Archivio Maggio 2009

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Caso
Tre consulenti tecnici per il «caso Martino». Si tratta di tre super esperti del
Ministero degli Interni.

A nominarli è stata la Procura, per affiancare il lavoro di indagine, che stanno
già portando avanti i Carabinieri di Terracina. Intanto, è finito
l’interrogatorio-fiume dei 230 interinali assunti dal Comune dal 2001 al 21
febbraio 2009, data della morte del segretario generale del Comune di Terracina.
Non un solo consulente tecnico, come si pensava, ma tre. Sono alti dirigenti del
Viminale, ai quali è stato appena affidato l’incarico da parte dei magistrati di
via Ezio, che stanno seguendo l’inchiesta sul Comune di Terracina, nata dopo la
morte per suicidio di Martino. Nelle loro sedi sono stati portati furgoni interi
di faldoni. Vista la loro competenza nel settore amministrativo, dovranno
vagliare tutte le carte con l’ottica di chi deve dare atto di una sostanziale
regolarità nelle procedure. Una fase nuova si apre e un’altra si chiude. Dopo
due mesi esatti è finita l’interminabile sequela di interrogatori, che hanno
riguardato i 230 interinali assunti dal Comune, tramite la società Gevi, per le
più svariate mansioni. Giorno dopo giorno, nella caserma di via Roma è sfilato
tutto un esercito di lavoratori. Adesso la task force dell’Arma locale sarà
impegnata a vagliare tutte le testimonianze rese ed i documenti acquisiti, per
fare il punto della situazione. Come si ricorderà, tre sono i filoni
d’inchiesta: le assunzioni, gli alloggi comunali ed i parcheggi. Sul sistema
dell’assegnazione delle case comunali ha appena avuto modo di intervenire il
giudice di pace Eugenio Fedele (quello dell’Easy Park), il quale ha ritenuto le
procedure seguite degne dell’attenzione della Procura. Probabilmente anche la
sua sentenza finirà nel mare magnum del «caso Martino». «È più che una
commissione d’accesso» commentava un amministratore, il quale aggiunge: «Se alla
fine non si dovesse venire a capo di nulla, sarebbe come una grossa propaganda
elettorale a nostro favore».

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«I TURISTI fanno domande, ma non riguardano l’archeologia o la storia della
città».
Si sfoga così Tina Agostini, guida turistica della Provincia, che
conduce le visite guidate lungo il percorso monumentale di Terracina. Per Tina
portare i visitatori in giro per la città sta diventando imbarazzante, e non
nasconde che in questa situazione, lavorare è difficile. «Lungo tutto il
percorso monumentale c’è sporcizia. Incontriamo rifiuti ingombranti, cartacce,
ciuffi di erba incolta sparsi ovunque, odori nauseabondi. I turisti mi chiedono
perché ci troviamo in una città così sporca, e io non so più cosa rispondere».
L’odissea di Tina dura lungo tutto l’itinerario, dal Capitolium al il Foro
Emiliano, dal teatro romano alle mura ciclopiche, fino al Tempio di Giove. Qui,
per Tina, ogni volta è una nuova avventura. «A volte si paga altre no – dice la
guida – a seconda se il box per fare i biglietti è aperto. C’è poi da dire che
il sito è tenuto malissimo: c’è l’erba alta, nessun itinerario da seguire,
l’offerta è bassa e i turisti si rifiutano di pagare 4 euro per quello
spettacolo». E come dargli torto, se ad esempio a Sabaudia, con un euro in più
si fa il giro in battello sul lago di Paola. Anche le chiese non se la passano
meglio: «Sulla scalinata della Cattedrale compaiono ovunque gli escrementi dei
piccioni. Impossibile sedersi, anche solo per riposare». Una situazione
imbarazzante, insomma, quella in cui è costretta a lavorare Tina. Che, forse per
lanciare una provocazione, dice: «Se la situazione non migliora, potremmo
trovarci costretti a saltare il percorso monumentale i Terracina».
D. R.

