Archivio Aprile 2008

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Il sindaco Stefano Nardi sta contraendo per il Comune un ulteriore debito
superiore ai tre milioni di euro?
L’associazione Laboratorio Politico chiede una
risposta chiara a questo interrogativo, visto che Acqualatina sta per ricevere
un prestito di 114 milioni di euro, la cui restituzione spetterà ai 38 comuni
membri, ciascuno per la sua parte. "La quota di Terracina -scrive in una nota
Franca Maragoni, a nome dell’associazione – sarà molto più alta dei 3.000.000 di
euro che sarebbe la media matematica". "Dato che siamo alla bancarotta (la
questione rifiuti e coop sociali insegna) -continua la nota-, questo ulteriore
debito è l’ultima cosa che ci serve". La Maragoni, dunque, per conto del
laboratorio Politico, "che da mesi chiede questa forma di rispetto e
trasparenza, e per conto di tutti i cittadini che non ne possono più di tasse
ingiuste", sollecita Nardi "ad esprimere le proprie intenzioni in merito, e
pubblicamente". Acqualatina ha chiesto un mutuo pari a 114,5milioni di euro alla
banca irlandese Depfa bank, la quale, per concederlo, vuole, tra le altre
garanzie, il pegno sulle azioni dei comuni. "Il mutuo – scrive il Laboratorio
Politico -, che dovrà essere pagato o con le bollette dell’acqua oppure con i
soldi dei comuni, vincolerà i comuni e la gestione dell’acqua per 25 lunghi
anni". L’associazione spiega che "la banca, per avere il controllo della società
in caso di ‘problemi’, ha bisogno del pegno di almeno il 18 per cento delle
quote dei comuni". "Cosa -sottolinea la Maragoni – che può ottenere anche senza
‘scomodare’ comuni grandi come Latina, Aprilia, Anzio, Nettuno e Terracina, ma
‘rastrellando’ il pegno di comuni più piccoli, come Sperlonga, Fondi, Cisternaz,
San Felice Circeo, Itri, Minturno, Priverno". "Ma come possono i comuni -termina
la nota – concedere un pegno per un contratto di finanziamento che non
conoscono? Perché non è stato inviato ai comuni soci? A quali responsabilità i
sindaci vanno incontro ‘cedendo’ un controllo sulle azioni senza avere
cognizione di causa?"
Andrea Di Lello

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Spiagge affollate e servizi scadenti, la città si presenta impreparata
all’arrivo dei turisti.
Ieri mattina gli arenili sono stati presi letteralmente
d’assalto, non solo da residenti ansiosi di prendere la prima tintarella, ma
anche da turisti provenienti dalle zone limitrofe e soprattutto dalle due grandi
metropoli di cui Terracina è crocevia. Per non parlare
di forestieri provenienti dalla Ciociaria. Un traffico veicolare
intenso infatti si presentava all’entrata delle due arterie principali, quella
dell’Appia e quella della Pontina. Gli arenili completamente affollati, con le
prime file – o meglio le uniche file di ombrelloni che gli stabilimenti che
riusciti a piantare – già prenotate. Infatti sul lungomare Circe sono ancora
pochi gli stabilimenti che hanno montato i chioschi, i soli funzionanti sono al
momento quelli con la struttura in cemento. Peccato, vista la presenza di tante
persone, ma molto è dipeso anche dal maltempo che negli ultimi giorni si è
abbattuto sulla città. Molti dei forestieri arrivati hanno approfittato per
prenotare gli appartamenti per l’imminente stagione estiva. Affollati anche i
ristoranti e bar, per poter mangiare in molti hanno dovuto fare la fila. Questo
ovviamente fa ben sperare per la prossima stagione estiva, ma ancora prima per
il ponte del primo maggio. Sole, mare e buon cibo, questi i tre ‘servizi’ che
offre la città, per il resto ancora è tutto in alto mare, per restare in tema di
vacanza. Un’accoglienza poco decorosa quella riservata ieri ai visitatori, a
partire dalle entrate in città con le discariche abusive di ingombranti in bella
vista. E gli operatori turistici per far visitare la città agli ospiti hanno
dovuto effettuare dei percorsi che evitassero di incontrare scene di degrado.
Arduo, visto che gli ingombranti sono presenti ovunque. Oltre alle
strade tappezzate di cartacce, dove i contenitori sono insufficienti per tutta
la spazzatura, molti rifiuti erano anche sulla spiaggia, dove di pattumiere non
c’è traccia. Nessun tipo di iniziativa nelle piazze principali è stata
organizzata dal Comune, come la presenza di mercati artigianali che riscuotono
sempre molto successo. In questo caso l’amministrazione comunale si è solo
organizzata per tenere aperto il museo civico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle
18. Per il resto ancora nulla. D’altra parte in questi giorni gli operai stanno
ridisegnando la segnaletica a terra, con tanto di strisce blu a pagamento per il
prossimo primo maggio, quando tutti dovranno pagare il biglietto per poter
parcheggiare. «Ci stiamo attivando – ha spiegato l’assessore al turismo Pietro
Serra – con l’assessore Ferrari, per far trovare ai turisti una città almeno
sufficiente». C’è da augurarselo. Intanto tutto quello che si cerca di offrire
in tempo sono dei servizi a pagamento anticipati per quest’anno, visto che anche
al tempio di Giove l’entrata a pagamento è stata anticipata. Neanche a dirlo
però la situazione all’interno del sito archeologico non è cambiata, restano le
scritte sui resti antichi. Per non parlare del centro storico ancora
dimenticato. Un collaudo, quello di ieri, che potremo
definire scoraggiante.
Maya Bottiglia

