Archivio Ottobre 2009


Nessuna comunicazione ufficiale dalla Procura. Ieri al comando di polizia
municipale di Terracina stavano attendendo gli sviluppi delle presunta attività
investigativa che vedrebbe coinvolti sei agenti, compreso il comandante Vincenzo
Pecchia. Fanno anche fatica a capire quale possa essere l’epicentro di tale
attività. Visto che si parla di sei persone potrebbe trattarsi dell’effetto di
una denuncia presentata nel lontano 2007 da un commerciante di Terracina a sua
volta denunciato a seguito di un controllo effettuato da alcuni agenti
municipale in borghese. Il titolare dell’esercizio commerciale, situato in pieno
centro, con l’aiuto di un suo collaboratore, stava praticamente gestendo in modo
poco ortodosso due aree di sosta davanti al suo locale. Dopo la visita degli
agenti presentò un esposto contro di loro ravvisando un abuso d’ufficio. E’
l’unico atto dove sono coinvolti in sei. Fanno anche fatica a ricondurre la
presunta indagine sulle sanzioni elevate con il telelaser. Anche in questo c’è
un episodio specifico e una denuncia contro un agente unitamente al comandante.
Si tratta di un automobilista che fermato a seguito della rilevazione della
macchina laser asseriva che la velocità riportata sul verbale dall’agente non
era quella effettiva. E visto che il telelaser acquistato dal Comune è il
modello base che non emette scontrino o altra forma di ricevuta per verificare
nero su bianco esattamente la velocità rilevata, allora l’automobilista ha
deciso di presentare un esposto sul caso. Questo potrebbe aver avviato
l’inchiesta, coinvolgendo i vigili di Terracina. Di certo l’eventuale indagine
non è stata ancora notificata formalmente ai cinque agenti e al comandante della
polizia municipale.
di FABIO COCCIA

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Rifiuti, la raccolta differenziata nel 2010 sarà all’insegna del sistema porta a
porta in tutta la periferia terracinese e nel centro storico alto.
È il dato più
eclatante che emerge dal piano industriale presentato ieri mattina in Comune
dalla Terracina Ambiente in vista dell’adozione della Tia (tariffa d’igiene
ambientale) che dovrà sostituirsi alla Tarsu. Non si è parlato, invece, del
piano finanziario, e quindi dei soldi e dei costi relativi al nuovo servizio di
nettezza urbana che la Terracina Ambiente andrà a svolgere. La raccolta dei
rifiuti negli anni 2010 e 2011 sarà strutturata, per metà con la raccolta porta
a porta integrale, per un totale del 55% dell’immondizia prodotta in città.
Il restante 45% sarà invece ritirato tramite raccolta stradale. Queste le
zone in cui, secondo i piani della Terracina Ambiente, i rifiuti saranno
ritirati casa per casa. Tutto il centro storico alto, la zona di Ceccaccio e San
Martino, la Valle e San Silviano, borgo Hermada, La Fiora e tutta la zona delle
Migliare e della campagna di Terracina. In tutto il centro cittadino, invece, la
raccolta resterà così com’è, ossia con i cassonetti in strada. Ieri alla
riunione svoltasi in Comune c’erano, oltre ai rappresentanti della Terracina
Ambiente, anche il sindaco Stefano Nardi e i sindacalisti Massimo Feudi e Giulio
Morgia, rispettivamente della Cisl e Cgil. La loro presenza, insieme a quella di
alcuni netturbini, è servita ad aprire un nuovo faccia a faccia tra
amministrazione comunale, Terracina Ambiente e lavoratori. Sul tavolo, in primo
luogo, le condizioni di lavoro dei dipendenti della società mista di cui il
Comune detiene la maggioranza. I sindacalisti hanno ribadito la necessità di
salvaguardare l’occupazione dei dipendenti e di dotare l’azienda di mezzi nuovi
e funzionanti, non certo quelli per molti aspetti fatiscenti e pericolosi con
cui sono costretti a lavorare quotidianamente i netturbini. Ecco dunque alcune
delle attrezzature contemplate dal piano industriale della Terracina Ambiente:
oltre 10 mila contenitori monoutenza, 400 cestini getta carte sia da palo che da
terra, che dovranno trovarsi praticamente in ogni angolo della città, 160
trespoli per il mare. Una promessa i sindacati sono riusciti a strapparla al
sindaco Nardi, la riassunzione dei 13 lavoratori cui non è stato rinnovato il
contratto dopo la fine dell’estate.
Francesco Avena

