Archivio Settembre 2010

terracina-cattedrale-con-auto-sul-lastricato-anni-60_bis

Il senatore Fazzone ha fatto il suo gioco, ottenendo dal sindaco Stefano Nardi
non più di qualche riserva.
Bastasse questo per gridare all’unità. Ora il nuovo
coordinamento comunale del Pdl, ratificato lo scorso 27 settembre, dovrà fare i
conti con la vera «pancia» della maggioranza, quella schiera di consiglieri e
assessori che da anni tengono blindata l’amministrazione comunale e che, a
questo giro, si sono visti scavalcati dal senatore. Un modus operandi, quello di
Fazzone, che a molti sembra un anticipo di quali potranno essere le scelte al
momento di pianificare le elezioni. Quel gioco di nomi, legami ed equilibrismi
non rassicura chi si è fatto in quattro per garantire la stabilità al
centrodestra consiliare. Perché è chiaro che, oggi o domani, basta una parola di
Claudio Fazzone per assestare il colpo di mannaia a molti esponenti di
maggioranza. Forse sono proprio questi timori che a Palazzo stanno diffondendo
un certo clima di scontento. C’è chi non ci starebbe pensando due volte ad
incalzare Nardi, impegnato in queste ore a convincere i suoi che è tutto
regolare. Sì, come no. La sensazione montante, in maggioranza come in giunta, è
invece che, alla luce del nuovo coordinamento, Nardi non sia più di tanto
interessato a tutelare i «diritti» dei suoi fedelissimi, tranne qualcuno. E che
cosa succederebbe – si chiedono in molti – se da Fazzone dovesse arrivare alla
fin fine un benservito? I nomi inseriti nel coordinamento non sono certo
rassicuranti. Sì, c’è Gabriele Quinti, Marcello Marigliani, Danilo Zomparelli. Ma
ci sono anche gli ex assessori Luigino Sacchetti e Mariano De Gregorio, da cui
potrebbero cominciare a piovere critiche. E allora, cui prodest? A chi giova
restare in una maggioranza a rischio delegittimazione per poi, magari, lasciare
il posto a quelli di fuori? La strada alternativa potrebbe dunque diventare una
soluzione. Se non proprio la «sindrome» Villani (Gianfranco Sciscione, in fondo,
è a due passi), qualche consigliere, piuttosto che attendere i responsi di
Fazzone, la partita delle elezioni potrebbe organizzarsela per proprio conto. Ed
evitare così, dopo anni al fianco di Nardi con la garanzia di una «buonuscita»,
il rischio di restare col cerino in mano. E lasciare il posto ai nuovi. Che
tanto nuovi, poi, non sono.
Diego Roma



Ha raggirato un disabile estorcendogli in otto anni quasi 60mila euro. E’
accaduto a Terracina dove duna donna di 30 anni è stata denunciata. Nonostante
abbia solo quaranta anni, I.E. è un invalido al 100% per disturbi
dell’apprendimento e questo ha reso facile gioco alla donna: infatti, sin dal
2002, credendo in un rapporto di amicizia nato dalla vicinanza delle abitazioni,
I.E. aveva effettuato a favore della donna la delega per il ritiro della
pensione di invalidità, che dal 2005 è pari a 700 euro mensili, circostanza
questa ignorata dall’uomo che invece si vedeva consegnare mensilmente soltanto
poche decine di euro. Non solo; approfittando sempre dell’incapacità di
comprendere appieno la valenza delle azioni compiute, il quarantenne veniva
altresì indotto dalla donna a firmare un finanziamento con una società di
credito i cui vantaggi economici venivano però sempre goduti dalla donna, che
aveva prospetto a I.E. la necessità di effettuare il finanziamento per
acquistare un’autovettura proprio per gli spostamenti dell’uomo. La donna era
arrivata anche a minacciare il disabile facendogli poi credere di avere una
pistola in casa quando questi aveva iniziato a manifestare l’intenzione di
ritirarle la delega per riscuotere la pensione. Alla fine la vittima esasperata
sporgeva denuncia e dopo le opportune verifiche la donna scattava la denuncia a
piede libero per estorsione e circonvenzione di incapace.
(omniroma.it)



Una piccola ancora di salvataggio per la Terracina Ambiente arriverà
direttamente dalla Provincia.
L’amministrazione guidata da Stefano Nardi ha
chiesto oltre 1 milione di euro degli oltre 5 milioni che la Provincia di Latina
ha stanziato per la raccolta differenziata nei Comuni che non hanno superato il
20%. La richiesta di finanziamento è stata deliberata ieri l’altro a seguito di
una relazione che la società mista ha inviato in Comune dalla quale si rileva
che nel 2009 la raccolta differenziata è arrivata a un misero 2,7%. Eppure nel
programma operativo della società doveva essere la punta di diamante dell’azione
di raccolta. Eppure nel canone mensile pagato con i soldi dei cittadini c’era
anche la quota destinata a questo tipo di servizio. Nonostante ciò dal 2006,
anno di nascita, la società ha sempre presentato conti in rosso e questa nuovo
milione potrebbe aggiustare un po’ la situazione non certo rosea. Se il
finanziamento dovesse essere approvato, rimarrebbe, almeno sulla carta,
vincolato alle linee guida indicate dalla Provincia che specificano come le
azioni di sostegno riguarderanno sia la copertura delle spese relative agli
interventi strutturali che il servizio nella sua complessità con particolare
riferimento “allo sviluppo di eco-centri comunali da realizzare o adattare, allo
sviluppo del compostaggio domestico, ai progetti di ricerca applicativa sul
ciclo integrato della frazione organica per ottenere ammendante un concime di
qualità da destinare ai terreni agricoli”. Ce n’è quanto basta per spingere la
società mista ad effettuare il servizio e far partire una differenziata sempre annunciata e mai decollata.
F.Coc.



Blitz dei carabinieri all’interno dell’ex mobilificio Mirabella a Terracina e a
Borgo Hermada in via Sani.
A finire in manette quattro persone straniere. Dopo
una serie di segnalazioni, i militari dell’arma coordinati dal comandante
Alessandro Giordano Atti hanno controllato l’ex sito abbandonato (Mirabella) in
via Appia, da tempo occupato da stranieri. I carabinieri hanno trovato il
lucchetto del cancello scardinato, all’interno tre uomini di origine romene, tra
i 20 ed i 50 anni che stavano dormendo. I tre sono stati arrestati con l’accusa
di violazione di domicilio, furto delle utenze e danneggiamento. I controlli si
sono estesi in via Sarti, dove i militari hanno fatto irruzione all’interno
degli appartamenti occupati da extracomunitari di origine indiana e bengalese in
condizioni igienico-sanitarie davvero precarie. Controllati nell’operazione, 60
extracomunitari.
D.Sperl.



L’inquilina che c’era fino a qualche giorno fa è morta,
ma l’appartamento non è rimasto vuoto per troppo
tempo.
Anzi. Martedì scorso una donna di Terracina
ha occupato abusivamente uno dei soliti alloggi a godimento
provvisorio in via delle Lestre, a Borgo Hermada.
Un altro episodio che riflette bene quale sia la reale situazione
abitativa in città per molti utenti delle fasce più deboli. La
donna avrebbe occupato la casa con la figlia, dicendo di non
avere nessun’altra alternativa per assicurarle un tetto per
l’inverno. Sono arrivati i vigili urbani che per il momento
hanno verbalizzato l’accaduto, ma in termini pratici la situazione
è rimasta identica. Anche perché per un sgombero
coatto dell’inquilina sarebbe necessaria un’ordinanza del sindaco
che illustrasse anche una soluzione, soprattutto per la
presenza della ragazzina. Di casi del genere ce ne sono, non
soltanto a Borgo Hermada. Basti pensare all’appartamento
dell’Ater di via Traiano, occupato ormai da oltre un anno.
Ri.Re.



I vigili del fuoco di Terracina sono intervenuti ieri in via Mediana Vecchia per
una profonda e pericolosa voragine spuntata lungo la carreggiata.
I pompieri
hanno lavorato durante la mattinata mettendo l’area in sicurezza, in modo da
evitare problemi per gli automobilisti di passaggio. Sul posto è giunta anche
una pattuglia della polizia stradale. Le strade della provincia pontina sono
molto spesso teatro di tragedia. L’intervento dei vigili è servito proprio a
scongiurare possibili incidenti e a contenere lo spazio dove si era creata la
grossa buca. Via Mediana Vecchia collega Terracina a San Felice Circeo. Proprio
quest’estate un sinistro mortale si era verificato in zona.
E.M.



Una buona amichevole sul parquet del PalaCarucci per la Toro Assicurazioni
terracina che nonostante le assenze di Cristian Lia, Gianmaria Olleia e capitan
Emiliano Teni fa sua una partita molto “maschia” contro la Fabiani Formia con il
punteggio di 71 a 53.
Partita subito vibrante con le due squadre che sembrano
già in clima campionato, i contatti sono duri e le sportellate non si
risparmiano. Buon inizio per i biancoblù che prendono subito in mano il ritmo
della gara per poi allungare nel finale. Per la cronaca la partita è stata
sospesa a due minuti dal termine per un piccolo accenno di rissa. Tra i
terracinasi buona partita di Fiori e dei due nuovi arrivati Orlando e Chirico.
«Non sono ancora soddisfatto -dichiara coach Olleia- siamo ancora indietro con
la preparazione, purtroppo non ci siamo mai allenati tutti insieme e si vede
parchè andiamo sotto ritmo. Ci manca ancora molto in difesa, dobbiamo stare più
attenti e rispettare le nostre regole, in attacco invece, la palla deve girare
di più. Adesso spero di avere la rosa al completo perchè tra una settimana ci
sarà l´esordio in campionato a Frosinone e ci dobbiamo far trovare pronti».
Intanto sul fronte del settore giovanile l´Under 19 Open di coach Penci è stata
inserita nel girone A in compagnia di Giocobasket Sabaudia, Futura Cisterna,
Basket Anagni, Basket Ferentino e Valmontone.



Non basta la vittoria esterna con un gol di scarto al Terracina per superare
il turno con la Lazio Junior, pur confermando quanto di buono ha fatto vedere
anche nell’incontro d’andata. I ragazzi di Vicari, stavolta anche in veste di
giocatore, hanno subito messo in campo qualità e grinta fin troppa nel caso
mostrato da Matteo Olleia. Dopo l’espulsione di quest’ultimo, il Terracina
riusciva a portarsi in vantaggio prima del riposo. Nella prima frazione i veri
protagonisti sono stati i due portieri con interventi straordinari. Nel secondo
tempo le due squadre si sbilanciano spesso in avanti, alla ricerca di trovare il
gol che mettesse fine alla pratica. Molto più agevole la gara che vedeva
impegnata lo Sporting.



Lo tengono chiuso, ma entriamo lo stesso. D’altra parte a Terracina, nella città
in cui i cantieri non finiscono mai, chi vuole riappropriarsi dei monumenti
storici, anche solo per poco tempo, non può fare altrimenti. Deve comportarsi
come un «ladro». Intrufolarsi all’interno del Castello Frangipane è
semplicissimo. Basta scavalcare la piccola staccionata in legno e il gioco è
fatto. Benvenuti nel castello degli sprechi. I lavori sono terminati o quasi.
Qui e là ci sono i resti di un cantiere. Ma il grosso del restauro sembra
terminato. E ci mancherebbe altro: la riqualificazione del bastione di via Anxur
è iniziata grazie ai fondi per il Giubileo, oltre una decina di anni fa: tre
stralci per circa quattro milioni di euro. Una spesa notevole che si tocca con
mano passeggiand o per il Castello. Il restauro di ogni angolo della
rocca è stato curato nel minimo dettaglio, forse troppo. Le scale della
rampa d’accesso e della pavimen tazione esterna in cotto sono
punteggiati da lampade al neon, ma in alcuni punti la vegetazione, cresciuta in
modo incontrollato, li ha ricoperti. Anche se il cantiere non è stato mai
consegnato, l’impressione è forte: il degrado e l’usura del tempo si stanno
divorando tutto daccapo. Un peccato, anzi uno scandalo. Perché non manca proprio
nulla. Ci sono i condizionatori d’aria, i campanelli, gli impianti elettrici, le
porte in legno o a vetro. C’è persino un estintore, si proprio così, un
estintore. Ma la vera chicca architettonica è il mastodontico blocco in ferro,
volutamente lasciato arrugginito, addossato alla struttura principale della
torre. Poco meno dei trenta metri d’altezza del Castello. Di barriere
architettoniche nemmeno a parlarne: c’è la rampa mobile per i disabili coperta
con un telo azzurro e, dentro l’armatura, un ascensore pronto per essere usato
che arriva fin su al piano più alto. Lo raggiungiamo attraverso le scale.
Allungando lo sguardo oltre i vetri di una porta riusciamo a intravedere una
delle sale interne. C’è molta polvere, ma anche qui i lavori sembrano terminati.
In mezzo alla sala campeggia un tavolo in legno circondato da diverse sedie. Da
qui sopra la veduta domina tutta la città. Una vista mozzafiato. È dall’ultima
guerra che nessuno la può ammirare. Da quando all’interno dell’edificio, a
seguito dei bombardamenti, crollò l’intero corpo scala. Crollo che aveva reso
inaccessibili tutti i livelli più alti della rocca. Il restauro partito con la
giunta Recchia e proseguito per i due mandati Nardi non sono bastati a
restituire alla città uno dei suoi palazzi più importanti. Nonostante i milioni
di euro spesi. Ma a tutt’oggi non è ancora chiaro cosa l’amm inistrazione voglia
farci del Castello Frangipane. Un museo? Una sala conferenze? Oppure una sede
distaccata per gli uffici comunali? Non si sa. In compenso, nell’atte – sa che
il ben di dio di strutture si deteriori, qualcuno ha pensato di portarsi avanti
con il lavoro. Tra le erbacce del giardino campeggia un totem (da far leggere a
chi?) in cui viene riportata in breve, con tanto di traduzione inglese, la
storia del bastione. Che vale la pena ricordare vista l’ignavia che l’attuale
classe politica e dirigente riserva a ciò che la città ha di più prezioso: il
Castello Frangipane si chiama così dalla famiglia dei nobili romani che lo
occupò dal 1153 al 1202 e inseguito cacciata con un’insurrezio – ne del popolo
stanco delle angherie. Quel totem, in fondo, non è poi così inutile.
Pierfederico Pernarella

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Strappo sì, strappo no. Fa discutere il documento con cui il leader provinciale

del Popolo della Libertà Claudio Fazzone nei giorni scorsi ha formato il nuovo

coordinamento comunale del Pdl. Nel documento, voluto dal direttivo per

abbozzare una squadra che porti il partito verso le elezioni comunali,compaiono

nomi che suonano come una «scomunica» per il sindaco Nardi e la sua maggioranza.

Oltre al coordinatore comunale Gianluca Corradini, spuntano l’ex assessore

Luigino Sacchetti, l’azzurro Marcello Masci, Vittorio Marigliani, Pino

Marrocco, Giovanni Marangon, Anna Garzano, Daniela Vitta, Angelo De Angelis,

Marco Romano, Graziella Iannelli, Luca Caringi, Alessandro Cerilli, Gabriele

Quinti, Massimo Caringi, Mariano Di Gregorio, Emilio Marigliani, Marcello

Marigliani, Danilo Zomparelli. Nella «rosa » scelta da Fazzone, molti gli ex che

da tempo sono ai ferri corti con Nardi. Un segnale di discontinuità? Forse. Ma

non uno strappo. Negli ambienti della maggioranza non si tradiscono inquietudini.

Anzi. Si esprime apprezzamento per la scelta di

Gianluca Corradini alla guida della squadra, nessuna pregiudiziale sugli altri

nomi; addirittura interpretato come un segnale di cambiamento la presenza di

molti ex alleati, ora avversari interni. Buon viso a cattivo gioco? Il primo

cittadino si limita a pronunciare un «nulla quaestio» sulla scelta del senatore

e interpreta in direzione unitaria la presenza eterogenea di figure del Pdl.

Nessun timore per la presenza di Mariano De Gregorio, ex assessore all’Ambiente

da tempo critico con la linea Nardi; né per l’ ex assessore Luigino Sacchetti. O

per Vittorio Marigliani, altra voce critica a destra. C’è addirittura l’ex

consigliere comunale Angelo De Angelis, già candidato sindaco nelle elezioni del

2006 (circa 900 voti) entrato e poi uscito dalla maggioranza. Ce ne sarebbe

abbastanza per gridare allo strappo, ma a ben vedere non è difficile individuare

all’interno del coordinamento uomini più che contigui al Palazzo. Si pensi alla

presenza di Gabriele Quinti, attualmente membro della consulta per i gemellaggi

e dunque perfettamente integrato nell’ammi nistraz ione comunale, suggerito, a

quanto pare, proprio da Nardi. E non sarebbe il solo. Nome vicino alla giunta

anche Danilo Zomparelli, in buoni rapporti con l’assessore Franco Ferrari. E

ancora Massimo Caringi, attiguo non solo a Fabio Bianchi ma anche al Pri e al

consigliere Lauretti. Quello di Fazzone, insomma, più che uno

strappo, appare come l’ennesimo gioco di prestigio per dare un segno di

discontinuità e a un tempo tutelare un’unità nel Pdl. Forse difficile, ma

indispensabile per vincere le prossime elezioni. Come dire: l’apparenza non solo

inganna, ma in politica, a volte, deve saper ingannare.

Diego Roma

dellaporta1 [7]

Il giorno dopo l’esclusione politica del sindaco Stefano Nardi dal Pdl, voluta

dal coordinatore provinciale Claudio Fazzone che ha nominato un coordinamento

cittadino a Terracina decisamente contro il primo cittadino, nel centrodestra

tutto tace. L’atto del senatore Fazzone apre comunque nuovi scenari in vista


delle prossime elezioni amministrative e soprattutto inserisce un importante

tassello al puzzle della candidatura alla prima poltrona della città, spostando

sempre più l’attenzione sul nome di Nicola Procaccini. L’attuale portavoce del

ministro Giorgia Meloni ha sempre smentito le voci che lo vedono candidato ma i

segnali politici sembrano andare tutti in questo senso. Quello che invece si è

mosso ieri, e anche in modo significativo, è la coalizione di sinistra che sta

raccogliendo adesioni e consensi nelle varie associazioni e a cui il Pd ancora

non ha aderito. L’ipotesi della candidatura del giudice di pace Eugenio Fedele

prende sempre più piede. L’identikit tracciato dalla coalizione della sinistra

che non porta un nome specifico ma lo sottintende in modo chiaro. «Dalla

riunione è emersa l’indicazione che il futuro candidato a sindaco si faccia

portavoce di alcuni criteri fondamentali che devono essere alla base dell’azione

della nuova amministrazione quali la legalità, l’etica, la trasparenza e la

garanzia dei diritti dei cittadini – si legge nella nota firmata da tutti gli

aderenti alla coalizione – In questo quadro di riferimento valoriale è scaturito

l’unanime apprezzamento per la ricerca di una forte candidatura a sindaco che

sia espressione della società civile, di fatto accogliendo alcune indiscrezioni

pubblicate dalla stampa nei giorni scorsi». L’indiscrezione porta il nome di

Eugenio Fedele. Rimane l’incognita del Pd che aveva intrapreso il dialogo con la

sinistra poi fermato per chiarimenti interni.

di FABIO COCCIA

dellaporta1 [23]

La maggioranza è fazzoniana, ma alla fine tutte le correnti del Pdl sono

rappresentate nel neocostituito coordinamento comunale che dovrà collaborare con Gianluca Corradini per mettere ordine tra i pidiellini locali. Persino il


sindaco Stefano Nardi ed il suo assessore Francesco Zicchieri possono vantare un

loro rappresentante: Gabriele Quinti per il primo, Massimo Marigliani per il

secondo. Poca cosa rispetto ai diciotto membri del coordinamento, ma abbastanza

per spingere il primo cittadino ad invitare i suoi, pronti ieri mattina a

protestare contro Fazzone, a non alzare i toni. Chi lo ha visto, infatti, parla

di un sindaco non preoccupato per lo scarso spazio avuto nel coordinamento.

Nardi ha qualche carta in mano? In Comune, si dà per cento che nei giorni scorsi

il primo cittadino si sia incontrato più di una volta con il senatore fondano,

nonostante la guerra aperta che i due si sono a lungo reciprocamente mossi. I

due, insomma, si incontrano e poi Fazzone concede un rappresentante ciascuno nel

coordinamento al suo avversario e al di lui delfino. E’ quasi niente, ma Nardi

si accontenta e placa gli agitati. Che succede? Se è impossibile sapere che cosa

si siano detti il sindaco ed il senatore, però sono proprio alcuni pidiellini a

congetturare che Nardi sia riuscito a risalire sul vagone del partito proprio

quando pareva destinato a restare a terra. Il prezzo pagato potrebbe essere

l’appoggio alla candidatura a sindaco di Nicola Procaccini, voluto da Fazzone,

che così potrebbe avere la lista col simbolo e una o più liste collegate nelle

quali confluirebbero gli esponenti di questa maggioranza consiliare interessati

a sedere ancora in consiglio comunale. Per Francesco Zicchieri, questo

significherebbe la fine dei suoi sogni di gloria. In uno scenario come quello

descritto, infatti, l’assessore ai Servizi Sociali dovrebbe ritornare nei ranghi

e accontentarsi soltanto di un posto in lista, magari neanche quella principale.

Zicchieri aveva creduto (e forse crede ancora) alla possibilità di diventare un

leader. Si racconta che, già in occasione delle elezioni regionali della scorsa

primavera, sia andato a parlare con l’ex ministro Francesco Storace, capo de La

Destra, del suo progetto di correre per la massima carica cittadina. Nei

mesi successivi, Nardi non ha disilluso il suo assessore, ma i margini di

manovra per Zicchieri sono andati sempre più restringendosi fino ad avere come

unica prospettiva quella di capitanare al massimo una lista civica. Adesso,

forse, neanche più quella, se Nardi è riuscito in extremis ad agganciare

Fazzone. Un altro indizio a supporto della ipotesi unitaria in vista delle

amministrative del prossimo anno è la presenza nel coordinamento comunale di

Daniela Zomparelli, persona data per vicina all’assessore ai Lavori Pubblici,

Franco Ferrari. Non mancano, infine gli amici di Nicola Procaccini, come Luca

Caringi. Ma, lo si è già detto, ci sono un po’ tutti, persino esponenti di un

gruppo ancora fuori del Pdl, ma che si accinge ad entrarvi. Eppure, c’è ancora

qualche malumore, di cui è testimonianza la voce secondo cui coordinatore e

coordinamento comunali non avrebbero avuto il ‘placet’ del coordinatore

regionale del Pdl e, per questo, non esisterebbero.

Andrea Di Lello

dellaporta1 [24]

Un piccolo esemplare di falco comune a spasso per la piazza. Il singolare

ritrovamento è stato fatto ieri mattina in piazza Garibaldi, a terracina. Un

cittadino si è accorto dell’animale appollaiato su una delle panchine e ha

segnalato quella presenza «bestiale» al vicino comando della polizia municipale.

I vigili urbani «confinano» con gli agenti del corpo forestale dello stato.

Quindi, il tempo di una breve bussata e i colleghi si sono armati di scatola e

di tanta buona pazienza per recuperare il falchetto. Hanno usato tutte le

cautele necessarie per non farlo spaventare e lo hanno messo al sicuro. Una

volta «inscatolato», gli agenti della forestale hanno portato il piccolo

esemplare di rapace nei loro uffici per accertarsi delle sue condizioni fisiche

e di salute e per seguire l’iter solito che scatta in casi del genere.

Ri.Re.

dellaporta1 [25]

La sinistra sceglie un candidato a sindaco esterno ai partiti. In una nota,

Maurizio Recchia, a nome di Sinistra, Ecologia e Libertà, Italia dei Valori,

Rifondazione Comunista ed alcune associazioni culturali, riferendo le decisioni

scaturite dall’incontro dell’altro ieri, scrive che il futuro candidato deve

farsi portavoce di «alcuni criteri fondamentali che devono essere alla base

dell’azione della nuova amministrazione comunale quali la legalità, l’etica, la

trasparenza e la garanzia dei diritti dei cittadini». «La scelta di questi

principi irrinunciabi- L li -continua la nota- è stata fatta per dare una

risposta forte al degrado istituzionale, politico e morale provocato dalla

gestione della cosa pubblica nel comune di Terracina in questo ultimo decennio».

In questo quadro di riferimento «è scaturito l’unanime apprezzamento per la

ricerca di una forte candidatura a sindaco che sia espressione della società

civile, di fatto accogliendo alcune indiscrezioni pubblicate dalla stampa locale

nei giorni scorsi che parlavano della gestazione di una candidatura unitaria con

provenienza esterna ai partiti (il giudice di pace Eugenio Fedele, ndr)». «Le

motivazioni di questa decisione -si legge ancora nella nota- risiedono

soprattutto nella volontà di proporre alla cittadinanza un metodo politico

basato sul rafforzamento degli strumenti di partecipazione dei cittadini al

governo della città, che non si fermi ad una sua eccezionale sperimentazione

durante la campagna elettorale ma che prosegua nella pratica amministrativa del

nuovo governo. E va proprio in questo senso la scelta di fondare questa

coalizione su obbiettivi strategici quali i diritti di cittadinanza, la

sostenibilità ambientale e la socialità solidale». Recchia evidenzia, inoltre, «

che questo processo di confronto allargato verrà ulteriormente sviluppato nei

prossimi incontri aperti a tutta la cittadinanza attraverso l’organizzazione di

forum tematici e discussione delle linee programmatiche». «Si sono creati,

insomma -termina la nota-, tutti i presupposti per una stagione di grande

partecipazione democratica in cui il cittadino potrà riappropriarsi di quella

parte di sovranità che il solo esercizio della delega quinquennale gli toglie,

in modo che egli stesso diventi protagonista del proprio destino».

A.D.L.

dellaporta1 [26]

Un Parco che divide. E dopo la manifestazione di domenica scorsa a Monte San

Biagio, il Parco dei Monti Ausoni solleva altre barriere tra i contrari e i pro.

Da un lato arriva la soddisfazione del comitato «Parco dei Monti Ausoni? No

grazie…» per l’impegno assunto da Cusani e Di Giorgi nel sostenere la richiesta

di abrogazione delle legge regionale istitutiva. Dall’altro giunge la rabbia e

la delusione di Pierpaolo Marcuzzi, da luglio nel consiglio direttivo del Parco.

«Domenica ho solo visto politici in cerca di consensi che ieri hanno detto una

cosa e oggi ne dicono un’altra» dichiara Marcuzzi senza mezzi termini. «I

cacciatori e i residenti possono lamentarsi di non essere stati coinvolti, e

questo è stato un errore, ma i politici che sono andati sul palco sono stati

falsi e patetici ». E vai con la sfilza di nomi. «L’assessore ai Parchi di

Terracina D’Amico si è fatto portavoce dei cacciatori e dell’amministrazione di

Terracina nel chiedere l’abolizione del Parco perché il Comune sarebbe

contrario». Per Pierpaolo Marcuzzi si tratta di falsità visto che «nell’ottobre

del 2006 D’ Amico a nome del Comune di Terracina ha mosso delle osservazioni sui

perimetri del costituente Parco e la Regione le ha accolte tutte alla lettera.

Oggi cosa vuole rinnegare? ». Idem, secondo l’esponente centrista, per gli

amministratori di Sonnino «Ci sono atti protocollati, non parole al vento».

Marcuzzi ne ha anche per l’onorevole Maria Burani che «parla di sprechi e

poltronifici di certi enti, non era di questa idea quando gli stessi enti hanno

dato centinaia di migliaia di euro per acquistare la nuda e cruda roccia.

Parlare dopo che si è riempita la pancia e troppo facile, ricordando anche i

suoi vecchi interventi contro cacciatori». «La Destra parlando a nome e per

conto di Storace con Perroni ha detto che i Parchi sono la morte del territorio-

continua l’esponente dell’Udc di Terracina- Mi sembra che quando era lui

governatore se ne siano aperti di Parchi nel Lazio, e parlava di sviluppo e

tutela dell’ambiente ». Un pensiero anche per De Gregorio che «da assessore

all’Ambiente e nel presiedere Agenda 21 ha sempre parlato della necessità di

tutelare le zone protette, salvo poi dopo due anni rinnegare tutto quello per

cui si è lavorato perché i suoi sostenitori elettorali hanno creato il comitato

«No Parco». «Fra tutti gli intervenuti a sostegno dei cacciatori nessuno ha oggi

voce in capitolo per chiedere l’abolizione del Parco, l’unico è il consigliere

regionale Di Giorgi che ha parlato di riperimetrazione e non di abolizione».«Da

oggi in poi elencherò tutte le azioni e i documenti sottoscritti durante la

stesura del Parco da parte di chi domenica ha detto di non saperne nulla».

«Perché nessuno dice che da più di 2 anni nel nostro territorio non si può

diventare cacciatore perché mancano le commissioni giudicanti? Forse perché in

pochi sanno i veri problemi degli appassionati della caccia, ma per pochi voti

si innalzano a condottieri delle loro proteste». Quanto al comitato contrario al

Parco, soddisfazione per le posizioni espresse da Cusani e Di Giorgi «meno

soddisfatti della diserzione di sindaci e consiglieri regionali. Un messaggio

negativo che il Comitato non ha digerito».

Rita Recchia

dellaporta1 [27]

Vedremo anche Terracina nel terzo episodio di Assassin’s Creed ?

Non più solo set cinematografico, ma ora anche sfondo di uno dei videogiochi più

famosi del pianeta. Il promontorio della Maga approda nel mondo dei videogames.

Sarà infatti ambientato al circeo uno degli episodi di Assassin’s Creed

Brotherhood, terzo titolo della fortunata serie sviluppata dalla canadese

Ubisoft, che uscirà per Xbox 360 e Playstation 3 il 19 novembre, mentre la

versione per PC è attesa nei primi mesi del 2011. Gran parte del gioco d’azione

si svolgerà in una Roma di epoca rinascimentale ricostruita accuratamente e

trasformata in un gigantesco campo di battaglia. Ma, come detto, la capitale non

sarà l’unica città presente. Il produttore Vincent Pontbriand ha dichiarato al

sito Everyeye.it che Ezio Auditore, questo il nome del protagonista del gioco,

«visiterà anche altre località italiane come Napoli e il Monte circeo». Maggiori

dettagli non si conoscono, ma si presume che per la realizzazione di questo

episodio la località pontina possa essere riprodotta fedelmente nella realtà

virtuale dei computer e delle moderne console. Già il secondo capitolo della

saga, intitolato Assassin’s Creed II, è diventato celebre nel mondo videoludico

non solo per aver venduto 9 milioni di copie, ma anche per una trama storica

intrigante che mescola eventi e personaggi del Rinascimento italiano e per una

ricostruzione architettonica d’epoca rigorosissima di città come Firenze, San

Gimignano, Monteriggioni, Forlì e Venezia. Come, dunque, nel secondo episodio

era possibile visitare alcuni luoghi della campagna toscana, così nel terzo ci

si potrà avventurare negli angoli più suggestivi del promontorio che tutti noi

conosciamo. L’obiettivo di queste perlustrazioni al circeo e in altre città, ha

rivelato il sito onegames.it, potrebbero essere messe in atto dal protagonista

al fine di distruggere una diabolica macchina da guerra progettata da Leonardo

da Vinci, uno dei tanti personaggi di Assassin’s Creed. E a rendere ancora più

intrigante il videogame, sarà un aspetto storico di notevole importanza legato

al circeo, ovvero la presenza dei Templari. Durante il gioco, infatti, l’eroe

virtuale dovrà guidare la confraternita di assassini alla ricerca dei capi

dell’ordine templare, uscito vittorioso dallo scontro con il Gran Maestro

dell’ordine Rodrigo Borgia, che ora si vuol vendicare.

Ermelinda Migliore

dellaporta1 [28]

In tanti si sono chiesti cosa fosse quella struttura prefabbricata comparsa da

un giorno all’altro in piazza Mazzini. Un cassone con ampie vetrate posizionate


sugli stalli per il parcheggio a pagamento che, come c’era da aspettarsi, non ha

mancato di suscitare i mugugni in città. Non è ancora chiaro cosa ospiterà

quella struttura prefabbricata sorta in uno degli scorci più caratteristici di

Terracina. Molto probabilmente sarà un’a t tiv it à commerciale sullo stile di

quanto realizzato, ormai da qualche anno, sul marciapiede di viale della

Vittoria angolo via Bottasso. Del caso si sono occupati già gli agenti della

polizia locale di Terracina che, ricevute alcune lamentele o comunque richieste

di chiarimenti da parte dei cittadini, hanno effettuato un primo controllo.

Sembrerebbe che le carte sarebbero tutte in regola in quanto ad autorizzazioni

rilasciate dal Comune. Ma la questione verrà di certo approfondita nei prossimi

giorni. È possibile infatti far sorgere una struttura su un’area destinata a

parcheggio, per giunta regolato dalle strisce blu e quindi dalla sosta a

pagamento? E inoltre, rientrando piazza Mazzini in pieno centro storico basso,

bastano le «carte» rilasciate dagli uffici comunali oppure servirebbero

ulteriori nulla osta da parte di altri enti, come ad esempio la soprintendenza

paesaggistica? Di certo c’è che tra lo stupore generale e qualche mugugno, la

novità sembra proprio non essere andata giù ai cittadini. Dopo le pedane per

l’occupazione del suolo pubblico autorizzate per pub, ristoranti e bar vari, a

rosicchiare le strade arrivano anche le nuove attività commerciali

prefabbricate. E non sarebbe neppure l’unica quella di piazza Mazzini. Presto

altre domande potrebbero pervenire agli uffici comunali, con il rischio che tra

qualche tempo di strutture come quella installata in piazza Mazzini i cittadini

di Terracina potrebbero vederne spuntare tante, come funghi in un bosco.

Francesco Avena

dellaporta1 [29]

Nella grande baraonda di nomi c’è anche chi si è visto catapultato nel

coordinamento del Pdl suo malgrado. E nemmeno si tratta di un caso di omonimia.

Emilio Marigliani, presidente del Circolo Eleuterìa ha fatto un balzo sulla

sedia quando si è visto inserito nella lista. Lui, che al Pdl non è nemmeno

iscritto. «Mi dissocio dal documento in cui compare il mio nome – spiega il

giovane avvocato di Terracina -. Io non faccio parte del Pdl e la mia comparsa

nel coordinamento è un caso del tutto accidentale. Sono attivo nella politica

terracinese ma assolutamente al di fuori dal gruppo proposto dal direttivo

provinciale». Un rebus. Come sia capitato il nome di Emilio Marigliani nel

coordinamento comunale, non si spiega. O meglio, prova a spiegarlo lo stesso

Marigliani: «Nel marzo scorso ebbi una lunga conversazione con il mio amico

Nicola Procaccini – racconta – in cui venne fuori l’idea di cambiare tutto a

Terracina, di cercare persone nuove. Un’idea che condivisi. Oggi, a distanza di

mesi, devo pensare che Nicola mi avesse preso in parola. Ma io nel direttivo del

Pdl non voglio entrarci». Marigliani sta preparando le smentite ufficiali. Lui,

fondatore di un Circolo e molto attivo nell’attività politica e di denuncia, si

tira fuori. Quel che non si spiega, è come sia stato possibile che il suo nome

sia stato trascinato nella ratifica di un coordinamento senza nemmeno essere

interpellato. Un modo per tirarlo «per la giacchetta»? Forse. A ben vedere il

giovane avvocato Marigliani è la quintessenza del giovane di centrodestra

brillante ma estraneo ai giochi politici di casa nostra. Resta comunque lo

stupore per come vengono scelte le persone per entrare a far parte di un

coordinamento comunale del Pdl. Se non proprio una chiacchierata informale,

quella tra Marigliani e Procaccini è stato un proficuo scambio di idee

politiche. Magari proprio Procaccini, coetaneo di Marigliani, ha puntato gli

occhi sul talento dell’avvocato terracinese. E segnalandolo – a patto che sia

stato lui – al direttivo guidato da Fazzone pensava di fargli un favore. Troppa

grazia, sembra dire Marigliani. Ma meglio fare chiarezza. E farla subito.

D. R.

dellaporta1 [30]

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Saranno tre giorni di puro ossigeno letterario, ma anche storico, cinematografico, giornalistico: dal 1 al 3 ottobre chi ha sete di letteratura ne avrà per tutti i gusti a Terracina.

Grazie alla collaborazione con l’istituto Professionale “A. Filosi” che ospiterà l’evento nella Sala Valadier nasce la prima edizione del TERRACINA BOOK FESTIVAL.

Le idee nascono da sole, come le canzoni di Vasco, ma per realizzarle è indispensabile trovare dei buoni compagni di viaggio. Massimo Lerose, alla pubblicazione del suo secondo romanzo con Prospettiva editrice, il thriller MALARIA, si è presentato al Salone del Libro di Torino con un’idea in testa. “Ho pensato che una città come Terracina non poteva non avere un evento come il festival del libro. Amo la mia città e faccio quello che so fare per farla rinascere culturalmente e artisticamente, visto che sono un artista”.

La sua idea ha incontrato l’esperienza e la collaborazione del suo editore, Andrea Giannasi, giornalista ed editore di Prospettiva Editrice. E tra interviste, letture e promozioni al Lingotto è nato pure il TERRACINA BOOK FESTIVAL.

E così assisteremo a Poeti che si sfidano a duello, libri sparsi per la città, attori che viaggiano leggendo, scrittori impegnati in una competizione a colpi di racconti che profumano di Terracina, presentazioni di libri, nomi importanti come quello di Alberto Lori, giornalista Rai voce storica e incantatrice dei documentari di Quark, Andrea Agnello, autore di “Genitori e Figli”, Rai3, ma anche i migliori talenti locali nel settore del cinema e della musica, il bookcrossing, il teatro civile e l’enogastronomia, compagna sublime delle buone letture.

Qui di seguito l’intervista a Massimo Lerose che ha presentato l’evento e il suo nuovo romanzo, “il Solitario”, nella suggestiva cornice del Santuario di Feronia.

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gabbiotto

Questa mattina non volevo uscire di casa ma da chi mi veniva a trovare (amici e parenti) sentivo proferire inquietanti frasi del tipo: “Vai a vedere che schifo hanno messo in piedi a piazza Mazzini” e cosi sono andata a vedere.

Devo dire che questa cosa ha superato di molto la mia pur fervida immaginazione circa i dubbi che avevo sulle capacità intellettive di certi personaggi che bazzicano per piazza municipio.

Come potete notare dalla foto di cui sopra o anche facendo una passeggiata per piazza Mazzini si evince che è stato permesso l’allestimento di un container direttamente sulla sede stradale.

Si!!! Proprio nel bel mezzo della piazza!!!

il manufatto, anche se vagamente abbellito con una indoratura e travestito con aspetto “Fashion” presenta la  stessa gradevolezza estetica di una stronzo dipinto color oro con dello spray.

Insomma…quello che un qualsiasi amministratore italiano (ma anche del Burundi) dotato di  un numero sufficiente di neuroni non avrebbe mai permesso nella sua città, villaggio o bidonville che sia nella nostra Terracina diventa fantastica realtà.

Persino i Barbari quando arrivarono a Roma dimostrarono un senso di rispetto per la bellezza dei monumenti, seppure decadenti, mentre qui il loro senso estetico i nostri novelli barbari lo esprimono (forse) solo quando vanno dal Barbiere ad opinare sui quattro peli che hanno in testa.

La struttura dotata anche di un poderoso condizionatore posto lateralmente con tanto di filo elettrico con allaccio volante fa ora bella mostra di se sulle strisce blu proprio nel bel mezzo della nostra amata Terracina.

Ma passiamo oltre l’aspetto estetico di questo obbrobrio destinato presumibilmente alla vendità di una qualche  paccottiglia… ma tutto questo a prezzo di cosa? Quanto perderà di incassi il comune con lo spazio per quelle ex 3-4 strisce blu ora spodestate da questo cassone?

E cosa ne guadagnerà Terracina per questa fantastica locazione ?

Una manciata di spicci che servirà, come solito, per la copertura delle ricorrenti zelle “Last Minute” ?


Cari amministratori ma che valore date alla  vostra città deturpata?

il TerracinaBlog

dellaporta1 [19]

Terracina book festival Dal 1 al 3 ottobre a Terracina, presso la Sala Valadier dell’Istituto “A. Filosi”, si terrà il primo “Terracina Book festival”. Ideato da Massimo Lerose e Andrea Giannasi, l’evento è patrocinato dalla Prospettivaeditrice, dal Comune di Terracina e dalla Provincia di Latina. La manifestazione ha la durata di 3 giorni, durante i quali le lettere si contamineranno nelle differenti forme artistiche. Dunque i libri entreranno e usciranno dal teatro, dal cinema, dalla fotografia, dalla pittura. In programma: un incontro con Alberto Lori, giornalista Rai, sul tema “Comunicazione ieri, oggi domani”; lo spettacolo teatrale “Terracina è… mistero” incontro sulla letteratura gialla con gli scrittori Massimo Lerose e Giorgio Molinari. La presentazione con Andrea Agnello del romanzo “Genitori & Figli” (Mondadori). Emilio Selvaggi con l’accompagnamento musicale di Roberto Mastronardi presenterà “Terracina nobile e plebea” (Bookart edizione), mentre Francesco Giuliano presenterà “Come fumo nell’aria” (Prospettiva). Previsto anche l’incontro con Fabrizio Gabrielli e Valentina Grotta della collana BrainGnu di Prospettiva. Sabato sera Gianluca Pitari sarà maestro di cerimonia della disfida poetica “Poeti a duello”. Per il teatro civile Andrea Giannasi presenta il testo dal titolo “Giornalismo: la storia di una informazione in guerra”. All’evento inaugurale sarà presente l’illustratore Luciano Cisi. Prevista anche la premiazione del Concorso letterario “Si scrive Terracina” con la lettura del racconto vincitore da parte della Compagnia teatrale Gli StanchiNati. Chiude l’evento la proiezione del film “Genitori & Figli”. Regia di Giovanni Veronesi. Con: Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Max Tortora, Piera Degli Espositi. Sceneggiatura di: Ugo Chiti, Andrea Agnello, Giovanni Veronesi. Ogni giorno grazie all’importante la collaborazione con Aperitivocorto, il circuito nazionale di distribuzione di corti, verranno visionati corti cinematografici. Inoltre alle 20,00 di ogni sera si terrà “Aperitivo d’autore”. Un evento durante il quale i prodotti enogastronomici del territorio si raccontano. Tra i prodotti: ciambelle di magro con passito di Terracina a cura della Cantina Sant’Andrea. Aperitivo con assaggini di prodotti locali offerti dall’azienda Feragnoli. Assaggi di prodotti locali offerti dall’azienda Feragnoli. Degustazione di vino Moscato di Terracina a cura della Cantina Sant’Andrea. L’ufficio stampa locale e nazionale sarà curato dalla Prospettiva editrice. Durante l’evento EmroVideo effettuerà registrazioni video per la trasmissione televisiva Book Generation e RadioImmagine registrerà gli eventi e intervisterà gli autori partecipanti. Sarà presente anche la troupe di CentoTV.

dellaporta1 [18]

Tagli alla scuola, se i dirigenti fanno di necessità virtù. Ne sa qualcosa Giuseppe Musilli che da diversi anni guida l’istituto comprensivo «Centro Storico» che da q ue st ’anno si chiama «Maria Montessori». Uno dei principali della città, con i suoi 900 studenti. Una realtà non facile da gestire soprattutto dopo la mannaia fatta cadere dal Governo sui fondi per l’istruzione. Bilanci sempre più stretti per far quadrare i conti. Ma appunto le idee migliori spesso vengono nei momenti più difficili. Sembra essere questo il caso dell’istituto «Montessori» dove il dirigente, per sopperire ai tagli disposti anche sul personale ausiliario, ha pensato bene di rivolgersi a chi, più di ogni altro, dovrebbe tenere a cuore la sorti di una scuola: la città. O meglio i cittadini di buona volontà che, a titolo di volontariato, sono disposti a collaborare con l’istituto scolastico per ricoprire le mansioni proprie del personale ausiliario, come la sorveglianza di edifici e aree dove si svolgono attività scolastiche. «Il principio di partenza .- spiega Musilli – è quello già applicato per gli anziani che effettuano il servizio di sorveglianza all’entrata e all’uscita della scuola. Siamo partiti da qua e ci siamo chiesti se era possibile, visti i tempi, ampliare e approfondire il discorso del volontariato all’interno degli istituti ». Da qui l’idea del bando che sta per essere pubblicato in questi giorni. Le collaborazioni vanno da un minino di tre ore continuative a settimana a un massimo di 6 giorni. Le mansioni da svolgere sono soprattutto legate alla sicurezza sia degli alunni che delle strutture. In particolare ai volontari si chiede di sorvegliare alcuni spazi allo scopo di prevenire che gli alunni si facciano male e di prevenire danni ai beni della scuola. Prevenire, appunto, che è sempre meglio che curare. I luoghi sono quelli in cui vengono svolte le attività didattiche, dall’aula alla palestra, passando per il laboratorio. Ma il controllo è decisivo anche per fare fronte a fenomeni di bullismo o vandalismo. I tagli non aiutano. Il personale ausiliario nelle scuole, come quello docente, che ha subito una riduzione, spesso drastica e non di rado iniqua. Come nel caso dei tagli subiti dalle scuole che impiegano lavoratori socialmente utili. «La riforma infatti – spiega Musilli – impone un taglio del 25% del personale Ata a prescindere dal numero degli Lsu impiegati. Per cui ci sono scuole a cui è andata bene perché hanno dieci Lsu e a chi, come noi, è andata malissimo perché di Lsu ne abbiamo solo uno. Il taglio è sempre del 25%. Nel nostro istituto siamo sotto di tre bidelli». Che non è poco per un istituto frequentato da 900 alunni, senza contare che l’istituto «Montessori » è anche un Centro permanente territoriale con un’attivit à pomeridiana molto ricca che si prolunga fino alle 19.30: corsi per adulti, corsi d’italiano per stranieri, scuole serali. Insomma una scuola che vive tutto il giorno e merita un adeguato servizio di sorveglianza. Ma se il Governo ha stretto i cordoni della borsa, che fare? Musilli e il Consiglio d’Isti – tuto non hanno pianto sul latte versato e si sono messi al lavoro. Quella del volontariato è sembrata la più opportuna: «Attendiamo proposte di collaborazione – dichiara Musilli – ma nel caso in cui non ci dovessero essere, saremo noi contattare le associazioni, quelle ad esempio già attive nel settore della protezione civile». In fondo anche quella della scuola è un’emergenza. Forse la più grande. Pierfederico Pernarella

dellaporta1 [17]

«Ricordiamola bene questa data, e soprattutto ricordiamo quello che ci hanno promesso: due mesi effettivi di lavoro e poi finalmente torneremo alla normalità». Sono sollevati ma aspettano ancora prima di cantare vittoria commercianti e residenti di via Lungolinea Pio VI, a Terracina, dove ieri mattina sono finalmente iniziati i lavori per la sistemazione del manto stradale. Meglio tardi che mai, è il caso di dire, visto che il primo cantiere era stato allestito nella primavera del 2008 per sparire nel giro di poco tempo e ricomparire soltanto ieri. Le uniche tracce rimaste erano due transenne «magiche», nel senso che c’erano o non c’erano a seconda delle esigenze del momento. Ieri, invece, è stato allestito un cantiere vero e proprio. Con tanto di camion, rete metallica e, soprattutto, operai in carne, ossa ed elmetto. Sicuramente un inizio di settimana piacevole per chi lavora e risiede su quel tratto di strada interdetta da oltre due anni, dove la crepa si stava pericolosamente allargando ogni giorno di più. Tanti gli incontri in Comune con sindaco e assessore competente. Tante le rassicurazioni che si trattava soltanto delle ultime quisquilie burocratiche. Tanti i rinvii che per i cittadini avevano il sapore amarognolo delle beffa. Forse per questo qualcuno ha deciso di rendere pan per focaccia «alleggerendo» l’attesa con una serie di cartelloni anonimi formato spot che hanno accompagnato l’intera vicenda. L’anonimo Pasquino di via Lungolinea Pio VI lasciava messaggi estemporanei ben visibili a tutti, i cui destinatari erano molto chiari tra le righe. Uno degli ultimi diceva: «Egli apparve e disse loro: A quando i lavori? (Essi risposero) Signore, quali lavori? (Ed Egli) Padre perdona loro che non sanno che fanno solo danno». Un’altra volta aveva scomodato il programma televisivo «L’isola dei famosi»: «Proposta decente: i cittadini di terracina  caldeggiano l’amministrazione locale a partecipare a «L’isola dei famosi». Permanenza?Eterna…». Un’altra scritta recitava: «Scommettiamo che…si farà prima il ponte di Messina che la banchina a terracina?». Poi Pasquino si era zittito, stanco anche lui. Fino a ieri mattina… Rita Recchia

dellaporta1 [16]

La rottura politica ufficiale tra il coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone e il sindaco di Terracina Stefano Nardi è arrivata ieri a margine di un documento approvato dai vertici provinciali su tre punti legati ai comportamenti politici che d’ora in poi tutti gli aderenti al partito di Berlusconi dovranno tenere. Fazzone è passato poi alla questione Terracina dove, salvo crisi di governo che ne anticiperà i tempi, si andrà al voto tra meno di otto mesi indicando il nome del nuovo coordinatore cittadino nella persona di Gianluca Corradini e del vice Gianluca Coppola. Una figura quella di Corradini decisamente nuova e fuori dagli schemi dei gruppi politici della città. E per finire ha nominato anche il coordinamento. Diciassette nomi tra cui spicca Luigino Sacchetti, esponente del centrodestra messo alla porta dallo stesso Nardi qualche anno fa. Inoltre Mariano Di Gregorio, assessore all’Ambiente, a cui il primo cittadino aveva revocato la delega da un giorno all’altro senza mezzi termini. E poi a scorrere la lista quello che risalta è che non c’è nessun membro che rappresenta attualmente il centrodestra in Comune. Un atto politico forte quello di Claudio Fazzone che sancisce la fine politica di Nardi nel Pdl e apre nuovi scenari in vista delle prossime amministrative. Il sindaco di Terracina si trova oggi a governare la città con una maggioranza tutta sua, con un partito tutto suo frutto di alchimie istituzionali, ammesso che i consiglieri comunali che lo sostengono continueranno a farlo oppure decideranno di fare chiarezza sulla loro posizione prima di prendere una decisione. Il documento del senatore del Pdl apre quindi lo scenario, per nulla improbabile, di una mozione di sfiducia che aleggia da tempo sulla sala consiliare di piazza Municipio e che l’opposizione non ha mai voluto presentare ufficialmente perché non aveva i numeri per farlo. Ora le condizioni potrebbero essere mature. di FABIO COCCIA

dellaporta1 [15]

Stanno dando il colpo di grazia ai parchi pubblici. E questa volta hanno deciso di non perdere tempo. Altro raid dei vandali l’altra notte ai danni di un giardino pubblico. È accaduto nell’area Chezzi, dove ignoti hanno danneggiato diversi cestini dei rifiuti e divelto una fontanella in marmo. Il «gestaccio » arriva all’indomani di un altro atto di inciviltà compiuto nel parco del Montuno, dove sono stati dati alle fiamme i giochi in legno per i bambini. Un segnale che la dice lunga sul livello di controlli a cui sono sottoposti i parchi. Con il rogo dei giochi, il Montuno registra una vera e propria débacle. Ma anche l’area Chezzi non è nuova a bravate di questo tipo. Solo qualche settimana fa era toccato a villa Tomassini, dove è stata addirittura fatta a pezzi un’anfora romana che era custodita lì da sempre. A ben vedere tutti i parchi di Terracina hanno delle persistenze archeologiche al loro interno. Di contro sono completamente sguarniti di guardiania. Sarebbe ingenuo pensare che l’a ffi d amento di apertura e chiusura al centro anziani possa bastare. Cosa abbia intenzione di fare l’assessore competente Gianni D’Amico per frenare la corsa al degrado, resta attualmente un vero e proprio mistero. D. R.

dellaporta1 [13]

Da “sudditi” a cittadini. Questa la svolta invocata dall’esponente del partito di Rifondazione comunista Roberto Iacovacci in una nota al vetriolo sul «disastro» provocato dalla gestione del centrodestra a Terracina. «Dalla mamma che deve correre a casa prendere i cambi della bambina priva dell’assisten – za, al rinvio dello spostamento del mercato settimanale – attacca Iacovacci – allo stato dei servizi nella nostra città, delle strade e del nostro ospedale che sono visibili e confutabili da chiunque, questa è la gestione Pdl della città». Iacovacci invita dunque i «migranti della politica» a farsi da parte dal momento, dice, che «la politica di questa amministrazione ha portato la città al collasso economico e sociale ». L’esponente di Rc menziona lo stato dei parchi in cui «i raid vandalici sono all’ordi – ne del giorno», quello delle strade «colabrodo» fino all’ospedale «che doveva essere potenziato con l’inter – vento dell’Università». Ma quello di Rifondazione è anche un appello ai cittadini «preoccupati solo a sopravvivere ». A loro Iacovacci chiede di «lavorare per superare questa fase perché solo cosi “la bambina speciale” non sarà lasciata sola, le strade saranno più sicure perché ognuno sarà in “compagnia della città” i Parchi saranno parte integrante dei servizi che la città deve gestire, il mercato settimanale si farà “negli appositi spazi ad esso riservati” l’ospedale avrà le attrezzature ed il personale necessari, l’amministrazione sarà capace di affrontare i problemi delle persone». Una presa di posizione ma anche di coscienza che dovrebbe vedere protagonisti i cittadini: «Non è con il cambio di casacca o di leader che si risanerà questa città – conclude l’esponente di sinistra – ma con il cambio di politica. Il futuro di questa città non passa certamente attraverso il Pdl ma attraverso una politica attiva, progressista sociale che metta al primo posto la difesa dei più deboli, recuperi le zone di evasione, ristrutturi i propri uffici per essere vicino ai cittadini, sviluppi iniziative per promuovere i luoghi e le potenzialità di questa città per il turismo, riporti ordine nella viabilità, riporti l’entusiasmo nelle nuove generazioni nello studio ,nella ricerca e nel lavoro ». D. R.

dellaporta1 [14]

