Archivio Giugno 2010

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Una dura presa di posizione di Roberto Iacovacci, della Federazione della

Sinistra. «Dal recente passato che vedeva il populicchio berlusconiano irato,

offeso, in pieno assetto di guerra contro il tiranno assurto a sindaco di

Terracina che dispensava deleghe e revocava incarichi ed assessorati, che

gestiva la carica con il piglio di imperatore che impediva la dialettica

democratica e che quindi andava scacciato esiliato e non sfiduciato come

richiedeva la Federazione della Sinistra, (PRC, PDCI, Socialismo 2000 e lavoro e

solidarietà) Nardi era per la maggioranza dei consiglieri del PDL un ostacolo al

progresso della città, un fagotto ingombrante, un nemico pubblico, poi con il

bilancio è diventato qualcosa di sopportabile, tanto è vero che il bilancio è

stato approvato. Oggi rientrano in consiglio comunale i maggiordomi fazzoniani,

coloro che avevano sfidato il tiranno, forse perché il loro protettore che aveva

dichiarato “mai più Nardi” è occupato con il fido “Benito” ad altre faccende e

si è distratto ed allora qualcuno ha inteso fare il mezzo servizio, quindi ciò

che si dichiarava qualche mese fa oggi è il passato è superato è vecchio». Fra

qualche mese la campagna elettorale? «Certo si ricomincia, si ricomincerà a

prendere in giro la povera gente, si continuerà nella vecchia stantia politica

delle clientele, del depauperamento delle risorse, del degrado ambientale

sociale e politico. Come si può ridare fiducia ad una classe, che doveva essere

dirigente e che ha sperperato una intera stagione politica senza produrre un

progetto di città, una idea innovativa che contenesse i germi per uno sviluppo

sostenibile, che desse nuovi argomenti di discussione tra le varie componenti

sui progetti, come si può pensare che il PDL e tutti i suoi accoliti possa

riavere la fiducia se oggi sostiene un sindaco tiranno, incapace ed

incompetente, ma non è forse, che questa, è la politica del PDL? Fatta di

incapaci ed incompetenti?. Perché è negare i fatti che Nardi si regge grazie al

supporto del PDL di tutto il PDL e allora non può essere da quella parte che

verrà il messia a sistemare le cose nella nostra città ma soltanto

dall’aggregazione di forze sane, con idee nuove ed innovative che comporteranno

una nuova stagione di sana amministrazione, di riorganizzazione degli uffici di

recupero dell’evasione di sviluppo di infrastrutture e servizi che promuoveranno

l’occupazione, di recupero ambientale delle nostre spiagge, dei territori

interni che questa città potrà riavere il suo futuro».

20000 [16]

Nella maggioranza, repubblicani sotto attacco. Nella riunione di maggioranza di

questa sera, sarà proposto alla firma di consiglieri comunali e assessori un

documento che chiede, nella sostanza, il ridimensionamento del peso del Pri

all’interno della coalizione. Promotore dell’iniziativa, Edis Mazzucco, che, al

momento, può contare sull’appoggio di Biagio Frattarelli e dell’assessore

Luciano Pecchia. In tutto, il fronte anti-edera potrebbe essere costituito da

setteotto esponenti del Pdl. Le intenzioni di Mazzucco e degli altri dovevano

restare riservate, ma i repubblicani hanno comunque mangiato la foglia e l’altro

ieri, nel giorno in cui si erano convocati per scegliere chi indicare al sindaco

come il loro secondo assessore, hanno preferito rinviare, in attesa che

l’incontro di questa sera chiarisca la situazione. In realtà, il documento che

Mazzucco si accinge a presentare era già pronto da una quindicina di giorni, in

reazione alla volontà di Stefano Nardi di supplire con la fantasiosa figura del

consigliere comunale fiduciario alla carenza di assessori. Mazzucco e gli altri,

con il loro scritto, contestavano questa soluzione e lamentavano quello che

consideravano lo strapotere del Pri, che, a loro dire, gestiva di fatto

importanti settori amministrativi (in particolare i lavori pubblici)

contrariamente agli interessi del Pdl e della città. Il sindaco poi, fiutando

l’aria di rivolta, ha rinunciato ai suoi propositi con la nomina ad assessori di

N Franco Ferrari e Giuseppe Amuro, rendendo superato il documento, ma solo

parzialmente. Mazzucco, infatti, si accinge a ripresentarlo opportunamente

emendato, conservandone però l’impronta anti-repubblicana. Si tratta ora di

capire quante firme sarà capace di raccogliere il documento e se, in caso di

riscontro positivo, il gruppo ostile al Pri metterà un veto sulla nomina di un

secondo assessore del Pri. Resta il fatto che Nardi stenta ancora a trovare

l’assetto migliore per la sua maggioranza: ci aveva provato, prima, con l’idea

dei cinque assessori ombra; poi con quella dei consiglieri fiduciari; infine,

con la ‘rinomina’ di Ferrari e Amuro. Ma la maggioranza resta in fermento.

Andrea Di Lello

19000 [1]

Esplode la protesta dei cittadini terracinesi per il problema rifiuti. Con

l’arrivo dell’estate e dei turisti la situazione precipita: a distanza di dodici

mesi torna l’emergenza. Per fortuna non si sono ancora raggiunti i limiti

dell’estate del 2009 quando la città era diventata una pattumiera a cielo aperto

e i cittadini esausti incendiavano i contenitori. Le zone più colpite sono le

stesse: Borgo Hermada e la Pontina. Le lamentele arrivano anche dagli abitanti

di Via Sani, via delle Lestre, le Migliare, via Astolfi e soprattutto via Corot.

Ieri sono state diverse le segnalazioni alla sede distaccata della municipale di

Borgo Hermada: gli agenti hanno subito provveduto ad avvisare la Terracina

Ambiente. L’allarme rimane. I più infuriati sono i gestori delle attività

commerciali costretti a convivere con cumuli di immondizia davanti alle loro

attività. «L’odore nauseabondo ci impedisce di lavorare – spiegano – viviamo una

discriminazione ulteriore, non capiamo perché in queste strade la raccolta debba

essere effettuata con una cadenza inferiore rispetto agli altri cassonetti».

L’estate scorsa l’emergenza rifiuti era precipitata dopo il blocco degli

straordinari dei dipendenti della Terracina Ambiente, i quali erano costretti a

lavorare con solo quattro mezzi, di cui alcuni obsoleti. Oggi non c’è nessuno

sciopero in atto, anche se stando allo scenario i mezzi paiono sempre insufficienti.

di DANIELE SPERLONGA

20000 [2]

Traffico rallentato ieri mattina sulla Frosinone-Mare, nel territorio di

terracina, a causa di un incidente stradale avvenuto poco dopo le 8. Un’auto

condotta da una donna di Priverno è finita sotto un autocarro Iveco che la

precedeva nello stesso senso di marcia. Danni alle vettura, ma fortunatamente

solo ferite lievi per la conducente. I rilievi del sinistro sono stati eseguiti

dalla polizia municipale di terracina, intervenuta al km 95,700 della

Superstrada, davanti il distributore Agip. Secondo una prima ricostruzione,

l’Iveco avrebbe frenato all’improvviso a causa di una brusca manovra della

macchina che lo precedeva, che avrebbe sterzato per entrare nel piazzale del

distributore di gasolio. P.C., 52enne lepina, non deve essersi accorta che

l’autocarro davanti a lei stava frenando, così da non riuscire a evitare di

tamponare il mezzo pesante. L’Opel Astra è finita sotto l’Iveco, riportando

danni ingenti. Sul posto i sanitari del 118 che hanno curato la donna per poi

trasportarla al pronto soccorso del «Fiorini», da dove è stata successivamente

dimessa.

20000 [3]

Draga in arrivo sul litorale di Terracina. I tanto attesi lavori di ripascimento

potrebbero avere inizio nel giro di qualche giorno. Nelle prossime ore è data in

arrivo la draga che dovrà sparare la sabbia sulle malmesse coste del litorale,

in particolare nel tratto che va da Badino al Sisto. Una manna dal cielo

per le attività balneari che ricadono nella zona, dopo i timori ventilati nei

giorni scorsi di una stagione in bilico proprio a causa dell’intenso fenomeno

erosivo che ha colpito la costa. I lavori di dragaggio potrebbero iniziare già

domani. La ditta che dovrà effettuare gli interventi arriverà insieme a quella

incaricata di operare la bonifica bellica e mettere in sicurezza il posto.

Sembra che le due operazioni andranno avanti simultaneamente, per un arco di

tempo previsto in almeno 15 giorni. I ritardi nei lavori, infatti, annunciati

per il 20 giugno, sono dovuti soprattutto al maltempo, che fino alla scorsa

settimana non ha dato tregua. È tuttavia facile immaginare che non saranno

questi dieci giorni in più a fare la differenza per i numerosi operatori

balneari che fino a ieri erano nel dubbio se chiudere o meno le loro strutture,

affacciate ormai praticamente sul mare aperto. La draga, che approderà a Badino,

inizierà i lavori partendo dalla zona centrale del litorale tra Badino e Sisto,

per proseguire verso sud. Il ripascimento di somma urgenza riguarderà un tratto

di spiaggia di circa 500 metri, quello rimasto più disastrato dalle mareggiate

invernali, che hanno praticamente divorato la sabbia collocata nell’ormai

lontano 2006. L’attesa è stata lunga. La scorsa settimana, complice il maltempo,

molti titolari dei chioschi stavano seriamente pensando di chiudere i battenti.

In alcuni tratti, a preoccupare i gestori era soprattutto la sicurezza. Il mare

ha infatti scoperto i grossi massi posti sulla sabbia anni fa per favorire il

passaggio dei mezzi durante i passati interventi di ripascimento. Una situazione

che ha reso impraticabile la costa. Ma non solo. L’avanzata dell’acqua ha messo

in serio pericolo anche la tenuta di alcune strutture, in procinto di crollare.

Ieri, la voce dell’arrivo della draga è stata accolta con un sospiro di sollievo

anche dai turisti, che proprio in questi giorni stanno cominciando a riversarsi

sulle spiagge per le ferie. Il paesaggio che hanno ritrovato al loro ritorno

sulle coste pontine, infatti, ha suscitato parecchio stupore. E ancora ieri

mattina, il timore di essere costretti a trascorrere le vacanze con una spiaggia

ridotta all’osso non era ancora del tutto scomparso. Per il momento, insomma,

sembra rientrare l’emergen – za lungo il litorale. Ci sarà ancora da attendere.

Ma a questo punto, è un’attesa che porta con sé prospettive e lavoro.

Diego Roma

20000 [4]

Per un ponticello abbellito dai privati cittadini, c’è una strada impraticabile

che il pubblico sembra abbia abbandonato al proprio destino. Il contrasto

stridente ci giunge da via Lungolinea Pio VI, a Terracina. Dei lavori di

sistemazione del manto stradale non si è saputo più nulla. Il micro cantiere

aperto nella primavera del 2008 è sparito, lasciando come tracce visibili

soltanto un paio di transenne che compaiono e scompaiono a seconda del bisogno.

Intanto la crepa al centro della strada continua ad ingigantirsi. Idem per la

rabbia dei commercianti, che lamentano cali sensibili delle vendite da quando

perdura questo stato di cose, con quel tratto di via Lungolinea ufficialmente

interdetto al passaggio dei mezzi. Anche se ufficiosamente continuano a

circolarvi. A volte addirittura anche i mezzi pesanti. Fa, dunque, riflettere

quello che avviene a un palmo di naso sul piccolo ponte che collega le due parti

della strada. Lì le fioriere messe dai commercianti della zona, in primis il

proprietario del vicino bar. Sulla strada l’erbetta sempre più folta che

fuoriesce dalla crepa. Lì le palline colorate e il vischio nel periodo

natalizio. Sulla strada l’asfalto che si allarga sempre di più. Lì i privati

cittadini che ci tengono al decoro della propria città. A due passi la latitanza

del pubblico. L’inverno scorso i commercianti avevano incontrato il sindaco

Stefano Nardi per avere qualche dettaglio sul mistero dei lavori, attesi, pare

anche finanziati ma mai materialmente partiti. In quell’occasione il primo

cittadino aveva tranquillizzato tutti assicurando che anche gli ultimi intoppi

burocratici si erano definitivamente risolti e che l’avvio dell’intervento di

sistemazione sarebbe stato imminente. Ma di quella «imminenza » non si è saputo

più nulla. Altri mesi sono trascorsi e le incognite di residenti e commercianti

della zona sono rimaste. Di recente a nome di tutti aveva parlato Enzo Bizzarri

del vicino negozio «Bum». «L’amministrazione comunale ha ritenuto che la

chiusura della strada adiacente il canale Pio VI non avesse la somma urgenza per

il ripristino della viabilità. Solo in tal caso si sarebbe potuto intervenire

immediatamente ». «Optando per la non somma urgenza- continuava Bizzarri-

chiaramente bisogna chiedere i pareri di tutti gli enti preposti, allungando

inesorabilmente i tempi». Ormai si è zittito anche l’anonimo Pasquino della zona

che comunicava tramite cartelli estemporanei. Uno degli ultimi «spot» recitava:

«Egli apparve e disse loro: A quando i lavori? (Essi risposero) Signore, quali

lavori? (Ed Egli) Padre perdona loro che non sanno che fanno solo danno».

Rita Recchia

20000 [5]

Siti dismessi, i piani del Comune.

L’ex ospedale, lo Squero, il mercato Arene, la zona Stazione: 4 siti abbandonati

a se stessi. Degradati. Il Comune pensa di riqualificarli con l’aiuto della

Regione Lazio. La commissione urbanistica verrà investita dell’importante

questione in questa prossima settimana. L’ex ospedale di via S. Francesco è una

struttura ampia e ben posizionata. Prima di diventare un complesso sanitario fu

convento francescano. Nel tempo si è pensato di farne un ostello per i giovani

universitari e un hospice per i malati terminali. L’essere lasciata abbandonata

a se stessa ha fatto sì che la struttura fosse teatro di numerosi furti e

saccheggi. Trascurato è anche lo Squero, area che si trova su via Roma, alle

spalle della stazione degli autobus. Si è parlato di un progetto per la

riqualificazione di questo sito che avrebbe potuto essere destinato a caserma

dei Vigili Urbani, ma anche qui i progetti sono rimasti sulla carta. Per ora, la

zona resta letteralmente abbandonata al suo triste destino. L’assenza di

controllo ha fatto sì che il sito fosse ripetutamente occupato da

extracomunitari. Il mercato Arene non è mai decollato. Doveva servire per il

nuovo quartiere nato nel dopoguerra, ma ad oggi è rimasto con un numero

ristrettissimo di operatori. Non si trova in condizioni migliori, la zona della

stazione ferroviaria. A destra e a sinistra dei binari ferroviari il degrado più

totale. La questione del recupero delle quattro aree, è stata discussa

nell’ultimo consiglio comunale ma l’opposizione ha chiesto di ritirare il punto

per approfondirlo. Se ne parlerà in commissione urbanistica nella prossima

settimana. Il consiglio comunale dovrà, in via ultimativa, deliberare riguardo

alla Legge Regionale 21 del 2009, che darebbe l’opportunità all’amministrazione

comunale terracinese di accedere a dei fondi regionali per la riqualificazione

dei quattro siti abbandonati. La procedura prevede che, dopo l’approvazione del

consiglio comunale, si preparino i progetti preliminari. Una volta che la Pisana

avrà detto sì, sarà possibile procedere con la richiesta del finanziamento ed il

bando.

20000 [7]

Si presentano come vecchi amici, chiedono il solito aiuto per i soliti figli a

carico; poi, dopo aver sentito un strano odore di tabacco, il malcapitato si

ritrova in auto, mezzo imbambolato, con il portafogli svuotato e una busta di

orologi «patacca» buttata sul sedile. Ne hanno fatto di strada le truffe pacco e

contropacco, quando, con un po’ di abilità, bastava rifilare un mattone al posto

del computer portatile o altri affari facili. Le tecniche si sono affinate e

diventano sempre più insidiose. Ne sa qualcosa un operaio di Terracina, B.C.,

che nei giorni scorsi all’uscita dal supermercato «Coop» è stato derubato in

modo davvero singolare mentre stava risalendo in auto. In azione una coppia di

campani che lo hanno avvicinato presentandosi come delle vecchie conoscenze.

Tante chiacchiere e pacche sulle spalle per avvicinarsi, poi l’offerta di alcuni

orologi in cambio di una richiesta di aiuto. È stato un attimo, l’operaio non ha

avuto il tempo di rendersi conto di quello che stava accadendo. Il malcapitato

ricorda soltanto di aver percepito soltanto uno strano odore, vagamente

somigliante a quello del tabacco, poi il nulla. Un vuoto di memoria L’unica cosa

certa è che l’operaio ha ripreso coscienza qualche minuto dopo l’incon – tro con

i campani: seduto in auto, il portafogli svuotato sul cruscotto (dentro

fortunatamente c’erano soltanto una quarantina di euro) e una busta di orologi

scadenti buttata sul sedile affianco. Non è chiaro quale tipo di sostanza -

forse cloroformio – la coppia di truffatori campani abbia impiegato per far

perdere coscienza all’uomo. Di narcotici utilizzati per questo tipo di raggiri

ce ne sono diversi. L’operaio ha presentato una denuncia ai carabinieri

raccontando cosa era successo e indicando anche il tipo di auto da cui i due

erano scesi: una monovolume di colore scuro. E pare che non sia l’unico ad

essere stato truffato in questo modo. Peraltro oltre al danno c’è anche la

beffa: perché tecnicamente non si potrebbe parlare nemmeno di una truffa o un

furto grazie all’escamotage degli orologi lasciati sul sedile. Che non valgono

niente, ma abbastanza per «tutelare» legalmente i truffatori facendoli passare

più semplicemente per venditori di «patacche».

Pierfederico Pernarella

20000 [8]

Non nasce come una formazione di ex rappresentanti politici, anche se alcuni di

loro vantano un’esperienza decennale nelle fila di diversi partiti, ma come

alternativa concreta e reale che punta a una politica, e quindi a

un’amministrazione, nuova che abbia al centro dei suoi interesse la città e i

diritti dei cittadini. E’ iniziato ieri pomeriggio, nella sede di via Duca del

Mare a Latina, il percorso della lista civica Alleanza Leghista, movimento che

condivide gli ideali e la maggior parte dei programmi della Lega Nord, pronta a

scendere in campo a Latina e Terracina per le prossime elezioni amministrative.

Il primo a prendere la parola è stato Alberto Panzarini, presidente del

direttivo, che oltre a ricordare i principi dell’azione politica di Alleanza

leghista (legalità, sicurezza e lotta alla malavita organizzata) si sofferma

sull’importanza, in una realtà come quella pontina, di ammettere la connivenza

con la criminalità per poi pensare a “depurare” il territorio. Solo così facendo

si può aspirare a un vero cambiamento. «Crediamo – aggiunge Paola Cassanelli,

membro del direttivo – ci sia un bisogno importante di rinnovare pensieri e modi

di porsi di fronte politica. Siamo persone concrete, pronte, con l’aiuto dei

cittadini, a capire lo stadio di quel “cancro” che ha colpito il sistema di

governare per trovare la soluzione migliore e sconfiggerlo». E in previsione

delle amministrative, parlando delle possibili alleanze o coalizioni, Panzarini

dichiara: «La nostra realtà politica è senza chiusure né pregiudizi verso

alcuno. Siamo pronti al dialogare senza timore, purché il dialogo fra le parti

sia basato su fiducia, trasparenza e rispetto reciproco». Alla presentazione

sono intervenuti Fabrizio Isolani, responsabile del movimento per Terracina,

Vincenzo Iavarone, Tullio Liburdi, Giulio Carafa, (membri del direttivo) e

Giovanni Paolo Azzaro, segretario regionale della Lega Lazio.

di VIVIANA DONARELLI

20000 [10]

All’appello lanciato dall’ordine degli avvocati rispondono in pochi. Solo due

Comuni su 33 (Aprilia e Sabaudia), solo due consiglieri regionali su sei, solo

l’assessore Stefano Zappalà, Gerardo Stefanelli in rappresentanza dell’Udc e il

presidente della Provincia Armando Cusani. E’ la prima occasione per portare sul

tavolo di discussione il lungo elenco di problemi del sistema giustizia pontino,

che il presidente dell’Ordine Giovanni Malinconico riassume per i presenti,

partendo dall’annosa questione dell’organico sottodimensionato per finire alla

paralisi dell’attività della sezione civile a causa degli archivi rotanti rotti

da mesi. Dieci giorni fa, un lunedì, un giorno di “ordinaria follia” nei

corridoi della sezione civile sono raccolte 300 persone circa, in attesa per ore

solo per sentirsi dire che la propria udienza sarà rinviata. Perché basta un

minimo intoppo per creare il collasso. «Il tribunale, terzo del centro Italia,

sopporta problemi non paragonabili a quelli di altri – spiega Malinconico –

Un’impresa del luogo sconta tempi doppi per la definizione di una causa. E così

a Latina i grandi investitori non vengono e i piccoli pagano pegno». Il

tribunale di Gaeta rischia di chiudere da domani perché il Comune non ha

rinnovato la convenzione per la sicurezza, a Terracina non ci sono giudici e le

udienze saltano, l’informatizzazione è ancora troppo lontana. «La situazione è

drammatica anche nella sezione penale», aggiunge in toni più duri Paolo Censi,

presidente della Camera penale, che reclama l’attenzione della politica,

interventi seri e risultati concreti per il caso Latina. Per ripartire e per

raggiungere almeno l’obiettivo dell’informatizzazione basterebbe l’intervento di

tutti i Comuni, unito a quello dell’Ordine e delle associazioni. Basterebbe

razionalizzare e ridistribuire le risorse umane in eccedenza degli enti locali.

L’assessore Zappalà fa notare però che la competenza resta del ministero. E

all’appello risponde concretamente solo Cusani. «Siamo pronti a fare la nostra

parte – dichiara – prendendo anche impegni straordinari. Se non funziona la

giustizia, non funziona la democrazia. Non possiamo aspettare il collasso

totale». La Provincia è pronta a un cofinanziamento dei progetti e valuterà nei

prossimi giorni l’ipotesi di trasferimento temporaneo di impiegati e

cassintegrati per sopperire le carenze di organico del tribunale. Dai

consiglieri Claudio Moscardelli (Pd) e Giovanni Di Giorgi (Pdl) l’impegno a

coinvolgere il governo del Lazio. Intanto però il cantiere della citta della giudiziaria resta bloccato.

di LAURA PESINO

20000 [11]

Giro di vite della polizia Municipale contro la sosta selvaggia. Nel fine

settimana gli agenti hanno elevato oltre 100 verbali, rimosso 40 veicoli e

svolto un servizio straordinario di lotta all’abusivismo commerciale ambulante.

I controlli si sono concentrati soprattutto sul lungomare Circe, dove gli agenti

sono stati impegnati su più fronti. Da una parte i vigili urbani, agli ordini

del comandante Vincenzo Pecchia, hanno monitorato la situazione dei parcheggi a

pagamento. Tutti gli automobilisti che sul cruscotto delle proprie macchine non

mostravano i «ticket » per la sosta sono stati contravvenzionati . Uno sguardo più attento è stato ris erva t o ai mezzi la sc ia ti in sosta incorrispondenza di scivoli per i disabili, sulle strisce pedonali o sui marciapiedi. In questo caso è scattata la rimozione forzata: in tutto 40 i veicoli rimossi per lasciare liberi passaggi pedonali e riservati ai disabili. Molti i commercianti ambulanti extracomunitari che sono stati sorpresi dagli agenti. Alla vista dei vigili, però, gli stranieri hanno abbandonato la merce fuggendo via a piedi. Nelle ultime settimane ben 40 sono stati i sequestri di merce contraffatta o semplicemente venduta in modo abusivo.F. A.

20000 [12]

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Il Consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria per lunedì 21 giugno 2010, alle ore 18.30, per trattare il riportato ordine dei lavori.

Nonostante I mondiali di calcio la presenza nella massima assise cittadina è nutrita: 23 presenti, (seduta valida grazie alle opposizioni) e si parte.

Gianni Percoco chiede al Presidente Avelli spiegazioni sulla mancata convocazione di un consiglio comunale subito dopo la sospensione per mancanza di numero legale dell’ultimo, nonostante le sue numerose richieste. Morfeo dice che e’ stata colpa del pd che non ha seguito l’iter, segue l’immediata smentita del maggior gruppo di opposizione; nonostante le proteste del capogruppo UDC, Avelli tira dritto e cede la parola al sindaco.

Stefano Nardi parte subito all’attacco, lamentandosi di certa stampa e di Lazio tv, rei di averlo collegato tramite l’infortunio di sua figlia al recente caso di usura che ha visto coinvolti nomi noti della comunità terracinese.

Parla della sua famiglia e della notorietà di questa a Terracina, per sottolineare che non fa aste giudiziarie né intrallazzi, riferendosi ovviamente ad altri. Si susseguono forti accuse alla famiglia Sciscione con tanto di una pseudo-mail arrivata sul pc dell’ ottimo Zicchieri con la quale l’onorevole (a detta del sindaco e di un Zicchieri sempre più a disagio) avrebbe turbato un appalto per le videoriprese del consiglio che stava per essere messo a bando nel 2009; ricorda come lui non sia d’accordo alle riprese televisive e di come tale servizio graverebbe sulle case del Comune con una spesa di 100.000,00 euro.

Chiude l’intervento, ammonendo che i figli vanno tenuti fuori dagli impicci dei padri, perché “meritano un mondo migliore“. Ci chiediamo allora perché ce l’abbia tirata in mezzo lui in una sede pubblica, se si sentiva leso non poteva adire semplicemente le vie legali?

Arriva solidarietà dai capigruppo. Villani approfitta per ricordare che l’informazione è sacra e che è favorevole alla tv; lo sostiene anche il consigliere Mazzucco che si dichiara favorevole allo strumento televisivo, anzi, auspica “riprese in tutte le attività quotidiane del comune” (commissioni, riunioni capigruppo, uffici comunali ecc.). Il verde Di Mauro sottolinea la delicatezza della vicenda, paventando incrinature nel rapporto padre/figlia e manifestando tutta la sua vicinanza al ”padre” Nardi. Chiude il giro di solidarietà Cerilli, che ricorda benissimo cosa si prova a far accompagnare la figlia a scuola dai carabinieri per aver fatto un’isola pedonale.

Si passa al primo punto all’ordine del giorno. Argomento:

1. Revoca deliberazione consiliare n.161-XX del 10.12.2009: “Cessione di relitti di aree. Ditta De Rita Dario”. Richiesta del gruppo consiliare P.D.

Parola a Bernardi. L’opposizione esce in massa, e il capogruppo del PD rimane quasi solo in consiglio. Lazio tv sta smontando da telecamera, qualche giornalista va via. I pochi del pubblico rimasti dialogano tra loro. Con chi parla Bernardi? Avelli è l’unico che, per rigore istituzionale, e con un poco di imbarazzo, segue. Dopo il lungo monologo di Bernardi, il presidente del consiglio, prima di dare parola a Cerilli, chiede di contenere gli interventi.

Cerilli afferma di essere a conoscenza di informazioni contrarie a quelle ascoltate da Bernardi. Per questo propone una commissione ad hoc.

Di Mauro chiede una sospensione per verificare tramite il segretario comunale la situazione del privato al momento della discussione. Inizia un gioco tra un “ha pagato e non ha pagato“. Nella maggioranza c’è solamente Cerilli. Bernardi si alza e afferma che si deve andare via con un ordine del giorno e chiede all’ex sindaco di scrivere una dichiarazione per portare nuovamente in Consiglio entro 30 giorni la delibera. Ilarità tra Avelli e Recchia se il signor De Rita ha pagato o no. Si decide di procrastinare. Ricordiamo che la discussione su questa “alienazione” o “cessione”, che dir si voglia, riguarda un terreno su cui insiste un rilevante resto archeologico, la Fonte del Fico, da cui parte l’acquedotto omonimo, costruito da Pio VI e protetto da un vincolo della soprintendenza. Il Comune, a nostro personalissimo avviso, qualora decidesse di procedere a favore del privato, dovrebbe almeno garantirsi il rispetto dei resti architettonici settecenteschi.

p.s. questo punto già discusso in altra assise consiliare è quello che scatenò una brutale reazione del nostro Sindaco, in preda ad uno dei suoi frequenti attacchi.

Si passa al punto seguente:

2. Approvazione di un ordine del giorno che manifesti la disapprovazione relativa alla realizzazione di centrali nucleari e depositi di scorie in tutto il territorio provinciale. Richiesta del gruppo consiliare P.D.

Avelli chiede di essere sostituito. L’argomento accende l’interesse dei più sensibili.

Zappone parla di non sicurezza delle centrali nucleari di terza generazione e di come le regioni Trentino e Veneto abbiano investito sull’eolico e il fotovoltaico. Ricorda i numerosi casi di tumore della nostra provincia e fa notare che la stessa governatrice del Lazio, Renata Polverini, si dice contraria al nucleare.

Di Mauro mette in guardia la provincia oltre che sul nucleare anche sui progetti turbogas e termovalorizzatori.

Poi arrivano gli “atomici“:

Mazzucco dice che l’argomento è importante e si domanda come mai siano tutti fuori dall’aula (esce sia Cerilli che Di Mauro). Nella minoranza solo Zappone e Bernardi. Mazzucco sostiene che la nostra industria sia rimasta indietro poiché l’italia non ha perseguito l’energia nucleare. (Da segnalare Cerilli che fa capolino con un panino degno di Aldo Fabrizi). Il consigliere continua dicendo che abbiamo molte centrali nucleari a pochi chilometri dai nostri confini e che se c’è un problema con qualcuna di queste saremmo comunque coinvolti. Afferma che la regione Lazio con la giunta di centro sinistra ha bloccato l’energia pulita. Si dichiara positivo al nucleare e contro la mozione.

Prende la parola il neo capogruppo del PDL, il forbito Monti, affermando che l’inquinamento da petrolio è il male più grave. Poi inizia una serie di “ho letto da qualche parte” e “ho visto da qualche parte” e si dichiara contro la mozione.

Chiusa la parentesi del “nonsense”, si ritorna a dichiarazioni più obiettive e misurate.

Maragoni: “Noi abbiamo un energia vecchia, fatta con centrali a carbone. L’energia alternativa è una presa in giro. Inoltre è un disagio per l’agricoltura. Inoltre per fare un impianto ci vuole molta burocrazia. L‘olio di colza, di cocco e di palma sono cresciuti di prezzo tanto che i poveri non ce la fanno ad acquistarlo. Dati FAO. Non sono favorevole al nucleare, per carità, però delle idee innovative bisogna pur pensarle“. Si dichiara contrario alla mozione ma vota positivamente perché non vuole centrali nucleari sul nostro territorio.

Della serie: a un palmo dal mio sedere fate quello che ve pare…

Pietricola attinge dalla sua esperienza personale e rivela che ha avuto quattro familiari con il tumore alla tiroide a causa delle centrali del Garigliano e di Borgo Sabotino. Cita la pericolosità del Radon e la difficoltà di smaltire il silicio dei pannelli fotovoltaici. Contrario al nucleare vota a favore della mozione.

Bernardi: “Abbiamo l’esperienza del nucleare e delle scorie nel nostro territorio, abbiamo gia’ pagato la scelta“, si dichiara favorevole alla mozione.

Percoco afferma la necessità di distribuire a livello europeo le risorse. Abbiamo centrali nucleari vicine per comprare da loro l’energia. Si domanda perché occorre avere tre centrali nucleari nel lazio per rifornire di energia l’italia.

In conclusione il Consiglio comunale si dichiara contro il nucleare nella nostra provincia, tranne qualche astenuto.

Punto successivo:
3. Discussione sulle comunicazioni del Sindaco relativamente alle difficoltà del Comune al pagamento degli stipendi ai dipendenti, ai creditori e sulla situazione economica e finanziaria. Richiesta del gruppo consiliare P.D.

Interviene il Sindaco: Con il suo fare un po’ improvvisato e da attore consumato inscena una tragedia greca sulle responsabilità di Banche ed economia globale per la crisi finanziaria del comune di Terracina, un remake dell’approvazione del bilancio di previsione 2010…”il comune di Terracina non è la cenerentola dei comuni. Se le banche hanno i loro giri non è un problema del Comune. Noi i soldi per pagare gli stipendi li abbiamo molto prima del 27. Per questa amministrazione le priorità sono pagare i debiti, pagare gli stipendi, pagare l’immondezza… il resto non mi interessa. Sono le banche colpevoli di una crisi strutturale dei governi. Nessun creditore mi ha mai importunato in un anno e mezzo…”

Protesta subito Bernardi che dubita fortemente che l’Europa abbia creato problemi al comune di Terracina.

Mazzucco ricorda che ”importante” è il bilancio. “Ho votato il bilancio. Ho dei dubbi sul personale dell’ufficio. Vogliamo dati precisi su debiti, crediti, cause in corso, metodi di pagamento“.

Di Mauro propone di stabilire tempi precisi per una discussione più matura, mentre il Sindaco si lamenta che non si può parlare di bilancio ad ogni consiglio e chiede che se ne riparli in sede di consuntivo tra un mese.

Chiude Zappone, precisando che l’esperienza di Mazzucco impone una verifica rigorosa dei dati del bilancio.

Sono poi rinviati i seguenti punti:

4. Approvazione di un ordine del giorno che impegni la Giunta e il Sindaco ad inserire nel bilancio di previsione e nel piano triennale delle OO.PP. 2010-2012, i fondi necessari per eliminare i disagi delle Migliare 55, 56, 57 e 58. Richiesta del gruppo consiliare P.D.

5. Art. 34 dello Statuto comunale – Istituzione anagrafe degli eletti. Richiesta del gruppo consiliare P.D.

Mentre sull’ultimo punto:
6. Porre in essere le necessarie iniziative dirette allo scioglimento della società Terracina Ambiente S.p.A. – Richiesta del gruppo consiliare P.D.

Interviene direttamente il Sindaco, ricordando che il 29 giungo c’è l’approvazione del bilancio della Terracina Ambiente e di aspettare quella data per vedere il da farsi. Propone di riviare la discussione ai primi di luglio.

Sono circa le 23:00, l’assemblea accetta e il consiglio viene sciolto dal presidente, ma mentre tutti si preparano ad abbandonare l’aula il consigliere Cerilli prende la parola dicendo che Terracina Rialzati, un’associazione culturale della città ha chiamato in causa lui, e i 3 sindaci a lui succedutisi in merito al sito di compostaggio di Morelle.

Si dichiara certo della effettiva proprietà del Comune, tira fuori a sua discolpa una imprecisata sentenza della corte costituzionale (che ancora attendiamo ci fornisca);  Cita il diritto di imprescindibilità e afferma la volontà di scavare sull’argomento.

Prende la parola il consigliere Recchia affermando il suo rispetto per tutte le forme di espressione e per la satira, anche se essere accomunato ad un cavaliere dell’apocalisse insieme a Zappone, Mazzucco e Cerilli non lo faccia impazzire. Rivolgendosi a Cerilli in merito al sito Morelle afferma la necessità di informarsi prima di parlare. Promette di fare avere a Terracina Rialzati tutte la documentazione a sua disposizione (così è stato, attendiamo quella di Cerilli semmai ce la farà avere per approfondire ancora di più l’argomento), e il ricorso al Tar in suo possesso in merito alla vicenda e alla sua legislatura.

il consigliere Mazzucco, preso un po’ alla sprovvista, per suo conto afferma di non essere stato al corrente durante la sua legislatura della mancanza di trascrizione dell’atto di proprietà per il sito. Chiude puntualizzando che, a suo parere,  il sito è ancora del comune.

Divertente un siparietto finale. Durante la chiusura dell’assemblea è entrato un fioraio ambulante; il presidente lo fa uscire dall’aula. Con un gesto di galanteria il consigliere Cerilli compra un fiore per le 2 donne presenti.

L’ambulante, rientrato dal lato del pubblico prova a vendere una rosa anche al sindaco seduto alla balaustra, il quale gli spiega che non può stare lì perché quello è un consiglio comunale, una cosa seria

Terracina Rialzati

Nota del WeBMaSTeR del TerracinaBlog: Questo post è stato tratto dal sito internet di TERRACINA RIALZATI

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cazzate [66]

Buongiorno,

Questa sera (martedì 29 Giugno) vi segnaliamo la presenza sugli schermi di Terracina Tv di 2 esponenti del  movimento “Terracina Rialzati”.

Alle 21 nella prima parte di ” Ne vogliamo parlare? ” sarà ospite Salvatore Carnevale insieme al Prof. Emilio Selvaggi in una trasmissione dedicata alla storia e alla cultura Terracinese.

Nella Seconda parte della trasmissione, alle 22 circa in studio Fulvio Carocci e Enzo Bizzarri con l’analisi della stagione estiva Terracinese corredata di proposte per il riassetto della città.

Seguiteci.
Terracina Rialzati.


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terracina-veduta-della-marina-1907_bis

Alberghi mezzi vuoti, ombrelloni che restano chiusi e le prenotazioni che
stentano ad arrivare così come il sole che fa fatica a imporsi tra i malumori
dei balneari.
Una fotografia in bianco e nero, più nera che bianca, scattata dal
responsabile provinciale di Federalberghi, Enzo Grossi. Terracina si presenta
così a stagione iniziata e non c’è verso di vederla migliorare in prospettiva.
«Non c’è categoria in salute in questa città, si è perso sorriso e speranza e si
pensa seriamente ad altre strade da seguire, augurandoci che non diventi una
necessità». Un sentimento che riguarda tutte le categorie economiche della
città. La ristorazione ad esempio. Dai tavoli delle pizzerie a quelli dei
ristoranti medio alti, la crisi colpisce tutti. Meno che i take-away di pesce,
nati anni fa, che non conoscono crisi, anzi. Nei week end le file per mangiare
davanti alle cooperative dei pescatori si moltiplicano. Nei periodi neri
anticipano una domanda di ristorazione ancor più a basso prezzo dove si può
mangiare pesce. Diminuiscono invece le frequenze nei ristoranti più noti di
Terracina. Aumenta la qualità, ma anche i prezzi. E così, «se prima i clienti
venivano anche una volta a settimana, ora hanno ridotto a due volte al mese»,
sottolinea il proprietario di uno dei locali più gettonati. «Intanto i giorni
passano e ad estate ormai avanzata la stagione non decolla – spiega Grossi –
Ombrelloni quasi sempre chiusi, complice anche il tempo che non si è
stabilizzato. Ma anche con il sole che splende molti ombrelloni restano
desolatamente vuoti. Le prenotazioni sempre in calo e più incerte nelle attività
ricettive, ci danno indicazioni pessimistiche». Un quadro che va inesorabilmente
a braccetto con l’intera situazione sociale e politica della città. Non ci sono
soldi e men che meno le idee che però scarseggiavano anche quando qualche soldo
girava. «Oggi si vuole illudere una collettività che non spera più, che si è
quasi rassegnata a subire quello che mai avrebbe dovuto subire considerando
l’enorme patrimonio e le tante straordinarie risorse di una città che sta
conoscendo la più brutta mortificazione della sua storia».
di FABIO COCCIA

19000 [8]

Da Cassino a Parigi, passando per Valencia. Studenti e docenti europei si sono
dati appuntamento a Terracina dal 27 giugno all’11 luglio per la prima Summer
school europea in Scienze del Turismo. Un programma di formazione intensiva
promosso dall’Università di Cassino insieme a l’Université de Paris 1 Panthéon
Sorbonne e l’Universidad de Valencia. Supportato dall’Erasmus e dedicato alla
valorizzazione turistica (Valortur) delle risorse ambientali e culturali. Il
primo evento nel suo genere nell’Unione Europea. Il corso si rivolge agli
studenti del terzo anno della laurea triennale e del primo anno della laurea
magistrale, nelle discipline inerenti le Scienze del Turismo delle Università di
Cassino, Parigi 1 e Valencia. Il programma Valortur ospiterà 8 studenti per ogni
università partner, sostenendo le spese di viaggio, vitto e alloggio. Dieci
corsi di specializzazione e perfezionamento tenuti da oltre venti docenti
internazionali. Non solo aula. Mercoledì 30 giugno è prevista una tavola rotonda
dal tema “Il paesaggio mediterraneo a Terracina” nel Parco della Rimembranza.
Previste anche due escursioni, la prima a Terracina (3 luglio) e la seconda
sulle isole pontine (11 luglio).
F. Coc.

19000 [9]

Qualcuno ci ha provato a scegliere il posteggio, ma è dovuto tornarsene a casa
mani vuote.
Il picchetto degli ambulanti organizzato dagli associati della Fiva,
presieduta da Roberto Delle Fontane, ha raggiunto il suo obiettivo. In 5 giorni
nessuno si è presentato all’ufficio Commercio per avere assegnato il
posteggio nella nuova area di via Firenze. Venerdì, in verità, un paio di
ambulanti si sono recati a villa Tomassini con l’intenzione di scegliere. Uno di
loro vende panni americani al mercato del «giovedì». La sua è rimasta solo
un’intenzione. Il picchetto, in un modo o nell’altro, è riuscito a far desistere
l’uomo, che alla fine ha rinunciato. Stessa cosa è accaduta con un altro
banconista, che a quanto pare però aveva già dei dubbi di suo. In sostanza,
insomma, gli elenchi predisposti dall’amministrazione comunale per la scelta
degli stalli nella nuova area di via Firenze sono rimasti in bianco. I cinque
giorni sono passati, i termini per la scelta scaduti. Sarà da capire cosa
succederà domani, o magari il prossimo giovedì. Da fonti comunali si apprende
che ora la scelta spetta all’amministrazione comunale. Le strade da percorrere
sono due: o l’assegnazione d’ufficio, oppure la sospensione del mercato del
«giovedì » fino a quando l’area in zona Prebende non sarà idonea. Un’ipotesi,
questa, che rischia di scatenare un’ulteriore guerra tra Comune e
commercianti. Di una cosa il sindaco Nardi sembra certo: il mercato in viale
Europa non può più farsi. Sono sempre più numerosi i residenti della zona che
chiedono all’ente municipale di porre fine al mercato del «giovedì» su quella
strada. La questione potrebbe complicarsi però ulteriormente per il recente
passaggio di competenze in merito alla questione. Fino all’altro giorno,
infatti, ad occuparsi della questione del mercato era stato il delegato del
sindaco Pietro Palmacci, che stava tentando di mediare con i commercianti. Ora,
con il rientro in giunta dell’assessore Giuseppe Amuro sarà quest’ultimo a
dover sbrogliare la matassa. Che ogni giorno che passa si rivela più intricata di prima.
Diego Roma

19000 [10]

Terracina: Il Caminetto premiato da Dove
La medaglia d’argento della top ten dei ristoranti italiani è targata Terracina.
L’ha ottenuta “Il Caminetto” dopo una lunga selezione organizzata dal periodico
Dove che nei mesi scorsi ha mandato in giro per il Belpaese alcuni esperti
gourmet. All’insaputa dei ristoratori si sono seduti nei locali e hanno gustato
le pietanze del giorno. È stata stilata la lista che tiene conto delle materie
prime, della preparazione e del servizio. E così il secondo posto è toccato al
“Caminetto” di Terracina grazie ai moscardini preparati dallo chef Nazareno
Fontana.

19000 [11]

Sara’ pur vero che la questione del mercato va avanti da anni, e che una
soluzione definitiva deve arrivare.
Ma lo è altrettanto che il Comune, in tema
di soluzioni, non è maestro. All’instabilità dei rapporti tra l’ente municipale
e i commercianti, anzi, risponde quella non meno vistosa della classe politica
al suo interno. Addirittura macroscopica, infatti, la corrispondenza tra la
provvisorietà della locazione del «giovedì» con quella di chi detta gli
indirizzi della materia. Tre mesi fa, il trasferimento del «giovedì» era ancora
in mano all’assessore Giuseppe Amuro. La scorsa settimana se ne stava occupando
il consigliere comunale del Pdl Pietro Palmacci, su delega del sindaco. Oggi la
palla passa di nuovo ad Amuro. E domani chissà. Gli interlocutori, insomma,
cambiano più in fretta delle stagioni, le carte un giorno ce le ha uno, un
giorno un altro; la schiera di assessori che si è occupata del mercato è
infinita. E negli ultimi otto anni il sindaco Stefano Nardi sembra essere stato
più interessato a conservare gli equilibri politici che quelli dei servizi
destinati alla cittadinanza. Solo per fare un esempio: nel primo giorno di
picchetto, negli uffici di villa Tomassini c’erano: Il presidente del Consiglio
comunale Patrizio Avelli, il capogruppo del Pri Loreto Maragoni, l’assessore al
Centro storico Luciano Pecchia, il consigliere Pietro Palmacci, il dirigente
comunale Alberto Leone, oltre a tutti i dipendenti e funzionari coinvolti a
vario titolo nella «grana» del mercato. Il rischio baraonda, insomma, è
altissimo. Ora le prerogative sono tornate nelle mani di Giuseppe Amuro, che con
tutta probabilità non vorrà «intrusi » ad occuparsi della questione. Ora dovrà
essere aggiornato su quello che è accaduto negli ultimi tempi. Le diffide
partite dalla Fiva verso il sindaco. Gli esposti presentati ai carabinieri, alla
Asl, alla Soprintendenza e alla Regione. Le richieste, a detta dei commercianti
mai evase, dei documenti che attestano l’inequivoca – bile idoneità dell’area di
via Firenze. Area che, in tutto questo, ancora deve essere definitivamente
attrezzata. Ce la faranno i nostri eroi?
D. R.

19000 [12]

Altro che prove di dialogo, rientri in giunta e rimpatriate sotto il segno del
Pdl. L’Udc non vuole proprio sentir parlare del sindaco Nardi e dei colleghi,
vecchi e nuovi, che danno sostegno alla sua maggioranza.
La presa di distanze
arriva netta in una nota firmata dal segretario del partito Giuseppe Zappone,
che con toni assai lontani da ogni dialogo, prospetta invece di «archiviare non
solo l’esperienza della giunta Nardi, ma anche un certo modo di fare politica».
Spazzate via da Zappone tutte le ipotesi di new entry nel partito, o nella
«prossima costituente di centro» se i personaggi sono quelli «che a nostro
parere hanno avuto un ruolo devastante – spiega Zappone – nel determinare
l’attuale stato di degrado che la città vive da un punto di vista politico,
sociale ed economico». Il pensiero va all’ex assessore al Bilancio, un tempo in
quota Pri, Giuliano Masci, che nei corridoi viene dato come gravitante intorno
agli ambienti del centro. Zappone però, con il suo intervento, fa anche di più.
Allontana dal partito anche ogni ipotesi di accettazione di una ricostruzione
dei vecchi equilibri. Quelli, per capirci, che sostenevano Nardi prima
dell’uscita degli allora assessori Sandro Marigliani e Massimiliano Di Girolamo,
nonché dell’ex presidente del Consiglio comunale Gianni Percoco. Qualcosa, però,
potrebbe non tornare. Mentre l’Udc di Zappone lancia la sfida elettorale del
2011 parlando di «un’oc – casione irrinunciabile per voltare pagina e per ridare
slancio all’azione amministrativa », annuncia «nuova linfa e competenze di
rilievo» nelle file del partito e candida il partito «a guidare la città», resta
proprio l’incognita del consigliere Percoco. Sarebbe quest’ultimo, infatti, il
personaggio più corteggiato dal sindaco Stefano Nardi per un rientro in giunta.
Lo stesso Percoco che, solo qualche settimana fa, si è autosospeso dal partito
dell’Udc e ora si colloca in un non meglio definito limbo. Il messaggio di
Zappone, insomma, oltre che rivolto agli elettori e a chi ipotizza entrate
«eclatanti », potrebbe essere anche diretto all’esponente consiliare. Per dire
che, sotto il segno dell’Udc, di patti con Nardi non se ne faranno né ora, né mai.
Diego Roma

19000 [13]

Un taccuino, ma al passo coi tempi. Non la penna ma la tastiera, non il foglio
ma un blog. Così si evolve la comunicazione delle attività ricettive a
Terracina. Un modo per restare impressi nella memoria di chi fa visita alla
città, ma anche per fare in modo che le impressioni dei clienti restino fisse su
pagina. L’idea è stata sviluppata d al l ’hotel Mediterraneo. Un progetto che si
affianca al sito Internet dell’albergo, più utile a raccontare la storia del
territorio. Scoprire le spiagge, le colline, il patrimonio storico e artistico,
ma anche le feste tipiche e i prodotti locali. Intanto si inizia con un
reportage sulla Cattedrale. «A un anno dall’inizio dei lavori di restauro -
spiega il direttore dell’albergo Angelo Marazzi – abbiamo voluto dedicare una
sorta di visita virtuale alle bellezze che erano state ormai dimenticate o
finora sconosciute. Un contributo originale alle tante fonti che, sparse nel
web, offrono informazioni storiche e nozioni tecniche sulla Cattedrale di Terracina».
D. R.

