Archivio Febbraio 2010

Fig 1 – Disegno del santuario di Silvano eseguito nel 1895 da Pio Capponi e conservato presso l’Archivio Centrale dello stato (da V. Grossi, M.I. Pasquali, R. Malizia, Il Museo Civico Pio Capponi di Terracina, Formia 1998).

Questa domenica vi presentiamo “una chicca” del nostro vasto e incredibile patrimonio artistico. Appena superato l’Oliveto di San Francesco, subito dopo il parco naturale de “la Fossata” ci imbattiamo in un monumento sconosciuto praticamente a tutti, il Santuario di Silvano (o degli Dei Silvani): dimenticato da circa 125 anni e sparito dalla memoria collettiva ancora da più tempo, è stato protagonista di una storia che ha del paradossale, ma solo agli occhi dei tanti forestieri che ammirano la nostra cultura e ne vanno fieri più degli stessi terracinesi. Del racconto colpisce l’attualità e la drammatica ignoranza circa i nostri tesori; ancora una volta, un comune ufficialmente ignaro (ma complice); loschi figuri mai identificati che hanno avviato un lavoro di irreparabile distruzione; e un Ministero che con le scarse risorse dell’epoca e la mancanza di una figura locale di vigilanza ha tentato di fare luce sui fatti. A salvare la frittata, un benevolo colpo della dea fortuna! Nella presentazione ci teniamo a sottolineare che il servizio si è allungato anche su altri importantissimi resti presenti nella zona del santuario e che appartengono ad un’antica villa romana, segnalata nel 1926 dal Lugli e considerata dallo stesso studioso “estremamente interessante” per la struttura, l’antichità e la grandezza complessiva del sito. Molto probabilmente collegata con il santuario, doveva appartenere ad un personaggio importante e sarebbe auspicabile un interessamento da parte della sovrintendenza per avviare un serio recupero dell’area e dei cospicui resti. Oggi versa in miserabili condizioni come del resto il santuario: degrado e abbandono regnano sovrani. Speriamo che questo servizio possa sensibilizzare l’opinione pubblica su dei beni che dovrebbero figurare nei libri di storia e nelle guide turistiche e non aspirare ad improvvisate discariche a cielo aperto. Un grazie a Paola per la facilità con sui si è inserita in questa rubrica e il prezioso contributo. Buona lettura e buona visione a tutti.

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Tra gli innumerevoli incartamenti esaminati, si trova un piccolo gruppo di documenti relativi ad un episodio affatto diverso sia per soggetto che per datazione, che si deve però aggiungere ai meriti di Pio Capponi. Per questo motivo, e perché di esso non si perda memoria, trova posto nel mio intervento, pur non avendo effettivamente molti collegamenti con i fatti di Monte S. Angelo da me narrati. Esso, comunque, rappresenta un nuovo, anche se piccolo, esempio a sostegno di un aspetto che ho in precedenza trattato: l’importanza della presenza e della funzione di tutela di un ispettore locale onorario dei monumenti che risieda nella località da proteggere. Infatti oggi questa figura, spesso assente o dimenticata, di solito residente nel territorio di propria competenza, ha visto diminuire di molto le sue prerogative e funzioni di tutela, mentre se ne avverte una necessità sempre maggiore.

L’episodio riguarda la “scoperta” di un monumento antico su Monte S. Angelo ed è la curiosa testimonianza di un caso di malatutela, nel quale al danno si aggiunse anche la beffa.

In una nota di P. Capponi a L. Borsari del 28 maggio 1885 è scritto:

“Dall’Ing. Ispettore Marchetti forse avrà saputo l’ultima scoperta da me fatta sui prima di Maggio, di cui glie ne accludo uno schizzo fatto sul posto: l’iscrizione fù dal medesimo copiata, come ne prese pure le misure principali, però temo che abbia in talune parti equivocata qualche lettera per la grande corrosione siasi del tempo come delle acque, a questo scopo tengo pronto il calco, che se Ella verrà in Terracina potrà portarselo in Roma [...]“

Fig 1 – Disegno del santuario di Silvano eseguito nel 1895 da Pio Capponi e conservato presso l’Archivio Centrale dello stato (da V. Grossi, M.I. Pasquali, R. Malizia, Il Museo Civico Pio Capponi di Terracina, Formia 1998).

Del monumento, di cui tra i documenti abbiamo il disegno citato, per anni non si seppe più niente, finché nel marzo del 1921, questa lettera giunse al direttore della Soprintendenza dei Monumenti di Roma da parte di un disegnatore dello stesso Ufficio:

“Pregiomi portare a conoscenza della S.V.I quanto segue.
Nella parte a Monte della Città di Terracina e nell’oliveto della chiesa di S. Francesco, esisteva scolpito sopra una roccia l’avanzo di un Santuario dedicato ai Sylvani. Tale antico ricordo veniva ora dopo tanti secoli distrutto da una mina per ricarvarne del materiale da costruzione.
E’ doloroso denunziare alla S.V. simili atto i quali mettono in evidenza il grado di cultura che possa avere sia chi ha dato l’ordine di demolire come chi l’ha eseguito, un’opera che era stata rispettata per tanti secoli.
Ritengo opportuno far conoscere che altri avanzi sono spariti, come quelli rinvenuti nei recenti lavori eseguiti alla marina dal SIg, Natali, nell’eseguire le fondazioni di un suo villino nelle quali si rinvennero tratti di muri dell’antico parto di Traiano, che furono in parte ricoperte dalle mura di elevazione della nuova costruzione.
Questo stato di cose, devesi sopratutto, al completo abbandona nel quale viene lasciata la città di Terracina, ove abbondano avanzi di antiche costruzioni, senza sorveglianza di persone interessate e sopra tutto per la mancanza dell’Ispettore Onorario che da molto tempo non vi ha più la residenza [...]“.

Fig. 2 - Pio Capponi ritratto presso il santuario rupestre di Silvano (da G. Lugli, Forma Italiae, Anxur-Tarracina, Roma 1926).

Subito, e giustamente, la notizia suscitò indignate reazioni. Il Comune, tra l’altro proprietario del terreno dove sorgeva il monumento, fu ritenuto moralmente responsabile dell’accaduto e incapace di proteggere “il patrimonio archeologico e storico cittadino“. A Roma si diedero subito disposizioni per “scoprire i colpevoli e per deferirli all’autorità giudiziaria“, mentre si riesaminava d problema di un ispettore onorano a Terracina. Ingenuamente forse, non si sospettò il coinvolgimento (probabilmente diretto) delle autorità cittadine nelle responsabilità e si pensò

“[...] che con facilità dovesse emergere la persona responsabile che rilasciò il permesso di demolire le roccie esistenti in detto terreno, senza fare obbligo di rispettare il Monumento in parola, e di conseguenza conoscere l’operaio che eseguì tale distruzione [...]”

Il prosindaco Pandolfi, però, declinò ogni responsabilità e rispose che i resti del santuario erano stati distrutti da un temporale di tale entità da frantumare le rocce:

“[...] In riscontro alla nota controindicata mi pregio significare che per quanto risulta a quest’Amministrazione non sembra esatto che gli avanzi del Santuario ai Sylvani siano stati distrutti da una mina, giacché si trovano rovinati dopo ed a seguito di un forte temporale. [...]

Epigrafe

Giustamente per Ministero

[...] La trovata del temporale è bella, ma in pratica non è attuabile, perché quegli avanzi molti temporali avevano sostenuto in oltre due mila anni di esistenza e se non fosse intervenuta la marra devastatrice dell’uomo parecchi secoli avrebbero ancora resistito.
Di più il funzionario che fece il sopraluogo e che conosceva a fondo la località e l’opera, ebbe a riscontrare che a posto del monumento era un cumulo di pietra atta a costruzioni e ridotto a scaglioni da mina e da mazza. [...]“.

Senza pudore si continuò a sostenere questa tesi inverosimile, che fu incredibilmente confermata dall’ufficiale di Pubblica Sicurezza. Ma il Ministero non desistette dall’insistere presso i Carabinieri affinché gli autori dello scempio fossero deferiti all’autorità giudiziaria.

L’11 settembre 1921, dai Carabinieri di Terracina giunse al Ministero la seguente risposta:

“[...] Significando che malgrado le più assidue indagini esperite da quest’Arma per venire alla scoperta degli autori e raccogliere prove sui colpevoli per la demolizione del Santuario dei Silvani [...] non è riuscito venire alla conoscenza dagli autori. Si continuano le indagini [...]“.

Fin qui sembra di essere dinanzi ad uno dei soliti racconti a cui siamo abituati. Ancora una volta si rilevano lungaggini burocratiche che lavorano in favore del reo, leggi poco efficaci, la cui applicazione è affidata a chi ha, o potrebbe avere, interesse a non applicarle, norme inadeguate e ridicolmente limitate rispetto al danno che dovrebbero impedite, o al guadagno impunito che l’azione criminosa procura al suo artefice.

Nicchia

Una comunicazione dei Carabinieri al Ministero del 12 dicembre 1921 cambia bruscamente ogni cosa:

“In riscontro al controsegnato foglio, si ha ha l’onore di riferire che da un sopraluogo fatto al monurnento in oggetto, si è potuto constatare che il monumento ai Silvani non è affatto demolito dalla mina, ma esso è tuttora intatto.
Infatti esiste, impressa nello scoglio, una lapide della quale è stato possibile leggere le seguenti lettere:

Sylvan

A sinistra della lapide vi è una vaschetta cilindrica, impressa pure nello scoglio, con la metà della sporgenza rosa dal tempo.
In uno scoglio soprastante, a circa 2 metri da quello ove è scolpita l’epigrafe, esiste una nicchietta vuota perfettamente intatta.
Nello scoglio ov’è la lapide, da lungo tempo è stata fatta sulla destra una mina, e in altro scoglio sottostante ne è stata praticata altra. L’epoca delle mine fatte rimonta a degli anni, poiché la traccia lasciata sulla pietra dal paletto, ha già ripreso il colore naturale. Praticate accurate indagini non è stato possibile finora scoprire gli autori delle mine, poiché le stesse Autorità Comunali non hanno saputo dare il più minimo indizio, tanto che ignoravano perfino l’esistenza di detto Santuario. Ad ogni modo sono state interessate dalio scrivente per la sorveglianza.
Si continuano le indagini per scoprire gli autori delle mine.”

Ecco dunque la verità! Si trattò di un colossale equivoco, che si sarebbe risolto in breve tempo se a qualcuno fosse venuto in mente di compiere un’ispezione sul luogo. Però, anche se “il fatto non sussiste“, tutte le osservazioni da noi qui avanzate restano valide. In effetti era stata aperta una cava nei pressi del monumento, che solo per caso o per fortuna non era stato distrutto completamente. I colpevoli di quell’atto, anche se a lungo cercati, non furono mai trovati.

Vaschetta

Tutto quindi riporta alla nostra affermazione iniziale: era estremamente necessario avere dei responsabili locali che vigilassero continuamente, e intervenissero in tempo reale in difesa del patrimonio culturale. Questa necessità sembrerebbe superata oggi, che esiste un Ministero dei Beni Culturali con i suoi funzionari addetti specificamente a questo compito, ovvero mezzi di comunicazione così avanzati da rendere possibile un quasi immediato intervento degli addetti ai lavori. In effetti però le condizioni sempre più disastrate del nostro patrimonio artistico e culturale indicano il contrario. Oggi più che mai è necessaria una tempestiva informazione ed un controllo capillare sul territorio, affinché si possano limitare in parte i danni ormai ingentissimi al patrimonio, avvalendosi anche di un referente locale, scelto per seguire in modo continuo e costante la tutela e la valorizzazione dei beni culturali locali, e per coordinare gli interventi con l’Amministrazione centrale.

Ed ancora II 24 novembre 1927, il soprintendente di Roma tornò a parlare del monumento al podestà di Terracina:

“Richiamo l’attenzione della S.V. Ill.ma sullo stato di abbandono nel quale si trova l’Ara di Silvano nell’Oliveto di S. Francesco in codesta città, per la trascuranza delle guardie campestri, inconsapevoli del suo valore artistico. Tale abbandono, messo in rilievo da una recente pubblicazione, è giunto all’orecchio del Ministro della P. I. che ne ha fatto rimostranze a quest’Ufficio. Mi rivolgo quindi alla S. V. Ill.ma affinché prenda i provvedimenti necessari ad eliminare tale inconveniente.[...].

Conseguenza di questo scritto fu forse un progetto per la recinzione dell’area, per altro mal realizzato.

Progetto di recinzione per il santuario di Silvano

Maria Iride Pasquali


V. Grossi, M.I. Pasquali, R. Malizia, Il Museo Civico “Pio Capponi” di Terracina. Storia dell’Istituto e delle sue collezioni, Formia 1998. ?

Alcune immagini della Villa romana, documentata dal Lugli, scattate nel parco pubblico de “La fossata”.

Villa1

Nella parte bassa, verso l’Appia, si sviluppa la costruzione abitata, mentre a nord si colloca la cisterna dell’acqua. La struttura è su due piani quasi interamente coperti di terra. Al secondo livello si accede attraverso una scala, ancora parzialmente visibile negli anni ‘20, oggi coperta dalla vegetazione.

Villa2

I cunicoli sono coperti “a volta” e seguono un percorso tortuoso di non facile lettura.

Villa3

[...] Gli avanzi di questa villa meriterebbero di essere scavati per ricavarne la pianta esatta, interessante data l’antichità di essa. G. Lugli, Forma Italiae, 1926

?

I documenti relativi a questo episodio sono in parte conservati presso l’ACS, AA.BB.CC, IV Vers., Div. I (1908-24), b. 1494, ed in parte presso l’ASAL.?

Si tratta del santuario rupestre di Silvanus, già citato in LA BLANCHERE 1884, p. 206, n. 40, e pubblicato in LUGLI 1926, cc. 162-163, n. 95; per l’iscrizione presente sulla roccia, v. CIL X, 6308.?

E’ l’unico documento conservato ACS, AA.BB.AA., II Vers.,I s., b. 259, fase, 4498. A lato del foglio compare un appunto di Borsari: “Ho risposto privatamente, chiedendo il calco dell’iscrizione e più precise notizie.?

Su una nota della Soprintendenza al Monumenti del Lazio del 19 marzo 1921, qualcuno ha scritto un appunto a mano m cui si legge: “A Terracina manca l’Ispettore Onorario dei Monumenti ed appunto per questo dobbiamo oggi lamentare gli atti di vandalismo, denunziati dal soprintendente.” (ACS, IV Vers., Div, I [1908-24], b. 1494). ?

Lettera del Ministero al maresciallo dei Carabinieri di Terracina del 30 novembre 1921 (ASAL).?

Questo brano e il precedente appartengono alla stessa lettera inviata dal Ministero al commissario di Pubblica Sicurezza di Terracina il 12 aprile 1921 (ASAL).?

Conservata presso l’ASAL.?

ASAL La pubblicazione a cui si fa cenno, che verosimilmente determinò l’intervento ministeriale, è LIPINSKY 1927. pp. 1172-1173; dopo una breve descrizione del monumento corredata da una foto, così si esprimeva l’autore: “Disgraziatamente a pachi passi la città ha dato in appalto una cava di pietre, che molto probabilmente porterà alla distruzione di questa singolare opera religiosa, se a tempo non interviene qualche ordine superiore ad impedire la volgare profanazione [...]?

E’ conservato pressi, l’ASAL. Al disegno è allegato un “Preventivo di spesa per recinzione dell’altare dedicato agli Dei Silvani in Terracina”, che prevedeva: “1 Muratura in pietrame ad uso macera senza rimboccatura [...] 2 Cancello in ferro di m. 100×200 [...]“ per una spesa complessiva di L. 606. Su un foglio a parte compare inoltre la seguente descrizione del monumento, forse incompleta: ?

Terracina Rialzati

Articolo tratto dal sito www.TerracinaRialzati.com

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54000 [3]

Affissione, quanto mi costi. Si torna a fare i conti sui prezzi e le tariffe da
sborsare per affiggere manifesti e locandine di ogni tipo e dimensione in giro
per la città. Dopo un lunghissimo periodo di anarchia, durato quasi 10 anni, il
Comune rispolvera dai cassetti il regolamento comunale per le affissioni e le
pubblicità. Ad applicarlo, ora ci pensa la società «Ica srl», cui è stato
affidato l’appalto per rimettere ordine nella babele delle affissioni selvagge.
Pub e locali, promoters, agenzie di eventi e chiunque voglia pubblicizzare
spettacoli e prodotti, deve pagare. Il regolamento comunale risale al 1999.
Talmente vecchio che sul sito Internet del Comune non c’è. Allora tocca farli
davvero due conti. Siamo andati negli uffici dell’Ica per avere informazioni. I
responsabili spiegano: «Non è stata toccata una virgola delle tariffe previste
dal Comune. Noi ci limitiamo a farle rispettare». Il tariffario si divide in due
fasce, a seconda della zona: «La categoria speciale riguarda il centro
cittadino, quella normale le zone più esterne». Per capirci, una locandina
30X40, all’interno della fascia speciale, costa 4,26 euro l’una, e resta affissa
per 30 giorni, mentre nel centro storico alto e nelle zone esterne, stesso
periodo, 1 euro e 70. Per i manifesti (quelli di dimensione 100X170, per
intenderci), considerando un periodo di 30 giorni, si paga 7,50 euro in centro e
3,70 euro nella fascia normale. Tutto per ottenere il timbro del Comune, che
vale come aut oriz zazio ne. Sono previste agevolazioni e riduzioni del 50% per
le associazioni, gli enti e gli eventi patrocinati dal Comune: a patto che la
locandina non contenga sponsor privati. Ma non è tutto. La cosa che non tutti
sanno è che, a Terracina è – o sarebbe – vietato il volantinaggio a mano.
Rischia la multa chi distribuisce «flyers» nei locali, chi lascia volantini in
strada o li attacca ai tergicristallo delle automobili. Il motivo? «Il Comune lo
vieta per evitare lo sporco in città» dicono all’Ica. Spiegazione che ci può
stare, anche se è noto a tutti che per il Comune i problemi di igiene urbana
sono ben altri. Intanto però chi fa volantinaggio pubblico rischia una multa che
parte da 51 euro e potrebbe crescere del 30% per il ritardato pagamento. Diverso
il caso dei volantini nelle caselle della posta, fatto a domicili privati e
dunque escluso dal divieto. Queste le regole, non sempre rispettate. Anzi. I
responsabili della società che gestisce il servizio di affissioni ci dice
chiaramente che è una lotta impari: «Impossibile controllare tutte le plance.
Oggi li togliamo, domani tornano». Addetti al controllo sono anche i vigili
urbani, che redigono i verbali che poi dovranno essere pagati al Comune
attraverso lo sportello affissioni. A metterci il carico da novanta è di certo
la politica, soprattutto in tempo di elezioni. In questi giorni di affissioni
scriteriate in giro per la città se ne vedono a iosa. Non una locandina che
abbia il timbro. Certo hanno la sanatoria: e si può dire che, da destra a
sinistra, la sfruttano fino all’ultimo secondo.
Diego Roma
14 [4]
Ci sono figli e figliastri anche in questo.
A loro, i politici, basterà pagare
mille euro per sanare le affissioni abusive. Tutto grazie alla proroga approvata
in Senato nei giorni scorsi. C’è chi si indigna, ma il mondo politico, poi, ne
approfitta tutto. Basta dare un’occhiata in giro per rendersene conto. E così,
mentre scattano i multoni per i comuni mortali, magari solo per aver affisso una
locandina piccola e discreta, ai maxi manifesti con mezzo busto e sorrisoni, per
mille euro è consentito di sporcare quanto si vuole. Basta un niente per
trovarsi il faccione di un politico attaccato sulla segnaletica stradale, sulle
fermate degli autobus, sui cassonetti dei rifiuti e dio sa dove. Però, il
sindaco Stefano Nardi ad una cosa ci tiene. Che si vieti il volantinaggio.
Quello, sì, sporca di più.
D. R.

14 [14]

Vigili senza Pra per i debiti del Comune.
Collegamento con il Pra, Pubblico Registro Automobilistico, al palo da almeno un
paio d’anni. La polizia municipale di Terracina non se ne può più servire da
quando la ditta che gestiva il collegamento ha chiuso i rubinetti dopo aver
accumulato svariate decine di migliaia di euro di credito con l’amministrazione
comunale. Almeno 40 mila, tengono a precisare i bene informati. E così i vigili
urbani che si occupano di verbali, incidenti stradali e quant’altro devono
vedersela anche con una serie oggettiva di disagi dovuti proprio
all’impossibilità materiale di collegarsi al Pra, servizio gestito dall’Aci. Il
Pubblico Registro Automobilistico contiene, infatti, tutte le informazioni
relative alle vicende giuridico- patrimoniali dei veicoli iscritti. Soprattutto
il Pra informatizzato, quello, per intendersi, di cui i vigili urbani di
Terracina non possono usufruire da un po’ di tempo, rappresenta un vero e
proprio patrimonio informativo sul mondo dell’auto. Per conoscere la situazione
giuridico – amministrativa attuale di un veicolo, basta fornire il numero di
targa richiedendo una visura al Pra. Ovviamente ci si può recare nei vari uffici
provinciali Aci del Pra, ma per le forze dell’ordine, tipo i vigili urbani, che
hanno bisogno di consultazioni rapide, il collegamento tramite personal computer
si rivela estremamente prezioso. Gli agenti del comando di via Sarti, però,
ormai si stanno quasi abituando a fare senza. Come? O si rivolgono alla
Motorizzazione, tenendo, però, conto del fatto che lì i dati non sempre
risultano aggiornati. Soprattutto così si conoscono i dati del proprietario
attuale del mezzo, senza avere informazioni retrodatate, ad esempio sui vari
passaggi di proprietà eventualmente effettuati. Oppure chiedendo ausilio alle
altre forze dell’ordine. Una bella rogna, insomma. Soprattutto una perdita di
tempo.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [15]
Controlli a tappeto della polizia Municipale sull’occupazione abusiva di suolo
pubblico.
Nella giornata di ieri i vigili urbani hanno passato al setaccio
diverse attività commerciali del centro per verificare la regolarità del
pagamento del Cosap. Oltre una decina le sanzioni elevate, da 150 euro l’una, ad
altrettanti negozi. La zona sottoposta a controllo è stata quella di piazza
Garibaldi, via Roma e via del Fiume. Fioriere, sedie e tavolini, panchine e
arredo vario posizionato su suolo pubblico senza pagare il canone. Una pratica
diffusissima, sulla scia di un lungo periodo di «indulgenza» voluto proprio
dall’amministrazione comunale, che nel 2004 decise di abrogare il pagamento del
suolo pubblico per molte categorie commerciali per alleviare le spese ai
commercianti colpiti dalla crisi economica. L’operazione dei vigili urbani
portata a termine ieri dimostra il cambio di rotta in termini di occupazione di
suolo pubblico. Già nei mesi scorsi erano iniziati i controlli negozio per
negozio da parte degli uomini coordinati dal Comandante Vincenzo Pecchia,
durante i quali si erano invitati molti titolari a rimuovere gli arredi posti
all’esterno dell’attività. La raffica di multe di ieri testimonia come il
Comune, anche per necessità di fare cassa, ha avviato una politica della
tolleranza zero in materia di suolo pubblico. Sempre nella giornata di ieri i
vigili urbani di via Sarti, in collaborazione con gli uomini della Capitaneria
di porto hanno multato un uomo che vendeva pesce abusivamente. Cinque mila euro
di ammenda per l’ambulante, a cui è stato sequestrata tutta la merce.
D. R .

14 [27]

Un anticipo di lavori nel mercato ‘Marina’. Commercianti spostati.
Problemi di stabilità all’interno del mercato ‘Marina’, in via del Rio, a
Terracina. Finalmente si sta muovendo qualcosa, dopo che le proteste dei
commercianti e venditori al dettaglio sono rimaste in standby per parecchio
tempo. Adesso, invece, sembra proprio che dai piani alti si siano accorti che
era giunto il momento (ma da quando?) di intervenire. Almeno stando
all’ordinanza emessa lo scorso 18 febbraio dal Dipartimento Pianificazione
Assetto e Sviluppo del Territorio –Settore Suap del Comune di Terracina. Dal
‘lato mare’ dell’edificio alquanto fatiscente ci si sposta sul ‘lato monte’, che
sarebbe meno instabile dell’altro. Questo il senso dell’ordinanza che ha
previsto che a partire dallo stesso 18 febbraio tutti ”gli operatori
commerciali e i produttori agricoli titolari di concessione di banco che
occupano l’area del lato mare” si trasferissero nel lato monte della struttura,
fino a ultimazione dei lavori. Il responsabile del Servizio Dipartimento dei
Lavori Pubblici il 17 febbraio aveva protocollato una nota sull’urgenza di un
pianto di interventi da realizzare all’interno del mercato di via del Rio, per
eliminare tutti quei pericoli che ”minacciano l’incolumità dei cittadini”. Di
qui l’immediata necessità di sospendere temporaneamente ogni attività di vendita
al dettaglio da parte di quegli operatori commerciali e produttori agricoli i
cui banchi erano posizionati lato mare dell’edificio. Evidentemente pregressi
sopralluoghi hanno accertato come quella parte del mercato sia, al momento, la
meno stabile e, dunque, meno sicura per le tante persone che ogni giorno vi si
recano. Nell’ordinanza si parla di interventi urgenti che non possono più
attendere. E meno male, considerando che sono anni che dal mercato ‘Marina’
giungono gli s.o.s. di commercianti e clienti.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [26]

Facile fare i privati senza correre alcun rischio, se non quello di guadagnarci
qualcosa o più di qualcosa.
Mentre infatti la situazione rifiuti a Terracina
appare sempre più ingovernabile, d’altro canto risulta ormai evidente che
l’istituzione della società mista pubblico-privato non è servito a far uscire il
servizio d’igiene urbana dal vicolo cieco in cui si era addentrato sin dai tempi
della Slia. Da allora niente è cambiato: con il pubblico che non paga e il
privato che non svolge il servizio così come previsto nel capitolato d’appalto.
Insomma, tutto è rimasto come prima. Con un’unica differenza: che il privato, a
fronte di un investimento tutto sommato irrisorio, si trova comunque a gestire
la metà o quasi di una società, la Terracina Ambiente, che prima o poi, in un
modo o nell’altro, dovrà funzionare. Le cose con tutta probabilità cambieranno
quando la società comincerà a gestire direttamente la Tia. Incassando la
tariffa, la Terracina Ambiente potrà finalmente contare su flussi finanziari
costanti e considerevoli. Tutto allora funzionerà a dovere e anche meglio: ci
saranno camion nuovi e fiammanti, gli stipendi verranno pagati il giorno prima
del termine di scadenza, la differenziata raggiungerà percentuali record. La
città, soprattutto, brillerà a nuovo. E anche per il partner privato la
Terracina Ambiente – che comunque per i crediti non incassati ha fatto un
decreto ingiuntivo al Comune – comincerà ad essere un affare. Ma a fronte di
quale investimento? Per entrare a far parte della mista la «Unendo» – già Aspica
- ha sborsato il 49% del capitale sociale pari a 500 mila euro, quindi poco di
250 mila euro. Per il resto il partner privato ha aspettato che il Comune
sborsasse il canone previsto dal capitolato d’appalto. Cosa che non è avvenuta
impedendo alla Terracina Ambiente di svolgere tutti i servizi e di effettuare i
necessari investimenti per dotare la società di attrezzature adeguate. Il
partner privato dunque, stando a quanto riferito dal presidente Valerio
Bertucelli, non avrebbe colpe. Le responsabilità ricadono solo sul Comune che ha
utilizzato buona parte dei soldi della Tarsu per fare altro. Il rapporto tra
pubblico e privato in una mista, dunque, è lo stesso che c’è in un semplice
appalto, senza rischi e doveri aggiuntivi per il socio di minoranza. Che in
fondo, in questa storia dei rifiuti, non ci rimette nulla e anzi ci sta pure
guadagnando qualcosa: attraverso le consulenze dei tecnici, il noleggio dei
mezzi quando serve e gli interventi per tirare fuori la città dalle emergenze.
Che in città sono quasi la norma. Per tutti questi servizi la Terracina Ambiente
si rivolge alla Latina Ambiente, il cui socio privato è la «Waste Italia», lo
stesso gruppo del partner privato della Terracina Ambiente, «Unendo».
Affidamenti per così dire «in famiglia» anche se giustificati da prezzi
concorrenziali rispetto a quelli che avrebbero offerto altre società consultate.
Ma questo forse era il minimo.
Pierfederico Pernarella

14 [25]
Nella scuola elementare del borgo arrivano gli allarmi.

