Un contatore "impazzito" e la titolare di una  pescheria  s’era  vista  arrivare una bolletta di oltre 20 mila euro.  Una  perizia  tecnica  ha  fatto  scoprire, adesso, il guasto, per cui il giudice ha dato torto ad Acqualatina e  confermato
il provvedimento di ripristino della fornitura, che  per  due  volte  era  stata staccata. Due bollette-shock quelle arrivate a L.E., proprietaria  di  una  nota pescheria del luogo. Si riferivano ad un periodo di circa 1 anno tra il 2005  ed il  2006.   Alle  letture  periodiche  di  Acqualatina  risultava  un    consumo complessivo di circa 6 mila metri cubi d’acqua. Davvero un numero  spropositato.
L.E. ha  contestato  immediatamente  il  consumo,   sostenendo  che  un  calcolo presuntivo portava a ben  altri  calcoli.   Acqualatina  procedeva  comunque  al distacco della fornitura. L.E., assistita dall’avv. Dario Carinci  del  Foro  di Frosinone, produceva un ricorso urgente al Tribunale di Terracina.   Il  giudice
Antonio Perinelli decideva per il riallaccio e affidava ad un CTU  i  controlli.
Il  perito  accertava  che  il  consumo  era  davvero  sproporzionato   e    che
verosimilmente si era verificato un guasto nella  taratura  del  contatore.   Il
giudice ha confermato il provvedimento di riallaccio. L.E., dopo  essersi  vista
dare ragione, potrebbe reclamare  i  danni  da  Acqalatina  per  il  periodo  di
chiusura dell’attività.
E.B.

 

 

Giovanni Pacini, 42 anni di Monte San Biagio, responsabile della Coop Terracina,
è morto ieri sulla Pontina, Migliara 58, all’altezza del bivio di San  Vito,   a
seguito di un tragico incidente.
E’ successo nel tardo pomeriggio. Era  a  bordo
della sua Matiz insieme alla moglie, Patrizia Popolla 40 anni,   impiegata  come
lsu, lavoratori socialmente utili, al comune di  Monte  San  Biagio,   quando  è
stato tamponato da una  Bmw  che  andava  ad  alta  velocità  con  a  bordo  due
albanesi. Un impatto devastante. La Matiz  ha  fatto  un  testa  coda  prima  di
ribaltarsi e finire la corsa dopo alcune decine di metri. Il quarantaduenne  non
ha avuto neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo, di poter evitare  il
peggio. Anche la Bmw  ha  avuto  la  stessa  sorte,   finendo  nel  fossato  che
costeggia la strada. I due albanesi sono  rimasti  illesi  ma  anziché  prestare
soccorso sono scappati nelle campagne vicine.  Li  hanno  presi  poco  dopo  gli
agenti della stradale di Terracina  diretti  dall’ispettore  superiore  Giuliano
Trillò insieme ai colleghi del commissariato. Ora sono in stato di  fermo.   Sul
posto si sono portati vigili del fuoco, 118 e polstrada.   I  due  coniugi  sono
stati estratti dai vigili del fuoco da un groviglio  di  lamiere  e  sono  stati
trasportati immediatamente all’ospedale Fiorini.   I  medici  hanno  tentato  di
salvare Giovanni Pacini ma non c’è stato nulla da fare,  è  deceduto.   Prognosi
riservata per la moglie. Le hanno riscontrato fratture su  tutte  le  parti  del
corpo. I mezzi sono stati sequestrati. La polstrada  sta  ricostruendo  l’intera
dinamica dell’incidente. Giovanni Pacini, come sua moglie, era molto  conosciuto
a Monte San Biagio. Lascia due figli.
F.Coc.

 

 