Spuntano come funghi, almeno sulla carta. Per realizzarli, però, ci vogliono anni, soldi e stabilità politica. Non a caso quei pochi che sono – per così dire – già avviati, non riescono a vedere luce. Ma intanto in giunta sono spuntati altri due progetti preliminari per altrettanti parcheggi da realizzare in due zone della città. Si tratta di «multipiano». Uno è stato pensato nell’area antistante villa Tomassini, quella oggi già adibita a parcheggio del parco cittadino più centrale della città. L’altro, lo si vorrebbe collocare in piazza Donatori del sangue, nell’area che sorge accanto alla rotatoria di viale Europa. L’assessore ai Lavori pubblici Franco Ferrari, insomma, sembra stia lavorando sodo per risolvere il problema dei parcheggi che da anni affligge Terracina. Questi sono solo gli ultimi di una serie di progetti che, in un modo o nell’altro, hanno passato il «visto » della giunta e restano a galleggiare in attesa che qualcosa di concreto si muova. Immaginati su carta, questi e gli altri parcheggi andrebbero a cambiare non solo il sistema di viabilità a Terracina ma anche la sua fisionomia. In particolare i parcheggi di villa Tomassini e via Donatori del Sangue appaiono assai collegati ad un altro progetto portato avanti dal settore ai Lavori pubblici. Quello di riqualificazione di viale Circe assai ambiziosa che prevede un solo senso di marcia sul lungomare, con conseguente riduzione delle aree per la sosta. Compensate – viene da pensare – proprio con questi due nuovi multipiano. La laboriosità dell’assessore Ferrari rischia però di cozzare contro i tempi biblici di realizzazione. I precedenti in materia non preannunciano niente di buono. Tra l’«interrato» sulla rampa Braschi, quello al Montuno e l’altro parcheggio pensato in via D’Annunzio, se si aggiungono i due nuovi progetti preliminari la città arriva quota 5 parcheggi. Che sarebbero utili, sì, se soltanto le procedure fossero celeri come lo sono state, ad esempio, a Sperlonga, dove per fare un parcheggio ci hanno messo non più di due anni. Ma che appaiono troppi se si fanno due conti su quanto costa l’attesa a Terracina. Si guardi al progetto del Montuno. Doveva essere già finito, e invece non solo non è iniziato, ma traversie varie non solo non è partito, ha avuto come sua unica conseguenza la chiusura di un parco pubblico su cui il Comune aveva investito un sacco di soldi. Risultato. Il degrado. E non è finita. Altro parco sacrificato ad un parcheggio mai arrivato, quello della rampa Braschi. Aspetta e aspetta, il giardinetto è diventato un cumulo di vegetazione e sporcizia, e di ascensori e soste nemmeno l’ombra. E se succedesse lo stesso per villa Tomassini? Insomma si può senz’altro dire che la questione parcheggi a Terracina è piena di insidie. L’assessore Ferrari dovrà ponderare bene le sue scelte. Perché se è vero che il suo compito è quello di progettare, anche in grande, servizi indispensabili alla città, è altrettanto vero che, fino ad oggi, a Terracina, le opere pubbliche più eclatanti si sono soltanto disegnate, al massimo abbozzate, con pessimi risultati. Uno per tutti la piscina comunale. L’as – sessore Ferrari, dovrebbe fare, sì, un atto rivoluzionario: capire dove sta il vero problema che impedisce a Terracina di avere opere pubbliche. E di avere servizi reali in tempi certi. Diego Roma

dellaporta1 [1]

Parapendio in gara nei cieli del Lazio L’associazione di volo libero Paranormali e la città di Norma (Latina) ospiteranno i prossimi 1, 2 e 3 ottobre la seconda edizione del Trofeo Pupo, gara nazionale di parapendio che rientra nel circuito della Coppa Italia. I numeri lusinghieri relativi alla partecipazione (160 piloti pre iscritti, anche se gli ammessi saranno al massimo 130) fanno dell’appuntamento laziale una grande competizione ed esibizione sportiva per gli appassionati del volo senza motore. Norma sorge tra i monti Lepini e il Mar Tirreno ed è situata su un altopiano di 400 metri che guarda la piana Pontina da una falesia. Gode di un clima particolarmente mite e favorevole al volo libero grazie alla vicinanza del mare e di questa catena montana. Il decollo dal quale spiccheranno il volo i piloti è situato nella preziosa area archeologica dell’antica città di Norba, a 430 meri d’altezza. Un costone di 25 km facilita il veleggiamento di questi mezzi che si reggono in cielo sfruttando le correnti d’aria ascensionali, provocate dall’irraggiamento del suolo. I maggiori rilievi della zona sono il monte Semprevisa (1500 m) e il monte Lupone (1350 m). Nel campo di gara sono compresi i centri di Sermoneta, Sezze, Cori, Bassiano, estendendosi verso sud fino a Terracina.

dellaporta1 [8]

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terracina-agostino-a-mare-anni-50_bis

Il Comune ritiene che l’ex ospedale è una sua proprietà, ma non porta documenti
a riprova, per cui finisce con il perdere la causa intentata contro la Ausl di
Latina e la SAN.IM spa.
La circostanza, che la dice lunga su come vengono
gestite certi procedimenti negli uffici, è emersa nell’ultimo consiglio
comunale, in occasione della discussione sul riconoscimento di un debito fuori
bilancio relativo alla lite giudiziaria in questione. La storia comincia con la
vendita dell’ex ospedale da parte della Ausl. Siamo alla fine del primo mandato
Nardi e l’allora assessore Maria Rosaria Saccucci scopre che in qualche cassetto
è rimasta inevasa una lettera delle autorità sanitarie provinciali, che invitava
l’ente locale ad avanzare, eventualmente, la propria proposta di prelazione.
L’assessore si rende conto che i tempi sono limitati, per esercitare un tale
diritto. Riesce comunque ad inviare la richiesta, corredandola con una relazione
storica del geometra comunale Antonio Bassi, attraverso la quale si evince che
la proprietà dell’immobile è in capo all’ente comunale. Contestazioni nascono
circa i termini della presentazione dell’istanza di prelazione, che viene
giudicata tardiva. Si va in causa, attraverso diversi gradi di giudizio. «Il
legale del Comune» asserisce il consigliere comunale del Pd Vincenzo Coccia
«aveva richiesto, in più riprese, la documentazione attestante la proprietà, ma
le sue missive erano rimaste lettera morta». Da qui il rigetto della domanda
presentata per le vie legali. Da qui la sconfitta e l’intimazione (è del
Tribunale Civile di Roma, anno 2006) a pagare 11.316 euro per le spese
processuali. Undicimila euro sono poca cosa in un bilancio comunale, ma il caso
è indicativo di come funzioni la macchina burocratica comunale. Il vecchio
ospedale, che domina la primitiva acropoli di Terracina in una posizione di
incomparabile bellezza, era ospitato fino al 1994 in quello che era stato il
convento francescano, che si considera fondato dallo stesso santo serafico
all’incirca nell’anno 1222. Ospitò Alfonso d’Aragona nel 1437, Carlo V nel 1536
(vi sostò dopo la presa di Tunisi) e Sisto V nel 1589 (l’occasione gli venne
data dai lavori della bonifica da lui disposti). La mega struttura, venduta alla
SAN.IM. spa, è rimasta finora abbandonata, diventando facile bersaglio dei ladri
di rame. Il degrado se ne è impadronita totalmente.  Nel parlato si è parlato di
destinarlo ad hospice o a ostelli dei giovani universitari, ma non se n’è fatto
nulla.

porto [4]

Sulla questione del trasferimento del mercato settimanale, l’amministrazione
Nardi non risponde alla Regione.
Gli uffici della Pisana, nei giorni scorsi,
hanno sollecitato per la seconda volta per iscritto il Comune a dimostrare,
carte alla mano, l’esecuzione dei lavori necessari per fare di via Prebende la
nuova sede del ‘Giovedì’. Come si ricorderà, gli interventi nell’area erano
stati decisi dalla conferenza dei servizi convocata per valutare se il sito
scelto avesse i requisiti per ospitare il mercato. In effetti, sebbene dallo
scorso giugno i lavori siano dati per imminenti, via Prebende è rimasta fin qui
quasi nelle condizioni in cui era. Si capisce perciò perché l’amministrazione
Nardi ha preferito ignorare la prima richiesta della Regione, arrivata alla fine
dello scorso luglio, e perché è ora in imbarazzo di fronte all’ultima. Dagli
uffici del Comune, infatti, non è ancora partita alcuna risposta e il silenzio
dà ragione agli ambulanti che operano nel ‘Giovedì, il cui sindacato, un paio di
mesi fa, ha presentato un esposto per denunciare le inadempienze del Municipio
rispetto alle prescrizioni scaturite dalla conferenza dei servizi. E’ proprio
per verificare queste inadempienze che la Regione ha scritto per due volte al
Comune. Dal punto di vista tecnico, gli interventi non presentano particolari
difficoltà: si tratta di realizzare una staccionata, un cordolo di cemento e
poche altre cose. Ma tra queste poche altre cose, ci sono anche i punti acqua,
che, stando a informazioni assunte in modo informale dagli uffici comunali, ci
sarebbero già, mentre la controparte non ne ha notizia. Poco male, si potrebbe
pensare, se non ci sono, si costruiscono. Ma il fatto è che la Soprintendenza ai
Beni Archeologici ha vietato di effettuare scavi in via Prebende, che è ricca di
preesistenze di epoca romana. In realtà, in questi giorni, nell’area è attiva
una ruspa e si notano alcune buche recenti. Si stanno realizzando i punti acqua?
O cosa? La Soprintendenza ha dato ‘via libera? In questa vicenda, non è mai
facile capire chiaramente come vadano le cose, nonostante che a seguirla siano
addirittura in due: l’assessore Giuseppe Amuro ed il consigliere comunale,
Pietro Palmacci.  Sta di fatto che il mercato continua a restare in Viale Europa,
per la rabbia dei residenti, prigionieri una volta alla settimana di camion e bancarelle.
Andrea Di Lello

porto [1]

Liste d’attesa infinite, anche gli ospedali di Terracina e Fondi finiscono nel
corposo dossier sulla malasanità laziale.
Una lista nera stilata dal «Codici » -
acronimo che sta per Centro per i diritti del cittadino – e che, oltre a
prendere in esame i compensi dei top manager della sanità del Lazio e le
inefficienze dei diversi servizi, comprende un attento monitoraggio dei tempi
d’attesa delle prestazioni sanitarie relative al Servizio sanitario regionale,
delle Asl e della Aziende ospedaliere sia per le visite ambulatoriali, sia per
le prestazioni diagnostiche. Nell’indagine vengono presi in considerazione – per
i mesi di febbraio, marzo e aprile – solamente i presidi ospedalieri presso cui
«largamente non vengono rispettati i tempi d’attesa previsti dalla legge», come
specificato dai vertici dell’associazione. Tempi che dovrebbero corrispondere a
30 giorni per le visite ambulatoriali e 60 per le prestazioni diagnostiche per
immagine. Almeno in teoria, visto che spesso e volentieri si presentano dilatati
a dismisura. Un avverbio altamente indicativo, dunque, quel «largamente». Ma
vediamo, nello specifico, la lista delle criticità concernenti le liste d’attesa
elencate dal «Codici». Una ventina negli ospedali di tutta la provincia, quasi
la metà riguardanti i servizi offerti dal «Fiorini» e dal «San Giovanni di Dio».
Tra i dati più rappresentativi della situazione, soprattutto se rapportato alla
tipologia di esame, quello legato ad una semplice Tac del capo, senza e con
contrasto Tc, presso gli ambulatori ospedalieri di Terracina: 156 giorni. Sempre
presso i medesimi ambulatori, per quel che riguarda il mese di febbraio, sono
stati registrati tempi d’attesa anomali anche per quanto riguarda visite
oculistiche (217) e visite ortopediche (193). A marzo, un esame del fondo
oculare è stato fissato dopo 270 giorni, mentre delle ecografie addominali dopo
127. Situazione non certo migliore in quel di Fondi. Per capirlo, basta prendere
in esame un paio di dati relativi allo scorso mese di marzo. Per effettuare una
visita ginecologica occorrono 118 giorni. Tempi abnormi – addirittura superiori
ad un anno – per un ecocolor-doppler dei tronchi sovra-aortici: il paziente, per
effetturalo, dovrà attendere la bellezza di 470 giorni. Un’eter – nità. Liste
d’attesa lunghissime anche per altre prestazioni sanitarie, con dati risalenti
ad aprile: 120 giorni per una visita ginecologica presso gli ambulatori
ospedalieri; 119 per una spirometria semplice; 180 per una visita oculistica
presso gli ambulatori distrettuali. Un quadro generale oltremodo preoccupante e
che palesa problematiche purtroppo comuni a buona parte dei nosocomi della Regione.
Mirko Macaro

porto [3]



Qualcuno ha scavalcato la recinzione del parco del Montuno, in via Dante
Alighieri, e si è divertito a dare fuoco alle giostrine presenti all’interno dell’area verde.

I residenti, vedendo uscire del fumo dalla «collinetta», hanno immediatamente
lanciato l’allarme ai vigili del fuoco di Terracina che si sono portati nel giardino
pubblico per spegnere l’incendio. I fatti si sono svolti sabato sera, prima che un
violento nubrifagio si rovesciasse su Terracina. Chiara l’origine dolosa del rogo,
spento comunque nel giro di pochi minuti da un equipaggio del 115. A preoccupare,
aldilà dei danni arrecati alle giostrine del Montuno, è la facilità con cui i vandali si
introducano nell’area verde durante l’orario di chiusura e facciano tutto quello che
vogliono. Senza che nessuno controlli il parco resta in balìa dei soliti ignoti. Del caso
si stanno interessando le forze dell’ordine che indagano per risalire ai responsabili.
F. A.

dellaporta1 [32]

Ancora polemica tra il segretario di Sinistra e Libertà e l’assessore al Turismo
Giuseppe Amuro.
Passa al contrattacco Vittorio Marzullo, tacciato di scarsa
competenza sulla materia dal delegato comunale. «I dati da me forniti è vero li
ho sentiti dire, ma sapete da chi? Dal collega di Amuro, Loreto Maragoni ». Il
leader di Sel dunque invita l’assessore a confrontarsi con il collega di giunta.
Non solo. Fa anche qualche considerazione sulla questione depuratori: «Il
depuratore di via delle cave, o torre gregoriana, come lo chiamo io, d’estate ha
la capacità di depurare acqua per massimo 40 mila abitanti. Il depuratore di
borgo hermada invece oggi lavora per 35 mila abitanti equivalenti. Io che sono
uno che ‘non studia’ sono però in grado di fare un’ad – dizione e quindi 40 mila
persone scaricano a via delle cave, 35 mila scaricano a Borgo Hermada, il totale
sono 75 mila. Rispetto quindi alla cacca che scaricano i diversi centinaia di
migliaia di abitanti che Terracina registra nei mesi estivi, che sono due tre e
anche quattro volte superiori ai 75 mila che smaltiscono i nostri depuratori,
dove va a finire? Per me in mare». Marzullo accusa poi Amuro di non aver
risposto Luca Berriola alle sue proposte per risolvere il problema dell’in -
quinamento di foci e fiumi. «Rispetto a depuratori lungo tutti i tragitti di
fiumi e torrenti che scaricano nel mare di Terracina e provenienti
dall’entroterra, al solo fine di prevenire l’inquinamento, se chiede o no alla
Regione di farsi coordinatrice di tale progetto, se è d’accordo affinché i
comuni coinvolti si riuniscono in consorzio per fare questo, se chiede anche
alla regione di cofinanziare l’iniziativa. Rispetto agli olifici cosa intende
fare questa amministrazione, da subito, per evitare che questi continuino a
scaricare nel fiume e quindi in mare i loro scarichi?».
Diego Roma

dellaporta1 [9]



Quando lo sport incontra l’integrazione: indiani, bengalesi e cingalesi di
mezzo Lazio si sono incontrati ieri per le fasi finali di un torneo di cricket,
lo sport tradizionale inglese «cugino» del più popolare baseball americano.
Per
gran parte del giorno sono braccianti agricoli, operai, addetti alle pulizie di
uffici e condomini. Ma quando hanno un po’ di tempo libero tornano alle
abitudini della loro terra di origine: si schierano nel primo app ezzame nto di
terra disponibile, il battitore prende la mazza e il lanciatore tira la pallina
più forte che può. Se a questo si aggiunge che, tra una partita e l’al – tra c’è
anche il tempo di socializzare, apprendere l’italiano e stringere nuove
amicizie, il cocktail ha tutti gli ingredienti per il giusto mix tra sana
integrazione e divertimento. È con questo spirito che ieri, presso i campi della
Guardiola a Borgo Hermada, si è concluso il torneo interprovinciale di cricket.
Si sono fronteggiate 16 squadre provenienti da Terracina, San Felice, Fondi,
Pontinia, Sabaudia, Pomezia, Aprilia, Latina, Roma, per un totale di circa 100
atleti. L’organizzatore dell’ini – ziativa si chiama Anil, ha 28 anni, da 4 anni
è in Italia e risiede a San Felice. Da quando si è trasferito dall’India, Anil è
impiegato presso una ditta di pulizie di Latina. Ha deciso di organizzare il
torneo per radunare pachistani, indiani, cittadini di Punjab e Sri Lanka da
tutto il territorio pontino. Per fare questo ha potuto contare sul prezioso
aiuto offerto dalla Fai Cisl, rappresentata ieri a bordo campo dal segretario
generale provinciale Tiziana Priori e da Rosario Bellezza. «Iniziative del
genere – hanno affermato – non possono che essere condivise e sostenute. Grazie
allo sport possono da una parte divertirsi e socializzare, e apprendere i
costumi, la lingua, i diritti italiani». Proprio a questo proposito, la Fai Cisl
che ha collaborato alla riuscita del torneo. Una mano tesa verso la loro
cultura, insomma. Il sindacato ha fornito le divise indossate dagli atleti.
Preziosa anche la collaborazione di imprenditori stranieri radicati sul
territorio: è il caso ad esempio di Singh Gurcet, titolare di un negozio di
alimentari a San Felice. Per la cronaca sportiva, ieri si sono confrontate le
quattro squadre semifinaliste. Nel match tra gli indiani di San Felice e i
romani dello Sri Lanka, ha prevalso la squadra capitolina. L’altra semifinale
invece è stato un vero e proprio derby tra due team fondani: una squadra di
pakistani, l’altra di indiani. In finale sono arrivati i pakistani che se la
sono giocata con i cingalesi provenienti da Roma. La finale è stata vinta dalla
squadra romana che si è aggiudicata il premio di 1000 euro. I secondi
classificati hanno invece ricevuto un contributo economico e una coppa. Ma a
vincere sono stati lo sport, l’integrazione e l’amicizia.
Francesco Avena

dellaporta1 [10]

Il Terracina ottiene tre punti preziosi contro il Roccasecca.
Alla prima azione pericolosa i tigrotti passano in vantaggio. E’ il 13′ e Medoro
sfrutta al meglio una sponda palla a terra di Reppucci. Il numero dieci chiude
il triangolo col compagno di reparto e col sinistro batte Diafani sul primo
palo. Non impeccabile, nell’occasione, la posizione dell’estremo difensore
ospite. Al 26′ Medoro ricambia la cortesia a Reppucci in occasione del gol. Il
suo traversone teso dal lato corto di destra dell’area avversaria arriva sulla
testa del centravanti. Colpo di testa e sfera che impatta sulla traversa, forse
grazie anche ad una deviazione del portiere. Chiude la prima frazione di gioco
un guizzo di Gatti, favorito da un rimpallo, nel contrasto con Balestrieri che
nell’occasione stende l’avversario e viene graziato con il giallo per il fallo,
forse da ultimo uomo, ma comunque a distanza ragguardevole dalla porta di Fusco.
Secondo tempo animato da un gioco piuttosto falloso da entrambe le parti e la
tensione ha giocato un brutto scherzo all’ex di turno Guido Gatti che viene
espulso. E la gara finisce lì.

dellaporta1 [11]

Interruzione flusso idrico
Dalle 9,00 alle 14,00 del 28 settembre si verificherà un’interruzione del flusso
idrico nei Comuni di Sabaudia, S.Felice e Terracina.
Le zone interessate all’interruzione sono:
Sabaudia (intero Comune)
S.Felice Circeo (Borgo Montenero, Via Terracina e S.Felice Alto)
Terracina (Colle La Guardia, Zona 1 e 2).
La normalizzazione del servizio è prevista per le 14,30.

dellaporta1 [22]

Convocato per il 30 settembre il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria per giovedì 30
settembre 2010, alle ore 18.30, per trattare i seguenti punti posti all’ordine
dei lavori.

1. Interrogazioni ed interpellanze.

2. Piano Particolareggiato Esecutivo Zone “B” – Modifiche ed integrazioni
al’art. 12 – Aree residenziali.”

3. Reperimento delle aree necessarie al soddisfacimento del fabbisogno abitativo
di Edilizia Residenziale Pubblica.

4. Deliberazione di Consiglio comunale n. 167-XII del 18/12/2009 – “Legge
Regionale 26 giugno 1997, n. 22. Programma integrato di riqualificazione e
recupero urbanistico nel quartiere Arene. Ditta Azzola Rodolfo, Tari Armando e
Cacciapuoti Daria. Approvazione programma e adozione variante al P.R.G..
Controdeduzioni alle osservazioni.

5. Lavori di restauro Foro Emiliano e teatro romano – 3° stralcio. Approvazione
progetto definitivo. Dichiarazione di pubblica utilità. Rettifica e integrazione
deliberazione di C.C. n. 166-XXI del 18.12.2009.

6. Variante al Piano Regolatore Cimiteriale località “Ritiro”.

7. Legge 18 aprile 1962, n.167-P.E.E.P. 2002-2011-Piano di Zona del quartiere
“Calcatore”. Variante ai sensi dell’art. 8, comma 6, legge 18.04.1962, n. 167
come modificato dall’ex art. 34 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Integrazione all’art. 10 delle Norme Tecniche di Attuazione.

8. Ratifica deliberazione d’urgenza della G.C. n.567 del 09.09.2010: “Variazioni
– Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e Bilancio pluriennale
2010-2012″.

9. Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio derivanti da
sentenze di condanna: Sentenza Corte di Appello di Roma n.2279/2009 – Tramonti
Angelo + 1.

10. Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio derivanti da
sentenze di condanna: Sentenza Tribunale di Latina – Sezione Lavoro n.2154/2009
– Piero Maragoni.

11. Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio derivanti da
sentenze di condanna: Sentenza Tribunale di Latina – Sezione Lavoro n.579/2009 –
Mario Attilio Giannetti.

12. Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio derivanti da
sentenze di condanna: Sentenza Tribunale di Latina – Sezione distaccata di
Terracina n.373/09 – Amuro Antonio.

dellaporta1 [21]

Premiato il ristorante Il Caminetto
Il locale di Terracina al primo posto nella categoria ristorante classico italiano.
Venerdì 24 settembre sera si è tenuta ad Ischia la serata di gala finale del
“Premio Ospitalità Italiana”, durante la quale sono stati premiati i migliori
alberghi e ristoranti d’Italia. Il ristorante “Il Caminetto” di Terracina si è
classificato al primo posto nella categoria “ristorante classico italiano”.

dellaporta1 [20]

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terracina-pz-vittor-emanu-1932_bis

Non la sciolgono perché, dicono, se funzionasse sarebbe una risorsa per il
Comune, che ne detiene il 51%. Ineccepibile.
Ma quando realmente la Terracina
Ambiente smetterà di pesare sulle tasche dei cittadini? A bilancio ancora non
approvato, la società registra per il 2009 un passivo di un milione e 200 mila
di euro. Due miliardi e mezzo delle vecchie lire. Di questi soldi, che
serviranno a rimettere in pareggio il bilancio, una parte dovrà tirarla fuori
proprio l’Ente: ovvero i cittadini. È’ di 612 mila euro il contributo pubblico
che aiuterà a tenere in piedi la società mista, a fronte dei 588 mila che dovrà
sborsare il socio privato. Sono tanti soldi, soprattutto se si considera che
quella del 2009 è soltanto l’ultima perdita della spa, che da quando è stata
costituita, non ha mai prodotto utili. Anzi, la mista è andata incrementando il
suo segno meno in bilancio, affiancandovi un servizio che in quasi 4 anni ha
dato più problemi che vantaggio. Soprattutto economici. La società controllata
dal Comune, infatti, in men che non si dica si è trasformata in un pozzo senza
fondo. Dell’articolato servizio previsto dall’appalto, invece, si è cominciato a
ad avere segnali soltanto dallo scorso inverno, quando un timido accenno di
raccolta differenziata si è intravisto. Ma appunto, solo intravisto. Per il 2009
l’amministrazione comunale si è limitata a prevedere il danno, inserendo 500
mila euro nel bilancio di previsione per far fronte ad eventuali rischi. Un
calcolo praticamente già fatto. Anzi, il debito costa 112 mila euro in più.
Soldi che la città poteva utilizzare per migliorare altri servizi. E invece no,
vanno ai rifiuti. Pare infatti che la Tarsu non basti a coprire i costi del
servizio. Sette milioni e mezzo di euro sono entrati al 31 agosto di quest’anno.
Eppure si langue. Colpa delle emergenze, di un Comune che pe ranni non ha pagato
regolarmente i netturbini, non ha versato regolarmente il canone alla società. E
che soprattutto non ha saputo controllare una società di cui è socio di
maggioranza. Si pensi che sul Comune pendevano ben 2 decreti ingiuntivi per
canone non pagato fatti emettere proprio dalla Terracina Ambiente. Circa 7
milioni di euro. Poi è arrivata la «transazione amichevole» e tutto si è
risolto. Certo. Tanto a gennaio entra in vigore la Tia, e il regime vedrà
entrare gli euro direttamente nelle casse della mista. Caso vuole, insomma, che
la Terracina Ambiente inizierà a funzionare alle fine e non all’inizio della
legislatura Nardi. Cosa fatta capo ha. C’è di vero che si è assistito a un bel
pasticcio con questa società mista: perdite d’esercizio, scioperi innumerevoli,
emergenze, piani costosi e inapplicati, raccolta differenziata assente. Non la
sciolgono perché sarà una ricchezza per il Comune. Sarebbe
da chiedersi: a partire da quando?
Diego Roma


Altre due auto a fuoco ieri notte. Verso le due, in via Calcatore, le fiamme
hanno distrutto una Smart e danneggiato la parte anteriore di una Panda nuovo
tipo. Un brutto risveglio per i proprietari dei due mezzi, rispettivamente un
ragazzo 23enne ed una donna di 41 anni. Poco hanno potuto i vigili del fuoco
accorsi sul posto, nel quale non è stato trovato nulla che potesse spiegare
l’origine degli incendi. Sul caso indagano i carabinieri. Pare da escludere un
corto circuito, vista la pioggia che cadeva in quel momento, e dunque una causa
accidentale, riscontrata invece soltanto quindici giorni fa in due episodi: uno
in località Porto Badino, dove era bruciata una Fiat 600 per un guasto alla
batteria; l’altro nel centro storico con l’incendio di una Smart altrettanto
casuale. Il fatto è che le auto a terracina bruciano ormai da qualche anno e
spesso con il fondato sospetto che si tratti di dolo. Il caso più clamoroso si è
verificato appena tre mesi fa, quando, il 13 giugno, andarono distrutte la
Minicar della giovane figlia del sindaco di terracina Stefano Nardi e la Citroen
Xara di proprietà di sua moglie. L’iniziale ipotesi di un evento accidentale,
così come era stato dichiarato all’inizio, lasciò spazio all’ipotesi più grave
del dolo, dopo che, in tarda mattinata, era stata rinvenuta una tanica di
plastica. Nel rogo era rimasta lievemente danneggiata anche la Fiat Grande Punto
di un vicino, parcheggiata a pochi metri di distanza. Solo un mese prima era
andata a fuoco la Jaguar di un avvocato di terracina. La vettura era
parcheggiata nell’atrio condominiale di via Lungolinea Pio VI dove risiede il
professionista di 49 anni. La Jaguar era stata danneggiata dal fuoco nella parte
posteriore sinistra e vgli inquirenti non avevano escluso un’azione dolosa.



Tragedia sfiorata, ieri mattina, in piazza Orfanotrofio per il cornicione di una
palazzina che si è abbattuto su due macchine parcheggiate.
I due veicoli sono
rimasti danneggiati. Nessun danno alle persone. È successo intorno alle 9.
Possono essere state determinati le piogge. Le infiltrazioni d’acqua hanno
sfaldato il cornicione del terrazzo di una costruzione a un piano, situata tra i
numeri civici 4 e 7. Il blocco di materiale è andato a finire sulla BMW 320 del
50enne T.G. di Terracina e sulla Peugeot 107 di R.E., una donna di 35 anni pure
di Terracina. È stato quest’ultimo veicolo a riportare i danni maggiori.
Interessati sono stati il parabrezza, il cofano motore e il montante anteriore
destro. Per la BMW solo un’ammaccatura al cofano. La zona è molto frequentata,
anche per la presenza di un negozio di noleggio videocassette. Per fortuna in
quel momento non passava nessuno. Il crollo avrebbe potuto rivelarsi pericoloso
per le persone. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani, che hanno provveduto
a transennare la zona interessata dalla caduta dell’intonaco.
Rossella Bersani



Sì al protocollo d’intesa con «Latina Film Commission», la fondazione nata nel
2007 per volontà della Provincia di Latina per sostenere la diffusione del
cinema anche sul territorio pontino, sia da un punto di vista culturale che da
quello occupazionale.
Di recente la giunta comunale di terracina ha deliberato
l’ok alla sottoscrizione del protocollo, il che ufficializza a tutti gli effetti
l’utilizzo dei più bei scorci di terracina come set cinematografico. Non che
non sia già successo, anzi. Ma adesso le occasioni di questo tipo potranno
diventare ancora più numerose e frequenti. Sottoscrivendo il protocollo d’intesa
il Comune di terracina potrà usufruire di una serie di privilegi relativi alle
attività di promozione provinciale della «Latina Film Commissione», anche con un
investimento economico da concordare e, per esempio, snellendo anche l’iter
burocratico previsto per utilizzare il proprio territorio per le produzione
televisive e cinematografiche. Si tratta di un comune impegno per promuovere i
propri territori come set privilegiati, valorizzare le «maestranze» locali
impegnate nel settore artistico (a e terracina di certo non mancano), puntare a
un servizio di qualità.
Ri.Re.



Una scialitica di recupero è arrivata da una settimana al «Fiorini», ma è ancora
lì, senza essere montata, mentre nelle camere operatorie si lavora a scartamento
ridotto, per la mancanza dell’indispensabile strumentazione.
La circostanza
viene riferita da Gianfranco Sciscione, deputato regionale (ci tiene a
sottolineare che la commissione elettorale della Pisana non ha ancora preso
visione della sentenza del Tar che il 16 scorso l’ha messo fuori dal consiglio
regionale). La sua testimonianza mette in luce una situazione, che, a meno di
smentite, appare incredibile. «Mi ero interessato a trovare una soluzione alla
mancanza di una lampada scialitica che, di fatto, riduceva il numero degli
interventi chirurgici (a disposizione delle due camere operatorie è solo una
strumentazione, che si rivela insufficiente alle necessità e predispone a seri
pericoli nel caso di un guasto). L’ipotesi che – sottolinea – è stata percorsa è
quella del trasferimento dall’ospedale di Sezze di una lampada inutilizzata, in
attesa della definizione della gara per l’acquisto di un’altra apparecchiatura
nuova». L’invito a partecipare alla gara è stato rivolto a due ditte. Il costo
preventivato è di venticinquemila euro. I tempi d’attesa si aggirerebbero sui
due mesi. Intanto si poteva far fronte all’emergenza con la scialitica di Sezze.
Sorprendete: «La lampada è a Terracina da lunedì scorso – conclude Sciscione -
Dovrebbe essere solo montata. Mi risulta che la ditta incaricata si è rifiutata
di farlo, dal momento che non è stata pagata».
Ros.Ber.



L’anno scolastico è appena iniziato ed è inevitabile che possa presentarsi
qualche problema con gli alunni disabili, ma a pochi giorni dal suono della
prima campanella, si può ammettere che il servizio sia partito bene.
Il
presidente dell’Az i e n d a Speciale per i servizi sociali, Valerio Golfieri,
commenta in questo modo l’avvio dell’assistenza nelle scuole dell’obbligo di
Terracina, e replica alle lamentele di alcune mamme. «Ci sono, è vero, dei
problemi che riguardano gli assistenti specializzati in logopedia e in
assistenza alla comunicazione. Si tratta, però, di quei problemi di assestamento
del servizio che avevamo preventivato potessero esserci e che saranno risolti
già dalla settimana prossima. Per quanto riguarda le figure professionali,
ribadisco che esse sono state cercate sulla scorta delle diagnosi funzionali che
la Asl ci ha inviato e che, dopo i primi giorni di scuola, ci ha confermato a
seguito di una nostra precisa richiesta di verifica. Per quanto concerne la
presenza a scuola degli assistenti, essa è certa dal momento che viene
costantemente monitorata dai nostri uffici. L’ufficio al quale è stato assegnato
proprio il compito di seguire quotidianamente tutta l’assistenza scolastica e di
avere rapporti con le famiglie, svolge con scrupolo questo incarico».
F. A.



Calcio
Quarta giornata del campionato di Eccellenza e gara da non perdere al «Mario
Colavolpe» di terracina dove i tigrotti ospitano il Roccasecca Terra di San
Tommaso. Dopo la sconfitta nella gara di esordio, il terracina è reduce da due
risultati positivi ma, soprattutto, da due prestazioni importanti, che fanno ben
sperare per il prosieguo della stagione. Un buon momento di forma, quindi, da
conservare anche contro l’undici ciociaro che, però, è squadra difficile da
superare. Tre gare e cinque punti per i gialloblu, che non hanno ancora perso e
aspettano che l’ex di turno, Guido Gatti, si sblocchi in zona gol per spiccare
il salto in alto. Altro ex della sfida il difensore Mancone, convocato e sicuro
tra i titolari. Manca, invece, un pezzo a mister Pernarella, ovvero l’argentino
Romero. Il mediano è stato fermo tutta la settimana a causa di un risentimento
muscolare che non gli ha permesso di allenarsi. E’ escluso, quindi, che possa
far parte dell’undici iniziale. Un undici che, secondo quelle che sono le
indicazioni arrivate dagli allenamenti settimanali, dovrebbe tornare al 4-4-2.
Una formazione con Fusco a difesa dei pali. Tricinelli e Angona esterni
difensivi, con Di Franco e Balestrieri in mezzo. A centrocampo Rosi e Serapiglia
esterni, con D’Amico e Sansò centrali. Medoro attaccante di supporto all’unica
punta vera che è il giovane Reppucci. Torna, dopo aver scontato il proprio
periodo di squalifica (fu espulso e squalificato a tempo durante la gara di
andata del primo turno preliminare di coppa Italia), l’altro argentino, il
centravanti Alvarez. Il problema, per lui, è che la squadra sembra aver trovato


il proprio equilibrio col giovane Reppucci in avanti ed è difficile chePernarella cambi per trovargli un posto in campo.

Quando si parla d’uva a Terracina, quasi sempre si intende il moscato (ju
nuscatieje), eppure ce n’erano tante altre varietà. E però vero che il moscato
era la varietà che si era guadagnata fama e rinomanza sui mercati italiani ed
esteri come uva da tavola, e non da vino. Il vino semmai si faceva con lo
“scarto” e solo i pochi grappoli tardivi, dopo la velegna (vendemmia), erano
destinati a botti e bigonci. Oggi, quando mi capita di passare in certe zone
della valle: San Benedetto, i Monumenti, Sottoselce, le Fischiere, Calcatore,
Monticchio, zone d’elezione del moscato, mi si stringe il cuore. Non posso fare
a meno di pensare che i miei avi vignaioli si staranno rigirando nella tomba se
anche nell’aldilà sono arrivate notizie di come è ridotta la Valle dei Santi. E
lì, in fondo alla valle, San Selviane beneditte, pure isse sta ‘ncaz – zate
nire; è riuscito per quasi un millennio e mezzo a proteggere «la più greca uva
del Mediterraneo », così la chiamò Malaparte, tuttavia nulla poté dall’alto dei
cieli contro la fillossera, il più subdolo dei mali della vite. Prima della
guerra i terreni si credevano indenni dalla malattia. (…) E così, dopo la
guerra, ricordo la disperazione di mio padre e di mio nonno che vedevano
allargarsi le macchie di seccume sulle foglie e deperire, filare dopo filare,
l’intera vigna. I rimedi praticati furono tutti inutili: le fumigazioni di acido
cianidrico e le irrorazioni di insetticidi. Si dovette ricorrere allora al
drastico rimedio di estirpare la vigna, “scassa – re” il terreno per una
profondità variabile da 70 cm. e un metro, piantare il vitigno “americano” ed
innestare con la tecnica “a spacco” le nuove marze di moscato. L’operazione
costava cara, non solo in lavoro e materiali, ma soprattutto per la rinuncia al
raccolto per tre o quattro anni. Non c’era alternativa alla svendita di una
vigna per reimpiantarne una nuova. Anche i miei dovettero ricorrevi: si videro
dimezzare le loro proprietà ed ebbero a che fare con le banche strozzine ed il
rapace consorzio agrario e… quel moscato, una volta benedetto, non fu più lo
stesso: cominciò ad avere «la radice amara», come dicevano i vecchi. I chicchi
erano più grandi e dorati, picchiettati di lentiggini marrone (simili a cacatine
di mosche), gli acini, mai troppo fitti, danzavano ad ogni scossone, la pelle
era tesa e più fine. Noi bambini, con masochistico giuoco, spingevamo il chicco
sotto il palato e lo facevamo esplodere con la lingua: si diffondeva allora nel
naso un aroma penetrante che ci faceva starnutire mentre il succo dolcissimo
scendeva nella gola. Ho mangiato chili di moscato. Ogni mattina, prima che
iniziasse la raccolta, in attesa che il primo sole asciugasse la rugiada, facevo
il giro di ogni vigna, sceglievo i quattro o cinque grappoli più belli, li
legavo ad uno spago che portavo sempre con me, e li calavo nel pozzo per tenerli
freschi. Ed a mezzogiorno, pane con moscato! Proprio come l’Imperatore Augusto
che considerava pane ed uva il pasto preferito. Poi, arrivò il moscato «dalle
radici amare» ed iniziò il mio tradimento al moscato che mi aveva tradito.
Cominciai a preferirgli altre uve: quelle che si piantavano a ju redibbie, quei
lembi minimi di terreno in prossimità dei fossi o dei confini in cui non era
possibile condurre le viti in filari.(…). A richiamarmi alla mente tutto
questo è stato un passo di Plinio il Vecchio nella sua «Naturalis Historia». Non
a caso Plinio insiste sull’importanza determinante del suolo sulla qualità e la
forza dell’uva. Non a caso i terracinesi, deridevano chi piantava il moscato
nelle zona delle Cannete e chiamavano quell’u va «pisciasotto» perché acquosa e
senza sapore. Ecco la valle integra, senza serre, cave, palazzi e sopraelevate,
ancora all’inizio degli anni Cinquanta, quando i vigneti misurati a «pezze e
tavole», vedevano alternarsi intere famiglie alle operazioni che le stagioni
scandivano (…). Ora di tutto ciò non rimane che il ricordo, sempre più
sbiadito: «La ‘ngnuranzetà dorme e la scienza cammina», diceva mia nonna. Sarà!
A me certe volte, però, viene voglia di mandargli una biastema a questo
progresso senz’anima.
(Emilio Selvaggi )

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terracina-pz-vittor-emanu-primi-900_bis

Sarà forse l’ultima scommessa che giocherà sul tavolo della politica locale.
La posta in gioco non è altissima. Non per lui, almeno. Ma il sindaco Stefano
Nardi,  la partita di entrare in una lista elettorale e misurare, ancora una
volta, la sua forza politica, pare proprio non voglia farsela sfuggire.
Si fa sempre più strada l’ipotesi che il primo cittadino scenda di nuovo in campo
a caccia di voti la prossima primavera. Proprio così. Il sindaco uscente non vuole
mollare la presa. A chi lo dà politicamente come un cavallo sfiancato, Nardi
potrebbe rispondere con un rilancio che ricorda tanto le regole del poker. Dove
per vedere chi vince bisogna calare le carte. E c’è, tra chi gli è vicino, la
convinzione che il sindaco sia ancora in grado di smuovere un sostanzioso bacino
elettorale, in grado perfino di ribaltare il gioco. A Nardi forse nemmeno
importa troppo che la lista sia quella del Pdl o una civica composta dalle
«ceneri» della sua maggioranza. L’importante è giocare fino in fondo. Certo, la
sfida non ha nulla a che vedere con quelle che lo hanno visto protagonista negli
ultimi dieci anni. Come pure la scommessa, appare assai più azzardata. A
giocare, oggi, è un Nardi che deve saper bluffare bene per spiegare perché molto
del suo programma elettorale sia rimasto inapplicato. E ancora, perché nella sua
maggioranza non sieda più la maggior parte degli eletti. E poi i rifiuti, il
porto, la piscina comunale, le opere pubbliche in generale. Sebbene non ci sia
un sondaggio a dimostrarlo, insomma, è tutt’altro che da escludersi che la sua
figura, dopo 10 anni non proprio idilliaci per la città e i suoi abitanti,
potrebbe aver perso l’appeal di un tempo. Potrebbe non bastare quindi il
«recupero» avviato in questi giorni in vista della tornata elettorale. Eppure,
guai a dire al sindaco che sarà dura, per la sua compagine, vincere le elezioni.
Nardi sembra disposto a mettere in gioco tutta la sua abilità di politico per
non restare in ombra quando si andrà alle urne. Quel che conta è essere eletto
tra quelli in lista. E per giunta con una marea di voti. D’altronde, cronache
alla mano, quella di raccogliere consensi è un’attività in cui il primo
cittadino non ha mai sfigurato. Di più. La sua elezione a Terracina potrebbe
anche fungere da messaggio a chi, nel Pdl, voglia valutare il politico Nardi
anche in contesti diversi. In Provincia, in Regione, o magari in Europa. Se è
vero, come lo stesso Nardi ama ripetere, che la politica è una questione di
opportunità, perché fare “passo”, in una partita ancora tutta da giocare?
Diego Roma

32000 [16]

Dal trasloco allo sgombero. La sostanza, a ogni modo, resta la stessa: per il
giudice Franco Catracchia del tribunale di Terracina la camera ardente
dell’hospice «Villa Azzurra» deve lasciare il condominio «Concordia » quanto
prima. In un modo o nell’altro. Dopo essersi riservato la scorsa settimana sul
ricorso presentato dagli inquilini del palazzo di via Tripoli, il giudice ha
sciolto la sua riserva rimettendo il provvedimento dello scorso luglio
all’ufficiale giudiziario. Ora dovrebbe essere (in questa vicenda il
condizionale resta un obbligo) davvero soltanto una questione di tempo.
L’ufficiale giudiziario dovrà fissare la data in cui si presenterà al primo
piano del «Concordia » e, a quel punto, la camera ardente dovrebbe
effettivamente traslocare in un’altra sede che non susciti nuove polemiche con
eventuali vicini di casa. Sarebbe interessante capire D dove. Già a luglio il
giudice Catracchia aveva accolto il ricorso dei condomini stabilendo che la
camera ardente andava immediatamente spostata. Erano stati necessari un giudizio
civile, svariate udienze e il sopralluogo del magistrato direttamente sul posto,
ma alla fine i cittadini, rappresentati dall’avvocato Adelindo Maragoni,
credevano di aver vinto. E invece quel provvedimento, con carattere
immediatamente esecutivo, è finito nel limbo dell’attesa e per la camera ardente
nulla è cambiato. Fino a quando gli inquilini si sono stancati di aspettare e
hanno presentato un nuovo ricorso per ottenere l’esecuzione coattiva del famoso
provvedimento di luglio, fino alla recente decisione del giudice e l’entrata in
scena dell’ufficiale giudiziario. Intanto anche i vertici dell’hospice non sono
rimasti a guardare. Tramite il loro legale, l’avvocato Corrado De Angelis, hanno
impugnato il primo provvedimento di Franco Catracchia presso il tribunale di
Latina presentando una serie di motivazioni.  L’udienza è fissata per il 18 ottobre.
Rita Recchia

32000 [14]

Sequestri di merce contraffatta al mercato settimanale del giovedì, a Terracina.
Ieri mattina gli agenti della polizia municipale del comando di via Sarti hanno
sorpreso quattro ambulanti extracomunitari che vendevano giocattoli privi del
marcio CE e bigiotteria tra le bancarelle di viale Europa. Tre di loro sono
riusciti a scappare, mentre un quarto, fermato e controllato, è risultato
regolare sul territorio nazionale. E’ stato multato per abusivismo commerciale.
La merce confiscata agli stranieri ha un valore che si aggira sui 4 mila euro.
Ri.Re.

32000 [1]

E’ venuto il momento di rimuovere la copertura in amianto che sovrasta il
distaccamento dei vigili del fuoco di Terracina, sulla via Appia.
Si tratta di
lavori urgenti per i quali il Dipartimento Lavori Pubblici, Reti e Servizi del
Comune di recente ha impegnato una spesa di circa 7 mila euro. I lavori per la
rimozione dell’amianto saranno eseguiti da una ditta di Lenola, di Guglietta
Abramo, che ha presentato l’offerta più conveniente tra le tre ditte invitate
dall’amministrazione. Nella stessa determina si specifica l’urgenza di eseguire
questo intervento, considerando come il trascorrere del tempo e E’ le intemperie
devono aver reso precario e, dunque, più rischioso il cemento amianto della
copertura del distaccamento dei pompieri.
Ri.Re.

porto [9]

Sognare non costa nulla? Mica tanto. Almeno a giudicare dell’equipe di dirigenti
(a risposo) e professionisti messi al lavoro per trasformare, ma che dire
trasformare, rivoluzione l’assetto urbanistica della città. In pratica, stando a
quanto emerge, dalle carte Terracina nel giro di qualche dovrebbe diventare una
piccola Amesterdam: stombinamenti, canali navigabili, porticcioli con tanto di
battelli da cui si potrà ammirare la città. Bello, anzi stupendo. Un sogno. Ma
visto quanto (non) prodotto in questi anni, più di qualche dubbio viene: non è
che l’amministrazione comunale si sia… imbarcata in qualcosa di troppo
grande rischiando, tanto per restare in tema, di fare un buco nell’acqua? Del
resto questa è la città in cui il restauro dei palazzi storici può durare tra i
dieci ai vent’anni, e quando vengono finiti nessuno sa come utilizzarli.
Vedi il Palazzo della Bonificazione Pontina oppure il Castello Frangipane, il
cui rifacimento partì niente meno che con i soldi del Giubileo. E che dire delle
piste ciclabili, anche queste pensate e realizzate per valorizzare i corsi
d’acqua. Ebbene, Terracina ha spesso oltre un milione di euro (esclusi i costi
per le progettazioni) per questa opera, ma in città non c’è un percorso che sia
uno normalmente fruibile. Vogliamo parlare dei mega parcheggi (finanziati e
appaltati!), da quello del Montuno all’altro della rampa Braschi? Meglio di no.
Meglio guardare avanti e se possibile farlo in grande, immaginando una città in
cui arriveranno le gondole come a Venezia. Per intanto però tocca accontentarsi
dei professionisti incaricati per dare forma ai sogni. Vediamo nel dettaglio.
L’ingegnere Mario D’Elia si occuperà del progetto di ripristino della
navigabilità interna dei canali di bonifica e la creazione di porticcioli.
Ovvero lo stombinamento dell’autolinee e di piazzale XXV Aprile. Costo: 46 mila
e 200 euro. Della sistemazione dell’area portuale «Waterfront» e il ripristino
della via navigabile tra porto Badino e il porto principale si occuperà
l’architetto Aldo Mazzanobile di Colleferro. Costo del primo progetto: 76 mila e
500 euro; del secondo: 85 mila euro e 500. Per finire, perché una puntatina in
collina non poteva mancare, sarà il dottore Fabio Severino di Roma a occuparsi
del recupero dell’itinerario storico- religioso della via Francigena. In totale
si tratta di 271 mila e 200 euro di progettazione, più l’IVA del 20%. Che
ovviamente verranno corrisposti, a parte una spesa iniziale di 5 mila euro a
professionista già sborsata dal Comune, solo se il progetto andrà… in porto
ottenendo i finanziamenti degli enti sovracomunali. Ma per questo non c’è da
preoccuparsi. Perchè su tutto vede e provvede il dirigente, ora a riposo, Luigi
Di Mauro. Al quale, in qualità di componente dello staff del sindaco, è stato
riconosciuto un co rri spe ttivo annuo di 6 mila euro lordi, spese vive escluse,
per il «buon esito dei procedimenti amministrativi » in corso presso la Regione
o altrienti sovracomunali. Vale a dire i progetti sopradetti, ma anche quelli
per la portualità presentati per il porto di Traiano, Badino e Sisto; ma anche
il recupero del Foro Emiliano e del Teatro Romano, del Tempio di Giove e degli
altri siti archeologici. Per la valorizzazione turistica e del patrimonio
storico-culturale la città può dormire sonni, anzi sogni tranquilli. Speriamo
che nessuno la risvegli.
Pierfederico Pernarella

porto [8]

Una splendida iniziativa per tutti gli amanti dell’uva moscato. Ma anche per
tutti coloro che, almeno una volta nella loro vita, hanno sentito parlare di una
delle specialità pregiate dell’agricoltura di Terracina: l’uva con cui si
produce uno dei vini più apprezzati in Italia e non solo. Domani pomeriggio a
partire dalle 16 in piazza Garibaldi, avrà luogo la Festa dell’uva moscato, una
kermesse in cui non mancheranno degustazioni, spettacoli e tanto divertimento.
Sarà anche un’occa – sione per tornare indietro di decenni, con il racconto
dell’attività instancabile e preziosa di tanti viticoltori che hanno fatto la
storia dell’economia cittadina. La sagra dell’uva moscato è stata organizzata
dall’azienda agricola Feragnoli, storico marchio terracinese, in collaborazione
con l’istituto professionale «Alessandro Filosi» e con il patrocinio del Comune
di Terracina. Un appuntamento da non perdere, dunque, quello di domani
pomeriggio in piazza Garibaldi a partire dalle 16.
F. A .

porto [7]

Aveva da qualche mese compiuto i suoi 101 anni. È scomparsa lo scorso martedì
presso la sua abitazione di piazza del Municipio la signora Laura Aceto, la
nonna ultra centenaria molto conosciuta in tutta la città. Nata il 14 luglio del
1909, lascia una sorella, i nipoti e i pronipoti. La donna aveva gestito il
generi alimentari, di Via Villafranca , ai piedi della scalinata della Chiesa
del Purgatorio. Ieri, alla Cattedrale, l’ultimo saluto a nonna Laura.

porto [5]

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terracina-stabil-piecarello-primi-del-900_bis_b

«Le divisioni che si paventano all’esterno, dentro il partito non ci sono. C’è
un dibattito aperto, quello sì, ma niente di più». Il consigliere provinciale
Rossano Alla smussa le ventilate incomprensioni all’interno del circolo del
Partito Democratico, e si dice sorpreso del sondaggio pre elettorale voluto dal
Pdl che ha visto il democratico come l’unico politico «temuto» a destra. «Non ne
sapevo nulla», spiega, ricordando la sua incompatibilità alla candidatura
alle amministrative proprio per il suo ruolo in Provincia. Difficile tuttavia,
per chi guarda dall’esterno, credere che Alla, che a Terracina ha
costruito la sua carriera politica, possa escludere a priori una sua
disponibilità. «È chiaro che non potrei esimermi dal mettermi a disposizione
qualora il partito me lo chiedesse», ammette. Ma è un’ipotesi come un’altra.
Anche se su di lui già fa affidamento chi, con un occhio puntato al capoluogo,
sa che quelle di Terracina sono, dopo Latina, elezioni cruciali per il
centrosinistra. Ma le decisioni sono ancora da prendere. «Si attende il
congresso di ottobre, quella sarà la sede della linea definitiva per il Pd».
Intanto in casa democratica si respira un’aria alquanto rarefatta. Il segretario
Alessandro Di Tommaso punta a far valere il programma piuttosto che il
candidato, e anche quando si fanno i nomi, pare proprio che quello di Alla non
venga menzionato, se non come ultima carta da giocare. Troppo lontano dalla
visione «nuova» del segretario? Forse, ma più probabilmente tra i democratici
regna ancora una differenza sostanziale di posizioni sul candidato da lanciare.
Alla linea «moderata» di Alla, che non trascura intese con le forze di centro e
che qualcuno ha visto anche troppo spostato verso il movimento di Sciscione, fa
da contraltare la linea «ulivista» voluta dal consigliere Vincenzo Coccia e dal
segretario Di Tommaso, che mettono avanti principi e programmi. Le ultime
indiscrezioni parlano addirittura di quattro ipotesi al vaglio del Pd. Compare
proprio il nome di Vincenzo Coccia come possibile candidato, propenso ad
alleanze all’interno del naturale bacino del centrosinistra, ma anche
intransigente a non accettare «inciuci». Un’ipotesi che è ben vista da Di
Tommaso, il quale però potrebbe anche lui aspirare a capeggiare la lista del Pd.
Di più. Proprio Di Tommaso potrebbe costituire l’elemento «esplosivo» di queste
elezioni, tanto che tra gli uomini a lui vicini non è esclusa la convinzione che
proprio il segretario fornirebbe l’occasione per mettere mano alle vecchie
gerarchie e rimescolare le posizioni di potere. Ma non è finita. Ci sarebbe
anche chi, niente affatto convinto dell’esistenza di una leadership locale, è
pronto ad importare figure esterne in grado di dare al Pd nuovo slancio. Il
dibattito, insomma, è aperto. Resta da capire se l’opzione Alla sia considerata
più come uno «scoglio» da superare che una carta da giocare. Ma qui entra in
gioco un’altra dialettica, quella, più interna, tra nuove e vecchie leve, tra
voglia di cambiamento e mantenimento dello status quo. Un dibattito che, se non
si sta attenti, rischia di compromettere ad oltranza la scelta del candidato.
L’ultima parola spetta al congresso.
Diego Roma


In tre anni, il Comune non è riuscito ad ottenere neanche un centesimo dei
100milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per lo sviluppo sostenibile.