Contro i vandali che se la prendono ripetutamente con la scuola elementare di
Borgo Hermada, a Terracina, ci pensa il Comune. Almeno così sembrerebbe. Con una
spesa di 4000 euro più Iva, qualcosa come 4800 euro in tutto, il plesso di via
del Bonificatori della Palude Pontina (l’edificio che, oltre alle elementari,
ospita anche le medie) sarà dotato di una serie di allarmi sonori che dovrebbero
fungere da deterrente contro i malentinezionati. Il preventivo della ditta Danik
Electronic Snc, di Terracina, è stato quello scelto tra le offerte presentate
dalle 6 ditte che avevano risposto all’appello.L’ala dello stabile dove si
trovano le aule della scuola superiore è già munita di questi accorgimenti anti-
intrusione. Al contrario, la scuola elementare ne è attualmente sprovvista.
Evidentemnte lo sanno bene quei vandali che, spesso e volentieri, vi fanno
qualche capatina lasciando dietro di sé molti guai. Come la scorsa estate,
quando i soliti ignoti hanno provocato talmente tanti disordini nelle aule e nei
corridoi che per sistemarli ne è passato di tempo, considerando la spesa che è
stato necessario affrontare. Di recente le mamme dei bambini che frequentano la
scuola elementare di Borgo Hermada avevano organizzato una colletta, tra
manifestazioni e sponsorizzazioni varie, mettendo insieme poco più di mille
euro. Si era pensato a un sistema di video-sorveglianza che rendesse aule e
corridoi sicuri, ma sarebbe costato troppo. Fortunatamente l’amministrazione
comunae pare abbia deciso di ascoltare le giuste proteste dei genitori e dei
docenti della scuola, visto che il 16 febbraio scorso il Dipartimento Lavori
Pubblici-Reti e Servizi ha annunciato che la ditta di via Basilicata doterà
anche l’ala delle elementari di un sistema antintrusione. Allarmi sonori a prova
di vandalo. In questo modo i soliti ignoti dovranno pensarci bene prima di
intrufolarsi nell’edificio e darsi alla pazza gioia.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [23]
L’indagine sulla Terracina Ambiente porta i carabinieri presso la sede della
Latina Ambiente.
Prima gli uffici comunali di Terracina. Poi l’impianto di via
Morelle. Ieri mattina, invece, i carabinieri sono stati presso gli uffici della
sede della Latina Ambiente, nel capoluogo di provincia. Anchwe questa nuova
visita rientra nell’ambito dell’indagine delegata dalla Procura di Latina agli
uomini dell’Arma sulla questione della gestione dei rifiuti a Terracina.
Giornate movimentate per gli uomini del capitano Alessandro Giordano Atti, tra
sopralluoghi, ispezioni e acquisizioni di documenti. Come è accaduto anche ieri
mattina. Il perchè i militari della compagnia di Terracina si siano spinti fino
a Latina nell’ambito di tale indagine, sta nel fatto che tra la Latina Ambiente
e la Terracina Ambiente esiste un rapporto cosidetto di ‘consultazione’. Proprio
in virtù di tale rapporto, anche negli uffici della società che gestisce il
servizio dui raccolta dei rifuiti solidi urbani del capoluogo di provincia è
stato possiible trovare,, e acquisire, carte utili all’indagine sulla mista che
espleta i medesimi servizi a Terracina. Si tratta di indiscrezioni che giungono
non certo dai corridoi del comando compagnia dei carabinieri di Terracina. In
questa fase delle indagini gli inquirenti tengono le bocche serrate su tutto. Da
quello che è stato possibile sapere, a Latina i militari avrebbero visionato
documetazione relativa all’organico in servizio presso la Terracina Ambiente. Ma
non solo. I controlli si sarebbero concentrati anche sui mezzi in dotazione.
Perfettamente in linea con il blitz di martedì mattina, quando i carabinieri
erano stati nel deposito della Terracina Ambiente di via Morelle.Cassonetti,
automezzi e pc sarebbero stati passati al setaccio dai militari del Capitano
Atti, andati via solo dopo diverse ore. Un’attenzione particolare sarebbe stata
rivolta ai mezzi acquistati nel 2007 in previsione della differenziata e ancora
lì, in bella mostra, tutti imballati, ovviamente lindi e pinti. Un’indagine
complessa e complicata. Un’indagine sulla quale i cittadini di Terracina
attendono risposte precise, soprattutto per capire il perchè dei soldi che
continuano a pagare per servizi mai avuti fino a oggi.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [22]

Zona Stella Polare, un parcheggio quasi negato.
La destinazione più logica e naturale per l’area di via Stella Polare, a
Terracina? Un ampio parcheggio ben strutturato e a pagamento. In questo modo
quel mare di turisti che ogni estate arriva in città dai campeggi e dalle
strutture ricettive della parte sud del territorio avrebbero la possibilità,
facile e immediata, di lasciare la propria auto senza spingersi in pieno centro,
inquinando e creando ulteriore confusione. Nel frattempo le casse comunali
vedrebbero arrivare anche un bel po’ di soldi. Il che non guasta mai. Figurarsi
da queste parti dove la moneta scarseggia. Dati ATP di Latina alla mano, ci si
rende subito conto di quanto sarebbe vantaggioso allestire in quella zona a due
passi dal porto un posteggio con tutti i crismi. Un parcheggio di ampie
dimensioni non soltanto per le automobili, ma anche per i pullman che la mattina
trasportano chi deve imbarcarsi per le isole e la sera tolgono il disturbo.
Senza dimenticare i camper, che lì già posteggiano senza tirare fuori un euro e
contravvenendo ai vari divieti. Tra Torre Canneto e Sperlonga sono dislocate
strutture ricettive turistiche che, tra alberghi e campeggi, vantano qualcosa
come 19.379 posti letto. Nel 2009, sempre secondo dati ufficiali, in queste
strutture nei soli mesi di luglio e di agosto si sono registrati 79.056 arrivi e
620.516 presenze. Se a loro vengono aggiunte anche le decine di migliaia di
passeggeri che si imbarcano da Terracina per le isole ponziane, si ottengono
numeri impressionanti. Cifre che, a quanto pare, i più ignorano, forse anche gli
stessi addetti ai lavori. Da tempo gli amministratori dibattono e avanzano
proposte sull’utilizzo della zona di via Stella Polare. L’anno scorso erano
state realizzate anche nuove strisce. Ma poi d’estate arrivano le giostre e
allora tutti a cercare parcheggio altrove.
Pubblicato da Rita Recchia

E’ stato arrestato a Cassino, poco dopo le 7, dagli agenti della squadra mobile
di Frosinone, Latina e Roma, il 44enne di Terracina, accusato di essere l’autore
dell’omicidio di Fabio Buonamano, esponente della criminalità pontina e avvenuto
il 26 gennaio scorso.

Al momento dell’arresto l’uomo si trovava a Cassino, all’interno del quartiere
San Silvestro vecchio. Scoperto dagli agenti, ha tentato la fuga provando a
scavalcare una recinzione attigua alla sua abitazione, nella speranza di
raggiungere le pendici del Monte Cassino.
Dopo il fermo l’uomo è stato condotto nel carcere di Latina. L’operazione è
stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo.

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terracina-hunters-from-terracinaby-williams-penry-800_bis

Dopo la visita all’impianto di Morelle, ieri i Carabinieri di Terracina hanno
bussato alla porta di Latina Ambiente per esaminare i documenti legati a
Terracina Ambiente.
Tra le due società esiste un rapporto di consulenza, per
questo gli uomini dell’Arma, diretti dal capitano Alessandro Giordano Atti, sono
arrivati direttamente a Latina confermando l’ampliamento dell’indagine sulla
società mista di Terracina che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti,
iniziata qualche settimana fa input della Procura. Le carte acquisite dai
carabinieri riguarderebbero la situazione dell’organico e i mezzi in dotazione.
Un nuovo blitz che segue quello sempre effettuato dai militari ventiquattr’ore
prima nel deposito della Terracina Ambiente in via Morelle dove sono stati
impegnati diverse ore controllando alcuni computer, e soprattutto nuovi
macchinari acquistati qualche anno fa per la raccolta differenziata, prevista
nel capitolato d’appalto e quindi nel contratto, ma mai avviata. E da qui che
partì l’indagine, proprio dal servizio di raccolta differenziata spesso al
centro di aspre polemiche politiche. Poi si allargò alla documentazione
contabile e alle fatture. Infine ai mezzi e all’organico. Un’azione di verifica
a trecentosessanta gradi voluta dalla procura di Latina e ancora in fase
preventiva. E se la questione giudiziaria è solo agli inizi, quelle operativa
della società è abbondantemente scivolata. Anche ieri gli stipendi degli operai
non sono arrivati e il malcontento è ormai diffuso. I soldi in busta paga
dovevano esserci il 15 di febbraio e siamo al 26 e di corrispettivi non se ne
parla. In questi giorni l’organico in servizio è ridotto all’osso per varie
cause, e i mezzi che girano non bastano a garantire la copertura della città. Se
fino a ieri le immondizie invadevano le strade extraurbane ora il problema si
sta spostando anche sulle vie centrali di Terracina. Non si esclude che nei
prossimi giorni si arriverà allo sciopero, con i mezzi fermi in deposito e le
immondizie a terra. La ciliegina sulla torta potrebbe arrivare dall’esito
positivo dell’ennesimo ricorso presentato dai legali dell’associazione dei
commercianti sul secondo aumento della Tarsu, quello dello scorso anno. Ne
presentarono già uno nel 2008 che venne accolto. Il Comune fu costretto a ridare
indietro quel 20% in più che aveva chiesto ai cittadini. Insomma, un disastro su
tutta la linea.
di FABIO COCCIA

14 [13]

C’È un anziano residente in via Scifelle che mentre percorre lo stradone con la
bicicletta rischia di cadere per la montagna di rifiuti in mezzo alla
carreggiata.
«Sono stato l’anno scorso in Albania – commenta indignato – e non
c’è tanta differenza con Terracina». Inizia così il nostro viaggio nella «Valle
dei rifiuti», una via crucis di cittadini esasperati dall’immondizia davanti
casa, dalle file di immondizia che sovrastano i cassonetti, di imprenditori del
posto che denunciano di pagare migliaia di euro l’anno di Tarsu, ma trovano
addirittura difficoltà a entrare nel cancello tanta è l’immondizia ammassata e
non raccolta da giorni. Via La Neve, via Scifelle, via Stradone la Valle, via
Appia Antica, un percorso a ostacoli tra i rifiuti. In via La Neve i pedoni
devono dare precedenza alle auto: hanno il marciapiede sbarrato dalle buste. In
via Scifelle i camion passano sopra rifiuti trascinati anche per qualche decina
di metri. Un imprenditore si è anche recato a protestare prima a Morelle e poi,
a quanto pare, in Comune. È solo l’inizio del percorso: la campagna terracinese
sembra un’immensa discarica. Il sole che batte sui rifiuti fa esalare una puzza
che infastidisce chi percorre la strada solo per qualche istante in macchina.
Figurarsi chi ci abita in questa zona abbandonata da tutti. «Eppure se la
ricordano i nostri cari politici – critica una signora – quando vengono a
chiederci i voti in tempo di elezioni». È la volta di via Stradone la Valle,
all’altezza del passaggio ferroviario. Qui 30 metri di immondizia non vengono
raccolti da una settimana. Ci sono due cassonetti pieni. Uno dei contenitori è
talmente ricoperto di rifiuti che neppure si vede. L’altro è rialzato di un
metro, elevato su un piedistallo di verdura marcita, bottiglie di plastica e
altre buste di «monnezza», come la chiamano i cittadini del posto. «Non ce la
facciamo più, i netturbini non si vedono, quando arrivano svuotano i cassonetti
e non raccolgono i rifiuti tutt’intorno. Ma poi, tanto, di qui la Terracina
Ambiente non si fa vedere, si ferma prima». Stessa musica nel piazzale di via
Firenze. Cassonetti vuoti, piazzale «abbellito» di una lingua di immondizia. Si
ferma un residente: «So che la spazzatura non viene raccolta perché non pagano i
netturbini. So anche che un Comune che lascia tutta questa immondizia davanti le
case, al passaggio dei bambini, dovrebbe assumersi le sue responsabilità». La
responsabilità di non aver mai saputo gestire il servizio di nettezza urbana, di
non essere in grado di garantire condizioni di igiene e pulizia in città.
Responsabilità, una bella parola. Ma nei
fatti tutta da dimostrare.
Francesco Avena

14 [12]

Quattro anni di reclusione per Daniele Burlì, 37 anni di Fondi, arrestato il 18
gennaio scorso per droga.
L’uomo aveva attrezzato un laboratorio segreto per
coltivare la marijuana. L’operazione della Guardia di Finanza di Terracina portò
al sequestro di due chili di sostanza stupefacente e circa 180 piante, oltre al
locale usato per la coltivazione e l’essiccazione della marijuana. L’uomo è
stato giudicato ieri mattina al tribunale di Latina, il pm Pasqualucci aveva
chiesto 4 anni. Gli uomini delle Fiamme gialle, al termine di numerosi
pedinamenti ed appostamenti, fermarono in una via del centro di Terracina l’uomo
che si trovava a bordo di un fuoristrada, proveniente da Fondi e diretto a
Latina. L’imprenditore, titolare di una nota ditta che effettua lavorazioni
industriali e verniciatura di ferro, aveva con sé un piccolo involucro
contenente 15 grammi di marijuana e all’interno di un borsello un bilancino
elettronico di precisione. Ma le verifiche proseguirono anche nei locali della
ditta che si trova sulla Pontina, a Borgo Grappa, dove all’interno di un
capannone industriale erano stati ricavati alcuni locali con l’utilizzo di
pannelli in cartongesso, con l’ingresso coperto da un armadio metallico. Un vero
e proprio laboratorio segreto perfettamente attrezzato con un sofisticato
sistema di irrigazione automatico, illuminazione artificiale e con
apparecchiatura elettronica per regolare l’umidità e la temperatura del locale.
Così veniva coltivata e successivamente essiccata la marijuana.

14 [11]
Nell’ambito di alcuni accertamenti a carico di un imprenditore di Terracina, i
sottoposti dell’allora capitano della Guardi di Finanza, Luca Berriola, si
imbatterono in un’abitazione del centro storico che poco prima era stata
acquistata da poco dallo stesso ufficiale delle Fiamme Gialle.
La scoperta
avvenne per caso, su indicazione dello stesso agente immobiliare che aveva
curato la compravendita. Lo stesso Berriola, firmando la richiesta del mandato
di perquisizione, non si era accorto che i suoi uomini sarebbero andati nella
sua nuova abitazione. Nell’abitazione non venne rinvenuto alcunche, e la vicenda
si chiuse lì. Si trattò in fondo di una semplice disattenzione. I veri guai per
l’ufficiale delle Fiamme Gialle sarebbero iniziati di lì a poco. Eh sì, perché
l’indagine sullo scandalo Fastweb che ha scoperchiato un colossale giro di
riciclaggio sporco ai danni del fisco era partita da molto lontano, quasi per
caso. Era l’11 febbraio del 2004, il capitano aveva lasciato la Compagnia di
Terracina da un paio di anno, quando la Procura di Roma chiede ai carabinieri
dei Ros di riscontrare le dichiarazioni della denuncia presentata da Vito
Tommasino, che accusava il maggiore Berriola di averlo ricattato e di avergli
prestato soldi a tassi d’usura da capogiro. Si scopre così che Berriola aveva
utilizzato l’imprenditore Tommasino per far rientrare dall’estero 1,5 milioni di
euro su un suo conto cifrato. È a questo punto che i carabinieri del Ros si
mettono sulle tracce dell’imprenditore Gennaro Mokbel e di tutti gli altri
protagonisti della maxi frode fiscale. Per Berriola i guai con la giustizia
erano arrivati anche prima, con risvolti anche un tantino inquietanti. Più
precisamente nel 2003 quando l’ufficiale finisce sotto inchiesta era per una
presunta estorsione ai danni dell’Ancona calcio in seguito a una verifica
fiscale. Per questa vicenda Berriola viene rinviato a giudizio per furto
aggravato ed estorsione. In particolare gli viene contestata la so la
sottrazione di una pen drive con la contabilità «in nero». Ma c’è di più. Perché
nel corso delle intercettazioni salta fuori che il finanziere contatta il legale
del presidente della squadra Pieroni utilizzando un cellulare intestato a un
certo Aiese, con precedenti per truffa. Interrogato al riguardo, Berriola
riferisce che «quel periodo utilizzava un’utenza che gli fu data da un
funzionario del Sisde, ‘…del quale posso solo riferire il nome di battesimo,
Alessandro’, da utilizzare in casi in cui non riteneva di usare la sua utenza
personale». Non solo, l’ufficiale delle Fiamme Gialle tira in ballo i servizi
segreti raccontando di aver incontrato l’avvocato del presidente dell’Ancona
calcio «in compagnia dello stesso Alessandro, funzionario del Sisde, e tale
Daniele anche lui persona vicina ai servizi segreti, di cui non poteva riferire
né i loro cognomi né procedere alla loro identificazione. Inoltre, l’autovettura
utilizzata per andare all’incontro, venne procurata dallo stesso funzionario del
Sisde, anche se fu lui a pagare le relative spese». Insomma, stando a quanto
emerge sul conto di Beriola, non proprio quello che si dice un ufficiale… gentiluomo.
Pierfederico Pernarella
14 [10]
Monumento al ricordo di Alfredo Fiorini, domani mattina alle
10 e 30 l’inaugurazione all’ingresso dell’ospedale di Terracina.
Alla
presenza di autorità civili e religiose, sarà scoperta la stele recante
il ricordo della città al missionario terracinese che ha lavorato in
Africa fino a quando, nell’agosto del 1992, è stato ucciso durante
una sparatoria da un gruppo di ribelli africani. Il ricordo del medico
missionario cui è stato intitolato l’ospedale, da domani tornerà al
suo posto al fianco della passerella d’ingresso della struttura.
L’estate scorsa, infatti, alcuni vandali l’avevano mandata in frantumi
con un’azione tanto spregevole quanto gratuita. Grazie all’impegno
dell’Associazione Alfredo Fiorini, nata su volontà degli ex
compagni di scuola del missionario, la stele tornerà a ricordare la
figura del medico scomparso tragicamente. Realizzata da Giovanbattista
Zomparelli, la targa riceverà anche una benedizione. Con la
speranza che la memoria del missionario Fiorini, possa non essere
oltraggiata nuovamente dall’azione scellerata di qualche vandalo.
F. A.

14 [9]
Nel suo fitto calendario di appuntamenti nel territorio pontino, Francesco
Storace fa di nuovo tappa a Terracina.
Dopo il successo riscosso domenica
scorsa, 21 febbraio, al gazebo organizzato dai militanti del Partito, il
Segretario Nazionale de “La Destra”, infatti, candidato capolista alla carica di
consigliere regionale in sostegno alla candidata Presidente Renata Polverini,
presenzierà domani, sabato 27 febbraio, alle ore 19, nella splendida cornice di
Villa Tommasini, al dibattito pubblico organizzato dal coordinamento locale del
Partito.
Alla presenza del Segretario Provinciale del Partito, Emilio Perroni, delle
categorie imprenditoriali, della società civile, dei militanti, degli elettori,
si parlerà di viabilità, infrastrutture e problematiche territoriali. Il tema
centrale dell’evento sarà però rappresentato dal Corridoio Tirrenico, grande
arteria stradale che, nelle intenzioni, dovrebbe collegare buona parte del
territorio regionale da Civitavecchia a Formia. Del Corridoio Tirrenico se ne
parlò, in Regione Lazio, proprio sotto la Giunta Storace, nel 2005, ma il
progetto fu accantonato con il cambio di colore politico alla Pisana con le
elezioni del 2006.
“Non ci fosse stato quel cataclisma – afferma il Segretario Comunale de La
Destra di Terracina, Gianluca Di Natale -, oggi il Corridoio Tirrenico sarebbe
già una realtà consolidata. La progettazione era definita, il tracciato
individuato, poi, con l’avvento di Marrazzo, l’idea fu accantonata, insabbiata.
Oggi, vogliamo riproporla con forza, poiché faciliterebbe il trasporto merci,
abbattendo i costi e le tempistiche di consegna, e sarebbe utile anche per tutti
i pendolari che, ogni giorno, si spostano dal proprio luogo di residenza per
recarsi al lavoro in altre città nella Regione”.
Un’opera di pubblica utilità, insomma, un volano per le attività economiche
dell’intera Regione, in particolare del territorio pontino.
Nel corso del dibattito, saranno portate all’attenzione del leader Storace anche
altre problematiche del territorio, special modo della città di Terracina: “A
Storace chiederemo di prodigarsi affinchè si possa affrontare coscienziosamente
il problema dell’erosione delle spiagge: finora – prosegue Di Natale – sul
litorale sono stati spesi troppi soldi, intervenendo esclusivamente mediante
soluzioni tampone che non hanno prodotto grandi esiti. Va eseguito un
ripascimento globale che possa consentire agli operatori balneari, ed ai
turisti, di poter usufruire appieno delle spiagge”.
Strettamente correlato al problema dell’erosione, c’è quello della portualità.
Il porto di Terracina versa in condizioni di disagio, i pescatori del luogo
lamentano la carenza di servizi a terra (colonnine dell’elettricità, acqua
potabile, bagni), e la difficoltà nell’uscire dal porto con le barche: sovente,
restano incagliate nello strato sabbioso che sedimenta nel canale e non si può
uscire a mare. “Presenteremo la problematica a Storace, chiedendo il suo impegno
per una portualità più sicura, accessibile e fruibile dagli operatori del
settore – ha chiosato Di Natale -: consenso in città ne ha, e siamo sicuri che
se la nostra città, il nostro territorio, daranno belle risposte a Storace, lui,
come ha sempre fatto, darà risposte al territorio”.
Non è escluso venga infine affrontata la questione Campo Soriano: la zona,
situata appena sopra Terracina, è soggetta ai vincoli naturalistici del Parco
Nazionale, ed il coordinamento locale del Partito auspica si possa giungere ad
un accordo per fornire, agli abitanti locali, gli strumenti per potervi crescere
ed espandere, all’interno delle normative, senza giocoforza essere costretti ad
emigrare.

14 [8]
Interessante proposta allo «Spizzichi e parole» di viale Circe
Venerdi 26 febbraio ore 21.00 “Plug & Play” – le più belle melodie del rock.
Le
più belle ballate rock che hanno infiammato i nostri cuori e le nostre serate,
tutte in una notte… solo allo Spizzichi e parole. Spizzichi e parole…dove le
emozioni si confondono con le parole. “Spizzichi e parole” è a Terracina in
viale Circe 244 Per prenotazioni 0773/73.15.92

14 [7]
Lo Slow Food sbarca da «SaràCantina».
È previsto infatti per il 27 febbraio
l’evento culinario a base di buon cibo e degustazione di vini della ditta
Mancini. La serata prevede un menù di prima scelta con introduzione di alici
fritte dorate, accompagnate dal Prosecco di Valdobbiene Extra Dry Adamy-Dei
Casel, con a seguire Scapece rivisitata, polpettine, insalata agli agrumi,
tartara di alici con olive di Gaeta sul letto di puntarelle, parmiggiana di
alici. E ancora, due spaghi di alici e pecorino, con vino Mussignaz dell’azienda
Russolo, filetto di pesce azzurro alla piastra ai profumi del Mediterraneo,
questa volta con Ronco Calaj. Per finire, un cestino di crema flambé di fragole
« Favetta » .

14 [6]

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Video importato

vimeo Video

Video sulla situazione dei canali di scolo presenti su Viale Circe..

Servizio di : Paola Stagni e Marcello Sanguigni

www.TerracinaRialzati.com

Questa volta le nostre telecamere hanno indugiato sullo stato di Viale Circe, il lungomare, durante un giorno di pioggia… Gli automobilisti sono costretti a vere e proprie traversate, i pedoni se ci provano annegano…

traversata

Come potete notare dalle immagini che abbiamo girato la strada dopo qualche ora di pioggia, nemmeno di grande intensità, si trasforma in un fiume grazie, o per colpa, dell’ostruzione dei tombini di scolo e degli scarichi che dovrebbero impedire l’allagamento se solo venissero puliti con lavori di ordinaria manutenzione…

In tutto il lungomare abbiamo notato un solo scarico libero, gli altri sono ostruiti da sporcizia, sabbia e qualcuno chiuso ad arte

Basterebbe un po’ di manutenzione e, oltre agli allagamenti, si potrebbero evitare anche futuri problemi di cedimento del terreno sotto i marciapiedi; ma l’assessore giorno dopo giorno vede la cassa sempre più vuota e sempre meno uomini a disposizione…

La soluzione potrebbe essere quella di prendere una domenica qualche consigliere comunale, di quelli che con le delibere e gli atti ci accendono il camino, e metterli all’opera per la città…

Almeno si sarebbero resi utili in qualche modo… Che ne pensa assessore??

Terracina Rialzati

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Terracina in Guerra [14]

BLITZ dei carabinieri allo stabilimento di via Morelle. Ieri mattina i militari
dell’Arma si sono recati presso il deposito di rifiuti che sorge sulla via Appia
e hanno passato al setaccio documenti, mezzi e computer. L’operazione,
trapelata da alcune indiscrezioni , si inserisce nell’ambito dell’
inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano,
mirata a far luce sugli aspetti relativi all’appalto per la fornitura del
servizio igiene urbana, compresa la raccolta differenziata. I carabinieri
coordinati dal capitano Alessandro Giordano Atti, sono arrivati nella mattinata
di ieri, in borghese, per andare via solo diverse ore dopo. Secondo le
indiscrezioni i militari hanno visitato per lungo e per largo lo stabilimento
registrando tutto su pagine e pagine di rapporto. Particolare attenzione sarebbe
stata riservata alle centinaia di cassonetti per la raccolta differenziata,
fermi al deposito da quasi 3 anni, quasi tutti ancora imballati e mai
utilizzati. Ma non solo. La visita avrebbe riguardato anche i mezzi parcheggiati
nel deposito: camion, apette, cassoni per la raccolta dei rifiuti, le
attrezzature, l’intera struttura. I militari hanno anche setacciato i computer
presenti presso lo stabilimento, raccogliendo dati ritenuti utili all’indagine.
Con tutta probabilità gli inquirenti vogliono fare chiarezza sui beni in uso
alla Terracina Ambiente. A partire, magari, da quei 280 cassonetti acquistati
nel lontano 2007 e mai distribuiti alla città. E continuando con le spese, le
fatturazioni, i noleggi a freddo e a caldo di automezzi, l’acquisto di
attrezzature. Tutto questo e molto altro potrebbe finire sui tavoli della
Procura. Che deve chiarire come sia stato possibile aumentare la Tarsu e al
contempo il capitolato d’appalto senza che il piano con cui la
società mista ha vinto la gara pubblica sia mai stato attuato. La versione della
Terracina Ambiente è stata resa nota nelle scorse settimane
dall’amministratore delegato Valerio Bertuccelli: mai ricevuti i soldi della
Tarsu dal Comune, impossibile dunque fare investimenti. Ma gli inquirenti
dovranno chiarire anche altro. Perché, ad esempio, l’amministrazione comunale
guidata dal sindaco Stefano Nardi non ha mai stipulato le convenz ioni con i
centri di raccolta del materiale riciclabile . Convenzioni che avrebbero
consentito di risparmiare fino al 50% sui costi di smaltimento in discarica.
Forse, il blitz di ieri a Morelle (lo scorso anno era toccato alla Polizia
provinciale) potrà rispondere ad alcune di queste domande.
Diego Roma

Quegli assegni in bianco di una giornalista americana morta a Roma che dovevano essere cambiati con la complicità di un bancario di Terracina.

Emergono nuovi particolari nella maxi inchiesta sullo scandalo Fastweb che ha portato
all’arresto dell’ex capitano della guardia di finanza di Terracina Luca
Berriola. Alcuni dei quali portano dritti in città. Nell’ordinanza si dà conto
della testimonianza di Paolo Casamenti, ex agente di polizia che era stato
indagato in un’altra vicenda e che ha collaborato con gli inquirenti. Casamenti
in particolare avrebbe raccontato ai pm a proposito di Berriola: «Voglio
riferire un nuovo episodio. È quello relativo alla morte presumibilmente per
infarto di una cittadina americana che mi sembra fosse una giornalista che
abitava a Trastevere in Piazza Sant’Egidio. L’equipaggio di un’autoradio che era
intervenuto ed aveva fatto il sopralluogo nell’appartamento dove fu rinvenuto il
cadavere della signora che abitava da sola, mi consegnò gli effetti personali
della donna e le chiavi dell’abitazione. Io e un collega avremmo dovuto
consegnare gli effetti personali della donna ai parenti o all’ambasciata
americana. Tra gli effetti vi era un blocchetto di assegni da cui ne staccammo
due in bianco che il collega consegnò al capitano Luca Berriola della Finanza.
Infatti il Berriola avrebbe dovuto provvedere ad incassare tali assegni dopo
averli compilati grazie all’aiuto di un suo amico bancario che lavorava a
Terracina. Non so però se fu fatto tale cambio perché non ho ricevuto nulla per
tali assegni». Fatti tutti da accertare, ma che sono finiti nell’ordinanza di
custodia cautelare che ha portato all’arresto di Berriola. Non è escluso a
questo punto che gli inquirenti possano approfondire la vicenda, e tentare di
risalire all’amico bancario di Terracina che con tutta probabilità l’ufficiale
della Guardia di Finanza ha conosciuto durante il servizio prestato da Berriola
in città tra il 1997 e il 2002. Da chiarire anche se l’operazione di cambio
degli assegni sia stata portata a termine. Ieri Berriola, gravato tra l’altro da
precedenti per estorsione e furto aggravato, è stato interrogato presso il
carcere di «Regina Coeli » dal gip Aldo Morgigni. «Berriola si è detto innocente
fornendo in questo senso elementi» hanno riferito all’uscita dal penitenziario
romano gli avvocati Nicola Chinappi e Gustavo Pansini, che difendono il giovane
ufficiale delle fiamme gialle. «Ora dovremo lavorare sulle carte – hanno poi
aggiunto i legali». Un’imponente mole di circa 130 faldoni che raccontano un
giro d’affari di 2 miliardi di euro con 400 milioni di Iva evasa. Il sistema
smascherato è quello classico delle truffe «carosello »: riciclaggio mediante la
falsa fatturazione di servizi telefonici inesistenti, rivenduti poi a Fastweb e
Telecom Italia Sparkle. Arrestato con le pesanti accuse di associazione a
delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illecitamente
acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali, l’ex capitano della
Finanza di Terracina avrebbe ricoperto un ruolo da protagonista all’interno di
alcune operazioni per spostare capitali sospetti in collaborazione con
l’imprenditore campano Vito Tommasino.
Francesco Avena

“Se Bersani ha smesso di massacrare l’Amministrazione è perché ha avuto qualcosa
in cambio”.
È più o meno il significato attribuito al mio “silenzio stampa” da
un iper attivo quanto inginocchiato gruppuscolo. Di tale associazionismo, visto
il cospicuo numero delle sigle, sembrerebbe pervasa Terracina, in realtà gli
aderenti sono quattro gatti che miagolano di una supposta moralità che non
nasconde la pronunciata megalomania che li anima, né l’assenza di una concezione
“grave” della storia di questa città, da loro ridotta ad una sequenza di fumetti
per bambini. Il sottoscritto ha mantenuto il “silenzio stampa” per un solo
motivo: la nausea. Nausea per una città che lancia il sasso e nasconde la mano,
che al di là di sterili polemiche è integrata e si riconosce perfettamente nel
“sistema”, nel malaffare dei partiti e dei poteri. È dal ’97 che racconto come
Terracina degradi di pari passo con la classe dirigente, con un ricambio
prevalentemente in basso, una selezione a rovescio che premia sempre il peggio.
Di chi la colpa se non degli stessi terracinesi? Chi se non loro garantiscono la
sopravvivenza del più losco o del più inetto? Quando un paese degrada, è dalla
classe dirigente che si dovrebbe cominciare a cambiare per reagire e rimediare,
ma se ciò non avviene vuol dire che ai più va bene così. In questi anni, è stato
fin troppo facile esaurire la questione Terracina al caso Nardi, all’impronta
monarchica della sua gestione, ma se spostiamo lo sguardo da lui al resto cosa
vediamo se non una deriva tremenda? Cosa vediamo se non consiglieri ed assessori
tutto clientela, chiacchiere e distintivo? Tutti i mali di Terracina non possono
essere ricondotti ad una sola persona, ma ad un complesso intreccio di poteri
economici, politici, amministrativi. Vogliamo poi sorvolare su quanto ha inciso
l’eredità di Recchia e soci? Vogliamo tacere su questa incredibile ex classe
dirigente che oggi straparla e denuncia? Se Nardi incarna oggi un tatticismo
cinico e senza principi, Recchia all’opposto, ha rappresentato la riduzione
della politica a narrazione fantastica, disancorato dalla realtà economica e
dalla cultura di questa città, il che non è un atteggiamento meno cinico. In
occasione delle provinciali feci una specie di chiamata alle armi, rivolta non
ad uno schieramento contro l’altro, e nemmeno moralisticamente agli onesti
contro i disonesti, perché troppe sono le zone grigie a Terracina, ma
realisticamente a chi ha coscienza che con questo andazzo si va solo allo
sfascio contro chi nello sfascio ci sguazza e trae giovamento. La risposta è
stata come sempre deludente: allora a che pro parlare a chi non vuol sentire?
Reagire al degrado, fermare la discesa verso il collasso, significa selezionare
persone e programmi in base alla qualità, al merito all’efficienza. Significa
uscire dai clan, rinunciare alle rendite di posizione, al favore clientelare,
significa assumersi la responsabilità del domani con tutto quel che rappresenta
per le future generazioni. Un compito troppo gravoso per il piccolo popolo
terracinese, che con monotona disarmante mancanza di fantasia da vent’anni
ripropone Bernardi e Recchia, Golfieri e Pecchia, tanto per fare un esempio
bipartisan. Non sono costoro nel loro insieme emblemi viventi della più totale
inefficienza? Terracina non è forse il frutto del loro operato?
Germano Bersani – Azione Sociale (Pdl)

LA logica del localismo rischia di danneggiare lo sviluppo sul litorale.