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Alfredo Lauretti esce allo scoperto e ribatte punto su punto alle accuse
mossegli dal Pd negli ultimi mesi.
La minoranza asserisce che il suo ruolo di
consigliere di maggioranza contrasti con quello di imprenditore per i rapporti
d’affari con l’ente. Il caso verrà discusso in Consiglio comunale come disposto
dal Tar, ma Lauretti prima dell’assise precisa: «Fin dall’inizio speravo che ciò
accadesse: voglio che emerga tutta la verità su questo caso. Anzi dimostrerò chi
sfrutta il suo ruolo politico per i propri interessi e per i loro assistiti. E
mi riferisco a coloro che mi hanno massacrato in questi mesi». Le accuse del Pd
sarebbero dettate da ritorsioni personali: «Il caos si è scatenato dopo le
elezioni provinciali – analizza – quando senza un partito forte alle spalle ho
avuto un consenso eclatante (circa 2000 preferenze n.d.r.). Vogliono colpirmi
personalmente per farmi uscire dalla politica». Lauretti è stato eletto nella
Margherita nel 2006 per poi passare nel P.R.I.: «Se dovessi dimettermi il Pd
"acquisterebbe" un consigliere in più a danno della maggioranza». La minoranza è
tornata spesso alla carica per sottolineare gli affari di aziende in cui figura
il nome di Lauretti. «Il ruolo politico ha danneggiato le società di famiglia –
ribatte – dal 2006 non abbiamo più partecipato ad alcuna gara d’appalto, mentre
i rapporti con il Comune si riferiscono ad appalti antecedenti alla mia
elezione». Poi li analizza caso per caso. «Per quanto riguarda la Terracina
sviluppo e gli allacci delle fognature nella zona tra Badino e San Felice il
comune non ha rilasciato nessuna autorizzazione, ma si tratta di una convenzione
tra Acqualatina e Terracina sviluppo per il rilascio delle autorizzazioni
all’emissione allo scarico. E’ un paradosso: invece di controllare gli scarichi
irregolari se la prendono con chi impedisce l’inquinamento delle falde
acquifere». Schietto e deciso anche sulla gestione della cava che «è di
proprietà della ditta EdilCave dal 1998, quando la città era amministrata dalla
sinistra e in particolare da Recchia e Bernardi che rilasciavano autorizzazioni
ai vecchi proprietari senza prevedere il risanamento ambientale. Cosa che noi
invece abbiamo fatto immediatamente».
di DANIELE SPERLONGA

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Soldi, tanti soldi, quasi un tesoretto, destinato almeno sulla carta, a
rimpinguare le casse del Comune.
Questo sono i residui attivi che compaiono
nelle poste attive del bilancio approvato martedì scorso. Soldi che
l’amministrazione comunale dovrebbe riscuotere, ma che di fatto non si sono mai
visti. Parliamo di tasse, imposte, rette, contributi regionali che si sono
accumulati alla voce «entrate» ma solo sulla carta, giusto col ruolo di dare una
parvenza di equilibrio al bilancio. Una ricchezza solo virtuale, almeno per il
momento, che riguarda crediti che partono dal 2004 e arrivano fino ad oggi.
Solo a conteggiare le tasse comunali per antonomasia come Ici, Tarsu e le
sanzioni ammi ni st ra tive si potrebbe ac can tona re il ricorso a factoring e
indebitamento vario. Di Ici, per esempio, il Comune in 5 anni ha
accumulato crediti per circa 10 milioni di euro. Stesso discorso vale per la
Tarsu: altri dieci milioni di euro di tassa sui rifiuti completamente sfuggiti
al controllo dell’Ente. Con il condono Tarsu dello scorso anno, di fatto si è
dato un colpo di spugna sulle evasioni degli anni precedenti, per cui non è ben
chiaro il ruolo di quei crediti. Nel loro piccolo un bel contributo ai residui
attivi lo danno anche le multe e le sanzioni amministrative non riscosse. Un
milioncino di euro, spicciolo più, spicciolo meno, costituito anche da verbali
oggetto di ricorso e dunque potenzialmente da stralciare dal bilancio. Secondo
l’opposizione, molti di questi crediti sono ormai di fatto inesigibili. «Di
fatto si è peggiorata ulteriormente la situazione socio economica, in quanto
sono aumentate le entrate dei residui attivi, assolutamente non attendibili – ha
dichiarato il capogruppo del Pd Antonio Bernardi -. Riteniamo che riscossioni e
incassi dei residui sono tutti da dimostrare. Noi siamo solo noi a dichiararlo,
ma anche i revisori dei Conti». E se da un lato il Comune non riscuote,
dall’altro ricorre di frequente alle anticipazioni di cassa. Ben sei milioni di
euro per il 2009. Soldi che la tesoreria del Comune anticipa e che poi rivuole
con gli interessi. E che di fatto, secondo la minoranza, sono il sentore di uno
stato di sofferenza delle casse comunali. «Senza dichiararlo – conclude il
capogruppo del Pd – questo è un bilancio che si trova in una situazione di
effettivo dissesto».
Diego Roma