19000 [14]

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Questa domenica riprendiamo la nostra consueta rubrica per raccontarvi la storia di un edificio probabilmente sconosciuto della nostra città, il “Granaio Antonelli”. Oggetto di una selvaggia speculazione edilizia all’inizio degli anni ‘90,1 in seguito a vicissitudini curiose che hanno riguardato anche gli importanti resti romani dell’area in cui sorge, è stato ”posto a tutela” dalla Soprintendenza per l”’importanza” storico-culturale come monumento della città bassa nel 1993, dopo la segnalazione dell’Archeoclub di Terracina. E’ stato possibile così salvare l’intero edificio, esempio di edilizia di ‘’servizio” dello Stato Pontificio, costruito dalla potente famiglia degli Antonelli. I rilevanti resti romani, emersi dalle fondamenta del Granaio, e dislocati in un’area, in antico, fittamente urbanizzata, sono stati recuperati brillantemente da alcuni privati che hanno saputo valorizzare il nostro patrimonio, diversamente da chi, sempre nella stessa zona, è stato protagonista in negativo di una triste vicenda di distruzione della memoria locale.

Video importato

vimeo Video

Il nostro lavoro è anche un appello a tutti i cittadini affinché prendano esempio da un caso simbolo della duplice anima della città, devastatrice e virtuosa: la nostra gloriosa storia impone ad ognuno di noi il continuo confronto con il passato; chi ci ha preceduto, aveva come regola d’oro nell’edilizia, sia pubblica che privata, il ”riuso” dell’antico; gran parte dei monumenti sono giunti fino a noi grazie a questo semplice, quanto ovvio, sistema di costruzione. La vocazione di Città d’Arte obbliga la comunità ad un serio confronto con il nostro patrimonio, un’industria culturale che funziona tutto l’anno e che ci pone rispetto ad altre realtà su un piedistallo esclusivo. Buona visione e buona lettura a tutti.

Il periodo che va dal 1775 al 1850 circa e, con segno diverso, il ventennio successivo, fino alla proclamazione del Regno d’Italia, costituirono per Terracina uno straordinario momento di crescita economica, politica, sociale e religiosa, come la città non conosceva da circa 17 secoli.2

L’unico confronto possibile, infatti, è con la fase imperiale romana, quando cioè, nello stesso modo, la città, abbandonando la cerchia delle sue mura, si distese verso il basso recuperando l’antico e millenario rapporto con il suo territorio.

Protagonista assoluto di questo eccezionale episodio di pianificazione territoriale ed urbanistica, che condusse in pochi decenni al riscatto storico delle terre pontine impaludate (30.000 ha. circa) ed alla nascita della “città nuova“, fu Giovannangelo Braschi di Cesena, meglio conosciuto come Pio VI (1775-1799). La sua opera grandiosa, a parte la parentesi dell’occupazione francese fino al 1814, quando, sotto Pio VII (1800-1823), venne ripristinato il governo pontificio, fu fedelmente continuata da Gregorio XVI (1831-1846) e, nel corso di un quindicennio, quasi del tutto compiuta.

Gli avvenimenti che seguirono, a partire dai moti rivoluzionari del 1848, appartengono ad un’altra storia, cioè quella che nel giro di 20 anni portò alla costituzione della nazione italiana ed in tale luce dovrebbero essere considerati. Tuttavia, per Terracina essi vennero caratterizzati e segnati dalla potente figura di Giacomo Antonelli, Segretario di Stato sotto il pontificato di Pio IX, e dalla sua famiglia.

Dopo appena tre mesi dalla sua elezione, Pio VI, riuniti uomini di governo ed esperti, decise di avviare la “bonifica integrale” delle Paludi Pontine. Due anni dopo, nel 1777, su progetto dell’ingegnere idrostatico Gaetano Rappini, iniziarono i lavori da lui pure diretti. Dopo tre anni, molte terre erano già liberate dall’acqua e cedute in affitto perché si rendessero produttive. Nel 1781 il Rappini redasse inoltre il progetto di fondazione della “città nuova”, così come voluta da Pio VI e che, con l’intervento di Giuseppe Valadier, il migliore architetto dell’epoca, nella Chiesa “Nuova“, nel Semicircolo, nella Rampa Braschi e nel ponte del Salvatore, rimase senza dubbio uno dei fatti più rilevanti sul piano sociale non solo del Lazio, ma dell’Italia intera, poiché si inscrisse nel quadro di quella cultura urbanistica del ‘700 che il pensiero illuminista del secolo aveva recuperato da quello classico.

Lo stesso Valadier (1762-1839), poi architetto dei Sacri Palazzi Vaticani, ricevette l’incarico, a partire sempre dal 1781, di realizzare una serie di strutture di servizio, quali casali, stazioni di posta lungo il canale, depositi, oggi tutti difficilmente identificabili per le successive distruzioni e trasformazioni avvenute, ma in cui egli certamente portò il segno di quella maturità che lo condusse ad applicare, nel risolvere i problemi funzionali e d’impiego, quello spirito di praticità sociale che sarà uno dei principi fondamentali del Neoclassicismo, già presente, peraltro, nella famosa opera di Ferdinando Fuga (1699-1782) a Napoli, i “granili” del 1779, “semplicissima e singolare anticipazione dei moderni edifici industriali” (Pane).

Fin dall’inizio Terracina fu così, per le sue caratteristiche geografiche e morfologiche, lo sbocco finale dell’imponente impresa idraulica per il flusso dei prodotti delle terre strappate alla palude, prodotti che arrivavano al porto attraverso le vie navigabili. La “città nuova” ruppe quindi l’antico sistema delle mura e dopo 2000 anni circa si distese di nuovo verso il piano, senza perdere il rapporto con la parte alta attraverso l’uso corretto delle aree in declivio.

Terracina divenne allora il cuore di tutte le funzioni legate alla bonifica per mezzo di realizzazioni infrastrutturali notevoli, completate in parte sotto il quindicennio del pontificato di Papa Braschi, in parte nel quindicennio pontificale di Gregorio XVI e parte ancora nei successivi anni, seppur in minore misura. Il canale navigabile, con il sistema di magazzini lungo gli argini e i Magazzini dell’Abbondanza sul braccio rettilineo del molo romano, a partire dal 1781; le Case Pellegrini, la Dogana, la Posta, il “Quartiere dei Soldati“, la Scuola, l’Ospedale, il Palazzo della Bonificazione per gli uffici amministrativi, il Palazzo Braschi, la Chiesa del SS. Salvatore, il porto-canale, il Molo Gregoriano sono solo i fatti più evidenti di questo impegno straordinario.

Come riferisce il Moroni nel suo famoso Dizionario, Pio VI nel 1783 “visitò la fabbrica della nuova posta e (…) quella dei granai e dei magazzini per l’olio, insieme al nuovo canale“; nel 1784 si reca a visitare la fabbrica dei nuovi magazzini “trovandovi grano, granturco e legumi prodotti da’ terreni prosciugati“. L’interesse di Papa Braschi per questa impresa fu tale che egli, a partire dal 1780, soggiornò a Terracina, allo scopo di seguire i lavori, per un mese all’anno e per 15 anni di seguito. Allo stesso Giuseppe Valadier venne affidato il progetto della grande Chiesa del SS. Salvatore, la cui prima stesura era pronta nel 1790, mentre al 1794-96 risale quella definitiva con la sistemazione della piazza del Semicircolo. Il cantiere non venne tuttavia aperto poiché subito dopo, come è noto, arrivò l’occupazione dello Stato Pontificio da parte dei Francesi. Prigioniero di Napoleone, Pio VI mori in Francia il 29 agosto 1799.

Tali fatti portarono inevitabilmente ad un periodo di stasi, di blocco delle attività edilizie e di difficoltà sociale e demografica. Nel 1814 però, sotto Pio VII, venne ripristinato il governo pontificio e nel giro di pochi anni furono ripresi i lavori edilizi e i traffici commerciali, “il commercio del grano e del granturco, del legname e del carbone“, come ricorda il Bianchini nella sua “Storia di Terracina”. Nel 1830 venne inoltre affidato all’architetto Antonio Sarti il progetto per il SS. Salvatore e l’anno dopo, per volontà di Gregorio XVI, fu aperto il cantiere della nuova chiesa. L’incarico per l’esecuzione fu affidato all’ing. Luigi Mollari.

Alla grande fabbrica della chiesa, sempre per iniziativa pontificia, venne affiancato l’impegno per la ricostruzione del porto-canale e del nuovo molo, che dovevano costituire, secondo le direttrici poste mezzo secolo prima, il terminale fisico di un complessivo processo di pianificazione sulla base di un rivoluzionario disegno ad un tempo territoriale, urbanistico, economico e sociale. Nel 1839 avvenne la prima visita a Terracina di Papa Gregorio, ricevuto trionfalmente dal gonfaloniere Gregorio Antonelli e dalle altre autorità cittadine. L’anno dopo iniziarono i lavori per il porto. Una nuova visita papale ci fu nel 1843, quando, tra le lodi e gli encomi generali, la “chiesa nuova” venne aperta al culto, mentre la sua costruzione fu invece ultimata nel 1845 (la data è incisa sull’architrave del pronao); due anni dopo venne definitivamente chiuso il cantiere. Queste due visite papali sancirono di fatto la conclusione di un’impresa partita 80 anni prima e attraverso la quale la città riuscì a liberarsi dall’involucro murario che da secoli la racchiudeva e ad aprire il suo destino al futuro.

La morte di Gregorio XVI (1846) e la successiva elezione di Pio IX, riparato a Gaeta a causa della costituzione della Repubblica Romana e ritornato a Roma nel 1850 dopo una breve, ma significativa sosta a Terracina (Pio IX fu l’ultimo papa che visitò la città), coincisero con l’avvio di una fase storica turbolenta a difficile, che sfociò inevitabilmente, nel breve corso di due decenni, nell’unità d’Italia.

Tuttavia, come si è già detto, la città di Terracina, seppur percorsa da sentimenti liberali, subì in tale periodo, tanto sul piano politico quanto su quello economico, la forte influenza della famiglia Antonelli, che continuò ad esercitale oltre mistura il grande potere esercitato nei decenni precedenti soprattutto dal suo esponente più illustre, il Cardinale Giacomo. Domenico Antonelli, padre di Giacomo ed originario di Sonnino, suddito fedele dello Stato Pontificio tanto da rischiare la fucilazione per mano dei Francesi, era già a Terracina nel 1814, quando fu ripristinato il governo papale. Per i suoi servigi, venne infatti ricompensato da Pio VII più che benignamente: oltre alla nomina a sovrintendente del feudo di Sonnino e amministratore camerale di Priverno, Sezze, Bassiano, Maenza, Roccagorga, Roccasecca, San Felice e Sermoneta, ottenne la carica di amministratore delegato di Terracina.

In pochi anni la potenza economica e politica degli Antonelli aumentò notevolmente, raccogliendosi soprattutto nelle mani dei due figli più cari fra i numerosi che ebbe Domenico: Giacomo e Gregorio, appunto. Il primo divenne gonfaloniere di Terracina, consigliere provinciale di Velletri, cassiere e pagatore pontino della Prefettura di Acque e Strade, console toscano a Terracina e responsabile di tutte le aziende, terreni, case e altre proprietà possedute dagli Antonelli a Terracina. Il secondo, abbracciata la carriera ecclesiastica, dopo essere stato tesoriere generale fino al 1847, divenne, sotto Pio IX, segretario di Stato e di questa sua condizione di privilegio non poco profittò, tanto che la fortuna della famiglia, già notevole, crebbe a dismisura. Come riferisce il Bianchini nella sua “Storia di Terracina” (p. 351); “i mezzi con cui l’Antonelli aveva ammassato l’immenso patrimonio lasciato erano tutt’altro che leciti. Usando il denaro dello Stato, o peggio, le somme che egli avrebbe percepito dalle potenze straniere, interessate a cattivarsi il favore dell’onnipotente Segretario di Stato, egli non solo aveva acquistato immense tenute nelle parti migliori della Palude, ma, da amministratore accorto qual era, aveva provveduto ad acquistare tutta la striscia di terra ed i fabbricati sulle due sponde del Canale di Navigazione, dall’ingresso della città fino a Via del Rio, sulla sinistra, e fino quasi al porto sulla destra. Quei fabbricati, oggi trasformati in case di abitazione, erano allora destinati a granai, e quasi tutti erano diventati proprietà degli Antonelli”.

Il cardinale Giacomo morì nel 1876, lasciando la sua enorme fortuna ai nipoti; uno di essi, Agostino, in memoria del padre fondò l’istituto “Gregorio Antonelli” per le ragazze orfane e bisognose, inaugurato nel 1886.

Sulla base di quanto è stato fino ad ora esposto, appare dunque evidente quale sia la valenza culturale rivestita dall’edificio in Via Lungo Linea riguardo alla storia politica, economica e sociale di Terracina e della regione pontina in generale. Costruito, ad opera di Gregorio Antonelli, nel 1860-62 ad uso di “granario”, come si ricava dai documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Latina (Catasto Pontificio, Terracina, mappa 3721 particella n. 580 e registro n. 592), esso costituisce infatti l’unico esempio rimasto integro a testimonianza di quella serie di strutture realizzate, fra la fine del ‘700 e la caduta dello Stato Pontificio, lungo le sponde del Canale di Navigazione e nello stesso Borgo Pio per essere adibite alla funzione di depositi per i prodotti che arrivavano dalle terre bonificate e che, attraverso il porto-canale, raggiungevano persino le nazioni straniere.

Con la sua architettura semplice e funzionale, direttamente derivata da quello spirito di “praticità sociale” sorto proprio alla fine del ‘700, esso rimane dunque a documentare validamente, mediante caratteri tipologici peculiari quali i due piani ad ambiente unico, il solaio sostenuto da quattro grandi archi in muratura, il tetto a capriata e l’ingresso a scalera rettilinea, l’ormai perduto complesso sistema strutturale in funzione dell’economia agricolo-industriale dalla zona, avviata con i lavori idraulici di Pio VI e sviluppatasi soprattutto nel corso del XIX secolo, in particolare ad opera appunto degli Antonelli che, ancora nel 1860, provvedevano a costruire “granari” evidentemente perché bisognosi di ulteriori depositi per i copiosi prodotti provenienti dalle loro terre.

Il fabbricato di Via Lungo Linea, avendo inglobato alcune strutture romane risalenti al II-I sec. a.C., risulta infine un eccellente esempio di quel riuso dell’antico che ha caratterizzato le nostre città fino al secolo scorso e che ha consentito di preservare molte testimonianze del nostro passato.

Si tratta, in conclusione, di un edificio che, per le valenze storiche e culturali appena accennate, merita certamente di essere recuperato, restaurato e valorizzato, a condizione tuttavia che il suo riuso sia compatibile con il rispetto e la tutela dei valori che esso esprime.

Archeoclub d’Italia
Sede di Terracina

Note


[1] Il vecchio proprietario (non quello attuale) aveva effettuato la demolizione del tetto (la travatura originale fu distrutta irreparabilmente – vedi foto nell’articolo-) con l’intenzione di costruire altri due piani. La segnalazione alla Soprintendenza bloccò i lavori, avviando le pratiche per l’apposizione del vincolo monumentale.?
[2]
Il testo costituisce la relazione storica inviata nel 1993 dall’Archeoclub di Terracina alla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio, per l’apposizione del vincolo monumentale sul Granaio Antonelli. La nota bibliografica è stata aggiornata con alcuni importanti testi pubblicati in seguito. ?

Nota bibliografica

Per gli interventi di Pio VI nella zona di Terracina:
- N.M. NICOLAJ, De’ bonificamenti delle terre pontine…, Roma 1800
- G. MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. XXIV, s.v. Terracina, Venezia 1855
- A. BIANCHINI, Storia di Terracina, Casamari 1977 (II ed.), p.299 es.
- P. CAVICCHIONI, Terracina. Studio campione di un centro storico della fascia costiera del territorio pontino, in A. PALLOTTINI (a cura di), II territorio pontino, Roma 1977, p. 165 ss.
- AA.VV., 1781-1981. Terracina da ieri a oggi. Materiali per uno studio sulla crescita della città, Catalogo della 2^ mostra storico-documentaria, Latina 1981
- AA.VV., Pio VI. Le Paludi Pontine. Terracina (a cura di G.R. Rocci), Catalogo della Mostra, Terracina 1995
- A. FOLCHI, Le Paludi Pontine nel Settecento, Formia 2002
- J. COLLINS, Papacy and Politics in Eighteenth-Century Rome. Pius VI and the Arts, Cambridge 2004, p. 275 ss.

Per gli interventi urbanistici dél XIX secolo:
- P. CAVICCHIONI, Terracina. Studio campione, op. cit.
- AA.VV., 1781-1981, op. cit.
- AA.VV., II colore nell’edilizia del Borgo Pio di Terracina, Latina 1986

Per Giacomo Antonelli e la sua famiglia:
- C. FALCONI, Il cardinale Antonelli, Milano 1983
- G. ROCCI, Note sulla vita e sull’opera di Marie-René de La Blanchère, in M.-R.de LA BLANCHÈRE, Terracina e le Terre Pontine (trad. it.), Gaeta 1984, pp. XXXI-XXXII
- A. BIANCHINI, Storia di Terracina, op. cit., p. 349 ss.
- P. ALTOBELLI, Il SS. Salvatore di Terracina. Chiesa e Comunità, Fondi 1992, pp. 59-60

Per le strutture romane inglobate dal granaio di Via Lungo Linea:
- M.R. DE LA BLANCHÈRE, Terracina. Essai d’histoire locale, “Bibliothèque des Écoles Françaises d’Athènes et de Rome”, XXXIV, Paris 1884 (trad. it. a cura di G. Rocci, Gaeta 1983), tav. II, n. 58
- G. LUGLI, Anxur-Tarracina, “Forma Italiae”, Regio I, Vol. I, Ager Pomptinus, Pars I, Roma 1926, c. 134, n. 78

Per le vecchie foto del granaio:
- Ediz. Alinari: “Panorama della città col Monte Circeo, visto dal Monte S. Angelo” (inizio XX sec.), in AA.VV., I1 colore nell’edilizia del Bordo `Pio, op. cit., pp. 80-81 (pubblicata anche in B.
BRIZZI, Lazio scomparso, Roma 1977, pp. 190-191)
- G. LUGLI, Anxur-Tarracina, op. cit., IV zona, fig. 6

In conclusione dell’articolo pubblichiamo i ritagli di giornale di un clamoroso caso di distruzione di importanti resti romani attigui al granaio. Il caso fu controverso e non si riuscì ad impedire lo scempio. La speranza è che simili gesti non si ripetano mai più.

Terracina Rialzati

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terracina-via-roma-1907_bis

Il Comune tira dritto con le cave. Proroghe, rimboschimenti, forse anche
ampliamenti. Tutto perché, ha detto il sindaco Stefano Nardi nel Consiglio
comunale che si è tenuto giovedì scorso, «il privato deve lavorare». Così la
sola maggioranza ha approvato le due delibere all’ordine del giorno, con
richieste di due società distinte, che sostanzialmente autorizzano il
proseguimento delle attività estrattive nelle cave di Campo Soriano e di
Salissano. Per la cava che fa capo alla famiglia del consigliere comunale
Alfredo Lauretti, la proroga è stata chiesta per ripristinare alcuni lavori
eseguiti in difformità, che sarebbero dovuti avvenire già nel 2006. L’altra
richiesta c’è stata da parte della Ital Calce, che invece ha chiesto la
disponibilità di terreni comunali per attuare il rimboschimento compensativo. No
secco del Partito democratico, che durante il voto sulla cava di Campo Soriano
ha lasciato l’aula insieme al Verde Gino Di Mauro, mentre il consigliere
comunale Gianni Percoco ha votato contro. Voto contrario del Pd al
rimboschimento proposto dall’Italcal – ce, che secondo la minoranza non è altro
che un camuffamento per ottenere degli ampliamenti. «Con la scusa del
rimboschimento compensativo di circa tre ettari, che non c’entra niente con la
vegetazione, si vogliono creare le condizioni per farsi autorizzare dalla
Regione l’ampliamento della cava per continuare ad estrarre per ancora
20 anni». Quanto alla proroga chiesta dalla Edil Cave per l’ altra cava: «I
lavori dovevano terminare nel 2006 – dice il capogruppo Antonio Bernardi -.
Successivamente è stata concessa una proroga per lavori eseguiti in difformità.
Dopo circa quattro anni dalla proroga, i lavori per eliminare quelli eseguiti in
difformità la situazione è ulteriormente peggiorata. È diventata una motivazione
per continuare l’attività estrattiva».
Diego Roma

19000 [15]

Il Palazzo della irrealtà
I Politici giocano alla guerra e le attività turistiche ancora non aprono gli
ombrelloni. Sembra di vivere in un altro mondo, non si riesce più a mantenere la
dignità cittadina. Stiamo assistendo a cose che non hanno esempi in una società
responsabile, una Amministrazione che nomina, revoca, annulla, ridà le deleghe,
inventa i saggi, i triunvirati, li rileva, li rimette e sembra che tutti
partecipano a questo macabro gioco al massacro. Se ne infischia di decreti,
cerca di tagliare le gambe a chi cerca fare qualcosa, e il grave è che trova
accompagnatori in questi percorsi devastanti. I cittadini disorientati, nauseati
e sfiduciati, sempre più vittime di questo sistema masochistico che sembra non
aver fine. Intanto i giorni passano e ad estate ormai avanzata la stagione non
inizia, ombrelloni quasi sempre chiusi, causa anche il mal tempo che si unisce
al macabro balletto politico, e qualche giorno che li aprono non c’è la folla ad
occuparli, le prenotazioni sempre in calo e più incerte nelle attività
ricettive, ci danno indicazioni pessimistiche. O si recupera il senso della
responsabilità o Terracina si avvia ad un vero e proprio irreversibile declino.
Sarebbe temerario e irresponsabile non capire dove ci sta portando questa
situazione grottesca, dove un pugno di persone hanno imposto un clima
sconsiderato che sta demoralizzando tutti e in particolar modo le categorie
economiche che non vedono non solo un futuro, ma non riescono andare avanti.
Molto inquietanti le preoccupazioni di Confcommercio giorni fa. Non c’è
categoria in salute in questa città, si è perso sorriso e speranza e si pensa
seriamente ad altre strade da seguire, augurandoci che non ne diventi una
necessità. Possibile che non si recepisce questo pericolo, che non si è capito
ancora che c’è chi aspetta con gioia ulteriori peggioramenti. La cosa
inquietante e che questo fenomeno, non ai livelli di Terracina, è stagnante in
quasi tutta la Provincia. Abbiamo sentito colleghi e altre categorie, è
veramente preoccupante la situazione e la tendenza, ma il grave in assoluto è
che le aziende non garantiscono più il reddito per la sopravvivenza delle
proprie famiglie. Anche quest’anno un’ altro significativo taglio alle
assunzione del personale, quindi altre persone senza lavoro, altre famiglie più
in difficoltà di ieri. Oggi si vuole illudere una collettività che non spera
più, che si è quasi rassegnata a subire quello che MAI avrebbe dovuto subire con
l’enorme patrimonio e le tante straordinarie risorse della propria città, ma sta
subendo la più brutta mortificazione della sua storia.
Federalberghi-Latina
Il Presidente
Enzo Grossi

19000 [2]

Sempre più distanti le posizioni del consigliere comunale di centrodestra
Domenico Villani dalla linea adottata dall’amministrazione comunale e dalla
maggioranza.
L’ex An, già da tempo percorso da dubbi amletici su quale linea
adottare rispetto alla maggioranza, ieri in aula sedeva tra i banchi
dell’opposizione. Il consigliere si è chiamato fuori dal Pdl dichiarandosi
indipendente, ma ha anche criticato gli attacchi diretti al consigliere
regionale Gianfranco Sciscione da parte del sindaco Stefano Nardi. La sua presa
di distanza – ha detto – gli sarebbe stata chiesta direttamente dagli elettori.
Villani ha anche chiesto una verifica interna tra i capigruppo, visti i
mutamenti negli equilibri consiliari. Il suo impegno per la città, ha
proseguito, rimarrà inalterato, con un particolare occhio di riguardo alle
problematiche del centro storico. Momenti di tensione si sono avuti con il
capogruppo del Pri Loreto Maragoni. Di fatto, una rottura piena con la
maggioranza e, forse, una imminente trasmigrazione nelle file del movimento
di Sciscione.
D. R.

19000 [3]

La prossima tornata elettorale rappresenta un’occasione irrinunciabile per
voltare pagina e per ridare slancio all’azione amministrativa.
Il nostro partito
considera fondamentale riaffermare i valori di matrice cristiana, quali la
solidarietà e la giustizia sociale, che da sempre hanno ispirato le proposte e
le decisioni dei nostri rappresentanti. Ferme restando queste premesse,
riteniamo che le elezioni amministrative del 2011 ci daranno l’opportunità di
archiviare non solo l’esperienza della giunta Nardi, ma anche un certo modo di
fare politica: Terracina merita una classe dirigente di una caratura diversa.
Come UDC, ci impegniamo sin d’ora ad elaborare un progetto che dia risposte
concrete ai problemi e alle esigenze avvertite dalla cittadinanza. Per questo,
in qualità di segretario, non ho problemi a smentire l’ipotetico ingresso nel
nostro partito, o nel soggetto politico che prenderà vita al termine della
costituente di centro, di esponenti che a nostro parere hanno avuto un ruolo
devastante nel determinare l’attuale stato di degrado che la città vive da un
punto di vista politico, sociale ed economico. Il partito dell’UDC in questi
mesi si è riorganizzato e può contare su esponenti che hanno portato nuova
linfa, entusiasmo e, soprattutto, competenze di rilievo. Per tali ragioni
lanciamo la sfida presentando sin d’ora la nostra candidatura a guidare la città
nel futuro prossimo, decisi a riaffermare la centralità delle nostre idee e a
mostrare il carattere vincente del progetto dell’UDC.
Giuseppe Zappone

19000 [4]

Rischio idrogeologico: 25 milioni di euro per i comuni della provincia di Latina
La Giunta regionale del Lazio ha approvato lo schema di accordo di programma tra
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Regione
Lazio, finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti
e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. La copertura
finanziaria degli interventi prevede lo stanziamento di 90 milioni di euro da
parte del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lazio, di cui circa 25 milioni
andranno ai comuni della provincia di Latina tra cui Ventotene, Ponza,
Terracina, San Felice Circeo, Sperlonga, Itri, Formia, Fondi, Gaeta, Minturno,
Sezze e Monte San Biagio. Lo rende noto l’assessore regionale alle Politiche
Sociali e alla Famiglia Aldo Forte . “Si tratta di una risposta immediata ad
un’emergenza del nostro territorio, un primo passo verso una programmazione
anche in questo settore dove purtroppo fino ad oggi si è proceduto solo in
seguito ad eventi calamitosi. In questo modo si vuole salvaguardare la vita
umana attraverso la riduzione dei rischi di frane e cedimenti, e a difesa della
costa, sia mediante la realizzazione di nuove opere, sia con azioni di
manutenzione ordinaria e straordinaria. L’accordo stabilisce anche una serie di
interventi per difendere il suolo dal rischio esondazione, per accelerare la
loro attuazione . E’ prevista inoltre – precisa Forte – la costituzione di un
‘Comitato di indirizzo e controllo per la gestione dell’Accordo’ il cui scopo
principale è governare e controllare il processo complessivo di programmazione e
realizzazione degli interventi ricompresi nell’accordo stesso. Il monitoraggio
degli interventi verrà invece attuato con il supporto tecnico ed operativo
dell’Ispra e mediante il sistema informativo del Repertorio Nazionale degli
Interventi per la difesa del suolo. “

19000 [5]

L’anno scolastico appena terminato è stato ricco di novità ed emozioni per
l’istituto professionale «Filosi » di Terracina, diretto da Annamaria Masci.
La
direzione della scuola ha pensato di tracciare un bilancio e il risultato è
certamente positivo. In evidenza l’impegno della Commissione Cultura, che ha
voluto suddividere le proprie iniziative in tre temi: lotta alle mafie e
educazione alla legalità; per non dimenticare; incontro con l’autore. Per il
primo punto, si sono svolti importanti faccia a faccia tra gli studenti e gli
ospiti, tra cui Antimo Turri, dell’asso – ciazione «Libera», che ha spiegato
agli alunni i legami tra la criminalità organizzata e la droga. Nella seconda
area da non dimenticare le iniziative messe in campo in occasione della Giornata
della Memoria e della ricorrenza del 25 aprile. Infine, tra gli autori
incontrati dagli studenti, particolarmente apprezzati sono stati gli incontri
con Carlo Martigli, che ha presentato il suo ultimo libro «L’ultimo custode» e
il terracinese Massimo Lerose, autore del libro «Malaria ». Una novità tra le
altre ha riscosso un successo auspicato ma che, per come sono andate le cose, è
forse risultato un tantino inaspettato: il «Filosera». 12 appuntamenti, 39
artisti, esibizioni di qualità e oltre 1.300 spettatori complessivi, 200
pietanze realizzate dai ragazzi dell’alberghiero. Insomma, un anno davvero
da incorniciare per il «Filosi».
F. A.

19000 [6]

Si chiama «Valortur» ed è la prima Summer School europea in Scienze del Turismo.
Si tratta di un programma di formazione intensiva promosso dall’Università di
Cassino, in partenariato con gli atenei di Parigi «Panthéon Sorbonne» e
l’Universidad di Valencia. E sarà proprio Terracina ad inaugurare l’iniziativa
che fonde turismo, formazione applicata sul campo e università. Da domani all’11
luglio la Summer School arriverà all’ombra del Tempio di Giove: saranno ospitati
8 studenti per ogni università partner, sostenendo le spese di viaggio, vitto e
alloggio. Questo significa che a partire da domani la città sarà osservata e
studiata da studenti universitari francesi e spagnoli, ovviamente accompagnati
dai colleghi italiani del corso di Economia e gestione delle Piccole e medie
imprese di Terracina e Valorizzazione dei beni culturali di Frosinone. Numerosi
gli appuntamenti in agenda. Si parte lunedì con un primo incontro presso la sede
di Terracina dell’Università di Cassino, sul lungomare Circe. Martedì invece
sarà la volta di una tavola rotonda dal titolo «Il paesaggio mediterraneo a
Terracina», che avrà luogo nella suggestiva location del Parco della
Rimembranza. Ma queste sono solo le prime di numerose iniziative organizzate per
l’occasione, tra cui escursioni anche alle isole pontine, che vedranno gli
studenti italiani e quelli francesi e spagnoli impegnati quotidianamente in un
confronto sul turismo locale e internazionale. Il programma di studio «Valortur»
si articola in tre anni. Si parte quest’anno con Terracina, Parigi nel 2011 e
Valencia nel 2012. Tra i professori italiani hanno assicurato la loro presenza
il Rettore dell’Uni – versità di Cassino Ciro Attaianese, la Preside di Economia
Enrica Iannucci, il Presidente del Corso di Laurea di Terracina Carmelo
Intrisano, oltre ai professori coordinatori Patrizia Papetti e Giuseppe Muti.
Per quanto riguarda l’équipe straniera i coordinatori saranno Maria Gravari
Barbas, Direttrice dell’Irest (Istituto di studi superiori sul turismo della
Sorbona di Parigi) e Gregorio Garcia, economista, vice rettore
dell’Università di Valencia.
F. A.

19000 [7]

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terracina-scoglio-sirene-anni-60_bis

Non c’è pace per il sindaco Stefano Nardi. Appena incassato il rientro di
quattro componenti dell’area di ex Forza Italia da lui stesso «silurati» per
contrastare il pressing del consigliere regionale Gianfranco Sciscione, ora
sembra partita all’attacco anche l’altra corrente del Pdl che fa capo a Giovanni
Di Giorgi. Nientemeno che per candidare Nicola Procaccini a sindaco di
Terracina. Al momento sono solo voci, ma nei giorni scorsi Procaccini avrebbe
partecipato ad una riunione a Terracina in cui si sarebbe parlato anche
dell’ipotesi di una sua candidatura alle prossime elezioni amministrative.
Secondo voci vicine a chi ha partecipato all’incontro, Procaccini, interpellato
sulla questione, non si sarebbe sbilanciato più di tanto, ma il suo «nì» aveva
l’aria di essere una disponibilità. Non una conferma piena, insomma, ma certo
un’apertura rispetto al passato. La cosa deve aver fatto balzare dalla sedia il
sindaco Stefano Nardi. Per lui la campagna elettorale sembra partire in anticipo
e gli ambienti «romani» – da Sciscione a Di Giorgi – si fanno pericolosi. Senza
parlare dell ’incognita rappresentata dal senatore Claudio Fazzone, che solo
qualche settimana fa aveva ipotizzato l’invio di un coordinatore esterno per
rimettere ordine nel Pdl locale. Da Palazzo, comunque, è scattato subito il
piano di difesa. Intanto il sindaco Nardi ha incassato il rientro in giunta -
annunciato ufficialmente dal capogruppo del Pdl Sandro Monti – di Franco Ferrari
e Giuseppe Amuro, fino a ieri in rotta con il sindaco. I due nuovi assessori si
trascinano dietro anche i due consiglieri azzurri Angelo Cicerano e Giovanni
Masullo, usciti dalla maggioranza subito dopo la «cacciata» di Ferrari. Ma non è
finita. Il lavoro di ricucitura a suon di poltrone potrebbe proseguire a
oltranza. Più certezza che probabilità, ad esempio, è la restituzione di un
assessorato al Partito repubblicano. Nomi non se ne fanno, ma i più maligni
già parlano di Loreto Maragoni, che salendo in giunta lascerebbe un posto in
Consiglio che favorirebbe l’entrata del primo dei
non eletti Quirino De Angelis, oggi nel Cda dell’Azienda speciale. Una
strategia per liberare nuove poltrone e reintegrare gli uomini giusti per
preparare la battaglia elettorale? Non si sa. Di certo il posto vacante nell’A
zi e nd a speciale potrebbe cucirsi addosso a qualcun altro dei «silurati ».
Chi? C’è l’im bara zzo della scelta, ma nei corridoi del Palazzo si vocifera
l’occhio di Nardi si sia posato su Roberto Marzullo, ex presidente
dell’Istituzione, poi destituito dallo stesso Nardi. Il gioco del sindaco, se
dovesse confermarsi questa strategia, sarebbe a un tempo abile e prevedibile. Al
momento giusto, le poltrone tornano sempre utili.
Diego Roma

Un manovale è stato sorpreso nella sua casa al centro di Terracina con un
significativo quantitativo di droga.
Per lui sono scattate le manette. L’uomo di
33 anni è stato smascherato dalla Guardia di finanza di Terracina. L’operaio
edile, vive in un’abitazione indipendente. All’’insospettabile, S. B., queste le
iniziali, è stato intimato l’alt mentre stava uscendo di casa: l’uomo si stava
recando a lavoro. Inizialmente ha negato ogni suo coinvolgimento in attività
illecite e in seguito, resosi conto dei gravi indizi di colpevolezza in mano ai
militari, ha ammesso di detenere nella propria abitazione sostanze stupefacenti.
Le Fiamme gialle hanno rinvenuto all’interno della casa diciotto dosi di cocaina
già preconfezionate. Sono stati rinvenuti, inoltre, abilmente occultati in un
mobile della sala da pranzo dell’abitazione, una scatola contenente ulteriori 45
grammi di sostanza ancora da confezionare e un bilancino elettronico.
L’operazione, portata avanti dagli uomini diretti dal tenente Alfredo
Ferrentino, è scattata ieri mattina, dopo un’intensa attività investigativa
condotta dai finanzieri della Tenenza di Terracina con il coordinamento del
Gruppo di Formia. L’incensurato è stato rinchiuso nel carcere di Latina, in via
Aspromonte, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che potrebbe avvenire già
nella giornata di oggi. L’operazione delle Fiamme gialle costituisce un
ulteriore duro colpo al traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di
Latina, attraverso il costante e capillare monitoraggio del territorio si è
evitato il protrarsi dell’illecita attività in ambito locale.
di DANIELE SPERLONGA

La novità, negativa certamente, che si aggiunge ai tanti disagi che fanno della
zona delle autolinee un luogo degradato sono le «incursioni» notturne dei topi.

A sera inoltrata, quando le ultime corse degli autobus sono pronte a partire
pare non sia raro vedere un autista armato di bastone cercare di scacciare via
dal mezzo pubblico un passeggero «sgradito», peccato sia un topo appena salito
che approfittava della porta aperta. Caso curioso e allarmante che fotografa
bene la situazione della zona che circonda lo «Squero». Ma le difficoltà sono
visibili a tutti soprattutto alla luce del giorno. Oltre alla classica marcia
contromano che vede automobili entrare nella zona vietata, la pista ciclabile si
trasforma in una sorta di percorso su cui hanno licenza di correre soprattutto i
motorini. Vari odori si respirano poi nell’aria. Oltre all’immondizia a cielo
aperto che si accumula nell’aiuole circostanti i muri dell’ufficio informazioni
del Cotral sono scambiati per veri e propri «vespasiani». Inutile sottolineare
il disagio che provano sia gli autisti sia gli abitanti della zona. Alla
collezione poi deve essere aggiunta lo stato in cui versa la struttura dello
Squero. Con una vegetazione fittissima alta oltre un metro è facile notare come
sia stato solcato un sentiero che porta dritto ad un logoro materrasso su cui
pare a volte in pieno giorno si siano verificati casi di prostituzione. Un
bell’esempio per i turisti.

Ha ripreso a correre e sudare il Terranova Terracina. Con il secondo posto in
classifica dopo la prima tappa della serie A di beach soccer svoltasi a
Castellaneta Marina (Taranto), mercoledì i beachers terracinesi hanno effettuato
una sgambata nella beach arena “Carlo Guarnieri”, allestita sulla spiagge di
levante. Tutti a disposizione di mister Emiliano Del Duca, ad eccezione dei
nazionali francesi (François e Basquaise). I pontini, nel complesso Nova
Yardinia Resort (dove si è svolta la prima tappa) hanno regalato tante emozioni:
nella mente degli appassionati è rimasto il derby tra Terracina e Roma. Una gara
ricca di risvolti perché, dopo dieci anni di militanza ininterrotta con i
pontini, il capitano romanista Pasquali ha fatto i conti con il suo passato
giocando in campionato contro la squadra della sua città, una partita decisiva
per la vetta della classifica. Il risultato è stato lo stesso di quello maturato
in Coppa Italia dieci giorni fa, con la vittoria dei pontini, ma stavolta la
supremazia di gioco del team di Del Duca è stata addirittura maggiore. Le trame
della squadra guidata sapientemente in cabina di regia dal francese François
sono state ottime, soprattutto è emersa la forza del gruppo: «Siamo sulla strada
giusta ma dobbiamo migliorare se vogliamo rimanere in scia alle grandi – spiega
Del Duca – Milano rimane la squadra migliore, ma il livello rispetto alle ultime
stagioni si è alzato molto: possiamo vincere e perdere con chiunque. Il merito
della nostra brillantezza fisica è da attribuire per buona parte al preparatore
atletico Maurizio Miele e al fisioterapista Paolo La Rocca, i quali hanno
aiutato i ragazzi a dosare le energie fisiche e mentali». Terracina tornerà in
campo il 23 luglio, quando a Pescara inizierà la seconda tappa. Fatiche
ulteriori per i nazionali, Paolo Palmacci, Angelo D’Amico e Simone Feudi, che
saranno impegnati nelle qualificazioni della Fifa beach soccer world cup. A
Bibione, dall’11 al 18 luglio, gli azzurri affronteranno la Turchia e la
Germania. In palio ci sono quattro posti per il Mondiale che, molto
probabilmente, si svolgerà sempre in Italia, a Roma, il prossimo anno: «Vestire
la maglia della nazionale è un piccolo sogno che ho realizzato – svela Feudi –
in questi anni abbiamo fatto buone cose; il secondo posto nel mondiale del 2008
ci deve dare la carica ulteriore in vista delle qualificazioni. Spero che la
stima mostrata nei miei confronti dal ct Magrini rimanga immutata: giocare la
rassegna iridata in casa non capita tutti i giorni e io voglio esserci».
di DANIELE SPERLONGA

Tutti ai domiciliari meno uno che rimane in carcere. Il Tribunale del Riesame di
Roma ha sciolto così la riserva sui sette arrestati per usura lo scorso 8 giugno
modificando la misura di restrizione per Giuseppe Votta, Piero Feuda, Pasquale e
Tonino Iannucci, Erasmo Alfredo Percoco e Roberto Percoco che da oggi saranno ai
domiciliari e confermando il carcere per Sergio Coccia. Una decisione che si
attendeva da lunedì dopo le richieste avanzate dai legali, ma i giudici hanno
preso tutto il loro tempo a disposizione. Per ora sono bastate le motivazioni e
le carte presentate a supporto della richiesta di scarcerazione che era stata
avanzata ancor prima al gip Tiziana Coccoluto, la stessa che aveva firmato
l’ordine di arresto dei sette presunti usurai e che aveva respinto l’istanza dei
difensori. I sei non sono liberi ma potranno passare la restante parte del
tempo, quello della fase processuale, a casa. «Per noi non esistevano i gravi
indizi di colpevolezza e quindi l’esigenza della misura cautelare – spiega
l’avvocato Marco Popolla che difende i due fratelli Iannucci e Feuda – Farò
comunque ricorso in cassazione sulla decisione del Tribunale del Riesame.
Vedremo ora nella fase dibattimentale del processo tutte le carte in nostro
possesso che smontano le tesi dell’accusa. A partire dai calcoli elaborati dal
perito contabile che a nostro avviso sono completamente sballati». I sette erano
stati arrestati la mattina dell’8 giugno dai carabinieri a seguito di una
indagine aperta su denuncia di un noto imprenditore di Terracina impegnato anche
nel settore alberghiero. Agli uomini dell’Arma aveva raccontato di essere
sull’orlo del fallimento a causa dei debiti maturati con gli usurai. Un giro
infinito di assegni postdatati e cambiali, secondo le informazioni raccolte
dagli inquirenti, che nel tempo avevano maturato interessi da capogiro e un
debito valutato per oltre 15 milioni di euro.
di FABIO COCCIA

Bonifica delle discariche a cielo aperto. Chi sporca e chi paga.
Una montagna di rifiuti, pericolosi e non, sparsi per Terracina. Rifiuti
‘speciali’ che andavano gettati e smaltiti secondo procedure ah hoc. Invece non
se n’è fatto nulla. Sono stati gettati alla rinfusa in tutte le zone periferiche
della città, provocando veri e propri scempi ambientali. Discariche a cielo
aperto scoperte e segnalate dagli agenti del corpo forestale dello stato che
hanno ‘passato la comunicazione’ agli enti comunali competenti ”per la
salvaguardia della pubblica e privata incolumità”. L’amministrazione ha,
quindi, indetto una gara d’appalto affidando alla Ditta Servizi Industriali di
Latina Scalo la raccolta e lo smaltimento del materiale pericoloso abbandonato
nelle aree extraurbane di competenza comunale. Da quando gli operai si sono
messi a lavoro, hanno già individuato qualcosa come 1500 quintali di rifiuti
‘speciali’ sparsi nelle zone di Concutella, Pantani da Bassi, Pietra Stretta e
Inferno. Uno scenario davvero desolante, che la dice lunga sul senso civico e
sulla maleducazione ambientale di molti cittadini. Adesso sono saltati fuori
altri 700 quintali di ‘robaccia’. E stavolta si tratta di materiale pericoloso,
come pneumatici, batterie dismessi, residui di oli esausti, filtri, vetro, lana
di roccia e altre cose simili. Per questo motivo nei giorni scorsi il dirigente
del dipartimento Reti e Servizi del Comune ha firmato un provvedimento d’urgenza
che impegna una spesa di ulteriori 20 mila euro affinché la ditta di Latina
recuperi e smaltisca gli altri 700 quintali di rifiuti abbandonati in periferia.
Questi soldi finanzieranno anche un’accurata attività di carotaggio in località
Concutella per capire se c’è stata un’eventuale contaminazione delle falde
acquifere, informando poi gli enti competenti sullo stato dei luoghi. Vero
killeraggio ambientale. Come se non bastasse al danno ambientale, prima, si
aggiunge anche quello economico, poi. Come dire che c’è in giro tanta gente che
inquina, ma alla fine a pagarne le conseguenze sono anche quegli utenti che del
rispetto dell’ambiente hanno fatto un principio basilare della civile
convivenza. Ma le ‘Domeniche degli ingombranti’ organizzate nei mesi scorsi dal
Wwf di Terracina non sono servite proprio a niente?
Pubblicato da Rita Recchia

I Verrospia all’Ondamarina di Terracina
La reggae band di Latina eseguirà i brani storici del proprio repertorio
La reggae band “Verrospia” si esibisce per la prima volta a Terracina.
L’appuntamento è in programma per venerdì 25 giugno a partire dalle 22 con
ingresso gratuito. L’esibizione della formazione musicale pontina è prevista
all’interno dello stabilimento balneare “Ondamarina” di viale Circe 24 (traversa
all’altezza di via Cabourg) a Terracina. Il locale sito nella splendida città di
Giove Anxur si tingerà dei colori rosso, verde ed oro: quelli della bandiera
panafricana; i colori che porteranno a Terracina i Verrospia. La reggae band di
Latina eseguirà i brani storici del proprio repertorio più quelli che
confluiranno nel nuovo album “Equilibrio” – ora in fase di stampa – che uscirà
nel mese di luglio. Ricordiamo che i Verrospia tornano ad esibirsi nel nostro
territorio dopo un mini tour in Lombardia, con tappe a Milano e in provincia di
Bergamo, rispettivamente al mitico Leoncavallo e alla Festa della Solidarietà di
Calcio. Sul palco, insieme ai reggae rockers del capoluogo, saliranno i ragazzi
del Kdb Sound di Anzio, con le loro calienti selezioni roots.