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Ventitré milioni di euro di base imponibile sottratti al fisco. Li hanno
scoperti e denunciati gli uomini della guardia di finanza di Terracina, diretti
dal tenente Giuseppe Riccio, a seguito di un controllo mirato su una società
fittizia nata con l’unico scopo di produrre falsa documentazioni contabili. Il
meccanismo era piuttosto semplice. C’era una società formalmente costituita che
altrettanto formalmente operava nel settore del commercio all’ingrosso di
ricambi per autovetture. Solo che anziché vendere ricambi produceva fatture
false per altre società che potevano quindi detrarre l’Iva oltre a una cospicua
somma sulla base imponibile sottraendo quindi denaro allo Stato. Un sistema
definito tecnicamente "carosello" che è stato scoperto dalle fiamme gialle
attraverso verifiche contabili e bancarie tra il 2004 e il 2008. Oltre alle
fatture non c’era una transazione economica e tanto meno merce. Basti pensare
che il legale rappresentante di questa "cartiera" è una donna di 85 anni, messa
lì dal figlio di 55 che aveva architettato il tutto. Tra gli scambi di
fatturazione i finanzieri ne hanno trovata una di 5 milioni effettuata con
un’azienda del casertano. Oltre ai 23 milioni di euro ce ne sarebbero altri 10
evasi di imposta sul valore aggiunto. Sia l’anziana che il figlio dovranno
rispondere di presentazione infedele delle dichiarazioni fiscali, emissione di
fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione di documenti contabili.
F.Coc.

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Le forze dell’ordine sono determinate a riportare l’ordine a piazza Garibaldi,
diventata invivibile per gli episodi di violenza che si stanno susseguendo negli
ultimi giorni.

La domanda di sicurezza che viene dalla gente è ferma e pressante. Una sequenza
allarmante di atti di comune inciviltà: il 12 maggio aggressione ad un 23enne da
parte di un gruppo costituito soprattutto da minorenni (in 4 sono stati appena
denunciati dalla Polizia per atti persecutori e lesioni personali); il 18 maggio
due condomini vengono assaliti da alcuni giovani, che reagiscono malamente a dei
rimproveri. Per un andamento ciclico, Piazza Garibaldi è tornata d’attualità.
Frequentatissima, specialmente con la bella stagione. Nel pomeriggio cominciano
a frequentarlo i giovanissimi. Nella serata si danno il cambio con i più
grandicelli. La maggior parte è gente ìpulita". La ìpietra dello scandalo" è
costituita da una ventina di persone, sui quali si sta convergendo l’attenzione
della Polizia in particolare. Alcuni sono semplicemente maleducati matricolati,
altri delinquentucci abituali, altri bulli da strapazzo. Alle spalle, famiglie
problematiche come anche buone famiglie. Squadroneggiano a tal punto, da
costringere i commercianti a sopportare tutto, mantenendo le bocche cucite per
paura di ritorsioni. Le forze dell’ordine hanno deciso di contrastare il grave
fenomeno con un’attenzione del tutto particolare. Il "semicircolo" non può
diventare terra di nessuno.
Ercole Bersan

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L’enogastronomia di Terracina in trasferta in Norvegia.
Vendere e promuovere i sapori di Terracina in Norvegia: è l’interessante
progetto, ancora tutto da definire nei dettagli, al quale stanno lavorando i
ristoratori locali riuniti nell’associazione ‘Terracina a tavola’ con Dag Olav
Hodnebo e sua moglie Nina Hellstenius Hodnebo, una coppia di imprenditori
norvegesi innamorati di Terracina come molti altri nord europei. Promotore
dell’iniziativa è stato Massimo Masci del ‘St.Patrick’ che già nel recente
passato ha vissuto un’esperienza simile ‘esportando’ i sapori locali a due passi
dal Polo Nord. Adesso si è deciso di allargare il progetto all’intera
associazione di ristoratori che la vedono come una chance imprenditoriale di
grosso spessore che potrebbe costituire un volano importante per il turismo
enogastronomico terracinese. Entusiasta l’adesione della coppia norvegese che ha
già dato la sua disponibilità ad ospitare il gruppo che dovrà partire da
Terracina, probabilmente il prossimo inverno, e restare lì per circa una
settimana nella quale saranno organizzati incontri per conoscere ed apprezzare i
sapori culinari che nascono all’ombra di Pisco Montano. Ovviamente il
‘gemellaggio’ continuerà con Terracina che ricambierà la cortesia dei suoi amici
norvegesi. ”Terracina é ciò che i turisti stranieri vogliono trovare- ha detto
Dag Olav Hodnebo- è una città veramente italiana, ma quanto è sporca!”. Davvero
una gran bella figura formato europeo!
Pubblicato da Rita Recchia

