Archivio Marzo 2009

Interinali…formato famiglia. I carabinieri stanno ascoltanto i lavoratori a
tempo parenti di dipendenti comunali. Lavoratori interinali legati a doppio filo
al Comune di Terracina, datore di lavoro loro e dei parenti più prossimi. Ed è
proprio da quel filo che sarebbero partiti gli interrogatori dei carabinieri che
sabato scorso hanno iniziato ad ascoltare le persone impiegate
nell’amministrazione cittadina come interinale. Padri e figli, dunque, ma anche
zii, nipoti e fratelli e chi più ne ha più ne metta. Del resto si sa che tra
intimi si sta meglio. Ad ogni modo gli inquirenti tengono a precisare come non
si tratti di interrogatori nel senso più stretto del termine, bensì di sommarie
informazioni testimoniali, anche se questo non toglie sostanza alla vicenda
visto che fin dalle prime battute della corposa inchiesta disposta dalla Procura
di Latina dopo il suicidio di Marino Martino era apparso chiaramente che uno dei
filoni principali fosse proprio quello delle presunte assunzioni ‘facili’
dell’ente pubblico, con uno sguardo particolare agli interinali forniti dalla
Ge.Vi spa (almeno fino ad un anno e mezzo fa). Gli interrogatori degli
interinali erano attesi da un momento all’altro e sabato scorso sono
effettivamente cominciati: gli uomini coordinati dal tenete Mario Giacona ne
hanno ascoltato meno di una decina, sembrerebbe sei, partendo da alcuni di
quelli che hanno prestato servizio negli arenili a gestione pubblica. Anche ieri
sono continuati, però non più con spiaggini, bagnini ed hostess ma spostandosi
in altri settori, bocche cucite su quali precisamente. Ma nei corridoi del
Municipio qualcosa è trapelato, qualche chiacchiera tra un caffè e un timbro, ed
ecco quindi che è circolata la voce sui primi interinali sentiti dai
carabinieri, persone vicine, molto vicine a dipendenti comunali o, comunque, a
persone che gravitano nell’ambiente di piazza Municipio. E così tornano alla
mente le dichiarazioni dell’ex vice-sindaco Giuliano Masci che qualche settimana
fa in diretta televisiva aveva caldamente inviato chi di competenza a guardare
quegli elenchi, a guardare quei cognomi perché già così, ad una prima occhiata,
sarebbe stato chiaro che la torta degli interinali se la sarebbero spartiti un
po’ tutti. parole che erano apparse subito pesanti e che fin dal giorno dopo
avevano portato maretta nei corridoi e negli uffici comunali. Poi più nulla. Ed
ecco, invece, che qualcosa comincerebbe a muoversi visto che i carabinieri
avrebbero scelto come primo criterio da seguire negli interrogatori proprio
quello dei nomi, o meglio, dei cognomi. D’altronde che cosa non farebbe un padre
per un figlio?

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Al momento è solo una voce, ma pare proprio che la Procura della Repubblica di
Latina, che indaga da un mese sul caso Martino, abbia tutte le intenzioni di
nominare un consulente tecnico, da affiancare al dirigente dell’ufficio
finanziario del Comune per quanto attiene il lavoro dell’inchiesta.
Intanto, da
ieri mattina, una prima decina di interinali sono stati ascoltati dai
carabinieri. Un altro CTU, oltre a quello informatico già a suo tempo incaricato
di visionare files e programmi del computer del segretario generale Marino
Martino. La voce è rimbalzata ieri. A diffonderla la solita radiofante. Qualche
fondamento sembra proprio che ci sia. La Procura intenderebbe avvalersi di un
professionista esterno, nella fattispecie un commercialista, per seguire la
procedura di acquisizione dei dati, e la sua contemporanea decrittazione, presso
gli uffici della ragioneria comunale. Allo stato dei fatti, nessun provvedimento
è stato ancora preso materialmente. I carabinieri, da parte loro, hanno
cominciato ieri mattina la lunga serie di interrogatori, che dovrà portarli ad
ascoltare, uno per uno, tutti e 230 i lavoratori interinali, assunti, tramite
l’agenzia per il lavoro Gevi spa a partire dal 2001 (cioé a partire dalla prima
amministrazione Nardi) fino al febbraio scorso, data della morte per suicidio di
Marino Martino. A quanto è dato sapere, già in precedenza erano stati sentiti,
sempre a sommaria informazione, alcune persone utilizzate a suo tempo nel ruolo
di autisti. Ieri, invece, è stata la volta di una prima tranche di «spiaggini».
Si proseguirà lunedì, dopo la pausa del week-end. Si conta di chiudere per la
fine della settimana. Finora, a quanto si dice parafrasando i Jalisse, «fiumi di
parole». Tutta da verificare l’ipotesi delle «assunzioni facili» volute dai
politici e avallate da Martino come dirigente degli affari generali.
Ercole Bersani

