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Da parchi chiusi tutto il giorno a parchi aperti anche la notte.
È proprio vero
che quando si avvicinano le elezioni si vedono i miracoli. Questa volta è
toccato ai parchi, che da qualche tempo a questa parte stanno vivendo una
seconda giovinezza. Prima la manutenzione, poi l’innesto di nuove piante e la
custodia. Ora, arriva anche l’apertura «by night». Lo hanno comunicato in una
nota il presidente dell’Azienda speciale Valerio Golfieri e l’assessore ai
Parchi Gianni D’Amico, che con soddisfazione hanno annunciato, per l’estate, la
fruizione giornaliera e serale da parte dei turisti presso alcuni giardini
pubblici. «Da domani il Parco del Montuno resterà aperto fino alle ore 20 -
informano – mentre villa Tomassini e l’area Chezzi resteranno aperti fino alle
ore 24». Si tratta di una vera e propria novità, che, continua Golfieri, «siamo
convinti sarà particolarmente gradita e che in molti vorranno approfittare di
questa possibilità ». Parchi sul modello della Capitale, insomma, con i cancelli
aperti fino a mezzanotte. Rinasce così il parco del Montuno, fino a qualche mese
fa ridotto ad un ammasso di frattaglie e ora in grado di consentire la «lieta
sosta » fino alle 8 di sera. E la centralissima area Chezzi, che addirittura di
recente era diventato ricettacolo di vandali e giovani pusher, e che invece da
domani sarà illuminata a giorno fino a mezzanotte per accogliere turisti e
visitatori in cerca di refrigerio. Quali che siano i motivi, la città ci
guadagna. Ma certo, la sproporzione tra il «niente» dell’in – verno e il
«troppo» dell’estate, lascia un po’ perplessi. Forse, insomma, non era così
complicato tenere in piedi i parchi pubblici in modo dignitoso, senza far
scatenare comitati di mamme e manifestazioni di protesta. Ma si sa, con
l’Azienda speciale ferma su se stessa e le casse del Comune senza un soldo,
l’impresa appariva difficilissima. Oggi, complice forse anche l’«effetto
elezioni», l’amministrazione comunale si è ributtata sul verde. Virata
inaspettata anche sulla custodia e guardiania: se durante l’inverno, per
garantire l’apertura di villa Tomassini, l’assessorato ai Parchi aveva
incaricato il centro anziani, ora il servizio sarà garantito addirittura h24. E
i lavori, spiegano gli amministratori, continuano. «In queste ultime settimane
in tutti i parchi cittadini sono state avviate operazioni di bonifica e
manutenzione ordinaria e straordinaria che hanno permesso di riportare queste
strutture alla loro funzione primaria, poter essere fruite dai cittadini e dai turisti».
Diego Roma


