Archivio Giugno 2008

La Terracina Ambiente, con l’assemblea dei soci di oggi, è chiamata a decidere
sul bilancio di un anno ma, ancor più, sul suo futuro.
La società mista
pubblico-privata, arrivata a fatica alla scadenza dei primi 12 mesi di vita,
deve sciogliere dei punti nodali, al di là dei quali c’è solo il fallimento. Il
passaggio-clou dell’incontro di oggi è quello del ripianamento del debito, che
ammonta a 700 mila euro. Ad una tale decisione è strettamente legato il varo del
nuovo piano industriale dei rifiuti. La Terracina Ambiente, nel suo primo anno
di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, ha accumulato un debito di 700
mila euro. Si è trattato di una circostanza, che può essere considerata
fisiologica per una società costretta a partire dal nulla. Per far fronte alle
spese, si è dovuto attingere addirittura al capitale sociale (500 mila euro),
che è rimasto del tutto azzerato. Si è andati anche oltre nell’indebitamento per
una somma di circa 200 mila euro. Ora l’imperativo d’obbligo è quello di
stabilire un piano di rientro, pena la consegna dei registri contabili ed il
successivo scioglimento della società. Un anno è passato ma il luminoso dopo-
Slia tanto pubblicizzato da Nardi è di là a venire. S’era iniziato subito con
una richiesta-shock, quando la Terracina Ambiente aveva rimarcato che il
servizio, a conti fatti, non poteva essere svolto al prezzo del capitolato
d’appalto (2,9 milioni dieuro), ma aveva bisogno di essere foraggiato con 700
mila euro aggiuntivi. Quello che si è consumato nel resto dell’anno è frutto di
tante contraddizioni ancora irrisolte e di tante situazioni non definite da
parte del Comune. Si sono accumulati i debiti verso l’Aspica per l’esercizio
provvisorio e verso la Terracina Ambiente per i canoni non pagati. Così la
società si è trovata a scontare un grave peccato d’origine: è priva di una sua
autonomia finanziari,non può avere aperture di credito e, per giunta, viene
lasciata "a secco".. Altri elementi sono giunti a complicare un quadro già di
per sé difficile. Tra di essi la decisione degli uffici comunali di ìmultare" la
Terracina Ambiente di 1,3 milioni di euro per disservizi.
Insomma, un anno tribolato e la città è più sporca che mai.

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A rischio la garanzia del servizio ai cittadini
Sulla sempre viva questione della carenza d’organico nel settore della polizia
locale interviene l’Uil F.P.L. In una lettera al sindaco, il sindacato censura
le scelte in materia di personale attuate dall’amministrazione comunale.
«Innanzi tutto occorre rappresentare come, durante gli anni appena trascorsi, si
è proceduto ad un costante impoverimento della Polizia Municipale, distogliendo
circa 15 agenti dalle proprie funzioni, per rinforzare altri uffici comunali.
Tale scelta ha comportato una sostanziale mancanza di personale nel corpo di
Polizia Municipale, in quanto gli stessi agenti non sono stati mai sostituiti.
Allo stato attuale, l’organico conta 28 unità, che non sono in grado di
soddisfare gli innumerevoli interventi d’istituto. E’ da evidenziare che
Terracina per numero di abitanti è la 3^ città della provincia. Nel periodo
estivo, poi, raggiunge una popolazione di circa 150 mila abitanti». Punto
dolente anche «la costante diminuzione dell’ausilio estivo di unità stagionali».
Nel 2003 erano state ben 25 (avevano consentito che Terracina si mettesse al
pari di città come Modena e Iesolo), adesso si sono ridotte a 12 (altre 3 unità
saranno attive dal 1 luglio). L’obiettivo dichiarato del sindacato è quello
della tutela dei lavoratori e della garanzia dei servizi alla cittadinanza.
Su una tale base ha richiesto un urgente incontro con il sindaco Nardi.
Ercole Bersani

