Archivio Febbraio 2008


IL Centro storico si fa super accessoriato. Presto la realizzazione due
ascensori che collegheranno il centro storico con quello urbano. È stata
aggiudicata da pochi giorni, ad una ditta di Roma la gara d’appalto per la
realizzazione dei due ascensori. Grazie al finanziamento regionale di 1.300.000
euro che l’amministrazione comunale è riuscita ad avere. La ditta che si è
aggiudicata l’appalto ha tempo quaranta giorni per presentare il progetto
esecutivo oltre alle diverse autorizzazioni della sovrintendenza. Ma dove
verranno realizzati i due ascensori? Uno dovrebbe essere installato in via
Posterula nei pressi della prima curva dove è presente il muro di contenimento.
Con l’ascensore sarà realizzato anche un parcheggio scavato sotto il parco
pubblico presente. Mentre l’altro ascensore verrà costruito diversi metri più
avanti, dove è presente la scalinata che porta a piazza Domitilla. Sul lato
della facciata di palazzo Braschi. Ovviamente una volta realizzato l’ascensore
dovrà essere sistemata anche piazza Domitilla, prevista già nel progetto. Una
piazza che da tempo si trova in uno stato di abbandono nonostante l’importanza
storica che riveste ed il punto nodale della sua collocazione. Un progetto che
una volta realizzato rappresenterà un punto a favore del settore turistico a
Terracina, in particolare delle persone anziane o disabili che hanno lamentato
l’impossibilità di poter visitare il centro storico a causa delle scarse
comodità per raggiungerlo. Al momento si può accedere al centro storico dalla
zona urbana tramite la salita Annunziata e quella di San Francesco e le scalette
di via Posterula. Una piccola scorciatoia ma più delle volte in uno stato di
forte degrado che la maggior parte dei cittadini preferisce evitare e così fare
la salita. Progetto quello della realizzazione dell’ascensore che avvicinerà
sempre più Terracina a livello di quelle città che hanno da anni ormai adoperato
il metodo degli ascensori e delle scale mobili come Perugia, che ha in questo
moto evitato che il centro storico fosse devastato dal traffico. Quello di un
ascensore in via Posterula ed in particolare dove sono presenti le scalette, era
un’idea presentata anche dai commercianti che vedevano anche la presenza di una
piccola zona di ristoro. Un progetto importante per il quale si spera che i
cittadini ed i turisti non dovranno attere una vita.
M.B.

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Cocaina pura nacosta nel giardino: arresto della finanza.
Un giardino che scottava quello nel quale i finanzieri di Terracina hanno
trovato nella giornata di ieri 40 grammi di cocaina purissima che, una volta
lavorata, avrebbe fruttato almeno tre, quattro volte tanto. In manette per
detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti è finito D.F., 36enne del
posto già con precedenti a carico, da qualche tempo oggetto di attenzioni
particolari da parte delle fiamme gialle della locale tenenza, agli ordini del
comandante Giuseppe Riccio. Sott’occhio i vari spostamenti del giovane e le sue
frequentazioni ‘sospette’ che hanno convinto i militari ad approfondire le
indagini, fino a quando nella giornata di ieri è scattato il blitz. Nella
mattinata i finanzieri hanno bloccato D.F. per una perquisizione personale e
sono poi passati immediatamente ad un’approfondita visita presso la sua
abitazione con ripostiglio annesso. I militari hanno rinvenuto lo stupefacente
sotterrato nel giardino, nascosto in un involucro assicurato con del nastro
isolante; nel ripostiglio, invece, il 36enne aveva nascosto il bilancino
elettronico di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento della
droga. La dott.ssa Olimpia Monaco, magistrato di turno presso la Procura di
Latina, ha disposto la traduzione del 36enne nel carcere di via Aspromonte, dove
resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’operazione della finanza di
Terracina rientra nell’ambito dell’intensa attività predisposta dal comando
provinciale, volta a reprimere il pernicioso fenomeno dello spaccio e del
consumo di stupefacenti. Appena una decina di giorni fa sempre i finanziari
locali avevano arrestato un altro pusher fornito di quasi quattro etti di hashish.
Pubblicato da Rita Recchia.

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Due auto bruciate e pneumatici forati. Azioni dolose in via Raffaello.
Alle solite. All’alba di ieri in via Raffaello sono andate a fuoco due auto. Il
sole doveva ancora sorgere dietro il Monte Giove ma la luce del fuoco crepitante
illuminava la traversa cieca di via Badino nei dintorni del supermercato
Orizzonte, quando i residenti delle abitazioni vicine si sono accorti che
qualcosa di grosso stava bruciando proprio sotto le loro case. Le fiamme infatti
si stavano innalzando da una Fiat Punto e da una Ford Mondeo parcheggiate lungo
la strada, una dietro l’altra. L’intervento dei vigili del fuoco del
distaccamento locale è stato immediato. La squadra 3 A ha raggiunto via
Raffaello intorno alle 5 e 30 e si è messa subito all’opera per limitare i danni
e spegnere definitivamente le fiamme. Poi, insieme ai carabinieri della
Compagnia di Terracina e agli agenti del Commissariato di Polizia di via
Petrarca è iniziata la perlustrazione dell’area, alla ricerca di eventuali
bottiglie con residui di liquido infiammabile. O di qualsiasi cosa potesse
essere stato utilizzato per appiccare il fuoco. Ma nulla. Le prove materiali
dell’azione dolosa non ci sono. Tuttavia sono stati alcuni dettagli a rafforzare
l’idea che possa non essersi trattato di un semplice incidente. I pneumatici di
altre tre auto, tutte parcheggiate lungo la stessa traversa, erano stati
squarciati. E non può essere una coincidenza. Qualcuno deve averlo fatto e
presumibilmente le stesse persone potrebbero aver appiccato il fuoco alle auto.
Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri sembrerebbe
tuttavia che le fiamme si siano originate nel vano anteriore della Punto di
proprietà di una maestra in pensione di 64 anni che abita nella palazzina
adiacente. Poi il rogo si sarebbe allargato alla Mondeo di un ex sindacalista di
64 anni. Insomma è possibile che i piromani abbiano voluto colpire solo la Punto
e che poi le fiamme siano avanzate da sole in direzione della Mondeo. Tuttavia
né la donna né l’uomo che ieri mattina hanno varcato la soglia della Compagnia
dei carabinieri di Terracina per sporgere denuncia contro ignoti, pare abbiano
mai ricevuto minacce o intimidazioni. Anche se qualcuno ha ipotizzato che
c’entri il passato del proprietario della Mondeo, il quale un tempo si era
occupato della Terracina Ambiente nell’ambito della sua attività sindacale.
Ipotesi che tuttavia pare sia stata accantonata dagli inquirenti. E non si
esclude nemmeno la possibilità di un atto vandalico fine a sé stesso. Insomma,
le piste da seguire sono, come sempre, tante. E comunque i carabinieri, nelle
indagini aperte a 360 gradi, non escludono davvero nulla.
Pubblicato da Irene Chinappi

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Si decide ormai giorno per giorno se effettuare la raccolta dei rifiuti. E’
questa la situazione del servizio, arrivati al decimo giorno di emergenza
determinata dallo stato di precarietà in cui si trovano le macchine utilizzate
dalla Terracina Ambiente. Ieri sera, infatti, nessuno degli addetti alla pulizia
cittadina sapeva dire se questa mattina i mezzi sarebbero usciti e se, una volta
usciti, sarebbero stati in grado di portare a termine il lavoro. Gli operatori
confidano che, per rimediare alla carenza di olio, il lubrificante è stato preso
dagli autoveicoli già fermi per problemi vari e travasato in quelli che ancora
possono essere mossi. Mancano i soldi per qualunque cosa, anche per quelle più
ordinarie. Ieri, non ha neanche trovato conferma la voce secondo la quale era
imminente la definizione del factoring o di altra analoga operazione finanziaria
per consentire alla società mista di tirare avanti un altro mese. L’Aspica,
socio di minoranza, da parte sua non sembra più disposta a sobbarcarsi altre
spese, fin quando l’amministrazione Nardi non mostrerà di poter sostenere i suo
impegni finanziari nei confronti della società mista. Gli effetti della
riduzione del servizio, intanto, sono sempre più visibili. Quattro macchine, di
cui due soltanto di grandi dimensioni, non permettono di liberare tutto il
territorio dall’immondizia, che va accumulandosi fuori dei cassonetti nelle zone
periferiche e anche in alcune strade urbane. Resta latitante la dirigenza della
Terracina Ambiente. Qualche rappresentante del Comune nel consiglio di
amministrazione è persino fuori città per trascorrere un periodo di vacanza.
Quelli rimasti confessano impotenza e progettano di chiedere una riunione
straordinaria del consiglio di amministrazione. Dal Comune, che pure è il socio
di maggioranza della Terracina Ambiente, nessun segnale. Anzi, no, qualcuno si è
fatto vivo. Un consigliere di amministrazione che vuole conservare l’anonimato
racconta di avere ricevuto telefonate da alcuni consiglieri comunali, che gli
chiedevano un occhio di riguardo per alcune zone, dove abita qualche loro amico
o parente. In questa situazione, ieri, Tiziano Filosi, rappresentante sindacale
della Cisl e dipendente della Terracina Ambiente, ha parlato apertamente
dell’imminente impossibilità di continuare la raccolta dei rifiuti, a meno di
interventi che tutti gli addetti al servizio considerano ormai indifferibili.
Andrea Di Lello