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«I revisori dei conti sul consuntivo del 2008 del Comune di Terracina non hanno
riscontrato elementi per dichiarare il dissesto finanziario.
E’ un dato
incontrovertibile emesso da professionisti, i quali non penso si giochino il
proprio culo per far contenti gli amministratori di Terracina». E’ questo il
passaggio colorito e testuale dell’intervento di Stefano Nardi. Il sindaco ha
aperto il Consiglio comunale nel quale è stato approvato il bilancio del 2008:
«Non abbiamo mai interferito in alcun modo con i revisori e abbiamo abbastanza
liquidità per evitare il dissesto: il nostro vastissimo patrimonio immobiliare
non è gravato da alcuna ipoteca» ha spiegato il primo cittadino. Davanti ai tre
revisori dei conti, l’arringa non è stata gradita dal Pd che ha sottolineato
come le finanze dell’amministrazione siano gravemente in rosso: «Abbiamo avuto
il bilancio a disposizione con 18 giorni di ritardo», ha sottolineato il
capogruppo del Pd Antonio Bernardi, il quale ha poi riportato un tratto della
relazione in cui si evidenzia che «la situazione finanziaria è sotto
monitoraggio continuo e in breve tempo il Comune deve trovare una soluzione
prima di trovarsi nell’impossibilità di fronteggiare gli impegni e i servizi
indispensabili». Sulla stessa lunghezza d’onda l’esame tecnico di Vincenzo
Coccia del Pd e di Gino Di Mauro dei Verdi. «Il dissesto non è certificato, ma è
presente dal punto di vista socio-economico: il turismo, linfa della nostra
città è in forte calo, mentre le attività commerciali e gli interventi edilizi
vengono portati avanti sempre più da soggetti campani, che di fatto paralizzano
l’economia locale», ha spiegato Di Mauro. Alla fine dopo cinque ore di
Consiglio, il consuntivo del 2008 è stato approvato con 18 voti favorevoli, 10
contrari e un astenuto (Edis Mazzucco). Sul conto in rosso di quasi un milione,
esplicito Bernardi: «Sono nove anni che il sindaco Nardi dichiara di migliorare
le finanze di questa città e invece le cose vanno sempre peggio». Secca la
replica di Nardi: «La bontà della mia amministrazione uscirà fuori alle prossime elezioni».
di DANIELE SPERLONGA

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Educational Tour, domani a Terracina
In Città 20 tour operator e sei giornalisti degli Stati Uniti d’America
E’ da lunedì scorso che è iniziata la visita dei tour operator e giornalisti
statunitensi alle località turisticamente più rappresentative della provincia di
Latina. E’ un tour che ha come finalità la promozione dell’offerta commerciale e
turistica dei Comuni pontini per i flussi turistici degli Stati Uniti d’America,
inopinatamente crollata dopo il tragico attacco alle torri gemelle dell’11
settembre 2001. La visita dei tour operator e dei giornalisti statunitensi è
stata organizzata dalla Provincia di Latina con l’importante supporto dell’Enit,
l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, in collaborazione con l’Istituto
Commercio Estero, dalla Camera di Commercio Italo – Americana e del Consolato
Generale d’Italia. Domani, la comitiva, dopo due intensi giorni trascorsi tra
Formia, Sperlonga, Sabaudia, Sermoneta, approderà a Terracina con un programma,
che tra l’altro comprende: la visita all’Abbazia di Fossanova e al centro
storico alto della città. "Quello di domani – afferma l’assessore al turismo
Giuseppe Amuro – è un momento rilevante per presentare ad oltre 20 tour operator
e sei giornalisti di influenti testate specializzate statunitensi quanto di
buono la città di Terracina può offrire, sotto l’aspetto del patrimonio storico
- culturale – ambientale e delle accresciute capacità nell’offerta
dell’accoglienza turistica. Senza tralasciare altri due segmenti importanti per
ottenere quel mix fondamentale per poter fare turismo a certi livelli: la buona
cucina, la quale sposa in perfetta simbiosi i prodotti locali del mare e della
terra e un’offerta di vini del territorio che stanno ottenendo il plauso e molti
premi dagli esperti nazionali ed internazionali. Bene ha fatto – conclude
l’assessore Amuro – la provincia di Latina con il suo presidente Armando Cusani
e il presidente del Consiglio Michele Forte nel sostenere l’importante
iniziativa, la quale si inserisce nel quadro delle buone pratiche della politica
turistica pontina, a sostegno e per sviluppare ancora di più il potenziale
dell’offerta turistico – ricettiva del nostro territorio costiero e del suo
hinterland".