La cattedrale torna al l’antico.
Merito, almeno questa volta, dei tanti che
ultimamente avevano scambiato le scalinate del duomo di San Cesareo per
un’osteria a cielo aperto dove lasciare e spaccare tutto. Cocci di bottiglie di
vino, birra e liquori e l’immancabile puzza d’orina che si lascia dietro chi è
abituato a farla ovunque. Bivacchi e atti vandalici contro i quali c’era
chi aveva proposto l’installazione di telecamere. Ma quale
telecamere, meglio come si faceva una volta senza ricorrere alla tecnologia.
Meglio una inferriata come quella spuntata di recente lungo tutto il
colonnato della Cattedrale. L’idea era venuta qualche anno fa al parroco don
Peppino Mustacchio che non ne poteva proprio più di vedere la scalinata
d’ingresso della chiesa più antica del basso Lazio trattata alla stregua di una
bettola. Detto, fatto. E non c’era da dubitarne, se a dirlo era stato don
Peppino. Anche perché. volendo sorvolare sulla necessità di difendersi da
spaccatori di cocci e vandali vari, si inserisce nel quadro di interventi che
stanno riportando la Cattedrale alla sua bellezza originale. Di necessità virtù,
insomma. Quella di don Peppino infatti non era un’idea originale, ma copiata
pari pari dal passato, quando forse quelli dall’urinata facile non esistevano
ancora. L’inferriata che oggi protegge l’ingresso del duomo è la stessa
che c’è stata fino al Quaranta quando, con l’ingresso dell’Italia nel secondo
conflitto mondiale, venne requisito tutto il ferro in circolazione per
fabbricare le armi. Nemmeno quello della cancellata della Cattedrale venne fatto
salvo. Per ragioni meno bellicose, ora l’inferriata è tornata insieme agli
affreschi spuntati nel corso dei lavori di restauro realizzati di recente all’in
ter no della chiesa millenaria. In tanti sono rimasti un po’ così nel vedere
l’inferriata: «Ci sta bene, non ci sta bene?». Non è mancato nemmeno chi ha
espresso disapprovazione per l’intervento. Ma la mancanza di rispetto per un
luogo di culto e di arte, indifferente anche con i tentativi più disperati di
educazione che pure ci sono stati, si combatte soltanto con metodi forti.
Pierfederico Pernarella


Aveva costruito una villa senz’alcuna autorizzazione: il proprietario è stato

denunciato.
Attività di controllo intensa da parte del Corpo forestale: negli
ultimi giorni il personale di Terracina ha posto sotto sequestro manufatti, aree
adibite a smaltimento illecito  di rifiuti e alberature costituenti fasce
frangivento, patrimonio della Regione Lazio. Gli uomini, diretti dall’ispettore
superiore Giuseppe Pannone, hanno sequestrato una struttura realizzata senza
alcun titolo in zona la Valle. C. L., queste le iniziali del proprietario della
costruzione, è stato denunciato. E sempre a Terracina, una signora di 60 anni è
stata denunciata per lo smaltimento illegale di rifiuti con il relativo
sequestro del fondo. Irregolarità anche all’interno della lottizzazione “Colle
la Guardia”, zona di confine tra Terracina e Sabaudia: edificata una struttura
di circa 100 metri quadrati ed altri manufatti senza i titoli abilitativi.
Denunciato D.A. di 45 anni. L’attività ha riguardato anche il Comune di
Pontinia, dove gli uomini della Forestale, in via Portosello hanno accertato un
danneggiamento ad oltre dieci grosse piante di eucalyptus. Il controllo dei
militari ha evidenziato che di recente sugli arbusti di proprietà della Regione
Lazio sono stati applicati quattro fori e iniettate sostanze tossiche per
causarne la morte. Il Consorzio di bonifica di Latina ha nominato un consulente
tecnico per individuare con certezza le cause. S’indaga per scovare gli autori
dell’insano gesto.
D. Sper.


[...] Cominciano i saldi estivi ma a Terracina i commercianti assicurano che per
ora i loro clienti non fanno follie, solo acquisti mirati.
Nessuna fila
all’apertura dei negozi, molta attenzione alle “bufale” e un occhio preoccupato
al portafoglio. «Di soldi ne girano pochi», dice una signora. In via Roma, sul
viale della Vittoria, file e ressa all’apertura dei negozi sono ormai pallidi
ricordi. I commercianti aspettano a dare un giudizio, «è troppo presto», dicono.
Ma alcuni sono piuttosto ottimisti: «Per essere un sabato mattina non ci
possiamo lamentare, c’è più gente del solito». Dipende, però, anche dal tipo di
negozio: discretamente affollati quelli di abbigliamento dai prezzi medi,
semivuote le boutique più esclusive. «Oggi ho comprato qualche maglietta – dice
una signora – ma lo shopping dei saldi per me è finito stamattina». Passeggiando
tra i negozi non c’è traccia delle mirabolanti percentuali di sconto (70-80%)
che, ormai, destano più sospetti che altro. «In genere scontiamo a partire dal
30% e solo per alcuni articoli superiamo, seppure di poco, il 50%», dice la
commessa di un negozio di borse e valige.
S.Gio. e D.Sper.

