Archivio Ottobre 2010

terracina-pescatori-anni-70_bis

Che il cielo benedica la Confraternita di Maria Santissima del Carmelo di
Terracina: se qualche anno fa non avesse prestato un centinaio di lapidi
all’amministrazione comunale, avrebbero rischiato grosso altrettante tumulazioni
nel cimitero di via Anxur.
E già, perché il Comune di Terracina di quelle lapidi
in peperino di Viterbo non ne aveva più nemmeno in magazzino, finite da un pezzo
e non ancora rimpiazzate. Cosa fare? Rischiare l’ennesimo «caso cimitero»? Mai e
poi mai. Era, quindi, scattata l’operazione «lapidi in prestito», gentilmente
concesse dalla Confraternita di Maria Santissima del Carmelo che, gioco forza,
per non rimare senza ne ha dovute acquistare delle altre per sé. I fatti in
questione accadevano nel 2008, ma il conto arriva soltanto oggi. O meglio, solo
adesso ci sono i circa 3 mila euro necessari a rimborsare la Confraternita di
Maria Santissima del Carmelo. Il che, facendo due conti senza nemmeno dover
usare un calcolatore, vuol dire che ciascuna di quelle lapidi non costava
nemmeno chissà quanto. Nonostante ciò però la Confraternita ha dovuto aspettare
parecchio tempo per vedere rimborsata la somma, dopo la solita trafila
burocratica. E per giunta quei soldi non verranno restituiti nemmeno tutti
insieme. Una prima tranche, 2 mila 432 euro, sono stati inseriti nel capitolo di
bilancio del 2010, mentre i restanti 819 euro e 71 centesimi slittano al
capitolo di bilancio del 2011. Ma guardiamo il lato positivo della vicenda: un
centinaio di cari estinti non sono rimasti «parcheggiati» e la loro non è stata
una sepoltura arrangiata. Almeno questo.
Ri.Re.


«In questo momento non esistono candidature e nomi riconducibili al nostro
partito e qualsiasi voce di corridoio che riguardi figure e persone non
corrisponde alla linea politica»
,
firmato Gianfranco Azzola, neosegretario
dell’Udc di Terracina. Tanto per sedare le voci di questi giorni che parlavano
di un ritorno sulla sena politica dell’ex city manager e poi vice sindaco e
assessore al Bilancio Giuliano Masci proprio nelle fila dei centristi di Casini.
Ieri l’Udc ha frenato su Masci e oggi affila le armi in vista del voto previsto
per la primavera prossima. Lo fa inaugurando, giovedì, la sede cittadina di via
Fosse Ardeatine con il placet del senatore Michele Forte presente anch’egli
all’appuntamento. Non nomi, né voci di corridoio quindi, ma solo fatti, spiega
Azzola, che d’ora in poi sarà l’unica voce ufficiale dei centristi
delegittimando di fatto ogni paternità politica a esternazioni fatte da altri
soggetti. Per il resto ritornano i temi della legalità, solidarietà, giustizia
sociale «che da sempre hanno ispirato le proposte e le decisioni dei nostri
rappresentanti – continua il responsabile – Questo passaggio si presenta come
una nuova speranza politica per tutti coloro che attualmente si sentono delusi e
disgustati da questa attuale politica che di tutto si occupa meno che del bene
comune». Gli fa eco il nuovo cartello della sinistra formato da Idv, Sinistra
Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra, che sotto il cappello del Forum
Civico, ieri si sono riuniti per parlare di ambiente e tracciare le linee guida
politiche che entreranno a pieno titolo nel programma di governo. Loro il
candidato lo hanno già indicato da un pezzo e si tratta del giudice di pace
Eugenio Fedele che per ora sta alla finestra. Chi ancora discute internamente è
il Pd, dove in molti ambiscono alla candidatura.
di FABIO COCCIA


Gianfranco Sciscione dai carabinieri per presentare una denuncia riguardante
l’Azienda Speciale.
L’indiscrezione arriva dagli ambienti dell’ex consigliere
regionale, anche se non si conoscono ancora le ragioni esatte che hanno spinto
l’imprenditore ad una iniziativa così clamorosa. Pare che all’origine ci sia una
lettera, non si sa firmata da chi, forse anonima, ma evidentemente considerata
meritevole di considerazione da parte di Sciscione e del suo gruppo. Di certo
c’è che l’altro ieri, su ‘Terracina tivù’, emittente del leader della Lista
Polverini, è stato dato l’annuncio che il giorno successivo sarebbe stata data
una notizia destinata a far «tremare» il mondo della politica locale. Nessun
riferimento all’Azienda Speciale o a qualunque altro argomento specifico, ma lo
‘scoop’, a dire del conduttore della trasmissione, sarebbe stato così importante
e delicato da richiedere la presenza in studio di un avvocato per garantire la
televisione da eventuali azione giudiziarie. E dell’avvocato scelto è stato dato
persino dato nome e cognome. Poi non se ne è fatto più nulla e Sciscione avrebbe
preferito la via giudiziaria a quella giornalistica. In queste condizioni,
difficile indovinare che cosa l’imprenditore ha scritto nella sua denuncia. Ci
si può limitare a ricordare che le assunzioni che l’Azienda Speciale, deputata a
gestire i servizi sociali ed altri servizi, ha effettuato in questi mesi sono
state accompagnate da esposti di cittadini che contestavano i requisiti
richiesti per le figure professionali da inserire in organico. L’accusa
esplicita, tutta da verificare, era che si intendesse favorire qualcuno a danno
di altri. Ma fin dalla sua costituzione l’Azienda ha dovuto vedersela con
polemiche circa la legittimità dei provvedimenti adottati. In particolare, le
forze politiche di opposizione, a parte l’Udc, rilevavano «profili di
illegittimità tra norme dello statuto dell’azienda speciale e quelle dello
statuto comunale» ed «elementi di contraddizione e di indeterminatezza su
aspetti rilevantissimi soggetti alla disciplina statutaria che impongono una
sostanziale modifica degli stessi».
Andrea Di Lello


Più si scava più si scopre nell’allegra politica immobiliare del Comune di
Terracina.
Che, con le dovute differenze ed eccezioni, ha radici antiche,
arrivando fin dove non ti aspetti. Rimettendo le mani tra le carte dell’ufficio
ragioneria ne stanno spuntando di storie interessanti, alcune delle quali
risalgono addirittura alla giunta dell’ex sindaco Vincenzo Recchia. Proprio a
quegli anni bisogna tornare per capire una vicenda emersa solo ora e per cui
l’ufficio ragioneria, diretto dalla dottoressa Ada Nasti, sta cercando e
trovando accordi bonari con tutti quei soggetti con cui il Comune ha maturato
debiti nel corso di questi ultimi anni. Tra questi ad esempio l’Unicoop Tirreno
a cui l’ente doveva ancora una bella sommetta: circa 370 mila euro. Fortuna ha
voluto che la Unicoop Tirreno si sia accontentata di riceverne soltanto 74 mila.
Più di un quinto della somma dovuta. Un affarone per il Comune che non
risolleverà i propri guai finanziari grazie al buon cuore della coop rossa, ma
vuoi mettere. Risparmiare così, d’emblée, 300 mila euro, non capita tutti i
giorni. Ma volendo sorvolare sul colpo di fortuna, ci si chiede pure quale fosse
la ragione di questo debito. Da quello che si è potuto capire sembrerebbe che la
giunta Recchia, a due mesi dalla scadenza del mandato nel 2001, abbia stipulato
un contratto con gli «amici» della Unicoop Tirreno per l’affitto di un locale al
piano superiore dello stabile che ospita il supermercato «Coop» di via Appia. Un
locale molto spazioso per la verità da adibire forse ad uffici. Il risvolto
curioso della storia è che il Comune di Terracina quel locale non lo ha mai
utilizzato. Insomma una sorta di contratto di affitto fantasma che, con la
sconfitta del centrosinistra e l’arrivo del sindaco Stefano Nardi, ha preso le
polveri nei cassetti dell’ente senza che nessuno per tutto questo tempo si sia
preoccupato. Nessuna a quanto pare, sebbene il costo aveva ormai raggiunto una
bella cifretta – con 370 mila euro in fondo ci si può fare una piccolamedia-
opera pubblica – che per fortuna si è fortemente ridimensionata. Restano i
dubbi: cosa ci doveva fare il Comune con il locale della Unicoop? E perché il
contratto d’affitto è stato stipulato soltanto due mesi prima della scadenza del
mandato? E infine, se proprio c’era questa urgenza, perché nessuno ha mai
utilizzato quegli uffici?
Pierfederico Pernarella


Vuole vederci chiaro sul container artistico allestito ormai da settimane in
piazza Mazzini, a Terracina.
Per questo motivo lo scorso 12 ottobre ha inviato
un formale esposto alla guardia di finanza di Latina affinché la tenenza di
Terracina avvii un’indagine sulla questione. «In merito al container presente in
piazza Mazzini a Terracina, di cui sicuramente avete preso visione, visto che è
stato posizionato proprio di fronte la vostra sede, denominato «il gabbiotto di
Cristina Masero»-si legge nell’esposto del cittadino- faccio presente che lo
stesso ha qualcosa che non mi convince ». Dritto al sodo, dunque, senza troppi e
inutili giri di parole. «Escludendo il fatto che, come ritenuto da tutti e anche
da me, è un obbrobrio che deturpa la bellissima piazza Mazzini offendendo tra
l’altro la sensibilità artistica (nonostante sia una mostra/vetrina di
bellissimi quadri) della maggior parte dei cittadini di Terracina, vorrei capire
se c’è qualcosa di losco». La persona che ha deciso di rivolgersi alla guardia
di finanza ritiene strano soprattutto l’aspetto della faccenda che riguarda la
concessione, chiedendo trasparenza su quello che è stato pagato. «Il mio dubbio
sorge da una semplice considerazione: 54 giorni di permanenza in quella
posizione con l’uso di luce e occupazione di suolo pubblico (addirittura su
strisce di parcheggio a pagamento) dovrebbero costare almeno 300 Euro al giorno
(minimo) per un totale complessivo (minimo) di 16.200 euro». «Spendere quella
somma per una mostra/vetrina di quadri, seppure belli, con il rischio di non
venderne neanche uno mi sembra un po’ tantino esagerato come investimento».
Secondo il cittadino «ognuno, chiaramente, è libero di spendere i propri soldi
come vuole e il Comune di Terracina dall’altra parte di incassare somme di
denaro per risanare il disastroso bilancio con permessi a mio avviso inopportuni
e che potrebbero ripetersi (già immagino piazza Mazzini o altre piazze invase da
container con mostra di tutto e di più, in quanto se è stato concesso a una
persona non vedo perché poi non si possano autorizzare altri, sarebbe
antidemocratico) ma per essere certi che non ci siano ombre chiedo, anche a nome
di molti cittadini Terracinesi, di fare una scrupolosa verifica ». Il cittadino,
a questo punto, attende fiducioso.
Rita Recchia


Comincia a prendere forma la «slavina» politica che potrebbe far perdere pezzi
importanti alla compagine del Pdl che siede in Consiglio comunale.
Secondo
insistenti indiscrezioni che circolano tra i corridoi del Palazzo a fare il
salto della quaglia verso Fli sarebbero alcuni esponenti dell’area ex An
tra cui l’assessore Francesco Zicchieri. Al momento bocche cucite
in maggioranza, ma sarebbe proprio l’assessore alle Politiche sociali ad
aprire la breccia per staccarsi dal Pdl. Sfumata l’ipotesi della candidatura a
sindaco con la lista del Pdl dopo la doccia fredda del direttivo comunale
imposto dal leader Claudio Fazzone, il giovane cresciuto a pane e An al fianco
del sindaco Nardi potrebbe non essere più disposto a fare da «secondo ». Meglio
giocarsela per proprio conto la partita delle elezioni. Al suo seguito secondo i
bene informati ci sarebbero altri “duri e puri”dell’area ex An stufi di
aspettare disposizioni dall’alto. Al momento si fanno i nomi dei consiglieri
Romano Fantasia e Antonio Acanfora, ma altri elementi potrebbero rientrare in
gioco anche dall’area extra consiliare. Qualcuno parla addirittura dell’ex
assessore Angela Zegarelli, componente fondamentale per le vittorie elettorali
di Nardi. La corsa al potere è cominciata. Troppi i terremoti che stanno minando
le fondamenta del Pdl. Troppi gli interrogativi a cui il sindaco non riesce a
dare una risposta. Tanto che presto intorno a lui potrebbe crearsi il vuoto. È
tutt’altro che esclusa l’ipotesi che anche altri consiglieri decidano di seguire
l’esempio dei fedelissimi di Nardi. Gli scontenti in maggioranza non mancano,
soprattutto dopo il profilo basso tenuto dal primo cittadino con il leader
provinciale Claudio Fazzone all’in – domani della nomina del direttivo comunale.
Significativo che i malumori abbiano preso piede proprio tra gli ex An, che
Nardi si era affrettato a difendere chiedendo a Fazzone maggior equilibrio. Ma
quel riequilibrio non c’è stato, né ha avuto effetto la lettera firmata dalla
maggioranza e inviata al coordinatore regionale Piso. Di qui allora la decisione
di Zicchieri e colleghi di affrettarsi a prendere contatti con il coordinatore
regionale di Fli Antonio Buonfiglio per valutare l’ipotesi di far nascere al più
presto un gruppo comunale del movimento di Fini che faccia da antagonista a
quello del Pdl. Ora nemmeno il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il suo «Campo
Plus Ultra» riusciranno a tenere fermo il giovane assessore e i suoi. Nella
Capitale il capi corrente ex An sono pressoché rimasti tutti fedeli al Pdl. E
nel Pdl provinciale, inutile negarlo, ancora comanda Claudio Fazzone. L’unica
alternativa per non sottostare alle decisioni del leader provinciale è costruire
un soggetto politico in aperto contrasto con il suo mai dissumulato verticismo.
Ragionamento che starebbero facendo anche altri esponenti della maggioranza.
Liste civiche sarebbero in via di definizione tra gruppi di consiglieri e
assessori. Si dice in giro che il capogruppo del Pdl Sandro Monti sarebbe pronto
a formarne una insieme all’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci (altro
uomo forte di Nardi) e a quello ai Beni culturali Luciano Pecchia. E anche
l’assessore Gianni D’Amico avrebbe i suoi due o tre consiglieri con cui
organizzare le proprie elezioni. In tutto questo il sindaco Nardi resta a
guardare. Strategia o indifferenza? Le sue ultime uscite hanno chiarito bene che
lui, fuori dal Pdl, non vuole stare. E sono in tanti a pensare che con il
direttivo guidato da Gianluca Corradini i rapporti sarebbero più che buoni.
Resta da capire se in questo terremoto politico è Nardi che sta lasciando la sua
maggioranza o è quest’ultima che ha deciso di poter fare a meno di lui.
Diego Roma


È stata inaugurata, ieri pomeriggio, la nuova sede del centro diurno per disabili.
Il servizio riaprirà dopo 15 mesi.
Erano presenti l’assessore ai Servizi sociali
Francesco Zicchieri ed il Presidente dell’Azienda speciale «Terracina».
L’iniziativa del centro diurno intercomunale di Monte San Biagio, bella sulla
carta, era naufragata in conseguenza delle insostenibili spese di trasporto,
passate dalla fase sperimentale di 8 mila euro a 74 mila euro. A luglio dello
scorso anno era intervenuta, poi, anche la sospensione del servizio da parte del
Consorzio Parsifal, che lamentava di non ricevere dal Comune quanto pattuito.
L’amministrazione comunale ha deciso allora di gestire in forma diretta anche
quest’altro servizio, come ha recentemente fatto con gli asili nido,
l’assistenza domiciliare e l’accoglienza ai cittadini immigrati. Il tempo di
riorganizzarsi e, adesso, è venuto il momento della riapertura. Saranno
all’incirca 15 gli utenti adulti, che usufruiranno del servizio. Per tutti loro
il centro sarà un’ottima occasione di incontro e di socializzazione. Percorsi
singoli permetteranno ad ognuno di acquisire un certo grado di autonomia.
Ercole Bersani


Di esempi sulla «elasticità» con la quale gli uffici comunali rilasciano
autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico ce ne sono a go go.
Il
gabbiotto artistico di piazza Mazzini, per esempio. I mercatini mascherati da
esposizione, un altro esempio. Un gazebo spuntato ieri mattina in piazza
Garibaldi per pubblicizzare una profumeria, un altro ancora. Soltanto che
stavolta una commerciante non c’è stata a subire quella che per lei sarebbe
stata concorrenza sleale e ha chiamato i vigili urbani. Si tratta della
proprietaria della profumeria di piazza Garibaldi che ieri mattina si è
ritrovata di fronte il negozio un gazebo che pubblicizzava un’attività
commerciale identica alla sua. Le è sembrato davvero una cosa esagerata e ha
chiamato la polizia municipale che hanno avviato gli accertamenti sulle
autorizzazioni rilasciate al gazebo. E sembra che ci fossero tutte. «Perlomeno i
vigili hanno fatto spostare il gazebo che così si è allontanato dal mio
negozio», dice Patrizia della profumeria,
Ri.Re.


Resta chiusa nel monta lettighe del pronto soccorso del «Fiorini» e a liberarla
devono pensarci giardinieri, impiegati e addetti alle pulizie.
Ancora una volta
nell’ospedale di terracina gli ascensori ed elevatori in genere hanno avuto
qualche problemino. L’episodio è accaduto nella tarda mattinata di giovedì.
«Prigioniera» suo malgrado è stata una signora addetta alle pulizie
dell’ospedale. E’ dovuto scattare l’ennesimo salvataggio «fatto in casa», anzi,
intra moenia, rimanendo in tema di strutture sanitarie. Non senza difficoltà i
«salvatori» sono riusciti a sbloccare il monta lettighe dotato di un diverso
sistema di sblocco della corsa manuale d’emergenza. Non si tratta di episodi
troppo rari nell’ospedale di terracina. Tempo fa la stessa cosa era capitata a
due infermieri che stavano trasportando un defunto nella camera mortuaria al
piano terra dell’edificio. Spesso gli ascensori si fermano durante il percorso,
lasciando bloccate dentro le persone. Il problema è che non si capisce bene
quale delle ditte appaltatrici debba intervenire sulle urgenze. A una delle
tante note inviate dagli uffici addetti, una delle ditte subappaltatrici del
servizio avrebbe risposto di non essere disponibile per intervenire d’urgenza
quando si verificano simili intoppi. Spesso è stato anche impossibile contattare
lo stesso call center della ditta per richieste anche «solo» urgenti, come,
lupus in fabula, la riattivazione del monta lettighe che collega il pronto
soccorso ai vari reparti dell’ospedale, e viceversa. Pare che l’intervento in
questi casi possa avvenire addirittura ore dopo dalla richiesta da parte del
personale del «Fiorini». In alcune situazioni a intervenire sono state le stesse
persone che lavorano nell’ospedale, proprio come è accaduto giovedì scorso.
Rita Recchia



Calcio: Terracina, ci vuole il primo squillo esterno
Dare un segnale importante al campionato. Questo l’obiettivo principale che il
Terracina deve perseguire nel match odierno che giocherà, in totale assenza di
pubblico per l’inadeguatezza della struttura, sul campo del Real Torbellamonaca.
I romani, infatti, occupano il penultimo posto della classifica con soli 3 punti
(ottenuti alla seconda giornata contro la Vis Artena), il che vuol dire che
hanno perso sette volte in otto gare giocate (senza considerare che domenica
scorsa è costato caro il turbolento dopo gara del match contro il Marino in tema
di squalifiche a giocatori e dirigenti). Diciamo che uno dei due posti che
porteranno in promozione dovrebbe essere assegnato. In- D somma, dopo la
vittoria tutto sommato comoda contro la Roma VIII, il Terracina ha l’ottima
possibilità di fare bis, ottenere la prima vittoria esterna della stagione e,
soprattutto, far capire alle avversarie che in ottica promozione bisogna tenere
presenti anche loro. Soprattutto perchè domenica prossima, al Mario Colavolpe,
arriverà la capolista (che rimarrà tale al di là del risultato del match odierno
contro la Roma VIII ultima della classe) Lupa Frascati. Facile, quindi,
aspettarsi un atteggiamento spregiudicato da parte del tecnico tirrenico
Pernarella che, avendo tutti i propri giocatori a disposizione, potrebbe optare
per il 4-2-3-1, mo gli permette di schierare contemporaneamente tutti i suoi
assi. Facile prevedere, quindi, che Fusco verrà schierato a difesa dei pali.
Linea difensiva solita, con i quattro, schierati da destra: Angona, Balestrieri,
Di Franco e uno tra La Cava e Tricinelli a sinistra. I due mediani davanti alla
difesa saranno Romero e D’Amico col trio Rosi-Sansò-Medoro alle spalle
dell’unico attaccante, il giovane Reppucci.
L. O.



L’Udc verso il partito della nazione, una nuova sfida in vista delle prossime
amministrative ».
Per Gianfranco Azzola, neo coordinatore cittadino del partito
di Casini, «la prossima tornata elettorale rappresenta un’occasione
irrinunciabile per voltare pagina e per ridare slancio all’azione amministrativa
». «Il partito dell’Udc -si legge in una nota a sua firma- considerando
fondamentale il riaffermarsi dei valori di matrice cristiana, quali la
solidarietà, la giustizia sociale e la legalità che da sempre hanno ispirato le
proposte e le decisioni dei nostri rappresentanti, si appresta a farsi trovare
preparato per questo nuovo importante impegno e si incammina verso un processo
che vedrà il realizzarsi un nuovo percorso, una nuova iniziativa politica
denominata Partito della Nazione». «Questo passaggio -continua la nota- si
presenta come una nuova speranza politica per tutti coloro che attualmente si
sentono delusi e disgustati da questa attuale politica che di tutto si occupa
meno che del bene comune. Crediamo che l’UDC abbia una grande opportunità per
svolgere un ruolo determinante nel processo di rinnovamento dello scenario
politico, avviando un cambiamento che parta dal basso». Azzola, infatti,
garantisce che «l’Udc in questi mesi si è riorganizzato ed ha iniziato una
campagna di rinnovamento e di apertura». Giovedì 4 novembre alle ore 19,30 si
inaugurerà la nuova sezione del partito di Terracina in via fosse ardeatine al
civico 33, alla presenza di Michele Forte, Aldo Forte , di Gerardo Stefanelli e
dello stesso Azzola.
Andrea Di Lello


Maurizio Pompeo, 33 anni di Terracina, sub esperto, stava facendo immersioni in
una località di mare vicino Salerno quando ha accusato un malore.
Gli amici che
erano con lui, accortisi dell’emergenza hanno subito lanciato l’allarme e i
soccorsi, da parte del 118 locale, sono stati immediati. I medici hanno cercato
di rianimare il giovane ma purtroppo non c’è stato
nulla da fare.



Una conferenza dei servizi sull’inquinamento del mare di Terracina. Loreto
Maragoni, assessore all’Ambiente, annuncia di avere convocato per il prossimo 30
novembre i soggetti coinvolti a vario titolo nel fenomeno che da sempre affligge
la costa locale. Si tratta di una iniziativa in qualche modo storica, perché non
è mai accaduto che attorno allo stesso tavolo fossero chiamati tutti gli
interessati, per affrontare quello che lo stesso assessore chiama «il problema
dei problemi», Sono stati infatti convocati i sindaci di Sonnino, Priverno,
Sezze, Roccasecca dei Volsci, Prossedi, Sabaudia, San Felice Circeo, Pontinia,
Amaseno e Maenza; gli uffici competenti della Provincia di Frosinone e Latina;
l’Arpa Lazio, Ato 4 e 5, Latina e Frosinone, Acqualatina s.p.a., l’Ardis,
Agenzia per la difesa del suolo, il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, il
consorzio industriale e la Capitaneria di Porto. «Quel che arriva nel mare di
Terracina parte da lontano -spiega Maragoni-. Dagli studi, il maggiore carico
inquinante è costituito da agenti patogeni e si riscontra alla foce; di qui
l’esigenza di eliminare o almeno ridurre il carico inquinante che poi si riversa
a mare. E visto che le misure da adottare, cioè monitoraggio del territorio con
censimento degli scarichi, verifica del funzionamento dei depuratori, censimento
delle aziende che in maniera continuativa e stagionale riversano i liquami,
riguardano tutti gli Enti è imprescindibile la collaborazione e l’impegno di
tutti. A tutela dell’ambiente, e del Mare». La conferenza potrebbe rivelarsi
soltanto una passerella? L’assessore avverte:« Non mi alzerò da quel tavolo
senza avere delle certezze. E qualora le risposte non arrivassero, sono pronto
ad interessare gli organi competenti ». «Certo -riconosce l’assessore- il tempo
a disposizione è poco, rispetto a quanto poco e male è stato fatto in passato.
Ma è bene che da qualche parte s’inizi». E per dimostrare la sua operatività,
Maragoni elenca i provvedimenti adottati da quando è in carica:« Il bike-
sharing, un progetto per una mobilità sostenibile, la cui adesione al Bando di
gara del Ministero dell’Ambiente è stato deliberato dalla giunta il 7 ottobre:
cinquanta possibilità, quante le bici elettricamente assistite, per vivere e
muoversi diversamente la città. Il passaggio al Fotovoltaico per la fornitura di
energia a costo zero per gli edifici di proprietà del Comune, le scuole o ad
esempio il palazzetto dello Sport».
Andrea Di Lello

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terracina-cosi-il-nemico-e-stato-ricaccianto-1944_bis

Un articolo di giornale del 1944.

Si parla di incursori  Americani asserragliati nel museo di

Terracina (attuale Filosi) e di cruente battaglie nella zona di Fondi.

Si narra della ovvensiva tedesca con decine di panzer sbucati dal nulla nella piana di Fondi

e anche della triste descrizione del Lago di Fondi pieno di decine di cadaveri.

Buona Domenica,

Il WeBMaSTer DeL TerraCinaBloG.com

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terracina-francobolli-stato-pontificio-800_bis

La lunga vita delle vedove di Terracina
Gli ultimi dati dell’anagrafe parlano di un numero di vedove che è il quintuplo
dei vedovi. Dei 3.345 coniugi ai quali è venuto a mancare il partner 542 sono
maschi e 2.803 femmine. Numeri da primato. Da una quarantina d’anni a questa
parte le donne sono state sempre più longeve. Il fumo ed il lavoro le ha
emancipate fino a uniformarsi al modello di comportamento dell’uomo. Anche in
questo modo, le donne vivono ordinariamente 7-8 anni in più degli uomini.
Localmente, però, sono ancora più inossidabili, se è vero come è vero che ad
ogni vedovo corrispondono quasi 6 vedove. Tempi brutti per i maschi di casa
nostra.

blogger [20]

Forti inadempienze contrattuali» della Terracina Ambiente, « gravi
responsabilità dell’amministrazione Nardi».
Per il gruppo consiliare del Partito
Democratico, non possono che essere queste le ragioni dello «sbando» in cui si
trova la raccolta dei rifiuti. Se la maggioranza, nell’ultimo consiglio
comunale, ha respinto l’ordine del giorno dei democratici per lo scioglimento
della società mista, il partito di Bersani in una nota insiste sulla questione e
rivendica di avere fatto tutto il possibile per fare chiarezza nella gestione
del servizio di igiene urbana. Dopo avere ricostruito la storia dell’appalto
vinto dall’Aspica, degli aumenti del canone e della Tarsu, nella nota si osserva
che, «viste le inadempienze contrattuali, l’amministrazione comunale era tenuta
a sanzionare la società e ai sensi della convenzione firmata con la Terracina
Ambiente spa, bisognava addivenire alla rescissione del contratto». «Cosa non
fatta -continuano i democratici-, anche in considerazione del chiarimento che
l’Amministrazione comunale non è mai stata in condizioni di fare circa
l’affidamento dell’appalto sottostimato e della perdita continua dell’esercizio
in tutti gli anni della Terracina ambiente. Considerando che il comune di
Terracina, tra l’altro, è anche socio di maggioranza, ci sono e c’erano tutti i
presupposti per la risoluzione del contratto». Riferendosi alla discussione
della sua mozione nella seduta consiliare dello scorso lunedì, il Pd accusa il
sindaco di «avere inveito, come suo costume, contro i consiglieri democratici,
non dando comunque alcuna risposta ai problemi posti a proposito della
rescissione del contratto con la Terracina Ambiente». «L’ordine del giorno messo
a votazione- -si legge ancora nella nota – è stato respinto con 16 voti a favore
incluso quello del sindaco, rispetto ai 19 di cui dispone la maggioranza, con
tre astensioni di cui quella del capogruppo del PdL». Secondo i democratici, si
tratta di «un atto di estrema gravità, di cui l’Amministrazione comunale e i
consiglieri della maggioranza potranno essere chiamati a rispondere». «In ogni
caso – termina la nota- il gruppo consiliare del Pd ha svolto il proprio dovere
con la presentazione di mozioni, interrogazioni, ordini del giorno e un esposto
alla Procura della Repubblica con cui si chiede, tra l’altro, di accertare se
fin dall’avvio della procedura di aggiudicazione, siano rilevabili profili di
responsabilità penale a carico dei soggetti a vario titolo coinvolti».
Andrea Di Lello

blogger [18]

«Schiavi del mercatino da 27 anni»
Agli ambulanti che continuano a contrastare il trasferimento del mercato
settimanale deciso dal Comune rispondono decisi i residenti di viale Europa, i
quali, da ventisette anni prigionieri delle bancarelle, chiedono formalmente al
sindaco Nardi di emanare un’ordinanza apposita. «Trattandosi di un trasferimento
per motivi di ordine pubblico e sicurezza – hanno spiegato i residenti -, il
primo cittadino dovrebbe ordinare lo svolgimento in altro sito che risulti
quanto meno più sicuro ed idoneo, come nel caso di via Prebende, perché non
impedisce l’accesso ai mezzi di soccorso, perché presenta parcheggi dedicati
agli ambulanti di dimensioni ben più superiori, perché la sosta dei mezzi
ambulanti non danneggia i marciapiedi, perché la delimitazione perimetrale evita
che fuoriesca quanto lasciato a terra dopo le ore di mercato, perché è
rispettato il codice della strada non occupando strade pubbliche, perché gli
esercenti alimentari possono usufruire di scarichi fognari messi a norma ed
approvvigionamenti idrici, ecc. È doveroso che il primo cittadino emetta con
urgenza l’ordinanza di spostamento sempre nell’ambito della provvisorietà, per
maggiori condizioni di sicurezza dell’area individuata».
E. B.

blogger [16]


E’ stata prorogata fino al 31 dicembre dell’anno prossimo la cassa integrazione
per gli ormai ex operatori della cooperativa sociale «Insieme» di terracina.
Per
un altro anno potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali. Si conferma,
quindi, l’importante risultato che era stato raggiunto già l’anno scorso per
quei dipendenti della cooperativa rimasti senza stipendio dopo l’interruzione
del servizio di assistenza domiciliare. A loro si erano aggiunti anche il
personale degli uffici, per un totale di poco meno cinquanta persone. Ancora una
volta è stata preziosa la collaborazione con la Lega delle Cooperative Sociali
presieduta da Stefano Venditti. L’anno scorso la cassa integrazione era potuta
partire sulla base della legge del maggio precedente che dava la possibilità di
elargire un contributo economico ai dipendenti delle cooperative sociali in
crisi. Per la vittoria era stata determinante la regolarità contrattuale del
personale. «Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti- aveva dichiarato l’anno
scorso Stefano Venditti- Di 60 nominativi, 47 sono andati a buon fine, Ma non
possiamo dire che questo non sia un importante risultato su scala regionale».
Rita Recchia

34000 [7]

Raccolta rifiuti «targata» Campania. Alcuni mezzi in uso alla Terracina Ambiente
per il servizio di nettezza urbana sono appartenuti fino a qualche anno ad una
società del casertano, ma non una qualunque. Si tratta infatti della
«Ecocampania srl» di proprietà dell’ex consigliere regionale dell’Udeur,
Nicola Ferraro, arrestato l’estate scorsa per collusioni con la camorra.
Ferrari, infatti, nella doppia veste di imprenditore e politico avrebbe
favorito gli interessi nel campo dei rifiuti degli clan egemoni nel territorio.
Ma i guai con la legge per Ferraro erano arrivati anche prima per fatti, diciamo
così, più ameni: l’ex consigliere regionale infatti è rimasto invischiato anche
nella vicenda che portò all’arresto della Sandra Leonardi, moglie di Clemente
Mastella e all’epoca dei fatti presidente del Consiglio regionale della
Campania. Un curriculum, insomma, ben nutrito quello di Ferraro che le sue
fortune e sfortune le deve soprattutto ai rifiuti. La «Ecocampania srl», dopo
aver macinato appalti per anni pur in assenza di un certificato antimafia, è
fallita nel 2008. E con tutta probabilità dopo queste ultimi vicissitudini che i
mezzi della «Ecocampania» sono finiti in uso alla Terracina Ambiente. La
provenienza dei camion della spazzatura si può ancora intravedere, quando non
coperta dagli adesivi con il logo della mista locale, sugli stessi mezzi. Un
dettaglio che non deve essere sfuggito al sostituto procuratore Giuseppe
Miliano, titolare dell’inchiesta sulla gestione della raccolta rifiuti a
Terracin . Proprio il magistrato infatti, nel corso di un’audizione
della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti,
ha riferito, in relazione alle indagini sulla Terracina Ambiente, che da
«utilissimi accertamenti sembra che ancora una volta si faccia ricorso
allo strumento del nolo a freddo, a favore di società della Campania». Toccherà
fare chiarezza sulla natura di questi rapporti commerciali.
Pierfederico Pernarella

34000 [6]

Continua l’interessante progetto «La stagione della legalità » presso la
biblioteca comunale di Terracina, in collaborazione con il Terracina Social
Forum.
Per oggi alle 18e30 è in programma la presentazione del libro di Adriano
Di Stazio «Il treno della fortuna» (Book Sprint editore). Il libro narra le
ingarbugliate vicende sentimentali di un marinaio, con una trama molto
avvincente. Adriano Di Stazio, residente a Terracina, dopo aver lavorato 20 anni
nella centrale nucleare di Latina, ha lavorato come agente di commercio per
aziende spagnole con lunghi soggiorni in Venezuela, Stati Uniti ed altri Paesi,
assimilando esperienze che gli hanno consentito di scrivere diversi romanzi. Il
prossimo 6 novembre alle ore 18 sarà il turno del libro di Andrea Palladino
«Bandiera nera. Le navi dei veleni».

34000 [5]

Per tutta la giornata di ieri un black-out alla centrale operativa del 118 ha
creato non pochi disagi al pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini » di
Terracina.
Il centralino che raccoglie le telefonate d’e me rg enza, infatti, è
stato fuori uso da ieri mattina fino alla prima serata per problemi ancora da
chiarire. Di conseguenza gli utenti che avevano bisogno di un’ambu – lanza hanno
tentato invano di contattare il 118 e, dopo vari tentativi caduti nel vuoto,
hanno dovuto dirottare le proprie chiamate ai carabinieri. I militari dell’Ar -
ma poi, attraverso i numeri interni degli ospedali, sono riusciti a far scattare
la macchina dei soccorsi ma i ritardi sono stati inevitabili. Per fortuna nella
giornata di ieri non si sono registrate emergenze gravi, ma i disagi sono stati
comunque notevoli. Da quando gli utenti tentavano di mettersi in contatto con il
118 a quando la segnalazione giungeva effettivamente al pronto soccorso del
«Fiorini», infatti, passavano diversi minuti che, in caso di emergenze più
gravi, avrebbero potuto rappresentare un serio danno per l’utenza. Ma
fortunatamente i disagi dovuti al guasto improvviso alla centrale operativa non
hanno compromesso i soccorsi.
F. A.

34000 [4]

E’ stata «chiocciolata» anche quest’anno. L’enoteca «St. Patrick» a Terracina,
di Ivana e Massimo Masci, ha nuovamente ricevuto la prestigiosa chiocciolina
simbolo dello Slow Food. Per la quarta volta l’enoteca nel cuore del centro
storico alto della città ha guadagnato il massimo riconoscimento nell’edizione
2010 di «Osterie d’Italia- Sussidiario del mangiarbere all’italiana di Slow Food
Editore», una sorta di «bibbia» del mangiare e del bere bene a prezzi contenuti,
stilata ormai dal 1991. Il «St.Patrick», nel volume da sempre, con il passare
del tempo ha visto crescere il proprio apprezzamento per il corretto rapporto
qualità- prezzo senza rinunciare al gusto e all’ambiente piacevole e
confortante. Ormai il locale dei coniugi Masci ha raggiunto il top dei
riconoscimenti ottenendo la chiocciolina, la bottiglia e il formaggio,
praticamente la simbologia completa a cui aspira ogni osteria
compresa nella guida.
Ri.Re.

34000 [3]

I loro piani li tengono ben secretati e al riparo da indiscrezioni, ma dietro le
quinte la fuga in avanti è già una realtà.
Un folto gruppo di esponenti del
centrodestra starebbe per lasciarsi alle spalle il Pdl per cedere al richiamo di
Futuro e Libertà, il soggetto politico fondato su volontà del presidente
della Camera Gianfranco Fini. Dopo l’adesione a Fli di Fabio Caiazzo, annunciata
dai banchi della maggioranza in tempi non sospetti, ora
anche altri consiglieri avrebbero le valigie pronte per «traslocare » nella
nuova corrente. Nei giorni scorsi qualcosa si sarebbe mosso anche al di fuori
dei confini locali. Incontri ai piani alti e alla presenza dei vertici
nazionali, che avrebbero come obiettivo la preparazione al grande salto a
Terracina. Al momento non si fanno nomi, ma secondo indiscrezioni a passare a
Fli non sarebbero nomi del tutto trascurabili. Al suo interno, oltre a qualche
consigliere, ci sarebbero attuali ed ex assessori, una squadra trasversale
creata ad hoc per favorire la fuga da un Pdl che, complici le baraonde nazionali
che stanno investendo il Presidente Berlusconi, prospettano una parabola ormai
destinata al tramonto. Si aggiunga poi che nella realtà politica terracinese
sorgono impellenze ben più pratiche. L’incognita della maggioranza da queste
parti prende il nome di Claudio Fazzone. Il leader provinciale ha chiarito bene
quali sono le sue posizioni in merito alla compagine del sindaco Nardi.
Il messaggio è arrivato più diretto che mai con la nomina del direttivo comunale,
che ha lasciato fuori praticamente tutti i consiglieri di maggioranza. Di fronte
ad un futuro incerto che va dritto verso le elezioni amministrative, Fli appare
la carta giusta da giocare per dare battaglia allo strapotere fazzoniano. Una
strategia che Futuro e Libertà sta adottando anche in altri Comuni: scalzare i
«notabili» e ripristinare un movimento che parta dalla base. D’altronde il
gruppo di Fli non sarebbe l’unico a vagheggiare esperienze nuove in vista delle
elezioni amministrative. Si fa sempre più concreta l’ipotesi della nascita di
liste civiche capitanate da questo o quel consigliere o assessore, magari per
creare un’area di centrodestra in grado di competere con il Pdl. Si sta
guardando intorno il Partito repubblicano, che avrebbe ormai abbandonato l’idea
di entrare nel Pdl e che torna a fare l’ago della bilancia nei consensi. Le
rassicurazioni del sindaco Stefano Nardi forse non convincono più. Il timore è
che il primo cittadino, alla fine della sua avventura politica, possa tenere il
piede in due staffe: da un lato il Pdl di Gianluca Corradini, dall’altro la
strategia di contenimento all’interno della maggioranza. Intorno a lui il Pdl si
va sgretolando. E Fli sembra già pronto ad accogliere dubbiosi
e scontenti.
Diego Roma

34000 [2]

Calcio: [...] Il calendario, intanto, continua a sorridere al Terracina che dopo avere battuto
il fanalino di coda Roma VIII, domani mattina (ore 11) sarà ospite del Real
Torbellamonaca (a porte chiuse), penultimo in classifica. «Un squadra rognosa -
è il parere del tecnico Mauro Pernarella – possiede buone individualità ma
soprattutto fa della corsa e dell’entusiasmo le armi migliori. Se non avremo
l’atteggiamento giusto, ci metterà in difficoltà». Il tecnico recupera
Tricinelli, Balestrieri e Romero, al rientro da un turno di squalifica, insieme
a Medoro, ma deve rinunciare all’attaccante argentino Cioffi mentre dovrebbe
essere a disposizione Serapiglia nonostante abbia subito un colpo alla caviglia
sinistra. «E’ il momento di fare il salto di qualità – avverte il diesse Carlo
Magliozzi – la pressione che arriva dall’esterno deve essere un ulteriore
stimolo». (Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)

34000 [1]

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Una mostra itinerante. Con la nostra storia. Ecco come dare voce alla cultura
Progetto ambizioso quello presentato stamattina al Museo Cambellotti
dall’architetto Luca Falzarano, classe 1970. Dopo anni di lavoro certosino e una
pignola, accuratissima raccolta di stampe, realizzata anche grazie alla preziosa
collaborazione del collezionista di immagini storiche Luigi Sarallo, sta per
iniziare l’itinerante “14 mostre per 14 Comuni”. 14 sono infatti i Comuni
coinvolti sia territorialmente che istituzionalmente: da Velletri a Rocca
Massima, Cori, Norma, Bassiano, Sermoneta, Sezze Romano, Roccagorga, Maenza,
Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Priverno, Sonnino e Terracina sono infatti le
località di attraversamento dell’antica linea ferroviaria “Pedemontana”. Il
percorso storico è solo la giustificazione “ante litteram” per divulgare le
immagini antiche di un a società che oggi non c’è più ma che segna in modo
indelebile la nostra storia. Falzarano, nel filantropico intento di dare voce a
una cultura che mai prima di ora è stata descritta in modo così
particolareggiato, ha modo di illustrare come i mezzi tecnici e tecnologici di
oggi possano essere messi a frutto di una memoria storica che deve restare
vicina al territorio e ai suoi abitanti. Il patrimonio storico-culturale
raccolto intorno ai 14 comuni della Pedemontana non può e non deve restare
esclusivo appannaggio di pochi, sotto la polvere degli archivi , privati o
pubblici che siano, ma deve raggiungere e sensibilizzare le masse, deve
costruirsi intorno una rete turistica di cui possiamo ancora oggi solo
intravedere le potenzialità. La bellezza architettonica e paesaggistica dei
Comuni coinvolti può generare realmente una solida economia sotto l’egida del
turismo culturale, ed è per questo che oltre ai Comuni dell a Pedemontana, il
progetto integrato di Falzarano coinvolge anche: Le 5 città di fondazione
(Littoria, Pontinia, Sabaudia, Aprilia, Pomezia), i paesi montani, le terre del
Golfo e delle isole, i paesi dei Monti Aurunci e i borghi rurali di fondazione.
Il primo appuntamento, in attesa di queste prossime mostre, è dal 30 ottobre a
Velletri (unico comune fuori dalla provincia di Latina) per poi continuare
questa bellissima rassegna scendendo verso sud fino a Terracina, dove si
chiuderà il 26 febbraio.

dellaporta2 [36]

La sezione di Latina dell’Associazione Medici Cattolici Italiani sarà intitolata
al compianto Alfredo Fiorini, fratello comboniano rimasto ucciso in un agguato
in Mozambico, dove operava.
L’intitolazione avverrà domani nel corso di un
convegno organizzato dall’Amci sulla formazione del personale sanitario dal
titolo «Più cuore in quelle mani». A comunicare la notizia ad Assunta e Armando
Faiola, dell’associazione «Amici di Alfredo», è stato Alfredo Caradonna,
presidente Amci di Latina. A stilare un breve profilo dell’alta figura
missionaria di fratello Alfredo sarà il dottor Fernando Petrone, presidente
fondatore dell’Amci che a Latina esiste dal 1985. Ovviamente l’intera
cittadinanza di terracina parteciperà con il cuore all’intitolazione della sede
al caro Alfredo Fiorini.

dellaporta2 [6]


Dalla scorsa estate aveva messo su un servizio di voli turistici, portando a
spasso la gente nel cielo di Terracina con una virata immancabile e suggestiva
verso Ponza.
La pista da decollo per il suo elicottero era il terreno della
madre, nella zona di San Silviano. A una distanza troppo piccola dalle altre
abitazioni, e senza tener conto di qualsiasi disposizione in materia di
sicurezza e di edilizia. La sua attività non è certo passata inosservata ai
vicini di casa, che se avessero voluto abitare a due passi da un aeroporto non
avrebbero scelto la periferia collinare di Terracina. Si sono, quindi, rivolti
alla polizia che ha sequestrato l’hangar nel quale è ricoverato l’elicottero
dopo aver accertato che era stato realizzato senza alcuna autorizzazione
edilizia. La madre del 40enne, proprietaria del terreno, è stata denunciata per
abusivismo edilizio. Forse il tizio, che non svolgerebbe nessun’altra attività,
avrebbe dovuto pensarci meglio prima di allestire questa sorta di elisuperficie
a ridosso delle finestre e dei balconi dei vari confinanti. Ok, la zona di San
Silviano è discretamente occultata da una fitta vegetazione, ma un conto è
pensare di poter prendere la tintarella integrale tanto nessuno se ne accorge.
Un altro è decollare e atterrare tutti i giorni, o quasi, nella pilotina di un
elicottero, con passeggeri a seguito, e non immaginare che forse qualcuno dei
vicini di casa potrebbe infastidirsi. Infatti i confinanti hanno cominciato a
chiedersi se un’attività simile, certamente non comune, avesse tutte le
autorizzazioni a posto, considerando le condizioni alquanto «fai da te» in cui
veniva svolta. Dopo essersi rivolti agli agenti del vice-questore Rita Cascella,
sono stati effettuati rigorosi accertamenti con un accurato sopralluogo sulla
«pista». Risultato: per l’hangar sono immediatamente scattati i sigilli perché
sprovvisto delle autorizzazioni edilizie necessarie. Senza contare l’eccessiva
vicinanza con le altre abitazioni. L’indagine non si ferma qui. Gli inquirenti
del commissariato di via Petrarca stanno accertando se il 40enne «pilota» abbia
fatto un numero di voli oltre il quale c’era bisogno anche di apposite
autorizzazioni da parte dell’Enac e del nullaosta obbligatorio del questore
della Provincia, in base alle normative vigenti sulla sicurezza aerea dettate
dopo gli attentati alle Torri Gemelle di New York. Lui, infatti, ha potuto
mostrare soltanto il permesso dell’autorità provinciale di P.S., però concesso
per un altro sito. E non certo per il terreno a San Silviano. Intanto per la
mamma è scattata la denuncia a piede libero per abuso edilizio. Quanto
all’elicottero, è rimasto nel terreno sequestrato.
Rita Recchia

dellaporta2 [7]

E’ arrivata l’ennesima denuncia, nel comprensorio dei monti Lepini, per guida
sotto l’effetto di sostanze alcoliche. Un automobilista, infatti, è stato
denunciato a Sonnino per guida in stato di ebbrezza.
Il fatto è avvenuto il 27
ottobre scorso nel territorio della piccola cittadina lepina, intorno alle tre
del mattino. I carabinieri della locale Stazione, dunque, hanno identificato e
deferito in stato di libertà V. G. Si tratta di un trentasettenne di terracina
gravato peraltro da precedenti di polizia. Il reato contestato al 37enne, come
detto in apertura, è “guida in stato di ebbrezza”. L’uomo è stato sorpreso alla
guida della propria autovettura sotto l’effetto di sostanze alcoliche.

dellaporta2 [8]

Ovunque ci sia campagna e aziende agricole, lì ci sono anche stranieri. E
continuano a non mancare quegli irregolari. L’ultima operazione contro il
fenomeno dell’immigrazione clandestina, disposta dal comando provinciale dei
carabinieri di Latina, ha prodotto gli ennesimi numeri. Com’era inevitabile, se
si pensa che dall’inizio dell’anno ad oggi sul territorio di competenza della
Compagnia di Latina sono stati sottoposti a controllo 600 immigrati, effettuati
40 arresti di clandestini e 20 denunce. Trecento controlli, 26 arresti e 68
persone denunciate a piede libero è invece il bilancio del 2010 della Compagnia
di terracina, sul proprio territorio di competenza. Ma veniamo agli ultimi
numeri. A Sabaudia, in località Bella Farnia, i militari della locale stazione,
coordinati dal capitano Francesco Sessa comandante della Compagnia di Latina,
hanno identificato e arrestato cinque cittadini extracomunitari di nazionalità
indiana che si trovavano in Italia senza fissa dimora e, soprattutto, che vi
erano rimasti nonostante un decreto di espulsione già emesso contro di loro. Nel
corso della stessa operazione ad hoc, sono stati controllati altri cinque
cittadini indiani sorpresi senza permesso di soggiorno: per loro sono state
avviate le procedure di espulsione dal territorio nazionale. I dieci stranieri
complessivamente fermati sono stati anche denunciati in stato di libertà per
ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, nonché per la mancanza
di documenti di riconoscimento. Un servizio simile ha riguardato anche il
territorio comunale di terracina, dove con i carabinieri della locale compagnia,
diretta dal capitano Alessandro Atti Giordano, hanno operato anche quelli
dell’aliquota del 6° battaglione carabinieri «Toscana». Sono stati arrestati
otto stranieri tra indiani e bengalesi, anche loro non ottemperanti al decreto
di espulsione. Per altri sei di loro sono scattate le procedure per
l’allontanamento dal territorio dello Stato. Intimato lo sgombero di un
appartamento super affollato.
Ri.Re.

dellaporta2 [9]

Meglio affittare una sala comunale e farci dei soldi o darla in uso ad una
scuola per attività didattiche? Franco Ferrari, assessore ai Lavori Pubblici, ha
trovato la soluzione: la scuola si prende la sala e la Provincia paga l’affitto.

Peccato che di regola l’ente di via Costa non paghi nulla quando un Comune mette
a disposizione dei locali per un istituto superiore. La scuola in questione,
infatti, è il professionale «Alessandro Filosi», che non solo sta cercando aule
per i suoi studenti, ma cerca anche di rimediare ad una carenza storica, quella
della palestra. Così, nei giorni scorsi, Ferrari, e l’assessore provinciale alla
Pubblica Istruzione, Giuseppe Schiboni, hanno effettuato un sopralluogo nella
sala comunale Appio Monti, situata in via Roma, ad una ventina di metri dalla
sede centrale dell’istituto. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione Nardi
stava accingendosi ad affittare la sala a dei privati, prima che la dirigente
del «Filosi » arrivasse a scombinare il progetto con la richiesta del locale.
Vale la pena ricordare che alcuni anni fa l’amministrazione Nardi provocò una
forte polemica con la decisione di dimezzare lo spazio della sala di Villa
Tomassini per fare posto agli uffici comunali, quando già le altre sale
pubbliche, la Valadier e la Monti, erano adibite ad usi diversi da quelli
propri. Adesso, lo spazio di Villa Tomassini è stato restituito interamente alla
sua originaria funzione e questo ha forse convinto Ferrari che dalla Monti ci si
potesse ricavare qualche soldo. Ma che rispondere al «Filosi»? L’assessore,
stando a quel che si riesce a sapere, ha detto che, sì, la sala potrebbe essere
utilizzata come palestra della scuola, ma la Provincia dovrebbe risanarla e poi
pagare un canone, magari decurtato delle spese sostenute da via Costa per i
lavori. Insomma, se non si può affittare al privato, affittiamola alla
Provincia. Ma Schiboni pare che abbia obiettato che il suo ente di norma non
versa alcun canone per situazioni simili e che, se iniziasse a farlo ora,
creerebbe un precedente rischioso per le casse provinciali. Chiaro il messaggio
di Schiboni: caro Ferrari, se vi servono soldi, cercateli altrove. Ora, si
aspettano gli sviluppi. C’è da dire che quando si tratta del ‘Filosi’ gli
amministratori tirano sempre fuori il meglio di sé. La Provincia, per esempio,
proprio tramite Schiboni, ha proposto in passato al Comune di cedere al privato
che realizzerà la nuova sede del Professionale (si tratta di un progetto in
project financing) la proprietà dei tre palazzi storici nei quali è attualmente
dislocato l’istituto; a sua volta, il privato avrebbe ceduto al Comune
l’edificio scolastico. In questo modo, l’assessore alla Pubblica Istruzione
cercava di liberare la sua amministrazione dall’onere di pagare un affitto
trentennale per la sistemazione definitiva della scuola. Il Comune,
naturalmente, ha rifiutato. Non va però taciuto che l’anno scorso la Provincia
ha restaurato il campetto sul retro della Chiesa del Santissimo Salvatore per
consentire agli studenti del ‘Filosi’ di svolgere attività fisica.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [10]

Il prossimo 5 novembre, presso il Tribunale immobiliare di Terracina, verrà
messa in vendita la cinquecentesca Torre del Pesce, che faceva parte del sistema
difensivo creato dallo Stato Pontificio in funzione anti-pirateria.
Sono stati i
debiti dell’attuale proprietario, discendente da una storica famiglia di
possidenti, a spingere i creditori ad avviare una procedura di esecuzione
immobiliare, al termine della quale un bene di grande valore storico (peraltro
in un buon stato di conservazione) passerà in mano ad un altro privato.
Un’eventualità che potrebbe essere scongiurata, se lo Stato intervenisse a
riappropriarsi di un vero e proprio cimelio. Scrive l’archeologa Maria Rosaria
Coppola:”Le incursioni saracene che si susseguirono sulle coste laziali a
partire dal IX secolo imposero la necessità di difendere i territori che
costituivano il Patrimonio di S. Pietro. Si forma proprio in questo periodo un
sistema di difesa delle coste costituito da torri di avvistamento, poste a
controllo di un tratto di mare e di un territorio più o meno vastià Nel primo
quarto del 1600 le incursioni dei pirati turchi minacciavano la costa italiana e
quella dello Stato Pontificio. Già dal secolo scorso gli interessi dell’Islam si
erano concentrati sui nostri mari, costringendo la cristianità ad una strenua
politica difensiva”. Si inserisce in un tale contesto l’intervento dei
Pontefici, che furono costretti a creare una nuova e più efficiente rete di
fortificazioni con funzioni di avvistamento e di offesa (i territori del papa-re
erano resi pericolosi anche dai briganti). Se ne contano una decina nel tratto
costiero tra il Circeo e Terracina. Tra di esse, superba nel suo rigoroso
impianto militare affacciato sul lago di Fondi, la Torre del Pesce, edificata
nel 1589 e passata, nel 1860, allo Stato Italiano. Da questo momento cambia
totalmente destinazione d’uso e finisce nelle mani del commendator Carlo Di
Stefano, proprietario dei terreni circostanti, il quale con testamento olografo
lo passa ai nipoti Mario e Fabrizio. Nel 1980 quest’ultimo la cede al fratello.
Finisce che la proprietà, sulla quale andrebbe verificata la titolarità, è
assoggettata a pignoramento per debiti. L’autorizzazione alla vendita verrà
discussa nell’udienza del 5 novembre prossimo davanti al giudice Catracchia. C’è
la possibilità di ìsalvare” un pezzo di storia di queste contrade, prima che,
per pochi spiccioli, possa finire nelle mani di un privato? C’è da credere che
ci sarà chi si ribellerà ad un tale ìesproprio” della memoria collettiva.
Ercole Bersani

dellaporta2 [11]

Dopo la Corte di Appello di Roma, dalla Cassazione è arrivato verdetto
definitivamente positivo per Gianni Micalusi, ristoratore di terracina noto a
Roma.
La Corte di Cassazione ha definito inammissibile il ricorso del
procuratore generale Otello Lupacchini, che aveva impugnato la precedente
sentenza emessa in Appello. Già il giudizio in secondo grado aveva stravolto
quanto stabilito dal Tribunale di Latina sulla confisca del patrimonio
riconducibile a Micalusi e la sorveglianza speciale per 3 anni. Lupacchini si
era rivolto in Cassazione che non gli ha ammesso il ricorso. Ora i beni
sequestrati anni fa al ristoratore dovranno essergli restituiti. La decisione
chiude una complicata vicenda giudiziaria iniziata quando il Tribunale di Latina
aveva emesso il decreto di confisca dell’intero patrimonio di Micalusi per un
valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Assistito dall’avvocato Maria
Antonietta Cestra (con Giuseppe Lauretti e Cesare Placanica), Micalusi ha
affrontato altri match giudiziari per vedersi restituito quanto, secondo lui,
gli era stato ingiustamente sottratto. Ora la decisione della Cassazione gli ha
dato la vittoria schiacciante. E’ probabile che il prossimo passo sarà la
richiesta di risarcimento dei danni subiti, economici e d’immagine.
Ri.Re.

blogger [24]

SUAP: Conferenza dei Servizi
Il giorno 30 Novembre 2010, alle ore 9,30, è convocata presso il Comune di
Terracina, nei locali di Palazzo Braschi in Piazza Tasso, apposita Conferenza
dei Servizi per le Determinazioni conclusive, da parte degli Enti e degli
Uffici interessati,in merito alle iniziative di seguito indicate:
1. Realizzazione struttura produttiva da destinarsi a caseificio con cambio di
destinazione d’uso del capannone agricolo esistente- loc. Via Pontina Km.98+700-
Ditta: SOC. LATINA LAT S.A.S.;
2. Realizzazione complesso edilizio da adibire a residenze turistico-alberghiere
con attività complementari- Loc. Via San felice Circeo Km. 8+700- Ditta: Signor
D’AMMIZIO MARCO ORAZIO.

Alla Conferenza può intervenire qualunque soggetto, portatore di interessi
pubblici e privati, individuali e collettivi nonché portatori di interessi
diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio
dalla realizzazione del progetto. Vedere allegato

blogger [22]

Prenderà il via Domenica 31 Ottobre il Campionato Invernale d’Altura del Golfo
2010/2011 organizzato dal Circeo Yacht Vela Club e dal Terracina Vela Club.

Sodalizio d’eccezione per i due Circoli Laziali che ormai da un anno collaborano
nell’organizzazione di regate e nel diffondere la cultura del mare sul litorale
pontino. Numerosi gli appuntamenti in calendario aperti a tutti gli appassionati
di nautica, seminari di meteorologia e di regolamento di regata, corsi di
navigazione e sopravvivenza in mare senza contare la possibilità per i più
giovani di prender parte alle regate a bordo delle barche messe a disposizione
dalle Scuole di Vela. Circa venti le imbarcazioni che da domenica 31 ottobre si
affronteranno in regate sulle boe e costiere suddivise in due raggruppamenti
regata e crociera, non mancheranno i vincitori delle scorse edizioni come
Bonaventura il First 34.7 dell’armatore Gino Anastasia e Joshua il Grand Soleil
34 dell’armatore Giuseppe Gubbini, che ancora una volta si daranno battaglia a
suon di virate nel meraviglioso tratto di mare compreso tra il Promontorio del
Circeo ed il Porto di Terracina.

blogger [21]

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terracina-dipinto-wenner-fores-1823_bis

Noli a freddo o a caldo, anzi bollenti. L’onda lunga della «rifiuti connection»
di Minturno s’infrange dritta dritta su Terracina dove da tempo lo stesso
magistrato, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, sta rivoltando come un
calzino la gestione dei rifiuti targata Terracina Ambiente. Gli esiti delle
indagini, delegate ai carabinieri della Compagnia di Terracina, non sono ancora
note ma gli arresti dei giorni scorsi, tra cui spicca quello del consigliere
regionale Romolo Del Balzo, hanno riportato alla ribalta la vicenda: vedi
Minturno e pensi Terracina. Tanti i punti in comune tra le due situazioni come
ad esempio, soltanto per citare la somiglianza più eclatante, il mancato avvio
della raccolta differenziata. Che a Terracina, tanto per essere chiari, è
partita soltanto dopo l’apertura dell’inchiesta della procura, raggiungendo
percentuali ridicole. Non solo. Un altro punto di contatto tra Terracina e
Minturno sarebbe da individuarsi nel ricorso che in entrambi i casi è stato
fatto al noleggio di mezzi di società campane, il cosiddetto nolo a freddo. È
quanto emerge dall’audizione del 30 giugno scorso della commissione parlamentare
d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nel corso della quale sono stati sentiti il
procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il sostituto Miliano. Dalle risposte dei
magistrati alle domande del presidente e degli altri componenti della
commissione ne esce fuori anche una breve ma significativa analisi del caso
Terracina, citato come speculare a quello di Minturno o oggetto di un’inc
hiesta. A parlare è proprio Miliano il quale spiega che a gestire il servizio di
raccolta dei rifiuti è una società mista a mag giora nza pubblica, con un
partner privato che fa parte della galassia della «Waste Management», la
multinazionale della nettezza urbana dell’imprenditore Collucci. E fin qui,
niente di nuovo. Ma a un certo punto il magistrato dice di più. Si sofferma su
una delle zone d’om – bra su cui gli investigatori si sono soffermati e spiega:
«Il problema che stiamo cercando di accertare è se il contratto sia stato
effettivamente stipulato con un soggetto in grado di effettuare il servizio;
oppure se, anche in questo caso, non vi sia uno schermo per far lavorare altre
società». Quali altre società? «Da utilissimi accertamenti – prosegue Miliano -
sembra che ancora una volta si faccia ricorso allo strumento del nolo a freddo,
a favore di società della Campania ». Dettaglio quest’ultimo che evidentemente
non sfugge al presidente della commissione, che chiede senza troppi giri di
parole: «Si tratta di società lecite o di gruppi che possono avere a che fare
con la camorra?». A questo punto il magistrato ricorda si tratta di procedimenti
ancora e su proposta del presidente della commissione acconsente e a far
segretare l’audizione. Puntini sospensivi che la dicono lunga sulla piega che ha
preso l’inchiesta sulla Terracina Ambiente.
Pierfederico Pernarella


Di certo c’è che i cittadini continueranno a pagare il servizio di nettezza
urbana, ma non si sa ancora se con una tassa o con una tariffa.

L’amministrazione comunale del sindaco Stefano Nardi, infatti, ha rinviato
all’inizio del prossimo anno la decisione sul passaggio da Tarsu (tassa sui
rifiuti solidi urbani) a Tia (tariffa d’igiene ambientale). La differenza per le
utenze domestiche non dovrebbe esserci, mentre forti rincari sono previsti per
attività commerciali e altre tipologie di utenze non domestiche. Il passaggio da
Tarsu a Tia nei mesi scorsi ha creato violenti dibattiti tra favorevoli e
contrari. In ballo, infatti, c’è la possibilità per l’azienda che gestisce la
raccolta e il trasporto dei rifiuti, la Terracina Ambiente, di incamerare
direttamente gli incassi provenienti dalla Tia. Essendo questa per definizione
una tariffa e non una tassa. La Tarsu, invece, viene incassata dal Comune. In
ballo resta un piano economico e finanziario approvato dall’amministrazione
comunale che parla di 9 milioni di euro circa di servizio, mentre quello
iniziale con la Terracina Ambiente sfiorava appena i 3 milioni solo pochi anni
fa. Sul passaggio da Tarsu a Tia, infine, si attende ancora una regolamentazione
nazionale in materia di nettezza urbana per regolare gli
aspetti della tariffa.



Scontro tra Comune e ambulanti
La variante urbanistica appena approvata dal consiglio comunale permetterà
finalmente il trasferimento del mercato settimanale da viale Europa a via
Prebende? L’amministrazione comunale è convinta di sì, ma vanno messe in conto
le perplessità del sindacato degli ambulanti, secondo il quale non sono stati
ancora rimossi tutti gli ostacoli, che si frappongono allo spostamento. Tradotto
in poche parole, il Comune è incartato in una vicenda dalla quale è sempre più
difficile uscire fuori. A meno che il sindaco Nardi non disponga lo sgombero. Il
consiglio comunale ha espresso parere favorevole alla nuova destinazione
urbanistica (contrario il Pd per motivi legati, tra l’altro, al mancato rispetto
delle leggi). «I lavori di adattamento dell’area sono quasi terminati» informa
Pietro Palmacci, delegato dal sindaco. «Fisseremo presto una riunione con i
commercianti per assegnare i posteggi all’interno della nuova area. O
provvederemo d’ufficio o potranno pensarci loro» incalza l’assessore alle
Attività Produttive Giuseppe Amuro. Determinato il sindaco, Stefano Nardi:
«Adesso è automatica l’ordinanza di trasferimento. Tutti gli ostacoli sono stati
superati. Tutto è pronto. Siamo nella legittimità più completa. Procederemo
presto al trasferimento». Si obietta che l’amministrazione comunale, in vista
delle elezioni, possa non sentirsela di affrontare di petto una questione
spinosa come quella del trasloco, che, inevitabilmente, comporterebbe polemiche
e discussioni. Prima di Natale, è la data che indica il capo
dell’amministrazione comunale, il quale non si lascia sfuggire l’occasione per
entrare in polemica con gli ambulanti: «Non possono pensare di fare i padroni in
casa d’altri. Spostare il mercato significa riqualificare la zona di viale
Europa, oggi penalizzata dalla presenza delle bancarelle». Provocatorio: «E,
poi, il mercato settimanale potrebbe essere non proprio indispensabile».
L’amministrazione comunale stretta tra l’incudine dei residenti di viale Europa
(dove da 27 anni si svolge il mercato con gravi problemi di inadeguatezza
igienica e di mancata sicurezza) ed il martello degli ambulanti. Dicono i primi,
riuniti in comitato: «L’amministrazione comunale è ostaggio dei commercianti. È
finita dentro il tranello che le hanno teso come in un cul de sac.
Manifestamente risulta incapace di portare a termine un suo disegno. Eppure
basterebbe una semplice ordinanza». Un atto di forza alla quale si opporranno
con tutte le forze gli operatori del settore mercantile, che, adesso più che
mai, cavalcano la contestazione, dopo che si sono visti dare ragione dalla
Regione Lazio in fatto di variante. Arrigo Marrigo, funzionario della
Confcommercio provinciale: «Non credo che i motivi ostativi siano stati tutti
risolti dal Comune, il quale sembra dimenticare che, per volontà della Regione,
i nuovi mercati non possono mai essere ubicati in zone destinate a verde
pubblico. Un altro aspetto riguarda i vincoli archeologici. Su tutta la
procedura ha deciso di vigilare la Pisana, che effettuerà presto un’ispezione.
Noi ci apprestiamo a chiedere l’annullamento degli atti della conferenza di
servizi di un anno fa, ritenendoli non idonei ai fini del rilascio del parere».
E «la guerra delle bancarelle» continua.


A dieci giorni di distanza dall’ultimo blitz, i carabinieri di Terracina si sono
messi alla ricerca di altri stranieri irregolari.
E naturalmente li hanno
trovati. Nuovi numeri. La solita «contabilità » che parla di miseria e
compiacenze. Ormai i militari del capitano Alessandro Giordano Atti non agiscono
più soltanto a Borgo Hermada, location d’eccellenza degli extracomunitari,
soprattutto indiani e braccianti agricoli. Esattamente come dieci giorni fa,
anche ieri mattina all’alba si sono presentati nel quartiere delle Capanne, zona
centralissima di Terracina, sul centro storico alto e addirittura a due passi da
viale Circe. Quattro stranieri irregolari avevano trovato «ospitalità» a
pagamento presso un loro connazionale, a posto con permesso di soggiorno e
documenti vari. Abitavano in un immobile che si affaccia sul parco comunale di
Villa Tomassini, praticamente a due passi dal mare. Il 40enne regolare è stato
denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre i quattro
irregolari sono finiti in manette. Complessivamente nell’operazione di ieri i
carabinieri del capitano Atti hanno controllato all’incirca una sessantina di
stranieri arrestandone sette che non avevano ottemperato al decreto di
espulsione che già pendeva su di loro, ed avviando le A pratiche di espulsione
per altri sei. Ieri c’è stata anche la presenza di personale della Asl che ha
verificato l’estrema precarietà delle condizioni igienico- sanitarie in cui
vivevano gli extracomunitari. Nel caso dell’abitazione affittata nei pressi di
Villa Tomassini, verrà chiesto al primo cittadino di disporne la chiusura. La
volta scora erano stati controllati altri cinquanta stranieri tra indiani e
bengalesi una ventina di loro erano stati condotti in caserma perché irregolari.
Anche in quel caso c’erano stati arresti e affittuari compiacenti e muti.
Ri.Re.