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"Il Comune potrebbe trovarsi, nel breve, nell’impossibilità di fronteggiare gli
impegni derivanti dall’assolvimento delle proprie funzioni e dei servizi
indispensabili".
E’ uno dei passaggi riportati dalla relazione dei revisori dei
conti sul consuntivo del 2008 del comune di Terracina che martedì verrà discusso
in Consiglio comunale. Un passaggio che conferma la situazione ai limiti del
dissesto che è stata nel corso della settimana al centro di una lunga
discussione nella maggioranza, nonostante le smentite più o meno ufficiali. I
revisori chiedono all’amministrazione guidata da Stefano Nardi, che non vuole
nemmeno che venga pronunciata la parola "dissesto", maggiore attenzione sulla
situazione finanziaria che "presenta carattere di criticità tale da richiedere
un monitoraggio continuo e una rapida soluzione". La paralisi della macchina
amministrativa di Terracina per mancanza di soldi è praticamente alle porte. Una
sorta di capolinea se non si cambia subito registro, ammesso che ci sia ancora
tempo per farlo. Già a dicembre potrebbero essere a rischio gli stipendi e le
tredicesime dei dipendenti comunali. A parte gli altri servizi fermi ormai da
tempo. Entrando nel merito dei numeri, il rendiconto dello scorso anno si
presenta con un disavanzo di circa 1 milione di euro. Un bilancio in rosso
quindi dove a fare la differenza sono state la grandi cifre scritte sui capitoli
dei residui attivi (entrate che si prevedono) e passivi (uscite certe). Una
rivisitazione dei primi ha abbassato la soglia della differenza sui secondi
determinando il disavanzo che è stato in parte alleggerito dagli avanzi degli
esercizi precedenti. I revisori entrano anche nel merito della gestione
amministrativa dell’ente relativamente ad alcune voci che fino allo scorso anno
rappresentavano l’ancora di salvataggio ma che alla fine non si sono rivelate
tali. A partire dai soldi che il Comune avrebbe dovuto incamerare dai permessi a
costruire e che invece sono risultati inferiori di gran lunga alle previsioni,
causa una non perfetta organizzazione dei servizi tecnici. Per continuare con i
recuperi dell’evasione tributaria i cui obiettivi non sono stati raggiunti. E
non poteva mancare un passaggio dedicato alla Terracina Ambiente il cui bilancio
è arrivato nelle mani dell’organo di revisione troppo tardi per essere
analizzato. Sul patrimonio dei beni mobili e immobili i revisori invitano il
Comune a redigere al più presto l’inventario e provvedere alla vendita dei
locali che non servono all’attività istituzionale dell’ente per fare un po’ di cassa.
di FABIO COCCIA

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Approdera’ il prossimo 30 ottobre in Consiglio comunale l’approvazione
definitiva dell’Azienda Speciale «Terracina», l’ente strumentale di cui si è
dotato il Comune per gestire il settore dei servizi sociali a Terracina.
La
conferma arriva dall’assessore alle Politiche sociali Francesco Zicchieri.
«Siamo in dirittura d’arrivo – ha dichiarato -, dopo l’approvazione ,
salvo i tempi tecnici l’azienda sarà operativa e finalmente potremo
mandare a regime l’assistenza sociale ». Un passo attesiss i m o d a quelle
persone che, dopo l’uscita di scena del consorzio Parsifal, non ricevono più
l’assistenza domiciliare. «Attualmente il servizio è interrotto – ha continuato
Zicchieri – si dovrà pazientare ancora un po’ e tutto sarà ripristinato».
L’assessore ha anche fornito aggiornamenti riguardo un altro punto cruciale del
Terzo settore, la chiusura del centro diurno: «Ieri abbiamo ricevuto una
delegazione di mamme dei ragazzi diversamente abili – ha detto Zicchieri – e
abbiamo dato rassicurazioni che stiamo facendo il possibile per garantire la
riapertura del centro dopo il rifiuto della cooperativa "Mosaico" di continuare
ad operare per i ritardi nelle retribuzioni». I rapporti con la presidente della
cooperativa, Roberta Tintari, ha garantito l’assessore, sono buoni: «Ho una
grande stima di Roberta Tintari per come ha gestito il centro diurno
intercomunale di Monte San Biagio e conto nella possibilità di ristabilire i
rapporti con la cooperativa perché siano loro a gestire la struttura di
accoglienza». L’apertura di Zicchieri, con tutta probabilità, presuppone che la
«Mosaico» fornisca il servizio direttamente all’Azienda Speciale e che dunque
non passi per quei consorzi tanto invisi all’amministrazione comunale. Intanto
però la situazione attuale per le fasce deboli della città è tutt’altro che
rosea. In questi giorni i disabili della Comunità «21 Marzo», altra struttura di
sostegno che va verso la chiusura per mancanza di fondi, restano a casa. Per non
parlare di anziani e deambulanti che attualmente sono lasciati a se stessi. A
tutto questo l’Azienda Speciale dovrà fornire una soluzione.
Diego Roma