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I rincari choc: gli alberghi pagheranno fino a 3 mila euro. Famiglie in difficoltà.
Aumento Tarsu, la città in rivolta. Critiche pesanti arrivano dal Partito
democratico, ma anche dal movimento la Destra. Malumori tra le associazioni
cittadine e l’Ascom per domani ha convocato d’urgenza una riunione con
all’ordine del giorno il rincaro della tassa. A subire le ripercussioni più
pesanti dell’aumento Tarsu sono proprio le categorie produttive. Gli alberghi e
le pensioni di 500 metri quadrati, tanto per rendere l’idea, dovranno pagare
2880 euro l’anno. A fornire i dati è il gruppo del Pd. Secondo l’opposizione
siamo alle solite: «Per far quadrare i bilanci l’amministrazione comunale mette
le mani nelle tasche dei cittadini, senza peraltro offrire sevizi decenti».
Emblematico il caso della nettezza urbana. «Nel giro di due anni il tassa è
aumentata del 45%. Tale decisione ha pesato e pesa fortemente sui bilanci delle
famiglie, al punto tale che molte non potendo far fronte agli oneri derivanti
dall’aumento della Tarsu sono state costrette a chiedere una maggiore
rateizzazione del pagamento». L’amministrazione, continua il Pd, «ha
giustificato l’aumento con l’esigenza di migliorare il servizio di raccolta. Al
contrario, Terracina, nonostante il pesante aumento della Tarsu e la
costituzione della società mista, risulta tra le città più sporche con rifiuti
abbandonati in ogni angolo della città». Dopo gli aumenti decisi in questi
ultimi anni, pari al 45%, denuncia il Pd, la tassa sui rifiuti «incide in modo
insostenibile e pesante sui bilanci per molte famiglie che devono pagare 2,89
euro al metro quadrato, e fare i conti con un significativo aumento dell’Ici e
dell’Irpef». Ma la stangata arriverà soprattutto per le attività produttive. Ma
il Pd fa degli esempi concreti. Stando all’ultimo aumento «un’ abitazione di 100
metri quadrati dovrà pagare circa 300 euro l’anno; le attività di bar
pasticceria, gelaterie, pizzerie, ristoranti, attività commerciali al dettaglio
con locali di 100 metri quadrati dovranno pagare più di 900 euro l’anno;
alberghi e pensioni di 500 mq dovranno pagare 2.880 euro l’anno». E mentre
l’opposizione promette battaglia, critiche pesanti arrivano anche da La Destra:
«E’ ormai sotto gli occhi di tutti – dice il portavoce Gianluca Di Natale – il
fallimento della gestione del servizio pubblico locale dei rifiuti attraverso lo
strumento della società mista. Fallimento che gli amministratori di questa città
dovrebbero "pagare" e non noi. Purtroppo la politica non paga mai i suoi conti
ma sono i cittadini a doverli pagare. Siamo di fronte all’ennesimo sacrificio a
senso unico che i terracinesi dovranno subire a causa dell’aumento -
assolutamente ingiustificato – della tassa comunale sui rifiuti da parte di una
amministrazione comunale che ha dato prova in questi anni di una totale mancanza
di stile e sensibilità dinanzi alle gravi problematiche della città. Noi de " La
destra" crediamo che sia necessario cambiare radicalmente l’impostazione
attuale. Il comune deve uscire dalla società mista e bandire una nuova gara
d’appalto». Chissà se l’amministrazione comunale non sia della stessa opinione.
Pierfederico Pernarella

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Ieri mattina lungo il Corso Anita Garibaldi, cuore del centro storico di
Terracina, aleggiava lo spirito di Giuseppe Mastrilli, famoso brigante
terracinese confuso tra leggenda e realtà, che sta rivivendo grazie alle scene
di ‘Mastrilli’, un cortometraggio lungo poco più di dieci minuti scritto a
quattro mani da Enrico Tribuzio, giovane regista locale, e Massimiliano Lamante,
anche direttore della fotografia, con la sceneggiatura di Massimo Lerose, il
tutto prodotto dall’Università Popolare Pontina di Terracina. Un progetto
importante che ha la funzione sociale, oltre che artistica, di promuovere e
rivalutare il patrimonio folkloristico terracinese, proprio seguendo quello che
è lo spirito stesso dell’Università Popolare che intende riportare alla luce
tutto ciò che è storia e tradizioni. Perché iniziare proprio da Mastrilli?
"Abbiamo scelto questo personaggio innanzitutto perché la sua storia è ancora
ignota a molti"-ha spiegato Enrico Tribuzio-"In secondo luogo perché è una
vicenda molto filmica, piena di colpi di scena, amori impossibili e carnali,
tradimenti". Il corto verrà girato tra Terracina e Fondi, sia in interno che in
esterno, e quello di ieri mattina è stato il primo ciak tutto focalizzato
sull’intenso personaggio di Elisa, l’amore impossibile di Giuseppe Mastrilli
(alias Simone Lambertini), che ha il bel volto di Rossella Caiani la quale, come
anche gli altri attori, è diplomata presso l’Accademia d’Arte Drammatica del
Lazio ‘Fabio D’Avino’ di Fondi e qui è al suo secondo lavoro insieme a Tribuzio.
Proprio l’episodio girato lungo Corso Anita Garibaldi farà da preludio alla
tragedia: Elisa sente che Pietro (Raffaele D’Ausilio), un altro paesano, rivela
alle guardie la presenza del brigante Mastrilli che si vendicherà uccidendolo
strappandogli la lingua. Il cortometraggio inizia ai giorni nostri con un nonno
(Cesare De Prosperis) e una nonna (Pier Carla Rossetti) che narrano la storia
del brigante terracinese ai nipotini (Neide Conti e Andrea Perilli). Quindi il
plot si sviluppa con una serie di flashback attraverso i quali rivive questo
amore carnale tra Elisa ed il fuorilegge fino all’efferato delitto che verrà
girato nella locanda ‘L’antipapa’ di Fondi. Ottimi i costumi, realizzati da
Ivana Dei Giudici e Cristiana Colletti; completano lo staff Riccardo Carboni,
Daniela Carfora al backstage, Paolo Panfilo per le musiche ed uno studente di
Tor Vergata per l’audio in presa diretta. Era presente Claudia Mollica
dell’Università Popolare che ha sottolineato anche la disponibilità del Comune
nel concedere l’utilizzo degli spazi.
Pubblicato da rita recchia

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Monta la protestare contro un’amministrazione che sta privando i giovani atleti del loro diritto a fare
sport con strutture adeguate. Sono stanche le decine di società sportive che da
mesi devono fare i conti con l’impossibilità di fare allenare gli atleti in
luoghi sicuri e soprattutto adatti alle loro esigenze. Esasperate e soprattutto
senza una risposta del Comune, hanno deciso di far sentire la loro voce con una
vera e propria manifestazione. La protesta è prevista per martedì prossimi alle
14, in piazza del Municipio. Un sit-in a cui parteciperanno tutte le
associazioni sportive che sono state colpite dai gravi problemi di questi ultimi
tempi che di certo non sono pochi. Private prima dei campi di calcio e adesso
anche del palazzetto dello sport. Ed è proprio quest’ultimo caso è stata la
goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da più di un mese l’impianto è privo del
sevizio di gas metano per morosità del Comune. Per cui gli atleti sono
impossibilitati nel fare la doccia calda. E come se non bastasse, oltre agli
innumerevoli disagi che tale situazione comporta, anche le multe – che si
aggirano intorno ai 300 euro – per le società di basket e pallavolo impegnate
nei campionati agonistici. Una situazione che va avanti ormai da un mese e
nonostante gli appelli per avere dei chiarimenti dal Comune non vi è stata
nessu- Ad occuparsi dell’ambulatorio sarà il professore Antonio Carbone Fiorini,
torna urologia Il servizio era stato sospeso dopo le dimissioni di Fischetti Al
«FIORINI» è arrivato il nuovo urologo. Si è insediato da poco più di una
settimana il professore Antonio Carbone, che si occupa di urologia universitaria
all’ospedale «Fiorini ». Dopo che il professore Giancarlo Fischetti aveva
lasciato l’ambulatorio a causa di diverse problemi che lui stesso ha riferito
avere all’interno della struttura. per qualche mese si era temuto addirittura
urologia potesse essere sospesa, invece il professor Carbone ha già iniziato a
pieno ritmo la sua attività, al momento ambulatoriale, poi con il tempo si spera
possa anche iniziare quella operatoria. Ovviamente quando ci saranno le
attrezzature adeguate per certi tipi d’interventi. Il professore Carbone, prima
di arrivare a Terracina ha lavorato presso l’Icot di Latina, vanta un curriculum
di tutto rispetto. Carbone dal 1991 al 2004 è stato dirigente di primo livello e
ricercatore presso il Dipartimento di Urologia «U. Bracci» dell’Università di
Roma «La Sapienza». Ricopre il ruolo di professore associato presso la Facoltà
di Medicina e Chirurgia dell’Università «La Sapienza» Polo Pontino, Latina e,
dal 2004 è responsabile dell’Unità Operativa di Neuro- Urologia. Dal 1995 è
membro del Comitato Editoriale della rivista «NeUroGastroenterologia ». Mentre
dal 2002 è coordinatore del Gruppo Interdisciplinare Regionale Lazio e dal 2006
consigliere della Società Italiana di Urodinamica. È inoltre membro della
Società Italiana di Urologia, della International Continence Society e
dell’European Association of Urology. Ha partecipato a numerosi congressi
nazionali ed internazionali. I settori di interesse scientifico sono la
neurourologia, l’urodinamica, la andrologia, la diagnosi ed il trattamento
dell’incontinenza urinaria maschile e femminile, sui tali argomenti è autore di
centinaia di articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali. Il
professor Carbone ha inoltre vinto anche premi scientifici internazionali. Una
lunga esperienza che il professore Carbone metterà in atto all’interno del
«Fiorini». M.B. CULTURA Aggiungi un libro a tavola na risposta. Poco peggio le
condizioni in cui versano i campi da calcio. E senza dimenticare che da mesi lo
stadio «Colavolpe» è stato chiuso per ordine del Prefetto di Latina, Bruno
Frattasi, a causa dei lavori – momentaneamente sospesi – della piscina comunale
che hanno stravolto l’area di San Martino facendo venire meno le condizioni si
sicurezza dell’impianto sportivo. La situazione, data per risolta
dall’amministrazione comunale, pare invece non sbloccarsi. Nonostante i continui
controlli eseguiti di volta in volta, il Prefetto Bruno Frattasi non ha ancora
dato l’ok per la riapertura. Negli altri impianti calcistici, quello della 167 e
della Stazione, da tempo sono in corso lavori di mauntenzione straordinaria.
Gran parte quindi delle attività sportive della città sono state fortemente
condizionate dallo stato si trovavano o si trovano gli impianti. Differente, ma
ugualmente grave quanto avvenuto per il palazzetto, dove il Comune è moroso,
sembrerebbe ormai da diversi anni, con il pagamento del gas metano. Il gestore
ha quindi deciso di interrompere la fornitura. Alla manifestazione prevista per
martedì in piazza Municipio parteciperanno buona parte delle
società sportive della città.
Maya Bottiglia

