Archivio Marzo 2010

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Si fa presto a dire emergenza casa. Perché poi può bastare un niente, una
quisquilia, magari la svista di un burocrate, per fermare tutto quando ormai la
pratica, dopo anni, era giunta al traguardo. Questa volta l’hanno fatta davvero
grossa su in Comune. C’è chi non esita a parlare di scandalo. In ogni caso si
tratta di un pasticciaccio. Quel brutto pasticciaccio delle cooperative
edilizie al Calcatore. Il calvario sembrava finito. Il 5
marzo scorso è stata firmata la convenzione, e contestualmente sono stati
versati 600 mila euro, metà del milione e 200 mila euro dovuto al Comune per gli
oneri concessori. A questo punto il rilascio del permesso a costruire doveva
essere una semplice formalità. E invece no, è arrivata la brutta sorpresa: il
Comune non ha potuto dare l’autorizzazione all’inizio dei lavori per le tre
palazzine (55 appartamenti) perché manca la relazione sullo stato idrogeologico,
necessaria in base ad una normativa entrata in vigore nel luglio del 2009. Una
svista, un errore? Non si sa. Fatto sta che quando la nuova normativa è stata
pubblicata sulla gazzetta ufficiale e soprattutto quando è stata firmata la
convenzione e sono stati tirati fuori – uno sull’altro – 600 mila euro come
anticipo degli oneri concessori, nessuno, ma proprio nessuno, si è preso la
briga di informare i diretti interessati delle necessità di integrare la
documentazione. Ma poi, è veramente necessaria questa relazione sullo stato
idrogeologico? Secondo i rappresentanti delle tre cooperative edilizie -
«Selenia », «Mastrilli» e «Santa Rosa » – le cose non starebbero proprio così. E
il motivo potrebbe essere più semplice di quanto sembra: i piani per gli
interventi di edilizia agevolata al Calcatore sono statti adottati e approvati
prima dell’entrata in vigore della legge. Per cui quella relazione sullo stato
idrogeologico non sarebbe necessaria. Comunque sia, necessaria o meno, è
quantomeno sconcertante che chi (magari con un avviso di sfratto tra capo e
collo) attende una casa e ha già sborsato i soldi debba attendere ancora mesi
quando la circostanza della nuova norma poteva, anzi doveva essere affrontata
con debito anticipo, almeno quando è stata firmata la convenzione. Ora invece
tutto si complica perché i soci delle cooperative sono pronti a farsi sentire e
non si esclude che si possa arrivare ad una denuncia presso le sedi competenti
per fare chiarezza sulla vicenda. I più maliziosi, quelli del pensar male è
peccato ma ci si azzecca, sospettano che dietro possa esserci dell’altro. Un non
meglio precisato interesse a rallentare l’avvio dei lavori. Che invece sono
partiti nell’area in cui sorgerà il nuovo centro direzionale e commerciale del
quartiere Calcatore (con la relazione sullo stato idrogeologico) e sono finiti
per le diverse abitazioni della zona che hanno ottenuto il condono.
Pierfederico Pernarella

dddd [3]

Una vittoria dal sapore amaro per il centrodestra di Terracina. È bagarre nella
maggioranza di Stefano Nardi dopo i risultati conseguiti dai candidati al
consiglio regionale. Se infatti Terracina si conferma roccaforte del Pdl, la
maggioranza ha dovuto inghiottire un rospo: l’entrata dirompente di Gianfranco
Sciscione nella politica locale. Anche se proprio l’imprenditore per il momento
non si sbilancia, e fa sapere che non ha in programma di candidarsi a sindaco.
Non lui, ma qualcuno del suo staff che ha collaborato fattivamente agli
eccellenti risultati alle Regionali. Con i suoi 2162 voti presi a Terracina,
Sciscione si candida a rappresentare un volto nuovo per il centrodestra locale.
Per questo Nardi e i suoi non hanno digerito i risultati delle elezioni.
Sciscione da solo ha ricevuto quasi lo stesso numero di preferenze ottenute da
Stefano Galetto (2246) trainato dalla maggior parte degli amministratori locali.
Come a dire la vittoria di uno solo contro una compagine politica da tempo
radicata sul territorio. Ma a mandare su tutte le furie Nardi e il suo
entourage, ci sarebbero anche i voti raccolti da Claudio Fazzone (1624).
Evidentemente qualcuno all’interno della maggioranza, nonostante Nardi avesse
indicato ai suoi di aiutare Galetto, ha «dato una mano» al senatore di Fondi. Da
tempo in rotta con Nardi. Se la vittoria del centrodestra alle Regionali doveva
dare compattezza all’amministrazione comunale, i risultati rischiano di
scompaginare ancor di più una maggioranza disorientata.
Francesco Avena

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L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Terracina,l’Azienda Speciale
“TERRACINA” e l’Associazione ANTEAS ,con la sua Presidente provinciale,hanno
sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato alla realizzazione di
interventi di assistenza domiciliare “leggera”.
Si tratta di attività di
accompagnamento e disbrigo pratiche rivolto a persone anziane che necessitano di
tale servizio. Tale assistenza si caratterizza per il fatto di dare a persone
anziane sole alcune ore di serenità oltre che a servizi semplici quali la
spesa,passeggiate,accompagnamento per svolgere pratiche presso l’ufficio postale
(ritiro pensione,pagamento bollette ecc.) Il servizio sarà svolto da volontari
dell’Associazione ANTEAS in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali
e l’Azienda Speciale.
Saranno utilizzati i fondi provenienti dal cinque per mille.

dddd [10]

A Terracina i militari hanno fermato ieri una Fiat Punto che viaggiava lungo la
via Flacca, preceduta da un’altra auto.
I carabinieri hanno perquisito l’auto e
scoperto, sotto il sedile anteriore, mezzo chilo di cocaina purissima del valore
di circa 100mila euro. Il conducente, P.P., 38 anni, già noto alle forze
dell’ordine, è stato arrestato e condotto in carcere a Latina. In casa i
militari aveva altri 75 grammi di mannite, un bilancino di precisione e altre
dosi di droga. (omniroma.it)

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Terracina-Ponza in 70 minuti a bordo dell’ ‘Ischiamar II’.
Anche quest’anno Terracina in linea diretta con l’isola di Ponza in poco più di
un’ora. Nonostante il porto continui a essere quello che è, e a non avere quello
che non ha mai avuto. Infrastrutture a misura di città turistica in primis.
Tuttavia un nuovo armatore ha deciso di scommettere ugualmente sulla città. A
partire da venerdì 2 aprile salperà la motonave veloce ‘Ischiamar II’ delle
‘Linee Buono Srl’, dell’armatore campano Giuseppe Buono di Ischia. In realtà un
ritorno per la compagnia di navigazione, visto che le scorse estate la motonave
era stata noleggiata dalla linea ponziana della Snip e Snap che sempre da
venerdì curerà, invece, il collegamento veloce Formia-Ventotene con la
monocarena ‘Benedetta II’ (il servizio turistico Terracina-Ponza a bordo del
‘Carloforte’ è momentaneamente sospeso fino a data da destinarsi). Per il
momento l’ ‘Ischiamar II’ raggiungerà Ponza soltanto nel fine-settimana, ma fin
dal prossimo mese di giugno il servizio diventerà giornaliero con diverse tratte
andata e ritorno, sia la mattina che il pomeriggio. Si torna, dunque, a
scegliere Terracina e il suo porto come attracco specificatamente turistico.
Addirittura un punto di riferimento essenziale per un servizio importante qual è
quello veloce. Lo stesso comandante della locale capitaneria di porto Cosmo
Forte in una conferenza dello scorso giugno aveva dichiarato che ”il porto di
Terracina sta perdendo la sua originaria vocazione di scalo solo commerciale
diventando un porto turistico a tutti gli effetti, con un movimento di
passeggeri sempre più intenso”. Nel solo mese di maggio 2009 le società ‘Snip’,
‘Snap’ e ‘Libera Navigazione del Golfo’ avevano movimentato qualcosa come oltre
13 mila passeggeri in partenza e in arrivo. Ora anche la società ischitana punta
a un prodotto squisitamente turistico, e a tal proposito la ‘Shuttle viaggi’ di
Terracina (www.ponzaturismo.it), agente generale sul territorio per la nuova
linea, ha pensato a una serie di biglietti e pacchetti particolari. Ma se il
nuovo avanza, il vecchiume persiste a mettergli i bastoni tra le ruote. Quanto
prima si riproporranno i soliti disagi dovuti all’assenza di parcheggi ad hoc,
di toilette chimiche, di pensiline di attesa per i viaggiatori. Si aggiungano i
lavori per evitare l’interdizione dell’intera banchina di attracco ancora in
lista di attesa, più il resto del progetto, finanziato dalla Regione Lazio, che
avrebbe dovuto disegnare il nuovo volto del porto di Terracina. Che, invece,
continua a offrire la solita faccia di sempre.
Pubblicato da Rita Recchia

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L’INTERVENTO
«Camorra, il sindaco chieda scusa alla Cascella»
TERRACINA non è una città di facile arricchimento per i clan camorristici.
Nell’agosto del 2009 il sindaco Stefano Nardi ingaggiò una querelle con il
dirigente del commissariato di polizia di Terracina Rita Cascella in merito alla
pericolosità di infiltrazioni malavitose nel territorio e nel tessuto economico
locale. Alla luce delle recenti indagini e operazioni condotte dalle forze
dell’ordine e che hanno portato alla scoperta di numerosi e preoccupanti in trec
ci tra realtà locale e criminalità organi zzata, l’associazione Terracina
Rialzati provoca il sindaco Stefano Nardi: «Le scuse al vice questore Rita
Cascella sarebbero doverose». Infatti il primo cittadino aveva affermato che «la
città di Terracina non è mai stata facile e utile palcoscenico pubblicitario per
dirigenti dello Stato». Forse col senno di poi, Nardi dovrebbe ricredersi. Anche
soltanto se pensasse a quante operazioni anti camorra sono state condotte negli
ultimi mesi. E che hanno portato a sequestri, denunce, operazioni anche di eco
nazionale. Dal proprio canto, per Terracina Rialzati non ci sono dubbi: Nardi è
stato smentito dai fatti, non dalle preoccupazioni di un dirigente di polizia.
Per questo l’associazione chiede che il sindaco faccia, anche con mesi e mesi di
ritardo, le proprie pubbliche scuse al vice questore del Commissariato di
Terracina, Rita Cascella.
F. A.

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In base alla ripartizione dei seggi entrano in Regione sei consiglieri pontini.
Per il Pdl Claudio Fazzone, Stefano Galetto e Giovanni Di Giorgi. Per l’Udc Aldo
Forte, per il Pd Claudio Moscardelli, per la lista Polverini Gianfranco
Sciscione. Intanto nel Lazio sono state scrutinate tutte le 5.266 sezioni:
Renata Polverini è stata eletta presidente della Regione Lazio con il 51,14% dei
voti, alla Bonino il 48,32%, Marzia Marzoli allo 0,53%.
Con il listino risulta eletta anche Gina Cetrone. In provincia di Latina Renata
Polverini fa comunque il pieno di voti. La percentuale del 63,29% dei consensi
conquistata sul territorio è infatti la più alta di tutte le province del Lazio.
Primo partito si conferma il Pdl con il 42%, l’Udc raggiunge il 10,12%, la lista
Polverini il 7,48% Nel centrosinistra invece il Pd si ferma al 20,41%.
GLI ELETTI A LATINA:
FAZZONE CLAUDIO (PDL) FONDI, 07 Ottobre 1961 28.817 eletto
GALETTO STEFANO (PDL) LATINA, 16 Agosto 1970 20.565 eletto
DI GIORGI GIOVANNI (PDL) LATINA, 13 Luglio 1967 10.453 eletto
FORTE ALDO (UDC) FORMIA, 21 Ottobre 1974 10.540 eletto
SCISCIONE GIANFRANCO (POLVERINI) TERRACINA, 25 Aprile 1950 2.941 eletto
MOSCARDELLI CLAUDIO (PD) LATINA, 30 Agosto 1962 15.917 eletto

SI punta tutto sugli sponsor: pubblicità ovunque per racimolare soldi e cercare
di far quadrare i conti del Comune di Terracina.
I nuovi cestini dell’arredo
urbano avranno ai lati pubblicità; sugli autobus del servizio di trasporto
pubblico verranno installati pannelli e slogan; intorno ai siti archeologici del
centro storico alto i m o n um e n t i av r a n n o pulizia e ma nut enzione
dall’ as soc iazione albergatori «Jupiter», ma in cambio della sponsorizzazione.
Ma non finisce qui: in cantiere c’è anche l’installazione di cartelli e
manifesti pubblicitari nei pressi delle aiuole e delle aree verdi. Insomma,
sembra proprio che in Comune qualcuno si sia reso conto di come si possa
sfruttare il marketing per incamerare qualche somma di denaro. Che di questi
tempi, vista la difficoltà economica dell’ente, certo non possono fare male.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nardi si lancia nel
marketing e lo fa in grande stile, senza lasciare nulla al caso. Se le
pubblicità in giro per la città saranno davvero tante, è vero pure che chi cura
gli sponsor sarà obbligato a svolgere una manutenzione puntuale dell’area in cui
verranno posti. Ecco che allora aree verdi e aiuole dovranno per necessità
essere ripulite. Lo stesso per la cura e la manutenzione dei siti archeologici e
monumentali. Il Comune da parte sua quindi ci guadagna in immagine e in denaro,
visto che le pubblicità su mezzi pubblici e arredo urbano avranno il loro
prezzo. Viene da chiedersi a questo punto se sia quella del marketing la nuova
frontiera per garantire alla cittadinanza aree pulite e servizi migliori. I
soldi delle tasse non bastano evidentemente, e quindi si ricorre alle manicciate
di euro che provengono dai privati. Dopo la scure che ha dimezzato negli ultimi
tempi la giunta comunale, non si può escludere che il sindaco Nardi possa
pensare di nominare un nuovo assessore: con delega agli sponsor e alla
pubblicità per il Comune.
Francesco Avena

Cercare entrate alternative, quelle «imposte giuste» con cui tentare di tenere a
galla le finanze comunali.
Piero Nucci, l’economo toscano ma adottato da
Terracina, consulente del sindaco Nardi, è chiaro: viste le difficoltà
economiche non si può lasciare per strada neppure un euro. Nucci qualche tempo
fa aveva mostrato perplessità sulla situazione di Terracina. La tassa per il
suolo pubblico è stata abolita da anni. Bisognava intensificare i controlli
sulle entrate provenienti dai condoni edilizi e sull’Ici per le aree
fabbricabili. Non è detto che una spinta alla sponsorizzazione di siti
archeologici, autobus e arredo urbano sia stato promosso proprio dal super
consulente di Nardi. Bisognerà aspettare qualche tempo per quantificare quanto
il Comune ci abbia guadagnato. Certo che, però, l’ente sembra un degente che
segue passo passo le
prescrizioni del medico.
F. A.

Filiera agroalimentare super corta con il Farmer’s Market.
Terracina potrebbe diventare sede del primo Farmer’s Market attivato in Italia.
Un luogo ah hoc dove i consumatori potranno acquistare frutta e verdura
direttamente dalle aziende produttrici, risparmiando sulla spesa e, allo stesso
tempo, valorizzando la produzione agroalimentare tipicamente locale. Tutto
questo nell’edificio del mercato coperto di via delle Arene. Da struttura
fatiscente e quasi del tutto abbandonata a luogo di una filiera cortissima
dell’agroalimentare, dunque. Tutto ciò nel giro di breve tempo, come pensa
l’assessore competente Gianni D’Amico. I diretti interessati, in primis la
Coldiretti, stanno vagliando una bozza di convenzione per affittare l’edificio
di via delle Arene e muovere i primi passi concreti per la realizzazione
dell’interessante progetto. Interessante sia per l’acquirente, che verrebbe a
risparmiare sul costo dei prodotti. Sia per i produttori, che anche da queste
parti attraversano un momento di crisi. Nei giorni scorsi l’amministrazione
comunale ha deliberato un atto di indirizzo che prevede di avviare la procedura
per l’attivazione del Farmer’s Market. Un’iniziativa che, secondo l’assessore
D’Amico, avrebbe ”una valenza sia commerciale sia divulgativa consentendo la
tracciabilità del prodotto e l’accorciamento della filiera, promuove
l’educazione alimentare di qualità e anche l’attrattiva turistica”. Tra l’altro
nel 2007 è stato il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a
decretare la formazione di ”mercati riservati all’esercizio della vendita
diretta”. Certo, ci sarà da mettere mano al mercato, attualmente in condizioni
pessime. Ma a maggior ragione ben venga un’iniziativa del genere, che dia un
volto nuovo, di nome e di fatto, a ciò che resta di quello che in passato era il
mercato annonario più vivace e popolato di Terracina. Oggi, invece, è una sorta
di cattedrale nel deserto, con gli sparuti banchi ancora aperti e qualche
negozietto di generi alimentari. Con il Farmer’s Market, invece, il mercato di
via delle Arene potrebbe vivere una seconda giovinezza.
Pubblicato da Rita Recchia

Altre tegole sul Comune di Terracina: doppia condanna del Tar a liquidare i
propri debiti nei confronti di due creditori.
La prima condanna riguarda il
ricorso accolto dal tribunale amministrativo e presentato dalla società «Rete
Lazio Srl», rappresentata legalmente dall’avvocato Italo Sciscione. Nei
confronti della società televisiva, l’ente aveva accumulato un debito di 25 mila
euro per servizi resi al Comune dalla società ma non pagati. Un vizio antico,
quello di non pagare i propri fornitori, che poi intraprendono con loro diritto
le iniziative legali e vincono contro l’ente municipale. «Rete Lazio», come
molti altri fornitori in precedenza, ha presentato un decreto ingiuntivo al
Comune nell’agosto del 2008. L’ente non si è opposto e il provvedimento è
diventato esecutivo. Il Comune però non ha mai pagato e adesso dovrà farlo entro
due mesi. Con 1.500 euro di spese legali oltre ai 25 mila euro di debito. Altra
«batosta»: la condanna del Tar a pagare 144 mila euro più spese legali nei
confronti di Anselmo Gaetano Ferrari, difeso dall’avvocato Adelindo Maragoni.
Come per il caso precedente, l’ente non aveva pagato il fornitore e la vicenda
aveva da tempo preso la strada del tribunale. La Corte d’Appello di Roma,
infatti, aveva condannato l’ente a pagare 144 mila euro. La sentenza è stata
notificata un anno fa e non è stata impugnata nei termini. Perciò è passata in
giudicato. Lo scorso novembre è stato notificato al Comune di Terracina anche un
atto di diffida a liquidare il creditore. Nei giorni scorsi la pronuncia del
Tar, che ha condannato l’ente a dare esecuzione alla sentenza della Corte
d’Appello di Roma entro novanta giorni. In altre parole, a saldare i propri
debiti con il creditore. Se ne ha le possibilità finanziarie. Altrimenti
arriverà un commissario ad acta per risolvere la controversia legale. Anche le
spese per l’eventuale arrivo del commissario, comunque, sarebbe a
carico del Comune.
F. A.

Dopo due settimane le buche sono ancora tutte lì…
La concezione del tempo è davvero relativa. In alcune parti una settimana può
voler dire, in realtà, molti più giorni. Ne sanno qualcosa, per esempio, i
residenti di ‘via Mille Buche’, la traversa della Pantani da Basso, a Borgo
Hermada, teatro di una protesta avvenuta esattamente 14 giorni fa. Come
garantito dal Palazzo, nel giro di una settimana, quindi sette giorni, qualcosa
si sarebbe dovuto muovere da quelle parti. Nulla è cambiato, invece. Eppure i
cittadini arrabbiati non pretendevano grosse opere pubbliche. Semplicemente
qualche operaio che ripristinasse su quella strada, di competenza comunale,
condizioni minime di sicurezza. Per chiedere questo avevano protestato due
martedì fa appena fuori dalle loro case. Si erano muniti di transenne
sistemandole tra i crateri e la polvere della traversa, sbarrando il passaggio
al personale del Consorzio di Bonifica, del depuratore e degli uffici di
Acqualatina. ”Siamo stanchi di presentare esposti rimasti fino a oggi senza
risposta- parlava per tutti Roberto- Dalle parole abbiamo deciso di passare ai
fatti perché non ce la facciamo più a pagare fior di quattrini per riparare i
guasti alle nostre auto”. Tutta colpa delle buche enormi e profonde che
costellano quella strada, dove il manto stradale non è stato mai ripristinato
dopo gli ultimi lavori risalenti ad almeno 6 anni fa. Da allora è stato un
continuo saltare di ammortizzatori, pneumatici, freni. Complice anche l’assenza
di illuminazione pubblica che quando fa buio ci mette il classico carico da
novanta. Quella mattina un mezzo del Consorzio non era stato fatto passare.
Dall’ufficio dei vigili urbani di Borgo Hermada era stato contattato il
dirigente competente che aveva assicurato che la settimana successiva, cioè
quella scorsa, la questione sarebbe stata risolta. Macchè. E i residenti
annunciano nuove e più veementi proteste. Con l’ora legale gli orologi sono
stati regolati un’ora avanti. Ma in Comune il tempo sembra essersi fermato del
tutto.
Pubblicato da Rita Recchia

Il Da Vinci cresce ancora
Realizzate altre 12 aule e 3 bagni, con tanto di biblioteca e palestra
L’istruzione in Provincia di Latina ha compiuto un altro importante passo in
avanti. Ed ha dimostrato che la velocità in politica è ancora possibile,
soprattutto quando si parla di ragazzi che hanno bisogno dei loro spazi per
poter studiare e vivere la scuola degnamente. Alle ore 10:30 a Terracina c’erano
tutti, in primis il Presidente Armando Cusani, il Preside Palella del Liceo
scientifico “Da Vinci” e Sergio Iacuele che, se oggi è candidato al Consiglio
Comunale di Fondi, non riesce a dimenticare il suo impegno (“volontario” – ci
tiene a sottolineare) da consulente in Provincia di Latina. “Abbiamo vinto la
sfida di realizzare 12 aule e 3 bagni, con tanto di biblioteca e palestra in
appena 295 giorni, cioè meno di un anno – annuncia Sergio Iacuele. Questa è la
politica per cui mi batto e che la gente vorrebbe sempre: tutt’altro che tempi
da bradipo che sottraggono denaro ed opportunità alla collettività”. Pieno
orgoglio anche per il Presidente Cusani: “Se si raggiungono questi risultati è
anche grazie alla mia squadra: insieme, con le stesse idee di politica come buon
governo, si possono realizzare grandi opere. Siamo sulla strada giusta quando ci
mobilitiamo così velocemente per i ragazzi e le loro scuole”.

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“Terracina non è un paese di facile arricchimento per clan camorristici” .

Stefano Nardi

comunicatonardi

24/03/2010  Gomorra….

gomorra

i giuglianesi....

26/03/2010  “Non potevamo sapere..”  Stefano Nardi

non poteva sapere...

Per il futuro consigliamo la palla di vetro….o magari di non accusare di manie di protagonismo pubblici ufficiali….le scuse alla Cascella sarebbero doverose…

Terracina Rialzati

Post tratto dal sito: www.TerracinaRialzati.com

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polverini1

polverini2

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terracina-piazza-vittorio-ema-anteguerra_bis

Alle urne 22569 elettori. Pari al 61,16% degli aventi diritto
Alle ore 15, alla chiusura dei seggi elettorali, hanno votato 22. 659 elettori
per una percentuale pari al 61,16% degli aventi diritto. Dei 22. 659 elettori
11. 321 (30, 56%) sono stati maschi e 11. 338 (30, 60%) femmine.

dddd [20]

Anche l’ex Squero tra i progetti del clan Mallardo.
Le mani su Terracina, ovunque ci fosse profumo di affare immobiliare
appetibile. Anche se la struttura in questione era una catapecchia e se
bisognava spenderci parecchi euro. Il clan Mallardo e sodali, tra i quali
qualcuno era diventato presenza stabile in città, avevano messo gli occhi
anche sulla zona dove un tempo sorgeva l’ex Consorzio Agrario. L’ex Squero,
come è arcinoto a quelli di qui. Una struttura davvero fatiscente, come un
loro intermediario immobiliare operante a Terracina informava Carmine Maisto
in una telefonata del novembre 2008. Un affare che tanto un affare non
sembrava, visto che il volume dell’investimento si aggirava intorno ai 4
milioni di euro. E dopo averne spesi più di 5 per l’area dove un tempo sorgeva
la Desco, non erano certo bruscolini. Ma Maisto aveva evidentemente il
bernoccolo degli affari e del mattone. Proprio lui, con precedenti penali per
reati contro la pubblica a amministrazione e la legge urbanistica, oltre a una
denuncia per il crollo di un’abitazione. Ad ogni modo, quello stesso 22
novembre di due anni fa Carmine Maisto ne aveva già parlato con Antonio
Pirozzi, discutendo dell’intenzione di acquisire l’area dove prima sorgeva il
Consorzio Agrario. Il primo chiedeva al secondo dove effettivamente si
trovasse quel posto, e l’altro rispondeva che sorgeva nei pressi della fermata
degli autobus. L’ex Squero, dunque, tuttora rifugio di vagabondi, zingari,
sbandati in genere. Allora l’area era stata già acquistata da un privato, una
società sempre campana, napoletana per l’esattezza, rappresentata da un tizio
che loro non avrebbero avuto problemi a contattare. L’acquisto s’ha da fare,
insomma. Carmine Maisto ne parla anche con l’intermediario immobiliare al
quale chiede informazioni più dettagliate sulla vendita dell’ex Squero, ed è
qui che si sente rispondere sulla fatiscenza della struttura e che
l’operazione potrebbe essere chiusa con non meno di 3 milioni e 800 mila euro,
4 milioni. L’edificio è ancora fatiscente come due anni fa. E Maisto&Co hanno
cambiato aria.
Pubblicato da Rita Recchia

dddd [9]

È attesa per oggi la decisione del Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Latina sul sequestro del «Green Village », il maxi intervento
edilizio sulla provinciale Badino.
Il Gip ha dieci giorni di tempo, infatti,
per confermare o meno il sequestro avvenuto giovedì ed è probabile che proprio
oggi possa arrivare la decisione sulla sorte dei sigilli al cantiere del
villaggio turistico sul litorale di Terracina. Il sequestro operato dagli
agenti del Nipaf di Latina e dai carabinieri del Norm di Terracina, su ordine
del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, ha coinvolto sette persone
indagate per il reato di lottizzazione abusiva in concorso. Si tratta dei
dirigenti comunali Giancarlo De Simone e Vincenzo Fusco, del referente Suap
Eugenio Pepe. Per loro tre, in quanto dipendenti dell’ente municipale, si
contesta anche il reato di abuso d’ufficio. Ma nel registro degli indagati
attualmente ci sono anche l’amministratore della società Bruno Lanzi, i
responsabili dei lavori Remo Iacovacci e Luciano Biasini. Infine il titolare
dell’impresa appaltatrice dei lavori Enzo Pannone, della «Pannone costruzioni
Srl». Ci si avvia a una controversia legale in cui potrebbero profilarsi anche
le responsabilità della Regione Lazio. I sigilli al cantiere, infatti, sono
giunti – come contesta la magistratura – in seguito alla violazione della
legge sulla salvaguardia delle coste. Un reato che viola una normativa di
competenza regionale. Inoltre l’iter che ha portato ruspe e betoniere
all’altezza del km 10 e 300 della Provinciale Badino, è quello della
concessione Suap. Cioè un cambio di destinazione d’uso dell’area in cui si
vanno a edificare edifici per scopi produttivi. L’approvazione di questo tipo
di interventi, inoltre, deve avvalersi del parere favorevole della Regione
Lazio. Necessario per avviare l’iter dei lavori urbanistici. Dunque
responsabilità sulle infrazioni rilevate da Nipaf e carabinieri potrebbero
ricadere con ogni probabilità anche su chi ha curato la pratica del «Green
Village» alla Pisana. D’altro canto, non sarebbe neppure la prima volta che
cantieri, manufatti e costruzioni in fase di realizzazione o a lavori già
completati, vengono sequestrati nonostante i pareri favorevoli della Regione.
È il caso, per rimanere ai recenti fatti di cronaca, della villa a due piani,
costruita da un dipendente comunale, posta sotto sequestro solo alcuni giorni
fa a San Felice Circeo a pochi passi dal mare. Come per il complesso turistico
residenziale del «Green Village» a Terracina, veniva contestata la violazione
delle volumetrie e delle cubature. Mentre secondo la legge il rapporto tra
cubatura e superficie non doveva oltrepassare la soglia dello 0, 01 nel caso
del villaggio turistico si arrivava al valore di 0, 86. E se i numeri non
sembrano fare sconti ai sette indagati per lottizzazione abusiva, la
magistratura adesso dovrà puntare l’attenzione su tutte le responsabilità
specifiche dell’abuso edilizio. Per oggi, intanto, il Gip del Tribunale di
Latina dovrà convalidare o meno i sigilli al cantiere sulla Provinciale. Una
decisione attesa, per motivi diversi, dagli operai – una decina – che hanno
lavorato fino a qualche giorno fa nel cantiere. Ma anche dai residenti del
litorale di Badino e Sisto, che temono la presenza ingombrante di un ecomostro
a pochi passi dal litorale. Mentre, a lavori ultimati, avrebbe dovuto ospitare
40 residenze turistiche, ristorante, piscina, parcheggio, oltre a un
fabbricato dato in uso al Comune che lo avrebbe utilizzato come asilo. Un
totale di oltre 10 mila metri cubi di cemento: evidentemente troppi per i
tassi di edificabilità stabiliti dalla legge.

Francesco Avena

dddd [8]

Caduta l’accusa di tentata estorsione contro i due campani di Mugnano di Napoli.
Ernesto Brina e Antonio Panico non hanno tentato di estorcere nulla al
commerciante di Terracina dopo la compravendita sfumata di una tabaccheria.
Così hanno deciso i giudici del II Collegio del tribunale di Latina (Parasporo,
Dentato e Chirico) che ieri hanno emesso la sentenza sulla vicenda che vedeva
i due campani imputati per tentata estorsione in concorso, danneggiamento,
minacce, lesioni personali e violenza privata. Ernesto Brina è stato
condannato a tre anni e Antonio Panico a tre anni e quattro mesi per soli due
degli episodi inclusi nell’impianto accusatorio degli inquirenti. I due
campani sono stati riconosciuti colpevoli dell’episodio dell’aggressione ai
danni del commerciante e dell’incendio della cassetta di giornali fuori la
tabaccheria. Cadute, quindi, le accuse più pesanti. Disattese le richiese del
pm che aveva chiesto per Brina la pena di 6 anni e per Panico 5. I campani
erano stati arrestati nell’aprile del 2009, dopo le indagini dei carabinieri
di Terracina. Erano cominciate dopo la denuncia del proprietario di una
tabaccheria sulla Pontina poiché ignoti avevano tentato di appiccarvi fuoco.
L’attività investigativa si era concentrata sulla compravendita
precedentemente intercorsa tra il commerciante ed Ernesto Brina che a metà del
2006 avevano stipulato un contratto visto che il 65enne campano voleva
acquistare l’attività economica. Con la clausola secondo la quale, se
l’acquirente avesse cambiato idea, la caparra sarebbe rimasta all’altro.
Quando Ernesto Brina aveva cambiato idea sull’affare, il commerciante aveva
tenuto i circa 100 mila euro avuti a fronte della somma totale pattuita in 300
mila euro. Da lì sarebbe iniziato tutto. Nel dicembre del 2006 c’era stato il
primo fattaccio del rovesciamento di carburante, e nel novembre successivo
qualcuno gli aveva incendiato la Nissan X-Trail. Successivamente c’era stato
il falò dei giornali che il commerciante lasciava come resa fuori la sua
attività. Telefonate minatorie e nel febbraio del 2008 un altro tentativo di
appiccare il fuoco al negozio. In quest’ultimo episodio sulla scena sarebbe
comparso anche Antonio Panico, trovato sul posto da una pattuglia dei
carabinieri. Nella sua vettura c’era una bottiglietta con due litri di
benzina. I carabinieri avevano definitivamente stretto il cerchio attorno ai
due dopo l’aggressione subita dal commerciante nel giugno 2008 quando un
extracomunitario lo aveva preso a bastonate nella tabaccheria. Il ferito aveva
visto l’aggressore salire su un’auto condotta da un uomo che aveva
identificato come il Panico. Ad aprile l’arresto e ieri la sentenza.
Soddisfatti gli avvocati dei due imputati, Amleto Coronella e Carla Bertin. La
parte offesa si era costituita parte civile, rappresentata da Giovanni
Lauretti. I giudici hanno stabilito una provvisionale di 10 mila euro, il
resto del risarcimento sarà deciso in altra sede.
Pubblicato da Rita Recchia

dddd [7]

Dieci mila euro di merce nascosta nel body. Arrestati quattro stranieri.
In manette la banda dalla canotta supersonica. Canottiere improvvisate buste
della spesa. Buste truffaldine, però, visto che lì dentro ci infilavano tutto
ciò che non pagavano una volta giunti alla cassa del negozio. Nella tarda
mattinata di ieri gli agenti del commissariato di polizia di Terracina hanno
arrestato tre rumeni e una bulgara che dalla capitale venivano in trasferta in
città per rubare all’interno di almeno due grossi supermercati. Nelle ultime
settimane, infatti, i rispettivi direttori avevano segnalato ai poliziotti del
vice-questore Rita Cascella innumerevoli furti di merce alimentare e non.
Addirittura si parla di perdite per 10 mila euro. Gli agenti hanno subito
organizzato appostamenti in borghese all’esterno delle due attività
commerciali, individuando i probabili autori di quei furti. Fino a ieri
mattina, quando li hanno bloccati all’uscita da un supermercato e sottoposti a
controllo. Addosso avevano carne, olio, materiale elettrico, indumenti, tutto
nascosto in canotte fabbricate ad hoc, cucite in vari scomparti, indossate
sotto gli abiti. Insieme alla merce rubata, immediatamente restituita al
direttore del supermercato, gli agenti hanno trovato 9 mila euro in contanti
di cui la banda non ha saputo dare spiegazioni. Nell’automobile dei quattro
sono saltate fuori altre buste della spesa di un altro grosso supermercato di
Terracina, con all’interno scontrini fiscali riferiti a poche ore prima.
Tuttavia quegli scontrini parlavano chiaramente di pochi articoli pagati, e di
certo non corrispondevano al volume di merce trovata nelle buste. Avvisato il
direttore di quel negozio, è stato scoperto un altro ammanco di 300 euro. Sono
in corso verifiche per accertare altri eventuali furti. Lunedì i quattro
stranieri saranno processati.
Pubblicato da Rita Recchia

dddd [5]

UN via vai di automobili ieri pomeriggio in piazza Municipio ha attirato
l’attenzione, e provocato la rabbia, dei residenti del centro storico alto di
Terracina. Ieri, in occasione delle elezioni regionali il palazzo del Comune
infatti è stato aperto in via del tutto eccezionale e qualche auto si è
introdotta nell’area non transitabile dai veicoli di piazza Municipio. Le
catene poste ai due ingressi dello spazio delimitato erano state rimosse,
evidentemente per consentire il passaggio in via straordinario dei mezzi. Ma i
residenti si sono chiesti per quale motivo le auto hanno ricevuto il permesso
(se un permesso c’è stato) per introdursi nella piazza. Dove il traffico non è
consentito per proteggere il mattonato originale che risale all’epoca romana.
I residenti del centro storico, continuamente alle prese con il caos parcheggi
vista la mancanza di adeguati spazi nella parte alta della città, hanno
lamentato una mancanza di controlli che invece sarebbero stati opportuni. In
molti infatti si sono «beccati » verbali anche salati per divieti di sosta,
mentre ieri pomeriggio le auto potevano entrare nella piazza, parcheggiare,
effettuare manovre come se sulla piazza non ci fosse alcun tipo di restrizione
del traffico. Del resto la viabilità nel centro storico alto è sempre un rebus,
e ognuno fa un po’ come vuole. Basti pensare al destino poco fortunato
dell’isola pedonale nella parte alta della città.
F. A.

dddd [4]

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Si serviva di due minorenni per lavorare il rame rubato e rimetterlo sul mercato
nero.
È questo lo scenario che emerge dietro il furto di vasetti di rame
avvenuto nei giorni scorsi al cimitero, che ha portato alla denuncia di A.M.,
uomo con precedenti penali di Terracina. La scoperta è avvenuta qualche giorno
fa da parte della polizia Municipale, che ha sorpreso due ragazzini all’interno
dell’Area Chezzi mentre erano intenti a dare martellate ai vasetti di rame. A
suscitare la curiosità degli uomini del comandante Vincenzo Pecchia, il rumore
proveniente dal parco pubblico attualmente interdetto all’accesso pubblico. I
vigili si sono introdotti nel giardino e hanno fermato i due minorenni.
Ascoltati alla presenza dei genitori, i ragazzi hanno raccontato come l’uomo
abbia proposto loro di lavorare il rame per ridurlo in forma di lastre in cambio
di un compenso di 20 o 30 euro. Uno dei due ha anche confessato di essere stato
minacciato prima verbalmente, poi prendendo anche due ceffoni da A.M. I vigili
urbani hanno segnalato i due ragazzi al Tribunale dei minori di Roma e
denunciato l’uomo. Ora è da chiarire se i due minorenni siano anche gli autori
del furto dei 200 vasi di rame al cimitero o se invece abbiano avuto solo il
ruolo di «lavorare» il metallo per conto dell’uomo. Intanto la Municipale ha
trovato altri vasetti (circa una ventina) nella zona della Ciana, dove erano
stati rinvenuti altri contenitori poi recuperati dall’assessore Gianni D’Amico e
il personale della protezione civile. L’ipotesi che prende piede è che i vasetti
non siano stati trasportati via dal camposanto in buste o contenitori, quanto
piuttosto gettati al di là del muro di cinta del cimitero per poi essere
recuperati in un secondo momento. Resta lo sconcertante coinvolgimento di due
minorenni nelle attività illecite di un pregiudicato in cambio di qualche decina
d’euro: contatti pericolosi che riportano d’attualità la necessità di un
controllo capillare e costante del territorio cittadino. Che la Municipale
garantisce ogni giorno.
Diego Roma

ccc [14]

Il Comune e le associazioni dei coltivatori diretti stanno studiando la
possibilità di fare del mercato annonario di via Arene, una struttura oggi
pressoché inutilizzata, una sorta di Farmer Market per la vendita diretta al
pubblico da parte degli agricoltori. Sarebbe la prima iniziativa del genere in
Italia.
È all’esame della Coltivatori Diretti e dell’APAD una bozza di
convenzione per la concessione in affitto della struttura comunale del quartiere
Arene, finita col tempo nel degrado e nell’abbandono con costi improduttivi per
la comunità (qualcosa come 300mila euro l’anno). L’assessorato all’agricoltura
vi ha, ora, trovato una destinazione particolare, utile sia per la categoria che
per la popolazione. «L’iniziativa di un mercato di prodotti agricoli» illustra
l’assessore Gianni D’Amico «è una risposta sia al caro-prezzi sia allo stato di
crisi dell’economia agricola della zona. Ha una valenza commerciale e sociale
insieme. Si tratta di un mercato particolare nel quale è possibile acquistare
prodotti agro-alimentari direttamente dalle aziende produttrici, riducendo il
percorso della filiera. Per le famiglie potrebbero realizzarsi risparmi anche
dell’ordine del 30% rispetto ai prezzi normali». La creazione di un Farmer
Market rientra in una normativa nazionale e regionale, che vuole promuovere
nuove forme di vendita diretta. Avrebbe ripercussioni positive anche
sull’attrazione turistica per il legame che si verrebbe a realizzare tra
prodotti e territorio. L’assessore conta di poter aprire il Farmer tra un mese.
Ercole Bersani

ccc [13]

Voleva costringerla a prostituirsi togliendole il passaporto e al suo rifiuto
l’ha picchiata a sangue.
È questo l’incubo vissuto da una donna polacca, caduta
nella rete di un bulgaro senza fissa dimora di 46 anni che voleva diventare il
«protettore» della donna e costringerla a prostituirsi. L’uomo è stato
identificato e denunciato grazie alle indagini del Norm, che ora sono sulle sue
tracce dal momento che il bulgaro si è reso irreperibile. I reati contestati
sono «lesioni personali gravi, sequestro di persona e sfruttamento della
prostituzione». Il modus operandi del bulgaro era quello solito: dopo essersi
impossessato del passaporto della donna polacca, una sua conoscente domiciliata
nel frusinate, l’aveva ripetutamente minacciata e percossa, allo scopo di trarre
profitto dalla sua attività di «prostituzione». Fortunatamente la donna ha avuto
il coraggio di denunciare le vessazioni quando si è recata all’ospedale
«Fiorini» di Terracina piena di ecchimosi ed ematomi,
guaribili secondo i sanitari in 25 giorni.
D. R.

ccc [12]

È deceduto ieri, Giorgio Cittarelli, 49 anni, proprietario
dell’Hostaria «La Cambusa».
Il noto ristoratore terracinese
è stato colpito da un infarto nella mattinata, proprio
mentre era a lavoro nel locale di famiglia sul lungomare
di Terracina. Invana la corsa in ospedale, Giorgio è morto
durante il tragitto verso il «Fiorini» e non c’è stato nulla
da fare. Le esequie si svolgeranno domani alle 10,30
presso la chiesa del «Santissimo Salvatore». Sconcerto
nel mondo della ristorazione terracinese e non solo. In
tanti conoscevano e stimavano Giorgio. L’Hostaria la
Cambusa, che si trova a piazzale Lido, è fra i più noti e
ricercati ristoranti della città per le specialità tipiche della
cucina terracinese, per la location in pieno centro e con
vista sul mare, oltre che per la qualità del servizio. Al
cordoglio della moglie e dei figli Michela e Danilo si
unisce quello dell’Ascom Confocommercio di Terracina.

ccc [1]

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Un certo scompiglio ha provocato verso le 16.00 di questa Domenica una persona distesa dritta in mezzo al Viale della Vittoria.  Non vorrei esprimere alcun commento ma poco distante si notava una busta con 4-5 confezioni di una nota marca di vino completamente vuote….

Dopo le forse dell’ordine è accorsa anche l’autoambulanza.

E’ triste constatare come poi le persone a cui capita di recarsi al pronto soccorso o aspettare un autombulanza, magari per questioni ben più’ serie,  trovino il personale sanitario molto impegnato con persone che coltivano l’hobby del vino.

barbone1_bis

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La Rocca Traversa in un acquerello dell'800

Puntata speciale questa domenica per parlarvi del nuovo lavoro di Emilio Selvaggi, professore, studioso, memoria storica locale, sicuramente una delle persone più innamorate di Terracina.

La storia nobile del nostro territorio si confonde e si sublima con quella plebea, che ricalca, in contesti e in forme umili, la grande tradizione e le grandi imprese lasciate dai sommi che ci hanno preceduto. Le vestigia che ci circondano e che affiorano dalla terra ogni volta che scaviamo, praticamente in qualsiasi punto del territorio, sono un monito alla passata grandezza, alla passata gloria che vuole prepotentemente tornare alla ribalta. Chi non la comprende la nasconde, la distrugge, ci costruisce sopra un nuovo manufatto senza storia e senza fama, misero come l’animo di chi l’ha concepito. Questo libro, in modo semplice e giocoso, vuole farci riscoprire e studiare le nostre origini, i racconti che ci accomunano e che ci rendono speciali agli occhi degli altri, e che fanno gridare al miracolo generazioni di scettici votati al qualunquismo culturale.

Video importato

vimeo Video

Frutto dell’esperienza didattica (il professore oggi è in pensione) spinto dal bisogno di mettere per iscritto una cultura orale dai labili confini, e permettere a tutti di commentarla e riviverla col proprio sguardo, questo lavoro si propone di raggiungere un vasto pubblico, costituito da figure giovani e meno giovani. Paradossalmente, sono proprio i lettori più attempati l’obiettivo privilegiato, persone che, stimolate da memorie familiari, potranno ricostruire, attraverso le varianti di una stessa storia, racconti e vicende delle generazioni che furono; un collante prezioso che permetterà ai giovani di assaporare ogni piccola sfumatura di un passato meno statuario di quanto si pensi.

Il nuovo testo, fresco nei contenuti e accattivante nella veste grafica, studiata per bilanciare il rigore formale con argomenti e aneddoti spesso curiosi e popolari, ma non per questo ”meno nobili” come ci racconta nell’intervista l’autore, sarà presentato ufficialmente il 10 aprile alle ore 18 all’Hotel Palace di Terracina.

Ringraziamo il professore per averci cortesemente concesso questa intervista in anteprima.

Bibliografia (essenziale)
- Terracina, ambiente e storia. Agosto 1994. C.O.R.E. Fondi.
- Terracina: passeggiate fuori le mura. Maggio 1996. Caramanica Editore, Marina di Minturno.
- Il Parco della Rimembranza di Terracina. 1997. Tip. Bianconi, Priverno.
- Giove di Anxur: Il tempio, il luogo, i miti. Dic. 1999. Tip. Pietricola, Terracina.
- Juppiter von Anxur: der Tempel, der Ort, die Legenden. Terracina 2002.
- La rimembranza un parco per non dimenticare. 2002.
- Terracina nobile e plebea. 2010.

Terracina Rialzati

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terracina-nicola-simbari_bis

Da alcuni giorni svaligiavano gli scaffali di due importanti supermercati di
Terracina. I
ndumenti, generi alimentari, materiale elettrico, beni di prima
necessità: nascondevano tutto in canotte divise in scompartimenti e che
indossavano sotto maglioni e giubbotti. In poco tempo avevano fatto razzia di
prodotti per circa 10 mila euro. Sgominata dalla polizia di Stato di Terracina,
agli ordini del vice questore aggiunto Rita Cascella, la banda del supermarket,
composta da quattro stranieri. Tre uomini di nazionalità rumena e una donna di
origine bulgara sono stati arrestati ieri mattina dagli agenti nel piazzale di
un noto sup erme rcato in cui i c om po ne nt i della banda avevano appena messo
a segno l’ennesimo furto. Le indagini della polizia sono iniziate da quando,
alcune settimane fa, i direttori di due supermercati di Terracina avevano
denunciato la scomparsa di numerosi prodotti dagli scaffali, per un danno di
circa 10 mila euro. Gli agenti in borghese hanno quindi iniziato a setacciare i
piazzali delle attività commerciali, individuando i responsabili e avviando una
serie di controlli e pedinamenti nei loro confronti. Ieri mattina è scattato il
blitz. Gli agenti hanno atteso che i quattro uscissero dal supermercato per
perquisirli. Sotto gli indumenti, i quattro indossavano le canotte «infarcite»
di alimenti e prodotti appena rubati. Immediatamente sono scattate le manette.
In tasca, inoltre, avevano circa 9 mila euro di cui i quattro stranieri non
hanno saputo dare giustificazione. Mentre gli stranieri venivano condotti in
commissariato, gli agenti hanno perquisito anche l’autovettura utilizzata dalla
banda. In macchina erano presenti alcune buste della spesa con i relativi
scontrini fiscali. Gran parte di quella merce, tuttavia, non risultava essere
stata battuta negli scontrini. Quindi era stata rubata, per oltre 300 euro di
merce. Giunti in commissariato, i quattro sono stati identificati ed è stato
accertato dalla polizia che provenivano da Roma. Le indagini degli
investigatori, anche con l’ausilio del nucleo di polizia scientifica, proseguono
per accertare se il gruppo di malviventi abbia messo a segno altri furti nei
supermercati della zona. Tutta la merce rubata è stata restituita ai direttori
dei supermercati
svaligiati.
Francesco Avena

Terracina: Aggressione e incendio a un tabaccaio: due condanne
Tre anni a Ernesto Brina e 3 anni e 4 mesi ad Antonio Panico. È la pena inflitta
ieri dal secondo collegio del Tribunale di Latina composta dai giudici
Parasporo, Dentato e Chirico. I due sono stati riconosciuti colpevoli per aver
commissionato a un extracomunitario l’aggressione del proprietario di una
rivendita di giornali e tabacchi situata sulla via Pontina e di aver appiccato
fuoco al pacco di quotidiani a scopo intimidatorio. Il collegio li ha invece
assolti dal reato di tentata estorsione. I fatti si riferiscono ad aprile dello
scorso quando i due furono arrestati dai carabinieri per, danneggiamento,
minacce, lesioni personali, violenza priva a tentata estorsione. I reati erano
maturati a seguito della mancata vendita dell’esercizio sul quale i due campani
avevano puntato gli occhi anticipando anche una cospicua caparra. Ma poi
decisero di fare marcia indietro e quei soldi erano finiti nelle mani del
proprietario, come da contratto. E così avevano iniziato a perseguitarlo con lo
scopo di riavere la caparra indietro. Da qui le minacce, l’aggressione
commissionata a una terza persona. Ieri la sentenza.
F.Coc.

Sevizie su una polacca. Indagano i carabinieri.
Picchiata a sangue su tutto il corpo. Addirittura torturata con un mozzicone di
sigaretta nella zona vaginale. Una storia di violenza terribile ai danni di una
giovane polacca. Ai carabinieri di Terracina il compito di acciuffare colui, o
coloro, responsabili di una cosa tanto bestiale. E imperdonabile. G.R. 36 anni
polacca, è stata soccorsa nella tarda mattinata di ieri da una gazzella
dell’Arma. La giovane straniera aveva chiesto disperatamente aiuto vagando nella
zona del Calcatore, suonando al campanello delle abitazioni, alla ricerca di
qualcuno che la soccorresse. Un gesto di compassione, questo cercava la polacca.
Fortunatamente da qualche parte sembra ancora esistere la ‘pietas’ dei latini,
visto che la straniera ha trovato qualcuno che capisse la situazione e che non
rispondesse con l’indifferenza voltandole le spalle, come sempre più spesso
accade. Sono stati immediatamente allertati i carabinieri, anche perché la
donna, visibilmente ferita e sconvolta, non parla affatto l’italiano e non ha
saputo spiegare bene cosa le fosse accaduto. Una volta giunta al pronto soccorso
del ‘Fiorini’, la 36enne è stata sottoposta a tutti gli accertamenti necessari.
Sul suo corpo i sanitari hanno riscontrato i segni di una violenza disumana.
Ecchimosi su molte parti del corpo, il volto tumefatto dalle botte, addirittura
segni nella zona del basso ventre procurati con la cicca accesa della sigaretta.
Sevizie gratuite. Dal ‘Fiorini’ la paziente è stata trasferita al ‘San Giovanni
di Dio’ di Fondi dove è stata sottoposta alla visita ginecologica. Sarebbe stata
escluso che ci sia stata violenza sessuale. Medicata come si deve, esclusi
traumi e consolata, G.R. è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 25
giorni. Tramite un interprete i carabinieri stanno ricostruendo quello che
effettivamente è avvenuto per riuscire quanto prima a dare un nome e un volto
all’individuo responsabile di quelle ferite, non soltanto fisiche. E, purtroppo,
le statistiche nazionali insegnano come episodi del genere siano sempre più
spesso riconducibili a persone molto vicine alle stesse vittime della violenza.
Pubblicato da Rita Recchia

A un passo dalla grazia del presidente della Repubblica.
L’istanza avanzata dal 49enne emigrante M.Z., ricercato dalla giustizia italiana
per dover scontare 6 mesi di carcere, ha avuto un primo parere positivo, quello
del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma. L’uomo, trasferitosi
da anni in Canada, dove ha un bar, era stato condannato perché non aveva
corrisposto all’ex moglie gli assegni di mantenimento per lei e per i suoi 3
figli rimasti in Italia. A nulla era servito che il barista avesse poi
regolarmente pagato il dovuto all’ex consorte. Una giustizia inesorabile, che
aveva avuto come contrappunto negativo anche un errore di procedura giudiziaria.
Sta di fatto che l’uomo, allo stato attuale, non può mettere piede in un
aeroporto. Verrebbe subito arrestato. Una condizione di esiliato. «Si tratta di
un caso umano» dichiara l’avvocato Gianluca Rossi «con dei figli che reclamano
l’abbraccio con il loro genitore. C’è da riparare ad una palese ingiustizia, che
ha colpito nel più profondo degli affetti un uomo». E’ su questi ed altri
presupposti che si basa il parere positivo della Procura Generale, al quale si
dovrà solo aggiungere anche quello del ministro Alfano, prima che la richiesta
di grazia finisca sul tavolo di Napolitano.
Rossella Bersani

‘Soltur Srl’, affare per il clan Mallardo.
Gli occhi della mala anche sulla ‘Soltur Srl’. Da struttura ricettiva che ha
aperto le porte di Terracina al turismo svedese ad affare immobiliare. Finito,
però, nelle mani sbagliate. Dalle oltre 500 pagine della relazione della
Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che racchiude tutta l’operazione
‘Arcobaleno’, emergerebbe come i sodali del clan Mallardo giunti a Terracina
avessero allungato una mano anche verso la storica ‘Soltur Srl’, il complesso di
palazzine in una traversa di via Badino, che dalla fine degli anni ’60 ha
ospitato centinaia e centinaia di scandinavi. Un vero successo che non ha mai
conosciuto davvero la parola crisi. Ecco perché in molti si erano meravigliati
quando nell’estate 2009 si era sparsa la voce che fosse finita quella bella
favola. Causa il mancato rinnovo delle convenzioni con le agenzie di viaggio del
nord Europa, sembra dopo che i tour operator avevano chiesto ai proprietari
delle palazzine lavori di ammodernamento. Richiesta non accettata, e così
qualche appartamento era finito in vendita, pare anche a prezzi d’occasione.
Estate 2009, dunque. Ma i membri della holding criminale chiacchieravano della
‘Soltur Srl’ già da prima, dall’inizio del 2008 per esempio. Il nome salterebbe
fuori da una conversazione telefonica tra due degli arrestati, Antonio Pirozzi e
Domenico Petito, sulla volontà di affittare alcuni immobili acquistati a
Terracina dallo stesso Petito tramite la ‘Ga.Pe. Immobiliare Srl’, con sede a
Caserta. Per piazzare quegli appartamenti si sarebbero rivolti alla ‘Soltur
Srl’, società attiva come affittacamere per brevi soggiorni e case per le
vacanze. L’operazione, nemmeno troppo ambiziosa, avrebbe dovuto fruttare 32 mila
euro l’anno. In un’altra conversazione telefonica di poco tempo dopo
intercettata dagli inquirenti, lo stesso Domenico Petito avrebbe riferito al
rappresentate legale di un’agenzia immobiliare operante a Terracina di chiarire
alla ‘Soltur Srl’ come il nuovo proprietario di appartamenti che sapevano loro
fosse oramai la ‘Ga.Pe. Immobiliare Srl’. A questa società immobiliare avrebbero
dovuto versare gli introiti degli affitti, sul numero del suo conto corrente.
Sembrerebbe, quindi, che attraverso una delle loro operazioni finanziarie gli
imprenditori campani avessero acquistato qualcuno degli appartamenti un tempo
meta dei turisti scandinavi, e che ora volessero riaffittarli rivolgendosi alla
stessa ‘Soltur Srl’. Il riferimento a quel complesso edilizio sembrerebbe
emergere anche da un’altra conversazione tra Antonio Pirozzi e Domenico Petito
circa una permuta per una trentina di piccoli appartamenti. Ma qui, però, il
Pirozzi tiene a precisare come quell’operazione sarebbe stata solo roba sua. Il
sodale non molla, proponendo di realizzare insieme l’investimento. Ma ci vuole
una cooperativa, avrebbe ribattuto l’altro. Intanto il marcio continuava a
estendersi.
Pubblicato da Rita Recchia

Il caso della multe corrette. Assolti tre dipendenti comunali.
Tutti assolti per non aver commesso il fatto. Ieri mattina presso il tribunale
di Terracina si è concluso il processo a carico di tre dipendenti del Comune di
Terracina che nel 2002 avevano ricoperto l’incarico di ausiliari del traffico.
Una storia fatta di numeri che sarebbero stati trascritti in maniera volutamente
errata sui verbali, trasformando le targhe delle vetture multate per divieto di
sosta, e cambiando, così, il destinatario dell’ammenda. Per questa faccenda il
gup del tribunale di Latina Lucia Aielli aveva rinviato a giudizio per falso
commesso da un pubblico ufficiale e da un pubblico impiegato nello svolgimento
del proprio servizio i tre impiegati, assistiti dagli avvocati Massimo Basile,
Massimiliano Di Girolamo e Orfeo Palmacci. Secondo l’accusa, i tre all’epoca dei
fatti avrebbero trasformato i numeri di targa di alcuni veicoli verbalizzati
addebitando la multa ad altre vetture, oppure a macchine inesistenti. In tutto
si parlava di 8 verbali finiti sotto processo a seguito di un’indagine avviata
dopo la segnalazione del comandante Vincenzo Pecchia. I tre imputati hanno
sempre respinto ogni accusa sostenendo che, a fine turno, loro depositavano il
blocchetto delle multe presso il comando dei vigili urbani, dichiarandosi
estranei a quello che sarebbe accaduto dopo in quegli uffici. Nel corso delle
varie udienze si sono susseguiti molti testimoni, come lo stesso maggiore
Pecchia, ascoltato proprio ieri mattina. Dopo la discussione del pm Fabio
Mascetti e le arringhe difensive dei legali, il giudice Antonio Perinelli ha
dato ragione ai tre dipendenti comunali riconoscendoli estranei all’intera
vicenda. Resta, però, ancora da svelare un particolare della storia, e nemmeno
tanto trascurabile: come tutto sia accaduto, cioè come sia effettivamente
avvenuta la trasformazione di quelle targhe annotate sui verbali. Quasi uno
scherzo, una sorta di gioco da bambini che, però, in questo caso ha portato tre
persone sul banco degli imputati.
Pubblicato da Rita Recchia

I tentacoli della mala su Terracina.
Terreni edificati sparsi tra Terracina e Borgo Hermada, oltre a uno stabilimento
balneare sul lungomare Circe. Terracina coinvolta in pieno nell’operazione
‘Arcobaleno’ della Dda di Napoli, condotta da polizia e guardia di finanza. Non
soltanto il cantiere dell’ex Desco. Anche altrove sono arrivati gli inquirenti.
Il che vuol dire che non soltanto dove un tempo si preparavano le conserve di
pomodori erano giunti i tentacoli del clan camorristico dei Mallardo. Ma anche
in altre zone del territorio terracinese. Addirittura in riva al mare.
Investimenti importanti dietro i quali si nascondeva la longa manus, tra gi
altri, di Antonio Pirozzi e Carmine Maisto, considerati dagli inquirenti figure
centrali del sodalizio criminale, che il più delle volte avrebbero agito usando
dei prestanome. Anche qui deve essersi ripetuto il modus operandi del clan.
Dapprima devono aver localizzato quelle zone dove realizzare l’investimento,
zone socialmente e ambientalmente redditizie dal punto di vista economico.
Quindi l’acquisizione degli immobili sul mercato attraverso sodali o prestanome;
l’accesso ai finanziamenti bancari, ottenuti anche senza i requisiti richiesti;
infine la costruzione di immobili commerciali e residenziali. Proprio quello che
stava avvenendo nell’area dell’ex Desco, e presso gli altri terreni
riconducibili ai personaggi coinvolti nella maxi operazione. In alcuni casi si
parlerebbe di edifici già sorti. In altri, come per il chiosco, di gestione di
qualcosa di già esistente, un tempo nelle mani di locali. Dalle complesse
indagini degli inquirenti, che si sono serviti di intercettazioni e di
testimonianze di collaboratori di giustizia, il gruppo avrebbe palesato un certo
interesse anche per la Soltur (complesso di appartamenti di svedesi su via
Badino) e per un consorzio agrario nei pressi delle autolinee (verosimilmente
l’ex Squero). Il tutto mediante una miriade di società, tra principali e
satelliti, e agenzie immobiliari. Del resto, come ancora sarebbe emerso dalle
intercettazioni, i vari personaggi assicuravano ai propri sodali l’estrema
facilità con la quale era possibile fare certi affari a Terracina. In questo
senso è ipotizzabile che le indagini tutt’ora in corso si starebbero
concentrando su quelli che potrebbero essere stati i rapporti con l’ambiente
amministrativo. Martedì i finanzieri del Gico sarebbero stati presso l’Ufficio
contratti del Comune. Gli investimenti sono stati fatti qui. I documenti
necessari per avviare certe azioni edilizie sono stati fatti qui. Sempre qui ci
sono stati, o sarebbero dovuti esserci, i relativi controlli di fronte a
investimenti di milioni di euro. Sono sempre gli inquirenti ad affermare che i
Comuni dove venivano realizzati gli immobili, venivano scelti sulla base di
‘amicizie’.
Pubblicato da Rita Recchia

Con una card tutti i turisti che arrivano a Terracina dalle città gemellate
potranno godere degli stessi benefici di un terracinese: agevolazioni per
l’ingresso al tempio di Giove, al museo municipale, sconti sui trasporti e sulle
tariffe per gli arenili comunali, per le soste sulle strisce blu.
«Ogni
cittadino delle otto città gemellate con Terracina – ha spiegato durante la
conferenza stampa di ieri mattina in Comune il coordinatore del Comitato Pro
Pècs 2010 Luca Brusca – sarà un cittadino di Terracina ». E infatti è proprio
questo il principio di base che ha portato alla realizzazione delle «Twincities
card». Il progetto è nato su proposta della consulta dei gemellaggi, con i
rappresentanti Luca brusca, Gabriele Quinti, Alba Rosa Marigliani e il
presidente Domenico Villani. Un progetto che ha visto partecipe anche
l’assessore ai gemellaggi Francesco Zicchieri. La card è stata realizzata
gratuitamente per il Comune grazie alla collaborazione dell’agenzia grafica
«Livingstone». Il prototipo della «Carta del turista» è stata inviata a ogni
città gemellata che provvederà autonomamente alla stampa delle card e alla
distribuzione ai rispettivi residenti che hanno intenzione di passare le proprie
vacanze a Terracina. Su ogni card è impresso il logo del Comune di Terracina, e
si compila inserendo il nome del turista che proviene dalla città gemellata e la
data di emissione. Attraverso un sistema informatico, inoltre, agli uffici
comunali arrivano in presa diretta le informazioni relative al turista che
riceve la card. «Grazie a questo tipo di scambio di informazioni – hanno
spiegato Zicchieri, Marigliani e Brusca – riusciamo a conoscere i turisti prima
del loro arrivo. E tramite associazioni possiamo preparare loro un tipo di
accoglienza specifica. Se arriva a Terracina un turista incline all’arte, lo
condurremo alla scoperta dei luoghi d’arte. Se è uno sportivo lo porteremo ad
eventi sportivi». Al momento la card equipara i turisti provenienti dalle città
gemellate ai residenti di Terracina. Ma presto potrebbero aprirsi molte offerte:
la consulta infatti ha in programma di stabilire convenzioni e accordi con
alberghi, camping e altre strutture ricettive che possano ospitare con spese
contenute gli ospiti. «È un modo – ha specificato Zicchieri – per incentivare
rapporti privilegiati con le città gemellate. E poi stiamo pensando di far
rientrare in questo tipo di servizi anche le delegazioni di Georgia e Bosnia con
cui il Comune di Terracina ha stretto legami di promozione turistica negli
ultimi mesi». Insieme alle card, ognuno che chiederà la carta riceverà anche
tutta una serie di informazioni, numeri utili e foto per promuovere l’immagine
turistica di Terracina. A proposito di promozione turistica, si sta
confezionando anche un videoclip che racconta attraverso immagini e suoni
Terracina, che sarà proiettato nelle città gemellate.
F. A.

