Archivio Settembre 2008


Grande commozione a Terracina per la scomparsa di Vittorio Giorgi, portato via
da un male che negli ultimi tempi lo aveva costretto in un letto dell’ospedale
‘Dono Svizzero’ di Formia. A questo punto possiamo dire che il mitico ‘Fanfulla’
è morto per la seconda volta, e, forse, davvero per sempre. Qualche anno fa era
stato, infatti, proprio Vittorio Giorgi a far rivivere la famosa maschera tutta
made in Terracina che, inventata nel 1920 da suo padre Salvatore, era
apparentemente tramontata quando quest’ultimo era venuto a mancare nel 1963.
D’allora il Carnevale di Terracina non era stato più lo stesso fino a due anni
fa, quando Vittorio aveva deciso di prendere l’eredità paterna e di rivestire i
panni, anzi, gli stracci del mitico ‘Fanfulla’, incarnazione stessa del
Carnevale cittadino. E così Vittorio aveva indossato cilindro, frac, gilet,
bombetta, guanti bianchi e scarpe nere, una miriade di ninnoli appesi ovunque e
aveva animato le sfilate allegoriche degli ultimi anni spinto dalla riconoscenza
verso il genitore e stimolato da quanti ne apprezzano le indiscutibili qualità
artistiche ed umane. Ora che anche Vittorio è andato via, il Carnevale di
Terracina non sarà più davvero lo stesso. Immaginiamo padre e figlio che, di
nuovo insieme, si staranno divertendo da qualche parte lassù, con il solito
tintinnio di campanelli appesi al gilet. L’ultimo saluto a Vittorio Giorgi verrà
dato oggi pomeriggio alle 16 presso la chiesa del Santissimo Salvatore.
Pubblicato da ri.re.

(continua…)

Comments Nessun commento »

Chi sarà il sindaco dopo Nardi? Quale candidato presenterà il Pdl? E la sinistra
come si prepara all’appuntamento della primavera del 2011? L’amministrazione
Nardi bis è prossima al giro di boa di metà mandato e l’argomento della
successione nella poltrona di primo cittadino è più attuale di quanto si possa
pensare. Tante le chiacchiere, tante le esposizioni, tante le aspettative.
«Adesso cantano tutti. Bisognerà vedere» dice con un’immagine colorita un
esponente della maggioranza «chi resterà nella gabbia e chi fuori». L’unica
posizione ufficiale è quella espressa da FI nel luglio 2007, all’indomani del
congresso cittadino del partito. In un comunicato-stampa si riportava in questi
termini l’intervento del sindaco Stefano Nardi, intervenuto durante i
lavori:«Dopo la mia esperienza amministrativa alla guida della Città si aprirà
un vuoto di leadership, che deve essere occupato da un rappresentante politico,
in grado di avere memoria storica di quanto accaduto in questi anni e di
continuare il lavoro che stiamo sviluppando». Seguiva questa chiosa: «Passaggio
estremamente chiaro, critico e propositivo, che preclude ad una probabile e
conseguente staffetta con una candidato a sindaco espressione di Forza Italia».
I berlusconiani terracinesi si attendono che il candidato alla successione di
Nardi provenga dalle loro file, in un giusto tourn over con AN, che è stata
rappresentata per due volte dall’attuale primo cittadino, ormai non più
rieleggibile. Serra? Ferrari? Non sembra ma le grandi manovre sono già iniziate.
Se ne tengono fuori quelli del PRI, dal momento che in campo nazionale non hanno
aderito al Pdl. E proprio la nascita del nuovo partito di centro destra rende
ancor più complesso e oscuro tutto. «Del Pdl in città non esiste che il nome. Al
momento» afferma Pietro Longo, coordinatore cittadino di AN «è un calderone dove
bolle tutto. Finiremo, non si sa quando, con l’essere due correnti in un unico
partito, ma ognuno conserverà la propria anima. Comunque, anche noi di AN
abbiamo delle frecce al nostro arco (la candidatura Procaccini jr? n.d.r.). Di
certo non venderò il mio partito a chi ha meno voti di noi». La guerra nel
centro destra potrebbe essere già iniziata. Esaurita la carta-Recchia, rimane
nebulosa anche la candidatura a sinistra.
Ercole Bersani