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Comincia la carica dei 200 interinali.
Ultimamente a Terracina a sentir la parola ‘interinali’ non si pensa più ai
lavoratori a tempo determinato solitamente reclutati dalle agenzia di lavoro,
bensì ad uno dei filoni dell’inchiesta disposta dalla Procura di Latina
scaturita dal suicidio di Marino Martino. Da quando, poi, tale ‘Piero’ha ammesso
in diretta tv di essere un interinale raccomandato, contento e riconoscente
verso l’amministrazione che lo avrebbe ‘sponsorizzato’ per quattro anni, questa
parola incuriosisce ancora di più. Di certo ne sono incuriositi i carabinieri di
Terracina che si apprestano ad aprire i cancelli della caserma sulla via Appia
per far entrare la ‘carica’ degli interinali, pare circa 200, precario in più,
precario in meno. Gli interrogatori sarebbero previsti per oggi, al massimo a
partire da lunedì mattina: il risultato degli elenchi spulciati e rispulciati ha
prodotto centinaia di nomi impiegati dal Comune di Terracina e forniti (tranne
che nell’ultimo anno e mezzo) dalla Ge.Vi spa. Sarebbe interessante vedere di
che ‘nomi’ si tratta, soprattutto dopo le affermazioni televisive dell’ex vice-
sindaco Giuliano Masci che, allontanando da sé la responsabilità esclusiva delle
presunte assunzioni pilotate dei lavoratori a tempo, ha detto di andare a
guardare i cognomi degli assunti per capire che la torta se la sarebbero
spartiti un po’ tutti. Già, i cognomi, anche se poi, alla fin fine, cosa mai
potranno dire questi benedetti cognomi che ancora non si sappia, e cioè che ogni
mondo è paese anche per quanto riguarda le raccomandazioni? Di contro non è
difficile intuire a cosa mirino gli inquirenti interrogando gli interinali:
verificare i meccanismi delle assunzioni, capire se tutto si è svolto a rigore
di legge oppure se potrebbe profilarsi il voto di scambio, anche se si parla di
vicende datate e senza eventuali intercettazioni, telefoniche o ambientali, non
sarà cosa facile provare tale ipotesi di reato. Intanto l’altro ieri è stato
riascoltato uno dei responsabili degli arenili comunali che nel solo 2006 hanno
‘avuto bisogno’ di una settantina di quei cognomi. Ma le indagini dei
carabinieri si muovono anche su altri binari: ieri mattina i militari,
coordinati dal tenente Mario Giacona, sono ritornati nei corridoi comunali,
nell’archivio e nella segreteria generale; pare che nel primo caso fossero alla
ricerca dei documenti relativi alle deleghe assessorili e agli incarichi del
compianto Martino. Circolava, poi, un’altra voce: anche la polizia, con
personale della questura di Latina e colleghi di qui, avrebbe fatto una capatina
in Municipio.
Pubblicato da Rita Recchia

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Una piazza sul mare. Prevede anche questo il nuovo look disegnato dalla Deon
Studio di Roma per il viale Circe.

Dal progetto che ha vinto un apposito concorso di idee il Comune ha estrapolato
due interventi, che riguardano piazzale Lido e via della Batteria. Per essi ha
chiesto alla Regione un finanziamento complessivo di 2,5 milioni di euro. Un
lungomare meno anonimo, più fruibile e funzionale: una sorta di rivoluzione
urbanistica in quella che una delle riviere più belle della provincia.
Suggestiva l’idea di una piazza sul mare. Ce ne parla l’assessore Franco
Ferrari:
all’altezza di via Alighieri e di via De Gasperi e il viale della Vittoria
all’altezza di viale Europa. Si verrà a creare uno spazio aperto con vista mare,
prolungato di 40 metri verso il mare e esteso su 640 metri di lunghezza.
L’estate specialmente questa nuova piazza potrebbe diventare l’ombelico della
città, ospitando manifestazioni e raccogliendo gente. Da piazzale a piazza. È,
questo, il primo stralcio di un progetto di riqualificazione (valore: 1,3
milioni di euro), che va ad incidere nel punto nevralgico, turisticamente
parlando, di tutta la spiaggia di ponente. Il secondo stralcio (importo previsto
700 mila euro) prevede la realizzazione di un tratto di pista ciclabile. Si
allaccerebbe, come in un circuito, con altri tratti già esistenti (come quello
di via Lungo Linea Pio VI) o in cantiere (quello tra via Basilicata e la 24^
traversa, già finanziato dalla Litoranea spa per 800 mila euro) o in progetto
(come quello di viale della Vittoria). E’ compresa, in questa tranche di lavori,
anche la risistemazione della Pineta, che verrebbe recintata e riabbellita.
Quanto al secondo intervento (500 mila euro), si tratta di creare degli accessi,
compresi gli scivoli per i disabili, nelle spiagge libere (Pro Infantia, via
Piemonte, via della Batteria, ecc.), facendo della Pineta una proiezione verso
il mare.

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Dall’inizio del secondo secolo Avanti Cristo molte navi trasportavano anfore di
vino. Salpavano con le loro navi dall’Italia verso la Gallia e L’Iberia (Spagna)
Tra il 70 e il 50 A.C. una nave di questo tipo affondo’ presso il porto di
Madrague de Giens (in Francia), il carico era costituito in larga parte da anfore
prodotte in un’officina di Canneto poco fuori Terracina e di proprietà di tale
Publicus Veveius Papus e attiva nella media età repubblicana.
Tale officina testimonia che la città doveva avere già un impianto specializzato,
da dove il celebre vino caecubus poteva essere esportato verso i mercati della Gallia.