Ne è convinto l’operatore balneare di Terracina Francesco Di Lello, che lancia un
appello ai sindaci dei Comuni che sono sulla costa per chiedere interventi
integrati, che evitino progetti fondati sullo sviluppo di una fetta di
territorio e a discapito di altre. L’intervento di Di Lello arriva dopo la
notizia del prossimo intervento di porto a San Felice, voluto dal sindaco
Vincenzo Cerasoli. «Credo ricordi bene – dice l’operatore al sindaco – la forte
erosione che un primo intervento di prolungamento del braccio del porto di San
Felice a suo tempo provocò su un’ ampia porzione del litorale». Una visione
dello sviluppo che nasconde «il “buco nero” in cui sta cadendo l’offerta
turistica pontina: le istituzioni locali guardano solo al proprio interesse
particolare e non riescono a pensare ad una gestione di interventi che consideri
unitariamente l’ intero litorale». Di Lello chiama a raccolta le istituzioni
locali: «Una offerta turistica di qualità non può realizzarsi a “macchia di
leopardo” vale a dire qui un grande albergo, lì un braccio di porto, là ancora
un percorso paesaggistico, senza curarsi di quel che succede “dietro l’uscio”:
là fiumi inquinati che stanno danneggiando la qualità delle acque del mare e
diversi ecosistemi, lì la spiaggia sparita, là ancora l’assenza di trasporti
pubblici. Una seria ed efficacie offerta deve costruirsi come valorizzazione
complessiva del territorio, migliorandone nel loro insieme le caratteristiche
ambientali, culturali, gastronomiche, di servizio e quant’altro. E questo è
possibile, nella questione in esame, solo qualora il porto più confortevole
possa realizzarsi senza recare danno ad altri elementi essenziali per il turismo
della zona». L’operatore balneare parla per esperienza vissuta. «Il
prolungamento del braccio danneggerebbe una consistente parte degli arenili del
litorale, e ciò che guadagnerebbero alcuni operatori turistici di San Felice lo
perderebbero altri operatori dello stesso comune, nonché di quello di Terracina
». Ecco allora il ruolo degli amministratori: «Si progetti. Ma devono farlo
dialogando e confrontandosi tra loro. Prima di intervenire sul porto,
incontriamo le associazioni degli operatori balneari, altri soggetti che si
occupano del turismo sul territorio, approfondiamo i possibili problemi: ne
verrà fuori sicuramente una decisione migliore, più vantaggiosa
per tutti».
D. R.

SI terrà domani pomeriggio nella sala convegni
del piazzale della Coop la presentazione del
libro «La decrescita felice»
(Editori Riuniti) di
Maurizio Pallante, fondatore del Movimento
per la decrescita felice. L’incontro è stato
organizzato dal Terracina Social Forum, che
insieme all’autore sta diffondendo il concetto
di «decrescita felice». Pallante da anni svolge
un’intensa attività di ricerca e divulgazione
scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia
ed economia. «La decrescita – spiegano gli
organizzatori – indica solo una diminuzione
della produzione di merci ma non dei beni.
Anzi può anche essere indotta da una crescita
di beni autoprodotti. Una decrescita guidata in
questa direzione racchiude intrinsecamente un
fattore di felicità».

I CONSUMATORI chiedono chiarimenti all’associazione per la difesa e
l’orientamento dei consumatori della Uil in merito all’entrata della tariffa di
igiene ambientale al posto della Tarsu.
A renderlo noto, il responsabile Adoc
Silviano Masci, che critica il nuovo regime fiscale riportando l’esempio di
Latina. Dove, dice, «l’unica differenza rispetto all’ex Tarsu è stata quella di
vedersi aumentare l’importo della tariffa stessa». Masci pone evidenza alla
lievitazione del capitolato d’appalto: «Il canone annuo era stato stabilito in
Euro 2.895.000 nell’anno 2006 – spiega Masci – ma nel Dicembre 2007 venne
elevato ad Euro 4.400.000 circa, sulla scorta di un piano servizi,
commissionato ad un tecnico esterno, che, se fosse attendibile, dimostrerebbe
l’invalidità dell’offerta presentata, in sede di gara, dalla ditta prescelta
come socio nella spa mista, ma anche l’invalidità della base d’asta fissata
dalla amministrazione comunale in 2.900.000 Euro, con esclusione di offerte in
rialzo». Fino ad arrivare, con la Tia, a quasi 9 milioni di euro. «Con il
passaggio dalla Tarsu alla Tia potrebbero verificarsi ulteriori lievitazioni di
costi per circa 1.400.000 euro l’anno, per garantire la copertura dei nuovi
costi di applicazione, gestione e riscossione da parte della mista. È facile
credere che l’applicazione della Tia non appare affatto un buon affare per gli utenti».
D. R.

Telecamere e video sorveglianza all’interno di bar, negozi e altri esercizi
commerciali: controlli a tappeto da parte della Direzione provinciale del lavoro
e del Nucleo speciale della Guardia di Finanza sulla privacy.
Nelle ultime
settimane, almeno un paio di noti esercizi commerciali di Terracina sono stati
«pizzicati» con sistemi di video sorveglianza non autorizzati, e per questo
dovranno procurarsi le carte necessarie per poter attivare il sistema di
telecamere. I controlli in materia di privacy e telecamere «abusive» si sono
fatti sempre più capillari. Il motivo con cui i titolari degli esercizi
commerciali giustificano solitamente l’installazione di obiettivi e occhi
elettronici tra gli scaffali è quello di evitare taccheggi e piccoli furti
all’interno dei negozi. Eppure, anche se in molti casi in totale buona fede per
prevenire azioni di microcriminalità, queste apparecchiature hi-tech ledono la
privacy dei dipendenti. Ecco perché la Direzione provinciale del lavoro (che
effettua controlli tramite carabinieri) e le fiamme gialle stanno eseguendo
controlli capillari anche sul territorio terracinese. La normativa del resto è
chiara: per poter installare telecamere è necessario essere in possesso delle
autorizzazioni rilasciate dalla Direzione provinciale del lavoro. Inoltre Gli
imprenditori devono sottoscrivere con sindacati e dipendenti un accordo per non
violare la privacy del personale impiegato. Quando fiamme gialle o Direzione del
lavoro sorprendono un caso di telecamere non autorizzate, scatta la rimozione
dell’impianto elettronico con l’eventualità di una multa da 154 a 1.549 euro per
i titolari delle attività commerciali. L’associazione dei commercianti di
Terracina proprio per questo invita i titolari dei negozi a informarsi sulle
norme relative alla video sorveglianza nei locali. Proprio l’Ascom ha stipulato
una convenzione con uno studio legale per seguire le pratiche di rilascio delle
autorizzazioni. In realtà questa convenzione è attiva già dal 2006, «ma in pochi
- denuncia il presidente dell’Ascom Francesco Pezzano – si sono rivolti
all’associazione per essere assistiti. Quasi nessuno conosce le norme sulla
video sorveglianza, c’è bisogno di più informazione ». E intanto, i controlli a
Terracina da parte di fiamme gialle e Direzione del lavoro hanno portato alla
scoperta di alcuni esercizi commerciali con telecamere abusive. Dipendenti
controllati, privacy violata e sistema sicurezza fuori legge. Di certo c’è che
la paura di subire furti è tanta. Che installare occhi elettronici nei negozi è
una pratica assai diffusa ma regolata da norme ben precise, spesso non
rispettate e non conosciute in tutti i loro dettagli.
F. A.

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Nell’ambito della maxi operazione anti-riciclaggio “Broker”, definita dai
magistrati inquirenti «una delle più colossali frodi poste in essere nella
storia nazionale», è stato arrestato anche il maggiore della Guardia di finanza
Luca Berriola.
L’ufficiale è stato comandante della Compagnia di Terracina delle
Fiamme gialle dal 1998 al 28 luglio del 2002, quand’era capitano. Molto
conosciuto a Terracina dove ha lavorato per oltre quattro anni e ha condotto
indagini in particolare sugli abusi commessi nelle ville dei vip sulle dune di
Sabaudia. Stupore ieri a Terracina alla notizia dell’arresto dell’ufficiale
nell’ambito dell’indagine condotta dalla Dda. Berriola, che prestava servizio
presso il comando di Tutela della finanza pubblica secondo l’accusa avrebbe
contattato l’imprenditore campano Vito Tommasino, titolare della “Axe
techonology” di Roma, per agevolare il rientro dall’estero di un milione e mezzo
di euro dell’organizzazione criminale transnazionale sgominata ieri. In pratica
le società di Tommasino avrebbero dovuto emettere false fatture per far
rientrare i capitali “sporchi”. L’imprenditore e il finanziere avrebbero dovuto
guadagnare un compenso pari al 2,5% del capitale recuperato. Secondo il giudice
per le indagini preliminari si tratta di un’indagine che ha messo in luce
«l’eccezionale entità del danno arrecato allo Stato, la sistematicità delle
condotte la loro protrazione negli anni e la qualità di primari operatori di
borsa e mercato di Fastweb e Telecom Italia Sparkle».

SE i contributi regionali che riceve il Comune per aiutare le famiglie
bisognose fossero vincolati come quelli per i gemellaggi, la città sarebbe in
una botte di ferro.
Almeno a sentire la denuncia del Pd, che informa come «la
region e dal mese di settembre scorso ha concesso al comune di Terracina
un finanziamento di circa 100 mila euro per sostenere gli oneri dei canoni
d’affitto per le famiglie che si trovano in disagiate condizioni economiche.
Purtroppo, ancora una volta al posto di erogare alle famiglie il contributo sta
trattenendo i fondi per far fronte al pagamento, probabilmente, di altre spese
correnti ». I contributi sono relativi al 2006 e potrebbero rappresentare una
boccata d’ossigeno per le famiglie bisognose. «Si tratta di famiglie che si
trovano in disagiate condizioni economiche, impossibilitate a sostenere le
spese per il vivere del quotidiano », continua il Pd. «Ci auguriamo che questi
finanziamenti non dovranno servire per far fronte alle spese allegre del Comune».
D. R.


Al ‘Bianchini’ l’informatica è a misura degli studenti diversamente abili.

Come abbattere passo dopo passo ogni eventuale dislivello tra gli studenti
diversamente abili e il resto della scuola. La lezione l’ha imparata e messa in
pratica a pennello l’Itc ‘Arturo Bianchini’ di Terracina che a giorni inaugurerà
un laboratorio informatico ad hoc per i suoi 12 alunni portatori di handicap.
Questo grazie a un finanziamento di poco meno di 62 mila euro erogato nei mesi
scorsi dalla Fondazione Roma, un istituto privato ex bancario di natura
associativa con scopi di interesse pubblico e utilità sociale. Mesi fa
l’istituto superiore diretto dal professore Vincenzo Lattao aveva presentato un
progetto alla Fondazione che l’ha approvato e finanziato. Con quei soldi è stato
possibile allestire due nuove aule multimediali, pc portatili con software
specializzati, webcam, lavagne multimediali, registratori audio-video digitali,
strumentazioni per la perfetta integrazione di studenti diversamente abili e
stranieri. Presso la sede centrale del ‘Bianchini’ è stato organizzato il
laboratorio per gli studenti diversamente abili che non avranno difficoltà a
rapportarsi con le tecnologie più sofisticate. Monitor ‘speciali’ con touch
screen, emulatori di mouse, tastiere facili da usare, tutto in wireless. Il
contributo, infatti, ha permesso non solo di acquistare la strumentazione, ma
anche di realizzare l’impianto di rete. Oltre ad altri pc da usare nella
biblioteca scolastica, da ausilio ai ragazzi nelle loro consultazioni on line.
Un bel regalo anche per la succursale di viale Circe dove è stato allestito un
nuovo laboratorio per tutti gli studenti, anche qui con apparecchiatura
all’avanguardia. ”La Fondazione Roma, a cui va il mio personale ringraziamento,
rileva i bisogni del territorio e sostiene progetti di innovazione- ha detto il
dirigente scolastico Vincenzo Lattao- e per questo ha deciso di sostenere anche
il progetto di innovazione tecnologica in ambito didattico per il nostro
istituto”. ”Il progetto prevede l’abbattimento delle barriere per lo
svantaggio socioculturale, i diversamente abili e l’integrazione degli studenti
stranieri- continua il professore Lattao- per l’apprendimento linguistico e la
comunicazione, monitor con touch screen, emulatori di mouse, tastiere
speciali”. ”La sinergia di un ente finanziario privato e una istituzione
educativa pubblica- conclude Vincenzo Lattao- fornisce una forte spinta al
rinnovamento della didattica considerando i bisogni specifici del territorio”.

Largo agli studenti del ‘Bianchini’ che guadagnano nuovo spazio.

L’Itc ‘Arturo Bianchini’ di Terracina…si allarga. A giorni gli studenti che
frequentano tutti i giorni la sede succursale dell’istituto, in viale Circe,
potranno sistemarsi nelle aule ricavate al secondo piano dell’edificio. In
pratica si tratta dello spazio che, fin dall’inizio destinato alla scuola, negli
ultimi anni era stato messo a disposizione della facoltà cittadina
dell’Università di Cassino. Ormai gli universitari hanno traslocato in una sede
tutta loro, sempre sul lungomare, e dunque quel piano è rimasto inutilizzato.
Ancora per poco tempo, però. L’istituto diretto dal professore Lattao potrà,
così, usufruire di altre sette aule oltre a un laboratorio informatico nuovo di
zecca dotato di apparecchiatura di alta tecnologia. Del resto il ‘Bianchini’
raccoglie un gran numero di studenti, attirati anche dai nuovi indirizzi sempre
più rispondenti alle esigenze del mercato attuale. C’era, dunque, bisogno di
conquistare un po’ di spazio in più. Anche se il rovescio della medaglia è un
edificio ormai datato che di tanto in tanto scricchiola qua e là. Disagi,
questi, che diventeranno soltanto un ricordo quando verrà costruita l’ala nuova
presso la sede centrale di via Marandola.
Pubblicato da Rita Recchia

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Video importato

vimeo Video

Terracinesi, alle prossime elezioni, ricordate queste immagini quando vi verrà chiesto di votare qualcuno che ha fatto parte dell’attuale amministrazione!!!

E’ di pochi giorni fa la notizia pubblicata su un quotidiano locale che a Latina è stata indetta la sospensione del servizio di raccolta differenziata, causa l’incredibile quantità di spazzatura che si accumulava perché i cittadini non rispettavano i giorni di consegna.

Noi, invece, viviamo nei cumuli di immondezza perché nessuno la raccoglie!

Non parliamo poi della differenziata, che grava sulle nostre tasche come non mai prima d’ora, pur non potendo godere né dell’onore né dell’onere di poterla effettuare!

La domanda è: come si può fare per affrontare il problema?

Ecco, noi terracinesi potremmo fare molto anche se non gestiamo direttamente la questione dell’igiene urbana. Vedendo quello cosa è accaduto a Latina vuol dire che c’è bisogno di “educazione e civilizzazione”… Da centro-sudisti (più sudisti però) non siamo dotati congenitamente di senso civico, il che vuol dire che se non è la montagna che va da Maometto è Maometto che va alla montagna!

Quindi dovrebbero essere distribuiti a tutti i cittadini delle vere e proprie istruzioni per gestire la questione, un decalogo sulle azioni quotidiane da compiere in cui sono elencati i giorni di ritiro dei vari materiali, nonché la modalità di accumulo e divisione.

Dopo aver edotto la cittadinanza dovrebbe partire un serio servizio “porta a porta” dove un addetto passa settimanalmente per il ritiro di carta, plastica, organico ecc…Anche perchè tutti questi servizi li stiamo già pagando….

Un futuro auspicabile sarebbe questo, la Germania, dove hanno CASSONETTI A SCOMPARSA, per non distruggere l’ambiente e il panorama; dove hanno termoconvettori che dalla spazzatura e perfino dai pannolini sporchi dei bambini riescono a ottenere energia con dei notevoli risparmi sulle bollette visto che forniscono loro stessi la materia prima! ma smettiamo di sognare…

Fortunatamente, qualcuno in Italia ci sta già provando…
Cassonetti a scomparsa

E nei centri storici o altamente sensibili dal punto di vista artistico e storico archeologico sarebbe l’optimum…

L'inaugurazione dei cassonetti a scomparsa in piazza Santa Maria Novella, Firenze

Immaginarlo per Terracina è Utopia, o una Città del Sole? Cosa possiamo fare REALMENTE?

In primis educare la gente al senso civico e al rispetto per l’ambiente in cui noi stessi viviamo… e poi?

Nella peggiore potremmo insorgere, caricare un camion di immondizia e scaricarla nel giardino di casa del nostro amato sindaco… anche se non risolve il problema, almeno avremmo alzato la testa!

PubblicitàPulitaNardi
Si ringrazia per la foto di copertina l’amico, Massimo Lerose

Terracina Rialzati

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terracina-citta-pulita-nardi_bis

Si spacca sempre di più il fronte interno agli operatori ecologici. Nella
giornata di ieri solo una decina di operatori è uscito a lavorare. I restanti
operai sono rimasti al deposito, rifiutandosi di svolgere il proprio lavoro
senza l’adeguato vestiario antinfortunistica, una adeguata manutenzione ai mezzi
e il puntuale pagamento dello stipendio. Una presa di posizione che però non è
stata condivisa da tutti. A creare la frattura, a quanto pare, l’appartenenza a
diverse correnti sindacali. A garantire il servizio infatti sembra siano stati i
lavoratori iscritti al sindacato dell’Ugl, vicino al centrodestra. Insomma, ora
la guerra rischia di scoppiare anche tra gli stessi dipendenti, anche se, a
conti fatti, sono tutti sulla stessa barca. Intanto ieri alla fine è saltato
l’incontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale. La
riunione era stata fissata proprio per chiarire le numerose questioni irrisolte
e ormai degenerate del servizio di raccolta. Ma Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto
il rinvio del tavolo di confronto accusando il Comune di indire incontri
all’ultimo momento proprio per destabilizzare l’unità dei sindacati. Contrasti
starebbero emergendo tra i dirigenti della Terracina Ambiente e i netturbini che
portano avanti la protesta. Il clima, insomma, si fa sempre più teso e, se
continua così, potrebbe scoppiare la
guerra del tutti contro tutti.
D. R.

LA paura fa novanta, anche se non si vede. Negli uffici del Comune di Terracina
l’attesa dello stipendio si vive con la camicia gelata. Troppe le incognite
sullo stato di salute delle casse comunali; troppi i segnali che indicano le
difficoltà che attraversa l’Ente per far fronte finanche alle spese per
l’ordinaria amministrazione. Così gli stipendi diventano un terno a lotto. I
timori tra i dipendenti, sono diffusi, anche se nessuno per il momento si
sbilancia. D’altronde l’andazzo quotidiano non ha difficoltà a testimoniare le
enormi difficoltà economiche dell’amministrazione comunale. Già i ritardi del
Comune a pagare gli stipendi agli operatori ecologici basterebbero ad accendere
la spia. Poi ci sono i servizi al cittadino, ormai sottoposti a una dieta
«anoressica ». Uno per tutti, neanche a dirlo, il Terzo settore, che si ritrova
smarrito nella burocrazia e ha lasciato a piedi centinaia di utenti. Ma poi,
se servissero altre evidenze, basterebbe buttare l’occhio sull’ordinaria
manutenzione della città. Il Comune non ha i soldi nemmeno per riparare le
buche: manca l’asfalto e la segnaletica, i semafori funzionano a giorni alterni,
alcune zone di periferia versano in uno stato pietoso. Insomma, le casse sono in
rosso, e ora, dopo le ditte non pagate e i tagli ai servizi, il timore è che, a
subire gli strascichi dell’indebitamento dell’Ente potrebbero essere anche i
dipendenti comunali. A giudicare dalle cronache recenti, le paure sono
tutt’altro che infondate. A testimoniare il problema, stanno gli operatori della
Terracina Ambiente: anche loro aspettano di avere lo stipendio. Anche loro
vivono grazie ai pagamenti del Comune. Anzi, per loro l’attesa è già iniziata,
perché il ritardo del pagamento delle mensilità di gennaio è già di una decina
di giorni. E per i dipendenti pubblici come andrà tra qualche giorno, quando
scatterà la mensilità di febbraio? Sulla questione stipendi le organizzazioni
sindacali di tutte le categorie sono in costante apprensione. E se sul fronte
dei rifiuti, i rapporti appaiono sempre più difficili, dall’ambiente sindacale
dei dipendenti pubblici, invece, per il momento non arriva nessuna conferma e
nessuna smentita su possibili ritardi nel pagamento delle spettanze. Ma nessuno
riesce ad avere delle certezze. Di sicuro il Comune, anche questa volta,
riuscirà a rimediare i soldi per tutti. Ma il prezzo da pagare diventa sempre
più alto. In tutti i sensi.
Diego Roma

Finalmente a breve partiranno i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del cimitero di via Anxur a Terracina.

Ieri in Comune si è tenuta la gara per
l’aggiudicazione. Ha vinto una ditta di San Marcellino, in provincia si Caserta.
L’importo a base d’asta si aggirava intorno ai 180mila euro e i lavori se li è
aggiudicati la ditta che ha applicato il ribasso più significativo unitamente ai
requisiti richiesti dal bando. L’offerta era stata presentata da ben
settantacinque imprese. Finisce così una lunga storia piena di polemiche e
proteste generate a vario titolo dai cittadini che a vario titolo hanno avuto
bisogno dei servizi del cimitero. I lavori comprenderanno la sistemazione dei
loculi e un generale assetto e pulizia delle aree che sono maggiormente
degradate, ma non la costruzione di nuovi spazi per la sepoltura. Ora bisognerà
solo capire il giorno esatto in cui gli operai della ditta campana entreranno al
cimitero di via Anxur per iniziare i primi interventi. In questi giorni
l’emergenza loculi si è fatta risentire. Una salma è stata “parcheggiata” nella
camera mortuaria che per ora non serve agli esami autoptici. Una situazione di
emergenza che va avanti da tanti mesi. È anche capitato che l’obitorio ospitasse
più salme in attesa della tumulazione perché mancavano loculi. Situazioni che
sono state temporaneamente tamponate grazie alla rotazione dei posti che avviene
tramite esumazioni trentennali. Ma ora il problema si ripresenta. Per questo è
importante sapere i tempi che intercorrono tra l’aggiudicazione e l’inizio dei
lavori che hanno l’obiettivo di recuperare quanti più loculi possibili.
di FABIO COCCIA

Giovedì 25 febbraio alle ore 17,30 nella sala convegni della Coop (piazzale
Coop) il Terracina Social Forum presenterà il libro “La decrescita felice”

(Editori Riuniti) di Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la
decrescita felice.
Maurizio Pallante da anni svolge un’intensa attività di ricerca e divulgazione
scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia. Su queste
tematiche ha pubblicato diversi libri: “Le tecnologie di armonia” (1994);
“Scienza e ambiente. Un dialogo” (con Tullio Regge,1996); “L’uso razionale
dell’energia” (con Mario Palazzetti, 1997); “Ricchezza ecologica” (2003), “Un
futuro senza luce?” (2004).
La teoria della decrescita consiste in un approccio rivoluzionario alle
tradizionali dottrine economiche.
Generalmente si crede, infatti, che la crescita economica consista nella
crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico mette a
disposizione di una popolazione nel corso di un anno. L’indicatore che si
utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare il
valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con
denaro. Ma il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non
tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.
La frutta e la verdura coltivate in un orto familiare per autoconsumo sono beni
qualitativamente molto migliori della frutta e della verdura acquistate al
supermercato. Ma non passano attraverso un’intermediazione mercantile, per cui
non sono merci. Soddisfano il bisogno di nutrirsi in modi più sani e più
gustosi, non sono stati prodotti con veleni e prodotti di sintesi chimica, non
hanno impoverito l’humus, non hanno contribuito a inquinare le acque, ma fanno
diminuire il prodotto interno lordo.
La decrescita, pertanto, indica solo una diminuzione della produzione di merci,
ma non dei beni. Anzi, la decrescita può anche essere indotta da una crescita di
beni autoprodotti in sostituzione di merci equivalenti. Una decrescita guidata
in questa direzione racchiude intrinsecamente un fattore di felicità. Vive
felicemente chi si propone di avere sempre maggiori quantità di merci, anche se
non sono beni, e spende tutta la vita per questo obiettivo? Non vive più
felicemente chi rifiuta le merci che non sono beni e sceglie i beni di cui ha
bisogno in base alla loro qualità e utilità effettiva, lavorando di meno per
dedicare più tempo ai suoi affetti? Vive felicemente chi vive in una società che
si propone di produrre sempre maggiori quantità di merci, anche se non sono
beni, e sacrifica a questo obiettivo la qualità dell’aria, delle acque e dei
suoli? Non vive più felicemente chi vive in una società che antepone il bene
della qualità ambientale alla crescita della produzione di merci che non sono
beni?

È STATO affidato l’appalto per i lavori di manutenzione dei cimiteri comunali di
Terracina.
Ad aggiudicarsi la gara la ditta «Cassandra» proveniente dalla
provincia di Caserta, per un importo di 250 mila euro. Ieri mattina presso
l’ufficio gare del Comune di Terracina, all’interno del palazzo municipale, è
avvenuta l’apertura delle buste con le offerte inerenti l’appalto. La ditta
Cassandra si è aggiudicata la gara pubblica presentando una domanda con ribasso
del 26%. La ditta campana dovrà quindi mettere al servizio del cimitero di via
Anxur e della struttura di Borgo Hermada i propri operai per un importo
complessivo di 250 mila euro del bilancio comunale. Come stabilito dall’ente che
intende fronteggiare la carenza di loculi con l’affidamento della gara
all’impresa esterna. La ditta dovrà a tal proposito svolgere diverse mansioni:
la ristrutturazione dei loculi, i lavori di manutenzione all’interno delle aree
cimiteriali, interventi relativi ai viali nella struttura. L’impresa che si è
aggiudicata la gara indetta dal Comune, si affiancherà nel caso del camposanto
di Borgo Hermada alla Co.Pa. di Casal di Principe, altra ditta campana al
momento al lavoro presso il cimitero per completare la realizzazione delle
cappelle gentilizie. La fine dei lavori in questo caso è previsto
per la prossima primavera.
F. A.

POLEMICHE sull’Azienda Speciale e sui contratti delle 30 operatrici che
impiegate presso gli asili comunali: parlano i lavoratori.
La loro è una nota in
risposta alle dichiarazioni del consigliere Di Mauro, che aveva sollevato dubbi
sulla loro situazione contrattuale. «Per un intero anno – scrivono in una nota -
la nostra situazione è stata ben più grave di quella attuale: 13 mensilità non
retribuite, assegni familiari non corrisposti, contributi non versati dalla coop
sociale ‘Insieme’». Le 30 operatrici in questione scrivono anche di «offrire un
servizio alle famiglie che, dopo un lungo periodo di incertezza per la sorte dei
loro piccoli hanno finalmente raggiunto una certa tranquillità. Con il clima
lavorativo di oggi, siamo anche pronte a prestare il nostro servizio
volontariamente affinché non si deludano le aspettative di queste famiglie ».

I lavoratori si tirano quindi fuori dalla polemica di natura politica tra
maggioranza e opposizione, e chiedono solo che «il lavoro di chi opera ogni
giorno non venga messo in discussione da finti sostenitori della giustizia che
con il loro agire promuovono le proprie sorti politiche a
scapito degli altri».
F. A.

«COME fa Bernardi a conciliare il suo trionfalismo sulla paternità dell’atto con
le accuse di Di Tommaso, che quella variante non è altro che una colata di
cemento?».
L’assessore all’Urbanistica Giovanni Masci risponde all’intervento
del capogruppo del Partito democratico Antonio Bernardi in merito
all’approvazione della variante del progetto definito Quadrante di Nord Ovest,
accusando i democratici di essere contraddittori. «Avevo deciso di non
polemizzare dopo le esternazioni del segretario cittadino del partito
democratico Di Tommaso ma oggi leggendo ciò che afferma il capogruppo Antonio
Bernardi circa la variante quadrante Nord Ovest ritengo che la misura sia colma
ed alcuni chiarimenti e domande sono d’obbligo». Masci chiede al Pd perché sul
progetto da un lato emergono «le accuse di Di Tommaso» e dall’altro il
«trionfalismo» di Bernardi. Un indirizzo, quello del Pd, che secondo Masci è
stato adottato, dice, anche per «le altre “colate di cemento” che vanno sotto i
nomi di “centro servizi Arene 1” e “Piano di riqualificazione urbana di
calcatore”». Ma Masci non si ferma qui. L’assessore vuole «chiarire un concetto
che evidenzia la differenza tra noi di centrodestra e loro di sinistra ». «È
vero – dice l’assessore – che la paternità della variante Quadrante di Nord
Ovest è della giunta Recchia e nonostante preveda molte residenze, oltre a
strutture commerciali e da artigianali, noi abbiamo reputato che fosse una cosa
positiva per quel pezzo di territorio, e il sottoscritto è andato decine di
volte in Regione per seguire l’iter della variante e chiederne l’approvazione.
Se c’è stato ritardo non è certo attribuibile a noi». Quanto all’altra variante,
la C2, Masci respinge al mittente le critiche del Partito di Bersani: «La C2,
pur non prevedendo residenze, tutta protesa nella direzione dello sviluppo
economico, sociale e occupazionale con la sua portualità, capannoni per la
nautica, polo fieristico, strutture turistico ricettive, artigianali e
commerciali, è stata osteggiata dalla sinistra fino al punto di organizzare
“viaggi charter” in Regione per impedirne l’approvazione. Questa è la politica
del tanto peggio tanto meglio che lasciamo tutta Bernardi e la sua
compagnia politica».
D. R.