Invece di far chiacchiere, Nardi faccia pulire Borgo Hermada
Ogni giorno ci guardiamo intorno è vediamo una la nostra frazione degradata,
senza vedere nel breve termine una possibilità di riqualificazione. Da tempo il
degrado urbano è certificato dalla situazione in cui versano gli immobili e i
marciapiedi di via Sani e via Astolfi, due strade che raccolgono il punto
massimo dello squallore che ci possa essere in un centro abitato, dove è sempre
attivo il pericolo igienico sanitario data la presenza massiccia di tanti
extracomunitari che vivono in condizioni inumane. Oltre a questo ci lamentiamo
della situazione delle strade periferiche e della raccolta dei rifiuti, infatti
in ogni strada extraurbana dove ci sono i cassonetti, possiamo verificare la
presenza di vere e proprie discariche, data la non consona raccolta dei rifiuti.
In questi giorni leggiamo della possibilità di perdere il nuovo Filosi al Borgo,
semplicemente per inadempienze amministrative del Comune. Più di quaranta
famiglie in alloggio provvisorio hanno o avranno lo sfratto perché il comune
dopo anni di leggerezza nel assegnare le case di punto in bianco fa di tutta
un’erba un fascio e lascia persone disagiate in mezzo alla strada. Si parlava e
ci si vantava di togliere il vecchio depuratore, ma dopo gli annunci e le
barzellette in consiglio Comunale è finito il 2010 e il mostro di ferro è ancora
ben saldo all’ingresso del Borgo. Sembra un bollettino di guerra nel guardarci
intorno al Borgo oggi, tutti parlano, ma di fatti non se ne vedono. L’unica
opera nuova è stata la Pantani da Basso, una strada principale con annessa
illuminazione e pista ciclabile, ma purtroppo dopo un paio di anni dato
l’inesistente servizio di pulizia e manutenzione sembra avere gia 20 anni. In
questi giorni la Pantani è chiusa per i lavori di realizzazione di una rotatoria
sulla pontina, questo crea un po’ di disagi, ma il tutto è inevitabile, dato che
i lavori commissionati dall’Astral servono alla sicurezza di tutti, quindi ben
vengano tre settimane di chiusura. In tutto questo però il disagio si può
trasformare in beneficio per tutti gli utenti, infatti la Pantani ha le
protezioni laterali completamente coperte dalle erbacce e tutte le griglie di
scolo delle acque otturate da melma e foglie, che creano un costante pericolo
per gli automobilisti e rendono la pista ciclabile impraticabile, quindi mai
come oggi che il traffico e limitato a pochi residenti si può organizzare una
pulizia totale della strada, lavorando nella massima sicurezza. Alcuni
amministratori invece di lamentarsi del disagio che subiscono inevitabilmente
alcune attività commerciali, si adoperino a far pulire la strada e le sue
pertinenze che sono tutte di competenza del Comune di Terracina e non del
consorzio di bonifica come alcuni dicono per scaricare le responsabilità della
mancata manutenzione. Se la Pantani viene pulita si aumenta la sua sicurezza e
la sua fruibilità, in questo modo le attività commerciali che oggi subiscono un
disagio, domani ne traggono un doppio beneficio. Purtroppo l’assenza di
programmazione crea sempre dei disagi e pericoli ai cittadini, infatti si sapeva
da diverso tempo che la Pantani veniva chiusa per i lavori, e si sapeva che il
traffico si sarebbe spostato sulla via circondariale e sulla traversa Pantani,
ma nessuno dell’Amministrazione ha verificato se in queste strade bisognava
intervenire per evitare rischi di incidenti dato l’aumento del traffico. Per
fortuna di tutti, i cittadini sopperiscono spesso alle inadempienze
amministrative, proprio in questi giorni due valorosi bersaglieri over 60 del
Borgo hanno provveduto a pulire l’incrocio della Pantani con la Circondariale,
per migliorarne la visibilità, un intervento di un’ora a costo zero che dà un
servizio importantissimo alla comunità. Tutto questo ci fa riflettere, tutti ci
dobbiamo rimboccare le maniche e smetterla con gli annunci di cose
irrealizzabili, la gente vuole sicurezza, pulizia e rispetto delle regole, spero
che i nostri amministratori si ravvedano in questi giorni, prendano esempio
dallo spirito dei bersaglieri e si adoperino a far pulire la Pantani da Basso,
biglietto da visita all’ingresso del borgo e luogo di aggregazione per le
numerose persone che utilizzano la pista ciclabile per mantenersi in forma.
Pierpaolo Marcuzzi Udc / Partito della Nazione


Gianfranco Azzola è il nuovo coordinatore cittadino dell’Udc. La nomina del
giovane imprenditore sarà ratificata oggi alla presenza del segretario nazionale
del partito, Cesa, ma la decisione è stata presa nei giorni scorsi in un
incontro del direttivo locale presieduto dal senatore Michele Forte. Nella
riunione, si legge in una nota del segretario uscente Giuseppe Zappone, è stato
anche concordato di lasciare la gestione dei tesseramenti allo stesso senatore,
in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. La scelta di Azzola, spiega
Zappone, «rappresenta il rinnovamento» e al tempo stesso la continuità. Il neo
coordinatore, infatti, ha collaborato con il segretario uscente come membro del
direttivo e responsabile del piano informatico sociale e programmatico. La sua
nomina, quindi, è mirata a garantire «un processo già avviato con la precedente
segreteria». Azzola, commentando la sua investitura, ha parlato di
«un’opportunità legata ad una grande responsabilità unite insieme per riuscire a
dare un nuovo assetto a questo territorio che oggi più che mai ha bisogno di
risposte concrete». «Il mio e nostro impegno -ha continuato il coordinatore- è
per costruire una struttura politica e territoriale fatta di serietà,
professionalità e dedizione, soprattutto per i nostri cittadini a cui è urgente
dare delle valide alternative in rapporto ai loro bisogni effettivi del
quotidiano». Azzola, inoltre, ha spronato tutti a farsi garanti «del prossimo
immediato futuro per i giovani e meno giovani di questa città». «Un lavoro arduo
-riconosce il coordinatore- che senza delle persone valide al mio fianco non
potrò permettermi di realizzare e coordinare, ma con la certezza che al mio e al
nostro fianco in questo impegno avremo la sapienza ed esperienza politica di un
uomo navigato e valido, come Michele Forte». In ultimo, i ringraziamenti al
segretario uscente «per il lavoro profuso in questi anni, e che consegna il
testimone del coordinamento del partito a me e a tutte quelle persone che hanno
creduto e che credono nella mia persona».
A.D.L.


Due auto tamponano, i conducenti discutono e all’improvviso quello che avrebbe
provocato lo scontro risale in macchina e va via.
Sono dovuti intervenire i
vigili urbani per rintracciare la Porsche che si era allontanata
inspiegabilmente. Il tamponamento è avvenuto ieri mattina in via Lungolinea Pio
VI, a Terracina. Oltre la macchina sportiva, nello scontro è rimasta coinvolta
anche una Polo. I due tizi alla guida hanno cominciato a discutere su chi avesse
la responsabilità, fino a quando quello della Porsche avrebbe preferito andare
via. All’arrivo dei vigili urbani, il proprietario della Polo ha riferito gli
estremi dell’altra macchina che in breve è stata rintracciata. Fortunatamente
nel tamponamento nessuno avrebbe riportato ferite gravi.


La Futura terracina è inarrestabile
La Futura terracina ’92 concede il bis. Il sestetto tirrenico superatra le mura
amiche del PalaCarucci il Castelnuovo per 3-0 al termine di una gara dominata
dall’inizio alla fine. Per le ragazze di Tonino Federici punteggio pieno nel
girone B e vetta in coabitazione del Casal de Pazzi. Inizio migliore non poteva
esserci per una squadra apparsa in crescita rispetto alla vittoria di sette
giorni prima in casa del Roma Centro. «E’ vero – ha detto l’allenatore delle
futurine – siamo migliorati soprattutto in intensità, lavorando bene in difesa e
a muro. La continuità è stata l’arma vincente, non a caso i parziali sono stati
inequivocabili. Brave comunque le nostre avversarie a non mollare soprattutto
nel terzo set quando la gara è diventata più equilibrata e il pubblico si è
divertito». Difficile in questa occasione fare una scala di merito in casa
terracinese, ma una citazione la merita Michela Chiapponi, assolutamente
irrefrenabile in attacco e a muro. Una condizione fisica invidiabile per
l’esperta giocatrice vera trascinatrice della squadra. Il numeroso pubblico si è
divertito ricevendo dalle proprie beniamine l’applauso finale. «Stiamo
applicando il lavoro quotidiano della palestra – ha proseguito Tonino Federici -
e questi sono i risultati. A chi dice che il Castelnuovo è stato un avversario
abbordabile, dico che questa è una squadra che all’esordio ha vinto 3.0 e ha
delle potenzialità: ne riparleremo più avanti». La Futura terracina si gode il
primato senza montarsi la testa e consapevole che il campionato nasconde molte
insidie, a cominciare dalla trasferta di sabato a Roma contro la Scuola Sport.


Come può un’azienda privata essere socia del Comune solo per rimetterci? Sandro
Monti, capogruppo consiliare del Pdl, astenendosi nell’ultimo consiglio comunale
sulla proposta del Pd di sciogliere la terracina Ambiente, non ha ritenuto di
dover prendere la parola per dare spiegazioni, nonostante il ruolo ricoperto e
la singolarità della sua posizione tra i pidiellini e nell’intera maggioranza
(se si eccettua Edis Mazzucco). Ma la domanda posta all’inizio è proprio quella
che ha spinto il capogruppo a distinguersi dalla sua coalizione, che ovviamente
ha votato contro la richiesta democratica, sulla cruciale questione del servizio
di igiene urbana. Monti, si racconta negli ambienti del Pdl, ha rivolto questo
interrogativo anche al sindaco Stefano Nardi, ma non sembra avere avuto risposta
o, perlomeno, non ha avuto quella che si aspettava per togliersi i dubbi. Per il
capogruppo, insomma, nelle cose della terracina Ambiente è in gioco la
trasparenza, perché un’azienda privata non è un ente di beneficenza e se accetta
situazioni economicamente svantaggiose, forse queste situazioni tanto
svantaggiose non sono. Perché, per esempio, l’Aspica, socio di minoranza del
Comune, decise di presentare un’offerta che le permise, sì, di vincere la gara
per partecipare alla mista, ma che la stessa azienda denunciò subito dopo come
inferiore ai costi effettivamente da sostenere per lo svolgimento del servizio?
Perché, insomma, una ditta con scopo di lucro acconsentirebbe a farsi incastrare
in una situazione di deficit strutturale? Nell’incertezza, Monti, in qualità di
consigliere comunale e a dispetto del suo primato tra i pidiellini, ha preferito
evitare il coinvolgimento in un voto che consente alla terracina Ambiente di
continuare ad esistere. Per capirci, è come se Cicchitto, capogruppo del Pdl
alla Camera, oppure Gasparri, suo omologo al Senato, si astenessero sul Lodo
Alfano. Stefano Nardi e la sua maggioranza, infatti, hanno investito molto della
loro credibilità nella istituzione della terracina Ambiente. Non per niente,
nella seduta consiliare di lunedì scorso, il sindaco ha difeso ancora una volta
la scelta della società mista contrapponendola alla gestione dei rifiuti della
Slia sotto le giunte di centrosinistra. Proprio il capogruppo del Pdl, ora,
mette oggettivamente in discussione questa credibilità prendendo le distanze -e
non per una ragione qualunque, ma per una questione di trasparenza- da quello
che probabilmente il primo cittadino considera il capolavoro del suo mandato. Un
giudizio, questo di Nardi, non del tutto condiviso dai revisori dei conti del
Comune che, oltre a segnalare la mancata approvazione del bilancio 2009 da parte
della terracina Ambiente, invitano l’amministrazione comunale «ad un maggior
controllo della convenzione/contratto di servizio stipulato con la società
partecipata, nonché ad un maggior controllo in termini di efficienza, efficacia
ed economicità sulla stessa società partecipata, tenendo conto che le risultanze
di gestione si ripercuotono sul bilancio dell’Ente».
Andrea Di Lello


Progetti da età della pietra. Si esprime in questi termini Maurizio Recchia di
Sinistra e Libertà sull’idea dell’amministrazione comunale di realizzare
parcheggi multipiano «nei posti più strampalati di Terracina». «A un uomo o a
una donna della nostra epoca – afferma l’esponente di SeL – non verrebbe di
certo in mente di costruire parcheggi in strade anguste come Via Dante Alighieri
(Il Montuno) oppure in piazze come quella alle spalle di Villa Tomassini. Un
aggeggio del genere in zona Montuno servirebbe soltanto a devastare il parco. Ma
come, abbiamo pochissime aree destinate a verde pubblico e andiamo a ridurle
ancora di più sbancando una parte della collina per realizzare il parcheggio?
Immaginatevi poi l’impatto visivo e ambientale di quello presso Villa Tomassini.
Ora da quella piazza si vede il parco della villa e il mare, ma una volta
costruito il multipiano ci sarebbe da soffocare soltanto a guardarlo. E siccome
entrambi questi parcheggi vengono previstiin pieno centro, sp eci al men te
d’estate in tutte e due queste zone si avrebbero gravi ripercussioni sulla
circolazione dei mezzi». Secondo Recchia la soluzione c’è e l’amministrazione
Nardi dovrebbe tenerne più alta la considerazione. «A Terracina – sostiene
l’esponente di sinistra – si dovrebbe adottare un ampio piano per la mobilità
sostenibile che decongestioni il traffico del centro attraverso parcheggi
intermodali, il rafforzamento del trasporto pubblico locale con navette
frequenti ed ecologicamente sostenibili, la realizzazione di piste ciclabili,
l’organizzazio – ne di bike-sharing e car-sharing, zone pedonali, studio di
appropriata logistica per le merci». Altrimenti si continueranno a costruire
cubature su cubature, a danno dell’ambiente e del traffico.
F. A.



Una strada nuova di qualche anno ma che a guardarla ne dimostra molti di più. Si
parla della Pantani da Basso, che collega la frazione di Borgo Hermada a
Terracina. Residenti e utenti in genere si lamentano della sua fatiscenza,
nonostante i tanti soldi investiti dal Comune per renderla più sicura e
fruibile. Portavoce delle lamentele è Pierpaolo Marcuzzi, esponente
dell’Udc/Partito della Nazione che parla della Pantani da U Basso come
dell’unica opera nuova realizzata dall’amministrazione «ma purtroppo dopo un
paio di anni, dato l’inesistente servizio di pulizia e manutenzione, sembra
avere già 20 anni». Ora la Pantani è chiusa per i lavori di realizzazione di una
rotatoria sulla Pontina, con qualche inevitabile disagio. «Però il disagio si
può trasformare in beneficio – dichiara Marcuzzi – visto che la Pantani da Basso
ha le protezioni laterali completamente coperte dalle erbacce e tutte le griglie
di scolo delle acque otturate da melma e foglie, che creano un costante pericolo
per gli automobilisti e rendono la pista ciclabile impraticabile. Mai come oggi
che il traffico è limitato a pochi residenti, si può organizzare una pulizia
totale della strada, lavorando nella massima sicurezza». Secondo l’esponente
centrista, tutte le varie strade che conducono al borgo hanno assoluto bisogno
di una pulizia approfondita che equivale a maggiore sicurezza per gli utenti.
«Purtroppo l’assenza di programmazione crea sempre dei disagi e pericoli ai
cittadini, infatti si sapeva da diverso tempo che la Pantani sarebbe stata
chiusa per i lavori, e si sapeva che il traffico si sarebbe spostato sulla via
Circondariale e sulla traversa Pantani, ma nessuno dell’amministrazione ha
verificato se in queste strade bisognasse intervenire per evitare rischi di
incidenti dato l’aumento del traffico». Ma, come spesso capita, laddove non
arriva la politica, ci pensano i cittadini. «Proprio in questi giorni due
valorosi bersaglieri over 60 del Borgo hanno provveduto a pulire l’incrocio
della Pantani con la Circondariale, per migliorarne la visibilità-continua
Marcuzzi- Un intervento di un’ora a costo zero che dà un servizio
importantissimo alla comunità. La gente vuole sicurezza, pulizia e rispetto
delle regole, spero che i nostri amministratori si ravvedano in questi giorni,
prendano esempio dallo spirito dei bersaglieri e si adoperino a far pulire la
Pantani da Basso».
Rita Recchia


Spunta il nome di Giuliano Masci tra le fila dell’Udc. L’ex assessore alle
finanze, city manager e vicesindaco del Comune di Terracina, si affaccia nel
ventaglio politico del partito di centro. Lo schieramento di Casini procede
verso lo scioglimento e la costituzione del Partito della Nazione, un terzo polo
che intende rappresentare l’alternativa ai due blocchi – destra e sinistra – sia
a livello nazionale che locale. Nel contesto di questo rinnovamento, si fa
sempre più strada l’ipotesi che Giuliano Masci possa scalare i vertici e
ricoprire a Terracina un ruolo di primo piano in vista delle prossime elezioni
amministrative in primavera. A quella data il Partito della Nazione sembra che
si presenterà alle urne come uno schieramento autonomo e fuori da alleanze sia a
destra che a sinistra. A oggi infatti è questa la linea del partito centrista,
che ha lanciato le sue direttive, alla presenza del gotha provinciale e
regionale, nei giorni scorsi a Latina. Ma se Giuliano Masci, che a quanto pare
negli ultimi mesi non si è perso un incontro dell’Udc a livello provinciale, si
presenta come un papabile leader, all’interno dello schieramento di Casini la
cosa non sembra proprio andare giù. I primi mugugni ci sono, soprattutto per il
fatto che l’ex assessore alle finanze è uscito dall’attuale giunta guidata dal
sindaco Stefano Nardi in modo burrascoso, con u n’inchiesta giudiziaria
susseguente il suicidio dell’ex segretario generale del Comune Marino Martino.
Visti i suoi trascorsi di primo piano negli ultimi anni nell’ammi – nistrazione
Nardi, da cui l’Udc e quindi il neonato Partito della Nazione ha preso
nettamente le distanze a livello locale, non è ben visto l’ingresso
«chiacchierato» di Giuliano Masci tra i vertici dello schieramento. Insomma, al
momento il PdN è una fucina di idee e di buoni propositi, anche se non mancano i
primi screzi. Quando si tratterà di creare le liste e scegliere il proprio
candidato, c’è da giurarci che tutti i nodi verranno al pettine.
Francesco Avena

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terracina-colorizzata-primi-del-900_bis

Il Pdl è contrario allo scioglimento della Terracina Ambiente, tranne il suo
capogruppo Sandro Monti.
Nel consiglio comunale dell’altro ieri, l’unica vera
sorpresa è stata proprio l’astensione del leader del gruppo consiliare di
maggioranza relativa al momento di votare la mozione del Pd, che chiedeva di
«porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento » della
società mista che gestisce il servizio di igiene urbana. Ad essere precisi,
Monti non è stato l’unico pidiellino a non rigettare la mozione: con lui, anche
Edis Mazzucco ha scelto di astenersi, ma l’ex sindaco da tempo si distingue
dagli altri pidiellini nelle votazioni consiliari. Monti, invece, è la prima
volta che prende le distanze dal gruppo che pure guida, per di più su un
argomento sensibilissimo come quello della raccolta rifiuti. La cosa appare
ancora più notevole, se si pensa che nel consiglio di amministrazione della
Terracina Ambiente siede Giuseppe Mosa, la madre del quale è ora moglie del
capogruppo. In effetti, qualche difficoltà la mista la sta attraversando, se i
revisori dei conti, nella relazione all’ultimo con- I suntivo del Comune,
scrivono che «alla data di stesura del presente parere, non risulta pervenuta
alcuna documentazione attestante il risultato economico conseguito per l’anno
2009». La relazione attesta, inoltre, che «il bilancio d’esercizio 2008 chiude
con una perdita d’esercizio pari ad euro 253.549». Ma in realtà la Terracina
Ambiente ha finora chiuso sempre in rosso i suoi bilanci. Il che non ha
impedito, l’altro ieri, ai consiglieri comunali del Pdl di rinnovare la propria
fiducia alla mista, nonostante la posizione prudente assunta sull’argomento dal
loro capogruppo. La seduta è stata anche l’occasione per Patrizio Avelli,
presidente dell’assemblea consiliare, di difendersi da chi, come i democratici e
i centristi, lo avevano accusato di violare il regolamento del consiglio, non
avendo convocato i lavori nei termini previsti. Il Pd aveva persino chiesto un
intervento del prefetto. E proprio al prefetto ha scritto Avelli per
giustificare il ritardo con gli impegni improrogabili del sindaco. Per quanto
riguarda i lavori, ritirate due mozioni per assenza del loro autore, il verde
Gino Di Mauro, l’assemblea ha votato all’unanimità un documento che, contestando
il Piano di riordino della Sanità regionale, impegna il sindaco ad attivarsi per
ottenere per l’’Alfredo Fiorini’ il potenziamento tecnologico della Radiologia,
il mantenimento dei posti letto, l’apertura della terza camera operatoria, la
realizzazione di locali presso il Pronto Soccorso per l’osservazione breve.
Chieste pure la istituzione della guardia H24 presso il Laboratorio Analisi,
l’apertura della Medicina d’Urgenza, e l’attivazione in tutti i reparti della
guardia H24 in funzione della Medicina d’Urgenza. Infine, a maggioranza, è stata
approvata la variante urbanistica della località Prebende per destinarla ad
ospitare il mercato settimanale. E’ stata la Regione a sollecitare il
provvedimento: l’amministrazione Nardi non si era accorta che mancava.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [43]

L’«affaire rifiuti» potrebbe esistere anche a Terracina, e non
soltanto a Minturno. Altrimenti perché la necessità di due indagini?
La prima,
della guardia di finanza, finita senza ravvisare pecche di natura penale. La
seconda, dei carabinieri, ancora in piedi e in attesa di risposte dalla
magistratura. Come escludere che il recentissimo terremoto di Minturno non possa
aver fatto traballare qualcuno anche nella zona di Terracina? Basterebbe
leggere le motivazioni delle sette ordinanze di custodia cautelare eseguite dai
baschi verdi di Formia per pensare inevitabilmente all’indagine che ha rivoltato
da cima a fondo il sistema dei rifiuti gestito dalla Terracina Ambiente.
Un’indagine cominciata all’inizio del 2010 e chiusa l’estate scorsa con una
dettagliatissima informativa inviata alla Procura. Il lavoro, svolto dai
carabinieri del capitano Alessandro Giordano Atti (in azione i militari del Norm
coordinati del tenente Mario Giacona), su delega del sostituto Giuseppe Miliano,
è partito nel gennaio scorso con l’acquisizione dei primi documenti, ai quali se
ne sono poi aggiunti molti altri. Dalla sicurezza sul lavoro alla regolarità
contabile delle operazioni passando per la gara d’appalto per la scelta del
socio di minoranza della Terracina Ambiente. Prima gli uffici comunali di
Terracina, quelli dove girano carte contabili e delibere. Poi l’impianto di via
Morelle. Infine gli uffici della sede della Latina Ambiente, nel capoluogo di
provincia, visto che tra le due società esiste un rapporto cosiddetto di
«consultino», e anche in quegli uffici è stato possibile trovare e acquisire
carte utili all’indagine sulla mista che espleta i medesimi servizi a Terracina.
A Latina i militari avevano visionato documentazione sull’organico in servizio e
sui mezzi in dotazione. Perfettamente in linea con il blitz precedente nel
deposito della Terracina Ambiente di via Morelle. Cassonetti, automezzi e pc
erano stati passati al setaccio dai carabinieri, con un’attenzione particolare
rivolta ai mezzi acquistati nel 2007 in previsione della differenziata e allora
ancora lì, tutti imballati. Nella vicenda di Minturno sono state accertate
prestazioni in difformità dal capitolato d’appalto, riscontrando la mancata o
difforme esecuzione del servizio, la mancata esecuzione della raccolta
differenziata, l’impiego di mezzi e attrezzature obsoleti e non funzionanti, il
trasferimento di mezzi e mano d’opera da un appalto all’altro, l’esercizio del
servizio con automezzi privi della prevista copertura assicurativa, il tutto pur
ricevendo, con la compiacenza di funzionari e pubblici amministratori, regolari
liquidazioni e spettanze. Praticamente le stesse domande che si sono posti anche
i carabinieri di Terracina.
Rita Recchia

dellaporta2 [44]

I vicoli del centro storico sono invasi dai topi. Da qualche giorno i roditori
spuntano come funghi tra le erbacce che infestano la parte alta della città. Li
vedi aggirarsi tra i sanpietrini, sbucare da sotto le auto, qualcuno se li è
trovati passare davanti l’uscio di casa. La reazione dei cittadini, e non poteva
essere diversamente, non si è fatta attendere. Numerose le segnalazioni ricevute
dal comando della polizia locale per denunciare la situazione di estremo
degrado. Ma c’è dell’altro: a quanto pare vere e proprie colonie di topi si sono
insediate tra le erbacce che abbondano tra i monumenti. Basti guardare la
situazione in cui negli ultimi giorni è sprofondato il Capitolium, un
ricettacolo di sporcizia e incuria. E proprio lì, segnalano alcuni residenti, si
è stabilito un «branco » di roditori. Che esce allo scoperto di tanto in tanto
gettando nel panico i passanti. Nonostante le continue lamentele, nessuno per il
momento si è mosso. Commercianti, residenti e turisti ormai da tempo sono alle
prese con questa singolare invasione. Non si esclude che nei prossimi giorni
venga presentato anche un esposto alla Asl per chiedere un monitoraggio della
zona e la bonifica del centro storico alto. Ma se l’andirivieni di topi tra un
vicolo e una piazzetta, sta creando non pochi disturbi alla quotidianità, altre
proteste si levano da un gruppo di residenti che, stufi dello stato in cui versa
piazza Assorati, ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco Stefano Nardi e
alla polizia locale per chiedere un intervento immediato. Scatta la petizione:
«Vogliamo segnalare – scrivono i cittadini nel documento – lo stato di grave
degrado di piazza Assorati. Sporcizia, rifiuti ed escrementi sparsi nell’area
del parcheggio per mancata pulizia; presenza di topi morti e scarafaggi per
mancati interventi igienico-sanitari (derattizzazione e disinfestazione) e
mancati rifacimenti degli impianti di rete (fogna e acqua). Il degrado non è
fatto solo di sporcizia, c’è anche il parcheggio selvaggio e l’abbandono «di
materiali edili abbandonati da anni. Il piazzale attrezzato alcuni anni fa dal
Comune per uso sociale, turistico e commerciale – nuova pavimentazione,
illuminazione, panchine, totem informativo – è divenuto un permanente campo di
calcio ad uso di gruppi di giovani sfaccendati e violenti, mentre durante la
notte diviene un luogo di raduno per il ‘branc o’ in continuo scontro tra
bande». Segnalando il loro disagio, lo stato di insicurezza in cui vivono, il
disturbo quotidiano della quiete pubblica, i danni recati all’arredo urbano e
alle abitazioni, i primi 25 cittadini firmatari della petizione sollecitano il
Comune e le forze dell’ordine a intervenire.
Francesco Avena

dellaporta2 [45]

Con i soldi della Regione Lazio il Comune di terracina si appresta a fare
acquisti dalle Ferrovie dello Stato.
Nei giorni scorsi la giunta comunale ha
approvato lo schema dell’ atto d’acquisto di una serie di terreni e di un
fabbricato per realizzare un nuovo parcheggio per gli utenti della stazione
ferroviaria cittadina. Poco meno di 166 mila euro da investire in circa 4500
metri quadrati di terreno limitrofi allo scalo sui quali sorge un fabbricato,
che sarebbe l’ex magazzino merci. C’era stato già un precedente scambio di email
con la società che opera per conto delle Ferrovie dello Stato. Come l’email
inviata lo scorso maggio dal geometra Carlo Maglioni, funzionario della
Ferservizi Spa, con la quale aveva trasmesso lo schema d’atto di cessione di
quelle aree sovrastate dal fabbricato. Aree, tra l’altro, dove sono stati
eseguiti già una serie di lavori per realizzare un parcheggio secondo il
progetto approvato in consiglio comunale nel dicembre 2003. Del resto dalla
Pisana i soldi sono già arrivati a destinazione, e anche da parecchio tempo. Il
Comune ha ricevuto il denaro in due distinti mandati: il grosso
dell’investimento, oltre 165 mila euro, nel 2006 e il resto l’anno scorso, nel
2009. Di acquisto, però, si parla ora. Lo scorso maggio proprio nella stazione
ferroviaria c’era stato un incontro importante per fare il punto della
situazione sul polo dei trasporti. Aniello Semplice, direttore di Trenitalia
Lazio, aveva garantito un’insegna che è effettivamente arrivata in breve tempo.
A medio e lungo termine sono state previste la sistemazione dell’area antistante
lo scalo e la ristrutturazione delle carrozze per i convogli che coprono tratte
di media distanza, quindi anche i treni che servono terracina. Del resto in
questi anni la ferrovia è cresciuta, sono aumentati gli utenti che la
frequentano giornalmente e dunque c’è necessità di spazi ampi e comodi. Un altro
parcheggio da affiancare a quello già in uso sarebbe una vera comodità.
Rita Recchia

dellaporta2 [46]

Il centro diurno riaprirà il prossimo 30 ottobre. Buone notizie per i 26
disabili adulti e le loro famiglie, abbandonati a se stessi da circa un anno,
dopo la chiusura della struttura intercomunale provocata dalla morosità del
Comune. Il servizio sarà ospitato nei locali dell’Istituto «Gregorio Antonelli»,
in cui si svolgevano le attività della Comunità 21Marzo, prima che anch’essa
fosse costretta a chiudere per i mancati pagamenti dell’amministrazione Nardi.
La trattativa con i responsabili dell’Istituto è andata avanti per mesi e alla
fine le parti si sono accordate per la stipula di un contratto di affitto. E’
stato così rimosso, a detta di Golfieri, il più grosso ostacolo alla riapertura
del centro, considerato che la sua fine era dipesa proprio dalle spese sostenute
dal Comune per il trasporto dei disabili nel territorio di Monte San Biagio,
dove aveva sede in precedenza.
A.D.L.

dellaporta2 [37]

I pesci del Mar Rosso sconfinano in quello pontino. Nei giorni scorsi a quattro
miglia dalla costa di Terracina verso Capo Circeo, ad un’altezza di circa 60
metri, è stato pescato una Fistularia commersonii, meglio noto com pesce
«imbuto», per la sua sua caratteristica bocca. «Si tratta del terzo esemplare
che viene ritrovato dalle nostre parti – spiega Francesco Leone, dirigente
veterinario dell’Ausl di Latina e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento
-. La presenza di questa particolare specie ittica, proveniente dal Mar Rosso -
è da attribuirsi a un tentativo di colonizzazioni. Tanto è vero che si tratta
sempre di esemplari maschi adulti». Non propriamente pesci tropicali, ma
comunque abituati alle temperature più calde del Mar Rosso. Il fatto dunque che
si spingano al largo delle coste laziali può essere legato al fatto che anche i
nostri mari stanno subendo un innalzamento delle temperature.
P. P.

dellaporta2 [4]

I pesci del Mar Rosso sconfinano in quello pontino. Nei giorni scorsi a quattro
miglia dalla costa di Terracina verso Capo Circeo, ad un’altezza di circa 60
metri, è stato pescato una Fistularia commersonii, meglio noto com pesce
«imbuto», per la sua sua caratteristica bocca. «Si tratta del terzo esemplare
che viene ritrovato dalle nostre parti – spiega Francesco Leone, dirigente
veterinario dell’Ausl di Latina e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento
-. La presenza di questa particolare specie ittica, proveniente dal Mar Rosso -
è da attribuirsi a un tentativo di colonizzazioni. Tanto è vero che si tratta
sempre di esemplari maschi adulti». Non propriamente pesci tropicali, ma
comunque abituati alle temperature più calde del Mar Rosso. Il fatto dunque che
si spingano al largo delle coste laziali può essere legato al fatto che anche i
nostri mari stanno subendo un
innalzamento delle temperature.
P. P.

dellaporta2 [5]


L’amministrazione comunale tiene particolarmente alla tutela del patrimonio
storico, artistico e ambientale del centro storico alto di Terracina.
Dunque,
farà richiesta agli organi preposti di inserirlo nel Patrimonio Mondiale
dell’Unesco. Iniziativa assolutamente lodevole, deliberata di recente dalla
giunta comunale. Quanto, poi, al modo spicciolo e concreto con cui assessori e
funzionari dimostrano di tenere davvero alla parte più antica di Terracina, la
recentissima petizione dei residenti e commercianti di piazza Assorati ne è
soltanto l’ultima dimostrazione in ordine di tempo. Comunque, carta canta, e
visto che è sempre meglio tardi che mai e che la speranza è l’ultima a morire,
la cosa importante è che l’iter appena partito non si perda per strada e giunga
a destinazione. Che dovrebbe essere il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali presso il quale esiste un gruppo di lavoro permanente per indirizzare
le richieste nazionali per le iscrizioni e fornire l’assistenza tecnica e
scientifica nell’attività di monitoraggio sullo stato e la conservazione dei
beni riconosciuti patrimonio dell’Unesco. Nella lista vengono inseriti quei beni
riconosciuti di «valore universale eccezionale » dal punto di vista storico,
artistico e scientifico. Adesso il dirigente del Settore Centro Storico dovrà
avviare tutte le prati- L’ che necessarie affinché al centro storico alto di
Terracina venga riconosciuto quel «valore universale eccezionale » che per gli
estimatori e semplici affezionati è già un dato di fatto. Certo è che prima che
l’Unesco inserisca quei vicoli e quegli edifici nella propria lista di «eletti»,
il giusto rispetto e tributo dovrebbe arrivare da molto più in basso, ovvero
dallo stesso ente che molto spesso dimentica di avere a portata di mano una
ricchezza senza fondo. Ma ora c’è queste delibera, firmata all’unanimità. Anzi
no: all’appello mancava l’assessore delegato proprio al centro storico alto.
Rita Recchia

dellaporta2 [14]

Le rivolge sguardi insistenti, poi le dedica apprezzamenti e attenzioni
«particolari».
Quando è diventato troppo invadente, però, si è reso necessario
l’intervento della polizia. Protagonista del corteggiamento ossessivo un
cittadino indiano di 25 anni che da qualche tempo aveva iniziato a infastidire
la commessa di un negozio di abbigliamento a Borgo Hermada. Vista la sua
presenza, che infastidiva il lavoro della donna, si è deciso di richiedere
l’intervento degli agenti agli ordini del vice questore Rita Cascella. Giunti
sul posto, i poliziotti lo hanno identificato e, in quanto
irregolare sul territorio, munito del decreto di espulsione.
Ma lo straniero non ha imparato la lezione, tanto da ripresentarsi solo qualche giorno
dopo davanti le vetrine del negozio. A quel punto gli agenti, chiamati di nuovo
a intervenire, non hanno potuto fare altro che arrestarlo. Sempre la polizia nei
giorni scorsi ha provveduto ad arrestare Z.C., 40enne, la quale dovendo scontare
8 mesi di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti inflittogli dalla Corte
d’Appello di Napoli per reati commessi a Castelvolturno circa cinque anni fa. La
donna terracinese, già nota alle forze dell’ordine, è stata dunque condotta al
carcere femminile di Roma.
F. A.


Sono ormai imminenti le votazioni per il rinnovo del comitato direttivo soci
della Coop di terracina.
L’appuntamento è per domani, venerdì e sabato dalle
8e30 alle 13e30 nel supermercato al km 100,700 della via Appia, a terracina.
Diversi i nomi tra i quali poter scegliere, tra cui quello di Celestino
Genosini, reduce da un’esperienza di 3 anni come presidente della Sezione Soci
Unicoop terracina. «Sono stati anni di intenso lavoro sul territorio con i vari
progetti-dice Genosini- Tra questi voglio citarne alcuni dei più grandi, come
l’educazione al consumo consapevole per la sana e corretta alimentazione insieme
alle scuole della città, la presentazione del libro di Dacia Maraini «Passi
affrettati»contro la violenza sulle donne, la raccolta e la donazione dei fondi
destinati al restauro della Cattedrale di San Cesareo, la ricorrenza del 20°
anniversario dell’apertura del supermercato». Possono votare tutti i possessori
della tessera Coop.
Ri.Re.


Per l’intero cda della «terracina Ambiente» il vero problema sono i soldi che
dal Comune di terracina, socio pubblico maggioritario, sono sempre arrivati in
minima parte rispetto a quanto pattuito.
«A fronte di un corrispettivo mensile
di 241 mila euro- dichiarò lo scorso febbraio Valerio Bertuccelli, presidente
del socio di minoranza- il Comune di terracina ha in realtà pagato, in media,
meno di 160 mila euro, quasi esclusivamente il costo diretto e indiretto del
personale dipendente». «Io non so cosa faccia il Comune di terracina con i soldi
della Tarsu- aveva aggiunto- di certo non li dà a noi». Insomma la «terracina
Ambiente» si era stancata di fare la parte di quella che intasca i soldi del
capitolato d’appalto senza garantirne il contenuto. Quanto all’indagine in corso
dei carabinieri, il cda si diceva tranquillo: «L’indagine riguarda il Comune, non certo noi».
Ri.Re.

Terracina in formato tascabile. E’ un’iniziativa deliberata di recente dalla
giunta comunale che intende realizzare una cartografia professionale della città
di dimensioni tascabili, ma anche in versione poster e on line. E’ stata la
filiale italiana di una multinazionale con sede a Stoccarda a chiedere
all’amministrazione il patrocinio per un progetto che riguarda, appunto, la
realizzazione di questa cartografia territoriale di Terracina in varie tipologie
e dimensioni. Il Comune c’ha riflettuto un po’, e poi ha deciso di accettare.
Anche perché la Geoplan Srl ha realizzato già altri lavori soddisfacenti nel
2005 e nel 2008. Inoltre ha proposto all’ente un’offerta vantaggiosa: in omaggio
l’amministrazione riceverà 2 mila copie della cartografia, 20 poster
plastificati, 20 Infogeoplan e il link gratuito dal sito comunale a quello della
multinazionale per vedere l’opera in rete. Quindi la giunta Nardi ha deciso di
patrocinare il progetto visto che, come si legge sulla delibera,
«l’amministrazione comunale intende sostenere iniziative che tendono a
promuovere la conoscenza del nostro territorio e della nostra Città». Tra
l’altro, come evidenziano sulla loro home pa- T ge, quelle della Geoplan Srl non
sarebbero delle cartine tradizionali, ma lavori puntuali e precisi. Ogni mappa
comprende le cartografie molto dettagliate e lo stradario. On line è possibile
consultare e scaricare le mappe di oltre 500 Comuni e della maggioranza delle
province italiane: un vero e proprio atlante on line che presto dovrebbe
comprendere anche Terracina. Uno strumento certamente utile, non soltanto per
turisti e visitatori, ma anche per gli stessi cittadini che a volte si trovano
alle prese con strade addirittura mai sentite nominare prima di quel momento.
Ri.Re.

Non sborsare nemmeno un euro per i servizi previsti nel capitolato d’appalto del
Piano Santoro e non garantiti, e non approvare il bilancio consuntivo della
terracina Ambiente 2008. Lo avevano chiesto l’anno scorso di questi tempi i
consiglieri comunali del Pd al sindaco Nardi. «La terracina Ambiente non solo
non ha garantito il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani
previsto dal cosiddetto Piano Santoro -scrivevano- ma non ha provveduto nemmeno
al rispetto della convenzione firmata il primo dicembre 2007 tra il Comune di
terracina e la terracina Ambiente». «Nell’approvare il bilancio consuntivo della
terracina Ambiente non bisogna conteggiare i maggiori costi derivanti da servizi
non garantiti, inclusi la non assunzione di tutto il personale previsto e i
mezzi per la raccolta e trasporto dei rifiuti». Sulla questione era anche
intervenuta «Città Partecipata»: «Come canone che il Comune paga alla terracina
Ambiente risultano 3 milioni e 700 mila euro, 800 mila euro in più rispetto a
quelli previsti dal capitolato d’appalto. Se in buona parte sono quelli del
Piano Santoro, approvato e mai applicato, sarebbe una sconfitta per noi tutti
che siamo stati sempre contrari al Piano Santoro. Per non aggiungere al danno
anche la beffa, consigliamo al sindaco di non firmare, anche per evitare una
eventuale accusa di falso in bilancio».
Ri.Re.



Una manifestazione per continuare a parlare di Aids. Si svolgerà venerdì 29
ottobre alle ore 16 presso l’aula magna del’Itc «Bianchini » di Terracina. E’
organizzata dall’associazione «Per te» presieduta da Adele Bottiglia. Una mostra
fotografica, una tavola rotonda sulla trasmissione dell’Hiv e un concerto di
pianoforte e armonica si tornerà a dibattere di una questione che, seppur sempre
attuale, spesso viene messa da parte. Nel corso della manifestazione Adele
Bottiglia comunicherà la decisione di creare il movimento politico Unione
Democratica Progressista Indipendente e una lista per concorrere alle prossime
elezioni amministrative. La cittadinanza è inviata a partecipare.
Ri.Re.

Cerca di rubare una macchina parcheggiata, ma viene fermato dai carabinieri di
Terracina diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti. Nel tentativo concitato
di fuggire, ne picchia uno ma finisce comunque in manette. Un giovane rumeno già
noto alle forze dell’ordine è stato arrestato per tentato furto, resistenza e
lesioni C a pubblico ufficiale. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di
lunedì scorso, in via Olmata, zona non centralissima di Terracina. Alcuni
passanti hanno notato lo straniero, T.D. le sue iniziali, che si muoveva con
fare sospetto troppo vicino a una Golf parcheggiata lungo la strada. Hanno
subito allertato il 112 e dalla vicina compagnia dell’Arma sole uno dei due
militari ha riportato ferite giudicate guaribili in 5 giorni dai sanitari
dell’ospedale «Fiorini ». Alla fine della colluttazione l’aspirante ladro è
stato tratto in arresto. Nella giornata di ieri era prevista la direttissima
presso il tribunale di Latina.
Ri.Re.


Decine di firme per salvare la bella piazza Assorati, nel centro storico alto di
terracina.
Le hanno raccolte i commercianti e i residenti della piazzetta
all’interno di Corso Anita Garibaldi, stanchi di vederla in balia dell’incuria,
del degrado e soprattutto dell’indifferenza da parte di chi dovrebbe curarla e
coccolarla. Ieri mattina la lettera completa di firme è stata protocollata in
Comune per richiamare (per l’ennesima volta) l’attenzione dei piani alti.
L’oggetto del documento è piuttosto esplicito: «Piazza Assorati. Degrado
dell’area, uso improprio degli spazi, disagi e insicurezza dei cittadini, dei
turisti e delle attività commerciali, danni alle strutture e alle cose». I
firmatari evidenziano soprattutto alcuni disagi non più tollerabili, per esempio
la «sporcizia, rifiuti ed escrementi sparsi nell’area del parcheggio per mancata
pulizia. Presenza di topi morti e scarafaggi per mancati interventi igienico-
sanitari (derattizzazione e disinfestazione) e mancati rifacimenti degli
impianti di rete (fogne,acqua,)». E ancora «materiali edili abbandonati da anni,
sul lato ovest del parcheggio, da parte del Comune (cumuli di sanpietrini) per
mancato rifacimento della pavimentazione dell’area di parcheggio, attualmente
dissestata e sconnessa». I cittadini vogliono richiamare l’attenzione anche su
un altro aspetto: «Il piazzale attrezzato alcuni anni fa dal Comune per uso
sociale, turistico e commerciale è divenuto un permanente campo di calcio a uso
di gruppi di giovani sfaccendati e violenti,mentre durante la notte diviene un
luogo di raduno per il branco». Tutto ciò sta creando disagio e insicurezza tra
i cittadini, i turisti e i commercianti della zona, oltre ai «danni provocati ai
muri delle abitazioni, alle panchine, al totem informativo, alle macchine in
sosta, ai lampioni, agli arredi delle strutture ricettive». Per mettere fine a
questa situazione i firmatari della lettera chiedono «l’urgente intervento degli
organi preposti al fine di ripristinare le normali condizioni di vivibilità
igienico-sanitaria,civile e sociale dell’area di piazza Assorati».
Rita Recchia



Professionale, scuola elementare «Elisabetta Fiorini » e materna «Aldo Moro»
assieme in un istituto comprensivo.
Se l’obiettivo del «Filosi» resta quello
della costruzione di una nuova sede, intanto c’è da pensare all’immediato.
All’attenzione dell’amministrazione comunale e di quella provinciale, c’è
infatti una proposta, avanzata dallo stesso Professionale, per porre sotto la
medesima dirigenza la scuola primaria e quella secondaria ubicate in via Roma.
L’obiettivo di questa ipotesi è l’acquisizione di nuovi spazi per ospitare le 43
classi del «Filosi» e quelle che prevedibilmente saranno attivate nell’istituto
già dal prossimo anno per il richiamo esercitato dall’indirizzo alberghiero. A
proposito di quest’ultimo, sembra rientrare il rischio di un suo trasferimento a
Sabaudia, dove la Provincia è proprietaria di un albergo dismesso nel quale il
corso di studi potrebbe trovare sistemazione. Questo almeno è quanto garantito
dall’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Schiboni, venuto
nei giorni scorsi a Terracina. Per il «Filosi», resta comunque il problema di
trovare una sede adeguata alle sue esigenze. Ecco, dunque, l’idea dell’istituto
comprensivo: il Professionale resterebbe nell’attuale sede P centrale, ma
avrebbe a disposizione l’edificio in cui si trovano le elementari e la materna
(rispettivamente ingressi da via Roma e da via Don Orione), salvo le aule e i
locali necessari a maestre e bambini. In questo rimescolamento di spazi, il
«Filosi» finirebbe con il perdere le aule nella succursale situata anch’essa in
via Roma, ma il saldo in termini di metri quadrati sarebbe nettamente
all’attivo. Questa soluzione, infatti, permetterebbe al Professionale di avere
anche le cucine, essenziali per l’indirizzo alberghiero. Il momento sembra
favorevole alla attuazione della proposta, perché la dirigente della elementare
e della materna è in procinto di andare in pensione. L’Istituto comprensivo,
inoltre, concilierebbe le esigenze del Professionale con quelle dei residenti
del centro cittadino, che non vogliono rinunciare ad una materna e ad una
elementare a breve distanza. Ora, si aspettano le risposte della Provincia,
competente per le scuole superiori, e del Comune, che ha la proprietà di tutti
gli immobili interessati. Si sa che l’amministrazione Nardi mira a liberare gli
edifici ora occupati dal «Filosi» allo scopo di ricavarne qualche utile, visto
che via Costa non paga affitto. D’altra parte, non pare netta la volontà della
stessa amministrazione di procedere, per quanto di sua competenza, nell’iter per
dare al Professionale una sede di nuova costruzione. La Provincia, come è noto,
ha approvato un progetto in project financing, vale a dire con capitale privato.
L’individuazione dell’area sulla quale costruire spetta, invece, al Comune, il
quale ha scelto 18mila metri quadrati a Borgo Hermada, anche se ne servirebbero
circa 40mila. Le cose, tuttavia, vanno molto a rilento e, nei giorni scorsi, tre
consiglieri comunali della maggioranza (Avelli, Acanfora e Masullo) hanno
sollecitato a fare presto.
Andrea Di Lello

Bis per la Futura Terracina
Vince ancora la Pallavolo Futura Terracina ’92 nella seconda giornata del Campionato di Serie C. Battuto il Castelnuovo per 3 a 0.
Grande festa sugli spalti. Sabato trasferta a Roma.
Chi attendeva la riprova è stato accontentato. La Pallavolo Futura Terracina
’92 ha concesso il bis superando tra le mura amiche del PalaCarucci il
Castelnuovo per 3 a 0 al termine di una gara dominata dall’inizio alla fine.
Per le ragazze di Tonino Federici punteggio pieno nel girone B e vetta in
coabitazione del Casal de Pazzi.

Inizio migliore non poteva esserci per una squadra apparsa in crescita rispetto
alla vittoria di sette giorni prima in casa del Roma Centro.

“E’ vero – ha detto l’allenatore delle futurine – siamo migliorati
soprattutto in intensità, lavorando bene in difesa e a muro. La continuità è
stata l’arma vincente, non a caso i parziali sono stati inequivocabili.
Brave comunque le nostre avversarie a non mollare soprattutto nel terzo set
quando la gara è diventata più equilibrata e il pubblico si è divertito”.

Difficile in questa occasione fare una scala di merito in casa terracinese, ma
una citazione la merita Michela Chiapponi, assolutamente irrefrenabile in
attacco e a muro. Una condizione fisica invidiabile per l’esperta giocatrice
vera trascinatrice della squadra.

Il numeroso pubblico si è divertito ricevendo dalle proprie beniamine l’applauso
finale.

“Stiamo applicando il lavoro quotidiano della palestra – ha proseguito
Tonino Federici – e questi sono i risultati. A chi dice che il Castelnuovo è
stato un avversario abbordabile, dico che questa è una squadra che
all’esordio ha vinto 3 a 0 e ha delle potenzialità: Ne riparleremo più
avanti”.

La Futura Terracina si gode il primato senza montarsi la testa e consapevole che
il Campionato nasconde delle insidie con squadre che puntano dichiaratamente
alla Serie B2.
Sabato prossimo Bolognesi e compagne saranno di scena a Roma
contro la Scuola Sport. Intanto a metà novembre inizierà il Campionato Under 14
della squadra di Arcangelo Vaccarella, primo torneo provinciale a prendere il
via.

Progetto “La stagione della legalità”
In collaborazione con il Terracina Social Forum nell’ ambito del progetto “La
stagione della legalità”, continuano gli incontri presso la Biblioteca
A.Olivetti, con il seguente calendario: Mercoledì 27 Ottobre, alle 17,30 sarà
presentato il libro di Sabina Morandi “C’è un problema con l’ ENI”; Sabato 30
ottobre alle ore 18,30 sarà presentato il libro di Adriano Di Stazio “Il treno
della fortuna”; Sabato 6 novembre alle ore 18,00 sarà la volta del libro di
Andrea Palladino “Bandiera nera. Le navi dei veleni”; Sabato 13 novembre alle
ore 18,00 Ugo Di Girolamo presenterà “Mafie, politica, pubblica
amministrazione”.
Il progetto, cui hanno dato l’ adesione alcuni Istituti scolastici della Città,
è rivolto ai giovani (studenti in orario antimeridiano) e a quanti sono
interessati ai temi e problemi di attualità (pomeriggio in biblioteca).

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terracina-colorizzata-2-primi-del-900_bis

Sembra non conoscere pace la gestione degli arenili comunali di Terracina.
Con l’apertura di un’indagine che punta a fare chiarezza sulla gestione privata di
quattro tratti di spiaggia sul lungomare Circe, la Procura fa il bis. In
passato, infatti, la magistratura ha già messo nel mirino la gestione degli
arenili comunali, per una superficie di circa 10 mila metri quadrati di costa e
per oltre mille postazioni-ombrellone, a causa di presunte assunzioni «allegre»
effettuate dell’ente in tempi non sospetti. Più precisamente nel 2006, in tempi
di campagna elettorale ed elezioni amministrative. Allora a far scattare
l’indagine fu l’assunzione di oltre 60 unità tra bagnini, spiaggini e altri addetti
ai servizi sui lidi comunali. Salvo poi, negli anni successivi, vedere il numero
di dipendenti stagionali calare visibilmente. Segno che forse i numeri del 2006
potevano essere stati «gonfiati» dalla concomitanza con le elezioni comunali.
Comunque gli accertamenti in merito a questo filone d’inchiesta sono stati
svolti e tutto adesso giace in Procura, con le deposizioni degli interinali che
lavorarono su quelle spiagge e con tutti gli elementi utili a fare chiarezza sul
ruolo del Comune imprenditore in prima persona nella gestione degli arenili.
Che, vista la vocazione turistica di Terracina e la grande disponibilità di
spiaggia, era stata chiamata a ricoprire la parte della più importante azienda
turistica della città. Da fiore all’occhiello per il turismo terracinese, a
centro di una delicata indagine. Ma due anni fa il Comune ha lasciato la patata
bollente ai privati che, fiutando l’affare, hanno preso la gestione del
servizio partecipando a una gara pubblica. Il Consib, consorzio dei balneari di
Terracina, nel 2009 e nell’estate scorsa ha gestito il servizio. Non proprio un
affare quello dei lidi comunali, se si pensa che nel rinnovare la concessione la
passata stagione estiva, il consorzio ha titubato qualche tempo prima di
riprendere in mano il servizio. Comunque alla fine il dado è stato tratto. La
musica è cambiata? Evidentemente per la magistratura no. Dal momento che in
seguito all’esposto di un cittadino si è deciso di aprire un nuovo filone
d’inchiesta, delegandola alla polizia Municipale. Sotto i riflettori degli
inquirenti, a quanto pare, la concessione a privati di pubblico demanio e
mancato rispetto del capitolato d’appalto. Ma anche disservizi relativi alla
sicurezza in spiaggia degli utenti. Questi almeno i cardini attorno ai quali
ruota l’esposto presentato in Procura dal quale è scatta la nuova inchiesta.
L’immagine che ne esce, salvo poi la necessità di accertare la veridicità delle
accuse e la reale sostanza dei reati, che al momento rappresentano solo ipotesi,
è comunque quella di arenili per così dire maledetti, segnati da gestioni per
cui si è reso dovuto, sia nel suo aspetto pubblico che in quello privato,
l’intervento della magistratura.
Francesco Avena

dellaporta2 [19]

Sciscione: “Coerenza nell’applicazione del piano regionale della rete
ospedaliera” L’articolazione del Piano Regionale sul riordino della Rete
Ospedaliera, all’interno del territorio dell’Azienda Sanitaria di Latina,
costituisce un elemento essenziale per l’equilibrio e la reale efficacia delle
indicazioni in esso contenute.
Riteniamo che i primi elementi che scaturiscono
da quelle che dovrebbero essere le scelte dell’attuale Dirigenza Aziendale, per
quanto ci è dato sapere, appaiono non coerenti con l’impostazione del Piano e
rispondenti ad una mera visione bipolare del nostro territorio, del tutto
inaccettabile sia dal punto di vista dell’efficacia delle scelte, sia per la
necessaria sinergia da realizzare a livello locale. Sostanzialmente si
evidenzia, una parte nord della provincia molto rafforzata, con una parte sud
egualmente ben strutturata, con un presidio dentro che, sostanzialmente, viene
marginalizzato con il rischio dell’impoverimento, fino alla chiusura della parte
Universitaria ed una impostazione generalista del restante, con un forte
pericolo di dispersione ed inglobamento nell’area nord e sud della provincia.
Pertanto riteniamo dover formulare alcune considerazioni preliminari. La
proposta di riassetto dell’Ospedale di Terracina, non comprende l’attivazione
del previsto Servizio di Medicina d’Urgenza, su cui si doveva invece imperniare
la gestione dell’urgenza-emergenza. Si è sempre detto che il salto di qualità
nel trattamento del Paziente acuto si sarebbe realizzato solo con l’attivazione
della degenza breve, affiancata da una postazione di letti sub intensivi e
polispecialistici- La Medicina d’Urgenza era peraltro prevista nel protocollo
Università-Regione e quindi come sarebbe giustificabile la sua soppressione che
graverebbe peraltro negativamente anche sulla capacità di formazione? Si
specifica altresì che l’attività chirurgica specialistica di Otorino ed
Oculistica può svolgersi regolarmente con l’utilizzo dei letti chirurgici,
mentre per l’Urologia si continuerà l’attività endoscopica e specialistica
ambulatoriale. E’ inoltre sparita la prevista attivazione dell’Area Medica e
Chirurgica di elezione e postacuzie presso l’Ospedale di Fondi e si prevede,
invece, di lasciare l’attuale assetto di gestione ordinaria e di elezione,
trasferendo la postacuzie a Gaeta. Scegliere di non attivare l’area post acuzie
a Fondi, non solo impedisce uno sfruttamento razionale dell’esistente, rendendo
di fatto impossibile il trasferimento da Terracina a Gaeta che diventerebbe
oltremodo difficile trattandosi di un trasferimento tra presidi diversi, ma
significherà inevitabilmente, perpetuare la situazione di duplicazione dei
reparti e servizi a pochi chilometri di distanza. Ciò significherà, in pratica,
creare i presupposti per la chiusura a breve di uno dei due stabilimenti del
presidio centro e probabilmente di ambedue nel medio periodo. Riteniamo
pertanto, che vada rafforzato il contenuto sanitario riferito all’emergenza-
medico-chirurgica-traumatologica dell’Ospedale di Terracina, come previsto delle
indicazioni del Piano regionale, confermando la vocazione per la elezione,
postacuzie e non acuzie per l’Ospedale di Fondi, il che permetterebbe di
mantenere la diversificazione e l’integrazione tra i due Ospedali. Di
conseguenza, ogni interpretazione forzosa e legata a logiche estranee ai
principi che sono alla base del Piano di Riordino, costituisce elemento di
squilibrio e mina la sostenibilità di un sistema che deve soddisfare in modo
adeguato le esigenze di sanità del nostro territorio.
Gianfranco Sciscione – Lista Polverini

dellaporta2 [20]

Quarta vittoria consecutiva per il Terracina al Colavolpe. Più sofferto del
previsto il successo sulla Roma VIII: 2-1 il finale. Partenza convincente dei
padroni di casa: senza troppe pressioni i romani giocano in scioltezza, ma il
forcing dei tigrotti è veemente. Pericoloso Cicco all’11’ con un colpo di testa.
I romani si affidano ai calci piazzati dalla distanza, ma la mira è spesso
imprecisa. Cinici i tigrotti che passano con Medoro al 16’: tocco da biliardo
che non lascia scampo a Capostagno. Sbloccato il risultato, il Terracina
conquista campo e convinzione: i tre squalificati (Tricinelli, Balestrieri e
Romero) non sembrano un problema. Il raddoppio arriva col fantasista Rosi.
Seconda rete consecutiva per il numero 10 che sfrutta l’assist di Grandullo..
Nella ripresa il Terracina arretra e la Roma VIII inizia a crederci. I ragazzi
di Pernarella ci provano su calcio di punizione: Sansò non è preciso al 20’. Al
30’ la Roma VIII rientra in partita grazie ad un eurogol di Giuliani. Nel finale
il Terracina seppur con qualche affanno porta a casa tre punti che la tengono in
corsa per il secondo posto.
TERRACINA: Fusco 6, La Cava 6, Angona 6,5, Cicco 6, Di Franco 7, D’Amico 7,
Grandullo 6,5 Sansò 7, Cioffi 7, Rosi 7 (36’ Serapiglia 6), Medoro 7 (25’ st
Reppucci). All. Pernarella ROMA VIII: Capostagno 6, Buonocore 5,5 (35’ st
Moschetta 6), Marronaro 6, Giordano 5, Agresta, Blasi 6 (41’ st Sarnacchiaro),
Pirrami 5,5, Tortorella 6, Giuliani 6,5, Sgrulloni 5,5, Oussama 6. All.
Pagliarini Arbitro: Cocco di Frosinone Reti: 16’ Medoro, 36’ Rosi, 30’ st
Giuliani Note: ammonio Blasi; spettatori 300 circa.
di DANIELE SPERLONGA

dellaporta2 [21]
Scavi al via nella zona portuale di terracina per lavori di manutenzione
straordinaria dell’impianto fisso antincendio.
Affinché gli operai della ditta
di Afragola possano intervenire nella massima sicurezza, loro e degli utenti, il
comandante della locale capitaneria di porto Floriana Segreto ha emesso
un’ordinanza ad hoc che prevede che da oggi fino alla fine dei lavori «sul
tratto di via del Molo compreso tra lo scalo di alaggio – ex Sep – e l’incrocio
con via Cristoforo Colombo è vietata la  sosta di autoveicoli, cicli e motocicli
a eccezione dei mezzi di soccorso, di polizia, di quelli espressamente
autorizzati dal comando del porto e impiegati dalla ditta esecutrice dei
lavori». Per regolarizzare la viabilità portuale «è istituito sul tratto di via
del Molo, dall’incrocio di via della Batteria all’incrocio con via Colombo, il
senso unico in uscita dall’area  portuale, percorrendo la corsia opposta al
naturale senso di marcia Pertanto, per l’intera durata dei lavori, l’accesso
veicolare al porto è consentito  esclusivamente da via della Batteria ed è
inoltre istituito il divieto di sosta nel tratto di via del Molo  che va
dall’incrocio con via della Batteria e l’ingresso all’area verde cosiddetta
Centro Sportivo il  Molo». I lavori previsti da tempo, dunque, cominciano, anche
se resta ancora nel limbo il dragaggio all’ingresso del porto.
Ri.Re.

dellaporta2 [34]

I vigili urbani a lezione dal comandante Antonino Alongi, tenente colonnello
della polizia municipale di Roma e vice-comandante della zona di Centocelle.

corso di aggiornamento si è tenuto venerdì scorso a Villa Tomassini. Vi hanno
partecipato non soltanto gli agenti della polizia locale di terracina, ma anche
colleghi dei comandi di Gaeta, San Felice Circeo e Santi Cosma e Damiano. Un
aggiornamento di tipo tematico sulle novità introdotte di recente dal pacchetto
legislativo 120/2010, con un focus sull’infortunistica. «Una formula elastica da
affiancare ai corsi istituzionali organizzati dalla Regione Lazio- commenta il
maggiore Vincenzo Pecchia- Un completamente tematico molto prezioso».
Ri.Re.
Il

dellaporta2 [35]
Perroni: «Adesso chiedono alla Polverini quello che noi chiedevamo a Marrazzo»

«Prima non ci sentivate e non rispondevate, ora invece ponete alla Polverini le
stesse domande che La Destra poneva a Marrazzo e alla Coiro». Scrive Emilio
Perroni: «Caro PD di Terracina per tre lunghi anni La Destra ed io abbiamo posto
le seguenti domande a Marrazzo e alla Coiro: a quando l’apertura della terza
sala operatoria, quando avremo la guardia medica cardiologica h24, a quando la
sostituzione della TAC, a quando la sostituzione del gruppo elettrogeno quando
la struttura del Fiorini verrà dotata di una carta dei servizi quando sarà
possibile avere un laboratorio analisi h24. Ma dove eravate quando eravamo noi a
fare queste domande, mai vi siete disturbati a lavorare per la nostra città.
Spiegateci perché non avete fatto allora pressione per risolvere questi
problemi. Spiegateci perche avete attaccato il Presidente Storace perché apriva
gli ospedali e ora attaccate la Polverini perché vuole razionalizzare la spesa,
in politica la coerenza va rispettata e quindi delle due una , entrambe sono in
contraddittorio. Inoltre mentre la Coiro premiava i dirigenti ASL che tagliavano
i sevizi sanitari, voi del PD stavate in un assordante silenzio, non vi siete
preoccupati mica dell’Ospedale di Priverno, mentre ora siete a conoscenza
dell’intero piano Polverini. Se prima in Sanità meritavate una bella i (di
impreparato), ora che aspirate alla sufficienza dovrete studiare parecchio solo
per capire , che in pochi mesi, non può essere cambiato molto da quando eravate
voi alla guida della Regione Lazio».

dellaporta2 [38]

dellaporta2 [40]

Centro sinistra unita alle urne: questo il monito di Sinistra Ecologia e Libertà
i cui iscritti sono tornati a riunirsi.
All’ordine del giorno la programmazione
di una serie di incontri per dibattere su temi quali i servizi sociali,
l’immigrazione, l’ambiente. Il partito nel frattempo si dà una struttura sempre
più solida, sotto la guida del segretario Vittorio Marzullo (in foto) e
l’ingresso all’interno del direttivo di professionisti terracinesi e giovani
motivati da profondo spirito d’inizia – tiva. «Il comitato direttivo – si legge
in una nota di SeL – auspica una rapida ripresa del confronto con il Pd ed altre
forze sociali per arrivare insieme alla stipula di un programma condiviso e alla
individuazione comune di un candidato a sindaco. Il direttivo, inoltre, si
augura comportamenti improntati al rispetto reciproco ed alla pari dignità tra
tutte le forze politiche e sociali che intendono allearsi all’interno di un
unico schieramento di centro sinistra». Altrimenti, avverte il segretario
Marzullo, «qualora si dovesse indurre qualche forza politica a proporci un
piatto già pronto o una minestra riscaldata, tradendo quindi il rispetto della
dignità reciproca, deve sapere da subito che SeL è pronta anche a
non accettare tali soluzioni».
F. A.

dellaporta2 [39]
In tribunale per la truffa ai danni dell’assicurazione e di un anziano.

Si apre oggi il processo a carico di dieci imputati, accusati a vario titolo di
truffa e tentata truffa per fatti risalenti al 2005 quando i protagonisti della
vicenda simularono quattro incidenti stradali, riuscendo a ottenere risarcimenti
per svariate migliaia di euro dall’assicurazione. Il tutto utilizzando l’auto di
un ultraottantenne, E. P.V. , all’oscuro di tutto che adesso,
difeso dagli avvocati Fabio De Felice e Lorella Gasbarrone, si è
costituito parte civile con una richiesta di risarcimento danni per 50 mila euro
per ogni imputato. Ad organizzare i raggiri la badante dell’anziano, il figlio,
e un gruppo di conoscenti per un totale di dieci persone chiamate oggi in
Tribunale a Terracina per l’apertura del procedimento penale. Venivano
falsificati gli incidenti e compilati Cid fasulli da cui sono stati ottenuti i
rimborsi dall’assicurazione dell’82enne. Fino a quando quest’ultimo
non si è accorto della truffa e ha denunciato tutto alla polizia.
F. A.

dellaporta2 [41]

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terracina-agostino-a-mare-notturna-dopoguerra_bis

Sospeso dalla Regione il progetto di ampliamento della cava di Camposoriano. La
Direzione Regionale Ambiente ha scritto al Comune per segnalare tutta una serie
di carenze relative alla tanto discussa istanza presentata dalla Edil Cave, di
proprietà della famiglia del consigliere comunale repubblicano Alfredo Lauretti.
La missiva della Pisana, che riguarda la valutazione di impatto ambientale,
rileva innanzi tutto «l’incompletezza e la non conformità normativa della
documentazione presentata». «Lo studio di impatto ambientale infatti -scrivono
il responsabile del procedimento, il direttore vicario della Direzione Regionale
e il direttore del Dipartimento- non è stato redatto secondo i criteri e e le
indicazioni stabilite dalla normativa attualmente vigente». Tale studio, inoltre
è relativo «solo al sito di cava e non esamina nel dettaglio gli impianti e le
misure di mitigazione e rinaturalizzazione di tutta l’area di intervento».
Ancora:« Dal punto di vista progettuale, le tavole esaminate rappresentano
l’assetto morfologico attuale e a fine coltivazione della cava, mentre non sono
stati rappresentati in dettaglio gli interventi di rinaturalizzazione delle
scarpate e del piazzale finali, comprensivi anche delle simulazioni fotografiche
necessarie a valutare l’inserimento paesaggistico ed ambientale di tali
interventi nel contesto circostante. In particolare, dovranno essere specificati
ed elaborati le modalità di intervento sulle scarpate finali, che nel tratto
centrale della cava presenta una inclinazione di 45 gradi ed un’altezza di venti
metri». Mancano anche le tavole del Piano Territoriale Regionale, a proposito
del quale la lettera osserva che «tutta l’area interessata S dalla proposta
attività estrattiva è caratterizzata, oltre che dall’uso civico indicato nel
progetto, anche dalla presenza di aree boscata vincolate ai sensi del D.Lgs.
42/04». Vista, allora, «la presenza di vincoli paesaggistici sull’area di
intervento -avverte la lettera- e non essendo a conoscenza se il proponente
abbia o meno acquisito l’autorizzazione paesaggistica, è necessario acquisire
anche l’autorizzazione in argomento». Gli estensori della missiva, infine,
chiedono all’Area della Direzione Regionale Attività Produttive se l’intervento
«può essere in quadrato come ampliamento di un’attività estrattiva oppure è da
classificare come nuova cava». il procedimento per ora è sospeso e la ditta ha
60 giorni di tempo per integrare la documentazione.
Andrea Di Lello


L’istituto tecnico «Arturo Bianchini» di terracina e la Fondazione Fidapa
scendono in campo contro la scomparsa dei mestieri antichi.
Sta per partire la
prima edizione del corso di formazione professionale «Restauratore di opere
d’arte polimateriche» per favorire l’occupazione, recuperare e diffondere le
professioni di una volta, fornire abilità pratiche per consentire l’avvio di
nuove botteghe artigiane da parte dei giovani allievi. Il corso si articolerà in
120 ore d’aula e in 960 ore di tirocinio presso una bottega artigiana con
l’assistenza di un tutor formativo. Il tutto sarà preceduto da un’attività di
orientamento che si terrà presso la sede dell’istituto a partire da martedì. Il
corso di formazione è rivolto a disoccupati o inoccupati di età compresa tra i
18 e i 30 anni, residenti o domiciliati nella Regione Lazio in possesso di un
diploma di scuola superiore. E’completamente gratuito e è finanziato dalla
Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo: Anzi: gli allievi frequentanti
avranno diritto a un’indennità di frequenza di 2 euro l’ora. Il corso è
articolato in Orientamento, Formazione, Tirocinio e Ri-orientamento svolti nelle
aule del «Bianchini» e presso le botteghe artigiane che hanno aderito al
progetto. In particolare il corso intende formare una figura professionale che
opera in ambito artigianale e che si occupa del restauro e della conservazione
di manufatti di pregio e alto valore artistico, storico, culturale realizzati in
materiali diversi, identificandone le caratteristiche strutturali,
diagnosticando gli interventi da effettuare e utilizzando le tecniche più
appropriate. Per maggiori informazioni e per prenotare il colloquio individuale
è possibile telefonare allo 0773/724011 oppure rivolgersi direttamente presso
l’istituto di via Marandola, a terracina.
Ri.Re.


