Archivio Aprile 2010

Frattarelli

Nel leggere l’intervento dell’eclettico rappresentante di turno della maggioranza, intento ad alimentare la propaganda di regime e ad aumentare il fumo negli occhi degli elettori, notiamo che il consigliere parla come se in questi ultimi anni non fosse stato in consiglio comunale e avesse sostenuto l’amministrazione!

Leggiamo:

Non è infatti più tollerabile che l’attenzione sui gravi problemi che attanagliano il comparto agricolo zootecnico, Italiano e Pontino in particolare, siano gravemente sottovalutati…

Buongiorno!

Il consigliere in questione invece di proporre un ordine del giorno inutile e a mero scopo propagandistico per farci sapere che esiste, dovrebbe cercare concretamente una soluzione al problema, per esempio valorizzando le produzioni agricole locali non con assistenzialismo fine a sé stesso ma con progetti per accorciare la filiera e incentivare la produzione di qualità. Non meno importante dovrebbe essere che favorire le coop. agricole della città significa avere un piano logistico di livello, migliorando la viabilità per evitare ai trasporti di intasare tutti gli spazi di transito come succede attualmente per raggiungere le aziende in zona ” La Vallle” o la “Neve”.

A differenza di molte altre realtà l’amministrazione di cui Frattarelli fa parte, fino ad oggi, ha lasciato nel dimenticatoio i problemi legati all’agricoltura, non ha promosso incontri con gli operatori del settore per ascoltare i loro bisogni (se non in periodo elettorale), non ha cercato di valorizzare le produzioni tipiche, incentivando la creazione di consorzi di tutela o la richiesta di denominazioni dop e igt; poco tempo fa si materializzò la proposta di istituire dei Farmers Market, ma ne abbiamo perso le tracce tra i conteggi dei consiglieri pro o contro Nardi e la cacciata degli assessori.

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Il problema è che questa amministrazione è autoreferenziale e ha perso totalmente il contatto con il territorio, incapace di ascoltare i cittadini e di elaborare insieme a loro delle proposte condivise.

Quanto a Frattarelli, può tornare a dormire tra i banchi dell’aula consiliare, non sentiremo la sua mancanza…

Terracina Rialzati

Articolo tratto dal sito www.TerracinaRialzati.com

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I morti nel palazzo. E i condomini insorgono. Succede a Terracina dove da
qualche giorno è stata attivata la nuova camera mortuaria della clinica Villa
Azzurra. Quella vecchia era stata chiusa tempo fa perché non rispondeva più ai
requisiti di legge. Per questo la clinica aveva deciso di allestirne una nuova
in un piano terra di proprietà che ha già la destinazione d’uso sanitaria ma che
fa parte di un condominio che confina con la casa di cura. Una soluzione che ha
fatto infuriare i condomini che hanno dato mandato a un avvocato per capire se
ci fossero le condizioni per un’azione legale. E così nei giorni scorsi, dietro
dettagliato esposto, sono arrivati i controlli dei Nas, della Asl e del Comune.
Carte in regola su tutto, fanno sapere dalla clinica, con gli ispettori che
hanno anche constatato che non esisterebbe nessun problema legato alla
visibilità esterna. L’entrata è riservata, vi si accede dall’area interna della
clinica, e un pergolato chiude alla vista di chi si dovesse affacciare dai piani
alti, quanto accade al di sotto tra familiari delle salme e carri funebri. La
materia del contendere sono tre finestre della camera mortuaria che danno sul
cortile interno del condominio dove giocano i bambini e dove vengono organizzate
anche alcune feste. Attività gioiose che contrastano con il dolore che si vive a
breve distanza. Problema risolto, sempre secondo la versione della casa di cura,
con le finestre sigillate. Loro, le diciannove famiglie che popolano il
condominio Concordia in via Tripoli proprio non ne vogliono sapere di vivere una
situazione del genere. Pongono un problema di opportunità e non vogliono essere
condizionate dalla presenza di bare e parenti anche se non si vedono. Un
contesto davvero scomodo ma a cui dovranno abituarsi visto che la decisione
sulla nuova camera mortuaria è tutt’altro che temporanea e che non ci sarebbe,
almeno stando all’esito dei controlli, alcuna violazione di legge.
F.Coc.

La Tia può aspettare, gli aumenti in bolletta no. L’amministrazio – ne comunale
rivede le tariffe della Tarsu per il semestre che va da luglio a gennaio. Lo ha
deciso con una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, in cui, se da un
lato ha deciso di temporeggiare per l’applicazione della Tia, ha comunque deciso
di rivedere le tariffe per molte delle categorie di utenza. Questa volta l’Ente
non si è fatto trovare impreparato. Sulla scorta degli annullamenti decisi dal
Tar sugli aumenti del 2008 e del 2009, formule matematiche alla mano, la giunta
guidata dal sindaco Stefano Nardi fa le cose per bene. Almeno dal punto di vista
formale. Nella sostanza, con l’entrata in vigore delle nuove tariffe Tarsu sono
in arrivo vere e proprie stangate per alcune categorie commerciali. Conti alla
mano, accade questo. Per bar e pasticcerie, il costo per metro quadro sale da
9,16 a 14,52 euro; i campeggi passeranno da 0,46 ad un euro e 51 centesimi a
metro quadro. Stessa cosa per i luoghi di assistenza e cura, che se prima
pagavano 2,70 euro a partire da luglio dovranno sborsare 5,19 euro. Ma la vera
stangata la subiranno ristoranti e pizzerie che si ritroveranno una Tarsu di
25,57 euro a metro quadro, contro i 9,84 euro pagata fino ad oggi. E sono solo
alcune delle categorie di utenza. In picchiata invece le tariffe applicate ad
esempio, ai partiti politici: non più 2,50 euro a metro quadro bensì 0,77 euro.
In discesa netta anche le banche, che se prima versavano al Comune 10,38 euro da
luglio verseranno soli 1,42 euro. Le utenze domestiche, invece, e molte altre
(enti religiosi e scuole, pompe di benzina e alcuni esercizi commerciali)
vedranno ribassi, in alcuni casi consistenti, in bolletta. Ma non è finita. Di
difficile interpretazione la copertura che il Comune si impegna di coprire al
posto di quelle categorie per cui, si legge, «la variazione della tariffa
risulta particolarmente gravosa ». L’Ente infatti in questi casi dice di voler
contenere il «rialzo delle tariffe entro il limite del 70% rispetto a quelle in
vigore, accollandosi l’amministrazio – ne l’onere della residua copertura ». Non
è chiaro, insomma, se il Comune coprirà il 70% dei costi per le categorie più
colpite, lasciando a queste il solo onere del 30%, oppure se ad essere coperto
dall’amministrazione comunale sarà il solo residuo 30% mentre il restante 70
sarà a carico dell’utenza. Una cosa è certa. Dal 2007 ad oggi sono stati tre i
provvedimenti di aumento in bolletta (quest’ultimo solo per il secondo
semestre). Il tutto per arrivare a coprire l’86% del costo totale del servizio,
sulla base dell’attuale costo dell’appalto di quasi 3 milioni e mezzo di euro.
Ci si chiede quanto ancora dovrà aumentare la tassa per trovare pace e
soprattutto equilibri finanziari. Il costo RISTORANTI E PIZZERIE 25,,57 i numeri
BAR E PASTICCERIE 14,,52 CAMPEGGI 1,,51 LUOGHI DI ASSISTENZA 5,,19 del servizio
per il 2010 è previsto per 7 milioni e mezzo di euro, di cui il Comune conta di
coprire con i tributi 6 milioni 700 mila euro. Quando sarà applicata la Tia, che
dovrà per legge coprire l’intero costo del servizio, cosa succederà, le tariffe
aumenteranno ancora? E pensare che a leggere la composizione dei costi del
servizio, si apprende che oltre 800 mila euro consistono in perdite d’esercizio
(500 mila euro) e servizi integrativi (350 mila euro). Costi non addebitabili ai
cittadini che però, alla fine, pagheranno i cittadini.
Diego Roma

Una proroga allo sfratto, ma poi?
Una proroga di poco più di un mese allo sfratto, dopodiché tutto tornerà
esattamente come adesso. E Luciano Negro già annuncia altre manifestazioni di
protesta. Si è concluso con un risultato a metà l’incontro che c’è stato ieri
mattina tra il 63enne di Terracina, che il giorno prima si è era incatenato al
termosifone dell’atrio del Comune, e l’assessore alle Politiche Sociali
Francesco Zicchieri. E del resto non ci si poteva di certo aspettare qualcosa di
troppo diverso. L’assessore ha assicurato al signor Luciano che lui e la sua
famiglia potranno restare nell’alloggio di via Badino fino al prossimo 30
giugno, così che la ragazzina di 12 anni possa terminare l’anno scolastico senza
disagi. E dopo? E dopo mano alle carte, e il proprietario dell’appartamento farà
valere i propri diritti di padrone di casa al quale l’affittuario, ovvero l’ente
pubblico, non versa più il canone di locazione da parecchi mesi a questa parte.
”L’assessore Zicchieri mi ha detto che il Comune non ha altri alloggi da dare
ai cittadini bisognosi- racconta Luciano Negro- però mi ha anche assicurato che
riceverò un contributo qualora trovassi un’altra abitazione da prendere in
affitto”. Un piccolo risultato, insomma, anche se poi questa storia del Comune
che paga gli affitti per i cittadini meno abbienti sembra davvero una coperta
troppo corta, che dove la tiri lascia sempre qualcosa di scoperto. Un cane che
si morde la coda, insomma. Luciano Negro aveva cominciato la sua protesta per la
casa lunedì mattina, incatenandosi a un termosifone e andando via solo dopo aver
ricevuto dall’assessore Zicchieri la certezza di un colloquio faccia a faccia.
Il colloquio si è svolto ieri mattina ed è andato come è andato. ”Io continuerò
la mia battaglia, per me e per la mia famiglia” ha detto Luciano. Di certo c’è
che se la stessa idea venuta a lui dovesse balenare anche a tutti gli altri a
due passi dallo sfratto per i debiti del Comune, quanti termosifoni sarebbero
necessari per permettere a tutti di incatenarsi?
Pubblicato da Rita Recchia

Assolti con formula piena. Così ieri la Corte di Appello di Roma ha chiuso il
secondo grado di giudizio sui tre medici che dieci anni fa assistettero un
giovane arrivato all’ospedale Fiorini in fin di vita a seguito di un incidente
stradale. Giovanni Poccia, Guido Giannini e Luca Quadrino per i giudici della
Corte d’Appello non sono quindi responsabili della morte di Raffaele Di Michele.
I tre medici quattro anni fa furono condannati in primo grado a sei mesi dal
giudice Antonio Perinelli. Per questo fecero ricorso in appello assistiti dai
legali Quadrino, De Felice, Di Croce e Paletta. L’episodio risale al ’99 quando
al pronto soccorso del Fiorini arrivò il giovane di Gaeta trasportato dal 118
dopo un grave incidente. Per lui fu necessaria la sala operatoria per il grave
trauma subito che aveva procurato un’emorragia interna. Un intervento che
risultò inutile. Secondo i familiari del ragazzo però non fu fatto tutto il
necessario e per questo denunciarono l’equipe medica.

Frattarelli: chiedere lo stato di crisi del settore agricolo.
“In Commissione Attività Produttive nelle ultime settimane – spiega il
presidente Biagio Frattarelli – abbiamo avviato una disamina sullo stato di
crisi che attraversa il settore agricolo – zootecnico, nazionale e locale. Un
confronto che ha permesso alla Commissione di proporre alla Giunta comunale una
delibera (adottata in questi giorni) tesa a trasferire all’interno della massima
assise politica e amministrativa della Città il sentito tema. Non è infatti più
tollerabile – continua il presidente Frattarelli – che l’attenzione sui gravi
problemi che attanagliano il comparto agricolo – zootecnico, Italiano e Pontino
in particolare, siano gravemente sottovalutati e considerati di secondaria
importanza rispetto al settore industriale. Un comparto con gravissimi problemi
che si sostanziano, in primis, nell’eccessiva stretta creditizia e nella
difficoltà di accesso al credito, pregiudizievole per l’espandersi e la
modernizzazione delle aziende agricole. Ed ancora: l’elevato costo della
manodopera, l’eccessiva spesa per l’acquisto dei beni di produzione, la mancata
percezione del valore del marchio “Made in Italy” ma anche dei prodotti con
marchio Dop – Igp, i quali garantiscono l’unicità e genuinità del bene prodotto
in determinate area geografiche. In ultimo ma non per ultimo, la selvaggia
importazione a basso prezzo dei prodotti provenienti dall’estero, con scarsi
controlli igienici e sanitari. Tutto questo sta piegando migliaia di aziende
agricole verso una crisi senza ritorno. La proposta della Commissione Attività
Produttive adottata dalla Giunta porterà presto il Consiglio comunale ad un
ulteriore approfondimento e alla stesura di un documento condiviso, che
solleciti l’adozione di seri provvedimenti da parte dell’Unione Europea, Regione
Lazio e Ministero delle Politiche Agricole. Per quanto riguarda invece il Comune
di Terracina – termina Frattarelli – dovrà essere pronto nel fare la sua parte
di competenza”.

Arrivano le strisce blu. Si avvicina l’ora X per l’avvio della rivoluzione del
traffico nel centro cittadino. Dal primo maggio, infatti, residenti e forestieri
dovranno munirsi di grattini e abbonamenti per poter parcheggiare la macchina in
centro. Altrimenti: multa. Da ieri sono comparse le prime strisce blu,
realizzate in fretta e furia prima di sabato. La ditta incaricata dal Comune per
colorare l’asfal – to ha lavorato in via Lungomare Matteotti e via Cavour. Il
Comune da parte sua ha anche affisso alcuni manifesti – avrebbe potuto farlo
prima invece che a pochi giorni dal via del servizio – modalità e costi dei
parcheggi a pagamento. Per tutto il centro cittadino le strisce blu avranno
carattere permanente, cioè saranno in vigore per tutto l’anno. I residenti
possono acquistare un abbonamento dal costo di 60 euro per un periodo annuale e
50 euro per quello stagionale.
F. A.

La Bianchina a Terracina
A Terracina, domenica 2 si tiene il Raduno “La Bianchina a
Terracina”, riservato agli appassionati della classica bicilindrica di Desio.
Organizza il Bianchina Club. Le vetture si ritroveranno alle 9,30 a Terracina,
per un tour panoramico e visita al Tempio di Giove Anxur. Aperitivo sul
lungomare e, alle 13, pranzo a base di pesce.
-= Programma =-
Domenica 2 maggio
Ore 9.30 ritrovo a Terracina
Ore 10.00 giro panoramico e visita al Tempio di Giove Anxur
Ore 11.30 aperitivo sul lungomare di Terracina
Ore 13.00 pranzo a base di pesce al ristorante Le Due Sorelle localita’ Badino
Iscrizione Euro 40.00 a persona
Info: Enio Lucchin 333-3721241 – manifestazioni@bianchinaclub.org
OBBLIGATORI PRENOTAZIONE E PAGAMENTO ENTRO IL 20 APRILE 2010
da inviare via mail a: info@enioricambi.it o fax 045\21099988 indicando
numero persone, targa auto, tipo di partecipazione e recapito telefonico e mail
Pagamento mediante bonifico bancario su c\c IT 82 E 08738 74060 000000009289
intestato a Moto Club Pontino – Causale: Raduno Bianchina Il Raduno è aperto a
tutti i possessori di auto Autobianchi Bianchina ed a tutti i soci del Bianchina
Club. I partecipanti dichiarano di aver preso visione ed accettato integralmente
il regolamento riportato sul retro BIANCHINA CLUB Segreteria Nazionale – Via
Castello n. 13 – 37060 Castel d’Azzano (VR) Tel. 333 / 77 00 964 martedì e
giovedì 17,00 – 19,00 – Fax 045 / 210 999 88 web: www.bianchina.org e-mail:
segreteria@bianchina.org manifestazioni@bianchina.org REGOLAMENTO Il BIANCHINA
CLUB indice ed organizza a il raduno denominato “La Bianchina a Terracina” il
giorno 2 Maggio 2010 La manifestazione avrà carattere PURAMENTE TURISTICO NON
COMPETITIVO. I percorsi dovranno essere compiuti ad una andatura adatta al tipo
di vettura, rispettando le disposizioni previste dal codice della strada e con
vetture rispondenti a tutti i requisiti richiesti dal Codice e provviste di
assicurazione in corso di validità. E’ prevista l’esclusiva partecipazione delle
AUTOBIANCHI BIANCHINA in tutti i modelli costruiti. Sono ammessi i conduttori in
possesso di regolare patente di guida. Per motivi di sicurezza è vivamente
consigliata la prenotazione di un passeggero per veicolo in possesso di patente
di guida. La manifestazione avrà luogo con qualsiasi condizione meteorologica.
DISPOSIZIONI GENERALI 1. I partecipanti esonerano l’organizzazione da qualsiasi
responsabilità legata alla pubblicazione dei dati relativi all’iscrizione ed
alla eventuale inosservanza da parte loro delle norme vigenti in materia di
circolazione stradale. 2. Per il fatto stesso della sua iscrizione il
partecipante dichiara anche per i propri passeggeri di conoscere ed accettare le
disposizioni del regolamento della manifestazione e dichiara altresì di
rinunciare al ricorso per qualsiasi motivo ad arbitri o tribunali per fatti
derivanti dall’organizzazione e dallo svolgimento della manifestazione. 3.
Ciascun partecipante dichiara, inoltre, di sollevare il Bianchina Club ed i
Comuni, gli Enti e le Associazioni interessate alla manifestazione e chiunque
collabori o patrocini l’iniziativa, nonché gli Enti proprietari o gestori delle
strade od aeree private percorse, come pure il comitato organizzatore e tutte le
persone addette all’organizzazione, da ogni responsabilità per danno occorso
durante la manifestazione, ad esso partecipante o suoi passeggeri, oppure per
danni prodotti o causati a terzi, da esso partecipante o suoi passeggeri. 4. E’
obbligatoria la presentazione dei seguenti documenti : scheda di iscrizione con
relativa prenotazione, patente di guida in corso di validità, assicurazione del
veicolo in corso di validità. 5. Saranno accettate le prime 40 domande di
iscrizione pervenute entro il termine del 20/04/2010 6. Il Comitato
Organizzatore si riserva di apportare al programma ed al presente regolamento
eventuali modifiche che saranno tempestivamente comunicate e ne costituiranno
parte integrante.

In arrivo tre rotatorie sulla Pontina: la decisione della giunta
comunale per la messa in sicurezza della strada regionale nel
territorio di Terracina. Si tratta di incroci pericolosi per cui si è
vista la necessità di costruire rotatorie in cui la velocità dei
veicoli in transito sarà notevolmente ridotta. Gli incroci in
questione sono quello con la Migliara 56, al km 97. Una seconda
rotatoria è prevista per l’incrocio con la strada Pantani da Basso.
L’ultima al km 107 nei pressi dell’area ex Desco.
F. A.

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san_silviano_bis

Non ho trovato online locandine circa il programma della festa di

S. Silviano per cui posso solo proporvi questa foto scattata al volo.

Saluti,

iL WeBMaSTeR del TeRRaCiNaBL0G

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terracina-bella-piazza-garibaldi-anni-30_bis_b

Potrebbe sembrare una sfida titanica, come quella di chi tenta di svuotare
l’oceano con un bicchiere, ma a Terracina, dopo i disastri finanziari di questi
ultimi anni, è pur sempre una notizia meritevole d’attenzione: qualcuno sta
cercando di mettere un po’ di ordine nei conti e di scovare quel «tesoretto» che
per troppo tempo è stato lasciato «dormire » nelle casse del Comune.
Secondo
calcoli sbrigativi, la somma oscillerebbe tra i 10 e i 12 milioni di euro. Poco
rispetto a un debito che ha supero quota 100 milioni, ma comunque un primo passo
verso quel risanamento che doveva iniziare molto prima. Eppure per scovare il
«tesoretto » non ci è voluto. È bastato mettersi a tavolino e ragionare un po’.
Ecco allora che sono spuntate oltre 3000 pratiche di sanatorie in attesa di
responso che per un Comune vogliono dire soldi. Non pochi a dire la verità: tra
i 4 e i 5 milioni di euro. Per evadere le migliaia di pratiche nelle settimane
scorse l’amministrazione comunale ha approvato una serie di progetti finalizzati
che saranno autofinanziati con gli introiti degli stessi condoni. Stessa storia
per l’eva sio ne della Tarsu e dell’Ici negli anni compresi tra il 2005 e il
2009. In questo caso i progetti finalizzati coinvolgeranno personale dell’ente
fuori dall’ora – rio. Con la Tarsu il Comune conta di recuperare circa un
milione di euro. Per quanto riguarda l’Ici sulle aree edificabili ma anche
quelle concessioni edilizie pagate a metà da chi ne ha beneficiato, la somma da
riscuotere si aggira intorno ai 4 milioni di euro. La morale della favola, per
chi non l’avesse capito, è vecchia come il pubblico impiego: la caccia ai soldi
mai incassati andava… incentivata. E se per altri casi, i progetti finalizzati
servono ad accontentare questo o quello e sprecare soldi pubblici, in questa
circostanza, insieme agli impiegati, anche le casse dell’ente municipale
potranno avere qualche beneficio. Che di questi tempi non fa male. Così come
appare utile, accanto alla caccia agli evasori, anche quella intrapresa dagli
uffici delle ente ai residui dei mutui della Cassa depositi e prestiti pagati ma
mai utilizzati. La cifra di questi soldi pronti per essere utilizzati e senza
costi per l’ente pare sia compresa tra i 3 e i 4 milioni di euro. Somma alla
quale va aggiunta anche quella dei mutui concessi ma a cui non ha fatto mai
seguito una gara d’appalto. Dettaglio quest’ultimo, che la dice lunga su quale
sia la confusione in cui si trovano le finanze del Comune. Con soldi pronti per
l’uso eppure lasciati chissà per quanto tempo a «dormire». Che suona un po’
strano per un Comune che hai debiti anche per finanziamenti ottenuti per
pagare.. i debiti. Le varie factoring andate in malora, tanto per intendersi.
Altro che finanza creativa. Per trovare i soldi sarebbe bastato guardare meglio
nei cassetti. Ma si vede che per qualcuno era troppo semplice.
Pierfederico Pernarella

2222 [14]

Tutto pronto per la festa di San Silviano.
Anche quest’anno sono veramente tanti i fedeli di Terracina che aspettano
l’imminente ricorrenza del 1° maggio per esprimere la propria devozione a San
Silviano, dapprima vescovo della città e poi protettore dei vigneti e della
campagna. L’appuntamento per coloro che parteciperanno alla processione è alle
ore 6, quando l’imponente statua color dell’oro conservata presso la Cattedrale
sarà portata in spalla in processione da un gruppo di devoti che si
alterneranno. Una tradizione rispettata ogni anno, oramai diventata un rito.
Nella zona dei Quattro Lampioni la statua sarà messa su un trattore e proseguirà
tra le campagne al suono della banda musicale di Terracina per raggiungere la
chiesa in contrada Valle dei Santi, da dove rientrerà nella prima decade di
giugno. Robusto e a mani aperte con le ‘pampane’ e un grappolo d’uva in mano e
lo sguardo vero il cielo: così si presenta San Silviano, che da sempre ha
affascinato tutti quelli che si sentono terracinesi nell’anima. Effettivamente
la ricorrenza del 1° maggio ogni anno attira un gran numero di visitatori nella
zona detta, appunto, di San Silviano dove la chiesa viene sempre ripulita di
tutto punto, così come l’area circostante, grazie al contributo di volontari e
residenti del posto che, come di tradizione, offriranno la colazione ai devoti
in processione. ”La processione del 1° maggio è una tradizione che va
assolutamente difesa e protetta, che va rispettata e mantenuta viva anno dopo
anno anche tra i giovani che devono conoscere la figura del santo venuto
dall’Africa che dedicò tutta la sua vita terrena ai cittadini di Terracina”,
non smette mai di ripetere Romano D’Auria, uno degli organizzatori storici
dell’evento con Luciano Feragnoli. Purtroppo problemi di salute gli hanno
impedito di partecipare alla delegazione di terracinesi partiti il 25 aprile
scorso alla volta di Solis Grande, in Uruguay, dove vive una comunità di
concittadini che hanno mantenuto viva anche lì la fede per San Silviano.
Pubblicato da Rita Recchia

2222 [6]

Si è spento ieri mattina Ennio Palmacci, storico maestro e direttore
del Corpo bandistico Città di Terracina.
All’età di 86 anni, è spirato
tra l’affetto dei parenti. L’ultimo saluto questa mattina alle 11 presso
la Cattedrale di San Cesareo, dove saranno celebrati i funerali. Per
oltre 40 anni ha diretto la banda musicale insegnando musica a
centinaia di allievi, facendo raggiungere livelli di eccellenza anche
a livelli internazionali all’associazione culturale presieduta dall’av -
vocato Orfeo Palmacci. Da diversi anni Ennio Palmacci combatteva
contro una malattia che lo ha portato ad allontanarsi dall’attività che
tanto ha amato e a cui si è dedicato con passione per tutta la vita. Il
cordoglio anche da parte dell’amministrazione comunale, che
ricorda attraverso l’assessore Francesco Zicchieri il maestro Palmacci
come una figura «esemplare» per tutta la cittadinanza.

2222 [7]

Agenda 21: le linee guida per il piano generale del verde pubblico
Tra gli obiettivi del Piano d’Azione adottato è prevista, nel capitolo relativo
agli “Aspetti della Gestione del Territorio”, l’adozione di un Piano urbano per
il verde pubblico.

Rientra, quindi, nei compiti specifici di Agenda 21 locale proporre
all’Amministrazione le “Linee guida per un Piano Generaòe del Verde Pubblico a
Terracina” (Allegato 1).

E’ compito, invece, dell’Amministrazione prenderle in esame, eventualmente
modificarle ed, infine, approvarle.

Il documento in allegato, dopo attenta discussione, è stato approvato
nell’Assemblea dei Tavoli di lavoro del 15/04/2010 e sottoposto all’attenzione
ed approvazione dei cittadini, enti ed associazioni facenti parte del Forum di
Agenda 21 locale.

Sarebbe, perciò, auspicabile, sia pure in assenza (ancora una volta!) di un
assessore competente, ottenere una risposta dal Sindaco stesso.

In ogni caso, assicuriamo che Agenda 21 locale continuerà a lavorare producendo
indicazioni e suggerimenti per raggiungere gli obiettivi del Piano d’Azione,
espletando fino in fondo il suo dovere propositivo.

Il segretario Il presidente
Gianforchetti Selvaggi

IL PIANO

Linee guida per un Piano Generale del Verde Pubblico a Terracina
Una città per essere sostenibile non può ignorare la qualità della vita dei suoi
abitanti. Il verde pubblico (la sua fruibilità, la qualità dell’arredo, la
manutenzione e la gestione) costituisce, oltre che un elemento estetico, di
salute e di socializzazione, un parametro fondamentale con cui misurare la
sostenibilità della vita e la civiltà di un territorio. Per una città come
Terracina, poi, che si dice vocata al turismo, il verde pubblico rappresenta un
qualificante biglietto da visita e motivo di attrazione le cui ricadute
economiche sono da tutti facilmente intuibili.
Alcune aree verdi extraurbane in territorio di Terracina hanno richiamato
l’attenzione della regione, della Soprintendenza e della stessa Comunità Europea
per il grande valore archeologico e naturalistico. Monte Sant’Angelo e Campo
Soriano però non esauriscono il nostro patrimonio perciò non solo queste due
aree attendono una adeguata valorizzazione che potrà dare lavoro, prestigio ed
un ritorno economico alla città. Ad esse vanno aggiunti altri siti non meno
interessanti che debbono divenire oggetto di attenzione e tutela, almeno locale,
perché, anche se meno noti, hanno tutte le premesse per esercitare un forte
richiamo per chi è interessato alla storia ed alla natura.
Pensiamo a:
* Piazza Palatina ed al percorso dell’Appia Consolare.
* Fonte di Feronia in località “Le Mole”.
* Monte Leano.
* Fonte Santo Stefano.
* Canali ed impianti della Bonificazione Pontina.

Ognuna di queste aree merita una adeguata attenzione e può diventare punto di
richiamo per il turista che sempre più cerca luoghi unici e per lui inconsueti.
Un piano specifico, può essere elaborato per valorizzarne gli aspetti peculiari
ed inserirli in un ventaglio di offerte da esibire con giustificato orgoglio ai
cittadini ed ai turisti.

Il verde all’interno della città

E’ il verde urbano attrezzato che spesso da al visitatore la misura di una città
civile, della qualità della vita di chi vi abita e costituisce un grande
richiamo turistico, ancor prima di altre infrastrutture destinate all’ospitalità
ed al ristoro.

Per comodità dividiamo il verde urbano in tre categorie:
1. Giardini pubblici.
2. verde privato,
3. Alberature di strade e canali.

1. I Giardini Pubblici in area urbana a Terracina non sono pochi; basta pensare
a quelli presenti nel Centro Storico Alto e Basso:

* Villa Tomassini (sorvegliata)
* Area Ghezzi (sorvegliata)
* Montuno (sorvegliato)
* Parco della Rimembranza (aperto alle visite didattiche)
* Centro sportivo del porto
* Pinetina di Via A. Vespucci
* Giardino di Via Marconi, presso Porta Napoletana
* Giardinetto di Levante, vicino all’Hotel Palace

Ci sono poi i parchi di quartiere e quelli di strutture pubbliche come scuole,
pretura, ospedale:

* Giardini di Via Bachelet
* Parco delle Città Gemelle (Arene 2)
* Parco di Via Firenze (Case popolari alla Stazione)
* Area a verde dell’Ospedale A. Fiorini
* Piazze alberate o con aiuole (p, Mazzini, p. Garibaldi, p. della Repubblica)
* Giardini a servizio delle scuole
* Aree piccole o minime risparmiate da strade o costruzioni

Complessivamente le are a verde coprono una superficie molto vicina ai 40 ettari
il che porta il rapporto verde pubblico / abitante a 10 metri quadri che sarebbe
lo standard auspicato dalle più vivibili città europee. Tuttavia è anche vero
che la nostra città aspira a qualificarsi come città turistica e quindi deve
fare il conto con il picco degli ospiti estivi che portano a triplicarne la
popolazione. Ma qui entra in gioco la fruibilità di quelle aree extraurbane a
cui si accennava all’inizio e che potrebbero costituire un maggior elemento di
richiamo ed un singolare arricchimento dell’offerta turistico-culturale per
visite ed escursioni fuori porta. Il verde privato, anche se non accessibile a
tutti, oltre a costituire un grande serbatoio di ossigeno, ove opportunamente
indirizzato e conservato (basti pensare agli orti suburbano intorno alle mura
della città alta, aVilla Salvini, a Villa Gentili ecc.), qualificano
storicamente il paesaggio urbano.

Così stando le cose, per il momento, non si tratta tanto di creare nuove aree
verdi (comunque pur sempre benvenute, come la recente riqualificazione dell’area
di “Sotto Susto” o dell’auspicabile sistemazione dell’area archeologico-
naturalistica compresa tra “Le Scalette” e Via dei Volsci, ora di pertinenza
comunale), quanto di provvedere ad una manutenzione adeguata, in base ad una
riqualificazione delle strutture e della “destinazione d’uso”. Per questo si
rende necessario l’adozione di un Piano del Verde Urbano.

Per un piano delle are verdi

La qualificazione delle singole aree, gli interventi di sistemazione e le
attrezzature di servizio debbono, in prospettiva, tener presente il tipo di
visitatori a cui prevalentemente si vuole destinare la singola area. Alcune
scelte sono di fatto già avvenute, altre si possono indirizzare e meglio
definire: facciamo degli esempi:

a) Per gli anziani ed i bambini fino a 10 anni: Villa Tomassini ed Area Ghezzi.
b) Per gli adolescenti ed i giovani Il Montuno: (possibilmente attrezzato con un percorso vita).
c) Per le visite guidate e l’attività didattica: Il Parco della Rimembranza.
d) Per la sosta di autobus di classi in gita scolastica: Giardini di Via Marconi, La Pinetina, Il Centro sportivo del Molo (da attrezzare con tavoli e bagni).
e) Per il turismo locale, residenziale e di passaggio: La Fossata e Monte Sant’Angelo (opportunamente gestite e con servizi a pagamento).
f) Per i visitatori di passaggio: Aree di verde minimo o marginali da recuperare: Piazza Mazzini, Piazza Garibaldi, “Sotto Susto”. Qui in genere il visitatore non si sofferma a lungo, ma esse hanno un grande valore paesaggistico per cui bisogna porre grande attenzione alla manutenzione, alle potature ed alla scelta delle specie quando bisogna sostituire una pianta o metterne a dimora delle nuove.

Le aree recintate al punto a) e b) abbisognano di sorveglianza e non solo di chi
apre e chiude, la gestione del Parco della Rimembranza è regolata dalla
convenzione tra Comune e W W F. Quelle al punto d) potrebbero diventare una
piccola risorsa anche economica ove si riuscissero a creare dei servizi per chi
vi sosta o, per lo meno, ottenerne la pulizia in cambio della concessione del
servizio. Le aree al punto e) hanno bisogno di un piano di gestione specifico.

I Parchi di quartiere: Via Bachelet , Parco delle Città Gemellate, Parco di Via
Firenze, sono soprattutto destinati all’incontro degli abitanti del quartiere in
cui si trovano ed alle occasioni di socializzazione. Sono destinati a tutte le
fasce di età. Ma proprio perché patrimonio soprattutto del quartiere, va
coinvolto chi ci abita, creando un gruppetto ( Comitato ?) di responsabili che,
magari, insieme all’Amministrazione scriva un regolamento per la corretta
fruizione ed eserciti un minimo di sorveglianza oltre ad avanzare richieste e
proposte.

I giardini delle scuole. Vanno orientati anche didatticamente, coinvolgendo
alunni, corpo docente e bidelli. Si tenga presente che se piantare un albero o
una siepe costa meno che farla crescere, spesso però a pagare l’impianto è la
comunità con una spesa che l’incuria rende inutile, quando una annaffiatura a
tempo debito potrebbe evitare la perdita della pianta. Vanno sfruttate le
possibilità educative che un giardino può offrire anche rendendo più
responsabile chi lo frequenta.

2. Il verde privato

Il verde privato, talvolta di notevole pregio, (basta pensare a Villa Salvini, a
Villa Gentili, agli orti suburbani a ridosso delle mura cittadine….)
costituisce storicamente un elemento non secondario che connota e qualifica il
paesaggio urbano. Quanto si leggono le relazioni dei viaggiatori che nel ’700 e
nell ’800 attraversano la nostra città si rimane colpiti dal gradevole impatto
visivo che ha esercitato su di loro la vista di Terracina, ancor prima di
entrarvi, proprio dalla presenza di quella corona di verde che la circondava.

Il Comune di Terracina ha sentito il bisogno di emanare il, 10 Dic, 1987,
l’Ordinanza n. 8202 (prot. 59779): in essa si vieta “l’abbattimento di alberi
pericolanti, vetusti o ammalati” senza preventivo parere dell’Ufficio Tecnico
Comunale e si stabilisce una sanzione “pari a 5 volte il valore della pianta
abbattuta ed in caso di alberi di particolare pregio paesaggistico, storico o
culturale, fino a 10 volte il valore accertato dal Comune” (cfr. copia
dell’ordinanza in allegato).

Ma per l’immediato futuro si può fare ancora di più con provvedimenti ed
iniziative che non comportano alcuna spesa per il Comune. a) Si può, ad esempio,
inserire un articolo nel regolamento edilizio in cui si prescrive o, per lo
meno, si consiglia a chi chiede di avere una concessione per costruire una casa
con giardino di scegliere alberi e siepi da un elenco di specie predisposto dal
Comune. b) Si possono coinvolgere giardinieri e vivaisti, magari utilizzando
l’opera di sensibilizzazione ed educazione ambientale delle Associazioni
Ambientaliste, affinché gradualmente si modifichi l’offerta e la fornitura delle
piante secondo le nuove direttive comunali. c) Contattare i proprietari degli
orti suburbani, intorno ai centri storici, perché rendano le loro proprietà
accessibili, in occasione di eventi speciali, a gruppi di visitatori con guida.
Sarebbe anche utile un censimento di queste aree che vanno gelosamente
salvaguardate. d) Bandire dei concorsi tra i cittadini per: Il più bel giardino
privato e/o per Il balcone fiorito più bello; con premi in natura offerti dai
vivaisti.

3. Alberature di strade e canali

Si rende necessario, inoltre, redigere un piano che tolga dalla estemporaneità
gli interventi che riguardano le alberature stradali e dei canali di bonifica in
tratto urbano. La normativa dovrebbe fare più attenzione alla scelta delle
specie arboree ed arbustive da sostituire perché vecchie o ammalate e,
soprattutto, in occasione di nuovi impianti in base: .
* Alla provenienza autoctona.
* Allo spazio disponibile.
* All’eventuale continuità storica.
* Al portamento.
* Al ciclo stagionale.
* All’orientamento delle strade e all’esposizione solare.
* Alla natura del terreno.
* Alla resistenza all’inquinamento.
* Allo sviluppo delle radici.

Va dato, inoltre, maggior importanza alle siepi che vanno sviluppate dove
possibile ed integrate ove necessario. La loro funzione di schermo visivo, di
contenimento di fenomeni franosi, di sicurezza per i pedoni si è rivelata
talvolta insostituibile. Lo si terrà presente nella progettazione di nuove
strade e di percorsi ciclistici o pedonali, nel rifacimento di strade,
marciapiedi ed isole salvagente. Ove possibile sistemare schermi visivi formati
da siepi per mascherare i punti di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Progettare schermi arborei antinquinamento ed antirumore lungo le strade di
accesso alla città, intorno all’impianto di compostaggio, intorno alle fabbriche
e laboratori artigianali e nei parcheggi troppo spesso di desolato squallore.

Per quanto riguarda l’alberatura sull’argine dei canali in tratto urbano
l’intervento va concordato con il Consorzio di Bonifica e la scelta delle piante
deve “storicamente” richiamare la presenza delle specie una volta presenti nelle
Selva di Terracina in zone umide. (Pioppo tremulo, salice bianco, ontano nero
….).

Potrebbero queste essere le linee guida da tener presenti nella redazione di un
Piano delle aree verdi urbane. Piano perfettibile e di ampio respiro. Fin quando
non si trovano fondi verranno attivati uffici e strutture per ciò che non costa.
Infine non è impossibile trovare sponsorizzazioni private ( è già successo nel
passato per il Parco delle Città Gemellate e per l’area del Nuovo Ospedale).
D’altra parte se singoli abitanti vengono coinvolti per progetti minimi “sotto
casa”, essi diventeranno le migliori sentinelle del verde. A guadagnarne sarà
l’aspetto complessivo della città, ma soprattutto la qualità della vita.

Da quanto sopra riportato, si potrebbe, in riferimento ai soli cittadini
residenti, dedurre un rapporto metri quadri per cittadino abbastanza
accettabile. Laddove, però, si esamini la distribuzione del verde fruibile in
relazione alle aree costruite, il rapporto vuoti/pieni dell’intero tessuto
urbano, ci si accorge dello squilibrio. Se, poi, oltre alla quantità del verde,
si prende in esame la qualità c’è da rammaricarsi nel vedere che, negli ultimi
anni, non solo non si sono recuperati nuovi spazi da destinare a verde, ma
quelli esistenti sono avviati verso un progressivo degrado. Ma forse si è ancora
in tempo per dare una svolta decisiva alla tendenza che porta ad invadere
progressivamente con asfalto e cemento le aree libere, soffocando la città. ‘E
venuto il momento di progettare un parco di dimensione urbana, di ampio respiro,
che includa le vie d’acqua, dalla duna superstite alle sorgenti di Leano, da
Badino a Ferocia, che colleghi il mare alla montagna: una cintura verde che
includa gli impianti sportivi e dia spazio a nuove strutture ricreative di
qualità. Terracina merita un futuro più sostenibile ed una più dignitosa qualità
di vita.

2222 [8]

La Giunta comunale nella riunione del 23 aprile scorso ha approvato il progetto
esecutivo relativo ai lavori di messa in sicurezza della S.R. Pontina e della
S.R. Flacca nel tratto Latina – Formia, stralcio I tratto Latina – Terracina,
finanziato con L.R. n.4 del 28.04.2006.

Il progetto prevede sul territorio comunale i seguenti elaborati tecnici:
* Tav. 2.9.a – S.R. Pontina – rotatoria al km 97, intersezione con la strada
provinciale Migliara 56;
* Tav. 2.12.a – S.R. Pontina – rotatoria al km 105+400, intersezione con via
Pantani da Basso;
* Tav. 2.14.a – S.R. Pontina – rotatoria in località Terracina al km 107+750.
La delibera demanda all’Astral S.p.a. la predisposizione degli adempimenti
finalizzati ad attuare la relativa procedura espropriativa per motivi di
pubblica utilità, mentre agli uffici comunali hanno ricevuto il mandato per
l’espletamento della pubblicazione e l’invio agli uffici regionali degli
elaborati, secondo le modalità stabilite dalla circolare regionale del
16.3.1998.

2222 [9]

Assegno perso, ma era una bufala. Condannato a 5 anni per calunnia.
Qualche anno fa si era presentato in caserma dai carabinieri di Terracina per
denunciare lo smarrimento di un assegno, risultato nel frattempo riscosso.
Dichiarando di aver perso il titolo di credito, aveva implicitamente accusato la
persona che aveva intascato quel denaro di aver commesso un furto e una
ricettazione. A cinque anni di distanza da quella vicenda, il giudice
monocratico del tribunale di Terracina Antonio Perinelli lo ha riconosciuto
colpevole di calunnia, condannandolo a scontare una pena di reclusione di 5 anni
(di cui 3 condonati) oltre che alla interdizione perpetua dai pubblici uffici.
La sentenza diventerà esecutiva tra quindici giorni. Lui, F.P. di Pontinia, già
noto alle forze dell’ordine, è stato ‘latitante’ per tutta la durata del
processo, tanto da essere condannato in contumacia. Lo stesso legale che lo
assisteva inizialmente ben presto aveva lasciato l’incarico, così che di volta
in volta ci si è affidati alla difesa d’ufficio. Esattamente come accaduto anche
venerdì scorso, quando il giudice Antonio Perinelli ha condannato l’imputato,
portato in aula da colui al quale quell’assegno era stato girato, autorizzandolo
a recarsi in banca per cambiarlo. Perché l’uomo di Pontinia abbia agito in
questo modo non è stato possibile saperlo, visto che né il giudice, né l’accusa,
e né lo stesso difensore (sempre diverso) hanno mai potuto ascoltare l’imputato,
che non si è mai presentato in aula.
Pubblicato da Rita Recchia

2222 [10]

Manodopera clandestina, undici arresti
I carabinieri indagano su un giro di sfruttamento della manodopera straniera tra
Sabaudia, Terracina e Monte San Biagio. I controlli potrebbero portare presto ad
avere degli sviluppi. Intanto i primi accertamenti si sono conclusi con
l’arresto di 11 clandestini e l’espulsione di altri 10. I carabinieri delle
Compagnie di Latina e di Terracina ritengono che nelle coltivazioni esistenti
tra Sabaudia (Bella Farnia) e Monte San Biagio esistano diversi braccianti
agricoli d’origine straniera, sottoposti alle dure regole di un sodalizio
criminale dedito al caporalato. Si tratta di persone che lucrerebbero nel
reclutamento di manodopera, percependo una sorta di tangente per questo lavoro
di intermediazione. A Terracina, a quanto è dato sapere, i caporali (pure essi
di origine straniera) si interesserebbero finanche del trasporto dalla residenza
alla sede di lavoro, che spesso risultano lontani una dall’altra. Inoltre si
occuperebbero anche di trovare una sistemazione alloggiativa agli operai,
affittando delle abitazioni da privati, per poi subaffittarli ai braccianti. In
questa maniera, controllando tutta la filiera, arrivano a guadagnare un bel
gruzzoletto. C’è di più. Il grado di sudditanza esercitato dai caporali
arriverebbe finanche a disporre delle paghe dei loro “protetti”. L’indagine
degli uomini dell’Arma tende a far emergere una tale attività sommersa, che
finisce per diventare una vessazione nei confronti di lavoratori, sia pure
irregolari, che già sono costretti a piegare la schiena per ore ed ore in cambio
di spiccioli. Una prima operazione ha portato al controllo di 50
extracomunitari, che sono stati fermati, mentre si recavano sul posto di lavoro.
Alto l’indice di clandestinità riscontrato. Di essi 11 persone risultavano senza
fissa dimora e sono finite in manette per inottemperanza ai decreti di
espulsione. Altri 10 sono stati espulse. Dopo la convalida degli arresti, tutti
gli extracomunitari sono stati condotti in Questura per procedere alla notifica
dei decreti di espulsione dal territorio nazionale. «Dopo questa fase che ha
riguardato anche le abitazioni – illustra il cap. Alessandro Giordano Atti,
comandante della Compagnia di Terracina – passeremo al controllo delle aziende».

2222 [11]

Quattro punti nelle ultime due gare, il quarto domenica scorsa sul campo del
Palestrina (0-0), il Terracina sembra uscito dal periodo difficile in cui si è
trovato da inizio anno.
Ora i tigrotti occupano la quartultima posizione nella
classifica del girone B di Eccellenza, un piazzamento che garantisce loro
l’accesso ai play-out, ma quel che più conta incrementano di una lunghezza,
portandolo a tre, il vantaggio sulla diciassettesima posizione (ad appannaggio
del Villanova ndr), equivalente alla retrocessione diretta. Si respirava così
un’aria insolitamente tranquilla ieri, al Colavolpe. In un clima sereno i
tigrotti stanno preparando il penultimo impegno del torneo che li vedrà ospitare
il Tor Tre Teste. La spinta arriva anche dal massimo dirigente biancazzurro, il
quale ha ritrovato lo slancio del passato campionato: «E’ indubbio, e sarebbe
sciocco negarlo, che abbiamo avuto delle difficoltà – analizza Fabio De Filippis
- ma è altrettanto vero che nell’ultimo periodo tutti ci siamo rimboccati le
maniche per salvare la stagione. Anch’io da parte mia sto facendo il massimo e
vi assicuro che nei prossimi mesi ci saranno sorprese positive. Intanto mi godo
la grinta e la determinazione che la squadra ha mostrato nella trasferta di
Palestrina». L’allenatore-giocatore Giorgio Minieri per domenica riavrà a
disposizione Morini, mentre sarà ancora out Sacchetti per un problema al
ginocchio e con lui mancherà pure Caligiuri, squalificato.
di VINCENZO ABBRUZZINO

2222 [12]

La custodia e le mansioni di apertura e chiusura dei mercati «Arene» e «Marina»
saranno affidati alla gestione privata.
Così ha deciso la giunta che ha
stabilito, visti i vantaggi economici che deriveranno dall’operazione, di
affidare a privati la custodia dei mercati quotidiani. Infatti, come si legge
nella delibera di giunta che ha carattere immediatamente esecutivo, attualmente
il servizio viene reso da personale comunale, per un costo complessivo di 4.400
euro mensili. Con l’affidamento a privati degli incarichi, invece, il costo si
abbatte a 700 euro. Un taglio alle spese dell’ente che, come motivato dagli
assessori del governo del sindaco Stefano Nardi, comporta anche un altro
vantaggio. Quello cioè di impiegare il personale attualmente incaricato per la
custodia dei mercati per altre attività inerenti l’a mminis trazione comunale.
L’affi damento a privati della gestione del servizio, tuttavia, si è resa
necessaria anche per il prossimo pensionamento a luglio di un dipendente
dell’ente. La gestione del servizio verrà affidata per un periodo di due anni,
per una spesa complessiva per l’ente
di 16.800 euro.
F. A.

2222 [13]

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Apprendiamo sempre con maggior sgomento l’irriverente sfrontatezza con cui l’amministrazione compie alla luce del sole le più ignobili manovre di sistemazione “interna”. L’ultima delibera approvata in seno alla giunta fa rabbrividire: proposta di proroga per altri due anni all’Edil Cave Terracina s.r.l. della signora  Di Girolamo, indovinate di chi è mamma? Vi diamo un aiutino: quel signore taciturno sedicente consigliere, capogruppo, dirigente, presidente di commissione, entra ed esce dai gruppi, ecc. insomma un tipo che fa molti lavoretti! Ci siete arrivati… bene. Aspettando l’inevitabile ritorno politico di simili azioni, andiamo avanti.

Ovviamente non dimentichiamo la delibera 194 per gli “Amici” dell’azienda speciale, tesa a garantire un lustro tranquillo all’allegra brigata del cda e alla dirigente, altro esempio di sana amministrazione impegnata a risolvere i problemi dei cittadini, soprattutto dei meno fortunati, una mission, come direbbe qualcuno…

Al comune non resta che dichiarare dissesto” dice il portavoce di Fazzone, Pietricola, eppure, i saggi dichiarano che rientreranno con oneri derivanti dalle nuove aree fabbricabili , accelerazione pratiche dei condoni dei piccoli abusi.

Neanche le immagini di tettoie sanate tanto care al nostro consigliere pidiellino (vedere il recente capolavoro su Viale della Vittoria) sembrano smuoverlo. L’ultimo tentativo di farlo rientrare è la disperata nomina a copogruppo (anche perché unico rappresentante della maggioranza con doti oratorie, la scelta era obbligata), ma, come nelle migliori suspense, ancora non si sa nulla sulla decisione che prenderà di fronte alla presentazione dell’ultimo bilancio.

mancette

Insomma quando c’è un problema economico la migliore idea del nostro comune è ricorrere al dio cemento-armato e giù a rendere sempre più caotica e invivibile la nostra città, priva di qualunque piano di sviluppo ragionato (o se esiste, tranquillamente IGNORATO).

Qualcuno dovrebbe spiegare ai nostri amministratori, e al saggio delegato al bilancio, che un’azienda che assesta il suo bilancio (con evidenti falle strutturali) con entrate del tipo straordinario è tecnicamente fallita e destinata a durar poco…

Tra amministratori senza scrupoli, che continuano a farsi fare delibere per eludere i conflitti di interesse, (restano soli gli interessi), consiglieri che invece di porre fine, con un gesto di magnanima pietà, ad un’amministrazione in perenne agonia, passano il tempo a pensare voto si, voto no, mi astengo… una parte della comunità resta impietrita di fronte ad una tale mancanza di spina dorsale e senso di responsabilità: possibile che per una poltrona, una ricandidatura valga più di una città intera?

Fanno rumore in questo periodo di crisi le spese folli per “mancette” a manifestazioni e cazzate varie (tornei ecc.)

- € 1.000 per tornei estivi sulla spiaggia, all’iniziativa “Amici dello sport”, anche autoironici…

- € 4.000 per un torneo calcistico

- € 4.500 per l’immancabile “Giornata dello sport” organizzata dal nostro italico Assessore

- € 3.000 ad un Workshop tenutosi presso Curitiba (Brasile) per saggiare possibilità di gemellaggio (ancora non bastano) in odor di cacao meravigliao

Per l’assistenza sociale ai disabili, le buche, gli affitti alle famiglie disagiate, la pulizia dei monumenti ed i creditori non c’è una lira…

Ci sono altre priorità…

Terracina Rialzati

P.s. cliccando sui link evidenziati  possibile visionare il testo delle delibere.

NOTA DEL TERRACINABLOG. QUESTO POST E’ TRATTO DAL SITO TERRACINARIALZATI.COM

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terracina-bella-lungomare-circe-anni-50_bis_a

«Sono stanco di vivere così. Non voglio morire in un cartone. Sono terracinese,
amo questa città e voglio continuare a vivere qui». Luciano Negro sta per
rimanere senza casa e ieri mattina si è incatenato sulle scale del palazzo
comunale e ha urlato la sua rabbia. Le pietre fredde del Comune di Terracina
sono state luogo di protesta, ma ben presto potrebbero diventare la sua casa. Il
5 maggio dovrà lasciare la struttura in cui vive da anni. «Sono invalido al
100%, vado avanti con la pensione – dice – Ho una famiglia di quattro persone e
rischiamo di rimanere per strada». Il problema? Il solito verrebbe da dire: il
Comune ormai da due anni non paga l’affitto al proprietario dell’immobile che ha
proceduto legalmente. Ieri Luciano ha avuto delle rassicurazioni dagli
amministratori locali: «Hanno promesso che per un altro mese e mezzo potrò
rimanere nell’alloggio di via Badino. Anche se trascorso questo periodo il
problema si ripresenterà». Questa mattina avrà un incontro con l’assessore ai
Servizi sociali Francesco Zicchieri: «Ho diritto all’alloggio che mi è stato tolto».
D.Sperl.

1111 [14]

La gestione degli alloggi concessi dal Comune alle famiglie disagiate è finita
al centro di un’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Latina e
condotta dai carabinieri.
Il fascicolo «alloggi facili» è al vaglio del
sostituto procuratore titolare dell’inda – gine, il magistrato Chiara Riva, che
ha anche nominato un’équipe di consulenti del Ministero dell’In – terno per lo
studio e la redazione di una relazione sulle «carte» prodotte dagli inquirenti.
Nel mirino della Procura ci sono le modalità attraverso le quali negli ultimi
anni il Comune ha assegnato ai cittadini gli alloggi per le famiglie meno
abbienti. Nei giorni scorsi sulla scrivania del pm sarebbe giunta anche una
seconda tranche della relazione elaborata dai consulenti del Ministero, e si è
in attesa che il sostituto procuratore proceda a formulare i capi d’imputazione
nei confronti delle persone coinvolte nella vicenda. I reati ipotizzati
al momento vanno dalla concussione all’abuso d’ufficio,
passando per corruzione e falso ideologico. Bocche cucite comunque da parte
degli inquirenti, mentre le ricerche comunque proseguono. Le lunghe e complesse
indagini avviate diversi anni fa dai carabinieri – con perquisizioni,
acquisizioni di carte e documenti in Comune – vogliono accertare se ci siano
state nell’assegna – zione degli appartamenti gestioni poco chiare
nell’espletamento del servizio. Mentre volge all’emergenza il servizio delle
abitazioni a canoni agevolati per molte famiglie di Terracina, anche l’inchiesta
«alloggi facili» potrebbe conoscere una svolta importante. Con la nuova
relazione dei periti romani del Ministero, infatti, potrebbe chiudersi il
cerchio.
F. A.

1111 [1]

«Alle prossime elezioni, cacciateli». L’esortazione rivolta ai cittadini dal
consigliere regionale Gianfranco Sciscione nella serata di domenica scorsa in un
affollata piazza Garibaldi non lascia spazio ad interpretazioni. Una vera e
propria dichiarazione di guerra all’amministrazione comunale e alla sua
maggioranza, messa nero su bianco con enfasi e convinzione. Il neo eletto alla
pisana con la lista Polverini non ne ha risparmiata una alla gestione Nardi:
«Hanno ridotto questa città sul lastrico, siamo sull’orlo del dissesto, è ora di
esigere una classe politica dai volti nuovi e mandare a casa tutti quelli che
attualmente siedono in Comune» ha urlato Sciscione. L’ultima delle sue
preoccupazioni, ha precisato il neo consigliere, è quella di attestarsi come
candidato a sindaco: «Ho responsabilità più serie, quelle di portare le esigenze
di questa città, la perla della provincia, a chi può aiutarla a rinascere dopo
anni di mala amministrazione ». Non un attacco al sindaco Nardi, o almeno non
solo. «Tutti coloro che siedono in giunta e in maggioranza sono responsabili di
questa situazione » ha aggiunto Sciscione. Che non ha lesinato attacchi. Dal
dissesto in cui si trovano le casse comunali al degrado crescente che imperversa
in città. Ma non solo. L’invettiva di Sciscione si è poi spostata sulla
questione dell’occupa – zione: «Il motore di ogni società è il lavor o ,
un’opportunità che a Terracina sta segnando il passo». Soprattutto, è stata
l’analisi del consigliere, se si considera che Terracina ha tutte le bellezze
naturali, artistiche e storiche per essere al centro di uno sviluppo florido. È
per tutte queste mancanze dell’attuale classe dirigente, ha ribadito Sciscione,
che gli elettori, alla prossima occasione, dovranno fare una sola
cosa: «Cacciateli».
D. R.

2222 [19]

Ultima settimana di lavoro a Terracina per il giudice togato Antonio Perinelli.
Il venerdì che viene il magistrato giudicante lascerà la sede distaccata locale,
dove ha lavorato per diversi anni. A quel punto si dovrà attendere un nuovo
giudice togato (in verità ne sono previsti due, uno a sostituzione di Maria
Teresa Cialoni, già trasferita a Roma) che venga a sostituire Perinelli per
garantire le udienze penali, che almeno fino alla ripresa dei processi dopo le
ferie estive, saranno spostate presso il Tribunale di Latina. Proprio in
quest’ulti – ma settimana il lavoro al Tribunale di Terracina è più intenso del
solito. Ai ritmi frenetici che quotidianamente caratterizzano i lavori dell’au -
la, si aggiunge ora la necessità di smaltire quante più udienze possibili prima
che il giudice Perinelli lasci l’incarico per essere trasferito al Tribunale di
Tivoli. A corto di toghe, la sezione distaccata subirà non pochi disagi. La
questione era stata già sollevata dall’Ordine degli avvocati settimane addietro:
i legali avevano paventato il rischio di un vero e proprio «congelamento» delle
attività giudiziarie per mesi interi. La preoccupazione, oltre che per i ritardi
nei giudizi, era rivolta anche ai tempi di detenzione per gli imputati in attesa
di processo che a Terracina, appunto, vengono processati per direttissima. E se
è vero che Latina, in via provvisoria, garantirà il regolare smaltimento delle
direttissime lo è altrettanto che anche il Tribunale del capoluogo è già super
intasato di processi. Per di più i Got (giudici ordinari del Tribunale), che
hanno il ruolo di «supplire» all’assenza di giudici, possono arrivare solo alla
convalida dell’arresto visto che non hanno le competenze per trattare tutte le
tipologie di reato. Insomma, il trasferimento di Antonio Perinelli, già
annunciato da tempo, mette il carico da novanta su una situazione di sotto
organico che attanaglia gli uffici giudiziari da Terracina ormai da tempo. A
mostrare difficoltà, infatti, c’è anche il lavoro della cancelleria e dei
dipendenti, sempre più ridotti all’osso di fronte ad una mole di lavoro che
cresce a dismisura. C’è da figurarsi che «l’addio» di Perinelli, metterà a dura
prova coloro che restano.
Diego Roma

2222 [2]

In “Gita sul territorio”
Giovedì 22 aprile scorso la Squadra comunale di Protezione Civile ha
accompagnato i bambini della Scuola Materna del plesso “F. Lama” ad una gita
programmata sul territorio comunale. L’idea, attuata in fase sperimentale in
questa prima circostanza, ha ottenuto risultati molto soddisfacenti: i ragazzi
della Squadra di volontariato hanno “scortato” i piccoli per tutto il tragitto
che prevedeva una visita alla caratteristica località di Campo Soriano, dove si
è svolto un momento didattico con l’incontro con i Guardia Parco. Sempre
assistiti dai volontari, i bambini hanno poi avuto modo di visitare, sulla via
del ritorno. Alla Fonte Feronia. Il servizio ha offerto la necessaria
tranquillità ai responsabili scolastici dei bambini, che hanno espresso la loro
gratitudine e la speranza di poter contare nuovamente su tali prestazioni. E’
intenzione di questo Assessorato di proseguire su tale strada e cioè mettere a
disposizione il servizio per quanti lo ritenessero opportuno. Invito i Dirigenti
scolastici e gli Insegnanti interessati a volerci contattare per concordare
eventuali rapporti da programmare: Ufficio di Protezione Civile 0773.705021.
L’Assessore alla Protezione Civile
Gianni D’Amico

2222 [3]

C.O.S.A.P.
Con delibera di G.M. n. 197 del 13.04.2010, il Comune di Terracina ha stabilito
le nuove tariffe C.O.S.A.P. per l’anno 2010. Tutti coloro che sono assoggettati
a tali occupazioni, quali: tende frangisole, insegne che ricadono sul suolo
pubblico, fari, lanterne, condizionatori, telecamere, fioriere, tavoli e sedie,
ombrelloni, frigoriferi poggiati a terra e per tutte quelle tipologie di
occupazioni che ricadano sul suolo pubblico, sono invitati a prendere contatto,
per il pagamento del canone, onde evitare soprattasse e maggiorazioni, con la
Società I.C.A. s.r.l., concessionaria del Servizio di Accertamento e Riscossione
del Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche – C.O.S.A.P.- sita in
Terracina, Piazza Garibaldi 14, Tel. 0773702384 -dal Lunedi al Venerdi ore
9.00/13.00.

2222 [4]

Indetta la giornata dello sport terracinese
Nella seduta di Giunta comunale del 7 aprile scorso, su proposta
dell’Assessorato a me delegato, è stata approvata una deliberazione che
istituisce la “Giornata dello Sport Terracinese”. Tale evento viene fissato come
ricorrenza annuale, così come previsto dalla Direttiva del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 27 novembre 2003. La Direttiva, infatti, decreta la
“Giornata dello Sport Nazionale” da tenersi la prima domenica di giugno di ogni
anno ed invita le Amministrazioni Pubbliche a proporla a livello territoriale,
in coordinamento con gli organismi operanti nel settore. Le linee programmatiche
di questo Assessorato, d’altronde, tendono a promuovere la massima diffusione
della pratica sportiva, anche a garantire l’integrazione sociale e culturale.
Terracina è città ricca di Associazioni che consentono ad un gran numero di
persone, soprattutto giovani e giovanissimi, di praticare, ad ogni livello, la
disciplina sportiva preferita: ognuno di noi sa quanto il ruolo ricoperto dallo
sport nella nostra società sia di grande rilevanza, quanto determinante lo sport
sia come elemento di tutela della salute e di sviluppo psicofisico delle
generazioni. Abbiamo ritenuto opportuno proporre tale ricorrenza perché sia una
“festa” per tutti quelli che nel corso dell’anno praticano sport con profonda
passione e perché in quella circostanza si riesca a dare giusto riconoscimento a
quanti, atleti e società sportive, riescono a distinguersi con il conseguimento
di risultati di valore, dando lustro alla città. Ci avvarremo, per
l’organizzazione, della redazione di Sport Anxur, Associazione culturale del
nostro territorio professionalmente molto vicina al mondo sportivo locale. La
manifestazione dell’anno in corso, quindi, si svolgerà domenica 6 giugno ed il
luogo preposto ad accoglierla sarà Piazza Municipio. Tutte le Associazioni
Sportive interessate potranno contattare, per comunicazioni e/o chiarimenti i
seguenti recapiti:
Ufficio Cerimoniale 0773.707285 cerimoniale@comune.terracina.lt.it
Ufficio Sport 0773.764557
Sport Anxur 348.5653365 sportanxur@libero.it
L’Assessore allo Sport
Francesco Zicchieri

2222 [5]

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Tempi duri per gli operatori balneari. La direttiva dell’Unione
Europea sull’obbligo di mettere a bando il rinnovo delle concessioni rischia
di bloccare gli investimenti nel settore. L’ora X, in seguito ad una proroga
adottata di recente dal Governo, scatterà a partire dal 2015. Da questo
momento in poi le licenze demaniali non potranno più essere rinnovate
automaticamente ma dovranno essere messe a bando. Ma cosa accadrà di qui al 2015?
Per quanto i regolamenti che saranno adottati dal Governo italiano
riusciranno a mitigare la portata della direttiva europea, al diktat di
Bruxelles comunque bisognerà attenersi. E dunque c’è da attendersi che per gli
operatori balneari che da anni ottengono il rinnovo automatico delle concessioni
arriveranno tempi difficili. La conseguenza è che, già a partire da quest’anno,
in molti decideranno di non investire più un euro nella struttura balneare di
cui detengono la concessione. Infatti gli operatori non si sentiranno più in
diritto, una volta spesi migliaia e migliaia di euro per ombrelloni, chioschi e
altre attrezzature balneari, di rinnovare l’utilizzo delle spiagge a proprio
vantaggio. Perché infatti investire per una licenza che potrebbe essere
acquisita dal migliore offerente? A Terracina già questo costituirebbe un
importante freno all’economia turistico-balneare. Ma, sul litorale della città
del Tempio di Giove, si aggiunge anche un altro fattore che crea non pochi
grattacapi agli operatori. Parliamo delle diverse strutture balneari per così
dire permanenti. Quei chioschi in muratura presenti sul litorale di Ponente già
finiti diversi anni fa nel mirino della Procura. Quelle strutture fisse – non
come la gran parte dei chioschi mobili in legno presenti sull’areniBalnele da maggio
a settembre – acquisite dal Comune e poi riconcesse agli operatori. Anche in
questo caso, quale investimento verrebbe programmato dai titolari delle
concessioni sapendo che di lì a qualche anno potrebbero finire nelle mani
altrui? Insomma, la direttiva europea che entrerà in vigore in Italia nel 2015
viene motivata da Bruxelles con l’intenzione di ridimensionare il «principio
di insistenza», cioè il rinnovo automatico che congela il libero mercato. Di
tutt’altro avviso, evidentemente, la posizione delle associazioni di categoria
che puntano il dito contro le contraddizioni della direttiva europea: quando si
bandiranno le gare a evidenza pubblica per assegnare le concessioni, non si
possono mettere sullo stesso piano operatori che per anni hanno gestito e
investito soldi su un’attività a nuovi concorrenti che gioverebbero dei frutti
del lavoro altrui.
Francesco Avena

1111 [18]

Assenteismo a Terracina, tutti i dati 2008.
Nell’asilo nido comunale ogni dipendente si è assentato mediamente per un mese e
mezzo nell’arco di un anno Altro record negativo tra i vigili urbani: in questo
settore si è superato di poco il mese. In almeno sette strutture organizzative
su 16 si supera la media nazionale. Fa da contrappunto l’indice, bassissimo,
registrato nel settore dei servizi museali: appena il 7,2. Da veri stakanovisti
dell’impiego pubblico. Nel 2008 la riforma Brunetta non era ancora stata varata
e alcuni numeri terracinesi avevano ancora la possibilità di essere alti, pur
nel quadro di una media che dal 2005 in poi si attestava grosso modo su quella
nazionale. Il controllo sulle assenze del personale nell’anno 2008 (non sono
ancora disponibili i numeri del 2009) ha evidenziato che l’assenza media pro
capite è pari a 17,39. In pratica vuol dire che ogni comunale se n’è stato a
casa circa 17 giorni all’anno, escluse le ferie (va rilevato che i casi-limite
dovuti a malattie e casi gravissimi sono stati depurati dal calcolo
complessivo). Abbondantemente sopra una tale soglia si collocano soprattutto
l’asilo nido (44,25 giorni la media dei giorni di assenza) e il Corpo della
Polizia Locale (35). Ragguardevole l’andamento anche per le attività edilizie
(29,14), la pubblica istruzione (29), la biblioteca (27,6), i trasporti (23), ed
i servizi finanziari (19,9). Indici da primi della classe per i servizi museali
(7,2), che battono di poco i servizi demografici (7,3). Virtuosismi anche
altrove: urbanistica (11,1), affari generali (11,2), attività economiche (11,8),
lavori Pubblici (11,9), ambiente-parchi (12,3). Bord-line, rispetto alla media
comunale e nazionale, i servizi sociali (15) e lo sport e turismo (16,2). Il
dato dell’asilo nido appare notevole, anche in considerazione del fatto che è
stato calcolato sui 12 mesi anziché sulla base dei 10 mesi di lavoro. Escludendo
il periodo estivo di chiusura, l’indice è stato diluito. Un confronto può dare
l’esatta dimensione delle punte alte del fenomeno: l’asilo nido ha 8 dipendenti
come l’urbanistica. La differenza sostanziale è che nella struttura
d’accoglienza per i minori i giorni d’assenza sono stati in tutto 354, mentre
nell’urbanistica solo 89. Un discorso a parte merita anche il corpo dei vigili
urbani (910 giorni di assenza distribuiti tra 26 dipendenti). Il settore negli
ultimi anni è risultato affetto da una cronica mancanza di personale. Volendo
tenere presente i dati del 2008, si potrebbe dire che le assenze di 2 mesi
riuscirebbero a garantire la presenza di un’unità lavorativa in più. E’ sempre
la Polizia Municipale ad attestarsi ai vertici delle graduatorie
dell’assenteismo: 32,71 nel 2007, 27,8 nel 2006 e 36,2 nel 2005 a fronte di
medie locali che sono state del 17,36 per il 2007, del 13,97 per il 2006 e del
18,8 per il 2005 (per valutare l’entità del fenomeno, bisogna prendere a
raffronto il dato nazionale 2006, che, per i dipendenti pubblici, parla di un
totale di assenze annue pari a 17 giorni). All’attenzione dell’amministrazione
comunale sono per la prima volta gli indici di assenteismo dei dipendenti
comunali (276 nel 2008 con complessivi 4.801 giorni d’assenza, 296 nel 2007 con
5.141, 267 nel 2006 con 3.730, 264 nel 2005 con 4.972). Quando saranno a
disposizione i dati del 2009, sarà interessante controllare qual è stato
l’effetto del ciclone-Brunetta, che, proprio un anno fa, lanciava la sua
crociata anti-fannulloni.

1111 [17]

Sono stati identificati i «furbetti» del cartellino pizzicati da Striscia la
Notizia a timbrare due volte nello stesso giorno all’ospedale «Fiorini» di
Terracina.
Si tratta di un uomo e una donna sorpresi dalle telecamere nascoste
del Tg satirico più famoso d’Italia in un servizio andato in onda lo scorso 6
aprile. L’inviato Valerio Staffelli, all’interno della struttura ospedaliera,
aveva colto in flagrante due dipendenti dell’ospedale mentre ingannavano il
servizio di rilevazione elettronica delle presenze in ospedale. L’inchiesta di
Striscia la Notizia destò grande scalpore, lasciando di sasso anche la direzione
ospedaliera e quella della Asl di Latina. Che proprio all’indomani della messa
in onda del servizio televisivo, avviarono un’in – dagine interna per scoprire
l’identità dei responsabili. Da qualche giorno la direzione sanitaria ha
individuato i due, chiedendo loro una spiegazione che giustificasse il loro
comportamento. Il sistema con cui eludevano il sistema di rilevazione delle
presenze in ospedale era semplice: timbravano il proprio cartellino e, dopo
qualche minuto, ripetevano la stessa operazione per colleghi assenti. Uno
scambio di favori che non è detto possa portare la direzione sanitari a prendere
seri provvedimenti e a scoprire altri casi di
assenteismo al «Fiorini».
Francesco Avena

1111 [16]

«Allo stato attuale non è più utile far cadere l’amministrazione Nardi». Il
segretario cittadino de La Destra, Gianluca Di Natale, prova a ribaltare la
prospettiva del dibattito politico delle ultime settimane: sfiducia sì, sfiducia
no. Il movimento di Storace, che pur in passato si era pronunciato per la caduta
dell’attuale amministrazione comunale, prova a fare un ragionamento più
improntato al pragmatismo e all’utilità per la città, piuttosto che su un
giudizio politico. Il fine insomma giustifica i mezzi. E secondo La Destra ci
sono tutte le condizioni per mettere alla prova, una volta per tutte, il sindaco
Nardi. «Oggi siamo convinti che il bene della città non passa attraverso la
sfiducia – dichiara Di Natale -. Far cadere l’amministra – zione non sarebbe più
utile allo stato attuale. Terracina finalmente è rappresentata in Regione da un
consigliere della città, e ben altri cinque che sono stati eletti anche grazie
ai voti dell’elettorato terracinese. Provincia, Regione e Governo sono di
centrodestra: una filiera perfetta ». Partendo da questo presupposto, Di Natale
lancia una stilettata al consigliere Sciscione: «Ci si adoperi per aiutare la
città, chiedendo progetti all’amministrazione e non le dimissioni». Se poi il
problema è quello di avvantaggiare il sindaco Nardi, il segretario cittadino de
La Destra ricorda che il «sindaco è al suo secondo mandato, quindi non più
proponibile, per cui non ha alcun senso accanirsi sulla sua sfiducia. Noi
abbiamo bisogno di una politica con la p maiuscola». Anche perché Di Natale non
nasconde il fatto che «l’attuale pseudo amministrazione di centrodestra ha già
fatto molti errori e con le elezioni dietro l’angolo è arrivato il momento di
recuperare, progettare e costruire il futuro ». Perdere tempo in inutile faide
politiche, secondo la Destra, arrecherebbe ulteriori danni a una città che forse
ha già pagato troppo i limiti di una politica non altezza della fiducia data
dagli elettori.
Pierfederico Pernarella

1111 [15]

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Venerdi scorso si sono esibiti al Filosi di Terracina i Chattanooga

I Chattanooga si sono costituiti a Napoli nel 1985 come gruppo vocale e, grazie alle numerose esperienze, hanno maturato negli anni una notevole professionalità che li rende estremamente versatili e aperti ad ogni genere musicale.