Ci sarebbero altre responsabilità oltre a quelle già ipotizzate dal sostituto
procuratore Giuseppe Miliano dietro il progetto del «Green Village»?
Dovranno
chiarirlo gli inquirenti, che dopo il sequestro del cantiere operato ieri sulla
provinciale di Badino, passano alla fase investigativa per ricostruire l’intero
iter progettuale, passato con un Suap in Consiglio comunale ma anche attraverso
la supervisione della Regione. Al momento risultano raggiunte da avviso di
garanzia 7 persone, tra cui tre dirigenti comunali (Vincenzo Fusco, Giancarlo De
Simone, Eugenio Sepe), l’amministratore della società Bruno Lanzi, i
responsabili dei lavori Remo Iacovacci e Luciano Biasini e il titolare della
«Pannone Costruzioni» Enzo Pannone, che ha avuto l’appalto dei lavori.
Tutt’altro che escluso, inoltre, che gli uomini del Nipaf coordinati dal
vicequestore aggiunto Luciano Perotto e quelli del Norm del comandante Mario
Giacona vogliano accertare anche eventuali responsabilità in capo alla Regione,
che ha competenza nella tutela del demanio e in materia di lottizzazione abusiva
e ha visionato il Suap prima di dare l’ok. Agli indagati viene contestata la
violazione dei parametri di cubatura: nell’area in cui sorge lo scheletro del
residence, posta a meno di 300 metri dal mare, il rapporto tra superficie e
cubature è dello 0,001, mentre la costruzione realizzata in variante, una volta
ultimata avrebbe avuto un indice dello 0,86. Qualcosa, comunque, in materia
urbanistica, sia pure legata alle attività produttive, non ha funzionato. A
prescindere dalle presunte responsabilità degli indagati, che saranno o meno
accertate dalla magistratura, torna di attualità l’uso – o forse l’abuso – dei
Suap sul territorio cittadino. Polemica vecchia, ma come si è visto sempre
d’attualità. Uno strumento usato per ovviare ad un piano regolatore obsoleto per
andare incontro ad esigenze produttive, che nel Comune di Terracina però si è
trasformato in un vero e proprio surrogato del Prg, con lo svantaggio di non
tenere conto del contesto paesistico e di tanti altri… dettagli. Quello della
Provinciale è un esempio calzante. Lungo la strada che conduce al Circeo dove
sono previsti ben 4 Suap, senza considerare i tre che ricadono, sempre lungo il
litorale, nel Comune di San Felice, tutti per la realizzazione di strutture
turistico-ricettive. Un vero e proprio boom di alberghi, su una zona che se da
un lato è già satura di costruzioni, dall’altra presenta ampie aree di degrado e
incuria. Il progetto della società «Green Village» in termini di cubatura è il
più rilevante Undici mila metri cubi, da trasformare in una quarantina di
residenze turistico ricettive, un ristorante e un fabbricato che doveva essere
donato al Comune di Terracina e destinato ad asilo. A livello urbanistico,
l’impatto sulla costa appare tutt’altro che trascurabile. Non stupisce, dunque,
che la magistratura voglia fare chiarezza.
Diego Roma

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Quaranta villette a schiera ancora in costruzione, tutte con annesso giardino,
parcheggio e magazzino, e l’area dove doveva sorgere una reception, un
ristorante e una piscina sono state poste ieri pomeriggio sotto sequestro.
Un
provvedimento preso d’urgenza dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, a
circa tre mesi di distanza dall’inizio delle indagini sul «Green Village»:
quello che doveva essere una grande occasione, un affare per il Comune di
Terracina, secondo il magistrato non sarebbe altro che una lottizzazione
abusiva da 10mila metri cubi. Sette gli indagati, tra funzionari comunali,
tecnici e imprenditori. Il «Green Village», una sorta di villaggio turistico,
in costruzione al chilometro 103 della provinciale San Felice-Terracina, è
stato sequestrato ieri dai forestali del Nipaf di Latina, diretti dal
vicequestore Luciano Perotto, e dai carabinieri del Norm di Terracina, agli
ordini del tenente Mario Giacona. In quell’area il Prg prevedeva una zona di
servizi. Nel 2003 venne però presentata un’istanza al Comune per un accordo di
programma, un modo per ottenere in maniera snella una variante donando poi
alla collettività un bene pubblico. Tra il 2005 e il 2006 vennero svolte le
conferenze dei servizi e nel 2007, in consiglio comunale, venne approvato il
progetto: ok ai villini sul mare in cambio di un asilo nido e di parcheggi.
Nel 2009 venne quindi rilasciato alla società «Green Village» il permesso a
costruire. Secondo gli inquirenti tutto ciò sarebbe però avvenuto in
violazione della legge sulla costa, che a 300 metri dal mare non consente
indici di fabbricabilità superiori allo 0,001. Il nulla osta in deroga a tale
legge può essere rilasciato dalla Provincia, che non è stata comunque
coinvolta a Terracina, ma solo quando si tratta di opere pubbliche. Il
sostituto Miliano, ipotizzando la lottizzazione abusiva, ha indagato il
presidente del CdA della «Green Village», Bruno Lanzi, il dirigente comunale
del «Sue», l’ing. Vincenzo Fusco, il dirigente comunele del «Suap», Giancarlo
De Simone, il referente di tale sportello, Eugenio Pepe, i direttori dei
lavori, il geometra Remo Iacovacci e l’architetto Luciano Biasini, e il
titolare della ditta costruttrice, la «Pannone costruzioni» di Fondi, Enzo
Pannone. Per Fusco, De Simone e Pepe ipotizzato inoltre l’abuso d’ufficio.

ccc [5]

FA un incidente e cita in giudizio il Comune. È di 700 euro il risarcimento
che l’amministrazione comunale dovrà pagare ad una donna, coinvolta in un
sinistro a Terracina. Lo dice un atto di gestione, che in seguito ad un
accordo bonario raggiunto con la ricorrente, ha disposto la liquidazione per
il danno causato dalla caduta in 700 euro. Una cifra non eccessiva, ma che la
dice lunga sulle spese a cui l’amministrazione comunale deve far fronte a
causa delle cattive condizioni in cui versano le strade cittadine. Le
«insidie», come vengono definite nel documento del dipartimento Affari
generali, consistono per lo più in buche, numerosissime, disseminate per tutte
le vie cittadine. A fare il conto della serva, ad una media di 500 euro a
persona danneggiata, solo 20 persone farebbero spendere all’Ente dieci mila
euro. Se poi si aggiunge che la citazione al giudice di pace fatto dalla donna
risale al 2007, ad arrivare fino ad oggi la cifra lieviterebbe ancora di più.
Solo nel corso dell’inverno le segnalazioni ai vigili urbani di incidenti
dovuti alla presenza di buche sono state numerosissime. Si spera che non tutti
implichino un risarcimento.
D. R.

ccc [3]

L’ex capogruppo del Pdl Golfieri esulta per l’approvazione della C2
Nella giornata odierna il Comitato Tecnico della Regione Lazio ha approvato in
via definitiva,e senza ulteriori modifiche, la variante urbanistica C2. Si
tratta di un risultato di enorme importanza e di una grande opportunità di
sviluppo per il nostro territorio, soprattutto per quanto riguarda la
principale delle sue vocazioni:quella turistica. Da oggi in poi sarà possibile
procedere,in un quadro di regole chiare e certe, alla realizzazione di
strutture deputate a svolgere la funzione di attività turistico-ricettive e di
servizi per il tempo libero. Tutto questo con una particolare attenzione alla
sostenibilità ambientale dal momento che il Piano contiene ampie aree
destinate ad essere zone di verde turistico attrezzato nonché di adeguate aree
per la sosta pubblica,indispensabili per il comparto turistico. Occorre dire
che si è arrivati ad ottenere questo risultato importantissimo grazie
esclusivamente all’operato della maggioranza di governo della Città ed alla
perseveranza dell’Assessore all’Urbanistica. Bisogna, invece, sottolineare il
ruolo ostruzionistico recitato dagli esponenti locali e regionali del Partito
Democratico. In particolare abbiamo registrato che, piuttosto che difendere il
bene comune della Città,il PD di Terracina non ha esitato a chiedere ad un
proprio Consigliere Regionale di intervenire per bloccare l’approvazione di
questo fondamentale strumento urbanistico, rischiando di creare un danno di
incalcolabili proporzioni a Terracina.
Questa è la politica del Centro Sinistra.
Valerio GOLFIERI

ccc [2]

Il Terracina riprende quota nella classifica dell’Eccellenza girone B grazie
ai tre punti conquistati contro il Ciampino e ai concomitanti risultati delle
dimettente concorrenti.
L’1-0 finale è il risultato più giusto. I ragazzi di
Natale, nonostante l’ultimo posto in classifica, hanno reso difficile la vita
ai tigrotti. Minieri propone il tridente ben controllato dall’attenta difesa
ospite. I pericoli dei biancazzurri arrivano con conclusioni dalla distanza.
Ci prova Squillacioti all’8’: il suo tiro termina alto. Ancora tigrotti
pericolosi 7 minuti più tardi, Mandarelli si libera bene ma conclude a lato.
Il Ciampino si difende bene e in una ripartenza sfiorano il vantaggio con
Sperandini. L’esterno del Ciampino di fronte a Leone conclude di poco a lato
(25’). Il 4-2-3-1 dei ragazzi di Natale imbriglia lo scacchiere di Minieri; il
giocatore-allenatore ci prova su calcio piazzato al 26’. Il suo destro viene
respinto in angolo da De Angelis; dal susseguente corner rete annullata a
Sacchetti per fuorigioco. Il tempo si chiude ancora con una conclusione di
Sacchetti che sorvola la trasversale del portiere ospite (35’). Nella ripresa
poche emozioni. Al 10’ ci prova Squillacioti: buona coordinazione e pronta
risposta di De Angelis. Al 34’ la rete decisiva di Sacchetti; l’attaccante ben
imbeccato da Minieri supera l’incolpevole portiere romano. L’ultima
opportunità del match la crea Guarano, ma il suo destro termina sul fondo. Il
Terracina amministra e porta a casa tre punti d’oro. «Passeremo una serena
Pasqua continuando a lavorare come stiamo facendo da diverse settimane, è
stato il commento di un soddisfatto Minieri. TERRACINA: Leone 6, Morini 6,
Serapiglia 6,5, D’Amico 6,5, Foresi 6, Amoroso 6 (21’ st Vuolo), Squillacioti
6 (16’ st Macchiusi 6), Trillò 5,5, Mandarelli 6, Minieri 6, 5, Caligiuri 6
(21’ Sacchetti 7). All. Minieri CIAMPINO: De Angelis 6, Guarano 5, 5 (40’ st
Massarelli sv), Curione 6, Cavallero 6, Reccolani 6, Zampetti 5 (45’ Ianni 6),
Vettore 5,5, Sina 6 (45’ Mastrosanti 5,5), Gatta 5, Domenici 5,5, Sperandini 6,
5. All. Natale Arbitro: Iacopino di Albano Laziale (Roma) Rete: 34’ st
Sacchetti Note Ammoniti: Sperandini (C), Cavallero (C), Ianni (C), Trillo (T),
Sacchetti (T); calci d’angolo 3-1 per il Teracina; spettatori 200 circa
di DANIELE SPERLONGA

ccc [10]

Assolti per non aver commesso il fatto. Si è concluso ieri il processo a
carico di Marco Ivano Fracasso, Ermanno Romagna e Gianni Saviani. I tre
impiegati comunali nell’estate del 2002 in qualità di ausiliari del traffico
erano accusati di falso in atto pubblico, in quanto secondo l’accusa avrebbero
falsificato alcuni verbali e multe. L’iter giudiziario che si trascina ormai
da alcuni anni si è concluso ieri mattina con la sentenza del giudice del
Tribunale di Terracina Antonio Perinelli, che li ha assolti con formula piena.
I tre imputati, Fracasso, Romagna e Saviani (assistiti rispettivamente dagli
avvocati Orfeo Palmacci, Massimo Basile e Massimiliano Di Girolamo), vedono
conclusa una vicenda intricata e che allo scoppio della vicenda aveva gettato
ombre sui «vigilini» impiegati nella stagione estive per compilare multe e
verbali. La vicenda risale all’estate del 2002. Alcuni verbali redatti dai
soggetti in seguito portati a processo, presentavano diverse anomalie. In
particolare queste anomalie consistevano nel numero delle targhe scritte sul
verbale delle multe. Numeri che, secondo l’accusa, sembravano alterati. Tanto
che con la targa modificata, il verbale risultava notificato ad altre auto
oppure addirittura a vetture inesistenti. Poiché le multe risultavano
chiaramente «anomale», il comandante della polizia locale Vincenzo Pecchia
aveva segnalato la questione alla Procura della Repubblica di Latina. Dando il
«la» alle indagini. Si trattava di una decina di casi ravvisati dal comandante
della Municipale e che sono state oggetto degli accertamenti da parte degli
inquirenti. Durante la fase dibattimentale, gli imputati hanno sempre
sostenuto di non aver «truccato» i verbali contestati, e di aver sempre
consegnato i blocchetti con le multe agli uffici competenti alla fine del
proprio turno lavorativo. Non chiaro, inoltre, il guadagno che gli ausiliari
avrebbero avuto dal proprio comportamento. Il giudice Perinelli, comunque, li
ha assolti per non aver mai commesso il fatto. F. A.

ccc [11]

Rifiuti e pubblicità. Nell’ultima riunione di Giunta per l’approvazione del
piano dell’arredo urbano cittadino, il comune di Terracina ha stabilito una
«linea univoca» per come e dove dovranno essere collocati i cestini dei
rifiuti. I contenitori della spazzatura avranno uno spazio per l’esposizione
di messaggi pubblicitari. La decisione è congrua «al regolamento degli
impianti pubblicitari dei servizi connessi con l’arredo urbano su tutto il
territorio comunale, ad eccezione del centro storico alto». Dunque per i
piccoli rifiuti cartacei il nuovo contenitore sarà «costituito da due fianchi
a cui sono ancorate le traversine destinate a supportare sia il cestino sia il
telaio per lo spazio pubblicitario». La giunta, poi, nell’ambito
dell’approvazione del progetto sull’arredo urbano ha disposto tutte le
specifiche su come dovranno essere i nuovi cestini: dal materiale, alle
dimensioni, senza dimenticare di precisare che «dovranno essere sottoposti ai
trattamenti per garantire resistenza agli agenti atmosferici ».

ccc [19]

Domenica 21 marzo a Terracina (LT) è andata in scena la 35^ edizione del
Memorial Marcello Falcone, organizzato dal GSC Terracina Desco
. Al via erano
presenti 94 corridori in rappresentanza di 15 squadre provenienti da Lazio,
Toscana, Campania e Puglia. A rappresentare la squadra di patron Montanini
c’erano Simone Bonifazi, Fabrizio Aloi, Leonardo Cerquetti, i fratelli Valerio
e Adriano Lenti, Simone Montanini ed Emanuele Fantauzzi con Alessandro Marrone
alla guida dell’ammiraglia del Team con sede a Corchiano. Teatro di gara la
città di Terracina e tutto il Sud Pontino con la “Riviera di Ulisse” e i Monti
Ausoni a fare da scenario per complessivi 104 chilometri. I primi tentativi di
fuga significativi si sono verificati in occasione della salita per Madonna
della Civita dopo 50 chilometri di corsa. Lungo quest’ascesa si sono
avvantaggiati l’ortano Simone Bonifazi (Cicli Montanini-Alice Ceramica-FRW),
Severa (Guazzolini Coratti-Fassa Bortolo) e il terzetto dell’Ambra Vangi
Cavallini formato da Brundo, Mina e Turri. Poco prima dello scollinamento si
rialzano Bonifazi e Severa e il terzetto della Vangi conquista il Gpm di
Madonna della Civita (altitudine 620 metri intitolato alla memoria di Marco
Pantani) con il vantaggio di 1’20″ sul gruppo dei migliori. Nel corso della
successiva discesa per il bivio di Lenola sono le maglie bianco-verdi del team
viterbese a condurre l’inseguimento sui fuggitivi per venire poi rilevati nel
tratto in pianura dai ragazzi della Guazzolini Coratti-Fassa Bortolo che
ricompattano il gruppo a 20 chilometri dall’arrivo. Al ritorno a Terracina
dopo 90 chilometri di corsa si sono verificati alcuni allunghi dalla testa del
gruppo ad opera del civitonico Cresca (Guazzolini Coratti), Aloi (Cicli
Montanini) e nuovamente Mina (Ambra Vangi Cavallini) ai meno 10. Il tentativo
di fuga che ha messo alle corde il plotone è stato promosso ai meno 8 dalla
conclusione da Merolese (Fosco Bessi Atella) presto raggiunto da Cardinali
(Cycling Team Latina) e Manfredi (Ambra Vangi Cavallini). A tre chilometri dal
traguardo il terzetto dei fuggitivi ha accumulato un vantaggio di otto secondi
ma il gruppo non molla e si ricompatta nuovamente a soli 500 metri dal
traguardo. La volata finale sul Lungomare Circe di Terracina ha premiato lo
spunto di Giustino (Picardi Sorrentina) su Aran (Fosco Bessi Atella) e
Chianese (UC Atellana). Giù dal podio al quarto posto (nonché primo dei
laziali) Adriano Lenti, portacolori della Cicli Montanini Alice Ceramica Frw.
Al decimo posto si piazza invece Valerio Lenti, al quindicesimo Simone
Montanini, al sedicesimo Fabrizio Aloi, al ventesimo Leonardo Cerquetti e al
venticinquesimo Simone Bonifazi.

ccc [18]

La Volley Terracina vola in finale
La Volley Terracina conquista la finale di coppa Lazio battendo nelle partita
di ritorno il Vico per 3-1 finale che era già nell’aria vista la vittoria
ottenuta nella partita di andata sempre per 3-1. Una partita che all’inizio
sembrava andare per il verso giusto vincendo subito il primo set per 25-21 ,
invece le avversarie si aggiudicavano il secondo set per 22-25 ,a questo punto
le ragazze del Terracina si rimboccavano le maniche, anche perché bastava
vincere un solo set per accedere alla finale che per regolamento contava la
differenza set e non i punti ottenuti, quindi le terracinesi vincevano il set
per 25-22 il terzo set qualificandosi anticipatamente per la finale , il quarto
set invece era tutto a favore del Terracina forse perché il Vico ormai
consapevole di aver perso la speranza mollava definitivamente ed il Terracina
aggiudicava anche il quarto set per 25-18. Finita la partita tutti entusiasti
dell’obbiettivo raggiunto e della grande soddisfazione della società che in
pochi anni circa quattro quindi una società molto giovane oggi si trova a
combattere su due fronti la finale di coppa Lazio ed il campionato dove si
trova prima in classifica con sette punti di vantaggio sulla seconda. Ora non
ci resta che aspettare l’esito dell’altra semifinale per sapere chi sarà
l’avversaria da affrontare in finale tra il Grottaferrata e l’Anguillara. Nel
frattempo sci si prepara per l’incontro in casa contro il Minturno , squadra
che nel girone di ritorno sta uscendo molto bene, incontro che si terrà
domenica 28 presso il palazzetto dello sport di Terracina alle ore 18. 00.
Invitiamo tutti coloro che ci seguono di intervenire numerosi per incitare le
nostre ragazze affinchè si possa portare a casa altri tre punti e chi lo sa
forse festeggiare anticipatamente la vittoria del campionato di serie D.

ccc [16]

Una serie di deliberazioni inerenti la realizzazione di opere pubbliche,
viarie e scolastiche, il rendiconto di gestione e la pianta organica sono
state deliberate dalla Giunta Cusani. Si tratta dei lavori di ampliamento
dell’ITC A. Bianchi nel Comune di Terracina
, riapprovazione del progetto
elaborato dal PUT del Settore Politiche della Scuola arch. Isidoro Masi e
l’ing. Gianvincenzo De Paola per una spesa complessiva aggiornata pari a euro
3.900.000; lavori di consolidamento strutturale di due ponticelli lungo la
S.P. Cotarda posti al km 3+100 e km 4+100 nel Comune di Pontinia predisposto
dal Settore Viabilità, per una spesa complessiva di euro 430. 229, 60; del
progetto preliminare dei lavori per la realizzazione di marciapiedi lungo la
SP Ausente all’intersezione con la SP Suio Alto nel Comune di SS Cosma e
Damiano e Castelforte per una spesa complessiva pari a euro 591. 911, 37.
Approvato, poi, dalla Giunta un Protocollo d’intesa tra Provincia di Latina e
Comune di SS. Cosma e Damiano relativamente all’esecuzione di alcune lavori:
quali il riscavo, lo spurgo, la pulizia di fossi, il decespugliamento delle
banchine stradali della viabilità provinciale ricadente nel proprio tenimento.
La proposta avanzata dal Comune di SS. Cosma e Damiano è svolta ad assicurare
lo stato manutentivo delle pertinenze stradali, ed è promossa per operare in
collaborazione con la Provincia, mettendo a disposizione i propri mezzi
meccanici e il proprio personale addetto. Modificata la delibera riguardante
l’organigramma e la Pianta Organica dell’Ente, già approvata dalla Giunta
provinciale il 30 dicembre scorso, dato che da un più attento esame delle
esigenze organizzative dell’ente la giunta ha ritenuto opportuno ridisegnare
l’organigramma e attribuire le competenze relative a “Sanzioni amministrative.
Assicurazioni, Gestioni sinistri. Procedure espropriative. Concessioni,
Gestione amministrativa. Demanio e Patrimonio dell’ente”, al Settore Politiche
della Scuola, mediante l’istituzione di apposito servizio. Approvati, infine,
la delibera per l’iscrizione ATC cacciatori del Lazio e fuori regione per la
stagione venatoria 2010-2011 e il Rendiconto di gestione Anno 2009 che verrà
sottoposto al Consiglio Provinciale nelle risultanze già approvate.

ccc [15]

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Detersisvosfuso

Siamo profondamente orgogliosi dell’iniziativa di due giovani ragazzi terracinesi, che dopo aver visto le sperimentazioni intraprese a Nord e all’estero, hanno pensato bene di riprodurre anche nella nostra comunità un’iniziativa dall’altissimo valore sociale e morale: vendita di detersivo biologico alla spina (cioè a quantità, misurata al kg.) e recupero dei contenitori in plastica.

Video importato

vimeo Video

Oggi l’economia sostenibile è un concetto non più astratto nella nostra città, un esperimento che speriamo abbia numerosi seguiti in altri campi dei prodotti distribuiti on demand: pensiamo alla pasta, ai cereali, al latte, una realtà questa che sta prendendo sempre più piede nella nostra zonacon distributori automatici, o l’acqua pubblica distribuita con nuovi sistemi di erogazione (calda, fredda, e minerale).

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Un sistema molto semplice, rispettoso per l’ambiente perché, grazie al recupero di vecchie bottiglie, contribuisce a diminuire notevolmente l’accumulo rifiuti di plastica; vicino al cittadino che, stimolato da un impegno virtuoso strettamente legato ad esperienze passate (si pensi a chi va a prendere l’acqua alla fonte!), rinnova sagge abitudini.

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Un grazie sincero agli amici Emanuela e consorte per la disponibilità e la professionalità.

Terracina Rialzati

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Ancora acquisizione di documenti in Comune nell’ambito dell’inchiesta condotta
dai carabinieri sulla gestione del servizio di nettezza urbana.
Nella mattinata
di ieri il comandante del Norm Mario Giacona e i suoi uomini hanno fatto visita
all’ufficio tecnico del Comune per visionare ed acquisire nuove carte. In
particolare l’interesse si è concentrato su documenti di natura tecnica e
di cui ha competenza il dirigente Luigi Di Mauro. Non solo i rapporti
economici tra Comune e Terracina Ambiente, dunque, ma anche gli aspetti
amministrativi posti in essere dall’Ente comunale nell’iter di affidamento della
raccolta dei rifiuti alla società mista. Con tutta probabilità i militari
dell’Arma stanno tentando di ricostruire l’iter di affidamento dell’appalto,
partito nel 2007 e passato per l’approvazione in Consiglio di un piano
integrativo (definito «Piano Santoro ») che doveva mutare l’importo del canone
da fatturare e che ha portato Comune e società ad un contenzioso in Tribunale.
Ma non solo. I carabinieri, coordinati dal titolare dell’inchiesta Giuseppe
Miliano, potrebbero soffermarsi anche su altro. Come ad esempio le due
ricapitalizzazioni che il Comune, come socio di maggioranza, ha deliberato negli
anni in favore della Terracina Ambiente per i suoi bilanci in perdita. E ancora
le spese sostenute dalla società in rapporto alle fatture ricevute dal Comune e
quelle del Comune per far fronte alle numerose emergenze. E nel calderone degli
accertamenti potrebbe finire anche l’approvazione del nuovo piano dei rifiuti
deliberato lo scorso dicembre in vista dell’istituzione della Tia.
Diego Roma

Terracinesi in trasferta…tra orge e droga party
A Tarquinia una ragazza 30enne ha organizzato un “droga party” a sfondo sessuale
con una sua amica e due ragazzi di Terracina, conosciuti in occasione della
trascorsa ricorrenza dell’8 marzo, festa della donna, senza fare i conti con il
possibile rientro in casa anticipato del marito. L’uomo, che è riuscito a
sbrigare gli impegni in anticipo, nella tarda mattinata ha fatto ritorno a casa
trovandosi i tre ancora dormienti nel letto coniugale, mentre la moglie si era
recata al lavoro. Pensando ad una intrusione nell’abitazione al fine di furto ha
quindi chiamato la polizia. Gli agenti del locale commissariato alle dipendenze
del dott. Riccardo Bartoli, appena intervenuti, hanno subito ricostruito
la vicenda, rivelatasi ancor più grave e triste per l’incolpevole coniuge. In
casa erano disperse tracce di sostanze stupefacenti consumate nella nottata e
una certa quantità avanzata. Secondo le indagini pare che la droga sia stata
procurata dalla donna all’insaputa dei tre ospiti e che la stessa la abbia
offerta per scaldare ancor più l’atmosfera. Per questo motivo la sostanza
stupefacente è stata sequestrata penalmente, mentre la donna denunciata per aver
procurato e ceduto la sostanza illegale.

Monumenti conservati grazie agli sponsor. È questa la trovata
dell’amministrazione comunale per valorizzare il centro storico alto e il suo
inestimabile patrimonio storico archeologico. L’idea è nata dalla proposta
dell’associazione degli albergatori «Jupiter», che si è proposta di «adottare» i
beni storici operando pulizia e manutenzione dei monumenti in cambio di poter
fare marketing attraverso di essi. L’amministrazione comunale, attraverso una
delibera di giunta, ha formalizzato con l’associazione il contratto di
sponsorizzazione che vede la «Jupiter» a tenere nel decoro i monumenti,
attivando anche iniziative per promuoverne la valorizzazione. In cambio, in
apposite aree destinate, l’associazione potrà pubblicizzare la propria
collaborazione, diffondendo così la sua immagine. L’iniziativa, ha spiegato il
Comune, si è resa necessaria anche per via del bilancio comunale in difficoltà,
impossibilitato a garantire la manutenzione dei monumenti. Il contratto di
sponsorizzazione non ha mancato di trascinarsi dietro polemiche e perplessità.
Ad esprimerle, il consigliere del Partito democratico Vincenzo Coccia che chiede
l’immediata revoca della delibera di giunta poiché «pur perseguendo una finalità
condivisibile, è stata adottata in difformità a quanto stabilito agli artt. 6 e
10 del regolamento». «L’articolo 6 – dice Coccia – subordina infatti al parere
di una commissione speciale sia gli indirizzi che la Giunta avrebbe dovuto
formulare al Dirigente responsabile del servizio competente per l’attività di
sponsorizzazione sia la preventiva selezione delle iniziative per le quali
l’amministrazione avrebbe potuto procedere attraverso il contratto di
sponsorizzazione ». Insomma, secondo il democratico si è saltato un passaggio,
quello di sottoporre ad una commissione di controllo tutto l’iter nonché il
progetto prima che venisse approvato. «L’articolo 10 prevede inoltre – cita
testualmente Coccia -: “Il Comune perviene alla formalizzazione di contratti di
sponsorizzazione dopo che la Giunta, previo parere favorevole della commissione
speciale ha individuato i soggetti qualificati che possano assumere il ruolo di
sponsor”». Il consigliere del Pd, insomma, contesta lo «spregio delle regole»,
soprattutto quelle finalizzate a «non sottrarre completamente al vaglio politico
il controllo preventivo sulla utilità delle singole iniziative e sulla
rispondenza delle stesse al perseguimento di un interesse di carattere
collettivo. la Giunta non può in alcun modo discostarsi dagli atti di indirizzo
votati dal consiglio perché in tal modo viene alterato il rapporto tra organo
eletto ed organo esecutivo».
D. R.

L’interesse del calcio provinciale è tutto concentrato sul Terracina, impegnato
a centrare l’obiettivo della salvezza. I tigrotti al Colavolpe affrontano il
fanalino di coda Ciampino, quale migliore occasione per allontanarsi dalle
posizioni che conducono alla retrocessione diretta. «Nonostante l’ultimo posto,
il Ciampino non ha abbandonato le speranze di salvezza _ analizza Giorgio
Minieri, allenatore-giocatore del Terracina _ il pareggio col Formia (2-2)
testimonia che è una squadra viva». Le scelte dell’undici di partenza non
verranno prese soltanto secondo criteri tecnici: «E’ arrivato il momento di
combattere: le sorti del Terracina non dipendono solo da me, ma anche dai
giocatori di spessore come D’Amico, Serapiglia, Caligiuri e Mandarelli. Mi
attendo una svolta», conclude il trainer dei tigrotti. A disposizione c’è
l’intera rosa: rientrerà Caligiuri, giocheranno dal primo minuto Serapiglia e
Mandarelli.

Quando accumuli una manciata di rate di un mutuo e, nel giro di qualche mese,
rischi di essere sbattuto fuori di casa.
Anche per una banca può profilarsi il
reato di usura. Il giudice del Tribunale di Terracina Antonio Perinelli nei
giorni scorsi ha condannato in sede civile una nota filiale locale di un
istituto di credito. La banca infatti aveva applicato al proprio cliente,
residente a Terracina, tassi di interesse che oltrepassavano la soglia
consentita dalla legge (intorno all’otto-nove per cento). Da qualche rata di
mutuo arretrato, quindi, la cliente si era ritrovata con l’acqua alla gola,
rischiando seriamente di perdere l’immobile già pronto per essere venduto
all’asta. Il giudice, nel motivare la sentenza con cui ha condannato l’istituto
di credito, ha inviato il fascicolo alla Procura della Repubblica di Latina,
ravvisando a carico della banca profili di reati per usura ai danni del loro
cliente. Quindi, dopo la sentenza in sede civile, non è detto che il fascicolo
che dovrà passare al vaglio della magistratura non possa portare all’apertura di
un’indagine per accertare la natura penale. La storia della vittima è molto
simile a quella di tante altre persone che si trovano in difficoltà con le rate
della banca. La donna non riesce a pagare alcune rate e l’istituto di credito,
rifacendosi sul proprio cliente, accumula tassi di interesse superando le soglie
di legge. Si avviano poi i primi pignoramenti, vengono applicati tassi sempre
maggiori fino a «strozzare» la vittima. Che si ritrova nel giro di qualche mese
ad essere completamente schiacciata dai debiti e dagli interessi. È a questo
punto, mentre l’immobile in cui vive rischia di andare all’ asta, che la vittima
si è rivolta all’avvocato Elisa Caiazza, che ha avviato il procedimento legale
contro la banca. Un contenzioso che si è chiuso nei giorni scorsi con la
sentenza del giudice Perinelli. Il quale non solo ha riconosciuto l’applicazione
di tassi d’interesse da capogiro. Ma, vista la situazione, ritenuto necessario
inviare il fascicolo con la sentenza alla Procura in cui è evidente il
profilarsi del reato penale dell’usura. Tutto comprovato anche da perizie, che
hanno accertato nella fattispecie come da 500 mila richiesti dalla banca in
realtà se ne sarebbero dovuti chiedere molti meno. Un caso simile, sempre
seguito dall’avvocato Caiazza, ha riguardato un altro episodio di tassi di
interesse esorbitanti applicati dalla banca ai danni di un cliente. Anche su
questo caso nei giorni scorsi, con sentenza del giudice Franco Catracchia,
l’istituto di credito è stato considerato colpevole. In questo caso, molto
simile al primo, è stato accertato che la cliente della banca aveva accumulato
un debito di circa 20 mila euro a fronte dei circa 400 mila richiesti
dall’istituto di credito. In questo caso, inoltre, la filiale locale di una nota
banca aveva addirittura preso garanzia su altre situazioni creditorie. In altre
parole la banca si era rifatta, per aver ragione dei propri crediti, anche su
altre proprietà riconducibili al cliente. E di case che finiscono all’asta per
debiti ce ne sono sempre più, sintomo di un fenomeno che si allarga a macchia
d’olio. Vista la difficoltà a pagare le rate del mutuo e per la crisi economica.
I clienti delle banche devono anche sapere che, quando vedono alzarsi in modo
sospetto i tassi d’interesse da parte delle banche, devono quanto
prima rivolgersi a un legale.
Francesco Avena

Nelle more dell’approvazione del piano dell’arredo urbano cittadino,
l’Amministrazione comunale, nell’ultima riunione di Giunta, ha individuato una
linea univoca per l’installazione dei cestini porta rifiuti recanti spazio per
l’esposizione di messaggi pubblicitari, così come previsto dall’art. 12 del
regolamento degli impianti pubblicitari dei servizi connessi con l’arredo urbano
su tutto il territorio comunale, ad eccezione del centro storico alto. Il
cestino destinato alla raccolta di piccoli rifiuti cartacei sarà costituito da
due fianchi a cui sono ancorate le traversine destinate a supportare sia il
cestino sia il telaio per lo spazio pubblicitario. I materiali utilizzabili per
la realizzazione del cestino dovranno essere in calcestruzzo con inerti a
granulometria costante o in acciaio, il vano raccogli rifiuti e il telaio in
alluminio, con una cornice per contenere lo spazio pubblicitario. Tutti gli
elementi costitutivi del cestino dovranno essere sottoposti ai necessari
trattamenti per garantire un’ottimale resistenza agli agenti atmosferici. Le
dimensioni dovranno essere: altezza fino a mt 1,50, lunghezza fino a mt 0,90.

Il “ripulitore” Terracinese
Il Compartimento Polizia Stradale Lazio ha denunciato quattro persone per i
reati di appropriazione indebita e ricettazione e ha recuperato delle
autovetture di lusso per un valore di oltre 500 mila euro. La sparizione era
stata denunciata lo scorso 16 marzo dal titolare di una società di noleggio di
autovetture di alta gamma, con sede nella Repubblica di San Marino, che ha
presentato una denuncia di appropriazione indebita di 6 prestigiose autovetture.
L’uomo indicava quale responsabile dei reati un quarantacinquenne romano, che
dopo aver noleggiato i veicoli e corrisposto un piccolo anticipo si rendeva
inadempiente, non solo non pagando le successive rate, ma soprattutto non
restituendo le autovetture noleggiate.
Tuttavia, grazie alla localizzazione satellitare dei veicoli, gli investigatori
hanno individuato e recuperato le autovetture sparse su tutto il territorio, e
identificato i responsabili. Le auto sono state ritrovate a Milano, in strada, a
Saluzzo (CN), nella disponibilità di un noto pregiudicato che dalle indagini è
risultato essere l’addetto all’esportazione all’estero dei veicoli di
provenienza illecita, e a Terracina (LT), nelle mani di un noto pregiudicato del
posto che aveva il compito di “ripulirle” con le procedure dei “falsi acquisti”.

Sequestrati oltre 40 kg di pesce avariato e non commestibile. È accaduto ieri
pomeriggio nei pressi del centro commerciale «Orizzonte». I vigili urbani di
Terracina guidati dal comandante Vincenzo Pecchia hanno sorpreso un ambulante
extracomunitario a vendere il pesce avariato nel più totale diniego delle norme
igienico-sanitarie. Oltre al sequestro della merce, il venditore è stato multato
con un’ammenda di circa 5 mila euro. Oltre 40 chili di prodotti ittici che
andranno al macero grazie al capillare controllo degli agenti della polizia
locale. Con l’intervento degli agenti nel parcheggio del centro commerciale è
stato possibile evitare che quel pesce, chiaramente non commestibile, finisse
sulle tavole dei terracinesi che, per risparmiare sul costo del prodotto,
avrebbero tollerato le condizioni poco igieniche della vendita, ma sicuramente
non apprezzato l’acquisto di alimenti avariati. Un mercato quello degli
ambulanti che oltre ad essere dannoso per la salute degli acquirenti mette in
crisi le imprese e i commercianti che vendono i prodotti ittici a prezzi
maggiori ma nel rispetto delle normative igienico-sanitarie, sulla vendita e la
conservazione degli alimenti. Per scongiurare che si ripetano episodi di questo
tipo, i vigili urbani eseguono periodiche ispezioni e per tale ragione al
venditore ambulante colto in fragrante con la merce avariata è stata inflitta
una severa ammenda pecuniaria.

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N45

Avevamo provato più di una volta a registrare la nuova puntata di approfondimento politico ma invano, perché le notizie clamorose sull’amministrazione e d’intorni si susseguivano a ritmi vertiginosi: fax, silurate, dimissioni, complotti, cameratismo, opportunismo, incontinenza, tracotanza, dichiarazioni senza un minimo senso e nella misura e nella decenza, insomma un calderone come non si vedeva da anni ed in piena campagna elettorale.

Video importato

vimeo Video

Il caso patetico di Domenico Villani, sei mesi/3 dimissioni – da capogruppo di AN per le discutibili nomine del CDA della Terracina ambiente; ancora da capogruppo dopo l’entrata della Laurettina e Ezio Longo in quota PRI (memorabile la cazziata del sindaco nei suoi confronti); poi quella di oggi… ma occupa sempre una poltrona, come mai? Dopo aver inaugurato la politica del distinguo, il signor Villani deve sempre spiegarci come ha fatto a votare tutte le porcherie che gli passavano sotto il naso… mah, mistero del poltronismo!

Per la prima volta in Italia abbiamo assistito alla costituzione di un consiglio dei saggi: dopo la falcidiazione degli assessori, un sindaco in difficoltà, che non può più pescare dai trombati delle liste (potenziali squali voltagabbana) nomina cinque consiglieri-assessori virtuali con il compito di supervisionare altrettanti incarichi amministrativi: i Pietricolas, Colpa di Alfredo, Mazzurco, e l’ex sindaco PC, e la lista è già tutto un programma!

Il faxsiluramento di Ferrari (per ambigui motivi elettorali) e le dimissioni di Amuro, fanno apparire inutili tutti soldi investiti per lo spostamento del mercato de Giovedì, lavoro di anni per un progetto ormai senza più figure responsabili.

Con l’ombra di Lauretti, futuro sindaco della neo-corrente Nardi; con lo specialista del ”salto creativo” Valerio Golfieri, che con un colpo scacchistico alla Kasparov, si è assicurato il timone dell’Azienda Speciale con genia annessa; con 2 soli consiglieri rimasti a puntellare questa squinternata brigata, ormai a briglie sciolte, l’unico dato che offre un’esaustiva visione delle realtà delle cose è che, alla fine di tutto, siamo governati da una maggioranza che ha meno voti dell’attuale opposizione!

C’è altro da dire?

Terracina Rialzati


Nota del TerracinaBlog, questo Post è stato tratto dal sito: www.TerracinaRialzati.com


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terracina-1947_bis

I sospetti del Norm di Terracina sul cantiere dell’ex Desco.
Che nell’area dell’ex Desco qualcosa puzzasse, e che non c’entrassero nulla le
conserve di pomodori dei tempi andati, lo avevano pensato già gli uomini del
Norm della compagnia dei carabinieri di Terracina. Nel settembre del 2008  i
militari erano stati nel cantiere, all’epoca appena avviato, con i colleghi del
nucleo del lavoro di Latina e alcuni ispettori civili. Controlli di routine,
avevano detto allora, poiché si trattava di un cantiere nuovo, grande e la ditta
incaricata dei lavori era esterna, per l’esattezza campana (la ‘LGM Impresit
Spa’, che poi avrebbe dato il sub-appalto ad altre tre ditte, una con sede a
Nocera Inferiore, provincia di Salerno, l’altra a Sermoneta e la terza a Roma).
Ispezioni di rito, si disse. Carabinieri e personale civile avevano controllato
anche gli operai, una quarantina in tutto, tra cui svariati campani. Pare vicini
a persone gravate da precedenti di polizia di un certo spessore. Sembra che nel
cantiere ci fosse anche quel Raffaele Carlino arrestato nella vasta operazione
di ieri, vicino ad Antonio Pirozzi, anche lui coinvolto in prima persona. I
carabinieri, coordinati dal tenente Mario Giacona, avevano acquisito in Comune i
documenti relativi al permesso a costruire, accertando che nel 2005 la società
‘Desco Srl’ aveva sottoscritto il preliminare di vendita dell’area dove sorgeva
l’impianto di lavorazione di pelati, area definitivamente ceduta alla ‘MPM
Immobiliare Srl’, con sede a Giugliano in Campania, all’inizio del 2008 per una
somma di oltre 5 milioni di euro. Le indagini si erano soffermate anche su un
altro particolare, numeri di telefono che accumunavano Terracina e Fondi. Prima
che l’impresa costruttrice campana ‘Arcobaleno Immobiliare srl’ auto-sospendesse
la costruzione di 30 appartamenti (l’autorizzazione comunale era finita sotto la
lente della commissione d’accesso e nella relazione arrivata al prefetto
Frattasi), la vendita era stata pubblicizzata su quotidiani locali, così come
per i futuri appartamenti a Terracina. I recapiti telefonici su entrambe le
pubblicità, un’utenza mobile e l’altra fissa, erano gli stessi. Secondo
indiscrezioni, il numero di cellulare sarebbe stato intestato allo stesso
Carlino.
Pubblicato da Rita Recchia

19 [15]

I tentacoli dei clan su Terracina.
All’inizio furono i Licciardi. Poi i Mallardo. O viceversa. Ma la sostanza non
cambia. Dopo gli arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso di
alcuni personaggi che hanno rivestito ruoli di spicco all’interno della ditta
committente dei lavori presso l’area della ex Desco, non si può più dire che a
Terracina le infiltrazioni criminali siano solo un sospetto. E’ la realtà, fatta
di grossi investimenti di denaro. Si chiama riciclaggio. E’ la storia a dire che
i clan Licciardi e Mallardo sono vicini tra loro. Questi ultimi, egemoni nella
zona di Giugliano, a nord di Napoli, sono alleati delle famiglie Licciardi e
Contini. Con loro il clan di Francesco Mallardo, detto ‘Ciccio e’Carlantonio’,
forma la potente e famigerata ‘Alleanza di Secondigliano’. I tentacoli sia dei
Licciardi che dei Mallardo sono arrivati fin sotto il sole di Terracina. Dei
primi se n’è parlato a iosa, dal giorno dell’arresto dei coniugi Marano-
Licciardi che occupavano un appartamento in pieno centro. E’ in corso il
processo a loro carico. Della presenza dei Mallardo, invece, si sapeva ancora
poco. Si sapeva che a Terracina si erano spinti gli appetiti anche di altri clan
camorristici. Ad esempio quando la polizia di via Petrarca intervenne a bloccare
le attività commerciali di alcuni campani privi dei requisiti morali. Oppure con
il più recente sequestro a carico dell’immobiliarista Michele Minale che,
secondo gli inquirenti, avrebbe stretto rapporti con pregiudicati di Terracina
molto vicini a esponenti di spicco di clan camorristici dell’hinterland
napoletano.
Pubblicato da Rita Recchia

19 [16]

Aggredisce i poliziotti, arrestato un giovane drogato e ubriaco in piazza
Garibaldi,  l’altra sera ha aggredito un agente di polizia di Terracina.
Il
ragazzo, G.P. 24enne del posto già noto alle forze dell’ordine, in evidente
stato di alterazione dovuta all’assunzione di alcol e droga, alla vista degli
agenti ha iniziato a inveire contro di loro. All’improvviso, si è scagliato
contro uno dei poliziotti ma è stato subito bloccato. Condotto presso il
Commissariato, il giovane ha continuato ad andare in escandescenza rifiutandosi
di fornire le sue generalità. A quel punto i poliziotti hanno ritenuto opportuno
chiedere l’intervento del 118. Ma il ragazzo non si è calmato neppure in
ospedale, quando ha tentato di aggredire anche il personale medico. Solo
l’intervento dei poliziotti, che hanno riportato anche escoriazioni e lesioni
durante le colluttazioni, ha evitato il peggio. Il 24enne è stato dunque
arrestato per violenza e minacce a Pubblico Ufficiale, resistenza e rifiuto di
generalità. Gli agenti, durante un’altra operazione, hanno anche ritracciato e
restituito ai legittimi proprietari un’auto di grossa cilindrata rubata alcuni
giorni fa nel frusinate. La polizia indaga per accertare che l’auto venisse
utilizzata per eseguire furti in abitazione nella zona di San
Silviano.
F. A.

19 [29]

Ex Desco, stop al mega progetto
C’era già un’inchiesta in corso sulla ex Desco.
Era quella avviata dalla Procura, che aveva voluto vederci chiaro
sull’operazione edilizia, che si stava realizzando sulla Pontina, proprio là
dove aveva operato per anni l’industria conserviera, poi trasferitasi a
Mazzocchio. Era stato nel 1998 che era stato approvato un progetto di
riqualificazione urbanistica del sito industriale. Nel 2006 c’era stata la
vendita del complesso, che aveva dato la possibilità all’acquirente di avviare
la realizzazione di un mega progetto da 60 mila metri cubi. Nel sito dove la
Desco aveva sfornato conserve per 44 anni erano destinati a nascere 5
fabbricati: 2 strutture residenziali, 1 albergo, 1 struttura socio-sanitaria, 1
centro commerciale. In base ad un accordo di programma il Comune avrebbe dovuto
avere parcheggi, verde attrezzato, illuminazione, fognature, strade e un
complesso polifunzionale di 800 mq. La sospensione dei lavori ha dato la stura a
tante ipotesi. Circa un mese fa il Comune e la società «M.P.M.» Immobiliare
hanno firmato una nuova convenzione, dopo che s’era reso necessario varare due
varianti al progetto. Intanto il sp Giuseppe Miliano stava già indagando sulla
società. L’iniziativa della Finanza è arrivata prima ancora che l’inchiesta in
corso arrivasse a dare i suoi primi frutti.

19 [28]

QUESTA mattina il documento per scongiurare la paralisi del Tribunale di Terracina finirà sulla scrivania di Guido Cerasoli. Il presidente del Tribunale

di Latina dovrà prendere atto dell’emergenza che si è venuta a creare presso la
sede distaccata di Terracina, rimasta nel giro di pochi mesi senza giudici
togati e con il personale di cancelleria dimezzato. In un’assemblea molto
partecipata ieri po mer igg io l’Ordine degli avvocati di Latina, pr esi edu to
dal legale G i ova n n i M a li n c on ico, ha approvato il documento redatto
insieme ai colleghi del Foro di Terracina e Fondi. Le proposte degli avvocati
contenute nel documento spedito stamattina a Cerasoli tentano di scongiurare il
collasso del Tribunale di Terracina. Gli avvocati chiedono, per sostituire i
giudici Maria Teresa Cialoni (già trasferita a Roma) e Antonio Perinelli (in
partenza per Tivoli), l’arrivo nella sede di via dei Volsci di altrettanti Got,
cioè giudici ordinari del Tribunale. Si tratterebbe di una soluzione tampone
fino a quando i due giudici togati non saranno rimpiazzati dal Consiglio
superiore della Magistratura. Ma l’arrivo dei sostituti è previsto per ottobre.
Quindi da aprile al prossimo autunno il rischio di «congelamento» del tribunale
è serio. Molto serio. «Sembra assurdo che un giudice parta e non arrivi in tempi
stretti un sostituto – attacca il presidente dell’Ordine Giovanni Malinconico -
sul caso Terracina. La sensazione è che da parte di chi di dovere non ci sia la
volontà di mettere in pratica interventi concreti». Gli avvocati comunque
restano fiduciosi nel tentativo di Cerasoli di tamponare l’emorragia personale -
cancellieri e giudici – impiegati nel tribunale. «Abbiamo chiesto anche la
garanzia – conclude Malinconico – che i primi due giudici inviati dal Csm a
Latina vengano immediatamente resi in grado di lavorare a Terracina». Quanto
alla presenza dei Got, questi potrebbero occuparsi delle direttissime per i
reati minori, mentre per quelli maggiori – è la proposta dell’Ordine – si
potrebbe far venire un giudice di Latina per casi eccezionali. Quanto agli altri
procedimenti penali, tuttavia, la paralisi fino a ottobre sarà una situazione
quasi impossibile da scongiurare. Quanto al personale di cancelleria, gli
avvocati hanno richiesto personale dal Tribunale di Latina. Tanto per cambiare
l’ennesima soluzione tampone, visto che anche presso il palazzo di giustizia del
capoluogo la situazione è vicina al collasso. A Terracina, però, quasi
certamente la macchina giudiziaria sarà obbligata a rallentare parecchio fino a
fermarsi. Intanto questa mattina il documento approvato dall’Ordine degli
avvocati arriverà a Cerasoli, cui spetta l’ultima parola sulla crisi profonda
del Tribunale di Terracina.
Francesco Avena

19 [27]

Al fisco dichiaravano redditi annuali di 2-3.000 euro, roba da cassintegrati.
Invece dietro gli inverosimili guadagni ufficiali degli affiliati di un potente
clan del Napoletano, c’era un impero finanziario costruito su un reticolo
societario in grado di occultare i proventi illeciti del famigeato cla
camorristico dei Mallardo. Soldi reinvestiti in alberghi e centri commerciali
della costa pontina. All’alba di ieri arrestate undici persone, (8 colpite dal
416 bis per la prima volta) e sono stati sequestrati beni per oltre 500 milioni
di euro. Resta latitante Giuseppe Dell’Aquila, noto come Peppe ‘o Ciucci, tra i
destinatari delle ordinanze di custodia. L’operazione che sgomina la propaggine
pontina di un gruppo criminale operativo, tradizionalmente, a Giugliano in
Campania, ed è il frutto di due anni di indagini coordinate dalla Dda di Napoli.
Ieri a illustrarne i particolari, a Napoli, il procuratore capo di Napoli
Giovandomenico Lepore, il capo della Dda, Sandro Pennasilico, il questore di
Latina, Nicolò D’Angelo, il capo della Squadra mobile pontina Cristiano
Tatarelli, il comandante del Nucleo di Polizia tributaria della Finanza di Roma
Vito Augelli, e il comandante del Gico Roberto Piccirinni. È noto che la camorra
avesse ramificazioni nella provincia di Latina ha spiegato Pennasilico, «non si
conosceva, però, la dimensione del fenomeno, sottovalutata in passato. Sbaglia
chi coltiva la pia illusione che la camorra resti in Campania». E il questore di
Latina, D’Angelo, conferma: «L’indagine è stata complessa e articolata, abbiamo
messo in luce i molteplici interessi economici che stanno invandendo la
provincia pontina». Cento perquisizioni, l’impegno complessivo di 600 agenti,
accertamenti finanziari complessi, intercettazioni, e dichiarazioni dei
collaboratori di giustizia: si risale così al patrimonio di un sodalizio
criminale ben strutturato nel Basso Lazio, e a due holding imprenditoriali, ora
sgominate. Un reticolo societario – trenta le società sequestrate (oltre a 198
terreni, 456 fabbricati, 49 rapporti bancari e 27 fra moto e autoveicoli) -
serviva a far perdere le tracce dei proventi illeciti del clan. Difficili gli
accertamenti: la dichiarazione dei redditi ufficiale di Antonio Pirozzi, uno
degli arrestati, era ad esempio di 2.900 euro, da dieci anni. Dietro c’era un
patrimonio ancora oggetto di indagini: sono tuttora al vaglio conti con
centinaia di migliaia di euro. Le holding erano gestite direttamente, o
attraverso dei prestanome (decine e spesso incensurati), da soggetti collegati
al clan. Facevano capo a Giuseppe Dell’Aquila, e ai suoi fratelli Domenico,
Giovanni e Pietro Paolo; ai due omonimi Antonio Pirozzi e Antonio Pirozzi; a
Carmine Maisto e Domenico Petito. Il clan aveva effettuato investimenti fra
l’altro lungo la costa pontina (a Terracina, Sabaudia, Fondi, e Latina) fino ad
Anzio.
di ALDO CEPPARULO

19 [26]

STRISCE blu, definite le aree destinate alla sosta a pagamento e relative
tariffe. Lo ha deciso la giunta comunale nell’ultima riunione, in cui si è
individuato l’insieme delle zone di sosta dei veicoli in cui sarà possibile
parcheggiare con il pagamento di ticket. Strisce blu permanenti sono previste in
piazza della Repubblica, via Lungolinea Pio VI°, nel parcheggio a pettine per i
2/3 nel tratto di viale della Vittoria fino a piazza XXV Aprile, a piazza
Mazzini (con esclusione degli stalli lungo le rotatorie), e nel tratto di via
Roma prospiciente la piazza della Libertà. L’avvenuto pagamento si potrà esporre
attraverso i ticket-grattini prepagati disponibili nei diversi esercizi c o m m
e r c i a l i convenzionati o in abbonamento a tariffa agevolata, che dovranno
essere esposti in vista all’interno dell’auto. Parcheggi a pagamento stagionali
invece, per un periodo che va dal primo maggio al 30 settembre, lungo viale
Circe lato mare, da via C. Colombo a via Basilicata, sempre su viale Circe ambo
i lati da via Basilicata fino al termine del medesimo viale, e nell’area di via
Stella Polare. E ancora in piazzale Matteotti e il tratto prospiciente di viale
Matteotti, parcheggio di via Lungolinea Pio VI denominato zona «Deserto » con
orario, nel parcheggio di villa Tomassini, di via Basilicata, lato est, nel
piazzale Lido lato est, slargo ultimo tratto viale Circe – direzione Badino. Il
Comune in queste aree potrà comunque concedere occupazioni di suolo pubblico per
manifestazioni. Tariffe di 1 euro (fino a 1 ora), 2 euro (fino a 2 ore), 4 euro
per l’intera giornata. Gli abbonamenti per residenti saranno quindicinali (10
euro), mensili (15 euro), stagionali (60 euro), annuali (80 euro). Per i non
residenti proprietari di immobili iscritti nei ruoli del Comune o per lavoratori
con contratto permanente o titolari di attività commerciale o artigianale:
abbonamento quindicinale (25 euro), mensile (40 euro), stagionale (180 euro),
annuali
(200 euro).
D. R.

19 [24]

Più la stagione si approssima all’atto conclusivo, mancano 6 giornate, più la
corsa del Terracina alle posizioni salvezza si fa difficile.
I risultati
dell’ultimo turno di campionato del girone B di Eccellenza non hanno peggiorato
la posizione dei tigrotti, terz’ultimi davanti al Colleferro distanziato di un
solo punto: tutte le formazioni che occupano le posizioni di fondo hanno infatti
perso con l’unica eccezione del Sora che comunque ha guadagnato soltanto un
punticino. D’altronde il Terracina non poteva pensare di farla franca sul campo
della Cavese (2-0) lanciata all’inseguimento del primato dello Zagarolo: «Eppure
abbiamo disputato un buonissimo primo tempo – fa notare il diesse dei tirrenici
Carlo Magliozzi – poi l’uscita di Mandarelli e le non perfette condizioni di
qualche giocatore non ci hanno più consentito di contrastare efficacemente gli
avversari». Comunque il dirigente biancazzurro spera ancora nella salvezza
diretta: «Ad oggi siamo nei play-out, dovremo fare nostri tutti i 18 punti che
rimangono a disposizione, è un’impresa ma bisogna crederci». Intanto i primi tre
punti dovranno venire già da domani quando al Colavolpe arriverà il Ciampino, la
“cenerentola” del girone, staccatissima dal resto del gruppo.

19 [22]

Il 118 s’improvvisa assistente domiciliare per gli utenti rimasti soli.
I sanitari del 118 spesso costretti a coprire l’assistenza domiciliare a quanti,
nel Comune di Terracina, ne sono rimasti sprovvisti. Succedono anche cose del
genere. Basti dire che soltanto negli ultimi giorni il personale delle ambulanze
in servizio presso l’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ ha dovuto compiere svariati
viaggi (ieri mattina tre e lunedì altri due) per recarsi al domicilio di
cittadini che avevano bisogno che qualcuno li somministrasse quell’assistenza
medica di cui usufruivano. Un servizio che fino a diversi mesi fa era stato
garantito e coperto dagli assistenti domiciliari. Tra le pulizie personali e la
preparazione dei pasti all’utente, la persona addetta garantiva anche una sorta
di assistenza sanitaria, somministrando al cittadino, solitamente non del tutto
autonomo, le medicine e trattamenti stabiliti dal medico. Adesso che
l’assistenza domiciliare a Terracina è quella che è, anzi, quella che non è, gli
utenti si sono dovuti arrangiare organizzandosi in tutt’altro modo. C’è chi può
contare sul sostegno di parenti e amici. Chi ha messo mano al portafoglio
pagando qualche balia. E chi, invece, per le medicine chiama direttamente il
118. E così capita spesso che il personale sanitario debba fare queste
prestazioni a domicilio per sopperire alla mancanza dell’assistenza domiciliare
di cui usufruivano decine di cittadini di Terracina. Come ieri mattina, quando
nel giro di poche ore il 118 è dovuto andare ben tre volte presso la casa di un
cittadino che deve seguire una terapia ben precisa. Il fatto è che il personale
sanitario è dovuto poi ritornare allo stesso domicilio, sempre allertato
dall’utente che avrebbe avuto bisogno di aiuto anche una volta terminata la
terapia quotidiana. Ovviamente medici e infermieri non rifiutano di prestare
assistenza, assolutamente, ma resta il disagio e, soprattutto, il tempo
eventualmente sottratto ad altri tipi di interventi, magari anche più gravi. In
una città dove il sociale funziona, e funziona bene, cose del genere non
succedono.
Pubblicato da Rita Recchia

19 [20]

Altre carte per l’indagine sulla ‘Terracina Ambiente’.
Indagine dei carabinieri sulla gestione dei rifiuti a Terracina. I militari del
capitano Alessandro Giordano Atti sono passati alla seconda fase. Dopo che nei
giorni scorsi le carte della prima tranche della corposa inchiesta sono arrivate
dritte dritte negli uffici di via Ezio, a Latina, i carabinieri già si
apprestano a chiedere al Comune di Terracina altri documenti. Altre carte di
natura contabile, formulari sulla destinazione della differenziata, note spesa e
quanto altro ruoti attorno alla raccolta dei rifiuti in città. E,
inevitabilmente, anche attorno alla ‘Terracina Ambiente’. Naturale, dunque,
aspettarsi di vedere già nei prossimi oggi altri carabinieri del comando
compagnia della via Appia aggirarsi negli uffici comunali, quelli di piazza
Municipio e quelli distaccati. Percorsi fatti e rifatti già le scorse settimane,
quando gli uomini dell’Arma hanno fatto visita al palazzo municipale ma anche
nell’Ufficio Ragioneria, in via Sarti. Un’indagine che fino a oggi li ha portati
presso il deposito di via Morelle, praticamente il quartier generale della
‘Terracina Ambiente’, e anche alla sede della ‘Latina Ambiente’, nel capoluogo
di provincia. Il voluminoso materiale così raccolto è finito sulla scrivania di
Giuseppe Miliano, il magistrato titolare dell’inchiesta. Lo stesso tavolo sul
quale, a breve, arriveranno anche le altre carte. Che sarebbe stata un’indagine
corposa, lo si era capito fin da subito. Soprattutto considerando la delicatezza
e importanza dell’argomento, estremamente d’attualità, e i molteplici aspetti da
considerare, e sviscerare. Talmente tanti e complessi che la Procura di Latina
avrebbe deciso di nominare anche un consulente esterno per il proseguo
dell’indagine. Del resto svariati sono i filoni d’indagine sui quali si
concentra l’attenzione degli inquirenti per capire se si possono profilare
responsabilità, anche di natura penale, di qualcuno. Il servizio della raccolta
differenziata, per esempio, mai partito. L’uso effettivamente fatto degli
introiti della Tarsu, un altro esempio. La stessa gara d’appalto per la scelta
del socio privato di minoranza, un’altra ancora.
Pubblicato da Rita Recchia

19 [19]

Tutti al ‘Fiorini’, anche i cani.
Cuccioli e cani più grandi all’interno dell’’Alfredo Fiorini’ di Terracina. Non
è che presso l’ospedale cittadino sia stato attivato anche il servizio
veterinario. Molto più semplicemente da alcuni giorni tre cucciolotti e qualche
cagnolone avevano messo le tende all’ultimo piano dell’edificio. Il che vuol
dire che sono entrati, hanno salito qualche rampa di scale (immaginarli
nell’ascensore sarebbe troppo) e poi si sono scelti un posticino comodo e caldo
dove sistemarsi. Ovviamente la direzione sanitaria e l’ufficio tecnico
dell’ospedale si sono attivati subito dopo aver saputo degli ‘ospiti’ a quattro
zampe, ma soltanto nel primo pomeriggio di ieri è arrivato l’accalappiacani del
servizio veterinario della Asl che ha portato via i cani. Fortunatamente gli
animali hanno trovato sbarrate le porte dei reparti, e non c’è stato alcun
incontro ravvicinato del terzo tipo con i degenti. Tuttavia l’episodio
‘bestiale’ riporta di nuovo in auge la questione dell’estrema facilità con la
quale tutti, ma proprio tutti, riescono a intrufolarsi all’interno del
‘Fiorini’. E fin quando si tratta di cani mansueti o di qualche vagabondo, le
conseguenze sono facilmente gestibili. Quando, però, si tratta di vandali da
strapazzo o di furfanti con il vizio di rubare, allora la questione assume tutto
un altro aspetto.
Pubblicato da Rita Recchia

19 [1]

Cadute tutte le accuse contro il colonnello della finanza Vincenzo Mazzucco.
Prosciolto perchè ”il fatto non sussiste”. A Vincenzo Mazzucco, marchiato
sulle cronache nazionale come ‘talpa’ della Dia di Napoli nella vicenda
partenopea dello ‘scandalo Global Service’, in fase d’indagine preliminare non è
stata nemmeno contestata la fuga di notizie. Addirittura qualche pm autore
dell’impianto accusatorio contro l’ufficiale della guardia di finanza, cresciuto
e legato personalmente a Terracina, avrebbe parlato di un ‘refuso’ circa le
accuse di depistaggio gettate addosso a lui. Fatto sta che per quello che era
stato definito ”cuore pulsante dell’indagine (…) pienamente partecipe al
sistema Romeo” non si è arrivati nemmeno al processo. Venerdì scorso il gup
Enrico Campoli, che a marzo gli aveva già revocato i domiciliari cominciati il
17 dicembre ‘08, ha prosciolto l’ufficiale dalle accuse ”perché il fatto non
sussiste”. Associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Reati
pesanti come macigni che lo avevano gettato con la sua famiglia nell’occhio del
ciclone. Ora possono uscirne, ma la soddisfazione per l’esito della brutta
vicenda giudiziaria va di pari passo con l’amarezza per una storia che ha
dell’incredibile. Soprattutto per il modo in cui sarebbero state condotte le
indagini. Arrestare una persona e non vederla andare nemmeno al processo è un
fatto tecnicamente molto grave. E’ la prova che ogni cittadino potrebbe essere
esposto ala gogna. La vicenda riguardava una delibera da 400 milioni di euro che
avrebbe dovuto assicurare la manutenzione delle strade di Napoli
all’imprenditore campano Alfredo Romeo grazie a una serie di appoggi. Vincenzo
Mazzucco secondo gli investigatori avrebbe avuto un ruolo centrale in quello che
i pm avevano chiamato ‘disinformathia’ avvisando Romeo di appalti finiti sotto
inchiesta e dai quali conveniva ritirarsi, dando inizio a una presunta azione di
controspionaggio. Tale ‘disinformathia’ sarebbe avvenuta attraverso quattro
telefonate intercettate tra l’ufficiale e Romeo che gli stessi investigatori
avrebbero poi definito ‘irrilevanti’. Quegli stessi inquirenti che hanno poi
messo nero su bianco come Mazzucco non sapesse nulla dell’indagine
sull’imprenditore. All’accusa di corruzione non sarebbe seguita alcuna verifica
di tipo bancario nei suoi confronti. Lui stesso, assistito dagli avvocati
Vincenzo Maiello ed Eugenio Cricrì, si è messo a totale disposizione della
magistratura fin dal primo interrogatorio, sollecitando tutte le verifiche del
caso. E mercoledì scorso il totale proscioglimento. Resta aperta la ferita per
una detenzione inspiegabile e la sensazione di essere stato tradito da chi
avrebbe dovuto fare il proprio dovere, e non l’ha fatto.
Pubblicato da Rita Recchia

ccc [20]

Metti il metronotte al camposanto…
Il metronotte a vegliare sul camposanto di via Anxur, a Terracina. E’ l’idea
balenata all’assessore comunale competente Gianni D’Amico, dopo il ritrovamento
di un bel po’ di vasetti portafiori di rame abbandonati in zona La Ciana. Li
hanno contati: qualcosa come duecento vasetti ammucchiati un po’ dentro due
cassonetti dell’immondizia, e gli altri a terra. Quasi certamente si tratta di
quegli stessi portafiori di metallo rosso che qualche ladro scatenato ha portato
via dalle tombe del camposanto, suscitando le giuste ire e le proteste dei
parenti dei defunti…derubati degli arredi. Ieri mattina lo strano rinvenimento è
stato fatto sul fondo di una strada in località La Ciana, quindi nemmeno troppo
lontano dal cimitero. Tanti, tantissimi vasetti di rame gettati alla rinfusa che
gli operai comunali hanno subito riconosciuti: erano proprio quelli del
cimitero. Complicato capire il perché di quella strana destinazione. A cosa
serve mettere a segno un furto se poi ci si disfa della refurtiva? O i ladri di
rame dovevano lasciare lì la roba in attesa che qualche complice passasse a
ritirarla? Poi, però, qualcuno o qualcosa deve averci messo lo zampino, e i vasi
sono finiti a terra. Fino al ritrovamento di ieri mattina. Di qui l’idea venuta
all’assessore Gianni D’Amico di portare in maggioranza l’idea di una convenzione
con una società di metronotte per rendere il camposanto più sicuro, soprattutto
quando cala il buio. Furti del genere, infatti, sono diventati quasi all’ordine
del giorno. Oramai tra le tombe del camposanto di Terracina è ‘strage’ dei
vasetti per i fiori. Se prima i cittadini denunciavano la scomparsa delle
decorazioni floreali sistemate con tanta cura sulle tombe dei propri cari,
oramai la situazione si è totalmente rovesciata: adesso i ladri lasciano il
contenuto e portano via il contenitore, purché sia fatto di rame.
Pubblicato da Rita Recchia

ccc [9]

Circa mille persone hanno preso parte ieri pomeriggio all’atteso incontro che la
candidata alla Presidenza della Regione Lazio per il Pdl, Renata Polverini, ha
tenuto a Terracina insieme al candidato al Consiglio regionale, Giovanni Di
Giorgi.
Nella piazza antistante la Chiesa di San Silviano a Terracina, la
Polverini, nella sua unica uscita pubblica al fianco di un solo candidato
pontino del Pdl, ha raccolto applausi parlando dei valori che ispirano la sua
candidatura e che vanno dalla difesa della vita, alla solidarietà alla tutela
del lavoro.
Davanti ad un pubblico in cui erano presenti, tra gli altri, le associazioni
venatorie locali e i responsabili del comitato cittadino che da alcuni anni si
stanno battendo strenuamente per la ridefinizione dei confini e delle modalità
del parco degli Ausoni, Di Giorgi ha ribadito il suo impegno per fornire
risposte adeguate all?inquietudine dei cittadini della zona di Campo Soriano, i
quali da tempo contestano l?iniziativa della giunta Marrazzo che ha fatto calare
sulle loro teste una campana di vetro, chiamata Parco, sotto cui rischiano di
soffocare le loro attività tradizionali e lavorative.
?La programmazione sul territorio va fatta affidandosi a chi quel territorio lo
conosce realmente fin nei minimi dettagli ? ha sottolineato Giovanni Di Giorgi -
L’esempio del Parco della zona di Campo Soriano, calato dall’alto dalla Regione
guidata da Marrazzo, ne è un clamoroso esempio. Non si può sottoporre a vincoli
molto restrittivi una vasta area senza esaminare a fondo le caratteristiche
peculiari del territorio, bloccando di fatto ogni attività in un’ampia zona solo
perché parte di essa, giustamente, merita una tutela. Serve una ridefinizione
dei confini del Parco e delle sue modalità di esercizio?.
Tra gli altri temi affrontati nel corso dell’incontro da Renata Polverini e
Giovanni Di Giorgi, anche l’impegno per garantire il necessario sostegno ed i
giusti incentivi all’agricoltura, un settore che rappresenta elemento essenziale
per l’economia locale.

ccc [8]

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terracina-viale-circe-con-persone-anni-20_bis_a

Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di immobili per
oltre 500 milioni di euro.
Questo è il bilancio dell’operazione “Arcobaleno”
disposta dal giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della
Dda del capoluogo campano che ha prefigurato i reati di associazione per
delinquere di stampo camorristico e reimpiego di capitali di provenienza
illecita. Alle operazioni hanno partecipato circa 500 uomini della Guardia di
finanza, della Polizia e dei Carabinieri. A finire nelle maglie della
giustizia Giuseppe Dell’Aquila, uno dei capi del clan Mallardo, operante a
Giugliano con propaggini in altre regioni italiane, ma soprattutto nel Lazio,
e di altri esponenti di spicco del citato clan, tutti titolari di attività
imprenditoriali. L’operazione è stata denominata “Arcobaleno”, dal nome una
delle società “capofila” gestite dal gruppo camorristico, rappresenta un
importante traguardo nella lotta alla criminalità organizzata ed ha consentito
di accertare che il clan Mallardo, “storicamente” operativo in Giugliano in
Campania e nei territori limitrofi, ha ormai esteso la propria sfera di
influenza e di controllo bel al di là di quella zona: sia mediante “accordi” e
alleanze con altri clan (si pensi, ad esempio, alle strette cointeressenze con
il clan dei Casalesi di Francesco Bidognetti), sia attraverso l’operatività di
società o, più in generale, di soggetti economici formalmente autonomi, ma
comunque costituenti, in concreto, espressione economica del clan, che
risultano attivi anche in altre Regioni d’Italia divenendo in assoluto uno dei
gruppi camorristici di maggiore potenza economica ed imprenditoriale.
Il Gip di Napoli ha emesso dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere
ed ha disposto il sequestro preventivo di 30 società, 198 terreni, 456
fabbricati (tra i quali una villa e 71 locali commerciali), 49 conti correnti
bancari, 27 tra automobili e motociclette, due imbarcazioni e due polizze
assicurative. Il valore complessivo stimato è di oltre 500 milioni di euro.
Contestualmente sono state eseguite circa cento perquisizioni di immobili
nella disponibilità dei 77 indagati del procedimento. La gran parte degli
immobili sequestrati sono ubicati nelle province di Roma (Lariano, Nettuno,
Anzio) e Latina (Fondi, Sabaudia, Terracina, Minturno e nello stesso capoluogo)
e a Giugliano in Campania (Na), ma numerosi sequestri sono stati eseguiti
anche a Orta di Atella (Ce), Qualiano (Na), Portici (Na), Mugnano di Napoli
(NA), S. Nicola Arcella (Cs) e nella stessa città di Napoli. Sono stati
sequestrati immobili anche a Capena (Rm), Cento (Fe), S. Pietro in Casale (Bo)
, Villaricca (Na), Acerra (NA) e Pagani (Sa), oltre che in arre di particolare
interesse turistico come Scalea, Olbia e Ischia. Di particolare rilievo le
aree “ex Desco” di Terracina e Madonna delle Grazie di Fondi, nonché l’Hotel
Orizzonte ed il centro commerciale Orizzonte di Giugliano, tutte oggetto,
secondo i magistrati, di enormi speculazioni edilizie.
Questa operazione si pone come sbocco finale di una complessa ed articolata
attività investigativa condotta dal Gruppo Investigazione Criminalità
Organizzata del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Roma,
dalla questura di Latina – Squadra Mobile e Commissariato di Formia e dalla
Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi che hanno condotto le indagini.
L’attività investigativa, durata quasi due anni, ha permesso di svelare il
funzionamento di due vere e proprie holding imprenditoriali, gestite,
direttamente o attraverso prestanomi, da soggetti collegati al clan
camorristico Mallardo e operanti prevalentemente nel settore dell’edilizia;
attive non solo in Campania (sia nella Provincia di Napoli che in quella di
Caserta), ma anche nel Lazio, in Calabria ed in Emilia Romagna. Dalle indagini
è, infatti, emerso che il clan Mallardo, proprio attraverso il controllo del
settore immobiliare e con considerevoli reinvestimenti in tale ambito, ha
ormai esteso la propria sfera di operatività anche in altre Regioni
dell’Italia centro-meridionale e in particolare nel Lazio. Tali evidenze
dimostrano inconfutabilmente l’interregionalità degli interessi economici del
clan camorristico Mallardo, che è riuscito ad insinuarsi in contesti
territoriali ove non parevano registrarsi situazioni di particolare allarme
sociale connesse alla criminalità organizzata.
La strategia adottata dall’organizzazione camorristica ha avuto come
obiettivo la realizzazione di svariati investimenti in zone prestigiose dal
punto di vista paesaggistico-ambientale, quali Terracina, Sabaudia e Fondi (Lt)
, Lariano e Anzio (Rm), San Nicola Arcella (Cs), Cento (Ce). È stato, infatti,
accertato che questa potente cosca realizza i propri interessi economici
attraverso numerosi prestanome, che intervengono in grosse speculazioni
edilizie, realizzate, invece, dalle società riconducibili al gruppo Pirozzi –
Maisto – Dell’Aquila, con la costruzione di oltre 500 unità immobiliari nelle
citate località turistiche. Le indagini hanno consentito di accertare che
l’organizzazione criminale è riuscita, nel tempo, ad acquisire enormi
disponibilità finanziarie, che ha poi reimpiegato – tramite una fitta rete di
società e di prestanome – nel settore imprenditoriale e in attività
commerciali, quali il settore turistico-alberghiero e la grande distribuzione.
In tale contesto, le investigazioni di polizia giudiziaria hanno consentito di
scoprire l’attività sinergica di due holding imprenditoriali, gestite
rispettivamente da Giuseppe Dell’Aquila (noto come Peppe o ciuccio e
attualmente ancora latitante) e dai suoi fratelli Domenico, Giovanni e Pietro
Paolo, oltre che da Antonio Pirozzi (classe 1972), Antonio Pirozzi (classe
1971) e da Carmine Maisto e Domenico Petito. Entrambi i gruppi, attraverso
diversi soggetti giuridici (società e prestanome), hanno effettuato, per conto
del clan Mallardo, numerose ed importanti operazioni immobiliari nel settore
residenziale, commerciale e turistico alberghiero. Le conseguenze
dell’intromissione della camorra nel libero mercato ha conseguenze devastanti,
in quanto ne distorce i meccanismi essenziali.
In diversi casi è stato rilevato il trasferimento di immobili (terreni e
fabbricati già edificati e/o in corso di costruzione) tra le diverse società
gestite nell’interesse del clan, le quali li hanno successivamente reimmessi
sul mercato immobiliare, alienandoli a favore di terzi. Tali operazioni, in
apparenza prive di valide ragioni economiche, sostanziandosi in un passaggio
di immobili tra società di un medesimo gruppo imprenditoriale, hanno avuto
come finalità l’occultamento dell’effettivo titolare dell’investimento e
l’accesso a finanziamenti bancari, attraverso società diverse rispetto a
quelle che ne avrebbero effettivamente beneficiato. Così operando, le società
controllate dal clan o collegate ad esso alterano il sistema economico, perché
sovvertono le corrette regole e le dinamiche del mercato. L’attività
investigativa è stata particolarmente impegnativa e complessa, proprio poiché
le attività poste in essere erano apparentemente lecite. È stato, infatti,
necessario effettuare una certosina ricostruzione delle posizioni reddituali e
patrimoniali degli indagati e dei soggetti ad essi collegati, nonché dei
soggetti giuridici riconducibili agli stessi al fine: di rendere chiari i
legami effettivamente esistenti con i soggetti organici all’organizzazione
camorristica della famiglia Dell’Aquila. Oltre che comprendere che l’impero
economico così realizzato non era altro che il risultato dei reinvestimenti
dei proventi dell’organizzazione camorristica denominata clan Mallardo.
Le indagini hanno, così, acquisito nuova “colorazione”, oltre che logica
spiegazione, le risultanze delle analisi di moltissime posizioni reddituali e
patrimoniali. I risultati dei suddetti accertamenti – incrociati con le
evidenze emerse nel corso delle indagini tecniche – hanno, poi, consentito di
ricostruire la mole e la localizzazione di numerosissimi investimenti nel
settore edilizio, effettuati mediante società apparentemente “pulite”, ma, in
realtà, partecipate da soggetti collegati all’organizzazione. Le attività
investigative hanno dimostrato che il motore intorno al quale ruotano le
attività dell’organizzazione imprenditoriale organica al clan camorristico dei
Mallardo sono i Dell’Aquila e i Pirozzi oltre al Maisto e al Petito Il modus
operandi seguito dalla predetta organizzazione imprenditoriale, organica al
clan Mallardo, si è articolato attraverso varie fasi: la previa localizzazione
delle aree e delle zone ove realizzare l’investimento, che, dal punto di vista
sociale ed ambientale, consentano un maggior ritorno in termini economici;
l’acquisizione degli immobili sul mercato mediante soggetti giuridici gestiti
direttamente dai sodali o attraverso prestanome; l’accesso a finanziamenti
bancari erogati, in alcuni casi, in assenza dei requisiti richiesti (società
partecipate da soggetti con redditi insufficienti e/o che non hanno reddito
e/o società non patrimonializzate e che dichiarano redditi esigui);
l’edificazione degli immobili commerciali e residenziali da destinare al
mercato.
Secondo gli investigatori è evidente che lo sviluppo in termini puramente
economico-imprenditoriali dell’ambito di operatività del clan ha, chiaramente,
giovato alla complessiva organizzazione criminale in quanto, non registrandosi
in quei territori situazioni di allarme sociale connesse ad un palese
controllo “militare”, ha consentito e consente il mimetizzarsi di tali
investimenti illeciti nel tessuto sociale ed economico lecito della zona,
finendo per realizzare una vera e propria commistione tra l’economia lecita e
quella illecita. L’attività di indagine è consistita essenzialmente in
attività di intercettazione, cui sono seguiti corposi riscontri, di duplice
natura: dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia e approfonditi
accertamenti patrimoniali e documentali. (Velino)