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terracina-scoglio-delle-sirene-anni-60_bis

La Guida Blu boccia di nuovo Terracina come meta vacanze.
Addio anche all’unica vela che timidamente sventolava nel 2008. Anche quest’anno
Terracina come località balneare non piace troppo a chi ha il sesto senso per
certe cose e conferma la propria latitanza dalla Guida Blu, bissando la misera
figura dell’anno scorso. Le è toccata la stessa sorte di Fregene, Scauri e di
tutto l’arenile compreso tra Torvaianica e Tor San Lorenzo. Insomma. Località
marittime molto frequentate, eppure nessuna di loro ha meritato la sufficienza
degli esperti di Legambiente e Touring Club Italiano che ogni anno stilano una
sorta di vademecum per trascorrere l’estate all’insegna del rispetto
dell’ambiente. La Guida Blu, frutto del lavoro di indagine svolto dalla Goletta
Verde di Legambiente, premia i mari più balneabili e le spiagge più belle
d’Italia, analizzando il patrimonio costiero nazionale sotto molteplici punti di
vista e restituendo un’immagine ingrandita dell’Italia ‘balneare’. Nella Guida
Blu 2008 Terracina si era dovuta accontentare del 246esimo posto su 287 centri
balneari sparsi per l’Italia. Praticamente la città pontina si era piazzata
quasi nel fondo della lista. Tuttavia aveva totalizzato un punteggio superiore
alla sufficienza, entrando di diritto tra quelle località che meritavano
comunque di essere scelte come meta per una vacanza. Negli ultimi due anni,
invece, Terracina non ha nemmeno sfiorato la sufficienza, uscendo dalla lista
dei premiati. Già nel 2008 la legenda dei segni grafici non era stata una bella
lettura per Terracina, con un’unica vela; soltanto due stelline per premiare la
qualità ambientale della città intesa come paesaggio naturale, paesaggio
costiero, paesaggio urbano, qualità del costruito e vivibilità; due miseri
petali per la qualità dell’accoglienza. Totalmente assenti i punteggi sulla
pulizia del mare e delle spiagge, i luoghi di interesse storico-culturale (ma su
questo si poteva obiettare), fondali interessanti per l’attività subacquea,
presenza di servizi per i disabili, la sostenibilità ambientale. Negli ultimi
due anni si è riusciti a fare addirittura peggio, ed ecco qua che la città
pontina è stata messa alla porta dalla Guida Blu. E’ scaduto il tempo per
domandarsene le ragioni. Speriamo che non sia finito anche quello per trovare le
risposte e agire di conseguenza.
Pubblicato da Rita Recchia

18000 [17]

Terracina – Sulla rissa interviene Giuseppe Di Mauro, Segretario politico del consigliere Sciscione.
Una polemica che con la politica poco ha a che fare. Ma tiene banco, occupando
pagine e pagine. Che difende il privato, gli affetti, la famiglia, tirando in
ballo il privato dell’altro. Quando invece lo scontro anche duro dovrebbe essere
su altro. Su progetti, programmi e idee di sviluppo per la città. Un assaggio di
campagna elettorale in vista delle amministrative. Che in realtà è già iniziata
e che non promette niente di buono se queste sono le premesse. Un clima da
stadio, curva Sud vs curva Nord: vincerà chi urla più forte. In barba al
dialogo, alla discussione e al confronto sui programmi per la città. Fatti, non
chiacchiere. La riprova le dichiarazioni fatte dal Sindaco in apertura di
consiglio comunale che Giuseppe Di Mauro della segreteria del consigliere
regionale Sciscione definisce «affermazioni e considerazioni poco ponderate».
Nient’altro che «il furbesco tentativo di aizzare la rissa e la confusione
personalistica per nascondere le schiaccianti responsabilità politiche del
fallimento del suo modo di amministrare». Un fallimento senza precedenti. Che
«si manifesta sia a livello cittadino, con un paese che è arrivato ai livelli
più bassi dal dopoguerra, sia a livello istituzionale, con un Consiglio Comunale
ridotto ad una dequalificazione e ad uno scadimento senza precedenti». Un
tranello, oltre che un gioco al massacro, la rissa continua per la segreteria
politica del consigliere regionale. Che di contro continuerà «ad incalzare
politicamente il Sindaco e la maggioranza, chiedendo il conto delle proprie
scelte; delle incompatibilità manifeste tra chi fa l’imprenditore con il Comune
ed è allo stesso tempo amministratore; di tutte quelle opere pubbliche, anche
finanziate, da anni abbandonate a se stesse e di tutti gli appalti ed incarichi
esterni che si muovono secondo logiche di orticello politico e non di generale
interesse per il Paese». Contemporaneamente impegnandosi a costruire «un
progetto di risanamento, rinascita e rilancio della città nell’esclusivo
interesse pubblico». Obiettivo, governare non vincere le elezioni. Prima di
alleanze e strategie, la città. Le polemiche lasciano il tempo che trovano.
Distraggono e addormentano.

18000 [18]

Una maggiore sensibilità per accogliere gli alunni stranieri nelle scuole di
Terracina.
L’associazione interculturale «Maison Babel» ha inviato ai dirigenti
scolastici degli istituti una proposta per aumentare i servizi a favore dei
giovani studenti di origine non italiana. L’associazione presieduta da Shadadi
Ali (in foto), chiede ai presidi l’attivazione di un Protocollo di Accoglienza e
Integrazione. Un organo composto dal preside, dai docenti, da personale di
segreteria e mediatori culturali. Tra gli obiettivi della commissione, secondo i
piani di «Maison Babel», c’è quello di effettuare un colloquio con lo studente
e, ove possibile, con la famiglia durante il quale raccogliere informazioni
sulla situazione familiare dell’alunno, della storia personale, scolastica,
della situazione linguistica. La commissione avrebbe anche la finalità di
sostenere gli alunni arrivati da poco nella fase di adattamento al nuovo
contesto. Infine promuovere un programma specifico per gli alunni, dopo
un’accurata verifica delle competenze e delle abilità di ciascuno studente. Idee
la cui applicazione pratica, come sostenuto dall’associazione interculturale, si
rende necessaria a causa del sempre crescente afflusso di immigrati nel
territorio. La cui integrazione, è inevitabile, deve passare per la piena
accoglienza dei bambini nelle scuole locali in vista del loro inserimento futuro
nel tessuto sociale, culturale e lavorativo di Terracina. Dal proprio canto, il
presidente Shadadi Ali, auspica quanto prima una risposta positiva dei dirigenti
scolastici interpellati. Senza dimenticare che l’esigenza di percorsi scolastici
che tengano conto della presenza di alunni stranieri, è dimostrata dai numeri:
tra i banchi delle scuole dell’obbligo di Terracina nell’anno appena trascorso
erano seduti 152 immigrati.
F. A.

18000 [1]

Inchiesta usura. Il Tribunale del Riesame si riserva.
Hanno parlato poco. Soprattutto hanno scritto e depositato tutta quella serie di
documenti che secondo loro serviranno a convincere i giudici del Riesame a
rimettere in libertà i loro sette assistiti. Dal canto suo il Collegio dei
magistrati si è riservato e avrà tempo fino a giovedì per pronunciarsi. Altre
ore di attesa, dunque, per le persone di Terracina che dall’8 giugno si trovano
nel carcere di via Aspromonte. I sette, quasi tutti imprenditori del posto, sono
accusati di aver messo e tenuto in piedi un radicato giro di usura che avrebbe
strozzato un imprenditore di Terracina. Quando questo si è deciso a chiedere
aiuto allo sportello antiusura di Roma sono scattate le indagini dei carabinieri
del nucleo investigativo del comando provinciale capitolino. Due settimane fa il
blitz all’alba, e il resto è cronaca letta. Ancora sconosciuto, invece, l’esito
della decisione del Tribunale del Riesame, febbrilmente attesa dagli avvocati e
dai loro assistiti. Era inevitabile che le speranze si concentrassero tutte in
quella direzione dopo che il giudice per le indagini preliminari del tribunale
di Latina Tiziana Coccoluto aveva respinto le istanze di scarcerazione
depositate dai legali di cinque degli arrestati (Marco Popolla per Tonino e
Pasquale Iannucci e Piero Feuda; Lavinia Votta e Massimiliano Fornari per
Giuseppe Votta ed Erasmo Alfredo Percoco) nell’immediatezza dell’interrogatorio
di garanzia. Stesso iter, anche se qualche giorno dopo, per Sergio Coccia e
Roberto Percoco, assistiti rispettivamente da Massimo Basile e Adelindo
Maragoni. Speranze appese, quindi, al Tribunale della Libertà che nel tardo
pomeriggio di ieri non si era ancora pronunciato. Nessuna novità sulla strategia
difensiva degli avvocati, chiara e netta fin dall’inizio. Secondo i legali, le
accuse che hanno portato i sette dietro le sbarre si baserebbero solo ed
esclusivamente sulla denuncia e sulla ricostruzione della presunta vittima. Non
vanno, però, dimenticate le pagine di intercettazioni ambientali e telefoniche
contenute nell’informativa giudiziaria firmata dal gip Coccoluto. ”Il materiale
presentato dal denunciante è privo di qualsiasi riscontro e non è riconducibile
agli indagati- dice Massimiliano Fornari- Si tratta di fotocopie di effetti-
cambiali e assegni sprovviste di collegamenti diretti. Manca il termine di
paragone per provare che ci sia stata usura. Addirittura molte di quelle
fotocopie mancano della parte retrostante”. Dubbi espressi anche sulla perizia
del consulente del pm. ”Ci siamo affidati a un fiscalista che è giunto alla
conclusione che in quella perizia sarebbe stata usata una metodologia errata”.
Formule sbagliate, insomma. Per i difensori, sarebbero state smontate punto per
punto tutte le esigenze cautelari. Come sempre, però, la parola passa ai giudici.
Pubblicato da Rita Recchia.

francesi1798 [1]

IL ROTARY Club Terracina-Fondi si impegnerà nella ristrutturazione dell’edificio
«Gregorio Antonelli» adibito a casa-famiglia.
L’iniziativa è stata annunciata da
Luca Meineri, presidente del Club in occasione del suo insediamento con il
«passaggio della campana ». Afferma Meineri: «L’associazione ha come obiettivo
l’aiuto verso il prossimo, soprattutto se bisognoso. In quest’ottica il nostro
prossimo impegno sarà la ristrutturazione dell’edificio Gregorio Antonelli con
il Club Appia Antica». L’associazione non è nuova ad iniziative concrete sul
territorio: dalla copertura di mosaici nel centro storico alla pubblicazione di
un antico incunabolo per Fondi, e in ultimo la donazione all’ospedale «Fiorini»
di una postazione pc da utilizzare come database per i pazienti.

francesi1798 [2]

Camping ‘fittizio’. Procedono le indagini.
All’inizio controlli di tipo puramente edilizio e d’impatto ambientale. Ora,
però, le verifiche si starebbero allargando e punterebbero a capire l’effettiva
natura di quello che apparirebbe come una specie di campeggio estivo. Un camping
che non convince del tutto gli inquirenti che vogliono vederci chiaro e capire
se possano profilarsi gli estremi per un’informativa di reato alle autorità
giudiziarie competenti. Irregolarità soltanto di natura edilizia e ambientale,
oppure qualcosa che non quadra anche per questioni diverse? La vicenda è più
ingarbugliata di quanto potrebbe sembrare, e i vigili non si sbottonano visto
che le indagini sono appena iniziate. Al momento gli agenti del comandante
Vincenzo Pecchia hanno realizzato alcuni sopralluoghi sul posto e starebbero
lavorando a una dettagliata relazione sullo stato dei luoghi insieme a tecnici
comunali. Non si escludono, comunque, altri blitz. Questa specie di ‘camping’
copre una piccola parte di un’area privata piuttosto ampia dove nel corso del
tempo sono stati sistemati camper, baracche, manufatti di piccole dimensioni.
Sotto i riflettori sarebbe finito il funzionamento dello pseudo-campeggio.
Sembra, infatti, che i proprietari delle roulotte e dei vari manufatti non
posteggerebbero gratuitamente. Un’impresa ricettiva tutta da chiarire, insomma,
cercando di capire se esista uno o più responsabili. Una situazione, comunque,
andata avanti per anni fino alla settimana scorsa. Alcuni di questi
‘campeggiatori’ si sarebbero rivolti alle forze dell’ordine perché quel posto
andrebbe lasciato quanto prima. Ma a loro questa cosa non andrebbe giù,
soprattutto se, come gira voce, avrebbero già versato dei soldi per garantirsi
la postazione. I primi controlli della polizia municipale si erano concentrati
prettamente su questioni di presunto abusivismo edilizio. Affatto una novità per
il Sisto, dunque. Ora, però, potrebbero allargarsi e toccare altre questioni per
verificare se qualcuno, fino a oggi, abbia potuto approfittare della situazione.
Ci sarebbe, inoltre, da chiarire anche perché soltanto ora, così all’improvviso
da un giorno all’altro, questo ‘camping’ abbia tanta fretta di smontare le tende.
Pubblicato da Rita Recchia

francesi1798 [3]

francesi1798 [4]

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terracina-scoglio-incantato-2_bis

Il danno ambientale prima, economico poi. Si legge nelle poche righe di un
provvedimento d’urgenza firmato nei giorni scorsi dal responsabile del
Dipartimento dei lavori pubblici del Comune di Terracina. Un atto di gestione
che affida a una ditta di Latina lo smaltimento di rifiuti pericolosi trovati
anzitempo dagli uomini della Forestale durante i giri di controllo nelle zone
extraurbane. Concutella, Pantani d’Abbasso, Inferno, Pietra Stretta, le aree
dove hanno scovato una tonnellata e mezzo di rifiuti di varia natura. Ben 700
quintali sono risultati pericolosi. Scaricati da ignoti, come si legge nel
provvedimento, ovvero da criminali mascherati da imbecilli che gettano senza
ritegno pneumatici, batterie, lana di vetro, olii e quant’altro. Non è un caso
che il dipartimento oltre ad assegnare i lavori di pulizia e smaltimento chiede
alla ditta specializzata di effettuare un’attenta analisi dei terreni attraverso
dei carotaggi e relazionare gli organi competenti sull’effettivo stato dei
luoghi. Ovvero, se i liquidi di scolo abbiano o no contaminato la terra e siano
arrivati troppo in fondo, vicino a eventuali falde acquifere. Un’operazione che
costa alle casse comunali 20.000 euro. Oltre a far male alle tasche di tutti i
cittadini, getta ancora di più nello sconforto tutti. Lo sanno bene i volontari
del Wwf che si prodigano per diffondere la cultura del rispetto della natura e
dei doveri civici. L’ultima volta lo hanno fatto organizzando i punti raccolta
dei rifiuti ingombranti. Ogni domenica, grazie alla collaborazione di Terracina
Ambiente, che almeno su questo tema si è dimostrata sempre sensibile, ogni
cittadino di buona volontà poteva svuotare mansarde e garage da ogni
ferrovecchio e portarlo nei punti di raccolta dove poi venivano dislocati a
seconda dello smaltimento. Evidentemente non è ancora abbastanza.
F. Coc.

18000 [11]

Che le cose tra il sindaco di Terracina Stefano Nardi e il neo consigliere
regionale Gianfranco Sciscione non sono mai andate per il verso giusto lo
sapevano tutti.
E ieri è arrivata la conferma. Sciscione ha querelato Nardi per
le affermazioni che il primo cittadino ha pubblicamente esternato nel corso
dell’ultimo consiglio comunale. Lo ha fatto inserendo nell’ordine del giorno le
tradizionali “comunicazione del sindaco” utilizzandole per sottolineare come una
televisione locale (riferendosi all’emittente di proprietà del consigliere
regionale) abbia distorto l’informazione relativa all’incendio delle due auto di
moglie e figlia associandole a fatti di criminalità. E inoltre ha evocato la
storia dell’appalto per la trasmissione dei consigli comunali leggendo in aula
alcuni documenti riservati. Insomma quanto bastava per suscitare le ire di
Gianfranco Sciscione che senza mezzi termini ieri lo ha sfidato a un confronto
pubblico in piazza non senza aver già iniziato l’azione legale. «In riferimento
a quanto da lei affermato nella seduta del consiglio comunale di lunedì, – si
legge nelle breve nota – l’onorevole Gianfranco Sciscione nonché tutte le
maestranze del gruppo editoriale di Lazio Tv, sentendosi lesi nella loro
onorabilità, le chiedono come è giusto in democrazia, diritto di replica».
Invitano Nardi a un confronto pubblico «in presenza di telecamere da tenersi a
sua scelta o negli studi di Lazio Tv o in piazza Garibaldi, il giorno 25/06/2010
alle 19». E chiosa finale «sicuri che non si sottrarrà a tale confronto, la
aspettiamo. Sappia però che l’aspetto legale della faccenda, con eventuali
risvolti, siano essi civili che penali ha già avuto inizio». E indicano anche il
termine delle 24 ore per ricevere risposta alla sfida “a mezzo fax”. Gli
ingredienti ci sono tutti per prevedere che nei prossimi giorni il duello andrà avanti.
F.Coc.

18000 [12]

“La Memoria Archiviata”, l’evento il 29.6.2010
I ragazzi del Laboratorio di Storia del Liceo “Leonardo da Vinci” presenteranno
martedì 29 giugno 2010 alle ore 17.30, presso l’aula del Consiglio comunale, il
loro ultimo lavoro “La memoria archiviata”. Presenzieranno all’evento il sindaco
Stefano Nardi, Luciano Pecchia, assessore alla cultura, Carmelo Palella,
dirigente scolastico del Liceo “Leonardo da Vinci”, Maurizio Trani, dirigente
scolastico dell’Istituto Comprensivo “Don Milani”. Gli studenti e i docenti
raccontano la loro esperienza.
Con invio a partecipare.
Terracina, 23 giugno 2010
C/59/L

18000 [13]

Presentazione del libro “Assalto al PM” di Luigi de Magistris
Data: lunedì 28 giugno 2010
Ora: 21.00 – 22.30
Luogo: Sala convegni Coop
Via:Piazzale Coop a Terracina
Il Terracina Social Forum ha l’onore di ospitare Luigi de Magistris,
europarlamentare di Italia dei Valori ed ex magistrato. Luigi de Magistris, un
uomo che amava il proprio lavoro di pubblico ministero, che lo svolgeva con
senso del dovere ma anche con molto coraggio, proveniente da una famiglia in cui
il padre ed il nonno erano stati a loro volta magistrati, costretto dai poteri
forti a rinunciare alla propria passione, al sogno che aveva inseguito fin da
quando era bambino. Dalla sua vicenda, umana e professionale, ha tratto un
bellissimo libro: “Assalto al PM. Storia di un cattivo magistrato”, pubblicato a
maggio 2010 con la casa editrice Chiarelettere. «È bene che queste cose gli
italiani le sappiano. Espulso il disturbatore de Magistris, la classe dirigente
può tornare alla serenità di sempre». (Marco Travaglio) Le sue indagini:
legittime e fondate. La sua cacciata: illecita. Lo ha stabilito la Procura di
Salerno: in questo libro dolente e appassionato, per la prima volta, de
Magistris racconta tutto. Gli sgambetti dei superiori, come sono nate le
inchieste, da quelle meno note ma importantissime (“Shock”, “Artemide”,
“Splendor”) fino alle più conosciute “Why not”, “Poseidone” e “Toghe lucane”.
Ecco come opera la “nuova P2”, nella complicità tra insospettabili e criminali.
‘Ndrangheta, colletti bianchi e borghesia mafiosa. Oggi tanto si parla di
riforma della giustizia, di durata dei processi, di stop alle intercettazioni.
Questa storia esemplare dimostra cosa c’è dietro: la volontà politica di avere
una magistratura programmata per servire. Conclude il testo la postfazione di
Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo. In Appendice tutte le lettere e
i documenti del caso de Magistris.

18000 [14]

I.C.I. – Imposta Comunale Immobili 2010
Le aliquote da applicare per la determinazione dell’imposta, possono essere
consultate nella delibera del Consiglio Comunale n.62 del 27.04.2007
(scaricabile dal Sito del Comune: home page – Il Comune – Deliberazioni C.C.),
che ha modificato le aliquote precedenti e che permangono anche per l’anno
d’imposta 2010.
Il versamento, in due rate di pari importo, deve essere effettuato, il primo
entro il 16 giugno e il secondo entro il 16 dicembre.
Il versamento può essere effettuato in due modi: – si potrà usare il modello
F24, anche telematico, indipendentemente dalle scelte fatte dai Comuni con i
propri regolamenti;
- sul bollettino di c.c.p. n. 88735543, intestato ad EQUITALIA GERIT s.p.a. -
TERRACINA LT I.C.I.
Se l’imposta non verrà corrisposta entro le scadenze suindicate, è possibile
effettuare il versamento attraverso l’istituto del ravvedimento operoso su
apposito modello (scaricabile dal Sito Comunale – Home Page- IL COMUNE -
Struttura:Dipartimento Risorse Finanziarie – Sottostruttura: Settore Entrate -
ICI), allegando copia del versameto comprensivo di sanzioni e interessi
rispettivamente: – 3% sanzione annuale; – 4% interessi legali /aumentati di 3
punti come da regolamento vigente in questo Comune).

18000 [15]

25 giugno 2010- “La notte delle paure” – Antiche leggende e racconti da brivido passeggiando sulle antiche mura di Terracina.
Antiche leggende e racconti da brivido sono ancora attuali
Lupi mannari, fantasmi buoni o dispettosi, figure senza testa, si
affacciano ai balconi o passeggiano sulle antiche mura di Terracina.
Un percorso alternativo per scoprire angoli nascosti di una città dai
mille volti.
Appuntamento alle ore 21.00 presso il P.le Stazione Ferroviaria, Terracina
Costo 10,00 € adulti – 6,00 € dai 6 ai 12 anni

18000 [16]

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terracina-villa-selma-anni-50_bis

Prima fumata nera ieri con l’assegnazione dei posteggi del mercato a villa
Tomassini.
Nessuno dei 50 commercianti del «giovedì» convocati per la prima
tranche è salito negli uffici del dipartimento Commercio per scegliere lo stallo
in cui posizionare il banco, nella nuova area di via Firenze. Gli ambulanti
c’era – no, ma per fare un picchetto di protesta contro la decisione de ll’ammi
nistrazione comunale di procedere all’as s eg n azione senza che l’area di via
Firenze sia ancora stata attrezzata. Picchetto che proseguirà fino a venerdì,
con una presenza sempre crescente di imprenditori. Negli uffici di villa
Tomassini, ieri, una vera e propria task force da Palazzo: c’era il consigliere
comunale Pietro Palmacci, l’as – sessore Luciano Pecchia, il presidente del
Consiglio comunale Patrizio Avelli, il capogruppo del Pri Loreto Maragoni. È
tuttavia andato a vuoto ogni tentativo di dialogo: il presidente della Fiva
Roberto Delle Fontane, insieme con quello di Confesercenti Sergio Vasconi e
Francesco Pezzano dell’Ascom sono stati ricevuti dal Comune, a cui hanno
chiesto, ancora una volta l’accesso agli atti amministrativi per verificare che
vi siano le autorizzazioni di tutti gli enti all’i d on e it à dell ’area. «Noi
diciamo sì all’area di via Firenze, ma non nelle condizioni in cui versa
attualmente – dicono le associazioni di categoria -. A nostro avviso gli spazi,
così come sono stati progettati, non sono idonei. Se ci sono carte che
dimostrano il contrario, ce le mostrassero». Di tutt’altro avviso il consigliere
Pietro Palmacci, delegato dal sindaco a sbrogliare questa grana: «L’area è
idonea, ma è una questione che non riguarda la scelta dei posteggi. Oggi è il
momento dell’assegnazione, il trasferimento avverrà quando l’area sarà
attrezzata, e lo sarà nel giro di 15 giorni. Sarà migliore di quella attuale.
Manca solo la volontà di andare avanti». Una cosa, per Palmacci, non si discute:
«Il trasferimento andrà avanti. Quell’area è stata scelta dai commercianti. Dopo
5 anni di tira e molla il sindaco è deciso a concludere l’iter. Il Comune non
può continuare a spendere i soldi della collettività inutilmente. Abbiamo
acquistato i bagni, a breve l’area avrà tutto ciò di cui ha bisogno. Sono 5 anni
che andiamo incontro ai commercianti, ora è il momento che tutti facciano un
passo indietro». Gli uffici comunali continueranno a lavorare fino a venerdì.
Poi, si apprende, si procederà con le assegnazioni d’ufficio. Ma l’ipo – tesi
più nera si fa sempre più strada: il sindaco Stefano Nardi è pronto ad emettere
un’ordinanza di sospensione se gli ambulanti non accetteranno di procedere al
trasloco. A quel punto, sarà già guerra aperta.
Diego Roma

I PALI in legno si piegano sotto la forza delle onde, l’acqua avanza
inesorabilmente, e ogni momento potrebbe essere quello fatale per far crollare
le strutture.
Non ci sono parole per descrivere la drammatica situazione in cui
si trovano alcuni chioschi sul litorale di Terracina. Quella che combattono gli
operatori contro l’ero – sione è una lotta impari. Dopo un’inve r n a t a
spietata, in cui le mareggiate hanno spazzato via ettari di spiaggia, anche
l’esta – te sta trasformandosi in un incubo. Qualcuno pensa già alla soluzione
estrema: smontare, prima che il mare porti via anche le strutture e metta a
rischio l’incolumità delle persone. È un pianto amaro ovunque, ma tra Badino e
Sisto la situazione è disperata. Chioschi a rischio crollo, enormi sassi, non un
ombrellone, la sicurezza ridotta ai minimi termini. Le speranze di veder
iniziare i tanto annunciati lavori di ripascimento si riducono come gli arenili.
Gli annunci si susseguono: si parte oggi, domani, mercoledì. Ma le parole della
politica, che aveva fatto a gara su chi dovesse prendersi i meriti, stanno
lasciando il posto a un desolante silenzio. Di fronte al disastro, non una
parola viene spesa. C’è, oggi, un solo fatto certo: la situazione sul litorale,
è di piena emergenza. Anche sul litorale cittadino il maltempo dei giorni scorsi
ha visto una spietata avanzata del mare. Il presidente del Sib locale, Fabio
Minutilli, lancia un appello: «È una situazione drammatica – dice – molti
operatori rischiano di chiudere la stagione prima che inizi. Qualcuno è deciso a
smontare il chiosco. Serve la somma urgenza». Si attende che si dia corso al
milione e mezzo di euro stanziato dalla Regione. I balneari intanto ipotizzano
di chiedere un risarcimento danni a Comune e Regione, per i lavori di
manutenzione mai eseguiti dopo il ripascimento del 2006. Ma anche questa, oggi,
appare una magra consolazione.
Diego Roma

Il tribunale della libertà di Roma si è riservato sulla richiesta di
scarcerazione per i sette imprenditori arrestati due settimane fa con le pesanti
accuse di tentata estorisione ed usura.
Ieri pomeriggio si è svolta l’udienza in
cui gli avvocati dei presunti usurai hanno spiegato i motivi per cui ritengono
opportuna una diminuzione della restrizione in prigione per i propri
assistiti. I giudici del quarto collegio della sezione penale del Tribunale
hanno deciso di prendere tempo e scioglieranno le riserve solo nelle prossime
ore. Nonostante ci sia tempo fino al prossimo 24 giugno per la pronuncia, la
decisione dovrebbe arrivare già oggi. Giuseppe Votta, Erasmo e Roberto Percoco,
Pasquale e Tonino Iannucci, Piero Feuda e Sergio Coccia restano in carcere per
il momento. Gli avvocati che difendono i presunti usurai – Marco Popolla,
Massmiliano Fornari, Adelindo Maragoni e Massimo Basile – hanno sostenuto la
mancanza di gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati. Hanno anche
eccepito la mancanza d el l ’esigenza della misura cautelare in carcere per i
sette arrestati. Saranno ore decisive per gli imputati, finiti in prigione su
disposizione del giudice Tiziana Coccoluto. Le indagini condotte dai
carabinieri del nucleo investigativo di Roma, hanno portato alla luce un giro
vorticoso di prestiti a strozzo di cui le sette persone arrestate sono ritenute
responsabili. La vittima è un noto albergatore di Terracina che negli ultimi
anni, secondo le prove raccolte dagli inquirenti, avrebbe accumulato un debito
con gli usurai di 15 milioni di euro. Proprio la denuncia dell’imprenditore
finito nella rete dei prestiti a strozzo, ha dato il via alle indagini dei
carabinieri di Roma. Fino al blitz a Terracina scattato alle prime ore
del mattino dello scorso 8 giugno. Oggi i giudici del tribunale del Riesame di
Roma scioglieranno le riserve e decideranno se i sette imprenditori dovranno
restare in carcere.
Francesco Avena

«OGNI giorno i carabinieri vigilano sulla sicurezza dei cittadini lavorando
sulle strade, indagando per scoprire se sul territorio avvengono azioni
malavitose».
Con queste parole il comandante provinciale dei carabinieri di
Latina, il colonnello Roberto Boccaccio, ha spiegato in estrema sintesi l’im peg
no quotidiano dei militari dell’Arma al servizio dei cittadini. Insieme al
capitano Alessandro Giordano Atti, comandante della compagnia dei carabinieri di
Terracina e ai militari dell’Arma della locale stazione, è stato festeggiato nei
giorni scorsi il 196esimo anniversario della fondazione del corpo dei
carabinieri. Una celebrazione che ha visto riuniti, presso il «Paradiso di
Barchi» sull’Appia, molti cittadini, autorità, rappresentanti di tutte le forze
dell’ordine terracinesi. Durante la festa si sono svolte alcune premiazioni nei
confronti di concittadini meritevoli, ma è stato anche il momento per riflettere
sulla storia dell’Arma e della sua presenza per garantire la sicurezza delle
persone e la salvaguardia della legalità. Il capitano Atti ha fatto gli onori di
casa accogliendo appunto le autorità locali e provinciali presenti alla
splendida iniziativa. Il capitano ha anche ringraziato pubblicamente tutti i
militari della locale stazione dei carabinieri: «Nel comprensorio di competenza
della Compagnia di Terracina – ha spiegato Atti – i militari operano con forte
senso del dovere e spirito di sacrificio, indossando con senso di responsabilità
e dedizione la prestigiosa divisa dell’A rma ». Un impegno che i militari, è
stato sottolineato nel corso della celebrazione del 196esimo anniversario della
fondazione del corpo, viene dimostrato sul campo quotidianamente con
professionalità, prevenzione dei reati e interventi immediati non appena arriva
una richiesta di aiuto.
F. A.

MENTRE la città affonda in uno dei suoi momenti più difficili da un punto di
vista economico e sociale, la maggioranza si affanna nelle baruffe interne.
Il
segretario del Pd, Alessandro Di Tommaso, torna ad accusare una gestione «poco
responsabile » della cosa pubblica da parte dell’amministrazione comunale.
«Il sindaco Stefano Nardi – accusa Di Tommaso – si trova a fare i conti con l’e
n ne s i m a bufera tutta interna alla maggioranza. Con gli ormai ex colleghi
del Pdl che restano fedeli ai soliti capi bastone provinciali, ma che sembrano
non perdonargli più nulla». Al centro della bagarre in maggioranza, secondo il
segretario del Pd, le nuove contestate nomine assessorili a consiglieri
comunali. I «saggi» che hanno fatto storcere il naso a più di qualcuno dello
schieramento del sindaco Nardi. «Una maggioranza che di fatto esiste solo sulla
carta e che è tenuta in vita dalla sola impossibilità del sindaco di procedere a
nuove nomine in giunta. Il tutto mentre il fallimento dell’am – ministrazione è
totale». Rifiuti in strada, zone lasciate al buio per risparmiare sulla corrente
elettrica, termina Di Tommaso, sono solo alcuni dei disservizi dovuti a una
cattiva condotta amministrativa.
F. A.

SONO stati installati eppure non entrano ancora in funzione: alcuni parcometri
non ne vogliono proprio sentire di mettersi al servizio degli automobilisti.
E
così le colonnine, invece di ingoiare monete e rilasciare scontrini e ticket per
le strisce blu, espongono un cartello. Il cui contenuto lascia pochi dubbi agli
automobilisti: «Fuori servizio. Per i ticket parcheggio rivolgersi ai
rivenditori autorizzati». E questo significa che i «grattini» vanno reperiti
altrove. I casi di impianti fuori uso sono diversi: in alcune strade le
colonnine distributrici di ticket sono ancora incappucciate. In altre aree
strategiche, come nel piazzale di villa Tomassini e nella zona di piazza
Donatori di sangue, di fronte al palazzetto dello sport, i parcometri non sono
incappucciati ma espongono il cartello. Che siano guasti o semplicemente non
ancora in funzione, nonostante sia già trascorso qualche giorno dalla loro posa
nei punti stabiliti dall’ammini – strazione comunale, di fatto gli impianti non
sono in servizio. Numerose le segnalazioni dei cittadini, che protestano contro
la mancata entrata in funzione dei parcometri. Un disagio che, è questo
l’augurio degli automobilisti, si spera possa terminare il prima possibile.
F. A.

SPAZIO alla musica e al divertimento. L’associazione «Pensionati
e Amici» organizzerà gli eventi «Spettacoli Musicali in
Piazza Buozzi». Per cinque sabato e una domenica si ballerà e si
riderà in compagnia. Inizio previsto per sabato prossimo con balli
in piazza; il 3 luglio invece largo alle barzellette del pubblico
partecipante; il 10 ancora si ballerà con Franco e Simone, il 24
invece ci sarà il concerto della banda musicale di Terracina; un
altro ballo in piazza si terrà per il 31. Infine domenica 8 agosto
ci sarà una corrida nostrana, «Dilettanti alla ribalta», con la
partecipazione straordinaria del maestro Vittorio Palmacci e la
sua orchestra. Ci si potrà esibire come cantanti, musicisti,
prestigiatori, poeti, ballerini o esibire qualsiasi talento si voglia.
Ci saranno premi per tutti. Chiunque voglia partecipare attivamente
agli spettacoli può contattare il numero 338/8710949.

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terracina-copertina-tribuna-illustata-grave-fatto-di-sangue-a-terracina-1902_bis

Terracina e i suoi scheletri di cemento e cubature inutilizzate. Il tour tra gli
edifici abbandonati non risparmia il centro cittadino come la periferia: lo
Squero nei pressi delle autolinee, l’ex Sep al porto, il cantiere dell’ex sito
industriale Desco sulla Pontina. Senza dimenticare la vasta area in cui si sono
interrotti i lavori per realizzare il villaggio turistico «Green Village» sulla
Provinciale per San Felice Circeo. E poi la struttura del vecchio ospedale in
via San Francesco. I motivi che hanno reso questi edifici degli scheletri sono
diversi e raccontano uno scorcio di amministrazione «distratta», di
abusivismo edilizio in riva al mare, di infiltrazione malavitosa nel territorio
terracinese. Il viaggio comincia nel centro cittadino con lo stabile del vecchio
palazzo del Consorzio di Bonifica, nei pressi della stazione degli autobus.
Nonostante la possibilità negli anni passati per l’amministrazione comunale di
acquisire l’edificio, oggi la struttura è avvolta nel degrado più totale.
Ricovero per senzatetto e rom, nei piani poi sfumati del Comune lo Squero
avrebbe dovuto costituire un impianto di informazione turistica in un’area di
grande pregio come quella di via Roma. Ci spostiamo in un’altra zona di
importanza strategica: il porto. Dove si era parlato di far traslocare i
cantieri Rizzardi per la realizzazione di yacht e imbarcazioni di lusso da
Sabaudia, oggi la vergogna dell’ex Sep è sotto gli occhi di tutti (anche dei
molti turisti che ogni giorno se lo vedono sfilare davanti agli occhi mentre si
recano a prendere i traghetti diretti alle isole pontine). Vetri rotti, murales
sulle pareti, un impianto che potrebbe costituire un rilancio dell’attività da
diporto terracinese e che invece resta sommersa dal degrado. Sulla Pontina
spunta il cantiere fatiscente e in odore di criminalità organizzata dell’ex
Desco. La maxi cubatura di 30 mila metri quadri è stata sequestrata nei mesi
scorsi in seguito all’operazione « Arcobaleno » della Dda che ha stroncato
il clan camorristico dei Mallardo, i cui affiliati sono accusati di aver
investito soldi sporchi per realizzarvi strutture ricettive e abitative. Una
volta concluso, l’edifi – cio avrebbe dovuto costituire il centro residenziale
perno di un rilancio più generale dell’area. E invece.. .Terracina e i suoi
scheletri, una situazione che negli ultimi anni è degenerata. E la cui
soluzione, oggi, appare quanto mai lontana.
F. A.

18000 [2]

Gli avvocati difensori dei sette presunti usurai di Terracina sperano nel
Tribunale del Riesame di Roma.
Oggi la parola passa al Tribunale della Libertà
sul giro di soldi prestati, secondo gli inquirenti, a tassi che sono andati ben
al di sopra di quelli legali. Sono trascorsi venti giorni da quando i
carabinieri del nucleo investigativo di Roma bussarono alle porte di diversi
soggetti, quasi tutti imprenditori di Terracina, arrestandone sette e
indagandone a piede libero altri undici. Tutti accomunati dall’accusa di aver
mandato sul lastrico un altro imprenditore, attivo nell’edilizia con interessi
anche nel settore alberghiero, che per anni avrebbe ottenuto prestiti con
interessi da capogiro. È andato tutto liscio fino a quando ha deciso di
denunciare il vortice nel quale sarebbe rimasto impigliato per oltre un
decennio, rivolgendosi allo sportello antiusura della capitale. Da lì le serrate
indagini dei carabinieri e le sette ordinanze di custodia cautelare firmate dal
gip del Tribunale di Latina Tiziana Coccoluto. In realtà la misura della
restrizione in carcere era stata richiesta anche per altre tre persone, ma per
loro non si è ritenuto esistessero gli estremi per giustificare il carcere. Dopo
l’operazione, c’erano stati gli interrogatori di garanzia per Giuseppe Votta,
Piero Feuda, Pasquale e Tonino Iannucci, Erasmo Alfredo Percoco, Roberto Percoco
e Sergio Coccia. Marco Popolla e Massimiliano Fornari, avvocati difensori dei
primi cinque imputati, avevano depositato immediatamente istanza di
scarcerazione al Tribunale di Latina, e lunedì scorso era giunta la decisione di
rigetto del gip Coccoluto. Tutti rivolti al Tribunale del Riesame della
capitale, dunque. I giudici esamineranno oggi le richieste depositate dal
collegio difensivo e non si esclude un loro responso nella stessa giornata.
di FABIO COCCIA

18000 [3]

Casa-famiglia ‘Gregorio Antonelli’, ristrutturazione by Rotary.
La ristrutturazione dell’edificio che ospita la casa-famiglia ‘Gregorio
Antonelli’, a Terracina. Questo il prossimo impegno preso con il territorio dal
Rotary Club Terracina-Fondi. Lo ha annunciato venerdì sera Luca Meineri, decimo
presidente del R.C. Terracina-Fondi in occasione del ‘Passaggio della Campana’
con il presidente uscente, Attilio Giffenni. Quest’ultimo era ‘moralmente’
presente dal momento che non ha potuto partecipare alla serata al ‘Grappolo
d’Uva’ perché fuori città, ma ha salutato tutti con una lettera letta dal vice-
presidente Adriano Zoina. E’ stato quest’ultimo che ne ha fatto le veci nella
consegna del testimone a Luca Meineri. Una serata cominciata con il saluto alla
bandiera, l’inno di Mameli e l’inno del Rotary Club, alla presenza dei soci
rappresentativi dei due Comuni, delle autorità e di numerose personalità
provenienti da tutti i Club del Distretto Rotary 2080. Emozionato il nuovo
presidente, che ha voluto ribadire i valori fondanti del Rotary: ”Si tratta di
un’associazione internazionale apartitica e aconfessionale, che si propone
l’impegno per la pace e per l’aiuto verso il prossimo, soprattutto se
bisognoso”. Senza ovviamente dimenticare le realtà locali di appartenenza. ”Il
nostro prossimo impegno sarà la ristrutturazione dell’edificio Gregorio
Antonelli con il Club Appia Antica”. Del resto per il R.C. Terracina-Fondi non
si tratta della prima iniziativa a favore del proprio territorio. Qualche anno
si sono occupati della copertura del mosaici di via Greggi, nel centro storico
alto di Terracina; hanno curato la pubblicazione a Fondi di un incunabolo unico
risalente al 1400 e fruibile da ricercatori e studiosi presso la biblioteca
comunale di Gaeta; i giovani del Rotaract Club Terracina-Fondi, presenti anche
venerdì sera, hanno donato alla biblioteca dell’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ una
postazione pc per organizzare un’utilissima banca-dati nella quale inserire i
pazienti affetti da diabete con tutti i vantaggi che possono arrivare dalla
moderna e veloce tecnologia della rete web. Una realtà, dunque, fattivamente
presente a Terracina e a Fondi.
Pubblicato da Rita Recchia

18000 [4]

Oggi è il momento della verità per il trasloco del mercato settimanale.
Per il pomeriggio sono convocati i primi 40 ambulanti per la scelta dei posteggi
nella nuova sede di via Firenze, dove le bancarelle dovrebbero trasferirsi agli
inizi di luglio. L’associazione di categoria FIVA minaccia una ferma
opposizione. Si inizierà alle 16,30 presso gli uffici comunali di villa
Tomassini. A 40 la volta fino a venerdì. Ognuno dei commercianti sarà chiamato
ad effettuare la propria scelta, seguendo l’ordine di una graduatoria già a suo
tempo stilata. L’amministrazione comunale è determinata ad effettuare un tale
passaggio procedurale, dopo aver speso i soldi del denaro pubblico per allestire
l’area in questione, ritenendola più adatta per ragioni logistiche e di
sicurezza. Dall’altra parte trova gli ambulanti, determinati a far valere le
proprie ragioni del «no». Oggi stesso, alle 17,00, la FIVA Confcommercio terrà
una conferenza stampa. Interverrà Roberto Delle Fontane, presidente provinciale
della FIVA, Francesco Pezzano presidente dell’Ascom di Terracina, Marrigo Rosato
funzionario della Confcommercio e l’avv. Raffaele Scirè, dell’ufficio legale
FIVA Confcommercio. Nella circostanza «verranno illustrati i passaggi e le
azioni legali intrapresi, affinché sia messo in atto un trasferimento
esclusivamente sancito dalla norma». E’ la terza volta che si procede con la
convocazione per la scelta dei posteggi. L’ultimo stop della serie si è
registrato a gennaio scorso, quando, per le abbondanti piogge, la zona del nuovo
mercato si presentava allagata. «Una volta un motivo, una volta l’altro. Sono
tutti pretesti» commenta Pietro Palmacci, consigliere comunale delegato dal
sindaco a seguire la vicenda dello spostamento, il quale ricorda come
nell’autunno scorso l’associazione di categoria abbia firmato a favore dello
spostamento. Alla procedura di oggi guardano con attenzione anche i residenti
della zona di viale Europa e via Arene, i quali sperano di veder finita una
servitù, che da anni li tormenta.

Er.Ber.