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Una gestione fuori controllo. Questa a tutt’oggi è la situazione in cui versa la
situazione della raccolta rifiuti della città. A causa dello stato di agitazione
dei netturbini che chiedono il rispetto delle condizioni di sicurezza dei mezzi,
il servizio di nettezza urbana è da giorni è garantito soltanto da tre camion e
procede a singhiozzo. E in diversi punti della città si cominciano a registrare
le pesanti conseguenze. Oltre ai cassonetti ricolmi di spazzatura per tutta la
mattinata, spuntano un po’ ovunque discariche. Problema vecchio, che però è
acuito ora dallo stato di emergenza del servizio di raccolta. Tanti i nodi che
stanno venendo al pettine. Primo fra tutti quello finanziario. Nei giorni scorsi
l’amministratore delegato della Terracina Ambiente, Valerio Bertucelli, è
tornato a scrivere all’amministrazione comunale per chiedere di tenere fede agli
impegni sottoscritti nel corso dell’ultima assemblea dei soci. Nel corso della
riunione era stato deliberato una factorit di un milione e 200 mila euro che a
quanto pare rimasto ancora sulla carta. Nella lettera inviata al Comune
Bertuccelli minaccia la sospensione del servizio nel caso di una mancata
risposta dell’amministrazione comunale. Tra i problemi da risolvere al più
presto anche il canone per il noleggio dei mezzi e le spese per il carburante
che l’Aspica non intende più anticipare per conto del Comune. La verità è che in
atto un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e la società mista. Il
cda della Terracina Ambiente, esautorato all’indomani della crisi amministrativa
del mese scorso, non si riunisce da dicembre. Da allora nulla viene deciso in
tema di gestione dei rifiuti. Si registra quindi una situazione ai limiti del
paradosso: in cui da una parte la società mista non risulta operativa,
dall’altra un’amministrazione comunale che di regola non dovrebbe essere
competente. In altre parole non è dato sapere chi controlla che cosa. E sempre
per questa ragione tutti gli appelli lanciati dai sindacati dei lavoratori sono
caduti completamente nel vuoto. Nessuno ha risposto. I lavoratori, quindi, dopo
aver pazientato a lungo, hanno deciso di forzare la mano anche a costo di
arrivare al blocco totale del servizio. Insomma, dai tempi della Slia,
nonostante la costituzione di una società mista, non è cambiato perfettamente
nulla. Debiti, contrasti, ricatti, silenzi assordanti. E una città che non sa
gestire la propria spazzatura. Un segnale tutt’altro che rassicurante.
Pierfederico Pernarella

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Terracina finisce nel rapporto della Commissione parlamentare antimafia. I
dettagli In città il peso della ‘ndrangheta "Le maggiori infiltrazioni nel
settore immobiliare e nella vendita di auto" "E’ forte la presenza della
‘ndrangheta a Terracina". Un passaggio della relazione della commissione
parlamentare Antimafia conferma gli allarmi lanciati in questi ultimi giorni da
più parti circa l’interesse suscitato dalla città nella malavita organizzata. La
relazione, approvata all’unanimità, considera la ‘ndrangheta "la mafia più forte
del mondo" e passa in rassegna le attività delle ‘ndrine nelle diverse regioni
italiane. Per quanto riguarda il Lazio, si parla di presenza "particolarmente
radicata" e impegnata "nel riciclaggio, negli immobili, alberghi e ristorazione,
oltre alla cocaina e all’usura; particolarmente attiva la presenza nei settori
della vendita di autoveicoli, preziosi e ristorazione". Seguono poche righe
inquietanti sul territorio pontino: "Forte la presenza a Formia, Fondi,
Terracina e Gaeta e soprattutto nel comune di Nettuno, sciolto anche per la
presenza inquinante di uomini della cosca Gallace-Novella". Nel Lazio, si legge
ancora nella relazione, "operano le famiglie Alvaro-Palamara, Pelle-Vottari-
Romeo, Giorgi-Romano e Nirta-Strangio. Queste hanno costituito società fittizie
per la gestione di bar, paninoteche, pasticcerie e ristoranti". "Preoccupa
alquanto – commenta Roberto Tatarelli, segretario generale provinciale della Uil
Polizia di Stato – che nella prima relazione sulla ‘ndrangheta, approvata oggi
all’unanimita’ dalla Commissione parlamentare Antimafia, venga citata anche
Terracina". Tatarelli esorta a "contrastare le associazioni a delinquere di
stampo mafioso nei settori d’interesse indicati dall’analisi della commissione
parlamentare attraverso la collaborazione fattiva tra forze dell’ordine e
magistratura". "Questa sinergia basata su un’azione di prevenzione e repressione
- continua il sindacalista – va realizzata affinché il territorio non venga
mortificato da un’economia malata che può frustrare ogni volontà di riscatto
economico e sociale". Ma per Tatarelli "anche la politica deve fare la sua
parte, prendendo le distanze da ogni tipo di collusione col malaffare e
rinnovando se stessa soprattutto in senso etico". Nei giorni scorsi, era stato
Ivano Peduzzi, capogruppo regionale del Partito della Rifondazione Comunista a
segnalare infiltrazioni malavitose anche a Terracina, dopo i quattro arresti a
Fondi per usura. Il capogruppo del Prc parlava della presenza "di un fenomeno
vasto, ben radicato, ormai allarmante, che impone un esame attento sulla
gestione del territorio del basso Lazio, in particolare nelle zone di Fondi,
Minturno, Santi Cosma e Damiano e Terracina, che da anni registrano collusioni
tra camorra, politica e imprenditoria’". A Terracina, nello scorso dicembre,
venne arrestato Antonio Lucci, latitante 42enne considerato affiliato al clan
Cennamò, mentre passeggiava tranquillamente in bicicletta sul lungomare della città.
Andrea Di Lello

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Per un dito rotto, il Milan finisce sull’orlo di una crisi di nervi. Merito o
responsabilità, a seconda dei punti di vista, della maledizione del portiere che
scorta i campioni d’Europa in carica fino a Londra nel viaggio che riapre la
Champions 2008. Dida è a casa con la schiena a pezzi e chi fa lo spiritoso
sull’evento traumatico si prepari allo stesso tormento da parte di Buffon:
soffrono dell’identica sindrome, protusione discale la definizione tecnica,
preliminare dell’ernia del disco per capirsi. Con Dida fuorigioco, il Milan si
aggrappa ai 202 centimetri dell’australiano di origine croata Kalac, reattivo e
brillantissimo da metà gennaio ma adesso frenato dalla lussazione all’indice
della mano destra. Prima di volare verso Londra, l’annuncio di Ancelotti è un
inno al pessimismo più nero. «Non ce la fa» detta ai cronisti. E la notizia fa
il giro dei siti e delle agenzie. L’interessato, Kalac, è meno disposto alla
resa. C’è un particolare che lo conforta. Da martedì mattina il dito, rinchiuso
in un bendaggio rigido, non è più gonfio e non procura più dolore. «Si giocasse
di martedì, non ce la farebbe» è il pronostico di Galliani sull’aereo. Con le
ore monta la preoccupazione. Non tanto per la salute di Kalac, appeso a quel
dito che non può essere steccato (i regolamenti lo vietano) né infiltrato
(toglierebbe sensibilità a tutta la mano), quanto per il risvolto. Al suo posto
deve scaldarsi Valerio Fiori, una laurea in legge, terzo portiere da nove anni,
ruolo svolto con grande serietà e partecipazione ma con rare presenze, due in
tutto. «Sono pronto, sono vent’anni che mi alleno» garantisce l’avvocato, ma
debuttare a quasi 40 anni in Champions non dev’essere proprio una passeggiata di
salute. «Gli raccomanderei di stare tranquillo» spiega Maldini che con 1000 e
passa gettoni di presenza, da queste parti si è guadagnato il soprannome di
«history man». Fiori, questo il motivo della diffusa preoccupazione, non gioca
dal dicembre del 2003, in coppa Italia contro la Samp. In un Milan già segnato
da una salute non proprio eccellente, la perdita, improbabile, di Kalac
equivarrebbe a un altro colpo basso inferto alla sicurezza del gruppo. In volo
Ancelotti, a colloquio con Bucci, ex allenatore di basket, scherza sul ritaglio
di un settimanale che dedica spazio alla nonna portiere, Pier Carla Rossetti, 62
anni, che gioca in una squadra femminile di serie C a Terracina. «Ecco risolto
il vostro problema» gli fa un cronista burlone. E la risata liberatoria di Carlo
è la conferma dello stato di tensione.
Appena smorzata dalla convinzione di
William Vecchi, il preparatore dei portieri, protagonista suo malgrado di un
siparietto poco edificante durante la seduta di allenamento all’Emirates
stadion. «Kalac gioca» continua a ripetere Vecchi. Per evitare complicazioni
decidono di tenere Kalac al riparo dalla partita e da altri possibili traumi.
Col dito rinchiuso in un bendaggio rigido, Kalac non può serrare il pugno, può
parare a mano aperta: è limitato nei movimenti, condizionato insomma. Mentre
Vecchi lo mette sotto con una serie di tuffi a terra, il coordinatore dello
staff sanitario irrompe sul campo e interrompe di fatto il test. «No, no» grida
contrario a quel provino. Vecchi risponde per le rime, Kalac strabuzza gli occhi
disorientato. Riferito a Galliani l’episodio, il dirigente alla fine tiene
concione dopo aver accolto Briatore in visita pastorale. Si rischia addirittura
lo strappo diplomatico davanti a giornalisti e telecamere. Appuntamento a
stasera. «Faremo un test e decideremo» promette Ancelotti. Qualcuno accenda un
cero al protettore dei portieri.