19 [4]

Mercato settimanale, addio sogni di gloria. C’è riuscito il sindaco Stefano
Nardi a fare quello che forse nemmeno i più accaniti nemici del trasferimento
del mercato settimanale in via Firenze sarebbero riusciti a fare. È bastato
volere l’uscita di scena dell’assessore ai Lavori pubblici Franco Ferrari per
dire addio al progetto, ormai in cantiere da decenni e mai arrivato a meta, di
traslocare il mercato in via Firenze. Il «siluramento » di Ferrari ha
trascinato con sé anche la delega del titolare al commercio Giuseppe Amuro,
che dello spostamento dei banchi in via Firenze si è occupato fino a qualche
mese fa. Ora c’è da chiedersi: come andrà a finire? Il Comune avrà buttato al
vento centinaia di migliaia di euro.
inutili i soldi spesi finora senza portare a termine l’opera,
oppure tra le ultime cose che Nardi ha in mente di fare prima della chiusura
del mandato c’è, comunque, il trasferimento del «giovedì»?. Al momento si
possono fare i conti con l’esistente. E l’esistente dice che, tra una cosa e
l’altra il Comune ha speso almeno 300 mila euro, tra l’allestimento dell’area,
redazione del progetto, disbrigo delle pratiche in Regione e, da ultimo, la
colata di sabbia per preparare le aiuole su cui dovrebbero parcheggiare gli
automezzi. Una bella cifra, che ha però portato come risultato un bel niente.
E se ora, con i due assessorati vacanti e poco più di un anno rimasto per
governare, la giunta Nardi non riprenderà il bandolo della matassa, potrebbero
essere guai seri. Il danno del mancato trasferimento del «giovedì», infatti,
oltre ai numerosi scontenti dei cittadini e di alcuni addetti ai lavori,
potrebbe profilare anche conseguenze più gravi. Come, ad esempio, il danno
erariale. La seconda «cilecca » del Comune dopo quella in via Stella Polare,
potrebbe suscitare la curiosità della Corte dei Conti. Perché i soldi spesi
della collettività, da 5 anni a questa parte, non hanno portato alcun servizio
ai cittadini. Tutt’altro. Se Viale Europa – strada fondamentale per la
circolazione cittadina soprattutto in vista del senso unico su viale Circe -
attende ancora di essere svincolata dal mercato, via Firenze, di fatto, è
stata lasciata con la sabbia nelle aiuole, che con la pioggia si trasformano
in pozzanghere di fango. E più il tempo passa, più quel po’ che si è fatto
scompare. Senza parlare poi del fatto che, a mettercisi di traverso, sta anche
un progetto previsto in un’area che, tra questioni di sicurezza, carenza di
parcheggi, scarsa illuminazione e vincoli archeologici, non convince quasi
nessuno. Come hanno dimostrato le trattative di fuoco dei mesi scorsi tra
Comune e ambulanti, che non a caso hanno portato al dietrofront dell’Ente. Una
questione spinosissima, quella del mercato, alla quale nessuno muore dalla
voglia di mettere mano. A meno che, a sacrificarsi non sia uno dei cinque
«saggi» scelti dal sindaco per risolvere i nodi nevralgici dell’Ente. Magari
chi si occuperà di Lavori pubblici.
Diego Roma

19 [3]

Neanche al camposanto si riposa in pace. Quello di Terracina poi sembra avere
il primato quanto a disagi. Nei mesi scorsi ci avevano pensato i lavori di
manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli per il recupero dei loculi a
far infuriare i familiari dei cari estinti. Le salme venivano parcheggiate
settimane nella già angusta camera mortuaria in attesa che si liberasse il
primo posto. C’è stato anche chi fu costretto a eliminare maniglie e doppi
ritorti di legno alle bare perché alcuni loculi erano ancora delle vecchie
misure e le casse non entravano. Nei giorni scorsi in parenti in visita hanno
trovato l’ennesima sorpresa: i vasi di rame che contenevano i fiori non
c’erano più. Rubati, spariti. I fiori in alcuni casi lasciati sulle tombe, in
altri spariti anche quelli. Proteste, rimostranze e di nuovo la denuncia,
sempre verso ignoti. Ieri i vasi di rame, circa duecento, li hanno ritrovati
poco più su del cimitero di via Anxur. Esattamente alle spalle del camposanto,
in località la Ciana. Erano un po’ a terra e un po’ nei cassonetti dei
rifiuti. Chi li abbia scaricati li e come ci siano arrivati nessuno lo sa.
Forse una banda organizzata che non è nuova a furti del genere. Il rame non si
trova, costa e viene pagato bene. Anche quello usato. Forse l’avevano
scaricato a due passi dal cimitero perché preoccupati dall’allarme lanciato
dai pochi residenti della zona. O forse li avevano lasciati li apposta in
attesa che qualcuno con un furgone passasse a prelevarli per poi venderli. Sta
di fatto che per adesso torneranno di nuovo sulle tombe da dov’erano stati
rubati. Non tutti però, perché alcuni sono in condizioni pietose e
difficilmente potranno essere recuperati. E l’amministrazione per bocca
dell’assessore Gianni D’Amico ipotizza una soluzione: rivolgersi ai metronotte
che controlleranno sistematicamente il camposanto.
di FABIO COCCIA

19 [5]

SAN Silviano va in Uruguay. E porta con sé anche la vite di cui è protettore
per ricordare un po’ dei gusti e dei profumi locali a quei terracinesi che
anni addietro sono emigrati e si sono stanziati in Uruguay. È questa
l’iniziativa promossa dal comitato organizzatore per i festeggiamenti del
santo patrono del vino moscato. A 50 anni dall’inizio della tradizionale
celebrazione, è venuta l’ora di fare un viaggio di ricongiungimento in sud
America, un pellegrinaggio vero e proprio in cui i viticoltori nostrani
impianteranno i vigneti di moscato nelle terre dell’Uruguay. Ma non solo, sarà
anche depositato un labaro raffigurante San Silviano nella chiesa di
Solis-Grande a Montevideo. Tra gli organizzatori, Luciano Feragnoli e Romano
D’Auria, due degli organizzatori che da qualche anno stanno lavorando per far
rinascere la festa di San Silviano, ma anche l’agenzia di viaggi «Shuttle »
che si occuperà delle prenotazioni e dell’organizzazione del soggiorno. La
partenza è prevista per il 25 aprile: prima destinazione Buenos Aires in
Argentina, poi trasferimento libero a Montevideo. Il pellegrinaggio è di dieci
giorni e costerà, a persona, mille duecento euro per una camera doppia, mille
cinquecento nella singola. Il viaggio non è a fini speculativi, recita la
locandina «ma solo l’impegno a non far perdere le nostre tradizioni».
D. R.

19 [8]

Chiuse le urne, Nardi farebbe bene a rassegnare il mandato e stipare nelle
valigie anche i suoi cinque saggi.
E lo faccia in fretta e furia, che i
terracinesi sono esasperati, incattiviti ed ormai al punto massimo di
sopportazione. La città è una pentola in ebollizione e nessuno può dire cosa
accadrà domani: il sindaco è avvisato. I cittadini hanno ben chiaro come
questo agglomerato di resti che il sindaco si ostina a definire maggioranza,
sia impossibilitato a fare alcunché, per cui niente più giustifica la sua
permanenza: meglio un commissario. Riconoscono di aver sbagliato a rieleggere
una classe dirigente che non ha mai funzionato, ed ormai intristita nel
disservizio e nel livore, incapace di un libero e rispettoso dialogo con le
parti in campo. Da destra e da sinistra riconoscono tutto ciò, e recitano il
“mea culpa” per aver dato il consenso a persone non scelte sulla base del
merito, della qualità e nemmeno del consenso, ma solo del grado di collusione
e di asservimento. Nardi è stato un disastro, un incapace che si è circondato
di incapaci, di capetti mediocri che hanno scelto dirigenti più mediocri di
loro, perché le intelligenze e le qualità dei sottoposti non possono superare
la modesta statura dei loro principali: ne va del loro potere. Il popolo
terracinese è stanco e disgustato, e chiede a gran voce una classe dirigente
migliore che consenta alla società civile possibilità di espressione, cosa
fondamentale per una democrazia fondata sui diritti e sui doveri. Il popolo
terracinese vuole un sindaco ed una Giunta che si oppongano alle oligarchie,
alle caste per privilegio e derivazione ereditaria, alle sette e alle lobbies
economiche, burocratiche, a poteri autoreferenziali che giocano sulla pelle
della gente nel nome e negli interessi di pochi individui. Cosa rappresentano
questi cinque saggi se non un comitato d’affari? Chi vuole più illudere Nardi
dopo averci sprofondato nel baratro? Dopo aver distrutto quel mondo di valori,
di sensibilità, di mentalità che un tempo caratterizzava Terracina? Ciò che
serve a questa città ora è una leadership pienamente condivisa, una leadership
nei fatti, non ideologica, che ponga l’accentuazione di temi, ragioni e
passioni che ci attengono, quali l’identità territoriale, le tradizioni, il
senso campanilistico e la memoria storica. Una leadership in grado di
rivoluzionare tutto l’apparato comunale in chiave meritocratica, ridando
all’Ente le sue funzioni, e che ne smantelli le derivazioni che non sono altro
che costosi carrozzoni. Una leadership portatrice di un progetto culturale e
civile, di un’idea di Terracina che tutti abbiamo, ma che costoro non vogliono
per motivi che fanno leggermente schifo.
Germano Bersani – Azione Sociale (Pdl)

19 [7]

Arrivera’ questa mattina sul tavolo del presidente del Tribunale di Latina
Guido Cerasoli la proposta elaborata dall’ordine degli avvocati del capoluogo

per tentare di risolvere la situazione di emergenza della sede distaccata di
Terracina. Dopo l’assemblea dei giorni scorsi e la comunicazione di Cerasoli
della necessità di congelare le udienze penali fino ad ottobre per carenza di
personale giudicante (fino ad ottobre non saranno sostituiti i giudici togati
Antonio Perinelli e Maria Teresa Cialoni), gli avvocati della provincia,
invitati a fare una proposta, proveranno a dare il loro contributo per
scongiurare il blocco delle udienze. Un fronte unito, quello degli avvocati,
mirato a salvare il calendario previsto di qui all’estate e ad evitare
conseguenze nefaste che, aggiunte alla carenza di cancellieri e impiegati e a
numerose altre difficoltà, tengono in piedi i timori di un ridimensionamento
del Tribunale di Terracina . Era stato il presidente dell’ordine degli
avvocati Giovanni Malinconico nei giorni scorsi ad esprimere preoccupazione.
Ora la palla passa al presidente del Tribunale che dovrà valutare la proposta
dell’ordine avvocatizio e decidere il da farsi.
D. R.

19 [6]

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terracina-tunisia-palace-notturno-anni-50_bis_b

Inchiesta sui rifiuti, i carabinieri hanno inviato in Procura le «carte»
raccolte fino a oggi. Documenti, anche di natura contabile, delibere del Comune,
e tutti gli altri atti acquisiti dai militari della Compagnia di Terracina
durante i ripetuti blitz effettuati nelle ultime settimane. Prima in Comune, poi
presso gli uffici finanziari dell’ente in via Sarti, e ancora nel sito di
Morelle – quartier generale della Terracina Ambiente – infine nel capoluogo
pontino, alla sede della Latina Ambiente che con la società mista che gestisce
il servizio di nettezza urbana a Terracina ha in comune il socio privato. I
documenti acquisiti sono finiti da qualche giorno sulla scrivania del magistrato
titolare dell’inchiesta Giuseppe Miliano. Un passaggio obbligato, che forse
costituirà una svolta nelle ricerche avviate dalla
Procura della Repubblica di Latina per far luce sulla gestione della nettezza
urbana a Terracina. In effetti, nelle carte depositate in Procura dai
carabinieri agli ordini del capitano Alessandro Giordano Atti, è racchiusa tutta
la gestione del servizio di nettezza urbana svolto dalla Terracina Ambiente da
tre anni a questa parte. Dalle delibere con cui il Comune ha affidato l’incarico
alla società mista a maggioranza azionaria pubblica, agli atti di gestione, alle
determine di spesa, passando per il capitolato d’appalto, le attività contabili
e tecniche svolte dall’azienda. Nel mirino della Procura e del pm Giuseppe
Miliano, il mancato espletamento del servizio di raccolta differenziata,
previsto tra i compiti della Terracina Ambiente ma di fatto mai erogato
dall’impresa. Ma non c’è solo il mancato svolgimento della raccolta separata dei
rifiuti. La magistratura infatti intende anche fare chiarezza sugli aumenti
delle bollette, e sul fatto che i cittadini si sono trovati a pagare
profutamente per servizi non resi, provocando in questo modo un danno per la
collettività. Da comprendere se, dietro il prolungato stato di disservizio sulla
nettezza urbana che la città di Terracina si è trovata a vivere negli ultimi
anni, ci sia stata sola una cattiva gestione del servizio o se dietro possa
esserci altro. Al vaglio degli investigatori, inoltre, la possibilità di
individuare nei diretti responsabili della gestione del servizio di raccolta
dell’immondizia, anche risvolti penali. L’indagine insomma sembra essere molto
articolata. Superata la prima fase delle acquisizioni di documenti e «carte»
utili alle ricerche, adesso la palla passa al sostituto procuratore
titolare dell’inchiesta.
Francesco Avena

Tribunale a rischio «congelamento », l’intervento dell’avvocato Alessandro
Aielli.
Il candidato alle Regionali della Lista Civica per Emma Bonino ritiene
che «non si deve neanche più menzionare l’ipotesi, circolata negli ultimi tempi,
di una possibile chiusura del Tribunale Terracina: è una cosa assurda e
impensabile». Aielli ha partecipato, insieme a circa 60 avvocati del Foro di
Terracina e Fondi, all’assemblea che si è svolta venerdì mattina presso il
Tribunale di via dei Volsci. Il vertice, cui ha partecipato anche il presidente
dell’Ordine degli avvocati di Latina Giovanni Malinconico, aveva l’obiettivo di
formulare alcune ipotesi da presentare al presidente del Tribunale di Latina
Guido Cerasoli in merito al «congelamento» delle udienze penali fino al prossimo
mese di ottobre, quando saranno rimpiazzati i giudici Maria Teresa Cialoni e
Antonio Perinelli. La prima, già trasferita e il secondo che invece lascerà il
Tribunale di Terracina tra qualche settimana. «Deve essere chiaro – sostiene
Aielli – che l’utilizzo dei Got (Giudici Onorari di Tribunale) è una soluzione
transitoria, l’unica praticabile per sopperire all’emergenza venutasi a creare
con la contemporanea partenza dei due Giudici Togati. Al più presto occorre
tornare alla normalità in quanto la Giustizia è amministrata in nome del popolo
italiano dai Giudici Togati e di ciò converranno gli stessi Giudici Onorari. In
termini generali posso dire che dalla Regione Lazio potremo intervenire
finanziando progetti per il miglioramento del servizio. Penso
all’informatizzazione e al finanziamento di un progetto che, per sopperire alle
carenze di organico, nelle Cancellerie e negli uffici dei giudici utilizzi in
modo sistematico i praticanti avvocati ». Intanto è prevista per domani la
ratifica del documento che l’Ordine degli avvocati presenterà al presidente del
Tribunale di Latina per offrire le proprie proposte sulla difficile situazione
venutasi a creare presso la sede distaccata di Terracina.
F. A.

Rimangono prigionieri in quattro dentro l’abitacolo. Sono tutti giovani di
Maenza, tre studenti ed un operaio. Finiranno al Fiorini di Terracina. Due
giungeranno in gravissime condizioni. E l’ospedale terracinese, nella mattinata
di una giornata di festa, diventa la mèta di una lunga processione di parenti
addolorati e preoccupati. L’ennesimo incidente del fine settimana si consuma
intorno alle 5,45, al km 22 della statale, in territorio di Priverno, proprio a
pochi passi da casa. Sulla BMW serie 3 di Antonio Saralli., 25 anni appena
compiuti, studente universitario di ingegneria edile prossimo alla laurea, sono
in quattro. Al suo fianco siede Claudio Polidoro, 23 anni, operaio in una
fabbrica. Dietro hanno trovato posto i fratelli Aaugusto D’Onofrio. 18 anni,
studente al Galilei di Latina, e David D’Onofrio, 16 anni, liceale a Latina. I
passeggeri dormono tutti. All’improvviso, l’incidente stradale, con la macchina
che va fuori strada. Ecco la testimonianza del guidatore, Antonio: «Eravamo
stati all’O-Zone di Anagni, dove avevamo festeggiato il mio compleanno con altri
amici. Da lì eravamo ripartiti verso le 5. Io volutamente non avevo bevuto,
perché sapevo che dovevo mettermi alla guida e non volevo far correre rischi a
nessuno. I genitori degli altri si fidavano di me, dato che ero il più grande di
tutti. Il viaggio procedeva bene. Stavamo davanti al ristorante «Onorati». E’
stato un colpo di sonno. Quando ho riaperto gli occhi mi sono ritrovato in mezzo
all’erba, vicino al fossato. La macchina era messa di traverso. Dal lato destro
non si poteva uscire. David da dietro ha rotto un vetro con i pugni ed è uscito
fuori. Io l’ho seguito. Abbiamo tirato fuori gli altri. Davide si è affacciato
sulla strada ed ha cercato inutilmente di fermare gli automobilisti di
passaggio. Sanguinava, ma nessuno ci ha prestato soccorso». Interverranno, di lì
a poco, i Carabinieri di Prossedi, le ambulanze del 118 e i Vigili del fuoco. I
quattro vengono trasportati tutti al «Fiorini». I medici di turno, ancora una
volta devono far fronte a emergenze multiple, tutte insieme. Ai sanitari di
turno il ferito più grave appare Claudio Polidoro, che presenta diversi traumi.
Viene portato subito in camera operatoria per l’asportazione della milza e poi
trasferito a Latina. Le condizioni di salute sono serie anche per Augusto
D’Onofrio. Ha un trauma cranico ed una commozione cerebrale. Se la cavano molto
meglio David D’Onofrio e Antonio Saralli, che hanno solo delle contusioni.

Cosa sia oggi Terracina non lo so più, ma c’è forse qualcuno che lo sa? È
avvilente, disgustoso lo spettacolo che quotidianamente offrono le istituzioni,
da qualunque punto lo si osservi, in questa città senza reazioni che sembra
essersi bevuto il cervello. Un sindaco senza pudore, che non sa cosa sia la
vergogna, che ha introdotto a Palazzo e nella massima assise un costume da bar e
risse da osteria, un antiterracinese impunito nonostante innumerevoli colpe ed
omissioni, si permette di scendere in campo con la sua truppa di complici per
sponsorizzare personaggi che non ci appartengono. Cosa mai gli hanno promesso
per quando finalmente andrà via? Poi, è fastidioso vedere funzionari pubblici
strapagati ogni oltre loro valenza, che sino a tarda sera si dannano per
procacciare voti per chi di Terracina non si è mai interessato, o peggio, per
chi millanta con faccia da cherubino meriti che non ha. Provo a tornare alla
realtà, al buon senso. Premetto che reputo una grossolana idiozia disperdere
voti preziosi su candidati esterni alla città, come disprezzo profondamente chi
per malcelati interessi, lavora contro Terracina. Ciò precisato, voglio che i
terracinesi sappiano che il Parlamento regionale è un’arena dove si confrontano
feroci lupi dagli aguzzi canini, ognuno a difesa del proprio territorio.
L’esperienza dovrebbe averci ormai insegnato come un Galetto, un Fazzone o
chicchessia, non si sprecherebbero nemmeno per una difesa d’ufficio, anzi,
quando hanno potuto, ci hanno persino spogliato di quel poco che avevamo. È vero
o no? Oppure nessuno più ricorda che da 10 anni sulle carte di identità dei
nostri figli e nipoti viene scritto «Nato a Fondi » ? È giusto e sacrosanto
comunque, che ognuno lavori «pro domo sua». Allora noi cosa dobbiamo fare se non
passare al contrattacco? Non darla vinta a chi metodicamente si adopera per
cancellare la volontà popolare con il solito sistema dei voti a «blindatura
forzata»? Chi ha l’orgoglio di essere terracinese, di «possedere » una città che
nonostante questa amministrazione è ancora il marchio Doc più prestigioso di
questa provincia, ha il diritto ed il dovere di poter votare «per» e non
«contro», e lasciare che gli «stranieri» si cerchino i voti a casa loro. Questa
volta anche noi abbiamo un «nerboruto» terracinese contro il quale è difficile
spuntarla, armiamolo quindi, e mandiamolo al «fronte » a combattere una guerra
che per questa consigliatura si prevede dura e cruenta come mai si è visto. A
Fondi il Pdl è tutto per Fazzone, a Minturno per Del Balzo e così via: perché
sempre e solo noi dobbiamo essere i «fessi» della situazione? (Germano Bersani,
Azione Sociale)

Cosa sia oggi Terracina non lo so più, ma c’è forse
qualcuno che lo sa?
È avvilente, disgustoso lo spettacolo
che quotidianamente offrono le istituzioni, da
qualunque punto lo si osservi, in questa città senza
reazioni che sembra essersi bevuto il cervello.
Un sindaco senza pudore, che non sa cosa sia la
vergogna, che ha introdotto a Palazzo e nella massima
assise un costume da bar e risse da osteria, un
antiterracinese impunito nonostante innumerevoli colpe
ed omissioni, si permette di scendere in campo con
la sua truppa di complici per sponsorizzare personaggi
che non ci appartengono. Cosa mai gli hanno promesso
per quando finalmente andrà via?
Poi, è fastidioso vedere funzionari pubblici strapagati
ogni oltre loro valenza, che sino a tarda sera si dannano
per procacciare voti per chi di Terracina non si è mai
interessato, o peggio, per chi millanta con faccia da
cherubino meriti che non ha.
Provo a tornare alla realtà, al buon senso. Premetto
che reputo una grossolana idiozia disperdere voti
preziosi su candidati esterni alla città, come disprezzo
profondamente chi per malcelati interessi, lavora contro
Terracina.
Ciò precisato, voglio che i terracinesi sappiano che il
Parlamento regionale è un’arena dove si confrontano
feroci lupi dagli aguzzi canini, ognuno a difesa del
proprio territorio. L’esperienza dovrebbe averci ormai
insegnato come un Galetto, un Fazzone o chicchessia,
non si sprecherebbero nemmeno per una difesa d’ufficio,
anzi, quando hanno potuto, ci hanno persino
spogliato di quel poco che avevamo. È vero o no?
Oppure nessuno più ricorda che da 10 anni sulle carte
di identità dei nostri figli e nipoti viene scritto «Nato a
Fondi » ?
È giusto e sacrosanto comunque, che ognuno lavori
«pro domo sua». Allora noi cosa dobbiamo fare se non
passare al contrattacco? Non darla vinta a chi metodicamente
si adopera per cancellare la volontà popolare
con il solito sistema dei voti a «blindatura forzata»?
Chi ha l’orgoglio di essere terracinese, di «possedere
» una città che nonostante questa amministrazione è
ancora il marchio Doc più prestigioso di questa provincia,
ha il diritto ed il dovere di poter votare «per» e non
«contro», e lasciare che gli «stranieri» si cerchino i voti
a casa loro. Questa volta anche noi abbiamo un
«nerboruto» terracinese contro il quale è difficile
spuntarla, armiamolo quindi, e mandiamolo al «fronte
» a combattere una guerra che per questa consigliatura
si prevede dura e cruenta come mai si è visto.
A Fondi il Pdl è tutto per Fazzone, a Minturno per Del
Balzo e così via: perché sempre e solo noi dobbiamo
essere i «fessi» della situazione?
(Germano Bersani, Azione Sociale)

STOP alla giungla degli affitti estivi. A mettere in regola il mercato
immobiliare per i turisti è l’entrata in vigore a partire da questa estate di
nuove norme per l’esercizio delle «attività ricettive» di Terracina. Con
l’arrivo della bella stagione, infatti, i rapporti tra villeggianti e affittuari
dovranno basarsi sulla legge regionale e sul relativo regolamento che disciplina
le strutture ricettive dette extra-alberghiere. Normative che sarebbero dovute
entrare in vigore già dalla scorsa estate, slittate poi per delle modiche.
Questa volta però non ci sono proroghe: i proprietari dovranno mettersi in
regola per esercitare l’attività di affitto di «case ed appartamenti per
vacanze». Dovranno presentare domanda per l’attribuzione della classifica alla
provincia competente per territorio, allegando inoltre la documentazione di
attestazione del possesso dei requisiti previsti per il relativo livello. In
pratica i proprietari con delle autocertificazioni dovranno dimostrare di avere
gli immobili in regola: in teoria niente più garage adibiti ad abitazioni,
niente più camere con oltre quattro posti letti, ma immobili arredati «per
l’affitto ai turisti ». Entro un mese, poi, la Provincia comunicherà,
all’interessato e al Comune dove sorge l’immobile, la classificazione attribuita
e la specificazione aggiuntiva riconosciuta. Ma la trafila burocratica non
finisce qui. Ottenuta la classificazione che ne certifica l’idoneità all’uso
«turistico», l’affittuario dovrà presentare istanza di rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio, allo Sportello unico per le attività
produttive (Suap) del Comune di Terracina, contenente la relativa
documentazione, come espressamente richiesto dal nuovo regolamento. Poi, per
avere la qualifica di «case ed appartamenti per vacanze», oltre alle
certificazioni da presentare, è necessario che i contratti di affitto stipulati
con i turisti non siano inferiori ai tre giorni e superiori ai tre mesi. Un bel
freno agli affitti selvaggi, quasi sempre illegali, specie nel periodo estivo, a
cui però dovrebbero far seguito maggiori controlli per verificare che le nuove
norme vengano effettivamente rispettate e non restino delle semplici
autocertificazioni
regolari solo sulla carta.

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Gold9 [8]

Il 10 aprile 2010 alle ore 18,00 presso il Grand Hotel Palace
“Terracina nobile e Plebea”

Il progetto “Terracina nobile e plebea” finalmente arriva in libreria. Dopo la
sua avventura sul web la raccolta di 40 storie diventa un libro grazie
all’editore Bookcart di Terracina. Un impegno generoso per offrire alla cultura
della città nuovi spunti di riflessione ed analisi per andare a ritrovare il
proprio ricco passato per affrontare questo presente ricco di incognite per la
città. Appuntamento il 10 aprile presso il Grand Hotel Palace di Terracina alle
ore 18,00.
Il progetto “Terracina nobile e plebea” è un progetto del Prof. Emilio Selvaggi
in collaborazione con il sito web www.gioveanxur.it e l’editore Bookcart di
Terracina. L’idea è stata quella di partire da storie della cultura e della
tradizione locale per dare una nuova chiave di lettura degli avvenimenti che si
leggono sui libri di storia. Una Grande Storia che al di là delle nozioni che
tutti conosciamo e che ci insegnano a scuola è composta da una serie
ininterrotta di Storie Minime. Il progetto intende infatti lasciare una nuova
testimonianza culturale e divulgativa sulla grande e piccola storia di
Terracina, sensibilizzare i cittadini a una maggiore consapevolezza della
propria storia e del senso di appartenenza e migliorare il rapporto tra i
cittadini e i luoghi.
Quindi dopo la sua prima fase sul web ecco che arriva il libro reso possibile
dall’impegno dell’editore Bookcart di Terracina, che ha nel suo catalogo già
altre pubblicazioni come “Il Foro Emiliano di Terracina” “Il Santuario di Monte
S. Angelo a Terracina”, tutti disponibili presso la libreria stessa
Note sul volume “Terracina nobile e plebea”
La “deformazione professionale” dell’autore, proveniente dal mondo della scuola,
ha finito per condizionare la raccolta di queste 40 “fabule”. L’intento
didattico e pedagogico viene allo scoperto malgrado le storie intriganti,
malgrado il linguaggio ironico, talvolta faceto, popolare o popolaresco, ma
sempre documentato: eventi storici, mitici, popolari, attinti dal pozzo senza
fondo della memoria terracinese, prima che essi scompaiano.
La novità della pubblicazione è anche il risultato di un esperimento teso a
saggiare le possibilità, ancora tutte da scoprire, di interazione tra l’utilizzo
di internet (su cui queste pagine hanno visto la prima stesura) ed il
tradizionale libro stampato. L’appello alla memoria “plebea” a farsi coautrice
della raccolta ha mirato alla orgogliosa presa di coscienza da parte della
Comunità Terracinese di essere partecipe della Storia Nobile: quella dei libri
di testo, rovesciando- ne spesso il punto di vista.
Gli eventi della Nobile Storia hanno lasciato molte tracce nel nostro
territorio: nei monumenti, nella natura e nelle pietre, ma anche nella memoria,
negli usi e nella lingua del popolo nostro. Esse ci obbligano alla gelosa
conservazione. Le nostre radici traggono linfa vitale da questo territorio. Ma
non può esserci difesa senza amore e non può esserci amore senza conoscenza.
Il Grand Hotel Palace si trova a Terracina in via Lungomare Matteotti, 2 04019
Terracina (LT)
Per informazioni sul libro e l’evento: Libreria Bookcart Bizzarri Franco & C Snc
Cartolibreria Via Roma 68 04019 Terracina – Tel. 0773.700277 -
bookcart@libero.it
Il 24 marzo 2010 alle ore 18,30 presso la libreria Bookcart di Terracina sita in
via Roma 68 si terrà la presentazione del volume Terracina nobile e Plebea del
prof. Emilio Selvaggi riservata alla Stampa

19 [30]

Un appalto risibile, tra i tanti gestiti in Italia e nel resto del mondo. Ma per
il socio privato di Terracina Ambiente, la multinazionale Unendo che fa capo ai
fratelli Pietro e Francesco Colucci, società tra le più potenti del campo dei
rifiuti, gli affari all’ombra del Tempio di Giove potrebbero prendere direzioni
per il momento inaspettate e assolutamente vantaggiose sotto il profilo del
business. Ma quello vero, e non certo gli «spiccioli» che tuttora la Unendo
raggranella non senza difficoltà con il Comune di Terracina. E sì perché proprio
Terracina potrebbe servire su un piatto d’argento al resto della provincia la
soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti. Con la discarica di Latina
in via di esaurimento, la strada degli impianti di lavorazione più o meno
sostenibili sembra obbligata. E dove realizzarne uno se non nel sito di Morelle,
che ha tutte le carte in regola per ospitare dopo quello per il compostaggio,
dismesso ormai da anni, uno nuovo impianto per il conferimento e la lavorazione
dei rifiuti. Così come previsto peraltro nel piano regionale dei rifiuti. Il
sito di Morelle è perfetto: si trova lungo l’Appia in una zona poco abitata, nel
cuore della provincia, a due passi dalla Frosinone- Mare e dunque collegato con
l’autostrada. Tutti dettagli che non saranno certo sfuggiti ai manager
dell’Unendo, non fosse altro per il fatto che quello della lavorazione finale
dei rifiuti solidi urbani rappresenta una delle «mission» principali del gruppo
attraverso una sua società controllata, la «Daneco Impianti». Società che nel
2009 ha registrato un fatturato di 84 milioni e ha realizzato e gestisce
impianti di lavorazione di rifiuti in diverse zone di Italia, oltre che negli
Stati Uniti, a Taiwan, negli Emirati Arabi. Insomma, non proprio gli ultimi
arrivati, che di certo non si lasceranno scappare un’occasione così ghiotta per
raggiungere la quale possono giocare… in casa. Peraltro il gruppo Unendo è
interessato ai siti di lavorazione dei rifiuti non solo in termini di
prospettive aziendali, ma anche per motivi di più concreta e urgente
concorrenza… territoriale. È sempre il gruppo di Colucci, attraverso la
partecipata Ecoambiente di cui detiene il 51%, a gestire una parte della
discarica di Borgo Montello. Dunque un territorio da difendere coi denti quello
della provincia pontina, che in molti danno prossima ad u n’ emergenza sul
modello campano. I margini dello smaltimento rifiuti sono quindi sconfinati.
Morelle potrebbe fare al caso giusto, e in tutti i sensi. Sotto questo punto di
vista, infatti, la questione dei debiti che il Comune sta accumulando con la
Terracina Ambiente assume tutto un altro peso e soprattutto un altro «rischio».
Quello del gruppo Unendo di ritrovarsi il sito tra le mani come contropartita
dei «buffi» senza controllo. A costo zero.
Pierfederico Pernarella

19 [14]

Si attende il parere dell’amministrazione comunale sul piano transitorio
preparato dalla Terracina Ambiente per far fronte al servizio di raccolta dei
rifiuti da qui al prossimo 30 giugno, prima cioè che entri in vigore la tariffa
di igiene ambientale e il nuovo piano economico finanziario.
È l’assemblea dei
soci infatti a dover ratificare l’accoglimento del progetto, a cui sono appese
anche le sorti degli operatori ecologici, in particolare gli stagionali, che
attendono di essere stabilizzati. Inspiegabilmente però sono già due gli
appuntamenti saltati dal sindaco Stefano Nardi, che invece dovrebbe prendere di
petto la situazione prima che si creino altre emergenze. A quanto pare la
Terracina Ambiente vorrebbe incassare dal Comune almeno 70 mila euro in più al
mese rispetto al canone attuale: sono 840 mila euro l’anno, relative
all’aggiornamento del canone d’appalto, retroattivi.
D. R.

19 [13]

BLITZ antidroga nella serata di ieri (Sabato, Ndb) da parte della Guardia di
Finanza. Il maxi dispiegamento di forze si è registrato intorno alle 19, in un
primo tempo presso la stazione ferroviaria di Terracina. Cinque le auto delle
Fiamme Gialle, insieme ad una camionetta dell’Unità cinofila, tutte parcheggiate
nel piazzale della stazione. Numerosi i militari che hanno atteso che arrivasse
il treno proveniente da Roma. Un militare con cane pattuglia (antidroga) ha
fatto i controlli alla discesa dei passeggeri. Dopo poco le pattuglie si sono
spostate verso il quartiere Arene, precisamente nella zona 167, nei pressi delle
case popolari. Un posto di blocco inoltre era presente in piazza Quattro
Lampioni, dove un’altra auto era ferma con le luci lampeggianti. L’operazione,
che a quanto pare non ha coinvolto soltanto la tenenza di Terracina, con tutta
probabilità è partita per portare a termine un blitz antidroga. Il maxi
dispiegamento di militari fa pensare ad un intervento di repressione del
traffico di sostanze stupefacenti tutt’altro che trascurabile e che coinvolge
anche il mercato terracinese.
D. R.

19 [10]

Regionali Lazio: Sciscione con la gente tra i banchi del mercato.
Prosegue intensa la campagna elettoraledi Gianfranco Sciscione, candidato alle
elezioni regionali nella lista di Renata Polverini. L’editore televisivo, che ha
deciso di scendere per la prima volta in politica, ha fatto tappa ieri mattina a
Sabaudia. Sostando davanti ai banchi del mercato settimanale del giovedì, ha
avuto modo di recepire gli umori della gente, ascoltarne le richieste ma
soprattutto si è reso conto che a Sabaudia bisogna dare risposte immediate alla
crisi occupazionale che penalizza, come sempre, i giovani. Molte le
manifestazioni di simpatia anche nel ricordo, ancora vivo, delle belle stagioni
trascorse dal Terracina Calcio quando proprio Sciscione ne era Presidente. Con
alcuni imprenditori del luogo, Sciscione ha parlato anche di Turismo, della
necessità ormai improcrastinabile di cambiare rotta. :< Il mare >- ha spiegato
Sciscione – .

19 [9]

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Chiesa San Silviano1

Questa domenica, dopo la pausa forzata per l’evento dell’assemblea pubblica sull’annoso problema dei rifiuti, riprendiamo la nostra rubrica culturale, spostandoci nella Valle e più precisamente ai piedi di Monte Leano, dove ha sede una della chiese più antiche della città e dove si celebra il culto di uno dei santi più amati dalla nostra comunità: San Silviano. Festeggiato ogni primo maggio con una cerimonia suggestiva che parte all’alba dalla cattedrale, il santo è stato un martire cristiano in fuga insieme alla famiglia dalle persecuzioni dei Vandali in Africa. L’antica cappella, sorta nel luogo dove sono stati ritrovati suoi resti, era splendidamente arricchita da affreschi del ‘300,1 purtroppo oggi in gravissime condizioni. Un restauro conservativo sarebbe urgentissimo: oltre la pregevole e raffinata esecuzione dei soggetti, siamo al cospetto dell’unico ritratto di Silviano imberbe esistente. Questo aspetto è molto importante perché l’iconografia locale rappresenta il santo come una persona anziana e barbuta, molto probabilmente il padre Eleuterio che subentrò al figlio sulla cattedra della diocesi quando lo sfortunato morì giovane. Come per le altre chiese esaminate si rimane piuttosto delusi dalle promesse di finanziamenti deliberati in base a leggi regionali e mai arrivati. Speriamo che questo nuovo appello possa smuovere chi di dovere per iniziare finalmente una seria opera di restauro del più antico luogo di culto del cristianesimo locale. Buona visione e buona lettura a tutti.2

Video importato

vimeo Video

La chiesa di San Silviano è una delle più antiche del territorio di Terracina. Essa è ubicata ai piedi di Monte Leano, nel limite occidentale di quella che una volta era denominata la “Valle dei Santi”, in quanto luogo di sepoltura dei primi cristiani.

Chiesa San Silviano4

Secondo la tradizione, riportata dallo storico locale, Domenico Contatore, Silviano e la sua famiglia, con il padre Eleuterio, la madre Silvia e la sorella Rufìna, fuggirono dall’Africa, nei primi decenni del V sec., a causa delle persecuzioni dei Vandali di Genserico. Da Cartagine essi approdarono sulle coste terracinesi e si stabilirono ai piedi del “Monte di Feronia”, dove vissero “in umiltà e preghiera“. Morto il vescovo di Terracina Giovanni, nel 443, il clero e il popolo chiamarono Silviano a succedergli. Dopo soltanto nove mesi anch’egli morì e fu eletto vescovo il padre Eleuterio. I due vescovi furono sepolti presso il S. Salvatore, originario titolo della chiesa di S. Silviano, modificato nel X sec., quando si scoprì il corpo del Santo e la chiesa venne trasformata e riconsacrata.

Chiesa San Silviano6

Al di là del racconto leggendario, un Silviano vescovo e confessore risulta ben noto nella agiografia terracinese sin dalla metà del V sec., come ricordato nel Martirologio Geronimiano. Inoltre, una chiesa dedicata a Silviano risulta attiva e beneficiaria di donazioni e di restauri nei primi anni del X sec., come riporta il Codice Diplomatico Gaetano. Alla fine dello stesso secolo è annesso alla chiesa un cenobio di monaci ed il conte Crescenzio, signore di Terracina, dona terre e peschiere al complesso religioso. Dello stesso tenore la documentazione relativa ai secoli XI e XII. Nei primi decenni del XIII sec., ci ricorda sempre il Contatore, il cenobio si estinse e il vescovo Gregorio concesse i beni della chiesa di S. Silviano alla Cattedrale di Terracina.

Cripta1

Dopo il medioevo la chiesa conobbe un lungo periodo di abbandono. La ritroviamo, nel 1727, descritta nella documentazione inventariale della chiesa di S. Cesareo: ha una sola navata, coperta con tetto e pavimentata; il presbiterio si trova ad occidente e sull’altare maggiore si trova il quadro con l’immagine di S. Silviano; sul lato sinistro si trova una cappelletta voltata, con altarino e dipinti murali con l’effigie del Santo, luogo di grande venerazione popolare poiché proprio qui vennero probabilmente ritrovati i corpi di Silviano e quelli dei componenti della sua famiglia. Il Capitolo di S. Cesareo vi celebrava la messa per la festa del santo protettore, l’11 febbraio, e trasportava in processione le reliquie, nel rispetto dell’uso popolare, ogni terza festa di Pasqua e di Pentecoste.

Cripta2

Attualmente la chiesa risulta formata da un’unica navata, conclusa da un abside. Appaiono tuttavia evidenti i segni del suo precedente impianto a tre navate. La navata laterale sinistra è stata trasformata in sacrestia, cappellina e ambienti di servizio, mentre risultano scarsi i resti della navata destra. Discutibili interventi di restauro, effettuati alla fine degli anni ‘70, hanno alterato le condizioni per comprendere meglio le sue vicende storiche, attraverso le sue strutture, anche se non completamente, come si vede all’esterno della zona absidale, dove si conserva la parte più antica del monumento.3

Cripta3

Ancora molto sentita e caratteristica è la processione con la quale il 1 maggio, all’alba, viene portata la statua del Santo dalla Cattedrale di S. Cesareo alla chiesa di S. Silviano, accompagnata dai fedeli e dal popolo legato alla tradizione contadina. Dopo una settimana la statua viene riportata nella Cattedrale.

La chiesa è oggi Sede della parrocchia delle zone di Salissano, Camposoriano, Santo Stefano, S. Silviano, Ponte alto e Le Mole.

Cripta4

Venceslao Grossi

Come già riportato per San Giovanni e San Domenico, alleghiamo la delibera con cui il Comune, legge alla mano, avrebbe dovuto richiedere i fondi alla regione per questi lavori di recupero e manutenzione..

Delibera n. 410 del 25 giugno 2004. Richiesta di contributi per lavori di straordinaria manutenzione.

La Giunta Comunale:

* Visto che a seguito di sopralluoghi sono stati riscontrati numerosi avvallamenti sul tetto di copertura, tanto da richiedere un intervento di straordinaria manutenzione

* considerato che la spesa necessaria per l’esecuzione dei lavori ammonta complessivamente ad euro 300.000,00;

* ritenuto di dover provvedere all’esecuzione dei lavori;

con voto unanime delibera:

di richiedere alla Regione Lazio, sensi della L.R. 22.11.1982, n. 51, per l’anno 2004, un contributo, in conto capitale, di euro 210.000.00, pari al 70% della spesa complessiva, ammontante ad euro 300.000,00.


[1]Per l’identificazione dei personaggi raffigurati vedi anche D.A. Contatore, De Historia Terracinensi libri quinque, Lib. V, cap. VII pag. 490-91: [...] accede ad Ecclesiam S. Silviani extra hanc Urbem ad radices montis Lejani collocatam, et antequam ingrediaris observa ad dextram versus Septemtrionem horum Sanctorum imagines pariter in quaedam muri arcuata concavitate expressas, et diligenter inspice, videbis enim a dextris S. Cesarium Diaconum cum palma in manu dextera stantem, et librum in sinistra tenentem; a sinistris autem videbis S, Eleutherium vestibus Pontificiis indutu, ac mitratum, cum Pastorali in manu dextera, et cum libro in manu sinistra, qui barbam sub rufam interiectis nonnullis lineis albis habet; in medio horum conspicitur S. Silvianus imberbis Pontificio more vestitus cum pastoralis pariter in dextera, et cum libro in sinistra [...] ?

[2]L’articolo è originariamente apparso su Il Comune di Terracina, periodico di informazione dell’Amministrazione Comunale, n.°2, ottobre 2004.?

[3]Da alcune fonti è emerso che il primitivo impianto sorgeva su resti di un antica villa rustica romana. Sulla base delle ricerche di Giuseppe Lugli negli anni ‘20 i resti sarebbero adiacenti o nelle vicinanze della Chiesa in particolare sul lato di ponente. Non è stato possibile verificare le strutture poste nei pressi della parte più antica della chiesa, specialmente nella zona della cappella. La didascalia inserita nel video a proposito dell’opera poligonale necessita di una verifica più approfondita. Aggiorneremo questa nota con notizie più precise e pertinenti a breve. Continuate a seguirci.?

Terracina Rialzati

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Gold9 [7]

Monta la polemica dopo il terremoto che ha colpito la giunta guidata dal sindaco
Stefano Nardi e la conseguente fuga dei consiglieri di maggioranza.
Sempre più
nell’occhio del ciclone finisce il Partito repubblicano, accusato di più parti
di aver macchinato, se non proprio ordito trame, per veder uscire di scena l’ex
assessore ai Lavori pubblici Franco Ferrari e più in generale di neutralizzare
la componente forzista del Pdl. Questa volta le accuse arrivano
dall’opposizione, precisamente dal capogruppo dell’Udc Gianni Percoco, che
risponde alle parole pronunciate dal consigliere Alfredo Lauretti nei giorni
scorsi, a smentita di un suo coinvolgimento nella bufera politica che ha colpito
l’amministrazione comunale. «Qual è stata la vostra politica per la gente?»
chiede polemicamente Gianni Percoco, che dice di ricordare soltanto «performance
del Pri che ha eletto 3 consiglieri di maggioranza e con una sostenuta campagna
acquisti è arrivato ad avere 5 componenti nel consiglio comunale per poi
miseramente implodere». Ma la domanda di Percoco è ancora più sibillina:
«Vorremmo conoscere, anche con un incontro pubblico, qual è stata la vostra
politica e la vostra battaglia basata sul confronto e sui problemi che
coinvolgono il paese. Più che fare le battaglie i repubblicani si sono distinti
nel prendersi meriti di lavori svolti da altri: vedasi C2, Quadrante di Nord
Ovest, Arene 1, Calcatore ». Il capogruppo dell’Udc Denuncia anche l’accanimento
del Pri contro l’Udc, «cominciando dal sottoscritto, per accontentare le
esigenze di qualcuno » per poi concludersi con l’allontanamento «da parte di
Maragoni e colleghi» di Giuliano Masci, e «attaccarlo come uno dei responsabili
della situazione deficitaria dell’Ente». Oggi – incalza Percoco – si aggiungono
Marzullo, Amuro e Ferrari: sono note a tutti le motivazioni che hanno indotto
alcuni personaggi ad escluderlo». Il centrista conclude definendo «allucinanti e
sconvolgenti le affermazioni fatte dal Consigliere Lauretti sul compito svolto
dai repubblicani in questa amministrazione dal 2006 ad oggi».
Diego Roma

18 [20]

Pd: «Nardi, dimettiti»
In settimana i “dubbi” della maggioranza tra fax, lettere di dimissioni e nomine
varie. Tra viaggi di “sola andata” a spese del Sindaco in persona a favore di
assessori scomodi, biglietti “a/r”(andata e ritorno) acquistati da assessori e
consiglieri di maggioranza della maggioranza e biglietti “solo ritorno” al
prezzo dell’indipendenza. «Una crisi politico-amministrativa profonda quella in
cui versa il Comune di Terracina», per il gruppo consiliare e il segretario del
Pd. Una questione all’interno dei partiti della maggioranza senza alcuna
motivazione e spiegazione ufficiale. Che si ripete. E «visto il persistere di
una situazione di incertezza e di abbandono della nostra città, il fallimento
totale dell’esperienza Nardi, il Sindaco, nell’interesse generale, – conclude il
Partito democratico – deve rassegnare le dimissioni e permettere alla città di
iniziare a riprogrammare il proprio futuro». Una politica che allontana. Altro
che “politica con la gente”, per il capogruppo dell’Udc, Gianni Percoco. Che
peraltro «nessuno ha visto». Quindi «qual’è – chiede Percoco – la vostra
politica e le vostre battaglie basate sul confronto e sui problemi che
coinvolgono il paese?» Risposte, spiegazioni che l’opposizione ufficiale chiede
a quel che resta della maggioranza compresa di coloro che ufficiosamente
sarebbero all’opposizione.
Rita Alla

18 [17]

Tribunale di Terracina, anticamera della soppressione?
Ora l’emergenza ha un nome ben preciso: congelamento dell’attività penale
all’interno del tribunale di Terracina. Questo è il timore maggiormente
avvertito dagli avvocati, e sono tanti, che ogni giorno si ritrovano nelle aule
dell’edificio di via dei Volsci. Il giudice Maria Teresa Cialoni è partita e i
primi disagi si sono già sentiti. Il collega Antonio Perinelli la seguirà nel
prossimo mese di aprile. I due togati non verranno sostituiti almeno fino ad
ottobre 2010, il che vorrà dire che del ruolino penale dovrà occuparsi il got,
giudice ordinario di tribunale che, però, non ha competenza per affrontare tutti
i tipi di reato. E allora? Il penale rischia di fermarsi, con lo spettro delle
direttissime spostate in blocco presso la sede centrale di Latina. Stessa sorte
per il civile? In questo caso se ne potrebbe dare ampia competenza al got, visto
che la normativa lo prevede. E il personale amministrativo ugualmente ridotto
all’osso? Si vedrà. Ma cosa si vedrà? E quando? Questa marea di dubbi e domande
sono state poste al presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di
Latina Giovanni Malinconico che ieri mattina è stato a Terracina, in occasione
di un’assemblea indetta dallo stesso Ordine e fortemente sollecitata dalle
associazioni degli avvocati di Terracina e Fondi. Sul tavolo della discussione,
che ha visto la partecipazione di decine e decine di legali, gli enormi disagi
in cui si dibatte la cittadella giudiziaria di Terracina che continua a perdere
pezzi. Un giorno è un cancelliere, il giorno dopo è un impiegato, un altro
giorno è un giudice. Pezzi che vanno via e che non vengono reintegrati. Ora si è
saputo che i giudici Cialoni e Perinelli verranno sostituiti non prima del
prossimo mese di ottobre, il che se non vuol dire la catastrofe ci manca davvero
poco. Maria Teresa Cialoni è andata via da un paio di settimane e le conseguenze
si sono già viste, considerando che i suoi processi sono passati al giudice
Rosmunda Zampi che, essendo un got, si sta vedendo costretta a rinviarne una
buona parte. Si potrà andare avanti così fino a dopo l’estate? Si teme che tutto
ciò sia l’anticamera della soppressione totale della sede distaccata di
Terracina, cosa che avrebbe conseguenze insostenibili per lo stesso tribunale di
Latina. Se alle circa 3/4000 sentenze annuali della sede centrale dovessero
aggiungersene anche le oltre 1000 di Terracina, sai che passeggiata! Si è
proposto di passare al got perlomeno l’intero ruolo del civile, ma resta
l’incognita del penale. Martedì la relazione dell’assemblea di ieri mattina sarà
inoltrata al presidente Cerasoli, dopodiché bisognerà solo aspettare. Ma gli
avvocati oramai si aspettano quasi il peggio.
Pubblicato da Rita Recchia

A una settimana dal voto oggi pomeriggio alle ore 17 presso l’hotel «Palace» il
Partito democratico di Terracina ha organizzato un convegno sui temi della
scuola.
Interverranno il parlamentare europeo l’onorevole Silvia Costa e il
segretario del circolo, Alessandro Di Tommaso. Verranno discusse le recenti
normative introdotte dal governo Berlusconi e presentate le proposte alternative
messe in campo dal Pd, sia a livello nazionale che europeo. A seguire, alle ore
19 ci sarà l’inaugurazione della nuova sede del Pd di Terracina che si trova in
via Salita Annunziata, dove parteciperanno, oltre l’onorevole Costa, tutti i 5
candidati al Consiglio regionale del Pd che sono espressione della provincia di
Latina: Claudio Moscardelli, Domenico Di Resta, Sandro Bartolomeo, Silvia Aceto,
Barbara Petroni.
D. R.

La ‘don Milani’ si rifà il look con un finanziamento della Regione Lazio.
Mai più barriere architettoniche all’interno della scuola media inferiore ‘Don
Lorenzo Milani’, a Terracina. Quelle tutt’oggi esistenti saranno, infatti, del
tutto eliminate dopo i prossimi lavori di restauro e di adeguamento alle norme
di sicurezza. Lavori che nei giorni scorsi hanno già ottenuto un ok importante.
A finanziare il costoso intervento ci penseranno le casse di via della Pisana,
che ha messo a disposizione la somma di 500 mila euro sposando interamente
l’importanza del progetto. Nei giorni scorsi il Comune di Terracina ha approvato
il progetto definitivo dei lavori, aggiornato a questo mese di marzo. L’intero
iter era cominciato fin dal 2007, quando la delibera di giunta comunale n° 273
aveva approvato il progetto preliminare. Quella stessa delibera aveva previsto
anche la richiesta di finanziamento per i lavori di completamento del restauro e
adeguamento alle norme di sicurezza presso l’edificio scolastico di via
Olivetti. La Regione Lazio ha formalmente concesso il finanziamento necessario
con una determinazione che risale all’agosto del 2008. Cinquecentomila euro
tondi tondi per poter mettere mano concretamente al progetto. Nei giorni scorsi
si è arrivati a stilare quello definitivo, che prevede interventi al piano
terra, al primo piano rialzato, agli infissi, agli impianti elettrico e
antincendio per adeguarli alla normativa attualmente vigente sulla sicurezza.
Soprattutto considerando il gran numero di studenti che ogni giorno frequentano
l’edificio, una delle scuole storiche di Terracina. Molto importante anche il
fatto che i lavori finanziati dalla Regione Lazio prevedono l’eliminazione delle
barriere architettoniche presenti al piano terra rialzato e al primo piano.
Qualche scalino di troppo, qualche scivolo mancante, insomma tutta quella serie
di accorgimenti che per un ragazzo affetto da qualche disabilità possono anche
diventare ostacoli insormontabili. Alla fine dei lavori tutti gli alunni avranno
una scuola rinnovata, più bella e più sicura, certamente più a misura di ogni
ragazzo che la frequenta tutti i giorni. Adesso bisogna attendere che dalle
parole e dalle carte bollate si passi davvero alle ruspe e agli operai.
Pubblicato da Rita Recchia

Palme uccise dal punteruolo rosso all’interno dell’ospedale «Fiorini» di
Terracina, la denuncia dell’associazione «Cittadinanza attiva».
Nei giorni
scorsi sono stati tagliati un paio di tronchi di palme colpite dal punteruolo
rosso, l’insetto che ha fatto strage in tutto il territorio comunale. Ma il
lavoro che si presume sia stato di bonifica, per evitare che il coleottero
potesse diffondersi ad altre piante, non è stato svolto a regola d’arte come
denunciato dai membri dell’associazione. «Chi ha tagliato i tronchi non si è
preoccupato di rimuovere dalle radici della pianta uccisa i punteruoli rossi.
Scavando abbiamo recuperato decine di questi insetti, bozzoli e larve pronti per
spostarsi su altre palme da cui risucchiare la linfa». In altre parole, si è
abbattuta la pianta malata ma non sono stati tolti i coleotteri, liberi di
spostarsi su altre piante. Per denunciare l’accaduto i rappresentati di
«Cittadinanza Attiva» hanno anche prelevato i punteruoli e le larve dei
coleotteri dalla cavità del tronco e li hanno portati al
Corpo Forestale.
F. A.

Sequestro Minale. Gli avvocati non vogliono la camera di consiglio.
E’ stata un’udienza pubblica, come espressamente richiesto dai difensori che
assistono Michele Minale, l’agente immobiliare campano, ma residente a
Terracina, il cui ingente patrimonio di recente era stato posto sotto sequestro
preventivo. Un patrimonio stimato in non meno di 10 milioni di euro, sottoforma
di otto appartamenti, cinque terreni, un capannone industriale, due autovetture,
tre motocicli e quote di partecipazione in un centro ittico e in una Srl per
circa 10mila euro. Beni riconducibili anche alla moglie e alla figlia appena
diciottenne. Ieri mattina gli avvocati Maria Antonietta Cestra, Amleto
Coronella, Giuseppe Lauretti e Cesare Placanica si sono ritrovati presso il
tribunale di Latina perché il Collegio penale che aveva disposto il sequestro
doveva discutere la misura della sorveglianza speciale. Come di prassi, i
giudici avrebbero dovuto discutere la misura preventiva in camera di consiglio,
ma così non è stato. Una novità assoluta per questo tipo di reati, forse il
primo caso del genere in Italia. E’ molto recente, infatti, la decisione della
Corte Costituzionale di bocciare la disciplina che prevede, senza alcuna
eccezione, l’udienza in camera di consiglio per l’applicazione di misure di
prevenzione personali e patrimoniali. In base alla sentenza della Corte
Costituzionale 93/2010 ”l’attribuzione agli interessati della facoltà di
richiederne la trattazione in udienza pubblica risulterebbe indispensabile ai
fini dell’attuazione di un ‘equo processo’. Quindi se le parti interessate lo
chiedono, si può procedere con una pubblica udienza. E così è stato per Michele
Minale, secondo la strategia difensiva degli avvocati che vuole che il caso
venga trattato praticamente sotto gli occhi di tutti. Comunque quella di ieri è
stata un’udienza puramente interlocutoria visto che i difensori
dell’immobiliarista di origini campane hanno fatto richiesta di un’istruttoria
aggiuntiva, con l’audizione di altri testimoni e consulenti. Ovviamente i legali
hanno richiesto il dissequestro dei beni del loro assistito. Si torna in aula il
prossimo 20 maggio.
Pubblicato da Rita Recchia

Falò di san Giuseppe nel campo sportivo chiuso ‘per lavori’.
Che cosa farne di quello che, oramai, è una sorta di ricordo sfocato di uno
degli impianti sportivi più gettonati di Terracina fino a qualche anno fa?
Magari uno spiazzo per organizzare un bel falò di San Giuseppe. Deve essere
stata questa l’idea venuta dalla notte al mattino a coloro che hanno accatastato
un bel po’ di legna all’interno del campo sportivo della 167 Arene. Probabile
goliardata di qualche ragazzo che abita nella zona. Ma sono, comunque, rimasti
sorpresi anche gli altri residenti che la sera prima avevano lasciato il campo
totalmente vuoto, ritrovando l’indomani mattina i resti di un arredamento ormai
andato, che aspetta soltanto le fiamme di stasera. Proprio nel campo sportivo
dove, fino a qualche anno fa, si allenavano le squadre di calcio e lungo la rete
si affollavano i tifosi nelle giornate di partita. Forse l’idea di organizzare
un falò è venuta anche per spezzare la monotonia che ormai si respira
all’interno della 167 Arene, abbandonata e lasciata quasi al suo destino. Quale
sia questo destino, è ancora tutto da capire. C’era una volta un cantiere, una
volta però, e adesso non c’è più. Sospeso, interrotto, insomma stoppato. E mai
più ripreso. Ci sono carte che parlano di consulenze affidate a persone esterne
all’amministrazione comunale per parecchi soldi. Consulenze che certamente
saranno state fatte, ma che, però, stringendo stringendo, non hanno portato a
nulla di concreto. A un certo punto nella catena dell’intervento di
manutenzione, ordinaria e straordinaria, deve esserci inceppato qualcosa. Così
come negli altri cantieri sparsi nei vari impianti sportivi di Terracina. Spazi
sottratti ai cittadini. Cosa ancora più grave considerando che i cittadini,
stavolta, erano quelli più giovani. Occasioni di socializzazione e integrazione
tolte ai ragazzi. Proprio come quei ragazzi che devono aver deciso di riportare
un po’ di ‘vita’ nel campo abbandonato, anche se in un modo che non c’azzecca
molto con calci di rigore e scivolate a fondo campo.
Pubblicato da Rita Recchia

Auto ribaltata per evitare una buca sulla strada. Normale routine.
Per evitare una grossa buca nella strada, una signora ne ha presa in pieno
un’altra ribaltandosi con la sua vettura. Fortunatamente per lei ferite lievi,
oltre a un grosso spavento, ma l’idea di fare un incidente soltanto per colpa
dello stato fatiscente delle strade non le va proprio giù. E ha perfettamente
ragione. L’incidente si è verificato ieri mattina all’incrocio tra via Lungo
Sisto e via La Marna, tra le Migliare 56 e 57, nel territorio di Terracina. La
zona, meglio nota come ‘ex Marna’, non è affatto nuova a episodi del genere. I
residenti sono talmente stufi ed esasperati di contare incidenti e pneumatici
scoppiati che nei mesi scorsi si è formata un’associazione che, tra le altre
cose, si batte anche perché il Comune ripristini su quelle strade condizioni
minime di sicurezza. Soprattutto si chiedono come sia possibile che via Lungo
Sisto, attrezzata come una mulattiera d’altri tempi, possa essere ogni giorno
percorsa da decine e decine di tir e mezzi pesanti che l’hanno ridotta a un
colabrodo. A tutto ciò si aggiunga la mancanza di adeguati interventi di
manutenzione da parte dell’ente pubblico, che nemmeno si prodiga per sistemare
una segnaletica stradale verticale e orizzontale che sia degna di questo nome.
Poco tempo è avvenuto un incidente mortale non a causa delle buche, ma nel punto
in cui è avvenuta la tragedia lo stop non presentava alcuna linea di arresto
sull’asfalto e il cartello era girato di 180°. Ieri mattina, invece, l’auto
della signora si sarebbe ribaltata solo per colpa delle grosse buche, visto che,
evitata una, ne ha presa in pieno un’altra. ”In questa zona manca di tutto,
dalla rete fognaria ai parapetti lungo i fossi- ha spiegato tempo fa Luciano
Farina, presidente dell’associazione ‘La Marna’- Ma il problema più grosso resta
quello della sicurezza di via Lungo Sisto, assente sotto ogni punto di vista”.
Come dimenticare i lavori annunciati dal Comune, salutati con soddisfazione dai
residenti e poi interrottisi praticamente subito. ”Su un totale di oltre
quattro chilometri di strada, ne è stato asfaltato appena mezzo, e noi
continuiamo a contare i feriti su una strada piena di crateri che si riempiono
di pioggia diventando ancora più subdoli e pericolosi, priva di segnaletica
stradale e di un adeguato sistema di illuminazione”. L’incidente di ieri è
stato rilevato dai vigili urbani di Terracina.
Pubblicato da Rita Recchia

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Gold9 [6]

“L’età della Conquista”, in mostra un reperto del museo civico
Da qualche giorno a Roma è aperta al pubblico la rassegna “L’età della
Conquista”, esposizione di reperti che prende in esame il periodo storico
ricompreso tra la fine del III secolo a.C. e la metà del I secolo a.C. Periodo,
questo, segnato dalla conquista della Grecia da parte di Roma e dal conseguente
processo di ellenizzazione che modificò profondamente il linguaggio artistico e
la cultura figurativa romana. “Il Comune di Terracina – conferma l’assessore ai
beni culturali Luciano Pecchia – all’importante mostra sta contribuendo con il
prestito temporaneo di un reperto appartenente alla collezione del Museo Civico
“Pio Capponi”. Si tratta – spiega ancora l’assessore Pecchia – di un ritratto
maschile a grandezza maggiore del vero, in marmo bianco greco, i cui tratti
fisionomici e i caratteri stilistici lo riconducono al periodo artistico
dell’Egitto ellenistico. Ipotesi avvalorata anche da alcune immagini monetali
con l’identificazione di Tolomeo V Epifane. Il reperto è stato nel recente
passato esposto nelle rassegne: “La forza del Bello”, “l’Arte greca conquista
l’Italia” realizzata a Mantova nel 2008, “Reate e l’Ager Reatinus, Vespasiano e
la Sabina: dalle origini all’Impero”, allestita a Rieti nell’ambito delle
iniziative per il bimillenario dei Flavi nel 2009. Il prestito dell’importante
reperto – termina Pecchia – rappresenta senza ombra di dubbio una ulteriore ed
eccellente promozione anche del nostre preesistenze storiche, a tutto vantaggio
di un turismo culturale che ha ricadute positive per tutte le attività ricettive
della Città”. “L’età della Conquista”, allestita presso i Musei Capitolini,
rimarrà aperta fino al cinque settembre prossimo.

Prosegue intensa la campagna elettoraledi Gianfranco Sciscione, candidato alle
elezioni regionali nella lista di Renata Polverini. L’editore televisivo, che ha
deciso di scendere per la prima volta in politica, ha fatto tappa ieri mattina a
Sabaudia. Sostando davanti ai banchi del mercato settimanale del giovedì, ha
avuto modo di recepire gli umori della gente, ascoltarne le richieste ma
soprattutto si è reso conto che a Sabaudia bisogna dare risposte immediate alla
crisi occupazionale che penalizza, come sempre, i giovani. Molte le
manifestazioni di simpatia anche nel ricordo, ancora vivo, delle belle stagioni
trascorse dal Terracina Calcio quando proprio Sciscione ne era Presidente. Con
alcuni imprenditori del luogo, Sciscione ha parlato anche di Turismo, della
necessità ormai improcrastinabile di cambiare rotta. :< Il mare >- ha spiegato
Sciscione – <da solo, non è più sufficiente a garantire un turismo di qualità;
occorrono servizi e strutture ma, soprattutto, collegamenti viari che consentano
a chi viene in vacanza a Sabaudia di poter raggiungere gli altri splendidi
centri della Provincia pontina: Cori, Priverno, Sezze, Ninfa. A Sabaudia servono
necessariamente luoghi di aggregazione per i giovani; una piscina ed un teatro
degno di una Città che vuole e deve fare Cultura>.

La Volley Terracina ipoteca la finale di Coppa Lazio

G.B. Vico – Volley Terracina 1-3

23-25, 17-25, 25-18, 18-25
G.B. Vico: Bergonzoli C., Cruciani C.; Frezza D.; Fusco I.; Golfetti A.;
Ippoliti M.; Menicucci G.; Mennuni M.; Ponzio G.; Viselli N.; Vitali F.; Fabi
M. All.:Di Gregorio D.