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L’ombra del dissesto sul comune di Terracina. Nei giorni scorsi c’è stata una
riunione di maggioranza a cui hanno partecipato il sindaco Stefano Nardi, i
capigruppo del Pdl insieme ai repubblicani e il segretario comunale Ciro
Castaldo. È stato quest’ultimo a porre la questione del dissesto alla luce della
disastrosa situazione finanziaria del Comune che si trascina ormai da anni.

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È giunto il momento di scrivere il futuro della Terracina Ambiente: oggi alle 14
l’assemblea dei soci dell’azienda partecipata a maggioranza comunale, dovrà
approvare il bilancio relativo all’anno 2008.
Il sindaco Stefano Nardi, in
rappresentanza del Comune di Terracina avrà la responsabilità di approvare il
bilancio proposto dal Cda della società mista. Un consuntivo che presenterebbe
circa 250 mila euro di perdita d’esercizio ma che conteggia alla voce entrate un
canone che più volte è stato definito «gonfiato ». Dai 2 milioni e 900
mila euro previsti dal capitolato d’appalto con la Terracina Ambiente
nel 2007, si è passati ai 3 milioni e 700 mila euro del 2008. Un’impennata
giustificata con il canone previsto dal piano Santoro, mai entrato in vigore nei
fatti ma che, almeno sulla carta, potrebbe salvare un bilancio che altrimenti
rischierebbe di presentare perdite superiori al milione di euro. Il nodo da
sciogliere è capire come si porrà il sindaco Stefano Nardi, davanti al bilancio
e al canone Santoro, che in opposizione al decreto ingiuntivo presentato dalla
Terracina Ambiente contro il Comune, ha riconosciuto di non essere esigibile
dalla Spa perché quest’ultima non l’ha mai messo in pratica. Rendendosi in
questo modo «gravemente inadempiente » nei confronti del Comune. L’approvazione
del bilancio metterà Nardi di fronte a una scelta che, in ogni caso, potrebbe
portarlo alla contraddizione. Se il bilancio sarà approvato così come presentato
dal Cda, quindi prevedendo il canone «gonfiato» dal piano Santoro, rinnegherebbe
quanto scritto in opposizione al decreto ingiuntivo della Terracina Ambiente.
Inoltre, approvando il bilancio, di fatto non riconoscerebbe una perdita
d’esercizio di circa 800 mila euro, «regalando» il 49% di questo debito al socio
privato, visto che non dovrebbe ricapitalizzarlo. Altrimenti dovrebbe bocciare
il bilancio con conseguenze rilevanti. In primo luogo si potrebbe decidere per
il rinvio dell’approvazione del consuntivo, e questo provocherebbe un ritardo
«pesante» per il passaggio da Tarsu a Tia, visto che entro il 30 ottobre
dovrebbe approdare in Comune il piano industriale della società mista.
Dall’altro si potrebbe profilare una rottura col socio privato, che approvando
insieme ai rappresentanti di parte pubblica il bilancio presentato, dà
l’impressione di esigere gli incassi maggiori previsti dal canone col piano
Santoro. A Nardi spetta decidere una volta per tutte, se continuare a negare il
piano Santoro oppure accettarlo nel bilancio. E se fosse quest’ultima la scelta,
cosa ne sarà dell’opposizione al decreto ingiuntivo della Terracina Ambiente?
Sarebbe come ammettere di aver opposto argomenti insussistenti al decreto
ingiuntivo della Spa.
Francesco Avena