18000 [5]

Una onlus che puzza. Controlli lungo il Sisto.
Una sorta di ‘dubbio’ campeggio estivo sul quale si sono accesi i riflettori.
Prima quelli dei carabinieri e ora quelli della polizia municipale di Terracina.
Negli ultimi giorni gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia stanno eseguendo
una serie di verifiche, per il momento di carattere edilizio, all’interno di un
terreno lungo il canale Sisto, dalla parte opposta rispetto alla foce del corso
d’acqua. Si tratta di un’area privata, piuttosto ampia, sulla quale nel corso
del tempo sono stati sistemati camper, baracche, manufatti di piccole
dimensioni. Il tutto sembrerebbe gestito da uno degli operatori del Sisto che
avrebbe messo su questa sorta di villaggio-vacanze sottoforma di una onlus,
invitando i ‘soci’ a versare una quota annua per mantenere il posto. Questa
situazione sarebbe andata avanti per anni, senza che nessuno dicesse nulla, fino
a oggi. Voci di corridoio, infatti, dicono che da circa un anno quel terreno
sarebbe stato acquistato da una società pronta già a costruire, con tanto di
autorizzazione comunale. In pratica quello sarebbe il posto destinato agli oltre
200 mini-appartamenti pensati dall’amministrazione comunale, quattro piani di
edilizia convenzionata con unità immobiliari da 47 a 52 metri quadrati su una
superficie di circa 215mila metri quadrati. La parte occupata dal ‘campeggio’
va, dunque, sgombrata. E anche con una certa fretta. La cosa starebbe
preoccupando i ‘soci’ pagatori, e più di qualcuno si sarebbe lamentato con le
forze dell’ordine. Ecco, dunque, i controlli, che sono soltanto all’inizio.
Pubblicato da Rita Recchia

18000 [6]

Altri due indagati a piede libero nell’indagine sul presunto giro di soldi
prestati a strozzo.
Mentre si avvicina la data del 21 giugno, quando la parola
sul presunto giro di usura a Terracina passerà al Tribunale del Riesame di Roma,
continuano a trapelare nuovi particolari sulla complessa indagine. Come il fatto
che le persone al momento soltanto iscritte nel registro degli indagati sono
undici. All’inizio si era detto otto, per poi diventare nove e, infine, undici.
Numeri importanti. Numeri pesanti perché ciò vuol dire che le persone
complessivamente coinvolte nella vicenda scoperta dal nucleo investigativo del
comando provinciale di Roma sono ben 18. Quasi due decine di soggetti che
vivono, lavorano e insistono sullo stesso territorio di Terracina, tutt’altro
che una metropoli, e che, naturalmente secondo gli inquirenti, avrebbero
incancrenito il tessuto socio-economico locale praticando il prestito di soldi
con tassi usurai. Naturalmente restano fermi su posizioni contrarie i legali
difensori delle sette persone finite in carcere quasi due settimane fa. Per
cinque di loro il gip Tiziana Coccoluto ha rigettato le istanze di scarcerazione
chieste dai difensori Massimiliano Fornari e Marco Popolla subito dopo
l’interrogatorio di garanzia. Per tutti e sette, comunque, nessuno escluso, il
prossimo passo decisivo sarà il Tribunale del Riesame che tra lunedì e martedì
potrebbe pronunciarsi. Resta ferma sulle posizioni espresse fin dall’inizio la
linea difensiva dei legali di Tonino e Pasquale Iannucci, Giuseppe Votta, Erasmo
Alfredo Percoco, Roberto Percoco, Piero Feuda e Sergio Coccia. L’intero impianto
accusatorio si baserebbe sulle sole ricostruzioni fatte dalla presunta vittima
dell’usura, con riscontri definiti ”assolutamente deboli”. Nelle prove fornite
dall’imprenditore che ha denunciato gli altri mancherebbe la riconducibilità
agli indagati e tutto si baserebbe soltanto sulla sua parola. Fin da subito gli
avvocati difensori (oltre a quelli già citati, Massimo Basile e Adelindo
Maragoni) hanno espresso dubbi anche sulla perizia stilata dal consulente
dell’accusa, trovandola assolutamente inadeguata, anche per quanto riguarda le
stesse formule matematiche usate per calcolate i tassi d’interesse praticati sui
soldi prestati. Dall’altra parte, però, ci sono quasi 70 pagine dell’ordinanza
firmata dal gip Coccoluto dove compaiono anche decine di nomi di battesimo con
la nota a capo dove si legge ”soggetto in corso di identificazione”. Una
vicenda tutt’altro che conclusa, dunque.
Pubblicato da Rita Recchia

18000 [7]

Ladri in casa del pm.
Ennesimo furto all’interno di un residence, sulla Provinciale Badino, nel
territorio di Terracina. Stavolta la vittima degli immancabili topi
d’appartamento è stato il sostituto procuratore Giuseppe Miliano. Il copione
dell’episodio è praticamente la fotocopia di tutti gli altri simili che
continuano ad accadere nelle lottizzazioni del litorale extra-urbano, facilmente
raggiungibili sia dalla strada che dalla vicina spiaggia. Dopo aver scavalcato
la recinzione che circonda la villa, i ladri sarebbero entrati forzando un
accesso retrostante senza provocare particolari danneggiamenti e, soprattutto,
senza far troppo rumore visto che il padrone di casa, che in quel momento era in
casa e stava dormendo, si è accorto di quanto avvenuto soltanto ieri mattina.
Probabile che gli ignoti malviventi si siano dati da fare rovistando nelle varie
stanze del primo piano. Non è da escludere che abbiano continuato la
perlustrazione anche nella zona notte. I soliti ladri mani e piedi di velluto,
oltre che sangue freddo. L’incursione notturna avrebbe fruttato un po’ di
contanti racimolati, un pc e le chiavi di una piccola utilitaria parcheggiata
sul vialetto all’esterno della villa. Insomma: arrivati presumibilmente a piedi,
i ladri hanno tagliato la corda in automobile. Del caso si stanno occupando i
carabinieri di Terracina. Sarebbe da escludere che il fatto sia ricollegabile
alla professione di Giuseppe Miliano e che si sia trattato di un’azione mirata
proprio contro di lui. Piuttosto si tratterebbe dell’ennesimo colpo di qualche
balordo messo a segno all’interno di queste lottizzazioni dove la maggior parte
delle case sono abitate soltanto d’estate, mentre durante l’inverno rimangono
vuote e in balia di topi d’appartamento senza scrupoli. Sono tutt’ora in corso
accertamenti sulle impronte digitali rinvenute sui mobili e sui documenti
probabilmente maneggiati dai furfanti.
Pubblicato da Rita Recchia

18000 [9]

Impresa del Terranova Terracina: è suo il derby laziale. Nella serie A di beach
soccer i pontini hanno sconfitto pesantemente la Roma: 8-4 il finale. A
Castellaneta Marina (Taranto), dove si sta svolgendo la prima tappa, la
formazione di Emiliano Del Duca ha imbrigliato il dream team della capitale. «E’
stata la vittoria del gruppo contro un grande avversario» ha spiegato il
tecnico. Tigrotti della sabbia in vantaggio con Palmacci. Il raddoppio arriva al
9’ con Frainetti che prolunga in rete un pallone servito da Feudi. E’ un calcio
da fermo a sbloccare ancora il risultato con Madjer. La ripresa si apre con
un’invenzione dell’ex Pasquali su calcio piazzato dalla propria metà campo. Chi
di punizione ferisce, di punizione ferisce e al 6’ Palmacci cala il tris
terracinese calciando dal limite dell’area. Buru dal dischetto riporta in parità
l’incontro. Prima dello scadere Terracina torna ancora in vantaggio con
Basquaise. E’ solo Terracina: Anderson s’inventa una traiettoria dai 25 metri
che s’infila alle spalle di Spada. Al 2’ i tigrotti passano ancora e la panchina
esplode in un urlo. I pontini hanno in mano il match: Anderson firma la sua
doppietta personale. François al 9’ arrotonda. Mentre stanno per scorrere i
titoli di coda il solito straordinario Palmacci s’inventa un numero che vale
l’ottavo gol dei terracinesi. È un trionfo per il Terranova. Terracina (ora a 6
punti in classifica) e tutto il girone sud torneranno in campo dal 23 al 25
luglio nella tappa di Pescara.
di DANIELE SPERLONGA

18000 [10]

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terracina-adorni-si-allena-1969_bis

Neanche li hanno installati che già sono nati i problemi. Sono i cinquanta
parcometri che il comune di Terracina ha acquistato da una ditta di Milano per
107mila euro. Sono entrati in funzione due giorni fa. In funzione per modo di
dire visto che ieri i vigili urbani sono stati tempestati di telefonate e
segnalazioni sul malfunzionamento. Al comando di via Sarti sono arrivate persino
gli avvisi dei carabinieri a loro volta raggiunti da denunce di cittadini
infuriati. «Quelle che ho raccolto io riguardano la lettura dei ticket
elettronici – spiega un agente – Non sono molto chiari con date e orari.
Immagino che altri non eroghino il tagliando». Non è un caso che a due giorni
dall’installazione sul parcometro davanti villa Tomassini ha già affisso il
cartello “fuori servizio“. E forse non è il solo. Ieri il comando di polizia
municipale ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale e direttamente al
consigliere delegato. E’ stata immediatamente avvertita la società fornitrice
che avrebbe già inviato alcuni tecnici per risolvere i disguidi. Inoltre i
parcometri di lungomare Circe sono stati posizionati sul lato del marciapiede
dove non ci sono le strisce. Una volta parcheggiato bisogna attraversare
dall’altro lato della strada per fare il biglietto, che oltre a essere scomodo è
anche un po’ pericoloso. Davvero un controsenso, come ha fatto notare qualcuno
al consigliere che ha promesso quanto prima di spostarli sul lato delle strisce
blu, come logica vuole. I parcometri sono ritornati a Terracina dopo tre anni.
Nel 2007, a seguito di un’indagine condotta dalla procura di Latina, furono
sequestrati e ritirati. La necessità di riproporli era nata anche dall’esigenza
di evitare i ricorsi contro le multe elevate per mancanza del ticket ai quali il
giudice di pace ha dato ragione. In ogni caso nelle prime due settimane di
giugno sono state elevate oltre 500 sanzioni per mancata esposizione del ticket.
A nulla è servita l’azione preventiva di controllo che a maggio aveva rilevato
che oltre il 50% della auto in sosta erano senza tagliando.
di FABIO COCCIA

16000 [18]

Ci penseranno le associazioni di volontariato a vigiliare sulle automobili e
garantire il rispetto della delimitazione dell’isola pedonale sul centro
storico.
Lo ha deciso il Comune, che per coprire la vigilanza ha impegnato la
cifra di 4 mila euro a favore delle associazioni Anfi e Nos. Gli enti di
volontariato hanno messo a disposizione diverse unità per la vigilanza nei
pressi delle transenne che delimitano la pedonalizzazione del centro storico,
voluta anche quest’anno dall’assessore Luciano Pecchia. Gli sbarramenti saranno
controllati dall’As sociazione nazionale finanzieri d’Italia e dal Nucleo
operativo di soccorso, che faranno da supporto al grosso impegno che coinvolge i
vigili della polizia locale, situazione che spesso ha causato violazioni
dell’isola pedonale nonostante la presenza di transenne.
D.R.

16000 [17]

Quale sarà la sorte dell’ospedale? Per i componenti di Sinistra Ecologia e
Libertà è tutt’altro che rosea, soprattutto alla luce del nuovo programma
sanitario annunciato dal governatore della Regione Renata Polverini. A lanciare
l’allarme sul possibile collasso dell’ospedale «Fiorini » è il neo costituito
movimento locale che fa capo a Nichi Vendola. A parlare è l’esponente Vittorio
Marzullo, che chiede un immediato dibattito pubblico sul tema.  Secondo Se lo
scenario che si prospetta rispetto alla passata amministrazione regionale è
assolutamente incerto: «La politica sanitaria perseguita sul nostro territorio
finalizzata al mantenimento attivo di tutti gli ospedali attualmente in servizio
e alla programmazione e finanziamento dell’aper – tura di due nuovi grandi
ospedali, quello del golfo e il nuovo ospedale di Latina, faceva si che si
rispettasse il rapporto 4 posti letto per ogni mille abitanti. Oggi lo
scriteriato piano Polverini prevede la chiusura di ben due ospedali nella nostra
provincia, a Gaeta e Sezze, che porterà alla perdita di 50 posti letto e
all’accor – pamento della nostra Asl con tutta la riviera laziale fino a parte
del territorio romano». Facile dunque prevedere, per Marzullo, ciò che succederà
all’ospedale di Terracina; sovraffollamento per richieste di ricovero, carico
eccessivo di lavoro per medici e infermieri, in una struttura che già soffre
numerosi disagi. La critica di Sinistra Ecologia e Libertà va anche alle
risoluzioni proposte da esponenti locali del centrodestra e in particolare a
quella del consigliere regionale Gianfranco Sciscione: «Nel disperato tentativo
di spostare il tiro della discussione – continua Marzullo – ha proposto la
specializzazione dell’ospe dale “Fiorini ” ad indirizzo chirurgico
traumatologico e per l’emergenza; siamo veramente e semplicemente al ridicolo se
paragoniamo l’entità dei tagli alla proposta di Sciscione ». Gli obiettivi,
secondo il partito di Vendola, devono dunque essere altri: «C’è bisogno e subito
di una camera di rianimazione, perché con l’av – vento dell’università si stanno
facendo nel nostro ospedale interventi molto complessi, qualificati e di grande
professionalità da parte di questi medici e delle loro equipe, senza i dovuti
paracadute, nel caso in cui qualcosa disgraziatamente non vada bene». Gli alti
costi ipotizzati dunque sarebbero un problema inesistente: «I conti sono a posto
e strutturalmente stiamo ancora meglio, anzi abbiamo bisogno di ulteriori posti
e di meglio riorganizzare la proposta ospedaliera esistente, magari realizzando
un’assistenza domiciliare ». Nessun taglio, dunque, ma ottimizzazione delle
risorse: questa la ricetta di Sinistra
Ecologia e Libertà.

16000 [15]

Roulotte su area demaniale. I cittadini diffidano il Comune.
Alla fine sono dovuti ricorrere a un avvocato e diffidare il Comune di Terracina
a rispettare un’ordinanza che lo stesso ente aveva emanato. E’ la vicenda
capitata ad alcuni cittadini che risiedono nella zona di Foce Sisto. Il problema
consisteva in un’area demaniale che, seppur destinata a restare libera e sgombra
da qualsiasi mezzo, in realtà era diventata una sorta di parcheggio, soprattutto
per le roulotte. Anni e anni di segnalazioni da parte dei privati, e nulla si
era mosso. Nonostante l’esistenza dell’ordinanza 003/2001 emessa dal dirigente
del Settore Demanio finalità turistiche, Agricoltura e Artigianato del Comune di
Terracina. Il documento istituita, nero su bianco, il divieto di transito e di
sosta veicolare nella zona demaniale marittima di ponente della foce del canale
Sisto (circa 1200 mq). Ma in realtà quell’ordinanza sarebbe rimasta sempre e
soltanto lettera morta, visto che, come ribadiscono i denuncianti, l’area in
questione è diventata meta di camperisti e automobilisti che giungono con i
propri mezzi praticamente sulla spiaggia. Senza tralasciare le situazioni di
scarso igiene che vengono a crearsi, con rifiuti di ogni genere. Per anni i
residenti, che lamentano come la zona di Foce Sisto sia divenuta , hanno
richiesto vanamente l’intervento delle autorità, rimaste sorde addirittura agli
esposti loro presentati. Fino a quando si sono rivolti all’avvocato Emilio
Marigliani e lo scorso maggio 2010 c’era stata la diffida verso i dirigenti
comunali competenti, il sindaco di Terracina e gli organi di polizia locale e
marittima a dare immediata esecuzione all’ordinanza in questione. Poiché da
allora nulla era cambiato, ritenendo evidenti responsabilità penali, i residenti
si sono rivolti all’autorità giudiziaria e il 15 giugno è stata depositata una
denuncia presso la Procura di Latina nei confronti degli stessi destinatari
della diffida. Ora sembra che qualcosa si stia muovendo dal Municipio. Ma sono
stati necessari anni, diffide e denunce.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [14]

Terracina: Furto
Ha preso il marsupio dimenticato da un cliente alla reception dell’hotel ma la
sua fuga è durata pochissimo. I carabinieri di Terracina hanno arrestato un uomo
di 35 anni, incensurato, che era entrato in macchina con la refurtiva e stava
allontanandosi dall’albergo. Ritrovati e consegnati al proprietario il telefono
cellulare, le carte di credito e i 20 euro che erano nel portafogli.

16000 [1]

La mostra fotografica di Giuseppe Scognamiglio potra essere ammirata anche in
Sicilia.
Dopo il successo dell’esposizione al liceo «da Vinci» domenica 27 il
finanziere terrà la mostra e presenterà il suo libro «La mafia non esiste?» in
quel di Marsala e precisamente nei locali della pinanoteca presso l’Ente Mostra
di Pittura Contemporanea «Convento del Carmine». Tramite la passione per la
fotografia e il lavoro sul campo per combattere la criminalità organizzata è
nata una lodevole esposizione che ha come tema la mafia e gli eroi caduti nel
combatterla, raffigurata attraverso istantanee in bianco e nero che hanno come
soggetti bambini che posano sui luoghi simbolo delle stragi che hanno colpito il
Paese. Un’opera d’impatto, che invita alla riflessione attraverso un’este tica
che ribalta le prospettive da cui le cronache guardano solitamente i fatti
legati ai fenomeni violenti legati alla criminalità,

17000 [6]

A Terracina una Summer School sul turismo. In arrivo studenti francesi e spagnoli.
Terracina scelta come sede della prima Summer School europea in Scienze del
Turismo con’Valortu’, un programma di formazione intensiva promosso
dall’Università di Cassino, in partenariato con l’Université de Paris 1′Panthéon
Sorbonn’ e l’Universidad de Valencia. Tema la”Valorizzazione turistica delle
risorse ambientali e cultural”. L’evento si svolgerà dal 27 giugno all’11
luglio prossimi, con il supporto del Comune di Terracina e della Provincia di
Latina. Si rivolge agli studenti del terzo anno della laurea triennale e del
primo anno della laurea magistrale, nelle discipline inerenti le Scienze del
Turismo. Per due settimane Terracina sarà il centro-studi per 16 allievi
francesi e spagnoli, con i colleghi del corso di Economia e gestione delle
Piccole e medie imprese di Terracina e Valorizzazione dei beni culturali di
Frosinone. Sono previsti 10 corsi di specializzazione e perfezionamento con
docenti internazionali. Tra i professori italiani il Rettore dell’Università di
Cassino Ciro Attaianese, la Preside di Economia Enrica Iannucci, il Presidente
del Corso di Laurea di Terracina Carmelo Intrisano, oltre ai professori
coordinatori Patrizia Papetti e Giuseppe Muti. I coordinatori delle equipe
straniere saranno Maria Gravari Barbas, Direttrice dell’Irest (Istituto di studi
superiori sul turismo della Sorbona di Parigi) e Gregorio Garcia, economista,
vice rettore dell’Università di Valencia. Concepito come programma triennale,
«Valortur» dovrebbe replicarsi nel 2011 a Parigi e nel 2012 a Valencia. In tale
ottica l’approccio alla”Valorizzazione turistica delle risorse culturali e
ambiental” privilegerà la dimensione locale nel primo anno di svolgimento a
Terracina, per orientarsi alla dimensione internazionale nel secondo anno di
svolgimento a Parigi, e alla dimensione regionale nel terzo anno di svolgimento a Valencia.
Pubblicato da Rita Recchia

17000 [5]

Risparmiare si deve e si può: la politica ai tempi della crisi stringe la
cinghia e rinuncia alle deleghe assessorili.
E’ con questo spirito che l’ammi -
nistrazione comunale guidata dal sindaco stefano nardi ha intrapreso la via
delle deleghe a consiglieri «volontari». in termini spiccioli questo significa
che il comune risparmierà su stipendi, indennità e tutto il resto che ogni
assessore avrebbe invece il diritto di ricevere. diverse le deleghe che da tempo
sono rimaste in mano al sindaco nardi. rimpasto dopo rimpasto, crisi dopo crisi,
tra dimissioni e defenestrazioni, la giunta si è assottigliata a tal punto da
lasciare vacanti assessorati cruciali: opere pubbliche, ambiente, trasporti,
bilancio. ma può fare tutto il sindaco? no. e allora dopo tanto, troppo tempo,
le deleghe in questi giorni sono finite al centro di discussioni in maggioranza
anche dai toni molto accesi. la decisione è stata presa e in conclusione è
passata la linea promossa dal capogruppo del pdl sandro monti. ecco i
consiglieri di buona volontà per ricoprire quelle cariche rimaste vacanti. con
la differenza che lavoreranno senza diventare assessori con tutto quello che
comporterà. non parteciperanno alle riunioni di giunta, non riceveranno
indennità e stipendi, ma svolgeranno nell’ombra lo stesso lavoro. come già
stanno facendo da tempo, sottolinea il capogruppo del pdl sandro monti.
calcolatrice alla mano, il guadagno per le casse comunali è sensibile. un
assessore tra stipendio e compensi vari arriva a percepire intorno ai 2 mila
euro al mese. moltiplicato per cinque eventuali assessori si arriva a 10 mila
euro al mese. moltiplicato ancora per i restanti 10 mesi di amministrazione
nardi, si arriva a risparmiare 100 mila euro. che non sarà tantissimo se
confrontate alle cifre che i creditori vantano dall’ente, ma che rappresenta
senz’altro il tentativo di chiudere i rubinetti laddove le perdite d’acqua forse
in passato ci sono state. e comunque la bagarre interna alla maggioranza nardi
non si placa. serpeggia tra i banchi della sala consiliare e, alla prima
riunione interna al pdl, è pronta a saltare fuori. durante l’ultimo di questi
appuntamenti, quando appunto si è deciso di far passare la linea dei consiglieri
con delega, lo scontro è stato acceso. tra i contrari a questa decisione
spiccano i vari edis mazzucco, biagio frattarelli, angelo cicerano, giovanni
masullo. tra i motivi della loro opposizione interna allo schieramento di nardi,
probabilmente, c’è il ruolo predominante che sembra riservarsi il partito
repubblicano nella gestione della cosa pubblica e la mancata assegnazione di
ruoli alla componente ex forzista. nonostante i tentativi di ricucire, insomma,
gli strappi continuano a minare gli equilibri interni di una maggioranza che,
comunque, ha tutta l’intenzione a rimettere in piedi la gestione politica
cittadina per non presentarsi più divisa di quella che è alle prossime elezioni comunali nel 2011.
Francesco Avena

17000 [4]

Sconfitta amara in serie A per il Terranova Terracina. A Castellaneta Marina
(Taranto), dove si sta svolgendo la prima tappa di beach soccer, i pontini nel
secondo turno hanno perso contro la Feldi Catanzaro per 7-5. «Le dimensioni
ridotte del campo da gioco ci penalizzano: non riusciamo a sviluppare la manovra
come conosciamo spiega il tecnico Emiliano Del Duca ci riscatteremo con Roma».
Terracina dopo la vittoria all’esordio ha accusato un calo di tensione. La gara
si apre con Juninho che scalda le mani a Carotenuto con una punizione potente.
L’estremo difensore calabrese però capitola al 3’ quando Anderson infila la sua
porta con un diagonale preciso dalla destra. La partita è molto tirata: Juninho
con un colpo di magia infila ancora Carotenuto. Prima del riposo Catanzaro
accorcia le distanze con un bolide di Bruno Xavier su punizione dalla trequarti.
A soli 3 secondi dal termine i calabresi passano ancora con il solito Bruno
Xavier che sorprende il quintetto di Terracina, impegnato a protestare per la
mancata assegnazione di un calcio di rigore. Ad inizio secondo tempo Tomeo
brucia sul posto la retroguardia avversaria e porta avanti i suoi. Al 4’ ci
pensa Anderson, il cui ritorno in squadra fa sorridere Del Duca, a inventare una
palla d’oro per Juninho che in spaccata dalla destra trafigge la porta
giallorossa. E non finisce qui, perché è un’azione da manuale quella che una
manciata di secondi dopo porta in vantaggio i pontini con Juninho. La Feldi non
si scompone e risponde con Tomeo, il quale realizza due reti in pochi minuti.
Nella terza frazione, quando sembra maturo il gol del pareggio, arriva l’allungo
di un’ottima Feldi al 4’ con Caturano. Al 7’ è il francese Basquaise a riportare
in partita Terracina. Il forcing finale dei terracinesi è tanto insistito quanto
confuso e Catanzaro porta a casa i primi tre punti di questo campionato.
Terracina rimane a tre punti in classifica e oggi alle 12,45 affronta Roma.
TERRACINA: Pepe, Frainetti, Parolisi, Feudi, Juninho, Palmacci, François,
Anderson, Basquaise, Minchella. All. Del Duca FELDI CATANZARO: Carotenuto,
Lorenzo, Corasaniti, Pastore, Teddy, Bruno Xavier, Tomeo, Caturano, Viscomi,
Rocca. All. Cerezo Arbitri: Napolitano di Nola (Napoli) e Messina di Pescara
Marcatori: nel pt 3’ Anderson (T), 11’ Juninho (T), 12’ Bruno Xavier (F), 12’
Bruno Xavier (F), nel st 1’ Tomeo (F), 4’ Juninho (T), 4’ Juninho (T), 7’ Tomeo
(F), 9’ Tomeo (F), nel tt 4’ Caturano (F), 7’ Basquaise (F), 12’ Bruno Xavier
(F) Note Ammoniti: Tomeo e Bruno Xavier (F)
di DANIELE SPERLONGA

17000 [3]

Trasferimento del mercato alla resa dei conti. Si prevede difficile, se non
impossibile, la trattativa tra commercianti e Comune in merito al trasloco del
mercato del «giovedì» nell’area di via Firenze. Domani pomeriggio l’ufficio
Commercio assegnerà i posteggi a villa Tomassini, ma le prospettive sono
tutt’altro che positive. Gli ambulanti, specialmente quelli rappresentati da
Fiva Confcommercio, hanno intenzione di dare battaglia. Non solo quindi,
con tutta probabilità, si rifiuteranno di scegliere i posteggi, ma hanno
previsto anche una conferenza stampa per spiegare, ancora una volta, i motivi
della loro contrarietà. Ma la questione potrebbe anche rivelarsi più complicata.
Al faccia a faccia tra Comune commercianti potrebbe aggiungersi una spaccatura
tra gli ambulanti. Basterebbe che qualcuno di loro scegliesse il posteggio per
far scoppiare il pandemonio, dal momento che ci sarebbe un sorpasso in
graduatoria. Intanto nelle scorse settimane l’associazione presieduta da Roberto
Delle Fontane ha raccolto decine e decine di firme da allegare alle diffide
presentate nei confronti del sindaco Stefano Nardi e dell’amministrazio – ne
comunale. L’appello è finito sui tavoli della commissione regionale, della
Sovrintendenza e addirittura dei Nas. Una cosa è certa. La lista delle cose che
non vanno in via Firenze secondo i commercianti sono tante: scarsa
illuminazione, carenza di parcheggi, igiene non garantita. Ma, soprattutto, le
persistenze archeologiche romane sulle quali, a detta dell’Ascom, la Sovrintendenza non ha mai dato l’ok.  Ma è evidente che la contesa va al di là di ogni singolo disagio. Gli ambulanti temono che il trasferimento in una zona poco centrale danneggi la loro economia. Ma al Comune la strada di viale Europa serve per tutta una serie di ragioni. E c’è chi dice che il sindaco Stefano Nardi abbia già pronta un’ordinanza di sospensione del mercato se non si troverà un compromesso. Diego Roma

17000 [2]

I fiori appassiscono in fretta a Terracina. Almeno a
giudicare dai rapporti economici che intercorrono tra la ditta
che cura il verde pubblico e il Comune.
La «Verde Italia»,
infatti, da 5 mesi si sta occupando di rimettere in sesto le
tante aree verdi della città, lasciate per molto tempo senza
manutenzione. Ma non mancano le difficoltà. Secondo le
ultime informazioni, il Comune deve ancora versare alla
ditta ben 4 mensilità del canone e il ritardo sta causando il
mancato pagamento degli stipendi agli operai. Sembra infatti
che da circa un mese e mezzo i dipendenti non vengano
pagati. Un brusco arresto nella puntualità dei pagamenti, che
potrebbe determinare un cambiamento di rotta nella cura dei
giardini. Per il momento gli operatori stanno continuando a
lavorare. Proprio ieri il Comitato Parchi e l’associazione
«Terracina oggi per domani» si sono riuniti in piazza 4
lampioni per pulire le aiuole. Con loro sorpresa hanno
trovato il lavoro già fatto: prati tagliati e nuove piante
innestate nella terra, come provano le fotografie pubblicate
dal gruppo su Facebook. La speranza è i fiori che stanno
facendo la comparsa nei giardini cittadini non appassiscano troppo in fretta.
D. R.

17000 [1]

Stagione ancora in bilico per gli operatori balneari che lavorano tra le spiagge
di Badino e il Sisto.
Si fanno attendere infatti gli annunciati lavori di
ripascimento di somma urgenza previsti per il litorale nord. Qualche operatore
non nasconde il timore di dover chiudere i battenti se la Regione non interviene
al più presto a tamponare un fenomeno erosivo che, complice anche il continuo
maltempo di questi giorni, sta letteralmente divorando le spiagge. A preoccupare
sono soprattutto le incertezze sui tempi di intervento. Il mese di giugno è
ormai quasi alle spalle, e per i gestori dei chioschi del litorale tra Badino e
Sisto, ogni giorno perso si trasforma in mancato guadagno. Se si aggiunge poi
che, una volta distribuita la sabbia, serviranno altri giorni per la
sistemazione dell’arenile, la disposizione di ombrelloni, attrezzature e servizi
per la balneazione. Una corsa contro il tempo, insomma, che tiene sulle spine
gli operatori balneari. I lavori di ripascimento erano stati annunciati da via
della Pisana già sul finire del mese di maggio. Un milione e mezzo di euro la
cifra impegnata per risollevare le sorti di un litorale divorato dal
l’avanzamento dell’acqua. La somma urgenza aveva fatto ben sperare tutti gli
imprenditori del settore, che dopo le mareggiate dell’inverno avevano ritrovato
le spiagge quasi scomparse. Nei giorni scorsi alcuni uomini della Regione
avrebbero fatto capolino nella zona. Segnale che forse qualcosa si muove. Ma la
situazione resta tuttora preoccupante. Alcune strutture affacciano praticamente
sull’acqua. E anche dove non sorgono gli stabilimenti, al posto della sabbia
sono rimasti soltanto scogli che costituiscono anche un problema di sicurezza.
L’attesa si fa ogni giorno più impaziente.
D.

18000 [19]

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Oggi vi proponiamo, per chi non ha avuto la possibilità di seguirlo, il video integrale della trasmissione andata in onda Martedì, 8 Giugno, su Terracina Tv nella seconda parte della trasmissione “Ne Vogliamo Parlare” che ha visto l’intevento di Marcello Sanguigni, il nostro Segretario, in un dibattito con il rappresentante del sindacato dei balneari Teracinesi (S.I.B.) Fabio Minutillo.

Durante la trasmissione si è parlato dello stato di salute del nostro mare, dei rinnovi delle concessioni agli stabilimenti balneari e dell’assenza di una programmazione turistica dell’amministrazione, come delle carenze strutturali che ha la nostra città, tra cui la mancanza di un piano di mobilità.

il nostro Marcello ha potuto proporre l’istituzione immediata del senso unico alternato su Lungomare Circe , Viale Europa e sulle traverse perpendicolari alle due strade, cosa che potrebbe permetterci di istituire una pista ciclabile degna di questo nome su tutto il lungomare.


Video importato

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Buona visione a tutti

Terracina Rialzati

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il-frasso-s-antonio-2010

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terracina-pescatori-alla-marina-primi-900_bis
Progetti e richiesta finanziamenti curati dagli uffici tecnici del Comune
Piazza Palatina e Pisco Montano, con il sottostante depuratore di via delle Cave, sono zone particolarmente sensibili sotto l’aspetto idrogeologico. Per questa ragione la specifica sezione degli uffici tecnici comunali, diretti dall’ingegner Armando Percoco, hanno redatto un accurato progetto per la loro messa in sicurezza. È notizia di questi giorni che proprio in virtù dei progetti preliminari di recupero idrogeologico predisposti per Piazza Palatina e Pisco Montano, due delle zone dove si intende procedere con urgenza, il Comune di Terracina ha ricevuto 5.800.000,00 euro di finanziamento per i lavori occorrenti. Inoltre, il personale del Dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune sta lavorando alla stesura di altri progetti, con annessa richiesta di finanziamento, rivolti alla salvaguardia e sicurezza di altre importanti zone del territorio.

16000 [11]

Smontate le accuse dell’operazione Anxur. Le motivazioni della sentenza.
Depositate le motivazioni della sentenza che qualche mese ha fatto calare il sipario giudiziario sulla scia di roghi d’auto che per svariati anni avevano inquietato le notti a Terracina. Una sentenza per certi versi inattesa, viste le tante assoluzioni e le condanne non pesanti, anche per quelli che venivano considerati le menti e i capi della presunta ‘banda’. A non restare affatto sbalorditi erano stati gli avvocati degli arrestati, che, udienza dopo udienza, avevano rilevato l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche, eccepito su quelle ambientali e ribadito l’insussistenza del vincolo associativo. Elementi che emergerebbero nelle pagine della stessa motivazione della sentenza, dove numerosi episodi posti al centro delle indagini sono stati, invece, smontati. Se non del tutto, quasi. Come, giusto per fare un esempio, un tentativo di sottrazione di una salma, risalente al dicembre 2006, che Riccardo Andrea Di Meo e Renato Luzzi avrebbero fatto nei confronti del titolare di un’altra agenzia di onoranze funebri. ”Pur trattandosi di condotte senz’altro scorrette- si legge nelle motivazioni- esse ben possono spiegarsi all’interno di un clima di serrata concorrenza che non disdegna il ricorso a mezzi censurabili, senza assurgere però necessariamente ad indice della sussistenza di un’associazione a delinquere”. Appare chiaramente come l’impianto accusatorio che aveva portato all’operazione ‘Anxur’ ha ricevuto un colpo ben assestato dal mutismo del super testimone, quel Francesco Iannarilli che si era avvalso della facoltà di non rispondere. Così come altrettanto determinanti sono state le ‘smemoratezze’, vere o presunte, di altri testimoni, Come le affermazioni di più di qualche proprietario delle auto distrutte dalle fiamme che, per esempio, hanno negato di conoscere il Di Meo, o, al contrario, hanno dichiarato di avere con lui rapporti di profonda cordialità. Addirittura si legge che ”non è emersa la prova certa della riconducibilità ad alcuno di essi degli attentati incendiari ed intimidatori” per mettere in piedi una concorrenza illecita nel settore delle pulizie e delle onoranze funebri. E’ venuta a cadere anche la presunta ”capacità micidiale” degli ordigni esplosivi rinvenuti durante le perquisizioni in fase di indagini. Il corposo collegio difensivo (tra cui gli avvocati Cellini, Montalto, Basile, Marino, Macari, Giudetti, Procaccini, Bordignon, Maragoni, Ciapanna) aveva già evidenziato questi e altri elementi nel corso del processo. E così si è arrivati alle tante assoluzioni e alle condanne tutto sommato lievi rispetto all’attesa.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [12]

Ci sarà spazio per tutti i consiglieri di maggioranza nella gestione della cosa
pubblica.
La decisione è stata presa martedì sera, in una riunione dei
capigruppo in cui si è discusso del tira e molla tra assessori e «saggi» in
merito alla strategia da adottare rafforzare l’azione amministrativa
a poco meno di un anno dalle prossime amministrative. Il dilemma del sindaco
Stefano Nardi era semplice quanto intricato: nominare nuovi assessori, (meglio
se esterni, per non rompere gli equilibri in Consiglio) o affidare deleghe
informali ai consiglieri di maggioranza, sulla falsariga di quelle assegnate già
a Paolo Cerilli, Alfredo Lauretti, Domenico e Roberto Pietricola.
All’incertezza del sindaco, si è aggiunta nei giorni scorsi un’infuocata
polemica tra l’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci e alcuni consiglieri di
maggioranza – Roberto Pietricola e Paolo Cerilli in testa -. La strategia degli
«assessori-ombra », non era affatto piaciuta a Masci, che nemmeno tanto fra le
righe aveva fatto valere le gerarchie «blindando» il suo assessorato. A vincere,
alla fine, è stato un pragmatismo che probabilmente nemmeno la stessa
maggioranza sapeva di avere, e che impone un solo imperativo: amministrare. E
con una giunta dimezzata, la cosa deve essere apparsa molto complicata. Ecco
allora tornare sul tavolo senza nemmeno essere finita nel cassetto l’ipotesi di
allargamento delle deleghe ai consiglieri di maggioranza. La schiera dei
«saggi», è in procinto di allargarsi, a patto che ci sia qualcuno che si faccia
avanti. I consiglieri del Pdl intanto ieri si sono riuniti per firmare un
documento in cui si autorizza il metodo delle deleghe, di fatto piegandosi alle
richieste del consigliere Cerilli, rimasto assai freddo nei confronti della
giunta dopo l’uscita di Masci. Cerilli, vicinissimo al Stefano Nardi, delegato
al Bilancio e politico di navigata esperienza, l’ha quindi spuntata. Ora
toccherà ai consiglieri più coraggiosi farsi avanti. Tanti i settori che
attendono una risistemata: ambiente, cultura, commercio e turismo, solo per
citarne alcuni. Bisognerà rimboccarsi le maniche e lavorare duro per portare
risultati e conquistarsi la pole position per le prossime amministrative senza
restare col cerino in mano. Proprio nei giorni scorsi è tornato a dolere il
tallone d’Achille dell’amministrazione comunale: la questione
rifiuti. Ma è solo per dirne una. La linea adottata dal sindaco Stefano Nardi
comunque appare chiara. Chi, della sua maggioranza, vorrà dimostrare quanto
vale, dovrà farlo ora. D’altronde, è quando la nave rischia di affondare che si
vede il valore dei suoi marinai. A patto che al quel punto la
flotta non sia già ammutinata.
Diego Roma

16000 [13]

Un cumulo di rottami avvolti dall’odore acre di ferro e gomma arrostita: questo lo spettacolo che il proprietario di una ferramenta si è trovato di fronte la notte tra mercoledì e giovedì.
Ancora fiamme a San Felice Circeo. In fumo l’intera struttura: è rimasto solo lo scheletro della stabile di 270 metri quadrati complessivi; danni per circa 500.000 euro. Da inizio dicembre, quando subì l’attentato incendiario il sindaco Vincenzo Cerasoli, i piromani si sono fatti vivi con una frequenza preoccupante nella cittadina pontina. Non s’interrompe la scia di fuoco che ha colpito prima Terracina e che ora sta investendo il Circeo. La scorsa notte è stata preso di mira la ferramenta “Fai da te” Cavalieri con annessa officina, situata in via Mezzomonte. L’incendio si è sviluppato intorno alle 2: a accorgersi di quanto stava avvenendo gli abitanti del posto che hanno notato una luce rossastra e una colonna di fumo alzarsi dal locale. Immediato l’allarme ai vigili del fuoco di Terracina, che arrivati sul posto hanno provveduto a spegnere il rogo; gli uomini del “115” hanno impiegato oltre cinque di lavoro prima di aver ragione delle fiamme; laboriosa l’opera di bonifica dell’area.Le lingue di fuoco sono partite dall’officina e in pochi minuti si sono estese nell’interno del locale. Ad andare in fumo soprattutto materiale per il giardinaggio: utensili, tosaerba, ombrelloni, sdraio; una prima stima dei danni si aggirerebbe sui 500.000 euro.
Indagano i carabinieri di Terracina: il proprietario ha dichiarato agli investigatori di non aver mai ricevuto alcun tipo di pressione né minaccie. All’interno della struttura non è stato rinvenuto liquido infiammabile; le fiamme potrebbero essere scaturite da un corto circuito. Intanto, sulla scia di questi fatti, ieri mattina, nei capannelli di gente che si è fermata davanti a ciò che restava della ferramenta si sono raccolti mugugni.
di DANIELE SPERLONGA

16000 [22]

Obitorio sul pianerottolo. Si allungano i tempi d’attesa.
La questione della camera ardente dell’hospice ‘Villa Azzurra’, a Terracina, ritorna in un’aula di tribunale. Dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina sul posto dal giudice Franco Catracchia, la prossima udienza è stata fissata per il 28 giugno. In quell’occasione il magistrato ascolterà due testimoni per ciascuna delle parti coinvolte, ovvero l’ex clinica e il condominio ‘Concordia’. Intanto ieri Catracchia ha fatto l’accesso ai luoghi, come disposto nell’udienza di lunedì scorso. Una visita molto accurata sia all’interno dell’appartamento adibito a obitorio dell’hospice, sia negli ambienti esterni. E, quindi, il cortile dello stabile ‘Concordia’; l’androne dello stabile ‘Concordia’; l’accesso al primo piano dello stabile ‘Concordia’. Inutile dire che i residenti delle due ali del condominio si sentono parte attiva nel procedimento che dovrà portare il giudice Franco Catracchia a prendere una decisione definitiva. Esistono ragioni valide perché l’hospice ‘Villa Azzurra’ trasferisca nuovamente nell’edificio principale la camera ardente? Oppure, come da tempo sostiene la direzione amministrativa, hanno tutte le carte in regola e la presenza delle salme in quell’appartamento al primo piano non cozza né con una questione igienico-sanitaria né con il buon senso? Nel suo sopralluogo di ieri Catracchia è stato accompagnato dagli avvocati delle due parti, Adelindo Maragoni e Corrado De Angelis, da Luca Grossi per la ‘Villa Azzurra’ e da un condomino. Ma erano presenti anche le altre famiglie che risiedono lì. La vicenda era iniziata dopo che l’obitorio dell’ex clinica era stato spostato perché all’epoca della riconversione a hospice un controllo dei Nas aveva riscontrato un’altezza non a norma nella stanza dove prima venivano sistemate le salme, dichiarandola inagibile. Di qui la decisione di adattare il primo piano del palazzo di fronte. I condomini, appena saputa la novità, si erano rivolti ad Adelindo Maragoni presentando esposti alla Asl, al Comune di Terracina e alla direzione della struttura sanitaria. Ne fanno soprattutto una questione di buon senso e decoro. Una convivenza impossibile, soprattutto da un punto di vista psicologico.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [21]

Riparte l’avventura in Serie A del Terranova Terracina. Il circo del beach soccer sbarca a Castellaneta Marina (Taranto). Tre giorni di grande spettacolo al Nova Yardinia Resort con protagoniste le dieci squadre del girone Centro-sud. Nello scorso fine settimana il sole ha illuminato e scaldato la Coppa Italia: Milano si è confermato campione dopo la vittoria dello scorso anno. Terzo gradino del podio per Terracina. Stesso piazzamento per i pontini in Serie A l’anno passato: «Ricomincia una bella avventura – commenta il tecnico terracinese Emiliano Del Duca – viviamo alla giornata senza porci alcun obiettivo; il 15 agosto (finale della Serie A) tireremo le somme». E’ iniziata dunque la volata per l’accesso alla poule scudetto 2010: nove giornate complessive per girone suddivise in sei tappe di qualificazione, tre per raggruppamento. Questa mattina, alle 11, Terracina disputerà la gara d’apertura con Eboli. Domani alle 14, i pontini se la vedranno con Feldi Catanzaro, mentre domenica alle 12,45 ci sarà l’atteso scontro con Roma.
D. Sper.

16000 [20]

SPETTACOLI ARENA “IL MOLO”
L’Arena del Molo di Terracina, ospiterà i big della musica e della comicità italiana.
Si inizia l’8 agosto con la Premiata Forneria Marconi che canta De André.
Poltrona numerata : € 33,00
Poltrona non numerata: € 23,00
N.B. prevendita compresa

Il 10 agosto, all’insegna della comicità napoletana: sul palco c’è Biagio Izzo con il suo «Un tè per tre».
Poltrona numerata : € 33,00
Poltrona non numerata: € 23,00
N.B. prevendita compresa

Ancora risate, il 13 agosto, con i Ditelo Voi protagonisti de «L’era digitale».
Poltrona numerata : € 20,00
Poltrona non numerata: € 15,00
N.B. prevendita compresa

Gran finale il 15 agosto con la tappa pontina dell’Eletric Jam Tour di Pino Daniele.
Poltrona numerata : € 45,00
Poltrona non numerata : € 28,00
N.B. prevendita inclusa

8 agosto PFM
10 agosto BIAGIO IZZO
13 agosto DITELO VOI
15 agosto PINO DANIELE

Arena Il Molo – Via del Molo – Terracina -
ore 21:15 – Box office: 0773 414521

16000 [19]

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Oggi vi proponiamo, per chi non ha avuto la possibilità di seguirlo, il video integrale della trasmissione andata in onda Martedì, 8 Giugno, su Terracina Tv che ha visto l’intevento di Fulvio Carocci, il nostro Presidente, in un dibattito con il consigliere comunale Domenico Villani su due temi abbastanza interessanti: Ospedale e Rifiuti.

L’accesa discussione ci ha permesso di formulare la nostra proposta in tema di rifiuti, marcando nettamente le differenze concettuali con l’operato della nostra amministrazione.