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Il sindaco nomina Giuseppe Amuro (Fi) assessore
Dopo la nomina dell’assessore Filippo Pernarella, che ha ricevuto le deleghe
all’ambiente e trasporti, ieri sera il sindaco Stefano Nardi ha firmato il
decreto di nomina dell’ottavo assessore della sua giunta. E’ Giuseppe Amuro di
Forza Italia al quale il sindaco ha conferito le deleghe: sviluppo economico –
produttivo, artigianato, sportello unico delle attività produttive, demanio
turistico (marittimo, lacuale e fluviale), settore informatico e turismo. "Ho
ritenuto di dover accettare l’incarico di assessore – dichiara Giuseppe Amuro -
dopo aver avuto ampie garanzie sullo stato di "salute" del nostro bilancio. Nei
giorni scorsi ho avuto modo di parlare con i revisori dei conti i quali mi hanno
illustrato la situazione che non è catastrofica come qualcuno, anche sui mezzi
di comunicazione, rappresenta. Il bilancio del Comune di Terracina ha delle
fisiologiche difficoltà, riscontrabili anche in molti comuni italiani, e può
essere migliorato. Ho accettato il difficile compito istituzionale – continua
Amuro – anche tenendo conto della piena disponibilità che i responsabili degli
uffici comunali che ricadono sotto la mia competenza mi hanno dichiarato. Tra
gli impegni urgenti che ho posto in agenda c’è la delocalizzazione del mercato
del giovedì nella sede già individuata, un bando di gara pubblica per la
gestione degli arenili comunali, una serie di riunioni tese a riallacciare
costruttivi rapporti con tutte le associazioni del comparto commerciale, ma
anche con singoli imprenditori che ne faranno richiesta, operanti sul territorio comunale".
Terracina, 26 marzo 2009

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Al Colosseo, nella mostra sulla Roma dei Flavi vi sarà anche un reperto di Terracina.
Vespasiano è il protagonista di una grande mostra che dal 27 marzo celebra il
Bimillenario della dinastia Flavia, da lui fondata, nelle tre sedi del Colosseo,
della Curia Senatus e del Criptoportico Neroniano
Il pezzo presente alla mostra sarà il ritratto di donna flavia (Domizia?).
Un Marmo lunense ritrovato a Terracina in località "La Valle" da una villa
romana. Alt. tot. cm 43. Attualmente questo pezzo fa parte della
collezione del Museo Nazionale Romano, presso Palazzo Massimo alle Terme.

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Raccomandati, così fan tutti. Ma con i lavoratori interinali si fa ancora di
più, visto che la «spintarella» politica è di fatto concessa dalla stessa
normativa che regola l’impiego di questo tipo di lavoratori negli enti pubblici.

Ci si potrà scandalizzare quanto si vuole puntando il dito contro un sistema per
ottenere consenso basato sulle clientele e mediante lo spreco senza fine di
soldi pubblici, ma la legge in questo senso tende una mano alle amministrazioni
allegre – come quella del Comune di Terracina – che non si fanno troppi problemi
ad abusare di certe scappatoie. Le assunzioni degli interinali sono
completamente slegate dai paletti del pubblico impiego. Non ci sono selezioni,
non esistono graduatorie. La discrezionalità è assoluta e incontrollabile: le
agenzie interinali, in altre parole, sono soltanto un escamotage per assumere
chi si vuole. Il vuoto normativo – riconosciuto dagli stessi addetti ai lavori -
è grosso come un’autostrada e la politica, ovviamente, ne approfitta, sapendo di
non incorrere in alcunchè di illegale. E la morale? Quella, a volte, può
attendere. Soprattutto in tempo di elezioni. Questa settimana i carabinieri,
dopo aver passato la vaglio le carte, cominceranno ad ascoltare i lavoratori
interinali. Negli ultimi anni sono stati circa 120 gli interinali utilizzati
dall’amministrazione comunale attraverso l’agenzia «GeVi». Compresa la famosa
settantina di lavoratori – tra spiaggini, hostess e bagnini – arruolata in
concomitanza della tornata elettorale per le amministrative del 2006. Quasi
certamente i militari dell’Arma inizieranno proprio da quest’ultimi. Tra i tanti
dubbi c’è quello che vi possa essere stato un voto di scambio ma a distanza di
così tanto tempo e in assenza di intercettazioni telefoniche o ambientali non
sarà facile verificare un’ipotesi di reato così grave. A meno che non ci sia una
confessione di massa. Il terremoto giudiziario di queste ultime settimane,
scatenato dal suicidio del segretario generale Marino Martino, ha fatto puntare
i riflettori su una faccenda ben nota da tempo. E singolarmente passata sotto
silenzio, quando le cose – raccomandazione e sprechi – avvenivano alla luce del
sole. D’altra parte, sulla scorta delle ripetute denunce della stampa locale che
dava conto delle spartizioni nottetempo in maggioranza, al caso degli interinali
di Terracina si interessò persino un’emittente nazionale, La7, con il programma
«Exit». Nell’ambito di una puntata dedicata proprio alle disfunzioni
dell’impiego degli interinali negli enti pubblici – scoppiava allora l’inchiesta
«Why Not» di De Magistris – venne mandato in onda un servizio dedicato a
Terracina. La giornalista, utilizzando una telecamera nascosta, fece confessare
ad alcuni interinali assunti nelle spiagge che il posto era stato ottenuto
grazie alle raccomandazioni politiche. Correva l’anno 2007, ma nessuno, proprio
nessuno, si interessò al caso. Ora lo scandalo è scoppiato con grande clamore.
Proprio ora che in Comune non ci sono più interinali perché l’ente
non ha i soldi per pagarli.
P. P.