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«Il Comune di Terracina è lontano dal raggiungere il riconoscimento europeo di
eccellenza ambientale Emas».
E’ quanto emerso dall’illustrazione fatta da
Alessio Di Paolo e Sophia Valenti, rappresentanti della Igeam, società di
consulenza per l’equilibrio ambientale. Quello che più ha sorpreso l’Igeam, alla
quale è stato affidato lo studio dalla stessa amministrazione, è la mancanza di
un archivio dati comunale relativo al consumo di energia e gas, rendendo di
conseguenza difficili i miglioramenti nel settore. «La scelta di avviare in
maniera preliminare un’analisi ambientale è il segnale che il Comune si sta
attivando per trovare dei rimedi alla situazione attuale – ha dichiarato
l’assessore all’ambiente Mariano De Gregorio – Le priorità che l’amministrazione
si è data sono quelle dell’installazione degli impianti fotovoltaici, che
avverranno anche grazie a incentivi statali e che garantiranno nel medio e lungo
periodo un risparmio significativo alle casse del Comune». L’attenzione si è
spostata sullo stato delle acque superficiali, in particolare su quelle
analizzate: canale Botte, Amaseno e Fiume Ninfa – Sisto, definite pessime dallo
studio condotto. Secondo l’indice "Seca" le acque si trovano in fascia 5, ovvero
la peggiore. «Sul ciclo delle acque in generale – ha aggiunto De Gregorio – c’è
stato un importante protocollo d’intesa che porterà dopo 20 anni alla chiusura
del depuratore di via delle Cave e al funzionamento di quello nella zona del
Salto di Fondi, garantendo per la prima volta a tutti i campeggi dell’area un
loro depuratore». Interessante l’analisi dell’Igeam effettuata sulle fatture
Enel: l’Iva applicata sulle strutture scolastiche risultava pari al 20%, mentre
secondo quanto previsto dalla vigente normativa deve essere pari al 10%. In
pratica, l’amministrazione può prevedere un rimborso per un ammontare di circa
900 euro l’anno per ogni struttura, rimborso estensibile anche agli anni
precedenti. Gelo sui rifiuti, settore in cui Terracina detiene la maglia nera
nella raccolta differenziata. De Gregorio è stato lapidario: «Per me il sindaco
sulla questione ha aspettato anche troppo, a breve avremo novità significative».

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L’assessore Serra ha illustrato il calendario degli eventi Davvero complicato
stilare un programma di spessore avendo a disposizione un budget praticamente
dimezzato rispetto all’anno scorso, tuttavia gli assessorati al Turismo e alla
Cultura del Comune di Terracina e l’ufficio competente alla fine ce l’hanno
fatta e, pur tra ritardi considerevoli e ‘vittime’ eccellenti, finalmente la
città ha il suo calendario delle manifestazione turistiche, sportive, culturali
e religiose per la bella stagione in corso. Andiamo subito al sodo facendo due
conti: se l’estate 2007 era costata 541 mila euro, per quella 2008 si
spenderanno circa 250 mila euro dei quali la maggior parte, su per giù 80 mila
euro, serviranno a finanziare le feste parrocchiali con la fetta maggiore della
torta (40 mila euro) per le celebrazioni in onore della Madonna del Carmelo. A
ciò vanno aggiunti 70 mila euro per la promozione turistica e 20 mila euro per
il periodo natalizio (di questi tempi conviene calarsi nei panni della formica e
mettere da parte i soldi quando ci sono). Ergo: 250 mila euro meno 80 mila, meno
70 mila, meno 20 mila restano 80 mila euro per rallegrare l’estate a terracinesi
e non. Bè, qualche eliminazione qua, qualche sforbiciata là, ed ecco che, in un
modo o nell’altro, si è riesciti a mettere su un programma che ha risposto a
determinati criteri come ha illustrato l’assessore Pietro Serra nella conferenza
stampa di ieri mattina: "Non esisteranno più i contributi a pioggia ma da oggi
in poi i soldi saranno investiti esclusivamente per iniziative che abbiano una
forte valenza di promozione per Terracina"-ha affermato categorico Serra-"Ecco,
quindi, che saggi e serate varie organizzate da palestre e simili avranno
esclusivamente il supporto logistico". Messaggio ricevuto: un rapido sguardo al
programma e si nota comunque la presenza di eventi legati al mondo delle
palestre, scuole di danza e agenzie di moda. "Ripensando a esperienze passate,
abbiamo introdotto misure precauzionali come un deposito cauzionale, oltre ad un
contributo per la pulizia del molo l’indomani di ogni manifestazione. Si tratta
soltanto di 60 euro, ma è l’inizio di un processo di responsabilizzazione"-ha
proseguito l’assessore-"Inoltre quelle associazioni che propongono eventi
dovranno inviarci uno statuto ed una sorta di curriculum". Manifestazioni Doc,
insomma. Quest’anno bisognerà fare a meno del Premio Jupiter, costato l’anno
scorso 13 mila euro, mentre è stato dimezzato il budget per Miss Terracina: nel
2007 era costato 9 mila euro, quest’anno si è scesi a 5 mila. Ma ci sarà il
concerto di Sergio Cammariere, Franco Califano e Le Orme, gli spettacoli di
Giobbe Covatta e Maurizio Battista, La scienza in piazza e una serie di concerti
e piece teatrali nella suggestiva atmosfera del centro storico alto, il jazz di
Vittorio Palmacci, i giochi di ruolo dal vivo, raduni di auto d’epoca e moto
custom, interventi di artisti stranieri, una serie di appuntamenti concentrati
nella settimana di ferragosto, mostre d’arte nella sala De La Blanchere. E
ancora visite guidate e punti informativi, compreso lo Iat a Villa Chezzi.
Insomma: non è proprio un’estate tutta da buttare, soprattutto visti i tempi.
Rita Recchia