Perché? Perché non ha mai partecipato ai relativi bandi di gara, nonostante ne
abbia i requisiti, avendo aderito alla Carta di Aalborg, istituito il Forum di
Agenda 21 Locale ed essendosi dotato di un Piano di Azione. Si capisce allora la
ragione che ha spinto il presidente ed il segretario del Forum, rispettivamente
Emilio Selvaggi e Sergio Gianforchetti, a scrivere all’assessore all’Ambiente,
Loreto Maragoni, per informarlo su ciò che l’amministratore avrebbe dovuto
sapere dal suo ufficio. In modo un po’ irrituale, infatti, Selvaggi e
Gianforchetti si rivolgono all’assessore per metterlo al corrente che stanno per
scadere i bandi per la «concessione di contributi ai comuni della Provincia di
Latina per progetti volti alla certificazione ambientale, Carta di Aalborg,
Certificazione di Qualità in Ag 21». La sfiducia nei confronti del personale del
Comune preposto a questi compiti spinge il presidente ed il segretario persino a
inviare in allegato i documenti necessari alla partecipazione alla gara, tra i
quali il bando stesso e il modulo della domanda. In pratica, Selvaggi e
Gianforchetti si fanno carico di spiegare a chi è pagato per saperlo come si
partecipa ad un bando pubblico. Del resto, i tempi stringono visto che l’ultimo
giorno utile per la spedizio- I ne della domanda per avere il contributo è il 30
settembre 2010, ore 12.00. Tra una settimana. Ma ecco il testo della missiva del
Forum:« Facendo seguito alla lettera, relativa al bando per la concessione di
contributi per il progetto di Mobilità Sostenibile denominato “Bike Sharing”,
informiamo l’assessore competente che sta per scadere il bando di gara riportato
in oggetto. Pertanto si sollecita l’urgente partecipazione al bando per il quale
si inviano i relativi allegati: riepilogo documenti, bando, modulo di domanda,
modulo per la rendicontazione del contributo, determinazione dirigenziale». «Vi
rammentiamo -termina la lettera- che il progetto per la certificazione
ambientale è stato approvato con delibera di giunta n. 269 del 20 giugno 2007, a
seguito dell’approvazione del Piano di Azione Ambientale (approvato con delibera
consiliare n. 122XXI del 26 ottobre 2007)».
Andrea Di Lello



Terracina, nuovo colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli uomini della Tenenza della Guardia di Finanza di Terracina hanno portato a
termine l’ennesima operazione antidroga. L’intervento rientra nell’ambito di una
intensa e capillare attività per reprimere l’illecito traffico di sostanze
stupefacenti nella provincia di Latina, vera piaga sociale che coinvolge sempre
più la nostra collettività. L’operazione è stata alquanto movimentata. In questi
casi la sorpresa è l’unica arma per evitare che, al minimo sospetto, gli
spacciatori si disfino della sostanza in loro possesso. Dopo lunghi ed
estenuanti appostamenti e pedinamenti, i finanzieri hanno atteso che lo
spacciatore uscisse dalla propria abitazione per sottoporlo a controllo, nel
corso del quale si rinvenivano sulla persona oltre venti grammi, circa, di
hashish suddivisi in dosi nonché uno spinello già confezionato. La successiva
perquisizione dell’abitazione permetteva di rinvenire un etto di sostanza
stupefacente del tipo hashish, circa 50 grammi di cocaina purissima ed un
piccolo quantitativo di marijuana. Inoltre, veniva sottoposto a sequestro
materiale utile al confezionamento della droga, unitamente ad un coltello con
evidenti tracce di sostanze stupefacenti del tipo hashish nonché due bilancini
elettronici di precisione utilizzati per pesare la sostanza. La brillante
attività operativa si è conclusa con l’arresto del 30enne che resta a
disposizione dell’Autorità giudiziaria presso la casa circondariale di Latina.
Le indagini proseguono, al fine di appurare i canali di approvvigionamento dello
stupefacente. Quest’ultima operazione si accompagna ai recenti sequestri di
sostanze stupefacenti eseguiti nell’agro pontino dagli uomini della Tenenza di
Terracina. Nell’ultimo periodo, infatti, gli uomini diretti dal Tenente Dario
Bordi (nella foto) hanno tratto in arresto cinque soggetti, in flagranza di
reato, trovati in possesso di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti;
sono stati altresì deferiti a piede libero, alla competente Autorità
giudiziaria, due soggetti e segnalati, alla competente Prefettura, altri dieci
soggetti per “uso personale” di sostanze stupefacenti.


‘Terracina ha ottime potenzialità ma necessita di infrastrutture’
“Non posso lamentarmi per come è andata la stagione estiva, certo poteva andare
meglio, ma considerata la crisi e il calo generalizzato del turismo, poteva
finire anche peggio”.
Lo dichiara Nello Aponte (nella foto) presidente della Navigazione Libera del
Golfo, storica società napoletana nata, molti decenni orsono, a Sorrento allo
scopo di collegare Napoli con Capri e le altre “perle” della costiera
amalfitana.
“Certo lavorare a Terracina è difficile – continua Aponte – la mancanza di
infrastrutture e di adeguati servizi creano non pochi disagi a noi e ai
viaggiatori. La cittadina necessiterebbe di alcune opere per favorire i turisti
nel soggiorno e negli spostamenti. Uno dei maggiori problemi è rappresentato dai
parcheggi, distanti tre chilometri dagli imbarchi, ma anche il porto
quest’estate ha creato parecchi problemi a causa della sua banchina inagibile
che ha fatto scattare il divieto della Guardia Costiera all’imbarco di auto. Il
disagio, a dire il vero è stato di tutti, visto che abbiamo dovuto faticare non
poco a spiegare ai clienti che il diniego riguardava solo gli automezzi”.
“Certo il porto, ove sono presenti strutture industriali oramai abbandonate,
potrebbe essere riqualificato in senso turistico, magari realizzando una
stazione marittima con materiali ecocompatibili. Di sicuro sarebbe
indispensabile un dragaggio dei fondali e magari, vista la cronica mancanza di
spazi, di trasferire le attività di trasporto merci altrove, a Formia per
esempio come accade attualmente”.
“La Nlg crede talmente nelle potenzialità turistiche delle isole pontine che ha
persino acquistato una nave ribattezzandola ‘Ponza Jet’. Peccato che i fondali
sabbiosi ne impediscano l’attracco sicuro alla banchina. Si tratta di un
catamarano dotato di 6 motori, capace di trasportare 350 persone a una velocità
di 40 nodi, quasi 80 chilometri orari”. Inoltre il nostro sistema informatico di
‘booking online’ ha garantito sempre di partire con tutta tranquillità senza
timore di non trovare posto, permettendo di acquistare biglietti da qualunque
luogo d’Italia o del mondo semplicemente collegandosi con il nostro sito web.
Un’altra innovazione che a Terracina prima non c’era. Grazie a tutte questa
novità e a un prezzo molto contenuto, siamo diventati la prima società di
trasporto marittimo della città. Purtroppo, nonostante i più di 50mila
passeggeri trasportati fino ad oggi, dobbiamo lamentare un calo di circa il 10%
rispetto allo stesso periodo del 2009. Beninteso che la flessione non riguarda
solo la Navigazione Libera del Golfo. È legato piuttosto alla crisi, gli
italiani tendono a ridurre le vacanze e concentrarle nelle 2 settimane del post
ferragosto. Ringrazio comunque la disponibilità delle autorità, da quelle
comunali alla capitaneria di porto, che sono state sempre disponibili nei
confronti della Nlg, spero però che in futuro possano dedicare maggior
attenzione alle problematiche del trasporto marittimo e a quelle infrastrutture
sopra citate affinché si possa creare un efficiente sistema-città che renda
comodo e conveniente utilizzare il porto di Terracina. A questo proposito -
conclude – speriamo in una proficua collaborazione anche con le istituzioni
regionali visto che l’obiettivo comune è di assicurare un efficiente e
competitivo collegamento marittimo con l’arcipelago pontino”.



Museo Capponi aperto gratuitamente al pubblico sabato e domenica in occasione
delle Giornate Europee del patrimonio.
Il 25 e il 26 settembre, rispettivamente
dalle 8 alle 20 sabato, e dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 domenica, il museo
in piazza Municipio accoglierà gli appassionati di arte e archeologia.
L’iniziativa è promossa come ogni anno dal Ministero dei beni e attività
culturali su tutto il territorio nazionale.
F. A.


L’autunno dei servizi sociali nel Comune di Terracina è iniziato, ma i problemi
restano. A denunciare le condizioni di disagio relative all’assistenza
scolastica per gli alunni disabili è il presidente di «Progetto Genitori Uniti»

Rossella Baroni. «Credevamo – dice la Baroni in rappresentanza di tutti i
genitori con figli diversamente abili a scuola – di portare i nostri figli a
scuola e trovare una situazione migliore rispetto allo scorso anno, invece
niente da fare abbiamo cercato per tutta l’estate scorsa di instaurare un
rapporto di collaborazione, e di reciproca fiducia con chi gestisce i servizi ma
nonostante gli incontri e gli impegni presi niente funziona come dovrebbe.
Ci erano stati garantiti degli incontri prima dell’inizio della scuola per
valutare il percorso scolastico di ogni ragazzo. I dirigenti avrebbero dovuto
impegnarsi a fornire l’assistenza di base e non ci sarebbero state tante figure
specialistiche intorno ad ogni ragazzo e nessuno che si occupi dell’igiene alla
persona». Polemiche anche sulle ore di assistenza. «La scuola – accusa
l’associazione Progetto Genitori Uniti – ci aveva comunicato che le ore di
assistenza specialistica erano aumentate almeno di quattro ore rispetto allo
scorso anno, per i ragazzi più gravi, le figure sono di tutto rispetto anche se
vorrei sottolineare che dare un assistente esperto in linguaggio dei segni
adeguato a seguire i bambini bambini che, è vero che hanno tanti problemi, ma
sordi almeno non lo sono». Dall’accusa rivolta dai genitori ai servizi sociali
del Comune di Terracina emerge come i primi avrebbero gradito dall’ente «il
dovuto rispetto nei nostri confronti a trasmetterci un minimo di rassicurazione
sulle nostre preoccupazioni di genitori».
F. A.



Il Basket terracina quest’anno scende in campo con l’Avis (Associazione
Volontari Italiani del Sangue) di terracina a favore della donazione del
sangue, in questa stagione infatti, partirà una collaborazione tra la società
biancoblù e l’Avis per il lancio di una campagna di sensibilizzazione sulla
donazione del sangue. Proprio in quest’ottica la prima squadra, la Toro
Assicurazioni al gran completo, accompagnata dal presidente Favali e dai
dirigenti Gambacurta, Frainetti, Olleia e Bondatti ha fatto visita al centro
Avis di terracina per fare la prima donazione della stagione. Il presidente del
Basket terracina Stefano Favali: «E’ stata un’esperienza fantastica, sappiamo
che la penuria di sangue nei nostri ospedali è un problema all’ordine del
giorno. E’ per questo che ognuno di noi deve sentirsi vicino a questa causa.
Contribuire con un piccolo gesto, quello della donazione del sangue, vuol dire
salvare vite umane. Abbiamo deciso senza riserve di appoggiare l’Avis di
terracina in questa campagna di sensibilizzazione che portano avanti
egregiamente su tutto il territorio, in un momento, come questo, dove vi è
sempre meno tempo per la solidarietà. Quest’anno intendiamo dare il nostro
appoggio e quello di tutti gli appassionati che seguono la squadra, sperando nel
nostro piccolo di poter dare una mano». Il responsabile del Gruppo Avis Giovani
terracina Fabio Garzano: «Siamo estremamente contenti che i giovani sportivi del
Basket terracina si facciano promotori del principio altruistico che sta alla
base delle donazioni di sangue. Del resto già lo scorso anno hanno esposto
presso il PalaCarucci lo striscione dell’Avis e inserito il logo tra le loro
pagine. Quest’anno inseriremo anche un logo sulle loro maglie».


Al dr. Ciardi l’intitolazione dell’aula penale del tribunale
La Giunta comunale nella sua ultima riunione ha deciso di intitolare l’aula
penale del Tribunale Ordinario della Città al dr. Enrico Ciardi. Il dr. Ciardi,
magistrato penale del tribunale terracinese, veniva a mancare all’età di 45 anni
il 18 settembre del 2009, dopo una lunga e dolorosa malattia. “Enrico – afferma
il sindaco Stefano Nardi – era un magistrato preparato e garantista, uomo che
nonostante i fastidi di una salute precaria, riusciva ad essere spiritoso e
sagace. La sua scomparsa ha lasciato un segno tangibile nella nostra Città, sia
sul lato umano sia su quello professionale. Il dr. Ciardi aveva negli anni
curato procedimenti penali delicati, affrontandoli a viso aperto e sempre con un
profondo rispetto delle persone con cui veniva in contatto”. Espressa in
delibera la volontà politica di intitolare al dr. Ciardi l’aula penale del
tribunale, la definizione degli atti burocratici conseguenti passa al dirigente
del dipartimento affari generali del Comune.


Scuola, lavori in tutti gli istituti della Città
Intervento assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari.

“La campanella del primo giorno di scuola è ormai da qualche giorno suonata
anche per gli studenti di Terracina – afferma l’assessore ai lavori pubblici
Franco Ferrari – senza che nessun appunto negativo sia stato mosso verso la
gestione dei tanti istituti scolastici sotto la diretta responsabilità del
Comune. Questo dato rappresenta un fattore politico e amministrativo rilevante
perché significa che il lavoro di chi oggi regge le sorti del governo del Comune
e dei dipendenti del settore tecnico sono all’altezza dei compiti d’istituto. E’
chiaro che dietro queste affermazioni ci sono stati negli ultimi mesi giorni di
lavoro inteso per mettere a norma e in sicurezza tutti gli istituti scolastici,
sostituendo gli infissi obsoleti, ottimizzando gli impianti antincendio,
elettrici, idrici e fognanti, tinteggiando tantissimi metri quadri di pareti.
Per la scuola elementare di Borgo Hermada abbiamo speso – prosegue Ferrari –
450.000,00 euro, per la materna ed elementare Arene (ex Falovo) 287.000,00 euro,
per la Don Milani 500.000,00 euro, per la Monti Mameli 450.000.00 euro, per la
scuola elementare La Fiora 200.000,00 euro. Lavori di ristrutturazione
importanti anche sugli edifici della materna ed elementare Giovanni Paolo II di
via De Angelis e alla Don Bragazzi. Manutenzione ordinaria con lavori di
tinteggiatura, verniciatura, riprese di intonaco, sostituzione di apparecchi
sanitari, sistemazione di infissi anche per la scuola elementare Fiorini e Lama,
per la materna di Borgo Hermada, per gli asili nido Fantaghirò, Millecolori e
Isabella. Con questa complessiva opera di restyling degli istituti scolastici
comunali della Città – termina l’assessore Ferrari – si colmano lacune sul
fronte della sicurezza, su quello igienico – sanitario ed estetico, garantendo a
migliaia di studenti di vivere la scuola in ambienti più confacenti e senza
neanche aver perso un’ora di lezione”.

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terracina-pescatori-primi-del-900_bis_b

La febbre del sondaggio ha contagiato anche la politica terracinese. Coi tempi
di crisi in materia di leadership, il centrodestra si affida agli indici di
gradimento dei suoi possibili candidati a sindaco per «sfilare » qualche
informazione in più dagli elettori.
L
’indiscrezione è trapelata dai corridoi di
palazzo, dove si vocifera che il Pdl nei giorni scorsi avrebbe avviato
un sondaggio telefonico per studiare gli orientamenti della città.
In realtà, più che di sondaggio, si potrebbe parlare di una vera e propria
simulazione di voto, dal momento che sui due piatti della bilancia sarebbero
stati messi due candidati del centrodestra e uno del centrosinistra. E i
risultati, a quanto pare, non sono stati nemmeno troppo confortevoli per il Pdl.
Non solo, infatti, i candidati del centrodestra sembrerebbero essere né più né
meno che quelli ventilati nelle cronache; c’è di più che quello di
centrosinistra – che forse il Pdl ha intercettato addirittura prima degli
avversari – potrebbe scalzarli via se il Popolo delle Libertà non si presenterà
unito. A scompigliare i giochi in casa Pdl arriva infatti il nome di Rossano
Alla. Il consigliere provinciale del Pd è infatti comparso a sorpresa a fare da
sfidante al candidato sindaco Francesco Zicchieri. Si ricordi, è solo un
sondaggio. Da cui è emerso, però, che il giovane pidiellino non avrebbe vita
facile con il democratico, agli occhi degli elettori. Forse meglio, ma non
troppo, l’altra opzione presentata nel sondaggio. Quella che vede a sinistra lo
sfidante Alla competere con la carta Procaccini per il Pdl. Nulla di scontato
anche qui. Anzi, nel sondaggio Procaccini sarebbe apparso alquanto
ridimensionato agli occhi degli elettori. Un segno inaspettato, che avrebbe
convinto ancor di più il centrodestra a valutare quanto più a fondo le opzioni
unitarie in vista delle elezioni, se non vuole lasciare dopo 8 anni la città
nelle mani del centrosinistra. D’altronde la scalata politica del consigliere
Alla è sotto gli occhi di tutti. Il risultato elettorale alle scorse provinciali
potrebbe essere solo l’inizio. Non solo. Alla gode di una certa credibilità
anche in Regione con Claudio Moscardelli, sa tessere dialogo con le frange più
moderate e soprattutto è un personaggio ben radicato tra l’elettorato
terracinese. Va da se, dunque, che anche se il Partito democratico resta
ermetico sulle candidature, una figura come la sua potrebbe fare da «ariete»
alla crisi di consensi in cui versa il partito guidato a Terracina da Alessandro
Di Tommaso. Ma anche nella minoranza non tutto è così scontato. Sulle
candidature, nel Pd, si sta tenendo un dibattito serrato, da cui emerge giorno
dopo giorno una certa varietà di posizioni. Anche qui, come nel centrodestra,
toccherà lasciare posto alla «mission» finale. In fondo, sondaggi a parte, quel
che conta è vincere le elezioni.
Diego Roma



Di EASY, per il turismo di quest’estate, c’è stato solo il bluff. Della card
delle meraviglie, invece, poche e insufficienti tracce. La denuncia arriva dal
titolare dell’agenzia terracinese «Shuttle Viaggi» Carlo Di Meo, specializzata
nella promozione dell’offerta turistica locale. La Easy card era stata
presentata lo scorso giugno dalla giunta guidata dal sindaco Stefano Nardi come
uno strumento utile ad agevolare lo spostamento dei turisti in città e le visite
di aree di pregio di Terracina. Ma, a conti fatti, gli operatori turisti
denunciano il flop totale dell’iniziativa. In quanti hanno richiesto la card? A
quanto pare in pochi, anzi pochissimi. «Chi ha visto il bus della linea
turistica del trasporto urbano nel periodo estivo? Suppongo pochi – attacca Di
Meo – anche perché, piccolino com’era, rimaneva confuso e ‘in – truppato’ nel
caos del traffico cittadino. Era quasi sempre vuoto». Il Comune di Terracina ha
messo a disposizione questo mezzo per potenziare la linea del trasporto
cittadino a disposizione dei turisti e delle strutture ricettive. «Queste
iniziative, invero positive ma certamente insufficienti, sono scaturite
unicamente dalla tenacia di pochissimi operatori turistici – critica il
responsabile della Shuttle Viaggi – che hanno promosso diversi incontri con
qualche rappresentante di questa amministrazione. Il tutto si è risolto, secondo
i più, in un clamoroso flop. Altro che ‘easy’. Esperienze dirette di turisti
che, per ore sotto il sole, senza riparo alcuno e senza orari affissi, hanno
aspettato invano il passaggio di un qualsiasi bus, turistico e non». Il giudizio
degli operatori turistici sui risultati raggiunti grazie alla Easy card,
insomma, è estremamente negativo. «Ci saremmo meravigliati se tali iniziative
avessero raggiunto le finalità preposte – conclude Di Meo – considerato che
l’amministrazione comunale si era già cimentata in altre iniziative, avulse da
ogni progetto e programmazione turistica. Ricordiamo l’isola pedonale, la
navetta gratuita notturna per il centro storico alto, la così chiamata pista
ciclabile. Sarebbe interessante, anche per la trasparenza e il rispetto nei
confronti dei cittadini e di coloro che si sono impegnati nel progetto,
conoscere i costi totali della Easy card e i risultati ottenuti.
Francesco Avena



La pausa estiva non ha allentato la tensione dei politici terracinesi. Al primo
consiglio comunale è scattato puntuale lo show del sindaco Nardi. Il primo
cittadino ha pesantemente insultato il consig liere Domenico Villani. L’ordine
del giorno prevedeva venti punti, ma alla fine le cose importanti da discutere
sono state veramente poche. Dopo i riconoscimenti di debiti fuori bilancio, i
momenti significativi si sono ridotti a prese d’atto con surroghe di consiglieri
e spostamenti pre-elettorali in gruppo misto (Maragoni-Villani) e due punti
sulle infrazioni per le concessioni demaniali. Da non trascurare anche la
discussione che ha riguardato la soppressione della corsa del treno 5.30 dalla
stazione di Terracina e la modifica dell’articolo 9 “Regolamento sull’imposta
comunale sugli immobili”. In secondo piano è passata anche l’interpellanza del
consigliere Vincenzo Coccia del Pd, che ha denunciato lo stato di totale
abbandono del Tribunale di Terracina e l’immobilità dell’amministrazione
comunale. Tutto è stato spazzato via dagli insulti pesanti gratuiti e volgari e
inviti a proseguire fuori il battibecco, con espliciti riferimenti a risse da
osteria. Gli animi si sono agitati quando il consigliere Villani ha annunciato
l’abbandono dei banchi della maggioranza. Qui è iniziata la baruffa: durante
l’alterco, il sindaco ha usato parole pesanti contro il consigliere, che oggi è
vicino al movimento portato avanti dal consigliere regionale Gianfranco
Sciscione. Un’infinità di insulti, ai quali hanno assistito attoniti i
cittadini. «Il comportamento tenuto dal sindaco di Terracina nei confronti del
consigliere Villani mortifica il ruolo del Consiglio comunale annullando la sua
caratteristica di luogo simbolo del confronto democratico e civile – è
intervenuto Sciscione – L’atteggiamento adottato dal primo cittadino ha palesato
l’arroganza del suo operato, del quale, evidentemente, sono rimasti vittima i
consiglieri che ancora si ostinano a mantenere in vita un’amministrazione, di
fatto già cessata da molto tempo».
di DANIELE SPERLONGA



È stato rinviato a giudizio per le pesanti accuse di estorsione e maltrattamenti
in famiglia.
Ieri presso il Tribunale di Latina il giovane di Terracina,
Gianluca Cammisola, è stato rinviato a giudizio e dovrà presto comparire dinanzi
al giudice per la sentenza che lo vede imputato per fatti relativi agli anni che
vanno dal 2006 al 2008. Il giovane, difeso dall’avvocato Giovanni De Caprio del
foro di Torre Annunziata, secondo le accuse avrebbe compiuto violenze
all’interno del nucleo familiare ed estorto soldi ai parenti. Tutto questo è
stato accertato dalle forze dell’ordine dopo la denuncia presentata dagli stessi
familiari a carico di Cammisola, per il quale proprio ieri è arrivato
il rinvio a giudizio.



Ci stava riprovando il playboy campano con il vizio della truffa. Lui, 32 anni,
di bell’aspetto e con i modi giusti, faceva cadere le donne ai suoi piedi e dopo
le ripuliva del denaro prima di sparire. È stato riconosciuto e bloccato ieri
dagli investigatori del commissariato di polizia diretti dal vicequestore Rita
Cascella. Era in via delle Arene nei pressi dell’abitazione di un’altra delle
sue vittime. Alcuni mesi fa aveva messo a segno la più classica delle truffe
seducendo una trentenne di Terracina che gli aveva prestato diecimila euro. Poi
aveva fatto perdere ogni traccia. Ad agosto venne sottoposto a foglio di via
obbligatorio. Doveva stare lontano da Terracina. I poliziotti lo hanno di nuovo
allontanato e con lui la possibilità di mettere a segno l’ennesima truffa ai
danni di una donna. E sempre ieri gli agenti hanno denunciato un ventenne di
Sonnino responsabile di omissione di soccorso. È successo intorno alle 11 a
piazza Goethe. L’allarme è stato lanciato da una signora che era stata
violentemente tamponata, mentre si trovava a bordo della sua Matiz, da una Fiat
600 svanita via. La donna è stata pronta a memorizzare le prime due cifre della
targa. Ai poliziotti non è rimasto che effettuare una serie di controlli
incrociati e poche ore dopo hanno bussato alla porta dell’abitazione del
ventenne. Hanno prima verificato lo stato della sua auto che riportava una
vistosa ammaccatura nella parte anteriore. Lui ha ammesso di aver tamponato
l’auto e di essere fuggito in preda al panico poiché non era coperto
dall’assicurazione. Oltre alla denuncia gli hanno ritirato anche la patente.
di FABIO COCCIA



Spettacolare incidente ieri mattina sulla Pontina, all’incrocio dell’ex Desco.
Un’ambulanza della Croce Azzurra, proveniente da Sabaudia e diretta al «Fiorini
», si è scontrata frontalmente con un camion fermo al semaforo sulla corsia
opposta di marcia. Coinvolta nello scontro anche un’Audi. Nessun ferito, anche se
grande spavento per l’anziana donna che l’ambulanza stava per essere sottoposta
a una visita medica. Per lei si è reso necessario l’intervento di un mezzo della Croce
Rossa che l’ha accompagnata all’ospedale. I rilievi sono stati effettuati dagli agenti
della polizia stradale. La Pontina è rimasta chiusa al traffico per diverse o re .
Un’immagine dello scontro F. A .



[...] Mauro Pernarella dopo il pareggio del Terracina contro l’Anitrella (0-0).
I tigrotti hanno disputato un ottimo primo tempo, in cui avrebbero meritato il
vantaggio: «Sono soddisfatto dell’approccio alla partita e dell’attenzione
mostrata da tutta la squadra continua il tecnico una vittoria ci avrebbe portati
a 6 punti, una quota che avrebbe suscitato maggiore timore nei nostri prossimi
avversari. ». Intanto, ieri, i biancazzurri hanno ripreso il lavoro al Mario
Colavolpe, migliorano le condizioni di Romero, assente domenica scorsa per
un’infiammazione al flessore della coscia destra. Vin. Abb. (Hanno collaborato
Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)

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In merito a quanto accaduto in seno all’ultimo consiglio comunale, mi corre
l’obbligo di stigmatizzare il comportamento tenuto dal Sindaco di Terracina nei
confronti del consigliere Villani,  a suo dire colpevole di aver abbandonato i
banchi della maggioranza confluendo nel gruppo misto.
D
all’esame dei filmati
televisivi emerge, infatti, il comportamento ingiurioso adottato dal Sindaco
che, nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche e non quale semplice cittadino,
ha lanciato epiteti altamente offensivi all’indirizzo di Villani, trattato
addirittura da cane. Quanto sopra mortifica il ruolo del Consiglio Comunale
annullando la sua caratteristica di luogo simbolo del confronto democratico e
civile. Evidentemente il dr. Nardi è rimasto a corto di argomenti e sentendosi
pressato dal malumore cittadino, non riesce più neppure a contenere il
nervosismo. Credo, tuttavia, che nessuno possa pretendere di imbavagliare
l’avversario politico che, invece, va rispettato nella libertà di pensiero
costituzionalmente garantita come principio fondamentale della democrazia e di
ogni popolo civile. Per di più l’atteggiamento adottato dal Primo Cittadino ha
palesato l’arroganza del suo operato del quale, evidentemente, sono rimasti
vittima i consiglieri che ancora si ostinano a mantenere in vita
un’amministrazione, di fatto già cessata da molto tempo. Quanto accaduto,
quindi, non fa che rafforzare nel Gruppo che si è formato intorno alla mia
candidatura a consigliere regionale, il convincimento che i tempi per un impegno
serio, equilibrato ed efficace per la rinascita civica siano veramente arrivati.
Al consigliere Villani, che evidentemente ha avuto il torto di manifestare con
coraggio il suo dissenso all’amministrazione e, contemporaneamente, di unirsi al
nostro movimento va tutta la mia stima e personale solidarietà di uomo e di
politico rispettoso delle istituzioni democratiche.
Gianfranco Sciscione
Consigliere Regionale del Lazio


«Ritengo ormai improcrastinabile il censimento di tutti gli scarichi impropri
che si riversano nei canali e nei fiumi che hanno come ultima destinazione il
nostro mare.
In seguito procedere al sanzionamento penale e al risarcimento in
sede civile dei danni che questo tipo di emissioni inquinanti stanno producendo
all’economia del nostro territorio». Lo ha sostenuto l’assessore al Turismo di
Terracina Giuseppe Amuro nel corso di un summit tenutosi presso la sede della
Provincia con l’assessore regionale Stefano Zappalà insieme agli altri sindaci
del litorale pontino. Un problema ormai endemico per la città che quest’anno ha
visto confermare i lunghi tratti di non balneabilità sui lungomare Circe e
Matteotti. «Una situazione che penalizza gli imprenditori turistici – ha
sottolineato Amuro – Oggi uno dei gravi problemi irrisolti per le sorti della
qualità delle acque del mare di Terracina rimane il fattore inquinante che
giunge attraverso i tanti canali e fiumi che attraversano parte della provincia
di Frosinone e Latina». Ieri la risposta all’assessore è arrivata dal segretario
di Sinistra Ecologia e Libertà, Vittorio Marzullo. «Come sempre si tenta di
scaricare su altri colpe che, anche se in parte lo sono, hanno solo lo scopo di
coprire le proprie responsabilità. Se è vero che il depuratore di Borgo Hermada
è pronto dal 2001 per accogliere gli scarichi di venticinquemila famiglie, e
viene attualmente utilizzato solo in minima parte rispetto alla sua
potenzialità, non ci sono forse responsabilità dell’amministrazione?». Ci va giù
pesante Marzullo e lancia una sorta di impegno scommessa. «Voglio mettere alla
prova l’assessore. Ci approssimiamo alla stagione della spremitura delle olive,
se conosce i nostri fiumi e il nostro mare, e se le preme l’ambiente, lei
dovrebbe sapere che durante tale periodo il nostro mare viene pesantemente
inquinato dagli scarichi di queste attività, perché non inizia subito da qui, in
modo preventivo, la sua attività di monitoraggio?».
di FABIO COCCIA


L’assessore Amuro a Marzullo del SeL: “Prima di parlare studia i problemi”
“La continua voglia di polemizzare a mezzo stampa di Vittorio Marzullo, novello
leader di “Sinistra, Ecologia e Libertà”, per certi aspetti suscita tenerezza
politica per la parzialità delle affermazioni che propaganda. Anche su una
questione seria e delicata come la depurazione delle acque riesce a distorcere
concetti e dati per portare, è il caso di dire, acqua al suo mulino politico. Il
leader di “Sinistra, Ecologia e Libertà”, è chiaro da come si propone sui temi
amministrativi e politici, non ha studiato e continua a non farlo, parlando
esclusivamente per sentito dire. Dovrebbe invece sapere che il tanto vituperato
depuratore di via delle Cave in estate ha la capacità di trattare ottimamente 40
mila abitanti equivalenti, con un sistema tecnico di aerazione ad ossigeno
liquido. Mentre nella stagione invernale i tecnici del gestore del ciclo delle
acque della provincia di Latina lo riportato sui 25 mila abitanti equivalenti.
Sarebbe stato inoltre facile per il leader maximo di “Sinistra, Ecologia e
Libertà” di Terracina apprendere che dal 2007 al 2010 il depuratore di via delle
Cave ha avuto soltanto due non conformità di analisi, dovute essenzialmente per
le forti precipitazioni di quei giorni. Per quanto riguarda l’inquinamento
prodotto al mare della “Spiaggetta”, questo era causato negli anni passati da
alcuni allacci impropri alla rete delle acque bianche: individuati ed eliminati.
C’è inoltre da chiarire al leader di “Sinistra, Ecologia e Libertà” che le
analisi sulle acque del depuratore di via delle Cave non le propone o le
effettua il Comune di Terracina ma enti quali l’Arpa, la Asl, Acqualatina.
Analisi puntuali e ripetute con cadenza stabilita dai protocolli d’intervento.
L’impianto di depurazione di Borgo Hermada, invece, è abilitato per 55 mila
abitanti equivalenti, con una proiezione di 100 mila, dopo gli opportuni lavori
di potenziamento. Oggi lavora per 35 mila abitanti equivalenti. Per il
depuratore di Borgo Hermada, c’è inoltre da rilevare che l’attuale capacità non
è ferma per motivi astrusi ma per il solo fatto che man mano che la “Terracina
Sviluppo” produce allacci fognari all’impianto, questi eleva la sua capacità
ricettiva. Nota dovrebbe essere al leader di “Sinistra, Ecologia e Libertà”
anche l’ordinanza di sollecito ad allacciarsi alla pubblica fognatura per i
cittadini di quelle zone da parte del sindaco Stefano Nardi. Al depuratore di
Borgo Hermada, inoltre, confluiscono da tempo anche le fogne che dal Ponte Rosso
risalivano verso il depuratore di via delle Cave nella misura di 15/20 mila
abitanti equivalenti. Delle dichiarazioni del leader di “Sinistra, Ecologia e
Libertà mi ha poi lasciato interdetto la difesa d’ufficio dei “piccoli
inquinatori perché incapaci di sostenere le spese di un depuratore”, come se
l’inquinamento da loro prodotto fosse etico e solidale rispetto a chi potrebbe
costruirsi un impianto e non lo fa solo per speculazione economica. Comico,
infine, il riferimento alle mirabilie dell’ex sindaco di Formia, che tanto
avrebbe fatto sulla questione della depurazione delle acque. Anche in questo
contesto il leader di SEL prende un grossolano abbaglio. A Formia l’ordinanza di
allaccio alla pubblica fognatura per tutte le utenze fuori controllo (per
rimanere solo a questa) l’ha sta portando avanti l’attuale sindaco”.
Giuseppe AMURO
Assessore al Turismo


Gli agenti del commissariato di Terracina hanno arrestato un romeno di 33 anni
resosi responsabile di una serie di furti in appartamenti ed esercizi
commerciali della città.
Il trentatreenne aveva lasciato il suo paese dopo
essere stato colpito da un mandato di cattura internazionale per gli stessi
reati. In attesa di essere rimpatriato è stato associato al carcere di Latina.
Sempre ieri, i poliziotti diretti dal vice questore Rita Cascella, durante
controlli su alcuni locali della città, hanno emesso diverse sanzioni
amministrative. Nel corso della stessa operazione hanno identificato numerosi
ragazzi, uno dei quali è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.


Sono intervenuti per un incidente stradale, e invece hanno trovato uno scooter
appena rubato.
Nuovo intervento per i volontari del Nucleo Anc di Sabaudia, che
nel tardo pomeriggio di domenica scorsa sono stati allertati per un presunto
incidente stradale in via Della Guardia, a terracina, in cui era rimasto
coinvolto un ciclomotore. Una volta sul posto, un membro dell’associazione ha
effettivamente trovato uno scooter con le chiavi ancora inserite che sembrava
essere stato abbandonato in un fossato adiacente alla strada. Nel frattempo è
arrivata anche un’ autoradio del Norm di terracina per i rilievi di rito,
accertando come il mezzo fosse stato rubato. Probabilmente chi era in sella si
era dato alla fuga dopo la rovinosa caduta nel fossato. Il ciclomotore è stato
sequestrato in attesa di essere restituito al proprietario. Intanto sempre nella
stessa zona e nella stessa serata Enzo Cestra, presidente dell’Anc di Sabaudia,
è stato fermato da un residente che gli ha segnalato la presenza di un cavo
d´acciaio di sostegno dei pali della Telecom che si era abbattuto ad altezza
d´uomo sulla strada, dividendola praticamente in due. Considerando il buio
totale che c’era sulla strada e l´estremo pericolo rappresentato dalla presenza
di quel cavo, Enzo Cestra ha provveduto a tagliarlo con una cesoia liberando la
carreggiata dal grave rischio per l’incolumità di chiunque si fosse trovato a
passare di là.
Ri.Re.



Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale per i numerosi furti che
aveva messo a segno in Romania.
E, a quanto pare, aveva continuato la sua
«attività professionale » anche in Italia fino ad arrivare a Terracina, dove la
scorsa notte la polizia di via Petrarca diretta dal vice questore Rita Cascella
lo ha individuato e arrestato. In attesa di essere estradato nel suo Paese,
N.R.G.., 33enne rumeno, è stato rinchiuso nel carcere di via Aspromonte, a
Latina. Nei giorni scorsi negli uffici di via Petrarca era giunta la
«confidenza» di qualcuno che informava della presenza in città di un cittadino
straniero con il pallino dei furti all’interno delle abitazioni e delle attività
commerciali. Gli agenti di polizia hanno avviato subito le ricerche,
controllando minuziosamente diversi locali di Terracina e, più in generale, gli
ambienti frequentati di solito dai cittadini dell’est Europa che risiedono in
zona. La scorsa notte le ricerche hanno fatto «bingo» portando fino al 33enne
rumeno che, da accertamenti di polizia giudiziaria, è risultato colpito da un
mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità rumene per i numerosi
furti realizzati lì. Il giovane pensava che lasciando la Romania non avrebbe
avuto di che temere. Anzi, aveva continuato con l’hobby dei S furti anche dopo
essere giunto in Italia. Una volta identificato e rintracciato, N.R.G. è stato
bloccato e arrestato dal personale della squadra volante di Terracina. E’ stato
immediatamente interessato il Servizio per la Cooperazione Internazione di
Polizia, Divisione Interpool, per procedere all’estradizione del ragazzo che
intanto resta in carcere. Gli agenti di via Petrarca stanno eseguendo
approfondimenti per identificare eventuali complici dell’arrestato che hanno
potuto favorirne la latitanza a Terracina negli ultimi mesi.
Rita Recchia



Raid vandalico l’altra notte nel giardino pubblico dell’area Chezzi, in via
Leopardi.
Ignoti si sono introdotti all’interno dell’area verde e hanno divelto
l’unica fontanella presente. Poi si sono spostati sulla staccionata che recinta
quello che una volta era il laghetto caratteristico del parco e che oggi è ormai
prosciugato. I vandali hanno danneggiato parte della staccionata in legno. Al
momento non sembrerebbero aver compiuto altri danni, ma quello che è certo è che
per l’ennesima volta l’area verde proprio al centro di Terracina è bersaglio di
incursioni vandaliche. Ad accorgersi dei danni ieri mattina sono stati i
frequentatori abituali del parco di via Leopardi, che constatate le conseguenze
del raid hanno allertato il comando della polizia Municipale di Terracina. Gli
agenti, agli ordini del comandante Vincenzo Pecchia, hanno effettuato un
sopralluogo nell’area Chezzi e hanno ascoltato alcune persone. Ma al momento non
si è ancora riusciti a risalire all’identità dei responsabili. Le ricerche,
comunque, sembrano portare a un gruppo di ragazzi che forse per consumare alcol
lontani da occhi indiscreti, nella nottata si sono introdotti nel giardino
scavalcando i cancelli. E poi, una volta dentro, hanno procurato i danni alla
struttura. Già in passato i vandali hanno preso di mira il parco, dando fuoco a
una palma, ferendo a morte un’oca ospitata nell’area. Ma le proteste di
residenti e frequentatori dell’area non sono bastate a
evitare che gli attacchi vandalici proseguissero.
F. A.



Locali passati al setaccio l’altra notte dagli agenti
della polizia.
Nel mirino sono finite quelle attività
commerciali, abituali ritrovi dei giovani del posto.
I controlli amministrativi sono stati finalizzati ad
accertare il pieno rispetto della normative vigenti in
maniera di orari, somministrazioni di alcolici, ed in
generale delle norme che regolano le attività commerciali.
Gli agenti hanno riscontrato alcune irregolarità
e per questo hanno multato i rispettivi titolari.
In un caso è anche partita una denuncia per il gestore
di un locale del centro cittadino. Nell’ambito dei
controlli è stato anche denunciato un giovane sorpreso
ubriaco al volante della propria macchina.
F. A.

Te lo do io il Consiglio n.10 – 20/09/2010 – “Tutti a Cuccia”

Nella seduta di consiglio comunale tenutasi ieri 20 Settembre, il Sindaco, con la complicità del consigliere Domenico Villani, ha messo in scena un altro dei suoi famosi “show”.


Video importato

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In un periodo in cui il canile di Terracina è considerato uno dei migliori della provincia, grazie al contributo dei volontari dell’Associazione Arcobaleno, ascoltare che anche nella massima assise cittadina si dà largo spazio ad argomentazioni e discorsi cinofili, ci riempie di gioia.

La serata di ieri ha visto presentare in consiglio un ordine del giorno particolarmente nutrito in termini di contenuti, ma in effetti, le cose importanti da discutere erano veramente poche. A parte 9 punti sui riconoscimenti di briciole fuori bilancio (pagamenti ad avvocati vari per sentenze di tribunali ecc., ricordiamo che basterebbe riconoscere il solo debito con la SLIA di 5,4 milioni di euro per dichiarare dissesto), i momenti importanti si riducevano ad un paio di prese d’atto con surroghe di consiglieri e spostamenti pre-elettorali in gruppo misto (Maragoni-Villani); due punti sulle infrazioni per le concessioni demaniali (Richiesta del Gruppo consiliare P.D. di convocare il C.C. ai sensi dell’art.7, comma 7 e dell’art.23, comma 2, del regolamento del Consiglio); il rapporto con TRENITALIA per la soppressione corsa delle 5.30 dalla stazione; una ratifica ”inquietante” sulla Variazioni – Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e Bilancio pluriennale 2010 – 2012?; e non meno interessante era il punto sulla modifica dell’art. 9 del Regolamento sull’Imposta Comunale sugli Immobili.

Tra le altre, due interpellanze degne di nota: la prima del consigliere UDC Percoco che denunciava (tanto per cambiare) lo stato di degrado dell’area portuale e chiedeva lumi sul servizio di pulizia affidato ad una “fantomatica” cooperativa; l’altra del PD, illustrata dal Consigliere Coccia e sorretta anche da un intervento inaspettato del consigliere Mazzucco che veniva ancora a denunciare lo stato di totale abbandono del Tribunale di Terracina e l’immobilità dell’amministrazione comunale.

Tutto questo non sembra ormai interessare più i nostri amministratori. Lo spettacolo pietoso a cui abbiamo assistito ieri sera ha ampiamente SCAVATO il fondo del barile. Siamo arrivati agli insulti pesanti gratuiti e volgari, ad inviti a proseguire fuori il battibecco interno con espliciti riferimenti a risse da osteria. Un consiglio più ignobile non si era ancora visto eppure ogni volta i nostri politici si superano.

Il momento più interessante è stato sicuramente quello della presa d’atto dell’ingresso nel gruppo misto del consigliere Villani, il quale ha voluto annunciare, forse provocatoriamente rispetto all’irrisolta questione del “capogruppo Masella”, la prossima nascita del gruppo consiliare “con TE” con la benedizione della governatrice Polverini, cosa non contemplata dallo statuto comunale che prevede minimo 3 consiglieri per la nascita di un gruppo e la relativa attribuzione di “capogruppo”.

Il consigliere si è lasciato andare in modo molto superficiale ad una critica dell’attuale amministrazione di cui ha fatto parte per oltre 4 anni. Per le sue numerose “imprecisioni”, durante il ricordo di questo periodo, è stato ripreso dal consigliere Percoco che varie volte, quando era presidente del consiglio, ha ricevuto e poi riconsegnato al mittente, a seguito di ripensamenti, lettere di dimissioni o di fuoriuscite dal gruppo An a firma del capogruppo Villani, sottolineando così l’avventatezza con il quale il consigliere ha fatto le sue scelte politiche.

Effettivamente chi ha seguito la vita politica della città non può non rimanere sorpreso dal modo con il quale Villani ha iniziato il suo nuovo “percorso politico”: gli consigliamo di intraprendere la strada del “ravvedimento operoso” se effettivamente si è pentito di tutti i suoi errori!

Dopo il “salmone” di Percoco (tanto per dirla alla Villani che forse intendeva dire “sermone”) è iniziata la baruffa.

Durante l’alterco a più riprese tra Villani e il Sindaco che si sono scambiati epiteti “faunistici” e hanno spinto il consigliere Zappone a richiamare tutti a un maggiore rispetto del luogo e dell’istituzione, abbiamo potuto notare il completo silenzio dei “fidi” consiglieri di maggioranza, tutti “a cuccia”, come da ordini, e guai ad avere un sussulto di indignazione.

Al prossimo sindaco, chiunque esso sia, ci vorrà più di una legislatura per ripulire tutto il lordume di cui ormai è ricoperta la nostra fascia tricolore…

E’ certo che chi vuole presentarsi alla città come il nuovo o l’alternativa dovrebbe contrapporre  all’ignoranza e all’arroganza di questa amministrazione contenuti e capacità e non “baruffa politica”: con tutto il rispetto il consigliere Villani non ci sembra in grado di interpretare questo ruolo!

Terracinesi, il livello della politica locale è sotto zero, credete veramente che si possa andare avanti con simili personaggi?

Questa volta pensiamo ci sia veramente poco da ridere…

Terracina Rialzati

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«Domani (oggi per chi legge, ndr) ci attiveremo per riprendere i contatti con i
rappresentanti degli ambulanti per arrivare all’assegnazione dei posti nella
nuova sede del mercato settimanale».
Sono trascorsi anni, è passata anche
l’estate e se ne sta andando pure settembre, ma il ‘Giovedì’ continua a restare
in Viale Europa, mentre amministratori e tecnici del Comune non smettono di dare
per imminente il trasferimento in via Prebende o, almeno, la ripresa della
procedura per arrivare al traguardo. E’, infatti, proprio un tecnico
dell’ufficio competente ad affermare, in modo informale, che questa settimana si
ritorna a fare sul serio. In realtà, l’amministrazione Nardi sembrava
intenzionata ad accelerare già all’inizio della bella stagione, tanto che Pietro
Palmacci, consigliere comunale incaricato dal sindaco di seguire la vicenda, si
ritenne in dovere in qualche modo di smentire, quando si diffuse la notizia che
il mercato avrebbe traslocato non prima di settembre. Lo stesso consigliere,
però, alcuni giorni dopo, si lasciò andare a confidenze con le quali esprimeva i
suoi dubbi circa la effettiva volontà dell’amministrazione comunale di portare
celermente il mercato nel nuovo sito. Sta di fatto che, a dispetto di quanto il
medesimo Palmacci prometteva, la ditta incaricata di sistemare l’area assegnata
non si è vista per nulla a luglio ed agosto. Via Prebende è stata abbandonata
alla vegetazione infestante fino a pochi giorni fa, quando c’è stato lo sfalcio
dell’erba. Ma non basta certo dare una ripulita, per conformare la zona alle
prescrizioni scaturite dalla apposita conferenza dei servizi e sempre invocate
dagli operatori del mercato per motivare il loro rifiuto di trasferirsi. Tra
queste prescrizioni, c’è quella, essenziale, della realizzazione di vari ‘punti-
acqua’. «Ma ci sono già», dicono, sempre informalmente, i tecnici comunali: «A
noi non risulta», replica la controparte. In effetti, per avere un ‘punto-acqua’
bisogna scavare, ma la competente Soprintendenza ha vietato movimenti di terra
in ragione del valore archeologico del sito. Allora, se i pozzi ci sono, in che
modo è stato rispettato il divieto della Soprintendenza? Ma se non ci sono, come
si potrà mai realizzarli? Da oggi, tuttavia, il Comune vorrebbe riprendere i
contatti con gli ambulanti e convincerli a traslocare.
Andrea Di Lello


Al via al Calcatore i lavori per i 55 alloggi di edilizia agevolata. Dopo
l’odissea durata anni il sogno di una casa prende finalmente forma. Gli
appartamenti, se non vi saranno intoppi, dovrebbero essere consegnati tra due
anni. Le definitive autorizzazioni erano arrivate soltanto nel luglio scorso.
Compresa la relazione sullo stato idrogeologico che, sul più bello, aveva
determinato un brusco stop all’iter. La situazione si era complicata nel marzo
scorso quando i soci delle cooperative, dopo aver versato la metà del milione e
200 mila euro al Comune per gli oneri concessori, hanno appreso che i lavori non
potevano iniziare perché mancava la relazione sullo stato idrogeologico,
necessaria in base ad una normativa entrata in vigore nel luglio del 2009.
Peccato che nessuno dell’ente si era preso la briga di informare dell’esistenza
di questa normativa quando, poche settimane, prima era stata firmata la
convenzione. Ma il peggio è passato e dopo anni di attesa, in cui non sono stati
pochi gli ostacoli burocratici e non da superare, i soci delle cooperative
Selenia», «Mastrilli» e «Santa Rosa» possono guardare al futuro con più
serenità. È prevista la realizzazione di tre palazzine per un totale di 55
appartamenti di edilizia agevolata. Ma i responsabili delle cooperative (il
presidente del consorzio «Casa Service », Luigi Fazio, e il rappresentante della
cooperativa edilizia «Mastrilli», Piero Gallo) non si sono dati per vinti e si
sono messi immediatamente al lavoro per rimediare fino
all’apertura nelle settimane scorse dei cantieri.


AAA affittasi nel territorio comunale di Terracina spazi idonei da utilizzare
come laboratori per i docenti e gli allievi dell’indirizzo alberghiero e della
ristorazione dell’istituto professionale «Alessandro Filosi» di terracina.

Sempre in attesa che sorga la nuova scuola. Esattamente come l’anno scorso,
anche quest’anno è stato pubblicato un avviso pubblico per reperire gli spazi
necessari. Almeno una cucina, una sala e un’area bar, reception e uffici
amministrativi, almeno quattro ambienti per svolgere le lezioni teoriche, e
spogliatoi per docenti e studenti. Come si legge nel bando «l’esigenza nasce
dalla necessità di mettere a disposizione del «Filosi» di terracina spazi
attrezzati per l’espletamento delle attività pratiche di sala, cucina e
ricevimento nell’ambito del corso di studi relativo all’indirizzo per i servizi
alberghieri e della ristorazione». Per questo motivo «la Provincia di Latina ha
mostrato la disponibilità a finanziare l’istituto Filosi per l’espletamento
delle attività connesse con il nuovo indirizzo per i servizi alberghieri e della
ristorazione non esistendo in zone, attualmente, edifici o strutture di
proprietà della Provincia attrezzate con laboratori didattici idonei a
soddisfare le predette esigenze». Ormai sono già diversi anni che l’istituto
diretto dalla professoressa Anna Maria Masci rivolge una particolare attenzione
alla formazione di nuove professionalità nel campo del turismo e della
ristorazione dando la possibilità agli iscritti di frequentare un vero e proprio
corso di studi per la formazione in campo alberghiero e turistico con
possibilità di pratica e stage presso strutture attrezzate. «In attesa della
costruzione della nuova sede unificata, l’istituto non è dotato attualmente di
ambienti e laboratori didattici idonei a consentire lo svolgimento delle
attività pratiche di sala, cucina e ricevimento e pertanto l’istituto deve
ricercare locali e strutture idonei per tali laboratori da adibire
all’espletamento delle attività didattiche di laboratorio legate all’indirizzo
alberghiero». C’è tempo fino alle ore 12 del 22 settembre per presentare la
disponibilità di immobili e strutture ricettive idonee.
Rita Recchia



Il Terracina è fuori dalla Coppa Italia di B2 maschile di pallavolo. Il sestetto
tirrenico è stato sconfitto in casa propria dal Frascati per 1-3 con questi i
parziali: 22-25, 22-25, 25-23, 20-25, dopo quasi due ore di gioco. «Nonostante
avevamo delle assenze importanti per infortunio – ha detto il diesse terracinese
Stefania Rizzi – ed eravamo dunque a corto di cambi, abbiamo combattuto su ogni
pallone contro un avversario molto forte. Anche se la matematica ancora non ci
condanna, ormai siamo fuori da questa manifestazione che è servita soprattutto
per mettere a punto gli schemi e trovare la condizione migliore in vista della
partenza del campionato». Il tecnico del Terracina, Balboni in gara ha
utilizzato solo sette giocatori: Milazzo, Monti, Miano, Riccardi, Rico, Casalese
e D’Auria. Nelle quattro gare disputate il bilancio è di una vittoria e tre
sconfitte. Il Terracina, ha vinto all’esordio contro il Frascati. Poi sono
arrivate due sconfitte; una contro la Libertas Genzano e l’altra contro la
Cattolica Roma. Infine, c’è stata la battuta arresto di ieri contro Frascati.
Due ancora i turni di giocare. Il primo sabato prossimo in trasferta a Genzano
poi la chiusura in casa il 3 ottobre con la Cattolica Roma.
di UGO BALDI

Finisce con un giusto 0-0 la sfida tra Anitrella e Terracina. Le due squadre
governano un tempo ciascuno: meglio i tigrotti nei primi 45’, poi esce
l’Anitrella che domina il campo nel corso della ripresa. Nella prima frazione
Terracina pericoloso con Rosi al 20’pt e 30’pt, mentre tre minuti prima
un’inzuccata di Di Franco aveva costretto al miracolo il portiere ciociaro
Coletti. Lo stesso Di Franco però nella ripresa rischia la più classica delle
autoreti al quarto d’ora. Poi il portiere del Terracina Fusco al 20’st
neutralizza un sinistro di Mandarelli. Ancora Fusco sugli scudi al 28’st che con
un balzo felino toglie dall’incrocio un gran tiro del ciociaro Pollio. Il match
si chiude con il forcing finale dell’Anitrella guidata da un’ispirato Carmassi,
ma il risultato non si schioda dallo 0-0. ANITRELLA: Coletti 7, Capobianco 6,
Parentato 6, Pesce 7, Cucchi 7, Pessia 7, Grossi 6 (30’ Nobile 6), Lasconi 7,
Mandarelli 6 (33’st Marciano sv), Pollio 7 (36’st Caldaroni sv), Carmassi 7. A
disposizione: Cinelli, Mancini, Bruni, Massari. Allenatore: Ciardi. TERRACINA:
Fusco 7, Tricinelli 6, Angona 6 (23’st Trillò 6), Balestrieri 6, Di Franco 7,
D’Amico 7, Serapiglia 7, Sansò 6, Reppucci 6, Rosi 7, Medoro 7. A disposizione:
Muoio, Cicco, Macchiusi, Montella, Gravina, Borelli. Allenatore: Pernarella.
Arbitro: Velluti di Ciampino. Note: ammoniti Nobile (A), Cucchi (A ), Pesce (A),
Lasconi (A), Mandarelli (A), D’Amico (T) e Reppucci (T).
di SACHA SIROLLI

Muore cadendo dalla scala mentre cura le piante del suo oliveto. Vittima un
86enne originario di Sonnino ma da anni residente con la sua famiglia a
terracina. Mario De Paolis è stato trovato senza vita all’interno del suo
appezzamento di terreno in via delle Vigne, nella frazione di Capocroce. Ogni
mattina il pensionato raggiungeva Capocroce con il treno in partenza da
terracina. Così ha fatto anche sabato mattina ma durante la giornata, forse a
causa di un malore improvviso, ha perso l’equilibrio, è caduto sul terreno dopo
un volo di alcuni metri ed ha battuto con violenza la testa. Preoccupati per il
mancato rientro, i familiari hanno raggiunto Capocroce intorno alle 20 ed hanno
trovato il corpo di Mario De Paolis ai piedi di una pianta di olivo. Sul posto
sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Prossedi e Sonnino oltre ai
sanitari del 118. Data l’evidente accidentalità dell’accaduto, il Pm di turno
non ha disposto approfondimenti sulla vicenda ed ha rimesso la salma a
disposizione dei familiari.

Quando il binomio sport e generosità non sono soltanto parole. Lo ha dimostrato
ieri mattina «sul campo» la squadra del Basket Terracina che si è recata al gran
completo nella sede cittadina dell’Avis per donare il sangue. Era stata la
sezione giovanile dell’Avis di Terracina a invitare le asso- Q ciazioni sportive
locali, e i ragazzi della pallacanestro avevano subito dato la loro parola che
avrebbero risposto all’invito in autunno, non appena fossero iniziati gli
allenamenti per la nuova stagione. Per più di qualcuno si è trattato della prima
donazione, ma tutti sono stati contenti di essere utili, soprattutto dopo le
difficoltà nel reperire sacche di sangue che nelle scorse settimane avevano
bloccato le operazioni programmate negli ospedali della provincia di Latina.
Avis Terracina è estremamente contenta che i giovani sportivi si facciano
promotori del principio altruistico che sta alla base delle donazioni di sangue.
«Del resto già lo scorso anno il Basket Terracina ha esposto presso il
PalaCarucci lo striscione dell’Avis e inserito il logo tra le loro pagine web-
dice Fabio Garzaro, responsabile del «Gruppo Avis Giovani Terracina»- Ieri hanno
chiesto ufficialmente un logo da inserire anche sulle loro maglie». Il gesto
fatto dai ragazzi e dallo staff della squadra è stato certamente un messaggio
molto importante che si spera coinvolta quanti più giovani sia possibile. «Del
resto bisogna ricordare che il sangue non può essere sintetizzato in laboratorio
e ogni volta che si dona, si salva una vita umana».
Ri.Re.