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Qualche tempo fa qualcuno in Comune aveva addirittura pensato di affidare
incarichi esterni per andare in Regione a chiedere finanziamenti.
Magari sarebbe
servito di più un consulente in grado di spenderli. Per evitare che tanti soldi
già stanziati per progetti anche importanti rimanessero nel cassetto e poi
chissà, andassero persi. A Terracina, infatti, i soldi che arrivano da via della
Pisana non vengono utilizzati. Basta guardare ai casi già noti. Per l’escavo del
canale dei pescatori, ridotto a poco più di un metro di altezza a causa di
sabbia e idrocarburi, dall’ente regionale furono messi a disposizione oltre un
milione di euro. Forse non sarebbero stati sufficienti, ma certo ora lo sono
ancora meno. Se ancora esistono. L’opera è attesa dai pescatori da almeno 30
anni e risolverebbe un sacco di problemi. Assai improbabile che il Comune ci si
avventuri nello scorcio di questa legislatura. Più recente ma ugualmente
«insabbiato» è il progetto di mobilità per il centro storico. Due ascensori, un
parcheggio a vista e l’altro seminterrato, la riqualificazione di un’area di
grande pregio archeologico che ancora oggi appare ricoperta di
vegetazione. Progetto finanziato dalla Regione per un milione 350 mila euro,
affidato alla propaganda di un maxi cartellone con data di inizio e fine dei
lavori, entrambe già scadute da un pezzo. È vero, non erano mancate le
polemiche, una settantina di residenti e una serie di associazioni avevano
gridato allo scempio. Ma il Comune aveva mostrato di voler andare avanti: aveva
mostrato i muscoli, anzi, ma poi a stringere non se ne è fatto nulla. Ma di
esempi se ne potrebbero fare a iosa. Un capitolo a parte si potrebbe aprire
proprio sui beni culturali. Mentre arrivano 500 mila euro per il teatro romano,
c’è il vecchio convento medievale di San Domenico, ancora schiacciato
dall’incuria e da vecchie transenne, in attesa che un finanziamento regionale -
Comune permettendo – lo riporti quantomeno ad uno stato di decenza. Ma niente.
Il tempo passa, l’amminitrazione comunale continua a chiedere nuovi
finanziamenti alla Regione mentre di quelli ottenuti per progetti fermi da
molto, troppo tempo si ogni perde traccia. C’è da scommettere che man mano che
si avvicina la campagna elettorale qualcuno tirerà fuori di nuovo la necessità
di portare a compimento questo o quel lavoro: escavo, rampa Braschi, beni
culturali. Votino signori votino. Il finanziamento
a perdere è sempre pronto all’occorrenza.
Diego Roma

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L’Ascom scrive al ministro Alfano: ”Preoccupati per le infiltrazioni criminali
nel tessuto economico".
Pericolo di infiltrazioni mafiose nella realtà economica
di Terracina e dell’intera provincia di Latina. E’ questa la preoccupazione che
l’Ascom Confocmmercio Terracina ha voluto esprimere in una lettera al ministro
della Giustizia Angelino Alfano. Una lettera precedente alla decisione
definitiva del ministro Maroni di non sciogliere il consiglio comunale di Fondi,
ma che, comunque, riflette la preoccupazione per una situazione avvertita già da
tempo. ”Egregio onorevole- scrive l’Ascom al ministro- la nostra è una piccola
ma attiva associazione comunale di rappresentanza datoriale costituita da circa
400 imprese che per collocazione territoriale e dimensione si confronta
direttamente con i propri iscritti e con le problematiche che quotidianamente
interessano la vita delle rispettive aziende, e per questo siamo ben consapevoli
di quanto sia fondamentale operare in un contesto territoriale sano”. Per
questo motivo l’Ascom sente il dovere di esprimere le ”preoccupazioni in merito
a quanto accade nel territorio comunale e nella provincia di Latina”. ”I
segnali di infiltrazioni mafiose non sono recenti ed è possibile ricostruire con
chiarezza la silenziosa, costante e pervasiva azione di radicamento esercitata
dalla criminalità organizzata. Azione favorita da una dirigenza politica
storicamente inadeguata, che non ha mai brillato per capacità e lungimiranza e
che continua colpevolmente a sottovalutare o peggio a negare l’evidenza di
quanto accade, per mero interesse personale. Siamo certi non Le sfugga la nostra
situazione che i competenti livelli istituzionali nazionali hanno avuto
dettagliatamente documentata da ben due relazioni del Prefetto di Latina (lo
Stato). Relazioni che sollecitano interventi forti per scardinare organizzazioni
e comportamenti mafiosi e ripristinare la legalità e la legittima presenza dello
Stato nel nostro territorio”.”Ci uniamo alla richiesta di un intervento
politico chiaro e deciso, capace di dar voce alla parte migliore della nostra
realtà sociale ed economica, costituita dalla maggior parte dei cittadini ed
imprenditori che intendono vivere ed operare in una società caratterizzata dalla
legittimità delle regole e non dai comportamenti mafiosi”. Ma qui la decisione
di Maroni ha messo la parola fine.
Pubblicato da Rita Recchia