Filiera del pescato sotto lo stretto controllo della capitaneria di porto di
terracina, agli ordini del comandante Floriana Segreto.
All’incirca 60
controlli, sei illeciti tra penali e amministrativi puniti con sanzioni per un
totale di circa 2 mila euro, 80 chilogrammi di prodotti ittici sequestrati:
questo il bilancio complessivo dell’operazione di controllo che si è svolta
negli ultimi giorni e che ha riguardato i rivenditori all’ingrosso e al
dettaglio, mercati rionali, ristoranti, pescherie, le barche in mare e nei punti
di sbarco dell’intero circondario marittimo di terracina (terracina, San Felice
Circeo, Sperlonga e Fondi) e alcuni Comuni ciociari (Frosinone, Alatri e
Veroli). I militari hanno confiscato 15 chili circa di frutti di mare in cattivo
stato di conservazione, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica e
nonostante questo pronti a essere immessi in commercio; altri 15 chilogrammi
circa di novellame di sgombri etichettati come pesce azzurro, accertando,
dunque, anche una frode in commercio; 5 chilogrammi circa di tranci di «squalo
volpe», una specie protetta e non commerciabile nell’area comunitaria; 45 chili
circa di seppie surgelate scadute di validità. Gli sgombri sono stati affidati
in custodia, ma il resto del pesce sequestrato è andato distrutto. Questa
operazione fa parte di un’attività di contrasto alle attività illecite nel campo
della produzione e commercializzazione dei prodotti ittici finalizzata alla
salvaguardia della salute dei consumatori.
Ri.Re.


Finisce in carcere Michele Minale, l’agente immobiliare di Terracina già colpito
nel gennaio scorso dal sequestro preventivo dei suoi beni e sottoposto a
sorveglianza speciale.
L’imprenditore, nato a Rotterdam ma di origini campane, è
stato arrestato nella giornata di ieri dai carabinieri del Norm diretti dal
capitano Alessandro Giordano Atti, in esecuzione di un provvedimento della Corte
d’Appello di Roma che lo ha condannato per i reati di ricettazione e
associazione a delinquere. Si tratta dello strascico di episodi delittuosi
risalenti al 1994 e per i quali ora Minale dovrà scontare 2 anni di carcere.
L’agente immobiliare, colpito solo 9 mesi fa da un’indagine
della divisione anticrimine della Questura di Latina per presunti legami
con ambienti della malavita campana, ha collezionato una serie di precedenti
penali. Tra questi quelli che ieri hanno portato all’arresto. Un «curriculum»
che ha contribuito a convincere a gennaio scorso il Tribunale di Latina a
firmare l’ordinanza di sequestro preventivo di tutti i suoi beni, calcolati
inizialmente in 10 milioni di euro. Il provvedimento era scaturito da
un’accurata informativa della divisione anticrimine della Questura, che aveva
messo gli occhi su un patrimonio considerato eccessivo rispetto all’attività
commerciale svolta dall’imprenditore. A Minale, che ha alle spalle diverse
vicende giudiziarie per reati che vanno dalla truffa a ll ’estorsione fino ai
reati contro il patrimonio, secondo la Questura erano riconducibili terreni,
immobili, quote societarie, auto e beni di lusso sospetti. Una parte di quei
beni (precisamente alcune attività e beni riconducibili a suoi famigliari), è
stata svincolata dal provvedimento di sequestro preventivo. Ma il Tribunale di
Latina ha confermato per l’agente immobiliare la sorveglianza speciale. Ieri
sono invece scattate le manette per reati commessi 16 anni fa.
Diego Roma


L’unione fa la forza. Anche a tavola. Lo sanno bene la onlus «AnnaLaura» e
l’associazione di ristoratori «Terracina a tavola» già ai fornelli per
l’importante evento in programma il prossimo 8 novembre. Quella sera i 23
ristoratori per la prima volta cucineranno insieme una cena completa per gli
ospiti della «Torre del Sole» di Terracina, messa gratuitamente a disposizione
dal titolare Giovanni Amuro. Un menù d’eccezione, con 23 chef che si metteranno
a disposizione della solidarietà. Il ricavato della serata verrà investito
nell’acquisto di un videolaringoscopio L’ del valore di circa 10 mila euro. Si
tratta di uno strumento essenziale negli interventi chirurgici eseguiti su
pazienti tiroidectomizzati o affetti da patologie devianti della laringe o della
trachea che non permettono la normale intubazione endotracheale con le
apparecchiature solitamente utilizzate in sala operatoria. La onlus «AnnaLaura»,
presieduta da Ettorina Michelazzo, lo metterà a disposizione del polo pontino
dell’università «La Sapienza» di Roma, attiva ormai da anni presso l’ospedale
«Alfredo Fiorini» e diretta dal professore Franco Stagnitti. «La sinergia già
consolidata da circa un anno con l’associazione dei ristoratori ci vede di nuovo
protagonisti come beneficiari di un progetto a sostegno dell’oncologia» dice
soddisfatta la Michelazzo. Nel corso della stessa serata saranno premiate le tre
migliori tesi di laurea in Scienze Infermieristiche dell’anno 2009/10, valutate
ed esaminate da un’apposita commissione. Si tratta del terzo anno consecutivo
che la onlus organizza l’evento, e quest’anno si aggiungerà anche la premiazione
per la migliore tesi di laurea che ha avuto come argomento l’area oncologica e
in particolare l’hospice «Villa Azzurra». Al fianco dei ristoratori ci saranno
gli studenti dell’Alberghiero del «Filosi».
Rita Recchia



Per consentire alcuni interventi di manutenzione straordinaria nell’area del
porto a partire da lunedì prossimo l’Ufficio circondariale marittimo ha emanato
un’ordinanza che vieta la sosta di qualsiasi veicolo ad eccezione dei mezzi di
soccorso, di polizia, di quelli autorizzati dalla Capitaneria di Porto e
impiegati dalla ditta esecutrice dei lavori.
Al fine di regolarizzare la
viabilità portuale, inoltre, è istituito sul tratto di via del Molo,
dall’incrocio di via della Batteria all’incrocio con via Colombo, il senso unico
in uscita dall’area portuale, percorrendo la corsia opposta al naturale senso di
marcia. Pertanto, per l’intera durata dei lavori, l’accesso dei veicoli al porto
è consentito esclusivamente da via della Batteria ed è inoltre istituito il
divieto di sosta nel tratto di via del Molo che va dall’incrocio con via della
Batteria e l’ingresso all’area verde del
«Centro Sportivo il Molo».


«Da terracina partirà un pullman di 54 persone mentre altre raggiungeranno
Latina in auto.
Saremo numerosi». A parlare è il presidente della sezione di
terracina Giuseppe Di Mauro. La sezione di terracina è nata nel 1990. «Siamo in
costante attività – spiega il presidente – partecipiamo continuamente a raduni
regionali e interregionali senza lasciarci sfuggire quello nazionale che si
svolge ogni anno. In tutte questi eventi portiamo i nostri valore di
attaccamento alla bandiera soprattutto ai giovani che dovrebbero accostarsi di
più alla nostra associazione». La sezione di terracina è nata dopo lo
scioglimento della sezione di borgo Montenero. Al suo interno si trova un
nutrito gruppo di bersaglieri di borgo Hermada.



Una coppia di giovani rumeni hanno messo a segno almeno due furti in due negozi
del centro di terracina.
Lei è stata bloccata dalla polizia, mentre lui è
riuscito a fuggire. I due sono stati scoperti mentre sgraffignavano merce
all’interno del negozio «Bum» di viale della Vittoria. Nel momento in cui è
scattato l’allarme, il personale del negozio ha bloccato i ladri ma l’uomo è
comunque riuscito a svignarsela, lasciano lei nei guai. Intanto è stato
allertato il 113 e nella borsa della straniera è stata trovata una tuta
sportiva, poco prima rubata all’interno di «Ramacci Sport», poco distante. Al
momento i proprietari di «Bum» hanno accertato la scomparsa di un profumo. La
ragazza è stata condotta in commissariato.
Ri.Re.



Era inserita in un vasto giro di spaccio di cocaina sul litorale casertano, con
un ruolo di primo piano, ma è stata arrestata ieri in una vasta operazione della
polizia di Castel Volturno.
Finisce di nuovo in manette con l’accusa di
detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti Pierina Clemente, la donna
originaria di Terracina già finita in manette nel maggio scorso, quando fu
sorpresa alla fermata degli autobus in via Roma in compagnia del figlio, in
possesso di 26 grammi di cocaina divisa in dosi e due grammi di crack. La donna
nei giorni scorsi è stata di nuovo tratta in arresto nella sua abitazione di
Mondragone, dove risiede da anni, nell’ambito di un’operazione ben più ampia,
che ha permesso di sgominare un vero e proprio centro di smistamento di droga
sul litorale casertano. Gli agenti del Commissariato campano da tempo erano sui
suoi passi. Appostamenti, pedinamenti, osservazioni e indagini hanno portato al
sequestro di 284 ovuli di cocaina, che la donna teneva in una busta e che, alla
vista della polizia, tentava di occultare. Con lei, fermato anche un napoletano
di 30 anni, Luigi Lucci, bloccato mentre usciva dall’abitazione mondragonese
della Clemente, suito dopo aver acquistato la polvere bianca. Pierina Clemente,
nativa di Terracina ma da anni residente a Mondragone, l’esta te scorsa era
stata arrestata a Terracina con il figlio sempre per detenzione ai fini di
spaccio di sostanze stupefacenti. I due erano appena scesi dall’autobus che
dalla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, dove erano scesi, conduce
all’autolinee. Ad attenderli i carabinieri, che le scoprirono poco meno di 30
grammi di cocaina, già divisi in dosi, e due grammi di crack già confezionato
per la vendita. La Clemente era stata condannata insieme al figlio a 9 mesi di
reclusione, pena sospesa. Una punizione che evidentemente non l’ha intimorita.
Anzi, a quanto pare il quartier generale della Clemente è proprio Mondragone.
Non a caso è dalle zone del casertano che proviene la maggior parte della
cocaina poi smerciata sul territorio locale. E non è escluso che la donna avesse
contatti con diversi pusher locali, che puntualmente riforniva con i suoi
«viaggi» della droga. D. R.ERA inserita in un vasto giro di spaccio di cocaina
sul litorale casertano, con un ruolo di primo piano, ma è stata arrestata ieri
in una vasta operazione della polizia di Castel Volturno. Finisce di nuovo in
manette con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti Pierina
Clemente, la donna originaria di Terracina già finita in manette nel maggio
scorso, quando fu sorpresa alla fermata degli autobus in via Roma in compagnia
del figlio, in possesso di 26 grammi di cocaina divisa in dosi e due grammi di
crack. La donna nei giorni scorsi è stata di nuovo tratta in arresto nella sua
abitazione di Mondragone, dove risiede da anni, nell’ambito di un’operazione ben
più ampia, che ha permesso di sgominare un vero e proprio centro di smistamento
di droga sul litorale casertano. Gli agenti del Commissariato campano da tempo
erano sui suoi passi. Appostamenti, pedinamenti, osservazioni e indagini hanno
portato al sequestro di 284 ovuli di cocaina, che la donna teneva in una busta e
che, alla vista della polizia, tentava di occultare. Con lei, fermato anche un
napoletano di 30 anni, Luigi Lucci, bloccato mentre usciva dall’abitazione
mondragonese della Clemente, suito dopo aver acquistato la polvere bianca.
Pierina Clemente, nativa di Terracina ma da anni residente a Mondragone, l’esta
te scorsa era stata arrestata a Terracina con il figlio sempre per detenzione ai
fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due erano appena scesi dall’autobus
che dalla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, dove erano scesi, conduce
all’autolinee. Ad attenderli i carabinieri, che le scoprirono poco meno di 30
grammi di cocaina, già divisi in dosi, e due grammi di crack già confezionato
per la vendita. La Clemente era stata condannata insieme al figlio a 9 mesi di
reclusione, pena sospesa. Una punizione che evidentemente non l’ha intimorita.
Anzi, a quanto pare il quartier generale della Clemente è proprio Mondragone.
Non a caso è dalle zone del casertano che proviene la maggior parte della
cocaina poi smerciata sul territorio locale. E non è escluso che la donna avesse
contatti con diversi pusher locali, che puntualmente riforniva con i suoi
«viaggi» della droga.
D. R.

Una cartografia professionale della città di Terracina richiesta da una
multinazionale di Stoccarda.
Il Comune ha dato il patrocinio alla società
«Geoplan», filiale italiana di una multinazionale tedesca per la realizzazione
di una cartografia professionale che diffonda l’imma – gine della città in
Italia e nel mondo. Nessun impegno di spesa, anzi la società si è impegnata in
cambio del patrocinio di regalare al Comune 2000 tascabili, 40 poster, di cui 20
incorniciati e un link gratuito sul sito del Comune per accedere gratuitamente
online sul portale Geoplan e visionare l’opera compiuta.
D. R.


Stipendi altalenanti per i dipendenti che operano le pulizie degli uffici
comunali di Terracina.
C’è malumore tra i 14 operatori che lavorano per la ditta
«A&Tech», aggiudicataria dell’appalto per il servizio di pulizia degli immobili
comunali. I lavoratori in questi giorni sono in fermento per i continui ritardi
nella corresponsione delle spettanze da parte della società. Ad oggi la ditta
non avrebbe ancora liquidato il mese di settembre. A quanto si apprende dai
malumori circolanti tra i dipendenti, la responsabilità questa volta non sarebbe
però del Comune, in passato protagonista di ritardi con le ditte appaltatrici
dei vari servizi. Il mandato di pagamento da parte degli uffici finanziari
sarebbe infatti partito lo scorso 18 ottobre e accreditato effettivamente ieri.
Ma degli stipendi ancora non c’è traccia. Un ritardo che sta mettendo in seria
difficoltà le economie dei dipendenti (14 in tutto tra cui 13 donne), che si
dicono con l’acqua alla gola. I timori dei lavoratori forse potrebbero rientrare
già nelle prossime ore, ma secondo alcune indiscrezioni raccolte nell’a mbiente,
non sarebbe la prima volta dall’aggiudicazione del nuovo appalto che le attese
degli stipendi diventino insostenibili. Già all’indomani dell’a ffi damento del
servizio alla «A&Tech », avvenuto nel febbraio scorso per un importo annuo
complessivo di quasi 400 mila euro, gli operatori sarebbero incappati in vistosi
ritardi nel pagamento delle spettanze. Dal marzo, mese in cui è partito il
servizio, infatti, i primi accrediti sarebbero arrivati solo a giugno, per poi
saltare – sempre secondo le versioni circolanti tra gli operatori – quelli di
luglio e agosto, pagati in un unica tranche il mese scorso. Proprio a settembre,
dopo una protesta dei dipendenti sotto il palazzo municipale, la ditta e il
Comune avrebbero tenuto un incontro da cui sarebbe scaturito un accordo. Il
Comune, alla presenza dei sindacati, per garantire il servizio e la continuità
dei flussi finanziari per pagare gli stipendi ha preso impegno a corrispondere
bonifici mensili alla società. Era il 23 settembre. Lo scorso 18 ottobre
l’amministrazione comunale ha infatti inviato un bonifico di 26 mila euro circa,
relativi ai mesi di maggio e giugno, alla società «A&Tech», a cui però non hanno
fatto seguito gli stipendi per gli operai. Ora i dipendenti sono allarmati per i
continui ritardi nell’ottenimento delle spettanze e non è escluso che, se
l’impasse dovesse prolungarsi, incrocino
le braccia in segno di protesta.
Diego Roma



Comune distratto.
Non s’era accorto che pagava a vuoto per utenze Enel dismesse
o volturate. Di tutto, di più: case non più esistenti, semafori mai entrati in
funzione, un depuratore gestito da altri. La somma al momento accertata si
aggira sui 330 mila euro, ma il lavoro di controllo (è partito dalla luce, ma si
estenderà ad altre utenze) è solo agli inizi, per cui il risparmio quantificato
è sicuramente parziale. La fetta più consistente riguarda il depuratore di via
Pantani da Basso. Con una voltura del 2008 l’impianto era passato in gestione
dal Comune ad Acqualatina. Nessuno aveva proceduto a cancellare l’utenza a
carico del Comune, per cui adesso la società che si occupa in provincia del
sistema idrico integrato dovrà rifondere all’ente locale circa 310 mila euro,
comprensivo di spese per pompe ed altro. Un altro rebus risolto riguarda gli
impianti semaforici di via Derna (2.023,30 euro), installati ma mai resi
funzionanti. Nel mare magnum delle dimenticanze galleggiavano anche le ex case
popolari di Via del Porto, abbattute alcune a metà degli anni ’80 ed altre
nell’ultimo decennio. Le casse comunali erano impegnate e pagare una media di
1.902,16 euro all’anno per un servizio fantasma. Via Matera, via Badino Vecchia,
Tempio di Giove, via Leonardo da Vinci, via Bolognini, via Ponte Maggiore, via
La Fiora Alta, via La Neve, via Fratelli Cervi, via Pontina: punti-luce che non
servono più, allacci inesistenti ma canoni ancora reali. Un dato è certo: le
trasformazioni che si sono succedute nel tempo non sono state seguite e
governate secondo la saggia politica del buon padre di famiglia. La verità che
sta venendo fuori parla di una mala-amministrazione. La macchina burocratica non
ha funzionato a dovere, se si è costretti a registrare che 17 distacchi Enel per
complessivi 331.900,81 euro erano passati del tutto inosservati. E si è solo
all’inizio dell’opera di revisione, che, dopo il gestore dell’energia elettrica,
verrà estesa ad acqua, gas e telefonia. Tante le “sviste” che al momento solo si
adombrano. Tra queste quelle relative ad edifici pubblici passati dal Comune ad
altri enti. Tutto scivolato nel dimenticatoio. A riportarlo alla luce, con
innegabili effetti per le finanze comunali sempre a debito d’ossigeno, è un
lavoro certosino, frutto di un’inversione di rotta che sta interessando in
questi ultimi tempi il dipartimento finanziario in coincidenza con la nomina a
dirigente di Ada Nasti e a ìconsiglieri” del sindaco di Paolo Cerilli.
Ercole Bersani

Non si è ancora spenta, in casa terracina, l’eco delle sconfitti di domenica
scorsa sul campo del Marino, che è già tempo di tornare in campo
.
Questo
pomeriggio, infatti, al Mario Colavolpe arriva la Roma VIII, ultima della classe
e quasi allo sbando dopo un inizio di campionato decisamente poco fortunato. Un
punto in totale. Tre ko in altrettante trasferte, con nessun gol all’attivo e
sette al passivo. Il cambio al vertice della società potrebbe portare serenità e
magari soldi freschi da investire sul mercato. Il problema, però, è che il
mercato è ancora chiuso, e la squadra è quella che è… Dall’altra parte,
invece, il terracina di Pernarella, che dovrà assistere alla gara dalla tribuna
a causa dell’incredibile espulsione subita domenica scorsa sempre a Marino, in
casa è ancora a punteggio pieno. Nelle tre uscite casalinghe, infatti, i
tigrotti hanno sempre vinto, segnando 4 reti senza subirne alcuna. Inutile,
quindi, sottolineare come la differenza di valori in campo faccia decisamente
pendere la bilancia dalla parte del terracina. Sarà solamente necessario entrare
in campo con il giusto atteggiamento mentale. Problemi, semmai, potrebbero
venire dalla scarsa abitudine alla partita di qualcuno di coloro che sinora
hanno giocato meno. Mancheranno, infatti, gli squalificati Tricinelli,
Balestrieri e Romero, con la difesa, quindi, che andrà ripensata. Al fianco di
Di Franco dovrebbe giocare l’ultimo arrivato Cicco, mentre Angona e, forse,
Grandullo, andranno a completare il reparto arretrato. A centrocampo il
rientrante Sansò affiancherà capitan D’Amico con l’ormai consueto terzetto alle
spalle dell’unica puntaReppucci, ovvero quello formato da Rosi, Medoro e
Serapiglia. Da ricordare, infine, come si ripeterà la consuetudine dell’ultimo
anno in tribuna, ovvero: gara interdetta al pubblico ospite.
L. O.

Si sono svolti nella giornata di giovedì 21 ottobre a terracina le esequie di
Santino Liquori
padre di Antonio l’attuale presidente del Cycling Team Latina e
nonno di Marco Sante atleta dilettante-elite della Petroli Firenze che nel
finale di stagione è stato stagista con la Ceramica Flaminia. Gravemente malato
dall’inizio di questo mese, Santino Liquori è deceduto all’età di 89 anni e il
Cycling Team Latina in segno di vicinanza e solidarietà al proprio presidente
Antonio aveva deciso di non prendere parte lo scorso 2 ottobre a Fighille
(Perugia) al Giro dei Paesi del Comune di Citerna, gara che chiudeva la stagione
nazionale degli juniores. Alle esequie erano presenti alcuni atleti del
sodalizio pontino come Marco Cardinali (prossimo al passaggio nella categoria
under 23) e Matteo Pascazi (nel 2011 sarà junior di secondo anno) e le
rispettive famiglie oltre al vice-presidente Leonardo Tiritera, il direttore
sportivo Ugo D’Onofrio e il team manager Nico Biondi All’indirizzo
antonio.liquori@alice.it
è possibile inviare messaggi di vicinanza e di
cordoglio alla famiglia Liquori.


L’esposto di un utente arrivato negli uffici della Procura di Latina ha messo in
moto un’indagine sugli arenili comunali di terracina
,
da due stagioni gestiti
dal Consib. Nei giorni scorsi gli uffici di via Ezio hanno delegato
personalmente il comandante Vincenzo Pecchia che ha già compiuto i primi passi.
Due suoi agenti sono stati in Comune e hanno acquisito le prime delibere che
riguardano l’argomento. Un argomento complesso che andrà trattato a fondo. Nel
suo esposto, infatti, che pare sia davvero molto corposo e dettagliato nei
particolari, l’utente ha evidenziato una serie di presunti abusi che sarebbero
stati commessi. Abusi sia di natura amministrativa, e dunque l’iter che ha
portato l’amministrazione comunale ad affidare i quattro lidi, fino a due anni
fa gestiti direttamente dall’ente pubblico, a terzi, nello specifico agli
imprenditori balneari riuniti nel Consib. Presunte illegittimità sulle
concessioni demaniali e sul rispetto di tutto quanto previsto dal capitolato
d’affidamento. E ancora irregolarità che sarebbero state riscontrate nella
gestione pratica del servizio, e dunque questioni inerenti la sicurezza degli
utenti in mare e sulla spiaggia, la presenza o meno di attrezzature essenziali
come i bagni chimici per i disabili, le rampe d’accesso ad hoc, gli giusti spazi
di utilità sociale, la pulizia e altre cose simili. Ormai gli arenili hanno
sbaraccato da tempo, e quindi gli agenti della municipale non potranno
effettuare sopralluoghi e prendere direttamente visione delle modalità di
gestione. Ipotizziamo che quanto prima potrebbero ascoltare dei testimoni,
persone coinvolte da vicino nella faccenda da cui avere risposte ai loro
quesiti. Di certo si tratterà di una matassa non facile da sbrogliare in tempi
brevi. Viene da chiedersi se il maggiore Pecchia potrà seguirla davvero fino
alla fine, visto che di tanto in tanto dai corridoi del Municipio tornano a
riecheggiare propositi di un suo trasferimento presso altri lidi. Intanto c’è
una constatazione da fare: a terracina, presto o tardi, i progetti di una certa
consistenza finiscono con il far parlare. All’epoca del Comune imprenditore di
sé stesso, con la gestione diretta degli oltre 9 mila metri quadrati di spiaggia
con sopra piantati qualcosa come mille ombrelloni, erano saltati fuori debiti e
assunzioni piuttosto a manica larga, oggetto di un’indagine conclusa, per quanto
riguarda il lavoro degli inquirenti, ma che di fatto non ha portato ancora a
nulla. Poi, due anni fa, l’ente ha deciso di allontanare da sé il fardello con
un bando per l’affidamento a terzi del servizio gestito nel 2009 e ancora nel
2010 dal Consib. E adesso è spuntata l’indagine.
Rita Recchia


È andato al Sandwich di pesce sciabola su crema di lenticchie di Ventotene,
dello chef Antonio Fasulo, e alle Costolette di agnello nostrano al vino rosso
su crema di castagne di Norma, del giovane Bernardo Teodonio, il trofeo della
XIII edizione del concorso “Piatto tipico pontino”, indetto dalla FIC di Latina
in occasione della Festa Nazionale del Cuoco.
Al secondo posto, per la categoria
professionisti, il Gelato alla Cicerchia di Germano Sepe e, per gli allievi, gli
Strozzapreti con broccoletti e spernocchie di Matteo Napoleoni. Occasione
dell’evento, presentato da Dino Pascali, le celebrazioni in onore di San
Francesco Caracciolo, protettore della categoria. Ricorrenza che gli chef della
provincia di Latina hanno deciso nei giorni scorsi di festeggiare all’Hotel Blue
River di terracina.

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terracina-agostino-a-mare-colorizzata-primi-anni-50_bis

Ancora una volta sono le entrate straordinarie a salvare il bilancio del Comune.
Il consiglio comunale dell’altro ieri ha dato via libera a maggioranza (PdL e
Pri) ad un consuntivo 2009 che nella gestione di competenza si è chiuso con un
disavanzo di 150mila euro. A pesare soprattutto la massa dei residui passivi: a
fronte di pagamenti da sostenere per quasi 24 milioni di euro, i residui attivi,
vale a dire i crediti dell’Ente, ammontano a poco più di 11milioni. Sia per gli
uni che per gli altri, però, i revisori dei conti, nella loro relazione,
invitano il Comune a procedere a nuove verifiche per accertare, da una parte,
«la concreta esigibilità delle singole partite», e, dall’altra, «l’effettiva
sussistenza delle ragioni debitorie». Non prevedibile, al momento, l’esito di
questo auspicato controllo. Ad ogni modo, i revisori, distinguendo la gestione
di competenza in competenza corrente e conto capitale, osservano come il
disavanzo della gestione corrente «è stato coperto mediante l’applicazione di
entrate di natura straordinaria, quali gli oneri di urbanizzazione», per un
valore di oltre 800mila euro. Pertanto, nella relazione, «si invita per
l’esercizio corrente e per quelli futuri a ridurre l’applicazione delle entrate
straordinarie alla copertura di ‘disavanzi’ di parte corrente mediante
l’allargamento della forbice tra entrate e uscite». Un altro segnale delle
difficoltà del Comune è dato dall’utilizzo costante dell’anticipazione di cassa
per far fronte alle spese correnti. L’Ente, insomma, si fa anticipare dal
tesoriere somme che deve ancora incassare e sulle quali dovrà pagare degli
interessi. Infatti, i revisori avvertono che «l’anticipazione deve essere
utilizzata esclusivamente per far fronte a delle esigenze di liquidità
temporanee e non strutturali». E poi commentano: « I dati concernenti la
gestione della liquidità evidenziano uno stato di endemico fabbisogno, anch’esso
segno della precarietà dell’Ente». Non è un buon segno pure il fatto che, come
si legge nella relazione, «le rate di mutuo relative all’esercizio 2009, per un
ammontare di euro 1.075.222,25, in scadenza al 31 dicembre 2009, sono state
pagate nel 2010». In generale, i revisori ritengono che l’amministrazione Nardi
finora abbia tenuto scollegata la programmazione finanziaria da quella della
liquidità. In poche parole, gli amministratori prevedono spese, senza badare
troppo che i soldi ci siano al momento giusto. Infine, ammonimenti a
riorganizzare il servizio tributario e a contrastare in modo più efficiente
l’evasione dell’elusione.
Andrea Di Lello

dellaporta2 [3]

L’anno scorso avrebbe ospitato a terracina i nipoti del boss partenopeo Gennaro
Sacco, freddato insieme al figlio il 24 novembre.
Adesso ritorna sulle pagine
della cronaca locale per un altro episodio socialmente inquietante. Si tratta di
C.R., 43enne pregiudicato campano da circa tre anni residente in città. La
polizia del vice-questore Rita Cascella (nella foto) lo ha denunciato per
possesso illegale di arma da fuoco. Una pistola giocattolo che di solito
indossava infilata nella cintura dei pantaloni, risultata priva del tappino
rosso di sicurezza. Adesso gli investigatori della polizia giudiziaria di via
Petrarca stanno facendo ulteriori accertamenti per verificare se C.R. abbia mai
esibito la pistola durante i suoi fantomatici «incontri di lavoro» con l’unico
scopo di intimorire chi aveva di fronte. Il campano, tra l’altro, non avrebbe un
lavoro stabile ed effettuerebbe intermediazione nel mercato delle auto. Il
43enne era finito sotto la lente d’ingrandimento della polizia nel 2009,
sorpreso in compagnia dei nipoti di un camorrista del clan Sacco ucciso a Napoli
poco tempo prima. I due giovani si sarebbero trasferiti a terracina proprio dopo
quell’omicidio. Un giorno dello scorso dicembre i poliziotti li avevano bloccati
e identificati mentre salivano su un’auto di grossa cilindrata in viale della
Vittoria. Avevano scelto terracina per trascorrere le vacanze, avevano detto
agli agenti. O piuttosto per allontanarsi dall’aria pesante che si respirava
nell’hinterland napoletano dopo alcuni cambiamenti di posizione delle famiglie
camorriste. I due giovani erano nipoti di quel Gennaro Sacco, 57 anni, esponente
di spicco del clan Sacco-Bocchetti, freddato il 24 novembre 2009 insieme al
figlio Carmine di 29 anni. Il motivo sarebbe stata la loro parentela con
Costanzo Apice, arrestato per l’assassinio di Mariano Bacioterracino. Apice
avrebbe manifestato l’intenzione di pentirsi, quindi si era pensato che il
duplice omicidio dei Sacco fosse un avvertimento per il killer.
Rita Recchia

dellaporta2 [15]

Una giovane mamma è rimasta incastrata nelle lamiere contorte della sua Fiat Uno
dopo uno scontro con il bus del Cotral.
Nel frattempo suo figlio, un bimbo di 5
anni, era stato estratto dalla macchina attraverso i vetri infranti di un
finestrino. Lei si trova ricoverata al «Fiorini» con una prognosi di 30 giorni,
mentre il ragazzino non avrebbe riportato ferite preoccupanti. Illeso e
scioccato il conducente del mezzo pubblico. L’incidente è avvenuto ieri alle 14
in via Badino, a due passi dalla scuola «Giovanni Paolo II». Secondo i primi
rilievi eseguiti dai carabinieri (sul posto anche gli agenti della polstrada),
sembrerebbe che C.P., la 32enne al volante della Fiat Uno, mentre si dirigeva
verso il centro, abbia improvvisamente perso il controllo del mezzo mentre
faceva una leggera curva. Avrebbe invaso la corsia opposta nel momento in cui
arrivava il bus del Cotral, diretto a San Felice e con decine di persone a
bordo. Per evitare lo scontro frontale con l’automobile, il conducente avrebbe
fatto una brusca sterzata a destra finendo sul marciapiedi. Manovra forse
ostacolata dall’albero al centro del marciapiedi. L’urto c’è stato, ma
lateralmente. E’ stato rovinoso per la Uno che ha fatto una carambola. E’ stato
necessario l’immediato intervento dei vigili del fuoco di Terracina che hanno
dovuto segare le lamiere per estrarre la donna, mentre il bimbo era stato già
soccorso e trasportato al «Fiorini». Avrebbe riportato una leggera ferita sulla
fronte. Per la donna, invece, c’è voluto più tempo prima di tirarla fuori
dall’abitacolo. I sanitari del 118 le hanno assicurato le prime cure per poi
portarla al pronto soccorso. Anche qualche passeggero a bordo del bus ha
accusato malori e colpi di frusta. I vigili urbani hanno regolato la circolazione.
Ri.Re.

dellaporta2 [16]

Proseguono gli accertamenti dei carabinieri di Terracina dopo l’operazione
anti immigrazione scattata mercoledì all’alba.
I militari hanno inviato al
sindaco Stefano Nardi la richiesta di emanare un’ordinanza immediata di sgombero
delle case sottoposte ai controlli e che, come risultato dagli accertamenti dei
carabinieri in collaborazione con il personale Asl di Latina, versavano in
condizioni igienico-sanitarie disastrose. Il blitz era scattato l’altra mattina
nel quartiere «Capanne» e nel centro storico alto. Cinque gli appartamenti
«visitati» dai militari di Terracina, agli ordini del capitano Alessandro
Giordano Atti, in sinergia con l’aliquo – ta del sesto reggimento carabinieri
«Toscana ». Definito il bilancio dell’opera – zione: un arresto nella flagranza
di reato di permanenza illegale nel territorio dello Stato, S.J., 36enne
indiano. Denunciate in totale 19 extracomunitari: 16 indiani per immigrazione
clandestina; 3 bengalesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Questi ultimi, titolari di contratto d’affitto, davano ospitalità a connazionali
sprovvisti di permesso di soggiorno.
F. A.

dellaporta2 [17]

Una sede prestigiosa, restaurata da poco più di un anno e costata circa 150 mila
euro di interventi.
E che oggi per la maggior parte dell’anno rimane
inutilizzata. È questo il destino un po’ altalenan – te del monastero
Settecentesco che sorge all’interno del cimitero di via Anxur. Il luogo sacro
voluto da Papa Pio VI, denominato «dei Padri Zoccolanti», entra a far parte
della lunga lista degli edifici storici del Comune che, dopo i fasti di un
costoso restauro e qualche progetto di utilizzo, rimane inutilizzato. Di questi
tempi sembrerebbe che l’unico compito del monastero – a parte i riti religiosi -
sia quello di ospitare di tanto in tanto le riunioni dei volontari della
Protezione civile. Niente di più. Non è stato ripetuto invece l’esperimento
nato lo scorso anno, all’indomani del restauro, di destinare una sala
del monastero agli studenti per seguire il Master di Scienze infermieristiche
organizzato dal polo universitario dell’ospedale «Fiorini». Lo scorso anno
l’accordo tra Comune e università aveva fatto ben sperare. Un luogo di cultura
destinato alla cultura, nettamente in controtendenza con l’abitudine delle porte
sbarrate e i chiavistelli delle decine di palazzi storici di Terracina. Il
restauro dell’ex chiesa dei Passionisti era appena concluso, e all’inaugurazione
erano andati il sindaco Stefano Nardi, l’assesso – re Gianni D’Amico, il
direttore sanitario Sergio Parrocchia. Tutto si è svolto secondo le previsioni.
Il Master è durato un anno e si è regolarmente concluso. Poi più niente. Ora,
del prestigioso monastero, rimane solo l’odore di antico. La sala viene
utilizzata, di tanto in tanto dai volontari della protezione civile. Necessarie,
per carità, ma decisamente riduttive rispetto all’uso che si potrebbe fare di un
tale tesoro. Ma d’altronde l’an – dazzo è quello. Si guardi al castello
Frangipane, sotto il cui tetto sostano sprechi da milioni di euro. Ma
l’amministrazione comunale non sembra darsi per vinta. Anzi, con la legislatura
agli sgoccioli, ha deciso di fare le cose in grande. È dei giorni scorsi una
delibera di giunta in cui l’assesso – re ai Beni culturali ha deciso di chiedere
l’iscrizione del patrimonio storico e artistico di Terracina nientemeno che
nella lista mondiale all’Unesco. Motivando la scelta con «la tutela ambientale,
artistica e storica del nostro centro storico alto», considerato di «valore
universale eccezionale ». Va bene tutto, si potrebbe aggiungere, a patto che
quel patrimonio non resti un simulacro vuoto e disabitato. Perché in quegli
edifici, la storia, l’hanno fatta i cittadini. Solo loro hanno la possibilità di
tenerla viva, svolgendovi all’interno le attività sociali e civili che li hanno resi grandi.
Diego Roma

Istituto Filosi, il documento di Avelli, Acanfora, Masullo
Nel corso degli anni più volte l’Amministrazione Comunale ha affrontato il
problema riguardante la sistemazione dell’Istituto Professionale “A. FILOSI” a
Borgo Hermada. Infatti, sia la Giunta che il Consiglio Comunale hanno approvato
atti fondamentali ed indispensabili tanto al reperimento dell’area necessaria
alla costruzione del nuovo edificio scolastico,che atti propedeutici
all’inserimento nell’Istituto del corso di studio Alberghiero. Questi atti
prodotti, concordati con tutti i soggetti interessati, sono stati in molte
circostanze oggetto di interessamento e di incontri non solo con la Scuola, ma
anche con l’Amministrazione Provinciale che, per competenza, è l’Ente che dovrà
materialmente procedere alla realizzazione definitiva dell’opera, nel
comprensorio di Borgo Hermada, attraverso le modalità che riterrà più opportune.
Alla luce delle informazioni apparse sulla stampa in questi giorni, riteniamo
che sia indispensabile riprendere al più presto le fila del confronto anche per
spegnere sul nascere inutili polemiche e sterili campanilismi. Riteniamo che
dare all’Istituto “A. FILOSI” una sede definitiva ed adeguata ai più moderni
standard dell’edilizia scolastica sia una priorità assoluta rispetto alla quale
l’Amministrazione Provinciale, insieme a quella Comunale, debbano in tempi
rapidissimi trovare una sintesi che permetta di procedere celermente alla
costruzione della nuova struttura nella zona individuata dal Comune di
Terracina. Ricordiamo, infatti, che la titolarità della nostra Città ad ospitare
questo Istituto è prevista dalle disposizioni del Ministero dell’Istruzione.
Riteniamo, inoltre, che debba essere valutata in termini di effettiva
possibilità di realizzazione l’introduzione dell’indirizzo Alberghiero in una
struttura che, ad oggi, è completamente scollegata da ogni percorso scolastico
organico, come quella di Sabaudia. Chiediamo, perciò, che si apra subito un
tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati a questa fondamentale opera
(Scuola, Comune, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale) per esaminare
rapidamente tutti gli aspetti in discussione ed arrivare ad una rapida
conclusione dell’iter procedurale, al termine del quale potremo avere il nuovo
Istituto “A. FILOSI” costruito e funzionante.
Patrizio AVELLI – Presidente Consiglio comunale
Antonio ACANFORA – Consigliere comunale
Giovanni MASULLO – Consigliere comunale


Un centro di smistamento di cocaina è stato scoperto a Mondragone, sul litorale
casertano, da agenti del Commissariato di Castel Volturno, che hanno arrestato,
a conclusione di indagini ed appostamenti due persone, Pierina Clemente, 45
anni, nativa di Terracina
, e Luigi Lucci, napoletano di 30 anni. Entrambi sono
accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La donna, che fu già
arrestata nel maggio scorso a Terracina, perchè trovata in possesso di cocaina e
di crack, è stata bloccata nell’abitazione che occupava in via Ponticelli, a
Mondragone, mentre, accortasi della presenza della polizia, tentava di
nascondere una busta contenente 284 confezioni di cocaina.
Il giovane è stato, invece, bloccato mentre usciva dall’abitazione dopo essersi
rifornito della sostanza stupefacente, abitualmente spacciata nei pressi dei
giardinetti di Mondragone, abituale luogo di incontro tra venditori e
tossicodipendenti. (fonte Ansa)

L’Amministrazione comunale premia Manuel Milanese
Prima dell’inizio del Consiglio comunale del 25 ottobre prossimo, alle ore
18.00, l’Amministrazione comunale conferirà un sentito riconoscimento a Manuel
Milanese. Manuel lo scorso 11 ottobre alla stazione Anagnina della Metropolitana
romana immobilizzò, fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine, l’uomo che con un
pugno aveva colpito la trentaduenne Maricica Hahaianu, in seguito deceduta a
causa del trauma riportato. La Città di Terracina fermerà il civico gesto
compiuto dal concittadino Manuel Milanese su una pergamena con medaglia d’oro, e
un breve quanto significativo testo.

Una normale passeggiata in macchina tra padre e figlio. Peccato che si trattava
di due pregiudicati di Terracina, che abbiano cercato di sfuggire a un posto di
blocco della polizia e che nel cruscotto avessero due coltelli a serramanico di
grosse dimensioni. I due sono stati denunciati a piede libero per oltraggio e
minaccia a pubblico ufficiale e multati per aver percorso contromano la strada.
L’episodio è accaduto mercoledì scorso, mentre la squadra volante del
commissariato di via Petrarca era impegnata in un servizio di normale
prevenzione in via Stella Polare. All’improvviso gli agenti hanno visto
avvicinarsi una Mercedes di grossa cilindrata che, accorgendosi del posto di
controllo, ha effettuato una brusca inversione di marcia prendendo contro mano
la strada. Tutto pur di evitare la polizia. Naturalmente la squadra volante si è
subito lanciata all’inseguimento della vettura fuggitiva, riuscendo a bloccarla
dopo poche centinaia di metri. A bordo c’erano padre e figlio di Terracina,
entrambi già noti alle forze dell’ordine, che hanno fatto di tutto per evitare i
controlli di rito. Ma questo loro atteggiamento ha insospettito ancora di più
gli agenti che li hanno sottoposti a perquisizione personale e veicolare. In un
attimo hanno trovato nel cruscotto i due coltelli a serramanico di grosse
dimensioni sui quali i due non hanno fornito nessuna giustificazione. Per
cercare di impedire che i poliziotti perquisissero la Mercedes i due li
avrebbero anche minacciati e oltraggiati. Di qui le varie denunce.
Ri.Re.

Integrazione ODG Consiglio comunale del 25 ottobre 2010
Consiglio comunale, seduta straordinaria del 25.10.2010 – ore 18,30.
Ordine dei Lavori
1. Annullamento per autotutela ex art.21 octies e art.21 nonies Legge 241/90 e
ss.mm.ii.:a) dell’art.23 dello Statuto dell’Azienda Speciale “Terracina” di cui
alla delibera n.115/2009; b) della delibera consiliare n.146 del 2009. Richiesta
del consigliere Di Mauro Gino.
2. Esame della situazione inerente la politica sociale del Comune, valutazione
dell’operato dell’Azienda Speciale “Terracina” e scioglimento della stessa.
Richiesta presentata dal consigliere Di Mauro Gino.
3. Porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento della
società Terracina Ambiente Spa. Richiesta presentata dal gruppo consiliare P.D.
4. Problematiche relative al presidio ospedaliero A. Fiorini di Terracina.
L’ordine dei lavori è stato integrato con il punto 5. Mercato settimanale
cittadino in località “Prebende”. Approvazione variante urbanistica ai sensi
dell’art. 1/bis comma 1 della L.R. 02 luglio 1987, n. 36.

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terracina-torretta-crollata-nel-dopoguerra-anni-40_bis

Il Comune assume per fare un favore alle imprese degli amici. Secondo Vincenzo
Coccia, consigliere comunale del Pd, è questo il senso del provvedimento con il
quale la giunta Nardi ha chiesto al gestore del trasporto scolastico di fornire
tre autisti per il trasporto pubblico. Sull’argomento, Coccia aveva già
polemizzato con l’assessore competente, Loreto Maragoni, ritenendo contrario
alla legge che il Comune si rivolgesse ad una ditta privata «Formia Noleggi
srl», e non ad un’agenzia interinale. Ma adesso per il democratico la decisione
dell’amministrazione comunale «inizia ad avere un ‘senso’ e purtroppo il “senso”
è sempre lo stesso: beneficare gli amici, anzi, nel caso di specie, i familiari
di politici che siedono, in un caso, ovvero che hanno occupato, in un secondo
caso, posti all’interno dell’amministrazione comunale». «Formia Noleggi» srl,
spiega il consigliere comunale in una nota, per almeno due degli autisti
richiesti, «procede all’assunzione di due persone che lavorano in imprese, di
cui una di proprietà di un familiare prossimo di un attuale consigliere comunale
e l’altra di proprietà di un parente stretto di un ex assessore comunale». «Se
risultassero confermate tali indiscrezioni -continua la nota-, secondo le quali
le persone assunte, fino ad epoca recentissima, sono state alle dipendenze di
imprese, gestite da parenti prossimi, di personaggi politici locali di primo
piano, ci troveremmo di fronte al caso in cui vengono privilegiati gli interessi
di due imprese, entrambe di terracina, che dovendo procedere a licenziare
personale, hanno trovato, nel Comune di terracina un datore di lavoro pronto a
soccorrerle assorbendo mano d’opera in esubero. A fronte di ciò ‘Formia Noleggi’
srl, alla considerevole cifra di 4.500 euro più Iva al mese per ciascun autista,
procede all’assunzione in men che non si dica di due persone che vengono alla
stessa indicate dai politici locali». «Oltre all’ennesima dimostrazione della
capacità di violare impunemente norme di legge -accusa Coccia- questa
amministrazione torna a dare ampia riprova delle capacità di cui è dotata nel
perseguire politiche clientelari finanche spingendosi ad assumere funzioni di
ammortizzatore sociale a beneficio di imprese ‘vicine’». Premiati, a parere di
Coccia, anche coloro, tra i dipendenti comunali, che «hanno mostrato di essere
obbedienti ed ossequiosi alle richieste di una classe politica pronta a tutto».
Così, denuncia il democratico, «sono state accontentate anche le aspirazioni di
una madre che voleva a tutti i costi che il figlio lavorasse nello stesso
settore nel quale la stessa svolge funzioni apicali».
Andrea Di Lello

TERRACINA Un arresto e 3 denunce.
Questo il bilancio di un’operazione anticlandestini condotta dai Carabinieri nel
quartiere Capanne e nel centro storico alto. A finire in manette un
extracomunitario clandestino. I tre denunciati sono cittadini italiani. Avevano
affittato le loro proprietà (in qualche caso cantine e sottoscala) ad
extracomunitari, che vi avevano ospitato altri stranieri, pretendendo 100 euro
al mese. In tutti i casi le condizioni igieniche e di vivibilità erano
approssimative.

dellaporta2 [33]

La piscinetta gonfiabile di colore rosa e giallo è ancora lì, afflosciata e
piena d’acqua piovana.
Al suo interno non c’è nessun bimbo che ci sguazza
dentro. Le vacanze sono finite da un pezzo, tutti a casa. Ma la piscinetta no,
lei è rimasta infilata nella sabbia, e ci resterà per tutto l’inverno.
Adesso è un rifiuto, lasciato nel posto sbagliato. Non è un caso isolato. Sulla
spiaggia è pieno di resti dell’estate ormai trascorsa. C’è un gommone, lasciato
a ridosso del muretto, ci sono le formine a coniglietto, quelle a cagnolino, i
secchielli, c’è un anonimo pattino che nessuno rimuoverà più, e tanta, tanta
sporcizia. È il triste arredo lasciato in eredità dai vacanzieri, dai cittadini,
da qualche distratto operatore balneare. Una popolazione tanto pronta a
protestare per il mare sporco d’estate, quanto indifferente a ciò che accade nel
resto dell’anno. Sono rifiuti di nessuno, anonimi, che attendono la prima
mareggiata per finire trascinati in acqua e magari tornare il prossimo anno su
un altro tratto di costa. Magari per far gridare allo scandalo. Oppure verranno
sepolti dalla sabbia: si infileranno in profondità per non scomparire mai. A ben
vedere la cosa non interessa proprio a nessuno. Magari ci si concentra su quello
che accadrà in superficie, quando viale Circe diventerà uno scintillante
lungomare rimesso a nuovo, ma si ignora lo stato di salute della materia prima.
Oppure si preferisce accollare le colpe ai canali, ai Comuni dell’entroterra,
alle foci, alla pessima qualità della sabbia del post-ripascimento: lamentele da
far valere se almeno in casa propria le cose andassero diversamente. E invece,
basta fare una passeggiata con due amici per capire chi siamo. I cunicoli delle
scalinate vengono utilizzati come depositi di foratini e mattoni, quando non
sono delle vere e proprie pattumiere. Le pedane installate dal Comune per la
discesa dei disabili si piegano sotto la forza delle onde, e poi copertoni,
bottiglie di plastica, sedioline, gommapiuma, mobili. Di tutto. Roba che finirà
in acqua o sottoterra, per far sventolare il prossimo anno lo spauracchio delle
navi che scaricano a largo e lasciano i rifiuti in mare. Sì, come no. La pulizia
della spiaggia spetterebbe, d’appalto, alla Terracina Ambiente, che però a
malapena riesce a garantire la pulizia della città. Ma la questione sembra
interessare poco anche alle associazioni ambientaliste. Lo scorso anno il Wwf,
l’associa – zione «Fare Verde », e i Nos della protezione civile si diedero da
fare. A ben vedere l’asso – ciazionismo non manca in città. Ma magari a prendere
la situazione in mano deve essere l’as – sessore all’Ambiente Loreto Maragoni,
quello al Turismo Giuseppe Amuro, coloro deputati alla tutela della risorsa più
preziosa della città di Terracina, il mare. Che per essere pulito d’estate, deve
essere curato anche e soprattutto d’inverno .
Diego Roma

dellaporta2 [24]

Il prossimo 5 novembre è la nuova data utile da segnare sul calendario per
quanto riguarda la vicenda della camera ardente dell’hospice di terracina,
allestita oramai da parecchi mesi al primo piano del condominio «Concordia».

Salvo ulteriori novità e risvolti vari, quello dovrebbe essere il giorno
definitivo per il trasloco, ormai diventato uno sgombero dopo gli ultimi episodi
processuali. Ieri mattina l’ufficiale giudiziario del tribunale di terracina e
il consulente tecnico da lui nominato (si tratta di un ingegnere) hanno fatto
l’accesso ai luoghi e un’accurata ispezione all’interno dell’appartamento dove è
stata sistemata la camera ardente. Erano presenti anche i legali delle due
parti, Adelindo Maragoni per i condomini e Corrado De Angelis per la «Villa
Azzurra». Osservando la piantina della clinica, il tecnico avrebbe indicato
diverse soluzioni dove poter trasferire il locale oggetto della strana
discordia. Adesso la parola passa alla società a cui fa capo la struttura
sanitaria che avrà a disposizione circa un paio di settimane per decidere
l’opzione che ritiene più adeguata e organizzare il trasferimento entro il 5
novembre prossimo. Non un giorno di più. A meno che, nel frattempo, i giudici
del Collegio del tribunale di Latina sciolgano la riserva e accolgano il ricorso
promosso dall’avvocato De Angelis. L’hospice, infatti, si era opposto al
provvedimento emesso lo scorso luglio dal giudice Franco Catracchia che aveva
disposto il trasferimento immediato della camera ardente che avrebbe dovuto
lasciare il palazzo di via Tripoli. Nei giorni scorsi c’è stata l’udienza e il
Collegio si è riservato. Questa vicenda è piuttosto emblematica di quanto
possano essere lunghi i tempi della giustizia in Italia. I condomini «vicini di
casa» della camera ardente pensavano che sarebbe stato facile e soprattutto
veloce veder valere le proprie ragioni, basate soprattutto su questioni di buon
senso e decoro. E invece la vicenda, per certi aspetti, è ancora tutta aperta.
Ri.Re.

dellaporta2 [23]

E’ finita malissimo per ‘Sole nascente’, il peschereccio di terracina che si era
arenato tre giorni fa lungo la costa di Sabaudia.
Il mare in tempesta lo ha
ridotto in mille pezzi. Ieri il proprietario e alcuni familiari hanno raggiunto
la spiaggia della cittadina per recuperare le parti sparse un po’ ovunque. In
realtà nella mattinata sarebbe dovuto intervenire il rimorchiatore per cercare
di recuperare la paranza lunga circa 25 metri. Le condizioni proibitive del mare
hanno però reso le operazioni non tanto impossibili, quanto inutili visto che il
natante si è sfaldato di fronte alla forza delle onde. Per il proprietario il
danno è ingente. Ha perso in pratica il mezzo del suo lavoro. L’allarme, lo
ricordiamo, era scattato all’alba di lunedì. Il peschereccio aveva perso la
rotta ed era finito tra la sabbia del litorale sabaudiano, all’altezza dello
stabilimento Lilandà. In un primo momento si era pensato addirittura ad uno
sbarco di clandestini, poi la scoperta che su quel barcone c’erano un pescatore
di terracina e il suo equipaggio. Un colpo di sonno probabilmente all’origine
del fuori rotta. Sul posto sono subito giunti i carabinieri della Motovedetta
CC255 di stanza al Circeo e gli uomini della capitaneria. L’equipaggio è stato
messo in salvo, e si è provato a recuperare anche la barca ma senza risultati.
La permanenza per tre giorni tra le onde in tempesta ha fatto il resto. ‘Sole
nascente’ si è disintegrato, finendo in pezzi sull’arenile deserto di questo autunno inoltrato.
Ermelinda Migliore

dellaporta2 [22]

I LAVORI per la realizzazione delle rotatorie sulla Pontina sono più
vicini.
Nei giorni scorsi i tecnici dell’Astral hanno avuto in Comune
un incontro con l’assessorato ai lavori pubblici relativo ai cantieri
di prossima apertura sulla Pontina. In particolare si è concertato il
via per la rotatoria al bivio di Borgo Hermada e Porto Badino,
incrocio pericoloso attualmente regolato da impianto semaforico. Il
progetto c’è già e se non ci saranno problemi il cantiere potrà aprire
a breve. Discorso diverso per una seconda rotatoria, che secondo i
piani dell’Astral dovrà essere realizzata all’altezza dell’ex sito
industriale Desco. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di
regolare il traffico veicolare non con i semafori ma con una rotonda.
Il progetto per quest’ultimo intervento adesso sono al vaglio del
Comune. L’obiettivo ovviamente è quello di abbattere il numero di
incidenti elevato soprattutto all’incrocio dell’ex Desco.
F. A.

dellaporta2 [2]

Dopo la sconfitta casalinga di giovedì contro l´Eurobasket, la Toro
Assicurazioni terracina, trova il riscatto sul campo della Virtus Velletri
vincendo per 74-79 dopo un tempo supplementare.
Nell´overtime un super Olleia in
difesa e un glaciale Bondatti P. in attacco hanno permesso al terracina di
spuntarla e di portare a casa 2 punti che sicuramente alla fine peseranno come
oro visto che su un campo ostico come Velletri non sarà facile per nessuno
andare a vincere. «Sono soddisfatto – commenta coach Olleia- oltre alla vittoria
ho visto dei segnali di crescita mentale che mi fanno stare tranquillo. In
difesa non abbiamo ripetuto gli errori commessi con l´Eurobasket e questo è
molto positivo, adesso continuiamo a lavorare, siamo una squadra giovane che ha
bisogno di maturare».



Si avvicina un nuovo Linux Day a terracina. Sabato dalle 16 alle 19 presso la
sede Ascom di via Salita Annunziata si svolgerà anche in città la manifestazione
nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il
software libero. L’ingresso è libero e gratuito. Ci saranno install fest, tavoli
tematici e la distribuzione di cd linux. Il Linux Day è promosso da Italian
Linux Society e organizzato localmente dai Linux User Group italiani e dagli
altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione. A terracina ormai
da qualche anno è attivo il GioveLug che fino a oggi si è messo a disposizione
del territorio, per esempio donando pc dotati di Linux a strutture della città.
Ri.Re.


L’UDC riparte da un imprenditore. Nominato il nuovo coordinatore del partito di
centro: è il ristoratore Gianfranco Azzola. Da qualche tempo nelle retrovie
dell’Udc, l’imprenditore terracinese è stato scelto con il pieno favore dei
vertici locali e provinciali dello schieramento per traghettare i centristi
verso la nuova esperienza del più vasto Partito della Nazione. Parte con la
nomina di Gianfranco Azzola il rinnovamento annunciato dal partito di Casini, e
che oggi anche a Terracina inaugura un nuovo percorso in chiave imprenditoriale.
L’obiettivo è quello di essere protagonisti alle prossime elezioni, per cui
l’Udc si dice pronto fin da oggi a stilare un programma partecipato. Fin da ora,
spiega il partito di centro in una nota, l’Udc «si presenterà agli elettori e
alle altre forze politiche come soggetto pronto a governare la città, anche in
coalizione, laddove auspicabile ed opportuno per il raggiungimento di un
progetto politico per il territorio, si cercheranno e pianificheranno intese con
altre forze politiche». «Un’opportunità – sono le prime dichiarazioni di Azzola
- legata ad una grande responsabilità unita insieme per riuscire a dare un nuovo
assetto a Terracina che oggi più che mai ha bisogno di risposte concrete.
Bisogna costruire serietà, professionalità e dedizione per i cittadini a cui è
urgente dare delle valide alternative ai loro bisogni effettivi del quotidiano».
Il segretario uscente Giuseppe Zappone ricoprirà adesso il ruolo di responsabile
del piano programmatico del partito, al fine di garantire un processo già
avviato con la precedente segreteria.
F. A.



Sono totalmente false, per Vincenzo Lattao, preside dell’Itc ‘A. Bianchini’, le
carenze strutturali della succursale di Viale Circe denunciate con un esposto da
un gruppo di genitori.
Per quanto riguarda le scale traballanti, il dirigente
afferma che sono state sistemate già da tempo, mentre le S uscite di sicurezza
sarebbero sbarrate soltanto dopo che gli studenti hanno lasciato l’edificio. Il
Preside nega anche infiltrazioni di acqua e spiega che gli infissi delle
finestre sono in alluminio e che le passerelle per i disabili sono al loro
posto. La caldaia, inoltre, non è obsoleta, ma è stata installata appena l’anno
scorso. Se poi si La succursale del Bianchini parla di crolli, uno ce n’è stato,
ma a crollare, chiarisce il dirigente è stato un immobile, una volta sede della
Polizia Municipale, che è staccato rispetto alla succursale. «Dopo quei crolli -
afferma il dirigente-, su mia richiesta, due tecnici, uno del proprietario
dell’edificio, il secondo della Provincia, hanno garantito la staticità della
scuola». Il preside respinge, infine, l’accusa, rivoltagli nell’esposto, di
avere sempre sminuito le preoccupazioni dei genitori. «Nessuno -dice- è mai
venuto da me per parlarmi di questi rischi, nonostante che tra i genitori degli
studenti della succursale ci siano anche poliziotti e militari».
A.D.L.