Si terrà oggi a partire dalle 18 e 30 la seduta del Consiglio comunale, la prima
dopo la pausa estiva.
Tanti i punti all’ordine del giorno tra i quali spicca la
fuoriuscita da Pdl del consigliere Domenico Villani che aderirà al gruppo misto
dopo essere passato con il movimento politico che fa capo all’ormai ex
consigliere regionale Gianfranco Sciscione. L’i mp r en d it or e come noto è
rimasto senza seggio dopo il pronunciamento del Tar sulla questione del premio
di maggioranza. Ci sarà anche la surroga del consigliere comunale Maragoni
Loreto, che qu es t’estate è stato nominato assessore, con Quirino De Angelis.
Di rilievo anche la richiesta del Pd per approvare un ordine del giorno relativo
alla procedura d’infrazione della Commissione Europea sulle concessioni
demaniali. Sempre il Pd un consiglio comunale ad visto il rischio di
soppressione della corsa ferroviaria delle 5.30 per Roma. Poi in tempo di
bilancio dovranno essere approvate delle variazioni e una modifica all’imposta
sugli immobili e liquidate le spese di alcuni contenziosi giudiziari di natura
amministrativa.

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batteria

E’ proprio l’azione che viene illustrata in un nuovo spot Mediaset per il sociale.

Lo spot ha fini di utilità sociale peccato che la location sia, chissà perchè,  proprio Terracina. Un dubbio rimane nella mente: “si è sparsa in giro una qualche malevole voce sulle condizioni del nostro mare?”

Comunque…buttare in acqua una batteria esausta equivale a un vero e proprio suicidio.

Infatti, come recita il claim dello spot,“Chi avvelena il mare, uccide tutto il pianeta.”
Si tratta di uno delle azioni di comunicazione di “Marevivo”,  la campagna lancia anche il nuovo pay-off dell’associazione ambientalista “Il mare alza la voce”.

Eccovi  lo spot:

Video importato

YouTube Video


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Finisce in ospedale dopo un alterco avuto con un suo
collega, che gli ha sferrato un pugno in faccia.
È accaduto
ieri mattina ad un vigile urbano, che è stato colpito al
volto da un altro agente della Municipale, in divisa, in
seguito ad una discussione avuta nei giorni precedenti.
La vicenda è infatti l’esito di un precedente avvenuto
giorni addietro, quando la vittima dell’aggressione,
mentre era in servizio, incontrò il collega, anch’egli in
divisa, che a quanto pare stava violando alcune norme
del codice della strada. Tra i due sarebbe nata una
discussione, tanto che il vigile che poi ha avuto la peggio
è finito al «Fiorini» per un aumento di pressione. Non
prima, però, di fare una relazione dettagliata al Comandante,
che sembrerebbe finita anche in Procura. A quanto
pare la mossa dell’agente di via Sarti non è piaciuta al
collega – che lavora in distacco al Comune – il quale ieri
mattina, forse per vendicarsi, dopo averlo incontrato e
avvicinato, gli ha sferrato un pugno. Sul posto sono
intervenuti i carabinieri e il 118. La vittima infatti è stata
trasportata al «Fiorini», dove ne avrà per qualche giorno.
Intanto è al vaglio dei carabinieri la posizione dell’agen -
te aggressore, nonché del Comando di via Sarti per quel
che riguarda i provvedimenti disciplinari.
D. R.


Terracina, estate 2010: i turisti si lamentano per il mare sporco e per la
carenza di servizi. terracina, estate 1979:  stessa identica cosa.
Ma allora non
è vero che almeno la terracina di una volta riusciva a soddisfare i turisti.
Soltanto un mito da sfatare? Almeno stando a un video caricato di recente su
Youtube che ripropone una serie di interviste a bagnanti sulla spiaggia di
terracina nel lontano luglio 1979. Ebbene: già trentuno anni fa i villeggianti
si lamentavano. Addirittura denunciavano gli stessi problemi di oggi. Le
immagini di quella giornata e le voci delle persone arrivano da una cinepresa
Super 8 e da un registratore a cassetta. Tecnologia oramai superata che, però,
ci regala scene nitide e, soprattutto, dichiarazioni con tanto di puntini sulle
«i». «Siamo in una domenica di luglio- dice la voce dello speaker che introduce
il video- ed è difficile riconoscere in questa l’antica spiaggia della maga
Circe». E mentre l’inquadratura della Super 8 si allarga, si riconosce lo
scorcio della spiaggia di ponente, vicino la pinetina, che brulica di gente e di
ombrelloni. Subito dopo iniziano le domande ai turisti su cosa pensano della
spiaggia che hanno scelto come meta delle loro vacanze. «La trova cambiata in
questi anni?» chiede la reporter a un signore che si alza dalla sdraio.
«Cambiata in peggio- risponde subito lui- La frequenza dei bagnanti a terracina
doveva perlomeno consentire al Comune di dare un maggiore impulso a questa
attività che non riscontriamo su questa spiaggia». Frecciatina dritta al sodo.
Ma siamo certi di trovarci nel 1979? «Il nostro augurio è che in un prossimo
futuro la spiaggia sia più accogliente e meglio tenuta». Da allora sono
trascorsi trentuno anni. La moglie di questo signore «grazia» il mare «ancora
discretamente pulito e l’acqua bassa». Una mesta consolazione. «E’ la prima
volta che vengo a terracina e devo dire che non sono molto soddisfatto-
dichiara un altro intervistato, un romano- perché si spende troppo, la spiaggia
è piccolina e non è per la quale. (Bambini composti che c’è la televisione…)».
Anche un signore in slip, mocassini e calzettoni neri già allora pensava che la
spiaggia fosse troppo stretta e per nulla pulita. «Manca qualche particolare per
la completezza- dice un altro turista- ma sono soddisfatto». Menomale. Panchine,
cabine telefoniche e qualche gioco in più per i bambini erano il motivo di
lagnanza di una villeggiante. Insomma: stessa spiaggia, stesso mare e stesse
lamentele. Per fortuna il video termina con l’inquadratura romantica di due
giovani che si baciano sul lungomare.
Rita Recchia

Percorrendo alcune strade sembra di essere arrivati in una città disabitata. A
far compagnia ai marciapiedi restano soltanto le vetrine sporche di attività
commerciali chiuse in fretta e in furia e gli immancabili cartelli «vendesi » o
«affittasi».
U
na strage. Ma il bello, anzi il brutto è che potrebbe essere
soltanto l’inizio di una moria senza precedenti, come in città non si era mai
vista. «La stagione autunnale e invernale alle porte – confessa il presidente
dell’Ascom-Confcommercio, Francesco Pezzano – sarà sicuramente
più difficile di quella dello scorso anno». La coda, si sa, è sempre l’ultima a
morire e questo sembra ancora più vero per la crisi economica che ormai da anni
attanaglia le imprese. Se finora ha piovuto, quest’anno rischia di grandinare. E
questo ancora più vero per una città come Terracina la cui economia priva di
grandi industrie, durante il periodo invernale si fonda sostanzialmente sul
piccolo commercio trainato dai risparmi incamerati durante il periodo estivo. Ma
appunto, la stagione turistica appena trascorsa è stata la più disastrata degli
ultimi anni. La peggiore senz’altro da quando è iniziata la recessione. «Secondo
uno studio condotto dalla Camera di Commercio – ricorda Pezzano – le presenze
turistiche hanno subito un calo del 40%. Dal dato ovviamente non sfugge
Terracina, anzi. Di più: al calo vertiginoso va aggiunto che i turisti che sono
venuti hanno speso poco nel quadro di un ulteriore abbassamento della qualità
delle presenze. A tale proposito alcuni operatori alberghieri ci hanno segnalato
episodi che la dicono lunga: del tipo cene improvvisamente nelle camere
d’hotel». Questo per dire che i turisti non ci sono stati e quelli che sono
venuti hanno tagliato bruscamente il budget di spesa. Una mannaia per le imprese
commerciali legate al turismo. Ma per una città economicamente abituata ad
affrontare il resto della stagione sulla scorta dei guadagni estivi gli effetti
potrebbero essere ancora più devastanti. Anche perché, volendo archiviare il
bilancio nero sul turismo, lo scenario non è più rassicurante. A partire da
quest’autunno entreranno a regime le casse integrazione dei molti di Terracina
entrati in mobilità nell’industrie del territorio pontino. In questo quadro poco
consolante va inserito un altro dettaglio tutt’altro che trascurabile: le
famiglie terracinesi, secondo un’inda – gine condotta dal Cres, con un debito di
890 euro pro capite sono le più esposte con le banche. Primato negativo che
denuncia l’assoluta fragilità e inconsistenza dell’economia cittadina, esposta
ancora di più di quanto è stato finora agli appetiti della criminalità
organizzata soprattutto di matrice campana. La camorra. Che nella crisi e in
città disastrate come Terracina ci sguazza.
Pierfederico Pernarella


Bisognerà attendere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato ma nel frattempo
Gianfranco Sciscione non sarà più consigliere regionale.
La decisione del
tribunale amministrativo regionale, che ha accolto i ricorsi presentati dall’ex
vice presidente del Lazio Esterino Montino e dal Movimento per la difesa del
cittadino, è immediatamente esecutiva. Verrà notificata nei prossimi giorni
dagli uffici amministrativi del Tar a quelli di presidenza del consiglio
regionale che si riunirà in veste di giunta per le elezioni prendendo atto della
decisione. Da quel punto in poi i tre eletti, compreso Sciscione, perderanno lo
status di consiglieri regionali. Poi la decisione verrà comunicata nel prossimo
consiglio regionale utile. Questo è l’iter tecnico e formale. Se il Consiglio di
Stato dovesse accogliere il ricorso e decidere la sospensiva dell’efficacia
della sentenza del Tar, prima di entrare nel merito, allora i tre sarebbero
reintegrati nella funzione con la stessa procedura. Una procedura che spazza via
ogni dubbio su tempi e modi della revoca delle tre nomine. La sentenza del Tar
verrà pubblicata oggi e così si potranno conoscere le motivazioni. Ieri dagli
ambienti politici non ci sono stati commenti ufficiali. Sciscione aveva bollato
come politica la decisione dei giudici amministrativi così anche l’ex assessore
Pietro Serra che aveva aderito al nuovo progetto politico e che aveva
sottolineato come il piano della nuova squadra anche a livello locale sarebbe
andato avanti sempre e comunque. L’unica nota è arrivata dall’associazione
Eleuteria. «Il fatto che Gianfranco Sciscione non sia più consigliere regionale
non costituisce una nota positiva per la città, dal momento che un
rappresentante terracinese avrebbe potuto catalizzare una maggiore attenzione da
parte della Regione – spiega il presidente Emilio Marigliani – Sarebbe però
puerile ritenere che la sola circostanza di essere consigliere regionale possa
costituire il bollino di qualità di un politico e del suo entourage. Se l’ex
onorevole Sciscione vuole veramente costituire una forza politica alternativa
all’attuale maggioranza, è necessario che faccia politica, non solo protesta,
indicando alla cittadinanza qual è la sua idea di città, quali sono i principi
cardine che devono costituire la via maestra per i futuri amministratori e
questo senza tirare in ballo le classiche utopie da programma elettorale quali
il porto, la talassoterapia, il turismo da riviera romagnola e via discorrendo».
di FABIO COCCIA


Detto, fatto. Proseguono momentaneamente senza Pd le forze politiche di
centrosinistra e invitano la società civile, le associazioni e i comitati a
farsi avanti per discutere dei «temi centrali » della città.
Lo fanno sapere i
circoli di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, che
per voce dei loro segretari Vittorio Marzullo e Renato Malinconico (Sel), Vito
Romano (Idv), Claudio Fiorello e Francesco Giuliani (Rc): «Un accordo per
sollecitare la costituzione di ampio fronte cittadino che si opponga al degrado
morale civile e politico prodotto in questi anni dall’amministrazioe
dei centrodestra », spiegano i circoli, «che dialogando
con la società civile apra un grande dibattito sui temi centrali che
riguardano la città ed arrivi alla elaborazione di un programma condiviso». Ora
la coalizione «attende dalla società civile un contributo costruttivo». E manda
un invito «alle associazioni, ai comitati, alle forze politiche un incontro, che
tenendo conto dei lavori sin qui svolto comunemente ed individualmente, giunga
quanto prima alla definizione di proposta di programma da sottoporre al
confronto dei cittadini e delle forze sociali». Facile immaginare che la
proposta dei circoli di opposizione sia rivolto anche al Partito democratico.
Che però al momento a quanto pare non fornisce alcun «feedback».
D. R.


Io non mi dimetto, se lo desiderano possono sfiduciarmi». Continua la polemica
tra il presidente della commissione consiliare alle Politiche sociali da una
parte e l’assessore Francesco Zicchieri e il presidente dell’Azienda
speciale Valerio Golfieri. Villani non demorde e anzi rilancia chiedendo che
la sua posizione venga chiarita nelle sedi opportune: «Zicchieri e Golfieri
chiedono le mie dimissioni? Se vogliono sfiduciarmi lo facciano in Consiglio
comunale con un ordine del giorno, e discutano in assise anche la questione
delle assunzioni ». La frattura tra l’ex consigliere di maggioranza ora passato
con il movimento di Gianfranco Sciscione e i vertici delle Politiche sociali
appare ormai insanabile. La polemica è scoppiata dopo la presa di distanza di
Villani dai concorsi indetti dall’Azienda speciale per il personale
specialistico e il direttore generale. Una frattura che però appare nata intorno
alle posizioni politiche. E tuttavia Villani non ci sta a veder criticato il suo
lavoro in commissione: «Se gli incontri sono stati pochi – prosegue il
consigliere – ciò è stato dovuto in gran parte all’im – passe causata dal
passaggio dall’Istituzione all’Azienda speciale. Un iter lungo che di fatto ha
ingessato ogni possibilità di programmazione degli interventi».
D. R.

Fogne tra Badino e Sisto, questione chiara solo a metà. A dirlo, l’esponente del
Pdl Augusto Rossi, che torna sulla faccenda della rete fognaria realizzata lungo
il litorale per invitare gli organi competenti a sciogliere i restanti nodi che
hanno caratterizzato la costruzione dell’opera. Se infatti una parziale
chiarezza sui costi dell’allaccio si sta facendo, non tutti i quesiti sono stati
chiariti. «Accolgo con piacere il “distinguo” fatto dall’Ato 4 sui costi
previsti da Acqualatina, che fa pagare l’allaccio al collettore a prescindere
dalle unità abitative, e quelli di Terracina Sviluppo che invece calcolano
l’unità abitativa. Ma la questione non si chiude qui. Maggiore chiarezza deve
farsi su chi dovrà pagare i lavori per la realizzazione del tratto ancora non
realizzato di fognature. Essendo infatti un’opera primaria, deve necessariamente
essere realizzata con i soldi pubblici dagli organi preposti. E non pagata con i
soldi dei cittadini». Il riferimento va alla convenzione tra residenti e
Terracina Sviluppo, nella quale molti privati hanno sborsato somme anche ingenti
per contribuire alla realizzazione delle fogne. «È una cosa che non dovrà più
verificarsi. Anche il Garante del servizio idrico integrato ha spiegato che è
Acqualatina il soggetto competente alla progettazione e realizzazione delle
opere idriche, non il privato ». Insomma, sul territorio di Terracina resta
questo grande nodo irrisolto. Del perché un’opera pubblica sia stata pagata da
cittadini privati. E Rossi, su questo punto,
pretende che sia fatta chiarezza.
D. R.

Una scelta su cui è difficile obiettare, ma che rischia di mettere il carico da
novanta sulle difficoltà economiche dei commercianti di Terracina. È di questi
giorni l’affidamento alla Ica da parte del Comune di controllare le posizioni
dei negozi in merito alle affissioni pubblicitarie.
Proprio la scorsa settimana
sono iniziati ad arrivare i primi avvisi di pagamento e le richieste di
regolarizzazione. Un modo che – dal punto di vista del Comune – serve a
combattere l’affissione abusiva, ma che di questi tempi pesa più che mai sulle
tasche di commercianti alle prese con i conti di fine stagione. Caso ha voluto
poi – ma forse non è stato solo il caso – che il Comune si sia ricordato di
applicare la legge (dopo anni di lassismo) proprio nell’anno della crisi nera.
Le casse comunali, come o più di quelle dei negozianti, infatti, hanno bisogno
di ristoro, e allora ecco partire balzelli che in una città normale dovevano
essere applicati sempre. Commercianti in crisi in un Comune in crisi: una
proporzione che non fa presagire niente di buono per il futuro. E allo studio
del Comune ora ci sarebbe anche una stretta sulle insegne e sul suolo pubblico.
Attività intraprese, di questi tempi, un po’ da tutti i municipi d’Italia. Ma
che a Terracina «cozzano» con un passato fatto di scarsi controlli,
amministrazioni inefficienti e sprechi a non finire di ogni ordine e grado.
D. R.

Una settimana difficile quella appena trascorsa per il Terracina e, soprattutto,
per i giocatori.
La sconfitta subita in coppa Italia è stata accolta decisamente
male da mister Pernarella che, prima, si è scusato con tifosi e società e poi,
alla ripresa degli allenamenti, ha letteralmente «massacrato» i giocatori,
cercando di stimolare l’orgoglio di una squadra che, nell’ultima mezz’ora del
match infrasettimanale, non ne ha mostrato neanche un briciolo. A Monte San
Giovanni Campano, al ‘San Marco’ vista l’indisponibilità del terreno di gioco di
Anitrella almeno fino al 31 dicembre, il tecnico spera che la squadra possa
avere una reazione d’orgoglio. Ci vuole, infatti, tutta la grinta e l’orgoglio
dei terracinesi per riuscire a fare risul- U tato su un campo difficile, non
solo per la consistenza dell’avversario ma anche, e soprattutto, per il fondo
del terreno di gioco (sabbioso a dir poco…). La rosa è tutta a disposizione di
Pernarella che dovrebbe puntare su quella formazione che domenica scorsa ha
battuto il Monte San Giovanni Campano. Fusco a difesa dei pali, quindi. Linea di
difesa a 4 con Tricinelli e Angola esterni, Di Franco e Balestrieri in mezzo. A
centrocampo D’Amico e Romero a fare legna, col trio Rosi-Sansò-Medoro ad
ispirare il giovane Repucci. Per quanto concerne l’Anitrella, invece, mister
Ciardi può contare su due nuovi arrivati. Si tratta del difensore Fabio Pessia,
giocatore che conosce molto bene la categoria nonostante i suoi ventisei anni,
mentre a centrocampo potrà disporre su un nuovo esterno, l’ex Capriatese Antonio
Pollio, classe 1991. Al centro dell’attacco ciociaro, poi, ci sarà un giocatore
che a Terracina conoscono molto bene, quel Riccardo Mandarelli, ex di turno, che
la scorsa stagione contribuì, coi suoi gol, alla salvezza della squadra. Nota in
conclusione, la trasferta ciociara è stata vietata ai tifosi della «Curva Mare».
Pagina a cura di Lidano Orlandi



Un’agenda già piena di impegni quella dell’istituto professionale di stato
«Alessandro Filosi» di terracina.
Venerdì 24 settembre è in programma l’incontro
con il professor Emilio Selvaggi nella Sala Valadier. La memoria storica della
città intratterrà gli studenti narrando la storia della festa del moscato di
terracina. Prologo perfetto della festa vera e propria che si svolgerà sabato 25
settembre in piazza Garibaldi, organizzata dall’azienda agricola di Luciano
Feragnoli. Sempre sabato prossimo alle ore 11 e 15 il giornalista Walter Molino
presenterà il suo libro «Taci infame», edito da il Saggiatore, con la
partecipazione del collega Arnaldo Capezzuto. Si tratta di un libro che
«racconta le storie di una ventina di cronisti dal fronte del Sud, accomunati
dall’aver subito diversi tipi di minacce e ritorsioni». Cronisti che mettono a
rischio la propria vita per continuare a denunciare le infiltrazioni mafiose nel
mondo politico ed economico, e che ora, nei tempi della «legge bavaglio»,
dovranno fare i conti anche con lo Stato.
Ri.Re.

Sono mesi che in molti residenti e non di alcune parti di Borgo Hermada, Badino
e Foce Sisto chiedono a mezzo di raccomandate e lettere di avvocati agli enti
preposti se i 396 € richiesti dalla Terracina sviluppo ad ogni utente per
l’autorizzazione allo scarico erano dovuti o meno.
Nelle varie notizie di cui
siamo a conoscenza le più importanti arrivano dal CO.N.VI.RI, l’istituzione più
autorevole in tema di risorse idriche già a suo tempo stabiliva che la fogna-tax
era illegittima. In tanti hanno chiesto lumi al Sindaco di Terracina senza mai
avere risposta sui famosi 396 € richiesti dalla Terracina Sviluppo, ma bontà
loro non si sono fermati a scrivere al Sindaco, ma hanno chiesto con lettera del
9 agosto anche informazioni all’Ass. all’Ambiente Gerardo Stefanelli, persona
sempre a disposizione per risolvere le problematiche del nostro territorio, mi
ha subito interpellato per capire meglio la situazione locale e dopo i nostri
colloqui ha chiesto il parere all’ATO 4 sui 396 € della fogna-tax. L’ATO nella
giornata di oggi ha comunicato all’Assessore e al Presidente Cusani in riguardo
che: premesso che la fognatura è interamente privata (cioè senza alcuna
partecipazione del Comune) fatto che è stato dichiarato illegittimo dal
CO.N.VI.RI. la somma richiesta dalla Terracina Sviluppo S.p.A. non trova
giustificazione nell’importo, in quanto la somma da versare ad Acqualatina
S.p.A.(stabilita dagli atti contrattuali) riferita all’unico sbocco uscente dal
complesso degli immobili, ed è di € 154 +IVA complessivamente da dividersi per
ogni proprietario e non di € 396 (che non senza dettagliato) richiesto per
utente del complesso immobiliare (firmato dal Dirigente Ing. Sergio Giovanetti).
Questa risposta dell’ATO 4 è un altro tassello fondamentale per tutti i
cittadini ricadenti nel territorio della fascia costiera di Borgo Hermada, che
vedono riconosciute le loro osservazioni sulla illegittimità della Fogna Tax.
Mesi e di carte bollate e oggi per l’ennesima volta vediamo l’assenza delle
istituzioni locali che non si interessano delle problematiche dei cittadini. Se
il Sindaco Nardi non avesse fatto orecchie da mercante in molti si sarebbero
risparmiati bruciori di stomaco. Oggi l’intervento dell’ATO 4 è stato possibile
grazie a quelle persone che lavorano per i tutelare e salvaguardare i cittadini,
nessuno vuole fare i miracoli, ma se dei cittadini ti pongono dei quesiti un
buon amministratore li deve ascoltare e deve dare loro delle risposte. Purtroppo
a Terracina abbiamo un sindaco assente, ma per fortuna c’è gente che non si
ferma al primo ostacolo e riesce a divincolarsi da questo stato di cose, ed è
per questo che chi oggi ha gia versato i 396 € ha un motivo per chiedere il
rimborso, e chi non la versati ha un buon motivo per non farlo.
Pierpaolo Marcuzzi
Esponente UDC di Terracina

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veduta-di-terracina-1800_bis

Rapina alla Banca popolare del Lazio di Terracina. Bottino: circa 1.500 euro.
Presa di mira la filiale di via Bachelet. Hanno fatto irruzione nell’istituto di
credito, ieri, poco prima dell’orario di chiusura, intorno alle 13. I rapinatori
con un taglierino hanno minacciato i dipendenti facendosi consegnare il danaro
depositato nelle casse. Poi hanno rinchiuso i presenti, tre clienti, nel bagno
della filiale e hanno guadagnato l’uscita. I due malviventi hanno agito a volto
scoperto: sono entrati nell’agenzia e senza un attimo di attesa si sono diretti
verso i tre impiegati. Una volta in possesso del denaro come detto 1.500 euro
hanno rinchiuso i dipendenti e i clienti che in quel momento si trovavano nella
banca all’interno del bagno. I rapinatori si sono dileguati, probabilmente a
piedi. Scattato l’allarme, sono accorsi i carabinieri della Compagnia di
Terracina. I militari, guidati dal capitano Alessandro Giordano Atti, hanno
avviato le indagini visionando le immagini registrate dalle telecamere del
circuito chiuso dell’istituto e raccolto alcune testimonianze. Dai primi
riscontri sembrerebbe che i due rapinatori, uno sulla trentina l’altro molto più
anziano, abbiano tradito un forte accento campano. Quella di ieri è la seconda
rapina subita da questa filiale della Banca popolare del Lazio.
La stessa agenzia era già stata presa di mira nel novembre del 2006,
quando furono portati via circa 3.000 euro.

32000 [12]

Quei 390 euro + Iva non devono essere pagati. Ieri è arrivato anche il parere
dell’Ato 4 a sostegno delle centinaia di nuclei familiari che risiedono tra
Borgo Hermada, Badino e Foce Sisto invitati dalla Terracina Sviluppo, società
anche questa che fa capo al consigliere comunale Alfredo Lauretti, a pagare per
l’allaccio al collettore. Già la commissione nazionale di vigilanza sulle
risorse idriche si era espressa negativamente sulla questione sostenendo che
l’obolo richiesto fosse illegittimo. Un parere che venne girato all’attenzione
del sindaco Stefano Nardi che ancora una volta si astenne da una decisione. E
così una sorta di comitato di cittadini colpiti dalla tassa si sono rivolti
direttamente all’assessore provinciale Gerardo Stefanelli che a sua volta ha
girato l’intera querelle all’Ato per un parere. L’ennesimo. La risposta è
arrivata anche sul tavolo del presidente Armando Cusani e spiega come “la somma
richiesta dalla Terracina Sviluppo Spa non trova giustificazione nell’importo,
in quanto la somma da versare ad Acqualatina Spa (stabilita dagli atti
contrattuali) riferita all’unico sbocco uscente dal complesso degli immobili, ed
è di 154 euro + Iva complessivamente da dividersi per ogni proprietario e non di
396 euro (che non senza dettagliato) richiesto per utente del complesso
immobiliare”. Un parere che conferma i precedenti e continua a non lasciare
dubbi. Quei soldi non si devono sborsare e quelli che lo hanno fatto potranno
anche riprenderseli. “Questa risposta dell’Ato 4 è un altro tassello
fondamentale per tutti i cittadini del territorio della fascia costiera di Borgo
Hermada, che vedono riconosciute le loro osservazioni sulla illegittimità della
Fogna Tax – spiega l’esponente Udc Pierpaolo Marcuzzi che ha seguito l’intera
vicenda – Mesi di carte bollate e oggi per l’ennesima volta vediamo l’assenza
delle istituzioni locali che non si interessano delle problematiche dei cittadini.
F.Coc.

32000 [13]


Aveva appena derubato due ragazze, ma è stato sorpreso dalla polizia mentre
scappava e inseguito, fino a essere raggiunto e arrestato per furto aggravato in
flagranza.
Lui è un 31enne tunisino che è risultato anche irregolarmente
presente in Italia. I fatti sono accaduti la notte scorsa a terracina, intorno
all’1e30. La squadra volante in servizio stava pattugliando la centralissima
zona di piazza della Repubblica quando ha notato il giovane straniero che
correva dirigendosi sulla vicina via Roma. Poco distante la polizia ha
individuato anche due ragazze che stavano urlando proprio per richiamare
l’attenzione degli agenti del vice-questore Rita Cascella. E’, quindi, scattato
l’inseguimento di A.Z. che aveva appena sfilato dalle borse delle giovani i
telefoni cellulari e i portafogli, approfittando di un momento di distrazione
delle ragazze scese in spiaggia a chiacchierare. Fortunatamente le due amiche si
sono subito accorte di quanto era successo e hanno iniziato a urlare. Nel
frattempo alcuni loro amici avevano già avvisato il 113. Il giovane tunisino è
stato arrestato anche perché clandestino. Le ragazze sono tornate in possesso di
cellulari e borsellini.
Ri.Re.

32000 [22]

Gianfranco Sciscione è fuori dal consiglio regionale. Ieri il tribunale
amministrativo regionale ha accolto i ricorsi presentati dall’ex vice presidente
del consiglio del Lazio Esterino Montino insieme ad altri consiglieri regionali
unitamente al Movimento per la difesa del cittadino. All’indomani delle elezioni
alla Pisana si erano appellati alla legge regionale che non avrebbe recepito la
legge elettorale che aumentava il numero dei consiglieri portandoli da 70 a 73
con il relativo premio di maggioranza. Un calcolo, quello dei 73 consiglieri,
che venne comunque ratificato dalla Corte d’Appello. I tre consiglieri in più
venivano dai collegi di Latina e Frosinone con Enzo Di Stefano, Giancarlo
Gabbianelli e Gianfranco Sciscione. Sono stati proprio questi a essere messi
fuori dall’assise regionale. «Una sentenza politica – ha tuonato ieri poco dopo
la sentenza il consigliere regionale Gianfranco Sciscione – Non si riescono a
capire le motivazioni che hanno indotto i giudici amministrativi ad accogliere
il ricorso e togliere i seggi alla maggioranza. Domani (oggi, ndr) faremo
ricorso al Consiglio di Stato per sospendere la decisione del Tar. In questo
caso la magistratura non ha tenuto conto della legge. Una sentenza già scritta e
ripeto di natura politica». C’è pronto quindi un ricorso che se accolto
bloccherebbe la procedura di revoca della nomina di Gianfranco Sciscione che può
essere decisa direttamente dalla presidente Renata Polverini. Nel frattempo
potrà continuare a esercitare di fatto le funzioni di consigliere regionale
salvo un provvedimento formale della Regione che dica il contrario. Parla di
sentenza politica anche Pietro Serra, ex assessore di Forza Italia e ora nello
staff politico di Sciscione.«Ribadisco la natura politica della decisione del
Tar. Avevamo quattro possibilità favorevoli su cinque sotto il profilo tecnico
legale e invece è arrivata l’unica sfavorevole. Non nascondo che per noi è stata
una doccia fredda che non ci aspettavamo ma abbiamo già pronto il ricorso al
Consiglio di Stato. Questa decisione non ferma il nostro progetto politico ma lo
rafforza. Continueremo a cercare altre forze che credono al nostro progetto. Ne
riparleremo dopo la decisione del Consiglio di Stato». Se Gianfranco Sciscione
dovesse concludere a breve la sua esperienza in Regione ci sarebbero sicuramente
dei risvolti politici sulle prossime elezioni amministrative a Terracina.
Bisognerà capire se il progetto reggerà ancora e se il candidato alla poltrona
di primo cittadino sarà a questo punto lui stesso.
di FABIO COCCIA

32000 [21]


Si muove il terracina. I tigrotti, dopo la pesante sconfitta casalinga contro il
Città di Marino nel match di ritorno del turno preliminare della Coppa Italia di
Eccellenza – con conseguente eliminazione -, piazzano due colpi di mercato
proprio al fotofinish visto che il limite ultimo per tesserare nuovi giocatori è
previsto per oggi. Alla corte del tecnico Mauro Pernarella sono arrivati il
portiere Claudio Muoi, classe ‘82 e il difensore centrale Luciano Cicco, classe
‘90. L’estremo difensore arriva dalla formazione campana del Pianura, mentre il
difensore giunge dalla Vigor Cisterna. Sia Muoio che Cicco saranno a
disposizione del terracina già a partire dal match di domenica in casa
dell’Anitrella, valido per la terza giornata di campionato. Partita che, fra
l’altro, verrà disputata con assenza totale del pubblico ospite su disposizione
dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
G.T.

32000 [20]

E’ il momento di tirare le somme sull’attività svolta nei tre mesi estivi dal
personale della guardia costiera di terracina, agli ordini del comandante Cosmo
Forte.
A illustrare il bilancio è stato il nuovo comandante, il tenente di
vascello Floriana Segreto (nella foto), che ha da poco raccolto l’importante
testimone. Anche i numeri di questa estate parlano di un’attività a 360° per la
capitaneria di porto che opera in un comprensorio che va da San Felice Circeo
fino a Sperlonga, passando per terracina. Una zona di intenso lavoro, dunque,
per chi, come la capitaneria, deve tenere sotto controllo tutto ciò che ha a che
vedere con il mare e dintorni. Soprattutto nel periodo estivo. 34 militari a
bordo di 2 motovedette e di 3 battelli minori hanno percorso 2185 miglia per 178
uscite, tra cui 8 soccorsi a natanti e persone che hanno avuto bisogno di
assistenza in mare. Molto intensa l’attività di controllo con sequestri, anche
di natura penale, e verbali amministrativi. Tra gli altri sono stati condotti
480 controlli demaniali, 380 per ordinanze balneari (28 mila euro di multe), 80
ambientali (con il supporto dell’Arpa), 90 antinquinamento, 210 alla filiera del
pesce che hanno prodotto 45 mila euro di sanzioni amministrative. Il comandante
Segreto ha lodato quelli che, adesso, sono i suoi «marinai». Segreto ha speso
anche qualche parola sui lavori previsti alla banchina commerciale del porto.
Purtroppo non ci sarebbero notizie troppo positive: a giorni cominceranno i
rilievi subacquei ma ancora non c’è una data d’inizio intervento. Quanto alla
conclusione, invece, slitterebbe da dicembre 2010, come all’inizio era stato
detto, alla primavera 2011.
Ri.Re.

32000 [19]

Inquinamento del mare: la proposta dell’assessore Amuro
L’assessore al turismo della Regione Lazio, Stefano Zappalà, ha convocato i
sindaci pontini presso l’aula Loffredo della Provincia di Latina per una prima
disamina dell’andamento della stagione turistica 2010. Per il Comune di
Terracina era presente l’assessore al turismo Giuseppe Amuro, il quale dopo
l’intervento introduttivo dell’esponente di governo della Regione Lazio, ha
preso la parola e sottolineato alcuni aspetti importanti delle difficoltà che
sta incontrando il turismo della città rispetto alla qualità e balneabilità
delle acque del mare. “La non certo brillante situazione della balneabilità
delle acque del mare terracinese – afferma l’assessore Amuro – sta penalizzando
oltre misura gli imprenditori turistici, così come ci confermano i dati in
nostro possesso. Se sul fronte della depurazione delle acque molto è stato
prodotto negli ultimi anni in provincia di Latina e in città, con la
realizzazione di nuovi impianti e rendendo utili alla causa tutti quelli che
aveva deficienze strutturali. Con il concorso di tutte le istituzioni, però,
tanto ancora deve essere fatto. Oggi uno dei gravi problemi irrisolti – continua
Amuro – per le condizioni della qualità delle acque del mare di Terracina,
rimane il fattore inquinante che giunge attraverso i tanti canali e fiumi che
attraversano parte della provincia di Frosinone e Latina, per riversare anche
nel mare antistante il territorio comunale acque non proprio cristalline.
Ritengo ormai improcrastinabile il censimento di tutti gli scarichi impropri che
sversano nei canali e nei fiumi che hanno come ultima destinazione il nostro
mare. In seguito – termina Amuro – procedere al sanzionamento penale e al
risarcimento in sede civile dei danni che questo tipo d’emissioni inquinanti sta
producendo all’economia del nostro territorio”.

32000 [18]

TRASPORTI GRATUITI PER GLI UNDER 25 RESIDENTI NEL LAZIO

Anche per quest’anno sarà possibile richiedere il servizio di trasporti
regionali e locali gratuiti per i ragazzi residenti nella Regione Lazio, con
un’età compresa tra i 10 e i 25 anni. Basta collegarsi al sito della Regione
Lazio, attraverso il SISET, Sistema Informativo di erogazione dei Servizi di
Esenzione del Trasporto pubblico regionale messo a punto da LAit
SpA,(http://www.regione.lazio.it/sisetLazio/security_login.flyingWeb) sarà
possibile compilare la domanda che dovrà essere inoltrata on line e, allo stesso
tempo, stampata e presentata ai SERVIZI SOCIALI del Comune, Via Leopardi, 73 il
Lunedì e Mercoledì dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e il Giovedi dalle ore 16.00
alle 17.30 corredata di:
1) Certificazione ISEE attestante il reddito; 2) Codice Fiscale; 3)
Certificazione iscrizione/frequenza dell’Istituto Scolastico o Università, se
studente; 4) Attestato di Servizio del datore di lavoro in cui si specifica il
luogo dell’attività lavorativa, se lavoratore; 5) Certificato di iscrizione al
Centro per l’Impiego, se disoccupato o inoccupato.
Si può presentare autocertificazione per le certificazioni richieste ai punti
2);3);4);5).
• Utente già registrato al SISET che non necessita di alcuna variazione dei dati
In questo caso l’utente dovrà procedere ad una semplice conferma dei dati
inseriti in occasione della richiesta per l’anno 2009 e non dovrà ripresentare
la domanda cartacea, corredata dai documenti, presso il Comune di residenza.
• Utente già registrato al SISET che deve modificare i propri dati In questo
caso l’utente procede alla modifica dei dati inseriti in occasione della
richiesta per l’anno 2009 e deve ripresentare la nuova domanda cartacea,
corredata dai documenti che attestano le variazioni avvenute, presso il Comune
di residenza.
Per gli studenti e i lavoratori l’esenzione coprirà la tratta che va dal Comune
di residenza al luogo di studio o di lavoro, anche se questo si trova in regioni
limitrofe. I disoccupati o inoccupati potranno, invece, beneficiare di titoli
gratuiti per i trasporti locali oppure per recarsi dal comune di residenza al
capoluogo della loro provincia.
Sarà stilata una graduatoria per cui gli aventi diritto riceveranno via Email
una comunicazione di idoneità ed un codice identificativo dell’abbonamento. Sarà
la stessa Regione Lazio che provvederà ad inviare a domicilio i titoli Metrebus
Lazio e Metrebus Roma. Per i trasporti pubblici locali nei Comuni del Lazio ad
esclusione del Comune di Roma saranno, invece, gli interessati a doversi recare
presso il proprio Comune o azienda di trasporto per il ritiro del titolo di
viaggio.
Per ogni ulterire informazione rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune di
Terracina.

32000 [17]

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Il Tribunale amministrativo accoglie due ricorsi presentati all’indomani del voto di marzo e riporta a 70 il numero complessivo degli eletti alla Pisana. Perdono la poltrona Enzo Di Stefano, Giancarlo Gabbianelli e Gianfranco Sciscione. Devono essere 70 e non 73 i seggi del Pdl nel consiglio regionale del Lazio: lo ha deciso il Tar del Lazio che ha accolto i ricorsi proposti da Movimento per la difesa del Cittadino e dal consigliere del Pd ed ex vice presidente della giunta, esterino Montino insieme con molti dei consiglieri del Pd eletti nel Lazio nel marzo scorso.

I giudici della II Sezione bis del Tar del Lazio, presieduti da Eduardo Pugliese, hanno dato lettura informale dei dispositivi delle loro sentenze la cui pubblicazione, secondo il nuovo codice del processo amministrativo, sarà effettuata domani. Nel testo i giudici hanno stabilito che i tre seggi del Pdl che dovranno essere annullati debbano essere quelli di Enzo Di Stefano, Giancarlo Gabbianelli e Gianfranco Sciscione.

Mdc, Montino e molti dei consiglieri del Pd eletti nel Lazio nel marzo scorso, si erano rivolti al Tribunale amministrativo per contestare l’aumento da 70 a 73 del numero dei consiglieri regionali. Chiedevano l’annullamento dei verbali con i quali, dopo l’assegnazione di tutti i seggi previsti, sono stati attribuiti ulteriori seggi nelle circoscrizioni di Latina, Frosinone e Viterbo; con ciò, aumentando da 70 a 73 il numero dei consiglieri regionali.
“Giustizia è fatta. Così come in Puglia viene affermato il carattere virtuoso degli statuti di Lazio e Puglia che non prevedevano il bizantino aumento dei seggi dei consiglieri”. E’ il commento dell’avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Pd, dell’ex vicepresidente della giunta regionale del Lazio Esterino Montino e di molti dei consiglieri del Pd eletti nel Lazio, alla decisione del Tar di accogliere il loro ricorso, disponendo la soglia dei 70 consiglieri che devono stare in Consiglio regionale.

Dal canto loro i legali del Pdl hanno annunciato che presenteranno appello al Consiglio di Stato, con la richiesta di sospensione immediata del dispositivo delle sentenze emesse oggi dai giudici amministrativi di primo grado.

Forse non basterà un muretto di epoca romana, né un comitato di cittadini
volenterosi ad evitare la realizzazione del parcheggio nel parco del Montuno.

Almeno a giudicare dalla determinazioni che si sono succedute quest’estate. La
prima del 14 giugno con cui veniva nominato Luigi Di Mauro responsabile del
progetto, l’altra, del 20 agosto, con cui Di Mauro, stando momentaneamente a
riposo, è stato sostituto nell’incarico da Cristina Bottiglia. Il progetto del
parcheggio interrato, dunque, va avanti, almeno a giudicare dalle mosse della
giunta comunale. Opera contestata da più parti e per la cui fattibilità in tanti
avevano tirato un sospiro di sollievo all’indo – mani del rinvenimento di alcune
strutture risalenti all’epoca romana. Scoperta che ha confermato la sensibilità
archeologica, rilevata anche da studi specifici, di un ’area interessata da un
progetto così invasivo come un parcheggio multipiano. Ruspe e betoniere, almeno
nelle intenzioni dell’ammi – nistrazione comunale, sono dietro l’angolo. Anche
se tra il dire e il fare resta sempre di mezzo il mare. Che, nel caso del
parcheggio del Montuno, non è soltanto un modo di dire. E sì proprio così,
perché se non fosse a tutti noto, il mega multipiano è stato finanziato dalla
Regione Lazio grazie a un bando per lo sviluppo del litorale. Il parcheggio
infatti, secondo quando illustrato dalla giunta delle delibera, dovrebbe
migliorare l’accessibilità alle isole pontine. Il che solo apparentemente può
apparire una forzatura. La motivazione, a ben vedere, sembra più che ragionevole
se si tiene conto che l’altra area da destinare ai parcheggi più prossima al
porto, quella di via Stella Polare, viene sacrificata per pochi spiccioli con
l’occupazione estiva delle giostre. Dunque, in mancanza di soluzioni, l’ammini -
strazione comunale ritiene opportuno sventrare la «collinetta », anche a rischio
di vedersi bloccare i lavori della Soprintendenza. Chissà cosa ne direbbe
l’amico Alemanno, il sindaco di Roma che il giorno dopo il suo insediamento ha
bloccato il progetto del mega parcheggio al Pincio? Ma Roma non è una città di
mare e certi problemi, forse, il suo primo cittadino non li può capire. Dunque
vada per il parcheggio. Una domanda però: dal Montuno al porto, visto che la
distanza non è trascurabile, gli utenti del multipiano diretti alle isole
pontine come verranno trasportati? Con il traghetto?
Pierfederico Pernarella


Ben venga il «Bike sharing», ma prima si deve mettere mano alla viabilità urbana.
Così Marina Mobilio, dell’associazione ‘Insieme per Terracina’, risponde
all’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni, che ha proposto la realizzazione di
ciclostazioni comunali per rendere sostenibile la mobilità. In una lettera
aperta all’amministratore, la Mobilio ricorda che «sono più di 20 anni che
cittadini e ambientalisti chiedono a gran voce piste ciclabili in città e le
bici pubbliche sono una buona soluzione per i turisti che vengono a trovarci. Ma
in quale situazione di viabilità urbana si inserisce questa proposta
dell’assessore? Non credo quella attuale, caratterizzata da strade strette a
doppio senso di marcia, parcheggi selvaggi, pochissime centinaia di m di piste
ciclabili in parte su marciapiedi e con attraversamento di carreggiate, strade
con buche ed erbacce, che care ci sono costate. E´ veramente pericoloso di
questi tempi girare in bici per Terracina!». «Non chiediamo l´impossibile al neo
assessore -continua la lettera-, ma un assetto viario diverso è indispensabile
per poter arrivare in tempi non biblici a rendere la città sostenibile per noi
abitanti e per i tanti turisti che si spera verranno, attratti da un ambiente
pulito e confortevole». La Mobilio propone «provvedimenti non di difficile
attuazione», quali «la dislocazione dei sensi unici dove occorre, di parcheggi
ben organizzati nei pressi della stazione ferroviaria e in zone periferiche di
accesso alla città per i turisti occasionali, dotati di navette elettriche e
bike sharing per girare nelle strade di Terracina, la costruzione di parecchi
chilometri di pista ciclabile a norma di legge, la predisposizione di zone
pedonali in alcune parti della città»
Andrea Di Lello


Torna a denunciare presunte anomalie sulle assunzioni nell’Azienda speciale il
consigliere comunale dei Verdi Gino Di Mauro, all’indomani dell’indizione di
un nuovo bando di concorso per la nomina del direttore generale, carica oggi
ricoperta dalla dottoressa Carla Amici.
Di Mauro continua la sua battaglia per
rilevare le numerose incongruenze che costellano la nascita dell’ente
strumentale.Nei giorni scorsi ha ottenuto, in conferenza dei capigruppo, che la
questione venga discussa in Consiglio comunale il prossimo 7 ottobre, qualche
giorno dopo la scadenza del bando pubblico. Di Mauro bolla scelta del presidente
Valerio Golfieri come un mero es ca mo ta ge per consentire il prol u n ga m e n
t o dell’incarico alla Amici fino al 2014. «Tent ativo fa l l i t o l o scorso
inverno, quando si era tentato di farlo con una delibera poi rettificata ». Ma
ciò che preoccupa veramente Di Mauro è la questione delle ass u n z i o n i .
«Non rispettano i limiti imposti al Comune – dice il Verde – e come tali non
possono essere fatte altrimenti si sfora con la spesa. Non solo. Il piano
programma sulle assunzioni è stato presentato il 30 ottobre scorso, quando, come
prevede lo statuto, il Cda a cui doveva essere sottoposto ancora non c’era».
Vizi di forma e di sostanza, insomma. Per non parlare dei diversi atti
amministrativi approva t i dall’Azienda speciale prima che entrasse in carica il
direttore Amici, che «firmò il contratto da direttore solo il 19 aprile scorso.
Se ne deduce che tutti gli atti amministrativi operati prima sono da
considerarsi illegittimi. Come illegittima è la retroattività data al
contratto». Di Mauro è sicuro del fatto suo. Anche la relazione dei revisori dei
conti rimarcava l’ambiguità degli atti approvati dall’Azienda speciale,
soprattutto in quel momento in cui l’ente si sovrapponeva all’Istituzione. Un
altro guazzabuglio, il passaggio da Istituzione ad Azienda speciale, passato in
sordina. Lì cominciarono i dubbi sulle assunzioni temporanee, fatte
dall’Istituzione e poi passate all’Azienda. «Ora, con le nuove assunzioni, si
rischia di violare altre norme. La magistratura contabile potrebbe contestare il
superamento del limite imposto al Comune. Non a caso quando le stesse furono
sottoposte all’ex presidente dell’Istitu – zione Roberto Marzullo, egli, da
persona degna, si rifiutò di ratificarle e per questo fu cacciato». Il
consigliere di minoranza è un fiume in piena. E non rinuncia a dire la sua sul
nuovo bando pubblico per l’assunzione del nuovo direttore generale. «Basta
leggerlo per capire che ricalca le caratteristiche dell’attuale direttore Amici.
Anche la laurea è la stessa, per non parlare dell’espe – rienza richiesta, tutta
incentrata sulla direzione di servizi sociali e Aziende speciali». Il
consigliere dei Verdi ora attende che arrivi il 7 ottobre per affrontare la
questione in Consiglio comunale. «A patto che, in quell’occasione, non sia mai ormai tardi».
Diego Roma


Un giorno di astensione da tutte le aule giudiziarie della provincia di Latina,
compreso il capoluogo.
Lo ha proclamato per il 21 settembre l’Ordine degli
avvocati di Latina annunciando anche un’assemblea per discutere dei forti disagi
che stanno attraversando le sedi esterne. Una giornata di sciopero per accendere
nuovamente i riflettori sul Tribunale del capoluogo e sulle sezioni distaccate.
Come Terracina, per citare il caso più emblematico, che dopo la partenza dei due
giudici togati, Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, è rimasta al palo. Con
i processi penali finiti nelle mani del giudice ordinario del Tribunale, che più
che trattare quelli trattabili e rinviare la gran parte di quelli complessi, non
ha potuto fare. E così l’intera attività giudiziaria dei processi penali è
rallentata in maniera vistosa e tutte le direttissime di competenza della
sezione di Terracina vengono inevitabilmente trasferite a Latina, che ha già le
sue da evadere. Ad alleviare la situazione doveva arrivare un togato per ottobre
direttamente dal Tribunale di Marsala ma il suo arrivo è stato posticipato a
data da destinarsi secondo alcune indiscrezioni, perché anche nella sede della
città siciliana ci sarebbe penuria di giudici. Forse se ne parlerà a Pasqua. Un
tempo davvero troppo lungo per sostenere la situazione. Sarebbe in arrivo un
aiuto per il civile ma anche in questo caso azzardare tempi è un terno a lotto.
Del resto i numeri dei procedimenti penali della sede distaccata di Terracina
parlano da soli. Fino al 2009 erano circa 1400, e poi quelli civili oltre 2600,
per non parlare delle esecuzioni mobiliari e immobiliari che hanno superato le
1000. Oggi è il giorno di apertura ufficiale delle udienze dopo la pausa estiva
e gli avvocati e i loro assistiti inizieranno a sostenere inevitabilmente gli
stessi disagi. E’ forte il timore che emerga nuovamente lo spettro della
chiusura della sede di Terracina insieme ad altre della Provincia per
prospettare una sede unica che raccolga le istanze per tutto il sud del
territorio pontino.
di FABIO COCCIA


Terracina: Denunciato per mancato rispetto “obblighi”
Non doveva più avvicinarsi a Terracina e San Felice Circeo, ma si guardava bene
dal rispettare l’obbligo imposto dal questore di Latina. E’ stato identificato e
denunciato un pregiudicato di Napoli sorpreso a Terracina, dove fino al 2013 non
doveva più mettere piede.

Lo hanno trovato senza vita davanti la sua abitazione di via Scifelle. È morto
così Alessandro Iannotta, 37enne molto conosciuto a Terracina, trovato riverso a
terra davanti casa, ormai senza vita. La tragedia si è registrata nella
mattinata di ieri. Con tutta probabilità le cause del decesso del ragazzo sono
da imputarsi ad un infarto. Sul posto tuttavia ieri, subito dopo la scoperta del
corpo, si sono recati i carabinieri e la polizia, che conduce le indagini. Il pm
ha intanto disposto l’a uto ps ia sul corpo di Alessandro,  per accertare le
effettive cause della morte. Alessandro Iannotta gestiva insieme alla famiglia
un’attività commerciale a Terracina. Per questo motivo, era molto conosciuto
in città, dove la notizia della sua improvvisa scomparsa ha subito suscitato
sgomento e cordoglio. Sembra probabile che il ragazzo sia deceduto in seguito ad
un malore, forse un infarto. Nessun elemento che potesse orientare gli
inquirenti su altre ipotesi, infatti, è stato trovato sul luogo del
decesso.
D. R.

Il Terracina esce mestamente dalla Coppa Italia. Il 4-1 subìto dai tigrotti al
“Colavolpe” non lascia scampo a recriminazioni. Il Città di Marino ha meritato
ampiamente il passaggio del turno nell’arco dei 180 minuti. Qualificazione in
cassaforte per i ragazzi di Mancini già dopo un minuto: Polverini sfrutta un
lungo lancio dalle retrovie e supera Cuomo con un preciso pallonetto. La rete
dell’attaccante sommata al 2-0 dell’andata toglie mordente al resto del match. I
biancazzurri, comunque, reagiscono e disputano un buon primo tempo. Il pareggio
giunge al 20’ con una punizione perfetta di Sansò dai 25 metri; colpo balistico
che fa esplodere il “Colavolpe”. Il Terracina crede nell’impresa e va vicino al
2-1 con Serapiglia: il tornante sciupa da due passi un bel traversone di Medoro.
Prima della fine del tempo ci provano in successione Trillò (29’) e Ayari (32’).
Nella ripresa cala il ritmo della gara e gli ospiti ne approfittano. Trillò non
capitalizza una bella iniziativa di Rosi al 3’. Da qui in avanti il Marino fa
valere una migliore brillantezza fisica. Al 25’ pallonetto di Rivera su assist
di Novembrino che vale il 2-1. Due minuti più tardi è il neo entrato Saraz a
sfruttare l’assist di Polverini: tocco ravvicinato per il 3-1. Nel finale è
Novembrino a scattare sul filo del fuorigioco e a superare Cuomo con un destro
preciso. «Mi scuso con i tifosi per la figura che abbiamo rimediato nella
ripresa – ammette il tecnico Pernarella – abbiamo meritato l’uscita di scena
dalla Coppa. Ora ci concentreremo sul campionato». TERRACINA: Cuomo 5,5,
Tricinelli 5,5, Serapiglia 6, Balestrieri 5, Ayari 5,5, Trillò 6, Romero s.v.
(25’ Macchiusi 6), Sansò 7 (1’ st Rosi 6), Reppucci 5,5 (16’ st Borelli 5),
Medoro 5, Ballerino 5. All. Pernarella CITTÀ DI MARINO: Bruni 6, Sarrecchia 6,5,
Moreno 6, Gimelli 6, Corsi 6,5, Rivera 6,5, Talevi 6 (1’ st Saraz 7), Fontana 7,
Polverini 7, Gallinaro 6,5 (1’ st Novembrino 6,5) Lauro 6,5 (17’ st Piombo 6).
All. Mancini Arbitro: Minafra Reti: 1’ Polverini (M), 20’ Sansò (T), 25’ st
Rivera (M), 27’ st Saraz, 44’ st Novembrino Note: espulso al 32’ st Borelli (T)
per gioco falloso; ammoniti Serapiglia (T), Trillò (T), Polverini (M), Gallinaro
(M), Saraz (M); corner 5-3 per il Terracina; spettatori 200 circa
di DANIELE SPERLONGA

Dagli ultrasessantenni delle categoria Master e Veterani ai giovanissimi dei
Centri di Avviamento allo Sport: è stata una domenica di successi per il Tiro a
Volo Cisterna del presidente Roberto Bizzoni. La vittoria più prestigiosa è
arrivata dalle pedane del Tav Umbriaverde di Massa Martana (Perugia) dove
Germano Di Spigno si è laureato campione italiano di fossa olimpica, categoria
Master: il tiratore di Terracina ha concluso con 136 piattelli, precedendo di
tre punti il secondo classificato, Mario Pillinini. Dopo un modesto 20 iniziale,
Di Spigno ha ottenuto un 22 e un 24: «Ho costruito il mio successo nelle ultime
due serie di qualificazione quando non ho commesso errori, realizzando due 25 _
racconta _ ho chiuso a 116, con quattro piattelli di vantaggio sul più immediato
dei miei avversari, un margine che in finale mi ha permesso di tirare senza
particolari pressioni tant’è che pur infilando cinque zeri, il tricolore non è
stato mai in dubbio». Il risultato di Di Spigno ha contribuito alla conquista
della medaglia d’argento nella competizione a squadre del team del Tav Cisterna,
completato da Angelo Donati (104) e Giuseppe Barsi (101) per un totale di 321
punti. Il titolo italiano è andato al Valle Aniene con 336 piattelli. Ma le
soddisfazioni per Germano Di Spigno sono venute anche dai suoi allievi del Cas
del Tav Cisterna. Le giovani leve del tiro azzurro domenica si sono infatti date
appuntamento sulle pedane del Tav Rimini per la gara ô1 d’oroö. Una prova
divertente, ricca di suspence per i 160 tiratori presenti, impegnati in veri e
propri duelli sportivi e l’eliminazione diretta ha finito con il condizionare
notevolmente le loro performance. Nella fossa, tra i pontini, si è distinta
Jessica Bartoli, seconda nella categoria Juniores. Di segno totalmente pontino
il double trap con Alberto D’Annizzo a primeggiare tra gli Esordienti e Roberto
Palombari nella classifica unica di Allievi e Juniores.
di VINCENZO ABBRUZZINO


Convocato per il 20 settembre il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale è stato convocato il seduta straordinaria lunedì 20
settembre 2010 alle ore 18.30 per trattare il seguente ordine dei lavori.