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Aggiudicata la gara per la realizzazione di ascensori da e per il centro storico
alto. E’ stata una ditta romana ad aggiudicarsi i lavori che doteranno la città
di quel sistema di risalita meccanizzato presente come una chimera in ogni piano
delle opere pubbliche degli ultimi anni. Questa volta, l’amministrazione Nardi
può vantare, non solo il finanziamento regionale di 1.300.000 euro, ma anche
l’appalto espletato, oltre ad un progetto nuovo rispetto alle previsioni. Gli
ascensori infatti, spiega Sandro Marigliani, assessore alla Cultura, saranno due
e dislocati in punti diversi. Il primo impianto sarà installato in Via
Posterula, a ridosso del muro di contenimento, all’altezza della prima curva. Le
auto potranno essere lasciate nel parcheggio che sarà scavato sotto il
sovrastante giardino pubblico. Esiste, poi, un’altra opzione per chi avrà voglia
di camminare ancora per poche decine di metri o scelga di lasciare il mezzo nel
parcheggio che sarà posto più in alto, occupando in parte gli spazi del suddetto
giardino. Questo secondo ascensore si troverà ai piedi della scalinata che porta
in Piazza Santa Domitilla, sul lato della terrazza di Palazzo Braschi. A
proposito della piazza, il progetto prevede anche la sua sistemazione, per
trasformarla in un degno ingresso alla parte nobile della città. Appalto
aggiudicato, finanziamento disponibile: che cosa manca ancora per aprire il
cantiere? L’assessore Marigliani risponde che la ditta ha a disposizione
quaranta giorni (diventati ora una trentina) per presentare un progetto
esecutivo, corredato delle necessarie autorizzazioni della competente
soprintendenza. E siccome si tratta di una zona altamente sensibile dal punto di
vista delle emergenze archeologiche, viene il dubbio che il progetto torni a
diventare una chimera. Ma Marigliani si mostra fiducioso nella possibilità di
superare in tempi rapidi questa fase per procedere verso la realizzazione del
sistema di risalita. Se così, finalmente, fosse, Terracina si allineerebbe a
quelle città, come Bergamo, Perugia, Orvieto, che da anni hanno risolto il
problema del traffico nei centri storici alti, grazie ad ascensori e scale
mobili. Sarebbe una svolta epocale per una comunità che ancora oggi stenta a
tenere sgombro dagli autoveicoli quell”unicum’ costituito dal lastricato romano
di Piazza Municipio.
Andrea Di Lello

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Non sarà la Asl né la Regione a fornire l’impianto di videosorveglianza al Fiorini.
A dichiararlo è il direttore sanitario regionale Carlo Saitto che ha spiegato in
un’intervista al mensile ‘Sanità Lazio’ come saranno utilizzati i soldi del
bilancio di quest’anno, di cui tuttavia ancora non si conoscono le cifre.
"Questo tipo di intervento – ha detto testualmente – non rientra nel budget che
la Regione deciderà di assegnare alla Asl". Insomma, nonostante non sia ancora
arrivata una risposta definitiva e precisa sul finanziamento da assegnare per il
2008 all’azienda sanitaria guidata da Ilde Coiro, i vertici dell’azienda possono
già affermare con decisione che il sistema di sicurezza a Terracina è stato
escluso dal programma. Un colpo di mannaia che cade tra capo e collo sebbene gli
operatori terracinesi si fossero già preparati al peggio nei giorni scorsi.
L’ospedale ‘Alfredo Fiorini’ infatti è meta costante di vandali, ladri e
addirittura piromani che nella notte riescono ad intrufolarsi a volte fin dentro
i reparti per far man bassa di tutto ciò che trovano. L’ultima intrusione si era
invece verificata nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorsi, quando ignoti
avevano appiccato il fuoco all’auto del cappellano dell’ospedale, Don Saverio
Mandalà. Una sorta di episodio culmine che aveva spinto il direttore sanitario
del distretto centro, Sergio Parrocchia a chiedere l’intervento dell’azienda per
sviluppare un piano di sicurezza "che sia efficiente – aveva detto lui stesso -
e che non pesi troppo alle casse sanitarie". A tranquillizzare quanti chiedevano
più sicurezza era poi stata anche la stessa Ilde Coiro, dirigente provinciale
della Asl. E invece, nulla. Il ‘Fiorini’ continuerà a subire azioni di
vandalismo e continueranno le intrusioni notturne e i furti perché non ci sono i
soldi. Pare tuttavia che la maggior parte del finanziamento regionale (2 milioni
di euro) sarà erogata a favore del ‘Santa Maria Goretti’ di Latina per
l’acquisto di un agiografo digitale, per la diagnostica oncologica e per il
potenziamento della chirurgia tradizionale. Agli altri, insomma, restano gli
spiccioli e serviranno al mantenimento della diagnostica in periferia e allo
smaltimento delle liste d’attesa.
Pubblicato da Irene Chinappi

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Fino all’ultimo metro quadrato. In base al nuovo piano per l’installazione degli
impianti pubblicitari approvato l’altro giorno – con i soli voti della
maggioranza, compresa Forza Italia – dal Consiglio comunale, si prevede quasi il
raddoppio delle strutture già esistenti. La superficie passa infatti dai 2 mila
e 500 metri quadrati circa di impianti tuttora esistenti, a 5 mila. Che appunto
è il massimo consentito per il Comune di Terracina. Anzi, secondo un emendamento
presentato dal consigliere del Pri Roberto Bellezza, si voleva arrivare a 6
mila. La proposta è stata poi cestinata. Ma fa poca differenza. Se la presenza
cartelloni pubblicitari, più o meno maxi, sembrava già abbondante, questo è
zucchero rispetto a quello che arriverà dopo l’approvazione del piano. Una
valanga di impianti pubblicitari, 3 mila per i privati e 2 mila per il
Comune, che, per come stanno oggi le cose, non ha neanche la contropartita
economica per le casse comunali. Anche la maggioranza ha invitato
l’amministrazione comunale ad adoperarsi per incrementare le entrate del
settore. E stiamo parlando di un business per niente trascurabile. Respinti
tutti e dodici gli emendamenti presentati dall’opposizione, compreso quello che
proponeva la gestione interamente pubblica degli impianti. Non esita a parlare
di scandalo il capogruppo del Pd, Antonio Bernardi: «Il piano approvato dalla
maggioranza è un atto di estrema gravità in quanto oltre a lasciare gli impianti
pubblicitari pubblicitari che già hanno invaso e deturpato l’immagine della
città, oltretutto, con maxi tabelloni, la situazione peggiorerà ulteriormente.
Un danno enorme per una città turistica che avrebbe bisogno d’altro per l’arredo
urbano». Sono passati invece gli emendamenti presentati della maggioranza, in
base a uno dei quali il termine per la rimozione dei cartelloni abusivi passata
da un anno a 90 giorni. E sempre a proposito degli impianti selvaggi, il sindaco
Nardi ha declinato ogni responsabilità al comando della Municipale. Disposizioni
diverse per gli impianti pubblicitari in possesso di autorizzazioni – e il
Comune ne ha rilasciate a raffica tra il 2004 e il 2006 pur in assenza di un
piano e di regole dal punto di vista del codice della strada – la cui
destinazione è rinviata alla scadenza del contratto, che ha una durata di nove
anni. A Terracina, azienda leader nel settore, in quanto titolare di buona parte
dei cartelloni, è la «LG Grafica». Il nuovo piano salvaguarderà la libera
concorrenza? Si vedrà. Con il nuovo regolamento, che tanto ha fatto penare la
Casa della Libertà, i cartelloni pubblicitari di certo non passeranno
inosservati. Il Consiglio ha approvato anche il progetto Suap per il
trasferimento del centro commerciale «Orizzonte». Il Pd ha votato contro. Di
Mauro si è astenuto. La parola ora passa alla Regione.
Pierfederico Pernarella