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54000 [8]

Un cantiere ormai aperto, con le reti di protezione parzialmente divelte  e  con
i materiali lasciati all’aria aperta totalmente incustoditi. Per  non  parlare
delle persone che in una domenica mattina piena di sole, come  quella  di  ieri,
ci passeggiavano tranquillamente in mezzo. E’ la fotografia di  uno  dei  lavori
più importanti di  riqualificazione  di  lungomare  Circe,   a  Terracina,   che
rischia di diventare l’ennesimo progetto nato male e finito peggio.   Un  valore
complessivo di 800mila euro, come si legge nel cartello dei  lavori  che  ancora
si regge su uno di due poli del cantiere, con una gara  che  ne  ha  aggiudicato
l’esecuzione per oltre 450mila. Vanno via i mattoni antisdrucciolo  messi  dalla
vecchia amministrazione, decisamente  poco  estetici  ma  efficaci  anche  nella
rimozione e manutenzione, per fare posto a  marmi  bianchi,   porosi,   che  per
molti addetti ai lavori, rischiano con il tempo  di  diventare  scivolosi  anche
con l’arrivo della sabbia in estate, portata quotidianamente dalle  migliaia  di
turisti  che  risalgono  dal  mare.   Questi  rettangoli  di  marmo,   con  ogni
probabilità  di  natura  calcarea,   vestiranno  gli  oltre  tre  chilometri  di
marciapiede. Oltre al rischio aderenza, ce n’è un  secondo,   affatto  marginale
quando si parla di riqualificazione di un tratto che  rappresenta  il  biglietto
da visita turistico della città, ed è quello  della  facilità  nello  sporcarsi.
Com’è accaduto per i marmi, questa volta lisci, di piazza Garibaldi,   diventati
praticamente irriconoscibili, macchiati in ogni  dove  e  invasi  da  cicche  di
gomme che sono diventate parte integrante del pavimento, frutto  di  una  totale
mancanza di senso civico, ma di certo aiutati da  una  scelta  sul  materiale  a
dir poco discutibile. I lavori sono iniziati  a  dicembre  e  nel  cartello  c’è
anche la data di ultimazione, ovvero agosto 2010. Già, in pieno  delirio  estivo
con un cantiere ancora aperto.
di FABIO COCCIA

Le strade colabrodo provocano incidenti a go go.
Il gruppo nato su Facebook  ’Quelli  che  hanno  preso  almeno  una  delle  buche
nell’asfalto di Terracina’ adesso conta di  diritto  almeno  quattro  membri  in
più. Si tratta delle persone a bordo  della  Toyota  finita  con  un  pneumatico
scoppiato per colpa di un cratere in via Toscana, e dei signori  ciociari  nella
Ford Fiesta che ieri mattina su via Renibbio  si  è  scontrata  contro  un  palo
dopo aver preso in pieno una buca. Fortunatamente  nessuno  di  loro  s’è  fatto
male seriamente. Ma vogliamo parlare del grande spavento che hanno preso  e  dei
danni per le rispettive automobili? Forse è meglio  di  no.   Piuttosto  sarebbe
meglio  parlare  dell’asfalto  che,   a  quanto  dicono  dagli  stessi    uffici
competenti del Comune, si sarebbe esaurito.  Così  si  sono  sentiti  rispondere
negli ultimi giorni i  vigili  urbani,   ogniqualvolta  hanno  chiamato  su  per
rigirare le tantissime segnalazioni di buche  sparse  ovunque.   ”Mi  dispiace.
Richiamare  quando  l’asfalto  sarà  disponibile”.   Ergo:  che    sospensioni,
pneumatici e cerchi continuino pure a saltare mettendo  seriamente  in  pericolo
l’incolumità degli utenti delle strade. Nel  Palazzo  hanno  altri  problemi  da
risolvere. Chissà se questa giustificazione piacerà ai  tre  signori  di  Veroli
che ieri mattina si sono schiantati contro un palo  dell’alta  tensione  su  via
Renibbio, strada di competenza comunale sulla Migliara 56.   Erano  a  bordo  di
una Ford Fiesta che all’improvviso è finita in una buca sulla  carreggiata.   Il
conducente  ha  perso  il  controllo  dell’auto  finendo    fuori    strada    e
schiantandosi contro il palo di ferro. Sul posto polizia municipale  e  sanitari
del 118. I tre sono stati soccorsi e  trasportati  al  ’Fiorini’,   dimessi  con
qualche lussazione. Ovviamente danni alla Ford.  Idem  per  la  Toyota  che  nel
tardo pomeriggio di venerdì ha riportato  lo  scoppio  di  un  pneumatico  e  la
rottura di un cerchione dopo  aver  preso  in  pieno  un  cratere  nell’asfalto.
Proprio questa buca era stata segnalata da giorni dai vigili urbani, ma  un  po’
per la penuria di asfalto un po’ perché,  così  sembra,   non  ci  sarebbero  le
squadre reperibili, è rimasta tristemente  aperta.   Come  lo  sono  rimaste  le
tante altre buche sparse ovunque a Terracina. Uno spettacolo  lunare  devastante
che nei giorni di pioggia diventa ancora più ad alto rischio. Una vergogna.   Su
questo era intervenuta a  gennaio  l’associazione  ’Per  Terracina  Domani’  che
parlava del disfacimento dello strato di asfalto che, a loro  avviso,   potrebbe
anche puzzare di sospetto. Un disfacimento  che  ”non  può  essere  determinato
dall’usura del tempo, ma da altre motivazioni” scrivevano  Vittorio  Marigliani
e Giovanni Aiello. Per  esempio  l’utilizzo  di  poco  asfalto.   L’associazione
puntava il dito contro quelle opportune verifiche che non  ci  sarebbero  state.
”Le  stazioni  appaltanti  prima  di  indire  una  gara  di  appalto    debbono
necessariamente effettuare una corretta analisi dei  costi,   rischi,   oneri  e
utile  d’impresa  onde  determinare  con  certezza  un  valore   di    partenza.
Successivamente si procede applicando il criterio di aggiudicazione  del  prezzo
più basso”. Naturalmente un prezzo che ”non può  essere  eccessivamente  basso
perché comporterebbe un servizio di  pessima  qualità”.   ”E’  emerso  che  la
ditta vincitrice dell’appalto abbia effettuato un ribasso d’asta  del  50, 001%.
E’ possibile che un tale ribasso non abbia determinato alcun dubbio  nei  nostri
amministratori?”. Insomma, ”perché nonostante un ribasso anomalo del  50, 001%
si è proceduto all’aggiudicazione?”.
Pubblicato da Rita Recchia

LOCULI esauriti al cimitero di via Anxur, la prima bara è già  ferma  «in  lista
d’attesa». Intanto questa mattina in Comune, presso  l’ufficio  gare,   ci  sarà
l’apertura  delle  offerte  relative  i  lavori  di  manutenzione  del  cimitero
municipale, con cui l’ente  intende  porre  rimedio  all’ennesima  emergenza  al
camposanto. I loculi presso la struttura di via Anxur sono terminati  da  alcuni
giorni, con  l’impossibilità  di  tumulare  le  salme.   Da  qualche  giorno  il
personale che lavora al cimitero si  è  trovato  obbligato  a  fronteggiare  una
nuova emergenza loculi.   Esaurita  la  disponibilità  di  tombe  in  cui  poter
tumulare le bare, una salma si trova «parcheggiata» in attesa che si  liberi  un
posto per riposare in pace. Infatti lasciare  la  bara  nella  camera  mortuaria
che funge anche da obitorio potrebbe costituire un  disagio  notevole  nel  caso
in cui si dovesse presentare l’esigenza di  effettuare  un  esame  autoptico  da
parte di un medico legale. Non è la prima volta che la struttura  di  via  Anxur
si ritrova in una situazione di questo genere. Proprio  un  anno  fa  di  questi
tempi il camposanto non aveva più  neppure  un  loculo  a  disposizione.   Ma  a
quell’emergenza  si  riuscì  a  far  fronte  visto  che  c’era  già  una   ditta
incaricata  di  svolgere  i  servizi  di  manutenzione  e  ristrutturazione  dei
loculi. Lavori  che,   effettivamente,   poi  furono  eseguite  ma  riuscendo  a
liberare solo qualche decina di tombe grazie alla  rotazione  trentennale  delle
salme, come  previsto  dal  regolamento  di  polizia  cimiteriale  adottato  dal
Comune. Si era trattato, come si era detto allora e come viene dimostrato  oggi,
di una soluzione «tampone ».   Utile  solo  a  rimandare  di  mese  in  mese  la
carenza strutturale di tombe  al  cimitero.   Servirebbe  dunque  un  piano  che
preveda la costruzione di nuovi spazi per ospitare i loculi. Il  Comune  d’altro
canto, rappresentato dall’assessore ai servizi cimiteriali Gianni  D’Amico,   ha
posto di nuovo mano a un  intervento  tampone,   avendo  bandito  una  gara  per
incaricare una  ditta  di  svolgere  i  lavori  di  manutenzione  nel  cimitero.
Stamattina alle 10  presso  l’ufficio  gare  del  palazzo  del  Comune  ci  sarà
l’apertura delle offerte. Ovviamente, prima che la  ditta  che  si  aggiudicherà
l’appalto possa iniziare a lavorare  nel  cimitero  di  via  Anxur  passerà  del
tempo. In questo periodo,  dunque,   sarà  vietato  morire.   Le  salme  saranno
momentaneamente  posizionate  nella  camera  mortuaria,   in  attesa  dei  nuovi
loculi. Una soluzione, quella dell’affidamento dei lavori nel  camposanto,   che
forse avrebbe potuto essere programmata  prima,   evitando  di  doversi  trovare
dinanzi all’ennesima emergenza nel cimitero. Con salme senza  tomba,   soluzioni
tampone e familiari, a buon diritto, inferociti con  l’amministrazione  comunale
perché non c’è a disposizione neppure una tomba dove piangere  il  proprio  caro
defunto.
Francesco Avena

Lo Zagarolo supera 2-1 il  Terracina e  consolida  la  vetta  allungando  sulla
Cavese. Solo l’ottima prova del portiere Stefanini e  l’arbitro  Fourneau,   che
annulla due reti molto dubbie  a  Reali  e  Amassoka,   rendono  meno  netto  il
risultato. Dopo un primo tempo  a  reti  bianche  la  svolta  arriva  ad  inizio
ripresa con l’ingresso di Giannetti. Sua la punizione che  regala  il  vantaggio
alla capolista e suo l’assist per il raddoppio di Amassoka.   Bella,   ma  buona
solo per le statistiche,   la  punizione  di  Minieri  che  vale  il  momentaneo
pareggio dei terracinesi. ZAGAROLO: Ruggini 6,5, Iorio 6,5, Ancona 7,  Nardi  6,
5, De Oliveira 7, Napoleoni 6,5, Vitali 6 (33’st Cerica  6),   Paglia  6  (13’st
Giannetti 8), Reali 6,5 (44’st Campana sv), Amassoka 6,5,   De  Paolis  7;  All.
Scarfini 7 TERRACINA: Stefanini 7,5, Morini 6 (40’st Girolami  sv),   Serapiglia
5 (26’st Valerio 6), D’Amico 5, Del Signore 5,5, Foresi 6, Macchiusi 5,   Trillò
5, Mandarelli 5 (14’st Vuolo 5,5), Caligiuri 5, Minieri  6;  All.   Magliozzi  5
Arbitro: Fourneau di Roma
Reti: 16’st Giannetti (Z), 23’st Minieri (T), 32’st Amassoka (Z)
Note: 14’st espulso Scarfini (Z), 39’st espulso Magliozzi (T)

Migliaia di euro per la pista ciclabile sulla Migliara 58.
Una pista ciclabile illuminata sulla Migliara 58 che aumenti  la  sicurezza  per
gli utenti e conduca ad analoghi  percorsi  di  San  Felice  e  Sabaudia.   Sarà
possibile realizzare l’ambizioso progetto grazie ai  250  mila  euro  deliberati
dalla Regione Lazio su proposta del consigliere regionale Aldo  Forte.   A  dare
la notizia è Pierpaolo Marcuzzi dell’Udc di Terracina. ”Da  diverso  tempo  sto
portando avanti con  il  mio  gruppo  il  problema  della  sicurezza  della  via
Migliara  58,   e  ieri  (venerdì  ndr)  abbiamo  inserito  l’ultimo    tassello
burocratico per la sua messa in sicurezza- scrive Marcuzzi in una  nota  stampa-
A novembre la giunta provinciale deliberava una richiesta  di  finanziamento  di
300 mila euro per i lavori sulla Migliara 58,  impegnandosi  anche  lei  con  un
importo di  256  mila  per  la  prima  fase  dei  lavori”.   Una  richiesta  di
contributo sostenuta in Regione dal gruppo UDC  fino  alla  delibera  dell’altro
giorno.  ”E’il  primo  passo  concreto  verso  la  realizzazione  di  un  opera
importante  per  tutta  la  comunità  di  Borgo  Hermada-  continua  l’esponente
cittadino dell’Udc- E’ risaputo della pericolosità della  Migliara  58,   teatro
di decine  di  incidenti  di  cui  alcuni  mortali  che  hanno  visto  coinvolti
automobilisti e ciclisti in prevalenza extracomunitari. La  realizzazione  della
pista ciclabile,   oltre  a  mettere  in  sicurezza  automobilisti  e  ciclisti,
servirà a collegare  il  borgo  con  altre  piste  ciclabili  di  San  felice  e
Sabaudia”. Difatti è stato presentato un progetto  di  collegamento  fra  varie
piste ciclabili presenti sul  territorio,   ”per  creare  un’offerta  turistica
migliore, dando la  possibilità  agli  amanti  delle  due  ruote  di  effettuare
percorsi sicuri che permetteranno di ammirare le bellezze  dell’agro  pontino”.
”Quello di oggi- conclude  Pierpaolo  Marcuzzi-  è  la  conferma  che  noi  non
facciamo a differenza di altri le classiche promesse  da  marinai,   e  vogliamo
dare risposte concrete alle problematiche del nostro  territorio”.
Pubblicato da Rita Recchia

Una lapide nuova per fratello Alfredo.
”Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i  fiori…”.   Così  cantava
il poeta Fabrizio De Andrè, e il senso più profondo di quei versi  si  ritroverà
sabato prossimo davanti alla stele che da dieci anni è  posta  fuori  l’ospedale
‘Alfredo Fiorini’ di Terracina, a  ricordo  indelebile  del  medico  missionario
barbaramente ucciso nell’estate del 1992.  Dal  vandalismo  scellerato  commesso
da ignoti alcuni mesi fa, che hanno distrutto la lapide,   è  nata  l’iniziativa
dell’associazione ‘Alfredo Fiorini’ di porne identica a  quella  profanata  (che
sarà donata da Giovanbattista Zomparelli) per lanciare il messaggio  di  sempre:
fratello Alfredo non è morto invano. ”L’accaduto ci ha  lasciati  assolutamente
allibiti- aveva commentato Giovanna Mammaro,   presidente  dell’associazione-  A
sconvolgerci soprattutto la vacuità del gesto che  non  era  indirizzato  contro
la memoria di Alfredo Fiorini. Ora la cosa fondamentale  è  rimediare  al  grave
gesto commesso e  restituire  al  compianto  fratello  Alfredo  la  dignità  che
merita”. E così avverrà sabato mattina,  con  una  cerimonia  a  partire  dalle
10e30 che vedrà riunite tutte le scuole  di  Terracina,   le  associazioni,   le
autorità civili e militari. ”Da quel gesto assurdo  abbiamo  colto  l’occasione
per dedicare un momento collettivo al nostro caro  Alfredo  perché  ha  lasciato
un’eredità di valori che sono un  patrimonio  da  salvare”.   Proprio  seguendo
questo  spirito  era  nata  l’omonima  associazione,   subito  dopo  il  barbaro
assassinio del medico comboniano. Negli anni il gruppo, con  la  vice-presidenza
di Franca Maragoni, ha sposato iniziative culturali e solidali  intrise  proprio
della dedizione,   dell’amore  e  dell’immensa  umanità  che  animavano  Alfredo
Fiorini. Ne sanno qualcosa i quattro medici del Mozambico, tre donne e un  uomo,
che  hanno  potuto  studiare  e  laurearsi  anche   grazie    alla    generosità
dell’associazione di Terracina attraverso borse di studio, finanziate  con  cene
di beneficenza. ”La cerimonia di  sabato  sarà  l’occasione  per  la  città  di
tributare al suo martire l’amore  che  merita”  termina  Giovanna  Mammaro  che
ringrazia il  direttore  sanitario  Sergio  Parrocchia  e  il  professor  Franco
Stagnitti  per  la  disponibilità  con  cui  stanno  collaborando    all’evento.
Pubblicato da Rita Recchia

HA FATTO tappa a  Terracina  il  tour  di  Francesco  Storace,   il  leader  del
movimento politico de La Destra candidato al consiglio regionale  del  Lazio  al
fianco di Renata Polverini.  Un  bagno  di  folla  per  l’ex  governatore  della
Regione, che oggi accetta la sfida degli elettori  di  destra  che  «si  sentono
abbandonati dalle Istituzioni». Ieri mattina Storace  è  sceso  in  piazza,   ha
incontrato i cittadini, si è confrontato sui problemi  di  tutti  i  giorni.   A
Terracina, con il coordinamento del segretario cittadino de La  Destra  Gianluca
Di Natale, si è svolto un dibattito pubblico  presso  il  gazebo  installato  in
piazza Garibaldi.  «È  stato  un  incontro  in  certi  tratti  commovente  -  ha
commentato il candidato al consiglio regionale Storace -.  Tante  persone  hanno
voluto stringermi la mano. È  veramente  sconvolgente  percepire  da  decine  di
cittadini un senso tanto forte di abbandono da parte della  Regione  Lazio.   In
tutti i centri della provincia di Latina si avverte questo clima,   di  profonda
insoddisfazione nei confronti della politica attuata dal governo  regionale  nel
corso dell’ultima legislatura ».   Storace  nell’incontro  di  ieri  ha  puntato
l’attenzione sull’incapacità da  parte  del  governo  Marrazzo  di  contare  sui
fondi europei per le imprese. «Quando ho  guidato  il  governo  regionale  -  ha
spiegato  Storace  -  la  mia  attività  amministrativa  si  è  indirizzata    a
beneficiare al massimo dei fondi europei. Dopo cinque anni  con  Piero  Marrazzo
e il centro sinistra al comando, invece, l’Europa non sa  neppure  più  dove  si
trovi il Lazio ». Ieri mattina un fiume di persone ha voluto  salutare  Storace,
ascoltarlo mentre esponeva il suo programma elettorale condiviso  dal  candidato
presidente  per  il  Pdl  Renata  Polverini.   Le  priorità  sono  il   sostegno
all’agricoltura, un  potenziamento  delle  strutture  sanitarie  nel  territorio
regionale,   la  realizzazione  del  corridoio  tirrenico  per  migliorare    la
viabilità di tutto il centro del Lazio. Significativo il  faccia  a  faccia  tra
Francesco Storace e alcuni pescatori di Terracina, una categoria  in  difficoltà
ma fondamentale per il  tessuto  economico  locale.   «Anche  a  Terracina  come
alcuni giorni fa a Ponza e San Felice Circeo i pescatori  mi  hanno  chiesto  un
aiuto, perché le loro  condizioni  di  lavoro  sono  arrivate  al  limite  della
praticabilità. Con i costi del gasolio per le imbarcazioni,  le  restrizioni  in
termini  di  pesca  dettate  dalle  normative  europee,   il  settore  ittico  è
precipitato in uno stato di estrema difficoltà. Da parte  della  coalizione  del
Pdl, e in  particolare  dal  movimento  de  La  Destra,   l’impegno  a  sostegno
dell’intera categoria». In segno di amicizia Storace ha poi ricevuto  una  targa
ricordo come ringraziamento per le opere realizzate durante la sua giunta,   tra
cui la Terracina-Frosinone, il day-hospital di oncologia  presso  il  «Fiorini»,
il ripristino dei collegamenti ferroviari per  Roma,   i  fondi  per  l’apertura
degli asili nido. Solo nella giornata di ieri, il tour  di  Storace  ha  toccato
altri centri della provincia: Pontinia, Roccagorga,   Cisterna,   in  serata  il
viaggio de La Destra si  è  fermato  a  Latina  dove  Storace  ha  incontrato  i
rappresentanti dell’imprenditoria del capoluogo. La maratona verso il  voto  del
28 e 29 marzo conoscerà sabato prossimo un’altra  giornata  importante,   quando
Storace  sarà    presente    a    Latina    insieme    a    Renata    Polverini.
Francesco Avena

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vigili

Sui quotidiani di venerdì abbiamo letto l’ennesimo appello del Comandante dei Vigili Urbani di Terracina in merito alla cronica carenza del personale della Polizia Municipale.

Nulla da eccepire in merito alle considerazioni esternate da Pecchia ma, consentiteci, di esternarne una anche a noi.

Abbiamo letto che negli anni 80 la Polizia Municipale contava circa 60 unità ed oggi sono 30.

In effetti, con l’arrivo dell’età pensionabile, alcuni sono andati via; altri 4-5 hanno svolto un regolare concorso e sono passati alle dipendenze del Comune come impiegati.

La nostra considerazione è questa: come hanno fatto almeno altri 10 vigili urbani a “togliersi” la divisa ed indossare i panni di impiegato comunale. E’ vero, come ci hanno detto, che costoro sono passati alle dipendenze del Palazzo senza aver partecipato ad un regolare concorso ?

Sono ancora qualificati come Vigili urbani ? Si possono far tornare a vestire la divisa ?

E se ciò non è più possibile, come hanno fatto ad “imboscarsi” nei meandri del Palazzo ?

Saremmo ben lieti che ci rispondesse il Comandante, o chi ne è al corrente, per toglierci questo dubbio, sperando che questa emorragia di Vigili urbani non sia dipesa dalle solite inciuciate che ci lasciano tanto amaro in bocca.

Terracina Rialzati


Articolo tratto dal sito www.TerracinaRialzati.com

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54000 [9]
Le strade a Terracina le hanno asfaltate da poco ma dopo la pioggia di questi
giorni alcune sono ritornate alla luce.
Ieri per averne presa una che era un
cratere è finita in ospedale un’intera famiglia. E’ successo intorno alle 12 in
via Renibbio, una strada extraurbana che incrocia con la Migliara 56. Una Ford
Fiesta con a bordo tre persone originarie di Velletri, ha centrato in pieno una
buca. Il guidatore ha perso il controllo del mezzo e ha finito la sua corsa
contro un palo della luce situato ai bordi della strada. Sul posto sono
intervenuti gli agenti di polizia municipale insieme ai sanitari del 118. Li
hanno trasportati tutti e tre al Fiorini. Alcune lussazioni ed escoriazioni. Se
la caveranno con pochi giorni di prognosi. E ieri l’altro una Toyota, ha fatto
la stessa fine ma in pieno centro della città, in via Firenze. Per il conducente
nessun soccorso ma l’auto ha subito danni ingenti. Eppure quella buca era già
stata segnalata giorni prima ma nessuna squadra di operai del Comune si era
presentata. I “municipali” si sono sentiti dire dall’ente che per intervenire
bisognava fare una gara di appalto per i lavori. E per adesso di gare e appalti
non se ne parla, visto che non ci sono soldi. I lavori per riasfaltare le strade
urbane furono effettuati lo scorso anno ma al minimo ribasso. A gennaio
intervenne l’associazione Per Terracina Domani che pose alcuni quesiti sui
lavori svolti. Qualcuno ha controllato se lo spessore dell’asfalto nuovo
corrispondeva a quello indicato nel capitolato? E poi, visto il prezzo di
aggiudicazione nessuno si è mai posto il problema sulla qualità dei materiali
utilizzati?
di FABIO COCCIA


Oltre la recinzione in legno, che si tiene in piedi per miracolo, svetta uno
scheletro di cemento appiccicato agli spogliatoi, in parte sventrati, dello
stadio «Mario Colavolpe».
Buttati qui e là ci sono pezzi di legno, ferraglia
arrugginita e sacchetti di cemento ormai indurito. Regnano la desolazione e il
silenzio, fatta eccezione per le folate di vento e il verso delle ranocchie che
si sono impossessate della buca che avrebbe dovuto ospitare, chissà, una vasca.
Difficile dirlo perché difficile è venire a capo del guazzabuglio, forse il più
grave dei tanti, troppi scandali che costellano la galassia senza fondo delle
opere pubbliche della città. L’appalto della piscina risale addirittura al
settembre del 2005 e da allora ne sono accaduti di imprevisti e episodi
singolari. C’è l’imbarazzo della scelta. Si potrebbe però iniziare dalla voltura
del contratto che viene effettuata poco tempo dopo l’aggiudicazione dell’opera,
per un importo a base d’asta di 731 mila e 555 euro. Nel 2006 succede infatti
che l’associazione temporanea d’imprese composta dalla «Abbate costruzioni» e la
«Edilprogetti», che si era aggiudicata, la gara voltura il contratto a un’altra
ditta, la «M.A. Costruzioni Pubbliche». Il passaggio viene fatto quando i lavori
non sono ancora iniziati ma l’aspetto singolare è che la società che subentra ha
lo stesso indirizzo di una di quelle che aveva ceduto l’appalto. La «Abbate
Costruzioni» e la «M.A. Costruzioni Pubbliche» hanno la stessa sede legale: via
Giudice Falcone, Marcianise, Caserta. Di più, oltre all’indirizzo, le società
condividono lo stesso numero telefonico. Tutto normale? Forse, chissà. Anche se,
pur volendo sorvolare su questa girandola di ditte campane, di normale c’è ben
poco nell’opera della piscina comunale. A nulla è servito affidare il project
financing per la copertura in cambio di una gestione pluriennale dell’impianto
alla «L.G. Costruzioni», ditta di proprietà della famiglia del consigliere
comunale Alfredo Lauretti. I lavori sono fermi da più di un anno. Dopo aver
approvato l’ amp lia men to del complesso è saltata fuori la faccenda dei
terreni inquinati. E dunque vai con i sopralluoghi e le bonifiche. Intanto, a
nuotare sono solo le ranocchie.
Beate loro.
Pierfederico Pernarella


Scricchiola l’impianto accusatorio che ha dato il via all’operazione «Anxur»
,
l’inchiesta che vede imputate a vario titolo 34 persone per reati che vanno
dall’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe all’
estorsione, fino all’illecita concorrenza e allo spaccio di cocaina. Dopo il
silenzio, nella scorsa udienza, di Francesco Iannarilli, l’imputato che con le
sue dichiarazioni aveva dato un significativo impulso alle indagini sul racket
del caro estinto e sui numerosi attentati incendiari che si verificarono a
Terracina tra il 2002 e il 2008, nell’udienza che si è tenuta ieri presso il
Tribunale di Latina, anche la madre di Iannarilli, considerata una testimone
chiave dell’accusa, ha ritrattato la precedente versione dei fatti. Proprio la
donna aveva infatti testimoniato ai carabinieri di aver ricevuto minacce al
telefono da Riccardo Di Meo, che lo stesso Iannarilli aveva indicato come la
mente del sodalizio criminale. Un altro colpo di scena, quello di ieri, che
rischia di ridimensionare fortemente l’impianto accusatorio formulato dal
titolare dell’inchiesta, il sostituto Raffaella De Pasquale. Davanti ai giudici
la madre di Iannarilli ha di fatto ritrattato tutte le precedenti dichiarazioni
su presunte minacce ricevute telefonicamente dall’imputato, arrivando a
sostenere di non sapere nemmeno che al telefono fosse Di Meo. La donna ha
giustificato il ribaltamento dei fatti raccontando ai giudici che in quel
periodo viveva un forte periodo di depressione, malattia accentuata dall’arresto
del figlio. IL PROCESSO Il processo «Anxur» vicino alla conclusione. Nelle
prossime udienze l’esame degli imputati GustoLive, mercoledì la rassegna
L’evento musicale ed enogastronomico «GustoLive » organizzato dal ristorante «La
Lanterna» si svolgerà il giorno mercoledì 24 febbraio e non martedì, come
erroneamente indicato in un precedente articolo. Protagonista della serata – la
prima di una serie previste il 10 ed il 31 marzo – sarà il «Jazz Please
Quintet», con un omaggio a Paolo Conte e Mina. Proprio in seguito al silenzio di
Iannarilli nei giorni scorsi è stato scarcerato l’imputato principale
dell’operazione «Anxur», Riccardo Di Meo, e ora con la ritrattazione del
testimone molti capi d’imputazione potrebbero modificarsi. Nell’udienza
straordinaria di ieri intanto si sono esauriti tutti i testimoni del processo. A
sfilare davanti ai giudici, anche i testi dell’avvocato difensore di Di Meo,
Enrico Cellini, tra cui alcuni dipendenti ed ex dipendenti di un’agenzia di
pompe funebri, un commerciante e la ex moglie di Di Meo. I testimoni hanno
parlato della presenza di diverse denunce che testimonierebbero come tra Di Meo
e il titolare dell’agenzia di pombe funebri ci sia stata in atto una vera e
propria guerra legale. Il caso riguarderebbe truffe che, dicono le carte, Di Meo
avrebbe messo a segno pagando con assegni arrecanti il timbro dell’agenzia
funebre. Secondo la difesa, la guerra tra i due di fatto smentirebbe l’esistenza
di un possibile sodalizio criminale tra il Di Meo e il titolare dell’agenzia.
Resta invece in piedi il capo d’imputazione relativo allo spaccio di droga,
suffragato anche da intercettazioni telefoniche. Intanto la prossima udienza è
stata fissata per il prossimo 3 marzo, data in cui avrà inizio l’esame degli
imputati e la discussione.
Diego Roma


«La questione “Amici” è oggetto di rilievo dei revisori dei conti e non un mio
capriccio».
Così il consigliere comunale dei Verdi Gino Di Mauro risponde al
capogruppo del Pdl Valerio Golfieri in merito alle illegittimità compiute
nell’ambito dell’Azienda speciale. «La delibera incriminata è stata cancellata
perché non era rispondente ai dettati dello statuto aziendale e se io non fossi
intervenuto, ci saremmo trovati per cinque anni un direttore generale in virtù
di un atto partorito dall’assessorato di cui la stessa persona nominata è
dirigente per nomina del sindaco e non per concorso ». Di Mauro ribadisce di
operare per la trasparenza. Quanto ai contratti, Golfieri «anziché sforzarsi di
giustificare i contratti occasionali, ben sapendo che avrebbero dovuto essere
stipulati come contratti a progetto, nei limiti delle possibilità di assunzione
da parte del Comune, dovrebbe riflettere sulle difficoltà che fanno sì che
l’Azienda speciale sia ferma ancora al palo di partenza ». Quanto al regio
decreto del 1925 che secondo Golfieri prevede per gli asili la costituzione di
un’azienda speciale, Di Mauro frena: «Non sono gli asili nido, ma asili
per ricovero notturno».
D. R.

Rasenta la paralisi la situazione dei rifiuti a Terracina.
Nella giornata di ieri, se non proprio di blocco del servizio,
si è trattato di raccolta ridotta ai minimi termini. Da notizie
apprese nell’ambiente dei lavoratori, solo un camion e un
camioncino sono usciti per operare la raccolta, mentre la
restante parte dei dipendenti della Terracina Ambiente è
rimasta al deposito, rifiutandosi di lavorare dopo l’incidente
avvenuto l’altro ieri, che ha riportato alla ribalta la questione
sicurezza. Ma non è finita. Se possibile, la situazione è
ancora più assurda. Ieri, sempre secondo alcune indiscrezioni,
i dipendenti in servizio erano poco più di quindici sui 45
in organico. In più uno dei camion con carico laterale si è
rotto in strada ed è dovuto tornare al deposito. Un calvario
al limite dello scandalo. Con alle spalle un appalto da 9
milioni di euro per un servizio che partirà solo a luglio. E fino ad allora?
D. R.

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Fig. 1 - La facciata della chiesa del Purgatorio (foto D. D'Elia).

Oggi vi raccontiamo della Chiesa dell’Orazione e Morte, meglio conosciuta tra la comunità come la Chiesa del Purgatorio. Popolare almeno quanto la Cattedrale, da diversi secoli, con i suoi caratteristici decori, incombe nella vita di tutti noi, gettando, dall’alto del suo seggio, un monito universale sulla caducità della vita umana: Hodie mihi, Cras tibi. Il settecentesco restauro, ad opera dell’omonima confraternita che faceva capo a Roma, ed unicamente realizzato con le offerte dei fedeli, ha trasformato la vecchia chiesa medievale di San Nicola, donandole un fascino oscuro e apocalittico; offrendo una degna sepoltura ai ”poveri” morti, ha per decenni svolto umilmente un compito di pubblica utilità. Poco tempo fa un articolo ha messo in luce lo stato di abbandono in cui versa la struttura che ha subito la rimozione, dovuta alle intemperie, di una porzione importante della guaina che protegge la cupola superiore. Il danno provoca l’infiltrazione di acqua piovana che sta causando seri danni alle volte affrescate, inficiando in modo determinate anche la struttura architettonica del tetto. Nel video che abbiamo realizzato, nonostante i gravi danni documentati, siamo rimasti colpiti dalla bellezza di questa chiesa a pianta centrale, piena di simbologie sul destino ultimo dell’uomo. Ringraziamo per la gentile collaborazione i custodi del monumento (ancora consacrato e in funzione) e il parroco Don Peppino Mustacchio. Buona visione e buona lettura a tutti.