(continua…)

Comments 5 Commenti »

(continua…)

Comments 3 Commenti »

Per "Le giornate europee del patrimonio" saranno effettuate le seguenti visite
guidate gratuite:

(continua…)

Comments 1 Commento »


Terracina: Coltivavano piante di marijuana
Rara figura quella dello studente-agricoltore. Due diciottenni di Sabaudia
dividevano il loro tempo tra i libri e i campi. È spettato alla polizia di
Terracina scoprire che cosa c’era effettivamente dietro l’altra attività. Gli
agenti li hanno sorpresi mentre annaffiavano svariate piante di marijuana in un
lotto di terreno nel Consorzio Quattro stagioni a Terracina. L’altro ieri
l’arresto, domani il processo. La cosa durava da qualche giorno in quel terreno
posto ai confini tra Terracina e Sabaudia, dove facevano la spola i due giovani.
Se ne erano accorti gli agenti del locale commissariato, per i quali il
comportamento aveva qualcosa di sospetto, dal momento che il campo in questione
era incolto. Necessariamente doveva avere una qualche attrattiva particolare.
Quale fosse la seduzione è stato scoperto grazie a un sopralluogo. Occultate da
un boschetto di canne di bambù, c’erano una ventina di piante di marijuana,
dell’altezza di circa un metro, coltivate in vaso. I due giovani, nel pomeriggio
dell’altro ieri si erano recati a innaffiare le piante che venivano anche
regolarmente fertilizzate, allo scopo di velocizzarne la crescita e rafforzarne
la struttura. Non sono riusciti a evitare l’arresto. Sono rimasti sconcertati i
genitori, ignari di quello che facevano i loro figli. I giovani saranno
processati per direttissima: dovranno rispondere di coltivazione illecita di
sostanze stupefacenti.
Ercole Bersani

(continua…)

Comments 6 Commenti »


Una brillante operazione della Guardia di finanza di Terracina ha portato alla
luce un quantitativo di esplosivo in grado di far saltare in aria un edificio di
due piani.
Domenico Iacovacci lo aveva nascosto in un fienile, in uno sperduto
casolare situato nelle campagne di Sonnino, nei pressi della stazione
ferroviaria. Quasi tre chili di esplosivo di varia natura e anche droga. Un
materiale, dicono gli esperti, dal notevole potenziale distruttivo. Il
pluripregiudicato, trentaseienne, residente a pochi passi dal fienile, noto alle
forze dell’ordine per reati legati al traffico di armi e droga è stato arrestato
nella serata di martedì dagli agenti della Guardia di finanza di Terracina, a
conclusione di un’indagine sorretta da un’intensa attività di intelligence
estesa a tutto il territorio del Sud pontino. L’intervento, diretto
personalmente dal comandante, tenente Giuseppe Riccio e coordinato sul posto dal
comandante del gruppo di Formia, capitano Alessandro Lo Bello, ha portato al
ritrovamento dell’ingente quantitativo di materiale esplodente. Domenico
Iacovacci aveva abilmente occultato in un fienile attiguo alla sua abitazione
quattro candelotti di esplosivo plastico, da 250 grammi ciascuno; oltre un chilo
di nitromannite e oltre mezzo chilo di un’altra tipologia di esplosivo, a base
di nitroglicerina. Inoltre nella borsa posta sotto alcune balle di fieno aveva
posto nove detonatori piezoelettrici corredati da quasi 50 metri di fili
elettrici. Tutto l’occorrente per fabbricare bombe dal notevole ptenziale.
Nell’operazione è stato sequestrato anche dello stupefacente: quattro grammi di
hashish e tre grammi di marijuana, oltre a un bilancino di precisione e 1.300
euro in contanti che Domenico Iacovacci aveva in possesso al momento
dell’arresto. L’uomo ora si trova nel carcere di Latina a disposizione dei
magistrati della procura, ai quali dovrà rispondere di detenzione di materiale
esplosivo e di sostanze stupefacenti. Le indagini dei finanzieri della tenenza
di Terracina proseguono per stabilire innanzitutto la provenienza e soprattutto
a quali fini doveva essere utilizzato il materiale sequestrato. Le prime ipotesi
suggeriscono che l’esplosivo recuperato non servisse direttamente a Iacovacci
per qualche suo scopo illecito, ma per rifornire altri malviventi. Sono in corso
inoltre le analisi chimiche, nei laboratori specializzati, utili alla
classificazione dell’esplosivo sequestrato.
di DANIELE SPERLONGA