I Chattanooga eseguono composizioni proprie e riarrangiano vocalmente (anche “a cappella”) canzoni già note, italiane, napoletane, ed in lingua straniera (specializzati nel repertorio Beatles), di qualsiasi stile musicale.

Eccovi un piccolo video della serata:

Video importato

vimeo Video


Esperienze dei Chattanooga:

Quelli della notte Vela d’oro - OrecchiocchioDancemania -Nuove realtà della musica mediterraneaNapoli Ieri ed oggi In occasione della festa di…Quarant’anni dopoSotto le stelleD.O.C. Il piacere dell’estate8 marzoFestivalbarBefana 90Splash, Splash Telethon 1992 – Unomattina In Famiglia Cercando cercando Domenica inNonsolobeatles 1.

LIVE

III ed. Jazz Festival Benevento 1990 – Gruppo di aperture prima di Mike Stern & Bob Berg -Trombe Rosse – (Big Band –26 elementi) Ninna nanna – disco artisti riuniti contro la Guerra del Golfo -Sciuscià (gruppo folk napoletano) – Narbonne (Francia) -Nonsolobeatles 2 – mar 1998 – Premio “Quartetto Cetra “ per arrangiamenti vocali e fusione delle voci – voce come strumento – Napoli giugno 1998
Beatles Week
– Convention – Teatro Royal Court -Liverpool agosto 1998 -Beatles Week – Convention – Strawberry Fields – Liverpool – Da Mary Quant agli Intillimani – Teatro Nestor – Frosinone – Green Music – in collaborazione con Greenpeace, WWF, Lega Ambiente, Mare Vivo. – Beatles week – Unico gruppo italiano – concerti al Cavern, Matthew street, Adelphi, – Liverpool ago 2000
Internationales Beatles Festival
– Concerti all’Orangerie e Theaterfoyer – Darmstaadt (D) – Il salotto della Pescara – Talk Show condotto da Piero Marrazzo – Love me do – Rassegna Beatles Roma –Gruppo scelto per il meeting UE – Min. Tremonti – Gaeta -
Concerto “Omaggio a Carosone “ in Egitto – Istituto Cultura Italiana all’estero- Concerto “The Beatles Day” teatro Adriano – Raccolta fondi per ospedale Bambin Gesù – Concerto “Omaggio a Carosone” – Itri (LT) – Costume e Società -
Concerto “Accordi per salvare il mondo”
– Napoli ago -Tour italiano 2006 – 26 date -RockIn - ottobre 2006 -
Tour Italiano 2007
– 32 date

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Benvenuti ad un nuova puntata dei nostri tesori. Questa domenica, tra un appuntamento e l’altro sull’Appia, vi parleremo di una chiesa importante della nostra città ma tristemente abbandonata e lasciata nel degrado più totale: la chiesa di S. Maria dell’Annunziata. Recentemente acquisita dal comune insieme al complesso di San Domenico, siti oggetti di uno scambio con la curia pontificia che ha ottenuto in cambio il palazzo vescovile (recentemente in restauro, beato lui!), aspetta da anni una decorosa sistemazione per un ritorno all’ufficio pubblico che le compete: luogo di incontro e di crescita sociale, culturale, spirituale della comunità.

Video importato

vimeo Video

Il comune ha recentemente deliberato un intervento, mettendo nel bilancio i costi di un eventuale restauro, ma ancora oggi tutto tace. Nel 2009 dei volontari hanno provveduto alla sistemazione di reti alle finestre per impedire l’ingresso dei piccioni, il cui guano è responsabile di gravi danni al tetto di legno e agli intonaci superstiti. La chiesa ha conosciuto diverse fasi di vita, dal medioevo fino alla fine dell’800, ed è uno splendido esempio di arte gotica scampata alla distruzione. Affascinate l’arco a sesto acuto sul presbiterio e i lacerti duecenteschi ancora visibili e che avrebbero bisogno di cure urgenti. La locale confraternita del Carmine, che deve a questa chiesa le sue origini, ha tentato il secolo scorso un recupero, ma senza il dovuto interesse da parte della comunità intera, anche solo sistemare le parti pericolanti diventa un’impresa. Come già avvenuto con l’articolo sul teatro romano, il testo è a firma dell’associazione. Buona visione e buona lettura a tutti.

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La Chiesa dell’Annunziata è un monumento risalente alla metà del XIII secolo, anche se la muratura esterna sembra appartenere come impianto all’XI secolo; la costruzione si erge ai lati della via Annunziata all’incrocio con via Foro Severiano, una piazzetta lastricata antistante costituisce l’unico accesso dalla strada. Osservandola di fronte si notano i resti dell’antica cinta muraria discendente che segue la pendenza della strada laterale. Sulla sinistra, a ridosso dell’edificio, sorge un palazzo di epoca moderna.

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Nel Medioevo rappresentava la parrocchia dell’antico Borgo Marino, fuori Porta Albina, costituendo un importante centro religioso della parte bassa della città.

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Nel 1473, pur rimanendo sotto la giurisdizione del comune di Terracina, è assegnata in beneficio, da papa Sisto IV della Rovere, al presbitero Nicola Trumbatore. Il 19 giugno 1537, dopo l’affidamento della chiesa ai Celestini, viene costruito un monastero, collegato alla chiesa da una porta sul suo lato sinistro, oggi scomparsa. I resti del monastero sono ancora riconoscibili negli edifici che a partire dal seconda metà del ‘700 si sono integrati con la costruzione originaria: parti del chiostro sono ancora visibili nei giardini privati delle case che affacciano sul lato sud della via Annunziata.Monsignor Couccio ha fornito un’indicazione precisa circa l’esatta ubicazione del cenobio:

La chiesa ha tre porte, una principale, due laterali, una che porta sulla via pubblica, l’altra al convento.

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Nel 1680, il Vescovo Ercole Domenico Monanni crea la congregazione della ”SS. Annunciationis”, ma già agli inizi del XVIII secolo, la chiesa si trova in gravi condizioni: nel 1705, l’edificio viene restaurato come mostrano alcuni particolari della decorazione architettonica ancora visibile; dopo il passaggio ai Carmelitani, avvenuto in questo periodo, le notizie intorno al monumento sono scarse.

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Nel 1710, l’abate Accoramboni, protonotario apostolico, ordina il rifacimento del gradino dell’altare maggiore. Altre indicazioni di restaturo riguardano le cappelle presenti nella chiesa: S. Carlo Borromeo,  S. Biagio  e la Vergine del Carmelo.

Partvolto femminile

L’importanza del monastero attiguo è testimoniata anche da eventi di rilievo come quello avvenuto nel 1729, quando papa Benedetto XIII, di ritorno da Benevento, il pomeriggio del 30 maggio arriva a Terracina e sosta nella chiesa dell’Annunziata per udire la messa; ospitato nel convento dei domenicani, ripartirà pochi giorni dopo per Cisterna.

Come consuetudine del tempo i morti venivano tumulati all’interno dell’edificio relegioso, tuttavia, il 23 aprile, 1734, i frati Carmelitani, dato il numero elevato di salme sepolto nella chiesa, ottengono di essere sepolti nella ”tomba in S. Cesario avanti il fonte battesimale”.

A partire dal 1782, l’edificio è interessato da un notevole restauro in parte ancora visibile oggi nella navata che riguardò l’altare maggiore, le cappelle sulla pare sinistra e i due altari sulla destra. La Confraternita del carmine tentò un recupero della chiesa nel 1867, trasferendosi nei suoi locali, ma le gravi condizioni in cui versava, la fecero di nuovo abbandonare verso la fine dell’800.

retro 2

Nel 1927 su segnalazione del Regio Ispettore degli Scavi e Monumenti di Terracina, Antonio Monti, apprendiamo che l’Annunziata aveva bisogno di urgenti restauri al ”tetto e al fianco nord per impedire le infiltrazioni d’acqua. In quel periodo, l’Ispettore stava conducendo una serie di rilievi per stabilire come procedere su una delicata questione urbanistica, venutasi a creare dopo l’inopportuna demolizione di uno dei pochissimi monumenti settecenteschi di Terracina, le ”Case Pellegrini”, costruite sul primo tratto urbano dell’Appia traianea. Su suggerimento del Monti, si voleva invitare il proprietario del sito, su cui sarebbe sorto un muro di cinta, ad offrire le dieci travi ricavate dai resti della demolizione al Seminario di Sezze per sistemare la chiesa, ma la trattativa non andò mai a buon fine.

facciata 1

Sempre negli anni Venti, lo storico Bianchini ci racconta che la chiesa era officiata solo la domenica, mentre begli anni successivi non è registrato un servizio di culto. A partire dal 1952 la chiesa fu di nuovo senza una copertura, essendo già il tetto crollato una volta per i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale.

L’ultimo intervento di rilievo in ordine di tempo sono stati i lavori al tetto a capriate avvenuto nella primavera del 1989.

via annunziata 8 modificata
via annunziata 5 modificata

Non si sa con esattezza quando sia stata abbandonata ufficialmente come luogo di culto né a quando risale la sua sconsacrazione.

L’elemento più significativo all’esterno dell’edificio è rappresentato dal portale semplice, con lunetta ad arco piena e archivolto di cornice, in cui spicca uno splendido architrave scolpito, sostenuto da due ”mensole fogliate” e decorato lungo la superficie da un ”fregio a girali vitinei in rilievo”, che fuoriesce dalle bocche di due ”animali fantastici” situati alle estremità.

Sulla decorazione è posta un’iscrizione in caratteri gotici che reca il nome dell’autore: MAGI[STER] A[N]DREAS DE PIPERNO ME FECIT. Si tratta di uno scultore originario di Priverno, famoso soltanto per aver realizzato questo portale, probabilmente nella prima metà del XIV secolo. Recenti restauri a Priverno hanno fatto avanzare l’ipotesi di una dipendenza compositiva dell’opera, dall’archivolto centrale del portico del duomo (metà del sec. XIII).

Sulla facciata si trova anche un piccolo campanile a vela, la cui campana bronzea è custodita nel locale museo civico ”Pio Capponi”.

Copia di CIMG0107

All’interno, l’edificio è disposto secondo una pianta gotica a navata unica o mononave, con il presbiterio posto su un piano rialzato; ad introdurlo un grande arco a sesto acuto, coperto da una volta a crociera ogivale, in cui si riconoscono tracce di affreschi duecenteschi, con medaglioni dipinti sugli spicchi della volta.

arco

Nelle due piccole cappelle con altare, anch’esse rialzate, poste lungo la parete sinistra, si conservano tracce di vecchi affreschi, disposti di fronte gli altari in pietra costruiti sulla parete destra.

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Gli altari erano dedicati a ”san Carlo Borromeo”, ”san Biagio”, ”san Crescenzio”, ”san Rocco” e alla ”Vergine del monte Carmelo”. Quest’ultima dedica e relativo culto è da mettere in relazione con la presenza, nel monastero adiacente, dell’ordine dei Carmelitani, attestata agli inizi del XVIII secolo.


Da diversi mesi l’articolo è disponibile anche su Wikipedia e segue un progetto tematico sui monumenti della nostra città.?

Carta Topografica Regione Lazio CTR volo 1990, 1:10.000; NN. 414070 – 414080 – 414110 – 414120.?

Particolarmente evidente in alcune stampe che ricostruiscono la zona, partendo dalla via Appia. ?

ASD Urb. II ”Sacrae Visitationes”, Mons. Coucci, 1705, buste 3,4,5. ?

…piena di erbe e priva di tetto ” ASD Urb. II ”Sacrae Visitationes”, Mons. Coucci, 1705, buste 3,4,5. ?

Era dell’antica famiglia terracinese ”De Tassis”, il cui stemma è situato sulla sommità della Cappella.?

L’altare era anche intitolato a S. Rocco, S. Egidio e S. Antonio Abate.?

Nel 1782, ultimo intervento databile di lavori di rilievo all’interno della chieasa, sarà restaurato anche l’altare di S. Crescenzio.?

ASL, Terracina, Notarile, not. M. Falasca, 1734.?

La Madonna del Carmine di Terracina”, notizie storiche sui luoghi, gli uomini e la festa, a cura dell’Archeoclub d’Italia sede di Terracina, Terracina, 2009 (libro + DVD).?

Sul lato nord il problema dell’infiltrazione dell’acqua è ancora attuale. ?

“Rosario Malizia, ”Annali Lazio Meridionale, La distruzione della “Case Pellegrini” di Terracina e lo scoprimento del tratto urbano dell’Appia traianea”, n°2, anno 2007, pagina 40 e nota 23. ?

La stessa ”tematica fantastica” è stata usata precedentemente da artisti siculo-normanni sull’architrave della Cattedrale di Terracina. Non è esclusa un’influenza diretta. ?

A Priverno esiste anche un altro esempio: la chiesa di Sant’Antonio conserva un architrave del 1336, opera di Toballo de Ianni. ?

Una tela antica, un tempo posta sull’altare maggiore, raffigurante la Madonna del Carmelo, san Michele Arcangelo e il divo Alberto dell’Ordine del Carmelo, è oggi conservata presso i Beni Culturali e in attesa di restauro. ?

La chiesa dell'Annunziata all'inizio del '900 (da A. Rossi, Terracina e la Palude Pontina, Bergamo 1912).

Terracina Rialzati

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Notiamo che a Terracina i “politici”, o sedicenti tali, che si susseguono uno dopo l’altro sui giornali in questo periodo per rivendicare e fare propria la caduta della agonizzante giunta Nardi, tutto fanno tranne che mettere al centro della discussione i temi su cui la città avrebbe bisogno di risposte e cioè mobilità, turismo, finanza pubblica e gestione dei rifiuti su tutti.

Negli ultimi giorni l’amministrazione Nardi ha provveduto ad aumentare il numero dei parcheggi a pagamento presenti sul territorio cittadino, venendo subito accusata dalle associazioni di categoria dei commercianti di mettere in campo un altro provvedimento mirato esclusivamente a rimpinguare le esangui casse comunali a spese degli avventori.

Difatti l’amministrazione, se non a posteriori della polemica e in modo confuso, non ha affiancato al ridisegnamento del piano parcheggi un misero piano di mobilità alternativa a quello esistente, ossia il fai da te…

C’è un solo motivo per il quale l’amministrazione non si è espressa in tal senso, non ha la più pallida idea di cosa fare ed è troppo presa da problemi intestini alla maggioranza per poterne discutere uno… dov’è il saggio della mobilità?

La conformazione del territorio della città di Terracina permetterebbe varie soluzioni alternative di mobilità ad un’amministrazione capace (non questa), come quella di cercare di evitare al massimo il traffico nelle vie del centro storico alto e basso istituendo delle isole pedonali e incentivando i turisti provenienti dall’esterno a lasciare l’autovettura presso appositi “parcheggi scambiatori” (da realizzare alle porte della città) dai quali potrebbe raggiungere i tanto agognati Viale della Vittoria e Via Roma avvalendosi dell’utilizzo di navette o attraverso piattaforme di bike-sharing evitando traffico e confusione.

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Così  si potrebbe ottenere un centro con meno auto, senza dover pregiudicare le attività economiche già penalizzate: i commercianti ritroverebbero vigore nella possibilità di accogliere nella tranquillità e nella convivialità turisti e cittadini, regolando l’oramai continuo passaggio di auto e mezzi.

Scusate se vi abbiamo annoiato…

Potete pure tornare a scannarvi per decidere chi potrà e farà cadere Nardi, chi più o meno dell’altro nella fonte inquinata di Nardi si è abbeverato ed alla sua greppia si è ingrassato…

Intanto Terracina va a rotoli e si prospetta un’altra magra stagione turistica dovuta anche ad un’amministrazione incapace di dare risposte nuove e moderne alla città…

Però abbiamo 5 saggi in più, ce ne compiacciamo…

Terracina Rialzati

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Dritti verso i parcheggi a pagamento. Il Comune procede spedito per la
preparazione delle aree di parcheggio destinate alle strisce blu. È del 15
aprile scorso la determinazione che di fatto affida con gara informale i lavori
di realizzazione degli stalli e il ripristino della segnaletica nelle aree in
cui è fatiscente o addirittura assente. Ad aggiudicarsi i lavori per aver
presentato l’offerta più conveniente (12% di ribasso su circa 95 mila euro),
la ditta di Napoli «Seven Service », che opererà con una somma stanziata di
circa 87 mila euro. I lavori consisteranno nella predisposizione delle zone
interessate dalle strisce blu attraverso appositi stalli ma anche nel ripristino
della segnaletica ormai obsoleta nelle zone di periferia. Il «restyling »,
insomma, è in atto. Moltissime le nuove zone individuate dall’amministrazione
comunale per il parcheggio a pagamento, sia a carattere permanente che
stagionale. E nella prima categoria sono state inserite, tra le altre, anche le
centralissime via Roma e viale della Vittoria. Una vera e propria rivoluzione
che non ha mancato però di sollevare polemiche e perplessità, soprattutto da
parte dell’opposizione. Critico il capogruppo del Partito democratico Antonio
Bernardi che accusa la giunta Nardi di aver ridotto la città ad essere «tra i
pochi, se non l’unico comune, ad essere sprovvisto sia piano del traffico
urbano». Quello dei parcheggi, continua l’esponente di minoranza, è dunque stato
deciso «per il solo scopo di fare cassa. Questo significa che per carenza di
parcheggi i nostri concittadini e anche villeggianti, per sostare con la propria
auto, dovranno pagare, anche per la sosta breve per andare a prendere il solo
caffè e per fare piccole spese, ingenti somme di denaro ». Ma non solo.
All’indice anche gli autovelox in arrivo, installati secondo il Pd «sempre e
solo per fare cassa senza alcun criterio» e «che colpiranno ulteriormente la
nostra comunità». Una «vera e propria trappola», dal momento che anche il
trasporto pubblico «peggiora tagliando molte corse per raggiungere le zone
centrali e periferiche. Omissioni, diminuzioni di servizio, mancanza di
programmazione, improvvisazione, aumenti senza alcun criterio di quasi tutti i
servizi – conclude Bernardi – con il solo scopo di fare cassa, per far quadrare
le disastrate casse comunali a danno dei nostri cittadini».
Diego Roma

Busi edilizi impuniti: all’amministrazione mancano fondi e uomini per mettere in
azione le ruspe.

Il Comune ordina ma nessuno demolisce.
Abusi tanti, abbattimenti pochi (o nulli). L’ultima demolizione forzata risale
al 2005 (riguardò dei pontili al Mortacino). Poi più nulla. La buona volontà
potrebbe non far difetto, ma ciò che mancano sono i mezzi (soprattutto
finanziari) e le persone. Così i furbetti del cemento continuano a farla franca,
aspettando il prossimo condono, per vedersi sanate le opere costruite in barba
alla legge. E’ tutto il periodo che va dal 31 marzo 2003 ad oggi che risulta non
coperto da sanatorie. In questi 7 anni il fenomeno dell’abusivismo è andato
galoppando, fino ad arrivare a 2.327 casi accertati. Interessate sono state
anche le aree demaniali e comunali. Si è costruito senza titolo nella zona della
Valle, che ha perso ormai la fisionomia di area agricola, ma il tasso di
abusivismo più elevato si è registrato sulla costa. In genere si tratta di opere
minori: un completamento, una recinzione, una pavimentazione, un porticato, una
veranda. Ma è nella fascia costiera che si sono prodotti i maggiori guasti. Ad
esserne protagonisti negativi sono quasi sempre cittadini non terracinesi.
Cominciano da quella che vuole sembrare un’innocua baracchetta e poi finiscono
per montare, in quattro e quattr’otto, un prefabbricato, assicurandosi una
vacanza vista mare, pur se da coatti o da terremotati. «La gente non si ferma
davanti a niente», commentano in Comune. Un caso eclatante quello avvenuto nel
2005. Un tizio aveva chiesto il permesso di costruire una casa con magazzino.
Davanti al diniego è andato avanti lo stesso. Anzi, quasi per sfregio, ha
realizzato un immobile a due piani con seminterrato. Qualcosa come 200 metri
quadrati di casa, tutta abusiva. Di strutture ex novo ce ne sono un 10%. Tutto
il resto sono rifacimenti o aggiunte. Demolizioni o acquisizioni potrebbero
essere la risposta giusta a chi violenta in maniera massiccia il territorio,
costruendo dal nulla un’opera consistente. Dal 2006 a tutto il 2009 le ordinanze
di demolizione notificate dai vigili urbani sono state 579. Pochi sono gli
abusivi che provvedono col fai-da-te. Dovrebbe intervenire il Comune, che, però,
ha le mani legate. Un solo impiegato fa la vigilanza edilizia. Inoltre, soldi
per fare le demolizioni non ci sono. Nel 2003 erano in piedi le pratiche delle
prime 103 demolizioni per in costo complessivo di 1.824 milioni di lire. Tutto
era quasi pronto, quando intervenne il condono a far spegnere i motori delle
ruspe. Motori che rimangono oggi silenziosi.

Ai nastri di partenza domani mattina per l’inizio della 37esima edizione della
Pedagnalonga, la ormai tradizionale manifestazione podistica che si svolge a
Borgo Hermada e che richiama la partecipazione di centinaia di concorrenti.

Molte le novità quest’anno, a riprova della crescita continua che l’evento
registra negli anni. Per cominciare, anche quest’anno la manifestazione è stata
«filtrata» dalla sensibilità dei bambini. Gli scolari dell’istituto comprensivo
di Borgo Hermada, la scorsa settimana, alla presenza dell’associa – zione
Pedagnalonga ma anche delle istituzioni comunali, provinciali e regionali,
nonché del Coni e di altre associazioni, tra cui l’Atletica Hermada, hanno
rappresentato l’evento socio-culturale con una mostra di lavori il cui tema è
stato «Pedagnalonga tra cultura, tradizione e natura». Con l’aiuto degli
insegnanti gli alunni hanno messo in risalto i valori della manifestazione: il
rispetto delle regole, della natura, la lealtà sportiva, il senso di
appartenenza al territorio, la famiglia, l’ospitalità, la spensieratezza. Tutti
i lavori sono stati premiati con una targa commemorativa ed un contributo
economico alla scuola dall’associazione, che ha ringraziato il personale
scolastico e il dirigente professor Assaiante. La gara podistica impegna da anni
atleti di molti paesi: lo scorso anno si sono registrate circa 2000 presenze. Di
grande attrattiva, poi, i punti di ristoro gestiti dagli abitanti del borgo che,
per l’occasione, aprono le loro case ed offrono la loro squisita ospitalità
servendo prodotti tipici locali. In più quest’anno la manifestazione vanta la
presenza di una delegazione del comune di Duino Aurisina, paese gemellato con il
Borgo che allestirà un punto di ristoro nel quale si potranno degustare prodotti
tipici triestini. Un evento da non perdere.
D. R.

I quattro tratti di spiaggia comunale finiscono anche quest’anno nelle mani dei
privati.
L’amministrazione di Terracina ha deliberato un nuovo bando per
l’assegnazione delle concessioni demaniali dell’Ente. Si tratta di quattro
tratti centrali, poco meno di 10mila metri quadrati, 665 metri lineari che lo
scorso anno sono stati assegnati con la stessa procedura e hanno fruttato alle
casse comunali 157.500 euro. Quest’anno il Comune ne chiede 162.855 di euro per
adeguamento percentuale Istat. La scelta di dare in gestione esterna le spiagge
comunali l’amministrazione l’aveva maturata lo scorso anno dopo una discutibile
gestione diretta che fu anche al centro di polemiche politiche e indagini della
procura di Latina. Più che una scelta di efficienza ed efficacia la diretta era
diventata una leva del potere politico che veniva giocata sul tavolo delle
assunzioni nel periodo primaverile che in un caso ha corrisposto anche con le
elezioni comunali. E poi la gestione operativa degli ombrelloni che nei primi
anni sollevava liti tra cittadini spesso sedate dall’intervento delle forze
dell’ordine. Insomma qualcosa di ingestibile e condizionato. Per questo nel 2009
si prese la decisione di affidarle all’esterno. Lo scorso anno se le aggiudicò
una cooperativa di balneari. Nel provvedimento dell’esecutivo è allegato anche
il disciplinare tecnico con le regole di gestione. A partire dagli obblighi del
concessionario sui tratti in gestione, per continuare con le prerogative del
Comune e finire con le tariffe che rispetto agli stabilimenti privati sono
ancora di prezzo politico e comunque divise per residenti e non. E così per chi
risiede a Terracina avere un ombrellone e due sdraio costa al giorno 8,5 euro,
con un lettino 11,5. Per un mese 180 euro e tutta la stagione 410 euro. Ora
bisognerà attendere le procedure del bando e le schede tecniche per i requisiti
di ammissione. Lo scorso anno il punteggio veniva costruito su elementi
quantitativi relativi all’offerta economica ma anche su requisiti qualitativi
tra cui la conoscenza certificata di almeno due lingue oltre l’italiano e l’aver
già svolto attività nel settore, solo per citarne alcuni. I tempi ci sono tutti
visto che ad oggi pochi operatori stanno iniziando le operazioni di sistemazione
degli stabilimenti. Molto dipende dalle condizioni meteorologiche che certo non
stanno aiutando. Quest’anno poi, come lo scorso, bisogna ancora una volta fare i
conti con l’erosione. C’è sempre meno spazio.
di FABIO COCCIA

Non c’è alcun indagato per la morte di Giuliana Marchigiano, la nonna biker
deceduta nella giornata di Sabato Santo a Rocca di Papa, per una caduta durante
una fase di allenamento con il marito e la sua squadra, l’Asd Fans Bike di
Fondi. Da fonti che provengono dai Colli Albani rimbalza la notizia che la
Polizia di Stato di Albano non avrebbe ravvisato responsabilità a carico di
qualcuno. Bisognava verificare se esistevano colpe specifiche nell’allestimento
del campo di gara per via della presenza di dossi artificiali molto accentuati,
adatti per gare di cross e non per competizioni con mountain bike. La zona di
Montecavo dove si è svolta la tragedia (dieci anni esatti prima era morto in un
incidente stradale il fratello della ciclista) rientra tutta nel Parco dei
Castelli Romani. Le risultanze della Polizia potrebbero indurre la Procura della
Repubblica a chiudere il caso come una morte accidentale.
Er.Ber.

È stato un gesto per dimostrare il proprio coraggio. Un momento di noia o
semplicemente una bravata: no. Sono entrati nell’Istituto comprensivo Borgo
Hermada, distruggendo il giardino e dando fuoco a una bandiera per «dimostrare
coraggio». Una sorta di rito di iniziazione tra adolescenti. La polizia in poche
ore ha individuato i due vandali che la notte tra mercoledì e giovedì si sono
introdotti all’interno dell’edificio scolastico, hanno sradicato piante e fiori
nel giardino davanti il portone d’ingresso e, sfidando il pericolo, si sono
arrampicati sul tetto dello stabile per afferrare le due bandiere posizionate
sui pennoni all’entrata della scuola. Una bandiera, quella della Comunità
Europea, l’hanno bruciata. L’altra, quella italiana, l’hanno rubata.
Si tratta di due 16enni del posto. Sono loro i responsabili del
raid vandalico all’Istituto comprensivo in via Bonificatori della
Palude pontina. Gli agenti del commissariato di polizia di Terracina, diretto
dal vice questore aggiunto Rita Cascella, hanno impiegato solo qualche ora per
risalire ai bulli. Insieme ai rilievi operati giovedì mattina, i poliziotti
hanno ricomposto le tessere del puzzle grazie alla fondamentale collaborazione
dei giovani studenti. Grazie alle loro informazioni, gli agenti sono potuti
risalire fino ai due responsabili dell’atto vandalico. Raggiunti dal personale
della squadra operativa, i due 16enni hanno giustificato la loro azione come la
dimostrazione di coraggio. Nell’abitazione in cui vive uno dei due, inoltre,
è stata rinvenuta la bandiera italiana rubata dalla scuola. I rilievi effettuati
dalla polizia scientifica hanno confermato che il drappo con il tricolore
italiano corrispondeva a quello sottratto dal pennone della scuola. I due
16enni, forse inconsapevoli della gravità dell’azione commessa, sono stati
denunciati alla Procura dei minori. Per una brutta storia a base di vandalismo,
un aspetto senz’altro più positivo. La collaborazione dei giovani studenti che
frequentano l’Istitu – to comprensivo Borgo Hermada è stata determinante per la
chiusura in brevissimo tempo delle indagini. I giovanissimi alunni dell’Istituto
non hanno tenuto le bocche cucite, anzi. Hanno detto tutto quello che sapevano.
Un’ulteriore dimostrazione di come i giovani studenti dell’istituto a quel
giardino, creato e curato da loro, erano davvero affezionati. Inoltre,
nonostante la loro tenera età, hanno dato dimostrazione di piena maturità e
senso civico. Quanto ai vandali, agli agenti che conducevano le ricerche per
individuarli, gli studenti li hanno definiti
«stupidi esibizionisti».
Francesco Avena

Nei precedenti quindici tentativi la cosa non gli è mai riuscita (11 sconfitte e
4 pareggi) e ora, quando mancano tre giornate al termine, il Terracina spera
proprio che sia giunto il momento di centrare la prima vittoria in trasferta.

Domani, a Palestrina (ore 11), i tigrotti cercano i punti che potrebbero
consentire loro di tenere a debita distanza la penultima posizione in
classifica, pena la retrocessione diretta, oltre che un buon piazzamento nella
griglia dei play out. Intanto stamane è in programma la consueta rifinitura che
servirà all’allenatore-giocatore Giorgio Minieri per sciogliere gli ultimi
dubbi: «Non avrò a disposizione Macchiusi e Vuolo – informa il tecnico – mentre
non è al meglio Sacchetti per un problema al ginocchio». Il Palestrina tra
l’altro è in lotta per il terzo posto: «E’ un’ottima squadra, temibile
soprattutto nei suoi due attaccanti, Alfonsi e Taribello, senza dimenticare
Cangiano, uno dei migliori centrocampisti del torneo», conclude Minieri.
Rimanendo nel girone B, un Formia in buone condizioni si reca domani nella tana
della Nuova Tor Tre Teste (ore 11), avendo come obiettivo ancora il terzo posto.
Organico al completo per i tirrenici che in fase offensiva potrebbero riproporsi
con il tandem Marcucci, Milozzi sostenuto da Rosi. Centrocampo formato dai
centrali De Santis e Marzano, con Corrado e Valente sulle fasce. Tra i pali
Fusco protetto dalla linea difensiva composta da Esposito e Di Franco, con
Fernandez (o Addessi) e Scipione laterali. Nel girone A, la Vigor Cisterna è
costretta a metabolizzare in campionato l’immeritata uscita dal tabellone della
Coppa Italia di mercoledì scorso. L’undici di Francesco Montarani ospita a Borgo
Santa Maria (ore 16, porte chiuse) l’Albalonga: «Con l’obiettivo di fare almeno
quel punto che ci serve per essere certi della salvezza», ha sottolineato il
trainer dei pontini. Un intento che si scontra con le motivazioni degli
avversari impegnati a colmare il punto che li separa dal Fidene e con esso da
quel secondo posto che vale l’accesso ai play-off.
di VINCENZO ABBRUZZINO (Hanno collaborato Andrea Gionti e Daniele Sperlonga)

Tempio di Giove inaccessibile ai disabili. È partita da una lettera aperta al
sindaco Nardi la segnalazione delle barriere architettoniche presenti sul Tempio
di Giove Anxur. A scriverla, Lorella Lattavo, giornalista di Roma, responsabile
dei servizi sociali del Lazio per il Movimento per l’Italia di Daniela
Santanchè. «Dall’infanzia – si legge nella missiva indirizzata al primo
cittadino – posseggo una villetta nei pressi del Papillon e per me Terracina è
come una seconda casa. Dopo oltre 40 anni sono ritornata a visitare il
bellissimo Tempio di Giove assieme a mio marito. Ho potuto notare però un certo
abbandono del monumento, scritte ovunque, ma soprattutto un vero e proprio
ostacolo per i disabili rappresentato dagli scalini troppo alti e dal manto
stradale dissestato. Ora Lei, egregio dottore, sa bene che le barriere
architettoniche sono oggetto di battaglie da parte delle varie associazioni e la
leader del Movimento per l’Italia, il sottosegretario Santanchè, che io conosco
personalmente, difende queste situazioni con profonda coscienza. Mi rendo
perfettamente conto che per determinate ristrutturazioni servono fondi, però
sarebbe opportuno farsi carico di sollecitazioni presso il ministero dei Beni
culturali affinchè questo stato di cose cessi quanto prima. I disabili hanno gli
stessi diritti delle persone cosiddette “sane”».
D. R.

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terracina-con-veggetazione-1913_bis

Spiagge, e bando sia. Anche quest’anno l’amministrazione comunale ha deciso di
dare in concessione a terzi i 4 lidi comunali. Si tratta di oltre 10 mila metri
quadrati di arenile che il Comune metterà a gara. Nei giorni scorsi è stato
firmato lo schema di convenzione e ora si attende la pubblicazione del bando. La
somma da versare sarà di circa 162 mila euro, leggermente più alta dei 157 mila
dello scorso anno per via degli aggiornamenti Istat. Proprio per la riuscita
dell’esperimento dello scorso anno, insomma, l’Ente rinuncia anche per questa
estate alla gestione diretta delle concessioni demaniali: questioni, si legge
nella delibera, di «non convenienza» della gestione diretta per via dell’elevato
esborso economico per le casse pubbliche. Approvato il disciplinare e lo schema
di convenzione, non resta che attendere le offerte. Lo scorso anno l’offerta è
arrivata dal Consib, che ha gestito per l’intera stagione gli stabilimenti, dopo
non poche polemiche legate soprattutto alla correttezza con cui era stato
redatto il bando e al rispetto delle normative sugli appalti. Ma fu più che
altro il bilancio «tiepido» dei balneari a creare perplessità sulla formula
dell’affidamento ai privati. Tra le clausole del bando di gara, infatti, lo
scorso anno – e si ipotizza anche per questa stagione – c’era l’invariabilità
delle tariffe di fornitura degli ombrelloni. Prezzi più bassi rispetto a quelli
applicati dagli operatori privati, ma altrettanto difficili da sostenere per
chi, con l’attività balneare, deve pur sempre trarre profitto.
D. R.

Via romana al Calcatore
È spuntata inaspettatamente, dopo aver scavato praticamente su tutta l’area
senza che emergesse nulla. Una stradina di epoca romana è riaffiorata durante
gli scavi archeologici preventivi in zona Calcatore, dove dovranno sorgere le
palazzine del consorzio «Calcatore Domani». La scoperta risale a qualche giorno
fa, avvenuta durante le operazioni di pulizia del terreno e di scavo preventivo
prima dei lavori di costruzione. La testimonianza ora è all’attenzione degli
archeologi della Soprintendenza ai Beni archeologici del Lazio, coordinati dalla
dottoressa Nicoletta Cassieri. Gli studiosi dovranno fare una relazione e
documentare la scoperta, anche se, fa sapere la soprintendente, non si
tratta di un rinvenimento particolarmente rilevante. «È una scoperta piccola e
poco significativa di cui al momento non si può dire molto – spiega la
dottoressa Cassieri -, forse è il tratto obliquo di una stradina di epoca
romana. Non è presente il lastricato, come in molti reperti analoghi, bensì la
ghiaia». Insomma, con tutta probabilità si tratta di una via secondaria del
cosiddetto «Agro centuriato», che di sicuro andava a congiungersi con l’Appia
Antica. Nessun intralcio, comunque, ai lavori edili, che proseguiranno senza
inghippi. «Oltre ad essere un riaffioramento molto modesto, la testimonianza si
trova nel sottosuolo dell’area in cui sorgerà il parcheggio. Ciò consentirà di
conservare, dopo averla documentata, la testimonianza senza pregiudicare il
proseguo dei lavori». Una sicurezza corroborata anche dal fatto che l’area
interessata all’edilizia agevolata è stata già opportunamente esaminata nella
sua quasi totalità, senza che si sia trovato nulla. La circostanza ha sorpreso
gli stessi archeologi. «In tutto il lavoro di scavo preventivo – continua la
dottoressa Cassieri – nulla è emerso di antico, nonostante il sottosuolo di
Terracina sia ricco di preesistenze. Nei pressi della stradina non ci sono
tracce né frammenti di alcun tipo». Chiuso il protocollo, perciò, i lavori
andranno avanti spediti. Un sospiro di sollievo per le tante famiglie che
attendono da anni la realizzazione delle cooperative, ma anche per le ditte che
stanno effettuando i lavori. Non è raro infatti che a Terracina, proprio a causa
ddi rinvenimenti archeologici, si siano fermati cantieri. Bloccato dal 2007 il
progetto in via dei Volsci del centro commerciale «Eurospin », proprio per via
del ritrovamento durante i lavori di un tratto de ll ’Appia traianea, variante
dell’Appia antica. Come pure, lungo via della Stazione un altro cantiere è
bloccato da anni per il rinvenimento di una «domus» romana. E solo da pochi mesi
sono iniziati i lavori ne ll’area adiacente il Tribunale di Terracina. Anche lì,
una lunga interruzione si era resa necessaria per verificare la consistenza
dei rinvenimenti archeologici. Insomma, i «cocci» nel sottosuolo di Terracina
non mancano. Manca invece, ed è storia nota, una visione politica degna di
cotanta ricchezza.
Diego Roma

Terracinese coinvolto in rapina violenta ad un distributore di Latina.
Gli agenti del secondo nucleo della Squadra Volante sono riusciti ad arrestate
l’autore di un colpo appena consumato mentre la sala operativa trasmetteva via
radio le informazioni fornite dalla vittima. Alle 11,30 di ieri, al distributore
Total di via Don Morosini, la titolare è stata aggredita da due giovani a bordo
di uno Scarabeo, uno di questi l’ha malmenata facendola cadere a terra, prima di
riuscire a toglierle il portafogli con all’interno quasi 2 mila euro. Immediata
la chiamata agli uffici della Questura: con tempestività gli agenti a bordo
della pattuglia hanno individuato uno dei rapinatori in via San Carlo da Sezze,
riconosciuto per alcuni particolari forniti nel corso della descrizione dalla
vittima e dopo un brevissimo inseguimento sono riusciti a bloccarlo alla fine
della strada, di fronte l’attività commerciale Orvel. Nel frattempo Sisto Maggi,
20 anni di Terracina, arrestato per rapina aggravata in concorso, si era diviso
dal complice. Il giovane aveva addosso il portafogli vuoto ed è stato
riconosciuto dalla titolare del distributore, che è dovuta ricorrere alle cure
dei sanitari del pronto soccorso che hanno stabilito per lei sette giorni di
prognosi.
Mar.Cam.

Torna l’incubo auto bruciate a Terracina. Una scia di fuoco davvero senza
fine. A distanza di un anno ancora protagonista Santina Catone. Il primo
aprile del 2009 vi fu un attentato incendiario al bar Shandy in via Cavour: i
carabinieri arrestarono la donna dopo poche ore. La responsabile, Santina
Catone 39enne di Terracina era già finita in manette all’incirca due anni fa
per il reato di resistenza al pubblico ufficiale. Ora sta scontando la pena
per danneggiamento per mezzo incendio. Si trovava in casa, dove sta scontando
la pena, quando la scorsa notte è stata incendiata la sua Fiat Marea. L’auto
era parcheggiata sulla via Appia antica, proprio di fronte l’abitazione della
Catone. Un atto ritorsivo? L’azione della donna contro il bar Shandy fu
dettata da motivi personali. L’altra notte, il rogo è scaturito intorno
all’una: la vettura è stata completamente distrutta nella parte anteriore e
negli interni. Il dolo sembra essere certo, indagano i carabinieri.

Progetto Mercator, nuova occasione sprecata per Terracina.
Se la storia e l’enorme patrimonio archeologico avevano consegnato Terracina
alle ‘vie dei mercanti’ proiettandola verso l’alta valorizzazione, c’ha pensato
la mancanza di una politica comunale ad hoc a riportare tutti con i piedi per
terra. Come dire che il progetto ‘Mercator. Le vie dei mercanti, le città dei
mercati nel Mediterraneo’ è stata l’ennesima occasione sprecata. Era un progetto
internazionale con fondi europei iniziato nel maggio ‘06 e concluso nel
settembre ‘08. Dopo le conferme e le scoperte degli studi realizzati in quel
biennio, come minimo ci si aspettava che la macchina amministrativa recepisse
pienamente quei riconoscimenti all’eccellenza del patrimonio locale,
trasformandoli in una politica di tutela, valorizzazione e fruizione turistico-
culturale dell’area archeologico-monumentale portuale. Peccato che la realtà sia
tutt’altra, e basta pensare all’incuria del rettilineo del porto traianeo per
averne la prova lampante. Il progetto Mercator approfondiva la conoscenza
storico-archeologica della rete delle vie commerciali terrestri e marittime
mediterranee, individuando i segni ancora leggibili sul territorio. Erano stati
coinvolti otto partner dell’Unione Europea e due della sponda sud del
Mediterraneo, con Malta capofila. La Regione Lazio aveva coinvolto come unico
Comune quello di Terracina, riconoscendo l’enorme valenza storica e commerciale-
industriale dell’antico porto, nodo strategico per le comunicazione
mediterranee. Del Borgo Pio e della zona portuale si parla ampiamente nell’
‘Atlas Mercator’, la pubblicazione con i risultati del lavoro comune. Si scopre,
per esempio, che nell’attuale via Tripoli c’era la linea di riva antica della
spiaggia di levante; presso Vicolo Rappini la foce dell’antico fiumicello,
ovvero il tratto dell’Amaseno fatto tombinare da Pio VI; che la struttura di
fondazione del porto antico si è perfettamente conservata. Dal Comune è partita
qualche iniziativa di promozione? Lo specifico assessorato alle Aree d’interesse
archeologico e monumentale si è mosso per quelle emergenze evidenziate dagli
studi? Le Terme Nettunia con il tracciato dell’Appia traianea e il Riparo
Salvini, nella Villa Salvini. I magazzini portuali tra Villa Salvini e Pisco
Montano, e il tratto che da questo va fino al depuratore. La già citata incuria
del porto traianeo. La darsenetta con i resti del molo curvilineo e i terminali
del faro. Il Montuno, verosimilmente una collina artificiale ricavata dallo
scavo del bacino portuale. E’ stato fatto in modo di tutelare questo patrimonio
e d’inserirlo in un network museale con attività promozionali? Non sembra proprio.
Pubblicato da Rita Recchia

Non prevede esborsi la pubblicità che la Terracina Ambiente ottiene sui cestini
per i rifiuti installati dalla società pubblicitaria «Pubblimondo»,
convenzionata con il Comune. Lo fa sapere l’agenzia, che spiega come in realtà
non ci sia un accordo economico dietro l’affissione pubblicitaria, bensì
un’iniziativa presa dal titolare di lasciare spazio alla società pubblico-
privata. Una scelta che ha un senso dal momento che la «Pubblimondo», nelle sue
intenzioni, prevede proprio che, degli introiti derivanti dalla pubblicità, una
parte – il 10% per l’esattezza – sarà destinata per investimenti sull’arredo
urbano. Tra le idee in fase di definizione con il Comune è previsto anche
l’arrivo di panchine, che la ditta vorrebbe installare in diversi punti ad uso
pubblico, con lo stesso meccanismo degli spazi pubblicitari. Insomma la
Terracina Ambiente, a differenza di quanto precedentemente creduto, non ha spese
di pubblicità. È solo in seguito all’ini – ziativa della «Pubblimondo» che il
suo nome ha trovato spazio sui cestini pubblici.

Fiori e bandiere nel mirino dei vandali della scuola di Borgo Hermada.
Devastata l’aiuola dove gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Borgo Hermada, a
Terracina, svolgono laboratorio di giardinaggio. Ignoti hanno spezzato il
roseto, reciso gli oleandri, sradicato i gerani dai vasi. Ieri mattina il
piccolo giardino, curato amorevolmente da svariati anni, si trovava in uno stato
pietoso. E non sono mancati studenti scoppiati a piangere di fronte a un atto di
vandalismo tanto spregevole. A scoprire l’accaduto sono stati i collaboratori
scolastici ieri mattina intorno alle 7e30, al momento di aprire la scuola di via
dei Bonificatori della Palude Pontina. Dall’esterno dell’edificio l’aiuola non
si vede, ma, una volta saliti gli scalini per raggiungere l’ingresso vero e
proprio, tutti potevano notarla, anche soltanto per il profumo delizioso del
roseto. Ieri mattina in un vaso sulla scrivania del vice-preside, il professore
Erasmo Spinosa, era stata sistemata l’unica rosa superstite. ”Le rose erano
l’orgoglio degli alunni che seguono il laboratorio di giardinaggio- ha detto il
professore Spinosa- Non è la prima volta che avvengono episodi di vandalismo,
l’ultimo consistente l’anno scorso, ma questo ci ha particolarmente colpiti
perché noi tutti, e i ragazzi in primis, erano molto affezionati a quell’aiuola
che hanno visto crescere giorno dopo giorno”. E’ probabile che i vandali si
siano introdotti nel giardino ieri notte, scavalcando semplicemente il cancello.
Hanno preso di mira l’aiuola, devastando i fiori e le piante e lasciando segni
evidenti della loro incursione. Non contenti, se la sono presa anche con le
bandiere istituzionali che sventolano all’esterno di ogni scuola: ieri mattina
il personale ha trovato i resti della bandiera dell’Unione Europea bruciata,
mentre è scomparsa quella italiana. Immediatamente avvisata la preside Teresa
Assaiante, è stato allertato il 113. La polizia è intervenuta per un accurato
sopralluogo facendo subito scattare le indagini per individuare gli autori del
pessimo gesto. ”Mi sento di dire a nome di tutta la scuola che i responsabili
non sono assolutamente ragazzi del nostro istituto- ha aggiunto il vice-preside
Spinosa- né tantomeno può essere una ripicca da parte di qualcuno che ce l’ha
con noi per una qualsivoglia ragione, visto che siamo una scuola aperta alle
esigenze del territorio al quale mettiamo a disposizione i nostri spazi”. Di
recente il Comune ha dotato l’edificio del sistema di allarme sonoro ai due
ingressi, ed è in atto l’iter burocratico per l’installazione della vide-
sorveglianza. ”Già da oggi (ieri, ndr) ci rimetteremo a lavoro nel nostro
giardino”.
Pubblicato da Rita Recchia

Ancora un appuntamento con la Settimana della Cultura. Oggi e domani un’altra
tranche di visite guidate gratuite per gli appassionati di archeologia, arte e
storia, grazie all’ini – ziativa del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali per favorire e incentivare iniziative finalizzate alla conoscenza
storico – culturale, cui ha aderito il Comune con la collaborazione
dell’Archeoclub. Fino a domani ingresso gratuito al museo Civico «Pio Capponi »
Il museo «Capponi» ospiterà un’itinerario alla scoperta della donna
nell’antichità. Reperti archeologici a testimonianza della vita e dei costumi
delle donne terracinesi nelle età passate. L’appunta – mento è per oggi alle
10.30 in piazza Municipio. Infine, prevista per domani una visita guidata
completa e gratuita presso il monumento naturale di Monte Sant’Angelo e il sito
archeologico del Tempio di Giove. Il percorso prevede la visita alla cinta
muraria, alle torri e il campo trincerato, e infine al santuario antico. Nei
giorni scorsi grazie alla grande competenza della sede locale dell’Archeoclub è
stato possibile visitare il museo civico ma anche il centro storico basso.

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terracina-coppia-lungomare-anni-20_restaurata_a

Più che una pianta organica sembra un subbuteo. Dirigenti che vanno e che
vengono, che escono dalla porta e rientrano dalla finestra, spostati,
riorganizzati, rivisti in un’ottica di ottimizzazione che non trova pace. Dopo i
subbugli subiti dalla giunta, con l’uscita per varie sorti di tre assessori e la
sostituzione delle competenze con la nomina di rispettivi «saggi », tocca ai
dipartimenti subire il «restyling». E chissà che, di questo passo, non serva
nominare altrettanti «alter ego». Forse non si arriverà a tanto, ma qualche
consulenza da affidare agli «ex» si trova. Come quella decisa con un atto di
gestione qualche giorno fa, con cui si incarica come consulente esterno, su
richiesta della responsabile del dipartimento finanziario Ada Nasti, l’ex
dirigente dell’omonimo dipartimento Piero Maragoni. Motivo, la necessità della
Nasti di avere assistenza in merito ai procedimenti pendenti, le pratiche di
maggiore rilevanza, l’utilizzo del software per la predisposizione del
consuntivo del 2009 e del bilancio di previsione. Cose di cui Maragoni si è
occupato per 20 anni. Un’esperienza lunga che si sta rivelando insostituibile.
Al punto che, per dare il suo apporto, all’ex dirigente, in pensione da pochi
mesi, saranno pagati servizi per poco meno di 2 mila euro. Come indicato nella
richiesta via e-mail della Nasti, infatti, nel suo dipartimento nessuno è in
grado di fornire l’adeguata assistenza. Ma non è tutto. Anche altri dipartimenti
in questi giorni hanno registrato diversi cambiamenti. Via l’ingegner Vincenzo
Fusco dall’Attività Edilizia privata per tornare ai Lavori pubblici. Fusco si
occuperà di appalti, protezione civile, manutenzione immobili, ambiente (tra cui
il delicatissimo settore dei rifiuti), verde pubblico e strade. All’altra metà
del dipartimento, l’ingegner Luigi Di Mauro, che pur restando ai Lavori pubblici
guiderà i settori trasporti, sport e turismo, centro storico e monumenti. Altro
«ritocco » ha riguardato invece il dipartimento pianificazione, assetto e
sviluppo economicoculturale, che è stato affidato all’architetto Gianfranco
Cautilli. La rivisitazione dei vertici e dei dipartimenti non arriva dal nulla.
Già nell’agosto dello scorso anno era stato di fatto smantellato il dipartimento
per il turismo, sport, beni culturali e istruzione, le cui competenze erano
state spezzettate e distribuite in altri dipartimenti: il settore del turismo,
quello del centro storico e dei beni culturali e archeologici sono stati
aggregati al dipartimento dei lavori pubblici. Creando un «mostro»
amministrativo oggettivamente difficile da gestire. Quello delle attività e dei
beni culturali al dipartimento urbanistica. Con questi spostamenti l’ammini -
strazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi cerca un centro di gravità
permanente che renda la macchina burocratica più efficiente. Si fa e si disfa
per mettere ordine. Per trovare, finalmente, un po’ di pace.
Chissà se prima o poi arriverà.
Diego Roma

L’associazione dei commercianti di Terracina si scaglia contro l’amministrazione
comunale all’indomani della decisione di estendere i parcheggi a pagamento anche
nelle zone centrali della città.
Fare cassa, secondo i commercianti e non solo,
sembra l’unica direttrice su cui si sta muovendo l’amministrazione guidata da
Stefano Nardi. Si dicono ancora una volta sbalorditi della decisione e del
metodo adottato. Nel 2001 il Comune aveva commissionato all’università La
Sapienza un piano del traffico che doveva risolvere organicamente il problema
della viabilità centrale della città tenendo conto del tessuto sociale ed
economico. Un piano pagato decine di migliaia di euro che è poi rimasto nel
cassetto. «Ricordiamo a memoria i punti critici che richiedevano una urgente
attenzione – spiega l’Ascom relativamente a quel piano – Il Ponte dell’Ospedale
(ponte del porto), via Lungolinea Pio VI, Piazzale 25 Aprile, Via Badino e altri
riferimenti che per gli esperti della Sapienza necessitavano di interventi per
razionalizzare e decongestionare il traffico cittadino». E invece? «La reazione
di allora, irresponsabile, inadeguata, ignorante per disconoscenza scientifica
ci ha accompagnato, a nove anni di distanza, a partorire continuamente
interventi frammentari che certamente non hanno giovato né all’approccio
corretto del problema né ad alcun intervento risolutivo. Nel frattempo il Ponte
del Porto non è stato degnato di uno sguardo così come piazza 25 Aprile che è
ancora adibita alla sosta del Cotral, Via Badino, budello infernale, vede
accresciuto il traffico veicolare, il piazzale della stazione, nodo di scambio
gomma-treno, conserva ancora la fatiscenza post bellica».
di FABIO COCCIA

UN lungo weekend di incontri per consolidare ulteriormente i rapporti di
amicizia fra il nostro comune e quello di Duino Aurisina sede del Monte Ermada,
da cui ha preso il nome la frazione terracinese Borgo Hermada.
Quattro giorni in
compagnia di una delegazione di 20 persone del comune di Duino Aurisina in
occasione delle celebrazioni del 25 aprile e dell’appuntamento annuale della
Pedagnalonga di Borgo Hermada, con tanto di degustazioni di prodotti tipici
triestini. L’arrivo della delegazione, guidata dal vicesindaco è previsto per
domani. Per la mattinata del giorno successivo in programma l’incontro con la
stampa alla presenza del Lyons Club, incaricato di illustrare i motivi e gli
scopi dell’incontro e nel pomeriggio visita guidata per la città. Il 25 aprile,
poi, tutti a Borgo Hermada per la celebre corsa campestre. Negli stand che
scandiscono le tappe del percorso oltre ai prodotti locali saranno offerte anche
le specialità gastronomiche del Friuli Venezia Giulia. Il lunedì prima della
partenza dei delegati una visita con il comitato organizzatore. Scop o
dell’incontro è approfondire la conoscenza fra i due comuni e scambio di
materiale storico-fotografico con il coinvolgimento della scuola che ha messo a
disposizione una sala per creare un museo storico. La visita di quest’anno fa
seguito a quella degli altri anni per consolidare e sviluppare il rapporto fra
le due comunità .

Rischio frane a pisco Montano, il Comune nomina un gruppo di esperti per i
rilievi in vista di un progetto di messa in sicurezza della parete rocciosa.

Evidentemente c’è il pericolo che possano staccarsi dal costone di Pisco Montano
pietre che, cadendo sulla sede stradale, potrebbero costituire un grave
pericolo. Per questo il Comune di Terracina, di concerto con la Soprintendenza
dei beni archeologici del Lazio ha avviato un programma di screening dell’area
di Pisco Montano, il pittoresco sperone roccioso davanti il Tempio di Giove
Anxur. L’équipe di esperti è costituito da quattro archeologi specializzati:
Alessandro Bianco, Giovanna Patti, Dario Rose e Alessandro Vella, supportati
dalla ditta Nuova Scavi srl di Roma. I lavori, che si svolgeranno sotto la
supervisione e direzione scientifica del funzionario della Soprintendenza
Nicoletta Cassieri, riguarderanno tutta una serie di prospetti e rilievi dello
sperone roccioso, planimetrie e la realizzazione di un modello tridimensionale
di Pisco Montano. Il costo per il Comune è di 32 mila euro. Dopo l’opera di
rilevamento e i lavori preliminari, si passerà alla messa
in sicurezza vera e propria.
F. A.

CARTA GIOVANI-RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO

Mobilita’ nazionale e internazionale – La Regione Lazio e l’Associazione Carta
Giovani rimborsano le spese di viaggio ai soci
In considerazione della rilevante domanda del mondo giovanile al godimento e
fruizione di occasioni di formazione ed occupazione in ambito nazionale ed
internazionale, e più precisamente europeo, la Regione Lazio, in collaborazione
con l’Associazione Carta Giovani, intendendo implementare l’offerta delle
opportunità in favore dei soci Carta Giovani Regione Lazio tra i 18 ed i 30 anni
non compiuti, con la finalità di favorire la partecipazione a colloqui di
lavoro, selezioni, attività di volontariato, stage in Italia e nei paesi
europei, comunitari e non, corsi di lingua nei paesi europei, comunitari e non,
mette a disposizione un contributo a titolo di rimborso delle spese di viaggio
sostenute fino ad un importo massimo di euro 350,00 (trecentocinquanta/00) per
ciascuna richiesta. Non è previsto il rimborso per le spese di viaggio con mezzo
proprio (auto, moto, etc.). Per poter richiedere il rimborso parziale o totale
del biglietto di trasporto in classe economica fino ad un contributo massimo di
euro 350,00 (euro trecentocinquanta/00) per ciascuna richiesta è necessario
inviare all’Associazione Carta Giovani: • Copia di un documento di
riconoscimento in corso di validità • Copia della tessera Carta Giovani Regione
Lazio in corso di validità; • Biglietto di viaggio e tagliandi delle carte di
imbarco, se trattasi di trasporto aereo, per e dal luogo di destinazione con
partenza da una località rientrante nel territorio della Regione Lazio; •
Lettera dell’ Ufficio del Personale, della Struttura ospitante o della Scuola di
lingua comprovante la partecipazione al colloquio, allo stage, alle attività di
volontariato o al corso di lingua con la specifica del periodo di riferimento. •
Le tue Coordinate Bancarie • Recapito telefonico e indirizzo email Saranno
accettate le domande di rimborso fino ad esaurimento delle risorse stanziate
fino ad un massimo di € 452.600,00 (quattrocentocinquantaduemilaseicentoeuro). I
rimborsi saranno effettuati previa verifica della Regione Lazio e previa
erogazione dei fondi da parte della Regione stessa. Le richieste dovranno essere
inviate con raccomandata a: ASSOCIAZIONE CARTA GIOVANI – VIA G. MIRRI 20 00159
ROMA oppure recapitate a mano a: ASSOCIAZIONE CARTA GIOVANI – VIA ALBALONGA 3
00183 ROMA Riportare sulla busta l’indicazione “Richiesta rimborso – Regione
Lazio D1685 dell’11/06/2009″

A cura di :
Beatrice Ceccarelli
U.R.P. (UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO) – Ufficio Informagiovani
urp@comune.terracina.lt.it

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terracina-coppia-lungomare-anni-20_restaurata_b

Sole a picco e spiagge affollate, un cantiere aperto sul marciapiede e
passeggiate impossibili.
Andranno avanti per gran parte dell’estate i lavori di
restyling del marciapiede lato mare in viale Circe. Periodo dell’anno per
realizzare il nuovo mattonato, il Comune di Terracina non poteva proprio
trovarlo. E infatti non lo ha trovato. Il cantiere aperto lo scorso dicembre non
chiuder à prima d ll’inizio di agosto. Sempre che qualche ritardo non
faccia slittare la fine dei lavori. Si prospetta quindi un’est ate molto calda,
a partire dai disagi che, oltre agli habitué della passeggiata a due passi dal
mare, riguarderanno gli operatori balneari. Infatti quando saranno
aperti gli stabil imenti balneari, c’è da prevedere che il danno che subiranno
non sarà indifferente. Il cliente, per raggiungere la propria postazione sdraio
lettino e ombrellone, dovrà scendere in un tratto di spiaggia in cui il
marciapiede non è interessato dai lavori. Da lì, poi, dovrà camminare fino allo
stabilimento balneare in cui ha il posto prenotato. Chiaro che, soprattutto per
i turisti occasionali, il danno per gli operatori sarà enorme. Quale turista,
tra la discesa diretta in spiaggia e la sfacchinata bollente preferirebbe
quest’ultima? Ovvio che sceglierà l’arenile all’altezza del quale non si
svolgono i lavori di pavimentazione del marciapiede. Calcolando i tempi dei
lavori – 8 mesi – non sarebbe stato più opportuno avviarli a ottobre invece che
a dicembre? In questo modo il cantiere si sarebbe chiuso prima dell’inizio della
stagione estiva. Questione di tempi e programmazione: quello che il Comune di
Terracina non ha dimostrato di avere.
E non è la prima volta.
Francesco Avena

Quattro nuovi autovelox. Uno sulla Pontina, uno sull’Appia, uno sulla Flacca e
l’ultimo sulla Pantani da Basso. Lo ha deciso l’amministrazione di Terracina che
nei giorni scorsi ha approvato la delibera che prevede l’installazione dei tre
nuovi dispositivi sul controllo della velocità demandando al dirigente del
dipartimento l’esecuzione del provvedimento. Ora bisognerà solo verificare i
tempi per l’acquisizione e l’installazione. Tempo un mese e gli autovelox
saranno piazzati dal km 90 a 97 della Statale Pontina, dal km 84 a 100
dell’Appia e dal km 0 al 2,5 della Flacca. Tutti ovviamente nel territorio di
Terracina. Le motivazioni dei tre dispositivi, come si legge nel provvedimento
dell’esecutivo, risiedono nell’alta pericolosità dei tratti interessati spesso a
scorrimento veloce dove si sono verificati troppi incidenti gravi e mortali. Ma
c’è chi ci legge anche la necessità di fare quanta più cassa possibile dopo la
non esaltante esperienza del Telelaser che tra l’altro il Comune non ha mai
pagato alla ditta fornitrice. Ci fu anche un decreto ingiuntivo che poi l’ente
ha impugnato. Che ci sia una corsa a installare gli autovelox lo dimostra anche
una seconda delibera con cui l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano
Nardi, richiede alla prefettura di inserire la strada comunale Pantani da Basso,
la lunga arteria che collega Borgo Hermada con la Pontina, nell’elenco delle
strade esonerate dalla constatazione immediata dell’infrazione sulla velocità
prevista dal codice della strada. Contestualmente alla richiesta la delibera
prevede l’installazione di un autovelox. Si attende così solo l’inserimento
nell’elenco per partire con i controlli automatici. La Pantani da Basso è stata
per anni una strada molto pericolosa con i lavori di messa in sicurezza che
dovevano partire da un momento all’altro ma che sono stati ultimati soltanto di
recente. Rimane una arteria ad alta densità di traffico e anche in questo caso
la possibilità di moltiplicare gli introiti è piuttosto significativa. Per ora i
provvedimenti rimangono sulla carta. Bisognerà vedere i reali effetti il giorno
in cui entreranno in funzione tutti e quattro i dispositivi.
di FABIO COCCIA

Dal primo maggio parcheggi a pagamento a Terracina. Il Comune ha deciso di far
pagare la sosta anche sulle centralissime via Roma e viale della Vittoria, per
le quali fino ad ora esisteva solo il vincolo del disco orario. Un modo per fare
cassa, hanno sottolineato in molti, ma ieri l’amministrazione ha tenuto a
sottolineare che la decisione di allargare altri tratti di strada centrali alle
strisce blu rientra in un piano del traffico molto più complesso che verrà
attuato entro il 2011. Intanto si parte con le nuove strisce blu permanenti che
compariranno dopo i lavori di sistemazione dell’asfalto e comunque prima di
maggio. Le tariffe non si discostano da quelle dello scorso anno. Un euro per
parcheggiare un’ora, e quattro euro per tutta la giornata. Per evitare i ticket
giornalieri ci sono gli abbonamenti. Per i residenti quindicinale a 10 euro, il
mensile a 15 e lo stagionale a 60. Tariffe maggiorate per i non residenti
proprietari di case a Terracina e per turisti senza casa. Tornando alle
motivazioni sull’allargamento della sosta a pagamento, ieri il Comune ha fatto
sapere che il futuro della città sotto il profilo della viabilità sarà composto
da nuove piste ciclabili, isole perdonali e anche un’area attrezzata per i
camper che a partire al primo maggio dovranno pagare la sosta prolungata
sull’area di via Stella Polare fino a ieri utilizzata liberamente dai
camperisti. Gli introiti saranno utilizzati per migliorare il traffico
F.Coc.

Le conseguenze e gli strascichi delle ultime elezioni regionali non sono ancora
esauriti.
Alla luce dei risultati delle urne, infatti, sta prendendo corpo una
revisione degli assetti politici e amministrativi che coinvolge diversi comuni
della Provincia pontina, a cominciare dal capoluogo. Anche la tenuta
dell’amministrazione in carica a Terracina sarebbe prossima a venir meno. Noi
dell’UDC siamo fortemente convinti della necessità di una atto di sfiducia nei
confronti dell’amministrazione Nardi, purché esso rappresenti l’esito di una
riflessione seria e non di una strategia artefatta da registi occulti. Non ci
presteremo ad operazioni gestite fuori città, finalizzate esclusivamente a
ridisegnare i rapporti di forza all’interno di altri partiti o delle prossime
candidature a Sindaco. Non vogliamo essere oggetto di chi millanta la caduta di
questa amministrazione non avendo ne il potere e ne gli strumenti per farlo. In
questo susseguirsi di voci e conta dei consiglieri, rischiamo di fare solo
demagogia e di dare cattiva informazione ai cittadini che in maggioranza
aspettano con ansia la caduta dell’Amministrazione Nardi per il bene della
città. Se oggi tutti gli esponenti della minoranza e tutti i consiglieri ex FI ,
AN e PRI da tempo dichiarati indipendenti e non più in linea con l’operato
dell’Amministrazione Nardi non si dichiarano pubblicamente pronti a sfiduciare
il Sindaco, a poco servono tutti i comunicati, le voci e le conte delle mani
alzate di questi giorni, rimarrebbero solo parole al vento. L’unica cosa certa
oggi è che mancano pochi giorni all’approvazione del bilancio di previsione, li
si vedrà chi è contro o pro Nardi, è inutile che tutti si innalzino ad essere i
comandanti, gli eroi o i paladini dell’ultimo assalto al Sindaco, specialmente
chi non fa parte o non è rappresentato nell’attuale Consiglio Comunale. Lo
scioglimento del Consiglio Comunale sarà solo il primo momento di un processo di
risorgimento della città, a cui dovranno far seguito programmazione e
pragmatismo e confronto fra tutte le forze politiche e civiche, per questo
pensiamo che l’adesione ad un atto di sfiducia debba configurarsi come
un’assunzione di responsabilità da parte dei consiglieri che abbiano a cuore le
sorti della nostra città e che intendono liquidare la peggiore amministrazione
che la storia di Terracina conosca, e noi dell’UDC siamo pronti.
Gianni Percoco
Capogruppo UDC Terracina

I pellegrini del terzo millennio di nuovo a Terracina.
Da Benevento a piazza San Pietro, a Roma. Passando anche per Terracina,
nuovamente inserita nella ‘rete dei cammini’ delle Vie Francigena e Micaelica.
Nel tardo pomeriggio di ieri dal verde scenario del Parco della Rimembranza sono
risuonati i Carmina Burana, intonati da Alberto Alberti, presidente del ‘Gruppo
dei 12′, come benvenuto ufficiale al gruppo di moderni pellegrini che hanno
fatto tappa anche in città. Danesi, soprattutto, uno svizzero, ma anche persone
di Borgo Hermada, Fondi e Vallemarina. Tutti immersi nella surreale atmosfera
tipica del Medioevo grazie a quella che è ormai diventata una vera e propria
tradizione. Chilometri e chilometri attraverso borghi medievali e panorami
incantevoli, alla volta della tomba di San Pietro. Oggi è un cammino riscoperto
grazie a pazienti lavori di mappatura e di rilevamento di tecnici esperti che
hanno ricreato un tracciato messo in gran parte in sicurezza e che collega mezza
Italia tra sentieri e strade asfaltate anche se molto poco battute. Una sorta di
autostrada del Medioevo. Prima di giungere a Terracina, accolti dall’immancabile
Emilio Selvaggi, i pellegrini sono stati a Formia, accolti in costume
dell’epoca, a Fondi, a Vallemarina dove il suono delle zampogne ha commosso i
viandanti, al Parco della Rimembranza. Oggi ripartiranno dalla Cattedrale
diretti all’Abbazia di Fossanova, attraversando Campo Soriano. ”Alla base
dell’iniziativa c’è il voler stimolare la coscienza locale- ci ha detto Alberto
Alberti Le strade che percorriamo sono fortemente legate alla comunità locale di
appartenenza”. A Terracina i pellegrini hanno trovato ad accoglierli fave,
pecorino, salsiccia e un buon bicchiere di vino moscato. L’atmosfera ideale per
intonare un allegro canto ristoratore. Per ciascun membro del gruppo si trattava
della prima esperienza del genere, stimolati dall’idea di un lungo percorso tra
la natura, su sentieri battuti secoli fa dai pellegrini di un tempo, scoprendo
una dimensione del viaggio più interiore e personale di quella che solitamente
si ha. Sul tavolo di legno Alberto Alberti aveva già preparato la ‘credenziale
del pellegrino’, una sorta di carta d’identità di ogni partecipante che suggella
ogni tappa. Un documento di riconoscimento che accomuna i pellegrini del terzo
millennio.
Pubblicato da Rita Recchia

Corsie riservate ai mezzi del pronto soccorso del «Fiorini» come fossero strade
pubbliche: la protesta degli operatori sanitari del 118.
Le auto percorrono
regolarmente il tratto riservato alle ambulanze attraversando l’Appia dal ponte
di via Ceccaccio per arrivare in via Firenze. Così facendo, gli automobilisti
entrano nelle corsie riservate, percorrono tutto il tratto destinato alle
emergenze e infine passano per il parcheggio dell’ospedale, anch’esso riservato
all’utilizzo degli utenti della struttura sanitaria. Per gli operatori sanitari
del pronto soccorso il disagio è notevole, visto che in alcuni casi, mentre
devono transitare velocemente, trovano la corsia occupata dalle auto. Senza
contare i casi in cui qualcuno parcheggia addirittura a margine delle strade in
questione, rendendo ancor più caotica la circolazione. Ora arriva la protesta
del personale del «Fiorini » dopo i molti disagi subiti per il mancato rispetto
delle regole.
F. A.

Tra le pontine di Eccellenza, ha vinto la squadra che interessava che vincesse,
il Terracina, il resto conta poco e niente.
I tigrotti, impegnati a difendere un
posto nei play-out, hanno fatto fuori il Roviano (3-0) e hanno così rintuzzato
il tentativo di rientro nelle posizioni-spareggio del Colleferro che, sempre per
3-0, ha superato la Nuova Tor Tre Teste. I pareggi del Villanova e del La Lucca
uniti alla sconfitta del Torrenova, inoltre, hanno ricompattato le distanze
nelle posizioni play-out cosicché ad oggi, a 270’ dal termine della stagione,
gli abbinamenti degli incontri che varranno la salvezza rimangono ancora
piuttosto confusi. Giustificata quindi la grande soddisfazione con cui ieri al
Colavolpe il Terracina è tornato ad allenarsi. «Non dobbiamo esaltarci per
questo successo analizza il giocatore-allenatore Giorgio Minieri ma è stata una
vera boccata d’ossigeno. Sono contento soprattutto per i ragazzi che danno tutto
durante gli allenamenti». Ora i tigrotti sono in corsa per il sest’ultimo posto:
«Preferisco controllare le squadre che ci inseguono; sarà importante avere la
gara di ritorno in casa nei play-out. La squadra più pericolosa? Eviterei il
Colleferro», ha concluso Minieri.