Video importato

vimeo Video

La più inquietante, la più perturbante ed insieme la più affascinante chiesa terracinese è senza alcun dubbio quella del “Purgatorio”. Non fosse altro che per quell’enorme scheletro armato di falce accampato nel centro del grande timpano di facciata che proclama, con posa perentoria nel suo nastro svolazzante inciso a lettere cubitali: “HODIE MIHI CRAS TIBI” (Oggi a me, domani a te), e che ha agitato negli ultimi due secoli non poco l’impressionabile fantasia popolare.

Unico edificio sacro a pianta centrale della città, la chiesa “dei suffragi“, come doveva essere chiamata in origine, venne eretta a partire dalla meta del ‘700 sui resti della chiesa medievale di S. Nicola (inizio del XIII sec.), vescovo e confessore, citato nella Cronaca Cassinese del 1216, e portata a termine dopo il decisivo impulso dato ai lavori da Pio VI, nel 1787, come e inciso nel fregio in stucco appena sotto il vertice della cornice del timpano.

La grande iniziativa si legava all’attività e committenza della Confraternita della Buona Morte(dipendente dalla parrocchia di S. Giovanni), un’associazione di cittadini che promuoveva opere di carità in favore dei morti, raccogliendo quelli lasciati insepolti o abbandonati nelle campagne, e dei vivi, sostenendo le famiglie incapaci di provvedere al la sepoltura dei propri familiari o predisponendo le condizioni perché ciò avvenisse. Tali opere, che rientravano in un quadro definito, orientato e controllato dalla politica religiosa della Chiesa Romana, diffusa peraltro anche nel resto dell’ Italia ed in Europa, affondavano la loro radice nelle attività volontaristiche e di mutuo soccorso medievali. Ma è nel pieno Rinascimento che trovarono una più forte volontà organizzativa e di intervento sociale con istituzioni capaci di esprimersi, ancora net tardo ‘700 come è il caso di Terracina, addirittura sul piano monumentale con la fondazione di proprie chiese.

II confronto più diretto e più prossimo in questo senso appare la romana Compagnia della Morte, istituita nel 1538, che negli anni 1732-37 ricostruì la chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, dove aveva sede (già fondata nel 1575-76), affidandone il progetto e la realizzazione a Ferdinando Fuga, tra i più grandi architetti del secolo e la cui opera mirabile ancora si innalza per tutti in Via Giulia.

Sulla sommità della grande scalinata che introduce al borgo medievale di Cipollata dall’ingresso di “Porta Maggio”, dopo l’ampio sagrato circondato da un robusto muro con pilastri, ringhiere e cancellata centrale, si erge dunque maestosa l’armonica facciata della chiesa, scompartita da quattro lesene terminati con capitelli di ricordo corinzio (più plastici e rilevati i due centrali). Sulle tre specchiature ricavate, di cui la centrale larga il doppio delle laterali, si aprono, secondo una disposizione triangolare, tre oculi ellittici finestrati decorati da stucchi floreali. Una grande finestra centrale e rettangolare, anch’essa decorata da un grande stucco, sovrasta un semplice portale in pietra, segnato ai lati da due piccoli bassorilievi raffiguranti due ossa incrociate ad “X”, preludio a ben altri emblemi di morte. Sul grande e aggettante cornicione, a concludere la superficie, è poggiato un plastico e ondulato timpano, disegnato da simmetriche linee prima convesse e poi concave, che si chiudono all’interno in due morbide volute sulle quali sono sistemate due figure di putti ridenti muniti di tromba, ad annunciare, con un che di grottesco, l’inesorabile destino dell’uomo, nell’immagine dominante ed ossificata della morte, già sopra ricordata, incorniciata anch’essa, come fosse una più grande escrescenza dei muri, da un esuberante fregio floreale, sempre realizzato nella tecnica dello stucco.

Fig. 2 - Chiesa del Purgatorio, particolare della facciata (foto D. D'Elia).

E se il primo turbamento indotto da alcuni forti simboli esterni viene in qualche misura mitigato dalla distanza che si frappone tra noi e l’edificio e da una certa luminosità mediterranea che si riflette dai chiari pastelli degli intonaci (almeno quello che è rimasto), è all’interno che il riguardante, qualora avesse la ventura di entrare (e si esita non poco all’ingresso), viene come risucchiato improvvisamente da una dimensione illusiva e irreale, accentuata da una semioscurità (gli unici punti di luce sono l’oculo e la finestra centrale) avvolgente che ricolma il vuoto di ombre sinistre, e precipitato di colpo nel mondo delle apparizioni fantasmatiche, nel luogo arcano delle visioni sognate.

Un tamburo alto quasi dieci metri è diviso da otto larghe lesene concluse da un capitello ionico in stucco, cinto ognuno da una ghirlanda di foglie dorate. Delle rispettive pareti ricavate dalla partizione della circonferenza muraria, le quattro principali (quelle sugli assi mediani) presentano quattro rispettivi e grandi nicchioni, profondi circa mezzo metro, in cui sono collegati: all’ ingresso la struttura lignea di distribuzione dei fedeli; a destra e a sinistra due altari in muratura sovrastati da una edicola architettonicamente rilevata con forti pilastri ad angolo, un timpano ad arco spezzato e sovrabbondante e plastica decorazione in stucco, in cui appaiono evidenti, al culmine di ogni edicola, le figure di due piccoli putti con al di sopra una colomba poggiata su raggi; di fronte, l’altare maggiore, di più essenziale struttura, a semplici linee ortogonali, con pilastri laterali e cornice superiore ad inquadrare l’edicola, ma più ricco nel decoro dei marmi policromi di cui è rivestito. Alla sua base il sepolcro a vista (con lastra di vetro trasparente) con l’immagine statuaria del Cristo giacente. Un pesante drappo ricopre le immagini sacre dei tre altari. Le altre quattro pareti, seppur secondarie rispetto a quelle appena descritte, non appaiono meno caratterizzate delle prime.

Fig. 3 - Chiesa del Purgatorio, part. della volta dipinta (da V. Grossi, Terracina. Le quattro anime della bellezza ritrovata, Comune di Terracina 2006).

Ai lati dell’ingresso, difatti, due pesanti e cupi confessionali lignei, sagomati da linee concave e fortemente intagliati, sono in gran parte incassati nei muri. Al di copra di essi, le aperture corrispondenti ai due oculi finestrati esterni, il cui riflesso di Luce è praticamente nullo. Nelle due pareti corrispondenti, infine, ai due lati dell’altare maggiore ed in posizione sovrastante due larghi ambienti incavati, sono chiusi per metà da un’aggettante e ricurva balconata lignea, di tono cupo e di materiale in tutto simile ai confessionari.

Al di sotto di essi, a destra, una nicchia con una piccola statua dipinta di Madonna Consolatrice, e , a sinistra, la porta d’ ingresso della sagrestia e dei piani superiori.

II pavimento, in piastrelle di terracotta, è realizzato secondo un motivo geometrico che, attraverso l’intersezione di luminose maioliche dipinte, di chiara derivazione partenopea, aventi un disegno ad intreccio elicoidale in cui prevalgono i colori giallo, celeste e verde, in cornice ancora gialla, inquadra tutto l’altar maggiore con un tappeto triangolare di piastrelle. Incorniciati, invece, semplicemente con una fascia maiolicata, i due pilastri di pietra tra l’ingresso e l’altare e i due altari laterali, uniti a loro volta da una fascia maiolicata che corre sull’asse mediano della chiesa. Due tombe “a fossa”, sempre ai lati dell’ altar maggiore, a destra quella di Rosa Matacchioni, morta nel 1831, e a sinistra quella di Erasmo Marconi, spentosi nel 1869, concludono le emergenze del pavimento.

Una grande cupola emisferica, a conchiudere la struttura circolare sottostante, s’innalza infine su una massiccia e architettonica cornice. Al suo culmine essa è illusivamente sfondata da un oculo illuminato da una finta lanterna dipinta prospetticamente, secondo il punto di vista di colui che entra. Tutto l’interno della chiesa fin qui descritto, seppur per grandi linee, completamente rivestito, ed è questo che appare l’elemento unificante, la vera determinante simbolica e significante dello spazio sacro, di una fitta trama pittorica, insieme astratta e figurata, nei toni variabili e funerei che vanno dal viola chiaro all’azzurro cupo.

Si passa allora dai semplici toni uniti del viola, delle pareti ai lati dell’altare, alla ritmica decorazione geometrica “scatolata”, in più toni di viola delle pareti ai lati dell’ ingresso; dai finti braceri marmorei, dipinti ai lati degli altari minori, alle enormi e finte cornici di stucco, intorno alle aperture corrispondenti agli oculi laterali esterni sopra i confessionali; dai finti decori di stucco nei pennacchi dei nicchioni degli altari, al finto marmo dipinto sulle lesene: dal fregio dipinto a colonnina elicoidale sui fianchi degli altari laterali, alle grandi fasce azzurre della cupola, che, come tanti costoloni, la dividono in otto grandi vele celesti su cui insiste un motivo geometrico di linee oblique, incrociate e più scure; dal fregio monocromo e violaceo al di sopra del cornicione su cui poggia la cupola, al fregio in finto mosaico dorato al di sotto di esso, cui fanno da contrappunto le già citate otto ghirlande di stucco dorato nei capitelli delle lesene.

Fig. 4 - Chiesa del Purgatorio, l'altare laterale sinistro (da V. Grossi, Terracina. Le quattro anime della bellezza ritrovata, Comune di Terracina 2006).

Si impongono infine su tutto, dipinti in più forti cromie, innumerevoli simboli di morte: 8 grandi scheletri in posizione eretta sono giustapposti alla base delle fasce azzurre della cupola; 16 scheletri accovacciati in diverse pose si trovano poi nella grande fascia monocroma al di sopra del cornicione, sistemati ai due lati ed in corrispondenza dei capitelli delle lesene; 8 teschi con le classiche due ossa incrociate ad “X”, intervallano quindi la grande scritta nera in lapidario romano dipinta sul fregio dorato a finto mosaico e che proclama come “SANTO E GIUSTO IL PENSIERO PER I DEFUNTI“. Fanno eccezione a questa lunga teoria dipinta del motivo conduttore i due teschi con ossa incrociate scolpiti sulla cornice superiore dei confessionali.

Sul piano stilistico, l’edificio, seppur realizzato nella seconda meta del ‘700, quando cioè la proposta razionalista e funzionalista d’età neoclassica aveva già messo forti radici, appare legato a quella cultura che nella prima meta del XVIII sec., incrociò le esperienze declinanti del tardo barocco, con quelle emergenti, anche se di breve vita, del rococo internazionale, di provenienza meridionale e soprattutto napoletana.

Le prime, sviluppate nel nostro caso soprattutto nella parte architettonica, sia generale che di dettaglio, come ad esempio la pianta centrale, di chiara memoria classicista e rinascimentale, mai perduta dal barocco anche nelle sue forme tarde, o i ricordi borrominiani, di ritorno dal sud, sviluppati nelle linee intagliate che guidano le strutture nel gioco del concavo-convesso, presenti non solo nel grande timpano esterno, ma anche nella cupoletta a pagoda del campanile, negli altari emergenti dai nicchioni, nelle balconate lignee, e nei confessionali aggettanti dagli incavi. Come del resto vediamo nei due plastici cornicioni dell’esterno e dell’interno, riproducenti i profili di superficie, o come gli oculi ellittici di facciata.

Le seconde, sviluppate invece nella parte decorativa, soprattutto interna, attraverso una vera e propria dilatazione del principio barocco dell’unificazione di pittura, scultura e architettura, con il coinvolgimento di tutte le arti, anche le cosiddette “minori” come lo stucco, la maiolica dipinta e il mobilio scolpito.

E proprio lo stucco, materia privilegiata nel ‘700, ha una parte rilevante nell’edificio: decora in facciata la finestra centrale, contorna di fregi gli oculi e il grande scheletro nel timpano, modella i due putti laterali e i capitelli delle lesene. E tutto in un contenuto ma efficace colorismo plastico. All’interno, completa, in un gioco esuberante di fregi e forme modellate, le architettoniche, barocche edicole degli altari laterali, mentre plasma gli otto larghi capitelli ionici delle lesene lungo la circonferenza muraria in una chiara espressione rococò, nell’unione cioè del bianco candido con l’oro della ghirlanda. Ed è ancora presente attraverso la finzione pittorica nei pennacchi dei grandi nicchioni e negli abnormi fregi, contornanti le aperture sui confessionali, rispondenti agli oculi laterali di facciata.

Non meno importante appare il ruolo del mobilio sagomato e scolpito dei due confessionali e delle due balconate lignee, i quali non potevano che legarsi, in un motivo d’insieme, alla struttura d’ingresso ed all’arredo delle due file di banchi per i fedeli. Stesso discorso vale naturalmente per la geometrica maiolicatura del pavimento, che, pur nell’accentuato decorativismo, non si separa, nel rimarcare in grado diverso le fosse comuni, i due altari laterali e l’altar maggiore, da un criterio di valore degli spazi.

Fig. 5 - Chiesa del Purgatorio, part. del cornicione interno (da V. Grossi, Terracina. Le quattro anime della bellezza ritrovata, Comune di Terracina 2006).

Ma, come già detto, non soltanto alcune, ma tutte le tecniche insieme, maggiori e “minori“, compartecipano all’interno, in un reciproco scambio di funzioni, nel tentativo di raggiungere l’unita espressiva. L’architettura, nel dimensionare una spazialità in cui non si possa assistere al sacro ma agire il sacro, in cui non vi siano spettatori ma attori, non comparse ma protagonisti del rito e della vicenda spirituale.

Lo spazio creato, di fatti, è limitato, angusto, costretto. Si ha la sensazione, una volta entrati, di essere subito aL centro della scena e che non sarà facile uscirne. La pittura, nel suo cromatismo omologante di tonalità violacee e azzurre fregiate d’oro, contraddetta peraltro da dissonanze di vario genere; che finge continuamente il vero, fingendo persino sé stessa, in una illusività cosi scontata, in una irrealtà cosi smaccata che per ciò stesso diviene straniante, accentuando ancor più il vorticoso balletto dipinto degli scheletri che si rincorrono alla base della cupola. La scultura, infine, che passa dai morbidi e bianchi putti ridenti alla sommità delle edicole laterali, alle statue dipinte al naturale, quasi fossero di carne, del Cristo giacente e sanguinante nel sepolcro dell’altar maggiore e della Madonna Consolatrice in estatica posa.

Infine, il rito vero e proprio, l’azione sacra che si compie nel giorno solenne dei morti (oltre alle molte ricorrenze religiose nel corso dell’anno), l’atto vivente della funzione liturgica, non meno scenografica di ciò che la contiene, con il popolo della confraternita in tonaca e cappuccio nero che, munito di candele accese con paraventi bordati di croci nere e guidati dal reggibastone con teschio, svolgono, ancor prima dell’ alba, in lenta processione circolare, lunghe litanie e canti in memoria dei defunti. Di poi, celebrata la messa, il pellegrinaggio verso il cimitero con grande partecipazione dei fedeli, secondo i moduli delle “sacre rappresentazioni” di tradizione medievale prima e rinascimentale poi, trasferite sul piano collettivo e sociale e di cui le odierne processioni religiose non sono che un pallidissimo riflesso.

Tutto concorre insomma, in questo gran teatro tardo barocco, in questa spettacolare macchina emotiva e psicologica, in questo complesso apparato simbolico, ad una vera e propria “messa in scena” della celebrazione della morte. Soprattutto, in questo luogo delle contraddizioni, dove il pensiero dei defunti è reso in enfasi esaltata, dove il silenzio della tombe si lega allo spettacolo dei decori, la gravità delle funzioni alla frivolezza degli ornamenti, la severità strutturale al gusto raffinato, la cupezza degli arredi alla chiarezza delle tinte, si rappresenta in senso teologico la grande e sconvolgente metafora del passaggio all’oltremondo, alla vita vera, nella trasmutazione dei simboli di morte in simboli di vita.

La chiesa del “Purgatorio” di Terracina appare dunque l’esito ultimo e provinciale di una cultura decadente che riassorbe, per una strana circostanza cronologica, le nuove tendenze di un gusto che si spense del resto nel giro di poco più che una generazione, ambedue travolti dalla nuova filosofia razionalista e da una teoria architettonica che, rifiutando il concetto di monumento come espressivo di valori religiosi o politici, si apriva alla città intera, alla sua forma e alla sua funzione e che a Terracina si incarna nelle potenti figure di Pio VI, Gaetano Rappini e Giuseppe Valadier.

Nondimeno, straordinario fu il risultato cui si arrivò con la sua costruzione. Seppur realizzata in quasi 40 anni, difatti, la chiesa del “Purgatorio“, appare il frutto di un complessivo disegno progettuale, in cui, all’organico e preordinato coinvolgimento di tutte le tecniche nel loro reciproco scambio di valori e di funzioni, presiedeva certamente un deciso programma iconografico e simbolico, cui sovraintendeva a sua volta, ed inevitabilmente, l’assunto ideologico-religioso della Chiesa Romana, alla base del resto di tutta l’età barocca.

Questo a solo tardo-barocco, questo vero gioiello dell’arte e dell’architettura terracinese e italiana, vive ormai da anni isolato dalla memoria storica e religiosa della città e dei cittadini. Offesa dall’abbandono, dai furti e dal degrado attende di essere restituita, dalla pietà degli uomini, alla dignità che le compete e riconsegnata con onore alla vita della comunità e delle future generazioni.

Fig. 6 - La chiesa del Purgatorio in una stampa del XIX sec. (da G. Avelli, R. Malizia, Terracina dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia, Lab. di Storia del Liceo Scientifico, Formia 2005).

Venceslao Grossi


Articolo apparso per la prima volta su Il Sestante, luglio, 1993, oggi riproposto in una nuova veste grafica con immagini a colori e collegamenti ipertestuali molto importanti.?

Sin dal 1733 erano partite le raccolte di offerte per la sua costruzione. ?
La chiesa appare già nella pianta di Terracina del 1778, redatta l’anno dopo l’avvio dei grandi lavori di bonifica. ?
Probabile luogo riservato ai componenti della confraternita durante le funzioni. ?
Napoli fu nel ‘700 una grande capitale europea e straordinaria fu la diffusione, in tale periodo, della sua notevole tradizione decorative, all’interno della quale la maiolica dipinta, attraverso laboratori di fama internazionale, assunse per tutto il secolo un ruolo molto importante, essendo parte non minore di uno stile, il Rococo, allora comunemente chiamato “alla moderna”; valga per tutti lo straordinario chiostro di Santa Chiara a Napoli, rivestito di maiolica. ?
Probabili fosse comuni per il deposito dei morti. ?
Quella odierna non appare originale. ?
L’ultimo intervento conservativo, l’impermeabilizzazione del manto di copertura della cupola, risale a 33 anni fa, mentre a quasi 47 anni fa risale la ristrutturazione del sagrato e il consolidamento del timpano. Si aggiunga il contemporaneo danno alla copertura che sta pregiudicando i fragili intonaci dell’interno. ?

Articolo tratto dal sito di www.TerracinaRialzati.com

Il testo di cui sopra risulta non perfettamente impaginato a causa di caratteri speciali mancanti.

Si puo’ visionare l’articolo nella sua completezza presso il sito di Terracina Rialzati

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54000 [10]
La Regione Lazio ha approvato il piano particolareggiato del quadrante nord-
ovest di Terracina.
Si tratta di una variante adottata nel 2001 dall’allora
giunta di centrosinistra che ora giunge finalmente al termine. Un quadrante,
appunto, delimitato a nord dalla statale 148 Pontina, a ovest dal canale
Mortacino, a sud da via Madonna della Neve e a est da via Olmata con dentro
l’ospedale, il piano di zona Calcatore, la stazione ferroviaria, la zona
artigianale di via delle Industrie e il canale Mortacino. Faranno tutti parte
della nuova variante. Un progetto importante per la città che vedrà la nascita
di un polo integrato dei trasporti, un nuovo istituto scolastico di medie
superiori, il mercato settimanale, che forse troverà la fine della sua storia
infinita, e un’area destinata all’artigianato. Nove anni tra delibere annullate
e nuovi incarichi per spostare, aumentare, eliminare comparti e zone. Una cosa
non è stata ritoccata: la cubatura complessiva aumentata nel corso di questi
anni di 526.890 metri cubi. Ieri il Pd ha spiegato come la variante poteva
essere tranquillamente approvata sei anni fa se l’amministrazione che vinse
l’elezioni nel 2002 non avesse annullato la delibera in sede di autotutela. Per
l’opposizione si trattò di un appiglio per bloccare quanto messo in piedi prima
da un’altra amministrazione. Seguirono nuovi incarichi, e quindi nuove bozze e
novità metodologiche e di piano. Comparti che sparivano e altri che sorgevano.
Aree destinate una volta per una cosa e la volta successiva per altro. A tutto
questo si contrapposero gli emendamenti della minoranza. Quindi commissioni,
riunioni tecniche, e anni che passavano. Ben nove. Ora l’approvazione. Tutti
contenti, anche il Pd che si è detto soddisfatto dell’ultimo passaggio spiegando
che è anche merito della vecchia amministrazione di centrosinistra. Ce l’hanno
ancora con una fetta della maggioranza che ha bocciato le loro ultime
osservazioni. Volevano più spazio per la nuova scuola e più aree per verde
pubblico e parcheggi, tutto respinto al mittente. E infine l’area per il mercato
settimanale che avrebbe subito un bel taglio e non sarebbe ora sufficiente.
Anche questo bocciato.
di FABIO COCCIA


Terracina: Banda del buco in azione

Bucano il soffitto per entrare in piena notte in un bar con annessa tabaccheria
per portarsi via alcolici, sigarette e gratta e vinci. E’ successo a Terracina e
ad accorgersi del furto è stato il proprietario del bar situato sulla via Appia
nell’area del distributore della Esso. Ha trovato il locale sotto sopra e
soprattutto il buco che sono riusciti a fare con martello e scalpello partendo
da uno stabile attiguo al bar.


QUESTA volta avrebbero un motivo in più per scioperare i netturbini della
Terracina Ambiente.
Giovedì scorso un operatore è finito all’ospedale per un
incidente capitato, anche se indirettamente, sul posto di lavoro. Un cassonetto
dei rifiuti infatti si è sganciato dalle forche dell’automezzo mentre era a
mezz’aria, pronto per essere svuotato, e si è schiantato a terra. Fortunatamente
il contenitore non è caduto addosso a nessuno, ma caso ha voluto che proprio in
quel momento stesse passando un giovane in sella ad uno scooter che per evitare
il cassonetto ha travolto un netturbino. Il giovane non ha riportato ferite,
ma si è preso un bello spavento, tanto che per qualche momento è dovuto restare
seduto sulla pedana del camion. Per l’operatore, invece, è stato necessario
l’intervento del 118. Visitato al «Fiorini», ne avrà per 7 giorni. L’incidente
ha riportato trambusto tra i netturbini. Oggi molti dei dipendenti potrebbero
decidere di non uscire a lavorare. Le organizzazioni sindacali continuano a
denunciare le condizioni di sicurezza ridotte al limite. Manca il vestiario, le
scarpe antinfortunistica, i controlli sull’agibilità dei mezzi. Tutto. Sono in
molti a temere per la propria incolumità. Qualcuno attribuisce le cause della
caduta del cassonetto al livello di usura delle forche, installate su camion
ormai vecchi. Di certo l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi
sia per il conducente dello scooter che per l’operatore. Intanto ieri una nota
di Cgil, Cisl e Uil ha ammonito l’amministrazione comunale sulla tempistica con
cui convoca le riunioni, «frutto – dicono – di una situazione scientemente
preparata perché venga estromessa una o più organizzazione sindacale al tavolo
delle trattative». I sindacati chiedono lo spostamento dell’incontro previsto
per il prossimo 22 febbraio. «Le scriventi sono impegnate non solo per la
Terracina Ambiente e a volte improcrastinabili impegni non permettono di poter
presenziare agli incontri da voi unilateralmente convocati». Restano le
disastrose condizioni economiche della Terracina Ambiente, denunciate dallo
stesso amministratore delegato Valerio Bertuccelli nella conferenza stampa di
qualche settimana fa. Alcuni cassonetti portano ancora la scritta «Slia», e per
«adeguarli» alla leva dei camion sono stati spaccati in più parti. Un servizio
portato ava n t i a l l a giornata, insomma, che la sfanga ogni giorno come può.
Con orari impossibili, attrezzature vecchie, personale ridotto all’osso,
stipendi che arrivano e non arrivano.
Diego Roma

Missione impossibile per il Terracina sul campo della capolista Zagarolo (ore
11).
L’allenatore-giocatore Giorgio Minieri potrà contare su tutta la rosa, ad
eccezione dello squalificato Simone Borelli. Rientri sicuri di Stefanini tra i
pali e di Foresi, il quale ha finalmente recuperato l’infortunio muscolare
accusato contro il Tor Tre Teste, nell’ultimo confronto del 2009. L’unico dubbio
di Minieri riguarda Ruffini, che giovedì ha accusato un problema muscolare
mentre è scontato il rientro a centrocampo di D’Amico.

Il museo civico Pio Capponi in Piazza Municipio resterà aperto nel fine
settimana gratuitamente.
In occasione della «Festa dei musei» della Regione
Lazio, oggi il museo Capponi resterà aperto dalle 8 alle 20. Domani invece sarà
visitabile dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. In collaborazione con
l’Archeoclub di Terracina sono state inoltre programmate le visite guidate con
partenza da Piazza Municipio. Oggi dalle 10 e 30 alle 12 e 30: Cattedrale di
San Cesareo. Domani allo stesso orario è prevista la visita presso il museo
civico Pio Capponi e l’area del Foro Emiliano.


Nella bagarre dei rifiuti, proprio in questi giorni stanno arrivando gli avvisi
di pagamento della Tarsu.
Non solo quelli relativi all’anno in corso, ma anche
tutte le cartelle degli anni passati, notificate a cittadini che a suo tempo non
pagarono il tributo. A partire dal 2004, Equitalia Gerit sta facendo
accertamenti sugli evasori fiscali. Arrivano bollette altissime, probabilmente a
coloro che, nel condono del luglio 2008, non si sono messi in regola con il
pagamento della tassa sui rifiuti. Quanto alle cartelle relative al 2008 e al
2009, resta l’incognita, dal momento che, dopo i ricorsi dell’Ascom, una
delibera è stata dichiarata nulla dal Tar, nell’altro il Tribunale
amministrativo deve ancora pronunciarsi.

Una piscina in via Appia Antica, un acquitrino che crea non pochi disagi ai
residenti e ai titolari di esercizi commerciali nel tratto compreso tra la
stazione ferroviaria e il campo sportivo.
Basta qualche ora di pioggia e la
strada si allaga, con l’aggravante che il manto di asfalto è costellato di buche
e crateri in cui sprofondano in continuazione le automobili. I residenti e gli
esercizi commerciali della zona alzano la voce per manifestare un disagio che va
avanti da troppo tempo, ma che soprattutto negli ultimi giorni ha creato una
situazione al limite del vivibile. Centimetri di acqua nelle pozzanghere, a
volte è difficile scendere anche dall’auto per entrare in casa. Non è più
possibile vivere in queste condizioni, ogni giorno – protestano i residenti -
anche perché c’è il serio pericolo che qualcuno prima o poi si faccia male per
qualche voragine nella strada coperta dalle pozzanghere. Il danno è subito anche
dagli esercizi commerciali di via Appia Antica, visto che i clienti non possono
non lamentarsi per la situazione insostenibile dovuta sia alle intense piogge
degli ultimi giorni, ma anche al non intervento dell’amministrazione comunale
per porvi un rimedio. Anche perché, la conca nell’asfalto che provoca
l’allagamento ogni volta che piove, non esiste da pochi giorni, ma da anni. E
nonostante le continue segnalazioni e proteste, nessuno ha fatto nulla. In
problemi simili, è proprio il caso di dirlo, si trova sommersa tutta la città.
Ieri mattina il «paesaggio lunare » delle strade cittadine faceva bella mostra
in via Sicilia, via Gregorio Antonelli, via Ponte Rosso, viale Circe. E ancora
via Napoli, l’Appia, via Firenze, tutti tratti di strada in cui oltre alle
voragini nell’asfalto, si sono verificati pericolosi allagamenti.
F. A.

LAVORI DI MANUTENZIONE CIMITERI COMUNALI
Lunedi 22 Febbraio 2010 alle ore 10,00 presso l’ufficio Gare – palazzo Comunale,
Piazza Municipio – Terracina – apertura offerte inerenti “LAVORI DI MANUTENZIONE
CIMITERI COMUNALI”


L’ associazione di volontariato “Maison Babel”, a partire dal 10 febbraio, offre
gratuitamente attività di sostegno scolastico, con doposcuola pomeridiano, agli
alunni stranieri delle scuole elementari e medie, ogni mercoledì dalle 17:00
alle 19:00, presso la sede dell’associazione, in via Badino (p.zza Gregorio
Antonelli, coop.Insieme).

Tel 0773/702483
3284329692 -  329/ 7931323


ELEZIONI REGIONALI DI DOMENICA 28 MARZO E DI LUNEDI’ 29 MARZO 2010

ESERCIZIO DEL VOTO A DOMICILIO
Per elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l’allontanamento
dall’abitazione

IL SINDACO rende noto

che gli elettori affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento
dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile anche con l’ausilio del
trasporto pubblico organizzato dal Comune per gli elettori disabili e gli
elettori affetti da gravi infermità, che si trovino in condizioni di dipendenza
continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, tali da impedirne
l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, sono ammessi al voto nella
predetta dimora. Per avvalersi del diritto di voto a domicilio, gli elettori
devono far pervenire, tra il quarantesimo ed il ventesimo giorno antecedente la
data di votazione, ossia tra martedì 16 febbraio e lunedì 08 marzo 2010, al
Sindaco del Comune di iscrizione nelle liste elettorali, una dichiarazione in
carta libera attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in
cui dimorano, indicandone l’indirizzo completo. Alla dichiarazione deve essere
allegato un certificato rilasciato dal funzionario medico designato dall’A.S.L.
in data non anteriore al quarantacinquesimo giorno antecedente la data della
votazione, che attesti, in capo all’elettore la sussistenza delle condizioni di
infermità di cui all’art. 1, comma 1, della legge 7 maggio 2009, n. 46, con
prognosi di almeno 60 giorni decorrenti dalla data del certificato ovvero delle
condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature
elettromedicali, tali da impedire all’elettore di recarsi al seggio. Nel caso
sia necessario, l’elettore può essere assistito nel voto da un accompagnatore.
Per i moduli di domanda ed ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al
servizio elettorale del Comune, situato in Piazza Mazzini n. 8, tel. (0773)
707.505-508.

Terracina, lì 15 febbraio 2010            IL SINDACO (Dr. Stefano NARDI) Nota: Il
presente documento è affisso all’ Albo Pretorio della Città di Terracina dal 15
febbraio  al 08 marzo 2010 nonché consultabile sul sito web istituzionale del
Comune: www.comune.terracina.lt.it  in Home page sezione notizie.

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53000 [10]

A un anno dalla tragica morte del segretario generale del Comune di Terracina
Marino Martino: inchieste a sirene spente e nodi giudiziari tutti da chiarire.