Parchi e aiuole spartitraffico dimenticate. In città per fortuna non mancano le
zone verdi, giardini, parchi pubblici, peccato che stiano vivendo un periodo di
assoluta trascuratezza. Con erba alta, piante poco curate, alberi non sempre
potati e la terra sconnessa. Un biglietto da visita davvero poco confortante per
chi entra in città. Ma non solo in alcune zone la presenza dell’erba alta può
rappresentare anche un pericolo, in particolare per quanto riguarda le aiuole
spartitraffico, dove la segnaletica viene completamente coperta, con il rischio
d’incidenti oppure di sbagliare strada. Lungo il canale che costeggia l’Appia le
sterpaglie sono ormai alte inevitabile la presenza di topi e l’accumularsi d’
immondizia. Come pure i marciapiedi delle strade periferiche ma tra le più
trafficate. Inoltre i parchi pubblici dove sono presenti anche i giochi per i
più piccoli che dovrebbero essere oltre che tagliate le erbacce anche
disinfettati sono invece in uno stato di abbandono.
M.B.

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Strisce blu più care a partire dal primo maggio. Manca ormai poco meno di una
settimana all’avvio del servizio di parcheggi a pagamento e a quanto pare per
quest’anno è previsto un piccolo rincaro. Rincaro che, almeno a detta
dell’assessore al turismo Pietro Serra, non inciderà notevolmente sulle tasche
dei cittadini. «Ma ovviamente – dice Serra – maggiore convenienza vi
sarà per coloro che faranno l’abbonamento.. .». Inoltre l’assessore Serra ha
tenuto a specificare: «Quello dei parcheggi è un punto nevralgico per il
turismo a Terracina, a breve infatti partiranno i lavori per quello in via
Posterula e quello coperto al Muntuno, un crocevia importante per la città». Un
aumento che di certo non farà piacere ai residenti e a tutti coloro che verranno
in vacanza a Terracina, visto che per quest’anno il pagamento delle strisce blu
avverrà con qualche giorno d’anticipo. Ma di certo non poteva essere
diversamente, dopo l’aumento della Tarsu del 20% anche il costo del parcheggio
farà la sua parte. Ovviamente viene spontaneo chiedersi: vista la scarsa
presenza di unità all’interno del comando della polizia municipale e visto che
ancora non si parla dell’assunzione di stagionali a partire dal primo maggio,
come promesso dal sindaco Stefano Nardi, chi verrà impiegato per controllare
l’effettivo controllo del pagamento del parcheggio? Secondo voci di corridoio
per questo ruolo sarebbe probabile l’impiego degli autisti dei pulmini della
Sita, a cui verrà data la qualifica di ausiliari del traffico. Un titolo
necessario almeno per poter effettuare delle multe. «Non posso dire nulla – ha
risposto l’assessore ai lavori pubblici Franco Ferrari – ci sarà una riunione di
Giunta, in cui ne discuterò insieme con i miei colleghi, ho in mente un progetto
che spero venga approvato». Una risposta che lascia intendere nuovi sviluppi
nella vicenda. Tale decisione se messa in pratica comporterà un ulteriore
allungamento dei tempi di impiego degli stagionali. Non è improbabile che,
come è avvenuto l’anno passato, il loro impiego avvenga per il mese di
luglio. Perdendo così la possibilità di avere degli ulteriori guadagni per il
mese di di giugno e luglio. Ma quest’anno le cose sembrano prendere una piega
diversa. In questo modo il Comune penserà forse di poter risparmiare sul costo
degli stagionali, che si spera siano presenti a prestare servizio almeno per i
rimanenti mesi estivi. Insomma, l’ennesima boccata di ossigeno per le casse
comunali continuamente in deficit, il che equivale a disagi per i cittadini.
Maya Bottiglia