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La citta’ riavrà il suo Castello. Entro un mese dovrebbe termine il terzo ed
ultimo stralcio dei lavori di restauro del palazzo dei Frangipane. Servirà poi
altro tempo per l’allestimento degli spazi interni, ma il grosso
dell’intervento, iniziato un decina di fa, sta volgendo ormai al termine. È
tutto scritto in una relazione depositata nei giorni scorsi in Comune in cui si
fa il punto della situazione riepilogando gli interventi precedenti. La
riapertura del Castello Frangipane, arroccato sul centro storico per un’altezza
di 30 metri, rappresenterà senz’altro una data storica per la città. L’edificio,
infatti, è chiuso dall’ultima guerra, quando, a seguito dei bombardamenti,
crollò l’intero corpo scala. Crollo che aveva di fatto reso inaccessibili tutti
i successivi livelli alti interni al bastione. Grazie ai lavori di restauro si
potrà di nuovo accedere al palazzo storico dalla perte di via Anxur attraverso
la ricostruzione di una cordonata, testimoniata da un documento di archivio del
1817. Tutti gli spazi saranno accessibili ai disabili grazie alla presenza di
strutture ad hoc. All’esterno del Castello ci sarà un giardino. Per quanto
riguarda gli interni dell’edificio, i primi due livelli interni sono
raggiungibili attraverso un sistema di rampe esterne. Il primo livello presenta
due ambienti diversi. Il primo posto sul lato est – che rappresenta l’inizio del
percorso espositivo interno – è destinato a sala espositiva. Da qui si arriva ad
un altro ambiente dove è organizzata una zona per videoconferenze e archivio.
Sempre attraverso la scala esterna si potrà accedere direttamente al quarto
livello del Frangipane dove è presenta un’altra sala attrezzata con vista
panoramica sul litorale. In attesa di altri lavori, restano invece non
completamente accessibili gli ambienti che si trovano al quinto e sesto livello
dell’edificio. In futuro, inoltre, si potrà raggiungere anche l’ultimo livello
dove si trovano la cappella e il terrazzo panoramico, oggi collegati al resto
del castello soltanto attraverso una piccola scala a chiocciola. Gli interventi
di restauro del Frangipane, coordinati dall’architetto Mauro Marzullo, sono
partiti con un primo stralcio nel 2000 grazie ai finanziamenti per il Giubileo.
Ne sono seguiti altri due, compreso quello tuttora in corso, finanziati con i
fondi per la valorizzazione dei centri storici minori. Sui lavori del Frangipane
ha concentrato l’impegno l’assessore alla cultura, Sandro Marigliani, il quale
punta proprio sulla riapertura del bastione di via Anxur per dare un segno
tangibile e importante sul fronte della riqualificazione del patrimonio
monumentale della città. Sotto questo punto di vista, infatti, la città,
nonostante le sue ricchezze, sconta ancora gravi ritardi. Anche se c’è da dire
che, come per il Frangipane, non dovrebbe essere lontana la riapertura di un
altro edificio storico, quello della Bonificazione Pontina.
Pierfederico Pernarella

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"A Terracina, collusioni tra camorra, politica ed imprenditoria". Dopo i quattro
arresti a Fondi per usura, il capogruppo regionale del Partito della
Rifondazione Comunista, Ivano Peduzzi, segnala infiltrazioni malavitose nel sud
della regione. Il capogruppo del Prc, infatti, parla della presenza "di un
fenomeno vasto, ben radicato, ormai allarmante, che impone un esame attento
sulla gestione del territorio del basso Lazio, in particolare nelle zone di
Fondi, Minturno, Santi Cosma e Damiano e Terracina, che da anni registrano
collusioni tra camorra, politica e imprenditoria’". Per dare forza alla sua
tesi, Peduzzi ricorda che, nel maggio 2005, ci fu l’istituzione di una
commissione di accesso a Nettuno, con successivo scioglimento del consiglio
comunale "per accertato condizionamento da parte della criminalità organizzata";
poi è stata la volta di Ardea, nel febbraio 2006; e adesso di Fondi, "che -
afferma il capogruppo – ricade in un territorio da lungo tempo interessato da
pericolose infiltrazioni della criminalità organizzata, come dimostrano le
inchieste della magistratura sul Mof, quelle a carico della famiglia D’Alterio e
del clan Tripodo, e le notizie di oggi (ieri per chi legge, ndr) che riferiscono
di quattro persone fermate proprio a Fondi per il reato di usura aggravata dalle
modalità mafiose". Peduzzi termina annunciando che il suo partito chiederà con
la massima urgenza la convocazione di un consiglio regionale straordinario
sull’argomento. Per quanto riguarda la situazione di Terracina, oltre
all’arresto dell’imprenditore a seguito dell’inchiesta della dda di Perugia, c’è
da ricordare anche quello di Antonio Lucci, il latitante 42enne considerato
affiliato al clan Cennamò, mentre passeggiava tranquillamente in bicicletta sul
lungomare della città. A Lucci, viene contestata l’associazione per delinquere
finalizzata alla turbativa d’asta, estorsione ed usura. Un altro fatto
inquietante, in relazione a questa vicenda, è rappresentato dalla denuncia di
due persone per favoreggiamento. I carabinieri del comando provinciale di
Latina, agli ordini del colonnello Leonardo Rotondi, identificarono e
segnalarono all’autorità giudiziaria sia il proprietario dell’appartamento, che
aveva ceduto gratuitamente l’alloggio al latitante, sia l’agente immobiliare che
li aveva messi in contatto.
Andrea Di Lello

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Una serrata attività info-investigativa ha permesso di arrivare all’ennesimo
pusher che riforniva di hashish e marijuana i consumatori di Terracina e
dintorni: ad arrestare P.B., 34enne operaio incensurato del luogo, sono state le
fiamme gialle della tenenza di Terracina, dirette dal comandante Giuseppe Riccio
e coordinate dal gruppo di Formia agli ordini del capitano Alessandro Lo Bello.
I militari hanno sequestrato complessivamente 350 grammi tra hashish e
marijuana, un bilancino elettronico di precisione e tutto l’occorrente per il
confezionamento della droga. L’operazione è scattata martedì sera e si è
protratta per svariate ore,m vedendo i finanzieri impegnanti in diverse
perquisizioni che hanno permesso di trovare le prove schiaccianti circa
l’illecita attività svolta dall’operaio, già da tempo sotto stretta ma discreta
osservazione dei finanzieri di Terracina ai quali non erano sfuggite certe
frequentazioni da parte di P.B. Il blitz è cominciato con un semplice ma mirato
controllo personale del 34enne fermato dai militari mentre rientrava nella sua
abitazione ubicata sulla Pontina, dove, infatti, l’operazione è continuata
entrando nel pieno dello svolgimento. In un mobile della cucina sono stati
trovati i primi 25 grammi di hashish, 35 grammi di marijuana ed il bilancino
elettronico di precisione, tutto occultato in una scatola di cartone che
conteneva ben altro che sale o zucchero. Gli accurati controlli sono proseguiti
in un deposito agricolo poco distante dall’abitazione, dove l’operaio vive con
la moglie, e lì i finanzieri hanno trovato altri 280 grammi di hashish e 10
grammi di sostanza da taglio nascosta in un pacchetto di sigarette. Manette,
dunque, ai polsi dell’ennesimo pusher. Il magistrato di turno, il pm Raffaella
Falcione, ha disposto la traduzione dell’arrestato nel carcere di via
Aspromonte, a Latina. Anche questo nuovo intervento della finanza di Terracina
rientra nell’ambito di un’intensa e capillare attività programmata e disposta
dal comando provinciale di Latina tesa a reprimere l’illecito traffico e lo
spaccio di sostanze stupefacenti. Dall’inizio dell’anno nuovo si tratta del
secondo arresto messo a segno dai finanzieri terracinesi.
Pubblicato da ri.re

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In arrivo per Oculistica universitaria finanziamenti dalla
Regione Lazio di 700 mila euro. Una somma che servirà per
acquistare dell’attrezzatura chirurgica davvero innovative
che servirà a poter effetture operazioni particolari e
delicate. Ad occuparsi dell’oculistica universitaria
all’ospedale «Fiorini» è il professore Enzo Maria Vingolo
che nell’anno appena trascorso ha effettuato circa 500
consulenze, 3200 visite e solo negli ultimi tre mesi ha
svolto 122 interventi di cui 95 della cataratta. Il
professore Vingolo si trova al «Fiorini» dal novembre 2006
ed ha portato un notevole contributo per quanto riguarda
l’oculistica. Vingolo è coordinatore del Centro di
Eredodegenerazioni Retiniche, dell’Umberto I a Roma, che si
occupa delle retiniche ereditarie, ma da alcuni mesi ha
trasferito al «Fiorini», inoltre ha intenzione di realizzare
un altro centro quello per la diagnosi, la parachirurgia e
chirurgia del glaucoma. Con i nuovi fondi è previsto anche
l’Hrt simile ad una risonanza magnetica del glaucoma.
Inoltre il professore Vingolo che vanta in 10 anni di
attività di aver effettuato oltre 3000 interventi. Inoltre
al «Fiorini» è stato il primo ad usare il Macugen nei casi
gravi di degenerazione maculare senile nei casi di cecità.
Si attende così l’arrivo dei 700 mila euro da parte della
Regione per aiutare gli altri numerosi casi di patologie che
riguardano la chirurgia oculistica. Persone che per essere
vistate ed operate arrivano oltre che dalle zone limitrofe
anche da altre città. Le iniziative per il «Fiorini» non
sono finite. Infatti nei giorni scorsi si è tenuta presso
l’Aula Magna dell’ospedale il convegno «Vivere il Diabete »
promosso dal Rotary Club Terracina- Fondi che anche
quest’anno ha focalizzato l’attenzione sul diabete, una
malattia sociale, che incide sulla popolazione di tutte le
età. Il convegno ha consentito di evidenziare le gravi
conseguenze della patologia e l’opportunità di monitorare i
sintomi per l’auspicabile diagnosi preventiva e la riduzione
dei disagi conseguenti. Il professore Franco Stagnitti, che
dirige il locale Polo didattico della facoltà di Medicina e
Chirurgia di Roma «La Sapienza », ha fornito il necessario
supporto tecnico scientifico alla manifestazione coordinando
gli interventi dei relatori che hanno a loro volta fornito
contezza della valida organizzazione scientifica presente
anche nel territorio. A fine serata il presidente del Rotary
Fabio De Felice, a nome del Club ha donato al Polo
universitario di Terracina un apparato Doppler per la
diagnosi e cura dei diabetici.
Maya Bottiglia