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Riguardo la Festa degli Alpini a Borgo Hermada
Il Circolo delle Frazioni ha organizzato in occasione della 82^ adunata degli
Alpini diverse manifestazioni per accogliere e intrattenere 134 Alpini
provenienti da Gemona del Friuli, fra cui erano presenti i 32 componenti del
Coro Alpino di Gemona. I due pullman e le diverse auto provenienti da Gemona
sono arrivati venerdì pomeriggio a Borgo Hermada e sono stati accolti con un
aperitivo di benvenuto. La sera stessa alle 21 si è svolta una manifestazione a
piazza Municipio in Terracina dove si è esibito il Corpo Alpino sulle gradinate
del Duomo e si è poi intrattenuto con i residenti presso lo stand dove venivano
offerti ai presenti la famosa fragola favetta di Terracina accompagnata da un
buon prosecco, il tutto offerto dal Circolo e dall’ azienda agricola Del Bono
del Mortacino. La serata è stata bella, l’unica nota stonata e che
l’Amministrazione aveva messo nel programma generale concordato dal Circolo,
dagli Alpini di Borgo Hermada, con l’Assessore Amuro ed in presenza dei
dirigenti comunali l’esibizione del coro di Gemona e la consegna di targhe
ricordo, per poi non farlo su pressione di qualche Consigliere che non gradiva
la presenza degli Alpini di Gemona ospiti del Circolo Il Sabato seguente è stata
organizzata per la comitiva di Gemona una visita a Gaeta ed accolta dal Sindaco
Raimondi, che dopo un discorso di ringraziamento agli alpini e al Circolo
coordinatore di tutta la logistica ha effettuato uno scambio di targhe ricordo e
ha offerto loro ed ad altre comitive presenti a Gaeta un aperitivo, mettendo a
disposizione per tutti guide turistiche professionali. Ringraziamo
l’Amministrazione di Gaeta per la gentilezza e l’accoglienza, ciò che a
Terracina non è avvenuto solo per gli Alpini di Gemona rei di essere amici del
Circolo delle Frazioni di Borgo Hermada. La sera stessa poi al Borgo dopo la
sfilata su Via Cesare Battisti, piena di gente ed imbandierata di tricolori e
cartelli di benvenuto, si è arrivati al Gran Galà dove il Coro di Gemona si è
esibito in un Concerto di circa un’ora. Alle 21.30, al termine del Concerto,
presso la sala all’aperto è iniziata la Festa Alpina con tante tipiche pietanze
locali e fiumi di vino, per la soddisfazione di tutti i 400 intervenuti. Anche
il sabato sera unica nota stonata è stata l’assenza di rappresentanti dell’
Amministrazione, durante la sfilata c’erano più di 700 persone con il Sindaco di
Trasaghis e l’Assessore di Gemona che indossavano la fascia tricolore in una
terra lontana senza essere accompagnati da autorità locali. Gli alpini ci hanno
ringraziato dell’ ospitalità e per tutto quello che gli abbiamo organizzato, ma
ci rammarica che un’Amministrazione fa un programma di accoglienza, prepara
delle targhe ricordo e poi non si fa viva solo perché un consigliere di
maggioranza ha deciso che non si doveva fare. Non ci rattrista il comportamento
del consigliere non nuovo a queste stupidaggini, ci rattrista che tutti gli
altri gli hanno supinamente dato retta. Ricordiamo al Sindaco di Terracina e ai
suoi colleghi Amministratori che gli Alpini rappresentano l’Unità d’Italia e
sono tutti da elogiare e ringraziare. E’ da evidenziare e lo hanno notato la
maggior parte dei presenti alle manifestazioni che il Sindaco di Terracina
ancora una volta è stato totalmente assente e non ha partecipato a questo evento
di rilievo Nazionale e di prestigio per Terracina; forse anche in questo fine
settimana si trovava a Pecs?

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Incontro assessore-commercianti per i lavori di via Lungolinea Pio VI: percorso
da cambiare per non isolare i negozi.