Volley Terracina: Battisti A.; Bertiè S.; Esposito G.; Iannarilli A.; La Rocca
J.; Luciani C.; Marchrsini C.; Battiati A. All.: Rizzi S.

L’incontro è stato disputato nel migliore dei modi sta di fatto che le
terracinesi si aggiudicano subito con molta facilità i primi due set con molta
tranquillità.

Il terzo set invece le ragazze del Terracina si sono rilassate in modo tale da
cedere il set per 25-18 anche perché le avversarie già dall’inizio della terza
frazione di gioco si erano portate in vantaggio per 9-1 e tutto faceva intendere
che si andava al 4° set e così è stato.

Nel 4° ed ultimo set venivano fuori di nuovo le terracinesi che riuscivano a
vincere il set per 18-25 e mettere fine all’incontro ipotecando così la finale
della coppa lazio. Ottima prestazione della giocatrice del terracina Jessica La
Rocca che è stata impeccabile per tutto l’incontro contrastando sempre le
avversarie elemento che si trovava in una giornata per lei molto positiva nulla
da dire per le compagne che hanno svolto il loro lavoro fini in fondo giocando
sempre all’altezza della situazione.

Detto questo ora ci si prepara per l’incontro di domenica contro l’Anzio per poi
prepararsi subito per l’incontro di ritorno della coppa lazio che si terrà
mercoledi prossimo presso il palazzetto dello sport di Terracina alle ore 21.15
e per l’occasione invitiamo tutti i tifosi ad essere presenti per incitare le
loro beniamine affinchè si possa raggiungere la finale con tutta tranquillità.
Brave ragazze continuate così a darci tante soddisfazioni.

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Gold9 [5]

Fuori un altro. Non c’è giorno che il sindaco Stefano Nardi non debba prendere

la calcolatrice per fare i conti con la sua maggioranza. A confermarlo, l’uscita

del consigliere Domenico Villani, quota An, che nella giornata di ieri ha
notificato il suo passaggio all’opposizione. Siamo alla resa dei conti. Qualche
muro comincia a scricchiolare. Nardi, da buon intenditore di poker, si sta
giocando tutto nella partita delle regionali, anche se pare che al primo giro
qualcosa stia andando storto. Le scelte del primo cittadino, se va avanti di
questo passo, potrebbero rivelarsi un boomerang . La maggioranza ha
ancora le spalle sufficientemente larghe (17 consiglieri contro i 13
dell’opposizione), ma i segnali che arrivano sono tutt’altro che
tranquillizzanti. Il consigliere Villani, in questo senso, è più di un
campanello d’allarme. Espressione di quelli che in Consiglio comunale sono
rimasti fedeli a lungo e magari ambivano ad un gesto di riconoscenza; e che
invece si sono visti sorpassare dallo strapotere del Partito repubblicano. Come
Villani, altri potrebbero fare la voce grossa. Ma si sa, il sindaco Nardi ama il
rischio. Nel pieno della competizione elettorale alla Pisana vede traballare la
giunta, squassarsi la maggioranza, rivoltarsi anche qualcuno di An. In compenso,
si circonda di una squadra trasversale che va da Mazzucco a Lauretti, passando
per Roberto e Domenico Pietricola, nonché l’ultimo entrato Paolo Cerilli. Il
sindaco, insomma, è riuscito ancora una volta a creare divisioni. Era toccato al
Pri lo scorso anno dividersi tra filo amministrativi e contrari. Oggi è il turno
dell’ex partito degli azzurri, che di fatto scompare con la cacciata di Ferrari,
le dimissioni di Amuro e l’uscita dalla maggioranza di Masullo e Cicerano.
Restano solo Luciano Pecchia in giunta e Roberto Pietricola in Consiglio. Che
sembrano aver voltato le spalle ai colleghi di partito per seguire il primo
cittadino. Che il gioco valga la candela, è tutto da vedere. Le elezioni
regionali saranno la prova del nove.
Diego Roma

18 [5]

Un furgone e materiale edile. E’ il bottino del furto messo a segno ieri notte
alla Lauretti Impianti, l’azienda edile del consigliere comunale di Terracina
Alfredo Lauretti. L’allarme è scattato intorno alle 22. Sul posto è arrivato
immediatamente il guardiano che inizialmente non ha notato nulla di anomalo
pensando che l’allarme fosse scattato per un maggior afflusso di corrente. Solo
l’indomani si sono accorti dell’accaduto. I ladri si sono introdotti nel
deposito forzando una grata esterna e se ne sono andati con il furgone carico di
materiale edile di vario genere. Hanno fatto visita anche al piano superiore
dell’azienda dove c’è la sede legale della Terracina Sviluppo portando via
alcuni computer. Non contenti hanno provato anche a ripulire la sede del
Consorzio Agrario non molto distante dal luogo del primo furto. Anche in quel
caso è scattato l’allarme che però ha fatto desistere immediatamente i ladri
forse impauriti dalle voci di alcuni residenti che sono usciti fuori per vedere
cosa stessa accadendo. Sul furto all’azienda del consigliere comunale stanno
indagando i carabinieri.
F.Coc.

18 [4]

La via delle buche, i residenti sbarrano il passaggio. E i vicini hanno la
strada asfaltata… L’hanno ribattezzata ‘Via mille buche’, anche se in realtà
quella stradina interna alla Pantani da Basso, Terracina, è del tutto anonima,
visto che da anni l’ente competente non si fa vivo da anni nemmeno con un
secchio di asfalto. E allora ieri mattina i residenti hanno deciso di
rispolverare la memoria all’amministrazione comunale di Terracina attraverso una
protesta. Si sono muniti di transenne e le hanno sistemate tra i crateri e la
polvere della traversa, sbarrando il passaggio al personale del Consorzio di
Bonifica, del depuratore e degli uffici di Acqualatina. ”Siamo stanchi di
presentare esposti rimasti fino a oggi senza risposta- ha parlato per tutti
Roberto- Dalle parole abbiamo deciso di passare ai fatti perché non ce la
facciamo più a pagare fior di quattrini per riparare i guasti alle nostre
auto”. Tutta colpa delle buche enormi e profonde che costellano quella strada,
dove il manto stradale non è stato mai ripristinato dopo gli ultimi lavori
risalenti ad almeno 6 anni fa. Da allora è stato un continuo saltare di
ammortizzatori, pneumatici, freni. Complice anche l’assenza di illuminazione
pubblica. ”Qui transitano macchine e camion diretti al Consorzio e al
depuratore. La strada è altamente pericolosa senza contare i polveroni che si
alzano ogni volta, e qui ci sono bambini allergici”. Ieri un mezzo del
Consorzio non è stato fatto passare, perché l’esasperazione delle 9 famiglie che
risiedono lì ha raggiunto il culmine. ”Il bello è che nessuno ci sa dire di chi
sia la competenza di questa strada”.Il solito scarica a barile che non risolve
nulla. E invece la strada è comunale, tanto che dall’ufficio dei vigili urbani
di Borgo Hermada è stato contattato l’ingegnere Percoco che ha assicurato che la
prossima settimana la questione sarà risolta. Transenne e cartelli di protesta
smontati, quindi. Almeno per ora. Una curiosità: via Passarelle, la traversina
accanto, è perfettamente asfaltata e dotata di illuminazione. Pare che lì
abiterebbe un membro della maggioranza comunale. Miracoli di questa Italietta.
Pubblicato da Rita Recchia

18 [3]

STORIA di una strada chiusa al traffico da quasi un anno, di una banchina che
rischia di sprofondare nel fiume Pio VI e di cittadini, tanti cittadini ormai
rassegnati all’idea che il tratto centrale di via Lungolinea non venga riaperto
alla regolare circolazione delle auto.
A quasi un anno dalla chiusura della
strada a causa del pericoloso c e d i m e n t o dell’asfalto, un intervento di m
an ut en zi on e resta un miraggio. Sulla questione, che negli ultimi mesi ha
già sollevato il coro di proteste da parte di residenti e commercianti, si
aggiunge il duro affondo dell’avvocato Emilio Marigliani del Circolo Eleuteria.
«Terracina sprofonda non è più soltanto un modo per definire lo stato disastroso
in cui si trova la città. Ci sono zone che stanno proprio sprofondando sotto
terra, nel totale menefreghismo dell’Amministrazione comunale. Nonostante le
numerosissime proteste nessuno si è mosso. Si sta aspettando che magari la
strada frani, oppure che venga compromessa la staticità della vicine abitazioni?
» La situazione rischia di diventare davvero paradossale, perché la sistemazione
di via Lungolinea Pio VI, intervento di estrema urgenza, sembra essere finita
nel dimenticatoio. «L’Amministrazione – accusa Marigliani – ci ha abituato alla
sua insensibilità, assorbita da questioni più spinose, prob a b i l m e n t e
politicamente ed elettoralmente più fruttuose, come le vicende legate
all’Azienda Speciale, alla spiaggia, ai tour per gemellaggi o ai defenestramenti
di assessori. È però indecente che un arteria importante e centrale come Via
Lungolinea Pio VI venga lasciata al proprio destino e che sprofondi senza che
nessuno muova un dito».
F. A.

18 [15]

Una specializzanda del polo pontino de La Sapienza premiata in ambito europeo
per la sua ricerca oculistica.
Non ha ancora compiuto 30 anni eppure nel suo già
brillante curriculum ora può inserire il prestigioso riconoscimento ‘Joaquin
Rutllan 2009′. Lei è la dottoressa Serena Salvatore, giovane specializzanda del
polo pontino dell’equipe del professor Enzo Maria Vingolo. A un suo lavoro di
ricerca oculistica è andato il secondo premio come migliore ricerca europea per
veri talenti con meno di trent’anni di età. La premiazione si è svolta martedì
sera a Barcellona, presso l’ auditorium dell’ Istituto ‘Barraquer’ alla presenza
del professor Joaquin Barraquer e dei suoi figli. La dottoressa Salvatore è
stata premiata per il lavoro ‘Biofeedback training con stimolo visivo
strutturato in pazienti affetti da degenerazione maculare senile (AMD’. La
ricerca è stata interamente ideata e sviluppata nel polo pontino, il che la dice
lunga sui progressi compiuti nella provincia di Latina nel campo dell’oculistica
dopo l’arrivo dell’università ‘La Sapienza’. L’equipe del professore Vingolo,
formata da talenti tutti molto giovani, ha fatto parlare di sé già altre volte,
soprattutto per gli interventi chirurgici di volta in volta più complessi e
delicati. Di recente l’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ di Terracina è diventato
ufficialmente un Centro di riferimento provinciale per le malattie rare degli
occhi. Un altro successo per il professor Enzo Maria Vingolo e per la sua
equipe, che avevano chiuso il 2009 con all’attivo 2800 interventi chirurgici tra
Terracina, Latina e Sezze e con 10 mila visite ambulatoriali (esclusi i pronto
soccorso). Adesso il 2010 è partito con una nuova sfida: fare dell’ospedale di
Terracina un luogo riconosciuto ovunque per la ricerca in campo di malattie
oculistiche di tipo raro.
Pubblicato da Rita Recchia

18 [16]

SOGGIORNI ESTIVI PER ANZIANI
Al fine di garantire alle persone anziane, con età minima non inferiore ai 55
anni per le donne e 60 anni per gli uomini, il diritto di godere un periodo di
svago e di possibilità di recupero psico-fisico e di nuovi contatti e rapporti
sociali, l’Istituzione Comunale dei Servizi Sociali, intende mettere a
disposizione di tutti i partecipanti il trasporto gratuito dei pullman per i
soggiorni di vacanze estive nelle riportate località:

• Chianciano Terme dal 21.06.2010 al 03.07.2010
• Suio Terme 1° turno di giugno da definire la data
• Abano Terme dal 28.08.2010 al 07.09.2010
• Fiera di Primiero dal 12.09.2010 al 22.09.2010.

Gli interessati possono rivolgersi per informazioni, modalità di partecipazione
e prenotazioni presso il: Centro Sociale “Gli Anziani” di Terracina, via
Cambellotti, dal lunedì al venerdì dalle ore 17.30 alle 19.00; Centro Sociale
Anziani di Borgo Hermada, piazza IV Novembre, nei giorni di mercoledì, venerdì
sabato dalle ore 10.30 alle 12,00. Centro Sociale “Centro Storico” di Corso
Anita Garibaldi n.60, dal lunedì al sabato, dalle ore 17.30 alle 19,00. Le
prenotazioni sono aperte fino al 7 aprile 2010.

18 [29]

BANDO PER CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Sono ancora aperte le iscrizioni al Corso di Formazione Professionale
autorizzato e finanziato dalla Provincia di Latina e cofinanziato dal Fondo
dell’Unione Europea in:
•TECNICO PER IL RECUPERO DI ENERGIE DA BIOMASSE -Durata del Corso n. 400 ore.
Il Corso è riservato a candidati che abbiano compiuto 18 anni di età, in
possesso di Diploma di Scuola Media Superiore o di Qualifica professionale,
Disoccupati o Inoccupati, residenti nella Regione Lazio con priorità ai
residenti nella Provincia di Latina alla data del 31.12.2009. I suddetti
requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del presente bando, che
coincide con l’ultimo giorno di ogni mese, fino ad esaurimento dei posti
disponibili.
Il Corso, GRATUITO, si svolgerà presso la sede dell’INTERSTUDIO – sita in via
Gran Bretagna, 22 – Latina
Per informazioni rivolgersi:
• O.E.S.C.M.I. – Via Montegrappa, 57 c/o Galleria Europa – 04024 Gaeta (LT) –
tel. 0771 464654 – 0771 030038 – fax 0771 030039 – dal Lunedì al Venerdi alle
ore 9.30/12.30 e alle ore 16.30 /19.00. • Le sedi Provinciali dei Centri per
l’Impiego, la Provincia di Latina Settore Formazione Professionale, via Umberto
I, 37, Latina – tel. 0773 401403 – 0773 401461.

Mucche, vitelli, capre spiaggiate in mare: i controlli per comprendere l’origine
del fenomeno e per capire da dove arrivino le bestie che negli ultimi giorni
sono state trascinate dalla corrente a riva. Negli ultimi giorni si sono
registrati ben tre casi di carcasse di animali morti arrivati sulla spiaggia. In
ordine: una capra all’altezza della ventiquattresima traversa del lungomare
Circe; un’altra capra spiaggiata sul litorale all’altezza di «Riva delle
Margherite »; infine dieci bestie morte, vitelli e mucche sulla costa di Badino.
All’altezza del chilometro 9 e 800 della Provinciale per San Felice Circeo nei
pressi di «Santa Monica». Adesso gli organi competenti vogliono vederci chiaro
sul manifestarsi di questo fenomeno preoccupante, tanto più se si pensa che le
carcasse galleggiano a lungo trasportate dalla corrente marina prima di giungere
a riva. Non a caso, il fiume Portatore alla foce di Porto Badino è stato
considerato dai recenti studi in materia di salubrità dell’acqua una «bomba
ecologica» a causa degli scarichi provenienti dall’entroterra e dalle
campagne.
F. A.

18 [28]

SI è concluso il primo corso di formazione dell’Avo,
associazione volontari ospedalieri.
35 cittadini di Terracina
hanno partecipato al corso per prestare assistenza gratuita
ai degenti dell’ospedale «Fiorini» e di altre strutture
sanitaria. Il corso si è chiuso qualche giorno fa con la
consegna al primo gruppo di volontari dell’attestato di
partecipazione, che li riconosce abilitati all’assistenza
negli ospedali. I 35 volontari appena «sfornati», però, sono
solo i primi di una lunga serie. Un nuovo corso di
formazione, infatti, inizierà a breve, con la possibilità di
iscriversi chiamando al numero 347/0160423. Si potranno
così ottenere tutte le informazioni relative all’inizio, allo
svolgimento e alle finalità del corso per Avo.
F. A.

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Gold9 [4]

Dopo Amuro, Cicerano e Masullo, abbandona Nardi anche Villani.
Ancora un consigliere comunale del Pdl che abbandona la compagine di governo
guidata dal sindaco Stefano Nardi. E’ di questa mattina la notizia che il
consigliere Domenico Villani ha protocollato le sue dimissioni dal gruppo
consiliare del Pdl, ponendosi in atteggiamento critico rispetto alla politica
amministrativa della seconda giunta Nardi. Le dimissioni dal gruppo Pdl in seno
al Comune di Terracina da parte di Domenico Villani giungono dopo una attenta e
ponderata riflessione, essendo note a tutti gli addetti ai lavori, alla stampa
locale ai cittadini, i sostanziali distinguo operati negli ultimi mesi
dall’ormai ex pidiellino.

17 [25]

Paolo Cerilli torna in Consiglio comunale
Primo dei non eletti nella lista dell’Udc subentra al capogruppo Pdl Golfieri
E’ un dato oggettivo e incontrovertibile: gli uomini che compongono la squadra
politica e amministrativa che governa il Comune di Terracina, da mesi, sono in
continuo e irrefrenabile movimento. Si assiste ad assessori che si dimettono o
vengono allontanati per svariati motivi dal Primo cittadino, oppure consiglieri
che rassegnano le loro dimissioni e vanno ad occupare nuovi posti di
responsabilità all’interno di società partecipate. La prima conseguenza che
produce questo sub-movimento è di aprire nuovi spazi al ripescaggio di tutti
quei candidati a consigliere comunale che hanno concorso alle elezioni
amministrative del 2006 e non sono stati eletti direttamente. Negli ultimi
giorni, come i nostri lettori sanno, il consigliere comunale e capogruppo del
Pdl Valerio Golfieri ha rassegnato le dimissioni per essere nominato presidente
dell’Azienda Speciale, di conseguenza al suo posto in Consiglio, primo dei non
eletti della lista dell’Udc, è subentrato Paolo Cerilli. Il dr. Cerilli ha nel
suo palmares una lunga militanza politica nelle fila della Democrazia Cristiana,
dove ha ricoperto importati ruoli, tra l’altro è stato sindaco della Città dal
1980 al 1986, consigliere provinciale e presidente dell’Ente Provinciale del
Turismo. Il suo ritorno nell’aula del Consiglio comunale di Terracina coincide
con il momento senza dubbio più problematico che la politica terracinese abbia
incontrato nelle sue ultime stagioni. Un ritorno alla politica attiva a cui
Paolo Cerilli giunge senza indossare nessuna casacca partitica. Infatti, si è
subito dichiarato indipendente dall’Udc, partito che nel corso degli ultimi
tempi lo ha tenuto ai margini della politica che conta in provincia. Un ritorno,
però, che è stato valutato positivamente dal Capo dell’amministrazione comunale,
il quale gli ha conferito la possibilità di interessarsi, e dove sarà possibile
risolvere, i gravi problemi che attanagliano il bilancio comunale. Al dr.
Cerilli non possiamo che formulare i migliori auguri di un proficuo lavoro, con
l’auspicio di ricevere presto notizie positive del suo nuovo impegno di
amministratore pubblico.

17 [19]

A questo punto il cerchio può dirsi chiuso. Con quest’ennesimo stravolgimento di
una maggioranza che ha scambiato il dovere di governare con il diritto di
epurare, su tutti svetta indomita e triofante la figura di Alfredo Lauretti.
Intorno a lui ormai c’è il deserto e dal suo quartier generale – il piazzale dei
Quattro Lampioni – il consigliere del Partito repubblicano ora può veramente e
serenamente allungare lo sguardo verso quegli orizzonti che fino a ieri
custodivano sogni proibiti. A poco meno di due anni dalle elezioni, insomma, non
ce n’è più per nessuno. La strada della candidatura a sindaco – appoggiata dal
reggente Nardi e la sua claque – a questo punto può dirsi spianata. Strada che è
partita da lontano, molto lontano, addirittura da fronti opposti ed è stata
costruita passo dopo passo, come si conviene a chi ha una certa dimestichezza
con ruspe e cantieri. Dal canto suo il sindaco «picconatore» non poteva trovare
di meglio come successore. Con un’esperienza politica a 360 gradi. Lauretti è
entrato in Consiglio comunale con la Margherita. Ma la sua… militanza nel
centrosinistra si è appassita in fretta, giusto il tempo di prendere posto tra
gli scranni e dichiarare, et voilà, «cari compagni ci siamo visti, io me ne vado
con i repubblicani, in maggioranza». Dalla Margherita all’Edera, con l’innata
capacità… botanica di piantare ben salde le radici nelle stanze del potere.
Missione compiuta, o quasi, perché in politica e con Nardi non si sa mai. Nel
frattempo Alfredo si gode i suoi attimi celebrità. Già presidente della
commissione urbanistica, dopo aver piazzato Francesca Lauretti al personale e
Ezio Longo – per il momento dimissionario – all’ambiente, ha intascato la
supervisione ai lavori pubblici nella cerchia dei grandi saggi scelti da Nardi.
E chissà che Lauretti non riesca a sbloccare i tanti cantieri fermi da mesi se
non da anni, compreso quello della piscina di San Martino in cui è direttamente
interessato con la sua ditta di costruzioni. Nel suo impeto di laboriosità,
Lauretti voleva persino mettere all’angolo il socio privato di Terracina
Ambiente (leggi la multinazionale dei rifiuti in capo ai Colucci) . Ma pare che
la «crociata» si sia fermata sul nascere. A tutto c’è un limite,
anche per Alfredo.
Pierfederico Pernarella

17 [18]

Se il centrodestra cittadino fosse una nave, mai come in questo momento sarebbe
al centro di in una tempesta: ad un passo dalla salvezza o dal naufragio.
C’è
chi viene buttato giù ma anche chi getta una scialuppa di salvataggio e se ne va
per conto proprio. Come ha fatto lunedì sera Giuseppe Amuro, che ha rassegnato
le dimissioni da assessore al Commercio e Turismo. In questo modo la flotta del
Pdl perde i suoi pezzi. Dopo la defenestrazione del forzista Franco Ferrari
voluta dal sindaco Stefano Nardi, senza bisogno di ulteriori solleciti esce
dalla giunta anche Amuro, subentrato a Pietro Serra; mentre escono dalla
maggioranza anche i consiglieri azzurri Angelo Cicerano e Giovanni Masullo, pur
restando nel gruppo del Pdl. Così scompare l’ala forzista del Pdl, che può
contare solo sulla presenza in giunta di Luciano Pecchia. Segno che la bufera
delle elezioni regionalista scombussolando gli equilibri del
centrodestra come non era riuscita a fare nessuna questione locale. È il momento
delle scelte. O con noi o contro di noi. E se Nardi e i fedelissimi dell’Edera
si giocano il tutto per tutto spianando la strada al candidato regionale di ala
An Stefano Galetto, altrettanto sta facendo chi ha prospettive diverse nel
bacino di Forza Italia. Una spaccatura in salsa locale ma assai premonitrice
della lotta interna al Pdl anche in ambito provinciale. Forse, insomma, Stefano
Nardi ha solo anticipato i tempi. Restando al locale, è un fatto che ora in
Consiglio basta un capriccio per far saltare tutto. Nardi non può nemmeno
accontentare chi tra i suoi attende di diventare assessore. Il Consiglio
comunale deve restare così com’è: congelato. Troppo rischioso eleggere un
assessore e far entrare un non eletto in maggioranza: le quinte file potrebbero
rivelarsi insidiose. Dal Pri, Alfredo Lauretti in giunta vorrebbe dire far
subentrare un consigliere ex Margherita; o peggio un uomo vicino all’ex
vicesindaco Giuliano Masci. Non va meglio tra gli ex An: la nomina di un
assessore tra loro farebbe entrare in Consiglio Salvatore Cerbo, una delle
persone che ha fatto dichiarazioni nell’ambito dell’inchiesta sul suicidio del
segretario Marino Martino. Quanto all’ala Forza Italia, sembra che ci sia
rimasto solo Sebastianelli, portatore di una manciata di voti. La strategia di
Nardi, dicono i bene informati, sarebbe quella di posizionare gente fidatissima
nei ruoli di controllo. Si fa sempre più concreta, per esempio l’entrata in
giunta dell’ex Udc Massimiliano Di Girolamo. Ma non solo. Qualcuno fa il nome di
Roberto Alonzi, uomo di Mazzucco, ex democristiano gravitante nell’area più
fumosa del centrodestra. Stessa tecnica usata quando Nardi nominò Francesca
Lauretti ed Ezio Longo, dimissionario ma già pronto a rientrare nei ranghi. Si
chiuderebbe così la cerchia dei fedelissimi.
Diego Roma

17 [17]

Dal calcio d’inizio ad oggi, per usare una metafora, il sindaco Nardi, in quanto
allenatore della squadra, la maggioranza dei “non eletti”, ha al suo attivo:
otto assessori silurati dei dieci nominati nel 2006 più una nuova entrata;
sfiduciato un presidente del Consiglio; due cambi di cda per la Terracina
Ambiente e per l’Istituzione e la sua evoluzione,
l’Azienda Speciale;
collezionato più sconfitte che vittorie, visite delle forze dell’ordine a go-go
e inchieste della Procura a tutto campo; una fila di creditori che si allunga
giorno dopo giorno, come le deleghe ad interim dell’allenatore e perso dei 13
mila e rotti più di 4000 più di 4000 tessere d’abbonamento. Una squadra in
perenne campagna acquisti a senso unico a danno dell’Udc, un capitolo chiuso, a
detta di Nardi, ma che c’entra sempre; dalla panchina più lunga di quella
dell’Inter, anche se sfuggono i termini della campagna acquisti; ad un passo
dalla retrocessione dalla serie A alla campionato dilettanti. In linea con la
scelta di puntare su giocatori dilettanti buttati in prima squadra, dopo aver
fatto “fuori” le prime scelte, gli “eletti”, e sostituito le riserve. Che il
cambio dell’allenatore nel prossimo campionato non salverà dalla retrocessione.
Dopo aver votato tutto e di più “a mani basse”. E portato una società, il
Comune, alla bancarotta. Con una tifoseria, i cittadini, muta, sorda e cieca. In
attesa del triplice fischio finale dell’arbitro.

18 [30]

Pulizia, manutenzione e soprattutto messa in sicurezza dei parchi e dei giochi
per bambini.
Il Comitato dei parchi pubblici di Terracina ha inviato una lettera
all’assessore competente Gianni D’Amico per ricordargli che la primavera è alle
porte e che i tre parchi comunali sono ancora nelle stesse condizioni di come li
avevano lasciati un anno fa. I loro figli non possono giocare liberamente e
usufruire delle strutture ludiche pagate con i soldi dei cittadini e ridotte in
condizioni pietose. Il Comitato stila un elenco dettagliato, con tanto di foto,
delle strutture da recuperare. Chiede all’assessore di limitare la zona del
cantiere alla sola area da bonificare, relativamente al parco di Villa
Tomassini, “in modo da poter lasciare ulteriori spazi all’utenza, nello
specifico preservare la zona del vialetto che conduce dalla fontanella fino alla
dependance, nonché l’apertura dei due cancelli, per rendere fruibile il
passaggio al mare”. Ma anche di poter utilizzare i finanziamenti regionali
previsti per la messa in sicurezza dei giochi e delle attrezzature, che sono
stati segnalati nella documentazione. “Per quanto riguarda la fontana di via
Bachelet si propone la trasformazione definitiva della stessa in una pista per
skateboard e pattini. Tale intervento, poco dispendioso, metterebbe gli attuali
utenti in sicurezza”.
F. Coc.

18 [13]

Ospedale vecchio, meta di vandali e ladri.
Da ‘bene culturale’ a ritrovo di senza tetto, ladruncoli e vandali da strapazzo.
Davvero immeritato il destino dell’edificio che per anni ha ospitato l’ospedale
di Terracina. Oggi come oggi la struttura di via San Francesco deve vedersela
non soltanto con il logorio del tempo, ma anche, anzi, soprattutto con le
continue incursioni di sconosciuti che si verificano soprattutto durante la
notte. Un numero tanto elevato di casi che di recente la direzione sanitaria del
presidio ospedaliero centro (l’edificio appartiene, infatti, alla Asl) ha
ritenuto opportuno segnalare il problema ai carabinieri e alla polizia di stato,
oltre che al direttore dell’Area tecnico-patrimoniale e al direttore
amministrativo. Sono i residenti della zona attorno all’ex ospedale che hanno
raccontato della presenza frequente di estranei all’interno dell’edificio, con
tutte le conseguenze che ne possono derivare. Tempo fa, per esempio, i
carabinieri hanno arrestato un uomo che aveva tentato di rubare un pentolone
industriale che ancora si trovava nelle cucine. Oppure tante altre volte sono
stati segnalati episodi di furti di rame nelle stanze dell’edificio. Alla faccia
del ‘bene culturale’. Qualche anno fa, infatti, il vecchio ospedale di Terracina
lo era stato riconosciuto ufficialmente dalla Soprintendenza Regionale per i
Beni e le Attività Culturali del Lazio. Nel documento si leggeva che ”il
complesso denominato ‘Presidio Ospedaliero Ospedale Vecchio’ (…) è dichiarato di
interesse particolarmente importante e viene, quindi, sottoposto a tutte le
disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo 490/1999”. Ma
di fronte alle segnalazioni dei cittadini e alla lettera del direttore Sergio
Parrocchia verrebbe da chiedersi a quali ”disposizioni di tutela” sarebbe
stato sottoposto l’ex ospedale di via San Francesco. Riparo invernale per
vagabondi ed extracomunitari. Osso da spolpare fino alla fine da parte di ladri
e furfantelli in genere. Nel corso degli anni non sono mancati nel corso
annunci, anche ripetuti di recente, di fare dell’edificio una sorta di campus
universitario. La valenza storico-monumentale del palazzo e la sua ubicazione
lontana dal centro urbano ne farebbero un polo di attrazione culturale di vero
prestigio. Un vero gioiellino. Macchè. Per ora l’ospedale vecchio di Terracina
continua a essere un porto di mare. E i residenti della zona continuano a
convivere con quelle presenze di estranei alle quali, forse, arriveranno anche
ad abituarsi.
Pubblicato da Rita Recchia

18 [12]

Violenza nel droga party, quattro giovani a processo
Alcuni sono indicati come bombaroli, alcuni come stupratori e uno, tra tutti,
come bombarolo e stupratore insieme. In 4, tutti 30enni con lavori precari
abitanti tra Terracina, Sabaudia e Pontinia, sono stati rinviati a giudizio
nell’udienza preliminare, che si è tenuta ieri davanti al GIP Iansiti far
esplodere degli ordigni in alcuni luoghi pubblici sarebbero stati, in
particolare a fine dicembre 2007, F.P. 28enne di Pontinia e D.L. 27enne di
Terracina. A rendersi responsabili di una violenza carnale nel corso di un droga
party avvenuto nella notte del 13 gennaio 2007 in una casa privata a Sabaudia
sarebbero stati lo stesso F.P., oltre a M.S. 28enne di Sabaudia e a G.F. 30enne
di Terracina. A muovere l’accusa era stata la presunta vittima, un 27enne di
Sabaudia, che, con una sua denuncia ai carabinieri, aveva fatto scattare le
indagini. Il collegio difensivo (avvocati Alfredo Donnarunna, Giusi Grigoli,
Francesco Pietricola, Orfeo Palmacci) ha chiesto il non luogo a procedere,
rilevando evidenti contraddizioni tra le dichiarazioni rese in due distinte
occasioni dalla presunte vittima e manifestando dubbi sulla veridicità dei fatti
raccontati ai militari. Il pm Capasso ha chiesto il rinvio a giudizio. Il GIP
Iansiti si è espresso favorevolmente, fissando il processo per il 19 maggio
prossimo. Iansiti dovrà pronunciarsi sulla richiesta dei domiciliari avanzata
per F.P., attualmente detenuto.

18 [7]

Un libro per raccontare viaggi, fantasie, storie, usi e costumi di città
italiane dal nord al sud dello Stivale.
È il libro «Di fiaba in fiaba, la vit a
. . . » d i G i o va n n i Zizzi. Noto e apprezzato professore terrac i n e s e
presso la scuola media Istituto comprensivo centro storico di Terracina, questa
mattina alle 11 e 30 presso l’aula magna dell’Itc «Bianchini» presenterà il suo
libro e si confronterà con gli studenti del biennio. Il faccia a faccia,
organizzato dalle docenti Miriana Zannella e Assunta Di Mauro, vedrà anche la
partecipazione del dirigente scolastico Vincenzo Lattao. Durante l’incontro
Giovanni Zizzi proietterà anche delle stupende diapositive che raccontano i suoi
viaggi, le atmosfere dei racconti che il lettore trova nel libro. In effetti
l’opera di Zizzi, molto conosciuto anche per la sua attività di giornalista
nelle cronache locali, condensa tutte le sue esperienze lavorative. Da una parte
quella del cronistanarratore, che emerge dallo stile fluido e pratico con cui
sono scritti i 12 racconti contenuti nel libro. E poi quella di insegnante, dal
momento che per le fiabe contenute nell’opera di Zizzi sono presenti anche
esercizi per la comprensione del testo. Il libro «Di fiaba in fiaba, la vita…»
è infatti adottato come testo didattico in numerose scuole italiane.
Instancabile, mosso da una profonda passione per la scrittura, da alcuni anni
dirige il giornale scolastico bimensile «Ognuno».
F. A.

18 [6]

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Gold9 [2]

Cosa ne sarà della stagione balneare lungo il litorale tra Badino e Sisto? A
guardarlo ora, a pochi giorni dall’ultima sfuriata di maltempo, cadono le
braccia. Non un metro di sabbia è stato risparmiato dalle mareggiate. Un
paesaggio lunare, in cui dominano i macigni, quei sassi che solo tre anni fa
erano parsi come strumento di salvezza per gli operatori e che oggi sembrano lo
scheletro di un animale divorato. Ad essere divorata dall’erosione, invece, è
stata la spiaggia. A soli tre anni dal ripascimento milionario finanziato dalla
Regione – un progetto avviato dal centrodestra e portato a termine dalla giunta
di centrosinistra – gli imprenditori sono da capo a dodici. Al punto che se non
si prevedono interventi per tempo, la zona in cui sorgono residence popolati da
turisti italiani e stranieri, rischia il collasso economico. Non è difficile
dedurre che, senza sabbia, l’indotto creato dal turismo balneare si ferma:
operatori costretti a limitare il noleggio degli ombrelloni e a ridurre i
servizi; residence che restano senza case da affittare, esercizi commerciali
alle prese con i conti che non tornano. Ora più che mai, insomma, nel programma
politico dei candidati alla Regione dovrebbe rientrare la questione della
manutenzione della costa. Perché se è vero che un nuovo intervento di
ripascimento è previsto in diverse zone del litorale, l’unica soluzione al
momento allo studio per la zona è la «somma urgenza». Urgente, la situazione, lo
è. Gli stessi operatori balneari che nel 2007 avevano urlato al miracolo davanti
a quella distesa infinita di sabbia, oggi, dopo soli tre anni sono ripiombati
nell’incubo di una stagione nera. Sui tre chilometri di costa che arrivano fino
al campanile, i balneari rischiano di non montare le loro strutture. In alcuni
tratti, all’altezza del comprensorio «Circeo Residenziale », la potenza delle
onde è stata tale da far crollare addirittura i muri di cinta delle abitazioni.
Lì dove, a causa del sottoflutto, l’erosione ha colpito più duramente che
altrove. Solo nei tratti compresi tra i due pennelli, andando verso il Sisto, la
situazione si è mantenuta accettabile. Per il resto, l’erosione è stata
implacabile. Un lungomare «maledetto», quello tra Badino e Sisto, colpito solo
pochi giorni fa da una tromba d’aria devastante. Il destino degli imprenditori
della zona, come del resto per tutto il litorale è appesa a un filo. Ora più che
mai le scelte politiche determinano il loro futuro. Tra un mese gli operatori
balneari dovrebbero già essere al lavoro per montare i chioschi. Ma il
condizionale è d’obbligo. La loro spiaggia, al momento, è solo un ricordo.
Diego Roma

La società civile sottoscrive l’esposto sui rifiuti delle associazioni.
Un momento di confronto costruttivo con la società civile. E adesso può anche
partire il doppio esposto alla Procura di Latina e alla Procura Generale della
Corte dei Conti della Regione Lazio per chiedere che si faccia luce sul
pasticcio della gestione rifiuti a Terracina. E’ emersa forte e tangibile
l’esasperazione dei cittadini virtuosi, e in regola con le bollette, che sabato
pomeriggio si sono incontrati a Villa Tomassini. Hanno risposto all’invito,
diventato appello accorato, lanciato nelle scorse settimane da ‘Città
Partecipata’, ‘Terracina Rialzati’, ‘Circolo Eleuterìa’, con l’appoggio del
consigliere comunale Gino Di Mauro. Tutti a parlare del passato, presente e
futuro della gestione rifiuti a Terracina. Una vicenda già ampiamente
sviscerata; che a tutt’oggi ha portato a svariate indagini delle forze
dell’ordine (quella dei carabinieri ancora in corso); che ha visto scendere in
piazza i cittadini in una manifestazione di qualche anno fa. Una vicenda che
ancora vede in piedi un gran numero di interrogativi. Alcuni di vera sostanza.
Come, per esempio, se qualcuno debba pagare per quella raccolta differenziata
appaltata, inserita in bolletta e mai fin’ora davvero partita. A porsi questa
domanda le tre associazioni cittadine e il consigliere Di Mauro che nelle
prossime ore invieranno l’esposto, forti del centinaio di firme lasciate da quei
cittadini che sabato sono stati a Villa Tomassini. ”L’incontro non è stato un
risultato positivo, è stato qualcosa di più- dichiara Lucia Berti per ‘Città
Partecipata’- Hanno partecipato i cittadini comuni che avevano voglia di farsi
sentire e di proporre soluzioni per uscire da questa situazione”. ”Soprattutto
è emersa la loro stanchezza di fronte a questa amministrazione”. ”Dopo una
prima fase di denuncia, in cui si sono state ricordate le tappe che hanno
coinvolto il Comune nel disastro dell’assegnazione degli incarichi per la
gestione dei servizi di smaltimento rifiuti, con inspiegabili rinnovi di
contratto, multe mai sanzionate, capitolati nel complesso mai rispettati- dice
Fulvio Carocci di ‘Terracina Rialzati’- i cittadini hanno dato prova di
conoscere bene l’argomento e di come provvedere alla gestione dei rifiuti
all’interno del territorio”. Questioni come isole ecologiche, raccolta porta a
porta, compostaggio e smaltimento dell’umido, consorzi di aziende che operano
nella gestione dei rifiuti, comportamenti più responsabili nella produzione dei
rifiuti di privati e aziende. Fino alla proposta concreta di creare un Gruppo di
Smaltimento Solidale. Il consigliere Di Mauro ha proposto di occupare un terreno
comunale abbandonato dove allestire un sito di raccolta. ”I cittadini hanno
espresso il desiderio che il Comune dichiari finalmente il dissesto così che si
possa mettere un minimo di ordine nella situazione finanziaria per preparare il
terreno per la prossima amministrazione”.
Pubblicato da Rita Recchia

Arrivano divise e nuovi mezzi per gli operatori della Terracina Ambiente, e
presto potrebbero esserci nuove assunzioni, ma l’ultima parola spetta
all’amministrazione comunale.
È stato firmato ieri pomeriggio l’accordo tra
organizzazioni sindacali e Terracina Ambiente. Più di uno spiraglio, stando al
documento firmato dal consigliere d’amministrazione di parte privata Luigi De
Stefano e da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Sul tavolo, i nodi cruciali su cui è ruotata
l’emergenza rifiuti delle scorse settimane: mezzi, vestiario, puntualità nel
pagamento dello stipendio e assunzioni. La Terracina Ambiente ha assicurato i
sindacati che entro oggi arriveranno le nuove divise per gli operatori. Ed entro
10 giorni saranno acquistati nuovi automezzi, seminuovi, da fornitori con i
quali la società è già in contatto. Il piano interinale prevede anche
l’assunzione di 10 unità, seguito – è la proposta dell’azienda – da una graduale
integrazione come da piano economico finanziario. Questo, a conti fatti,
potrebbe essere l’unico nodo ancora completamente da sciogliere: i sindacati
continuano a premere per la stabilizzazione dei 13 lavoratori stagionali (senza
eccezioni), considerati indispensabili per completare l’organico. Ed è qui che
la Terracina Ambiente ha passato la palla al Comune. Tutto il piano è infatti
appeso alla solvibilità più o meno garantita dall’Ente, che dovrà garantire il
versamento del canone aggiornato. La resa dei conti ci sarà proprio oggi,
nell’assemblea dei soci, dove la società mista presenterà il piano interinale.
Sarà l’amministrazione comunale a dover confermare gli impegni presi e
garantire, con i soldi, lo svolgimento del passaggio graduale al regime di
tariffa previsto per luglio. Da parte loro le organizzazioni sindacali restano
sul «chi va là». Aperture su tutti i fronti, ma pronti a tornare a protestare se
uno degli impegni presi e firmati dovessero per un motivo o per l’altro venire
meno.
D. R.

Viabilità a Terracina. Vita difficile per gli utenti.
Davvero un’esistenza difficile quella degli utenti delle strade di Terracina.
Vuoi che la colpa sia dei lampioni spenti che al buio rendono il percorso
davvero disagiato. Vuoi che siano le solite buche che si aprono sull’asfalto
quando meno te lo aspetti. Vuoi che sia l’assenza, totale o quasi, di
segnaletica orizzontale e verticale a un incrocio. E ora, come se tutto questo
già da solo non bastasse, ci si mettono pure le locandine dei manifesti
elettorali a creare impiccio al passaggio delle carrozzine sui marciapiedi.
L’osservatorio permanente per eccellenza di tutti questi disagi è, ovviamente,
il comando della polizia municipale di via Sarti che ogni giorno riceve le
segnalazioni, anzi, le lamentele dei cittadini. Lamentele nella stragrande
maggioranza dei casi assolutamente giustificate. Come, ad esempio, per le
lagnanze causate dalla mancanza di strisce a terra e cartelli nel punto di
Terracina dove s’incontrano via Ponte Rosso e via Mortacino, parallela interna
dell’Appia. Lì gli incidenti stradali avvengono con una frequenza preoccupante.
L’eccessiva velocità del conducente di turno o qualsiasi altra ragione diventano
concause del fatto che, arrivati a due passi da quella intersezione, l’utente si
trova in una sorta di ‘selva oscura’ dove non c’è una striscia a terra o un
segnale da qualche parte che mettano ordine nel caos. Le uniche indicazioni
sono: uno specchio, anche un tantinello storto; ciò che resta di quelle che, un
tempo, dovevano essere delle strisce pedonali, ora tristemente sbiadite; il
limite di velocità di 30 km. Per il resto, ci si rimette al buon senso e alla
pazienza degli utenti. Stessa pazienza richiesta a chi vive sull’Appia, zona
Porta Napoletana, dove viene lamentata la presenza di lampioni spenti di sera e
di crateri sull’asfalto. Su viale Leonardo da Vinci, invece, vita difficile
soprattutto per scooteristi e ciclisti a causa delle radici degli alberi che
iniziano a ‘cicciare’ fuori dall’asfalto. Su via Napoli, infine, cartelli
elettorali molesti sistemati a mo’ di locandina nel bel mezzo dei marciapiedi.
Ma i responsabili di questo capolavoro non hanno pensato che alla gente
interessa molto di più camminare tranquillamente sul marciapiedi piuttosto che
guardare i bei faccioni della politica?
Pubblicato da Rita Recchia

E’ stato uno dei ministri che più si è speso per il caso Fondi, votando contro lo
scioglimento del consiglio comunale, e claudio fazzone ha pensato di ricambiarlo
a modo suo. organizzando un comizio alla stessa ora dello stesso giorno nella
stessa strada. è successo domenica scorsa: mentre infatti giorgia meloni
interveniva all’hotel «palace» per sponsorizzare la candidatura di giovanni di
giorgi, a due passi, il senatore di fondi arringava i suoi presso la sede del
suo comitato elettorale in via del quartiere. fazzone non ha degnato nemmeno di
un saluto di circostanza la meloni. se per questo anche l’amministrazione
comunale, tutta unita per il candidato stefano galetto, ha snobbato il ministro.
così vicini, così lontani, in un’agenda elettorale dove il fair-play, il
rispetto politicoistituzionale, la riconoscenza ma anche, perchè no, la
galanteria (la meloni è pur sempre una «ministra») possono andare e vanno
tranquillamente a farsi benedire. e poco importa se la meloni si era opposta
allo scioglimento del consiglio comunale di fondi per infiltrazioni mafiose,
permettendo così a un uomo di fazzone, l’ex assessore salvatore de meo, di
candidarsi alle elezioni comunali e magari pure di vincerle. da allora, almeno
per il senatore «ingrato », ne deve essere passata di acqua sotto i ponti.
d’altra parte, è sin troppo chiaro che la guerra per il voto il popolo della
libertà in provincia di latina la sta combattendo al suo interno, ancor prima
che contro gli avversari del centrosinistra. guerra che evidentemente avviene
senza esclusioni di colpi. in questo senso, sempre il caso terracina offre
esempi istruttivi. come la vicenda dell’ex assessore ai lavori pubblici, franco
ferrari, «licenziato» dal sindaco stefano nardi perché sospettato di appoggiare
la candidatura dell’inviso senatore. contrattempi che capitano in campagna
elettorale. e chi meglio di fazzone lo sa. proprio lui, un senatore della
repubblica, che finora non ha trovato alcun ministro o pezzo grosso del pdl
disponibile a sponsorizzare in terra pontina la sua candidatura.
Pierfederico Pernarella

Corriere della droga bloccato con oltre un chilo di cocaina in macchina.
Oltre un chilogrammo di polvere bianca purissima bloccata all’ingresso sud di
Terracina. C’hanno pensato i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando
provinciale di Latina a evitare che per l’ennesima volta la città diventasse
piazza preziosa per certi smerci e certi vizietti del fine-settimana. Nella
tarda mattinata di venerdì scorso gli uomini del capitano Luigi Spadari hanno
arrestato un operaio di 40 anni romano, ma residente a Terracina, che viaggiava
con un chilo e 18 grammi di cocaina nascosto sotto il suo sedile di una Ford
Mondeo. Gli inquirenti sospettano che l’uomo, in precedenza impiegato nel
settore delle onoranze funebri, fosse un corriere dello stupefacente,
considerando che la successiva perquisizione domiciliare non ha portato al
rinvenimento di nemmeno un altro grammo di coca o di altro tipo di droga. La
brillante operazione dei carabinieri del capitano Spadari si è concretizzata
sulla strada statale Appia, prima di raggiungere Porta Napoletana e, dunque, il
centro abitato di Terracina. Ad insospettire i carabinieri, impegnati per un
controllo del territorio, sarebbe stata la velocità sostenuta con cui hanno
visto sopraggiungere da sud un furgone, immediatamente seguito dalla Ford Mondeo
di G.M. I due veicoli viaggiavano a distanza ridotta, così che i militari hanno
pensato che il furgone facesse quasi da apripista alla macchina. Stop alla
Mondeo, dunque, e perquisizione del veicolo. L’atteggiamento circospetto del
conducente avrebbe fugato gli ultimi dubbi, del tutto scomparsi quando, sotto il
sedile lato guida, è saltato fuori un involucro di cellophane. Il panetto
conteneva il chilo e poco più di cocaina, considerata dagli inquirenti di ottima
qualità Occhio e croce, una volta tagliata, lavorata e smerciata avrebbe
fruttato qualcosa come 200 mila euro all’incirca. Soldi facili facili
sull’unghia. Successivamente i carabinieri hanno esteso la perquisizione presso
la casa della madre di G.M., che vive in una zona centrale di Terracina, ma non
hanno rinvenuto null’altro. La droga è stata posta sotto sequestro, mentre per
l’operaio, con a carico qualche precedente non specifico, si sono aperte le
porte del carcere di via Aspromonte, a Latina, arrestato per detenzione ai fini
di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante del grosso quantitativo.
Per domani è previsto l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato
Enrico Del Monte. Terracina ormai tutt’altro che isola felice. Tra un’indagine e
l’altra, tra usura, traffici di droga e pericolo elevato di infiltrazioni
criminali c’è molto poco di che stare allegri.
Pubblicato da Rita Recchia

Dove sono finiti i contributi regionali destinati alle famiglie disagiate? Il
gruppo consiliare del Pd torna a mettere spalle al muro l’amministrazione
guidata dal sindaco Stefano Nardi. «La Regione Lazio da settembre scorso ha
concesso al Comune di Terracina un finanziamento di circa 100 mila euro per
sostenere gli oneri dei canoni d’affitto per le famiglie che si trovano in
disagiate condizioni economiche. Considerato che l’erogazione dei contributi
sono relativi all’anno 2006, si capisce che le famiglie hanno già aspettato
troppo e i mandati di pagamento sono urgenti e non è più rinviabili a tal punto
che se non saranno concessi, le famiglie rischiano di andare incontro a sfratti
per morosità». Ma come accusa il Pd, il Comune una volta arrivati i fondi li ha
riutilizzati «per far fronte, con ogni probabilità,
alle spese correnti».
F. A.

Nasce “La voce delle periferie”.
La presenza di un pubblico molto numeroso, più di cento persone, ha salutato
venerdì 12 marzo il battesimo dell’associazione “La Voce delle periferie”.
Promotori dell’iniziativa sono il dott. Davide Minchella e gli abitanti delle
aree extra-urbane, in particolare dei quartieri la Valle, Casaletti e Appia
Antica. Il progetto nasce in prossimità della scadenza elettorale per ragioni
ben precise. Se è vero che la scelta del giusto candidato si rivela determinante
per attrarre risorse sul territorio cittadino, visto che la Regione è l’ente che
ripartisce fondi (spesso di concerto con l’Unione europea) e legifera in settori
importanti, le elezioni regionali rappresentano un appuntamento decisivo anche
per compattare i consensi degli abitanti dei quartieri periferici e preparare la
sfida in vista elezioni amministrative del prossimo anno. In qualità di
consigliere politico di un partito, l’UDC, Minchella avrebbe potuto limitarsi a
dare un’indicazione di voto, come avviene generalmente in occasione delle
campagne elettorali. Ma non è ciò di cui ha bisogno la città. I cittadini devono
tornare al centro dei progetti politici, interpreti principali delle proprie
idee e protagonisti sul proprio territorio. La formazione di un gruppo che, è
bene sottolineare, non rappresenta un organo di partito si rivela un elemento di
forza. Per la prima volta si inverte la prospettiva: è la politica che si mette
a disposizione dei cittadini, e non viceversa. L’associazione è l’evidente
reazione ad una condizione di disagio. Gli attuali amministratori si sono
rivelati del tutto incapaci di offrire risposte ai problemi reali della città e
sembrano persino disinteressati ad elaborare prospettive di rilancio per
Terracina. Per quanto riguarda in particolare i quartieri periferici, si tratta
di zone che mancano di servizi essenziali: una ragionevole nettezza urbana, una
rete fognaria, una rete di illuminazione, una pavimentazione stradale
accettabile. Problemi arcinoti, per i quali non è mai stata offerta alcuna
soluzione. Sintomi, in realtà, di una condizione di base più grave, di carattere
strutturale: l’emarginazione totale da qualsiasi progetto di sviluppo economico.
Fra i soci fondatori si registrano vari membri dei diversi comitati di
quartiere, con i quali il nostro gruppo intende coordinarsi per assumere un peso
sempre maggiore. L’obiettivo de “La Voce delle periferie” è ben espresso da
quello cha sarà l’articolo 1 del proprio Statuto: l’Associazione agirà per
favorire l’emancipazione delle zone periferiche della città di Terracina, per la
risoluzione dei problemi che le riguardano e per la realizzazione di uno stato
di benessere dei cittadini che le vivono. La serata è stata chiusa da Minchella
con uno slogan: “Con la nascita de “La Voce delle periferie” nessuno potrà più
far calare il silenzio sulle nostre legittime rivendicazioni, nessuno potrà più
zittirci!”.
I soci fondatori de “La Voce delle periferie”.

SI è aperto ieri il processo contro il Comune di Terracina dopo i tagli
all’assistenza scolastica per gli alunni disabili.
Presenti presso il Tribunale
di Terracina le mamme dei bambini cui è stata ridotta l’assistenza nelle scuole
medie ed elementari, i dirigenti degli istituti raggiunti dai tagli al terzo
settore. Infine, a rappresentanza del Comune, la dirigente dei servizi sociali
Carla Amici. In realtà si è trattata di una falsa partenza. Infatti la prima
udienza è subito slittata per volere del giudice Antonio Perinelli. Il Comune di
Terracina ha proposto al giudice un’eccezione preliminare al processo, in quanto
secondo l’ente il ricorso presentato dalle famiglie degli alunni disabili cui è
stata ridotta l’assistenza a scuola, sarebbe di competenza del Tribunale
Amministrativo Regionale e non del giudice civile. Proposta questa eccezione e
ascoltati i legali delle parti, il giudice Perinelli ha rinviato a qualche
giorno la scelta sulla sede più opportuna per lo svolgimento della causa. Da
parte loro, gli avvocati che hanno presentato ricorso per nome delle sei
famiglie, i legali Lorella Attanasio e Sebastiano Leonardi, sono convinti che la
sede più opportuna per lo svolgimento del processo sia quella civile. E per
questo produrranno anche della documentazione (sentenze simili già emesse in
passato) per dimostrare la fondatezza del proprio ricorso al giudice civile del
Tribunale di Terracina. A scanso di equivoci, comunque, l’udienza di ieri
mattina è saltata. Un’udienza in cui il giudice Perinelli avrebbe dovuto
ascoltare le testimonianze delle famiglie, del personale Asl, dei dirigenti
scolastici, oltre che ovviamente il rappresentante del Comune di Terracina, in
questo caso la dirigente dei servizi sociali Carla Amici. Tutto rinviato,
dunque. Anche se, come sottolineato dai legali che difendono le f a m i g l i e
, l’obiettivo è quello di ripristinare quanto prima il servizio di assistenza ai
disabili nelle scuole. Alla base della causa legale, infatti, la d e c i s i o n
e assunta dall’ente da q u a l c h e mese a questa parte, di ridurre drasti
camen te, in alcuni casi fino alla metà delle ore rispetto all’anno scorso, i
servizi dell’assistenza specialistica. Le famiglie chiedono il reintegro delle
ore di assistenza per i propri figli, il Comune si oppone in giudizio.
Francesco Avena

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terracina-vista-dai-giardinetti-e-agostino-a-mare-anni-50_bis

Cacciati, dimessi, fuori dai giochi: si allunga di mese in mese la lista dei
politici «polverizzati» dal sindaco Stefano Nardi.
Sempre più alla guida di una
maggioranza che si regge su una manciata di voti e perde i suoi pezzi pregiati.
Ultimo in ordine di tempo l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari,
estromesso dalla giunta venerdì. Ma solo per restare nelle ultime due settimane,
si è registrata l’uscita di scena dell’ex assessore all’ambiente Ezio Longo e
qualche giorno dopo il «silurato» speciale, l’ex presidente dell’Azienda
multiservizi Roberto Marzullo. Per comprendere la portata di quattro anni di
«massacri», in senso politico ovviamente, abbiamo deciso di fare i conti in
tasca all’amministrazione comunale del sindaco Stefano Nardi. Ribattezzato in
città, per la sua fama di rompere e disfare la giunta, «sindaco killer»,
«sindaco buttafuori», il vero macchinatore del Comune di Terracina. Nel 2006,
quando Nardi si ripresentava, dopo una prima legislatura, candidato a sindaco,
ottenne oltre 13 mila voti. Di tempo ne è passato, e anche di assessori,
consiglieri, rappresentanti politici chiamati a guidare di volta in volta la
Terracina Ambiente o l’Azienda Speciale, che si sono seduti su poltrone sempre
pronte a catapultarli fuori dal Palazzo. Per decisione loro, come per il vecchio
Cda della Terracina Ambiente (Aiello, Cangiano, Bagnariol), oppure per volere
del primo cittadino. E qui la lista si fa lunga, da Mariano De Gregorio a Sandro
Marigliani, passando per Sergio Meneghello e Luigino Sacchetti. Poi c’è la
carrellata dei dimissionari, Pietro Serra e Giuliano Masci in primis. In tutto,
tenendo conto dei risultati ottenuti alle elezioni amministrative del 2006, si
portano dietro una dote di voti non indifferente, 4687 preferenze che si sono
spostate dall’attuale maggioranza in carica, altrove. E questo dato, in vista
delle future elezioni amministrative proprio l’anno prossimo, costituirà un
punto cardine dello scontro politico. Tutti questi personaggi politici
fuoriusciti dal governo Nardi, infatti, daranno filo da torcere a chi,
dell’attuale governo in carica, si ripresenterà al cospetto degli elettori
terracinesi. Ma a quel punto, il Nardi «buttafuori» non potrà più ripresentarsi,
essendo giunto alla sua seconda legislatura da sindaco. A pagare lo scotto della
politica «aggressiva» di Nardi saranno coloro che oggi ancora lo sostengono in
maggioranza. Una dura legge del contrappasso o, più semplicemente, il prezzo da
pagare. Mentre gli assessori vanno e vengono, resta da chiarire perché, a un
anno dalla fine del mandato, si pensi a far girare le poltrone invece che
programmare, progettare, portare a termine quello che sta in piedi.
Sarebbe poco, ma meglio di nulla.
Francesco Avena

17 [15]

Un centinaio di cittadini “virtuosi” chiamati a dire la loro da tre associazioni
su quanto sta accadendo a Terracina in merito alla gestione dei rifiuti.

Altrettante le firme raccolte in calce ai due esposti destinati alla procura di
Latina e alla sezione regionale del Lazio della Corte dei Conti e preparati da
Città Partecipata, Terracina Rialzati, Circolo Eleuterìa insieme al consigliere
comunale dei Verdi Gino Di Mauro. Il primo ricorso si aggiunge all’indagine
sulla Terracina Ambiente e sui rapporti tra essa e il Comune che la Procura ha
già iniziato da tempo e che sta riguardano non solo la raccolta differenziata ma
l’intera gestione. Il secondo ricorso fa riferimento a una sentenza dello scorso
anno sempre emessa dalla magistratura contabile sezione regionale della Campania
che condanna le amministrazioni comunali che non hanno garantito la quota minima
sulla differenziata. Ma l’incontro è andato oltre. Tante le idee messe sul
tavolo. Una su tutte: l’istituzione di un gruppo di smaltimento solidale che
potrebbe utilizzare un’area di proprietà comunale abbandonata. Funziona come i
gruppi di acquisto solo che al contrario gestirà forme organizzate di raccolta
differenziata. L’amministrazione continua a fare orecchie da mercante e viaggia
dritto verso la conferma della società mista che dal primo luglio dovrebbe
gestire anche amministrativamente il passaggio dalla Tarsu alla Tia, dalla tassa
alla tariffa. Domani il cda della società mista si riunirà nuovamente per
chiedere al Comune altri settantamila euro in più sul canone mensile. Soldi che
serviranno a coprire il rinnovo contrattuale dei tredici operai, ad acquistare
materiale per il lavoro e adeguare i mezzi di raccolta. L’amministrazione fa già
fatica a garantire la quota intera delle rate mensili dovute per la gestione del
servizio e trovare nuove risorse per affrontare l’aumento sarà compito davvero
arduo. I cento cittadini che hanno aderito alla manifestazione di sabato hanno
già iniziato da oggi una sorta di “catena virale” per coinvolgere quante più
persone possibili e sostituirsi agli obblighi di una gestione dei rifiuti che fa
acqua da tutte le parti.
di FABIO COCCIA

17 [16]

Terracina sprofonda non è più soltanto un modo per definire lo stato disastroso
in cui si trova la città.
Ci sono zone che stanno proprio sprofondando sotto
terra, e ciò, nel totale menefreghismo dell’Amministrazione. Ci riferiamo a Via
Lungolinea Pio VI, direzione centro – porto. E’ circa un anno che la strada è
stata transennata perché ci sono delle crepe nell’asfalto ed una parte della
sede stradale sta praticamente franando, ma da allora nulla è successo. Ci si
aspettava che l’inibizione al traffico fosse propedeutica ad un intervento
manutentivo, ma non è stato così, visto che nonostante le numerosissime proteste
di residenti e commercianti della zona nessuno si è mosso. Ci chiediamo allora
cosa si sta aspettando, che magari la strada frani nel vicino canale, oppure che
venga compromessa la staticità della vicine abitazioni? L’Amministrazione ci ha
abituato alla sua insensibilità verso i problemi della città, assorbita da
questioni più spinose, probabilmente politicamente ed elettoralmente più
fruttuose, come le vicende legate all’Azienda Speciale, alla spiaggia, ai tour
per gemellaggi o ai defenestramenti di assessori. E’ però indecente che un
arteria importante e centrale come Via Lungolinea Pio VI venga lasciata al
proprio destino e che sprofondi senza che nessuno muova un dito. Chiediamo
dunque all’Amministrazione di farsi carico del problema e di intervenire per la
messa in sicurezza della strada e per il ripristino della normale circolazione,
dando, una volta tanto, l’impressione di avere un minimo a cuore la nostra
Terracina.
Circolo Terracina Eleuterìa

17 [26]

Anche la gestione degli arenili potrebbe rientrare nelle competenze dell’Azienda
Speciale dei servizi sociali.
Secondo alcune indiscrezioni, l’ente che gestisce
la macchina dei servizi sociali, dovrebbe preoccuparsi anche degli arenili ex
comunali. Si tratta dei quattro tratti di litorale che fino a due anni fa erano
gestiti dal Comune, tramite l’assunzione di bagnini e «spiaggini» con agenzia
interinale. Una gestione che l’anno scorso era stata affidata al Consorzio dei
balneari di Terracina. Che però, a quanto sembra, non sarebbero intenzionati a
replicare l’esperienza. Ecco allora farsi strada l’idea di assimilare la
gestione delle spiagge all’Azienda Speciale, che dovrebbe quindi assumere
personale (almeno una trentina di dipendenti). Tuttavia sullo statuto della
società, presieduta da Valerio Golfieri e diretta da Carla Amici, tra i numerosi
servizi previsti non compare quello relativo alla gestione delle spiagge
comunali. Potrebbe trattarsi quindi solo di una voce, oppure, più maliziosamente
di un’idea venuta a qualcuno in seno alla maggioranza per riprendere la gestione
di un servizio considerato dall’amministrazione comunale «strategica». Punto
fermo della questione, comunque, il fatto che qualora si decidesse di accorpare
gli arenili comunali all’Azienda, bisognerebbe modificare il suo Statuto in
consiglio comunale. La sede più appropriata anche per spiegare perché, mentre si
lasciano senza assistenza sociale decine di disabili da mesi, si starebbe
pensando di assumere nuovi servizi con il relativo personale.
F. A.

17 [25]

Potrebbe essere ad una svolta l’indagine della Procura sulla vicenda del «Green
Village», la struttura ricettiva in costruzione sulla provinciale per San Felice
Circeo finita nel mirino del pm Miliano per presunti illeciti.
Importanti
sviluppi potrebbero essere attesi a stretto giro di termine. Non è escluso che
si possa arrivare a iscrivere nel registro degli indagati delle persone. Per ora
si tratta solo di voci, che potrebbero non rimanere tali se, come sembra, si
darà corso a un’iniziativa in grado di spostare l’inchiesta in
corso oltre la semplice acquisizione dei documenti presso il Comune, effettuata
a partire dal novembre scorso dai Forestali del Nipaf di Latina. Intanto da più
di un mese un consulente tecnico d’ufficio (CTU), appositamente nominato dal
magistrato, è all’opera per esaminare tutti i carteggi relativi alla pratica
urbanistica. Il «Green Village» è un complesso ricettivo da 40 case-vacanza, più
ristorante e piscina. Il relativo progetto Suap ha avuto i pareri positivi
regionali e ministeriali, dopo la verifica del rispetto dei vincoli
paesaggistici ed ambientali. La Pisana ha condizionato il suo «sì» alla
concessione a favore del Comune, a titolo gratuito, di un asilo nido, di un
parcheggio e di opere di urbanizzazione primaria. E’ stato su tali presupposti
che è stata firmata a suo tempo la relativa convenzione. L’obiettivo degli
inquirenti è quello di verificare se, nella fattispecie, sia sta evitata una
variante al Prg (con tutte le lungaggini conseguenti), in base alla legge che
permette delle modifiche delle destinazioni urbanistiche per determinate zone,
quando il privato cede al Comune dei beni di interesse pubblico. Il sostituto
Miliano non sarebbe del tutto convinto dell’interesse pubblico dei beni
destinati al Comune. Inoltre è ipotizzabile che voglia avere un quadro chiaro e
completo della società che sta operando. In tutto l’iter burocratico qualcosa
potrebbe non quadrare. Ne potrebbe essere chiesta ragione a circa 7-8 persone
tra «colletti bianchi» e imprenditori.
Ercole Bersani

17 [24]

Gara soporifera al “Colavolpe”: lo 0-0 finale è la miglior fotografia. Non basta
il tridente del Terracina a mettere scompiglio nella difesa della Vis
Empolitana. Il più pericoloso è Juarez, che ci prova al 21’ con un diagonale
respinto in angolo. La risposta dei padroni di casa nel primo tempo è tutta in
una conclusione alta di Caligiuri (25’). Ripresa più vivace. Al 17’ gli ospiti
confezionano l’occasione più ghiotta della partita, ma è bravo Stefanini a
respingere il tiro a botta sicura di Chiaravilgio. Al 31’ ci prova Vuolo:
sinistro incrociato respinto in angolo dall’attento Patelli. Al 44’ Mandarelli
cerca il jolly dalla distanza, tentativo fuori di poco.
TERRACINA: Stefanini 7, Squillaciotti 6,5, Morini 6, D’Amico 6,5, Valerio 6,
Foresi 6, Macchiusi 6 (20’ st Trillò 6), Ruffini 5,5 (13’ st Vuolo 6,5,),
Sacchetti 5,5, Caligiuri 5,5 (3’ st Mandarelli 6), Minieri 6. All. Minieri VIS
EMPOLITANA: Patelli 6,5, Deodati 6, Chicca 5,5, Minotti 6, Ciaciò 6,
Chiaraviglio 5,5, Quaresima 5,5 (35’ st Ansini s.v.), Saporetti 5,5, Juarez 6,5,
N’diaye 6, Ilari (20’ st Carmellini 6). All. Pernarella Arbitro: Fognani di Roma
1 Note Ammoniti: D’Amico (T), Chiaravilgio (E), Ilari (E) e Juarez (E); angoli
4- 3 per il Terracina; spettatori 300 circa
di DANIELE SPERLONGA

17 [22]

Controlli serrati nel fine settimana. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della
Compagnia di Gaeta, nel corso di un’operazione congiunta con i militari delle
stazioni di Itri e Sperlonga, hanno denunciato M.F., 22 enne, residente a
Minturno, C.M., 24 enne e F.G., 29 enne, entrambi di Fondi, C.A., 22 enne,
residente a Amaseno, S.G., 32 enne di Pontecorvo, e N.M., 24 enne, residente a
Cellole, in quanto a seguito di diversificati posti di blocco e di controllo
predisposti dal Comando Provinciale carabinieri di Latina, nei pressi di locali
notturni nonché sulle arterie stradali principali, venivano sorpresi alla guida
delle loro autovetture, positivi al test dell’etilometro. I documenti di guida
sono stati ritirati e i mezzi sono stati affidati a persone idonee alla guida.
Nell’ambito dello stesso servizio, i militari della Stazione di Itri, hanno
segnalato alla Prefettura di Latina D.B.I., 24 enne, residente in Itri, in
quanto trovata in possesso, a seguito di perquisizione
personale, di uno spinello di hashish.
M.M.

17 [23]

Una giornata di festa per salutare il risveglio della natura: è questa
l’iniziativa che il 21 marzo aprirà le porte dei vivai Bartoli Garden a tutti
coloro che amano l’universo di forme, colori e profumi della primavera.