La sera del 21 febbraio di un anno fa il 61enne Martino si impiccava all’interno
della sua abitazione di Formia. Ne scaturì un vero e proprio terremoto
giudiziario per l’amministrazione comunale, con l’apertura di un’indagine
tuttora in corso che si andò ad affiancare ad altri filoni d’inchiesta già
pendenti sulla pubblica amministrazione terracinese. È passato un anno esatto,
si attendono gli sviluppi delle inchieste che sembrarono minare le fondamenta
del Comune di Terracina. La gestione degli alloggi che l’ente affidava ai
cittadini bisognosi; lo scandalo easy park; le assunzioni «allegre» degli
interinali che hanno lavorato per il Comune. A questi tre filoni si aggiunse
quello relativo all’inchiesta direttamente collegata alla morte suicida del
segretario generale, che produsse sette indagati per reati contro la pubblica
amministrazione tra cui l’ex vicesindaco Giuliano Masci e l’ex responsabile
dell’ufficio ragioneria Piero Maragoni. ASSUNZIONI ALLEGRE La Procura di Latina
aveva affidato ai Pm Chiara Riva e Luigia Spinelli l’indagine sulle assunzioni.
In particolare erano finite nel mirino della magistratura le modalità attraverso
cui si erano assunte decine di persone negli anni tra il 2005 e il 2006. I
carabinieri hanno ascoltato tutti i lavoratori interinali, acquisito
documentazione sia in Comune che presso l’agenzia interinale Ge.Vi. La Procura
non ha mai escluso, infatti, che a provocare il violento stato di depressione in
cui era caduto Martino, probabile causa del suicidio del funzionario dell’ente,
possa esserci stato proprio una «pressione» eventualmente subita dal defunto
segretario generale. EASY PARK Lo scandalo dei parcheggi a pagamento a Terracina
scoppiò nell’estate del 2007 quando il magistrato Giuseppe Miliano fu incaricato
dalla Procura di guidare un’inchiesta che vide iscritto nel registro degli
indagati proprio il defunto Martino, insieme ad altri nomi eccellenti come
l’allora city manager Giuliano Masci e del dirigente comunale Vincenzo Fusco.
Nel ciclone la gestione delle soste a pagamento, e i rapporti tra il Comune e la
ditta molisana «Ital Telecom» cui era stato affidato l’appalto per svolgere il
servizio. Negli ultimi mesi l’indagine non ha conosciuto sviluppi rilevanti, se
non la decisione da parte del pm Miliano di ascoltare di nuovo alcune persone
informate sui fatti. ALLOGGI FACILI Il terzo filone d’inchiesta riguarda le
modalità attraverso cui il Comune ha assegnato a cittadini bisognosi qualche
decina di appartamenti a canone agevolato. Il pm incaricato dell’inchiesta
Chiara Riva, è in possesso di tutta la documentazione fornita dai carabinieri di
Terracina in merito alla vicenda, che intende far luce su una gestione definita
«poco chiara» dagli inquirenti. A un anno dalla morte di Martino, le indagini
restano a un bivio, in attesa di uno sviluppo che potrebbe rivelare non pochi
risvolti importanti. Del resto, la documentazione prodotta dagli inquirenti nel
corso degli ultimi mesi è cospicua, la Procura ha anche nominato dei periti
tecnici del Ministero dell’Interno per vagliare i tanti nodi delle indagini.
Francesco Avena

13 [24]

“La Destra” di Terracina è lieta di comunicare che domenica 21 Febbraio 2010
alle ore 12:30 presso il gazebo allestito dai militanti di Terracina in Piazza
Garibaldi il Sen. Francesco Storace candidato a Consigliere Regionale e
Capolista per la lista de “La Destra” in Provincia di Latina, in appoggio al
candidato Presidente Renata Polverini, per le elezioni Regionali del Lazio di
Sabato 28 e Domenica 29 Marzo 2010, incontrerà i cittadini di Terracina per un
saluto. Alla presenza del Segretario Provinciale, il Dott. Emilio Perroni, il
Sen. Storace riceverà dal Segretario Comunale de “La destra” di Terracina
Gianluca Di Natale una targa ricordo in segno di amicizia, per ricordare le
opere realizzate durante la sua Giunta, ne ricordiamo alcune: La Terracina -
Frosinone, il Day-Hospital di Oncologia presso il Fiorini; il ripristino dei
collegamenti ferroviari per Roma; i fondi per l’apertura degli asili nido.

13 [23]

Il polo universitario del «Fiorini » presto potrebbe trasferirsi nell’ex
convento San Francesco, un tempo sede dell’ospedale civile.
Parola della
dottoressa Ilde Coiro. Riprende vigore il vecchio progetto di spostare la
didattica universitaria attualmente ospitata al «Fiorini» presso il vecchio
ospedale. La manager aziendale della Asl Ilde Coiro, nel convegno pr og ra mma
ti co che si è tenuto sabato scorso all’Grand Hotel Palace, l’ha messa tra le
prime cose da fare per il prossimo futuro. E, visto che è stata annunciata
insieme ad una serie di «riforme» di una certa rilevanza, c’è da pensare che
oggi, finalmente, sia molto più di un’ipotesi. L’idea che il vecchio ospedale
potesse divenire la sede didattica del distaccamento universitario de «La
Sapienza» in realtà circola da molto tempo. Già tre anni fa l’allora manager
della Asl Ernesto Petti aveva ventilato questa possibilità, e lo stesso sindaco
Stefano Nardi era stato tra i più convinti fautori della proposta. Come
smentirli. Il discorso non fa una piega. Si tratterebbe di rivalutare un
edificio storico e destinarlo ad attività didattiche di tipo universitario, e
dunque di sottrarre lo storico immobile medievale ad uno stato di degrado che
ogni anno si accentua senza che si decida il da farsi. Questa volta, poi,
l’amministrazione comunale non può, anche se volesse, veramente fare nulla. L’ex
ospedale civile infatti, anni fa oggetto di una contesa tra Comune e azienda
sanitaria, nel 2007 è stato dichiarato di proprietà della Asl. È dunque
l’azienda attualmente guidata dalla Coiro a dover dare una destinazione all’ex
convento di San Francesco. Al convegno di sabato scorso, a parte generici
annunci, non si è comunque parlato di tempistica. Tutto è rimasto nell’ambito
della programmazione. Quel che è certo, è che per ospitare aule universitarie,
biblioteche, laboratori e macchinari, l’edificio avrà bisogno di una bella
risistemata. Ci vorranno soprattutto i soldi. Questo l’impegno più gravoso che
dovrà assumersi la Asl. Anche se c’è da immaginare che il ritorno in termini di
efficienza e formazione delle risorse umane sarebbe senz’altro assicurato.
L’auspicio, dopo anni e anni di impasse, è che la nuova sede distaccata di
Scienze infermieristiche dell’Università «La Sapienza» possa essere inaugurata
almeno prima dell’arrivo delle elezioni regionali. Quelle del 2015.
Diego Roma

13 [22]
Sulla revoca della nomina a direttore generale dell’Azienda Speciale di Carla
Amici ieri è intervenuto il capogruppo del Pdl di Terracina Valerio Golfieri per
precisare che si tratta di una semplice rettifica.
«Non è stata revocata alcuna
nomina alla dottoressa Amici – spiega Golfieri – Più semplicemente, è stata
rettificata la delibera con la quale le è stato conferito l’incarico di
direttore generale dell’Azienda vincolandolo, come previsto dallo Statuto
approvato in consiglio comunale, alla scadenza del mandato del sindaco». Solo
una rettifica quindi che conferma la carica della Amici. Una rettifica resa
obbligatoria dall’erronea durata dell’incarico. La vecchia delibera infatti
aveva fissato la durata in cinque anni mentre per statuto bisognava ancorarla
alla durata del mandato del primo cittadino.

13 [21]
Un seminarista dell’Uganda diventerà sacerdote anche grazie alla parrocchia del
Santissimo Salvatore.
La parrocchia del Santissimo Salvatore, a Terracina, ha
adottato un seminarista africano. Contribuirà al suo percorso di studi che lo
porterà a diventare sacerdote presso la chiesa di Kampala, in Uganda. La
bellissima iniziativa si chiama ‘Dona un prete’ e prevede di raccogliere la
somma di 2600 euro nei prossimi 5 anni. Questo il tempo che John Fidelis
Kibombo, nato 26 anni fa a Kisubi, trascorrerà nel seminario di Ggaba- Kampala.
Nelle chiese del sud del mondo i sacerdoti locali sono in aumento, ma sempre
troppo pochi rispetto al bisogno che ne sentono le popolazioni dei villaggi del
posto. Ci sono fedeli che per assistere alla messa della domenica sono costretti
a percorrere a piedi chilometri e chilometri. Se in Europa c’è un sacerdote ogni
3 mila abitanti, in Africa il rapporto è di 1 a 30 mila. IN Asia addirittura di
1 a 50 mila. Mancano i soldi e le strutture adeguate per i seminaristi. Per
questa ragione iniziative come quella della parrocchia di don Giuseppe
Quattrociocchi sono assolutamente encomiabili. Per parteciparvi basta fare
un’offerta libera recandosi in chiesa.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [20]
Comune condannato per non aver saldato l’acquisto del telelaser.

A Terracina anche il telelaser in dotazione ai vigili urbani ha una storia da
raccontare. Una storia a più cifre. Esattamente 26.736 euro, a cui aggiungerne
altri 3 mila come spese processuali. Eh sì, perché lo scorso mese di marzo il
tribunale di Monza ha condannato in contumacia il Comune di Terracina al termine
di un procedimento civile promosso dalla Eltraff Srl. Si tratta della ditta
lombarda dalla quale nella primavera del 2007 l’amministrazione comunale aveva
acquistato il telelaser, tanto pubblicizzato dal primo cittadino. ”Il
telelaser- dichiarava Stefano Nardi nel giugno di tre anni fa- pone la polizia
municipale nella condizione di avere un rapporto umano con l’utente stradale,
laddove umano non va confuso con inopportuno e illegittimo buonismo; bensì sta
ad indicare un rapporto diretto tra persone”. Lungi dal far sapere in giro che
la merce (misuratore di velocità con accessori, stampante termica portatile,
lampeggiatore per fotografie notturne), acquistata sulla scorta della delibera
di giunta del 2 marzo 2007 e materialmente ricevuta il 12 giugno successivo, non
era stata ancora saldata. Tempo al tempo. Peccato che di quel tempo deve esserne
trascorso parecchio, visto che un bel giorno la Eltraff Srl ha deciso di fare
causa al Comune di Terracina, rimasto contumace per tutta la durata del
procedimento. E si sa che gli assenti non hanno quasi mai ragione. Il giudice
del tribunale di Monza ha, infatti, condannato l’amministrazione, nella persona
del sindaco pro tempore, a pagare alla ditta lombarda i 26.736 euro, più gli
interessi legali decorsi dal 30 agosto 2007, 2300 euro come spese di giudizio e
altri 950 euro per gli onorari. Ovviamente il telelaser ‘acquistato’ è entrato
subito regolarmente in funzione, e ha fatto anche un bel po’ di verbali. Almeno
cinquanta nel corso del 2009. Bei soldini per le casse comunali, insomma. Alla
salute della Eltraff Srl. Pubblicato da Rita Recchia

13 [18]
Notificare cartelle esattoriali, esecuzioni, protesti a Borgo Hermada è
praticamente impossibile.
Parola di ufficiale giudiziario, costretto a battere
in ritirata senza aver notificato gli atti. È una situazione che va avanti da
anni e che non trova soluzione. Chiunque si trovi a Borgo Hermada, ogni volta
che deve raggiungere abitazioni, nella migliore delle ipotesi, si perde tra
strade, stradine e traverse. Colpa della mancanza dei numeri civici che non ci
sono, oppure nel corso del tempo sono stati cambiati diverse volte insieme alla
toponomastica. L’ultimo caso si è verificato proprio nei giorni scorsi. A farne
le spese un ufficiale giudiziario che si è recato a Borgo Hermada per notificare
degli atti. Pieno di buone intenzioni, ha girato la frazione in lungo e in largo
cercando l’indirizzo in suo possesso, ma la missione gli è apparsa ben presto
impossibile. Al Borgo, infatti, capita che su una via, sia in centro che nella
zona agricola, si susseguano decine di abitazioni, tutte senza numero civico.
Suonare ad ogni singolo campanello per chiedere se si è indovinato, potrebbe
essere una soluzione, a scapito dell’equilibrio mentale del malcapitato. A
questo problema, che già in passato ha causato ritardi nell’arrivo di bollette,
comunicazioni, spedizione di pacchi, l’amministrazione comunale non ha mai posto
rimedio. Servirebbe un censimento, peraltro esteso anche ad alcune zone
periferiche di Terracina. E invece niente. Ci sono, ad esempio, alcune
abitazioni che sorgono in piccole traverse di campagna che a malapena hanno un
nome. Comprensibile che l’ufficiale giudiziario, dopo una giornata di lavoro ha
dovuto rinunciare. Come hanno dovuto fare chissà quante volte i postini e i
corrieri. Ma per l’ufficiale giudiziario la rogna è anche maggiore: soprattutto
se si aggiunge che, per definizione, la s u a f i g u r a spesso viene associata
a cattive notizie. Chi aprirebbe la porta a diffide, atti giudiziari,
protesti sfratti e pignoramenti?
Diego Roma

13 [17]
SERVIZIO di trasporto scolastico tra Terracina e Sabaudia, le
preoccupazioni del comitato «La Marna».
«Tra via Lungo Sisto
e le Migliare – spiega il presidente Luciano Farina – risiedono
oltre 100 bambini che frequentano l’istituto comprensivo ‘Giulio
Cesare’ di Borgo Vodice nel territorio di Sabaudia. Ogni giorno
molti di questi bambini si recano a scuola grazie allo scuolabus
comunale, che li conduce a Borgo Vodice e poi li riporta a casa
dopo le lezioni. Ma la cessazione del servizio di trasporto
scolastico urbano fino a oggi effettuato dalla Sita, rischia di creare
non pochi problemi». Il Comitato fa però sapere che dall’assessore
ai trasporti Ezio Longo si è avuta la rassicurazione che fino
alla fine dell’anno scolastico il trasporto sarà garantito. Una
soluzione però dovrà essere trovata in vista del prossimo anno
scolastico. Per questo nei giorni scorsi si è tenuto un incontro
proprio tra l’assessore Longo e l’assessore alle politiche scolastiche
di Sabaudia Felice Pagliaroli, al fine di pianificare un rimedio
al possibile disagio. Il comitato «La Marna», da parte sua, fa
sapere di essere soddisfatto al momento delle rassicurazioni del
Comune, ma anche di aspettarsi una soluzione per il trasporto
pubblico scolastico per il prossimo anno.
F. A.

13 [1]

L’impegno dell’associazione ‘La Marna’ per non lasciare a piedi i 114 alunni di
via Lungo Sisto.
La certezza matematica che i 114 ragazzini di via Lungo Sisto,
a Terracina, anche l’anno prossimo possano raggiungere la scuola di Borgo Vodice
usufruendo del trasporto urbano comunale. Questo l’obiettivo per il quale si sta
battendo l’associazione ‘La Marna’, nata di recente proprio per dar voce alle
esigenze delle tante famiglie che vivono lungo quella strada compresa tra i
territori comunali di Terracina e della vicina Sabaudia. Nonostante le note
vicende tra l’amministrazione Nardi e la Sita, per l’anno scolastico in corso
non dovrebbero esserci grosse difficoltà e i bimbi potranno contare sull’autobus
per raggiungere la sede a Borgo Vodice dell’istituto comprensivo ‘Giulio
Cesare’. I problemi potrebbero, invece, sorgere per il prossimo anno scolastico.
Insomma: c’è il serio pericolo che gli alunni della scuola materna, elementare e
media rimangano a piedi. ”Questo è ciò che noi come associazione, oltre che
come genitori, vogliamo assolutamente scongiurare- dichiara Luciano Farina,
presidente dell’associazione ‘La Marna’- Ecco perché ci siamo già mossi per
tempo affinché i nostri bambini anche l’anno prossimo possano avere il servizio
del trasporto scolastico”. Nei giorni scorsi presso la scuola c’è stato un
incontro con l’assessore ai Trasporti del Comune di Terracina Longo e il
consigliere comunale Acanfora, con l’assessore del Comune di Sabaudia Pagliaroli
e il dottor Minotti, con i rappresentanti dei docenti Scognamiglio, Cimino e De
Rita, e con quelli dell’associazione Farina e Sicignano.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [13]

La Snap chiede aiuto alla Provincia per non lasciare scollegate le isole ponziane.
Una linea veloce sulla tratta Terracina-Ponza-Ventotene che non tenga
l’arcipelago ponziano ‘isolato’ d’inverno e che avvicini tra loro le stesse
isole, altrimenti destinate a restare scollegate. Ma per mettere su tutto questo
c’è bisogno di soldi, e la Snap, Società Navigazione Arcipelago Ponziano Srl, di
euro ne ha pochi. Ecco perché nei giorni scorsi il presidente Guido De Martino
ha scritto ad Armando Cusani e ad Aldo Forte per chiedere un finanziamento da
investire nel mezzo veloce. Sono stati gli stessi isolani a rivolgersi alla Snap
per richiedere l’attivazione del servizio nel lungo periodo invernale che li
vede lontani dal resto del mondo. ”Tale richiesta non può essere presa in
considerazione per mancanza di fondi che garantiscano non il guadagno, – scrive
De Martino- ma almeno la copertura dei costi di gestione”. Arcinote, infatti,
le disagiate condizioni finanziarie in cui si dibattono sia la Snap che la
collega Snip, ancora indietro di due mandati e mezzo da parte della Regione
Lazio. Per questo motivo l’armatore ha deciso di rivolgersi all’amministrazione
provinciale di via Costa, dalla quale aveva ricevuto finanziamenti fino al 20007
poi sospesi all’improvviso. Nella stessa lettera, si ribadisce ancora una volta
la precaria situazione del quadro complessivo dei trasporti tra Terracina e le
isole. ”Il tutto è lasciato alla sola capacità imprenditoriale dei soci che di
più non può realizzare per mancanza di risorse economiche adeguate”. La stessa
legge regionale 28/96 ”pur finanziando il trasporto delle merci speciali è
ormai inadeguata sia per l’arretratezza dei parametri usati per il calcolo dei
contributi, sia per il ritardo con cui vengono erogati”.
Pubblicato da Rita Recchia

14 [12]

PIU’ personale per la polizia locale: è la richiesta del comandante dei vigili
urbani Vincenzo Pecchia all’amministrazione comunale.
Nonostante la legge
preveda un agente ogni 400 abitanti, infatti, il corpo di polizia Municipale di
Terracina conta solo 30 vigili urbani, comandante compreso. Al cont r a r i o n
e s er vi re bb ero 110, tanto per stare alla legge di riferimento. Una pretesa
p i ù c h e comp rensibile quella del comandante, che del resto offre numerose
motivazioni alla sua richiesta di incrementare il p e r s on a l e . «Si segnala
- scrive Pecchia al Com u n e – un’abnorme carenza di organico. Negli anni ‘80
la polizia locale di Terracina contava 60 unità. Senza le massicce competenze
attuali». Ad esempio, il comandante Vincenzo Pecchia segnala «un’accresciuta e
costante aggressione del territorio con abusivismo edilizio e discariche
abusive». La Municipale inoltre deve fare i conti con «un’accresciuta necessità
di controllo sulla popolazione di immigrati, concentrati in interi quartieri non
strutturalmente in grado di assorbire una tale massiccia affluenza». Secondo
Pecchia inoltre sono in forte crescita «bullismo, teppismo e vandalismo», che
denotano un generalizzato degrado sociale. La carenza di organico attuale, non
consente di fronteggiare a tutte queste emergenze, né tantomeno di poter
disporre servizi ad esempio nel campo del commercio. La fotografia che il
comandante della Municipale scatta sulla città è chiara: con i numeri attuali
degli agenti disponibili, a fronte di richieste di controlli sempre maggiori, ci
sono soltanto due pattuglie. Il loro lavoro deve anche essere dedicato alla
vigilanza delle scuole, al servizio presso il Tribunale e altro ancora. «La
collettività – spiega Pecchia – non percepisce il servizio di polizia locale
svolto in ufficio o in campo edilizio e commerciale, in quanto non è esposto
alla vista dei cittadini. Ciò che viene percepito resta unicamente il servizio
di polizia stradale esterno. Nell’immaginario collettivo la città è controllata
solo da due pattuglie. E per questo la collettività pensa che la città sia
abbandonata a se stessa ». Per sopperire alle car e n z e d i organico e per
garantire alla cittad inanza un monitoraggio migliore, il com a n d a n t e
Pecchia chiede al Comune l’assunzione di 25 agenti stagionali già a partire da
aprile. Una soluzione tampone in vista dell’attivazione di un concorso per
l’inserimento di ulteriori 60 agenti da assumere nel corso dei prossimi sei
anni. Questo consentirebbe al corpo di polizia locale di avvicinarsi ai numeri previsti dalla legge.
F. A.

14 [11]

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53000 [9]

Le notizie inesatte che continuano ad essere diffuse riguardo l’Azienda
Speciale,impongono chiarimenti. Intanto, non è stata revocata alcuna nomina alla
dottoressa Amici.
Più semplicemente, è stata rettificata la delibera con la
quale le è stato conferito l’incarico di Direttore generale dell’Azienda
vincolandolo ( come previsto dallo Statuto approvato in Consiglio Comunale)alla
scadenza del mandato del Sindaco. In secondo luogo,i contratti stipulati con i
lavoratori sono assolutamente regolari e rispondono in pieno al dettato
normativo. Infatti,il limite temporale (stabilito dalla Legge Biagi) è
subordinato anche al raggiungimento della soglia di reddito fissata a 3.000 o a
5.000 euro a seconda del fatto che i lavoratori usufruiscano o meno di
ammortizzatori sociali. Inoltre, diversi pronunciamenti dell’ARAN sembrano
stabilire la correttezza di queste procedure riguardo alle assunzioni presso gli
Enti Pubblici. Infine,i contratti in questione,nel rispetto della normativa
vigente,fanno salva la continuità educativa che è un diritti
Costituzionale,oltre che un aspetto indispensabile per la tutela dei bambini
affidati all’Asilo nido dalle famiglie. Detto questo, tre considerazioni .
Appare di pessimo gusto questa opera di delegittimazione di una
struttura,l’Azienda,che è nella delicata fase di start-up, e di una
professionista,la Dottoressa Amici,che ha svolto e svolge il suo compito in modo
pienamente soddisfacente per l’Amministrazione; E’ irresponsabile chi continua a
spargere veleno sollevando questioni assolutamente prive di fondamento. L’unico
risultato è quello di creare un forte stato di disagio tra i lavoratori e di
diffondere ,artatamente, disinformazione in Città; Questo modo di far politica
dimostra quanto questa opposizione sia inadeguata,priva di argomenti,tanto
capace di mettere in giro inesattezze quanto incapace di dare un benché minimo
contributo alla risoluzione dei problemi.
Il Capogruppo del P.d.L.
Valerio GOLFIERI

13 [3]
AZIENDA speciale e illegittimità: i nodi dell’ente che dovrà gestire i servizi
sociali a Terracina vengono al pettine.
Revocata la nomina di direttrice
dell’ente a Carla Amici, presunte illegittimità per i contratti con cui sono
stati assunti i lavoratori che operano negli asili nido comunali. Con ordine:
nei giorni scorsi è stata annullata dal segretario generale del Comune Ciro
Castaldo la delibera di giunta con cui si affidava la carica di direttore
dell’Azienda a Carla Amici per la durata di 5 anni. Come sostenuto dal
consigliere dei Verdi Gino Di Mauro, la direttrice assunta per «chiamata
diretta» avrebbe potuto ricoprire questa carica – come da statuto dell’Azienda -
solo fino alla scadenza del mandato del sindaco Stefano Nardi il prossimo anno.
Adesso la procedura per la nomina di Carla Amici a direttrice dell’Azienda dovrà
tornare in giunta. Un pasticcio burocratico che Di Mauro aveva definito – a
questo punto a ragione e al contrario di quanto sostenuto invece dall’assessore
ai servizi sociali Francesco Zicchieri – «un’illegittimità ». Ma un’altra
questione di illegittimità, al momento presunta – viene a profilarsi per
l’Azienda Speciale: i contratti di assunzione per circa quindici operatori
impiegati presso gli asili nido comunali. Un paio di settimane fa, c’è stata una
verifica di cassa da parte dei revisori dei conti, in cui sarebbe sorta la
questione dei contratti dei lavoratori in questione. Si tratterebbe di contratti
«occasionali», che per legge non possono durare se stipulati dallo stesso ente
per più di 30 giorni nell’arco dello stesso anno solare. Ebbene, per questi
lavoratori il primo contratto è stato siglato a settembre, poi rinnovato. Quindi
il contratto «occasionale » non solo è durato più di 30 giorni, ma addirittura
sarebbe a tempo indeterminato fino all’avvio dell’Azienda Speciale. E sì, perché
oltre a questa prima illegittimità dovuta ai tempi del contratto, se ne aggiunge
un’altra: i contratti sono di committenza dell’Istituzione dei servizi sociali.
Ma questo ente non esiste più, sostituito da un’Azienda Speciale che esiste solo
sulla carta e che ancora non è entrata in funzione. «È grave che gli operatori
negli asili nido lavorino con questo tipo di contratto che non prevede per i
dipendenti coperture assicurative, contributi, né che venga riconosciuta ad
esempio la disoccupazione. Forse si è deciso di assumere con questo contratto
perché fa risparmiare il committente a danno dei lavoratori». Ma restano aperti
troppi interrogativi: chi deve retribuire i lavoratori, l’Istituzione che non
esiste più? Sono legittimi questi contratti occasionali non rinnovabili per
oltre 30 giorni ma attivi già da mesi? Pare che i revisori da due settimane
siano in attesa di ricevere dalla dirigente dei servizi sociali Carla Amici
una risposta su questa vicenda.
F. A.

13 [2]

Lavori su via Lungolinea Pio VI. Una somma urgenza non troppo urgente.
Somma urgenza sì. Somma urgenza no. A quanto pare, per gli amministratori di
Terracina non ci sarebbe alcuna fretta di intervenire sul manto stradale di via
Lungolinea Pio VI, ormai interdetta da mesi e mesi. Di fronte alle ultime voci
che arrivano dal Comune, esplode la comprensibile rabbia dei commercianti. A
nome di tutti parla Enzo Bizzarri, proprietario del negozio ‘Bum’.
”L’amministrazione comunale ha ritenuto che la chiusura della strada adiacente
il canale Pio VI non avesse la somma urgenza per il ripristino della viabilità.
Solo in tal caso si sarebbe potuto intervenire immediatamente”. ”Optando per
la non somma urgenza- continua Bizzarri- chiaramente bisogna chiedere i pareri
di tutti gli enti preposti, allungando inesorabilmente i tempi”. Dal momento
della chiusura, infatti, nulla è stato fatto per riparare la strada. Per Enzo
Bizzarri, non si tratta soltanto di somma urgenza bensì di urgenza massima,
considerando il rischio di rottura della fogna, sottostante l’asfalto
sprofondato, che significherebbe riversare nel canale, e quindi in mare, liquame
a non finire. Uno scenario simile in piena estate sarebbe una vera catastrofe.
”Detto ciò- conclude l’imprenditore- è fatta salva la non somma urgenza
dell’amministrazione comunale?”.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [16]
Saldi fuori tempo, raffica di multe Un’immagine di saldi in vetrina TEMPO di
crisi e negozi che prolungano i saldi: raffica di multe nel centro di Terracina.

Ieri gli agenti della polizia locale agli ordini del comandante Vincenzo Pecchia
hanno effettuato un mirato servizio di monitoraggio sulle attività commerciali
del centro. Risultato: sei negozi d’abbigliamento sono stati «pizzicati» mentre
esponevano ancora i cartellini con i prezzi scontati dei capi in vendita,
prolungando in questo modo i saldi stagionali che invece per legge si sono
conclusi sabato scorso. Per questo la polizia municipale hanno staccato sei
verbali salatissimi, di cui cinque da 1.500 euro e uno da 4.500 euro. Il reato
commesso dai titolari degli esercizi commerciali multati era sempre lo stesso,
ma la disparità di trattamento è stata dovuta alla dimensione dei negozi, in
quanto la legge regionale di riferimento prevede sanzioni amministrative
differenti a seconda della dimensione dell’esercizio commerciale. Un totale di
12 mila euro di ammenda, non proprio quattro spiccioli per un periodo di crisi
economica come quello che stanno attraversando le imprese di Terracina. Questo
la dice lunga sulla reale portata delle difficoltà economiche in cui si trovano
gli esercizi commerciali locali. Spingersi a rischiare multe da migliaia di euro
per proseguire oltre i limiti consentiti i saldi, significa che la recessione è
davvero forte. Del resto gli agenti della polizia locale di Terracina non è la
prima volta che «pizzicano» negozi di abbigliamento che, sebbene siano finiti i
tempi previsti per effettuare sconti sui capi in vendita, rischiano la multa
prolungando a oltranza i saldi. Anche l’anno scorso di questi tempi erano stati
multati alcuni esercizi commerciali del centro cittadino per lo stesso motivo. E
non è escluso che di questi verbali gli agenti del comandante Vincenzo Pecchia
possano compilarne di altri. Infatti i controlli sul territorio per scoprire
altri negozi che continuano a praticare i saldi oltre i tempi consentiti saranno
effettuati anche nei prossimi giorni.
Francesco Avena
13 [28]
In via Ceccaccio a Terracina da qualche mese mancano i cassonetti.
I residenti
della periferia sono scesi in strada per dire basta. Rifiuti, sporcizia,
immondizia, discariche. Sono i termini più battuti dell’anno a Terracina. Le
immagini che di tanto in tanto giungono dalla cittadina tirrenica pongono
l’obbligo di vigilare, affinché i disservizi e l’inciviltà vengano combattuti e
puntualmente denunciati. La città si è data un nuovo regolamento, dopo anni di
cattiva gestione dell’igiene urbana, ha deciso di perseguire la strada del
rigore: l’introduzione della Tia secondo l’Amministrazione porterà effetti
positivi. Rimangono però i problemi oltre alla vista dei cassonetti stracolmi,
in alcune zone si registra l’assenza di container; inconveniente che
contribuisce alla creazione di una vera e propria discarica abusiva. «I
cittadini sono costretti a depositare le buste di spazzatura per strada -
denuncia un abitante – sono mesi che hanno tolto i contenitori nell’intera
zona». E dopo la protesta di ieri mattina sono arrivati due cassonetti.

13 [27]
Pochi vigili urbani. Il comandante chiede aiuto al sindaco.