(continua…)

Comments 1 Commento »

(continua…)

Comments 7 Commenti »

«Posso garantire che non siamo Alitalia». Ricorre ad un esempio ad effetto il
sindaco Stefano Nardi, per difendere l’amministrazione comunale mai come adesso
al centro di una forte turbolenza, che ne sta rendendo problematica la rotta.
Giunto con il suo esecutivo a metà mandato, il primo cittadino si appresta a
fare il punto sul programma di navigazione. E preannuncia, sicuro: «Torneremo a
volare». Intanto, l’equipaggio non si tocca, dopo l’atterraggio forzato a cui
sono stati costretti ad inizio luglio tre assessori. «Continueremo con la
formula del 2001, che è risultata vincente. Se ne parlerà a dicembre di
riaffidare la sola delega all’Ambiente, che spetta ad AN. Non è una grossa
tragedia fare a meno di due assessori. Troppe le deleghe rimaste in mano mia? A
parte il fatto che ci sono anche i dirigenti, non sempre è una buona cosa avere
una formazione lunga. Si litiga meno, ci sono meno orticelli personali da curare
e si viaggia più spediti». A rullare brutto la compagnia di bandiera locale
aveva cominciato quest’estate. L’ennesima emergenza rifiuti. «E’ stato
vergognoso quello che è successo in questi mesi. La colpa è dei sindacati. Il
loro boicottaggio è stato un affronto a Terracina. Avevano ricevuto la loro
paga. Non c’era alcuna necessità che mandassero in tilt la città. Non è
perdonabile. Sarò durissimo con chi ha fomentato tutto». Sia come sia, Terracina
Ambiente non vola. «Tra non molto saremo in grado di recuperare le somme
necessarie per il definitivo decollo». Il Comune è in panne anche per la
mancanza del carburante-Ici. Nardi pensa ad un’energia alternativa: i Suap. Ne
sono 44 pronti all’imbarco. «Si tratta di progetti all’avanguardia, tutti
riferiti al settore turistico-alberghiero. Ne abbiamo bisogno per favorire gli
investimenti privati, assicurare sviluppo e garantire entrate alle casse
comunali. Gli enti locali tutti hanno le loro difficoltà. Quanto a noi, lo si
sa, il mese di settembre è a zero gettito. Eppure stiamo riuscendo a pagare la
discarica e gli stipendi ai dipendenti di Terracina Ambiente, mentre i
dipendenti delle cooperative sociali non stanno scioperando più». Da Alleanza
Sociale a Città Partecipata, da La Destra a Autonomia di centro non manca chi
vorrebbe mandare in caduta libera Nardi e compagni. «Il malumore c’è sempre.
Spesso e volentieri, però, parla chi non ha voce in capitolo». Le vicende
giudiziarie sono sempre sulla rotta, in primis quella che vede da una parte il
Comune e dall’altra il giudice di pace. «Calunnie ed accuse non ci sfiorano. Il
Comune è uno specchio trasparente». Sulla scia è rimasta la brutta storia delle
sedicenti 6 mila residenze fasulle. Ancora Nardi: «E’ stato un autentico
autogol. C’è il tentativo di gettare fango. Alla base di tutto c’è il diritto
costituzionale di assumere la residenza dove si vuole nel territorio nazionale».