Domenica dalle 10:00 alle 21:00, il nuovo show room di fiori, piante e
oggettistica per la casa, il giardino e l’orto ospiterà un fitto calendario di
eventi ed attività dedicate agli appassionati del pollice verde.
Il programma La primavera in casa, in terrazzo e in giardino Una spettacolare
mostra della natura in fiore accoglierà i visitatori e costruirà per loro un
percorso che, diramandosi nei vari angoli dello show room e del vivaio,
permetterà di conoscere da vicino tutte le varietà di piante adatte a portare un
tocco di primavera all’interno di case ed appartamenti, sui terrazzi e nei
giardini. Non mancheranno inoltre accessori, complementi d’arredo e tante idee
regalo con i fiori.
Le parole degli esperti La presenza di esperti di florovivaistica offrirà
l’occasione per mini convegni sulla cura delle piante e la manutenzione del
prato, rispettivamente tenuti da Cifo, prodotti per giardinaggio e agricoltura e
Bindi Prato Pronto. Alessandro Bartoli dispenserà consigli su orto e piante
aromatiche, mentre sua moglie Giuliana darà dimostrazioni di arte floreale
realizzando bouquet e composizioni.
Per i più piccoli I colorati trucchi fantasy di Alessandra Bottiglia, make up
artist, ed i giochi con i palloncini di Paolo, balloon twister, intratterranno i
bambini in un mondo popolato di fiori, farfalle, api e altri divertenti
protagonisti dell’arrivo della primavera.
Dillo con i fiori Questa giornata di festa è stata organizzata per condividere
con le persone care, i clienti e tutti coloro che vorranno partecipare, un
momento importante per la nostra azienda – spiegano Alessandro e Giuliana
Bartoli- È l’inaugurazione del nuovo show room, una struttura moderna ed
elegante in cui la nostra esperienza trentennale si unirà all’intraprendenza dei
nostri figli Valter e Mirko.
Messaggere dell’invito alla Festa della Primavera saranno migliaia di rose
distribuite in ogni angolo di Terracina: c’è chi la riceverà insieme al
cappuccino ed il cornetto del bar e chi invece la troverà dal parrucchiere; c’è
a chi basterà andare a fare la spesa e chi ne sarà omaggiato al tavolo del
ristorante, sul posto di lavoro o per la strada. “L’idea è semplice: vogliamo
ricordare ai nostri concittadini quella gratificante sensazione che ci sorprende
quando qualcuno ci regala un fiore -continuano i Bartoli – Il guaio, infatti, è
che molto spesso ci facciamo assorbire dalla routine quotidiana, dimenticando il
piacere intenso che è nascosto in cose apparentemente semplici e banali come una
rosa”.
Da sempre poeti e galantuomini hanno attinto al linguaggio dei fiori per
raccontare le passioni del cuore, mentre cerimonieri e perfette padrone di casa
imparavano a scegliere il fiore giusto per ogni occasione… “Dillo con i fiori”
è il gioco che per qualche giorno divertirà chi sarà in giro per la città. Ma
vuole essere soprattutto un invito a contemplare la ricchezza espressiva della
natura e imparare ad attingere a essa per celebrare i sentimenti e le emozioni
di ogni giorno. Come a dire che, a volte, basta un fiore per fare felice chi
amiamo.
Bartoli Garden, Via del colle 4 Terracina LT – 0773730077 www.bartoligarden.it

Sara’ ascoltato questa mattina per l’interrogatorio di garanzia in carcere
Massimiliano Gambacurta, il 41enne operaio sorpreso venerdì con un chilo di
cocaina purissima nell’auto
. L’uomo, arrestato dai carabinieri del Nucleo
Investigativo di Latina, assistito dall’avvocato Enrico Del Monte, dovrà
spiegare al Giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli per quale
motivo nascondesse nell’autovettura, sotto il sedile del conducente di una Ford
Mondeo, un panetto di oltre un chilo di «polvere bianca». L’operaio di Terracina
secondo gli inquirenti doveva essere un corriere: incensurato, non noto alle
forze dell’ordine, il suo ruolo sarebbe stato semplicemente quello di caricare
in macchina il quantitativo di sostanza stupefacente e portarlo a destinazione.
A confermare il quadro ricostruito dai militari del capoluogo anche
la presenza di un furgone apripista che ha insospettito gli esperti carabinieri
del Nucleo Investigativo provinciale di Latina. Intanto le indagini dei militari
proseguono a 360 gradi, per comprendere chi fossero i fornitori della sostanza
stupefacente, e a chi fosse diretto tutto quel quantitativo di droga. Che una
volta diviso in dosi e confezionato per la vendita, avrebbe fruttato circa 200
mila euro sul mercato locale. Su questo infatti i carabinieri agli ordini del
maggiore Pierluigi Rinaldi e del capitano Luigi Spadari non hanno dubbi: quel
chilo di cocaina purissima sarebbe stato suddiviso e venduto nel fine settimana
soprattutto a Terracina, e in parte nelle zone limitrofe. Ma i militari del
Nucleo Investigativo di Latina vogliono vederci chiaro anche su un altro
aspetto, l’identità dell’automobilista alla guida del furgone che, secondo il
sospetto dei carabinieri, aveva il compito di aprire la strada alla macchina
condotta da Massimiliano Gambacurta. Dunque le ricerche proseguono, infatti con
l’arresto del 41enne operaio di Terracina l’altra mattina all’ingresso sud del
centro abitato, sull’Appia, è stato spezzato l’anello della lunga catena del
mercato degli stupefacenti. Ma restano ancora molti interrogativi da sciogliere,
su cui lavorano anche in queste ore i militari. Una risposta chiara, intanto,
c’è. Un chilo di polvere bianca purissima sarebbe entrata in circolazione già
qualche ora dopo il sequestro operato dalle forze dell’ordine. Un quantitativo
così significativo di cocaina che avrebbe fruttato oltre 200 mila euro e che
sarebbe stato venduto a chissà quanti acquirenti pronti ad assumere cocaina. Un
popolo di dipendenti che con quella droga avrebbero trovato lo sballo, e
infoltito le casse del fiorente mercato della coca.
Francesco Avena

Sono intervenuti, nella notte tra sabato e domenica, in via dei Gegni a Fondi, i
Vigili del Fuoco di Terracina e il Consorzio di Bonifica di Fondi per colmare il
problema che si era venuto a creare a causa del cedimento di un tratto del manto
stradale.
La causa dello smottamento è da riscontrare nella rottura delle
tubature idriche che, durante i lavori di costruzione, sono situate proprio
sotto la strada. Questa frattura, ha provocato nel giro di poco tempo un grave
avvallamento che, secondo i primi riscontri aveva una larghezza di due metri per
due metri con una profondità di circa un metro. Ovviamente questo fatto ha
causato non pochi problemi, non solo alle persone che abitano in via dei Gegni,
ma anche a chi, per svariate ragioni, doveva transitare nella strada. La
situazione è stata risolta grazie anche al tempestivo arrivo sul posto da parte
dei Vigili del Fuoco di Terracina che si sono subito mobilitati e sono arrivati
in breve tempo sul posto. Nella zona dell’avvallamento, è arrivato in breve
tempo anche il Consorzio di Bonifica di Fondi che ha sede a Fondi in Viale
Piemonte. Il pronto intervento delle due squadre ha quindi permesso nuovamente
la piena circolazione delle auto nella zona e ha messo fine a un problema che,
se non fosse stato risolto in tempo, avrebbe potuto provocare non pochi danni

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terracina-hunters-from-terracinaby-williams-penry-800_bis

Bilancio, ambiente, cultura e ora anche i lavori pubblici. La giunta guidata dal
sindaco Stefano Nardi perde i pezzi.
E che pezzi. Sono le deleghe cruciali
quelle di cui da un po’ di tempo a questa parte il primo cittadino sta decidendo
di fare a meno. Le più cruciali per risolvere i numerosi problemi della città.
Debiti, rifiuti, rilancio culturale e completamento delle opere pubbliche. Per
quanto la partita politica che si giocherà a marzo in Regione sia importante per
il sindaco – almeno pari al mantenimento degli equilibri della sua maggioranza
locale – le fuoriuscite a cascata in giunta e nei settori direttamente legati
all’Ente rischiano di mettere in seria difficoltà quel che resta delle promesse
fatte agli elettori. Sarà da vedere chi e quando andrà a sostituire Ferrari. E
soprattutto da dove arriverà. Perché per ogni consigliere che entra a fare
l’assessore, ne entra uno dei non eletti a sostituirlo, modificando gli assetti
già precari della maggioranza. Ecco perché qualcuno parla di un esterno a
sostituire Ferrari. Magari quel Massimiliano Di Girolamo, ex assessore alle
Attività produttive «silurato» nel 2008, da poco uscito dall’Udc e ora a quanto
pare più vicino al sindaco. Mentre all’Ambiente a brevissimo si parla di un
rientro di Ezio Longo, passata – si fa per dire -la buriana dei rifiuti. Sempre
che i consiglieri azzurri e l’assessore forzista Amuro in giunta, ingoino il
rospo della destituzione di Ferrari senza troppi capricci. Intanto non si fanno
attendere le reazioni dall’opposizione. Il capogruppo del Partito democratico
Antonio Bernardi è convinto che «le dimissioni dell’assessore all’Ambiente, la
destituzione di Marzullo, la revoca a Franco Ferrari hanno inaugurato il nuovo
anno con una crisi politico amministrativa »; e chiede le dimissioni di Nardi.
Duro anche il capogruppo dell’Udc Gianni Percoco, che parla ormai di un «Comune
governato da chi ha perso le elezioni». La dimostrazione che «tutto avviene non
per fare gli interessi della collettività, bensì per preparare la campagna
elettorale a sindaco a qualcuno che le elezioni le ha perse. Sono dispiaciuto di
quanto avviene, perché ritengo sbagliato che persone legittimamente elette dai
cittadini vengano sostituite dalle terze o quarte file». Sul caso interviene
anche Roberto Iacovacci della Federazione di sinistra, che bolla «l’ennesimo
cambio di assessore» in nome «di una autonomia dal padrone locale, Fazzone» e
invoca «un confronto con le forze politiche e sociali per un cambiamento reale».
D. R.

Settantamila euro in più sul canone mensile. Li chiederà il prossimo Consiglio
di amministrazione della Terracina Ambiente previsto per martedì 16 marzo. Altri
soldi che si sommano ai 250.000 euro di canone mensile che il Comune versa, o
dovrebbe versare, alla società mista di cui è socio di maggioranza. Una
richiesta che dovrà essere recepita dall’amministrazione guidata da Stefano
Nardi che già fa fatica a onorare le rate mensili. Trentuno dei settantamila
riguardano l’adeguamento Istat per il quale la giunta ha già deliberato, ma che
evidentemente non è ancora abbastanza. I restanti 39.000 euro serviranno a
gestire il periodo di transizione per l’introduzione della tariffa d’igiene
ambientale che dovrebbe entrare in vigore quest’estate e a coprire i costi dei
tredici operai riassunti. Inoltre qualcuno nella maggioranza si è accorto che la
richiesta d’invertire le cariche societarie non può essere tecnicamente
effettuata. Il Comune in qualità di socio di maggioranza voleva prendersi la
poltrona dell’amministratore delegato lasciando al socio di minoranza quella del
presidente. Continua così il braccio di ferro tra la società e l’amministrazione
dopo la recente pax sbocciata sul tavolo del prefetto Antonio D’Acunto dove il
Pdl si è impegnato a trovare i soldi per assumere i tredici dipendenti ai quali
non era stato rinnovato il contratto, adeguare i mezzi di raccolta e acquistare
nuovo materiale per garantire gli standard minimi di lavoro. Bisognerà vedere se
il Comune risponderà positivamente a questa nuova richiesta alla luce
dell’ennesima crisi politica iniziata con le dimissioni dell’assessore
all’Ambiente Ezio Longo e proseguita con la revoca del mandato del collega ai
Lavori Pubblici, Franco Ferrari. In mezzo c’è la richiesta di un consiglio
comunale straordinario presentata dal Pd per lo scioglimento della mista sulla
quale potrebbero rivelarsi anche delle sorprese. Ieri il capogruppo dei
democratici Antonio Bernardi ha chiesto ancora una volta al sindaco di
dimettersi.
di FABIO COCCIA

RISSA tra extracomunitari ieri pomeriggio in piazza XXIV maggio, nel centro di
Borgo Hermada.
Un cittadino indiano di 30 anni è stato picchiato, a quanto
sembra, da alcuni connazionali. I fatti intorno alle 18, dinanzi agli occhi di
alcuni passanti che non hanno esitato a chiamare il 113. Sul posto si è recata
in pochi minuti una volante del Commissariato di polizia di Stato oltre che
un’ambulanza del 118 dell’ospedale «Fiorini» di Terracina. Gli operatori
sanitari del pronto soccorso hanno visitato il giovane, ubriaco, e lo hanno
trasportato con l’ambulanza in ospedale. Qui lo hanno sottoposto a tutti gli
accertamenti del caso diagnosticando una sospetta frattura del braccio. A
quanto sembra, a scatenare la rissa tra il 30enne indiano e un gruppo di suoi
connazionali, proprio lo stato di alterazione alcolica dell’extracomunitario.
Che avrebbe infastidito i connazionali che, a loro volta, poi lo avrebbero
aggredito. Sul caso, comunque, indagano
gli agenti del Commissariato di Terracina.
F. A.

Cittadini a raccolta per firmare un esposto da inviare a Procura e Corte dei
Conti, denunciando un possibile danno erariale per il mancato svolgimento della
differenziata.
È con questo intento che ieri pomeriggio, presso la sala
conferenze di Villa Tomassini, i rappresentanti delle associazioni Città
Partecipata, Terracina Rialzati e Circolo Eleuteria, insieme al consigliere dei
Verdi Gino Di Mauro, hanno incontrato la cittadinanza. Decine infatti le persone
che hanno ascoltato i vari relatori (Lucia Berti, Fulvio Carocci, Emilio
Marigliani, Gino Di Mauro) per comprendere i motivi dell’esposto. Le stesse
persone poi che hanno preso la parola, chiesto chiarimenti e firmato l’esposto
che sarà spedito a Procura e Corte dei Conti. Oggetto della denuncia, l’assenza
della raccolta differenziata a Terracina negli anni compresi tra il 2006 e il
2009, in pratica da quando esiste la Terracina Ambiente Spa, società mista a
maggioranza municipale che avrebbe dovuto provvedere al servizio come previsto
dal capitolato d’appalto. In realtà il servizio non è mai stato svolto – hanno
accusato i relatori – senza che da parte dell’amministrazione comunale sia mai
stata presa una decisione in merito, e provocando un serio e perpetuo danno
d’immagine alla città. Ma ancora, le associazioni hanno puntato il dito contro
il probabile danno erariale che si è venuto a verificare nel corso degli ultimi
quattro anni, proprio a causa del mancato servizio. Infatti senza la raccolta
differenziata, i costi in discarica sono maggiori, a danno della collettività
che ha dovuto sostenerli oltre alla beffa di non poter incassare le somme
derivanti dalla vendita di materiale riciclato. E questo, si legge nell’esposto,
nonostante la normativa nazionale imponga alle amministrazioni lo svolgimento
della raccolta separata dei rifiuti. Del resto, con una sentenza dello scorso
dicembre, la Corte dei Conti della Campania ha condannato l’amministrazione di
Marcianise a risarcire i cittadini per motivi pressoché analoghi, avendo
provocato un danno erariale. Non è detto che in seguito all’esposto presentato
dai cittadini a Procura e Corte dei Conti del Lazio, non possa accadere lo
stesso per il Comune di Terracina.
Francesco Avena

Azienda speciale Di Mauro: «Golfieri illude i disoccupati» «HA mentito sapendo
di mentire».
Così il consigliere comunale dei Verdi Gino Di Mauro commenta
l’intervento dei giorni scorsi del neo presidente dell’Azienda speciale Valerio
Golfieri. «La menzogna – scrive in una nota – coinvolge lavoratori disoccupati
ai quali da oltre sei mesi si promettono assunzioni pur sapendo che per anni il
comune non potrà soddisfare le loro aspettative». Proprio per questo motivo,
dice Di Mauro, Marzullo è stato destituito: «Perché non aveva voluto firmare un
contratto di servizio che non garantiva, al consiglio di amministrazione e al
direttore, copertura di atti quali le assunzioni, che non avessero copertura
finanziaria». Ma le assunzioni promesse sarebbero impossibili anche perchè «il
personale assunto presso società o aziende di natura non industriale o
commerciale, controllate o interamente partecipate, e che gestissero servizi
senza gara devono rientrare nei limiti alle assunzioni previste per l’ente
controllante». Di Mauro cita l’articolo 19 del Decreto Legge 78/2009». Insomma,
il mondo delle assunzioni nell’Azienda speciale sarebbe una babele. A cominciare
dai 33 operatori già «assorbiti», i cui contratti, «precedentemente sottoscritti
dal direttore dell’Istituzione non erano contratti di lavoro dipendente, bensì,
occasionali e non stabili. Golfieri dovrebbe sapere che il fabbisogno di
personale deve essere comunque deliberato dal Consiglio comunale dopo attenta
disamina delle risorse finanziarie dell’Ente e in funzione delle necessità di
tutti i settori. Come può minimamente pensare che, anche ci fosse la possibilità
di assumere, questo dovrebbe avvenire esclusivamente nel settore sociale?».
Pergiunta, prosegue di Mauro, con il progetto «On the job» «che non sono altro
che tirocini o formazione, non assunzioni ». «Anziché mentire sapendo di mentire
- conclude Di Mauro – sia lui che la maggioranza dovrebbero affrontare il
problema di come contenere la spesa per il personale. Servono davvero le 323
unità ora in forza, o otto dirigenti e 36 posizioni organizzative
che a volte organizzano solo se stessi?».
D. R.

Tempi di elezioni sul marciapiede non si cammina più. È il caso di via Napoli, a
pochi passi dalla stazione ferroviaria, dove sono stati installati una serie di
plance per cartelloni elettorali. Il problema è che sono stati posizionati
proprio in mezzo al marciapiede, impedendo in questo modo il transito ai pedoni.
I molti pendolari che si recano a prendere il treno per Roma insieme ai
residenti del posto, hanno segnalato la questione al comando della polizia
locale. Infatti si viene a creare un serio pericolo, dal momento che i pedoni si
trovano obbligati a camminare sulla strada, col rischio di essere investiti da
autobus e automobili. Visto che l’illuminazione neppure funziona bene, e
camminare al buio in via Napoli può rappresentare un potenziale pericolo. Ma
quello dell’ingombro del marciapiede non è l’unico problema. Come denunciato dai
residenti, infatti, le plance che ospitano gli spot elettorali sono vecchi e
arrugginiti, con il rischio che se qualcuno dovesse inciamparvi e graffiarsi,
potrebbe anche contrarre malattie. Opportuno sarebbe spostare quelle strutture
amovibile in ferro (arrugginito) magari sullo
spartitraffico di via Napoli.
F. A.

LA cocaina era destinata al mercato di Terracina e delle zone limitrofe. «Per
chi si voleva sballare nel fine settimana, il consumo poi è sempre in aumento»,
spiegano dal Comando Provinciale dei carabinieri. A fare da corriere, con un
chilo di polvere bianca nascosta in auto, un operaio di 41 anni. Massimiliano
Gambacurta, di Terracina, sorpreso con la sostanza stupefacente mentre era alla
guida di una Ford Mondeo. La droga una volta tagliata, sul mercato avrebbe
fruttato almeno duecentomila euro. «Era pura quasi al cento per cento»,
aggiungono gli investigatori. I militari del Nucleo Investigativo di Latina,
diretti dal capitano Luigi Spadari, hanno condotto il blitz venerdì all’ora di
pranzo, intorno alle 13 quando Gambacurta mentre percorreva l’Appia in direzione
nord, è stato fermato alle porte della città. A fare da apripista c’era un
furgone che procedeva alla stessa velocità della Ford, una stranezza; di solito
questo sistema viene utilizzato per un trasporto delicato, quasi sempre per
sostanze stupefacenti: in testa c’è una vettura pulita, per fare da scorta e
subito dietro l’altra con il carico. Solo che venerdì questa accortezza non ha
funzionato. La modalità con cui procedevano i due mezzi è stato più di un
sospetto. E’ bastato un attimo ai carabinieri per bloccare la Ford mentre il
furgone è andato in una altra direzione. Sotto al sedile anteriore della vettura
c’era un panetto di cocaina avvolto nello scotch, dalle dimensioni quasi come
quelle di un volume. Per l’uomo che ha abbozzato una fuga, sono scattate le
manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti
ma con l’aggravante dell’ingente quantità. L’indagato si trova in carcere a
Latina ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria, sarà ascoltato dal gip
Laura Matilde Campoli per l’interrogatorio di convalida domani mattina alle nove
e trenta, è difeso dall’avvocato Emilio Del Monte. «Questa operazione – ha detto
soddisfatto il tenente colonnello Pierluigi Rinaldi, comandante del Reparto
Operativo – si inserisce in un contesto di controllo del territorio che negli
ultimi tempi ha portato a risultati importanti. I nostri uomini sono abituati a
fiutare personaggi sospetti e hanno fatto centro, sono stati molto bravi». La
firma sull’operazione è dei militari del Nucleo Investigativo. «Abbiamo visto
due auto quasi attaccate e siamo andati dietro, poi è avvenuta la scoperta. La
droga poteva arrivare da Napoli oppure da Roma, quando furono condotte altre
operazioni sempre in materia di stupefacenti avevamo tracciato le rotte dello
spaccio, dal Sud America e dalla Spagna», ha osservato il comandante del Nucleo
Investigativo
Luigi Spadari.
A.B.

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Assemblea4

Ha avuto buon esito l’invito diffuso in questi giorni, attraverso svariati annunci su internet e qualche recensione finita sui giornali. L’incontro tra le associazioni promotrici e i cittadini a Villa Tomassini si è svolto nel modo più coinvolgente possibile, trasformando un’assemblea dagli esiti incerti, vista la delicatezza e la complessità del tema, in un fucina di idee e proposte sullo smaltimento sostenibile.

Assemblea10

Dopo una prima fase di denuncia, in cui si sono state ricordate le diverse tappe che hanno coinvolto il nostro Comune nel disastro sull’assegnazione degli incarichi per la gestione dei servizi di smaltimento rifiuti, con inspiegabili rinnovi di contratto, multe mai sanzionate, capitolati nel complesso mai rispettati, basti pensare alla differenziata, sempre pagata ma mai partita, molti terracinesi hanno dato prova di conoscere bene l’argomento e di come provvedere alla gestione dei rifiuti all’interno del loro territorio.

Assemblea7

Sorprendendo gli stessi organizzatori, durante i vari interventi si sono discusse questioni come isole ecologiche, raccolta porta a porta, compostaggio e smaltimento dell’umido, consorzi di aziende che operano nella gestione dei rifiuti, comportamenti più responsabili nella produzione stessa rifiuti da parte di privati e aziende; fino ad arrivare alla proposta CONCRETA della costruzione di una GSS (Gruppo di Smaltimento Solidale). Il suggerimento del consigliere Di Mauro di occupare un terreno comunale lasciato all’abbandono, per allestire un sito di raccolta è stata accolta con una cauta speranza. Il progetto è difficile pieno di insidie ma il primo passo è stato fatto, adesso deve essere creata una rete di utenti veramente interessati per farlo decollare.

Assemblea9

L’Assemblea è stata la prima pietra: la speranza è quella di ricostruire Terracina secondo un nuovo ordine, per far trionfare il buon senso, la responsabilità, l’innovazione e la reciproca solidarietà sull’incapacità e il menefreghismo della nostra attuale classe dirigente. Viva Terracina e i Terracinesi VIRTUOSI!

Terracina Rialzati

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54000 [13]

Stefano Nardi ha revocato la nomina di Franco Ferrari del Pdl da assessore ai
lavori pubblici.
Nessun totonomine, la delega rimarrà nelle mani del primo
cittadino. «Il sindaco avrà un bel da fare, visto che già doveva gestire
l’assessorato all’ambiente e quello alle finanze», attacca subito Alessandro Di
Tommaso, segretario del Pd. Ieri pomeriggio Nardi ha convocato gli uomini di
“fiducia” e ha ufficializzato la decisione che era nell’aria da qualche giorno.
L’incontro è durato meno di un’ora. Perché è stato rimosso Franco Ferrari? Quali
sono le motivazioni politiche di questa decisione? Secondo i bene informati ci
sarebbero state delle divergenze con i rappresentanti del Pri e con lo stesso
primo cittadino: «Non ho condiviso le scelte operate dall’Amministrazione sulla
Terracina Ambiente e sull’Azienda Speciale – chiarisce Franco Ferrari (ex Forza
Italia) – ho avuto qualche screzio con Nardi, ma parlerò a tempo debito». Di
fatto si apre una nuova spaccatura all’interno della maggioranza, anche se ci
sarebbero ancora i numeri per governare: Domenico e Roberto Pietricola, Alfredo
Lauretti, Edis Mazzucco e Paolo Cerilli sono gli uomini vicini al sindaco che
stanno cercando di far riprendere la città. «Continuiamo a vedere gente in
Comune che si agita senza capire cosa stia succedendo. Mentre la città è
bloccata. Paralizzata. E quel che è peggio è che le opere pubbliche, come il
resto, non devono ripartire, ma proprio essere avviate – prosegue Di Tommaso –
Non ci sono commenti per questo ultimo passo e mi spiace per Ferrari, il quale
mi sembra fosse uno dei più corretti. Continuano le guerre interne: questo
denota una spaccatura che dura da dieci anni e che certifica come questa
maggioranza non possa presentarsi alle prossime amministrative per governare la
città». Dopo Marzullo, fatto fuori dall’Azienda speciale, un’altra testa
importante è stata “tagliata” nel giro di pochi giorni: «Siamo congelati da
cinque anni. E’ la quarta crisi politica di questa giunta», conclude Di Tommaso.
Nella notte si sono susseguite riunione interne al Pdl; in giornata potrebbero
arrivare altre novità clamorose.
di DANIELE SPERLONGA

L’emergenza rifiuti sembra rientrata a Terracina. Un altro passo in avanti, dopo
quello decisivo del 3 marzo davanti al prefetto di Latina Antonio D’Acunto, è
stato compiuto nella sede della Latina Ambiente. «Siamo soddisfatti degli
sviluppi della vicenda e delle responsabilità assunte dall’amministrazione t –
chiarisce Massimo Feudi, Fit Cisl – credo che la città possa tornare a un
aspetto decoroso in vista della stagione turistica». L’ottimismo scaturisce
dalla delibera redatta nei giorni scorsi: il Comune garantirà 200.000 euro al
mese alla società mista per fronteggiare le spese correnti. Inoltre nelle casse
della Terracina Ambiente finiranno altri 35.000 euro mensili, necessari alla
strutturazione della società in vista dell’introduzione della Tia, che partirà
da luglio. Questo permetterà di fronteggiare il problema principale della
società, ovvero il flusso finanziario: i soldi che dal Comune di Terracina,
socio pubblico maggioritario, sono sempre arrivati in parte minima rispetto a
quanto pattuito. Uno sforzo che consentirà di assumere a tempo indeterminato 13
operatori, acquistare mezzi, pagare gli stipendi. «Lunedì ratificheremo tutto,
se le promesse non verranno mantenute tornerà lo stato di agitazione», ha
concluso Feudi. Intanto oggi alle 17, a Villa Tomassini assemblea pubblica per
presentare l’esposto sulla questione rifiuti da parte di alcune associazioni.
di DANIELE SPERLONGA

Controlli della capitaneria nelle mense scolastiche. Pangasio al posto della sogliola.
Mense scolastiche passate ai raggi X dal nucleo ispettori pesca dell’ufficio
circondariale marittimo di Terracina. C’è scappata la denuncia per frode
nell’esercizio del commercio per un fornitore che spacciava il pangasio per
sogliola e platessa previste nel menù concordato nella gara d’appalto. Lo scorso
gennaio gli uomini del comandante Cosmo Forte sono stati impegnati in un’intensa
attività di controllo che ha riguardato la gestione e somministrazione dei
prodotti ittici presso le mense scolastiche delle scuole dell’infanzia e
primarie dei Comuni di Terracina, Fondi, San Felice Circeo e Sperlonga. Sono
stati acquisiti e visionati gli atti amministrativi inerenti le gare di appalto
per il servizio di mensa scolastica depositati presso i Comuni interessati.
Ispezionati i centri cottura dove vengono preparate le vivande per i bambini. I
controlli hanno riguardato, in particolare, il rispetto della vigente normativa
sia nazionale, in materia di etichettatura e tracciabilità, che comunitaria che
impone agli operatori del settore anche la cosiddetta ‘rintracciabilità’ e cioè
l’obbligo di documentare tipologia e provenienza del pesce. Il personale di via
del Molo ha anche controllato il corretto comportamento dei gestori delle mense,
verificando che il prodotto ittico distribuito rispondesse a quello previsto dai
menù concordati, in sede di assegnazione della gara d’appalto, con
l’amministrazione comunale di riferimento. In questo ambito è stato denunciato
all’autorità giudiziaria di Latina per frode nell’esercizio del commercio un
gestore del sud pontino che somministrava sistematicamente ai piccoli alunni il
pangasio, pesce d’acqua dolce allevato nel Vietnam, al posto della più pregiata,
e costosa sogliola e platessa. L’irregolarità è stata subito segnalata al Comune
di riferimento. Altre irregolarità, meno gravi, sono oggetto di una nota
informativa inviata alla Procura di Latina. Tutta l’attività è stata svolta in
coordinamento con il Servizio Igiene Alimenti del Dipartimento di Prevenzione
dell’AUSL di Latina attivata per la parte di propria competenza ed a cui gli
ispettori pesca della Guardia Costiera di Terracina hanno segnalato un operatore
che ha violato le norme di rintracciabilità degli alimenti. Tale tipologia di
operazione rientra tra i numerosi compiti istituzionali della guardia costiera
che svolge un costante monitoraggio su tutta la filiera ittica, dalla pesca in
mare fino alla grande e piccola distribuzione.
Pubblicato da Rita Recchia

C’È la parola di Valerio Golfieri ora a ratificare la prossima partenza
dell’Azienda speciale.
Il neo presidente dell’ente strumentale giovedì scorso ha
tenuto una conferenza stampa nella sede di via Giacomo Leopardi per spiegare a
tutti qual è la tempistica imminente per l’avvio dei servizi. Golfieri,
affiancato dai consiglieri d’amministrazione Quirino De Angelis e Francesca
Gallinari (assente «per scelta concordata» la direttrice Carla Amici), presente
anche l’assessore Francesco Zicchieri, ha illustrato i piani. Nessun commento
sulla destituzione di Roberto Marzullo, sì invece sulla ragione per la quale
Nardi lo ha scelto per guidare l’Azienda: «Ho già lavorato nel Terzo settore e
con associazioni di questo tipo». Esperienza, dunque. Golfieri infatti dimostra
di volersi lasciare alle spalle le polemiche e parlare solo di fatti. L’ex
capogruppo del Pdl annuncia assunzioni spalmate in tre anni di almeno 64
operatori, così come deciso in Consiglio comunale. Tra questi, 54 operatori e 10
professionisti tra psicologi, analisti. Attualmente invece sono al lavoro 33 tra
educatori ed ausiliari, tutti provenienti dalle cooperative che negli anni
passati hanno gestito il Terzo settore. Ancora niente di certo invece riguardo
la riapertura del centro diurno per disabili adulti, un tempo gestito dalla
cooperativa «Mosaico» e chiuso con la fuoriuscita della coop. Golfieri evita di
fornire tempi certi: c’è da trovare la struttura idonea e da organizzare il
tutto. Serve ancora tempo. Soluzione tampone invece per l’assistenza
domiciliare, anch’essa interrotta dal mese di agosto dello scorso anno e che
forniva sostegno a circa 100 persone in stato di grave bisogno. Attraverso un
protocollo di intesa con la Cisl, infatti, si riuscirà a fornire assistenza a 5
persone bisognose. Ma è tutto all’inizio, spiega Golfieri. L’importante, secondo
il presidente dell’Azienda speciale, è che non vi siano più intermediari. I
soldi della Regione e quelli delle rette verranno gestiti dall’amministrazione
comunale. Questo, in fondo, è sempre stato l’obiettivo del sindaco Stefano Nardi
che proprio sul finire dell’estate dello scorso anno ha voluto porre fine a quel
«sistema cooperativistico » troppo costoso. Da quel dì, di fatto, i servizi
sociali si sono praticamente arenati. A parte qualche attività ripartita a
settembre scorso, come gli asili nido comunali, è rimasto per mesi tutto fermo.
D’altronde una struttura che dovrà gestire praticamente tutti i servizi
comunali, dallo sfalcio dell’erba alla farmacia comunale passando, appunto, per
i servizi sociali, non si poteva far partire nel giro di qualche settimana. Ora
però, a sentire Golfieri, siamo alle battute
finali. L’Azienda sta per partire.
D. R.

Corse ridotte per il cimitero, si viaggia stretti.
Ridotte le corse del trasporto urbano verso il camposanto di via Anxur, a
Terracina. Inevitabili le proteste degli utenti per niente contenti della
novità, soprattutto considerando che nella stragrande maggioranza dei casi si
tratta di cittadini anziani. Per raggiungere il cimitero di Terracina servendosi
del trasporto urbano bisogna affidarsi alla linea L che durante il giorno
effettua due corse soltanto, quelle che partono da piazzale Marconi delle 9e15 e
alle 10e20 del mattino. Dopodiché nulla più nel corso dell’intera giornata. I
diretti interessati lamentano il fatto che prima, tra mattino e pomeriggio, si
arrivava perlomeno a tre corse. Non moltissimo, ma, comunque, già qualcosa di
più. Questo voleva dire innanzitutto avere un ventaglio di scelta dell’orario in
cui andare leggermente più ampio. Ma soprattutto significava la possibilità di
trovare un posto a sedere sull’autobus molto più facilmente di quanto non stia
accadendo ora. Le proteste, infatti, riguardano proprio il fatto che, essendo
stato ridotto il numero delle corse utili, i mezzi pubblici ogni volta sono
assiepati di gente. A ogni fermata sale sempre qualcuno, e fino al piazzale del
cimitero le soste sono in tutto otto, compresa la destinazione. Gente,
ricordiamolo, soprattutto avanti con l’età che, di conseguenza, non riesce a
sostenere l’intero percorso in piedi, stretta tra tutte le altre persone (che si
trovano nelle medesima situazione, tra l’altro). Addirittura nei giorni scorsi
una signora sarebbe stata colta da un attacco di panico per quanta gente era
assiepata sull’autobus. E’ stata costretta a scendere a metà strada,
accompagnata da un’altra donna mossa a compassione. Le due signore si sono fatte
a piedi la strada fatta fino all’allora sul bus. Certamente una situazione non
bella, oltre che affatto comoda e agevole. Purtroppo, come comunicato sul sito
web del Comune, sono state ridotte svariate corse all’interno di ogni linea. Con
le solite inevitabili conseguenze per i cittadini.
Pubblicato da Rita Recchia

Un operaio 40enne di Terracina e’ stato arrestato dai carabinieri con un chilo
di cocaina purissima nascosto nell’automobile.
L’uomo era stato fermato lungo
la via Appia per un normale controllo e durante la perquisizione
dell’automobile e’ stato trovato il panetto di stupecente sotto uno dei sedili.
L’uomo non aveva precedenti specifici, ma si sospetta che sia un punto di
riferimento per lo spaccio locale.

Anche a Terracina è sbarcato il nuovo movimento dei giovani del Pdl la “Giovane
Italia”.
Il gruppo vede la fusione delle formazioni politiche giovanili di AN e
FI che sarà traghettato fino alla presentazione ufficiale, nel dopo elezioni, da
Luciano Savarese (ex coordinatore di Azione Giovani) e Daniele Pecchia (ex
coordinatore Giovani per la Libertà di Forza Italia). Il primo evento che vede
questo nuovo movimento muoversi a Terracina è fissato per Domenica 14 Marzo alle
17.15 presso l’hotel Palace di Terracina alla presenza del Ministro della
Gioventù Giorgia Meloni, Presidente del Movimento. I due ex coordinatori sono e
saranno attivamente impegnati sul territorio per questa difficile ma non
impossibile campagna elettorale che ci vede tutti uniti per far confluire più
consenso possibile al Pdl in favore della nostra candidata alla Presidenza della
Regione Lazio Renata Polverini, contro quella sinistra che è stata solo capace
di lasciarsi una Regione in condizioni disastrate. La giovane Italia,
dichiarazione di Pecchia, sarà un nuovo e vitale movimento che accomuna ragazze
e ragazzi di uguale pensiero politico ispirato ai valori del PPE. Stiamo
attraversando un momento, per la nostra Terracina, in cui c’è bisogno di molti
cambiamenti e solo i giovani con la loro capacità e la loro voglia di lavorare
posso apportare quel contributo positivo che ci porterà positivamente lontano.
Luciano Savarese dichiara: Il movimento Giovanile deve essere una sveglia per la
coscienza civile dei Terracinesi, con un occhio di riguardo alla fascia di età
che sarà protagonista del futuro: I giovani linfa sana e non corruttibile del
cambiamento.
Daniele Pecchia
Ex coordinatore “Giovani per la Libertà” di Forza Italia Terracina
Luciano Savarese
Ex coordinatore “Azione Giovani” Terracina

La volley terracina conquista la semifinale della coppa lazio battendo la Volley
cave per 3-0
, una partita molto combattuta e bella da vedere peccato che si è
svolta in un orario un po’ tardi per i tifosi che il giorno dopo dovevano
recarsi al lavoro ma nonostante tutto il pubblico era abbastanza folto.Inizia la
partita con punteggio altalenante per le due formazioni ma il Terracina riusciva
a far suo il set.
Il secondo set si può definire simile al primo mentre il terzo ed ultimo set
veniva fuori ampiamente il terracina che metteva fine all’incontro per così
accedere alle semifinali che si giocheranno a data da destinarsi nell’attesa di
sapere che sarà la nostra avversaria.
Le ragazze sono uscite dal campo molto soddisfatte del risultato raggiunto,anche
il mister era raggiante per la vittoria ma non ha voluto rilasciare alcuna
dichiarazione forse voleva godersi questa qualificazione insieme alle ragazze
nello spogliatoio.Invece il vice presidente Avv. De Felice Claudia dichiarava
che le ragazze fino ad oggi hanno piena soddisfazione a tutta la società e
perché no fare il binomio coppa e campionato visto che le cose sono andate
almeno per ora come tutti speravano.
Altra soddisfazione viene dalle giovanili dove l’allieva Vanessa De Gregori
ancora una volta è stata convocata per le regionali questo sta a signficare che
la ragazza a giudizio dei selezionatori vale e tutti noi ne siamo orgogliosi per
aver tirato fuori dal vivaio un elemento valido, in conclusione non possiamo
come società che ringraziare tutti quanti lavorano dietro le quinte e con i
risultati raggiunti fino ad oggi significa che tutti nessuno escluso stanno
lavorando molto bene nei vari settori.
Ora si pensa già all’incontro di domenica prossima contro il Ciampino che sulla
carta sembra una partita facile ma non bisogna mai sottovalutare nessuno e
giocare la propria partita fino in fondo, quindi aspettiamo tutti i tifosi
numerosi sempre alle ore 18.00 presso il palazzetto dello sport di Terracina.

In Uruguay sullo orme di San Silviano e del moscato.
Da Terracina a Solis Grande, in terra uruguayana, seguendo il filo della memoria
sulle tracce di quegli emigranti che hanno esportato in terra sudamericana il
vino Moscato e il culto di San Silviano. Un culto talmente forte da radicarsi
nel profondo del Paese, dove ancora oggi risiede quel gruppo di emigranti,
partiti da Terracina per seguire un latifondista americano, e che ci tiene a
mantenere vive le tradizioni della propria terra d’origine. Questo vale anche
per il culto e la fede verso il santo protettore dei vigneti e delle campagne.
Quest’anno le gesta di quei pionieri compiono mezzo secolo, e per l’occasione da
Terracina partirà una nutrita delegazione di imprenditori e cittadini che
parteciperanno alla solenne processione del 1° maggio. ”Cesare Riccardi e
Pierina Simoneschi furono i primi a lasciare Terracina per trasferirsi a Solis
Grande, a circa 80 chilometri di distanza da Montevideo- racconta Luciano
Feragnoli, da sempre uno dei più attivi organizzatori dei festeggiamenti annuali
in onore di San Silviano con Romano D’Auria e altri ancora- Seguirono un
latifondista di quella zona che, venuto per caso a Terracina, s’innamorò del
nostro Moscato. Andarono lì e piantarono le nostre uve che crebbero forti e
rigogliose”. Proprio su quell’immenso latifondo è poi sorta una cappella
dedicata a San Silviano dove si trova la piccola statua amorevolmente portata
cinquant’anni fa dalla signora Pierina, che vi portò anche l’ostensorio
affidatale dal vescovo Piccioni. La delegazione di Terracina partirà il prossimo
25 aprile per rientrare il 5 maggio. Stanno facendo preparare delle vesti
speciali che saranno indossate da coloro che porteranno in processione la statua
del santo. Da Terracina partirà anche un labaro creato proprio per l’occasione.
Da sottolineare come per questo viaggio non hanno ricevuto sponsorizzazioni né
patrocini. A spingerli fino in Uruguay è solo la grande fede per San Silviano e
il legame che avvertono con i conterranei emigranti negli anni ’60. Del resto
ogni anno a Terracina la processione del 1° maggio viene curata nei minimi
dettagli dal comitato che da anni si impegna a mantenere in vita tale
tradizione.
Pubblicato da Rita Recchia

Card turistica, previsti i soldi per la grafica.
I turisti di Terracina dalla prossima estate potrebbero usufruire davvero di una
card che li agevoli e stimoli a vivere profondamente la città. Magari anche a
ritornarci per una seconda vacanza. Sembra, infatti, che stia prendendo corpo la
proposta avanzata agli amministratori locali diversi mesi fa dai rappresentanti
di alcune realtà ricettive. ”Bisogna preparasi per tempo- aveva spiegato gli
ideatori dell’iniziativa- altrimenti la prossima stagione estiva sarà ancora più
triste di quella appena passata”. Di qui l’idea di una card che agevoli la
permanenza in città dei turisti. Una cosa già sperimentata altrove, ma che per
Terracina avrebbe quasi il sapore di una scoperta. Anzi, di una conquista. ”La
card avrà prezzi diversi a seconda della durata- spiegavano- Ci saranno card
giornaliere, settimanali ma anche di durata maggiore. A seconda del suo prezzo,
ogni card dovrebbe prevedere un tot di corse sui trasporti pubblici, di entrate
nei musei e in tutti quei luoghi di attrazione culturale che Terracina può
offrire”. E pare che il Comune abbia recepito il messaggio. Una recente
delibera di giunta ha istituto formalmente la card impegnando la somma di circa
4 mila euro a favore di una ditta di latina che dovrà studiare il progetto e
l’idea grafica della card. Quest’ultima, che dovrebbe costare non meno di 5 euro
e non più di 15, conterrà l’ingresso al Tempio di Giove, al Museo Civico Pio
Capponi, il trasporto pubblico urbano e il parcheggio a pagamento.
Pubblicato da Rita Recchia

CONTINUA la tregua armata tra le organizzazioni sindacali e la Terracina
Ambiente, dopo le proteste e l’emergenza rifiuti delle scorse settimane
. Ieri
si è tenuto un nuovo incontro tra Cgil, Cisl e Uil e la società mista. Sul
tavolo, ancora le questioni legate alla sicurezza sul posto di lavoro, la
carenza di mezzi e soprattutto la cronica carenza d’organico. I sindacati non
mollano e chiedono la stabilizzazione dei 13 lavoratori stagionali che da 20
lavorano a tempo nel servizio di raccolta dei rifiuti in attesa di un contratto
sicuro. Ma non solo. Restano immutate anche le posizioni in merito agli impegni
presi da Terracina Ambiente sulla puntualità nel pagamento dello stipendio e
soprattutto sulla messa in opera di un piano transitorio che sia utile a
preparare il passaggio al regime di tariffa previsto a partire dal mese di
luglio. Intanto proprio sulla questione dei rifiuti questo pomeriggio si terrà
un’assemblea pubblica a villa Tomassini , organizzata dalle associazioni
Terracina Rialzati, Città Partecipata e il Circolo Eleuterìa, insieme con il
consigliere dei Verdi Gino Di Mauro. Ai cittadini sarà presentato un esposto da
firmare e inviare alla Procura. Le associazioni prendono ad esempio una
sentenza della Corte dei Conti che ha condannato il C o m u n e d i Marcianise
per danno erariale per la mancata raccolta differenziata.
D. R.

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54000 [14]

Una violenta tromba marina la notte  scorsa  si  è  abbattuta  sul  litorale  di
Terracina, a nella zona di Badino, facendo piazza pulita di tutto ciò che  si  è
trovata davanti.
È accaduto intorno alle 5,30.  Il  vortice  d’aria  proveniente
dal mare si è schiantato su  alcune  strutture  commerciali  presenti  lungo  la
costa. Le violentissime raffiche di vento hanno colpito diverse abitazioni,   ma
a subire i danni maggiori è stato un take away del pesce,  lungo  il  chilometro
105 della Pontina. La furia della tromba d’aria ha  completamente  spazzato  via
la tettoia del take away «Dal pescatore», fatta di lamiere e travi leggere,   la
quale dopo un volo vorticoso è  precipitata  sul  parcheggio  del  salone  «Auto
Garden», dove erano posteggiate diverse automobili.  La  violenza  della  caduta
della tettoia ha danneggiato in tutto 6 automobili. Due di  esse,   anzi,   sono
rimaste completamente schiacciate sotto la tettoia, subendo danni  ingenti  alla
carrozzeria. Coinvolte, anche se in misura minore, anche altre automobili.   Per
fortuna a quell’ora nessuno si aggirava per la zona: dunque non  ci  sono  stati
feriti. Ma la violenza con cui la tromba marina  si  è  abbattuta  sul  litorale
avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.   Parzialmente  coinvolto  anche
il ristorante «Meson Felix»,  sempre  lungo  la  Pontina,   al  quale  le  forti
raffiche di vento hanno portato via qualche  pezzo  di  muro.   Sul  posto  sono
intervenuti immediatamente i la polizia locale e i  vigili  del  fuoco.   Questi
ultimi sono tornati ad intervenire anche intorno alle  13  di  ieri,   dopo  una
segnalazione. Ad un chilometro di distanza dalla  friggitoria  scoperchiata  dal
vento, lungo la Pantani da Basso, un capannone agricolo ha  perso  la  copertura
che è andata a finire nella proprietà  di  un’abitazione  privata.   Durante  le
operazioni i vigili del fuoco  hanno  rilevato  che  il  materiale  di  cui  era
composto il tetto era in gran parte di eternit. Per  cui  sono  stati  avvertiti
anche la Asl locale e i  Nas.   Sempre  il  maltempo  ha  colpito  la  zona  del
Mortacino. Un  vento  violentissimo  ha  scoperchiato  diverse  serre  coltivate
prevalentemente a fragole. Un danno di  diverse  migliaia  di  euro  per  alcuni
agricoltori, che contavano, di qui  a  breve,   di  passare  alla  raccolta  dei
frutti di stagione. Un duro colpo per i coltivatori,  che  ora  fanno  la  conta
dei danni e delle perdite in termini economici.
Diego Roma

16 [17]
Usura. Sarebbe questa la causa che ha scatenato i controlli dei  carabinieri  di
Terracina insieme ai colleghi di Latina.
Un giro di imprenditori  residenti  tra
Terracina e Borgo Hermada a cui gli  uomini  dell’Arma  hanno  fatto  visita  in
alcuni casi prelevando anche documenti importanti. Il dispiegamento di  forze  è
stato significativo ma sulle indagini i carabinieri stanno tenendo  uno  stretto
riserbo. Non ci sarebbe nessun politico coinvolto ma solo  imprenditori  quindi,
forse legati tra loro da un sistema di prestiti a strozzo. Un sistema  che  vede
legati vittime e usurai. L’indagine sarebbe  partita  dopo  la  denuncia  di  un
imprenditore finito nelle maglie dell’usura  che  evidentemente  non  ne  poteva
più di pagare interessi così alti. Non è  neanche  da  escludere  una  massiccia
operazione di controllo sull’utilizzo della  manodopera  clandestina  visto  che
la lente degli inquirenti è stata puntata anche su un’azienda, ipotesi  che  nel
corso  delle  ultime  ore  è  andata  sempre  più  tramontando.   I  carabinieri
avrebbero anche controllato case  acquistate  all’asta.   Forse  aste  pilotate?
Controllate da qualche organizzazione che investe somme  ingenti?  Anche  queste
rimangono solo ipotesi. Sta di fatto che i blitz  delle  forze  dell’ordine  sul
territorio di Terracina si stanno facendo sempre  più  frequenti.   L’ultimo  in
ordine cronologico ha riguardato la Terracina  Ambiente.   I  militari  si  sono
recati a più riprese sul Comune, nel deposito di Morelle  e  infine  nelle  sede
della Latina Ambiente che ha un rapporto di consulenza con  la  sorella  gemella
di Terracina. Indagini che in  un  primo  momento  si  erano  concentrate  sulla
raccolta differenziata ma che  poi  si  sono  ben  presto  allargate  all’intera
gestione societaria.
di FABIO COCCIA

17 [29]

Affitti stagionali: arrivano le nuove regole.
Un freno alla babele degli affitti, soprattutto nel periodo estivo.   A  partire
dalla prossima bella stagione  anche  a  Terracina  i  rapporti  tra  affittuari
occasionali e padroni di casa  dovranno  basarsi  sulla  legge  regionale  n. 13
dell’agosto  2007  e  regolamento  regionale  n.   18  del  21  settembre   2009
(Disciplina  delle  strutture  ricettive  extralberghiere).      Sono    entrate
ufficialmente  in  vigore  le  nuove  norme  per  l’esercizio  delle    attività
ricettive di tipo extra – alberghiero.   All’inizio  il  regolamento  era  stato
previsto già la scorsa estate, ma poi aveva subito  uno  slittamento  per  delle
modifiche. Ora sembra che si faccia sul serio,  così  come  indicato  anche  sul
sito web del Comune di Terracina. Quindi anche da  queste  parti  i  proprietari
di seconde case dovranno, diciamo così,   ‘mettersi  in  regola’  espletando  la
trafila burocratica prevista affinché  l’immobile  dato  in  affitto  abbia  una
sorta  di  <’pedigree’,   una  classificazione  che  ne  certifichi  l’effettiva
idoneità  a  quel  tipo  di  utilizzo.   Per  farla  breve:  chi  possiede    un
appartamento  delle  dimensioni  di  un  garage  non  dovrà  affittarlo  a   una
famigliola formato allargato. Oppure ogni camera potrà contenere un  massimo  di
quattro posti letto, senza aggiungere divani e  sacchi  a  pelo.   Ogni  camera,
inoltre, dovrà meritarsi tale nome,  e  non  essere  una  sorta  di  bugigattolo
dover sistemare a dormire i cugini di terzo grado che arrivano  per  Ferragosto.
Con il nuovo regolamento regionale le case dovranno rispondere a  requisiti  ben
precisi che il proprietario dell’immobile dovrà autocertificare  alla  Provincia
competente per territorio,   sulla  base  di  uno  schema  tipo,   per  ottenere
l’attribuzione  della  classifica  e  il    riconoscimento    di    una    delle
specificazioni aggiuntive previste, allegando la  documentazione  attestante  il
possesso  dei  requisiti  richiesti.   Entro  un  mese  la  Provincia   comunica
all’interessato  e  al  Comune  dove  sorge  l’immobile    la    classificazione
attribuita e la specificazione aggiuntiva riconosciuta. La domanda  di  rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio delle attività,   invece,   va  presentata  al
Suap del Comune competente. Resta da vedere chi effettivamente accerterà  che  i
requisiti  autocertificati  sulla  carta  esistano    anche    tra    le    mura
dell’appartamento.
Pubblicato da Rita Recchia

17 [11]
LE INDAGINI del Nucleo Investigativo dei carabinieri di  Latina  si  concentrano
sull’attivit à c o mmerc iale di due imprend itori di origine campana c  h  e  d
a tempo si sono trasferiti a Ter raci na. Nei loro confronti,  è  in
corso  un  procedimento  penale  disposto  dalla  Procura  della  Repubblica  di
Latina. La voluminosa documentazione  sequestrata  presso  le  loro  abitazioni,
nell’impresa di famiglia e presso i  domicili  dei  loro  parenti  più  stretti,
sarebbe di natura soprattutto commerciale: documenti  relativi  all’impresa  nel
settore edile, titoli di credito, e altre  carte  che  rientrano  nell’inchiesta
coordinata dalla Procura.  Acquisizioni,   quelle  dei  carabinieri  del  Nucleo
Investigativo di Latina diretti dal capitano  Luigi  Spadari,   e  dei  militari
della Compagnia di Terracina coordinati dal capitano Alessandro  Giordano  Atti,
soprattutto di natura contabile.   Questo  farebbe  presupporre  che,   dopo  la
raffica di perquisizioni scattate all’alba di  mercoledì  a  Terracina  e  nella
frazione di Borgo Hermada, nel mirino degli inquirenti  sia  finita  soprattutto
la gestione  dell’azienda  di  famiglia,   da  anni  attiva  nel  territorio  di
Terracina e a quanto pare molto nota in città. Stretto  riserbo  sulla  faccenda
da parte  delle  forze  dell’ordine,   anche  se  la  raffica  di  perquisizioni
dell’altra  mattina,   con  l’ampio  spiegamento  di  uomini  provenienti    dal
capoluogo, farebbe intendere che la questione  risulti  quanto  mai  importante.
Per un territorio, poi, come quello di  Terracina,   già  oggetto  di  indagini,
sequestri e inchieste relative a usura, racket, estorsioni e  traffici  illeciti
di soldi. Per quanto riguarda i blitz  congiunti  dell’altra  mattina  all’alba,
tuttavia,  sembrerebbe  che  le  indagini  siano  scaturite  da  una  denunciata
presentata da un imprenditore. Si  tratterebbe  di  un  caso  di  usura  quindi,
forse con i risvolti di intimidazioni ai  danni  dell’imprenditore  che  avrebbe
presentato la denuncia alle forze dell’ordine.   Tuttavia  non  sono  del  tutto
chiari i contorni  della  vicenda,   e  il  fatto  che  le  perquisizioni  e  le
conseguenti  acquisizioni  delle  carte  abbiano  puntato  dritto  sull’attività
commerciale dei due imprenditori campani, potrebbe far intendere  che  all’ombra
de ll’ usu ra possa  esserci  anche  il  riutilizzo  di  soldi  sporchi.   Tutte
ipotesi, com u n q u e , che non trovano  conferme  ufficiali  e  che  di  certo
riserveranno importanti risvolti  in  città.   Il  faro  che  la  Procura  della
Repubblica ha voluto puntare sulla realtà economica terracinese,  potrebbe  aver
rappresentato,   con  l’operazione  dei  carabinieri  mercoledì    mattina    di
perquisizioni presso le abitazioni  e  la  sede  dell’azienda  della  coppia  di
imprenditori di origine campana, solo un primo passo.   A  quanto  sembra,   gli
investigatori partendo dalla  denuncia  dell’impenditore  vittima  dei  presunti
strozzini, potrebbero far venire a galla un  tessuto  economico  locale  in  cui
avvengono  azioni  malavitose.   Al  momento  nei  confronti  dei  due  titolari
dell’azienda che opera nel campo dell’edilizia,   è  in  corso  un  procedimento
penale,  perno  dell’indagine  avviata  dalla  magistratura  con  l’ausilio  dei
carabinieri.   L’inchiesta  prosegue  serrata,   con  gli  atti  e  i  documenti
sequestrati che già  sarebbero  al  vaglio  degli  investigatori.   Non  si  può
escludere  che  anche  nei  prossimi  giorni  possano  essere  effettuati  nuovi
sopralluoghi e blitz da parte delle  forze  dell’ordine.   Non  si  può  neppure
escludere che l’indagine possa riservare già a breve primi risvolti  giudiziari.
Francesco Avena

 17 [9]

Trasformato il diritto di superficie in diritto di proprietà”
La Giunta comunale decide i  valori  unitari  di  riferimento  delle  abitazioni
realizzate in zona 167
La  Giunta  comunale,   proseguendo  l’impegno  di  soddisfare   le    legittime
aspettative dei cittadini interessati alla  piena  titolarità  delle  abitazioni
costruite sui lotti ricadenti nelle aree ex leggi n.167/62  e  n.   865/71,   ha
individuato  i  valori    unitari    di    riferimento    per    l’anno    2010.
Tutti i cittadini che hanno fatto domanda per  la  conversione  del  diritto  di
superficie in  diritto  di  proprietà  potranno  far  riferimento  ai  riportati
valori economici:

Piani di Zona 167 “Arene I, II, III” 112.54 euro al metro quadro;
Piano di Zona 167 “Calcatore” 89,95 euro al metro quadro;
Piano di Zona 167 “B. Hermada” 66.19 euro al metro quadro;
Piano di Zona 167 “Stazione” 89,95 euro al metro quadro.

La delibera di Giunta comunale stabilisce inoltre  che  i  prezzi  si  intendono
per interventi edilizi realizzati conformemente alle norme in materia  e  dotati
di regolare certificato di agibilità/abitabilità,  e  prevede  la  rateizzazione
del corrispettivo nei seguenti termini:
* 20% al momento de rogito;
* 80% in dodici rate trimestrali di pari importo, fermo restando l’applicazione
* degli interessi legali e la garanzia con polizza fidejussoria.
Infine, tutte le pratiche che porteranno ad un corrispettivo di 0,00  euro,   un
importo fisso di euro 1.000 per singola unità abitativa, da versare  al  momento
del rogito notarile.

 17 [8]
Proteste per il falò di San Giuseppe in piazza Assorati.
Un conto è tenere vive le tradizioni locali. Un altro  è  accatastare  pezzi  di
arredamento ormai demodè, cartone e rami  secchi  su  una  delle  piazzette  più
suggestive del centro storico alto di Terracina in attesa del più  classico  dei
‘focheracci’ di San Giuseppe. Accade in piazza Assorati,  all’interno  di  Corso
Anita Garibaldi, dove oramai da almeno dieci giorni si trova ammucchiata  su  un
pavimento, tra l’altro rifatto  nuovo  da  poco  tempo,   una  catasta  che  sta
aspettando soltanto che arrivi la  sera  del  prossimo  19  marzo  per  prendere
fuoco. Nel frattempo chi, anche solo per caso, si  trovasse  a  passeggiare  nei
dintorni  (visto  mai  che  dovesse  esserci  qualche  turista,   magari  quegli
stranieri un tempo innamorati di Terracina)  anziché  ammirare  la  bellezza  di
piazza Assorati, inevitabilmente soffermerebbe il proprio sguardo su  quei  rami
di pino, tavole di legno, mobili ormai andati e vecchie  sedie.   Una  forma  di
arte contemporanea immersa nella storicità della piazzetta?  Macchè.   Piuttosto
un fulgido esempio della più  rozza  maleducazione  e  senso  d’inciviltà.   Gli
autori della futura pira sarebbero dei ragazzi che  vivono  nel  centro  storico
alto e che, ripresi già da qualcuno, sembrano  non  avere  proprio  l’intenzione
di togliere quell’immondizia. Perché soltanto di questo si tratta.  Tra  l’altro
alcune  persone  lamentano  anche  il  fatto  che  proprio  laddove   è    stata
accatastata tutta quella robaccia, ci sono le tubature del gas.  Oltre  che  una
bruttura anche un pericolo, dunque. Ma questa è Terracina,  una  città  dove  le
discariche a cielo aperto le ritrovi  con  estrema  facilità.   E  poco  c’entra
l’emergenza rifiuti. Questi spettacoli a portata di tutti gli  sguardi  esistono
e resistono anche nei tempi in cui non c’è moria dei  netturbini  o  dei  mezzi.
E’ ormai un malcostume ben radicato nella testa delle gente.   Anche  in  quella
dei cittadini più giovani, a quanto pare. Prova ne è il fatto  che,   nonostante
le lamentele per quei rifiuti  ammucchiati  siano  già  finite  anche  sui  vari
giornali locali, la catasta è ancora là. Non indietreggia  di  un  passo,   anzi
aumenta giorno dopo giorno.   Qualcuno  racconta  che  sia  arrivata  anche  una
vecchia camera da letto non più utilizzabile. A questo punto  soltanto  il  falò
di  San   Giuseppe    potrà    annientare    definitivamente    la    questione.
Pubblicato da Rita Recchia

 17 [6]

Ogni giorno ne sentiamo una nuova, “ESCAVO  DEL  CANALE  DEI  PESCATORI”,   anzi
“LAVORI DI BONIFICA DEL CANALE DEI PESCATORI”,  questo  mi  induce  al  pensiero
che solamente oggi l’amico Rossano Alla ( residente a  Terracina  )  si  accorga
delle problematiche che affliggono da  tempo  le  attività  produttive  presenti
nel nostro territorio. Nel 2006 qualcuno forse non  ricorda  le  promesse  fatte
dall’allora Ministro Pecoraro Scanio,insieme all’Ass.Bonelli, che  promettevano,
la velocizzazione burocratica e l’inizio dei lavori di bonifica,  da  allora  si
è assistito all’assoluto silenzio da parte di tutti.   Mentre  il  sottoscritto,
dal lontano 2002 ha evidenziato  il  progressivo  aggravarsi  del  problema  con
interpellanze, interrogazioni e mozioni tutte agli atti del  Consiglio  Comunale
si è  adoperato  come  è  noto  a  tutti  alla  risoluzione  del  problema,   ma
puntualmente  ha  trovato  l’ostacolato  di  una  politica  disinteressata  alle
problematiche dei pescatori.  Senza  elencare  la  pappardella  tecnica  apparsa
sugli organi di informazione, abbiamo cercato altre soluzioni  collaborando  con
gli uffici comunali, stilando un programma che  prevedesse  lo  smaltimento  dei
rifiuti in discariche presenti nelle  regioni  limitrofe,   con  l’obiettivo  di
contenere i costi; poi prendendo in considerazione  la  proposta  della  società
Riccoboni,   che  prevedeva  una  soluzione  alternativa  al  problema  con   la
realizzazione di un impianto di filtraggio dei fanghi,   rilevatasi  inattuabile
per l’eccessiva spesa. Circa sei mesi fa, stimolato dai pescatori  e  da  alcuni
rappresentanti politici anche di questa Amministrazione, ho  avuto  un  incontro
nella zona magazzini sito in via delle  Banchine  con  il  tecnico  responsabile
del procedimento, al quale ho fatto la  proposta  per  un  intervento  mirato  a
migliorare la situazione della navigabilità del canale. Il tecnico  richiese  un
assenso da parte della cooperativa, essendo parte  in  causa,   richiedendone  e
avuta la disponibilità per attuare il piano di intervento,   che  attualmente  è
al vaglio della Regione. La mia  opinione  al  riguardo,   è  che  Alla  si  sia
svegliato in ritardo, perché  venuto  a  conoscenza  del  progetto  si  è  fatto
portavoce dello stesso. Un altro problema riguarda  la  situazione  della  barra
sabbiosa alla foce del porto. Nel 2007 fu raggiunto un accordo  con  la  Regione
Lazio, governata dal centro sinistra,  che  prevedeva  lo  stanziamento  di  due
milioni di  euro  per  fronteggiare  il  disastro  ambientale  prodotto  con  il
Ripascimento del litorale,   l’intervento  consisteva  nel  rimuovere  la  barra
sabbiosa, ed  usare  i  detriti  tolti  per  riqualificare  il  nostro  litorale
diventando  così  una  risorsa  per  il  nostro  territorio.   Vorrei  fare  una
puntualizzazione sul problema delle analisi, dalla documentazione  ufficiale  in
mio possesso sono compatibili  con  l’intervento  stesso(pronto  a  confrontarmi
con chi afferma il contrario). Progetto stravolto da chi come l’Ass.  Zaratti  &
Company avevano l’interesse politico di trasformare i 2.000.000 di euro  in  una
somma urgenza  di  200. 000  euro.   Come  se  non  bastasse,   l’intervento  fu
effettuato da un battello  che  inevitabilmente  non  ha  prodotto  gli  effetti
desiderati, e quindi si può tranquillamente affermare “che  dopo  il  danno  c’è
stata la beffa”, dato che ci sono stati sottratti circa un milione  e  ottocento
mila euro. Penso poi  che  le  proposte  avanzate  che  prevedono  l’impiego  di
risorse UN PO’ QUA  E  UN  PO’  LA  possano  sortire  lo  stesso  risultato  del
battello utilizzato per la rimozione della barra sabbiosa. Vorrei  ricordare  al
consigliere provinciale, paladino di codeste annunciazioni, che  avrebbe  dovuto
proporsi nei cinque anni di governo della regione da parte del  centro  sinistra
e non a ridosso dell’ elezioni, perché mi sembra poco rispettoso  nei  confronti
dei diretti interessati, stufi di  essere  presi  continuamente  in  giro,   che
puntualmente vicino ad una tornata elettorale,   sono  pronti  e  disponibili  a
risolvere i  problemi  della  marineria.   Concludendo,   posso  tranquillamente
affermare che è ora di finirla CON I PROCLAMI E LE PROMESSE ,   per  conquistare
i consensi servono certezze, non serve chi si  dichiara  vicino  alla  categoria
per  poi  sparire  dopo  le  elezioni  come  è  successo  dal  2005  ad    oggi.
Gianni Percoco 
Consigliere Comunale UDC

17 [5]
 
«RITENIAMO che sia tempo di cominciare ad elaborare  un  progetto  politico  che
permetta alla nostra città di  ripartire».
   Ipotizzano  un  governo  di  larghe
intese gli esponenti dell’Udc, pur di mandare via la magg i o r  a  n  z  a  che
attualmente regge il  sindaco  Stefano  Nardi.   Critiche  piovono  infatti  dal
partito dei centristi addosso ai consiglieri di centrodestra,  a  partire  dalle
vicende  che  stanno  interessando  l’Azienda  speciale:    «Sintomo    evidente
dell’incapacità dall’attuale amministrazione nel garantire  servizi  di  estrema
importanza».   Problemi  che  secondo  l’Udc  «non    sono    imputabili    solo
all’incompetenza del personaggio politico di turn o . Il problema  sta
nell’incapacità della politica ». La denuncia si estende ai consiglieri che
«si prestino al balletto delle nomine per  rispondere  a  piccole
e velleitarie ambizioni personali ». Ecco allora  l’esigenza  dei  centristi  di
costituire un progetto di larghe intese, se necessario, pare di  capire,   anche
spostando il baricentro a sinistra: «Poniamo un’unica  condizione:  confrontarsi
su un  programma  serio  per  la  città  fondato  sul  rispetto  delle  regole».
Un’apertura,   quella  del  partito   di    Casini    alle    forze    politiche
dell’opposizione, motivata con il bisogno di «tornare a far  sognare  la  nostra
comunità, ormai ingrigita, ripiegata su se stessa e priva di speranza ».   Presa
di distanza nette, invece, dai «tanti, troppi, nani politici»,   attacca  ancora
l’Udc, e da «chi, come il sindaco, orchestra il solito balletto  di  nomine  con
cadenza semestrale. Segno anche  dell’incapacità  dello  stesso  di  valutare  i
propri errori».D. R.

17 [4]

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54000 [15]

Raffica di perquisizioni da parte del Nucleo Investigativo dei carabinieri di
Latina.
I militari dell’Arma sono arrivati in città alle prime luci dell’alba e
hanno fatto visita alle abitazioni ma anche presso la sede di un’attività
commerciale riconducibili ad una famiglia di imprenditori che operano nel campo
dell’edilizia. Gli investigatori mantengono il più stretto riserbo sulle
indagini ma da quello che è trapelato sembrerebbe che le perquisizioni rientrino
nell’ambito di una più vasta inchiesta, coordinata dalla Procura della
Repubblica di Latina, su un giro di usura. Inchiesta che sarebbe partita dopo la
denuncia di un imprenditore vittima dei presunti strozzini. I carabinieri del
capoluogo, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Terracina, sono
andati a caccia di carte e documenti. Indizi utili a delineare un quadro
investigativo ancora poco chiaro. Da quello che si è appreso sembra che gli
investigatori non siano tornati a Latina a mani vuote. Nel corso delle
perquisizioni sembrerebbe che i militari dell’Arma abbiano acquisito più di
qualche documento. Oltre alla sede dell’azienda di famiglia, i controlli hanno
riguardato almeno cinque abitazioni, una delle quali nella frazione di Borgo
Hermada, riconducibili non solo alle persone oggetto delle indagini ma anche dei
loro famigliari. Nel pomeriggio, al termine delle perquisizioni, le due persone
finite nel mirino degli accertamenti. si sono recate nella caserma dei
carabinieri di via Appia per gli adempimenti di rito. I controlli non sono
passati inosservati, soprattutto nelle zone delle città interessate dal blitz
dei carabinieri. Tanto che ieri in molti si chiedevano la ragione dell’insolito
spiegamento di forze dell’ordine. Gli inquirenti tengono le bocche cucite, il
che lascia pensare che si tratti di una vicenda delicata. «Molto delicata», come
si limitano a commentare gli investigatori. Forse usura, ma potrebbe esserci
anche dell’altro. Da quello che si sa al momento non risulterebbe alcun
indagato. L’inchiesta dunque, volta a fare luce su un giro di prestiti a strozzo
ramificato in città, potrebbe essere alle prime mosse. Non è esclusa alcuna
pista, compresa quella che gli accertamenti possano essere collegati ad altre
indagini in corso da tempo all’ombra del Tempio di Giove. Il clima che si
respira in città non è certo dei migliori sul fronte criminalità. Le
perquisizioni di ieri lo confermerebbero.