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«Tra noi lavoratori si parlava: io sono stato mandato da tizio, io sono stato
mandato da caio.
Ma tutti avevamo bisogno di lavorare e gli amministratori hanno
fatto una bellissima cosa. Dobbiamo dire grazie a queste persone». Inizia così
la testimonianza arrivata nel bel mezzo della trasmissione "Monitor", in onda il
giovedì sera su Lazio Tv, mentre si parla, con l’ex assessore Pietro Serra,
dell’inchiesta della Procura che dopo il suicidio del segretario generale Marino
Martino ha travolto il Comune di Terracina. La voce al telefono è quella di un
lavoratore interinale, uno dei 70 assunti dall’amministrazione nel 2006 per la
gestione e la manutenzione di quattro spiagge di Terracina, che semplicemente e
spontaneamente, in difesa dell’amministrazione, racconta la sua verità.
Ringraziando, per inciso, sindaco e assessori. La voce ingenua del signor Piero
racconta tutto, fin quasi a ricostruire un "sistema", quello delle assunzioni di
interinali "su segnalazione", nell’anno caldo 2006, in piena campagna elettorale
per il rinnovo del consiglio comunale. A domanda, il lavoratore risponde
candidamente: «La mia segnalazione era arrivata direttamente dal sindaco, il
dottor Nardi. Ma in qualche occasione – aggiunge – mi ero rivolto anche al
dottor Serra, con cui c’erano buoni rapporti, e lui mi assicurava: "vediamo
quello che posso fare"». Poi, la ricostruzione della dinamica delle
segnalazioni: «Allora si parlava di questo: ogni assessore poteva sponsorizzare
due persone, i consiglieri una sola. Gli altri il sindaco. Ma tutti e 70 siamo
stati portati dalla maggioranza. Io andrei anche domani a parlare con il
procuratore Giuseppe Mancini». Così la telefonata si chiude, nell’imbarazzo
generale dell’ex assessore dimissionario Pietro Serra, presente in studio. E ora
si attende proprio un intervento della procura di Latina, che sul caso sollevato
dal suicidio del segretario generale del Comune Marino Martino ha stretto il
cerchio con sei avvisi di garanzia ad altrettanti tra dirigenti, funzionari e
impiegati dell’amministrazione insieme al vicesindaco Giuliano Masci, indagato
per concussione, falso in atto pubblico e morte come conseguenza di altro
delitto. Al centro dell’indagine proprio la stipula di contratti interinali, sui
quali anche la Corte dei Conti aveva chiesto chiarimenti chiamando in causa
proprio il segretario generale Marino Martino. L’inchiesta della Procura di
Latina va avanti intanto a ritmo serrato e quella di ieri è stata una nuova
giornata di perquisizioni e sequestri di atti e documenti utili all’indagine
raccolti negli uffici del comune di Terracina. Dissequestrate invece, come ha
disposto ieri il tribunale del Riesame, alcune delle carte sequestrate negli
uffici di Masci. Al Riesame avevano fatto ricorso i legali del vicesindaco e di
altri due indagati, Savelli e Maragoni.

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Assediava la sua ex. È stato arrestato con l’accusa di stalking Massimo Cirillo,
un 37enne di Terracina, noto alle forze dell’ordine, e ricoverato presso un
luogo di cura. Il provvedimento di custodia cautelare è stato preso dal Gip del
tribunale di Latina e giunge al termine di delicate e particolareggiate indagini
svolte dal personale della polizia di stato di Terracina a carico di Cirillo.
Quest’ultimo si sarebbe reso responsabile di un atteggiamento particolarmente
ossessivo, minatorio, persecutorio e vessatorio, con le quali limitava la
libertà personale di una donna residente nella cittadina, pedinandola e
minacciandola di morte. In svariati episodi, addirittura, l’uomo si sarebbe
appostato sotto l’abitazione della donna, impedendole di uscire, di recarsi al
lavoro e, quindi, di avere una vita normale. «O mia o di nessun altro» avrebbe
detto. I due nel passato avevano avuto una storia d’amore poi finita nel nulla.
Per la donna quel momento è stato l’inizio di un incubo. Alla fine non ne ha
potuto più e ha presentato delle denunce. Il provvedimento richiesto all’A.G. a
seguito del lavoro investigativo degli uomini della Polizia di Stato è apparso
il solo modo di frenare ed arginare il comportamento di Cirillo, per impedire il
compimento di ulteriori, gravi e pericolose azioni delittuose. Ieri Cirillo,
assistito dall’avv. Francesco Pietricola, è stato ascolato dal Gip Aielli,
davanti al quale ha negato tutto, dicendo di aver messo da tempo una pietra
sopra la relazione, dal momento che la giovane si era legato ad un altro. Quello
di Terracina è uno dei primi arresti in Italia per stalking.