Dovrebbero rasserenarsi gli animi dei commercianti di via Lungolinea Pio VI, a
Terracina, destinati, pare, ad uscire quanto prima dall’isolamento nel quale
erano piombati di colpo negli ultimi giorni a causa dello sbarramento del tratto
della strada, poco prima dell’incrocio con via Dante Alighieri. Ieri mattina
circa una decina di commercianti sono saliti in Comune per parlare della
questione con l’assessore ai Lavori Pubblici Franco Ferrari il quale ha
rassicurato il nutrito gruppetto di dare una sistemazione viaria diversa al
percorso da seguire. Tutto era nato dal cedimento parziale della banchina lungo
il canale che ha reso molto pericoloso percorrere il tratto di strada
corrispondente tanto che, adesso come adesso, è possibile transitarvi soltanto
in scooter o in bicicletta, meglio ancora se a piedi. Assolutamente off limits
per automobili e mezzi pesanti. Sono in progetto una serie di lavori, resi
verosimilmente fattibili grazie ad uno stanziamento di fondi, che, però,
avrebbero tempi lunghi: c’è chi parla del mese di dicembre. E’ necessario il
sopralluogo di un geologo che esegua un carotaggio accurato per sondare il
terreno e redigere un progetto di intervento. Nel frattempo quel tratto di
strada resta sbarrato dalle transenne sistemate nei giorni scorsi dagli operai
sollevando le proteste di chi gestisce attività commerciali proprio nel
perimetro di via Lungolinea Pio VI (e non IV come ripetutamente si legge sulla
copia dell’ordinanza affissa) interdetto al traffico fino a data da destinarsi.
Il percorso inizialmente deciso, infatti, aveva messo praticamente fuori gioco i
vari negozi, non più raggiungibili con la macchina, soprattutto da chi, non
essendo del posto e non conoscendoli, probabilmente non sarebbe nemmeno andato a
cercarli. Ormai la stagione turistica è alle porte e comprensibilmente questi
commercianti hanno avuto di che ridire sulla nuova regolamentazione decisa per
il traffico. Ieri mattina, dunque, hanno voluto incontrare l’assessore Ferrari
che ha ascoltato le loro ragioni convenendo di istituire un altro percorso che,
di fatto, dovrebbe permettere di percorrere il lato monte di via Dante Alighieri
anche nel senso solitamente vietato (in pratica partendo dalla fine di via
Giacomo Leopardi); sul tratto di via dante Alighieri che resta aperta dovrebbe
essere vietata la sosta su ambo i lati, con i dovuti controlli.
Pubblicato da Rita Recchia

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Parolacce di vernice sulle pareti della scuola ‘Don Adriano Bragazzi’.
Vandali notturni all’interno dell’edificio scolastico ‘Don Adriano Bragazzi’ di
Terracina, nella popolosa zona della Delibera: ignoti sono riusciti ad
intrufolarsi nella struttura e hanno preso di mira alcuni muri del piano
superiore, imbrattati non usando le classiche bombolette spray da murales ma
addirittura con della vera e propria vernice usata per scrivere insulti e parole
piuttosto offensive. Almeno fino a ieri non era stato possibile chiarire se
l’assurdo sfogo dei vandali fosse stato un voler colpire nel mucchio oppure se
quelle frasi avessero un ben preciso destinatario. Ad accorgersi dell’accaduto è
stato il personale che ieri mattina, come al solito, è arrivato prima di tutti
gli altri per aprire la scuola. Inizialmente sembrava una normalissima
mattinata, ma poi, quando qualcuno è salito al piano superiore della scuola
elementare, ha scoperto le tracce dell’incomprensibile incursione notturna,
incomprensibile soprattutto perché si tratta di un istituto frequentato da
alunni ancora in età da bambino dove cose del genere appaiono ancora più
difficili da comprendere. Altrettanto strano il fatto che non sarebbero state
trovate porte o finestre forzate, quasi come se, chi l’altra notte è penetrato
nell’edificio scolastico, o era del mestiere oppure conosceva bene l’ambiente e
sapeva come muoversi. Delle due opzioni, probabilmente la più preoccupante è
proprio la seconda. La dirigente scolastica della scuola ‘Don Adriano Bragazzi’
è stata immediatamente informata della cosa: probabile che ci si sia attivati
per cercare di vederci chiaro sulla vicenda facendo intervenire chi di dovere.
Si è abituati a sentire che cose del genere avvengono nei corridoi e nelle aule
degli istituti superiori, ma che possano capitare anche in una scuola elementare
lascia davvero basiti. Difficile anche capire a chi fossero dirette quelle
parolacce, ma probabilmente si è trattato di un gesto sciocco e gratuito, ma
certamente non da prendere sotto gamba.
Pubblicato da Rita Recchia