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Finisce nel turbinio delle spese comunali anche il nuovo incarico, che costerà
alle casse terracinesi 100 mila euro l’anno, conferito ad un tecnico proveniente
dalla provincia di Frosinone a sostituzione dell’architetto Attilio Giannetti,

lo stesso che aveva seguito il progetto del ‘Piano di zona Calcatore’. Ma dietro
il passaggio di poltrona, secondo i consiglieri del Partito Democratico, c’è
qualcosa di più. Il ritardo per l’approvazione del piano di zona ‘Calcatore’ "è
stato determinato – sostengono i democratici – da un duplice errore in cui è
incorsa l’amministrazione del sindaco Nardi". Un errore voluto. Sulle aree
destinate al piano 167 erano già sorte quattro abitazioni ed un ristorante
pizzeria e per soddisfare gli standards urbanistici bisognava disporre di aree
da destinare a verde pubblico. Due particolari "dolosamente ignorati", secondo
il PD, dal sindaco. Ne è conseguito che il piano di zona Calcatore è ora legato
all’approvazione della variante di riqualificazione urbanistica Nord Ovest.
Ancor più grave è la conseguenza economica degli espropri. "Per
l’amministrazione comunale avrebbero un impatto limitato e quantificato in
154,24 euro, anche se l’amministrazione stessa fa comunque salvi "conguaglio e
previa determinazione dello stato di consistenza e stima", che potrebbe far
impennare il costo definitivo degli espropri a metro quadro dai 2.000,00 ai
2.500,00 euro". Quello che viene fuori è l’assoluta "incapacità strategica di
questa amministrazione – dall’appalto sui rifiuti a quello sui parcheggi". Il
responsabile per il ritardo dell’approvazione del piano, però, per sindaco e
maggioranza è l’architetto Giannetti, al quale il gruppo consiliare del PD
esprime tutta la sua solidarietà.
Pubblicato da Irene Chinappi

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Vigili urbani, l’organico scende al minimo storico. Organico al minimo storico.
Vigili urbani insufficienti davanti all’emergenza-galleria e all’estate che
avanza. E gli stagionali sono ancora desaparecidos. Contro i vandalismi, contro
il malcostume su strada, contro gli abusi, il Corpo della Polizia locale sta
diventando impotente, costretto all’immobilismo dal numero ristretto del
personale in servizio. Sono rimasti in tutto 25, quasi un presido da Fort
Apache. I vigili erano 57 nel 1986, di cui ben 9 motociclisti e 20 appiedati
addetti alla viabilità (oggi nel settore sono impiegate in tutto 3 unità). Agli
inizi del 2000 l’organico, composto da 45 dipendenti, si è andato man mano
assottigliando per via dei pensionamenti e del trasferimento di ben 15 unità nei
ruoli amministrativi, parzialmente rimpiazzati dall’assunzione di 15 unità
mediante concorso. Ora l’estate è alle porte e la promessa fatta dal sindaco
Nardi in occasione della festa di S. Sebastiano è ancora irrealizzata. Degli
stagionali non se ne parla. Nel 2003 ne vennero assunti 25 per 5 mesi. Nel 2006
se n’è fatto a meno. Nel 2007 sono stati utilizzati 15 unità per due mesi. Per
quest’anno non c’è ancora nulla di concreto. E tra pochi giorni la chiusura
della galleria riverserà sulle strade del centro cittadino una gran mole di
traffico. Per non parlare dei fine settimana, già abbondantemente animati.
Er.Ber.