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Una megapista ciclabile che dal Tempio di Giove arriverà fino a Campo Soriano.
Il progetto, redatto dall’ufficio tecnico comunale di Terracina, è stato
approvato nei giorni scorsi dall’amministrazione guidata da Stefano Nardi.
Un’opera che impegna un lungo tragitto che taglia in due il Parco degli Ausoni
che, secondo i tecnici, dovrebbe costare circa 6 milioni di euro. Per adesso non
si conoscono bene i dettagli dell’opera. Nei giorni scorsi alcuni cittadini
hanno richiesto in Comune l’elaborato tecnico ma a causa dell’assenza del
segretario generale che deve dare l’assenso alle richieste, il documento è
rimasto nei cassetti del municipio. Di certo si sa, come riportato sul
provvedimento dell’esecutivo, che l’importo non potrà essere finanziato con
fondi comunali ma solo attraverso quelli regionali e comunitari. Ma ci sono già
molti dubbi sulla scelta dell’amministrazione. A partire dalla opzione di
investire su due aree dichiarate monumento naturale, nel cuore del Parco degli
Ausoni, organismo regionale che ha competenza su tutto, compresa una eventuale
autorizzazione ala costruzione di una pista ciclabile di siffatte dimensioni.
Bisognerà vedere se tale progetto s’inserisce in un quadro di sviluppo organico
del Parco oppure se è l’ennesima isola più o meno felice e fine a se stessa. Per
non parlare della storie delle piste ciclabili che hanno caratterizzato il
comune di Terracina negli ultimi anni. Una è stata fatta nel cuore della città
ed è stata al centro di polemiche non solo per la difficoltà del tragitto, ma in
molti casi anche per la sua scarsa se non inesistente manutenzione. Nata male,
poi bloccata, e poi ripresa, e infine conclusa in un crescendo di perplessità.
Ora è là, disegnata a terra e poco utilizzata, ed è anche costata centinaia di
migliaia di euro.
F.Coc.

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Mentre Comune e società mista fanno il gioco delle tre carte un operaio della
Terracina Ambiente si fa male cadendo sul posto di lavoro.
La notizia è arrivata
ieri dal rappresentante della Cgil Giulio Morgia avvertito poco prima dai
lavoratori della società. Per l’operaio nulla di grave. I medici hanno detto che
guarirà in sette giorni. Ma per il sindacalista è stata l’occasione per
ritornare sulla questione della sicurezza. «E’ tutto uno scaricabarile – dice
Morgia – Da mesi chiediamo che vengano ristabilite le condizioni minime di
sicurezza a partire dai mezzi di raccolta. Il Comune dice che tecnicamente non è
di sua competenza visto che c’è una società. La società ci dice che loro non
possono fare nulla perché il Comune non paga le rate dei canoni. Alla fine chi
ci rimette sono sempre i lavoratori». Spiega come l’organico negli ultimi due
anni sia diminuito di quindici unità senza che siano mai state rimpiazzate. E
come la società non abbia più un euro per la manutenzione ordinaria dei mezzi.
Nessuna officina gli fa più credito. Il servizio di raccolta per ora è garantito
ma l’ultima volta l’Indeco ha chiuso nuovamente i cancelli ai mezzi che
arrivavano da Terracina perché il Comune non paga i canoni mensili per la
discarica di Borgo Montello. È stato necessario l’intervento del prefetto Bruno
Frattasi che ha garantito per l’ente. Ammonterebbe a 600mila euro il debito. E
poi ci sono gli stipendi dei lavoratori che ogni tanto hanno ritardi
nell’erogazione e hanno provocato in alcuni casi il blocco del servizio. «Si
tratta di un sistema in crisi ormai consolidata che non vede solo la questione
del servizio di raccolta dei rifiuti ma anche i servizi sociali che sono fermi
da tempo – continua Morgia – E’ come se venissero messi alla fine delle priorità
dell’amministrazione». Ormai tutti si chiedono quanto tempo ancora bisognerà
attendere prima del dissesto.
di FABIO COCCIA