(continua…)

Comments 14 Commenti »


Il Pd di Terracina ha presentato il ricorso al ministero per i Beni e le
Attività culturali e alla Regione Lazio contro la delibera approvata dal
consiglio comunale sul cambio di destinazione uso di oltre 40.000 metri quadrati
di terreno destinati all’ampliamento di una cava.
«E’ una zona di grande pregio
situata vicino il monumento naturale di Campo Soriano e dei Monti Ausoni, in
zona pregiata, carsica, omogenea F2, parco naturale, zona di montagna, con
vincoli di tutela paesaggistica, vincolo idrogeologico oltre ad essere di grande
importanza dal punto di vista geologico», tuonano i consiglieri dei Democratici.
Lo avevano sottolineato già in sede di commissione che più di una cosa non
andava, facendo notare che una bella fetta di quel terreno era stato interessato
negli anni passati da rilevanti incendi. Avevano detto alla maggioranza che
esisteva una legge per la quale nulla poteva essere toccato nelle aree
incendiate almeno per 10 anni dall’ultima fiammella. Loro, quelli della
maggioranza, non se n’erano accorti e ridussero di 10.000 metri quadrati l’area
da destinare a cava. Poi in Consiglio fecero notare che a poche centinai di
metri dalla zona esiste un parco naturale e ci sono anche diversi vincoli. Ma
quest’ultima cosa non vollero ascoltarla e così approvarono la delibera. Ma c’è
di più. Secondo i ricorrenti «sussistono seri dubbi sui lavori in corso diretti
al recupero ambientale in forza di delibera approvata dal consiglio comunale
nell’ottobre del 2006, delibera con cui fu concessa una proroga di 3 anni
all’attività estrattiva a decorrere dal 18 gennaio 2007, e che prevedeva, tra
l’altro, l’obbligo di ripristino della depressione creata in difformità al
progetto». Adesso attendono «risposte concrete dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e dalla Regione Lazio, che ci auguriamo adottino, per quanto
di competenza, provvedimenti idonei a porre nel nulla l’efficacia della suddetta
delibera consiliare; una delibera che nel caso in cui dovesse essere approvata,
rappresenterebbe uno scempio e un grave danno alla nostra città dal punto di
vista ambientale e paesaggistico».
F.Coc.

(continua…)

Comments 11 Commenti »

Tutti a Palazzo Chigi. Martedì i dipendenti delle cliniche private colpite dalla
scure della Regione si presenteranno davanti il palazzo del Goveno per chiedere
udienza e dire che ogni malato ha il diritto di scegliersi la struttura che
ritiene più opportuna per curarsi e che tutti i posti di lavoro a rischio del
personale medico e paramedico dovranno essere tutelati fino alla fine.
Tra i
rappresentanti ci saranno anche quelli della clinica Villa Azzurra di Terracina
di proprietà del Gruppo Cofisan che in virtù della delibera regionale firmata
dal presidente Piero Marrazzo dal primo gennaio del prossimo anno non potrà più
ricevere ricoveri convenzionati. Questo significa la chiusura dei reparti e il
personale che rischia di tornare a casa. I posti a rischi sono sessanta e per
una realtà come quelle di Terracina non sono pochi. Il taglio di Villa Azzurra
tra le strutture convenzionate il governatore del Lazio lo aveva solo
annunciato, ma poi quando è arrivata la delibera la società ha iniziato a
prendere le prime misure. Nei giorni scorsi nella sede di Roma hanno deciso di
impugnare il "provvedimento taglio" di Marazzo dinanzi al Tribunale
amministrativo regionale e agli altri organi competenti per chiederne
l’annullamento. Già in passato il Tar aveva dato ragione ad altre strutture
sanitarie che si sono trovate nella stessa situazione. Ma la strada del
ripensamento politico sembra quella più percorribile che potrebbe evitare le
carte bollate. La manifestazione del 23 è una delle tante che potrebbe far
ritornare sui suoi passi il presidente regionale. Tutti sperano che questo
avvenga già a partire da ottobre per rasserenare gli animi e soprattutto le
famiglie dei lavoratori.
F.Coc.