Ricomincio da zero. Il  sindaco  di  Terracina  Stefano  Nardi  ha  ritirato  le
deleghe a tutti i suoi assessori, comprese le  nomine  politiche  delle  società
partecipate del Comune che sono Terracina Ambiente e Istituzione.  Lo  ha  fatto
al termine di una riunione fiume con i capigruppo e segretari  dei  partiti  che
lo sostengono. Tempo tre giorni e tornerà di nuovo alla carica. Prima  si  vedrà
con ogni partito e poi deciderà la squadra. Nardi si è detto stufo dei  continui
litigi  tra  assessori.   Troppe  incomprensioni  legate  alla    mancanza    di
comunicazione, più o meno volute. Vuole una nuova squadra capace  di  portare  a
termine il programma amministrativo d’inizio legislatura. «Sono questi due  atti
politici  e  amministrativi  importanti  a  cui  sono  giunto  dopo  una   lunga
riflessione, ma anche per  il  profondo  senso  di  responsabilità  che  ho  nei
confronti di  Terracina  e  della  rappresentanza  espressa  oggi  in  consiglio
comunale – ha detto il sindaco – Nelle prossime  ore  si  avvierà  una  fase  di
consultazione tra tutte le forze politiche espressione del governo della  città,
al termine della quale prenderò  gli  opportuni  provvedimenti  per  costituire,
infine,   un’amministrazione  che  sappia  coniugare  al  meglio  gli  interessi
generali di Terracina». Nessuno si è opposto alla decisione di  azzeramento  che
ha messo sul tavolo a inizio riunione. Erano tutti più o meno convinti che  così
non si poteva più andare avanti. «C’era la necessità  di  voltare  pagina  -  ha
detto il capogruppo di Forza Italia Pino Amuro – I  rapporti  tra  assessori  si
erano troppo  inclinati  a  causa  di  mancanza  di  comunicazione.   In  alcune
circostanze si sono sovrapposti». C’è chi  invece  attende  gli  sviluppi  della
crisi e la nuova lista di assessori come il city  manager  Giuliano  Masci.   Lo
scorso anno proprio sulla nomina di Masci  scattò  una  crisi  politica  che  si
risolse con un nulla di fatto. In quel caso Nardi  accennò  all’azzeramento  che
poi non fece, a differenza di questa volta. «Attendo gli  sviluppi  delle  crisi
per decidere cosa fare – ha commentato  il  city  manager  ed  ex  assessore  al
Bilancio del Pri – Non sto pensando  ora  alla  mie  dimissioni.   Vediamo  cosa
succede nei prossimi giorni». Intanto l’attività amministrativa è  ferma.   Fino
alla formalizzazione delle nuove  deleghe  sarà  lo  stesso  primo  cittadino  a
gestire direttamente le competenze. Si ipotizzano almeno un  paio  di  settimane
di fermo amministrativo. Ma non si esclude che la  paralisi  del  governo  della
città possa durare  di  più.   In  questo  clima  non  sarà  facile  trovare  la
quadratura.   Alleanza  nazionale  e  Pri  erano    arrivati    alla    riunione
chiarificatrice piuttosto decisi a rivedere i  rapporti  con  Forza  Italia  che
aveva  aperto  la  crisi  nel  corso  dei  due  ultimi  consigli  comunali   non
presentandosi ai lavori contestando le modalità  di  gestione  delle  decisioni.
Poca collegialità e cambi repentini. L’ipotesi di governare  senza  gli  azzurri
era  circolata  insistentemente  per  poi   essere    completamente    superata.

 