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Decreti ingiuntivi che piovono da tutte le parti. Ieri al Comune di Terracina ne
sono arrivati altri tre di altrettante agenzie immobiliari da cui l’ente ha
affittato appartamenti che in questi ultimi due anni non sono mai stati pagati.
Immobili che servivano a ospitare le famiglie meno abbienti che non possono
permettersi di pagare l’affitto. Una cinquantina in tutto che hanno generato un
debito di circa 700 mila euro. Per questo i titolari delle agenzie si sono
rivolti a un legale, l’avvocato Marco Popolla, che ha iniziato l’iter per
recuperare i soldi sfociato con l’emissione delle ingiunzioni. Ora le famiglie
rischiano di subire lo sfratto se il Comune non paga. E pensare che nel dicembre
del 2007, quando la morosità si era già fatta consistente, gli uffici comunali
preposti avevano chiesto e ottenuto dalle agenzie un accordo per rientrare del
debito maturato. Il Comune doveva solo pagare le rate ammortizzate ma alla fine
non solo non ha onorato l’accordo ma sulle rate si sono poi aggiunti anche gli
affitti correnti. Del resto la storia dei canoni degli appartamenti privati
pagati dal Comune portano anche il segno di una sentenza del Giudice di Pace di
Terracina che, a seguito di un ricorso per occupazione abusiva, fece venire alla
luce un sistema di gestione con tantissime ombre. Il giudice Fedele accolse il
ricorso presentato da un cittadino che aveva occupato abusivamente un
appartamento abbandonato in via Sani il cui affitto era pagato dal Comune e
iniziò a raccogliere atti e ascoltare testi. Scoprì che nei bandi per la
graduatoria ai fini dell’assegnazione degli alloggi venivano inseriti criteri
piuttosto elastici, la dilatazione dei tempi di permanenza e uno strano sistema
di locazioni e sublocazioni. Diede ragione al ricorrente e condannò il Comune al
pagamento delle spese processuali e inviò la sentenza alla Procura di Latina.
di FABIO COCCIA

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Sono andato a fare un piccolo sopralluogo alla fonte dell’acqua magnesiaca di Terracina (volgarmente detta "l’acqua magnese").
La sorgente di acqua magnesiaca sorgeva (o sorge) presso la riva del mare, ai piedi del Pisco Montano (in corrispondenza, all’incirca, del km. 102,850 da Roma).
E’ una delle tanti fonti che sorgevano ai piedi di Monte Giove e come ben ci ricordano tutti i trattati di storia locale alcune di queste erano anche letali a causa della presenza di arsenico.

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Serra: La città esclusa dalla "via Francigena"
Partono "Le vie Francigene del Lazio, festa itinerante dei cammini per Roma",
ma, ancora una volta, Terracina viene esclusa. Il percorso, infatti, termina a
Fossanova escludendo una realtà storico-religiosa, crocevia dei percorsi dei
pellegrini nei secoli. Essi costituiscono un forte attrattore per un turismo
culturale di qualità ma, soprattutto, interessano notevoli finanziamenti che la
Regione ha messo a disposizione dei progetti presentati. Ci chiediamo come mai
dei diversi progetti gestiti e presentati dagli uffici comunali, dalla Comunità
Montana e dal Gruppo per la via Francigena Sud, nessuno è stato preso in
considerazione? Negli ultimi anni l’assessorato al turismo di Terracina, in
collaborazione con il prof. Emilio Selvaggi, ha accolto e ospitato pellegrini,
molti dei quali provenienti dall’estero, e organizzato eventi che consolidassero
questo importante aspetto della promozione del nostro territorio. La regione
Lazio ha deciso di favorire realtà associative e territoriali, come quella dei
Monti Lepini, che potevano sicuramente integrarsi con chi da anni, in modo
consolidato, promuove e favorisce la via Francigena del Sud, che vede, appunto,
Terracina particolarmente attiva. Una scelta che sa di condizionamento
elettorale e che rischia di deformare la validità complessiva del progetto. Non
possiamo altresì non rilevare il disinteresse dell’amministrazione comunale che,
soprattutto negli ultimi tempi, ha emarginato la politica turistica e non ha
esercitato il dovuto peso istituzionale per un progetto sul quale l’assessorato
al turismo aveva investito molto. La presentazione del percorso Roma -
Fossanova, poteva e doveva includere Terracina, quale crocevia di un percorso
religioso che trova forti motivazioni storiche, culturali e sociali. L’ennesima
occasione perduta che deve stimolare l’amministrazione e le associazioni ad una
decisa azione nei confronti della regione Lazio, per riconsiderare le scelte
operate e per sostenere, anche per il nostro territorio, l’importanza del
turismo religioso di cui Terracina possiede rilevanti potenzialità.
Dott. Pietro Serra

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