Nel leggere sulla stampa locale sermoni con parole tipo – “demagogia e
pragmatismo” – che stanno nel discorso come il pepe sta allo zucchero,
all’inizio sorridevo, oggi mi incazzo.
Mi scuso per l’espressione, ma non ne
trovo di più adeguate. Ma chi vogliono ingannare? Come si possono accettare
lezioni di morale politica da chi fino a ieri alla fonte inquinata di Nardi si è
abbeverato ed alla sua greppia si è ingrassato? Inutili tentativi per accorciare
la distanza siderale che li separa dai cittadini. Tanta opportunità non è solo
ipocrita, è meschina. Personaggi, che sicuramente dalle prossime elezioni
saranno cancellati, o nella migliore delle ipotesi fortemente ridimensionati,
invocano la caduta di Nardi ammantandosi di una verginità che non hanno per
riconquistare quella poltrona della quale hanno grandissima e avida nostalgia. È
ridicolo riporre fiducia nell’assunzione di responsabilità da parte di
consiglieri che hanno vinto un terno al lotto, che sono approdati in consiglio
comunale per “gratia dei”. È più facile buttarsi da Pisco Montano e cavarsela.
Nardi non si dimetterà per non perdere il residuo potere che gli è rimasto, ma
non arriverà a fine consigliatura, questo è certo. Non saranno però
consiglierucoli proni e consapevoli che per loro non c’è avvenire politico a
farlo cadere, ma il fato, che può assumere varie sembianze. A questi Consiglieri
però, qualcuno dovrebbe spiegare che un giorno saranno chiamati a rispondere del
loro operato, per loro non varrà il proverbio “passata la festa gabbato lo
santo”. Lo garantisco: chi ha prodotto così tanti guasti alla città e causato
altrettanti patimenti ai terracinesi pagherà, perché l’Oglio non ha mai prevalso
sul grano, prima o poi arriva il contadino e lo estirpa. Per quanto riguarda il
bilancio di previsione poi, che nessuno si illuda: sarà approvato! Ci penseranno
gli ormai celeberrimi cinque saggi ad imporsi alle relative coorti, caso mai ce
ne fosse bisogno: ultimo rantolo di una classe dominante morente che gli
elettori hanno già cancellato dalla mente. Per finire, parlare a Terracina di
regie occulte non fa nemmeno ridere, è solo patetico, ma in tutti i casi, il
giorno della verità non è poi così lontano.
Germano Bersani – Azione sociale

Trasformare la barra sabbiosa del porto in una risorsa.
Un video di ‘Città Partecipata’ spiega come fare.
”Se consideriamo la barra sabbiosa un problema non solo dei pescatori ma della
collettività, solo allora potremmo scoprire che tale problema può divenire una
risorsa enorme per il benessere economico della città”. In estrema sintesi è
questo il messaggio che l’associazione di Terracina ‘Città Partecipata’ ha
voluto lanciare attraverso il video che affronta il problema dell’imboccatura
del porto cittadino sempre alle prese con l’incubo insabbiamento. Come tale
problema potrebbe diventare una risorsa? Mettendo in moto una sorta di circuito
virtuoso che permetta di realizzare interventi di dragaggio costanti
dell’imboccatura, e non sporadici, e di riutilizzare la sabbia ricavata per il
ripascimento della spiaggia, laddove serva. Intanto il video, della durata di
circa 10 minuti, è stato messo in rete così da arrivare a quanta più gente sia
possibile. Nei prossimi giorni ‘Città Partecipata’ ha intenzione di coinvolgere
in una collaborazione coesa quelle categorie, come gli operatori balneari, gli
albergatori e i pescatori, che con il mare ci vivono. Da tale coesione dovrebbe
scaturire una richiesta altrettanto compatta in Regione affinché Terracina venga
dotata di una draga da poter usare ogni qualvolta la sabbia in eccesso ostacoli
la navigazione nel porto.
Pubblicato da Rita Recchia

DAI progetti universitari ai piani del traffico dell’ultim’ora. Questa la
parabola discendente della gestione della viabilità a Terracina. Almeno secondo
quanto raccontato dall’Ascom, che torna sulla questione della «rivoluzione» dei
parcheggi e critica gli interventi estemporanei dell’ammini – strazione
comunale. Dovevano essere due università ad indicare la via al Comune su come
organizzare la viabilità urbana. Ci aveva pensato «La Sapienza »: Via Badino,
ponte dell’Ospedale, via Lungolinea, piazza XXV aprile, sono i «punti critici»
menzionati da quello studio universitario per decongestionare il traffico.
«Furono allora, per populismo, stracciati, insieme al Piano, circa 60 milioni
delle vecchie lire, il costo del progetto» attacca l’Ascom. «La reazione di
allora, irresponsabile, inadeguata, ignorante per disconoscenza scientifica ci
ha accompagnato, a nove anni di distanza, a partorire continuamente interventi
frammentari ». Poi doveva essere la volta della «Federico II» di Napoli, ma
anche lì non se ne fece nulla». Oggi, a distanza di 10 anni, il Comune «ci mette
una pezza», dice l’associazione, ma con risultati inesistenti: «Il ponte del
Porto non è stato degnato di uno sguardo così come piazza 25 Aprile che è ancora
adibita alla sosta del Cotral, Via Badino, budello infernale, il piazzale della
stazione, nodo di scambio gomma-treno, conserva ancora la fatiscenza post
bellica». Questo perché «si è preferito spararle grosse» incalzano i
commercianti; «tre porti sono meglio di uno, i campi da golf per il rilancio
turistico, il “fantastico” ciclo e recupero delle acque, i parcheggi
interrati ovunque, sotto strutture medievali o sotto l’escavo Traianeo, le
fantomatiche piscine». E ora, con due delibere di giunta «rivoluzionano l’in -
tero centro cittadino pensando esclusivamente alle necessità di cassa e non
riferendosi minimamente a nessun atto interdisciplinare propedeutico ad un Piano
Urbano del Traffico». L’Ascom avverte la giunta: «L’affanno della cassa è
cattivo consigliere perché non tiene in nessun conto le effettive necessità di
un territorio » e bolla la tendenza a favorire «l’economia del mattone,
lottizzatrice e tesa esclusivamente al profitto», come pure «l’uso smodato dello
sportello unico per le attività produttive». «Amministrazioni che imperterrite
continuano ad inseguire questa “mission” – conclude la nota – partoriscono città
monche, incapaci di darsi utili modelli di sviluppo
e prosperità».
D. R.

Il sindaco di Terracina da tempo non risponde alle loro interrogazioni. Il
presidente del consiglio comunale non convoca la massima assise cittadina dove
poter discutere anche i loro ordini del giorno. Stufi di questo stallo
amministrativo, i consiglieri del Partito Democratico scrivono a Stefano Nardi e
a Patrizio Avelli invitandoli caldamente a convocare il consiglio comunale con
all’ordine del giorno i numerosi argomenti sollevati e fino ad oggi ancora mai
trattati. Viene anche interpellato il prefetto di Latina Antonio D’Acunto
affinché diffidi Nardi e Avelli a convocare il consiglio comunale, salvo
esercitare il potere di deroga previsto dalla legge se dovesse continuare questo
stato di cose. ”Il gruppo consigliare del Pd ha presentano ordini del giorno e
numerose interrogazioni per avere chiarimenti e risposte su rilevanti problemi
che assillano la comunità locale- si legge in un comunicato stampa- Gli ordini
del giorno devono essere portati in consiglio comunale entro 20 giorni, mentre
alle interrogazione, il sindaco deve dare risposta scritta entro 15 giorni e
l’argomento deve essere trattato nella prima convocazione della massima assise
cittadina”. ”Purtroppo il sindaco in spregio alle regole e noncurante dei
diritti dei consiglieri comunali, da molto tempo ormai non risponde alle
interrogazioni, mentre il presidente del consiglio comunale non convoca il
consiglio comunale come invece dovrebbe”. Tra richieste di convocazione del
consiglio comunale e interrogazioni a tutt’oggi rimaste senza seguito, la lista
è davvero lunga. In questi mesi i consiglieri del Pd hanno proposto discussioni
in consiglio sul Suap relativo alla realizzazione del ‘Blu Residence’, in
variante al Piano Regolatore Generale da Zona ‘C5-Espansione e ristrutturazione
residenziale> a Zona ‘F1-Attrezzature Turistico/Ricettive/ Alberghiere, Strada e
Parcheggio Pubblico’ della Soc. ‘GESIM 79 A R.L.’; dibattito sulla situazione
economica finanziaria del Comune vista la difficoltà di veder pagati gli
stipendi comunali; miglioramento della Migliara 57; istituzione anagrafe degli
eletti; lo scioglimento della Terracina Ambiente S.p.A., e altro. Quanto alle
interrogazioni, il trasferimento del mercato settimanale in via Firenze;
richiesta di monitorare i dati contabili delle entrate pregresse relative
all’Ici, Tarsu, permessi di costruire, contravvenzioni codice della strada;
motivi della chiusura dello sportello catastale decentrato; i motivi della
mancata attuazione del Piano di Riassetto delle emissioni elettromagnetiche
territoriali; richiesta di intervenire nei confronti della Terracina Sviluppo
S.p.A, e l’elenco potrebbe continuare ancora. Possibile continuare così?
Certamente no, e allora il Pd ha deciso di affidare al prefetto le sue speranze
per una bella smossa amministrativa.
Pubblicato da Rita Recchia

Più tombe per il cimitero. Garantito il riposo eterno.
In arrivo tra i 1000 e i 1500 loculi nuovi nel camposanto comunale di Terracina,
in via Anxur. Questo vuol dire che per un bel po’ di altri cittadini il riposo
eterno sembrerebbe garantito, senza tutte le ansie e le preoccupazioni dei mesi
scorsi, quando il cimitero era in perenne emergenza tombe a causa dei lavori che
partivano e che poi si bloccavano in men che non si dica. Ora sembra proprio che
questa antipaticissima empasse sia roba vecchia. Quindi, guai a parlare di
immobilismo dell’amministrazione comunale per quanto riguarda il camposanto di
Terracina. Come affermato dall’assessore competente Gianni D’Amico, entro questa
settimana sarà portata in giunta la variante al Piano Regolatore Generale del
cimitero che prevederà permessi per la costruzione di nuove ali all’interno.
Questo significa che sarà possibile ricavare diverse centinaia di nuovi loculi,
e i lavori dovrebbero partire già dalla prossima estate. L’assessore Gianni
D’Amico ha, inoltre, intenzione anche di vagliare la possibilità di richiedere
l’acquisizione di uno spazio adiacente al camposanto per fare ulteriore posto.
Attualmente il numero di loculi settimanalmente disponibili si è assestato sulla
ventina. Una quantità costante grazie ai lavori continui di estumulazione e
tumulazione. Di questo, e di altro ancora, si occupano da qualche tempo gli
operai del ‘Gruppo I Cipressi srl’, una ditta campana per la quale di recente è
stata decisa la proroga di altri 6 mesi del progetto di esternalizzazione dei
servizi cimiteriali, per un corrispettivo netto di circa 81 mila euro più Iva.
Un periodo di ‘pace’, dunque, tra i viali alberati del camposanto di via Anxur,
dopo le vivaci polemiche dei mesi scorsi per l’emergenza loculi, per le salme
posteggiate nell’obitorio, per il degrado degli arredi, per la sporcizia ai vari
angoli. Mancavano i soldi per pagare gli operai, ed era stato necessario
l’intervento di volontari per dare una ripulita da quelle parti. Ora la crisi
sembrerebbe rientrata.
Pubblicato da Rita Recchia

Un’unica regia dietro i corrieri della coca. Diviene sempre più questa la pista
privilegiata dai carabinieri che stanno lavorando per venire a capo della rete
che consente l’arrivo in città di ingenti quantitativi di droga – per lo più
cocaina – destinata allo spaccio al dettaglio. Non si fermano le indagini del
Nucleo investigativo di Latina, impegnato a rimettere insieme i tasselli dopo i
maxi sequestri avvenuti il mese scorso. Due le persone arrestate, entrambe di
Terracina, perché trovate in possesso, a bordo della loro auto mentre entravano
in città, con cocaina purissima impacchettata nel cellophane. Complessivamente
un chilo e mezzo di «neve», che aveva portato in manette prima un operaio,
Massimiliano Gambacurta, e qualche settimana dopo Pietro Pupella. Loro, secondo
le ipotesi dei carabinieri, avrebbero avuto il ruolo di corrieri. E non è
escluso un collegamento tra le due operazioni. A spingere verso questa ipotesi,
le modalità di trasporto dello stupefacente e soprattutto le «accortezze» prese
dai due conducenti, entrambi preceduti su strada da una vettura «civetta» con
funzione di apripista in caso di posto di blocco. Ma non solo. A spingere i
carabinieri verso l’ipotesi di un’unica, più complessa regia dietro il mercato
della coca in città ci sarebbero anche altre coincidenze. Il fatto, ad esempio,
che in entrambi i casi le auto provenissero dalla Campania con quantitativi di
droga difficilmente attribuibili ad iniziative private e comunque in grado di
mettere in circolo, se spacciati al dettaglio, un giro di soldi di centinaia di
migliaia di euro. Possibile che agissero da soli? È la domanda a cui stanno
cercando di dare risposta gli uomini del nucleo investigativo guidato dal
colonnello Pierluigi Rinaldi. Al setaccio degli inquirenti è finito tutto il
materiale sequestrato nel corso degli arresti e delle perquisizioni domiciliari.
Un ruolo fondamentale potrebbero ricoprirlo i contatti registrati sui telefoni
cellulari e sulle agendine dei due corrieri. Nomi e numeri di telefono in grado
di costituire una possibile traccia per ricostruire la piramide che dai
fornitori all’ingrosso passa per il trasporto e finisce con i pusher al
dettaglio, a Terracina e in provincia. Quello inferto dai carabinieri di Latina
al mercato della droga è stato comunque un colpo durissimo. Se dovesse
confermarsi l’ipotesi di un collegamento tra i due sequestri, avvenuti a
distanza di 15 giorni l’uno dall’altro, si registrerebbe tuttavia una frequenza
allarmante dell’ar – rivo di cocaina a Terracina, segnale tutt’altro che
trascurabile del mercato di droga che attanaglia il territorio cittadino. La
guardia delle forze dell’ordine, resta alta.
Diego Roma

Crisi del settore agricolo, la proposta di dichiarare lo stato di
crisi finisce in consiglio comunale.
L’assise civica discuterà
della possibilità di dichiarare, per le aziende che costituiscono
il comparto agricolo e zootecnico locale, lo stato di crisi. Questo
riconoscendo nell’attività agricola un’asse portante dell’econo -
mia locale ma allo stesso tempo un settore in profonda crisi. Il
tracollo del comparto è oggetto di manifestazioni e proteste a
livello nazionale, ma anche Terracina soffre la carenza di
strumenti da parte delle istituzioni per lottare la crisi. All’ordine
del giorno la proposta dello stato di crisi, per chiedere la
riduzione della pressione fiscale; accesso a crediti agevolati;
maggiore tutela dei prodotti agricoli e una promozione più
consistente per i prodotti Dop-Igp. La richiesta, una volta
approvata dal consiglio comunale, sarà inviata agli organi
istituzionali superiori: Regione, Ministero delle politiche agricole
e Unione Europea.
F. A.

I residenti di via Ceccaccio sono al limite e si sono mobilitati con un
petizione, chiedendo urgenti misure.
Il problema in questione per gli abitanti
della zona è che la rete fognaria e il depuratore non funzionano come
dovrebbero. Dalla realizzazione dell’impianto e dal collegamento al nuovo
depuratore di Pantani da Basso, si verifica continuamente la piena e la
conseguenza è che i liquami vengono scaricati nei canali laterali. Una
situazione insostenibile sia per i residenti sia per le conseguenze ambientali
che il malfunzionamento dell’impianto provocano. Oltre a determinare una pessima
situazione igienico-ambientale, rendendo la zona praticamente invivibile, per la
costante presenza di odori sgradevoli anche nei pressi delle abitazioni,
infatti, gli scarichi provenienti dalla rete fognaria, e diretti nei canali
possono determinare un inquinamento delle falde acquifere e delle coltivazioni
agricole limitrofe. I residenti di via Ceccaccio, allarmati per le proprie
condizioni di salute, in pericolo per il mal funzionamento dell’impian – to, e
per l’inquinamento ambientale e delle falde acquifere, si sono uniti in una
petizione per chiedere al primo cittadino di Terracina e alla società di
Acqualatina di eliminare urgentemente gli scarichi nei canali.

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terracina-bella-via-roma-anni-60_bis_b

Le caduta del sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo doveva essere la condanna

definitiva e invece rischia di rivelarsi la scialuppa di salvataggio su cui il
sindaco Nardi e la sua maggioranza riusciranno a superare l’ennesima bufera.

«Cade o non cade», la cantilena in città viene ripetuta ormai da anni con tutti
i retroscena e le analisi del caso. Il fatto certo finora però è soltanto uno:
ogniqualvolta il suo destino viene dato per spacciato, Nardi casca sempre in
piedi. Così sarà anche questa volta? Alcuni segnali sembrano far pensare proprio
di sì. Primo fra tutti il fattore Fazzone. Dopo il terremoto scatenato a Latina,
il senatore di Fondi pare abbia mollato la presa su Terracina. Due Comuni sono
troppi. Anche per Fazzone. Venendo a mancare il pressing dall’alto, le manovre
di convincimento dei consiglieri meditabondi potrebbero perdere forza. La scelta
sarebbe in pratica lasciata soltanto alla coscienza dei singoli che in politica,
si sa, può lasciare il tempo che trova. Soprattutto se è vero che la maggioranza
si tiene insieme per puri interessi personalistici e non per portare a termine
un disegno di governo della città. Magari non è così e i saggi con relativa
saggezza spuntati a fine mandato riusciranno a fare quanto non è stato fatto
negli anni spericolati. Ma effetti speciali a parte, la verità sul destino de ll
’amministrazione Nardi si scoprirà solo… votando. Ma fatto il miracolo di
restare ancora in piedi, la maggioranza, visto che c’è, potrebbe farne anche un
altro. Quello di votare un bilancio da lacrime e sangue – parola di saggio -
anche se tecnicamente ci sono tutte le condizioni per dichiarare il dissesto. La
seduta fatidica potrebbe essere convocata per il 27 aprile. Ma appunto, tanto
fatidica la prossima seduta dell’assise cittadina non dovrebbe essere: Roberto
Pietricola potrebbe continuare a far finta di non essere un ex forzista tanto
più che il grande capo Fazzone se ne sta ora in sordina; l’etereo Biagio
Frattarelli potrebbe continuare ad essere appunto etereo; Edis Mazzucco con il
suo eloquio potrebbe convincere persino se stesso; Gianni Percoco e Valentino
Giuliani si ricorderanno di stare all’opposizione? E Bellezza, Roberto Bellezza,
capirà alla fine da che parte stare? E Domenico Villani, il consigliere dalle
dimissioni facili, sarà pronto a darle nel momento fatidico? Insomma, tante,
troppo incognite per una maggioranza che è una, nessuna e centomila e proprio da
questo trae la sua forza. Insieme a un sindaco sindaco nato senz’altro con la
camicia. Anche se la buona stella, purtroppo, ha protetto soltanto lui
e poco, anzi per nulla la città.
Pierfederico Pernarella

limone_ano

Stessa spiaggia, stesso mare? Non si sa. L’estate è alle porte ma restano ancora
incerte le sorti della gestione dei lidi comunali. A due mesi dall’avvio
ufficiale della stagione balneare è allo studio dell’amministrazione comunale il
sistema con cui saranno amministrate le spiagge pubbliche. La voce più
insistente parla di un nuovo bando per l’affi – damento a privati, sulla falsa
riga di quello dello scorso anno vinto poi dal Sindacato dei balneari. Ma tutto
è ancora nel mondo del possibile, e l’assenza dell’assessore al Turismo, carica
vacante dopo le dimissioni di Giuseppe Amuro, non facilita le cose. Di certo la
questione dei lidi dovrà trovare soluzione a breve. Non resta troppo tempo per
organizzare il servizio a meno da non ripetere i ritardi degli scorsi anni, che
hanno arrecato non pochi disagi agli utenti, oltre che un marasma di polemiche.
C’è poi un aspetto più pragmatico: quello delle entrate economiche per
l’amministrazione comunale. L’affidamento delle spiagge, infatti, e di tutti i
servizi balneari correlati, costituisce pure sempre un’entrata per l’Ente. Lo
scorso anno, il primo in cui il Comune ha deciso di cambiare rotta rispetto alla
gestione diretta degli anni addietro, il Sib ha versato all’Ente la bellezza di
150 mila euro per aggiudicarsi la gestione del servizio. Molte le perplessità
alla fine dell’avventura da parte del sindacato dei balneari, che non si era
dichiarato completamente soddisfatto dell’i mp re sa per la modestia dei
profitti rispetto agli investimenti effettuati. Per l’ammini – strazione
comunale invece l’affidamento a terzi aveva voluto dire, oltre a dei
considerevoli risparmi, il lasciarsi alle spalle un sistema di gestione diretta
che aveva fatto gridare allo spreco e che alla fine era finita nell’occhio del
ciclone con l’inchiesta della Procura sulle assunzioni facili. Nei mesi scorsi
si era ipotizzata anche una gestione degli arenili affidata all’Azienda
speciale, ente che ormai sembra in grado di fare ogni cosa. Ma restano soltanto
delle voci. Di certo nei prossimi giorni ci saranno novità in merito. Lo scorso
anno proprio questo è stato il periodo in l’amministra – zione comunale ha
comunicato i dettagli del bando. Di accorciare i tempi ed evitare ritardi e
disagi, sembra di capire, non se ne parla proprio.
Diego Roma

1111 [4]

Partirà il primo maggio la rivoluzione dei parcheggi a pagamento. Prima di
quella data, in via Roma e viale della Vittoria e le altre strade interessate
dal servizio, saranno tracciate le strisce blu.
In via Roma e viale della
Vittoria è prevista una rotazione dei mezzi in sosta per cui ogni auto non potrà
sostare nello stesso parcheggio per più di due ore. Questo, secondo le
intenzioni dell’amministrazione comunale, darà un vantaggio notevole ai
commercianti. Infatti sarà più facile trovare un posto in centro, dal momento
che le auto ruoteranno con più velocità nel corso della giornata. I soldi
incassati dalle strisce blu – ribadisce l’am – ministrazione – serviranno
esclusivamente al miglioramento della viabilità: con gli introiti dei «grattini»
e degli abbonamenti si realizzeranno piste ciclabili, lavori di asfaltatura
nelle strade cittadine, e altri interventi per dotare Terracina di una viabilità
che da anni brancola nel caos. Il fine è quello di creare una nuova concezione
della viabilità a Terracina. Nel progetto di rivoluzione urbana prospettata dal
Comune sono previste anche altre innovazioni oltre a quelle descritte in
precedenza. Eccone alcune: l’istituzione di un servizio di bus navetta che
percorreranno in lungo e in largo il territorio comunale; manutenzione delle
strade; rafforzamento del corpo di polizia municipale, realizzazione di isole
pedonali. Insomma, come la definiscono in Comune, una vera e propria
rivoluzione. Per vederla in pratica in tutta la sua efficacia, però, bisognerà
attendere il 2011. Data in cui l’amministrazione darà il via al piano del
traffico, partorito già a ll ’inizio del primo mandato Nardi e che sembra sul
punto di essere realizzato. Da Palazzo inoltre viene rigettata con decisione
l’idea che i soldi incassati da «grattini» e abbonamenti vari vengano utilizzati
per coprire altri buchi del bilancio. Dal primo maggio, comunque, si inizierà
con le soste a pagamento sia a carattere permanente (tutto l’ anno) che
stagionale (da maggio a settembre). Infine ci sono commercianti, come il
titolare de «La Famiglia» in via Roma, che vedono di buon occhio la rivoluzione
del traffico. «A Latina le strisce blu in centro hanno provocato un mi gli oram
ento nella fruzione da parte dei clienti degli esercizi commerciali.
Tra le ipotesi delle attività, infatti, c’è anche quella di pagare ai propri
clienti il costo del ticket».
Francesco Avena

1111 [3]

Convenzione parchi comunali, il pasticciaccio della firma mancante. Tutta colpa
di una firma che ancora latitava. L’inghippo sarà risolto martedì mattina alle
11 in Comune, e allora per i parchi pubblici cittadini dovrebbe finalmente
tornare un po’ di quiete. Per ora, però, l’uso del condizionale resta un
obbligo, considerando che la questione parchi a Terracina si trascina ormai da
parecchio tempo. Ma ieri mattina l’assessore competente Gianni D’Amico è stato
categorico con i membri del Comitato Parchi Terracina. ”Martedì il presidente
del centro anziani di via Cambellotti firmerà il documento e la convenzione sarà
immediatamente esecutiva”. E ha poi aggiunto: ”Io sono un uomo di parola”.
L’assessore D’Amico è voluto intervenire personalmente all’esterno di Villa
Tomassini dov’era in corso una nuova protesta del Comitato. ”Siamo stanchi di
sostituirci alle inadempienze dell’amministrazione comunale- aveva detto la
portavoce Anna Marigliani- La convenzione doveva partire mesi fa e invece i tre
anziani continuano ad aprire e chiudere i cancelli dell’Area Chezzi e di Villa
Tomassini senza un minimo di gratificazione, anche economica”. Era previsto un
rimborso di un migliaio di euro per il lavoro svolto fin’ora. ”La convenzione
prevedeva anche i compiti di guardiania e sorveglianza, ma gli anziani non sono
stati nemmeno forniti di un tesserino di riconoscimento con il quale far valere
un minimo di autorità sugli utenti indisciplinati”. Per non parlare, poi, dello
stato in cui versano i due giardini. Visto che con le belle giornate i
visitatori dei parchi stanno aumentando, gli anziani stanno incontrando maggiori
difficoltà. Per questo motivo ieri si erano sollevati dall’incarico e con il
Comitato avevano avviato la protesta chiudendo di nuovo i due giardini pubblici.
L’intervento diretto di Gianni D’Amico e le sue rassicurazioni hanno, però,
placato gli animi. Almeno per ora. Mistero su questa benedetta firma.
L’assessore riferisce di essere stato informato dal dipendente comunale
competente di aver più volte convocato il presidente del centro per formalizzare
gli accordi. Ma quest’ultimo afferma, invece, l’esatto contrario.
Pubblicato da Rita Recchia

1111 [11]

È stata una cerimonia emozionante, a tratti
commovente quella che si è svolta nei giorni scorsi
al Palazzetto dello Sport.
In ricordo del dramma
del terremoto in Abruzzo, tutte le associazioni di
volontariato, alla presenza dei bambini delle scuole
elementari di Terracina, hanno svolto una manifestazione
per ricordare l’impegno profuso da
volontari e forze dell’ordine a L’Aquila. L’evento,
organizzato a un anno dal terremoto che mise in
ginocchio l’Abruzzo nell’aprile del 2009, ha visto
anche la presenza di una delegazione proveniente
da Sant’Eusanio Forconese, un paesino vicino
L’Aquila «adottato» dal Comune di Terracina per
svolgere i soccorsi all’indomani del tragico sisma.
È stata anche l’occasione per ricordare gli sforzi
congiunti delle numerose associazioni che si sono
prodigate nelle operazioni di soccorso e nell’aiuto
alle vittime del terremoto. Associazioni come la
protezione civile, il Nucleo operativo di soccorso,
l’Associazione nazionale carabinieri, l’Associa -
zione finanzieri d’Italia, oltre ai vigili del fuoco di
Terracina. Commosso il sindaco di Sant’Eusanio
Forconese, Giovanni Berardinangelo, che ha ringraziato
pubblicamente Terracina e i suoi cittadini
per la gara di solidarietà avviata dopo il sisma. Con
il primo cittadino abruzzese sono state anche
gettate le basi per un possibile gemellaggio con
Terracina. A margine dell’evento anche uno storico
passaggio del testimone alla guida della protezione
civile comunale. Dopo oltre 30 anni di
volontariato alla guida della squadra comunale, il
maresciallo Ferdinando Colella ha lasciato il posto
a Enrico Del Monte.
F. A.

1111 [2]

L’appello del Cat ‘Nuova Alba’: ”Non vergognatevi di ammettere che siete degli
alcolizzati”.

Il Club degli Alcolisti in Trattamento di Terracina ‘Nuova Alba’ scende in campo
per i bimbi assistiti da ‘Telefono Azzurro’. Ieri e oggi i membri del club,
diretto da Giuseppe Vellucci e dal vice-presidente Pio Roberto Manzi, hanno
allestito in piazza Garibaldi un gazebo per la vendita delle ortensie. ”I fiori
sono andati a ruba- commenta Vellucci- Inoltre il gazebo è stata una nuova
occasione per lanciare un messaggio alla cittadinanza: noi ci siamo e vogliamo
aiutare tutti coloro che continuano a vivere in segreto e nella vergogna la
piaga dell’alcolismo”. Negli ultimi anni è cresciuto notevolmente l’impegno di
‘Nuova Alba’ per informare il territorio, per dare un contributo forte ad
arginare il dilagare dell’alcolismo anche tra i giovanissimi. Perché
l’informazione è una delle forme migliori di prevenzione. Molto utili, ad
esempio, sono stati i tour nelle scuole, superiori e medie. ”Nella scuola media
dove siamo stati a marzo gli stessi ragazzi ci hanno chiesto aiuto attraverso i
loro temi- continua Giuseppe Vellucci- Il problema restano i genitori che forse
non si rendono conto della gravità della situazione e pensano di poterla gestire
in casa, piuttosto che far sapere alla gente di avere il problema”. La
vergogna, dunque, ferma molte persone, impedendo loro di chiedere aiuto a
strutture preparate come il Cat ‘Nuova Alba’. ”Noi, comunque, abbiamo fiducia e
rinnoviamo l’appello a quanti hanno bisogno di un aiuto concreto: venite a
trovarci nella nostra sede di via Cambellotti”.
Pubblicato da Rita Recchia

1111 [12]

In arrivo oltre mille loculi al cimitero di via Anxur, l’annuncio
dell’assessore Gianni D’Amico.
Entro la fine della settimana, promette
l’assessore ai servizi cimiteriali, sarà approvata dalla giunta comunale una
variante al Piano Regolatore Generale della struttura di via Anxur. «Sarà il
passo decisivo – continua D’Ami – co – per spianare la strada a una serie di
lavori grazie ai quali saranno realizzate ali di loculi per un totale di oltre
mille tombe». L’av v i o dei lavori è previsto per la prossima stagione estiva.
Una decisione, quella del Comune e in primis dell’a sse sso re Gianni D’Amico,
che intende porre fine al problema della carenza di loculi nel camposanto di
Terracina. Come da diverso tempo, infatti, anche attualmente i posti
disponibili per ospitare le salme sono una ventina. «Un numero – commenta
D’Amico – che si mantiene comunque stabile per i lavori di estumulazione delle
salme, la ristrutturazione dei loculi e la successiva tumulazione delle bare ».
Ma con la decisione del Comune di ampliare gli spazi per i loculi, l’emergenza
dovrebbe non presentarsi più. Nei piani dell’assessore anche quello di acquisire
un terreno adiacente l’attuale perimetro del camposanto per realizzarvi nuove
tombe. Il terreno in questione dovrebbe essere esteso almeno
4 mila metri quadrati.
F. A.

1111 [13]

Le pasticcerie terracinesi alla Festa del dolce di Pècs. L’evento, organizzato
dal comitato di Terracina per Pécs capitale europea della cultura 2010 si terrà
nella città ungherese, gemellata con il nostro comune, il 25 aprile. La festa
del dolce, alla quale le nostre aziende dolciarie sono invitate a partecipare, è
tra gli appuntamenti del ricco programma di eventi per Pécs capitale europea
della cultura 2010» al quale anche Terracina ha il piacere di partecipare grazie
al personale invito della città gemellata. «Saremmo lieti – fanno sapere gli
organizzatori – di poter collaborare con le aziende che ne daranno
disponibilità». Una bella vetrina per i produttori locali che avranno la
possibilità di far conoscere l’arte pasticcera della nostra città. «Nel corso
dell’evento i nostri dolci di altissima qualità e di grande attrazione gustativa
- spiegano dal comitato terracinese – verranno esposti e degustati dai
visitatori provenienti da tutta Europa». Per maggiori informazioni è possibile
contattare il Comitato Pécs 2010 all’indirizzo mail terracina-pecs2010@libero.it

1111 [22]

Giovani scrittori in erba. Un portale per la letteratura fantastica.
Uno scrigno di letteratura fantastica. Un vero e proprio luogo d’incontro e di
confronto per gli autori di letteratura fantasy, fantascientifica e gotica -
horror di qualità. Soprattutto questo è NovelGate, un portale nato su iniziativa
di alcuni amici, Davide Carnevale, Diego Morgera e Giuseppe Recchia, che ha già
conquistato un buona fetta di pubblico. Un pubblico che segue attentamente le
vicende dei protagonisti delle storie inserite sul sito e le commenta con
interventi seri e puntuali. Altro che roba da ragazzini o da mettere all’indice,
relegandola a qualche scaffale impolverato di una vecchia biblioteca. Le storie
pubblicate su www.novelgate.com sanno di letteratura. Roba seria dove il
carburante principale si chiama fantasia allo stato puro e a briglia sciolte.
Prova ne è il fatto che se all’inizio gli unici autori presenti nel portale
erano Davide, Diego e Giuseppe, di recente sono arrivate le storie di nuovi
autori. ”Vorrei che Novelgate.com fosse una vetrina, ma non solo- dice Davide
Carnevale- L’ideale sarebbe che diventasse una comunità affiatata di
appassionati, di gente che scrive e legge e che desidera mostrare il proprio
lavoro e migliorarsi. Internet ce ne dà la possibilità. Tutti possono commentare
e dare il loro parere, correggere e dare suggerimenti. Oppure semplicemente
ringraziare. Lo stesso discorso vale anche per i disegni, a cui tengo molto.
Abbiamo il vantaggio di non avere nessuna pressione economica, che tanti danni
ha creato al genere fantastico”.
Pubblicato da Rita Recchia

1111 [21]

‘St.Patrick’, un abituè per ‘Osterie d’Italia’.
Ci sono anche stavolta. Ivana e Massimo Masci con la loro enoteca ‘St.Patrick’,
nel centro storico alto di Terracina, hanno riconfermato la loro presenza sulla
guida ‘Osterie d’Italia 2010. Sussidiario del mangiarbere all’italiana’. Il
prestigioso volume, vero e proprio vademecum per chi ama girare l’Italia
inseguendo buone forchette e ottimi bicchieri di vino, quest’anno festeggia i
suoi primi vent’anni, distinguendosi ancora una volta come l’unica guida
dedicata ai locali dove si pratica la migliore cucina regionale. Quest’anno sono
1700 i locali consigliati e raccontati, con centinaia di novità, tutti
caratterizzati da fedeltà ai sapori del territorio, ambienti accoglienti, prezzi
corretti. Per il ‘St.Patrick’ di Terracina si tratta ormai di una presenza fissa
sulle pagine della guida, con tutti e tre i simboli a cui aspira chiunque
finisce lì: la bottiglia per le cantine più fornite; il formaggio per chi
presenta la migliore selezione di formaggi: la chiocciolina dello Slow Food, il
riconoscimento più importante e ambito, assegnato soltanto a quei locali che
piacciono in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza. Complimenti
al ‘St.Patrick’, dunque. A difendere il buon nome della cucina di Terracina ci
sono anche ‘Rifugio Olmata’ e l’ ‘Enoteca del Caminetto’.
Pubblicato da Rita Recchia

1111 [20]

La Volley Terracina vince il campionato di serie D con tre giornate di anticipo.
E’ Fatta la Volley Terracina con la vittoria ottenuta contro il Sora per 3-0
vince matematicamente il campionato di serie D e l’anno prossimo disputerà il
campionato di serie C, quindi dopo l’assegnazione del marchio di qualità
ottenuto per il settore giovanile dopo aver vinto meritatamente la Coppa Lazio
si aggiunge anche la promozione in serie C , un anno veramente d’oro per la
società che non si è fatta sfuggire proprio niente. Riguardo all’incontro nulla
da dire visti i parziali il Sora non ha mai impensierito il Terracina che con
molta tranquillità ha vinto l’incontro vincendo cosi il campionato con tre
giornate di anticipo che dire un grande traguardo. A fine partita c’è stato un
piccolo festeggiamento anche perché la festa vera e propria si farà dopo
l’incontro con il Grottaferrata ultima partita in casa il giorno 2 maggio a
Terracina presso il palazzetto dello sport quindi invitiamo già da ora tutti
tifosi ad intervenire per festeggiare tutti insieme. Il dirigente Iannarilli ha
voluto rilasciare una dichiarazione dopo aver esultato per l’obbiettivo
raggiunto “Sono molto soddisfatto di quanto avvenuto nell’arco di quest’anno,
abbiamo lavorato sodo su tutti fronti ed i risultati si sono visti, mi rivolgo
specialmente a tutte quelle persone che militano nella pallavolo terracinese le
quali erano scettiche sulla nascita della nostra società avvenuta nel 2005 e che
pensavano che non saremmo andati molto lontani invece devono ricredersi e
pensare che esiste una società molto forte con un staff all’altezza e che lavora
benissimo in quattro anni siamo partiti dalla seconda divisione ed oggi ci
troviamo in serie C per me e per tutti gli altri è una grossa soddisfazione, ci
stiamo già muovendo sul mercato per rinforzare la squadra ed affrontare un
campionato di serie C dignitosamente, ora voglio godermi in pieno questa grande
gioia.” Quindi appuntamento per sabato prossimo contro il Nettuno partita non
molto difficile che il Terracina andrà solo per vincere e non perdere
l’imbattibilità.

1111 [19]

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terracina-panorama-dai-ruderi-anni-60_bis_b

Duro attacco da parte dell’associazione dei commercianti terracinesi alla nuova

delibera comunale che dipinge di blu l’intero centro cittadino, con parcheggio a
pagamento ovunque e a carattere permanente.
«Questa delibera è l’ennesima
dimostrazione che c’è l’esigenza di fare cassa». Così Francesco Pezzano,
presidente dell’Ascom commenta la nuova trovata dell’ammini – strazione comunale
terracinese. Per Pezzano con questa delibera «vanno ad incidere in blocco su
un’unica porzione di territorio» con l’unico intento di risanare le casse
comunali in rosso. «Se veramente fosse una rivoluzione della viabilità – spiega
il presidente dell’Ascom – coinvolgerebbe l’intero territorio di Terracina e non
solo il centro».

20 [16]

Se il Comune vuole far pagare la sosta in tutto il centro urbano, dovrà
impegnarsi prima a realizzare la segnaletica orizzontale con le strisce blu.

Sembra una considerazione scontata, ma se si pensa che da mesi il centro
cittadino è rimasto privo delle strisce sull’asfalto, c’è da credere che da
parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Nardi non si sia sentita
fino a oggi la reale necessità di dotare il centro urbano di sicurezza e ordine
al traffico. Ma c’è da scommettere che per l’avvio del servizio di sosta a
pagamento, il Comune sarà molto attento a tracciare la segnaletica orizzontale.
Ad esempio in via Roma, dove le strisce mancano dalla scorsa estate quando
vennero effettuati i lavori di asfaltatura del manto stradale. Ma il paradosso è
anche un’altro: a giustificare le intenzioni della giunta del sindaco Stefano
Nardi, la necessità di regolamentare il traffico e la viabilità cittadina,
congestionata durante il periodo estivo. Il diktat però sembra essere piuttosto
un altro: far quadrare i conti di un Comune in rosso. E dopo i vari aumenti e la
vendita di spazi pubblicitari ovunque, ritornano le strisce blu. Ma l’incubo del
«grattino» è destinato ad essere sorpassato dall’acquisto dell’abbonamento
annuo. La decisione del posteggio oneroso infatti è decisamente uno spot per il
pagamento in un’unica rata di quella sembra una vera e propria imposta.
50 euro per il ticket stagionale per i residenti, 60 per quello annuale.
Certo il pagamento per fasce orarie, porterebbe ad introiti maggiori, ma la
soluzione dell’abbonamento è più celere e sicura, destinata a portare un immediato
respiro di sollievo nella tesoreria comunale. E per il comune delle soluzioni
tampone non poteva esserci trovata migliore. Certo, la delibera è in attesa che
l’ufficio tecnico la approvi, ma appare del tutto scontato l’esito della
consultazione. Un «miglioramento del traffico » e un freno al posteggio
selvaggio che appare paradossale se si considera che da quando è stato rifatto
il manto stradale in via Roma, quasi un anno, in pieno centro è praticamente
assente la segnaletica orizzontale. Paradossi a parte, c’è un altro aspetto che
non può restare oscuro: le legge prevede che ogni tot di strisce blu debbano
esserci posteggi non a pagamento. La delibera del Comune, però, non fa accenno a
questo particolare per nulla trascurabile, limitandosi a indicare le strade del
centro in cui la sosta sarà a pagamento. In via Roma, in viale della Vittoria,
in via Pio VI, ci saranno spazi non a pagamento? Domande cui l’ente non potrà
non rispondere. Quanto meno opinabile anche la decisione di stabilire l’acquisto
dei «grattini » a carattere permanente. Non si potevano stabilire le strisce blu
solo in estate? Far pagare anche in pieno inverno appare proprio un accanimento
per gli automobilisti. O più semplicemente l’int ro duzione di una nuova
«tassa».

20 [1]

Domani arriveranno i podisti della World Harmony Run
Domani 20 aprile 2010, alle ore 15.30, arriveranno in città e saranno accolti
dalle società sportive presso il palazzetto dello sport di viale Europa i
podisti della World Harmony Run, evento internazionale con finalità civili e
umanitarie volto a tessere una rete di fratellanza fra i popoli. “L’edizione
della World Harmony Run 2010 – spiega l’assessore Francesco Zicchieri – è
partita da Dublino il 26 febbraio scorso e terminerà il suo viaggio a Mosca il
27 settembre, dopo aver attraversato 41 paesi europei, ed è giunta in Italia
proveniente dalla Spagna. La prima tappa italiana della staffetta ha
attraversato Roma dove è stata accolta dalle più alte cariche istituzionali
della F.A.O. e dai rappresentanti del Comune di Roma, alla presenza di
importanti figure sportive e di numerose scolaresche. Domani invece i podisti
della World Harmony Run, proseguendo il cammino dalla capitale d’Italia,
attraverseranno Anzio e Latina per concludere il giornaliero itinerario a
Terracina. Successivamente la comitiva continuerà il suo cammino attraversando
l’Italia meridionale raggiungendo poi la Grecia e l’Europa dell’est. Domani al
palazzetto dello sport ci sarà dunque la possibilità di sentirsi parte integrate
di un programma mondiale – termina Zicchieri – e di interagire con i
responsabili della World Harmony Run sui temi dell’armonia, della tolleranza e
del rispetto del prossimo, e vivere l’emozione di toccare la fiaccola della
fratellanza e dell’armonia che milioni di altri bambini di tutto il mondo hanno
toccato”.

1111 [23]

Serrati controlli dei carabinieri per evitare le stragi del sabato sera: ancora
un giovane denunciato per guida in stato di ebrezza.
Un diciottenne ciociaro, la
scorsa notte è stato sorpreso alla guida di una potente auto, ubriaco per le
strade di Terracina. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della
locale compagnia, agli ordini del tenente Mario Giacona, hanno denunciato in
stato di libertà, alla competente autorità giudiziaria, per guida in stato di
ebrezza, un giovane diciottenne nato e residente nella provincia di Frosinone
risultato positivo all’al – col test. Ad aggravare la situazione, troppo spesso
causa delle stragi del sabato sera, il binomio alcol ed alta velocità. Il
giovane fermato, infatti, nonostante avesse bevuto troppo, si è messo alla guida
della potente auto intestata alla società del padre. Ad insospettire i
carabinieri, facendo scattare il controllo, la guida sconsiderata del giovane,
che come l’etilometro ha dimostrato, La banchina interdetta da alcuni mesi
era ubriaco.

1111 [10]

Il Comune senza più un soldo
Terracina, Cerilli: «Certificarlo equivarrebbe ad una fuga della classe
dirigente da ogni responsabilità»
Alla vigilia della discussione in consiglio comunale del bilancio 2010 tiene
banco il discorso su una dichiarazione di crack per le finanze comunali. C’è chi
spinge e chi frena. Per il consigliere Gino Di Mauro (Verdi) le condizioni del
dissesto ci sono tutte, dal momento che il Comune «non riesce a pagare i
creditori, non riesce a fornire servizi essenziali quali quelli sociali o di
igiene pubblica». Di Mauro vede nel dissesto un mezzo «per recuperare alla
politica locale credibilità e senso morale». Proprio su un tale aspetto si
innesta, con conclusioni opposte, la riflessione politica di Paolo Cerilli, che,
nell’ambito del direttorio a 5, si sta occupando del bilancio. Certificare il
dissesto equivarrebbe ad una fuga della classe dirigente locale da ogni
responsabilità. Chi lo chiede o è in buona fede (e allora non sa che equivale ad
un danno per il paese; d’altronde perché un cittadino modello dovrebbe,
incolpevolmente, pagare lo scotto delle tariffe dei servizi portate al massimo?)
o è in mala fede e allora è lecito vedere il retro pensiero di chi spera di
andare a governare. Ma, a rifletterci bene, nessuno può sgravarsi dalle
responsabilità. Onestà intellettuale vorrebbe che si andasse indietro rispetto
al novennato di Nardi. Scopriremmo che non è stata una sola parte politica a
originare il default. Una quota parte consistente va attribuita anche
all’amministrazione Recchia. E’ un giochetto indegno quello di scaricare sulla
città il problema. Non si capisce che quelli che hanno contribuito nel passato a
creare le attuali perdite sono destinati, tutti indistintamente, ad essere
dichiarati ineleggibili».
Ercole Bersani

1111 [9]

Torna l’emergenza loculi al cimitero di via Anxur a Terracina. Disponibile solo
una decina di tombe, si prevedono nuovi disagi dovuti alla carenza cronica di
spazi per tumulare le salme. Il problema non è certo nuovo, infatti da anni
ormai si trascina la questione degli spazi insufficienti all’interno della
struttura. E sebbene si sia profilata in più occasioni l’urgente necessità di
mettere mano alla pianta del camposanto per progettare nuove ali di loculi,
decisioni del genere l’amministrazione comunale non le ha mai prese. Da mesi
ormai l’emergenza loculi è viva, tanto che più volte le bare sono state
parcheggiate nella camera mortuaria della struttura di via Anxur, dove tuttavia
si svolgono anche gli esami autoptici sulle salme. La questione è sempre la
solita: quando si esauriscono le tombe il Comune con provvedimenti d’urgenza
incarica gli operai di procedere al l’es tumu lazi one delle salme, affidando
poi i lavori di ristrutturazione dei loculi a una ditta specializzata. Ma è
ovvio che in questo modo l’emergenza torna a presentarsi con puntuale scadenza.
Di solito con un intervallo di tre o quattro mesi. Le tombe «liberate» – alcune
decine la volta – vengono occupate man mano che si verificano decessi. Ed è
chiaro come la situazione non venga risolta, ma solo «tamponata». Il conto alla
rovescia prima della fine delle tombe è cominciato. Ne restano una decina, che
verranno occupate nei prossimi giorni visto il tasso di mortalità in città. Ma a
quanto sembra dal Comune non arrivano ancora disposizioni sul da farsi. I disagi
per gli utenti del cimitero potrebbero presto tornare a presentarsi di pari
passo con l’emer – genza loculi. Sempre che dall’ente di piazza Municipio non
giunga il via libera alla ristrutturazione delle tombe. Fermo restando che
questo passo tamponerebbe il problema senza risolverlo una volta per tutte. Ma
per progettare e realizzare lavori di questo genere, serve prima di tutto
individuare nuove aree adiacenti il complesso cimiteriale di via Anxur. Secondo,
bisognerebbe avere una disponibilità economica importante, che al momento il
Comune sembra proprio non avere.
Francesco Avena

1111 [8]

Approvare il progetto di messa in sicurezza e consolidamento della banchina al
molo gregoriano nel porto di Terracina.
La giunta comunale ha approvato il
progetto definitivo per il ripristino dell’agibilità della banchina, da mesi
interdetta dall’u ffi c i o circondariale marittimo a causa di un cedimento che
impediva il disarmo di alcune imbarcazioni, oltre a creare problemi di pubblica
incolumità. Il Comune chiede anche i finanziamenti alla Regione Lazio per la
realizzazione dei lavori. Dopo aver affidato la redazione del progetto
all’ingegne – re Antonio Lombardi, la giunta lo ha approvato dando il parere
positivo al restyling della banchina con carattere d’urgenza. Il costo è stato
stabilito in 252 mila euro richiesti appunto alla Pisana.
F. A.

1111 [7]

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Il verde pubblico a Terracina è di nuovo in pericolo. Una situazione che si
trascina da tempo: parchi chiusi o aperti? Il 10 febbraio scorso il Comune
sembrava aver trovato una soluzione: ci avrebbero pensato gli anziani e
l’associazione nazionale carabinieri. Ma a quell’accordo con tanto di impegno a
corrispondere un piccolo contributo per il meritevole lavoro non ha fatto più
seguito alcuna elargizione né tanto meno la forma. Così le aree verdi sono
state off limits per i cittadini, dopo che il Comune non aveva prorogato il
contratto con le quattro cooperative, Job’s, Zeus, Le Ali della Fenice,
Arcoverde, che gestivano il servizio. Ieri una nuova protesta del Comitato
parchi: «Un’altra promessa disattesa» ha chiarito il presidente, Anna Marigliani
. Il rischio di chiusura per il momento è stato scongiurato: ieri mattina è
intervenuto l’assessore Gianni D’Amico: «Martedì renderemo ufficiale la
convenzione», ha assicurato. Ennesima promessa da marinaio? Se martedì non verrà
firmata la determina i parchi resteranno chiusi.

SIT-IN di protesta ieri mattina (venerdi scorso, NDB)presso il parco di Villa
Tomassini.
Il Comitato Parchi, dopo aver trovato un accordo col Comune nella
persona dell’assessore Gianni D’Amico per l’apertura e la chiusura delle aree
verdi, torna ad alzare la voce. «I patti – è stato detto nel corso della
manifestazione – non sono stati rispettati. Il Comune si era impegnato a dare un
contributo al centro anziani che da mesi si preoccupa di aprire e chiudere i
cancelli dell’area Chezzi e di villa Tomassini. E invece non c’è stato nulla.
Oggi diciamo basta a questo modo di comportarsi e chiudiamo i cancelli. Non
possiamo sostituirci all’amministrazio – ne comunale». In mattinata sono giunte
le rassicurazioni dell’assessore alle aree verdi Gianni D’Amico, che riceverà
martedì in Comune il Comitato Parchi e una rappresentanza del centro anziani.
L’obiettivo è quello di portare a termine la convenzione impostata mesi fa ma
mai concretizzata. Intanto villa Tomassini è stata oggetto di un atto di
vandalismo. Distrutta un’anfora di duemila anni
fa posizionata all’interno del parco.
F. A.

Su Facebook è stato lanciato un evento per domenica 2 maggio per pulire
la pinetina zona porto vicino l’hotel approdo.

Chi vuole puo presentarsi alle 10 in loco portandosi i necessari attrezzi

I residenti di via Bengasi e via Sarti a Terracina si scagliano contro il comandante della polizia Municipale, Vincenzo Pecchia.

Nel settembre scorso arrivarono multe a raffica: gli agenti multarono gli abitanti della zona, che

non avevano rispettato il parcheggio con disco orario. «Nulla da eccepire –
spiegano alcuni residenti risentiti – soltanto che quel cartello c’era da
vent’anni e mai lo avevano fatto rispettare. Almeno fino a quella mattina». Un
atteggiamento non del tutto digerito dagli automobilisti multati, i quali da
“controllati” sono diventati “controllori”. Nel quartiere, in pieno centro, c’è
il problema del parcheggio: nell’adiacente piazza Garibaldi è quasi impossibile
trovare uno spazio libero nelle ore di punta. Un inconveniente che coinvolge
moltissimi impiegati e lavoratori, anche gli stessi agenti della Municipale e
naturalmente il comandante Pecchia. Se all’inizio il malcontento si era limitato
a un confronto tra residenti, l’esasperazione è emersa quando hanno notato
l’auto privata del comandante sulle strisce gialle riservate ai mezzi di
servizio. «Non si possono usare due mezzi e due misure, se si è intransigenti
con i cittadini lo si deve essere ancor di più con chi deve garantire il
servizio. L’accesso alla zona è vietato dalle 8 alle 14 ai non residenti, e non
è giusto che il comandante usufruisca di spazi che non gli appartengono», è
stato il coro unanime in via Bengasi.

Il Comune tira dritto anche sulla tassa di occupazione del suolo pubblico.
Dopo l’anarchia durata anni con panchine, sedie e tavolini di attività
commerciali su marciapiedi e piazze, l’amministrazione comunale ha
stabilito i nuovi canoni e le tariffe per il pagamento dell’occupazione del
suolo pubblico. Già in passato l’ente aveva espresso l’intenzione di applicare
i costi per l’occupazione di aree pubbliche, e nei giorni scorsi la giunta ha
deliberato le nuove tariffe che vanno dai 50 centesimi a metro quadro ai 10
euro, a seconda della tipologia di occupazione. Pagheranno anche le
manifestazioni politiche con gazebi e palchi per comizi, che dovranno versare
al Comune 50 centesimi al metro quadro per ogni giorno di occupazione del
suolo pubblico. L’ente dunque tira dritto sul ripristino delle tasse soppresse
nel corso degli anni e che avevano portato al proliferare di occupazioni
indiscriminate.
F. A.

Anche il territorio di Terracina potrebbe essere coinvolto nei progetti di
installazione di impianti per il fotovoltaico previsti nella Regione Lazio
dall’Acea.
La notizia è apparsa nei giorni scorsi sull’agenzia di stampa
Adnkronos. Nei piani dell’Acea, la multiservizi che opera nel settore
dell’energia, tra i territori individuati per strutture di produzione di
energia sostenibile c’è anche un’area situata nei pressi di Terracina. Nella
nota stampa, in cui si descrivono i progetti di «pensiline di ombreggiamento
dei parcheggi a lunga sosta degli Aeroporti di Roma a Fiumicino per circa 2
Mwp (megawatt di picco o potenza) pari ad una produzione complessiva di
2.700.000 Kwh (chilowattora)» si parla anche di «un impianto fotovoltaico a
terra nei pressi di Terracina». L’Acea valuta un totale di 40 Megawatt
installati nel settore fotovoltaico entro la fine dell’anno. Anche le aree
circostanti la città ospiteranno impianti a terra per la produzione di energia
pulita.
D. R.

La passione per le idee, il desiderio di contribuire alla crescita culturale
della città di Terracina, hanno portato il presidente Antonio D’Ettorre ed
il vice Antonio Simeoni ad organizzare per domani (Oggi lunedi, NDB)presso la scuola
media «Don Milani» un concerto musicale.
Invitati ad esibirsi, circa una
decina di ragazzi di età compresa fra i 12 ed i 13 anni e provenienti dalla
Federazione Russa, accompagnati dai rispettivi maestri, hanno entusiasticamente
accettato. «Vdokhnovenie», in Italiano «L’Ispirazione» è il
nome dell’associazione, che eseguirà brani di musica classica, canzoni
popolari russe e finlandesi. «Abbiamo voluto iniziare con una manifestazione
musicale perché la musica è un linguaggio universale. Fare
incontrare ragazzi coetanei, di diverse culture, è il primo germoglio della
primavera culturale. La sensibilità dimostratadal preside Maurizio Trani
e dal corpo docente hanno fatto ricadere la scelta su questa scuola. La
pace fra i popoli nasce dall’amicizia fra i giovani».

Dopo  le nuove tariffe sulle affissioni dei manifesti, la concessione di Suap a
go go, i progetti finalizzati a smaltire le pratiche burocratiche che ancora
giacciono negli uffici per i condoni edilizi, pubblicità a raffica su mezzi di
trasporto urbano e cestini del l’immondizia, non poteva mancare la stangata
delle strisce blu.
Con una differenza, che questa volta l’amministrazione
comunale del sindaco Stefano Nardi affonderà le mani nelle tasche di tutti i
cittadini. Perché se i soldi il Comune non ce li ha, e comunque i conti vanno
fatti quadrare, un modo per recuperare quattrini bisognava pure trovarlo. E dopo
l’antipasto degli aumenti sulle bollette Tarsu dei rifiuti, e i nuovi
strabilianti rincari previsti dall’introduzione della Tia, il menu si
arricchisce. Nardi e i suoi servono la nuova pietanza: soste a pagamento
ovunque. Una prelibatezza, forse una ricetta scopiazzata direttamente dall’ex
giunta Zaccheo a Latina, dove il centro urbano è stato reso quasi totalmente
blu. E Terracina segue l’esempio seguendo il comandamento: fare cassa. Saranno i
parcheggi della discordia, c’è da giurarlo. La decisione dell’amministrazione
comunale di «pitturare» tutte le strade del centro cittadino peseranno e non
poco sulle tasche dei cittadini. Strisce blu praticamente in ogni spiraglio:
questa è la grande rivoluzione al traffico e alla viabilità stabilita dal
sindaco Stefano Nardi e dalla sua giunta. Neppure uno spazietto libero dalla
sosta a pagamento, e non solo nel periodo estivo. Il percorso delle strisce blu
recita infatti una via crucis per gli automobilisti con poca attitudine al
«grattino». Ecco la mappa dei nuovi parcheggi a pagamento a carattere permanente
(tra gennaio e settembre): si dovranno acquistare i ticket per piazza della
Repubblica, piazza Mazzini, via Pio VI, il tratto tra viale della Vittoria e il
piazzale delle autolinee. Qui le strisce blu si pagavano anche l’anno scorso, ma
per il 2010 arrivano le novità: via Roma ambo i lati da piazza Fontana Vecchia a
piazza della Repubblica (escluso il tratto adiacente la chiesa del SS
Salvatore); viale della Vittoria ambo i lati, via Cavour, area adiacente villa
Tomassini e piazzale denominato «Deserto » in via Lungolinea. Per questi ultimi
due casi, fino all’anno scorso si pagava solo d’estate. Adesso invece le strisce
blu saranno a carattere permanente. Il quadro della «rivoluzione» della
viabilità si chiude con le aree individuate per la sosta a pagamento nel periodo
dal 1 maggio al 30 settembre. Anche in questo campo si è pensato bene di
dipingere l’asfalto di nuove zone mai toccate prima dall’onda blu. Oltre al
lungomare Circe, le sue traverse e piazzale Lido, arrivano i due ampi piazzali
Donatori di Sangue (nei pressi del palazzetto dello sport in viale Europa) e
largo Marconi all’ombra di Pisco Montano. Con queste premesse, tutti i cittadini
saranno obbligati a mettere mano al portafogli e pagare quella che sembra essere
una vera e propria «tassa» aggiuntiva. I residenti saranno obbligati, a meno che
non vogliano tornare all’uso della bicicletta, ad abbonarsi. Il ticket
stagionale per chi abita a Terracina costa 50 euro, quello annuale 60. Con ogni
probabilità sarà proprio quest’ultimo tagliando quello più gettonato. Calcolando
che, per famiglia, ci sono almeno due o tre auto, i costi ammontano a decine e
decine di euro, che di questi tempi servirebbero per comprare il pane e pagare
le bollette, e non certo per parcheggiare la macchina in centro. La salassata
delle strisce blu è arrivata, il piatto è servito. Non resta che ingoiare il
rospo. Buon appetito.
Francesco Avena

La maggioranza non arretra, anzi contrattacca. Il centrodestra ribatte alle
critiche mosse dall’opposizione, che nei giorni scorsi ha chiesto un passo
indietro da parte dell’ammini – strazione comunale. Ad intervenire con toni
infuocati è il Partito repubblicano, che esce allo scoperto per scagliare un
duro attacco a chi vuole minare le basi dell’am ministrazione comunale. Il
capogruppo del partito dell’Edera esordisce contro quei «surrogati di partiti »
che «sbocciano come funghi » e «asseriscono di voler difendere questa o quella
zona della città ma altro non sono che comitati elettorali di qualche nuovo
Masaniello». Un «nuovo partito, quello dello scioglimento dei consigli
comunali», che fa «la gara su chi riuscirà a sciogliere il consiglio: il Pd o
qualche grande esponente della Pdl?». Al Pd Maragoni attribuisce anche parte
delle responsabilità della difficile condizione economica comunale e bolla «la
facilità con cui tutti parlano di dissesto finanziario». Compresi «gli assessori
che sono transitati nelle giunte Nardi ed oggi si ergono a censori della
situazione attuale: che hanno prodotto solo debiti con scelte scellerate, una
finanza creativa, distrazione di fondi, scarsa produttività, lavori pubblici
ingessati, senza mai incassare ma solo a spendere». Poi l’attacco finale contro
i democratici: «Sarebbe interessante approfondire il tema e capire se quelli che
usano i loro posti di lavoro per accrescere il consenso elettorale, facendo leva
sulle amicizie regionali, hanno influito su alcune decisioni prese in merito al
personale per esempio ospedaliero ed altri ancora rientrino o meno nella
categoria “voto di scambio”».
D. R.

Azienda speciale pigliatutto, con un super presidente e una super direttrice in
grado di gestire l’intero pacchetto di servizi pubblici scavalcando anche le
competenze degli assessori eletti dai cittadini.
In questo senso secondo l’esponente del l’Udc Pierpaolo Marcuzzi va letta la proposta di deliberazione
firmata dalla giunta comunale per modificare lo statuto dell’Azienda speciale.
Altro che servizio pubblico. Secondo il centrista le intenzioni dell’amministrazione
comunale sono ben altre. «Si vuole integrare la gestione,
custodia e pulizia dei parchi pubblici, il servizio delle aree a pagamento,
progetti per il sociale e la gestione della pulizia e mantenimento del centro
storico – attacca Marcuzzi -. Poi si garantisce la durata dell’a t t iv i t à
del Direttore, Presidente e Cda per cinque anni, indipendentemente dal mandato
del Sindaco e con la possibilità di essere rinominati». Una delibera «indecente,
immorale e contro ogni logica politico amministrativa » per apportare modifiche
che «se approvate in Consiglio comunale svuoteranno le competenze degli
assessorati al verde pubblico, alla viabilità, ai servizi sociali, al centro
storico dando la possibilità al solo sindaco e al presidente dell’Azien – da
Speciale di decidere le attività di una città intera. Così facendo il voto dei
cittadini non conta nulla. Se il Consiglio comunale avvallerà tutto questo
stiamo di fronte a un gruppo di persone che tutto possiamo definire, cercando di
non diffamare nessuno, tranne che amministratori pubblici». Secondo Marcuzzi,
insomma si vorrebbe trasformare l’Azienda speciale in una sorta di ente
pigliatutto, in grado di fare il bello e il cattivo tempo su assunzioni,
gestione dei servizi, interventi e appalti. «Giochetti di potere» di chi ha le
«spintarelle che gli vogliono garantire un futuro roseo per 5 anni senza colpo
ferire ». E ancora a Valerio Golfieri, che «chiedeva i nomi di chi faceva
promesse di lavoro» Marcuzzi risponde: «Oggi due nomi di chi si fa i fatti suoi
e non pensa ai cittadini li faccio, e questi nomi sono Valerio Golfieri, Stefano
Nardi, e tutti i consiglieri che voteranno a favore questo atto, senza escludere
Lauretti Francesca, Pecchia Luciano, Masci Giovanni e d’Amico Gianni, che hanno
già votato». «Oggi – conclude Marcuzzi – l’unica cosa certa è che i disabili e
gli anziani sono ancora senza assistenza domiciliare, il pulmino donato per il
loro trasporto fermo in garage, le persone che facevano le assistenze senza
lavoro da 10 mesi e con 12 mesi di stipendi arretrati. Nessuna telefonata a
queste persone, nessuna garanzia. L’unico atto che il prossimo consiglio
comunale deve deliberare, è quello delle dimissioni di tutti e 30 i consiglieri,
la città ha bisogno di togliersi di dosso la peggior amministrazione
della sua storia».
Diego Roma

Il dissesto finanziario si dichiara per legge, non seguendo logiche politiche.
Il consigliere del Pd Vincenzo Coccia si appella direttamente al Testo unico
degli enti locali per chiedere una verifica sullo stato attuale delle finanze di
Terracina. «Occorre – spiega Coccia – un’opera – zione verità accertando se
sussistono oggi debiti cui l’ente non possa far fronte. Non è più rinviabile la
verifica della legittimità dei debiti fuori bilancio e il loro ammontare
complessivo. Come pure l’accertamento dell’effettiva esigibilità dei
residui attivi (crediti verso il Comune) su molti dei quali vi è
il sospetto dell’inter – venuta prescrizione». Secondo l’esponente del Pd,
infine, la legge parla chiaro: «Si ha stato di dissesto finanziario se l’ente
non può garantire l’a s s o l v imento delle funzioni e dei servizi
indispensabili o esistono nei confronti dell’ente locale crediti esigibili di
terzi cui non si possa fare fronte». Il Comune non garantisce servizi essenziali
come quelli sociali, non riesce a pagare la lunga schiera di creditori. Il
dissesto c’è. Ma nessuno lo dichiara.
F. A.

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PROGRAMMA LITURGICO e PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI

Lunedi’ 03 Maggio 2010

ORE 14.00/18.00 1° TORNEO DI CALCETTO MASCHILE “FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO”, organizzato dall’A.S.D. Amici dello Sport.
Premio: pizza e coca cola per 10 persone, offerta da Pizzeria I Scugnizz’, piu’ targa ricordo.
Per info: Francesco 338.5673586, Marco 320.3282868, Francesco 388.9367854.
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 21.30 COMMEDIA TEATRALE – La Compagnia degli “STANCHINATI” presenta:
“Pericolosamente” De Filippo, “Lettera Anonima” Giuffre’, “La Filosofia del Cornuto”, Toto’. In scena Irene Chiappini, Paolo D’Amico, Massimo Le Rose, Antonio Mehiel e Adriana Tari.

Martedi’ 04 Maggio 2010

ORE 14.00/18.00 1° TORNEO DI BASKET MASCHILE “FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO” Categoria Esordienti (1998/1999/2000) e Categoria Under 14 (1996/1997), organizzato dall’A.S.D. “Virtus Basket Terracina”.
Premi: pizza e coca cola per 10 persone, offerta da Pizzeria I Scugnizz’, piu’ targa ricordo.
Per info: Luciano 328.3216740.
ORE 14.00/18.00 1° TORNEO DI PLAY STATION 2 “PES 2010” su 2 MAXI SCHERMO, organizzato da Fabrizio Azzoli, Max. 40 partecipanti.
Premi: 1°Classificato un Cellulare Samsung E2210B offerto da Video Sound Euronics, 2° Classificato un gioco a scelta, offerto da “OPEN GAMES”.
Per Info: Fabrizio 320.4617588.
ORE 15.30 – PRIME CONFESSIONI Catechiste: Elvira e Graziella.
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 21.0 FASI FINALI TORNEO DI PLAY STATION, SU 2 MAXI SCHERMO.
ORE 21.30 “VINTAGE” SERATA A TEMA ANNI 70’/80’
Selezione Musicale Dj Streppone.

Mercoledi’ 05 Maggio 2010

ORE 14.00/18.00 1° TORNEO DI CALCETTO MASCHILE “FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO”, organizzato dall’A.S.D. “Amici dello Sport”.
ORE 15.30 – PRIME CONFESSIONI Catechiste: Andreina.
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 21.30 “KARAOKE” con Paolo R. DJ

Giovedi’ 06 Maggio 2010

ORE 14.00/18.00 1° TORNEO DI BASKET MASCHILE “FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO” Categoria Esordienti (1998/1999/2000) e Categoria Under 14 (1996/1997), organizzato dall’A.S.D. “Virtus Basket Terracina”.
ORE 15.00 “CACCIA AL TESORO”, organizzata dai ragazzi dell’ Azione Cattolica.
Premi: 1° squadra classificata, pizza e coca cola per 5 persone, offerta da Pizzeria I Scugnizz’.
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 21.30 MUSICA DAL VIVO con i “NICE PANG”.

Venerdi’ 07 Maggio 2010

ORE 14.00/18.00 Partite di recupero del Torneo di Calcetto e Basket
ORE 15.00 “CACCIA AL TESORO”, organizzata dai ragazzi dell’ Azione Cattolica Ragazzi.
ORE 15.30 – PRIME CONFESSIONI Catechiste: Onorina e Silvia.
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 21.30 MUSIC SHOW con “SANDRO MICHELI” e le telecamere di SL 48.

Sabato’ 08 Maggio 2010

ORE 14.30 ANIMAZIONE PER BAMBINI, organizzata da Francesca e i giovanissimi 16/18.
ORE 18.00 SANTA MESSA SOLENNE
ORE 19.00 SOLENNE PROCESSIONE con la statua del Santo Patrono per le vie di Terracina:
VIA OLIVETTI-VIA GIANSANTI-VIA DEL PIEGARELLO-VIALE EUROPA-VIA DI VITTORIO-
VIA DELLE ARENE-VIA PALERMO-P.ZZA FIORINI.
ORE 21.30 LATINO AMERICANO E BALLI DI GRUPPO con “WILSON VALENZUELA”.
WWW.WILSONVALENZUELA.IT

Domenica’ 09 Maggio 2010

ORE 08.00 SS. MESSA.
ORE 10.00 SS. MESSA.
ORE 11.30 SS. MESSA.
ORE 15.00 PROIEZIONE PARTITE DELLA SERIE A
ORE 19.00 SS. MESSA.
ORE 20.00 FINALE BASKET CATEGORIA ESORDIENTI
ORE 20.30 FINALE BASKET CATEGORIA UNDER 14
ORE 21.00 FINALE TORNEO DI CALCETTO
ORE 21.30 PREMIAZIONI, con la presenza di Roberto Pasquali, (Capitano della Nazionale Italiana calcio di Beach Soccer), Terranova Terracina Beach Soccer, Davide Serapiglia e Alessandro D’Amico (A.S. Terracina 1925).
ORE 22.00 MUSICA DAL VIVO con “RINO GERARD BAND”.

Il Comitato
TUTTE LE SERE SARA’ ALLESTITO UNO STAND GASTRONOMICO, CON PANINI E BIBITE PER TUTTI.

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Continua il nostro viaggio alla scoperta della strada più importante di Terracina, l’Appia antica. Il documento visivo illustra il tratto urbano della via attraverso la città alta, gettando un rapido sguardo sui monumenti principali e una serie di servizi urbanistici ancora in funzione (piazza, fognature, marciapiedi). L’articolo, ancora a firma della professoressa Mari, analizza nel dettaglio la tipologia costruttiva dei monumenti funerari incontrati lungo il nostro lungo viaggio che si concluderà oltre Piazza Palatina, più o meno nel punto in cui la strada iniziava la sua discesa verso la piana di Fondi, riunendosi con la variante traianea, il percorso urbano dell’Appia nella città bassa, che comportò il grandioso taglio del Pisco Montano.

Siamo di nuovo al cospetto dei grandi eventi e delle grandi opere che si sono avvicendati lungo la magnifica Via Appia; anche se in parte protetta nel tratto del centro storico, osserviamo con rammarico il totale abbandono delle zone più impervie e meno frequentate, luoghi di degrado e abbandono, ai limiti della discariche a cielo aperto, un vero peccato se si considera il panorama mozzafiato della ‘’sosta” sopra Piazza Palatina, uno slargo costruito dai romani per ragioni militari e logistiche. Buona visione e buona lettura a tutti.

Video importato

vimeo Video

LA TIPOLOGIA DEI SEPOLCRI ROMANI LUNGO L’APPIA A TERRACINA*

Dalla classificazione dei sepolcri costruiti lungo l’Appia a Terracina emerge una grande varietà tipologica: monumenti a podio, a dado ed a torre, edicole, fornici, tombe rupestri, a corpo cilindrico, sepolcri a camera e colombari si succedono lungo la Via.

I risultati dell’indagine tipologica che ha permesso di inserire i singoli monumenti catalogati entro le classi tradizionali dell’architettura funeraria romana, tuttavia, non trovano spazio nel presente volume, nel quale si è scelto di prendere in esame analiticamente i resti conservati e di illustrare le loro peculiarità dal punto di vista della tecnica edilizia.

Per quanto riguarda le caratteristiche salienti dei tipi individuati, va notato, sia pure sommariamente, come per i sepolcri a podio, di chiara ascendenza microasiatica, si sia ipotizzata una fusione di influenze ellenistiche con la tradizione del tempio italico. Si tratta, infatti, di edifici funerari strettamente legati a quelli dalla forma di tempio vero e proprio, dai quali si differenziano per il basamento notevolmente elevato, a cui si sovrappongono elementi desunti dall’architettura religiosa.

Fig. 1 - Sepolcri a podio lungo l'Appia inferiore (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Tipologicamente connesse con la classe dei monumenti a podio sono quindi le edicole, per le quali si può postulare una fusione di influenze ellenistiche con elementi tipici dell’architettura templare, cui le edicole stesse fanno evidente riferimento.
Nei fornici, invece, si palesa l’utilizzazione dell’arco in edifici di destinazione funeraria, come, oltre che nel mondo romano, frequentemente accade in ambito etrusco. Evidente appare il collegamento al concetto di transito alla vita oltremondana.
I sepolcri a torre, caratterizzati dal notevole sviluppo in altezza, si presentano come veri e propri segnacoli, con urne presumibilmente poste nelle fondazioni. Per questo tipo, di cui è stata messa in evidenza la derivazione siro-fenicia, vanno sottolineate le interferenze con altre classi di sepolcri, ad esempio le edicole cuspidali, tanto che si è giustamente affermato che «ogni esempio è un caso a sé».

