amico, non avendo ad oggi certezze non
diamo né asso- R luzioni né condanne». «Lo faremo, eccome se lo faremo, -
promette il comitato – all’esito del giudizio della Magistratura senza sconti
per D’Amico, se avrà commesso il reato che gli si imputa, avendoci coinvolto
indirettamente in una polemica giornalistica che non ci appartiene e senza
assoluzioni per alcuno nel caso che l’assessore D’Amico risultasse non colpevole
del reato imputatogli, perché in ogni caso la nostra immagine è stata in questi
giorni offuscata da una cronaca che ci ha voluto tirare dentro ad ogni costo».
Nei giorni scorsi, infatti, la presidente del Wwf Lazio, Vanessa Ranieri, nel
sollecitare le dimissioni di D’Amico, gli aveva rinfacciato anche di essersi
prima speso «per fissare i confini del Parco degli Ausoni in modo da non
svantaggiare eccessivamente i cacciatori, per poi fare causa comune con gli
avversari dell’area protetta fino a chiederne insieme a loro l’annullamento ».
Andrea Di Lello

39000 [15]
Alessandro Di Tommaso resta segretario del Partito Democratico.
Lo spoglio delle
schede, che ha concluso l’altro ieri il congresso di sezione, ha visto prevalere
il segretario uscente sui due rivali, Rocco Zannella e Francesco Cofano. I 270
votanti, su 306 tesserati, hanno consentito a Di Tommaso di conquistare diciotto
posti dei trenta disponibili nel direttivo, lasciandone sei ciascuno agli altri
due candidati. Il segretario, esponente della componente Moscardelli, ha avuto
dalla sua, oltre al consigliere comunale Domenico Zappone, anche il consigliere
provinciale Rossano Alla e Patrizia Renzelli, già segretaria dei Ds. Agli ultimi
due, fa capo circa la metà dei diciotto membri del direttivo fatti eleggere
dalla mozione vincente. «Questo congresso – si legge in una nota del Pd – verrà
ricordato anche per aver dato la possibilità a sette giovani di entrare a far
parte dell’organo dirigenziale cittadino e di averne inserito uno anche
nell’organo dirigenziale provinciale, Pino D’Andrea, oltre ovviamente al
Segretario Di Tommaso». «Questo è un partito – continua la nota – che ha avuto
la capacità, in questi due anni, di costruire anche un gruppo giovani di circa
venti elementi che ogni sabato si incontrano per discutere di politica. Al di là
di tutto è importante un segnale di questo tipo in un momento in cui la politica
soffre la lontananza soprattutto dei giovani e del contributo fondamentale che
possono portare in termini di nuove idee ed entusiasmo». «Ora che è stato eletto
il nuovo segretario – si legge ancora nel comunicato -, tutti dobbiamo lavorare
per far diventare il Pd di terracina un grande contenitore di idee e sensibilità
tutte unite nella ricerca della migliore sintesi da offrire ai nostri cittadini.
In questo senso la diversità è una sfida che non ci spaventa anzi ci
inorgoglisce». Il Partito democratico spiega di volere lavorare «per promuovere
il diritto unico del lavoro come diritto inalienabile al pari del diritto di
cittadinanza, come del resto indicato dall’articolo 1 della nostra
Costituzione». Per essere credibili, però, i democratici sentono «il dovere e la
responsabilità di fare scelte serie e decise ed un primo passo potrebbe essere
l’incentivazione del contratto a tempo indeterminato, attraverso il minor costo
della stabilità rispetto alla precarietà». Ma i temi sui quali il Pd è impegnato
sono tanti: ‘La «green economy’, l’immigrazione, un nuovo assetto urbanistico
per la città, mobilità sostenibile». Tuttavia, la priorità è il lavoro, che,
termina la nota, non deve e non può essere usato come arma di ricatto, di
scambio, di clientela, di raggiro delle persone».
Andrea Di Lello

39000 [14]

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