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Stefano Nardi ha revocato ieri la nomina di Giuliano Masci da assessore alle
Finanze e da vicesindaco di Terracina, ponendo fine a un lunga querelle.
Per
questa mattina ha convocato tutti i suoi amministratori per chiudere il capitolo
sulla nuova giunta che subito dopo si riunirà per smaltire i provvedimenti
bloccati dalla crisi. Gli assessori che c’erano prima saranno tutti
riconfermati. Rimarranno nelle sue mani le deleghe alla Cultura e alle Finanze.
Quest’ultima ancora per poco. Giusto il tempo di nominare un tecnico esterno. Il
posto di vicesindaco rimane comunque saldo nelle mani dei repubblicani e con
ogni probabilità sarà occupato da Vittorio Simonelli, già assessore al
Personale. Il Pri avrà un nuovo assessorato, probabilmente quello all’Ambiente,
prima di An con Mariano De Gregorio. Il nome che circolava ieri in modo
insistente era quello di Filippo Pernarella. Totonomine in Forza Italia per
l’assessorato al Turismo rimasto vacante dopo le dimissioni di Pietro Serra. Due
i nomi in lizza: Roberto Pietricola e Angelo Cicerano. Per il resto tutto
invariato. Ma ieri si è discusso anche e soprattutto di bilancio. Maggioranza e
sindaco hanno incontrato i revisori dei conti per farsi spiegare il reale stato
di salute delle casse comunali, che è decisamente precario. Le indicazioni
arrivate dall’organo di controllo riguardano le operazioni di swap sui derivati.
Il consiglio è stato di chiudere immediatamente il contratto per evitare perdite
future in base all’andamento della borsa. C’è poi la spesa corrente sulla quale
sono necessari tagli, tagli che riguarderebbero principalmente le posizioni
organizzative: le persone che coordinano gruppi di lavoro. Gruppi che in alcuni
casi non ci sarebbero neppure. Si è poi tornati a parlare di tagli alla spesa
sociale. Infine i residui attivi, ovvero entrate certe accumulate negli anni che
però devono essere ancora riscosse e sulla cui certezza ci sono molti dubbi. Ora
bisognerà vedere se l’amministrazione seguirà i consigli o farà di testa sua.
di FABIO COCCIA

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Una notizia choc quella della condanna pecuniaria per ex amministratori e
funzionari comunali. In nove sono stati chiamati a rifondere il Comune, per un
danno erariale che è stato quantificato in 340 mila euro.
Nel mirino la gestione
degli espropri, effettuati tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90. Sono
coinvolti gli ex sindaci Giovanni Zappone, Antonio Edis Mazzucco, Vincenzo
Recchia, gli ex assessori Vincenzo Zizzi, Adolfo Bruno, Silviano Masci, i
dirigenti comunali Piero Maragoni, Mario Attilio Giannetti (in pensione), Luigi
Di Mauro. Le reazioni non sono mancate, anche perché il nome della Corte dei
Conti è d’attualità in città. Chiaro lo sconcerto. Vincenzo Recchia, chiamato in
causa come primo cittadino all’epoca dei fatti: «Quando sono stato ascoltato dai
giudici contabili, ho avuto modo di evidenziare che non tocca al sindaco il
controllo sulle procedure, dal momento che la legge divide il ruolo di indirizzo
dal ruolo gestionale». Si muove nella stessa direzione la difesa di Vincenzo
Zizzi, assessore alla Finanza all’epoca Recchia: «Tutti i pareri degli organi
comunali in calce alle delibere erano favorevoli. Non avremmo potuto intervenire
sugli uffici competenti a meno di rischiare un’indebita ingerenza. Non possiamo
diventare il capro espiatorio di quanto prodotto da altri». C’è da aspettarsi
senz’altro un appello contro la sentenza di condanna.

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I I cittadini si organizzano in previsione del consiglio comunale di lunedì.
Cittadini ed associazioni di Terracina si sono dati appuntamento per oggi
pomeriggio alle 17e30 nella sala di Villa Tomassini per discutere di quanto sta
accadendo città.
Si tratta di un’iniziativa nata spontaneamente tra la gente e
che ha subito trovato la piena adesione delle varie associazioni.
”Nell’occasione si discuterà anche della necessità che la cittadinanza assista
al consiglio comunale convocato per lunedì prossimo alle 9e30- scrivono gli
organizzatori dell’incontro- Si tratta di un appuntamento senza colori politici,
la cui idea è nata dalla necessità che, in un momento di grave crisi
istituzionale della nostra città, anche i cittadini, qualunque sia la loro idea
politica, facciano la loro parte e assumano le loro responsabilità”.
”Confidiamo in una massiccia partecipazione, così che l’incontro possa essere
il primo di numerosi appuntamenti in cui ci si possa riappropriare del ruolo
politico che in ogni democrazia spetta ai cittadini. Solo la nascita di una
coscienza civica potrà consentire ai terracinesi di riavvicinarsi a Terracina”.
Pubblicato da Rita Recchi

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Si continua sulla falsariga dei giorni scorsi anche se sono sempre più
insistenti le voci che confermano le dimissioni del vice sindaco e assessore
alla Finanze Giuliano Masci.
Ma la maggioranza è sempre più spaccata. Ieri i
capigruppo e i segretari sono si sono riuniti nuovamente per discutere sul post
dimissioni. Sul tavolo un documento che esprimeva solidarietà al vice sindaco
che doveva essere firmato da tutti e invece alla fine è stato messo da parte
dopo le osservazioni sollevate da Forza Italia. Il segretario degli azzurri
nonché assessore ai Lavori Pubblici, Franco Ferrari nel corso della riunione
aveva anche minacciato di dimettersi e aprire subito una crisi senza ritorno. Ma
alla fine è sembrato più uno sfogo che la dice lunga sugli attuali rapporti
nella maggioranza. Con Masci ormai con tutti e due i piedi fuori, e il Pri che
tiene ancora dentro l’assessore agli Affari generali, Vittorio Simonelli,
condizionando il voto, la situazione rimane piuttosto ingarbugliata. Ma c’è
un’incombenza improcrastinabile: il bilancio di previsione che deve essere
presentato entro la fine di marzo con possibilità di proroga di ulteriore venti
giorni se parte la messa in mora del Prefetto. Si arriverebbe così verso la fine
di aprile. Se i tempi non dovessero essere rispettati in base alla nuova legge
il Comune dovrebbe essere commissariato. Un gesto tecnico che cancellerebbe ogni
moina politica di una crisi iniziata dopo la tragica fine di Marino Martino e
seguita da sette avvisi di garanzia. L’indagine si sta allargando ad altri
settori del Comune. Martedì la Guardia di finanza ha chiesto l’elenco completo
delle gare di tutte le gare di appalto, comprese quelle a trattativa privata,
che l’amministrazione ha espletato negli ultimi cinque anni. Gli inquirenti
vogliono sapere con che modalità sono state effettuate e quali sono le ditte che
hanno vinto.
F.Coc.