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Nonostante le rassegne stampa che inserisco quotidianamente questo resta pur sempre un Blog personale e quindi ogni tanto dovete sorbirvi qualche considerazione su ciò che mi colpisce passeggiando per Terracina.

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Pdl, critiche al vertice provinciale.
Il coordinatore cittadino Pietro Longo deluso dalle scelte dei dirigenti sulle candidature.
Per la Lista Cusani Luigino Sacchetti (1° collegio), Fabio De Filippis (2°
collegio) e Nicola Ceccato (3° collegio). Per la lista del Pdl Mauro Alessandro
Pernarella (1°), Pietro Serra (2°) e Roberto Pietricola (3°). Rispetto alle
indicazioni locali, sono state sovvertite quasi del tutto le candidature alle
prossime provinciali. I nomi che erano stati fatti dalla base terracinese erano
di gran lunga diversi. Della rosa proposta da Terracina si è salvato solo
Pietricola. Per il resto emergono nomi di emeriti sconosciuti all’interno del
Pdl (è il caso del presidente del Terracina calcio De Filippis) o di persone
che, in un modo o nell’altro, si erano ritrovati fuori dall’amministrazione
comunale (il riferimento è a Sacchetti e a Serra). La conseguenza è che le
scelte partorite dai vertici provinciali suonano come uno smacco per Pietro
Longo e Franco Ferrari, coordinatori cittadini del Pdl. Masticano amaro gli
esclusi come Alfredo Lauretti, Luciano Masella, Antonio Edis Mazzucco, Antonio
Acanfora. Come si può ben capire, non hanno digerito le scelte dei vertici
provinciali sia Longo che Ferrari. Della cinquina indicata a Latina (Masella,
Lauretti, Acanfora, Mazzucco, Pietricola) è rimasto solo un nome, quello di
Pietricola. Poi, tabula rasa. «Quei nominativi – spiega Longo, palesamente
contrariato dallo sgambetto provinciale – erano il frutto di un dibattito
interno al partito. Partivano dall’analisi di diversi elementi. Io personalmente
ritengo che la linearità politica e la continuatività di presenza sul territorio
debbano essere degli indicatori importanti. Per evitare le auto-candidature,
avevamo concordato un documento, che era stato firmato da tutta la maggioranza,
eccetto il consigliere Biagio Frattarelli. Oltre a noi coordinatori, l’avevano
sottoscritto il sindaco Nardi, gli assessori, i consiglieri». Tre, soprattutto,
i nomi, che non sono andati a genio: De Filippis, Serra (si è dimesso da
assessore in piena vicenda giudiziaria Martino, rovesciando forti critiche
sull’amministrazione Nardi) e Sacchetti (è stato «licenziato» a suo tempo come
assessore). Longo ne ha per tutti e tre. «De Filippis? E chi è ? Sacchetti? Non
ho capito da dove è riemerso. Serra? Il paradosso è che dovrà chiedere i voti
alle persone, che ha attaccato. Rappresenta un’incognita. Non si è mai
confrontato con la base. Non conosciamo quale sia il suo programma. Dirò di più,
non mi ero mai accorto che avesse questa volontà di candidarsi. Vedremo cosa lui
e gli altri ci proporranno per questa campagna elettorale. Le normalità a volte
in politica non esistono. C’è una logicità nelle scelte provinciali, che mi
sfugge. Si chiede alla base del partito di non ragionare». Rispolverando
Montanelli: «Se questi sono i candidati, li voteremo, ma ci dovranno dire prima
cosa vorranno fare da grandi, ci dovranno chiarire il loro programma. Per quanto
mi riguarda voterò Cusani e di riflesso, turandomi il naso, anche per uno dei
candidati proposti (in pratica, o Serra o De Filippis), senza sapere né perché
né per come». Per Longo si tratta di alchimie politiche delle alte sfere pontine
difficili da capire, per gli osservatori politici si tratta della sconfessione
di Nardi e compagni da parte di Fazzone e Bianchi. Qualcosa che potrebbe
preannunciare la fine prossima dell’attuale maggioranza, a corto di credibilità
anche a livello provinciale oltre che cittadino.