Spettacolare incidente ieri mattina sulla Pontina: il bilancio è di due donne
ferite lievemente e tre mezzi coinvolti.
Notevoli invece i disagi al traffico,
dovuti alla presenza dei mezzi al centro della carreggiata nei pressi
dell’incrocio con via Pantani da Basso. Decine di auto, infatti, sono rimaste
imbottigliate sulla Pontina, visto anche l’orario in cui si è verificato lo
scontro, poco dopo le 8 di mattina, quando la strada regionale è molto
trafficata. A causare lo scontro, secondo la ricostruzione operata dagli agenti
della polizia locale di Terracina, una mancata precedenza. Un autocarro stava
immettendosi sulla Pontina quando si è scontrato con una Citroen C3 e una Lancia
Y, che viaggiavano in direzione nord. Sono proprio le due donne alla guida delle
auto che hanno riportato le conseguenze peggiori, comunque ferite lievi per cui
sono state trasportate al pronto soccorso del «Fiorini». Il traffico è tornato
scorrevole nella mattinata.
F. A.


Economia del mare, approvato il protocollo

La Giunta comunale nella seduta del 3 marzo scorso ha approvato il protocollo
d’intesa tra la Provincia di Latina e i Comuni del litorale pontino compresi nel
distretto regionale della cantieristica e nautica da diporto. Oltre alla Città
di Terracina hanno conferito la loro adesione al protocollo: Latina, Fondi,
Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Ponza, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, SS
Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia e Ventotene. Il Piano Integrato di
Sviluppo dell’economia del mare è finalizzato alla redazione di un programma
organico d’interventi teso a favorire lo sviluppo integrato e la qualificazione
sistematica dell’economia del mare. Un tavolo tecnico costituito dai
rappresentanti di ogni Comune e coordinato dalla Provincia di Latina si
interesserà nello specifico della salvaguardia delle spiagge dal rischio
erosione, di depurazione e disinquinamento delle acque superficiali, della
valorizzazione e fruizione compatibile dei laghi costieri, della
riqualificazione del Piano Arenile dei Comuni. Ed ancora: di semplificazione e
uniformità delle procedure per il rilascio delle concessioni demaniali, del
potenziamento e lo sviluppo dei porti e degli approdi turistici, degli
interventi di potenziamento dei porti pescherecci, del marketing territoriale
finalizzato alla promozione e sviluppo del litorale pontino. L’operatività
dell’iniziativa prevede l’elaborazione di progetti specifici da realizzarsi
attraverso l’attuazione dei piani annuali e pluriennali di intervento dei
singoli Enti aderenti, con il ricorso agli strumenti di programmazione economica
e finanziaria previsti. Si potrà quindi avere libero accesso alle provvidenze
disciplinate dagli Accordi di Programma Quadro Stato – Regione (APQ), dal POR
2007-2013, dal documento di Politica di Sviluppo Unitaria approvato dalla
Regione Lazio.

La tesi alla base della maxi operazione «Anxur» non ha retto alla prova del
processo facendo ridimensionare la portata dell’inchiesta che suscitò non poco
scalpore a Terracina.
Gli arresti arrivarono al culmine di un’escalation di
roghi a scopo intimidatorio che aveva destato un allarme senza precedenti a
Terracina e più in generale in tutto il territorio della Provincia di Latina. Ma
appunto come emerso dal processo dietro questa scia di fuoco e di altre azioni
criminali non c’era un’organizzazione criminale. Infatti i giudici del Tribunale
di Latina hanno assolto tutti gli imputati dal reato di associazione a
delinquere. Secondo la tesi dell’accusa, era proprio il vincolo associativo che
legava i vari imputati nel processo il perno intorno al quale ruotava tutto
l’impianto accusatorio. Tuttavia, come ha dimostrato la sentenza emessa martedì
sera dal collegio penale del Tribunale di Latina presieduto da Cinzia Parasporo,
gli elementi emersi nel corso dell’iter processuale non hanno confermato il
quadro criminale dipinto dalle indagini, e che portò all’arresto di 13 persone
all’alba del 30 aprile del 2008. Quella che si presentava quindi come una delle
più importanti operazioni contro la criminalità organizzata a Terracina, in
realtà è stata di gran lunga ridimensionata. Nonostante l’assoluzione dal reato
di associazione, per la varietà delle accuse che sono confluite all’interno
dell’inchiesta affidata al sostituto procuratore Raffaella De Pasquale, dal
racket del caro estinto alla ricettazione, dal traffico di droga agli attentati
incendiari, sono arrivate anche condanne per quasi 20 anni di reclusione.
Condanna a 4 anni e 8 mesi per Riccardo Di Meo, a 2 anni per Matteo Lombardi. 1
anno e 6 mesi per Marcello Parisi, 1 anno e 4 mesi per Stefano Giorgini, 10 mesi
per Ivan Andreotti, 1 anno e 6 mesi per Andrea Pagliaroli. E ancora 1 anno e 10
mesi per Antonio Iannucci, 4 anni e 2 mesi per Anastasio Giuseppe, 9 mesi per
Simone De Carolis, 2 mesi infine per Mohamed Sayed. Infine l’elenco di tutti gli
imputati che sono stati raggiunti dalla formula di assoluzione piena: Andrea
Belviso, Donatella Bordignon, Giampiero Brunetti, Giorgio Callori, Luca Cirillo,
Cataldo Di Crescenzo, Roberto Di Sauro, Alberto Fucci, Ennio Giannelli, Michele
Lombardi, Massimiliano Lauretti, Renato Luzzi, Gennaro Marzella, Antonio
Minchella, Erminio Pagliaroli, Raniero Patriarca, Raffaele Pettinato, Fabio
Polidori, Marco Sacchetti,
Marco Soscia.
Francesco Avena

ORA basta. Se il Comune non fornisce i servizi per i quali riceve le tasse, si
va in tribunale. Lo decidono i cittadini, la società civile, che da qualche
tempo a questa parte per rivendicare il diritto ad ottenere i servizi per cui
paga i tributi all’amministrazione comunale ricorre alle carte bollate. Di
ricorsi privati ne arrivano a iosa ogni giorno. Ma la nuova forza, le persone,
sembra l’abbiano trovata nell’unione. Scavalcando persino i partiti politici,
che dell’aggregazione in nome di un ideale hanno sempre fatto la loro «mission».
La dimostrazione più palese l’hanno data i commercianti dell’Ascom,
che hanno intrapreso una vera e propria battaglia legale sulle bollette
Tarsu e ora anche sulla futura Tia. Tanto da diventare delle «sentinelle» su
ogni atto compiuto dal Comune. Ma non bisogna andare così in alto per trovare
associazioni, anche piccole, che sorvegliano il Comune. Cittadini e
associazioni, ad esempio, proprio in questi giorni stanno organizzando azioni di
denuncia proprio in materia di rifiuti. Qualcuno parla addirittura di una
manifestazione pubblica, ma intanto è certo che un esposto sta per essere
inviato alla Procura di Latina su un possibile danno erariale causato dal
mancato servizio di raccolta differenziata. Alzano la testa, insomma, i
cittadini, di fronte alle inadempienze e alle inefficienze del Palazzo. Una
sorta di «Popolo viola» in salsa locale, che trasversalmente raccoglie
malcontenti e si attiva per far rispettare le regole. A dimostrazione
dell’estrazione variegata e non sempre politicamente impegnata dei «ribelli»,
sta l’azione legale mossa da 6 mamme – e se ne stano aggiungendo altre – di
bimbi disabili, che di fronte al dimezzamento delle ore di assistenza scolastica
destinate ai loro figli hanno deciso proprio nei giorni scorsi di portare il
Comune in Tribunale a rispondere di omissione del servizio. E sempre
dall’iniziativa delle mamme è nato il Comitato Parchi, che denuncia la chiusura
e lo stato di incuria di molti giardini pubblici della città. E non si pensi di
trovare gruppi virtuali. Molto spesso, anzi, si avvalgono di consulenze legali
per denunciare un disservizio. Ma è certo il Web la cassa di risonanza della
loro causa comune. Su Facebook ogni giorno compaiono gruppi più o meno numerosi
che lamentano degrado, inadempienze, disagi. Se poi si vuole strabuzzare gli
occhi, è da notare che molti sono giovanissimi, alle prese con i problemi
della città. Ci si lamenta delle buche, si chiede la «vecchia sabbia » scomparsa
dopo il ripascimento, la rimozione della barra sabbiosa al porto. Il vecchio
detto che tutti si lamentano e nessuno fa nulla, insomma,
pare meriti una rettifica.
Diego Roma

ESCAVO del Canale dei Pescatori: tra promesse e occasioni perdute. Il capogruppo
dell’Udc Gianni Percoco torna a parlare dell’escavo del canale, come noto un suo
cavallo di battaglia. Il tratto di canale che conduce al porto, infatti,
presenta un insab biame nto causando un disagio oltre che un pericolo per le
imbarcazioni. Proprio per questo è sempre stato oggetto di promesse di
intervento da parte sia dell’amministrazione comunale e di quella regionale.
Solo promesse e poco altro, però. Promesse, tuttavia, che tornano a circolare
negli ultimi giorni proprio in vista delle elezioni regionali – denuncia
Percoco. «Dal 2002 sollevo il progressivo aggravarsi del problema con
interpellanze, interrogazioni e mozioni in consiglio comunale ma puntualmente ho
trovato l’ostacolo di una politica disinteressata ai pescatori. Abbiamo cercato
altre soluzioni, con un programma che prevedesse lo smaltimento dei rifiuti in
discarica. Poi, era stata prevista la realizzazione di un impianto di filtraggio
dei fanghi, inattuabile per le spese eccessive». Altra questione quella della
barra sabbiosa all’uscita del porto canale. «Nel 2007 – attacca Percoco – fu
raggiunto un accordo con la Regione Lazio che prevedeva lo stanziamento di 2
milioni di euro per fronteggiare il disastro ambientale prodotto con il
ripascimento del litorale. Si doveva rimuovere la sabbia in eccesso e usare i
detriti per riqualificare il litorale, risorsa cruciale per il territorio e il
turismo. Progetto stravolto da chi come l’assessore regionale all’ambiente
Zaratti aveva l’interesse politico di trasformare i 2 milioni in una somma
urgenza di 200 mila euro. Quindi ci sono stati sottratti circa
1,8 milioni».
F. A.

DOPO la denuncia del Comitato Pro Ospedale presieduto da Enzo Grossi sulla
presunta assenza di personale medico nel reparto di Medicina dell’ospedale
«Fiorini », il direttore sanitario del presidio centro Sergio Parrocchia
risponde rigettando «con decisione» tutte le accuse. «Affermazioni quali
‘abbandono di assistenza medica’ e ‘violazione al diritto di assistenza’ sono
prive di fondamento e generano ingiustificato allarme. Infatti nonostante
numerose malattie concomitanti del personale medico, tutte di breve durata e in
gran parte già rientrate, l’assistenza è sempre stata garantita grazie agli
altri medici in servizio dell’Unità operativa di Medicina e alla collaborazione
delle altre strutture». Il direttore sanitario risponde anche alle accuse in
merito a «una non meglio precisata ‘dirigenza’ visto che l’Azienda, con numerosi
provvedimenti ha in parte già provveduto e sta provvedendo nell’immediato
futuro, per numerose strutture del presidio centro, a sostituire assenze per
trasferimento o malattia prolungata».
F. A.

TIROCINI FORMATIVI IN AZIENDA CON BORSA LAVORO

Il Settore Formazione Professionale informa che la Provincia di Latina – in
collaborazione con l’Agenzia “Latina Formazione Lavoro”, gli Organismi di
rappresentanza del sistema produttivo locale, le Parti Sociali e il Sistema
Universitario – ha promosso la realizzazione di TIROCINI FORMATIVI IN AZIENDA,
della durata di n° 6 mesi, con corresponsione di una “borsa lavoro” pari ad
€.800,00 mensili al lordo di ogni ritenuta fiscale e previdenziale prevista.

L’Avviso Pubblico “Interventi per progetti finalizzati ad abbattere i rischi
degli effetti della crisi occupazionale derivanti dalla crisi economica e
industriale”, pubblicato sul sito della Provincia di Latina, nella pagina
dedicata agli Altri Avvisi e Bandi dell’Albo Pretorio è rivolto a:

- n. 520 soggetti disoccupati, ovvero che hanno definitivamente risolto il
proprio rapporto di lavoro negli ultimi 12 mesi (a far data dal 01-01-2009 e
fino al 31-12-2009), che non hanno copertura negli ammortizzatori sociali e che
non beneficiano di altra forma di sostegno al reddito, quindi soggetti già
inseriti al lavoro con contratto atipico (contratto a progetto, di
collaborazione o prestazione professionale, di somministrazione lavoro,
artigiani e/o commercianti che abbiano cessato l’attività);

- n. 130 soggetti disoccupati che non beneficiano più degli ammortizzatori
sociali o di altra forma di sostegno al reddito (perché giunto definitivamente a
scadenza il periodo temporale del beneficio dell’ammortizzatore sociale nel
corso degli ultimi 12 mesi, ovvero nel periodo compreso tra il 01-01-2009 e il
31-12-2009);

- n. 200 soggetti disoccupati/inoccupati che non hanno copertura negli
ammortizzatori sociali o di altra forma di sostegno al reddito e che, al 31-12-
2009 hanno compiuto il 45° anno di età.

Gli interessati possono consultare l’Avviso pubblico direttamente sul sito della
Provincia di Latina, www.provincia.latina.it, Albo Pretorio nella pagina
dedicata agli Altri Avvisi e Bandi.

Tutte le informazioni e i chiarimenti possono essere richieste o al Settore
Lavoro e Formazione Professionale della Provincia a Latina in Via Umberto I, 37
- tel. 0773/401404 e all’Agenzia “Latina Formazione Lavoro” a Latina in Via
Piscinara Sinistra, traversa Epitaffio Km. 4,200 (0773/1716550) e a Fondi in
Viale Piemonte n. 1 (0771/510839).

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54000 [16]
Alla fine il faldone dell’indagine sulle assunzioni degli interinali al comune
di Terracina è arrivato direttamente sul tavolo della Procura.
Si tratta di uno
dei filoni aperti all’indomani della tragica fine del segretario comunale Marino
Martino. I carabinieri della compagnia di Terracina, diretti dal capitano
Alessandro Giordano Atti, hanno concluso nei giorni scorsi la fase di
acquisizione di tutti gli elementi che sono stati messi nero su bianco in una
relazione inviata al sostituto procuratore Chiara Riva. Pagine che sintetizzano,
tra l’altro, anche il lungo lavoro sulle testimonianza che gli uomini dell’Arma
hanno raccolto a vario titolo da molti degli assunti attraverso la Ge.Vi.,
agenzia di lavoro interinale, negli anni 2005 e 2006 quando avvenne il boom dei
nuovi inserimenti a ridosso del voto amministrativo, la gran parte dei quali
utilizzati per la gestione degli arenili comunali. Un’indagine paziente che
avrebbe confermato per buona parte di essi il voto di scambio. Molti avrebbero
affermato di essere entrati grazie all’impegno di portare quanti più voti
possibili coinvolgendo familiari, parenti e amici. Pressioni e promesse fatte da
alcuni esponenti che all’epoca facevano parte della maggioranza. Altri invece
avrebbero negato tali pressioni anche se poi hanno ammesso che alla fine si
sentivano in un certo qual modo “impegnati” a ricambiare il favore. Anche in
questo caso gli inquirenti hanno ipotizzato il voto di scambio. Ci sarebbero
stati singolari casi di persone che si sono iscritte nelle liste dell’agenzia di
lavoro interinale proprio a ridosso delle assunzioni e che poi sono riuscite a
entrare nell’arco di pochi giorni. Ma l’indagine dei carabinieri ha riscontrato
anche altre anomalie legate alla gestione formale delle assunzioni tramite
agenzia. Alcuni contratti sarebbero stati siglati direttamente negli uffici del
Comune e non nella sede della Ge.Vi. Tutti elementi che andrebbero nella sola
direzione delle assunzioni pilotate. Proprio in questi giorni è nata una nuova
querelle per ora tutta politica sul voto di scambio sempre legato alle future
assunzioni della neonata Azienda Speciale. La denuncia è partita dall’esponente
dell’Udc Pierpaolo Marcuzzi che ha suscitato subito le prime reazione della
maggioranza. C’è stato anche chi nelle file del Pd ha invocato l’immediato
intervento della Procura per verificare se si sta mettendo in opera il
meccanismo elettorale di scambio per le regionali. Per ora la relazione dei
carabinieri confermerebbe che tale meccanismo è stato utilizzato per le ultime
amministrative al comune di Terracina, vinte nuovamente dal centrodestra.
di FABIO COCCIA

È scientifico. Il tormentone delle assunzioni arriva sempre nella stessa
stagione. Quella che anticipa le elezioni regionali e annuncia quelle
amministrative. Era successo con le spiagge comunali, poi puntualmente ingolfate
con assunzioni di operatori interinali che hanno dato impulso ad un’inchiesta
della Procura e su cui, proprio recentemente, la Corte dei Conti ha ravvisato un
danno erariale per un milione e 800 mila euro. Quel che rischia di accadere
oggi, con il baricentro spostato dai lidi comunali all’Azienda speciale. Un
rischio soltanto, per il momento: di assunzioni «allegre » per ora si parla ma
non se ne vedono. Ne sa qualche l’ex presidente del cda dell’Azienda Speciale,
Roberto Angelo Marzullo, che secondo l’esponente dell’Udc, Pierpaolo Marcuzzi
sarebbe stato rimosso proprio per la sua reticenza ad assumere dipendenti
nell’Azienda senza la necessaria copertura finanziaria. Ma non solo. Di
assunzioni, sempre secondo Marcuzzi, se ne starebbero promettendo in questi
giorni in cambio di «sostegno» elettorale. Una cosa è certa. Marzullo è stato
rimosso dalla presidenza dell’Azienda speciale dall’oggi al domani (era stato
nominato solo a novembre dell’anno scorso dal sindaco Stefano Nardi). E ora
anche il capogruppo del Partito democratico Antonio Bernardi denuncia un profilo
di illegittimità negli atti. Bernardi rileva palesi incongruenze tra quanto
stabilito dagli indirizzi approvati dal Comune per la nomina dei suoi
rappresentanti e il trattamento riservato a Marzullo: «Per la revoca della
nomina o designazione sono previsti i seguenti criteri: che, senza giustificato
motivo, non prendano parte a 3 sedute consecutive dell’organo di cui sono stati
designati o nominati componenti; quando venga a mancare uno qualsiasi dei
requisiti richiesti per essere eletto e ricoprire la carica di consigliere
comunale; quando nell’esercizio delle loro funzioni tengano comportamenti
contrari agli indirizzi di governo dell’Amministrazione comunale». Insomma, la
revoca deve essere motivata «prima di essere adottata e contestata», incalza
Bernardi. «Non mi risulta che la revoca del presidente dell’Azienda Speciale
allo stesso siano state contestate le inadempienze. Marzullo per andare incontro
alla revoca dovrebbe aver compiuto un atto di estrema gravità in poco tempo,
altrimenti non si giustificherebbe un primo e rinnovato atto di fiducia e subito
dopo la revoca dall’incarico. Se così stanno le cose, il consiglio comunale e la
gente devono sapere quale è questo atto grave compiuto dall’ex Presidente
dell’Azienda Speciale per essere stato destituito».
Diego Roma

Al ‘Filosi’ si diventa pizzaioli doc.
Con l’istituto professionale ‘Alessandro Filosi’ di Terracina si diventa anche
pizzaioli. Per dare una chance concreta, e gustosa, di lavoro da spendere anche
sul territorio pontino, l’istituto diretto dalla professoressa Anna Maria Masci
ha organizzato il primo corso di pizzaiolo, con tanto di attestato finale. Ieri
pomeriggio si è svolta la lezione numero zero del corso sperimentale della
durata di 50 ore, di cui 40 pratiche, con le mani in pasta, e le restanti 10 di
teoria. A insegnare tutti i trucchi del mestiere sarà Alessandro Marigliani,
pizzaiolo doc della pizzeria ‘Posterula’ dove si svolgeranno le lezioni
pratiche. ”La scuola ha deciso di fare un buon investimento su di voi- ha detto
Gianfranco Azzola di ‘Posterula’- Questo corso diventerà una sorta di
osservatorio delle professionalità richieste sul territorio provinciale”. Alla
teoria penserà, invece, il professore Angelo Perfili, con anni di insegnamento
nel ramo alberghiero. Tra i partecipanti al corso ci sono alcuni ragazzi del
‘Filosi’, ma anche gente di fuori. Tre giovani, per esempio, arrivano
addirittura da Napoli. Non mancano una signora ucraina e un ragazzo colombiano.
Pizzaioli internazionali, insomma. Durante le ore di pratica, i ragazzi
parteciperanno a una vera serata ‘di lavoro’ nella pizzeria ‘Posterula’ così da
avere un contatto diretto con i clienti. Saranno loro a cucinare pizza per la
degustazione finale del progetto ‘Filosera’.
Pubblicato da Rita Recchia

Il reparto di Medicina dell’ospedale «Fiorini» senza medici, il paradosso in
corsia denunciato da Enzo Grossi, presidente del Comitato «Pro Ospedale».
«Da
più parti ci segnalano la mancanza totale, tranne del Primario al quale va la
nostra solidarietà, di medici in servizio nel reparto di Medicina, che sarebbero
in malattia ». Grossi ha quindi deciso di inviare alla direzione sanitaria del
«Fiorini» una lettera di protesta, sia per segnalare il problema denunciato
dagli utenti, sia per invitare la direzione a prendere provvedimenti. «Questo
fatto – si legge nella missiva spedita dal Comitato Pro Ospedale – oltre che
causare una palese violazione al diritto di assistenza dei malati, evidenzia la
mancanza di sensibilità e di responsabilità da parte di una dirigenza che non
prende i dovuti e necessari provvedimenti ». Molte le lamentele che, a causa
della mancanza dei medici, sono arrivate al Comitato. Tante da invitare il
presidente Grossi a prendere carta e penna e spedire una lettera di protesta.
«Il Comitato, visto il suo impegno continuo a tutela dei degenti ricoverati
presso l’ospedale ‘Fiorini’ non può assolutamente accettare l’abbandono di
assistenza medica ad un intero reparto. È un atto temerario e molto pericoloso
nei confronti dei degenti che vivono gravi patologie, e noi saremo costretti,
nel caso non venissero ripristinati i sevizi medici, adire ad ogni via
consentita dalle legge a tutela della salute e della dignità dei malati e al
buon nome dell’ospedale ‘Fiorini’». L’assenza simultanea per motivi di malattia
di alcuni medici del reparto di Medicina, dunque, ha creato negli ultimi giorni
non pochi disagi. Cui è stato chiesto tempestivo intervento alla direzione
centrale. Che, si augura il Comitato, potrà mettere in campo tutte le iniziative
necessarie a risolvere un problema che definisce molto grave.
F. A.

Agenzie funebri e imprese di pulizie monopolizzate. Un mercato florido, ma per
pochi. E chiunque osava affacciarsi sul mercato veniva “convinto” a guardare
altrove. Con ogni mezzo, intimidazioni, aggressioni e una lunga serie di
attentati incendiari. Era questa la modalità di azione del gruppo che operava a
Terracina e al quale vengono ricondotti una lunghissima serie di incendi di auto
consumati tra il 2004 e il 2007. Nel gruppo c’erano vertici ed esecutori
materiali, ognuno con precisi ruoli. L’operazione “Anxur” coinvolse
complessivamente 32 persone, a vario titolo accusate di associazione a
delinquere finalizzata alla commissione di reati per fini di lucro, violenza,
minaccia, appropriazione indebita, ricettazione e spaccio di droga. Il capitolo
dell’operazione Anxur si chiude ora in tribunale con 10 condanne e 20
assoluzioni. Il pubblico ministero Raffaella De Pasquale aveva chiesto nella
precedente udienza pene complessive per oltre 40 anni e solo sette assoluzioni.
Ma nella tarda serata di ieri il verdetto del collegio penale presieduto dal
giudice Cinzia Parasporo fa cadere le principali accuse di associazione a
delinquere finalizzata agli atti incendiari. E per alcuni degli imputati restano
solo episodi minori. La pena più alta, a 4 anni 8 mesi, viene inflitta a
Riccardo De Meo, considerato dalla procura una delle menti dell’intera
organizzazione. Insieme a lui vengono condannati anche Giuseppe Anastasio, a 4
anni e 2 mesi, Matteo Lombardi, a 2 anni, Andrea Pagliaroli e Marcello Parisi a
un anno e 6 mesi, Antonio Iannucci e Ivan Andreotti a un anno e 10 mesi, Stefano
Giorgini a un anno e 4 mesi. Dieci mesi invece per Simone De Carolis, due per
Mohamed Sayed. Assolti altri 20 imputati, tra cui Renato Luzzi, socio di Di Meo,
per il quale il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni.
di LAURA PESINO

Porte aperte al liceo classico scientifico pedagogico «Da Vinci», nel fine
settimana gli alunni che frequentano le classi terze delle scuole medie
inferiori potranno visitare, insieme alle loro famiglie, la scuola di via
Pantanelle. Infatti si avvicina per i giovani studenti il momento di una scelta
importante: e cioè in quale scuola proseguire gli studi dopo gli esami di terza
media. Per questo il liceo «Da Vinci», diretto dal preside Carmelo Palella,
resterà aperto sabato pomeriggio dalle 15 alle 19 e domenica dalle 9 alle 13.
Alcuni docenti si improvviseranno guide all’interno della struttura, per far
conoscere a studenti e genitori tutte le possibilità formative offerte agli
iscritti del «Da Vinci». Si potranno visitare le aule informatizzate, i
laboratori di fisica, chimica e biologia, l’aula di disegno, l’aula magna, la
nuova biblioteca e le sala regia e videoconferenza. Sarà anche l’opportunità di
visitare la nuovissima Body Room, la palestra professionale messa a disposizione
degli studenti con attrezzature ginniche di primo livello. L’Istituto, inoltre,
ha tutte le aule e i laboratori collegati a Internet offrendo all’utenza il
servizio «sms» per le assenze ed un sistema di rilevazione ottico, con codice a
barre, per la gestione delle entrate in ritardo ed delle uscite in anticipo.
L’Istituto, inoltre, sperimenta già da due anni lo scrutinio elettronico.
Strumenti hitech
al servizio degli utenti.
F. A.

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54000 [17]

La richiesta di scioglimento della Terracina Ambiente diventa formale. Ieri il
Pd ha presentato istanza di convocazione di un Consiglio straordinario dedicato
alla società mista nel quale metterà ai voti la definitiva chiusura. Un
passaggio tutto politico alla luce delle recenti polemiche in seno al Pdl che su
questo argomento appare tutt’altro che unito. Una parte della maggioranza, dopo
l’ennesima situazione di emergenza sulla raccolta, aveva chiesto al sindaco
Stefano Nardi un’immediata inversione di marcia, ipotizzando anche lo
scioglimento della società. Ma la risposta di Nardi è andata nell’opposta
direzione. Non solo non ha messo in dubbio la reale efficacia del servizio di
raccolta ma ha mosso qualche pedina dello scacchiere politico attraverso la
nuova Azienda Speciale penalizzando quell’area del Pdl contraria. Per questo il
Pd proverà anche a fare leva su questo diffuso malcontento. Parlano di
impossibilità al raggiungimento dell’oggetto sociale gli otto consiglieri Pd
spiegando che se non sarà direttamente l’assemblea dei consiglieri a decretarne
lo scioglimento ci penserà l’autorità giudiziaria preposta a farlo. Su questo
verificheranno se gli equilibri politici nel Pdl sono davvero cambiati o se la
maggioranza è ancora coesa.
F.Coc.

16 [18]

Volevano assumere personale nell’Azienda Speciale senza le necessarie coperture
finanziarie per pagare lo stipendio ai futuri dipendenti della società.
Al
rifiuto dell’ex presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda
Speciale, Roberto Marzullo, la decisione del sindaco Stefano Nardi è stata
quella di rimuoverlo dal suo incarico. Senza dare troppe spiegazioni sulla
vicenda e affidando l’importante incarico a Valerio Golfieri, già capogruppo del
Pdl ed evidentemente persona fidata del primo cittadino. L’esponente dell’Udc
Pierpaolo Marcuzzi, dopo la replica dell’assessore ai servizi sociali Francesco
Zicchieri sul caso delle ra ccom andazioni politiche e le promesse di lavoro
nell’ Azienda Speciale, entra ancora più nel dettaglio e racconta i retroscena
della cacciata di Marzullo dalla presidenza del Cda della
società. Ma non solo: «Sono allibito – dice Marcuzzi – nel sapere che
Zicchieri non sa nulla di promesse di lavoro fatte da esponenti della maggioranza.
Farebbe bene a chiedere agli esponenti del suo partito». Nella polemica sulle
promesse di lavoro in cambio di sostegno elettorale per le Regionali interviene
anche il consigliere del Pd Vincenzo Coccia, che dopo la denuncia di Marcuzzi
chiede l’intervento della magistratura per accertare che tutto ciò che riguarda
la nascita, lo sviluppo e l’azione dell’Azienda Speciale, diventi oggetto di
accertamenti. «È necessario – sostiene Coccia – che la magistratura accerti
l’eventuale ricorrenza nei fatti denunciati di profili di responsabilità penale.
Sarebbe quanto mai opportuno che si squarciasse il velo che ha caratterizzato la
gestione dei Servizi sociali a Terracina». Il consigliere del Pd rileva anche
ulteriori illegittimità sulla gestione del terzo settore e, a proposito di
clientele e rapporti particolari, lancia un duro attacco: «Come è inquadrato il
personale addetto agli asili? È legittima l’adozione di contratti temporanei
posta in essere dall’Istituzione dei servizi sociali? Quali particolari
competenze hanno fatto sì che la moglie e una figlia di due consiglieri comunali
di maggioranza beneficiassero di un diverso e più stabile inquadramento
contrattuale?» Dal momento che la polemica è sorta sulle promesse di posti di
lavoro in cambio di voti, e poiché si rilevano legami familiari stretti tra
politici e dipendenti dei servizi sociali, Coccia ritiene indispensabile
l’intervento della magistratura. Resta da chiarire a questo punto come
avverranno le assunzioni del personale, visto che a quanto pare non ci sarebbero
le coperture finanziarie per garantire gli stipendi al personale. Proprio per
questa mancanza, Marzullo si sarebbe rifiutato di assumere assecondando il
volere dell’amministrazione comunale. Cosa farà il neo presidente Golfieri?
Assumerà sapendo di non poter
pagare?
Francesco Avena


SEI famiglie con bambini disabili hanno deciso di presentare un ricorso al
Tribunale di Terracina contro il Comune.
Oggetto della contesa, i tagli alle ore
di assistenza scolastica nelle scuole elementari e medie inferiori. Il servizio,
di competenza del Comune, è stato sempre garantito fino al tracollo finanziario
che ne ha provocato la riduzione. Nello specifico, le sei famiglie che hanno
aperto un contenzioso col Comune affidandosi agli avvocati Lorella Attanasio e
Sebastiano Leonardi, motivano l’azione legale con la forte riduzione
dell’assistenza ai propri figli. Si è passati, infatti, da 24/30 ore settimanali
a seconda dei casi dei singoli alunni con disagi psicomotori, alle 14/12 ore di
assistenza. In altre parole si è dimezzato il servizio, e questo ha provocato
difficoltà ancora maggiori per i giovani studenti con handicap. La denuncia dei
genitori è che con questi tagli al servizio di assistenza a scuola, si lede un
diritto per i bambini come quello allo studio. Con l’aggravante che si tratta di
soggetti disagiati che dovrebbero quindi ricevere un aiuto maggiore. Per questo
sei famiglie – ma se ne stanno aggiungendo altre – si sono rivolte ai legali
Attanasio e Leonardi per presentare formale ricorso al Comune. Da parte sua,
l’ente proprio ieri con una delibera di giunta ha autorizzato il sindaco Stefano
Nardi a costituirsi in giudizio nella causa pendente nei confronti del Comune.
Intanto è stata anche fissata la prima udienza in sede civile, prevista per il
prossimo 15 marzo presso il Tribunale di Terracina dinanzi al giudice Antonio
Perinelli. Le mamme dei bimbi disabili con l’assistenza scolastica dimezzata,
sono quindi pronte a sfilare in Tribunale davanti al giudice per reclamare i
propri diritti. Il ricorso chiede infatti che il Comune riporti le ore di
assistenza alla situazione precedente il crollo dei servizi sociali a
Terracina.
F. A.

L’Azienda Speciale rilancerà i servizi sociali, dice l’amministrazione.
L’Azienda non ha avviato uno (se si fa eccezione per gli asili nido) dei
numerosi servizi previsti dal suo Statuto. Perché questo, al contrario delle
parole della politica, dice la realtà. Che parla di anziani, disabili, persone
svantaggiate rimaste prive di assistenza. Nello Statuto della società si parla
di «evoluzione» dell’Istituzione per i servizi sociali in Azienda – denuncia il
consigliere Vincenzo Coccia. Uno statuto scaturito dalla «fantasia della
‘manina interessata’che lo ha redatto ». E il riferimento dell’esponente del Pd
è sicuramente ai vertici del terzo settore che hanno sostenuto il passaggio da
Istituzione dei servizi sociali ad Azienda Speciale. Con questa «scusa»
dell’Azienda, il Comune ha azzerato tutti i servizi del terzo settore con i
relativi costi. Perché se in cassa non c’è neppure un euro, e se i servizi
sociali comunque bisogna garantirli, l’escamotage è l’Azienda dei miracoli.
Sulla situazione disastrosa del terzo settore Coccia sostiene che «il motivo
principale è da ricercare nella difficoltà che l’amministrazione avrebbe
incontrato nella gestione del personale ». Fatto è che Terracina in questo
momento è una città in cui sono stati tagliati i ponti con i servizi sociali.
Un qualcosa fuori dalla legge, mascherato però dalla gestazione – pachidermica
- di un’Azienda che in sette mesi è stata capace solo di nominare direttrice e
componenti del Cda. E la chiamano «evoluzione».
F. A.

Non conosce sosta la battaglia dell’Ascom contro il Comune in merito
all’istituzione della Tia.
È stato notificato nei giorni scorsi un nuovo ricorso
dei legali Raffaele Scirè, Fabio Raponi e Luigi Cerchione sulla delibera del 22
dicembre dello scorso anno, con cui l’Ente ha approvato il regolamento della
Tia, siglando l’ is ti tuz io ne della tariffa secondo il piano economico
finanziario presentato dalla Terracina Ambiente e affidando alla mista la
gestione e la riscossione della tariffa e dei dati sensibili dei contribuenti.
L’impugnazione è arrivata dopo quella nei confronti della precedente delibera
approvata a giugno del 2009. Si parla ancora di eccesso di potere, incoerenza,
illogicità violazioni delle norme in materia. Tutti presupposti, secondo
l’Ascom, per chiedere la sospensione l’annullamento della delibera. L’Ascom
punta di nuovo il dito sul passaggio dei dati sensibili dal Comune alla
Terracina Ambiente: passaggio avvenuto, secondo i legali, prima che
l’istituzione della tariffa entrasse in vigore. Ma non solo: la delibera del
dicembre scorso sarebbe in contraddizione con quella del giugno del 2009, che
indicava la data di inizio di istituzione della Tia già da gennaio. E ancora: a
quanto pare nella delibera del 22 dicembre ci sarebbero altre incongruenze. Come
quella che affida la riscossione dei tributi alla Terracina Ambiente, che però
ancora non è iscritta all’albo ministeriale che conferisce queste competenze. Un
requisito che secondo l’Ascom la società dovrebbe possedere prima di ricevere
l’affidamento e non acquisire in corso d’opera. Per non parlare poi del fatto
che il Comune ha approvato una tariffa di fatto abrogata e non più vigente
perché sostituita da un nuovo regime ancora in attesa di essere regolamentato.
Insomma, secondo l’Ascom, l’amministrazione comunale sta facendo un pastrocchio
dopo l’altro. Sul piede di guerra anche la Fiva Confcommercio, a tutela degli
ambulanti del mercato settimanale. Il regolamento infatti prevede che il Comune,
come gestore del mercato, anticipi il pagamento della Tia dovuta dagli
ambulanti, salvo poi rivalersi al momento del rilascio delle concessioni. Cosa
accadrebbe, si chiedono i commercianti, se il pagamento arrivasse in ritardo?
Sarebbe compromessa l’autorizzazione? E poi, perché l’assunzione del rischio
deve ricadere sulla collettività?
Diego Roma


Sul litorale di Terracina in questi giorni sta comparendo di tutto. Da rami di
alberi, pneumatici e, proprio ieri mattina, anche la carcassa di una capra
morta. A scoprire il corpo senza vita dell’animale, nei pressi della
ventiquattresima traversa all’estremità nord del lungomare Circe, alcuni
residenti che hanno segnalato la presenza della carcassa al comando dei vigili
urbani. Immediata la segnalazione all’ufficio ambiente, che ha provveduto
tramite operai specifici a rimuovere la bestia arenata sulla spiaggia trascinata
dalla corrente del mare. Uno spettacolo che non rende giustizia al fascino del
mare d’inverno. Quando la spiaggia invece è piena di relitti e rifiuti vari,
sparsi in più tratti del litorale Circe. Gli operatori balneari, da parte loro,
chiedono al Comune di intervenire anche in vista dell’arrivo della primavera.
Infatti è di competenza della Terracina Ambiente, e quindi dell’ente comunale
che ne detiene la maggioranza azionaria, la pulizia degli arenili. Un compito
che però non viene svolto se non in seguito a segnalazioni specifiche come
quella di ieri mattina per la rimozione della carcassa della capra. Per il
resto, quello delle discariche sulla spiaggia, è
un remake che si ripete anno dopo anno.
F. A.

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La settimana appena finita ha consegnato alla cronaca cittadina le ultime
vicissitudini di due società, la Terracina Ambiente e l’azienda speciale
multiservizi, che hanno raggiunto proprio in questi ultimi giorni il massimo
della loro crisi, contrassegnate dalle dimissioni (volontarie) dell’assessore
all’Ambiente Ezio Longo e dalle dimissioni (forzate) del presidente dell’azienda
speciale Roberto Marzullo.
L
a storia di queste due «creature» della giunta Nardi
risulta alquanto tormentata, costellata com’è da ricorsi, esposti, dimissioni,
emergenze, inchieste giudiziarie e polemiche a non finire. La loro attività si è
incartata e la traduzione tangibile è in una napolizzazione dei rifiuti e in
azzeramento quasi completo dei servizi sociali. Sia per la Terracina Ambiente
che per l’azienda speciale i problemi sono stati sempre di ordine finanziario,
legati alle rimesse mai certe e precise proveniente dal Comune. Il consiglio
d’amministrazione della mista muove colpe all’ente locale per non aver ricevuto
mai il canone completo opportunamente incrementato, al punto da mettere in forse
persino i rifornimenti di carburante. Il Comune, da parte sua, decurta le
fatturazioni mensili, ritenendole non in linea con il contratto, e muove
addebiti continui per i disservizi. In una tale situazione di conflittualità,
accresciuta dalle rivendicazioni dei sindacati (peraltro divisi al loro
interno), non si scorgono albe chiare all’orizzonte, dal momento che il piano
temporaneo pre-TIA è ancora di là da venire. Quanto all’azienda speciale il
punto nodale è l’assunzione di 54 operatori. E’ possibile o no? Le opinioni sono
divise e la frattura in atto all’interno della maggioranza ne è un eloquente
riscontro. C’è chi si richiama a pareri e sentenze, oltre al recente disegno di
legge anti-corruzione, per sostenere che anche le aziende speciali (se non anche
le partecipate come la Terracina Ambiente) debbano attenersi a precisi limiti
per le spese di personale, nell’ottica del bilancio consolidato tra Comune e
enti derivati. ìIl patto di stabilità è stato rispettato negli ultimi due anni,
per cui, in ogni caso, le assunzioni sono possibili attesta il neo presidente
della multiservizi Valerio Golfieri. In sostanza, con il cambio al vertice
societario, è la linea dell’avanti tutta quella che, al momento, prevale. Ma c’è
un’altra matassa ancora tutta da sbrogliare: l’azienda speciale non ha dei beni
patrimoniali propri, perchè quelli concessi dal Comune sono in comodato d’uso.
In pratica, non è possibile accedere ai finanziamenti delle banche…
Ercole Bersani

Il gruppo di «Terracina Rialzati » interviene sulle spese allegre per i
gemellaggi.
In particolare si punta il dito contro quegli stanziamenti che poco
avrebbero a che fare con il mantenimento dei buoni rapporti con le città
gemellate. Come l’ultimo viaggio compiuto alla volta di Sarajevo per il quale è
stata impegnata una spesa di 3 mila e 900 euro. Contributo che, evidenzia quelli
di «Terracina Rialzati», «non sono stati garantiti con fondi comunitari, come
dichiarato su stampa dall’assessore Francesco Zicchieri, ma dal capitolo di
bilancio comunale numero 630, quindi niente comunità europea!». L’associazione
si chiede come sia potuto nascere un simile sbaglio: «Errata interpretazione del
cronista? L’assessore si è confuso? La ragioneria del comune ha preso un
granchio?». Sia come sia, «Terracina Rialzati » si chiede a cosa possa servire
un viaggio a Batumi, in Georgia, costato la bellezza di 6 mila e 500 euro con la
scusa di un patto preliminare di gemellaggio. Così come sarebbe davvero
interessante capire quanto di utile è stato fatto per il comparto agricolo del
territorio nel corso del viaggio a Berlino per la manifestazione «Fruit
Logistica». Anche quest’ultimo costato 6 mila e 500 euro. Infine «Terracina
Rialzati » cita altre spese, come la quelle per la partecipazione di una squadra
di Borgo Hermada alla Aurisina Cup in località Aurisina (4 mila euro), che visti
i tempi potevano essere evitate.
F. A.

Sono arrivate puntuali le reazioni alle dichiarazioni forti sulle presunte
raccomandazioni nell’Azienda Speciale per i servizi sociali.
L’assessore
Francesco Zicchieri, con delega al terzo settore, proprio per la carica che
ricopre si dice «offeso da quanto affermato dall’esponente dell’Udc Pierpaolo
Marcuzzi, in quanto la pratica della raccomandazione non è mai entrata a far
parte del mio comportamento politico ». Tuttavia, rileva Zicchieri, se mai ci
fosse la prova di quanto denunciato da Marcuzzi, e cioè che alcuni membri
dell’attuale maggioranza stiano promettendo posti di lavoro in cambio di un
sostegno elettorale alle prossime Regionali, allora l’amministrazione comunale
«deve essere pronta ad assumersi le proprie responsabilità». «Personalmente non
sono a conoscenza di raccomandazioni – dice Zicchieri – ma adesso pretendo da
Marcuzzi che, in segno di trasparenza e correttezza nei confronti della
cittadinanza, faccia nome e cognome di chi sta raccomandando posti di lavoro
nell’Azienda Speciale. Altrimenti mi vedrò costretti a intraprendere le
opportune azioni legali a tutela della mia immagine». Zicchieri, dunque, accetta
la sfida aperta da Marcuzzi sul caso dello scambio votilavoro in vista delle
prossime Regionali. Ma pretende per questo che si vada fino in fondo, cosicché
chi ha sbagliato paghi. «Altrimenti – conclude l’assessore ai servizi sociali
Zicchieri – sarò obbligato a pensare che quello di Pierpaolo Marcuzzi sia stato
soltanto un semplice ‘spot elettorale’ con cui accusare in modo gratuito
l’amministrazione comunale diffamandola». Ma quella sulle assunzioni promesse
non è l’unica polemica che tiene banco a proposito dell’Azienda Speciale.
Infatti, anche la procedura con cui è stato rimosso il presidente del Consiglio
d’Amministrazione della società è finita nel mirino del Pd. Dopo la cacciata di
Roberto Marzullo con la nomina dell’ex capogruppo del Pdl Valerio Golfieri, il
consigliere democratico Antonio Bernardi ha criticato il fatto che «il sindaco
Stefano Nardi, effettuando questo giro di poltrone, non ha rispettato quanto
previsto dallo Statuto dell’Azienda. Questo infatti prevede che quando viene
rimosso il presidente del Cda, bisogna fornire nel contempo le reali motivazioni
della scelta del primo cittadino. Motivazioni che non sono
state fornite».
F. A.

Marcuzzi: nell’attesa della querela di Zicchieri, manca il confronto politico
Un esponente di Maggioranza mi ha detto in amicizia che fare delle promesse da
marinaio non è reato, e io gli ho risposto che promettere sapendo di non poter
mantenere l’impegno è immorale ed ignobile verso quelle persone che hanno delle
necessità. Sono allibito nel sapere che l’Assessore Zicchieri cade dalle nuvole
dicendo che non sa nulla di promesse fatte da esponenti della maggioranza, e se
non voglio una querela devo fare i nomi, mi risulta strano e poco credibile,
credo che farebbe bene prima di parlare di chiedere agli esponenti del suo
partito se qualcuno ha detto cose simili, e io in questo gli voglio semplificare
il campo di azione, basta che lo chiede ad esponenti della sua corrente. Fino ad
oggi anche Zicchieri non è estraneo alle false promesse, o a bugie varie, come i
viaggi dei gemellaggi fatti con soldi europei, su come veniva composto il cda
dell’Azienda Speciale, sulla durati dei contratto della direttrice o ancora di
più pensando a quante volte ha detto ai disabili che riprendeva a breve i
servizi, o le decine e decine di volte che prometteva con impegno personale i
pagamenti alle cooperative ancor oggi non arrivati. Io non posso fare i nomi a
mezzo stampa per cose che sono si immorali ma che se rimangono solo parole al
momento non costituiscono alcun reato, ma sono felice di farli una volta che
sarò querelato dall’Assessore, cosi parleremo di chi ha promesso cosa e a chi,
di che fine fanno i soldi della regione per l’assistenza ai disabili e agli
anziani e di altre cose come la cacciata di Marzullo, reo di non aver voluto
immediatamente assumere personale nell’Azienda Speciale. Di questo ultimo fatto
Marzullo finalmente ha dato prova di onestà e leatà, rifiutandosi di assumere
personale senza che gli venissero garantiti i versamenti per pagare regolarmente
lo stipendio alle persone d’assumere, comportandosi da vero uomo non giocando
sulla vita degli altri. Ogni volta che si parla di problemi politici o di
questioni sul sociale Zicchieri non risponde, quando vengono colpiti un po’ più
duramente passano subito alle minacce di querele, senza mai volere un confronto
pubblico democratico. Sono in attesa delle mosse dell’Assessore, e mi auguro che
nel fare la querela nomini personalmente un legale e non si affidi ad uno
nominato dal Comune che costerebbe a tutta la cittadinanza. Il mio non è stato e
non è uno spot elettorale, è dire basta al modo di agire di certi personaggi
basato solo sull’ingannando verso chi ha dei problemi. Quello che ho detto
l’altro giorno lo ripeto dove e quando vogliono.
Pierpaolo Marcuzzi
Udc

Tempo di accertamenti per l’urbanistica della città. Tra gli altri cantieri nel
mirino della Procura è finito quell’ex Desco. Gli accertamenti coordinati dal
sostituto Giuseppe Miliano sono stati affidati al Nipaf, il nucleo del Corpo
Forestale specializzato nel contrasto ai reati ambientali soprattutto per ciò
che concerne l’edilizia e l’urbanistica. Le indagini sono iniziate già da
qualche mese, in concomitanza con quelle che riguardano la struttura turistica
«Green Village» sulla Provinciale per San Felice Circeo che per il momento
sembrano avere avuto la precedenza. Resta comunque aperto il capitolo ex Desco,
uno dei più cospicui investimenti immobiliari fatti in città negli ultimi anni.
C antiere «chiacchierato» sorto lungo la Pontina nell’area
dell’omonima industria conserviera. A tutt’oggi è stato realizzato soltanto
lo scheletro di una palazzina. I lavori sono fermi da oltre un anno perché, si è
scoperto di recente, è stato necessario apportare alcune modifiche al progetto
iniziale approvato in variante al Piano regolatore generale nel 2005 in base ad
un accordo di programma tra Regione, Comune e i privati. È prevista la
realizzazione di 5 fabbricati per un totale di 30 mila metri quadrati: 2
strutture residenziali, un albergo sotto forma di case-vacanze, una struttura
socio-sanitaria, un centro commerciale, con una parte destinata a sala
conferenze e uffici. Di recente la società titolare del progetto, la «MPM
Immobiliare», ha presentato delle modifiche al progetto perchè in corso d’opera
sarebbero emerse delle difformità tra la visura catastale dell’area e quella
reale. Discordanze che penalizzavano il Comune che avrebbe dovuto fare a meno di
500 metri quadrati di verde. Requisito essenziale della convenzione insieme ad
un’altra serie di servizi sulla carta di utilità pubblica. Per questa ragione la
società privata ha dovuto ridimensionare le cubature relative a due fabbricati.
Un’altra variante al progetto è stata richiesta anche per il centro commerciale.
Anche in questo caso gli inquirenti stanno accertando il reale vantaggio
concesso dal privato alla parte pubblica, cioè il Comune, in cambio delle
cubature autorizzate.
Pierfederico Pernarella

È Stata accolta da uno scroscio di applausi ieri pomeriggio in piazza Garibaldi,
a parlare con i cittadini di Terracina dei problemi della Regione Lazio e di
come intenderà risolverli.
Renata Polverini, candidata per il centrodestra alle
prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo, ha risposto a tutti con un
sorriso che riflette in pieno la parola d’ordine della sua campagna elettorale:
ottimismo. Quando scende dall’auto che la guida nel tour in tutto il Lazio,
decine di persone le si affiancano per stringerle la mano. Lei, jeans e scarpe
sportive, sorride e ringrazia dell’affetto. Poi, quando prende il microfono,
inizia il comizio, a più riprese interrotto dagli applausi dei molti cittadini
presenti. «Hanno detto, scritto e raccontato che ero disperata per un’ipotetica
esclusione delle liste. Niente di più falso, ho sempre guardato con ottimismo
alla questione e non ho mai perso la fiducia nelle istituzioni. Non a caso il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato dimostrazione di come
andassero risolte le cose, e cioè consentendo a tutti gli elettori di esercitare
il proprio diritto di voto». Renata Polverini parla alcuni minuti senza fermarsi
mai. Ricorda i punti salienti del suo programma: sanità, lavoro, sostegno alle
famiglie e agli anziani. E ancora politiche giovanili, la volontà di scegliere
uno per uno tutti i suoi collaboratori «per restituire alla Regione Lazio un
governo degno di governare un territorio tra i più importanti d’Italia». Il
candidato presidente poi ha ribadito il suo impegno per la promozione della
Provincia di Latina da uno stato di periferia. «Una situazione non più
accettabile – ha detto – tanto che sto girando l’area pontina in lungo e in
largo proprio per conoscerne a fondo le problematiche e la gente». Presente al
comizio, organizzato dal comitato della «Lista Polverini», il candidato al
consiglio regionale Gianfranco Sciscione, l’unico terracinese a correre per le
prossime elezioni regionali.
Francesco Avena

Violenza sulle donne e la favoletta dell’8 marzo.
Come ogni anno, anche stavolta nella giornata tradizionalmente dedicata alla
donna il pensiero non può non andare alle operatrici del centro antiviolenza
‘Essere Donna’, a Terracina, nato nel 2001 come attività della cooperativa
sociale ‘Le Ali della Fenice’. Un luogo dove tutte le donne che vivono
situazioni di disagio e violenza possono trovare solidarietà, sostegno, aiuti
concreti anche legali, il tutto potendo contare sul massimo della segretezza e
della discrezione perché quando in gioco c’é la vita di una donna non c’è da
scherzare. Ogni 8 marzo le operatrici scendono in piazza con uno stand per
distribuire materiale informativo e piccoli gadget in offerta libera (come
sempre avviene, il ricavato serve ad auto-finanziare il centro antiviolenza).
Tanti e completamente gratuiti sono i servizi offerti dal centro: consulenza
legale e psicologica, ascolto, accoglienza, informazioni. La segreteria è attiva
24 ore su 24 così come il numero d’emergenza 349/1099396 al quale è possibile
rivolgersi sicure di trovare un aiuto immediato; naturalmente sono garantiti al
massimo la riservatezza e l’anonimato. A rivolgersi alle operatrici sono
soprattutto persone che subiscono maltrattamenti all’interno della stessa
famiglia, la cosiddetta ‘violenza privata’, un fenomeno spaventosamente diffuso
che, stando alle statistiche più recenti, colpisce la stragrande maggioranza
delle quasi 7 milioni di donne italiane tra i 16 e i 70 anni che nel corso della
propria esistenza sono state vittime di violenza fisica o sessuale. Ora, però,
non ci sono più soltanto donne vittime della violenza maschile, ma anche
adolescenti finite nella morsa pericolosamente stretta dei loro fidanzati-
bambini. ”Ci troviamo di fronte non soltanto donne adulte già sposate e già
madri-racconta un’operatrice- ma anche tante ragazze giovani, addirittura
adolescenti, vittime delle violenze di fidanzati spesso coetanei”.”Di solito
vengono da noi accompagnate dalla mamma -continua l’operatrice-Non è una scelta
facile anche perché la decisione di chiedere aiuto scatta quasi sempre dopo che
c’è stata la violenza fisica, mentre fin quando il giogo resta psicologico si
cerca di nasconderlo e di conviverci”. Questo il quadro generale che emerge
dall’attività del centro ‘Essere Donna’: l’età media delle donne che hanno
bisogno di aiuto si è abbassata, mentre non accenna a diminuire il numero di
persone che si rivolgono a centri del genere. La violenza domestica resta quella
più pericolosa e devastante. Viene spontaneo chiedersi cosa ci sia tanto da
festeggiare quest’oggi.
Pubblicato da Rita Recchia

Tiro a Piattello: Finale Campionato Invernale Double Trap, Oro per Di Spigno.
Terminato il Campionato Italiano Invernale Individuale e a Squadre di Double
Trap, che ha avuto luogo nella Valle Aniene di Lunghezza (RM) sulle pedane del
Tav. I contendenti, 97 i tiratori in gara per i titoli individuale e 13 le
società per quelli a squadre, si sono affrontati sulla distanza di 120 piattelli
suddivisi in 4 serie (secondo la Formula Fitav). Nella categoria Eccellenza il
migliore è stato Daniele Di Spigno, delle Fiamme Oro, di Terracina (LT), che ha
partecipato a due edizioni dei giochi olimpici: fu 17° a Sydney 2000 e 7° ad
Atene 2004 e si è qualificato per Pechino 2008, è salito sul gradino più alto
del podio con lo score totale di 108/120, alle sue spalle Simone Doi,
dell’Aeronautica, di Merlino (LO) con 105 e terzo posto Antonino Barillà, della
Marina Militare, di Reggio Calabria con 103 (+6).


Siamo agli atti finali di una commedia tragi-comica a cui stanno assistendo”
incolpevoli” i cittadini terracinesi dove è evidente nella città la tragedia più
assoluta nella conduzione fallimentare di un paese abbandonato a se stesso, con
tutti i settori allo sbando e senza regole, dalla situazione finanziaria dell’
ente con una moltitudine di creditori che bussano alle casse comunali
cronicamente in rosso, rivendicando i loro diritti. Nel sociale con la mancanza
totale di assistenza per tutte le fasce sociali dalle più disagiate ai
diversamente abili alle persone meno abbienti al sostegno alle famiglie ecc..
Alla situazione della Terracina Ambiente per quello che riguarda la raccolta dei
rifiuti, dopo tutte le promesse fatte da questa amministrazione dagli aumenti
TARSU effettuati negli anni passati al piano Santoro ed oggi alla TIA, i
lavoratori si trovano senza stipendio, senza la giusta sicurezza nel posto di
lavoro e senza macchinari idonei per svolgere degnamente il loro lavoro,
risultato, una città invasa dai rifiuti, ad ogni angolo della nostra cittadina
ci sono cumuli di immondizia, le periferie sono abbandonate, non è certo un
belvedere per una città che si definisce a vocazione “Turistica” con presenza di
turisti nazionali ed internazionali non facciamo davvero una bella figura, in
poche parole l’intera provincia ci vede come un paese del terzo mondo. Non
parliamo poi delle strade ridotte a un colabrodo dove manca un vero programma di
manutenzione ma con interventi fatiscenti dettati dall’improvvisazione. Mancano
interventi a favore delle imprese, delle attività produttive, del commercio
insomma la crisi economica trascina ed accentua la crisi occupazionale dettata
dalla carenza di idee progettuali per infrastrutture che potrebbero creare una
occupazione strutturale e non assistenzialista per far questo bisogna aprire un
dialogo con le parti sociali ed il confronto con la città cosa che manca
totalmente a questa Amministrazione. Ed i nostri amministratori cosa fanno? Qui
inizia la parte comica, stanno discutendo il problema Ass. Longo che ha tutta la
mia considerazione per una scelta che, salvaguarda la dignità della sua
persona,senza sottostare a giochetti politici a spese della collettività,(non
contemplato nel vocabolario dei nostri Amministratori ) anzi nel momento stesso
fanno un’altra vittima eccellente l’Ex presidente delle istituzioni dopo della
neo costituita Azienda Speciale sostituendolo niente popò di meno che da un”
consigliere comunale” facente sempre parte di “QUELLII NON ELETTI”,che sono
tanti con una New entri,(perché l’obbiettivo di alcuni personaggi è proprio
quello di soddisfare le proprie esigenze) e come avevo predetto in C.C.
rivolgendomi a coloro che avevano preso 0 voti non disperate che non finisce qui
a breve ci sarà spazio anche per voi..Ricollegandomi agli incolpevoli cittadini,
incolpevoli perché non era certo questa la compagine di governo che avevano
votato e non siete certo voi o coloro che sono stati esclusi i colpevoli di ciò
che stà accadendo nella nostra città. Vorrei puntualizzare che l’UDC è all’
opposizione di questo governo dal lontano maggio del 2008 perché anche prima di
quella data ha sempre operato nel rispetto delle regole dando risalto e
precedenza alle problematiche del territorio, persone scomode per chi ha altri
obbiettivi, perciò non serve il canto delle Sirene da più parti inneggiato a
convincere qualcuno che fa del rispetto verso i cittadini il suo scopo politico,
a differenza dei nostri ex colleghi che per un piatto di lenticchie hanno
tradito volontà degli elettori e i compagni di partito. Per questi motivi non
condivideremo lo squallore e la scorrettezza di chi non ha rispettato il mandato
degli elettori escludendo un partito che ha contribuito alla vittoria elettorale
del 2006 e non rispettando nulla del programma elettorale presentato.
GIANNI PERCOCO
CAPOGRUPPO UDC

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54000 [18]
«Oggi i nostri amministratori alzano la  cornetta  e  iniziano  a  telefonare  a
giovani concittadini laureati  o  diplomati  dicendogli  che  in  questi  giorni
devono assumere più di 50 persone  nell’Azienda  Speciale,   parlando  vagamente
del tipo di lavoro che gli  stanno  proponendo  e  con  che  tipo  di  contratti
verranno  assunti,   suggerendogli  di  decidere  in  fretta,   perché    queste
assunzioni le devono fare a breve». Il  j’accuse  sul  voto  di  scambio  questa
volta arriva da Pierpaolo Marcuzzi, esponente  Udc.   Secondo  il  centrista  in
questi giorni alcuni politici della maggioranza starebbero  contattando  persone
per proporgli un posto nella neonata azienda comunale in  cambio  di  voti.   Ci
sarebbero in ballo una cinquantina di assunzioni oltre  a  quelle  destinate  ai
lavoratori  socialmente  utili  che  attendono  da  mesi  di  essere  nuovamente
inseriti. Ma sulla reale  capacità  dell’Azienda  Speciale  di  divenire  presto
operativa i dubbi  sono  molti.   A  partire  dalla  sistemazione  dei  vertici.
Nessuno della maggioranza è  in  grado  di  dire  quando  l’azienda  inizierà  a
funzionare e se e quando ci saranno le assunzioni. All’appello  mancano,   tanto
per cambiare, i  soldi.   L’Azienda  Speciale  dovrebbe  essere  alimentata  dal
capitale conferito dal Comune che in questo momento è pari allo  zero.   L’unica
via d’uscita è la vendita dei beni di famiglia per trovare  denaro  utile.   Per
questo c’è in atto da tempo l’operazione sull’inventario dei  beni  comunali  io
cui esito è ancora sconosciuto. E’ ragionevole che per ora non se ne parla.   Lo
sanno bene le decine di famiglie che da  mesi  non  possono  più  usufruire  dei
servizi  di  sostegno  dei  disabili.   Per  non  parlare  dell’assistenza  agli
anziani. Tutto questo dovrebbe essere  gestito  dalla  Speciale  ma  non  si  sa
quando. «La conferma di questo modo di operare la vediamo per  l’ennesima  volta
oggi –  spiega  Marcuzzi  –  l’Azienda  Speciale  che  doveva  iniziare  la  sua
attività ad ottobre si è messa in luce solo  per  la  nomina  della  direttrice,
del consiglio di amministrazione che prima di partire  ha  visto  sostituire  il
suo presidente. La solita girandola di incarichi ben  retribuiti  per  mantenere
gli equilibri».
di FABIO COCCIA

In rete la ‘monnezza’ made in Terracina.
La ‘monnezza’ di Terracina viaggia nel web. Vuoi che sia un  video  inserito  su
Youtube, vuoi che siano pose plastiche di montagne di  sporcizia  immortalate  e
messe su Facebook, la questione rifiuti sta dando davvero il meglio,  anzi,   il
peggio di sé. Anche su internet, a disposizione davvero  di  qualsiasi  sguardo.
Discreto e indiscreto. Sono le valvole di sfogo  di  associazioni  e  cittadini,
che sentono quasi l’esigenza di metabolizzare il problema in  qualche  modo  che
non sia il solo allargare le braccia esasperati quando  ci  si  imbatte  in  una
delle tante isole molto poco ecologiche che ancora  ieri  mattina  campeggiavano
al centro come in periferia. Basta inserire sulla bacheca di Fb una foto  di  un
qualsiasi bidone scomparso tra buste e scatoloni e in  un  attimo  si  anima  la
discussione degli  utenti.   Tutti  unanimi  nel  condannare  senza  possibilità
d’appello la situazione degli ultimissimi giorni.  Tutti  concordi  nel  puntare
il dito contro le bollette della Tarsu che aumentano mentre  il  servizio  resta
quasi al palo. Tutti a chiedersi  che  fine  facciano  i  soldi  pagati  per  la
raccolta se poi i netturbini devono fare le barricate per riuscire  a  strappare
certe garanzie che, in realtà, dovrebbero essere la normalità. E  tutti  intenti
a fotografare la ‘monnezza’ e  a  sbatterla  nel  mondo  infinito  di  Internet.
Qualcuno potrebbe dire (in realtà l’ha fatto già) che così  facendo  si  rischia
di rovinare l’immagine  turistica  di  Terracina  e  di  bloccare  l’arrivo  dei
visitatori. Mmmm…E che figura ci  facciamo  con  quei  turisti  che  arrivano  e
trovano una città invasa dai rifiuti? Qual è la differenza tra  il  prima  e  il
dopo? La scorsa  estate  molti  forestieri  hanno  disdetto  le  case  prese  in
affitto e sono scappati da Terracina prima del  tempo.   La  gente  non  è  mica imbecille.
Pubblicato da Rita Recchia

SI cominciano ma non  si  finiscono  mai. Una  storia  talmente  lunga  che  a
raccontarla ci vorrebbe un libro,   quella  dei  lavori  di  manutenzione  delle
strade. A farne le spese, in questo caso, i residenti della zona  di  Ceccaccio,
che a 5 anni dagli  interventi  messi  in  opera  da  Acqualatina  e  l’Italgas,
rispettivamente per la rete fognaria e il  gas  metano,   si  ritrovano  con  la
strada piena di buche, dossi, dislivelli.  A  denunciarlo,   i  consiglieri  del
Partito  democratico,   che  hanno  presentato  una  interrogazione  per   avere
chiarimenti in merito ai mancati  interventi  di  ripristino.   Il  Pd  denuncia
gravi responsabilità amministrative da  parte  delle  società  di  servizi,   ma
anche  in  seno  all’amministrazione  comunale  per  non  aver  controllato    e
sanzionato.   «Tra  il  2005  e  2006  sono  stati  eseguiti  i  lavori  per  la
realizzazione della rete fognante di allaccio della condotta  di  Via  Ceccaccio
di collegamento al nuovo depuratore di Pantani da  Basso.   Eseguiti  i  lavori,
bisognava provvedere a ripristinare la strada dove è stata  realizzata  la  rete
fognante. Al contrario, la strada non è stata ripristinata, ma lasciata  in  uno
stato di dissesto e impraticabilità». Dal 2005  ad  oggi,   tra  discussioni  in
Consiglio, petizioni popolari di protesta dei residenti  e  segnalazioni  varie,
nulla si è mosso. «Una volta realizzati tutti i lavori di rete  fognante  e  gas
metano da Via Pantanelle  a  Via  Ceccaccio,   sia  Acqualatina  che  L’Italgas,
dovevano provvedere al ripristino completo del  manto  stradale.   la  strada  è
rimasta totalmente  dissestata,   impraticabile,   con  tante  e  grosse  buche,
depressioni, slivellamenti e con i  chiusini  sopraelevati,   rappresentando  un
grave e permanente pericolo per il traffico  veicolare».   Il  Pd  chiede  conto
all’amministrazione comunale del perché «non si è provveduto a  ripristinare  il
manto stradale,  nonostante  le  continue  contestazioni  e  segnalazioni  degli
abitanti della zona, anche con petizioni popolari» e «quali  iniziative  intende
prendere per sistemare la strada di Via Ceccaccio».
D. R .


Tribunale, la cancelleria civile è al collasso.
Nella speranzosa attesa che il  personale  venga  rimpolpato,   gli  uffici  del
tribunale di Terracina si regolano di conseguenza.   Per  esempio  modificano  i
propri orari di apertura al  pubblico.   Del  resto  a  mali  estremi,   estremi
rimedi. Cancellieri e impiegati vari sono andati  via  o  sono  in  procinto  di
farlo, senza sapere se e quando verranno reintegrati. E allora  dall’interno  ci
si organizza come si può. E’, per esempio,  il  caso  della  cancelleria  civile
per la quale da metà febbraio sono arrivate nuove disposizioni.   Si  tratta  di
un nuovo ordine di servizio interno stabilito da Franco Catracchia,  il  giudice
coordinatore  della  sezione  distaccata  di  Terracina.   Come  si  legge   sul
documento  affisso  all’ingresso  del  tribunale,   è  stato  preso  atto  della
notevole mole di lavoro che  grava  sulla  cancelleria  civile  del  palazzo  di
giustizia, con lo sparuto personale che deve smaltire  lavoro  interno  oltre  a
dover sistemare i fascicoli con relativi adempimenti.   Tutto  ciò  spetta  alle
due unità categoria B/2 che devono svolgere sia le attività di sportello,  e  di
avvocati in fila  non  ne  mancano  davvero  mai,   sia  la  sistemazione  delle
pratiche interne. Con due  magistrati  assegnati  e  il  cancelliere  andato  in
pensione dallo scorso 1° febbraio. Di sostituti non se ne vede nemmeno  l’ombra,
e allora vai con le nuove disposizioni  interne.   A  partire  dallo  scorso  12
febbraio il lunedì, il mercoledì e il venerdì l’apertura al pubblico  è  fissata
dalle ore 10  alle  ore  13;  il  martedì  e  il  giovedì  si  possono  soltanto
depositare atti urgenti. Per il resto del  tempo  la  cancelleria  civile  resta
off limits, perché dentro ci sono parecchie  pratiche  da  sbrigare.   Entro  la
prossima estate andranno in pensione  altri  due  colleghi.   Fatti  due  rapidi
calcoli, entro il 2010 nel palazzo di giustizia di  via  dei  Volsci  resteranno
in servizio soltanto due funzionari e quattro impiegati.   Senza  dimenticare  i
giudici Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli pronti a fare  le  valige.   La
preoccupazione maggiore sta  nel  fatto  che  non  circola  alcuna  voce  su  il
reintegro del personale che sta per lasciare il tribunale.   Idem  per  i  posti
vacanti dei magistrati. Una concomitanza di partenze che  proprio  non  fa  bene
al quadro clinico già estremamente delicato del tribunale  di  Terracina,   dove
non si vive ma ormai si sopravvive.
Pubblicato da Rita Recchia

UNO degli angoli più belli del centro  storico  alto  di  Terracina  pronto  per
essere dato alle fiamme. In piazza  Assorati,   dove  dovrebbero  passeggiare  i
turisti e ammirare la bellezza del  patrimonio  storico  culturale  della  parte
vecchia della città, alcuni ragazzi già da diversi  giorni  stanno  accatastando
rami, mobili vecchi e sedie. Il motivo? Tra qualche giorno –  il  19  marzo  per
essere precisi – sarà San Giuseppe e come da  tradizione  si  appiccheranno  dei
«fuocheracci » in segno di buon auspici. Resta  però  il  fatto  che  in  piazza
Assorati, tra l’altro su un piazzale in cui di recente  è  stato  realizzata  la
nuova pavimentazione. Non proprio il posto adatto in cui preparare  un  rogo  di
vecchio mobilio, piante e rami secchi,  dunque.   Ma  il  problema  è  anche  un
altro. Chi controlla per evitare che  discariche  a  cielo  aperto  «temporanee»
come quella  sorta  in  piazza  Assorati  possano  sorgere  in  altri  punti  di
Terracina? Chi interviene per rimuovere  queste  discariche  prima  che  vengano
date alle fiamme. Infuriati ovviamente i residenti, che  tra
l’altro denunciano come questi ragazzi  si  divertano  anche  a  lanciare
pietre contro il cumulo di mobili vecchi e altri scarti.   Tanto  da  costituire
un ulteriore danno per il mattonato. Parlando  tanto  di  promozione  turistica,
di cartolina di Terracina e necessità  di  incentivare  l’arrivo  di  vacanzieri
nel  centro  storico,   verrebbe  da  chiedersi  cosa  penserebbero    eventuali
forestieri. Magari i tanto desiderati norvegesi o  svedesi  quando,   giunti  in
piazza Assorati accompagnati  da  una  guida  turistica,   sentissero  dire  che
quella è una delle piazzette più belle di Terracina.   Con  rifiuti  accatastati
pronti per essere bruciati. Forse penserebbero: figurarsi le altre  piazze  meno
belle della città.
F. A.