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Il balletto delle dimissioni irrevocabili del vicesindaco e assessore alle
Finanze del comune di Terracina Giuliano Masci, destinatario di una avviso di
garanzia, è iniziato nella tarda serata di ieri l’altro quando nella prima vera
verifica sulla tenuta della maggioranza il primo cittadino Stefano Nardi ha
esordito con la notizia che tutti si aspettavano.
E subito dopo si è scatenata
una bagarre in maggioranza tra chi oltre a Masci voleva fuori tutto il Pri e chi
invece tentava di rimettere le cose a posto. Le dimissioni Giuliano Masci le
aveva anticipate prima al suo partito e poi al sindaco. Lui ieri era
regolarmente nel suo ufficio mentre gli altri della maggioranza tentavano di
mettere insieme i cocci. Eppure sia Forza Italia che Alleanza nazionale si erano
seduti a quel tavolo con il chiaro intento di chiedere l’estromissione del Pri e
un’immediata sostituzione dell’assessore con un tecnico delle finanze. Poi nel
corso della riunione la situazione si è rovesciata. A fare la differenza ancora
una volta Stefano Nardi che non solo ha detto che le dimissioni di Masci non le
avrebbe accettate, ma non ha nascosto il timore che senza Pri sarebbe difficile
governare paventando anche le sue di dimissioni e quindi il tutti a casa. Il Pri
ha sostenuto che dopo le dimissioni del suo leader si sarebbe messo
sull’Aventino e avrebbe valutato di volta in volta se votare o meno i punti
all’ordine del giorno. Insomma un appoggio più che condizionato. Per ora
comunque Nardi quelle dimissioni se le tiene in tasca, ed è ben lontano dal
firmarle. Mentre in municipio si assisteva all’ennesimo teatrino della politica
le forze dell’ordine hanno continuato a sequestrare atti. I carabinieri hanno
spulciato altre carte nella stanza che fu di Martino e che riguarderebbero le
assunzioni degli ultimi anni. L’indagine sembra si stia allargando anche ad
altri settori. Sempre ieri le Fiamme gialle avrebbero chiesto al Comune gli atti
che riguardano tutte le gare di lavori e forniture degli ultimi cinque anni
affidate a trattativa privata. Intanto il Pd ieri ha formalmente presentato la
mozione di sfiducia che verrà respinta causa mancato raggiungimento del numero
di firme. Ne occorrevano 12, ne hanno raccolte nove. Ma hanno anche messo i
banchetti in strada per una petizione contro il sindaco che in un solo giorno
hanno firmato in più di 800. Non rimane che attendere le prossime ventiquattro
ore per sapere se è crisi vera o un fuoco di paglia.
di FABIO COCCIA

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Come uscire dalla crisi politico-amministrativa, che sta investendo il Comune
specie dopo la bufera giudiziaria, succeduta al «caso Martino», il segretario
comunale suicida?
Molte le proposte in campo. Tra le ultime compare anche quella
del governo affidata a tecnici, allargato o meno a tutti partiti. Ad un governo
di salute pubblica pensano Valentino Giuliani (Patto per Terracina) e Gianni
Percoco (Udc). Spiegano i due consiglieri di minoranza: «Sarebbe aperto a tutte
le forze politiche che siedono in consiglio comunale. Dovrebbe occuparsi solo di
risanare il bilancio, di avviare la realizzazioni di una infrastrutture
importante come il porto e di riaprire il dialogo con ogni settore della città
specie le cooperative sociali. Sono in gioco le sorti della città. Solo una tale
soluzione permetterebbe di pensare agl interessi reali di Terracina». Quella di
convertire l’attuale esecutivo in giunta tecnica è invece l’idea di Romano
Fantasia (AN), storico rappresentante del vecchio MSI. «Davanti ad un’emergenza
che è chiara e palpabile sarebbe meglio andare tutti a casa. Se il sindaco
volesse decidere in una tale direzione, io lo seguirei senza alcun
tentennamento. Al momento, la ritengo la cosa migliore da fare. Per quanto m i
riguarda, se avessi potuto, mi sarei già dimesso. Non voglio che il mio gesto
possa essere frainteso. Come alternativa vedrei solo quella di dare una
caratterizzazione tecnica alla giunta, impegnandola nella soluzione delle
impellenti urgenze finanziarie e nella realizzazione di opere qualificanti come
il porto». A tutt’altro percorso pensa il Pd, che ieri, con lo slogan «Salva
Terracina» ha avviato in città una raccolta di firme per ottenere «una sfiducia
di piazza» nei confronti di Nardi e compagni. Per la giornata odierna, sempre il
Partito Democratico, insieme al gruppo dei Verdi, guidati dal consigliere
comunale Gino Di Mauro (storico esponente terracinese del Partito Socialista)
presenterà una mozione di sfiducia, che però, al momento solamente in 9
conisglieri avrebbero firmato. L’opposizione di centro-sinistra dunque, lancia
la sua sfida all’amministrazione Nardi e si prepara a dare battaglia nelle sedi
istituzionali e sulle piazze.
Ercole Bersani