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Tagli al sociale sul bilancio di previsione 2008: scatta la protesta del Terzo
Settore che percepisce da quest’atto una mancanza di attenzione verso le persone
disagiate. Nel bilancio approvato venerdì in consiglio comunale sono stati
ridotti i contributi destinati al Terzo Settore. Si è accesa così la miccia che
ha scatenato l’ira degli operatori del sociale. «L’amministrazione comunale -
dichiarano i consiglieri del Pd – ha trattenuto e speso circa 800.000 euro
concessi dalla Regione Lazio per un progetto sui malati psichiatrici. Oltre ai
tagli fatti al bilancio, di fatto i servizi destinati a questo settore vanno
incontro ad una continua riduzione». Si fa sentire anche la voce dei diretti
interessati che vedono. «Si deve prendere atto di quanto superficialmente
vengano considerate le esigenze della popolazione dai nostri amministratori. I
servizi sociali – dichiara la referente per il Terzo Settore Anna Fiordalice -
oltre a fornire risposte che tengano conto in modo efficace delle esigenze dei
cittadini, hanno un impatto diretto molto positivo sulla crescita economica e
sull’occupazione. Anche se non è possibile ignorare le limitazioni finanziarie
imposte dal loro carattere pubblico, essi si sono dimostrati un settore dinamico
sotto il profilo occupazionale. L’assessore Giuliano Masci ripete periodicamente
la litania dei tagli al terzo settore e, visto che alla fine pare riesca a
realizzare ogni suo sogno, forse realizzerà anche questo».
Rossella Bersani

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In manette il titolare di un noto bar della città e il suo corriere, trovati con
30 grammi di cocaina e 2300 euro.
Denunciata anche un 40enne di Pontinia.
Duplice l’operazione antidroga che la Guardia di Finanza di Terracina ha
effettuato nella serata di venerdì e che ha portato all’arrestato di due persone
e alla denuncia di una. Sequestrati complessivamente 40 grammi di cocaina, 90 di
sostanza da taglio, quattro bilancini elettronici di precisione. Da diverso
tempo gli uomini delle fiamme gialle diretti dal tenente Giuseppe Riccio,
stavano svolgendo numerosi servizi di osservazione ed appostamento nei confronti
del 30enne Salvatore Parretta, titolare del noto Bar Trieste situato a piazza
Mazzini. L’uomo aveva attirato l’attenzione dei militari per alcuni suoi
atteggiamenti sospetti. E venerdì sera è scattato il blitz della finanza sulla
base delle informazioni acquisite. Il giovane Parretta è stato sorpreso dai
finanzieri insieme al 23enne Antonio Lavino incensurato di origini campane,
mentre rientrava nel bar affollato dopo essersi appartato nella sua autovettura
per qualche minuto. Gli uomini del tenente Riccio hanno effettuato nei confronti
del 30enne una perquisizione personale che ha permesso di rinvenire, occultati
nelle parti intime, circa 30 grammi di cocaina purissima, sostanza da taglio e,
nella tasca dei pantaloni, un bilancino elettronico di precisione. Inoltre è
stato controllato e perquisito anche il retro del locale. Il giovane campano,
invece, è stato trovato in possesso di 2.300 euro in contanti, ritenuti il
provento dell’attività illecita. Contemporaneamente è stata effettuata a Napoli
una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dei genitori di quest’ultimo,
dove sono stati rinvenuti ulteriori 2 grammi di cocaina, 7 di marijuana,
sostanza da taglio ed un bilancino elettronico di precisione. Il magistrato di
turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Latina Olimpia Monaco, ha
disposto per Salvatore Parretta la traduzione presso la casa Circondariale di
Latina mentre per Antonio Lavino il processo per direttissima presso il
tribunale di Terracina, che si è svolto ieri mattina davanti al giudice unico
Antonio Perinelli. Il giovane 23enne è stato condannato a 2 anni e 6 mesi da
scontare ai domiciliari e 2000 euro di multa. Sempre nella stessa sera, i
finanzieri di Terracina hanno effettuato un’altra operazione antidroga. Questa
volta ad essere sottoposto a controllo è stato il 40enne M.R. incensurato di
Pontinia. L’uomo è stato fermato mentre stava uscendo di casa. Il nervosismo
mostrato dal soggetto ha indotto i militari ad eseguire una perquisizione
personale: nelle tasche dei pantaloni, è stata rinvenuta una dose di cocaina già
confezionata. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire,
abilmente occultati nella camera da letto e nel salone dell’abitazione,
ulteriori 11 dosi di sostanza stupefacente e due involucri contenenti 15 grammi
circa di cocaina, 60 di sostanza da taglio e due bilancini elettronici di
precisione. A causa delle sue precarie condizioni di salute, il responsabile è
stato denunciato all’autorità giudiziaria. Le due brillanti operazioni della
finanza hanno contribuito a porre un freno al continuo rifornimento di sostanze
stupefacenti provenienti dall’hinterland partenopeo per immetterle nei circuiti
del mercato locale della droga. Un fenomeno sul quale resta sempre alto il
livello di attenzione delle fiamme gialle, nel quadro dell’intensificazione
estiva delle attività di vigilanza e controllo del territorio
costiero della provincia.
Maya Bottiglia