I pescatori ci hanno quasi messo una pietra sopra, dopo anni e anni  di  rinvii,
interruzioni, campagne elettorali. Una storia lunga, dai  contorni  incredibili,
fatta di scontri politici, lentezze amministrative, problemi ambientali  e  così
via. In questi giorni si torna a parlare dei lavori di escavo del  porto,
annunciati a gran voce alle soglie delle scorse  elezioni  regionali  del  2005.
Era stata la giunta Storace, nel 2004, a  stanziare  un  milione  di  euro,   su
proposta  del  consigliere  regionale  Fabrizio  Cirilli.   Poi  una  serie   di
complicazioni ambientali, la lievitazione dei costi, burocrazie  e  rimpalli  di
responsabilità tra Comune e Regione hanno fatto il resto.   Proprio  il
consigliere Cirilli è tornato  sulla  questione  annunciando  imminenti  novità.
«Una serie di  problemi  tecnici  non  hanno  reso  possibile  la  realizzazione
dell’opera, a causa della difficoltà  di  smaltire  il  materiale  che  dovrebbe
essere rimosso, che rientra nella categoria dei rifiuti speciali»  ha  spiegato,
che «comportava una variazione dei costi  derivanti  dal  ciclo  di  trattamento
dei fanghi. Ora finalmente si sta concretizzando l’opportunità  di
seguire una variante progettuale che consentirebbe,   attraverso  un
particolare trattamento dei limi lo smaltimento di questi rifiuti speciali».   I
lavori di escavo restarono al palo proprio per la presenza,  nella  sabbia,   di
metalli pesanti e idrocarburi considerati rifiuti speciali.  A  nulla  servì  la
realizzazione da parte del Comune delle vasche di smaltimento,   nella  zona  di
San Martino.  Arrivò  subito  il  sequestro  Del  Corpo  forestale,   che  vietò
l’autorizzazione.  Cirilli  annuncia  la  possibilità  di  eliminare  «i  cumuli
sabbiosi sulle  sponde  del  canale  dove  avviene  l’attracco  delle  barche  »
attraverso una variante  progettuale,   da  avviare  attraverso  l’utilizzo  del
ribasso d’asta. La Regione ha dato parere positivo,  ma  Cirilli  non  risparmia
le critiche: «Ritengo importante lanciare  un  messaggio  positivo  rispetto  ad
una politica che troppo spesso parla a  ridosso  delle  competizioni  elettorali
ma  che,   nascondendosi  dietro  il  luogo  comune  della  mancanza  di   fondi
reperibili,  poco  fa  durante  l’esercizio  del  proprio  mandato».   Sul  caso
dell’escavo  interviene  anche  il  Partito  democratico,   con  il  consigliere
provinciale Rossano Alla.   «Si  dovrà  certo  intervenire  al  più  presto  sul
gravoso stato in cui versa il canale dei pescatori  -.   Idrocarburi  e  metalli
pesanti non possono restare lì sotto per sempre. Danneggiano  l’ambiente  e  chi
ci lavora ogni giorno». In vista anche interventi immediati: «Abbiamo,  non  più
di 5 mesi fa, attraverso la «Litorale Spa» e il  consigliere  regionale  Claudio
Moscardelli, ipotizzato di utilizzare quel che resta del  finanziamento,   circa
800 mila euro, per riqualificare e consolidare le strutture: banchine e  sponde,
del porto. Il Comune nei giorni scorsi ha presentato un  progetto  alla  Regione
ed entro la prossima settimana dovrebbe arrivare il parere,   che  consentirebbe
di riaffidare i lavori. Con i soldi che restano si puliranno le  sabbie  esterne
dell’area di ponente. Stiamo anche prevedendo un  intervento  di  somma  urgenza
per liberare la foce esterna dalla barra sabbiosa».
Diego Roma

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Oggi inauguriamo i servizi sul nostro Foro Emiliano, in particolare rispetto alla grande via di comunicazione che lo attraversa, la famosa “Regina delle strade”, la via Appia, e che nel tratto in cui attraversa Terracina ha visto sorgere numerose costruzioni sia pubbliche che private, che hanno segnato la storia di un territorio. Una delle più celebri è proprio il nostro Capitolium un bene simbolo della nostra comunità. Il servizio ci illustra una serie di caratteristiche dei resti e ci aiuta a comprendere le sue componenti sia strutturali-architettoniche, sia funzionali. La difficoltà di identificazione della divinità tutelare, e la scomparsa del tempio, per secoli inglobato in altri edifici, fino alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale, che lo ha riportato alla luce, ha fortemente legato la storia del Capitolium al Tempio Maggiore, offrendo da secoli agli studiosi un suggestivo sguardo d’insieme su due importanti monumenti del Foro Emiliano. Il testo ci aiuta a fare luce sull’interessante storia riguardo la costruzione e lo sviluppo dei templi,

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Uno studio tendente ad identificare il Capitolium di Terracina, problema apparentemente risolto ma ancora aperto alla ricerca, si collega in modo diretto alla ricostruzione del percorso della via Appia all’interno della città. Infatti vedremo più avanti che per procedere nell’indagine, oltre ad avvalersi di argomentazioni archeologiche, storico-religiose e documentarie, non si può tralasciare il contesto urbanistico in cui l’edificio si inserisce.

Prima di entrare nel vivo del problema saranno utili alcuni brevi cenni su questo particolare tipo di tempio.

Nel mondo romano grande importanza era attribuita all’aspetto religioso: ogni momento della vita del civis era regolato dal suo rapporto con la divinità sia in ambito pubblico che privato. Il tempio che esprimeva per eccellenza questa religiosità era il Capitolium che, destinato ad ospitare il culto della massima triade del pantheon romano (Giove Ottimo Massimo, Giunone Regina, Minerva), presto divenne il simbolo della romanità, espressione ufficiale dello Stato, della sua civiltà e religione.

Il modello architettonico tradizionale per il Capitolium, secondo il prototipo urbano, era il tempio tuscanico nella forma tripartita (1): su di un alto podio erano poste tre celle affiancate, a cui si accedeva da tre ampie porte, ed un pronao le precedeva.

Ogni città che faceva proprie le istituzioni e le tradizioni romane consacrava questo tempio alla triade capitolina: in età repubblicana esso sorgeva in abitati di origine coloniale, ma durante l’impero se ne estese la costruzione anche in centri di varia costituzione municipale.

La città di Anxur-Tarracina venne presto a contatto con i Romani (2), divenne loro colonia (3) e probabilmente ebbe il suo Capitolium. Gli studiosi moderni ne hanno localizzato i resti nei pressi del complesso monumentale del Foro Emiliano, ma non sono concordi nell’identificare l’edificio; infatti, di volta in volta, è stato ritenuto tale sia il grande tempio posto sul lato settentrionale del foro (fig. 32, « A ») che quello tuscanico posto poco più a Nord (fig. 32, « B »).

Fig 1 - Planimetria ricostruttiva dei templi A (in basso) e B (in alto) del Foro Emiliano (da S. Aurigemma, A. Bianchini, A. De Santis, Circeo-Terracina-Fondi, Roma 1966).

Il tempio « A » fu probabilmente progettato e realizzato, contemporaneamente al nuovo foro cittadino (fig. 32, « C »), all’inizio dell’età imperiale (4) e fu trasformato in epoca molto antica in chiesa cristiana (5). Il tempio « B », la cui costruzione è stata datata intorno alla metà del I sec. a. C. (6), era visibile solo in alcune sue parti fino alla Seconda Guerra Mondiale, essendo inglobato in costruzioni medievali (fig. 54).

A causa della lunga utilizzazione di cui sono stati oggetto e della posizione in una zona della città che ha registrato una continuità ininterrotta di vita, gli edifici che ci interessano non hanno mai subito indagini sistematiche. Per cercare di stabilire come è progredita nel tempo la conoscenza sia delle loro strutture che della loro dedicazione, si possono comunque seguire le notizie che hanno lasciato eruditi, viaggiatori e studiosi.

Le prime testimonianze di cui abbiamo documentazione risalgono agli inizi del XVI secolo, quando due artisti come Baldassarre Peruzzi (1481-1536) e Antonio da Sangallo il Giovane (1483-1546) dedicarono loro, probabilmente in occasione di viaggi sul posto, schizzi e disegni (8). Il Peruzzi ha riprodotto sia la pianta (completa per il tempio « A », parziale per quello « B »), sia i particolari e le misure delle strutture e delle decorazioni (9). I disegni del Sangallo, invece, mostrano solo il tempio nel foro, di cui è riprodotta la disposizione delle colonne sul lato posteriore: il suo però è uno schizzo generico e le misure sono errate.

Entrambi gli autori attribuiscono questo tempio ad Apollo, probabilmente seguendo la tradizione popolare risalente alla leggenda raccolta negli « Atti della Passione di S. Cesario » (10), mentre per quello « B » non abbiamo alcuna indicazione di divinità. L’attribuzione sostenuta dal Peruzzi è accolta in seguito da studiosi come D. A. Contatore (11) e S. Venditti (12), mentre L. Rossini (13), stranamente, lo ritiene dedicato a Giove.

Diversamente da loro, M. R. De La Blanchère (14) lo attribuisce al culto di Augusto e Roma, basando tale convinzione su un’iscrizione oggi scomparsa (15).

Il tempio « B » è stato a lungo privo di indicazioni riguardanti la divinità a cui apparteneva finché G. Lugli (16), rifiutando una precedente attribuzione ai Dioscuri di cui non è chiara la fonte, lo ha riconosciuto come il Capitolium della città romana. Negli anni successivi vi è stato chi lo ha creduto decisamente una ricostruzione cesariana di un precedente Capitolium(17) oppure chi, non potendo affermare che una tale ricostruzione si sia verificata, lo ha ritenuto, sulla base della fonti (18), un santuario sostituitosi ad un’antichissima Aedes Iovi (19).

La posizione del Lugli è stata accolta da studiosi quali Aurigemma (20), De Rossi (21) e Conticello (22). Recentemente F. Coarelli ha rimesso in discussione gli studi precedenti sia proponendo per l’edificio « A » una ricostruzione a pianta tetrastila a triplice cella, sia ritenendo probante per l’identificazione l’ubicazione sul lato più importante del foro (23). Per questo afferma che il tempio « A » è il Capitolium della città, mentre riguardo a quello « B », di cui non ritiene particolarmente significative la pianta e le strutture, si limita ad asserire che la divinità non è identificabile.

Per concludere questa panoramica si deve ricordare che, oltre ai disegni ed agli schizzi misurati del XVI secolo, le prime indicazioni della precisa collocazione urbanistica dei due edifici risalgono all’800. Infatti nel 1853-54 l’ingegnere assistente della Bonificazione Pontina V. Minottini, ricevuto l’incarico da L. Canina di disegnare una pianta della città in cui fossero indicati « i resti antichi », posiziona correttamente i due templi nel contesto urbanistico (24) (fig. 55). Il Canina però nella sua pianta generale della città riporterà solo il tempio maggiore (25) (fig. 56).

Per uno studio- completo dei due edifici è opportuno riassumere brevemente i dati che ad essi si riferiscono:

TEMPIO «A »

ETÀ                                                               Fine I sec. a. C. — inizio I sec. d. C.
TIPO Pseudoperiptero, tetrastilo (Aurigemma, Leporini, Coarelli, Conticello), di
ordine corinzio.
PODIO In opera quadrata rivestito di marmo bianco, ha dimensioni di m. 26,60
(= 90 pd. rom.) x 45.
FAVISSE In numero di 18 (Lugli), si dispongono in senso ortogonale all’asse del
tempio, tranne le ultime ad Ovest orientate in senso opposto. Le prime
misurano m. 14,80 x 4,05 e le seconde m. 3,80 x 2,48. I muri divisori
sono tutti di uguale spessore tranne uno, che corre
in senso Nord-Sud a metà del basamento, avente spessore doppio:
pilastri di rinforzo sono agli angoli delle stanze coperte con volte a
botte.
PRONAO Esteso quanto la cella, è stato ipoteticamente ricostruito con
8 colonne, cioè il doppio del lato posteriore » (26) (Lugli) o con triplice
fila di quattro colonne (Leporini, Aurigemma, Coarelli).
CELLA La sua ricostruzione è stata ipotizzata ad aula unica (Lugli)
o triplice (Coarelli), ha il pavimento di marmo giallo (Conticello), il
rivestimento esterno è in ortostati di marmo bianco con cornice
aggettante e zoccolo di marmo. Un fregio a girali di acanto tra due gole
rovesce è posto ad un terzo dell’altezza delle colonne.

COLONNE Le colonne e le semicolonne sono corinzie con base attica senza plinto.
La pseudoperistasi è stata ricostruita con 4 x 8 colonne (Peruzzi), 4 x 9
(Lugli), 4 x 7 (Leporini, Conticello). Le semicolonne sono alte circa m. 11
ed hanno un diametro di m. 1,33 (41/2 pd. rom.).
INTERCOLUMNI Hanno una larghezza di m. 8,80 sul lato lungo e di m. 4,40 su quello
breve.
TEMPIO « B »

ETA’ Prima — seconda metà del I sec. a. C.
TIPO Prostilo, tetrastilo di ordine dorico-tuscanico.
PODIO A pianta quasi quadrata, in opera reticolata di calcare su fondamenta in
opera quadrata. Ha dimensioni, calcolate da ciglio a ciglio della cornice
del podio, di m. 16,54 x 16,33 x 2,14 (= un quadrato di 56 pd. rom. di
lato) ovvero, calcolati al vivo del dado del podio, di m. 15,96 x 15,80 x
2,14 (= un quadrato di 51 pd. rom. di lato).
FAVISSE In numero di quattro: tre in asse con le celle più una trasversale sotto il
pronao. Le prime hanno lunghezza costante di m. 8,60, altezza di m. 3,70
e larghezza rispettivamente di m. 4,10, 4,40, 4,10; quella trasversale ha
dimensioni di m. 13,90 x 3,80 x 3,50. La struttura è in opera reticolata
con cubilia in calcare, la copertura è con volta a botte, le porte sono ad
arco di conci.
PRONAO Ha dimensioni di m. 14,76 x 4,78 dall’interno dei muri delle ante sporgenti
delle celle.
CELLA Vi sono tre celle affiancate larghe rispettivamente m. 4,53, 4,58, 4,53,
lunghe m. 9,25. I muri divisori hanno spessore di m. 0,53; quelli esterni di
m. 0,60; sono realizzati in opera reticolata con cubilia di diverso
materiale (tufo e calcare) di 7 cm. di lato. Dei muri delle celle verso il
pronao sono rimasti solo modestissimi resti.
COLONNE Dorico-tuscaniche con base attica.
PILASTRI Hanno dimensioni di m. 0,88 x 0,88 (= 3 pd. rom.), base attica, capitello
dorico, dieci scanalature. Al sommo dell’abaco sono alti m. 7,50.
TRABEAZIONE Di tipo arcaico in calcare (27).

Per completare il quadro delle informazioni si dovrebbero qui indicare i materiali scultorei provenienti dai due templi ma, a parte un frammento di trabeazione che Lugli dice appartenente al tempio « B », non si conoscono altri materiali di sicura provenienza (28).

Sulla base di quanto detto, si deduce facilmente che ancora non si è pervenuti a risolvere l’annoso problema del riconoscimento della dedicazione dei due templi. Un modo per avvicinarsi ad una soluzione potrebbe essere quello di compiere un accurato esame delle strutture a nostra disposizione, alla luce di ciò che sappiamo sui Capitolia in Italia fino al I sec. a. C.

Vitruvio (29) parla di essi come di un elemento indispensabile, al momento della fondazione di una colonia romana, per assicurare protezione alla città, mentre U. Bianchi (30) afferma che i Capitolia di età repubblicana sono collocati tutti in città di diritto romano e rivelano un’origine romana anche quando si trovano in abitati già fiorenti prima della deduzione della colonia. Lo studioso moderno ritiene, inoltre, che il luogo più adatto per ospitare tale tempio sia il foro, divenuto il centro della nuova città, e che in esso sia posto sul lato più nobile, quello settentrionale.

Prima di iniziare questa analisi, è opportuno precisare quali sono le caratteristiche che bisogna ricercare in un particolare edificio per individuare in esso un Capitolium e, a questo proposito, potranno essere di valido aiuto alcuni concetti desunti dall’opera di Cagiano De Azevedo (31), la cui ampia sintesi dedicata a quanto argomento costituisce ancor oggi il punto di partenza per questo tipo di studio.

Egli ritiene fondamentali, anche se non sempre applicati, soprattutto tre elementi:
1) la posizione nel foro, per lo più sul lato settentrionale, o sulla sommità dell’arce;

2) la struttura di tempio italico ad alto podio e triplice cella;
3) l’orientamento generale posto a Sud.
Tralasciando per il momento di esaminare la localizzazione (punto 1), si cercherà di inquadrare i due edifici rispetto al secondo punto anzidetto.

Come primo elemento prendiamo in considerazione il podio. Vítruvio dice che esso deve essere di lunghezza di poco superiore alla larghezza ed « (…) è altissimo nelle origini a Roma e va gradatamente diminuendo fitto al 11 sec. a. C. per poi tornare ad aumentare progressivamente nel I sec. d. C., mantenendosi quindi assai elevato con lievi variazioni per tutta il periodo imperiale » (32).

Nell’edificio maggiore esso è molto alto e va degradando da Ovest verso Est all’evidente scopo di compensare il forte dislivello del terreno; nel minore invece ha un’altezza costante di circa m. 2,14. In tali condizioni un elemento indispensabile per accedere all’edificio era la scala, che spesso assolveva il compito per cui era stato costruita e nello stesso tempo appagava pienamente il gusto estetico: entrambi i templi ne erano provvisti.

Una seconda caratteristica costruttiva italica che si mantenne nel tempo in quasi tutti i templi romani è la favissa, cioè la stanza segreta accessibile solo ai sacerdoti, di solito collocata nel podio. Per i Capitolia « generalmente le stanze sotterranee erano tre affiancate, in corrispondenza delle tre celle, mentre una quarta, trasversale, si trovava sotto il pronao (…) tale schema non è rigorosamente applicato (…) e non costituisce nemmeno una particolarità costruttiva dei templi capitolini, come alcuni credono, poiché lo si riscontra anche in templi che non sono capitolia, come ad esempio il tempio dei Dioscuri a Napoli » (33).

Facendo un riscontro con la realtà vediamo che non rare sono le eccezioni, come ad Ostia e Virunum dove le favisse dei Capitolia sono poste Puna dietro l’altra, ma non si può negare che esse siano un elemento determinante di questi templi. Per quanto riguarda i nostri edifici vediamo che il tempio « B » presenta esattamente lo schema indicato come tradizionale, mentre quello « A », secondo la ricostruzione dell’architetto Leporini (34), avrebbe un podio con diciotto favisse. La ricostruzione è stata ipotizzata applicando criteri di simmetria, quindi non possiamo essere sicuri del loro numero reale: unico dato certo è che il lato Nord del podio presenta sette vani di m. 14,80 x 4,05 ciascuno, con muri divisori di uguale spessore (tranne uno posto trasversalmente all’asse del tempio, al centro del basamento) rinforzati da pilastri angolari.

La divisione interna del podio dei templi italici di solito può aiutare a ricostrure il loro alzato. Questo « era diviso in due parti uguali: antica, destinata al colonnato, e postica, dove erano sistemate le tre celle affiancate, delle quali la centrale più grande (…). Dallo schema di edificio a triplice cella, quello che si potrebbe definire ‘ tipo canonico’, ne deriva un altro che ha la particolarità di avere una cella unica divisa in tre navate da colonne » (35): di quest’ultimo, alcuni esempi sono i Capitolia di Pompei e di Cuma.
L’alzato del tempio maggiore è stato ipoteticamente ricostruito, basandosi sul muro di spessore doppio che divide il podio in senso Nord-Sud, in due parti con pronao profondo quanto la cella e questa ad aula unica o triplice. Del tempio « B », invece, sono visibili i muri perimetrali delle celle e alcuni resti del muro trasversale di chiusura di queste (fig. 58).
Poco ancora possiamo dire circa l’ordine, mancando gli elementi per verificare le precise indicazioni di Vitruvio, ma sappiamo che « (…) in Italia continua ad essere usato il tuscanico fino al I sec. a. C. mentre in seguito si sostituisce a questo il corinzio » (36). In particolare il tempio « A », datato, come abbiamo visto, tra la fine del I sec. a. C. e gli inizi del I sec. d. C., è corinzio mentre quello « B », di qualche decennio precedente, è dorico-

tuscanico. Questo indica che entrambi rientrano nei canoni dell’epoca per quanto riguarda i tipi costruttivi dei Capitolia.
Passando infine ad esaminare le proporzioni dei templi sappiamo che per Vitruvio « (…) la larghezza del podio doveva essere 516 della lunghezza, il modulo delle colonne pari a metà dello spessore del muro di fondazione, la colonna alta sette moduli e questa misura doveva risultare uguale ad 1/3 della lunghezza del tempio, la pars antica uguale alla postica e le celle pari rispettivamente a 3110, 4/10, 3/10 della larghezza totale. Il pronao doveva avere due file di quattro colonne, site in corrispondenza dei muri delle celle » (37). Nessuno dei due templi, per quanto ne sappiamo, rispetta esattamente i dettami vitruviani (infatti, ad esempio il tempio « A » ha una pianta con proporzioni pari a poco più di 3/6 tra larghezza e lunghezza, mentre quello « B » presenta un rapporto pari a quasi 6/6), ma a questo proposito un breve esame dei Capitolia conosciuti ci dimostra che raramente tali proporzioni venivano rispettate (38). In particolare, i rapporti dimensionali non sono controllabili nell’edificio « A », mentre in quello « B » sono quasi riprodotte le indicazioni di Vitruvio.
Esaminiamone ora la localizzazione urbanistica:
« (…) il tempio era generalmente eretta nel foro (…) aveva intorno portici (o del foro o propri) ma essi non erano un elemento particolare del Capitolium » (39). A Terracina il tempio « A » è posto sul lato più importante del Foro Emiliano mentre quello « B », collocato fuori del complesso forense, anche se nelle vicinanze, è prospiciente la via Appia, decumano massimo della città (40), seguendo in questa dislocazione una tendenza riscontrabile ad esempio nei Capitolia di Minturno e di Cuma. Per quanto

riguarda infine l’orientamento, il tempio « A » è rivolto ad Est mentre quello « B » guarda perfettamente a Sud.
Se si dovesse concludere a questo punto si dovrebbe dire che entrambi i templi sono di tipo italico, hanno proporzioni che, correttamente o come eccezione, potrebbero rientrare nelle dimensioni dei Capitolia conosciuti e, infine, che la posizione urbanistica è favorevole al maggiore per una identificazione sicura, mentre è l’unico elemento che potrebbe creare qualche difficoltà al minore. Sarà perciò opportuno dare un rapido sguardo all’ubicazione di altri templi di questo tipo per chiarire ulteriormente il problema (41).
Molte sono le città d’Italia che, tra il III sec. a. C. e l’età augustea, videro sorgere questo edificio di culto: innanzitutto vecchie colonie romane investite di una nuova deduzione, come Minturno, oppure centri fiorenti che ottennero per la prima volta la costituzione coloniale, come Florentia. In esse, rispetto al luogo prescelto per la costruzione del tempio, sono in generale applicate due diverse teorie urbanistiche:
1) occupare col santuario il lato nobile del foro all’intersezione delle due arterie fondamentali del castrum;
2) edificare il santuario in luogo elevato, anche se non sull’altura occupata dall’Arx.
Inoltre « (…) in città romane ad impianto ortogonale, pianificate secondo il modello generalizzato nell’ultimo periodo della repubblica, il foro era posto all’incrocio delle principali arterie di comunicazione (…) L’area forense era attraversata da uno o due assi viari (…) al di là dei quali sorgono edifici anch’essi gravitanti sul foro nonostante l’attraversamento viario » (42). Ad esempio a Luni il Capitolium è separato dal foro della via Aurelia, a Minturno dalla via Appia; a Brescia l’area capitolina, posta a Nord in posizione sopraelevata e dominante, è divisa dalla piazza del foro tramite un decumano.
Da quanto detto appare chiara la possibilità di casi di « separazione » tra foro e Capitolium, non è quindi possibile escludere che il tempio B » fosse tale solo a causa della sua posizione. Inoltre va osservato che esso soddisfa diverse condizioni, mentre l’edificio « A » presenta sicuramente a suo favore solo la posizione ed ogni altra sua caratteristica, oltre che ipotetica, potrebbe essere giustificabile per un tempio capitolino solo come eccezione. Insistendo a riconoscerlo come tale, non si può fare a meno di osservare che è alquanto difficile ammettere la presenza, accanto ad un tempio anomalo, di un edificio perfettamente rispondente alle esigenze di questo culto, ma dedicato ad altre divinità.

Si può fare ora un tentativo per spiegare la posizione del tempio « B » fuori dal foro. Prima però di riprendere alcuni concetti che serviranno all’economia del discorso, sarà bene ricordare che il quadro urbanistico che si verrà delineando va considerato un’ipotesi di lavoro, per quanto suggestiva e convincente, da cui partire per giungere, attraverso un approfondimento degli studi, ad una più sicura conferma.
In ambito urbanistico va ricordato che di solito i Romani, fondando una colonia, compivano una suddivisione sia del territorio agricolo che del terreno all’interno delle mura e le due maglie a reticolo, spesso, divergevano ad angolo (43); quando la colonia s’insediava in un centro abitato già esistente ne sfruttava il più possibile le strutture, ma in ogni caso la planimetria urbana veniva ridisegnata e regolarizzata scegliendo i luoghi più opportuni per il foro e per i principali edifici pubblici (curia, comitium, templi, ecc.) e tra questi ultimi il Capitolium era il simbolo religioso e politico della romanità (44).
Per Terracina in particolare, sappiamo che la città, sorta in un luogo elevato già da tempo abitato (45), era colonia di diritto romano dal 329 a. C. e che a quell’epoca risaliva la sua centuriazione (46). Elementi della sua topografia che è opportuno tenere presente sono: il tratto di strada, con basolato e canaletta di scolo, che si stacca dalla via Appia e sale verso Nord-Est con direzione obliqua (fig. 59); l’angolo Nord-Ovest del tem-

pio « B » che invade prepotentemente la strada suddetta (fig. 59); un avancorpo rettangolare, dalla sommità del quale iniziava la scala d’accesso al podio, che questo edificio presenta a Sud (fig. 60).
La strada è stata ritenuta troppo ampia per essere un diverticolo qualsiasi e negli ultimi anni è stata più volte avanzata l’ipotesi che essa indichi un diverso tracciato dell’Appia all’interno della città (47), tracciato che sarebbe cambiato tra il 329 a. C. e la costruzione del Foro Emiliano. Ad essa deve considerarsi collegato l’avancorpo rettangolare che serviva ad annullare il dislivello del terreno in quel punto. La sua presenza però, insieme al problema del vero punto d’accesso del tempio, pone quello del perché si sia resa necessaria tale soluzione. La ricostruzione di Leporini (48) (fig. 60) mostra l’avancorpo, degradante da Ovest verso Est e con il lato Sud affiancato al marciapiede della via Appia, accessibile solo da Est dove raggiungeva il piano del foro: esso indica la volontà sia di superare le difficoltà imposte dall’orografia del luogo (dislivello) e dalla presenza di elementi topografici irrinunciabili (via Appia), sia di mantenere condizioni ritenute importanti (ad esempio l’orientamento a Sud del tempio) (49).
Quanto ai resti subito a Nord del tempio, l’ipotesi che si tratti di un percorso precedente del decumano massimo può essere avvalorata dall’osservazione che il tratto di strada in esame si pone sulla linea congiungente la Porta Maior con l’ultima rampa dell’attuale via di S. Francesco, che ricalca il percorso della strada romana in uscita dalla città (50) (fig. 32).
Se l’ipotesi è vera ne consegue che, prima della sistemazione urbanistica che vide sorgere il complesso del Foro Emiliano, il reticolo viario aveva un orientamento leggermente diverso da quello attualmente conosciuto. Questa teoria non è del tutto nuova: in un suo recente lavoro H. v. Hesherg (51) afferma decisamente l’esistenza in Terracina di un primitivo impianto stradale che in età augustea, con la costruzione di uno spazioso foro, subì una nuova regolamentazione (52).
Il nuovo tracciato dell’Appia avrebbe determinato il decadere del tratto precedente e, forse, il cambiamento dell’orientamento originario del tempio « B »: in questo senso può essere interpretato l’angolo dell’edificio che invade la strada.
Tornando a quest’ultimo, dalle fonti conosciamo solo l’esistenza di un’Aedes Iovi: il tempio di cui abbiamo i resti potrebbe dunque essere l’ultima ricostruzione di uno o più edifici precedenti. Il santuario originario poteva essere coerente con la primitiva area forense, mentre il nostro deve essere stato costruito contemporaneamente o quasi al nuovo tracciato dell’Appia, poiché lo prevede, ma forse prima della realizzazione del Foro Emiliano, perché ne rimane fuori.

All’origine del nuovo complesso forense possiamo supporre vi fosse anche e soprattutto un’esigenza di spazio (53). Per soddisfarla si realizzò un terrazzamento artificiale, ricorrendo ad un sistema di gallerie costruttive che ancor oggi corrono in direzione Est-Ovest lungo le pendici della collina. La tecnica edilizia dimostra che esse furono realizzate a più riprese nel tempo (54) e ciò potrebbe significare che il foro ed i monumenti che gravitano su di esso non sono il risultato di un progetto unitario, ma di una sistemazione a posteriori di realtà sorte più o meno liberamente.
Ma è possibile che una ristrutturazione di questo tipo si sia avuta durante il I sec. a. C.? Per rispondere a questa domanda dobbiamo esaminare il quadro generale dell’urbanistica del periodo. Vediamo così che dal II sec. a. C. in tutta l’Italia centro-meridionale si ebbe un profondo rinnovamento: il fenomeno si accentuò soprattutto dopo la Guerra Sociale ed interessò anche comunità già organizzate (55).
Si cominciarono a creare nuove strutture politico-amministrative ed a ricostruire gli impianti urbani già esistenti. Alcune città videro la rico-

struzione di mura e torri, come Formia e Fondi, altre ebbero un generale rinnovamento come Aeclanum ed Alba Fucens (56). Città che erano state gravemente danneggiate o distrutte durante la Guerra Sociale approfittarono delle circostanze e costruirono, secondo il sistema. romano, un nuovo impianto urbano ortogonale e nuove mura.
Anche Terracina fu investita, sia per motivi politici che per necessità amministrative, da un rinnovamento: ne sono testimonianza l’ampliamento delle mura urbane, il complesso del Foro Emiliano, il Capitolium. Allora non è così improbabile pensare che la ristrutturazione sia stata più profonda di quanto fino ad ora supposto, tanto da giustificare un nuovo foro ed un nuovo tracciato dell’Appia, con conseguente rinnovamento dello schema viario cittadino. In un piano urbanistico di tale portata, condizionato per di più dalla necessità di tener conto delle strutture esistenti e dell’orografia del luogo, probabilmente non dovette sembrare molto importante che il Capitolium non occupasse la posizione dominante che tradizionalmene gli competeva.

Un intervento che si occupi in particolare del tempio capitolino di Terracina e del suo rapporto con la via Appia rientra nella tendenza degli studi. più volte manifestata negli ultimi anni, mirante a chiarire quanto più possibile l’urbanistica della città romana. Dopo lo studio di M. R. Coppola, (COPPOLA 1984), é ormai chiara la nascita e lo sviluppo in età augustea del centro politico-amministrativo della città. giunto pressoché intatto fino a noi, ma tale ricerca verte soprattutto sull’area centrale del foro e sul suo lastricato, mentre altri argomenti sono solo accennati o dati per scontati. Il mio intervento. originato non da scoperte archeologiche ma dal bisogno di precisare alcuni punti e. se possibile, sgombrare il campo da inesattezze, non intende essere esaustivo delle problematiche ancora insolute riguardanti il centro monumentale della città: vuole solamente fornire alcuni elementi di chiarificazione e cercare, con l’analisi storico-documentaria, di aprire la strada a soluzioni future. Colgo qui l’occasione per ringraziare la Dott.ssa Margherita Cancellieri per l’interessamento e l’aiuto che ha voluto accordarmi. permettendomi di concludere positivamente questo lavoro. Ringrazio inoltre la Dott.ssa Lucilla Venturi per i suggerimenti, l’incoraggiamento e la disponibilità dimostratami. ?

Capitolium, tratto dal volume AA.VV., La Via Appia a Terracina. La strada romana e i suoi monumenti, Casamari 1988.?

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(1) BIANCHI 1974, p. 64.
?
(2) LIV. V, 12.
?
(3) LUGLI 1926, c. XIV: «Il carattere giuridico di Anxur /u perciò quello di colonia maritima, e come tale essa godette di tutti i diritti civili romani»; LTV. XXVII, 38. 3-4: « Coloni maritimi qui socrosantam vocationem dicebantur ha bere: Ostiensis, Alsiensis, Antias, Anxurnas. Menturnensis, Sinuessanis et ah supero mari Senensis »: POLYB. III, 24, 16: VELL. PAT. I, 14, 4.
?
(4) Cfr. COPPOLA 1984.
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(5) Già al tempo di Gregorio Magno (590-604) il tempio era utilizzato per il culto cristiano. Nel IX secolo si hanno notizie di trasformazioni dovute a Papa Leone IV (847-855) a cui si devono le suppellettili liturgiche, i cibori, le lastre del pluteo. i pilastrini altomedievali. Nel 1074 il vescovo Ambrosio dedica la cattedrale. Nei secoli XII-XIII maestri cosmati realizzano la pavimentazione interna, l’ambone ed il candelabro pasquale, mentre ad artisti siculo-normanni si deve il fregio sull’architrave del portico di facciata. (cfr. AURIGEMMABIANCHINI-DE SANTIS 19662. p. 39 ss.: ZANDER 1961 p. 317 ss.; DI GIOIA 1982).
?
6) LUGLI 1926, C. 84.
?
7) Le strutture del tempio erano conosciute parzialmente da epoca più antica, ma solo i bombardamenti aerei del 1943 hanno permesso di portarle alla luce e di restaurarle.
?
8) I disegni dei due artisti fanno parte delle raccolte degli Uffizi (Peruzzi: Uff. Arch. n. 400, 4u1, 421. 422. 556: Sangallo: Uff. Arch. ti. 1056, 1210) e sono editi da GIOVANNONI 1959. p. 21. p. 438: VASORI 1981, p. 42 ss.
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(9) ln particolare in VASORI 1981. p. 42, dis. n. 26 Uff. Arch. n. 400
verso) e p. 43, dis. n. 2i (= Uff. Arch. lì. 401) è riportata l’esatta posizione sul fianco del tempio dell’iscrizione C. POSTUMIO C. F. POLLIO ARCHITECTUS (CIL X, 6339) «situata fino al 1935 sul fianco della Cattedrale dei SS. Pietro e Cesare() (sorta sul tempio pagano) e vista dal Lugli nei magazzini del Campidoglio ».
?
(10) Cfr. LANZONI 1924.
?
(11) CONTA’T’ORE 1705. p. 359.
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(12) VINDITTI 1885.
?
(13) ROSSINI 1839, p. 6, tavv. 42-45.
?
(14) LA BLANCHERE 1b84. p. 124. Descrivendo il tempio «B» l’autore dice a p. 92: «01t pourrait choisir entre lui et le tempie corinthien de l’entrèe pour y piacer l’Apollon d’Anxur. Mais ce ne sont là qu’hypothèses ».
?
(15) C1L X, 6305.
?
(16) LUGLI 1926, c. 83.
?
(17) LAKE 1935. p. 113.
?
(18) LIV. XXVIII, 11, 2.
?
(19) BIANCHI 1957, p. 374, nota 2.
?
(20) AURIGEMMA-BIANCHINI-DE SANTIS 19662, p. 22 ss.
?
(21) DE ROSSI 1980. p. 93 ss.
?
(22) CONTICELLO 19762, p. 36.
?
(23) COARELLI 1982, p. 315 ss.
?
(24) ASL, ACBP, cart. n. 9, relaz. all.: « Descrizione della pianta della Città di Terracina nella quale si sono aggiunte dal sottoscritto le varie tracce dell’antica strada Appia ed anche qualche resto di antiche costruzioni in conformità di quanto venne richiesto dal Sig. Cav. Luigi Canina nell’ossequiato foglio del 12 Maggio 1854 (…) Una tal pianta in conformità delle intenzioni contenute nell’ossequiato predetto foglio si è corredata delle tracce di antiche costruzioni tanto della strada Appia antica pei monti adiacenti alla Città (…) come di antiche fabbriche, e presso la piazza principale (…) ».
?
(25) CANINA 1856, tav. CXCVII. I due templi figurano però nella tav. CXCIX, che riporta una ricostruzione ipotetica del Foro Emiliano (cfr. fig. 57).
?
(26) LUGLI 1926, c. 81.
?
(27) LUGLI 1926, cc. 83-84, fig. d: fig. 25.
?
(28) Esistono due cataloghi di materiali scultorei di vario tipo compilati dall’Ing. Pio Capponi, che nel 1894 sistemò il primo nucleo del Museo Civico di Terracina, ma non é stato possibile consultarli. Da BROCCOLI 1982, p. 11. nota 2, sappiamo che: « (…) i/ primo è un manoscritto organico con molti apografi delle iscrizioni terracinesi ed è stato redatto nel 1907; il secondo è dattiloscritto e succinto ed è stato redatto nel 1912 ».
?
(29) VITRUV., De Arch. I. 7, 1: « Aedibus vero sacris, quorum deorum ma- rime in tutela civitas videtur esse. et Iovi et Iunoni et Menervae in excelsissimo loco unde moenium maxima pars conspicietur areae distribuantur ».

(30) BIANCHI 1974. p. 63. ?

(31) CAGIANO DE AZEVEDO 1940.a href=”#testo1?>?

(32) CAGIANO DE AZEVEDO 1940. p. 68. ?

(33) CAGIANO DE AZEVEDO 1940. p. 69. ?

(34) AURIGEMMA-BIANCHINI-DE SANTIS 19662. p. 23, fig. 5. ?

(35) CAGIANO DE AZEVEDO 1940, p. 10. ?

CAGIANO DE AZEVEDO 1940. p. ‘12. ?

CAGIANO DE AZEVEDO 1940, p. 73. Cfr. VITRUV., De Arch. IV, 7, 1: « (…) locus, in quo aedis constituetur, cum, habuerit in longitudine sex partes, una dempta reliquum quod erit, latitudini detur (…) longitudo autem dividatur bipertito, et quae pars erit interior, cellarum spatiis designetur, quae erit proxima fronti, columnarum dispositioni reliquatur. 2 – item latitudo dividatur in partes X. ex his ternae partes dextra ac sinistra cellis minoribus, sive ibi alice futurae sunt, dentur, reliquae quattuor mediae aedi attribuantur (…) eaeque (columnae) sint ima crassitudine altitudinis parte VII; altitudo tertia parte latitudinis templi (…) ». ?

CAGIANO DE AZEVEDO 1940. p. 53 ss. ?

CAGIANO DE AZEVEDO 1940, p. 13. ?

RADICE 1981, p. 23: « (…) Ad una via publica può appartenere il decumanus di una colonia. Igino (Grom. 1. 179. 11 ss.) porta l’esempio della colonia di Terracina Anxur: Decumanus maximus per viam Appiam observatur ». ?

Per limiti di spazio questa parte della mia trattazione consisterà in un breve accenno, bisognoso in futuro di uno sviluppo e di una verifica più approfondita. ?

TROCCOLI 1984 p. 299 ss. ?

SALOMON 1985, p. 16. ?

BIANCHI 1957. p. 399. ?

POLIB. III, 2: la città fu sotto influenza romana dalla tarda età arcaica: LIV. IV, 59: la città fu conquistata dai Volsci agli inizi del V sec. a. C. e ripresa dai Romani nel 406 a. C.: LIV VIII, 21, 11: « (…) eodem anno trecenti in coloniam missi sunt; bina iugeri agri acceperunt» (329 a. C.). ?

LONGO 1985, p. 40. ?

Sin da quando il tratto di strada è stato messo in luce, gli studiosi lo hanno osservato con particolare interesse, ritenendo importante comprenderne la presenza. ?

AURIGEMMA-BIANCHINI-DE SANTIS 19662, p. 27, fig. 7. ?

Un interessante spunto per un approfondimento degli studi è rappresentato dalla presenza di questa struttura. Per la comprensione della zona sarebbe importante stabilire se l’avancorpo è stato costruito per mantenere accessibile il tempio al mutare delle condizioni del luogo o perché, già esistendo il nuovo percorso della via Appia, lo spazio per la costruzione del tempio non era sufficiente per la realizzazione della scala. ?

CAVICCHIONI 1977. p. 174. ?

HESBERG 1985, p. 127. ?

Hesberg si spinge nella sua ipotesi ad un confronto con la pianta di Ostia, ma ciò non è oggi dimostrabile mancando notizie di ritrovamenti stradali probanti o, almeno, un serio studio urbanistico su cui basare la teoria. ?
.
COPPOLA 1986, p. 16 ?

In COPPOLA 1984, pp. 347-348, le due gallerie interne vengono datate, attraverso la tecnica edilizia, in età augusteo-tiberiana, mentre le due più esterne in età neroniana. L’autrice non tralascia di menzionare (COPPOLA 1984, p. 339. nota 36) la possibile esistenza, da lei non verificata, di un’ulteriore galleria in opera incerta di età sillana, menzionata per la prima volta in CONTICELLO 19762, p. 34. ?
.
GABBA 1972 ?

GABBA 1972, p. 95. ?

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54000 [20]

Pare che il sindaco Nardi sia piombato nei tumulti di via Napoli di mercole dì
scorso e candidamente abbia chiesto ai netturbini: «Ma qual è il problema?».

Anche questa volta ha ragione il primo cittadino: «Qual è il problema?». Eh sì,
perché a Terracina l’emergenza rifiuti ha smesso di essere un problema ed è
diventata la norma. Puntuale, come la morte… del decoro e del buonsenso che
altrove chissà da quanto tempo avrebbe decretato la fine di una classe
politica e dirigente chiaramente incapace di essere all’altezza di gestire una
faccenda così seria. Non è questione di punti di vista, ma di fatti. Anzi di
date. Queste: ottobre 2007, febbraio 2008, maggio 2008, agosto 2008, novembre
2008, maggio 2009, giugno 2009, settembre 2009, ottobre 2009, gennaio 2010.
Tutte queste volte – si possono fornire anche i giorni precisi per chi come il
sindaco si chiede dove sta il problema – Terracina si è trovata nella stessa
identica situazione in cui si presenta in questi giorni. Una pattumiera a
cielo aperto, dal Sisto a Canneto, vuoi perché non venivano pagati gli
stipendi ai netturbini, vuoi perché c’era uno sciopero per questioni legate
alla sicurezza o perché venivano chiusi i cancelli della discarica di Borgo
Montello. Il risultato è sato sempre lo stess: chilometri di rifiuti lasciati
a marcire in strada. Da quando la Terracina Ambiente è diventata operativa -
estate 2007 – ad oggi sono state ben dieci le volte che la città si è
trasformata in un satellite dell’hinterland campano. Praticamente una volta
ogni tre mesi, con intermezzi tra un’emergenza e l’altra in cui comunque si
sono registrati altri gravi disagi. Per gli amanti delle statistiche, anzi, si
può fornire qualche dettaglio più curioso: dal 2007 ad oggi, non c’è stata
estate in cui Terracina non sia stata sommersa dalla «monnezza». Tanto che
qualcuno l’anno scorso, in occasione dell’adunata degli alpini e della
puntuale emergenza rifiuti, l’ha voluto scrivere a chiare lettere: «Welcome
Terracina». Dietro il benvenuto c’era di tutto e di più. Naturalmente ogni
volta la città è stata tirata fuori dal mare di immondizia al grido. . .
«arrivano i nostri». Sì, proprio i «nostri», anzi «loro», sempre «loro».
Quelli del nolo a caldo. Quelli di Latina Ambiente, che è un po’ come dire
Terracina Ambiente. Ossia lo stesso gruppo privato, la «Waste Italia » che
ingloba Unendo (il nostro socio privato), che la maggioranza vorrebbe mettere
alle strette dopo che per anni, con il sindaco Nardi, ci si è chiesto: «Ma
qual è il problema? ».
Pierfederico Pernarella

16 [25]

Geografie politiche nuove disegnate nell’Azienda Speciale di Terracina. Ieri
il primo cittadino Stefano Nardi ha nominato alla presidenza della nuova
organizzazione, che dovrà gestire buona parte dei servizi della città, Valerio
Golfieri, togliendo la poltrona al forzista Angelo Marzullo. Golfieri lascia
così l’incarico di capogruppo del Pdl e quindi il Consiglio comunale per fare
posto a un nome noto della politica provinciale, l’ex sindaco democristiano
Paolo Cerilli. Una scelta quella di Nardi che viene letta all’interno della
maggioranza come un cambiamento dei rapporti di forza. Marzullo farebbe
riferimento all’ex gruppo di Forza Italia che vede il suo esponente maggiore
nell’attuale assessore ai Lavori Pubblici Franco Ferrari. Sarebbe stata
proprio questa parte del Pdl a chiedere al sindaco nei giorni scorsi e senza
mezzi termini un deciso cambiamento di rotta sulla gestione dei rifiuti e
sulla Terracina Ambiente ipotizzando anche uno scioglimento come estrema
ratio. Evidentemente questo non è piaciuto non solo al primo cittadino ma
anche alla parte del Pdl a lui fedele. Questa una prima lettura politica di un
cambio così repentino della presidenza dell’Azienda Speciale. Poltrona
chiaramente tutta politica. Sul lato della società mista dopo l’incontro in
prefettura tutto è rientrato. Ci sono voluti i blocchi organizzati dagli
operai della Terracina Ambiente per far spuntare non solo i soldi degli
stipendi ma anche quelli per assumere i tredici dipendenti lasciati a casa
dopo il mancato rinnovo del contratto, per comprare nuove divise e noleggiare
mezzi adeguati per togliere le immondizie che hanno invaso le strade. Molti si
sono chiesti come mai tutto questo non è stato fatto prima. L’ultimo dato
riguarda Paolo Cerilli che fa di nuovo il suo ingresso in Consiglio comunale.
Un passato nelle file della Dc quando c’era il monocolore che aveva come uomo
di riferimento il parlamentare Fabrizio Abbate. Ha ricoperto anche la carica
di sindaco fine anni ’70 inizio ’80.
di FABIO COCCIA

16 [22]

Stanno per essere trasferiti due giudici. Entro giugno prossimo andranno in
pensione altri due cancellieri. La sezione distaccata del tribunale di Latina
è destinata a rimanere sguarnita. Il giudice Maria Teresa Cialoni è in ferie,
in attesa di andare con il 16 marzo prossimo al tribunale di Roma. Quanto al
suo collega Antonio Perinelli, il bollettino ufficiale del ministero lo indica
in partenza per il 15 aprile: destinazione Tribunale di Tivoli. In servizio
rimarranno in due. Nel settore cancellieri, con il 1 luglio prossimo
cesseranno il rapporto di lavoro Antonio Scarica e Gabriele Carbone. Il loro
pensionamento si aggiunge ai due già avvenuti negli ultimi nove mesi. Così il
personale della cittadella giudiziaria è destinato a rimanere al lumicino. Già
adesso, rispetto alla pianta organica che prevede 16 unità, ci sono 5
dipendenti in meno. I vuoti riguardano soprattutto il livello dei funzionari.
Di questo passo, se non arriveranno subito i necessari reintegri, l’attività
del Tribunale locale (1400 le pendenze penali) rimarrà paralizzata,
sminuendone l’importanza nel servizio giustizia, che si è arricchito da poco
anche dello specifico settore delle separazioni. Sulla delicata questione il
Pd è intervenuto sul prefetto, per richiedere di istituire eventualmente un
tavolo tra il presidente del Tribunale e i sindaci dei Comuni interessati al
fine di attivare tutte le procedure necessarie a garantire efficienza al
Tribunale di Terracina, evitando il rischio di una sua soppressione.
Ercole Bersani

16 [21]

SCONTRO tra due auto ieri mattina lungo la via Appia,
all’entrata di Terracina. Erano le 8,40 circa quando una Fiat
Bravo che proveniva da nord e stava entrando in città, nello
svoltare sul ponte all’altezza della pasticceria Somma si è
scontrata con una Punto. Violento l’impatto tra le due auto, a
causa del quale una donna anziana all’interno della Bravo è
rimasta incastrata tra le lamiere. La donna inizialmente è stata
trasportata con codice rosso dai sanitari del 118 presso l’ospedale
«Fiorini» ma per fortuna nel corso della giornata le sue
condizioni sono migliorate. Sul posto sono intervenuti i vigili
del fuoco, che hanno dovuto tagliare le lamiere dell’automobile,
e i vigili della polizia locale. Ingenti i danni anche alle due
automobili.

16 [19]

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54000 [21]

Assunzioni in esubero. La Corte dei conti ha ravvisato delle precise
responsabilità in merito alle diverse operazioni con cui, tra il 2004 ed il
2007, si è inserito nuovo personale nell’organico del Comune.
Ad almeno 5
persone potrebbero essere presto mossi degli addebiti di carattere pecuniario.
La somma calcolata come danno erariale supera abbondantemente il milione di
euro. I giudici contabili hanno chiuso una prima fase d’indagine riguardante il
triennio 2004-2007. Nel 2005 il Comune ha violato il patto di stabilità, per cui
l’anno dopo non avrebbe potuto assumere nuovo personale, mentre successivamente,
cambiata la situazione, avrebbe potuto farlo rispettando certi limiti. Questo
non sarebbe avvenuto, dal momento che si sarebbe proceduto, in momenti diversi,
a stabilizzare i 33 Lsu dell’ex Genio Civile, a consentire ben 70 progressioni
verticali (sono considerate come delle nuove assunzioni) e ad assumere
nell’estate 2006 del personale stagionale per le spiagge comunali. Fatti i
debiti conti, risulterebbero circa 67 unità di personale in più. Un danno
erariale quantificabile su circa 1,8 milioni di euro. Le responsabilità
ravvisate sarebbero tutte interne all’apparato del Comune. Se ne saprà qualcosa
di più, quando si procederà con le citazioni dirette alle persone interessate,
che verranno invitate tutte a rappresentare le proprie ragioni in ordine ai fatti contestati.
Ercole Bersani 

16 [2]
Emergenza rifiuti rientrata a Terracina. Almeno per il momento. Il Prefetto di
Latina, Antonio D’Acunto, ha avviato iniziative per il controllo del problema.
Le misure adottate, che riguardano soprattutto il pagamento delle retribuzioni
ai lavoratori della Terracina Ambiente, sono il frutto di una riunione
presieduta dal Prefetto, con il sindaco Stefano Nardi e le rappresentanze
sindacali. Durante l’incontro, durato circa due ore, si è giunti a un accordo:
da questa mattina verranno assunti i 13 lavoratori licenziati e tutti gli operai
verranno forniti di indumenti adeguati per la sicurezza sul lavoro; per la
raccolta dei rifiuti nei prossimi giorni arriveranno altri mezzi, per consentire
una pulizia veloce della città invasa in questi giorni dalla spazzatura. Ieri
mattina inoltre è stato pagato ai lavoratori lo stipendio in ritardo. Continua
però l’emergenza ambientale e la protesta dei cittadini, che la scorsa notte
hanno incendiato alcuni contenitori: le fiamme in alcuni casi hanno raggiunto i
quattro-cinque metri di altezza. Gli incendi sono stati domati dai vigili del
fuoco che hanno operato ininterrottamente per nove ore: dalle 21,40 dell’altra
sera fino alle 7 del mattino. La città negli ultimi giorni era diventata una
pattumiera a cielo aperto: in viale Leonardo da Vinci, via Badino e sulla
Provinciale per San Felice Circeo, la situazione è fuori controllo. In questa
zone, si sono concentrati i roghi dei cassonetti. L’emergenza rifiuti per il
momento è rientrata, ma la situazione sarà definitiva quando si provvederà anche
all’accertamento delle cause che hanno determinato le disfunzioni per procedere
all’adozione di eventuali provvedimenti che garantiscono il risanamento
finanziario della Terracina Ambiente.
di DANIELE SPERLONGA

 16 [15]

Tour pontino per gli Alkolica
Subito al Gotham di Terracina. Poi San Felice e il capoluogo.
Non dovranno aspettare ancora molto gli appassionati del vecchio, “sano e porco”
rock ‘n’ roll per applaudire nuovamente le performance live del gruppo più in
voga del momento, gli Alkolica 09 % vol.! Dopo la riuscitissima serata dello
“Stonehenge”, a Terracina, nello scorso mese di gennaio, infatti, sono in
programma altri imminenti eventi destinati a sconvolgere le coscienze ed
infiammare i cuori degli amanti della musica tutta da ballare. Tra il mese di
marzo ed il mese di aprile, sono ben tre le tappe previste nei locali della
provincia. Si inizia subito, venerdì 5 marzo, ore 22, al Gotham, innovativo live
pub cocktail bar, a Terracina, dove si prevede un’affluenza record! Si
proseguirà, quindi, il sabato 10 aprile, sempre alle ore 22, al Monkey,
caratteristico pub di San Felice Circeo. Non poteva essere certo escluso il
capoluogo dal tour della band: sabato 24 aprile, infatti, al consueto orario
delle 22, gli Alkolica 09 % vol. conquisteranno l’Alive, il restaurant-pub di
recente apertura sulla S.S. Pontina, km 78,200. Tutti appuntamenti imperdibili!
E, da un’idea di Carollo e di Cesare Gagliarducci, tastierista di un’altra
pregiata band del panorama musicale pontino, le Fate Tribali, per maggio si sta
studiando un evento live, probabilmente sempre in località Terracina, intitolato
Fate Alkoliche, dove le due band si mescoleranno, suonando insieme dei pezzi per
la gioia di tutti i loro innumerevoli fans.

16 [26]
SCRIVO film in cui racconto la mia vita, le mie emozioni, la mia città che ho
sempre nel cuore…
Terracina rappresenta per me la città della mia famiglia,
dei miei amici del liceo «Da Vinci». Oggi è uno dei più giovani e promettenti
sceneggiatori della commedia italiana. Lavora al fianco del celebre regista
Giovanni Veronesi e di altri sceneggiatori del calibro di Ugo Chiti. In questi
giorni nelle sale cinematografiche di tutta Italia viene proiettata la sua
ultima pellicola: «Genitori & figli, agitare bene prima dell’uso». È Andrea
Agnello, 34enne sceneggiatore di Terracina che ha conquistato la ribalta
nazionale nel mondo del cinema. Terracina è per te… «A Terracina sono legati
la mia famiglia, mia madre, i miei amici del liceo con cui ho trascorso alcuni
degli anni più belli della mia vita. Terracina entra continuamente nelle mie
sceneggiature, perché quando scrivo un film racconto la mia vita. Amo sciare,
leggere e passare serate insieme agli amici. Ma nulla come tornare a Terracina
mi fa sentire a casa». Se dovessi scrivere di uno scorcio di Terracina in una
sceneggiatura, quale sceglieresti? Non esiste angolo più bello che il portone di
casa mia, in via Manzoni dove ho passato l’infanzia. E poi il mare e le persone
che conosco. Da Terracina alla ribalta nazionale, il passo… È molto lungo,
perché scrivere un film significa avere tanta passione e molta fortuna. Ad
esempio volete sapere perché lavoro con il grande sceneggiatore e regista
Veronesi? Beh, per puro caso. Conosco un suo amico che mi dice: Veronesi cerca
un collaboratore per scrivere commedie brillanti. Ti va di fare quattro
chiacchiere con lui. Sai… il suo sceneggiatore di fiducia Ugo Chiti è
impegnato e al momento è in cantiere un nuovo film, «Manuale D’Amore 2». Pochi
mesi dopo usciva la pellicola, che ho sceneggiato anche io. Un grandissimo
successo. Quindi ti ritieni fortunato… Molto: ci vuole tanta fortuna, ma poi
serve tenere i nervi saldi e riuscire ad avere sempre la situazione sotto
controllo. Io consiglio ai tanti giovani che vorrebbero fare il mio stesso
lavoro, di avere tanta passione. Cominciare può anche essere facile, ma è
mantenere il posto la vera difficoltà. Quello del cinema è un mondo incerto, in
cui se non hai passione ti monti la testa al primo successo o finisci spalle al
muro al primo scoglio. Bisogna sempre saper galleg g i a r e , con passione e
fatica. Con il film «Genitori & figli, agitare bene prima dell’uso » sei ormai
lanciato, altri progetti? Sono un tipo scaram antico, non anticipo mai nulla. Ma
posso dire che bollono molte cose in pentola. Non nascondo che il mio sogno è di
poter parlare di Terracina in una nuova sceneggiatura. Sciarpa intorno al collo,
cappello da regista e uno sguardo sempre pronto a riprendere quel che di
artistico nasconde la realtà. Andrea Agnello tra una «prima » cinematografica e
una passeggiata nel centro di Terracina, mentre scrive la sceneggiatura del suo
sogno: vedere il film della sua vita.
Francesco Avena

16 [28]

I migliori giocatori della dama italiana si danno appuntamento
domani e domenica all’Hotel Riva Gaia, in via Friuli
Venezia Giulia a Terracina, per il XVI torneo nazionale di Dama
Italiana.
L’evento quest’anno ha sede proprio a Terracina, dove
si ritroveranno nell’ampia sala dell’Hotel Riva Gaia i più forti
e conosciuti giocatori provenienti da tutta la penisola. I damisti
si sfideranno in gare singole, scontri diretti uno contro a colpi
di pedine mangiate e strategie vincenti. I giocatori saranno
suddivisi in vari gruppi secondo la classifica nazionale mentre
due gironi saranno appositamente creati uno per le sfide dei
Provinciali e l’altro per le gare tra gli esordienti e i ragazzi. I due
concorrenti che si classificheranno al XVI torneo nazionale di
Dama Italiana al primo e secondo posto avranno diritto di
ammissione al Campionato Italiano Assoluto 2010. L’evento si
concluderà domenica alle 18 con la premiazione dei vincitori
alla presenza delle autorità.
F. A.

16 [27]

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54000 [12]

Si avvisano gli utenti che ieri non è stato possibile aggiornare il Blog a causa di lavori sulla piattaforma operativa del Blog stesso. Eccovi le notizie di ieri…

Gli operai della Terracina Ambiente bloccano i mezzi di raccolta della Latina
Ambiente arrivati appositamente dal capoluogo per ripulire le strade dai
rifiuti.
Una piccola “guerra” delle immondizie scoppiata nel pomeriggio in via
Napoli quando una quindicina di operai insieme ad alcuni rappresentanti
sindacali hanno fermato quattro mezzi giunti da Latina su richiesta del primo
cittadino Stefano Nardi prontamente raccolta dal sindaco Vincenzo Zaccheo. Sono
intervenuti polizia, carabinieri, agenti municipali e lo stesso Nardi. Si sono
vissuti forti momenti di tensione con alcuni operai della Terracina Ambiente che
chiedevano al sindaco il pagamento degli stipendi nonostante le rassicurazioni
politiche che i soldi erano arrivati. Ma a quanto pare i dipendenti non li hanno
ancora ricevuti. La protesta di ieri trova la sua prima motivazione nelle
condizioni in cui si trovano a operare i netturbini della Terracina Ambiente.
«Perché si chiamano i mezzi da Latina quando la raccolta possiamo farla anche
noi se solo ci dotassero di mezzi idonei? – hanno obiettato – Sono mesi che
chiediamo all’azienda di adeguare i mezzi, metterli in sicurezza insieme ai
locali e al deposito ma ci rispondono sempre picche perché i soldi non ci sono.
Perché pagare straordinari agli operai della Latina Ambiente quando noi possiamo
fare altrettanto se messi in condizione?». Del resto la città è immersa nei
rifiuti poiché molti compattatori per la raccolta non sono più utilizzati perché
non a norma. C’è voluto tempo e tanta mediazione per placare gli animi. La
soluzione è stata quella di vedersi tutti insieme davanti al Prefetto questa
mattina alle 10 per trovare un’intesa. Intanto i quattro mezzi sono tornati a
Latina vuoti e i rifiuti sono rimasti a terra. Con quelli accumulati ieri le
strade ormai sono al limite. E’ una vera emergenza che questa mattina in
Prefettura dovrà essere affrontata e risolta nel più breve tempo possibile. Ieri
è stata scritta una nuova pagina nera sulla gestione dei rifiuti a Terracina che
suona un po’ come la chiusura dell’esperienza della società mista. Due giorni
fa, in un vertice di maggioranza, il Pdl ha chiesto a Nardi di trovare presto
una soluzione alternativa e di pensare seriamente a sciogliere la società.
Ventiquattro ore prima l’assessore all’Ambiente Ezio Longo aveva rimesso il suo
incarico nelle mani del primo cittadino perché impossibilitato a continuare la
sua opera.
di FABIO COCCIA

Settecento cinquanta euro a camion, compreso l’operatore. Tanto costa, al
giorno, l’intervento di Latina Ambiente per raccogliere i rifiuti a Terracina. È
il cosiddetto «nolo a caldo», che comprende l’affitto della macchina e il lavoro
degli operatori, tutti forniti dall’esterno. Diverso è il caso in cui la
Terracina Ambiente avesse affittato solo i mezzi, come chiesto dai sindacati: la
cifra si sarebbe ridotta a 250 mila euro al giorno. Una differenza di 500 euro,
per ogni singola macchina, che il Comune avrebbe potuto utilizzare per pagare il
lavoro dei netturbini locali. Tutta la protesta è ruotata intorno a questa
domanda: perché si è affidato il lavoro intero all’esterno, quando ci sono i
netturbini fermi a Terracina, compresi 13 stagionali? D’altronde, dicono i
sindacati, la città ha i suoi lavoratori. Dovrebbero solo essere pagati
puntualmente e forniti dei mezzi adeguati per operare il servizio.

Pronta la risposta dei sindacati al sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, che
martedì scorso è intervenuto personalmente per chiedere alla Latina Ambiente di
venire in soccorso alla città di Terracina, oberata dal problema rifiuti.

Massimo Feudi, Giulio Morgia e Antonella Cannatà, rispettivi rappresentati di
Cisl, Cgil e Uil, esprimono «stupore» per la nota ricevuta da Zaccheo e chiedono
di ottenere alcune risposte: «È a conoscenza della questione che attanagliano i
lavoratori della Terracina Ambiente? Ha notizie di quando la Terracina Ambiente
fornirà ai lavoratori i dispositivi individuali di sicurezza? Può garantire, nei
tempi convenuti, il pagamento dello stipendio per il mese di febbraio e dei mesi
a venire?». Non solo. I sindacati incalzano Zaccheo, interrogandolo sulle
garanzie in merito alle «gravissime» carenze di organico, alla «salubrità dei
luoghi di lavoro» per chiudere con una domanda provocatoria: «Può garantire Lei
analogo intervento, tra l’altro non conforme alle normative vigenti e
contrattuali, ad altri Comuni e cittadini della provincia? Se ad una delle
domande non avesse risposta, la preghiamo di informarsi più dettagliatamente
delle questioni in essere perché i lavoratori di Terracina hanno una propria
onorabile dignità che troppe volte è stata lesa dalle marinaresche azioni del
Sindaco, il quale lede a questo punto anche la sua buona fede. L’apparentamento
tra Latina Ambiente e Terracina Ambiente non può essere la scusante
dell’amministrazione comunale per aggirare ostacoli ed
eludere le proprie responsabilità».

DETTO fatto. In arrivo almeno 200 mila euro per la Terracina Ambiente. È stato
deliberato ieri in giunta l’adeguamento Istat al capitolato d’appalto. Un atto
che non arriva a caso, in un momento in cui la società mista è alla canna del
gas e la città soccombe ai rifiuti. Secondo alcune indiscrezioni la
deliberazione, avvenuta nella mattinata di ieri nella sala giunta, sarebbe di
circa 200 mila euro e sarebbe retroattiva. In poche parole il Comune è in
ritardo di un anno nell’adeguamento dell’indice Istat e di tutti i ricalcoli
previsti nella convenzione dopo tre anni (inflazione, contratto collettivo
nazionale di lavoro). Così ieri, in men che non si dica, dopo una relazione del
dirigente responsabile, la giunta ha adeguato il canone. Un atto dovuto, si
mormora, ad un giorno dall’intervento del consigliere di parte privata di
Terracina Ambiente, Luigi De Stefano, che aveva ribadito la necessità di uno
sforzo economico del Comune. Il tutto, mentre il Pdl firma un documento in cui
si chiede ai legali del Comune di verificare se ci siano ancora gli estremi per
proseguire il rapporto con il socio privato. Una decisione apparentemente
contraddittoria rispetto alla linea adottata dalla giunta. Il capogruppo del Pdl
Valerio Golfieri esprime critiche proprio nei confronti del partner di minoranza
del Comune, che «in questo momento di emergenza non ha sostenuto
abbastanza la società » . Ma non solo. Golfieri contesta «anche il
comportamento irresponsabile di alcuni sindacati». Quali siano i piani
del governo cittadino resta un mistero. Forse Nardi e colleghi stanno mettendo
le carte in regola con la mista prima di dichiarare rottura? Oppure
l’adeguamento del canone arriva per soddisfare le richieste del partner privato?
Una cosa è certa. Oggi il Comune non è nella posizione di fare la voce grossa:
inadempiente per milioni di euro con la spa, che ha già emesso un decreto
ingiuntivo nei confronti dell’Ente. Ad invocare cautela, basterebbe ricordare
come è andata a finire con la Slia. Una guerra a suon di carte bollate, che al
Comune è costata milioni e milioni di euro.
D. R.

Il pubblico ministero Raffaella De Pasquale ha avanzato le richieste di condanna
nel processo legato all’operazione “Anxur”.
La vicenda riguarda le agenzie
funebri e le imprese di pulizie “monopolizzate” a suon di intimidazioni con
incendi e minacce. Secondo l’accusa gli imprenditori che osavano entrare nei
settori venivano minacciati con attentati incendiari e non solo. Questo sarebbe
motivo dell’interminabile elenco di auto date alle fiamme tra il 2004 e il 2007
a Terracina. Nel 2008 la polizia arrivò al gruppo che organizzava e gestiva il
monopolio. Un’indagine basata soprattutto sulle intercettazioni telefoniche,
l’utilizzo di cimici e rilevazioni satellitari. Proprio le cimici piazzate in
un’agenzia funebre di Borgo Vodice, a Sabaudia, portarono sulla pista giusta.
Esemplare il caso di un imprenditore di Terracina che aveva intenzione di
avviare un’impresa funebre. Alla fine fu convinto a lasciar perdere: gli
bruciarono cinque auto una dopo l’altra. Ieri le richieste di condanna a cinque
anni per Riccardo Di Meo, considerato la mente del gruppo; quattro anni e sei
mesi per Matteo Lombardi; tre anni e sei mesi per Massimiliano Lauretti; tre
anni per Renato Luzzi. Il nove marzo parleranno gli ultimi difensori, poi la
sentenza del collegio penale.