Il Pdl di Terracina vuole ripartire anche grazie all’apporto di
nuovi ingressi nel partito.
È con questo spirito che ieri mattina
è stata ufficializzata l’entrata di Augusto Rossi, già dirigente
di Fiamma Tricolore, nel Pdl. Insieme al sanguigno esponente
del centrodestra locale, il consigliere regionale Giovanni Di
Giorgi e quello provinciale Silvano Spagnoli. Ma anche altri
esponenti del Pdl terracinese e semplici cittadini curiosi di
ascoltare le motivazioni che hanno spinto Rossi ad aderire allo
schieramento di Berlusconi. «Io sono per i fatti e non per le
parole – ha esordito Rossi – e questo principio lo porterò anche
all’interno del Pdl. Ricoprirò il mio ruolo con serietà e
portando le tematiche che stanno a cuore alla gente all’interno
del partito». Nel mirino di Rossi e di Di Giorgi c’è la prossima
tornata elettorale per le elezioni del futuro sindaco. Su questo
si è espresso anche il consigliere regionale. «Al centro del
nostro programma – ha dichiarato Di Giorgi – c’è un progetto
che non guarda ai nomi ma al futuro della città di Terracina.
Dobbiamo istituire un modello di gestione della cosa pubblica
efficace». Ieri la presentazione di Rossi ha riscosso il consenso
di molti cittadini con cui il neo entrato esponente del Pdl ha
intrapreso un dialogo che, promette, condurrà di qui in avanti.
F. A.


Sabato scorso si è svolta nella sala convegni dell’istituto tecnico «Arturo
Bianchini » l’assemblea costitutiva di Sinistra Ecologia e Libertà di Terracina.

Ospite d’onore della iniziativa Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico di
fama internazionale e già parlamentare europeo e coordinatore nazionale del
partito. In una sala affollata da decine e decine di persone si sono susseguiti
diversi interventi che hanno toccato molti temi politici di stretta attualità
nazionale e locale. Ad aprire la conferenza una relazione di Ilde Ascani sulla
difficoltà economiche del Paese e su come la crisi si riversi principalmente
sulle fasce più povere. A seguire sono intervenuti Franca Maragoni, vice
presidente regionale del wwf, e Maurizio Recchia. La prima ha parlato del tema
del mare come risorsa vitale della città; il secondo si è soffermato sul lavoro
e le sue dinamiche nel mondo della globalizzazione. Intervento molto applaudito
è stato poi quello di Lorenzo La Rocca, studente universitario che ha parlato
riguardo la condizione giovanile di oggi nella società. Sono intervenuti,
inoltre, a titolo personale rappresentanti dell’associazionismo
terracinese ed esponenti di altri partiti politici che hanno portato un
contributo al dibattito e salutato positivamente la nascita di Sinistra Ecologia
e Libertà. A chidere il convegno Umberto Guidoni che ha ripreso commentando
tutti i vari temi affrontati nella serata. Infine tutti gli iscritti hanno preso
parte alle procedure di votazione per eleggere il gruppo dirigente locale che è
risultato composto da venti persone. Il prossimo passo nei giorni seguenti sarà
quello di riunire il comitato direttivo per eleggere i componenti delle
segreteria generale nonchè il nuovo segretario. Il Sel muove così i primi passi
verso una presenza sempre più attiva e critica sul territorio locale.