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Una morte orribile quella toccata all’alba di ieri sull’Appia a un giovane
militare in servizio alla Capitaneria di porto di Terracina.
Salvatore Esposito,
22 anni, sedeva accanto al guidatore quando la vettura ha imboccato un tratto
dell’Appia a senso unico contromano. Poi una sbandata e la Peugeot 306 che si
schianta contro il guard-rail: la barriera, come un rostro, trafigge al polmone
Salvatore Esposito che muore poco dopo in ospedale, al "Fiorini" di Terracina.
La morte lo aspettava poco dopo l’alba di ieri. Salvatore Esposito di 22 anni
ieri mattina intorno alle 6 è deceduto sull’Appia trafitto dal guard-rail che
gli ha perforato un polmone. E’ accaduto al km 98.500, nel territorio di
Terracina. Alla guida della vettura, una Peugeot 306, c’era l’amico e collega
Annunziato Filosa. I due prestavano servizio nella Capitaneria di porto di
Terracina. Tutti e due andavano a Roma per sostenere l’ultima prova del concorso
per diventare carabinieri. A causa di una svista Filosa, 25 anni, di Mondragone
(Caserta), non si è accorto del cartello che segnala la strada a doppio senso di
marcia solo per 800 metri, prima del restringimento a un’unica corsia nel senso
contrario di marcia. Il percorso vietato ha avuto breve durata. Neanche il tempo
di rendersi conto dell’errore che è sopraggiunta un’auto: per evitare il
frontale Filosa ha sterzato, ma si è schiantato contro il guard-rail. Salvatore
Esposito, stava dormendo, la barriera di sicurezza metallica gli ha perforato un
polmone. Le sue condizioni sono apparse subito gravi ai carabinieri e ai vigili
del fuoco: trasportato dell’ambulanza del 118 al "Fiorini" di Terracina è
spirato mentre tentavano di salvarlo. In molti si sono precipitati sul luogo
della tragedia, tra cui Vincenzo Leone, comandante del compartimento marittimo
di Gaeta. La famiglia di Salvatore è giunta al nosocomio terracinese quando il
cuore del caro già aveva cessato di battere. La madre è avvolta da un dolore
immane e inconsolabile. Ferite lievi: tre punti all’arcata sopracigliare destra
per Nunzio Filosa che non sa darsi pace: «E’ un incubo, non riesco a darmi
forza» ripete nella Capitaneria ai colleghi che nel pomeriggio di ieri hanno
provato a sostenerlo.