(continua…)

Comments Nessun commento »

(continua…)

Comments 3 Commenti »

(continua…)

Comments 2 Commenti »

Una «pallottola spuntata» quella del Comune contro il giudice di pace Eugenio
Fedele.
Il Tribunale di Latina ha rigettato l’istanza di ricusazione presentata
dal sindaco Nardi in ordine al processo avviato da un’automobilista con un
ricorso a una multa avuta da un vigile stagionale. La donna si richiamava a
presunte irregolarità nel concorso per la selezione del personale in questione.
A bloccare l’avvio del processo è stata l’istanza di ricusazione presentata dal
Comune. A Palazzo, visti i precedenti (alla nota vicenda «Easy Park» s’era
aggiunta anche la denuncia per diffamazione presentata dall’allora city manager
Giuliano Masci nei confronti del giudice per certe sue dichiarazioni), hanno
ritenuto che non esistessero le condizioni per un sereno giudizio e hanno
chiesto che il processo fosse sottratto al suo giudice naturale. Chiamato a
decidere era stato il presidente del tribunale Bruno Raponi, che, a sua volta, è
stato ricusato da Fedele per aver prodotto degli atti arbitrari. In sua vece si
è ora pronunciato Guido Marcelli, presidente della prima sezione civile, il
quale ha dichiarato inammissibile la richiesta di Nardi. «Via libera», quindi,
al processo della multa, che è stato fissato per il 27 ottobre prossimo.
Ercole Bersani

(continua…)

Comments 6 Commenti »

Comments 3 Commenti »

(continua…)

Comments 12 Commenti »

(continua…)

Comments 7 Commenti »

(continua…)

Comments 13 Commenti »

(continua…)

Comments 8 Commenti »

Tempi biblici per il mercato settimanale in via Firenze. E intanto l’asfalto
lascia il posto al manto d’erba. Era stata data come cosa fatta, il mercato
settimanale del giovedì da viale Europa si sarebbe trasferito ben presto in via
Firenze, nel quartiere della stazione. Asfalto nuovo, strisce bianche per
delimitare le aree in cui dovranno stazionare banchi e stand, e una lunga,
lunghissima trafila burocratica che ha visto, durante gli ormai 3 anni di
annunci, lavori iniziati, interrotti, ripresi e ancora interrotti, e così via.
E, a quanto pare, di tempo ce ne vorrà ancora tanto prima che il mercato lasci
viale Europa. A sentire l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari, ancora
non ci sono tempi certi ma gli uffici stanno lavorando. Ferrari illustra
comunque un percorso burocratico che è ancora in alto mare e chissà quando vedrà
la fine. «Proprio due giorni fa – dice Ferrari – abbiamo approvato una delibera
di giunta da trasmettere alla Regione, che ci deve dare l’autorizzazione.
Intanto, nel prossimo consiglio comunale che terremo a fine settembre
approveremo la delibera consiliare ». Fatto è che, a guardarla oggi, l’area di
via Firenze è solo una zona periferica che stenta ad essere valorizzata, insieme
ai residenti che ci abitano. Di più, versa nel più totale degrado, tra canne,
calcinacci, vegetazione a non finire che si insinua tra le case e le strade.
L’erba comincia a spuntare perfino dall’asfalto, tanto che alcune aree
delimitate dalle strisce bianche già stanno per essere invase di nuovo dal
verde. E se continua di questo passo, non è escluso che si debbano spendere
altri soldi per rifare il manto stradale. «Sono consapevole che quella zona ora
versa nel degrado – dice al riguardo l’assessore – ma gli uffici sono a lavoro
per cominciare la sistemazione. Per quanto riguarda l’asfalto invaso dall’erba,
siamo in procinto di aprire un contenzioso con la ditta che ha fatto i lavori».
Ma intanto, tra contenziosi, delibere, consigli e carte varie, via Firenze e i
suoi abitanti restano tra cumuli di calcinacci, sporcizia e l’assenza totale di
attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Eppure, visto che se ne parla
da anni, ci si aspettava che almeno l’iter burocratico fosse a buon punto. E
invece accade il contrario. I lavori ci sono, la strada è pronta e anche le aree
per le future concessioni, ma il parere della Regione ancora deve arrivare. Si
suppone che l’ok da parte di via della Pisana sia solo una formalità, altrimenti
quell’inizio sarebbe stato denaro speso inutilmente. Ma l’assessore rassicura:
«Intanto con l’invio della delibera di Giunta alla Regione si può iniziare la
conferenza dei servizi. La zona di via Firenze sarà adibita tutta a verde,
dunque tornerà ad essere vivibile». Intanto a fare un giro per il quartiere, la
situazione appare pressoché uniforme. Lo stradone che congiunge la via appia
alla stazione è una strada da far west. Marciapiedi completamente ricoperti
dall’erba, altissima e fiorente oltre ogni misura proprio dove ogni giorno
parcheggiano decine di automobilisti per prendere il treno. Quei marciapiedi
anche hanno bisogno di un’autorizzazione per essere ripuliti? Fino a prova
contraria, no. E allora perché restano in quelle condizioni? Se anche l’erba che
cresce deve sottostare ai tempi della burocrazia, allora aspettiamoci una foresta.
Diego Roma