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Una tragedia sfiorata per un soffio è quella che ieri mattina ha avuto per
scenario lo svincolo sud della variante Appia.
Il conducente di un
autoarticolato sul cui rimorchio era adagiata un’enorme e pesante fresa per lo
scavo dei tunnel si è trovato a dover affrontare l’arrivo di un’auto in
controsenso. Quando si è immesso sulla variante Appia dalla via Flacca ha
proseguito lungo la carreggiata incontrando alla sua sinistra l’uscita delle
auto provenienti da Latina e dirette sul litorale di Fondi, poi ha incontrato un
bivio: quello che a destra conduce a Monte San Biagio e Fondi e a sinistra
prosegue lungo la variante in direzione del capoluogo di provincia, per passare
sotto la galleria del Monte Giove. Secondo la testimonianza rilasciata poi dal
conducente del mezzo pesante alle autorità, nel momento in cui ha iniziato a
sterzare a sinistra per immettersi sulla diramazione nord dello svincolo, si è
visto parare davanti un’auto che evidentemente procedeva in senso contrario. La
vettura lo avrebbe così costretto a sterzare all’improvviso per andare a
sbattere contro il guard rail. L’auto nel frattempo sarebbe schizzata via mentre
la carrozzeria dell’autoarticolato si è piegata con l’urto e la grossa fresa è
balzata in avanti a causa dell’impatto, sfondando la cabina del conducente. È
uscito fortunatamente illeso l’uomo che ha subito chiamato i vigili del fuoco e
la società che ha disposto il trasporto del macchinario. Ci sono volute due
squadre di pompieri, quella di Terracina e quella di Fondi, più due gru, una
della quali è giunta dal capoluogo della provincia, per risistemare la fresa sul
rimorchio e sganciare la cabina motrice per sostituirla con una nuova, inviata
poco dopo dall’azienda. Le conseguenze sono state notevoli per il traffico che è
rimasto bloccato per tutta la mattina in direzione Napoli-Roma. A gestire le
operazioni sono stati gli agenti della Polstrada di Terracina, mentre i vigili
urbani hanno dovuto affrontare l’emergenza traffico in città e anticipato il
lavoro già previsto per il mese di maggio, quando la galleria resterà chiusa per
il rifacimento del manto stradale.
Pubblicato da Irene Chinappi

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Tornano le pene per gli automobilisti che viaggiano tra il nord e il sud della
provincia e per gli sciagurati terracinesi.
Dopo due anni dall’ultimo
intervento, la galleria del Monte Giove verrà nuovamente chiusa per il
rifacimento dell’asfalto stradale. Non sarà tanto penoso come due anni fa,
quando, il centro città dovette sobbarcarsi tutto il traffico, compresi tir e
viaggiatori costretti a rallentare il proprio viaggio, per diversi mesi sempre,
tra l’altro all’inizio della stagione estiva e poi in autunno. Stavolta,
rassicura la Polstrada, il cantiere dovrebbe durare solo tre settimane a
partire, molto probabilmente dal prossimo 5 maggio, subito dopo il ponte per la
festa dei lavoratori. I lavori lungo il tratto che si estende dal km 99 al km
106 della via Appia, interesseranno tuttavia una ‘canna’ alla volta. In tal modo
soffrirebbero ad alternanza, per circa dieci giorni a testa gli automobilisti
che dovranno percorrere il foro in entrambe le direzioni. E dal canto suo, la
città, tornerà ad imbarcare smog e traffico, come se quelli che già ha di per sé
non bastassero. Nemmeno nel 2006, quando le proteste raggiunsero più volte i
responsabili comunali dei settori ambiente e viabilità, si era riusciti a
trovare una via alternativa a quella cittadina. Stesso scenario, dunque, si
riproporrà con molta probabilità nella città del litorale pontino nei giorni di
metà maggio quando dovrebbero iniziare tra l’altro a vedersi i primi turisti
della bella stagione. Si prevedono dunque accese lamentele da parte degli
operatori commerciali e turistici.
Pubblicato da Irene Chinappi