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Il centro storico alto scende nuovamente in strada contro l’antenna.
Ancora una volta i comuni cittadini sono dovuti intervenire per colmare il vuoto
dovuto all’assenza di una normativa ad hoc che finalmente metta ordine in quello
che, adesso come adesso, appare una sorta di far west per quanto riguarda il
mercato delle installazioni dei famigerati ripetitori di telefonia mobile a
Terracina. Con un cauto ma evidente compiacimento era stata accolta la notizia,
giunta lo scorso mese di marzo, che il Comune ha scelto il P.R.A.E.E.T. (Piano
di riassetto analitico delle emissioni elettromagnetiche territoriali),
affidando l’incarico al Centro Ecologia Habitat di Albano Laziale così come era
stato ufficializzato dall’assessore all’Ambiente Mariano De Gregorio,
soddisfatto della relazione che la settimana precedente era stata presentata dal
responsabile della Habitat Riccardo Ricci. Ovviamente i vari comitati cittadini
erano consapevoli che la stesura dell’agognato piano avrebbe avuto i suoi tempi,
ma era stata già considerata una piccola battaglia vinta la rassicurazione,
giunta dalle autorità comunali, che fino alla stesura del regolamento nessun
altro ripetitore sarebbe stato installato né tantomeno quelli già esistenti
avrebbero subito ulteriori ‘rimaneggiamenti’. E qui è cascato l’asino tanto da
riportare in strada il comitato del centro storico alto di Terracina che ieri
mattina, esattamente come già accaduto la scorsa estate, è riuscito ad impedire
che i tecnici mettessero di nuovo mano al ripetitore installato tempo fa su un
palazzo di via Salita Annunziata per una serie di sistemazioni che per i
residenti della zona avevano tanto il sentore di un potenziamento delle
radiazioni. Il comitato non si è lasciato cogliere di sorpresa, nonostante
l’operaio giunto lunedì a posizionare i cartelli che annunciavano per l’indomani
(ieri ndr) il divieto di sosta lungo via San Francesco Vecchio non avesse dato
una risposta chiara alla domanda sul tipo di lavori che ci sarebbero stati il
giorno dopo. Tra l’altro ieri mattina quei cartelli erano spariti, di
conseguenza chiunque, residenti e dipendenti comunali, hanno come al solito
posteggiato lungo la strada così che la gru per eseguire i lavori sull’antenna
non ha trovato lo spazio materiale per arrivare fin là e cominciare
l’intervento. Nessuno ha spostato la propria macchina, nonostante i vigili
urbani abbiano preso il numero di targa per un’eventuale multa, e nella tarda
mattinata gli operai della ditta incaricata sono andati via. Ne è passata di
gente nel frattempo, sindaco Nardi in primis, ma l’unico a fermarsi e ad
ascoltare le ragioni dei cittadini è stato l’assessore De Gregorio che,
contattato telefonicamente l’ufficio Suap, è stato informato che, quelle
manchevolezze di natura edilizia che l’anno scorso erano state riscontrate nella
documentazione presentata dalla ditta installatrice, adesso ci sarebbero tutte,
di conseguenza nulla avrebbe dovuto impedire l’intervento di ieri mattina. Al
che qualcuno ha chiesto se la Sovrintendenza fosse stata informata di tutto ciò
visto che si tratta di un centro storico: esisterebbe una lettera inviata a Roma
all’ufficio competente che avrebbe informato di ogni cosa ottenendo parere
favorevole, ma i cittadini che hanno chiesto di vederne una copia, non essendone
stati mai informati prima di ieri, sono rimasti delusi. Nel frattempo
l’assessore all’Ambiente ha avuto un’idea, pare appoggiata in pieno dal sindaco:
perché non disinstallare il ripetitore della discordia dal tetto del palazzo di
via Salita Annunziata e rimontarlo sul tetto del Comune? Ma perché, forse piazza
Municipio non rientra sempre nel centro storico che, secondo precise normative
nazionali, dovrebbero restare sgombri da antenne del genere? E allora, un domani
in cui ci sarà il regolamento (a giorni dovrebbero essere aperte le buste per
affidare l’incarico), che fine faranno gli oltre 20 ripetitori già installati
nella parte alta di Terracina per i quali verrebbe prevista una
delocalizzazione? Tante, troppe domande e poche certezze: i cittadini non
vogliono altre radiazioni sulle loro teste e chiedono uno strumento valido e
riconosciuto con il quale sostenere le proprie ragioni.
Pubblicato da ri.re.