Sassuolo conta 54 vigili urbani per 41 mila abitanti. Viareggio 102 per 66 mila
abitanti. Fondi 41 (più 15 per concorso in itinere) per 35 mila abitanti.
Terracina 30, comandante compreso, su una popolazione di 44 mila persone. Molto
meno di quelle 110 unità previste dalla legislazione speciale per la polizia
locale attualmente in vigore che parla di un rapporto agenti/abitanti pari a
1/400. Ma al comandante Vincenzo Pecchia ne basterebbero 85. Storie vecchie.
Dette e ripetute chissà quante volte, con la speranza di un intervento
dall’alto. Non dal cielo, s’intende. Dal Comune, dove qualcuno dovrebbe
decidersi a raccogliere gli s.o.s. lanciati dal comandante Pecchia. Ultimo
quello arrivato nei giorni scorsi sulla scrivania del sindaco Stefano Nardi, del
dipartimento Affari Generali e dell’assessore al Personale. Vincenzo Pecchia fa
una breve panoramica sulla situazione attuale del corpo che, se negli anni ’80
contava 60 unità, ora è praticamente dimezzato. E’, invece, aumentato il bacino
di interventi, a partire da quella ”sicurezza urbana” che necessita di ”un
servizio di polizia di prossimità che questo Comando è ben lontano dal poter
organizzare”. Il comandante Pecchia ritiene di estrema importanza organizzare
la polizia di prossimità, il famigerato vigile di quartiere, che vedrebbe bene
formata da un sottoufficiale e 14 agenti. Sette pattuglie: un miraggio per la
Terracina di oggi, se si considera che il nucleo di polizia stradale ne ha
appena due. ”Tale personale appiedato, anche nei vicoli più remoti della città,
avrebbe la funzione di intervenire direttamente sui fattori di allarme
sociale”. Vincenzo Pecchia ha chiesto un doppio intervento all’amministrazione.
Innanzitutto l’assunzione dal prossimo aprile di 25 agenti stagionali per 6 mesi
attingendo dall’ultima graduatoria, se ancora in vigore, o da quella di altri
Comuni. Inoltre l’ ”attivazione immediata di un concorso per 60 agenti per il
triennio 2010/2012 a tempo indeterminato, con part time verticale di 6 mesi”.
Tali agenti verrebbero spalmati in modo da sovrapporsi nei soli 3 mesi estivi,
determinando un aumento di personale per 9 mesi l’anno.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [26]
Prosegue il braccio di ferro tra organizzazioni sindacali e la società mista
Terracina Ambiente.
Questa volta Cgil, Cisl e Uil scrivono all’ispettorato del
lavoro e alla Asl per comunicare le condizioni al limite della legittimità in
cui lavorano gli operatori ecologici. «Nonostante le reiterate riunioni tenutesi
con la Direzione della Terracina Ambiente per risolvere i gravi problemi
esistenti sul cantiere di Terracina, a tutt’oggi dopo aver effetuato 3 giornate
di sciopero, i lavoratori non ricevono nessun tipo di riscontro. La mancanza di
organico, oltre il disservizio reso alla città, evidenzia fortemente il rischio
per la sicurezza dei dipendenti, di fatti alcuni lavoratori sono costretti a
fare il proprio riposo settimanale oltre il 15 non rispettando le norme
contrattuali e di legge. Non viene data la fornitura dei Dispositivi di
Protezione Individuali come da legge e Contrattuale e gli automezzi messi a
disposizione dei lavoratori hanno gravi carenze per il rispetto della sicurezza
quali i regolatori di velocità cosi come previsto dalle norme vigenti». Problemi
anche nel deposito di Morelle, dove, dicono i sindacati, «il deposito dei mezzi,
gli spogliatoi, i liquami fuoriuscenti dai mezzi, rendono la sede a nostro
avviso insalubre. «A chi legge per conoscenza, la seguente nota vale come
segnalazione per fare le dovute verifiche e eventuali sanzioni o sgombrare i
dubbi». Come se non bastasse, i netturbini ancora non hanno ricevuto lo
stipendio di gennaio.
D. R.

13 [25]

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vimeo Video

Torniamo a parlare di Servizi Sociali e dell’ente strumentale che li dovrebbe erogare nella nostra città ma che ancora latita : L’ Azienda Speciale.

golfieriNel dibattito interviene il capogruppo, del pdl di Terracina Valerio Golfieri per cercare di dare un senso e una consequenzialità agli atti prodotti dal cda dell’azienda e dalla giunta comunale, ardua impresa…

Infatti il verbale redatto dal consiglio d’amministrazione dell’Azienda Speciale il 26 Novembre 2009 proponeva Carla Amici come direttrice per la fase di “start-up” dell’azienda in  previsione dell’indizione di un concorso pubblico per la scelta di tale figura, ovviamente nel verbale si collegava la durata dell’incarico della Amici alla durata del mandato del Sindaco, come previsto dallo statuto dell’azienda (art. 23 comma 10).

La giunta invece in data 01 Dicembre 2009 deliberava l’incarico alla Amici con una durata di anni 5 e in seguito l’assessore Zicchieri, sfrontatamente come suo solito, difendeva tale illegittimità sulla stampa dopo le critiche mosse dal consigliere Di Mauro.

Golfieri ammette l’errore della giunta, dice che verrà riparato e prova a giustificarlo dichiarando che chi ha preparato la delibera abbia lavorato con una copia dello statuto sbagliata, in cui mancava il citato comma 10 poichè inserito successivamente con un’emendamento…

Belin, che rumore di unghie sui vetri…

Terracina Rialzati

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53000 [8]

Impegnati a salire e scendere da un aereo con valigia e trolley per promuovere l’immagine di Terracina all’estero (Georgia e Bosnia i casi più recenti), si è perso di vista
un impegno che l’amministrazione comunale aveva preso qualche tempo fa.

Il sindaco Stefano Nardi nelle ultime settimane è partito per ben due volte in
buona compagnia sbandierando la politica dei gemellaggi, ma forse si è
dimenticato che il 2010 è l’anno in cui Pècs è la capitale della cultura
europea. Un evento tanto più importante se si pensa che la cittadina ungherese è
gemellata con Terracina. E così mentre si viaggia per l’Europa «per far
conoscere le bellezze di Terracina», ci si «dimentica» di essere tra i
protagonisti della più grande occasione che sia capitata negli ultimi tempi a
Terracina per riscattarsi da un punto di vista turistico e per la politica
gemellare. Oggi scopriamo, infatti, una nuova magagna del governo cittadino, che
nel 2008 ha istituito un Comitato composto da numerosi attori nel campo del
turismo, dell’imprenditoria e della politica locale, dal nome «Verso Pècs 2010».
Il Comitato rappresentato dal presidente provinciale di Federalberghi Enzo
Grossi, denuncia: «Dopo essere nato, il progetto è stato totalmente abbandonato
dal Comune. Con una delibera di giunta, l’amministrazione Nardi aveva previsto
l’impegno di 16 mila euro nel 2009 per poter organizzare un piano che rendesse
Terracina protagonista all’interno della kermesse culturale internazionale di
Pècs 2010. Eppure, dalle casse di piazza Municipio non è partito neppure un
euro. Una grave mancanza, se si pensa che l’impegno di questi fondi era stato
assunto anche con Pècs». L’inaffidabilità economico amministrativa della brigata
Nardi dunque si è fatta conoscere anche all’estero. E non si venga neppure a
dire che quei soldi, deliberati in giunta e mai erogati, non erano disponibili.
Perché per i recenti viaggi in Georgia e a Sarajevo, è stato speso anche di più
dei 16 mila euro che dovevano andare al Comitato «Verso Pècs 2010». Ma fosse
soltanto questo: da mesi il responsabile del Comitato Enzo Grossi scrive e
protocolla in Comune richieste al sindaco Stefano Nardi per convocare il
Comitato, per prendere decisioni e coordinarsi sulle attività da mettere in
campo. «Ma a quelle richieste – circa 40 negli ultimi mesi – non risponde
nessuno» critica Grossi. Forse troppo impegnati a preparare le valigie, gli
amministratori che promuovono Terracina in Georgia e a Sarajevo non hanno avuto
neppure un minuto per ricordarsi di Pècs. Non si sono neppure r i c o r d a t i
d i quando, lo scorso settembre, è arrivato in città il presidente della
Provincia ungherese di Baranya, il signor Hargitai, anche per programmare delle
iniziative tra Terracina e la provincia ungherese.  Avvisato del suo arrivo, il
sindaco non ha risposto all’invito per incontrarlo. Non proprio una bella figura.
Francesco Avena

13 [13]

Nardi, cioè l’allegoria del cattivo governo

E dire che si era anche proposto come candidato per le elezioni regionali. Prima
di volgere il pensiero alla Pisana, il sindaco Stefano Nardi dovrebbe cominciare
a guardare cosa accade a Terracina, la bella (una volta) città che si trova in
sorte a governare. Perchè sembra un accidente della storia che Nardi si ritrovi
su quella poltrona, visto il poco attaccamento che mostra nutrire nei confronti
di Terracina e dei terracinesi. Manca tutto in questa città. Parliamo di servizi
pubblici essenziali, per cominciare. L’igiene urbana è ai minimi termini.
L’estate scorsa i cumuli di immondizia raggiungevano anche i 50 metri e se non
si è creato un caso nazionale è solo perchè i cittadini hanno taciuto. E oggi
non va meglio:?si paga di più per non avere nemmeno uno straccio di
differenziata. L’illuminazione pubblica fa ridere: se cade un palo della luce
non si sa nemmeno chi deve aggiustarlo, perchè la squadra non è reperibile. I
semafori portano la data di scadenza: dopo la manutenzione funzionano al massimo
per una settimana. I?trasporti pubblici non si sa dove reperirli, sulla brochure
del Comune – costata un sacco di soldi pubblici – c’è il numero di telefono
sbagliato della stazione ferroviaria, gli scuolabus da marzo non ci saranno più.
Per allacciarsi al sistema fognario si deve pagare una gabella ingiusta ma
pretesa dal Comune che fa la cresta su quanto dovuto ad Acqualatina. I servizi
sociali sono al collasso, ma si pensa a distribuire incarichi e poltrone. E
sulle scale che portano a palazzo comunale la fila dei creditori è al limite
della capienza della piazza. Se questo è un sindaco, secondo voi. Se questa è
una città, allora i cittadini dovrebbero cominciare a indignarsi. Nessuno pensa
alla disobbedienza civile? Non c’è niente di artistico in tutto ciò, ma se fosse
un quadro sarebbe l’affresco dell’Allegoria ed effetti del cattivo Governo di Lorenzetti.
Teresa Faticoni

13 [12]


Lascia il carcere la ‘mente’ arrestata nell’Operazione Anxur della polizia.

E’ tornato libero Riccardo Di Meo, indicato dagli investigatori dell’
‘Operazione Anxur’ come la mente del gruppo ritenuto colpevole di una lunga
serie di attentati incendiari e intimidazioni avvenute a Terracina. Tutto per
avere il monopolio delle imprese di onoranze funebri e di pulizie. Per Di Meo le
porte del carcere si sono riaperte sabato notte, conseguenza immediata della
mossa a sorpresa del super testimone, Francesco Iannarilli, il giovane di
Terracina in carcere per scontare una pena di quattro anni per svariati capi
d’imputazione. Nell’udienza della scorsa settimana davanti il collegio penale
presieduto da Cinzia Parasporo si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Proprio lui, dalle cui dichiarazioni erano partite le complesse indagini degli
ispettori di polizia scaturite nella maxi operazione dell’aprile del 2008 con 13
arresti. Era atteso il suo esame, e invece, non parlando, non ha confermato le
dichiarazioni fatte in passato. Immediatamente l’avvocato Enrico Cellini,
difensore di Riccardo Di Meo, ha fatto richiesta di revoca della misura
cautelare in carcere ai sensi dell’art. 299 del codice di procedura penale.
Richiesta pienamente accolta. Di Meo non ha nemmeno l’obbligo di firma. Per i
giudici è venuta meno l’esigenza di tenere l’imputato in prigione, anche in
mancanza di riscontri oggettivi acquisiti in corso d’indagine capaci di
individualizzarlo in maniera specifica. Soddisfatto l’avvocato Enrico Cellini.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [11]

Vigili di quartiere, il corso per la Municipale
COME si comporta la «Polizia di prossimità», meglio conosciuta come il servizio
del vigile di quartiere. Questo il tema del primo incontro del corso di
formazione svoltosi ieri mattina presso la sala consiliare del Comune e rivolto
agli agenti della polizia locale. Oltre agli agenti di Terracina del comandante
Vincenzo Pecchia, presenti anche quelli di Campodimele e Spigno Saturnia. Il
corso promosso dalla Regione Lazio proseguirà anche oggi e domani, e sono in
programma incontri fino al 2011 in un progetto di formazione che intende munire
di competenze sempre maggiori il corpo delle polizie municipali. Le lezioni sono
tenute da docenti universitari, avvocati, membri di altri corpi di polizia e
forze dell’ordine. Come nel caso della prima lezione di ieri mattina, dove a
relazionare sulla propria esperienza è stato un vice questore di polizia che ha
prestato il suo servizio in Sicilia e poi a Torino. Una sorta di scuola di
formazione permanente per dotare di competenze sempre più specializzate gli
agenti. E questo, ovviamente, a vantaggio del cittadino.
F. A.

13 [9]

Il Comune snobba il comitato pro Pecs. E lascia debiti in Ungheria.
Sembra che il Comune di Terracina abbia deciso di darsi la zappa sui piedi
snobbando alla grande il comitato comunale ‘Pecs Capitale Europea della Cultura
2010′. Comitato creato dalla stessa giunta Nardi con tanto di delibera ad hoc.
Cosa possa esserci dietro, non è facile capirlo. Di certo non c’è una strategia
lungimirante. Anzi. L’amministrazione comunale rischia di perdere un treno che
non tornerà più da queste parti. E mentre resta giù dal treno, lascia anche
qualche impegno di spesa non saldato in quel di Pecs. Come, per esempio, i 16
mila euro impegnati nel bilancio finanziario del 2009 ”per la realizzazione
delle iniziative in calendario per il 2009”. La giunta comunale aveva
deliberato all’unanimità ”di collaborare con l’Amministrazione Comunale di Pecs
per l’organizzazione degli eventi per ‘Pecs Capitale d’Europa della Cultura’ nel
biennio 2009-2010”. Quei soldi facevano parte di un co-finanziamento tra le due
amministrazioni, gemellate dal 1996, per spesare l’organizzazione del ricco
programma di eventi per il 2010. L’amministrazione ungherese ha tirato fuori i
suoi 16 mila euro, ma, a quanto si apprende dai bene informati, sarebbe ancora
in attesa che il gemello pontino saldi la sua quota. Eppure il comitato comunale
pro Pecs, presieduto da Enzo Grossi, si era messo immediatamente all’opera per
fare una degna figura nell’ambizioso progetto che lo vede, anzi, l’avrebbe visto
parte attiva di tanti avvenimenti culturali ad ampio raggio. Per il comitato
cittadino, creato nell’ottobre 2007 e formato da numerose associazioni e realtà
territoriali, il ruolo di referente era stata la conseguenza naturale dei tanti
anni di intensa collaborazione per un’integrazione culturale, sociale ed
economico tra i comuni di Terracina e di Pecs e le rispettive province. Rapporti
così intensi che c’era l’idea di intitolare a Terracina una piazza centrale di
Pecs, sede di un ufficio turistico dedicato alla città pontina e con un display
che ne avrebbe proiettato le immagini 24 ore no stop. Peccato che il progetto di
restaurazione della piazza sia bloccato. Perché? Semplicemente perché da piazza
Municipio non sarebbe giunto alcun segnale di interessamento. Ma questa è la
vocazione turistica made in Terracina. Evidentemente si seguono altri percorsi
per dare visibilità alla ridente cittadina. Un partenariato tra le università?
No, no. Nel limbo anche il gemellaggio tra la facoltà di medicina polo centro de
‘La Sapienza’ con l’omologa di Cracovia. Perlomeno quando qualche autorità
ungherese è stata a Terracina, avrà avuto un ottimo trattamento. Forse, ma non
il dottor Hargitai, presidente della Provincia di Baranya, ospite una settimana
in città senza essere ricevuto dal borgomastro. Amareggiato e quasi allibito
Enzo Grossi. ”Negli ultimi due anni come comitato pro Pecs abbiamo inviato
decine e decine di lettere al sindaco senza ricevere mai uno straccio di
risposta. Nemmeno quando gli abbiamo palesato l’intenzione di dimetterci in
blocco. Il Comune di Terracina sta perdendo un’occasione storica e lui lascia
che accada”. Il programma va comunque avanti attraverso la Rappresentanza
Italiana nella Casa d’Europa, sempre diretta da Enzo Grossi. Ma lì Terracina non
farà la parte del leone. Al massimo farà la comparsa.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [8]

Violenta rissa tra gruppi di indiani lunedì scorso a Borgo Hermada.

Una situazione sempre pronta ad esplodere, quella della comunità di extracomunitari
nella frazione di Terracina, che l’altro giorno ha visto scontrarsi decine di
persone e che si è conclusa con 10 arresti. L’allarme è scattato intorno alle
18, quando al Commissariato di Terracina sono arrivate diverse segnalazioni da
parte di residenti, allarmati. Due gruppi di indiani, secondo le ricostruzioni
degli agenti del vicequestore aggiunto Rita Cascella, sarebbero
finiti alle mani dando vita ad una mega rissa, scoppiata pare per il furto
di una bicicletta avvenuto giorni addietro e per altri piccoli episodi dello
stesso tipo. La bagarre ha avuto luogo nella centralissima piazza IV° Novembre,
sotto gli occhi dei numerosi residenti che a quell’ora si trovavano nella zona.
Solo il tempestivo intervento del personale della squadra Volante coadiuvato
dalla Stradale ha evitato che la zuffa potesse degenerare. Dieci gli
extracomunitari che sono stati tratti in arresto con l’accusa di rissa
aggravata. Molti altri, secondo le testimonianze, sono invece riusciti a
fuggire. Torna dunque l’allarme immigrati a Borgo Hermada, molti dei quali
potrebbero essere irregolari, almeno a giudicare dagli accertamenti effettuati
dalla polizia sui 10 arrestati. Almeno 7 di loro infatti sono risultati
irregolari e un altro formalmente già espulso dall’Italia per opera della
questura di Piacenza. Non solo. Gli uomini del Commissariato stanno concentrando
la loro attenzione anche su altri aspetti legati alla massiccia presenza di
extracomunitari al Borgo, che oltre a costituire un serio problema di ordine
pubblico e ad allarmare i residenti, merita approfondimenti anche in merito alle
locazioni. Per questo motivo la polizia ha intenzione di risalire ai proprietari
delle case occupate dagli immigrati, per verificare la regolarità dei contratti,
dei permessi di soggiorno ed elevare eventuali sanzioni a carico dei proprietari
che avessero violato le prescrizioni della legge Bossi/Fini. Intanto è previsto
per domani presso il Tribunale di Terracina il processo per direttissima a
carico dei 10 arrestati, tutti accusati di rissa aggravata. Alcuni degli indiani
coinvolti nella rissa hanno anche riportato lesioni e contusioni, giudicate
guaribili in 7 giorni.
Diego Roma

13 [7]
VIA la Neve al buio, numerosi disagi per i residenti della zona tra la stazione
ferroviaria e la Valle.
Da tempo gli impianti di pubblica illuminazione non
funzionano e questo costringe i pedoni a fare molta attenzione quando camminano
sul ciglio della strada. Un disagio anche per gli automobilisti che, a causa
della scarsa illuminazione, corrono costantemente il pericolo di investire
qualcuno. Ma il problema riguarda anche ciclisti e centauri, che non sempre
riescono a scorgere nel buio auto parcheggiate o lasciate in sosta sul lato
della carreggiata o altri ostacoli. Oltre alle solite, immancabili buche
nell’asfalto che costituiscono un pericolo costante anche in via la Neve e nella
zona circostante. I residenti hanno segnalato il problema e ci si aspetta, dopo
che sono passate già alcune settimane dal black out, che l’illuminazione possa
essere ripristinata in modo tale da riportare in sicurezza la viabilità in un
tratto molto trafficato come via la Neve.
F. A.

13 [6]

”Il silenzio del Comune sui disagi dei disabili non ha giustificazioni”.
Un’indifferenza colposa senza scusanti. E’ quello che denuncia Paolo Panico in
una lettera aperta al sindaco di Terracina Stefano Nardi e l’assessore alle
Politiche Sociali Francesco Zicchieri. ”Non ho potuto fare a meno di notare la
velocità con cui avete risposto alla questione sollevata da ‘Città Partecipata’
sul viaggio a Sarajevo – dichiara il giovane disabile- Mi chiedo come mai non
abbiate avuto la stessa premura nello spendere due righe sulle problematiche dei
portatori di handicap portate a vostra conoscenza da manifestazioni pubbliche e
stampa alcuni giorni fa?”. ”Non solo state dimostrando che non avete la minima
sensibilità verso chi ha difficoltà a vivere le cose più comuni, ma addirittura
col vostro silenzio date l’idea di disprezzare questa categoria di vostri
concittadini della quale faccio parte da 14 anni, con dignità ed orgoglio”.
”Eppure mi risulta che grazie a queste persone cosi fastidiose le
amministrazioni possono accedere a molti fondi, allora come mai questo
atteggiamento di indifferenza colposa?”.
Pubblicato da Rita Recchia

13 [5]

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53000 [7]

Residenze sospette in odor di camorra? Se lo chiede il gruppo consiliare del Pd di Terracina che nei giorni scorsi ha presentato una interrogazione al sindaco Stefano Nardi e al presidente del Consiglio comunale Patrizio Avelli. I democratici fanno riferimento alle dichiarazioni del sindaco che tempo fa aveva spiegato che il numero dei nuovi residenti a Terracina era salito di 2.021 unità dal 2000 al 2008. I dati Istat indicano invece un incremento di 7.076 residenti. Una differenza di 5.055 sui quali il Pd chiede chiarezza unitamente alla istituzione di una sorta di task force comunale che monitorizzi le nuove residenze indicando quelle sospette. «La necessità di conoscere con precisione i dati di tale fenomeno e in particolare il dato relativo alla provenienza dei “nuovi” residenti dovrebbe indurre l’amministrazione comunale ad avviare presso i competenti uffici i necessari accertamenti – si legge nella interrogazione – I fenomeni di progressivo insediamento sul territorio pontino della criminalità organizzata da un lato, e i consistenti flussi migratori sia comunitari che extracomunitari dall’altro, impongono la creazione di una struttura comunale che operi in stretta sinergia con le forze dell’ordine locali».
F.Coc.

Sangue sull’Appia. Muore un anziano di Fondi.

Si chiamava Filippo Panno l’uomo di 73 anni di Fondi deceduto per i gravi politraumi riportati a seguito di un terribile incidente verificatosi all’ingresso sud di Terracina. Preoccupante anche il quadro clinico di Amelia S., la moglie coetanea dell’anziano spirato nell’ospedale ‘Alfredo Fiorini’. Un bilancio davvero tragico di quella che è stata una domenica di sangue nel territorio di Terracina. Nel giro di nemmeno 24 ore si sono verificati due schianti in cui hanno perso la vita ben due persone, un uomo e una donna. Fortunatamente non sono serie le condizioni della coppia di giovani rimasta coinvolta nello schianto con la coppia di Fondi. Il terribile incidente stradale è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri al chilometro 102, 800 della statale Appia, nel territorio di Terracina, a due passi da Porta Napoletana. Sul posto per i rilievi sono giunti i carabinieri della locale compagnia, diretti dal maresciallo Enrico Bindi. I militari stanno ricostruendo la dinamica del sinistro che ha visto scontrarsi una Daewoo Matiz e una Toyota Yaris. Tutti subito in ospedale, ma fin dall’inizio è apparso chiaro come ad avere la peggio fossero stati i due coniugi di 73 anni provenienti da Fondi, a bordo della Matiz. Dai primi rilievi si sarebbe trattato di uno scontro frontale, forse causato da uno dei due mezzi che si sarebbe allargato più del dovuto mentre percorreva il tratto della statale che disegnava una curva. La Toyota Yaris, con a bordo una coppia di 25enni, stava uscendo da Terracina, diretta verso sud. La coppia di anziani pontini arrivava, invece, dalla parte opposta. Al km 102, 800 si è verificato lo scontro. Le auto sono andate quasi del tutto distrutte, posizionandosi nel bel mezzo della carreggiata. Sul posto, oltre ai carabinieri, i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia municipale di Terracina. I sanitari hanno assicurato i primi soccorsi ai feriti, subito dopo trasferiti al pronto soccorso. Il signor Filippo Panno sarebbe spirato dopo poco per i gravissimi traumi riportati. Per la coppia di giovani nulla di grave.

Pubblicato da Rita Recchia

Donna e alcool. Un vero successo di pubblico e di critica per il convegno organizzato di recente dalla Fidapa di Terracina, presso l’istituto ‘Arturo Bianchini’. Un momento di confronto costruttivo e profondo sul tema estremamente delicato della piaga dell’alcolismo, fortemente diffuso anche nell’universo femminile. Un’occasione di dialogo non soltanto con quelle persone che per lavoro ogni giorno hanno a che fare con questa realtà, ma anche con testimonianze di vita famigliare. Un evento molto sentito del quale ancora domenica scorsa parlavano nell’omelia i parroci di Borgo Hermada, padre John e padre Tony. L’appuntamento rientrava nell’ambito del tema nazionale ”Il percorso del rispetto: l’esperienza delle donne nella realtà culturale e socio-economica”. Dal libro dello scrittore e giornalista Leros Pittoni, ‘Il mio perché. Una storia vera’ (Union Printing Edizioni), si è dipanato un discorso che ha sviscerato l’alcool al femminile in tutte le sue sfaccettature. ”Questo libro è una testimonianza di umanità in una società dove prevalgono rapporti disumanizzati- ha detto l’autore- E’ un inno alla tenacia dell’amore perché mostra la forza con la quale si può risorgere anche dalla distruzione degradante dell’alcolismo”. Il benvenuto é stato affidato a Brigitte Rixner Mele, presidente della sezione locale della Fidapa; alla presidente del distretto centro Anna Maria Cacciami; all’assessore alle Politiche Giovanili Francesco Zicchieri. Accurato l’intervento di Peppino Nicolucci, responsabile alcologia della Asl di Latina, che ha evidenziato come la donna che beve, al contrario dell’uomo, diventi doppiamente oggetto di giudizio, tanto da essere spesso lasciata sola dal suo stesso compagno. Altrettanto acuti gli interventi di Stela Taneva, psicologa e psicoterapeuta, di alcuni membri dei Cat, degli Alcolisti Anonimi e dei Gruppi Famigliari Al-Anon/Alateen. Emozionante la proiezione del video ‘Emozioni…a colori’ della pittrice Fiamma Zagara, che si è ispirata al libro. Fortemente vera la testimonianza di una giovane, figlia di una donna alcolizzata, che ha raccontato la sua esperienza estremamente difficile di bimba cresciuta troppo in fretta per aiutare la mamma. Presente ìAnnaLaura’, l’Associazione Medica Terracinese , il capitano dei carabinieri Atti e il luogotenente Fellico.

Pubblicato da Rita Recchia

CONDANNATA a tre anni e al risarcimento delle circa 350 persone raggirate tra il
2001 e il 2002 vendendo polizze assicurative truffaldine.
Nei giorni scorsi il
giudice del tribunale di Terracina Antonio Perinelli ha emesso la sentenza per
l’imputata Carla Zolofra, accusata di aver appunto messo a segno una serie di
truffe e raggiri ai danni di quasi 350 persone nel territorio di Terracina e
Fondi per un totale di circa 400 milioni di vecchie lire. Il giudice Antonio
Perinelli ha condannato la donna che lavorava per conto dell’Alleanza
Assicurazioni. Anche l’agenzia assicurativa è stata condannata al risarcimento
delle vittime. Lungo e complicato il processo iniziato anni fa e che si è diviso
in più tranche. Una delle quali si è conclusa solo la scorsa settimana con la
sentenza emessa dal tribunale di Terracina. Secondo il giudice Perinelli,
l’imputata sarebbe stata la principale responsabile dei raggiri della produzione
di false polizze assicurative. Nel corso dei dibattiti processuali, Carla
Zolofra aveva respinto ogni accusa a suo carico, sostenendo che il suo ruolo
all’interno della vicenda fu solo quello di mediare tra l’agenzia assicurativa e
i clienti. Secondo quanto raccontato in aula nel corso delle udienze in
tribunale dalla donna, a lei sarebbe spettato esclusivamente il compito di
raccogliere le proposte dei clienti, per poi lasciare l’incombenza di contratti
e raccolta dei soldi ad altro personale impiegato presso l’agenzia assicurativa.
In un caso tra le altre tranche processuali relative alle false polizze, la
compagnia assicurativa si era anche costituita parte offesa rispetto all’operato
della Zolofra. Il giudice Perinelli, anche sulla scorta dei numerosi testi che
hanno raccontato durante le varie udienze la propria vicenda, non ha considerato
la Zolofra esente da responsabilità. Anzi, l’ha ritenuta la responsabile diretta
delle azioni truffaldine, condannandola a tre anni e al risarcimento delle
vittime. Una sanzione spetta anche all’agenzia assicurativa, anch’essa coinvolta
nel risarcimento alle vittime delle false polizze, in qualità di responsabile
civile dell’imputata principale. Il metodo con cui venivano raggirati i clienti
era semplice: si faceva finta di stipulare polizze assicurative, si fingeva la
vendita delle stesse e si incassavano i soldi. In questo tranello ci sono finite
circa 350 persone tra Terracina e Fondi. Insomma, non proprio un piccolo gruppo
di persone. Segno che forse i raggiri erano stati studiati nei minimi dettagli
per non creare sospetti nei clienti che venivano
ingannati.
Francesco Avena


CRONACA: Torna a casa e scopre i ladri

ENNESIMO furto in abitazione nei pressi  della Valle, stavolta la proprietaria di casa ha scoperto i ladri mettendoli in fuga. Sabato pomeriggio una 60enne che abita da sola in una casa a due piani
presso la stazione ferroviaria, si era allontanata per circa un’ora per
effettuare delle compere. Evidentemente i ladri attendevano questo momento per
agire e, sfruttando il buio della campagna, hanno divelto la recinzione nel
retro dell’abitazione. Poi, aiutandosi con una rete metallica, sono saliti al
primo piano, hanno aperto la persiana e distrutto il vetro della finestra. Una
volta dentro, i malviventi hanno messo tutto a soqquadro. Hanno arraffato in
pochi minuti i gioielli trovati in casa, ma forse proprio mentre erano impegnati
a cercare i soldi, hanno sentito qualcuno arrivare. La 60enne proprietaria di
casa tornava con il figlio. Subito si sono resi conto della presenza in casa dei
topi d’appartamento. Questi ultimi si sono dati precipitosamente alla fuga,
fuggendo a piedi nel buio della campagna. Tanto spavento per la proprietaria di
casa, che non ha potuto fare altro che sporgere denuncia ai carabinieri e
contare i danni subiti dall’ennesimo raid di ladri
nella zona della Valle.
F. A.

UN MARTEDI’ grasso all’insegna della musica, dello spettacolo
e del divertimento quello organizzato per questa sera presso
il ristorante «La Scuderia».
In occasione del Carnevale 2010, lo
staff della Scuderia di Palazzo Braschi a Terracina ha deciso di
riconoscere un premio all’organizzazione del Carnevale Pontino.
Una rappresentanza dell’organizzazione del Carnevale Pontino
riceverà una targa per il grande lavoro svolto. La festa è stata
organizzata dai ragazzi delle scuole di Terracina con la supervisione
di Patrizio Palmacci e Francesco Cascarini. I numerosi
partecipanti potranno scatenarsi a ritmo di musica ballando e
divertendosi con le melodie di importanti Dj tra cui Paolo R., Dj
Rez, Claudio Zomparelli. Ospite d’eccezione per la serata di
Martedì grasso alla «Scuderia», Dj Gianmaria Coccoluto, figlio
del grande Dj Claudio Coccoluto e suo erede musicale. Infine,
sorpresa di Carnevale, sarà estratto un viaggio per due persone
in una capitale europea offerto da «Vacanze Pontine».
F. A.