Fig. 2 - Sepolcro ad edicola lungo l'Appia superiore (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Per quanto riguarda le tombe a dado, va rilevato come esse siano riconoscibili a Terracina in via ipotetica, data la poca consistenza dei resti conservati e le indubbie connessioni con altre classi monumentali, in particolare quella dei sepolcri a torre. Molto numerose in ogni parte del mondo romano, esse «associano la sacralità dell’altare alla funzione commemorativa della base». All’interno di questa classe troviamo sepolcri propriamente «ad altare», spesso di dimensioni limitate, coronati da una coppia di pulvini, e monumenti di dimensioni anche molto consistenti che fungevano da base per elementi soprastanti. Per questi ultimi appaiono evidenti i collegamenti con la classe dei monumenti a podio.

Fig. 3 - Sepolcro a torre lungo l'Appia superiore (archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Presente a Terracina ed anch’esso largamente diffuso nell’ambito dell’architettura funeraria romana è il sepolcro a corpo cilindrico. E’ considerato di derivazione diretta dal tumulo di origine ellenistica e, anche se «non in linea di filiazione diretta», «in assonanza con la tradizione delle tombe etrusche a tumulo di terra» di cui pure rispecchia la forma e la struttura interna, differenziandosene per il basamento che qui diviene di altezza considerevole rispetto al diametro.

Fig. 4 - Sepolcro a fornice lungo l'Appia superiore (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Molto frequenti sono poi i colombari di piccole dimensioni, sepolcri gentilizi ad un solo ambiente, il cui tipo è riconducibile entro la più vasta serie delle tombe a camera, pure attestata, per le quali sono state variamente sottolineare le coincidenze con l’architettura templare e con quella domestica.

Fig. 5 - Colombario lungo l'Appia superiore (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Da segnalare, da ultimo, due sepolcri rupestri ricavati entro la parete rocciosa alle pendici del Monte S. Angelo, forse in relazione con una proprietà privata della zona: si tratta di un tipo comunemente in uso in Etruria, ma che risulta piuttosto frequente anche nel Lazio.

Da un punto di vista cronologico, i sepolcri a podio, a dado, a torre e le edicole mostrano, nel complesso, le caratteristiche di maggiore antichità, potendosi generalmente collocare entro la fine dell’età repubblicana. In particolare, più sicura appare la datazione dei sepolcri a podio e delle edicole, soprattutto sulla base della cortina esterna di rivestimento, mentre per i tipi a dado ed a torre, per lo più ridotti oggi al solo nucleo cementizio, difficile risulta una collocazione cronologica precisa.
Anche per i fornici sepolcrali la datazione sembra da ricercare entro la fine dell’età repubblicana, mentre il grande sepolcro circolare su base quadrata situato fuori l’attuale Porta Romana risulta legato, tipologicamente, ad uno schema molto diffuso tra la seconda metà del I secolo a. C. e gli inizi dell’età imperiale.

Alquanto problematico appare invece il tentativo di un preciso inquadramento cronologico per i sepolcri rupestri, a causa della scarsità di elementi cui fare riferimento; essi, inoltre, pur nell’ambito di una tipologia tipicamente repubblicana, risultano presenti anche in età molto avanzata.

Per la classe dei piccoli colombari, assai simili tra loro, è lecito postulare uno sviluppo cronologico non molto ampio, probabilmente entro i primi secoli dell’impero.

Il sepolcro a camera, infine, può forse essere inquadrato entro la prima metà del I secolo, soprattutto in considerazione dell’accuratezza del paramento e del materiale, il marmo, usato per il rivestimento della facciata.

Fig. 6 - Sepolcro circolare presso la chiesa di S. Maria delle Grazie (foto D. D'Elia).

NOTAZIONI SULLA TECNICA EDILIZIA

L’applicazione delle diverse tecniche costruttive nell’ambito particolare dell’architettura funeraria appare oltremodo varia, mentre piuttosto libera è la combinazione anche di tecniche diverse. E’, del resto, da notare che gli edifici sepolcrali risultano particolarmente soggetti, come è in genere il caso dell’architettura domestica, al gusto personale del committente, a motivi di prestigio personale o familiare e, certo, agli influssi dell’epoca.1

Non sarà inoltre da trascurare come, pur persistendo un forte conservatorismo nelle forme, innovazioni tecniche o sperimentazioni anche di rilievo possano caratterizzare tali monumenti.2

Nei sepolcri della Via Appia a Terracina si nota generalmente un impiego privilegiato dell’opera quadrata, anche se nella maggior parte dei casi tale rivestimento è puramente da presumere. Rimane, oggi, il solo nucleo nella maggioranza dei sepolcri: nulla vieta di ipotizzare, dunque, un più modesto rivestimento di materiale meno resistente della locale pietra o costituito solo di uno spesso strato di intonaco.3

Fig. 7 - Un sepolcro ad edicola lungo l'Appia superiore, in una stampa di L. Rossini del 1839 (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Sia nelle costruzioni funerarie di maggior pregio che in piccoli sepolcri a torre o a dado il rivestimento esterno in opera quadrata appare, comunque, d’obbligo:4 si vedano, ad esempio, i due sepolcri monumentali a podio della Valle.

In questo caso, alla grandiosità degli edifici si aggiunge il fasto di una cortina interamente costituita di blocchi di travertino disposti in opera quadrata di tipo romano, alternativamente di testa e di taglio. In uno dei due, inoltre, un nicchione ricavato nel corpo del sepolcro è rivestito con blocchi di tufo. In entrambi i casi, la penuria di materiali ed il pregio del rivestimento hanno determinato la spoliazione pressoché completa, in epoca successiva, dei monumenti.5

Fig. 8 - Piazza Palatina in un acquerello di C. Labruzzi del 1789 (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Un altro sepolcro certamente dotato di cortina in opera quadrata è quello circolare su base quadrata, che alla fastosità della costruzione unisce il valore del materiale, il marmo, in facciata.

Sempre nel tratto inferiore dell’Appia, svariati sono i sepolcri a torre o a dado oggi del tutto privi di rivestimento e per i quali, per analogia con tombe simili, si può ipotizzare una cortina in opera quadrata. Ricorrente è pure la presenza di una cortina laterizia di scadente fattura, limitata alla parete opposta alla Via.6

L’uso di tale tipo di rivestimento appare dettato, per lo più, da una duplice ragione: l’essere la parete non in vista e la volontà di proteggere il monumento dagli agenti atmosferici. E’, del resto, ricorrente e manifesto il desiderio di arricchire -in modo particolare la facciata e le pareti laterali di tutti i sepolcri, mentre, anche nelle costruzioni più notevoli, materiali più grossolani sono relegati nel lato posteriore.

Fig. 9 - L'Appia antica presso Piazza Palatina (foto D. D'Elia).

Nella menzione dei monumenti in opera quadrata, un certo rilievo acquista un sepolcro dell’Appia superiore, non direttamente visibile dalla Via, in cui è da segnalare la presenza di blocchi di pietra locale, bugnati o forse lasciati semplicemente grezzi, nel retro del basamento. Poco oltre, un più modesto sepolcro a dado rivela analoghe caratteristiche. In particolare in questo tratto della Via e, più avanti, nelle adiacenze di Piazza Palatina, diffusissimo è l’impiego della locale pietra da taglio, di cui dovevano esistere cave nella zona.7 Non è da trascurare, tuttavia, un particolare di un certo rilievo: lastre di travertino sono oggi conservate nei pressi di un piccolo sepolcro a dado e, lungo la Via, è visibile un blocco di tal tipo presso il nucleo sepolcrale, a riprova della presenza, sia pure sporadica, di questo materiale nella zona, in sepolcri di un certo valore.

L’uso dell’opera quadrata, in ambito funerario, è attestato per un ampio lasso di tempo, appunto per il grande prestigio che derivava dall’erezione di una tomba di tal genere. Anche quando si profilano nuove tecniche costruttive o nuovi tipi di sepolcri, un avancorpo in opera quadrata lungo la via contribuisce ad accrescere il valore della facciata, come è il caso dei due colombari situati nelle vicinanze di Piazza Palatina.

Accanto all’opera quadrata, in numerosi monumenti di età repubblicana fa la sua comparsa la cortina esterna in opus incertum. Dapprima limitata ad alcune parti soltanto del sepolcro, come è il caso dell’attico del monumento a podio o dell’interno del sepolcro (ora non visibile), entrambi in opera quadrata, diventa esclusiva in altri. In modo particolare grande interesse acquistano le due edicole funerarie poste sul tratto superiore della Via, in cui è attestato il contemporaneo impiego del paramento in opera incerta con il cotto delle semicolonne angolari, come frequentemente si riscontra in monumenti sepolcrali, soprattutto a Pompei.8

Il processo di progressiva regolarizzazione nella disposizione degli scapoli è attestato in due edifici di particolare rilevanza. Si tratta di due fornici sepolcrali: nel primo la cortina in opera quasi reticolata è limitata alle pareti interne, per un’altezza di cm. 30, mentre la facciata esterna era presumibilmente rivestita in opera quadrata; il secondo fornice mostra invece caratteristiche diverse. In realtà, in questo caso la cortina esterna appare piuttosto in opus reticulatum, con cubilia disposti in modo alquanto disordinato, mentre in facciata il rivestimento doveva essere in opera quadrata. Il sepolcro in questione, come del resto la fitta serie di tombe poste in questo tratto della Via, risulta inoltre innalzato su un basamento in opera quadrata.

Pure largamente attestato è l’uso dell’opera reticolata, con modalità e combinazioni di vario genere. Un rivestimento interno di tal tipo mostra, ad esempio, la camera funeraria del già citato sepolcro circolare. In questo caso particolare l’uso è limitato all’interno dell’edificio, con la disposizione di cubilia alquanto grossolani. Da rilevare, inoltre, l’impiego di un abbondante strato di cocciopesto a ricoprire il pavimento della cella, mentre anche le pareti di questa risultano protette dall’umidità mediante uno strato meno abbondante e più fine di signino.

E’, del resto, costante la presenza di quest’ultimo nella maggior parte dei sepolcri esaminati: ora limitato alla parete retrostante o alla base dell’edificio, ora maggiormente impiegato allo scopo, come detto, di isolare il sepolcro dall’umidità.
Opus reticulatum più regolare si riscontra nel caso del bel sepolcro a camera posto nella Valle. La particolare accuratezza della cortina marmorea, con ammorsature angolari in blocchetti, può far pensare a «tessere tagliate, o forse meglio segate, a filo di coltello e unite con meravigliosa esattezza».9 Anche qui è da rilevare il tipo più grossolano e meno pregiato del rivestimento nel lato posteriore.

Fig. 10 - Sostruzione in opera poligonale dell'Appia antica presso Piazza Palatina (foto V. Grossi, Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Sempre in opera reticolata con ammorsature angolari in blocchetti di calcare sono svariati piccoli colombari posti poco fuori la cinta delle mura sillane.10 Nel complesso, però, difficilmente la cortina in opera reticolata appare usata senza il contemporaneo impiego dí mattoni. In uno dei colombari meglio conservati, laterizi appaiono, all’interno, a scandire le ghiere degli archi delle nicchie per le ceneri; all’esterno, nella parete retrostante, a maggior protezione dalle infiltrazioni.11 Un altro piccolo colombario, non visibile dall’Appia, mostra altresì un uso combinato di reticolato e mattoni all’interno ed una cortina laterizia, parzialmente conservata all’esterno.12

Nulla di preciso si può invece affermare circa la struttura del pavimento di questo o degli altri colombari poiché, per lo più, essi risultano interrati o comunque non in vista: in un solo caso, nei pressi del colombario, si è rinvenuto un piccolo frammento di mosaico bianco, da ritenersi presumibilmente pertinente al pavimento di quel sepolcro.13

Per quanto concerne ancora l’applicazione delle diverse modalità costruttive, è da notare come scarsamente diffuso appaia il rivestimento in laterizio. Tralasciando i casi sopracitati ed i numerosi sepolcri con cortina retrostante in mattoni, è conservato un solo edificio interamente rivestito in laterizio, datato dal Lugli al I sec. d. C. Più frequente, come si è visto, è l’alternanza di reticolato e mattoni rilevabile, ad esempio, in un piccolo monumento a dado della Valle o nel recinto esterno di un colombario presso Piazza Palatina. In questo stesso sepolcro, laterizi scandiscono, all’interno, l’attacco della volta a botte e la serie delle nicchie per le olle.

Per quanto riguarda infine i materiali da costruzione, come si è notato, largamente diffusa è la locale pietra da taglio, ma compaiono anche materiali più pregiati, quali il travertino o il marmo bianco; in qualche caso, sia pure limitatamente, si trova impiegato il tufo.14 Del resto, un’analisi particolareggiata dei sepolcri non è, spesso, agevole per le condizioni in cui sono pervenuti; a volte, nel corpo dell’edificio è possibile individuare diversi piani di posa o la diversa composizione del conglomerato cementizio. In alcuni casi il materiale risulta gettato alla rinfusa nella malta, in altri le gettate appaiono più regolari.

In costruzioni di un qualche impegno è possibile inoltre individuare numerosi fori da ponte per le impalcature usate durante l’edificazione. Talvolta, poi, i sepolcri mostrano le fondazioni parzialmente allo scoperto, come si nota ad esempio in piccoli colombari lungo l’Appia superiore.15 Quanto ai sistemi di copertura, diffusa è la volta a botte nei piccoli colombari e nei fornici ancora evidenti sono le tracce della centina. Appare, comunque, difficile stabilire con precisione il tipo di copertura o di coronamento utilizzati altrove: ad esempio, nel grande sepolcro circolare, mentre nella tomba a camera si può ipotizzare la presenza di una volta a crociera poggiata sui rinforzi angolari che appaiono all’interno.

In conclusione, i monumenti funerari di Terracina non presentano particolarità di grande rilievo nei sistemi costruttivi: quasi sempre il sepolcro appare un semplice segnacolo, costituito di nucleo e cortina di rivestimento. Pressoché inesistenti sono le tracce di eventuali decorazioni esterne: nel complesso, pochi risultano essere gli edifici monumentali e di questi si è cercato di segnalare i caratteri più evidenti.

Fig. 11 - Piazza Palatina con, a destra, la sostruzione dell'Appia antica (foto D. D'Elia).

Anna Rita Mari


[*]AA.VV. La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Studi in occasione del 23° centenario dell’Appia, Casamari 1988.?

[1] Cfr. BLAKE 1947. pp. 112 e 147; MANSUELLI 1963, p. 183. ?

[2] Si veda, ad es., il rivestimento interno della tomba di Cecilia Metella, lungo l’Appia Antica a Roma, con cortina in laterizio: una delle prime attestazioni dell’impiego di tale tecnica (cfr. QUILICI 19772, p. 52). ?

[3] Cfr. REGGIANI 1980, p. 24-25 ?

[4] Cfr. BLAKE 1947, p. 112?

[5] Il secondo edificio era rivestito di blocchi di travertino, tranne l’attico. in opera incerta molto curata.?

[6] Si tratta nella maggior parte dei casi di materiale di reimpiego: tegole, coppi. frammenti di anfora. ecc.: nel monumentale sepolcro n. 28, in opera quadrata. la sopraelevazione nel lato posteriore è «in pezzi di cotto (…) in modo che ricorda un po’ l’opus spicatum»: LUGLI 1926, e. 184, n. 9-I.?

[7] La città era rinomata in antico, per la qualità della calce ricavata dal calcare della zona: PORPH, Ad Hor. se., I, 5, 25-26.?

[8] Nella necropoli di Porta Nocera molte sono le tombe con alternanza di opus incertum e laterizio: efr. LA ROCCA-DE VOS 1976, p. 260, nn. 4. 6, 10, 12. 14. p. 261, n. 30. p. 262. n. 11 (recinto). p. 263, nn. 23. 29: D’AMBROSIO-DE CARO 1983, 13 ES, I OS. 9 05, 23 OS, 27 OS. 34 aEN, 36 EN.?

[9] LUGLI 1926. c. 11. n. 18. L’Autore sottolinea inoltre la perfezione che caratterizza anche i blocchetti delle ammorsature.?

[10] Cfr. supra. p. 45 ss.?

[11] Il rivestimento interno o esterno in mattoni è diffusissimo nell’ambito dell’architettura funeraria un po’ ovunque: cfr. LUGLI 1957, pp. 27 e 532 ss.?

[12] La camera sepolcrale era collocata al di sotto del livello stradale: non è possibile comunque stabilire, attualmente, se nella parte superiore del sepolcro si ergesse un secondo piano direttamente sull’Appia: cfr. LUGLI 1926. cc. 184-185, n. 9-II.?

[13] Frequente nei colombari, oltre ai semplici pavimenti in cocciopesto o in terra battuta: ad es. LUGLI 1919, p. 317.?

[14] Oltre che nel nicchione posteriore del sepolcro, in tufelli gialli sono le ghiere degli archi delle nicchie in alcuni colombari.?

[15] Da notare come, in qualche caso, la parete di un sepolcro poggi in parte direttamente sulla roccia viva.?

Terracina Rialzati

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terracina-viale-circe-anni-60_bis

Viale della Vittoria si tinge di blu. Se vuoi parcheggiare, devi pagare su ambo
i lati il ticket per la sosta. Non si tratta di comprare il biglietto solo per
piazza Mazzini, come avviene adesso. Ma anche per il viale in entrambi i sensi
di marcia. La tariffa di sosta a pagamento avrà carattere permanente e si
articolerà nel seguente orario: dal 1 gennaio al 1 maggio dalle 9 alle 14 e
dalle 16 alle 20. Nel periodo estivo, invece, tra maggio e il 30 settembre, si
pagherà la sosta dei veicoli dalle 9 alle 14 e dalle 16 alle 24. Una mazzata
niente male quella decisa nei giorni scorsi da una delibera della giunta
comunale, evidentemente per la solita questione di fare cassa scavando a fondo
nelle tasche dei cittadini. E sì, perché una sosta a pagamento in viale della
Vittoria non c’era mai stata e, cosa che sicuramente susciterà un mare di
polemiche, anche nel periodo invernale la «tassa» graverà sulle finanze delle
famiglie terracinesi. Il documento votato dagli assessori del Comune prevede
l’integrazione della precedente delibera di giunta per la regolamentazione del
servizio di strisce blu ed è immediatamente eseguibile. Il costo dei ticket,
acquistabile tramite «grattini» in edicole, bar e tabacchi autorizzati, è di 1
euro l’ora, 2 euro 2 ore, 4 euro tutta la giornata. Sono previsti anche
abbonamenti per i residenti: 10 euro per due settimane; 15 euro un mese; 50 euro
lo stagionale e 60 euro l’annuale. C’è da aspettarsi che a non digerire questa
decisione del Comune saranno, oltre che gli automobilisti, anche i commercianti
con le proprie attività in viale della Vittoria. Subiranno un danno
dall’introduzione delle soste blu?
F. A.

20 [14]

Si potrebbe materializzare a breve la sfiducia al sindaco Stefano Nardi. Dopo il
terremoto politico che ha colpito il sindaco Zaccheo a Latina, anche a Terracina
le cose per il primo cittadino non si mettono bene. Proprio in queste ore,
stando alle voci dei bene informati, sarebbe in atto un vero e proprio
reclutamento di «disponibilità» a firmare la sfiducia al sindaco Stefano Nardi.
Sarebbero al momento 14 i consiglieri disposti una volta per tutte a determinare
la fine anzitempo del mandato del primo cittadino. Oltre agli 8 consiglieri del
Partito democratico e quello dei Verdi Gino Di Mauro, nei potenziali
«picconatori», stando alle indiscrezioni, si sarebbero detti disponibili alla
firma il consigliere Valentino Giuliani, il capogruppo dell’Udc Gianni Percoco,
gli ex Forza Italia passati di recente all’opposi – zione Angelo Cicerano e
Giovanni Masullo, Biagio Frattarelli. Il dato va preso con le pinze, ma se
davvero queste «disponibilità» fossero confermate nero su bianco, per il sindaco
Stefano Nardi l’av – ventura volgerebbe al termine. Per i due consiglieri
mancanti per raggiungere il «quorum», sarebbe attiva un’intensa
opera di convinzione sull’ex forzista Roberto Pietricola, vicino al senatore
Claudio Fazzone, e Edis Mazzucco, solista imprevedibile del gruppo del Pdl che
in passato non ha lesinato critiche all’operato del sindaco Nardi. Nulla, però,
può darsi per scontato al momento. Sarà da vedere quanto alle parole e ai «si
dice» seguiranno i fatti. Un dato è certo. Da più parti ci si muove per tastare
il terreno e preparare l’uscita di scena della giunta Nardi. Ci sta lavorando il
Partito democratico ma anche a destra l’ipotesi non sarebbe più peregrina, se è
vero che nei giorni scorsi è stato visto aggirarsi in città nientemeno che il
coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone. La decisione spetterà, in
verità, ad una maggioranza fatta di consiglieri senza comandante, molti dei
quali alle regionali hanno contribuito all’ele – zione di Stefano Galetto.
Proprio giovedì scorso diversi assessori e consiglieri comunali di maggioranza
sono stati visti al quartier generale di Galetto per prendersi i meritati
ringraziamenti dopo la riuscita della campagna elettorale. C’erano Valerio
Golfieri, Francesco Zicchieri, il presidente del Consiglio comunale Patrizio
Avelli. E c’era anche il consigliere Mazzucco. L’opera di persuasione insomma
sarà tutt’altro che facile, soprattutto per quei consiglieri che a nulla e
nessuno devono rispondere se non a se stessi. La verifica, comunque, è in atto e
registra un’inaspettato orientamento verso la sfiducia. Altrimenti il prossimo
banco di prova sarà il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio.
Diego Roma

20 [15]

Gli ultimi rimescolamenti in maggioranza e la caduta dell’amministrazione
cognata a Latina fanno pensare a un crollo della baracca (perchè di questo si
tratta) anche a Terracina, allora comincia il si salvi chi può e qualcuno si
mette un passo avanti…
Ancora è viva la polemica sulla durata del contratto
del Direttore dell’ Azienda Spettrale, che erroneamente era stato stipulato per
una durata di anni 5 con una delibera di giunta, poi rettificata collegandone la
durata al mandato del Sindaco, che di questi tempi si sà, è un po’ precario…
Cosa è venuto in mente ai nostri scienziati? Allungare la durata della carica
del direttore e del cda (presidente compreso) a 5 anni, rinnovabile ovviamente,
così in un solo colpo sistemiamo per i prossimi 5 anni la dott.ssa Amici, l’ex-
capogruppo Valerio Golfieri con genia, e tutto il consiglio di
amministrazione… Insomma quello che era stato un’errore, una svista lo si
cerca di sanare cambiando lo statuto dell’azienda per assicurare l’avvenire di
persone che non hanno sostenuto nessun concorso pubblico per ricoprire la loro
carica… L’azienda Spettrale, però , rimane tale con i servizi ai disabili
ancora al palo e le voci di spesa più consistenti che risultano essere le
indennità del cda e il megastipendio della direttrice… Perchè a Terracina per
qualcuno i servizi sociali sono una Missione, sì personale….
Fulvio Carocci
Terracina Rialzati

20 [27]

«Una paralisi politico-amministrativa a cui si deve porre fine». Il Partito
democratico spinge sull’acceleratore e cerca sponde in Consiglio comunale per
firmare la sfiducia al sindaco Stefano Nardi. Secondo il capogruppo Antonio
Bernardi la misura è colma e lo scioglimento del Consiglio comunale di Latina ha
dato il colpo di grazia al l’amministrazione comunale. «La questione è ben più
grave dal momento che la città non viene ormai da tempo più amministrata. Nel
corso di quest’anno sono stati convocati soli due Consigli comunali per
rispondere alle interrogazioni e nemmeno lo hanno fatto del tutto. Ci sono 20
nostre interrogazioni rimaste senza risposta, alcune risalgono al 2007». Il Pd
ha intenzion di chiedere un intervento del Prefetto. Ma il problema è anche
squisitamente politico: «Tre consiglieri passati all’opposi – zione, due
assessori dimissionari e un terzo cacciato sono il segno che serve un
cambiamento – ha detto Bernardi -. Non riescono più a gestire i servizi: sui
rifiuti è aperta un’indagine, l’Azien – da speciale fa soltanto da bacino
clientelare alla politica, le mozioni approvate all’una – nimità poi vengono
lasciate nel vuoto». E poi ancora il Tribunale, il Piano Azzola, la sentenza del
Tar sugli aumenti della Tarsu. «Verificheremo dalla prossima settimana con i
consiglieri di maggioranza se ci sono i margini per chiedere la sfiducia – ha
ribadito il capogruppo di minoranza ». A metterci il carico da novanta anche il
consigliere comunale Domenico Zappone, che ha denunciato «una giunta ormai senza
identità politica e dunque senza progetto» ma ha attaccato duramente anche i
consiglieri di maggioranza, colpevoli di «aver operato solo per interessi
personali, guidati da logiche affaristiche che nulla hanno a che fare con un
progetto politico serio. Anche a causa di questo – ha incalzato Zappone – la
ricostruzione sarà assai difficile ». Zappone ha poi sollevato il problema della
legalità, altro nervo scoperto «in una città in cui si sequestrano licenze
edilizie a personaggi in odore di malavita, classico sentore di un tessuto
commerciale fragile e permeabile in cui la politica deve essere più presente». E
di maggiore presenza tra la gente ha parlato il segretario del Pd Alessandro Di
Tommaso, che ha voluto fare un’analisi politica post elettorale annunciando una
«riorganizzazione interna per intercettare meglio i problemi della gente». Il
messaggio di Di Tommaso guarda anche al futuro, «a quelle forze politiche ma non
solo dotate di buona volontà con cui unirci per costituire un’alternativa al
centrodestra. Se è vero – ha concluso il segretario del Circolo – che
all’interno del partito è necessaria una riflessione, lo è altrettanto che la
città deve dare segnali di orgoglio e collaborare affinché una rinascita
sia possibile».
D. R.

20 [26]

Marcuzzi: l’indecenza politico – amministrativa non ha più limiti
Come evidenziato da Terracina Rialzati la nostra amministrazione dopo le tante
parole prima delle elezioni regionali, inizia a deliberare atti che vogliono
monopolizzare l’attività amministrativa della città, spingendola per mire
personali in un buco nero senza fondo. La delibera n° 194 del 13/04/2010 che ha
come oggetto la proposta al consiglio comunale di deliberare delle modifiche
allo statuto dell’azienda speciale è indecente, immorale e contro ogni logica
politico amministrativa. Con la suddetta delibera si vogliono aumentare le
competenze della famosa ma ancora non pervenuta Azienda Speciale, si vuole
garantire su carta la presidenza a Golfieri , al suo c.d.a. e alla dottoressa
Amici un futuro roseo deliberando la durata del loro incarico a 5 anni e non
come previsto dall’attuale regolamento per chi come loro è stato nominato
direttamente dal Sindaco, fino a fine del mandato dello stesso. Comunque andiamo
per gradi, all’art. 2 (oggetto attività) si vuole integrare la gestione,custodia
e pulizia dei parchi pubblici,il servizio delle aree a pagamento, progetti per
il sociale e la gestione della pulizia e mantenimento del centro storico. Poi
all’art 17 e 23 si garantisce la durata dell’attività del Direttore ,Presidente
e c.d.a. per cinque anni, indipendentemente dal mandato del Sindaco e con la
possibilità di essere rinominati. Questi modifiche se approvate in consiglio
comunale svuoteranno le competenze degli assessorati al verde pubblico, alla
viabilità, ai servizi sociali, al centro storico e altro, dando la possibilità
al solo Sindaco e al suo presidente dell’Azienda Speciale di decidere a
esclusivo piacimento le attività di una città intera, questo è inaccettabile,
cosi facendo il voto dei cittadini non conta nulla. Questa delibera è
un’indecenza, e se il consiglio comunale avvallerà tutto questo stiamo di fronte
a un gruppo di persone che tutto possiamo definire cercando di non diffamare
nessuno, tranne che amministratori pubblici. La cosa strana è che si delibera un
atto che riguarda il sociale e l’Assessore di riferimento è assente, com’è
possibile una cosa simile? Dopo le promesse di posti di lavoro e di nuove
stagioni innovative, siamo alle solite, prima pensiamo a noi, poi se avanza
qualcosa pensiamo agli altri. Voglio ricordare ai nostri amministratori che
tutti tenemo famiglia, e che per mantenerla i più fortunati vanno a lavorare,
nessuno ha spintarelle che gli vogliono garantire un futuro roseo per 5 anni
senza colpo ferire, quindi anche loro si guadagnassero la pagnotta con il sudore
e non con i colpi di bacchetta magica. I galloni si guadagnano sul campo di
volta in volta, questi atti di piccola moralità hanno vita breve, perché
l’opinione pubblica li punirà con il voto, e i nuovi che arriveranno questi atti
li cancelleranno in un secondo, verificando se nel frattempo con gli stessi si è
recato danno alla collettività. E’ ora di finirla con i giochetti di potere, si
parla di Azienda Speciale da mesi e solo adesso viene cancellata l’Istituzione,
si parla di assunzioni dei l.s.u e degli operatori dei servizi assistenziali, ma
i primi veri atti che si deliberano sono quelli delle nomine e della loro durata
dei loro dirigenti e amministratori Golfieri spesso ha fatto il moralista con
chi criticava il loro lavoro, chiedeva i nomi se cerano di chi faceva promesse
di lavoro, bè, oggi due nomi di chi si fa i fatti suoi e non pensa ai cittadini
li faccio, e questi nomi sono Valerio Golfieri, Stefano Nardi,e tutti i
consiglieri che voteranno a favore questo atto, senza escludere Lauretti
F.,Pecchia L., Masci G. e d’Amico G. che hanno già votato. Attendo Zicchieri
assente in questa riunione di giunta, mi farebbe cosa gradita se ci spiega che
pensa e perché non era presente nel momento della deliberazione di un atto
importantissimo riguardante il suo dipartimento, se non è presente alle cose che
lo riguardano, perché fa l’Assessore. Oggi l’unica cosa certa e che i disabili e
gli anziani sono ancora senza assistenza domiciliare, il pulmino donato per il
loro trasporto e ancora fermo in garage, tutte le persone che facevano le
assistenze sono senza lavoro da 10 mesi e hanno 12 mesi di stipendi arretrati da
percepire, di che cosa vogliamo parlare. Nessuna telefonata a queste persone,
nessuna garanzia, l’unica cosa che si è fatto negli ultimi mesi è stata quella
di andare in cerca di consensi per i loro idoli candidati alle regionali,
bloccando completamente l’attività Amministrativa e rimanere per 3 mesi senza
convocare un consiglio comunale. Abbiamo 5 saggi che devono decidere delle sorti
della città e uno di loro non è stato ancora nominato consigliere, ma ha carta
bianca per impostare la futura attività amministrativa della città, queste sono
cose che accadono solo a Terracina L’unico atto che il prossimo consiglio
comunale deve deliberare, è quello delle dimissioni di tutti e 30 i consiglieri,
la città ha bisogno di togliersi di dosso la peggior amministrazione della sua
storia, e di sceglierne con criterio una adeguata a lavorare per il bene e i
diritti di tutti i cittadini e non di una piccola parte, i 12 di opposizione
sono pronti, vediamo chi dei 18 di maggioranza ha gli attributi per farlo.
Latina speriamo insegni ai nostri che le poltrone non sono eterne.
Pierpaolo Marcuzzi
Udc

20 [24]

Piazza Garibaldi come un campo di calcio: proteste a non finire al comando della
polizia locale, agli ordini del comandante Vincenzo Pecchia.
Ieri pomeriggio una
signora, cliente di un bar nella centralissima piazza in via Roma, è stata
centrata da una pallonata di un ragazzo che giocava a pochi passi dal monumento
in onore dei caduti. Il tutto sotto lo sguardo di decine di persone incredule
per quello che stava accadendo. In molti dopo l’episodio si son o recati presso
il comando dei vigili urbani in via Sarti per segn lare
l’accaduto e per far smettere i ragazzi di giocare a calcio. Episodi come quello
di ieri pomeriggio non sono affatto nuovi. Numerose le proteste ad esempio degli
anziani che ogni giorno si ritrovano in piazza Garibaldi e sono costretti a fare
i conti con squadre di calcetto in piena regola composte in alcune circostanze
da bambini, ma a volte anche da adolescenti. Una situazione che, tra l’altro,
mette a rischio anche la circolazione stradale. Spesso capita infatti che le
pallonate raggiungano via Roma, rischiando di colpire auto
e motocicli in transito.
F. A.

20 [23]

Era persino riuscito a entrare nel server di posta elettronica dell’ex fidanzata
per leggere le e-mail e rispondere al suo posto.
Un ex, con la passione per
l’informatica, che non si è mai rassegnato alla fine del rapporto. E’ satto
individuato e denunciato dagli agenti del commissariato di Terracina dopo una
lunga e articolata indagine. Tutto è iniziato quando Giulia (il nome è di
fantasia, ndr), si è presentata agli uffici di via Petrarca per raccontare
quanto gli stava accadendo. «C’è qualcuno che non mi lascia in pace – aveva
detto ai poliziotti – Mi sta perseguitando con continue telefonate anonime,
mail. È a conoscenza di tutti i miei spostamenti e conosce ogni cosa che
faccio». E le mire degli agenti erano subito finite sul suo ex, un giovane di
origini campane che da quando la storia era finita non si dava pace. Lei era
stata costretta persino a cambiare città e venire a Terracina. Gli agenti si
sono messi subito sulle tracce del trentenne partendo proprio dalle quelle
strane mail che Giulia riceveva. Lui era riuscito a entrare nel suo server di
posta e leggere tutte le mail che le arrivavano. In alcuni casi le cancellava
senza che lei potesse mai riceverle. In altri rispondeva al suo posto, forse con
l’obiettivo di allontanare quanti più contatti. Gli agenti, grazie ad alcuni
esperti, sono riusciti a risalire al computer che le inviava. Ora l’ex fidanzato
persecutore dovrà rispondere di rivelazione del contenuto di corrispondenza,
accesso abusivo a sistemi informatici e telematici, impedimento o introduzione
illegale di comunicazioni informatiche, sottrazione e soppressione di
corrispondenza, minacce e molestie.
F.Coc. e G.Nard.

20 [22]

AUTOVELOX sulla Pontina, sull’Appia, sulla Flacca nel territorio di Terracina.
Senza pensare alla Pantani da Basso: il Comune pensa a «blindare» il traffico
con l’occhio alle casse com u n a l i . Con una delibera di giunta, è stato
deciso di proporre l’i ns ta l l az i on e di apparecchi elettronici su tutti i
tratti di strada con le caratteristiche per cui è possibile chiedere la presenza
degli autovelox. In questo caso il tratto della Pontina dal km 90 a 97,
dell’Appia dal km 84 a 100, della Flacca dal km 0 al 2,5. In altre parole le
strade a scorrimento veloce verrebbero monitorate 24 ore su 24 per «invitare»
gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità. Il Comune motiva la
decisione l’e l evato traffico sulle strade in questione. Con la frequenza con
cui si verificano incidenti stradali anche gravi causati in molti casi propria
dall’eccessiva velocità e da sorpassi azzardati. Infine con l’impossibilità per
le forze dell’ordine, viste le caratteristiche delle strade, di intimare l’alt
agli automobilisti per l’immediata contestazione di eventuali violazioni al
codice della strada. Il Comune pensa alla sicurezza sull’asfalto,
quindi, ma non trascurabili sono i frutti che deriverebbero dall’installazione
degli autovelox anche per le casse comunali. Notoriamente al
verde per la disastrosa situazione economica dell’ente. Le multe per eccesso di
velocità, infatti, di sicuro fioccherebbero, facendo crescere in modo
esponenziale il capitolo del bilancio relativo agli introiti per le sanzioni
amministrative. Senza dimenticare, infine, che oltre a proporre il
posizionamento fisso delle famigerate «macchinette » su Appia, Pontina e Flacca,
segue di qualche giorno l’analoga richiesta per quanto riguarda un’altra strada
molto trafficata, la Pantani da Basso che collega la Pontina con la frazione
terracinese di Borgo Hermada. E, proprio per questo motivo, particolarmente
trafficata da automobilisti e centauri. Un tratto di strada che, dopo i lavori
di rifacimento stradale e asfaltatura, è diventato un percorso in cui i mezzi
sfrecciano a velocità davvero sostenute.
F. A.

20 [18]

UN provvedimento forse dettato dalla necessità di tutelare dirigenza e poltrone
in tempi assai incerti.
Con una delibera di giunta l’amministrazione comunale
proporrà al Consiglio comunale di allungare a 5 anni la carica del direttore
generale dell’Azienda speciale Carla Amici e del suo presidente Valerio
Golfieri. Il documento è stato firmato il 13 aprile, pochi giorni fa, e prevede
una modifica dello statuto dell’ente strumentale che consenta di allungare a 5
anni la durata della carica a prescindere dalle sorti del sindaco Stefano Nardi.
Attualmente lo statuto infatti prevede che il Direttore generale e il Presidente
siano in carica fino alla durata del mandato del sindaco. Significativo che la
decisione sia stata presa proprio ora che la giunta guidata da Nardi è in
equilibrio assai precario. Forse proprio per tutelare l’Azienda speciale e i
posti di lavoro annunciati da eventuali crisi politiche l’amministrazione
comunale ha previsto un «salvagente». Sarà da vedere come il Consiglio comunale
giudicherà la proposta, con una maggioranza risicatissima e nemmeno tanto
sicura. Qualche settimana fa proprio la giunta comunale aveva dovuto rettificare
la delibera di nomina del Direttore Carla Amici, prevista per 5 anni ma
discordante proprio con lo statuto. Ora, verrebbe da dire, la giunta prende il
toro per le corna. Ad essere modificato potrebbe essere direttamente
lo Statuto.
D. R.

20 [21]

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stanchinati_bis

venerdì 16 aprile 2010

Grande debutto teatrale della nuovissima Compagnia degli StanchiNati composta da

IRENE CHINAPPI, PAOLO D’AMICO, MASSIMO LEROSE, ANTONIO MEHIEL e ADRIANA TARI.

Nel loro primo spettacolo gli artisi si sono esibiti in due atti unici divertentissimi e un

intermezzo altrettanto comico.

Prima dell’esibizione gli allievi dell’Istituto Alberghiero hanno  omaggiato gli spettatori

di delizie enogastronomiche della nostra terra.

I complimenti dello STAFF del TERRACINABLOG oltre che agli interpreti vanno agli organizzatori

e agli studenti dell’ IPS A. Filosi di Terracina che hanno reso possibile l’evento.

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terracina-via-matteotti-anni-50_bis_b

Controlli in corso sui contratti di assunzione di alcune delle operatrici degli
asili nido gestiti dall’Istituzione dei servizi sociali.
Dopo il clamore
suscitato dalle denunce del consigliere dei Verdi Gino Di Mauro sulla presunta
illegittimità dei contratti con cui è stata assunta una parte del personale,
l’ispettorato del lavoro sta operando alcuni controlli per verificare se la
tipologia contrattuale usata per integrare il personale sia idonea. Gli
accertamenti starebbero andando avanti da qualche tempo, l’ispet – torato del
lavoro ha già acquisito di versi documenti e nei prossimi giorni non si
escludono ispezioni negli uffici di via Leopardi anche da parte dell’Inps. Nel
mirino potrebbero finire i rapporti di lavoro siglati con quindici operatori
impiegati presso gli asili nido comunali, sembrerebbe con contratti a
collaborazione «occasionale». Una tipologia che, stando a quanto stabilito dalla
legge, non potrebbe avere durata superiore a 30 giorni se a stipularli è uno
stesso ente, e il cui compenso complessivo nell’arco di un anno non deve
superare i 5 mila euro. Un aspetto controverso, dal momento che nel caso delle
operatrici degli asili il primo contratto è stato siglato a settembre e poi
rinnovato. Ma non solo. Da chiarire, con tutta probabilità, ci sarà anche la
forma di lavoro prevista dal contratto. Per i contratti occasionali infatti non
è prevista continuità né rapporto di subordinazione, e la legge prevede che ne
siano esclusi i dipendenti pubblici. A ciò si aggiunga che, fino a ieri, i
contratti sono stati di committenza dell’Istituzione dei servizi sociali, ente
rimasto in un limbo in attesa che venisse istituita l’Azi enda speciale e ora in
via di liquidazione. La questione potrebbe aver suscitato l’interesse
dell’ispettorato del lavoro e dell’Inps anche per aspetti che riguardano
la tutela dei lavoratori. Come denunciato anche dal consigliere comunale dei
Verdi Gino Di Mauro, il contratto occasionale non prevede per i dipendenti
coperture assicurative, contributi, né che venga riconosciuta la disoccupazione.
Non a caso la questione era stata sollevata anche dai revisori dei conti del
Comune, che nei mesi scorsi avevano chiesto chiarimenti al dirigente dei Servizi
sociali Carla Amici. Intanto la giunta comunale proprio nei giorni scorsi ha
proposto lo scioglimento dell’Istituzione, l’ente che ha stipulato i contratti
con gli operatori. La liquidazione dell’ente è un passo obbligato per dare avvio
all’Azienda speciale, che ha stipulato il contratto di servizio lo scorso 11
marzo. Tutte le pratiche dell’I s t it u z io n e passeranno al nuovo ente
strumentale. Tutto fa pensare che gli operatori assunti con contratto
occasionale confluiranno nell’Azienda speciale, che stando ai piani annunciati
li assumerà stabilmente. Di mezzo, ora, ci sono i controlli dell’ispettorato di
lavoro.
Diego Roma

20 [13]

Partito democratico al lavoro per verificare la possibilità di chiedere la
sfiducia del sindaco Stefano Nardi.
La bufera che ha portato allo scioglimento
del Consiglio comunale del capoluogo vede i suoi strascichi anche a Terracina.
Il Pd nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri presso la sede del
Circolo locale ha annunciato, per voce del capogruppo consiliare Antonio
Bernardi, che nel corso della prossima settimana cercherà una sponda tra i
consiglieri di maggioranza per raggiungere il numero di firme per sfiduciare il
sindaco Stefano Nardi. Una decisione ribadita anche dal consigliere Zappone:
«Chiederemo ai consiglieri di maggioranza di compiere un’azione ormai
ineludibile, dal momento che siamo di fronte ad una giunta priva ormai di
identità politica e dunque di un progetto politico ». La speranza dei
democratici è che lo scossone che ha travolto la giunta di Zaccheo possa
arrivare a smuovere gli equilibri, peraltro da tempo già precari, della
maggioranza di centrodestra. La prossima settimana sarà quella decisiva per
conoscere le sorti dell’amministrazione comunale.
D. R.

20 [12]

Il neo consigliere regionale Gianfranco Sciscione incontra gli operatori balneari
Nell’ ambito degli incontri con le Categorie e i Cittadini, per acquisire e
meglio definire le varie problematiche, sulla base anche degli inviti che sono
pervenuti, l’On. Gianfranco Sciscione ha incontrato una folta rappresentanza
degli operatori balneari della Cooperativa “La Riviera” (un altro incontro è già
programmato con gli altri Operatori che non aderiscono a tale cooperativa). Nel
corso della presentazione del Presidente e dei numerosi interventi, sono state
focalizzate diverse problematiche relative allo stato dell’ arenile sia nel
tratto urbano che extraurbano. In particolare è stato chiesto un sollecito
intervento nel tratto oltre Badino che presenta una grave erosione e compromette
lo svolgimento di una sia pur minima attività agli stabilimenti che insistono
nella zona. Altre questioni hanno riguardato l’attuazione del Regolamento
Regionale sulle attività balneari, soprattutto nella parte di competenza
comunale. A questo proposito si è rilevato come il Comune di Terracina non ha
ancora recepito le indicazioni regionali e, soprattutto, non ha interlocutori
attivi nei confronti della Categoria. Particolare preoccupazione è stata
espressa per lo stato dei lavori di rifacimento del marciapiede sul lungomare
circe all’altezza di via del Piegarello,che sta determinando disagio e
difficoltà all’avvio della stagione balneare per gli stabilimenti prospicienti
il tratto interessato dalle operazioni. Si nutre forte allarme per i lavori, pur
necessari, ma che hanno come termine previsto l’11-08-2010, cioè in piena
stagione estiva, con tutto quello che ne può derivare in termini di sicurezza,
congestione del traffico, difficoltà pedonale. Ci si chiede come si sia potuto
autorizzare un appalto con lavori che pregiudicano completamente la stagione
estiva. il Consigliere Sciscione si è fatto carico delle problematiche esposte
ed impegnato a rappresentare in Regione, con gli stessi Operatori, le criticità
al fine di individuare soluzioni immediate per avviare, senza gravi problemi, la
stagione balneare. A tal proposito, e per un primo approccio alle tematiche
turistico balneari e del sistema portuale (Porto Canale, Badino, Sisto e
Mortacino) è in programma, per il prossimo sabato, un incontro con il Comandante
del Porto per avviare quella necessaria sinergia istituzionale, presupposto
fondamentale per la corretta ed efficace soluzione delle varie problematiche
esistenti e per i necessari progetti di sviluppo.

20 [10]

Emergenza erosione lungo il litorale pontino. Questa volta l’allarme arriva
dagli operatori balneari, che chiedono un intervento urgente soprattutto nel
tratto tra Badino e Sisto, zona più volte segnalata come quella più a rischio
per la stagione estiva, dove gli operatori non sanno nemmeno se riusciranno a
montare i chioschi. Nei giorni scorsi il consigliere regionale Gianfranco
Sciscione ha incontrato la categoria dei balneari della cooperativa «La
Riviera». Proprio da loro arriva la preoccupazione per lo stato di salute della
costa, in preda all’erosione ma in uno stato di confusione anche in merito al
regolamento regionale sulle concessioni, che non è stato ancora recepito
dall’amministrazio – ne comunale. A Sciscione i balneari hanno anche fatto
presente come i lavori di rifacimento dei marciapiedi sul lungomare sta causando
disagi in vista della stagione estiva; interventi che dovrebbero ultimarsi entro
l’11 agosto e che rischiano di tenere ostaggio tutto un tratto di viale Circe. A
tutte queste problematiche ha assicurato di voler dare una risposta Sciscione,
che ha annunciato un incontro previsto per oggi con il comandante della
capitaneria di porto Cosmo Forte.
D. R.

20 [9]

Un terracinese nell’Fbi americano.
Un pizzico di Terracina nel famigerato Federal Bureau Investigation. Cos’abbia a
che vedere il cinematografico Fbi americano con la città pontina è presto detto.
Da circa quattro anni il prestigioso incarico di Assistant Director in Charge of
the Washington Field Office è ricoperto da Joseph Persichini Jr nelle cui vene
scorre sangue terracinese doc. La famiglia Persichini, infatti, da generazioni
vive in città, precisamente nella zona del santuario della Madonna della
Delibera. Da lì Domenico, nonno di Joseph Jr, partì nel lontano 1905 per tentare
la fortuna al di là dell’oceano. E ci riuscì. In poco tempo divenne un
personaggio noto di Buffalo, nello Stato di New York, mettendo su una catena di
lavanderie. E i parenti che oggi ancora vivono a Terracina ricordano i pacchi di
viveri che arrivavano da quel Persichini che in America ce l’aveva fatta. Lì
Domenico si sposò mettendo al mondo Joseph Senior, mentre sua sorella Filomena a
Terracina dava alla luce Loreta. Fino ad arrivare al terzo ramo dell’albero
genealogico, che conduce a Joseph Persichini Jr e alla sua cugina più prossima,
la signora Anna che continua a seguire le imprese del parente d’America. Un
cugino con il pallino di diventare un agente speciale fin dagli anni del liceo.
Joseph Persichini Jr., un signore distinto dall’aria elegante, è nato a Buffalo
nel 1954 ed è entrato nell’Fbi quando aveva appena 22 anni. Ha sulle spalle più
di trent’anni di carriera durante i quali ha lavorato in Virginia, in Colorado,
e New York e in Florida. Sempre per lavoro ha viaggiato in Arabia Saudita,
Pakistan, Russia, Tailandia, Dubai ed Emirati Arabi. Adesso è nella divisione
amministrativa del Washington Field Office, responsabile di tutte le
investigazioni fatte a Washington e nella Virginia del Nord. Come dire che
l’agente speciale con sangue terracinese si occupa di tutti i crimini possibili
e immaginabili, dallo scippo per strada al terrorismo internazionale.
Addirittura Mr. Persichini viene considerato uno dei massimi esperti dell’Fbi in
materia di corruzione tanto da tenere corsi specifici a Mosca, a Bangkok, a
Dubai e a Islamabad. Zone calde del mondo. Ma non si esclude che un giorno possa
staccare un po’ con il lavoro e concedersi una vacanza a Terracina, da cui tutto
è cominciato più di un secolo fa.
Pubblicato da Rita Recchia

20 [8]

Dante lo disse: “…chi più in alto sale, “tanto precipitevolissimevolmente cade.”
Zaccheo non c’è più, trafitto alle spalle dalla sua stessa maggioranza, vittima
di una faida interna tra le due anime del Pdl che mai hanno dato vita ad un sol
corpo. E quando una maggioranza forte di numeri e consensi non regge alla prova
del governo vuol dire una sola cosa: che i prescelti non erano all’altezza del
compito loro affidato. Meglio così. Una classe politica inadeguata, ai tempi ed
alle responsabilità, incapace di mediare e trovare un accordo nell’interesse
degli elettori è giusto che vada a casa. Fazzone e Zaccheo, eterni rivali e
quindi incompatibili. Come due galli in un pollaio ognuno ha sempre cercato di
eliminare l’altro per avere il dominio assoluto. Uomini per il solo potere, non
politici di spessore, e come tali hanno dato origine ad una classe dominante,
non ad una classe dirigente. E sbaglia chi vede in quanto accaduto una vittoria
di Fazzone: è la classica vittoria di Pirro che prelude ad una rovinosa
sconfitta. Un fatto così grave non può passare sotto silenzio, i vertici romani
non possono non commissariare questa dirigenza provinciale del Pdl. Da tutto ciò
comunque può nascere qualcosa di buono per Terracina, ovvero, la fine di Zaccheo
sarà quasi sicuramente anche la fine di Nardi, ed il commissariamento ci salverà
dall’imposizione di un altro sindaco calato dall’alto che porterebbe, senza
nessun dubbio, il Pdl terracinese ad una sonora sconfitta. I tempi sono maturi
per un cambiamento radicale. Nel palcoscenico politico terracinese dove tromboni
ed incapaci sono la netta prevalenza, l’avvento di Gianfranco Sciscione è
foriero di un vento che spazzerà via tanti detriti pericolosi, fautori di una
politica vuota che dal ’93 produce il nulla. Le premesse ci sono tutte, e non
sono cattivo profeta ad ipotizzare che il prossimo sindaco uscirà dal cilindro
del neo onorevole regionale. Un volto nuovo, con tutti i parametri di uomo del
fare: è di una persona così che Terracina ha bisogno.
Germano Bersani – Azione Sociale

20 [7]

Rumeno ‘invisibile’ muore sulla Pontina.
Si chiamava Valeriu Toader, era un cittadino rumeno di 36 anni e si dava da fare
con lavoretti di manutenzione nelle belle ville all’interno delle tante
lottizzazioni disseminate tra Terracina e San Felice Circeo. Il giovane Valeriu
è l’ultima vittima in ordine di tempo delle strade pontine. Una nuova tragedia
che non è stato possibile evitare in cui avrebbe giocato un ruolo importante il
buio della strada, ma anche il buio che avvolgeva la stessa vittima. Il rumeno
investito l’altra sera sulla Pontina era uno dei tanti ‘invisibili’ che ogni
giorno percorrono quella strada, rientrando da lavoro. Così come sembra che
stesse tornando a casa anche il 54enne di Latina che alla guida di una Peugeot
206 station wagon non è riuscito a evitare l’impatto rovinoso contro Valeriu
Toader. La tragedia si è consumata poco prima delle 20e30 di mercoledì sera,
all’altezza del km 103 della Pontina, di fronte l’attività commerciale ‘Pontina
Arredamenti’. L’effettiva dinamica del sinistro è al vaglio degli agenti della
polstrada del commissariato di Terracina, diretti dal comandante Giuliano
Trillò. Secondo i primi rilievi, sembrerebbe che lo straniero in bicicletta
stesse procedendo sulla strada in direzione di Latina. In quel momento, nello
stesso senso di marcia,sopraggiungeva la station wagon che l’ha preso in pieno.
Il corpo è stato sbalzato dal sellino ed è caduto prima sul parabrezza dell’auto
e poi a terra, dopo aver impattato contro il guard rail. Le fasi del
riconoscimento sono state lunghe e strazianti per le condizioni in cui si
trovava il viso del giovane rumeno. Un’Opel Astra, che arrivava alle spalle
della Peugeot, per evitarla ha impattato contro il guard rail, ma senza
conseguenze gravi per le persone a bordo. Sul posto i sanitari del 118 che hanno
constatato il decesso. I funerali saranno disposti dopo l’esame esterno di ieri.
Pubblicato da Rita Recchia

20 [6]

Imminente l’empasse penale in tribunale. Le direttissime traslocano a Latina.
In piena emergenza il ruolino penale presso la sede distaccata a Terracina del
tribunale di Latina. Sembra ormai certo che a partire dal prossimo 1° di maggio
le direttissime slitteranno nella sede centrale. Stando alle ultimissime
informazioni raccolte in via dei Volsci, il giudice Antonio Perinelli dovrebbe
tenere udienza fino al 30 aprile, dopodiché saluterà tutti e prenderà la strada
del tribunale di Tivoli. Terracina, dunque, resterà totalmente scoperta di
magistrati togati, dopo la recente partenza di Maria Teresa Cialoni. Il periodo
di ‘vuoto’ dovrebbe durare fino al prossimo autunno, settembre se non
addirittura ottobre, quando arriveranno due giudici togati e la situazione potrà
tornare alla normalità. Almeno per quanto riguarda la questione dei magistrati.
Fino ad allora, però, l’attività penale rischia il congelamento, a partire dalle
direttissime che inevitabilmente saranno dirottate a Latina. C’è il got, ok, ma
può arrivare soltanto fino alla convalida dell’arresto visto che non ha le
competenze per trattare tutte le tipologie di reato. Proprio per evitare
un’empasse anticipata il giudice Perinelli fino a oggi si è caricato anche il
ruolino della collega Cialoni, visto che nei primi giorni successivi alla sua
partenza molte udienze erano slittate. E adesso che andrà via anche l’ultimo
togato rimasto a Terracina la situazione diventerà ancora più insostenibile.
All’incirca un mese fa questa serie di problemi avevano portato Giovanni
Malinconico a Terracina per un incontro con gli avvocati di Terracina e Fondi.
Le criticità erano state messe nero su bianco e poi rapportate al presidente
Cerasoli. Ma tant’è. Fino all’arrivo dei nuovi togati sembra che ci sia davvero
ben poco da fare.
Pubblicato da Rita Recchia

20 [5]

La piscina di Riccione porta bene al nuotatore terracinese Matteo Di Biasi. Dopo
la recente medaglia di bronzo nei 200 dorso cadetti ai campionati italiani
giovanili invernali, ieri è arrivata un’altra conferma negli assoluti
primaverili. Un exploit di alto livello, con l’argento conquistato, sempre nei
200 dorso, nella finale Giovani, dove il ventenne tigrotto, portacolori della
Salaria Roma, ha chiuso con il record personale (2’04”47) abbassando di quasi un
secondo e mezzo il suo primato. Davanti a lui Fabio Laugeni, classe ’94, della
Larus Nuoto con 2’02”69. Il dato che salta all’occhio è la differenza di età tra
questi due nuotatori (ben quattro anni), che può aver pesato anche sulla
gestione delle forze durante una gara molto dispendiosa. Sempre nella finale
Giovani positivo il quinto posto nei 50 farfalla (25”20) del debuttante
cassinate Manuel Cofrani (Aurelia Roma), che si allena al Circolo Nuoto Formia.
Sui 200 stile libero, invece, nelle retrovie il gaetano Gianmarco Baldassarre e
7° posto della staffetta 4×100 sl dell’Aurelia con il fondano Vittorio Dinia.
An.Gion.

20 [2]

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terracina-viale-circe-marciapiede-primi-900_bis

Per sbrogliare una grossa matassa ci vuole una grande consulenza. Questa sembra
essere la linea adottata dalla Procura di Latina nell’ambito dell’inchiesta
sulla gestione del servizio di nettezza urbana da parte della Terracina
Ambiente. A confermarlo, il nome tutt’altro che trascurabile del consulente
nominato dalla Procura di Latina. È Luigi Boeri, professionista a capo di uno
degli studi italiani più prestigiosi in materia di ambiente. Lo studio,
«Luigi Boeri, Ingegnere & Associati», infatti conta innumerevoli collaborazioni
con le Procure di tutta Italia, dove si è occupato di casi rilevanti
come – solo per citare il più clamoroso – quello della tragedia della Moby
Prince, il traghetto che si scontrò nel 1991 contro una petroliera dell’Agip
Abruzzo: un incidente che costò la vita a 140 persone e i cui accertamenti
giudiziari durarono quasi dieci anni. Un consulente d’eccellenza, dunque, scelto
dagli uffici di via Ezio per non lasciare nulla al caso, in un’indagine che
dovrà definitivamente fare chiarezza sui motivi e le responsabilità che hanno
portato il servizio di nettezza urbana a Terracina ad essere uno dei più
scadenti dell’intera Provincia ma anche tra i più cari in bolletta, nonostante
l’esistenza di un capitolato d’appalto che, sulla carta, offre un articolata
gamma di servizi. Le tante carte acquisite dai carabinieri coordinati dal
capitano Alessandro Giordano Atti, insomma, passeranno al vaglio degli esperti:
lo studio Boeri è infatti specializzato nelle verifiche di corretta gestione
degli appalti su servizi e forniture e in materia di sicurezza nei luoghi di
lavoro; nonché sulle analisi di dettaglio delle procedure pubbliche di gara, le
fasi della progettazione e la lettura contabile. Una competenza indispensabile
proprio per «fare le pulci» ad un appalto aggiudicato nel 2006 a 2 milioni 900
mila euro alla Terracina Ambiente, che avrebbe dovuto garantire la raccolta
differenziata e che invece è arrivato – tra emergenze, piani integrativi, costi
aggiuntivi – a costare più del doppio senza che la raccolta differenziata sia
stata mai effettuata. Ecco allora l’esigenza di affidarsi ad esperti per
valutare il rapporto tra i costi del servizio previsto nel progetto e l’importo
dell’appalto, le modalità in cui sono stati portati avanti gli interventi, le
fatturazioni e le spese sostenute dalla società a maggioranza pubblica. Altro
capitolo contenuto nell’inchiesta sarà con tutta probabilità quello relativo
alle spese sostenute dalla collettività per lo smaltimento in discarica, i cui
costi sono rimasti alti proprio a causa della mancata raccolta differenziata.
Una spesa conteggiata comunque in bolletta. E proprio sulla Tarsu ci saranno da
chiarire poi gli aumenti deliberati per gli anni 2008 e 2009, dichiarati
illegittimi da due sentenze del Tar dopo il ricorso dell’Ascom. Insomma, la
matassa da sbrogliare è grande e la Procura non si fa trovare impreparata.
Diego Roma

eeee [18]

Quando è arrivata la polizia c’è stato il fuggi fuggi. Poco prima stavano
lanciando sassi da un parco comunale contro le finestre di una casa. Gli agenti
sono riusciti a fermarne uno, con ogni probabilità minorenne. Una storia che va
avanti da tanto tempo, troppo. La storia è quella di un gruppo di giovani che
ogni tanto si riunisce nel parco comunale dell’area Chezzi che, quanto a
incuria, rappresenta l’emblema della politica delle aree verdi a Terracina. Da
giorni due anziani che abitano a ridosso dell’area stavano subendo le angherie
del gruppo. Sassi che piovevano sulle loro finestre e sui muri della casa con il
rischio che qualcuno finisse anche all’interno. Stanchi e preoccupati hanno
chiamato la polizia. Gli agenti sono intervenuti e hanno sorpreso il gruppo
mentre compiva il solito e stupido gioco. Ma dei tanti sono riusciti a fermarne
solo uno. Un episodio che si inquadra in un fenomeno che sta preoccupando. A
partire dallo stesso parco che, per mancanza di soldi, è lasciato in balia di
tutti. I giochi sono stati rotti e stanno diventando pericolosi pr i bambini.
Per continuare con l’intera area che anni fa rappresentava il fiore
all’occhiello dei parchi in città. Ora è in stato di abbandono e declino così
come gli altri parchi. A nulla sono valsi i vari comitati dei cittadini, per lo
più mamme infuriate, che non sanno più dove portare i bambini a giocare
serenamente e in sicurezza. Il paradosso è che il parco stesso sia diventato un
pericolo e ritrovo per giovani che per smaltire la noia compiono atti che
mettono a rischio la propria e l’altrui incolumità. Più in generale la
situazione giovanile sta diventando sempre più una questione sociale, con i
Servizi sociali bloccati da oltre un anno sempre per problemi finanziari. Doveva
intervenire l’Azienda Speciale a farsi carico di questi problemi ma ad oggi, a
parte le nomine e le poltrone, è ancora al palo.
F.Coc.

eeee [17]

L’istituzione dei servizi sociali non esiste più. Con una delibera di giunta
l’amministrazione comunale ha messo la parola fine all’avventura dell’ente che
fino a ieri ha portato avanti il servizio del Terzo settore e che ora lascerà
il posto all’Azienda Speciale. Ora la parola passa al Consiglio comunale, che
dovrà approvare la proposta e affidare definitivamente la gestione dei Servizi
sociali all’ente strumentale. Il tutto dovrà avvenire con una regolare
procedura di liquidazione, da effettuarsi prima della discussione del bilancio
di previsione e dunque entro il 30 aprile prossimo. Tutti i contratti in essere
passeranno dunque all’Azienda speciale, che secondo gli indirizzi
dell’amministrazione comunale ha un’autonomia giuridica che l’Istituzione non
aveva. Un ulteriore passo avanti verso l’avvio di un’ente la cui istituzione è
stata deliberata ormai nel mese di ottobre dello scorso anno ma che in realtà
sta cominciando a prendere forma solo ora. Decadranno, di conseguenza, tutti
gli organi dirigenziali che componevano il Cda della vecchia istituzione.
D. R.

eeee [16]

Assolto per insufficienza di prove. Si è concluso così ieri il processo a carico
di Mario Ferrara, l’uomo accusato insieme ad altri due complici (un uomo e una
donna) di aver rapinato nel 1997 una filiale dell’allora Banca di Roma a
Terracina. Trenta milioni delle vecchie lire era stato il bottino per la banda,
che era poi stata rintracciata. La posizione di Ferrara era stata stralciata,
gli altri due rapinatori condannati, ma ieri gli avvocati della difesa Silvia
Siciliano e Renato Archidiacono hanno di fatto smontato l’impianto accusatorio.
Insufficienti le riprese delle telecamere a circuito chiuso per individuare con
certezza il Ferrara, come pure la perizia sui tabulati telefonici che avrebbero
dovuto provare i contatti dell’imputato con i complici. E anche sull’automobile
usata dai rapinatori per fuggire, riconducibile secondo l’accusa a Ferrara, una
serie di elementi contraddittori non hanno consentito di fornire al pm la prova
certa della proprietà. Così il collegio penale del Tribunale di Latina
(presidente Francesco De Angelis, a latere Chirico e Minunni) ha espresso
sentenza di assoluzione per Mario Ferrara per insufficienza di prove. La rapina
era avvenuta nel 1997 a Terracina ai danni di una filiale della Banca di Roma. I
rapinatori si erano introdotti con il volto travisato e armati di taglierino e
avevano portato via un bottino da 30 milioni di lire.
D. R.

eeee [14]

Travolto da un’auto mentre attraversava la Pontina in bicicletta. A perdere la
vita un giovane cittadino straniero, con ogni probabilità un indiano. Si trovava
in sella alla sua bicicletta nera quando all’improvviso, intorno alle 20 di ieri
sera, è stato colpito da una Peugeot 206 che transitava sulla Pontina,
all’altezza del chilometro 106, in direzione nord. L’impatto è stato
violentissimo e fatale per il giovane, un 30enne che, al momento dell’incidente,
pare non indossasse la pettorina catarifrangente. Il ciclista ha sbattuto con
forza la testa contro il parabrezza dell’auto, uno scontro tanto violento da non
lasciargli scampo. Il giovane, infatti, è deceduto sul colpo dopo essere stato
sbalzato di almeno una ventina di metri dalla bicicletta. Il corpo senza vita è
finito a margine della strada, proprio nei pressi del guardrail che protegge la
sede stradale della Pontina da un fosso a margine della carreggiata. Il viso era
completamente sfigurato dopo il terribile impatto con la Peugeot, tanto forte è
stato l’impatto con lo straniero in bicicletta. Al vaglio degli agenti della
polizia stradale di Terracina la ricostruzione della dinamica dell’incidente.
Secondo una prima rilevazione, sembrerebbe che lo straniero, fino a ieri sera
non riconosciuto, stesse attraversando la Pontina in bici per introdursi in una
stradina secondaria perpendicolare alla regionale. Proprio nel momento in cui lo
straniero percorreva il pericoloso tratto di Pontina in cui l’illuminazione è
quasi del tutto assente, sopraggiungeva la Peugeot, con all’interno una coppia
di persone di Terracina. Lo scontro fatale per il ciclista ha messo in pericolo
anche un’altra vettura che arrivava, nella stessa direzione, subito dietro.
Questa, una Opel Astra, per evitare di colpire la Peugeot ha frenato bruscamente
e perso il controllo del veicolo, urtando con la fiancata contro il guardrail.
Sul posto, oltre agli agenti della polizia stradale di Terracina, coadiuvati da
alcune volanti del Commissariato, gli operatori sanitari del pronto soccorso
dell’ospedale «Fiorini» di Terracina, che hanno constatato il decesso dell’uomo.
Problemi alla viabilità a causa della chiusura temporanea della Pontina. La
circolazione è tornata a fluire regolarmente solo in tarda serata.
Francesco Avena

eeee [15]

Autovelox fissi in via Pantani da Basso: il Comune
chiede al prefetto di Latina Antonio D’Acunto di inserire la
strada che collega la Pontina a Borgo Hermada, nella mappa
dei rilevatori elettronici della velocità.
Tradotto in parole
povere: presto sulla strada percorsa ogni giorno da centinaia
di auto compariranno i famigerati autovelox. La decisione
è stata presa con una delibera di giunta. Sulla Pantani da
Basso, si legge nel documento sottoscritto dagli assessori
del Comune di Terracina, si verificano troppo spesso incidenti
stradali, in alcuni casi anche dalle conseguenze molto
gravi. Inoltre la tipologia della strada in questione, un lungo
rettilineo con doppia carreggiata – una per senso di marcia
- non consente alle forze dell’ordine di intimare l’alt ai
conducenti dei veicoli in transito per la contestazione
immediata delle violazioni al codice della strada. Anche per
questo motivo, conclude la delibera approvata dalla giunta,
è necessario dotare via Pantani da Basso di un autovelox per
la misurazione elettronica della velocità delle auto. Un
modo, quello di installare gli apparecchi elettronici, che ha
la finalità di imporre agli automobilisti una condotta di
guida meno pericolosa per evitare incidenti. Per forza di
cose, chi si mette al volante della propria macchina saprà
che, se non vuole beccarsi una multa salata con decurtazione
dei punti dalla patente, dovrà percorrere a velocità ridotta la
strada tra Borgo Hermada e la Pontina.
F. A.

eeee [2]

Fermento per la Futura Terracina 92
Ancora una semifinale provinciale. Nell’Under 16 Orizzonte sfiderà Fondi.
Fase regionale per l’Under 13 Appia Car. Applausi per l’Under 14 Edilmediana.
In Serie C pronto il rush finale. Società in lutto per la scomparsa di
Antonella, mamma del libero Maria Grazia Del Bono
Pallavolo Futura Terracina un po’ più triste per la prematura scomparsa di
Antonella, mamma di Maria Grazia Del Bono, il libero della formazione di Serie
C. Antonella ha sempre seguito la figlia nella sua avventura pallavolistica fin
dal minivolley ed era sempre in tribuna e in trasferta per seguire le partite di
Maria Grazia. La società si stringe intorno alla propria atleta e al fratello.
La squadra onorerà la sua memoria giocando con grande carattere sabato prossimo
alle 17.00 al PalaCarucci contro il Terzo Millennio nella quart’ultima giornata
di Campionato. Il tecnico Gigi Renna ha intenzione di dare sempre più spazio
alle giovani sottolineando allo stesso tempo l’ottima prova della 15enne Sara
Somma che ha sostituito egregiamente la Del Bono sabato scorso a Roma contro la
So.Ge.Sa.
Nel settore giovanile domenica prossima sono in programma le finali provinciali
Under 13. Le futurine targate Appia Car se la vedranno con la Serapo Gaeta per
il terzo posto ma sono già certe di partecipare alla fase regionale.
Un’avventura finita per Edilmediana nell’Under 14 al termine comunque di una
stagione esaltante. Ora per questo gruppo spazio alla Coppa Primavera Under 16
in proiezione futura. Brillante exploit dell’Under 16 Orizzonte che ha staccato
il pass per la semifinale di categoria. Risultato che sembrava quasi impossibile
dopo la sconfitta dell’andata contro Minturno. Invece le futurine di Leonardi
sono riuscite a vincere in trasferta coronando la semifinale vincendo domenica
scorsa ad Itri 3 a 0.
Prossimo week end turno di riposo poi l’ultima giornata prima delle due
semifinali contro Fondi. Tornando alla Coppa Primavera c’è attesa anche per A &
C Smenzato che disputerà l’Under 18.

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Nella costante ricerca dei virtuosismi cittadini, oggi le telecamere di Terracina Rialzati si sono soffermate sulla manifestazione indetta dalla neo-nata associazione “Maison Babel”.

Tale associazione, nata dall’impegno del suo presidente Alì Shadadi e di alcuni immigrati presenti nel nostro comune, ha come scopo quello di favorire non solo l’integrazione ma anche la promozione e il confronto delle diversità culturali.

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Occasione di incontro, è stata la presentazione ufficiale del movimento, svoltosi domenica mattina, presso la Villa Tomassini e nella quale, oltre a noi di Terracina Rialzati, sono intervenuti anche numerosissimi politici locali e cittadini molto incuriositi da un evento così nuovo per la città.

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Nell’intervista rilasciata ai nostri microfoni, il Presidente, ha avuto modo di chiarire l’azione del movimento, sottolineandone nel contempo in particolare gli aspetti della promozione del dialogo e dell’integrazione fra culture diverse. Tali obiettivi, secondo Alì, dovranno essere ottenuti attraverso il confronto tra le diversità presenti e dovranno avere ad oggetto, temi non solo ideologici ma anche reali, soprattutto riguardanti la vita della nostra città.

Auspicio dell’associazione, infatti, è quello di favorire la realizzazione di tre obiettivi principali. In primo luogo, la creazione di uno sportello necessario ad offrire servizi, informazioni ed orientamenti agli immigrati. In secondo luogo, fissare un protocollo interculturale per l’integrazione degli alunni stranieri, da concordare di concerto con i dirigenti scolastici, Ed infine, attivare il Consiglio dell’Etnie, previsto nello Statuto Comunale, che, forse per mancanza di volontà, non risulta ancora attivato.

Tornando allo svolgimento della manifestazione, questa ha visto anche l’intervento dell’assessore ai servizi sociali, Francesco Zicchieri.

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Nel suo intervento, l’assessore, come al solito prolisso e poco illuminante, fatti i saluti di rito, ha dispensato (come suo solito) una serie di rassicurazioni e promesse d’intenti su cui, certamente, noi di Terracina Rialzati vigileremo nel prossimo futuro, soprattutto sulla promessa a breve dell’istituzione del Consiglio delle Etnie, fino ad oggi messo sistematicamente nel cassetto ma rispolverato per l’occasione…

Da rilevare, in platea, la presenza anche di numerosi politici, per lo più appartenenti a diversi schieramenti che da tempo sono ormai saldamente presenti in tutto l’arco consiliare.

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Dopo le frasi di rito, è stata la volta delle voci di due ragazzi, un tunisino di nome Ramzi e un rumeno di nome Jhonny, i quali visibilmente emozionati, hanno raccontato la loro esperienza di integrazione nel nostro territorio.

Dopo un ampio buffet e una Kermesse canora, la manifestazione si è conclusa con una partita di calcio tra una squadra composta da soli immigrati ed una compagine della Vis Terracina.