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L’ondata di piena che rischiava di travolgere la maggioranza di centrodestra
all’indomani della bufera giudiziaria che si è abbattuta sul Comune sembra
rientrata.
Quell’urgenza di fare il punto della situazione con la convocazione
di riunioni di partito, incontri tecnici, tavoli dei capigruppo per decidere se
cambiare la formula della maggioranza, come chiesto dai vertici di Forza Italia,
sta lentamente lasciando il posto ad un silenzio che ha tutta l’aria di volersi
prolungare, in attesa che «passi la nottata». Insomma, al di là degli scontri
interni al centrodestra, su una cosa sembra che tutti siano d’accordo: la
fiducia al sindaco Stefano Nardi. La coalizione regge, o almeno non mostra un
eccessiva irrequietezza. Paradossalmente, anzi, c’era più litigiosità quando in
gioco c’erano soltanto questioni meramente programmatiche che ora che
un’inchiesta sta puntando gli occhi sulla gestione amministrativa dell’Ente.
Anche in Forza Italia, che l’altro giorno si è riunita per prendere posizione
dopo l’intervento dell’assessore Serra, alla fine pare si sia deciso di rinviare
la discussione a data da destinarsi, per analizzare meglio la questione.
Questione da più parti definita delicata e forse per questo da ponderare meglio.
Niente colpi di coda, dunque, o personalismi. I consiglieri mantengono un
profilo basso, non si sbilanciano e anzi sembra che spariscano, uno dopo
l’altro, dietro un centrodestra più unito che mai. L’unico partito ad aver
lanciato un minaccioso ultimatum a Nardi, firmato da tutto il direttivo giorni
addietro – Giuliano Masci in testa – è il Partito repubblicano. L’unico, a ben
guardare, che abbia messo il primo cittadino davanti ad una scelta politica
precisa, e le cui richieste hanno paventato, nemmeno tanto tra le righe, una
rottura pressoché irreparabile. Poi è successo quello che è successo, le voci
dei partiti si sono rincorse, sembrava dovesse venire giù il mondo. Ma ad oggi,
se c’è un dito puntato contro il sindaco Nardi, è e rimane quello del Pri.
Giusto per far capire chi comanda in maggioranza.
Diego Roma

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Inchiesta suicidio Martino: i cc ascoltano i revisori dei conti del Comune in
servizio nel 2005 e 2006.
Ascoltati in un colloquio informale le tre persone che
hanno svolto il ruolo di revisore dei conti presso il Comune di Terracina tra il
2005 e il 2006. Stretto riserbo sui contenuti della ‘chiacchierata’, ma il fatto
stesso che ci sia stata è un fatto di chiaro rilievo. Non si fermano, dunque, le
investigazioni da parte dei carabinieri di Terracina incaricati dalla Procura di
Latina delle indagini in merito alla tragedia di Marino Martino, suicida nella
sua casa di Formia lo scorso 21 febbraio. Da allora non sono trascorse nemmeno
due settimane eppure in questi ultimi dodici giorni l’attività investigativa dei
militari è proseguita spedita e a ritmi serrati tanto che in una sola giornata
sono stati perquisiti domicili e uffici comunali, sono stati prelevati faldoni
su faldoni accatastati sulle scrivanie degli inquirenti intenti a spulciarli,
sono state iscritte nel registro degli indagati sette persone tra
amministratori, funzionari e dipendenti comunali. Anche quando non avviene nulla
di ‘clamoroso’, le indagini vanno avanti e in tale contesto si colloca anche il
colloquio informale di ieri pomeriggio presso la caserma dei carabinieri con i
tre revisori dei conti comunali che, attualmente non più in servizio, c’erano in
quel 2005 e 2006 tante volte nominati nelle ultime settimane visto che proprio
lì si era soffermata l’attenzione della Corte dei Conti che aveva spedito un
proprio funzionario a ‘curiosare’ nella contabilità dell’amministrazione
comunale terracinese.
Pubblicato da Rita Recchia