Il nostro vogatore alle olimpiadi
Il prossimo 8 agosto s’inaugureranno le Olimpiadi di Pechino. Da  dopodomani  un
gruppo di canottieri delle società remiere pontine saranno a  Piediluco  (Terni)
dove sull’omonimo  lago  avrà  luogo  il  primo  raduno  del  cosiddetto  Gruppo
Olimpico.  Sono  gli  atleti  del  remo  che,   essendosi  qualificati,   stanno
preparando le olimpiadi cinesi.   Caposcuola  dei  vogatori  azzurri  è  Alessio
Sartori, 31 anni, di Terracina, atleta delle  Fiamme  Gialle  di  Sabaudia,   la
società dov’è nato come  canottiere  e  con  la  quale  ha  raggiunto  risultati
strepitosi. Per Alessio sarà la sua quarta olimpiade consecutiva. L’armo con  il
quale scenderà in acqua in Cina è il "quattro senza" allenato da  Valter  Molea,
41 anni, direttore tecnico delle Fiamme  Oro  di  Sabaudia:  «Inutile  dire  che
puntiamo a una medaglia e stiamo lavorando per questo spiega  Molea  che  ha  un
blasonato passato remiero proprio con il "quattro senza" ma dire quale  medaglia
l’equipaggio potrà conquistare è un azzardo». Ma un dato è  certo:  il  "quattro
senza" con a bordo Alessio Sartori, i fratelli Carlo e Niccolò Mornati  (Circolo
canottieri Aniene di Roma) e il capovoga Lorenzo Carboncini (Fiamme  Oro)  è  il
vicecampione del mondo in carica. Solo la Nuova Zelanda, il 1° settembre  scorso
sul bacino di Monaco di Baviera,  riuscì  a  battere  l’equipaggio  azzurro  che
stava praticamente per agguantare anche il kiwi. Il raduno sul lago  umbro  sarà
seguito in prima persona dal dt  azzurro  Andrea  Coppola  che  sottolinea  come
«altri allenamenti e raduni non è escluso che vengano  effettuati  sul  lago  di
Sabaudia dove le condizioni di  allenamento  invernale  sono  eccezionali».   Di
recente proprio il "quattro senza" di Sartori si è allenato  per  una  settimana
all’ombra  del  Circeo  ospite  dell’impianto  delle    Fiamme    Oro    guidato
dall’ispettore Elmo Santini. Ma sul  lago  del  Ternano,   dove  la  Federazione
italiana canottaggio ha il suo centro federale intitolato a Paolo  d’Aloja,   da
lunedì ci sarà anche Simone Venier, 23 anni,  nativo  di  Terracina  e  vogatore
gialloverde. Venier è alla sua seconda olimpiade dopo Atene 2004, figlio  d’arte
il padre Silvano è stato azzurro e allenatore è uno dei  vogatori  delle  Fiamme
Gialle più precoci. Qualcuno lo definì l’erede di Alessio Sartori, ma in  realtà
i due non hanno mai  vogato  insieme.   Tre  le  vogatrici  troviamo  Elisabetta
Sancassani, anche le  delle  Fiamme  Gialle  e  la  sua  collega  Laura  Milani:
entrambe già affermate sono state arruolate da circa  un  anno  nello  squadrone
allenato da Franco Cattaneo. E anche Cattaneo fa parte del  team  di  allenatori
azzurri: è il responsabile del settore coppia sia senior che pesi  leggeri.   Il
direttore tecnico della Nazionale, Coppola, non  nasconde  che  l’equipaggio  di
punta è proprio il "quattro senza" di Alessio Sartori. Che  possano  conquistare
il massimo alloro è plausibile.   I  neozelandesi  sono  abbordabili,   ma  alle
Olimpiadi c’è sempre l’outsider di turno in agguato.

 