ALTRO mese di passione per gli operatori ecologici della Terracina Ambiente.
Giorno di paghe, ieri, ma niente stipendi sul conto dei netturbini. Sembra che
questo mese il Comune non abbia fatto nemmeno il mandato di pagamento, tanto che
negli ambienti degli operatori si dà per certa l’attesa di almeno 10 giorni. I
dipendenti dovranno infatti pazientare almeno fino al 26 febbraio, in attesa che
non meglio precisate entrate arrivino a «confortare» le casse vuote del Comune.
C’è chi parla – ma sono solo voci di corridoio – di soldi della Regione che
dovrebbero arrivare. Chissà. È certo che la situazione dei rifiuti è arrivata al
parossismo: nessuno sa fornire dati certi su qualsivoglia aspetto della
gestione. Al palo la situazione economico-finanziaria (almeno fino a luglio); al
palo la raccolta, svolta con un organico ridotto e pagato in ritardo. L’unica
labile prospettiva sta in un piano transitorio, da svolgersi da qui a giugno,
che costerebbe altri 30 mila euro al Comune. In tutto questo, come accade spesso
ormai, il sindaco Stefano Nardi è fuori per impegni di gemellaggio. O quasi.
D. R.

IL popolo di Facebook si ribella alle buche e ribattezza la sua città natale:
non più Terracina ma «Emmental », dal nome del rinomato formaggio svizzero t e m
p e s t a t o , per l’appunto, di buchi.
È un coro di proteste che cresce di ora
in ora e che ieri sera a n n o v e r a va 460 voci. Una per ogni membro di
Facebook iscritto al gruppo, intitolato: «Quelli che hanno preso almeno una
delle buche nell’asfalto di Terracina ». Sono tutti giovanissimi, o quasi, e
questo la dice lunga sullo stato in cui versano le strade della città. Perché
non c’è testimonianza più affidabile di chi le vie cittadine le percorre ogni
giorno in sella ad uno scooter o in bicicletta. A giudicare dai contenuti dei
commenti comparsi su Facebook, la cosa è tutt’altro che un gioco. Certo, c’è chi
fa ironia, ma il più delle volte si tratta di vere e proprie testimonianze.
Dalla strada, appunto. Con tanto di topografia: c’è via Abruzzo, via Toscana, il
lungomare, via delle Industrie, persino via Roma, solo per citarne alcune. Un
censimento utile agli addetti ai lavori, il giorno che dovessero decidere di
rattoppare per bene le strade della città. Nell’attesa, ci sono le storie,
tante. Marina, ad esempio, dice di aver pagato 50 euro per riparare gomma e
cerchione. E gli è andata pure bene. Un suo coetaneo, di euro ne ha sborsati
250. Riccardo dice di essere andato «due volte dal gommista nel giro di tre
ore». Luca, invece è finito «quattro giorni all’ospedale per una buca ». E
ancora duecento dieci euro di spese per Agostino, «un gomito, un parabrezza, un
parafango anteriore, un parafango posteriore, un portapacchi, un faro» per
Roberto e «150 euro di gomma» a Francesca. Poi c’è Alessandra che ha rischiato
«un bel frontale per evitare una buca gigantesca lungomare» e Maria che è
sganciato 180 euro per riparare il suo veicolo. Ce n’è per tutti, insomma. E il
linguaggio sa essere assai colorito. Si sa, i giovani, di peli sulla lingua ne
hanno pochi. E non si sono fatti mancare il piacere di fare qualche rimprovero -
per usare un eufemismo – all’amministrazione comunale. Loro, che sono la
generazione di Internet, hanno affidato la protesta al Web, dove la notizia sta
correndo a tutta velocità. Che dire, in Rete,
almeno, le buche non ci sono.
Diego Roma

CARNEVALE e disagi, solo una decina di transenne messe a disposizione
dall’ufficio viabilità del Comune di Terracina. Non pochi i disagi che si sono
verificati ieri pomeriggio lungo il percorso in cui hanno sfilato carri
allegorici, maschere e corpo bandistico. Infatti, sebbene non si siano
verificati problemi rilevanti, in realtà qualche disagio è stato avvertito dalle
forze dell’ordine, che avrebbero richiesto una maggiore presenza di transenne
per delimitare il percorso nel centro di Terracina. Diverse le auto che si sono
«infiltrate» nel corso della sfilata, costituendo un potenziale pericolo per i
festeggiamenti. Sulla carenza di attrezzature per mettere in sicurezza il
percorso, non è chiaro il motivo per cui le transenne erano evidentemente poche
e insufficienti. Forse, molte di queste attrezzature sono «impegnate» in questi
giorni a fronteggiare l’emergenza buche, e quindi a mettere in guardia gli
automobilisti dalla presenza di voragini nell’asfalto. Per il resto, i
festeggiamenti del carnevale sono andati avanti per tutta la giornata senza che
però siano mancati i soliti screzi tra cittadini e bande di ragazzi armati di
bombolette spray e schiuma. Con cui sono stati imbrattati
muri, portoni, auto e vetrine dei negozi.
F. A.

HA inaugurato la sua attività l’infopoint della lista Renata
Polverini presidente.
Nei giorni scorsi il candidato Gianfranco
Sciscione si è presentato alla cittadinanza con un
incontro pubblico cui hanno preso parte anche l’ex assessore
al turismo del Comune di Terracina Pietro Serra. «La
mia candidatura a sostegno della Polverini – ha spiegato
Sciscione – avrà l’obiettivo di promuovere il ‘made in
Latina’, e cioè tutte quelle iniziative di cui la provincia è
promotrice anche se viene considerata il fanalino di coda
della politica regionale». Il candidato Gianfranco Sciscione,
l’unico rappresentante di Terracina per il prossimo
appuntamento elettorale previsto per marzo, ha puntato
l’attenzione anche sulla necessità di porre rimedio ad alcuni
punti cardine della vita di ogni cittadino: famiglia, salute e
lavoro. L’infopoint di Terracina, posizionato in via Roma
angolo Fontana Vecchia, è aperto tutti i giorni per accogliere
le richieste dei cittadini e per offrire tutte quelle informazioni
necessarie in vista della vicina tornata elettorale.
F. A.


SARA’ pure vero che le critiche non sempre sono costruttive, ma lo è
altrettanto che, a volte, a qualcosa servono.
Sulla questione della brochure
turistica, ad esemp i o , que ll’occ hiata in più è s e n z ’ a l t r o servita
a rivedere quei ref u s i c h e avrebbero potuto distrarre il turista. Almeno
se è vero, come dice l’assessore Amuro, che gli errori che c’erano sono stati
«prontamente» corretti. Cancellato (con il bianchetto) il numero di telefono
delle FF.SS al quale rispondeva un privato. Aggiunta l’agenzia di viaggi
«Indaco Travel» che mancava dall’elenco. Quanto alla questione del depliant
«Informatutto » realizzato dall’Apt, da cui sarebbe stato ricavato il numero
errato delle FF.SS; è bene specificare che quel libricino non viene più
stampato dal 2007 e non è più in distribuzione da tempo perché le copie sono
terminate da un pezzo. Tre anni sono tanti, qualcosa dovrà pure essere
cambiato. Dovrebbe essere accortezza di chi lo consulta come fonte di
informazione verificare la sua attualità. Insomma, come sempre la verità sta
nel mezzo. Vero sarà che le critiche spesso suscitano malumori e scontenti, di
fronte a chi a lavorato sodo per la promozione turistica della città. Ma è
anche vero che buttare un occhio in più, ogni tanto, non guasta. Anzi, a quanto
pare aggiusta il tiro e migliora la resa
finale del prodotto.

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Video importato

vimeo Video

Vi propongo questo filmino che ho girato in cui  ho ripreso tutti i carri carnevaleschi sfilati ieri.

Il video purtroppo ho dovuto degradarlo come qualità per consentirne l’inserimento nello spazio gratuito messo a disposizione da Vimeo.

Se qualcuno comunque è interessato al filmato in alta qualità me lo faccia sapere che lo metto in condivisione come file .mpg da scaricare. Tutto gratuitamente… ovviamente.

Saluti, paolo

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53000 [6]

Altri due morti sulle strade pontine: in due incidenti diversi sono morti una
cuoca e un pensionato.
La prima vittima è Natalia Chichur, 47 anni. Aspettava
solo di riunirsi con il marito. Due giorni ancora e si sarebbero riabbracciati.
Invece, un crudele destino ha voluto che l’uomo troverà ad attenderlo solo il
corpo senza vita. Raccapricciante l’incidente avvenuto l’altra notte sulla
Pontina, alle porte di Terracina. La donna, di origine ucraina, era cuoca nel
ristorante «I 12». Natalia si stava immettendo sulla s.s.148 con la sua auto,
quando è stata investita da un’altra macchina, che proveniva da Terracina. Il
violento schianto dei due mezzi è stato micidiale per l’extracomunitaria. Ferito
in modo leggero l’altro conducente. «Ho sentito un botto, come un fuoco
d’artificio» racconta, ancora scosso, Guido Coppola. E’ mezzanotte e Natalia
Chichur ha appena finito il suo turno di lavoro tra i fornelli. Un saluto a
tutti. Ad una lavorante ha appena confessato, trepidante, che mercoledì sarebbe
arrivato dall’Ucraina il marito, per restare con lei. Una volta fuori Natalia,
che in Ucraina ha anche un figlio sposato, si mette al volante della sua Fiat
600. Si immette sulla statale per svoltare verso Terracina quando dalla sua
sinistra sopraggiunge una Fiat Bravo, guidata dal 22enne G.B.D. di Terracina. Lo
scontro, che è devastante. La donna viene sbalzata fuori dall’abitacolo. Inutili
i soccorsi per la donna. G.B.D. viene trasportato d’urgenza al «Fiorini». Per
lui solo contusioni e distorsioni. Se la caverà in 20 giorni. L’altro incidente
è avvenuto in serata sull’Appia, alle porte della città (lato sud). A morire è
stato un 72enne, pensionato di Fondi, Filippo Panno. Il sinistro è avvenuto
all’altezza di Porta Napoletana. Si è trattato di uno scontro frontale. Una
Matiz con a bordo due coniugi di Fondi viaggiava in direzione Terracina. Dalla
parte opposta procedeva una Yaris con due giovani. All’improvviso, per cause al
vaglio dei carabinieri, i due veicoli sono venuti a collisione. Le conseguenze
più gravi dell’impatto erano per i due coniugi. Lui si spegneva al pronto
soccorso del Fiorini per i traumi riportati. Gravissime le condizioni della
moglie, A.S., che veniva giudicata in prognosi riservata. Ferite leggere per i
due giovani.



Domenica di sangue a Terracina: due incidenti mortali a distanza di poche ore.

Ieri sera, intorno alle 18,30, uno scontro frontale è costato la vita a Filippo
Panno. Il 72enne di Fondi si stava dirigendo con la moglie Amelia Sepe a
Terracina quando al chilometro 103 dell’Appia, nei pressi del ristorante “Mario
l’ostricaro” (entrata sud della città) c’è stato il tremendo impatto. La Daewoo
Matiz, condotta da Filippo Panno, si è scontrata con una Toyota Yaris che
sopraggiungeva nel senso opposto. Gravi, ma non in pericolo di vita, i ragazzi a
bordo della Yaris. La dinamica è al vaglio dei carabinieri di Terracina. Altro
incidente grave al “Salto di Fondi”, con due feriti trasportati in ospedale.
Qualche ora prima un altro sinistro mortale. Non ce l’ha fatta Natasha Chichur a
reggere l’urto dello schianto violentissimo. La donna, 47 anni, ucraina, aveva
appena terminato il turno di lavoro presso il ristorante i “12”, poco distante
dal luogo dell’incidente. Poi la tragedia. Natasha viveva a Terracina in via
Badino con il marito e le sue due figlie. Si era appena messa alla guida
dell’auto: da una strada parallela stava per immettersi sulla Pontina quando è
sopraggiunta ad alta velocità una Fiat Bravo che l’ha centrata in pieno,
colpendo la fiancata sinistra. La sua 600 celeste è stata perforata, penetrata
proprio dal lato del guidatore. Era la mezzanotte in punto e Natasha Chicur quel
tratto di strada seppur pericoloso lo percorreva da cinque anni, da quando
lavorava in cucina nel noto locale di ristorazione. Con la sua auto si era
appena immessa sulla Statale 148 e ha percorso pochi metri dopo lo schianto,
mentre la Bravo, alla cui guida c’era un ragazzo 22enne di Terracina, G. B., è
schizzata fuori dalla carreggiata, impiegando 100 metri prima di adagiarsi in un
canale. Per il 22enne, che stava tornando a Borgo Hermada dove vive, solo tanto
spavento e qualche graffio. Puntuale è scattata la macchina dei soccorsi. I
vigili del fuoco hanno estratto il corpo senza vita di Natasha Chichur, sbalzato
dall’abitacolo e il medico dell’ambulanza del “118” ha potuto solo constatare il
decesso. I rilievi sono stati eseguiti dagli agenti della Polstrada diretti dal
comandante Giuliano Trillò. Una dinamica che non lascerebbe spazio a
interpretazioni: alla base del sinistro l’alta velocità della “Bravo”. Sconvolti
i colleghi della donna che si sono riversati sul luogo dell’incidente. Panico e
urla strazianti quando sono arrivati il marito di Natasha e la figlia più
grande. Grande solidarietà per la famiglia da parte degli amici, che ieri sono
accorsi nell’obitorio del cimitero di Terracina .
di DANIELE SPERLONGA


Oggi la sfilata di carri allegorici.

ore 14.30 – Raduno dei carri presso P.le Lido
ore 15.00 – Partenza
Percorso:
V.le della Vittoria – P.zza Mazzini – V.le della Vittoria – Via Lungolinea Pio
VI – P.zza XXV Aprile (lato mare) – Via Lungolinea Pio VI – V.le della Vittoria
– P.zza Mazzini – V.le della Vittoria e P.le Lido.


Il Terracina piomba al penultimo posto in classifica.
Al “Colavolpe” passa (0-
1) il Ceccano col minimo sforzo. Primo tempo avaro di emozioni: le due squadre
non si sbilanciano. Nell’unica occasione la formazione di Carlini passa: cross
dell’ex Masini e stacco vincente di Pessia (30’). Ripresa più vivace. Ci prova
Serapiglia al 17’ con un tiro ravvicinato respinto con un balzo prodigioso di
Olevano. Gli ospiti in una ripartenza possono chiudere la gara, ma Leone è
bravo a sbarrare la strada a Sannino (21’). A tempo scaduto (47’) Valerio in
una sortita offensiva impegna Olevano che blocca il pallone da tre punti.

TERRACINA: Leone 6, Morini 6, Serapiglia 6,5, Trillò 6, Valerio 5,5, Amoroso 6,
Girolami sv (20’ st Borelli 5,5), Ruffini 5,5, Mandarelli 5,5, Minieri 6,
Sacchetti 5,5 (6’ st Vuolo 6), All. Minieri CECCANO: Olevano 7, Latini 6,5,
Orsinetti 6, Citoli 6 (27’ st Tiberia 6), Dongu 6, Pessia 7,5, Meneghello 6,
Masini 6,5, Lucchetti 5,5, Sannino 6,5 (38’ Massari), Carlini 6 All. Carlini L.
Arbitro: Pisicoli di Nichelino Rete: 30’ Pessia Note: espulso per fallo di gioco
Borelli al 40’ st; ammoniti Serapiglia (T), Mandarelli (T) e Minieri (T); angoli
5-3 per il Terracina
di DANIELE SPERLONGA



Guerra all’erosione, la Regione ha bloccato i fondi

E’ sotto gli occhi di tutti: operatori o semplici fruitori della risorsa mare
della provincia di Latina, che gli oltre 100 chilometri di spiagge da anni
stanno subendo un arretramento eccezionale rispetto alla forza del moto ondoso
ma anche e soprattutto dell’ignavia operativa della regione Lazio, ente
territoriale compente in materia. Ricordiamo, per offrire un quadro di
riferimento ai cittadini, gli scriteriati ripascimenti prodotti per la spiaggia
del centro urbano di Terracina, del Litorale di Fondi, Sperlonga, Minturno.
Lavori che sconfinano, ad esempio per la spiaggia di Terracina, nel “disastro
ambientale”. E mentre il mare ogni giorno di più “rosicchia” metri di preziosa
spiaggia, la regione Lazio dorme il sonno dei giusti. Sarà per la prematura
scomparsa politica del suo presidente Piero Marrazzo, per la confusione che su
questi argomenti ha sempre palesato anche in tempi non sospetti, che
finanziamenti importanti per le opere di ripascimento rimangono “dormienti”.
Abbiamo, infatti, scoperto presso gli uffici regionali, in particolare presso
l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS), che da mesi sono bloccati
oltre 13 milioni di euro già assegnati ai Comuni costieri della provincia
Pontina per interventi che necessitano però di una progettazione esecutiva non
ancora realizzata dalla stessa agenzia. Un elenco di operare da realizzare che
riguardano nello specifico: 600mila euro per lavori di difesa della costa tra
Foce Verde, Fosso Mascarello e Capo Portiere a Latina, 500mila euro per la
manutenzione straordinaria della scogliera sommersa del litorale di Terracina e
un altro 1 milione per la manutenzione straordinaria delle opere poste a difesa
del suo martoriato litorale. Per il tratto che va da Costa Azzurra a Torre
Canneto sono previsti lavori pari a 1.500mila euro. Scendendo più a sud della
provincia leggiamo nell’elenco “dormiente” 1.900mila euro per il completamento
della manutenzione straordinaria delle scogliere esistenti lungo il litorale di
Santo Janni – Gianola, 1.400mila euro per quelle poste al Salto di Fondi,
2.300mila euro per la ricostruzione della spiaggia di Monte d’Argento – Foce
Liri e opere in foce Liri – Garigliano a Minturno. Mentre per le dune del
Quaternario di Sabaudia sono pronti 3.500mila euro per la ricostruzione della
spiaggia mediante ripascimento morbido e la sistemazione delle foci armate dei
canali. In considerazione della gravità della situazione in atto e
l’insensibilità dimostrata dagli inquilini pro tempore di via Rosa Raimondi
Garibaldi, la provincia di Latina si sta muovendo velocemente per sollecitare
l’Ente regionale a sbloccare questi finanziamenti e contestualmente sta ponendo
in campo un piano strategico. Per questo è stato stilato un protocollo d’intesa
tra la provincia di Latina e i Comuni del litorale Pontino e quelli compresi nel
Distretto regionale della cantieristica e della nautica da diporto, al quale
hanno aderito: Latina, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Ponza, Pontinia,
Sabaudia, San felice Circeo, SS Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia,
Terracina e Ventotene. Le finalità operative sono, tra le altre: la redazione
del Piano Integrato di Sviluppo dell’economia del mare, la salvaguardia delle
spiagge dal rischio erosione, la depurazione e il disinquinamento delle acque
superficiali, la valorizzazione e fruizione compatibile dei laghi costieri, la
riqualificazione del Piano Arenile dei Comuni. La semplificazione e uniformità
delle procedure per il rilascio delle concessioni demaniali, il potenziamento e
lo sviluppo dei porti e degli approdi turistici, interventi di potenziamento dei
porti pescherecci, un marketing territoriale finalizzato alla promozione e
sviluppo del litorale pontino. Insomma, nelle prime riunioni realizzate, tutti
hanno concordato nel ritenere giunto il momento di porre in campo una “task-
force” provinciale per affrontare il problema, senza interventi tampone, inutili
e dispendiosi ma con un programma su vasta scala.
Everardo Longarini
Portavoce del presidente della provincia di Latina Armando Cusani

Vittoria per il Terracina Volley
Seconda vittoria del Terracina volley nel girone di ritorno contro un Frascati
messo bene in campo ma non da impensierire il Terracina.

Risultato: V.C. frascati – Volley Terracina 0-3 20-25, 16-25, 14-25

V.C. Frascati: Fortini F.; Balsi G.; Casella L.; Lorenzini M.; MissaleE.;
Attanasi I.; Battilocchio C.; Croce F.; Colucci C.; Mastrocesare C. All.:
Clemente S.

Volley Terracina: Alicandri R.; Battisti A.; Bertiè S.; Esposito G.; Iannarilli
A.; La Rocca J.; Luciani C.; Battiati A. All.: Ronci F.; Felici S.

Con questa vittoria le ragazze di Ronci mantengono saldamente il primato in
classifica con 5 punti di vantaggio sulla seconda. La pertita inizia molto bene
per il Terracina che si porta subito in vantaggio 14-4 facendo valere la loro
supremazia sulle avversarie poi per una serie di errori gratuiti si sono fatte
rimontare fino 14-13 ma con un improvviso risveglio delle terracinesi riuscivano
a mantenere a distanza le avversarie fino alla fine della prima frazione di
gioco e vincere per 25-20 mentre nel secondo e terzo set il terracina riusciva a
prevalere ampiamente sulle avversarie vincendo ambedue i set con largo vantaggio
e cosi portare a casa i tre punti in palio. Si prospetta un girone di ritorno
simile a quello di andata ma non per questo bisogna adagiarsi ma essere sempre
competitivi. Per il momento tutto lo staff si ritiene soddisfatto delle
prestazioni delle ragazze raggiunte fino ad oggi. Ora ci aspetta un aktra
trasferta che sulla carta è molto facile contro il Sabaudia Circeo squadra che
si trova nelle ultime posizioni di classifica, quindi appuntamento per sabato
prossimo alle ore 16.00 a S. Felice per questo incontro sperando di portare a
casa un altro risultato utile. Forza ragazze siamo tutti con voi.

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Mancano i tecnici comunali e la periferia di Terracina resta al buio nel fine
settimana.
Ieri mattina un camion mentre percorreva via la Neve incrocio con
via San Silviano è finito fuori strada abbattendo un palo della pubblica
illuminazione e la centralina dell’Enel. Per fortuna le condizioni
dell’autista non sono gravi, ma non sono mancati i disagi. L’urto ha
danneggiato il funzionamento della pubblica illuminazione. Tempestivo
l’intervento dei tecnici della società elettrica: per mettere in sicurezza la
zona è stato indispensabile staccare l’elettricità. A quel punto per riparare
il danno e ripristinare l’energia doveva entrare in gioco il Comune, ma di
specialisti neanche l’ombra. L’amministrazione è priva della squadra di
reperibilità e sul quartiere è calato il buio. I lavori potranno essere
effettuati soltanto domani: disagi e lamentele tra gli abitanti della zona
periferica.


Tutti in piazza Municipio per denunciare lo stato di degrado del centro
storico.
Gazebo, brochure informative, pannelli fotografici, una raccolta
firme per la Chiesa di San Giovanni e anche una «pulizia fai da te», tutta in
chiave giovanile, in via Vicolo Pertinace. È l’iniziativa promossa dai Giovani
Democratici per la giornata di oggi, dalle 9 alle 20, in cui verranno
presentati dossier sul degrado in cui è stato lasciato il centro storico alto
della città. Un lavoro durato due mesi, che ha individuato anche «progetti
tutti potenzialmente finanziabili dalla Regione, dallo Stato e dalla Comunità
Europea. Dopo aver individuato il bando regionale, partirà un lavoro di
sensibilizzazione e raccolta fondi per incrementare il “bottino” utilizzabile.
Un segnale significativo lanciato dalle nuove generazioni».

UN’infornata di incarichi, ma poi i lavori restano al palo. Se c’è un segno
che mostra come proseguono i lavori pubblici a Terracina, è quello degli
incarichi esterni. Sul sito del Comune li pubblicano a iosa,
riguardano i più disparati progetti, passati, futuri e in corso d’opera. È il
caso del progetto di parcheggio interrato al Montuno, che dovrebbe essere
già concluso e invece ancora immagazzina incarichi. Come quello del rilascio
della certificazione di prevenzione incendi, affidato con un atto di gestione
del 14 gennaio scorso all’ingegner Fabrizio Lanza, per un importo complessivo
di 4 mila 883 euro. Affidamento motivato dalla «carenza in organico di
personale tecnico» del Comune. Poi si passa al «rilievo quotato dell’are
destinata a parcheggio ». Mille e 800 euro per l’affidamento all’ingegnere
Tiziano Cerilli che dovrà fare i rilievi perché «durante il corso dei lavori è
emersa la necessità di ridurre il fronte dello scavo di sbancamento». Sì,
perché la gara è già stata vinta, i lavori dovrebbero già essere conclusi, ma
c’è ancora qualche errorino da correggere, prima di iniziare. Quattro mila
euro poi, erano già stati impegnati in un una determina del 13 febbraio dello
scorso anno, per l’incarico affidato all’ingengere Dario Percoco (4 mila
duecento euro) per il «collaudo statico tecnico amministrativo ». Siamo
a quasi 10 mila euro complessivi, e davanti agli occhi abbiamo solo un
parco chiuso e degradato. Non solo. Ora incombono anche possibili ricorsi sul
progetto di parcheggio, per il mancato rispetto dei vincoli ambientali,
paesaggistici, idrogeologici e archeologici. C’è chi dice che mancano le
certificazioni, indispensabili per passare alla variante. Intanto il tempo
passa e la ditta vincitrice potrebbe anche pretendere un risarcimento danni
per i ritardi d’avvio dei lavori. Ma il fenomeno dei lavori pubblici mai
iniziati o mai completati è una costante a Terracina. C’è il progetto degli
ascensori alla rampa Braschi che è bloccato, il convento di San Domenico che
attende il restauro da anni. Accanto, la Casa del Fascio, la scorsa settimana
ha registrato una nuova crepa. In verità era già venuta giù, in parte, lo
scorso anno. Il dipartimento Vigili del fuoco del Ministero dell’Interno
segnalò il pericolo e per il puntellamento della struttura il 20 gennaio del
2009 una delibera di giunta aveva stanziato 100 mila euro di somma urgenza. E
affidato l’incarico per 6 mila 300 euro all’architetto David Troccoli per
redigere i calcoli statici e fare il progetto di puntellamento. Ad un anno
dalla messa in sicurezza, se è stata fatta, siamo capo a dodici. Tanto da
rendere necessario un sopralluogo di Municipale e Vigili del fuoco. Dove sta,
dunque, la sicurezza? Nell’incarico, lì, la sicurezza, c’è senz’altro.
Diego Roma

I parchi di Terracina salvati dagli anziani del centro sociale e dalla
Associazione nazionale carabinieri.
Villa Tomassini e il parco Chezzi
rimarranno aperti anche dopo l’orario di chiusura degli uffici comunali
distaccati che sono all’interno. Ci penseranno gli anziani del centro sociale
che, insieme al comitato parchi, costituitosi all’indomani della chiusura
delle aree pubbliche attrezzate perché il Comune non poteva permettersi
neanche più il servizio di apertura, sono riusciti a raggiungere un accordo
con l’amministrazione comunale. I rappresentanti del comitato insieme a quelli
del centro sociale hanno incontrato nei giorni scorsi gli assessori Zicchieri
e D’Amico che hanno subito sposato la proposta. Il nuovo accordo è valido fino
al 31 dicembre del 2010 e c’è anche una parte economica che il Comune
riconoscerà agli anziani che presteranno servizio.

Due spacciatori in manette. A Terracina, gli agenti della Finanza hanno
trovato 15 grammi di cocaina e due di marijuana presso l’abitazione di C. B. ,
44enne pregiudicato pontino. Mentre i baschi verdi della compagnia di Formia,
hanno sequestrato due grammi di cocaina e cinque di eroina a L. M, 36 anni
pregiudicato di Itri. Entrambi sono finiti in manette.


Polemica sul viaggio della delegazione del Comune al Film Festival di
Sarajevo.
L’assessore Francesco Zicchieri e membro del comitato di Pècs
Capitale Europea del 2010 replicano alla questione dollevata dall’associazione
Città Partecipata. «I 3.900 euro stanziati per questo evento – spiegano Brusca
e Zicchieri -non sono soldi del Comune ma fondi europei che non si possono
spendere in altro modo se non nella promozione della politica gemellare.
Inoltre si tratta di soldi che non necessariamente verranno spesi tutti, ma
sono un’ipotesi di spesa. È possibile che la delegazione spenda anche la metà
di quei soldi, tutto sarà registrato con i necessari documenti. Al ritorno
della delegazione, i soldi in eccesso rientreranno a Terracina. Il Comune è
stato formalmente invitato dagli organizzatori del Film Festival di Sarajevo,
tanto che per tre giorni la delegazione comunale farà propaganda dell’immagine
di Terracina attraverso la distribuzione di brochure e la proiezione, durante
l’evento di rilevanza internazionale, di video e immagini che promuovono
Terracina da un punto di vista turistico e culturale ».
F. A.

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Il Comune fa la cresta sulle fogne
Anno nuovo, richieste vecchie. Sempre le stesse, anche se diverso è
l’Amministratore delegato: della serie "dalla presunta incompatibilità al
conflitto di interesse, per emulazione del capo ". Ma questa è un’altra storia.
Perché la storia è quella sulle domande di autorizzazione per l’immissione di
scarico di insediamento civile nella pubblica fognatura. Alla modica cifra di
396.00 euro. Tempo 30 giorni. Altrimenti «a tutela dei nostri diritti – si legge
nella domanda che la Terracina Sviluppo Spa sta richiedendo ai cittadini – in
mancanza saremo costretti a intraprendere tutte le iniziative sia legali che
tecniche (occlusione del collegamento) per il rispetto delle norme vigenti. Vi
alleghiamo la relativa domanda. Sicuri di aver chiarito ogni dubbio in merito
attendiamo riscontro». Che fare? Compilare la domanda, fornendo dati richiesti,
su alcuni dei quali forse il Garante della Privacy potrebbe avere dubbi o
informarsi prima di pagare? Perché siamo proprio sicuri che le cose stanno
proprio così come dice Terracina Sviluppo Spa? Ma il Garante del servizio
integrato, l’avvocato Lucia Pitzurra, in data 5 novembre, non aveva scritto al
Sindaco in quanto «ravvisava diverse violazioni della normativa di settore a
danno dei cittadini interessati» restando in attesa di riscontro. Intervento
quello del Garante per il servizio idrico integrato, dopo aver raccolto ed
esaminato il materiale e in risposta all’esposto presentato dal Partito
democratico presentato a seguito dell’ordine del giorno presentato, discusso in
consiglio, solo dopo l’intervento del Prefetto, e bocciato con 8 voti favorevoli
e 13 contrari. E ancora, ma il vice Direttore generale di Acqualatina, in data
20 novembre, scrivendo al Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato e per
conoscenza al Sindaco, alle altre autorità e al capogruppo del Partito
democratico, non aveva detto che «la somma dovuta quale diritto allo scarico era
di euro 154.94 più Iva, come previsto dall’articolo 46 del Regolamento del
Servizio Idrico Integrato, viene effettuato per ogni richiesta di nulla osta o
variazione, indipendentemente dal numero dei soggetti convenzionati interessati,
quindi se la richiesta di rilascio di nulla osta allo scarico o variazione
riguarda due o più soggetti il pagamento sarà sempre pari a 154.94 euro oltre
iva». E che cosa ne è stato della risposta per iscritto chiesta in data 9
dicembre dal Partito democratico al primo consiglio comunale successivo a quello
già convocato? Tra le domande non evase, una nuova convenzione tra Comune e
Terracina Sviluppo firmata, dopo quella del 1998. Che cosa cambia ? La somma da
pagare. Della serie "il resto… mancia".
Pubblicato da Il Territorio
Rita Alla

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Continua il tour di protesta dei ragazzi di ‘Terracina Rialzati’ tra gli
scandali dei gioielli culturali e artistici di Terracina abbandonati a sé
stessi.

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