(continua…)

Comments 6 Commenti »

LA FIORA assalita da un branco di cinghiali. Una notte davvero movimentata per i
residenti della piccola frazione del Comune di Terracina, a causa della presenza
di numerosi cinghiali scesi dalla montagna in paese in cerca di cibo e di acqua.
Erano all’incirca le due, i residenti de La Fiora stavano dormendo, quando dalla
montagna sono scesi numerosi cinghiali. All’inizio la loro presenza è stata
scambiata per dei ladri. «Ho sentito – ha spiegato una residente – degli strani
rumori alla porta d’ingresso della mia abitazione, mi sono svegliata
all’improvviso, credendo che fossero i ladri, poi all’improvviso i rumori si
sono fermati per poi riprendere più forte a distanza di pochi secondi l’uno
dall’altro. Poi mi sono fatta coraggio e mi sono alzata ed ho visto che erano
cinghiali, ho avuto molto paura». I grossi animali hanno iniziato a girare per
le strade del paese, distruggendo tutto quello che trovavano sul loro cammino.
Scesi dalla montagna hanno rovinato staccionate, giardini, non
soddisfatti, sono riusciti a rompere le reti che circondavano gli
orti ed hanno mangiato tutte le verdure, le radici e le piante che in
particolare i signori anziani avevano coltivato. Con le loro zampe e il muso
hanno raso al suolo tutte le piccole coltivazioni. Il terreno in alcune zone è
stato completamente scavato dalle zanne infatti erano evidenti i segni della
loro per mane nza nelle diverse zone. Dopo circa un’ora il gruppo di cinghiali è
tornato indietro, dalla montagna sopra La Fiora da dove erano scesi.
Coloro che non si sono accorti della loro presenza durante la notte, al
risveglio hanno trovato davanti ai loro occhi uno spettacolo davvero desolante,
molti degli orti e dei piccoli appezzamenti presenti in paese erano stati rasi
al suolo. Dispiaciute in particolare le persone anziane che in pochi minuti
hanno visto le loro piccole coltivazioni devastate. Diversi i danni. I residenti
hanno spiegato che non era mai accaduto che i cinghiali scendessero fino in
paese, spesso si fermavano all’inizio de La Fiora Alta. Ma la presenza dei
cinghiali nel Comune di Terracina è nota, infatti spesso si trovano le tracce
del loro passaggio sul Tempio di Giove, dove in più occasioni hanno rovinato e
scavato il terreno e rotto qualche staccionata. In più occasioni sono scesi
anche fino alla Fossata e al vecchio ospedale. Si racconta che una volta li
abbiano visti anche a piazza della Repubblica, bere alla fontana
che si trova al centro.
M.B.