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Creativo, ironico e coinvolgente. Al grido di ‘Terracina
svegliati!’ fa proprio di tutto per acquistare consensi in
vista di eventuali elezioni amministrative. Non perde tempo
Paolo La Fiora che a gennaio ha iniziato la sua insolita
‘campagna elettorale’ attraverso uno dei mezzi di
comunicazione più potenti: il web. Il suo blog dal titolo
‘La Fiora Sindaco – la nuova realtà terracinese’
(consultabile all’indirizzo Http://lafiorasindaco.splinder.com)

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Scandalo Easy Park a Terracina: se ne torna a parlare dopo la notizia della
convocazione in Procura alcuni giorni fa di un dirigente comunale, P.M. le sue
iniziali, ascoltato dai magistrati titolari dell’inchiesta, Raffaella Falcione e
Giuseppe Miliano, come persona informata sui fatti. Massimo riserbo ovviamente
sulle domande rivolte al dirigente e sulle risposte che l’uomo ha fornito agli
inquirenti, ma è ipotizzabile che questo, come pure gli altri interrogatori che
potrebbero seguire a breve, dovrebbero servire a tracciare la strada presa dai
soldi che sono girati nell’intera faccenda oramai arcinota, perlomeno per quel
che riguarda gli aspetti che per ora è dato di sapere. Del resto dopo il
terremoto che un mercoledì mattina dello scorso agosto aveva coinvolto figure
eccellenti del comune di Terracina, si attendevano i successivi sviluppi della
corposa indagine condotta dalla Procura di Latina sul sistema di sosta a
pagamento mediante sms, passata alla storia (locale) come la grande novità hi-
tech dell’estate terracinese 2005. Ricordiamo come quella prima scossa avesse
portato all’iscrizione formale nel registro degli indagati di cinque persone
chiamate a rispondere di svariati reati, quali abuso d’ufficio e peculato: si
tratta dell’allora city manager Giuliano Masci, del segretario comunale Marino
Martino, dell’allora consigliere comunale Alessandro Cittarelli, del dirigente
comunale Vincenzo Fusco e del legale rappresentante dell’Ital Telecom srl
Domenico Rossi. Davvero a tappeto l’intervento che quel giorno aveva visto al
lavoro i finanzieri del nucleo di polizia tributaria, settore finanza pubblica,
della guardia di finanza di Latina: avevano ascoltato, perquisito, passato al
setaccio gli uffici comunali acquisendo tutta la documentazione che potesse
fornire ulteriori elementi per fare la quadratura del cerchio, dove in questo
caso il cerchio è una vicenda che aveva rivelato profili impensabili con un
probabile esborso di denaro pubblico a più zeri. Sicuramente in pochi avevano
anche soltanto immaginato che potesse essere tanto breve il passo tra il ricorso
contro una multa e la scoperta di una vicenda del genere. Vicenda dalla quale ci
si attendeva e ci si attende ancora sviluppi che potrebbero riguardare, ad
esempio, anche la storia dei parcometri installati per le vie cittadine e della
loro gestione. Dopo l’interrogatorio del dirigente comunale di alcuni giorni fa,
altri personaggi potrebbero essere quanto prima convocati in Procura per
rispondere a domande di grosso interesse.
Pubblicato da ri.re

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Per Forza Italia si sta aprendo la finestra attraverso la quale rientrare nella
giunta che ha appena lasciato. Se il Popolo delle Libertà, la nuova creatura
politica creata da Berlusconi e Fini, provoca nel centrodestra nazionale una
rivoluzione, in quello locale si preannuncia una restaurazione. Che le cose
siano cambiate rispetto ad una settimana fa, è lo stesso Giuseppe Amuro,
capogruppo consiliare degli azzurri, ad ammetterlo. Allora, lo schiaffo di Nardi
a FI, privata del vice sindaco, risuonò sonoro ed i berlusconiani hanno reagito
scegliendo l’appoggio esterno quasi come forma mascherata di opposizione; ma ora
Amuro si chiede se possano An e FI stare su fronti differenti, dopo l’annuncio
della nascita del Pdl. Il capogruppo, comunque, spiega che non ci sono stati
abboccamenti di nessun tipo sull’argomento, neanche nell’incontro dell’altro
ieri con il resto della maggioranza per ascoltare Carlo Santoro, il tecnico
incaricato dalla giunta di studiare l’ampliamento dei servizi del gestore
dell’igiene urbana. Ma la prospettiva del riavvicinamento, persino della
fusione, tra aennini e forzisti è nelle cose; Amuro anzi si interroga sulle
scelte dei repubblicani e dei centristi locali, se i loro leader nazionali
dovessero seguire Berlusconi e Fini. "Dovremo tutti decidere se stare da questa
parte o aderire al Partito democratico", afferma il capogruppo alludendo alla
incipiente semplificazione del quadro politico. "Comunque – aggiunge – si capirà
meglio la situazione fra una settimana o dieci giorni". Intanto, il sindaco
continua a tenere i tre assessorati rifiutati da FI, cosa che agevolerebbe
l’eventuale ritorno degli azzurri, ai quali Nardi potrebbe cedere anche altre
deleghe che si è riservato. Ma c’è un passaggio che dirà se le differenziazioni
resistono, a dispetto dell’abbraccio tra Berlusconi e Fini. Il prossimo 15
febbraio, infatti, il consiglio comunale sarà di nuovo chiamato a discutere il
regolamento degli spazi pubblicitari, che fece da detonatore alla crisi
amministrativa. Allora, FI si ritrovò sola contro tutti i suoi alleati, che
videro nella vicenda l’occasione per scaricare il mal sopportato partner. Era
poco più di un mese fa, in un’altra era.

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È ormai muro contro muro tra il sindaco Stefano Nardi e
Forza Italia. Il secondo partito eletto dai cittadini in
occasione delle elezioni comunali del 2006 attende da giorni
un segnale che non è mai arrivato e che ormai, diciamocelo,
non arriverà. Dopo aver rifiutato la nomina dei tre
assessori (Daniele Pecchia, Pietro Serra e Franco Ferrari,
mentre sarebbe stato fatto fuori Sergio Meneghello) e
assistito alla proclamazione di Giuliano Masci a vice
sindaco al posto di Serra, gli azzurri si sono presi un po’
di tempo per riflettere. E probabilmente nell’attesa si
aspettavano che il sindaco tentasse quantomeno di salvare il
salvabile. Ma dall’alto della sua poltrona, Nardi non ha
voluto tendere la mano a Forza Italia. Un voltafaccia che,
lui lo sa benissimo, gli costerà caro. Prima che
snocciolasse i nomi della nuova giunta infatti Stefano Nardi
era stato avvisato. Qualora non fossero stati rispettati gli
equilibri così com’erano emersi dalle elezioni
amministrative (secondo cui al partito di Berlusconi
spettavano tre assessori e il vice sindaco) gli azzurri
avrebbero lasciato il Comune. Per ora tuttavia hanno
rinunciato solo alle nomine assessorili, il che tra l’altro
gli impedisce di rientrare a far parte del Consiglio
comunale in qualità di consiglieri. Nel frattempo nessuno
notizia è arrivata da Nardi che sembra non essersi curato
affatto dell’accaduto. I rappresentanti di Forza Italia però
hanno sfruttato questi giorni per avviare le dovute
consultazioni con i referenti di partito e decidere dunque
se restare almeno in maggioranza o passare addirittura
all’opposizione. E, nonostante nessuna decisione sia stata
ancora ufficializzata, tutto lascia pensare che lo strappo
sia ormai inevitabile. Con l’abbandono di Forza Italia della
Casa delle Libertà, Terracina sarebbe dunque gestita da una
coalizione di centro destra con gli azzurri all’opposizione.
Un’anomalia davvero paradossale.
Irene Chinappi