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Concludendo, si può sicuramente sottolineare con vigore non solo la rilevanza dell’evento dal punto di vista sociale, ma anche le importanti finalità che l’associazione stessa si prefigge. Finalità, che indubbiamente rappresentano un buon motivo di incontro e confronto tra le diverse realtà sociali della nostra città e questo, non solo allo scopo di addivenire ad una maggiore coscienza della diversità e ad una migliore sensibilità delle problematiche altrui, ma anche per costruire una migliore coscienza cittadina.

Terracina Rialzati

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Terracina Ambiente senza soldi per rispettare il piano transitorio siglato con i
sindacati lo scorso marzo con la mediazione del Prefetto Antonio D’Acunto
all’indomani della protesta dei netturbini.
Secondo alcune indiscrezioni,
nonostante l’approvazione in giunta da parte dell’amministrazione comunale del
piano transitorio da 117 mila euro, la società mista sarebbe in grosse
difficoltà nell’ottemperare agli impegni presi a causa della scarsa fiducia
delle banche, diffidenti anche perché sulla società è aperta un’inchiesta della
Procura. Il «patto» con i sindacati, infatti, sarebbe stato rispettato soltanto
a metà, quella relativa alle assunzioni degli interinali e alla manutenzione dei
mezzi. Niente, invece, sul fronte della fornitura di quegli automezzi semi nuovi
su cui la società partecipata aveva annunciato di essere in trattativa con
alcune ditte del settore. Trascorsi i 10 giorni, ma anche più, necessari
all’acquisto, i camion al deposito di Morelle non sarebbero mai arrivati. Il
motivo, l’ostacolo insormontabile dell’accesso al credito. A sbarrare la strada
del credito alla Terracina Ambiente starebbe contribuendo l’inchiesta aperta
dalla Procura di Latina che agli occhi degli istituti di credito ridurrebbe di
molto l’affidabilità della società da un punto di vista finanziario. La
complessiva situazione di incertezza che attanaglia la società mista di fatto
impedisce anche le normali prassi finanziarie, indispensabili a dare ossigeno
agli investimenti per la gestione del servizio. Se le difficoltà a reperire
fondi, insomma, per la Terracina Ambiente non sono cosa nuova, le cose
starebbero peggiorando in questi ultimi mesi in cui il sostituto Giuseppe
Miliano, attraverso le indagini condotte dai carabinieri coordinati dal capitano
Alessandro Giordano Atti, sta cercando di fare chiarezza sul corso di un appalto
mai veramente decollato. E non è finita. A svantaggio della società potrebbe
pesare anche la recente sentenza del Tar sull’illegittimità degli aumenti in
bolletta decisi dall’amministrazione comunale per il 2009. Una questione che,
pure se prettamente di competenza pubblica, coinvolge in un modo o nell’altro il
socio di maggioranza della Terracina Ambiente, il Comune.
Diego Roma

Lei che acquistava costosi oggetti e poi pagava con assegni rubati. Lui che
l’aspettava in auto con il motore acceso pronto a scappare nel caso venissero
scoperti. Una storia di ordinaria truffa quella di una coppia di quarantenni di
Latina finita inevitabilmente nel libro delle denunce del commissariato di
Terracina. I poliziotti, diretti dal vicequestore Rita Cascella, li hanno
identificati e denunciati ieri dopo una lunga indagine partita nel 2009 quando
un commerciante di Terracina si presentò negli uffici di via Petrarca
raccontando la storia di un assegno bloccato. La trama era sempre la stessa. La
donna che, in stato interessante, di presentava nei vari esercizi commerciali
per acquistare pc portatili, cellulari di ultima generazione. Tutti beni
costosi. Una volta alla cassa tirava fuori il carnet di assegni che compilava
davanti al negoziante per poi filare via con il compagno che l’attendeva fuori.
Un giochino che avevano ripetuto più volte ma poi, quando gli assegni, tutti
staccati da carnet rubati in Umbria, sono cominciati a tornare indietro sono
partite le denunce e le indagini. La coppia è stata individuata e messa sotto
controllo. I due sono stati scoperti grazie a una telefonata che la donna ha
fatto partire prima di uno degli acquisti truffa. Dal numero sono arrivati al
nome e dopo una verifica incrociata hanno fatto partire la denuncia per
entrambi. Il compagno già era noto alla forze dell’ordine per reati contro il
patrimonio.
F.Coc.

Piano Azzola, delibera da revocare. È quanto chiede il gruppo consiliare del
Partito democratico, che presentato osservazioni al piano integrato pubblicato
dal Comune per ricevere le osservazioni pubbliche. L’opposizione di fatto boccia
il progetto approvato in variante al Piano regolatore in quanto presenterebbe
diversi aspetti difformi rispetto alla normativa. Il piano sarebbe «in contrasto
con la normativa nazionale, con la normativa e regolamenti regionali» e «non ha
i requisiti di legge per essere qualificato programma integrato di
riqualificazione e recupero urbanistico ». I democratici esprimono dubbi sulla
«convenienza pubblica alla realizzazione del Programma», ponendo evidenza al
mancato «innalzamento delle qualità ambientali, sociali, urbanistiche della
zona». Ma non solo. Mancherebbero anche garanzie sulle capacità economiche e le
modalità realizzative, «la qualità progettuale è sommaria, disarticolata senza
omogenea capacità d’incidenza nell’intero comprensorio». Il Pd al proposito ha
menzionato anche una sentenza del Tar di Venezia che ha accolto il ricorso di
alcuni cittadini in merito al rapporto «distorto» tra riqualificazione di
cubature esistenti e cubature nuove. Un caso che, secondo i democratici,
potrebbe verificarsi anche nel caso del Piano Azzola a causa della
«disarticolazione e frammentazione della proposta insieme all’irrazionale ed
anomalo incremento della volumetria edilizia».
D. R.

ACEA creerà un impianto fotovoltaico nei pressi di Terracina.
Sono 14,5 i Megawatt di potenza installata da fotovoltaico, che diventeranno 25
a fine giugno, per giungere entro la fine dell’anno a circa 40 Mw. Sono questi i
numeri che il Gruppo Acea, che opera nel settore del fotovoltaico attraverso
Acea Reti e Servizi Energetici (Arse), presenta oggi in occasione di Ecopolis,
la manifestazione internazionale dedicata ai temi dell’ambiente urbano e della
sostenibilita’, in programma fino a domani alla Nuova Fiera di Roma. I dati,
spiega il gruppo in una nota, ”confermano che il settore delle energie
rinnovabili e’ un asset su cui l’azienda intende puntare per il futuro”. Arse
dedicandosi alle tematiche del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili ha
inoltre realizzato negli anni campagne di sensibilizzazione al risparmio
energetico mirate soprattutto alle scuole medie e superiori di diversi Comuni
italiani. Le campagne, spiega Acea, hanno previsto la distribuzione di lampade a
basso consumo, kit idrici composti di erogatori per doccia a basso flusso e
rompi getto aerati per rubinetti oltre al miglioramento della illuminazione
nelle stazioni della metropolitana di Roma e l’introduzione dei Led per
l’illuminazione votiva dei cimiteri della Capitale. Nel 2009 Arse comunica di
aver previsto investimenti in impianti fotovoltaici per circa 64 milioni di euro
realizzando circa 18 Mwp (megawatt di picco o potenza) in termini di volumi.
Attraverso questi investimenti il Gruppo ha potuto dar vita ad ulteriori 18 Mw
la cui entrata in esercizio avverra’ presumibilmente entro la fine dell’anno in
corso. I progetti in fase di realizzazione riguardano delle pensiline di
ombreggiamento dei parcheggi a lunga sosta degli Aeroporti di Roma a Fiumicino
per circa 2 Mwp (megawatt di picco o potenza) pari ad una produzione complessiva
di 2.700.000 Kwh (chilowattora); un impianto fotovoltaico a terra nei pressi di
Terracina. Sono previsti, inoltre, diversi impianti localizzati in Puglia tra le
provincie di Bari e Lecce; un impianto, il cui iter autorizzativi e’ in fase
conclusiva, in un’area di proprieta’ del Gruppo nel comune di Giuliano di Roma;
impianti nel Lazio attraverso accordi con il Consorzio Castel Romano e
l’impianto del Tecnopolo Tiburtino. Nel 2010 Arse conferma il livello degli
investimenti realizzato nel 2009 costruendo ulteriori 20 Mwp (megawatt di picco
o potenza). Il progetto in fase di realizzazione per questo anno e’ quello di
‘Commercity’, un centro di distribuzione all’ingrosso situato nelle prossimita’
della Nuova Fiera di Roma tra l’aeroporto di Fiumicino ed il Grande Raccordo
Anulare. Il centro e’ strutturato in 15 isole accessibili e prevede la
realizzazione di due impianti fotovoltaici: progetto ‘Parcheggi’, per la
copertura dei parcheggi esistenti (potenza 3 Mwp); progetto ‘Tetti’, da
realizzarsi sulle coperture delle 15 isole accessibili in cui si struttura il
centro (potenza 7 Mwp). I due impianti garantiranno un abbattimento delle
emissioni di Co2 pari a circa 8.500 tonnellate e serviranno tra i nove ed i
dodici mesi affinche’ siano ultimati. Il Gruppo Acea, infine, comunica che
attraverso Arse, sta valutando anche la possibilita’ di concludere un accordo,
con una primaria Societa’ petrolifera, per realizzare impianti fotovoltaici al
servizio delle stazioni di distribuzione carburanti.

Per entrare nel sito archeologico del Tempio di Giove non si guarda in faccia a
nessuno, neppure al tesserino universitario della Facoltà di Beni Culturali.
E
così, quattro ragazzi che frequentano un’ateneo romano, in gita a Terracina lo
scorso fine settimana per studiare da vicino il monumento simbolo della città,
si sono sentiti dire: qui pagano tutti, anche gli studenti universitari. Mentre
altrove, anche in musei e altri complessi monumentali italiani, entrano
gratuitamente semplicemente esibendo il tesserino della Facoltà che
frequentano. Ma evidentemente alla biglietteria del Tempio di Giove non si
fanno sconti, neppure per gli studiosi in visita a Terracina. La comitiva di
studenti, comunque, nonostante sia stata la prima volta che si sono travati in
una situazione del genere, hanno deciso di entrare nel sito archeologico e
visitarlo.
F. A.

Gran finale per il Comenius. Studenti del Bianchini in Austria.
Ultima tappa del Progetto Comenius-Partneriato multilaterale ‘My job in the
european space’ che sta portando alcuni studenti dell’Itc ‘Arturo Bianchini’ di
Terracina in giro per l’Europa. Oggi le 9 studentesse con i docenti Marcello
Azzoli, Tobia Tommasi e Giorgio Pantanella sono partiti a bordo di due pulmini
diretti in Austria per la tappa conclusiva. Il prossimo 20 aprile calerà il
sipario sull’interessante progetto che ha visto la scuola terracinese al centro
di una fattiva collaborazione con analoghe scuole di diversi paesi stranieri
(Svezia, Portogallo, Austria) per agevolare i ragazzi nel mondo del lavoro.
Ambra Caiani, Francesca Dei Giudici, Melissa Conte, Giada Colandrea, Valentina
Valentini, Marika Di Vizio, Miriana Penci, tutte del 4° B Turistico, e Jessica
Ferrari ed Elvira Giannetti del 5° A Turistico. Nell’ultima tappa saranno
trattate tematiche relative al codice deontologico sul lavoro, al diritto alle
ferie, ai permessi di maternità e ai benefici della disoccupazione. Le ragazze
del ‘Bianchini’ si sono preparate sulla legislazione italiana in materia facendo
8 poster che illustreranno in questi giorni, in lingua rigorosamente inglese.
Tutti i lavori dell’intero progetto saranno messi in rete. ”E’ stato un grande
successo-commenta il professore Azzoli- sia come progetto in sé che come scuola
visto che i nostri ragazzi si sono sempre distinti”. La partecipazione è stata
finanziata dall’Agenzia Nazionale LLP e dalla Commissione Europea.
Pubblicato da Rita Recchia

Rinnovata anche quest’anno la presenza della delegazione della consulta dei
giovani del comune di Terracina alle celebrazioni del 25 aprile, in concomitanza
con la Pedagnalonga a Borgo Hermada.
Il progetto al quale il consiglio direttivo
della consulta sta lavorando insieme ad alcune associazioni locali preme per il
rafforzamento dei rapporti di amicizia con la comunità di Borgo Hermada di
Terracina. Parteciperanno all’evento una delegazione della consulta accompagnati
da alcuni rappresentanti dei Lions Club duino Aurisina, del Gruppo Flondar, del
Gruppo Ajser, dal vice sindaco Massimo Romita e dal consigliere comunale
Giampietro Colecchia. Tre le giornate in programma: il sabato dopo la cerimonia
presso il comune di Terracina visite guidate su siti di particolare interesse
nazionale, la domenica gazebo promozionale del comune di Duino Aurisina e delle
associazioni tutti alla Pedagnalonga, dove esordirà la band musicale della
consulta giovani. Il lunedì, dopo una cerimonia organizzata dal comune di
Terracina, dalle associazioni combatentistiche d’arma, e le scuole locali, ci
sarà l’inaugurazione della sala all’interno della scuola dedicata al Monte
Hermada. «Crediamo – ha commentato Giuliano De Vita presidente della Consulta -
che questo significativo appuntamento possa essere un ulteriore tassello di
instaurazione di un legame, non sarà uno sterile gemellaggio, ma un percorso che
porterà alle reciproche cittadinanze la conoscenza di quello che sono state le
vicissitudini delle due città ed in particolare del Hermada».

‘Maison Babel’ presenta il suo progetto per una compiuta integrazione tra
stranieri e italiani.

Dalla tolleranza all’integrazione, perché se non ci si conosce per bene
l’integrazione diventa un’utopia. Per facilitare il cammino è nata a Terracina
l’associazione interculturale ‘Maison Babel’ che si è presentata a tutti
domenica mattina a Villa Tomassini. Un incontro al quale in molti hanno voluto
partecipare. L’obiettivo essenziale dell’associazione è arrivare a una compiuta
interazione tra stranieri e italiani che condividono lo stesso spazio sociale e
geografico. E nel territorio di Terracina gli esempi sono numerosi. ”L’India e
l’Italia vivono qui- ha commentato il presidente Alì Shadadimb- E’ inutile
inviare un sms di solidarietà in Africa o in India. Sarebbe molto meglio avviare
sul proprio territorio azioni concrete per aiutare gli immigrati in difficoltà,
con la lingua, con l’istruzione dei bambini, con l’assistenza burocratica”.
‘Maison Babel’ si è messa subito all’opera contando sull’aiuto prezioso di un
gruppo di giovani che stanno tenendo corsi di italiano ai cittadini stranieri e
doposcuola per i loro figli. ”I bambini sono molto educati e pieni di
entusiasmo e voglia di imparare” ci ha detto Claudia, una delle volontarie.
Laddove non arrivano le istituzioni, deve pensarci il volontariato. ”Ogni
straniero deve conoscere bene il cittadino italiano altrimenti l’integrazione è
impossibile- ha aggiunto Alì- Spesso i rapporti si limitano a quelli di lavoro,
non c’è integrazione sociale. Anche per questo gli italiani spesso guardano con
diffidenza gli stranieri. Ma posso assicurare che gli stranieri che vivono qui
si sentono davvero terracinesi”. L’integrazione passa anche attraverso la
confessione religiosa. Interessante in tal senso il dibattito sull’etica
cristiana e quella musulmana tenuto dal docente di Religione Giorgio Pantanella
e dal giornalista Nizar Ramadan.
Pubblicato da Rita Recchia

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Parchi a ostacoli, se non sono chiusi, sono al limite dell’agibilità. Villa

Tomassini è una spianata: almeno una decina di pini sono stati abbattuti per
consentire una disinfestazione del terreno. Quindi, gli affezionati dell’area
verde a piazzale Lido, quest’estate e chissà ancora per quanto tempo dovranno
fare a meno della frescura sotto i pini del giardino pubblico. Che, al momento,
resta interdetto in gran parte a causa dei lavori. Da alcune settimane, infatti,
il terreno era stato infettato da funghi che hanno attaccato i pini, fino a
farli ammalare e a obbligare il Comune a decidere per il taglio dei tronchi. Ma
se la triste spianata di Villa Tomassini lascerà sotto il sole le decine di
turisti e residenti, bambini e anziani che invece si sarebbero riparati molto
volentieri sotto l’ombra dei pini, non va meglio sull’altro versante del
lungomare Circe. Qui la pineta in via delle batterie, all’altezza dell’Hotel
l’Approdo, è un piccolo spazio verde accessibile e praticabile, ma la fontanella
storica è stata divelta da alcuni giorni, staccata dal terreno e distrutta.
Molto probabilmente i soliti vandali sono entrati in azione per sottrarre la
fontanella al ristoro dei cittadini. Parco dopo parco, il degrado spopola anche
nelle altre aree verdi. Non bisogna neppure allontanarsi troppo dal centro
cittadino. All’entrata di Terracina, all’altezza di Porta Napoletana, la pineta
all’ombra di Pisco Montano è stata bersaglio di numerosi raid da parte dei
vandali. Panchine rotte e cestini divelti, e il Comune che fa? Se qualcuno
rompe, nessuno aggiusta. Se il vandalo rompe fontanelle e panchine, così restano
chissà fino a quando. E intanto non se la situazione non è migliore al Parco
delle città gemellate in via Badino, dove l’erba è più alta delle giostrine per
il divertimento dei bimbi. Oppure l’area verde in via Bachelet, dove la pulizia
avviene, ma le condizioni del giardino pubblico lasciano comunque a desiderare.
Nelle due vasche della rispettive fontane, ogni giorno si raccoglie di tutto, da
bottiglie di plastica a cartacce e altri rifiuti. Parchi comunque aperti e
accessibili. Meglio di niente, verrebbe da aggiungere, dal momento che in altre
zone i giardini pubblici sono del tutto off limits. L’area Chezzi resta nel
limbo dell’incertezza: chiusa o aperta? Chiusa al pubblico, aperta per chi
lavora negli uffici comunali presenti proprio all’interno del parco. E poi il
caso emblematico del Montuno, la «collinetta» sulla cui sommità si ammira il
tramonto più bello di Terracina, secondo per fascino solo a quello che si
apprezza dall’alto del Tempio di Giove Anxur. Peccato che questo tramonto da un
anno a questa parte non si può scorgere, così come anche il sentiero naturale al
suo interno. Resta chiuso in attesa dei lavori per la realizzazione di un
parcheggio sotterraneo al suo interno. Chiusi o nel degrado, i parchi continuano
ad essere una zona franca per l’amministrazione comunale. Che forse non li
calcola, evidentemente non li ritiene importanti per un rilancio turistico della
città o più semplicemente per il benessere dei suoi residenti. Fatto sta, che
gli amanti della passeggiata al fresco di una pineta, a Terracina si
troverebbero a disagio.
Francesco Avena

Se da una parte i giardini di via Bachelet vivono una storia di abbandono,
dall’altra vi è una piccola zona del parco, quasi una nicchia, che esula dal
solito contesto, dove si trova la statua ad altezza d’uomo di San Pio da
Pietrelcina.
La figura è avvolta in una semplice cappella di legno contornata di
piante rampicanti. Ai lati le panchine per accogliere i passanti che lasciano
un’offerta votiva o una preghiera. Ai piedi del santo giacciono sempre lumi
accesi e fiori freschi. La statua fu posta da un fedele nel 2000. La cosa che
veramente colpisce è la funzione socializzante del luogo. Lì infatti nelle
diverse ore del giorno si radunano alcune anziane signore, che all’ombra di
Padre Pio, discutono dei problemi, che data l’età devono affrontare: famiglia
pensioni, salute. Racconta un’anziana, habitué del posto, che di fronte alla
statua del santo si passano ore piacevoli in compagnia, c’è la possibilità di
vedersi all’aperto, di raccontarsi la giornata e confidare le inquietudini, ma
soprattutto sentirsi meno sole. Il luogo quindi è un’importante punto di
riferimento per tutti gli anziani del quartiere, oramai da anni, praticamente un
piccolissimo centro sociale all’aperto, che l’estate, per il bel tempo e per il
fresco che in alcune parti alberate e possibile prendere, raccoglie molte
persone. È interessante vedere in ultimo come i giardini di via Bachelet
rappresentino in realtà un microcosmo della popolazione terracinese. Guardandoli
da sinistra (via Badino) verso destra (via dell’Arene) si traccia facilmente un
orizzonte generazionale: gli anziani che sostano sulle panchine, i bambini che
giocano poco più in là, ma su giochi vecchi e mai sostituiti dal Comune, e
infine ragazzi e adolescenti che dall’altra parte di un giardino, sporco e
abbandonato a se stesso, si riuniscono per passare il pomeriggio, non essendoci
diverse strutture ricreative, a volte però senza
rispettare l’integrità del luogo.

L’estate 2010 è alle porte e la citta di Terracina stà per vivere un’altra
crudele debacle sulla raccolta dei rifiuti.
La Segreteria Provinciale dell
U.G.L. attraverso i suoi due dirigenti del settore ambientale, Giampaolo Leo e
Sergio Palmieri, denunciano da un lato la latitanza dell’Amministrazione
Comunale dall’altra l’inerzia colposa del patner privato della società, al quale
però riconoscono lo sforzo minimo,di aver prolungato il contratto ai lavoratori
interinali per permettere una se pur minima pulizia della citta stessa. Entrambi
puntiamo il dito sul comune per la non volontà di fare e il muro contro muro
verso l’azienda, altresì notano che il patner privato della società medesima non
fa alcuno sforzo d’investimento stategico per il futuro. Mezzi obsoleti e
fatiscenti oltre che essere un rischio per gli operatori sotto il profilo della
sicurezza, minano a questi l’orgoglio del lavoro stesso,la gestione operativa
sempre in perenne emergenza rende la raccolta e il pulimento della città un
fatto da venire prima o poi. Noi ora diciamo basta a questa grave e indecente
situazione che si protrae da qualche anno, ognuno deve assumersi le proprie
responsabilità verso i cittadini contribuenti e verso i lavoratori prostrati da
colpe che non hanno. Da qui a breve se le cose non cambieranno inizieremo un
azione di lotta serrata in tutte le sedi più opportune per far cessare questo
scempio.
Terracina non è solo la bella e gaudente città marinara della provincia pontina
è un bellissimo patrimonio del pianeta intero.

Considerato a pieno titolo interno al contesto del clan Licciardi. Così nei
giorni scorsi un collaboratore di giustizia ha definito il ruolo di Eduardo
Marano, marito della sorella del boss Vincenzo Licciardi arrestato con lei a
Terracina nel luglio di due anni fa. L’udienza si è svolta la scorsa settimana
nell’aula bunker di Poggioreale, dove è in corso il maxi processo alle 63
persone imputate di far parte a vario titolo del clan di Napoli. Il
collaboratore di giustizia, che ha dichiarato di essere stato parte del braccio
armato del clan anche durante l’emergenza rifiuti in Campania, davanti alla
prima sezione del collegio penale ha ricostruito le attività criminali del
sodalizio camorristico nel periodo tra il 2000 e il 2009, e ha definito Eduardo
Marano un affiliato di primo piano, in d i r e t t o c o n t a t t o con i
vertici e inserito a tutti gli effetti nell ’o rgan izz a z i o n e criminale d
e i L i cciardi. Dal r a c c o n t o del collaboratore di giustizia sono emersi
molti dettagli del «modus operandi» del gruppo camorristico, comprese le zone in
cui i Licciardi ripulivano i soldi provenienti dalle attività illecite (le
accuse vanno dall’estorsione al racket, al traffico di sostanze stupefacenti).
Tra i territori prediletti per il riciclaggio, oltre a diverse città del nord
Italia e anche dell’estero (menzionata anche Praga) il pentito ha citato anche
la provincia di Latina: abbigliamento, calzature, settore immobiliare, agenzie
di scommesse sono, stando alle dichiarazioni dell’uomo ai magistrati, le
attività commerciali più utilizzate per far perdere le tracce dei soldi
«sporchi». Negozi spesso intestati a terzi insospettabili col compito preciso di
investire sul territorio i proventi delle attività criminali. La testimonianza
del pentito è stata completamente contestata dal collegio difensivo, composto
fra gli altri dagli avvocati Valentino, Biondi, Cardillo, Trofino e Cardillo
Cupo. Secondo la difesa infatti il soggetto non è da considerarsi un
collaboratore attendibile. Intercettazioni telefoniche sulla sua utenza – è
stata la tesi difensiva – hanno dimostrato che durante il programma di
protezione l’uomo avrebbe tentato di ottenere denaro dal clan Licciardi in
cambio di una ritrattazione delle sue accuse. Richiesta a cui i Licciardi non si
sarebbero piegati. A questo si aggiungerebbe il fatto che l’uomo nel periodo di
protezione faceva uso di sostanze stupefacenti. Elementi che secondo gli
avvocati degli imputati confermerebbero la scarsa attendibilità delle
dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Intanto il prossimo 4 maggio ci
sarà una nuova udienza per ascoltare altri collaboratori
di giustizia.
Diego Roma

Un carico di moduli per notificare in tempo le multe.
Per bloccare una nuova ondata di utenti pronti a rivolgersi al giudice di pace,
si va al contrattacco acquistando un bel po’ di moduli auto-imbustanti. Per
capirci, si tratta di quei moduli pre-stampati che si utilizzano per la notifica
dei verbali per infrazioni al codice della strada. Di recente il Comune di
Terracina ha impegnato una spesa di circa 11 mila euro per pagare una ditta di
Latina che ha già provveduto a rifornire il comando della polizia municipale di
10 mila di quei moduli. Almeno così si dovrebbe evitare quanto accaduto l’anno
scorso, quando la scrivania del giudice di pace della sezione locale del
tribunale era stata riempita dai ricorsi di quei cittadini multati che avevano
ricevuto la notifica del verbale fuori il limite massimo dei 150 giorni. Il
motivo? I vigili urbani erano rimasti a corto di moduli auto-imbustanti dopo che
la ditta, creditrice verso l’ente pubblico, aveva chiuso i rubinetti. E così a
Terracina l’anno scorso era cominciato con il caso delle multe arrivate troppo
tardi a destinazione. Verbali notificati quando ormai era trascorso il tempo
previsto dalla legge, così che erano stati davvero tanti i cittadini che avevano
deciso di giocarsi la carta del ricorso al giudice. Nel Palazzo qualcuno si era
innervosito, parlando addirittura di far partire un’indagine interna per
individuare i responsabili. Ma sarebbe stata davvero necessaria? Già alla fine
del 2008 i vigili urbani avevano comunicato di essere rimasti con pochissimi di
quei moduli visto che la ditta fornitrice aveva incrociato le braccia per i
debiti del Comune. In pochi giorni erano terminati davvero e gli agenti si erano
messi a trascrivere a mano i verbali. Dall’Ufficio ragioneria le multe, però,
non erano potute comunque partire perché non c’erano i soldi per le
raccomandate, e alla fine le notifiche erano scadute. E allora tanto vale
attrezzarsi in tempo di quei moduli prima che i soldi introitati con le multe al
codice della strada, oro per le casse comunali, diventino inutile aria fritta.
Pubblicato da Rita Recchia

AULA «intasata» ieri mattina presso il Tribunale di Terracina, dove il solo
giudice togato Antonio Perinelli in servizio presso la sede distaccata del
palazzo di giustizia di Latina, ha dovuto sbrigare da solo circa 70 cause
penali.
Si è trattato di udienze «filtro», ossia in gran parte rinviate a causa
della futura partenza del giudice destinazione Tribunale di Tivoli. I disagi per
il giudice, per gli avvocati e ovviamente per le persone che attendono i vari
processi in cui si trovano coinvolti, sono molti. Con la presenza di un solo
giudice, l’aula penale si ingorga. Come spiegato in precedenza, le circa 70
udienze previste sul ruolino ieri mattina, sono state rinviate va causa
dell’imminente trasferimento di Perinelli in altra sede entro la fine di aprile.
E i disagi sono destinati ad aumentare. Infatti si prevedono mesi di «apnea» per
il Tribunale di Terracina, che rimarrà sprovvisto di giudici togati. Che, come
garantito dal presidente del Tribunale di Latina Guido Cerasoli, saranno
sostituiti da Got (giudici onorari di tribunale). Fino a ottobre, quando
arriveranno i nuovi giudici togati. Secondo indiscrezioni, due donne. E allora
processi e dibattimenti in aula potranno riprendere
a pieno ritmo.
F. A.

Monte San Biagio/Arrestati alla stazione con la droga
Due arresti per droga alla stazione ferroviaria di Monte San Biagio. In carcere
è finito Franco G. 22 anni, mentre è stato portato nel centro di prima
accoglienza per minori un ragazzo di 17 anni. Sono entrambi di Terracina e gli
uomini della Guardia di finanza li hanno presi appena scesi dal treno
proveniente da Napoli. Avevano 7 grammi di cocaina e 85 di hashish. Oggi la
direttissima per il maggiorenne.

Navigazione off limits al Sisto. Non servono altre ordinanze.
Non c’è bisogna di aspettare che la capitaneria di porto di Terracina emetta una
nuova ordinanza per interdire la navigazione in entrata e in uscita dal canale
Sisto. Di fatto il passaggio dei natanti è già vietato. A dettare legge non è
soltanto la foce ostruita dalla sabbia, che materialmente rende quella del Sisto
una navigazione a rischio. Esistono anche due disposizioni che, seppur risalenti
all’anno scorso, hanno una bella voce in capitolo. Una è l’ordinanza n. 33 del
2009 emessa dal comandante Cosmo Forte che, tra le altre cose, vieta l’entrata e
l’uscita dal canale Sisto dal tramonto all’alba vista l’assenza di opportune
segnalazioni notturne. Quindi metà giornata è già off limits. Alle ore restanti
ci pensa un’altra ordinanza, che arriva sempre da via del Molo, che prevede di
scandagliare il fondale in corrispondenza della foce del canale per appurare che
ci siano le condizioni di una navigazione sicura. E visto che non ci sono, i
giochi sono chiusi.
Pubblicato da Rita Recchia

Torna a Terracina Andrea Agnello, scrittore nostrano da anni residente a Roma,
per presentare il suo libro «Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso »

edito da Mondadori. L’incontro si terrà sabato alle 10 e la location sarà il
Multisala Rio di Terracina. Al termine della presentazione, organizzata dalla
libreria Bookart, sarà proiettata la pellicola di Giovanni Veronesi tratta dal
romanzo di Agnello (ingresso 2,5 euro). Lo scrittore nato a Terracina da anni
vive a Roma, lavorando come sceneggiatore. L’esordio di Agnello risale al 2004
con il cortometraggio «Autoritratto» di Francesco Amato. Solo il primo di una
serie di impegni che hanno portato lo scrittore terracinese a collaborare con
Francesca Archibugi e Giovanni Veronesi, partecipando alla sceneggiatura anche
di serie televisive come «I liceali» e «Piper ». Agnello ha scritto anche
sceneggiature per film di successo come «Manuale d’amore 2 – capitoli
successivi» nelle sale nel 2007 e lo scorso anno «Italians». L’ultimo lavoro è
stato il soggetto di «Genitori e figli» scritto insieme a Giovanni Veronesi e
Ugo Chiti, diretto dal celebre regista pratese e con un cast ricco cast di
attori italiani, fra cui Michele Placido, Silvio Orlando, Margherita Buy e
Luciana Littizzetto. Il libro tratta il caldo argomento dei rapporti e delle
relazioni fra i genitori e i figli. Fonti d’ispirazione in materia sono stati
per l’autore i temi scritti su questo argomento dagli studenti di tutta Italia

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056-ponte-alto-sulla-via-appia-claudia-sotto-monte-leano-co_bis

Con una giunta composta solo da cinque assessori non si può governare. Con una
maggioranza che in consiglio comunale è rappresentata da consiglieri per la
maggior parte non eletti dal popolo, ma in gran parte subentrati in seguito alle
destituzioni di assessori, non si può governare. Con una paralisi amministrativa
che ha «congelato» la vita politica terracinese ormai da mesi, non si può
governare. Con un sindaco, Stefano Nardi, che detiene nelle sue mani deleghe
fondamentali per una comunità come quella terracinese, quali l’assessorato al
turismo, al commercio, alle attività produttive, all’ambiente, alle finanza, non
si può governare. Per il gruppo consiliare del Partito Democratico proseguire
l’agonia della gestione amministrativa di Terracina significherebbe continuare a
trascinarsi per mesi con un forte peso sulle spalle. Quello dell’amministrazione
guidata appunto dal sindaco Stefano Nardi. Di cui, oggi, il gruppo di minoranza
torna a chiedere la testa con la presentazione in Comune di un punto all’ordine
del giorno da discutere nella prima occasione possibile per mettere ai voti la
«presa d’atto dell’impossibilità di continuare o meno e di portare a conclusione
naturale la presente consigliatura». Nelle ultime settimane, del resto, la
poltrona su cui siede da dieci anni il sindaco Nardi ha traballato e non poco.
Tuttavia riuscendo a mantenere salda la rotta nonostante le crisi interne alla
sua compagine. Il Pd mette in fila tutte le scosse degli ultimi giorni: la
defenestrazione dell’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari, la silurata
all’ex presidente del Cda dell’Azienda Speciale Roberto Marzullo, le dimissioni
degli assessori Ezio Longo (all’ambiente) e Giuseppe Amuro (al turismo). E poi
il passaggio all’opposizione, per il momento solo comunicato ma che attende al
primo consiglio comunale disponibile la ratifica ufficiale, di tre consiglieri
di maggioranza: Angelo Cicerano, Giovanni Masullo e Domenico Villani. Chiaro
come in condizioni del genere, l’instabilità politica spadroneggia tra i banchi.
Forse è per questo che non si convocano consigli comunali nonostante giacciano
da mesi punti all’ordine del giorno, interrogazioni e mozioni? Forse è per
questo che, per il timore che qualche franco tiratore in maggioranza possa
alzare la mano in consiglio insieme all’opposizione, si sta prendendo tempo?
Bene, il Pd non accetta più un’impasse che si trascina da mesi. Chiede un
consiglio comunale in cui Nardi metta uno di fronte all’altro tutti i suoi
consiglieri per discutere sulla crisi amministrativa. Dopodiché, se la
maggioranza dimostrerà di reggere all’ultima ondata di dimissioni e
destituzioni, potrà continuare nell’«agonia». Altrimenti, scenda da Palazzo
e si faccia da parte.
Francesco Avena

Indagine sulla gestione rifiuti a Terracina.
Il consulente della Procura visita l’impianto di Morelle. Dopo i carabinieri
anche il consulente nominato dalla Procura di Latina ha fatto una visita nel
deposito della Terracina Ambiente di via Morelle. Il sopralluogo risale alla
settimana scorsa, un’ispezione che certamente servirà al tecnico per stilare la
sua relazione conclusiva nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a
Terracina. Prosegue, dunque, l’inchiesta delegata dagli uffici di via Ezio agli
uomini dell’arma della compagnia di Terracina. Dopo le varie visite eseguite
presso gli uffici comunali, diverse settimane fa già i carabinieri erano stati
nel deposito della società. E come in quel caso, anche l’ispezione del
consulente non avrebbe portato all’acquisizione di documenti e carte varie. Un
sopralluogo prettamente ‘visivo’, dunque, ma comunque necessario al lavoro
dell’esperto. Dal canto loro, i carabinieri hanno inviato alla Procura i tanti
documenti, di natura diversa, acquisiti nel corso della prima tranche
dell’inchiesta. Un giro di boa veloce e indolore dopo il quale da via Ezio era
subito giunta la richiesta di altre carte. Oltre alla nomina del consulente.
Pubblicato da Rita Recchia

Se non ci si conosce non ci si rispetta. Se non ci si rispetta è difficile che
si possa convivere nel modo migliore possibile per i cittadini di un paese
«moderno» come l’Italia. È partendo da questo presupposto che è nata ed opera
sul territorio l’associazione interculturale «Maison Babel». Presentata ieri
mattina presso la sala di villa Tomassini, l’associazione ha lo scopo di far
interagire italiani e stranieri sul territorio locale. L’obiettivo è quello di
far incontrare e conoscere le diverse etnie che vivono a Terracina per favorire
l’integrazione. Alì (nella foto in alto a sinistra), presidente
dell’associazione interculturale, ha introdotto la conferenza di presentazione
della «Maison Babel». Davanti a una platea che ha riempito in pochi minuti la
sala nell’area verde di Villa Tomassini, Alì ha puntato dritto al nocciolo della
questione: «è inutile inviare un messaggio col telefonino in Africa o in India,
per solidarietà. Sono donazioni che non servono a nulla. L’India e l’Italia
vivono qui. Sarebbe molto meglio avviare sul proprio territorio azioni concrete
per aiutare gli immigrati in difficoltà, ad esempio con la lingua, con
l’istruzione dei bambini, con l’assistenza per le pratiche burocratiche ».
Compiti che l’associazione «Maison Babel» metterà in pratica anche grazie a un
aiuto costante fornito da un gruppo di giovani che volontariamente tengono corsi
di italiano ai cittadini stranieri. Oppure fanno il doposcuola ai bambini quando
i genitori stranieri sono a lavoro. «Un indiano, un ucraino, un rumeno deve
conoscere il cittadino italiano, deve parlare con lui, altrimenti l’integrazione
non ci sarà mai – ha spiegato Alì. Se le istituzioni non si preoccupano di
aprire questi canali di dialogo, deve subentrare il volontariato. Ci sono
indiani e altri stranieri che lavorano nei campi 10- 15 ore al giorno per una
paga di un pugno di euro quotidiani. Spesso i rapporti si limitano a quelli di
lavoro, non c’è integrazione sociale. Anche per questo gli italiani spesso
guardano con diffidenza gli stranieri e questi ultimi non riescono a stringere
rapporti con gli italiani, perché non li conoscono. Ma posso assicurare – ha
concluso il presidente dell’associazione interculturale ‘Maison Babel’ Alì – che
gli stranieri, siano indiani rumeni albanesi ucraini, marocchini, si sentono
davvero terracinesi. Pagano le tasse, frequentano le stesse strade, i loro
bambini si siedono tra gli stessi banchi di scuola. Insomma, l’integrazione è
possibile, basta uno sforzo da parte di tutti». E la presentazione di «Maison
Babel» ieri mattina a Villa Tomassini, alla presenza di numerosi esponenti
dell’amministrazione comunale e della politica locale, di
rappresentanti del terzo settore, dell’a ssociazionismo terracinese, è stata
un’ottima occasione per dare il via a un progetto di notevole importanza. La
manifestazione di ieri, è proseguita con un buffet, la kermesse canora con canti
ucraini, e la partita di calcetto tra una rappresentanza di cittadini stranieri
e l’associazione sportiva «Vis Terracina » .
Francesco Avena

L’incubo delle auto bruciate a Terracina non è terminato. L’opera dei piromani
che da anni ormai colpisce la cittadina tirrenica non si è ancora arrestata.
L’ultimo caso è avvenuto ieri notte (sabato, NDB) quando, poco dopo le due, una Ford Fiesta ha
preso fuoco in via Lungolinea Pio VI. La vettura, che era regolarmente
parcheggiata in strada, è stata completamente avvolta e distrutta dalle fiamme.
L’auto è di proprietà di un pensionato di circa 70 anni residente nella zona.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco di Terracina e la
polizia, che sta esaminando tutte le ipotesi. Sono prevalentemente due le piste
seguite dagli inquirenti: il corto circuito e l’intento doloso. Il proprietario
ha comunque riferito di non avere mai ricevuto alcuna minaccia. Resta l’incubo
piromani che ogni tanto torna a materializzarsi a Terracina.

Raccontare la storia di Terracina per preservarne l’identità, fatta non soltanto
di memorie collettive ma anche di cultura, ambiente e territorio.
Da una vita il
professor Emilio Selvaggi si impegna in questo, per contrastare la «negazione
dell’identità» a cui assistiamo e far conoscere ai giovani e ricordare le
tradizioni culturali terracinesi che altrimenti andrebbero perdute. Questo è
alla base del suo ultimo progetto «Terracina nobile e plebea» che dal web è
approdato in libreria sottoforma di una raccolta di 40 fabule, popolari e
ironiche. Il volume, edito da Bookart, è stato presentato sabato pomeriggio
all’Hotel Palace e in tanti hanno presenziato all’evento. In sala, ad ascoltare
il popolare professore, non soltanto i numerosi amici che da sempre lo
sostengono, i colleghi e gli ex alunni, ma anche i giovani. Ed è questa la nota
positiva da tutti sottolineata, con Selvaggi in prima linea. Il professore nel
suo intervento, introdotto dall’amico Gabriele Panizzi, ha raccontato, con la
solita ironia che lo contraddistingue, che alla base di «Terracina nobile e
plebea» c’è stata proprio la richiesta di sottrarre all’oblio del tempo la
storia popolare terracinese. L’iniziativa è partita sul web, sul sito
www.gioveanxur.it, dove Selvaggi ha dato gli input per le storie e ognuno ha
messo del suo. «L’esperimento del web – ha spiegato Selvaggi durante il suo
intervento – è servito perchè attraverso internet si arriva a delle persone
diverse, specie ai giovani, e soprattutto quelle reazioni mi interessavano».
«Volevo fare un libro anonimo, che fosse di tutti» ha aggiunto il professore,
anticipando che ci sono già altre tre storie in rete su cui stanno lavorando. Ma
per fare in modo che la memoria non vada perduta è importante la
sensibilizzazione non solo delle istituzioni, ma anche dei giovani. Per questo
motivo Selvaggi ha assicurato che tornerà nella scuole, come in tanti gli hanno
chiesto anche durante la kermesse. E dal resto chi meglio di lui, storico,
latinista, filologo ma anche «mammocciaccio terracinese » può farsi portavoce
della storia nobile e plebea della
nostra città?

Una folla composta all’esterno e una grande foto di Davide all’interno. Si
presentava così ieri mattina (sabato) la chiesa Divina Maternità di Maria al Frasso
durante i funerali del giovane deceduto l’altra notte in un incidente stradale.
Un silenzio religioso rotto dalle urla degli amici, dei familiari, dei parenti
che avevano conosciuto la semplicità, la bontà di Davide Giuliani. Le lesioni
interne non hanno lasciato scampo al giovane, che non ha retto l’urto seguito
allo spaventoso volo compiuto dalla sua Lancia Y. Davide avrebbe compiuto 22
anni il 3 maggio: la sua vita si è tragicamente interrotta a 500 metri da casa,
sulla “Provinciale Frasso” (la vecchia Migliara 55). Nella chiesa gremita di
gente, tra fiori bianchi, rose e margherite, il parroco don Pierluigi ha
officiato la messa. Toccante la lettera di un amico, al quale durante un
tragitto in auto Davide aveva confessato di attraversare un momento felice e che
in fondo sentiva che qualcosa potesse accadere. Il suo sorriso è stato spazzato
via, quel sorriso che trasmetteva voglia di vivere. Al funerale erano presenti
diverse associazioni di volontariato e il picchetto dei vigili del fuoco. Il
papà di Davide, Sergio, è un pompiere in servizio a Latina dove ricopre anche la
carica di presidente dell’associazione ciclistica del corpo, mentre Davide ne
era segretario e suo fratello minore Daniele team manager. Proprio attraverso
l’associazione i familiari hanno ringraziato quanti sono stati vicini in queste
ore al loro dolore. Il feretro del giovane è stato tumulato nel cimitero di
Borgo Hermada a Terracina.
D.Spe.

Quello di Terracina sta diventando lo scalo turistico privilegiato per le isole
ponziane.
Ai traghetti-lumaca si sono sostituite le navi-jet, capaci di coprire
le miglia fino all’isola lunata in un’ora. Tra le 4 ditte di navigazione, due in
particolare sono impegnate con una linea veloce. Ad una rivitalizzazione del
porto da parte dei privati non corrisponde un uguale impegno da parte
dell’amministrazione comunale. Mancano i parcheggi per i passeggeri e questo
rischia di diventare, per il decollo futuro, un grave handicap. Leggendari, ma
con il tempo «appannati» i traghetti della Mazzella. La Snip e Snap ha avuto il
merito di aprire nuovi orizzonti. Poi, tre anni fa, il grande salto con i super-
jet della Navigazione Libera del Golfo. Per un tragitto di 2 ore e mezza si
arrivava a 50 minuti. Oggi, nel fine settimana, funziona il Tremiti jet (440
posti), mentre tra un mese la rotta sarà coperta dal Vesuvio jet (500 posti). La
NLG offre diverse opzioni, oltre il viaggio di trasferimento: una minicrociera
per Ponza (34 euro in bassa stagione e 39 euro in alta stagione), un giro Ponza-
Palmarola con pranzo a bordo (47 e 52 euro), un’escursione alla spiaggia del
Frontone a Ponza (31 e 36). Da due anni, invece, operano le Linee Buono con la
motonave Ischiamar II, che offre pacchetti turistici interessanti con prezzo
tutto incluso: mini escursione di Ponza 35 euro, Sapori di Ponza (passaggio
marittimo veloce più pranzo in un selezionato ristorante al porto) 48 euro, mini
escursione Ponza più pranzo 60 euro. Per l’estate sono previste due novità: il
collegamento con Zannone e una maxi crociera Ponza-Ventotene. Per i passeggeri
un servizio audio-documentario a bordo. L’anno scorso, complice la crisi
economica globale, si è registrata una flessione del 20% nel movimento
passeggeri. Per dare al porto cittadino il ruolo che gli compete occorre pensare
alla sosta delle auto dei vacanzieri. Nel piazzale Bergamini non può continuare
a funzionare un parcheggio con disco orario. Non si possono costringere i
turisti a pagare 20 euro al giorno per un rimessaggio privato o a lasciare la
macchina nel molo dirimpetto. Manca un servizio- navetta, mancano dei bagni
chimici. La giunta Nardi, che vuole fare della portualità il fiore all’occhiello
del suo programma, deve muoversi.

IL dissesto finanziario è l’unico modo per
consentire a Terracina di risollevarsi.
La pensa
così il capogruppo dei Verdi Gino Di Mauro,
che spinge per la dichiarazione del dissesto.
«Alcuni – afferma il consigliere comunale -
vedono il dissesto come una iattura da evitare,
anziché come occasione per un nuovo modo di
interpretare l’amministrazione. A me sembra,
invece, che coloro che in questi giorni chiedono
le dimissioni del sindaco Nardi, ma temono la
dichiarazione di dissesto, siano preoccupati di
salvare i partiti o le correnti di partito, cui
appartengono, dal giudizio degli elettori.
Avremmo davanti anni di sacrifici, ma almeno
non saranno più possibili spese assurde e sarà
fatta piazza pulita di una logica che, subordinando
l’amministrazione agli interessi elettorali di
partiti e correnti di partito, ha prodotto assunzioni
clientelari, scelte urbanistiche condizionate
da spinte interessate al proprio particolare, appalti
e gestione dei servizi, gestione del personale
e nomine che sono stati condizionate più da
aspetti clientelari che da un quadro di efficienza,
efficacia e competenza».
F. A.

Museo civico gratuito per la Settimana delle Cultura

L’assessore ai Beni Culturali del Comune, Luciano Pecchia, comunica che in
occasione della XII Settimana della Cultura, promossa dal Ministero per i Beni e
le Attività Culturali per favorire e incentivare iniziative finalizzate alla
conoscenza storico – culturale, dal 16 al 25 aprile sarà consentito l’ingresso
gratuito al museo Civico “Pio Capponi”. E’ stato inoltre predisposto, in
collaborazione con l’Archeoclub, un programma di visite guidate gratuite che si
svolgerà con il seguente calendario:

17 Aprile ore 10,30 – 12,30 Un itinerario nel Museo: le grandi vie di
comunicazione ed il porto romano Museo Civico “Pio Capponi” – Piazza Municipio

18 Aprile ore 10,30 – 12,30 Centro storico basso in età antica Partenza da
Piazza della Repubblica lato nord

24 Aprile ore 10,30 – 12,30 Un itinerario nel Museo: la donna nell’antichità
Museo Civico “Pio Capponi” – Piazza Municipio

25 Aprile ore 10,30 – 12,30 Area archeologica di Monte Sant’Angelo. La cinta
muraria,le torri, il campo trincerato Il santuario antico Partenza dal piazzale
di sosta antistante l’area archeologica

Per informazioni rivolgersi a : Ufficio Beni Culturali tel. 0773. 707277 Museo
civico tel. 0773. 707313 Archeoclub d’Italia tel. 329.1559521

Terracina, 12 aprile 2010
C/29/L

«SI stava molto meglio prima, quando con il mio televisore riuscivo a vedere
tutti i canali».
Un coro di proteste si è alzato negli ultimi giorni nel
quartiere Arene nel centro di Terracina, dove si stanno registrando numerosi
problemi di ricezione del segnale digitale terrestre. Il risultato è che per
decine di famiglie sul televisore compare una schermata nera, con il messaggio
«segnale debole». Non si tratta di avere apparecchi hi tech di ultima
generazione o decoder, né di avere l’antenna rivolta verso le frequenze di Roma
o Napoli. La questione è che il segnale va e viene poiché il servizio di
digitale terrestre con immagini ad alta definizione non funziona ancora
correttamente. Ogni volta che il segnale è debole o assente, è necessario
effettuare una sintonizzare del decoder o del televisore, un’operazione che non
tutti sono in grado di svolgere. Telecomandi alla mano, gli anziani si trovano
quotidianamente spaesati dalla nuova tecnologia. E questo dopo mesi dal
famigerato switch off con il passaggio totale del segnale da analogico a
digitale. Da qualche giorno, comunque, una parte del centro cittadino non riceve
più il segnale e non può guardare la televisione.
F. A.

«È UNA svolta auspicabile che spero venga attuata al più presto. Potrebbe essere
un ottimo volano per l’economia agricola locale, un esempio concreto di filiera
corta attuabile senza grossi dispendi di fondi ed energie». E’ questo il
commento dell’esponente politivo locale Augusto Rossi relativamente alla
possibilità di una prossima apertura, in città, di un «Farmer market». Una nuova
possibilità di rilancio che Rossi aveva auspicato (e sollecitato) già nel marzo
del 2008, quando inviò sulla scrivania del sindaco Stefano Nardi un breve
documento in cui si chiedeva ai vertici comunali «l’autorizzazione di una o più
postazioni a disposizione degli operatori trasversali del settore
agroalimentare». «Con la nascita a questa latitudini di una simile realtà, si
potrebbe fare adeguatamente fronte alla cavalcante crisi economica generale e,
in particolar modo, a quella del comparto agricolo. Accontentando per di più in
un colpo solo sia i produttori che i consumatori. I primi, infatti, potranno
rivendere direttamente i frutti della propria attività, eliminando dunque tutti
i passaggi intermedi che, al momento della vendita, fanno inevitabilmente
moltiplicare i prezzi dei diversi prodotti. I secondi – continua Rossi -
potranno invece contare su un acquisto sicuro e genuino, su un contatto diretto
col produttore e, per via del taglio riguardante i passaggi, su prezzi
d’acquisto inferiori». Il nuovo impulso atto alla nascita di un «Farmer
market» pure a Terracina era giunto nei mesi scorsi grazie all’interessamento di
Amelia Feragnoli, dirigente della Coldiretti. Una spinta
che ha recentemente portato l’amministrazion e comunale ad individuare
l’area in cui quest’esempio di filiera corta potrebbe sorgere e a
fare un primo, concreto passo verso una fattiva collaborazione con le
cooperative agricole della zona.
Mirko Macaro

Voleva rinnovare la tessera elettorale, ma non ha potuto perché all’entrata
dell’ufficio comunale ci sono gli scalini e nessuna entrata a norma per i
disabili.
È
accaduto a Terracina a distanza di quasi un mese da quando sono
state sollevate le problematiche dei portatori di handicap, lasciate nel vuoto,
senza la minima risposta, eccetto le polemiche sulla questione del presidente
Azienda Speciale. L’ennesima denuncia sulla mancanza di adeguati servizi per i
disabili è partita da Paolo Panico che, per causa di un gradino di circa 40
centimetri, non ha potuto rinnovare il documento elettorale. «Gli impiegati
appena mi hanno visto – ha raccontato l’uomo – si sono offerti di farmi entrare
sollevandomi di peso. Io pur apprezzando la loro disponibilità e cortesia, ho
rifiutato». «Accettereste voi – ha spiegato Paolo Panico – di farvi prendere in
braccio per superare un gradino, consapevoli che in un edificio/ufficio pubblico
non dovrebbero esserci ostacoli e/o barriere architettoniche?». Solo l’ultimo
atto di una serie di episodi che vanno avanti da tempo senza che nessuno faccia
concretamente qualcosa per ridurre le barriere architettoniche e fornire servizi
per i portatori di handicap.

La Camera di Commercio di Latina presenta la missione di incoming dei tour operator israeliani
Prosegue il percorso del progetto “Obiettivo turismo 2010”.

La Camera di Commercio di Latina, impegnata nella realizzazione di una politica
organica di sviluppo turistico-economico-sociale finalizzata alla valorizzazione
ed all’affermazione del sistema turistico integrato dell’intero territorio
provinciale, di concerto con le Associazioni di categoria del territorio
provinciale aderenti al Tavolo Tecnico delle Imprese sul Turismo Integrato,
istituito presso l’Ente Camerale, ha provveduto alla realizzazione di una
missione di incoming di Tour Operators Israeliani in programma dall’11 al 14
aprile 2010. Questa iniziativa è frutto di una stretta collaborazione tra la
Camera di Commercio di Latina e la Camera di Commercio Industria Israele-Italia.
Dopo la presentazione del nuovo brand di prodotto “Terra Imperiale”, è la volta
della seconda delle azioni mirate, condivise dai partecipanti e programmate per
l’anno in corso. Attraverso un programma articolato su quattro intere giornate,
gli operatori israeliani vivranno un itinerario all’interno del nostro
territorio all’insegna di “Terra Imperiale”. Il Tavolo Tecnico ha infatti
preparato per loro una vera e propria immersione in cui poter vedere, toccare,
sentire e gustare quello che offre la nostra storia di antichi popoli e
splendenti regni. Sarà un tour esperienziale e innovativo, centrato sul rapporto
diretto con le bellezze e le imprese di “Terra Imperiale”, in consonanza con la
scelta di applicare ai vari progetti nuove logiche di marketing turistico. Le
Città di Fondazione con Latina, Pontinia e Sabaudia, la spiritualità a Sermoneta
e Fossanova, le terre dei Borboni a Gaeta, gli antichi romani a Terracina,
Formia e Sperlonga, insieme a San Felice Circeo e le isole ponziane: le quattro
aree che compongono il brand ci saranno tutte.
Ma la vera novità di questo Educational Tour sta nell’assoluto protagonismo
delle realtà imprenditoriali del territorio. A seguito dell’attivazione del
match, hanno manifestato volontà di adesione all’iniziativa 65 strutture, i cui
profili aziendali sono stati inoltrati alla Camera di Commercio e Industria
Israel-Italia. Sulla base dei company profile, i Tour Operator Israeliani hanno
selezionato 32 strutture che verranno visitate nel corso del loro soggiorno. Le
altre strutture hanno la possibilità di incontrare i T.O. Israeliani in un B2B
predisposto in occasione della visita a Gaeta allo Yacht Med Festival, il 14
aprile prossimo.

La Volley Terracina vince la Coppa Lazio battendo con un secco 3-0 l’Anguillara
nella finale disputata a Frosinone, una partita che già dalle prime battute si
vedeva che il Terracina voleva a tutti i costi portare a casa l’ambito trofeo,

infatti le ragazze sono scese in campo concentratissime tanto da non sbagliare
quasi nulla per tutta la durata della partita. Un incontro entusiasmante dove si
è vista la buona pallavolo, le avversarie non sono riuscite mai ad impensierire
la compagine terracinese che supportata da un pubblico accorso numeroso per
incitare le proprie beniamine, nulla da dire sulle ragazze che tutte hanno
rispettato il compito loro assegnatogli dal mister possiamo dire che in questo
incontro si è visto la vera Volley Terracina tutte brave le ragazze che alla
fine hanno voluto festeggiare questa vittoria con tutto il loro pubblico accorso
per l’occasione. L’unica nota negativa purtroppo è che qualche ora prima
dell’incontro il mister Rizzi raggiunto da una telefonata ha dovuto fare rientro
immediato a Terracina per un lutto familiare avvenuto proprio nello stesso
momento,episodio drammatico che si è letto il giorno dopo su tutti i quotidiani
locali pertanto tutte le ragazze indistintamente hanno voluto dedicare questa
vittoria a lei che tanto aveva fatto e preparato per questo incontro a tutto si
aggiunge tutta la società. Detto questo ora ci si prepara per la volata finale
del campionato dove sulla carta non dovrebbero esserci problemi e con il
vantaggio acquisito fino ad oggi la serie C è sempre più vicina. Un grande
ringraziamento va anche a tutti i tifosi che continuano a supportare le ragazze
, ed ora godiamoci fino in fondo questa grande vittoria.

Cosa da a Nardi la forza di salire ogni giorno su piazza Municipio? Sottoposto
ad un fuoco di fila mai conosciuto a memoria di terracinese resiste
imperterrito. Quali sono le ragioni che lo tengono incollato a quella poltrona
che a chiunque altro, con la situazione attuale scotterebbe? Non penso sia solo
faccia tosta, sono anzi convinto che se potesse scapperebbe da Terracina per non
farvi più ritorno, per lasciarsi alle spalle una brutta avventura nella quale ha
trascinato l’intera città. Devono esserci motivi ben più seri e profondi se
continua a sfidare una popolazione a cui sa perfettamente di non piacere, forse
gli stessi motivi che costringono consiglieri ed assessori a sostenerlo in
quest’inutile galleggiare e trascinarsi. Qualunque essi siano comunque, non
potrà nasconderli a lungo, e prima o poi verranno a galla, magari sotto la
spinta delle varie inchieste in corso. È fallimento, questo è certo, e se doloso
non deve restare impunito. Quando c’è disastro, vanno ricercate le cause, e chi
l’ha provocato deve essere chiamato a risponderne. Ciò detto, il film che si sta
girando sulla fine ormai prossima di questa sciagurata Amministrazione, è uno
dei più brutti che sia dato di vedere. Tutti vogliono la testa del sindaco,
soprattutto coloro che nel recente passato hanno contribuito consapevoli,
all’allegra gestione. Tanta ipocrisia è vomitevole, ed i cittadini ne hanno una
tale consapevolezza che nessuno che ha fatto parte di questa consigliatura ha
speranza di rielezione, caso mai avesse la spudoratezza di riproporsi. Ora il
problema sembra essere dissesto si, dissesto no. E su tale quesito autorevoli
esponenti della farsa politica terracinese sprecano fiumi di inutili parole che
non valgono nemmeno l’inchiostro con il quale vengono scritte. Ma vi sembra
questo un problema? L’era Nardi è contraddistinta da bilanci che messi in
sequenza formerebbero non “un libro” ma “Il libro delle imbecillità”. Un
neodiplomato in ragioneria ad una lettura neppure attenta ne scoprirebbe
sotterfugi e magagne. L’on. Sciscione da persona concreta, che ha dimestichezza
con i conti, si è limitato a dire che requisito essenziale per ripartire, è che
Nardi vada via. Un discorso lapidario, ma che sottintende molte cose, fra le
quali quella di negare a questa amministrazione del nulla la possibilità di
inquinare le prove. (A proposito, voci di corridoio segnalano la presenza di
Piero Maragoni negli uffici dove si sta redigendo il bilancio di previsione).
Una cosa comunque mi preme ricordare a chi giornalmente segue la politica:
quanto sta accadendo è stato da me pronosticato con vari articoli negli anni
passati, inascoltato Cassandra da quegli stessi che senza pudore, oggi più
alzano la voce: quando si dice “nemo profetur in patria” Per concludere, la
venuta di un Commissario che ci accompagni alle elezioni, sarebbe di per se
insufficiente se non venisse affiancata da una Commissione di accesso che faccia
finalmente luce sull’epoca più buia della storia politica terracinese.
Germano Bersani – Azione Sociale

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Questa domenica approfondiremo la storia di un monumento, incontrato la volta scorsa nel servizio sulla prima parte dell’Appia Antica a Terracina, la chiesa di S. Maria della Basilica Nuova, meglio conosciuta come “Madonna delle Grazie”. La struttura mononave, che conobbe il suo massimo splendore nel XII secolo, ricevendo l’appellativo di “Basilica”, era il centro religioso del quartiere di S. Gregorio fuori le mura. Decaduta nel periodo della malaria nel ‘500, fu totalmente ricostruita nella prima metà del ‘600 dal vescovo della nostra città. Oggi ancora consacrata, nonostante il restauro parziale di alcune zone negli anni ‘50 (affreschi nell’abside forse XVII sec., ciclo di S. Antonio AbateXIII sec., e la donazione di un nuovo altare di marmo), svolge una funzione prettamente di sostegno alla parrocchia, officiando solo alcune cerimonie (battesimi, matrimonii, ecc.)

Video importato

vimeo Video

La “torre” circolare, monumento funerario romano, recuperato nel medioevo, è il solitario guardiano posto all’entrata che da secoli osserva i viaggiatori lungo l’antico percorso dell’Appia. La corte della chiesa, un tempo molto vasta, non è stata ancora ricostruita con precisione (uniche tracce delle “donazioni” medievali): un piccolo e ameno giardino è tutto ciò che resta. Il complesso, può considerarsi in buone condizioni, ma il ridimensionamento delle sue funzioni ha portato ad una certa incuria diffusa, testimoniata dalla vegetazione fiorente, in particolare nella torre, dove con difficoltà si riconosce una divisione in due vani. Buona visione e buona lettura a tutti.

Ingresso alla chiesa (Archivio TR 2010)

Tra le più importanti ed antiche chiese suburbane terracinesi vi è quella di S. Maria della Basilica Nuova, posta a circa cento metri da Porta S .Gregorio, oggi Porta Romana, a destra per chi scende, e chiamata dal volgo, come dice Domenico Contatore nella sua “Historia Terracinensi” (edita nel 1706), Madonna delle Grazie. E la sua importanza, già nel medioevo, è testimoniata proprio da quell’appellativo di basilica, che le venne conferito da una consacrazione papale, avvenuta intorno al 1163, quando si trovava a Terracina papa Alessandro III, qui riparato per il conflitto che lo opponeva aFederico I di Svevia, detto il Barbarossa.

Il fatto che fosse poi indicata come “Nuova” sta probabilmente ad indicare, più che la sua fondazione, il suo rifacimento e la sua riconsacrazione e dunque la preesistenza di un più antico edificio sacro, probabilmente risalente al periodo altomedievale e coinvolto in seguito, evidentemente, in quel grande fenomeno dell’inurbamento medievale che, a partire dal decimo secolo, vide la nascita di popolosi borghi addossati alle mura cittadine e riuniti intorno a quelle chiese poi divenute le loro parrocchie, i quali costituirono una peculiare e vitale realtà del libero comune medievale di Terracina.

In particolare, alla parrocchia di S.Maria della Basilica Nuova faceva riferimento il notevole borgo non murato che, da fuori Porta Nuova, scendeva lungo il tracciato dell’odierna via Anxur e si stendeva poi, fuori l’attuale Porta Romana, a coprire le ultime propaggini della Valle, ai margini dell’Appia inferiore.

Facciata Chiesa S. Maria della Basilica Nuova (Archivio TR 2010)

Una chiesa, dunque, quella della Madonna delle Grazie, più che significativa nella vita religiosa e sociale della comunità, la cui fortuna, prima della generale decadenza sofferta, insieme alla città, a causa della tragica recrudescenza della malaria che, nel corso del XVI secolo, devastò l’intero territorio, è testimoniata da quei pochi, ma sicuri dati di fatto che ci restano.

L'interno della chiesa (Archivio TR 2010)

Intanto che rimase ininterrottamente parrocchia del borgo per almeno sei secoli dopo il Mille, come attesta una lettera apostolica di papa Callisto III (1455-1459), inviata al priore del Monastero di S.Domenico, e come dimostra l’ultimo serio intervento subito dalla chiesa sino ad oggi, dovuto a Cesare Ventimiglia, vescovo di Terracina dal 1632 al 1635, il quale praticamente la ricostruì, modificandone radicalmente la vecchia struttura medievale: l’ingresso, che guardava verso la Valle, venne spostato ad oriente, mentre il tetto, a capriate lignee a doppio spiovente, venne spraelevato su di una volta in muratura, realizzato un pulpito di marmo e due cappelle ai lati dell’ingresso.

Porta ingresso alla sagrestia (Archivio TR 2010)

Inoltre, per la ricchezza dei decori interni dell’edificio sacro, completamente affrescato, come dicono i pochi resti di pittura del tardo medioevo emersi soltanto con l’ultimo restauro, effettuato negli anni sessanta, per la volontà ed i mezzi offerti dalla dottoressa Laura Palombi Ferruzzi.

Nuovo altare in marmo donato negli anni '60 (Archivio TR 2010)

Ancora, per i beni posseduti dalla chiesa, tra cui, come riferisce sempre il Contatore, un orto ‘adfoveas’ (posto cioè in località “presso le fosse”, uno dei tanti luoghi ancora sconosciuti di Terracina), donato alla parrocchia, sotto Innocenzo III, nel 1215, con il consenso del vescovo di Terracina Simeone, da don Bruno.

Casa dell'eremita (Archivio TR 2010)

Infine, per la “Torre della Chiesa di S.Maria della Basilica Nuova”, concessa in enfiteusi da don Jacopo Arcipresbitero di San Cesareo e dai canonici, e quindi dallo stesso Capitolo della Cattedrale, “durante la sede vacante dopo Clemente IV” e cioè tra il 1268 e il 1271.

Opera reticolata all'interno della Torre (Archivio TR 2010)

“Torre” di cui, peraltro, conosciamo con quasi certezza una delle tante funzioni, forse l’ultima, che certamente espletò nel corso della sua vita secolare: nel Catasto Piano della prima metà dell’800 è indicata, infatti, come “Casa per l’Eremita”, fatto, questo, avvalorato dalla presenza di un’altra chiesa, posta, in prossimità della nostra, dedicata a S.Antonio Abate, ed oggi scomparsa, ma le cui ‘vestige’ nei primi decenni del Settecento erano state viste dal Pratilli, il quale riferisce come secondo la tradizione qui «abitassero i Romiti, o sien Monaci da questo Santo anacoreta istituiti». A tal proposito, appare sin troppo chiaro come l’elemento caratterizzante della Chiesa delle Grazie, sia stato e continui ad essere tuttora proprio quella “Torre” imponente che sembrerebbe essere stata da sempre una sua proprietà, “Torre” che in realtà, solo a partire dalla metà del secolo scorso è stata riconosciuta come “un sepolcro” romano, o “avancorpo antico di monumento lungo l’Appia”.

Piccolo giardino esterno visto dalla torre (Archivio TR 2010)

Recenti studi hanno inoltre meglio chiarito, nell’ambito di un’indagine sui monumenti funerari della via Appia a Terracina, la natura particolare di quella struttura: siamo cioè di fronte alla tipologia del grande sepolcro circolare con basamento quadrato, molto diffuso tra la seconda metà del I secolo a.C; e la prima età imperiale.

Due rampe, una probabilmente medievale, l’altra moderna, non collegate, conducono all’interno della camera funeraria, divisa in due ambienti uguali da un muro posto in direzione nord-sud, e dove si trovano ricavate complessivamente cinque nicchie, due delle quali nel muro divisorio, mentre le altre tre lungo le pareti: di esse, soltanto una appare sicuramente pertinente alla struttura originaria, un’altra lo è con buona probabilità, mentre le altre sono sicuramente medievali. La tecnica costruttiva è quella del nucleo cementizio, foderato da una cortina in opera reticolata con intonaco in signino e completamente rivestito, all’esterno, con opera quadrata di pietra, nella parte posteriore, ed in marmo in quella posteriore, oggi quasi del tutto perduta.

La cappella di sinistra (Archivio TR 2010)

Molti naturalmente, ed evidenti, sono stati i rifacimenti subiti dal monumento, soprattutto medievali, come la trasformazione in “torre”del sepolcro attraverso l’elevazione del corpo cilindrico per alcuni metri, almeno per quello che rimane, ed un rivestimento in muratura per gran parte dell’esterno e dell’interno, esclusa la parte rialzata di cui è visibile la cortina in blocchetti di pietra.

Appare quindi chiaro la strettissima relazione che lega la storia della nostra chiesa e quella dell’antico monumento romano. Non soltanto, dunque, viene a confermarsi anche per la ‘Madonna Nova” o “Madonna delle Grazie”, secondo la denominazione popolare definitivamente impostasi, quella tradizione che vuole la maggior parte degli edifici religiosi terracinesi, almeno sino all’età moderna, ricavati dai molti e significativi monumenti che la civiltà e la città romana hanno disseminato sul nostro territorio nei lunghi secoli del loro sviluppo, ma anche quella straordinaria continuità di vita, di pensiero e di opere che, nonostante le grandi I distruzioni e trasformazioni sociali intervenute, costituisce pur sempre il fondamento primo della nostra storia millenaria e della nostra identità culturale.

Lacerti di affreschi Ciclo S. Antonio Abate, cappella di destra (Archivio TR 2010)

Da questo punto di vista molto ancora possono svelare la chiesa di S.Maria della Basilica Nuova e l’area monumentale del sepolcro romano su cui è fondata la sua origine, mai veramente sottoposti ad una seria e rigorosa indagine conoscitiva che ne considerasse la stretta interdipendenza e la continuità storica e cronologica.

Particolare arco sopra abside (Archivio TR 2010)

Nel frattempo, non si vedono, da parte degli enti preposti, i più piccoli segni di tutela e manutenzione: primo, per non avere impedito la sciagurata distruzione di un sepolcro adiacente (verso Porta Romana), operata alcuni anni fa (aprile 1975) per far posto ad una palazzina, secondo, per il totale abbandono in cui è stato lasciato il nostro monumento, il quale, nella parte superiore, sta perdendo ormai da qualche tempo, per lo sfarinamento della malta, i blocchetti di pietra della cortina, con grave danno della struttura e pericolo per l’incolumità delle persone che frequentano la chiesa o circolano intorno ad essa. Continua, senza sosta, il nostro suicidio culturale.

Particolare corte esterna (Archivio TR 2010)

Venceslao Grossi


L’articolo è apparso originariamente su Il Sestante n°3, settembre 1994.?
Abbiamo raccontato l’episodio nella puntata precedente sull’Appia, approfondendo con una nota di Umberto Broccoli, testimone oculare della demolizione.?