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Dopo circa un mese di sciopero la flotta di Terracina torna in mare. I pescatori
delle due cooperative hanno deciso di accendere nuovamente i motori dei
pescherecci nonostante l’esito dell’incontro avuto ieri con il ministro Luca
Zaia. Il prezzo del gasolio non verrà toccato ma verrà introdotto il mese di
fermo pesca obbligatorio per tutti con tanto di retribuzione. Sono 32 milioni di
euro che verranno distribuiti tra tutte le flotte pescherecce in base al numero
degli occupati e alle stazze delle imbarcazioni. Una soluzione che non piace
alla marineria di Terracina. «Non escludiamo che nei prossimi giorni possano
esserci ulteriori forme di protesta – ha spiegato il presidente della
cooperativa dei pescatori Dario Venerelli – Intanto a mezzanotte usciremo per la
pesca». Questo significa che già da domani sui banchi delle pescherie e nei
ristoranti tornerà il pesce fresco e che l’intero comparto riprenderà a pieno
regime. Ricordiamo le difficoltà che lo sciopero ha creato. In primis ai
pescatori e poi alla ristorazione. Molti ristoranti hanno dovuto infatti
modificare il menu.
F.Coc.

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E poi dicono che i tavoli di concertazione non servono. Finalmente si fa ordine
sul centro storico alto di Terracina. Il comitato dei cittadini della parte alta
della città si è incontrato con l’assessore Pecchia, il vice comandante della
polizia municipale e l’ingegnere comunale Fusco per fare il punto della
situazione sulla viabilità del centro storico. Ne è venuta fuori una riunione
operativa che ha definito tempi e modi per la nuova isola pedonale e del
traffico regolato su altre zone del centro. Con tanto di planimetria l’assessore
ha illustrato il piano «che prevede l’accesso a doppio senso di marcia di via
D’Annunzio e proseguirà a senso unico ad uscire da Porta Romana e a senso unico
sul Corso Anita Garibaldi fino a uscire da via Posterla – come si legge nella
nota del Comitato – L’entrata di quest’ultima rimarrà a doppio senso di
circolazione fino all’altezza di via delle Scalette». Per quanto riguarda la
zona interessata dall’isola pedonale nel periodo estivo (dalle 20 alle 2), è
quella prevista lungo il Corso Anita Garibaldi (piazzette comprese), che include
il tratto di strada fino a piazza Tasso e il tratto fino a piazza Domitilla che
dovrebbe rimanere per metà adibita parcheggio. Per il resto l’amministrazione si
è impegnata ha istituire il servizio navetta insieme all’installazione dei
dissuasori nelle piazzette e in particolare per piazza Cancelli e piazza Campo
dei Fiori. E poi «il rafforzamento della vigilanza, l’ottimizzazione delle aree
di parcheggio; una adeguata segnaletica per l’isola pedonale e una altrettanto
adeguata informazione verso tutti i cittadini». Il Comitato spera che questa
volta gli impegni si trasfomino in atti concreti. Lo scorso anno furono
costretti a lasciare il tavolo di concertazione poiché ogni proposta avanzata e
concordata con l’assessore di turno rimaneva solo sulla carta. Nel frattempo
hanno creato un blog con tanto di foto e denunce sullo stato di degrado del
centro.
di FABIO COCCIA

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Festa della fragola favetta: un tripudio di colori e profumi. Acquazzone a
parte, ha riscosso davvero un buon successo l’appuntamento di giovedì pomeriggio
a piazza Garibaldi, a Terracina, con la festa delle fragole. Un tripudio di
profumi, colori e sapori l’ha fatta da padrone nei due stand allestiti dallo
staff dell’associazione ‘Mondofragola’, promotrice dell’evento, e dai
ristoratori riuniti in ‘Terracina a tavola’ che per l’occasione hanno preparato
un menù completo a base di fragole. ‘Mondofragola’ ha proprio lo scopo di
diventare un punto di riferimento per la promozione della fragola favette e la
valorizzazione di tutte le attività ad essa correlate, sia a livello nazionale
che straniero. Tante le iniziative per raggiungere l’obiettivo: corsi di
formazione per conoscere la fragola favetta; creare circuiti enogastronomici ad
hoc; pubblicazioni scientifiche e divulgative; etc etc. Intanto giovedì
pomeriggio in tanti non hanno voluto perdere lo squisito appuntamento mettendosi
in fila per ammirare le scenografie create ad arte dagli chef terracinesi e pi,
naturalmente, per deliziarsi il palato con le fragole, preparate in tutti i modi
possibili ed immaginabili, anche con il riso. Domenica 15 giugno, oltre a
ripetere la degustazione di giovedì pomeriggio, vi sarà l’esposizione di altri
prodotti tipici dell’agricoltura, la proiezione di video riguardanti la filiera
di produzione della fragola oltre ad un intrattenimento musicale con la jazz
band di Vittorio Palmacci.
Pubblicato da ri.re.