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terracina-tris-cartoline-fine-anni-40_bis

Il professionale «Alessandro Filosi» potrebbe perdere l’indirizzo alberghiero.
Arrivano voci contrastanti dalla Provincia sulla sorte di uno degli istituti
scolastici di più lunga tradizione nel comprensorio. Negli ultimi giorni, con
sempre maggiore frequenza, da via Costa sono rimbalzate in città indiscrezioni
che hanno la caratteristica di smentirsi a vicenda. Per alcune, infatti, il
Filosi sarebbe in procinto di essere privato dell’alberghiero a vantaggio
dell’Istituto comprensivo di Sabaudia, mentre per altre l’indirizzo resterebbe
confermato. Grande confusione, dunque, ma anche grande agitazione nell’istituto
di via Roma, perché il corso di studi in questione è, sì, uno dei quattro del
professionale, ma è pure quello che gli garantisce circa la metà delle sue
trenta classi, senza contare che le previsioni danno per scontato un ulteriore
incremento delle iscrizioni. La soppressione dell’alberghiero, insomma, sarebbe
un colpo durissimo per il Filosi, nonostante l’istituto, proprio in relazione
all’erogazione di questo servizio, rivendichi a sé i migliori requisiti, quali
la posizione centrale di terracina rispetto al bacino di utenza e adeguati
collegamenti del trasporto pubblico. In questo senso, il trasferimento
dell’alberghiero a Sabaudia si configurerebbe oggettivamente come un innaturale
impoverimento dell’offerta formativa dell’intera città. E tuttavia, in questi
giorni in cui le voci si sono rincorse, l’amministrazione Nardi, pur in qualche
modo informata dei movimenti in Provincia, non risulta avere intrapreso alcuna
iniziativa per chiarire la consistenza del rischio e studiare eventuali
contromosse adeguate. Del resto, il Filosi rappresenta da decenni un problema
per le amministrazioni provinciali e cittadine, che non sono riuscite finora a
risolvere il problema principale della scuola, quello della nuova sede. C’è un
progetto della Provincia da realizzare in project financing, vale a dire con
capitale privato, con conseguente pagamento dell’affitto da parte dell’Ente per
trenta anni. L’individuazione dell’area sulla quale costruire spetta, invece, al
Comune, il quale, dopo avere insistito per anni su una superficie nella zona
denominata Tenuta del Buono Governo, ha scelto 18mila metri quadrati a Borgo
Hermada, situati di fronte all’asilo. In realtà, sarebbero necessari circa
40mila metri quadrati, misura a cui si potrebbe arrivare con l’acquisto di un
terreno contiguo. Insomma, servono soldi al Comune per espropriare e ne
serviranno in futuro alla Provincia per l’affitto. Si sa, infatti, che Via Costa
ha preso in considerazione il trasferimento dell’alberghiero a Sabaudia perché
sta per ricevere in proprietà dal disciolto Apt un albergo, che si presta ad
essere trasformato in sede del corso di studi. Per ragioni economiche, dunque,
agli enti competenti potrebbe piacere un professionale ridimensionato. Ma i
giochi non sono ancora chiusi, perché dalla stessa Provincia trapela anche un
diverso orientamento. Nei prossimi giorni, si chiarirà che cosa hanno in mente
in Via costa per il Filosi.
Andrea Di Lello

33000 [1]

Senza stipendio gli operatori del verde pubblico.
La denuncia arriva da Antonio
Bernardi, capogruppo consiliare del Pd, che in una nota spiega come la morosità
del Comune nei confronti della «Verde Idea», la ditta vincitrice dell’appalto,
finisca con il coinvolgere anche i lavoratori. «Dal mese di novembre scorso -
scrive Bernardi-, dopo espletamento di un bando pubblico e firma del contratto,
l’appalto viene affidato alla ‘Verde Idea’ di Taranto per la durata di 5 anni.
Si sperava che con il nuovo affidamento ogni problema del passato sarebbe stato
finalmente risolto. Invece, dopo pochi mesi, il problema di garantire il
servizio del verde pubblico nella nostra città si ripropone di nuovo e ancora
una volta in termini più preoccupanti ». «Infatti -continua il democratico-, la
nuova ditta, esclusi pochi mesi, non è stata pagata; gli operai vengono sempre
pagati in ritardo e tra mille difficoltà e adesso, ancora una volta, da mesi non
percepiscono lo stipendio, tra cui la tredicesima, con la conseguenza che il
servizio di manutenzione e gestione del verde pubblico fino adesso è stato e
viene garantito con difficoltà e con il pericolo che tra breve gli operai si
rifiuteranno di lavorare, con tutte le conseguenze che ne deriveranno per la
gestione del verde pubblico e l’immagine della nostra città». Secondo Bernardi,
tutto questo accade, «perché, come al solito, il Comune non provvede da molto
tempo a pagare la ditta nei termini contrattuali ». D’altra parte, il capogruppo
ritiene «che la ditta non può permanentemente non pagare gli operai per i
ritardi cronici del Comune». «A questo punto -si legge ancora nella nota-, la
ditta deve decidersi: o provvede a garantire il pagamento ai propri operai per
il lavoro svolto, oppure rescinde il contratto lasciando ad un’altra ditta con
maggiori risorse economiche». «Una situazione a dir poco drammatica e vergognosa
-termina la nota- che parla da sola per confermare la richiesta di dimissioni di
Nardi».
Andrea Di Lello

dellaporta2 [1]

Dal Consorzio di Bonifica assicurano che i residenti della località ex
Monticchio, zona San Silviano, a terracina, possono stare tranquilli: la
situazione del canale delle Acque Alte è sotto controllo.
Anche se l’ultima
manutenzione risale al 2006 e la prossima è prevista nel bilancio 2011. Non la
pensa allo stesso modo l’Ascom, sorpresa dalle dichiarazioni giunte di recente
dal Consorzio dopo la protesta dei cittadini di terracina per la situazione
indecente di alcuni canali di raccolta, ostruiti dalle erbacce e diventate
discariche a cielo aperto. «La gente non chiede altro che l’applicazione delle
specifiche competenze dell’ente- commenta l’Ascom- Indecente come la risposta:
‘Il lavoro è stato già programmato per il prossimo anno’». Secondo
l’associazione di categoria, si tratta di dichiarazione resa ancora più gravi
dal fatto che l’inverno, e dunque le piogge, sono alle porte. «Vorremmo ancora
una volta ricordare al presidente del Consorzio e all’autorità di Governo del
Territorio che la qualità e la sicurezza della vita della nostra città dipendono
dalla «rimozione della vegetazione, scavo e ripristino delle sezioni di
deflusso, realizzazione di opere e interventi di sistemazione idraulica». In
poche parole «sfalciare l’erba senza rimuoverla non solo tradisce la missione
del Consorzio ma, oltre che configurare una interruzione di pubblico servizio,
produce un’indecenza ambientale e inquinamento delle acque marine che a
tutt’oggi non coincide proprio con le leggi dello Stato».
Rita Recchia

dellaporta2 [25]

Slittano i processi. Gongolano ladri ed affini, ai quali la particolare
situazione di carenza può offrire, alla lunga, l’insolita prospettiva di una
prescrizione dei reati. Giustizia in ginocchio presso la sezione staccata del
tribunale di Latina. Va oltre ogni criticità conosciuta altrove la situazione
degli uffici giudiziari locali, privi del tutto di magistrati togati occupati
nel penale. Risalgono a marzo-aprile scorso i trasferimenti dei giudici Cialoni
e Perinelli. Per questo mese era atteso l’arrivo, in sostituzione, del giudice
Silvia Artuso, ma il posticipato possesso deciso dal Tribunale di Marsala ha di
conseguenza rinviato ad aprile prossimo il trasferimento. Da aprile ad aprile:
un anno con i processi bloccati. Nel frattempo tutta la materia penale rimane
affidata al solo giudice onorario, il Got Zampi,che può occuparsi solo de
minimis. Niente stupefacenti, niente abusi edilizi, niente omicidi colposi,
niente furti o ricettazioni. Per questi reati più gravi, da vero impatto
sociale, la via obbligata è quella del rinvio. È quello che sta succedendo
puntualmente in questi giorni. Man mano che i procedimenti passano al suo esame,
il GOT li rimanda a maggio-giugno prossimi. Al momento sono in tutto 1.500 le
cause pendenti. Diventeranno circa 2 mila nella primavera prossima. La
condizione attuale stride con quella di qualche tempo fa quando i giudici
Morgigni e Perinelli produssero in un anno 1.300 sentenze a fronte degli 800
nuovi procedimenti, facendo intravedere, in prospettiva, la possibilità di
azzerare l’arretrato esistente nel giro 3 anni. La Terracina giudiziaria poteva
diventare un’isola felice. Un virtuosismo potenziale che è stato azzoppato dalla
mancanza di personale in grado di mantenere certi ritmi lavorativi. I vuoti non
interessano solo i ruoli dei togati penali, ma anche le figure dei cancellieri.
In meno di un anno l’organico ne ha persi 4 in virtù di pensionamenti. Nemmeno
uno è stato rimpiazzato, cosicché sono rimasti solo in 2 a portare il fardello
delle pratiche da istruire ed il peso dell’assistenza ai giudici in aula.
Un’imprevista ciambella di salvataggio avrebbe potuto venire dai 40 impiegati
concessi «in prestito» dalla Provincia al Tribunale di Latina. Si sperava che, a
cascata, qualche unità potesse essere destinata a Terracina, ma, a quanto è dato
sapere, nessuna delle persone interessate ha manifestato l’intenzione di
lasciare il capoluogo provinciale. Insomma, una situazione bloccata rispetto ad
una domanda di giustizia, che viene da un comprensorio di ben 100mila anime.
Indifferenti un po’ tutti: amministratori pubblici, avvocati e cittadini. A
chiusura di un quadro davvero poco confortevole, va sottolineato anche il
rischio che processi già incardinati con i precedenti giudici debbano ripartire
da zero con una nuova istruttoria. Insomma una giustizia-lumaca.

dellaporta2 [26]

E’ tornato nella stessa giornata in cui era stato allontanato. Ieri mattina il
clochard, l’ennesimo, che ha scelto l’ospedale di terracina come ricovero, era
nuovamente lì, soltanto spostato in zona pronto soccorso. Ma è molto probabile
che in realtà abbia fatto solo finta di lasciare l’edificio, per ritornarvi
quando la «guardia» si era abbassata. Tra l’altro il giorno prima gli operatori
del 118 erano stati allertati per ben tre volte affinché mandassero via il
senzatetto, riuscendoci alla fine, ma non è servito a nulla. Del resto in una
città come terracina dove non esistono strutture, né fisse né mobili, per
ospitare temporaneamente i vagabondi è inevitabile che l’ospedale diventi per
loro un riparo caldo e sicuro. Aggiungiamo che il «Fiorini» resta praticamente
aperto anche di notte, ecco qua che il dado è tratto.
Ri.Re.

dellaporta2 [27]

Poteva sembrare un semplice raggiro ai danni di un anziano e dell’assicurazione
dell’auto, ma a indagini concluse i casi di incidenti col trucco hanno portato a
scoprire una truffa più grande del previsto.
Dieci gli imputati per i
reati di truffa e tentata truffa chiamati a risarcire la vittima dellaa truffa, tra cui l’allora bad a n t e de ll’an zia na vittima e dei
responsabili principali dei falsi incidenti. Lunedì presso il Tribunale
di Terracina avrà dunque inizio il processo che vedrà la vittima, E.P.V.
di 82 anni, costituirsi parte civile nei confronti dei dieci imputati.
L’anziano, difeso dagli avvocati Fabio De Felice e Lorella Gasbarrone, chiede un
risarcimento danni di 50 mila euro per ciascun imputato. I fatti risalgono al
2005, quando nel giro di poche settimane avvengono quattro incidenti stradali
che vedono coinvolte sempre le stesse persone e, un caso davvero strano, sempre
la macchina in uso all’ultraottantenne, ovviamente all’oscuro di tutto. Ma la
Fiat Panda in uso alla vittima non è mai uscita dal garage di casa. Vengono
redatti infatti Cid falsi, in cui si attestano i danni provocati dai vari
incidenti stradali «pilotati ». L’escamotage delittuoso viene però bloccato
dalla stessa vittima. Quando la compagnia assicurativa gli presenta un conto
salato, spostandolo in una classe di merito più onerosa di quella che
qualificava l’anziano, ritrovatosi da cliente semplice a soggetto a rischio, la
vittima denuncia tutto al Commissariato di polizia che in poco tempo scopre il
raggiro e denuncia alcuni dei responsabili. Tra questi la badante dell’anzia -
no e suo figlio, insieme ad altri conoscenti. Quattro gli incidenti
«pilotati», per tre dei quali il raggiro è andato a buon fine fruttando, ai
danni dell’as sicurazione e della vittima oltre 15 mila euro. Ma gli avvocati
che assistono l’anziano, contestano oltre il danno economico anche quello fisico
e morale, dal momento che la scoperta della truffa ha provocato forti stati
d’ansia e preoccupazione.
Francesco Avena

dellaporta2 [28]

È caduto dalle scale all’interno del suo locale, un noto ristorante nel centro
di Terracina.
A.S., 62enne, è stato protagonista ieri mattina di un incidente
domestico che per fortuna non si è rivelato grave. All’improv viso, forse per
aver perso l’equilibrio, è caduto rovinosamente a terra. Sul posto sono
intervenuti i sanitari della Croce Rossa del 118, che hanno prestato le prime
cure all’uomo e accompagnato l’i mprenditore all’ospedale. Per il ristoratore
ferite al torace e agli arti superiori.
F. A.

dellaporta2 [29]

Si arricchisce di un nuovo capitolo la lunga saga dello spostamento del mercato
settimanale da viale Europa in via Prebende.
Dopo la lunga trafila di pratiche e
incontri, non poteva mancare l’ennesimo caso di inefficienza. Spunta infatti
dalle ultime riunioni della giunta, il fattore «variante». Sì, perché a quanto
pare l’a mmi ni str az io ne comunale si è accorta solo ora, con un aiutino
della Regione, che per spostare i banchi del «giovedì » nella zona della
stazione deve approvare una variante al Piano regolatore. Proprio così. Come
dire. Dopo anni di lavoro, soldi spesi, interventi di adeguamento e ripristino,
proteste e polemiche, si è rischiato di farla grossa. A sfuggire ai tecnici
comunali, questa volta, non è stato proprio un dettaglio. Accade che per
localizzare un mercato in una determinata area, ci devono essere i presupposti
urbanistici. La zona, insomma, deve essere qualificata ad «Attrezzature
pubbliche e di uso pubblico all’aperto» e non – come è attualmente – zona a
verde pubblico e servizi. A farlo notare al Comune, che invece ignorava
platealmente la prescrizione pure contenuta nel Documento programmatico per il
Commercio sin dal 2003, è la Regione, con una nota del settembre scorso. Quella
di via Prebende è area a verde pubblico, dunque non destinata a mercati vari. Ma
per capire quanto sia esteso il «pastrocchio», e quanto poco l’ufficio Commercio
e l’assessore Giuseppe Amuro siano padroni della materia, si deve guardare alle
varie destinazioni d’uso assegnate nel tempo all’area di via Prebende. Dal Prg
originario fino alla variante approvata per la riqualificazione del Quadrante di
Nord Ovest, è sempre stata a verde pubblico. Impossibile sbagliarsi. Eppure,
nonostante le perpessità dei commercianti, mai un dubbio, mai un tentennamento.
E si è visto come è andata a finire. Sono trascorsi 4 anni, in cui si è parlato
praticamente del nulla. Il Comune è andato alla cieca, stava perfino assegnando
i posteggi. Ora, invece, è bastata una noterella della Regione per risvegliare
dirigenti e assessori. E non è finita, Ora si dovrà passare in Consiglio
comunale per approvare la variante. E con l’aria che tira, non sarà certo
una passeggiata.
Diego Roma

dellaporta2 [30]

E’ ancora bloccato a ridosso della spiaggia di Sabaudia il peschereccio di
terracina finito l’altro ieri fuori rotta dopo una battuta di pesca notturna.
Le
operazioni di rimorchio verranno con tutta probabilità effettuate oggi, non
prima però di aver liberato il natante di 25 metri dall’enorme quantità di acqua
imbarcata nelle ore di permanenza lungo la costa sabaudiana. Alleggerito del
peso il peschereccio, che porta il nome di «Sole nascente», potrà essere
sollevato con l’utilizzo di alcuni palloni e poi trascinato dal rimorchiatore.
Ieri pomeriggio i carabinieri della Motovedetta CC255 di stanza al Circeo sono
tornati nei pressi della grande barca per verificarne le condizioni. Quando
alcuni pescatori, l’altro ieri di buon mattino, hanno notato il profilo
dell’imbarcazione di fronte alle dune, hanno pensato ad uno sbarco di
clandestini. I soccorsi sono scattati con il timore di trovarsi davanti la
stessa situazione registrata al lido di Latina due settimane fa. Per fortuna le
preoccupazioni erano infondate. Si trattava di un peschereccio che si è arenato
mentre il capitano aveva preso sonno. I membri dell’equipaggio sono stati
prontamente messi in salvo dalla motovedetta, e sul posto è giunto il personale
della capitaneria.
E.M.

dellaporta2 [31]

Potrebbe smorzarsi con un parere della Corte dei Conti la querelle sulla
legittimità delle assunzioni dell’Azienda speciale.
Il dibattito tra maggioranza
e opposizione insiste sul «peso» che le nuove assunzioni avrebbero sulle spese
per il personale comunale. Ebbene su un caso analogo nel Comune di Vetralla, la
Corte dei Conti ha stabilito che le assunzioni fatte da un’ente autonomo
(partecipata, cooperativa, Azienda speciale) non sono da considerarsi come
pubblico impiego, se non per quei dipendenti che già lavoravano a tempo
indeterminato per il Comune. Nel caso di Terracina, dunque, i dipendenti assunti
dall’Azienda non andrebbero ad incidere sulla spesa per il personale pubblico,
né ora, ne in caso di liquidazione dell’Azienda. Quei contratti, insomma, sono
privati. E il Comune non rischia di sforare la spesa. Chissà che un parere non
si possa chiedere anche nel caso “Azienda”.
D. R.

dellaporta2 [32]

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terracina-veduta-da-curva-monte-giove-anni-50_bis

Essere consiglieri comunali è una bella grana. Discutere fino a notte inoltrata,
leggere delibere, bilanci, incartamenti vari, fare proposte, mozioni,
interpellanze, vigilare su corretto svolgimento amministrativo della
città. Tutto, con grosso sacrificio della vita privata. Viene da chiedersi: cosa
ci si guadagna? Soddisfazioni politiche, senz’altro. Chi ha questa
passione, lo sa bene. Ma non solo. Ci sono i gettoni di presenza. Trenta euro a
consigliere per ogni seduta, che per 30 consiglieri fanno 900 euro a seduta
(salvo assenti). Non una grande somma, ma solo grazie alla parsimonia con cui
viene convocato il Consiglio. Ma quanto producono i consiglieri, in termini di
proposte, idee, battaglie da portare avanti, istituzioni e diritti dei cittadini
da difendere, buon funzionamento dei servizi? Dando uno sguardo agli ordini del
giorno che si sono susseguiti nel corso dell’anno, sebbene gli argomenti ci
siano, i risultati restano modesti. A parte le cave, i Suap, qualche boutade (la
proposta, ad esempio di un test antidroga per i consiglieri comunali), restano i
passaggi dovuti come le approvazioni di bilancio e del piano triennale delle
opere pubbliche. Le interrogazioni e le interpellanze rischiano l’oblio. Vengono
rinviate a tal punto che buona parte delle sedute si spreca a recuperare sul
tempo perso. Problemi seri come la sanità, i rifiuti, i servizi sociali, le
concessioni demaniali restano al palo. Fanno scuola le ultime sedute, in cui tra
offese, battibecchi, ingiurie, si è finito per sospendere la seduta per assenza
del numero legale. Ma i consiglieri vengono pagati lo stesso. E pensare che per
preparare gli ordini del giorno, si riuniscono conferenze dei capigruppo,
riunioni di maggioranza, commissioni (da 30 euro a gettone anch’esse). Ma
niente. Non bastasse, la maggior parte delle sedute consiliari vengono convocate
nel tardo pomeriggio. E con un’agenda come quella, ad esempio, del 20 settembre
scorso, con 20 punti all’ordine del giorno, il rinvio ad altra seduta è quasi
scontato. Altro Consiglio, altro gettone, altre discussioni, altri soldi per il
personale, le segreterie, gli straordinari. Massì, che importa? Forse però il
presidente del Consiglio Patrizio Avelli dovrebbe dare una sterzata
all’efficienza dell’organo consiliare. Definire, ad esempio, le priorità, sedare i
«bollori» dei colleghi, imporre d’autorità la serietà. Ci sono questioni che
attendono un dibattito serio: le concessioni demaniali, il tribunale, la
questione sanità. Se necessario, il Presidente dell’assise potrebbe ricalcare un
decreto di natura ecclesiastica. Nel medioevo, per velocizzare l’elezione del
Papa, si costringevano i cardinali nel Conlcave. Più si prolungava l’elezione,
più diminuivano le scorte di cibo.
Diego Roma

33000 [32]

Sono praticamente agli sgoccioli i soldi arrivati con il secondo finanziamento
regionale concesso per il restauro della Cattedrale di San Cesareo, a Terracina.

Soldi sudati, prima che giungessero finalmente a destinazione. Soli investiti
nel migliore dei modi, tra l’altro visibile a tutti a occhio nudo giorno dopo
giorno. Soldi che, però, adesso stanno finendo senza che nulla, o comunque molto
poco, si sappia ancora sulla prossima somma che sarà messa a disposizione. Nuovi
soldi indispensabili affinché i lavori possano continuare con il ritmo spedito
con cui sono proceduti fino a oggi. Oramai gli effetti dell’impegno dei giovani
restauratori e degli operai della ditta Marino Di Leta si vedono ovunque, dentro
e fuori del Duomo di San Cesareo. Trascorrono le giornate intere stuccando,
spennellando, soffiando e pitturando. E ai non addetti ai lavori resta solo da
ammirare estasiati gli innumerevoli tesori che continuano a tornare alla luce,
strato dopo strato. Come, per esempio, la facciata del palazzo vescovile che di
recente è stata rimessa a nuovo e che sembra aver dato un volto più fresco
all’intera piazza Municipio, nonostante i secoli di storia che si porta
appresso. Ma per andare avanti c’è bisogno di soldi. C’è bisogno di sapere
quando e quanti ne arriveran- S no. Fino a oggi la buona volontà della ditta che
sta realizzando l’importante intervento e dei restauratori ha garantito che i
lavori non si fermassero se non nelle feste comandate. Dalla parrocchia hanno
inviato richiesta alla Pisana, ma al momento ancora non sarebbero giunte
risposte. Malizia a parte, non bisognerà mica attendere una nuova tornata
elettorale per ricevere la giusta considerazione? Di certo se davvero ce ne
fosse bisogno, il popolo sarebbe pronto ad un’altra colletta popolare per
sensibilizzare gli enti competenti. Del resto tutto era partito da lì.
Rita Recchia

33000 [31]


Momenti di panico, ieri mattina, sul motopeschereccio della marineria
terracinese «Sole nascente», che è andato ad incagliarsi a pochi metri dalla
spiaggia cittadina.
Pressoché inutili i tentativi di salvare l’imbarcazione,
che, anche a causa del mare agitato, ha preso ad imbarcare acqua. L’incidente è
avvenuto nella mattinata, mentre «Sole nascente» era impegnato nell’ultima
battuta di pesca prima del rientro nel porto di Terracina, affrettato anche dal
maltempo che si stava avvicinando. Ad un certo punto il motopeschereccio ha
toccato la secca. A complicare le cose è stato anche un cavo d’acciaio, che è
andato ad impigliarsi nell’elica. Praticamente bloccato. L’allarme è stato
diramato alla Capitaneria di porto di Anzio e, da qui, rimbalzato al Circomare
di Terracina. Il comandante TV (CP) Floriana Segreto ha avviato le operazioni di
soccorso e di recupero, disponendo l’invio sul posto di un gommone di stanza al
porto di San Felice Circeo, sotto le dirette dipendenze del capo di 1^ classe
Vito Izzinosa. L’equipaggio, costituito da tre persone, è stato trovato in
condizioni di difficoltà. Stavano vivendo convulsi momenti, presi dall’ansia di
non perdere l’imbarcazione, che rappresentava il proprio lavoro e la propria
vita. E’ stato difficile convincerli a lasciarla. Alla fine si è riusciti a
metterli in salvo. Le manovre di traino tentate con alcuni motopescherecci in
transito nella zona non sono state efficaci. Si poteva correre il pericolo che
finissero pure loro incagliati. Non ha aiutato per nulla la bufera, che ha
imperversato in quei momenti su tutta la zona, prospicente la spiaggia
cittadina. Il ìSole nascente” ha sempre più imbarcato acqua. Man mano che
passavano le ore si spegnevano le speranze di poter salvare l’imbarcazione. Per
disincagliarla nel pomeriggio è giunto un rimorchiatore da Fiumicino. Un’altra
necessità che si è posta all’attenzione dei soccorritori è stata quella di
provvedere allo svuotamento dei serbatoi. Si doveva evitare in ogni modo il
grosso pericolo che il carburante, finendo in mare, potesse produrre un esteso
inquinamento nella costa.

33000 [30]

L’erba del campo sportivo «San Martino», a terracina, può continuare
tranquillamente a crescere allo stato brado ancora per altro tempo, dopo un
piccolo autogol fatto dal Comune, giusto per restare in tema.
Di recente
l’amministrazione si è vista, infatti, costretta ad annullare la proceduta di
gara per l’affidamento della manutenzione del manto erboso, delle aree adiacenti
e della pulizia dei locali del campo sportivo, per un importo complessivo di
circa 230 mila euro. Il tutto con un procedimento di auto-tutela, dopo che negli
uffici competenti qualcuno si è accorto di non aver completato regolarmente
l’iter che solitamente precede lo svolgimento della gara d’appalto. Per farla
breve, il Capitolato Speciale d’Appalto per l’esecuzione dei lavori era già
pronto lo scorso luglio, in tempo, quindi, perché la nuova stagione sportiva si
aprisse e il campo, le aree vicine e i locali fossero adeguatamente pronti per
essere utilizzati. Poi, però, era stata necessaria una modifica per inserire il
nuovo quadro economico adeguato alle spettanze per gli oneri della sicurezza. Il
che vuol dire che nel precedente Capitolato qualcuno aveva già commesso una
prima svista o non indicando nero su bianco anche i soldi per la sicurezza del
cantiere per la realizzazione dei lavori, oppure commettendo un errore di
calcolo. Ma negli uffici hanno trovato modo e tempo di commettere anche una
seconda distrazione: la modifica, inserita nella lettera con cui venivano
invitate le ditte selezionate, non è stata regolarizzata con il dovuto atto
d’integrazione al documento che era stato precedentemente approvato. Quindi
tutto da rifare. La procedura di gara è stata annullata in via di auto-tutela.
Le varie ditte selezionate sono state formalmente avvisate della novità. Le
offerte che erano state già presentate sono state restituite. Quanto alla gara
per affidare finalmente il servizio, si seguirà la strada della procedura aperta
e non quella ristretta semplificata, come si era deciso inizialmente, che aveva
visto in lizza sedici ditte in tutto. Cose che succedono, per carità. Errori che
si commettono, ci mancherebbe. Tempo che si perde, naturalmente.
Rita Recchia

33000 [29]

C’È voluto più di un anno, ma alla fine i negozianti di via del Fiume avranno un
percorso pedonale.
A causa dell’ele – vatissimo numero di mezzi che ogni giorno
percorrono la strada, aggravato dal proliferare del triste fenomeno del
parcheggio selvaggio, il Comune con una delibera di giunta ha deciso
l’istituzione del percorso pedonale e una nuova regolamentazione della sosta dei
mezzi. La decisione degli assessori è giunta in seguito a una petizione
sottoscritta da tutti i titolari di attività commerciali della zona, ogni giorno
alle prese con il traffico impazzito e con una situazione di continuo pericolo
per i pedoni. La petizione dei negozianti era stata presentata nel luglio del
2009 all’ufficio viabilità del Comune di Terracina. Ma solo dopo un sopralluogo
del personale dell’ente e la constatazione dei disagi in via del Fiume, nei
giorni scorsi la giunta ha deliberato l’istituzione del percorso pedonale e una
nuova regolamentazione del flusso veicolare. Questo significherà che tra pochi
giorni compariranno cartelli stradali indicanti il divieto di transito di
macchine e motocicli, con la possibilità di ingresso solo per i residenti e per
i mezzi che devono raggiungere le attività commerciali della zona.
F. A.

33000 [28]

Approda domani in Commissione urbanistica il piano urbano del traffico, una
mappa di cui il Comune di Terracina si dota dopo un’attesa durata anni.
La
rivoluzione passa attraverso la realizzazione di ben quattro parcheggi
multipiano, tra cui quello del Montuno, tutti previsti nel centro urbano. I
lavori alla «collinetta» erano già iniziati, ma subito interrotti per
il ritrovamento di un muretto romano durante le operazioni di scavo.
Con un parere positivo della Sovrintendenza dei beni archeologici, che arriverà
a giorni, le ruspe torneranno presto in azione. L’importante è che – fa sapere
l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari – i resti romani rimangano a
vista. Ma non c’è solo il Montuno con i suoi 70 posti macchina. Il nuovo piano
urbano del traffico prevede la nascita anche di altri tre parcheggi multi
livello. Uno presso l’area di via Leopardi davanti l’area verde di Villa
Tomassini. Un parcheggio a un piano sotterraneo, uno a livello del mare e
l’altro sopraelevato. Una struttura analoga sorgerà presso il piazzale Donatori
di sangue in viale Europa. Un ultimo parcheggio multipiano troverà posto in un
terreno di via Manzoni. Per un totale di circa 400 nuovi posti macchina. I
progetti li eseguirà il Comune, ma i soldi ce li metterà il privato. Infatti per
tutte le opere in questione vale l’escamotage del project financing. Il Comune
redige il progetto e poi apre una gara d’appalto. Il privato che se l’aggiudica
con i propri soldi realizza l’opera e poi la gestisce, traendone dunque guadagno
con il sistema della sosta a pagamento. I tempi per vedere attuata la
rivoluzione del traffico multipiano non sono poi così biblici come ci si
potrebbe aspettare dal Comune di Terracina. Con il privato che scalda i motori,
i tempi si riducono al massimo. L’assessore Ferrari assicura che l’impatto delle
nuove opere sarà minimo sul territorio del centro urbano. Ma c’è da giurarci che
i nuovi parcheggi a più livelli, che spunteranno qua e là come funghi, non
mancheranno di suscitare polemiche.
Francesco Avena

33000 [27]

Si sperava potesse essere l’ultima «pasquinata» nella storia dei lavori di via
Lungolinea Pio VI, a terracina.
E invece ieri mattina ne è arrivata un’altra,
attaccata proprio accanto al cartellone dei lavori che, finalmente partiti per
sistemare la strada, all’improvviso si sono bloccati. Il messaggio dice
testualmente: «Chi l’ha visto? Non si hanno più notizie della ditta che doveva
eseguire i lavori alla banchina. Sparita dal 4 ottobre 2010. Chi ha notizie può
telefonare a Pasquino». Insomma, se nel cartello precedente si gridava al
miracolo riferendosi al cantiere finalmente avviato, adesso si lancia una sorta
di appello per chi ha visto aggirarsi nei pressi della strada qualcuno degli
operai della ditta. E’ il solito Pasquino dal tono ovviamente sarcastico, che
però, come faceva il suo più noto antenato romanaccio, va sempre dritto al sodo
della questione. «Ci sentiamo sentiti in giro per l’ennesima volta- è il
commento unanime di commercianti e residenti di via Lungo linea Pio VI- Ci hanno
letteralmente ingabbiato tanto che è difficile transitare anche per i pedoni».
Alcuni giorni fa un signore su una carrozzina elettrica ha avuto difficoltà ad
attraversare il tratto circoscritto dalla rete per la poca distanza rispetto
alla facciata del palazzo. Ma erano ben disposti a sopportare quest’ennesimo
disagio pur di riavere la strada finalmente sistemata, sicura e libera. «Ci
avevano garantito che i lavori sarebbero terminati a dicembre 2010, e invece sul
cartello la data è già stata spostata a gennaio 2011. Ma del resto se il
cantiere latita come fa a lavorare!». All’inizio della scorsa settimana avevano
portato materiali e macchinari. E nulla più. Ma se lo scorso agosto era stato
garantito che i lavori sarebbero iniziati all’inizio di settembre, com’è
possibile che a metà ottobre la situazione sia ancora tanto nebulosa?
Ri.Re.

33000 [26]

Rischia di tornare ai nastri di partenza e di vedere buona parte degli imputati
tornare in libertà per scadenza dei termini di custodia cautelare il maxi
processo al clan Licciardi.
Il processo che vede imputati, tra gli altri,
Patrizia Licciardi e Eduardo Marano, i coniugi arrestati nel luglio del 2008 a
Terracina perché accusati di aver partecipato alle attività estorsive del clan e
sospettati di reinvestire i proventi a Terracina, nei giorni scorsi ha
registrato uno stop. Nell’udienza che si è tenuta davanti al collegio “A” della
prima sezione penale del Tribunale di Napoli, la difesa, composta tra gli altri
dai legali Biondi, Valentino, Cupo, Cardillo e Quaranta, ha chiesto e ottenuto
l’astensione dal dibattimento di un giudice del collegio, perché lo stesso
avrebbe autorizzato precedentemente l’esecuzione di alcune intercettazioni poi
eseguite dalla Procura. Una posizione che contrasterebbe con la terzietà del
giudice del collegio. Le eccezioni della difesa sono state condivise anche dalla
Procura e lo stesso magistrato ha fatto dichiarazione di astensione. Ora gli
atti sono stati rimessi al presidente del Tribunale di Napoli, che il prossimo
21 ottobre dovrà decidere ed eventualmente nominare un nuovo collegio giudicante.
Un’eventualità, quest’ultima, che renderebbe di fatto necessario istruire
di nuovo la pratica allungando di molto i tempi dibattimentali.
Proprio quest’impasse rischia di far scadere i termini di custodia
cautelare per molti degli imputati, alcuni dei quali sono in carcere in regime
di 41 bis. Non è il caso di Patrizia Licciardi e di Eduardo Marano, difesi
dall’avvocato Cupo, i quali verrebbero però anche loro scarcerati. Ora si
attende la pronuncia del presidente del Tribunale. Il maxi processo al clan
Licciardi vede imputate a vario titolo oltre 60 persone tra esponenti e
affiliati al clan. Le accuse vanno dall’estorsione al racket, all’associazione
mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. Un’indagine, quella condotta dal pm
Cannavale della Dda di Napoli, che ha ricostruito il sistema delle alleanze, e
che ora rischia di veder vanificato il lavoro della Procura. Uno dei giudici a
latere del collegio penale, infatti, secondo la difesa, avrebbe autorizzato
alcune intercettazioni relative al processo, poi effettivamente eseguite dalla
Procura. Motivo per cui la posizione del magistrato non sarebbe «terza» nel giudizio.
D. R.

33000 [25]

Camera ardente dell’hospice, i giudici si riservano Ieri a Latina la discussione
del ricorso di Villa Azzurra uovo round nella querelle tra l’hospice «Villa
Azzurra» di Terracina e gli inquilini, vicini di casa, del condominio
«Concordia».
Ieri mattina le due parti sono ritornate in aula, nel tribunale di
Latina, dopo che i vertici della struttura sanitaria avevano impugnato il
provvedimento del giudice di Terracina Franco Catracchia emesso a luglio. La sua
sentenza aveva disposto il trasferimento immediato della camera ardente presso
un’altra sede. Tramite l’avvocato Corrado De Angelis l’hospice aveva impugnato
quel documento presso il tribunale di Latina presentando una serie di
motivazioni. Ieri i giudici del Collegio si sono riservati. Intanto domani è
previsto il primo accesso dell’ufficiale giudiziario e di un consulente tecnico
all’interno della camera ardente per individuare un’altra sede,
come richiesto dai condomini.

33000 [24]

La Volley Terracina inizia il campionato di serie C con una sconfitta di misura
per 3-2 contro Fonte Roma Eur, squadra di tutto rispetto proveniente da un
esperienza in b2 nel campionato precedente.

L’incontro è stato preceduto dall’esibizione del corpo di ballo Accademia Event
Revolution dove si sono esibiti gruppi di ragazzi e ragazze proprio per l’
apertura del campionato di serie C. Le ragazze guidate dal mister Pesce ed il
suo secondo Rigoni sono scese in campo molto determinate davanti ad un folto
pubblico, sta di fatto che il Palacarucci di Terracina era gremito di tifosi e
non per vedere all’opera le ragazze del Volley Terracina che tanto ha dato nel
campionato precedente, una cosa mai vista fino ad ora veder un palazzetto pieno
di tifosi per seguire le loro beniamine, questo da molta soddisfazione a tutto
lo staff ciò significa che in tutti questi anni si è lavorato bene.
Tornando all’incontro le Terracinesi iniziano molto bene vincendo il primo set
agevolmente, il secondo set invece venivano fuori le avversarie facendo valere
la loro esperienze ma il Terracina non mollava riuscendo addirittura ad andare
in vantaggio con la possibilità di aggiudicarsi anche il secondo set ma per una
serie di errori da parte della compagine locale le avversarie ad avere la meglio
e tornare così in parità.
Il terzo set molto combattuto tra le due squadre ma alla fine era il Terracina
ad ad avere la meglio portandosi sul 2-1. Nel quarto e quinto set il Terracina
non era più lo stesso dei primi tre set evidenziando un leggero calo fisico dove
le avversarie ne approfittavano mettendo così fine all’incontro portando a casa
solo 2 punti mentre il Terracina se ne aggiudicava solo 1.
Per il momento possiamo essere più che soddisfatti tranne che per la sconfitta
considerando che si è giocato con una squadra che punta alla vittoria finale
dove le nostre ragazze si sono comportate abbastanza bene e uscendo dal campo a
testa alta visto che si affronta per la prima volta un campionato si serie C.
Ora si pensa già al prossimo incontro con il Ciampino cercando di fare ancora
meglio e perché no portare a casa i tre punti in palio. Al momento possiamo dire
solo brave alle ragazze per essersi comportate in campo dignitosamente davanti
ad un avversario ce ha più esperienza di noi ed un elogio va al nuovo mister che
tanto ha fatto fino ad oggi per preparare le ragazze e portarle ad un livello
superiore affinchè si possa affrontare questo campionato con serenità.
Appuntamento quindi per sabato prossimo contro il Ciampino invitando quanti
vogliono seguire le ragazze ed incitarle come sempre hanno fatto.

33000 [23]

Corsi di formazione gratuiti
Sono aperte le iscrizioni ai 2 Corsi gratuiti”Tecnico della logistica e della
mobilità sostenibile nel settore agroalimentare”,organizzati dall’ISAS in
collaborazione con la Provincia di Latina,riservati a candidati residenti nella
Regione Lazio, con priorità ai soggetti residenti in Provincia di Latina, che
abbiano compiuto 18 anni di età, in possesso di Diploma di Scuola Media
Superiore o Diploma di Qualifica Triennale rilasciato da un Istituto
Professionale di Stato e che siano inoccupati o disoccupati.I termini per la
presentazione delle domande scadono il 31 Ottobre. La partecipazione al corso è
gratuita. Si può consultare il bando su: www.progettoradici.net e
www.provincia.latina.it

33000 [22]

Un nuovo clochard all’ospedale «Alfredo Fiorini» di terracina. Questa volta sono
intervenuti gli Angeli Custodi della Protezione Civile. Ieri mattina qualcuno ha
allertato i carabinieri trovandosi di fronte a un senzatetto che si era
sistemato a dormire all’interno della cabina elettrica. Dopo un primo intervento
dei militari, che lo avevano allontanato, lo sconosciuto era ritornato dopo
appena qualche ora, evidentemente non trovando nessun altro posto. Nuova
segnalazione ai carabinieri, che però erano impegnati, e quindi sono intervenuti
gli Angeli Custodi che hanno portato il clochard con loro.
Ri.Re.

33000 [21]

Arresto convalidato e obbligo di firma due giorni a settimana per l’idraulico di
terracina arrestato la scorsa settimana dalla guardia di finanza per detenzione
ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ieri mattina M.C. è comparso
davanti il giudice Matilde Campoli, assistito dall’avvocato Fabio De Felice. La
Campoli ha ritenuto opportuno convalidare l’arresto, ma ha respinto la richiesta
del pm che chiedeva perlomeno la misura della custodia cautelare ai domiciliari.
L’idraulico 40enne è stato, infatti, rimesso in libertà e sottoposta alla firma
obbligatoria. Il legale, comunque, ha intenzione di fare ricorso perché le
fiamme gialle non hanno sorpreso il proprio assistito nella flagranza del reato,
trovando i circa 23 grammi di cocaina nell’abitazione dell’uomo e nulla addosso.
L’idraulico era stato fermato sabato scorso in piazza Garibaldi dai finanzieri
che avevano continuato la perquisizione a casa trovando la droga nascosta in un
armadio.
Ri.Re.

33000 [1]

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terracina-vista-da-ospedale-vecchio-primi-900_bis

Arriva la Guardia di Finanza nel Dipartimento Finanziario del Comune. Nella
mattinata di mercoledì scorso, quattro militari delle locali Fiamme Gialle si
sono presentati nella sede della Ragioneria in via Bengasi, presso Piazza
Garibaldi, e si sono portati via numerosi incartamenti. I finanzieri erano in
borghese e si sono recati sul posto con un auto senza insegne nell’evidente
volontà di non dare nell’occhio ai passanti, considerata la posizione
centralissima degli uffici.  Dopo che i documenti prelevati erano stati riposti
nel portabagaglio, l’auto è ripartita lasciandosi dietro diversi interrogativi.
Non si sa, infatti, che tipo di materiale sia passato dai tavoli del
Dipartimento a quelli della sede della Tenenza di via Leopardi. Va detto, a
questo proposito, che in via Bengasi si trovano tutti gli uffici del
Dipartimento: A Ragioneria, Tributi, Economato, Ufficio Casa e la dirigente del
Dipartimento, Ada Nasti. Difficile, dunque, indovinare verso quale settore è
orientata l’iniziativa dei militari. Tuttavia, nonostante la grande riservatezza
con la quale la Guardia di Finanza ha voluto svolgere questa operazione, c’è una
indiscrezione secondo la quale i fascicoli ora nelle mani dei militari non
riguardano le inchieste già in corso, ma una del tutto nuova. Un’ulteriore
indiscrezione, tutta da verificare, precisa che l’indagine in questione concerne
consulenze ed incarichi professionali. Ad ogni modo, l’arrivo dei finanzieri
mercoledì scorso nel Dipartimento di via Bengasi è il segno del livello di
attenzione che gli organi inquirenti continuano ad avere nei confronti del
Comune. A rinnovare la preoccupazione in Municipio, è intervenuto lo scorso
venerdì un altro episodio tutto ancora da decifrare. Testimoni raccontano che,
appena due giorni dopo i finanzieri, tre uomini in abiti civili sono andati di
nuovo nella sede di via Bengasi, dove hanno chiesto con molta insistenza di
poter parlare con la dirigente Ada Nasti. In molti hanno avuto l’impressione che
i tre personaggi fossero appartenenti alle forze dell’ordine.
Andrea Di Lello

33000 [35]

Assunzioni che alimentano le polemiche, concorsi che non convincono, accuse di
clientelismo, situazione finanziaria ancora tutta da chiarire.
L’Azienda
speciale è partita ma i dubbi sul suo funzionamento permangono. Per questo
motivo il presidente dell’ente strumentale Valerio Golfieri vuole fare
chiarezza. Spiegare, punto per punto, presente e futuro dei servizi sociali. Si
parte dalle assunzioni: «Mi indignano le voci che parlano di oltre 100
assunzioni – scandisce Golfieri – . Abbiamo assunto due tipologie di dipendenti,
quelle a tempo indeterminato, di cui fanno parte gli ex Lsu e una parte
delle operatrici degli asili nido provenienti dalle coop, e quelle a
tempo determinato, con regolare selezione, che svolgono altri servizi come
l’assi – stenza scolastica, i logopedisti, il trasporto per disabili».
Un’ottantina di persone «indispensabili – assicura Golfieri – allo svolgimento dei
servizi». Sull’ipotesi di illegittimità di alcuni contratti, il presidente
taglia: «Le assunzioni sono frutto di un percorso tra Regione, Prefettura e
Comune e il calendario delle assunzioni è stato stabilito dalla Pisana. Abbiamo
avuto ispezioni dell’Inps e dell’ispettorato del lavoro per 3 mesi, e non è
stato rilevato nulla di illegittimo». C’è poi la situazione finanziaria. Come si
regge l’Azienda speciale? «Il Comune ci ha dato immobili in comodato d’uso
gratuito. Inoltre ogni mese ci assicura 80 mila euro sui 180 che ci dovrebbe.
Infine abbiamo sottoscritto un accordo con il Monte dei Paschi di Siena, nostra
tesoreria. L’autonomia gestionale ci aiuterà, riceveremo fondi e rette in via
diretta, a differenza dell’Istituzione, e siamo in procinto di accreditarci con
il servizio civile». C’è però un problema con l’assistenza domiciliare. «Il
progetto è pronto. Avvieremo il modello del “voucher”. L’assistito
sceglierà il suo operatore e lo pagherà con un tagliando fornito dall’Azienda».
Tutto qui? «Abbiamo attivato uno sportello immigrazione, il trasporto dei malati
oncologici e stiamo programmando 3 nuovi progetti per anziani, giovani e minori.
Non mi sottraggo alle responsabilità sul passato, ma questi sono risultati».
Diego Roma

33000 [34]

Azienda Speciale è destinata al «tilt». Ne sono convinte le cooperative sociali
e ne è convinto Vittorio Marzullo, segretario di Sinistra, Ecologia e Libertà.
«Se negli anni passati -scrive quest’ultimo in una nota con riferimento ad
alcune dichiarazioni dell’assessore Francesco Zicchierisono stati tagliati
servizi come scuolabus, assistenza domiciliare, in particolar modo per gli
anziani non autosufficienti, colonie estive, centro diurno e residenziale, come
può oggi l’azienda speciale o il Comune parlare contemporaneamente di un aumento
dei servizi spendendo meno, in presenza del costo del lavoro per ora lavorata in
forte aumento? Poiché è impensabile ipotizzare che all’azienda speciale un
dipendente possa costare meno di quanto costi ad una cooperativa, visto gli
sgravi contributivi di cui le cooperative godono». Sulle spese dell’Azienda
insiste anche Anna Di Scala, presidente della Cooperativa Insieme, estromessa,
come le altre cooperative, dalla gestione dei servizi, perché considerata
dall’amministrazione Nardi troppo costosa:« Per quanto riguarda gli asili -
afferma la Di Scala-, è facile risparmiare quando il personale viene assunto con
contratti di L’ collaborazione (ed ancora ci chiediamo come sia possibile
prorogare per oltre un anno tali rapporti senza regolarizzarli, ma evidentemente
la legge non è uguale per tutti). Ne riparliamo tra un anno visto che ora hanno
assunto tutti a tempo indeterminato. I contributi, avendo assunto il nostro
personale in mobilità, per i prossimi tre anni non li pagheranno, (vantaggio che
le cooperative non avevano), ma quanto pagheranno per il coordinamento (la legge
prevede che ci sia uno psicologo a coordinare gli asili uno per ogni asilo),
quanto pagheranno per l’assolvimento degli obblighi della legge 81/08 sulla
sicurezza sul lavoro (visite mediche e altro.), quanto investiranno sulla
formazione permanente che garantisce la qualità dei servizi, quanto pagheranno
per le derrate alimentari, per la manutenzione ordinaria degli immobili, per i
giochi?». Inoltre, sempre secondo la Di Scala, «in relazione all’assistenza
scolastica ed al centro diurno, che per altro non è ancora aperto, al costo
calcolato dall’amministrazione vanno aggiunti i 21 ex Lsu che prima permettevano
a tanti bambini diversamente abili di frequentare regolarmente le lezioni, che
sono anch’essi stati appena assunti a tempo indeterminato per fare “altri
servizi”(e sarebbe interessante sapere quali, quanti utenti ne giovano e quale
sarà il loro costo). Per non parlare dell’assistenza domiciliare che ancora oggi
non è partita ». Intanto, però, il Comune continua a non pagare alle cooperative
il dovuto per i servizi erogati in passato. Roberta Tintari, presidente della
Cooperativa Mosaico, che gestiva il centro diurno intercomunale, parla di
112mila euro «che non abbiamo mai ricevuto, nonostante tali cifre siano
provenienti dal distretto Fondi – Terracina e anche dal Comune di Monte San Biagio».
Andrea Di Lello

33000 [33]

Vigneto Lazio è in prima fila nella nuova guida ai vini d’Italia, Slow Wine
2011, che Slow Food Editore presenterà il 20 ottobre al PalaIsozaki di Torino.
Tra i «vini particolari», quelli prodotti da piccoli contadini o provenienti da
piccole produzioni artigianali o ancora da vitigni autoctoni particolari, emerge
il Moscato di terracina Amabile Templum 2008 di Cantina Sant’Andrea, definito
un vino amabile «molto piacevole e ben fatto con un prezzo alla portata di tutte
le tasche». Questo emerge nel giudizio di Duccio Armenio. La vendemmia di questo
vino avviene durante la prima decade di ottobre, con selezione delle uve e
raccolta manuale. I grappoli subiscono una leggera sovrammaturazione in pianta
per arricchirsi di zuccheri ed aromi particolari. Nella raccolta l’uva viene
posta in piccoli cesti o cassette per mantenere i chicchi integri. Per quanto
riguarda vinificazione, maturazione ed affinamento, parliamo di una delicata
pigio-diraspatura con breve criomacerazione di alcune ore e lentissima
fermentazione a temperatura controllata. Al raggiungimento dell’adeguato residuo
zuccherino il vino viene refrigerato, filtrato e lasciato riposare in piccoli
serbatoi in acciaio termocontrollati. I successivi travasi e il costante
controllo della temperatura mantengono in questo vino amabile tutto il sapore e
i profumi dell’uva da cui proviene.


«Noi, siamo preoccupati dal fatto che dietro questo sbandierare positivo non vi
sia, senza dichiararlo, l’inizio della campagna elettorale».
Piovono accuse di
inefficienza sull’Azienda speciale. Le rifila in una nota il segr et ar io del
circolo di Sinistra e Libertà, che denuncia lo scadimento dei servizi e ipotizza
la gestione del Terzo settore da parte di Zicchieri e colleghi come
fumo negli occhi degli elettori. Marzullo ricorda il caso delle mancate
rendicontazioni «alla Regione sin dal lontano 2003, fino a costringere la stessa
a sospendere i finanziamenti e l’assessore regionale a prendere le distanze da
questa giunta con la minaccia di commissariamento ». In tutto questo,
incalza Sel, «l’assessore non trova di meglio che dare i numeri ». «Se negli
anni passati sono stati tagliati servizi come scuolabus, assistenza domiciliare,
colonie estive, centro diurno e residenziale, come può oggi l’azienda speciale o
il Comune parlare contemporaneamente di un aumento dei servizi spendendo meno,
in presenza del costo del lavoro per ora lavorata in forte aumento? Non è
chiamando risparmio, il taglio dei fondi destinati alle figure più deboli della
società, bambini, anziani e diversamente abili che si riesce a far
bella figura » . Duro attacco anche dal capogruppo dell’Udc Gianni Percoco, che
invece pone l’accento sul comportamento della maggioranza durante l’ultima
seduta di Consiglio comunale. «Non c’è più limite all’indecenza» scandisce
Percoco, rivolto ad una maggioranza che «è fuggita, evidenziando una grande
difficoltà nell’affrontare un confronto democratico in cui si devono dibattere i
temi di interesse collettivo. Vedasi il punto riguardante l’Azienda Speciale in
cui si potevano affrontare le problematiche delle famiglie». Percoco se la
prende anche con il presidente del Consiglio Patrizio Avelli che, dopo la
sospensione per mancanza del numero legale «non solo non ha rispettato la regola
dei 5 giorni, ma nel convocare il consiglio per il 25, quindi dopo due
settimane, lo ha fatto senza consultare la conferenza dei capigruppo». «Proporrò
- conclude Percoco – di non partecipare più alla conferenza dei capigruppo fino
a quando non si avrà un comportamento più rispettoso».
D. R.


Intervento dei vigili del fuoco di terracina e 118 per soccorrere un’anziana
caduta in casa, con la porta ben chiusa dall’interno.
L’episodio è successo ieri
mattina (Sabato, NdB) in un appartamento al terzo piano di un edificio in via
Napoli, vicino l’ospedale. Un’anziana inquilina all’improvviso si è ritrovata
sul pavimento di casa, forse dopo essere scivolata o perché colta da un
improvviso malore. Fatto sta che da sola non riusciva più a tornare in piedi. Le
sue urla hanno richiamato l’attenzione dei vicini che subito hanno allertato il
118. Purtroppo i sanitari non sono riusciti a entrare nell’appartamento chiuso a
chiave e hanno avvisato i pompieri. Questi si sono calati dal balcone di un
appartamento del quarto piano raggiungendo quello della signora, che è stata
soccorsa.



Artigiano di giorno, spacciatore di notte. Insospettabile imprenditore di
Terracina arrestato dalla Guardia di Finanza per detenzione ai fini di spaccio
di sostanza stupefacente. In casa nascondeva 23 grammi di cocaina e un bilancino
elettronico di precisione per dosare e confezionare la «neve». Nuova brillante
operazione delle fiamme gialle della tenenza di Terracina, agli ordini del
comandante Dario Bordi, che venerdì sera hanno fatto scattare il blitz. I
militari da fonti confidenziali erano venuti a conoscenza dell’attività illecita
dell’uomo, M.C. un 40enne del posto molto conosciuto in città, e hanno iniziato
a indagare sul suo conto. Dopo una serie di appostamenti i finanzieri venerdì
sera sono entrati in azione. Mentre si aggirava nella centralissima piazza
Garibaldi, forse per procacciarsi qualche cliente, l’uomo è stato fermato dalle
fiamme gialle. Condotto in caserma, è stato perquisito: con sé non aveva droga.
Ma i militari sono andati fino in fondo e hanno ottenuto i risultati previsti.
Dalla successiva perquisizione domiciliare, infatti, è risultato come
l’insospettabile 40enne avesse nascosto in casa 23 grammi di coca, ancora da
dividere in dosi. Su disposizione del sostituto procuratore di turno, Gregorio
Capasso, è stato dunque tratto in arresto e condotto presso il carcere di
Latina. Le indagini proseguono per appurare i canali di approvvigionamento e il
giro di clienti del pusher finito in manette.
Francesco Avena


C’è chi, le aree protette, se le immagina diversamente. Con sentieri, visite
guidate, strutture ricettive gestite da residenti che propongano prodotti
tipici, ospitino i turisti, diffondano la tradizione agro-pastorale del
territorio. Se non tutti i residenti contrari all’istituzione dell’ente hanno
mire speculative, è altresì vero che non tutti i «locali» vedono
nell’istituzione dell’area protetta il male assoluto. Il problema, semmai, sta
nel come farlo vivere e prosperare. Una soluzione possibile arriva dai comitati
“Cam – posoriano”, “Vivere Sonnino” e “Il Fontanile”, che da anni fanno proposte
ai Comuni di Terracina e Sonnino per il Monumento naturale di Camposoriano, e
che ora, a due anni dalla nascita dell’ente Parco, rivolgono le loro proposte
all’attuale commissario del Parco Federico Carnevale. Secondo i comitati è
inutile proporre «impossibili abrogazioni della legge istitutiva del Parco».
Servono piuttosto «proposte concrete che consentano alla Gestione straordinaria
del Parco di procedere alla formulazione di una piano di gestione articolato in
diversificati ambiti territoriali, comprensivo di alcune modifiche dei confini
del Parco». Più che un dietrofront, dunque, occorre dare «una visione
complessiva delle problematiche gestionali» che «consentano la individuazione
delle peculiarità proprie dei diversi ambiti». A partire dai Monumenti naturali.
«Non v’è dubbio – scrivono i comitati – che i circa 1000 ettari di quello che fu
il Monumento Naturale di Campo Soriano hanno caratteristiche ed esigenze di
valorizzazione e di disciplina diverse rispetto all’ambito territoriale di
quello che fu il Monumento Naturale Lago di Fondi». Dunque occorre
differenziare. Questo «il punto di partenza per la realizzazione di progetti
tesi allo sviluppo socio-economico del territorio, che tengano anche conto delle
esigenze relative all’attività venatoria, esercitata non in contraddizione con
altre attività tipiche delle aree protette». Si potrebbe partire, proseguono i
comitati, con una riperimetrazione che tuteli l’area dalla frammentazione, dal
«recupero e di miglioramento degli immobili residenziali esistenti », dalla
promozione. Proprio riguardo il Monumento Naturale, i comitati chiedono al
commissario Carnevale che l’area sia dotata «di cartellonistica informativa, di
sentieristica per i visitatori; di un’adeguata attività di controllo
all’apertura della caccia, ma anche una migliore utilizzazione del personale del
Parco». È un dato, infatti, che ciò che manca all’ente, è una pianta organica
che dai vertici arrivi fino alle fasi operative. E soprattutto l’id ea che,
perché un Parco naturale viva, serve il coinvolgimento delle popolazioni locali.
Diego Roma

Terracina Calcio.
Cade, dopo 5 risultati utili consecutivi, il Terracina di Mauro Pernarella che, a
Marino, deve chinare il capo davanti al Cittàdi Marino. I castellani, partiti in
questa stagione con il freno a mano tirato, stanno cominciando ad acquisire gli
schemi offensivi (vincenti enlle ultime due stagioni), di mister Carlo Lanza e
iniziano la propria risalita in classifica. Privo di Giuseppe Medoro, abbastanza
«scarico» sotto porta ma evidentemente importante per gli equilibri della
squadra, Pernarella si affida ad un 4-4-2 che, al tirare delle somme, non riesce
a contrastare ef- C ficacemente i veloci inserimenti degli esterni marinesi.
Nella prima frazione di gioco le due squadre sono molto corte e abbastanza
timide e le uniche occasioni sono il frutto di iniziative personali sempre,
però, stoppate sempre in maniera efficace dai rispettivi reparti arretrati.
Tanto equilibrio può essere spezzato solo da un episodio o da un accadimento che
spezzi il «tantra» della gara… E la cosa succede, puntualmente, al minuto 38’
quando Casale, toccato duro da un difensore, deve abbandonare il campo. Al suo
posto entra Arcobelli che, al primo pallone toccato, fa gol: cross di
Novembrino, al 41’, e preciso colpo sotto porta del nuovo entrato per l’uno a
zero. Nella ripresa le due squadre partono subito forte, già al primo minuto il
Terracina riesce a pareggiare con il rigore di Rosi abile a spiazzare Perrotta.
I marinesi non ci stanno e attaccano a testa bassa per riportarsi in vantaggio.
Gli sforzi vengono premiati dall’arbitro Cesarini che concede un rigore per il
fallo di mano di Balestrieri, Turchetta si prende la responsabilità del rigore e
dagli undici metri riporta avanti i suoi. Dopo le due fiammate iniziali la
partita rallenta con gli ospiti che attaccano e i padroni di casa che ripartono
in contropiede. Intorno alla mezz’ora il Terracina ha due enormi occasioni per
pareggiare su degli errori grossolani dei difensori del Marino, ma gli
attaccanti terracinesi non sanno approfittarne. Il Marino in contropiede sfrutta
il folletto Marvelli, che è imprendibile per la difesa avversaria e che riesce a
creare numerose palle goal per gli attaccanti di mister Lanza. Proprio da una
iniziativa dell’esterno marinese, in pieno recupero, nasce il goal di Arcobelli,
che riceve la palla al limite e piazza la sfera all’incrocio dei pali per il tre
a uno definitivo.

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terracina-viale-circe-dopoguerra_bis

Ricami artigianali e sanpietrini. Bambole di pezza ed edifici antichi. Un buon
bicchiere di vino o un cornetto caldo e la storia che ti aspetta appena fuori
dal negozio. Negli ultimi anni nel centro storico alto di Terracina si è
sviluppata un esempio di «imprenditoria sostenibile ». Tutto grazie alla
creatività e al coraggio di persone, soprattutto donne, che continuano a
crederci, nonostante tutto. Ne sa qualcosa Maria Celeste Del Monte. «Mi chiamano
l’irredentista del centro storico perché sto qui da 15 anni senza essermene mai
pentita», e accompagna le parole con la sua bella risata cristallina. Maria
Celeste crede in ciò che fa e nelle sue tele a olio mette tutta la sua passione.
«La mia attività non poteva avere una collocazione migliore. Nei miei quadri
rifletto tutto l’amore che ho per questi vicoli». E se ne sono accorti anche
norve- R gesi e russi, innamorati degli scorci della Terracina antica che
trovano sulle tele a olio di Maria Celeste. Un tripudio di abitini decorati a
mano è, invece, il negozio di Maria Antonietta Cittarelli, ritornata nel centro
storico alto nel 2007. Incanta i visitatori con le sue creazioni. «E’ la
creazione il momento che più mi appaga- spiega Maria Antonietta- Pentita di aver
avviato l’attività qui? Assolutamente no. Io devo stare qui». Lungo Corso Anita
Garibaldi hanno trovato uno spazio loro anche i mosaici di Maria Piera Di
Piazza, una bolognese trapiantata a Terracina con la passione per i mosaici
bizantini che riproduce fedelmente, senza tradire il suo estro personale.«Ho
puntato tutto sulla parte vecchia della città perché attività come queste non
possono che far bene- racconta Maria Piera che non nasconde le difficoltà- Ci
scontriamo con la scarsa apertura mentale della gente, ma io resisto perché ci
credo ancora». E ancora i pupi di pezza di Carla Vento, l’outlet che non ti
aspetti di Chetty Bovese, i cornetti dolci e le torte salate di Carla Morese, i
legni che riprendono vita sotto le mani esperta di Anna Catena, i piatti
sapienti di Ivana Codemo, il buon vino e la cucina esperta di Sara D’Ammizio e
tanto altro ancora da scoprire.
Rita Recchia

33000 [3]

Allarme inquinamento alla foce del fiume Sisto:  indagano i carabinieri. Una
grossa macchia oleosa di colore rossoarancio è comparsa giovedì pomeriggio
lungo le sponde del Sisto. All’altezza della foce la chiazza melmosa
ha attirato l’attenzione di passanti e operatori del posto che non hanno
esitato a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. La macchia che ha colorato
di rosso alcune centinaia di metri di specchio d’acqua prima di finire in mare è
stata monitorata dai carabinieri della Compagnia di Terracina, agli ordini del
capitano Alessandro Giordano Atti, che in collaborazione con i tecnici regionali
dell’Arpa Lazio hanno effettuato numerosi campionamenti. A partire dalla foce
del Sisto, militari e tecnici hanno prelevato campioni di acqua risalendo il
corso del fiume. Le ultime tracce della macchia rossastra, sono state rinvenute
e repertate nel territorio di Pontinia. La domanda su cui stanno ragionando gli
inquirenti è da dove sia saltata fuori la chiazza e quali componenti siano alla
base della patina oleosa galleggiante. L’allarme inquinamento c’è, anche se
al momento gli indizi per definire con maggiore precisione la natura della
macchia rossa sono insufficienti. Bisognerà attendere i primi giorni della
prossima settimana per conoscere i risultati delle analisi eseguite dall’Agenzia
regionale per la protezione ambientale. Il sospetto è che la chiazza rossa sia
stata provocata da uno scarico abusivo di materiale di scarto, forse proveniente
dall’area industriale di Mazzocchio a Pontinia o dalle numerose aziende
agricole e zootecniche dell’entroterra. Non a caso le ultime
tracce di acqua rossa sono state ritrovate lungo il corso del Sisto proprio nel
territorio di Pontinia. Come da prassi sono scattate le indagini, e della
questione è stata data comunicazione anche all’Ardis, l’agenzia regionale difesa
del suolo, che annovera tra le sue competenze anche la manutenzione dei fiumi.
Gli inquirenti tuttavia non escludono che a colorare di rosso il Sisto possa
essere stato un particolare fenomeno naturale dovuto a un’alga, che però di
solito provoca reazioni chimiche di questo genere nel periodo estivo quando la
temperatura dell’acqua si scalda notevolmente.
Francesco Avena

33000 [2]

Anche l’Udc contro Patrizio Avelli. Il consigliere comunale centrista Gianni
Percoco se la prende con il presidente del consiglio comunale per le stesse
ragioni per le quali il gruppo consiliare Pd si è rivolto al prefetto. Dopo che
nell’ultima seduta consiliare la maggioranza ha fatto venir meno all’improvviso
il numero legale, «il presidente del consiglio -scrive Percoco in una nota- ha
completato l’opera non convocando il consiglio comunale in spregio alle regole
che prevedono, in caso di mancanza del numero legale, la convocazione del
consiglio stesso dopo tre o al massimo cinque giorni». Inoltre, continua il
centrista, «Avelli non solo non ha rispettato la regola dei cinque giorni, ma ha
convocato il consiglio per il 25 ottobre, quindi dopo due settimane, senza
consultare la conferenza dei capi gruppo. E questa è la conferma di un
comportamento dittatoriale non rispettoso delle regole democratiche e non
rispettoso di tutta la città». Secondo Percoco, quindi, «il presidente non tiene
conto con i suoi atteggiamenti dei diritti delle minoranze, minoranze che
rappresentano parte importante di cittadini». «Purtroppo per tutti noi -si legge
ancora nella nota- questo è il livello politico con il quale siamo costretti a
confrontarci ad ogni consiglio comunale, con la costante negazione dei nostri
diritti di consiglieri da parte del presidente del consiglio che non garantisce
l’imparzialità e il corretto A svolgimento dei lavori». Infatti, «i lavori del
consiglio spesso sono interrotti per le intemperanze del sindaco e di alcuni
suoi consiglieri sempre pronti alle urla e alle offese contro le opposizioni,
agevolati dall’indifferenza sconcertante del presidente, il tutto a discapito
dell’immagine della città». In effetti, la polemica di Percoco è rivolta anche
alla maggioranza, anche perché «normalmente latitante nelle sedute consiliari «a
meno che non si debba discutere di bilancio, piani urbanistici e creazione di
nuovi enti». «La latitanza della maggioranza -racconta il centrista- è stata
confermata nell’ultimo consiglio comune quando essa, dopo il punto che prevedeva
lo scioglimento dell’Istituzione, si è puntualmente dileguata, in parole
semplici è fuggita, evidenziando una grande difficoltà nell’affrontare un
confronto democratico su temi di interesse collettivo, quale l’Azienda Speciale
con le problematiche delle famiglie, del centro diurno, dell’assistenza
domiciliare. Si poteva e si doveva discutere pure della Terracina Ambiente che,
nonostante gli esosi esborsi a cui sono costretti i cittadini, non riesce a dare
un servizio adeguato. Ultima cosa che si doveva discutere nella scorsa seduta
consiliare era un documento condiviso per evidenziare la difficoltà gestionale e
la penalizzazione dell’offerta sanitaria pontina a favore di quella romana in
virtù del Piano Sanitario approvato dalla presidente della regione Lazio Renata
Polverini». In questa situazione, Percoco annuncia che proporrà di non
partecipare più alla conferenza dei capigruppo, « fino a quando non si avrà un
comportamento più rispettoso».
Andrea Di Lello

33000 [19]


Protesi difettose da espiantare, un caso molto delicato. Ieri mattina a Latina
l’Asl, rappresentata dall’avvocato Massimo Valleroni, ha incontrato i
responsabili dell’azienda che ha distribuito in Italia le protesi cervicali
«Galileo» prodotte dall’azienda tedesca «Signus Medizintechnik » che ora ne ha
chiesto il ritiro. Un confronto necessario per ricostruire tutti i tasselli di
una vicenda che deve essere trattata con la massima cautela ai livelli più alti
della dirigenza amministrativa della Asl. I fornitori hanno prodotto
tutta la documentazione che attesta la comprovata idoneità del modello di
protesi, impiantate al «Santa Maria Goretti» di Latina, rivelatesi
successivamente difettose. In provincia sono al momento due i pazienti
interessati, tra i quali una donna di Terracina. «Per la Asl la situazione
primaria da affrontare è quella dei pazienti – spiega l’avvocato Valleroni,
autorizzato a parlare della vicenda dai vertici dell’azienda sanitaria -
. L’azienda sanitaria, ricevuta la notizia a fine settembre, si è subito
attivata per rintracciare le persone interessate e avviare il monitoraggio. I
pazienti a cui sono state impiantate le protesi sono stati ricevuti e visitati
due volte, ma il controllo resterà costante prima di decidere sul da farsi e
prospettare le soluzioni possibili». I pazienti dovranno sottoporsi ad una nuova
operazione chirurgica. Le protesi dovranno essere quindi espiantate per essere
sostituite. «Dopo il confronto con i fornitori, incontreremo i responsabili d el
l’azienda tedesca – spiega l’avvocato Valleroni – e cercheremo di raccogliere
più notizie possibili su casi simili che si sono registrati altrove per capire
qual è stata la procedura adottata ». Le protesi «Galileo» sono state infatti
vendute in tutta Europa. «Stando a quello che abbiamo potuto accertare finora -
prosegue l’avvocato della Asl – al momento della commercializzazione c’erano
tutte le certificazioni che comprovavano l’idone ità dei prodotti. Poi per
quello di competenza dell’azienda sanitaria, le operazioni chirurgiche sono
state eseguite perfettamente. Ma gli aspetti legali della vicenda verranno
affrontati in una seconda fase».
P. P.

33000 [20]

Oggi c’è una scuola, domani chi lo sa. Anzi a saperlo potrebbero esserlo in
tanti visto che un sito così non può essere assolutamente sfuggito ai cacciatori
immobiliari che certo non mancano da queste parti. È solo una questione di
tempo. Si tratta soltanto di aspettare e la pazienza ovviamente non manca a
quelli col pallino degli affari. Quello dell’area della «Pro Infanzia» di viale
Circe, che da 35 anni ospita anche la succursale dell’istituto tecnico
commerciale «Bianchini» di Terracina, potrebbe essere un grande affare. C’è già
chi si sfrega le mani pensando ad un albergo o una lottizzazione.
Fantaurbanistica? Chissà, forse, ma qualcuno dovrà pure cominciare a pensarci al
futuro di un sito baciato come pochi altri ormai in città dai metri quadrati, da
una location davvero invidiabile e da un valore catastale molto appetibile. Per
il trasloco degli studenti infatti pare non ci voglia ancora molto.
Mancherebbero soltanto gli ultimi pareri per dare il via all’allargamento del
plesso centrale di via Mirandola. Dopodichè il sito di viale Circe tornerà nella
piena disponibilità dei proprietari: la «Pro Infanzia », un’opera pia di Roma.
La struttura, che per lungo tempo ospitò una colonia marina gestita dalla suore,
venne fatta costruire dal professore Raffaele Bastianelli, che poi la donò
all’ente morale. Da 35 anni l’edificio principale ospita la succursale
dell’Itc «Bianchini». A pagare l’affitto è la Provincia che corrisponde
all’opera pia romana 127.222 euro all’anno. Pare superfluo chiedersi quante
scuole si sarebbero potute costruire con tutti i soldi pagati in questi anni.
Anche perché a sobbarcarsi i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria
è stata la Provincia. Laddove questi lavori non sono stati fatti, gli edifici
stanno cadendo letteralmente a pezzi. Come è successo nei giorni scorsi con la
struttura che negli anni passati ha ospitato i vigili del fuoco prima e la
polizia municipale poi. E anche la scuola, che comunque risponde a tutti i
crismi della sicurezza, traspare un più generale stato fatiscenza, almeno per
quanto riguarda quei lavori di una certa consistenza che ovviamente nessun ente
pubblico si azzarda fare, essendo proprietà di un privato. Ma il Comune, la
Provincia o anche la Regione sono interessati ad acquisire il sito? Al momento
pare che nessuna trattativa sia in corso. Il tempo passa e gioca a favore di
eventuali speculazioni a buon prezzo. Il sito è composto da tre edifici per un
totale di 10.909 metri cubi. Il valore catastale è stato calcolato in circa un
milione e 200 mila euro. In pratica dieci anni di affitto per il solo edificio
che ospita la succursale di ragioneria. Un affarone insomma, che potrebbe fare
gola a molti a giudicare da quello che è successo e succede dalle
parti di viale Circe e dintorni.
Pierfederico Pernarella

33000 [37]

Dopo un’approfondita analisi demografica e commerciale della zona, Poste
Italiane ha deciso il prolungamento dell’orario di apertura dell’ufficio postale
di terracina 1 che a partire da ieri resta aperto dalle 8 fino alla 19, dal
lunedì al venerdì, e fino alle 13e15, il sabato.
L’ufficio postale di terracina
1 dispone di 5 sportelli (4 per i servizi BancoPosta e 1 per quelli postali) e
di un’Area Prodotti Finanziari dove personale qualificato sarà a disposizione
per fornire chiarimenti e consigli sui prodotti di risparmio e investimento
offerti da Poste Italiane. L’accesso ai servizi è regolato dal gestore
automatico delle attese che garantisce ai clienti una maggiore riservatezza e
ottimizzerà i tempi delle operazioni allo sportello.
Ri.Re.

33000 [36]

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teracina-vista-da-albergo-anni-50_bis

«Un corto circuito alle macchine? È estremamente difficile. Uno su mille». Parla
un elettrauto, che sa di questioni tecniche. E allora? Anche l’ultima auto
andata in fiamme tre notti fa lascia dubbi cartesiani sull’accidentalità dei
casi. Siamo dall’inizio del 2010 ad 11 casi, che, se pur lontani come numero dal
triste record del 2005 (i roghi d’auto furono in media 3 al mese), sono
ugualmente un po’ troppi per dare tutta la colpa alla casualità. Non ci siamo
con le regole matematiche delle probabilità anche per quanto riguarda il
discorso degli orari. Se la mezzanotte è l’ora di Cenerentola, lo stesso momento
segna a Terracina l’inizio di 2-3 ore di fuoco. Il 25 gennaio scorso era da poco
passata l’1,00 quando è andata in fiamme la Fiat Punto nuova di un magazziniere.
Stessa cadenza temporale (prima dell’1,00) per l’auto di una giovane il 22
aprile. Il 2 maggio erano le 2,00 nel caso dell’auto di un barista. Si torna
indietro all’1,00 con l’auto di un avvocato, distrutta il 15 maggio. Ancora le
2,00 per le auto dei familiari del sindaco Nardi bruciate il 13 giugno. Quindi
l’1,30 per l’auto di un villeggiante il 10 settembre scorso, l’1,00 per due auto
in via Calcatore il 25 settembre scorso e, infine, le 3,00 per la nuova Fiat 500
di un pittore edile il 7 scorso. Dall’1,00 alle 3,00: singolare quanto
improbabile la coincidenza. E’come se tutti i corti circuiti si fossero messi
d’accordo per saltare in quell’ora topica, tralasciando tutto il resto della
giornata. Una bomba ad orologeria non saprebbe fare di meglio. Se poi si pensa
che quelle ore della notte, per via del sonno intenso che prende le persone,
sono privilegiate dai ladri, non si vede perché non possano essere le preferite
anche dai piromani. I motivi per spedire un «illuminato» messaggio
intimidatorio, ricattatorio, persecutorio o punitivo non mancavano nel passato
(dal 2002 a metà 2008 erano stati 122 i roghi d’auto) e non mancano ancor meno
oggi. «Abbiamo interrotto la catena del terrore» dissero trionfanti gli
inquirenti all’indomani dell’operazione Anxur. Non sarebbe male interrogarsi se
una nuova stagione di criminosi falò notturni è stata aperta. Prima che il
metodo seriale torni a prendere piede, rilanciando tutti i bagliori di un vero
allarme sociale.
Ercole Bersani


Percorrono le strade verso la Campania e nello specifico la provincia di Napoli
le indagini sulla maxi discarica abusiva scoperta in via Mediana Vecchia.
Le
circa 600 ecoballe di scarti tessili e altri rifiuti speciali rinvenute dalla
Guardia di Finanza di Terracina, agli ordini del comandante Dario
Bordi, e dal Corpo Forestale dell’ispettore Giuseppe Pannone,
forse provengono proprio dall’h in te rland napoletano. A indirizzare gli
inquirenti verso la rotta campana è il fatto che l’area su cu cui è sorta la
maxi discarica negli ultimi tempi è stata in uso di alcune società campane. Gli
accertamenti sono tuttora in corso, dal momento che il sequestro delle oltre 600
ecoballe hanno rappresentato solo il primo passo
verso la ricerca dei responsabili.
F. A.


Comincia raccolta fondi per il restyling della casa famiglia
«Gregorio Antonelli».
Questa sera presso il ristorante «Grappolo
d’Uva» il Rotary Club di Terracina, presieduto da Luca Meineri,
illustrerà i dettagli dell’ambizioso progetto cui si richiede la partecipazione
e lo sforzo di tutta la cittadinanza. Parte della spesa per la
ristrutturazione della casa famiglia «Antonelli» sarà sostenuta in pieno
dal Rotary. Il resto invece arriverà dalla raccolta fondi, al via in questi
giorni. Si sono resi disponibili per questa splendida iniziativa di
solidarietà una trentina di esercizi commerciali e studi professionali. Il
loro punto raccolta sarà identificato da una vetrofania riportante la ruota
del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary per la ristrutturazione della
Casa Famiglia Antonelli… aderisci anche te». All’interno il benefattore
troverà un salvadanio dove poter versare la propria offerta. All’incontro
di questa sera parteciperà anche Andrea Scala, primario ortopedico di
Roma. Da lui è partita l’iniziativa per la ristrutturazione della casa
famiglia dopo aver operato un bambino ospitato nella struttura.
F. A.