Galleria fotografica

Particolare Ciclo S. Antonio Abate, cappella di destra (Archivio TR 2010)

Affresco cupola abside (Archivio TR 2010)
Terracina Rialzati

Particolare del catino absidale, Dio in Gloria, (Archivio TR 2010)

Lacerto di pittura con iscrizione gotica di difficile lettura (Archivio TR 2010)

Interni torre 1 (Archivio TR 2010)

Interni torre 2 (Archivio TR 2010)

Interni torre 3 (Archivio TR 2010)
Interni torre 4 (Archivio TR 2010)

Terracina Rialzati

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057-e-decapo-ponte-alto_bis

Eccesso di potere e sviamento in ragione della modifica degli esiti di gara in
quanto riguarda il canone di servizio già adeguatamente considerato all’atto
dell’affidamento.
E ancora, mancanza di istruttoria nonché di motivazione e di
giustificazione negli adeguamenti tariffari. Così il Tar ha motivato il placet
sul ricorso dell’associazione commercianti di Terracina contro l’aumento del 20%
della Tarsu 2009 deciso dall’amministrazione guidata da Stefano Nardi. In un
solo provvedimento la giunta è stata capace di racchiudere così tanti elementi
negativi. Una delibera che porta la firma, oltre che del sindaco, degli
assessori D’amico, Masci, Pecchia, Simonelli, Ferrari e Zicchieri. Ieri l’Ascom
è tornata alla carica spiegando che le motivazioni del tribunale amministrativo
sono lo specchio di nove anni di amministrazione Nardi. «Un debito pubblico
fuori controllo che ha raggiunto cifre inimmaginabili, una città collassata in
ogni suo aspetto con una classe politica incapace, inadeguata e dannosa che l’ha
condotta in una situazione di allarme sociale senza precedenti e che sarà ancora
una volta riversato sulle spalle e nelle tasche dei cittadini, gli unici che
pagheranno fino in fondo lo scotto di tanto disastro – scrivono i commercianti
dell’Ascom – Resta assordante l’assenza degli organismi superiori di controllo.
Si è permesso ad una siffatta conduzione amministrativa di affossare una
comunità in tutti i sensi e di restare a tutt’oggi impunita. Si è permesso a
dirigenti comunali di ignorare allegramente le decisioni dei giudici battendo i
tacchi ad ordini politici». Da gennaio non c’è stata più una convocazione di
consiglio comunale. La prossima potrebbe essere quella decisiva per la vita di
questa amministrazione. Non ci sarebbero più i numeri per governare. La
maggioranza, o quello che ne è rimasto, fa melina ma dovrà comunque tornare in
consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione entro la metà di maggio.
di FABIO COCCIA

Tempi duri per le agenzie pubblicitarie di Terracina. Lo scontento si palpa col
coltello, il lavoro diminuisce giorno dopo giorno e a risentirne sono
i bilanci delle piccole imprese, compreso l’indotto che vi gravita intorno.
Motivo? Il costo troppo alto delle affissioni dopo l’entrata in vigore del nuovo
regolamento e l’affidamento a terzi del servizio. È il più alto della provincia
e non solo, a sentire alcuni titolari, che proprio nella città in cui vivono si
sentono strozzati da balzelli considerati iniqui. «Per una locandina, prima si
pagava 1,70 euro. Ora ci vogliono 4,26 euro. Per una piccola società è una
differenza enorme, insostenibile». C’è chi lavora per diversi Comuni, e il
rapporto è presto fatto: «Nessun Comune, dai confini con Caserta fino a Roma sud
o a Sora applica tariffe così alte. La più esosa si registra a Frosinone: 2,80
euro e parliamo di un capoluogo di provincia ». Insomma, a Terracina per
far fare 100 locandine oggi ci vogliono 460 euro. Quasi il doppio che nel
capoluogo ciociaro. Possibile? Le conseguenze si vedono soprattutto in
termini di commesse. «Rispetto agli altri anni – dice un operatore del settore -
il lavoro è calato drasticamente. Lo scorso anno a Terracina ho avuto 30
commesse, ma già nei mesi di marzo e aprile ne contavo 7. Quest’anno ne ho una.
Perché se crescono i costi per me, crescono anche i prezzi al cliente, che
preferisce rinunciare o percorrere altre strade». Come quella dell’affissione
abusiva. «A rimetterci è sempre la piccola impresa onesta. Se invece hai una
società intestata a chissà chi e non paghi nulla la fai franca». C’è poi il
capitolo legato all’occupazione. Intorno ad una piccola agenzia pubblicitaria,
spiega un esercente, gravitano almeno 3 dipendenti fissi e 10 occasionali: «È
lavoro che coinvolge i giovani studenti, che possono mantenersi gli studi, di
questo passo anche per noi è impossibile sostenere queste spese». Ma conti alla
mano, quanto costa all’utente finale fare una campagna pubblicitaria? «Se la
spesa per il timbro all’ufficio dell’Ica, per 100 locandine, è di 426 euro e ci
aggiungiamo le spese per le affissioni, i dipendenti e il carburante, se voglio
guadagnare qualcosa devo chiedere al cliente dalle 700 alle 750 euro. Rispetto
alle 500 di prima c’è una bella differenza. In questa situazione ci perdono
tutti, anche il Comune che avrà sempre meno affissioni da timbrare ». Soluzioni?
«Il Comune deve venirci incontro: controlli a tappeto per combattere
l’abusivismo, ma tariffe più basse per chi il proprio lavoro vuole farlo
onestamente
».
Diego Roma

E’ rimasto incastrato tra le lamiere per quattro ore. Alle prime luci dell’alba,
intorno alle 6, un automobilista l’ha notato facendo scattare la macchina dei
soccorsi. Ma ormai era troppo tardi. L’incidente è avvenuto nel territorio di
Terracina. Davide Giuliani non ce l’ha fatta a sopportare lo spaventoso volo
compiuto dalla sua Lancia Y finita contro un muretto. Il giovane, che avrebbe
compiuto 22 anni il 3 maggio, stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa
con gli amici. La sua vita è stata spezzata a pochi passi da casa, circa 500
metri dall’abitazione in cui viveva con i genitori e il fratello. Davide stava
percorrendo la Provinciale Frasso (la vecchia Migliara 55), in località Frasso,
quando nel cuore della notte, intorno alle 2, ha perso il controllo dell’auto
schiantandosi contro un muretto di recinzione di un’abitazione: ha invaso la
corsia opposta, planando nel canale che costeggia la strada; la Lancia Y si è
ribaltata terminando la sua corsa contro il muro. Il giovane è stato sbalzato
fuori dall’abitacolo. La madre, non vedendolo rincasare, ha provato a
contattarlo sul telefonino per tutta la notte; il cellulare restava “muto”.
Insieme al marito Sergio lo hanno cercato negli ospedali della provincia, ma di
Davide non c’era nessuna traccia. Più volte sono passati davanti all’auto del
figlio, ma la macchina finita nel canale al buio non si notava; anche i
residenti hanno udito un forte urto, ma nessun faro e nessuna traccia era
visibile a quell’ora della notte. Soltanto alle sei di ieri mattina un uomo che
sopraggiungeva su un furgone ha scorto l’auto. I soccorsi sono stati inutili:
Davide era già deceduto. Gli agenti delle polizia stradale di Terracina, diretti
dal comandante Giuliano Trillò, si sono occupati della ricostruzione della
dinamica. Grande dolore è calato tra i vigili del fuoco: il papà di Davide,
Sergio, è un pompiere in servizio a Latina, dove ricopre anche la carica di
presidente dell’associazione ciclistica del corpo, mentre Davide ne era
segretario e suo fratello minore Daniele team manager. Il Cycling Team Latina e
i vigili del fuoco esprimono il loro cordoglio e informano che all’indirizzo
info@asvigilidelfuoco.it è possibile inviare messaggi di vicinanza alla famiglia
Giuliani. Davide lavorava da qualche anno in una cartolibreria nel centro di
Terracina: «Era un ragazzo sorridente, pacato e disponibile», così lo descrivono
alcuni clienti abituali. Increduli gli amici, in tanti hanno raggiunto
l’obitorio del cimitero di Terracina dove la salma è stata trasportata; alcuni
hanno anche lasciato un messaggio, un ricordo su Facebook. Oggi alle 11 si
terranno i funerali presso la Chiesa Divina Maternità di Maria al Frasso.
di DANIELE SPERLONGA

Si terrà domani alle ore 15 presso la parrocchia del SS. Martiri terracinesi, in
via Appia Antica, la «Festa della divina Misericordia » organizzata dai fedeli
del culto istituito nel 2000 da papa Giovanni Paolo II, legato a Santa Faustina
Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell’Anno Santo del 2000
e di cui Papa Woityla è stato un fervente devoto.
La festa arriva anche in
occasione dell’anno sacerdotale. I fedeli ricordano che in occasione delle
celebrazioni, per «ottenere i grandi doni che Gesù desidera offrire ad ogni
persona» i partecipanti devono trovarsi «in stato di grazia, adempiere alle
conizioni richiesta dal culto della Divina Misericordia e accostarsi in quel
giorno alla santa comunione».

Nasce «Maison Babel», l’associazione interculturale che offre servizi per i
cittadini immigrati.
La presentazione domani mattina alle ore 12 a villa
Tomassini, alla presenza dell’assessore Francesco Zicchieri. A seguire buffet e
canti popolari Ucraini, poi alle 15 l’intervento di Nizar Ramadan, giornalista
del periodico «Famiglia Musulmana » e alle 16,30 un incontro calcistico
amatoriale tra giocatori della «Maison Babel» e la «Vis Terracina».

Il campionato di Eccellenza lancia la sua volata finale, quando alla fine della
regular season mancano cinque giornate. Un finale che poco a da dire per le
formazioni pontine del torneo a meno del Terracina impegnato ad evitare i play-
out e centrare così la salvezza diretta. I tigrotti si preparano alla trasferta
di Frascati (ore 11) dovendo tra l’altro fare i conti con le ormai consuete
incertezze societarie: nei giorni scorsi si dava per certo l’arrivo di Antonio
Fragasso, attuale dirigente del Formia, ma la presentazione fissata per giovedì
è saltata e ora si cerca di capire se ci sia ancora margine per vedere l’esperto
dirigente nella sede di via Ceccaccio. La squadra, che ha ritrovato la vittoria
prima della pausa pasquale (1-0 col Ciampino), si è intanto allenata con
intensità al Mario Colavolpe. «Siamo carichi _ garantisce l’allenatore-giocatore
Giorgio Minieri _ speriamo di ottenere contro la Lupa Frascati il primo sigillo
esterno del campionato». Il tecnico avrà a disposizione tutta la rosa ad
eccezione dello squalificato Giovanni Trillò. In campo anche l’ex Davide
Mancone, da dicembre al Frascati: «Affronterò i miei ex compagni senza alcuna
carica particolare, ma impegnandomi e onorando la maglia che indosso». In caso
di vittoria per i tigrotti si aprirebbe uno spiraglio di salvezza diretta: «Sì,
c’è questa opportunità e dobbiamo sfruttarla», ammette Minieri.
di VINCENZO ABBRUZZINO

E’ stata definita “una partita particolare, aperta a qualsiasi pronostico”. Il
tecnico dell’Allianz Bank Gaeta, Erasmo Salemme, teme il derby in programma per
oggi pomeriggio (ore 18) della serie B2 di volley in casa dei cugini della
Pallavolo Terracina, che ormai senza particolari assilli vogliono giocare un
brutto scherzo alla compagine gaetana. Si preannuncia un Palacarucci sicuramente
gremito di pubblico per quella che viene considerata una giornata a dir poco
interessante per il rush finale e la composizione della griglia dei play-off. La
capolista Monterotondo, che guida il girone G con tre punti di vantaggio sul
Sorrento, sarà di scena sull’insidioso parquet del Montorio Teramo, mentre i
campani non avranno vita facile nel derby esterno contro il Casandrino Napoli.
Dall’esito di questi scontri potrebbe beneficiare l’Allianz Gaeta, terza in
classifica e ampiamente con un piede nella seconda fase (il distacco è di dodici
lunghezze sulla Libertas Genzano), per avvicinare la coppia regina a cinque
turni dal termine della regular season. «La squadra è in forma e pronta ad
andare fino in fondo anche per il primo posto», dice senza timore il coach del
Gaeta Salemme. Il responso al campo.
An.Gion.

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ny169

Continua il nostro viaggio alla ricerca dei comportamenti virtuosi, che migliorano la qualità della vita, permettono una distribuzione più equa delle risorse, riducono l’inquinamento e, non meno importante, risanano le nostre finanze.

Oggi riprendiamo il discorso dei GAS, gruppi di acquisto solidale, esperimento che accorcia la filiera distributiva, mettendo in relazione diretta famiglie e produttori di risorse alimentari (carne, latticini, verdure ecc.)

A Terracina già da un anno, alcune associazioni hanno avviato questo nuovo sistema, investendo in serre, locali e manodopera. Nel servizio che abbiamo girato, oltre a far vedere la bontà dei prodotti e delle strutture, si mette l’accento sul rapporto solidale, quindi umano, che nasce da questa nuova collaborazione tra famiglie diverse che si uniscono per fare ordini collettivi.

Video importato

vimeo Video

E’ di pochi giorni fa la notizia del progetto di riqualificazione del mercato delle arene, struttura finita nel degrado e nell’abbandono, che prevede la costituzione di una sorta di Farmer Market per la vendita diretta al pubblico da parte degli agricoltori.

L’auspicata convenienza dei prezzi (riduzione del 30%) è un tema molto dibattuto: va da sé che un passaggio in meno nella catena, porta vantaggi economici, ma non sempre tale semplice presupposto, trova una puntuale conferma nella realtà di tutti i giorni. Il motivo principale risiede nelle difficoltà, diverse da zona in zona, di far partire, nei modi e nei tempi giusti, il nuovo sistema.

Il Comune, almeno nella persona dell’Assessore D’Amico, sembra fare sul serio, l’idea è buona, anche solo per recuperare una struttura notevole come il mercato coperto, attrezzata (si pensi alle celle frigorifero nel piano interrato) e ben servita con la sua doppia area di parcheggi.

Speriamo che queste iniziative, sia pubbliche che private, siano i primi segnali di un risveglio da parte della collettività, sempre più sensibile a temi che riguardano un nuovo (antico) rapporto con la natura e il mondo produttivo.

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Terracina Rialzati

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Il destino della giunta guidata dal sindaco Stefano Nardi si deciderà conti alla
mano
. In tutti i sensi. Sarà infatti l’approvazione del bilancio di previsione
la cartina di tornasole che consentirà di collaudare se la maggioranza che
sostiene l’amministrazione comunale è ancora degna di chiamarsi tale. La tappa
obbligata, in un periodo in cui le sedute consiliari latitano più che mai
dall’agenda politica, servirà a fare il punto non solo sulle entrate e le uscite
finanziarie, ma anche su quelle politiche dai banchi consiliari del
centrodestra, dove negli ultimi tempi si sta registrando un preoccupante
passivo. Sarà, insomma, una vera e propria resa dei conti. Ad invocarla, come
unica prova in grado di misurare la forza di Nardi, l’esponente del partito
dell’Udc Pierpaolo Marcuzzi, che si dice d’accordo nella sostanza ma non nel
metodo con la posizione del neo consigliere regionale del Pdl Gianfranco
Sciscione, che nei giorni ha dichiarato guerra alla giunta Nardi. Il centrista
non vede di buon occhio la strada del commissario prefettizio ipotizzata da
Sciscione. «Ritengo che come prima cosa oggi non siamo noi che dobbiamo chiedere
le dimissioni di Nardi – dice Marcuzzi – perché ci sono delle scadenze a breve
che diranno se ha ancora i numeri per andare avanti o meno. Ritengo che è
inutile parlare di franchi tiratori o varie soluzioni per mandare Nardi a casa;
l’unica cosa certa, e non dipende da noi, è l’approvazione del bilancio di
previsione. Andava approvato entro marzo, poi si ha un ulteriore mese di proroga
per convocare il Consiglio e altri 20 giorni per farlo: si può arrivare al
termine ultimo del 20 Maggio, e li si vedrà chi ancora sostiene Nardi, il resto
oggi sono solo parole». Marcuzzi respinge anche l’ipotesi del dissesto
finanziario, ritenuta «l’ultima strada percorribile per il bene della città». Di
altro avviso il presidente dell’associazione «Città Partecipata » Lucia Berti,
che al consigliere Sciscione scrive una lettera aperta in cui esprime la
convinzione che, per far ripartire la città, si debba dichiarare il dissesto
finanziario. «Deve essere chiaro, se non si vogliono prendere in giro i
cittadini, che la strada è tutta in salita, e non basteranno semplici
dichiarazioni d’intento e mere espressioni di buona volontà. Riteniamo utili le
richieste di dimissioni del Sindaco ma riduttive e miopi se non si analizzano le
cause del disastro amministrativo e non si individuano le corresponsabilità di
chi lo ha sostenuto per anni. Prima delle dimissioni del Sindaco e della sua
maggioranza, è necessario che il Consiglio comunale dichiari il dissesto
finanziario. Solo certificata l’enorme entità del debito e fatto un piano di
rientro, sarà possibile far tornare a sperare la città». Secondo «Città
Partecipata», insomma, l’economia va difesa e per farlo serve un «nuovo patto
sociale» in cui entrino anche forze non partitiche: «Ciò che importa è che il
neo eletto al Consiglio regionale, anziché ipotizzare l’apertura di uffici
collaterali al partito, mostri di sapersi muovere con una mentalità nuova e
diversa».
Diego Roma

eeee [5]

Terracina, 22enne muore in incidente dopo serata trascorsa con gli amici
Un 22enne, Davide G. è morto questa notte in un incidente con la sua auto Lancia
Y sulla Migliara 55, a Frasso, nel Comune di Terracina. L’incidente è stato
scoperto solo questa mattina alle 5,30 da un passante, che ha avvisato i vigili
del fuoco. Il giovane stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa con gli
amici e nei pressi della sua abitazione ha perso il controllo del mezzo, finendo
contro un muretto e venendo sbalzato fuori dall’abitacolo della vettura.

eeee [4]

Non è una tratta di essere umani solo per un dettaglio: gli immigrati
conoscevano le condizioni e sapevano bene che in Italia non c’era alcuna
prospettiva reale di lavoro.
Ma l’organizzazione, scoperta dalla squadra mobile
di Latina e dal commissariato di polizia di Terracina, per almeno due anni ha
intascato cifre enormi uscite dalle tasche di centinaia di indiani attirati dal
miraggio della regolarizzazione. Pagavano dai tre ai cinquemila euro, a seconda
dei casi, a seconda del prezzo stabilito di volta in volta da un loro
connazionale da anni residente nella provincia pontina. Ignari del fatto che un
falso nulla osta non sarebbe bastato a uscire dalla condizione di clandestinità,
privi com’erano della registrazione delle impronte digitali al loro ingresso in
Italia. Di tutto il resto, richieste di lavoro fittizie, documenti falsi, nulla
osta e pratiche per il soggiorno, si occupavano imprenditori agricoli,
dipendenti di agenzie di intermediazione, lavoratori interinali dello sportello
unico per l’immigrazione. C’è perfino un poliziotto della Questura di Latina,
Giuseppe Cappelletti, 49 anni, tra i sei arrestati all’alba di ieri per
favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, contraffazione di
documenti e falso. Ai domiciliari sono finiti anche la titolare dell’agenzia di
affari “Omnia” di Borgo San Michele, Ortensia Farina, e la sua collaboratrice
Letizia Ferracci, Madeep Kaur, cittadina indiana da anni residente a Latina e i
due imprenditori agricoli Massimo Cialeo e Giovanna Careddu. Iscritte nel
registro degli indagati ci sono poi altre otto persone, tra cui due lavoratori
interinali dello sportello unico per l’immigrazione dell’Ispettorato del lavoro
di via Legnano. Quasi tre anni di indagine, scattata dal numero vastissimo di
immigrati indiani nella zona di Terracina, sono serviti per ricostruire i
passaggi e il giro d’affari gestito dal gruppo. Si calcola che solo nell’arco
dell’ultimo anno siano entrati in Italia con questo sistema circa 150 indiani,
ma si tratta, come precisano il capo della squadra mobile Cristiano Tatarelli e
la dirigente del commissariato di Terracina Rita Cascella, di un dato parziale,
relativo soltanto a chi si trovava all’estero e doveva raggiungere il territorio
nazionale attraverso fittizie richieste di lavoro degli imprenditori della zona
e la garanzia di appoggi all’estero gestiti da Madeep Kaur. La restante parte
dell’esercito di immigrati era invece già arrivata in Italia, eludendo la
normativa. Qui riuscivano poi ad ottenere, dietro pagamento, un nulla osta falso
chiesto dall’agenzia di affari e redatto e rilasciato grazie alla complicità dei
dipendenti dello sportello unico per l’immigrazione e a quella di Cappelletti,
che fino a due anni fa era impiegato all’ufficio immigrazione della Questura
prima di essere trasferito all’ufficio denunce e poi sospeso dal servizio.
Alcuni degli extracomunitari potevano poi essere sfruttati nelle aziende
agricole. Lavoro stagionale nelle campagne di Terracina, Sabaudia, Pontinia e
Aprilia per una paga da 80 centesimi l’ora.
di LAURA PESINO

eeee [3]

DA alcuni giorni molti cittadini si stanno recando presso lo sportello di
Equitalia Gerit in via Bengasi per richiedere il rimborso delle cartelle Tarsu
relative all’anno 2009, ma è ancora presto.
Una volta dentro gli uffici di
Equitalia, infatti, i cittadini in fila ricevono dai dipendenti dell’ente di
riscossione sempre la stessa risposta: i rimborsi non ci sono. Infatti è vero
che il Tar ha condannato nei giorni scorsi il Comune di Terracina in merito agli
aumenti della bolletta sui rifiuti, ma la sentenza non stabilisce
automaticamente i rimborsi per gli utenti. Come accaduto per i rimborsi relativi
alle bollette del 2008, dopo la sentenza del Tar adesso è il Comune che deve
regolamentare i modi e i tempi del rimborso agli utenti. L’ente ha anche la
possibilità di presentare un ricorso contro la sentenza del Tar. Poi potrà
stabilire come rimborsare i contribuenti. Per fare ciò, come successo per le
cartelle Tarsu del 2008, dovrà dare precise indicazioni a Equitalia per le
modalità dei rimborsi. Per questo tutte le persone che dopo aver saputo della
sentenza del Tar contro gli aumenti in bolletta stabiliti dal Comune, si stanno
recando presso gli sportelli Equitalia, non potranno ottenere in cambio alcun
rimborso. Ma si dovrà attendere la decisione del Comune che con una delibera
possa regolamentare le procedure per il rimborso.
F. A .

Terracina/L’indagine in ospedale sui cartellini
Bocche cucite e indagine interne mirata all’ospedale di Terracina. Si fanno
riscontri incrociati tra le rilevazioni dei due badge incriminati con l’orario
esatto per associarli a nomi e cognomi. Due i casi rilevati. Le immagini,
trasmesse da Striscia la Notizia, fanno parte di una indagine giornalistica
sull’assenteismo in special modo negli ospedali italiani. Associazioni di
volontariato a congresso E’ in programma oggi a Latina, con inizio alle 17,30
presso l’Hotel Europa, il congresso della Federazione provinciale del Modavi
onlus di Latina, Movimento delle associazioni di volontariato. All’ordine del
giorno la nomina del nuovo presidente della Federazione provinciale di Latina,
Germana Silvi, che prenderà il posto del presidente uscente, Luca Colonna.
Formia/Convegno sull’integrazione dei cittadini stranieri Lo sportello d’ascolto
distrettuale “Incontro” organizza oggi alle 15,30 a Formia, presso l’Archivio
storico di via Lavanga, un convegno sul tema “Un incontro possibile. Percorsi di
integrazione dei cittadini stranieri nel distretto socio-sanitario Formia-
Gaeta”. Relatori Anacleto Forte, Angela Figliozzi, Katia Boboc, Abado Felix
Houngbedji e Adrian Mosteanu.

eeee [1]

Neanche un euro per liberare la foce del Sisto. Ieri una delegazione degli
operatori nautici si è presentata in Regione per avere certezze sui lavori di
dragaggio della barra sabbiosa che non consente la navigazione alle imbarcazioni
in entrata e uscita. A rischio c’è la stagione turistica in arrivo per una
ventina di operatori, con la perdita di 1.500 posti barca. Dalla Regione non
arriveranno soldi e dovranno provvedere in proprio ai lavori di dragaggio per
rendere navigabile il canale. Una storia che si è già ripetuta lo scorso anno,
nello stesso periodo. Solo che in quell’occasione la Regione appaltò i lavori
con somma urgenza e la stagione venne salvata. Ora siamo di nuovo nella stessa
situazione. La sabbia arriva da nord tra correnti e mareggiate e si concentra
all’imbocco della foce. È un problema che riguarda tutta la costa a sud della
provincia. Ma a risentirne di più sono gli operatori del Sisto. Come si
risolverà? Per ora gli operatori ci stanno pensando, ma una cosa è certa: non
hanno intenzione di tirare fuori un solo euro per i lavori di dragaggio.
F.Coc.

eeee [12]

Operaio condannato per violenza sessuale. Gli avvocati annunciano ricorso.
Una sentenza che potrebbe far parlare quella emessa ieri dal tribunale di Latina
in merito alla storia di Pietro P., l’uomo di Terracina arrestato dalla polizia
nell’estate del 2009 con l’accusa di aver abusato di un ragazzino di 13 anni. Il
gup Laura Matilde Campoli ha condannato l’uomo alla pena di 4 anni, alleggerendo
di 6 mesi la richiesta del pm del Marco Giancristofaro. Per l’assoluzione si
erano battuti gli avvocati Italo Sciscione e Alessandro Diddi che già annunciano
che proporranno appello avverso la sentenza dopo aver letto attentamente le
motivazioni che saranno depositate dal giudice. Una sentenza che potrebbe far
parlare, si diceva. Innanzitutto perché Pietro P,, riconosciuto colpevole del
reato per il quale era finito in manette, è stato, comunque, scarcerato dal
giudice. Già ieri sera era tornato a casa. Ma soprattutto per un elemento che,
come affermato dal legale Sciscione, sarà il loro cavallo di battaglia
nell’appello. Come dichiarato dal consulente dell’accusa, sulla maglietta del
ragazzino era stato trovato liquido seminale misto, riconducibile allo stesso
13enne e a un altro dna che non è risultato appartenere al condannato. Il
processo in primo grado si chiude, dunque, con una sorta di giallo. L’arresto di
Pietro P. aveva suscitato scalpore a Terracina tra quanti lo conoscono. A
denunciare l’accaduto era stata la madre della vittima. La violenza si era
consumata in una casa in costruzione a Borgo Hermada dove un pomeriggio
l’operaio aveva portato il ragazzino di Napoli, incontrato nel campeggio dove
l’uomo lavorava come manovale. A raccontare la terribile storia era stato lo
stesso minore alla mamma che lo aveva visto rientrare scioccato. Immediato era
stato l’allarme al 113 con l’intervento del personale della volante e della
squadra giudiziaria che erano arrivati all’uomo in poco tempo. Dai particolari
raccontati dal ragazzino era subito emersa una brutta storia. Il minore stava
trascorrendo un periodo di vacanza in un campeggio di Terracina quando Pietro P.
avrebbe attirato la sua attenzione con una scusa, convincendolo a seguirlo in
macchina. L’aveva, quindi, portato nella casa di Borgo Hermada dove si era
consumata la violenza. Secondo il racconto del 13enne, l’uomo lo avrebbe
palpeggiato e masturbato. Poi tutto era finito. L’operaio aveva riaccompagnato
il giovane al campeggio forse contando sul suo silenzio, ma il ragazzino si era
sfogato con la mamma. Subito dopo l’arresto la squadra giudiziaria e scientifica
di via Petrarca avevano eseguito una serie di accertamenti tecnici nel luogo
della violenza, effettuando anche dei prelievi di materiale organico. Proprio
quel materiale che adesso sarà il protagonista del ricorso dei difensori.
Pubblicato da Rita Recchia

eeee [13]

Vacanze di Pasqua, Terracina promossa con riserva. Il lungo ponte rappresenta
una sorta di prova generale prima della bella stagione e una cartina di
tornasole del lavoro fatto nell’estate precedente per il settore turistico. Un
test importante per Terracina e la sua amministrazione comunale, oltre che per
tutti i soggetti che offrono servizi per i turisti. È già tempo di tracciare un
primo bilancio, provvisorio, come assicurano gli albergatori, data la cadenza
«bassa» della Pasqua e il maltempo che ha lasciato a casa molte persone. Il
quadro che ne è venuto fuori, anche se eterogeneo a seconda dei diversi
operatori, presenta in alcuni casi picchi allarmanti, senza contare che gli
albergatori denunciano da parte dei turisti sempre le stesse lamentele.
Trasporto pubblico fermo, decoro urbano nel più totale abbandono, eventi
inesistenti, monumenti lasciati a loro stessi o aperti per poche ore al giorno,
pro loco chiusa. Insomma difficoltà a reperire un taxi, anzi il taxi, visto che
ce ne sono un paio che circolano per la città, e per organizzare le visite
attraverso le bellezze architettoniche e monumentali del centro storico,
reperire informazioni o bus. Un’altalena quella descritta dai maggiori
albergatori terracinesi sulla «prova del nove» di Pasqua. L’hotel Torino per
esempio ha avuto un ottimo riscontro: quasi al completo nella notte di sabato,
tutto esaurito domenica e lunedì, registrando meno lamentele per la pulizia e il
decoro della città. Un miglioramento che dall’hotel spiegano come naturale
conseguenza della prossimità della Pasqua con la campagna elettorale e quindi di
una maggiore sensibilità politica per l’immagine della città. Di altro parere
l’Hotel Palace: «il decoro urbano è sotto gli occhi di tutti, basta aprire la
finestra e vedere la spazzatura che circonda il Monumento ai Caduti in mare».
Nell’hotel all’entrata di Terracina un movimento ridotto, con numerose
prenotazioni disdette all’ultimo minuto e alcune partenze anticipate. Certo il
tempo non ha aiutato. Ma a preoccupare gli albergatori non sono soltanto le
previsioni meteorologiche e la crisi, è anche la mancanza di attrattive, la
pulizia della città e i servizi che offre. Leggermente migliore il bilancio del
River: «non c’è stato il boom di presenze, però un po’ di movimento lo abbiamo
registrato, anche se a calare rispetto all’anno scorso». Una situazione alla
quale il River cerca di provvedere da solo, facendo riferimento alle sue
possibilità: navetta di collegamento privata, mappe della città stampate per
proprio conto, musica e serate in hotel, anche se la speranza è che «ci sia
un’inversione di tendenza e la politica si sensibilizzi ai problemi del
turismo». Ma è magro il resoconto anche dell’hotel Mediterraneo, con poco
movimento, in linea con il periodo, ma comunque in calo rispetto allo scorso
anno. Una ventina di camere, invece, sono state prenotate all’Approdo. Il
bilancio più negativo lo ha registrato l’hotel Albatros, con sole 5 camere
occupate. Un risultato su cui «non c’è da meravigliarsi, e di cui non è causa né
il maltempo né la crisi, ma al fatto che la città non offre nulla. I miei
clienti – ha detto il titolare – dentro stanno bene, è quando girano per la città che
hanno problemi».

eeee [23]

Presunto assenteismo al ‘Fiorini’.Controlli incrociati.
Assenteismo tra i corridoi dell’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ di Terracina.
Cartellini timbrati da colleghi gentili disposti a coprire gli amici in ritardo.
Prosegue nel massimo riserbo l’indagine interna condotta dalla direzione
generale della Asl di Latina e dalla direzione del presidio centro. Dopo il caso
fatto scoppiare dalle telecamere nascoste di ‘Striscia la Notizia’, dai vertici
sanitari dell’ospedale continua a non arrivare alcun commento ufficiale sulla
vicenda che, se effettivamente accertata, sarebbe particolarmente incresciosa.
Ma lungo i corridoi dell’ospedale si avvertono gli umori del personale. Chi
minimizza, dicendo che certamente tutto svanirà come una bolla di sapone dopo
che sarà accertato l’episodicità dei casi mandati in onda su Canale 5. Chi,
invece, ammette la gravità di quanto accaduto, facendo quasi intendere che si
tratterebbe di una sorta di ‘andazzo’. A ogni modo non dovrebbe essere troppo
difficile identificare quella donna e quell’uomo pizzicati dall’inviato speciale
Valerio Staffelli. Ovviamente questo è il primo obiettivo a cui punta di
arrivare l’indagine interna in corso. Attualmente l’inchiesta starebbe
effettuando una serie di controlli incrociati tra la data e gli orari filmati
dal programma televisivo con i nominativi identificativi del badge timbrato in
quel preciso momento. L’occhio nascosto del tg satirico aveva ripreso una
dipendente che ha timbrato il suo cartellino alle 7e37, per poi ritornare, con
il camice addosso, alle 7e49 e ripetere la medesima operazione. Stessa cosa con
un uomo che timbra una prima volta alle 7e58 e poi alle 8e02. Negli altri casi
filmati in giro per l’Italia sempre da ‘Striscia la Notizia’ i dipendenti
timbrano qualcosa come 4, 5 cartellini ognuno, e non manca il caso di chi,
subito dopo aver passato il proprio badge, lascia il posto di lavoro. ”E io
pago”, diceva Totò nel film ’47 morto che parla’. Ma perlomeno quello era un
film. Questa, invece, è la squallida realtà di tutti i giorni.
Pubblicato da Rita Recchia

eeee [22]

Studenti africani nel segno di fratello Alfredo.
Beatriz, Camillo e Ivania sognano di diventare medici. Ma non medici qualsiasi:
salveranno vite umane in Africa. Sono gli studenti ‘adottati’ dall’ associazione
‘Alfredo Fiorini’ di Terracina, che sta contribuendo al loro percorso di studi
presso l’Università Cattolica di Medicina a Beira (seconda città del Mozambico).
L’associazione, presieduta da Giovanna Mammaro, di recente ha ricevuto le
lettere da parte dei tre ragazzi che tengono informati i loro benefattori
sull’andamento degli studi. E il progetto va avanti alla grande. Dopo aver
festeggiato nei mesi scorsi la laurea in Chirurgia di Mauro Helton, giungono dal
continente nero altre buone notizie. Beatriz è entrata al 4º anno con risultati
discreti, soprattutto con tanta passione. Camillo è al 3° anno e Ivania è al 2º,
con una media annuale di 15.35/20. Dalle lettere traspare l’immensa gratitudine
che questi ragazzi provano per gli amici di Terracina, senza i quali il loro
sogno sarebbe rimasto per sempre soltanto un sogno.
Pubblicato da Rita Recchia

eeee [21]

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Tante anime, forse troppe. E il rischio è che si moltiplichino ancora. Il Pdl a
Terracina si sdoppia come le bolle di sapone: da una ne escono due più piccole,
e via così, con il pericolo, tutt’altro che remoto, che scoppino, una dopo
l’altra. Il dopo elezioni regionali a Terracina ha portato voglia di
cambiamento. Lo ha chiesto a gran voce il neo consigliere alla Pisana Gianfranco
Sciscione, eletto con la lista Polverini che ha messo la caduta del sindaco
Nardi in cima alla lista dei suoi obiettivi. Ma anche chi ancora ha remore ad
esprimere il suo scontento in maggioranza, pare abbia le carte pronte da
giocare. Perché se c’è un comune denominatore che unisce le tante anime del Pdl
a Terracina, è quello di porre fine all’avventura di Nardi. A parole tutti, ma
proprio tutti, ora sentono di essere l’ago della bilancia decisivo per la
sopravvivenza o la disfatta del primo cittadino. Forti anche della bagarre che
ha colpito il capoluogo, con il senatore Claudio Fazzone che vuole la testa del
sindaco Zaccheo, le tante anime pidielline vorticano sul da farsi. Eppure, a ben
vedere sarà tutt’altro che semplice che la giunta cada per il capriccio di
qualche consigliere, ad un anno dalle elezioni comunali. Per quanto l’entusiasmo
del tycoon della tv locale possa essere contagioso e l’aggressività del senatore
Claudio Fazzone di stimolo ai suoi seguaci locali, l’attuale maggioranza di
centrodestra non è mai stata famosa per i colpi di mano nei confronti del
sindaco. Lo sanno bene anche i sostenitori di Giovanni Di Giorgi, altra frangia
extra consiliare di centrodestra costituita per lo più da ex assessori ed ex
consiglieri, che pure vorrebbero riscattarsi dalla cacciata dal Palazzo. Per il
momento, insomma, l’unione non fa la forza. Tutto resta in mano a quel limbo di
consiglieri che un giorno si dicono stufi, l’altro un po’ meno: il combattuto
Luciano Masella, sostenitore di Galetto alle regionali ma a quanto si vocifera
in rotta con il sindaco; Roberto Pietricola, fazzoniano alquanto incerto sul
presentare o meno le sue dimissioni; l’ineffabile Biagio Frattarelli. Di nomi,
in realtà, se ne sono fatti tantissimi: tutti in un modo o nell’altro vorrebbero
mettere alla corda il sindaco Nardi in uno dei periodi più schizofrenici del Pdl
locale, che dice di avere una sola anima ma in realtà ne ha troppe. Tutte
convinte di essere l’alternativa alla giunta Nardi. Il risultato, al momento, è
assai deludente. Mentre la politica progetta l’assalto alla diligenza, infatti,
dei problemi della città non si parla più nemmeno
per sbaglio.
Diego Roma

21 [17]

Marcuzzi (Udc): se Nardi non ha i numeri il 20 maggio se ne va a casa
Ho Letto con attenzione le dichiarazioni dell’On. Scicione sulla sua volontà di
mandare al più presto Nardi e la sua Giunta a casa, e personalmente condivido la
sostanza ma non il metodo. L’On Scicione ha parlato della necessità delle
dimissioni di Nardi e di un commissario che traghetti la città fino alle
elezioni che si terranno nella primavera del 2011 trovando in accordo sulla
necessità di una svolta l’associazione Città Partecipata, che anche lei
giustamente dice che il solo chiedere le dimissioni di Nardi non porta da
nessuna parte, ma che bisogna fare atti concreti e la dichiarazione del dissesto
con la verifica di tutte le responsabilità personali di questo stato di cose. Io
personalmente analizzando i due interventi dell’On e di Città Partecipata,
condividendoli sulla necessità che la città ha di togliersi di dosso questa
Amministrazione e di verificare lo stato debitorio, ritengo che come prima cosa
oggi non siamo noi che dobbiamo chiedere le dimissioni di Nardi, perché ci sono
delle scadenze a breve che diranno se ha ancora i numeri per andare avanti o
meno, mentre per quanto riguarda il dissesto ritengo che deve essere l’ultima
strada percorribile per il bene della città. Ho parlato tempo fa con il Sindaco
di Pontinia Tombolillo che mi descriveva le difficoltà che viveva una
cittadinanza sotto dissesto, e mi diceva in base alla sua esperienza
amministrativa che il dissesto deve essere l’ultima strada percorribile e che un
buon amministratore o aspirante amministratore deve fare il possibile per
evitarlo.Terracina è una città che ha entrate per circa 40.000.000 ? l’anno e
tanti capitali e attività produttive, quindi dopo una attenta e totale verifica
dello stato debitorio si può vedere se c’è la possibilità di attuare un piano di
rientro nel tempo, e tutto questo lo può fare solo un Commissario Prefettizio
con diversi mesi a disposizione, e se Nardi cade a breve, ci sarà quasi un anno
per salvare il salvabile, il dissesto deve essere l’ultima soluzione. Oggi
ritengo che è inutile parlare di franchi tiratori o varie soluzioni per mandare
Nardi a casa, sono solo parole, l’unica cosa certa e non dipende da noi, è
l’approvazione del bilancio di previsione. Per legge il bilancio andava
approvato entro marzo, poi si ha un ulteriore mese di proroga per convocare il
Consiglio e altri 20 giorni per farlo, sfruttando tutti i tempi concessi da
questo iter, si può arrivare al termine ultimo del 20 Maggio, e li si vedrà chi
ancora sostiene Nardi o chi meno, il resto oggi sono solo parole. Terracina ha
bisogno di gente che inizi a programmare il futuro tagliando tutti i ponti con
il passato e con chi ha Amministrato negli ultimi anni questa città in maniera
devastante. Un Sindaco è il responsabile dell’amministrazione comunale,
rappresenta la comunità e promuove, da parte degli organi collegiali e delle
strutture operative e gestionali, le iniziative e gli interventi più idonei per
il progresso e il benessere dei cittadini. Di tutto questo Nardi ha fatto il
contrario di tutto e tutti, sostenuto da un’amministrazione che negli ultimi
anni ha messo in ginocchio la città, debiti su debiti, viabilità fatiscente,
siti archeologici abbandonati, impianti sportivi degradati, verde pubblico da
pascoli pugliesi, servizi sociali al palo e tante altre inefficienze, è questi i
veri motivi perché devono andare a casa. Oggi chi non ha rispettato il programma
di mandato per cui è stato democraticamente eletto e chi si è sostituito agli
eletti dal popolo solo per ambizioni personali e non per il bene della città non
può far parte di un programma di rilancio della stessa.
Pierpaolo Marcuzzi

21 [18]

Squadre di reperibili…irreperibili a Terracina.
All’improvviso si apre un cratere nel bel mezzo della strada di sabato? I
lampioni di un intero quartiere vanno in tilt di domenica? Succede qualche
storia simile in un giorno normale, ma dopo le ore 14? A Terracina è inutile
chiamare la squadra comunale dei reperibili: dall’inizio dell’anno
sono…irreperibili. Manca la certezza della copertura economica, e allora ecco
qua che è diventato impossibile anche soltanto formare le squadre. Fino a
dicembre scorso erano attive 6 squadre, ognuna formata da un geometra o
ingegnere del Comune, da due operai e da un agente della polizia municipale
(questi ultimi a partire dalle ore 20 come reperibili). A loro ci si rivolgeva
il sabato e la domenica e tutti gli altri giorni, tranne quelli dedicati al
rientro, dopo le ore 14. A formare le squadre reperibili erano solitamente 3
geometri, 1 ingegnere e 10 operai, ovviamente seguendo dei turni. Ma dall’inizio
dell’anno nuovo le cose non vanno più così. Evidentemente più di qualcuno deve
essersi stancato di offrirsi come reperibile senza la certezza di ritrovarselo,
poi, nella busta paga a fine mese. Tanto meglio stare il fine-settimana a casa,
oppure essere sicuri che una volta usciti dall’ufficio non debbano più
ritornarvi fino alla mattina dopo. Del resto senza soldi non si canta messa, e,
Terracina insegna, non si organizzano nemmeno le squadre dei reperibili. E se
succede qualcosa? Pazienza, l’intervento slitta alla mattina dopo. In orario di
servizio, insomma. Tante volte gli agenti del comando di via Sarti dicono di
aver rigirato segnalazioni agli uffici comunali competenti ricevendo come
risposta un no perché non c’è nessuno reperibile disponibile. E spesso non si
tratta degli operai. Della serie teniamoci le buche e le lampadine fulminate.
Domani è un altro giorno.
Pubblicato da Rita Recchia

21 [1]

All’ospedale di Terracina scoppia il caso dei doppi e tripli timbri dei
cartellini grazie a una telecamera nascosta da “Striscia la Notizia”.
Il
servizio sull’assenteismo nella pubblica amministrazione, curato da Valerio
Staffelli, è andato in onda l’altra sera. Un giro per gli ospedali italiani per
vedere chi e come timbra anche per il collega della porta accanto. Pochi secondi
che hanno fatto il giro delle televisioni di mezza Italia per confermare che al
Fiorini, e non solo, probabilmente ci sono dipendenti che timbrano i cartellini
in entrata anche per altri colleghi ovviamente assenti. Pochi secondi che
registrano una dipendente che passa il badge al lettore ottico alle 7,37 e che
poi ritorna con la divisa di servizio per passarlo nuovamente, si presume uno
non suo, alle 7,49. E ancora, questa volta un uomo, che passa il badge prima
alle 7,58 e poi alle 8,02. Anche in questo caso si tratterebbe di due badge
diversi. Tutto questo per coprire qualche collega che invece di stare a lavoro
sta facendo ben altro. Coperture insomma. Il filmato registra solo due
situazioni e magari saranno isolate. Due mele marce non fanno un sistema, sempre
che siano le sole. Sarà, ma intanto ieri la direzione sanitaria del Fiorini ha
aperto un’indagine interna per capire quanto questo fenomeno sia esteso e se
esistono connivenze interne alla struttura. Lo stesso ha fatto la direzione
sanitaria provinciale. C’è chi ha sempre saputo ma non ha mai sollevato il
problema? C’è chi invece con questo sistema ci marcia da tempo? L’ipotesi meno
probabile è che i due badge in più, passati sotto il lettore ottico, siano
frutto di un singolare eccesso di zelo da parte dei due dipendenti. Giusto per
essere sicuri che il sistema di gestione delle presenze non commettesse errori.
In ospedale bocche cucite e un po’ di tensione in attesa che l’indagine interna
faccia il suo corso. Nessuno dei vertici del presidio si aspettava un simile
problema e una pubblicità così negativa. Una struttura, quella del Fiorini, che
negli ultimi anni aveva messo a segno punti importanti con l’intervento del polo
universitario che ha di fatto aumentato qualità e tipologia di servizi,
soprattutto nella chirurgia. Si stava poi trovando anche la soluzione al
problema sicurezza dopo i furti registrati all’interno dei reparti soprattutto
di notte quando lo stabile non è controllato da una sorveglianza dedicata. Ora
però bisogna fare chiarezza sull’accaduto, e anche in tempi rapidi.
di FABIO COCCIA

eeee [24]

Alle prime ore dell’alba agenti della Squadra Mobile di Latina e del
commissariato di polizia di Terracina, hanno sgominato una organizzazione
criminale dedita al favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione
clandestina.
Sono state arrestate 6 persone, tra cui imprenditori del settore
agricolo e personaggi operanti nell’intermediazione della mano d’opera
straniera. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione ha consentito
l’ingresso illegale in Italia di centinaia di cittadini stranieri nell’ultimo
anno, dietro pagamento di rilevanti somme di denaro. Alcuni degli stranieri
entrati illegalmente sul territorio nazionale venivano poi sfruttati in aziende
agricole appartenenti a soggetti compiacenti. Agli arresti domiciliari sono
finiti: Massimo Cileo, Giovanna Careddu, Ortensia Farina, Giuseppe Cappelletti,
Mandeep Kaur, Letizia Ferracci. In particolare, si legge in una nota della
Questura di Latina, “le indagini hanno consentito di accertare che gli
arrestati, eludendo la normativa circa la regolarizzazione di cittadini
stranieri extracomunitari da impiegare quale manodopera nell’agricoltura,
riuscivano a far ottenere il nulla osta per l’ingresso a numerosi stranieri
previo pagamento di somme di denaro molto elevate”.

eeee [11]

Lo spirito di Giuliana vola dritto in Africa.
Un po’ del cuore di Giuliana finirà in Africa per sostenere le popolazione
svantaggiate del continente nero. Così hanno deciso i famigliari della donna di
Terracina deceduta dopo un incidente accaduto mentre era in sella alla sua
mountainbike. Le offerte raccolte ieri durante il funerale saranno devolute
all’Amref, a cui Giuliana Marchegiano era iscritta, la onlus internazionale che
lavora per migliorare la salute delle popolazioni africane più svantaggiate con
progetti di assistenza sanitaria gratuita e di qualità. ”Le sue opere d’amore
resteranno vive, e saranno un monito per tutti noi” ha detto don Pasquale Bua
durante l’omelia, di fronte alle tantissime persone che hanno affollato la
chiesa del Santissimo Salvatore. Tutti stretti attorno al marito e alle figlie,
seduti al primo banco e chiusi in un dolore discreto e composto. ”Tutti mi
hanno detto che Giuliana era innamorata della vita, ma soprattutto era
innamorata della sua famiglia e dei suoi nipoti”. ”Viveva la passione sportiva
come un’occasione per fare del bene, e anche per Giuliana, dopo il sabato del
silenzio, arriverà la domenica della risurrezione” ha aggiunto il sacerdote.
Sulla bara qualcuno ha sistemato la maglia di Giuliana dell’ ‘ASD Fans bike
Fondi’. Anche i membri del team hanno voluto indossarla. Intanto prosegue
l’inchiesta della Procura di Velletri per chiarire se ci sono state
responsabilità nella tragedia. Sembra certo che quelle rampe incontrate sul
percorso sterrato del basolato di via Sacra, sui Colli Albani, non fossero
indicate. Servirebbero sempre per gare di mountainbike, ma per una disciplina
diversa da quella praticata da Giuliana. Addirittura giorni prima un altro biker
era caduto, fortunatamente senza conseguenze irreparabili.
Pubblicato da Rita Recchia

eeee [10]

Il dopo voto del consigliere regionale Sciscione
Un point a Terracina per raccogliere indicazioni e suggerimenti dalla base
Il successo della Lista Polverini, nel più generale contesto della larga
affermazione del centro destra, rappresenta un segnale rilevante dell’esigenza
d’innovazione e cambiamento che emerge dalla Città. Un doveroso ringraziamento
va manifestato ai tanti terracinesi che hanno creduto in questa candidatura,
permettendo di realizzare un’affermazione di grosso rilievo: 3.247 voti alla
Lista Polverini, con un dato (16%) tra i più alti del Lazio e con 2.162 voti di
preferenza per Gianfranco Sciscione. Ma, allo stesso tempo, il neo Consigliere
ha affermato di voler essere il rappresentante di tutti, sia a livello cittadino
che territoriale. L’elezione a consigliere regionale di Gianfranco Sciscione
costituisce un risultato eccezionale. Dopo molti anni Terracina ha espresso un
rappresentante istituzionale in Regione che ha raccolto ampi consensi sulla base
di un’azione mirata al superamento di questa amministrazione e soprattutto al
rilancio dello sviluppo socio economico del territorio. L’incentivazione del
turismo (soprattutto culturale), della sanità (legata anche al ritorno di un
punto nascita di primo livello), del sostegno alle attività produttive,
costituiscono i punti portanti dell’azione politica ed amministrativa del
consigliere regionale Sciscione. Un impegno che continua a sostenere la
necessità della caduta di un’amministrazione comunale che ha portato la Città ad
un degrado mai visto prima; ma anche a realizzare un progetto propositivo che
possa conferire una svolta nella gestione municipale, per il prossimo anno. Il
dato che emerge con chiarezza dalle urne terracinesi è il 70% dei consensi circa
raccolto dal centro destra, che comprende il risibile risultato conseguito dal
candidato sostenuto dall’intera maggioranza consiliare – amministrativa e che
rappresenta il più forte segnale per far cadere il sindaco e far arrivare un
commissario prefettizio che possa preparare le prossime elezioni comunali.
Numerosi sono gli incontri e le iniziative che il neo consigliere, con i suoi
più stretti collaboratori, ha avuto in questi giorni. Un incontro presso
l’istituto ‘G. Antonelli’, per gli auguri Pasquali ma soprattutto per acquisire
e meglio conoscere le problematiche relative allo stesso istituto, che possono
sostanzialmente ricondursi ad un credito verso il Comune di circa 450.000 euro,
per rette ai bambini che da anni non vengono versate dall’amministrazione. Una
situazione inaccettabile, simile a tanti altri casi nel campo dei servizi
sociali, un settore che deve costituire un pilastro fondamentale della politica
comunale. Altro momento significativo, che evidenzia gli aspetti umani e
popolari che muovono l’azione politica di Gianfranco Scissione è la visita, dopo
40 anni, in Via Tintoretto, all’anziana donna che lo ha battezzato. Così come la
visita nel Centro Storico Alto, al forno di ‘Agnesina’, figura storica ed
emblematica della Città. Di particolare importanza l’incontro, presso la
Cooperativa pescatori ‘La Sirena’, per affrontare le problematiche inerenti le
condizioni di lavoro dei pescatori, ad iniziare dall’impellente problema della
barra sabbiosa. A tal proposito, mentre, nella sede della Cooperativa, era in
corso l’incontro, approfittando del passaggio del neo Governatore del Lazio, che
si recava a Ponza, il consigliere. Sciscione ha immediatamente accompagnato a
colloquio, sulla banchina, presidente e vice presidente della stessa
cooperativa, con Renata Polverini ed il coordinatore Regionale della Lista.. La
Governatrice che ha manifestato, di fronte a molti pescatori, interesse per la
questione ponendola le priorità da affrontare subito dopo l’insediamento
formale. Altro incontro con tifosi ed appassionati del Terracina Calcio. Essi,
hanno rilevato questioni inerenti l’impiantistica sportiva e la situazione della
società calcistica. Il consigliere Sciscione ha manifestato l’impegno ad
affrontare la questione dell’impianto ‘Colavolpe’, ma anche delle altre
strutture sportive, per rilanciare l’attività agonistica ed amatoriale nella
Città. In sostanza si evidenzia un’attività che non si è interrotta con la fine
della campagna elettorale, ma continua e s’intensifica per affrontare tutte le
questioni che riguardano il nostro Comune e la nostra realtà comprensoriale.
Numerosi sono infatti gli incontri programmati nei prossimi giorni con tutte le
realtà socio-economiche del territorio. È in fase di allestimento un ufficio
politico sito a Terracina, in via Giansanti, dove ognuno potrà rivolgersi per
informazioni ed interazioni con il consigliere regionale. È in via di
organizzazione anche la specifica attività di Patronato, che vedrà nella U.G.L.
un supporto fondamentale. Infine il 25 aprile, in Piazza Garibaldi, si terrà una
grande festa per ringraziare gli elettori con uno spettacolo musicale e con la
presenza del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

eeee [9]

Ancora un Suap che fa discutere lungo la provinciale per San Felice Circeo. Si
tratta del progetto edilizio presentato dalla «Gesim 79 arl» nel 2003, approvato
oltre due anni fa in Consiglio comunale e che prevede la realizzazione di
residenze turisticoalberghiere vicino al residence «Punta del Mare». Un Suap che
secondo i consiglieri del Partito democratico deve essere revocato. A questo
proposito chiedono la convocazione del Consiglio comunale per revocare la
delibera. Secondo i democratici è indicativo il fatto che quel Suap non ha mai
ricevuto un parere dalla Regione, ma soprattutto è in discussione l’utilità
produttiva del progetto. Il Pd parla di «difficoltà», a due anni e mezzo
dall’approvazione, «ad acquisire i pareri dalla Regione» ma «in modo particolare
per la previsione di 24 alloggi, non considerati attività produttive». Il
progetto in variante al Prg prevede un fabbricato di due piani fuori terra ed un
piano seminterrato destinato a 24 alloggi e in parte ad albergo con hall bar,
portico, parcheggio privato e vani tecnici al piano seminterrato. Al Comune
andrebbe la sistemazione a verde, due parcheggi pubblici e la realizzazione di
una strada. Secondo il Pd però il progetto «Blu Residence» approvato
dall’amministrazione comunale non rientrerebbe nella categoria produttiva. Come
se non bastasse i residenti del condominio della zona ha già avviato una serie
di ricorsi per opporsi alla realizzazione della strada pubblica, che di fatto
penalizzerebbe chi ha acquistato le abitazioni nel complesso immobiliare.
Inoltre sembra che per la realizzazione delle residenze turistico alberghiere ci
sarebbe bisogno di abbattere un’abitazione privata. Il Pd chiede allora al
Comune di fare marcia indietro e di convocare una seduta consiliare per
revocare la delibera.
D. R.

eeee [8]

«Suo figlio ha un problema con l’assicurazione, mille euro e si sistema tutto».
Ben vestiti, parlantina spigliata, adescano un’anziana sul lungomare Circe e la
truffano facendosi consegnare con l’inganno 600 euro. Un’altra anziana è stata
raggirata ieri pomeriggio da due uomini. 50enni, dall’aspetto affabile, i due si
sono avvicinati all’anziana che stava passeggiando sul Lungomare Circe. La
coppia di malviventi si è avvicinata e le ha detto: suo figlio ci deve 27 mila
euro. Non riusciamo a raggiungerlo e non abbiamo tempo, servono subito mille
euro e suo figlio non rischia altre grane con la compagnia assicurativa. La
donna si è fidata ma ovviamente l’anziana non aveva con sé una somma così
importante di denaro. I due truffatori dai modi gentili. però, non avevano
fretta, tanto da offrirsi di accompagnare la donna a casa situata nel centro di
Terracina. L’anziana, non avendo a disposizione nel proprio appartamento i mille
euro come richiesto, ha consegnato loro «solo» 600 euro. Ma evidente erano
abbastanza per i due malviventi che hanno «guadagnato», con il loro raggiro
deplorevole, ai danni di un’anziana indifesa. In cambio della somma ricevuta
dalla donna, i due balordi le hanno consegnato una busta, esortandola a non
aprirla e a recapitarla al figlio. Poi sono andati via di corsa, non prima dei
saluti gentili e affabili. A quel punto, però, l’anziana ha deciso di aprire la
busta e, con sorpresa e sconcerto, ha scoperto all’interno diversi biglietti del
superenalotto. Cartaccia insomma. All’anziana, avvertiti i parenti, non è
rimasto altro da fare che recarsi presso la caserma dei carabinieri per sporgere
denuncia. È l’ennesimo caso negli ultimi tempi di anziani raggirati in questo
modo. Non è escluso che si tratti di due professionisti della truffa che
individuano le proprie vittime, le pedinano e
studiano le loro abitudini. Poi colpiscono.
F. A.

eeee [7]

Il comune di Terracina avvisa:
ESPLETAMENTO GARA COMPLESSO STORICO “SAN DOMENICO”
Si avvisa che l’apertura delle buste relative alla gara denominata – LAVORI DI
RESTAURO E CONSOLIDAMENTO DEL COMPLESSO STORICO DI SAN DOMENICO – STRALCIO
COMPLETAMENTO LAVORI – verrà espletata in data 22-04-2010 alle ore 10,00 presso
la Sede Comunale di Piazza Municipio

eeee [6]

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Dipendenti assenteisti all’ospedale «Fiorini», lavoratori che timbrano il
cartellino anche per i colleghi assenti, che durante l’orario di lavoro sono
altrove.
È quanto svelato da un’inchiesta di «Striscia La Notizia»
andata in onda ieri sera su canale 5. Il giornalista Valerio Staffelli,
nell’ambito di un servizio in diverse città italiane, è sbarcato anche
nel nosocomio cittadino e ha scoperto una realtà fatta di dipendenti, tra
medici, infermieri e personale vario, fatta di «furbetti», col vizietto del
timbro facile e lo spirito di solidarietà con i loro colleghi di assenze.
Rimini, Frosinone, Isernia e Terracina gli altri Comuni coinvolti nel fenomeno.
Il cronista di «Striscia» ha girato in lungo e in largo per l’ospedale, usando
il sistema delle telecamere nascoste. I dipendenti del «Fiorini», come
d’altronde quelli degli altri nosocomi, non timbrano solo il loro cartellino, ma
anche quello di altri medici e infermieri che in quel momento non sono presenti.
Un malcostume tutt’altro che episodico e che anzi, illustra Staffelli, è
all’ordine del giorno al «Fiorini», al punto che diversi dipendenti delle
strutture ospedaliere, per paura di essere colti in fallo dalle telecamere di
«Striscia», hanno escogitato vere e proprie strategie di timbratura segnando, a
distanza di dieci o quindici minuti l’una dall’altra, anche la presenza dei
colleghi. Ora saranno i responsabili della struttura a dover accertare le
responsabilità e il funzionamento o meno dei controlli sui dipendenti. Di certo
il fatto non passerà i no ss er va to ai vertici dell’ospedale. Quasi certo
l’avvio di un’indagine interna per chiarire come sia stato possibile ai
dipendenti «furbetti» aggirare gli obblighi di servizio.
D. R.

21 [6]

Stefano Nardi deve andare a casa e presto. Questa volta il desiderio di far
finire anzitempo il mandato al primo cittadino di Terracina non arriva dal Pd ma
dal centrodestra, o meglio dal neo consigliere regionale Gianfranco Sciscione.
Forte del consenso elettorale raggiunto con la lista Polverini, quasi tutto
arrivato dalle sezioni di Terracina e soprattutto tolto all’entourage di Nardi,
il neo consigliere si è messo subito a lavoro visitando alcune realtà della
città dove è nato, vive e lavora. A partire dall’orfanotrofio Gregorio Antonelli
a cui il Comune deve 450 mila euro di arretrati. Sciscione sostiene con forza
«la necessità della caduta di un’amministrazione comunale che ha portato la
città a un degrado mai visto prima, ma anche di realizzare un progetto
propositivo che possa conferire una svolta nella gestione municipale per il
prossimo anno». L’analisi sul voto è presto fatta. «Il dato che emerge dalle
urne di Terracina – dice – è il 70% dei consensi circa raccolto dal centro-
destra, che comprende il risibile risultato conseguito dal candidato sostenuto
dall’intera maggioranza consiliare e amministrativa e che rappresenta il più
forte segnale per far cadere il sindaco e far arrivare un commissario
prefettizio che possa preparare le prossime elezioni comunali». Un carico da
novanta che si somma alle tante richieste dell’opposizione di sfiduciare il
primo cittadino. Le ore per Nardi sembrano davvero contate. La maggioranza sta
facendo il possibile per allungare i tempi di convocazione del prossimo
consiglio comunale che potrebbe risultare fatale. Dopo i recenti spostamenti dai
banchi della maggioranza e quelli misti, si sta facendo la conta. Attualmente il
sindaco può contare su 16 consiglieri contro i 14 che sono dall’altra parte ma
che devono comunque essere coordinati. Poi c’è il suo voto che porterebbe la
maggioranza a 17. Ma altri due dei 16 consiglieri che gli hanno dichiarato
fedeltà sono in bilico. Nardi potrebbe giocarsi la carta delle deleghe in giunta
che ha tenuto nelle sue mani dopo le varie dimissioni e revoche, proprio per
distribuirle in vista di questa situazione di crisi. Basteranno?
di FABIO COCCIA

21 [7]

Lettera aperta al neo consigliere regionale di Terracina
Apprendiamo favorevolmente la volontà di cambiamento esplicitata dal neo
consigliere regionale in articoli di stampa, a cui noi, peraltro auguriamo buon
lavoro.
Deve essere chiaro, però, se non ci si vuole illudere di nuovo e se non si
vogliono prendere in giro i cittadini , che la strada è, davvero tutta in
salita, e non basteranno semplici dichiarazioni d’intento e mere espressioni di
buona volontà .
Riteniamo,pertanto, utili le richieste di dimissioni del Sindaco, ma riduttive e
miopi se non si analizzano le cause del disastro amministrativo e non si
individuano le corresponsabilità di chi lo ha sostenuto per anni, o meglio, di
chi, al suo fianco, ha contribuito a produrre lo stato di degrado che è sotto
gli occhi di tutti.
La questione delle questioni è, infatti, l’enorme debito del Comune
Chi è stato in amministrazione in questi anni conosce lo stato comatoso delle
finanze comunali e dovrebbe ben sapere e consigliare che, se non si pone mano
con urgenza alle casse comunali, nulla sarà possibile nel futuro prossimo e
che, come sosteniamo da tempo, prima delle dimissioni del Sindaco e della sua
maggioranza, è necessario che il consiglio comunale dichiari il dissesto
finanziario.
Solo dopo tale atto,certificata l’enorme entità del debito e fatto un piano di
rientro, sarà possibile far tornare a sperare la città di Terracina.
Riteniamo, altresì, che per farla tornare a produrre e a sorridere c’è la
necessità di un “NUOVO PATTO SOCIALE”. Ovvero, la scesa in campo, per la
soluzione dei tanti problemi , a partire da quelli più urgenti, di una nuova
coesione sociale.
Forze espressioni della società civile, al di fuori degli schieramenti di
partito, capaci di affermare nuovi metodi e nuove idee per buon governo della
città e che, quindi, siano libere delle incrostazioni che caratterizzano in
particolare la politica locale.
Affinché ciò possa avvenire c’è bisogno di un impegno forte su direttrici
obbligate, su cui l’Associazione Città Partecipata sta lavorando da tempo.
E’ necessario soccorrere l’economia con nuove idee capaci di guardare al futuro
e di lanciare, o rilanciare, le peculiarità di questo territorio.
Va fatta chiarezza, una volta per tutte, sulle vocazioni del territorio,
riconoscendone le caratteristiche e le priorità, e intervenendo con programmi e
progetti di medio e lungo termine, a cominciare dal turismo.
E’ assolutamente prioritario fare quadrato contro l’innegabile ingresso di
capitali accumulati con attività illecite, e questa, prima ancora che una
missione delle forze dell’ordine, deve essere un obiettivo di chi amministra la
città.
E’ ora di promuovere politiche capaci di offrire risposte alla spinta della
componente più forte ma anche più delicata ed esposta della nostra società e che
è quella dei giovani.
Insomma l’elenco di quello che c’è da fare sarebbe interminabile, ma ciò che
importa, è che il neoeletto al consiglio regionale, anziché, come pare abbia già
dichiarato, ipotizzare l’apertura di uffici collaterali al partito, mostri di
essere sufficientemente accorto da sapersi muovere con una mentalità nuova e
diversa e che voglia proporsi nello scenario della politica locale, al di
fuori degli schieramenti partitici che fino ad ora, hanno prodotto solo degrado.
E’ tempo che il confronto avvenga sulle cose da fare e che non sono né di destra
né di sinistra, perché se si continua ad utilizzare l’amministrazione come arma
per racimolare voti al proprio schieramento di partito, si continuerà a
subordinare le scelte a operazioni clientelari o di parte per acquistare
comunque consensi e non si faranno gli interessi oggettivi della città..
Terracina 07/04/2010
Città Partecipata

21 [5]

Cade o non cade l’Amministrazione Nardi? Allo studio, il piano. Ma “il resto del
mondo” deve fare i conti con una maggioranza salda… mente attaccata alle
poltrona. Che barcolla, ma non molla. Asserragliata… in Comune, nel vano
tentativo di riprendere il bandolo della matassa di una macchina amministrativa
ferma. Ma il tempo è tiranno, i franchi tiratori premono. Mentre in città
impazza un nuovo gioco, il toto candidato a Sindaco. La domanda del giorno: «chi
si è candidato oggi?» Un gioco che diverte non poco i cittadini. Che a sentire i
nomi degli aspiranti candidati e a vedere “i candidati in pectore” a passeggio
tra la gente o in piazza, commentano: «invece di chiedere voti, dovrebbero
chiedere scusa». E togliere il disturbo.
Rita Alla

21 [8]

Colpo al market, arrestato un polacco RUBA l’incasso del supermarket e tenta di
fuggire.
Bloccato dal titolare del negozio, lo strattona, gli strappa i vestiti
e lo scaraventa a terra. La polizia lo intercetta e scatta l’arresto per rapina.
È successo lunedì mattina in un supermercato a Calcatore, quando intorno a
mezzogiorno un cittadino di origine polacca, sfruttando il fatto che l’esercizio
commerciale fosse pieno di clienti, si è avvicinato alla cassa. Qui è riuscito
ad aprire la cassa e a portare via i soldi all’interno. Ma il suo tentativo di
furto non è passato inosservato ai clienti e al titolare dell’alimentari, che ha
tentato di bloccare lo straniero. Ne è nata una colluttazione con il cittadino
polacco che, intascati i soldi trafugati dalla cassa, ha aggredito il titolare
del negozio colpendolo e gettandolo a terra nel tentativo di agevolarsi la fuga.
Ma sul posto in pochi istanti si recava una volante del commissariato di polizia
di Stato di Terracina. Che in una manciata di minuti riusciva a raggiungere il
ladro e a fermarlo. Per lui, tra qualche difficoltà per gli agenti, sono
scattate immediatamente le manette. Il polacco è stato quindi accompagnato
presso il carcere di Latina in attesa del rito direttissimo. La polizia nella
mattinata di ieri ha anche effettuato un blitz presso alcune abitazioni di Borgo
Hermada. Gli accertamenti per contrastare il fenomeno dell’immigrazione
clandestina hanno portato all’identificazione di una trentina di indiani.
F. A.

21 [9]

E’ un indiano con regolare permesso di soggiorno il pirata che il pomeriggio di
pasquetta ha causato il ribaltamento di un’auto con dentro un’intera famiglia.

Lo hanno inseguito e individuato gli agenti del commissariato di Terracina
diretti dal vicequestore Rita Cascella. L’incidente è avvenuto intorno alle 17
sull’Appia incrocio Migliara 56. L’indiano, che proveniva dalla Migliara, non ha
rispettato lo stop ed è finito contro la Seat Altea con a bordo padre, madre e
due bambine. Dopo l’impatto l’auto si è ribaltata finendo nel canale che
costeggia la strada, fortunatamente senza conseguenze serie per nessuno. Tutti e
quattro sono comunque stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di
Terracina per gli accertamenti. L’extracomunitario anziché fermarsi per prestare
soccorso è scappato via. All’incidente hanno assistito alcune persone che
stavano festeggiando la pasquetta che oltre a chiamare immediatamente i soccorsi
si sono resi anche indispensabili per individuare il pirata. Uno in particolare,
un giovane centauro, è salito in sella alla sua moto e lo ha inseguito fornendo
alla volante tutte le informazioni utili in tempo reale. Alla fine i poliziotti
lo hanno trovato dentro un casale abbandonato a pochi chilometri di distanza
dall’incidente. Alla vista degli agenti l’uomo anziché consegnarsi ha opposto
resistenza e non è stato facile bloccarlo e renderlo innocuo. Lo hanno poi
sottoposto all’alcoltest il cui esito è stato positivo. Verrà processato questa
mattina per direttissima.
F.Coc.

21 [10]

Ladro con la Mercedes tenta il furto in un’abitazione nei pressi del «Camping
Italia», sull’Appia.
Ieri pomeriggio intorno alle 15, Q.A., 53enne del
frusinate, ha tentato di intro dursi a ll ’ interno di un appartamento
all’ingresso sud di Terracina, quando è stato sorpreso dal proprietario
di casa, che si trovava all’inte rno della sua abitazione. L’uomo,
già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, non aveva
progettato bene i suoi piani. Infatti il 53enne probabilmente era convinto che
in casa non ci fosse nessuno. Ha quindi forzato la serratura della porta
d’ingresso e, una volta dentro, ha attirato l’ atte nzio ne del proprietario.
Che, vistosi di fronte il malvivente, non ha esitato a farglisi incontro.
Ne è nata una breve colluttazione, in cui ad avere la peggio è stato proprio il
proprietario di casa. Ma l’uomo, senza riuscire ad arraffare nulla
nell’appartamento, si è dato alla fuga. Per sua sfortuna, però, si trovava a
transitare proprio in quel momento una gazzella dei carabinieri proveniente da
Monte San Biagio. A quel punto, per il 53enne di Frosinone non c’è stata altra
scelta che darsi alla fuga in spiaggia. Una corsa a piedi che tuttavia è durata
solo qualche minuto, giusto il tempo per i militari di scendere dalla vettura e
iniziare l’inseguimento a piedi sulla sabbia. Sul posto, nel frattempo, si era
recata anche una gazzella dei carabinieri di Terracina. Il 53enne è stato quindi
raggiunto e arrestato per il reato di «rapina impropria». L’uomo si era recato
per compiere il furto con la sua auto, una Mercedes Classe E vecchio modello.
Anche il veicolo è stato posto sotto sequestro dai carabinieri. L’uomo, invece,
condotto presso la caserma di via Appia a Terracina per le formalità di rito, è
stato trasferito già nel tardo pomeriggio di ieri presso il carcere di via
Aspromonte a Latina.
F. A.

21 [11]

La Volley Terracina festeggia la conquista della Coppa Lazio. C’è tanto
entusiasmo nella società che da meno di un decennio sta cercando di affermarsi
nella pallavolo provinciale. Dal 2002 il presidente Giovanni Tuccelli e i suoi
collaboratori hanno portato a casa due campionati e si apprestano a conquistare
il torneo di serie D. Da cinque anni al suo fianco è arrivata la vicepresidente
Claudia De Felice, che ha ancora negli occhi la conquista della Coppa ottenuta a
Frosinone: «Adoro la pallavolo per l’adrenalina che ti porta – esordisce – sono
contentissima per l’ultimo obiettivo raggiunto: un’altra tappa è stata portata a
termine». Terracina ha messo in bacheca il primo importante trofeo della sua
storia battendo in finale l’Anguillara Sabazia (Roma). Per l’ultimo appuntamento
riservato alle formazioni di serie D sono giunti da Terracina circa cento
tifosi: «Sono loro che ci hanno dato la forza – continua Claudia De Felice -
hanno sostenuto a gran voce le nostre giocatrici arrivate meritamente a questa
finale dopo una striscia di vittorie sia in coppa che in campionato». Nella
palestra della struttura polivalente del capoluogo ciociaro, Giulia Esposito e
compagne hanno confezionato una delle partite più belle di questa stagione.
Concentrate e determinate come sempre le ragazze allenate da Stefania Rizzi non
hanno mai messo in discussione l’esito finale della partita (3-0) giocando una
pallavolo pratica, fatta di attacco ma soprattutto di grande difesa. Per
l’Anguillara non c’è stato nulla da fare fin dalle prime battute di gioco.
Bertiè e Alicandri hanno attaccato in banda con percentuali impressionanti, la
Marchesini in difesa ha recuperato una quantità industriale di palloni, mentre
La Rocca dal centro è stata la dominatrice assoluta. «Tutta la squadra ha
giocato da squadra anche nei momenti difficili come nella metà del secondo set
quando la palleggiatrice titolare Battisti ha dovuto lasciare il campo», ha
puntualizzato la vicepresidente. Le anguillaresi nulla hanno potuto alla grande
determinazione e volontà del sestetto terracinese trascinato da un pubblico di
serie superiore. Una vittoria voluta e meritata dedicata all’allenatrice Rizzi.
Una stagione da incorniciare per la società gialloblu che dopo aver alzato
l’ambito trofeo si appresta nelle prossime settimane a brindare ad un altro
traguardo storico come la serie C. «Il nostro obiettivo principale rimane quello
di dare un’alternativa positiva a tutte le ragazze che vogliono fare sport»,
conclude Claudia De Felice.
di DANIELE SPERLONGA

21 [13]

Continua il percorso di studi in Medicina dei giovani universitari del
Mozambico, che diventeranno medici grazie ai fondi raccolti dall’associazione
«Fiorini» di Terracina.
L’associazione, presieduta da Giovanna Mammaro, ha
ricevuto nei giorni scorsi le lettere dei tre studenti – Beatriz, Camillo e
Ivania – che frequentano l’Università Cattolica di Medicina a Beira (seconda
città del Mozambico). L’associazione, nata dopo la scomparsa del medico
missionario durante una sparatoria nel paese africano, ha deciso da tempo di
seguire uno dei moniti di Alfredo Fiorini: far rinascere l’Africa con gli
africani. È per questo che si è deciso di far studiare nel loro paese, tramite
Borse di studio, i giovani del posto che senza i fondi inviati dall’Italia non
avrebbero potuto frequentare l’Università. Il progetto che vede Terracina
protagonista della solidarietà, dopo aver festeggiato nei mesi scorsi per la
laurea in Chirurgia di Mauro Helton, riceve ancora buone notizie. Beatriz è
entrata al 4º anno e ha raggiunto risultati discreti continuando con passione il
suo percorso formativo. Camillo è al 3°. Ivania è al 2º anno, ha superato bene
l’ultimo esame due settimane fa e ha una media annuale di 15.35/20. Anche loro,
presto, diventeranno medici come Alfredo Fiorini. Salveranno vite in Africa
anche grazie all’impegno dell’associazione che, raccogliendo
fondi e solidarietà, consente loro di studiare.
F. A.