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UNA morte avvolta dal mistero, quella di Arnaldo Pavanelli, un 68enne originario
di Torre Annunziata. Lo hanno trovato ieri pomeriggio senza vita, disteso sul
divano di casa, in via Villafranca, gli uomini del Commissariato di Polizia, che
hanno dovuto sfondare il portoncino d’ingresso dell’appartamento. Aveva una
ferita lacero – contusa sulla fronte e un ematoma sul petto.
L’uomo era supino, come se si fosse coricato o se qualcuno lo avesse
adagiato sul sofà. Mentre in camera da letto, trovata in stato di abbandono, gli
operatori della scientifica hanno repertato diverse macchie di sangue sul
pavimento. Secondo il medico legale la morte risalirebbe a 20 ore dal
ritrovamento. C’è un elemento che ha subito insospettito gli inquirenti è che la
porta dell’appartamento fosse chiusa a doppia mandata ma che non sia stato
trovato alcun mazzo di chiavi a portata di mano. Solo nella prima serata la
polizia ha trovato delle chiavi in fondo a un cassetto. Ma resta il mistero.
L’allarme è scattato intorno alle 13, quando la figlia Ida, che non lo sentiva
dal giorno prima, è andata a bussare alla porta dell’appartamento del genitore,
un piede a terre dell’antico Palazzo Vitelli, nella zona di Porta Romana.
Dall’interno nessuna risposta, per cui la donna ha chiamato i vigili del fuoco
che, arrivati in via Villafranca, hanno sondato la porta. All’interno, il corpo
dell’uomo sdraiato sul divano privo di vita ed ormai rigido. In pochi minuti è
arrivata anche la volante della polizia, seguita dagli operatori della
Scientifica. Subito è balenato il sospetto che potesse trattarsi di un fatto di
sangue, un omicidio. Uno dopo l’altro hanno fatto la loro comparsa sul luogo del
ritrovamento il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, la dirigente del
commissariato di polizia Rita Cascella e una squadra della Mobile di Latina. Lo
spiegamento tipico dei fatti di sangue. Nell’appartamento ha effettuato un
sopralluogo anche il medico legale Gianluca Marella. Un giallo in piena regola:
il sostituto Miliano ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo che sarà
effettuata questa mattina dal medico legale presso l’obitorio del cimitero
comunale. Al vaglio della polizia, anche altri elementi trovati nel corso del
sopralluogo, tra cui alcuni bigliettini scritti di proprio pugno dall’uomo, che
era da anni in pensione. Già ieri pomeriggio la polizia ha ascoltato i tre figli
dell’uomo e alcuni vicini. Nella giornata di oggi la polizia potrebbe essere
convocata in commissariato per essere ascoltata anche la moglie del
68 enne una polacca di una trentina d’anni più giovane di lui. La
coppia non stava più insieme da tempo e questo, stando alle testimonianze
raccolte, aveva fatto cadere Pavanelli in un evidente stato di prostrazione. La
donna aveva manifestato in diverse occasioni l’intenzione di chiedere il
divorzio. Una vicenda ingarbugliata su cui potrà fare ora chiarezza l’autopsia
prevista per questa mattina. Soprattutto per quanto riguarda la natura del colpo
alla testa e dell’ematoma all’addome riscontrati.
Maya Bottiglia

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Gli nega una sigaretta e lui lo accoltella.
Un ragazzo di 24 anni è stato denunciato.
Gli nega una sigaretta, lui lo accoltella. L’arma, lunga ben 24 centimetri, è
stata sequestrata e l’uomo denunciato. La vittima ha una prognosi di una
settimana.

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Stadio chiuso, palazzetto e biblioteca senza riscaldamento, spazi culturali
praticamente inesistenti. A denunciare lo stato pietoso in cui versano i luoghi
per antonomasia di aggregazione sociale sono proprio loro, i giovani, coloro che
più pagano questa situazione di assoluto degrado. A cominciare
dall’organizzazione di Alleanza Nazionale, «Azione Giovani», che si unisce alle
critiche avanzate sempre sullo stesso argomento nei giorni scorsi dai giovani di
Forza Italia: «Ci uniamo alle proteste dei giovani ter racin esi perché -
afferma Michela Perroni, presidente del circolo di ‘Azione Giovani Mario
Zicchieri’ – nonostante le continue promesse del sindaco, lo stadio Colavolpe è
ancora chiuso e sta rovinando la stagione del Terracina Calcio, penalizzando i
nostri tifosi che sono costretti a lunghe peregrinazioni ogni domenica -
continua Perroni -. La squadra ha bisogno del calore del suo pubblico ed il
pubblico ha bisogno di ritrovarsi insieme per sostenere i suoi giocatori». Sulla
stessa linea Alessandro Cerilli, dirigente provinciale dei giovani di An che
aggiunge: «Non solo lo stadio chiuso, ma anche il palazzetto dello sport senza
riscaldamento con tutti i problemi connessi, mentre la biblioteca è senza
riscaldamento ed ora pure chiusa di sabato». Concludono insieme Perroni e
Cerilli: «Ma che cosa hanno fatto di male i giovani Terracinesi per meritarsi
tutto questo?». Sulla stessa linea d’onda la critica che arriva
dall’associazione culturale «Pasquino», che invece, partendo dalla polemica
sull’utilizzo dell’aula magna del liceo «da Vinci», si sofferma sull’assenza di
spazi sociali: «Continua a farsi sentire sempre di più l’esigenza di far nascere
anche nella nostra città degli spazi di aggregazione, di incontro e
comunicazione – ragionano gli esponenti dell’associazione -. Purtroppo oggi
possiamo affermare che l’unica struttura organizzata e disponibile ad investire
questo ruolo è rimasta la struttura scolastica del liceo, che troppo spesso si
trova nell’occhio del ciclone, solo per aver dato una disponibilità verso la
cittadinanza, importantissima dal nostro punto di vista, per permettere a tutti
di incontrarsi e condividere un progetto». Per onor della cronaca, da «Pasquino
» ricordano in quale stato versano le strutture che dovrebbero assolvere a
questa importante funzione: «Non dimentichiamo che strutture come la biblioteca
comunale, e il palazzetto dello sport Pio Capponi o Villa Tomassini si trovano
in situazioni disastrose non riuscendo nemmeno più ad offrire
i servizi base per l’accoglienza delle persone. Tutto a dimostrazione di
una scarsissima sensibilità verso l’esigenza ormai più che palese di spazi e
momenti di aggregazione e cultura, di cui Terracina ha un assoluto bisogno». A
tali considerazioni i vertici dell’amministrazione, più o meno votati, hanno per
caso il coraggio di rispondere? Nell’attesa – impaziente – di delucidazioni,
qualcosa può essere senz’altro detta: è una vergogna.
Pierfederico Pernarella

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«Macché buonuscita? Mi sono dimesso per cui non posso pretendere nulla dal
Comune». Vista da lui, l’ex direttore generale Giuliano Masci, la questione
sollevata da Vincenzo Coccia ha tutto l’aspetto di una clamorosa gaffe. Il
consigliere comunale del Pd aveva sostenuto che la revoca dell’incarico di
direttore generale a Masci rischiava di costare alle casse comunali la somma di
45mila euro, dal momento che il rapporto di lavoro era stato troncato
anticipatamente rispetto alla sua naturale conclusione e senza alcun preavviso.
In virtù di quanto previsto dal contratto stipulato un anno fa tra le parti,
Masci avrebbe dovuto avere la rispettabile somma di 45mila euro, equivalente a 9
mesi di stipendio.La risposta dell’ex direttore generale, ora tornato alla
politica con l’incarico di vicesindaco e assessore al Bilancio, non s’è fatta
attendere. «Una penale per inadempienza contrattuale? Una carnevalata. E’
singolare che un consigliere che esercita la professione di avvocato si lasci
andare a così gravi e incaute dichiarazioni, senza aver visionato gli atti. Se
lo avesse fatto, avrebbe riscontrato che l’incarico in questione non è cessato
per volontà dell’ammistrazione, ma, più semplicemente, per dimissioni spontanee
e unilateriali del city manager. E’ ovvio che le dimissioni così formalizzate
non possono in alcun modo dar luogo ad alcun risarcimento e, quindi, le pseudo
preoccupazioni del consigliere sono infondate». Discorso chiuso?
E.B.

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«LA revoca dell’incarico di direttore generale a Giuliano Masci rischia di
costare alle casse comunali e di conseguenza alle tasche degli ignari cittadini
la somma di 45 mila euro centesimo più centesimo meno». È quanto denuncia il
consigliere del Partito democratico, Vincenzo Coccia. «Tale importo – prosegue
Coccia – è il frutto di una penale inserita all’articolo 3 del contratto
stipulato tra amministrazione comunale e l’ormai ex direttore generale in forza
della quale spetterebb e r o a quest’ultimo, in caso di mancata comunicazione
della volontà dell’amministrazione di recedere anticipatamente dal contratto,
con lettera raccomandata almeno tre mesi prima tre mensilità di stipendio;
inoltre, l’articolo 10 del medesimo contratto prevede che in caso di recesso
anticipato l’amministrazione sia tenuta al versamento in favore del city manager
di un’indennità pari ad una semestralità del compenso». Il che, fa notare il
consigliere di minoranza, «in un normale rapporto di lavoro le clausole suddette
non desterebbero alcuna perplessità; nel caso di specie invece le clausole
suddette suscitano un moto di vera e propria indignazione». Ma il vizio, secondo
Coccia, sta proprio nell’iter e nelle motivazione che hanno portato alla nomina:
«E’ indubitabile che la scelta del direttore generale sia stata effettuata non
in forza delle "indiscusse capacità" del "prescelto" ma per espressa imposizione
al sindaco ed al resto della compagine di maggioranza da parte del "prescelto"
medesimo; inoltre è altrettanto indubitabile che la scelta di porre fine al
contratto sia stata unilateralmente ed insindacabilmente adottata per volontà
dell’(ex) direttore generale il quale ha preteso ed ottenuto la carica di vice
sindaco. Entrambe le circostanze evidenziano "l’anomalia" del rapporto tra
amministrazione comunale ed (ex) direttore generale; anomalia tale da rendere
prevedibile, sin dal momento della sottoscrizione del contratto, che mai il
Sindaco avrebbe potuto intimare il recesso al direttore generale poiché la
nomina era garanzia di tenuta della maggioranza e che il Direttore Generale
avrebbe potuto usufruire dei benefici di un contratto cucito su misura tale da
assicurargli una lauta "buonuscita" al momento della inevitabile e forse
programmata cessazione anticipata». Oltre alla buonuscita, rincara il
consigliere del Pd, resta anche «da accertare se Giuliano Masci abbia adempiuto
o meno ai compiti allo stesso attribuiti dal contratto ed in particolare a
quelli relativi all’attività di coordinamento dei dirigenti in relazione alla
predisposizione del piano esecutivo di gestione. Ci chiediamo inoltre se (l’ex)
direttore generale abbia mai relazionato al sindaco sull’attività svolta così
come previsto dall’articolo 9 del contratto stesso. Se tali "mancanze" dovessero
trovare conferma il sindaco non potrebbe esimersi dall’avviare nei confronti
dell’(ex) direttore generale un azione di responsabilità per inadempimento». Ma
Coccia è il primo a non credere all’attuazione di simili verifiche: «Temiamo
invece che a meno di improbabili rinunce da parte del "beneficiario" all’(ex)
Direttore Generale verranno "regalati" altri 45 mila euro, oltre all’indennità
di vice sindaco – circa 1200 euro netti mensili -; alla faccia del rispetto dei
principi di efficacia, efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa ed in
spregio ai crescenti sacrifici economici che questa amministrazione ha imposto
ai cittadini in termini di aumenti delle tariffe Ici, Tarsu
ed addizionale Irpef».
Pierfederico Pernarella