1. Surroga del consigliere comunale Maragoni Loreto – nominato assessore – con
De Angelis Quirino nato a Terracina il 20.10.1954, primo dei candidati non
eletti della lista P.R.I. – Esame della condizione di eleggibilità e
compatibilità.

2. Comunicazioni del Sindaco.

3. Interrogazioni ed interpellanze.

4. Presa d’atto della indicazione del nuovo capo del gruppo consiliare P.R.I. in
sostituzione del consigliere Maragoni Loreto nominato assessore.

5. Commissione verifica applicazione Statuto. Nomina componente in
rappresentanza del gruppo P.R.I. in sostituzione del consigliere Maragoni Loreto
nominato assessore.

6. Commissione consiliare permanente II^. Surroga del componente Maragoni Loreto
nominato assessore.

7. Fuoriuscita dal gruppo PDL del consigliere comunale Villani Domenico.
Adesione al gruppo Misto. Presa d’atto.

8. Ratifica deliberazione d’urgenza della G.C. n. 512 del 22.07.2010:
“Variazioni – Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e Bilancio
pluriennale 2010 – 2012″.

9. Richiesta del Gruppo consiliare P.D. di convocare il C.C. ai sensi
dell’art.7, comma 7 e dell’art.23, comma 2, del regolamento del Consiglio per
approvare un ordine del giorno relativo alla procedura d’infrazione della
Commissione Europea sulle concessioni demaniali.

10. Richiesta del Gruppo consiliare P.D. di convocare il C.C. ai sensi
dell’art.7, comma 7 e dell’art.23, comma 2, del regolamento del Consiglio per la
trattazione del seguente argomento: “Impegnare Sindaco e Giunta unitamente ai
capi dei gruppi consiliari ad intraprendere iniziative nei confronti della
Trenitalia atte a scongiurare la soppressione della corsa delle ore 5,30.

11. Imposta Comunale sugli Immobili. Modifica art. 9 del Regolamento approvato
con deliberazione consiliare n.61 del 27.04.2007.

12. Sentenza Giudice di Pace di Terracina n.680/2009 (Simonelli Alessandra c/
Comune di Terracina + precetto. Liquidazione in favore Avv. M.G. Scorpio,
antistatario. Riconoscimento debito fuori bilancio.

13. Sentenza Tribunale Civile di Terracina n.33/2010. Marigliani Gemma c/ Comune
di Terracina. Riconoscimento debito fuori bilancio.

14. Sentenza Giudice di Pace di Terracina n.43/2010. Marigliani Marco c/ Comune
di Terracina. Riconoscimento debito fuori bilancio.

15. Sentenza Corte di Appello di Roma n.1938/2008 (R.G. n.4120/2003).
Liquidazione a favore di Ferrari Maria Luisa. Riconoscimento debito fuori
bilancio.

16. Sentenza Tribunale di Terracina n.391/2009. Cicerano Ida c/ Comune di
Terracina. Riconoscimento debito fuori bilancio.

17. Finanziamento maggiore spesa per la liquidazione della parcella dell’avv.
Giovanni Nicolini incaricato della difesa del Comune. Riconoscimento debito
fuori bilancio.

18. Sentenza Tribunale di Terracina n.166/2010. Comune di Terracina c/ Coop.
Sociale C.O.R.E. onlus a r.l. – Riconoscimento debito fuori bilancio.

19. Sentenza Tribunale Civile di Roma n.20214/2006. Comune di Terracina c/
SAN.IM. SpA e AUSL LT – Riconoscimento debito fuori bilancio.

20. Sentenza Tribunale Civile di Terracina n.227/2010. Xhafa Kujtim c/ Comune di
Terracina. – Riconoscimento debito fuori bilancio.


Continua, seppur con qualche intoppo, la preparazione della Toro Assicurazioni
terracina di coach Olleia.
La squadra si allena da oltre due settimane per
arrivare al meglio ai primi appuntamenti della nuova stagione oramai alle porte.
Purtroppo, in questa settimana si sono registrati i primi infortuni che hanno
rallentato non poco il lavoro del gruppo biancoblù, si è fermato Fiori per un
problema alla caviglia e Olleia per un problema al tallone ma l´infortunio che
fa più preoccupare la dirigenza terracinese è quello di Emiliano Teni: il
capitano si è fermato per un problema al ginocchio e solo la risonanza magnetica
che verrà fatta in questa settimana potrà chiarire il problema. «Stiamo
lavorando a ranghi ridotti – dichiara il General Manager Gambacurta – gli
infortuni ci stanno rallentando non poco nel lavoro ma è meglio che arrivano
adesso. Olleia e Fiori hanno solo qualche piccolo acciacco, il problema che più
ci preoccupa è quello del capitano Teni, speriamo che non sia nulla di grave.
Per il resto stanno tutti bene, abbiamo provato diversi giocatori e credo che
entro la fine della settimana annunceremo il nuovo acquisto che chiude la rosa.
Giovedì disputeremo la prima amichevole al PalaCarucci contro la Fabiani Formia
e dopo capiremo a che punto siamo con la preparazione». Intanto prosegue a ritmi
serrati il lavoro del settore giovanile con tutte le squadre che si sono
ritrovate e hanno cominciato gli allenamenti, a tal proposito il Basket
terracina comunica che le iscrizioni sarranno aperte fino al 30 Settembre.
Chiunque fosse interessato può recarsi alla segreteria del PalaCarucci il
martedì e il giovedì dalle 18.00 alle 20.00 o chiamare il numero 3664286451.


Non ha nessuna voglia di moderare la propria delusione il tecnico del terracina,
Mauro Pernarella, a fine partita.
Ad infastidire il mister non è il risultato,
ma il modo nel quale, soprattutto nella ripresa, la squadra ha lasciato il campo
all’avversario subendo senza avere la minima voglia di reagire. L’esordio di
Pernarella è tutto un programma: «Mi sono vergognato di essere l’allenatore di
questa squadra». Diretto e senza mezzi termini l’attacco ai giocatori. E ancora:
«Nel secondo tempo abbiamo giocato senza dignità e senza umiltà. La sconfitta ci
può stare. Succede di perdere, ma è il modo che non posso tollerare. E’ per
questo che voglio pubblicamente chiedere scusa ai tifosi ed alla società per
questa prestazione». Dopo lo sfogo, però, il tecnico si addentra nell’analisi
della partita: «Dopo il pareggio avevamo la partita in pugno, potevamo e
dovevamo andare in vantaggio. Poi si poteva anche essere eliminati, visto che a
quel punto dovevamo noi vincere 4 a 1. Nel secondo tempo, invece, le assenze di
Sansò e Romero hanno finito per far crollare la squadra s se stessa. E’ un
peccato, perchè abbiamo cancellato in un colpo solo quanto di buono, a livello
morale, avevamo conquistato dopo la bella prestazione di domenica scorsa. Adesso
dobbiamo ripartire da capo, e non sarà facile». Ovviamente l’analisi dell’uomo
di campo, oltre che de tecnico, va al di là della gara e guarda oltre: «Una cosa
questa partita ce l’ha insegnata, ovvero che questi giocatori sono fragili
mentalmente. Se mancano quelle due – tre persone che reggono l’urto a livello di
testa andiamo in crisi. Purtroppo in questo gruppo ci sono pochissimi giocatori
di carattere». Insomma, nulla di buono da una prestazione che, dopo la vittoria
di domenica scorsa contro il Monte San Giovanni Campano, cisi aspettava di
tutt’altro spessore.
Li. Or.


Grande successo alla festa dedicata alla Madonna della
Delibera.
Programma ricco e vario, quello offerto dagli
organizzatori, che quest’anno si è arricchito della presenza
della cantante lirica Katia Ricciarelli. In particolare a
deliziare la cantante, il cuoco Germano Sepe, che ha
preparato per la serata dell’8 settembre un inedito culinario:
il gelato alla cicerchia, un legume tipico di Campodimele.
La Ricciarelli ha apprezzato il manicaretto e ha voluto la
ricetta. Il gelato di Sepe è ottimo anche per la salute, tanto
che lo possono mangiare anche i bambini celiaci. Grande
festa dunque anche nei giorni precedenti e alla chiusura.
Sport, feste per i bambini, musica e spettacoli pirotecnici,
oltre alla tradizionale lotteria. Il 9 settembre infine, la festa
di Padre Pio, con la processione e il corpo bandistico.
L’organizzatore Lorenzo Iacovacci ha voluto ringraziare
tutti gli sponsor che ogni anno rendono possibile la festa e
il cuoco Germano Sepe, titolare del ristorante «La Longevità
», che ha offerto il suo speciale gelato alla cicerchia.
D. R.

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terracina-villa-della-marina-1914_bis

La risposta dei terracinesi c’è stata. Oltre 500 persone hanno aderito alla
fiaccolata per dimostrare il dissenso verso il sindaco Stefano Nardi e la sua
amministrazione. La manifestazione è stata organizzata dall’entourage del
consigliere regionale Gianfranco Sciscione per chiedere al primo cittadino le
dimissioni immediate. I terracinesi si sono radunati in piazza Garibaldi: il
lungo corteo si è mosso verso piazza del Municipio intorno alle 20. Nessun
messaggio politico: i partecipanti hanno risposto in coro a ogni nome della
maggioranza (consiglieri e assessori) che veniva nominato dagli organizzatori.
“Dimettiti”, era l’eco dei manifestanti. In piazza Municipio ad attendere il
corteo c’erano altri terracinesi, per lo più anziani. Nessun momento di
tensione: delusi anche coloro che si aspettavano l’entrata in scena del primo
cittadino. Convinti del loro gesto i partecipanti: «Abbiamo avuto il coraggio
delle nostre azioni – hanno spiegato – coloro che non sono qui oggi (ieri ndr) è
solo perché avevano paura di essere etichettati. Mi riferisco principalmente ai
commercianti, che si sono sempre lamentati dell’operato di questa
amministrazione e invece…». Alcune associazioni e circoli hanno rigettato
l’invito di scendere in piazza, mentre era presente “Terracina rialzati”:
«Abbiamo aderito perché è stata un’iniziativa senza colore politico. Siamo
soddisfatti della risposta dei terracinesi». Sull’altra sponda politica,
Alessandro Di Tommaso, segretario del Pd, ha argomentato l’inutilità della
manifestazione di ieri: «Non partecipiamo a manifestazioni di stampo populista –
ha spiegato – noi prendiamo parte a cortei che vogliono garantire i diritti dei
più deboli, quindi a favore dei bisognosi e non contro qualcuno». Presenti
alcuni esponenti di “sinistra e libertà” e Pierpaolo Marcuzzi, rappresentante
dell’Udc: «Chi si propone per fare politica deve per forza di cose farsi
conoscere e si deve far apprezzare dalla gente, ed è per questo che evidenzia
problemi sociali, critica le scelte amministrative che ritiene sbagliate e
propone delle soluzioni ai vari problemi – ha spiegato Marcuzzi – Io non ho
avuto paura di tutto ciò, partecipando alla fiaccolata ho espresso il mio
dissenso verso chi ha amministrato sino ad oggi, non è uno spot elettorale o
un’iniziativa per cercare consensi, quelli si trovano passando casa per casa,
ascoltando e parlando con la gente». Intorno alle 20,40 è stato suonato il
silenzio, poi il corteo si è sciolto, ma i commenti continueranno.
di DANIELE SPERLONGA

32000 [23]

Al porto di Terracina arrivano i sommozzatori per controllarne lo stato prima
dei lavori.
Lo hanno annunciato ieri il presidente della commissione regionale
mobilità Giovanni Di Giorgi insieme al consigliere Gianfranco Sciscione. I sub
dovranno controllare lo stato del fondale e prelevare campioni di acqua. Si
tratta di un’attività preliminare ai lavori tanto attesi di messa in sicurezza e
dragaggio. «Le operazioni preliminari procedono come da programma stilato dai
tecnici della Regione – si legge nella nota dei due responsabili – Prima di
affidare i lavori occorre conoscere in maniera approfondita lo stato delle cose,
capire cioè le condizioni della superficie e del fondale». Per i risultati dei
prelievi bisognerà attendere almeno quattro settimane e verranno poi consegnati
alla struttura regionale competente. Solo a quel punto, se non ci saranno
particolari problemi o ritardi, saranno assegnati i lavori alla ditta in grado
di effettuarli. «Non ci dovrebbero essere ostacoli di sorta ma prima di
pronunciarsi occorre attendere i risultati definitivi. Per questo ringrazio i
tecnici e gli uffici della Regione che si stanno adoperando per realizzare al
meglio questo complesso intervento». La situazione dell’insabbiamento del porto
di Terracina è ormai una questione endemica che viene risolta da sempre con
singoli interventi di dragaggio che spostano solo nel tempo il problema. Del
resto altre soluzioni drastiche non se ne vedono.
F.Coc.

32000 [10]

Chi credeva che fosse acqua passata, dovrà ricredersi. La sezione locale dell’A
rch eocl ub vuole andare fino in fondo sull’accertamento della legittimità della
manifestazione organizzata alle fine di agosto sul Tempio di Giove dai giovani
del Pdl. Un altro esposto-denuncia è stato inviato dall’associazione ad una
lunga lista di destinatari, tra cui compaiono – oltre a Procura, Forestale,
Corte dei Conti, Prefetto, e Sovrintendenze competenti – anche gli esponenti
politici che vi hanno preso parte, tra cui il sottosegretario agli Interni
Alfredo Mantovano, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Ministro della
Gioventù Giorgia Meloni e il consigliere regionale Stefano Galetto. A loro l’Arc
he ocl ub scrive nero su bianco le diverse violazioni in cui sarebbero incappati
rispetto alle leggi, regionali, nazionali ed europee a tutela del sito
archeologico. A corredo dell’esposto l’as – sociazione ha inviato anche alcune
fotografie a riprova dei disagi causati dal Campo «Plus Ultra». A cui peraltro,
si legge nella denuncia, il Comune non ha posto freno, abdicando di fatto alle
proprie prerogative, «nel silenzio assoluto delle apposite competenze
amministrative». Ad essere chiamati in causa, insomma, anche gli assessori
Gianni D’Amico, Luciano Pecchia e Loreto Maragoni, i quali hanno offerto «un
negativo esempio di rispetto delle norme legislative di salvaguardia del sito»
approvando del tutto illegittimamente una «forzata sovrapposizione
dell’iniziativa privata e politica alla ordinaria attività pubblica, culturale e
turistica di gestione dell’area». Parcheggi occupati, concerti rumorosi, area
archeologica interdetta alle visite. Numerosi i disagi e le lamentele da parte
dei turisti: «Disorientati e spaesati – si legge nell’ esposto – a causa di un
servizio pagato per visitare l’area archeologica, ma trasformato in un autentico
disservizio per la occupazione delle aree monumentali principali (la terrazza
superiore e la terrazza mediana) da parte degli incontri-dibattito in corso». E
ancora «il frastuono assordante dei concerti nelle due serate del 27 e del 28
agosto, le cui emissioni sonore, oltre ogni limite, giungevano nelle aree
abitate di Piazza Palatina e della Ciana e persino nella zona del Cimitero
pubblico». Secondo l’Archeo – club il danno è stato arrecato non solo al
servizio ma anche «all’erario pubblico» perché, in sostanza, l’occupazione del
Tempio di Giove avrebbe di fatto inibito l’acquisto di biglietti d’in – gresso,
il pagamento delle strisce blu, e gli stessi turisti a svolgere la visita.
L’associazione chiede di «accertare tutte le responsabilità circa la violazione
dei vincoli, dei divieti, delle prescrizioni e degli eventuali reati commessi e
delle relative sanzioni pecuniarie », ma anche di «appurare la legittimità dei
procedimenti amministrativi, dei conseguenti atti tecnico-gestionali ed
esecutivi e le responsabilità di eventuale omissione rispetto alla normativa vigente».
Diego Roma

32000 [8]

Lui è morto e loro vogliono chiarezza dopo averlo «assistito per tutto il
periodo della degenza, avvenuta in varie strutture ospedaliere».
Così hanno
scritto al Tribunale per i diritti del malato denunciando che «durante il
periodo di degenza presso l’istituto di riabilitazione Clara Franceschini non è
stata fornita assistenza adeguata». I familiari di Leone Zuccaro, la moglie e i
figli, morto il 10 agosto al “Fiorini” di Terracina, non usano mezzi termini e
chiedono che il Tribunale del malato intervenga per fare chiarezza. L’uomo, 79
anni, era stato ricoverato a Sabaudia «reduce da un importante ictus, seguito da
un intervento di riduzione di una frattura del femore sinistro». Un a situazione
difficile, riportata nel referto con il quale dal reparto post acuti
dell’ospedale “Di Liegro” di Gaeta veniva proposto il ricovero presso l’istituto
di Sabaudia ritenendo le condizioni dell’uomo «compatibili con le prestazioni
che la struttura riabilitativa garantisce». Secondo i familiari, invece, quando
il 21 luglio, è stato dimesso a seguito dell’insorgere della febbre dovuta alla
polmonite era in «uno stato di denutrizione, disidratazione, polmonite con
conseguente insufficienza respiratoria». Condizioni che in un quadro clinico
difficile, a quell’età sono possibili – e gravi – ma che i familiari “imputano”
alla struttura di Sabaudia. Dalla quale le accuse vengono rispedite al mittente.
«Siamo molto dispiaciuti – dice Luigia De Giorgi, amministratore unico
dell’istituto di Selva Piana – non possiamo ovviamente mostrare i dati contenuti
nella cartella clinica per ragioni di riservatezza, ma possiamo garantire che il
paziente è stato seguito dall’inizio alla fine». I familiari affermano, invece,
che «le condizioni di Leone sono state valutate gravissime dai medici del pronto
soccorso del Fiorini di Terracina che hanno somministrato una terapia al fine di
tamponare una situazione generale ormai compromessa, di improbabile guarigione».
Dal canto suo l’amministratrice parla di «posizione infondata, siamo in grado di
dimostrarlo qualora ci venga fatta richiesta da chi di dovere, a me dispiace che
i familiari non si siano preoccupati nemmeno di chiedere la cartella clinica».
La stessa dirigente precisa che «in casi del genere, come spiegano i medici, la
disidratazione si manifesta». Leone è morto il 10 agosto.
di GIOVANNI DEL GIACCIO

32000 [7]

Dirigente, quanto mi costi. Dovrà accollarsele la collettività
le cause perse del Comune di Terracina con i suoi ex
dirigenti comunali. Se il Consiglio comunale approverà la
proposta, saranno iscritti tra i debiti fuori bilancio gli oltre
600 mila euro che il Comune deve agli ex dirigenti Piero
Maragoni e Attilio Giannetti. La fetta più grossa andrà al
primo: 462 mila euro per aver vinto una causa su compensi
dovuti e non pagati dall’ente in base alla sua posizione.
Maragoni ha già dalla sua la sentenza del Tribunale di
Latina. Il Comune ha impugnato la sentenza, che però non
è stata sospesa. Per cui, per ora è obbligato a pagare.
Vicenda simile per l’ex dirigente Giannetti, il quale aveva
effettuato ricorso in quanto, pur svolgendo mansioni per
una determinata categoria, era stato pagato come categoria
più bassa. A lui il Comune deve corrispondere circa 162
mila euro. Anche in questo caso la sentenza è stata
impugnata, ma non sospesa. Per cui il Comune intanto
paga. Poi, quando sarà, magari chiederà il rimborso.
D. R.

32000 [6]

“La Destra” che in questi anni è sempre stata molto attenta ai problemi della
città, dopo una serie di incontri, in cui si è discusso anche dei punti
programmatici da portare avanti alle prossime elezioni amministrative, il
coordinamento cittadino di Terracina ha deciso e chiesto al Dott. Emilio
Perroni, attuale Segretario Provinciale de “La Destra” di candidarsi alla carica
di primo cittadino. La scelta non è casuale, in quanto Perroni possiede le
caratteristiche che un candidato dovrebbe avere, essendo da anni impegnato sia
politicamente ma anche nel mondo del volontariato, inoltre le sue capacità sia
organizzative che aggregative hanno portato “La Destra” in provincia di Latina a
triplicare i consensi alle ultime regionali, dimostrando di essere più viva che
mai ed ancor di più rappresentando un rinnovamento politico generazionale. Oggi
molte forze sia politiche che associative guardano troppo al passato e per nulla
al futuro, per questo ora ci aspettiamo una risposta dalla società civile e dal
mondo del volontariato. Noi de “LA DESTRA” di Terracina affermiamo che “IL VASO
E’ ORAMAI ROTTO”, dobbiamo pensare a farne uno nuovo, il nostro obiettivo oggi è
solo quello di guardare avanti: ”IL FUTURO APPARTIENE A NOI”.

32000 [5]

Ben venga il «Bike sharin», ma prima si deve mettere mano alla viabilità urbana.
Così Marina Mobilio, dell’associazione ‘Insieme per terracina’, risponde
all’assessore all’Ambiente Loreto Maragoni, che ha proposto la realizzazione di
ciclostazioni comunali per rendere sostenibile la mobilità. In una lettera
aperta all’amministratore, la Mobilio ricorda che «sono più di 20 anni che
cittadini e ambientalisti chiedono a gran voce piste ciclabili in città e le
bici pubbliche sono una buona soluzione per i turisti che vengono a trovarci. Ma
in quale situazione di viabilità urbana si inserisce questa proposta
dell’assessore? Non credo quella attuale, caratterizzata da strade strette a
doppio senso di marcia, parcheggi selvaggi, pochissime centinaia di m di piste
ciclabili in parte su marciapiedi e con attraversamento di carreggiate, strade
con buche ed erbacce, che care ci sono costate. E´ veramente pericoloso di
questi tempi girare in bici per terracina!». «Non chiediamo l´impossibile al neo
assessore -continua la lettera-, ma un assetto viario diverso è indispensabile
per poter arrivare in tempi non biblici a rendere la città sostenibile per noi
abitanti e per i tanti turisti che si spera verranno, attratti da un ambiente
pulito e confortevole». La Mobilio propone «provvedimenti non di difficile
attuazione», quali «la dislocazione dei sensi unici dove occorre, di parcheggi
ben organizzati nei pressi della stazione ferroviaria e in zone periferiche di
accesso alla città per i turisti occasionali, dotati di navette elettriche e
bike sharing per girare nelle strade di terracina, la costruzione di parecchi
chilometri di pista ciclabile a norma di legge, la predisposizione di zone
pedonali in alcune parti della città»
Andrea Di Lello

32000 [4]

Se fino a oggi non è cambiato nulla, dovrebbe partire la sospensione dei servizi
da parte delle società di navigazione della Snip e della Snap.
Lo stop era stato
preannunciato in una lettera che l’armatore Guido De Martino aveva scritto al
prefetto di Latina Antonio D’Acunto informandolo che la flotta avrebbe spento i
motori a partire da oggi. Non ci sono soldi in cassa, e senza quelli non si
parte per le isole ponziane. La società di carburante ha sospeso i rifornimenti
per i mancati saldi precedenti; le maestranze, rappresentate dalla Filt-Cgil,
hanno proclamato lo stato di agitazione perché non ricevono lo stipendio da due
mesi; le banche non fanno più credito.
Ri.Re.

32000 [3]

Il calcio, si sa, è fatto di episodi. Episodi che possono condizionare una
partita, o magari un’intera stagione. Episodi particolari, anche insignificanti.
Accadimenti che ti spingono a fare meglio e di più. Che sbloccano una situazione
di stallo e ti permettono di andare avanti, meglio e più velocemente di prima.
Tutto questo potrebbe (usiamo il condizionale visto che solo il tempo potrà
dirci se è così, o meno) essere successo domenica scorsa, al minuto numero 73
della sfida tra Terracina e Monte San Giovanni Campano, quando una rovesciata I
senza troppe pretese di Giuseppe rosi, dalla fascia destra, diventa un assist
perfetto per Reppucci che, appostato al limite dell’area piccola, deve solo
sospingere il pallone in rete. Un episodio, quindi, che regala la prima vittoria
stagionale al Terracina (dopo il ko all’esordio e la sconfitta in coppa Italia)
e che, come detto, potrebbe rappresentare il momento della svolta. La squadra,
infatti, praticamente rivoluzionata in estate, aveva bisogno di una iniezione di
fiducia del genere, come ammette, nell’analisi del match, il tecnico Mauro
Pernarella: «Una partita complicata. Nella prima mezz’ora la squadra era
decisamente tesa, i ragazzi erano contratti, anche se, alla fine, il pallino del
gioco lo abbiamo sempre avuto in mano noi. Loro hanno tirato per la prima volta
in porta da 30 metri dopo 20 minuti. Noi, invece, mai. Nell’ultimo quarto d’ora
qualcosa è scattato. Ci siamo sbloccati creando almeno 4 o 5 palle gol
importanti. Nel secondo tempo, i primi 10 minuti sono stati come la prima
mezz’ora del primo. Poi ho indovinato i cambi, mettendo Ballerino e Serapiglia
che hanno fatto scattare la molla. Abbiamo iniziato a macinare gioco, anche se
il gol è stato abbastanza fortunoso. Nel finale ci siamo difesi, senza mai
rischiare. Ho visto la mia squadra giocare in modo molto determinato. Ho visto
un po’ di carattere, questo risultato lo volevano a tutti i costi. Speriamo che
questa prestazione ci dia quel morale che ci serve per provare a recitare un
ruolo di primo piano in questa stagione». Un scossa morale, ma non solo. Il
classico 4-4- 2 «pernarelliano» è stato sostituito, per una volta, da un 4-2-3-1
decisamente inusuale. Il perché ce lo spiega il mister: «Il cambio del modulo ha
la sola motivazione di provare a sfruttare al meglio il potenziale della
squadra. In questo modo siamo più offensivi, con gli attaccanti che possono
rimanere davanti perché dietro hanno D’Amico e Romero che lavorano per quattro…
Poi abbiamo i giovani adatti per giocare in questo modo, compreso Reppucci, un
’91 che mi ha dato molto sia in fase offensiva che in quella difensiva». Una
nota di merito particolare, però, il tecnico la dare a due giocatori in
particolare: «Sono molto, molto contento di Ballerino e Serapiglia. Non sono
entrati in campo tanto per entrare, ma erano determinati e vogliosi di fare.
Hanno cambiato la partita». Oggi, però, è già tempo di tornare in campo. C’è da
affrontare il Città di Marino nel match di ritorno del primo turno preliminare
della coppa Italia di Eccellenza. Si riparte dallo zero a due del match di
andata: «Ci proveremo, non vogliamo certo regalare nulla a nessuno. Domenica
abbiamo creato sette-otto palle gol per farne uno. Se aumentiamo la percentuale
realizzativi… All’andata è stato molto difficile. Abbiamo giocato su un campo
sintetico contro una squadra molto brillante. Ora, però, abbiamo acquistato
fiducia e morale e siamo più consapevoli del nostro potenziale». Infine, ad un
mese e mezzo dall’inizio di questa nuova avventura, chiediamo a Pernarella di
fare un mini-bilancio di quanto successo sinora: «All’inizio ci sono state
grosse difficoltà. Ora qualche angolo è stato smussato ma ce ne sono
ancora da smussare».
Li. Or.


È stato firmato un protocollo d’intesa tra l’associazione «AnnaLaura» e
l’Azienda Speciale dei servizi sociali.
La Onlus presieduta da Ettorina
Michelazzo, da tempo impegnata nel sostegno ai degenti oncologici del
comprensorio, in collaborazione con l’as – sessore ai servizi sociali Francesco
Zicchieri e il presidente dell’Azienda Valerio Golfieri, a partire da ottobre
metterà a disposizione dei pazienti un pulmino che gratuitamente accompagnerà
gli utenti presso le strutture sanitarie per sottoporsi a esami di radioterapia.
Fino a oggi, chi non poteva recarsi autonomamente presso gli ospedali di
Terracina e Latina, era obbligato ad arrangiarsi riuscendo a contare sugli aiuti
dei volontari di AnnaLaura. Ma si trattava di una soluzione dispendiosa e che di
certo non costituiva quella risposta concreta per chi, come i malati oncologici,
hanno necessità di sottoporsi a cure «delicate». Il servizio partità i primi di
ottobre e, secondo le previsioni, dovrebbe abbracciare un’utenza molto vasta di
circa 600 persone l’anno. Per il Comune non ci saranno spese, il mezzo è infatti
quello fornito dalla MGG (Mobilità garantita gratuita) offerto dagli sponsor
pubblicitari esposti sulla carrozzeria. All’ente basterà pensare al carburante e
a fornire gli autisti, che rientrano nel personale dell’Azienda Speciale. «Per
l’associazione AnnaLaura – ha detto la presidente Michelazzo – è una grande
soddisfazione essere riusciti a raggiungere questo obiettivo. Per anni abbiamo
svolto questo servizio con difficoltà, ma adesso con il protocollo d’in – tesa
offriremo un’offerta efficiente per chi ha bisogno. Chiaro che non potremo
trasportare tutti i pazienti oncologici, ma ci concentreremo su quelli più
bisognosi che senza questo servizio non potrebbero neppure recarsi in ospedale
per curarsi in quanto soli. Credo che nel 2010 il fatto che ci siano soggetti
che non possano godere del proprio diritto a curarsi sia assurdo ». Soddisfatti
dell’iniziati – va anche Golfieri e Zicchieri, che hanno lodato l’oper ato
dell’associazione «AnnaLaura » sul territorio e hanno spiegato come sia
intenzione dell’Azienda Speciale, su impulso dell’assessorato ai servizi
sociali, cercare di coinvolgere al massimo le associazioni di volontariato
nell’erogazione dell’assisten – za alle fasce più deboli della popolazione.
Francesco Avena

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nardi-go-home

Ieri tante Videocamere e c’ero anche io… un Terracinese qualunque con la sola qualifica di Blogger amatoriale. Ho avuto cosi modo di preparare un filmatino di questa famosa manifestazione che ha tenuto banco per giorni sulle cronache locali.

Come è andata? Difficile dirlo perchè portare i “Sang’ de Pesce” in piazza è veramente cosa ardua. Certamente non vi sono state le “migliaia” di partecipanti auspicati dagli organizzatori  ma  è stata comunque una manifestazione ben riuscita e che per certi versi definirei epica vista la nota apatia dei Terracinesi sui problemi che li riguardano (io avrei scommesso su un numero estremamente esiguo di partecipanti).

Comunque sia vi sono state molte polemiche in merito a questa iniziativa.

Le critiche più rilevanti da parte di varie associazioni erano incentrate su una strumentazione politica a vantaggio dell’ On. Sciscione.

Questo non lo sappiamo ma è certo che manifestare tutti uniti contro questo stato di cose sarebbe stato molto meglio. L’On. Sciscione attualmente non mi sembra che abbia recato danni alla città e ha il suo tempo per essere giudicato sugli atti politici che compirà in futuro mentre, sull’altro versante, troviamo gente che ha meritato già la sua sentenza che è   passata in giudicato nel sentire popolare per l’aver messo la NOSTRA favolosa  città in ginocchio non si sà per quanti decenni a venire.

Cosa fare? Personalmente io partecipo e parteciperei a qualsiasi forma di protesta anche organizzata da associazioni e/o movimenti politici di qualsiasi colore perchè ritengo importante il fine ultimo…cioè che questa gente senta finalmente il fiato sul collo di una popolazione che non ne può più.

In merito poi a questa controversa fiaccolata il mio parere è che per attenuare le polemiche si sarebbero potuto creare due distinte marce di protesta convergenti su Terracina alta.  Oltre a quella di Bersani se ne poteva fare una con associazioni, partiti politici ecc.ecc. che partiva, che sò, da piazza quattro lampioni. In questo modo vi sarebbe stato un coinvolgimento più rappresentativo della città anche con l’ausilio di chi si riconosce sotto un qualsiasi schieramento.

Comunque sia come sia è andata ed ecco a voi il video, buona visione:

Video importato

vimeo Video

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E’ tutto pronto. Ora e luogo sono noti da tempo. L’incognita sono i
partecipanti. Tanti, pochi? Gli organizzatori, ovvero il consigliere regionale
Gianfranco Sciscione e il suo staff, sperano che questa sera alla manifestazione
anti Nardi prevista per le 19 in piazza Garibaldi arrivi un numero di persone
tale da far gridare al grande successo e quindi aprire la strada a un voto di
sfiducia che mandi sindaco, giunta e consiglio comunale a casa e al contempo
spianare l’autostrada plebiscitaria a Sciscione. E’ questo il vero punto che ha
animato la discussione delle adesioni. Le associazioni più attive di Terracina
che hanno espresso la volontà di partecipare temono che la fiaccolata possa
essere strumentalizzata politicamente e quindi avere anche un fine
elettoralistico neanche tanto velato. I sì infatti sono arrivati con i relativi
distinguo. E così se “Città Partecipata” ha manifestato il desiderio di sfilare
ognuno con il suo colore, con il suo vessillo, “Terracina Rialzati” e altri
esponenti della società civile hanno spiegato che l’importante è marciare uniti
per esprimere un dissenso sulla gestione dell’amministrazione guidata da Stefano
Nardi e in nome dei tanti problemi irrisolti. Per questo nessuno si azzarda a
fare stime sul numero dei partecipanti. Dall’altro lato, ovvero quello
dell’amministrazione, molti, ma non tutti, sperano che sia l’ennesimo flop che
scriva la parola fine sul nuovo vento che spira sulla città all’indomani delle
elezioni regionali. Il primo cittadino, se terrà fede a quanto ha detto
pubblicamente, sarà presente non certo in prima fila ma ai lati del corteo, per
vedere i visi di chi manifesta il dissenso sul suo operato. Magari prenderà nota
per stilare la lista dei buoni e dei cattivi. Il nemico numero uno di Nardi ora
si chiama Gianfranco Sciscione che attende la decisione dei giudici
amministrativi del Tar sul numero di consiglieri regionali. Ce ne sarebbero tre
di troppo eletti nell’assise della Pisana in base al regolamento. Se il Tar lo
confermasse uno dei tre sarebbe proprio il proprietario del network televisivo
che potrebbe dire addio alla sua breve avventura regionale per la gioia di Nardi
e in questo caso candidarsi direttamente a sindaco.
di FABIO COCCIA

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Primi tre punti della storia per la neonata U.S. Terracina. I tigrotti
hanno superato alla prima al Mario Colavolpe il Monte San Giovanni campano per
1-0; ciociari poco incisivi in avanti. Gli ospiti insidiano la porta di Fusco
solo al 22’ con un tentativo dalla distanza di Virgili, respinto dal portiere
biancazzurro. Il Terracina trovate le giuste misure ci prova al 31’ con Medoro:
colpo di testa che si stampa sulla traversa. Al 38’ è ancora Medoro ad avere il
pallone del vantaggio ma il suo destro è troppo tenero. Nella ripresa ci provano
Reppucci (20’) e Sansò (25’) senza fortuna. A trovare il guizzo da tre punti è
il giovane Reppucci, che servito alla perfezione da Rosi non sbaglia da pochi
passi. Nel finale il Terracina amministra senza affanni. TERRACINA: Fusco 6,5,
Tricinelli 6, Angona 6 (7’ st Serapiglia 6,5), Balestrieri 6,5, Di Franco 6,5,
D’Amico 7, Romero 6, Sansò 7, Reppucci 6,5, Rosi 6, Medoro 6 (7’ st Ballerino
6,5). All. Pernarella MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO: Romano 7, Greganti 6, Colò 5
(26’ st D’Annibale 6), Maura 5,5, Silvestri 6, Fumagalli 6,5, Virgili, Lillo 6,
Coppola 5 (7’ st Tedeschi 6,5), Caci 5,5 (19’ st Rufo 6), Rosato 5. All. Carlini
Arbitro: Ricci Rete: 28’ st Reppucci Note ammoniti Romero (T), Tricinelli (T),
Reppucci (T), Virgili (M); corner 5 a 3 per il M. S. G. C.; spettatori 300 circa
di DANIELE SPERLONGA

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E’ “Prospettivaeditrice” a presentare al pubblico la prima edizione del
“Terracina Book Festival”.
La rassegna si svolgerà nella bella città di Giove
Anxur dal primo al tre di ottobre. Parliamo di un progetto letterario di Massimo
Lerose ed Andrea Giannasi. «La manifestazione che presentiamo – spiegano gli
organizzatori – ha la durata di tre giorni, durante i quali le lettere si
contamineranno nelle differenti forme artistiche. I libri, dunque, entreranno e
usciranno dal teatro, dal cinema, dalla fotografia e dalla pittura. Saranno
presenti autori ed autrici che si confronteranno sulla lettura intorno ad una
mostra fotografica e una grande biblo-libreria. La location sarà la Sala
Valadier presso l’istituto professionale “A. Filosi”. Terracina Book Festival -
spiegano da Prospettivaeditrice – è inserito nel cir- E’ cuito letterario
nazionale che abbiamo creato da alcuni anni e che comprende numerose regioni
quali la Toscana, la Calabria, il Lazio e infine la Puglia». Nel programma vi
sono eventi letterari tra i quali “Terracina è… mistero”, un incontro sulla
letteratura gialla con gli scrittori Massimo Lerose e Giorgio Molinari. L’ultima
serata sarà dedicata invece al teatro civile di Andrea Giannasi, dal titolo
“Giornalismo: la storia di una informazione in guerra”. Importante, poi, è la
collaborazione con “Aperitivocorto”, il circuito nazionale di distribuzione di
corti che si inserisce anche nelle date di Terracina, aumentando il peso
culturale della manifestazione. Inoltre alle 20 di ogni sera si terrà “Aperitivo
d’autore”: un evento durante il quale i prodotti enogastronomici del territorio
si raccontano. Gli incontri letterari avverranno con autori famosi del panorama
nazionale o con libri di grande interesse culturale, con autori emergenti e con
autori di testi che mettano in risalto il nostro patrimonio culturale

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Auto comunali inviate in officina per la manutenzione che vengono rispedite
indietro al mittente perché non vengono pagate le rate di leasing.
Ancora una
volta al centro dell’ennesima gaffe il Comune di Terracina. Nonostante da
qualche mese l’amministrazione abbia iniziato un percorso di alleggerimento del
debito attraverso piani di rientro e accordi sulle somme effettuati a vari
livelli con la schiera di creditori, nei giorni scorsi l’ente è cascato
nuovamente nella più classica delle bucce di banana. Il caso riguarda il parco
auto in dotazione alla polizia municipale che la scorsa settimana è finito
nell’officina autorizzata dalla società di leasing all’epoca del contratto di
affitto dei mezzi. Il solito tagliando e qualche altro accorgimento. Ma
l’officina anziché procedere ha richiamato il Comune spiegando che l’intervento
non poteva farlo perché non autorizzato dalla società che non ha mai ricevuto un
solo euro dall’ente per le auto prestate. Già, il Comune di Terracina non
avrebbe mai pagato una sola delle rate di affitto dei mezzi. Il solito refrain,
ma questa volta di mezzo ci sono le auto di servizio dei municipali e non si
esclude che il rubinetto sia stato chiuso anche per gli altri mezzi in dotazione
al Comune. Se dovesse rompersi una sola gomma non c’è verso di farla riparare se
non pagando direttamente il gommista. Ma se non ci sono i soldi del leasing
figuriamoci per le officine ammesso che esista ancora qualcuno in grado di fare
credito al Comune. Inoltre c’è il serio rischio che le auto vengano ritirate e
che la società inizi l’ormai nota trafila legale di recupero del credito. Eppure
negli ultimi mesi il sindaco Stefano Nardi, coadiuvato da alcuni assessori e
consiglieri di maggioranza, si era messo di buzzo buono a decifrare la quantità
di debiti e iniziare l’iter di ripianamento almeno delle partite più
consistenti. Ma i conti pubblici di piazza Municipio soffrono di una politica
economica estremamente allegra degli anni passati sempre sostenuta sotto il buon
nome di una finanza creativa che doveva essere la soluzione alla crisi delle
casse comunali e che invece si è rivelata un boomerang. L’opposizione attende da
almeno un anno di conoscere la reale situazione del debito complessivo e di
quello fuori bilancio unitamente ad alcune voci sui residui attivi e passivi.
Idem per i conti economici della Terracina Ambiente e dell’Azienda Speciale.
di FABIO COCCIA


Rischia di logorarsi in fretta il «cemento» che nelle intenzioni dovrebbe
saldare l’alleanza tra il Partito democratico e le altre forze di
centrosinistra in nome di un nuovo Ulivo, evocato con insistenza anche dai
vertici nazionali.
A livello locale il secondo partito della città dà segni di
cedimento, almeno all’apparenza. Dopo l’intervento del consigliere comunale
Vincenzo Coccia, che chiede ai suoi colleghi chiarezza non solo programmatica,
ma di principi fondatori per competere alle prossime amministrative,
arriva anche la nota di Sinistra e Libertà ad adombrare
spaccature all’interno dei democratici. Il segretario di Sel Vittorio Marzullo
parla addirittura di un Pd che sta «paralizzando il percorso di stesura del
programma del centrosinistra», tanto da spingere la sinistra extra consiliare a
proseguire nel confronto anche senza il partito di Bersani. A creare qualche
imbarazzo all’interno del Pd sarebbe soprattutto una componente che, stando a
voci insistenti, non disdegnerebbe il dialogo con il movimento politico del
consigliere regionale Gianfranco Sciscione. Una «deviazione» che sarebbe già in
atto e che mette in discussione il percorso iniziato all’indomani delle
elezioni regionali, quando il segretario Alessandro Di Tommaso aveva illustrato
una linea decisamente orientata alle alleanze «tradizionali ». Ed è proprio Di
Tommaso, interpellato sulla presunta crisi del partito, a voler chiarire la
faccenda. «Nessuna crisi, siamo in attesa del congresso per delineare
ufficialmente le nostre posizioni. È chiaro però che restiamo convinti che le
alleanze saranno possibili solo con interlocutori che non abbiamo avuto contatti
con gli attuali amministratori ». Un modo velato per escludere Sciscione dalle
opzioni. «Se ha nella sua lista ex protagonisti di giunta e di Consiglio, è
impensabile un’alleanza», assicura Di Tommaso, che però considera riduttiva
anche l’ipotesi Ulivista. «In Consiglio resta aperto il dialogo con gli
esponenti dell’Udc, che ormai da tempo sono all’opposizione, i Verdi.
Ci sono poi, all’esterno, forze associazionistiche che si sono contraddistinte con
coerenza nel portare avanti battaglie contro la giunta Nardi. E naturalmente
Sinistra e Libertà, Verdi, socialisti e Rifondazione». Resta però da chiarire
quel «neo» all’interno del partito, costituito da alcuni simpatizzanti della lista di Sciscione.
Diego Roma


Non è solo il Partito Democratico a registrare divisioni all’insegna del fattore
Sciscione.
Anche l’Udc vive spaccature al suo interno, soprattutto in merito
all’adesione o meno alla fiaccolata anti Nardi organizzata dallo sciscioniano
Germano Bersani. Se infatti prende le distanze il segretario del partito
Giuseppe Zappone, in piazza scenderanno invece Pierpaolo Marcuzzi e Davide
Minchella. Resta invece l’incognita del capogruppo Gianni Percoco, che come è
noto si è autosospeso dal partito di Casini. Segnali, questi, che forniscono
un’immagine del partito di centro tutt’altro che unito. Soprattutto su una presa
di posizione netta come quella invocata dalla fiaccolata, l’Udc non si è
presentato unito e questo senz’altro non lascerà il campo privo di polemiche e
strascichi all’interno dello schieramento. Secondo voci di corridoio tra i vari
componenti dell’Udc il clima sarebbe alquanto teso, tanto che nei prossimi
giorni potrebbero intervenire i vertici del partito per calmare le acque e
riportare la situazione alla normalità.
D. R.


A meno di nove giorni dalla riapertura delle aule della sezione distaccata di
Terracina del Tribunale di Latina, la sede di via dei Volsci continua a lavorare
senza due giudici togati la cui sostituzione potrebbe avvenire addirittura a
Pasqua.
Nel frattempo la gran parte dei processi penali e tutte le direttissime
saranno dirottate nel già congestionato tribunale del capoluogo. Dopo la
partenza di Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, avvenuta nella primavera
dello scorso anno, si parlava di una immediata sostituzione che avrebbe potuto
estendersi fino a ottobre. In questi giorni sono sempre più insistenti le voci
che ipotizzano l’arrivo di un togato non prima del prossimo anno, azzerando così
ogni rosea previsione e aprendo nuovamente la discussione sul futuro della
sezione di Terracina. Lo scorso anno era emersa la preoccupazione che nella
black list del Ministero della Giustizia fosse finita anche la sezione di via
dei Volsci che, causa razionalizzazione dei tribunali di tutta Italia, sarebbe
stata accorpata insieme alle sezioni del sud della provincia. Preoccupazione che
era rimasta tale ma che ora, vista la situazione, potrebbe tornare nuovamente in
auge. Per ora i processi penali hanno subito un forte rallentamento e molte
udienze vengono sistematicamente rinviate. Una situazione che non si sa per
quanto tempo verrà ancora tollerata dall’associazione forense.
F.Coc.


E’ un Terracina col dente avvelenato ue sconfitte nelle prime due uscite
stagionali non fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi del Terracina anche se,
a ben guardare, di motivi per sentirsi proprio, come si dice in gergo, «in mano
a Cristo», ce ne sono.
Iniziamo dalle prestazioni offerte dalla squadra tanto a
San Cesareo, quanto nella gara infrasettimanale di coppa a Marino. In entrambe
le occasioni la squadra ha espresso un gioco piacevole e comunque, sempre,
propositivo. Non ha solamente subito l’iniziativa dell’avversario. Anzi. A San
Cesareo, contro un avversario decisamente forte ed attrezzato, nella ripresa i
tigrotti sono andati un paio di volte vicini al pari riuscendo, al contempo, a
mettere la museruola all’attacco romano. A Marino, invece, il ko è arrivato in
un match nel quale l’arbitro ha D prima annullato un gol ai pontini, poi
concesso un rigore ai castellani e, dulcis in fundo, ha espulso il centravanti
Alvarez per comportamento scorretto calcando pesantemente la mano al momento di
scrivere il referto da mandare agli organi di giustizia sportiva. Risultato?
Nonostante il provvediemento sia stato notificato in un match di coppa,
l’attaccante non potrà scendere in campo oggi perchè squalificato fino al
prossimo 23 settembre. Per lui, quindi, Monte San Giovanni Campano e niente
Anitrella in campionato oltre, ovviamente, all’assenza nel match di ritorno di
coppa. Oltre ad Alvarez, assente anche il centrale difensivo Ayani, espulso per
doppia ammonizione a San Cesareo, oltre a Lacava. Infortunato, invece, Gavino.
Per quanto riguarda la formazione, pochi i dubbi per mister Mauro Pernarella.
Fusco a difesa dei pali. In difesa gli esterni saranno, probabilmente, Angona
(classe ‘92) e Macchiusi (’91). I centrali sono Di Franco e Balestrieri. A
centrocampo da verificare le condizioni di D’Amico che dovrebbe affiancare
Sansò. A destra Rosi mentre a sinistra agirà Serapiglia, con l’argentino Romero
pronto a subentrare. Davanti Medoro a supporto dell’altro giovane Reppucci (classe ‘91).
Pagina a cura di Lidano Orlandi


Duemila euro per pulire le spiagge di Terracina da legname e resti dei falò di
Ferragosto.
È il conto presentato dalla Terracina Ambiente per il servizio
straordinario compiuto dagli addetti della nettezza urbana lo scorso 14 agosto.
L’in t er ve nt o della società mista che gestisce la raccolta dei rifiuti
solidi urbani in città era stato richiesto per le vie brevi dal Comune in
seguito alla segnalazione della polizia Municipale, come ogni anno impegnata nel
monitoraggio del litorale in occasione del Ferragosto. Nonostante ogni estate il
sindaco Stefano Nardi provveda a emanare un’ordinanza contro i falò in spiaggia
la notte di Ferragosto, in molti si accampano sugli arenili pubblici per
festeggiare sotto il cielo stellato in riva al mare. Quest’anno, però, a
ripulire la spiaggia di legno e altro materiale per accendere i falò sulla
sabbia, sono dovuti intervenire gli operai della Terracina Ambiente che per
tutta la serata hanno lavorato in collaborazione con gli agenti del comandante
Vincenzo Pecchia. Un servizio straordinario che ha avuto il suo costo: 2 mila
euro che il Comune ha determinato di pagare alla società e che finiranno nelle
casse dell’azienda partecipata. Sebbene non si tratti di una cifra esorbitante,
ma c’è da calcolare che le ore di lavoro nel complesso sono state cinque, ci si
chiede se si fosse potuto evitare l’esborso di questi 2 mila euro. Magari
facendo fare questo lavoro di pulizia straordinaria agli operai comunali, oppure
prevenendo il deposito di legna e la realizzazione dei falò in spiaggia.
Prevenire è meglio che curare, recita il noto proverbio. A Terracina
bisogna metterlo al condizionale.
F. A.



Fuga di gas notturna, attimi di paura per un anziano di terracina che si
trovava da solo in casa.
L’arrivo tempestivo dei vigili del fuoco ha messo a
posto tutto. L’allarme al comando della via Appia è arrivato venerdì sera
intorno alle ore 23. Un anziano inquilino di un appartamento in via Bottasso, a
due passi dal centralissimo viale della Vittoria, improvvisamente ha avvertito
il tanfo insopportabile e inconfondibile del gas. Probabilmente un guasto
improvviso aveva provocato una fuga della sostanza, molto pericolosa.
Fortunatamente l’anziano era ancora sveglio. L’uomo non si è lasciato prendere
dallo spavento e ha allertato il 115. Subito i pompieri hanno raggiunto il luogo
della segnalazione e hanno messo in sicurezza l’appartamento, dopo averlo fatto
evacuare. Per sicurezza l’anziano non ha trascorso la notte in casa, ma è stato
accompagnato presso alcuni parenti. Questo in attesa che intervengano i tecnici
per la riparazione definitiva. Scampato pericolo, quindi, non soltanto per
l’inquilino dell’appartamento, ma per l’intero condominio viste le conseguenze
di un’esplosione provocata dalla fuga di gas.
Ri.Re.


Solo strumentalizzazioni, proprio come la fiaccolata di domani sera. Perciò
«Sinistra Ecologia e Libertà» non ci sarà. Spiega i motivi del no Vittorio
Marzullo, segretario del circolo di terracina di SeL. Per il segretario si
tratta di una presa in giro verso i cittadini in buona fede che si sentono
ripetere che sarà una manifestazione apolitica, «mentre sappiamo benissimo che
l’ispiratore è il consigliere regionale Sciscione, il quale non può sostenere di
non essere un politico». Secondo il segretario locale di SeL, quanto fatto fino
a oggi da Gianfranco Sciscione è un’unica grossa strumentalizzazione: dai lavori
al porto al ripascimento tra Badino e Sisto, «per non parlare di quanto accaduto
con la festa del Carmine dove non i comunisti di SeL, ma i presidenti delle due
cooperative di pescatori hanno parlato di strumentalizzazione della loro festa,
e l’ospedale». «A circa 6 mesi dalle elezioni che senso ha questa manifestazione?».


A una settimana esatta dall’avvio ufficiale del ruolino «di marcia» del palazzo
di giustizia di via dei Volsci, a terracina, i rumors di corridoio sono a dir
poco sconfortanti.
Secondo le ultimissime voci, il giudice che dovrà occuparsi
del penale arriverà… con l’uovo di Pasqua! Sembra, infatti, che prima di quel
periodo dell’anno nuovo non sarà tanto facile sbloccare la situazione. Eh già,
perché se nel tribunale di terracina le cose vanno male, non è detto che altrove
vadano tanto meglio. Per esempio nel palazzo di giustizia di Marsala, da dove
dovrebbe arrivare il giudice che si occuperà del ruolino penale di via dei
Volsci. Sembra che anche lì ci sia penuria di togati, e allora il trasferimento
a terracina del magistrato prescelto sarebbe slittato al periodo pasquale. Non
proprio a domani, insomma. Intanto dovrebbe arrivare un collega che si occuperà
di civile. Ma il nodo grosso resta sempre e comunque il penale, considerando che
fino al 31 dicembre 2009 si contavano 1395 procedimenti. Ai quali aggiungere i
2605 civili ordinari, le 493 esecuzioni immobiliari e le 580 mobiliari. Già da
parecchi mesi il calendario del penale ha subito un rallentamento forzato, visto
che è passato nelle mani di un giudice ordinario di tribunale e non di un
togato. Ciò ha significato un inevitabile calo delle sentenze e un aumento dei
posticipi. Più un aiuto, un’altra mazzata al già caotico e farraginoso sistema
della giustizia italiana. Le direttissime si sono trasferite a Latina, come
temevano gli avvocati. Era stato garantito l’arrivo dei nuovi giudici togati per
ottobre, e invece uno si sarebbe già perso per la strada. Come sarà l’imminente
autunno per il palazzo di via dei Volsci? Caldo e frenetico, oppure piatto e
spento? Per una volta tanto sarebbe meglio la prima.
Rita Recchia


Controlli della polizia locale ieri sulla pubblicità che corre sulle «vele», i
camion che espongono striscioni e manifesti.
Ieri pomeriggio in particolare gli
agenti della Municipale, sono intervenuti in via Lungomare Matteotti nei pressi
della «spiaggetta» di Levante perché veniva segnalata al comando di via Sarti
una «vela» pubblicitaria in sosta. Secondo il regolamento di natura commerciale,
invece, questi mezzi possono solo percorrere le vie di Terracina ma senza la
possibilità di parcheggiare. E invece ieri pomeriggio a quanto sembra uno di
questi mezzi, con la pubblicità relativa la fiaccolata anti-Nardi che si
svolgerà domani pomeriggio, sostava in mezzo alla carreggiata. Per questo si è
reso necessario l’intervento dei vigili urbani che hanno operato i controlli su
tutto il territorio comunale.