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Mostrino tutti i cittadini le ricevute dei pagamenti della Tarsu così vediamo se
la paghiamo tutti: parola del coordinamento cittadino sulla questione dei
rifiuti.
La provocazione l’ha lanciata ieri il portavoce Sergio Gianforchetti
inviando una lettera al sindaco di Terracina. In questi giorni stanno arrivando
le nuove bollette Tarsu comprensive dell’aumento deciso dall’amministrazione nei
mesi scorsi. Qualcuno ha notato, tra l’altro, come le scadenze semestrali per il
pagamento siano state anticipate rispetto agli anni passati. «Le date di
scadenza sono state anticipate dal 30 giugno e 31 agosto dell’anno precedente al
30 aprile e 30 giungo di quest’anno – si legge nella lettera – Con grande fatica
usciamo da un inverno assai magro sia per le famiglie e pensionati, che con
grande difficoltà economiche non riescono ad arrivare a fine mese, sia per le
imprese commerciali, che per onorare quanto richiesto per la Tarsu dovranno
attingere alle riserve o peggio indebitarsi». Insomma una situazione
insostenibile che tra l’altro non trova corrispondenza con il servizio reso.
L’aumento della tassa sull’immondizie fu deciso dalla giunta a causa della crisi
in cui versava la Terracina Ambiente, società a maggioranza del Comune, che per
far partire la raccolta differenziata ha bisogno di altri 900.000 euro in più.
Il servizio ancora non è partito. «Nel frattempo fra aumenti a raffica,
inadempienze e solenni prese in giro, il servizio è assolutamente insufficiente,
e nulla lascia supporre un miglioramento, neanche con il raddoppio della Tarsu –
conclude il coordinamento rivolgendosi al sindaco – Perciò, per non sentirsi
presi in giro da lei né tanto meno dai suoi collaboratori, chiediamo a lei e ai
componenti della sua giunta di rendere pubblica la visione delle proprie
ricevute di pagamento della Tarsu degli ultimi due anni».
di FABIO COCCIA

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Sarebbero ancora tutti lì i 5,5 milioni di euro che il Comune di Terracina deve
dare alla Slia per canoni maturati e non pagati quando la società veneta gestiva
il servizio di raccolta dei rifiuti.
C’è un contenzioso in atto tra Comune e
società presso il Tribunale di Venezia che va avanti da anni e che è ormai
arrivato alla fine. In ballo le due posizioni. Quella dell’ente che ha chiesto 8
milioni a titolo di risarcimento danno per una serie di presunte inadempienze
contrattuali sollevate negli anni che vanno dal 1999 al 2004, e quelle della
Slia che invece vanta nero su bianco un credito di 5,5 milioni di euro. Nelle
scorse settimane è arrivata in municipio la risposta ai chiarimenti che la
difesa del comune di Terracina aveva chiesto all’esito del deposito della
consulenza da parte del perito nominato dal Tribunale di Venezia. Ebbene il
perito non ha potuto far altro che ribadire che la mancanza della documentazione
nel fascicolo del Comune impedisce di stimare i danni subiti dal Comune stesso.
Inoltre il perito nominato dall’ente comunale prima del deposito dei richiesti
chiarimenti, a sostegno della fondatezza delle pretese dello stesso Comune,
avrebbe inviato la documentazione fuori tempo massimo vanificando di fatto la
possibilità che il consulente del tribunale ne valutasse il contenuto. Ora si
tratterà di capire se il giudice possa disporre una nuova perizia, ritenendo di
fatto ammissibile la documentazione inviata, sia pur con ritardo, a supporto
delle tesi del Comune, oppure decida di chiudere definitivamente l’istruttoria
avviandosi verso il pronunciamento della sentenza. In ogni caso anche qualora
decidesse di ritenere ammissibile la documentazione prodotta in ritardo
ordinando al consulente di esaminarla rimane da verificare se le asserite
inadempienze della Slia siano state a quest’ultima contestate nei termini e
nelle forme previste dal contratto stipulato con l’amministrazione. Si tratta di
una somma ingente che porterà delle inevitabili conseguenze sulla già precaria
situazione delle casse comunali.
di FABIO COCCIA

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L’Udc perde mezzo punto alla Camera, al Senato l’1,5% Il Popolo delle Libertà
stravince.
Se fosse stata una gara automobilistica, la formazione di Berlusconi
avrebbe doppiato quella di Veltroni e l’avrebbe poi sopravanzata quasi di un