Comincia la raccolta fondi per il restyling della casa famiglia
«Gregorio Antonelli».
Questa sera presso il ristorante «Grappolo
d’Uva» il Rotary Club di Terracina, presieduto da Luca Meineri,
illustrerà i dettagli dell’ambizioso progetto cui si richiede la partecipazione
e lo sforzo di tutta la cittadinanza. Parte della spesa per la
ristrutturazione della casa famiglia «Antonelli» sarà sostenuta in pieno
dal Rotary. Il resto invece arriverà dalla raccolta fondi, al via in questi
giorni. Si sono resi disponibili per questa splendida iniziativa di
solidarietà una trentina di esercizi commerciali e studi professionali. Il
loro punto raccolta sarà identificato da una vetrofania riportante la ruota
del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary per la ristrutturazione della
Casa Famiglia Antonelli… aderisci anche te». All’interno il benefattore
troverà un salvadanio dove poter versare la propria offerta. All’incontro
di questa sera parteciperà anche Andrea Scala, primario ortopedico di
Roma. Da lui è partita l’iniziativa per la ristrutturazione della casa
famiglia dopo aver operato un bambino ospitato nella struttura.
F. A.

Preoccupante». Vincenzo Coccia usa questo aggettivo per commentare la mancata
risposta del prefetto Antonio D’Acunto alla lettera con la quale il Pd gli
chiedeva di intervenire sul presidente dell’Assemblea consiliare per il rispetto
del regolamento del consiglio comunale. Coccia ha espresso le sue riserve
sull’operato del rappresentante del governo in una conferenza stampa che il
gruppo consiliare democratico ha convocato nel pomeriggio di ieri per esporre le
proprie iniziative non solo nei confronti di Patrizio Avelli, ma anche del
consigliere comunale del Pri, Alfredo Lauretti, di recente coinvolto in un caso
di abusivismo edilizio. Per Coccia, «è preoccupante, in una città la cui
amministrazione trova escamotage per aggirare le leggi, che il prefetto non
abbia ritenuto di rispondere alla nostra lettera, né di chiamarci per telefono
». Era invece «doveroso», secondo il consigliere, che D’Acunto si occupasse di
una faccenda che vede il presidente Avelli non rispettare il termine di cinque
giorni fissato dal regolamento per riunire in seconda convocazione l’assemblea
(l’ultima seduta è stata sospesa per abbandono dei lavori da parte della
maggioranza). E siccome il prefetto non si faceva vivo, il capogruppo Antonio
Bernardi, come lui stesso ha raccontato nella conferenza stampa, si è recato
ieri mattina presso la prefettura, dove ha ottenuto udienza dalla segreteria di
D’Acunto, che gli ha garantito l’intervento richiesto. Ora il Pd aspetta la
diffida del rappresentante del governo ad Avelli. Ma, come si diceva, oltre al
presidente del consiglio, nel mirino dei democratici c’è anche Alfredo Lauretti,
già da loro denunciato al Tribunale di Latina come incompatibile quando era
presidente del consiglio di amministrazione della Terracina Sviluppo. Il
repubblicano adesso sarebbe citato negli atti di recente inviati dai vigili
urbani alla Procura della Repubblica quale coautore di un abuso relativo ad una
villa di circa 5000 metri cubi. I democratici, alla luce di questo nuovo fatto,
hanno protocollato una richiesta di convocazione del consiglio comunale per
«verificare le condizioni di incompatibilità » dell’esponente del Pri, sulla
base dell’articolo 63, quarto comma, del Testo Unico degli Enti Locali. Tale
articolo, infatti, prevede che non possa sedere nell’assemblea consiliare (o
provinciale) «colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento
civile od amministrativo, rispettivamente con il Comune o la Provincia». Ma
l’incontro con gli organi di informazione per il Pd è stata anche l’occasione
per affrontare altri temi. Il segretario Alessandro Di Tommaso, ha insistito sul
«depotenziamento» dell’assistenza sanitaria provocato dal Piano della
governatrice regionale. Sullo stesso argomento, Vincenzo Recchia se l’è presa
con quella che considera l’inerzia dell’amministrazione Nardi. Infine, Mimmo
Zappone ha difeso le cooperative sociali contro l’assessore Zicchieri.
Andrea Di Lello


Un percorso pedonale sicuro e le aree parcheggio regolamentate come si deve:
questo chiedevano i negozianti di via del Fiume, a terracina, nella petizione
acquisita dall’Ufficio Viabilità e Traffico del Comune nel luglio del 2009.

Adesso sembra che qualcosa cominci a muoversi. L’assessore ai Lavori Pubblici
Franco Ferrari ha sottoposto alla giunta l’approvazione di una delibera che
istituisca un percorso pedonale ad hoc e la regolamentazione delle aree di
parcheggio proprio lungo quella strada a due passi dalla centralissima via Roma.
La proposta è stata accolta all’unanimità. Nella sua proposta, l’assessore
Ferrari ha evidenziato come via del Fiume sia una strada molto stretta dotata di
una carreggiata altrettanto ridotta e priva di marciapiede. Tutte cose, tra
l’altro, visibilissime. Da sempre il parcheggio avviene in maniera selvaggia su
entrambi i lati della strada proprio per la mancanza di stalli regolamentari.
Questa una delle ragioni principali che oltre un anno fa aveva spinto negozianti
e commercianti di via del Fiume a raccogliere le firme e a presentare una
petizione in Comune. «Praticamente quasi ogni giorno troviamo le auto
parcheggiate quasi attaccate alla porta delle nostre attività-si lamenta un
negoziante della zona densamente trafficata- E quando riusciamo a trovare il
parcheggiatore molesto, spesso ci tocca anche discutere». Nella speranza di
risolvere questa situazione così disagiata una volta per tutte, i commercianti
si erano affidati alla petizione giunta nell’ufficio comunale competente circa
un anno e tre mesi fa. Adesso il foglietto con le firme è finalmente ricomparso
e l’assessore ai Lavori Pubblici ne ha preso atto, proponendo il percorso
pedonale e la regolamentazione delle aree parcheggio di quella strada. C’è
stata, come ci si sarebbe aspettati, l’approvazione all’unanimità dei vari
assessori della giunta. E adesso inizia l’attesa. Un’altra.
Ri.Re.


Non c’è più limite all’indecenza, quello che è successo nell’ultimo consiglio
comunale ne è la riprova.
Si dia il caso che in ogni c.c. c’è sempre la
minoranza che permette di svolgere di svolgere l’assemblea garantendo il numero
legale, a meno che non si debba discutere di Bilancio, Piani Urbanistici e
creazione di nuovi Enti, per il resto la maggioranza è latitante. La latitanza
della maggioranza è stata confermata nell’ultimo c.c. che dopo il punto che
prevedeva lo scioglimento dell’Istituzione si è puntualmente dileguata, in
parole semplici è fuggita, evidenziando una grande difficoltà nell’affrontare un
confronto democratico, in cui si devono dibattere i temi di interesse
collettivo, vedasi il punto riguardante l’Azienda Speciale in cui si potevano
affrontare le problematiche delle famiglie delle persone felici, centro diurno,
assistenza domiciliare ecc.ecc. Si poteva e si doveva discutere della Terracina
Ambiente che nonostante gli esosi esborsi a cui sono costretti i cittadini non
riesce a dare un servizio adeguato, testimoniato dallo stato della città che
spesso rimane con cumoli e cumoli di immondizia nei punti di raccolta. Ultima
cosa che si doveva discutere nella scorsa seduta consigliare era un documento
condiviso per evidenziare la difficoltà gestionale e la penalizzazione
dell’offerta sanitaria pontina a favore di quella romana in virtù del Piano
Sanitario approvato dalla presidente della regione Lazio Renata Polverini. Dopo
che la maggioranza si è data coraggiosamente alla fuga, il Presidente del
consiglio ha completato l’opera non convocando il c.c. in sfregio alle regole
che prevedono in caso di mancanza del numero legale la convocazione del
consiglio stesso dopo 3 o al massimo 5 giorni, quindi non solo non ha rispettato
la regola dei 5 giorni, ma nel convocare il consiglio per il 25 quindi dopo due
settimane, lo ha fatto senza consultare la conferenza dei capi gruppo, e questa
è la conferma di un comportamento dittatoriale non rispettoso delle regole
democratiche e non rispettoso di tutta la città. Il Presidente non tiene conto
con i suoi atteggiamenti dei diritti delle minoranze, minoranze che
rappresentano parte importante di cittadini. Purtroppo per tutti noi questo è il
livello politico con il quale siamo costretti a confrontarci ad ogni Consiglio
Comunale con la costante negazione dei nostri diritti di consiglieri da parte
del Presidente del consiglio che non garantisce l’imparzialità e il corretto
svolgimento dei lavori. Gli stessi lavori del Consiglio spesso sono interrotti
per le intemperanze del Sindaco e di alcuni suoi consiglieri sempre pronti alle
urla e alle offese contro le opposizioni, agevolati dall’indifferenza
sconcertante del Presidente, il tutto a discapito dell’immagine della città.
Cittadini Capiteci!!! Non tutti i politici sono come i nostri amministratori di
maggioranza. Proporrò di non partecipare più alla conferenza dei capi gruppo
fino a quando non si avrà un comportamento più rispettoso.
Gianni Percoco Capogruppo UDC di Terracina


Spaccio di sigarette indiane al borgo. I carabinieri della stazione di Terracina
hanno denunciato a piede libero un cittadino indiano che aveva deciso di
utilizzare l’innocente copertura del suo minimarket di Borgo Hermada per vendere
«sotto banco» tabacchi e sigarette importate dal suo Paese d’origine in maniera
illegale. I militari, diretti dal S luogotenente Biagio Fellico, hanno
sequestrato circa 3 chilogrammi di «bionde» straniere denunciando
l’extracomunitario per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il
sequestro e la denuncia sono arrivati al termine di una specifica attività info-
investigativa. Nei giorni scorsi i carabinieri avevano eseguito dei controlli
presso diverse attività commerciali che sorgono a Borgo Hermada, soprattutto per
quanto riguarda quelle gestite dai residenti stranieri. Bazar e piccoli negozi
di generi alimentari. Nel caso del minimarket del 50enne deferito in stato di
libertà, ai militari non è sfuggita la sua reazione piuttosto allarmata quando
si sono presentati per eseguire i controlli. Questo atteggiamento alquanto
nervosetto ha ovviamente insospettito gli operanti che hanno ritenuto opportuno
perquisire il negozio, ipotizzando la presenza di qualche merce che poteva
scottare. Forse sostanze stupefacenti. No, sigarette. Alla fine sono saltati
fuori i circa tre chilogrammi di tabacchi indiani illegali, smerciati dal
gestore del negozio probabilmente soprattutto ai suoi connazionali. Tabacco di
casa, insomma. Oltre a un’altra fonte di guadagno. Ma tutto questo è illegale,
dunque la denuncia per l’uomo e il sequestro della merce sono stati inevitabili.
Al momento nessun provvedimento è stato preso nei confronti dell’esercizio
commerciale che, infatti, è rimasto regolarmente aperto.
Rita Recchia


La biblioteca comunale «Adriano Olivetti» di terracina in collaborazione con la
libreria «Bookcart» hanno accolto la proposta di Giunti Editore ed Editoriale
Scienza organizzando 4 laboratori di promozione della lettura e divulgazione
scientifica dedicati ai bambini tra i 5 e i 7 anni di età. Gli interventi sono
messi a punto da Editoriale Scienza con esperti del settore e si svolgeranno
presso la biblioteca il 22 ottobre (attività di avvicinamento alla lingua
inglese), il 29 (incontri strani, strampalati, sorprendenti), il novembre (un
laboratorio ludico didattico dedicato ai super animali) e il 19 novembre (un
viaggio scientifico emozionante). L’appuntamento è alle 16e30. Per informazioni
e iscrizioni contattare lo 0773727374.
Ri.Re.

comitati cittadini di terracina e Sonnino chiedono il Piano di Assetto del Parco
dei Monti Ausoni.
Non ci sono solo contrari alla riserva naturale tra i
residenti delle aree interessate. I Comitati «Camposoriano», «Vivere Sonnino» e
«Il Fontanile» scrivono una nota nella quale si dicono «convinti che la tutela
del territorio va perseguita anche attraverso la realizzazione di una serie di
iniziative strutturali e gestionali possibili grazie alla istituzione dell’area
protetta». Secondo i comitati, «l’esperienza della gestione dei Monumenti
Naturali compresi nell’ambito del Parco (tra i quali quelli di Campo Soriano e
Giove Anxur), da parte dei Comuni di Sonnino e di terracina, pur
insoddisfacente, ha evidenziato alcune potenzialità di valorizzazione delle aree
protette, attraverso l’acquisizione e il recupero di immobili, la gestione di
attività riferite alla tutela dell’ambiente e la manutenzione di percorsi capaci
di consentire l’accesso di gruppi di turisti in suddette aree». Per questo, i
tre comitati «sollecitano la Gestione straordinaria del Parco dei Monti Ausoni e
Lago di Fondi ad una visione complessiva delle problematiche gestionali del
territorio del Parco, attraverso adeguati strumenti di assetto di detto
territorio che consentano la individuazione delle peculiarità proprie dei
diversi ambiti che lo costituiscono». Nella nota, infatti, si osserva che «i
circa 1000 ettari di quello che fu il Monumento Naturale di Campo Soriano hanno
caratteristiche ed esigenze di valorizzazione e di disciplina diverse rispetto
all’ambito territoriale di quello che fu il Monumento Naturale Lago di Fondi». I
comitati, perciò, come già in passato, «propongono la elaborazione di un piano
per la gestione del territorio del Parco, articolato in diversi ambiti
territoriali che tengano conto delle diverse caratteristiche di ciascuno dei
territori costituenti il Parco: ciò potrà costituire il punto di partenza per la
realizzazione di progetti tesi allo sviluppo socio-economico del territorio, che
tengano anche conto delle esigenze relative all’attività venatoria che, se
opportunamente disciplinata nel tempo e sul territorio, può essere esercitata
non in contraddizione con altre attività tipiche delle aree protette». Sì ad una
caccia regolamentata, dunque, ma sì anche ad una riperimetrazione del parco per
«evitare frammentazioni territoriali che rendono difficile la individuazione dei
suoi confini, l’articolazione in ambiti territoriali diversificati la gestione
delle diverse auspicabili attività». Nell’immediato, i Comitati chiedono alla
Gestione straordinaria di dotare il parco della cartellonistica informativa,
della sentieristica per i visitatori e di un’adeguata attività di controllo,
«con particolare riferimento all’apertura della stagione venatoria».
A.D.L.

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terracina-vista-ponte-sul-pio-vi-primi-900_bis_b

La Guardia di Finanza e il corpo forestale dello stato di Terracina sequestrano
una discarica abusiva e oltre 600 ecoballe di rifiuti speciali.
I militari della
tenenza della guardia di finanza e gli agenti del corpo forestale di Terracina
hanno effettuato, nei giorni scorsi, un’operazione a tutela dell’ambiente che ha
permesso di sottoporre a sequestro una discarica abusiva, insistente su una
vasta area pertinenziale ad un capannone, sulla quale erano illecitamente
stoccate centinaia di eco-balle costituite da rifiuti speciali non pericolosi
abbandonati da lungo tempo alle intemperie.
Alcune aziende, presumibilmente della zona e in corso di identificazione, per
evitare di affrontare le rilevanti spese di smaltimento attraverso ditte
specializzate, hanno preferito abbandonare i rifiuti in aree prossime al luogo
di produzione, realizzando di fatto una discarica abusiva.
Gli agenti hanno contato almeno 630 eco-balle, costituite prevalentemente dagli
scarti della lavorazione di prodotti tessili. In molte di esse sono stati
rinvenuti anche rifiuti di diverso genere, per i quali sono state avviate le
procedure di caratterizzazione.
Nel corso dell’operazione è stata sequestrata anche documentazione ritenuta di
interesse per la verifica della provenienza delle eco-balle e l’individuazione
dei responsabili dell’abusivo smaltimento di rifiuti.
Dell’attività svolta, risultato di un’azione coordinata dai citati comandi, è
stata data comunicazione alla procura della repubblica di latina, che coordinerà
le successive attività d’indagine.

33000 [15]

Una villetta lontano dalla città affittata a una colombiana per far quadrare i
conti.
Lui è finito in manette per favoreggiamento alla prostituzione, lei
denunciata insieme a un cliente. È successo ieri a Terracina dove i carabinieri
diretti del nucleo operativo diretti dal tenente Mario Giacona, hanno scoperto
un giro di prostituzione. Avveniva tutto in una villetta sulla provinciale che
collega Terracina a San Felice Circeo. Quale miglior posto per A.P., 35 anni,
per ospitare una colombiana di 41 anni. Un andirivieni quotidiano che
inevitabilmente aveva destato i sospetti di alcuni residenti che non hanno perso
tempo ad avvertire i carabinieri. E così gli uomini dell’Arma hanno prima
controllato la situazione confermando che a quel civico erano troppi gli uomini
che bussavano alla porta. Fino a martedì sera quando a suonare il campanello non
è stato il cliente di turno ma gli uomini in divisa. Dentro oltre alla donna,
c’era il proprietario di casa e un cliente. Il trentacinquenne è finito in
manette e ieri è stato confermato l’arresto con detenzione ai domiciliari.

33000 [14]

Vince mille euro, entra nella ricevitoria per cambiare il biglietto fortunato
del «Gratta e Vinci» e decide: «compro un altro biglietto, non si sa mai».

Prende i mille euro, afferra tra le mani il nuovo gratta e vinci del concorso a
premi «Una barca di Soldi», e tra lo stupore generale vince altri 10 mila euro.
Che dire, davvero una grande fortuna per una signora, non di Terracina, che
martedì ha letteralmente sbancato al Tabacchi di Amerigo Rocci in via Badino, di
fronte al centro commerciale Orizzonte. Singolare davvero l’episodio che ha
visto protagonista la giocatrice baciata dalla dea bendata. Non si è
accontentata di vincere mille euro: ha voluto sfidare la sorte e le è andata
bene. Talmente bene che da mille euro che aveva vinto con il primo biglietto
fortunato, alla fine è uscita dal tabacchi con 11 mila euro di vincita
complessivi. La doppia vincita ha ovviamente riempito di gioia la ricevitoria,
in cui si è festeggiato per tutto il pomeriggio per una doppietta senz’altro
straordinaria e difficile da ripetersi.
F. A.

33000 [13]

L’istituto Bianchini di Terracina è fatiscente? Sì, secondo alcuni genitori di
alunni che frequentano la scuola. Ma per il preside la struttura è a norma.
Lunedì scorso, un gruppo di genitori, preoccupati per l’incolumità dei propri
figli, ha scritto una lettera-esposto sullo stato di degrado e abbandono della
succursale di viale Circe dell’istituto tecnico commerciale “Arturo Bianchini”
di Terracina. Immediata la risposta del preside Vincenzo Lattao, che da cinque
anni dirige l’istituto, il quale ha smentito il tutto, punto dopo punto. La
lettera aveva sottolineato il silenzio delle istituzioni, nonostante le ripetute
lamentele dei genitori. Oltre allo stato di degrado in cui verserebbe la
struttura, è stato denunciato il mancato rispetto delle più elementari norme di
sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare la lettera evidenzia le gravi
carenze strutturali della palazzina che metterebbe in pericolo l’incolumità dei
circa trecento alunni, dei docenti e del personale. I genitori denunciano
inoltre le uscite di sicurezza sbarrate dall’interno con spranghe di ferro,
intonaci staccati e fessure nelle pareti esterne e nelle aule; alcune travi in
ferro del solaio scoperte e le finestre e gli infissi sarebbero così vecchi da
lasciar passare infiltrazioni di acqua e spifferi di aria fredda. Addirittura
secondo i genitori sono stati avvistati ratti, scarafaggi e insetti nelle aule e
nei corridoi. «La scuola di Viale Circe è sicura – replica il preside – Un
crollo c’è stato, ma nell’ex comando dei vigili urbani (struttura adiacente a
quella della succursale del Bianchini ndr). Si è anche provveduto alla messa in
sicurezza della scala, con il corrimano e della caldaia a gas perfettamente
funzionante, mentre la scala di collegamento è stata da poco verificata.
Inoltre, l’edificio risulta ad oggi privo di umidità, grazie all’intervento
della Provincia, che è pronta ad ampliare la struttura della sede centrale. Il
progetto è già sul tavolo del presidente che mi ha assicurato che ci sono i
fondi, manca soltanto il parere dell’ufficio tecnico del comune di Terracina».
Genitori troppo allarmisti?
D.Sper.

33000 [12]

Laboratori di promozione della lettura
La Biblioteca Comunale “A. Olivetti” in collaborazione con la Libreria
“Bookcart”, organizza quattro laboratori di promozione della lettura e
divulgazione scientifica, dedicati ai bambini di età compresa tra i cinque e i
sette anni di età. Gli interventi di animazione e di promozione della lettura
sono messi a punto da Editoriale Scienza con esperti del settore e si
svolgeranno presso la biblioteca Comunale nei seguenti giorni alle ore 16,30:
venerdì 22 ottobre “Back to school” attività di avvicinamento alla lingua
inglese attraverso l’ uso dei libri dedicati ai bambini – Un giocoso laboratorio
di inglese;
venerdì 29 ottobre “Incontri” incontri strani, strampalati, sorprendenti – Un
gioco-laboratorio per fare amicizia;
venerdì 12 novembre “Superanimali” nell’ anno della biodiversità un laboratorio
ludico didattico dedicato ai super animali, gli animali più strani, tosti,
simpatici del pianeta;
venerdì 19 novembre “Scopriscienza” – un giocoso laboratorio di scienza, un
viaggio scientifico emozionante attraverso libri, giochi, quiz, manualità,
informazioni,curiosità, approfondimenti.
La partecipazione è gratuita. Per informazioni ed iscrizioni contattare il n.
0773 727374 (biblioteca Comunale “A. Olivetti”)

33000 [11]

Eroe per un giorno, il terracinese Manuel Milanese è tornato alla vita di
sempre. Il ventiseienne, sottufficiale della Capitaneria di porto, venerdì nella
stazione Anagnina del metrò di Roma è stato l’unico, tra la folla che passava
indifferente, a reagire. Non ci ha pensato due volte a raggiungere e fermare
quel giovane che aveva colpito con un pugno un’infermiera romena riducendola in
fin di vita. Un gesto che potrebbe “regalargli” una benemerenza al valore
civile. Ieri, come ogni giorno, Manuel, che vive con la famiglia a Borgo
Hermada, di buon mattino è partito per Roma, per raggiungere il Comando Generale
della Capitaneria di Porto all’Eur dove presta servizio. Con uno spirito
diverso? «Gli attestati di stima che ho ricevuto fanno enormemente piacere –
confessa il sottufficiale – ma ho vissuto questa storia con serenità». In
famiglia, i genitori, la sorella, come l’hanno accolto? «Mi hanno accolto come
fanno ogni sera – prosegue emozionato – A dire il vero sono stati tanti gli
amici che mi hanno telefonato e inviato messaggi per congratularsi per il gesto
che ho compiuto. Da un lato credo che sia un aspetto positivo, ma dall’altro non
ritengo il mio atteggiamento “particolare”, anzi pensare all’indifferenza delle
persone mi far star male. In sostanza non mi sento un eroe. Quella ragazza
poteva essere mia sorella». Venerdì scorso, Manuel Milanese aveva appena finito
di lavorare e stava andando a prendere la metro per tornare a Terracina: ha
visto due persone litigare come una coppia di amici o fidanzati. Poi ha sentito
un tonfo e si è girato notando la donna stesa a terra, immobile. Non ci ha
pensato due volte, ha seguito l’uomo e l’ha fermato chiedendogli i documenti.
«Ha provato a divincolarsi – racconta – Ma alla fine mi ha dato i documenti e
quando si è avvicinato un agente della polizia municipale ho lasciato che se ne
occupasse lui e sono andato a soccorrere la donna». La donna aggredita,
un’infermiera romena di 33 anni, è uscita dal coma farmacologico e respira
spontaneamente, ma è ancora incosciente: «Spero che possa migliorare presto e
tornare alla sua famiglia», aggiunge Manuel. E ora cosa farai? «Mi auguro di
tornare alla routine di sempre: al mio nipotino (figlio della sorella maggiore)
e a divertirmi con gli amici. Devo ammettere che sono stati giorni stancanti».
Il sindaco di Roma Alemanno ha proposto che le venga conferita una benemerenza
al valore civile: Manuel sorride, «Vedremo…».
di DANIELE SPERLONGA

33000 [10]

Ramo sulla pergotenda di un locale in viale della Vittoria, tragedia sfiorata a
terracina.
A staccarlo dall’albero sarà stato il forte vento dell’altra notte o
la scarsa manutenzione. La segnalazione al comando della polizia municipale è
arrivata ieri verso le 10e30. I vigili sono andati sul posto e hanno constatato
i danni all’insegna e alla struttura della pergotenda. Hanno chiesto
autorizzazione e permessi necessari per verificare che tutto fosse a norma.
Quanto al ramo spezzato e finito sul gazebo, o è tutta colpa del maltempo oppure
è una conseguenza dei lavori fatti dalla ditta di manutenzione. In ogni caso, un
elemento positivo c’è: prima, per i rami pericolanti, i vigili dovevano sempre
allertare i pompieri, mentre ora, almeno, c’è una qualche manutenzione.
Ri.Re.

33000 [9]

Posti a sedere completi e gente in piedi all’assemblea pubblica di Sinistra,
Ecologia e Libertà, tenutasi nei giorni scorsi presso Villa Tomassini.
«La sala
comunale –scrive in una nota il segretario del locale circolo Vittorio Marzullo
(nella foto) – non e’ riuscita a contenere gli oltre 120 partecipanti alla
discussione aperta dal nostro partito per discutere il manifesto politico alla
base del primo congresso nazionale che si terra’ a Firenze nei giorni 22, 23, e
24 ottobre 2010 e che vedrà formalmente la nascita di un nuovo partito in
Italia». I lavori sono stati aperti da una relazione del segretario e, dopo una
decina di interventi di cittadini ed iscritti, so- P no stati conclusi da Carlo
Leoni, attualmente responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia di Sel ma
in passato già membro della commissione bicamerale antimafia, nonché vice
presidente della Camera dei Deputati. Il partito di Vendola è presente a
Terracina da cinque mesi e vanta sessanta adesioni. La scorsa settimana, il
direttivo ha elaborato un programma di lavoro che vedrà SeL impegnata nella
raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge d’iniziativa
popolare denominata sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti
rinnovabili per la salvaguardia del clima. Raccolta che avverrà nelle seguenti
date: in piazza Garibaldi il 24 Ottobre, in piazza Municipio il 31 ottobre, nel
piazzale della Coop il 7 novembre ed in piazza Mazzini il 14 novembre. Rispetto
alle problematiche relative alle famiglie che hanno al loro interno persone con
disabilità, il direttivo ha deciso di convocare una riunione con le
organizzazioni sociali rappresentative di tali interessi e con le famiglie
stesse, con la partecipazione del gruppo consiliare regionale di Sinistra
Ecologia e Libertà, nelle persone degli onorevoli Zaratti e Nieri. Identica
iniziativa sarà intrapresa sulle questioni dell’immigrazione, a favore
dell’integrazione e di una politica amministrativa volta a facilitare
l’inserimento nella società terracinese di tali comunità. «Tali discussioni –
spiega Marzullosi sono rese necessarie di fronte alle gravi carenze dei servizi
sociali nell’assistenza alle fasce più vulnerabili della popolazione,
penalizzate sia dalle ripercussioni della crisi economica, sia dalla mancanza di
volontà e di capacità dell’attuale amministrazione comunale ». Continua,
intanto, il lavoro del tavolo programmatico formato dai partiti di sinistra
(senza il Pd) e le forze della societa’ civile, che si è riunito il 12 ottobre.
Andrea Di Lello

33000 [8]

C’è un movimento di popolo che non vuole il Parco Naturale dei Monti Ausoni e
Lago di Fondi.
Ne sono convinti Roberto Migliori, già sindaco e vicesindaco di
Sonnino, e Oreste Sanalitro di «Ambiente e/è Vita», entrambi del Comitato «Parco
dei Monti Ausoni?No grazie! ». Da loro arriva una lettera aperta ai consiglieri
regionali, ai sindaci e a tutti gli amministratori della provincia di Latina, a
tutti gli organi di stampa locale e associazioni varie di categoria con
specifico riferimento a quelle del mondo ambientalista. «C’è un movimento di
popolo, la mia non è una esagerazione, che protesta- scrive Roberto Migliori,
sostenuto da Oreste Sanalitro- Popolo che vuole essere ascoltato prima che la
politica prenda delle decisioni su cose che lo coinvolgono. Parlati, di
Legambiente, Marcuzzi, del consiglio di amministrazione del parco ed il
presidente del consiglio provinciale Michele Forte, per una volta farebbero
meglio ad alzare le loro nobili terga dalla poltrone che le accolgono per andare
tra la gente, magari alla prossima manifestazione come quella di Monte San
Biagio». Oppure sentire i problemi di chi il parco lo vive tutti i giorni. «A
quella giovane mamma che, preoccupata della sicurezza dei propri figli, stava
facendo fare una recinzione a un pozzo romano che si è trovata denunciata dai
tutori del Parco, cosa direbbero? Il Parco è ricchezza, il parco è bene, il
parco è vita? Tanti episodi, che non depongono per una tranquilla accettazione
di questo Parco».
Ri.Re.

33000 [7]

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terracina-piazza-vitt-emanu-1932_bis

È allarme in provincia per alcune protesi cervicali difettose impiantate negli
ospedali della provincia.
L’azienda produttrice, una ditta tedesca, ha ordinato
il ritiro del prodotto che potrebbe causare complicazioni anche gravi sui
pazienti. Che sono numerosi, tra cui anche alcune persone di Terracina a cui nei
giorni scorsi è arrivata la convocazione dell’Azienda sanitaria che
ora dovrà eseguire i dovuti accertamenti e nel caso espiantare la protesi.
Perchè i rischi ci sono e non sono nemmeno trascurabili stando a quanto scrive
l’azienda produttrice, la «Signus Medizintechnik», in una lettera urgente fatta
arrivare nelle settimane scorse alla direzione sanitaria: «La protesi ‘Galileo’
- scrivono dalla Germania – può causare lesioni considerevoli del tessuto
circostante, potendo arrivare addirittura ad un danno permanente dei dei nervi
e/o del midollo spinale dei pazienti interessati». Insomma, non c’è da
scherzarci, tanto più che si tratta di una parte del corpo estremamente delicata
come la spina dorsale. La società tedesca ha infatti invitato l’Asl a non
perdere altro tempo e a procedere senza indugio all’espianto immediato delle
protesi. La vicenda si trascina già da qualche tempo. La scoperta dei difetti
nel prodotto è avvenuta per caso in seguito a un distacco della protesi causato
da un montaggio difettoso. O almeno così si pensava. In realtà, eseguiti alcuni
test mirati, è stato accertato che la protesi era fallata per cui non è
possibile escludere danni, anche gravi, per i pazienti interessati. Quanti sono
in tutta la provincia? Il dato per il momento non è noto, ma i casi individuati,
tra i quali diversi anche a Terracina, sarebbero decine, abbastanza numerosi
comunque da indurre a trattare il caso con la dovuta cautela. Anche perché non è
proprio una passeggiata visto che i pazienti dovranno sottoporsi a nuove
operazioni chirurgiche, che tuttavia non sono molto invasive, in attesa che
arrivi la nuova protesi in sostituzione di quella difettosa. Per tutto questo ci
vorranno dai tre ai quattro mesi, con tutto ciò che ne consegue in termini di
disagi, per i pazienti, e di costi, per l’Asl. Al momento non si ha notizia di
eventuali azioni legali intentate. Certo però stupisce il fatto che, prima di
mettere in commercio e montare delle protesi di questo tipo, non siano stati
eseguiti tutti i controlli. Gli stessi adottati solo ora, a cose fatte, e per
giunta dopo una scoperta avvenuta fortuitamente.
Pierfederico Pernarella


Il parco comunale dell’Area Chezzi, a terracina, letteralmente abbandonato nelle
mani dei soliti vandali senza scrupoli che lo stanno devastando pezzo a pezzo.

Nemmeno un mese fa era toccato alla fontanella in travertino che si trova vicino
l’ingresso di via Due Pini. Ieri mattina i primi utenti del giardino si sono
trovati di fronte all’ennesimo scempio: durante la notte ignoti hanno sradicato
il grosso albero di ulivo presente da anni e anni all’interno dell’Area Chezzi.
Lo hanno completamente scalzato dal terreno e poi lo hanno trascinato fin vicino
il cancello che dà su via Giacomo Leopardi, ostruendo quasi del tutto il
passaggio. Qua e là era sparsi a terra alcuni bastoni probabilmente utilizzati
per fare il lavoraccio. Sdegno da parte delle prime persone che hanno scoperto
l’accaduto e che subito hanno avvisato la polizia municipale e l’ufficio
comunale competente. Non riesce a trovare pace l’Area Chezzi, costantemente alle
prese con gesti così bassi. Il massimo della vigliaccheria e della crudeltà era
stato raggiunto con l’uccisione di una delle paperelle rimaste nel laghetto e
con il ferimento dell’altra. Ma sembra che tanta cattiveria avrebbe colpito
anche qualche micetto. Incuria, abbandono, menefreghismo, mancanza di
sorveglianza stanno portando questo parco veramente al tracollo. E senza che
qualcuno si decida a prendere la situazione in mano una volta per tutte per
trovarvi un rimedio. Ri.Re.


Ieri non si parlava d’altro. Genitori allarmati, docenti in subbuglio,
responsabili della sicurezza che si sono precipitati a guardare. L’esposto
presentato nei giorni scorsi da alcuni genitori sullo stato di insicurezza in
cui verserebbe la succursale dell’Itc “Bianchini” ha smosso un gran caos. Al
punto che, per dare conto della verità, siamo andati a vedere come stanno
realmente le cose. A riceverci, il dirigente scolastico Vincenzo Lattao, che ci
ha condotto in ogni angolo della struttura. Per dimostrare che «l’edificio è
certo vecchio, ma la scuola è sicura». A ben vedere, poco di quanto paventato
nei timori dei genitori si è reso evidente ai fatti. Certo, lo stabile a ll
’esterno non si presenta nel migliore dei modi. «Ma non dipende da noi – spiega
Lattao -. Essendo di proprietà privata, la Provincia paga un affitto e non può
intervenire in tal senso». Di qui a gridare all’allarme sicurezza, ce ne passa.
Ma vediamo. C’erano quelle scale «traballanti » che conducono ai piani
superiori. «Le abbiamo fatte sistemare da un pezzo – dice il preside». E
infatti, salendo, non fanno una piega. Arriviamo al secondo piano, un tempo
destinato all’università. Corridoi puliti, porte riverniciate: «Lo abbiamo
recuperato – prosegue il dirigente -. Ora è tornato in uso ai nostri studenti ».
Tutto nuovo. E quelle uscite di sicurezza «sbarrate»? «Non è esatto. Le
chiudiamo soltanto durante l’uscita dei ragazzi, per evitare intrusione di
estranei». Per il resto, nessuna infiltrazione d’acqua, le finestre hanno
infissi in alluminio, le passerelle per i disabili ci sono. Quanto alla caldaia
obsoleta: «È nuova, l’abbia – mo installata lo scorso anno – racconta Lattao -
tramite la Provincia ». Il dirigente ammette che un crollo c’è stato. Ma non
nella scuola. A crollare è stato il fabbricato, dove alloggiava il Comdando
della Municipale. «Dopo quei crolli ho chiesto personalmente verifiche -
continua il professore. Sono venuti due tecnici, uno del proprietario dell’immo
- bile, l’altro della Provincia, e hanno garantito la staticità del nostro
edificio». «Posso assicurare che, qualora ci fossero problemi legati alla
sicurezza, sarei io il primo a preoccuparmi – dice deciso Lattao -. Come
responsabile della sicurezza, ho tutto l’interesse a controllare e garantire
che i miei studenti stiano al sicuro ». Il “Bianchini” attende solo che parta il
progetto di allargamento della sede centrale. Manca qualche dettaglio. Poi, il
problema non si porrà più.
Diego Roma


La ristrutturazione dell’edificio che ospita la casa-famiglia «Gregorio
Antonelli », a Terracina.
Un impegno importante con il territorio che Luca
Meineri, presidente del Rotary Club Terracina-Fondi, aveva annunciato alcuni
mesi fa, la sera stessa della sua «investitura», e che ora entra nel vivo.
Venerdì prossimo al «Grappolo d’Uva», sarà presentata l’ambiziosa iniziativa L
di raccogliere fondi per ristrutturare l’edificio di via Gregorio Antonelli che
da tempo ospita la casa- famiglia e che ha parecchi anni sopra le spalle.
Interverrà il professore Andrea Scala, primario ortopedico di Roma. «Da lui é
partita l’iniziativa per la ristrutturazionespiega Luca Meineri- dopo aver
operato un bambino della casa-famiglia». Ci sarà anche la madre superiora. Sono
necessari parecchi soldi, considerando lo stato precario in cui versa la
struttura. «Una parte del preventivo di spesa sarà coperto direttamente dalla
«Fondazione Rotary International »- dice il presidente del RC Terracina-Fondi La
restante parte sarà ricavata dalla raccolta fondi che abbiamo organizzato». Sono
stati individuati una trentina di esercizi commerciali e studi professionali che
aderiscono alla raccolta. Il loro punto raccolta verrà riconosciuto da una
vetrofania che riporta la Ruota del Rotary e la dicitura «Io sto con il Rotary
per la ristrutturazione della Casa Famiglia Gregorio Antonelli… aderisci anche
te». All’interno ci sarà un salvadanaio dove poter versare la propria offerta.
Una scommessa ambiziosa ma che va vinta.
Rita Recchia


“L’assessore Maragoni o è in malafede o è incompetente”. Il consigliere comunale
del Pd Vincenzo Coccia insiste nel considerare illegittima la delibera di giunta
con cui l’amministrazione comunale ha ottenuto tre autisti per il trasporto
urbano dalla società che gestisce il trasporto scolastico. L’assessore ai
Trasporti lo ha giustificata come unica soluzione considerandola una
esternalizzazione del servizio. Ma Coccia contesta proprio che si tratti di
affidamento a terzi:« Il 20 settembre -afferma il democratico in una nota- il
responsabile del Settore Lavori Pubblici scrive una nota con la quale prospetta
la necessità di un “ potenziamento personale autisti T.P.L., ( almeno 4 ),
presso il Settore Trasporti”. Con lettera del 05.10.2010 la Formia Noleggi srl
(gestore del trasporto scolastico, ndr) comunica al Comune di Terracina che “… a
seguito di richiesta per le vie brevi si comunica la seguente offerta ai servizi
integrativi di trasporto urbano per la conduzione di n.3 automezzi comunali..”.
Tanto la nota del responsabile che l’offerta della Formia Noleggi si riferiscono
all’implementazione del personale atteso che in nessun passaggio si fa
riferimento alla esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale».
Infatti, prosegue Coccia, tale servizio «continua ad essere svolto con mezzi e
sotto le direttive del responsabile del competente Dipartimento comunale».
«’Stranamente’ – sono ancora parole di Coccia- nella delibera con la quale si
approva l’offerta della Formia Noleggi srl trova ingresso il concetto
“dell’affidamento del servizio a terzi con apporto di n. 3 autisti”. Escamotage
elegante utilizzato al solo fine di aggirare la norma che prevede l’obbligo per
gli Enti Locali di ricorrere alle agenzie autorizzate dal Ministero del Lavoro
nel caso di somministrazione di mano d’opera». Secondo il democratico, poi, «L
«la difesa d’ufficio dell’assessore Maragoni non tiene anche perché sorvola su
alcuni aspetti salienti della vicenda, quale, ad esempio, il prezzo praticato
dalla Formia Noleggi srl : . 4.533,50 al netto dell’IVA e degli accessori per
ciascun autista e per ciascun mese, circostanza che comprova ulteriormente che
si è in presenza di somministrazione di mano d’opera e non dell’affidamento di
un servizio ». Coccia ha da ridire anche sulla «richiesta avanzata alla “sola”
Formia Noleggi srl che è aggiudicataria dell’appalto del servizio di trasporto
scolastico e nulla a che vedere con il servizio di trasporto pubblico urbano e
la richiesta di 3 autisti piuttosto che 4 come invece sollecitato dal
responsabile del Settore Lavori Pubblici». «Purtroppo -termina la nota- questa
amministrazione è ormai avvezza a porre in essere qualsiasi tipo di atto
incurante del fatto che tale atto possa essere più o meno consentito».
Andrea Di Lello


Hanno cominciato a cacciare fumo, che a causa del forte vento si è presto
diffuso allertando i residenti.
Due imbarcazioni hanno preso fuoco nella notte
di lunedì scorso nella zona del Mortacino, proprio alle spalle della ex Desco.
Le due barche erano omerggiate lungo gli argini del canale, una poco distante
dall’altra, di dimensioni non superiori ai due metri e mezzo. Intorno alle 23,30
di lunedì, inspiegabilmente, sono finite in cenere, avvolte dalle fiamme e
pressoché distrutte. Gli abitanti della zona hanno immediatamente chiamato i
vigili del fuoco che in pochi minuti si sono recati sul posto e hanno proceduto
alle operazioni di spegnimento. Ancora da stabilire le cause del rogo. Nessun
innesco o materiale incendiario è stato trovato sul posto, ma al momento non si
esclude nessuna pista. Elementi certi per propendere per la pista dolosa non ci
sono. Ma certo appare alquanto strano che due imbarcazioni immerse nell’acqua si
incendino improvvisamente. Nella giornata di lunedì, poi, per una parte della
giornata è anche piovuto. Insomma, l’incendio accidentale non convince.
D. R.


Una mucca da mungere in tanti finché ce n’è. Poi, quando arrivano i tempi di
magra e di difficoltà, allora chi ha la pancia bella piena preferisce restarsene
con la braccia conserte, magari soltanto a guardare ciò che succede. Anzi, che
non succede. E’ questa la fastidiosissima sensazione che aleggia sul porto di
Terracina per quanto riguarda gli scali commerciali. Tutto è fermo ormai
dall’inizio di ottobre. Una città a vocazione turistica rimasta completamente
scollegata da Ponza e dalle altre isole dello stesso arcipelago. Una posizione
invidiabile per raggiungerle rispetto agli altri porti limitrofi, eppure
Terracina è rimasta… a piedi. Non si fa altro che parlare di infrastrutture, di
potenziare i servizi, di come girerebbero più soldi se gli utenti trovassero più
cose. Tutto questo, però, d’estate. Appena arriva l’autunno e il flusso di
turisti inevitabilmente diminuisce, ecco qua che il porto di Terracina finisce
in una specie di limbo da quale farlo uscire soltanto la prossima primavera.
Questo, sempre. Ma quest’anno le cose hanno veramente raggiunto l’assurdo con
l’isolamento totale dello scalo commerciale dalle isole. I lavori per sistemare
la pavimentazione della U banchina proseguono a rilento. La locale capitaneria
di porto, sia prima che adesso, sta seguendo tutte le fasi dell’intervento, con
tutte le sollecitudini del caso. Ma fino a lavoro terminato, resterà in vigore
la famosa ordinanza del precedente comandante del porto dopo la quale la flotta
Snip e Snap ha fatto le valige e si è trasferita a Formia. Quanto alle due
società di navigazione ponziane, sono ancora in attesa che qualcuno degli enti
interpellati risponda in merito alla proposta di portare a Terracina la
«Benedetta II» per il periodo invernale chiedendo un sostegno finanziario.
Regione, Provincia e Comuni di Ponza e Terracina: nessuno ha fatto un cenno. Del
resto è, come si dice, un porto di mare: c’è chi viene e se ne va soddisfatto
degli affari fatti, e c’è chi viene e resta nonostante tutto. A farne le spese è
il porto e buona parte dell’indotto. Quindi, Terracina stessa.
Ri.Re.



LA presidente dell’associazione culturale «Mythos», A.M., aggredita ieri
pomeriggio all’interno della sede di via Duillio Cambelotti.
Uno sconosciuto ha
scagliato contro la ragazza un sacchetto con all’interno alcune pietre e dei
pezzi di vetro, La donna è rimasta ferita, tant’è che sul posto è intervenuta
un’ambulanza. A.M. è stata trasportata al «Fiorini » per essere medicata.
Ne avrà per diversi. Ignoti i motivi a base dell’aggressione
su cui indagano gli agenti di polizia diretti dal vicequestore Rita Cascella.
Già in passato la presidente dell’associazione è stata vittima di
un’aggressione per la quale era stato tratto in arresto un giovane di Terracina.


Il primo passo importante per la costruzione di un’elisuperficie all’ospedale di
Terracina è stato fatto nei giorni scorsi quando al Fiorini sono arrivati i
responsabili della società Elitaria rappresentata da Alessandro Giulivi e
Giovanni Nito, accompagnati dagli assessori Franco Ferrari e Francesco
Zicchieri.
Erano tutti lì per il primo sopralluogo e per verificare
preventivamente i luoghi. Con loro anche i tecnici dell’Enac Luigi Simoncini e
Franco Orlan, per il parere di congruità tecnica. Un sopralluogo che, stando
alle prime informazioni rilasciate dall’assessore ai Lavori Pubblici, ha fornito
indicazoni positive. «Il sito sul quale è prevista la realizzazione
dell’elisuperficie si trova in una zona a verde adiacente il Fiorini, in area
non congestionata e ambientalmente ostile, libera da ostacoli nelle direzioni
preferenziali previste per l’avvicinamento e l’allontanamento degli elicotteri
che vi dovranno operare – ha spiegato Ferrari – i tecnici incaricati dall’Enac
hanno in ogni modo disposto alcuni lavori imprescindibili per l’attivazione
della piattaforma, tra i quali l’eliminazione di alcuni alberi, il
posizionamento delle luci ostacolo sulla sommità del fabbricato dell’ospedale,
l’abbassamento della recinzione, la chiusura dell’area adibita a discarica, la
costruzione di una recinzione intorno all’elisuperficie o idoneo accorgimento
per evitare durante le operazioni di volo che persone o animali possano entrare
nell’area». Lavori di piccola entità, come afferma l’assessore che dovrebbero
realizzarsi in poco tempo e «al termine dei quali la città e l’intero
comprensorio riceveranno un ulteriore e indispensabile servizio, anche di pronto
soccorso per traumatizzati, in un contesto viario tra i più pericolosi
d’Italia». Nessun termine preciso di inizio e fine lavori, almeno per ora.
di FABIO COCCIA


Si terrà il prossimo 25 ottobre alle 9,30 presso la sala conferenze Coop di
terracina un incontro-dibattito che vuole essere un’occasione di discussione e
di approfondimento in materia di piattaforma rivendicativa.
La piattaforma
rivendicativa comunale è stata presentata dalle organizzazioni sindacali dei
pensionati di terracina di Cgil, Cisl e Uil lo scorso 19 luglio. La proposta
sindacale prevede l’avvio di una collaborazione da sviluppare sui vari temi nei
confronti della popolazione anziana. L’incontro del prossimo 25 ottobre è
organizzato dalle segreterie comunali di Cgil, Cisl e Uil.

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Agenda 21 ricorda all’amministrazione Nardi di presentare le richieste di
finanziamenti entro i termini.
Continuano a non fidarsi del Comune, Emilio
Selvaggi e Sergio Gianforchetti, rispettivamente presidente e segretario del
Forum. Con una lettera a sindaco ed assessore competente, i due sollecitano un
incontro tecnico con i funzionari responsabili di redigere progetti funzionali
all’attuazione del Piano di Azione. E questo per quattro ragioni: «Il
coordinamento del Forum -si legge nella missivadeve rispondere, come da
regolamento, agli iscritti al Forum stesso, aggiornandoli sui progetti
ambientali e sulle deliberazioni poste in essere dagli organi del Consiglio
Comunale; inoltre, l’incontro concordato per il mese di settembre è ormai
disatteso, ma nel frattempo, si avvicinano nuove scadenze per la presentazione
di progetti ai cui finanziamenti (provinciali, regionali, ministeriali, europei)
il nostro Comune potrebbe attingere. Il timore che scadenze politiche ed
amministrative, ormai alle porte, possano far passare in secondo piano la
necessità di adire ad atti di governo che devono tradursi in progetti
finanziabili, ci appare sempre più realistico». La terza ragione è che «i
documenti elaborati dai tavoli di Agenda 21 Locale e presentati
all’Amministrazione Comunale costituiscono, a nostro parere, un ampio quadro di
riferimento nel quale inserire progetti esecutivi che soltanto gli uffici
tecnici comunali sono accreditati a presentare ». «Ci duole, infine, dover
costatare è scritto nella lettera che, mentre si ignorano o si rinviano
provvedimenti ed atti virtuosi, nel frattempo, il Consiglio Comunale prenda
alcune decisioni che interessano il futuro assetto del territorio spesso in
aperta contraddizione con le direttive generali approvate all’unanimità nel
Piano d’Azione». Il riferimento è alle scelte della giunta Nardi in materia di
cave». Per Selvaggi e Gianforchetti, «da quanto sopra esposto, si manifesta
l’urgente necessità dell’incontro tecnico richiesto anche per conoscere quali
sono al momento i tecnici responsabili con cui Agenda A 21 Locale dovrà, per
esplicito compito istituzionale, collaborare ». Presidente e segretario colgono
l’occasione anche per ricordare di essere ancora in attesa, «a seguito della
comunicazione del 4 ottobre 2010 inviata con E-mail all’Assessore all’Ambiente,
di vedere risolto il mancato funzionamento del sito internet di Agenda 21
Locale». Dal gennaio di quest’anno, Agenda 21 ha prodotto otto documenti, tra i
quali il parere sul nuovo Piano Rifiuti, il Piano Generale dei Beni Culturali,
le Linee guida per lo sviluppo della Mobilità Sostenibile e le Linee guida per
un Piano Generale del Verde Pubblico, Per un mare pulito, Le strade del Vino.
«Quasi tutti -commentano Selvaggi e Gianforchettientrano nel merito
dell’attuazione del Piano d’Azione ambientale, ma sono in attesa di atti ed
interventi amministrativi che favoriscano la sostenibilità del nostro territorio».
Andrea Di Lello



Il fuoco dei debiti cova ancora sotto le ceneri del sistema delle cooperative
sociali.
Una questione lungi dall’essere archiviata, almeno per chi l’ha
vissuta sulla propria pelle. Gli operatori innanzitutto che da quel dì ancora
attendono gli stipendi. E se l’amministrazione comunale guarda baldanzosa al
fulgido futuro targato Azienda speciale, i conti con il recente passato del
terzo settore devono ancora essere chiusi. La storia continua e se possibile
peggiora. Numerosi operatori dipendenti delle cooperative sociali che hanno
prestato servizi per il Comune di Terracina per avere il dovuto – circa un anno
di stipendi – si sono visti costretti a muovere azioni legali contro le stesse
coop, dalla «Mosaico» alla «Insieme» passando per la «21 Marzo», oltre che nei
confronti l’ente municipale. Insomma il cane che si morde la coda. E la
situazione dà il segno, drammatico, del collasso di un sistema – quello delle
cooperative sociali – che si è lasciato e si lascerà parecchi feriti dietro. Si
è infatti innescata una catena di Sant’Antonio all’insegna del tutti contro
tutti per cui se il consorzio Parsifal ha presentato un decreto ingiuntivo al
Comune di un milione e 300 mila euro, a ruota hanno fatto lo stesso, anche se
per cifre più modeste, gli operatori contro le cooperative da cui attendono
ormai invano gli stipendi. La situazione è precipitata definitivamente, dopo il
tira e molla, nell’esta – te del 2009. Una dietro l’altra, le cooperative
sociali hanno sbattuto la porta al Comune lasciando la gestione dei servizi:
assistenza domiciliare, assistenza scolastica, gli asili nido e tanti altri. Da
ultimo, il centro diurno intercomunale di Campomarinello gestito dalla
cooperativa «Mosaico», costretta a lasciare dopo le tante, troppe, promesse non
mantenute sui pagamenti arretrati e correnti. L’amministrazione comunale
aveva già in serbo l’Azienda speciale e le cooperative sociali
potevano aspettare. E chissà ancora per quanto dovranno farlo. Perché la
situazione paradossale che si è venuta a creare è proprio questa: se nel
contenzioso contro un ente pubblico (leggi Consorzio «Parsifal» contro il Comune
di Terracina) si sa quando s’inizia e non si si quando si finisce, più immediate
e concrete rischiano di essere le azioni legali intraprese dagli operatori
contro le cooperative stesse. Della serie, insomma, «ammazzatevi» tra di voi.
Pierfederico Pernarella



Un candidato straniero alle elezioni per il prossimo consiglio comunale di
terracina.
Soltanto una provocazione quella lanciata da Shadadi Alì, presidente
di «Maison Babel»? Non sembrerebbe. Almeno stando alle espressioni che si sono
dipinte sulle facce dei politici presenti domenica scorsa all’inaugurazione
dello «Sportello Immigrati». Soltanto una provocazione, si chiedeva. Qualcosa di
molto di più, soprattutto se l’amministrazione comunale continuerà a essere
latitante per quanto riguarda quel Consiglio delle Etnie previsto dallo statuto
comunale approvato dieci anni fa e mai realizzato. E allora la variegata
comunità straniera regolare e residente a terracina è pronta a fare quadrato
attorno a una propria candidatura. «Domenica ho spiegato all’assessore Francesco
Zicchieri e al presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri che è finito il
tempo di mendicare l’integrazione ed è arrivato quello di attivare il Consiglio
delle Etnie- dice Shadadi Alì- Ho anche annunciato che noi abbiamo le idee
chiare e che siamo pronti a valutare l’ipotesi di fare eleggere uno di noi
direttamente nel prossimo consiglio comunale visto che abbiamo numeri concreti».
Il presidente di «Maison Babel » parla di «900 neocomunitari che possono votare,
102 hanno la cittadinanza italiana e 40 sono in attesa di averla. Poi ci sono
parecchie coppie miste più simpatizzanti italiani: possiamo fare qualcosa». Ecco
il perché di certe facce. Francesco Zicchieri ha promesso che il Consiglio delle
Etnie sarà approvato il prossimo 25 ottobre. Intanto domenica è stato inaugurato
lo «Sportello Immigrati», uno dei punti cardine del neonato progetto
«Dall’Immigrazione all’Integrazione. Un Modello Possibile per terracina». Un
altro è il Protocollo di accoglienza e integrazione degli alunni stranieri, già
avviato dal dirigente scolastico Musilli che Shadadi Alì ringrazia fortemente.
Mancano il Comitato Pari Opportunità Donne Immigrate di terracina e il Consiglio
delle Etnie. Ma a quest’ultimo ci sta pensando l’assessore ai Servizi Sociali:
l’appuntamento è per la fine di questo mese.
Rita Recchia



Quanto è costato e quanto si è risparmiato scardinando il sistema delle
cooperative nel mondo del Terzo settore? Il bilancio, ad oltre un anno dalla
«rottura» del Comune con consorzi e cooperative, appare quantomeno
necessario, ora che sembra avviata l’attività dell’Azienda speciale.

A fatica. Perché tutta in negativo è stata l’avventura dell’Azienda speciale
fino a ieri. Ritardi nell’avvio dei servizi, assistenza domiciliare bloccata a
oltranza, gli Lsu rimasti da un giorno all’altro senza lavoro per mesi. Sono
solo alcuni dei disagi che hanno dovuto subire gli utenti. Ma ora sembra che il
vento stia cambiando. Finalmente, pur tra mille contraddizioni normative e
burocratiche, l’ente strumentale sta muovendo i primi passi. I dati in possesso
degli uffici di via Leopardi promettono bene, ma la prova del nove ci sarà
soltanto quando i servizi erogati saranno giudicati dagli utenti. Per il momento
l’Aziend a speciale può anticipare alcune cifre. Quelle spese, ad esempio, per
il personale, che raffrontate a quelle utilizzate dalle cooperative, annunciano
risparmi. Si parte dall’assistenza scolastica ai bimbi diversamente
abili. Con la gestione delle coop, a fronte di 31 utenti e 12 mila ore di
sostegno, si spesero, nell’anno scolastico 2009/2010, 290 mila euro.
L’Azienda speciale, invece, nell’anno in corso prevede di spendere 240 mila
euro, garantendo ben 18 mila ore di lezione a 37 utenti. Risparmio ancora più
sostanzioso per il centro diurno, che sarà allestito nei locali dell’ex Comunità
21 Marzo. Ebbene, se con le coop, nel 2009, erano stati spesi 300 mila euro, per
quel che resta del 2010 e tutto il 2011 si prevede una spesa dimezzata: 150 mila
euro. Ma la parte del leone la fanno gli asili nido, che al Comune nel 2009,
gestiti dalle coop sono costati ben 800 mila euro, mentre ora, con le assunzioni
dirette degli operatori da parte dell’Azienda è stata ridotta a 400 mila. Se le
previsioni dovessero essere rispettate, si conterà un risparmio di 600 mila euro
circa. Non poco. Anche se, prima di avviare la macchina, il Comune nel Terzo
settore ha sfiorato la débacle. E non è detto che gli obiettivi per l’anno in
corso siano rispettati. Nel Comune delle spese impreviste, non si sa mai.
Diego Roma



La scuola sta cadendo a pezzi sotto gli occhi inermi delle istituzioni. A
lanciare l’allarme è un nutrito gruppo di genitori i cui figli, circa 300, tutti
i giorni svolgono le lezioni in uno stabile «in stato di abbandono e degrado,
nella violazione delle norme sulla sicurezza degli edifici». La struttura in
questione è la succursale dell’istituto tecnico commerciale
«Bianchini», in viale Circe, diretta dal preside Vincenzo Lattao. I genitori,
dopo le promesse ricevute in passato, e disattese, sul restyling e la messa in
sicurezza dell’edificio nel corso degli anni, oggi hanno deciso di passare
all’azione. E dopo aver elencato una per una in un documento tutte le criticità
della struttura, i genitori hanno inviato un esposto-denuncia alla Procura, alla
Prefettura, al Ministero della pubblica istruzione oltre che a vigili del fuoco,
polizia, carabinieri e vigili urbani. «Le uscite di sicurezza – si legge nella
denuncia – sono sbarrate dall’interno con spranghe di ferro. Dalle pareti
esterne e dai soffitti delle aule si staccano pezzi di intonaco e sulle pareti
sia interne che esterne ci sono fessure». A preoccupare i genitori sono anche
«le infiltrazioni di acqua piovana dal terrazzo e dalle finestre, composte da
infissi vecchi che lasciano passare spifferi. La scala di collegamento tra i
vari piani è traballante; mancano gli scivoli di accesso alla struttura
destinati alla categoria delle persone con handicap ». L’avvicinarsi dell’inverno,
poi, accende di nuovo i riflettori – dopo i disagi registrati anche negli
anni passati – sul sistema di riscaldamento dell’edificio scolastico. «Il
riscaldamento dei locali viene effettuato a mezzo di una vecchia e fatiscente
caldaia malfunzionante che il più delle volte va in tilt e lascia gli alunni
esposti a temperature glaciali». I genitori si appellano alle autorità
competenti affinché eseguano un immediato sopralluogo dell’edificio scolastico.
Chiedono anche che vengano mostrate a loro e al personale docente e di
collaborazione scolastica le necessarie certificazioni. I genitori temono
crolli, anche in relazione al fatto che «in occasione delle ultime piogge sul
finire di settembre ha ceduto una parte retrostante del fabbricato. Dobbiamo
forse aspettare che cedano le parti portanti dell’intero stabile?» Infine i
firmatari della dura denuncia propongono, quale «soluzione più idonea», lo
sgombero immediato dell’edificio e l’immediato svolgimento dei necessari
lavori di manutenzione e restauro.
Francesco Avena



In coincidenza con la Giornata mondiale dell’alimentazione, il terracina Social
Forum, in collaborazione con l’istituto «Alessandro Filosi», ha organizzo un
incontro-dibattito sugli effetti sull’ambiente dell’alimentazione umana a base
di carne.
L’appuntamento è venerdì 15 ottobre alle 17e30 presso la Sala
Valadier. Il relatore sarà Filippo Schillaci, tecnico informatico part time
presso la Seconda Università di Roma, convinto sostenitore del «Movimento per la
Decrescita …Felice» e autore del libro «Vivere la decrescita», che sarà
presentato durante il dibattito. Nella primavera del 1996 Filippo Schillaci
lascia Roma e va a vivere in campagna per non basare più la propria vita
interamente sul denaro. Durante l’incontro illustrerà come l’alimentazione umana
a base di carne sia assolutamente insostenibile per l’ambiente.



Quando le lancette dell’orologio batteranno le 15, nelle cucine dell’hotel Blue
River di Terracina, lingue sottili di fiamme crepiteranno sotto la padella
accompagnate dai “suoni” dei mestoli e dei piatti scelti con cura e sistemati
con ordine nella speranza di tornare a casa vincitori.
Protagonisti della XIII
edizione del concorso “Piatto Tipico Pontino”, in programma lunedì 18 ottobre in
concomitanza con la Festa italiana dei cuochi, saranno 220 “giacche bianche”,
tra chef professionisti e allievi degli istituiti alberghieri, che si sfideranno
nella realizzazione di un piatto utilizzando prodotti tipici locali. I cuochi
potranno scegliere cosa preparare, la gara durerà due ore, per poi affidare alle
due giurie, una per gli allievi e l’altra per i professionisti, l’arduo compito
di decretare i vincitori. Al primo classificato fra la categoria professionisti
un premio in denaro di 400 euro, per gli allievi di 150. Entrambi i vincitori
parteciperanno come cuochi alla manifestazione “Vinicibando” in programma a fine
ottobre all’hotel Europa di Latina. Tutti i concorrenti riceveranno la medaglia
Apcl e l’attestato di partecipazione. Alla kermesse culinaria, organizzata da
Luigi Lombardi presidente della Federazione italiana cuochi, parteciperà come
ospite d’onore Alessandro Circiello, più noto al grande pubblico come lo chef
della trasmissione “Mezzogiorno in famiglia” in programma su Rai2. La Festa
nazionale del cuoco di Terracina si concluderà con un gran buffet dove gli
ospiti potranno assaggiare le prelibatezze realizzate dai maestri dei fornelli.
La XIII edizione del concorso “Piatto Tipico Pontino” ha ottenuto il patrocinio
della Provincia di Latina e del Comune di Terracina.
V.Don.



Cerilli: “Serra è di nuovo innamorato…della Polverini”
Generalmente non rispondo a chi commenta una cosa da me detta perché si rischio
di generare una noiosa polemica, che alla fine non interessa a nessuno. Per il
Dottor Serra faccio una eccezione perché lo credo seriamente impegnato in
politica ed uno così non può commettere errori madornali come lui ha fatto.
1) Serra si è offeso per la simbologia da me usata, l’ho paragonato ad uno fuori
dal modo. Questo perché tale mi sembra chi non si accorge che tutta la regione
sta esplodendo sul piano Polverini. Serra allora cosa fa tenta di offendermi con
frasi ad effetto senza senso: primo mi dice che sono un politico antidiluviano
perché sono molti anni che faccio politica. E’ una colpa? Sarebbe come accusare
il Presidente Napolitano che è incapace perché sta in parlamento dagli anni
quaranta; secondo dimentica che io e lui abbiamo iniziato a far politica, molto
giovani, ma più o meno nello stesso periodo. La mia colpa è che io ho avuto
fortuna molto presto (forse anche per un minimo di capacità) mentre Serra ha
dovuto attendere qualche anno!
2) l’errore più grave però è definirmi “tuttologo”. Questa è una visione
ottocentesca della politica perché significa che solo il medico può parlare di
sanità, solo un architetto può farlo di urbanistica e così via. Mi spieghi
allora, alla luce di questa visione elitaria della politica come ha fatto, lui
medico, ad interessarsi di turismo non essendo un tecnico? Con quale
professionalità interveniva sulle questioni di bilancio comunale, se non è
ragioniere?
3) Ma perché accusi me di essere il portatore di una mentalità che vuole
l’ospedale sotto casa? Ma tu non sei quello che QUALCHE MESE FA, insieme all’on.
Sciscione avete detto ai cittadini che avreste fatto la battaglia per riportare
il punto nascita a Terracina? Ma pensi davvero che tutti abbiamo la memoria
tanto corta? Mai nella mia vita ho fatto una battaglia campanilistica!
4) Bontà tua ora ammetti che qualche ritocco va fatto, ma ciò che è errato è la
filosofia del piano che non può essere aggiusta ma rovesciata. Infatti non si
può fare una sanità romanocentrica: questo è il grave vulnus. Neppure si può
affermare prima tagliamo e poi risparmiamo perché è vero il contrario. Solo dopo
essersi impegnati fortemente nei risparmi si può capire dove è necessario
tagliare.
5) La partecipazione democratica non può essere “ora sentiamo le
amministrazioni”. Questo andava fatto prima perché il piano è stato redatto non
dalla Polverini presidente (quindi condiviso almeno da assessori e partiti) ma
da Polverini commissario e quindi in perfetta solitudine.
Queste sono le motivazioni profonde che mi fanno contestare il piano e chi lo
difende. Ma Pietro che è un amico va comunque perdonato perché lui è ancora un
romantico che cede facilmente al cuore e la Polverini è l’ultimo innammoramento!
Paolo Cerilli
Consigliere comunale



I vandali tornano a scuola. L’altra notte qualcuno si è introdotto all’in -
terno del cortile della succursale dell’istituto tecnico commerciale
«Bianchini», sul lungomare Circe, e ha esploso alcuni petardi. Il rumore dei
botti ha allertato i vicini e ha svegliato il custode, che non ha esitato a
chiamare le forze dell’ordine. Qualcuno, forse per una goliardata giovanile
dovuta alla «noia» della domenica sera, è entrato nel cortile e ha esploso
alcuni petardi molto rumorosi. I carabinieri della locale stazione, giunti sul
posto per verificare quanto accaduto, non hanno trovato segni di effrazione sui
cancelli dell’edificio scolastico. Evidentemente i giovani furfanti hanno
scavalcato la recinzione. Ma per fortuna, aldilà di qualche petardo
esploso, non hanno fatto altri danni.
F. A.



Marcuzzi: l’assessore ai servizi sociali apre bocca ma non dice nulla
Non voglio utilizzare i problemi dei diversamente abili e delle cooperative sociali per trovare visibilità o altro, ne aprire dei botta e risposta con degli avversari politici, ma le dichiarazioni ancora una volta senza arte e ne parte dell’Assessore Zicchieri mi costringono ad una doverosa replica.
Io evidenzio nei miei articoli i disagi e i disservizi che hanno subito gli utenti del terzo settore di Terracina da quando lui è assessore, e puntualmente invece di darmi risposte sulle problematiche evidenziategli, la butta sui voti e consensi per cercare di zittire chi la bocca quando sente dire stupidaggini non la chiude.
Desidero evidenziare brevemente a Zicchieri che l’attuale maggioranza è composta da subentranti di 3° e 4° grado, quindi parlare di consensi popolari con il sottoscritto che ha preso alle scorse provinciali 1058 voti, di cui 980 a Borgo Hermada, in un partito dove si vota la persona e non come in altri dove si vota il simbolo, si può già capire chi attualmente ha il consenso e chi no, anche se i voti si contano alle elezioni e non sono nella cassaforte di nessuno, questo vale per me e per tutti. Ritornando alla vera e unica cosa importante, il problema del terzo settore, basta ascoltare le lamentele dei genitori dei bambini speciali per capire la pochezza e l’inconsistenza della risposta dell’assessore, che tanto parla e proclama ma di fatti se ne vedono pochi.
Poi tornando alla sua dichiarazione che lui è contro tutti i tipi di cooperative, e non risponde degli altri assessorati che le utilizzano, mi deve spiegare in che maggioranza si trova, perché se ogni assessore agisce a suo modo e piacimento senza seguire una linea di Giunta e del programma condiviso, dimostra come si lavora senza progettazione, programmazione e condivisione, ora capisco meglio perché la città di Terracina si trova in uno dei momenti più bui della sua storia. Parla di razionalizzazione delle le spese, ok va bene, ma quando si parla di razionalizzazione lo si deve fare garantendo i servizi, cosa che oggi dopo più di un anno non si è verificata.
Si annuncia sempre di essere in dirittura di arrivo con l’apertura del centro diurno e di altro, ma in concreto oggi le famiglie dei diversamente abili si devono arrangiare da soli, senza la minima collaborazione dell’Ente, Ente rappresentato da persone arroganti, permalose ma purtroppo per tutti noi inconcludenti. Il sociale è in ginocchio e l’assessore Zicchieri per l’ennesima volta si mette in mostra non per interventi costruttivi per il sociale, ma bensì ,per i viaggi all’estero, infatti oggi parte un altro viaggio, per caso nelle sue competenze ha anche la delega della rappresentanza all’estero?
L’assessore alla Cultura esiste?
Non basta il Sindaco con gli addetti ai gemellaggi a rappresentarci all’estero?
Alle famiglie delle persone speciali li accontentiamo con una cartolina di saluti da Pecs?
Pierpaolo Marcuzzi



«Non sono contrario solo alle cooperative che operano nel sociale, ma a tutte
quelle che lavorano per il Comune».
L’assessore ai servizi sociali Francesco
Zicchieri risponde a tono alle critiche mosse dall’esponente dell’Udc Pierpaolo
Marcuzzi sul tracollo dei servizi svolti fino a un anno fa dalle coop sociali.
«Dipendesse da me, le cooperative scomparirebbero dal Comune, ma non posso
mettere becco su altri assessorati. Nel mio, quello ai servizi sociali, non ci
sono più perché penso che sia troppo elevato il rischio che diventino aziende in
cui si favoriscono personalismi e clientele». Chiarita l’avversità di Zicchieri
per il sistema cooperativistico, l’assessore ribadisce che il suo servizio alla
guida del terzo settore «non nasconde secondi fini ma solo il concreto interesse
per il bene della città». Infine attacca Marcuzzi: «la sua condotta politica
negli ultimi anni ha dimostrato fino a oggi che non ha consensi nell’elet -
torato. Quindi prima di attaccare la gestione dell’amministrazione guidata da
Stefano Nardi, pensi prima ad ottenere un successo elettorale. Poi il dibattito
potrà avvenire forte di un consenso popolare che oggi non possiede».
F. A.