Chi ha visto la nuova brochure di Terracina?
Dove è possibile trovare la nuova brochure sulle bellezze di Terracina, tradotta
in più lingue diverse e corredata di cartine ad hoc? Di certo non presso
l’ufficio Iat all’interno dell’Area Chezzi. Almeno fino a pochi giorni fa
l’ufficio, tra l’altro l’unico luogo pubblico dove turisti e visitatori in
genere possono chiedere informazioni e assistenza specifica sulla città, era
ancora sprovvisto dell’opuscolo presentato le scorse settimane
dall’amministrazione comunale. Al momento l’ufficio, che dipende dall’Apt di
Latina, dispone di vecchie cartine topografiche di Terracina e di numerose
brochure ma a carattere provinciale e non specificatamente cittadino. Nei giorni
scorsi alcuni villeggianti norvegesi si sono presentati nello Iat chiedendo
dépliant che contenessero informazioni dettagliate su Terracina, ma la
responsabile non ha potuto accontentarli pienamente. Certo è strano che un
ufficio preposto a soddisfare le esigenze dei turisti in giro per la città non
abbia ancora ricevuto le nuove brochure, tra l’altro ampiamente reclamizzate dal
Comune. Se non la si trova lì, dove altro è possibile farlo? Gli immancabili
bene informati asseriscono che di quelle brochure ne sarebbero state stampate
non molto, troppo poche rispetto all’effettiva necessità. Si parla di 8 mila
copie, per una popolazione che d’estate quasi si triplica proprio grazie ai
turisti. E il depliant non è stato pensato soprattutto per loro? Fatto sta che
di quelle copie, al di là di quante davvero ne esistano, in giro non se ne
incontra nemmeno una. Pare che il proprietario di un’agenzia di viaggi, che a
breve sarà presente a un’importante fiera turistica, abbia dovuto sudare
parecchio per avere qualche decina di quelle brochure da portare con sé. Turismo fai da te.
Pubblicato da Rita Recchia

Per iniziativa della FAI Cisl, della CISL di Latina e dell’ANOLF CISL in
collaborazione con l’IDOS – Centro Studi e Ricerche Immigrazione e la Caritas
Migrantes si svolgerà domenica 7 marzo a Terracina presso l’Aula Magna
dell’Istituto Bianchini in Via Marandola, un convegno dal titolo “IMMIGRAZIIONE
E LAVORO NELL’AGRO ALIMENTARE – TRA DIGNITA’ E LEGALITA’”Ai lavori interverrà il segretario generale della CISL Raffaele Bonanni e quello della FAI-CISL, Augusto Cianfoni. La relazione introduttiva sarà del Segretario generale della Fai Cisl di Latina Tiziana Priori che affronterà i temi dell’immigrazione in Provincia di Latina. La Presidenza del Convegno è affidata al Segretario

generale della Cisl pontina Pasquale Verrengia. Il Presidente dell’ANOLF CISL di
Latina Kati Didi Boboc e il Segretario nazionale della Fai Cisl Rando Devole
presenteranno i dati annuali elaborati dalla Caritas e Migrantes relativi ai
vari aspetti del fenomeno migratorio, con riferimento sia alla storia di singole
collettività immigrate, sia a temi culturali, socio- economici e religiosi,
oltre che alle recenti modifiche normative. “È nostra convinzione, afferma
Tiziana Priori, che gli interventi in materia migratoria vadano preparati con
una serena riflessione sulle statistiche, confrontandosi da vicino con la realtà
e cercando di riflettere su di essa, mentre una diversa impostazione sarebbe di
grave pregiudizio alla crescita dei cittadini e dell’intera società”-
“L’Immigrazione è scritta nella nostra storia, una storia da assecondare e
dirigere senza cercare di arrestarla, occuparcene non ci penalizza ma ci
arricchisce”. L’immigrazione in Italia è un fenomeno non certo passeggero ma al
contrario è contrassegnato da caratteri di stabilità sempre più marcati,
concentrati in particolare nel settore agro-alimentare. Queste stesse ragioni
spiegano perché gli immigrati che attualmente sono 4 milioni, saranno 6 milioni
nel 2017, pari al 10% della popolazione residente, e nel 2050 diventeranno 12,3
milioni, pari al 18% dei residenti, tutto sempre secondo le previsioni
dell’Istat. Conclude Tiziana Priori “Intendiamo raccogliere la richiesta
legittima di tanti immigrati onesti (la maggioranza) che oggi lavorano in
provincia di Latina e pagano le tasse, che contribuiscono al benessere e allo
sviluppo economico del nostro Territorio” – “Noi pensiamo innanzitutto che vada
garantita la regolarizzazione di tutti gli immigrati che lavorano nel sommerso e
che sempre più spesso sono vittime, quando va bene di “faccendieri”, i nuovi
caporali – personaggi senza scrupoli che privano le persone ed il lavoro di
dignità e legalità”

Fogna Tax sul litorale tra Badino, Sisto e San Felice Circeo. Il gruppo
consiliare del Pd scrive un esposto all’assessore alla tutela dei consumatori
della Regione Lazio Anna Cappotelli. Al centro della denuncia del Pd le
richieste di pagamento di 396 euro inviate ai residenti della zona dalla società
Terracina Sviluppo, riconducibile al consigliere di maggioranza Alfredo
Lauretti. Tale somma, che l’azienda chiede per l’allaccio alle condotte
fognarie, secondo l’accusa dei democratici è illegittima. Nonostante la
richiesta di intervento del sindaco Stefano Nardi, la situazione non è cambiata.
E neppure il pronunciamento da parte del Garante Regionale del Servizio Idrico
Integrato lo scorso novembre ha fatto desistere la società dal richiedere somme
«non dovute». Il Garante, infatti, aveva sottolineato delle irregolarità
nell’affaire delle fogne, tanto che anche Acqualatina – gestore del servizio
idrico – aveva tenuto a precisare che «per ogni richiesta di nulla osta,
indipendentemente dal numero dei soggetti convenzionati interessati, quindi se
la richiesta di rilascio di nulla osta allo scarico o variazione riguarda due o
più soggetti il pagamento sarà sempre pari ad e 154,94 oltre Iva». Meno della
metà, dunque, di quanto richiesto a ogni singolo residente dalla Terracina
Sviluppo. «Dopo tale chiarimento di Acqualatina – scrive il Pd all’assessore
alla tutela dai consumatori Cappotelli – il sindaco avrebbe dovuto intervenire
nei confronti della Terracina Sviluppo, per diffidarla a non richiedere ai
cittadini il versamento di euro 396». Cosa che il primo cittadino non ha fatto e
nonostante anche negli ultimi giorni la ditta abbia continuato a inviare con
toni «intimidatori » lettere ai residenti richiedendo il versamento della «Fogna
tax» per l’allaccio alle condotte. «Un atto di estrema gravità che non può
passare inosservato – denuncia il Pd – considerando che la stragrande
maggioranza delle persone alle quali è stata inviata la lettera di richiesta di
pagamento allo scarico, avrebbero già provveduto al versamento al momento
dell’autorizzazione all’allaccio». La richiesta alla Regione a questo punto è
che vengano prese tutte le iniziative necessarie a far sì che le richieste di
pagamento non vengano più inviate dalla Terracina Sviluppo.
F. A.

Sara’ inaugurato domani pomeriggio alle 18 l’infopoint del candidato del Pdl
Giovanni Di Giorgi.
La sede è posta in via Roma al primo piano del Leila
Gallery. A sostenere il candidato il comitato «Terracina ai terracinesi» che da
tempo, pur riconoscendosi nel Pdl, conduce una battaglia contro
l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Nardi. Proprio il comitato
coordinato da Davide Di Leo chiede una partecipazione massiccia ai cittadini,
anche per dimostrare agli elettori che si riconoscono nel centrodestra «di poter
esprimere la propria preferenza per un Pdl diverso da quello espresso dalla
giunta Nardi». L’appuntamento è quindi per domani pomeriggio alle 18 al Leila
Gallery.
F. A.

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54000 [11]

Non c’è un soldo in cassa, come per i netturbini della Terracina Ambiente si
prospettano tempi duri anche per i dipendenti del Comune .
Circola una
voce, che non lascia presagire nulla di buono : quelli del 27 febbraio
potrebbero essere stati gli ultimi soldi che l’ente, in questo momento, ha
potuto mettere a disposizione dei suoi dipendenti. E se nei prossimi giorni non
arriverà una svolta – quanto mai improbabile – sono a rischio i prossimi
stipendi. Detto in altre parole, secondo una voce che gira sempre più
insistentemente a Palazzo, se il Comune non otterrà un maxi mutuo, e perché no
proprio quella tanto promessa factoring plurimilionaria che però non è mai
arrivata a salvare l’ente dal baratro finanziario, non si sa più dove trovare i
soldi per retribuire il lavoro dei circa 300 dipendenti. E d’altronde, pur
trattando come tale quella che resta pur sempre una voce del popolo, non suona
alle orecchie del tutto nuova. Nei mesi scorsi i soldi per pagare gli stipendi
ai dipendenti del Comune sono stati sempre trovati per il rotto della cuffia.
Una volta con qualche giorno di ritardo, un’altra volta al limite della
puntualità. Nell’ultimo caso, proprio per il 27 febbraio, pare che per
retribuire i dipendenti siano stati utilizzati soldi altrimenti destinati ai
netturbini della Terracina Ambiente. Ma se prima la coperta era corta, adesso
rischia di sfilarsi poco a poco fino a diventare inesistente. Che le finanze del
Comune siano al baratro si dice già da tempo. I segnali erano stati lanciati:
fornitori non retribuiti, decreti ingiuntivi persi dall’ente a ripetizione.
Debiti su debiti, factoring e mutui che non arrivano. Intanto le spettanze, a
quanto sembra, sono in bilico. Le finanze se non sono precipitate poco manca che
a forza di traballare collassino. E in tutto questo ci sono ancora fornitori che
battono cassa, dipendenti che lavorano nell’incertezza di essere pagati, e
bollette salate, come quelle della Tarsu, che vengono recapitate
in anticipo ai cittadini per fare cassa.
F. A.

15 [6]
IL Comune non ha un euro per risolvere l’emergenza rifiuti.
Niente di niente.
Eppure la Terracina Ambiente vuole più garanzie e maggiori sforzi per mettere in
gioco investimenti. Una morsa spietata, da cui non si esce e che ha tolto
ossigeno al servizio di nettezza urbana a Terracina, dove ormai l’emergenza
rifiuti è diventato addirittura un problema di viabilità. In alcune zone, come
via La Neve, le automobili non riescono a percorrere contemporaneamente i due
sensi di marcia a causa dell’immondizia sparsa per le strade. In questo contesto
nella giornata di ieri si è tenuta una riunione urgente presso il deposito di
via Morelle. Il sindaco Stefano Nardi ha portato con sé interi pezzi della
maggioranza e della giunta: Francesco Zicchieri, Franco Ferrari, Loreto
Maragoni, solo per citarne alcuni. Tutti a dire all’amministratore delegato di
Terracina Ambiente Valerio Bertuccelli e al Cda, una cosa semplice: le casse del
Comune sono vuote, le finanze sono disastrate. Un grido di aiuto più che un
tavolo di concertazione, dal momento che senza soldi non c’è niente da
concertare. Un grido, quello lanciato da Nardi, che è arrivato perfino alle
orecchie del sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo , che ieri
stesso è intervenuto personalmente con una lettera indirizzata al presidente
della Latina Ambiente Vincenzo Bianchi, sollecitando la mista del capoluogo «ad
organizzare una “task force” da affiancare, in via straordinaria, alle risorse
locali onde consentire al Comune di Terracina di rimuovere rapidamente i rifiuti
accumulatisi nella città a causa dell’agitazione delle maestranze». Sarà,
dunque, ancora una volta la omologa di Latina, che condivide con Terracina
Ambiente il socio privato, a correre in soccorso alla città, anche se solo
quando «il personale della Terracina Ambiente – continua Zaccheo – avrà ricevuto
la giusta retribuzione». E soprattutto «sulla base di un equo corrispettivo ».
Trattasi però, appunto, di interventi e costi aggiuntivi di emergenza. Cosa,
invece, prima dell’entrata della Tia? Il consigliere d’amministrazione di parte
privata Luigi De Stefano ha tutto chiaro. «Serve un ulteriore sforzo del Comune.
La Terracina Ambiente ha bisogno di una delibera che garantisca che il socio di
maggioranza pagherà puntualmente il canone aggiornato per far fronte al servizio
e per iniziare ad organizzare un piano transitorio in vista della Tia». Cercando
di quantificare: «Circa 330 mila euro». Con quella delibera in mano, continua il
consigliere di parte privata «si potrà andare in banca e ottenere un credito».
Sono ancora una volta i soldi pubblici, insomma, a dover essere impegnati a
garanzia del prestito. Non è bastato deliberare un nuovo piano da 9 milioni di
euro. Servono soldi subito. Intanto negli ambienti degli operatori ecologici
l’arrivo della Latina Ambiente non è visto di buon occhio. Infastidisce non poco
i netturbini che loro abbiano perso giornate di lavoro per scioperare e non
vengano pagati da quasi un mese e poi veder arrivare operatori esterni a
risolvere la situazione. Gli stipendi dovrebbero arrivare tra domani e venerdì.
Le organizzazioni sindacali, anch’esse tra i destinatari della lettera di
Zaccheo, dovranno decidere il da farsi. Per il momento la situazione resta al
limite della sostenibilità. Si naviga a vista.
Diego Roma

16 [14]

Il Pdl chiede al sindaco Stefano Nardi di sciogliere la Terracina Ambiente se
non si riesce a risolvere la questione rifiuti.
Lo ha fatto ieri con un
documento firmato da buona parte dei consiglieri che fa eco a una seconda
richiesta lanciata dagli alleati repubblicani che vorrebbero il passaggio di
poltrona dell’amministratore delegato. Ovvero da rappresentante del socio
privato a quello pubblico. Sia Pdl che Pri, praticamente la maggioranza che
tiene ancora in vita l’amministrazione, chiedono a Nardi un cambio di rotta
deciso, pena lo scioglimento di una società mista che da quando è nata è stata
sempre al centro di aspre battaglie politiche. L’iter per cambiare gli assetti
societari sarebbe già partito e nel giro di una quindicina di giorni qualcosa
già dovrebbe muoversi. Ma non sarà facile visto che il socio di minoranza non
starà con le mani in mano. In mezzo al nuovo trambusto c’è un’indagine aperta
dalla procura di Latina e gestita operativamente dai carabinieri della compagnia
di Terracina diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti che nei giorni scorsi
hanno sequestrato diversi atti di gestione. E in mezzo ci sono anche le recenti
dimissioni dell’assessore all’Ambiente Azio Longo, che quando prese la delega
arrivò animato da tanti buoni propositi ma che poi, davanti a una situazione
così disarmante, non ha potuto far altro che chiamarsi fuori. Infine la
situazione dei rifiuti. Anche ieri molte zone della città erano invase
dall’immondizia. Giorni fa alcuni residenti hanno dato fuoco ai cassonetti.
L’unica buona notizia arriva dal personale. Ieri sono arrivati si soldi per
pagare una parte degli stipendi. I rimanenti verranno saldati oggi stesso. Tutto
con quindici giorni di ritardo e tra due settimane il problema si ripresenterà
puntuale. E sempre oggi dovrebbero arrivare i mezzi speciali, i cosiddetti
ragni, della Latina Ambiente per raccogliere i cumuli di rifiuti che hanno
invaso strade e marciapiedi.
di FABIO COCCIA

16 [12]
Dopo la quiete la tempesta.
All’improvviso la maggioranza che regge il sindaco
Stefano Nardi si è vista catapultata nelproblema dei rifiuti. Da due giorni il
centrodestra fa riunioni plenarie per risolvere il problema dei rifiuti. Che poi
è solo uno: i soldi. Ci è voluta l’emergenza, anzi giorni e giorni di emergenza
per smuovere dalla sedia i consiglieri di Pdl e Pri. Il capogruppo del Pdl
Valerio Golfieri assicura: «Ci stiamo adoperando in ogni modo per pulire la
città. I cittadini hanno ragione ad essere arrabbiati e superata l’emergenza
dovremo fare una riflessione seria». Sulle dimissioni dell’assessore Ezio Longo,
Golfieri non si sbottona. «Sentirò al più presto Longo – ha detto il capogruppo
- ma certo è necessario chiedere alla società di fare il suo lavvoro. Intanto i
repubblicani sono tornati a fare quello che fanno sempre: l’ago della bilancia.
Ma per ora il Pdl non vuole sentir parlare di politica: «Ora la
priorità è pulire la città».
D. R.

16 [10]

Un fine settimana ricco di eventi organizzati dal Terracina Social Forum, quello
che va da venerdì 5 a domenica 7 marzo prossimi.

Venerdì, infatti, alle ore 17,30 presso la sala convegni della Coop (piazzale
Coop), sarà presentato, con l’autore, il libro “Il grande bluff”, di Giovanni La
Torre (Melampo Editore). Il libro, il cui sottotitolo è “Il caso Tremonti. Vita,
opere e pensiero del genio dell’economia italiana”, è un impietoso ritratto
delle teorie economiche dell’attuale ministro delle Finanze, teorie che però sul
piano scientifico sono di dubbia consistenza. Molti esperti, soprattutto noti
economisti, esprimono i loro dubbi sulle idee di Tremonti in privato, ma si
guardano bene dall’affermarlo in pubblico (in fondo si tratta pur sempre di uno
degli uomini più potenti d’Italia). L’autore, Giovanni La Torre, è un manager
del settore finanziario, che ha lavorato presso importanti gruppi bancari e
assicurativi.
Sabato 6 marzo, sempre alle 17,30 presso la sala convegni della Coop, sarà
presentato, insieme con i due autori e con esponenti delle associazioni
antimafia Libera e Caponnetto, il libro + DVD Malitalia. Storie di mafiosi, eroi
e “cacciatori” (Rubbettino Editore). Malitalia, come ha dichiarato Raffaele
Grassi, direttore della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della
Polizia di Stato, è il primo libro che fa un’analisi a 360 gradi del fenomeno
della criminalità organizzata. Malitalia, infatti, a differenza degli altri
libri che analizzano una singola forma di fenomeno mafioso alla volta, si
concentra contemporaneamente su tutte e tre le principali forme di criminalità
organizzata: mafia, camorra e ‘ndrangheta. Inoltre, si sofferma anche sui
“cacciatori”, cioè sugli uomini di Stato che hanno l’obiettivo di stroncare tali
forme di criminalità. Laura Aprati è giornalista e autrice televisiva, con varie
esperienze all’interno della RAI. Enrico Fierro scrive sul Fatto Quotidiano ed
ha pubblicato, tra gli altri, “E adesso ammazzateci tutti”, “Ammazzati
l’onorevole” e “La santa – viaggio nella ‘ndrangheta sconosciuta”.
Sabato 6 e domenica 7 marzo, infine, i volontari del Terracina Social Forum
saranno presenti a piazza Garibaldi per sostenere la raccolta fondi
dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Saranno vendute, infatti, al
prezzo di 13 euro, le gardenie dell’AISM, in coincidenza con la Festa della
Donna. Per conoscere le altre piazze italiane in cui saranno vendute le
gardenie, www.aism.it. Le gardenie saranno vendute anche durante le
presentazioni di “Il grande bluff” e “Malitalia”.

16 [9]

Si riaccende la speranza per il Terracina che supera Sora (1-0) e lascia il
penultimo posto nella classifica del girone B di Eccellenza al Colleferro,
distanziandolo di due lunghezze. Al termine del confronto, il pianto di gioia
dell’allenatore- giocatore Giorgio Minieri fotografa l’importanza della
vittoria: «Avevo tanta tensione che ho sfogato in questo modo spiega il tecnico
per noi inizia un nuovo campionato. Finalmente possiamo allenarci in
tranquillità e con l’entusiasmo di un risultato importante». Intanto, ieri, alla
ripresa degli allenamenti erano assenti Serapiglia, ancora alle prese con un
problema muscolare e i giovani Leone e Amoroso rimasti coinvolti sabato sera in
un incidente stradale: sei punti di sutura sul viso di Leone e acciacchi vari
per Amoroso. Il tecnico biancazzurro nel prossimo match non potrà disporre
nemmeno degli squalificati Morini, espulso, e Mandarelli, il quale una volta
sostituito è stato allontanato dalla panchina dall’arbitro per proteste.
di VINCENZO ABBRUZZINO

16 [8]

Un progetto per lo sviluppo storico – culturale – turistico
La delibera di giunta comunale n.75 del 25 febbraio scorso, conferisce mandato
al dirigente del settore sport e turismo di redigere un progetto preliminare di
carattere turistico, storico e ambientale per le annualità 2010 – 2015 e
attivare le procedure per la richiesta del finanziamento al Ministero dei Beni
Culturali. Questi interventi economici ministeriali sono rivolti a sostenere la
realizzazione di percorsi progettuali finalizzati alla valorizzazione di aeree
che costituiscono sistemi e interessi urbani e territoriali di pregio turistico-
storico-culturale, con particolare riferimento ad azioni che consentono di
realizzare poli di attrazione mirati al miglioramento economico. Rientrando
nella tipologia di città indicata dal ministero, l’amministrazione comunale con
la delibera n.75 pone le basi per sviluppare il contenuto della proposta di
programma con i seguenti interventi: recupero del centro storico alto e basso,
valorizzazione dell’area archeologica di Monte S. Angelo, sviluppo eco-parco
patrimonio monumentale e storico del territorio, stagioni musicali, concerti e
piano bar c/o centro storico alto, sviluppo gastronomia locale e dei prodotti
tipici locali, sviluppo eco-parco energia rinnovabile emissioni zero,
biodiversità, biosostenibilità, turismo e commercio. La pianificazione
individuata è condivisa e approvata dalle associazioni produttive locali di
categoria, le quali collaboreranno in maniera sinergica, con adesioni e proposte
per raggiungere lo scopo della valorizzazione integrata, lo sviluppo economico e
sostenibile, oltre a una migliore coesione socio-culturale. Oltre ad un’ottimale
tutela del patrimonio culturale, naturale, storico, architettonico e
paesaggistico della qualità della vita in ambito urbano ed extraurbano.
Terracina, 03 marzo 2010

16 [7]
Vicinissimo l’accordo tra le organizzazioni sindacali e la Regione per
l’assunzione dei 20 assistenti scolastici – molti dei quali ex Lsu – rimasti in
cassa integrazione dal mese di luglio dopo la riorganizzazione dei Servizi
sociali e le nuove normative in materia di requisiti per coprire il ruolo.

Sembra che sia stato raggiunto l’accordo tra organizzazioni sindacali e Regione.
L’intesa prevede che i lavoratori che facevano assistenza nelle scuole agli
alunni port a t o r i d i h an d ic ap , pot rebb ero essere assunti tramite
l’ente «Italia lavoro » e che saranno retribuiti dall’ente di via della Pisana.
L’assunzione, si legge nel sito dell’associazione Città Partecipata, dovrebbe
della durata di 10 anni. Stesso discorso potrebbe verificarsi per le operatrici
degli asili comunali di Terracina, anche loro, gradualmente assunte con stipendi
pagati dalla Regione e grazie alle rette pagate dalle famiglie. Gli operatori
scolastici da sei mesi non lavorano più. Diverse erano state le rassicurazioni
da parte della dirigente dei Servizi sociali Carla Amici e dell’assessore
Francesco Zicchieri. Tutto sarebbe dovuto risolversi con l’avvio dell’Azienda
speciale. Dura la critica di Città partecipata al Comune: «Ci son voluti sei
mesi di pressione per mettere a nudo l’incapacità degli organi di direzione e di
Amministarzione nel far partire l’Azienda. Resta ora da premere ancora, perché
l’attività dei servizi sociali non può limitarsi ai soli asili nido e a
manutenzioni di strisce stradali, parchi o attività che non attengono il
sostegno ai cittadini più deboli». Ma una boccata d’ossigeno, se l’accordo andrà
in porto, agli operatori scolastici sicuramente ci sarà. Nei mesi scorsi c’era
stato anche un incontro con il vice prefetto e gli ex dipendenti dei Servizi
sociali avevano minacciato proteste. La soluzione a quanto pare, ora è
vicina.
D. R.

16 [6]
Oggi alle 12,30, in piazza Fontana Vecchia a Terracina, verrà inaugurato il
comitato elettorale per Claudio Moscardelli alla Regione Lazio.
Secondo i
promotori del Comitato elettorale, Moscardelli: «ha sempre mostrato un concreto
interesse per Terracina finanziando numerosi progetti». Domani alle 12 al wine
bar dell’enoteca dell’Orologio conferenza stampa per presentare il Comitato
elettorale con esponenti del mondo della cultura, dell’imprenditoria e dello
sport che appoggiano l’esponente del Pd.
Stessa ora, locale a due passi e presentazione sempre domani alle 12 del
consigliere comunale Alessandro Aielli candidato alle elezioni regionali come
capolista della “Lista Civica Cittadinie per Bonino”. Appuntamento alle 12
presso l’Enoteca dell’Orologio. Saranno presenti oltre al capolista anche i
componenti della Civica Bonino, Veruschka Cossuto, Adriano Rosini, Pasquale
Valente e Onorato Mazzarino.

16 [5]

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di Marcello Sanguigni e Fulvio Carocci

prodotto da www.TerracinaRialzati.com

Nel video che vi proponiamo oggi andiamo ad affrontare 2 temi attualissimi che riguardano la vita della nostra mortificata cittadina: le dimissioni dell’ennesimo assessore all’ambiente (nel caso specifico Enzo Longo in quota PRI) e l’analisi delle spese per i gemellaggi (o presunti tali) per le annualità 2009 e 2010…

video longo

Non possiamo non commentare le dimissioni dell’assessore Longo,immobile in tutto questo tempo sulla questione rifiuti, e accogliere con stupore i retroscena che la fantapolitica sembra prospettarci…

L’articolo della giornalista Rita Alla uscito oggi sulle pagine del quotidiano “il nuovo Territorio” raccoglie tutto il nostro pensiero, ve lo proponiamo di seguito…

rita alla

Per quanto riguarda la questione gemellaggi, abbiamo notato spese quantomeno opinabili nelle attività del dipartimento dei gemellaggi che poco avrebbero a che fare con il mantenimento dei rapporti con le nostre città gemelle, per l’esattezza:

  • Partecipazione al “Fruit Logistic 2009? di Berlino (fiera dell’ortofrutta 02/2009) per una spesa di € 6.650
  • Partecipazione di una squadra di B.go Hermada alla Aurisina Cup in località Aurisina (06/2009) per una spesa di € 4.000
  • Collaborazione con l’associazione Pedagnalonga per l’ospitalità ad una delegazione di Aurisina (04/2009) per una spesa di € 3.000
  • Partecipazione di una delegazione terracinese ai festeggiamenti per il 40° anniversario del gemellaggio Bressanone-Ratisbona (09/2009) per una spesa di € 2.500
  • Viaggio per sottoscrizione per patto preliminare di gemellaggio con la città di Batumi (Georgia) periodo 11/2009 per una spesa di € 6.500

Per l’anno 2010 abbiamo notato che l’impegno di spesa per il viaggio della delegazione Terracinese a Sarajevo per un totale di € 3.900 non è stato garantito con fondi comunitari, come dichiarato su stampa dall’Assessore Zicchieri il 15 Febbraio 2010, ma dal cap. 630 del bilancio comunale (quindi niente comunità europea!)…

Errata interpretazione del cronista? L’assessore si è confuso? La ragioneria del comune ha preso un granchio?

Chiediamo all’assessore, che non ha ad oggi smentito le sue dichiarazioni, di far luce, se può!

Terracina Rialzati

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54000 [1]

Oltre 600 euro per acquistare i coriandoli di Carnevale. Soldi…buttati all’aria!
Quando c’è da festeggiare non c’è crisi che tenga. Rifiuti in strada, servizi
sociali zoppicanti, arredi urbani malandati? E’ l’ora della festa, e tutto il
resto sembra non contare. A Terracina si fa così. Quindi, che nessuno trovi
strano o rimanga sorpreso di sapere che il recente Carnevale è costato alle
casse comunali poco più di 10 mila euro. Per l’esattezza 8 mila euro di rimborso
spese per i carri e i gruppi allegorici che hanno sfilato a Terracina e a Borgo
Hermada; 735 euro per i diritti Siae; 100 euro per le spese di tipografia e
altri 600 per la polizza assicurativa. Manca un’ultima voce, tra l’altro la più
simpatica, quella che fa proprio Carnevale: è stata deliberata una spesa di 630
euro per i coriandoli. Sei pezzi da cento, più altri spiccioli, per inondare
Terracina di quei meravigliosi puntini di carta colorata senza i quali proprio
non si poteva stare. Al che sorge spontanea una domanda: ma quanti coriandoli è
possibile acquistare con 630 euro?E, soprattutto, a chi servivano tutti questi
coriandoli? E’ scritto nero su bianco, sulla delibera di giunta n. 28 dello
scorso 14 gennaio. L’amministrazione ha voluto ”promuovere delle iniziative
atte a coinvolgere sia la cittadinanza che i turisti” (quali turisti?) visto
che le passate edizioni del Carnevale avrebbero avuto una ”positiva ricaduta
per le attività commerciali e turistiche locali”. Di qui l’impegno di spesa di
10 mila euro e qualcos’altro per le sfilate del 7 e del 14 febbraio. Sono i
coriandoli la presenza più ‘colorata’ nella lista della spesa fatta dagli
assessori e approvata all’unanimità, tranne un collega assente. Se una bustina
di coriandoli fosse costata per ipotesi 50 centesimi, con 630 euro sarebbe stato
possibile acquistarne 1260. Mica 100, 200 o 300. 1260 bustine di coriandoli.
Guai a chiamarlo spreco. Da queste parti non si spreca nulla. Nemmeno il bitume
per ricoprire le buche sulla strada. Se ne usa quel tanto che basta. Se poi il
cratere si riapre di qui a qualche giorno, pazienza. Diceva Totò ”Che colpa
abbiamo noi se il muro non ha retto all’urto”. Male male che va, ci si mette
sopra un po’ di coriandoli. Ne sarà avanzato qualcuno?
Pubblicato da Rita Recchia

15 [15]

CORIANDOLI e carri per diecimila euro.
Tanto è costato il carnevale pontino a Terracina. Il Comune ha
mantenuto la sua promessa e ha finanziato la sfilata con una delibera di giunta
del 14 gennaio scorso. Dieci mila euro, l’impegno di spesa per l’amministrazione
comunale, che ha dovuto pensare non solo a rimborsare gli
organizzatori ma anche ad assolvere tutti gli obblighi collaterali. La spesa è
stata ripartita più o meno così: ottomila euro sono andati per il rimborso delle
spese ai carri e ai gruppi partecipanti, venuti da Sabaudia, San Felice e
Pontinia. Altre 735 euro sono state pagate alla Siae per l’emissione di musica;
100 euro i costi di tipografia per la promozione, 600 euro per la polizza
assicurativa e ben 630 euro per l’acquisto di coriandoli. Le manifestazioni sono
quelle che si sono tenute il 7 e il 14 febbraio scorso. Un provvedimento
«urgente », quello del Comune, che ha garantito lo svolgimento del carnevale,
smentendo le lamentele di alcuni comitati che avevano obiettato sulla
ospitalità del Comune. E invece lo smacco è stato proprio sull’ospitalità.
Perché se solo di coriandoli il Comune ha speso 630 euro, si può ben dire che il
Carnevale terracinese è stato ricco, colorato e accogliente, anche se i
coriandoli forse erano un pò costosi.
D. R.

15 [16]

L’assessore Ezio Longo ha riconsegnato ieri la delega all’ambiente al sindaco
Stefano Nardi.
Una decisione che potrebbe avere ripercussioni gravi nella
maggioranza. L’ormai ex assessore del Comune di Terracina, espressione del Pri,
ha deciso di rimettere nelle mani del primo cittadino la delega in attesa che si
chiarisca la situazione della Terracina Ambiente. Ieri mattina, l’ex delegato
all’ambiente ha protocollato la lettera in cui ha spiegato le motivazioni che lo
hanno portato alla decisione di sollevarsi dall’incarico. Una conclusione
sofferta: «La situazione dei rifiuti è divenuta insostenibile con un continuo
rimpallo di responsabilità tra la Terracina Ambiente Spa, l’amministrazione
comunale e i sindacati: da un lato la parte privata continua a chiedere garanzie
e soldi all’amministrazione, dall’altra c’è il Comune che per sollevarsi dal
profondo stato di carenza di liquidità ha iniziato il percorso verso
l’attuazione della Tia. La mia è stata una missione per il bene della città, non
potendo vedere i frutti del lavoro preferisco fare un passo indietro». Nelle
ultime ore si sono susseguite riunioni per far fronte al problema rifiuti, che a
questo punto potrebbe indurre il Pri ad uscire dalla maggioranza: «Prendo atto
del gesto di Ezio Longo – è stato il commento di Alfredo Lauretti, esponente del
partito dell’Edera – noi siamo vicini ai “nostri” assessori e cercheremo di
riequilibrare le controversie della Terracina Ambiente. Nel giro di una
settimana dovremo trovare una soluzione: il socio privato non può fare il bello
e cattivo tempo, quindi bisogna rivedere lo statuto. Se la città dovesse
continuare a rimanere sporca, credo che prenderemo decisioni politiche
drastiche». Ieri è intervenuto anche il Pd: «Il sindaco Nardi, dal suo primo
insediamento, si era impegnato a risolvere il problema del servizio di raccolta
e smaltimento dei rifiuti solidi urbani», ed evidenzia che le cose non sono
andate così e che si sono sprecati soldi pubblici a inutilmente e favore della
società.
di DANIELE SPERLONGA

15 [29]

Rifiuti a Terracina, dibattito pubblico e doppio esposto.
Nella storia infinita della gestione rifiuti a Terracina arriva un esposto a
firma di ‘Città Partecipata’, ‘Terracina Rialzati’, il ‘Circolo Eleuterìa’ e il
consigliere comunale Gino Di Mauro. Destinazioni la Procura di Latina e la
Procura Generale della Corte dei Conti della Regione Lazio. Ai due organi verrà
chiesto di accertare se ci sia stato un danno erariale per quanto riguarda il
servizio della raccolta differenziata, mai partito ma pagato dai cittadini.
L’eventuale danno d’immagine, considerando quei turisti che, per esempio la
scorsa estate, sono quasi fuggiti da Terracina senza terminare il periodo di
ferie previsto all’inizio. Infine, se ci sono eventuali elementi anche di
rilevanza penale. L’esposto si farà forte delle firme dei cittadini, i primi ai
quali preme uscire una volta per tutte da queste situazione. I primi, ovviamente
non gli evasori, che hanno diritto a vivere in una città pulita e a pagare solo
quei servizi di cui usufruiscono davvero. Sabato 13 marzo a partire dalle ore 17
le tre associazioni, rappresentate da Lucia Berti, Fulvio Carocci ed Emilio
Marigliani, incontreranno i cittadini nella sala convegni di Villa Tomassini. Ci
sarà un dibattito pubblico e la raccolta di firme per dare un peso ancora
maggiore all’esposto. Il peso della cittadinanza indignata che non ci sta più a
vivere rassegnata nel degrado e a dover pagare costi maggiori di smaltimento per
la differenziata che non c’è. Tutto questo anche alla luce della recente
sentenza 1492/2009 della Corte dei Conti-Sezione Giurisdizionale della Regione
Campania per la quale sono responsabili quelle amministrazioni che non
raggiungono la percentuale minima prevista di raccolta differenziata. A
Terracina sembra una materia già vecchia, considerando che qui il servizio è
atteso almeno dal 2006.
Pubblicato da Rita Recchia

15 [28]

Vi ricordate la vicenda dei famosi cantieri Rizzardi che dovevano trasferirsi a Terracina per “riqualificare” quel brutto porto che abbiamo?
Ho trovato questo articolo che spiega come stanno messi…

In tasca ha 5 euro, quelli che gli serviranno per pagare la benzina per la
macchina e tornare l’indomani a manifestare. Non ha più soldi nemmeno per il
pranzo e la cena: è tornato a mangiare a casa della madre. E’ solo uno dei 125
lavoratori dell’azienda Rizzardi attualmente in cassa integrazione. Ieri i
dipendenti del cantiere navale hanno dato vita a una protesta pacifica. Hanno
incrociato le braccia per tutta la giornata e manifestato davanti la sede dei
cantieri in via Migliara. Presenti i rappresentanti sindacali di Fillea–Cgil e
Cisl, Mauro Paudice e Giovanni Recchia oltre al rappresentante delle Rsu Antonio
Saralli. A scatenare la protesta il mancato pagamento della tredicesima e
dell’acconto della mensilità di novembre che l’azienda aveva promesso sarebbe
avvenuto ieri. I lavoratori non vengono pagati da novembre, la situazione è
diventata insostenibile. Sono solo 40 i dipendenti che ancora continuano a
lavorare a una commessa: un Technema 90 che dovrà essere terminato entro
quest’anno. Alcuni lavoratori confessano di circolare con l’auto priva di
assicurazione perché non hanno soldi per pagarla. C’è anche chi, appena sposato
e con un bimbo in arrivo, ha dovuto rivendere la casa appena acquistata perché
non ce la faceva a pagare il mutuo. In molti hanno dovuto chiedere aiuto a
genitori e parenti. I lavoratori hanno chiesto all’azienda di avere almeno un
sussidio per pagare la benzina per andare al lavoro ed è stato loro comunicato
che in quel caso sarebbe poi detratto dallo stipendio. Lo stato di crisi perdura
ormai da un anno, quando hanno cominciato a registrarsi ritardi nei pagamenti. I
dipendenti sono intenzionati a proseguire nello stato di agitazione fino a
quando non verranno pagate le mensilità arretrate e date loro certezze sul
futuro dell’azienda e del loro lavoro.
di EBE PIERINI

15 [27]

Visite gratis alla tiroide in 12 ospedali.
Dal 15 al 19 marzo 2010 è in programma in tutta Italia la settimana nazionale
della tiroide. L’occasione per i cittadini di sottoporsi a una visita
specialistica gratuita per verificare l’eventuale presenza di alterazioni della
tiroide. Per avere i riferimenti dell’ospedale a cui rivolgersi si può
telefonare al numero verde 800199894.
L’iniziativa è promossa dal Club delle Uec, l’associazione delle Unità di
endocrinochirurgia italiane, presieduta dal professor Paolo Miccoli, e dall’Ait,
associazione italiana della tiroide, presieduta dal professor Aldo Pinchera, con
il patrocinio del ministero della Salute, della Società italiana di medicina
generale e di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato. Per
usufruire delle visite gratuite basterà telefonare al numero verde e non ci sarà
bisgono dell’impegnativa del medico di famiglia. Si tratta di un numero limitato
rispetto alla diffusione delle malattie della tiroide, che interessano circa 6
milioni di persone nel nostro paese
La campagna è volta più in generale a sensibilizzare l’opinione pubblica
sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Tutti i cittadini
durante il resto dell’anno, possono sottoporsi ad una visita a carico del
sistema sanitario nazionale con il pagamento del normale ticket. «Le visite
contribuiranno a far emergere disturbi e malattie della ghiandola che spesso non
vengono riconosciute poiché asintomatiche o con manifestazioni comuni ad altre
patologie – spiega il professor Miccoli – in questo modo sarà possibile
formulare diagnosi precoci e prescrivere terapie mirate, farmacologiche oppure
chirurgiche».
Le strutture che aderiscono nel Lazio sono 15. Nella Capitale sono 12: il
Policlinico Gemelli, l’Umberto I, il San Camillo Forlanini, il San Filippo Neri,
il San Carlo Idi, il Fatebenefratelli, il Policlinico Casilino, l’Asl Roma B, il
Complesso Integrato Columbus, il CTO, il San Giovanni Addolorata e il Grassi a
Ostia. Il Santa Maria Goretti a Latina, il Fiorini a Terracina e il San Giovanni
di Dio a Fondi.

15 [26]

Volley Terracina – Pall. Volta Latina 3-0
25-12, 25-18, 25-15

Volley Terracina. Alicandri R.; Battisti A.; Bertiè S.; Esposito G.; Felici S.;
Iannarilli A.; La Rocca J.; Luciani C.; Marchesini C.; Battiati A. All.: Rizzi
S.; Felici S.

Pall. Volta Latina: Belli I.; Falconi M.; Favale G.; Ferrara F.; Forte Y.;
Maiozzi F.; M.Raglia S.; Moricone I.; Orsi G.; Russo S.; Testa I.; Tobaldi D.
All.: Truppa F.; Stefani F.

Una partita ,visto il risultato dell’andata dove il Terracina aveva ceduto il
suo primo set, abbastanza facile. Le avversarie non hanno mai impensierito la
compagine terracinese, nulla da dire sulle ragazze a parte qualche errore
gratuito come di solito succede ma tutto sommato una buona prestazione delle
ragazze che proseguono il loro cammino verso la vittoria finale del campionato.

Il mister anche questa volta nel terzo ed ultimo set ha fatto riposare la
palleggiatrice Battisti sostituendola con la Esposito dando un buon supporto ed
impressione molto buona ottima prestazione anche da parte del libero Battiati
che in questo incontro ha dato il meglio di se stessa, ampia soddisfazione da
parte di tutto lo staff.

Era presente oggi all’incontro anche il Vice presidente Avv. De Felice Claudia
la quale dichiarava a fine partita che le ragazze stanno dando tante
soddisfazioni alla società ed il merito va a tutti quanti seguono la squadra,
non che essere felice di tutto questo e prevedo un futuro molto roseo per questa
squadra. La società non può che elogiare le ragazze e le invita ad andare avanti
così fino in fondo.

Appuntamento quindi per domenica prossima contro il Velletri invitando tutti i
tifosi che ci seguono perennemente ad incitare ancora una volta le ragazze.Brave
ragazze continuate così.

15 [24]

Abbiamo passato un altro fine settimana con le nostre famiglie a passeggiare in
mezzo a montagne di rifiuti, create artificialmente dai nostri amministratori
incapaci di tutelare la salute pubblica, l’ambiente e la vocazione turistica
della nostra città.
Quello che per l’ennesima volta stiamo vivendo in questi
giorni è la riprova che siamo amministrati da gente che non ha soluzioni per
tutelare la nostra città. I cumuli di rifiuti che costeggiano i canali e le zone
periferiche stanno costantemente inquinando i nostri terreni e le nostre falde
acquifere, ormai siamo all?emergenza pura, non possiamo più permetterci per il
nostro territorio di rimanere inermi di fronte a questo stato di cose. Non c?è
più tempo per aspettare, articoli, denuncie e manifestazioni non sono servite a
nulla, serve solo un aiuto dall?alto per pulire la città dai rifiuti e da questi
Amministratori incoscienti. Necessita urgentemente la sanificazione ambientale.
Per questi motivi chiediamo all?Assessore Provinciale all?Ambiente Stefanelli e
al Presidente Cusani di intervenire come Amministrazione Provinciale a liberare
immediatamente Terracina dai rifiuti e da questa bomba ambientale, il tutto per
salvaguardare la salute di una gran parte di territorio e di abitanti di questa
Provincia. Oggi gli operai della Terracina Ambiente sono in stato di agitazione
dato che non hanno percepito lo stipendio, non hanno attrezzature idonee e
sicure per svolgere il loro lavoro e sono numericamente insufficienti per
garantire efficientemente il servizio di raccolta, e per questi motivi che
capiamo il loro modo di agire, ed è per questo che chiediamo oltre alla pulizia
urgente della città, che le forze politiche Provinciali si adoperino a far
rispettare il capitolato d?appalto alla Terracina Ambiente, o se questo non è
loro possibile, di sfiduciare pubblicamente questa Maggioranza non più in grado
di Amministrare in maniera ordinaria la città.
Pierpaolo Marcuzzi
UDC Terracina

15 [22]

Ladri sfondano un muro per entrare in casa.
Dal vivaista, ma non per comprare qualche bella pianta o un mazzo di fiori da
regalare alla fidanzata. Piuttosto per fargli la festa. Ci sono riusciti alla
grande gli ignoti malviventi che alcune sere fa si sono intrufolati
nell’abitazione di un cittadino che gestisce un vivaio in località Barchi, parte
sud di Terracina. Casa e bottega praticamente, visto che il commerciante e la
sua famiglia vivono nello stesso posto. I padroni di casa al momento erano
fuori, quindi è presumibile che il furto sia avvenuto nelle prime ore della
serata. I furfanti di turno dovevano sapere che avrebbero trovato l’abitazione
vuota, considerando che, dalle poche notizie trapelate sull’accaduto, pare che
abbiano sfondato addirittura un muro per entrare in casa. Altro che serratura
forzata o vetro infranto. Questi hanno deciso di fare le cose in grande stile.
Addirittura senza temere che qualcuno lì attorno potesse sentire il rumore che
devono inevitabilmente aver fatto ‘facendosi largo’. Bisogna pensare che mani e
piedi di velluto di una volta siano ormai passati di moda. Adesso i malviventi
raggiungono l’obiettivo buttando direttamente giù le pareti di casa. Una volta
dentro hanno arraffato quello che hanno potuto, cercando qua e là nelle stanze.
Soprattutto sarebbero riusciti a svuotare la cassaforte che conteneva un bel po’
di migliaia di euro. Dopodiché hanno tolto il disturbo, quasi certamente
utilizzando l’ingresso che avevano creato poco prima. Quando i proprietari di
casa sono rientrati, purtroppo si sono trovati di fronte l’amara sorpresa. Hanno
allertato il 112 e i carabinieri si sono recati sul posto per i primi rilievi.
Forse i furfanti hanno utilizzato la macchina come ariete di sfondamento, o
qualche altro attrezzo di tutto rispetto. Di sicuro non si sono serviti di un
fil di ferro per far scattare la serratura della porta ed entrare in casa. Ladri
caterpillar, che non si fermano davanti a nulla. Nemmeno alle mura di casa.
Pubblicato da Rita Recchia

15 [21]

Si è spento il dottor Renato Maragoni, uno dei fondatori e dei più convinti
assertori della politica dei gemellaggi della propria città, Terracina, che di
città gemelle ne ha otto.
Presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di
Terracina, Maragoni fu eletto sindaco di Terracina e poi chiamato all’incarico
di Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Latina. Lasciò questo
incarico nel 1975 dopo essere stato eletto alla carica di Consigliere regionale
del Lazio. Ritiratosi dalla politica, ha vissuto nella sua città fino all’età
di 85 anni. I funerali si svolgeranno mercoledì 3 marzo, alle ore 15.30, presso
la Chiesa del SS Salvatore di Terracina

15 [20]

Inciampa nella buca e finisce all’ospedale «Fiorini». Spavento ieri mattina per
una donna alla 36esima settimana di gravidanza caduta improvvisamente a causa
di una voragine in piazza Fontana Vecchia. Necessario l’intervento del 118
vista anche la situazione di gravidanza della giovane, che fortunatamente ha
riportato solo qualche escoriazione al ginocchio dovuta alla caduta.
Trasportata all’ospedale, la donna è stata medicata e sottoposta alle cure del
personale sanitario. Sul posto anche gli agenti del commissariato
di polizia di Stato di Terracina.
F. A.

15 [17]

BANDO di gara per l’affidamento dei lavori di restauro e
consolidamento della chiesa di San Domenico.
L’opera prevede
un importo di 306 mila euro, con l’obbligo da parte delle ditte
che si presenteranno alla gara d’appalto di far recapitare in
Comune la propria offerta entro il 25 marzo. Quanto all’apertura
delle buste, questa procedura avverrà il 29 marzo presso
l’ufficio gare nel presso il palazzo del Muncipio. Dal momento
della consegna dei lavori, la ditta che si aggiudicherà l’incarico
avrà l’obbligo di completare i lavori entro un anno. Lavori che
consentiranno il restauro della chiesa in via San Domenico e
che avrebbero dovuto essere effettuati già da tempo. Grazie
anche all’utilizzo di fondi regionali stanziati anni fa ma di cui
non si è mai saputo quali percorsi avessero seguito.
F. A.

15 [1]

Nuova udienza per l’operazione «Anxur», rinviato a giudizio A.D.M., uno degli
imputati nella maxi inchiesta che ha portato il 30 aprile del 2008 all’arresto
di dodici persone per un giro di racket, attentati intimidatori, ricettazione e
altri reati.
L’imputato rinviato ieri a giudizio nell’ambito dell’operazione
«Anxur » fu arrestato proprio dalla polizia all’alba del 30 aprile scorso,
quando l’inchiesta inerenti intimidazioni e racket nel periodo compreso tra il
2002 e il 2007, portò all’arresto di alcuni dei soggetti ritenuti diretti
responsabili di attività malavitose a Terracina e
nei Comuni limitrofi.
F. A.

16 [30]

Rinviato a giudizio un 54enne accusato di usura. V.I. è accusato di aver
prestato 8 mila euro a un cittadino del posto e di aver chiesto in cambio del
prestito un totale di circa 15 mila euro. I fatti risalgono al 2001, ieri il
giudice del Tribunale di Latina Lucia Aielli ha disposto il rinvio a giudizio
per il 54enne. Il processo inizierà il prossimo mese di giugno, quando il caso
di usura dovrà essere giudicato dal primo collegio penale del palazzo di
giustizia di Latina.
F. A.

16 [14]

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54000 [2]

La “Terracina Sviluppo” continua a chiedere soldi per l’allaccio fognario e ora
i cittadini ricorrono alla class action sperando così di riuscire a tutelare i
propri diritti.
Nonostante le richieste di chiarimento del Garante regionale per
le risorse idriche e le osservazioni sollevate circa il diritto a chiedere e
esigere 396 euro per ogni singolo allaccio, la società che fa capo al
consigliere comunale Alfredo Lauretti, sta inviando nuove comunicazioni agli
utenti che suonano un po’ come un ultimatum. L’azienda avrebbe deciso, infatti,
di adire le vie legali e rimuovere gli allacci di tutti coloro che non hanno
ancora pagato. E di famiglie che si sono rifiutate di tirare fuori 396 euro ce
ne sono tante perché a parer loro, e non solo, quei soldi non devono essere
sborsati. E così dopo aver ricevuto le lettere, i cittadini si sono organizzati
in un comitato che proporrà ricorso al Giudice di Pace. «L’annosa questione
delle fognature nella zona di Badino-Foce Sisto sembra non avere mai fine –
spiegano alcuni residenti coinvolti in questa vicenda – Nonostante le polemiche,
gli interventi politici e i pareri dei garanti vari, la società esecutrice della
dorsale fognaria continua a pretendere il pagamento dell’importo di 396 euro per
concedere l’autorizzazione allo scarico in fognatura. Una e vera propria class
action, affinché una volta per tutte, attraverso una pronuncia giudiziaria,
venga messa la parola fine allo stillicidio di pretese economiche che fanno da
appendice alla questione delle fogne nella zona nord della città». Sono convinti
che «iniziative comuni possano avere un’incisività maggiore rispetto alle azioni
isolate e confidano nell’adesione più corposa possibile all’iniziativa,
mettendosi a disposizione di ogni cittadino che voglia avere informazioni».
di FABIO COCCIA

14 [20]
Una class action contro il Comune? Sono diverse le categorie sociali ed
economiche che potrebbero sentirsi oggi danneggiate da una cattiva
amministrazione come quella di Nardi. Le motivazioni ce ne sarebbero ad iosa,
ma, ahimè, legalmente non si può fare.
E, allora, complice anche la mancata
candidatura alle regionali, ai cittadini non rimane che tenersi ancora per un
anno un sindaco, che ha fatto di Terracina una città super disastrata. Una class
action potrebbero invocarla i netturbini, da due settimane senza stipendio.
Ritardi ormai ricorrenti anche per i comunali, per i quali la data della paga
sta diventando ugualmente un optional. Le fatture dei meccanici e dei gommisti
che intervengono per le auto danneggiate dalle buche potrebbero costituire un
carteggio ponderoso. Ma sono i rifiuti sparsi abitualmente nella città per
un’emergenza ormai cronica a causare problemi su problemi ai cittadini. Un
Comune super indagato (anche se finora non è emerso nulla dalle inchieste) e
super indebitato. Una città super sporca, super inefficiente, super disgregata.
Ormai in provincia viaggia solo questa immagine, che è penalizzante anche sotto
il profilo turistico. Chi ripagherà la città dei danni subiti in 9 anni di
disastrosa gestione della cosa pubblica? Ieri gli scout, improvvisandosi
reporter, sono andati in giro per la città a fare clic su tutto ciò che non va.
Erano destinati a rimanere colpiti nella loro ingenuità, dato che ciò che
funziona è davvero poco. «Una class action contro la pubblica amministrazione
non è ammissibile» spiega l’avvocato Luigi Cerchione, mettendo l’animo in pace a
quanti vorrebbero invece fare qualcosa per eliminare l’inarrestabile declino al
quale la città è condannata. Comunque sia, è una class action morale a bocciare
Nardi e compagni. In molti speravano nelle regionali per veder interrotto il
ciclo nardiano, ma da Roma hanno voluto altrimenti. Ed allora ai terracinesi non
rimane che sopportare quest’ultimo anno di mandato, turandosi il naso alla
Montanelli.
Ercole Bersani

14 [17]

Lavorano a più non posso, e il loro lavoro viene pagato. In alcuni casi
profumatamente. Tanto da trasformare una busta paga lorda tutto sommato normale
nel suo doppio, triplo, quadruplo o forse più. È quanto emerge dall’operazione
trasparenza avviata dal Comune di Terracina sulle retribuzioni dei dirigenti. Da
qualche giorno, basta un clic per visionare i loro stipendi per l’anno 2009. E
scoprire che, a fare la parte del leone sulla busta paga di un dirigente, nella
maggior parte dei casi non è lo stipendio base ma le indennità varie:
retribuzioni di posizione, di risultato e trattamenti economici aggiuntivi. Il
primo della lista è il Segretario comunale Ciro Castaldo, che ha uno stipendio
base di 34 mila 950 euro lorde ma che per il 2009 è arrivato a percepire 141
mila 594 euro con 4 mila 600 euro di anzianità, 66 mila euro di posizione
organizzativa e altre 36 mila euro di trattamento economico aggiuntivo. Per il
dirigente Luigi Di Mauro stesso discorso: stipendio base 36 mila 152 euro, cui
si aggiunge una retribuzione di posizione di 39 mila 450 euro, il premio
produzione di 9.610 euro e un trattamento economico aggiuntivo di quasi 33 mila
euro. Totale 119 mila euro di retribuzione lorda. Non c’è che dire. Leggermente
più bassa la retribuzione dell’ingegner Vincenzo Fusco, che parte dalla stessa
retribuzione di Di Mauro, riceve 39 mila 450 euro di posizione organizzativa e 7
mila 700 euro di premio produzione, mentre è di 20.200 euro il trattamento
economico aggiuntivo. Fusco porta a casa 103 mila 500 euro nel 2009. Sotto Fusco
troviamo il dottor Giancarlo De Simone, dirigente del Personale, con uno
stipendio base di 40 mila 129 euro. A fare la differenza, oltre all’anzianità (2
mila euro), è la posizione organizzativa da 40 mila 500 euro e la retribuzione
di risultato (10 mila euro), per un totale di 93 mila euro scarsi annui. Al
quinto posto c’è la dirigente dei Servizi sociali Carla Amici, che nel 2009,
prima di essere nominata direttore generale dell’Azienda speciale, ha guadagnato
uno stipendio base di 38 mila 297 euro che però grazie alla posizione
organizzativa da 42 mila euro e la retribuzione di risultato di circa 5 mila è
diventato un compenso di 86 mila 236 euro. Seguono i dirigenti Francesco
Cautilli e Ulderico Rossi, arrivati da poco nell’empireo dei dirigenti: 40 mila
euro di retribuzione base, con posizione organizzativa da 39 mila 450 euro ma
senza premi produzione e trattamenti aggiuntivi. Ultimo della lista, Piero
Maragoni, ex responsabile dell’Ufficio Ragioneria, che tra lo stipendio base (28
mila euro) e le indennità varie ha guadagnato quasi 55 mila euro. Ai comuni
mortali, quello in cui lavorano i dirigenti comunali, più che un municipio,
sembra il paradiso. Ma in fondo il loro lavoro è fonamentale. Indispensabile
a far funzionare la città.
Diego Roma

14 [16]

O i soldi…o niente divise pulite per i vigili urbani.
Dopo il sarto, anche la tintoria ha cominciato a puntare i piedi. E allora tanto
meglio correre subito ai ripari, prima che, stavolta, gli agenti della polizia
municipale di Terracina restino davvero senza divisa. Per non usare
un’espressione più casalinga ma non troppo riguardosa nei loro confronto. Nei
giorni scorsi il Comune ha determinato un impegno di spesa urgente di 2 mila
euro per saldare fatture rimaste insolute nel corso del 2009 con la tintoria che
si occupa di smacchiare le divise estive e invernali della polizia municipale.
Un servizio non una tantum, ma che si ripete diverse volte nel corso dell’anno.
Si tratta di 30 divise complete, comandante incluso, per le quali si calcola un
costo di poco meno che 110 euro ciascuno. In realtà la determinazione ‘Impegno
di spesa per la pulizia delle divise estive e invernali degli agenti della
polizia locale’ risaliva al 30 novembre 2009. E’, però, diventata esecutiva
soltanto alcuni giorni fa. Certo è che gli abiti dei vigili di via Sarti non
riescono a trovare pace. E’ a tutti nota la vicenda delle bagarre con il
precedente sarto che, stufo di tagliare e cucire senza vedere un euro, si era
tenuto quasi in ostaggio le divise nuove, mandando gli agenti in giro con quelle
retrò. Chissà com’è andata a finire quella storia…sarà solo un caso che è stata
espletata una nuova gara d’appalto per cambiare sarto?
Pubblicato da Rita Recchia

14 [1]

Esplode la protesta dei cittadini terracinesi per il problema rifiuti. La scorsa
notte alcuni contenitori sono stati intaccati dal fuoco: una notte di roghi di
spazzatura a Terracina. In alcune zone della città, in particolare nella
periferia, molti sacchi ancora non sono stati raccolti. La situazione va avanti
da diversi giorni, inducendo qualcuno, esasperato, a dare fuoco ai cumuli di
rifiuti. In particolare gli incendi sono stati segnalati in via “Prebende” e in
zona “Le Mole”. La periferia soffre gli strascichi dello stato di agitazione
degli operatori della Terracina Ambiente, costretti a lavorare in un numero
ridotto a causa della mancanza di mezzi e vestiario adeguato. Il ritiro dei
rifiuti avviene a rilento con la conseguenza di cassonetti stracolmi e mucchi di
pattume che si formano rapidamente e marciscono in strada. Inoltre è assente il
braccio meccanico per raccogliere i cumuli di spazzatura. Una situazione
allarmante. Dei vandali hanno incendiato alcuni contenitori che ormai da giorni
erano completamente ricoperti dall’immondizia. Il pronto intervento dei vigili
del fuoco di Terracina ha provveduto a spegnere i diversi roghi evitando che le
fiamme potessero arrivare alle auto parcheggiate. Rimangono dunque gravi i
disagi provocati dai problemi interni alla Terracina Ambiente. I più infuriati
sono come sempre i gestori dell’attività commerciali costretti a convivere con
cumuli di immondizia davanti ai loro negozi.
D.Sper.

15 [30]

Pomeriggio di paura ieri per otto giovani di Terracina dispersi a Campo Soriano,
in località Campolungo a Terracina.
Il gruppo aveva deciso di fare un’escursione
tra le montagne, ma i ragazzi hanno perso l’orientamento con l’approssimarsi
dell’oscurità. Non riuscendo più a trovare il sentiero hanno chiamato i vigili
del fuoco di Terracina che sono intervenuti pattugliando palmo a palmo la zona.
Le ricerche sono durate diverse ore: i ragazzi sono stati ritrovati poi sani e
salvi anche se davvero spaventati.

15 [14]

Il Terracina riprende a sperare nella salvezza dopo il successo sul Sora (1-0)
conquistato sul terreno pessimo del “Mario Colavolpe”. Primo tempo corretto e
ben giocato. Dopo un’occasione non finalizzata da Caira del Sora in apertura
(3’) è il Terracina a condurre le operazioni. L’assetto spregiudicato scelto
dall’allenatore-giocatore dei biancazzurri pontini, Giorgio Minieri, porta gli
attaccanti spesso in zona pericolosa. Risultato sbloccato al 23’ del primo tempo
grazie a un’invenzione del fantasista Carlo Caligiuri: dopo uno slalom sulla
linea di fondo fa carambolare il pallone sul corpo di Sardellitti. Nel finale
del primo tempo il MicheleSquillaciotti, 19 anni di Pontecorvo (Frosinone), alla
sua prima partita con il Terracina, non finalizza una bella discesa (46’).
Ripresa più nervosa. Tornatore, il migliore tra i bianconeri del Sora, insidia
la porta di Stefanini su calcio piazzato (20’). A tempo scaduto (48’) Sacchetti
si divora la rete del raddoppio.
TERRACINA: Stefanini 6, Squillaciotti 6,5 (5’ st Trillò 6), Morini 6, D’Amico 7,
Valerio 6,5, Del Signore 6,5, Macchiusi 7, Ruffini 6,5 (35’ st Foresi 6),
Mandarelli 6, Caligiuri 7, Minieri 6,5 All. Minieri SORA: De Robertis 6, Mauti
5,5, Di Vona 5,5, Pagnani 6, Sardellitti 5,5, Bellucci 6,5, Gemmiti 5 (23’ st
Laviola 5,5,) Romero 5,5, Caira 5, Tornatore 7, Ascione 5 (35’ st Ferri s.v.)
All. Luiso Arbitro: Guarino di Caltanissetta Rete: 23’ autogol Sardellitti Note:
espulso per fallo di reazione Mauti al 30’ st e Morini per fallo di gioco al 31’
st; ammoniti Romero e Tornatore (S); angoli 4-4.
di DANIELE SPERLONGA

15 [13]

«Quando le forze dell’ordine accedono con frequenza presso le sedi comunali per
visionare o magari sequestrare atti facendo riaffiorare inchieste vecchie e
nuove, questo è il segno tangibile del fallimento di questa classe politica».
È
duro l’attacco di Gianni Aiello. L’esponente del direttivo provinciale del Pdl,
ex consigliere d’amministrazione della Terracina Ambiente, boccia su tutta la
linea la giunta capitanata dal sindaco Stefano Nardi e scaglia strali contro
l’intera maggiorarnza. Aiello accusa l’amministrazione comunale di aver «portato
questa città ad una sorta di dissesto finanziario non dichiarato i cui riflessi
non saranno facilmente smaltiti e graveranno sulle future amministrazioni». Gli
esempi, secondo l’esponente del Pdl, sono sotto gli occhi di tutti: «Quando in
una città si cominciano a vedere scontri tra lavoratori che apparentemente
possono sembrare solo beghe sindacali, quando gli stipendi dei dipendenti
pubblici non vengono garantiti e i servizi sociali per le persone diversamente
abili sono sospesi, quando la città abbonda di rifiuti e le strade sono un
colabrodo, quando le ditte appaltatrici di servizi o opere abbandonano il campo
per il mancato pagamento è il segno tangibile del fallimento di questa classe
politica». Critiche anche al Pdl locale: «Si sono costituiti come gruppo
consiliare PDL ma non sono considerati come tali dai vertici del partito. In
città stanno crescendo gruppi di uomini e donne che protestano e vogliono vedere
questa città riemergere – continua Aiello -, che si identificano nel progetto
politico del Presidente Berlusconi, dove la centralità della persona è un valore
indiscutibile». Aiello infine invoca che «nuove norme consentano di poter
intervenire in itinere sulle amministrazioni che dimostrino incapacità politico-
amministrativa al fine di evitare disastri e dissesti come quello che purtroppo
stiamo vivendo nella nostra città.
D. R.

15 [12]

Pdl “abusivo”, l’interrrogativo di Golfieri.
Leggiamo sulla stampa l’ennesimo comunicato emesso dalla ormai prolifica penna
del Dott. Gianni AIELLO. Meriterebbe veramente scarsissima attenzione se non
contenesse una affermazione politica molto seria rispetto alla quale occorrono
dei chiarimenti. Il Dott. AIELLO, che è membro del Coordinamento Provinciale del
PdL,afferma che il Gruppo Consiliare che si è costituito a Terracina, non è
considerato tale dai vertici del Partito. A questo punto serve il chiarimento al
quale mi riferivo. Chiediamo ai vertici provinciali se la versione accreditata
dal Dott. AIELLO, nella sua veste di membro del Coordinamento Provinciale, sia
condivisa o meno. La stessa domanda rivolgiamo ai Candidati al Consiglio
Regionale del Lazio nella Lista del PdL. Non pensiamo che sia una domanda
difficile,né riteniamo difficile la risposta. Semplicemente vogliamo sapere,con
chiarezza ed in tempi brevi, da tutti i soggetti ai quali ci rivolgiamo in
questa brevissima nota ( Coordinamento Provinciale e Candidati al Consiglio
Regionale),se considerano valida la nostra adesione al PdL avvenuta già da molto
tempo con la conseguente costituzione del Gruppo Consiliare a sostegno
dell’azione della Giunta NARDI,o se,come sembra emergere dalle considerazioni
esposte dal Dott. AIELLO la linea che il Coordinamento Provinciale intende
perseguire nei confronti del Gruppo Consiliare del PdL di Terracina sia quella
del “non riconoscimento”. Crediamo che la risposta possa arrivare presto.
Il Capogruppo del PdL
Valerio GOLFIERI

15 [11]

Boyu-scout-reporter a caccia di scoop in città.
Boy scout foto-repoter d’assalto per un giorno. A caccia di tutto quello che in
città proprio non va. Succede a Terracina dove i ragazzi del gruppo Agesci della
parrocchia di San Damiano oggi si caleranno nei panni di cronisti in erba ma
pieni di entusiasmo e di voglia di ‘battere’ il territorio. Saranno
rigorosamente muniti di taccuino, penna biro e dell’immancabile macchinetta
fotografica con la quale andranno in giro in lungo e in largo alla ricerca di
qualche scoop da immortalare. E per scoop oggi s’intenderanno tutti quegli
angoli, nascosti o meno, della città dove ci sia qualcosa che non va per il
verso giusto. Mica pochi. E allora vai a scaricare il rullino sull’immondizia,
sulle fontanelle rotte, sui crateri sull’asfalto, sulle condizioni dei parchi.
L’iniziativa non sarà soltanto un modo nuovo e divertente di trascorrere la
giornata e conoscere di più la propria città, guardandola con un occhio diverso
e più critico del solito. Il prezioso materiale foto-documentario, che ci si
attendere copioso, sarà debitamente recapitato al primo cittadino come
affettuoso sollecito a interessarsi al bene della propria città. E se lo
chiedono i giovani boy scout non si può proprio dire di no. Perlomeno in teoria.
Pubblicato da Rita Recchia

15 [10]
Avanti di questo passo il tribunale di Terracina rischia il tracollo.
Il gruppo
consiliare del Pd chiede al Prefetto Antonio D’Acunto di convocare un tavolo
intorno al quale far sedere il presidente del tribunale di Latina, i sindaci e
il presidente della Provincia. Il progressivo assottigliamento del personale in
organico presso il tribunale di Terracina costituisce un «rischio di paralisi»,
denuncia il Pd. È per questo motivo che occorre fin da ora intraprendere le
iniziative necessarie a scongiurare il pericolo di chiusura della struttura in
via dei Volsci. Nelle ultime settimane sono andati in pensione due cancellieri.
Lo stesso avverrà entro l’inizio dell’estate, quando altri due
funzionari impiegati presso la sede distaccata del tribunale di Latina
raggiungeranno l’età pensionabile e lasceranno il proprio posto di lavoro.
L’emergenza non avrebbe luogo nel momento in cui, a questo naturale
indebolimento dell’organico si rispondesse con un puntuale reintegro del
personale di cancelleria. Operazione che, a causa della paralisi giudiziaria a
livello nazionale, non avviene. Con la mancanza di cancellieri in tribunale è
impossibile garantire un regolare svolgimento delle udienze: i processi
rischiano di essere rinviati, i giudici non vengono messi nelle condizioni di
svolgere la propria funzione, le pratiche del tribunale non vengono espletate.
Ecco perché si rischia il tracollo. Negli ultimi mesi numerose sono stati gli
interventi in cui si è denunciata la presenza della struttura di Terracina
all’interno della tanto temuta «black list» dei tribunali a rischio chiusura.
Tanto che il problema è stato affrontato anche con una visita di politici
locali, appartenenti sia alla maggioranza che all’opposizione, dal presidente
del tribunale di Latina. Ma aldilà delle rassicurazioni arrivate, non è stata
presa alcuna decisione tangibile. E la sorte del tribunale sembra sempre più
appesa a un filo, lasciato com’è in una lenta e preoccupante agonia.
Chiudere il tribunale di Terracina, del resto, significherebbe mandare in crisi
un sistema ormai avviato e funzionante, con lo svolgimento delle udienze e
dell’attività processuale per un comprensorio molto vasto, che va dai Comuni di
San Felice Circeo e Terracina, fino a Fondi e Sperlonga, passando per i centri
più piccoli come Monte San Biagio e Lenola. Insomma un territorio molto vasto e
che rischierebbe di restare senza aule di tribunale, qualora lo spettro del
collasso di quello terracinese dovesse concretizzarsi. Proprio per scongiurare
questa grave eventualità, il gruppo consiliare del Pd di Terracina, tramite il
capogruppo Antonio Bernardi, ritiene necessario un vertice coordinato dal
prefetto di Latina Antonio D’Acunto per promuovere «l’adozione di rimedi
specifici come l’adozione dello strumento della mobilità di personale in esubero
applicato da altre amministrazioni ». La richiesta del Pd inviata al prefetto di
Latina sul profilarsi del collasso del tribunale, assume contorni
ancora più foschi se si sposta lo sguardo sulle toghe attualmente
all’opera a Terracina . Infatti sia il giudice Maria Teresa Cialoni che
il giudice Antonio Perinelli, a breve si sposteranno, trasferendosi la prima a
Roma, il secondo a Tivoli. Ma come per i cancellieri, anche per i giudici non
sembrano esserci al momento delle soluzioni.
Francesco Avena

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