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Il blog di Masci sul sito del Comune Pd all’attacco: «E’ scandaloso»
«Un atto di un arroganza. L’uso personale che il vice sindaco Giuliano Masci ha
scelto di fare della cosa pubblica attraverso l’utilizzo del sito web del Comune
di Terracina per l’esercizio della propaganda politica di una sola parte è
scandaloso e intollerabile». A dichiararlo è il gruppo consiliare del Pd. «Non
ci sono più freni che tengano alla bulimia da potere che Masci ha deciso di
esercitare, comportandosi da padre padrone. Il sito web del Comune che dovrebbe
essere strumento di comunicazione per l’attività istituzionale da qualche giorno
ospita un richiamo al blog personale del ragioniere vicesindaco con commenti
dello stesso diretti a svilire la professionalità dei corrispondenti locali,i
quali vengono messi alla berlina solo per aver fornito dati contrastanti sui
partecipanti la manifestazione di protesta indetta contro il ìcaro monnezza».
(n.d.b. ecco a voi il link http://giulianomasci.blogspot.com/ )

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A rischio i collegamenti per le isole a causa della protesta dei pescatori.
Nella carambola di disagi che ha investito il comparto della pesca potrebbero
restare coinvolti anche i traghetti che da Terracina conducono alle isole
pontine. Tra sabato e domenica infatti, secondo un’agenzia Ansa, Federcoopesca e
Confcooperative hanno annunciato difficoltà per chi vorrà raggiungere le isole
pontine da Terracina e da Anzio, dove sono previste manifestazioni da parte dei
pescatori. La protesta delle marinerie, Terracina in testa, non accenna dunque a
rientrare e anzi si acuisce. Quello dei traghetti infatti è solo l’ultimo dei
disagi che stanno caratterizzando le attività commerciali e i servizi della
città. Nei giorni scorsi era toccato ai ristoranti, costretti a chiudere i
battenti o a modificare i menù. E ancora alle pescherie, con i banchi vuoti e
gli introiti dimezzati. Insomma chi vuole mangiare il pesce deve accontentarsi
del prodotto di allevamento. Ma la questione è soprattutto un’altra. Insieme al
turismo e all’agricoltura, quello della pesca è uno dei comparti chiave
dell’economia locale. I trentadue pescherecci operativi a Terracina, senza
contare le imbarcazioni più piccole, danno lavoro a poco meno di 700 occupati. È
sulla base di queste cifre che Domenico Monti e Dario Venerelli, rispettivamente
presidenti della cooperativa «La Sirena» e del «Centro cooperativo pesca»
descrivono la condizione dei pescatori «insostenibile ». A conti fatti i
pescherecci consumano in media 3500 litri di gasolio alla settimana. Il
carburante alla pompa costa una media di 80 centesimo di euro al litro. Questo
vuol dire che a fine mese per il gasolio i pescherecci spendono più di 10 mila
euro. Quasi il 50% del guadagno. Difficile stabilire dunque fino a quando si
protrarrà la protesta. Nei giorni scorsi un episodio di questo tenore si era
verificata agli ex mercati generali di Roma, dove i pescatori avevano bloccato
lo scarico del pesce proveniente dalle città di mare. Ora si attendono gli esiti
delle diverse trattative aperte anche in sede europea. L’incontro di mercoledì a
Bruxelles tra le marinerie europee e il commissario agli affa r i marittimi non
ha dato gli esiti sperati e ha suscitato reazioni violente da parte dei
pescatori, con scontri anche violenti. Ora si attendono novità dall’incontro tra
le Federazioni e il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Luca Zaia, previsto per l’11 giugno. Ma già oggi i pescatori locali si
incontreranno con i rappresentanti delle Federazioni per fare il punto della
situazione e decidere come portare avanti la protesta. Che per ora rischia di
bloccare
i traghetti per le isole.
Diego Roma