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Affidato in extremis e solo temporaneamente il servizio di trasporto pubblico
scolastico del comune di Terracina.
Lo gestirà dall’inizio dell’anno scolastico
e fino al 23 dicembre La Formia Noleggi Srl per un importo di poco superiore ai
170mila euro. Potranno quindi stare tranquilli i genitori di Terracina almeno
fino alle vacanze di Natale. Lo scorso anno erano stati costretti a contestare
l’amministrazione comunale per il servizio dei bus scolastici che aveva
rischiato di fermarsi a più riprese. Lo gestiva la Sita che, causa ritardi nei
pagamenti, non riusciva a onorare gli stipendi dei dipendenti che a loro volta
avevano minacciato lo sciopero. A dicembre dello scorso anno la società aveva
allarmato amministrazione e sindacati sulla possibilità di iniziare l’iter di
messa in mobilità di 14 dipendenti perché dal Comune non arrivava più un solo
euro. A marzo decise di non rinnovare più il contratto con l’ente nonostante un
piano di rientro deciso con il sindaco Stefano Nardi e mai partito. Quella volta
i sindacati incontrarono l’allora assessore Ezio Longo con la promessa di un
nuovo bando di gara. Poi tra proroghe varie il servizio venne garantito. E oggi
siamo di nuovo punto e da capo, con un affidamento che scade tra poco più di tre
mesi. Lo scopo è quello di far gestire il servizio all’azienda speciale che non
è ancora pronta per farlo e che rischia di diventare l’ennesimo carrozzone
comunale. L’affidamento temporaneo è avvenuto dopo l’apertura delle tre offerte
pervenute in Comune sulle otto società invitate a partecipare. Oltre alla Formia
Noleggi avevano risposto al bando Anxur Tour e Turismo Fratarcangeli Cocco. Ha
vinto l’azienda che ha proposto il ribasso maggiore sul prezzo a base d’asta che
era di 189mila euro deliberati dalla giunta nel 2008.
di FABIO COCCIA

Terracina: Torna l’incubo dei piromani
L’incubo delle auto bruciate a Terracina è tornato. L’opera dei piromani che da
anni ormai colpisce la cittadina tirrenica ha ripreso dopo la pausa estiva.
L’ultimo caso è avvenuto ieri notte quando, intono all’una, una Fiat Seicento ha
preso fuoco in via Badino vecchia. La vettura, che era regolarmente parcheggiata
in strada, è stata completamente avvolta e distrutta dalle fiamme. L’auto è di
proprietà di una donna residente nella zona. Sul posto sono intervenuti
tempestivamente i vigili del fuoco di Terracina e la polizia, che sta esaminando
tutte le ipotesi. Sono prevalentemente due le piste seguite dagli inquirenti: il
corto circuito e l’intento doloso.

[...] Alla sconfitta in campionato, il Terracina  in settimana ha pure sommato
quella in Coppa Italia e pertanto il confronto con il Monte San Giovanni Campano
assume una particolare importanza per i tigrotti.
Per l’esordio casalingo, il
tecnico Mauro Pernarella  non avrà a disposizione i due squalificati Alvarez
(stop a tempo, fino al 23 settembre) e Ajari. Nella rifinitura di questa
mattina, il trainer biancazzurro scioglierà gli ultimi dubbi: «Tra campionato e
Coppa Italia ho cambiato sei calciatori _ spiega l’allenatore dei tigrotti _ ho
una rosa piuttosto ampia che mi permette di mutare atteggiamento in base alle
esigenze». Pernarella torna al Colavolpe da allenatore dopo dieci anni: «Sarà
emozionante; lo è fin dal giorno in cui ho firmato per la squadra della mia
città».
di VINCENZO ABBRUZZINO (Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele
Sperlonga)

Per i vent’anni della Coop di terracina è in fase di preparazione una festa con
i fiocchi.
Il prossimo 25 settembre il piazzale antistante il supermercato (al
km 100,7 della via Appia) diventerà un’unica, grande festa dalle 10e30 alle 20.
Non mancheranno momenti di animazione, soprattutto per i più piccoli. Alle 18 è
prevista la premiazione dei dieci soci che possiedono la Carta Socio Coop da più
tempo. In chiusura non mancheranno brindisi e taglio finale della torta. Sono
trascorsi due decenni durante i quali la Coop è diventata il negozio di fiducia
per molti cittadini di terracina.
Ri.Re.


Anche San Silviano avrebbe qualcosa da ridire sull’apertura di una nuova cava a
Terracina, nella zona di Campo Soriano.
Ne è convinto Maurizio Recchia, della
segreteria del circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che si rivolge
in maniera spassionatamente sincera al consigliere regionale Gianfranco
Sciscione con una lettera aperta. «Onorevole Sciscione, mi rivolgo a lei
affinché si adoperi per bloccare la concessione dell’autorizzazione necessaria
all’apertura di una seconda nuova cava a Terracina in via Campo Soriano», nelle
prime righe della lettera Maurizio Recchia va dritto al cuore della questione.
«Probabilmente questa mia richiesta le procurerà non poco imbarazzo in quanto
questa estate la Regione Lazio ha emanato un parere amministrativo favorevole
alla cava, A ma soprattutto perché il consigliere comunale Villani, poco dopo
essere passato a far parte del suo movimento politico, ha espresso un voto
favorevole alla realizzazione della cava nella seduta del consiglio comunale di
Terracina che ha approvato tale iniziativa imprenditoriale, dando così un
contributo importante alla politica della giunta Nardi». Il membro di Sel si
rende conto di poter passare per un ingenuo, «ma penso che anche lei sarà
d’accordo con me che una cava nel sito in cui è prevista, con la conseguente
costruzione di una strada di accesso per mezzi pesanti proprio sul fosso che
corre lungo la strada, sarebbe una grave devastazione del territorio
terracinese. La nostra città vive soprattutto di turismo e anziché mangiarci
l’ambiente a forza di cave dovremmo invece tutelarlo e valorizzarlo. Non crede?»
chiede a Sciscione. Maurizio Recchia si chiede quali benefici ne ricaverebbe la
città, «al di là dell’interesse della ditta che dovrebbe portare avanti gli
scavi e che articoli di stampa definiscono riconducibile alla famiglia del
consigliere comunale del PRI Lauretti». «Sulla inopportunità della realizzazione
della cava non aggiungo altro, anche perché prima e meglio di me hanno già
scritto sui giornali Gabriele Panizzi, Gino Di Mauro e Lavio Grossi, con cui
concordo finanche con i segni di interpunzione adoperati nei loro scritti».
Quindi arriva il punto, diciamo così, agiografico della lettera aperta: «Voglio
essere sincero, questa questione della cava mi preoccupa talmente che ieri notte
ho fatto un brutto sogno. Ho sognato San Silviano. Proprio lui! Era vestito così
come è raffigurato nella statua ed era scuro in volto, ma non per la sua
carnagione da nordafricano quale lui era in vita, bensì per la rabbia. Era
indignato perché gli amministratori locali e regionali vogliono aprire una nuova
cava proprio vicino alla sua chiesa. E la sua espressione, solitamente mansueta,
si era trasformata in un ghigno di disgusto». «So bene che lei è devoto di un
altro santo (Sant’Antonio) ma questa volta lo faccia per San Silviano! O vuole
che lui mantenga il suo ghigno di disgusto?».
Rita Recchia


Lunedì alle ore 18 «La mafia non esiste?», libro fotografico di Giuseppe
Scognamiglio, sarà presentato presso la biblioteca comunale di Terracina.
La
prefazione del libro è stata redatta dal magistrato della Cassazione Raffaele
Cantone, il giudice del famoso processo «Spartacus» contro il clan dei Casalesi.
La presentazione di lunedì è curata dal «Terracina Social Forum » che ha scelto
la data del 14 settembre perché quel giorno del 1988 è stato ucciso Alberto
Giacomelli, «colpevole » di aver confiscato l’abitazione del fratello di Riina
non consentendogli più di utilizzarla. Giuseppe Scognamiglio, nel suo libro
fotografico, ha ritratto anche il luogo dell’omicidio Giacomelli.

Sarebbero dovuti diventare parenti, per l’esattezza consuoceri. Ma poi, per le
famose ragioni del cuore che molto spesso il cuore non conosce, non se n’era
fatto più nulla. Fidanzamento saltato, matrimonio pure, parentela peggio. E,
come spesso accade, all’amicizia si era sostituito il rancore. Rancore che è
scoppiato mercoledì sera fuori la chiesa del santuario della Madonna della
Delibera, a Terracina. Non proprio la location ideale per certi «chiarimenti». S
Ma si sa, al cuor non si comanda. Soprattutto a quello di mamma. E stavolta
anche di papà. Le due coppie, una di Terracina e l’altra di Fondi, si sarebbero
incrociate nel corso dei festeggiamenti per la Madonna, in mezzo a centinaia di
persone. Ma la folla non deve aver impedito che dagli sguardi di fuoco si
passasse alle parole, altrettanto «calde », e poi, infine, addirittura alle
mani. Chi c’era parla di una bella litigata in piena regola, condita da frasi
molto poco complimentose. Qualcuno ha cercato anche di dividere i quattro, senza
riuscirvi. Anzi: gli sarebbe arrivato anche qualche sonoro schiaffo. Poi,
fortunatamente, come tutto è cominciato, tutto è anche finito. Non senza
«contusi », però. La donna di Terracina, di 38 anni, non si sa se la mamma
dell’ex «lui» o «lei», è andata al pronto soccorso del «Fiorini» e si è fatta
refertare, parlando di un’aggressione. E’ stata dimessa con cinque
giorni di prognosi.
Ri.Re.

Via libera dalla Regione Lazio alle varianti ai piani di zona «Quattro stagioni»
e Borgo Hermada.
Con l’ok della Pisana si avvieranno gli iter amministrativi per
la realizzazione di 200 unità abitative private nel primo caso, e di circa 200
appartamenti anche nella frazione di Terracina, questa volta a carattere di
edilizia residenziale pubblica. Ruspe e betoniere, dunque, potranno presto
scaldare i motori e iniziare a cementificare due zone della periferia cittadina
che da anni attengono questa «rivoluzione» per contrastare il fenomeno
dell’emergenza abitativa. Il caso della lottizzazione «Quattro Stagionile» è
fermo dal lontano 1966. Le pratiche burocratiche infatti si sono «incartate» tra
gli uffici del Comune e della Regione Lazio rimanendo chiuse per decenni nei
cassetti degli uffici urbanistici dei vari enti coinvolti. L’area su cui si
andranno a edificare le quasi 200 case, si trova sulla Pontina, al confine dei
Comuni di Terracina e Sabaudia. Da decenni le amministrazioni tentano di mettere
mano al piano urbanistico, senza però essere mai riusciti a portare a termine
l’impresa di ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie a far
partire i lavori. Stavolta invece sembra davvero fatta. Con nota del 7 settembre
scorso, infatti, il dipartimento territorio e urbanistica della Regione ha dato
il via libera alla lottizzazione esprimendo tutti i pareri favorevo l i all’av v
i o dell’ampia opera di costruzione. Sarà una notizia tardiva, seppure bene
accetta, per coloro che nel lontano 1966 avevano presentato il piano di
lottizzazione al Comune di Terracina e che solo oggi se lo vedono accettato e,
per così dire, pronto per l’uso. L’area della lottizzazione «Quattro Stagioni»
era diventata quella che di solito viene definita una «zona bianca», cioè priva
di destinazione urbanistica. Altra situazione quella del piano di zona a Borgo
Hermada. La variante al piano regolatore generale approvata nei giorni scorsi in
Regione, prevede il passaggio dell’area da zona agricola a zona adibita a
edilizia residenziale pubblica. I lotti che passano da attribuzione agricola a
residenziale sono nel complesso 12, con la possibilità per l’amministrazione
comunale di Terracina di provvedere alla realizzazione di abitazioni a costi
contenuti per i futuri proprietari degli appartamenti. Secondo le possibilità
urbanistiche della zona, si potrebbe arrivare a costruire fino a 18 alloggi per
ciascun lotto, per un totale dunque di oltre 200 appartamenti. Soddisfatto delle
buone notizie arrivate dalla Regione Lazio l’as sess ore all’urbanistica del
Comune di Terracina, Giovanni Masci. «Finalmente dopo tanti anni arrivano a
conclusione due processi importanti per la città – è il commento dell’asses -
sore -. Sia nel caso della lottizzazione ‘Quattro Stagioni’ che per quello di
Borgo Hermada, l’arrivo nei prossimi anni di circa 400 nuove case rappresenta
una svolta nella politica abitativa di Terracina. Nello specifico, la
possibilità di edificare decine e decine di alloggi a Borgo Hermada a carattere
residenziale pubblico, consentirà a molte giovani famiglie di soddisfare la
propria esigenza di trovare un tetto sotto il quale vivere insieme». Certo che,
seppure ci vorranno anni prima che le opere saranno portate a termine, si è
fatto un notevole passo avanti rispetto alla grave situazione di impasse vissuta
dai progetti sperduti tra le montagne di scartoffie della burocrazia.
Francesco Avena

Una verifica costante su ll’operato dell’Azienda Speciale per i servizi sociali.
È quanto stabilito a conclusione di un proficuo e positivo incontro che ha visto
gli uni di fronte agli altri il presidente dell’Azienda Speciale Valerio
Golfieri e una rappresentanza dell’associazione Rete Solidale, presieduta da
Stefano Soscia. «L’incontro chiesto dall’associazione – scrive in una nota il
presidente di Rete Solidale, da tempo vicino alle problematiche dei disabili -
ha toccato diverse tematiche: dall’integra – zione scolastica alla riapertura
del centro diurno, all’assistenza domiciliare. Rete Solidale ha espresso
l’esigenza che si realizzi un confronto non episodico alfine di arrivare alla
definizione di soluzioni, quanto più condivise, sulle diverse tematiche».
Obiettivo del confronto con Golfieri è stato anche quello di comprendere le
intenzioni dell’amministrazione comunale in merito all’espletamento dei servizi
sociali. L’incontro, si augura l’as – sociazione, dovrà essere solo il primo
tassello di una serie di confronti serrati sul terzo settore. Accettata ben
volentieri dall’Azienda Speciale la proposta avanzata da Rete Solidale di
attuare una costante verifica dei percorsi che si intendono intraprendere
riguardo il sostegno alle fasce più deboli della popolazione.
F. A.

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terracina-stadio-comunale-anni-50_bis

Fiaccolata anti-Nardi: si profila una partecipazione numerosa, ma non si sa fino
a che punto veramente compatta.
All’idea lanciata non ufficialmente dal
consigliere regionale Gianfranco Sciscione ha risposto l’associazionismo locale.
Ognuno ha detto la sua sull’evento di lunedì prossimo, con la marcia da piazza
Garibaldi a piazza Municipio. Ognuno ha dato la sua interpretazione, sia sul
significato dell’evento, sia sulle stesse modalità di partecipazione. Marcia
silenziosa o rumorosa? Marcia «anonima», cioè priva di vessilli di riferimento,
oppure ognuno con la propria bandiera di appartenenza politica? Tutti convinti
che l’iniziativa di Sciscione possa essere super partes, oppure un banale gioco
elettorale al quale non prender parte? Ormai manca poco e lunedì si potrà
«contare» la marcia, e vedere se i suoi protagonisti si valuteranno sulle dita
di una mano, oppure se davvero sarà un «no» forte e compatto verso la politica
della giunta Nardi. Intanto continuano a fioccare gli interventi. Dopo «Città
Partecipata», che rifiuta una marcia senza simboli propri, è arrivato il «ci
sarò» di Terracina Rialzati. «Riteniamo che questo evento rappresenti per i
cittadini un momento per dichiarare il proprio dissenso, senza essere
strumentalizzati da politici di professione- leggiamo nel comunicato stampa– La
manifestazione non prevede comizi iniziali o finali, né la presenza di simboli
di partito». L’associazione mette il veto su qualsiasi tentativo di
strumentalizzazione. «Parteciperemo come semplici cittadini per chiedere ai
consiglieri comunali che sostengono questa maggioranza di liberarci
dall’oppressione rappresentata da un’amministrazione lontana dalla città e dai
suoi abitanti». Su un rischio simile interviene anche Raffaele Mauro
dell’Esecutivo Regionale Partito Socialista Italiano. «Sciscione ha motivato
l’assenza di bandiere alla manifestazione dicendo che, in caso contrario,
avrebbe potuto facilmente «coprire » con le sue bandiere le altre forze, il che
pone una domanda. E´ proprio sicuro Sciscione che già oggi riesca a essere il
principale punto di riferimento in città per chi vuole che si cambi rotta?».
«Sciscione imputava al segretario locale di Sinistra Ecologia e Libertà il
ricorso alla piazza, mentre ora è lui stesso a ricorrervi, e il problema è
sempre, visto da sinistra o da destra, se in piazza ci siano persone consapevoli
o «cretini» che fanno il gioco di altri. Il mio augurio è che chi scende in
piazza appartenga alla prima categoria ». Tra tanti sì il no di Anna Marigliani
del «Comitato Parchi Terracina » per la quale è troppo tardi per un evento del genere.
Rita Recchia

Che fine hanno davvero fatto i soldi che il Comune di Terracina ha ricevuto dalla
Pisana per aiutare i più disagiati a pagare l’affitto di casa?
E’una domanda che
è diventata una specie di tormentone per il gruppo consiliare del Pd che si è
stancato di interrogarsi e si è rivolto direttamente ad Antonio D’Acunto,
prefetto di Latina. E’ indirizzato a lui l’esposto dei consiglieri del Partito
Democratico di Terracina nel quale chiedono al prefetto di richiamare all’ordine
l’amministrazione locale affinché eroghi il dovuto. Quel dovuto che, a quanto
pare, sarebbe arrivato già da un po’, ma non nelle tasche legittime. «La regione
Lazio dal mese di settembre del 2009, in attuazione della legge 9 dicembre 1998
n. 431, ha concesso al comune di Terracina un finanziamento di circa 95 mila
euro per sostenere gli oneri dei canoni d’affitto per le famiglie disagiate- si
legge nell’esposto a firma del PD- I servizi sociali hanno redatto un bando
all’esito del quale è stata stilata una graduatoria inviata alla Regione Lazio
per l’erogazione definitiva del contributo». E qui arriva il bello. Insomma.
«Una volta erogato il contributo da parte della Regione Lazio il Comune avrebbe
dovuto trasferirlo alle famiglie aventi diritto con appositi mandati di
pagamento. Purtroppo ancora una volta l’amministrazione, invece di erogare
alle famiglie il contributo per i canoni d’affitto, ha trattenuto i fondi
concessi dalla Regione Lazio per far fronte, con ogni probabilità, alle spese
correnti del comune». I contributi al centro della querelle sono relativi
all’anno 2006, «le famiglie hanno già atteso troppo per ottenere i contributi
non più rinviabili, pena le inevitabili procedure di sfratti per morosità ». Su
questa vicenda il PD aveva già presentato un’interrogazione e un esposto alla
Regione Lazio. «L’Ufficio Ragioneria ha inviato nei primi mesi del 2010
all’Azienda Speciale solo 50 mila euro dei circa 95 mila erogati dalla Regione,
con l’impegno di versare la parte restante quando la situazione di cassa lo
avrebbe consentito». Al momento «l’Azienda Speciale ha redatto mandati di
pagamento parziali per i 50 mila euro ricevuti dalla Ragioneria, mentre il
Comune non ha provveduto ancora a versare gli ulteriori 45 mila euro». «Un atto
di estrema gravità che non ha eguali in nessuna amministrazione comunale-
commentano i consiglieri d’opposizione- Considerando che i finanziamenti sono
finalizzati e vincolati, l’amministrazione comunale non poteva trattenerli né
utilizzarli per nessun altro scopo». Di qui la richiesta d’intervento al
prefetto D’Acunto al quale chiedono «di richiamare l’amministrazione a dar
seguito tempestivamente all’erogazione di quanto residualmente dovuto alle
famiglie aventi diritto valutando anche l’opportunità di nominare
un commissario».
Rita Recchia


Convalidato l’arresto e trasferito dalla cella di sicurezza della Questura al
carcere di Mammagialla.
Dopo essere passato per le aule del Tribunale di Viterbo
dove doveva svolgersi il rito direttissimo. Maurizio Longarini, 58 anni, agente
immobiliare di Terracina, arrestato verso le 13 dell’altro ieri dagli agenti
delle Volanti e dai carabinieri del Radiomobile dopo aver puntato la canna della
pistola alla fronte della cognata, è comparso davanti ai giudici per rispondere
di minaccia aggravata per uso di armi, porto abusivo di pistola e atti
persecutori. Il suo legale, Francesco Pietricola, ha chiesto i termini a difesa
per cui il processo è stato rinviato al 10 novembre. Non gli sono stati concessi
i domiciliari in quanto la casa è cointestata con la moglie.Maurizio Longarini
era arrivato a Viterbo l’altra mattina da Terracina alla ricerca della moglie
che lo aveva lasciato. Armato di pistola si dirige verso la casa della cognata,
in via De Gasperi, convinto che la consorte fosse lì, e per poco non le spara un
colpo in fronte. Preme il grilletto ma, fortunatamente per la donna, la pistola
non era stata “armata”, per cui il colpo non parte. Mentre tenta di scappare
dall’appartamento incontra il figlio: «adesso ammazzo anche te». Provvidenziale
è stato l’intervento delle pattuglie dei carabinieri e della polizia che lo
hanno bloccato e arrestato.
Mas. Luz.

Si era tuffato nonostante ieri il mare fosse piuttosto agitato. E infatti da un
momento all’altro ha iniziato ad annaspare, incapace di tornare a terra. Fortuna
sua di vedetta c’era Antonello Mauti, giovane bagnino dell’hotel «L’Approdo », a
Terracina, che non è affatto nuovo a situazioni d’emergenza. Ha capito al volo
che il turista russo si trovava in difficoltà. Così, senza pensarci due volte,
si è lanciato al soccorso, mentre qualcun altro allertava il 118. Antonello ha
raggiunto lo straniero che gli si è letteralmente aggrappato, ben contento
di essere portato in salvo da quel ragazzo coraggioso. Intanto erano arrivati
anche i sanitari del 118 che hanno pensato a rimettere in senso il russo, che
ovviamente si è prodigato a ringraziare tutti, in primis il suo salvatore. Per
Antonello Mauti non si è trattato del primo salvataggio della stagione estiva.
All’incirca un mese fa aveva soccorso in acqua una madre e la sua bambina che
all’improvviso erano rimaste in balia delle onde. Veramente
un bagnino doc, insomma.


La fiaccolata anti- Nardi evidentemente non piace. O almeno crea talmente tanto
rancore nell’animo di qualcuno da indurlo a sfregiare i maxi cartelloni esposti
all’ingresso nord di Terracina, nei pressi della Pagoda. L’altro
ieri la «vela » con il ma nife sto che sponsorizza la manifestazione
contro l’amministrazione del sindaco Stefano Nardi, era integro. La scritta
«dimettetevi» era ben visibile. Ieri mattina, invece, il manifesto era stato
strappato in modo tale da rendere del tutto illeggibile il messaggio. Chi sia
stato il responsabile non si sa ancora, non è neppure da escludere che si sia
tratta di una semplice azione vandalica. Ma viste le polemiche politiche che
ruotano attorno a questa fiaccolata prevista per il prossimo 13 settembre, non è
peregrino il sospetto che dietro lo sfregio al maxi cartellone ci sia una chiara
azione di «disturbo» all’evento. Certo che il manifesto, posto in bella mostra
proprio all’i ng res so nord di Terracina, non rappresentava un bel biglietto da
visita per chiunque facesse il suo ingresso nel centro abitato. Resta il fatto
che l’azione vandalica ha avuto il suo effetto: cartellone oscurato e mancata
pubblicità per l’evento del prossimo lunedì. Anche se, sicuramente, gli
organizzatori con in testa l’entourage del consigliere regionale Gianfranco
Sciscione, non perderà tempo a sostituire la vela danneggiata con una nuova.
F. A.


Parte la nuova avventura della Juventute terracina. Il presidente Attilio
Saturno ed il vicepresidente Luca Meineri, in queste lunghe giornate estive
hanno lavorato alacremente e nella massima riservatezza per consentire una
partenza accelerata delle attività. Dopo il clamoroso successo del Campus Estivo
organizzato con il Chievo Verona, svoltosi nella città tirrenica e coordinato
dal responsabile della scuola calcio scaligera Loris Margotto e dal preparatore
atletico Roberto Modena, l’attenzione dei massimi dirigenti juventutini si è
rivolta verso l’arricchimento del patrimonio tecnico e verso settori oggi sempre
più nevralgici nel mondo calcistico, come la comunicazione, la multimedialità e
il sociale. I volti nuovi avvistati nella sede sociale di via Ceccaccio, sono
quelli di due noti professionisti del territorio pontino, ovvero quello di
Davide Cerasoli, senior software analyst/programmer di una società
multinazionale, e quello di Vincenzo Masella, manager di un primario gruppo
bancario. Il primo andrà ad occuparsi dello sviluppo dell’intero progetto
informatico che consentirà ai tesserati una partecipazione interattiva alle
attività societarie, nonchè di seguire il nuovo software gestionale che il
Chievo sperimenterà proprio con la società affiliata . Il secondo avrà l’arduo
compito di sviluppare quelli che nella Juventute definiscono “Progetti
Speciali”, per consentire, attraverso il sostegno di diversi imprenditori
locali, l’avvicinamento allo sport e a tutte i momenti di vita collegiale, con
la costituzione di un vero e proprio fondo di solidarietà, evidente segnale
delle ambizioni del club che vuole distinguersi non solo nell’ambito agonistico.
Tornando alle vicende puramente calcistiche, segnaliamo l’arrivo di numerosi
atleti dal comprensorio privernese e l’ingaggio del fondano Claudio Antonilli,
uno dei tecnici più affermati a livello giovanile con un curriculum di tutto
rispetto, che andrà ad occuparsi dei promettenti Allievi Regionali, categoria
94-95. La società biancoceleste parteciperà per la prima volta al campionato
Juniores Primavera, per la categoria ’93, vetrina di lusso del settore
giovanile, con l’obiettivo di valutare le possibilità di affrontare nella
prossima stagione l’avventura dei campionati dilettantistici e dare modo a
questi giovani di continuare il loro percorso sportivo. Si conferma la prossima
partenza della Scuola portieri proposta e voluta dal Direttore Sportivo Angelo
Fusco, ex portiere, che lo vedrà coordinatore del progetto. L’obiettivo primario
resta, comunque, quello di dare visibilità ai propri atleti, ed in questo
ambito, il Chievo Verona continuerà a visionare gli atleti juventutini prima a
terracina e poi, per quelli più promettenti nel capoluogo veneto. Mentre per i
più piccini, la grande novità sarà rappresentata dalla partecipazione al Torneo
Nazionale delle Società Affiliate della prestigiosa compagine professionistica,
manifestazione che si svolgerà in Veneto. E’ stato confermato poi, il
prestigioso Memorial Gessica Paniccia, che si arricchirà della presenza di due
squadre professionistiche di primo livello, oltre alle confermatissime
formazioni del Frosinone Calcio, del Latina Calcio, ed ovviamente, del Chievo
Verona.


Il gruppo commerciale «Orizzonte» ringrazia la fedeltà ultraventennale dei
cittadini di terracina con un concerto in programma domenica 12 settembre alle
ore 21 presso il piazzale antistante il centro commerciale.
In questa bella
iniziativa «Orizzonte» ha avuto la più ampia collaborazione dell’associazione
culturale «Corpo Bandistico Città di terracina». La banda, attiva dal 1879, è
diretta dal maestro Gaetano Palmacci ed è conosciuta ed apprezzata su tutto il
territorio nazionale grazie anche a diverse partecipazioni televisive e
radiofoniche. La scelta del repertorio musicale comprende brani di musica
classica, moderna, jazz, colonne sonore di film e brani originali per banda.
L’evento si concluderà con la spettacolare esibizione delle majorette, gruppo
nato nel 1977.

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terracina-stabilimento-balneare-piegarello-1913_bis

Voleva vendicarsi del fatto che moglie se ne era andata di casa. E così, ieri
mattina, convinto che la consorte fosse da alcuni parenti di Viterbo, è partito
da Terracina, in provincia di Latina, dove poco prima aveva comperato una
pistola calibro 9, con l’intento di ucciderla. Solo il caso ha voluto che non
succedesse nulla di grave. Nella concitazione, infatti, non aveva armato la
pistola per cui il colpo non è partito. Dopo un tentativo di fuga è stato
bloccato da carabinieri e polizia e arrestato. A finire in manette è stato
Maurizio Longarini, 58 anni, ex agente immobiliare di Terracina, padre di due
figli, che dovrà rispondere di minaccia aggravata per uso di armi, porto abusivo
di pistola e atti persecutori. Tutto è accaduto poco dopo le 13 di ieri in via
Alcide De Gasperi al Paradiso quartiere dove, al civico 5, abita con la famiglia
il fratello della moglie. Era convinto che la consorte, andata via di casa a
causa dei continui maltrattamenti, si fosse rifugiata da loro. Maurizio
Longarini non ha subito suonato alla porta. Ha atteso che qualcuno aprisse il
portone e si è diretto verso l’appartamento della cognata. Come la donna ha
aperto si è trovata davanti l’uomo che le ha puntato la pistola alla fronte.
Voleva sapere dove era la moglie. «Non lo so – ha detto spaventata la donna -
non è a casa nostra». Maurizio Longarini però era ormai fuori di se. Ha premuto
il grilletto della pistola. Fortunatamente per la donna si era dimenticato di
mettere il colpo in canna. Sono stati i nervi saldi del cognato, che aveva
assistito alla scena ad evitare il peggio. Ha cercato di tranquillizzarlo.
«Aspetta – gli ha detto – adesso la chiamo al telefono». Ha preso il cellulare è
ha composto il numero. Anziché telefonare alla sorella, però, ha composto il 112
e il 113. In brevissimo tempo in via Alcide De Gasperi si sono recate le auto
delle Volanti e del Radiomobile dei carabinieri. Come l’uomo di Terracina ha
sentito le sirene, con la pistola in pugno è scappato e ha cercato di
nascondersi sotto un’auto in sosta. Ma è stato visto e bloccato. All’interno
dell’auto gli inquirenti hanno trovato il bossolo di un proiettile.
Evidentemente aveva sparato un colpo di prova per assicurarsi che la pistola
funzionasse correttamente.

30000 [8]

Ieri notte intorno alle 3 presso l’ospedale Fiorini si è presentata Claudia
Cicerano, 39 anni di Terracina in procinto di partorire.
Una condizione
piuttosto avanzata per la quale è stato impossibile l’immediato trasferimento a
Fondi dove c’è il reparto di ostetricia. E così i medici del pronto soccorso
hanno dovuto fare di necessità virtù e hanno attrezzato velocemente la sala per
il parto. È andato tutto bene grazie alla professionalità di tutto il personale
del pronto soccorso. La donna ha dato alla luce un bimbo di 3 chili. Non
succedeva da anni. Il pronto soccorso del Fiorini era stato nel mese di agosto
al centro di una forte polemica relativa alla mancanza di medici che ha
costretto molti dottori a effettuare doppi e tripli turni. Uno di loro aveva
anche denunciato la situazione alla Procura di Latina. A Fondi c’è stato anche
il caso di un medico che ha avuto una crisi ipertensiva dovuta a stress e
affaticamento mentre stava sostenendo il terzo turno di lavoro consecutivo. Il
servizio fu scoperto per diverse ore. La situazione ora sembra essere tornata
alla normalità anche perché le richieste sono diminuite dopo il periodo estivo.

30000 [9]

Sessantasei abusi edilizi negli ultimi sei mesi. Una media di un abuso ogni tre
giorni. Più che il resoconto dell’attività svolta dalla polizia municipale di
Terracina nei tre mesi estivi, sembra un bollettino di guerra. La città conferma
la maglia nera sulle costruzioni e ampliamenti effettuati senza le necessarie
autorizzazioni. Gli agenti del nucleo di polizia giudiziarie ed edilizia diretti
dal comandante Vincenzo Pecchia hanno effettuato 37 sequestri per un totale di
4.500 metri quadrati. Per non parlare dei controlli sulle ordinanze emesse e
indagini delegate dalla autorità giudiziaria che complessivamente hanno
raggiunto quota 900. Non va meglio nel commercio dove si registrano 249
violazioni amministrative in novanta giorni, per 297mila euro di sanzioni. Sono
stati 162 i sequestri di merce abusivamente venduta. Infine la polizia stradale
con oltre mille auto rimosse per sosta vietata e settemila verbali accertati per
circa mezzo milione di euro. A conti fatti le attività di controllo della
polizia municipale nei mesi estivi hanno fruttato alle casse comunali oltre 800
mila euro. «Sono molto soddisfatto dell’attività svolta in questi mesi – ha
detto il comandante – Un doveroso elogio a tutti gli appartenenti alla polizia
locale che pur nella notoria carenza di organico non hanno mancato di profondere
il loro massimo impegno per il controllo della città in piena sinergia con le
altre forze dell’ordine». Ai numeri non si comanda e difficilmente sono soggetti
a interpretazione. E questo apre nuovamente la querelle che rimane ancora
sottotraccia e mai ufficializzata tra l’amministrazione guidata da Stefano Nardi
e Pecchia. Nei giorni scorsi erano sempre più insistenti le voci sullo
spostamento dalla carica di responsabile della municipale alla direzione della
protezione civile del Comune. Voci che sono rimaste tali ma che hanno scatenato
le associazioni sindacali di categoria che hanno fatto quadrato attorno al
dirigente della polizia municipale.
di FABIO COCCIA

30000 [10]

La camera ardente dell’Hospice di Villa Azzurra non trasloca: continua la guerra
di carte bollate tra struttura sanitaria e condominio «Concordia ».
Come noto,
la querelle era scoppiata la scorsa primavera, quando l’Hospice per lungodegenti
aveva spostato la sua camera ardente con bare e parenti dei defunti dall’interno
della clinica Villa Azzurra al pian terreno del condominio «Concordia». Da quel
momento la vita per i residenti del palazzo è cambiata: difficile pensare che
ogni giorno, con i parenti in lutto e la camera ardente allestita, si potesse
organizzare una festicciola in cortile, oppure lasciarsi andare a qualche
schiamazzo, tanto per fare un esempio. Questione di opportunità, hanno sempre
protestato i condomini, nonostante dalla clinica carte e autorizzazioni fossero
in regola. La singolare vicenda dell’obitorio della porta accanto non aveva
perso tempo a diventare terreno fertile per le carte bollate. Dopo un paio di
mesi trascorsi tra udienze, cause, audizioni di testimoni e sopralluogo del
giudice unico del Tribunale di Terracina, Franco Catracchia, lo scorso mese di
luglio arrivò la tanto attesa sentenza. Il giudice Catracchia decise per il
trasloco immediato della camera ardente dal pianterreno del condominio. E
invece, nonostante l’immediata esecutività del provvedimento d’urgenza, da lì
l’Hospice non s’è ne mai andato. La dirigenza di Villa Azzurra, infatti, tramite
il suo avvocato Corrado De Angelis, ha impugnato la sentenza di Catracchia
presso il Tribunale di Latina. Un’azione legale cui saranno affiancate anche
alcune motivazioni relative ai permessi ottenuti dall’Hospi – ce per allestire
nel condominio «Concordia» la camera ardente. L’udienza è stata fissata per il
prossimo 18 ottobre. Ma fra qualche giorno, precisamente il 13 settembre, le
parti in causa torneranno in aula, stavolta al Tribunale di Terracina, perché i
condomini nel frattempo hanno presentato tramite il proprio legale, l’av vo c a
t o Adelindo Maragoni, un ricorso per ottenere l’esecuzione coatta del trasloco
della camera ardente. Insomma, clinica contro condominio, la battaglia
in Tribunale continua.
Francesco Avena

30000 [11]

Mazzucco chiarisce e pontifica il suo (fu) periodo da sindaco della città.
A chiarimento dell’articolo apparso sulla pagina locale del quotidiano “Latina
Oggi” mi corre l’obbligo innanzitutto ricordare quanto disse ad un cronista il
compianto Presidente Spadolini, eminente giornalista, uomo di cultura e politico
su quale fosse, l’attività più difficile ed egli rispose: “naturalmente quella
del politico”. Converrà con me il Dott. Giuseppe Di Mauro della segreteria
politica dell’ On. Gianfranco Sciscione, per averlo anche lui stesso
pubblicamente affermato che il mio sindacato ha coinciso con una vera primavera
per Terracina, economia alle stelle, disoccupazione pari a zero, servizi di
buona qualità. Dopo di me…….tanti problemi fino ad oggi. Con una serie di
politici (Consiglieri Comunali, Assessori, Dirigenti Politici) che si sono
succeduti da ambo le parti che indipendentemente dal Sindaco in carica, potevano
influire, consigliare per far sì che Terracina non vivesse irreversibilmente la
stagione dell’oblio. Non è mia abitudine e mio stile personalizzare chi sono
questi politici, sarà il lettore individuarli così come ribadisco che l’ On.
Sciscione è l’unica vera nuova realtà della politica locale; questo non deve
significare offesa per tutti coloro che comunque si sono cimentati nei tempi per
la gestione della “Res Pubblica”, in quanto fare il politico è un mestiere
difficile, immaginate Voi che triste figura farei io se mi mettessi a giocare
una partita di pallone anche fra giovani e ammogliati. Il Sindaco pensate un po’
quanto è difficile farlo, al di là delle ambizioni che possono colpire i più, su
questo argomento auspico che la dirigenza del mio partito insieme con gli
alleati politici tradizionali, i movimenti, le associazioni di categoria trovino
la quadra per una scelta condivisa e capace a risolvere i problemi della nostra
Città.

30000 [12]

È arrivata l’ora di risparmiare anche in materia di energia elettrica, e allora
l’amministrazione comunale ha deciso di tuffarsi nel libero mercato.
È di
pochi giorni fa la delibera di giunta che sigla la rescissione del contratto con
l’Enel per passare ad un altro gestore, Acea Electrabel, che secondo alcuni
accertamenti consentirebbe un ragguardevole risparmio sulla
pubblica illuminazione. Un colpo di coda, quello del sindaco Stefano
Nardi, che in qualità di assessore alle Finanze rompe i rapporti con l’Enel dopo
un’estate caldissima che aveva visto il colosso energetico avviare un «pressing»
nei confronti del Comune, effettivamente debitore per oltre 2 milioni di euro.
per fatture non pagate. L’Enel aveva posto come estrema soluzione addirittura
l’interruzione di energia elettrica. Ipotesi rientrata con l’emissione di una
serie di pagamenti che, in un modo o nell’altro, sono riusciti a «placare » la
società di energia elettrica. Evidentemente, però, il sindaco Nardi, che ha in
mano la delega alle Finanze, è voluto andare oltre. La decisione del Comune
recepisce una direttiva della Comunità europea da cui è scaturito un decreto
legislativo che favorisce, anche per l’Italia, la liberalizzazione della
fornitura di energia elettrica. Non solo. Adottando una convenzione con il
Consip (la società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze), e
seguendone i parametri di risparmio, l’amminis razione comunale ha deciso di
sottoscrivere il contratto con il nuovo gestore, ravvisato il «ragguardevole
risparmio» derivante dall’offerta di Acea. La delibera parla di un’«analisi a
campione» su 15 fatture emesse da Enel su utenze particolarmente importanti del
Comune. Si fa riferimento al primo semestre 2010. Ebbene, dagli incroci emerge
che, con le tariffe di Acea Electrabel, per l’illuminazione pubblica a bassa
tensione il risparmio sarebbe del 27%. E ancora il 26% complessivo per energia
fornita per altri usi, sia in media che in alta tensione. Ma i vantaggi non sono
finiti. Con la convenzione Consip i pagamenti si dilazionerebbero dai 20 giorni
attuali a 60 giorni, l’Acea fornirebbe un servizio online con password per avere
tutte le fatture sotto controllo e garantirebbe l’utilizzo gratuito di un
software gestionale con tanto di assistenza tecnica. Insomma, un’occasione
irrinunciabile. Per il momento il contratto ha la validità di un anno. Starà poi
alla nuova giunta barcamenarsi nel nuovo mondo del libero mercato.
Diego Roma

30000 [1]

Seconda partita e seconda sconfitta per il Terracina.
In Coppa Italia d’Eccellenza, i tigrotti hanno perso la gara di andata per 2-0
contro il Città di Marino. Amaro il commento del tecnico Mauro Pernarella: «Chi
salvo? Chi non ha giocato». I biancazzurri oggi sosteranno un allenamento
supplementare in vista dell’esordio casalingo di domenica: non ci sarà il giorno
di riposo come concordato. Il Terracina al “Domenico Fiore” di Marino è apparso
spaesato, in partita solo nella prima mezz’ora. Alvarez al 7’ ha avuto il
pallone del vantaggio sciupando incredibilmente di fronte a Bruni. L’episodio
che avrebbe potuto cambiare si materializza al 19’: l’arbitro prima convalida un
gol di Ballerino sugli sviluppi di un corner e poi annulla su segnalazione
dell’assistente per un presunto fallo in area. «Questa decisione ci ha
innervositi – spiega Pernarella – una grande squadra però non deve perdere mai
il controllo della partita». Al 31’ il vantaggio dei romani padroni di casa su
calcio di rigore. Il direttore di gara assegna un penalty per un tocco di mano
di Angona. Dal dischetto Fontana non sbaglia. Sul finire del primo tempo (39’)
il Marino raddoppia con Gallinaro: diagonale vincente dalla sinistra sul quale
il portiere Fusco non può opporsi. Impalpabile la prova dell’argentino Alvarez:
«E’ arrivato il transfer in tempo record e volevo vederlo all’opera – prsegue
Pernarella – Al momento credo non sia ancora pronto per il calcio italiano». Il
sudamericano si è fatto espellere nella ripresa lasciando la quadra in
difficoltà: in inferiorità numerica abbiamo rischiato di prendere altri gol. La
loro vittoria è meritata». Il ritorno di Coppa è in programma mercoledì prossimo
al “Colavolpe”. CITTÀ DI MARINO: Bruni 6, Sarrecchia 6,5, Moreno 7, Gimelli 6,
Corsi 5,5, Rivera 6,5, Laruffa 6 (1’st Polverino 6,5), Fontana 7, Pisacane 6,
Gallinaro 6 (41’st Arcobelli s.v.), Talevi 6 (22’st Saraz 6) Allenatore Mancini.
TERRACINA: Fusco 6, La Cava 6, Angona 5,5, Balestrieri 6, Di Franco 5,5, D’Amico
6, Ballerino 6 (34’st Rettucci s.v.), Romero 5 (1’st Sansò 6), Alvarez 5, Rosi
6, Serapiglia 6 (15’st Medoro 6). Allenatore Pernarella? Arbitro: Giuli di Roma
1 Reti: 31’pt Fontana (rig), 39’pt Gallinaro. Note Espulso Alvarez al 20’ st;
ammoniti Rivera (M), D’Amico (T), Angona (T), Polverino (T) E in vista della
sfida di domenica a Milazzo, oggi pomeriggio alle 15 il Latina disputerà
un’amichevole allo stadio Francioni contro il Gaeta (ore 15).
di DANIELE SPERLONGA

31000 [9]

Terracina rialzati scende in piazza per partecipare alla fiaccolata del 13
settembre. È quanto dichiara l’associazione culturale in una nota in cui si dice
convinta che «questo evento rappresenti per i cittadini terracinesi un momento
per dichiarare il proprio dissenso, senza essere strumentalizzati da politici di
professione, in special modo per quella parte della popolazione che non si
riconosce in nessun partito, movimento ed associazione ». Un distinguo, insomma,
anche nei confronti di Germano Bersani, uomo legato al movimento del consigliere
Regionale Gianfranco Sciscione, e promotore della fiaccolata. Diverso
l’orientamento di Raffaele Mauro, del partito socialista italiano, che condivide
la tesi di Città Partecipata a non lasciare la piazza al centrodestra ma pone un
problema di rappresentanza della società civile: «E’ proprio sicuro Sciscione
che già oggi riesca ad essere il principale punto di riferimento in città per
quanti vogliono che si cambi rotta?». Mauro sostiene inoltre che «questa non è
una manifestazione spontanea della società civile che non ne può più degli
attuali governanti, è una manifestazione dietro la quale c’è uno sforzo
organizzativo e finanziario di un gruppo politico impegnato come altri a
contrastare Nardi».
D. R.

31000 [8]

Un soggiorno di due giorni per due persone al Salone del Libro di Torino 2011:
questo il premio, certamente molto gradito, per il racconto che si classificherà
sul gradino più alto del podio del concorso «Si scrive terracina», organizzato
nell’ambito del primo «terracina Book Festival»
. All’inizio si era parlato di
premi esclusivamente sottoforma di libri, ma poi gli organizzatori dell’evento
hanno siglato un accordo con la Twis, che si occupa di consulenza turistica a
terracina, ed è nata l’idea del soggiorno nella capitale italiana del libro.
Intanto stanno già arrivando i primi racconti, e lo staff del concorso ricorda
che c’è possibilità di inviare le proprie opere fino al prossimo 20 settembre. I
racconti, che dovranno essere ambientati a terracina, vanno spediti a
lerosemassimo@gmail.com

31000 [7]

La scuola di musica «Musincanto» riapre i battenti: dopo la pausa
estiva tornano i corsi per gli aspiranti artisti del domani.
«Musincanto»
è una prestigiosa scuola di musica fondata circa 15 anni fa da Antonella
Caiazzo, cantante di indiscussa fama e Paolo Scandozza, bassista e
contrabbassista Jazz e moderno. Dopo le numerose tournée estive, le
lezioni riprenderanno a breve con i seguenti corsi: Canto-Basso-
Pianoforte-Chitarra-Batteria-Sax-e tante altre novità come la Recitazione-
Presenza Scenica e Dizione. Per tutte le discipline la sede, in via
Gregorio Antonelli, si avvale della collaborazione di ottimi insegnanti.
L’obiettivo è quello di preparare gli allievi non solo dal punto di vista
didattico, ma anche in una prospettiva «live» per affrontare il palco ed
il pubblico con stile, eleganza e professionalità.
F. A.

31000 [6]

Il Comune non vuole vessare i commercianti, ma sulla pubblicità è necessario far
rispettare la legge.
È questo il succo dell’incontro che si è tenuto lunedì
scorso tra il sindaco Stefano Nardi e i negozianti di Terracina. Un confronto
chiarificatore, dopo le proteste che la scorsa settimana si erano registrate
presso alcune attività commerciali, raggiunte da avvisi di pagamento con somme
altissime da parte dell’«Ica». In sostanza, il Comune ha assicurato che darà
tempo ai commercianti di mettersi in regola e adeguarsi. Ma sul decreto
legislativo in materia, che risale addirittura al 1993, non si può fare molto.
La legge deve essere rispettata. Con buona pace di chi vorrebbe aggrapparsi
all’assunto che fino a ieri si è «glissato». Il sindaco Nardi ha lasciato uno
spazio di confronto aperto con la categoria, che ora dovrà provvedere a sbrigare
tutte le pratiche per ottenere le regolari concessioni. Una questione analoga
potrebbe aprirsi a breve su un altro aspetto relativo alle affissioni. Quello
delle insegne. C’è infatti un regolamento comunale approvato nel 2008 che
prevede criteri rigidi sull’utiliz – zo delle insegne nel centro storico. Al
fine di evitare brutte sorprese, l’amministrazione comunale ha invitato i
commercianti a visionare il regolamento, per poi poter fare «aggiustamenti»
ed eventualmente evitare la possibilità che una buona parte (la maggior
parte) dei negozi debba smontare la propria insegna perché non
adeguata agli standard.
D. R.

31000 [5]

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terracina-stabilimento-balneare-piegarello-1912_bis
Un altro voto e la maggioranza del sindaco Stefano Nardi potrebbe saltare.
La voce circola, gli artefici dell’iniziativa sarebbero pronti a provarci. I numeri
già ci sono: l’opposizione insieme a qualche consigliere di recente passato
dall’altra parte della barricata hanno già la penna in mano per sottoscrivere la
sfiducia al sindaco. Resta da convincere qualche indeciso a compiere il passo
decisivo. E il gioco è fatto. Terracina come Latina, Stefano Nardi come Vincenzo
Zaccheo, un destino simile per i due sindaci da sempre accomunati per vedute,
aspirazioni e mosse politiche. In cabina di regia ci sono tutti coloro che, in
vista delle prossime elezioni amministrative, vogliono il tracollo della giunta
Nardi. Dal centrosinistra all’Udc passando per gli altri schieramenti di
centrodestra che nel corso degli anni hanno tagliato i ponti con
l’amministrazione comunale. Leggi l’altro Pdl, quello del gruppo che fa capo al
consigliere regionale Giovanni Di Giorgi, e leggi gli sciscioniani. E allora
occhio ai numeri: per presentare la mozione di sfiducia, si legge nello statuto
comunale, bisogna mettere d’accordo i due quinti dei consiglieri: in tutto
quindi servono 12 adesioni. Pd, Verdi, Udc, lo sciscioniano Villani ci sarebbero
già, serve solo un altro consigliere per raggiungere la quota minima: lo scoglio
non appare proprio insormontabile. A quel punto la mozione va portata in
consiglio e lì di voti ne servono 16, cioè la maggioranza assoluta dei 30
consiglieri che siedono in aula. E qui il gioco si fa duro ma, secondo
indiscrezioni, neppure impossibile. Oltre agli 11 della minoranza, è aperta la
caccia ai «franchi tiratori» all’interno della maggioranza. La regia della
mozione di sfiducia punta dritto al folto gruppo degli «indecisi», di quei
consiglieri cioè da sempre in bilico tra il favore e lo sfavore a Nardi. Ecco
qualche nome: in prima posizione Valentino Giuliani, poi Biagio Frattarelli del
gruppo misto. Questi i papabili. Ago della bilancia potrebbe essere anche il
consigliere Edis Mazzucco, prima in opposizione e poi in maggioranza, e comunque
dichiaratamente «autonomo» rispetto alla giunta Nardi. Se pure Mazzucco dicesse
no, la quota arriverebbe comunque a 13. Ne mancano tre: i rumors parlano di
altri indecisi, tra cui il gruppo degli ex di Forza Italia che, qualora
arrivasse l’ordine dall’alto – leggi tra le righe il senatore Claudio Fazzone
coordinatore del Pdl – non potrebbero tirarsi indietro a lanciarsi dalla nave
che affonda. Con gli ex «azzurri» si arriverebbe tranquillamente a 16. Bye bye
Nardi, a quel punto, con conseguente scioglimento del consiglio e arrivederci
alle elezioni amministrative comunali della primavera 2011. Le grandi manovre
sono appena all’inizio e non si esclude che possano arrivare presto a concretizzarsi.
Senza trascurare il particolare, neppure secondario,
che chi oggi ha l’opportunità di decretare la fine dell’a mministrazione Nardi,
avrebbe domani la possibilità di rivendicare per sé qualcosa di
importante in vista delle future elezioni. E con la campagna acquisti alle porte
per la formazioni di cordate e liste varie, la tentazione potrebbe
diventare irresistibile.
Francesco Avena

30000 [13]

Tempo di bilanci per il turismo balneare di Terracina: il Consib tira le somme.
I risultati di una stagione turistica che si avvia ormai a concludersi non sono
dei più rosei, forse è stata «una delle estate peggiori degli ultimi anni». I
problemi sono diversi e noti: acqua sporca e bagnanti in fuga; spiagge libere
ripulite solo a stagione avviata; un lungomare delle meraviglie ridotto a un
vicolo buio e pieno di insidie. A snocciolare uno per uno i tanti, troppi
problemi che costituiscono vere e proprie spine nel fianco del turismo balneare,
ci pensa il titolare di un chiosco sul lungomare di Terracina che, a nome del
Consib, denuncia le difficoltà in cui si trova a lavorare un’intera categoria di
imprenditori. «Forse vogliono farci chiudere tutti. Cosa è stato fatto per
garantire al nostro mare un’acqua pulita? Alcuni miei clienti di Roma, Napoli e
Frosinone, hanno concluso in questi giorni le loro vacanze. Mi hanno ringraziato
e mi hanno detto: complimenti per il servizio, ma il prossimo anno cambio aria.
E perché? Qui il bagno l’abbiamo fatto tre volte. L’acqua era piena di
mucillagine, schiuma e una patina oleosa che faceva ribrezzo. Ce ne teniamo alla
larga». Una questione talmente nota su cui, nonostante le promesse dei politici,
le rassicurazioni dei tecnici e delle autorità competenti e l’impegno delle
associazioni cittadine, non si è fatto abbastanza. Forse nulla. Ma fosse solo la
sporcizia che galleggia in mare… Vogliamo parlare dello stato delle spiagge
libere? Parliamone. «Molti turisti – spiega l’operatore del Consib – prima di
affittare una casa per l’estate fanno un giro di ‘perlustrazione’ tra Pasqua e i
primi di maggio. Quando arrivano a Terracina non possono chiudere gli occhi
davanti alle erbacce e i rifiuti presenti sull’arenile. Il Comune poi provvede
alla pulizia, ma troppo tardi. Quest’anno i tratti di arenile pubblico sono
stati ripuliti solo a giugno, quando i turisti avevano già prenotato le proprie
vacanze da un’altra parte». Il turista avvilito, di sera vorrebbe farsi una
passeggiata sul lungomare Circe. «Da anni raccogliamo le stesse lamentele. Bello
questo lungomare? Ma se solo potessimo passeggiare tranquillamente invece di
stare attenti a dove mettere i piedi sarebbe meglio. Non sono solo gli
escrementi dei cani, la pavimentazione dissestata o gli alberi che non vengono
potati e rischiano di ferire qualcuno al volto. Qui il problema è che quasi
tutto viale Circe è al buio, con i lampioni rotti e mai aggiustati. Ai nostri
turisti vogliamo offrire un lungomare illuminato o in una penosa penombra?» La
fuga di villeggianti si combatte con una politica dei prezzi al ribasso.
«Quest’anno abbiamo dovuto applicare tariffe stracciate pur di attirare i
turisti. Ma questa non può essere la soluzione. Che futuro vogliamo dare alle
nostre imprese? Se non si entra nella logica di un totale interessamento delle
istituzioni per valorizzare al massimo la risorsa del turismo balneare,
Terracina non si rialzerà mai». Cose già dette l’anno scorso, ma nulla è
cambiato. Cose che si ripetono oggi, e chissà se qualcosa per
l’anno prossimo cambierà.
Francesco Avena

30000 [4]

Un gesto simbolico ma certamente di sostanza quello dei professori in servizio
presso l’istituto professionale «Alessandro Filosi» di terracina.
Sull’home page
del sito web della scuola non si può non notare il serpentone che informa che «I
docenti del Consiglio d’Istituto si sono dimessi in segno di protesta contro i
tagli della riforma e della manovra economica». Probabilmente non sarà questo a
bloccare la riforma Gelmini e a mettere finalmente le cose a poste nel caotico
mondo della scuola nell’Italia di oggi. Tuttavia è pur sempre un segnale, un
dire «ci siamo anche noi», un voler far sapere che anche dalle scuole di
provincia arriva il disagio forte che stanno vivendo moltissimi insegnanti
italiani, perennemente precari.
Ri.Re.