“La Destra”: noi il primo candidato a sindaco e la Tv locale ci snobba
Con la presente nota stampa vorremmo richiamare l’attenzione dell’ottimo e imparziale conduttore televisivo Germano Bersani, che in quest’ultimo periodo, durante una nota trasmissione televisiva, faceva riferimento alla nostra candidatura a Sindaco di Terracina del Dott.Emilio Perroni.
Vorremo ricordare al carissimo Bersani che noi de La Destra di Storace abbiamo da oltre 25 giorni proposto ” per primi” questa candidatura a Sindaco, senza essere mai stati invitati nelle sue quotidiane trasmissioni.
Abbiamo candidato il Dott Perroni, perché crediamo fortemente che ad oggi non ci risultano altre valide figure nel panorama politico del centrodestra.
Questo per smentire “in modo categorico” l’affermazione da lei fatta, durante la sua trasmissione televisiva, andata in onda Domenica 10 Ottobre 2010.
In quella sede lei caro Bersani affermava che la candidatura del Dott.Perroni era solo “una semplice provocazione”, con il solo scopo di far scoprire le carte alle altre forze politiche. Noi de La Destra di Storace vogliamo molto bene alla nostra “splendida Terracina”, sono anni che ci battiamo per cercare di sensibilizzare i cittadini sui temi del sociale,della legalità, della portualità, dei parchi, della sanità, del lavoro.
Inoltre in Regione il nostro gruppo consigliare è il più attivo, dove anche con la nostra collaborazione, Mercoledì 6 Ottobre ,sono state approvate due mozioni a sostegno dell’agricoltura, mozioni finalizzate ad agevolare l’accesso al micro credito e alla ristrutturazione dei debiti, degli agricoltori, verso enti e banche. Queste mozioni si aggiungono a quella sulla S.L.A. e alla proposta, in discussione in Giunta Regionale, dell’Ass. On Teodoro Buontempo del “Mutuo Sociale”, proposta che permettere a tutti di avere una casa.
La nostra è sempre stata una “coscienza critica” e proprio per questo le chiediamo di invitare e dare il giusto spazio televisivo al nostro candidato a Sindaco Dott. Emilio Perroni. Siamo certi che forte della sua imparzialità non esiterà nemmeno un attimo e lo inviterà in trasmissione.
GIANLUCA DI NATALE



Nella maxi villa da sogno sequestrata dalla polizia locale a Monticchio due mesi
fa in quanto totalmente abusiva, c’è anche la responsabilità del consigliere
comunale Alfredo Lauretti.
La struttura, una villa a più piani di circa 1500
metri quadrati, è infatti intestata alla madre del capogruppo del Partito
Repubblicano ma, in seguito ad ulteriori accertamenti svolti dagli agenti del
comandante Vincenzo Pecchia, è stato acclarato come alcune parti
della maxi villa fossero intestate anche al consigliere comunale e a sua moglie.
In particolare si tratta di alcuni muri e di un terreno di 450 metri quadrati,
che ricadono sulla particella catastale di Lauretti. Come da prassi, dunque, gli
agenti della Municipale hanno provveduto ad integrare la precedente informativa
di reato spedita in Procura sul conto della madre dell’esponente politico
repubblicano, aggiungendo anche le responsabilità del politico e della moglie.
F. A.



Alla Futura Terracina il 1° Trofeo Avis Terracina
La Pallavolo Futura Terracina ’92 si è aggiudicato il 1° Trofeo Avis Terracina.
Alla kermesse hanno presom parte anche Fondi, Pontinia e Cisterna.
L’antipasto è stato servito. Una bella due giorni di pallavolo ha regalato agli
appassionati l’ultimo week end prima dell’inizio dei Campionati regionali.
L’Avis di Terracina ha organizzato il 1° Trofeo di volley femminile con due
formazioni di Serie C e altrettante di Serie D. Vittoria alle padrone di casa
della Futura Terracina che in finale hanno superato 3 a 1 Fondi. Una bella
partita pur con assenze pesanti da una parte e dall’altra. In semifinale le
terracinesi avevano avuto la meglio sul Cisterna e il Fondi sul Pontinia. La
manifestazione ha riscosso un notevole riscontro di pubblico nonostante
un’organizzazione veloce ma molto capillare. Al termine c’è stata la cerimonia
di premiazione con le quattro squadre protagoniste. Miglior giocatrice del
Torneo è stata giudicata Francesca Verona della Pallavolo Futura Terracina ’92.
Miglior libero Maria Grazia Del Bono, sempre della Futura; e miglior alzatrice,
la Barbabietola del Fondi.
Le terracinesi inizieranno il loro campionato di Serie C sabato prossimo in casa
del Roma Centro. La squadra agli ordini di Tonino Federici ha svolto un lavoro
molto impegnativo ogni giorni dal 23 di agosto con sedute di palestra grazie
anche alla preziosa collaborazione di Massimiliano Leonardi, Arcangelo
Vaccarella e del preparatore atletico Antonio Vallone. Terminato il pre
Campionato via alla stagione ufficiale. Intanto questa sera presentazione della
squadra presso l’Hotel Riva Gaia a Terracina.



Si è tenuta a Latina la conferenza stampa di presentazione del documento ‘Le
mani della criminalità sul territorio di Latina’, un aggiornamento del
precedente lavoro firmato Codici ‘Le mani della criminalità sulla città di
Aprilia’.
Contestualmente è stata presentata la neo delegazione territoriale e
il segretario di delegazione Raffaele Gallo a cui i cittadini possono rivolgersi
per segnalare problemi inerenti il consumerismo, ma anche situazioni
problematiche conseguenti al sovra indebitamento e all’usura.
“Il primo elemento che dovrebbe destare l’attenzione delle Istituzioni – si
legge in una nota del Centro per i Diritti del Cittadino, Codici – è relativo
alla forte povertà in cui vivono i cittadini del Lazio ed in particolare di chi
risiede sul territorio di Latina. Incentrando la nostra attenzione proprio su
questa provincia, le famiglie pontine evidenziano un imponente debito pari a 243
milioni di euro. I picchi più gravi si registrano a Terracina con 890 euro pro
capite, Latina 617 euro, mentre Gaeta è la città meno indebitata, con 166 euro a
testa. Latina e provincia registrano, inoltre, un aumento dei mancati pagamenti
pari al 33,8 %”.
Dai dati Istat, risulta, inoltre che in provincia vi siano oltre 71.000 persone,
su una popolazione di 540 mila abitanti, che vivono in famiglie con un reddito
al di sotto della soglia di povertà. La Provincia di Latina ha, da parte sua,
fornito i seguenti dati: 1253 famiglie, con figli al di sotto dei tre anni e
reddito inferiore ai 6253 euro, 2565 persone con più di 65 anni e reddito
inferiore ai 6235 euro.
“Il comune maggiormente disagiato è Cori. In questa indigenza attecchisce e
prolifica la criminalità organizzata. Le principali città pontine in cui è stata
riscontrata la presenza della mafia sono i comuni di Minturno, Formia, Gaeta,
Cisterna di Latina, Terracina, Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Fondi e
Aprilia. Purtroppo la Legge non tutela a sufficienza le vittime d’usura. Secondo
la legge 108/96 al ‘Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura’ istituito
presso l’ufficio del Commissario straordinario del Governo, per il coordinamento
iniziative anti-racket possono accedervi solo soggetti economici. E’ evidente
che il cittadino comune, vittima dell’usuraio, sia discriminato dalla legge”.
“In questo contesto drammatico, in cui il sovra indebitamento delle famiglie si
intreccia in un vincolo quasi indissolubile con la criminalità territoriale, è
attivo lo Sportello contro l’usura gestito dal Comune di Priverno e da Codici.
Lo Sportello di Priverno – conclude la nota – è in San Nicola ed è aperto il
lunedì (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19), il mercoledì (dalle ore 9 alle 12)
e il giovedì (dalle ore 15 alle 18)”.



Vigneto Lazio in prima fila nella nuova guida ai vini d’Italia, Slow Wine 2011,
che Slow Food Editore presentera’ il 20 ottobre al PalaIsozaki di Torino con
schede ‘amiche’ dell’ambiente che presentano, cantina per cantina, anche le
tecniche di concimazione e diserbo, nonche’ l’utilizzo scelto per fitofarmaci e
lieviti. Dalla nuova pubblicazione segnalazioni arrivano per il Poggio della
Costa 2008 di Sergio Mottura nella sezione ‘Vino quotidiano’ che seleziona il
meglio delle bottiglie con eccellente rapporto tra la qualita’ e il prezzo e che
costano fino a dieci euro in enoteca. Dalla cantina di Civitella d’Agliano (Vt)
arriva, come si legge nella scheda di Fabio Giavedoni, un grechetto longevo
”estremamente raffinato e ampio all’olfatto che mostra in bocca una classe
superiore”. Tra i ‘vini particolari’, quelli cioe’ di piccoli contadini o di
piccole produzioni artigianali o da vitigni autoctoni particolari, emerge il
Moscato di Terracina Amabile Templum 2008 di Cantina Sant’Andrea, un vino
amabile ”molto piacevole e ben fatto con un prezzo alla portata di tutte le
tasche” nel giudizio di Duccio Armenio. Il 20 ottobre verranno annunciate le
160 aziende insignite della Chiocciola dalla guida che, abbandonato il metodo di
giudizio a punteggi, presenta la recensione dei migliori 8.400 vini dopo 2.100
cantine visitate e 1.850 raccontate, per 21.000 vini degustati da una squadra di
200 collaboratori.(ANSA).



Le due facce della stessa medaglia. La sesta giornata del girone B del
campionato di Eccellenza evidenzia i momenti e le situazioni, completamente
speculari, che stanno vivendo le formazioni della provincia di Latina. Il volto
bello e sorridente non può che essere quello del Terracina. La partenza L shock
dei tigrotti (ko in Coppa ed in campionato) sembra lontana anni luce e domenica,
in casa contro la Diana Nemi, è arrivato il quinto risultato utile consecutivo.
Un filotto che, complice anche il cammino balbettante di tante altre formazioni,
sta spingendo i tigrotti verso le posizioni di vertice della classifica. La
cura- Pernarella sta dando i suoi frutti: il gioco c’è, la difesa regge (in
termini di minor numero di gol subiti i tigrotti sono secondi solo al Tor
Sapienza) e la squadra ha ormai una sua fisionomia. Volto disteso e soddisfatto
anche quello della Vigor Cisterna. Il pareggio conquistato domenica sul campo
del Città di Marino non è certo il massimo della vita (soprattutto alla luce
delle numerose occasioni da gol create dalla truppa di mister Cencia) ma tornare
con un 2-2 da un campo comunque ostico non è un risultato da buttare. L’attacco
continua a segnare, dimostrandosi particolarmente prolifico con la rodata coppia
Garat- Venerelli. Il giovane talento di Terracina è andato ancora in gol,
dimostrando di saper ancora segnare così come aveva fatto due stagioni fa con la
maglia del Latina. Ha sofferto un pò troppo, forse, la difesa, che comunque era
priva di un uomo cardine come Borrino, che ha scontato la giornata di
squalifica. Per due facce che sorridono, però, ce n’è una che piange. E’ quella
del Formia, che incappa, davanti al pubblico amico del «Perrone», nella quarta
sconfitta stagionale. La truppa di Tersigni perde, anche se non lo merita, e a
mandarla all’inferno (metaforicamente parlando) è quel «marpione» di Paolo
D’Este, un’icona per la categoria. Un Formia battagliero e a tratti anche bello,
però, si dimostra ancora una volta maldestro e per nulla concreto sotto porta.
La terzultima posizione di classifica, comunque, non sembra intaccare la
panchina di Tersigni, che gode della massima fiducia della società. Il gioco,
d’altronde, si è visto. Per il risultato, invece, speranze rimandate a domenica
prossima, nella comunque ostica sfida di Ceccano.
Domenico Antonelli

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terracina-pescatori-primi-del-900_bis_a

Duecentocinquanta giacche bianche riunite e in gara tra loro per dar vanto alla
cucina pontina.
Seguendo la filosofia dell’esaltazione dell’enogastonomia locale
e della professionalità del settore sul territorio il 18 ottobre si celebra la
Festa Nazionale del Cuoco a Terracina. Una ricorrenza che gli chef aderenti alla
sezione territoriale della Federazione Italiana Cuochi presieduta da Luigi
Lombardi –al microfono di Sara Fedeli– hanno deciso di festeggiare promuovendo
per il tredicesimo anno consecutivo, “Piatto Tipico Pontino”. L’evento gode del
patrocinio della Provincia di Latina e del Comune di Terracina, si svolgerà
nella struttura dell’Hotel Blue River di Terracina e ospiterà il noto chef
protagonista della trasmissione in onda su Rai2 “I Fatti Vostri”, Alessandro
Circiello. I protagonisti saranno chef professionisti e allievi degli istituti
alberghieri, un mix di bontà e capacità culinarie impiegate per trasformare i
piatti della tradizione pontina e in autentiche delizie per il palato. Sapori
persi nella memoria che grazie a iniziative di questo tipo si ripropongono
prepotentemente nel gusto delle nostre tavole. Protagoniste della manifestazione
sono bontà quali il sedano bianco di Sperlonga, il carciofo di Sezze, le olive
di Gaeta, la salsiccia di Monte San Biagio, la marzolina e le mozzarelle di
bufala campana Doc, eccellenze che insieme alle specialità delle terre pontine
saranno impiegate nell’appassionante gara che vedrà premiati gli esecutori del
miglior piatto tipico locale. Gli chef possono iscriversi entro oggi, 11
ottobre, inviando una mail al segretario della Fic, Leo La Rocca, sulla casella
leolarocca@gmail.com
opportunamente corredata della descrizione dettagliata
della ricetta che andranno ad eseguire, senza variazioni. I partecipanti hanno
facoltà di proporre a scelta un antipasto, un primo piatto, un secondo o un
dessert. Per due ore saranno impegnati nella creazione del loro piatto, unica
regola sarà l’uso esclusivo dei prodotti della provincia di Latina. Un’apposita
giuria darà i premi, al primo classificato della categoria dei professionisti un
assegno di 400 euro mentre al primo tra gli allievi 150 euro e per tutti un
attestato di partecipazione. Un’occasione da non perdere.
(Parvapolis)

museifrancesi1 [15]

«L’Azienda speciale rischia di diventare un serbatoio di voti»
«Vogliamo che terracina torni al ruolo che le compete, ovvero quello di meta
ambita per il turismo d’eccellenza ma anche di città a misura di residente»
Gianluca Corradini, neo coordinatore comunale del Pdl, espone gli obiettivi
verso i quali vuole guidare il partito, mentre a Roma il coordinatore regionale
Vincenzo Piso ancora non ratifica la nuova dirigenza dei berlusconiani locali
scelta da Claudio Fazzone. In questa sorta di limbo, Corradini ha riunito il
coordinamento, dichiarandosi pronto «a dare inizio a un’avventura che porterà a
quei risultati che la città attende da anni». «Non a caso – aggiunge Corradini -
il nostro organismo di gestione del partito vede al suo interno numerosi giovani
che rappresentano in modo chiaro il mondo delle professioni, delle associazioni
di categoria e dunque il futuro del tessuto socio-economico. Non c’è tempo da
perdere e per questo possiamo già annunciare che a breve verrà inaugurata la
nostra sede che dovrà rappresentare un punto di riferimento e di incontro per
tutti. E sottolineo tutti, visto che noi siamo qui per costruire e dare vita a
un programma elettorale che rispecchi le reali necessità della città». La
sottolineatura finale è per i diciassette tra assessori e consiglieri comunali
del Pdl, che, non sentendosi rappresentanti nel coordinamento, hanno chiesto a
Piso di intervenire. «Impegnarsi in prima persona, con umiltà, per rappresentare
tutte le attività produttive della città con un’apertura al dialogo senza
preclusioni di sorta. Dare vita a un programma elettorale che rispecchi
realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio». Questi, per Corradini, i
punti programmatici principali dei pidiellini di terracina. Con il coordinatore
solidarizza Giovanni Di Giorgi, convinto che, con i nuovi dirigenti, «il PdL
riceverà un rafforzamento e un radicamento sul territorio, raggiungendo nuovi e
importanti traguardi dando vita così a nuovi stimoli, necessari per affrontare
nuove sfide, e creare un humus culturale che non si limiti al consenso, ma
sappia trasmettere il senso del nostro impegno, i nostri valori, il nostro
essere persone per bene e che lavorano per il futuro del nostro territorio».
Invece, Giovanni Masullo, uno dei firmatari dell’istanza a Piso, sposta il
discorso sulla scelta del candidato a sindaco, sposando la proposta
dell’assessore provinciale Enrico Tiero: «Quello delle primarie – afferma – è il
percorso più democratico: è necessario non accettare interferenze esterne alla
città, dando ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato».
Andrea Di Lello

museifrancesi1 [13]

Vogliamo che Terracina torni al ruolo che le compete, ovvero quello di meta
ambita per il turismo d’eccellenza ma anche di città a misura di residente »

Gianluca Corradini, neo coordinatore comunale del Pdl, espone gli obiettivi
verso i quali vuole guidare il partito, mentre a Roma il coordinatore regionale
Vincenzo Piso ancora non ratifica la nuova dirigenza dei berlusconiani locali
scelta da Claudio Fazzone. In questa sorta di limbo, Corradini ha riunito il
coordinamento, dichiarandosi pronto «a dare inizio a un’avventura che porterà a
quei risultati che la città attende da anni». «Non a caso – aggiunge Corradini –
il nostro organismo di gestione del partito vede al suo interno numerosi giovani
che rappresentano in modo chiaro il mondo delle professioni, delle associazioni
di categoria e dunque il futuro del tessuto socioeconomico. Non c’è tempo da
perdere e per questo possiamo già annunciare che a breve verrà inaugurata la
nostra sede che dovrà rappresentare un punto di riferimento e di incontro per
tutti. E sottolineo tutti, visto che noi siamo qui per co- «V struire e dare
vita a un programma elettorale che rispecchi le reali necessità della città». La
sottolineatura finale è per i diciassette tra assessori e consiglieri comunali
del Pdl, che, non sentendosi rappresentanti nel coordinamento, hanno chiesto a
Piso di intervenire. «Impegnarsi in prima persona, con umiltà, per rappresentare
tutte le attività produttive della città con un’apertura al dialogo senza
preclusioni di sorta. Dare vita a un programma elettorale che rispecchi
realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio ». Questi, per Corradini, i
punti programmatici principali dei pidiellini di Terracina. Con il coordinatore
solidarizza Giovanni Di Giorgi, convinto che, con i nuovi dirigenti, «il PdL
riceverà un rafforzamento e un radicamento sul territorio, raggiungendo nuovi e
importanti traguardi dando vita così a nuovi stimoli, necessari per affrontare
nuove sfide, e creare un humus culturale che non si limiti al consenso, ma
sappia trasmettere il senso del nostro impegno, i nostri valori, il nostro
essere persone per bene e che lavorano per il futuro del nostro territorio».
Invece, Giovanni Masullo, uno dei firmatari dell’istanza a Piso, sposta il
discorso sulla scelta del candidato a sindaco, sposando la proposta
dell’assessore provinciale Enrico Tiero: «Quello delle primarie – afferma – è il
percorso più democratico: è necessario non accettare interferenze esterne alla
città, dando ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato».
Andrea Di Lello

museifrancesi1 [14]

Terza vittoria consecutiva per il Terracina al Colavolpe. I tigrotti
hanno superato agevolmente anche la Diana Nemi per 2-0. Gli ospiti si rendono
pericolosi solo su calci piazzati. Ci prova Marconi al 7’; pronta la risposta di
Fusco in angolo. Col passare dei minuti il Terracina guadagna campo. Al 14’ ci
prova Serapiglia con un colpo di testa che finisce a lato. Fraseggi che portano
Reppucci davanti a Segna: il giovane attaccante spreca incredibilmente. Al 31’
traversa di Sansò sugli sviluppi di un corner. La gara si sblocca al 39’:
filtrante di Di Franco per Reppucci, che di fronte a Segna lo supera con un
tocco di punta. Nella ripresa cala il ritmo del gioco. Tigrotti vicini al 2-0
ancora con Reppucci, che non finalizza un bell’assist di Medoro. Al 42’ ci prova
Romero al termine di un’azione corale, ma il suo destro si abbatte sul portiere
ospite. Il 2-0 arriva nel recupero con il neoentrato Grandullo, grazie a un tiro
angolatissimo.
TERRACINA: Fusco 6, Tricinelli 6, Angona 6,5, Balestrieri 7, Di Franco 7,
D’Amico 7, Serapiglia 7 (48’ st Ballerino sv), Sansò 7, Reppucci 7 (42’ st
Grandullo 6,5), Rosi 6,5, Medoro 6 (26’ st Romero 6), Medoro 6. All. Pernarella
DIANA NEMI: Segna 6, Barbaliscia 6, De Rocco 5,5, Cipriani 5,5, Tocchi 6, Pace
5, Nuti 5 (34’ st Santiamantini sv), Volante 5,5 (21’ Colacicco 5,5), Gioacchini
6, Marconi 5,5, Gatta 5. All. Mosciatti
Arbitro: D’Ambrogio di Frosinone
Reti: 39’ Reppucci, 48’ st Grandullo
Note: ammoniti Tricinelli, Balestrieri, Sansò, Reppucci, Rosi, Tocchi;
spettatori 300 circa.
di DANIELE SPERLONGA

Guerra1944 [34]

Anche i turisti norvegesi amano la città. La storia di Bjorn Amundsen,
terracinese d’adozione può bastare davvero poco per innamorarsi di Terracina.
Metti un inizio d’ottobre che sa tanto d’estate. I vicoli del centro storico
alto che sono una favola. Il fascino suggestivo della storia dappertutto. Le
delizie di un ristorante ogni volta diverso. Concludi con una Fiat 500 del 1969,
e la magia è servita. Ne sa qualcosa Bjorn Amundsen, proprietario di un
appartamento su Terracina alta e ormai terracinese di adozione, che ha deciso
per una breve fuga dalla Norvegia per far conoscere la città a tre suoi amici.
Ad aspettarli gli amiconi Ivana e Massimo Masci, la cui enoteca «St.Patrick» è
ormai la seconda casa per Bjorn e per tutti i turisti stranieri che capitano a
Terracina. E che poi immancabilmente ritornano.
Ri.Re.

Guerra1944 [8]


All’ospedale «Alfredo Fiorini » di Terracina è andata in diretta la chirurgia.
Due giorni di corso teorico e pratico di Otorinolaringoiatria endoscopica in
diretta dalla sala operatoria con collegamento audio con la sala riunioni e
collegamento video ad alta definizione. Molto soddisfatto del bilancio
conclusivo il professore Andrea Gallo, primario del’unità di
Otorinolaringoiatria dell’ospedale cittadino. Il corso era limitato ai A primi
sedici iscritti specialisti per il conferimento dei crediti per la formazione
continua in medicina e a dieci specializzandi nella stessa disciplina. I
partecipanti venivano non soltanto dalla provincia pontina, ma anche da Roma,
Frosinone, Napoli, Ancona e Cosenza. I corsisti hanno assistito dalla sala
attigua alla camera operatoria alla trasmissione contemporanea da una telecamera
ambientale e una endoscopica di interventi chirurgici di varia complessità.
«Oltre alla chirurgia video assistita o totalmente endoscopica del naso, dei
seni paranasali e dell’orecchio, i corsisti hanno potuto assistere in diretta ad
un intervento di scialo endoscopia, esame endoscopico miniaturizzato dei dotti
delle ghiandole salivari» spiega il professor Gallo che con la sua equipe vanta
un’ampia esperienza. Tra le altre cose si tratta di un intervento eseguito in
pochissimi centri in tutta Italia. «E’una tecnica di recente introduzione con
cui è possibile rimuovere con endoscopi di circa un millimetro di diametro
calcoli di piccole dimensioni dalle ghiandole salivari senza ricorrere
all’asportazione chirurgica di tutta la ghiandola come accadeva in passato».
Della stessa tecnica chirurgica Andrea Gallo terrà un’altra dimostrazione in
diretta presso l’università di Roma «La Sapienza » il prossimo 25 novembre. La
Asl di Latina ha appena ordinato alla ditta fornitrice un nuovo set di questi
mini endoscopi per dare maggiore sviluppo a una tecnica mini invasiva realmente
innovativa di cui il polo pontino dell’Otorinolaringoiatria universitaria sta
sempre di più diventando un polo di riferimento regionale. Gli interventi in
diretta sono stati eseguiti dal prof. Gallo e dalla sua equipe composta dai
dottori Giulio Pagliuca, Ferdinando Nobili Benedetti, Salvatore Martellucci e
Alessandro Capasso. Moderatore del corso è stato il dott. Giovanni Spaziani,
primario ORL del «Goretti». Ha aperto il corso il direttore sanitario Sergio
Parrocchia che ha dato il benvenuto e il buon lavoro ai partecipanti, mentre
alla chiusura dei lavori ha portato il suo saluto il sindaco di Terracina
Stefano Nardi che ha sottolineato come iniziative di questo genere diano lustro
alla città ed alla sanità pontina..«L’aver saturato tutti i posti disponibili
per questo corso è la dimostrazione di come il polo universitario di Terracina
sia sempre di più integrato nella realtà sanitaria pontina» conclude soddisfatto
il primario.
Rita Recchia

33000 [38]

Una carcassa di un delfino è stata rinvenuta nella tarda serata di sabato sulla
spiaggia di Terracina.
I resti del mammifero, o meglio quello che ne era
rimasto, sono stati intravisti da alcuni passanti nei pressi dell’estremità nord
del lungomare Circe. Ma le operazioni di rimozione della carogna del delfino
sono scattate solo ieri mattina, quando della presenza del corpo senza vita del
mammifero sono stati avvisati gli agenti della polizia locale. I vigili urbani,
insieme al personale veterinario dell’Asl e a quello dell’Ilsap hanno provveduto
a rimuovere la carcassa come previsto dalle norme vigenti. Con ogni probabilità
il delfino si è perso e, per motivi da accertare, è morto e
il suo corpo senza vita è stato trasportato a riva dalle onde.
F. A.

33000 [18]

Assegni di studio
E’aperto il bando per la concessione di Assegni di Studio per l’ anno scolastico
2010-2011, di importo pari ad € 500,00 (cinquecento/00).Le domande dovranno
pervenire al Settore Diritto allo Studio del Comune entro le ore 12,00 del 5
Novembre 2010.

33000 [17]

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terracina-passeggio-per-via-umberto-1916_bis

Avanti sempre e comunque. Nonostante la mancata ratifica da parte del
coordinatore regionale Lazio del Pdl, il nuovo coordinamento di Terracina,
voluto con ostinazione dal senatore e coordinatore provinciale Claudio Fazzone,
si è ufficialmente riunito e ha tracciato le linee programmatiche in vista delle
prossime elezioni amministrative. Una decisione, quella di riunirsi, che ancora
una volta potrebbe essere letta come l’ennesimo braccio di ferro tra Fazzone e
Galetto e buona parte del centrodestra a Terracina. «Impegnarsi in prima
persona, con umiltà, per rappresentare tutte le attività produttive della città
con un’apertura al dialogo senza preclusioni di sorta – si legge nella nota del
coordinatore cittadino Gianluca Corradini – Dare vita a un programma elettorale
che rispecchi realmente i bisogni della cittadinanza. E dare finalmente voce, e
rappresentanza, ai giovani dell’intero comprensorio». Questi i punti
programmatici principali del nuovo coordinamento comunale di Terracina targato
Popolo della Libertà che ieri ha alzato il sipario all’Hotel Fiordaliso con la
prima riunione dei ventuno membri del direttivo, varato ufficialmente il 28
settembre. Una tavola rotonda organizzata per mettere nero su bianco le linee
guida di quel percorso che, nelle intenzioni di tutti i protagonisti, dovrà
portare nel più breve tempo possibile al concreto sostegno delle diverse
categorie economiche della città. «Per quanto mi riguarda non posso che sentirmi
orgoglioso del compito affidatomi dal coordinamento provinciale del Pdl ben
sapendo che non mancheranno le difficoltà. Siamo pronti a dare inizio a
un’avventura che, ne siamo certi, porterà a quei risultati che la città attende da anni».
di FABIO COCCIA


La corsa alle elezioni amministrative della primavera 2011 è
iniziata anche nell’Udc.
Due sarebbero per il momento gli aspiranti candidati a
sindaco: l’ex assessore Sandro Marigliani e il consigliere comunale Gianni
Percoco. Due veterani del partito di Casini, mentre tutt’intorno lo schieramento
di centro è pronto a rifarsi il look facendo spazio a giovani e volti nuovi.
Come? Con un nuovo organigramma che verrà ratificato nei prossimi giorni in
stretta sinergia con i vertici provinciali e regionali dell’Udc, in primis l’as
- sessore alle politiche sociali del Lazio Aldo Forte. Come in altri centri
della provincia di Latina, anche a Terracina il gruppo della Vela subirà un
commissariamento in vista di un riassetto generale del partito. E proprio
all’interno di questi nuovi equilibri si sta delineando la corsa a due per la
scelta del candidato ideale a correre per la carica di primo cittadino. La
staffetta è tra Sandro Marigliani, da qualche anno finito nelle retrovie del
partito dopo la sua uscita di scena dall’amministrazione capitanata da Stefano
Nardi. Gianni Percoco, invece, spodestato dalla carica di presidente del
Consiglio nel 2008 e relegato a capogruppo dell’Ud c nell’assise comunale, è
rimasto più in vista. È su loro due che il partito di centro punta le sue carte.
Anche se la corsa a due dovrà presto dare un risultato: uno solo la spunterà e
sarà il candidato ufficiale dell’Udc. Rimanendo in tema, al momento emerge la
volontà di non presentarsi con una lista unica. Necessariamente il partito di
Casini cercherà appoggi, andandosi a sedere a tavolino con altri schieramenti
che potranno essere sia di centrodestra che di centrosinistra. Insomma, sembra
prevalere l’idea che correre da soli non possa dare i suoi frutti, che invece si
potrebbero raccogliere schierandosi al fianco di altre liste. A quel punto si
potrebbero anche rivedere gli equilibri dell’Udc nel contesto di una coalizione
più ampia. Il partito di centro è un fermento che già nei prossimi giorni
procederà a una riorganizzazione generale: dalla nomina di un commissario al
restyling dell’organigramma. E poi la scelta di presentare subito un candidato
per le future amministrative, forti di un bacino elettorale che nel corso degli
anni a Terracina ha offerto risultati in crescita per l’Udc.
Francesco Avena


Arriva il rischio delle prescrizioni per i processi penali che gravano sulla
sezione distaccata di Terracina del Tribunale di Latina.
Non ci voleva certo la
palla di vetro per prospettare una simile situazione per la sede di Terracina.
Non è mai stata una novità il mancato rimpiazzo di due giudici che sono stati
assegnati ad altri tribunali, così come alcuni pensionamenti del personale di
cancelleria. I processi erano iniziati con rinvii su rinvii con la speranza che
i sostituti arrivassero in tempo. Si parlava di ottobre. Ma ora i rinvii sono
divenuti la regola. Molti processi sono stati dirottati sulla sede centrale di
Latina ma ce ne sono ancora tanti che vengono seguiti a Terracina. Per non
parlare dei ricorsi in appello sulle sentenze di primo grado. Anche quelli
rinviati, tutti. E così passano settimane e anche mesi con i termini che
decorrono e con la prescrizione alle porte, soprattutto dei procedimenti penali.
Eppure l’Ordine degli avvocati aveva evidenziato tale situazione decidendo
giorni di astensione dalle cause. Una protesta che non sembra aver sortito alcun
effetto. Per Terracina occorrono giudici per la sezione penale e bisogna fare
anche presto. Occorre anche altro personale amministrativo, e bisogna far presto
anche per questo altrimenti le aule di Via dei Volsci continueranno a essere
piene di avvocati e testimoni in attesa dell’ennesimo rinvio. I motivi del
ritardo sull’arrivo di nuovi togati sono ancora ignoti. Quando in due lasciarono
la sede senza essere sostituiti ritornò forte il sospetto che la sede di
Terracina potesse essere oggetto di quel piano ministeriale di riorganizzazione
della macchina giudiziaria italiana. Accorpare le sedi, si diceva un anno fa,
per un nuovo tribunale del sud della provincia. Erano solo ipotesi mai
ufficializzate. Ma la situazione rispetto ad allora non si è spostata di un
millimetro, anzi è peggiorata.
di FABIO COCCIA


Forse è la formula ad essere sbagliata. Non un candidato sindaco deciso dai
piani alti, dai direttivi dei partiti o peggio dal coordinamento comunale scelto
dal senatore Claudio Fazzone. Bensì l’istituto delle primarie. È questa la
proposta lanciata dal consigliere comunale del Pdl Giovanni Masullo, legato alla
componente ex forzista del partito e uomo vicino all’assessore Franco
Ferrari. Masullo lancia l’idea in una nota stampa: «Apprezzo molto le
dichiarazioni dell’assessore provinciale Enrico Tiero quando dichiara di
voler intraprendere il percorso delle primarie per la scelta del candidato
sindaco. Sono altresì convinto a sostenere questa tesi – continua Masullo -
perché è sicuramente il momento più democratico per la scelta della persona che
dovrà, se eletta, guidare la città». L’ipotesi primarie era già stata lanciata a
suo tempo dal consigliere del Pdl Edis Mazzucco, che però nei giorni scorsi ha
mantenuto un profilo basso non firmando la «doglianza» inviata dalla maggioranza
al coordinatore regionale Vincenzo Piso. Ora anche Masullo punta a sventare
intrusioni esterne nelle vicende di Terracina. Più di un messaggio cifrato
diretto a Fazzone. Il consigliere si dice d’accordo con Tiero anche quando
«afferma di non accettare interferenze esterna alla propria città, dando la
possibilità ai cittadini di scegliere il candidato». Leggi le ingerenze del
senatore di Fondi. Nel cui coordinamento potrebbe nascondersi l’uomo che
scenderà in campo alle prossime amministrative.
D. R.


Nota di Bernardi al prefetto contro il presidente Avelli
«Riconvocare il consiglio nei termini di legge è un obbligo» Che la Costituzione
Italiana non valga in provincia di Latina? Se lo chiede il segretario del Pd di
terracina Alessandro Di Tommaso in merito agli interventi decisi dalla Pisana
in materia di salute. «La salute è un diritto non negoziabile, come sancisce l’
articolo 32 della Costituzione Italiana – dice Di Tommaso – Da quanto si legge
nel decreto regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera sembra che la
Polverini nella stesura del piano di riordino della rete ospedaliera regionale
di tutto questo non ne abbia tenuto conto, o almeno quanto sostenuto nella
Costituzione non debba valere per la provincia di Latina». Le due specialistiche
di Cardiochirurgia e Neurochirurgia, che avevano giustificato l’attivazione del
Dea di secondo livello al «Goretti», «vengono nel primo caso cancellata e nel
secondo fortemente ridimensionata. Tale declassamento del Dea e il conseguente
taglio di quattro posti letto di Cardiochirurgia presso l’ Icot e di altrettanti
quattro posti letto di Neurochirurgia al «Goretti», ridimensiona le ambizioni
dell’intera sanità pontina». Poi il segretario del Pd si concentra sull’area più
prettamente locale. «Nell’ambito della macroarea 3 il presidio terracina-Fondi
viene fortemente depotenziato nella sua capacità di erogare prestazioni a
servizio del cittadino. Nel solo presidio ospedaliero di terracina verranno a
mancare numerosi posti letto: Urologia meno 5, Otorinolaringoiatra meno 6 posti,
Oculistica meno 1 posto, area chirurgica meno 12 posti. Pneumologia meno 2,
Oncologia meno 4, Dermatologia meno 2, Pediatria meno 3, Cardiologia meno 1, ai
quali vanno aggiunti quattro posti di day hospital di Medicina generale».
Sforbiciate qua e là «senza parlare del convenzionato privato e del taglio di
ulteriori 70 posti letto di recupero e riabilitazione presso l’ Icot di Latina e
di 33 posti presso l’istituto Clara Franceschini di Sabaudia, meglio conosciuto
come Selvapiana» aggiunge Di Tommaso. Addirittura «sempre dallo stesso decreto
si legge che nel piano regionale riferito alla rete oncologica terracina non
viene nemmeno menzionata tra le reti di specialità». Una situazione grave e
degna di un severo giudizio negativo sull’operato della Polverini, secondo il
segretario del Partito Democratico. «I toni trionfalistici utilizzati per
avallare l’eliporto celano il ridimensionamento del polo dell’emergenza
dell’ospedale Fiorini, trasformandolo da presidio ospedaliero con una sua
dignità a mera base di decollo e smistamento dei casi più gravi. A dispetto di
quanto affermato dai sostenitori locali della governatrice e da chi in questi
anni ha governato la nostra città, senza peraltro avere la forza di preservarla
da simili attacchi, la sanità locale è soggetta ad un durissimo
ridimensionamento. Le conseguenze potrebbero essere gravissime sia dal punto di
vista della tutela della salute che dal punto di vista occupazionale». Quella
salute e quel lavoro che «unitamente all’assistenza alle fasce deboli, alle
famiglie bisognose, ai diversamente abili, ai tanti giovani precari e
disoccupati costituiranno alcuni dei punti fondamentali della nostra proposta
politica in occasione delle prossime elezioni amministrative. Su questi temi ed
altri ancora sono pronto ad un confronto diretto e pubblico con la Polverini».
L’invito è stato lanciato, vediamo se e come la governatrice risponderà.
Rita Recchia


C’È chi li chiama tagli, chi invece preferisce parlare di rimodulazioni. La
politica si divide sul decreto 80 che prevede la riorganizzazione della Rete
ospedaliera regionale. Se da un lato c’è chi lancia un vero e proprio allarme
per il depotenziamento che potrebbe subire il Presidio centro a causa dei
mutamenti previsti dal governatore Renata Polverini, dall’altra si corre a
buttare acqua sul fuoco, nella convinzione che il Piano sanitario abbia tutte le
carte in regola per garantire assistenza di qualità. Resta, tra la gente, il
timore – e il sospetto – che la riorganizzazione dell’offerta sanitaria
regionale sia pensata a tutto discapito delle province, e dunque anche dell’ospe
- dale di Terracina. I 20 posti letto in meno previsti nel Presidio centro
dall’allegato al decreto 80, fanno paura, soprattutto se – come si vocifera – il
«Fiorini» ne perderà ben 16. Secondo Pietro Serra, esponente del movimento «Con
Te» fondato da Gianfranco Sciscione, il decreto Polverini va nella direzione
giusta. Serra parla di «primi risultati incoraggianti » e considera il Piano
sanitario come un «importante strumento che sappia riportare la politica
sanitaria nell’alveo della tutela della salute dei cittadini». Serra ritiene
che le riconversioni dei posti letto a livello regionale «vanno nella
direzione delle risposte alle mutate esigenze sanitarie ». Una sorta di
«selezione operata dagli stessi utenti nel rivolgersi alle varie strutture per
il soddisfacimento delle proprie esigenze». L’ex assessore non nega che «qualche
scelta di razionalizzazione si è dovuta operare », ma preferisce evidenziare
«l’apertura, presso il presidio di Terracina, di due posti di terapia intensiva
e la costruzione dei un’elisuperficie, a sottolineare e consolidare la scelta
dell’indirizzo Chirurgico-Ortopedico e per l’Emergenza per l’Ospedale
Universitario “Alfredo Fiorini”». Di parere diverso il segretario del Partito
democratico Alessandro Di Tommaso, che esprime un «severo giudizio negativo» su
un Piano sanitario che declasserebbe di fatto il «Fiorini». «Nel piano regionale
riferito alla rete oncologica, Terracina non viene nemmeno menzionata tra le
reti di specialialità – attacca Di Tommaso -. Con Terracina e Gaeta declassati a
semplici ambulatori oncologici come conseguenza del taglio dei posti letto di
Day Hospital, i cittadini di Terracina sono ridotti a cittadini di serie B». Non
convincono il Pd i «toni trionfalistici sulla questione dell’eliporto», dietro i
quali, secondo Di Tommaso, si «celano il ridim ensionamento del polo dell’emergenza
dell’ospedale Fiorini, trasformandolo da presidio
ospedaliero con una sua dignità a mera base di decollo e smistamento dei casi
più gravi ». Il segretario dei democratici non si ferma qui. Annuncia
che la battaglia politica per le amministrative del Pd si giocherà anche sulla
difesa del «Fiorini» e lancia la sfida: «Sono pronto ad un confronto diretto e
pubblico con la Polverini».
Diego Roma


La regolarità tecnica c’è. E allora via. Dieci mila euro la somma impegnata in
una delibera di giunta dall’amministrazione comunale per ospitare una
delegazione proveniente dalla Georgia a Terracina. Il tutto, nell’ambito di quel
famoso progetto di gemellaggio tra Terracina e Kobuleti, la cittadina georgiana
visitata qualche mese fa dal sindaco Stefano Nardi, l’assessore Francesco
Zicchieri e il consigliere comunale Valentino Giuliani. Un ricambio di
ospitalità, quello del Comune, che prevede di far conoscere alla delegazione
comunale georgiana i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni e le
attività produttive di Terracina. Non è dato sapere quanti giorni si fermeranno.
È certo invece che dal capitolo di bilancio sui gemellaggi (630) potrebbero
uscire dieci mila euro. Nella delibera si parla infatti di «spesa massima», che sarà impiegata per «interpretariato, ospitalità e regali».

A questo punto si deve sperare soltanto che la visita dalla Georgia porti dei frutti, e che
soprattutto veda realmente il coinvolgimento di associazioni e attività
produttive. Oltre, naturalmente, alla rimpatriata tra Zicchieri,
Nardi e Giuliani.
D. R.


12 posti. Pneumologia meno 2, Oncologia meno 4, Dermatologia meno 2, Pediatria meno 3, Cardiologia meno 1, ai quali vanno aggiunti quattro posti di day hospital di Medicina generale». Sforbiciate qua e là «senza parlare del
convenzionato privato e del taglio di ulteriori 70 posti letto di recupero e
riabilitazione presso l’ Icot di Latina e di 33 posti presso l’istituto Clara
Franceschini di Sabaudia, meglio conosciuto come Selvapiana» aggiunge Di
Tommaso. Addirittura «sempre dallo stesso decreto si legge che nel piano
regionale riferito alla rete oncologica Terracina non viene nemmeno menzionata
tra le reti di specialità ». Una situazione grave e degna di un severo giudizio
negativo sull’operato della Polverini, secondo il segretario del Partito
Democratico. «I toni trionfalistici utilizzati per avallare l’eliporto celano il
ridimensionamento del polo dell’emergenza dell’ospedale Fiorini, trasformandolo
da presidio ospedaliero con una sua dignità a mera base di decollo e smistamento
dei casi più gravi. A dispetto di quanto affermato dai sostenitori locali della
governatrice e da chi in questi anni ha governato la nostra città, senza
peraltro avere la forza di preservarla da simili attacchi, la sanità locale è
soggetta ad un durissimo ridimensionamento. Le conseguenze potrebbero essere
gravissime sia dal punto di vista della tutela della salute che dal punto di
vista occupazionale». Quella salute e quel lavoro che «unitamente all’assistenza
alle fasce deboli, alle famiglie bisognose, ai diversamente abili, ai tanti
giovani precari e disoccupati costituiranno alcuni dei punti fondamentali della
nostra proposta politica in occasione delle prossime elezioni amministrative. Su
questi temi ed altri ancora sono pronto ad un confronto diretto e pubblico con
la Polverini». L’invito è stato lanciato, vediamo se e come la governatrice risponderà.
Rita Recchia


A scuola tra i fornelli: al via il progetto in stretta sinergia tra l’istituto
«Filosi» e l’associazione ristoratori di Terracina. Gli alunni dell’indirizzo
alberghiero presto imparereranno ad essere chef professionisti direttamente da
cuochi e ristoratori della città. Come annuncia il segretario dell’associazio -
ne «Terracina a Tavola» Gianfranco Azzola, saranno creati appositi piani di
studio da concordare con i docenti dell’alberghiero e che spazieranno dalla
preparazione degli antipasti, ai primi piatti, cucina povera, secondi,
contorni, dolci e pizza. «Un’op – portunità per tutti – commenta Azzola – sia
per noi addetti ai lavori, per i ragazzi che iniziano a vedersi aprire nuove
prospettive, per la scuola che arricchisce la gamma di offerta. Ma il nostro
pensiero si rivolge soprattutto ai ragazzi che si trovano ad iniziare un
percorso verso un mestiere difficile come quello del ristoratore». L’idea di
avere professionisti del settore ed affermati imprenditori come docenti, fa sì
che i corsi non si caratterizzino solo per la lavorazione dei prodotti ma che
si parli anche di gestione, organizzazione, food costs. Sarà anche avviato un
osservatorio permanente per la formazione nel settore gastronomico e
gestionale, al fine di creare delle figure professionali che poi abbiano ampi
margini di inserimento nel mondo del lavoro anche nel territorio di Terracina.
F. A.

Si era infilato in un negozio e aveva rubato uno zainetto al proprietario
dell’eserci zio commerciale.
All’interno della borsa c’erano oltre 100
euro. Dopo alcuni giorni di indagine, i carabinieri di Terracina hanno chiuso il
cerchio risalendo all’iden – tità del ladro, M.L. 53enne di Fondi, e l’hanno
denunciato per furto aggravato. Il primo ottobre il furfante era riuscito a
trafugare da un negozio in piazza Gregorio Antonelli la borsa del titolare
dell’esercizio commerciale e 110 euro. Poi si era dato alla fuga senza lasciare
tracce. Ma con le dichiarazioni della vittima e i sospetti dei militari, si è
riusciti a giungere nel giro di pochi giorni all’identità dell’uomo. Il 53enne,
denunciato, aveva ancora con sé la borsa rubata al commerciante che, insieme ai
soldi, sono stati restituiti alla vittima del furto. Sempre i carabinieri sono
dovuti intervenire venerdì pomeriggio intorno alle 19 in viale Europa, dove un
giovane originario del nord Italia veniva notato sdraiato per terra a margine
della strada. Il ragazzo era evidentemente ubriaco ed è stato ricoverato presso
l’ospeda – le «Fiorini». Sottoposto alle cure del personale medico, le sue
condizioni di salute inizialmente gravi sono andate via via migliorando già
nella giornata di ieri. Infine i carabinieri di Terracina, su ordine
dell’ufficio di sorveglianza del Tribunale di Firenze, hanno eseguito un arresto ai danni di F.G., 20enne romano, spacciatore violento trasferito l’ altra notte presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.
F. A.

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terracina-pagina-del-martirologio-di-s-cesario-1200_bis

Dare la colpa dei propri fallimenti ad altri è l’hobby preferito dei nostri amministratori
I servizi sociali, fiore all’occhiello di tante amministrazioni che si sono
succedute in circa venti anni, hanno subito nell’ ultimo anno un gravissimo ed
immotivato degrado, fino alla verosimile estinzione di alcuni servizi vitali per
le persone diversamente abili. Infatti, a fronte di una domanda crescente per
l’estensione progressiva delle fasce sociali bisognose, l’Ente locale ha deciso
di razionalizzare, per non dire ridurre, le spese per i servizi effettuati nel
terzo settore, scaricando per l’ennesima volta le proprie incompetenze
amministrative sugli operatori, in special modo sulle cooperative sociali.
Zicchieri dopo un anno ritorna in consiglio comunale a sparare gratuitamente a
zero sulle cooperative che hanno gestito i servizi sociali e sull’Udc, un’ Udc
che oggi è composta da molti volti nuovi e da persone che non si sono vendute
per una poltrona come alcuni suoi colleghi di maggioranza, quindi eviti
abbinamenti fuori luogo. Le cooperative hanno gestito i servizi partecipando a
delle gare, dove capitolato e prestazioni sono stati stabiliti
dall’amministrazione, quindi non sono le cooperative che hanno rubato, ma sono
gli amministratoti che hanno sperperato preparando capitolati sovrastimati. Mi
spieghi Zicchieri perché le cooperative per il sociale sono dei carrozzoni
succhia soldi, mentre per la pulizia del verde, delle spiagge e del porto sono
valide? Forse perché in quelle si riesce a dare qualche indicazione in più?
Perché Zicchieri non si è lamentato quando alle gare per la manutenzione del
verde si presentavano a rotazione una sola cooperativa per volta aggiudicandosi
l’appalto a prezzo pieno? Quattro gare nello stessi giorni e quattro cooperative
vincitrici partecipando da sole, che strane coincidenze, che ne pensa Zicchieri?
Perché l’amministrazione distrugge le cooperative sociali, non paga i servizi da
loro resi come capitolato per 13 mesi e dal giorno dopo che le ha escluse inizia
regolarmente a pagare gli stipendi ai lavoratori senza pagare le vecchie
prestazioni? Che vogliamo dire a tutte le persone che sono da più di un anno
senza assistenza domiciliare e a quelle famiglie che non hanno più l’appoggio
del centro diurno? Gli diciamo anche a loro che l’Azienda Speciale ha migliorato
i servizi e razionalizzato le spese? Siamo arrivati al patetico, chiamano le
famiglie dei disabili, garantiscono che il centro diurno riapre a settembre, non
lo aprono e non trovano di meglio che prendersela in consiglio con le
cooperative sociali o con i genitori dei diversamente abili che si sono
lamentati a mezzo stampa. I miei colleghi di partito sono stati sostenitori, del
varo dell’ISTITUZIONE dei servizi sociali, convinti che la separazione dei
flussi finanziari indirizzati al terzo settore, autonomi nella gestione,
rispetto al bilancio generale del comune, potesse accelerare le risposte ai
bisogni delle famiglie indigenti, ma l’incapacità del suo cda di difendere il
suo ruolo e pretendere piena autonomia nella gestione del Terzo Settore ha reso
la sua creazione inutile e dannosa sia ai Servizi e sia al bilancio comunale,
visto che il presidente e il cda hanno preso le loro spettanze producendo il
niente, poi l’assessore dà la colpa all’Udc, quando i rappresentanti di quel cda
sono tutti nel suo gruppo politico, siamo alle comiche. Bene ha fatto il nostro
capogruppo Gianni Percoco a difendere l’ operato delle cooperative di fronte ad
un attacco gratuito in una sede istituzionale dove i soggetti sbeffeggiati non
aveva diritto di replica. Oggi l’Azienda Speciale creata in fretta e furia e
senza programmazione e condivisione è solo un serbatoio di posti di lavoro da
assegnare mettendo a rischio il patrimonio immobiliare comunale che sarà messo a
garanzia ogni volta che il Comune non sarà in grado di soddisfare i propri
creditori nei tempi e nei modi dovuti. Sono stati e saranno facilmente
prevedibili tempi bui. I flussi finanziari per il terzo settore, di quelli a
domanda individuale per i servizi alla persona, debbono necessariamente ricadere
in quest’ambito e non utilizzati per altri scopi, questo modo di gestire le
risorse pubbliche crea disagio alle persone con delle necessità e compromettono
l’arrivo di nuove risorse da enti superiori. Noi dell’Udc abbiamo evidenziato
nell’incontro con l’Ass Reg. Aldo Forte, che il comune di Terracina non
rendiconta da anni i finanziamenti ricevuti, sia per quanto riguarda il sociale
con la regione e sia con l’ambiente con la provincia, perdendo la possibilità di
ottenere altri finanziamenti, questa è la verità, il resto è utopia.
Pierpaolo Marcuzzi, UDC di Terracina

museifrancesi1 [3]

Domenica 10 Ottobre, a partire dalle ore 16:00, presso la sede dei Servizi
Sociali si terrà l’inaugurazione dello “Sportello Immigrati”, uno dei punti
cardine che caratterizza il neonato progetto: “Dall’Immigrazione
all’Integrazione.
Un Modello Possibile per Terracina”.
Il progetto nasce dall’esigenza di affrontare un fenomeno ormai di vaste
proporzioni nella nostra città, quello appunto dell’immigrazione, non con la
logica dell’emergenza, ma con quella dell’accoglienza e dell’integrazione.
Il primo passo verso questo obiettivo e verso lo sviluppo del progetto è stato
l’avvio di un organico e stabile rapporto di collaborazione che ha dato vita ad
una “rete territoriale di intervento” tra i seguenti enti locali: l’Assessorato
alle Politiche Sociali del Comune di Terracina, l’Azienda Speciale Terracina,
l’Associazione Interculturale Maison Babel ed alcune istituzioni scolastiche
della città tra scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Da questa sinergia nasce e si sviluppa questo nuovo progetto di accoglienza e
integrazione che si propone di agire tangibilmente attraverso la realizzazione
di diversi obiettivi concreti. Tra questi vi è lo “Sportello Immigrati”, che
costituirà il primo punto di riferimento per ogni cittadino straniero a
Terracina offrendo servizi di informazione, orientamento, mediazione culturale,
formazione professionale, consulenza, anche legale ed accompagnamento sul
territorio.
Ma altri punti altrettanto importanti completano il progetto e i relativi
dettagli saranno presentati e descritti dai rappresentanti degli enti coinvolti
nella “rete territoriale di intervento” proprio durante l’evento in programma
per questa domenica.

museifrancesi1 [2]

Tempi duri per la sanità pontina, si trema per le sorti che toccheranno al
Presidio centro Terracina-Fondi.
Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni
sulla riorganizzazione dei posti letto negli ospedali «Fiorini» e «San Giovanni
Di Dio». Ad avere la peggio, sembrerebbe sarà proprio l’ospedale di Terracina.
Il piano sanitario, pubblicato in bozza nei giorni scorsi, prevede per il
Presidio centro una riduzione complessiva di 20 posti letto. Ancora nulla di
ufficiale su come saranno ripartiti tra i due nosocomi, ma le prime voci danno
per perdente proprio Terracina, che rischia ben 16 posti letto in meno, tra cui
(ri) compaiono anche i famosi 4 Day Hospital di Oncologia. Insomma, in un modo o
nell’altro, se la bozza dovesse passare così com’è, il nosocomio locale dovrà
pagare più di altri lo scotto della riorganizzazione regionale, nonostante abbia
dato prova di virtù in tutti i settori in cui opera. La bilancia, dunque,
potrebbe pendere in negativo per il «Fiorini». Dati non confermati, e che
dovranno essere discussi nelle sedi opportune. Ma che fanno fare un balzo sulla
sedia. Il piano sanitario proprio in questi giorni è in discussione. In un
contesto dove, p facile immaginare, oltre che il criterio del risparmio conta il
peso politico. Ricompare dunque lo spettro non solo della chiusura del Day
Hospital, attualmente gestito e finanziato dall’associazione di volontariato
«AnnaLaura », ma anche dell’ulteriore perdita di posti letto. Il che fa pensare
che lo scorso luglio, quando l’intera città si mobilitò a difesa dell’oncologia,
si è gridato «vittoria» troppo presto. E sebbene il caso oncologia fosse
tutt’altro che una «pagliuzza», oggi sembra proprio che la «trave» dovesse
ancora arrivare. Venti posti letto in meno, in un comprensorio in cui già oggi
si fa fatica a far fronte all’utenza, sarebbe un dato drammatico da incassare.
Soprattutto se è vero quel che si vocifera, ovvero che i 4 quinti dei tagli
riguardano il «Fiorini». Ma se un dato positivo, nel luglio scorso, si era
registrato, era stato proprio quello della mobilitazione politica a 360 gradi.
Indispensabile, a questo punto, una mobilitazione vera della politica locale e
sovracomunale, che metta nero su bianco tutti gli argomenti a difesa della
sanità pontina e, in questo caso, del «Fiorini». La stessa politica che nel
luglio scorso si era impegnata a difendere il Day Hospital, converrà che oggi
faccia sentire il suo peso in Regione, prima che sia troppo tardi. Perché oltre
che alla drammatica perdita del polo oncologico, la città rischia di perdere
altri posti letto. E di questo passo, anche molto di più.
Diego Roma

museifrancesi1 [4]

E’ stato un consiglio comunale meno movimentato del solito quello che si è
tenuto l’altra sera a Terracina, ma alla fine il colpo a sorpresa non è mancato
durante l’assise.
Dopo lo scioglimento dell’istituzione dei servizi sociali,
votata favorevole dalla maggioranza, i consiglieri di maggioranza non sono
rientrati in aula. Eppure i politici terracinesi erano chiamati a discutere su
argomenti importanti, quali lo scioglimento della Terracina ambiente e i tagli
decisi dalla Regione Lazio per l’ospedale di Terracina, punti avanzati dal
gruppo consiliare del PD. Il consigliere Di Mauro aveva presentato una mozione
sulla politica sociale e sullo scioglimento dell’Azienda Speciale. Il primo
colpo di scena c’è stato all’inizio dei lavori: il gruppo del PD (in
applicazione dell’art. 56 del regolamento del consiglio comunale) non ha
permesso l’ingresso in aula di Valerio Golfieri, presidente dell’Azienda
Speciale, che avrebbe dovuto argomentare sulla costituzione e le assunzioni
all’interno di questo ente. Dopo la contestazione del PD, in riferimento alla
politica sociale del comune, la maggioranza ha approvato la delibera per lo
scioglimento dell’istituzione dei servizi sociali. Alle 23.30 circa è iniziata
la pausa per consentire ai consiglieri di rinvigorirsi. «Purtroppo, con nostra
sorpresa, alla ripresa dei lavori, i consiglieri della maggioranza non si sono
presentati in aula, facendo mancare il numero legale. Si è posto fine ai lavori
del consiglio comunale, che per l’ennesima volta rimane senza poter affrontare i
numerosi e importanti problemi sollevati dall’opposizione», è stato il commento
laconico del Pd. Adesso, il consiglio comunale nei termini previsti dal
regolamento deve essere convocato entro i prossimi cinque giorni, ma il
presidente del Consiglio ha già preannunciato di non poterlo fare perché sarà
assente per un periodo di ferie.
di DANIELE SPERLONGA

museifrancesi1 [1]

Maggioranza in fuga dopo il «break» giovedì scorso in Consiglio comunale. La
seduta è saltata per mancanza del numero legale, al ritorno, da una riunione
intermedia tra i consiglieri di centrodestra. Nessun motivo ufficiale a
giustificare il «fuggi fuggi», ma alcune indiscrezioni parlano di un botta e
risposta tra maggioranza e opposizione tutto incentrato sulla questione Azienda
speciale. Brevissima la cronaca della seduta. Dopo un’eccezio – ne del Pd sulla
presenza del presidente dell’Azien – da speciale Valerio Golfieri in aula, una
prima interruzione. Se ne esce con l’inversione dei punti all’ordine del giorno.
Al primo posto è arrivata la delibera per la discussione dello scioglimento
dell’Azienda speciale, approvata. Poi, break di ristoro, e quando è arrivato il
momento di tornare in aula, la maggioranza è svanita nel nulla. A quanto pare, a
non andare giù ai consiglieri di centrodestra, la «scorrettezza» dei colleghi
d’op – posizione, che in conferenza dei capigruppo avevano garantito il
dibattito ma poi, una volta in aula, hanno contestato la presenza di Golfieri. A
partire dai consiglieri Villani e Percoco, cui si sono aggiunti gli esponenti
del Pd. La maggioranza ha deciso di far saltare il numero legale, impedendo così
di discutere gli altri punti all’ordine del giorno. Secondo la minoranza, invece
l’esodo è stato concordato a tavolino. Per il Verde Di Mauro «si fa di tutto per
non affrontare le tante anomalie che contraddistinguono la gestione dell’Azienda
speciale ». Il Pd parla invece di ormai acclarata «mancanza di senso delle
Istituzioni che contraddistingue l’operato delle massime cariche cittadine».
D. R.

museifrancesi1 [20]

Perde i sensi e resta intrappolato nel tombino. Tragedia sfiorata ieri mattina
intorno alle 11.30 in viale Circe, all’altezza di via del Piegarello, per un
operaio di 30 anni dipendente di una ditta incaricata da Acqualatina per la
mappatura della rete idrica. Il peggio si è evitato grazie all’interno
dell’ispet – tore della polizia stradale di Terracina, Giuliano Trillò e del
sovrintendente Michele Ferrario. Allertati da un pedone della presenza nel
tombino dell’operaio privo di sensi, gli agenti si sono immediatamente attivati
per portarlo in salvo. Un’operazione non facile perché l’operaio, di corporatura
robusta, si trovava ad un’altezza del sottosuolo di circa tre, quattro metri e
il passaggio era angusto. Gli agenti sono comunque riusciti a tirare fuori il
giovane e ad adagiarlo sul manto stradale in attesa dall’ambu – lanza del 118.
Praticati i primi soccorsi, l’operaio ha manifestato immediatamente segni di
ripresa. Nel frattempo sono intervenuti anche i vigili del fuoco per eseguire
gli accertamenti di loro competenza. Il giovane, V.M. di 30 anni, è stato
trasportato al pronto soccorso de «Fiorini» dove gli sono stati prescritti
diversi giorni di prognosi per sospetta asfissia.
D. R.

museifrancesi1 [19]

Arenili comunali, da fiore all’occhiello a pietra dello scandalo? Conclusa la
stagione balneare sono in tanti a chiederselo, soprattutto i tanti che
quest’estate hanno usufruito del servizio e si sono imbattuti in una serie di
palesi disservizi. Non proprio un dettaglio dal momento che i lidi comunali,
affidati per il secondo anno consecutivo alla «Consib», rappresentano la prima
impresa balneare della città, per numeri ed estensione: oltre 9 mila metri
quadrati di spiaggia per circa mille ombrelloni. Dunque un biglietto da visita
importante. Che appunto, con il passare degli anni, sfigura sempre di più. A
cominciare da una circostanza che nessuno si è preso la briga di osservare. Gli
arenili comunali infatti erano nati con uno scopo, diciamo così, di utilità
sociale. Tanto è vero che nel tratto della spiaggia del Lido e non solo, fu
un’idea del compianto assessore Gianni Isabella, erano state allestite aree ad
hoc per i disabili. Passerelle che conducevano fin sotto l’ombrellone e
attrezzature varie che consentivano una maggiore fruibilità dell’arenile da
parte dei portatori di handicap. Un progetto di vanto che ha, anzi aveva, pochi
eguali sul litorale pontino. E sì, perché da un paio di anni a questa parte pare
che il servizio per disabili sia andato in cavalleria. L’area «sociale» infatti
è stata sensibilmente ridotta per fare spazio alle pedane con tanto di copertura
di locale «Mama Quevo» che insiste nel tratto dato in concessione al «Consib».
Tutto legittimo? In attesa di scoprirlo, è invece certo e e documentato da foto
che su altri fronti la gestione ha fatto acqua. Sempre in riferimento al
problema dell’accessibilità dei disabili in molti non hanno capito per quale
motivo, mentre tutti gli altri stabilimenti si devono dotare di strutture per i
portatori di handicap (la Asl fa dei sopralluoghi mirati), nei lidi comunali è
stato consentito installare dei bagni in precario (uno solo per la verità per
l’intera spiaggia del Lido), poco agevoli o per niente per i portatori
d’handicap. Ma anche per gli altri utenti visto che si tratta di strutture che
possono essere utilizzare per un breve lasso di tempo e non certo per un’intera
estate. Così come non è chiaro perché, contrariamente a quanto imposto dal
capitolato d’appalto e da quanto si vede in tutti gli altri chioschi del
litorale, le docce sono state lasciate en plein air, senza un panello di
delimitazione. E che dire della rampa d’accesso confinante con lo stabilimento
«Sombrero », lasciata nel più assoluto degrado con tanto di spuntoni in ferro
sporgenti? Dettagli, si dirà. E allora sono pure dettagli l’as – senza del
limite di acque sicure, la ciambella di salvataggio posta al limite della
concessione solo dopo l’inter – vento della guardia costiera. Tutti obblighi
previsti, oltre che dall’ordinanza, anche dal capitolato per l’affidamento.
Come la pulizia dell’arenile che, secondo diversi utenti, avrebbe lasciato a
desiderare. Ma anche la gestione degli ombrelloni sarebbe stata molto allegra
visto che non di rado venivano occupati abusivamente da venditori ambulanti
o da non meglio precisati turisti stranieri e italiani, alcuni dei quali si
posizionavano anche nello spazio antistante la prima fila, per la quale il
«Consib» ha fatto pagare un surplus del 10%. Senza considerare infine gli
sconfinamenti dei lidi vicini nel tratto dato in concessione al «Consib». La
spiaggia di tutti e di nessuno, insomma.
Pierfederico Pernarella

museifrancesi1 [18]

Sui trasporti, tutto regolare. L’assessore loreto Maragoni respinge al mittente
le accuse mosse dal consigliere comunale Vincenzo Coccia sulle assunzioni dei 3
autisti presi a noleggio dalla Formia Noleggi e liquida come «propaganda
politica » quella del Pd. L’azione dell’amministrazione comunale, spiega
Maragoni, si è incentrata sulla soluzione ad una «situazione precaria per il
poco tempo a disposizione per l’asse – gnazione del servizio scuolabus e
precarietà del trasporto urbano ». Nessuna assunzione illegittima, o peggio
illegale, insomma. Si è considerata «la priorità del servizio scolastico, è
stata fatta una gara pubblica per la scelta del gestore, il servizio veniva
giudicato ad una ditta di Formia, che è iniziato puntualmente ». Poi si è
passati al trasporto urbano. «Ho ricevuto a firma del dirigente una nota che mi
faceva rilevare che, in attesa della gara del trasporto urbano, esisteva il
problema in quanto, non avendo autisti a sufficienza, stavamo effettuando un
servizio ridotto a discapito del cittadino e cosa ancora più grave, c’è il
rischio di perdere un contributo regionale sulla mobilità urbana di
settecentomila euro». Di qui, l’ini – ziativa di chiedere alla Formia Noleggi di
«verificare la disponibilità ad estendere il servizio con tre autisti per il
trasporto urbano». «La ditta – prosegue Maragoni – ci ha fatto un’offerta
dettagliata, applicando lo stesso ribasso a base d’asta, e gli è stato affidato
un servizio di due mesi e mezzo, sempre in attesa dell’espletamento della gara».
Quanto ai famosi 70 mila euro stornati solo 15 giorni fa, «i fondi della
delibera sono stati prelevati dal capitolo che ha ancora disponibilità. Quindi
le affermazioni del consigliere Coccia, che ipotizza illecite responsabilità
penali, hanno il solo il sapore propagandistico tendente a far passare il falso
messaggio che gli atti di giunta sono sempre adottati da persone che non sanno
quello che fanno. Ma le cose non stanno così».
D. R.

museifrancesi1 [17]