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Sputi contro i carabinieri: un giovane dà di matto in tribunale. Dopo aver
causato un parapiglia generale nella caserma dei carabinieri di San Felice
Circeo, ha continuato a suscitare disordini anche nell’aula del tribunale di
Terracina dove ieri mattina è comparso davanti al giudice Aldo Morgigni per
essere giudicato con rito direttissimo e rispondere dei reati di resistenza e
minacce a pubblico ufficiale. Al centro della vicenda, sicuramente triste da un
punto di vista umano, c’è I.C., 26enne nato a Latina ma residente a San Felice,
nullafacente e già noto alle forze dell’ordine, che ha dato in escandescenza nel
corso dell’interrogatorio per la convalida dell’arresto: mentre il giudice gli
rivolgeva le domande del caso, il giovane si è rivolto all’improvviso verso tre
militari dell’arma affianco a lui sputando verso di loro e verso la scrivania
del pubblico ministero di turno. Allontanato dall’aula, il giudice ha, poi,
convalidato l’arresto rinviando l’udienza e predisponendo una perizia
psichiatrica per I.C. Il 26enne era stato fermato dai carabinieri di San Felice
Circeo nel primo pomeriggio di martedì scorso, mentre guidava un Piaggio Free

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Un pegno che mette in ginocchio il bilancio del Comune di Terracina, l’unico
finora ad aver approvato la garanzia delle sue azioni.
Lo denunciano i
consiglieri del Partito democratico dopo il voto del centrodestra che ha detto
sì al pegno delle azioni in possesso dell’ente, oltre 800 mila euro, alla Depfa
Bank per il megaprestito di 115 milioni di euro ad Acqualatina. Secondo
l’opposizione la maggioranza ha votato senza conoscere fino in fondo il tema e
le conseguenze che quel voto potrà avere. «Si tratta di un finanziamento il cui
contratto era sconosciuto per aver Acqualatina omesso di inviarlo ai singoli
comuni soci – si legge nella nota – Altrettanto sconosciuto ai consiglieri
comunali risultava il piano industriale alla cui realizzazione dovrebbe essere
finalizzata l’operazione di prestito e in particolare la ricaduta dello stesso,
in termini di benefici per il miglioramento del sistema idrico locale. La
sezione regionale di controllo della Corte dei Conti aveva inviato a tutti i
comuni ricadenti nell’Ato 4 una lettera con la quale ipotizzava «le possibili
ricadute negative dell’operazione sui bilanci degli Enti locali interessati»
chiedendo l’invio di una serie di atti nonché «di voler fornire chiarimenti
sulle caratteristiche dell’operazioni». E’ pendente innanzi il Tribunale di
Latina un procedimento promosso dall’associazione dei consumatori
Cittadinanzattiva in cui viene messa in discussione la validità della
costituzione di Acqualatina spa e per finire sono state dichiarate vessatorie
sei clausole del regolamento». Insomma un’operazione che farebbe "acqua" da
tutte le parti e sulla quale l’amministrazione non ha mai dato spiegazioni
limitandosi a dire che non avrà nessuna ripercussione sul bilancio. «Se questa
operazione dovesse trovare censura, una volta vagliata dalla Corte dei conti,
poiché pregiudizievole del bilancio dei comuni che l’hanno approvata, se nessun
beneficio dovesse derivare dal famigerato piano industriale e se il costo
dell’acqua dovesse continuare ad aumentare, allora i cittadini forse capiranno
che amministrare richiede competenze, capacità strategiche e soprattutto il
perseguimento di finalità utili alla collettività amministrata».
di FABIO COCCIA

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La trattativa c’è e va avanti, ma per dire che l’affare è concluso di tempo ce
ne passa.
Resta la volonta dell’acquisizione del Terracina calcio da parte di
una cordata di imprenditori. «Stiamo andando avanti – ha ammesso il Presidente
Sandro Picarazzi – e stiamo valutando insieme alcuni aspetti burocratici. Credo
che ci vorrà al massimo metà giugno per concludere il tutto». L’interrogativo
della piazza terracinese a questo punto è per il ritardo con il quale potrebbe
cominciare la campagna acquisti visto che le concorrenti già si stanno muovendo.
Intanto arrivano le conferme che con questo imprenditore resteranon al loro
posto sia Picarazzi che il Direttore Sportivo Angelo Scirocchi. Dal punto di
vista tecnico sembra ormai certo l’approdo all’ambizioso Fidene di Rambaldi,
Antonini e Incitti.
Roberto Italiano

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