Video importato

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Buona visione a tutti

Terracina Rialzati


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terracina-notturno-albergo-stella-anni-50_bis
Tregua armata tra Comune e Terracina Ambiente. Questa mattina gli operatori
della società mista si riuniranno due ore in assemblea per il mancato versamento
degli stipendi e l’assenza di tutta una serie di strumenti e garanzie sul
lavoro. I rifiuti già nei giorni scorsi sono comparsi sulle strade, specie in
periferia, sulla via Pontina e sulla provinciale per San Felice. Un segnale che
di colpo cancella il piccolo passo compiuto in materia di raccolta
differenziata. A detta degli operatori, la società, oltre a tardare nel
pagamento degli stipendi, non fornisce vestiario adeguato, mezzi sicuri e
funzionanti. Cose già note, che anche questa estate rischiano di innescare una
miccia pronta a far esplodere l’emergenza. Ora, a mediare sulla «patata
bollente» dovrà pensarci il consigliere comunale Paolo Cerilli, delegato, nero
su bianco ,dal sindaco Nardi per risolvere la questione. Il consigliere conferma
che il mandato di pagamento da parte del Comune è stato effettuato. A quel che
appare, il braccio di ferro tra Comune e società verte intorno ai costi del
servizio e all’importo dell’appalto. Da un lato il Comune, che in una sorta di
«effetto Procura», dopo l’avvio dell’indagine dei carabinieri, sta applicando
sanzioni milionarie alla società per gli inadempimenti rispetto all’appalto.
Dall’altro, la società mista – di cui è socio di maggioranza il Comune – che
«aggredisce» l’Ente a suon di decreti ingiuntivi e che ora, attraverso i
dipendenti, lamenta carenza di liquidità. La querelle è quella di sempre.
Secondo la Terracina Ambiente, il canone mensile versato dal Comune è troppo
basso, decurtato com’è delle penali applicate dall’Ente. Puntuale arriva il
rischio emergenza, in una città che (in una sorta di deja vu) si appresta ad
affrontare la stagione estiva. Altro segnale poco rassicurante, la fumata nera
nel Consiglio d’amministrazione della società mista che si è tenuto ieri per
approvare il bilancio. Il clima, tra gli amministratori diventa sempre più
incandescente. Poche ore prima uno dei consiglieri di parte pubblica avrebbe
minacciato le dimissioni e ipotizzato la consegna dei libri contabili in
Tribunale. L’allarme sarebbe poi rientrato. Ma resta la patata bollente di un
canone d’appalto di 2 milioni 900 mila euro che sul bilancio prevede costi
aggiuntivi per quasi un milione di euro e una perdita di 170 mila euro. La
parola d’ordine a Palazzo sembra essere «mediare». Ma se Terracina dovesse anche
questa estate cadere nell’emergenza rifiuti, potrebbe scoppiare una grana
giudiziaria senza precedenti. La Procura, infatti, tiene i fari accesi sul
comportamento della società mista. Se non bastasse, proprio ieri una commissione
parlamentare sui rifiuti ha bacchettato le società del settore, troppo intente a
far fruttare i loro affari a scapito del rispetto delle regole.
Diego Roma

16000 [23]

Non si sentiva valorizzata nel suo lavoro, nel corso degli anni non aveva
ottenuto avanzamenti d’incarico.
Per questo aveva nutrito nei confronti di
colleghi e superiori un tale senso di risentimento e rabbia da indurla a un
gesto estremo. La polizia ha individuato la responsabile del rogo che lo scorso
dicembre ha distrutto gli uffici della cooperativa sociale «Ali della Fenice» in
via Traiano. In seguito ad accurate e delicate indagini, gli agenti del
commissariato di polizia hanno infatti denunciato per incendio doloso C. M. C.,
41enne socia della coo pe ra tiva da anni attiva sul territorio a
sostegno delle donne vittime di violenze. Un gesto disperato, quello della
donna, che aveva rischiato di far esplodere una parte del palazzo al cui pian
terreno aveva sede la coop sociale. IL ROGO Sono da poco passate le 8. Sembra
una mattina come tante altre nella centralissima via Traiano. Decine di bambini
e genitori affollano la strada: è l’orario di entrata dell’istituto San
Giuseppe. All’improvviso un boato. Una nuvola di fumo si sprigiona dagli uffici
della sede di «Ali della fenice». Il fumo invade il palazzo gettando nel panico
i residenti. L’immediato intervento dei soccorsi evita la tragedia. Vigili del
fuoco, polizia, carabinieri, operatori sanitari del 118 intervengono prontamente
sul posto. Le abitazioni vengono evacuate mentre i vigili del fuoco si
introducono nella nebbia di fumo e fiamme nel locale. Le operazioni di
spegnimento durano ore. LE INDAGINI Difficile pensare che dietro l’incendio
potesse esserci un banale corto circuito. Gli agenti del commissariato di
Terracina, diretto dal vice questore aggiunto Rita Cascella, aprono
immediatamente le indagini per fare chiarezza sul rogo. In collaborazione del
personale di polizia scientifica, vengono repertate tutte le prove possibili
negli uffici devastati dalle fiamme. I sospetti, però, si concentrano fin dal
primo momento su qualcuno che possa essere molto vicino alla cooperativa
sociale. Gli investigatori ricostruiscono uno per uno tutti movimenti di ciascun
dipendente. Nessun danno, infatti, era stato rinvenuto sul portone del locale:
chi aveva appiccato l’incen – dio, aveva le chiavi. Le tracce rinvenute sul
posto, le testimonianze di alcuni residenti e le dichiarazioni contraddittorie
rilasciate dall’indagata ascoltata dagli agenti, consentono ai poliziotti di
ricostruire il quadro della situazione e individuare la responsabile del rogo.
LA DENUNCIA La 41enne nei giorni scorsi è stata denunciata per incendio doloso.
Gli agenti hanno infatti accertato che la donna si era introdotta nei locali
della cooperativa sociale cospargendo, con chiara premeditazione, l’ufficio con
liquido infiammabile posizionato in più punti di innesco. Tutto studiato per
ridurre in cenere la sede della cooperativa sociale, quindi. A scatenare il
gesto estremo della donna, il forte senso di risentimento maturato nel corso
degli anni nei confronti di colleghi e superiori. Qualche settimana prima del
rogo, tra i dipendenti e i soci della cooperativa erano stati effettuati alcuni
cambiamenti negli incarichi sociali. Spostamenti che non l’aveva n o riguardata
e che forse fanno scattare nella 41enne il senso di vendetta. Lo scorso dicembre
il risentimento sfociato in un incendio che solo un caso ha permesso non si
trasformasse in una tragedia. Spetterà adesso all’autorità giudiziaria decidere
anche l’eventuale interdizione dagli incarichi da lei svolti.
Francesco Avena

16000 [10]

Auto a fuoco, Nardi: «Odio contro di me»
«C’è un clima d’odio scatenato contro di me». All’indomani dell’incendio
notturno che ha interessato le macchine della figlia e della moglie, è il
sindaco Stefano Nardi a parlare, commentando quello che, se provato, potrebbe
essere un atto doloso diretto alla sua persona. Al momento, al centro delle
indagini dei carabinieri è il barattolo di olio combustibile trovato all’interno
di un giardino vicino al luogo dell’attentato incendiario. Il contenitore di
plastica appare piuttosto vecchio. Forse poteva contenere (saranno le analisi
che chiariranno un tale aspetto) della benzina mischiata ad olio, un innesco non
lontano dal creare pericolo agli attentatori per il ritorno di fiamma che si
produce. D’altro canto poteva anche essere lì da tempo, non costituendo quindi
alcun legame con l’incendio della minicar della 16enne figlia del primo
cittadino (le fiamme hanno investito anche la macchina della moglie). Rimane
sempre un po’ difficile pensare, inoltre, che dei malviventi possano essersi
introdotti in una via chiusa come quella di via Don Sturzo (una traversa di via
Sicilia), praticamente un vicolo cieco. Il rischio che in una notte di quasi
estate qualcuno possa essere alla finestra o possa trovarsi a passare è sempre
troppo alto. Dolo o non dolo: insomma un rebus. «Se l’hanno bruciata – dichiara
Nardi – si è trattato di un atto gratuito, davanti al quale mi ribello. Sarebbe
il prodotto di una campagna di odio lanciata contro di me, che potrebbe aver
fatto scatenare qualche mente malata, facendogli compiere un atto eclatante. Mi
fa piacere, comunque, di aver ricevuto tantissimi attestati di solidarietà. La
maggioranza mi ha appena manifestato la volontà di ribellarsi ad un tale stato
di cose. Non è escluso che si possa convocare un consiglio comunale ad hoc».
Rimanendo sempre nell’ipotesi del dolo, se non è Nardi direttamente il
bersaglio, chi in famiglia potrebbe esserlo? Insomma, si tratterebbe di un fatto
pubblico o di una vicenda ristretta in un ambito privato? Nardi dice di non aver
ricevuto minacce di sorta. «Se dovessi indicare dei sospettati, non saprei
davvero a chi pensare». Quei bagliori di un sabato notte sono ancora tutti da decifrare.
Ercole Bersani

16000 [8]

CINQUE milioni e 800 mila euro per la messa in sicurezza e il piano di riassetto
idrogeologico di piazza Palatina e Via delle Cave.
La notizia del finanziamento
concesso da Regione Lazio e Ministero è arrivata nei giorni scorsi. Martedì
prossimo sarà presentato il progetto preliminare che darà il via
all’iter procedurale per l’appalto dei lavori. L’intervento in buona
sostanza consistirà nella messa in sicurezza di una zona in cui da tempo si
registra il pericolo frane. Non di rado i massi, anche di grandi dimensioni, si
sono staccati dalla parete rocciosa di Pisco Montano, per cadere direttamente
sulla strada sottostante, l’Appia. RISCHIO frane a Pisco Montano, il Comune
nomina un gruppo di esperti per i rilievi in vista di un progetto di messa in
sicurezza della parete rocciosa. Proprio di recente il Comune di Terracina, di
concerto con la Soprintendenza dei beni archeologici del Lazio ha avviato un
programma di screening dell’area. Pericolo frane anche per la zona di Piazza
Palatina, una delle frazioni periferiche più tipiche ma anche più bistrattate
sul piano dei servizi e delle infrastrutture. Il cospicuo finanziamento di
Governo e Regione permetterà di recuperare questo ritardo, e dotare la zona,
oltre che di strade più sicure, anche di servizi in termini di riqualificazione
idrogeologica. Piazza Palatina si trova a ridosso del Tempio di Giove,
all’interno dell’area protetta del Parco dei Monti Ausoni. L’augurio è che
questa volta tutto proceda per il verso giusto e non finisca, come l’ultima
volta, che il Comune perda il finanziamento a causa della mancata presentazione
dei progetti.
Pierfederico Pernarella

16000 [7]

Per ora e fino al nuovo pronunciamento rimangono in carcere le sette persone
arrestate a Terracina per un giro d’usura.
Ieri il giudice delle indagini
preliminari, Tiziana Coccoluto, ha confermato la custodia cautelare in carcere
per i cinque che hanno presentato istanza di scarcerazione contestualmente agli
interrogatori di garanzia. Si tratta di Pasquale e Tonino Iannucci, Giuseppe
Votta, Erasmo Alfredo Percoco e Piero Feuda. Per gli altri due, Sergio Coccia e
Roberto Percoco, bisognerà attendere ancora qualche giorno poiché i legali hanno
presentato l’istanza successivamente. Poi, il 21 giugno, toccherà al Tribunale
del Riesame pronunciarsi. Gli arresti sono scattati lo scorso martedì dopo una
lunga indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo di Roma a seguito
della denuncia di un noto albergatore di Terracina finito nella morsa degli
usurai. Un sistema che si autoalimentava grazie alle richieste di soldi avanzate
dalla vittima a più riprese e in più anni in modo distinto e separato che lo
hanno portato ad accumulare un debito di diversi milioni di euro. Evidentemente
era arrivato a un punto di non ritorno. Secondo la ricostruzione degli
inquirenti il meccanismo di gestione dei soldi avveniva sia attraverso cambiali
firmate a fronte di un prestito in denaro oppure con lo sconto di assegni
bancari, sempre dietro consegna di liquidi, sui quali gli arrestati detraevano
direttamente la parte degli interessi. Tassi applicati che superavano di molto
quelli legali in base alla ricostruzione effettuata dal consulente tecnico
nominato dagli inquirenti. Un giro di titoli e denaro piuttosto vasto e
articolato ma anche frenetico. Richieste di soldi che poi servivano a coprire
precedenti prestiti e lì dove l’albergatore non riusciva a rientrare allora
scattavano pressioni di ogni genere rivolte direttamente a lui e ai suoi
familiari. Ma anche continue rinegoziazioni dei titoli in scadenza che
avvenivano in archi temporali piuttosto brevi. Un modus operandi quello degli
usurai, come hanno sottolineato gli inquirenti, che aveva il fine di mettere in
ginocchio l’albergatore e porre le mani sul suo intero patrimonio societario e
immobiliare. E’ stato così che per rientrare di un prestito che aveva raggiunto
circa 200.000 euro è stato costretto a cedere una casa di un valore commerciale
del 50% superiore a uno degli arrestati. O anche il caso di chi gli propose di
cedergli una piccola quota societaria dell’albergo per estinguere tutto il
pregresso. Le indagini non sembrano fermarsi qui. Altri nove indagati farebbero
parte sempre dello stesso filone.
di FABIO COCCIA

16000 [6]

Fuoco alle auto del sindaco. Si attendono i risultati del Racis sul contenitore
di plastica ritrovato.

Bisognerà attendere i risultati delle analisi del Racis. Soltanto dopo sarà
possibile sapere cosa ci fosse davvero nel contenitore rinvenuto al di là del
muretto che divide dal giardino di una villa la strada location del rogo d’auto
di sabato notte. Nell’incendio sono andate distrutte le auto della figlia e
della moglie del sindaco di Terracina Stefano Nardi. La bottiglina di plastica è
stata trovata nella tarda mattinata di domenica, semi-nascosta tra l’erba. Era
sporca di terriccio e oleosa, e sembra emanasse tanfo di un qualche liquido
infiammabile. In questo modo ha preso corpo la pista del rogo doloso, dopo che
inizialmente gli inquirenti erano stati orientati a battere quella del corto
circuito. Le fiamme sono, infatti, partite dalla Minicar Ligier della figlia
adolescente di Nardi. Proprio quel tipo di veicolo è stato già al centro di
episodi di autocombustione in diverse città italiane. Ma poi è saltato fuori
quel contenitore di plastica, e subito ha fatto strada anche l’altra ipotesi, la
più inquietante. I carabinieri di Terracina attendono ora i risultati del Racis,
e intanto indagano sulle probabili piste. Al momento nessuna sarebbe esclusa. In
caso di dolo accertato, qualcuno potrebbe aver appiccato il fuoco alla Minicar
parcheggiata in via Sicilia per colpire trasversalmente il primo cittadino, come
molto spesso capita ai personaggi pubblici. Ci sono stati già dei precedenti a
Terracina. Di fronte a questa evenienza lo stesso Stefano Nardi si è detto
incapace di capire chi e perché potrebbe aver commesso un gesto simile,
attaccando persone della sua famiglia. Inoltre non si esclude nemmeno la pista
di qualche ripicca scellerata tra giovani. Visti i tempi, non ci sarebbe di che
meravigliarsi. Intanto al sindaco Stefano Nardi arriva la solidarietà bipartisan
dal mondo politico locale, che condanna l’eventuale matrice criminosa
dell’episodio.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [5]

La forestale mette i sigilli agli sfregi al paesaggio.
Fabbricati e aree verdi sequestrate dal corpo forestale dello stato della
stazione di Terracina. Nei giorni scorsi gli agenti dell’ispettore Giuseppe
Pannone hanno accertato violazioni urbanistiche ed ambientali. A San Felice
Circeo. Qui, per esempio, è stato sequestrato un capannone irregolare di circa
100 mq che ha portato alla denuncia di un cinquantenne del posto. Illeciti anche
nel territorio di Terracina, per esempio in località ‘Costa Azzurra’, un’area di
valore ambientale compresa nel neonato Parco Regionale dei Monti Ausoni. Qui gli
agenti hanno posto i sigilli a un appezzamento di terreno dove si stava
realizzando uno sbancamento per ampliare un piazzale di sosta. Denunciate le
persone sorprese a realizzare i lavori. Sempre nei dintorni i forestali hanno
scoperto e sequestrato una discarica abusiva interrata ampia circa 2000 mq di
ampiezza. Nei pressi dell’ospedale , in una zona a vincolo paesaggistico e
archeologico, è stata confiscata un’area di un migliaio di metri quadrati colma
di rifiuti. Un uomo di 40 anni è stato denunciato per violazione alle norme
paesaggistiche e ambientali, e per gestione illecita di rifiuti. Infine a Piazza
Palatina è stata sequestrata una tettoia abusiva e deferito un cinquantenne del
luogo per violazione alle norme urbanistiche. Il comando stazione di Terracina
proseguirà con le attività di controllo e monitoraggio del territorio,
soprattutto per verificare il rispetto dei vincoli ambientali.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [4]

Il giudice va in camera ardente. Ma è solo un sopralluogo.
Il giudice pronto a un sopralluogo all’interno della camera ardente allestita
dall’hospice ‘Villa Azzurra’ al primo piano del condominio ‘Concordia’.
L’accesso ai luoghi è fissato per domani mattina alle 12e30. Dopodiché il
magistrato del palazzo di giustizia di via dei Volsci deciderà il da farsi.
L’obitorio della porta accanto avrà il beneplacito del giudice oppure no? Ieri
mattina davanti a lui sono comparsi praticamente tutti. Molti dei condomini
dello stabile di via Tripoli, che dallo scorso mese di aprile ‘convivono’ a
stretto gomito con i defunti dell’ex clinica ‘Villa Azzurra’ fino a quando non
arriva il momento del funerale. A rappresentarli legalmente è l’avvocato
Adelindo Maragoni. Per l’altra parte era presente il direttore amministrativo
della struttura sanitaria Luca Grossi con il legale Corrado De Angelis. Al
centro della vicenda processuale, alla quale si è arrivati con un procedimento
d’urgenza per accorciare i tempi, c’è la camera ardente dell’hospice, trasferita
a fine aprile dall’edificio principale al condominio di fronte. Le 19 famiglie
che vivono nelle due ali del palazzo di via Tripoli hanno iniziato
immediatamente una battaglia a suon di carte bollate per convincere i vertici
dell’ex clinica ‘Villa Azzura’, ora struttura per malati terminali, a riportare
l’obitorio dov’era prima, o, comunque, all’interno del proprio edificio. Da lì
era stato spostato perché all’epoca della riconversione da clinica a hospice un
controllo dei Nas aveva riscontrato un’altezza non a norma nella stanza dove
prima venivano sistemate le salme, dichiarandola inagibile. Di qui la decisione
di adattare il primo piano del palazzo di fronte a obitorio, tanti anni fa
dormitorio delle suore. Nessuno avrebbe avvisato i condomini i quali, appena
saputa la novità, si erano rivolti ad Adelindo Maragoni presentando esposti alla
Asl, al Comune di Terracina e alla direzione della struttura sanitaria. Ne fanno
soprattutto una questione di buon senso e decoro. Una convivenza impossibile,
soprattutto da un punto di vista psicologico. E anche ieri l’hanno ribadito al
giudice Franco Catracchia. Dal canto loro, l’ex clinica continua a dichiararsi
in regola con ogni documentazione necessaria, cartacea e fotografica, prodotta
anche ieri in aula. Dopo aver ascoltato entrambe le parti, il magistrato ha
disposto l’accesso ai luoghi per rendersi conto di persona di quale sia
effettivamente la situazione. Poi deciderà se la camera ardente potrà restare lì
oppure se dovrà essere spostata altrove.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [3]

Lavori alle passerelle sulla spiaggia. A stagione già avviata.
Scivoli di nuovo fruibili lungo viale Circe, a Terracina. Ci penseranno gli
operai della ditta di Armando Di Girolamo a riparare e sostituire quelle travi
che, ancora fino a oggi, rendono praticamente impossibile l’utilizzo delle
cinque passerelle in legno sistemate negli anni scorsi in punti diversi del
lungomare. Nei giorni scorsi il dipartimento finanziario del Comune di Terracina
ha impegnato la spesa urgente di poco più di 6 mila euro affidando i lavori alla
ditta locale. Ed era ora, considerando da quanto tempo quegli scivoli erano
diventati un pericolo che quanti, nonostante tutto, continuavano a utilizzarli
per scendere sulla spiaggia. Tutta colpa delle mareggiate invernali che, giorno
dopo giorno, hanno danneggiato le passerelle, portando via sia le travi usate
per il passaggio che, in alcuni casi, i sostegni dove appoggiarsi. Da aiuto
prezioso soprattutto per gli utenti disabili quelle passerelle erano diventate
un pericoloso, Un’ulteriore barriera architettonica che andava ad aggiungersi
alle tante che già esistono in giro. Ora, però, ”considerato che la stagione
balneare è iniziata”, come è possibile leggere nell’atto di gestione pubblicato
on line sull’Albo pretorio, è meglio correre ai ripari. Peccato che
probabilmente a più di qualcuno sarebbe piaciuto scendere in spiaggia già nei
mesi passati, a primavera, nelle belle giornate d’inverno. Però sempre meglio
tardi che mai.
Pubblicato da Rita Recchia

16000 [2]

Sembrava un’ordinaria storia di abusivismo edilizio con pergotenda ed invece il
caso si è rivelato più intricato del previsto con implicazioni penali e
giudiziarie assai più rilevanti.
Ieri il gup del Tribunale di Latina, Lucia
Aielli, ha rinviato a giudizio per reati che vanno dall’abuso d’ufficio
all’abusivi – smo edilizio Antonio Arino, i fratelli Tiziano e Ezio Testa e il
dirigente del Comune di Terracina, Luigi Di Mauro. La vicenda riguarda il pub-
ristorante «Kruger» che si trova nell’area compresa tra piazza Cavalieri
Vittorio Veneto e via Lungolinea, in pieno centro. La struttura venne posta
sotto sequestro circa due anni fa dalla polizia municipale che vi ravvisò delle
violazioni alle normative urbanistiche, in quanto erano stati effettuati dei
lavori in difformità al progetto, tra cui appunto la chiusura della veranda del
locale con una pergotenda che di fatto aumentava la volumetria. Le indagini
della magistratura – il titolare del fascicolo era l’ex procuratore capo
Giuseppe Mancini – hanno poi preso una piega diversa. Gli inquirenti, in
particolare, hanno accertato che laddove il Comune aveva rilasciato un permesso
a carattere temporaneo a costruire una pergontenda, il piano regolatore prevede
parcheggi. Dunque, secondo i magistrati, un’autoriz – zazione illegittima in
quanto non si è tenuto conto della destinazione urbanistica dell’area. Per
questa ragione nei confronti del dirigente dell’ufficio competente, Luigi Di
Mauro, è stato ipotizzato il reato di abuso d’uf – ficio. In realtà, secondo
quanto sostenuto dai legali del dirigente, l’autorizzazione sarebbe stata
rilasciata per equiparare le aree private (come quella oggetto delle indagini,
che peraltro non era nemmeno interessata da pratiche di esproprio) a quelle
pubbliche, dove l’ente rilascia normalmente permessi temporanei per le
pergotende. A propria difesa il dirigente comunale ha anche ricordato di aver
firmato un’ordinanza di ripristino per i lavori effettuati in difformità.
Ragioni che non hanno convinto il gup Aielli che ha deciso per il rinvio a
giudizio degli indagati. Il dirigente del Comune Luigi Di Mauro, assistito
dall’avvocato Adelindo Maragoni, dovrà rispondere del reato di abuso di ufficio.
Mentre agli tre indagati, oltre all’a bu s o edilizio, viene contestato anche il
reato di istigazione all’a bu s o d’ufficio. Si tratta del gestore del locale,
Antonio Arino (difeso dall’avvocato Francesco Pietricola) e dei proprietari
dell’area su cui è stata costruita la struttura, i fratelli Ezio e Tiziano
Testa, assistiti dall’avvocato Maurizio Bianchi.
Pi
erfed
erico Pernarella

16000 [11]

Comments 1 Commento »

Andando a scavare tra le carte, ormai ammuffite, che le precedenti amministrazioni comunali ci hanno lasciato in dote abbiamo trovato qualcosa di davvero interessante, che potrebbe aiutarci a fare un po’ di luce sulla querelle che da vari anni và in scena tra Comune di Terracina e Slia sull’effettiva proprietà del sito di compostaggio di via Morelle, una miniera d’oro per un’amministrazione capace, uno spreco di soldi per la classe politica Terracinese…

Siamo riusciti a trovare l’atto di transazione del Luglio 1983 tra Slia e Comune di Terracina, che vi riproponiamo nel post, riguardo crediti pregressi vantati dalla società Slia e mai pagati dall’ Ente (e quando mai!), in calce notiamo la firma dell’allora Sindaco e attuale consigliere comunale di maggioranza nonchè saggio Paolo Cerilli.

Dobbiamo ricordare che il sito di compostaggio di Morelle nasce su un terreno di proprietà di Slia e viene costruito grazie a fondi pubblici, in teoria è di proprietà del proprietario del terreno, cioè Slia.

A pag. 09, secondo capoverso, notiamo la finezza che potrebbe costarci cara..

La Slia infatti si impegnava a riconoscere la proprietà del sito al Comune di Terracina e ad effettuare voltura con atto notarile a favore di quest’ultimo. In cambio il Comune di Terracina si impegnava pagare in comode rate mensili i crediti vantati da SLIA e quantificabili già allora, nel 1982, in 3 Miliardi di Lire (!!!).

Nei successivi 10 anni, termine in cui poi cade in prescrizione il diritto maturato nell’atto di transazione, nessuna amministrazione comunale di nessun colore si degnerà di perdere mezza giornata per trascinare la Slia dal notaio e tener fede agli accordi, salvando così la proprietà del sito di compostaggio.

Qui entrano in scena i nostri 4 cavalieri dell’ Apocalisse…

Da destra a sinistra: Paolo Cerilli, Giovanni Zappone, Antonio Edis Mazzucco e Vincenzo Silvino Recchia…

Rispettivamente i 4 sindaci succedutisi nell’arco di tempo che và dal Luglio 1983 al Dicembre 1993, chiediamo pubblicamente a questi signori (3 dei quali siedono in consiglio comunale tutt’ora, riflettiamo…) per quale motivo non abbiano ottemperato a quanto stabilito nell’atto di transazione e non abbiano fatto valere il diritto maturato in quella scrittura, ponendo così le basi per un decennale contenzioso legale con aggravio di costi per la collettività e il rischio non peregrino di perdere definitivamente la proprietà dell’immobile, salvo pagarlo a peso d’oro…

Tra gli altri Vincenzo Recchia è quello che non solo si è limitato ad ignorare l’atto che pubblichiamo, ma ha anche provveduto a spendere qualche miliardo per la ristrutturazione di un sito non di proprietà pubblica, sul quale poi la Slia negli ultimi anni ha comodamente provveduto ad iscrivere ipoteca per l’erogazione di un mutuo a suo favore…

La domanda a cui vorremmo risposta è : PERCHE’ ?

Paolo, Giovanni, Edis, Vincenzo ? niente da aggiungere?

Terracina Rialzati

Per visionare il documento integrale dell’atto di transazione clicca qui

Questo post è stato tratto dal sito web di “Terracina Rialzati”

il WeBMaSTeR del TerracinaBlog

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Distrutta dalle fiamme la minicar Ligier della figlia del sindaco di Terracina
Stefano Nardi.
Le fiamme hanno anche colpito la Citroen Xara di sua moglie
parcheggiata dietro e una fiat Grande Punto di proprietà di un vicino di casa.
E’ successo tutto ieri notte in una strada privata che attraversa via Sicilia, a
due passi da Lungomare Circe. Della minicar non è rimasto che lo scheletro.
Fuori uso anche la Xara. Le fiamme non hanno risparmiato il vano motore
rendendola inutilizzabile. L’allarme ai vigili del fuoco è arrivato intorno alle
2. Quando sono arrivati la Ligier era praticamente carbonizzata. Sono riusciti a
salvare quello che poi è rimasto delle altre due auto. Insieme ai vigili sono
arrivati anche i carabinieri diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti. Gli
uomini dell’Arma hanno raccolto i primi indizi aiutati anche dai vigili del
fuoco. L’ipotesi iniziale è stata quella dell’incendio accidentale. Sarebbero
diverse le minicar, ormai piuttosto diffuse tra i giovanissimi, che a causa di
un cortocircuito prendono velocemente fuoco. Ipotesi che poi ha perso sempre più
consistenza nel corso della giornata quando è venuto fuori il ritrovamento di
una tanica vuota nel giardino di una casa confinante con la strada privata. Si
tratterebbe quindi di un incendio doloso ma gli inquirenti tengono uno stretto
riserbo su tutto e starebbero analizzando il residuo contenuto nel serbatoio. Il
sindaco ha escluso categoricamente ogni forma di minaccia o avvertimento diretto
alla sua persona e alla sua famiglia. Per ora i carabinieri indagano a 360 gradi
non escludendo nessuna pista. Potrebbe essere un avvertimento lanciato al primo
cittadino? Oppure un semplice atto vandalico finalizzato a se stesso? Oppure una
sorta di estremo gesto diretto alla giovane per rivalse tra coetanei? Per ora di
certo c’è solo l’ennesima auto distrutta dal fuoco. Ieri notte i vigili del
fuoco hanno comunque impiegato una pio d’ore per domare le fiamme ed evitare che
coinvolgessero anche lo stabile di fronte. La strada privata è piuttosto stretta
e i palazzi sono vicini. Ieri mattina ancora era forte l’odore acre del fuoco e
l’abitacolo incenerito della Ligier era ancora lì insieme alle altre due auto coinvolte.
di FABIO COCCIA

15000 [4]

E’ il sesto uomo politico cittadino vittima di roghi
S’allunga la lista nera degli uomini politici, diventati bersaglio degli
incendiari notturni.S’allunga la lista nera degli uomini politici, diventati
bersaglio degli incendiari notturni.
Gli attentatori, nel recente passato, se la sono presa con il consigliere
comunale Luca Olleia e, quindi, con il consigliere comunale Alfredo Lauretti,
che nel gennaio del 2006 s’è visto distruggere due veicoli della sua impresa
edile. Nel luglio del 2007 è stata la volta della macchina dell’allora city
manager Giuliano Masci. L’attentato fece sensazione, dal momento che si colpiva
direttamente l’uomo più rapprsentativo dell’amministrazione Nardi. Non è
sfuggita alle fiamme la macchina dell’assessore Giovanni Masci, mentre l’attuale
presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli è stato colpito indirettamente
dal rogo di un’altra auto parcheggiata vicino alla sua, a Borgo Hermada. Agli
inizi degli anni ’80 c’erano stati degli episodi che avevano riguardato alcuni
importanti uomini politici del tempo: Paolo Cerilli, Giovanni Zappone, Danilo
Perocco e Benito Venturi. Si era trattato, se vogliamo, di fatti isolati. Dopo
25 anni il fenomeno è riesploso, al punto che il rogo notturno è diventato un
metodo sistematico per interfacciarsi, attraverso atti criminosi, con la parte
politica. E il quadro diventa ancor più scoraggiante e preoccupante, se si
considera l’intero Palazzo. A tutt’oggi sono diversi gli impiegati comunali, che
risultano danneggiati dal circuito di fuoco, da cui Terracina è stata infiammata
specialmente negli ultimi anni.
Ros.Ber.

15000 [7]

Anche il Comune di Terracina a suo modo è indebitato con due degli arrestati
nell’ambito dell’operazione antiusura scattata nei giorni scorsi.
Si tratta
dei fratelli Pasquale e Tonino Iannucci, titolari delle società – la «Antares
srl» e la «Nuova Era» – dalle quali l’ente municipale ha preso in affitto oltre
una ventina di immobili da destinare a famiglie bisognose. Gli immobili in
questione sono i villini che si trovano a Borgo Hermada, nella zona compresa tra
via Angelo Sani e via Teodorico. Il rapporto con le società dei fratelli
Iannucci inizia sotto i migliori auspici con il primo mandato dell’am -
ministrazione comunale ma col tempo ha incontrato non pochi inconvenienti. Prima
fra tutti i debiti del Comune a fronte dei quali le società dei fratelli
Iannucci hanno presentato decreti ingiuntivi, a cui l’ente non si è nemmeno
opposto, per la cifra non tr as cu ra bi le di circa 750 mila euro. Ora sulle
famiglie che occupano le case di Borgo Hermada pendono avvisi di sfratto che
rischiano di diventare esecutivi da un momento all’altro. Ma questo non è
l’unico guaio per gli alloggi comunali. Sulla loro gestione si è infatti
soffermata già da qualche tempo l’at – tenzione dei carabinieri della Compagnia
di Terracina, n el l’ambito di un’i n ch ie st a coordinata dal sostituto
procuratore Chiara Riva. Troppe le cose che non tornerebbero: i criteri adottati
dal Comune per l’asse – gnazione di immobili destinati ad alcune persone che
proprio bisognose non sarebbero state. Ma anche altri particolari emersi nel
corso di un’istruttoria avviata dall’ex giudice di pace di Terracina, Eugenio
Fedele, a seguito di una serie di ricorsi presentati da alcuni inquilini. Ebbene
Fedele aveva accertato come gli immobili, al momento dell’affitto, si trovassero
in una situazione di fatiscenza che li rendeva difficilmente abitabili. Non
solo. Il giudice Fedele, scavando tra le carte, si era imbattuto anche in un
singolare giro di società. Ad un certo punto infatti il Comune avrebbe disdetto
il contratto di locazione degli immobili con una società per riprenderli in
sublocazione da un’altra. Entrambe facenti capo ai fratelli Iannucci. Dal Comune
avevano giustificato questo passaggio con la morosità accumulata con la prima
società sottolineando peraltro di ignorare che quella subentrata in un secondo
momento fosse riferibile alle stesse persone. Spiegazione però smentita dal
giudice di pace che ha accertato come l’ente fino ad un certo punto aveva emesso
a favore dei fratelli Iannucci mandati consistenti con una certa sollecitudine.
Che però, a giudicare dai decreti ingiuntivi, non è durata per sempre. Il
credito vantato nei confronti dell’ente è di oltre 700 mila. Una bella cifra. E
se le due società proprietari degli immobili destinati ad alloggi comunali sono
estranei all’inchiesta antiusura, non passa certo inosservato il rapporto tra il
Comune e i fratelli Iannucci che, secondo quando si legge nell’ordinanza di
custodia cautelare, «esercitano il prestito usuraio in modo frequente ed organizzato».
Pierfederico Pernarella

15000 [8]

Non è durata. E adesso quel po’ di movimento nella gestione della pubblica
amministrazione che si era visto negli ultimi tempi, rischia di restare un
impalpabile ricordo. I «saggi» scelti solo un mese fa dal sindaco Stefano Nardi
all’interno della maggioranza per ridare lustro alla sua giunta stanno battendo
in ritirata. Paolo Cerilli, Alfredo Lauretti, Roberto Pietricola e Domenico
Pietricola, a quanto pare, hanno già lasciato o stanno per lasciare gli
incarichi ricevuti dal sindaco. A spingerli a tanto, non la difficoltà
dell’impresa. Anzi. Piuttosto il solito, vecchio gioco di potere che non smette
di tormentare il Pdl locale. Casus belli, la sortita dell’assessore
all’Urbanistica Giovanni Masci, alleato di lungo corso del sindaco, che nei
giorni scorsi aveva respinto qualsiasi ipotesi di «ingerenza » nelle cose di sua
competenza da parte del consigliere Roberto Pietricola. Messaggio che agli
«assessori-ombra» è suonato come un altolà che spariglia ancora una volta le
carte all’interno del centrodestra. Il primo ad aver mal digerito la sortita di
Masci è stato Paolo Cerilli, fino a ieri il nuovo uomo forte del sindaco Nardi,
artefice di buona parte del bilancio e attivissimo nel dare supporto al Comune.
L’ex sindaco democristiano, inserito nel «poker» vincente di Nardi, ricevuto il
messaggio ci ha messo un minuto a recarsi nell’ufficio del primo cittadino per
dire: se è una questione di ruoli, io torno a fare il semplice consigliere. Più
chiaramente: «Il messaggio di Giovanni Masci è stato chiaro. Si dice: per
amministrare ci sono gli assessori. E allora ci pensino loro. Io so fare bene
anche il consigliere comunale». Una posizione che, anche se non esplicitata,
sembra essere condivisa anche dagli altri «saggi», freddati d’improvviso dagli
strali di Masci. La questione ha preso in contropiede il sindaco Nardi, di nuovo
alle prese con una maggioranza a dir poco riottosa e ben attenta alle gerarchie.
Anche se era stato proprio il primo cittadino a volersi circondare di
consiglieri con deleghe allargate. Una formula che in una delle ultime riunioni
era stata ventilata anche dal capogruppo del Pdl Sandro Monti, per ovviare ad
una giunta a dir poco sguarnita senza perdere tempo con nomine esterne. Ora sarà
da capire se le «barricate» alzate dall’asses – sore Masci siano la linea
condivisa dal resto della giunta, o se Masci abbia fatto valere il suo
disappunto solo per per sé. Una cosa è certa. Sarà difficile convincere i saggi
a tornare indietro: «È un’ipotesi – chiude Cerilli – possibile solo se la
maggioranza firmerà un documento che ce lo chiede».
Diego Roma

15000 [9]

Il Terranova Terracina chiude al terzo posto la Coppa Italia di beach soccer. I
pontini dopo il passo falso di sabato, subito da Milano nel girone di
semifinale, hanno completato il cammino con il 6-5 inflitto al Coil Lignano
Sabbiadoro. I beachers sulla sabbia del Beach Village del Circo Massimo a Roma
hanno retto l’urto delle squadre più quotate d’Italia. «E’ mancato l’ultimo
guizzo – spiega il tecnico Emiliano Del Duca – sono molto soddisfatto della
squadra: ci sono tutti i presupposti per ben figurare in Serie A». Un match
intenso e tirato quello proposto dalle due formazioni. La finalina di
consolazione si è decisa dopo i calci di rigore. La prima frazione di gara si
mantiene in equità sino al 7’. Torres rompe gli indugi, servizio al centro
dell’area dove irrompe Sousa per spedire il pallone in rete. Un minuto dopo
Leghissa realizza l’assist per Longo. Al 9’ Lignano fa tre con la bordata di
Sousa dalla distanza. Il team di Del Duca limita i danni quasi in chiusura di
tempo: tiro libero di Andreson basso e teso, aiutato da un ultimo balzello sulla
sabbia che inganna Del Mestre. Nella seconda frazione la sfida si fa tirata. Il
Terracina sfodera la sua proverbiale grinta e si getta in avanti cercando la
rimonta. Le ringhiate di Basquaise e le prodezze di Juninho consentono ai
pontini di pareggiare e di giocarsi la medaglia di bronzo dal dischetto. Il
francese apre la strada a Palmacci che si avventa come un falco sul pallone per
poi scagliarlo in porta. Nell’ultimo minuto due perle del brasiliano di
Terracina. In mezzo la rete di Sousa che mantiene in corsa i friulani. Con i
tiri di rigore si prosegue ad oltranza, sino all’errore di Ze Maria, o meglio
fino alla parata di Pepe, che permette a Terracina di conquistare il terzo posto
nella Coppa Italia.
di DANIELE SPERLONGA

15000 [11]

Terracina Ambiente ambigua e inaffidabile. Il consigliere comunale dei Verdi
Gino Di Mauro «smonta» il nuovo corso intrapreso dalla società mista con l’avvio
della raccolta differenziata e denuncia il doppio gioco dei decreti ingiuntivi
per sette milioni di euro. La società «ha chiesto al Comune di liquidare fatture
per il servizio da luglio 2008 al dicembre 2009 – attacca Di Mauro – senza che
siano applicate penalità per differenziata e servizi non effettuati, chiedendo
addirittura il corrispettivo derivante dal piano Santoro nonostante quest’ultimo
non sia stato né formalizzato né effettuato». Secondo il consigliere di
minoranza la Terracina Ambiente continuerà a chiedere soldi, e questo a causa d
el l ’indulgenza dell’am m in istrazione comunale. «La Terracina Ambiente non
solo non è stata messa da parte – continua – ma costringe addirittura il comune
a difendersi in giudizio e resta un arcano conoscere quale sia la posizione
assunta dagli amministratori di parte pubblica che siedono in maggioranza nel
consiglio di amministrazione». Una tendenza che va avanti da anni e che è ormai
impossibile da affrontare se non appellandosi «all’iniziativa popolare, visto
che l’azione svolta da chi in Consiglio comunale si adopera perché si tuteli la
cittadinanza, non raggiunge i risultati sperati, e viene anzi considerata da
alcuni rassegnati come inutile». Di Mauro richiama la protesta dei cittadini
avvenuta nel 2008 per dire che la sollevazione civica resta l’ultima arma:
«Anche perché ,se la TIA sarà riscossa direttamente dalla società, la questione
non potrà che peggiorare e i cittadini saranno ancor più indifesi». Il
consigliere bolla infine «ogni atteggiamento buonista verso una finzione di
raccolta differenziata studiata appositamente dalla Terracina Ambiente con
cassonetti stradali che, non solo non corrisponde al capitolato d’appalto, ma
che, come il passato ha dimostrato, non contribuirà a raggiungere l’obiettivo di
una differenziata vera, seria ed efficace».
D. R
.

15000 [12]

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terracina-foto-su-pattino-donna-e-bambina-anni-50_bis

Il comune di Terracina prova a racimolare soldi anche con il “cinque per mille”. La giunta guidata da Stefano Nardi nell’ultima riunione ha deliberato l’introduzione della quota che ogni cittadino di devolverla interamente al Comune. I soldi saranno utilizzati per i servizi sociali e finiranno dritti nel salvadanaio dell’Azienda Speciale Terracina che deciderà come e dove spenderli comunicandolo ai cittadini per dovere di trasparenza. Il nuovo soggetto giuridico, che doveva prendere il posto dell’Istituzione, non ha ancora pieni poteri ed è stato al centro di una lunga querelle politica legata alla divisione delle poltrone. Una partenza che certo non giova all’iniziativa del cinque per mille che porta la firma dell’assessore alle Politiche Sociali, Francesco Zicchieri e ha trovato il consenso degli assessori Luciano Pecchia, Giovanni Masci e del vicesindaco Francesca Lauretti. Per sapere quanti cittadini avranno aderito bisognerà attendere un paio di anni, tanto è il tempo di trasferimento delle somme raccolte con dallo Stato agli enti. Il provvedimento dell’esecutivo si inserisce in una più ampia azione di raccolta di denaro per le casse comunali. L’amministrazione e il sindaco in primis, negli ultimi mesi hanno messo in pista una serie di strumenti finalizzati a concretizzare le cifre iscritte nel bilancio di previsione. A partire dall’evasione di Ici e Tarsu con un team di dipendenti comunali che quest’anno avranno il compito di scovare evasori per un importo che oscilla intorno ai 3,5 milioni di euro. Per farlo riceveranno un bonus legato anche a una quota variabile ancorata all’importo recuperato. Per continuare con la megasanatoria sulle multe elevate fino al 2004 e mai pagate. Un provvedimento questo che non fa spiccare salti di gioia a chi le sanzioni le ha sempre pagate ma che dovrebbe portare nelle casse comunali oltre 500mila euro. E infine i parcheggi a pagamento con l’aumento delle strisce blu e l’installazione di 50 parcometri che il Comune speri diventino macchine da soldi.
di FABIO COCCIA

Terracina/Travolta una donna-pirata
Travolta da un pirata della strada a Terracina. Ieri mattina, una donna di 33 anni in sella a un ciclomotore stava percorrendo viale Circe quando sopraggiunta nei pressi di via Cabourg è stata investita da una ragazza su uno scooter. La malcapitata è finita rovinosamente a terra rimanendo ferita mentre l’altra si è dileguata. Soccorsa e trasportata al Fiorini, la donna è stata medicata per le ferite riportate mentre la Municipale, diretta dal comandante Vincenzo Pecchia sta ricercando l’investitrice.

a Formia e Terracina
Sequestri e denunce dei carabinieri per abusivismo edilizio al termine di un vero e proprio blitz condotto sul territorio con due distinte operazioni in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Dai carabinieri di Terracina sono state denunciate dieci persone per lottizzazione abusiva in zona sottoposta a vincolo, violazione delle norme regionali ed esecuzione di opere in assenza di concessione. Le opere sono state sequestrate. A Formia le persone denunciate sono state invece 5 sempre per aver costruito in aree sottoposte a rischio frane.

Il Terranova Terracina raggiunge le semifinali della Coppa Italia di beach soccer.
I pontini continuano l’inseguimento al primo trofeo stagionale dopo il 5-4 inflitto al Catania. I beachers sulla sabbia del Beach Village del Circo Massimo a Roma hanno dato un ulteriore prova di forza contro una delle squadre più quotate d’Italia.
«Sono soddisfatto di come i ragazzi hanno affrontato questa prova – spiega il tecnico Emiliano Del Duca – l’aspetto psicologico potrà fare la differenza in semifinale». Un match intenso e tirato quello proposto dalle due formazioni, che hanno mostrato il meglio delle proprie individualità ma anche esaltato le capacità del gruppo. Il successo di misura è lo specchio fedele dell’incontro, giocato sul filo di lana fino alla conclusione della terza frazione. I siciliani sono primi ad infilare la palla nel sacco. Il tiro piazzato del “gigante” Stankovic non lascia spazio all’opposizione di Pepe. Con la stessa modalità Palmacci risponde per il Terracina. All’11’ arriva il sorpasso del team pontino: cross di Frainetti per la testa di D’Amico che corregge in rete. La seconda frazione vede il Catania tornare in corsa. Lo score parla chiaro, con tre realizzazioni per i rossoazzurri contro il solo punto messo a segno da Basquaise. Il pari catanese giunge solo al 10’ con la conclusione di Gustavo. I siciliani vanno a segno due volte con Fred: un ace da centrocampo ed un diagonale segnano il sorpasso. La sfida si accende e sul taccuino degli arbitri finiscono Romulo e Caruso per il Catania, Jackson per il Terracina. Al terzo minuto dell’ultima frazione il penalty di Palmacci riporta in equilibrio la partita. Due minuti dopo Basquaise volteggia con il pallone per poi spedirlo nell’angolino basso alla sinistra di Caruso. Oggi i tigrotti della sabbia in campo per la semifinale.
TERRACINA: Pepe, Frainetti, D’Amico, Feudi, Jackson, Francois, Reggio, Palmacci, Basquaise, Minchella. All. Del Duca
CATANIA: Caruso, Junimho, Platania, Bosco, Stankovic, Borbone, Romulo, Fred, Gustavo Neri, Scrivano. All. Belluso
Arbitri: Favaro di Treviso e Cecchin di Bassano del Grappa.
Marcatori: 6’pt Stankovic (C), 7’ Palmacci (T), 11’pt D’Amico (T), 10’st Gustavo (C), 10’st Basquaise (T), 10’st Fred (C), 11’ Fred (C), 3’tt Palmacci (T), 5’tt Basquaise (T).
Note: ammoniti Romulo e Caruso (C), Jackson (T)
di DANIELE SPERLONGA

La truffa viaggia con l’adsl. Denunciato un cinquantenne di Terracina.
Tanti alias e il vizietto dell’imbroglio telematico. La polizia di Terracina ha denunciato per il reato di truffa un cinquantenne del posto che per parecchio tempo era riuscito ad impossessarsi con metodi loschi di parte dei guadagni di aziende delle province di Latina e Roma. Il trucco era ormai collaudato: il tizio, spacciando generalità fittizie, tramite i vari gestori telefonici attivava conti correnti on line sui quali riusciva a dirottare parte dei proventi di società operanti in svariati settori. Calcolando soltanto le denunce raccolte dal commissariato di via Petrarca, diretto dal vice questore Rita Cascella, si parlerebbe di una truffa che ammonta a oltre 70 mila euro. Quando presso vari commissariati di polizia sono cominciate ad arrivare denunce per aperture di conti in rete o sostituzione di persona, gli investigatori hanno seguito il filo telematico che li ha portati fino a Terracina. Sulle tracce del truffatore si sono, dunque, messi gli investigatori della sezione polizia postale di Latina e del commissariato di via Petrarca. I titolari di aziende avevano denunciato che i proventi delle loro attività, a volte provenienti anche dall’estero, mediante contratti commerciali finti venivano incassati da altri. E’ partito un accurato lavoro investigativo, condotto sia sulle tracce telematiche di quei contratti posticci, sia sui falsi documenti di identità presentati ai vari gestori telefonici attraverso i quali venivano attivati i contratti. M.M., queste le iniziali del cinquantenne terracinese denunciato, era stato identificato già lo scorso marzo, riconosciuto in fotografia da diversi operai di gestori telefonici che l’avevano incontrato per istallare le linee telefoniche e adsl nei locali che spacciava come sede legale della sua finta attività. Ma all’inizio l’uomo era introvabile. Fino a mercoledì scorso, quando ha contattato di nuovo un gestore telefonico per farsi istallare una linea adsl nella struttura dell’ex Centro Commerciale Olimpo, nella zona di piazza Quattro Lampioni. Uno dei tecnici lo ha riconosciuto immediatamente e ha chiesto l’intervento della polizia, senza avvicinare l’uomo. Gli agenti del vice-questore Rita Cascella hanno raggiunto il posto fermando l’uomo, che in quel momento aveva con sé tre documenti di identità, tutti diversi e tutti falsi. Oltre a varia documentazione riconducibile alle numerose truffe messe a segno e già note agli investigatori, e un pc portatile ancora imballato che è stato posto sotto sequestro. M.M. aveva usato anche la carta di identità del proprio fratello disabile di mente sulla quale aveva soltanto tolto la fotografia per inserire la sua. Sottoposto a foto-segnalamento e a rilievi dattiloscopici, è stato denunciato per le varie truffe già scoperte anche attraverso la collaborazione di diverse questure d’Italia.
Pubblicato da Rita Recchia

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terracina-a-family-at-terracina-by-corot-1796_bis

Parcometri lombardi a Terracina. Il Comune ha aggiudicato definitivamente la
fornitura e la posa in opera di 50 parcometri, 20 fissi e 30 stagionali, a una
ditta di Milano per circa 107mila euro. Quella della Parkeon Srl é stata
l’offerta più bassa tra le sei arrivate all’attenzione dell’ente pubblico. Ora
bisognerà soltanto attendere i tempi per l’installazione. Guerra ai potenziali
scrocconi di parcheggio, dunque. L’amministrazione ha deciso di tornare al
passato (nemmeno troppo lontano) e di installare i parcometri nelle zone
delimitate dalle strisce blu dei parcheggi a pagamento. Per l’amarcord bisogna
riandare al 2007. Un bel giorno i vigili urbani, durante alcuni controlli ad
hoc, nelle giornate convulse dello scandalo Easy Park e Ital Telecom, si erano
accorti che le macchinette stampa ticket erano state manomesse inserendo
stracci di stoffa con l’intento di trattenere le monetine inserite dagli
ignari utenti e poi prelevarle. Magari a tarda sera. Oppure alle prime luci
del mattino. Il momento giusto si trovava sempre. Chi era stato il
responsabile di tutto ciò? Non si è mai saputo. Fatto sta che da allora dei
parcometri nemmeno più l’ombra in città.
Pubblicato da Rita Recchia

14000 [13]

Arresti usura, tutti muti davanti il gip. Tranne uno.
Parla soltanto uno, mentre gli altri preferiscono tacere. Non prima di essersi
dichiarati tutti innocenti e di aver respinto ogni addebito. A scegliere di
restare in silenzio davanti il Gip Nicola Iansiti sono state sei delle sette
persone arrestate mercoledì scorso dai carabinieri del comando provinciale di
Roma e della compagnia di Terracina, per un presunto giro di usura del valore
di 15 milioni di euro. Giuseppe Votta, Pasquale e Tonino Iannucci, Erasmo
Alfredo Percoco, Piero Feuda e Roberto Percoco hanno optato per questa
strategia difensiva. Ieri pomeriggio sono comparsi davanti al giudice per le
indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Un interrogatorio teso
come le corde di un violino, sia per la complessità e la delicatezza della
vicenda scoperta dai militari, sia per la notorietà dei soggetti finiti in
manette e accusati a vario titolo di usura ed estorsione. I sei imprenditori,
attivi soprattutto nel settore sanitario ed edile, hanno allontanato da loro
anche la più piccola accusa di aver taglieggiato fino all’inverosimile
l’imprenditore di Terracina che avrebbe perso circa 15 milioni di euro, tra
beni mobili, immobili e quote societarie. Loro, con questa brutta storia, non
c’entrano proprio niente. Loro sono innocenti. E allora perché all’alba di
martedì scorso i carabinieri hanno bussato proprio alle loro porte, e non a
quelle di qualcun altro, perquisendone la casa, prelevando documenti e
portandoli in via Aspromonte? Per questo e per tutto il resto si sono avvalsi
della facoltà di non rispondere, alla presenza dei legali Massimiliano Fornari,
Lavinia Votta, Marco Popolla e Adelindo Maragoni. Questi ultimi hanno
presentato immediatamente l’istanza di scarcerazione, sulla quale il giudice
per le indagini preliminari Nicola Iansiti si è riservato in attesa che
ritorni la collega Tiziana Coccoluto, che ha emesso i provvedimenti. Nella
giornata di oggi sarà presentata la stessa istanza anche al Tribunale della
libertà di Roma. Ha voluto, invece, parlare e cercare di chiarire subito la
sua posizione Sergio Coccia, assistito dall’avvocato Massimo Basile. Coccia si
sarebbe detto esterrefatto di quanto accaduto, alla luce dei suoi rapporti
d’infanzia, quasi fraterni, che da sempre avrebbe avuto con l’imprenditore che
ha sporto denuncia. Un’amicizia di vecchia data la loro, e mai lui,
l’arrestato, si sarebbe aspettato una cosa del genere. «La posizione del mio
assistito è avulsa dalle altre – ha tenuto anche a precisare l’avvocato Basile
- Il suo nome non emergerebbe da alcuna intercettazione, ma solo ed
esclusivamente dalla denuncia e dalle ricostruzioni fatte dalla presunta
vittima». Anche per lui è stata presentata istanza di scarcerazione. Per il
momento tutti e sette gli arrestati rimangono nel carcere di via Aspromonte.
Usurai di più basso profilo, ma sempre presunti finanziatori a strozzo, come
sostiene l’accusa. Anche loro pronti a fare «beneficenza» all’amico di turno
in difficoltà, o al conoscente che gli era stato mandato da qualcun altro. Si
tratta delle 8 persone che al momento risulterebbero indagate a piede libero
nell’operazione dell’Arma che ha portato allo scoperto l’esistenza di un
grosso giro di usura a Terracina. Quel giro di «cravattari» di cui da tempo si
sospettava l’esistenza. Tanto che non tutti i nomi degli arrestati hanno
sorpreso i cittadini. Qualcun altro, invece, li ha lasciati basiti. E comunque
anche le altre persone coinvolte e non arrestate sarebbero note, altri
imprenditori attivi in svariati settori. Ovviamente ambienti dove gira il
soldo pesante. Al momento non risulterebbero denunce sporte da altre presunte
vittime di usura. I carabinieri, le cui perquisizioni hanno riguardato solo ed
esclusivamente il territorio di Terracina, sono al lavoro sulla corposa
documentazione sequestrata presso abitazioni e attività commerciali degli
arrestati. L’ombra lunga dell’usura sembra attanagliare la città e i suoi
cittadini. Un sistema gelatinoso che avrebbe retto fino a oggi e che adesso,
in piena crisi economica e finanziaria, starebbe lì lì per implodere.
Pubblicato da Rita Recchia

15000 [4]

Mercato del “Giovedì”, si assegnano i posteggi per via Firenze.
In merito al trasferimento del mercato settimanale del “Giovedì”, si leggono
sulla stampa locale dichiarazioni roboanti e curiose ricostruzioni, che le
carte ufficiali della vicenda non contemplano minimamente. In via preliminare
c’è da sottolineare che l’amministrazione comunale ha sempre avuto la massima
trasparenza nella costruzione degli atti e, soprattutto, l’intero percorso per
giungere al trasferimento da viale Europa alla nuova destinazione di via
Firenze è sempre stato condiviso con le rappresentanze sindacali degli
operatori del mercato settimanale, che hanno firmato tutti gli atti ufficiali.
Dopo anni di proteste da parte di tanti operatori del mercato che lamentavano
la mancanza delle più elementari norme igienico sanitarie e di sicurezza
dell’attuale sito di viale Europa, oggi che il percorso per il trasferimento è
giunto a conclusione e lunedì prossimo inizierà l’assegnazione dei posteggi,
qualcuno vuole continua la sua personale battaglia con argomenti non
veritieri. Primo. Quelli che oggi protestano (e non si comprende il vero
motivo) dovrebbero ricordare che il 30 settembre 2005 fu stilato da parte
della Fiva Confcommercio di Latina e sottoscritto dal presidente Perna un
verbale di assemblea degli operatori del mercato i quali approvavano la
proposta di collocazione del mercato settimanale nell’area attigua a via
Firenze. Secondo. Altra pregiudiziale dei contestatori dell’ultima ora è che
il Comune per quanto riguarda una parte “dell’area archeologica” di via
Firenze sarebbe sprovvisto delle necessarie autorizzazioni del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali. Evidentemente qualcuno dimentica il documento
sottoscritto dalla dottoressa Nicoletta Cassieri il 21 aprile 2006. La
funzionaria del ministero interpellata sull’intenzione dell’amministrazione di
ubicare il mercato settimanale nell’area di via Firenze esprimeva parere
favorevole. Terzo. Il 2 aprile del 2009 presso la sede del Dipartimento dello
Sviluppo Economico del Comune di Terracina, l’allora assessore tenne una
riunione con Roberto Delle Fontane presidente della Confcommercio e Sergio
Vasconi presidente della Confesercenti, al termine della quale stilarono e
firmarono un documento di consenso al trasferimento del mercato settimanale,
con una sola richiesta: di non dar corso alle operazioni di trasferimento se i
lavori previsti sull’area non fossero terminati entro il mese di aprile.
Lunedì prossimo gli uffici comunali, così come indicato, procederanno
all’assegnazione dei posteggi agli operatori che ne hanno diritto, prassi che
non influisce in alcun modo sull’avviato e finale percorso di trasferimento
del mercato settimanale da viale Europa a via Firenze. Nella stessa giornata
l’area deputata ad accogliere il “Giovedì” sarà oggetto degli ultimi piccoli
lavori di messa a punto, poi si attenderanno i termini tecnici per l’effettivo
trasferimento.