Tanto rumore per nulla. Nessuno spartitraffico, o new jersey che dir si voglia,
sarà realizzato sul tratto di Pontina che va dalla migliara 54 fino alla Pantani
Da Basso.
Lo ha chiarito l’Astral nella riunione che si è tenuta martedì
scorso all’Agrimpex, mettendo così fine all’in seguirsi di voci e timori
tra commercianti e residenti, preoccupati per le loro attività commerciali e non
solo. Insomma, L’Astral non ha mai previsto nel progetto l’installazione di
spartitraffico fissi tra le due carreggiate della via Pontina. I new jersey si
interromperanno infatti all’altezza della Migliara 49. Solo rotatorie, invece,
per le Migliare 54 e 56, sulla falsariga di quelle già realizzate o in via di
realizzazione su tutta l’arteria stradale. Su come siano potuti diffondersi così
tanti allarmismi nel giro di qualche giorno, non è dato sapere. C’è chi p e n s
a c h e qualcuno si sia divertito a mettere in giro la voce per questioni
politiche. Ma anche queste sono voci. Di certo c’è la parola dell’Astral, che ha
sgombrato il campo: nessun new jersey, solo rotatorie.
D. R.

museifrancesi1 [16]

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terracina-la-rada-e-ufficio-della-dogana-anni-20_bis_a

Comincia a spazientirsi il dipartimento economico occupazionale della Regione
per i ritardi con cui il Comune sta gestendo il trasferimento del mercato
settimanale in via Prebende.
È del 16 settembre scorso la nota di sollecito del
direttore vicario del dipartimento al locale Ufficio commercio, per avere «con
la massima urgenza» i chiarimenti sulle irregolarità dell’area destinata al
mercato segnalate nelle diffide presentate dai commercianti di Fiva
Confcommercio. Un sollecito ben giustificato, se si pensa che la precedente
richiesta era partita dalla Regione il 10 agosto scorso. Lentezze inspiegabili,
come inspiegabile appare l’impasse che sembra aver attanagliato di nuovo
l’amministrazione comunale. La Regione, per quel progetto, ha infatti stanziato
dei soldi, ma tutto rimane ancora fermo. E se si guarda indietro, i precedenti
non sono promettenti. Il Comune ha infatti appena finito di pagare alla ditta
«Molinaro» i lavori eseguiti in via Stella Polare, originaria destinazione dello
spostamento del mercato. Una cifra poco più bassa di 250 mila euro, per un
intervento andato completamente a vuoto. Ora si teme che lo stesso possa
ripetersi per l’area di via Prebende, che nonostante i tentativi resta ancora
priva dei requisiti di sicurezza e di igiene idonei ad ospitare i banchi degli
ambulanti. È proprio su questi aspetti che il presidente di Fiva Roberto Delle
Fontane ha raccolto le firme e ha presentato le diffide. E ancora oggi si
ritiene nel giusto: «Non è colpa nostra se il Comune non ci mette in condizione
di lavorare al meglio – spiega -. Le normative sanitarie e quelle di sicurezza
parlano chiaro. L’area che vorrebbero assegnarci non è quella stabilita in
conferenza dei servizi: mancano i servizi igienici, l’illuminazione, l’asfalto
cede e la numerazione degli stalli non è stata rispettata». Ma non è finita.
In via Prebende c’è anche una questione archeologica. La Sovrintendenza si era
espressa chiaramente sulla questione già nel 2006. Parere favorevole, a
condizione che venisse posta una recinzione intorno ai reperti di epoca romana,
per impedire il transito dei mezzi. E invece niente. Tutto resta invariato. Il
Comune non sembra in grado di sbrogliare la matassa. E pensare che con tutti i
soldi già spesi, a vuoto, per via Stella Polare, si potevano fare recinzioni,
realizzare servizi igienici, dotare l’area di via Prebende del necessario allo
spostamento. Sorge il dubbio che questo trasferimento il Comune non lo voglia
fare. Ma la Regione ora è stanca di aspettare, e verrà di persona a dare un’occhiata.
Diego Roma

museifrancesi1 [5]

La guerra fredda nel Pdl si continua a disputare a Terracina. Il coordinatore
regionale Vincenzo Piso ha congelato la ratifica del coordinamento cittadino
voluto dal senatore Claudio Fazzone. Dopo la nomina e la relativa ratifica del
coordinatore provinciale erano arrivati i primi documenti dissenzienti. Il primo
portava la firma di undici consiglieri comunali di Terracina e sei
dell’esecutivo guidato da Stefano Nardi che chiedevano ufficialmente a Piso di
non ratificare le nomine del coordinatore e del direttivo e avviare al contempo
una seria riflessione interna affinché nel coordinamento fossero rappresentate
tutte le anime del Pdl. La seconda era arrivata dal consigliere regionale
Stefano Galetto che aveva attaccato senza mezzi termini Fazzone reo di aver
nominato un direttivo di parte. «Auspico che il coordinatore regionale Piso dia
vita ad un coordinamento comunale del Pdl a Terracina realmente rappresentativo
che possa rilanciare l’azione politica del partito in vista delle delicate
elezioni amministrative del prossimo anno», aveva formulato Galetto nella sua
richiesta a Piso. E visto che risposte nero su bianco dal coordinatore regionale
non sono arrivate, durante la riunione di maggioranza di mercoledì è stato
sentito al telefono e lo stesso ha rimandato la decisione della ratifica a data
da destinarsi. Una risposta che dice tutto e niente ma che ha il chiaro
obiettivo di sbollentare gli spiriti e portare tutti a una riflessione pacata.
Ma la situazione tra Claudio Fazzone e gli ex di An è ormai negativamente
compromessa. Il colpo di mano del senatore sul coordinamento all’interno del
quale risultano nomi di ex esponenti della maggioranza, che a vario titolo sono
stati in rotta di collisione con Stefano Nardi e per questo spinti fuori dai
giochi, non è stato quindi digerito. Gli esclusi dal coordinamento, o meglio i
loro rappresentanti, temono che se in questo passaggio non si trova l’unità, al
momento della formulazione delle liste alle prossime elezioni, previste tra meno
di sette mesi, qualcuno potrebbe non essere più candidato nel Pdl. Si
arriverebbe così a una spaccatura che giocherebbe a favore del centrosinistra se
solo riuscisse a trovare un candidato unitario.
di FABIO COCCIA

museifrancesi1 [6]

E’ giallo sull’installazione dei new jersey sul tratto della Pontina che
attraversa anche terracina.
Secondo qualcuno dei presenti all’incontro di
martedì scorso all’Agrimpex con i vertici dell’Astral, sul finire della
discussione pubblica i tecnici avrebbero specificato a chiare lettere che il
progetto prevedrebbe gli spartitraffico fino alla Migliara 49 e soltanto le
rotatorie sulle Migliare 54 e 56, in direzione della Pantani da Basso e dell’ex
Desco. Nessuno spartitraffico, dunque, tra Sabaudia e terracina. E allora perché
così tanti timori da parte di residenti e imprenditori di quelle zone? Sempre
secondo qualcuno ci sarebbe un tentativo di strumentalizzare queste paure,
alimentandole con notizie fasulle. Certo è che il parterre dei politici era
quello delle grandi occasioni. E una delle più ghiotte è proprio dietro
l’angolo, per la primavera del 2011 quando a terracina si voterà per il rinnovo
del Consiglio comunale.
Ri.Re.

museifrancesi1 [7]

L’incubo continua. Non si interrompe la scia di fuoco che sta colpendo Terracina
da diverso tempo: circa cinquanta auto bruciate in poco più di due anni. Un
fenomeno preoccupante e a quanto pare inspiegabile. L’ultimo caso ieri notte,
quando l’opera dei piromani ha colpito ancora. Dopo la palestra andata in fiamme
lunedì notte, ieri a bruciare è stata una Fiat 500. Il rogo è scoppiato intorno
alle 3, nei pressi dell’abitazione del proprietario, un ventenne di Terracina.
Le fiamme si sono propagate dalla parte anteriore al resto del veicolo.
L’allarme è stato lanciato da alcuni abitanti del luogo avvertiti dal bagliore
dell’auto in fiamme e dall’acre odore del fumo. Gli uomini del 115 di Terracina
non hanno rinvenuto tracce di liquidi infiammabili. Il mezzo è andato distrutto.
Indaga la polizia di Terracina: il proprietario ha dichiarato agli investigatori
di non aver mai ricevuto alcun tipo di pressione o minaccia. Non è la prima
volta che la zona di via Olivetti è coinvolta da episodi di questo genere.
Preoccupazione in città per un fenomeno sempre più pericoloso: «Le auto non
bruciano da sole e poi stranamente sempre nelle ore notturne», è la riflessione
dei cittadini allarmati.
D.Sper.

museifrancesi1 [8]

Sono stati gli stessi utenti a «selezionare » gli ospedali da chiudere e quelli
da salvare.
Giudizio positivo, quello di Pietro Serra, sul piano di
riorganizzazione della sanità deciso dalla governatrice del Lazio. Per Serra,
che è medico ma anche un esponente della locale Lista Polverini, «è importante
sottolineare che molte delle scelte operate sono scaturite dalla storia
epidemiologica e delle prestazioni erogate di vari ospedali. Infatti, nella
realtà dei fatti, si è verificata una sorta di selezione operata dagli stessi
utenti nel rivolgersi alle varie strutture per il soddisfacimento delle proprie
esigenze ». «Indubbiamente -continua Serra – qualche scelta di razionalizzazione si
è dovuta operare, ma tutto nella direzione di migliorare il livello qualitativo
di assistenza, considerando soprattutto che, oggi, è fondamentale raggiungere e
rispettare determinati standards , per assicurare sicurezza e qualità
nell’assistenza». In particolare, per quanto riguarda la provincia di Latina,
«al di là di alcune discutibili e premature iniziative, sarà fondamentale il
ruolo della Direzione Aziendale, nel modulare e calare nella realtà
territoriale, le direttive contenute nel Piano di Riordino. Ed è a questo
livello che sarà necessario attivare tutte le realtà professionali, associative
e sindacali nel rendere adeguato alla nostra Provincia un Piano che può creare
notevoli opportunità di qualificazione». «Ad esempio -aggiunge Serra-, per il
distretto centro vengono modulate alcune specialità, ma non può passare sotto
silenzio l’apertura, presso il presidio di Terracina, di due posti di terapia
intensiva e la costruzione dei un’elisuperficie, a sottolineare e consolidare la
scelta dell’indirizzo Chirurgico-Ortopedico e per l’Emergenza per l’Ospedale
Universitario ‘Alfredo Fiorini’». Serra conclude affermando che «indubbiamente
c’è ancora molto da fare, ma il dato emergente è la scelta di costruire il
futuro della sanità regionale nell’interesse dei cittadini, sottraendola alle
mere logiche politiche, e per questo, convinto e deciso deve essere il nostro
appoggio all’azione della Presidente Renata Polverini».
Andrea Di Lello

museifrancesi1 [9]

I residenti indiani di Terracina tornano a donare il sangue. L’Avis comunale, in
collaborazione con la comunità indiana che vive nel territorio terracinese, ha
organizzato la quarta raccolta straordinaria di sangue intero, prevista per il
10 ottobre presso la comunità Sikh di Borgo Montenero. L’evento compie un altro
passo significativo verso l’integrazione con la cittadinanza italiana. Un grazie
sincero per l’organizzazione e l’interessamento va al socio donatore Ajay
Rattan, al padre spirituale della comunità, al personale paramedico e al
direttivo della sezione avisina locale per la sicura riuscita della giornata di
donazione. Collaborerà logisticamente alla raccolta il Centro Operativo Circe
della Protezione Civile. L’organizzazione sanitaria sarà curata dal dottor Luigi
Monaco, direttore sanitario dell’Avis di Terracina. Non ci sono dubbi che anche
la raccolta straordinaria di domenica sarà un successo, come è avvenuto anche
nelle precedenti occasioni simili. L’ennesima dimostrazione di come il sangue e
la solidarietà non abbiano né colore né nazionalità. Sempre massiccia, infatti,
è la partecipazione dei cittadini extracomunitaria eventi del genere.
Ri.Re.

museifrancesi1 [10]

Furto con scasso ieri ai danni di un commerciante ambulante del mercato
settimanale di viale Europa, a Terracina.
Dal suo camion ignoti hanno trafugato
un paio di borse contenenti circa 4 mila euro, l’incasso della giornata di
lavoro. Il furto sarebbe stato messo a segno verso la F fine del mercato del
giovedì, approfittando della distrazione del commerciante in quel momento
impegnato a smontare il banco. Quando se n’è accorto, ormai era già troppo
tardi. L’apertura del retro del furgone era stato forzato e non c’era più
traccia delle sue due borse, con all’interno effetti personali e i soldi
dell’incasso giornaliero. Le sacche sono state ritrovate abbandonate sulla
strada poco lontano dal furgone, ovviamente vuote. Sono stati chiamati i vigili
urbani del comando di via Sarti che hanno avviato le indagini.
Ri.Re.

museifrancesi1 [11]

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terracina-il-santuario-della-delibera-primi-del-900_bis

I russi hanno salvato Terracina.
Gode Terracina, che, al centro della zona, si vede salvata una stagione
turistica, altrimenti fallimentare. E’ ancora presto per fare un bilancio
definitivo (le somme si tireranno a fine mese), ma le proiezioni sono tutte di
segno positive. Complice la buona salute del rublo rispetto all’euro, si è
registrato un incremento del 50% (dati Indaco Travel, tra i primi operatori in
Italia sull’incoming Russia-Italia) rispetto ai flussi dell’anno scorso.
Dirigenti d’azienda, commercianti, piccoli imprenditori, liberi professionisti,
età sui 40-50 anni. E’ a questo identikit, che risponde il vacanziere russo,
ospite della bassa costa laziale. Un self-made men della nuova madre Russia
aperta al capitalismo e ad una mobilità sconosciuta negli anni del comunismo. Il
costo della vita nell’ex Urss è altissimo. Comprare una maglia a Mosca significa
spendere tre volte tanto rispetto all’Italia. E allora è più facile prendere un
volo charter con tutta la famiglia e regalarsi una vacanza nella terra del sole,
del mare e dell’antichità per eccellenza. «Avidissimi di conoscere» li definisce
Antonio D’Ettorre, dell’Indaco Travel. Quasi un riscatto da anni di
confinamento, a cui li ha relegati la cortina di ferro. Arrivano dalla Russia,
dall’Ucraina, dalla Bielorussia e dal Kazakistan. Volano da Mosca, San
Pietroburgo e Ekaterimburg. Un flusso continuo da aprile ad ottobre. Per sabato
sono attesi gli ultimi voli, ma già fin d’ora si può affermare che sono stati
loro, il popolo della vodka e delle matrioske, ad offrire un’insperata ciambella
di salvataggio ad un turismo che annaspa tra le acque alte della crisi per
l’incapacità di dotarsi delle necessarie infrastrutture e servizi e di acquisire
una giusta formazione e mentalità imprenditoriale. In pieno agosto al
Mediterraneo come al Mareazzurro o all’Approdo il leit motiv era sempre lo
stesso: meno male che ci sono i russi ad occupare i posti-letto, salvandoci dal
disastro. Scomparsi dalla scena turistica gli scandinavi (storica la loro
presenza a partire dagli anni ’60), sono stati i russi a prendere il loro posto.
La soddisfazione cela un interrogativo: torneranno? Le risposte sono, nonostante
tutto, confortanti: il 70% s’è detto possibilista, il 20% sicuro. Solo il 10% ha
detto ìno” ad un bis: il clima e la cucina, se pur ottimi, non salvano da un
mare sporco e da una rete di trasporti carente. Bisogna intervenire. ìSe
perdiamo questo flusso” sostiene D’Ettorre ì è come se buttassimo alle ortiche
un’occasione storica”.
Ercole Bersani

alinari2 [6]

La ripartenza del Pdl di Terracina
L’obiettivo è quello di valorizzare al meglio le attività produttive della città
Impegnarsi in prima persona, con umiltà, per rappresentare tutte le attività
produttive della città con un’apertura al dialogo senza preclusioni di sorta.
Dare vita a un programma elettorale che rispecchi realmente i bisogni della
cittadinanza. E dare finalmente voce, e rappresentanza, ai giovani dell’intero
comprensorio. Questi i punti programmatici principali del nuovo Coordinamento
comunale di Terracina targato Popolo della Libertà che ieri ha alzato il sipario
all’Hotel Fiordaliso con la prima riunione dei ventuno membri del Direttivo,
varato ufficialmente il 28 Settembre, guidato dal coordinatore Gianluca
Corradini e dal vice Gianluca Coppola. Una tavola rotonda organizzata per
mettere nero su bianco le linee guida di quel percorso che, nelle intenzioni di
tutti i protagonisti, dovrà portare nel più breve tempo possibile al concreto
sostegno delle diverse categorie, come le attività commerciali, quelle
turistiche e balneari, agricole e artigianali, l’associazione pescatori ma anche
tutte le altre realtà economiche della città. “Vogliamo che Terracina torni al
ruolo che le compete, ovvero quello di meta ambita per il turismo d’eccellenza
ma anche di città a misura di residente – spiega lo stesso Corradini – Per
quanto mi riguarda non posso che sentirmi orgoglioso del compito affidatomi dal
Coordinamento provinciale del Popolo della Libertà ben sapendo che non
mancheranno le difficoltà. Siamo pronti a dare inizio a un’avventura che, ne
siamo certi, porterà a quei risultati che la città attende da anni. Non a caso –
sottolinea Corradini – il nostro organismo di gestione del partito vede al suo
interno numerosi giovani che rappresentano in modo chiaro il mondo delle
professioni, delle associazioni di categoria e dunque il futuro del tessuto
socio-economico. Non c’è tempo da perdere e per questo possiamo già annunciare
che a breve verrà inaugurata la nostra sede che dovrà rappresentare un punto di
riferimento e di incontro per tutti. E sottolineo tutti, visto che noi siamo qui
per costruire e dare vita a un programma elettorale che rispecchi le reali
necessità della città”. Ed ecco i rappresentanti del Direttivo del Coordinamento
comunale di Terracina del Pdl: Gianluca Corradini, Gianluca Coppola, Luigino
Sacchetti, Marcello Masci, Vittorio Marigliani, Pino Marrocco, Giovanni
Marangoni, Anna Maria Garzaro, Danila Vitti, Angelo De Angelis, Marco Romano,
Graziella Iannelli, Luca Caringi, Alessandro Cerilli, Gabriele Quinti, Massimo
Caringi, Mariano De Gregorio, Massimo Marigliani, Danilo Zomparelli, Sabrina
D’Ammizio, Stefano Marigliani.

alinari2 [7]

Tre autisti in più per non perdere i finanziamenti regionali sul trasporto
pubblico locale, richiesti dalla stessa azienda che ha vinto l’appalto nelle
more dell’aggiudicazione.
Il Comune di Terracina ricorre ai ripari per portare
dagli attuali 200mila chilometri percorsi dai quattro dei dodici mezzi a
disposizione ad almeno il doppio. Lo fa deliberando in fretta e furia (4
assessori assenti e 4 presenti, ndr) la richiesta di tre autisti alla Formia
Noleggi che ha già in affidamento il servizio di trasporto scolastico in via
temporanea fino a fine anno. Quanto basta per raddoppiare i chilometri percorsi
e far viaggiare qualche mezzo in più. E già, perché di dodici bus il Comune ne
fa circolare solo quattro per carenza di autisti. Per gli altri otto continua a
pagare l’assicurazione, il bollo e la manutenzione: soldi buttati. I tre autisti
costeranno poco meno di 50mila euro. Ma ieri sulla delibera è intervenuto il Pd
che taccia il provvedimento di illegittimità. Secondo l’opposizione la richiesta
di manodopera deve essere presentata alle agenzie interinali, punto e basta. Per
l’opposizione, in altre parole, si tratta solo di personale e non di
potenziamento di servizio per il quale la procedura amministrativa è ben
diversa. Per ora di sicuro c’è un provvedimento. Ora si attendono i tre nuovi
autisti che copriranno le zone di Borgo Hermada e La Fiora, finora rimaste fuori
dal giro.
di FABIO COCCIA

alinari2 [8]

La Giunta comunale continua impunemente e consapevolmente a violare la legge
deliberando atti che contengono vizi di legittimità e profili di responsabilità
penalmente rilevanti».
Vincenzo Coccia, consigliere comunale del Pd, punta il
dito contro la delibera di Giunta n. 608 del 5 ottobre scorso, con la quale
l’amministrazione ha richiesto ed ottenuto dalla Formia Noleggi srl, società
aggiudicataria della gara d’appalto relativa al servizio di trasporto
scolastico, tre autisti da destinare al servizio di trasporto pubblico locale.
Secondo Coccia, il provvedimento «viola la legge Biagi che consente la
possibilità di avvalersi della somministrazione di mano d’opera solo da soggetti
espressamente autorizzati (cosiddette agenzie per il lavoro ex art. 4 legge
predetta )». Il democratico trova implicita conferma alla sua interpretazione
«nella lettera della Formia Noleggi srl nella quale si comunica all’Ente che
l’offerta si riferisce alla conduzione di numero 3 automezzi comunali».
Tuttavia, spiega Coccia, «per procedere all’assunzione di lavoratori a termine,
come nel caso di specie, l’amministrazione deve dimostrare di trovarsi nella
necessità di far fronte ad esigenze «… temporanee ed eccezionali…” pena
l’impossibilità di procedere in tal senso». Il consigliere, però, osserva che
«circa 15 giorni fa, la maggioranza di centrodestra ha approvato la delibera di
variazione al bilancio preventivo 2010 che utilizzava 70.000 euro del servizio
del trasporto pubblico urbano per far fronte al pagamento di debiti sopravvenuti
in corso di esercizio. Con ciò dimostrando una volontà politica diretta alla
progressiva riduzione del servizio. A distanza di soli quindici giorni
l’amministrazione scopre invece che quel servizio va potenziato e si affretta ad
adottare la delibera in questione che prevede l’assunzione di personale a tempo
determinato ad un costo per una spesa di circa 50.000 euro in tre mesi. Il tutto
a beneficio della società aggiudicataria dell’appalto del servizio di trasporto
scolastico e unico soggetto sollecitato a presentare un’ offerta». Il servizio
Trasporti, come recita la stessa delibera contestata, versa in una grave crisi:
solo sette gli autisti, di cui uno prossimo alla pensione, e appena quattro su
dodici i mezzi utilizzati. Sull’intero parco automezzi, però, il Comune paga la
manutenzione ed i relativi premi assicurativi. Questa situazione sta comportando
la drastica riduzione dei chilometri percorsi (circa la metà di quelli
preventivati) con la conseguenza che l’amministrazione comunale corre il serio
rischio di dover rimborsare alla Regione Lazio il contributo ricevuto sulle
stime di percorrenza chilometriche originariamente preventivate.
Andrea Di Lello

alinari2 [9]

Terracina: Slow food e il progetto Terra Madre
Riprendono gli appuntamenti enogastronomici della condotta Slow Food di
Terracina. Serata dedicata al pesce proprio in occasione dell’ultimo giorno del
fermo biologico. Verrà servito venerdì sera con un gustoso menu presso
l’Hosteria La Cambusa, e accompagnato dai vini della cantina Marco Felluga. La
serata sarà anche l’occasione per raccogliere fondi destinati al progetto Terra
Madre sull’utilizzo del cibo. Verrà messo all’asta un quadro donato dall’artista
Angelo Del Vescovo.

alinari2 [10]


ALTRO debito di quasi 70 mila euro del Comune nei
confronti di un professionista che ha prestato la sua opera in
favore dell’Ente. È quanto ha stabilito il Tar in una sentenza
pubblicata nei giorni scorsi. Il debito ammonta a 67 mila euro,
cui vanno ad aggiungersi interessi vari e spese legali.
L’amministrazione comunale non aveva impugnato il decreto
ingiuntivo emesso lo scorso anno, motivo per cui ora il Tar
accoglie il ricorso del professionista che invano aveva sollecitato
l’ente a saldare il debito. Un altro «debituccio» niente
male, di quelli che arrivano a pioggia da sentenze di Tribunale,
che negli anni sono potenzialmente infinite.
D. R.

alinari2 [11]

Nove chilometri di new jersey, ovvero le barriere che separano nettamente e
fisicamente i due sensi di marcia della per toglierle il triste primato di
essere una delle strade più pericolose d’Italia. Nove chilometri che riguardano
la fetta di territorio che va dal Circeo a Terracina dove sono previste due
rotatorie che elimineranno altrettanti semafori ai due incroci per Borgo
Hermada. Nove chilometri che stanno provocando le prime discussioni di residenti
e commercianti che sono sulla statale e che la vivono 24 ore su 24. Ieri si sono
riuniti insieme ai rappresentanti dell’Astral, l’azienda che sta appaltando i
lavori di messa in sicurezza della Pontina, per capire innanzitutto cosa sia
bene fare per tutti. Migliaia di mezzi pesanti, auto, pullman di linea, e in
mezzo il new jersey, e a lato case e negozi, un bel disagio per tutti, dicono
quelli del comitato. Ma di soluzioni alternative ora non se ne vedono. Del resto
anche la parte già messa in sicurezza è andata avanti con lo stesso sistema di
rotatorie e colonne sparticorsia. Le hanno fatte apposta per evitare che i
pedoni continuino ad attraversare la statale, che le auto facciano la stessa
cosa entrando e uscendo dalle abitazioni e aziende situate lungo la strada. Per
evitare incidenti mortali, appunto. Tutto questo fa parte del piano di
sicurezza, come hanno spiegato i tecnici dell’Astral i residenti e commercianti
presenti alla riunione. Due distinte visioni che sono rimaste tali, ma non
inconciliabili. Tutti si sono alzati dal tavolo consapevoli che ognuno farà il
suo dovere tutelando in primis la sicurezza.
F. Coc.

alinari2 [12]

Esplode una gomma: carambola fuori la galleria. Tre i veicoli coinvolti nello
spettacolare incidente avvenuto ieri mattina all’uscita della galleria Monte
Giove, direzione nord. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nello scontro, a
quanto pare causato dall’esplosione improvvisa di uno pneumatico per un camion.
Il guasto ha fatto perdere il controllo del mezzo al conducente, finito contro
un pick-up che transitava proprio in quel momento. A sua volta l’auto ha colpito
lievemente anche una terza vettura. Sul posto per i rilievi i carabinieri che
hanno effettuato la ricostruzione dell’incidente.
F. A.

alinari2 [13]

Un ventenne che scompare per due giorni senza lasciare traccia e altrettanto
misteriosamente viene ritrovato dai carabinieri.
Cronaca di una breve scomparsa
a lieto fine che rimane però ancora tutta da capire. È successo a terracina nel
giro delle ultime quarantottore. Un giovane di 20 anni (A.I. le sue iniziali)
che esce di casa come ogni giorno, per vedersi forse con i suoi amici. Saluta
dicendo che sarebbe tornato per cena. E invece a cena non torna. I famigliari
non avvertono le forze dell’ordine forse per non iniziare l’inutile spirale
degli allarmismi. O forse perché il ragazzo non è nuovo a questi brevi
allontanamenti. D’altronde è grosso e vaccinato. Sta di fatto che quarantottore
dopo squilla il telefono di casa. Qualcuno risponde. Dall’altra parte della
cornetta i carabinieri. «Signora abbiamo trovato un ragazzo che dice di essere
suo figlio». «Meno male – risponde lei – erano due giorni che si era
allontanato». Fine della conversazione. Dove l’avessero trovato le forze
dell’ordine non si sa. Così come non è dato sapere perché lo abbiano fermato e
chiesto i documenti. L’unica notizia trapelata ieri, e a fatica, riguarda il
luogo. Il ventenne era a Latina. Il perché di tanto mistero sul suo ritrovamento
rimane l’incognita. Le ipotesi però sono molteplici. Non sono poi così tanto
nascoste le sue simpatie politiche per l’estrema destra. E non è da escludere
che gli uomini dell’Arma siano piombati a Latina nel bel mezzo di una riunione
in odor di naziskin o qualcosa di simile nella articolata galassia dei gruppi
giovanili di estrema destra e abbiano passato in rassegna tutti i presenti, tra
cui il ventenne. E magari proprio per questo motivo vogliono tenere la notizia
quanto il più possibile riservata perché parte di un’indagine sul territorio del
capoluogo dedicata a questi gruppi. Ma non si escludono altre ipotesi, anche le
più semplici.
Ri.Re.

alinari2 [14]

«Ricordiamola bene questa data, e soprattutto ricordiamo quello che ci hanno
promesso: due mesi effettivi di lavoro e poi finalmente torneremo alla
normalità».
Una frase profetica? Forse. Al momento di certo c’è che il cantiere
per i lavori in via Lungolinea Pio VI, a terracina, apparso lo scorso 27
settembre è nuovamente scomparso. O meglio. Fisicamente c’è, ma mancano gli
operai. «Da settembre i lavori sono stati spostati praticamente a ottobre, il
che significa che sarebbero dovuti finire il prossimo dicembre- dice un
commerciante- Ma con questo ritmo se ne riparla direttamente l’anno nuovo». Le
cose non stanno, dunque, andando come residenti e negozianti della zona si
aspettavano, dopo aver visto montare finalmente il cantiere. Anzi. «Come se non
bastasse, hanno messo le transenne anche nel parcheggio del «deserto» togliendo
almeno una decina di stalli per la sosta». Nuovi disagi su vecchi disagi,
insomma. «Gira la voce che starebbero in attesa dei materiali per l’intervento.
Ma com’è possibile pianificare un lavoro noto da mesi e non avere il materiale
al momento di cominciare sul serio?». Misteri della fede. Sì, quella dei
cittadini di vedere via Lungolinea Pio VI finalmente riparata una volta per tutte.
Ri.Re.

alinari2 [15]

L’artista terracinese Raffaella Menichetti conquista Roma. Dal 16 al 30 ottobre,
presso la Galleria della biblioteca Angelica in piazza Sant’Agostino la
poliedrica artista esporrà quadri e sculture realizzate negli ultimi due anni.
L’inaugura – zione della mostra «Sottovoce» è prevista per sabato 16 ottobre
alle ore 17 e 30, con la possibilità di tutti gli amanti dell’arte di ammirare
le opere venute fuori dall’estro della 48enne pittrice ormai conosciuta in tutto
il mondo. In passato, infatti, Raffaella Menichetti ha esposto le sue opere in
varie capitali europee, in Canada e in Giappone. Riscuotendo in ogni circostanza
grande successo di critica e di pubblico. Nei prossimi giorni l’artista di
Terracina proverà a conquistare anche il pubblico capitolino.
F. A.

alinari2 [16]

Prende sempre più piede la candidatura del giudice di Pace Eugenio Fedele alle
prossime elezioni amministrative.
Il magistrato, che si dice sia corteggiato
dagli ambienti di centrosinistra, appare una buona carta anche a destra. A dirlo
è il presidente di Nuova Area Alfredo Saccomanno, che invoca «un ricambio, forte
e deciso, di coloro che fino ad oggi hanno amministrato la cosa pubblica »
attraverso «nuove persone» che siano «fuori dai partiti». La scelta di
Saccomanno e dell’intero movimento nato da una costola del Pdl, cade sul giudice
Eugenio Fedele, «stimato professionista», si legge nella nota, che riesce a
garantire «cultura giuridica» ma anche «unanime apprezzamento», «onestà
indiscussa» e soprattutto «mancanza di velleità politiche».
Elemento, quest’ultimo, che secondo il presidente di Nuova Area che
rappresenta la principale discriminante rispetto all’attuale amministrazione
comunale, malata di un’«inerzia dettata forse per evitare frizioni e forse anche
per non rimettere in discussione accordi pregressi o addirittura per coltivare i
rispettivi orticelli, evitando di invadere quello dell’altro». Saccomanno
pensa l’alternativa come una «coalizione formata da elettori di tutto l’arco
politico, che finalmente posta da parte la casacca, vogliono veramente il
cambiamento e il rilancio sociale ed economico di Terracina». «Invitiamo
pertanto tutti coloro che effettivamente vogliono il cambiamento – conclude – a
prescindere dal rispettivo colore politico, ad unirsi a noi dando concretezza a
questa ipotesi che riteniamo estremamente valida »
D. R.

alinari2 [1]

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terracina-il-molo-animata-anni-50_bis

Continua il miglioramento delle strutture e dei servizi del Liceo di Via
Pantanelle che sta raggiungendo standard tecnici ed innovativi di eccezionale
rilievo grazie a investimenti mirati ed all’attuazione di quanto ideato e
progettato, secondo l’indirizzo politico del Consiglio di Istituto, nel corso
degli ultimi 5 anni.
È partita ieri Lunedi 04.10.10, con qualche settimana di
ritardo, la prima fase del Progetto “ISOLA WI-FI” che consentirà a tutto il
Personale ed agli Studenti di accedere gratuitamente ad alcuni servizi messi a
disposizione dell’Istituto. La rete Wi-Fi montata all’interno dell’Istituto, che
affianca il sistema di cablaggio di tutti i locali e di tutti i Laboratori, è un
servizio di accesso ad Internet con dispositivi dotati di sistema di supporto
wi-fi quali computer fissi, tabler PC, notebook, palmari, cellulari, ecc. Per
utilizzare il sistema gli Studenti ed il Personale dell’Istituto, già nella
mattinata di Lunedi, hanno iniziato a registrarsi sull’apposito hot spot con
login e password e sono stati immediatamente abilitati dall’Ufficio di
Presidenza ad utilizzare il sistema. Il secondo passo avverrà tra qualche giorno
con la dismissione del database appositamente creato dall’Istituto, che ha
consentito per cinque anni la gestione del sistema di registrazione delle
assenze e l’invio degli sms ai Genitori degli Studenti assenti, ed il passaggio
al database del sistema di gestione di tutti i servizi dell’Istituto fornito
dalla AXIOS di Roma unificando così le procedure e velocizzando tutte le
operazioni. La terza fase, dopo una sperimentazione positiva che dura da oltre
tre anni, è propedeutica all’attivazione del Registro Elettronico della
Valutazione; a quel punto tutti i Docenti avranno in dotazione, in comodato
d’uso gratuito, un lap-top (Impulse NPX-9000 con sistema operativo LINUX oppure
JL7100 Jointhec) che potranno utilizzare come registro, come contenitore di
appunti, come strumento di ricerca in Internet, per dialogare con la Comunità
degli Studenti, come contenitori di testi digitali (e-book), di immagini da
presentare agli Studenti, come strumento da collegare ai server ed alle lavagne
interattive dell’Istituto, ecc. Il nuovo servizio wi-fi potrà essere
regolarmente utilizzato dagli Studenti secondo le norme contenute nel Regolamento di Istituto.
Rita Bitarelli

alinari1 [13]

La guerra nel Pdl è appena iniziata e si sta giocando tutta su Terracina.
la decisione del coordinatore provinciale Claudio Fazzone di nominare il
coordinamento cittadino lasciando praticamente fuori dai giochi il sindaco
Stefano Nardi e la sua amministrazione, in meno di quarantotto ore sono arrivate
due bordate. La prima porta la firma di undici consiglieri comunali e sei
assessori che sostengono il primo cittadino di Terracina. Chiedono al
coordinatore regionale Vincenzo Piso di non ratificare le nomine del
coordinamento indicato da Fazzone e di rimettersi intorno a un tavolo. “Pur
essendo convinti del fatto che era ormai necessario individuare e concretizzare
un organismo statutario così importante per lo sviluppo delle attività
politiche, non possiamo non manifestare il nostro rammarico per come è avvenuta
la composizione del coordinamento – criticano consiglieri e giunta – Infatti in
esso non è stata prevista alcuna rappresentanza né per il gruppo consiliare del
Comune né si è in alcun modo tenuto conto del complesso della squadra di governo
che in questi anni ha supportato e svolto l’azione politica e amministrativa in
relazione alla guida della città. Ci sembra necessario, prima di procedere alla
ratifica definitiva del coordinamento, che si apra un serio e approfondito
confronto”. L’altra bordata a Fazzone è arrivata dal consigliere regionale
Stefano Galetto che accusa di parzialità la nomina del coordinamento da parte
del senatore del Pdl. «Non sorprende il documento sottoscritto da moltissimi
esponenti del Pdl di Terracina nel quale si sottolinea l’assoluta parzialità
delle nomine dei membri del coordinamento comunale del Pdl rispetto a un partito
in realtà più ampio di quanto rappresentato» stigmatizza Galetto.
di FABIO COCCIA
Dopo

alinari1 [14]

«Il Coordinatore Regionale del PdL, Onorevole Vincenzo Piso, non ha ratificato
la nomina di «questo» Coordinamento Comunale del PdL di terracina e non ci
risulta sia intenzionato a procedere in tal senso».
A parlare, con una nota, è
il consigliere regionale Stefano Galetto, secondo il quale «il “presunto”
Coordinamento Comunale del PdL di terracina non può essere accreditato quale
organismo territoriale del partito in termini ufficiali. Pertanto, rappresenta
esclusivamente una componente del PdL». Ma terracina diventa l’occasione di un
nuovo scontro interno al partito di Berlusconi, con attacco al coordinatore
provinciale Claudio Fazzone. «Non sorprende -scrive Galetto- il documento
sottoscritto da moltissimi esponenti del PdL di terracina nel quale si
sottolinea l’assoluta parzialità delle nomine dei membri del Coordinamento
Comunale del PdL rispetto ad un partito in realtà più ampio di quanto
rappresentato». Per il consigliere regionale, infatti, «il Coordinamento
Comunale non è esaustivamente rappresentativo in quanto non è composto da tutte
le anime che, a pieno titolo, formano il PdL nella città di terracina. Pertanto
una gran parte del partito è di fatto esclusa dall’organismo territoriale in
questione». Galetto, a sostegno della sua contestazione, cita poi lo Statuto del
Popolo della Libertà nelle Norme Transitorie (V norma), da cui ricava il
principio «che fino al momento dei congressi il PdL, compreso gli organi
territoriali, sia rappresentativo di tutte le anime e mantenga un sostanziale
equilibrio tra le forze in campo». «Non si intende criticare gli esponenti del
PdL interessati dalle nomine -si legge ancora nella nota-, persone degne e
meritevoli di rappresentare il PdL di terracina, ma è evidente che il
Coordinatore provinciale del PdL, Senatore Fazzone, da un lato chiede
ufficialmente il rispetto delle regole e dello Statuto, dall’altro, a nemmeno 24
ore di distanza dalla direzione provinciale del PdL, è egli stesso a violare lo
Statuto e ad aggirare le regole che si impongono a tutta la classe dirigente».
Per Galetto, «ancora una volta abbiamo la dimostrazione lampante
dell’inadeguatezza della guida politica del PdL provinciale». «Auspico -termina
la nota- che il Coordinatore Regionale Piso dia vita ad un Coordinamento
Comunale del PdL a terracina realmente rappresentativo che possa rilanciare
l’azione politica del partito in vista delle delicate elezioni amministrative
del prossimo anno».
A.D.L.

alinari1 [15]

Una sorta di coordinamento «fai da te», che scavalca in un solo colpo le
gerarchie previste dallo statuto del Pdl ed è composto «esclusivamente » da una
componente del partito.
Il consigliere regionale del Pdl Stefano Galetto prende
le difese della maggioranza del sindaco Stefano Nardi e critica l’operato del
coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone. I nomi inseriti nel
coordinamento comunale, infatti, sarebbero state decisi autonomamente dal
senatore Fazzone, escludendo i vertici regionali. Una mossa intesa come
escamotage per emarginare rappresentanti da considerarsi invece «a pieno titolo
» nel Pdl. Un direttivo squilibrato perché, spiega Galetto, «non è composto da
tutte le anime che formano il Pdl». Motivo sufficiente per appellarsi al
coordinatore regionale Vincenzo Piso e chiedere una immediata revisione delle
nomine. Ricalcando la «protesta» di consiglieri e assessori comunali, Galetto
ribadisce «l’as – soluta parzialità delle nomine dei membri del Coordinamento
Comunale del Pdl rispetto ad un partito in realtà più ampio di quanto
rappresentato ». Lo fa citando lo statuto, che in effetti prevede per i Comuni
al di sopra dei 30 mila abitanti, che gli organismi di partito debbano essere
ratificati dal coordinatore regionale. Mentre Piso, precisa Galetto, «non ha
ratificato la nomina di “questo” Coordinamento Comunale e non ci risulta sia
intenzionato a procedere in tal senso». Dunque, tutto da rifare. Ma la «guerra»
è tutta tra il consigliere regionale e il senatore. Galetto si guarda bene dal
«criticare gli esponenti del Pdl interessati dalle nomine, persone degne e
meritevoli di rappresentare il Pdl», mentre ammonisce Fazzone, che «da un lato
chiede ufficialmente il rispetto delle regole e dello Statuto, dall’altro, a
nemmeno 24 ore di distanza dalla direzione provinciale, è egli stesso a violarlo
e ad aggirare le regole che si impongono a tutta la classe dirigente. Ancora una
volta abbiamo la dimostrazione lampante dell’inadeguatezza della guida politica
del Pdl provinciale». «Auspico – conclude Galetto – che Piso dia vita ad un
coordinamento comunale realmente rappresentativo, che possa rilanciare l’azione
politica del partito in vista delle delicate elezioni amministrative».
Diego Roma

alinari1 [16]

Monta la protesta per le barriere divisorie al centro della Pontina, nel tratto
che interessa i Comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina.
Il programma
tecnico dell’Astral è aspramente osteggiato dagli imprenditori agricoli della
zona, perché ostacolerebbe il movimento dei mezzi di trasporto pesanti in
entrata e in uscita dalle aziende. Accantonato per il momento l’idea al blocco
della SR 148, si è puntato molto sull’incontro pubblico in programma per ieri,
presso l’azienda Agrimpex, con i vertici dell’Astral, rappresentata in prima
persona dal presidente G. Battista Giorgi. La pietra dello scandalo sono i new
jersey, le barriere che, per evitare incidenti, sono già state installate prima
e dopo Latina. Nel quadro dell’adeguamento della Pontina, ne è previsto l’uso
anche dal bivio di Borgo Vodice a Terracina. Si tratta di una zona, che
rappresenta un polo agricolo importante per l’ortofrutta con le sue 130
cooperative. E’ la terra di quello che viene chiamato «oro verde». Ora quanti
operano nel settore sono stati messi in allarme, perché il piano Astral
cozzerebbe con quello che è l’utilizzo giornaliero dell’ex Mediana. Non viene
posto in discussione l’intento di rendere più sicura la strada. «Quella barriera
continua lunga 9 chilometri – ha dichiarato Emanuele Mattia, in rappresentanza
degli imprenditori – taglia un territorio, rappresentando un ostacolo per i
mezzi che curano i trasporti per le aziende. Il movimento giornaliero è di circa
150 tir. Si tratta di mezzi lunghi tra gli 8 ed i 15 metri, che, per la presenza
delle barriere sulla linea di mezzeria, non avrebbero comodità di accesso e
sarebbero costretti a fare chilometri in più fino alla rotatoria più vicina. Lo
stesso avverrebbe per i mezzi agricoli, che in questo modo occuperebbero di più
la sede stradale, rallentando la marcia». Attesa era la risposta da parte dei
tecnici dell’Astral. L’ing. Di Biagio ha messo in risalto che i new jersey
servono proprio ad evitare gli attraversamenti e, quindi, gli incidenti. Più
particolareggiato l’intervento dell’ing. Baietti, direttore dei lavori: «Da anni
la Pontina ha il triste record della strada più pericolosa d’Italia. L’analisi
degli incidenti ci ha portato a concludere che le cause sono legate al mancato
rispetto degli incroci e all’indiscriminato attraversamento. Abbiamo voluto, di
conseguenza, introdurre le rotatorie (e il sistema funziona, visto che il numero
degli incidenti è crollato e che le code sono state ridotte) e gli
spartitraffico. E’ pretestuoso sollevare il problema, solo per non fare 500
metri in più. La finalità pubblica che dobbiamo perseguire è quella della
sicurezza su una strada strategica per il Lazio. Le rotatorie ravvicinate, i
cavalcavia pedonali, i tratti per le inversioni di marcia sono tutte soluzioni,
che possono aiutare a ridurre i disagi e a garantire l’incolumità di tutti».
Ercole Bersani

alinari1 [17]

Buone notizie per il Tribunale di Terracina: è previsto in questi giorni
l’arrivo del nuovo giudice togato Menichetti.
Il rinforzo richiesto a gran voce
da avvocati e utenti della sede distaccata del palazzo di giustizia in via dei
Volsci, e che potrà mettere un primo ma importante tampone all’emorragia di
personale che da mesi attanaglia l’attività giudiziaria della struttura. La
giudice Menichetti negli ultimi tempi ha lavorato presso il Tribunale di Latina
dove ha dovuto lasciare il posto alla nuova toga, Laura Mancini, arrivata nel
capoluogo pontino. La Menichetti dunque, come era stato predisposto dal
presidente del Tribunale di Latina Guido Cerasoli, all’insediamento della
Mancini viene trasferita nella sede distaccata di Terracina. Un arrivo promesso
e per fortuna portato a termine, almeno per porre un limite ai numerosi disagi
sopportati da personale e avvocati da maggio a questa parte. Da prima
dell’estate, infatti, il Tribunale di Terracina è rimasto sprovvisto di un
giudice togato. I posti, lasciati vacanti dalla partenza peraltro annunciata da
tempo dei giudici Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, sono stati
rimpiazzati solo con dei Got, toghe impossibilitate a svolgere tutte le funzioni
che invece spettano ai giudici togati. Se l’arrivo della Menichetti costituisce
di certo una buona notizia, resta aperto il discorso dell’arrivo del
secondo giudice. E su questo aspetto sembrano esserci ancora troppe ombre.
Come del resto sul personale di cancelleria che andrebbe potenziato in seguito
ai pensionamenti. Ma il turn over resta ancora in stand-by.
F. A.

alinari1 [18]

Centocinquantamila euro per pagare personale a carburante fino a marzo. È la
richiesta avanzata a Regione e Provincia dal responsabile delle linee traghetti
Snip e Snap per portare la Benedetta II a Terracina e ripristinare il
collegamento con le isole. E’ l’unica soluzione praticabile per evitare che il
porto rimanga per troppo tempo senza collegamenti con Ponza e Ventotene.

alinari1 [2]

Per oltre un anno la commissione consiliare dei servizi sociali, presieduta dal
consigliere del Gruppo Misto Domenico Villani, non è stata convocata.
Ma domani
pomeriggio torna in Consiglio la discussione sul terzo settore, con la ratifica
dello scioglimento dell’Istituzione dei servizi sociali, una pura formalità in
quanto dallo scorso settembre è stata istituita la tanto discussa Azienda
Speciale. Ma per discutere questo punto all’ordine del giorno è necessario che
prima si convochi l’apposita commissione consiliare che, pensate un po’, non si
riunisce da più di un anno. E per riparare a questa grave mancanza, il
presidente Domenico Villani l’ha convocata per domani pomeriggio alle 17. Mentre
l’inizio del Consiglio comunale è previsto per le 18. Insomma più una farsa che
una reale discussione dovuta al fatto che per oltre un anno ci si è dimenticati
del ruolo della commissione. Evidentemente per il presidente Villani non c’era
necessità che venisse riunita e che ci si trovasse tutti di fronte a un tavolo
per discuterne. La frizione tra la maggioranza e il consigliere Villani,
«saltato» nelle ultime settimane nel gruppo del «nemico » Gianfranco Sciscione,
promette di manifestarsi in tutta la sua evidenza già
in occasione del consiglio di domani.
F. A.

alinari2 [17]


Tre mesi ancora e poi dovranno lasciare i prefabbricati in via Cambellotti. Una
decina di associazioni rischiano di rimanere senza un tetto, ammesso che quello
che fino a oggi ha coperto le loro teste fosse sicuro, dal momento che è fatto
di amianto. Al posto di quei prefabbricati «pericolosi », sorgeranno cubature su
cubature relative a un progetto più ampio di riq ua li fic a zi on e della zona
«Arene». A pagare saranno le centinaia di persone che anni fa vennero
«sistemate» in quei prefabbricati con coperture in eternit, e che oggi vengono
sfrattate senza concedere loro, almeno per il momento, una concreta alternativa.
Tante le associazioni che rischiano di rimanere di qui alla fine dell’anno -
termine ultimo concesso per lasciare i locali – senza una sede in cui
incontrarsi, promuovere le proprie iniziative e continuare in poche parole a
condurre la vita di sempre. Si pensi al centro anziani di via Cambellotti,
presieduto da Antonio Parisella, che conta oltre 500 iscritti e che nel corso
del tempo è divenuto uno dei luoghi di aggregazione più importanti di Terracina.
«Da quasi dieci anni svolgiamo regolarmente attività di canto, ballo, cucito in
piena serenità – dice preoccupato Parisella – ma oggi siamo allarmati da questo
sfratto imminente. Non sappiamo dove andare, abbiamo proposto di trasferirci
presso la struttura del mercato coperto dietro la chiesa di San Domenico Savio,
ma non sappiamo se questa idea verrà presa in considerazione». Dove andranno i
500 anziani iscritti al centro di via Cambellotti? Il Comune sarà in grado di
trovare per loro una adeguata sistemazione? Lo stesso problema riguarda anche
altre associazioni tra che hanno la propria sede presso i prefabbricati di via
Cambellotti. L’Avis, ad esempio, ma anche l’associazione sportiva Stella
marina, Mithos, i carabinieri in congedo dell’Anc, la Banca del tempo solidale e
la cooperativa Terracinae Job’s. In via Cambellotti si trova anche l’unico punto
in cui vengono svolti servizi di ascolto e sostegno agli alcolisti in
trattamento e tossicodipendenti. Si tratta del circolo «Nuova Alba», di Giuseppe
Vellucci, che ogni giorno ospita una trentina di utenze in difficoltà. «Qui
tutti abbiamo speso dei soldi e svolgiamo attività importanti per la città -
afferma Vellucci – e non è possibile che ci vengano dati tre mesi di tempo per
andarcene senza offrirci una valida soluzione al problema». Le associazioni
prossime allo sfratto lanciano dunque un appello al Comune perché, necessari
come sono i lavori di bonifica dell’area dalle strutture in amianto, si faccia
in modo che ciascuna associazione abbia una nuova sede. Del resto di edifici
chiusi a chiave che potrebbero essere sfruttati per l’occorrenza ci sono, e
l’affida – mento recente ad una Fondazione di studi economici e ambientali sul
territorio con sede a Napoli di alcuni spazi nel palazzo della Bonifica potrebbe
costituire precedente da seguire anche per gli altri. Sul caso si registra anche
l’intervento di Città Partecipata che denuncia di aver «proposto in sede di
discussione per la realizzazione del ‘nuovo centro Azzola’, prevedendo questo
ultimo, la realizzazione di uno spazio di utilità pubblica su terreno comunale,
la destinazione a un centro di aggregazione per colmare il vuoto che si sarebbe
creato con la demolizione della struttura di via Cambellotti, ma l’a mmin istr
azio ne comunale è stata sorda».
Francesco Avena

alinari2 [2]

«Pesce, pesce, pesce, pesce e ancora pesce». Il titolo della prossima serata
Slow Food a terracina anticipa già quello che sarà il menù preparato dallo
staff de «La Cambusa», piazzale Lido. Una conviviale da non perdere quella in
programma per venerdì sera alle 20e30, che coincide con la fine del fermo
biologico della pesca e con l’evento «Terra Madre», ogni anno organizzato dallo
Slow Food. E la condotta di terracina non è voluta mancare all’appello curando
una serata che unirà la qualità dei piatti con l’impegno sociale: verranno
raccolti fondi per il «Terra Madre», in concomitanza con il Salone del Gusto di
Torino. Danilo Mastracco, fiduciario della Condotta locale, ringrazia Anna,
Danilo e Michela Ceccarelli.
Ri.Re.

alinari2 [3]

In questi giorni una gradita sorpresa firmata «Latte Sano» caratterizzerà
l’entrata e l’uscita delle scuole materne di terracina.
Due hostess
consegneranno alle mamme una simpatica confezione regalo contenente mezzo litro
di Latte Sano Fresco e la Nuova raccolta punti. L’operazione è stata
organizzata dalla «Young», agenzia di marketing e comunicazione, per conto
della «Fattoria Latte Sano» con l’obiettivo di promuovere il consumo di latte
fresco presso le famiglie. Ieri sono state contattate la scuola «Francesco
Lama» e «Aldo Moro», oggi sarà la volta di «Giovanni Paolo II» e «Delibera»
raggiungendo nel corso della settimana tutte le scuole le scuole dell’infanzia
e consegnando circa 1.500 omaggi.

alinari2 [4]

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terracina-il-moletto-anni-50_bis

Continua la marcia verso il rinnovo del consiglio comunale di Terracina. Non è
esclusa la possibilità che il voto previsto per maggio del prossimo anno venga
anticipato seguendo le dinamiche del governo del Paese. Election day dunque e
per questo, dopo l’annuncio del nuovo coordinamento del Pdl cittadino da parte
del coordinatore provinciale Claudio Fazzone, che ha scombinato e non poco i
piani dell’attuale maggioranza, sindaco in testa, ieri è arrivata l’ultima
accelerazione politica. L’ha data il consigliere Fabio Caiazzo, fino a ieri nel
Pdl e da oggi in poi in Futuro e Libertà. Si tratta del primo consigliere a
passare nella nuova squadra finiana e non è detto che rimarrà l’ultimo. «Futuro
e Libertà diviene anche sul nostro territorio un’opportunità per uscire da
schemi troppo stereotipati, e da una situazione in cui amministratori, dirigenti
e militanti del centro destra si trovano nell’impossibilità di vivere come
speravano, la realtà del Pdl – spiega in una nota Caiazzo – A questo punto come
sta accadendo in parlamento è doveroso che anche nelle amministrazioni locali ci
sia una nuova spinta propositiva, un’energia politica propulsiva che provenga da
destra». E sempre ieri è arrivato l’ennesimo atto di stima e convergenza
politica sul nome del Giudice di Pace Eugenio Fedele quale candidato sindaco da
parte di una lista civica denominata Nuova Area. «Non è ipotizzabile che
personaggi che hanno contribuito a creare l’attuale disastro amministrativo
possano continuare a occupare posti di responsabilità anche se sono come
consiglieri comunali – sostiene il presidente Alfredo Saccomanno – E’ necessario
quindi individuare nuove persone disposte a impegnarsi per la città e per i
cittadini. Non vogliamo assolutamente un candidato di area ma di una coalizione
cittadina formata da elettori di tutto l’arco politico. Il possibile e valido
candidato potrebbe essere il Giudice di Pace Eugenio Fedele». Un’altra adesione
sul nome di Fedele quindi, che ogni giorno sembra raccogliere sempre più
preferenze. Rimane ancora il grosso nodo da sciogliere nel Pd dove è sempre in
atto una discussione interna sul candidato.
di FABIO COCCIA


Sono in diciotto a ribellarsi a Claudio Fazzone e al coordinamento cittadino del
Pdl così come voluto dal senatore fondano.
Assessori, consiglieri comunali e il
presidente dell’Azienda Speciale hanno scritto a Vincenzo Piso, coordinatore
regionale del partito, non sentendosi rappresentati nel neocostituito organo
cittadino. Si tratta di Giuseppe Amuro, assessore al Commercio, Gianni D’Amico,
assessore alle Aree Protette, Franco Ferrari, assessore ai Lavori Pubblici,
Giovanni Masci, assessore all’Urbanistica, Luciano Pecchia, assessore ai Beni
Culturali, Francesco Zicchieri, assessore ai Servizi Sociali, Patrizio Avelli,
presidente del Consiglio Comunale, Antonio Acanfora, consigliere comunale,
Roberto Bellezza, consigliere comunale, Fabio Caiazzo, consigliere comunale,
Angelo Cicerano, consigliere comunale, Romano Fantasia, consigliere comunale,
Giovanni Masullo, consigliere comunale, Sandro Monti, capogruppo consiliare,
Pietro Palmacci, consigliere comunale, Pierino Longo, ex coordinatore di An,
Valerio Golfieri, presidente dell’Azienda Speciale, Angelo Giancarlo Marzullo,
ex presidente dell’Azienda Speciale. «In questi giorni -scrivono i diciotto-
abbiamo appreso dalla stampa che è stato costituito il Coordinamento Cittadino
del nostro Partito. Pur essendo convinti del fatto che era ormai necessario
individuare e concretizzare un organismo statutario così im- S portante per lo
sviluppo delle attività politiche sul territorio, soprattutto in previsione
della scadenza elettorale del 2011, non possiamo non manifestare il nostro
rammarico per come è avvenuta la composizione del Coordinamento. Infatti in esso
non è stata prevista alcuna rappresentanza né per il Gruppo Consiliare del
Comune ( composto da 12 Consiglieri Comunali e da 6 Assessori ), né si è in
alcun modo tenuto conto del complesso della “squadra di governo” che in questi
anni ha supportato e svolto l’azione politico-amministrativa in relazione alla
guida della Città». «Precisiamo -continua la nota- che in tutti questi anni, a
dispetto delle polemiche e delle continue prese di distanza dalla maggioranza di
governo, il Popolo delle Libertà in ogni competizione elettorale ha sempre
ottenuto risultati che si sono attestati tra il 60% ed il 70%». «Ci sembra
dunque necessario -terminano i firmatari- che, prima di procedere alla ratifica
definitiva del Coordinamento, si apra un serio ed approfondito confronto che
permetta al Popolo delle Libertà di Terracina di trovare una sintesi ed un
equilibrio degni dell’importanza della nostra città».
Andrea Di Lello



«Niente di grave per fortuna per la donna trasportata al Fiorini di terracina
per accertamenti domenica a fine manifestazione in seguito al difficile
atterraggio di uno degli esperti paracadutisti dell’A.N.P.d.I. dell’Aero Club
“Camillo La Rosa” e “Mauro Morello” di Latina, impegnati a concludere la
celebrazione con un lancio di precisione in piazza VI Gennaio».
E‘ il Comune di
Roccagorga a chiarire in una nota la cronaca dei fatti avvenuti domenica scorsa
durante la manifestazione. «Il perimetro di quest’ultima – piazza VI Gennaio ndr
- era stato delimitato da transenne di sicurezza al fine di mantenere sgombri
gli accessi alle strada di afflusso a corso della Repubblica e di deflusso in
via C. Colombo. Nel corso dell’ultimo lancio – si legge nel comunicato
dell’amministrazione – il paracadutista, quasi sicuramente deviato nella
traiettoria di atterraggio da un cambiamento improvviso della direzione del
vento, già al livello dei tetti delle case aveva iniziato a gridare alla folla
di evacuare l’area che, delimitata dalle transenne, avrebbe dovuto restare
sgombra. Molti spettatori, invece, per curiosità, non hanno rispettato il
divieto di oltrepassare le transenne, più volte fatto notare dal comandante dei
Carabinieri della Stazione locale, Isidoro Zimbardi, e dai suoli militari oltre
che dalle unità della Protezione Civile (…)». Il Comune, dunque, rende noto
che la giovane romena è stata immediatamente soccorsa e che ha riportato un
braccio rotto e un lieve trauma cranico da impatto. Nella stessa serata di
domenica, peraltro, la giovane ha ricevuto la visita del sindaco Carla Amici e
degli amministratori, i quali hanno voluto sincerarsi personalmente dello stato
di salute della cittadina. «Niente scene di panico – chiarisce il Comune nella
nota — destabilizzanti l’ordine pubblico, al contrario di quanto messo in
evidenza dai titoli di alcuna stampa locale, non aderenti assolutamente alla
verità dei fatti; ossia l’emozionante cerimonia e la partecipazione entusiasta
della gente che anche durante il soccorso della donna non è stata colta da
nessuna sindrome da panico collettivo».


Ancora fiamme nella notte a Terracina. Anche se stavolta l’incendio che ha
danneggiato la Palestra “Stars Club” che si trova in via delle Industrie a
Terracina sembra, secondo quanto stabilito dai vigili del fuoco, essere
scaturito da un corto circuito. Le fiamme, secondo una prima ricostruzione,
sarebbero divampate dall’impianto di condizionamento posizionato all’esterno
dell’edificio. In pochi minuti la facciata interna è stata distrutta dalla
fiamme, carbonizzata. A causa di una piccola apertura, le lingue di fuoco si
sono introdotte in un’altra sala, divorando gli arredamenti interni e alcuni
macchinari. Fortunatamente le fiamme sono state spente con grande tempestività e
non hanno provocato danni ingenti (alcune migliaia di euro). Da un primo
sopralluogo, sono rimasti intatti tutti gli attrezzi per la ginnastica in
metallo. Ci sono volute comunque oltre due ore prima che il rogo fosse
completamente domato. La pista dolosa sembrerebbe esclusa, visto che ad
innescare l’incendio dovrebbe essere stato un guasto, forse un problema di
manutenzione del climatizzatore. Le indagini comunque sono in corso per
accertare le esatte cause del rogo. Il lavoro di bonifica della struttura è
partito già ieri pomeriggio. L’attività della palestra dovrebbe riprendere a
tempo di record: giovedì o venerdì gli appassionati del fitness potranno tornare
allo Stars club.
D.Sperl.

È stato arrestato a Terracina, dove si era rifugiato,  il cittadino turco H.O. di
26 anni, domiciliato ad Anzio, responsabile insieme ad un suo connazionale,
nella notte del 26 settembre dell’accoltellamento di Piero e Manuel Torsello
davanti alla discoteca Makkeroni di Latina.

Nei suoi confronti il gip presso il Tribunale di Latina ha emesso ordinanza di
custodia cautelare in carcere per i reati di tentato omicidio e lesioni
aggravate. Le ricerche della questura avevano accertato che dopo il fatto l’uomo
si era allontanato dall’abitazione di Anzio e le indagini si sono orientate
verso suoi connazionali che potevano dargli ospitalità in un’abitazione a
Terracina, nel centro storico, utilizzata da cittadini turchi. Gli agenti hanno
fatto irruzione stamattina ed hanno arrestato H.O. che si trova ora presso la
casa circondariale di Latina. Sono al vaglio degli inquirenti le eventuali
responsabilità di altri 3 soggetti , già identificati, che avrebbero partecipato
alla lite.
(L’UNICO)


Anche Nuova Area chiede a Eugenio Fedele di candidarsi a sindaco. Dopo la
sinistra, il nome del giudice di pace quale leader di una vasta coalizione viene
da una costola del Pdl, che nelle ultime elezioni provinciali si è proposta in
chiave anti-Fazzone. In una lunga nota, Nuova Area «ritiene indispensabile che
vi sia un ricambio, forte e deciso, di coloro che fino ad oggi hanno
amministrato la cosa pubblica». Infatti, «non e’ ipotizzabile che personaggi che
hanno contribuito a creare l’attuale disastro amministrativo possano continuare
ad occupare posti di responsabilità, anche se solo come consiglieri comunali,
non solo per evitare che possano minimizzare i danni provocati, non solo per
evitare che possano continuare a far danni, ma soprattutto per evitare una
ottusa e pretestuosa interdizione nei confronti di quelli che vogliono il
cambiamento». Nuova Area disegna poi l’identikit del candidato a sindaco ideale:
deve occuparsi a tempo pieno della gestione amministrativa; avere cultura
giuridica con la quale individuare la normativa giusta per prendere le
necessarie decisioni, anche al fine di valutare le scelte proposte dai
dirigenti; godere di sicuro successo ed unanime apprezzamento nell’attività
svolta; essere dotato di onesta’ indiscussa; mancare di velleità politiche,
ossia dare certezza di non volere considerare l’incarico ricoperto come
trampolino di lancio per una carriera politica; possedere riconosciuta certezza
di volere il bene della città e dei cittadini; svolgere efficace contrasto alla
malavita organizzata». Insomma, «Eugenio Fedele potrebbe essere il possibile e
valido candidato a sindaco». Che cosa pensi il giudice di pace di questa
chiamata, che già gli è arrivata da Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e
Sinistra, Ecologia e Libertà, è proprio la nota di Nuova Area a spiegarlo, sia
pure indirettamente:« Non vogliamo assolutamente che possa identificarsi come un
candidato di Nuova Area ma come candidato, sia pure con riserva da parte sua di
una attenta e approfondita valutazione, di una coalizione cittadina formata da
elettori di tutto l’arco politico, che finalmente, posta da parte la casacca,
vogliono veramente il cambiamento e il rilancio sociale ed economico di
terracina». Con Fedele, Nuova Area auspica che possano candidarsi a consiglieri
cittadini con «un minimo di preparazione sulle problematiche inerenti
l’amministrazione della città, onestà, sicura affidabilità e spirito
collaborativo e di squadra».
Andrea Di Lello


Primo giorno senza collegamenti con le isole pontine mentre l’armatore della
“Snip e Snap” ha chiesto di poter trasferire la motonave nave Benedetta II da
Formia al porto di Terracina.
Erano decenni che non accadeva che un solo
traghetto non lasciasse il porto per Ponza o Ventotene con un carico di merci o
passeggeri. Ieri è accaduto, e così sarà ancora se non si farà fronte alla
richiesta avanzata da Guido De Martino di spostare un traghetto da Formia a
Terracina e garantire così almeno una corsa al giorno. Intanto il porto continua
ad essere paralizzato a seguito dell’ordinanza firmata a luglio dal responsabile
della Capitaneria con la quale si istituiva il divieto di attracco alla banchina
perché divenuta pericolosa. Da allora l’unica soluzione adottata fu di spostare
le partenze dei due traghetti della “Snip e Snap” da Terracina a Formia e far
rimanere al porto le due navi veloci che hanno gestito il servizio fino alla
scorsa settimana, termine ultimo dell’autorizzazione stagionale. Morale, da ieri
non ci sono più collegamenti. La proposta di De Martino ha comunque trovato
riscontri positivi. Ora si deve passare dalle parole ai fatti. Per il resto
l’unica notizia ufficiale sui lavori di ripristino e messa in sicurezza della
banchina era arrivat il mese scorso per bocca dell’ex consigliere regionale
Gianfranco Sciscione che aveva sollecitato la Regione a intervenire. Da allora
non se n’è saputo più nulla.
F.Coc.