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Finisce sul tavolo del prefetto la situazione di degrado nella quale versa il
cimitero di Terracina.
Ci hanno pensato i consiglieri del Pd a inviare a Bruno
Frattasi una lettera dove spiegano l’urgenza di porre fine alla situazione che
ormai è diventata quasi cronica. Sono solo due operai a dividersi i lavori di
manutenzione ordinaria e pulizia di un cimitero. Per non parlare della
costruzione di nuovi loculi, in realtà mai avvenuta perché hanno recuperato i
vecchi in virtù di alcune esumazioni. Questi però non rispondono alle misure
minime previste dalla legge ma sono riusciti a venderli lo stesso e con i soldi
ancora non pagano la ditta che ha effettuato i lavori: la ditta, frattempo, ha
deciso di interromperli. È tutto scritto nella lettera al Prefetto. "Il cimitero
di via Anxur di Terracina, nonostante le continue contestazioni del Pd e dei
cittadini, si trova ormai da molti mesi in una situazione di degrado con
accumulo di una grande quantità di rifiuti nei viali – ribadisce il Pd –
situazione che sta determinando gravi conseguenze dal punto di vista igienico e
sanitario al punto tale che non può più continuare ad essere ignorata". I
consiglieri comunali sottolineano il rischio che a breve non ci saranno più
spazi per seppellire i cari estinti. "La condizione è ulteriormente peggiorata a
causa della mancanza di un’adeguata programmazione per realizzare in tempo utile
dei loculi necessari, con la conseguenza che tra breve, nel caso in cui non si
prenderanno urgenti provvedimenti, non ci saranno più le condizioni per eseguire
le tumulazioni". Il delegato comunale Gianni D’Amico aveva minacciato di
rimettere l’incarico se non uscivano i soldi per pagare la ditta che stava
effettuando i lavori. La delega è ancora nelle sue mani ma il cimitero è rimasto com’era.
di FABIO COCCIA

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Parcheggi a pagamento al via ma senza "grattini". Una volta tanto il Comune di
Terracina aveva battuto tutti sul tempo, istituendo la sosta con le strisce blu
fin dal primo maggio, peccato che abbia dimenticato di far stampare i tickets
necessari al pagamento. Ed è già polemica. I primi a lamentarsi sono i
dipendenti delle attività commerciali del centro, i quali non sanno dove
parcheggiare le auto nei pressi dei loro negozi. Al momento non è possibile
neanche acquistare l’abbonamento stagionale. Le tariffe sono rimaste invariate:
un euro per un’ora e 4 euro per tutta la giornata; la segnaletica verticale è
stata aggiornata, ma alla stampa dei "grattini" non sembra averci pensato
proprio nessuno. Infastiditi anche i tanti turisti che nei giorni scorsi hanno
parcheggiato nelle vie del centro della città tirrenica: lunghe camminate e
richieste su dove acquistare i biglietti per la sosta senza ricevere nessun
chiarimento. Dal comando della polizia Municipale fanno sapere che fino ad oggi
non sono state inflitte multe agli automobilisti che avevano parcheggiato senza
pagare il ticket. Il buon senso degli uomini del comandante Vincenzo Pecchia
sembra prevalere. Una contravvenzione, allo stato attuale, potrebbe essere
giudicata come un’azione temeraria dal giudice di pace. E non sarebbe la prima
volta che una multa verrebbe annullata per questo motivo. Emblematica la
sentenza di alcuni mesi fa, in cui il giudice di pace Eugenio Fedele, diede
ragione a una donna che aveva fatto ricorso proprio perché multata per avere
parcheggiato sulle strisce blu, dopo aver cercato invano i grattini. E pensare
che allora i biglietti c’erano. Una sentenza della quale il Comune di Terracina
non sembra aver fatto tesoro.
D.Sper.

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