30000 [6]

Carcasse spiaggiate al Sisto, la denuncia
Anche quest’anno non sono mancati i casi di animali spiaggiati a riva lungo
tutto il litorale di Terracina. Ieri l’ennesimo caso, con la segnalazione fatta
pervenire al comando della polizia Municipale partita dal tratto di spiaggia
vicina alla foce del canale Sisto. Nel primo pomeriggio di ieri, infatti, i
vigili urbani del comandante Vincenzo Pecchia hanno ricevuto la denuncia di
alcuni bagnanti «infastiditi» dall’a r r ivo sul bagnasciuga di alcuni pesci
morti. Pesci di piccole dimensioni morti in mare, molto probabilmente perché non
riuscivano più a respirare, e trascinati fino a riva dalla corrente del mare.
Gli agenti della polizia locale dunque si sono recati sul posto per constatare
la situazione. Si tratto solo dell’ultimo caso di animali morti trasportati sul
bagnasciuga dal mare. A partire dalla primavera, sul litorale compreso tra
Badino e Sisto, si era registrata un’ondata di ovini morti. Diversi casi che
sarebbero imputabili al corso dei canali Sisto e Portatore i quali,
attraversando l’entroterra pontino, raccolgono gli scarichi del comparto
agricolo e zootecnico per poi sfociare in mare. Con il moto delle onde,
inevitabilmente il tutto finisce per spiaggiarsi a riva. Immancabili anche le
nutrie, con casi che si sono avuti non solo tra Sisto e Badino ma anche sul
tratto della spiaggia di Ponente. Ieri l’ultimo caso con alcuni
pesci morti.
F. A.

30000 [7]

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attagliePoliticaTerracina Rialzati

Il prossimo 13 settembre si svolgerà a Terracina una fiaccolata silenziosa da Piazza Garibaldi a Piazza Municipio.

La manifestazione non prevede comizi iniziali o finali, né la presenza di simboli di partito.

Noi di Terracina Rialzati riteniamo che questo evento rappresenti per i cittadini terracinesi un momento per dichiarare il proprio dissenso, senza essere strumentalizzati da politici di professione, in special modo per quella parte della popolazione che non si riconosce in nessun partito, movimento ed associazione.

Noi parteciperemo come semplici cittadini alla marcia silenziosa per chiedere ai consiglieri comunali che sostengono questa maggioranza di liberarci dall’oppressione rappresentata da un’amministrazione lontana dalla città e dai suoi abitanti.

Sarà l’occasione per dimostrare che la città si oppone alla logica della speculazione arrivista, della dilapidazione delle casse comunali, della sistematica distruzione del territorio, della continua tensione sociale, causata da ingiuste distribuzioni di ricchezze e posti di lavoro.

Se qualcuno sente il bisogno impellente di impugnare una bandiera, che porti con sé i colori della città.

Gonfalone

Terracina Rialzati

Nota del TerracinaBlog: a tale iniziativa si associa lo staff del TerracinaBlog.com

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terracina-stabil-piecarello-primi-del-900_bis

Ora possiamo tranquillamente affermare che un’amministrazione rispettabile non può
percorrere strade che contrastino i cittadini onesti, e non può, per tre anni,
soprassedere alle proprie responsabilità facendo intendere di tenere più ai voti
che alla legge».
Parole pesanti quelle con cui l’Ascom-Confcommercio boccia
l’operato della giunta Nardi in materia di tassa per la raccolta dei rifiuti
solidi urbani. Forte dei tre gradi di giudizio che hanno confermato
l’illegittimità degli aumenti della Tarsu 2008 e 2009, l’associazione di
categoria, in una lettera aperta ai soci, sottolinea come i giudici «hanno
sempre stigmatizzato l’abuso di potere anche con parole di estrema fermezza». «I
diritti dei cittadini sono incalpestabili quanto i doveri -continua l’Ascom-
Confcommercioe di fronte ad atti illegittimi non è ammissibile l’assunto che
‘prima si paga e poi…si vedrà’». Per l’associazione, «sono purtroppo lontani i
tempi in cui le regole della democrazia erano scritte e rispettate ed il
rimpianto oggi è la rappresentazione dell’effimero». Nella lettera, L’Ascom-
Confcommercio rivendica anche il ruolo avuto nella lotta all’evasione della
Tarsu, ricordando «il novembre del 2007 quando, approfondendo le questioni sulla
raccolta dei rifiuti solidi urbani e incrociando dati ufficiali di Camera di
Commercio e ruoli Tarsu del Comune di Terracina, notammo che ‘la somma non
faceva il totale’. In un incontro, sollecitato dall’Ascom », alla presenza di
nove amministratori, tra assessori e consiglieri di «O maggioranza, ripetutosi
poi alla presenza del sindaco Nardi, accompagnato nell’occasione dal consigliere
Acanfora, mettemmo al corrente, tra le altre cose, l’intera amministrazione
sulla possibile massiccia evasione nei pagamenti Tarsu». «Non essendoci stati
allora -continua la missiva- riscontri e volontà, da parte dell’amministrazione,
di chiarire se un consistente numero di ‘furbetti’ stesse gabbando cittadini ed
imprese, per responsabilità sindacale e dovere statutario, l’Ascom intraprese,
com’è di pubblica conoscenza, le vie legali riconosciute a tutt’oggi in diversi
gradi di giudizio ». Adesso, l’associazione ritiene di potere «tranquillamente
affermare che un’amministrazione rispettabile non può percorrere strade che
contrastino i cittadini onesti, e non può, per tre anni, soprassedere alle
proprie responsabilità facendo intendere di tenere più ai voti che alla legge».
Attribuire, dunque, i mancati introiti della Tarsu alle incertezze generate
negli utenti dai procedimenti giudiziari, «è ‘in primis’ una colossale
stupidaggine, ‘in secundis’ un inutile tentativo di nascondere una gravissima
mancanza amministrativa perpetrata negli anni cercando di imputare,
malevolmente, responsabilità al ‘disturbatore’ del momento ». «Onestà umana,
ancorché intellettuale -termina la lettera-, vorrebbe che amministratori che si
ritengano capaci, a qualsiasi epoca appartengono, sappiano riconoscere
effettivamente le deficienze traendo nel caso le dovute
conseguenze».
Andrea Di Lello

Mazzucco e i famosi voti del Pdl nelle zone rurali
Intervenendo ad una riunione di amici dell’Agro Pontino l’architetto Mazzucco
dopo aver criticato l’incuria con la quale il Consorzio di Bonifica mantiene le
sponde dei canali lungo le strade interpoderali e comunali ha affrontato i temi
politici più vicini al Comune di Terracina ed ha affermato ” Sono dispiaciuto
per gli attacchi personali, più accentuati negli ultimi giorni nei confronti del
Consigliere Regionale On. Sciscione intanto perché sono contrario alla
delegittimazione attraverso il discredito personale, ed indipendentemente dalla
sua appartenenza al mio partito o meno è innegabile allo stato la sua valenza
politica; che potrebbe essere molto importante per il futuro della Città se
svincolato dai quei politici di entrambi gli schieramenti che fin dalla Giunta
Recchia hanno portato la Città nello stato di indigenza nello stato in cui si
trova e per non nascondere la testa dietro un dito mi riferisco a quella classe
dirigente che ha sostenuto e partecipato all’interno la Giunta Recchia, chi l’ha
sostenuto, dai banchi del Consiglio Comunale e successivamente ha fatto il salto
della quaglia assumendo primarie responsabilità nella Giunta Nardi ed infine a
quanti sempre con la Giunta Nardi fino a qualche settimana fa avevano la mano
ingessata verso l’alto, Sciscione è un’altra cosa in quanto non ha avuto mai
responsabilità politico-amministrativa.” “Non so come la gente di campagna, come
la nostra gente che rappresenta il 75% dei voti che il PdL prende in tutta
Terracina reagirebbe sul piano politico ad una mancata nostra leadership per
affidarla a qualche apprendista nominato dall’alto, credo che la reazione
politica di Borgo Hermada, San Vito, il Frasso, la Fiora, la Valle, Ceccaccio,
Barchi, Campo Soriano sarebbe molto dura”.
Antonio Edis Mazzucco


La scuola inizia ma sui banchi, quest’anno, il rischio è che ci saranno solo
quaderni e penne.
I bambini delle scuole elementari potrebbero restare senza
sussidiari e libri di testo. Il motivo? Per conoscerlo basta farsi un giro tra
le cartolibrerie di Terracina. Il Comune non paga, la libreria non può
accollarsi migliaia di euro per anticipare i soldi ai distributori e vendere i
libri alle famiglie. La legge impone che i libri di testo per le scuole
elementari vengano forniti gratuitamente alle famiglie. Il Ministero della
pubblica Istruzione stanzia i fondi al Comune che poi li «gira» ai titolari
delle cartolibrerie che acquistano i libri e li rivendono alle famiglie. Una
catena semplice e infallibile. Se non fosse che, tra un anello e l’altro, quando
si parla del Comune di Terracina la catena finisce spesso e volentieri per
spezzarsi. Per i librai di Terracina, infatti, i guai vanno avanti già da
qualche anno. «Due anni fa – racconta un libraio – ho acquistato i testi
scolastici per le elementari a settembre, e il Comune me li ha rimborsati solo a
maggio. L’anno scorso, invece, ho comprato libri per 12 mila euro. Da allora una
tranche di soldi mi è stata accreditata dal Comune solo qualche giorno fa. La
seconda metà di quanto mi spetta, nessuno sa quando mi verrà restituita».
Neppure a Palazzo tra le scartoffie degli uffici comunali ci sono notizie più
certe che possano rasserenare il titolare della cartolibreria, che per ques
t’anno promette: «non posso permettermi di anticipare ancora tanti soldi per i
miei clienti senza sapere quando mi verranno dati. Attendo ancora quelli del
passato anno scolastico, e come me le altre cartolibrerie che hanno tagliato i
ponti col Comune rifiutandosi di distribuire i testi per le elementari. Da sette
che eravamo, siamo rimasti la metà a garantire questo servizio. I distributori,
del resto, i soldi li vogliono e subito, già entro la metà di settembre. Se
rischio ancora una volta di anticipare il denaro e vedermelo restituire chissà
quando, non mi resterà da fare altro che abbassare la saracinesca e chiudere
l’attività». Il pericolo reale è che, non essendo disposte le cartolibrerie a
fornire i libri, l’esercito di bambini che si accingono a sedersi tra i banchi
delle scuole elementari di Terracina restino a secco di testi scolastici. Tra lo
stupore e l’agitazione, visto che la prima campanella suonerà tra una settimana,
le famiglie dei giovani alunni. «Non sappiamo dove trovare i libri – dicono -.
Siamo pronti a protestare in Comune se la situazione non verrà risolta al più
presto». Un’altra grana per il sindaco Stefano Nardi, e da risolvere al più
presto tra l’altro. La campanella sta per suonare, tanti piccoli studenti
vorrebbero poter imparare a leggere e far di conto su libri che ancora non
hanno. E sì che l’istruzione non se la passa bene, ma se i guai cominciano già
dalle elementari, la carriera scolastica è davvero tutta in salita. E politica e
burocrazia, ancora una volta, ci mettono lo zampino.
Francesco Avena


Era difficile, lo si sapeva, e probabilmente è su altri campi che bisogna
guadagnare quei punti che serviranno ad affrontare una stagione tranquilla, come
nelle aspettative.
Perdere all’esordio, però, non è mai bello. Ed il terracina,
a San Cesareo, ha fatto poco, soprattutto nel primo tempo, per cercare di uscire
indenne dalla contesa. Per altro, quando nel secondo tempo i tigrotti hanno
cercato con maggiore insistenza la porta avvesaria, la mancanza di un attaccante
vero si è fatta sentire, eccome. Sin dal 3′ il San Cesareo assedia l’area
pontina: Rocchi da sinistra serve Iannotti dall’altro lato, assist di questi
verso Antonini che di testa sbaglia il gol da due passi. Al 7′ Tajarol è libero
in area a destra, esplode un diagonale forte, Fusco con un tuffo lo respinge. Il
copione della gara è San Cesareo in attacco, terracina in difesa. Al 23′
incredibile rigore negato ai locali: Reali supera due difensori ed entra in
area, prova a fintare sul portiere ma Ayani da dietro lo mette giù; il rigore
sembrava netto, ma l’arbitro Chindemi non è d’accordo e ammonisce il bomber
rossoblu per simulazione. Passano 2′ e Chindemi finisce col commettere un altro
errore: Reali cerca di liberarsi per il tiro alla sinistra dell’area, Di Franco
lo contrasta con un intervento regolare, seppur al limite; ma l’arbitro stavolta
indica il dischetto. Due torti, si sa, non fanno una ragione. Dagli 11 metri
Reali è implacabile e sigla il gol della vittoria. Nonostante lo svantaggio, il
terracina non reagisce, allora il San Cesareo insiste: al 31′ Rocchi serve un
pallone in area per Tajarol, che cerca il lob sul portiere; ma Fusco allunga la
mano e salva in angolo. Al 34′ ancora l’inarrestabile Rocchi serve un pallone
basso a Hrustic, che dal vertice destro tira di prima, palla carica d’effetto
che termina alta di un soffio. Il primo barlume dei tirrenici al 45′, Rosi entra
in area a sinistra, cede palla a Medoro verso il 1° palo, ma l’ex Formia
fallisce la deviazione sotto misura. Finisce il 1° tempo, nella seconda parte la
squadra di Pernarella prova a svegliarsi. All’ 8′ c’è la grande occasione per i
‘tigrotti’: Macellari allontana di pugno una palla in area, ma la sfera arriva a
Sansò, che dai 16 metri calcia un destro beffardo e angolato; ma Macellari,
seppur coperto, è strepitoso e in tuffo blocca la sfera sulla linea. Si rivede
il San Cesareo al 20′ con una punizione di Iannotti, fuori di pochi centimetri.
Al 36′ il terracina rimane in 10, Ayani si prende due ammonizioni in pochi
secondi. Il San Cesareo prova ad approfittarne al 42′, Antonini profitta di un
errore difensivo e tira dal limite, Fusco si distende e devia in corner. Al 48′
l’ultimo tentativo ospite, Rosi tira da punizione defilata, ma Macellari non si
fa sorprendere blindando la vittoria dei suoi.


Sempre meglio tardi che mai. Per l’intera stagione estiva 2010 i parcometri
arrivati da Milano dalla «Parkeon Spa» hanno fatto più volte «cilecca» e ora, a
settembre, l’amministrazione comunale si è resa conto che, forse forse, conviene
mettere mano al portafoglio per garantirne «il corretto e continuativo
funzionamento». Meglio tardi che mai, dicevamo. Il 3 settembre scorso,
praticamente l’altro ieri, il dipartimento finanziario del settore competente ha
impegnato circa 2 mila e 500 euro per la manutenzione delle 50 macchinette, di
cui 20 a carattere permanente e 30 stagionale «visto che i parcometri
necessitano di materiale di ricambio» e per «un collegamento telematico atto a
verificarne lo stato». Intanto ancora fino a ieri mattina la sala operativa del
comando della municipale ha raccolto la segnalazione, l’ennesima, di un utente
che si era imbattuto in un parcometro, guarda un po’, poco efficiente. Nel caso
di ieri la macchinetta di via Roma aveva rilasciato un ticket con un orario
sballato. Altre volte sono stati erogati scontrini completamente in bianco. E’
andata peggio a quei cittadini che hanno infilato le monete senza ottenere
alcunché dalla macchinetta. Della somma impegnata la maggior parte servirà a
saldare il costo del collegamento telefonico dal 30 giugno al prossimo 30
settembre. I restanti soldi, poco più che 500 euro, serviranno per acquistare
nuova carta per gli scontrini. Ma basterà questo? Di certo c’è che Terracina con
parcheggi e parcometri non
è proprio troppo fortunata.
Rita Recchia

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spiagge-doro

L’altro giorno stavo seguendo una trasmissione su TerracinaTV che trattava la questione gestionale delle spiagge Terracinesi. E’ intervenuto telefonicamente un ex spiaggino che ha rivelato alcuni retroscena di tale gestione.  Per dirne qualcuna… sembra che gli incassi giornalieri valutati tra i 1000/2000 Euro venissero ritirati da un delegato comunale senza rilasciare alcuna ricevuta e quindi i soldi di parte dell’incasso, in queste condizioni, è molto facile che abbiano preso vie sconosciute. Il fantomatico spiaggino poi parla delle modalità di assunzione dei medesimi facendo capire che vi era un accordo di spartizione tra TUTTI i partiti sia di maggioranza che di opposizione in base al quale il posto di un lavoro era riservato ad ogni consigliere comunale e 2 agli assessori. Questa modalità di assunzione, afferma sempre lo spiaggino, era assolutamente bipartisan e quindi TUTTI si sarebbero spartiti questa torta di assunzioni clientelari.

Adesso si capisce bene perchè la selezione del personale comunale raramente viene delegata agli uffici del lavoro ove si possono fare assunzioni chiare in base a regole di equità.

Se quanto dichiarato dall’anonimo spiaggino fosse vero oltre che ad essere estremamente disgustoso penso sia pure da codice penale.

Spero che chi di dovere vada in fondo a questa cosa.

Trovate il video dellla puntata in questione a fondo pagina

(Si ringrazia ZiO MaRcELLo da cui ho avuto indirettamente La registrazione :-)


Video importato

vimeo Video


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29falke

Oggi il TerracinaBlog termina le rievocazioni fotografiche in occasione dell’anniversario del primo bombardamento di Terracina. In vecchi post abbiamo già trattato a sufficienza gli argomenti sul primo bombardamento di Terracina e dei cruenti combattimenti per la presa della città  in zona cimitero.

Oggi vi esporrò il risultato di qualche mia ricerca su ciò che accadde in quel periodo nella zona di Valle marina. In questa zona si sono tenuti i combattimenti più pesanti testimoniati anche da numerosi nostri concittadini che erano li come sfollati.

Vallemarina aveva una grande importanza strategica per vari motivi. In primo luogo la presenza del tunnel ferroviario che permetteva di superare agevolmente il problema costituito dalle montagne per quanto riguarda lo spostamento delle truppe.

A Valle Marina, dopo lo sbarco di Anzio, si era concentrata una grande presenze di truppe  tedesche. In particolare nella vicina sughereta, approfittando della copertura del fogliame, vi era nascosta una grande quantità di tanks della 29^ Panzergrenadier-Division che  è stata una delle maggiori formazioni militari delle forze armate nel Reich tedesco.

La 29ima  divisione contava su circa 15.000 uomini più una quantità non definita di mezzi motorizzati.  Era denominata “Falke division” a causa dello stemma costituito dall’immagine di un falco stilizzato.

Le truppe erano di difficile individuazione per cui molte “spie” alleate vennero paracadutate nella zona intorno a Terracina per i rilevamenti. A causa di questo notevole “interessamento” molti civili fuggirono anche da Valle Marina infatti era facile intuire che da li a poco sarebbero state disponibili le coordinate per il fuoco e cosi fù. Seguirono bombardamenti da cielo, da terra e da mare e le testimonianze di chi era li racconta che i canali della zona erano diventati rossi di sangue a causa della mattanza di soldati tedeschi.  Si racconta poi di grandi fosse comune scavate nei dintorni ove gli alleati seppellirono decine e decine di corpi di soldati tedeschi caduti nella battaglia.

A seguito poi della conquista della zona da parte degli alleati molti soldati tedeschi si diedero alla fuga indossando abiti civili e gettando grandi quantità di armamenti nelle grotte e pozzi nelle vicinanze e probabilmente molto di questo materiale si trova ancora lì.  (si ringrazia l’amico Giampiero per le informazioni di cui sopra e a lui riferite dalla madre che è stata testimone di questi tragici eventi).

Volevo poi approfondire la questione, già trattata, dei super cannoni ospitati nel tunnel ferroviario che collega praticamente la linea da Monte S.Biagio a Priverno.

Il tunnel ospitava i famosi cannoni su rotaia Krupp K5. Più propriamente identificati come Krupp 28 cm K5 E, ove Krupp indica il nome della fabbrica costruttrice, “28 cm” indica il calibro del pezzo (precisamente 283 mm), “K” sta a significare “Kanone”, cioè cannone, il numero “5” indica il tipo ed “E” sta per “eisenbahn” che significa ferrovia, quindi “cannone ferroviario tipo 5, calibro 280 mm”.

Qualche dato tecnico di questa eccezionale arma:  Aveva un peso di 218 tonnellate,  le dimensioni erano di 30 metri in posizione da viaggio e di 32 in posizione da tiro. Sparava proiettili con un calibro di 283 mm e la gittata era di ben 151 Km.  La velocità iniziale del proiettile era di 1120 m/s e la cadenza di tiro era di 1 colpo ogni 3-5 minuti.

Ecco dei rarissimi video del cannone in azione:


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Alcune fasi della costruzione di Leopold presso le famose acciaierie Krupp

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Da testimonianze di chi era in zona si evince che il cannone per funzionare era preso in carico da una folta squadra speciale della Wehrmacht (erano completamente vestiti di bianco).  Il cannone cercava di contrastare lo sbarco alleato da poco avvenuto ad Anzio. Prima di sparare ogni colpo veniva azionata dai tedeschi una speciale sirena per allertare la popolazione locale infatti il rumore prodotto era micidiale.

Di questa tipologia di cannoni su rotaie si presume che la germania ne produsse circa una ventina di esemplari e i modelli che si aggiravano nella nostra zona erano in sostanza due, il  Robert (anche chiamato “Anzio Express”),  e il suo gemello Leopold (anche chiamato dopo la sua cattura avvenuta nel giugno del 1944, “Anzio Annie”).

Il convoglio militare del cannone poteva trovare sicuro riparo dalle ricognizioni e dalle incursioni aeree anglo-americane nella galleria del treno di Valle marina, dalla quale usciva per prendere la propria posizione di fuoco e lanciare sulle truppe alleate in tutta l’area del fronte

I due cannoni svolsero il compito loro assegnato senza eccessivi disturbi, si ritiene che abbiano sparato un totale di 5.523 colpi contro depositi di munizioni e di carburante sulle navi e sulle truppe anglo-americane fino a quando, verso la fine del maggio 1944,  mutata la situazione del fronte, vennero fatti ripiegare verso Nord. La via del ritorno fu assai complicata, la rete ferroviaria era notevolmente danneggiata dai bombardamenti aerei e i cieli ostili per la presenza dell’aviazione alleata. Il “Robert”, “Anzio Express”, subì un mitragliamento aereo in aperta campagna nei pressi di Civitavecchia e dopo essere stato reso inefficiente con l’esplosivo venne abbandonato dai militari tedeschi alle truppe anglo-americane.  Il “Leopold”, “Anzio Annie”, immobilizzato nella stazione ferroviaria di Civitavecchia ma non eccessivamente danneggiato, venne catturato il 7 giugno 1944 dagli americani del 168º Reggimento Fanteria della 34ª Divisione. I due cannoni vennero smontati e trasportati a Napoli per essere spediti negli Stati Uniti. Qui vennero studiati e, utilizzando pezzi provenienti dall’altro cannone, fu rimesso in efficienza il Leopold “Anzio Annie” che sparò alcuni colpi di prova nei primi anni ‘50.

Anzio Annie, costituì il riferimento per la progettazione e costruzione del “cannone atomico” americano.


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Al mondo sono rimasti quindi questi due soli  esemplari e che sono quelli che operarono nella nostra zona:


  • il Robert è sito nel Nord-Passo di Calais, nei pressi di Calais, al Museo del Vallo Atlantico: “Musée du mur de l’Atlantique”, Audinghen, Cap Griz Nez, France.

  • il Leopold (famoso per Anzio), è sito ad Aberdeen (Maryland), in un centro di addestramento dell’esercito americano.

Curiosità 1:  il famoso cannone di Valle Marina è stato immortalato anche in un videogioco per PC che si chiama: “Codename Panzers: Phase Two” e in particolare nell’episodio: “Anzio “Annie”, 25 maggio 1944 gli alleati si occupano del supercannone (per la cronaca: Terracina è stata liberata il 24 Maggio 1944 quindi probabilmente la nostra città per la prima volta è protagonista in un videogioco!) eccolo nel video della sua splendida esibizione virtuale che tutti potete rivivere acquistando il gioco in versione PC:

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Curiosità2: La riproduzione del famoso cannone di Valle Marina è venduta anche come modellino (scala 1/35) ,  per chi vuole cimentarsi nella costruzione l’ho avvistato in vendita a un centinaio di euro su amazon … ma  ecco una recensione del prodotto ;-)


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Anzio Annie oggi si trova in un museo, eccolo:


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sopra, immagini del cannone catturato

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Sopra la scatola del modellino.

Saluti,

alla prossima!

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Guerra1944 [1]

Approvato il progetto esecutivo per la manutenzione e il restyling del cimitero
comunale. In seguito alla delibera di giunta dello scorso luglio, infatti, e
arrivata la disponibilita economica per l’avvio delle procedure per la gara
d’appalto e l’assegnazione dei lavori. Le opere di manutenzione riguarderanno i
cimiteri comunali di via Anxur e di Borgo Hermada: si prevede una spesa
complessiva di 250 mila euro. D
ella somma totale 165 mila euro serviranno per la
realizzazione dei lavori, mentre il resto per spese eventuali ed accessorie.
Dopo l’ok degli uffici finanziari dell’ente, la palla adesso passa a quelli
competenti per la redazione del bando di gara. I lavori consentiranno di
migliorare la situazione del camposanto di via Anxur e di quello della popolosa
frazione di Terracina a Borgo Hermada. Nei mesi scorsi, infatti, e del resto la
situazione si trascina da anni ormai, la carenza di loculi affligge le strutture
cimiteriali. Un’emergenza cui si e fatto fronte volta per volta con le
estumulazioni delle salme piu vecchie, con la ristrutturazione dei loculi
liberati e infine con la tumulazione delle bare piu «fresche». Per questo di
volta in volta il Comune si e trovato di fronte alla necessita di dover
affrontare dei lavori per poter ospitare i defunti terracinesi nel camposanto.
Con la disponibilita di questi fondi per 250 mila euro, la situazione potra
migliorare grazie a un ampio intervento di manutenzione e restyling dei cimiteri comunali.
F. A .

Terracina in Guerra [18]

L’Aede di Terracina al centro di una serie di giornate di valenza europea a
seguito dell’arrivo in citta di una nutrita delegazione proveniente da Bad
Homburg, localita tedesca gemellata con il Comune rivierasco.
Secondo una
tradizione ormai consolidata, lo scambio tra i gruppi sta avvenendo con una
certa frequenza. La prof.Anna Carrroccia, segretaria del gruppo AEDE insieme
agli amici dell’Associazione internazionale degli Insegnanti ha messo insieme un
valido programma teso a valorizzare l’intero territorio turistico a cominciare
dai luoghi limitrofi al rinomato Comune marino. L’arrivo degli ospiti della
Germania e avvenuto mercoledi 1 settembre con un volo della Lufthansa ed il
saluto di benvenuto si e svolto presso la casa della stessa responsabile aedina
Anna Carroccia. Di rilievo il programma di incontri organizzato per la giornata
di giovedi 2 settembre con la visita alla villa di Tiberio a Sperlonga e ed alla
Grotta d’oro a Gaeta e nel pomeriggio visita al museo archeologico di Formia ed
alla tomba di Cicerone. Nella mattinata di venerdi 3 settembre perlustrazione
nella parte alta di Terracina e ricevimento ufficiale da parte del Sindaco Dott.
Aldo Nardi. A seguire la comitiva si muovera per l’esplorazione dello storico
complesso del tempio di Giove Anxur. Serata conviviale presso il ristorante “Le
onde”, come nella giornata precedente. Sabato 4 settembre, la delegazione si
rechera in visita al Parco Nazionale del Circeo ed alla gotica Abbazia di
Fossanova. La serata sara caratterizzata per i saluti di commiato che verranno
scambiati presso lo stabilimento balneare “Clipper”. La conclusione della visita
in Agro pontino degli interessati ospiti d’oltre Alpe e prevista nella mattinata
di domenica 5 settembre allorquando i cittadini Ue andranno a Fiumicino per
rientrare nella loro citta. Nel complesso, una gradita e bella esperienza che
ancora una volta conferma il grado di amicizia ed il valore della solidarieta
che esiste da anni tra le due localita e tra gli abitanti delle stesse. Un
elogio giustificato all’AEDE di Terracina per l’attenzione mostrata dai docenti
europei nei confronti di amici desiderosi di conoscere in modo adeguato questo
comprensorio e che da molti dimostrano di apprezzare la ridente localita
turistica famosa per le bellezze naturalistiche e per il suo ricco patrimonio
storico e archeologico.

Terracina in Guerra [17]


Niente inciuci
se il Pd vuole realmente vincere le elezioni. Il consigliere
comunale del Partito democratico esce allo scoperto e adombra un clima non
proprio sereno all’interno del partito. Con un intervento che suona come una
strigliata rivolta ai colleghi, Coccia pone condizioni ferme e imprescindibili
per «avere la chance di giocare un ruolo da protagonisti nella prossima tornata
elettorale». Il democratico parla di «stagione nuova e veramente alternativa
rispetto alla devastante gestione amministrativa del centrodestra». Una
prospettiva possibile, pero, solo se il Pd chiarira «al suo interno, quanto
spazio e disponibile a cedere all’affermazione del principio di legalita».
Un aspetto considerato cruciale, che consentirebbe di prendere le distanze dallo
slogan della «politica del fare» adottata dalla giunta Nardi, dietro il quale
«si e nascosto il piu grande massacro delle regole che nella storia democratica
di questa citta sia mai avvenuto». La resa dei conti e chiaramente tutta interna
al partito. Coccia fa un’operazione preventiva di rifiuto dell’«inciucio». Le
stesse alleanze «che del tutto naturalmente dovrebbe vedere il Pd, anche in
chiave locale, impegnato nel rilancio dell’esperienza Ulivista», hanno alla base
il rispetto delle regole. Due gli aspetti su cui il Pd non dovra transigere.
L’eventualita di un dissesto e, ancor piu compromettente per i democratici, la
questione dell’Azienda speciale, dove a dirigere c’e la dottoressa Carla Amici,
sindaco del Pd a Roccagorga e sorella dell’onorevole democratica Sesa Amici.
Sul primo punto: «Se, a mero titolo esemplificativo, il riconoscimento dei
debiti fuori bilancio imponesse la dichiarazione di dissesto – chiede Coccia -
il Pd sarebbe disposto a far prevalere il rispetto della norma oppure farebbe
prevalere l’opportunita politica di evitare la dichiarazione di dissesto
continuando a violare la norma che impone il riconoscimento dei debiti fuori
bilancio?». E ancora: «Se le assunzioni dell’Azienda Speciale dovessero
rivelarsi illegittime il Pd sarebbe pronto a risolvere i rapporti di lavoro nel
frattempo instaurati oppure, per salvaguardare la “pace sociale” ed evitare
le inevitabili tensioni che scaturirebbero da una simile decisione, sorvolerebbe
continuando a mantenere in essere i predetti rapporti di lavoro? ». Coccia
attende risposte dai suoi colleghi di partito. Che dovranno essere convinti di
voler prendere le distanze dal «modus operandi» dell’attuale amministrazione
comunale. «Basta guardare a quello che e accaduto sugli aumenti Tarsu,
dichiarati illegittimi da una sentenza del Tar e dal Consiglio di Stato -
prosegue il democratico – agli irrisolti problemi della costituzione
dell’Azienda Speciale senza che il Consiglio Comunale si sia espresso sullo
scioglimento dell’Istituzione. Alla “dubbia” legittimita delle assunzioni
operate dall’Azienda Speciale per continuare con la mancata approvazione dei
debiti fuori bilancio, sulle inesatte consistenze di bilancio relative ai
residui attivi, le inchieste aperte sulle questioni relative alla gestione degli
immobili concessi in locazione, il caso “Easy Park” e le assunzioni fatte a
cavallo delle elezioni amministrative del 2006». Esperienze secondo Coccia da
evitare come la peste. «Se il Pd e le forze che si riconoscono nell’esperienza
dell’Ulivo avranno il coraggio di percorrere questa strada, forse potranno
ancora avere la chance di giocare un ruolo da protagonisti nella prossima
tornata elettorale».
Diego Roma

filmatiluce [6]

Traffico paralizzato per gran parte della mattinata ieri (giovedi, ndb) nel centro di
Terracina.
Mentre sulla Variante Appia, nei pressi della rampa che conduce alla
galleria Monte Giove, uno spettacolare incidente causava la chiusura momentanea
del flusso veicolare, i mezzi pesanti sono stati «dirottati» verso il centro
urbano. E cosi decine di mezzi pesanti, auto e moto si sono messe in fila
attraversando con gravi rallentamenti il centro di Terracina da nord a sud. Una
trappola che ha attanagliato in un muro di lamiere e tubi di scarico decine di
automobilisti e camionisti, creando non pochi disagi e momenti di tensione. Ma
andiamo con ordine. Intorno alle 9 di ieri, sulla variante Appia si scontrano un
furgone e una macchina che viaggiano entrambi in direzione sud. Per fortuna lo
scontro e avvenuto prima che i veicoli entrassero nella galleria e dunque
l’incidente si e verificato completamente al di fuori del traforo. Secondo
quanto ricostruito dai carabinieri della locale stazione giunti sul posto per
eseguire i rilievi del sinistro stradale, si sarebbe trattato di un
tamponamento. L’urto e stato violento. Il furgone si e ribaltato capovolgendosi
sull’asfalto . L’auto invece e stata danneggiata pesantemente nella parte
posteriore. Inizialmente si era pensato al peggio, soprattutto perche nella
macchina distrutta nella parte posteriore erano seduti due bambini piccoli.
Quasi un miracolo, dunque, che alla fine tutte le persone condotte all’ospedale
«Fiorini» per le cure del caso non abbiano riportato ferite gravi. Solo qualche
graffio e tanto spavento. Sul posto oltre i carabinieri anche la polizia
stradale e i vigili urbani. I disagi sono cominciati subito e si sono ripercossi
sul centro abitato. Il traffico dei mezzi pesanti infatti e stato immediatamente
bloccato e, con il tratto di galleria interdetta al transito, camion e macchine
sono state tutte « dirottate » sull’Appia, su via Roma e sull’Appia
Antica. Soprattutto in quest’ultimo caso i disagi sono stati inevitabili vista
la ristrettezza della carreggiata e la presenza di numerose macchine
parcheggiate. Un camionista dopo oltre un’ora di coda ha anche accusato un
malore, tanto da essere stato sottoposto alle cure del personale medico della
Croce Rossa. Per i piu fortunati la fila e durata solo, si fa per dire, un paio d’ore.
Il traffico e tornato a scorrere in modo regolare in tarda mattinata.
F. A.

proiettili tedeschi [5]
Confronto costruttivo tra cittadini e amministrazione comunale lo scorso
mercoledi a villa Tomassini sui temi ambientali.
Ne e convinto l’assessore
all’Ambiente Loreto Maragoni, che insieme a diversi esponenti della maggioranza
ha incontrato cittadini e associazioni per raccogliere le problematiche in
materia. Ora si dovra passare dalle parole ai fatti. L’assessore ha raccolto le
lamentele dei cittadini: quartieri sporchi, canali putridi e con gli argini
pieni di erbacce, una raccolta differenziata che non soddisfa tutti i quartieri
della citta. E ancora, l’assenza di un programma a lungo termine che
riqualifichi l’ambiente terracinese a 360 gradi. Presenti all’incontro, oltre a
numerosi cittadini, anche le diverse associazioni e comitati locali, dal Wwf ad
Agenda 21, da Citta Partecipata a Terracina Rialzati, non tutte – a dire il vero
- sulla stessa linea d’onda. A significarlo, un battibecco tra il presidente di
Terracina Rialziati Fulvio Carocci e il consigliere comunale Gino Di Mauro,
presente all’incontro come semplice cittadino. Maragoni ha tuttavia assicurato
che terra conto di tutte le questioni esposte dai cittadini e di garantire un
confronto continuo anche nel corso dei prossimi mesi. Una strategia per molti
aspetti nuova quella adottata dall’amministrazione comunale, che a pochi mesi
dalle elezioni si sta mostrando piu vicina ai cittadini. I quali pero, alla fine
dei conti, vorranno valutare sui fatti concreti.
D. R.

ww2 [5]

Un errore nell’espletamento della gara d’appalto per la fornitura degli
arredi nelle scuole di Terracina ha portato all’annullamento del bando.
Questo
significhera che le procedure per assegnare a una ditta l’appalto arrivera con
qualche ritardo rispetto alle previsioni, che invece avrebbero consentito a
docenti e alunni di beneficiare gia dall’inizio del nuovo anno scolastico di
armadietti, banchi e sedie nuove per la scuola dell’infanzia, primaria e
secondaria di primo grado. A decidere per l’annullamento del bando di gara e
stato il dipartimento finanziario del Comune. Ma la gara indetta dal
Provveditorato presentava un vizio di forma determinante: il bando infatti non
era inserito nel sistema informativo di monitoraggio delle gare, e questo di
fatto rendeva la gara d’appalto fuori legge. Sempre secondo la normativa
vigente, qualora si fosse proseguito con l’affidamento dell’inca – rico per
migliorare l’arredo urbano delle scuole di Terracina, il Comune sarebbe andato
incontro a una sanzione. In via di autotutela, dunque, l’ente ha deciso di
annullare la gara. Questo significhera in primo luogo uno stop forzato per
dotare gli edifici scolastici del necessario arredo per lo svolgimento delle
lezioni. Che, nel giro di questi giorni, riprenderanno con il vecchio e in
alcuni casi fatiscente arredo. In attesa di un nuovo bando
di gara con tutte le carte in regola.
F. A.

ww2 [4]

In merito al caso della presunta e ipotetica rimozione del comandante dei vigili
Vincenzo Pecchia
dal suo attuale ruolo, di cui questo quotidiano si e occupato
nei giorni scorsi, il presidente del Nucleo valutazione del Comune Pietro Longo
fa sapere: «Il Nucleo di valutazione risponde esclusivamente al sindaco e alla
Corte dei conti, organi ai quali e obbligato annualmente a relazionare. Le
schede di valutazione costituiscono elemento secretato, noto, oltre che al
diretto interessato, solo ai due organi sopraindicati. La nota stampa sia nel
suo rimando virgolettato ‘pochi gli obiettivi raggiunti’ quanto nella sua
attribuzione di un giudizio specifico da parte del Nucleo in merito alle
cosiddette ‘multe perse’ appare destituito di qualsiasi fondamento, non avendo
in alcun modo costituito motivo di giudizio. Si ricorda ancora come la
valutazione del gruppo dirigenziale del Comune di Terracina sia quella
relativa all’anno 2008».

ww2 [2]

Una truffa messa a segno con professionalita e destrezza, ma alla fine i
carabinieri lo hanno scoperto e denunciato.
Nei guai P.V., 27enne napoletano,
che nei giorni scorsi ha truffato un noto gioielliere del centro di Terracina.
Il ragazzo, come ricostruito dai carabinieri del Nucleo operativo radio mobile
della Compagnia di Terracina, agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti,
aveva venduto un braccialetto e una catenina a un noto gioielliere del centro.
In cambio di alcuni «pezzi», aveva ottenuto soldi per qualche centinaia di euro.
Il gioilliere, nell’atto di acquistare l’oro dal cliente originario del
napoletano ma evidentemente giunto appositamente a Terracina per compiere la
truffa, aveva esaminato i monili e constato a prima vista che si trattava di
gioielli in oro. Per questo aveva pagato il giovane credendo che tutto si fosse
svolto regolarmente. Ma quello che sembrava un semplice atto di compravendita,
in realta ben presto ha assunto i contorni di una truffa ben congegnata ai danni
del gioielliere. Quando quest’ultimo e andato a controllare in modo piu
approfondito i «pezzi» acquistati dal giovane campano, si e accorto che qualcosa
non andava. Infatti entrambi i pezzi portavano incisi gli stessi codici
normalmente impressi sull’oro. Ma i codici, proprio per evitare falsificazioni e
truffe, cambiano da gioiello a gioiello mentre quelli presentati al commerciante
erano identici. Immediatamente il commerciante ha proseguito gli accertamenti
von la cosiddetta «prova del fuoco»: con un cannello ha bruciato l’oro con il
risultato che, subito sotto la patina dorata e venuto fuori metallo grezzo.
Scoperto il raggiro, il gioielliere non ha perso tempo a recarsi presso la
locale caserma dei carabinieri e denunciare la truffa. Le indagini degli uomini
del Nucleo operativo radio mobile dell’Arma, diretti dal tenente Mario Giacona,
si sono subito dirette su presunti responsabili del raggiro. Il cerchio si e
ristretto in breve tempo grazie anche al riconoscimento, da parte della vittima,
della foto mostrata dai carabinieri e presente in archivio in quanto il 27enne
campano era gia noto alle forze dell’ordine per reati analoghi e per questo
motivo era gia stato sottoposto a fotosegnalamento. Riconosciuto il truffatore,
i carabinieri hanno raggiunto il giovane campano e lo hanno denunciato per
truffa. Non e escluso che il ragazzo avesse gia «colpito» a Terracina o nei
Comuni limitrofi. E per questo che i carabinieri continuano ad indagare in tutte
le direzioni per accertare che il ragazzo non abbia truffato qualche altro
ignaro gioielliere della zona. Certo e che, grazie anche alla tempestivita e
alla qualita dell’appa – rato investigativo messo in atto dai carabinieri,
l’autore dei raggiri e stato subito individuato e segnalato anche agli altri
commercianti del posto, in modo tale da impedire al «truffatore» di raggirare
qualche altro gioielliere a Terracina e dintorni.
Francesco Avena

ww2 [1]


Inizia la preparazione della Volley Terracina

Alla guida della squadra Carmine Pesce coadiuvato dal suo secondo Fabio Rigoni.
Gli allenamenti iniziati gia ad agosto si sono intensificati negli ultimi giorni
ad iniziare dal mese di settembre in previsione del nuovo campionato di serie C.
La Societa, il mister e tutti gli addetti ai lavori hanno cercato di creare una
squadra che sia all’altezza per affrontare questa nuova avventura inserendo
nuovi innesti nei vari settori di gioco.
Al momento il Mister Pesce si dice abbastanza soddisfatto del lavoro svolto fini
ad oggi ma che bisogna lavorare sodo affinche si possa disputare un campionato
oneroso visto che la Societa stessa lo affronta per la prima volta. Il
Presidente Tuccelli ed il primo dirigente Iannarilli ancora euforici per i
risultati raggiunti lo scorso anno (coppa Lazio e campionato di serie D) sono
ottimisti per il nuovo campionato ma senza pretese

L’Avis di Terracina fa appello ai suoi donatori e alla cittadinanza che c’e
emergenza sangue per quanto riguarda i gruppi 0 POSITIVO,0 NEGATIVO e A
NEGATIVO. Chi puo e pregato di presentarsi venerdi 3 settembre dalle ore 8.00
alle ore 10.00 o domenica 5 settembre  dalle ore 8.00 alle ore 10.30 presso la
nostra sede in Via Firenze c/o Ospedale “A. Fiorini”. Occorre essere a digiuno
da almeno 8 ore. L’appello e esteso ai donatori di Priverno e Cisterna che
possono recarsi presso le rispettive sedi Avis domenica 5 settembre oppure a
Fondi sabato e lunedi. La carenza di sangue ha costretto i nostri nosocomi a
sospendere interventi chirurgici  urgenti e gia programmati.

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Nel mese di Agosto, tra il 20 e il 22, l’atletico duo, Nardi/Maragoni si è recato in quel di Bressanone per porgere i saluti e gli omaggi della popolazione terracinese alla città amica e partecipare all’Altstadtfest, la festa del centro storico della ladina Persenon.

La modalità è sempre la stessa: viaggio extra-lusso degno dei partecipanti, 2 persone, 2 giorni 2.000 € a spese dei contribuenti.

Vedi   http://issuu.com/terracinarialzati/docs/determina_festa_bressanone_20082010

E’ nella natura umana l’errare ma il perseverare, come ben sappiamo, è opera del maligno.

Ed infatti eccoci qui a commentare, a stretto giro, un’altra “scampagnata” del nostro amato sindaco in compagnia dell’assessore Zicchieri.

Dopo un’estenuante e faticosa estate di lavoro, trascorsa dal nostro simpatico Stefano in cerca di un po’ di refrigerio, passando da uno yacht ad un altro, tra campi non plus ultra e altre facezie del genere, è finalmente giunto, per i nostri amministratori, il momento del meritato riposo.

D’altronde ogni italiano che può permetterselo, dopo le vacanze al mare, ha fatto sempre seguire le vacanze in montagna per ritemprare le forze. E’ quasi tempo di Oktoberfest e i nostri amministratori non possono esimersi da un viaggetto in terre di stirpe germanica e precisamente a Mayrhofen (Austria! Jaaa!).

Quindi? Cosa c’è di meglio di un rinfrescante soggiorno nel tirolo al modico costo di altri 2000 €? (come sempre a nostre spese).

Tra un burraco ed un casinò, i nostri eroi potranno recuperare le forze e riprendersi dalle estenuanti fatiche sostenute tra Hobbit e cittadini ingrati che non fanno altro che lamentarsi.

Orsù dunque! si vada tutti nelle valli germaniche !!

Se lo sono proprio meritati e tra un Watschentanz, un concerto di alphorn e sterminati fiumi di birra, i nostri beniamini torneranno ben temprati per sostenere la cruenta battaglia di conquista (di poltrone, ovviamente) che si terrà tra breve.

Cruentissima appunto, perchè come sappiamo il nemico si annida ovunque! Tra le fantomatiche associazioni, tra gli infingardi ex alleati e soprattutto tra i martellanti imbonitori televisivi che aizzano alla rivolta il popolo tutti i santi giorni che Dio manda in terra.

George Santayana disse un giorno: “Forse l’unica vera dignità per un uomo è la sua capacità di disprezzare se stesso” e siamo sicuri che questa sarebbe un’attività che vi terrebbe occupati per un bel po’ di lustri con tutto quello che avete combinato a questa povera città.

Ma la vostra dignità dov’è?

A questo punto, non ci resta forse che invocare l’intervento di Padre Amorth per liberaci di voi?


(Vedere nuova delibera qui) —> http://issuu.com/terracinarialzati/docs/viaggio_a_mayrohfen


Prima di lasciarvi una curiosità.

Analizzando meglio la determinazione, troviamo che la spesa per i biglietti è di 754 €, al solito PAPA TOURS (che ha la convenienza di un venditore d’acqua nel deserto); il restante è affidato alle tasche del sindaco per spese di soggiorno varie e di rappresentanza, 1246 € per 2 giorni tanto per non farsi mancare nulla…

Se dovessero viaggiare proporzionalmente alle condizioni delle nostra città il mezzo di locomozione sarebbe rappresentato dalle suole delle scarpe, ma volendo concedere l’uso dell’aereo si potrebbe almeno avere la decenza di risparmiare qualcosina sui biglietti.

Con una veloce ricerca su uno dei più famosi tour operator on-line abbiamo potuto constatare che senza nessun anticipo sull’acquisto dei biglietti si sarebbero potuti risparmiare almeno 400 € sul prezzo dell’agenzia “di fiducia” dell’amministrazione comunale, programmando per tempo e con il dovuto anticipo si sarebbe risparmiato ancora di più.

Nel nutrito staff del sindaco pieno di consulenti e segretarie non c’è una figura in grado di adempiere a queste semplici operazioni?

Sicuramente non saranno queste 2.000 € che determinano lo stato disastrato delle casse comunali, ma dimostrano la sensibilità e la competenza con cui effettuate la gestione del denaro pubblico.

Infine, concedeteci una provocazione: se questi viaggi sono proprio irrinunciabili, perché (come altri esempi in città) non provvedete a viaggiare a vostre spese? lo considereremmo un acconto di risarcimento sui danni che ci arrecate quando siete “in sede“.

Terracina Rialzati

Segue rettifica di Terracina Rialzati:

CI CORRE L’OBBLIGO DI EFFETTUARE UNA RETTIFICA ALL’ARTICOLO:
ABBIAMO APPRESO DIRETTAMENTE DAL DIRETTO INTERESSATO CHE
L’ASSESSORE FRANCESCO ZICCHIERI NON HA PARTECIPATO AL VIAGGIO A  MAYRHOFEN CON IL SINDACO STEFANO NARDI ,ANCHE SE LA DETERMINA DIRIGENZIALE DALLA QUALE E’ NATO QUESTO POST LO DAVA TRA I PARTECIPANTI …ALLA DELEGAZIONE.
IL MESSAGGIO COMUNQUE NON CAMBIA, NON ERA INCENTRATO SUI PARTECIPANTI MA SUL “MODUS-OPERANDI” DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.

Nota del WeBMaSTeR del TerracinaBlog:

Questo simpatico post è stato tratto dal sito di “Terracina Rialzati”


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Bombing Terracina [5]

Una determinazione per l’ampliamento della cava di Campo Soriano che farebbe acqua da tutte le parti. Quattro pagine fitte di osservazioni e opposizioni che
i volontari dell’Archeoclub di Terracina hanno inviato ieri ai vari dipartimenti
competenti della regione Lazio e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, alla
Soprintendenza, al Prefetto, alla Procura, al Corpo Forestale dello Stato e
infine al commissariato di Polizia. Un documento che smonta passo dopo passo la
determinazione B3532 del 28 luglio 2010 con la quale la Regione concede il nulla
osta su istanza della società “Edilcave Terracina srl”, che fa capo al
consigliere comunale Alfredo Lauretti, per ampliamento e ricomposizione
ambientale di una cava in località Campo Soriano. «La determinazione richiamata
in oggetto – si legge nel documento dell’Archeoclub – riguarda la concessione
del nulla osta soltanto per il vincolo idrogeologico, mentre al dipartimento
regionale competerebbe una valutazione complessiva degli aspetti che le singole
direzioni regionali da esso coordinate sono chiamate a considerare, nel rispetto
delle normative vigenti, circa l’esistenza delle condizioni per il rilascio
dell’eventuale autorizzazione, sia per l’attività estrattiva in un nuovo sito,
sia per la cosiddetta ricomposizione del vecchio sito di cava, e delle
conseguenze che il richiesto ampliamento, eventualmente concesso ed attuato,
provocherebbero in una zona caratterizzata da emergenze paesaggistiche,
ambientali, naturalistiche ed archeologiche di grande pregio e valore, non solo
locale, ma anche regionale, nazionale ed europeo». Una zona piena di vincoli e
di grande pregio che ancora una volta viene minata dall’attività estrattiva.
Sotto il profilo tecnico il nulla osta non poggerebbe sulle verifiche regionali
bensì sulle indicazioni riportate nella richiesta della società. L’associazione
chiede la revoca della determinazione unitamente a una approfondita verifica di
quanto sta accadendo a Campo Soriano.
di FABIO COCCIA

Bombing Terracina [4]

Il Pd è disposto ad affermare, costi quel che costi, il principio di legalità?
Per Vincenzo Coccia, consigliere comunale democratico, è questa la condizione
per «avviare una stagione nuova e veramente alternativa rispetto alla devastante
gestione amministrativa del centrodestra ». «Sarà la convergenza o meno su tale
fondante principio -continua Coccia in una nota- a determinare il perimetro di
un’alleanza che del tutto naturalmente dovrebbe vedere il Pd, anche in chiave
locale, impegnato nel rilancio dell’esperienza ulivista». Secondo il
consigliere, il centrodestra, «dietro I lo slogan della ‘politica del fare’ e di
quello ancor più abusato delle ‘risposte da dare ai cittadini’ », ha nascosto
«il più grande massacro delle regole che nella storia democratica di questa
città sia mai avvenuto dopo la famigerata stagione delle ‘autorizzazioni in
precario’ di democristiana memoria». «Basta guardare -sono ancora parole di
Coccia- a quello che è accaduto sugli aumenti Tarsu, dichiarati illegittimi da
una sentenza del Tar e dal Consiglio di Stato successivamente; agli irrisolti
problemi della costituzione dell’Azienda Speciale senza che il Consiglio
Comunale si sia espresso sullo scioglimento dell’Istituzione; alla ‘dubbia’
legittimità delle assunzioni operate dall’Azienda Speciale, al tentativo di
estenderne in modo illegittimo la durata in carica del Presidente e del
Direttore, per continuare con la mancata approvazione dei debiti fuori bilancio,
sulle inesatte consistenze di bilancio relative ai residui attivi e via via
elencando». Ripristinare la legalità significherà dovere compiere scelte
impopolari. «Ed allora -chiede Coccia al suo partito-, se, a mero titolo
esemplificativo, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio imponesse la
dichiarazione di dissesto, il Pd sarebbe disposto a far prevalere il rispetto
della norma, cioè l’approvazione di tutti i debiti fuori bilancio, oppure
farebbe prevalere l’opportunità politica di evitare la dichiarazione di dissesto
continuando a violare la norma che impone il riconoscimento dei debiti fuori
bilancio? Se le assunzioni dell’Azienda Speciale dovessero rivelarsi illegittime
il Pd sarebbe pronto a risolvere i rapporti di lavoro nel frattempo instaurati
oppure, per salvaguardare la ‘pace sociale’ ed evitare le inevitabili tensioni
che scaturirebbero da una simile decisione, sorvolerebbe continuando a mantenere
in essere i predetti rapporti di lavoro?».
A.D.L.