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Centinaia di metri lineari di spiaggia con ciottoli di ogni dimensione. Così si
è presentato ieri l’arenile di Terracina a cittadini e turisti dopo le forti
mareggiate dei giorni scorsi. Le operazioni di ripascimento effettuate lo scorso
anno che hanno generato forti polemiche e denunce da parte dell’Amministrazione
guidata da Stefano Nardi nei confronti della Regione Lazio, segnano ancora il
passo. Se prima la presenza dei sassi riguardava solo il tratto influenzato dal
ripascimento, seppur significativo, ora il ciottolame ha toccato anche il tratto
a sud e non è una buona cosa. La denuncia è partita ieri dal consigliere
comunale dei Verdi, Gino Di Mauro, che chiama a raccolta tutte le forze
politiche della città, da sinistra a destra, per risolvere il problema con la
stagione estiva ormai alle porte. Lo ha fatto con una lettera inviata al
presidente del Consiglio comunale Gianni Percoco, al sindaco Stefano Nardi e ai
capigruppo. «A seguito delle violente mareggiate, grandissima parte del nostro
arenile è diventata una pietraia orrenda e, se non si interviene al più presto,
quella che si prospetta sarà una stagione disastrosa – sottolinea Di Mauro –
Sono convinto che, pur nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione, si
debba affrontare, tutti insieme il problema di quale sia la politica turistica
giusta per la nostra città».
F.Coc.

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Affetta da una malformazione corneale, torna a vedere dopo
un intervento chirurgico al ‘Fiorini’.
La professione medica
è certamente tra le più difficili da esercitare, ma, allo
stesso, può rivelarsi tra le più intense moralmente quando
si ha la consapevolezza di aver reso migliore la vita del
prossimo. Ne è assolutamente convinto il professore Enzo
Maria Vingolo, direttore dell’oculistica universitaria
attivata presso il ‘Fiorini’ di Terracina nel novembre di
due anni fa e da poco anche primario dell’oculistica al
‘Goretti, che sabato scorso ha operato nell’ospedale
terracinese una giovane paziente di Roma restituendole la
funzionalità dell’occhio destro fino allora cieco per una
grave malformazione ereditaria. "E’ stato un intervento
emotivamente coinvolgente"-ha commentato lo specialista-"Il
momento più forte è stato quando la ragazza, dopo
l’intervento, ha riconosciuto sua madre ed è scoppiata in
lacrime". Un’operazione impegnativa eseguita su una
cataratta ulteriormente aggravata da un glaucoma; un
intervento particolarmente complicato ma, e questa è la cosa
più importante, perfettamente riuscito: la paziente è stata
dimessa dall’ospedale nella stessa giornata di sabato ed è
ritornata a casa, felice come non mai. Il professore Vingolo
seguiva il caso della 28enne romana fin da prima di venire
ad esercitare la sua professione nella provincia pontina: la
ragazza, infatti, era una delle tante pazienti del Centro di
Eredodegenerazioni Retiniche nato nel 1987 presso l’Umberto
I di Roma, un centro di ricerca per lo studio delle
patologie retiniche ereditarie diventato nel tempo un
importantissimo punto di riferimento per migliaia e migliaia
di pazienti affetti dai più svariati tipi di degenerazioni
ereditarie che colpiscono la retina. Vingolo era il
coordinatore del centro che attualmente è stato di fatto
trasferito a Terracina, soprattutto dopo il recente arrivo
di un’attrezzatura all’avanguardia acquistata con un
finanziamento regionale di 700 mila euro. Lo specialista ha,
dunque, continuato a seguire il complicato caso della 28enne
romana presso il ‘Fiorini’ dove è stato, infatti, eseguito
l’intervento chirurgico che ha permesso di eliminare quella
sorta di panno pesante che le impediva di vedere con
l’occhio destro che, adesso, ha riacquistato un decimo di
grado sufficiente, per esempio, a riconoscere il viso della
mamma. Purtroppo la giovane è affetta da una malformazione
corneale di tipo ereditario che ha già condannato l’occhio
sinistro alla cecità, di conseguenza prima di sabato scorso
non vedeva assolutamente nulla mentre ora per lei il mondo
ha cominciato ad avere dei contorni più nitidi. "Vederla
commuoversi nel riconoscere sua madre è stata una sensazione
davvero molto bella" ha affermato il professore Vingolo che,
giorno dopo giorno, con la collaborazione di tutti, sta
realizzando quegli obiettivi che si era prefissato fin dal
suo arrivo a Terracina.
Pubblicato da ri.re.