21 [16]

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Filiera corta per il settore agro alimentare: il Comune pensa a un mercato di
frutta e verdura a chilometro zero.
Il farmer market potrebbe diventare presto
una realtà a Terracina. L’ente ha individuato l’area in cui potrebbe sorgere il
mercato diretto dei prodotti agricoli: la struttura comunale del mercato Arene
alle spalle della chiesa di San Domenico Savio, che verrebbe concessa ai
produttori agricoli tramite una convenzione d’affitto. E adesso vengono chiamati
a raccolta le numerose cooperative degli imprenditori agricoli di
Terracina e dintorni. L’obiettivo è quello di realizzare la tanto attesa filiera
corta del settore agroalimentare, che il governo nazionale ha proposto ai Comuni
di incentivare. Il guadagno è doppio: da una parte si risolleva da una crisi che
si trascina da anni in un settore produttivo, come quello agricolo, in perenne
agonia. Il produttore potrà cogliere i frutti della terra e rivenderli
direttamente al consumatore evitando passaggi intermedi che, inevitabilmente,
fanno lievitare il prezzo al momento della vendita. Il secondo vantaggio ricade
sui consumatori, che possono contare su un acquisto sicuro e genuino, su un
contatto diretto col produttore e su prezzi inferiori. Quella
del chilometro zero, inoltre, è una politica che paga soprattutto in un
territorio come quello di Terracina. Dove i produttori agricoli sono tanti e la
crisi del comparto si è fatta sentire come nel resto del Belpaese. Non a caso la
delibera di giunta approvata dall’amministrazione del sindaco Stefano Nardi nei
giorni scorsi, con l’interessamento dell’assessore alle politiche agricole
Gianni D’Amico, motiva la sua decisione proprio con la volontà «di porre
un’adeguata attenzione alla cospicua popolazione agricola del territorio ». Ma
insieme ai vantaggi del Farmer Market per produttori e consumatori, si
evidenziano aspetti positivi dell’iniziativa anche riguardo la valenza educativa
dell’iniziativa e i risvolti turistici per Terracina. Non è un caso che in
numerosi centri italiani in cui sono stati avviati specifici progetti di vendita
di prodotti agricoli a costo zero, si sia sviluppata tutta una rete legata a
visite scolastiche, stage formativi sia per i settori del commercio che
dell’economia. L’impulso allo sviluppo dell’idea del farmer market è giunto
dalla dirigente della Coldiretti pontina, Amelia Feragnoli. L’imprenditrice di
Terracina in qualità di rappresentante provinciale dell’associazione dei
coltivatori, da tempo avanza la proposta di creare anche a Terracina un mercato
di vendita diretta dei frutti della terra tra contadino e consumatore. Una
strada, quella dettata dalla Coldiretti, che il Comune ha quindi deciso di
intraprendere in nome della promozione della filiera corta, individuando l’area
in cui potrebbe sorgere il farmer market e facendo il primo passo verso una
piena collaborazione con le cooperative agricole. Senza contare che un
intervento del genere comporterebbe anche una riqualificazione dell’area in cui
sorge il Mercato Arene, da anni immersa nel degrado e diventata una cattedrale
nel deserto proprio al centro di Terracina.
Francesco Avena

La spesa a chilometro zero è una realtà in attesa del Farmer Market, c’è già chi
si è attrezzato per scavalcare intermediari e costi e acquistare frutta e
verdura direttamente dal produttore.
Sono i Gas, gruppi d’acquisto solidali, che
in città sono oganizzati dal «Terracina Social Forum». Sono un insieme di
persone, il più delle volte famiglie, che decidono di acquistare all’ingrosso e
tutti insieme prodotti alimentari di uso comune da dividere. A prezzi bassissimi
e con la qualità assicurata. A garantire la fornitura un’azienda, la «Orti del
Sole» di Enrico Di Girolamo che rifornisce un Gas di Frosinone. Anche qui,
l’offerta è decisamente allettante per le famiglie. Cinque chili di ortaggi
costa 5,50 euro. Due chili di broccoletti 2,50 euro, 4 chili di pomodori 4,50
euro, un chilo di spinaci un euro e 50. Prezzi assai competitivi, ma soprattutto
trasparenti. I gruppi infatti si muovono con la logica del sostegno reciproco,
del risparmio e dell’aiuto e ai piccoli produttori. È il sistema della filiera
corta, con l’abbattimento dei costi intermedi e l’acquisto di prodotti a
chilometro zero. E questo, a quanto pare, potrebbe essere solo l’inizio. Anche
qui Internet gioca un ruolo fondamentale: ordini via e-mail, un portale e un
blog. Anche l’informazione è a costo zero.
D. R.

Acquisti intelligenti, arriva il detersivo sfuso. inconfondibili, del bucato
appena steso. Ma quello di via Palermo di Dario ed Emanuela non è un negozio di
detersivi qualunque. Non ci sono scaffali pieni di fusti nel negozio di « Detersfuso».
O meglio ci sono, ma sono vuoti. A riempirli ci pensa Emanuela,
come si fa con il vino sfuso: alla mescita. Così cambia il consumo di detersivi
a Terracina in tempi di crisi. Emerg e i l consumo che fa bene alle tasche, ma
anche all’ambiente. Ce lo facciamo raccontare dai due giovani che, dopo una
lunga esperienza all’estero, hanno deciso di tornare a Terracina, prendere il
coraggio a quattro mani e investire. «Siamo stati a Londra – racconta Emanuela -
dove questo sistema dei prodotti sfusi esiste già da anni. Ma l’idea ci è venuta
a Milano, dove alcuni parenti in casa usano detersivi alla spina: sempre lo
stesso fusto di volta in volta riempito, con notevoli risparmi». Il resto lo ha
fatto lo spirito di iniziativa e tanto coraggio. «Ci siamo detti: “proviamo” -
racconta Dario, originario di Amalfi che ha deciso di stabilirsi nella città
della sua compagna -. Su Internet abbiamo cercato i fornitori, poi abbiamo
raccolto i risparmi e ci siamo buttati». E gli affari cominciano ad ingranare,
anche grazie alla varietà dell’offerta. Ci sono prodotti biologici, casalinghi,
perfino idee regalo. Per chi ha bisogno, basta una telefonata e parte la
consegna a domicilio. E il decimo acquisto è omaggio. Da dicembre scorso, mese
d’inizio, la voce del detersivo alla spina si sta spargendo: c’è chi lo fa per
risparmiare, chi coglie l’occasione per tutelare l’ambiente, visto che il
consumo di plastica si abbatte del tutto. Come pure la spesa: «Consideriamo un
detersivo per lavatrice, della marca più nota – continua Emanuela -: per tre
litri ci vogliono 6 euro. Se si prende sfuso, un equivalente per qualità e
quantità viene a costare 3,50 euro. E se ne consuma di meno perché il prodotto è
concen trato». Ce n’è per tutti i gusti. Ammorbidenti, detersivi per
piatti, per bucato a mano e in lavatrice. Una signora entra e fa la scorta,
contenitore alla mano, e fa la scorta. Lo fa per l’ambiente, il risparmio, per
vivere meglio in una città in cui non si differenziano rifiuti? Non si sa.
Emanuela e Dario hanno scommesso su un commercio in cui ci guadagnano tutti.
Come vada, la loro è un’idea vincente.
Diego Roma

E’ caccia all’auto pirata che avrebbe provocato l’incidente stradale che nel
tardo pomeriggio di ieri ha creato forti disagi alla circolazione sulla statale
Appia, in località Frasso, al confine tra Pontinia e Terracina.
Nello scontro è
rimasto ferito un bimbo di circa tre anni che fortunatamente non avrebbe
riportato ferite e traumi preoccupanti. Il ragazzino viaggiava a bordo di una
Seat Altea, insieme ai suoi genitori. La vettura stava procedendo sull’Appia in
direzione sud quando, per cause ancora in fase di accertamento da parte degli
agenti della polstrada di Terracina, si è ribaltata finendo di traverso e
occupando così gran parte della carreggiata. L’incidente è accaduto all’altezza
della Migliara 55, la strada che dalla Statale conduce al Frasso. Subito dopo
l’allarme, la polizia si è portata sul luogo per effettuare i rilievi necessari
a ricostruire l’effettiva dinamica dell’accaduto. Dalle testimonianze raccolte
sembrerebbe che sia coinvolta anche una seconda automobile, fuggita via subito
dopo lo scontro con la Seat Altea. Intanto i sanitari del 118 hanno prestato le
prime cure necessarie al piccolo, trasportandolo subito dopo presso l’ospedale
Fiorini di Terracina per tutti gli accertamenti del caso. Sarebbero, comunque,
esclusi traumi significativi. La circolazione stradale sull’Appia ha subito
rallentamenti consistenti, considerando che a quell’ora era già cominciato il
rientro dalla Pasquetta. Ora gli agenti della polstrada dovranno accertare
l’effettiva presenza dell’auto pirata e identificarla.
F.Coc.

La pasquetta continua a non portare bene agli operatori della nautica di Foce
Sisto.
Ieri mattina, complice anche il cattivo tempo di questi due giorni, si
sono svegliati con la stessa fotografia dello scorso anno. La foce era
completamente insabbiata. Fortuna che il cattivo tempo ha tenuto lontana la
voglia di uscire in barca. Rimane forte le preoccupazione dei venti imprenditori
e delle loro famiglie di non poter sfruttare a pieno la stagione estiva ormai
alle porte. C’è la massima urgenza di attivare l’iter dei lavori di dragaggio da
parte della Regione Lazio. Il primo vero appuntamento con i problemi del Sisto
per la neoeletta Renata Polverini. Nei prossimi giorni si attende anche
l’intervento della capitaneria di porto di Terracina per la temporanea chiusura
del canale al traffico dei natanti. Provvedimento che avrà anche lo scopo di
accelerare l’intervento di escavo della barra sabbiosa. Lo scorso anno, sempre
durante il periodo pasquale alcuni operatori avevano sollevato lo stesso
problema. La Regione si mosse in tempo appaltando i lavori di dragaggio e di
allungamento di dieci metri di uno dei due bracci della foce. Ma evidentemente
non è servito a molto visto che ieri la situazione si è ripresentata tale e
quale. Il Sisto rientra nell’ormai famoso e non attuato piano dei porti di
Terracina. Per la foce si prevedeva l’allungamento in mare dei due bracci per
diverse decine di metri. Entrambi a formare un cerchio. Secondo i tecnici e gli
studi a supporto, oltre a ricavare nuovo spazio per posti barca, l’opera avrebbe
contribuito e ridurre se non eliminare il fenomeno dell’insabbiamento. Ma ci
sono altrettanti studi che spiegano come qualsiasi estensione in mare di bracci
artificiali comportano seri problemi di erosione nelle coste immediatamente a
sud della costa laziale. Insomma, un cane che si morde la coda. Rimane l’unica
soluzione tampone che non risolve definitivamente il problema ma solo
parzialmente. Giusto il tempo di garantire la stagione agli operatori.
F.Coc.

Forse rientrerà oggi in città la salma di Giuliana Marchegiano, la 56enne di
Terracina deceduta la vigilia di Pasqua dopo una rovinosa caduta dalla sella
della sua mountain bike, mentre provava un circuito sul quale avrebbe gareggiato
il prossimo 10 maggio.
Intanto la procura presso il tribunale di Velletri ha
aperto un’inchiesta per accertare le reali cause dell’accaduto ed eventuali
responsabilità. Era partita con il marito e altri ciclisti del team dell’ASD
Fans bike Fondi, con il quale correva da almeno sei anni. Il percorso prescelto
si trovava in località Monte Cavo, nel territorio del comune di Rocca di Papa,
sui Colli Albani. Il tragico incidente sarebbe avvenuto intorno alle dieci di
sabato mattina. In uno dei tratti particolarmente impegnativi, forse una
discesa, la donna avrebbe preso un dosso piuttosto marcato perdendo il controllo
della bike. E’ caduta rovinosamente a terra dopo un volo in aria. L’impatto è
stato micidiale. Con ogni probabilità si è fratturata l’osso del collo, ma
questo lo spiegherà meglio la relazione del medico legale. Anche i soccorsi non
sono stati facili e immediati visto che si trovava nel bel mezzo di un circuito
collinare. Il cuore di Giuliana Marchegiano ha cessato di battere durante il
trasporto verso l’ospedale di Albano. Intanto la Procura ha aperto un’indagine
per verificare le reali condizioni del percorso. Non si esclude che quello
stesso circuito venga usato anche per il motocross e quindi tarato per mezzi
decisamente più resistenti. I magistrati vogliono comunque verificare se siano
state rispettate tutte le indicazioni in materia di sicurezza, come le
segnalazioni dei tratti più difficili e pericolosi, e se quel percorso poteva
essere utilizzato anche per allenamenti e gare di mountain bike. A Terracina la
tragica notizia ha fatto presto il giro della città dove i coniugi sono molto
conosciuti. Avevano da anni la passione della bike, il marito è collaudatore di
percorsi della federazione ciclistica, e si erano iscritti all’ASD Fans bike di
Fondi per allenarsi e partecipare a gare vere. Cordoglio tra gli altri ciclisti,
che descrivono Giuliana come una donna affidabile e sempre prudente ogni volta
che saliva sul sellino. Nella giornata di oggi dovrebbe esserci l’esame
autoptico, dopodiché la salma tornerà in città per i funerali, presso la chiesa
San Domenico Savio.
di FABIO COCCIA

Il dopo voto del Consigliere regionale Sciscione.
Il successo della Lista Polverini, nel più generale contesto della larga
affermazione del centro destra, rappresenta un segnale rilevante dell’esigenza
d’innovazione e cambiamento che emerge dalla Città. Un doveroso ringraziamento
va manifestato ai tanti terracinesi che hanno creduto in questa candidatura,
permettendo di realizzare un’affermazione di grosso rilievo: 3.247 voti alla
Lista Polverini, con un dato (16%) tra i più alti del Lazio e con 2.162 voti di
preferenza per Gianfranco Sciscione. Ma, allo stesso tempo, il neo Consigliere
ha affermato di voler essere il rappresentante di tutti, sia a livello cittadino
che territoriale. L’elezione a consigliere regionale di Gianfranco Sciscione
costituisce un risultato eccezionale. Dopo molti anni Terracina ha espresso un
rappresentante istituzionale in Regione che ha raccolto ampi consensi sulla base
di un’azione mirata al superamento di questa amministrazione e soprattutto al
rilancio dello sviluppo socio economico del territorio. L’incentivazione del
turismo (soprattutto culturale), della sanità (legata anche al ritorno di un
punto nascita di primo livello), del sostegno alle attività produttive,
costituiscono i punti portanti dell’azione politica ed amministrativa del
consigliere regionale Sciscione. Un impegno che continua a sostenere la
necessità della caduta di un’amministrazione comunale che ha portato la Città ad
un degrado mai visto prima; ma anche a realizzare un progetto propositivo che
possa conferire una svolta nella gestione municipale, per il prossimo anno. Il
dato che emerge con chiarezza dalle urne terracinesi è il 70% dei consensi circa
raccolto dal centro destra, che comprende il risibile risultato conseguito dal
candidato sostenuto dall’intera maggioranza consiliare – amministrativa e che
rappresenta il più forte segnale per far cadere il sindaco e far arrivare un
commissario prefettizio che possa preparare le prossime elezioni comunali.
Numerosi sono gli incontri e le iniziative che il neo consigliere, con i suoi
più stretti collaboratori, ha avuto in questi giorni. Un incontro presso
l’istituto ‘G. Antonelli’, per gli auguri Pasquali ma soprattutto per acquisire
e meglio conoscere le problematiche relative allo stesso istituto, che possono
sostanzialmente ricondursi ad un credito verso il Comune di circa 450.000 euro,
per rette ai bambini che da anni non vengono versate dall’amministrazione. Una
situazione inaccettabile, simile a tanti altri casi nel campo dei servizi
sociali, un settore che deve costituire un pilastro fondamentale della politica
comunale. Altro momento significativo, che evidenzia gli aspetti umani e
popolari che muovono l’azione politica di Gianfranco Scissione è la visita, dopo
40 anni, in Via Tintoretto, all’anziana donna che lo ha battezzato. Così come la
visita nel Centro Storico Alto, al forno di ‘Agnesina’, figura storica ed
emblematica della Città. Di particolare importanza l’incontro, presso la
Cooperativa pescatori ‘La Sirena’, per affrontare le problematiche inerenti le
condizioni di lavoro dei pescatori, ad iniziare dall’impellente problema della
barra sabbiosa. A tal proposito, mentre, nella sede della Cooperativa, era in
corso l’incontro, approfittando del passaggio del neo Governatore del Lazio, che
si recava a Ponza, il consigliere. Sciscione ha immediatamente accompagnato a
colloquio, sulla banchina, presidente e vice presidente della stessa
cooperativa, con Renata Polverini ed il coordinatore Regionale della Lista.. La
Governatrice che ha manifestato, di fronte a molti pescatori, interesse per la
questione ponendola le priorità da affrontare subito dopo l’insediamento
formale. Altro incontro con tifosi ed appassionati del Terracina Calcio. Essi,
hanno rilevato questioni inerenti l’impiantistica sportiva e la situazione della
società calcistica. Il consigliere Sciscione ha manifestato l’impegno ad
affrontare la questione dell’impianto ‘Colavolpe’, ma anche delle altre
strutture sportive, per rilanciare l’attività agonistica ed amatoriale nella
Città. In sostanza si evidenzia un’attività che non si è interrotta con la fine
della campagna elettorale, ma continua e s’intensifica per affrontare tutte le
questioni che riguardano il nostro Comune e la nostra realtà comprensoriale.
Numerosi sono infatti gli incontri programmati nei prossimi giorni con tutte le
realtà socio-economiche del territorio. E’ in fase di allestimento un ufficio
politico sito a Terracina, in via Giansanti, dove ognuno potrà rivolgersi per
informazioni ed interazioni con il consigliere regionale. E’ in via di
organizzazione anche la specifica attività di Patronato, che vedrà nella U.G.L.
un supporto fondamentale. Infine il 25 aprile, in Piazza Garibaldi, si terrà una
grande festa per ringraziare gli elettori con uno spettacolo musicale e con la
presenza del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

PRESENTAZIONE VOLUME
Sabato 10 aprile 2010 alle ore 18,00 presso il Grand Hotel Palace di Terracina
presentazione del volume “Terracina nobile e Plebea” del prof. Emilio Selvaggi,
raccolta di 40 storie della cultura e della tradizione locale.

Dal web al libro, l’avventura di ‘Terracina nobile e plebea’.
”Quando arrivarono i Tisch-tosch”, ”San Cesarie vo’ bbene a i furastiere”,
”Quando da Terracina a Sezze si andava in barca” e altre 37 di queste storie
sono l’anima di ‘Terracina nobile e plebea’, fatica letteraria del professore
Emilio Selvaggi. Il prossimo 10 aprile alle ore 18 ci sarà la presentazione
ufficiale presso il ‘Grand Hotel Palace’, a Terracina. Dopo la sua avventura sul
web la raccolta di 40 storie è diventa un libro grazie all’editore locale
Bookcart. Un impegno generoso per offrire alla cultura della città nuovi spunti
di riflessione e analisi andando a ritrovare il proprio ricco passato per
affrontare l’’inquieto’ presente. ‘Terracina nobile e plebea’ è un progetto di
Emilio Selvaggi in collaborazione con il sito web www.gioveanxur.it e l’editore
Bookcart. L’idea è stata partire da storie della cultura e della tradizione
locale per dare una nuova chiave di lettura agli avvenimenti che si leggono sui
libri di storia. Una ‘Grande Storia’ composta da tante ‘Storie Minime’. La
‘deformazione professionale’ del professore Selvaggi ha condizionato la raccolta
di queste ‘fabule’. L’intento didattico e pedagogico viene allo scoperto
malgrado le storie intriganti e il linguaggio ironico popolare o popolaresco.
Gli eventi della storia ‘nobile’ hanno lasciato molte tracce nel territorio di
Terracina. Nei monumenti, nella natura e nelle pietre, ma anche nella memoria,
negli usi e nella lingua del popolo nostro. Esse vanno gelosamente conservate,
ma non può esserci difesa senza amore e né amore senza conoscenza.
Pubblicato da Rita Recchia

La Pec? Non pervenuta al Comune di Terracina.
Posta Elettronica Certificata, il Comune di Terracina è fuori tempo massimo di
circa dieci mesi con la legge n. 69 del 18 giugno 2009. L’articolo 34 ha,
infatti, stabilito che ”entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche
che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale
del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino
possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice”. Sbircia
e risbircia, guarda e riguarda, ma sull’home page del sito web del Comune di
Terracina dell’indirizzo Pec nemmeno l’ombra. Cosa che, invece, accade sui siti
di altre amministrazioni pontine, come quelle di Gaeta, Priverno, Fondi. La Pec
è un sistema di comunicazione simile alla posta elettronica standard dalla quale
si differenzia per alcune caratteristiche di sicurezza e di certificazione della
trasmissione che danno al messaggio inviato un valore legale (garantito, per
esempio, dalla data e ora dell’invio e della consegna del messaggio). In pratica
con la Pec si è cercato di trasferire anche su digitale il concetto della
classica raccomandata con ricevuta di ritorno. La circolare n. 1 del 2010 della
Presidenza del Consiglio dei Ministri sancisce ”chiaramente l’obbligo di
utilizzo della posta elettronica da parte delle amministrazioni pubbliche con
riferimento sia alla posta elettronica semplice, da utilizzarsi per le
comunicazioni ordinarie interne alle amministrazioni e tra amministrazioni, sia
a quella certificata”. Ma l’amministrazione comunale di Terracina evidentemente
non ha recepito l’obbligatorietà della Pec, come si nota anche consultando
l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni: alla voce ‘Terracina’ appare solo
l’email semplice. ”La mancata disponibilità di almeno una casella di Posta
Elettronica Certificata per ciascun registro di protocollo e la prosecuzione
delle tradizionali forme di comunicazione configurano l’inosservanza di
disposizioni di legge e una fattispecie di improprio uso di denaro pubblico”.
Lo dice la Presidenza del Consiglio dei Ministri, mica noi.
Pubblicato da Rita Recchia

Mobilità sostenibile a Terracina. Agenda 21 scrive al sindaco.
Altri finanziamenti che rischiano di andare persi se non si proverà ad
accedervi. L’allarme giunge dal Forum Agenda 21 Locale di Terracina che nei
giorni scorsi ha scritto al sindaco sollecitando l’intera amministrazione a
mettere in atto un Piano per la mobilità sostenibile in città, in attuazione
delle direttive della Parlamento europeo che prevede un contributo finanziario
di milioni di euro. ”Non vorremmo che l’assenza di referenti istituzionali in
campo ambientale e la mancanza di attenzione al problema portasse la nostra
città alla perdita di finanziamenti comunitari, nazionali e regionali- scrivono
il presidente Emilio Selvaggi e il segretario Sergio Gianforchetti- Tanto più
che, per quanto concerne l’attività ed il lavoro di Agenda 21 Locale, il nostro
Comune ha le carte in regola per pretendere interventi migliorativi per la
qualità della vita dei nostri cittadini”. Nella lettera precisano che il Piano
per una mobilità sostenibile non va assolutamente confuso con quello relativo al
traffico cittadino. Sono destinate al fallimento ”le iniziative estemporanee,
in assenza di linee guida per una mobilità sostenibile, per quanto giustificate
dalle intenzioni lodevoli di alleggerimento del traffico (…)se non inserite in
una rete più complessa e virtuosa, tesa a favorire un uso più corretto del
territorio ed una migliore qualità della vita e dei suoi abitanti”. Alla
lettera per il sindaco hanno allegato le linee guida per lo sviluppo del Pum
(piano urbano di mobilità) che sia ”un sistema integrato e plurimodale di
mobilità sostenibile al servizio del territorio” e dei suoi abitanti.
Pubblicato da Rita Recchia

«L’affermazione a sorpresa (ma non tanto) di un outsider della politica, è la
prova casomai ce ne fosse stato bisogno, che centro destra e centro sinistra
hanno bisogno di entrare in clinica per un check-up radicale, dopodiché sparire
dalla scena politica di questa città.
Terracina ha urgente bisogno di
riacquistare fiducia, di ritrovare una sua unità di destino in un progetto
civile e culturale per divenire e sentirsi ‘comunità’. Guardiamo in faccia la
realtà: la città è in decadenza, in un declino continuo che dura da decenni. Gli
elettori che sempre più numerosi snobbano il voto sono cittadini spompati e
scorati, che vivono lo scoramento e rifuggono da Terracina pur restando a casa:
è una forma di emigrazione mentale che è perfino peggio dell’emigrazione reale.
Lo scoramento è diffuso e si tocca con mano, e se fingiamo che non esista non
potremo capire il resto. Dobbiamo avere la cruda franchezza di ammettere che
centro urbano e territorio sono sulla china del degrado, e che non è né onesto
né veritiero pensare e dire che questa città tornerà a rifiorire solo mandando a
casa Nardi. Se gli succederà quel ceto di tirapiedi che armeggia contro di lui
ma a volte anche nei suoi pressi, non cambierà proprio nulla. Sarebbe troppo
facile pensare che liberandoci del dottore ci si liberi della decadenza, che è
frutto di un processo lungo e corrosivo. Terracina è oggi il prodotto di
gestioni approssimate che si avvicendano da almeno un trentennio, consigliature
del nulla che hanno accumulato debiti su debiti. Ma le responsabilità non vanno
addebitate solo alla classe politica, ma anche e soprattutto ai gruppi di
clientele, alla scarsa coesione sociale, all’incapacità di selezionare classi
dirigenti adeguate per annullamento della meritocrazia. Ci è mancato un disegno
generale della città, un progetto scevro da illusioni, placebo ed annunci, e si
è sempre operato in una specie di cultura dell’emergenza che ha partorito
procedure sventate, prive di controllo che sono state il pane e companatico dei
comitati di affari, dei corrotti e dei corruttori. Da tutto ciò bisogna uscire,
e c’è una sola via: liberarsi da tutti coloro, nessuno escluso, che oggi
rappresentano maggioranza ed opposizione. Già, anche di questa opposizione che
pontifica e non fa risultati, perché quando manca un’opposizione efficace manca
anche la democrazia. Una classe dirigente ‘operativa’ quindi, in grado di
ripensare Terracina in un contesto nazionale ed internazionale per ridare linfa
a turismo e commercio, una classe operativa che si ‘affoci le maniche’ e capace
di avere un buon rapporto con Provincia e Regione per adeguare viabilità ed
infrastrutture: tutto il resto sono chiacchiere».
(Germano Bersani, Azione Sociale)

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Seconda bocciatura del Tar sull’aumento della Tarsu imposto dal comune di

Terracina. La sentenza dei giudici amministrativi è arrivata ieri a fronte del
ricorso presentato dall’associazione dei commercianti (Ascom) che aveva
impugnato la delibera di aumento del 20%. Una decisione immotivata secondo il
tribunale amministrativo regionale che ha sollevato una serie di violazioni. Il
Comune non ha spiegato nel dettaglio i motivi dell’aumento e i nuovi sevizi che
si sarebbero attivati chiedendo ulteriori soldi ai cittadini, tipo la raccolta
differenziata, prevista, in parte pagata e mai partita. Cosa succederà ora?
L’ente dovrà iniziare l’iter di annullamento del provvedimento richiesto dal Tar
unitamente all’emissione di nuove cartelle decurtate del 20%. Questo significa
che nelle casse comunali non entreranno circa 1,7 milioni di euro. Soldi che
l’amministrazione aveva già previsto in bilancio e che dovevano coprire buona
parte della spesa per il servizio di raccolta. Soldi che servivano a onorare le
rate mensili della Terracina Ambiente e che ora non ci sono più. Anche lo scorso
anno era successa la stessa cosa con il Tar che bocciò la delibera di aumento
2008. Anche in quel caso il primo cittadino Stefano Nardi fu costretto a ridare
indietro i soldi a chi si era preoccupato di formalizzare la richiesta di
rimborso. I legali dell’Ascom ieri, e non solo loro, si stavano chiedendo come
fosse possibile che alla luce della bocciatura del 2008 l’amministrazione avesse
rifatto l’identico errore. Forse il solito “espediente” per fare cassa subito in
attesa delle decisioni del Tribunale. Ma tant’è e ora al Comune non resta che
impugnare la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato, con l’auspicio
almeno di rimandare la restituzione dei soldi, o di spedire immediatamente le
nuove bollette. Gli strascichi di questa nuova bocciatura avranno echi diversi.
Il primo riguarda la tenuta di questa maggioranza e le probabilità, non più
remote, che il sindaco possa andare a casa anzitempo. Il tasso di credibilità
della compagine amministrativa è in picchiata e il voto alle regionali lo ha
dimostrato. Il secondo riguarda la Terracina Ambiente che indagini a parte,
rischia di chiudere i battenti prima del tempo. E li non ci sono politici che
vanno a casa, ma operai e padri di famiglia.
di FABIO COCCIA

cazzate [66]

Non si spreca mai abbastanza nel Comune di Terracina. Perfino le bollette dei
cellulari raggiungono cifre folli quando sono in mano all’amministrazione
comunale. Come quella arrivata all’utenza del sindaco Stefano Nardi, che in un
solo bimestre ha pagato, con i soldi dei contribuenti, 905 euro. La denuncia
arriva dall’associazione culturale «Terracina Rialzati»: «Le casse del Comune
sono esangui – attacca l’associazione – tanto è vero che il Comune si sta
trasformando in un’azienda pubblicitaria per raccattare i fondi per pulire e
manutenere i siti archeologici». Eppure «le spese per il telefono portatile del
Sindaco» ammontano a «905.86 per un bimestre, pari all’affitto di
un’appartamento di medio-piccole dimensioni per una famiglia di 4 persone».
«Sarebbe interessante – continua la nota – capire come si arriva ad una cifra di
questo tipo». Sì, perché mentre «non ci sono i soldi per pagare i canoni della
Terracina Ambiente per la raccolta dei rifiuti, è stata tagliata quasi
completamente la spesa per i servizi sociali» sembra che per alcuni consumi i
soldi non manchino mai. «Vabbè – ironizza l’ associazione – che una telefonata
allunga la vita ma a tutto c’è un limite». La lista di «Terracina Rialzati»
continua con «la curiosa spesa per acqua minerale e bicchieri in plastica
durante le sedute del Consiglio Comunale, 650,00 annu forfait. Calcolando a 0,50
cent a bottiglia sono 1300 bottiglie, dividiamo per 2 consigli al mese, sono 54
bottiglie ogni Consiglio, una media di 1,5 litri a testa. Può mai una classe
politica essere depositaria della fiducia dei cittadini per cercare di risanare
il bilancio dell’ente che governa?».
D. R.

cazzate [75]

Renata Polverini salpa da Terracina e approda a Ponza.
Da via della Pisana a Ponza, passando per il porto di Terracina. Renata
Polverini, presidente della Regione Lazio fresca di nomina, nel primo pomeriggio
di ieri è salpata a bordo dell’ ‘Ischiamar II’ dal molo terracinese, diretta
verso la perla dell’arcipelago ponziano. Camicia bianca, jeans e stivali il
governatore del Lazio è stata accolta dall’omaggio floreale del sindaco di Ponza
Pompeo Porzio, venuto appositamente a Terracina. E’ stato lui l’organizzatore
della trasferta pasquale della neo-governatrice del Lazio, che ha colto
l’occasione per ringraziare e salutare il suo nutrito elettorato isolano. Come
rigorosamente isolana è stata la società di navigazione che ha organizzato una
corsa speciale per Renata Polverini. La Snip di Guido De Martino, in
collaborazione con le ‘Linee Buono Srl’, si è messa subito a disposizione,
allestendo a bordo della nave veloce un rinfresco che, vista l’ora, è stato
molto gradito dalla neo-governatrice. Non poteva mancare Gianfranco Sciscione,
anche lui fresco di nomina come consigliere regionale. ”Il passaggio di Renata
Polverini a Terracina non può non renderci molto felici- ha dichiarato- E’ stata
una vera improvvisata, come tante ne ha fatte anche nel corso della mia campagna
elettorale in città”. ”Lei ama queste zone, e durante il primo incontro con
noi consiglieri ha dichiarato di voler dare all’arcipelago ponziano una
visibilità a livello mondiale”. ”Siamo felicissimi che il neo presidente della
Regione Lazio abbia deciso di venire subito a Ponza- ha commentato il sindaco
Porzio, presente con alcuni elementi della sua giunta- Siamo sicuri che il
contributo che l’isola ha dato in termini di voti avrà ripercussioni importanti
per tutto l’arcipelago ponziano”. Sono in molti a sperare che anche Terracina,
e le sue problematiche, possano trovare uno spazio concreto tra i mille impegni
del presidente Renata Polverini, che si è intrattenuta con la gente che era lì
ad attenderla. Che la sua partenza dal porto della città sia di buon auspicio
per Terracina, che ha assoluto bisogno di tornare a dire la sua in un consesso
importante.
Pubblicato da Rita Recchia

cazzate [45]

Nonna biker muore durante una gara.
Una biker di Terracina, Giuliana Marchigiano, è morta ieri (il 3 N.d.B.)
ad Ariccia nel corso di un allenamento.
La donna, mentre saltava un dosso, è caduta malamente sul terreno. E’ toccato al
marito, che stava con lei, prestarle le prime cure. A nulla è valsa la corsa
verso l’ospedale. L’atleta è deceduta durante il trasporto. Un tragico incidente
di gara quello successo ieri intorno alle 10,30 a Monte Cavo di Ariccia.
Giuliana Marchigiano, 56 anni il prossimo 25 aprile, era impegnata in trasferta
con la sua squadra, l’ASD Fans Bike di Fondi. Assieme al marito ed ai compagni
stavano percorrendo in mountain bike un sentiero alberato. Il circuito
presentava dei dossi artificiali accentuati. Uno di queste gobbe sul terreno, di
altezza superiore al normale, è stato un ostacolo fatale. La donna si è
ritrovata a saltare nel vuoto, catapultandosi e battendo la schiena sulla
sabbia. Il marito, Enrico Rizzo, le ha prestato i primi soccorsi. Un’ambulanza
ha trasportato l’atleta all’ospedale di Albano, ma la corsa è stata inutile. Il
marito, con cui la donna da una decina di anni divideva la passione per il
ciclismo, è rimasto affranto. Se l’è vista morire davanti agli occhi. La Polizia
ha effettuato dei rilievi sul posto. Un’indagine è in corso. Il magistrato
potrebbe disporre l’autopsia. La notizia si è diffusa a Terracina, generando
sorpresa e costernazione. Giuliana era diventata da poco nonna e divideva la sua
vita con le due figlie, i tre nipoti, il marito e lo sport. Quello sport che,
alla fine, le è stato fatale.

cazzate [52]

Soddisfazione nelle file dell’Udc terracinese per la rielezione di Aldo Forte al
consiglio regionale del Lazio.
A farsi portavoce degli umori per il successo
elettorale è Gianni Percoco capogruppo dell’Udc di Terracina che in una nota ha
ringraziato «tutti coloro che hanno partecipato attivamente e in modo
consistente all’elezione di Aldo Forte », ma un tributo speciale va a «Pierpaolo
Marcuzzi e i diversi ragazzi che insieme a tanti elettori hanno creduto nel
partito e in Aldo Forte». «Il loro impegno – prosegue il consigliere comunale
dell’Udc – è stato doppio, con pochi mezzi e tanta buona volontà, si sono
rimboccati le maniche e hanno lavorato. La riconferma di Forte alla Pisana, per
Percoco «è il primo passo per un nuovo modo di fare politica, una politica che
veda come obiettivo la rinascita della nostra città in maniera inequivocabile,
dove il ruolo dei cittadini sarà fondamentale, perché li vedrà protagonisti
nella ricostruzione della nostra identità». «Il voto – prosegue la nota – ha
premiato chi ha fatto del consenso ottenuto strumento per intraprendere il
cammino del rinnovamento e del cambiamento della classe dirigente che fino ad
ora ha fortemente penalizzato sia i partiti che la città». Ma dopo la
soddisfazione per il lavoro fatto in campagna elettorale, per il coordinatore
dell’Udc di Terracina è tempo di tracciare la linea politica da seguire: «oggi
dobbiamo lavorare insieme ad Aldo Forte». L’obiettivo è di «accantonare quel
modo obsoleto di fare politica che ha rovinato il nostro territorio e dobbiamo
dare stimolo e nuova linfa a quelle persone umili che sanno stare in mezzo alla
gente e che hanno le capacità e la volontà di dare risposte alle problematiche
presenti nel territorio terracinese».

cazzate [53]

Restano i sigilli al cantiere del «Green Village».
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari
Giuseppe Cario, che ha confermato il sequestro
avvenuto nei giorni scorsi sul litorale di Terracina
nell’area in cui è in costruzione un villaggio turistico.
Il sequestro era stato effettuato dagli agenti del Nipaf
di Latina e dai carabinieri del Norm di Terracina, su
ordine del sostituto procuratore Giuseppe Miliano.
Sette le persone indagate, per le quali si ipotizza il
reato di lottizzazione abusiva in concorso. Si tratta dei
dirigenti comunali Giancarlo De Simone e Vincenzo
Fusco e del referente Suap Eugenio Pepe. Per loro tre,
in quanto dipendenti dell’ente municipale, si contesta
anche il reato di abuso d’ufficio. Nel registro degli
indagati attualmente sono iscritti anche l’amministratore
della società Bruno Lanzi, i responsabili dei
lavori Remo Iacovacci e Luciano Biasini. Infine, il
titolare dell’impresa appaltatrice dei lavori Enzo
Pannone, della «Pannone costruzioni Srl». Sulla
questione proseguono intanto gli accertamenti. Potrebbero
profilarsi responsabilità anche in seno alla
Regione, che ha dato l’ultima parola sull’approvazione
del Suap.
D. R.

cazzate [58]

Se le teste antiche ritrovate in città vengono ospitate nei musei romani, c’è da
chiedersi invece in quale impenetrabile luogo finiscano quelle degli
amministratori del Comune di Terracina quando si tratta di valorizzare i beni
culturali che stanno sotto… casa.
Domanda retorica che ormai si trascina da un
decennio a questa parte senza aver trovato una risposta. Eppure, fortunatamente,
ogni volta si ripresentano le condizioni per riproporre l’interrogativo. Questa
volta lo spunto è dato dal successo che sta registrando la tradizionale
iniziativa delle visite guidate gratuite organizzate dall’Archeoclub in
occasione delle festività pasquali. Il programma è partito venerdì scorso e in
soli due giorni è stata raccolta l’adesione di oltre un centinaio di persone:
due gruppi da 25-30 persone venerdì, e tre sabato. Per il giorno di Pasquetta ne
sono previsti altrettanti. Comitive di visitatori quanto mai eterogenee: romani,
ciociari, stranieri, anziani, bambini, giovani. Tutti in fila, macchine
fotografiche e videocamere alla mano, per visitare la chiesa del Purgatorio, la
Cattedrale, il Santuario di Monte Sant’Angelo, il Foro emiliano, le mura
ciclopiche, il museo civico. Successo che non sorprende ma anzi conferma un dato
noto già da qualche anno: il turismo culturale e i suoi derivati (turismo
enogastronomico, religioso, naturalistico) registrano una domanda sempre più
forte e significativa. Che ha risentito lievemente degli scossoni della crisi.
Un settore ricco di potenzialità – culturali, economiche e occupazionali – che
finora ha trovato una classe politica e dirigente assolutamente inadeguata e
impreparata a sfruttarlo. Basterebbe ricordare che il ciclo di visite guidate,
pur godendo formalmente del patrocinio del Comune, è comunque un’iniziativa
legata all’intraprendenza e alla buona volontà di un’associazione. Per il resto,
è il deserto. Mancano servizi di trasporto e collegamento con il centro storico
e gli altri beni monumentali della città, come il Tempio di Giove; manca un
servizio puntuale di informazioni per i visitatori di passaggio; mancano
interventi di cura e manutenzione dei siti e delle aree a servizio degli stessi,
come i parcheggi e percossi pedonali d’accesso al centro storico ad esempio.
Niente di niente. «Terracina – ammette con un certo sconforto il presidente
della cooperativa guide turistiche di Gaeta, Giuseppina Agostini – ormai da anni
è la pecora nera della provincia quando invece, per il patrimonio monumentale
che possiede, dovrebbe essere il fiore all’occhiello del turismo culturale che
comunque anche in terra pontina, fatta eccezione per un generale calo di
visitatori stranieri, continua a registrare un trend positivo. Eppure a
Terracina non è mai chiaro se e quando sono aperti i monumenti, come sono tenuti
». Ma a non essere chiaro, soprattutto, è cosa facciano gli uffici competenti
(costretti a dividersi tra edilizia e beni culturali) e l’amministrazione
comunale con l’assessore competente Luciano Pecchia ai quali, nemmeno per
ammazzare il tempo, è venuto in mente di potenziare la fruibilità dei beni
culturali. Assenza che conferma che Terracina è sì una città d’arte, ma di
quella dell’arrangiarsi.
Pierfederico Pernarella

cazzate [56]

Vacanze di Pasqua all’insegna dell’arte e della conoscenza del patrimonio
storico e culturale di Terracina.
Il programma di visite guidate promosse dal
museo civico «Pio Capponi» in collaborazione con l’Archeoclub prosegue anche
domani con una passeggiata nel Foro Emilano. Ma il tour non termina qui,
l’Archeoclub e l ’ am m i ni s t ra z i on e comunale hanno previsto, con la
stessa formula dell’ingresso libero, la visita al museo civico «Capponi» e nel
percorso museale urbano. L’appuntamento è alle 10,30 in piazza Municipio per due
ore di visita. E per il Lunedì dell’Angelo il museo civico sarà aperto anche nel
pomeriggio dalle 15 alle 18.

cazzate [55]

C’È turismo e turismo. Se per le visite che la città sta ricevendo
durante le festività pasquali manca ogni sorta di servizio
pubblico e informativo, di tutt’altro tenore è l’accoglienza che
il sindaco Nardi e colleghi riservano alla delegazione in visita
da Sarajevo. Per l’accoglienza di due persone – si tratta del
direttore del «Sarajevo Film Festival» e il direttore del «Loc
Microcredites» – con apposita determinazione dirigenziale, il
Comune ha stanziato la bella cifra di 2000 euro. Soldi che
serviranno a pagare albergo, organizzazione degli incontri e
«spese varie» ai «graditi ospiti». Diversi, evidentemente, i
visitatori normali, per i quali, a giudicare dalla moria di servizi,
il Comune non ha speso nemmeno un euro.
D. R.

21 [19]

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Buona Pasqua a tutti! Questa domenica speciale iniziamo il nostro lungo viaggio (diviso opportunamente in tre parti) attraverso il monumento più esteso e tra i più antichi della nostra città: la Via Appia. Costruita a partire dal 312, a.C. dal Censore Appio Claudio Cieco, sovrapponendosi a percorsi già esistenti ma migliorando ed estendendo il loro corso, l’Appia rappresentò per la nostra città un evento epocale. Regina delle vie, partiva da Roma, fuori Porta Capena, superava i colli laziali per poi tuffarsi in un perfetto rettilineo attraverso la Pianura Pontina; giunta in prossimità del celebre Santuario di Feronia, ai piedi di Monte Leano, curvava per prendere l’antica strada volsca (chiamata impropriamente consolare) e attraversava la nostra pianura; dal 329 (vittoria romana sui Volsci) rappresentò il decumano della centuriazione della Valle, permettendo sviluppo urbano ordinato e funzionale della parte alta prima, e con la variante traianea, della parte bassa dopo, della città, vedendo sorgere ai suoi lati templi, fori, domus, ville, edicole, archi onorari, monumenti funerari. Proprio i sepolcri sono stati nel corso dei secoli un aspetto particolarmente vistoso, che ha colpito i viaggiatori che hanno percorso le nostre terre; sono proprio le numerose ”tombe” sorte ai lati della via Appia durante i 2300 anni della sua storia che hanno portato alla formazione del toponimo ”I Monumenti” di una zona della Valle. Variamente sistemata attraverso i secoli è stata abbandonata a partire dal VI d.C. in un lento e doloroso declino (particolarmente i monumenti funerari che posti ai margini delle strada era facile preda di spolizioni e saccheggi dei materiali preziosi ecc.). Un ultimo tentativo di sistemazione con la costruzione del nuovo tratta dell’Appia (quello moderno che entra a Terracina e diventa Via Roma) che ricalca l’antico tracciato rettilineo, è stato eseguito da Pio VI alla fine del ‘700, durante la bonificazione delle Paludi Pontine e la costruzione dell’Acquedotto del Fico lungo il vecchio tracciato della valle. Alla fine dell’800, Pio Capponi aveva proposto di valorizzare tutta l’area che partiva da Porta Romana fino al Santuario di Feronia, costituendo un Parco Archeologico.

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Quello che oggi rimane è in condizione pietose: il selvaggio abusivismo ha portato al degrado completo dell’intera area, salvata solo in parte da qualche scorcio ancora suggestivo. Il documento girato testimonia l’inesistente valorizzazione della nostra Via Appia non segnata neanche da targhe commemorative in nessuna delle sue numerose soste, cancellando di fatto dalla memoria collettiva il monumento più grande e più importante della città. Ciliegina sulla torna l’ultima distruzione documentata, avvenuta nell’aprile del ‘75 nei pressi di Porta Romana, di una tomba a base quadrata e sviluppo circolare, abbattuta per far posto ad un ‘’superbo” esempio di edilizia privata che ha bonificato l’area (a detta del privato esecutore) e che ancora oggi ”allieta” la nostra vista e riscrive la storia e la memoria del Labruzzi, l’artista che immortalò il sepolcro in un sua celebre opera. Come sempre scopriamo cose che fanno rabbrividire, non solo per la scarsa comprensione della storia da parte della collettività, ma per la deprecabile accondiscendenza dell’amministrazione comunale che paradossalmente ”autorizzò” la demolizione.Tempi lontani? Non tanto… Avere cura di un patrimonio come il nostro è un privilegio, difendiamolo dall’oscura prevaricazione delle speculazioni private, dall’ignoranza e dall’abbandono. L’articolo di oggi, ci descriverà la serie di monumenti funerari presenti lungo il percorso e proseguirà questa analisi anche nella seconda parte. La terza parte sarà dedicata all’Appia traianea, il percorso della parte bassa, che si sioffermerà sulle grandi opere urbanistiche di sistemazione della strada, in particolare il taglio del Pisco Montano, fino al ricongiungimento con il tratto superiore, che scendeva da Piazza Palatina, all’Epitaffio, dove ancora oggi sorge un’esedra a ricordo dell’impresa. Buona visione e buona lettura a tutti.

I MONUMENTI FUNERARI

G. Lugli, Forma Italiae, Circeii, Roma 1928, Ponte Alto

La natura dei monumenti funerari della Via Appia, a Terracina, è quanto mai varia ed interessante:accanto a tipi comunemente presenti nel mondo romano compaiono monumenti (ad esempio i fornici sepolcrali) la cui area di diffusione è molto più ridotta.

Lo stesso tracciato della Via, che si snoda dapprima nella Valle per poi salire fin nei pressi del tempio di Giove Anxur, proseguendo attraverso zone impervie fino ed oltre Piazza Palatina, condizionò certamente la costruzione dei monumenti posti ai lati. Per questo, alcuni sepolcri del ramo superiore dell’Appia presentano connotazioni particolari e differenze si colgono con gli stessi monumenti della Valle.

Va, però, notato come molti edifici funerari siano attualmente in stato di forte degrado, mancando spesso ogni traccia dell’originario rivestimento e delle eventuali decorazioni esterne. E’ del resto da sottolineare come tali monumenti siano stati sottoposti nel tempo a spoliazioni e trasformazioni di ogni genere, trattandosi di edifici posti proprio ai lati della Via, facilmente soggetti, quindi, a nuove utilizzazioni. Risulta perciò evidente come, alle difficoltà di ordine generale insite in un tal tipo di ricerca, siano da aggiungere problemi contingenti, legati alle precarie condizioni dei singoli edifici, in molti casi,. per di più, parzialmente interrati o fittamente ricoperti di vegetazione.

Non trascurabile, da ultimo, il progressivo sviluppo edilizio che tuttora coinvolge alcune delle zone prese in esame, provocando in diversi casi un graduale inserimento entro costruzioni moderne di edifici sepolcrali di cui, spesso, viene posta in pericolo la stessa sopravvivenza.

Nel 312 a. C. il passaggio della Via Appia -costituì per Terracina un avvenimento di portata eccezionale.
Nel suo tracciato originario, dopo aver oltrepassato il territorio pontino con un tratto perfettamente rettilineo,  la Via si riallacciava alla precedente strada volsca (impropriamente detta, un tempo, «Consolare») ai piedi del Monte Leano. Attraversata la Valle, l’Appia saliva all’interno della città, passava per il colle S. Francesco, arrivava nelle vicinanze del santuario di Giove Anxur e, dopo aver oltrepassato Piazza Palatina, scendeva verso Fondi.

Come è noto, la variante traianea, con il taglio del Pisco Montano, permise un transito più agevole, evitando il passaggio per i monti. Infatti, nei pressi della località in cui sorgeva l’Arco di S. Caterina, poco fuori l’attuale Porta Romana, il nuovo percorso, inoltrandosi nella parte bassa della città e costeggiando il Monte S. Angelo, si dirigeva, in piano, verso Fondi. I due tratti si riunivano al km. 108 circa della strada attuale, dove ancora oggi è visibile l’esedra in opera quadrata eretta da Traiano a ricordo dell’impresa.

Fig. 1 - La Via Appia inferiore in un acquerello di C. Labruzzi del 1789 (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Ai lati della Via sorgevano, numerosissimi, monumenti funerari, «quo praetereuntis admoneant et se fuisse et illos esse mortalis».
Il primo tratto dell’Appia, da Roma a Bovillae, è stato, notoriamente, oggetto dí scavi, ricerche, studi: altrettanto non può dirsi per la zona in questione, almeno per il periodo anteriore al 1926, anno in cui Giuseppe Lugli pubblicò il primo volume della Forma Italiae, che comprende proprio Terracina ed il suo territorio. Non si ha notizia, inoltre, di scavi sistematici relativi alla Via ed ai monumenti funerari adiacenti, tanto che i pur numerosi ritrovamenti sono stati sempre del tutto occasionali.

E’ evidente, comunque, come l’Appia sia qui ricca di testimonianze monumentali: si consideri, ad esempio, il tratto che, dopo il colle S. Francesco, si inerpica sul Monte S. Angelo e poi arriva fino a Piazza Palatina.

Nella Valle, poi, si conserva il toponimo di contrada «I Monumenti», che rivela l’importanza e la consistenza dei resti archeologici ivi disseminati (e non solo lungo l’Appia). Al contrario, la variante traianea della Via, dopo il taglio del Pisco Montano fino all’Epitaffio, non presenta ai lati che pochissimi resti di monumenti funerari, fatto dovuto senza dubbio alla posizione, ai danni ed ai molti restauri subiti dalla strada nel corso dei secoli.

Per quanto riguarda le gentes più eminenti della città, proprietarie di ville e sepolcri posti nelle sue vicinanze ed in particolare nei punti della Via Appia sopracitati, si può risalire ad esse sulla base delle molte epigrafi rinvenute un po’ ovunque. E’ necessario altresì precisare che la provenienza di diverse iscrizioni è controversa o addirittura ignota e che di alcune non si ha più traccia.

Tra coloro che, in età repubblicana o agli inizi dell’impero, dovettero possedere un sepolcro nelle immediate vicinanze dell’Appia, nella Valle e fino al suo ingresso in città, possiamo ricordare i liberti della gens Curtia (prima di Porta Romana), le gentes Aemilia, Antonia, Egnatia, Manilia, Marcia, Octavia, Refria, Domitia, Sarronia. In epoca imperiale troviamo i Cocceii, gli Atabii, i Cessitii, la gens Iulia, gli Obinii, i Terentii, ecc.

Numerose iscrizioni, poi, provengono dalla strada un tempo detta « del Ritiro » e dalle sue adiacenze, e si riferiscono quindi a tombe dell’Appia superiore. Sono qui attestate le gentes Furia, Maiania, Marcia, Pollia, Pomponia, Laelia, Propertia, in età repubblicana o poco dopo,successivamente gli Iunii, gli Otacilii ed i Verrii.
Lungo l’Appia traianea, nei pressi del Pisco Montano, si sono rinvenute iscrizioni relative alle gentes Aemilia, Lucretia, Iuventia, Claudia, mentre un sarcofago, fuori Porta Napoletana, menzionava la gens Scucia.

Pochissimi sono i casi di epigrafi trovate nei pressi del monumento. Molte iscrizioni sono oggi conservate nel Museo di Terracina, che contiene anche diverse statue probabilmente provenienti da tombe poste lungo l’Appia nel tratto della Valle ed una rinvenuta lungo la Via Appia superiore.

Tra i documenti epigrafici più interessanti va segnalato, inoltre, un decreto dei pontefici dalla località «Scifelle», su un problema di diritto funerario.
Quanto alla dislocazione delle sepolture, il Contatore riferisce che i defunti venivano seppelliti fuori della città in un luogo denominato volgarmente « gli Monumenti », contrada che, come si è ricordato, tuttora conserva tale denominazione.

Fig. 1 - Sepolcri a podio lungo l'Appia inferiore (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Con l’andar del tempo, l’Appia, che nel tratto pontino era stata oggetto di consistenti lavori di restauro da parte di alcuni imperatori, decadde. Il rettifilo pontino, ormai completamente invaso dalle paludi,cominciò ad essere sostituito dall’antico percorso pedemontano, ma dal fanum Feroniae a Terracina, nella Valle, il vecchio tratto dell’Appia continuò a funzionare.

Anche il tracciato traianeo, dopo il Pisco Montano, subì un progressivo deterioramento dovuto agli « assalti » del mare da un lato ed alla caduta di massi dal Monte S. Angelo dall’altro. In tali condizioni è facile supporre quale fosse lo stato di rovina e di abbandono dei monumenti collocati lungo la Via.
Agli inizi del VI sec., Teodorico, nel corso dei lavori che portarono al ripristino dell’Appia, avrebbe distrutto tutti i sepolcri che fiancheggiavano la Via oltre il colle S. Francesco. Da non tralasciare, infine, i gravissimi danni prodotti dai Goti, come ricorda il Contatore, che parla della rovina di iscrizioni funerarie e di altre testimonianze del passato.

Nei secoli dell’Alto Medioevo furono edificate nei dintorni della città molte chiese rurali e cappelle che, in genere, si insediarono entro tombe dell’Appia e di antiche vie limitrofe: degne di menzione, in particolare, la Madonna della Cerqua (o Quercia), la Madonna di Costantinopoli, S. Caterina.

Fig. 2 - I due grandi sepolcri dell'Appia nella Valle in un acquerello di C. Labruzzi del 1789 (Archivio fotogr. Archeoclub di Terracina).

Una diversa utilizzazione mostra di aver subito la tomba circolare posta fuori Porta Romana, nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie. Anche solo ad un primo, superficiale esame appare evidente come, nel Medioevo, il sepolcro sia stato trasformato in torre. Il Contatore, inoltre, parlando della chiesa, afferma che un tale D. Bruna, nell’anno 1215, durante il pontificato di Innocenzo III e con il consenso del vescovo di Terracina, donò alla chiesa di S. Maria della Basilica Nuova l’orto situato « adfoveas »; nel periodo successivo al pontificato di Clemente IV, l’Archipresbitero della chiesa di S. Cesareo, D. jacopo, diede in enfiteusi la torre della chiesa di S. Maria della Basilica Nuova (detta volgarmente « Madonna Nova » o « Madonna delle Grazie »).

Questa testimonianza è di particolare interesse in quanto l’Autore ha potuto consultare antichi documenti d’archivio. Ma il sepolcro potrebbe aver avuto, anche, una utilizzazione come eremo: nel Catasto Piano della prima metà del XIX sec. è nominato, infatti, come « Casa per l’Eremita ». Tale ipotesi è avvalorata dalla presenza, nelle vicinanze, di un’altra chiesa, oggi scomparsa, dedicata a S. Antonio Abate, ancora visibile ai primi del ‘700, pare che in essa dimorassero alcuni monaci di ordine ignoto, Secondo il Pratilli, che ne vide « le vestigie », presso la chiesa, però, « egli è fama, che abitassero i Romiti, o sien Monaci da questo Santo Anacoreta instituiti ».

Tranne questo caso particolare, comunque, riesce difficile seguire le vicende dei monumenti funerari dell’Appia durante il Medioevo e nei secoli immediatamente successivi.

Con il XV sec. iniziano le testimonianze di viaggiatori ed eruditi che transitarono per Terracina soffermandosi, in molti casi, sui monumenti più signicativi. Nel ‘500 Leandro Alberti descrive il tratto pontino della Via Appia: «Quiui si uede la uia Appia, che da Roma trascorre à Brindisi. La qual è per maggior parte rovinata per la forza de i Paludi. La onde è necessario à quelli, che vogliono passare da Roma a Napoli di pigliare il uiaggio alla sinistra della detta via, la quale è vicina à Terracina per maggior parte eleuata (…) »; nota inoltre che « Lungo questa via da ogni lato si vedono vestigi d’antichi sepolchri, et chi iutiero, et chi mezo, roinato, et di chi i fondamenti ».

Fig. 5 - Sepolcro circolare presso la chiesa di S. Maria delle Grazie (foto D. D'Elia).

Nel corso del secolo seguente tali testimonianze sullo stato della Via e sulle rovine di quei monumenti che destavano l’attenzione dei viaggiatori aumentano considerevolmente. In particolare sono da menzionare J. Blaeu, che descrive, da una parte e dall’altra, l’Appia adorna di sepolcri ed edifici, ed A. Kircher, autore di un’opera sul Lazio.

Alla prima metà del secolo appartiene un documento di grande interesse: la mappa di Domenico Parasacchi sulla Via Appia, in cui sono segnalate alcune « anticaglie » della zona in esame, come, ad esempio, i due sepolcri monumentali della Valle.
Agli inizi del XVIII sec. molti resti erano ancora visibili anche nel tratto sommerso della Via, da Forum Appii a Terracina. Dal tempio di Feronia fino alla città, per tre miglia, sono ricordati edifici, monumenti ed i sepolcri con le epigrafi di alcune gentes, come la Scutia, la Nasernia, la Itdia.

Una descrizione accurata della Via ed un cenno ai cospicui resti monumentali che la ornavano, con la menzione di numerose epigrafi visibili al tempo, si trova nel più volte citate D. A. Contatore, primo storico della città, il quale informa che, presso Terracina, la strada romana si conservava maggiormente integra che in qualsiasi altro luogo. Pari importanza rivestono le dichiarazioni del Pratilli, autore, com’è noto, di un’opera sull’Appia, ma anche in questo caso c’è piuttosto la generica menzione di edifici, sepolcri ed are che una descrizione precisa degli stessi.

Il tratto in questione dell’Appia è invece descritto in modo vivace e puntuale da C. de Brosses: «Da ambedue i lati correva un marciapiede di pietra di taglio dura, per i pedoni, il quale nello stesso tempo formava due parapetti o contrafforti che impedivano alla muratura della strada di allargarsi. Lungo tutta la strada, ad ogni cento passi, si trovava alternativamente un banco per sedere o una colonnetta per montare a cavallo; infine, la fiancheggiavano di tratto in tratto mausolei, tombe o altri edifici pubblici, dei quali si vedono ancora numerose rovine. La via è stretta; nei luoghi dove si sono conservati i due marciapiedi, due delle nostre grandi carrozze non passerebbero comodamente. (…) Sono ben quindici o sedici secoli che non soltanto non riparano questa strada, ma anzi la distruggono quanto possono. I miserabili contadini dei villaggi circostanti l’hanno squamata come una carpa, e ne hanno strappato in moltissimi luoghi le grandi pietre di taglio, tanto dei marciapiedi che del selciato. (…) nei posti che non sono stati sbrecciati, la via è liscia, piana come un tavolato, e perfino sdrucciolevole per i cavalli i quali, a forza di battere quelle larghe pietre, le hanno quasi levigate, ma senza bucarle. (…) Tuttavia, nonostante vi si passi sopra da tanto tempo, senza riparare né aggiustare nulla, la massicciata non ha smentito le sue origini. Non ha che poche o punte rotaie, ma solo, di tanto in tanta, buche piuttosto brutte. (…) Siccome la strada che si fa oggi per andare a Capua non è più esattamente la stessa che seguivano i romani, ci si distacca più volte dalla via Appia e più volte ci si ritorna».

Fig. 5 - L'Appia nella Valle in una foto degli inizi del '900 (da AA.VV., La Via Appia a Terracina, Casamari 1988).

Tali descrizioni trovano preciso riscontro nei disegni eseguiti da C. Labruzzi (figg. 1-3) quando, nel 1789, in compagnia di Sir R. Colt Hoare ripercorse il viaggio compiuto da Orazio nel 38 a. C. A partire dal fanum Feroniae, Labruzzi disegnò alcuni tra i più notevoli monumenti della Via Appia nella Valle, compreso un grande sepolcro quadrato poi scomparso: a ridosso del Monte Leano la Via appare conservata magnificamente. Sono documentati, inoltre, numerosi resti dell’Appia superiore, soprattutto nei pressi di Piazza Palatina, e la grande esedra traianea al congiungimento dei due tracciati. Un sepolcro, l’edicola posta alle pendici del Monte S. Angelo, è inoltre rappresentato in un’incisione, di poco posteriore, di C. Antonini su disegno di F. de Capo.
Nella seconda metà del ‘700 si compie l’impresa di bonifica della palude ad opera del papa Pio VI.Uno dei risultati più importanti allora ottenuti fu «il ripristinare la via Appia per tutto quel tratto, che da lunga età era guasto, e sommerso nelle paludi». Di particolare interesse è, in questo ambito, l’editto promulgato dal Cardinale Pallotta poco dopo l’inizio dei lavori, teso a porre un freno alla scomparsa, vendita o distruzione dei numerosi oggetti rinvenuti durante gli scavi: « medaglie, corniole, carnei, amatisti, metalli, marmi, bassorilievi, statue, intagli, iscrizioni tanto intere, che in qualunque maniera tronche, ed imperfette, ed altre antichità di ogni sorta (…) ».

Nell’800 continuano le testimonianze dei viaggiatori, compaiono i primi studi critici sulle antichità di Terracina e, dalla metà del secolo all’incirca, le segnalazioni di ritrovamenti archeologici trovano spazio nelle apposite pubblicazioni; numerose sono anche le stampe e le incisioni sulla Via. A questo proposito è da ricordare in particolare L. Rossini che, nel suo Viaggio pittoresco da Roma a Napoli, riproduce l’edicola sepolcrale già rappresentata da Labruzzi e da Antonini (fig. 4). Un’altra stampa contenuta in quest’opera raffigura i due sepolcri posti prima di Porta Romana.

Non molti cambiamenti si notano, rispetto al tempo del Labruzzi, nel sepolcro circolare; pressoché identica è la situazione della seconda tomba, recentemente distrutta per far posto ad un edificio.Nella zona compresa fra Terracina e Fondi, poi, Rossini riprodusse un monumento piuttosto singolare.
Quanto ai numerosi ritrovamenti segnalati in questo periodo, è da dire che essi avvennero in seguito a lavori agricoli, sistemazioni stradali, costruzioni di acquedotti o altro e che, in molti casi, al rinvenimento fece seguito la distruzione dell’oggetto. A puro titolo di esempio valga la notizia del ritrovamento di una « Cassa di Pietra rinvenuta (…) in Contrada la Madonnella », contenente terra e piccoli frammenti di ossa, poi tagliata al fine di essere riutilizzata.
Intorno alla metà dello stesso secolo avvenne la scoperta di « varii monumenti, come a dire un bel sarcofago pertinente ai coniugi L. Scutio Salvio CACCABus ed a Scutia Prima liberti parimenti di Lucio (…) ».

Successivamente, durante la costruzione dell’acquedotto in località « i Monumenti », l’ispettore Pio Capponi poté osservare un tratto dell’Appia riportato alla luce in seguito aí lavori. Si rinvennero, inoltre, « monete e suppellettile funebre, appartenente a tombe che costeggiavano la via » ed una iscrizione della gens Aemilia.

La relazione di Pio Capponi «sugli scavi municipali eseguiti ai fianchi dell’Appia» costituisce una testimonianza preziosa: «apparvero una quantità indescrivibile di tombe, l’una a fianco dell’altra, formate da grosse tegole messe come suol dirsi a cappuccina; ciascuna di essa conteneva gli avanzi di un defunto, e qualche volta di due. Tra le tante se ne scoperse una rivestita in piombo, che l’avidità dei lavoranti, nella speranza di trovarvi qualche tesoro, distrusse interamente. La lastra di piombo era erta di circa 4 millimetri, e gli angoli della cassa non erano saldati, ma bensì ripiegati e fermati da chiodi -ribattuti da ambe le parti. Presso i cadaveri furono ritrovati moltissimi lagrimati, lumi eterni, monete, quasi tutte dell’epoca degli imperatori, ed altre suppellettili funebri che, per mancata sorveglianza, e massime per clandestino smercio, si sono quasi tutte perdute».

Nel 1890, ancora a seguito di lavori, questa volta compiuti per la costruzione della stazione ferroviaria, si rinvenne un edificio con un ambiente a pianta circolare, coperto a volta e dotato di sette nicchie alternativamente circolari e rettangolari, nel quale il Borsari identificò un ninfeo riadoperato come sepolcro: dell’edificio, oggi non più visibile, restano i rilievi eseguiti dall’ispettore F. Liberati. Nella stessa occasione fu scoperto anche materiale archeologico di grande importanza.

Sempre nei pressi della stazione, in seguito, il Borsari segnalò, tra l’altro, « nei tagli delle terre, considerevole quantità di ossa cremate, di rottami di embrici, di anfore e tasselli bianchi e neri, di pavimenti a mosaico» e «due sepolture formate coi soliti tegoloni a capanna, ed una terza consistente in una grossa anfora, quasi integra, entro cui erano le ossa, scomposte, dello scheletro».

Acquatinta di Carlo Labruzzi del 1789. Sullo sfondo, l'Arco di S. Gregorio, sistemato come nuovo ingresso della città, poco prima della costruzione della nuova porta (Lugli 1967)

Oltre alla Valle, cui si riferiscono questi ed altri ritrovamenti, anche altre zone diedero luogo a notevoli scoperte. Alla fine dell’800, in particolare, in località « Mola Canneto », fuori Porta Napoletana, durante «lavori di allargamento » della via si rinvenne un sepolcreto posto sul lato sinistro dell’Appia. Le tombe erano formate da «tegole bipedali» e sopraelevate dal piano della strada con un muro in reticolato alto circa due metri, tuttora visibile. In quella stessa circostanza, poco lontano, fu scoperta un’epigrafe.
Agli inizi del ‘900, in località «Acquasanta», circa 200 metri dopo Torre Gregoriana, venne alla luce un sepolcreto, non esplorato completamente, che si estendeva «per oltre 50 m. lungo la via». La datazione è fissata da O. Nardini a dopo il 183 d. C. per il rinvenimento di alcune monete dell’età di Commodo.

Nello stesso periodo, in località «Mellone», lungo il tratto della Via nella Valle, fu scoperto «un sepolcro antico inesplorato; in questo un’urna di marmo con iscrizioni, e dentro altra piccola urna di vetro coperta da pietra grezza; urna di cristallo del diametro di 30 per 35 cm. a bordo netto con due maniglie doppie col gomito in mezzo, a forma di arciola comune, cristallo a vetro bluastro chiaro con leggero patino interno e sartoro esterno, alla base di circa 15 cm.»

Con l’avvento della fotografia un nuovo tipo di documentazione si è aggiunto a quella tradizionale: tutta una serie di immagini attesta quale fosse, fino a qualche decennio fa, il perfetto stato di conservazione della Via la situazione dei sepolcri che la fiancheggiano. Nella Valle essa appare molto ben conservata (figg. 5-6) ed altrettanto può dirsi del tratto dell’Appia superiore. Quanto al percorso traianeo, come si è detto, la particolare posizione e le vicende storiche hanno accelerato il processo di distruzione della Via e dei monumenti adiacenti.

Anna Rita Mari


Questo studio prende l’avvio dalla tesi di laurea da me condotta per la Sezione di Archeologia greca, romana e tardo-antica del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma «La Sapienza ». Desidero ringraziare il prof. Sandro Stucchi ed il prof. Patrizio Pensabene per avere seguito la ricerca. Un ringraziamento particolare va a mio marito, Fabio Minotti. per il prezioso aiuto fornito nell’esecuzione dei rilievi e per la documentazione fotografica. Ringrazio, inoltre, il dott. Rosario Malizia per la costante e fattiva collaborazione nelle ricerche bibliografiche e d’archivio, nell’esecuzione dei rilievi e nella schedatura dei monumenti: il dott. Pietro Longo per la segnalazione di notizie d’archivio e per l’aiuto prestato nel corso della catalogazione; mia sorella, Manuela Mari, per la collaborazione fornita, in particolare, nell’esecuzione dei rilievi: il dott. Giovanni Pesiri e la dott.ssa Bruna Angeloni per i suggerimenti nelle ricerche archivistiche; le dott.sse Albarosa Marigliani e Gigliola Marrocco, dell’Ufficio BB.CC. del Comune di Terracina, per la loro disponibilità; il disegnatore Tommaso Semeraro per gli utili consigli forniti; gli archh. Paolo e Mirella Tramonti per la cortesia dimostrata. Colgo l’occasione. infine, per esprimere i miei ringraziamenti agli abitanti delle zone prospicienti la Via Appia, i quali, con la loro disponibilità. mi hanno permesso di svolgere il lavoro, consentendomi l’accesso alle loro proprietà e fornendomi, in qualche caso, indicazioni e notizie di grande interesse. ?


?