15000 [6]

Tre identità diverse e tanti conti correnti online. Così è iniziata e anche
finita la truffa messa in piedi da un cinquantenne di Terracina. Lo hanno
scoperto gli agenti del commissariato di Terracina diretti da vice questore
Rita Cascella grazie anche alla collaborazione della polizia postale di
Latina. Con un pc portatile e una linea adsl aveva messo su un sistema che gli
consentiva di aprire conti di banking on line con falsi documenti e dove
finivano gli introiti di altre ignare aziende. L’indagine era partita a
seguito di una serie di denunce per strane aperture di conti telematici e
sostituzione di persona arrivate sul tavolo dei commissariati di mezza
provincia di Latina e anche da Roma, presentate dai titolari di alcune aziende
che non vedevano più accreditarsi i ricavi sul conto. Lui per farlo era
costretto ogni volta a cambiare identità e linea telefonica. È stato così che
alcuni operatori chiamati direttamente dal cinquantenne per l’attivazione
dell’ennesima linea hanno iniziato a sospettare: ieri uno di loro lo ha
riconosciuto e ha chiamato la polizia.
F.Coc.

15000 [5]

E’ iniziato con un successo il cammino del Terranova Terracina in questa nuova
stagione del beach soccer.
Sono 18 i club italiani che da ieri fino a domenica
animeranno la disciplina più avvincente dell’estate. I più grandi beachers al
mondo si stanno contendendo il primo trofeo stagionale: tutti protesi nella
rincorsa a quel titolo iridato conquistato dal Milano in quel di Terracina. I
tigrotti della sabbia del Circo Massimo a Roma hanno emesso il primo acuto,
superando Grumo (Lignano Sabbiadoro) 6-3. Il primo gol del match porta la
firma di Paolo Palmacci, che di destro piega le mani all’estremo difensore
avversario. I pontini hanno la partita sotto controllo e sfiorano il raddoppio
dopo un minuto con il compagno di nazionale Feudi che colpisce la traversa su
calcio di punizione dalla proprio metà campo. Palmacci e Feudi sono diventati
i trascinatori della squadra dopo che Roberto Pasquali (miglior marcatore
della storia della Nazionale e del Terranova) ha scelto la cassa della Roma
beach soccer: «Non ci sentiamo inferiore al passato – chiarisce subito il
tecnico Emiliano del Duca – lo abbiamo confermato in questa prima partita».
Ieri è stato Palmacci il protagonista: il bomber tascabile ha bucato ancora la
porta friulana con un tiro pregevole che ha finalizzato un’azione manovrata.
Nel secondo tempo la musica è sempre la stessa: il Terracina passa ancora con
un tiro dalla distanza di François (3-0). Nell’ultima frazione il Grumo con
Russo capitalizza al massimo un errore in fase di posizionamento della difesa
pontina. Bellissimo lo schema che porta alla seconda rete friulana con Don che
si scambia la posizione in area con un compagno e si ritrova libero al centro
nel colpire di testa da pochi metri. Ci pensa Palmacci: tiro libero a
soffocare il tentativo di rimonta dei ragazzi di Del Fabbro. Al 5’ Terracina
addirittura allunga con Frainetti. Il sesto gol terracinese giunge poco dopo,
con la prima rete stagionale di bomber Juninho, la stella brasiliana passata
in questa stagione a vestire la maglia biancazzurra. Oggi Terranova di nuovo
in campo alle 18, 15 per i quarti di finale contro Catania.
di DANIELE SPERLONGA

14000 [1]

E’ iniziato con un successo il cammino del Terranova Terracina in questa nuova
stagione del beach soccer.
Sono 18 i club italiani che da ieri fino a domenica
animeranno la disciplina più avvincente dell’estate. I più grandi beachers al
mondo si stanno contendendo il primo trofeo stagionale: tutti protesi nella
rincorsa a quel titolo iridato conquistato dal Milano in quel di Terracina. I
tigrotti della sabbia del Circo Massimo a Roma hanno emesso il primo acuto,
superando Grumo (Lignano Sabbiadoro) 6-3. Il primo gol del match porta la
firma di Paolo Palmacci, che di destro piega le mani all’estremo difensore
avversario. I pontini hanno la partita sotto controllo e sfiorano il raddoppio
dopo un minuto con il compagno di nazionale Feudi che colpisce la traversa su
calcio di punizione dalla proprio metà campo. Palmacci e Feudi sono diventati
i trascinatori della squadra dopo che Roberto Pasquali (miglior marcatore
della storia della Nazionale e del Terranova) ha scelto la cassa della Roma
beach soccer: «Non ci sentiamo inferiore al passato – chiarisce subito il
tecnico Emiliano del Duca – lo abbiamo confermato in questa prima partita».
Ieri è stato Palmacci il protagonista: il bomber tascabile ha bucato ancora la
porta friulana con un tiro pregevole che ha finalizzato un’azione manovrata.
Nel secondo tempo la musica è sempre la stessa: il Terracina passa ancora con
un tiro dalla distanza di François (3-0). Nell’ultima frazione il Grumo con
Russo capitalizza al massimo un errore in fase di posizionamento della difesa
pontina. Bellissimo lo schema che porta alla seconda rete friulana con Don che
si scambia la posizione in area con un compagno e si ritrova libero al centro
nel colpire di testa da pochi metri. Ci pensa Palmacci: tiro libero a
soffocare il tentativo di rimonta dei ragazzi di Del Fabbro. Al 5’ Terracina
addirittura allunga con Frainetti. Il sesto gol terracinese giunge poco dopo,
con la prima rete stagionale di bomber Juninho, la stella brasiliana passata
in questa stagione a vestire la maglia biancazzurra. Oggi Terranova di nuovo
in campo alle 18, 15 per i quarti di finale contro Catania.
di DANIELE SPERLONGA

15000 [14]

Torna’ l’isola pedonale su Terracina alta. Ma non c’era già?
A volte ritornano. Come l’isola pedonale nel centro storico alto di Terracina.
Senza dubbio il sistema migliore per vivere bene la parte ‘vecchia’ della
città. Da queste parti, però, una sorta di ‘caso’. Andiamo con ordine. E’ di
ieri l’annuncio dell’assessore competente Luciano Pecchia che torna l’isola
pedonale sul centro storico alto fino al 31 agosto 2010, tutti i giorni dalle
18 alle 24. “Tra gli obiettivi importanti che l’amministrazione comunale e
l’assessorato preposto si sono prefissati c’è sicuramente quello di una
migliore vivibilità e rivalutazione in ambito sociale ed economico del centro
storico alto di Terracina- afferma l’assessore Pecchia- Abbiamo organizzato,
dopo la positiva sperimentazione degli scorsi anni, una migliore disciplina
per il traffico veicolare che insiste sul centro storico alto”. L’isola
pedonale interessa Corso Anita Garibaldi dall’intersezione con via D’Annunzio
e via Posterula, piazza Cipollata, piazza Assorati, via Posterula
dall’intersezione con Corso Anita Garibaldi, piazza Posterula, piazza Tasso e
Piazza S. Domitilla. Ai residenti sarà rilasciato un permesso di circolazione
rilasciato dall’ufficio comunale al Centro Storico, che riceve al pubblico il
lunedì e mercoledì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 15 alle 18. E che
fine ha fatto la delibera del settembre 2008 che aveva istituito l’isola
pedonale permanente su Terracina alta? Una delibera che, a detta dei residenti
e commercianti, non sarebbe mai stata davvero applicata…su strada. E allora
tanto meglio un colpo di spugna, e un nuovo annuncio.
Pubblicato da Rita Recchia

15000 [2]

Sciscione: ospedale, università, gli obiettivi programmatici
La sanità costituisce un aspetto prioritario ed essenziale nell’ambito della programmazione regionale. Ogni decisione, però, deve essere operata tenendo in considerazione l’esigenze e le specificità delle realtà locali.
Per tali motivi, è necessario operare, nel nostro territorio, una riorganizzazione ed ottimizzazione funzionale che porti sia ad una proficua utilizzazione delle risorse, sia ad un miglioramento dei servizi e dell’assistenza.
In tale direzione appare imprescindibile un approccio che individui per i due presidi ospedalieri del Distretto Centro, rispettive specializzazioni e vocazioni.
E’ indubbio che l’Ospedale Universitario di Terracina, per l’ubicazione, la centralità, il bacino d’utenza ed i collegamenti, si pone ad indirizzo chirurgico-traumatologico e per l’emergenza. Pertanto, sia a livello di programmazione Regionale che Aziendale, non si potrà prescindere da tale impostazione rimodulando e potenziando i vari reparti e servizi.
Tale scelta acquisisce ancor più valore dalla chiusura degli 80 posti letto di Priverno (che dovrà comunque conservare un unto di primo intervento e di chirurgia programmata).
Riteniamo quindi essenziale indicare un percorso assistenziale e formativo che possa recuperare la stasi prodotta da alcune scelte Aziendali e dare compiutezza ad un’opera di riorganizzazione che dura oramai da troppo tempo.
Sinteticamente è necessario operare alcune scelte prioritarie:

ASSISTENZA

- Spazi Operatori: costruzione 3^ Sala Operatoria (800.000 euro già impegnati
nel bilancio aziendale). Attivazione Ambulatorio Chirurgico (interventi
minori).
- Spazi Degenza, Terapia sub intensiva: attivazione Medicina d’Urgenza
Universitaria (Spazi, Piastra, Degenza Breve), Personale Medico e Paramedico.
- Diagnostica ostetrico-ginecologica: riapertura spazi operatori.
- Strumentazione Tecnologica: Attualmente tutto obsoleto e da rinnovare
(Ecocolordoppler ed Ecocardio, TC, Ecografi Specialistici). In particolare
riattivare l’iter, inspiegabilmente interrotto, per l’installazione della TAC
digitalizzata, donata dalla Provincia, all’Ospedale di Terracina. – Recupero
Spazi Distretto: Amministrazione e Formazione (necessaria una riorganizzazione
soprattutto dei servizi socio-sanitari)

FORMAZIONE
Recupero immobile Vecchio Ospedale, di proprietà ASL, per trasferire le
attività didattiche, oggi ubicate in Ospedale, liberando così ulteriori spazi,
costituendo un vero e proprio ‘Polo Didattico Universitario’, di valenza
nazionale ed internazionale, anche utilizzando Fondi Europei.

La realizzazione di tali punti, in maggioranza costo zero o già ascrivibili
ad ordinaria gestione aziendale, costituirebbe un forte salto di qualità sia
in termini assistenziali che di formazione. Si determinerebbe quell’auspicato
processo di riaccorpamento ed integrazione nella direzione di un servizio
sanitario di elevata qualità e sempre più integrato con il territorio. Un
processo virtuoso in linea con le indicazioni del Presidente della Regione
Lazio, Renata Polverini, che mira alla salvaguardia e miglioramento dei
livelli assistenziali, nell’ambito di una politica di riconversione ed
ottimizzazione delle risorse disponibili.
Consigliere regionale
Gianfranco Sciscione

15000 [3]

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terracina-veduta-dal-molo-primi-del-900_bis

L’ultimo pesante decreto ingiuntivo che è arrivato nei giorni scorsi sul
tavolo del primo cittadino di Terracina Stefano Nardi porta il numero 594
. E’
stato emesso dal Tribunale di Latina che ingiunge il Comune a pagare la somma
di 3.669.509 in favore della Terracina Ambiente Spa. All’importo si aggiungono
altri 3.665 euro per interessi moratori e spese. Giusto per arrotondare. Lo
scorso anno la stessa società a prevalente capitale comunale, con una
maggioranza politica nel consiglio di amministrazione, compresa la presidenza,
aveva chiesto altri 3 milioni di euro che sommati alla cifra di ieri fanno
circa 7milioni di debito. La gran parte dei 3, 6 milioni di euro che la
Terracina Ambiente chiede al suo socio di maggioranza, ovvero a se stessa,
sono rappresentati dai canoni mensili del servizio di raccolta e smaltimento
che il Comune si ostina a non pagare. Motivo? Non ci sarebbero abbastanza
soldi, tanto per cambiare. Per questo la giunta guidata da Nardi appena si è
vista recapitare l’ingiunzione l’ha portata direttamente sul tavolo della
prima riunione utile deliberando il mandato all’ufficio legale comunale di
opporsi al provvedimento. Aveva fatto già la stessa cosa con il decreto dello
scorso anno. Sette milioni, una cifra che mette ancora più in crisi la
gestione della società che nel frattempo ha anche iniziato il servizio di
raccolta differenziata tra mille dubbi e perplessità. Doveva essere un porta a
porta, la maniera più efficace. E invece per adesso si sono visti solo nuovi
cassonetti. Non molti per la verità. Lo sanno bene i cittadini che hanno
aderito a Città Partecipata, un progetto associativo che mira a rendere
partecipe ogni persona che vive i problemi della città. Loro hanno sempre
avuto un focus sulla storia della differenziata da quando è nata. «Riteniamo
un vero bluff il reiterare l’introduzione dei cassonetti stradali, peraltro al
momento collocati solo su alcune zone della città, mentre il centro e le zone
di pregio, maggiormente frequentate da visitatori e turisti, sono lasciate in
uno stato di assoluto degrado – spiegano in una nota – Non saranno i 38
cassonetti, per la carta ed il multimateriale, ritirati fuori improvvisamente,
a farci credere che siamo in presenza di una inversione di rotta in materia di
rifiuti, anche perché è un gioco già visto, e non avalleremo tale finzione
dimenticando quanto previsto dal capitolato, il quale sancisce che si deve
espletare il servizio di raccolta differenziata porta a porta sul centro
storico alto e al piano strada per quello in declivio oltre che per attività
commerciali e di ristorazione in particolare». Ad oggi il servizio complessivo
di raccolta costa circa 8. 700. 000 euro l’anno. «Se si effettuasse la
differenziata porta a porta il risparmio sarebbe di 1. 750. 000 l’anno.
Chiediamo all’amministrazione di intervenire seriamente sul problema rifiuti.
Non può e non deve, per l’ennesima volta, avallare la presa in giro di una
società inadempiente». Che intanto batte cassa.
di FABIO COCCIA

14000 [9]

A Terracina un tessuto economico malato.
Da un prestito di 50 milioni di lire a un debito di ben 15 milioni di euro.
Questo, secondo l’accusa, l’incubo vissuto negli ultimi 15 anni da un noto
imprenditore di Terracina, finito nella rete a maglie strette di presunti
strozzini. Per sette di loro sono scattate le manette ieri mattina. Per altri
otto proseguono le indagini per definirne bene i ruoli e l’eventuale gravità
delle azioni commesse. Anche per queste altre persone, comunque, c’è stato il
brusco risveglio all’alba con i militari di Roma e Terracina alla porta per
eseguire perquisizioni accurate. I nomi non si fanno, perlomeno non ancora. Ma
le voci corrono, anche perché il blitz dei carabinieri, seppur scattato alle
prime luci del giorno, non è passato del tutto inosservato. Anche gli indagati
sarebbero personaggi noti in città per le proprie attività, commerciali e
imprenditoriali. Qualche negoziante locale, ma anche qualche altro
imprenditore. Comunque gente insospettabile. O della quale non si vuole
sospettare. Come quasi sempre insospettabili sono i soggetti coinvolti in
situazioni del genere, sia le vittime che gli aguzzini. A Terracina ormai la
parola ‘usura’ non è più una novità. Come non fa quasi più effetto sapere che
il ruolo del ‘cattivo’ sia giocato da personaggi che hanno voce in capitolo
nel tessuto economico e sociale cittadino. Segno di come l’intera economia
locale si stia incancrenendo, e le metastasi saltano fuori quando uno meno se lo aspetta.
Pubblicato da Rita Recchia

14000 [10]

Si sono dichiarati innocenti i sette arrestati per usura a Terracina. Sono
passate più di 48 ore da quando le sirene delle pattuglie dei carabinieri del
comando provinciale di Roma hanno rotto la quiete della città, ma l’eco
scaturita dal clamore dell’operazione non si è ancora spenta. Un effetto
inevitabile considerando che a finire in manette sono stati insospettabili del
luogo, implicati in un giro di prestiti a strozzo. Hanno passato la prima
notte in carcere accusati a vario titolo di usura e tentata estorsione. Ieri
ci sono stati gli interrogatori: alle 15. 30 presso il carcere di via
Aspromonte, dove sono stati rinchiusi, non hanno risposto alle domande del gip
Nicola Iansiti. I sette sono accusati di aver tenuto sotto strozzo per 15 anni
un albergatore con l’intento di espropriargli la struttura. Secondo i
carabinieri non avrebbero agito come componenti di un’organizzazione, ma
ognuno per un tornaconto personale. Una situazione al limite dell’incredibile:
l’imprenditore partendo da un prestito di 50 milioni di lire avrebbe
accumulato un debito di 15 milioni di euro. Sei di loro, Giuseppe Votta,
Erasmo e Roberto Percoco, Piero Feuda, Tonino e Pasquale Iannucci si sono
dichiarati innocenti, respingendo ogni addebito e avvalendosi della facoltà di
non rispondere. Mentre Sergio Coccia, difeso dal legale Massimo Basile, oltre
a dichiararsi innocente ha detto di avere avuto con la vittima un rapporto
fraterno, amichevole, non comprendendo il motivo di tale denuncia. Sono state
inoltre presentate le istanze di scarcerazione e presto anche quelle di
riesame presso il Tribunale della libertà. Intanto, le indagini vanno avanti
coordinate dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il sostituto Raffaella
Falcione: martedì sono state perquisite anche le abitazioni di otto indagati.
L’operazione, che ha avuto inizio dopo la denuncia della vittima, presentata
presso lo sportello antiusura di Roma potrebbe avere ulteriori sviluppi
clamorosi. Su questa operazione è intervenuto il “Codici” (centro per i
diritti del cittadino) che elogia il lavoro svolto dalle forze dell’ordine,
che dimostra quanto Latina sia, insieme a Roma, il centro nevralgico del Lazio
per attività criminali, estorsioni ed usura. «Le famiglie pontine, secondo
fonti istituzionali, evidenziano un imponente debito pari a 243 milioni di
euro – commenta Ivano Giacomelli, segretario Nazionale Codici – In particolare
Terracina registra il picchio più grave con 890 euro pro capite, seguita da
Latina, 617 euro. Ed è proprio in questi contesti che la criminalità, micro o
macro, trova terreno fertile per radicarsi e attecchire». Per cercare di
alleviare questa piaga è stato attivato uno sportello: «Dato il contesto del
territorio di Latina e provincia – conclude Giacomelli – si è reso necessario
avviare un percorso di tutela del cittadino. Da diversi mesi è infatti attivo
a Priverno lo sportello “anti-usura” gestito dal Codici in collaborazione con
il Comune. L’obiettivo di quest’iniziativa è offrire aiuto, consulenza legale
e psicologica a chi ne ha bisogno, ai sovra indebitati, agli usurati, a chi
ancora non ha ancora avuto il coraggio o superato la paura e la vergogna di
denunciare».
di DANIELE SPERLONGA

14000 [11]

“Non c’è foglia che si muova che la mafia non voglia”. Così recita un
principio mafiosa che l’associazione ‘Antonino Caponnetto’ rispolvera di
fronte ai sette arresti per usura a Terracina. “Possono esserci anche singoli
soggetti che operano in proprio, ma il contesto è sempre quello. Per il caso
odierno bisogna aspettarne gli sviluppi per fornirne una lettura obiettiva”
scrive Elvio Di Cesare. “C’è un altissimo livello di penetrazione mafiosa
sull’intero territorio, con una grossa attività di riciclaggio che interessa
in particolare i settori delle compravendite immobiliari e di terreni, dei
lavori edili, del commercio, delle attività ricettive”. “I carabinieri, in
particolare, hanno già effettuato, e hanno altre indagini in corso, importanti
operazioni a carico di soggetti, per lo più campani, residenti a Borgo Hermada,
Terracina, Sabaudia, Monte San Biagio. Va detto, purtroppo, che, a fronte di
tale drammatica situazione,la risposta delle istituzioni è stata finora molto
debole. Basti citare il caso del declassamento da compagnia a semplice tenenza
della guardia di finanza locale”.
Pubblicato da Rita Recchia

14000 [12]

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terracina-porto-vicino-aprea-anni-60_bis

C’è mancato davvero poco che al Comune di Terracina venisse staccata la
corrente.
L’ultima lettera di sollecito di pagamento e contestuale avviso di
cessione della fornitura dell’Enel è arrivata negli uffici di piazza Municipio
due settimane fa. Il Comune deve alla società di energia elettrica 2. 255. 000
euro. Bollette degli anni passati sempre notificate ma messe nel cassetto e
mai pagate. La scorsa settimana la responsabile del dipartimento finanziario
comunale ha firmato in fretta e furia un provvedimento che intanto paga le
fatture relative al mese di gennaio per 119.000 euro. E nel frattempo indica
la strada per addivenire a un piano di rientro del debito milionario
accumulato. E se l’energia elettrica è stata salvata in extremis l’ente ha
iniziato la lunga marcia della ricerca di moneta sonante. Lo ha fatto
aggiudicando definitivamente la fornitura e posa in opera di 50 parcometri, 20
fissi e 30 stagionali. Li fornirà una ditta di Milano per 107. 000 euro.
Sicuramente renderanno più agevole per tutti, cittadini e turisti, l’acquisto
del ticket limitando al contempo le possibilità di ricorso al Giudice di Pace.
Qualche anno fa diede ragione a un cittadino che impugnò una multa per mancata
esposizione del biglietto. Lui in realtà non l’aveva proprio acquistato. Aveva
parcheggiato su lungomare Circe dove non c’era un parcometro nel raggio di tre
chilometri e le rivendite avevano le serrande abbassate perché in orario di
chiusura. La sentenza aprì un precedente e soprattutto una vera falla
nell’organizzazione dei parcheggi a pagamento. Poi i parcometri vennero
sequestrati dall’autorità giudiziaria perché risultarono manomessi. Insomma
una storia nata male e finita peggio. Ora ritornano e anche in maniera
massiccia
di FABIO COCCIA

13000 [1]

È il titolare di un centro diagnostico di Terracina (Latina) accreditato dalla
Regione Lazio, una delle sette persone arrestate. L’uomo sarebbe uno degli
imprenditori che hanno prestato soldi a strozzo al proprietario di un albergo
di Terracina, costretto a cedere immobili a prezzi stracciati e quote
azionarie di società della vittima e dei suoi familiari.
L’INVESTIGAZIONE – Le indagini sono partite nell’agosto dello scorso anno,
quando la vittima si è rivolta allo sportello antiusura di Roma dopo aver
accumulato, nell’arco di 15 anni, un debito di 15 milioni di euro con un tasso
di interessi mensili tra il 4 e il 7%. Ma i vari aguzzini del proprietario
dell’albergo, diversi imprenditori nel campo dell’arredamento, dell’edilizia e
dell’abbigliamento, non sembrano avere collegamenti tra loro. La vittima ha
raccontato di essere stata malmenata e minacciata. «Se non paghi roviniamo te
e la tua famiglia», gli dicevano gli strozzini. In queste ore sono in corso
altre perquisizioni nelle abitazioni di altri 8 indagati. Le indagini dei
carabinieri del reparto operativo di Roma, diretto dal colonnello Salvatore
Cagnazzo, proseguono per accertare se il giro di usurai era esteso anche alla
Capitale.

14000 [14]

ALTRO che convergenze parallele, i binari su cui corre il Popolo delle libertà
di Terracina rischiano di non incontrarsi mai più.
Il coordinatore provinciale
Claudio Fazzone, in vista delle elezioni amministrative che si terranno tra un
anno, sembra intenzionato a rimescolare le carte e nominare un coordinatore
di transizione in vista dei congressi. Coordinatore sarà affiancato
da una decina di persone riunite in un comitato. Una scelta che con
tutta p ro ba bi lità non sarà indolore e non farà che acuire le spaccature
interne alla coalizione che vede fronteggiarsi diversi correnti. La decisione
di Fazzone non farà fare i salti di gioia a quanti, con il sindaco Stefano
Nardi in testa, contestano apertamente la linea portata avanti dalla
leadership provinciale. Leggi: Claudio Fazzone. Divisioni e veleni che si
trascinano da diverso tempo e sono scoppiati in diverse occasioni, soprattutto
con le recenti elezioni regionali. I fatti di Latina hanno fatto precipitare
la situazione ed è certo che gli effetti del terremoto politico del capoluogo
si sentiranno in modo pesante anche all’ombra del Tempio di Giove. La
«scissione» con l’ala dell’amministrazione comunale del Pdl è più che scontata
e potrebbe prefigurare anche la scelta di correre alle elezioni amministrative
con due candidati a sindaco diversi. Per quanto riguarda il nuovo coordinatore
i nomi che circolano sono diversi, anche se pare la scelta sia stata già
fatta. La nomina dovrebbe essere ufficializzata entro la fine del mese.
Pierfederico Pernarella

14000 [2]

Spesso negli ultimi periodi la città di Terracina è finita sulle cronache per
fatti di camorra, abusi e per ultimo estorsioni, e prontamente c’è chi in
maniera sbagliata a livello politico sottovaluta la brutta e cruda realtà.
Nel
complesso non ritengo giusto che per colpa di pochi venga accusata un’intera
città di omertà e sottomissione al malaffare. Leggo nelle cronache di questi
giorni che il comune di Terracina non ha risposto all’appello dell’Assessore
provinciale Tomeo di aprire uno sportello antiusura nella nostra città, è vero,
i nostri amministratori hanno fatto orecchie da mercante, e questa è
l’ennesima conferma che l’attuale amministrazione della nostra città è
inadeguata a tutelare i diritti dei cittadini, ma non è cosi per il resto del
tessuto sociale della città e di chi si propone come alternativa all’attuale
classe dirigente. Io stesso ho preso contatti con l’Ass.Tomeo, eletto nominato
assessore nelle file dell’UDC, e gli ho chiesto di aprire uno sportello
antiusura nel Comune di Terracina, e per farlo grazie a degli amici che si
sono messi a disposizione gli ho trovato un ufficio idoneo per aprirlo, il
tutto a titolo gratuito. Il luogo individuato stava nel centro di Borgo
Hermada, comodo da raggiungere e in una posizione in cui garantiva un minimo
di riservatezza per le persone che volevano usufruire dei servizi messi a
disposizione. Gli sportelli antiusura servono sia per accogliere le denuncie
di chi è gia sotto strozzinaggio e sia per dilazionare le rate di chi ha
contratto mutui a cui per vari motivi non riesce a farvi fronte. Purtroppo
nella nostra realtà terracinese sono tante le persone che non riescono stare
dietro alle scadenze, e lo sportello antiusura avrebbe avuto un’importanza
vitale ed è per questo che mi sono impegnato per portarlo nel nostro comune.
La cosa che oggi mi da fastidio e che si vuole fare di tutta un’erba un fascio,
ma non è cosi, un responsabile dell’associazione Wanda Vecchi ha visionato il
locale che gli ho messo ha disposizione, e mi aveva garantito che da li a
pochi giorni avrebbero aperto lo sportello, poi il silenzio totale e
l’apertura dello sportello a Monte San Biagio con la motivazione che il comune
non aveva aderito all’iniziativa. Non è vincolante l’adesione del comune,
perché a Monte San Biagio è stato aperto tramite un’associazione, e a Latina
dentro alcune Parrocchie, quindi spesso ci sono figli e figliastri per motivi
personalistici, e poi dopo comportamenti poco coerenti si è pronti a puntare
il dito contro un’intera città. A Terracina non c’è solo gente disonesta o
omertosa, c’è anche gente che vuole combattere per salvaguardare il futuro
delle prossime generazioni, ma spesso il coperchio in testa viene messo da chi
deve dare gli strumenti per affrontare queste importantissime battaglie.
Pierpaolo Marcuzzi

14000 [3]

NON si sbroglia la matassa delle competenze sugli allacci alla rete fognante
per i residenti tra Badino e Sisto. Dopo oltre un anno, la questione relativa
alle tariffe da pagare per il rinnovo degli allacci, è ancora avvolta in un
vero e proprio rebus. È di nuovo il Partito democratico a tornare sulla
faccenda, ritenendo «superficiale e non corrispondente a verità»
la risposta del sindaco Nardi all’interrogazione del Pd in
merito al «balzello» imposto dalla Terracina Sviluppo agli utenti
convenzionati. Il centrosinistra chiedeva a quale titolo la Terracina Sviluppo
- società privata, che ha realizzato la rete fognaria tra Badino e Sisto -
chieda a tutti i residenti il pagamento di 396 euro, quando una nota di Acqua
latina aveva chiarito che «per il nulla osta allo scarico o
variazione bisogna provvedere al pagamento di Euro 154, 94 oltre IVA,
indipendentemente dai soggetti interessati». Proprio nei giorni scorsi il
sindaco Stefano Nardi, nella risposta all’in – terrogazione del Pd, aveva
spiegato che «per quanto riguarda eventuali rapporti di lavoro e relativi
oneri, tra le lottizzazioni e la Terracina Sviluppo SpA, il Comune non può
entrare nel merito trattandosi di rapporti tra privati ». «Falso – incalza la
minoranza – non esiste nessun rapporto o contratto sottoscritto tra le
lottizzazioni e la Terracina Sviluppo che stabilisce che per l’allaccio
bisogna pagare 396,00 e non euro 154, 94 oltre IVA». Il Pd respinge le
motivazioni di Nardi anche perché, spiega, i rapporti tra il Comune e la
Terracina Sviluppo sono provati da una delibera e da due diverse convenzioni.
L’ultima, del 2009, continua il Pd, «non ha stabilito nessun importo per
allaccio, perché la tariffa era già prevista con una delibera dal gestore del
servizio idrico integrato che è di. Euro 154,94 oltre IVA». Insomma, secondo
il gruppo consiliare dei democratici, quei 396 euro sono stati chiesti «in
modo unilaterale e senza alcun criterio dalla Terracina Sviluppo ». Il resto
«fa parte della mera fantasia della Terracina Sviluppo, nel disinteresse e
nella complicità dell’a mmin istr azio ne comunale, che al posto di fare gli
interesse della propria comunità fa gli quelli di una società privata».
Diego Roma

14000 [4]

CALDO record: boom di accessi al pronto soccorso dell’ospedale «Fiorini» di
Terracina.
Nella sola notte tra domenica e lunedì, infatti, le ambulanze hanno
accompagnato in ospedale ben dieci persone per problemi respiratori e
cardiocircolatori legati all’afa. Il grande caldo è piombato all’improvvi – so
e a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli anziani per i quali la guardia
resta alta. Si è trattato comunque di malori di piccola entità, non gravi. Il
record di accessi è previsto per le prossime settimane, quando la temperatura
toccherà i primi picchi dell’estate.
F. A.

14000 [5]

UNA raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti proficua al di là di ogni
più rosea previsione per la soddisfazione dell’organizzazione targata
Associazione «Luigi Einaudi» di Terracina e «Terracina Ambiente».
Una do meni
ca che ha fatto registrare un via vai ininterrotto di camion , messi a disposizione dalla stessa organizzazione, ma anche di auto private che hanno
trasportato davvero di tutto al punto di raccolta situato al chilometro
10 di via San Felice Circeo, vale a dire di fronte al «Bar Ciao 90».
Va ricordato che sono considerati rifiuti ingombranti mobili, elettrodomestici,
sanitari ed altri oggetti materiali (purché provenienti da civili abitazioni)
che, per loro natura o dimensioni, non possono essere inseriti nei cassonetti
(le potature non sono considerate rifiuti ingombranti). Il risultato del
lavoro che ha impegnato i volontari e il personale della Terracina Ambiente
dalla mattina fino alle prime ore del pomeriggio? Oltre un centinaio di
televisori, circa cinquanta frigoriferi e altrettante lavatrici, poi mobili,
materassi e una quantità industriale di ferro e legno, quindi molto materiale
che in seguito potrà anche essere riciclato. «Questa era la nostra terza
raccolta – fanno sapere gli organizzatori – e possiamo dire che ogni anno il
carico è sempre più imponente. L’intento, comunque, resta quello di rendere
più pulite e vivibili le nostre città». Per qualsiasi tipo di informazione,
anche sulle iniziative future, l’Associazione Luigi Einaudi Terracina ricorda
i suoi riferimenti: www.asseinaudi.org; info@ asseinaudi.org; fax: 1786075213.

14000 [6]

PRENOTAZIONI OMBRELLONI
Sono aperte le prenotazioni per accedere agli ombrelloni delle spiagge comunali,
con il seguente calendario:

-GIOVEDI 10 E VENERDI 11 GIUGNO: Conferme per la spiaggia del LIDO:

-LUNEDI 14 E MARTEDI 15 GIUGNO: Conferme per le spiagge Via PIEGARELLO, Via
SICILIA, Via CALABRIA.

-MERCOLEDI 16 GIUGNO: Prenotazioni per i ritardatari.

Le prenotazioni si effettueranno presso il CENTRO SOCIALE ANZIANI, Via Cambel-
lotti (ex Prefabbricati) nel seguente orario:
8.30/13.30 – 15.00/19.00

MODALITA’ DI PAGAMENTO:
- c/c postale intestato a consorzio imprese balneari Via Lungolinea PIo VI 56
04019 Terracina al n° di C/C 97048755 causale: specificare n° ombrellone,
fila, zona ( LIdo, Piegarello, sicilia….. )e tipo di abbonamento (
stagionale, mensile, …..)

- bonifico bancario intestato a Consorzio Imprese Balneari Via Lungolinea Pio
VI 56 04019 Terracina. Codice IBAN IT 12 H 05296 74160 CC0210040675

14000 [8]

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terracina-vista-da-agostino-anni-50_bis

Giro di usura da 15 milioni di euro
Usura e tentata estorsione. Sono le accuse che pendono su sette persone
arrestate a a Terracina, in provincia di Latina, nel corso di una operazione
dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma. I
militari stanno eseguendo numerose perquisizioni e le ordinanze di custodia
cautelare emesse dal gip presso il Tribunale di Latina su richiesta della
Procura della Repubblica.
La ricostruzione dei militari ha permesso di risalire alle molteplici e
complesse operazioni finanziarie che hanno determinato l’aggressione al
patrimonio societario, immobiliare e finanziario, di un imprenditore edile di
Terracina, che da circa 15 anni era costretto a pagare ingenti somme di denaro
a titolo di interessi per i prestiti che ha dovuto richiedere nel tempo,
accumulando un danno di circa 15 milioni di euro, la cessione di alcuni beni
immobili e quote azionarie di società di cui l’imprenditore e i componenti del
suo nucleo familiare erano titolari.

13000 [9]

Estate 2010, gli eventi all’arena del Molo
L’arena del Molo di Terracina ospiterà questa estate i big della musica e
della comicità italiana. Si inizia l’8 agosto con la Premiata Forneria Marconi
che canta De André. Nuovo palcoscenico di prestigio, dunque, per la PFM,
simbolo del rock italiano e del “progressive”, che rende omaggio al cantautore
genovese. Notte delle stelle cadenti, il 10 agosto, all’insegna della comicità
napoletana: sul palco c’è Biagio Izzo con il suo “Un tè per tre”. In scena
Teresa Del Vecchio, Francesco Procopio, Antonio Ferrante, Monica Guazzini,
Paola Quilli, Paolo Bonanni, Emanuela Morini e Tommaso Spinelli con il
balletto diretto da Germana Bonaparte. Ancora risate, il 13 agosto, con i
Ditelo Voi protagonisti de “L’era digitale”. In principio fu l’era giurassica,
dove gli uomini fuggivano terrorizzati di fronte agli enormi dinosauri. Poi fu
l’era glaciale, dove gli uomini fuggivano terrorizzati di fronte ai tremendi
freddi. Infine venne l’era digitale, dove gli uomini fuggivano terrorizzati di
fronte ai terribili telecomandi. computerizzati. Gran finale il 15 agosto con
la tappa pontina dell’Eletric Jam Tour di Pino Daniele. Una serata imperdibile
per un live sospeso tra sfumature blues e melodie mediterranee. Il suo ultimo
album, uscito il 27 marzo 2009 (“Eletric Jam”), è stato anticipato dal singolo
“Il sole dentro di me” realizzato in collaborazione con J-Ax. Lo scorso
ottobre, poi, la tournée è sbarcata per la prima volta negli Stati Uniti:
concerto al teatro Apollo di New York e poi tappa a Toronto.

13000 [10]

Tre sequestri per abusivismo edilizio, malcostume radicato.
Un terreno con dentro casette-vacanza non autorizzate. Una stalla in procinto
di diventare un mini-appartamento. Una pensilina fuori da un ristorante.
Scoperti e sequestrati tre abusi edilizi a Terracina nel giro delle ultime 48
ore. Un record tutt’altro che invidiabile. Al lavoro gli agenti della polizia
municipale diretta dal comandante Vincenzo Pecchia, che non manca di
sottolineare come la loro sia una lotta comunque impari di fronte a un
fenomeno orami diventato malcostume quasi generalizzato. Il primo sequestro è
stato realizzato in località Ceccaccio, zona periferica di campagna della
città. I vigili urbani hanno apposto i sigilli a un terreno di circa 2 mila
metri quadrati nel quale sono stati trovati dei prefabbricati probabilmente da
usare come case-vacanza. Precisamente si trattava di un container con veranda
e piattaforma e di un secondo manufatto molto simile. Il tutto stava venendo
su senza alcuna autorizzazione edilizia. Costruzioni sconosciute ai più. Gli
agenti hanno sequestrato il terreno e denunciato per abusivismo edilizio i
proprietari, gente di fuori. E’, invece, del posto il responsabile del secondo
episodio. La zona è la Migliara 57, anche in questo caso fuori dal centro
propriamente abitato. Un magazzino di un centinaio di metri quadrati, fino a
oggi usato per gli animali, stava pian piano prendendo le sembianze di
un’abitazione. In questo caso mancavano i documenti che attestassero il cambio
di destinazione d’uso dell’immobile. Sigilli anche a questa struttura, dunque,
e denuncia al proprietario. Il terzo intervento degli agenti del comandante
Vincenzo Pecchia si è, invece, realizzato a due passi dal comando di via Sarti,
per l’esattezza in via Lungolinea Pio VI. All’esterno di un locale era stata
realizzata una pensilina in legno, grande una trentina di metri quadrati,
sprovvista, come sarebbe emerso dai controlli della municipale, delle
necessarie autorizzazioni. ”Gli abusi edilizi continuano con una
sistematicità paurosa- ha commentato il maggiore Vincenzo Pecchia- La polizia
locale interviene con ogni sforzo anche se la lotta si rivela impari.
Soprattutto avremmo bisogno di più personale che venisse impiegato
specificatamente per la lotta all’abusivismo edilizio”. Sono costanti notizie
del genere, che confermano come anche il territorio di Terracina sia
quotidianamente preso d’assalto dal grave fenomeno delle costruzioni fungo,
che vengono su dribblando la normativa vigente.
Pubblicato da Rita Recchia

13000 [11]

Nel prosieguo del patto d’amicizia e con l’impegno a collaborare nel tempo è
questo il motivo dell’incontro tra i componenti la Commissione Cultura della
Provincia di Latina e la delegazione di Pecs, la città ungherese gemellata con
Terracina.
Ad accogliere la delegazione guidata dal sindaco Zsolt Pàva è stata
la commissione cultura al completo guidata dal presidente Carturan. Negli
interventi è stato sottolineato la necessità di uno scambio culturale oltre
che economico, “un percorso di conoscenza” come ha tenuto a ribadire il
consigliere Carturan. Questa strada di collaborazione è già in atto da anni,
come ha ricordato il consigliere Rossano Alla, con il Comune di Terracina.
Quindi, Provincia di Latina, Comune di Terracina, Comune e Provincia di Pecs
si sono dati appuntamento a metà ottobre per la settimana culturale italiana
perché questo patto d’amicizia si rafforzi sempre di più.