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Ieri sono arrivate le conferme. Tutti d’accordo con il senatore Claudio Fazzone.
Il Pri deve uscire dalla maggioranza. Lo ha ribadito l’assessore forzista Pietro
Serra. Lo ha confermato anche Francesco Zicchieri, neo assessore di An ed ex
capogruppo. Il partito del sindaco si riunirà oggi per confermare le linea e
avviare il processo di estromissione. Farà la stessa cosa Forza Italia. Poi
entrambi i partiti sono orientati a siglare un documento unitario per
formalizzare la richiesta a Stefano Nardi unitamente ai punti di rilancio
dell’azione amministrativa da qui alla fine della legislatura. I repubblicani
ora stanno alla finestra. Attendono che Nardi faccia la sue mosse, ovvero che
gli ritiri le deleghe e li spedisca sui banchi dell’opposizione. Se questo non
dovesse avvenire i primi a togliergli la fiducia saranno proprio gli azzurri.
Poi Nardi avrà il problema di tenere buoni quelli di An. Insomma, non avrebbe
scelta. Nel mezzo ci sono i numeri. E già, con il Pri fuori governerebbe con 16
consiglieri su 31 con la serie possibilità di essere messo minoranza già al
primo consiglio comunale a meno che non riesca a recuperare qualche consigliere
dal gruppo misto e addirittura dai banchi dell’opposizione. Ieri Serra ha
anticipato i toni e soprattutto i contenuti della richiesta. «In accordo con
quanto affermato dal segretario provinciale di Forza Italia, sia in relazione
alla necessaria uscita dei repubblicani dalla giunta che alla verifica dei
presupposti dai quali far ripartire l’azione amministrativa, sono oramai
ineludibili scelte chiare e decise – dice Serra – In caso contrario è certo e
chiaro il disimpegno da questa amministrazione. E’ indispensabile recuperare il
rapporto con la città e, soprattutto nella fase di costituzione del Pdl, porre
la questione morale e della trasparenza, al centro dell’attività politico
amministrativa». Tecnici esterni alle forze politiche per i due assessorati
nelle mani del Pri, Finanza con Giuliano Masci e Personale con Vittorio
Simonelli. «In ordine alla situazione economico e finanziaria, riteniamo non più
eludibile la necessità ed opportunità che l’assessorato alle finanze venga
assunto da un tecnico esterno competente in risanamento di bilanci della
pubblica amministrazione, e lo stesso deve realizzarsi anche per la gestione del
personale». Anche Zicchieri si è detto d’accordo con Serra. «Credo che sia ormai
necessaria una seria riflessione su quanto sta accadendo – sostiene l’assessore
di An – Il Pri deve uscire dall’amministrazione e successivamente bisogna
iniziare una politica di rilancio e risanamento». Per farlo dovranno trovare «un
clima di distensione e collaborazione con una effettiva collegialità». Ma in
questo non c’entra solo il Pri.
di FABIO COCCIA

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Trema il Comune di Terracina dopo la morte del segretario generale Marino
Martino, che si è tolto la vita al culmine della disperazione.
Trema il Comune
di Terracina dopo i sei avvisi di garanzia che hanno toccato i vertici della
macchina politico-amministrativa, il vicesindaco e alcuni dipendenti. La
situazione è drammatica, ciò nonostante il sindaco Stefano Nardi decide di non
proferire parola. Nell’amministrazione comunale di Terracina c’è qualcosa che
non va. Non sono solo i fatti a raccontarlo è anche il senatore e coordinatore
provinciale di Forza Italia Claudio Fazzone a confermarlo: «La gestione del
Comune va corretta, questo è chiaro, se siamo in grado di farlo bene, altrimenti
è meglio rimettere il mandato, perché questa città ha bisogno di
un’amministrazione che lavori per il suo bene: Terracina deve essere più pulita,
si devono dare risposte ai commecianti e agli operatori turistici, bisogna
mettere mano ad una serie di problematiche enormi». Poi Fazzone è ancora più
esplicito: «I problemi come abbiamo visto li hanno creati soprattutto i
repubblicani, il sindaco è stato in una posizione di sudditanza, che comunque
non lo esime dalle responsabilità. Ora se vuole liberarsi e governare seriamente
deve estromettere i repubblicani, a quel punto faremo due conti per vedere se ci
sono le condizioni per governare. Ma il presupposto è: riprogrammare tutto». Le
reazione politiche sono arrivate solo dai vertici provinciali dei partiti della
maggioranza visto che nessuno dei locali, a parte l’assessore Pietro Serra, ha
voluto proferire parola. E’ stata la giornata delle telefonate incrociate, degli
incontri e soprattutto delle analisi sul futuro politico e amministrativo della
città. I rappresentanti di An sono stati contattati a vario titolo dai dirigenti
provinciali. In campo sarebbe sceso anche il sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo
che si è sentito con Stefano Nardi. «Sono profondamente e umanamente costernato
per la morte di un uomo – ha detto ieri il presidente provinciale di An Fabio
Bianchi – E’ un momento delicato per Terracina, confido nella coerenza e
correttezza amministrativa di Nardi e di tutta la compagine di An al governo
della città. Ora la parola è in mano agli inquirenti». Non scherzano in Forza
Italia. Ieri i consiglieri comunali i membri della giunta e il segretario hanno
scambiato le prime impressioni sul futuro della maggioranza e si sono visti con
Claudio Fazzone. Tre mesi fa si erano incontrati nuovamente con il senatore per
fare il punto della situazione sul comune di Terracina che si trovava già in
condizioni a dir poco allarmanti tra debiti, scioperi e contestazioni. Si erano
lasciati con una sorta di ultimatum che se le cose non sarebbero cambiate
radicalmente entro marzo, riferendosi alle modalità di gestione del Comune,
avrebbero tolto il disturbo e l’appoggio al primo cittadino. Non solo siamo
arrivati a marzo ma le cose sono peggiorate, anzi sprofondate. Non si hanno
notizie sul fronte del Partito repubblicano, il partito del vicesindaco Giuliano
Masci. Tutti muti. E ancora tutta lì la lettera inviata al sindaco dieci giorni
fa con la quale prendevano le distanze da tutto e da tutti e chiedevano atti
concreti alla maggioranza per risolvere i tanti problemi della città
dimenticandosi che anche loro sono "la maggioranza".
di FABIO COCCIA e MONICA FORLIVESI

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