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Costo previsto, quasi 3.700.000 euro, ma il piano del professor Carlo Santoro
per ridare slancio al servizio d’igiene urbana non convince i tecnici della
Terracina Ambiente. Nell’attesa che il progetto venga portato rapidamente in
consiglio comunale, come promesso dal sindaco Stefano Nardi, filtrano
indiscrezioni sulla spesa che la società mista dovrà affrontare e sulle prime
valutazioni degli addetti ai lavori. La cifra, intanto, è di circa 800mila euro
superiore all’attuale, ma anche inferiore di un milione di euro a quella della
proposta sostenuta dall’Aspica, socio di minoranza. Per quanto riguarda le
modalità del servizio, è già noto che dal prossimo giugno si dovrebbe cominciare
con la raccolta dell’umido e degli imballaggi, per arrivare nei successivi tre
mesi (comunque entro l’anno) ad una differenziata porta a porta estesa a tutte
le tipologie di rifiuti in tutto il territorio comunale. Il piano, però, non
sembra convincere i tecnici del gestore, che, dopo una prima occhiata al
documento, hanno espresso alcune obiezioni, la principale delle quali è relativa
al rapporto tra personale e mezzi. In sostanza, Santoro avrebbe previsto un
numero di lavoratori nettamente inferiore alle necessità derivanti dalle
prestazioni definite dal suo studio. Si tratterà, ora, di vedere se il
professore saprà persuadere i suoi interlocutori della congruità dei numeri da
lui calcolati, perché, in caso contrario, si andrà a un ridimensionamento del
piano, oppure ad un aumento del suo costo. Fondamentale, è anche il giudizio che
l’Aspica darà sulla nuova organizzazione del servizio, visto che già ora la
ditta lamenta perdite strutturali intorno ai 500mila euro all’anno, anche se
ancora non effettua il porta a porta sul centro storico alto come da capitolato
d’appalto. Ad ogni modo, la riforma della raccolta dei rifiuti costringe ad
affrontare la questione dei mezzi, per acquistare i quali è già stata espletata
la gara nei mesi scorsi. Un parco macchine adeguato peserà sulle casse della
Terracina Ambiente per 4.800.000 euro, in una situazione in cui il socio di
maggioranza, il Comune, non riesce a pagare da otto mesi il canone del servizio,
arrivando ad accumulare un debito di 1.800.000 euro. In effetti, mentre si
ragiona sulla raccolta porta a porta prossima ventura, il gestore è alle prese
con un’emergenza finanziaria che, senza esagerazione, minaccia di portarlo al
collasso. E’ noto che l’amministrazione Nardi ha promesso di ripianare il suo
debito in tre mesi a partire dalla seconda metà di quello in corso. Ma in
Terracina Ambiente non mancano i pessimisti.
Andrea Di Lello

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Cinque dirigenti andati via a dicembre, una ventina di iscritti che hanno
strappato la tessera adesso. In fuga dall’Udc?
«Non direi proprio. Si tratta»
risponde il segretario cittadino Giuseppe Zappone «di iscritti dell’ultima ora,
persone fatte confluire nel partito per supportare la candidatura alla
segreteria di Valerio Golfieri in occasione dell’ultimo congresso cittadino. Non
le ho mai conosciute, mai viste né fatto vita di partito. E’ indicativo che
l’uscita venga ufficializzata a pochi giorni dal voto. A dispetto della
limpidezza politica, viene messa in atto una vera e propria strumentalizzazione,
che non fa onore ai suoi protagonisti. Comunque non è una grande perdita. Chi ha
pensato di lasciare l’Udc già da tempo non era in linea con la politica espressa
dal partito. L’Udc, in sintonia con lo "zoccolo duro" del suo elettorato, rimane
impegnato a portare avanti una politica di critica costruttiva all’interno della
maggioranza.
E.B.

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Come forse saprete riguardo la libertà di stampa l’Italia è 66esima,
tra la Repubblica Dominicana e il Nepal. Alla luce di questo stato di fatto la situazione appare ancor più preoccupante stante alla nuova uscita di Maurizio Gasparri esponente PDL, già ministro delle Comunicazioni) che ha dichiarato quanto segue:

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Ingresso gratuito per i residenti al Tempio di Giove. Quest’anno l’entrata
nell’area archeologica tutti coloro che sono residenti non dovranno pagare
neanche un centesimo.
È quanto ha annunciato l’assessore ai parchi Gianni
D’Amico, per quanto riguarderà la prossima stagione. «Il servizio ticket
nell’area ar ch eo lo gi ca del Tempio – spiega D’Amico – partirà venerdì.
Abbiamo deciso che i residenti non pagheranno l’accesso, in quanto
l’anno passato abbiamo notato un calo delle presenze dei residenti. Anche per
quest’anno la gestione sarà riservata dal Comune e dalla Regione Lazio, con cui
firmeremo un protocollo d’intesa». Quindi rimandata l’idea di far gestire l’area
dai privati. «Sono soddisfatto – prosegue – che l’area è ancora gestita dal
Comune e non da un privato, in quanto ritengo che sia vantaggioso, visto che la
scorsa estate sono entrate nelle casse comunali 69 mila euro. Saranno impiegati
all’interno tre ragazzi, a differenza dei setti dell’estate scorsa, ed una
quarta che inizierà da maggio. Oltre all’impiego di altri stagisti. Figure
professionali che si occuperanno dell’area, questo comporterà nuovi posti di
lavoro per i giovani». Nelle prime settimane l’area sarà aperta solo dalle 9
alle 14 mentre a maggio rimarrà disponibile dalla 8,30 alle 18. Saranno
posizionati altre due aree da picnic fuori dal sito archeologico oltre a
panchine e cestini per la spazzatura. Un rinnovamento quindi anche per quanto
riguarda l’arredo che già negli ultimi mesi aveva reso l’area più ac co gl ie nt
e. «Abbiamo deciso di installare – prosegue D’Amico – dei telescopi per far
ammirare il panorama che saranno gestiti dal proprietario del bar presente sul
Tempio». Rinnovamenti quindi per l’area del Tempio di Giove che poteranno non
potranno fare altro che portare dei benefici nel settore turistico.
Maya Bottiglia

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Minori in fuga dai genitori. Due i casi che la Polizia ha dovuto risolvere per
riportare a casa dei minorenni scappati a causa di alcune divergenze con i
genitori. P.U. di 16 anni era scappato di casa. I genitori avevano subito
denunciato la sua scomparsa alla Polizia e avevano anche manifestato le loro
preoccupazioni relativamente alla compagnia frequentata dal ragazzo. Le ricerche
degli uomini della dottoressa Cascella, dirigente del locale commissariato,
hanno permesso di ricostruire il giro di amicizie del 16enne. Le indagini hanno
portato i poliziotti in un’abitazione del centro, frequentata da diversi giovani
della stessa età dello scomparso. All’interno della residenza hanno trovato il
16enne in compagnia di un altro minorenne B.V. e di un terzo ragazzo di età
superiore ai 18 anni. P.U. e B.V. sono stati riaffidati alle cure dei genitori.
Sempre nella stessa giornata un altro minorenne, questa volta di origine rumena,
T.A.G. di 17 anni, si è reso responsabile di un comportamento che denota un
disagio tipico della giovane età. Entrato in un noto negozio del centro, T.A.G.
ha cercato di impossessarsi di un profumo. Dagli accertamenti della Polizia,
T.A.G. risultava in Italia da solo e senza genitori. Pertanto veniva informato
il Tribunale dei Minori di Roma che disponeva l’accompagnamento del ragazzo alla
Casa del tetto azzurro di Fondi.
R.B.

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Terracina. Turismo in crisi.

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I I residenti del complesso residenziale «Nausica » non ci stanno e ricorrono al
Tar contro l’esproprio del parco.
L’istanza con cui si oppongono alla decisione
dell’amministrazione comunale è stata depositata nei giorni scorsi. Nel ricorso
vengono sollevati di dubbi di legittimità sia formali che nel merito del
procedimento avviato dal Comune. Ma arriva anche la precisazione delle
cooperative coinvolte nel piano di zona del Calcatore per bocca di Luigi Di
Fazio: «Il complesso residenziale Nausica, con i suoi eventuali ricorsi è
assolutamente ininfluente ai fini dell’approvazione del Piano di Zona 167». Di
Fazio fa riferimento a una delibera votata dalla giunta del febbraio scorso: «Il
Piano di Zona di Calcatore ha rispettato lo standard di viabilità e di verde
pubblico. I 10.000 mq. dell’area del complesso residenziale «Nausica», dunque,
che il Comune ha vincolato a verde pubblico, non è altro che lo standard per
l’approvazione del ‘Quadrante Nord-Ovest’». Sulla questione si è recentemente
espresso lo stesso assessore all’urbanistica Giovanni Masci: «Per il Piano di
Zona 167 – fa sapere Di Fazio riportando le dichiarazioni dell’assessore – , la
Nausica è un falso problema per un mero errore del Dirigente del Dipartimento
Pianificazione Urbanistica, incidente che sistemeremo ». Per quanto riguarda

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