(continua…)

Comments 2 Commenti »

(continua…)

Comments 7 Commenti »

(continua…)

Comments 35 Commenti »

(continua…)

Comments 8 Commenti »

(continua…)

Comments 15 Commenti »

(continua…)

Comments 10 Commenti »

È E’ tutto un fiorire di comitati spontanei. Ognuno adotta un pezzo di città e se
lo sistema. Qualche anno fa avevano cominciato i residenti di via Casalegno. In
maniera del tutto spontanea si erano riuniti per provvedere all’arredo della
loro strada. Più vicina l’iniziativa di alcuni altri volontari, che hanno preso
in consegna la fontana di piazza della Repubblica, ripulendola completamente e
restituendole un certo decoro. L’ultimo comitato ha un nome ambizioso: Rinascita
delle Capanne (si tratta di una zona della città, legata alla presenza dei
«sandalari», gli scaricatori addetti al movimento merci nel canale interno). Ha
cominciato, in sordina, con la risistemazione di una vecchia fontanella comunale
e, adesso, si sta occupando di estirpare le erbacce lungo via Due Pini e pensa
di allargare la propria attività al piazzale delle autolinee. Dalla gente del
luogo, stanca di vivere in mezzo all’indecenza, sono venuti per loro complimenti
e perfino applausi. Questi gli esempi più conosciuti di attività fai-da-te. C’è
anche chi, in maniera più anonima, risistema le buche o ripulisce le strade. Per
il Comune è uno schiaffo morale.
Ercole Bersani

(continua…)

Comments 6 Commenti »

Presenze di turisti stranieri, ma la città offre ben poco dal punto di vista
strutturale e logistico.
Da diversi anni Terracina è divenuta meta di molti
turisti norvegesi, svedesi e finlandesi, innamorati dell’importanza storica che
riveste e per la presenza di reperti antichi e ovviamente per il mare. Ma queste
centinaia di turisti, hanno dovuto fare i conti con le diverse realtà negative
di cui la città è circondata. Alcuni di loro purtroppo hanno dovuto provvedere
alla mancanza di tassisti. In città ve ne è solo uno e di certo non basta per
poter far fronte alle diverse esigenze che riguardano gli spostamenti. Un
problema messo in evidenza anche dal professore Willy Tore Morch che nel 2003 ha
acquistato un appartamento nel centro storico, e che vi passa circa tre mesi
l’anno. Il professore ha anche sollevato l’importanza di poter mettere più corse
ferroviarie tra Terracina e Roma e viceversa, essendo quelle presenti
insufficienti. «In più occasioni purtroppo – spiega Sergio Arienzo della Twis -
gli stranieri hanno osservato che la città si presenta sporca, e poco curata.
Una nota negativa è stata fatta anche nei confronti dei prezzi per alcuni
aspetti troppo alti rispetto ad altri paesi d’Europa. Non solo hanno avuto
problemi anche a trovare un parcheggio ed a capire dove poter comprare il
biglietto per l’autobus». Inoltre in città la lingua inglese è ancora
considerata una lingua straniera e non percepita come uno strumento di
fondamentale importanza turistica. Spesso anche gli spettacoli realizzati in
piazza sono soltanto in italiano con altrettanti interpreti italiani. I turisti
stranieri a stento riescono a partecipare alla manifestazione, mentre, al
contrario, dichiarano il desiderio di partecipare più attivamente, come è
accaduto, per fortuna, per il concerto della norvegese Helene Boksle realizzato
in piazza Municipio ad agosto. Quest’anno si è registrata, a detta degli
operatori del settore, un calo dei turisti tedeschi e in piccola parte anche dei
russi. Questo anche a causa della presenza di poche spiagge libere
accessibili, specie nei pressi del centro. La scarsa presenza di servizi e
l’inadeguatezza nell’accoglienza è stata messa in evidenza recentemente anche
dal presidente della Federalberghi di Latina Enzo Grossi, il quale ha criticato
l’attuale realtà turistica provinciale e ha invocato la necessità di disporre un
tavolo di confronto per porre rimedio alle tante carenze che affliggono la città.
Maya Bottiglia

(continua…)

Comments 5 Commenti »

(continua…)

Comments 11 Commenti »

(continua…)

Comments 5 Commenti »

(continua…)

Comments 7 Commenti »

(continua…)

Comments 6 Commenti »

(continua…)

Comments Nessun commento »

(continua…)

Comments 6 Commenti »

(continua…)

Comments 18 Commenti »