13000 [12]

Tribunale di Terracina, scatta l’ultimo appello.
La denuncia del delicato equilibrio su cui si regge il palazzo di giustizia di
Terracina è arrivata anche sulla scrivania dell’Ascom locale. Nei giorni
scorsi l’Associazione Forense Terracina ha inviato una lettera
all’associazione di categoria per segnalare le numerose problematiche sorte
intorno alla ‘funzione giustizia’ presso la sede cittadina distaccata del
tribunale di Latina. ”Codesto ufficio- scrive il presidente Sergio Rossi-
sembrerebbe che sia oggi divenuto un ufficio da sopprimere solo ed
esclusivamente per questioni di bilancio (taglio spese di giustizia)”.
L’Associazione Forense Terracina chiede ”a tutti coloro che hanno potere di
fare quadrato” una sinergia per evitare ”l’adombrata quanto nefasta ipotesi
di chiusura”. Nella lettera si evidenziano le disfunzioni e i disagi dovuti
alla drastica riduzione della operosità degli uffici, cancellerie in primis,
per il pensionamento del personale ausiliario. Sergio Rossi parla di ”una
doverosa considerazione critica rivolta a chi avrebbe dovuto provvedere con
ampio anticipo alla reintegrazione dei posti e dei ruoli vacanti atteso il
preannunciato e previsto deficit personale”, riferendosi anche ai due giudici
togati andati via di recente. L’Associazione ha deciso di sottoporre
all’attenzione del consiglio dell’Ascom l’approvazione di un ordine del giorno
che sostenga la necessità di tenere in piedi, e in vita, l’edificio di via del
Volsci, chiedendo anche un incontro tra tutte le parti interessate. Anche
perché i numeri rilevati fino al 31 dicembre 2009 parlano chiaro: 2605
procedimenti civili ordinari e 1395 penali, 493 esecuzioni immobiliari e 580
mobiliari. Secondo Rossi ”appare in atto un evidente tentativo di
depotenziare la sezione distaccata di Terracina, sottraendole compiti e
impedendo lo svolgimento ordinario dei servizi che le spettano”. Alla luce di
tutto ciò, con l’ordine del giorno l’Associazione Forense Terracina chiede che
i primi due togati assegnati dal Csm al tribunale di Latina vengano dirottati
in via dei Volsci; che vengano immediatamente coperti i tre posti vacanti
nell’organico amministrativo e si predisponga la stessa cosa per gli imminenti
altri due pensionamenti; che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati convochi
a Terracina un’assemblea degli iscritti con all’ordine del giorno l’esame
della situazione e la proclamazione dello stato di agitazione. Dal canto suo
l’Ascom si è subito detta vicina all’Associazione Forense Terracina e pronta a
sostenerla.
Pubblicato da Rita Recchia

13000 [13]

PASSANDO intorno alle mura che circondano l’ex convento San Francesco,
dapprima sede dell’ospedale, poi in seguito del Cim, il senso di degrado e
abbandono regna da tempo sovrano.
E non potrebbe essere altrimenti. Se ci si
affaccia dal parcheggio antistante l’entrata la sensazione è contrastante:
dopo aver goduto della splendido panorama, se si volge lo sguardo a sinistra è
impossibile non notare le condizioni della facciata: finestre di cui non resta
nemmeno il telaio, somiglianti ad aperture diroccate in cui è possibile solo
farsi un’idea dell’interno; disordine e macerie ovunque come se avesse subito
un grave atto vandalico. Non può apparire altrimenti questo comprensorio
oramai da anni dismesso e di cui non si riesce nemmeno ad ipotizzare una
soluzione. L’edifi – cio, dopo un lungo contenzioso con il Comune, è finito in
mano all Asl che però non ha fatto altro che chiuderlo definitivamente. E dire
che le proposte non mancano e non sono mai mancate: da una convenzione tra
l’azienda sanitaria e l’ammini – strazione per una gestione congiunta a
contratti non onerosi da stipulare con privati alla richiesta di fondi al
ministero dei Beni Culturali visto la presenza di un antico muro,
probabilmente di origini sannitiche. Il tutto fermato sul nascere o per
mancanza di finanziamenti o per la scarsa convinzione in nuovi progetti. Ad
oggi quindi l’ex convento San Francesco fa e farà ancora parte di quella
corposa lista di edifici fantasma da riqualificare, ma intanto resta lì
«immobile», conservando il suo immeritevole status quo.

13000 [14]

L’albergo finisce sul blog.
Un altro modo per attirare il turista. Dalla realtà virtuale a quella che si
tocca con mano. ‘Un blog per amico (di viaggio)’: si intitola così il primo
post pubblicato sul Taccuino dell’albergo Mediterraneo, a Terracina, il nuovo
strumento di comunicazione nato per promuovere le bellezze del territorio
pontino nell’infinito mondo del web. Non soltanto il classico sito
istituzionale, ma anche un blog che è un progetto editoriale di ampio respiro,
in continua trasformazione. ”L’idea è quella di un taccuino-spiega il
direttore Angelo Marazzi – un libriccino di fogli virtuali su cui annotare
alla rinfusa promemoria, informazioni utili, indirizzi e numeri di telefono,
ma soprattutto raccogliere gli appunti di viaggio e i suggerimenti sulle cose
da fare, vedere, conoscere, fotografare, mangiare”. L’obiettivo
dell’iniziativa è essere vicini al turista sin dal primo momento in cui decide
di organizzare la vacanza a Terracina e dintorni. Il Taccuino dell’albergo
Mediterraneo guiderà i visitatori del blog alla scoperta delle più belle
spiagge della Riviera d’Ulisse, li accompagnerà in musei e parchi naturali e
mostrerà i capolavori di città d’arte e antichi borghi che la posizione
strategica di Terracina rende facilmente raggiungibili. Senza dimenticare
prodotti tipici, mestieri tradizionali, sagre e feste popolari in cui vive lo
spirito delle comunità locali. Un pizzico di campanilismo con un reportage
tutto dedicato alla Cattedrale di San Cesareo, con foto di Luca Orilia. ”A un
anno dall’inizio dei lavori di restauro, abbiamo voluto dedicare una sorta di
visita virtuale alle bellezze che erano state ormai dimenticate o che,
addirittura, erano finora sconosciute” commenta Marazzi. E allora tutti a
navigare su www.albergomediterraneo.blogspot.com.
Pubblicato da Rita Recchia

13000 [15]

PRIMO weekend di movida, scattano gli esposti. I residenti del centro di
Terracina si dicono già pronti a dare battaglia alla musica «pompata» a tutto
volume senza regole, agli schiamazzi notturni e alle serate trascorse sotto
palazzi e finestre nel centro cittadino. A decine, infatti, dopo il primo
weekend di movida vera e propria, si dichiarano pronti a impugnare
un’ordinanza del primo cittadino che regola l’inquinamento acustico e a denunciare
quanto accade da mezzanotte in poi all’Arpa Lazio. Con ordine: i
residenti che denunciano la presenza di locali molesti, con musica amplificata
a suon di decibel in prossimità delle abitazioni, hanno pronti alcuni
esposti da spedire all’Arpa, l’ente che si occupa di controllare con blitz
notturni l’emissione dei suoni all’interno e all’esterno dei locali. I tecnici
dell’Agen – zia regionale, servendosi di strumenti hi tech, registrano i
rilievi fonometrici stabilendo con precisione la potenza dei suoni emessi.
Secondo le denunce degli abitanti del centro di Terracina, inoltre, i titolari
di pub, bar e altre attività commerciali in cui viene suonata musica, nel
primo fine settimana in cui si è registrato un grande afflusso di persone, non
sarebbero state rispettate le regole. Un’ordinanza del Comune – denunciano -
prevede che dal 15 giugno al 30 settembre la musica possa essere emessa fino
alle 2 di notte, all’interno del locale. Ma siamo solo ai primi di giugno e
nonostante ciò nei giorni scorsi i locali hanno suonato regolarmente fino alle
4 del mattino. I residenti per questo sono sul piede di guerra e hanno avviato
una petizione per sensibilizzare la cittadinanza alla questione raccogliendo
già decine di adesioni. Tra qualche giorno, promettono, potrebbero essere
inviati esposti all’Arpa Lazio per denunciare la situazione e ottenere più
controlli. C’è da precisare che a maggio la Giunta comunale ha approvato un
piano per le autorizzazioni a manifestazioni rumorose in luoghi pubblici. I
residenti, che ovviamente sembrano non aver digerito la decisione dell’amm
inis trazione del sindaco Stefano Nardi, si chiedono a questo punto con quali
criteri gli uffici competenti rilascino le autorizzazioni. E se i permessi
possano entrare in conflitto con le ordinanze precedenti firmate dal sindaco
oltre che con le leggi che tutelano il rispetto della quiete pubblica. Fermo
restando che, come ci si poteva attendere, in fatto di movida l’estate non
tarda a surriscaldarsi. L’a nn o scorso, ad esempio, i residenti del centro
avevano più volte denunciato la presenza di locali poco attenti alle lancette
dell’orologio. Ma per la stagione estiva alle porte, sembra
proprio che non mancheranno le polemiche.
Francesco Avena

13000 [16]

Eternit a Foce Sisto, solo l’inizio di un monitoraggio a tappeto.
L’eternit sul tetto del capannone ex sede della ‘Motonautica Foce Sisto’
potrebbe essere soltanto l’inizio. Il primissimo avvio di uno screening a
tappeto che i militari della sezione operativa navale della guardia di finanza
di Formia si appresterebbero a realizzare tra tutte le attività di rimessaggio
e ormeggio di natanti, lungo le sponde del canale Sisto, tra Terracina e San
Felice Circeo. Non soltanto capannoni in disuso e materiali potenzialmente
pericolosi per l’ambiente, quindi. Ma anche questioni più prettamente fiscali,
come controlli sul sommerso d’azienda, sull’impiego di dipendenti in nero, su
soldi ancora da versare per i titoli concessori indispensabili a svolgere in
piena regola quel tipo di attività. L’operazione di venerdì mattina degli
uomini del maggiore Luigi Siniscalco sarebbe, dunque, destinata a ripetersi di
qui a breve, portandosi appresso già i primi sviluppi. Tutto ciò che ruota
attorno all’economia di Foce Sisto sarebbe, infatti, finito sotto la lente
d’ingrandimento delle fiamme gialle di Formia. Intanto ieri mattina sono
arrivati in Procura i documenti relativi al blitz di due giorni fa, quando i
militari sono giunti alla buon’ora in auto, in gommone e in elicottero, per
apporre i sigilli a una struttura ampia diverse centinaia di metri quadrati.
Fino alla fine degli anni ’90 il capannone faceva parte dell’attività della ,
di un ormeggiatore del posto. Con il tempo le cose non erano andate più troppo
bene e l’area era passata nelle mani di vari curatori fallimentari. Venerdì
scorso i sigilli avevano inizialmente riguardato anche il pontile antistante
il capannone in disuso, per poi essere tolti. Si pensava che l’operazione
fosse scattata esclusivamente per questioni di tutela ambientale per via delle
condizioni rovinose dell’eternit che ricopre il capannone. Invece ci sarebbe
anche dell’altro. Alle fasi del sequestro era presente l’attuale curatore
fallimentare che poi ha dovuto recarsi presso la sede della guardia di finanza
per sbrigare altre pratiche. Dicono che si è trattato di un atto dovuto. In
ballo ci sarebbero anche parecchi soldi da recuperare. Forse canoni che
qualcuno degli ormeggiatori non ha ancora versato per mettersi in regola con
le concessioni dei pontili.
Pubblicato da Rita Recchia

13000 [17]

INTERRUZIONE FLUSSO IDRICO
Al fine di consentire urgenti lavori di riparazione sulla condotta adduttrice,
Martedi 8 Giugno dalle ore 9. 00 alle ore 15. 30 sarà effettuata una
interruzione del flusso idrico nelle zone di: Borgo Hermada; Località la fiora;
fascia costiera da Ponte Badino e Migliara vecchia.
Si prevede la normalizzazione del servizio alle ore 16.30, salvo imprevistidi
cui si darà pronta informazione.

SI FA sempre più concreta l’ipotesi di un trasferimento dell’istituto
professionale «Filosi». La giunta comunale infatti nei giorni scorsi ha
approvato una delibera per lo spostamento dell’istituto dall’attuale sede in
via Roma a Borgo Hermada. Da anni, infatti, il «Filosi» lamenta una carenza di
spazi necessari al suo sviluppo. Una crescita, quella della scuola oggi
diretta dalla preside Anna Maria Masci, in qualche modo frenata proprio dalle
carenze strutturali. Poche aule, spazi per molti aspetti inadeguati, hanno
impedito all’istituto di crescere come invece avrebbe bisogno, visto anche il
forte appeal che negli ultimi anni i settori turistico e alberghiero hanno
esercitato sugli studenti. Da tempo si parla di un trasferimento in zona «Le
Cannete », all’entrata nord di Terracina. Ma il progetto è sfumato per le
difficoltà incontrate dal Comune a reperire i terreni su cui far sorgere
l’istituto. Oggi è stata individuata una nuova area: un terreno a Borgo
Hermada esteso 18.600 metri quadri. Gran parte di proprietà dell’ente, una
porzione invece privata. La giunta ha proposto dunque al Consiglio comunale di
approvare un punto all’ordine del giorno per impegnare il Comune a cedere
gratuitamente l’area alla Provincia di Latina. Si rende inoltre necessaria una
variante urbanistica, in quanto una parte del terreno è a destinazione
agricola. Dopo la variante con il passaggio dell’area a destinazione di
servizi scolastici, l’ente dovrà cedere il terreno alla Provincia. Dopodiché,
essendo già stato redatto un progetto preliminare, si tratterà di investire i
fondi, per passare infine alla realizzazione del nuovo professionale «Filosi».
F. A.

13000 [18]

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Questa sera (Martedi 8 alle ore 21), come lo scorso martedì, saremo ancora ospiti della trasmissione “Ne Vogliamo Parlare” in onda su Terracina Tv e condotta da Germano Bersani.

Nel corso della trasmissione, nella prima parte, ci sarà l’intervento di Fulvio Carocci (il presidente) sui temi ospedale e  rifiuti con al contraddittorio il consigliere comunale (non più di maggioranza) Domenico Villani.

Nella seconda parte della trasmissione invece si parlerà di arenili e mare pulito, con l’intervento di Marcello Sanguigni insieme al rappresentante del SIB Fabio Munitillo.

Invitandovi a seguirci sgli schermi di Terracina Tv questa sera vi proponiamo il filmato della trasmissione sull’ Azienda Speciale andata in onda Martedì 1 Giugno che ha visto l’intervento di Marcello Sanguigni, il nostro segretario, opposto al presidente dell’Azienda Speciale ed ex-capogruppo Pdl Valerio Golfieri.

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Terracina Rialzati


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Ne stanno inanellando una dopo l’altra, francamente non abbiamo più difficoltà ad inventarci cerebrali allusioni satiriche per stigmatizzare le iniziative del Comune. Questi signori sono bravissimi, sono i primi veri comici della città. Improvvisazione, cattivo gusto, brainstorming fra singoli neuroni, sono la norma in sala giunta.

Perseguitati da chi si sveglia la mattina e decide come si DEVE fare politica a Terracina e da chi ha un cimitero di scheletri nell’armadio, per non essere etichettati come i soliti criticoni che sanno solo deridere, ci sforzeremo a vederla in un altro modo, il loro…

Per rimpinguare le casse comunali stiamo virando verso una vocazione agricola, a novembre il sindaco e tutta la giunta con i consiglieri (Lauretti, Pecchia e D’ Amico in testa vista l’esperienza) procederanno alla raccolta e successiva macina delle olive, con il ricavato della vendita dell’olio si pensa di finanziare il restiling completo di tutto il lungomare, esempio più unico che raro di agro-project-financing.

Noi immaginiamo già un Acanfora tutto festoso per il primo raccolto di olive sul nostro lungomare, un olio talmente speciale da essere ribattezzato Anxur Boulevard, l’extravergine di Terracina, direttamente raccolto sulla sabbia. Gli fa eco l’omino di Farmville, Pecchia, già pronto ad organizzare la prima la sagra delle olive in spiaggia in costume da bagno.

Il più maturo Lauretti, che di queste cose è grande esperto, ha da subito messo a disposizione le piante dei suoi terreni e una colonna di betoniere per la costruzione di aiuole dedicate. Sulla pista ciclabile che ne conseguirà potremmo annusare dutante le passeggiate la salubre aria di mare frammista all’olivo in fiore che distrarrà gli osservatori più indelicati dal far notare il calpestio spiaccicoso delle olive a terra non raccolte, che, aggiunte agli altri escrementi, formeranno quell’humus da compostiera già ribattezzato Boulevard shit..

E questa dovrebbe essere l’amministrazione che farà il porto faraonico?

Che dove vede due aiuole libere sulla spiaggia ci pianta due olivi?

Siamo letteralmente alla frutta!

Terracina Rialzati


Questo post è stato tratto dal sito di “Terracina Rialzati”




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montuno-inaugurazione

Oggi lo staff del TerracinaBlog al completo si è recato al Montuno per documentarne la riapertura e riprendere il famoso muro Romano sbucato fuori cosi misteriosamente (per alcuni) dal suolo e che ha causato (ma guarda un po’ che disdetta…e chi lo avrebbe mai detto!) il blocco dei lavori.

Eppure siamo nel 2010 e la tecnologia offre innumerevoli strumenti per sondare il terreno prima di eseguire scavi in aree di rilevanza archeologica (georadar, magnetometri a protoni) ma purtroppo queste risorse tecnologiche sembrano sconosciute a molti.

Adesso se il parcheggio non si fa più’ sarebbe il caso che che i geniacci che hanno progettato improvvidamente tutto ciò in un area archeologica cacciassero i soldi e risarcissero i Terracinesi sia per i soldi buttati sino ad ora, sia per l’orrido sfregio materiale/estetico/naturalistico che hanno causato … e ringraziamo pure il Padreterno che i novelli barbari non hanno ancora messo mano all’altro famoso progetto del parcheggio sotto la rampa Braschi.

Buona visione del video dal Vs. WeBMasTeR

Video importato

vimeo Video

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terracina-rovine-guerra-fine-anni-40_bis

Un cimitero nuovo a La Fiora, dotato di un impianto di cremazione unico in
provincia
e in grado di risolvere il problema della carenza di spazi del
camposanto di via Anxur. È questo l’ambizioso progetto inserito nel piano
triennale delle opere pubbliche dall’amministrazione comunale guidata dal
sindaco Stefano Nardi. Nelle intenzioni dell’Ente, si tratterebbe di un un’opera
da realizzare attraverso un project financing su un terreno di proprietà
comunale, un tempo destinato ad un impianto di depurazione poi mai nato. La
cifra prevista è significativa: 3 milioni di euro, che serviranno alla
realizzazione del progetto ed eventualmente ad acquisire terreni limitrofi su
cui far sorgere il nuovo camposanto . L’impianto di cremazione,
sarebbe un «unicum» nella provincia, dal momento che gli unici due forni si
trovano a Roma e Napoli. Al momento ancora non si conoscono i dettagli, a pare
proprio che Nardi e l’assessore competente, Gianni D’Amico, puntino su La
Fiora per allargare la disponibilità delle sepolture sia per la città di
Terracina che per i territori limitrofi. L’opera dovrebbe essere realizzata con
la cosiddetta finanza di progetto. In sostanza il Comune mette a disposizione un
terreno di sua proprietà e detta gli indirizzi per la realizzazione del
cimitero, con le cappelle gentilizie e le aree adibite alle sepolture. Sarà poi
il privato a rispondere all’offerta, ad investire sull’opera pubblica,
realizzarla e in parte anche a gestirla. In questo modo l’azienda privata
rientrerà dei soldi investiti e il Comune fornirà un nuovo servizio cimiteriale
e ai cittadini. Non solo. Dopo un certo numero di anni (dai 20 ai 30) il terreno
dovrebbe tornare nella disponibilità completa del Comune. Il progetto, assai
ambizioso, non mancherà di sollevare polemiche. Un assaggio lo si è avuto
nell’ul t imo Consiglio comunale, dove a contestare il progetto ci ha pensato il
Partito democratico. Secondo l’opposizione, infatti, sarebbe più opportuno
adeguare il cimitero di via Anxur, magari approvando una variante al Piano
regolatore generale. Non solo. La minoranza ha anche posto la questione dello
studio di fattibilità, indispensabile quando si parla di project financing.
Tutte questioni che dovranno essere affrontate. Anche se, a quanto pare, nei
cassetti del Comune esisterebbe già un progetto di qualche tempo fa relativo
proprio ad un cimitero alla Fiora. Secondo indiscrezioni, si starebbe pensando
di tirare fuori proprio quel documento, da aggiornare con la novità
dell’impianto di cremazione. Tutte ipotesi, al momento. Anche se non è una
novità che il Comune guardi alla frazione della Fiora come ad una zona ancora
tutta da sviluppare e, perché no, da cui ricavare anche introiti. Qualche giorno
fa si era parlato di terreni edificabili pronti per essere alienati. Ora spunta
l’ipotesi che in futuro, La Fiora, potrebbe ospitare un cimitero nuovo, con
tecnologia all’avanguardia in tutta la provincia.
Diego Roma

13000 [19]

A quasi tre anni dalla disponibilità dei fondi la lunga marcia della
riqualificazione dei parchi a Terracina è arrivata la traguardo.
Questa
settimana il dirigente del dipartimento ai Lavori pubblici del Comune ha firmato
il provvedimento di assegnazione definitiva della fornitura degli arredi e dei
lavori a una ditta della provincia di Ascoli. Arriveranno finalmente nuovi
arredi e giochi per bambini dopo anni di proteste e dimostrazioni da parte dei
comitati dei cittadini che non ne potevano più di assistere inermi al degrado
dei parchi della città. Quando ancora non si sa con certezza, ma arriveranno.
Del resto si è atteso quasi due anni di pastoie burocratiche che spesso
legittimano incomprensibili pause operative. E già, visto che i soldi per
rendere dignitosi i parchi comunali di Terracina la Regione Lazio li aveva messi
a disposizione nel 2007. Solo a ottobre del 2008, un anno dopo quindi, il Comune
approvò il progetto dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza. Un anno
di tempo per approvare un progetto e non stiamo parlando della costruzione di
un’opera faraonica. E tanto per essere coerenti e non far torto a nessuno
passano altri dieci mesi prima di far partire l’invito formale a dieci ditte per
la presentazione dell’offerta. Esattamente a dicembre dello scorso anno. I soldi
ci sono e neanche pochi. Oltre 180mila euro al netto dell’Iva, ma non tutti sono
per gli arredi e giochi per bambini. A febbraio di quest’anno viene nominata la
commissione di gara. Ai dieci inviti rispondono in cinque. Buste chiuse e
sigillate. Quando le aprono le cifre sono le più disparate. Si va da un massimo
di 91mila euro a un minimo di 51mila. La commissione si riunisce ben cinque
volte prima di aggiudicare definitivamente fornitura e lavori. Ha vinto
l’offerta più bassa presentata da una ditta di Ascoli Piceno. Il rappresentante
dell’azienda ha dovuto spiegare al Comune il genere di materiale utilizzato per
l’arredo e per i giochi. Dopo tutto questo tempo, almeno quello.
F.Coc.

13000 [2]

Lo seguivano da tempo, nei suoi spostamenti ritenuti sospetti. E alla fine la
tenacia degli investigatori delle Fiamme gialle è stata premiata. A finire in
manette è stato un insospettabile imprenditore di 45 anni di Monte San Biagio,
trovato con un discreto quantitativo di cocaina nell’auto. Tutto era iniziato
con alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza di Terracina circa una
persona che riforniva di cocaina consumatori abituali della cittadina tirrenica.
La persona veniva individuata e messa sotto controllo, durante i suoi frequenti
spostamenti in auto da Monte San Biagio, suo luogo di residenza, a Fondi e
Terracina. All’alba di sabato i finanzieri del nucleo mobile di Terracina,
coordinati dal comandante del gruppo di Formia entravano in azione bloccando
l’imprenditore di Monte San Biagio, D.S., che alla guida della sua Citroen C3,
si stava recando a Terracina. Una accurata perquisizione consentiva ai
finanzieri di trovare, ben nascoste nello sportello dell’auto, 27 dosi di
cocaina purissima pronte ad essere consegnate ai “clienti”. Le successive
perquisizioni domiciliari anche in un appartamento di Fondi che l’uomo aveva in
affitto proprio come base per il suo traffico, bilancini di precisione e
attrezzature per il confezionamento delle dosi. D.S. è stato quindi dichiarato
in arresto e associato al carcere di via Aspromonte a Latina, a disposizione del
magistrato.

13000 [3]

In principio era l’eternit utilizzato per costruire il tetto di quel capannone,
ora è l’intera gestione fiscale e tributaria.
I sigilli dell’altro ieri al
capannone di Foce Sisto posti dalla Finanza sarebbero solo una minima parte
dell’attività di controllo e accertamento che le Fiamme gialle si apprestano a
effettuare nei prossimi giorni su tutte le attività nautiche tra il Circeo e
Terracina. Hanno iniziato con un capannone in disuso che tanti anni fa era la
sede di un’azienda di rimessaggio sulle rive del Sisto. Non solo per l’eternit
trovato ma anche per una serie di verifiche contabili legate alla gestione
pregressa. Una questione fallimentare ancora aperta che si porterebbe dietro
altre inadempienze. Gli atti del blitz, scattato intorno alle 10 di venerdì,
sono finiti intanto in Procura. I finanzieri avevano preso di mira il pontile
che si trova di fronte all’immobile ma dopo le necessarie verifiche sui titoli
concessori lo hanno lasciato libero. Non è la prima volta che le forze
dell’ordine si presentano al Sisto. La visita di venerdì però ha sorpreso e
preoccupato tutti gli operatori che dopo anni sono riusciti a regolarizzare le
loro attività di rimessaggio. L’ultimo blitz di rilievo avvenne nel 2004. Quella
volta furono i carabinieri a sequestrare centinaia di metri di pontile per
ordine della Procura di Latina. Mancavano le necessarie autorizzazioni ma anche
per colpa di una normativa sulle competenze del demanio fluviale. Una volta
toccava alle Regioni, poi alle Province e persino ai Comuni, con le richieste
che venivano spostate da un cassetto all’altro, da un ufficio all’altro.
di FABIO COCCIA

13000 [4]

Oggi Terracina accoglierà un centinaio di Meneghello. Per la prima volta, oggi
si svolgerà nella città del Tempio di Giove un’adunata nazionale della famiglia
Meneghello. Sette generazioni si riuniranno per la prima volta per festeggiare
insieme l’anniversario dell’arri – vo a Terracina dei primi pionieri. Grazie a
un accurato lavoro, la famiglia Meneghello di Terracina ha ricostruito l’intero
albero genealogico della famiglia, riuscendo a risalire fino al lontano 1830.
Sette generazioni fa, nasceva infatti Domenico Meneghello. Solo un secolo più
tardi, però, i Meneghello avrebbero messo piede per la prima volta a Terracina.
Originari di Venezia, sono giunti nel 1932 nella palude pontina ai tempi della
Bonifica. Come tante altre famiglie provenienti dal nord Italia in quel periodo,
i Meneghello hanno poi messo su famiglia nella pianura pontina e vi sono
rimasti. E così oggi, ben sette generazioni tra bisnonni, nonni, figli e nipoti,
si rivedranno proprio a Terracina. Trascorreranno una giornata speciale, tanto
attesa che alcuni di loro sono arrivati per l’occasione addirittura
dall’Australia. Sarà anche un modo per riscoprire gli antichi affetti familiari,
le discendenze, le affinità parentali. Oltre che per rituffarsi insieme in un
passato ricco di ricordi.
F. A.

13000 [5]

Sciame molesto di api a Porta Romana, nel centro storico alto: l’intervento
dei vigili del fuoco e della polizia locale.
Ieri pomeriggio, dopo alcuni giorni
di disagi, i residenti del centro storico hanno richiesto l’aiuto dei vigili del
fuoco per la presenza di un alveare realizzato dagli insetti proprio a ridosso
dell’antica Porta Romana. Numerosi i disagi legati proprio alla presenza delle
api, anche perché nelle vicinanze abitano bimbi con allergia. Ecco che allora,
ieri pomeriggio intorno alle 16, è scattato il blitz: una squadra di vigili del
fuoco muniti dell’auto – scala si sono recati lungo Corso Anita Garibaldi per
rimuovere l’alveare molesto. Vista la delicatezza dell’intervento, i vigili del
fuoco hanno richiesto anche l’ausilio di una pattuglia della polizia municipale
per regolare la viabilità. L’azione dei vigili è durata qualche minuto, giusto
il tempo di rimuovere l’alvea – re, dare il veleno e bonificare l’intera zona.
Intorno alle 17 la situazione era tornata del tutto alla normalità. Sebbene si
sia trattato di un intervento singolare da parte dei vigili del fuoco, c’è da
aggiungere che di casi come quello di Porta Romana, nel periodo estivo, se ne
verificano molti. Tanto che interventi come quello di ieri pomeriggio – spiegano
i vigili del fuoco – diventano quasi una routine durante la bella stagione.
F. A.

13000 [6]

In pochi minuti un rogo ha distrutto uno scooter in via Olivetti. Le fiamme si
sono sviluppate in piena notte, quando il mezzo era parcheggiato di fronte alla
scuola media «Don Milani». L’allarme è scattato quando alcuni residenti sono
stati svegliati dal bagliore delle fiamme e dall’odore acre della plastica
bruciata. In pochi minuti i vigili del fuoco di Terracina si sono recati sul
luogo, spegnendo non senza qualche difficoltà il vasto incendio che non ha
ridotto in cenere il ciclomotore, uno Scarabeo 50 di proprietà di una donna del
posto. L’intervento degli uomini del 115 ha impedito che le fiamme potessero
estendersi ai vicini cassonetti dei rifiuti. I carabinieri di Terracina, agli
ordini del capitano Alessandro Giordano Atti, hanno effettuato un sopralluogo
insieme ai vigili del fuoco. Non è stata rinvenuta traccia di liquido
infiammabile o inneschi nelle vicinanze del motorino. Ma, secondo una prima
ricostruzione, l’in – cendio sarebbe di natura dolosa anche se non si escludono
altre piste. Il mezzo, di cui resta solo la carcassa, è rimasta «parcheggiata»
sul marciapiede di via Olivetti in attesa di essere rimossa.
F.A.

13000 [7]

Colpo notturno all’ufficio postale di Borgo Hermada: bottino da circa 20 mila
euro per i malviventi. Il furto è stato messo a segno l’altra notte, quando
ignoti sono entrati all’interno dei locali in viale Cesare Battisti, portando
via il contenuto in cassa. A scoprire quanto accaduto nella notte un dipendente
delle Poste, che ieri come ogni mattina si è recato ad aprire l’ufficio postale
ai clienti. Dinanzi a sé, tuttavia, solo un gran disordine. Immediato è scattato
l’allarme al Commissariato di polizia di Terracina. Gli agenti, coordinati dal
vice questore aggiunto Rita Cascella, si sono recati a Borgo Hermada per
svolgere tutti i rilievi del caso. In azione anche personale della polizia sci
entifi ca, che hanno repertato le possibili tracce lasciate dai ladri sul luogo
in cui si è consumato il furto. I malviventi hanno praticato un foro nel retro
dell’ufficio postale. Le ipotesi investigative, dunque, sono che ad aver agito
sia stata la banda del buco, composta da ladri esperti e professionisti. Del
resto non si può neppure escludere che i malviventi già nei giorni scorsi
abbiano «monitorato» la zona per comprendere come agire, da dove entrare e quale
via di fuga prendere appena arraffati i soldi presenti nell’uffi – cio postale.
Gli agenti hanno quindi avviato le necessarie indagini per risalire ai
responsabili del colpo. Diversi i disagi per gli utenti che ieri mattina non
hanno potuto usufruire dei servizi postali. Gli accertamenti della polizia sono
andati avanti per gran parte della mattinata di ieri. I locali sono rimasti
chiusi con le saracinesche abbassate e un cartello affisso al portone d’ingresso
dell’ufficio: «Chiuso per furto ». Non è la prima volta che Poste Italiane
subisce a Terracina un furto: l’anno scorso era toccato all’ufficio de La Fiora
pagare dazio ai malviventi. In quel caso a entrare in azione furono due uomini
armati di pistola e spranghe, durante l’orario di apertura. Davanti lo sguardo
attonito dei clienti, riuscirono ad arraffare circa 10 mila euro per poi fuggire
via in auto. L’al – tra notte ancora un colpo, stavolta a Borgo Hermada.
Frazioni di Terracina nel mirino, dunque: le indagini della polizia al momento
non escludono alcuna pista. Gli investigatori si muovono a 360 gradi.
Francesco Avena

13000 [8]

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terracina-villino-bastianelli-a-badino-1928_bis

Pestaggio a sfondo razzista. Incappucciati picchiano e rapinano un bengalese.
Aggredito, picchiato e derubato da una banda di balordi che lo hanno sorpreso
nel buio. Alcuni di quei farabutti avevano il viso coperto dalla maglietta.
Altri, invece, hanno agito a volto scoperto. Tutti contro uno, e quell’uno era
un cittadino extracomunitario. La brutta pagina di cronaca che sa tanto di
razzismo è successa a Terracina, nella tarda serata di martedì scorso. Il
giovane straniero, un venticinquenne di origini bengalesi, ha dovuto soccombere
alla violenza del branco mentre stava raggiungendo la parte bassa della città
attraversando le cosiddette ‘scalette’, all’interno del Palazzo Cardinali, a due
passi da via Roma e dalla stazione dei pullman. Erano circa le 23e30, e
probabilmente il giovane stava rincasando. Forse aveva trascorso la serata fuori
con gli amici sul centro storico, o forse stava tornando a casa dopo il lavoro.
Ma il suo cammino è stato sbarrato da una decina di individui che
presumibilmente stavano aspettando proprio lui. Otto, nove sconosciuti hanno
sorpreso il bengalese nel buio delle scalette, sfogando su di lui una violenza
scellerata. Lo hanno derubato del cellulare e del portafoglio, che conteneva
diverse centinaia di euro. Ma forse la rapina è stato soltanto un di più, visto
che avrebbero continuato a colpire il giovane extracomunitario anche dopo
avergli sottratto borsellino e telefono. Quando otto, nove persone si mettono
contro uno, non ci sono dubbi su chi avrà la meglio. Ma anche dopo averlo
derubato, il bengalese avrebbe ricevuto ancora pugni e calci sul viso, sulla
testa e su altre parti del corpo. In quei terribili momenti avrebbe notato che
qualcuno dei suoi aggressori aveva il viso nascosto dietro la maglietta, mentre
altri avrebbero agito a faccia scoperta. Finito il ‘divertimento’, il branco è
fuggito come fanno i vigliacchi, lasciando lo straniero dolorante a terra. In
qualche modo il bengalese è riuscito a chiedere aiuto ed è stato trasportato al
pronto soccorso dell’ospedale ‘Alfredo Fiorini’, dove i medici hanno preferito
tenerlo in osservazione per 24 ore prima di dimetterlo. Pare che al momento
nessuna denuncia sia arrivata alle forze dell’ordine. Un fatto davvero molto
grave sul quale riflettere, anche stando alle voci per cui non sarebbe affatto
la prima volta che accadono cose del genere. Tempo fa ragazzetti sullo scooter
si avvicinavano agli stranieri spruzzandogli addosso liquidi strani. Ora si
passa addirittura alla violenza fisica. Una deriva inquietante.
Pubblicato da Rita Recchia

12000 [8]

Villa Tomassini, ritrovo per pusher in erba.
Droga nel parco, a Terracina. Il giardino comunale Villa Tomassini usato come
‘postazione’ per uno smercio di sostanze stupefacenti. Almeno così sembrerebbe
dopo le dosi di droga, probabilmente hashish, rinvenuta ieri mattina dal
personale dell’Azienda Speciale impegnato a ripulire i parchi cittadini. Uno
degli operai stava togliendo i cumuli di sporcizia dal piccolo gazebo in un
angolo del giardino quando, tra i resti dell’anfora romana distrutta mesi fa dai
vandali, ha trovato una busta di plastica usate per i documenti. Ma al posto dei
fogli c’erano delle palline di carta stagnola con all’interno lo stupefacente.
Subito il personale ha allertato la polizia che ha eseguito un sopralluogo
prelevando lo stupefacente, sembrerebbe una ventina di grammi in tutto. Chiaro
come la droga fosse stata sistemata lì, occultata tra tutti quei cocci di pietra
abbandonati, in attesa di riprenderla e piazzarla. Uno smercio immediato,
sull’unghia, visto che l’erba era già lavorata, confezionata e pronta all’uso.
Un episodio non eccezionale ma di certo preoccupante, soprattutto considerando
che il parco è frequentato da comitive di giovani e giovanissimi. Non sarebbe
azzardato pensare che quello stupefacente fosse destinato proprio ai consumatori
meno adulti. In questo caso anche il degrado ha fatto da complice. Sono mesi che
è stata denunciata la situazione di abbandono totale che ha permesso che
un’anfora antica venisse lasciata alla mercé dei soliti ignoti. E nessuno si è
nemmeno degnato di mettere via i cocci. Ora lo stanno facendo gli operai
reintegrati nell’Azienda Speciale. E subito è arrivata questa sorpresa.
Pubblicato da Rita Recchia

12000 [9]

Presso i locali della Cooperativa La Sirena si sono riuniti i rappresentanti
della cooperativa La Sirena, del S.I.B Confcommercio, del CONSIB , del Consorzio
Porto Del Sisto dell’associazione Posidonia e dell’associazione Città
Partecipata.

In tale incontro si prende atto dei provvedimenti , appresi a mezzo stampa, di
interventi programmati dalla Regione Lazio , a partire dal mese di settembre
p.v., in particolare dell’intervento di manutenzione straordinaria di la
rimozione delle barra sabbiosa e del piano per il ripascimento dei litorali, che
prevede di dotare anche Terracina di una turbo aspirante (draga) , necessaria
alla manutenzione ordinaria di rimozione di sabbia in eccesso e di riutilizzo
della stessa sugli arenili carenti .
Il compito del coordinamento, in queste settimane che precedono l’intervento,
sarà quello di sensibilizzare altre componenti cittadine su tali questioni e
vigilare affinché tali impegni siano effettivamente espletati come appreso.
Ribadiamo che, le formazioni di sabbia in eccesso all’ entrante del porto canale
di Levante, del canale Portatore e del Sisto, sono problemi che da anni
attendono soluzione e non più rinviabili, anche perché complica, ulteriormente,
la , già , difficile situazione di alcune categorie, quali la pesca , gli
operatori da diporto oltre che i gestori balneari , comparti seriamente
compromessi dalla crisi economica, componenti essenziali dell’economia cittadina
Si rende noto che nuove adesioni di partecipazione sono giunte in questi giorni
al coordinamento , ringraziamo chi ha colto favorevolmente questa opportunità,
da cui nascerà un confronto aperto su problemi urgenti che riguarda, il nostro
mare ed il litorale , in qualità di risorse che devono essere salvaguardate e
vero volano dell’economia Terracinese.
Auspicando che altri si uniscano, strada facendo, riaffermiamo la volontà a
lavorare uniti, in quanto riteniamo che attraverso l’unione si possa concorrere
alla soluzione di diverse problematiche cittadine. A tal fine ribadiamo la
necessità di un confronto con gli eletti , a partire da quelli locali , nelle
diverse istituzioni , siano essi comunali , provinciali che regionali,
prescindendo da ogni valutazione di appartenenza a schieramenti politici.

12000 [10]

Blitz a Foce Sisto della guardia di finanza. Sigilli a un capannone dismesso.
Sequestrato un capannone dismesso a Foce Sisto, tra Terracina e San Felice
Circeo. Ieri mattina intorno alle 10 militari della sezione operativa navale
della guardia di finanza di Formia in auto, in gommone e in elicottero, si sono
portati sulla sponda sinistra del canale e hanno apposto i sigilli a una
struttura grande diverse centinaia di metri quadrati. Fino alla fine degli anni
’90 il capannone funzionava da rimessaggio dei natanti, sede dell’attività della
‘Motonautica Foce Sisto’ appartenente a un diportista del posto. Con il tempo,
però, le cose non sono andate più troppo bene e l’area è passata nelle mani di
vari curatori fallimentari. L’arrivo delle fiamme gialle ieri mattina non è
passato inosservato, con l’elicottero che sorvolava l’area a bassa quota e
almeno cinque finanziari arrivati via mare. L’operazione è durata svariate ore,
fino alla tarda mattinata. Inizialmente i sigilli avevano riguardato anche il
pontile antistante il capannone in disuso. Successivamente, però, sono stati
tolti, dopo che gli inquirenti devono aver accertato l’esistenza e la regolarità
dei titoli concessori regionali. Pochissime al momento le informazioni trapelate
sul sequestro. All’inizio sembrava che i militari si stessero interessando a
tutto quello che riguardava l’attività diportista svolta lì fino al 1997, la cui
pratica fallimentare non sarebbe stata ancora chiusa. Alle fasi del sequestro
era presente anche l’attuale curatore fallimentare. Poi, però, ha preso
consistenza un’altra ipotesi. L’operazione delle fiamme gialle potrebbe essere
ricollegata al pessimo stato in cui versa la copertura in eternit del capannone
dismesso. Un esposto di qualche cittadino, oppure qualche foto aerea scattata
dalle stesse forze dell’ordine avrebbero spinto i militari ad apporre i sigilli
per accertare eventuali violazioni alle normative sanitarie e ambientali. Ieri
il provvedimento del sequestro non era stato ancora sottoposto all’attenzione
del magistrato che dovrà esprimersi sull’eventuale convalida. A ogni modo, a
Foce Sisto non c’è stagione estiva che inizi serenamente. Nel 2004 la famosa
operazione ‘Remi in barca’ che vide i carabinieri sequestrare i pontili
sull’intero corso d’acqua. Negli ultimi anni l’annosa questione della foce
ostruita dalla sabbia che impedisce la navigazione. Anche quest’anno l’attività
diportista è iniziata a rallentatore per i soliti problemi all’ingresso del
canale. Ieri mattina l’arrivo dei finanzieri, che aveva suscitato subito una
certa apprensione tra i vari diportisti, anche se oramai quasi abituati alle
sortite delle forze dell’ordine e a nuovi controlli. Nei mesi scorsi c’era stata
anche un’indagine della guardia costiera su delega della Procura della quale si
attendono i risultati.
Pubblicato da Rita Recchia

12000 [11]

Per cadere nella trappola è bastato un paradosso: avere talento e tanta musica
in testa.
Così è arrivata fino in provincia la truffa discografica ai danni di
decine e decine di giovani musicisti di tutta Italia da parte di un sedicente
produttore discografico di Bologna. Ci è caduto un giovane cantautore
terracinese, Andrea Alfiero, classe ‘85, chitarra sempre in spalla e un sogno
nel cassetto: suonare sui palcoscenici d’Italia. Tutto è partito da una e-mail.
«Mi ha contattato – racconta Andrea, oggi soddisfatto perché la sua denuncia
è finita su «Striscia la Notizia» -. Si è presentato come un grande
produttore, noto in tutta Italia. Ha esordito facendomi i complimenti, poi mi ha
proposto di produrre e promuovere i miei lavori con musicisti professionisti.
Sembrava una cosa seria». Andrea non ci è cascato a primo colpo. Ha fatto le sue
ricerche sul Web: spiccavano nomi illustri, tra cui Lucio Dalla. «Alla fine mi
sono convinto e sono andato a Bologna». Lì, la proposta del contratto: «Un
pacchetto completo, dodici canzoni, un cd stampato e diffuso nei diversi canali
nazionali. Lui – disse – non avrebbe guadagnato soldi, ma c’erano da pagare i
musicisti». Così, con gli occhi di giovane abbagliati dall’occasione, Andrea ha
detto sì: «Ho firmato, accettando di pagare 4 mila 200 euro, a rate». Ed è stato
a quel punto che la cosa ha cominciato a puzzare: «Finché ho pagato, mi sono
arrivate le basi musicali, ma di pessima qualità. Poi, al pagamento dell’ul tima
tranche, il tipo è sparito. Telefono spento, irreperibile». Andrea, però,
insieme al talento musicale, ha mostrato di avere anche una certa tenacia. In un
pugno di clic, ha scoperto che, come lui, decine di giovani di tutta Italia
erano incappati nella truffa. Non ci hanno pensato due volte. È scattato
subito il ricorso a un legale e la denuncia. Ma non solo. I ragazzi, che hanno
fondato anche un gruppo su Faceboo0k, hanno contattato «Striscia la
Notizia ». È stato il colpo di grazia. L’uomo è stato smascherato in anteprima
nazionale. Proprio giovedì sera è passato il servizio. Ora, Andrea e i suoi
colleghi possono finalmente tornare a suonare.
Quella loro, è musica vera.
Diego Roma

12000 [12]

Sono stati processati ieri con rito direttissimo I.F. e M.G., rispettivamente
22enne e 19 enne di Napoli, entrambi risultati nullafacenti e gravati da
precedenti di polizia.
Sei mesi la condanna per M.G., che ha chiesto il rito
abbreviato. Il 22enne invece ha chiesto i termini a difesa. L’arresto è avvenuto
giovedì scorso da parte dei carabinieri, che hanno sorpreso i due giovani in
flagranza di reato, avendo ceduto ad un commerciante del centro una banconota
contraffatta. I due si erano dati alla fuga ma erano stati inseguiti proprio dal
commerciante, che poi ha allertato i militari dell’Arma. Sempre ieri è stato
condannato a due anni e 5 mesi l’extracomunitario accusato di aver pestato,
insieme ad altri, un suo connazionale
a Borgo Hermada.

12000 [13]

Sabato 5 Giugno in Piazza Garibaldi di Terracina, dopo il rinvio dello
Spettacolo per cause di forza maggiore avvenuto lo scorso 19 Dicembre, si
riproporrà con la Gentile Concessione della JUNO SERVICE di Patrizio Palmacci e
del Comune di Terracina, una Manifestazione Tributaria in Memoria dell’Artista
Toscana VALENTINA GIOVAGNINI, Seconda Classificata Sanremo Giovani 2002,
scomparsa prematuramente il 2 Gennaio del 2009.
Si proietteranno alcuni video Musicali della sua carriera, si esibiranno artisti
locali tra cui Ospiti Importanti come BENEDETTA GIOVAGNINI sorella di Valentina
ed il fratello GIACOMO GIOVAGNINI, altro Ospite Importante in qualità di
Presidente dell’ ”Associazione Valentina Giovagnini Onlus”. Nell’ occasione
dell’Evento, Giacomo parlerà del Progetto Onlus fondato dalla Famiglia in
memoria della Cantante.
La serata prevede anche la raccolta Fondi tramite la continua vendita del cd
postumo ”L’Amore non ha fine”ed altri Gadgets.

12000 [1]

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Un gooooollaaazoooo, amisciiii… un’azione straooooordinaria… avrebbe detto il buon Josè Altafini.

Non c’è niente da fare, quando si tratta di sprecare i soldi di tutti, i nostri amministratori sono i numeri 1, finanziando iniziative al limite del ridicolo, facendo favori a qualche amico del borgo, desideroso di rivivere grandi momenti di storia ai piedi del Monte Ermada.

Ultimamente anche i fedeli promotori della festa di S. Silviano hanno compiuto un viaggio a Solis Grande (Paraguay) per andare a trovare la comunità Terracinese che anche lì venera il santo ex-vescovo di Terracina, non ci sembra che abbiano chiesto o ricevuto foraggiamenti comunali, a dimostrazione del fatto che se veramente ci si muove spinti da ideali e sentimenti non serve attingere alle finanze pubbliche.

Ci consola la satira che ogni tanto fa sorridere e rimette almeno nella fantasia le cose a posto! Viva Nardi e il Terr… e vabbè oggi non è giornata, e il Borgo Hermada! Forza ragazzi siete tutti noi, difendete i nostri/vostri colori, e portate la sacra coppa, “l’Aurisina Cup” a casa! (si chiava veramente così, non è uno scherzo).

Ancora una volta una delibera spettacolare in cui si fanno valere sacrosanti rapporti di amicizia per favorire il reciproco sviluppo tra le due culture (italiani noi, quasi sloveni loro ma con sindaco rigorosamente camerata). Rispettato anche il sacro numero del 3, nel,a tradizionale formazione 2 (1-1) -1 (cioè Sindaco, Assessore, Consigliere).

Si va con la squadra al completo del Borgo Hermada con un torpedone scampato all’ultimo bombardamento di Terracina nel ‘44: Acanfora, grande appassionato di calcio, ha dichiarato: Vincere e Vinceremo!

Il Camerata Zicchieri si è reso disponibile a giocare da “libero” (un ‘78 così forte dove lo trovate? Parola di Buffon,ancora stiamo ridendo…), ma il mister non ha ancora sciolto le riserve circa la formzione che affronterà i terribili duinati-aurisiniani!

http://issuu.com/savetower/docs/delibera_336

Ormai non ci stupiamo più di niente, ma leggere queste delibere di giunta a poco più di una settimana dalla discussione del bilancio di previsione dove il Sindaco con una recita da applausi evocava la crisi mondiale, un bilancio tecnico, razionalizzazione delle spese, lacrime e sangue, e adesso?