…e anche il nostro tiratore scelto si prepara per la terza olimpiade.
Si annuncia un anno  davvero  particolare  per  Daniele  Di  Spigno,   33  anni,
campione europeo in carica di double trap, una delle  tre  specialità  olimpiche
del tiro a volo.Per gli ultimi  giorni  di  gennaio  è  attesa  la  nascita  del
primogenito David mentre ad agosto ci saranno i giochi olimpici di Pechino,   la
terza Olimpiade per l’atleta di Terracina. «La preparazione è  già  iniziata  ci
dice al telefono, interrompendo per un attimo il  lavoro  nella  palestra  Terzo
Millennio di Terracina seguo  il  programma  che  ormai  da  anni  ho  stabilito
insieme ai tecnici della federazione: pesi e tanto, tanto lavoro aerobico». Tre,
quattro  le  sedute  settimanali  previste  in  questo  avvio    di    stagione:
«Intervallo l’allenamento con i miei impegni di futuro  papà  che  prevedono  la
presenza a monitoraggi, ecografie e esami pre-parto a cui  si  sta  sottoponendo
Elisa, la mia compagna», dice con una battuta.   Per  imbracciare  di  nuovo  il
fucile bisognerà invece attendere i primi  giorni  di  febbraio:  «Le  tappe  di
avvicinamento all’appuntamento olimpico sono già fissate. Parteciperò a  qualche
gara nazionale, ad una prova del Campionato Italiano, ai raduni  azzurri  mentre
ad aprile sarò a Pechino per gareggiare nella prova pre-olimpica».  Sarà  quella
l’occasione per conoscere il campo di gara cinese: «Non ne  sono  convinto,   ma
credo di avervi già gareggiato. L’esperienza risale al 1994, ad  una  delle  mie
prime apparizioni con la nazionale  seniores,   all’epoca  gareggiavo  come  Mqs
(Minimum qualification score).   Comunque,   anche  fosse  lo  stesso,   per  le
Olimpiadi gli organizzatori hanno completamento ristrutturato l’impianto».   Gli
avversari saranno quelli di sempre: i cinesi Hu e Wang, lo svedese Dahlby,   gli
statunitensi Eller e Richmond, l’inglese Scott, il russo  Fokeev:  «Ma  la  vera
incognita sarà rappresentata dai  piattelli.   Per  l’intera  gara  si  useranno
quelli fumogeni, di solito riservati soltanto alla  finale,   un  piattello  più
duro degli altri anticipa Di Spigno che quando  non  veste  la  maglia  azzurra,
difende i colori delle Fiamme Oro  la  scelta  potrebbe  favorire  noi  italiani
considerato che i piattelli vengono prodotti nel nostro paese  e  più  di  altri
potremmo  valutarne  le  caratteristiche,   adeguandoci  di  conseguenza».    La
nazionale italiana di double trap è già decisa, con Daniele Di  Spigno  ci  sarà
l’anziate Francesco D’Aniello, anche lui delle Fiamme Oro, attuale campione  del
mondo in carica: «E’ suo  anche  il  primo  posto  nel  ranking  mondiale  della
specialità (Di Spigno è sesto ndr)  sottolinea  il  tiratore  di  Terracina  c’è
invece maggiore incertezza per  quanto  riguarda  la  composizione  delle  altre
squadra azzurre. Nel trap, a mio avviso,   ci  sono  ottime  possibilità  perché
insieme a Giovanni Pellielo venga convocato Erminio Frasca  (di  Priverno).   La
seconda maglia azzurra è in ballottaggio tra  lui  e  Massimiliano  Mola  ma  il
fatto che Frasca abbia vinto la finale di Coppa  del  Mondo  proprio  davanti  a
Mola  fa  prevedere  in  una  scelta  in  suo  favore».   Nelle  precedenti  due
partecipazioni alle Olimpiadi, Di Spigno, pur se incluso  tra  i  favoriti,   ha
sempre deluso: «A Sidney mi sono piazzato quattordicesimo, settimo ad  Atene  e,
quindi, se di Olimpiade in Olimpiade mi miglioro  ogni  volta  di  sette  posti,
fate un po’ voi per Pechino».

 

Salvo  gli  immancabili  imprevisti  dell’ultim’ora,    sembrerebbe    imminente
l’apertura del distaccamento di polizia municipale a  Borgo  Hermada
,   popolosa
frazione  alle  porte  di  Terracina:  secondo  voci  di  corridoio,    infatti,
mancherebbe soltanto qualche altra carta circa la totale idoneità dello  stabile
scelto in via Cesare Battisti come sede  del  mini-comando,   e  il  gioco  sarà
fatto. Entro questo mese, dunque, il borgo potrebbe avere il  suo  distaccamento
di polizia  locale,   particolarmente  atteso  dagli  oltre  10  mila  residenti
quotidianamente alle prese con i piccoli e grossi problemi  del  vivere  comune.
"E’  questo  -  scriveva  l’assessore  Sergio  Meneghello  lo  scorso   novembre
nell’annunciare la notizia -"sicuramente  l’inizio  di  un  percorso  che  dovrà
condurre l’Amministrazione comunale  all’obiettivo  di  organizzare  un  vero  e
proprio distaccamento della polizia locale, superando  anche  alcune  criticità,
prima fra tutte la cronica carenza di personale". Già, la dura legge dei  numeri
che nel caso  specifico  del  corpo  diretto  dal  comandante  Vincenzo  Pecchia
diventa ancora più dura: attualmente i  vigili  urbani  operativi  non  arrivano
nemmeno a 30 unità su una popolazione che sappiamo ammontare a  svariate  decine
di migliaia di abitanti. Il distaccamento di Borgo Hermada potrà contare su  due
agenti (uno per turno), per forza di cose sottratti ai colleghi di via  Sarti  a
Terracina:  una  presenza  certamente  importante  già  per  il  solo  fatto  di
"esserci", ma che, però, come ci si renderà facilmente conto, non si  sa  quanto
potrà effettivamente alleggerire la mole di lavoro dal corpo di  polizia  locale
in generale visto che per gli interventi  più  sostanziosi  sarà  indispensabile
allertare i colleghi che, comunque, dovranno giungere dalla città. Anche  questa
è un’altra delle tante cose da vedere.
Ri.Re.

 

 



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