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Colpita la zona Ceccaccio. Indagini in corso da parte della Polizia Uno
sportello lasciato aperto fa pensare a una matrice dolosa per le ultime due
macchine incendiate all’alba di ieri nella zona di Ceccaccio. Questa volta
colpiti sono stati un impiegato ed una commerciante. Avevano lasciato
parcheggiate le proprie autovetture la sera prima. Se le sono ritrovate
completamente distrutte dalle fiamme- killer. Erano all’incirca le 6 quando è
arrivata la segnalazione alla centrale della caserma dei vigili del fuoco di Terracina.

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Discarica lungo il fiume Mortacino: un degrado ambientale che rischia di
inquinare la flora e la fauna locale. Un vero e proprio scempio a due passi dal
centro urbano. La discarica a cielo aperto la si può trovare in bella vista
nella strada interna, parallela alla Pontina, lungo il canale Mortacino. Un
terreno abbandonato, grande diverse decine di metri quadrati e lungo altrettanti
che divide le sponde del fiume dalla strada, in cui vi è stato depositato di
tutto: elettrodomestici, scarti di ogni genere, immondizia, cartacce,
pneumatici, teli in plastica, ferro. La cui provenienza è al momento ignota, ma
è evidente che la discarica veniva usata da molti, essendo presente diversi tipi
di ingombranti. E se non bastasse, qualcuno ha anche pensato di darvi fuoco,
forse così facendo ha pensato di far perdere le tracce, distruggere tutto il
malfatto. O forse per dare ulteriore spazio ad altri depositi abusivi. Ma
l’immondizia gettata con noncuranza sul terreno è stata solo in parte devastata
dalle fiamme, il resto è ancora lì presente, con altri materiali a quanto pare
arrivati da poco. Mentre in un’altra parte della discarica è possibile vedere i
residui ridotti addirittura in cenere, che con molta probabilità sono scolati
all’interno del canale e portati via dalle correnti. Una discarica sembrerebbe
presente già da alcuni mesi, essendo gli scarti in quantità a dir poco
smisurata. Un rischio inquinamento molto alto e non solo per il canale Mortacino
e le sue acque, ma anche per il terreno e l’atmosfera essendo stati bruciati
materiali tossici poi sparsi nell’aria. Da non dimenticare inoltre che la zona è
anche in prevalenza abitata, oltre ad essere rimessaggio per le barche. Solo
pochi mesi fa alcuni passanti notarono e denunciarono la presenza di una
quantità notevole di schiuma bianca a filo d’acqua nel canale Mortacino. Mentre
in autunno erano stati trovati a galla una quantità sospetta di pesci morti,
rimasti in superficie poi per settimane, le cui cause sono ancora da accertare.
Tanto che dovette intervenire l’Arpa Lazio per i prelievi delle acque e la
stazione zoologica ambientale che invece prese dei campioni di pesce per
analizzarlo. Anche in quel caso non si era escluso che potesse trattarsi di
scarichi inquinanti. Un’altra discarica quindi trovata in città, che non farà
altro che aggravare la condizione dell’intero comprensorio già da tempo provato
per i continui rifiuti presenti in ogni angolo della città, piccola o grande che
siano, e ci sono sempre.
Maya Bottiglia

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Mancano i netturbini, la pulizia della città è a rischio. A preoccuparsene sono
i sindacati dei lavoratori, i quali chiedono un incontro con il Sindaco Stefano
Nardi e con l’amministratore delegato della Terracina Ambiente. Personale
ridotto al minimo (sono sette i netturbini andati in pensione senza alcun
tournover), mezzi e attrezzature non adeguate alle esigenze della città,
situazione precaria delle retribuzioni, mancata consegna dei ticket restaurant
ai lavoratori. Com’è possibile andare avanti? E’ questa la domanda che si
pongono Massimo Feudi della FIT- CISL Francesco Meschino della FP-CGIL e Franco
Assaiante della CONFSAL in difesa dei lavoratori della Terracina Ambiente. La
pulizia delle strade e degli arenili lascia a desiderare e le prospettive per
l’immediato futuro non sono per nulla rosee. «I servizi – spiegano i
rappresentati dei diversi sindacati – sono ridotti al minimo. La sopravvivenza
della Terracina Ambiente è in bilico. E’ per questo che sollecitiamo un incontro
con l’amministrazione comunale e la Terracina Ambiente, per discutere le
problematiche esistenti tenendo ben presente la prossimità delle feste pasquali
e l’avvicinarsi della stagione estiva. Come vogliamo dare il servizio di pulizia
alla città viste le carenze attuali?». La FIT- CISL , la FP-CGIL e la CONFSAL
cercheranno di avere una risposta immediata dal Palazzo.
Rossella Bersani

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Ecco il "Nardi bis". Nella serata di ieri, il sindaco ha scelto i restanti
quattro assessori secondo le indicazioni dei partiti, dopo i sei individuati da
lui stesso nei giorni scorsi, attribuendo a tutti le rispettive deleghe. Innanzi
tutto c’è da dire che il primo cittadino avoca a sé i Servizi sociali, i
Trasporti e la Polizia municipale. Per il resto, confermati i tre rappresentanti
di An, che conservano le loro competenze: Mariano De Gregorio all’Ambiente,
Gianni D’Amico ai Parchi ed all’Agricoltura, Giovanni Masci all’Urbanistica.
Conferme anche per l’Udc, con Massimiliano Di Girolamo alle Attività Produttive
e Demanio e Sandro Marigliani alla Cultura e Pubblica Istruzione. I repubblicani
ottengono per Giuliano Masci la delega di vice sindaco, oltre a quella già
annunciata alle Risorse Finanziarie, mentre Vittorio Simonelli viene spostato al
Personale, assessorato di cui era stato titolare anche nello scorso mandato. C’è
anche Forza Italia, con Franco Ferrari allo Sport e Tempo Libero (in un primo
momento era stato designato dallo stesso sindaco ai Lavori pubblici), Luciano
Pecchia ai Lavori Pubblici e Pietro Serra al Turismo. C’è anche Forza Italia, ma
molto probabilmente per poco. Gli azzurri sono privati della carica di vice
sindaco, subiscono un ulteriore ridimensionamento con la perdita dei Servizi
Sociali ed ottengono due deleghe, quelle allo Sport ed al Tempo Libero, che è
difficile considerare strategiche. Ma la questione cruciale era la fascia di
vice sindaco, che Nardi, come era largamente nelle previsioni, ha scelto di
assegnare al city manager pentito Giuliano Masci, nonostante Fi l’avesse
ufficialmente rivendicata. A questo punto, sembra inevitabile l’addio degli
azzurri all’alleanza vincitrice delle elezioni del 2006, che si ridurrebbe così
a sedici uomini: il minimo (salvo campagna acquisti). A parte Forza Italia,
comunque, la nuova giunta fa già registrare una polemica al suo interno. Mariano
De Gregorio nell’auspicare un "vero rinnovamento", mette in guarda dai
"posizionamenti arroganti di taluni che nel bene e nel male cascano sempre in
piedi e da vecchie logiche di lobbies politiche dove a decidere sono sempre gli
stessi". "Rinnovamento significa cambiare – termina De Gregorio – e questo deve
assolutamente avvenire e Alleanza nazionale ha l’obbligo morale di condurre
questo cambiamento con la convinzione di chi essendosi affidato per troppo tempo
ai Guru della Politica si è accorto di essere fortemente in ritardo sulle
risposte che la città si attendeva". Chi sono gli "arroganti" "guru" "che
cascano sempre in piedi"? Tanto per cercare un indizio si può ricordare che An,
all’inizio di questa crisi, aveva coltivato il sogno, non solo di rimuovere
Giuliano Masci dalla poltrona di direttore generale, ma anche di tenerlo lontano
dalla Giunta.
Andrea Di Lello

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