Semplice: Vacanze a scrocco del contribuente per questi improbabili quanto buffi “federali” ex An…

Le cifre: 4.500 € per le spese di viaggio con autista (mecoioni), soggiorno, rappresentanza istituzionale ed altre varie ed eventuali non prevedibili al momento più il pulmann per il trasporto della squadra a parte…

Dobbiamo ripetere per l’ennesima volta l’elenco delle cose che si potrebbero fare con quei soldi?

Magari spenderli proprio nel borgo per adeguare il campo sportivo (quello resta) o qualcun’altro messo peggio (vedi quello della 167)…

Invece no,si sceglie ancora la strada dello sperpero riempendosi la bocca di ideali e buoni propositi…

Terracina Rialzati

POST TRATTO DAL SITO DI “TERRACINA RIALZATI”


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Sui conclude con questo servizio il lavoro iniziato alla scoperta della scuola di Musica Giuseppina Di Spigno, che ha da dato vita nel corso degli anni a tre distinti gruppi ed esperienze musicali. Oggi vi parleremo degli “Etnosonica”, la band formata dagli allievi che hanno continuato anche dopo la scuola il loro percorso musicale.

Video importato

vimeo Video

Sono ragazzi più grandi di quelli che abbiamo conosciuto nella precedente puntata, anche se non mancano i giovanissimi, attratti da un genere musicale trasversale che sa conciliare tecnica e passione, dando vita ad una musica suggestiva e piene di carattere.

Il repertorio, rigorosamente etnico e multiculturale, celebra le tradizioni di popoli antichi, recuperando una memoria preziosa e coinvolgente. Abbiamo apprezzato queste sensazioni già con il gruppo di percussioni Africane che vede nel ritmo differentemente cadenzato il linguaggio “universale” per comunicare emozioni legati ad aspetti della vita quotidiana (festa, lutto, guerra ecc.)

L’Etnosonica sublima in un forme ricercate e ”orchestrali” (per il coinvolgimento di più strumenti,flauto traverso, violino, tastiera, armonica a bocca e percussioni) una musica dal carattere forte e deciso, che ha origini lontane, presentando un repertorio che abilmente contempera esecuzioni “etniche” con originali arrangiamenti di brani più legati al canone della musica classica. Un mix che trasporta l’ascoltatore in un mondo magico, fatto di suoni melodiosi e ritmi tribali, il tutto eseguito con magistrale romanticismo da giovani e brillanti musicisti.

Il video è un intervista durate le prove per il concerto che si terrà sabato, 5 giugno, alle 20,30 nella Chiesa del SS. Salvatore a Terracina. Per chi non potrà essere presente all’evento pubblichiamo, per gentile concessione di Paolo Alberto Giannetti, gli estratti di un concerto tenuto dal gruppo l’estate scorsa al Parco della Rimembranza.

Video importato

vimeo Video

Buona visione e buon ascolto a tutti!

Terracina Rialzati

Post tratto dal sito di TERRACINA RIALZATI


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terracina-2-cartoline-anni-60_bis

Una risorsa sommersa costituita da edifici, terreni e locali
che per anni sono rimasti «dormienti » e che ora potrebbero tornare utili per dare ossigeno alle casse comunali.
Nell’attività frenetica avviata dall’amministrazione comunale all’indomani dell’approvazione del bilancio di
previsione, per dare un senso a quei numeri che convincono poco anche gli
addetti ai lavori, spunta l’ipotesi delle alienazioni. Una strada veloce e
redditizia che in questi giorni nelle stanze del Palazzo è già qualcosa di più
che uno studio e che servirà a far fronte alla mole infinita di debiti che pende
sull’Ente.. Nessuna paura. Non si tratta di palazzi storici, né di progetti
elefantiaci volti a trasformare ipotetici conventi in ristoranti, antichi
castelli in hotel e così via. Niente di tutto questo. Il pragmatismo sembra
invece aver invaso, da qualche tempo a questa parte, il governo locale. Non
serve, insomma, volare troppo alto quando basta guardare a terra per trovare il
«tesoretto ». L’azione, nella sua banalità, appare eccezionale. L’ammi -
nistrazione comunale sta pensando di avviare una serie di alienazioni di beni
immobili (fabbricati, case, terreni), che hanno tutti i requisiti per fruttare
diverse centinaia di migliaia di euro dopo che, chissà da quanto tempo, per
forza di inerzia, sono rimasti inutilizzati. L’inventa – rio è tuttora in via di
completamento, e tuttavia in cima alla lista sono già comparse alcune ipotesi
più che plausibili. Tanto per cominciare, ci sarebbero 52 alloggi di edilizia r
e s i d e n z i a l e pubblica (Erp). Un’idea, quella di alienare le case
popolari, niente affatto nuova. Già nel 2005 l’allora assessore al Bilancio
Giuliano Masci aveva ipotizzato questa soluzione, incontrando non pochi problemi
sia con l’opposizione locale che con la Regione. Il Comune ora ci riprova: molti
di quegli alloggi infatti costituiscono per le casse comunali solo un costo. In
qualche caso gli inquilini pagano poco più di 10 euro (dieci) al mese. E
comunque, al massimo, si parla di 60 euro al mese. Ecco allora la proposta di
vendere gli edifici, dando il diritto di prelazione a chi quegli edifici li
abita ormai da anni, con diverse formule di pagamento. Ma gli alloggi Erp non
sono l’unica risorsa in possesso dell’Ente. Nella lista dei beni alienabili è
spuntato anche un terreno edificabile di 5000 metri quadri che ricade in pieno
centro. È quello che si trova a ridosso della sede dell’Univer – sità di
Cassino, nei pressi di viale Circe. Anche in quel caso, l’ipotesi è quella di
dare un diritto di prelazione all’istituto universitario, o altrimenti di
mettere l’area sul mercato. E non è finita. Nella lista sarebbe finita anche la
ex sede della guardia Forestale, oggi o c c u p a t o dall’ufficio contenzioso.
Un locale enorme, diviso in diverse stanze ma occupato da un solo impiegato.
Venderlo – è la tesi che sta circolando in Comune – potrebbe fruttare al’Ente
molto di più di adesso. Stesso ruolo si sta cercando di dare ad alcune aree
edificabili che si trovano in località La Fiora. Insomma, se l’ossessione
costante del sindaco Nardi e del suo entourage è quello di rimediare soldi, la
soluzione passa anche – e forse prima di tutto -
per le alienazioni.
Diego Roma



Strisce blu, la pacchia è finita.
I 15 vigili urbani stagionali, entrati in
servizio martedì scorso, si sono messi subito al lavoro e nel mirino sono i
tanti che ancora speravano di poterla fare franca con le soste a pagamento. Dai
controlli effettuati in questi giorni sembra infatti che la percentuale dei
«furbetti» delle strisce blu sia ancora molto alta – pare il 30% – forti
del fatto che i controlli sull’effettivo pagamento erano molto
blandi. Erano, appunto, perché gli operatori della polizia
municipale stagionali, dall’altro ieri, hanno fatto già capire qual è
l’antifona, elevando una raffica di multe ai trasgressori delle soste a
pagamento. Un giro di vite annunciato, che durerà per tutta la durata della
stagione estiva. Il principale compito dei vigili stagionali sarà quello di
vigilare sulle zone di sosta a pagamento che come noto, da circa un mese, sono
state sensibilmente ampliate rispetto a quelle in vigore negli anni passati.
L’obiettivo, oltre a quello implicito di disincentivar e l’utilizzo
dell’auto, è soprattutto di fare cassa con i ticket. Il Comune di Terracina,
tenendosi molto basso, ha previsto introiti pari a 300 mila euro entro la fine
dell’anno. A breve dovrebbero arrivare anche i parcometri – tra i 15 e i 20 -
che l’ente municipale intende acquistare in leasing per installare nel centro
cittadino e facilitare il pagamento delle soste. Ma non solo. Quest’anno pare
che l’amministrazio – ne comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi voglia fare
davvero sul serio con le strisce blu incassando ovunque ve ne sia la
possibilità. Fatto senza precedenti se si esclude la parentesi «Easy Park». In
questo senso resta infatti ancora in piedi l’ipotesi di assumere personale,
tramite cooperative sociali a bando pubblico o chiamata diretta, per la vendita
dei «grattini» in strada utilizzando parcheggiatori nelle aree come viale Europa
e viale Circe in cui le strisce blu non sono valide tutto l’anno ma solo nel
periodo estivo, a servizio della vicina spiaggia.
Pierfederico Pernarella


TERRACINA per un giorno la città delle fragole.
Per il terzo anno consecutivo
sono stati richiamati centinaia di turisti e visitatori per un evento oramai
immancabile. Il tutto grazie all’organiz zazione e al lavoro dell’a s s oc i a
z i o n e « M o n do f r agola », costit u i t a s i t r a aziende produttrici
di fragole del comprensorio di Te r r a c i n a , Monte S. Biagio, S. Felice
Circeo, Pontinia e Sonnino. L’evento si è aperto in matt i n a t a c o n «Frag
olando in Topolino» quando quindici macchine d’epoca Fiat Topolino hanno
sfilato per la città al suono del loro clacson. Nel pomeriggio poi in piazza
Garibaldi sono stati allestiti diversi gazebi che hanno riempito il luogo di
visitatori. A viziare il palato dei degustatori con piatti che si sono distinti
per l’origina – lità degli abbinamenti di sapori e le fragranze dei vari
ingredienti, e con tutti i prodotti tipici a base di fragola, torte, gelati,
frappè, macedonie e granite, ci ha pensato il lavoro dell’associazione di
ristoratori «Terracina a tavola », alcune gelaterie artigiane: Poldo, Bar Roma,
Gelartica; i produttori locali di fragole, la Cooperativa di Pescatori «La
Sirena» e l’Istituto Professionale «A. Filosi». Nel corso della manifestazione
si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso per la fragola migliore
assegnato sulla base di precisi criteri: particolari proprietà del profumo del
sapore e del colore che rendono unici questo frutto. Il primo premio è stato
assegnato a Lauretti Amedeo della Valle. Inoltre, sono stati assegnati i premi
ai lavori realizzati dagli allievi delle scuole dell’infanzia e primaria. Il
primo premio di trecento euro è stato assegnato alla classe IV C della Scuola
elementare «G. Gonzaga» di Fondi. Inoltre è stato attribuito un riconoscimento
particolare per la fantasia e l’originalità dei lavori prodotti da Salvatore
Maceroni, II B e Rebecca Reccia II A della «G. Paolo II» e alla classe prima d
el l’Istituto Comprensivo «Leonardo da Vinci» di Sonnino Scalo. Un valore
aggiunto ma fondamentale alla realizzazione dell’evento è stato dato dal
«Comitato Mondofragola», un gruppo di giovani che ha collaborato fattivamente
fin dalle prime ore del mattino alla buona riuscita dell’evento. . Il successo
dell’iniziativa dimostra che l’associazione «Mondofragola » sta diventando un
punto di riferimento per la promozione della fragola di Terracina e la
valorizzazione di tutte le attività ad essa correlate, in tutto il territorio
nazionale ed estero.

Raffaele Cantone a Terracina. “Il sud pontino da sempre territorio dei Casalesi”.
Non bastano le polizie e i magistrati per sconfiggere la mafia. Serve un cambio
di mentalità e di cultura da parte di tutti gli uomini di buona volontà. Parole
di Raffaele Cantone, il magistrato ex pm presso la Dda di Napoli che ha ottenuto
la condanna all’ergastolo per nomi del calibro di Francesco Schiavone e
Francesco Bidognetti. Martedì scorso il dottor Cantone è stato nell’aula magna
del liceo ‘Leonardo da Vinci’ di Terracina. L’occasione era la presentazione
della mostra e libro fotografico di Giuseppe Scognamiglio ‘La mafia non
esiste?’. Raffaele Cantone ne ha curato la prefazione, apprezzando la presenza
dei bambini negli scatti dell’artista che è riandato sui luoghi della mafia. ”I
bambini in quei luoghi sono il segno di una speranza indispensabile” ha
commentato il magistrato, che ha detto di conoscere bene la situazione del
territorio e il caso Fondi. ”Ma non è una novità, visto che già negli anni ‘90
il sud pontino era considerato provincia di Caserta e territorio dei Casalesi”.
”Non c’è bisogno di chiedersi se c’è la mafia, si sente nell’aria” ha detto
Cantone secondo il quale ”siamo oltre la soglia silente del riciclaggio, alla
seconda fase, il problema è che manca l’attenzione sociale adeguata”. A chi gli
ha chiesto se le istituzioni sono assenti, il pm ha risposto che è una parola
lontana istituzioni, ma che, comunque, a sceglierle siamo noi. Quanto a ciò che
pensa del ddl sulle intercettazioni ha risposto: ”Tutto il male possibile”.
Pubblicato da Rita Recchia


Nuove di zecca, ma irreperibili.
Non c’è pace per le brochure turistiche di
Terracina, le stesse in cui erroneamente il numero di un’abitazione privata
indicata era stato indicato come quello della stazione ferroviaria. I
pieghevoli, fatti (ri)stampare di recente dal Comune, sono ancora introvabili
anche se la stagione turistica, almeno per i flussi stranieri, è iniziata da un
bel pezzo. Non si trovano ad esempio nell’u f fi c i o Iat, presente nell’area
Chezzi, che per il momento resta l’unico punto informazioni per i turisti,
soprattutto quelli stranieri. Nell’attesa che la nuova brochure venga
distribuita, non c’è materiale da mettere a disposizione dei visitatori, ai
quali servono in primo luogo mappe della città. Un ritardo, tra i soliti che si
registrano ad inizio stagione, che certo non è bel biglietto da visita peri i
servizi e l’offerta turistica


FERITO
gravemente un ciclista indiano investito
ieri mattina sull’Appia, all’altezza del supermercato
«Coop». L’incidente è avvenuto intorno
alle 13. Per motivi ancora da accertare
l’immigrato che si trovava a bordo della bicicletta
è stato travolto dall’auto finendo prima
sul cofano e poi cadendo rovinosamente
sull’asfalto. Le condizioni dello straniero sono
apparse subito serie. Soccorso dagli operatori
del 118 di Terracina è stato trasportato all’ospe -
dale «Fiorini». La prognosi resta riservata
anche se nel corso della giornata la situazione
clinica è leggermente migliorata. Sul posto per
i rilievi e la ricostruzione dell’esatta dinamica
dell’incidente sono intervenuti gli agenti della
polizia municipale e i carabinieri. L’incidente
ha anche comportato notevoli disagi alla viabilità,
già intensa su quel tratto di Appia in
direzione Napoli. Stando alle testimonianze
raccolte sembra che l’auto, condotta da una
ventenne di Priverno, andava ad una velocità
contenuta. L’impatto con la bici comunque è
stato violento. E i famigliari dell’indiano investito
hanno già nominato l’avvocato Tiziano
Ottavi per l’assistenza legale del caso. Eventuali
responsabilità potranno essere accertate soltanto
dopo l’esatta ricostruzione dell’inciden -
te.

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mamma_anni_50

In periodo di bilancio tornano a farsi sentire, puntuali come una cambiale.
Il loro nome si pronuncia a fatica ma, tradotto in un linguaggio commestibile,
significa più o meno questo: rischio finanziario a lungo termine. Gli Swap,
contratti di finanza derivata, rientrano a pieno titolo in quella categoria di
operazioni che hanno causato il «crack» della finanza mondiale. Sono più
vicini ad una scommessa che a un prestito e si reggono su un indice variabile
che decide se il Comune paga o guadagna. A Terracina l’amministrazione
comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi vi ha fatto ricorso nel 2005, per
un motivo molto semplice: recuperare liquidità. Operazione riuscita, ma il
prezzo da pagare, ora, appare molto più alto del guadagno. Di questi tempi,
la sensazione degli addetti ai lavori è che la trappola, sebbene ancora
non scattata, conserva in pieno il suo pericolo. Secondo alcuni
calcoli emersi dagli uffici comunali, il debito che va accumulandosi con
diversi istituti di credito per la sottoscrizione degli Swap raggiunge quasi i
9 milioni di euro. Imperativo categorico, dunque, estinguere i contratti:
soluzione ripetuta all’infinito dai revisori dei conti che, nell’ultima
relazione, chiedono di approfittare del momento favorevole per darci un
taglio. Ma la grana per il Comune, a quanto pare, sta tutta qui. Se infatti
sottoscrivere i contratti Swap è stato facile come bere un bicchier d’acqua,
la loro rinegoziazione appare complicata e pericolosissima. Rinegoziare,
infatti, può voler significare trasformare il contratto di Swap in un normale
prestito da restituire con rate fisse. Formula invisa al Comune, che proprio
con le rate a scadenza fissa incontra maggiori difficoltà. La convenienza
degli Swap è appunto questa: se slitta una rata, le banche mostrano
flessibilità. Niente di regalato, si badi: su quel ritardo aumentano gli
interessi, che però spostano il problema agli anni futuri. Proprio in questi
giorni il dipartimento finanziario sta studiando un modo per uscire dal
circolo vizioso, che è tale perché, per estinguere i contratti Swap serve
andare dalle banche con i soldi «in bocca», pagare e cancellare il contratto.
E il Comune, soldi non ne ha. Un’impresa che farebbe venire la «sudarella»
anche al migliore dei consulenti economici. È un fatto che fino ad oggi
l’amministrazione comunale ha guadagnato soldi liquidi pressoché ogni anno dal
contratto di Swap. L’indice Euribor, superato il quale imponeva all’Ente di
pagare interessi alla banca, è rimasto fisso fino al 2009 e poi – proprio
grazie alla crisi – si è addirittura tenuto al di sotto della soglia (4%).
Condizione che ha consentito al Comune di guadagnare (solo quest’anno), 500
mila euro. Ma il giochetto potrebbe durare ancora poco. Ci sono tra gli 8 ai 9
milioni di euro che minano gli equilibri delle finanze comunali, pronti a
schiantarsi sulle generazioni future se gli equilibri dovessero cambiare. Da
qui al 2025. La sfida di chi i conti li tiene oggi, è quella di salvare la
città da questa catastrofica eredità.
Diego Roma

12000 [14]

I giudici hanno sostanzialmente annullato il sequestro della polizia ai danni
di Michele Minale, 44 anni, agente immobiliare di Terracina.
Ieri il collegio
del tribunale (presidente De Angelis) ha accolto parzialmente l’istanza di
dissequestro presentata dagli avvocati Giuseppe Lauretti e Maria Antonietta
Cestra. Circa l’80% del patrimonio di Minale è stato dissequestrato.
Confermato invece il sequestro di due scooter, un terreno e un appartamento
intestati a una società che, secondo l’accusa, sarebbe di fatto controllata da
Minale. Il resto è tornato nella disponibilità dell’agente immobiliare, della
moglie e della figlia, alle quali sono intestati molti dei beni sequestrati.
Si tratta di un tesoro del valore complessivo di circa dieci milioni di euro.
La Questura, quando illustrò il sequestro alla stampa, definì Minale come «un
personaggio dagli affari equivoci e dalle mille sfaccettature del malaffare».
Gli agenti dell’Ufficio misure di prevenzione patrimoniali sigillarono otto
appartamenti, un capannone industriale e cinque appezzamenti di terra situati
a Terracina e uno a Sabaudia. A Minale e alla sua famiglia furono requisite
anche due auto, una Bmw e una Mini Cooper, tre ciclomotori Honda, una quota in
un centro ittico e altre quote di compartecipazione in società. L’indagine si
è svolta con verifiche sui dati dell’Agenzia delle entrate, del catasto di
Terracina e di altri enti. Secondo l’accusa si trattava di un patrimonio
costruito in maniera illecita, ma per adesso i giudici hanno assegnato un
punto alla difesa accogliendo la richiesta di dissequestro supportata dalla
giustificazione dell’origine dei beni. I giudici hanno comunque disposto la
sorveglianza speciale per 3 anni, l’inchiesta è ancora aperta.

12000 [2]

FOGNA tax, resta il rebus. Non aiuta a fare chiarezza la replica firmata dal
sindaco Stefano Nardi all’interrogazione presentata dal Partito democratico in
merito alle competenze della società Terracina Sviluppo in materia di allacci
alla rete fognaria. La società, in base ad una convenzione, ha realizzato i
lavori nel tratto che va da Badino al Sisto. Quello che apparew poco chiaro al
Pd è perché ora stia chiedendo ai residenti convenzionati di pagare 396 euro
per ottenere l’autorizzazione allo scarico, che in teoria dovrebbe rilasciare
Acqualatina. La minoranza, sulla questione, ha condotto una lunga battaglia,
interpellando, oltre che la società Acqualatina, il Garante del Servizio
idrico integrato. Al Comune, il Pd, aveva chiesto proprio i motivi per i quali
era Terracina Sviluppo e non Acqualatina a presentare le richieste di
pagamento. «Risulta che la società Terracina Sviluppo – ha risposto Nardi -
stia provvedendo, come da convenzione, a chiedere il nullaosta allo scarico ad
Acqualatina per conto dei condomini delle lottizzazioni adiacenti la condotta
fognaria principale ». Riguardo i rapporti di lavoro tra le due società «il
Comune – prosegue Nardi – non può entrare nel merito trattandosi di rapporti
tra privati che non inficiano la convenzione con il Comune» o «obbliga
l’applicazione dei tariffe di lavoro o quant’altro, in quanto cofirmataria
della stessa è Acqualatina, unica deputata all’applicazione delle tariffe».
D. R.

12000 [3]

L’associazione «Maison Babel», nata a Terracina, continua il processo di
integrazione organizzando i corsi riservati agli immigrati occupati e
inoccupati maggiorenni per acquisire competenze e capacità operative e
consentire la piena integrazione dell’immigrati nel tessuto socio-produttivo
del territorio.
I corsi, aperti a 10 allievi e della durata di 40 ore ognuno,
riguardano la creazione d’impresa settore agricolo, settore terziario,
commercio e turismo, edile e manutenzioni, servizi sociali, interculturale e
ristrutturazioni. I corsi saranno svolti presso la scuola media statale
Monti-Mameli, in via dei Volsci, a Terracina. La domande di ammissione al
corso, redatte in carta semplice e con allegata la documentazione relativa al
possesso dei requisiti richiesti, potranno essere presentate presso la sede
dell’ associazione «Maison Babel», in via Badino presso la Coop Insieme. La
partecipazione al corso è gratuita.
Ri.Re.

12000 [4]

TOPOLINO d’epoca a strombazzare per la città, degustazione di piatti a base di
fragola, concorsi, premi e gazebo in bella vista nella piazza principale.
Si è
conclusa con un successo la sagra della fragola organizzata dall’a s so c ia z
i on e «Mondofragola», costituita dalle aziende di produttori dei Comuni del
comprensorio. Esordio in grande stile con la sfilata «Fragolando in Topolino»,
che ha visto il raduno di 15 automobili d’epoca Fiat Topolino che hanno
percorso le strade della città. Poi è stata la volta degli operatori della
ristorazione, impegnati nella degustazione di gelati, primi piatti, marmellate
a base di fragola. Diversi gli «attori » (le gelaterie Poldo, Bar Roma,
Gelartica, la cooperativa di pescatori «La Sirena »), e anche l’Istituto
professionale «Filosi». I premi per la fragola migliore sono andati Amedeo
Lauretti (cooperativa la Valle), Antonello Di Meo (di Barchi) e Simone Ceci
(La Fiora). Ma non è finita. Sono stati anche premiati lavori realizzati dagli
allievi delle scuole dell’infanzia e primaria del comprensorio, che ha visto
al primo posto una scuola di Fondi , seguita da Terracina e La Fiora
(riconoscimenti anche alla «Giovanni Paolo II» e alla «Da Vinci» di Sonnino).
L’associazione, presieduta da Giuseppe Carrabs, ha voluto ringraziare il
Comitato Mondofragola: «un gruppo di giovani ( Andrea, Vittoria, Silvana,
Alessandro, Sonia, Alessia, Flavia, Giulia, Claudia, Marika, Erminio) che sin
dalle prime ore del mattino si sono prodigati per la riuscita della
manifestazione. Il successo dell’iniziativa dimostra che l’Associa – zione
Mondofragola sta diventando un punto di riferimento per la promozione della
fragola di Terracina».
D. R.

12000 [5]

CONTRO le nuove direttive della Comunità Europea che impongono maglie più
larghe per le reti: i pescatori rimangono in porto
. Ieri sono entrate in
vigore le nuove norme sulla pesca a strascico dettate da Bruxelles, e tutte le
marinerie d’Italia aprono il fronte della contestazione. A Terracina i circa
quaranta motopescherecci che ogni giorno escono in mare per catturare le
prelibatezze del Tirreno, ieri sono rimaste all’ancora. Un’azione plateale che
corrisponde a una sorta di stato di agitazione che è durato per tutta la
giornata. I pescatori contestano l’obbligo di utilizzare reti con una maglia
della larghezza di 5 centimetri per la pesca a strascico. Come conseguenza
pratica – hanno denunciato – non si riuscirà più a catturare polipi, seppie,
calamari, vongole e telline, che compongono una parte consistente del pescato
locale ma che sono troppo piccoli per restare imprigionati nelle reti. Ma a
preoccupare gli operatori della marineria di Terracina è anche un altro
aspetto delle nuove regole imposte dalla Comunità Europea. Gli operatori
levano gli scudi contro il divieto di pescare a una distanza inferiore a tre
miglia dalla costa. Oppure a una profondità non inferiore ai 50 metri. I
pescatori, però, hanno denunciato che la direttiva non si adatta affatto alla
situazione di Terracina. Dove già a poche decine di metri dalla costa si ha un
fondale più profondo di 50 metri, e dove comunque non sarà più possibile
pescare. Con la conseguenza che i pesci non potranno più finire nelle reti e,
quindi, sulle nostre tavole.
F. A.

12000 [6]

CON una conferenza stampa presso il liceo «da Vinci» è stata inaugurata ieri e
sarà visitabile fino a sabato, la mostra fotografica del finanziere Giuseppe
Scognamiglio.
L’esposizione ha come tema la mafia e gli eroi caduti nel
combatterla, raffigurato attraverso istantanee in bianco e nero che hanno come
soggetti bambini che posano sui luoghi simbolo delle stragi che hanno colpito
il Paese. L’intento di Scognamiglio è chiaro: «Mettere a disposizione le
esperienze maturate nel mio lavoro di lotta alla criminalità organizzata e la
mia passione artistica per la fotografia per portare un messaggio di legalità
attraverso il ricordo delle vittime di mafia; e insieme cercare di instaurare
una consapevolezza attiva nei cittadini attraverso il loro esempio, così come
lo è stato per me». L’ospite d’onore della conferenza, Raffaele Cantone, già
giudice antimafia, ha sottolineato il valore dei soggetti delle foto: «La
presenza dei bambini sui luoghi del ricordo simboleggia la speranza delle
nuove generazioni per un cambiamento che deve necessariamente passare
attraverso la risoluzione del problema culturale che la mafia rappresenta ».
Una mostra fotografica che aiuta quindi nella crescita morale di ognuno di
noi: «La fotografia di Scognamiglio – afferma lo scrittore Moro Dino Valentino,
altro ospite della conferenza – riesce ad andare in profondità e ha dare un
forte messaggio sociale tramite un mezzo alternativo di testimonianza quale è
il linguaggio artistico».

12000 [7]

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La ripresa della stagione estiva, si sà porta con se questioni mai risolte e nuovi problemi da affrontare.
Il principale tra questi, ormai da qualche anno, è sicuramente quello dell’erosione del litorale marino. Una situazione questa, che oltre ad incidere sulle nostre martoriate coste, incide chiara anche sui guadagni degli esercenti del settore balneare i quali, in più di qualche occasione, hanno rischiato di veder addirittura compromessa l’intera attività stagionale.

Ma ciò che denunciamo oggi, è come alcuni nostri concittadini, visti gli scarsi risultati ottenuti dalle amministrazioni competenti e trasgredendo ad ogni regola socialmente preposta, si sia attrezzato a far fronte a questa situazione effettuando, per così dire, un vero e proprio personalissimo lavoro di ripascimento.

Sebbene, nelle condizioni attuali del litorale, il lavoro di erosione del mare può comportare un aumento o una diminuzione dell’arenile del tutto in modo naturale, giorni addietro, passeggiando sulla battigia, abbiamo avuto modo di notare l’esistenza di lavori svolti con estrema naturalezza e oseremo dire anche con un estremo e tranquillo menefreghismo.
Giunti più vicino al luogo delle operazioni, abbiamo constatato come, con l’ausilio di un mezzo meccanico, si procedesse ad un continuo e affannoso andi-rivieni di trasporto sabbia, sottratta furbamente alla spiaggia libera e indebitamente distesa nel proprio arenile.

Tale atteggiamento, sicuramente in contrasto con il buon senso civico, ha avuto il risultato di produrre un’estensione della spiaggia in concessione al privato e come conseguenza un vero e proprio accorciamento di quella libera.
Va inoltre aggiunto che tali condotte, oltre a non essere isolate, risultano essere accompagnate da ulteriori atteggiamenti a dir poco negativi.

In tal senso, infatti, è facile accorgersi come, durante i mesi invernali, ci si possa imbattere in mattonati divelti dalla forza delle acque (fatto dovuto alle furberie di qualche gestore che anziché dismettere l’intera struttura ne sotterra mattonati o basamenti) o come, nei periodi di apertura dei chioschi balneari si scorgano gestori intenti a setacciare la sabbia del proprio arenile, scaricando poi successivamente i sassi nelle spiagge comunali. Tutti fatti poco virtuosi e che non solo rendono la situazione attuale dei nostri arenili insostenibile, ma che produce danni al turismo e ai relativi guadagni da esso provenienti.

spiaggia inverno 2010_5

Per tale motivo, Terracina Rialzati vuole ribadire con forza come il tutto debba necessariamente trovare una netta censura e questo, non solo perché pericoloso per tutti coloro che giustamente volessero usufruire del libero accesso alla spiaggia, ma anche perché, rappresentano esempi poco virtuosi e rispettosi della natura stessa.
A tale situazione, va poi aggiunto, come questa situazione sia resa possibile dalla scarsa attenzione rivolta dagli organi preposti al controllo del demanio marittimo.

spiaggia inverno 2010_6

Infatti, sebbene tali condotte siano facilmente rintracciabili, non riusciamo ad intravedere un intervento di chi addetto ai controlli. Assicurare un controllo più accurato ed efficace sul territorio, non solo nei mesi estivi ma anche in quelli invernali, garantirebbe l’affermazione di un principio basilare, ossia il principio di un maggior rispetto delle regole preposte a tutela dell’ambiente e del bene comune.
Pertanto, il rispetto delle regole del gioco, il cui peso grava soprattutto sul comportamento di noi cittadini terracinesi, avrebbe come primo risultato quello di gettare le basi di un nuovo cambiamento. Un cambiamento, divenuto urgente e non più rinviabile, che non può essere solo il frutto della rigidità normativa, ma che deve essere necessariamente il prodotto di una conquista culturale fatta propria da una cittadinanza moderna e matura.
Quindi, concludendo, ci si auspica in futuro di non dover essere più costretti a denunciare abusi o furberie varie ma di essere, contrariamente, costretti a segnalare virtuosismi di cui essere fieri e per cui lodare questa nostra splendida città.
Terracina Rialzati

Nota del WeBMaSTeR.. Post tratto dal sito di TERRACINA RIALZATI


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terracina-il-porto-data-sconosciuta_2_bis

Nel 2008 era stato il condono Tarsu a garantire l’introito necessario a far
quadrare i conti in bilancio.
P
er il 2010 il salvagente arriva invece – ma
soltanto nelle previsioni – dai permessi a costruire. Entrate straordinarie, che
mai come quest’anno sono state spremute all’osso. Sfiorato infatti il limite
massimo del totale dell’importo previsto per legge da utilizzare per la
copertura della spesa corrente. Ben il 73% (sul 75%) degli introiti sarà
destinato a coprire spese fisse. Concessioni, sanzioni in materia edilizia,
permessi a costruire per un totale di 2 milioni 820 mila euro sono il «bottino»
su cui l’amministrazione comunale fa affidamento per far quadrare i conti.
Insomma, siamo alle solite. Passano gli anni, ma l’Ente non trova niente di
meglio da fare che allargare le maglie delle autorizzazioni «veloci» per
incassare soldi. Il cemento si conferma una delle poche risorse certe per
fornire numeri convincenti. Più in generale, per la «mandragata» contabile si
confermano ai primi posti nelle scelte amministrative i condoni e le sanatorie.
Buoni per tutte le stagioni. Pure per l’ultimo anno di mandato, quando di tempo
per far fruttare le mille risorse di una città, se ne è avuto e di certo non
basta voltarsi indietro per guardare gli errori propri e degli altri. Ma tant’è.
Fa specie però osservare al contempo come restano al palo alcune significative
entrate provenienti dai servizi a domanda individuale. Non che abbiano
l’ambizione di coprire un debito milionario. Figurarsi. Lascia comunque
perplessi la cifra che il Comune incassa, ad esempio, dagli impianti sportivi: 4
mila euro, buoni nemmeno a coprire i costi dei contributi alle manifestazioni
sportive. Altissime invece le spese previste proprio per le strutture destinate
allo sport. Per l’anno in corso si attestano intorno ai 310 mila euro. Non meno
paradossale per una città d’arte gli introiti provenienti dal patrimonio
artistico. Le entrate di musei, pinacoteche, e tutto quello che gli gira intorno
sono fermi a 6.000 (seimila) euro, e costano al contrario 125 mila euro l’anno.
Solo il 4,80% di copertura. ma sono questioni che si trascinano da anni, su cui
appaiono addirittura retoriche le raccomandazioni dei revisori dei conti:
moderare il ricorso alle entrate straordinarie e razionalizzare le spese. A
Palazzo capiscono sempre male: e a fare cassa con condoni e sanatorie.
Diego Roma

La babele degli affitti estivi. Entra in vigore la normativa regionale, ma
sembra che a Terracina siano ancora pochi qui proprietari di immobili che si
stanno mettendo davvero in regola. Nonostante sia arrivato giugno e ovunque
spuntino gli annunci di case in affitto per l’estate, al momento soltanto una
minima percentuale di cittadini si è già recata negli uffici comunali competenti
per sbrigare tutte le pratiche richieste dalla legge. A partire da quest’anno i
rapporti tra affittuari occasionali e padroni di casa dovranno, anzi, dovrebbero
basarsi sulla legge regionale n.13 dell’agosto 2007 e regolamento regionale n.
18 del 21 settembre 2009 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere).
Il che vuol dire che i proprietari di seconde case devono espletare la trafila
burocratica prevista affinché l’immobile dato in affitto abbia una sorta di
‘pedigree’, una classificazione che ne certifichi l’effettiva idoneità a
quell’utilizzo. Per intenderci: chi possiede un appartamento delle dimensioni di
un garage non dovrà affittarlo a una famigliola formato allargato. Oppure ogni
camera dovrà meritarsi tale nome, e non essere un bugigattolo dove gli inquilini
stagionali faranno comunque dormire i cugini di terzo grado che arrivano a
Ferragosto. Con il nuovo regolamento regionale le case devono rispondere a
requisiti ben precisi che il proprietario dell’immobile deve autocertificare
alla Provincia competente per territorio, sulla base di uno schema tipo, per
ottenere l’attribuzione della classifica e il riconoscimento di una delle
specificazioni aggiuntive previste. Entro un mese la Provincia comunica
all’interessato e al Comune dove sorge l’immobile la classificazione attribuita
e la specificazione aggiuntiva riconosciuta. La domanda di rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio delle attività va presentata al Suap del
Comune competente. Dove, al momento, nel caso di Terracina, si sarebbe
presentata solo una minima percentuale di proprietari di seconde case pronte per
essere affittate. Forse qui sta il tallone d’Achille della normativa: chi
controlla che chi deve mettersi in regola lo faccia sul serio? E chi accerterà
che i requisiti autocertificati sulla carta esistono davvero tra le mura
dell’appartamento?
Pubblicato da Rita Recchia

Utenti multati e graziati. Sanatorie per i verbali fino al 2004 non ancora pagati.
A Terracina é passata in consiglio comunale la delibera sul maxi condono per le
multe agli utenti della strada maleducati elevate fino al 31 dicembre 2004 e non
ancora pagate. Con l’astensione dei consiglieri d’opposizione i votanti erano
19. Tutti, nessuno escluso, hanno ritenuto opportuno di avvalersi di
quell’articolo della legge n. 102 del 3 agosto 2009 che permette la definizione
agevolata dei verbali elevati entro la fine del 2004, già diventati titolo
esecutivo e non sospesi dagli agenti di riscossione. Visti tempi di vacche magre
dell’ente pubblico, e i tempi lunghi con cui gli utenti multati decidono di
mettere mano al portafoglio, tanto vale dare l’ok al condono mettendo un’ipoteca
sicura almeno su un minimo di soldi. I debitori multati potranno pagare una
somma pari al minimo della sanzione pecuniaria prevista per ogni norma violata.
Qualche altra spesa minima, ma nessuna maggiorazione e oneri per l’iscrizione al
ruolo. Parecchio di meno di quello che avrebbero dovuto sborsare. Un semplice
calcolo renderà meglio l’idea di questo maxi condono delle multe. Senza questo
un utente verbalizzato entro il 2004 con 100 euro non ancora pagati, vedrebbe la
somma raddoppiata con l’iscrizione al ruolo, senza contare gli interessi di mora
e le maggiorazioni del 10% maturate per ogni semestre non pagato. Con la
sanatoria approvata di recente a Terracina basterà pagare i 100 euro, appena
maggiorati delle spese di procedura e notifica e di un 4% dovuto all’agente di
riscossione per estinguere la sanzione pecuniaria. Meno della metà del dovuto
con l’iter normale. Automobilista indisciplinato, multato e sanato. E chi aveva
pagato immediatamente la multa? Gli tocca, come sempre, la parte del fessacchiotto.
Pubblicato da Rita Recchia

La voce degli stranieri in Comune con il consigliere etnico. La proposta di Maison Babel.
Un consigliere etnico che porti in consiglio comunale la voce dei tanti
extracomunitari che da anni vivono e lavorano a Terracina. E’ la proposta che
arriva da ‘Maison Babel’, l’associazione interculturale nata nei mesi scorsi per
dare una spinta forte al processo di integrazione tra italiani e stranieri che
risiedono in città. Un processo che potrebbe certamente avere ritmi più spediti
con la presenza di una voce nella massima assise cittadina. Portare in Municipio
un ponte reale che avvicini la Terracina dei terracinesi e la Terracina degli
extracomunitari, per realizzare una Terracina compiutamente unita e integrata.
Per questo motivo Shadadi Alì, presidente di ‘Maison Babel’, ha chiesto al
sindaco Stefano Nardi e al presidente del consiglio comunale Patrizio Avelli di
introdurre la figura del consigliere extracomunitario aggiunto con diritto di
parola ma non di voto. ”E’ senz’altro una proposta che farà discutere dice
Shadadi Alì- Dare la possibilità ai tanti stranieri che vivono nella città di
Terracina di avere un loro rappresentante nelle massima assise terracinese, così
da portare all’attenzione degli amministratori comunali le problematiche e le
esigenze della propria gente e collaborare alla promozione di iniziative
finalizzate ad una migliore integrazione”. ”Il consigliere etnico verrebbe
eletto democraticamente in consiglio tra i tanti extracomunitari che vivono a
Terracina, che hanno trovato un lavoro, che qui hanno famiglia, e che qui hanno
fatto nascere i loro figli”. ”Non avrebbe diritto di voto, ma porterebbe le
problematiche di questi nostri graditi concittadini in consiglio”. Certamente
”un passo importante per Terracina che potrebbe così avviare una politiche
mirate per integrazione sociale”. Shadadi Alì parla di ”un ponte tra due rive,
una con italiani e l’altra con gli immigrati. Per costruire il ponte ciascuno
dovrà predisporre le fondamento e da quelle partire verso l’altra riva fino a
incontrare il lavoro dell’altro”. La parola ora passa a Nardi e ai suoi.
Sperando che il cammino sia meno tortuoso e più spedito di quello per avere un
Consiglio delle Etnie, ancora incompiuto benché previsto dallo statuto comunale.
Pubblicato da Rita Recchia

«Onorate l’ultimo atto prima di aprire un nuovo sipario». Questo era lo
striscione che campeggiava in “Curva Mare Carlo Guarnieri” domenica durante la
gara tra Terracina e Torrenova. I tigrotti l’ultimo passo l’hanno compiuto: la
salvezza nel campionato di Eccellenza è arrivata dopo l’1-0 inflitto ai romani
grazie al gol di Carlo Caligiuri. «E’ la più bella soddisfazione della mia vita
calcistica – racconta l’autore del gol – ho vinto un campionato di Serie D con
l’Isola liri, ma non ho provato le emozioni di domenica». Un bel pomeriggio per
i tifosi biancazzurri: circa mille persone hanno atteso e accompagnato la
squadra negli ultimi 90’ di gioco, un sostegno che non si vedeva da qualche
anno. Un torneo “regolare” che non è stato dei più semplici. Continui
avvicendamenti in panchina, dopo che Emiliano Del Duca aveva condotto la
preparazione, la panchina è stata affidata prima a Francesco Barbabella e in
seguito a Mario Lenzini e Giorgio Minieri. E’ stato proprio quest’ultimo a
condurre la squadra alla salvezza: «Per me era la prima esperienza da mister –
spiega ancora emozionato – un risultato che voglio condividere con i tifosi, la
società e tutti i giocatori». Terracina che ha dovuto sudare fino al 96’ prima
di liberare la gioia: «E’ nella storia di questa società soffrire fino in
fondo», conferma il capitano Alessandro D’Amico. Il sipario che si sta per
aprire? Comprenderà il rilancio della società. «Non voglio abbandonare questa
gente – taglia corto il presidente Fabio De Filippis – sono legato ai colori
biancazurri, ai calciatori e alla città». La ripresa dovrebbe partire anche dal
ritorno di un settore giovanile del Terracina 1925: «E’ il primo passo, non può
esserci futuro senza i ragazzi. Di sicuro non ci faremo trovare impreparati come
la scorsa estate: la nuova stagione nascerà in modo diverso». Ieri , prima del
“rompete le righe”, dirigenti, calciatori e staff tecnico hanno festeggiato
l’obiettivo raggiunto in un locale della città. Le ultime incomprensioni sono
state cancellate, il futuro del Terracina sembra più roseo.
di DANIELE SPERLONGA

Sabato 5 giugno, alle ore 17, nell’Aula Consiliare del Comune verrà presentato,
nel corso di una conferenza pubblica, il volume “Vita di Domenico Antonio
Contatore Storico di Terracina” scritto da Riccardo Bianchi ed edito dal Comune
con il contributo concesso dalla Provincia di Latina ai sensi della L.R. 42/97
per la valorizzazione dell’archivio storico.
L’ampio ed approfondito studio
condotto da Bianchi sulle fonti archivistiche offre un importante contributo
alla conoscenza della vita privata e pubblica del Contatore, figura di primo
piano nella storia di Terracina e autore del “De Historia terracinensi libri
quinque” stampato nel 1706, fornendo nel contempo interessanti elementi
conoscitivi sulla realtà socio-economica e culturale degli anni in cui visse. La
ricerca pubblicata colma una lacuna nel panorama degli scritti di storia locale
e aggiunge un nuovo importante tassello al più ampio quadro d’insieme che si è
andato formando grazie ai numerosi interessanti studi che negli ultimi anni
hanno consentito di ampliare la conoscenza delle vicende storiche della città.
Interverranno alla presentazione del libro il Sindaco Stefano Nardi, l’Assessore
ai Beni Culturali Luciano Pecchia, il Direttore dell’Archivio di Stato di Latina
Floriano Boccini, il Presidente della Società per la Storia Patria della
Provincia di Latina Francesco Mannino e l’Autore della ricerca Riccardo Bianchi.

«La mafia non esiste?» è il titolo di una mostra fotografica dell’ar -
tista Giuseppe Scognamiglio che oggi alle 17 presso l’aula magna del
liceo «Da Vinci» presenterà le sue opere.
Le fotografie ritraggono
vittime della mafia, uomini che hanno perso la vita difendendo la
legalità dello Stato italiano. Falcone, Borsellino e altri «eroi» caduti
nella guerra criminale mafiosa, vengono rivissuti attraverso riproduzioni
che – sostiene Scognamiglio – proietteranno lo sguardo dello
spettatore oltre la semplice raffigurazione dei personaggi. Parteciperà
alla presentazione di oggi pomeriggio una figura di spicco della
lotta alla mafia: il giudice della Corte della Cassazione Raffaele
Cantone. La mostra sarà aperta fino al 5 giugno dalle 10 alle 16.
F. A.

Dovrebbe diffondere principi di sana concorrenza, democrazia, sicurezza e
trasparenza.
Ma l’Europa a queste latitudini fa paura e sta creando scompiglio e
allarme per le ripercussioni che potrebbe avere sull’economia locale. Le riforme
targate Ue, insomma, aprono le frontiere della competitività ma rischiano di
chiudere i serbatoi di guadagno per gli operatori locali. Dalle spiagge alla
pesca, le città marinare mal digeriscono la caduta a pioggia delle direttive
comunitarie. Non a caso oggi i pescatori di Terracina saranno in protesta contro
il divieto di pescare alcuni dei più tradizionali prodotti ittici: telline,
seppie, vongole, calamari, qui da sempre si tramutano in ricchezza per i settore
marinaro. Proprio negli ultimi anni l’in – dotto si è espanso a macchia d’olio:
fish and chips, take away del pesce, friggitorie più o meno grandi hanno
conquistato turisti e villeggianti, messi in condizione di assaggiare le
prelibatezze locali senza spendere un pandemonio. Ora tutto questo – è la tesi
dei degli operatori della pesca – è a repentaglio. E allora via – come nel resto
d’Italia – ad una protesta a oltranza per cercare di fermare l’inevitabile.
Ma quello della pesca non è l’unico settore a sentirsi «minacciato » dalle
riforme comunitarie. Un’altra questione ancora in bilico è quella delle
concessioni balneari. Anche in questo caso, secondo l’Europa presto le
concessioni in scadenza dovranno tornare a gara pubblica. Un esempio: chi
gestisce un’attività stagionale da 20 anni su un’area ottenuta, di volta in
volta, in concessione, dopo sacrifici e investimenti potrebbe dover lasciare il
posto alla libera concorrenza. Che nei timori degli operatori balneari è, il più
delle volte, il pesce più grosso. Con la pesca come con le spiagge, la strada
più battuta – e forse l’unica percorribile di fronte a decisioni di portata
europea – è sembrata essere quella delle proroghe. Per le concessioni, se tutto
va bene, se ne riparlerà nel 2013. Ad un rinvio dell’applicazione della
normativa (che parte proprio oggi) stanno puntando anche gli operatori della
pesca, preoccupati per le ripercussioni che le nuove regole potrebbero avere
sull’economia che li sorregge. Si cerca, insomma, di prendere tempo. Ancora non
è ben chiaro cosa si potrà fare riequilibrare il tutto: di sicuro riorganizzare
il mercato, l’indotto, calibrare i sistemi di pesca. Ma al momento una sola cosa
è certa. L’Europa sul nostro litorale è vissuto più come una minaccia che come
un’evoluzione del mercato.
Diego Roma

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