“Futuro e Libertà” diviene anche sul nostro territorio un’opportunità per uscire
da schemi troppo stereotipati, e da una situazione in cui amministratori,
dirigenti e militanti del centro destra si trovano nell’impossibilità di vivere
come speravano, la realtà del PDL, a questo punto come sta accadendo in
Parlamento è doveroso che anche nelle amministrazioni locali ci sia una nuova
spinta propositiva, un’energia politica propulsiva che provenga da destra”

Questo è quanto dichiara il Consigliere Fabio Caiazzo a seguito dell’incontro
avvenuto domenica pressi il Centro Congressi dell’Hotel Princess a Roma durante
il quale insieme all’Onorevole Claudio Barbaro, Responsabile dell’Organizzazione
Generazione Italia, sono stati affrontati i possibili ed auspicabili sviluppi
politici sul territorio. Il tempo delle attese è finito, inizia una nuova fase
politica.
FABIO CAIAZZO
Coordinatore Italia Centrale Generazione Italia Sport e tempo libero


Quella di ieri è stata una giornata a secco di acqua per gran parte della
periferia nord e del centro storico alto di Terracina.
Tutta colpa di una
tubatura idrica esplosa la notte scorsa in località Ponticelli, tra le frazioni
del Frasso e della Fiora. Il guasto è scoppiato intorno all’una, e subito in
strada si è riversata una grossa quantità di acqua che in pochissimo tempo ha
raggiunto anche altre zone. Addirittura si è allagata una cantina seminterrata
che si trova nel popoloso quartiere del Calcatore. In men che non si dica
numerose zone di Terracina, soprattutto periferiche, sono rimaste senz’acqua.
Per l’esattezza i disagi hanno interessato La Fiora, Calcatore, via della Valle,
San Silviano, Casaletti, via Scifelle, San Benedetto, via Ambusto, via Salita
Annunziata, via San Francesco e altre strade del centro storico alto. Gli operai
di Acqualatina si sono presentati alla buon’ora per riparare il guasto sulla
condotta adduttrice dalla sorgente Ponticelli, e credevano di ultimare
l’intervento per la mattinata. Ma non è andata così. E’ arrivato un comunicato
di Acqualatina per avvisare che i disagi sarebbero durati almeno fino alle 17e30
di ieri. In via della Valle e su Corso Anita Garibaldi sono state messe a
disposizione delle autobotti per cercare di limitare i disagi dei cittadini.
Certamente una giornata pesante per i residenti e i commercianti dei quartieri
rimasti senz’acqua, alle prese con un disagio imprevisto del quale avrebbero
fatto molto volentieri a meno. Sulle cause dello scoppio
nessuno si pronuncia.
Rita Recchia



L’analisi della terza giornata del campionato di eccellenza dovrebbe partire,
dando retta alle consuetudini, dal resoconto, sia pur sommario, del derby dello
stadio Palluzzi di Priverno, dove Vigor Citserna e terracina hanno pareggiato
per uno a uno. Invece, stavolta, è il caso di stravolgere le consuetudini, e
partire da un’altro punto di riferimento.
Parliamo del ko del Formia in casa
della Lupa Frascati. Non era certo sul campo della capolista (ancora a
punteggio, cinque vittorie, 17 gol fatti e 5 subiti) che si doveva rimpinguare
il numero dei punti in classifica, ed infatti è arrivato un ko. Quello che si
deve sottolineare, invece, è una cosa che raramente si è vista, almeno sinora,
in casa formiana: la squadra è solida e ha provato, al di la della differenza di
valori in campo, di fare comunque la partita provando a vincerla. La prima
mezz’ora, infatti, almeno sino a gol che ha sbloccato la partita, è stata la
classica gara a scacchi, nella quale i romani cercavano il varco giusto, mentre
i biancazzurri rintuzzavano gli attacchi cercando di rendersi pericolosi in
avanti. Il capolavoro di Guardabascio (colpo di testa in tuffo), poi, spezzava
l’equilibrio, ma era proprio quando ci si aspettava il crollo che l’undici di
Tersigni trovava la forza e la convinzione di tornare in partita. Peccato per
quel gol sfiorato solo da Adjei. Rimane, comunque, la prestazione, che fa molto
ben sperare in vista degli impegni futuri. A Priverno, come detto, il derby non
ha avuto vincitori, ma il lungo applauso riservato alle due squadre dalle
rispettive tifoserie a fine gara, sta a testimoniare come tutti siano rimasti
contenti non tanto, magari, del risultato, quanto dell’impegno messo in campo. I
due allenatori, però, avrebbero preferito mille volte vincere che giocare bene,
ed entrambi hanno avuto qualche cosa su cui recriminare. A cominciare da
Fabrizio Cencia, allenatore della Vigor Cisterna: «Abbiamo subito il gol a
freddo ma c’è stata una reazione veemente dei ragazzi che hanno disputato il
miglior match di questa stagione. Dopo il pareggio abbiamo costruito molto e
forse avremmo meritato qualcosa in più, ma il loro portiere ma Fusco è stato
provvidenziale. Nella ripresa siamo calati, ma anche il terracina non si è reso
mai pericoloso dalle parti di Marini». Sull’altra sponda il concetto è più o
meno lo stesso, soprattutto perchè è difficile accontentate un perfezionista
come Mauro Pernarella, e infatti: «Siamo partiti benissimo e, dopo il vantaggio,
se Medoro avesse buttato dentro quel pallone, ora saremmo qui a raccontare
un’altra partita. Loro hanno disputato un buon primo tempo e noi ci siamo
salvati in un paio di occasioni grazie a Fusco. Nel secondo tempo le due squadre
sono calate e credo di poter dire che il pareggio, in fin dei conti, è un
risultato equo per quanto si è visto in campo».
Lidano Orlandi


Pierpaolo Marcuzzi ha le idee confuse sul Parco degli Ausoni. A dirglielo, è
Emilio Perroni, commissario della Federazione Provinciale de La Destra, che
scrive all’esponente dell’Udc, che è anche consigliere del Parco, per chiarire
il suo punto di vista sull’istituzione della riserva naturale. «Caro consigliere
Pierpaolo Marcuzzi -si legge nella lettera aperta-, durante la scorsa campagna
elettorale delle Regionali, eravamo sull’isola di Ponza e parlando con un
abitante dell’isola delle bellezze naturali di Ponza e Ventotene, questi mi
faceva notare che gli abitanti di Ventotene erano secondo lui morti. Allora gli
chiesi di chiarirmi meglio il concetto, e lui mi disse sono morti perché hanno
il parco. Chiedemmo al senatore Storace di fare chiarezza sui parchi, perché se
un cittadino vede un parco non come una risorsa per salvaguardare l’ecosistema e
fonte di sviluppo economico, ma come diceva l’abitante di Ponza, un ostacolo per
i cittadini. Allora è avvenuto un corto circuito tra i cittadini e le
istituzioni». «Lei -continua la lettera- dice tante cose confuse che
sinceramente faccio fatica a comprendere, le vorrei consigliare di posare la
penna sul tavolo e di iniziare a lavorare per il Parco degli Ausoni,. Perché se
ancora non l’ha capito lei è uno che tante cose ancora le chiede ad altri ,
mentre invece si adoperi per far approvare il regolamento del parco e il piano
di sviluppo». «Non ozi -termina Perroni-, quando verrà nominato il presidente si
faccia trovare pronto, indossi gli scarponi da montagna e inizi a perlustrare i
12000 ettari di parco, e non abbia paura di chiedere a chi risiede nel parco
cosa ne pensa, vedrà che non morde ma sta solo cercando qualcuno che comprenda i
suoi problemi».
Andrea Di Lello


Giardinaggio come uno sport nel rispetto della propria salute: questo il tema di
«Uno sport chiamato… giardinaggio»,
il libro che il professore Antonio Dal
Monte, medico di fama internazionale, ha presentato venerdì scorso nella
conviviale del Rotary Club Terracina-Fondi, a Terracina. Dal Monte ha G
paragonato l’esercizio fisico che si fa in palestra o in altri sport comuni con
l’attività connessa al giardinaggio dimostrando come quest’ultimo premi il
metabolismo. Ha dato consigli sulle modalità ergonomiche per l’impiego degli
attrezzi da lavoro presentando una sua «creatura» : un cappellino simile a
quello dei legionari realizzato con un cotone particolare che all’interno ha dei
pesi nella parte posteriore per alleviare il carico della colonna cervicale. La
bella serata al «Grappolo d’uva», organizzata dal presidente Luca Meineri, ha
visto la partecipazione anche del giornalista Alberto Lori, voce nota della Rai,
che ha catalizzato l’attenzione di tutti i partecipanti sull’arte della
comunicazione. Luca Meineri ha preannunciato l’appuntamento del prossimo 15
ottobre per lanciare la campagna raccolta fondi da destinare alla
ristrutturazione della casa-famiglia «Gregorio Antonelli».
Ri.Re.


Furto notturno nella sede della «Terracina Ambiente», l’impianto di via Morelle,
sulla statale Appia.
Alcune notti fa ignoti si sono intrufolati negli uffici
infrangendo i vetri di una finestra che si affaccia sul retro. Zona isolata, il
guardiano, se c’è, non si è accorto di nulla, fatto sta che i ladri hanno avuto
via facile e, una volta dentro, si sono dati da fare. Anche se in realtà non si
F tratterebbe di un bottino ingente. Sembra, infatti, che i malviventi si siano
impossessati di un personal computer e di una fotocopiatrice trovati negli
uffici dell’impianto. Poi sono andati via, tagliando la corda silenziosi nel
buio. Il furto è stato scoperto l’indomani mattina dai primi impiegati della
«Terracina Ambiente». Hanno potuto soltanto constatare quanto accaduto appena
poche ore prima e allertare le orze dell’ordine. Non si tratta del primo
episodio del genere. Già altre volte dagli uffici dell’impianto di via Morelle
sono spariti diversi pc. Visite certamente non troppo gradite. Un po’ come
quelle dei carabinieri della locale compagnia avvenute fino al recente passato
nell’ambito dell’inchiesta proprio sulla «Terracina Ambiente».
Ri.Re.


Un corto circuito partito da un termo convertitore esterno dell’aria calda
avrebbe scatenato l’incendio che la scorsa notte ha seriamente danneggiato lo
«Stars Club», nota palestra in via delle Industrie, a terracina.
Un risveglio da
incubo per i proprietari, che nemmeno un mese fa avevano eseguito dei lavori
all’interno della struttura investendo anche su nuovi macchinari. Della sala
fitness si è salvato ben poco: ieri mattina il bollettino dei vigili del fuoco
parlava di oltre venticinque macchinari di quelli usati per il rowing andati
completamente distrutti dalle fiamme. Lì erano state sistemate anche le
biciclette dello spinning che fortunatamente sono state graziate dal fuoco. Una
stima dei danni salata, dunque, e ancora in fase di quantificazione. L’allarme
ai pompieri di terracina è giunto poco dopo la mezzanotte e mezza. Fiamme dalla
palestra «Stars Club», a due passi dal supermercato «Vantaggio Più», dal canile
municipale e dalla pasticceria «Somma». Immediatamente i soccorsi si sono
portati sul posto cominciando le operazione di spegnimento, durate almeno un
paio d’ore. Sala fitness, dicevamo, praticamente inutilizzabile. Locali
irrespirabili per il fumo acre sprigionato dall’incendio e pareti ovunque
annerite. Ieri mattina c’era un silenzio quasi assordante per chi è abituato
alla musica sparata «a palla» a fare da sottofondo alle lezioni delle tante
discipline impartite nella palestra, sicuramente una delle più frequentate in
città. Domate le fiamme, i vigili del fuoco hanno fatto i «segugi» cercando di
individuare le cause che hanno provocato il rogo. Ovviamente al momento non si
escluderebbe alcuna ipotesi, anche se la pista più battuta è quella di un
cortocircuito. Un banale, maledetto corto circuito partito dal tubo del termo
convertitore installato su una delle pareti esterne della palestra. Una
finestrella accanto era aperta e le fiamme hanno avuto via libera a entrare.
Tutto da lì sarebbe iniziato. L’intervento dei pompieri, allertati dalle prime
persone che si sono risvegliate per l’odore insopportabile e per gli
inconfondibili crepitii del fuoco, ha impedito che l’incendio si propagasse alla
vicina sala dei pesi. Lì gli attrezzi si sono salvati, ma ieri mattina la
palestra era tutta una nuvola di fumo denso e di fuliggine su ogni cosa, dalle
pareti ai materassini passando per l’attrezzatura. Per un primo sopralluogo
notturno sono intervenuti i carabinieri di terracina. Davvero un inizio di
stagione amaro per lo «Stars Club» che proprio in questo mese di ottobre si
accingeva a riaprire le porte.
Rita Recchia



È scattata la denuncia da parte degli aderenti all’associazione «Arcobaleno »
per la colonia felina scomparsa nelle scorse settimane dal cimitero. Ieri
l’associazione che gestisce il canile comunale ha presentato denuncia contro
ignoti al Commissariato per far luce sul «giallo» del cimitero di via Anxur, da
dove in poche settimane è praticamente svanita nel nulla la numerosa colonia
felina che da anni viveva nel giardino del camposanto. Intanto si mobilita anche
l’associazione «Animali e Ambiente» di Aprilia. Il presidente Agostino Ruongo
lancia un appello al sindaco Stefano Nardi «la massima autorità sanitaria
locale». Ruongo invita il primo cittadino a «interessare le forze dell’ordine al
fine di svolgere accurate indagini » e ricorda che «i gatti che vivono in
libertà sono tutelati dalla Regione».
D. R.

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abbandono3_finale

Il “Gruppone” del Pdl di governo Terracinese scrive a Piso…


Al Coordinatore Regionale del
Popolo delle Libertà

On. Vincenzo PISO

Stimatissimo On. PISO,


in questi giorni abbiamo appreso dalla stampa che è stato costituito il Coordinamento Cittadino del nostro Partito.
Pur essendo convinti del fatto che era ormai necessario individuare e concretizzare un organismo statutario così importante per lo sviluppo delle attività politiche sul territorio,soprattutto in previsione della scadenza elettorale del 2011, non possiamo non manifestare il nostro rammarico per come è avvenuta la composizione del Coordinamento.
Infatti in esso non è stata prevista alcuna rappresentanza né per il Gruppo Consiliare del Comune ( composto da 12 Consiglieri Comunali e da 6 Assessori ), né si è in alcun modo tenuto conto del complesso della “squadra di governo” che in questi anni ha supportato e svolto l’azione politico-amministrativa in relazione alla guida della Città.
Precisiamo che in tutti questi anni, a dispetto delle polemiche e delle continue prese di distanza dalla maggioranza di governo,il Popolo delle Libertà in ogni competizione elettorale ha sempre ottenuto risultati che si sono attestati tra il 60% ed il 70%.
Ci sembra dunque necessario che,prima di procedere alla ratifica definitiva del Coordinamento,si apra un serio ed approfondito confronto che permetta al Popolo delle Libertà di Terracina di trovare una sintesi ed un equilibrio degni dell’importanza della nostra Città.
Siamo certi che vorrà cogliere fino in fondo il nostro atteggiamento positivo e la nostra volontà di costruire un percorso condiviso per il nostro Partito.

Firmato:


Amuro Giuseppe
D’Amico Gianni
Ferrari Franco
Masci Giovanni
Pecchia Luciano
Zicchieri Francesco
Avelli Patrizio
Acanfora Antonio
Bellezza Roberto
Caiazzo Fabio
Cicerano Angelo
Fantasia Romano
Masullo Giovanni
Monti Sandro
Palmacci Pietro
Longo Pierino
Golfieri Valerio
Marzullo Angelo Giancarlo

Video importato

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terracina-giardinetti-curati-anni-60_bis_a

Hanno le ore contate i prefabbricati di via Cambelotti. Le strutture, che un
tempo ospitavano le scuole materne ed elementari, oggi sono la sede di diverse
associazioni, tra cui il centro anziani. La comunicazione è arrivata nei giorni
scorsi: i locali dovranno essere al più presto sgomberati per essere demoliti.
Un’operazione non facile dal momento che, come è noto, le strutture sono
ricoperte con pannelli di amianto. Sostanza pericolosa soprattutto quando, come
in questo caso, le lastre di eternit vengono distrutte, facendo liberare
nell’aria le temibili particelle. Non una demolizione qualunque ma per la
quale dovranno essere prese tutte le precauzioni del caso. Considerando
anche che proprio a ridosso dei prefabbricati si trova un
plesso scolastico, la «Giovanni Paolo II», e nelle vicinanze vi sono numerose
abitazioni. Le ruspe dovranno far largo un maxi progetto di riqualificazione
dell’area, atteso da anni e che ha già ottenuto tutti i consensi da parte degli
organi competenti, sembra davvero giunto il momento di far scaldare le ruspe. In
tutta la zona nei pressi di via Cambellotti e prospiciente la parrocchia dei
Santi Cosma e Damiano, secondo il progetto dovranno sorgere abitazioni,
parcheggi e un centro commerciale. Accanto al problema della delicate opere di
bonifica delle coperture d’amianto, si pone anche il problema delle diverse
associazioni che tra breve rimarranno senza sede. Tra queste il caso più
emblematico è quello del centro anziani per il quale, a tutt’oggi, non è
stata ancora trovata una soluzione alternativa. Un problema che l’amministra -
zione comunale dovrà risolvere quanto prima anche se pare che nelle vicinanze
dell’attuale centro non vi siano locali che possano fare al caso. Qualche anno
fa l’amministrazione comunale aveva ipotizzato il trasloco del centro anziani
«Cambellotti », nella struttura che si trova all’interno dell’ex area Rossi,
oggi affidata da una onlus. Chissà che questa idea ora
non diventi una soluzione obbligata.

alinari1 [19]

Chi sbaglia paga: è con questo principio che il Consiglio comunale ha votato un
emendamento proposto dal capogruppo dei Verdi Gino Di Mauro in relazione al
riconoscimento di un debito fuori bilancio.
Per la prima volta, il Consiglio si
è impegnato, dopo aver approvato il punto all’ordine del giorno, a far passare
anche una modifica per cui si invierà un esposto alla Corte dei Conti per
accertare la responsabilità che ha portato l’ente a dover pagare profumatamente
un cittadino. Nel mirino, con ogni probabilità, finiranno dirigenti comunali e
dipendenti dell’en – te che non hanno svolto evidentemente con attenzione il
proprio lavoro. Il debito fuori bilancio di circa 216 mila euro è dovuto a una
vicenda che risale al 2004. Un cittadino ottiene dall’en – te il diritto di
prelazione di due immobili in piazza Garibaldi, che però finiscono all’asta un
anno dopo senza che gli uffici com un al i avessero impedito l’«incidente ». I
due immobili nel 2005 erano stati venduti a terzi all’asta per una somma di
oltre 400 mila euro. Il cittadino, a cui i due immobili erano stati valutati
circa 200 mila euro e per cui aveva versato un anticipo di 22 mila euro, ha
fatto causa al Comune ed ha vinto. L’ente è stato condannato dal Tribunale a
pagare dunque la differenza tra le due valutazioni, di circa 200 mila euro, più
i 22 mila euro versati come acconto dal cittadino. Ma adesso, poiché il Comune
deve pagare per errori e «distrazioni» commessi dai dipendenti dell’ente, la
Corte dei Conti indagherà in seguito all’esposto inviato
grazie alla battaglia del consigliere Di Mauro.
F. A.

alinari1 [3]

Paracadutista Terracinese atterra sulla folla.
Un paracadutista manca il bersaglio e atterra tra la folla assiepata nella
piazza principale di Roccagorga travolgendo alcune persone, una delle quali è
rimasta ferita seriamente. E’ accaduto ieri mattina al termine della
manifestazione “I percorsi della memoria” organizzata dal Comune e dalla
Provincia per ricordare i caduti e dispersi in Africa Orientale con il
riconoscimento della medaglia d’argento alla memoria al caporale Reginaldo
Rossi, di Roccagorga, caduto a 24 anni a Tobruk nel 1941. Presenti alla
manifestazione, il vice presidente della Camera, Rocco Buttiglione, autorità
politiche, civili e militari della provincia. Durante il lancio dei
paracadutisti, che con un atterraggio di precisione avrebbero dovuto chiudere la
manifestazione, uno dei parà, un quarantenne di Terracina della sezione
provinciale “U.Carusi”, Anp d’Italia, forse per una raffica improvvisa di vento,
ha mancato il bersaglio piombando sulla folla. Qualcuno si è accorto di quanto
sarebbe accaduto ed è riuscito a mettersi fuori traiettoria, ma non così altri
spettatori che sono stati travolti e “atterrati” dal paracadutista.
Fortunatamente per tutti solo qualche contusione e tanto spavento, non così per
una ragazza romena di 30 anni che ha invece battuto la testa ed è stata
trasportata e ricoverata al Fiorini di Terracina con un trauma cranico.
di SANDRO PAGLIA

alinari1 [1]

Il Rotary Club scende in campo per sostenere l’orfanotrofio «Gregorio
Antonelli».
A partire dal prossimo 15 ottobre, infatti, il distretto Terracina-
Fondi della più antica tra le associazioni di beneficenza, avvierà una campagna
di sensibilizzazione e raccolta fondi da destinare alla ristrutturazione
dell’orfanotro – fio. Un’iniziativa che il distretto Terracina-Fondi, presieduto
da Luca Meineri, intende sostenere con i suoi mezzi per garantire alla struttura
che ospita l’orfano – trofio di avere i fondi utili a riqualificare l’edificio.
Ad annunciarlo è stato proprio Meineri in occasione dell’ultima conviviale del
Rotaty tenutasi nei giorni scorsi presso il ristorante «Il Grappolo d’Uva».
All’incontro ha preso parte anche un ospite d’eccezione: il fondatore
dell’istituto universitario di medicina dello sport, consulente del Coni,
Antonio Dal Monte. Il medico ha presentato ai convitati il suo nuovo lavoro, il
libro «Uno sport chiamato… giardinaggio ». Pagine molto interessanti in cui
Dal Monte legge in un’ottica del tutto originale l’hobby per il giardinaggio. Un
vero e proprio sport – a detta del consulente del Coni – in grado di allenare il
fisico e la mente delle persone come un’altra attività fisica che siamo soliti
indicare sotto l’etichetta sport. La serata ha visto anche la partecipazione del
giornalista Alberto Lori, nota voce della Rai, che ha intrattenuto gli ospiti
con un’interessante conferenza sulla comunicazione e sul giornalismo.
F. A.

alinari1 [4]

Si è conclusa ieri con un exploit di successo la prima edizione del Terracina
Book Festival.
All’interno della tre giorni di iniziative culturali dedicate al
libro e alla lettura, è stato reso noto anche il vincitore del concorso
letterario tutto dedicato a Terracina. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato
il 23enne Fabio Arduini, giovane studente universitario in Lettere, con la
passione per la scrittura. Il suo racconto dal titolo «Cassandra» ha stregato la
giuria esaminatrice che gli ha assegnato il prestigioso premio in palio: la
pubblicazione del suo racconto in un’antologia edita dalla casa editrice
«Prospettiva editrice » insieme agli altri primi 15 racconti classificatisi
nella singolare gara «Si scrive a Terracina». Il libro, una volta stampato, sarà
presente alla prossima fiera del libro di Torino insieme al vincitore del
concorso. Una grande soddisfazione per l’autore di «Cassandra», un racconto
spumeggiante, ironico e pittoresco, che dipinge uno spaccato di Terracina in
modo incredibilmente vicino alla realtà. La vicenda si svolge in chiesa, nella
Cattedrale di San Cesareo, con due figure ben conosciute in città: quella di don
Gianni, parroco per anni del Duomo; e quella di Betta, storica perpetua della
parrocchia di Terracina alta. I dialoghi sono effervescenti, ricchi di passione
nel caratteristico dialetto locale. Una storia che si muove tra la sacrestia, i
banchi in cui siedono i fedeli, e l’altare. A colpire è stato il modo in cui il
giovane scrittore Fabio Arduini è riuscito a rendere con semplicità e allo
stesso tempo con accuratezza i dialoghi e le descrizioni dei luoghi. In cui il
lettore terracinese potrà riconoscersi con estrema semplicità. Come se leggendo
il racconto, si trovasse improvvisamente a parlare con don Gianni e la perpetua
Betta… tra le navate del Duomo. «È stata una sorpresa stupenda per me vincere
questo concorso – ha affermato a caldo Fabio Arduini, che si dice appassionato
di racconti e che ha scoperto l’amore per la scrittura leggendo Calvino e
Pirandello. Oggi il premio al Terracina Book Festival, domani chissà.
F. A.

alinari1 [6]

Tutto tace per il trasloco del mercato settimanale di Terracina nell’area di via
Firenze.
L’amministrazione comunale ci aveva riprovato all’inizio dell’estate
appena trascorsa, ma l’atto di forza si è risolto con un nulla di fatto. Il
fronte compatto degli operatori è riuscito in men che non si dica a
neutralizzare le velleità del Comune. Da allora più niente si è mosso,
nonostante l’attivismo dell’amministrazio – ne comunale a rimediare ai guai del
mandato ormai agli sgoccioli. Il trasloco resta un tabù e con le elezioni alle
porte per avviatre un nuovo braccio di ferro con gli operatori restano sempre
più stretti. Gli ambulanti si appellano all’assenza di questo o quell’altro
servizio ma la verità è soltanto una: da viale Europa non intendono spostarsi
per nulla al mondo e faranno valere ogni scusa per evitare lo spostamento.
D’altra parte appare un tantino assurdo che il trasloco in via Firenze viene
giudicato inattuabile perché privo delle strutture ad hoc per un mercato
settimanale, quando in viale Europa è l’assoluta anarchia sia sul fronte della
sicurezza che su quello igienico-sanitario. Un mercato totalmente fuorilegge che
non sembra «turbare» troppo gli operatori né l’amministrazione comunale che la
legge la dovrebbe far rispettare. Ma anche questa volta, come era successo con
via Stella Polare, l’approssimazione l’ha fatta da padrone nei lavori di
sistemazione dell’area di via Firenze. Per questa ragione gli operatori, a cui
risulta più conveniente restare nel centralissimo viale Europa, hanno il
coltello dalla parte del manico e possono ricattare come e quando vogliono il
Comune. Se l’ente municipale avesse fatto le cose a dovere infatti avrebbe
potuto senza alcun tipo di problema mettere con le spalle al muro gli ambulanti.
La situazione invece è inversa, con dei risvolti addirittura ridicoli. Gli
operatori minacciano di far passare i guai al Comune ogni qualvolta questo avvia
le pratiche per il trasloco, quando a ben vedere i veri pericoli, se in questa
città ci fossero organi di controllo meno di distratti, l’ente li sta correndo
mantenendo il mercato in viale Europa. Sedere dichiarata «fuorilegge» oltre che
dal buonsenso anche da il Tar che a suo tempo accolse il ricorso dei residenti
intimando il Comune a trovare al più preso una soluzione. Ma con il «giovedì»
anche la sentenza di un tribunale può diventare carta straccia. Quasi non
bastasse la tanta immondizia che viene lasciata alla fine di ogni mercato.
P. P.

alinari1 [7]

L’estate è finita ma la movida del sabato sera continua a suscitare la protesta
dei residenti del centro di Terracina.
Anche sabato sera, infatti, il centralino
dei carabinieri è stato preso d’assalto dai cittadini esasperati dalla musica
alta dei locali e dagli schiamazzi dei giovani. Le proteste sono arrivate dai
residenti di piazza della Repubblica, via del Porto e piazza Santa Domitilla,
nel centro storico alto. A partire dall’una di notte, sono giunte
numerose segnalazioni alla locale stazione dei carabinieri per chiedere di
intervenire: musica troppo alta e disturbo alla quiete e al sonno dei cittadini
dovuta alla presenza di decine e decine di ragazzi che, birra e cocktail in
mano, hanno «festeggiato » fino a notte fonda. Insomma chi pensava che con
la fine dell’estate i disagi dovuti all’apertura dei locali e delle attività
commerciali finissero, evidentemente si sbagliava.
F. A.

alinari1 [8]

Restyling dell’arredo urbano all’insegna del privato. È l’oggetto del bando
indetto dal dipartimento lavori pubblici del Comune di Terracina per
l’installazione e la gestione di una serie di strutture: transenne parapedonali,
pensiline attesa bus, paline attesa bus, paline taxi, quadri turistici, orologi
pubblicitari, frecce di avviamento alle attività produttive industriali o altre
indicazioni di pubblica utilità. Il prezzo a base d’asta dell’appalto è di 360
mila euro per una gestione che dura 9 anni e prevede l’incasso degli introiti
della pubblicità che sarà abbinata alle nuove strutture. Il termine ultimo per
partecipare al bando è l’11 ottobre. La prima seduta per la selezione delle
offerte si terrà, il 13. Affidandosi ai privati l’amministrazione comunale
intende riqualificare l’arredo urbano diventato con il passare degli anni
fatiscente. Il ritorno economico dell’ini – ziativa consiste per lo più nella
gestione degli spazi pubblicitari connessi alle strutture.
P. P.

alinari1 [9]

Convocato per il 7 ottobre il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria giovedì 7
ottobre 2010 alle ore 18.30 per trattare il seguente ordine dei lavori:

1. Annullamento per autotutela ex art.21 octies e art.21 nonies Legge 241/90 e
ss.mm.ii.: a) dell’art.23 dello Statuto dell’Azienda Speciale “Terracina” di cui
alla delibera n.115/2009; b) della delibere consiliari n. 146 del 2009.
Richiesta presentata dal consigliere Di Mauro Gino.

2. Esame della situazione inerente la politica sociale del Comune, valutazione
dell’operato dell’Azienda Speciale “Terracina” e scioglimento della stessa.
Richiesta presentata dal consigliere Di Mauro Gino.

3. Porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento della
società Terracina Ambiente S.p.A. – Richiesta presentata dal gruppo consiliare
P.D.

4. Problematiche relative al presidio ospedaliero A. Fiorini di Terracina.

alinari1 [10]

«Sondaggio: ti piace «sto coso» a Piazza Mazzini?». Domanda secca, risposta
altrettanto. Quelli di «Terracina Rialzati» hanno lanciato sul loro blog questa
semplice domanda per sondare il terreno e capire cosa i terracinesi pensano del
«coso» comparso nei giorni scorsi a Terracina. Per il momento il 100% dei
votanti ha espresso un parere negativo, rispondendo «no» all’interrogativo.
Certo, nel tardo pomeriggio di ieri avevano votato soltanto sette persone, però
resta il fatto che tra loro nessuno ha dichiarato di essere favorevole al
gazebo, destinato a un’esposizione artistica. Una scatola di cemento che ha
tolto svariati parcheggi a pagamento e che non s’intona poi troppo con la piazza
che la circonda. Suo malgrado.
Ri.Re.
(nota del TerracinaBlog, se volete votare anche voi potete farlo presso il
seguente indirizzo: http://terracinaforum.com/terracinarialzati/ )

alinari1 [11]

Finisce con un pareggio (1-1) il confronto tra Vigor Cisterna e Terracina, il
primo derby pontino della stagione di Eccellenza.
Un risultato che premia più il
Terracina che non la Vigor che sul piano delle occasioni da rete si è fatta
preferire agli ospiti. Pronti, via e i tigrotti di Pernarella passano in
vantaggio su una punizione dal limite calciata di precisione da Sansò. Il
Terracina potrebbe raddoppiare al 15’ ma Arena è fulmineo nel recupero di
Medoro, solo davanti al portiere del Cisterna. Al 25’ la Vigor protesta per un
fallo in area ai danni di Garat ma 2’ più tardi cogli il pareggio con un colpo
di testa di Borrino su azione d’angolo. In chiusura di tempo è la volta della
Vigor a sfiorare il raddoppio con Fiorillo che coglie il palo su una punizione
dal limite. Meno brillante la ripresa, poche le occasioni e le conclusioni a
rete fatta eccezione per un tiro dalla distanza di garat 824’) che Fusco para
con qualche difficoltà.

VIGOR CISTERNA: Marino 6, Chiarucci 6, Borrino 6.5, Frasca 6, Iomazzo 6, Arena
6.5, Marseglia 6 (39’ st Sagramola s.v.), Frattarelli 6, Venerelli 6.5 (26’ st
Onorato s.v.), Garat 6.5, Fiorillo 6.5. All. Cencia

TERRACINA: Fusco 6.5, Tricinelli 5.5, Angona 6, Balestrieri 6, Di Franco 6,
D’Amico 6.5, Romero 6 (41’ st Grandullo s.v.), Sansò 6.5, Reppucci 6 (45’ st
Macchiusi s.v.), Medoro 6 (9’ st Serapiglia 6), Rosi 6. All. Pernarella.
Arbitro: Cenami di Rieti
Reti: 5’ Sansò, 27’ Borrino
Note: ammoniti Borrino, Garat, Di Franco; angoli 7-2 per la Vigor Cisterna
di VINCENZO ABBRUZZINO

alinari1 [12]

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terracina-foto-panoramica-grande-inizio-900_bis

Un fatto al quale si fa fatica a dare una spiegazione. È improvvisamente
scomparsa nel nulla la popolosa colonia felina che da anni vive all’interno
del cimitero di via Anxur. Una presenza fissa, che contava oltre 40 gatti, a cui
erano abituati i numerosi frequentatori del camposanto ma anche i residenti
della zona. Da un giorno all’altro la colonia non c’è più, sparita nel nulla,
tanto che si sospetta un avvelenamento di massa. Un giallo in salsa felina,
insomma, peraltro in un luogo, il cimitero, nel quale i gatti vivevano da anni e
venivano accuditi e nutriti dagli stessi visitatori. In realtà pare che la cosa
non sia accaduta proprio di botto. Già qualche settimana fa erano arrivate
diverse segnalazioni all’Ufficio tutela degli animali: in un caso si sarebbe
denunciato il fatto: «Stanno uccidendo i gatti del cimitero». Un’allar – me che
non è passato inosservato. I responsabili dell’ufficio si sono recati
immediatamente sul posto e hanno affisso cartelli ovunque, in cui veniva fatto
divieto assoluto di maltrattare gli animali, menzionando il codice di procedura
penale. Ma i cartelli erano già scomparsi il giorno successivo. Ora si dovrà
capire se e chi, in modo così scientifico e oculato, abbia voluto far sparire la
colonia felina del cimitero. Perché, se i randagi sono stati avvelenati, poi
qualcuno deve essersi occupato di far sparire le carcasse. Non uno dei gatti
scomparsi è stato ritrovato morto. Uno solo, invece, pare sia sopravvissuto.
Altrettanto improbabile che i felini si siano spostati autonomamente. Il gatto
non è animale «nomade», rimane ancorato al branco e al territorio. A maggior
ragione se ci sta bene. Fare l’identikit di chi ha pianificato la sparizione
della colonia felina non sarà facile. Negli anni, a parte qualche mugugno, gli
animali sono stati tollerati. Mai un gesto estremo. Si aggiunga poi che il
cimitero, durante il giorno, è frequentato da moltissima gente. E allora?
L’opera di giovani vandali che hanno scavalcato i cancelli nottetempo?
Impossibile dirlo. Ma di certo l’accesso al cimitero non è così agevole.
Peraltro in questi mesi il camposanto è interessato da lavori di manutenzione,
dunque assai popolato. Quel che appare oggi, è che la sparizione della colonia
felina sia stata pensata dall’inizio alla fine. Non un gesto casuale o
accidentale. Gli animali sono scomparsi tutti insieme, o quasi. Quei gatti,
abituati a sostare sulle tombe come dei custodi discreti e silenziosi, oggi non
ci sono più. Non è chiaro cosa sia accaduto, ma se qualcuno li avesse uccisi
all’interno del cimitero, allora ha raccontato di sé almeno due cose: di non
avere rispetto della vita, e nemmeno della morte.
Diego Roma


Ha sempre dichiarato di non volersi candidare a sindaco, ma il consenso ottenuto
negli ultimi mesi potrebbe spingerlo a presentarsi per il dopo Nardi.

L’imprenditore Gianfranco Sciscione, dopo l’esclusione dal Consiglio regionale,
potrebbe tornare prepotentemente sulla scena politica locale candidandosi a
prima cittadino in vista delle future elezioni del 2011. Le grandi manovre sono
iniziate anche per il movimento «Con Te», nato alla vigilia delle elezioni
regionali dello scorso aprile con a capo l’attuale governatore del Lazio
Renata Polverini. Dopo la sentenza del Tar lo scorso 16 settembre, che ha di
fatto messo fuori gioco Sciscione dalla Pisana, si sono svolte le prime riunioni
del gotha del movimento «Con Te», per fare il punto della situazione
amministrativa di Terracina e per cominciare a tracciare un percorso che porterà
dritto alle urne la prossima primavera. E proprio in occasione di questi
incontri, sarebbe emersa la volontà di sponsorizzare la figura del noto
imprenditore «prestato» alla politica per lanciare la sfida agli altri aspiranti
primo cittadino. A spingere il movimento «Con Te» a puntare tutto sull’attaccante
di peso della squadra – per usare il gergo calcistico – sarebbe l’alone di
consenso venutosi a creare attorno a Sciscione. In particolare per la sua ormai
dichiarata avversione al sindaco Stefano Nardi e alla sua giunta. In passato i
nomi saltati fuori dalla cordata di Sciscione, papabili candidati per il dopo
Nardi, erano stati quelli dell’avvocato Fabio De Felice e dell’ex assessore
al turismo nonché ex vicesindaco Pietro Serra. Due fedelissimi di Sciscione fin
dall’entrata in scena dell’im – prenditore televisivo. Ma i due, che secondo
indiscrezioni si sarebbero giocati la candidatura, potrebbero lasciare il passo
all’ex onorevole. Ma perché proprio Sciscione? Dalle prime chiacchiere a
tavolino tra gli esponenti del movimento che fa capo all’imprenditore, sarebbe
emersa la necessità di sbaragliare le carte e azzardare la candidatura dell’uomo
«nuovo», da poco in politica e pronto a sfidare con i fatti e non con le
chiacchiere gli avversari. Al momento è un’ipotesi verosimile sì, ma su cui i
quadri della lista Polverini devono ancora assumere posizioni ufficiali. Tanto
più perché, a quanto pare, la prima persona da convincere è proprio lui,
Gianfranco Sciscione. Preferirebbe prima saperne di più sul suo
futuro in Regione (si attende la pronuncia del Consiglio di Stato sulla sua
esclusione alla Pisana) e poi decidere con serenità sul da farsi. Ma con
i tempi che iniziano a stringersi per l’organizzazione dell’armata anti
Nardi, ci sono tutte le premesse perché alla fine Sciscione accetti la missione.
Francesco Avena



L’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci replica al capogruppo del Partito
democratico Antonio Bernardi
dopo le opposizioni presentate dalla minoranza sul
cosiddetto «Piano Azzola ». Bernardi, nel suo intervento, aveva rilevato come,
nel progetto previsto con la Legge 22, fosse scomparsa la Stazione
Mare, strada che dovrebbe congiungere l’entroterra al mare. Secondo
l’assessore Masci le cose non stanno così. «La strada denominata “Stazione
Mare”, da Piano regolatore passa sull’attività di supermercato Azzola. Dunque è
chiaro che, fino a quando non si sposta il negozio, quella strada, fondamentale
per risolvere il problema del traffico a Terracina, non si potrà fare mai». È
per questo motivo, spiega Masci, che la convenzione stipulata nel piano, prevede
«la delocalizzazione del market in zona C1, liberando quel terreno che viene
così ceduto al Comune». Insomma, secondo l’ammi – nistratore comunale non ci
sarebbero alternative, anche perché l’unica sarebbe ricorrere agli espropri. «Il
privato che gestisce il supermarket Azzola ha dato la disponibilità al pagamento
del progetto» prosegue Masci, a cui dovrà poi seguire l’iter amministrativo per
ottenere i finanziamenti. Questa, ammette l’assessore, sarà la parte più
difficile. «Calcoliamo che per la realizzazione del piano serviranno almeno 4
milioni di euro. Un importo considerevole, che chi di competenza dovrà
recuperare attraverso la richiesta di finanziamento al Ministero delle
Infrastrutture». La cosiddetta “Stazione Mare” dovrebbe collegare la collina al
mare, e prevede l’attraversamento del canale Mortacino.
D. R.


Sono arrivati ieri mattina per visitare Terracina e compiere un giro turistico
intorno alle isole pontine.
Si tratta di oltre un centinaio di carabinieri in congedo,
iscritti all’Associazione Nazionale Carabinieri di Firenze, giunti dal capoluogo
toscano per fare visita alla città del Tempio di Giove. Ad attenderli c’era anche
una rappresentanza dei carabinieri in congedo di Terracina e i militari della locale
stazione. Proprio il capitano Alessandro Giordano Atti ha guidato la comitiva di
volontari Anc in una escursione a bordo di una motonave sulle isole pontine.
F. A.

Si conclude oggi la prima edizione del Terracina Book Festival, l’iniziativa
culturale dedicata interamente al libro e alla lettura. Il gran finale è previsto per
oggi con incontri e conferenze tenute da esperti del mondo della comunicazione
e dell’editoria. Soddisfatti gli organizzatori della kermesse. ««Esperimento
riuscito – commentano con entusiasmo gli organizzatori -. Il numero zero del
Terracina Book Festivale è stato un successo che ha superato ogni aspettativa » .
Appuntamento al prossimo anno, dunque, con il Terracina Book Festival. Uno.


Il sindaco Stefano Nardi dà in escandescenze, il gruppo consiliare del Pd
abbandona l’aula.
Un teatrino che si ripete, e che la dice lunga su cosa avvenga
ogni volta che si riunisce il Consiglio comunale di Terracina. E per l’ennesima
volta, gli esponenti dell’op – posizione lamentano il singolare «trattamento»
riservato loro dal primo cittadino. «Ribadiamo – si legge in una nota del Pd -
di essere stufi di essere sottoposti al linciaggio personale del sindaco Nardi
che, oltretutto, perde il controllo di se stesso e inveisce nei confronti dei
consiglieri gesticolando e con affermazioni offensive e senza senso». Agli
esponenti del Pd non è andata giù neppure l’interferenza del dirigente al
dipartimento finanze del Comune, Ada Nasti, mentre si discuteva dei debiti fuori
bilancio. «Il sindaco, avendo la delega al bilancio, doveva illustrare le
delibere dei debiti fuori bilancio, ma probabilmente – commenta il Pd – non
essendo capace, oltre a farsi sostituire impropriamente dalla responsabile del
servizio finanziario del Comune, la stessa contribuiva ad interrompere il
consigliere Vincenzo Coccia, anche se in modo educato, mentre lo stesso
interveniva, sostituendosi agli amministratori e disattendendo il regolamento
del consiglio comunale. Il quale consente solo al segretario di dare un supporto
solo tecnico, ma se richiesto ». Certo che gli interventi del dirigente, seppure
non previsti dal regolamento, erano di un altro calibro rispetto a quelli del
sindaco Nardi.
F. A.


Tutto pronto per l’inizio dei corsi dedicati agli adulti organizzati dal centro
territoriale per l’educazione permanente, con sede presso l’istituto
comprensivo Maria Montessori, ex Monti in via dei Volsci.
L’attività della
formazione continua promossa negli ultimi 10 anni dalla scuola ha prodotto
numerosi risultati formativi. Ha permesso a tanti corsisti di raggiungere la
licenza media e di conseguenza di rafforzare la loro posizione sociale e nel
mondo del lavoro. Il centro territoriale per l’educazione permanente per gli
adulti ha organizzato per quest’anno un’offerta formativa divisa in due filoni:
i corsi istituzionali e i corsi brevi. I primi sono gratuiti e hanno una durata
annuale. Sono il corso di licenza media serale e i corsi di italiano per
stranieri per diversi livelli. Per gli stranieri l’iscrizione è subordinata
al possesso del permesso di soggiorno. Tra i corsi brevi, dalla durata di 30/40
ore ciascuno, vengono avviati con un piccolo contributo economico. La scuola
propone lezioni di informatica; lingue; educazione motoria e ginnastica;
cultura; musica e artistica; giardinaggio, cucina e infine educazione domestica.
Per le informazioni ci si può rivolgere alla segreteria dell’isti – tuto
Montessori, si può contattare i responsabili allo 0773/703957 o consultare il
portale online all’indirizzo www.centrostoricoterracina.it.
F. A.

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terracina-foto-mare-davanti-spiaggetta-anni-60_bis

Il solito turpiloquio tra primo cittadino ed esponenti dell’opposizione, con

questi ultimi che lasciano l’aula prima della fine dei lavori, per il resto il

consiglio comunale di Terracina è andato come da copione con la maggioranza che

ha dimostrato di tenere le posizioni quasi su ogni punto. Il primo scontro, non

solo politico, si è avuto proprio tra i banchi della maggioranza tra Roberto

Pietricola e Antonio Edis Mazzucco. Oggetto del contendere il piano

particolareggiato zona B, o meglio il fatto che il punto fosse discusso in cima

alla lista con il sospetto che potesse interessare qualche consigliere comunale.

Seduta sospesa e poi avviata nuovamente con l’approvazione del punto. Granitico

il centrodestra con le delibere sul reperimento delle aree destinate

all’edilizia pubblica e sulle controdeduzioni alle osservazioni del piano di

recupero del quartiere Arene. L’opposizione ha votato con la maggioranza la

variante al piano regolatore del cimitero, le norme per il piano di zona

quartiere Calcatore e la rettifica di una vecchia delibera di giunta sulla

procedura di esproprio di un immobile che ricade sull’area dell’antico Teatro

Romano. Il Pd ha alzato la mano contro i 300mila euro proposti dalla maggioranza

con una variazione di bilancio per far fronte al mega-debito Enel. Una posta

compensata con la stessa somma iscritta nelle entrate e che dovrebbe derivare da

un credito vantato nei confronti di Acqualatina sempre legato al consumo di

energia elettrica. Il Pd non ha creduto alla somma in entrata. Infine i debiti

fuori bilancio, altri 800mila euro da approvare. Passati anche quelli.

F.Coc.

dellaporta1 [31]

Severi e integerrimi al limite dello zelo con gli altri, un po’ meno con se
stessi.
Sembra proprio essere questa la storia di un vigile urbano che è solito
parcheggiare la propria auto privata in via Roma, sulle strisce blu, a poca
distanza dal comando della polizia locale di via Sarti. Ma per lasciare la
macchina sull’area a pagamento non utilizza come tutti gli altri automobilisti
l’abbona – mento o il «grattino», ma un pass… speciale. Proprio così: un
cartellino che l’agente espone sul proprio cruscotto come fosse un normale
contrassegno. E invece, andando a leggerlo, viene più di qualche dubbio. Si
tratta infatti di un pass rilasciato dal Comune di Terracina nientemeno che il
21 d i c e m b r e 2004. Ebbene sì, quasi sei anni fa. Con i tempi insomma non
ci siamo, ma neppure con i luoghi. Sul permesso speciale si legge che
l’autorizzazione a parcheggiare era valida non in qualsiasi punto della città,
ma nella sola area dell’ex comando dei vigili urbani. Non la sede attuale,
ovviamente, ma quella in viale Circe, nei pressi della succursale dell’istituto
commerciale «Bianchini » , dove si trovava nel lontano 2004 il comando della
polizia locale. Evidentemente il vigile urbano nel corso del tempo ha continuato
a utilizzare il pass senza contare che non era assolutamente valido, e di fatto
commettendo un’infrazione al codice della strada. Oltre che un mancato introito
per le casse del Comune, non pagando il parcheggio sulle strisce blu. Per
evitare la multa, l’agente ha anche provveduto ad aggiornare la targa trascritta
sul permesso. Sotto il numero di quella stampata sul cartellino, evidentemente
di una vecchia auto, è stata trascritta a penna la targa dell’attuale auto in
uso all’agente. Non proprio una distrazione, ma un chiaro tentativo di provare a
farla franca. Non si sa se il vigile «furbetto» sia stato multato dai suoi
colleghi, che nel corso dell’estate hanno pattugliato in lungo e in largo il
centro cittadino a caccia di cruscotti senza «grattino». Altrimenti, su migliaia
di multe elevate, sarebbe strano che quell’auto senza ticket, posteggiata in via
Roma sulle strisce blu, sia passata sempre inosservata.
Francesco Avena

dellaporta1 [12]


Entro la fine dell’anno le numerose associazioni culturali da anni ospitate
presso i locali dell’ex scuola Arene, in via Cambellotti, rimarranno senza un
tetto.
A quanto sembra, infatti, starebbero arrivando dal Comune alcune lettere
alle associazioni in cui si avvisa che a partire dal prossimo dicembre le
strutture, ricoperte in gran parte di eternit, dovranno essere buttate a terra
per la bonifica dell’area. Sul tratto di terreno adiacente la scuola Giovanni
Paolo II, infatti, dovranno essere costruite nei mesi successivi delle
costruzioni che rientrano in un più ampio progetto di riqualificazione
dell’area. Il timore delle varie associazioni, ovviamente, è quello di non
riuscire a trovare nuovi locali idonei in cui poter continuare a svolgere le
proprie attività. Ci si auspica dunque che il Comune possa farsi avanti per
venire incontro ai tanti soci iscritti alle varie associazioni culturale che nel
giro di un paio di mesi dovrebbero lasciare la struttura. Ma al momento non
arrivano rassicurazioni da parte dell’ente, e questo come ci si poteva attendere
sta creando oltre che preoccupazione anche qualche malumore. Quanto al maxi
progetto di riqualificazione dell’a re a , atteso da anni e che ha già ottenuto
tutti i consensi da parte degli organi competenti, sembra davvero giunto il
momento di far scaldare le ruspe. In tutta la zona nei pressi di via Cambellotti
e prospiciente la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, secondo il progetto
dovranno sorgere abitazioni, parcheggi e un centro commerciale. Ma le
associazioni per forza di cose dovranno trovare una nuova sistemazione.
F. A.

dellaporta1 [3]

L’arrivo improvviso di un box prefabbricato nel bel mezzo di piazza Mazzini,
destinata a un’esposizione artistica fino al prossimo novembre, ha suscitato la
reazione piccata dell’associazione commercianti di Terracina.
La sezione locale
dell’Ascom, presieduta da Francesco Pezzano, attacca duramente l’amministrazio -
ne comunale per la decisione e compiacenza di far allestire quella struttura di
circa 35 metri quadrati in una location giudicata inopportuna. «Ancora
un’aggressione al territorio, ad una piazza – si legge in una nota – luogo
fondamentale di aggregazione dei cittadini. L’occupazione sconsiderata di parte
di piazza Mazzini con un box al quale colpevolmente non si riesce a dare
definizione, è l’ulteriore esempio di abuso scellerato che si fa di spazi
pubblici». Del resto, denunciano i commercianti, l’inva – sione di spazi
pubblici per fini più o meno condivisibili, non è nuova. «Dopo la ‘campagna
delle pedane’ l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Nardi “regala
” ai cittadini colpi di coda che hanno tutto il sapore della beffa. Ci si
diverte alle spalle della cittadinanza e con il silenzio-assenso di tutti gli
ammini stratori. Non una voce di dissenso, nessuna differenziazione,
neanche da qualche saggio consigliere». Bene, l’esposizione artistica
aveva pur bisogno di uno spazio idoneo in cui poter essere allestita. E allora?
Forse che Terracina non potrebbe mettere a disposizione di giovani artisti
location anche più adatte ma finite nel dimenticatoio e nel degrado per colpa
dell’incuria? «Vorremmo ricordare le condizioni di abbandono della sala Appio
Monti, offerta a bivacchi di uffici ed oggi chiusa, che subisce aggressioni
architettoniche da rabbrividire. Centro strategico della storia culturale della
città oggi volutamente ignorata. Piazza Mazzini è solo l’ultimo esempio
di una mera speculazione territoriale compiacente e siamo certi – conclude
l’associazione commercianti – che in questa amministrazione che si
esaurisce troverà ancora buona compagnia.
F. A.

dellaporta1 [4]

Non c’è  Consiglio comunale che non s’intoppi sull’urbanistica. È successo
anche giovedì scorso: maggioranza tesa sull’ap – provazione di alcune
integrazioni al Piano particolareggiato esecutivo «Zona B». Botta e risposta tra
il consigliere Mazzucco e Lauretti, che ha determinato addirittura la
sospensione temporanea della seduta. Lungo dibattito anche tra maggioranza e
opposizione sul cosiddetto «Piano Azzola», su cui il Partito democratico ha
presentato le proprie osservazioni Non solo «non viene rispettata la Legge 22 -
ha detto Bernardi del Pd – ma la delibera, ci spiace dirlo, fa solo gli
interessi dei privati». Il programma integrato, insomma, previsto dalla legge,
secondo i democratici non c’è. «Demolisce poche cubature e ne realizza il 1000%
circa in più, riducendo il verde e gli altri servizi previsti, ivi incluso la
viabilità prevista». La questione riguarda soprattutto la viabilità. «Il
programma non prevede nessuna opera di realizzazione della Stazione Mare
modificata, c’è solo l’im – pegno a redigere un progetto di una nuova strada,
perché la precedente viene cancellata». Se il piano integrato pubblico-privato,
insomma, ruotava tutto sull’utilità pubblica di una nuova strada, ora questa
strada non è più prevista. E se si farà ,sarà con un altro progetto. Il piano è
stato approvato.
D. R.

dellaporta1 [2]

Un buco nero durato quasi 14 anni, che è costato all’Ente una somma imprecisata,
ma comunque a sei zeri.
Una barca di soldi, per una delle peggiori pagine
amministrative del Comune di Terracina. La matassa degli alloggi destinati alle
famiglie bisognose non sarà facile da sbrogliare. In attesa degli esiti delle
indagini avviate dalla Procura di Latina, altri particolari vengono alla luce.
Del caso alloggi si comincia a parlare negli anni Duemila , ma il “sistema ”
ha origine nel 1996: il Comune inizia a prendere in affitto case dai
privati per assegnarle alle famiglie bisognose. Una si stem azio ne “provvi
soria”, che invece si è trasformata in un costo permanente. In quattordici anni
il Comune ha stipulato 47 contratti. Dovevano durare massimo due anni, ma molti
sono ancora in essere oggi, finalmente in scadenza. Perché chi usciva dagli
appartamenti, molto spesso li lasciava in “eredità” ai parenti. E il Comune
pagava. E quando non pagava faceva debiti. Il sistema era semplice quanto
costoso. Tre fasce di reddito: quella più bassa – e anche la più popolata -
andava da 0 a 5 mila euro. A queste famiglie si chiedeva un contributo di 60
euro per l’affitto. A tutto il resto pensava il Comune. Per il quale i costi per
un singolo affitto oscillavano tra i 250 e gli 800 euro. Ma non è finita. Da
recenti verifiche è emerso che molto spesso le famiglie non hanno mai pagato
all’Ente nemmeno un soldo. Di questo passo, in 14 anni sono andati via quasi due
milioni di euro, e l’emergenza abitativa è ancora dietro l’angolo. E non è
finita. Il sistema era pieno di falle. Perché è capitato anche che proprietari
di case hanno dato la loro disponibilità al Comune per poi dare in locazione
immobili a cifre molto alte a propri parenti. A spese del Comune. Ingenuo, però,
pensare che le amministrazioni comunali, di ieri e di oggi, sulla faccenda siano
soltanto parte lesa. A ben vedere, il “pacco alloggi” – e l’inchiesta della
Procura intende accertare proprio questo aspetto – è stato un giochetto buono
per tutte le stagioni elettorali. Un sistema attraverso cui raccogliere voti.
Mentre le indagini proseguono, resta una certezza.  Il sistema degli alloggi ha
fatto acqua da tutte le parti per un decennio e passa, contribuendo a
dissanguare le casse dell’Ente senza peraltro perseguire lo scopo che si era
prefisso, quello di aiutare “tut – te” le famiglie bisognose. Perché, vuoi o non
vuoi, l’asse – gnazione degli alloggi si è trasformata in una gigantesca catena
di Sant’Antonio, che ruotava sempre intorno ai «soliti noti». In questi giorni
l’amministra – zione comunale, finalmente, sta cercando di mettere fine al
circolo vizioso. Non più locazioni con contratti stipulati dall’Ente, bensì
contatti diretti tra assegnatari e proprietari, con stipula a nome dell’affit -
tuario, a cui il Comune corrisponderà un contributo di 250 euro. Somma che sarà
però vincolata al pagamento degli arretrati non corrisposti dalle famiglie negli
anni passati. Non solo. Ventisei dei 47 contratti sono ormai scaduti, e gli
altri in scadenza. Con i titolari degli immobili il dipartimento finanziario sta
cercando accordi transattivi. Un modo, sembrerebbe, per uscire fuori da un
pantano tra i più torbidi in cui è finito il Comune. Un vero e proprio «buco
nero», su cui sono ancora accesi i fari della magistratura.
Diego Roma

dellaporta1 [5]

Tre risultati utili consecutivi. Sette punti conquistati nelle ultime tre gare e
contatore dei gol subiti che registra la sorprendente cifra di uno… Il
Terracina di Mauro Pernarella, sconfitto all’esordio sul campo del San Cesareo,
è in striscia positiva, non sobisce gol da 200 minuti e, questo pomeriggio al
«Palluzzi» di Priverno contro la Vigor Cisterna, non ha alcuna intenzione di
interrompere questa serie positiva. Una solidità che rischia T di diventare il
marchio di fabbrica della squadra di quest’anno. Un gruppo che non concede molto
allo spettacolo, nonostante in campo spesso ci siano «fini dicitori» mica da
ridere come Medoro, Rosi e Sansò, ma che, al contempo, deve ancora trovare i
giusti meccanismi in fase offensiva. Due soli gol fatti in queste prime 4
giornate di campionato rappresentano un dato su cui riflettere. A quanto sembra,
però, per ora si guarda alla sostanza ed al proverbiale «primo non prenderle».
Anche a Priverno, nonostante una formazione decisamente spregiudicata,
l’atteggiamento dei tigrotti sarà quelle delle ultime gare. Per quanto concerne
la formazione, tutti i giocatori sono a disposizione, tranne Fernando Alvarez.
Il centravanti argentino, che comunque difficilmente avrebbe fatto parte
dell’undici iniziale, ha un problema muscolare e rimarrà probabilmente a
guardare. Per il resto solito undici con Fusco a difesa dei pali. Linea a 4 in
difesa con Tricinelli, Angona, e la coppia Balestrieri e Di Franco al centro. In
mediana D’Amico e Sansò col tridente formato da Serapiglia, Medoro e Rosi alle
spalle del centravanti, il giovane Reppucci. Ancora panchina, quindi, per
l’altro argentino Romero, che potrà comunque tornare buono
a partita iniziata.
Li. Or.

dellaporta1 [6]

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In un clima di pubbliche audizioni abbiamo scoperto che l’azienda speciale di Terracina propone progetti sempre più cuciti addosso ai suoi attuali protagonisti.

Con un assessore che non si degna di rispondere alle domande dei suoi cittadini/elettori, che rinuncia ad inviti per chiarire le posizioni dell’amministrazione in merito; con un salomonico direttore di azienda che non vede l’ora che la questione sia risolta prima della scadenza del mandato dell’attuale sindaco, ci avviamo verso una stagione calda per i servizi sociali, a partire dal suo consiglio di amministrazione.

Video importato

vimeo Video

I nostri conduttori, Marcello e Fulvio, ironizzano un po’ sulla vicenda, ben consapevoli che per molte famiglie, sia tra gli “operatori” che tra gli “assistiti”, si vive un clima di tensione e rassegnazione per come si stanno svolgendo i fatti.

La simpatica scommessa finale, con busta e ceralacca, sottintende una presa d’atto verso un progetto dell’amministrazione ben preciso, la cui messa in opera rappresenterebbe l’ennesimo schiaffo alla dignità della nostra collettività, sempre più bisognosa di un Comune virtuoso e responsabile.


http://issuu.com/savetower/docs/avviso_pubblico_direttore_x_azienda_speciale


Terracina Rialzati

P.s. Si riuscirà a salvare il nostro “Soldato Ryan” ?

Il TerracinaBlog ha tratto il post di cui sopra dal sito di TERRACINA RIALZATI


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Pdl. Fazzone: “Dato un segnale forte e chiaro alla Città”.
Nominato il nuovo Coordinatore comunale e i componenti del Comitato comunale del
Popolo della Libertà di Terracina. Il Coordinatore del Pdl, sen. Claudio
Fazzone, ha comunicato e ratificato al Coordinamento provinciale, con firma
congiunta di Fabio Bianchi, la nomina di Gianluca Corradini a nuovo Coordinatore
comunale di Terracina. Suo vice è stato invece nominato Gianluca Coppola. Nella
stessa riunione sono state inoltre ratificate le nomine del nuovo Coordinamento
comunale. Del Coordinamento fanno parte: Sacchetti Luigino (operaio), Masci
Marcello imprenditore), Marigliani Vittorio (dr. commercialista), Pino Marrocco
(imprenditore), Giovanni Marangon (imprenditore) meccanico), Anna Garzano
(commerciante), Daniela Vitta (consulente del lavoro), Angelo De Angelis
(commerciante), Marco Romano (commerciante), Graziella Iannelli (laurea in
scienze politiche), Luca Caringi (dr. scienze economiche aziendali), Alessandro
Cerilli (dr. commercialista), Gabriele Quinti (dr. commercialista), Massimo
Caringi (impiegato pubblico), Mariano De Gregorio (dr. commercialista), Massimo
Marigliani (studente), Zomparelli Danilo (assicuratore), D’Ammizio Sabrina
(avvocato), Marigliani Stefano (studente). “Con la nomina del nuovo coordinatore
e del coordinamento comunale del Pdl di Terracina – afferma Fazzone – abbiamo
voluto dare un segnale forte e chiaro alla Città. Abbiamo voluto inserire
all’interno dell’organismo di gestione del Partito tanti giovani che
rappresentano bene il mondo delle professioni e delle associazioni. Nel
frattempo il nuovo coordinatore e l’intera compagine non devono mancare di
dialogare e coinvolgere all’interno del Partito tutti coloro che dichiareranno
espressamente di condividere ed impegnarsi per gli ideali del Popolo della
Libertà. Soprattutto dovrà lavorare affinchè a Terracina si apra una nuova fase
programmatoria, capace di sostenere le attività commerciali, il turismo balneare
con i suoi operatori, ritornare ad essere luogo ambito per il turismo di qualità
ma anche città a misura di residente. C’è un bisogno urgente che la Città, anche
rispetto al decoro urbano, alla sicurezza dei suoi cittadini, ad una più
puntuale pulizia, ritrovi le ragioni di un nuovo e virtuoso percorso. Al
coordinatore Corradini – termina Fazzone – e a tutti i componenti del
coordinamento comunale auguro un buon lavoro”.



Da lunedì il porto di Terracina non avrà più collegamenti per le isole pontine.
Le due navi veloci della Libera Navigazione del Golfo e Linee Buono cesseranno
il servizio passeggeri come da termine previsto per la stagione estiva. Dopo la
chiusura della banchina avvenuta in luglio per motivi di sicurezza, le due navi
delle società Snip e Snap, che garantivano anche il trasporto delle merci, sono
state costrette a partire dal porto di Formia. Morale, ormai dal porto di
Terracina non salperà più alcun traghetto. Un fatto storico, letto ovviamente al
negativo, che ripropone l’annosa questione della sistemazione complessiva del
molo. Una soluzione temporanea, nelle more dei lavori, ci sarebbe e l’ha
prospettata l’armatore delle due società Guido De Martino che ha proposto di
spostare a Terracina la nave “Benedetta”, capienza trecento posti, che per tutta
la stagione estiva ha coperto il collegamento tra Formia e Ventotene. Una
soluzione che gli addetti ai lavori dovranno prendere seriamente in
considerazione altrimenti si assisterà al lungo isolamento del porto della città
che non avveniva da decenni. Ma l’armatore chiede anche alle istituzioni locali,
Comune e Provincia, di sostenere politicamente ed economicamente la soluzione.
Soprattutto il secondo aspetto, quello economico, altrimenti si rischia di far
partire la nuova nave e fermarla qualche settimana dopo per mancanza di fondi
necessari a coprire le spese del carburante e del personale. Ne sa qualcosa
sempre De Martino che ha fatto due conti sui costi sostenuti per lo spostamento
a Formia per i quali ha chiesto alla Regione un rimborso di 900.000 euro. Nel
frattempo si attendono i lavori di sistemazione della banchina che dovranno
essere eseguiti dalla Regione Lazio. Nei giorni scorsi, l’ex consigliere
regionale Gianfranco Sciscione, aveva anticipato l’arrivo dell’unità di sub che
avrebbero dovuto effettuare alcuni prelievi di acqua e verificare la situazione
della banchina nella parte sottomarina. Analisi preliminari utili all’iter per
l’affidamento dei lavori. A oggi non si conoscono i tempi e le modalità
potrebbero passare anche mesi. Per questo la soluzione della nuova nave sembra
l’unica possibile.
L’emergenza ripropone anche il tema dei progetti avanzati sul nuovo porto.
Tutti con un denominatore comune, quello di contenere svariati centinaia di
posti barca di medie e grandi dimensioni. Ma c’è da fare i conti con l’impatto
ambientale e urbanistico.
di FABIO COCCIA



Nonostante abbia solo quaranta anni, I.E. è un invalido al 100% per disturbi
dell’apprendimento e questo ha reso facile gioco ad una donna terracinese C.C.
di anni 30 nel raggirare l’uomo, riuscendo ad estorcergli, in circa 8 anni,
quasi 60.000 euro.
Infatti, sin dal 2002, credendo in un rapporto di amicizia
nato dalla vicinanza delle abitazioni, I.E. aveva effettuato a favore della
donna la delega per il ritiro della pensione di invalidità, che dal 2005 è di
700 euro al mese, circostanza questa ignorata dall’uomo che invece si vedeva
consegnare mensilmente soltanto poche decine di euro. Non solo; approfittando
sempre dell’incapacità di comprendere appieno la valenza delle azioni compiute,
il quarantenne veniva indotto dalla donna a firmare un finanziamento con una
società di credito i cui vantaggi economici venivano però sempre goduti dalla
donna, che aveva prospetto a I.E. la necessità di effettuare il finanziamento
per acquistare un’autovettura proprio per gli spostamenti dell’uomo. Ma nulla di
quanto rappresentatogli era accaduto; anzi, poiché I.E. non era riuscito ad
onorare la metà della cifra finanziata, C.C. in un crescendo di pressione
psicologica, ha costretto I.E. a sottoscrivere anche una sessantina di cambiali
a favore della finanziaria e a garanzia di quanto non pagato. Facendogli poi
credere di avere una pistola in casa e che non avrebbe esitato ad usare, la
donna nelle ultime settimane attendeva quotidianamente sotto casa I.E., in
quanto lui aveva iniziato a manifestare l’intenzione di ritirarle la delega per
riscuotere la pensione. Esasperato dalla situazione, I.E. si è confidato con
alcuni amici su quanto stava accadendo e questi, compresa la situazione generale
nella quale ormai l’uomo si trovava coinvolto, lo hanno convinto a rivolgersi al
commissariato di Terracina per sporgere denuncia. La polizia si è mossa subito
riuscendo ad accertare che effettivamente dal marzo del 2004 a nome del
quarantenne era stato acceso un finanziamento per la somma di 1.500 euro con una
società di credito di Roma, che prevedeva un rimborso di circa 2.200 euro in 60
mesi; così come presso l’INPS si accertava che effettivamente dall’ottobre del
2002 al ritiro della pensione di invalidità era stata delegata la C.C.,. Gli
uomini del commissariato hanno provveduto a reperire proprio dalla donna la
tessera della società di credito con il relativo codice segreto, ad ulteriore
conferma della circostanza che la disponibilità del denaro era esclusivamente
nelle mani della stessa, che è stata pertanto denunciata per estorsione e
circonvenzione di persone incapaci.



Raccolta differenziata ferma al 2,76% nel 2009. E allora la Terracina Ambiente,
in attesa d e l l’approvazione del piano economico finanziario da 9 milioni di
euro l’anno da parte dell’ammin istrazione, ottiene intanto dall’Ente il via
libera per partecipare ad un bando provinciale per l’ottenimento di contributi
per rispettare le soglie di raccolta differenziata imposte dalla Regione.
Il 50% entro il 2011, così recita la delibera di giunta della Pisana,
che a dire il vero prevedeva un 20% nel 2008, un 27% nel 2009 e un 40% nel
2010. Secondo il progetto di Terracina Ambiente, per arrivare ad una
differenziata spinta, che comprenda il porta a porta, servono un milione e 300
mila euro. Da impiegare anche per ripristinare il sito di Morelle (piccolo
dettaglio, non è stata ancora stabilita in via definitiva la proprietà comunale
del sito). La Terracina Ambiente porterà avanti autonomamente l’iter per la
partecipazione al bando. E pensare che nel 2007 si era valutato di fare di tutto
e di più con «soli» 3 milioni di euro. Ma non erano tempi di crisi.
D. R.



GIOVANE, bella e… terracinese doc. Teatro, recitazione, comparse in film e
ruoli di primo piano in spettacoli teatrali in tutta Italia. E adesso è arrivata
l’ora per fare il salto di qualità in una fiction di successo di Canale 5.
Claudia Tuccelli, 26enne ma con alle spalle già un ricco curriculum, domenica
scorsa è stata protagonista della nota serie «Distretto di Polizia», giunta
ormai alla sua decima edizione sempre in onda su canale 5 e in prima serata. Non
un ruolo secondario, quello svolto con bravura e professionalità dalla giovane e
promettente terracinese, ma una parte da protagonista nell’episodio «Cause e
affetti» che l’ha vista rivestire i panni di protagonista di un’intrigata
vicenda su cui hanno fatto luce le indagini condotte dal Commissariato di
polizia più famose del piccolo schermo. Insomma, una giovane attrice di
Terracina sempre più lanciata verso il grande cinema e il successo di una
carriera che le sta splancando le proprie porte.
F. A.



Immigrazione irregolare, tornano in libertà i tre cittadini rumeni arrestati dai
carabinieri di Terracina mercoledì all’alba.
Gli stranieri, senza fissa dimora,
avevano occupato abusivamente i locali dell’e x Mirabella sull’Appia,
all’incrocio con via dei Volsci. Da qualche tempo i tre uomini, dall’età
compresa tra i 30 e i 50 anni, si erano stabiliti nell’edificio compiendo
vari reati, tra cui violazione di domicilio e danneggiamento. L’altra mattina i
carabinieri, nel corso di una più ampia operazione di contrasto al fenomeno
dell’immigrazione clandestina, li avevano tratti in
arresto. Giudicati ieri con rito direttissimo presso il Tribunale di Latina, i
tra sono stati scarcerati e sono dunque tornati in libertà.
F. A.



Serata all’insegna dello sport oggi al ristorante «Grappolo
d’Uva» con il Rotary Club.
La sezione locale dell’associazione,
presieduta da Luca Meineri, ospiterà due nomi eccellenti della
storia sportiva italiana. Il primo è Antonio Dal Monte, medico
di fama internazionale specializzato in ergonomia, che in
passato ha progettato le ruote lenticolari che aiutarono il
ciclista Moser a stabilire record di velocità sulle due ruote.
Altro ospite della serata sarà Eugenio De Paoli, al momento
direttore di Rai Sport e noto per la sua lunga carriera
giornalistica. All’importante serata organizzata dal Rotary club
del distretto Terracina-Fondi, parteciperanno anche due giornalisti
di testate nazionali che seguiranno l’evento per poi raccontarla ai lettori.
F. A.

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