Molto significativi sono anche alcuni tra i sepolcri che non si affacciano sulla Via, ma sorgono in zone più interne: cfr. LUGLI 1926, c. 28, n. 10, cc. 33-34, n. 17, cc. 35-36, n. 22, cc. 36-37. n. 25. c. 42. nn. 36-37 (stele sepolcrale) e n. 38 (sarcofago), e. 43, n. 39. c. 181. n. 1: La Valle 1983, p. 29 ss., nn. 32, 40, 41, 43. 45. 46. 47. 48. 59, 60.?
Nulla o quasi é possibile affermare circa i sepolcri del tratto traianeo, poiché pochissimi sono i resti conservati: v. intra. pp. 62-63. ?
L’analisi dei monumenti non può giovarsi dell’apporto di dati provenienti da scavi sistematici: se nella maggior parte dei casi i sepolcri conservano il solo nucleo in cementizio, per alcuni di essi un più approfondito esame potrebbe far emergere elementi interessanti. Al riguardo v.. ad esempio, i sepolcri nn. 2 e 15, nei quali una superficiale pulizia ha posto in evidenza particolari di un certo rilievo.?
E’ questo il tragitto compiuto nel 38 a. C. da Orazio: fino al fanum Feroniae in barca, poi percorrendo nuovamente la Via (HOR.. Sat. I, V). ?
Cfr. REMIDDI 1911, p. 64 ss.?
Sul tracciato della Via Appia cfr. CASTAGNOLI 1956 (in particolare per il primo tratto); STERPOS 1966: CASTAGNOLI 1969: RADKE 1981, p. 134 ss.: ESCH 1988 (con bibliografia precedente).?
Cfr. LUGLI 1926. cc. 215-216. n. 54. ?
VARR., De lingua Lat. VI, 49. ?
Cfr CONTATORE 1706, p. 161: PRATILLI 1745, p. 126. ?
Il percorso attuale della Via si discosta in alcuni tratti dall’antico: cfr. LUGLI 1926, cc. 212-213, 214-215, 217. ?
Cfr., in particolare, LA BLANCHÈRE 1881a, p. 58 ss.; LA BLANCHÈRE 1884, p. 58 ss., p. 86 ss., p. 94 ss.: BIANCHINI 19772, p. 54 ss. Sulle gentes più in vista di Terracina, tra le quali andrebbero ricercati i committenti del santuario posto sulla sommità del Monte S. Angelo, v. COARELLI 1987, p. 113 ss. ?
Cfr. inoltre HESNARD-LEMOINE 1981. per i rinvenimenti di anfore nella zona successivamente attraversata dall’Appia traianea, ove erano vasti possedimenti fondiari (sullo stesso argomento v. anche HESNARD 1977). V.. però, intra. p. 85, nota n. 34. ?
Per le epigrafi relative cfr. BROCCOLI 1982, pp. 25-26, nn. 15-16. ?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884, p. 65 ss e p. 86. Per l’iscrizione in cui compare un Antonius Privatus. cfr. BROCCOLI 1982. p. 30, n. 22. In riferimento ad un’epigrafe relativa agli Aemilii (CIL X. 6343: Additamenta, p. 984), ritrovata sull’Appia, v. intra p. 26, nota n. 59: cfr. inoltre, LA BLANCHÈRE 1881a, pp. 38-39. n. 2. Sull’epigrafe dei Marcii (CIL X, 6376; Additamenta, p. 984), proveniente dalle « Prebende ». cfr. LA BLANCHÈRE 1881a, p. 40, n. 3. ?
Per l’iscrizione (CIL X. 6356). cfr. LA BLANCHÈRE 1881a, pp. 40-41. n. 5; v., inoltre. LA BLANCHÈRE 1884, p. 95; LUGLI 1926, c. 6, nota n. 4. Sul rinvenimento dell’epigrafe v. intra. p. 26. nota n. 65 (per un’altra interessante testimonianza sui Cocceii. cfr. BROCCOLI 1978. p. 230 ss.).?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884. p. 94 ss. Per le epigrafi corrispondenti (rispettivamente CIL X. 6347; CIL X, 6354; CIL X, 6338: CIL X. 6382; CIL X. 6398: Additamenta, p. 984) cfr. BROCCOLI 1982, p. 23, n. 12 (Atabii), p. 24, n. 14 (Cessitii), p. 27, n. 18 (gens lulia). p. 29. n. 21 (Obinii), p. 30, n. 22 (Terentii). Sulle iscrizioni nn. 14. 18. 22 cfr. inoltre SOLIN 1985. p. 195. ?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884. p. 67 ss. e pp. 88-89; per l’epigrafe della gens Pomponia (CIL X, 8264). cfr. BROCCOLI 1982. p. 75, n. 98 (per un’altra Iscrizione relativa alla gens Marcia. cfr. BROCCOLI 1978, pp. 234-235).?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884. p. 96. Per le iscrizioni corrispondenti (rispettivamente CIL X. 8402a e CIL X. 8404) cfr. BROCCOLI 1982, pp. 27-28, n. 19 (il cippo, però, pur provenendo dalla « ria del Ritiro», è inserito tra i «Rinvenimenti dalla Valle di Terracina») e pp. 75-76, n. 99. Sul cippo n. 19 cfr. inoltre SOLIN 1985. p. 195. ?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884. p. 98. Un’iscrizione dei V errii è stata recentemente rinvenuta «lungo la via panoramica»: LONGO 1983-84. p. 333, n. 26.?
Per il sarcofago con l’iscrizione pertinente alla famiglia (CIL X. 6344), cfr. BROCCOLI 1982, p. 54, n. 62; SOLIN 1985, p. 197. ?
Cfr. LA BLANCHÈRE 1884. rispettivamente p. 68 e p. 73.?
Sull’iscrizione, cfr. BROCCOLI 1982, pp. 54-55; n. 63: SOLIN 1985. p. 197. ?
CIL X. 6390; cfr. inoltre. LUGLI 1926, e. 213, nota n. 1. ?
CIL X. 8259: cfr. LA BLANCHÈRE 1881a, p. 44 ss. n. 9: MOMMSEN 1881. p. 63; LA BLANCHÈRE 1881a, Addenda, p. 250 ss.; LA BLANCHÈRE 1884, p. 144: LUGLI 1926, c. 41, nota n. 1; LUGLI 1940. p. 15, nn. 12-13. ?
CONTATORE 1706. pp. 161-162: « Defunctorum cadavera, ut in propatulo est, non intra. sed extra ipsorum Urbem tumulabantur in loco, qui hactenus appellatur volgo (gli Monumenti) hac vero lege. ut in/imae fortis, ac in/erioris notae homines hic tantum. caeteri vero nobili sanguine prognati ad libitum alibi sepelirentur propter magnifica atavorum, proavorum monumenta, quorum vestigia passim per Viam Appiam. ac pmximos colles visuntur». ?
Vastissima è la bibliografia sulle Paludi Pontine. Particolare interesse. soprattutto per le notizie riguardanti Terracina, rivestono i seguenti studi: BOLOGNINI 1759: NICOLAJ 1800: PRONY 1822: BERTI 1884; CROCI 1904; REMIDDI 1911; ORSOLINI CENCELLI 1934: DILKE 1961. Su paludi e bonifiche nell’antichità, v., da ultimo, TRAINA 1988.?
Cfr: LA BLANCHÈRE 1884. pp. 169-170.?
CONTATORE 1706, p. 37. Una testimonianza sullo stato di efficienza dell’Appia in questo periodo è in PROCOP., De bello Goth. I, 14. ?
Cfr. LA BLANCHÈRE. 1881a. p. 37 e LA BLANCHÈRE 1884, pp. 181-182. Anche l’attuale Porta Romana, secondo questo Autore, sarebbe edificata, in parte, su un monumento funerario romano. il più grande costruito nei pressi di Terracina, mentre un bastione delle mura del Monte S. Angelo si sarebbe sovrapposto ad una tomba antica: v. LA BLANCHÈRE 1881a, p. 42 e LA BLANCHÈRE 1884, p. 204, n. 25. Diversamente in LUGLI 1926.• rispettivamente cc. 67-68 e c. 157, b: v. anche cc. 74-75. n. 14 e intra, p. 83 nota n. 5. Molti edifici, come è noto, furono inoltre oggetto di spoliazioni: all’interno della Cattedrale sarebbero « lastre di marmo tolte a sepolcreti» (AURIGEMMA-BIANCHINI-DE SANTIS 19662, p. 41).?
CONTATORE 1706, p. 343: « De ea [la chiesa di S. Maria della Basilica Nuova] frequens est mentio in antiquis scripturis Terracinen. Hinc legimus D. Bruna Anno Domini 1215 tempore Innocentii III. cum consensu Simeonis Episcopi Terracinen. donasse Ecclesiae S. Mariae Basilicae Novae ortum positum adfoveas, et sede vacante post Clementem Quantum D. Jacobum Archipresbyterum Ecelesiae S. Cesarii Terracinen. una cum Canonicis dedisse in emphiteusim Turrim Ecclesiae S. Mariae Basilicae Novae ». ?
ASL. FC, Catasto Pontificio di Terracina. Copia del Brogliardo della stima urbana della Città e ristretti della Comunità di Terracina, n. di mappa «D», n. progress. 1465. Il catasto, del 1822. é stato successivamente aggiornato. In CANINA 1856, tav. CXCVII, l’edificio è indicato come « Sepolcro»; in una pianta del 1853, conservata in ASL. ACBP. cart. n. 9. la dicitura è invece « Avancorpo antico di monumento lungo l’Appia ». ?
S. Antonio Abate fondò un ordine di eremiti, detti anche « cenobiti», «perché menavano la vita in comunità»; cfr. MORONI 1840. s. v. Anacoreta.?
CONTATORE 1706, pp. 342-343. ?
PRATILLI 1745, p. 121. Per le norme che regolavano la vita di questi eremiti, cfr. Conciliunt Romanum 1725. pp. 86-87 ed Appendice XXI, p. 306 ss.?
In particolare v. BIONDO 1547. pp. 98-99 (anche se non riporta notizie di alcun genere sui monumenti sepolcrali della Via).?
ALBERTI 1577, p. 135 (verso). ?
ALBERTI 1577, p. 136 (recto).?
Nel corso del XVI secolo si pongono, in particolare, le testimonianze di G. Fabricius (FABRICIUS s. d., p. 18). S. V. Pighius (PIGHIUS 1587, p. 433 ss.) e A. Buchellius (BUCHELLIUS 1902, p. 112 ss.). Di notevole rilievo sono, inoltre. gli « itinerari » per viaggiatori, fioriti a partire dalla fine del secolo, tra cui si collocano le guide di F. Schott (SCHOTT 1600, p. 342 ss.) e J. H. Pflaumern (PFLAUMERN 1628, p. 416 ss.), per i giubilei rispettivamente del 1600 e del 1625. Grande importanza riveste anche l’opera di M. Misson (MISSON 1691, p. 255 ss.), per il viaggio compiuto sul finire del XVII secolo. Sull’argomento cfr. STERPOS 1966. p. 121 sa e passim. Da segnalare inoltre le opere di F. Cluverius (CLUVERIUS 1624, p. 1009 ss.), J. Hondius (HONDIUS 1626, pp. 167-168) e T. Valle (VALLE 1637, p. 72 ss.). per non citare, poi. le trattazioni specifiche sulla Via, come ad es. quella di N. Bergierius (BERGIERIUS 1699. cc. 687-688). In nessuno degli autori elencati è però possibile rinvenire la descrizione o anche solo la menzione di particolari sepolcri visibili nella zona di Terracina. In un disegno degli Uffizi di Antonio da Sangallo il Giovane, vissuto tra il XV ed il XVI secolo. è invece raffigurato un sepolcro che il Lugli ritiene situato lungo l’Appia (LUGLI 1926. c. 92, tav. VII, fig. 2). Si tratta. invece, della tomba di Ummidia Quadratilla a Cassino: cfr. VASORI 1981. p. 123.?
BLAEU 1663, p. 175: « itinc atque hine aedificiorum ac sepulchrorum crebra ac clara monumenti, quibus ea ornatissima fuit».?
KIRCHER 1671, p. 25 ss. (per Terracina) e p. 247 ss. (per l’Appia nella zona).?
In FRUTAZ 1972. tav. 85.?
CORRADINI 1705, pp. 211-212: «Ab eo situ [Forum Appii] Terracinam usque miserandae ejus vice sparsim in aquis cernuntur reliquiae cum mausoleis, sepuichris, aedieulis, villis, pontibus, atque praetoriis dirutis, quibus ab utroque latere quondam magnificentissime fuit exculta (…) Ab istius modi aede [Divae Feroniae] Terracinam usque. et sic spatio trium lapidum plura excitata videbantur ah utroque Appiae latere rizausolea, et praetoria: mcrnumenta nempe Scutiae gentis cum epigraphe Naserniae (…) Et Juliae, fortasse ejus. ex qua ortus est T. Julius Paetinus Bassianus, quem (…) memoravimus patronum coloniae Terracinensis». ?
CONTATORE 1706. p. 319: «Porro regina viarum Appia. quae nullibi magis integra. quam apud Terracinam observatur (…) ». Sulla Via v. p. 319 ss.?
PRATILLI 1745. p. 114 ss. L’Autore menziona, tra l’altro, alcuni lavori compiuti nel 1725 per sistemare la Via nel tratto verso Fondi, in occasione dei quali fu trovata un’epigrafe divisa a metà che egli trascrive (p. 129). Si riferisce. evidentemente, al pontificato di Benedetto XIII che più volte si recò da Roma a Benevento passando per Terracina (sul pontificato di Benedetto XIII. cfr. PASTOR 1962. p. 487 ss). Altri cenni sui sepolcri dell’Appia in RICCHI 1713, pp. 155-156. ?
BROSSES 1973. pp. 239-240. lett. XXIX (il viaggio è del 1739). Tra i viaggiatori del ‘700 v. anche CAYLUS 1914, p. 194 ss.: trovandosi nel 1715 nei pressi di Terracina. descrive l’Appia «qui. sortant d’un marais impraticable, conduit jusques à la ville. L’on volt des ruines à droite et à gaucho (…)». Sull’argomento cfr. STERPOS 1966. p. 194 ss., p. 246 ss.?
Presso l’Accademia di S. Luca è conservata una, raccolta in quattro volumi (peraltro incompleta) dei disegni del Labruzzi: LABRUZZI 1789, tavv. 31-44. (per la Via ed i suoi monumenti a Terracina). I sepolcri rappresentati e tuttora visibili sono i nn. 1. 4. 5, 22. 27: il Labruzzi disegnò. inoltre. l’Arco di S. Caterina (tav. 35), forse costruito su un monumento funerario: cfr. LA BLANCHÈRE 1881a. pp. 37 e 41. In riferimento a questa costruzione, nel 1791 «I Zelanti della Città di Terracina (…) divotamente espOngon0. Che un certo Salvatore Marconi (…) si è fatto lecito demolire un pezzo di monumento antico rispettabile, (..) [posto] sul Marciapiede dell’antica Strada Appia [il quale] serviva per rifugio dei Cittadini, e Viandanti per ripararsi in caso di pioggia. e rifrescarsi dal calore in tempo di estate. In esso monumento si scorgeva una impostatura di un magnifico Arco formata di grossissimi macigni (..) »: ASR, Camerale II, b. 11. fase. 266. Per il viaggio del 1789, cfr. HOARE 1819, p. 100 ss. ?
Per i disegni del Labruzzi. dal fantini Feroniae alla Torre dell’Epitaffio. cfr. ASHBY 1903, p. 406 ss.. 14”-28?: LUGLI 1961. p. 225 ss.: LUGLI 1967. tavv. 15 (l’Autore nota. a proposito del sepolcro n. I qui raffigurato, un recinto quadrato: di esso, oggi. non resta traccia alcuna) – 18.?
Pubblicata anche in APOLLONJ GHETTI 1982, tav. 130. Un altro sepolcro, di difficile identificazione, è poi rappresentato in UGGERI 1817. tav. XXVII: «Pian. et Elevation d’un Tombeau à Teracine».?
Cfr. supra. p. 23 nota n. 26. In particolare, nell’opera del Nicolaj è contenuto il resoconto completo dell’impresa di Pio VI.?
NICOLAJ 1800. p. 265. Per poter riattivare il tratto pontino dell’Appia fu però necessario rimuovere il lastricato originario, che fu spezzato e riadnperato per la massicciata della nuova strada (altra breccia si ricavò dalla cava del Pisco Montano: cfr. NICOLAJ 1800, pp. 364-365). ?
NICOLAJ 1800, p. 245.?
Cfr. ad esempio. BAYARD 1802-03. p. 8 ss.: PETIT-RADEL 1815. p. 557 ss.: CASTELLAN 1819. p. 9 ss.: BROCKEDON 1835, p. 189 ss.: FULCHIRON 18432. p. 30 ss. ?
ROSSINI 1839. tav. 51. con didascalia errata, infatti la costruzione (sepolcro n. 27) viene posta tra Fondi e Mola di Gaeta; cfr. ASHBY 1903, p. 407. Meno probabilmente potrebbe trattarsi dell’edicola situata poco oltre (n. 34). ?
ROSSINI 1839. tav. 72. Anche in questo caso la didascalia non è esatta. in quanto si riferisce alla «Porta della Città di Benevento»: cfr. ASHBY. 1903, p. 407.?
Cfr. BROCCOLI 1975. p. 25. fig. 6.?
ROSSINI 1839. tav. 48; anche in APOLLONJ GHETTI 1982, tav. 132. ?
ASR, Camerlengato. p. II. tit. IV. AA.BB.AA., b. 229, fase. 2163 (anno 1834). Da notare, inoltre, che qualche anno dopo, nel 1839. effettuati alcuni tasti a Barchi. si rinvenne parte del lastricato della Via cne si pensò di riutilizzare per «restaurare » le strade cittadine-e la «pubblica piazza ». ASR. Camerlengato. p. IL tit. IV, AA.BB.AA.. b. 270. fase. 2913. ?
MATRANGA 1853, p. 139; v. supra. p. 23. nota n. 23. ?
CAPPONI 1878a: v. inoltre CAPPONI 1878b: CAPPONI 1878-79.?
CAPPONI 1878b, p. 347.?
BORSARI 1891. ?
ACS. MPI, AA.BB.AA.. Allegati. b. 7. Ora in DE ROSSI, 1987, p. 25 ss. ?
Per l’elenco dettagliato e per il carteggio relativo ai lavori che permisero queste scoperte. v. ACS, MPI, AA.BB.AA., II Vers., I a, b. 259, fase. 4499. ?
BORSARI 1892, p. 55. ?
Cfr. LIBERATI 1892. per il ritrovamento dell’epigrafe di M. Cocceius Apollonius a seguito di « lavori per sistemazione della strada di accesso alla stazione ferroviaria »; BORSARI 1900. a proposito di un’iscrizione dall’Autore ritenuta sepolcrale, trovata «a circa m. 100 dalla Porta Romana » (sulla stessa cfr. BROCCOLI 1982, pp. 67-68. n. 84). Altre segnalazioni, per la zona di S. Benedetto. in VAGLIERI 1907.?
Gli scavi furono effettuati durante i lavori « per la nuova conduttura (…) dalla località detta Mola della Torre (…) fino al serbatoio (…) sulla pendice occidentale di Monte s. Angelo »: MARCHETTI 1894. ?
SOGLIANO 1899. ?
NARDINI 1911. pp. 346-347: v., inoltre. GHISLANZONI 1911. p. 104. ?
ACS, MPI, AA.BB.AA., IV Vers.. Div. I (1908-1924), b. 308. La notizia del ritrovamento è in una lettera del 1? luglio 1911 spedita dall’Ispettore Generale della Regia Questura di Roma al Ministro della P. I. In un’altra lettera del 10 luglio dello stesso anno, inviata dal Direttore del Museo Nazionale Romano al Ministro della P.I., si fa ancora menzione dell’olla cineraria. Altre notizie, questa volta relative ad una tomba, sono da segnalare in ACS, MPI, AA.BB.AA.. III Vers., (1898-1907): data l’attuale inagibilità del fondo, in fase di sistemazione. non è possibile però precisare neanche l’esatta ubicazione del sepolcro. ?
Molte sono dovute al fotografo locale F. Mazzia (cfr. ad es. CAPUTOROMERO 19312. pp. 120 e 263) ed ormai hanno acquistato valore di testimonianza «storica» dati i molti mutamenti che la Via ha dovuto subire e le nuove costruzioni che. un po’ dovunque, le si sono affiancate. Altre immagini di sepolcri in ROSSI 1912, pp. 58, 80 (cd. « tomba di Galba ». posta sulla strada per Napoli). 81. 111. ?
Per la distruzione di un tratto di basolato nella Valle nel 1932, a seguito di lavori per la messa in opera dell’acquedotto del Fico da parte del Comune di Terracina, v. ACS. MPI. AA.BB.AA., IV Vera, Div. II, b. 29. ?
Verso la fine degli anni Cinquanta. i lavori relativi alla costruzione della Via Panoramica hanno permesso di portare alla luce resti piuttosto consistenti di monumenti: v. intra, p. 51 ss. In questi ultimi anni è da rilevare, altresì, «un rinnovato interesse per lo studio del materiale ansurate e per Terracina in particolare»: LONGO 1983-84. p. 316 e nota n. 5: per iscrizioni funerarie recentemente rinvenute, v. p. 321 ss. ?

U. Broccoli, foto del sepolcro romano distrutto.

Terracina Rialzati

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terracina-nicola-simbari-1959_bis

Ancora una stangata per l’amministrazione comunale sugli aumenti della Tassa sui
rifiuti.
Il Tar ha accolto il ricorso presentato dall’Ascom sugli aumenti del
20% sulla bolletta Tarsu per il 2009. Una sentenza «fotocopia», o quasi, quella
emessa nei giorni scorsi, rispetto a quella già emessa sugli aumenti del 2008.
Fondate, insomma, almeno due delle tre istanze presentate dal legale
dell’associazione d’impresa Luigi Cerchione. Il Comune ha violato la legge sugli
adeguamenti tariffari (Decreto legislativo 507/93, articolo 69) che
impone alle pubbliche amministrazioni di motivare e giustificare aumenti e
adeguamenti attraverso una dettagliata istruttoria. C’è stato, insomma, un
«eccesso di potere». La delibera impugnata, spiega il Tar, risulta affetta dalle
censure perché «dalla stessa si ricava unicamente l’indicazione dei costi del
servizio relativi agli anni 2008 e 2009, ma nulla si trae in esito ai parametri
e/o elementi, pur sempre rilevanti». Ma non è tutto. Un capitolo a parte
riguarda gli aumenti in bolletta stabiliti dall’amministrazione comunale per le
categorie commerciali. Anche qui il Tar accoglie l’istanza dell’Ascom, che
rilevava come le categorie commerciali che producono rifiuti riciclabili sono
state penalizzate da aumenti tre volte superiori a quelli delle utenze
domestiche, anche se quei rifiuti, con una adeguata raccolta differenziata,
avrebbero dovuto essere riciclati. La delibera è stata dunque annullata dal Tar,
che non ha accolto le motivazioni opposte dal Comune. L’Ente, dunque, si trova
di nuovo di fronte ad una delibera illegittima. Con tutta probabilità dovranno
scattare di nuovo i rimborsi di quel 20% ottenuti dai contribuenti senza che ve
ne fossero i presupposti. Ma le spese dell’Ente non si fermano qui. Da pagare ci
sono anche le spese a Gerit Equitalia, l’agenzia di riscossione che ha
provveduto all’iscrizione a ruolo delle tasse e all’invio delle cartelle, questa
volta senza farli precedere dagli avvisi. Un’altra mazzata che, a ben vedere,
forse si poteva evitare, proprio sulla scorta del precedente del 2008. Non è
chiaro per quale motivo l’amministrazione comunale abbia deciso invece di
perseverare ma un dato è certo: nel giro di due anni il Tar ha annullato ben due
delibere relative ad aumenti della tassa sui rifiuti, di fatto smontando
l’intero iter tecnicoamministrativo portato avanti dagli uffici comunali. Errori
che pesano su un bilancio pubblico già in difficoltà, ma che sanno anche di
beffa per quei cittadini che non hanno fatto ricorso e che dunque hanno sborsato
soldi che non dovevano. Quale siano le intenzioni dell’amministrazione comunale,
quel che si prevede sono altre spese. Tutt’altro che escluso, infatti, è che il
Comune si appelli al Consiglio di Stato, con conseguenti spese legali. Un film
già visto, in cui a rimetterci è sempre la collettività.
Diego Roma

Il crollo della giunta comunale del sindaco Stefano Nardi si avvicina: due
consiglieri della maggioranza sarebbero pronti a dimettersi, e almeno un altro è
indeciso sul da farsi. Il terreno su cui poggia la poltrona del primo cittadino
sta per sprofondare. La prossima, sarà la settimana decisiva per il sindaco
Nardi e l’amministrazione che guida. In pentola bolle di tutto: consiglieri che
si gettano dalla scialuppa; il coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone
che spinge per la caduta del governo Nardi. In più, a traballare, è tutto
l’assetto del Pdl provinciale. È proprio da Terracina infatti che potrebbe
iniziare la resa dei conti tra i vertici del partito di Berlusconi
nella provincia pontina. In particolare sono i dissapori tra il sindaco di
Latina Vincenzo Zaccheo – cui da tempo ormai è legato il destino
dell’amministrazione Nardi – e il coordinatore del Pdl Fazzone che potrebbero
avere le prime ripercussioni su Terracina. Un campo di battaglia che si scatena
sulle macerie di un governo locale al collasso anche alla luce dei risultati
nelle ultime elezioni provinciali. La prova del nove infatti non è stata
superata. Nardi avrebbe dovuto dare dimostrazione, sponsorizzando la candidatura
di Stefano Galetto, di avere ancora la forza per imporre il proprio elettorato.
Invece, conti alla mano, Galetto non ha ottenuto quell’exploit di preferenze che
Nardi e i suoi avrebbero dovuto garantirgli. Anzi, Fazzone che avrebbe dovuto
subire una débacle a Terracina, alla fine ha retto bene. E questo gli offre
l’occasione per fare la voce grossa sulla città del Tempio di Giove e far valere
il suo potere politico. Ecco allora le probabili dimissioni dalla maggioranza di
un paio di esponenti dall’amministrazione. Il braccio di ferro tra i vertici
provinciali apre la strada a una probabile sfiducia al sindaco Nardi. Dopo
Pasqua, chi si sta muovendo per il crollo della giunta potrebbe uscire allo
scoperto. L’amministrazione è una bomba a orologeria. A premere il detonatore,
secondo indiscrezioni potrebbero essere proprio un paio di
sostenitori fedeli a Fazzone.
Francesco Avena

Resta in carcere Pietro Pupella, il 38enne di Terracina arrestato martedì scorso
sulla Flacca, all’altezza di Borgo Sant’Antonio perché trovato in possesso di
mezzo chilo di cocaina nascosta sotto il sedile dell’auto. Lo ha deciso il
giudice per le indagini preliminari Nicola Iansiti a seguito dell’interrogatorio
di garanzia che si è tenuto ieri presso il Tribunale di Latina. L’uomo era stato
arrestato nel pomeriggio di martedì scorso dai militari del Nucleo investigativo
di Latina, insospettiti dall’andamento della «Punto» di Pupella, al seguito di
un’altra auto «civetta». Nell’abitazione del 38enne era stato trovato altro
materiale attribuito all’attività di spaccio: un bilancino di precisione e tutto
il materiale necessario al confezionamento delle dosi, ma anche una dose già
confezionata di cocaina e pochi grammi di hashish. Proseguono intanto le
indagini da parte del Nucleo investigativo provinciale per venire a capo
dell’eventuale rete di corrieri che opererebbe sul territorio
per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
D. R.

Clima pasquale, tra Latina (D) e Terracina (Eccellenza) che ieri al Francioni si
sono affrontate in amichevole e amichevolmente hanno chiuso il confronto con un
pareggio (1-1) che fotografa alla perfezione il clima della partita.
Un derby
che il Latina più degli avversari ha affrontato con una formazione rimaneggiata
causa le assenze di Basilico, bloccato da un virus intestinale, di Cinelli e
Ricciardi, tenuti precauzionalmente a riposo, e dell’infortunato Mariniello. Sia
Sibilia che Minieri si sono affidati al 4-2-3-1: i nerazzurri hanno riproposto
Sperduti tra i pali, affidandosi ad una difesa imperniata sui centrali Balleelo
e Tarantino, con Santu e Facci difensori di fascia. In mediana si sono piazzati
Caputi, nonostante alla ripresa del campionato non sarà disponibile perché
squalificato (due giornate), e Festa, mentre la linea dei trequartisti è stata
affidata a Tirelli, Giacinti e Canali, con Iannini unica punta. Pressoché
immediato il vantaggio del Terracina, all’8’: Vuolo sfugge al controllo di Facci
sull’out di destra, guadagna il fondo e serve Gradone che supera Sperduti con
una conclusione mancina che si infila a fil di palo. Il pareggio del Latina è di
un quarto d’ora dopo e lo firma Facci che trasforma un rigore concesso per un
fallo di Valerio su Iannini. Nelle battute finali della prima frazione i
nerazzurri sfiorano anche il vantaggio al termine di una pregevole azione
personale di Canali che a tu per tu con il portiere tirrenico, conclude però sul
fondo. Nella ripresa consueta girandola di sostituzioni che consente di vedere
in campo qualche giovane del settore nerazzurro (De Santis, Peresssini,
Marchetti). L’unica emozione la regala il Terracina, con Ruffini: la sua
punizione, scheggia la parte alta della traversa.
di VINCENZO ABBRUZZINO

Vacanze di Pasqua all’insegna dell’arte e della conoscenza del patrimonio
storico e culturale di Terracina.
L’assessore ai beni culturali Luciano Pecchia,
infatti, ha reso noto che sono state programmate una serie di visite gratuite
nel centro storico terracinese, promosse dal museo civico «Pio Capponi» in
collaborazione con l’Archeoclub. Oggi sarà possibile visitare l’area
archeologica di Monte S. Angelo e il Tempio di Giove. L’appuntamento è alle
10.30 nel piazzale di sosta antistante l’area archeologica. Due ore fra la cinta
muraria, le torri, il campo trincerato e il santuario, guidati dai volontari
dell’Archeoclub con accesso gratuito al sito. Per il giorno di pasquetta invece
l’associazione condurrà i visitatori al Foro Emilano. Ma il tour non termina
qui, l’Archeoclub e l’amministrazione comunale hanno previsto, con la stessa
formula dell’ingresso libero, la visita al museo civico «Capponi» e nel percorso
museale urbano. L’appuntamento è alle 10,30 in piazza Municipio per due ore di
visita. E per il Lunedì dell’Angelo il museo civico sarà aperto
anche nel pomeriggio dalle 15 alle 18.

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Le casse del comune di Terracina sono esangui, si sà, ci siamo perfino stancati di dirlo.

L’amministrazione non riesce più a nasconderlo, tanto è vero che si sta trasformando in un’azienda pubblicitaria per raccattare i fondi con iniziative che vanno dai nuovi cestini-gettacarte sponsorizzabili da privati con appositi cartelli, all’adozione di siti archeologici da ripulire e manutenere durante l’anno.

Dal momento che non ci sono i soldi per pagare i canoni della Terracina Ambiente per la raccolta dei rifiuti, che è stata tagliata quasi completamente la spesa per i servizi sociali, ci sembra naturale pensare che se le risorse non ci sono, non ci sono per NESSUNO…

E invece, spulciando tra le spese effettuate in questo periodo dall’amministrazione, ci troviamo a commentare delle voci inquietanti, che sembrano uno schiaffo a tutte le persone più deboli che in questi ultimi mesi hanno visto dei servizi, loro imprescindibile DIRITTO, brutalmente tagliati senza alcun preavviso.

tariffa Nardi

Cominciamo con le spese per il telefono portatile del Sindaco, € 905.86 per un bimestre, pari all’affitto di un appartamento di medie-piccole dimensioni per una famiglia di 4 persone… Sarebbe interessante a questo punto capire come si arriva a cifre simili, vabbè che una telefonata allunga la vita, ma a tutto c’è un limite!

Vedere link:

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/telefono_sindaco

Passiamo oltre e troviamo la curiosa spesa per acqua minerale e bicchieri in plastica durante le sedute del Consiglio Comunale, € 650,00 annuali a forfait…

Tutti conosciamo le doti oratorie dei consiglieri comunali terracinesi (specie di alcuni) che quindi comportano la necessità di abbeveramento degli stessi; ma calcolando a 0,50 cent a bottiglia (al supermercato si potrebbe risparmiare ancora di più) sono 1300 bottiglie, dividiamo esagerando per 2 consigli al mese, sono 54 bottiglie ogni Consiglio, una media di 2,7 lt a testa… chissà poi quanta din din!!!

Anche qui, vedere link:

http://issuu.com/terracinarialzati/docs/acqua_consiglio_comunale

Alla fine, la domanda che ci facciamo da anni,  ma a cui nessun vuole rispondere, è sempre la stessa: Come può una classe politica, che dimostra anche nelle spese più futili tanta incapacità e menefreghismo, essere depositaria della fiducia dei cittadini per risanare il bilancio e amministrare la città?

Articolo tratto dal sito internet di “Terracina Rialzati”

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Le elezioni regionali stanno avendo uno strascico pesante anche Terracina.
Mentre il Pd fa la conta dei voti per capire se è sceso oppure se mantiene la
quota storica, c’è chi come il sindaco Stefano Nardi la conta la fa sugli
uomini. I consiglieri comunali più precisamente. Perché dopo l’emorragia delle
scorse settimane, tra deleghe consegnate e estromissioni di forza, il primo
cittadino può contare si e no su sedici consiglieri su trenta, con lui
diciassette. Ieri le voci si rincorrevano su altri due che sarebbero in procinto
di passare sui banchi degli incerti. Se così fosse Nardi non avrebbe più la
maggioranza per governare. I motivi delle probabili nuove defezioni sarebbero
tutti da ricercare nei voti ottenuti dai candidati del pdl in provincia. A
Terracina i voti sono andati un po’ a tutti e i rapporti di forza, almeno sul
consenso, sono venuti fuori. Galetto, che era portato dalla compagine
amministrativa, sindaco compreso, ha preso una manciata di voti in più rispetto
a Gianfranco Sciscione eletto al consiglio regionale alla sua prima esperienza
elettorale. E poi ci sono anche i voti di Fazzone, non pochi, che non era certo
sostenuto dal capo dell’amministrazione. Un segnale di debolezza raccolto al
volo e che ora rischia di mandare Nardi anzitempo a casa. Per verificare se ha
ancora i numeri per governare bisogna solo attendere il prossimo Consiglio
comunale che la maggioranza tarda a convocare. C’è la mozione di scioglimento
della Terracina Ambiente presentata dai consiglieri del Pd i cui termini per la
convocazione sono ampiamente scaduti con la maggioranza che fa finta di nulla.
Si prende tempo per ricucire strappi e trovare quindi i numeri giusti per
conservare ancora la poltrona di primo cittadino. Ma entro aprile c’è da
approvare il bilancio di previsione 2010. Forse li ci sarà il primo test. Del
resto a Terracina è già iniziata la corsa alle nuove alleanze e alle possibili
candidature a sindaco. Si voterà a primavera del prossimo anno e la sorpresa
Sciscione ha aperto nuovi scenari. Sarà lui il prossimo candidato del
centrodestra, o uno del suo entourage? Molto probabile la seconda ipotesi e gira
anche qualche nome.
di FABIO COCCIA

Per quali vie e stratagemmi si ramificano le rotte della cocaina che arriva in
provincia?
I carabinieri del Nucleo investigativo provinciale sono al lavoro per
ricostruire la rete di corrieri che garantisce l ’« ap pr ovv ig io n am en to »
di sostanze stupefacenti. È tutt’altro che una coincidenza, secondo i militari
dell’Arma, che nel giro di un paio di settimane alle porte di Terracina, in due
operazioni distinte, sono state arrestate due persone e sequestrati
complessivamente un chilo e mezzo di cocaina purissima. Martedì scorso è finito
in manette Pietro Pupella, 38enne disoccupato fermato ad un posto di blocco e
trovato con un panetto da 500 grammi di polvere bianca. Qualche settimana fa era
toccato ad un operaio, Massimiliano Gambacurta, trovato con un chilo di
stupefacente nell’automobile. Due arresti «fotocopia » che ora fanno affermare
con certezza al Nuc l e o i nve s t i g a t ivo coordinato da Luigi Spadari
della probabile esistenza, a Terracina, di un’organizzazione ben collaudata
fatta di corrieri e pusher in grado di importare grossi quantitativi di droga da
smistare al dettaglio in tutta la provincia. Molti gli elementi a suffragio
della tesi del Comando di Latina. Uno su tutti, quelle auto «civetta», guidata
probabilmente da un complice allo scopo di «tutelare» il trasporto da eventuali
posti di blocco. Uno stratagemma diffusissimo, che però ha avuto l’effetto
opposto di insospettire le forze dell’ordine al lavoro in pattugliamento. Le
indagini dei carabinieri proseguono serrate. Lo stupefacente sequestrato in
entrambi i casi è risultato essere di primissima qualità. Complessivamente si
parla di 250 mila euro, ma il valore della «neve», che arriva sul territorio in
panetti di cellophane, è in grado di quadruplicare attraverso la vendita al
dettaglio e l’uso di sostanze da taglio. Su questo business, consentito solo
attraverso un’organizzazione capillare e che, a quanto pare, vede Terracina come
uno dei punti strategici di smistamento, ora si sono accesi i fari degli
investigatori. E proprio l’arresto dei presunti corrieri, come peraltro
affermato dagli stessi vertici del Nucleo investigativo, costituisce un
significativo passo avanti per venire a capo del sistema di spaccio degli
stupefacenti nella provincia di Latina, nonché per capire in quali luoghi e con
quali modalità i grossi quantitativi di cocaina, che viene trasportata purissima
dalla Campania, si trasforma in dosi al dettaglio e viene venduta ai consumatori
locali.
Diego Roma

Quando si parlava di pericolo criminalità a Terracina e il sindaco lo chiamava
allarmismo pericoloso..
. Terracina sicura da infiltrazioni camorristiche? Il
sequestro del cantiere dell’ex Desco e di parecchie altre cose sono la risposta
più eclatante, e triste, a questo interrogativo. Proprio per tale ragione,
quando è ancora roba fresca l’operazione della Dda di Napoli che ha svelato la
presenza dei tentacoli del clan Mallardo anche qui, l’associazione ‘Terracina
Rialzati’ ha voluto rinfrescare la memoria a qualcuno. Sindaco in primis. Era
l’agosto del 2008, nemmeno troppo tempo fa, quando il primo cittadino affermava
che ”dipingere Terracina come luogo di facile attecchimento per clan
camorristici da chi dovrebbe garantire la sicurezza e la tranquillità sociale è
tutto da discutere”. Il riferimento, nemmeno troppo implicito, era per il vice-
questore Rita Cascella che pochi giorni prima aveva parlato di un pericolo
reale. Alla recente operazione ‘Arcobaleno’ il compito di svelare come più o
meno in quello stesso periodo i Mallardo&Co avessero già messo gli occhi, e non
soltanto quelli, sul territorio locale. Di ”scuse doverose alla Cascella”
parla, ora, ‘Terracina Rialzati’, alla luce di quelle affermazioni del sindaco
per il vice-questore. Per esempio che ”la città di Terracina non è mai stata
facile e utile palcoscenico pubblicitario per dirigenti dello Stato, ai quali
spetta un silenzioso e concreto lavoro in favore dell’intera collettività”.
Addirittura in quella calda estate di due anni fa il sindaco Nardi si disse così
allarmato da certe dichiarazioni sulla criminalità a Terracina, anche della
‘Caponnetto’ e di ‘Città Partecipata’, che avrebbe richiesto la presenza
dell’esercito in città. All’indomani dell’operazione ‘Arcobaleno’ il primo
cittadino ha dichiarato che non potevano saperne nulla di quanto stava
avvenendo, rivolgendo un plauso alle forze dell’ordine che hanno operato. La
preoccupazione, adesso, è che il cantiere dell’ex Desco non resti una sorta di
cattedrale nel deserto. Non c’è altro di cui preoccuparsi? Intanto da ‘Terracina
Rialzati’ l’invito a chiedere scusa a Rita Cascella, e a dotarsi di una palla di
vetro per il futuro.
Pubblicato da Rita Recchia

Azienda Speciale: partono le assunzioni. L’ente strumentale che si occuperà dei
servizi sociali a Terracina procede spedito verso l’integrazione in organico
degli operatori rimasti senza occupazione dopo la crisi del terzo settore.
Proprio in questi giorni sono state inviate le comunicazioni al centro per
l’impiego dei primi nominativi delle persone assunte. A sbrigare le pratiche è
stato uno studio commercialista. Non uno qualunque, ma a quanto pare uno studio
commercialista molto… speciale. Quello riconducibile al direttore generale
dell’Azienda multiservizi Carla Amici. Si tratta dello studio Commercialista
Associato Amici di Latina. Insomma, la dirigente dei servizi sociali nonché
direttrice dell’Azienda, si starebbe occupando a 360 gradi delle pratiche
burocratiche relative all’ente dei servizi sociali. Niente di male in tutto ciò,
ma qualche perplessità è legittima. Nel momento in cui il ruolo di dirigente di
un’amministrazione pubblica retribuita con i soldi dei cittadini contribuenti si
mescola a quello di professionista che opera nel privato. Si suppone infatti che
le pratiche svolte dallo studio commercialista, vengano retribuite a chi già
riceve uno stipendio per la direzione di un ente pubblico come l’Azienda
Speciale dei servizi sociali. Ma neppure si può escludere che la scelta sia
ricaduta sullo studio della Amici per risparmiare sui tempi e sui costi. Ma la
direttrice Carla Amici si trova al centro anche di un’altra questione. Infatti
al centro impiego il suo contratto con l’Azienda Speciale risulta essere valido
fino al 30 novembre 2014. Mentre la delibera di giunta con cui le è stato
affidato l’incarico di direttrice dell’Azienda, recita che questa carica scade
insieme al mandato del sindaco Stefano Nardi. Probabilmente una distrazione, dal
momento che la Amici inizialmente era stata nominata direttrice per cinque anni
violando una voce specifica del regolamento, quella per cui qualora la figura
del direttore fosse stata nominata per chiamata diretta (come nel caso della
Amici), questa sarebbe stata in carica fino alla scadenza del mandato del primo
cittadino. Ebbene, già la Amici aveva avuto una prima, grave svista nel non
notare questa incongruenza. A oggi poi risulta che, dopo la rettifica della
delibera di giunta lo scorso gennaio con cui venivano messe a posto le cose,
anche dopo le dure polemiche sollevate dal capogruppo dei Verdi Gino Di Mauro,
questo cambiamento nei rapporti lavorativi tra la Amici e il Comune non è stato
ancora comunicato al centro dell’impiego. Tanto che la Amici risulta direttrice
per cinque anni invece che per un anno circa (il mandato del sindaco Nardi scade
nel maggio del 2011). Per un dirigente comunale, chiamato a svolgere un ruolo di
grande importanza per l’ente e per i cittadini,
una distrazione di troppo.
Francesco Avena

Assunzioni rebus per i dipendenti dell’Azienda Speciale. Mentre il contratto di
servizio tra Comune e Azienda è stato stipulato l’11 marzo, risulta che qualcuno
è stato assunto dall’Azienda prima di quella data. La legittimità di questa
pratica è tutta da chiarire, se si pensa che è proprio il contratto di servizio
a concedere all’Azienda la possibilità di gestire il personale. È il caso ad
esempio di un dipendente assunto dall’ente per i servizi sociali l’8 marzo fino
alla fine del mese. E poi, dal 1 aprile, è stato assunto a tempo indeterminato.
E poi ci sono i contratti di lavoro autonomi di natura occasionale tra i 30
dipendenti degli asili nido e l’istituzione dei servizi sociali. Questo tipo di
contratti, come da legge, sono previsti per personale con formazione
universitaria o, in mancanza di questo titolo, di addetti nel settore
artigianale, dello spettacolo e dell’arte. Non per la formazione primaria
dunque. Perché quindi stipulare questi tipi di contratti e non i Co.Co.Co? Forse
perché in questo modo non si va a incidere sulle assunzioni del Comune che, come
si sa, non può «infornare» nuovo personale. Con il contratto occasionale,
invece, non si incide sull’organico dell’ente municipale. È possibile quindi che
il Comune abbia optato per i contratti occasionali pur di non chiudere gli asili
nido, come ha fatto per gli altri servizi sociali. Ma questo ha comportato una
«forzatura » nei contratti, in cui si profilano
alcuni «vizi».
F. A.

Intanto il presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri annuncia la
conclusione del primo tirocinio formativo per gli ex assistenti scolastici «e la
conseguente assunzione a tempo indeterminato del primo dei ventuno lavoratori,

ex assistenti scolastici». Golfieri spiega che il processo integrativo
«proseguirà fino al termine di giugno», quando tutti saranno assunti. «È
doveroso sottolineare l’ impegno profuso da parte di tutti coloro che
hanno creduto fin dal primo momento alla possibilità di realizzare questo
progetto – prosegue Golfieri – in particolare l’assessore Zicchieri e la
dottoressa Amici. Altrettanto doveroso un ringraziamento alla Regione, alla
prefettura ed a quelle organizzazioni sindacali che si sono contraddistinte per
la ricerca di una rapporto di collaborazione. Ritengo che sia mio preciso dovere
portare a compimento ciò che il Consiglio Comunale ha deliberato ed è
ciò che intendo fare».
D. R.

Io Gianni Percoco capogruppo UDC ritengo giusto e doveroso ringraziare tutti
coloro che hanno partecipato attivamente e in modo consistente all’elezione al
Consiglio Regionale del candidato Aldo Forte, in maniera speciale Pierpaolo
Marcuzzi e i diversi ragazzi dell’UDC che insieme a tanti elettori hanno creduto
nel partito e in Aldo Forte. Il loro impegno è stato doppio, con pochi mezzi e
tanta buona volontà, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato per la
presenza dell’UDC pontina in Regione, nonostante le moltissime defezioni dei
candidati delle comunali che avevano portato un bacino di 3.000 voti emigrati
nel tempo in altri lidi dove ci sono più poltrone. La riconferma di Aldo alla
Pisana grazie al sostegno di pochi strateghi della politica e di tante persone
comuni, è il primo passo per un nuovo modo di fare politica, una politica che
veda come obiettivo la rinascita della nostra città in maniera inequivocabile;
dove il ruolo dei cittadini sarà fondamentale, perché li vedrà protagonisti
nella ricostruzione della nostra identità. Il voto ha premiato chi ha fatto del
consenso ottenuto strumento per intraprendere il cammino del rinnovamento e del
cambiamento della classe dirigente che fino ad ora ha fortemente penalizzato sia
i partiti che la città. In molti millantato consensi per uno o l’altro
candidato, ma in pochi possono dimostrare di avere i numeri e i consensi
personali. Noi dell’UDC abbiamo gente valida e giovane, che ha le carte in
regola per far riappassonare le persone alla politica e alla vita sociale. Oggi
dobbiamo lavorare insieme ad Aldo Forte per accantonare quel modo obsoleto di
fare politica che ha rovinato il nostro territorio e dobbiamo dare stimolo e
nuova linfa a quelle persone umili che sanno stare in mezzo alla gente e che
hanno le capacità e la volontà di dare risposte alle problematiche presenti nel
territorio terracinese.
IL FUTURO E’ ADESSO.
Un grazie di cuore.
Gianni Percoco

Finale in stile jazz per ‘GustoLive’
Si è conclusa sulle note suadenti dei ‘Let’s Jazz’, con la fantastica voce di
Manuela Capponi, l’evento ‘GustoLive’, la rassegna di concerti, buona cucina e
buon vino organizzata dal ristorante ‘La Lanterna’, a Terracina. Un finale
sublime, proprio come è stata ‘battezzata’ la mousse d’arancia e cioccolato
fondente che ha concluso la cena, creazione tutta personale della padrona di
casa Egle Lambiasi. Ma del resto l’intero alfabeto della cena è stato
eccellente, dalla a alla z. Con un doveroso accenno alla lettera v di vino.
Ospiti d’onore della degustazione sono stati i prodotti d’eccellenza delle
aziende Marco Felluga e Russiz Superiore, direttamente dalle dolci colline
friulane del Collio. A narrare le gesta degli Chardonnay Magnum, Ribolla Gialla,
Pinot Bianco e Picolit è stato Michele Pasqua, direttore commerciale delle
aziende vinicole. Il tutto sulle note della promessa del jazz terracinese,
Enrico Mellidi, Daniele Vogrig, Mario Ferrazza e Manuela Capponi. All’after
dinner hanno pensato i fratelli Riccardo e Alessandro Izzi, titolari della
storica fabbrica di liquori di Fondi. I titolari del locale, Angelo Cencia e sua
moglie Egle, hanno donato un piccolo contributo alla onlus ‘AnnaLaura’.
Soddisfatti per la riuscita dell’evento Angelo ed Egle, che aspettano tutti sul
blog www.amiciacena.blogspot.com.
Pubblicato da Rita Recchia

Indagine su due imprenditori campani. Il tribunale del riesame revoca l’ordinaza
di sequestro. Dovranno riconsegnare tutto. Carte di credito, assegni, agende,
portafogli e tutto il resto della documentazione che avevano sequestrato durante
perquisizioni scattate di buon’ora una mattina del mese scorso, presso i
domicili di due imprenditori attivi nel settore dell’edilizia. Due persone
campane ma da anni residenti a Terracina. La decisione è arrivata ieri dal
Tribunale del Riesame di Latina. Il collegio dei giudici, presieduto da Toselli,
ha, infatti, revocato il decreto in virtù del quale i carabinieri, di Latina e
Terracina, avevano eseguito una serie di sequestri nell’ambito di un’indagine
che si starebbe concentrando sull’attività commerciale dei due imprenditori. Il
tutto disposto dalla Procura della Repubblica di Latina. Si trattava di
voluminosa documentazione sequestrata presso le loro abitazioni, nell’impresa di
famiglia e presso i domicili dei loro parenti più stretti. Documenti soprattutto
di natura commerciale relativi all’impresa da anni attiva nel settore edile.
Subito dopo le perquisizioni degli uomini del Nucleo Investigativo di Latina e
dei militari della locale compagnia, l’avvocato Marco Popolla, che rappresenta i
due imprenditori, aveva presentato ricorso presso il Tribunale del Riesame,
depositando una corposa memoria allegando riscontri e accurate consulenze
tecnico-contabili. Popolla ha cercato di dimostrare come la documentazione
sequestrata ai propri clienti fosse riconducibile essenzialmente a transazioni
commerciali eseguite con i vari clienti.
Pubblicato da Rita Recchia

Pacca sul sedere a una giovane romana in vacanza: un anno e tre mesi – pena
sospesa – per Alfonso C., 25enne di Terracina. Ieri la sentenza del Tribunale di
Latina che ha condannato il giovane per violenza sessuale. I fatti risalgono al
2004, quando l’imputato aveva 19 anni. Il giovane si era avvicinato alla
vittima, dieci anni più grande di lui originaria di Roma ma in vacanza a
Terracina. La donna aveva una gomma della sua macchina a terra, nei pressi di
Porta Romana nel centro storico alto della città. Il ragazzo si era trovato a
transitare proprio in quel momento e si era offerto di aiutarla a sostituire il
pneumatico. Dopo aver cambiato la gomma, però, le aveva toccato il sedere con
una pacca. La denuncia della giovane nei confronti dell’allora 19enne di
Terracina, è stata sporta solo un mese più tardi. Il processo a carico di
Alfonso C., invece, si è concluso ieri dopo sei anni. Il sostituto procuratore
Raffaella De Pasquale aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi . Il primo
collegio penale del Tribunale di Latina, però, ha condannato il ragazzo a 1 anno
e 6 mesi pena
sospesa.
F. A.

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terracina-3-cartoline-in-una-anni-20_bis

Per chi suonano le urne. Potrebbe essere questo il titolo dell’ultimo capitolo
dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi. Dopo un
decennio di governo restano le briciole. Quelle che il primo cittadino e
colleghi sono riusciti a trovare per il candidato alle regionali, Stefano
Galetto, che pur ha registrato un significativo exploit. Ma poteva fare di più,
molto di più. Soprattutto a Terracina. Duemila e 96 voti, se letti in chiave
locale, sono pochi, anzi non sono nulla. Indicano – meglio di quanto potrebbe
fare il più attendibile dei sondaggi – qual è il peso specifico di
un’amministrazione evanescente, che non ha più il polso, il contatto con il
proprio elettorato. Circostanza che annoda la progressiva involuzione del
progetto politico di Nardi all’ennesimo paradosso: quello di una maggioranza
targata Pdl costretta a leccarsi le ferite mentre nel resto della provincia sono
finte le bottiglie di spumante tanto e tale è stato il successo della
coalizione. E per quanto il sindaco ora voglia prendersela con assessori e
consiglieri di maggioranza e i franchi tiratori, la «sconfitta » pesa tutta
sulle sulle sue spalle. Proprio lui, amministratore con tante pecche, ma con il
grande talento politico di «cacciare » voti nei momenti che contano, sulla
scorta di un rapporto sanguigno, se si vuole anche carismastico, con gli
elettori che sono passati sopra gli errori e le promesse mancate. Ma, appunto,
la luna di miele è finita e quello che doveva essere un arrembaggio per tenere a
galla la flotta si è trasformato in un naufragio. Perché è chiaro: la fine del
progetto Nardi mette anche una pietra sopra i sogni di gloria di chi gli è
rimasto accanto – pochi per la verità tra epurazioni e dimissioni – e confidava
nella successione al trono. Ma i guai non vengono mai da soli. E nella sconfitta
dei numeri c’è dentro un’altra sconfitta, che apre uno scenario politico tutto
nuovo e fa ingoiare i rospi a chi pensava di avere il controllo della
situazione, nonostante tutto. Perché, se si vuole vuole sorvolare sul fatto che
nel feudo di Nardi il nemico Fazzone è riuscito a prendere ancora 1624 voti, non
si può sottovalutare l’exploit tutto a destra di Gianfranco Sciscione. I 2162
voti presi in città dal tycoon delle televisioni locali non sono tantissimi, ma
in prospettiva sul piano politico valgono un’infinità. Perché hanno posto le
basi di un’alternativa al Pdl interna al centrodestra. Un nuovo cartello
elettorale che non si dileguerà, ma anzi ha tutti i presupposti per rafforzarsi
in vista delle amministrative del 2011 e sulla scorta dell’ingresso di Sciscione
in Regione. Successo che potrebbe avere un effetto domino e convincere gli
scettici. Ma soprattutto indicare una strada ben precisa. Il modello Polverini,
insomma, potrebbe essere sperimentato per la prima volta in provincia proprio a
Terracina e trovare terreno fertile dove il Pdl non ha più radici. E chissà che
ai vertici provinciali, attenti a quello che succede all’ombra del Tempio di
Giove, qualcuno non lo abbia già capito e stia provvedendo. Per il resto, si
mormora che qualche altro consigliere, folgorato sulla via di Damasco, sia
pronto a voltare le spalle a Nardi aprendo così la strada ad un’imminente
sfiducia. Ma questo ormai, dopo tutto quello che (non) è stato fatto in questi
anni, è una pura formalità. Della serie, divertitevi ancora un
po’ finché c’è tempo.
Pierfederico Pernarella

dddd [17]

La politica, a volte, sa essere anche una scienza esatta. Come la matematica.
Per sapere, infatti, da dove siano spuntati i voti di Sciscione basta farsi
quattro conti. Partendo ad esempio dalle elezioni regionali del 2005 quando
l’allora Casa delle libertà prese in tutto 13.422 voti così distribuiti: 6678
per Alleanza nazionale, 3436 per Forza Italia e 3308 per l’Udc. Bottino di gran
lunga ridimensionato nell’ultima tornata con il Pdl (ex An e ex FI) che si è
fermato a quota 8802 e l’Udc che ha addirittura dimezzato i consensi con 1653
preferenze. In tutto 10.455. Circa tremila voti in meno, vale a dire quelli che
si sono divisi Sciscione e l’altro vincitore delle ultime regionali,
l’astensionismo. Impossibile recuperarli, il problema semmai per il Pdl è
come non farli crescere.

dddd [16]

Le multe, elevate dalla polizia municipale di Terracina, agli automobilisti con
apparecchio telelaser con conseguente decurtazione dei punti sulla patente, sono
state tutte annullate poiché lo strumento di rilevazione della velocità, non
possiede le caratteristiche operative richieste.
Dopo i ricorsi dell’autunno
scorso, altri verbali sono stati dichiarati nulli dal giudice di pace del
Tribunale di Terracina, Lorenzo Morelli. Piove sul bagnato al Comune di
Terracina, l’ente non potrà riscuotere le innumerevoli contravvenzioni
annullate. Una vicenda quella dei telelaser che nella città tirrenica ha portato
inconvenienti a 360 gradi. Sei agenti della polizia municipale di Terracina sono
indagati con l’accusa di abuso di ufficio. Senza dimenticare che qualche mese fa
il Tribunale di Monza ha condannato in contumacia il Comune di Terracina al
termine di un procedimento civile promosso dalla Eltraff Srl. Il Comune ha
dovuto versare alla Eltraff, la ditta lombarda dalla quale nella primavera del
2007 l’amministrazione comunale aveva acquistato il telelaser, esattamente
26.736 euro, a cui aggiungerne altri 3 mila come spese processuali. E ora è
arrivata un’altra ondata di multe annullate: oltre alle irregolarità
nell’utilizzo dell’apparecchiatura, gli agenti della Polizia municipale hanno
commesso altri errori che non sono sfuggiti ai legali degli opponenti. In alcune
sentenze compare anche il nome di un vigile, che era stato assegnato a funzioni
interne a seguito di una determinazione comunale del 2006 e che invece veniva
impiegato a contatto con il pubblico. «Anche questa circostanza rende nullo il
verbale», compare nella sentenza del giudice Lorenzo Morelli.
D.Sperl.

dddd [15]

È poco più di 200 voti il saldo «positivo» del Partito democratico di Terracina
rispetto alle regionali del 2005 quando l’allora Ulivo a Terracina si fermò a
3105 preferenze. Il Pd invece è riuscito a fare qualcosina di meglio ottenendo
nell’ultima tornata 3570. Una crescita che non entusiasma, anzi preoccupa nel
marasma pontino in cui affondano i democratici. Anche perché, a volerla dire
tutta, chi ha tirato la carretta, Claudio Moscardelli, è un ex Margherita. Che
vuole dire tutto e non non vuole dire niente dopo l’unificazione. Vuole dire
soprattutto che, alla stregua del progetto politico che ha fatto capo a Nardi,
anche la corrente degli «illustri » ex Democratici di sinistra (l’ex sindaco
Vincenzo Recchia e il capogruppo Antonio Bernardi, che hanno portato la
candidatura del deludente Di Resta) segna il passo in vista delle prossime
amministrative. Rispetto alle quali ci sarà molto da lavorare perché i duecento
voti sono poca roba se si considera che il partito guidato dal segretario
Alessandro Di Tommaso ha avuto in questi anni un alleato di ferro -
l’amministrazione Nardi – che ha fatto di tutto per lasciare terreno agli
avversari. Il Pd non è riuscito ad occuparne nemmeno
un pezzettino.
P. P.

dddd [14]

Si finge padrone di casa e l’affitta agli extracomunitari. Denunciato dalla polizia.
Da alloggio per persone disagiate a fonte di lucro per un pregiudicato di
Terracina. La polizia di via Petrarca ha denunciato A.C., 60 anni, per i reati
di truffa e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli agenti del
vice-questore Rita Cascella avevano saputo che un alloggio di via Sani a Borgo
Hermada, del Comune di Terracina e destinato a persone appartenenti a categorie
svantaggiate, era indebitamente occupato da extracomunitari. La polizia ha
accertato come nella casa ci fossero effettivamente quattro indiani, di cui due
senza il permesso di soggiorno. Uno degli stranieri regolari ha mostrato ai
poliziotti un contratto di affitto, apparentemente regolare, stilato circa sei
mesi fa. Secondo quel documento, ad affittare la casa sarebbe stato C.A., il
quale si era abusivamente impossessato dell’abitazione, per poi autodenunciare
la sua presenza alla polizia municipale di Terracina dichiarando di aver diritto
a quell’alloggio visto che non sapeva dove altro andare. In parole povere,
l’uomo ha ottenuto la residenza in quel luogo che ha poi affittato agli
extracomunitari per l’importo iniziale di 4 mila euro e per un affitto mensile
di altri 400. I due extracomunitari irregolari sono stati espulsi dal territorio
nazionale, mentre l’uomo, nelle more degli accertamenti fatti dal Comune di
Terracina e in attesa che venga formalizzata la denuncia da parte dell’ufficio
competente, è stato denunciato dalla polizia per truffa ai danni degli stranieri
e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Pubblicato da Rita Recchia

dddd [13]

DUE incidenti nella galleria Monte Giove: un’auto sbanda e
finisce contro il muro. Si crea un ingorgo e, per evitare la fila,
un automobilista effettua un’inversione e percorre un tratto
della galleria contromano. Proprio per effettuare questa
manovra maldestra, si scontra con un altro veicolo. La doppia
carambola, per fortuna, non ha provocato conseguenze gravi
per la salute delle persone coinvolte. Solo tanta paura e
numerosi disagi per la circolazione. Il primo incidente si è
verificato alle 13 a metà della galleria in direzione nord. Un
50enne a bordo di una Ford Focus ha perso il controllo del
veicolo, riportando un trauma toracico e diverse contusioni.
Dietro di lui si è formata una fila di auto. Una Ford Fiesta, per
cambiare direzione e divincolarsi dalla colonna di macchine,
si è scontrata con un’altra vettura, una Lancia Musa. Potevano
esserci conseguenze ben più gravi, ma c’è stato solo un
ferito trasportato all’ospedale «Fiorini» per accertamenti. Sul
posto per i soccorsi gli equipaggi Latina 4 e 5 del pronto
soccorso. Per i rilievi polizia locale e stradale. La circolazione
è tornata a scorrere in modo regolare intorno alle 15.
F. A.

dddd [12]

Sedici anni di carcere per aver rubato all’interno di due supermercati. È la
pena inflitta ieri dal giudice Antonio Perinelli del tribunale di Latina a tre
rumeni e a una bulgara. Erano stati arrestati dagli agenti del commissariato di
Terracina diretti dal vicequestore Rita Cascella nel piazzale del Lidl, uno dei
supermercati che razziavano sistematicamente da qualche giorno. Gli agenti si
sono appostati e li hanno attesi, scoprendo che il terzetto aveva realizzato
diverse tasche interne ai soprabiti all’interno delle quali finiva molta merce.
Poi passavano alla cassa e pagavano per acquisti di poco conto. Ad accorgersi
dei furti era stato il responsabile del supermercato rilevando discrepanze nella
chiusura dei conti rispetto alla merce effettivamente uscita. Somme che
arrivavano anche a diecimila euro di spesa. E così aveva avvisato la polizia.
Gli agenti hanno iniziato una serie di controlli mirati fino al giorno
dell’arresto. Nell’auto dei tre arrestati, i poliziotti hanno trovato anche
novemila euro in contanti e due buste targate Coop piene di generi alimentari e
uno scontrino di pochi euro. Segno che avevano utilizzato la stessa tecnica poco
prima. Ieri il processo con rito abbreviato richiesto dai difensori. Il pubblico
ministero Lisa Iorio aveva chiesto due anni e due mesi per ciascuno ma il
verdetto del giudice ha quasi raddoppiato la pena. Alla lettura della sentenza
alcuni parenti dei rumeni hanno iniziato a inveire contro i giudici. E’ stato
necessario l’intervento del 113 per riportare la calma in aula. Ora dovranno
scontare la pena direttamente in carcere.
F.Coc.

dddd [1]

Quei 40 centimetri di indifferenza…
Un gradino alto nemmeno mezzo metro che per una persona diversamente abile può
rappresentare uno scoglio insormontabile. Soprattutto la conferma
dell’indifferenza dilagante verso certe problematiche. A sottolinearlo è ancora
una volta Paolo Panico, portatore di handicap da anni, che nei giorni precedenti
le elezioni ha dovuto recarsi presso l’ufficio elettorale di piazza Mazzini, a
Terracina. ”Mi sono trovato davanti a un gradino che a occhio è alto circa 40
cm. Gli impiegati appena mi hanno visto si sono offerti prontamente di farmi
entrare sollevandomi di peso- racconta Panico- Pur apprezzando la loro
disponibilità e cortesia, ho rifiutato. Forse vi sembrerà strano, ma anche io ho
la mia dignità ed amor proprio che vanno salvaguardati. Accettereste voi di
farvi prendere in braccio per superare un gradino, consapevoli che in un
edificio/ufficio pubblico non dovrebbero esserci ostacoli e/o barriere
architettoniche? Come la definireste voi una situazione del genere? Sottolineo
che codesto è solo l’ultimo di una serie di episodi che vanno ritenuti
incostituzionali in quanto violano i Diritti Fondamentali dell’Uomo”. ”A più
di un mese di distanza da quando sono state sollevate le problematiche dei
portatori di handicap non si è vista la minima risposta, eccetto le polemiche
sulla questione del presidente dell’ Azienda Speciale. A che gioco giochiamo?”
chiede il disabile, considerando che ”le questioni relative ai servizi e alle
barriere architettoniche e non si risolvono ignorandole!”.
Pubblicato da Rita Recchia

cazzate [30]

Terracina-Ponza in 70 minuti a bordo dell’ ‘Ischiamar II’.
Anche quest’anno Terracina in linea diretta con l’isola di Ponza in poco più di
un’ora. Nonostante il porto continui a essere quello che è, e a non avere quello
che non ha mai avuto. Infrastrutture a misura di città turistica in primis.
Tuttavia un nuovo armatore ha deciso di scommettere ugualmente sulla città. A
partire da venerdì 2 aprile salperà la motonave veloce ‘Ischiamar II’ delle
‘Linee Buono Srl’, dell’armatore campano Giuseppe Buono di Ischia. In realtà un
ritorno per la compagnia di navigazione, visto che le scorse estate la motonave
era stata noleggiata dalla linea ponziana della Snip e Snap che sempre da
venerdì curerà, invece, il collegamento veloce Formia-Ventotene con la
monocarena ‘Benedetta II’ (il servizio turistico Terracina-Ponza a bordo del
‘Carloforte’ è momentaneamente sospeso fino a data da destinarsi). Per il
momento l’ ‘Ischiamar II’ raggiungerà Ponza soltanto nel fine-settimana, ma fin
dal prossimo mese di giugno il servizio diventerà giornaliero con diverse tratte
andata e ritorno, sia la mattina che il pomeriggio. Si torna, dunque, a
scegliere Terracina e il suo porto come attracco specificatamente turistico.
Addirittura un punto di riferimento essenziale per un servizio importante qual è
quello veloce. Lo stesso comandante della locale capitaneria di porto Cosmo
Forte in una conferenza dello scorso giugno aveva dichiarato che ”il porto di
Terracina sta perdendo la sua originaria vocazione di scalo solo commerciale
diventando un porto turistico a tutti gli effetti, con un movimento di
passeggeri sempre più intenso”. Nel solo mese di maggio 2009 le società ‘Snip’,
‘Snap’ e ‘Libera Navigazione del Golfo’ avevano movimentato qualcosa come oltre
13 mila passeggeri in partenza e in arrivo. Ora anche la società ischitana punta
a un prodotto squisitamente turistico, e a tal proposito la ‘Shuttle viaggi’ di
Terracina (www.ponzaturismo.it), agente generale sul territorio per la nuova
linea, ha pensato a una serie di biglietti e pacchetti particolari. Ma se il
nuovo avanza, il vecchiume persiste a mettergli i bastoni tra le ruote. Quanto
prima si riproporranno i soliti disagi dovuti all’assenza di parcheggi ad hoc,
di toilette chimiche, di pensiline di attesa per i viaggiatori. Si aggiungano i
lavori per evitare l’interdizione dell’intera banchina di attracco ancora in
lista di attesa, più il resto del progetto, finanziato dalla Regione Lazio, che
avrebbe dovuto disegnare il nuovo volto del porto di Terracina. Che, invece,
continua a offrire la solita faccia di sempre.
Pubblicato da Rita Recchia

cazzate [41]

VISITE GUIDATE GRATUITE
Nell’ambito delle iniziative promosse dal Museo Civico “Pio Capponi” per
favorire ed incentivare la conoscenza del patrimonio storico culturale del
territorio, è stato predisposto,in collaborazione con l’Archeoclub, un
programma di visite guidate gratuite che si svolgerà in occasione delle
Festività Pasquali con il seguente calendario:

Venerdì 2 Aprile Cattedrale di S.Cesareo e Chiesa del Purgatorio Ore 10,30 –
12,30 Partenza dal Museo civico – piazza Municipio

Sabato 3 Aprile Area archeologica di Monte S.Angelo.La cinta muraria,le torri,il
campo trincerato,il santuario antico Ore 10,30 – 12,30 Partenza dal piazzale di
sosta antistante l’area archeologica

Lunedì 5 Aprile Museo Civico,Foro Emiliano e Percorso museale urbano Ore 10,30 –
12,30 Partenza da Piazza Municipio

Il Museo Civico sarà chiuso il giorno di Pasqua ed aperto il lunedì dell’Angelo
dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Per informazioni rivolgersi a :
Ufficio Beni Culturali tel. 0773. 707277
Museo civico tel. 0773. 707313
Archeoclub d’Italia tel. 329.1559521

cazzate [20]

DA un tema si possono capire tante cose. Chiedi a un ragazzo di 12 anni cosa
pensa dell’alcol e ti risponde, un po’ spavaldo, che beve qualche birra con gli
amici. Poi, chiedi allo stesso giovane che muove i primi passi verso
l’adolescenza di scrivere un breve elaborato in cui possano sfogare il loro
pensiero sul significato della bottiglia, del bicchiere con il cocktail, e ti
sorprendono. «Chiediamo aiuto, sappiamo che non si deve bere e che l’alcol fa
male, soprattutto a chi ha solo 13 anni. Ma q u a n d o usciamo in gruppo bevono
tutti, e devo farlo anche io. Come faccio a non bere? Spiegate melo, aiutatemi».
Giovani di 12 e 13 anni con la bottiglia tra le mani: bevono alcol con gli
amici. Se ne vergognano e chiedono aiuto. È la relazione choc del Club degli
alcolisti in trattamento di Terracina «Nuova Alba », presieduto da Giuseppe
Vellucci. Nei giorni scorsi, insieme a psicologi e neurologi, il club ha tenuto
un significativo incontro presso le scuole medie di Terracina. Durante
l’iniziativa promossa dall’associazione presieduta da Vellucci, i ragazzi hanno
raccontato che bere il sabato sera è diventato una consuetudine. Un’azione che
fa parte della routine anche per adolescenti sempre più dal bicchiere facile. In
particolare birra, anche tre o quattro bottiglie in poche ore. «Lo fanno
solamente – spiega Vellucci – per sentirsi al pari degli altri. Per fare gruppo
anche con quelli più grandi. Questi adolescenti di 13 anni hanno bisogno di
aiuto, ed è fondamentale una corretta educazione da parte dei genitori. sono
stati loro che ce lo hanno chiesto». Il Club infatti ha chiesto ai giovani
studenti di scrivere brevi elaborati per spiegare il loro rapporto con l’alcol.
«Ci siamo commossi – continua Vellucci – per quello che è stato scritto:
‘abbiamo voglia di non bere. Aiutateci’. Un campanello d’allarme assordante che
deve essere preso in seria considerazione. Per questo invito giovani e adulti a
frequentare il club Nuova Alba in via Cambellotti tutti i lunedi alle 18. Per
capire davvero cosa sia l’alcol e quali pericoli nasconda». La richiesta di
aiuto che arriva dai più giovani, ma allo stesso tempo il sentirsi «spinti» a
bere dal «sistema» giovanile, è sintomo che avviene un cortocircuito. È
all’interno di queste incongruenze che deve inserirsi la figura del genitore.
«Voglio lanciare un appello alle mamme e ai papà – dice Vellucci – state accanto
ai vostri figli. Non evitate di affrontare con loro il problema dell’alcol. È
bene che ogni genitore si comporti con responsabilità, educando i figli a non
bere e dando per primi loro il buon esempio ». Anche per questo è attivo il club
«Nuova Alba», che segue quotidianamente numerosi
casi di dipendenza da alcol.
Francesco Avena

cazzate [14]

Riparte l’assistenza domiciliare ma con formula «leggera». Lo annuncia il
presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri, che in una nota fa sapere che
è stato firmato un protocollo d’intesa tra assessorato ai Servizi sociali,
l’ente strumentale e l’associazione Anteas. Il servizio prevede
l’accompagnamento e disbrigo di pratiche ed è rivolto a persone anziane. «Tale
assistenza – dice Golfieri – si caratterizza per il fatto di dare a persone
anziane sole alcune ore di serenità oltre che a servizi semplici quali la spesa,
passeggiate, accompagnamento per svolgere pratiche presso l’ufficio postale». Il
servizio sarà svolto da volontari dell’associazione Anteas in collaborazione con
l’assessorato ai servizi Sociali e l’Azienda speciale. «Saranno utilizzati i
fondi provenienti dal cinque per mille», conclude il presidente
Golfieri.
D. R.

cazzate [69]

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