«Il risorgimento della città passa inevitabilmente attraverso il processo di
rinnovamento».
Rincara la dose l’esponente dell’Udc Davide Michella sulla
necessità di fare piazza pulita dell’attuale classe dirigente. Dopo aver
escluso che nel partito di Casini possano entrare a far parte personaggi che si
sono contraddistinti per aver avuto «gravi responsabilità circa l’attuale stato
di degrado della città», Minchella lancia la proposta di «di archiviare un
determinato modo di fare politica, retto sul clientelismo e sul camaleontismo ».
A questo proposito l’Udc è già pronta a formare la costituente di centro: «Una
formazione che coniugherà l’eredità culturale democratico-cristiana con
l’ambizione ad essere un partito a vocazione maggioritaria». Niente fusioni con
l’attuale Pdl, insomma, a livello locale. Piuttosto il «rinnovamento della
classe politica» che passi per la «valorizzazione delle competenze» e recluti
«dirigenti capaci che siano in grado di rappresentare la città a livello
provinciale, regionale e nazionale». Minchella mette nel calderone tutte le
carenze cui occorre, secondo i centristi, porre rimedio: «Occorre tornare a
parlare seriamente di garanzia dei servizi sociali, tutela della famiglia,
organizzazione dei servizi turistici, razionalizzazione della macchina
amministrativa, tutela degli investimenti in materia agricola, integrazione
delle periferie nei piani di sviluppo economico, portualità, ricostituzione di
un corpo sociale coeso». E conclude: «La città richiede oggi decisioni che
eliminino nell’imme – diato i disagi dei cittadini ma anche interventi che si
inseriscano in progetti concreti di sviluppo economico che consentano di far
fronte a una vera emergenza sociale, quella occupazionale».
D. R.

Quanto siano importanti per la sua vita, lo raccontano le foto che tiene sui
mobili della sala.
Tra i parenti, che vivono lontani, spiccano le figure dei
suoi «angeli custodi». Impiegati, casalinghe, ex poliziotti, volontari. Persone
senza le quali la signora Carla Cossa, 80enne trapiantata a Terracina 50 anni fa
da Milano, non saprebbe come fare per vivere. Ex maestra «giardiniera »
dell’asilo Bastianelli, che sorgeva alla pro-infanzia, oggi, la signora Carla è
sola, ormai anziana e piena di acciacchi. Vive al terzo piano di un palazzo di
via delle Arene, da dove ormai esce poco e niente, soprattutto da quando
l’assistenza domiciliare fornita dal Comune è stata interrotta. Assidua del
santuario della Delibera, una vita passata a crescere i bambini ora Carla ha
difficoltà persino a pagare le bollette. Fortuna che si ritrova circondata da
persone che, sebbene conosciute quasi per caso, si prodigano per non farle
mancare nulla. A loro la signora Carla dice grazie pubblicamente: «I miei
parenti sono tutti a Milano», racconta. «Terracina è la mia città, ma negli
ultimi anni ho dovuto rinunciare a viverla per i miei problemi di deambulazione.
Eppure, intorno a me, ho trovato persone buone e generose». La signora Carla fa
l’elenco di questi suoi «figli acquisiti»: «Il signor Pierluigi Ciano e sua
moglie Mariella curano tutte le mie scartoffie. Enzo mi porta in auto a fare la
spesa. Innocenzo, un impiegato di banca che fa il volontario alla Croce rossa,
mi chiama tutti i giorni» e «la signora Franca viene a farmi le punture anche la
sera tardi». La sua lista non è finita. Carla racconta come Graziella, «la
proprietaria della casa di riposto Villa Europa, ogni Natale e Pasqua mi viene a
prendere » e Loredana, «dirigente del metronotte mi dà una mano in casa». E guai
a scordarsi di Nicoletta, la vicina di casa del piano di sotto, che ogni giorno
fa «un’affacciata». Oggi, il piccolo, grande desiderio di Carla, è uscire e
«vedere il mercato e il mare». Mete che, a una certa età, diventano un miraggio.
Per fortuna, alla débacle dei servizi sociali del Comune, hanno fatto muro Luigi
e Mariella, Innocenzo, Franca, Graziella, Loredana e Nicoletta. Con loro, la
signora Carla allontana lo spettro della solitudine e sente intorno a sé
l’amore di una famiglia.
D. R.



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