Bombing Terracina [2]

Nei corridoi e nelle aule del tribunale di Terracina sembra che non sia
trascorso nemmeno un giorno.
Lavori di sistemazione a parte, si respira la
stessa, identica aria di attesa che si percepiva già nei mesi scorsi, quando la
pausa estiva era ancora lontana. E invece, anche adesso che sta per terminare
(il calendario dice che l’attività riprende il prossimo 20 settembre), il
palazzo di giustizia di via dei Volsci resta sempre in attesa. Di cosa? Di
conoscere la sua sorte. Già, perché almeno fino a ieri mattina ancora non si
sapeva se, quando e chi dovrà sostituire i togati che hanno lasciato l’edificio
nei mesi scorsi. Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, per essere precisi,
la cui partenza aveva significato il blocco pressoché totale dell’attività
penale all’interno del tribunale di Terracina. La prima conseguenza inevitabile
era stato il dirottamento dei processi per direttissima a Latina. Uno
spauracchio temuto dagli avvocati e puntualmente avveratosi. Del resto era stato
detto subito a chiare lettere che i due giudici togati non sarebbero stati
sostituiti almeno fino a ottobre 2010, il che voleva dire mettere il ruolino
penale nelle mani del got, giudice ordinario di tribunale, privo di competenza
per affrontare tutti i tipi di reato. Naturale, dunque, che il penale a
Terracina rallentasse, e di molto, i ritmi con cui era andato avanti fino a quel
momento. Quanto al personale amministrativo, ugualmente ridotto all’osso, al
momento è stato sostituito solo il funzionario andato in pensione il primo
luglio scorso. Ma l’interrogativo principale resta quello sui giudici togati. Il
timore è ancora che tale situazione, che si trascina da tempo, possa essere
l’anticamera della soppressione totale della sede distaccata di Terracina, cosa
che avrebbe conseguenze insostenibili per lo stesso tribunale di Latina. Intanto
le speranze sono riposte proprio lì, nei rinforzi che dovrebbero arrivare a
breve e dei quali qualcuno dovrebbe prendere la strada di via dei Volsci. Almeno
è quello che si va ripetendo da mesi.
Rita Recchia

Guerra1944 [34]

Potrebbe mai un diplomato del liceo o di ragioneria assistere adeguatamente un
ragazzino disabile?
E’ la domanda che si pongono i membri del comitato «Progetto
Genitori Uniti», a Terracina. «Siamo preoccupati – esordisce nella nota il
presidente Rossella Baroni – Parliamo del bando che l’Azienda Speciale ha
pubblicato per la selezione di assistenti scolastici specializzati». Le figure
cercate sono di assistente educativo scolastico, logopedista e interprete della
lingua dei segni e/o insegnante braille. Quella che più interessa il comitato è
la prima «per la quale i titoli richiesti sono la laurea (Scienze
dell’educazione, della formazione e Pedagogia) ma anche il diploma liceale e
quello di ragioneria». E qui sorgono i dubbi. «Non capiamo come diplomi di tal
genere (rispettabilissimi e qualificanti da un punto di vista culturale) possano
essere equiparati alle lauree di cui sopra e, soprattutto, idonei per
un’assistenza scolastica specialistica». «Le nostre perplessità aumentano
ulteriormente quando, in un altro punto del bando, è richiesta per l’ammissione
alla selezione un’esperienza lavorativa di almeno un anno scolastico (o 180
giorni) come assistente educativo/educatore- aggiunge Rossella Baroni- Questo
requisito ci sembra restringa molto il numero di aspiranti partecipanti, che
potrebbero essere più qualificati anche senza aver mai lavorato prima nella
scuola». «All’inizio dell’anno scolastico precedente molti dei neo-assistenti
appena assunti dal Comune non erano alla loro prima esperienza?». Questi
genitori sono anche un po’ seccati «perché quando siamo andati all’ufficio
dell’Azienda Speciale per rinnovare la domanda per l’assistenza scolastica
specialistica per i nostri figli ci siamo sentiti dire dall’impiegata di turno
che l’anno scorso non era andata poi così male». «Confidiamo comunque nelle
parole del presidente Valerio Golfieri che ci ha assicurato per l’anno
scolastico 2010-11 un’assistenza qualificata e sicuramente migliore di quella
dell’anno precedente».
Rita Recchia

Guerra1944 [7]

«Si scrive Terracina» e si legge «Terracina Book Festival». E’ ufficialmente
partito il conto alla rovescia per mettere su carta la passione per Terracina
con il concorso letterario del primo «Terracina Book Festival». Una gara a suon
di frasi, anche in dialetto terracinese, purché ci sia la traduzione a piè di
pagina.. «Gli scrittori non hanno limite di età, di nazionalità, sesso, colore,
religione, altezza e bellezza» fa sapere il comitato organizzatore. I racconti,
che dovranno arrivare entro il prossimo 20 Settembre a lerosemassimo@gmail.com,
devono essere scritti in lingua italiana, dattiloscritti su file word e non
superare le 5 cartelle. Sono ammessi tutti i generi letterari e tecniche
narrative, con l’unica condizione di dover essere ambientati a Terracina. «Non
ci sarà quota d’iscrizione perché riteniamo che i concorsi a pagamento siano
deleteri alla ricerca di nuovi autori e di nuove storie da raccontare». I
vincitori saranno premiati nella serata conclusiva del Festival, e i loro
racconti saranno letti dagli attori degli «StanchiNati». In palio libri delle
case editrici presenti al Festival «per incentivare la crescita degli scrittori
con l’unica arma a nostra disposizione: la lettura». I primi tre classificati
saranno segnalati alle agenzie letterarie e case editrici. La giuria sarà
composta da Anna Maria Masci, preside del «Filosi»; Andrea Giannasi, editore
della «Prospettiva Editrice»; Massimo Lerose (nella foto), scrittore; Irene
Chinappi, giornalista; Alba Rosa Marigliani, dirigente della biblioteca comunale
«Adriano Olivetti».
Ri.Re.

Guerra1944 [3]

«Rete Solidale» scende di nuovo in piazza per far arrivare a chi di dovere la
voce delle persone diversamente abili.
L’associazione di volontariato di
Terracina, che opera da circa due anni per la promozione e la tutela dei diritti
delle persone con disabilità, sarà presente in piazza Garibaldi domenica 5
settembre dalle ore 17 alle ore 21 con una manifestazione giunta alla terza
edizione dal titolo «In Piazza Insieme». «Sarà un momento di festa dove non
mancherà l’intrattenimento per i più piccoli- dice il presidente Stefano Soscia-
ma costituirà anche l’occasione per condividere e far conoscere i progetti e le
iniziative che vogliamo avviare con la prossima apertura della sede in via
Traiano». «La manifestazione darà l’opportunità, inoltre, di ricordare quei
tanti diritti negati per i quali da più di due anni «Rete Solidale» si sta
battendo, a cominciare dal diritto allo studio dei ragazzi disabili». «Rete
Solidale», infatti, e i genitori dei ragazzi disabili temono un triste replay
dei tanti disagi vissuti già nel recente passato. «Siamo ormai all’inizio del
nuovo anno scolastico e per questo sentiamo la necessità di lanciare con questa
iniziativa un appello alle istituzioni, a partire da quella comunale, affinché,
a differenza di quanto avvenuto in passato, diano ascolto e risposte alle
istanze delle famiglie» aggiunge Stefano Soscia. Per questo motivo
l’associazione lancia anche «la proposta della costituzione di un tavolo di
lavoro che, nell’affrontare i tanti problemi dei disabili (da quelli scolastici
a quelli assistenziali ed educativi), veda la partecipazione non solo delle
varie istituzioni ma anche delle associazioni e delle rappresentanze dei
genitori. Dal canto suo «Rete Solidale» continuerà a fare la sua parte, che è
quella di stare accanto ai più deboli e fragili». Certamente non mancheranno
l’apporto delle competenze e delle esperienze dei suoi soci e, soprattutto, la
partecipazione di quanti, anche in passato, hanno dimostrato interesse e hanno
sostenuto le sue iniziative.
Ri.Re.

Guerra1944 [2]

Rifiuti ingombranti all’ingresso dello stadio comunale «Mario Colavolpe» di
terracina.
La protesta arriva dai genitori dei giovani calciatori in erba che
accompagnano i figli a fare allenamento. A due passi dall’ingresso fanno pessima
mostra di sé poltrone, altri pezzi di arredamento, scatole e immondizia a non
finire. Non proprio un bel biglietto da visita per il «Colavolpe» che già vanta
un ricco curriculum di vicende incresciose. Le discariche di ingombranti a cielo
aperto si annidano ovunque. Anzi, maggiormente nelle zone di estrema periferia
qual è via Ceccaccio. Come a dire che la bella lezione data dal Wwf con le
domeniche degli ingombranti non ha raggiunto proprio tutti i cervelli di
terracina.
Ri.Re.

Guerra1944 [32]

Inizia la preparazione della Volley terracina alla cui guida da questa stagione
si è insediato il noto mister nel’ambito della pallavolo Carmine Pesce
coadiuvato dal suo secondo Fabio Rigoni, gli allenamenti iniziati già ad agosto
si sono intensificati negli ultimi giorni ad iniziare dal mese di settembre in
previsione del nuovo campionato di serie C. La Società, il mister e tutti gli
addetti ai lavori hanno cercato di creare una squadra che sia all’altezza per
affrontare questa nuova avventura inserendo nuovi innesti nei vari settori di
gioco.Al momento il Mister Pesce si dice abbastanza soddisfatto del lavoro
svolto fini ad oggi ma che bisogna lavorare sodo affinchè si possa disputare un
campionato oneroso visto che la Società stessa lo affronta per la prima volta.
Il Presidente Tuccelli ed il primo dirigente Iannarilli ancora euforici per i
risultati raggiunti lo scorso anno (coppa Lazio e campionato di serie D) sono
ottimisti per il nuovo campionato ma senza pretese

Guerra1944 [33]

Finalmente è stato risolto il problema della perdita di liquidi radiologici
corrosivi all’interno dell’ospedale «Alfredo Fiorini» di Terracina.
La questione
andava avanti dall’inizio dello scorso luglio nel servizio di Radiologia a causa
di svariate perdite nei tratti visibili dei tubi in prossimità del servizio di
Dialisi. La natura dei liquidi era imprecisata, senza F escludere la possibilità
che potesse trattarsi di qualcosa di tossico. Certamente di corrosivo,
considerando anche che le congiunzioni tra i vari tubi sono state visibilmente
rovinate da quelle sostanze acide. Questa era una delle ragioni che rendevano
più laborioso l’intervento per la sostituzione. Dall’ospedale di Terracina erano
partiti due solleciti verso la ditta addetta alla sostituzione della tubazione.
Ma alla metà di agosto il disagio ancora persisteva. Fino a ieri, quando
finalmente gli operai hanno realizzato l’intervento. Nel frattempo la zona in
questione era stata messa in sicurezza. Il direttore sanitario del «Fiorini »
Sergio Parrocchia aveva rassicurato che, comunque, la perdita di liquidi
radiologici corrosivi è stata tenuta sempre sotto controllo. «L’intervento di
manutenzione è stato programmato e sarà realizzato nel momento più favorevole
possibile per evitare ogni disagio al servizio» aveva detto ad agosto.
L’intervento ha previsto la chiusura temporanea della Radiologia, per questo
motivo, come spiegava Parrocchia, i lavori sarebbero stati eseguiti finita
l’estate. «Si tratta di un problema di minima entità che non comporta alcuna
disfunzione delle apparecchiature collegate né rischi per la sicurezza. E’
interessato un punto circoscritto, messo in sicurezza e tenuto sotto controllo».
A ogni modo, tanto meglio che la questione della perdita di liquidi sia un
capitolo definitivamente chiuso.
Ri.Re.

Guerra1944 [31]

Apertura asili nido comunali
Si comunica che gli Asili Nido Comunali:
- “FANTAGHIRO’” sito in Via Giorgione-Terracina
- “G.M.ISABELLA” sito in Via Leopardi-Terracina
- “MILLECOLORI” sito in Via C.Battisti-B.Hermada
riapriranno il 13 Settembre 2010.

Guerra1944 [29]

Imposte su affissioni e pubblicità, il sindaco Nardi incontrerà i commercianti.
Non è una questione che vuole affrontare senza il confronto con i diretti
interessati quella degli accertamenti assegnati alla «Ica» sul pagamento delle
imposte su affissioni e pubblicità. Lunedì prossimo, alle 17, i commercianti
potranno recarsi nella sala giunta di piazza Municipio e parlare direttamente
con il primo cittadino. Un’occasione per fare chiarezza sul presente, ma anche
su cosa ha intenzione di fare l’amministrazione comunale in materia di
affissioni. A quanto pare l’Ente ha deciso di far rispettare le regole. Anche
perché la città registra un buon 90% di insegne e pubblicità completamente
abusive, che peraltro costituiscono un mancato introito per le casse comunali. A
regolare la materia, il decreto legislativo 507 del ‘93, che armonizza le
autorizzazioni per affissioni, pubblicità, occupazione di suolo pubblico e via
dicendo. Decreto che ora il Comune ha intenzione di applicare alla lettera, non
prima però di aver avuto un confronto con i commercianti, rimasti disorientati
da avvisi di pagamento arrivati tra capo e collo e in alcuni casi anche non
corretti. Chi vorrà chiarimenti, dunque, non dovrà fare altro che recarsi in Comune.
D. R.

Guerra1944 [25]

L’ex assessore Serra risponde a Golfieri
Se non fosse per la serietà dei temi trattati, di fronte allo scomposto intervento del Presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri, verrebbe solo da ridere.
In poche righe riesce ad accomunare imprecisioni e deformazioni, fino a vere e proprie falsità, continuando nella linea degli accorduncoli di bottega e dell’accondiscendenza più prona al Sindaco, pur di occupare una poltrona, acquisire e difendere uno stipendio, alla faccia della coerenza e dignità politica.
Basterebbe questa sintetica premessa per smontare le azzardate affermazioni del Prof. Golfieri in una nota di risposta a mie precise argomentazioni relative allo sfascio dei servizi sociali.
Ma, per ripristinare la verità dei fatti, per lui e per i suoi compari di cordata, alcune precisazioni vanno formulate.
Ho ricoperto la carica di Assessore ai Servizi Sociali per nove mesi (nel 2008) e Turismo per poco più di due anni (2007-2008); tutto ciò in quanto primo eletto di Forza Italia.
Accomunando furbescamente le cariche Egli parla di un periodo dal 2005 al 2009, nel quale avrei gestito ‘milioni di euro’. Falso.
I bilanci di previsione sono stati tutti concordati ed approvati in sede di maggioranza, Giunta e Consiglio Comunale dove il Golfieri ha espresso sempre parere favorevole.
Il sottoscritto non ha gestito un bel niente, se non le conseguenze della cattiva amministrazione precedente, lavorando con impegno ed umiltà.
In relazione alla gestione delle manifestazioni estive si parla di debiti fuori bilancio per centinaia di migliaia di euro. Nulla di più falso.
Produca il nostro agguerrito, ma disinformato Presidente, un solo atto di Consiglio Comunale, o quanto meno contabile, dal quale risulti tale situazione.
Durante il mio mandato, per la prima volta, sono stati introdotti criteri e principi che, tra l’altro, escludevano categoricamente concessione di contributi a chi organizzava spettacoli a pagamento.
Cosa che invece ha fatto la rigorosa amministrazione di cui Golfieri è degno rappresentante.
Il calendario degli eventi e le relative somme stanziate in sede di bilancio, e sempre rispettate, sono scaturite da decisioni comuni e mai da iniziative personali.
Al contrario potrei elencare fatti e circostanze di pressioni e sollecitazioni, da parte di Consiglieri Comunali ed Assessori, per perorare singole e specifiche situazioni.
Ma non voglio cadere al basso livello nel quale oramai da tempo svolgono la loro azione numerosi esponenti di questa maggioranza.
Si consideri che la somma a disposizione sia per gli eventi che per la promozione turistica non ha mai superato lo 0,5% del bilancio comunale di un Comune turistico!
Con il Collegio dei Revisori dei Conti, c’è sempre stato uno stretto rapporto, stante la precaria situazione economica, e forse qualcuno dimentica che, nonostante le mie richieste d’informazione sulla situazione debitoria, cadute nel vuoto, sono stato costretto a formalizzare in data 07-12-2008, una richiesta d’incontro con i Revisori per avere qualche notizia in merito.
Tale richiesta scatenò le ire del Sindaco e della maggioranza costituendo, di fatto, l’inizio della mia emarginazione politica ed amministrativa.
In relazione al mio breve operato nei servizi sociali, ricordo che la mia nomina avvenne in contemporanea con l’occupazione della Sala Giunta da parte delle Cooperative Sociali che chiedevano giustamente stipendi arretrati di anni.
E credo che allo scrivente nulla possa essere addebitato di questa situazione. Nonostante ciò, abbiamo aperto il primo Centro Diurno Intercomunale per disagiati psichici (fatto chiudere da questa amministrazione); realizzato l’Istituzione per la gestione dei servizi sociali (fatta fallire da questa amministrazione); fatto verbalizzare e sottoscrivere, nella riunione intercomunale distrettuale del 11-12-2008, che dal 2010 Terracina doveva essere Comune capofila (nemmeno quanto sottoscritto si è riusciti ad attuare). Solo per fare qualche esempio.
Come Assessore al Turismo abbiamo avviato con successo, pubblicamente riconosciuto anche in sede extracomunale, il percorso di riconquista di un ruolo turistico nell’ambito provinciale e regionale (distrutto, di nuovo, da questa amministrazione fallimentare).
Ricordo solo il Convegno Regionale sui ‘Sistemi Turistici Locali’, che ha anticipato la Legge Regionale ed al quale hanno partecipato i massimi esponenti del marketing turistico nazionale; il Buy Lazio, la più importante fiera turistica con la partecipazione di operatori turistici nazionali ed internazionali; il Visit Latina, tra i primi a credere ad una promozione del prodotto turistico comprensoriale; la prima Guida Turistica della Città in italiano ed inglese; la costituzione di un unico Dipartimento tra Turismo, cultura e sport, per una promozione unitaria ed organica dei nostri punti di forza turistici (smantellato successivamente da questa amministrazione che ha messo il turismo sotto i lavori pubblici e la cultura sotto l’urbanistica); decine e decine sono state le iniziative ed eventi organizzati pur nella ristrettezza finanziaria.
Questo per dire che è sulle cose concrete, sulle problematiche della Città che ci vogliamo confrontare e non sugli insulti personalistici e sulle affermazioni distorte e false.
Probabilmente esse servono a chi vuole creare la rissa e la confusione, per sfuggire a responsabilità precise e a fallimenti oramai non più tollerabili. Questi attacchi concentrici, non solo alla mia persona, ma ad un gruppo che è nato nella Città e si è stretto intorno ai valori della onestà, serietà, trasparenza ed umiltà, dà fastidio a chi vuole continuare a vivere con la politica opportunistica, a chi deve mantenere una poltrona e magari crearne delle altre, a chi non è capace di un confronto e ragionamento politico.
Infatti, nel merito delle mie osservazioni, scaturite da forti preoccupazioni degli stessi Revisori dei Conti, non c’è traccia, se non un generico riferimento al documento istitutivo dell’Azienda Speciale in Consiglio Comunale. Auspico che la competente Commissione Consiliare voglia dedicare urgentemente una riunione con l’audizione dello stesso Presidente prof. Valerio Golfieri, per entrare nel merito delle problematiche e produrre un atto formale e chiarificatore.
E’ sulla politica concreta, sui problemi veri della Città che vogliamo confrontarci e soprattuto è con l’esempio che vogliamo aggregare il consenso. In questa direzione, fortunatamente, c’è un abisso tra me ed il Prof. Valerio Golfieri. Entrato come rincalzo in Consiglio Comunale, ha bussato a diverse porte, ha affannosamente cercato per anni di precostituirsi, in tutti i modi e con l’avallo del Sindaco, una comoda poltrona retribuita, e c’è riuscito. Io, grazie all’ampio consenso elettorale manifestato dal popolo di Terracina, ho avuto la poltrona e lo stipendio, ma con una articolata motivazione politica, per dignità e coerenza l’ho lasciata. Ma di cosa vogliamo parlare?
Pietro Serra

Terracina in Guerra [3]

Un fonte da cui, decine di anni fa, la gente
prendeva l’acqua e che oggi è chiusa col
cemento.
Vennero spesi anche dei soldi pubblici
per sistemare l’area, ma dinanzi alla
fonte «tappata» con i mattoni non si prendono
provvedimenti. Per questo i Volontari
emergenza sociale e ambientale (Vesa), sono
intervenuti nei giorni scorsi presso l’area
dell’Acqua Magnese sulla scogliera di levante.
All’ombra di Pisco Montano, i volontari
hanno scattato numerose fotografie che
denunciano lo stato dei fatti e sono pronti a
segnalare il caso alle competenti autorità
giudiziarie. Il gruppo di volontari, da poco
costituitosi in città sotto la guida di Massimiliano
La Rocca, hanno rilevato il degrado
della zona rinomata e di grande pregio ma
che purtroppo, a causa del cemento che di
fatto impedisce all’acqua di sgorgare come
in passato, ha perso gran parte del suo fascino.
I controlli del Vesa si sono spostati anche
sulla superficie dei canali che scorrono sul
territorio comunale. Anche in questo caso
come per l’Acqua Magnese, i volontari hanno
fotografato lo stato di degrado e di sporcizia
superficiale dei corsi d’acqua e hanno
elaborato una dettagliata relazione. Il tutto
verrà sempre consegnato a chi di dovere per
chiedere un intervento di pulizia e bonifica
dei canali. Nello specifico, il monitoraggio
dei volontari si è concentrato sull’acquedotto
romano situato sull’Appia Antica, un sito di
estremo interesse storico, artistico e culturale
ma che versa in un profondo stato di abbandono.
Nel mirino anche il canale Linea che
attraversa il centro di Terracina e sulla cui
superficie galleggiano metri e metri di mucillagine
e sporcizia.
F. A.

Terracina in Guerra [13]

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Terracina in Guerra [5]

Chi rompe paga, e i cocci sono i suoi. Peccato che nel caso di Villa Tomassini,
parco pubblico di Terracina, il colpevole resti ignoto in entrambi i casi. Nei
giorni scorsi i custodi del giardino comunale hanno rinvenuto sparsi un po’
ovunque i cocci dell’antica anfora distrutta da tempo. Si tratta del reperto che
per anni aveva fatto bella mostra di sé sotto il portico del parco, prima che
ignoti vandali lo mandassero in frantumi. E in frantumi è rimasta, senza che
nessuno si prendesse la briga di intervenire. Eccezion fatta per Egidio, uno dei
custodi recentemente inseriti a Villa Tomassini, che ha avuto la cura di
recuperare coccio dopo coccio in attesa di una probabile catalogazione. Che nei
fatti non c’è stata. E qualche giorno fa la ciliegina sulla torta: qualcuno ha
preso i pezzi dell’anfora e li ha sparsi per tutto il giardino.

Nei corridoi e nelle aule del tribunale di Terracina sembra che non sia
trascorso nemmeno un giorno.
Lavori di sistemazione a parte, si respira la
stessa, identica aria di attesa che si percepiva già nei mesi scorsi, quando la
pausa estiva era ancora lontana. E invece, anche adesso che sta per terminare
(il calendario dice che l’attività riprende il prossimo 20 settembre), il
palazzo di giustizia di via dei Volsci resta sempre in attesa. Di cosa? Di
conoscere la sua sorte. Già, perché almeno fino a ieri mattina ancora non si
sapeva se, quando e chi dovrà sostituire i togati che hanno lasciato l’edificio
nei mesi scorsi. Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, per essere precisi,
la cui partenza aveva significato il blocco pressoché totale dell’attività
penale all’interno del tribunale di Terracina. La prima conseguenza inevitabile
era stato il dirottamento dei processi per direttissima a Latina. Uno
spauracchio temuto dagli avvocati e puntualmente avveratosi. Del resto era stato
detto subito a chiare lettere che i due giudici togati non sarebbero stati
sostituiti almeno fino a ottobre 2010, il che voleva dire mettere il ruolino
penale nelle mani del got, giudice ordinario di tribunale, privo di competenza
per affrontare tutti i tipi di reato. Naturale, dunque, che il penale a
Terracina rallentasse, e di molto, i ritmi con cui era andato avanti fino a quel
momento. Quanto al personale amministrativo, ugualmente ridotto al- N l’osso, al
momento è stato sostituito solo il funzionario andato in pensione il primo
luglio scorso. Ma l’interrogativo principale resta quello sui giudici togati. Il
timore è ancora che tale situazione, che si trascina da tempo, possa essere
l’anticamera della soppressione totale della sede distaccata di Terracina, cosa
che avrebbe conseguenze insostenibili per lo stesso tribunale di Latina. Intanto
le speranze sono riposte proprio lì, nei rinforzi che dovrebbero arrivare a
breve e dei quali qualcuno dovrebbe prendere la strada di via dei Volsci. Almeno
è quello che si va ripetendo da mesi.
Rita Recchia


IL sindacato Uil e l’Associazione polizia locale d’Italia scendono in campo per
fare chiarezza sulla ventilata ipotesi di rimozione o declassamento del
comandante Vincenzo Pecchia.
Le notizie apparse nelle ultime settimane, infatti,
hanno destato scalpore sia nell’am bi to sindacale che in quello dell’asso -
ciazione di categoria della polizia locale. Il seg r e t a r i o provinciale Uil
F.P.L. Tullio Romano, nei giorni scorsi ha scritto al sindaco Stefano Nardi e al
prefetto di Latin a A n t o n i o D’Acunto per conoscere notizie in merito alla
questione. Se il sindacato di cui il comandante Vincenzo Pecchia fa parte chiede
lumi al primo cittadino Stefano Nardi, più sanguigno è il tono utilizzato da
Ivano Leo, il presidente dell’Anvu, l’associa – zione professionale polizia
locale d’Italia. A proposito della potenziale rimozione del comandante Pecchia
dal suo ruolo il presidente Leo spiega che questa eventualità «non rientra nei
casi di legittimo intervento dell’amministra – zione verso uno dei propri
dirigenti». In altre parole, informa l’Anvu in una nota inviata nei giorni
scorsi al sindaco Stefano Nardi, la legge vieta al primo cittadino di rimuovere
di punto in bianco un proprio dirigente e nel caso specifico il comandante dei
vigili urbani Vincenzo Pecchia. «Si richiede – bacchetta l’asso – ciazione di
categoria – un intervento atto a ripristinare chiarezza, trasparenza, e
legittimità di un ruolo delicato e funzionale alla sicurezza urbana, come quello
del comandante Pecchia, che non può essere ‘disturbato’ da notizie che non
giovano certo allo scopo dell’intera amministrazione». La querelle, insomma, prosegue.
Francesco Avena


Ritardi. Di qualche giorno, ma sempre ritardi. E quando si tratta di un
intervento chirurgico c’è sempre, inevitabilmente, una certa apprensione di
fronte a un rinvio. Motivo dello spostamento? La carenza di sangue dei gruppi 0
e A. In un’estate caratterizzata da una sostanziale “tenuta” del sistema, anzi
con il centro trasfusionale di Latina che ha fornito in caso di necessità anche
delle sacche al centro di compensazione regionale, si registra nell’ultimo
periodo una difficoltà con i due gruppi. Nulla di preoccupante, anche se l’Avis
di Terracina ha lanciato un vero e proprio appello affermando: «La carenza di
sangue ha costretto i nosocomi a sospendere interventi chirurgici urgenti e già
programmati». In realtà gli interventi d’urgenza – proprio perché tali – sono
stati, sono e saranno sempre garantiti. «Per quelli che è stato possibile
differire – spiega Sergio Parrocchia, direttore sanitario dei presidi
ospedalieri Nord e Centro – ci sono stati spostamenti di interventi programmati
da 2 a 4 giorni, ma hanno riguardato in tutto una ventina di casi. Le urgenze
non erano e non sono a rischio». Normalmente nel mese di agosto le sacche a
disposizione scarseggiano e la richiesta – soprattutto per un aumento degli
incidenti stradali – è sempre più alta del previsto. Ogni centro trasfusionale
ha la sua “autonomia” ma in caso di necessità c’è un centro di riferimento
regionale al quale attingere o – se arrivano richieste – al quale “accreditare”
del sangue. Non si fanno conti ragionieristici, è ovvio, ma alla fine bene o
male i conti tornano sempre e il sistema nel Lazio si avvia verso
l’autosufficienza. In molti casi, poi, a chi deve essere operato viene chiesto
di reperire del sangue che se non viene utilizzato finisce a disposizione.
Questo non toglie che qualche problema possa verificarsi, come sta avvenendo
negli ultimi giorni in particolare nel presidio Centro, fra gli ospedali
“Fiorini” di Terracina e “San Giovanni di Dio” di Fondi. In particolare con i
gruppi sanguigni 0 e A. Da qui l’appello dell’Avis – sezione di Terracina – ai
donatori e cittadini. «C’è emergenza sangue per quanto riguarda i gruppi 0
positivo, 0 negativo e A negativo. Chi può è pregato di presentarsi venerdì 3
settembre dalle ore 8 alle ore 10 o domenica 5 settembre dalle ore 8 alle ore
10.30 presso la sede in Via Firenze presso l’ospedale Fiorini. Occorre essere a
digiuno da almeno 8 ore. L’appello è esteso ai donatori di Priverno e Cisterna
che possono recarsi presso le rispettive sedi Avis domenica 5 settembre oppure a
Fondi sabato e lunedì». Appello ovviamente condivisibile, chiunque può donare
sangue farà bene ad aderire, ma l’allarme sugli interventi in emergenza rinviati
- quando in realtà se si tratta di un’urgenza è difficile che possa essere
differita – sembrano eccessivi.
di GIOVANNI DEL GIACCIO


«Si scrive terracina» e si legge «terracina Book Festival». E’ ufficialmente
partito il conto alla rovescia per mettere su carta la passione per terracina
con il concorso letterario del primo «terracina Book Festival». Una gara a suon
di frasi, anche in dialetto terracinese, purché ci sia la traduzione a piè di
pagina.. «Gli scrittori non hanno limite di età, di nazionalità, sesso, colore,
religione, altezza e bellezza» fa sapere il comitato organizzatore. I racconti,
che dovranno arrivare entro il prossimo 20 Settembre a lerosemassimo@gmail.com,
devono essere scritti in lingua italiana, dattiloscritti su file word e non
superare le 5 cartelle. Sono ammessi tutti i generi letterari e tecniche
narrative, con l’unica condizione di dover essere ambientati a terracina. «Non
ci sarà quota d’iscrizione perché riteniamo che i concorsi a pagamento siano
deleteri alla ricerca di nuovi autori e di nuove storie da raccontare». I
vincitori saranno premiati nella serata conclusiva del Festival, e i loro
racconti saranno letti dagli attori degli «StanchiNati». In palio libri delle
case editrici presenti al Festival «per incentivare la crescita degli scrittori
con l’unica arma a nostra disposizione: la lettura». I primi tre classificati
saranno segnalati alle agenzie letterarie e case editrici. La giuria sarà
composta da Anna Maria Masci, preside del «Filosi»; Andrea Giannasi, editore
della «Prospettiva Editrice»; Massimo Lerose (nella foto), scrittore; Irene
Chinappi, giornalista; Alba Rosa Marigliani, dirigente della biblioteca comunale
«Adriano Olivetti».
Ri.Re.

UN vero e proprio «blitz» alle affissioni pubblicitarie, con sanzioni
salatissime che stanno mandando su tutte le furie i commercianti.
Da qualche
giorno sono scattati gli accertamenti da parte dell’«Ica», la società che ha
avuto in concessione il servizio di affissione, su tutto il territorio
cittadino. Il funzionario, macchina fotografica alla mano, sta girando in lungo
e in largo la città per immortalare le pubblicità affisse in modo irregolare.
Accade così che i titolari degli esercizi commerciali – nello specifico quelli
di via del Porto – si ritrovano tra le mani notifiche di pagamento per
centinaia, se non migliaia, di euro. Motivo? Aver affisso pubblicità a carattere
commerciale su aree pubbliche senza autorizzazione. La materia è assai
ingarbugliata, ma loro, gli esercenti, sono convinti almeno di una cosa. Dopo
decenni di totale assenza di regole, questo improvviso zelo della «Ica» arriva
come un fulmine a ciel sereno e senza preavviso. A spiegarci come sono andate le
cose, il titolare del neg o z i o d’abbigliamento «Valenti», Roberto Valenti,
che si fa portavoce di diversi commercianti. «È assurdo che di punto in bianco
mi si chieda di pagare 400 euro per la pubblicità, peraltro affissa in zona
privata, dal momento che questo marciapiede è privato a uso pubblico. I
commercianti dicono che, di imposta sulle affissioni, loro, non sapevano nemmeno
l’esistenza. «Ma ammesso che ho sbagliato – dice Valenti – avrei gradito di
essere avvertito. Chi ha fatto le foto al mio negozio, non si è nemmeno
presentato per dirmi chi era». Sulla falsariga, il caso dell’agenzia di viaggi
«Gregory ». Qui, la sanzione è stata fatta anche per un pannello esposto
all’interno del locale, davanti la Stangata affissioni, negozianti infuriati La
protesta: «Sanzioni poco chiare» vetrina. Nonostante, fa notare la titolare «il
decreto legislativo 15/93 specifichi, tra l’altro, che sono esenti da imposta la
pubblicità realizzata all’interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla
prestazione di servizi quando si riferisca all’attività negli stessi
esercitata». Non solo. La «Ica» ha presentato il conto anche di un’al -
toparlante «scambiato per una telecamera. E per la ventola esterna del
condizionatore». In tutto, circa 600 euro di imposta. «Tra cui 220 euro dovute
alla mancata denuncia dell’affissione pubblicitaria ». E qui si apre un’altra
questione. Perché se è vero che la «Ica» sta facendo il suo lavoro, lo è
altrettanto che, prima di lei, il Comune non ha mai inviato notifiche. Nessuno
ha mai preteso dai commercianti dichiarazioni per affiggere pubblicità. I
commercianti lo assicurano. «A noi non è mai stato chiesto nulla». Nonostante
l’arti – colo 24 dello stesso decreto reciti: «Il Comune è tenuto a vigilare
sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari
riguardanti l’effettuazio – ne di pubblicità». La stangata della «Ica»,
peraltro, arriva in un periodo già nero per i commercianti. «Con la crisi
economica che incalza, trovarsi ora questi avvisi di pagamento sa di beffa» dice
ancora Valenti. «Passare da un eccesso all’altro non fa bene a nessuno. Tanto
meno alla nostra categoria, che in questo periodo paga lo scotto di una crisi
più ampia e non si sa quanto lunga».
Diego Roma

Golfieri risponde a Serra
Avendo avuto modo di leggere le esternazioni dell’ex Assessore della Giunta
NARDI,dott. Pietro SERRA, in relazione ala gestione dei Servizi Sociali,devo
constatare che gli effetti del caldo estivo sono pesanti! L’ex
Assessore,infatti,sposa in modo del tutto acritico le tesi sostenute dai
Revisori dei Conti del Comune contenute nella relazione al Bilancio di
Previsione 2010,e,senza un minimo di approfondimento,si erge a “primo della
Classe”. Ricordo all’ex Assessore alcune cose : 1. Nel 2008 egli era Assessore e
sul consuntivo di quell’anno qualche responsabilità deve pure averla, si accorge
ora di cose che sono successe quando gestiva direttamente le vicende
amministrative del Comune?; 2. Il contratto di servizio tra Comune di Terracina
ed Azienda Speciale è estremamente chiaro e non si presta a alcun tipo di
interpretazione, soprattutto se,volendone fare una lettura attenta ed
intellettualmente onesta lo si ponesse in relazione con lo Statuto del’Azienda
approvato dal Consiglio Comunale. Se l’ex Assessore SERRA fosse in grado di fare
questa semplice operazione si accorgerebbe che la durata del Contratto è
collegata a quella dell’Azienda,e che tutti gli adempimenti ai quali i Revisori
dei Conti si riferiscono sono contenute nella Delibera di Consiglio Comunale del
30 0ttobre 2009; 3. Gli Avvisi di selezione che in questi giorni sono stati
pubblicati,non sono altro che la dimostrazione più efficace ed evidente del
positivo operato dell’Azienda Speciale che ,avendo le idee chiarissime sulla
modalità di gestione dei Servizi e sulla correttezza delle procedure
adottate,sta procedendo in modo trasparente alla attivazione dei Servizi stessi
dotandosi di personale estremamente qualificato;
Infine vorrei porre all’ex Assessore SERRA alcuni interrogativi: 1. Avendo
gestito dal 2005 al 2009 diversi Milioni di Euro del Bilancio Comunale come
Assessore ai Servizi Sociali ed al Turismo,perché non si è preoccupato di
organizzare tutto al meglio e di controllare che i servizi fossero gestiti in
modo corretto?; 2. Come mai durante la sua gestione si sono determinati
centinaia di migliaia di Euro di debito fuori bilancio per manifestazioni
estive?; 3. Come mai solo ora scopre la “precisione e correttezza” dei rilievi
fatti dai Revisori dei Conti sugli stessi elementi che lei da Assessore
contestava?; Dottor SERRA non ci siamo! Il suo tentativo di riciclaggio è tanto
palese quanto inutile. Lei è uno di coloro che prima hanno negativamente
amministrato Terracina e poi,essendo fuggito in maniera disonorevole pensando
che la barca stesse affondando,vuole spiegare agli altri come si amministra!
Dott. SERRA lei è uno dei maggiori responsabili delle difficoltà del nostro
Comune,non si permetta di giudicare che oggi sta faticosamente aggiustando i
guasti che Lei,ed altri come Lei,hanno contribuito a fare. Lei non ci può
giudicare: non ne ha titolo!
Valerio GOLFIERI

Giro di vite sulla vendita e la somministrazione del pesce lungo tutta la sua
filiera, dall’esportazione all’ingrosso al ristorante.
Durante tutto il mese di
agosto 12 uomini della guardia costiera di Terracina, agli ordini del comandante
Cosmo Forte, hanno passato al setaccio ristoranti e magazzini di distribuzione
del pesce nel territorio di Terracina, Fondi, Sperlonga e Monte San Biagio. In
totale sono stati 50 i controlli effettuati, 28 nei ristoranti e gli altri
presso punti di distribuzione dei prodotti ittici. Alcuni blitz sono anche stati
effettuati «a monte» e negli orari notturni presso i principali grossisti di
zona proprio per verificare che i prodotti ittici forniti ai vari esercizi di
ristorazione, oltre che a rivendite al dettaglio, fossero «tracciabili », ovvero
di sicura provenienza. Il bilancio nel suo complesso è positivo, dal momento che
tra tutte le attività ispezionate dalla guardia costiera, solo un ristorante ha
presentato irregolarità dal punto di vista sanitario, tanto che gli uomini della
Capitaneria di porto hanno dovuto chiedere l’intervento del dipartimento di
prevenzione della Asl. Controlli anche sulla vendita abusiva del pesce in
strada: sono stati sequestrati in questo ambito circa 13 chilogrammi di prodotto
ittico in quanto di incerta provenienza e posti in vendita senza alcuna garanzia
igienico-sanitaria. Il bilancio dell’operazione si chiude con il totale delle
sanzioni amministrative elevate che ammonta a 10 mila euro.
F. A.

Acque agitate, la personale di Alfonso Bonavita
MedGallery: in corso la personale di Alfonso Bonavita: «Acque agitate».
Prerogativa del lavoro di Alfonso Bonavita, è costruire, organizzare, presentare
le proprie opere con la stessa modalità con la quale si progetta un testo
letterario: la produzione dell’artista genovese è, appunto, l’equivalente di un
romanzo a puntate. Leggere un suo, qualsiasi, dipinto, una sua, qualsiasi,
scultura, condiziona, inevitabilmente, chi la osserva a ricercare l’origine
della trama, gli episodi precedenti e stimola, inoltre, l’attesa della prossima
uscita. Il cast dei protagonisti della “narrativa”, di questo prolifico artista,
si muovono, attraverso l’unico denominatore comune costituito dall’intima
vicenda umana, su più fronti propriamente come i capolavori di Dumas, Hugo ed
anche Dostoevskij, Tolstoj oppure Pirandello e poi Pratolini, per citarne solo
alcuni. Qualunque personale dell’artista genovese, quindi, è un particolare
di(in)un totale il cui orizzonte non è ben chiaro neppure all’autore stesso
perciò definire le performance di Bonavita come laboratorio nel quale si ri-
propone l’umana esistenza in tutti i suoi aspetti intimi e apparenti, in tutti i
suoi scenari pubblici e privati è sicuramente un dato di cronaca dovuto. Coloro
i quali hanno l’opportunità, dunque, di poter visitare l’attuale mostra devono
essere consapevoli della premessa suddetta, ovvero Bonavita vuole provocare
l’osservatore sul quesito centrale in tutta la sua produzione: la relatività di
uomini e cose. È assai suggestiva, quindi, la metafora sulla pallanuoto,
presente nell’attuale personale: guerrieri che si agitano nell’acqua; giganti
che si sollevano dall’acqua, uomini che si combattono per l’acqua. La metafora
sulla pallanuoto, in fondo, non è altro che il manifesto del nonsense riferito,
in maniera assai palese, ai molti nonsense della nostra esistenza! È assai
utile, in proposito, rivisitare il catalogo di una sua precedente mostra di
sculture “ Umani limiti”, presentata nell’anno 2008 a Milano, Genova e Siena; in
quell’occasione erano in mostra un ciclo di sculture di bronzo le quali
rappresentavano alcune discipline olimpiche nel loro momento topico: pure in
quella proposta Bonavita sottoponeva l’osservatore il medesimo interrogativo.
L’unica differenza, rispetto alla pallanuoto, quindi all’acqua, era il peso
incombente del metallo. La differenza però era soltanto nell’elemento, il limite
era sempre il medesimo: l’Uomo!

«L’onorevole Sciscione confida nella giustizia e nell’esito favorevole del
giudizio dal quale non intende sottrarsi per far emergere, anzi, l’assoluta
legittimità ed onestà delle sue azioni personali e di imprenditore serio e
specchiato ».
Con queste parole l’avvo – cato Fabio De Felice espone la
posizione della difesa sulla vicenda giudiziaria che vede i suoi assistiti, il
consigliere regionale e i suoi fratelli, rispondere, n el l’udienza del prossimo
4 ottobre presso il Tribunale di Roma, dell’accusa di bancarotta fraudolenta e
truffa ai danni della Edit srl. «Il procedimento richiamato, che pende sin dal
2001 e non da oggi, dinanzi al Tribunale di Roma – spiega il legale – consegue
ad una lite tra società facenti riferimento al Gruppo dei fratelli Sciscione ed
alla società Edit, dei signori Maffey e De Rosa, già definitivamente regolata in
sede civile ove le aziende dei miei assistiti hanno ottenuto piena, totale ed
incondizionata vittoria». Secondo la difesa, «la capacità imprenditoriale dei
Fratelli Sciscione ha comportato la crescita esponenziale del ramo d’azienda
solleticando, evidentemente, le invidie degli ex soci che, pur avendo denunciato
l’asserito comportamento illecito con il palese intento di vedere annullato un
contratto di vendita del tutto legittimo e gravemente oneroso per la Gold Tv non
hanno sino ad ora dato prova degli addebiti ». La vendita del canale televisivo,
durante la quale, precisa De Felice, «l’onorevole Sciscione non ricopriva alcuna
carica», è stata effettuata «a seguito di deliberazioni assembleari» e pagata
con regolari fatture. Tanto che la vendita è stata ritenuta lecita dal giudice e
dal curatore fallimentare. E ancora: «La Edit srl, nella persona dei signori De
Rosa e Maffey, hanno richiesto per ben tre volte il sequestro del canale
televisivo ceduto e dei beni dei fratelli Sciscione ottenendo da tre giudici
diversi sempre un fermo diniego essendo assolutamente inconsistente il pericolo
dedotto ». «Il Tribunale di Latina e la Corte d’Appello di Roma hanno già
giudicato Angelo Sciscione per i medesimi fatti oggi sottoposti ai giudici
romani, assolvendolo da ogni addebito perchè il fatto non sussiste ».

Dubbi sul bando dell’assunzione di assistenti sociali per i disabili nelle
scuole: interviene l’associazione «Progetto genitori uniti», presieduta
da Rossella Baroni
. Le perplessità delle famiglie dei ragazzi disabili che
frequentano le scuole dell’obbligo a Terracina, esprimono perplessità sui
requisiti richiesti dal direttore dell’Azienda Speciale Carla Amici nel bando di
selezione. Su cui, tra l’altro, nei giorni scorsi è stato anche presentato un
esposto in Procura per chiedere alla magistratura di fare i dovuti accertamenti.
Per passare la selezione i candidati devono essere in possesso di una laurea in
scienze dell’educazione, formazione e psicologia o diploma di ragioneria e
liceo. «Non capiamo come diplomi di tal genere possano essere ‘equiparati’ alle
lauree e, soprattutto, idonei per un’assistenza scolastica specialistica». A
proposito, ci sono dubbi anche sulla «discriminazione» tra ragionieri e liceali
contro diplomati di altre scuole superiori. «Perché – si chiede l’associazione
dei genitori – un diplomato in ragioneria o al liceo può accedere al concorso ed
un geometra o altro istituto tecnico invece no? Certo questa è un’op – portunità
lavorativa per molti giovani di Terracina che non avendo altri sbocchi cercano
comunque un’occupazione e con la crisi di oggi può andare bene anche questo
lavoro. Quanti di loro sono mossi davvero dal desiderio di lavorare in un
settore così delicato, importante? Ma ne sono consapevoli? L’Azienda Speciale
cerca di trovare modo e maniera di risparmiare più soldi possibili, i ragazzi di
trovare comunque un’oc cu pa zi one. E ai nostri figli chi ci pensa?». Un
accorato appello, quello dell’associazione presieduta da Rossella Baroni, che
viene rivolto direttamente all’amministrazione comunale e ai vertici
dell’Azienda Speciale per i servizi sociali.
F. A.

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Terracina in Guerra [6]

Il caos del ‘Campo Plus Ultra’. Così i turisti in visita al Tempio di Giove
ricorderanno la Festa Nazionale Identitaria, organizzata da un movimento
giovanile del Pdl, che si è svolta dal 26 al 29 agosto utilizzando l’area
archeologica per i dibattiti. Nei racconti dei turisti, intasati l’unico
parcheggio e l’unica strada, accesso libero al sito per i partecipanti alla
manifestazione e oneroso per tutti gli altri, lo stesso sito fruibile solo in
parte, nonostante il ticket. Cominciamo da quest’ultimo aspetto. E’ noto come
ormai da tempo sia necessario acquistare un biglietto per entrare nella zona
monumentale, ma i malcapitati visitatori lamentano che i partecipanti al campo
hanno goduto di un trattamento differenziato che è consistito nell’esenzione da
ogni pagamento. Persino di quello relativo al parcheggio dei loro autoveicoli.
In effetti, altre indiscrezioni riferiscono che al personale preposto alla
sorveglianza del Tempio (studenti e insegnanti di una scuola convenzionata con
il Comune) è stata data indicazione da tecnici comunali di lasciare libero
l’ingresso per chi era lì per la festa. Una volta entrato, il turista già
indispettito per la storia del biglietto doveva rinunciare, come è successo il
28 agosto, a visitare alcuni settori dell’area. Per esempio, il lato est del
campo trincerato, perché tra torre medievale e bar c’era un gazebo (abusivo?).
Lo stesso accadeva nel lato ovest, con sedie sulla terrazza del tempio maggiore,
che obbligavano i turisti allo slalom. Insomma, il servizio pubblico si è
adattato alle esigenze di una manifestazione privata. E questo vale anche per la
circolazione stradale. Sempre il 28, infatti, ingorgo straordinario su piazzale
Loffredo, con auto parcheggiate lungo i bordi di via Panoramica, a dispetto del
divieto di sosta. Conseguenti lamentele dei residenti dei proprietari di villa
Muzzi, che si affaccia sul piazzale, i quali non potevano uscire dai cancelli.
Si è infine capita la ragione che ha spinto gli organizzatori del campo a
spostare i due concerti in programma dall’area del Tempio a Piazzale Loffredo.
C’era sì stata la relazione dei vigili urbani al prefetto che denunciava la
carenza delle condizioni di sicurezza nella prima ubicazione, ma decisivo è
stato il titolare dell’unico bar del sito archeologico, che si è rifiutato di
ospitare l’evento presso il suo esercizio, temendo un afflusso di persone non
compatibile con la salvaguardia del monumento romano. Tra l’altro, le licenze
rilasciate al bar, sulle quali quelli del campo contavano per essere in regola
con i loro concerti, autorizzano solo lo svolgimento di ‘concertini’.
Andrea Di Lello

Sembra essere arrivata al capolinea la diatriba, ancora sottotraccia, tra il
sindaco di Terracina Stefano Nardi e il comandante della polizia locale Vincenzo
Pecchia.
Nelle scorse settimane si erano rincorse le voci, mai confermate da
entrambi, di una possibile decisione del primo cittadino di spostare il
comandante ad altro incarico. Il più gettonato sarebbe quello della protezione
civile del Comune. Questo perché tra i due da molto tempo non correrebbe buon
sangue. Ieri però dalle mezze verità si è passati al nero su bianco. La goccia
che ha fatto traboccare il vaso sarebbe il giudizio annuale sull’operato di
Pecchia espresso dal nucleo di valutazione interno all’ente che non parrebbe dei
migliori e che rappresenterebbe il motivo ufficiale per un suo spostamento. Per
questo lo stesso comandante si è affrettato a esprimere con una breve nota le
sue perplessità sulle insistenti voci che lo vedono al centro della polemica con
Nardi ritenendo insignificanti le informazioni ufficiose e tutte da verificare,
circa il suo operato e sul prossimo incarico nel dipartimento della protezione
civile. Molto più nette invece le prese di posizione della Uil e dell’Anvu. Il
segretario provinciale Tullio Romano chiede con una lettera a sindaco e Prefetto
di fare chiarezza sulle notizie apparse nelle ultime settimane sul rapporto di
conflittualità in atto e relativa assegnazione ad altro incarico del comandante.
Il presidente regionale dell’associazione professionale della polizia locale
Ivano Leo invece chiede al sindaco di Terracina di spazzare via ogni dubbio
sulla posizione e sul delicato ruolo del comandante che «non può essere
disturbato da notizie strumentali o mendaci che non giovano alla scopo
dell’intera amministrazione». E sempre l’Anvu si riserva di intervenire in ogni
sede al fine di tutelare l’immagine e l’incarico del dirigente Vincenzo Pecchia.
Si attendono ora le risposte di Nardi.
di FABIO COCCIA

Maragoni, il confronto. Alle 18, nella sala comunale di Villa Tomassini, l’amministratore si confronterà sui
tanti problemi ambientali del Comune, quali, per esempio, la raccolta
differenziata, la sporcizia dei canali, la viabilità. Marina Mobilio, gruppo
Facebook ‘Insieme per Terracina, che ha sollecitato l’incontro, promette in una
nota di interpellare Maragoni «riguardo alla mancata attuazione del Piano
Rifiuti da parte della Società ‘Terracina Ambiente’, che continua a non prestare
i servizi dovuti, per i quali noi cittadini paghiamo pur alte tariffe». «Le
campane per la differenziata -continua la Mobilio- in questi ultimi due mesi
sono aumentate di poco e sono dislocate sempre e solo in quartieri centrali
della città. In periferia neanche l’ombra e al cittadino sollecito e sensibile
occorre fare lunghi tragitti in auto per raggiungere le ‘isole ecologiche’, che
comprendono solo raccolta carta, vetro e plastica e lattine e che spesso sono
stracolme. Della raccolta dell’umido, dei rifiuti speciali, delle pile, degli
ingombranti neanche a parlarne! E lo stesso dicasi del ‘porta a porta’ nel
Centro Storico alto e della ‘Campagna informativa’ per gli utenti, previsti
anch’essi nel Capitolato». «Forse -si legge ancora nella nota- occorrerebbe
anche prendere esempio da alcuni Comuni limitrofi, come Monte San Biagio,
Sonnino e Pontinia, nei quali la Raccolta Differenziata registra aumenti
percentuali di mese in mese. Se poi vogliamo andare più lontano e meglio,
possiamo guardare ai circa 50 Comuni italiani dell’Associazione Nazionale Comuni
Virtuosi, che si stanno impegnando ormai da anni nella Strategia “Rifiuti Zero”
e che in questi mesi organizzano “Corsi di Formazione” per Sindaci». «Decine di
Amministrazioni Comunali sparse in tutta Italia -termina la Mobilio- stanno
sperimentando quotidianamente progetti di questo tipo e anche, ad esempio, di
risparmio energetico e di utilizzo del fotovoltaico, delle biomasse e del
geotermico, tutti progetti volti alla tutela del territorio e che favoriscono
l’integrazione sociale, la partecipazione attiva dei cittadini e la rinascita
culturale».
Andrea Di Lello

E’ stato un infarto a stroncare ieri mattina (il 30, NDB) un uomo sulla cinquantina
alla stazione dei bus di Terracina.
L’uomo, residente a Roma e in vacanza nella città
pontina, è stato colto da un malore e si è accasciato a terra attirando
l’attenzione di quanti erano lì che si sono subito attivati per soccorrerlo
chiamando anche il 118 ed i carabinieri. A nulla però sono valsi i tentativi di
rianimare il 50enne da parte dei sanitari che non appena giunti sul posto si
sono resi conto di quanto fosse disperata la situazione. Pare infatti che la
morte del turista sia stata pressoché immediata.

Lo spostamento del comandante della polizia municipale Vincenzo Pecchia potrebbe
essere vicino.
Si tratterebbe di un passaggio, il suo, in altro settore o
dipartimento che rientrerà nella più ampia riorganizzazione della pianta
organica del Comune di Terracina. I tempi sono stretti: la rivoluzione di
uffici, dipartimenti e competenze dovrebbe arrivare nelle prossime settimane,
forse già intorno alla metà di settembre. Il caso del comandante dei vigili
urbani Vincenzo Pecchia è sicuramente quello che più fa discutere. Dietro lo
spostamento o, come si vocifera, declassamento di Pecchia dal comando dei vigili
urbani alla guida della protezione civile, potrebbero esserci le indicazioni
espresse dal Nucleo di valutazione del Comune di Terracina. Lo scorso anno,
infatti, i membri del Nucleo di valutazione – l’or – gano super partes che
controlla l’operato della macchina amministrativa, degli uffici e dei dirigenti
– ha espresso un voto piuttosto basso nei confronti del comandante Pecchia. A
causare questo parere non eccellente espresso dal Nucleo di valutazione nei
confronti di Pecchia, il fatto che come giudicato dall’or – gano collegiale, il
comandante non avrebbe portato a casa i risultati sperati. Si profilerebbe
dunque un mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’amministrazione
comunale. A finire nel mirino del Nucleo di valutazione, il fatto che una buona
percentuale di multe, dopo essere state elevate dalla polizia municipale, non
sono state riscosse. Il motivo? In molti casi fanno sapere da Palazzo, gli
automobilisti contravvenzionati si rivolgono al giudice di pace con un ricorso e
lo vincono. In molti casi, i verbali presentavano vizi di forma o comunque non
erano validi al punto che, una volta oppugnati in ricorso, l’automobilista non
la spuntasse. Questo per le casse del Comune ha significato un doppio danno: le
multe non venivano incassate e in più l’ente ha dovuto sborsare, quando le cause
venivano perse, le spese legali. Dunque secondo indiscrezioni sarebbe questo uno
dei motivi alla base dello spostamento di Vincenzo Pecchia dal comando dei
vigili urbani ad altro settore o dipartimento.
Francesco Avena

Quaranta famiglie unite nel chiedere al Comune di Terracina un intervento
immediato per ripristinare la sicurezza stradale in via Ponte Rosso e via
Badino.
Molti sono i cittadini che da qualche tempo lamentano lo stato di
pericolosità di Ponte Rosso, dove automobili e scooter sfrecciano a tutta
velocità nonostante sia presente il cartello che impone un limite di 30 km
orari. E invece, sia di giorno che di notte, via Ponte Rosso si trasforma in un
rettilineo in cui automobilisti e centauri corrono all’impazzata alla guida dei
propri mezzi. Il tratto più pericoloso è quello che va dall’incrocio di via
Pantanelle al ponte delle autolinee. Qui infatti la carreggiata si restringe, i
ciclisti percorrono la pista ciclabile a ridosso del canale Linea, e le
abitazioni affacciano direttamente sulla strada. Qualcuno ha anche corso il
rischio, nei giorni scorsi, di uscire dalla porta della propria abitazione ed
essere centrato in pieno da una macchina. Per questo le circe 40 famiglie che
risiedono nella zona chiedono all’amministrazione comunale di installare almeno
tre dossi artificiali per costringere i mezzi in transito a rallentare. Altro
problema in via Badino, dove le strisce pedonali in più punti sono scomparse.
Ieri una residente ha anche provato a chiedere spiegazioni agli addetti del
servizio di viabilità e traffico, che però l’hanno rimandata agli uffici
comunali. «Sono un pedone – racconta la signora – non uso auto né biciclette.
Attraverso la strada nei tratti in cui una volta c’erano le strisce pedonali ma
oggi nessuno le vede più. Ma via Badino non fa parte di Terracina? Il Comune ha
riservato grande cura nel riempire di strisce blu la città, solo per fare soldi.
Ma quando si tratta di rifare le strisce pedonali per la sicurezza dei pedoni fa
orecchie da mercante». I cittadini, intanto, promettono che invieranno un
esposto alle autorità competenti.
F. A.

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